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SUMMARY:"REKHOVER-Science" a Villa Torlonia
DESCRIPTION:  \n\n\n\n\n\n\n\nDomenica 26 aprile\, Villa Torlonia ospiterà un importante evento del progetto Terza Missione “REKHOVER-Science”\, promosso dal Dipartimento di Scienze della Terra della Sapienza Università di Roma. \n\n\n\nPresso Technotown\, Hub della scienza creativa di Roma Capitale\, verranno infatti presentati i nuovi kit laboratoriali pratici nati dalla collaborazione tra i ricercatori dell’Ateneo e lo staff dell’Hub capitolino. Si tratta di un’iniziativa nata per garantire agli studenti ospedalizzati o in regime di istruzione domiciliare l’accesso a esperienze didattiche sperimentali\, rendendo l’apprendimento scientifico più inclusivo e accessibile. \n\n\n\nIl progetto REKHOVER-Science (Realizing Kits for Hospital Visualize Earth Science) punta a sviluppare\, testare e diffondere kit pratici per supportare l’educazione alle Scienze della Terra nella “Scuola in Ospedale”. L’approccio esperienziale pratico ha dimostrato la sua efficacia come strumento di apprendimento\, per visualizzare concetti complessi e facilitare la memorizzazione. \n\n\n\nI kit sono stati sviluppati attraverso un processo di co-progettazione che ha coinvolto direttamente i docenti dei servizi di educazione domiciliare e ospedaliera dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù\, del Policlinico Umberto I e del Policlinico A. Gemelli di Roma\, che coprono ogni ciclo scolastico (primaria\, secondaria e superiore). \n\n\n\nQuesto lavoro sinergico ha permesso di individuare i contenuti geoscientifici che più necessitano di un supporto tattile e visivo e di creare strumenti su misura\, replicabili e funzionali alle esigenze specifiche degli studenti-pazienti. L’attività di progettazione e fabbricazione di questi kit promuove al contempo competenze STEM\, cittadinanza attiva e sensibilità verso l’inclusione. \n\n\n\nI kit presentati a Technotown saranno consegnati ai reparti ospedalieri pediatrici romani\, per supportare quotidianamente la didattica del progetto “Scuola in Ospedale”. L’efficacia di questi strumenti sarà monitorata costantemente e i risultati verranno condivisi online per creare un modello educativo replicabile a livello nazionale. L’obiettivo finale è duplice: migliorare l’apprendimento scientifico e\, soprattutto\, abbattere il senso di isolamento\, riducendo il rischio di dispersione scolastica per chi sta affrontando un percorso di cura. \n\n\n\nPer maggiori info sul progetto: \n\n\n\nhttps://sapienzainearth.com/rekhover-science – www.technotown.it \n\n\n\nPROGRAMMA DELLA GIORNATA \n\n\n\nA partire dalle ore 15.00\, nella Sala del Teatro scientifico\, verranno presentati al pubblico i Kit laboratoriali. Il pubblico presente\, di tutte le età\, guidato dai ricercatori universitari\, verrà poi coinvolto nella fase di test e assemblaggio degli stessi kit. \n\n\n\nAlle ore 17.00 inizierà lo Smartlab Storytime Podcast Lab condotto da Michela Bamonte (tutor di Techntown) durante il quale i ragazzi e le ragazze\, dai 12 anni in su\, potranno sperimentare e realizzare un podcast con il racconto di esperienze vissute. Il laboratorio\, che ha come obiettivo quello di sperimentare e imparare qualcosa di nuovo divertendosi\, è pensato come uno spazio rispettoso e accogliente. Per partecipare non occorre aver avuto già esperienza con lo strumento del podcast\, poiché sarà il tutor a facilitare l’uso di microfoni e attrezzatura. La durata del laboratorio è di 1 ora circa. Ai partecipanti è richiesto di portare una micro sd card sulla quale salvare la propria registrazione audio. \n\n\n\nBiglietto d’ingresso € 1\,00 con prenotazione obbligatoria al call center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00).  \n\n\n\nTECHNOTOWN \n\n\n\nHub della scienza creativa di Roma Capitale – Assessorato alla Scuola\, Formazione e Lavoro \n\n\n\nOrganizzazione e cura scientifica di Zètema Progetto Cultura \n\n\n\nInfo e prenotazioni \n\n\n\nContact center 060608 (attivo tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00). \n\n\n\nwww.technotown.it
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LOCATION:Techtown\, Via Lazzaro Spallanzani\, 1\, Roma\, ITA\, Italy
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SUMMARY:Traindeville – Canzoni per la Liberazione a Rimessa Fan
DESCRIPTION:Sabato 25 aprile dalle 21:30 nei nuovissimi e accoglienti spazi di Rimessa Fab\, nel cuore di Trastevere\, celebreremo insieme la Festa della Liberazione con le nostre canzoni e letture in tema. \n\n\n\nRimessa Fab è un luogo da conoscere: un autentico salotto dove musica\, cucina\, vini e buoni libri si trovano in naturale sintonia.Potrete cenare o gustare un drink in compagnia della nostra musica in una serata speciale\, dedicata alla Liberazione dal nazifascismo. \n\n\n\nUn imperdibile percorso tra Musica e Memoria\, da “Roma città persa” -brano scritto da Ludovica Valori per onorare la Resistenza Romana – a brani tradizionali provenienti dalla cultura Rom e Yiddish come “Djelem Djelem” e “Tsigaynerlid”. \n\n\n\nLa formazione:Ludovica Valori – voce\, fisarmonica\, trombonePaolo Camerini – contrabbasso\, coriFabio Gammone – chitarra\, armonica\, clarinetto\, kazoo\, voce \n\n\n\nIngresso libero\, prenotazione consigliata \n\n\n\nWhatsapp 3493525981 booking@rimessaroscioli.com
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SUMMARY:"Circo Zarathustra"  al Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Debutta in prima nazionale\, sabato 25 aprile alle ore 19.00 al Teatro Biondo di Palermo\, lo spettacolo Circo Zarathustra – Nietzsche in pista di Leonardo Petrillo\, con Ennio Coltorti nel ruolo di Friedrich Nietzsche\, Violante Placido nel ruolo di Lou Salomè e con Lucia Brusadin\, Salvo Cirrincione\, Lorenzo Covello e Giuseppe Muscarello. Le scene sono di Carlo De Marino\, i costumi di Dora Argento\, le musiche di Mariano Bellopede\, le luci di Cesare Accetta e le coreografie di Giuseppe Muscarello. \n\n\n\nRepliche fino al 3 maggio e poi al Piccolo Teatro di Milano dal 6 al 10 maggio. \n\n\n\nCirco Zarathustra è un’originale produzione del Teatro Biondo di Palermo\, che ha ottenuto il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania\, nella quale il pensiero del più influente filosofo moderno\, da egli stesso definito “inattuale”\, viene restituito in una chiave sorprendente e spettacolare. \n\n\n\nFriedrich Nietzsche è stato quel pensatore che\, dopo aver profetizzato la degenerazione della società occidentale\, ha trascorso gli ultimi anni di vita (undici) in silenzio. Petrillo immagina che oggi torni tra noi per parlare di morale insieme al suo grande amore Lou von Salomè e al suo personaggio più famoso\, Zarathustra\, il primo tra tutti i profeti\, islamici\, ebrei e cristiani. \n\n\n\nIl profeta che ha piena consapevolezza che “Dio è morto”\, si assume il compito di annunciare la sua visione al mondo\, ma quando inizia a raccontare non viene ascoltato perché nel frattempo è in corso uno spettacolo circense. \n\n\n\nIl circo è la scena in cui si svolge lo spettacolo\, “uno spettacolo per tutti e per nessuno” secondo quanto Nietzsche prescriveva per il suo Così parlò Zarathustra. Attori\, funamboli\, clown e acrobati circondano il filosofo che ha concepito il concetto di “Eterno ritorno” e che è tornato per annunciare le sue profezie. \n\n\n\nAttingendo al mare magnum dell’opera di Nietzsche\, incrociando i suoi scritti e il suo pensiero\, Petrillo ha creato un’opera spiazzante\, che analizza il pensiero paradossale\, a volte estremo e contraddittorio del filosofo più controverso della modernità. \n\n\n\n«Il nichilismo di Nietzsche – afferma Petrillo – non è passivo\, non è pessimismo e rassegnazione; è attivo\, affronta con coraggio\, eroicamente\, la vita per darle un senso». \n\n\n\nTornato tra noi\, Nietzsche prova a dimostrarlo sotto il tendone di un circo\, dove anche un pensiero “terribile”\, abissale\, come l’“Eterno ritorno”\, può essere metabolizzato da chi\, e siamo in tanti\, si sforza di attivare la “volontà di potenza” per superare i propri limiti\, e divenire “Oltreuomo”\, da chi fatica a gestisce quel meraviglioso caos interiore capace di generare una stella danzante.    \n\n\n\ndal 25 aprile al 3 maggio 2026: Teatro Biondo di Palermo\, Sala Grande – prima nazionale \n\n\n\ndal 6 al 10 maggio 2026: Piccolo Teatro di Milano\, Teatro Grassi \n\n\n\nCirco Zarathustra \n\n\n\nNietzsche in pista \n\n\n\nscritto e diretto da Leonardo Petrillo \n\n\n\ncon Violante Placido\, Ennio Coltorti \n\n\n\ne con Lucia Brusadin\, Salvo Cirrincione\, Lorenzo Covello\, Giuseppe Muscarello \n\n\n\nscene Carlo De Marino \n\n\n\ncostumi Dora Argento \n\n\n\nmusiche Mariano Bellopede \n\n\n\nluci Cesare Accetta \n\n\n\ncoreografie Giuseppe Muscarello  \n\n\n\nassistente alla regia Giuseppe Bongiorno \n\n\n\ndirettrice di scena Valentina Enea \n\n\n\nresponsabile dei servizi tecnici Giuseppe Baimonte \n\n\n\ncapo reparto fonica Giuseppe Alterno \n\n\n\nelettricista Gabriele Circo  \n\n\n\nprimo macchinista Mario Ignoffomacchinista Pippo Macalusosarte Mariella Gerbino\, Adriana Cruschinaattrezzista Elena Madia \n\n\n\nassistente ai costumi Giorgia Fontana  \n\n\n\nparrucche Rocchetti & Rocchetti  \n\n\n\nallievi e allieve dell’Accademia di Belle Arti di Palermo: Luca Alioto (assistente alle luci)\, Lucrezia Bonanno (pittura elementi scenici)\, Gabriele Ernani (pittura elementi scenici ed elaborazione digital video)\, Francesco Mazzola (pittura elementi scenici)\, Martina Nania (disegni per l’animazione digitale) \n\n\n\nproduzione Teatro Biondo Palermo \n\n\n\ncon il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania \n\n\n\ndurata: 70 minuti \n\n\n\nfoto Franco Lannino \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\nsabato 25 aprile ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 26 aprile ore 17.00 \n\n\n\nlunedì 27 aprile ore 21.00 \n\n\n\nmartedì 28 aprile ore 21.00 \n\n\n\nmercoledì 29 aprile ore 17.00 \n\n\n\ngiovedì 30 aprile ore 17.00 \n\n\n\nsabato 2 maggio ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 3 maggio ore 17.00 
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LOCATION:Teatro Biondo\, Via Roma\, 258\, Palermo\, IT\, 90133\, Italia
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SUMMARY:"La Stazione" all'Ar.Ma Teatro
DESCRIPTION:In una stazione ferroviaria dimenticata\, ormai prossima alla chiusura\, il tempo sembra essersi incrinato. I treni passano sempre più raramente\, le luci tremolano\, e il silenzio diventa quasi materia. È qui che si incontrano due esistenze sospese: una capostazione vicina alla pensione\, custode ostinata di un luogo che sta scomparendo\, e una giovane violinista\, lasciata indietro per errore o per destino mentre correva verso un’audizione che poteva cambiarle la vita. \n\n\n\nIl loro incontro\, inizialmente casuale\, si trasforma in un confronto sempre più intimo e necessario. Tra dialoghi trattenuti e improvvise aperture emotive\, emergono paure\, rimpianti e desideri mai confessati. La stazione diventa così uno spazio simbolico: un limbo in cui il passato riaffiora e il futuro resta incerto\, un crocevia in cui ogni scelta mancata pesa quanto quelle mai tentate. \n\n\n\nLa Stazione\, scritto e diretto da Lucio Gava\, costruisce una drammaturgia essenziale ma carica di tensione\, in cui le parole sono misurate e i silenzi parlano con forza. Attraverso il rapporto tra le due protagoniste\, lo spettacolo indaga il senso dello smarrimento contemporaneo e la difficoltà di trovare una direzione quando tutto sembra essersi fermato. \n\n\n\nCon Shirine Sabet e Andrea Terranova\, la scena si fa spazio emotivo puro\, dove fragilità e resistenza convivono\, e dove\, forse\, anche nell’immobilità più totale\, può nascere la possibilità di un nuovo inizio. \n\n\n\nScritto e diretto da: Lucio GavaCon: Shirine Sabet\, Andrea TerranovaDate:25 aprile ore 20.3026 aprile ore 18.002 maggio ore 20.30 \n\n\n\nContatti:Tel. 06 51964061Cell. 328 9214694
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SUMMARY:"IL CORPO DI MATTEOTTI" all'Argot Studio
DESCRIPTION:All’Argot Studio\, sabato 25 e domenica 26 aprile\, va in scena IL CORPO DI MATTEOTTI\, spettacolo scritto e diretto da Andrea Baldoffei\, terzo appuntamento di “Green Days – nel tempo che resiste” la rassegna teatrale Under 35 curata\, organizzata e pensata da Dominio Pubblico\, con il sostegno del MiC e di SIAE\, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”\, con tante novità e un importante consolidamento nelle scelte artistiche e organizzative. \n\n\n\nNel giorno in cui l’Italia celebra la propria liberazione dal fascismo\, il teatro torna a interrogare le sue radici più profonde\, riportando al centro della scena una delle ferite originarie della nostra storia democratica: l’uccisione di Giacomo Matteotti. \n\n\n\nA partire da questa memoria ancora viva\, Il corpo di Matteotti di Andrea Baldoffeisi impone come un atto civile necessario\, un dispositivo scenico che non racconta il delitto\, ma ciò che resta dopo: il peso della violenza\, la responsabilità individuale\, il silenzio che segue l’orrore.  \n\n\n\nNel solco ideale della Festa della Liberazione\, lo spettacolo restituisce corpo e voce a una figura simbolo dell’opposizione al regime\, trasformando il teatro in uno spazio di resistenza e memoria attiva. Non una commemorazione\, ma un attraversamento: perché è proprio in quel momento sospeso – quando il corpo di Matteotti viene nascosto e la verità tenta di essere sepolta – che si rivela con più forza la necessità\, ancora oggi\, di scegliere da che parte stare. \n\n\n\nLa rassegna “Green Days – nel tempo che resiste” è interamente curata da una direzione artistica partecipata\, composta da ragazzi e ragazze appartenenti alla GenZ\, che fin dalla prima edizione si occupa di valutare e selezionare gli spettacoli secondo un modello già attuato da Dominio Pubblico allo Youth Fest\, continua a interrogarsi su temi profondi legati all’identità personale e collettiva\, al rapporto con le proprie radici\, al cambiamento e alla costruzione di una nuova consapevolezza.  \n\n\n\nDopo “Il futuro ha i giorni contati” e “Che ne sarà di noi?” gli under 25 di Dominio Pubblico\, con “nel tempo che resiste” cercano quest’anno\, attraverso gli spettacoli in programma\, di dare una risposta agli interrogativi e alle preoccupazioni legate al futuro. In un mondo in continua trasformazione\, resistere diventa oggi un gesto necessario e il teatro si fa spazio di incontro\, di libertà e di rinascita\, dove i giovani possono raccontare il presente e immaginare il futuro. \n\n\n\nUn palinsesto che esplora tematiche quali l’importanza della memoria storica e collettiva\, la responsabilità civile\, le relazioni intergenerazionali e le sfide contemporanee e politiche dei giovani che ancora una volta scelgono di riflettere su problematiche lontane dal loro tempo\, ma in qualche modo fortemente urgenti per capire l’oggi e il futuro\, ponendo come obiettivo quello di creare uno spazio di riflessione\, dialogo e confronto tra artisti e pubblico.  \n\n\n\nPer ogni spettacolo in rassegna sono previste due giornate di repliche e un TALK di approfondimento a cura della Redazione U25 di Dominio Pubblico: una possibilità di incontro e di scambio tra giovani\, compagnie emergenti e pubblico. \n\n\n\nDa sempre Argot Studio e Dominio Pubblico collaborano insieme per garantire spazio e visibilità a una nuova generazione di artisti. Lavorano su target e focus differenti facendo sempre dell’innovazione dei linguaggi e della ricerca il centro della loro mission. \n\n\n\nDominio Pubblico –  che nasce nel 2013 dalla collaborazione di Argot Studio con il Teatro dell’Orologio – si distingue come un importante progetto di audience development e community engagement rivolto a giovani under 25 che si sperimentano in un percorso da spettatori attivi\, finalizzato alla conoscenza della scena contemporanea e alla produzione\, promozione e organizzazione di eventi culturali multidisciplinari. I giovani si avvicinano alla fruizione culturale della loro città e del territorio regionale attraverso la visione guidata di numerosi eventi legati al mondo dell’arte contemporanea\, e grazie all’incontro con gli artisti coinvolti imparano a capirne le dinamiche interne e a raccontarle.
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SUMMARY:“LiberArt” a Cerveteri
DESCRIPTION:Il cuore creativo di Viareggio varca i confini comunali per approdare a Cerveteri (RM)\, dove il prossimo 25 aprile\, in occasione della Festa della Liberazione\, si terrà la prestigiosa manifestazione “LiberArt”. Tra gli oltre cento artisti provenienti da tutta Italia\, una delegazione viareggina di alto profilo è stata chiamata a rappresentare la città e la sua vivacità culturale all’interno della cornice storica di Sala Ruspoli e Piazza Santa Maria. \n\n\n\nA Capitanare la spedizione Elisa Tamburrini\, in arte Pelle D’oca\, figura centrale del panorama artistico locale e fondatrice di Tambuca\, lo studio-laboratorio di via Battisti che è ormai diventato un punto di riferimento e un “porto sicuro” per la sperimentazione artistica a Viareggio. L’opera che presenterà\, intitolata “Il tempo del raccolto” (smalto e acrilici su tela)\, è un vero e proprio manifesto visivo che intreccia speranza e diversità. Attraverso un volto grottesco da cui germogliano piante\, l’artista invita a guardare oltre la superficie: il “seme” creativo vive dentro ciascuno di noi e ogni diversità diventa terreno fertile per una rinascita collettiva e consapevole. \n\n\n\nAccanto a lei\, altri tre importanti nomi della scena viareggina porteranno il loro contributo alla riflessione sul tema della libertà\, declinandolo ciascuno secondo la propria poetica. Guido Berti presenterà “Manovre\, il burattinaio”\, un’opera che esplora la tensione tra autonomia e controllo. Attraverso la rappresentazione di mani operose\, simbolo di dignità e costruzione del destino\, Berti riflette sulla libertà come conquista quotidiana contro il rischio di essere ridotti a semplici automi mossi da volontà esterne. Segue Manuel Santinicon “Ruggine”\, una ricerca materica originale che utilizza ritagli di giornale e della Settimana Enigmistica per creare un paesaggio metallico. In questo scenario industriale\, dove svettano due cipressi\, la figura umana vaga sospesa\, rivendicando una libertà di movimento totale nello spazio e nel tempo. Infine\, Ornella Martinelli\, con “Volo Scarlatto”\, propone un’esplosione di vitalità che celebra la libertà come leggerezza. L’immagine di un’altalena lanciata verso una cascata di fiori rossi diventa metafora di un cuore senza confini\, capace di trasformare il vento in un respiro profondo e gioioso. \n\n\n\nLa partecipazione di questi quattro artisti a “LiberArt” — evento curato da Luisana Leone che coniuga pittura\, scultura\, auto d’epoca e musica — non è solo un traguardo individuale\, ma una conferma dell’eccellenza del “modello Viareggio” nel campo delle arti visive contemporanee. Per i cittadini viareggini e gli appassionati\, sarà l’occasione per vedere le eccellenze del territorio dialogare con una platea nazionale\, portando con sé quel mix di tecnica\, provocazione e sensibilità che caratterizza la produzione artistica nata all’ombra dei nostri moli.
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SUMMARY:Torino Jazz Festival - XIV edizione
DESCRIPTION:Il Torino Jazz Festival\, con la direzione artistica di Stefano Zenni\, torna da sabato 25 aprile a sabato 2 maggio 2026\, preceduto da un’anteprima nei jazz club cittadini dal 22 al 24 aprile. Il titolo scelto per la XIV edizione\, The Sound of Surprise\, riprende la celebre definizione del 1959 del critico americano Whitney Balliett e diventa chiave di lettura della programmazione: il jazz come suono della sorpresa\, un’esperienza capace di spiazzare\, emozionare e creare nuove connessioni tra artisti\, pubblici e linguaggi. Tra le novità di quest’anno\, la nascita della Giovane Orchestra di Liberi Suoni e un concerto ideato e realizzato da un trio di giovani direttori artistici. Confermate e ampliate le collaborazioni con le principali manifestazioni musicali del territorio. \n\n\n\n“Anche quest’anno il Torino Jazz Festival farà di Torino una delle capitali europee del jazz e della musica dal vivo – dichiara il sindaco Stefano Lo Russo -\, con un programma che conferma la qualità e l’ambizione del progetto fatto di produzioni originali\, grandi nomi della scena internazionale e talenti emergenti. La quattordicesima edizione accoglierà in città alcuni tra i migliori interpreti del jazz contemporaneo ma grande attenzione sarà dedicata anche alle nuove generazioni\, con tanti progetti volti a valorizzare l’energia e la creatività dei giovani talenti. Una più ampia offerta di concerti gratuiti in tutti i quartieri ne conferma infine la vocazione di manifestazione aperta a tutte e tutti. Tra questi spicca sicuramente il concerto inaugurale in occasione della Festa della Liberazione che vedrà la partecipazione di Moni Ovadia insieme a giovani talenti torinesi.” \n\n\n\nIl Torino Jazz Festival è un progetto della Città di Torino realizzato da Fondazione per la Cultura Torino\, con Main Partner Intesa Sanpaolo e Iren\, con il sostegno del Ministero della Cultura e di Fondazione CRT\, con il supporto di Hyundai – Nuova Auto Alpina\, in collaborazione con Turismo Torino e Provincia e GTT – Gruppo Torinese Trasporti. Media Partner Rai Cultura\, Rai Radio 3 e Musica Jazz\, Charity Partner Fondazione Ricerca Molinette. \n\n\n\nLa XIV edizione si articola in 8 giorni di programmazione\, preceduti da 3 giornate di anteprima\, per un totale di 101 eventi in 72 diverse sedi\, di cui 81 concerti diffusi: una programmazione capillare che attraversa Torino con appuntamenti in luoghi simbolici e inconsueti della città\, tra teatri\, club e spazi culturali. Tra le sedi: Auditorium Giovanni Agnelli\, Casa Teatro Ragazzi e Giovani\, Scuola Holden\, Hiroshima Mon Amour\, Museo Nazionale dell’Automobile\, Teatro Alfieri\, Teatro Colosseo\, Teatro Juvarra\, Teatro Monterosa\, Teatro Vittoria e Museo di Anatomia Umana Luigi Rolando. \n\n\n\nAl TJF XIV si esibiranno 297 musicisti nazionali e internazionali\, dai talenti emergenti ai grandi protagonisti della scena mondiale. Cuore della programmazione sono otto produzioni\, di cui cinque originali\, e otto esclusive\, a conferma di una progettualità che consolida il festival come punto di riferimento del panorama jazzistico europeo. \n\n\n\nAd aprire il festival\, il 25 aprile\, sarà il Il Jazz della Liberazione: Moni Ovadia & Kassiber Ensemble presenteranno Der Ghetto Swingers. Memorie di suoni perduti\, intrecciando narrazione e musica per riportare alla luce la vicenda delle orchestre jazz nei campi di prigionia tedeschi e dedicato all’orchestra swing del ghetto di Terezín\, dove il jazz divenne resistenza. Nella Giornata Internazionale del Jazz\, il 30 aprile\, Francesca Tandoi presenterà Hope con il Jazz Acoustic Strings Quartet (Teatro Monterosa\, ore 21). Tra gli appuntamenti di spicco\, il 1º maggio il gigante Bill Frisell incontrerà la memoria cinematografica di Bill Morrison\, in prima assoluta con Eyvind Kang in The Great Flood\, proiezione con musica dal vivo dedicata alla grande inondazione del Mississippi del 1927 (Auditorium Giovanni Agnelli\, ore 18). Completano il programma\, il 27 aprile\, This Is Not an Orchestra di Funk Off e Vox Artificiosa tra street band\, musica classica\, jazz e beatbox (Teatro Alfieri\, ore 21)\, e due esclusive il 26 aprile: Weave4\, collettivo italo-francese (Teatro Juvarra\, ore 11)\, e il Marc Ribot Quartet con Hurry Red Telephone\, in collaborazione con Jazz Is Dead! (Hiroshima Mon Amour\, ore 22). \n\n\n\nTra gli ospiti attesi\, grandi nomi della scena contemporanea nazionale e internazionale\, con due fuoriclasse del jazz mondiale: John Scofield e Gerald Clayton\, protagonisti del gran finale del 2 maggio (Teatro Colosseo\, ore 21). Il 28 aprile spazio a Norma Winstone\, una delle cantanti piú influenti del nostro tempo\, in duo con una collaborazione storica: quella con il pianista e compositore Glauco Venier (Teatro Monterosa\, ore 21)\, mentre direttamente da Brooklyn in co-produzione con Flowers Festival\, arrivano gli Irreversible Entanglements il 1º maggio (Hiroshima Mon Amour\, ore 22). Il festival presenterà anche l’universo sonoro di Lisa Ullén il 1º maggio (Teatro Juvarra\, ore 11) e nuovi talenti quali Sliders il 28 aprile (Teatro Juvarra\, ore 18)\, Federico Calcagno Octet il 2 maggio (Teatro Vittoria\, ore 11) e Morgenbarn il 27 aprile (Teatro Juvarra\, ore 18). Accanto a loro\, gli assi del jazz italiano come Fabrizio Bosso con About Ten il 25 aprile (Teatro Colosseo\, ore 21). Attesissimo anche il ritorno della Italian Instabile Orchestra il 30 aprile (Casa Teatro Ragazzi e Giovani\, ore 18)\, insieme a maestri come Bruno Tommaso il 26 aprile (Casa Teatro Ragazzi e Giovani\, ore 18) e il trio di Franco D’Andrea il 29 aprile (Teatro Monterosa\, ore 21). Ulteriori sorprese arriveranno dal jazz intriso di teatro di Monica Demuru e Cristiano Calcagnile il 29 aprile (Scuola Holden\, ore 18) e di Giorgio Li Calzi & Simone Sims Longo in Theatrum Anatomicum il 28 e 29 aprile (Palazzo degli Istituti Anatomici dell’Università di Torino\, ore 19). \n\n\n\n“Dati scientifici alla mano\, sembra che sapersi meravigliare migliori durata e qualità della vita: e allora il Torino Jazz Festival\, con gli artisti e il pubblico\, ci si mette d’impegno – afferma il direttore artistico Stefano Zenni -. The Sound of Surprise riguarda la (ri)scoperta di luoghi musicali della città\, la fiducia nelle idee dei giovani musicisti\, l’impatto benefico del jazz sui nodi sociali della convivenza. Questo è un festival che guarda al futuro\, non solo della musica.” \n\n\n\nTra le novità dell’edizione 2026\, una più ricca programmazione di concerti gratuiti accompagna i grandi appuntamenti del TJF\, con alcuni protagonisti del jazz italiano tra cui Ilaria Pilar Patassini e Stefano Battaglia\, in un percorso diffuso che attraversa la Città alla scoperta di spazi culturali e luoghi meno noti della vita cittadina. Ad arricchire il programma\, Jazz Talks\, Jazz Cinema\, Jazz Blitz e Jazz Special in tutta la città\, con alcuni appuntamenti speciali: il 25 aprile Stefano Zenni racconterà A Love Supreme di John Coltrane (Gallerie d’Italia – Torino\, ore 15) e il 26 aprile andrà in scena il Trio Colibrì (Area X\, ore 18)\, entrambi realizzati in collaborazione con Intesa Sanpaolo; il 27 aprile Simone Garino e Frankie Partipilo saranno protagonisti di (Spo)Ritual Unity (The Heat Garden\, ore 18)\, in collaborazione con Iren; il 30 aprile il trio di Sergio Di Gennaro si esibirà alla Concessionaria Hyundai – Nuova Auto Alpina alle 18:30. \n\n\n\nL’edizione 2026 dedica particolare attenzione alle giovani generazioni: nell’ambito di Torino Futura nasce al TJF la Giovane Orchestra di Liberi Suoni\, esito del percorso formativo guidato da Pasquale Innarella\, e formata da 50 allieve e allievi tra i 16 e i 25 anni delle scuole pubbliche e private di Torino e della Città Metropolitana. L’Auditorium dell’Arsenale della Pace – Sermig ospiterà lo SPECIAL Giacomo Serino & Saverio Zura Quintet\, nato dal lavoro dello Young Board promosso da TJF: un trio di giovani direttori artistici – Mattia Basilico\, Sonia Infriccioli e Fabrizio Leoni -\, tutti vincitori del Premio Ramella\, che hanno concepito e prodotto un concerto per il festival in totale autonomia. \n\n\n\nAmpio spazio è riservato al sociale\, con i Jazz Blitz che attraversano strutture di comunità e spazi sociali\, coinvolgendo anziani\, bambini e persone con disabilità. I corpi improvvisano e le anime si liberano con gli Special SwingAbili: il 28 aprile (Museo del Risorgimento\, ore 17.30) si esibiranno persone con disabilità della band Liberidentro insieme alle voci dei CFM Singing Students; il 30 aprile (Museo Nazionale dell’Automobile\, ore 17.30) assistenti e assistiti dei Centri di salute mentale si muoveranno con la DanzaMovimentoTerapia sulle note di Glenn Miller e della CFM Big Band. \n\n\n\nIl festival celebra anche i centenari di Miles Davis e John Coltrane con concerti\, talk e proiezioni: un modo diverso di celebrare il centenario\, alla scoperta di materiali rari\, prospettive inedite e aspetti meno esplorati della loro eredità artistica. \n\n\n\nTorino Jazz Festival avvia\, infine\, nell’ambito delle iniziative promosse dalla Città di Torino a sostegno dei festival del territorio\, tre importanti coproduzioni con Seeyousound\, Jazz Is Dead! e Flowers Festival\, per rafforzare sempre più il dialogo tra linguaggi artistici e valorizzare le energie culturali del territorio.
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SUMMARY:“Due dozzine di rose scarlatte” al Teatro Prati
DESCRIPTION:E’ un  gioco degli equivoci\, che fa sorridere e riflettere\, quello che emerge nella commedia “Due dozzine di rose scarlatte”\, pronta a tornare in scena al Teatro Prati dal 24 aprile al 31 maggio 2026. Non è casuale la data scelta per il debutto sul palco di questo testo\, scritto nel 1936 da Aldo De Benedetti\, poiché il 25 aprile si ricorda le Festa della Liberazione e l’autore\, uno dei più brillanti commediografi del nostro Novecento\, era di origine ebrea. Per questo motivo visse sulla propria pelle il dramma dell’esclusione non potendo firmare le sue opere a causa delle leggi razziali fasciste del 1938. I suoi lavori continuarono a circolare\, ma in chiave anonima o spesso sotto prestanome. Questa commedia\, scritta in origine per Vittorio De Sica e Giuditta Rissone e portata dallo stesso De Sica sugli schermi cinematografici nel 1940\, è un meccanismo perfetto che il direttore artistico del Teatro Prati\,  Fabio Gravina\, ha voluto mettere in risalto firmando anche la regia. “Due dozzine di rose scarlatte” è una di quelle pièce argute ed eleganti in cui il gioco delle coppie si mostra come un imprescindibile motore narrativo. Un testo umoristico e brillante\, tra i più rappresentati in Italia\, che funziona da più di settanta anni perché dispensa leggerezza\, emozioni e risate coinvolgendo piacevolmente il pubblico. Sul palco del Teatro Prati il protagonista è lo stesso Gravina\, nel ruolo di Alberto Verani\, affiancato da Sara Religioso nel ruolo della moglie Marina\, Antonio Conte nel ruolo dell’amico Tommaso Savelli e Francesca Antonucci nel ruolo di Rosina\, la cameriera. Le scene e  i costumi sono firmati da Francesco De Summa\, mentre le musiche originali sono del M° Mariano Perrella. La trama appassiona e tiene con il fiato sospeso. In un matrimonio fin troppo fedele\, la moglie\, forse trascurata\, comincia a sentire voglia di evasione e organizza un viaggio da sola\, il marito\, complice l’amico avvocato\, ne approfitta per tentare di avvicinare una bella contessa inviando due dozzine di rose scarlatte con lo pseudonimo mistero. Ma il mazzo per errore arriverà alla moglie. Da questo equivoco si sviluppa una storia parallela sul desiderio e la necessità di sognare\, un percorso iniziatico che ci fa riflettere sulle nostre debolezze. Portare in scena “Due dozzine di rose scarlatte” a ridosso del 25 aprile significa ricordare che la libertà è anche la possibilità di sorridere delle proprie fragilità e\, soprattutto\, rappresenta il tributo ad un grande autore che ha saputo sconfiggere dittatura con l’arma più affilata di tutte: la sua elegantissima ironia.  \n\n\n\nInfo – Telefono: 06 3974 0503
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SUMMARY:Jazz Mood Day
DESCRIPTION:In tutto il mondo il 30 aprile si festeggia l’International Jazz Day. In Italia\, in aprile e in maggio\, è in programma una manifestazione capillare che si pone l’obiettivo di far conoscere\, con una serie di iniziative e di eventi\, il jazz e le sue pratiche soprattutto nel mondo della scuola con un approccio multidisciplinare\, esperienziale e inclusivo \n\n\n\nLezioni-concerto\, jam session\, incontri\, workshop\, eventi nelle scuole ma non solo: torna anche quest’anno il Jazz Mood Day\, il festival diffuso – con una forte vocazione didattica e divulgativa – che nei mesi di aprile e maggio promuove\, in tutta Italia\, le buone pratiche legate al jazz e all’improvvisazione. Tutto è nato sei anni fa da un’idea di Claudio Angeleri\, jazzista\, didatta\, presidente del CDpM\, il Centro Didattico Produzione Musica di Bergamo\, e dell’ANSJ\, l’Associazione nazionale scuole jazz e musiche audiotattili\, e da Angelo Bardini\, direttore artistico del Piacenza Jazz Club e del Piacenza Jazz Fest: partita dalle realtà di Bergamo e Piacenza\, nel corso degli anni la manifestazione si è estesa rapidamente\, grazie all’impegno delle scuole di musica del terzo settore riunite nell’ANSJ\, alla collaborazione con la rete nazionale di 63 scuole pubbliche Jazz Mood Schools e con il circuito delle biblioteche scolastiche Bibloh!\, al patrocinio della Federazione Il Jazz Italiano e al sostegno di diverse amministrazioni locali\, e oggi coinvolge undici regioni italiane: Lombardia\, Emilia-Romagna\, Veneto\, Piemonte\, Toscana\, Lazio\, Marche\, Abruzzo\, Campania\, Calabria e Sicilia. \n\n\n\nNato su “impulso” dell’International Jazz Day\, la giornata (quella del 30 aprile) in cui in tutto il mondo si celebra il jazz come patrimonio immateriale dell’umanità\, in quanto arte capace di promuovere la pace\, il dialogo tra le culture\, la libertà di espressione e il rispetto dei diritti umani\, il Jazz Mood Day è quindi andato oltre questa importante ricorrenza\, affermandosi e consolidandosi come un momento prezioso per il jazz italiano\, per i suoi protagonisti (musicisti\, docenti\, organizzatori ma non solo) e\, più in generale\, per la didattica musicale. Accanto a un ricco palinsesto di iniziative (laboratori corali e di body percussion\, lezioni-concerto e percorsi dedicati all’improvvisazione)\, gli oltre 6.000 studenti coinvolti vengono\, infatti\, avvicinati al jazz sulla base di solidi criteri pedagogici\, sostenuti dal supporto scientifico del paradigma audiotattile\, che intreccia la musica con il mondo delle fiabe (curate da Roberto Piumini\, Claudio Comini e Giovanni Guerretti)\, con l’universo dei cartoon (sviluppato da Claudio Angeleri\, Gabriele Comeglio e Paola Milzani)\, dell’animazione\, della corporeità e del fare squadra in contesti orchestrali. Sono previsti inoltre percorsi che integrano movimento\, illustrazione e videoproiezione (con il contributo di Mauro Mozzani\, Gianni Satta e Loris Leo Lari). Un approccio\, dunque\, che favorisce un apprendimento esperienziale e inclusivo\, capace di connettere immaginazione\, percezione e azione\, rendendo il jazz accessibile e significativo già a partire dalla scuola dell’infanzia e primaria fino ai licei. \n\n\n\nNei mesi di aprile e maggio sono\, inoltre\, previsti i concerti delle orchestre scolastiche – tra cui L’Orchestra Jazz Che Vorrei de L’Aquila – impegnate in arrangiamenti originali curati dai docenti\, con il supporto di insegnanti e musicisti delle scuole di musica che spesso si uniscono agli ensemble in qualità di solisti e arrangiatori. Tra questi ultimi figurano alcuni tra i più noti jazzisti italiani come Emanuele Parrini\, Walter Donatiello\, Diego Borotti\, Monica Fabbrini\, Francesco Scaramuzzino\, Tiziano Tononi\, Guido Bombardieri\, Margherita Carbonell\, Emiliano Vernizzi\, Claudio Vignali\, Ruben Bellavia\, Andrea Rubini\, Michele Calgaro\, Ettore Martin e molti altri. Non mancano\, infine\, iniziative ed eventi mirati a valorizzare i talenti del jazz italiano: nel fitto calendario di appuntamenti del festival Jazz Mood Day spiccano il concerto di giovedì 30 aprile in programma all’auditorium Modernissimo di Nembro (Bg) con la presenza di ben 106 musicisti\, le jam session del Piacenza Jazz Festival\, i workshop al Conservatorio Giuseppe Nicolini\, il ricco programma del festival emiliano con artisti di primo piano della scena nazionale e internazionale (sabato 18 aprile si esibirà il duo composto dal chitarrista  Paolo Angeli e dal violoncellista Redi Hasa) e l’esibizione dei vincitori (il chitarrista Carlo Alberto Proto tra i solisti e Irene Marcozzi tra i cantanti) del Concorso Chicco Bettinardi 2025 venerdì 24 aprile al Milestone Live Club di Piacenza. Sempre nella giornata del 24 aprile\, l’IC Arcene di Lurano (Bg) ospiterà il CDpM Tentet\, una masterclass a cura di Gianluigi Trovesi e Claudio Angeleri\, mentre il 29 aprile è in programma una lezione-concerto all’IC Leonardo da Vinci di Mestre. Non solo: il sassofonista Andrea Polinelli presenterà lunedì 27 aprile al CDpM  di Curno (Bg) il docufilm La cantina\, altri appunti sul jazz\, di cui ha curato la regia e la colonna sonora: un affresco su come è nato e si è sviluppato il jazz a Bologna\, contribuendo all’evoluzione del mondo musicale italiano nella seconda metà del ‘900. Nel documentario spiccano le testimonianze di Pupi Avati\, Giorgio Alberti\, Franco D’Andrea\, Lucio Dalla\, Claudio Fasoli\, Piero Odorici e Amedeo Tommasi. Alla fine della proiezione è in programma il concerto del quartetto di Andrea Polinelli. \n\n\n\nAfferma Angelo Bardini\, direttore artistico del Piacenza Jazz Club e del Piacenza Jazz Fest: «Crediamo da sempre nell’importanza della formazione dei giovani e della didattica musicale e non è un caso che una parte significativa del budget del Piacenza Jazz Fest sia destinato alle iniziative rivolte alle scuole pubbliche della rete Jazz Mood Schools». Gli fa  eco Claudio Angeleri\, presidente del CDpM\, il Centro Didattico Produzione Musica di Bergamo\, e dell’ANSJ\, Associazione nazionale scuole jazz e musiche audiotattili: «Il Jazz Mood Day prende vita anche quest’anno grazie a un lavoro che viene da lontano e che mette in relazione scuole di musica\, associazioni\, biblioteche\, istituti pubblici – dall’infanzia fino ai Conservatori – insegnanti e musicisti straordinari e un’enorme passione per la musica. Mi piace sottolineare\, inoltre\, che questa manifestazione contribuisce a formare nuovo pubblico\, nuovi musicisti e nuova musica\, il tutto nel segno dell’improvvisazione. Non è poco in un Paese smemorato nei confronti del merito come l’Italia». \n\n\n\nOn line: www.ansj.it 
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SUMMARY:" Isidoro" al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Debutta venerdì 24 aprile alle ore 21\, nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo\, lo spettacolo Isidoro scritto e interpretato da Enrico Ianniello. \n\n\n\nLa regia dello spettacolo\, liberamente tratto dal romanzo La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin e coprodotto da Teatre Akadémia e La Fanfola di Barcellona insieme alla Casa del Contemporaneo di Napoli\, è di Pau Miró; il disegno luci di Lluis Serra e le videoproiezioni di Jordi Homs. \n\n\n\nRepliche fino al 26 aprile. \n\n\n\nQuarantacinque anni dopo il terremoto dell’Irpinia\, a dieci anni dall’uscita del fortunato romanzo La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin (vincitore dei premi Campiello Opera Prima\, Fante Opera Prima\, Cuneo Opera Prima\, Selezione Bancarella e Selezione Premio Berto) Ianniello porta in scena la storia prodigiosa del piccolo Isidoro\, bambino felice nell’Irpinia degli anni ’70.  \n\n\n\nGrazie alla dote specialissima che lo rende unico\, quella capacità di urlafischiare che s’è ritrovato nella gola\, Isidoro elabora insieme a Quirino Raggiola – il dolce papà sindacalista e poeta che si chiude in bagno per scrivere lettere d’amore – un fischiabolario necessario ad insegnare una nuova lingua agli ultimi\, per difendersi da un mondo prepotente che vuole offenderli. Nutrito dall’intelligenza\, la tenerezza e le magnifiche paste della mamma Stella di Mare\, Isidoro va in giro per le fiere di paese dell’osso d’Italia nell’estate del 1980 e il miracolo sembra avverarsi\, la rivoluzione fischiata di un’umanità libera e felice quasi prende corpo davanti a suoi occhietti da bambino. Arriverà addirittura un antropologo dalla Francia per fare la conoscenza di questo ragazzino fenomenale.  \n\n\n\nPurtroppo\, però\, quel terribile 23 novembre del 1980 è alle porte. E con lui se ne andranno definitivamente l’infanzia e la voce del prodigioso Isidoro.   \n\n\n\n________________ \n\n\n\nIsidoro \n\n\n\ndi e con Enrico Ianniello \n\n\n\nliberamente tratto dal romanzo La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin \n\n\n\nregia Pau Miró \n\n\n\ndisegno luci Lluis Serra \n\n\n\nvideoproiezione Jordi Homs \n\n\n\nresponsabile di produzione Meri Notario \n\n\n\nproduzione Teatre Akadémia Barcelona / La Fanfola\, Barcelona / Casa del Contemporaneo\, Napoli \n\n\n\ndurata: 75 minuti \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\nvenerdì 24 ore 21.00 \n\n\n\nsabato 25 ore 17.00 \n\n\n\ndomenica 26 ore 20.00
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SUMMARY:“InCorti da Artemia” – Festival Nazionale di Corti Teatrali
DESCRIPTION:Emozioni\, linguaggi e visioni che tornano sul palco per una notte speciale. \n\n\n\nDopo il grande successo della 10ª edizione di “InCorti da Artemia” – Festival Nazionale di Corti Teatrali\, il Centro Culturale Artemia presenta la Serata di Gala\, un appuntamento speciale dedicato ai corti vincitori del festival. \n\n\n\nVenerdì 24 aprile alle ore 21\, il pubblico avrà l’opportunità di assistere nuovamente alle performance più apprezzate di questa edizione\, selezionate tra compagnie provenienti da tutta Italia e premiate da una giuria di esperti e dal voto del pubblico. \n\n\n\nIn scena i cinque corti vincitori: \n\n\n\n• NONAME – scritto da Attilio Trovato\, diretto da Lorenzo Bastianelli (Ancona) \n\n\n\nPREMIO MIGLIOR SPETTACOLO\, PREMIO SPECIALE DEL PUBBLICO\, PREMIO MIGLIOR TESTO ORIGINALE ATTILIO TROVATO \n\n\n\n• L’APPARTAMENTO – scritto e diretto da Daniele Profeta (Roma) \n\n\n\n2° CLASSIFICATO MIGLIOR SPETTACOLO\, 2° CLASSIFICATO PREMIO DEL PUBBLICO\, PREMIO MIGLIORE ATTORE DANIELE PROFETA \n\n\n\n• TRAIN DE VI(T)E – scritto\, diretto e interpretato da Francesca Danese (Brindisi) \n\n\n\nPREMIO MIGLIORE ATTRICE FRANCESCA DANESE \n\n\n\n• LA GOCCIA – scritto e diretto da Matteo Tibiletti (Ispra – Varese) \n\n\n\n3° CLASSIFICATO MIGLIOR SPETTACOLO \n\n\n\n• L’ARTISTA DEVE MORIRE – scritto e diretto da Sara Alicandro (Roma) \n\n\n\n3° CLASSIFICATO PREMIO DEL PUBBLICO \n\n\n\nLa Serata di Gala rappresenta un’occasione unica per rivivere il meglio della rassegna: cinque corti teatrali\, cinque linguaggi diversi\, cinque visioni artistiche che raccontano la vitalità e la varietà della scena contemporanea italiana. \n\n\n\n“InCorti da Artemia”\, giunto alla sua decima edizione\, si conferma un importante punto di riferimento per la promozione della nuova drammaturgia e per il sostegno ad artisti emergenti e compagnie indipendenti\, offrendo uno spazio di confronto diretto con il pubblico e con professionisti del settore. \n\n\n\nUna notte\, cinque storie\, un solo palcoscenico: il teatro nella sua forma più viva\, essenziale e sorprendente.  \n\n\n\nIngresso: € 10 \n\n\n\nTessera nuovi soci: € 3 \n\n\n\nPrenotazioni: 334 1598407 (anche SMS e WhatsApp) \n\n\n\nDirezione artistica: Maria Paola Canepa \n\n\n\nMedia Partner:KIROLANDIA – Corrente di cooperazione culturale.CULTURSOCIALART – Associazione Culturale e Blog di notizie su cultura\, sociale e arte. \n\n\n\nInfoline: +39 334 159 8407 \n\n\n\nwww.centroculturaleartemia.orgwww.facebook.com/centroculturaleartemiawww.istagram.com/centroculturaleartemia
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SUMMARY: L'Adolescente - vita e pensieri su Teresa Mattei al Mattatoio
DESCRIPTION:In occasione della Festa della Resistenza\, appuntamento promosso da Roma Capitale\, venerdi 24 aprile (ore 20) presso il Mattatoio\, il Teatro di Roma rende omaggio alle donne che hanno scritto la Costituzione\, con L’Adolescente – vita e pensieri su Teresa Mattei\, monologo di e con Arianna Pozzoli\, accompagnato dalle letture di Evelina Rosselli e Pietro Turano. \n\n\n\nL’Adolescente racconta la vita eroica e rocambolesca di Teresa Mattei\, protagonista indomita della Resistenza e della scrittura della Costituzione italiana\, tra le più giovani figure di spicco del Partito Comunista. Emarginata dopo pochi anni perchจฆ considerata anarchica nel pensiero\, ha dedicato la vita alla ricerca radicale di giustizia e di libertจค\, affrontando carcere\, torture\, clandestinitจค e discriminazioni. Colta e determinata\, in seguito allกฏesperienza parlamentare\, ha continuato a lottare fuori dalle istituzioni\, dedicandosi al rinnovamento culturale del dopoguerra e alla pedagogia rivoluzionaria anticapitalista. \n\n\n\nLo spettacolo racconta la sua storia sottraendola alla retorica celebrativa\, riscoprendone lกฏattualitจค anche attraverso testimonianze dirette e stralci di letteratura resistenziale. Unกฏoccasione per riflettere sulla forza delle protagoniste femminili che hanno determinato la Resistenza\, sacrificando se stesse\, in nome dei principi di libertจค\, uguaglianza\, giustizia\, pace\, per il bene della societจค\, ponendo le basi per un futuro di rinascita e ricostruzione post bellica. \n\n\n\nLกฏevento si inserisce nel calendario di iniziative della Festa della Resistenza di Roma 2026\, promossa e sostenuta dall‘Assessorato alla Cultura e al coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale.
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SUMMARY:RPG – Rome Playing Games all'Ex Cartera Latina
DESCRIPTION:Dal 24 al 26 aprile 2026\, a Roma\, all’Ex Cartiera Latina\, arriva un festival in cui gli spettatori si fanno attori e performer\, la performance si fa rito collettivo e partecipato\, il gioco di ruolo diventa un approccio di intrattenimento elevato per affrontare temi come la coscienza collettiva\, la storia\, le scelte\, in un viaggio che attraversa uno degli spazi più particolari della città. Un percorso che va dalle scelte etiche di Erode Attico del 161 d.c. fino a quelle della Roma occupata del 1944\, passando per identità di genere e riflessioni interiori. \n\n\n\nÈ RPG – Rome Playing Games\, un nuovo festival pensato per la Capitale\, con il sostegno della Regione Lazio e organizzato da Larp Studio\, che tra teatro\, performance e gioco porta al centro della riflessione il gioco di ruolo\, il larp e il rito collettivo come forme di performance contemporanea\, capaci di attivare partecipazione\, immaginazione e consapevolezza. \n\n\n\nIl larp (Live Action Role Playing) è una forma di gioco di ruolo dal vivo che unisce teatro\, improvvisazione e narrazione condivisa: non esiste separazione tra pubblico e performer\, ogni partecipante interpreta un personaggio e contribuisce allo sviluppo della storia. Il gioco di ruolo\, così come il gioco da tavolo contemporaneo\, diventa così uno strumento culturale che stimola immaginazione\, relazione e pensiero critico\, trasformando l’esperienza in un atto collettivo. \n\n\n\nSi parte il 24 aprile alle 15.00 con la Ludoteca\, uno spazio dedicato al gioco condiviso e all’esplorazione dei linguaggi contemporanei del gioco di ruolo e da tavolo. Si prosegue alle 17.00 con Il processo di Martina Montenegro\, un’esperienza tra teatro partecipato e larp che ricostruisce il processo ad Erode Attico nel 161 d.C.\, portando i partecipanti a confrontarsi con giustizia\, potere e violenza di genere attraverso il coinvolgimento diretto. Chiude la giornata alle ore 21.00 Il comandante Yoyò di Gemma Costa\, con la regia di Miranda Angeli: uno spettacolo poetico sull’infanzia e sulla forza dell’immaginazione come strumento per leggere la realtà. \n\n\n\nIl 25 aprile\, accanto alla Ludoteca\, alle ore 17.00 Via Quattro Fontaneconduce i partecipanti nella Roma del 1944. Un edu-larp immersivo che mette ciascuno di fronte alle scelte morali dell’occupazione nazista\, attivando una riflessione sulla memoria storica attraverso l’esperienza diretta. Alle 21.00 è poi la volta di Note ribelli: Echo in concerto con Arianna Ferrara Gennari propone un percorso musicale originale che intreccia suono e narrazione\, ampliando la dimensione immersiva del festival. \n\n\n\nIl 26 aprile si apre con la Ludoteca e prosegue alle 13.00 con Utopia di Federico Yang Maoloni. Un edu-larp ambientato in un mondo post-collasso in cui una comunità è chiamata a ricostruire la società\, mettendo in gioco cooperazione\, conflitto e responsabilità.Alle 16.00 Enea di Gemma Costa\, con la regia di Miranda Angeli: una performance visionaria sulla ricerca di identità e appartenenza\, tra marginalità e desiderio di riconoscimento. \n\n\n\nIl percorso si estende infine al 29 maggio con L’Ospedale dei giocattoli rotti di Martina Montenegro. Un chamber larp intimo e simbolico in cui i partecipanti interpretano giocattoli feriti\, attraversando un’esperienza di cura\, memoria e relazione. \n\n\n\nCon una preview il 17 aprile\, dal 24 al 26 aprile\, con un ultimo appuntamento il 29 maggio RPG – Rome Playing Games trasforma l’Ex Cartiera Latina in uno spazio di partecipazione e sperimentazione\, attivando un dialogo tra patrimonio e pratiche contemporanee. Tutte le attività sono gratuite e aperte a un pubblico ampio e trasversale. \n\n\n\nRPG – Rome Playing Games all’ex Cartiera è un progetto realizzato con il contributo della Regione Lazio\, in collaborazione con Eryados e Parco Regionale dell’Appia Antica.
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SUMMARY:AMAB – Assisi Mostra Arte Antiquariato Bastia Umbra
DESCRIPTION:Torna anche quest’anno l’ormai consueto appuntamento con AMAB – Assisi Mostra Arte Antiquariato Bastia Umbra\, giunta alla sua 51a edizione\, che dal 24 aprile al 3 maggio 2026 sarà ospitata presso gli spazi del Polo fieristico Umbria Fiere. \n\n\n\nRealizzata con il patrocinio della Regione Umbria\, organizzata da Società Eventi Arte con la direzione di Emo Antinori Petrini la presidenza di Andrea Tattini\, e Leonardo Antinori Petrini\,Vicepresidente AMAB\, la fiera vede la partecipazione di circa 90 espositori e si preannuncia come uno degli appuntamenti culturali più attesi del centro Italia. \n\n\n\nAntiquariato\, arte moderna e contemporanea\, design\, grafica\, gioielleria e l’arte in tutte le sue espressioni\, saranno protagonisti di un’edizione che porta avanti il progetto di rinnovamento iniziato nel 2023\, dando vita ad una fiera in cui le più diverse forme d’arte dialogano tra loro. \n\n\n\nIn occasione delle celebrazioni per la ricorrenza dell’Ottavo Centenario dalla morte di San Francesco di Assisi\, AMAB ha scelto per l’edizione 2026 di rinnovare la sua identità nel segno dell’accoglienza e del dialogo tra le varie epoche. Come sottolinea Emo Antinori Petrini\, Direttore di AMAB – L’Umbria\, terra di Medioevo e di spiritualità\, diventa il punto di partenza di una visione aperta: dall’Arte antica alle espressioni contemporanee. Ispirandosi allo spirito del francescanesimo come apertura al nuovo\, AMAB si apre a tutte le forme d’arte\, riconoscendo nella pluralità dei linguaggi una continuità naturale. La manifestazione custodisce la tradizione e\, al tempo stesso\, accoglie la ricerca artistica del presente\, in un dialogo vivo e continuo. L’edizione di quest’anno segna così un passaggio consapevole: un percorso che dal Medioevo arriva al contemporaneo\, fedele allo spirito di Assisi e alla sua vocazione universale. \n\n\n\nMolti gli appuntamenti e gli eventi che accompagnano e arricchiscono questa 51a edizione di  AMAB\, tra cui la mostra dedicata a Giorgio Ascani\, in arte Nuvolo (1926-2008) curata da Bruno Corà\, che rientra nel programma Nuvolo Centenario\, un calendario di eventi che celebrano il centenario dalla nascita dell’artista. In esposizione circa 15 opere che ripercorrono la ricerca dell’artista\, con un nucleo principale di otto lavori tratti dal ciclo Genesi\, in cui la serigrafia raggiunge esiti di straordinaria complessità formale e cromatica\, quattro Serotipie degli anni Cinquanta\, in cui Nuvolo trasforma la serigrafia da tecnica riproduttiva a linguaggio pittorico e la utilizza per creare lavori unici e irripetibili\, e quattro opere dal ciclo OIGROIG\, caratterizzate da rigorose simmetrie. \n\n\n\nTra le altre mostre\, citiamo quella dedicata ai costumi teatrali realizzati da Tita Tegano\, una selezione di circa quindici costumi provenienti dalla collezione personale della costumista e scenografa\, scomparsa nel 2022\, e donata al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto dal marito Renato Bruson\, celebre baritono italiano.  \n\n\n\nNella mostra\, curata da Raffaella Clerici e Clelia De Angelis\, sono esposti alcuni preziosi abiti di scena realizzati da Tegano per opere come Simon Boccanegra\, Falstaff\, La Traviata\, Rigoletto\, Otello\, testimonianza di una lunga carriera che l’ha vista collaborare con i più grandi teatri lirici italiani\, tra cui il Teatro dell’Opera di Roma\, il Teatro San Carlo di Napoli e il Teatro Regio di Parma. \n\n\n\nIn esposizione in fiera anche due opere di Lorenzo Fonda\, Un Grido per la pace\, con figure riunite intorno a Papa Francesco\, e Captcha / Cieche speranze in cui l’artista propone una riflessione sul rapporto tra umanità\, progresso tecnologico ed etica nell’era dell’Intelligenza Artificiale. \n\n\n\nTanti gli incontri e gli appuntamenti in programma durante le giornate della rassegna: si parte sabato 25 aprile con Moon performance di e con Simone di Stefano\, accompagnata dalle musiche di Angelo Benedetti\, domenica 26 aprile con Pace e A.I.\, un dialogo tra Monsignor Vincenzo Paglia e Lorenzo Fonda. Lunedì 27 aprile Andrea Baffoni presenta Natura Santa d’Avanguardia dedicato all’evoluzione del pensiero francescano nell’arte\, mentre martedì 28 aprile Alessandro Delprioriincontra il pubblico in un talk dal titolo Le immagini di Francesco. Francesco e le immagini.  \n\n\n\nSi prosegue il 29 aprile in cui il concerto dedicato all’opera Rigoletto di Giuseppe Verdi\, a cura del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto\, chiude la giornata e giovedì 30 aprile con l’incontro Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento in cui Costantino d’Orazio\, direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria e Veruska Picchiarelli\, curatrice\, presentano la mostra attualmente in corso nel museo di Perugia. Il fine settimana conclusivo della fiera vede altri due appuntamenti: sabato 2 maggio Bruno Corà\, presidente della Fondazione Alberto Burri presenta un focus su Giorgio Ascani\, in arte Nuvolo\, e la chiusura della manifestazione domenica 3 maggio con la consegna del Premio Miglior Allestimento. \n\n\n\nAltra importante novità di questa 51a edizione è AMAB OFF\, che porta per la prima volta la rassegna fuori dal circuito del polo fieristico\, con l’intento di trasformare la fiera in un sistema culturale diffuso. In programma all’Auditorium Sant’Angelo di Bastia Umbra\, Cum tucte le tue creature un’esperienza immersiva tra installazioni luminose e sonore che guidano lo spettatore in un viaggio sensoriale e spirituale ispirato al Cantico di Francesco\, a cura di Andrea Baffoni. Presso il Palazzo del Capitano del Perdono a Santa Maria degli Angeli la mostra Da me a te in cui 15 artisti propongono un percorso tra pittura e scultura dedicato al tema della relazione umana. Completano il programma le performance site-specific alla Rocca Maggiore di Assisi\, tra cui i Groowa Circus\, collettivo musicale nato nel 2009 che fonde jazz\, ritmi etnici e sonorità elettroniche in un viaggio sonoro tra diverse culture e il balletto Creature Divine in cui le danzatrici daranno vita\, nella Sala del Camino\, ad un balletto ispirato al francescanesimo e al profondo legame tra uomo\, natura e divino. \n\n\n\nOrari di apertura: \n\n\n\nsabato 25 aprile: ore 10.00 – 20.00 \n\n\n\ndomenica 26 aprile: ore 10.00 – 20.00 \n\n\n\nlunedì 27 aprile: ore 15.00 – 20.00 \n\n\n\nmartedì 28 aprile: ore 15.00 – 20.00 \n\n\n\nmercoledì 29 aprile: ore 15.00 – 20.00  \n\n\n\ngiovedì 30 aprile: ore 10.00 – 20.00 \n\n\n\nvenerdì 1maggio: ore 10.00 – 20.00  \n\n\n\nsabato 2 maggio: ore 10.00 – 20.00 \n\n\n\ndomenica 3 maggio: ore 10.00 – 20.00 \n\n\n\ninfo@assisiarteantiquariato.it
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SUMMARY:“INSIEME\, Il Cammino Inverso”
DESCRIPTION:Il 24 aprile 2026 alle ore 9\,30\, presso il Nuovo Teatro Orione di Roma\, si terrà un grande evento riservato alle scuole tra musica\, emozioni e confronto generazionale “INSIEME\, Il Cammino Inverso” prodotto da BewowEDU con la regia di Marco Carlucci\, un’esperienza socio-didattica e culturale pensata per coinvolgere attivamente i giovani in un percorso che unisce spettacolo\, riflessione e partecipazione e che prevede interazioni tecnologiche\, musica dal vivo\, testimonianze autentiche e un messaggio forte che attraversa generazioni: contrastare il bullismo partendo dalle emozioni e dalla consapevolezza.Protagonista d’eccezione della giornata sarà Giuseppe Povia\, ospite a sorpresa dell’evento\, che porterà sul palco parole e musica contro il bullismo\, condividendo con i ragazzi la sua storia personale e il significato del suo nuovo brano “Non dormivo la notte” (2026).Una canzone intensa\, nata da esperienze dirette di isolamento e sofferenza\, che racconta senza filtri cosa significa sentirsi esclusi\, sbagliati\, “diversi”. \n\n\n\nNel brano emerge una riflessione più ampia: il bullismo non riguarda solo i giovani\, ma è spesso lo specchio di un mondo adulto fatto di giudizio\, competizione e mancanza di empatia. Per questo Povia lancia un invito forte: “Per fermare il bullismo dei piccoli bisogna fermare quello dei grandi.”Artista controcorrente e autentico\, Povia ha costruito una carriera capace di emozionare il grande pubblico\, dalla consacrazione con “I bambini fanno ooh” al successo sanremese con “Vorrei avere il becco”\, fino a un percorso indipendente fatto di autoproduzione e contatto diretto con le persone.Accanto a lui\, sul palco\, gli attori-tutor Diego Rojas e Fra’ Sorrentino(volto noto di Rai2)\, insieme alla partecipazione multimediale dell’influencer Giulia Sara Salemi\, daranno vita a una vera e propria opera immersiva che alterna linguaggi contemporanei\, contenuti digitali\, momenti interattivi e coinvolgimento diretto del pubblico. \n\n\n\nINSIEME\, Il Cammino Inverso non è un semplice spettacolo\, ma un evento collettivo pensato per le scuole come momento simbolico di fine anno:una festa educativa ed emozionale\, capace di lasciare un segno nei ragazzi e creare connessioni reali tra studenti\, docenti e famiglie.Un’esperienza che affronta temi centrali per le nuove generazioni – bullismo\, empatia\, relazioni\, identità e consapevolezza digitale – attraverso un linguaggio vicino ai giovani e profondamente umano. \n\n\n\nEvento: INSIEME – Il Cammino InversoData: 24 Aprile 2026 ore 9\,30Pagina evento: https://progettoinsieme.info/archivio-eventi/teatro-nuovo-orione/Contatti stampa e informazioni:BewowEDUWhatsApp: 375 5746303Sito: www.progettoinsieme.info
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SUMMARY:"I Due Gentiluomini di Verona" al Teatro degli Audaci
DESCRIPTION:Valentino e Proteo sono uniti da fraterna amicizia ma divisi dalla passione per la stessa donna\, Silvia\, la figlia del duca di Milano. Valentino è un vero gentiluomo\, Proteo\, invece\, per conquistare l’amata\, non esita a tradire l’antico patto di lealtà con l’amico e a rinnegare le promesse di fedeltà fatte a un’altra donna\, Giulia\, cui è da tempo legato. Il travestimento da uomo della fidanzata tradita e molte trame secondarie complicano l’azione della commedia fino al lieto fine nel quale l’amore e l’amicizia ritrovata riporteranno pace e armonia. \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nIn questo adattamento di una delle prime opere di Shakespeare\, un cannone dei primi del Novecento\, simbolo di una guerra che unisce l’uomo all’uomo nello spazio ritretto di una trincea\, è il luogo intorno al quale si riuniscono personaggi che sognano\, apparentemente\, il degno finale di una storia d’amore che li renda finalmente liberi. Ognuno di loro\, antesignano dei più celebri protagonisti delle opere successive del Bardo\, ha il suo tratto particolare e straordinario che lo rende vero e palpabile. \n\n\n\nCosì l’Amore e l’Amicizia\, padroni della storia\, metteranno a dura prova i personaggi\, costretti ad indagare i loro lati più reconditi\, per scoprire quale sia il limite tra l’uno e l’altra\, dove si fondono e confondono. Il testo contiene in se vari stili che vanno da quello Cavalleresco inglese al Romantico italiano\, dall’intreccio delle commedie Plautine alla Clownerie\, rendendolo poliedrico e versatile. Proprio per questo\, lo spettacolo che ne nasce\, ha un ritmo allo stesso tempo allegro e malinconico\, arricchito da un accompagnamento musicale dal vivo che ripercorre le canzoni popolari italiane. \n\n\n\nCon: : Giuseppe Coppola\, Ilario Crudetti\, Andrea De Luca\, Andrea Lami\, Federica Pallozzi Lavorante\, Greta Polinori e con Serena Renzi – Regia: Ilario Crudetti – Aiuto Regia: Serena Renzi – Adattamento: Serena Renzi e Ilario Crudetti – Produzione: IncanTeatro
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LOCATION:Teatro degli Audaci\, Via Giuseppe de Santis\, 29\, Romna\, 00139\, Italia
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SUMMARY:"Il Compleanno di Niki" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Torna a Roma\, dopo il debutto al ROMA Fringe Festival\, Il Compleanno di Niki\, commedia drammatica scritta e diretta da Pier Vittorio Mannucci. Giovedì 23 aprile e venerdì 24 aprile\, sul palco del Teatro Trastevere\, Gledis Cinque ed Erica Del Bianco vestono rispettivamente i panni di Anna\, una fumettista di successo\, e Niki\, il lupo immaginario protagonista della striscia che l’ha resa famosa. \n\n\n\nIl compleanno di Niki è una commedia drammatica che racconta il malessere di un’intera generazione\, e in particolare uno dei grandi disagi psicologici del nostro tempo: la sindrome dell’impostore. Anna\, una fumettista\, non riesce a proseguire la striscia che l’ha resa celebre\, Anna & Niki. Inseguita da mostri invisibili\, cerca tranquillità e ispirazione nel suo studio\, un’oasi dove non è ammesso nessuno se non Niki\, un lupo\, protagonista della striscia e sua amica immaginaria fin dall’infanzia… \n\n\n\n“Il compleanno di Niki è anche un testo sulla sofferenza del diventare grandi” – racconta Pier Vittorio Mannucci\, autore e regista – “Una crescita che è in parte un trauma\, per quanto necessario\, che ci permette di combattere e\, perché no\, sconfiggere i mostri che da sempre si frappongono sulla strada di eroine ed eroi alla ricerca del Graal dell’autorealizzazione.” \n\n\n\nUna riscrittura contemporanea del film del ’96 dei fratelli Coen\, basato su una storia paradossale dei dialoghi serrati e la NEVE. Tutto ruota intorno al denaro\, come sempre\, e alla follia dilagante nella mente di uomo medio che decide di mostrare il DITO MEDIO alla sua precaria condizione contravvenendo alle logiche della vita comune.  \n\n\n\nferiali ore 21\, festivi ore 17:30 (il 25 aprile ore 21)  \n\n\n\nBiglietti: 13.00 intero e 10 ridotto \n\n\n\n-prevista tessera associativa- \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847 \n\n\n\ninfo@teatrotrastevere.it 
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LOCATION:Teatro Trastevere\, Via Jacopa de Settesoli\, 3\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"Sequenze\, Frequenze e Incontri" all'Asino che Vola
DESCRIPTION:Il prossimo 23 aprile\, a L’Asino che vola (Via Antonio Coppi 12/d\, Roma)\, Vincenzo Greco\, in arte Evocante\, presenta lo spettacolo Sequenze\, Frequenze e Incontri\, con la partecipazione di Stefano Pio.  \n\n\n\nSequenze e Frequenze è un sorprendente brano di Battiato (tratto dall’album Sulle Corde Di Aries\, SONY BMG MUSIC ENTERTAINMENT\, 1973)\, quasi una kosmische musikche intreccia serialismo di Stockhausen\, sonorità spaziali à la Tangerine Dream e trasfigurazione del folk universale in veste esoterica\, alla maniera dei Third Ear Band. \n\n\n\nNella prima parte dello spettacolo (con la partecipazione di Stefano Pio) il pubblico assisterà al concerto di lancio del nuovo album di Evocante\, Tempi moderni\, in uscita il 25/03 su tutte le piattaforme digitali per Dialettica Label/Tunecore.  \n\n\n\nLa distribuzione fisica dell’album è affidata a La Stanza Nascosta Records del musicista e produttore Salvatore Papotto\, che ha suonato il basso nella quasi totalità dei brani.   \n\n\n\nSul palco de L’Asino che vola Evocante (voce\, synth\, theremin\, chitarra elettrica\, basso) sarà affiancato da Barbara Vanorio al basso\, Roberto Leone alle chitarre\, Giovanni Greco alla batteria.  \n\n\n\n<<All’Asino che vola il 23 aprile porterò le due parti che convivono in me\, che definisco l’una terrestre – legata all’aspetto materiale della vita – e l’altra spirituale\, legata ad aspetti metafisici quali l’invisibile\, il sogno e l’immaginario– racconta Vincenzo Greco. \n\n\n\nL’anima terrestre mi ha fatto incidere un disco come Tempi moderni\, che in senso lato può considerarsi un album politico scritto in base al dovere civile che sento di portare una testimonianza artistica delle distorsioni del nostro tempo. L’anima spirituale mi ha fatto scrivere un libro come Battiato e L’Assoluto. Una ricerca Spirituale\, appena uscito per Arcana. >> \n\n\n\n<< Tempi moderni è un disco almeno per me necessario\, in quanto sento il bisogno e  ancora di più il dovere di non spegnere l’antenna artistica su quanto sta avvenendo. \n\n\n\nGenocidi negati eppure evidenti\, nazionalismi esasperati\, autoritarismi di ritorno\, un clima sempre più di guerra\, parola che si torna a pronunciare con disinvoltura\, abituando le popolazioni alla sua ineluttabilità. A questo si aggiunga la negazione del pensiero\, della riflessione\, del dubbio\, del percorso verso la Verità\, con derisione dell’umiltà\, nel nome della sicurezza estrema\, della post-verità posticcia ed imposta con arroganza. Atteggiamenti tutti di stampo chiaramente fascista\, ancor più aggravati dall’operare di un capitalismo consumista diventato vero e proprio totem laico di questi tempi. \n\n\n\nIl disco è attraversato da una continua tensione elettrica e civile che si scioglie solo in due momenti: a livello musicale nella cover Gente in progresso\, uno dei gioielli rimasti in ombra nati dal sodalizio Battiato-Pio\, che ho rielaborato in senso orchestrale e quasi geghegè anni ’60\, con esplosione finale di synth a dare il senso della fretta moderna\, e a livello letterario nel brano finale Resistenza\, dove apro qualche spiraglio di speranza nelle proteste dei giovani per il genocidio in Palestina.  \n\n\n\nDi questa tragedia si parla anche nella parte centrale del disco in quattro brani che\, pur separati\, vanno intesi come un unico pezzo sulla storia che ritorna a parti invertite\, dove le vittime di ieri diventano carnefici\, in un clima che mi ricorda tanto quello che ha preceduto la Seconda guerra mondiale. Anche allora i dittatori all’opera non erano stati da subito riconosciuti e troppo tardi si capì chi erano e cosa volevano realizzare. \n\n\n\nA livello musicale\, se proprio vogliamo definirlo\, si tratta di un disco electro-rockcon svariati interventi di strumenti classici (il violoncello assume quasi il ruolo di guida dell’ascoltatore in molti brani) e interventi misurati di chitarre elettriche. I synth spesso impazzano\, ma spero mai in modo eccessivo: il dialogo tra classico e moderno è alla base di ogni pezzo. \n\n\n\nHo prodotto i brani in modo che non vi sia spazio tra uno e l’altro così da non dare quasi respiro\, mantenere la tensione e l’unità del discorso. E’ un concept album in cui ho seguito l’impostazione narrativa à la Roger Waters\, a cui sono vicino più per le idee che per le sonorità. Tempi moderni è molto più arrembante e rock dei suoi ultimi lavori\, la comunione di intenti va cercata nella volontà di far passare un messaggio civile e politico di difesa dell’umanità e resistenza verso le violenze del potere. E\, come lui\, ho utilizzato anche le voci\, tra qui quelle di vari dittatori in Ricorsi criminali\, il brano forse più terrificante del disco\, e quella di Pier Paolo Pasolini\, cui questo disco è dedicato\, che interviene nel brano di apertura Hey tu e nel penultimo Persongente.>> \n\n\n\nIn tutto quattordici brani\, undici inediti (di cui uno\, Resistenza\, proposto in una versione leggermente modificata rispetto a quella uscita come singolo di lancio dell’album\, e un recitativo\, Scarpette rosse\, testo di Joyce Lussu) e tre riletture \n\n\n\n( Conviene\, dei CCCP; la deandreiana La domenica delle salme\, già pubblicata come singolo in occasione dell’uscita del libro di Greco\, edito da Arcana\, “Il tempo moderno e i suoi inganni.Riflessioni critiche nella musica: Ferretti\, De André\, Battiato\, Waters”; Gente in progresso di Battiato- Pio) per una narrazione insurrezionale\, che ha il suono di una deflagrazione. \n\n\n\nNella seconda parte dello spettacolo Vincenzo Greco e Stefano Pio (figlio di Giusto Pio\, coautore di moltissimi brani di Franco Battiato) si collegano sulle frequenze di Battiato e Giusto Pio in un set elettro-acustico\, tra pop e sperimentazione. \n\n\n\n<<Insieme- racconta Evocante- ci sintonizzeremo appunto sulle frequenze dei nostri padri – biologico il suo\, artistico il mio- facendo rivivere brani noti e meno noti con arrangiamenti in stile Evocante\, senza però rinunciare al rigore filologico. Insomma\, non stravolgeremo i brani ma daremo un tocco personale cercando di seguire le lezioni impartiteci.  \n\n\n\nIl set è basato proprio sull’importanza artistica degli incontri\, citati fin dal titolo. \n\n\n\nNegli anni ’70 due persone molto diverse come Battiato e Pio\, incontrandosi\, misero a punto una ricetta musicale magica e irripetibile\, dandosi sempre del lei eppure diventando\, come raccontato dallo stesso Giusto\, complici\, amici\, a volte padre/figlio e a volte fratelli\, due facce di una stessa medaglia artistica. Detto per inciso\, io e Stefano ci diamo il tu ma ricordo che le prime volte mi divertivo molto a dargli del lei. \n\n\n\nQuello tra me e Stefano\, senza assolutamente paragonarci a quei due giganti lì\, è pure un incontro artistico tra il mondo classico e il mood evocante – dove toni electro-rock si alternano\, a volte compenetrandosi\, con atmosfere molto tenui. \n\n\n\nNon rivelo nulla della scaletta\, che è a sorpresa\, tranne un riferimento già contenuto nel titolo dato allo spettacolo: Sequenze e frequenzeè un brano degli anni ’70 che Franco e Giusto eseguivano dal vivo in modo molto intenso ed evocativo. Siamo partiti da questo brano\, che riproporremo in quella veste live lasciando il giusto spazio anche all’improvvisazione. In generale\, cercheremo di fare qualcosa di veramente unico\, che non guardi solo al passato ma anche al momento presente\, e che dunque non sia connotato dall’effetto nostalgia\, che anzi rifuggiamo\, ma dal gran divertimento che ci dà il suonare insieme davanti un pubblico che sappiamo essere molto incuriosito. \n\n\n\nPer le prenotazioni: tel. 067851563 \n\n\n\nWhatsApp: 393282445247 \n\n\n\nBIO \n\n\n\nVincenzo Greco\, nato a Vibo Valentia e quasi sempre vissuto a Roma\, è cantautore e artista multimediale. Conosciuto col nome d’arte di Evocante\, ha già all’attivo gli album “Di questi tempi”(Dialettica Label 2022); “Fino a tardi. Viaggi sonori con Battiato”(Dialettica Label\, 2023); “Siamo esseri emozionali”(Dialettica Label\, 2024)\,“All’improvviso- Canzoni lievi” (Dialettica Label- Tunecore- La Stanza Nascosta Records\, 2024) e “A quiet day” (Dialettica Label- Tunecore- La Stanza Nascosta Records\, 2025). \n\n\n\nHa dedicato vari studi a Franco Battiato\, tra i quali:“Battiato. Una ricostruzione sistematica. Percorsi di ascolto consapevole”pubblicato da Arcana Edizioni\, Collana Musica\, nel 2023\, in contemporanea con l’uscita dell’album “Fino a tardi. Viaggi sonori con Battiato” e “Il tempo moderno e i suoi inganni. Riflessioni critiche in musica: Ferretti\, De André\, Battiato\, Waters”\, (Arcana Edizioni\, 2024). \n\n\n\nDi prossima pubblicazione “Battiato e l’Assoluto. Una ricerca spirituale”\, Arcana Edizioni. \n\n\n\nVincenzo Greco ha realizzato anche due video-racconti musicali (“Solo cose belle”\, 2013 e “LiberAzione”\, 2015\, ambientato in Islanda) e un docufilm (“E ‘nci ficimu a facci tanta – Una reazione Vibonese”\, 2018\,).  \n\n\n\nL’11 e 12 ottobre 2025 ha presentato al TeatroBasilica di Roma lo spettacolo L’infinito fra le mani – Spettacolo su temi proposti da Franco Battiato\, che ha fatto registrare un doppio sold-out. \n\n\n\nIl 12 e il 13 dicembre 2025 ha registrato un doppio sold-out  al B-Folk di Roma(Via dei Faggi\, 129/A) con Tempi Moderni-di tutto un po’\, uno spettacolo-nelle parole dell’autore- folle resistenziale\, carbonaro\, che vuole essere una sorta di blob post-moderno\, un ibrido citazionista che transita fra emisferi diversi\, a metà fra teatro di narrazione\, stand up comedy e show multimediale. \n\n\n\nPotere salvifico della risata\, ricerca di un senso ultimo\, canzone d’autore\, critica sociale e distonico ritaglio televisivo convivono in una destrutturazione fulminante- e illuminante- delle gerarchie sintattiche. 
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SUMMARY:ISMENE(Ἰσμήνη) con Elena Arvigo allo Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Nell’ambito della rassegna Spazio Solo\, lo Spazio Rossellini ospita giovedì 23 aprile 2026 alle ore 21.00 ISMENE(Ἰσμήνη)\, intenso monologo tratto dall’opera di Ghiannis Ritsos\, nella traduzione di Nicola Crocetti. Lo spettacolo\, diretto e interpretato da Elena Arvigo\, porta in scena una delle figure più complesse e meno indagate della tragedia greca\, restituendone la voce in una dimensione intima e contemporanea. Un appuntamento che si inserisce pienamente nella vocazione di Spazio Solo\, dedicata alla centralità dell’interprete e alla forza essenziale della parola scenica. \n\n\n\nCon Ismene Elena Arvigo prosegue la Trilogia delle Stanze – un progetto dedicato alle figure femminili della Quarta dimensione di Ghiannis Ritsos\, uno dei massimi poeti del 900. La trilogia comprende: Elena\, Ismene e Crisotemi. Un’unica domanda che le attraversa: che cosa resta\, quando tutto intorno crolla? Ismene è una voce disarmata e immensa. Ismene è custode: della casa\, dei morti\, della storia. Nelle sue parole la memoria non è solo ricordo\, ma una forma di resistenza. Ricordare è il suo modo di resistere. Ismene non racconta soltanto: si dà forma\, si crea\, si ricrea. Ritsos porta la tragedia dentro l’intimità: da mito collettivo diventa biografia. Il monologo si colloca dopo gli eventi tragici: dopo Edipo\, dopo la guerra\, dopo le morti. Ismene parla quando non c’è più nulla da salvare\, e proprio per questo può finalmente raccontare. Ritsos le dà una voce che rifiuta l’eccezionalità\, che rivendica il diritto alla normalità\, alla paura\, al dubbio. In un mondo che celebra gli eroi\, lei celebra ciò che è fragile\, imperfetto\, ordinario. L’elogio della sua mediocrità è un atto politico. In tutta Quarta Dimensione\, Ritsos inserisce dettagli domestici\, oggetti minimi: una sedia\, un bicchiere\, una finestra\, un filo di luce. Ismene è forse la voce che più di tutte vive in questo spazio: parla mentre piega un panno\, mentre guarda il cortile\, mentre ascolta passi lontani. Lo spazio scenico è una stanza interiore\, non un luogo storico: una soglia tra passato e presente\, tra ricordo e visione. Gli oggetti sono risonatori emotivi. È un mondo\, il suo\, fatto di gesti minimi\, che diventano epifanie. La sua voce è un filo che si tende e si ritrae\, una parola che nasce dal respiro delle cose quotidiane. La sua fragilità le permette di vedere ciò che la tragedia\, nella sua grandezza\, aveva nascosto Ismene è una figura che parla potentemente al nostro tempo: non risponde ai modelli dominanti dell’eroismo. La sua voce viene da un luogo di esitazione\, di cura\, di piccoli gesti: uno spazio che oggi\, paradossalmente\, è diventato radicale. Incarna l’esperienza di chi vive in un mondo attraversato da rotture improvvise\, da crolli che non abbiamo scelto. Non è la protagonista che guida gli eventi: è la persona comune che li attraversa\, che li subisce\, ma che prova comunque\, a dar loro un senso. Abita quella zona grigia dove non ci sono risposte definitive\, ma solo tentativi: tentativi di continuare\, di ricordare\, di non farsi travolgere. Questa condizione “ordinaria”\, è la condizione di ognuno di noi. E ci ricorda che esiste un eroismo invisibile fatto di cura e misura. E che dare voce a ciò che non fa rumore è una pratica necessaria del nostro tempo. La sua genialità è di assumersi il peso del quotidiano mentre il mondo chiede spettacolo. Non offre soluzioni\, non indica salvezze. La sua forza è un’altra: una voce che non si impone\, ma persiste; che non trionfa\, ma resiste. Una voce che appartiene a chi\, oggi più che mai\, cerca di rimanere umano in mezzo al rumore. È il mito visto dal punto di vista degli invisibili cioe’ di tutti noi. \n\n\n\nLo spettacolo va in scena nell’ambito di SPAZIO SOLO – Teatro e danza al singolare. \n\n\n\nRossellini Spazio Solo è un progetto curatoriale dedicato alla valorizzazione di artiste e artisti autorevoli della scena nazionale che eleggono la forma del monologo a dispositivo privilegiato di indagine\, espressione e relazione con lo spettatore. Il progetto muove dall’assunto che il “solo” non rappresenti una sottrazione ma una concentrazione di energia scenica: uno spazio essenziale in cui parola\, corpo e presenza si fanno fulcro assoluto dell’esperienza teatrale. \n\n\n\nPrivo di mediazioni\, il monologo istituisce un rapporto diretto\, intimo e radicale tra chi agisce la scena e chi la attraversa con l’ascolto. Rossellini Spazio Solo accoglie creazioni di teatro e di danza offrendo visibilità a scritture sceniche e interpretative nelle quali lo spazio performativo ritorna alla sua forma primaria e necessaria: un corpo\, una voce\, una storia condivisa. \n\n\n\nTutti gli appuntamenti di Spazio Solo\, sono consultabili a questo link: https://www.spaziorossellini.it/2025/spazio-solo/ \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nBiglietti:intero online: €14\,50 + d.p.intero botteghino: €15\,00ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12\,00 \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Biglietti online su Ticketone. \n\n\n\nParcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70 \n\n\n\nTel. 345 2978091www.spaziorossellini.itinfo@spaziorossellini.it \n\n\n\nSono previste riduzioni\, promozioni e agevolazioni 
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SUMMARY:"Caligola – Damnatio Visionis" al Teatro Ghione
DESCRIPTION:Torna a grande richiesta uno degli spettacoli più affascinanti e visionari della stagione teatrale: Caligola di Albert Camus\, nell’allestimento della compagnia Teatro della Luce e dell’Ombra\, interpretato e diretto da Gennaro Duccilli. Una figura\, quella dell’imperatore romano\, dipinta dal grande drammaturgo e filosofo francese nella sua complessità più oscura e contraddittoria\, sospesa tra follia\, lucidità e sete di assoluto. \n\n\n\nChi è Caligola? Il mostro tramandato dalla storia o un visionario ferito dalla perdita e dalla ricerca dell’impossibile? Caligola – Damnatio Visionis\, ispirato al testo di Albert Camus\, non racconta la vita di un imperatore\, ma esplora l’abisso del potere\, del dolore e del senso dell’esistenza. Segnato dalla morte della sorella Drusilla\, Caligola si spinge oltre ogni limite umano\, trasformando la propria follia in una maschera e in un atto estremo di conoscenza. \n\n\n\nLo spettacolo si apre sulle rive del lago di Lago di Nemi\, in un’atmosfera sospesa tra rito e presagio. Da qui prende forma un viaggio visionario dove mito\, memoria e immagine si intrecciano\, dando vita a un teatro potente e contemporaneo. Caligola diventa così un’icona che resiste alla cancellazione: non più solo figura storica\, ma presenza che interroga il nostro tempo\, tra memoria fragile e visioni impossibili da dimenticare. \n\n\n\nCon: Gennaro Duccilli\, Paolo Ricchi\, Eleonora Mancini\, Giordano Luci\, Maurizio Castè\, Natale Russo\, Maria Angelica Duccilli\, Fabrizio Rinaldi\, Raffaello Micheli\, Isabella De Cesaris\, Ilenia Pierluigi\, Arianna Fetahagic\, Nour Ayari\, Priscilla Menin. \n\n\n\nScene Sergio Gotti – Luci Antonio Accardo – Costumi Martine Aloise – Sound Design Giulio Duccilli – Dipinti dell’artista Gianfranco Neri a cura di Luca Aldo Rondoni \n\n\n\ninfo@teatroghione.it \n\n\n\nRepliche:23 aprile 2026 ore 20:3024 aprile 2026 ore 20:3025 aprile 2026 ore 20:30 \n\n\n\nPrezzi:\n\n\n\nPlatea € 29\,00Galleria € 24\,00
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SUMMARY:“Santa Vergine delle Rose” a Fortezza Est
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta dal 23 al 25 aprile “Santa Vergine delle Rose” un progetto del Collettivo Nonnaloca che porta sul palco di Fortezza Est il racconto di un processo attraverso le parole di Ada Cuordoro. Una storia inventata\, o forse no. In scena ogni sera un’attrice diversa: Camilla Tagliaferri il 23 aprile\, Marta Bulgherini il 24 aprile\, Irene Ciani il 25 aprile\, per dare corpo e voce alla storia di Ada\, in un dialogo con un giudice che non ha voce. \n\n\n\nUn monologo brillante che fa stare scomodi\, che costringe a chiedersi perché alcune storie vengano sempre credute e altre sempre messe in discussione. Ada decide cosa dire\, cosa omettere\, quando piangere\, quando ridere.  \n\n\n\nDicono che per far credere a qualcuno una bugia basti ripeterla abbastanza volte. \n\n\n\nDicono che Ada Cuordoro sia colpevole di sessantaquattro truffe\, a danno di sessantaquattro uomini. Dicono che li incontrasse in un locale di musica latina\, che li seducesse\, li ubriacasse e gli sfilasse un bonifico dopo l’altro\, proprio quando loro non erano più̀ capaci di intendere e di volere. \n\n\n\nSanta Vergine delle Rose scivola tra la confessione e la messa in scena\, tra la verità̀ e l’illusione: potrebbe essere una deposizione\, o una trappola. Ada è l’imputata\, certo\, ma anche la narratrice\, la regista della sua stessa storia. E lo spettatore\, come il giudice\, si ritrova a seguirla\, a dubitare\, a cercare un appiglio.  \n\n\n\nMa alla fine\, quando la sentenza arriva\, rimane solo una domanda: siamo veramente d’accordo?Forse ci siamo fatti tutti ingannare. Ma non da Ada\, dalla pièce. Portare Santa Vergine delle Rose in scena significa far vivere allo spettatore un’ingiustizia. E significa\, soprattutto\, lasciare che Ada Cuordoro faccia quello che sa fare meglio: raccontare la sua storia\, senza alcun contraddittorio.  \n\n\n\nLa scelta del collettivo di far interpretare il monologo a tre attrici\, un’attrice differente per replica\, è per affidare allo spettatore un punto di vista che può modificarsi conformemente all’interpretazione e al focus messo in luce. \n\n\n\nSANTA VERGINE DELLE ROSE \n\n\n\n23-24-25 Aprile 2026 | h. 20:30 \n\n\n\nPOETICA Stagione Teatrale 2025/26 Fortezza Est \n\n\n\nOrario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30 \n\n\n\nbiglietto unico 14.00€ \n\n\n\ningresso per le tre repliche 24€ \n\n\n\nwww.fortezzaest.com \n\n\n\ninfo e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com \n\n\n\n| whatsapp 329.8027943| 349.4356219
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SUMMARY:Elena Andreoli al  Magazzino Musica di Milano
DESCRIPTION:Il viaggio musicale della vocalist e autrice jazz Elena Andreoli non si ferma: dopo il successo della recentissima tournée in Giappone (con tre concerti sold-out fatti registrare a inizio aprile a Yokohama\, Tokyo e Osaka)\, l’artista milanese torna sui palchi italiani con una serie di appuntamenti che intrecciano jazz\, swing\, e chanson française. \n\n\n\nIl primo dei prossimi live è in programma giovedì 23 aprile al MaMu\,  Magazzino Musica di Milano (ore 20.30\, ingresso a offerta libera; via Soave 3\, zona Porta Romana): in questa occasione\, Elena Andreoli e il clarinettista Paolo Tomelleri\, tra i più noti esponenti del jazz italiano\, presenteranno l’album Beautiful Love\, un’immersione nella Golden Era dello swing\, con un omaggio a brani intramontabili in cui il repertorio delle Big Band respira di nuova vita\, avvalendosi dell’energia e dell’interplay di musicisti talentuosi e affiatati come Stefano Pennini (pianoforte)\, Davide Parisi (chitarra e ukulele)\, Raffaele Romano (contrabbasso) e Alberto Traverso (batteria) . Elena Andreoli presenta così il suo progetto discografico: «Beautiful Love non è un omaggio al passato\, ma il manifesto di un jazz contemporaneo\, fresco e potente. Nella scelta dei brani che compongono il mio album d’esordio e che propongo nei live ho privilegiato gli standard meno conosciuti e meno sfruttati\, dando particolare importanza alle parole delle canzoni. Il dialogo con Paolo Tomelleri si compone di due lingue diverse ma complementari: le parole e le note».  Al MaMu\, per la prima volta\, verranno presentati (e venduti) al pubblico italiano i vinili fiammati in edizione limitata di Beautiful Love: si tratta di pezzi unici\, realizzati appositamente per il mercato giapponese\, vere gemme grafiche destinate ai rare-grooves hunters e agli appassionati di rarità. \n\n\n\nTre giorni dopo\, domenica 26 aprile\, il quartetto di Elena Andreoli (con Stefano Pennini al pianoforte\, Raffaele Romano al contrabbasso e Alberto Traverso alla batteria) sarà di scena al Brut di Merate (Lc) in occasione del BrutLand Festival: in scaletta brani noti e meno noti dello Swing americano e di quello italiano e alcuni evergreen della canzone italiana\, tra cui Conosci mio cugina e Volare. L’appuntamento è in via Natale Basilico 1 alle ore 18.45 (ingresso 10 euro). \n\n\n\nSubito dopo\, Elena volerà a Parigi per sviluppare nuovi progetti Oltralpe\, ampliando così il respiro europeo della sua ricerca musicale: «Il lavoro che sto portando avanti nella capitale francese nasce da un interesse per la chanson française come spazio di incontro con il jazz. Non è un’operazione di repertorio\, ma un modo per lavorare sul suono\, sul tempo e sulla lingua francese in una dimensione condivisa». \n\n\n\nDalla Francia di nuovo tappa a Milano: sabato 9 maggio l’Après-Coup (via della Braida 1\, zona Porta Romana) sarà la cornice del debutto di La vie en rose in cui Andreoli presenta una formazione inedita: un trio che la vede affiancata da Tazio Forte alla fisarmonica e Andrea Aloisi al violino. Il repertorio spazierà dai grandi classici dello swing alla chanson française (con un’attenzione particolare a Edith Piaf\, la più grande cantautrice transalpina di tutti i tempi) per un concerto ricco di passione\, dove la voce di Andreoli\, calda e sensuale\, troverà il suo naturale luogo d’elezione (inizio live ore 21\, ingresso libero). \n\n\n\nInfine\, giovedì 14 maggio Elena Andreoli Sextet & Paolo Tomelleri si esibiranno al Bonaventura Music Club di Buccinasco (Mi)\, locale di riferimento per gli appassionati di jazz: i musicisti della band torneranno a sprigionare quell’elettricità che ha reso il loro sodalizio così speciale e che ha dato vita al fortunato progetto Beautiful Love. Come ha sottolineato di recente il critico musicale Raffaello Carabini\, Andreoli e Tomelleri «tornano ai brani del periodo dello swing\, più o meno il primo quarto del XX secolo\, per rimetterli in circolo con passo leggero\, quasi senza pretese se non quella di valorizzare la vocalità sinuosa di lei. Scelta che permette di arrivare più a fondo nel cuore di quel sound\, senza la sterile pretesa di reinventare\, bensì con una naturalezza che è una scelta di campo: pochi virtuosismi\, niente sovrastrutture\, un filo elegante di modernità. Andreoli canta come chi conosce il peso delle parole e ricorda certe interpreti dei sixties\, mentre a Tomelleri basta un attacco di clarinetto per farci capire la sua ricca identità. Gli accompagnatori – Stefano Pennini al piano\, Davide Parisi alla chitarra\, Raffaele Romano al contrabbasso e Alberto Traverso alla batteria – costruiscono un terreno morbido su cui voce e clarinetto possono dialogare come due attori che si conoscono da sempre». Anche al Bonaventura Music Club saranno disponibili i vinili dell’album Beautiful Love. \n\n\n\nSito di Elena Andreoli: jazz.elena-andreoli.it
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SUMMARY:Nuttata alla Sala Assoli
DESCRIPTION:Un uomo cammina nella notte parlando senza sosta per non essere inghiottito dal silenzio. La sua voce è un tentativo disperato di esistere e lasciare una traccia. Parla per sentirsi reale\, nella speranza che qualcuno\, anche invisibile\, lo riconosca.  \n\n\n\nÈ da questa urgenza che prende forma Nuttata traduzione e adattamento in napoletano del celebre monologo La nuit juste avant les forêts di Bernard-Marie Koltès\, in scena giovedì 23 aprile 2026 alle ore 20.30 alla Sala Assoli Moscato\, all’interno della stagione del Teatro Nuovo di Napoli.  \n\n\n\nIn scena Domenico Ingenito\, che di questo progetto è anche autore della riscrittura\, attraversa il monologo come un territorio vivo\, dove la parola non è mai solo parola ma respiro\, corpo\, necessità.  \n\n\n\nIl testo di Koltès racconta l’incontro mancato tra uno straniero e un passante\, trasformandosi in un flusso verbale che dà voce all’emarginazione\, al desiderio d’amore\, alla solitudine di chi vive ai bordi. \n\n\n\nMa Nuttata non è una semplice traduzione\, è un attraversamento. Ingenito costruisce il suo lavoro muovendosi su due traiettorie parallele: da un lato\, il confronto diretto e rigoroso con la lingua originale francese; dall’altro\, l’ascolto profondo della realtà contemporanea.  \n\n\n\nNelle stazioni\, nei luoghi di passaggio della città di Napoli\, incontra i “ragazzi di vita”\, li invita a leggere\, a restituire il testo con le loro inflessioni\, i loro ritmi\, la loro verità. Quelle voci restano\, sedimentano\, diventano struttura invisibile della riscrittura. \n\n\n\nÈ così che il napoletano\, lingua densa\, musicale e contraddittoria\, s’impone non come scelta estetica ma come necessità. Una lingua che accoglie la ferita e la bellezza\, che sa essere insieme lirica e concreta\, capace di restituire tutta la complessità del protagonista.  \n\n\n\nCon il disegno luci di Sebastiano Cautiero lo spettacolo\, presentato da Interno5 con Opera Estate Festival\, costruisce uno spazio essenziale e immersivo\, dove la parola diventa azione e la scena si fa luogo di incontro\, o forse di mancato incontro. \n\n\n\nNuttata è\, in fondo\, una soglia tra lingue\, identità\, solitudine e desiderio. Una notte che appartiene a chi parla\, ma anche a chi ascolta. Perché in quella voce che insiste\, che cerca\, che non si arrende\, si riconosce qualcosa di profondamente umano: la necessità di esistere nello sguardo dell’altro. \n\n\n\nNuttata di e con Domenico Ingenito \n\n\n\nGiovedì 23 aprile 2026\, Sala Assoli Moscato \n\n\n\nInizio spettacolo ore 20.30 \n\n\n\ninfo 0814976267 email botteghino@teatronuovonapoli.it
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SUMMARY:Made4you.x al Teatro Astra di Torino
DESCRIPTION:Made4You 2026 sarà un’edizione particolarmente significativa\, poiché celebrerà il decimo anniversario del progetto. Per festeggiare questo importante traguardo\, Pompea Santoro ha voluto coinvolgere uno dei coreografi più influenti della sua carriera e a lei particolarmente caro: Nacho Duato\, artista di fama mondiale\, con il quale ha condiviso il palcoscenico ai tempi del Cullberg Ballet. Duato sarà il padrino della serata\, conferendo ulteriore prestigio all’evento. Per l’occasione verrà presentato “Liberté”\, estratto da Rassemblement\, creazione del 1990 realizzata per il Cullberg Ballet. \n\n\n\nAccanto a lui\, due giovani coreografi selezionati arricchiranno il programma. Salvatore De Simone presenterà “W.I.P. una nuova creazione sviluppata in collaborazione con lo Studio Wayne McGregor. Il lavoro\, ispirato ai danzatori di Eko\, adotterà il metodo e i principi creativi elaborati dallo stesso McGregor\, dando vita a una fusione innovativa tra linguaggi coreografici contemporanei. Tornerà inoltre Giovanni Insaudo con “Unknown 2.0”\, un lavoro incentrato sull’esplorazione e sulla ricerca dell’impossibile. Infine\, non poteva mancare Paolo Mohovich\, da sempre grande sostenitore di questo prezioso progetto\, che presenterà una nuova creazione\, “Roter Puls”
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SUMMARY:“L’Ara si rivela” al Museo dell'Ara Pacis
DESCRIPTION:Grazie a un nuovo progetto multimediale\, da venerdì 27 marzo presso il Museo dell’Ara Pacis\, romani e turisti potranno fruire di una affascinante esperienza immersiva alla scoperta di uno dei monumenti simbolo della città\, voluto dal Senato romano per celebrare Ottaviano Augusto. \n\n\n\n“L’Ara si rivela” è un nuovo coinvolgente racconto della storia dell’Ara Pacis: utilizzando proiezioni di luce saranno ricreati i colori originari del monumento\, con effetto fortemente immersivo e realistico della policromia originale. Grazie a una narrazione emozionante e coinvolgente\, ricca di informazioni e accompagnata da musiche e suggestioni sonore\, il visitatore sarà accompagnato nella scoperta dell’Ara Pacis. \n\n\n\nIl progetto è promosso da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, organizzato e gestito da Zètema Progetto Cultura e realizzato da AV Set Produzioni SpA con Luca Scarzella. La Direzione scientifica è a cura della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. \n\n\n\nGrazie alla tecnica del videomapping\, in una policromia molto vicina a quella originaria\, il fronte occidentale\, con i pannelli di Enea sacrificante ai Penati e del Lupercale\, quello orientale con i pannelli della Tellus e della Dea Roma\, ma anche\, per la prima volta\, le due grandi processioni laterali\, prenderanno vita. \n\n\n\nLa narrazione guiderà il visitatore alla scoperta non solo della storia antica del monumento ma anche delle principali e affascinanti vicende di oblio e di riscoperta. \n\n\n\nStoria e spettacolo convivono in un progetto multimediale unico e imperdibile. \n\n\n\nLa narrazione è ascoltabile in cuffia in italiano e inglese. La visita multimediale e immersiva sarà fruibile nelle serate di venerdì\, sabato e domenica dalle ore 20.00 alle 23.00 (gli orari cambieranno nel corso dell’estate). I gruppi saranno composti max da 25 persone a turno accompagnati da un operatore (previsti 3 turni a sera\, uno ogni ora). La durata di ciascuna visita\, il cui percorso si snoda sia intorno al recinto sia all’interno del monumento\, è di circa 45 minuti. L’esperienza è fruibile anche dalle persone con disabilità motoria. \n\n\n\nI biglietti saranno pre-acquistabili online sul sito www.arapacis.it a partire dalle ore 14.00 di lunedì 23 marzo 2026. \n\n\n\nInformazioni \n\n\n\nMuseo dell’Ara Pacis \n\n\n\nCall center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). \n\n\n\nwww.arapacis.it
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LOCATION:Museo dell’Ara Pacis\, Via di Ripetta\, 180\, Roma\, IT\, 00186\, Italia
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SUMMARY:Antologia Danco al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Autentica irregolare della scena contemporanea\, Eleonora Danco arriva al Teatro Vascello con un’antologia di spettacoli che attraversano oltre vent’anni di ricerca artistica; tra scrittura visionaria\, performance fisica e linguaggi radicali. \n\n\n\nIn scena tre lavori emblematici del suo percorso: dEVERSIVO (dal 22 al 24 aprile alle ore 21)\, Sabbia (25 aprile ore 19 e 26 aprile ore 17) e Intrattenimento violento (dal 28 al 30 aprile alle ore 21). \n\n\n\nScrittrice\, regista\, drammaturga e performer\, Danco è una figura di culto nel panorama teatrale italiano: una sperimentatrice audace\, capace di mettere in gioco il corpo e la parola con un linguaggio evocativo\, diretto e profondamente emotivo. La sua poetica\, libera e universale\, ha influenzato generazioni di attori e autori\, consolidandosi anche attraverso un’intensa attività formativa. Il suo teatro è attraversato da figure marginali\, stati d’animo estremi e visioni urbane\, in un continuo dialogo tra parola e corpo. Le sue opere si muovono tra poesia\, provocazione e ironia\, costruendo un linguaggio scenico che sfugge alle convenzioni e che si configura come un’esperienza immersiva e sensoriale. \n\n\n\nArtista “irregolare” per definizione\, Eleonora Danco continua a muoversi tra cinema e teatro con un segno autoriale forte\, coerente e inconfondibile\, capace di coniugare ricerca formale e impatto emotivo\, mantenendo sempre una tensione viva tra sperimentazione e urgenza espressiva. \n\n\n\ndEVERSIVOdal 22 al 24 aprile – ore 21 \n\n\n\nDa cui è tratto il film N-EGO\, lo spettacolo racconta le vicissitudini tragicomiche di una performer alle prese con la conquista del palcoscenico. Ispirato all’opera di Robert Rauschenberg\, si sviluppa su tre piani narrativi che intrecciano vita artistica e crisi personale. Un viaggio visionario tra Roma e i suoi contrasti\, popolato da figure grottesche e memorabili\, dove la scena diventa un flusso continuo di immagini e stati d’animo. \n\n\n\nDurata: 65 minuti \n\n\n\n\n\n\n\nSABBIA25 aprile ore 19 – 26 aprile ore 17 \n\n\n\nCommissionato nel 2005 sul tema dell’omosessualità\, Sabbia si ambienta in una spiaggia metafisica abitata da corpi\, voci e identità sospese. Uno spettacolo intenso e senza tempo\, che esplora il conflitto tra verità e maschera\, tra desiderio e costrizione sociale. A distanza di oltre vent’anni dal debutto\, mantiene intatta la sua forza evocativa. \n\n\n\nDurata: 60 minuti \n\n\n\n\n\n\n\nINTRATTENIMENTO VIOLENTOdal 28 al 30 aprile – ore 21 \n\n\n\nUna composizione di testi\, poesie\, dialoghi e frammenti che restituiscono un ritratto pulsante della realtà urbana. La parola si fa corpo\, ritmo\, tensione. Tra ricordi\, visioni e scorci di vita quotidiana\, lo spettacolo si costruisce come una partitura scenica intensa e travolgente\, dove ogni elemento – anche il più semplice – si trasforma in immagine. \n\n\n\nDurata: 65 minuti \n\n\n\nEleonora Danco è regista\, scrittrice\, drammaturga\, performer e attrice\, tra le figure più radicali e riconoscibili della scena contemporanea italiana. Autrice di culto\, è nota per una ricerca artistica estrema e personale\, che mette al centro il corpo\, la parola e una continua sperimentazione di linguaggi\, ritmi e forme espressive. Da oltre vent’anni la sua ricerca artistica si accompagna a un’intensa attività pedagogica: conduce seminari di recitazione e drammaturgia che hanno formato numerosi giovani attori e autori. \n\n\n\nIn ambito cinematografico firma la regia e la scrittura di N-CAPACE (2014)\, prodotto da Rai Cinema\, Bibi Film e MIBACT\, presentato al Torino Film Festival dove ottiene due menzioni speciali. Il film viene designato Miglior Film 2015 dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani\, candidato ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento e vincitore del Ciak d’Oro come miglior film “Bello e Invisibile”. Nel 2024 realizza N-EGO\, prodotto da Rai Cinema\, Mibact e Lazio International\, presentato in concorso al 42° Torino Film Festival e accompagnato da un tour di proiezioni evento. \n\n\n\nCome attrice ha lavorato con alcuni dei più importanti registi italiani\, tra cui Nanni Moretti\, Daniele Luchetti\, Marco Bellocchio\, Ettore Scola e Cristina Comencini\, partecipando a film come Io sono Tempesta\, Tutto quello che vuoi e Qualcosa di nuovo. \n\n\n\nParallelamente sviluppa un percorso teatrale coerente e radicale come autrice\, regista e interprete. Tra i suoi lavori più significativi si distinguono Sabbia (2005)\, testo commissionato sul tema dell’omosessualità e diventato negli anni un classico contemporaneo; Intrattenimento violento\, una partitura scenica fatta di frammenti poetici e urbani; dEVERSIVO\, da cui è tratto il film N-EGO; Squartierati\, ritratto feroce della città; Ragazze al muro (2023); Benvenute stelle (2023); e Bocconi amari – Semifreddo (2025). I suoi spettacoli sono stati ospitati nei principali teatri italiani\, tra cui Teatro di Roma\, Teatro India\, Teatro Argentina\, Teatro Vascello e importanti festival nazionali. \n\n\n\ninfo e prenotazioni 065881021 – botteghino@teatrovascello.it \n\n\n\nPREZZI intero € 25 – over 65 € 20 – cral e convenzioni € 18 – studenti € 16 \n\n\n\nacquistabili su https://www.teatrovascello.it/2025/06/07/antologia-danco/ \n\n\n\ncard acquistabile sul sito https://www.vivaticket.com/it/ticket/card-antologia-danco/268838
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SUMMARY:"Te l’avrei detto" al Cometa Off
DESCRIPTION:Te l’avrei detto è una commedia brillante scritta e diretta da Luca Giacomozzi che\, sotto una superficie leggera e divertente\, nasconde uno sguardo lucido e pungente sulle relazioni umane. Durante una notte di Capodanno\, un gruppo di amici si ritrova per festeggiare insieme in un clima apparentemente spensierato\, tra brindisi\, battute e dinamiche ben rodate. \n\n\n\nMa basta poco perché quell’equilibrio inizi a incrinarsi: tra gaffe\, omissioni e verità rimandate\, le risate si trasformano lentamente in qualcosa di più sottile e inquieto. Ogni dialogo diventa un ingranaggio perfetto di un meccanismo comico che\, quasi senza accorgersene\, accompagna lo spettatore verso una riflessione più profonda sul valore del non detto\, sull’ipocrisia quotidiana e sulla fragilità dei rapporti.  \n\n\n\n Te l’avrei detto è una commedia che diverte\, coinvolge e\, allo stesso tempo\, lascia un retrogusto amaro: perché a volte non sono le bugie a distruggere i rapporti\, ma tutto ciò che scegliamo di non dire.  \n\n\n\nCon: Francesco Trifilio\, Francesca Pausilli\, Margherita De Silva\, Davide Albano\, Claudio Scaramuzzino e Danny Francucci – Scenografia: Michele Funghi – Costumi: Valentina Pastorello Assistente: Barbara Ninetti. \n\n\n\nData e Ora Spettacolo: Da mercoledì a venerdì ore 21:00 – sabato ore 19:00 – domenica ore 17.30 \n\n\n\nBiglietti: Biglietto Intero € 18\,00 (compresi diritti di prevendita) \n\n\n\nAcquisto on line: https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/te-lavrei-detto-roma \n\n\n\nInfo: tel. 06.57284637
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LOCATION:Cometa OFF\, Via Luca della Robbia\, 47\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"Storia di un cinghiale. Qualcosa su Riccardo III" al Teatro India
DESCRIPTION:Il pluripremiato drammaturgo e regista uruguaiano Gabriel Calderón\, firma e dirige Storia di un cinghiale. Qualcosa su Riccardo III\, in scena al Teatro India dal 22 al 26 aprile. Il ruolo del protagonista è affidato aFrancesco Montanari che consegna anima e corpo alla storia di un Re che per diventare tale ha dovuto eliminare tutti i possibili rivali. \n\n\n\nUn monologo che si fa “variazione sul tema” di Riccardo III di Shakespeare\, in cui i confini tra epoche e identità si assottigliano\, sullo sfondo di una stessa realtà di ambizione\, sete di potere\, violenza repressa. Si racconta la vicenda di un attore di teatro che non ha mai avuto la soddisfazione di interpretare un ruolo da protagonista. Ora che finalmente è arrivato il suo momento\, desidera sfruttare al meglio l’opportunità. A poco a poco\, si accorge di un’inquietante affinità tra la sua vita e quella del personaggio: ambizione\, rabbia repressa\, sete di riscatto\, opportunismo. Interpretandone il celebre monologo\, ritrova in se stesso i lati oscuri del sovrano di York.  \n\n\n\nDa vent’anni impegnato sui palcoscenici del mondo\, Calderón parla dei pericoli del palcoscenico\, teatro di passioni violente\, non sempre soltanto simulate. «Questo testo arriverà al teatro come un corpo gentile\, vergine\, ma allo stesso tempo fragile e grezzo. Lo si dovrà pulire\, modellare\, lavorare – afferma Gabriel Calderòn – Non è pronto ad essere rappresentato; non credo ci sia niente di peggio che “mettere in scena” o “fare un testo”. Questo arriva come un attore\, con le sue migliori qualità\, ma anche con i suoi immaginabili limiti. Bisognerà aiutarlo ad essere migliore di quello che è ora. Con amore\, passione e talvolta dolore\, dovrà essere tagliato\, corretto\, riordinato\, quel tanto che servirà per creare teatro; si potrà anche cambiarne il senso\, perché alla fine il senso si costruisce\, non viene dettato da un testo. Questo è una mappa\, una cartografia che disegna un territorio\, il quale non sempre corrisponde al progetto delineato sul piano. Usa la mappa per spostarti lungo il ter
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LOCATION:Teatro India\, Lungotevere Vittorio Gassman\, Roma\, Italia
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SUMMARY:“Phenomenal Women” al Teatro Golden
DESCRIPTION:Dalle righe chiuse tra le pagine di un libro al respiro vibrante del palcoscenico\, il passo è breve se a guidarlo è il talento di Grazia Di Michele e Alessandra Fallucchi con lo spettacolo “Phenomenal Women”\, dedicato alle donne che hanno usato la parola come arma di liberazione. Da  Sibilla Aleramo ad Alda Merini\,  artiste speciali che hanno trasformato i versi in una rivoluzione e la poesia in una nuova percezione del femminile. A loro\, e a tante altre scrittrici e poetesse\, sarà dedicato questo nuovo spettacolo in scena al Teatro Golden il 22 e 23 aprile 2026.  Una rappresentazione straordinaria che celebra il coraggio e il talento di figure simbolo\, che hanno saputo  uscire fuori dagli schemi.  “Phenomenal Women” è il varco che permette a queste storie di uscire dalle biblioteche e diventare realtà in un teatro\, attraverso  un viaggio dove la parola scritta si fonde nella melodia di Grazia Di Michele e nell’interpretazione di Alessandra Fallucchi. È l’occasione per scoprire l’essere umano dietro il genio: un’avventura che unisce metrica e musica per raccontare l’audacia di chi ha saputo essere ‘oltre’. Il pubblico sarà accompagnato nel cuore pulsante delle opere di icone come:  Patrizia Cavalli\,  Patrizia Valduga\, Maya Angelou  e tante altre grandi artiste\, diverse per epoca e stile\, ma unite dalla medesima forza\, ovvero quella di aver riscritto il concetto stesso di “Donna”\, trasformando il dolore\, il desiderio\,  l’attenzione al mondo e alle piccole cose\, in capolavori universali. La cantautrice Grazia Di Michele e il chitarrista  Fabiano Lelli\, che  vestiranno di musica  le opere\, e l’attrice Alessandra Fallucchi\, hanno realizzato una drammaturgia che ci racconta storie di poetesse speciali\, non solo per il loro talento ma anche per l’audacia di rompere con le convenzioni e con le regole. Le autrici propongono\, con la regia di Emanuela Caruso\, un viaggio leggero\, profondo\, a volte ironico\, nella vita e nelle opere di Donne Fenomenali.  \n\n\n\n. Info: 06 70493826 
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SUMMARY: “Lottavano così come si gioca” al Teatro Verdi di Milano
DESCRIPTION:Al Teatro Verdi di Milano va in scena dal 22 al 25 aprile 2026 “Lottavano così come si gioca”\, scritto e interpretato da Luca Radaelli con la regia di Laura Curino. \n\n\n\nUno spettacolo di narrazione e canzoni (De André\, Lolli\, Guccini\, Gaber\, Stormy Six) per fare luce su un periodo dipinto quasi sempre a tinte fosche\, dedicato a una generazione che\, forse\, non ha perso del tutto. \n\n\n\nMercoledì 22 aprile alle ore 18.30\, presso il bistrot del Teatro\, si terrà un incontro introduttivo con Gianni Barbacetto\, giornalista\, scrittore e opinionista italiano\, che accompagnerà il pubblico all’ascolto e alla contestualizzazione dei temi dello spettacolo.  \n\n\n\n“Anni di piombo. Questa etichetta si è appiccicata alla mia adolescenza\, fino quasi a farmi sentire in colpa di essere cresciuto e di avere riso e amato e gioito proprio in quegli anni in cui il piombo delle pallottole esplodeva troppo spesso. \n\n\n\nIl piombo però è anche il grigio della nebbia\, che in quegli anni copriva Milano\, ed è pure il materiale che si usava nelle rotative per i giornali: la vera scenografia di un periodo in cui si leggeva e si discuteva moltissimo. \n\n\n\nUna variopinta galleria di personaggi compone questa narrazione sugli anni ’70\, in equilibro tra la sorridente nostalgia per la giovinezza\, la passione e lo slancio per le lotte civili e politiche\, la paura per gli scontri violenti e la gioia di aver attraversato un momento esaltante carico di energia “rivoluzionaria”. \n\n\n\nLo spettacolo nasce da una riflessione personale sugli anni Settanta\, spesso definiti “anni di piombo”\, un’etichetta che ha finito per appiattire la complessità di un periodo storico ricco di contraddizioni\, energia e trasformazioni sociali. Attraverso un racconto intimo e diretto\, Radaelli restituisce la memoria di un’adolescenza vissuta tra partecipazione civile\, slanci ideali\, paure diffuse e una quotidianità segnata da forti tensioni politiche. “Lottavano così come si gioca” propone uno sguardo che va oltre la narrazione dominante\, mettendo in luce non solo la dimensione conflittuale e drammatica di quegli anni ma anche la vitalità di una generazione che ha attraversato un’epoca di cambiamento con entusiasmo e desiderio di futuro.  \n\n\n\nIl racconto si svolge in una cittadina di provincia ed è la ricostruzione di vicende contraddittorie\, a volte epiche\, a volte tragiche. Un gruppo di ragazzini che “lottavano così come si gioca”\, con l’illusione di poter cambiare il mondo.  \n\n\n\nLaura Curino è attrice\, autrice e regista\, fondatrice di Teatro Settimo con Gabriele Vacis\, è tra le maggiori interpreti del teatro di narrazione; dal 2015 Laura Curino è direttore artistico del Teatro Giacosa di Ivrea.  \n\n\n\nLuca Radaelli è fondatore e direttore artistico di Teatro Invito\, è attore\, autore e drammaturgo\, ideatore del Festival ‘L’ultima luna d’estate’; ha pubblicato raccolte di poesie e il romanzo “Il teatro è la mia vita con Cinquesensi Editore. \n\n\n\nINFO E PRENOTAZIONI  www.teatrodelburatto.it \n\n\n\nIngresso gratuito all’incontro \n\n\n\nBiglietto spettacolo: 15\,00 euro\, sul sito del Buratto e a Teatro \n\n\n\nwww.teatrodelburatto.it \n\n\n\nPer ulteriori informazioni: prenotazioni@teatrodelburatto.it o 0227002476.
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