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SUMMARY:La stagione 2025/2026 del Teatro Vittoria di Frosinone
DESCRIPTION:ll Comune di Frosinone e ATCL\, circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio\,propongono\, per la stagione teatrale 2025-2026 del Teatro Vittoria\, otto spettacoli in abbonamento. \n\n\n\n“Il sipario si alza\, anche quest’anno\, sulla stagione di prosa che si terrà nuovamente negli spazi del rinnovato teatro comunale Vittoria\, per farci vivere tutta la magia e le emozioni dell’arte scenica – ha dichiarato il Sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli – Tanti gli appuntamenti in cartellone da gennaio a maggio con alcuni degli artisti più celebri e apprezzati del panorama nazionale\, che condurranno gli spettatori in un viaggio alla scoperta di pièces che faranno riflettere\, ridere e sorridere. Dal 2013\, del resto\, la programmazione allestita dall’Amministrazione comunale ha portato nel nostro Capoluogo gli interpreti e i registi italiani più importanti\, suscitando una partecipazione calorosa e appassionata da parte degli amanti dello spettacolo dal vivo provenienti da tutta la Regione. Il Comune di Frosinone crede\, fermamente\, che l’investimento sulla cultura crei valore aggiunto\, come moltiplicatore di energie sane per l’intera società e di promozione del territorio\, e costituisca un elemento di identità\, di crescita e di coesione sociale da promuovere soprattutto tra i giovani e nelle famiglie”. \n\n\n\n“Anche quest’anno\, con il prezioso supporto dell’Atcl\, abbiamo costruito una stagione che unisce tradizione e contemporaneità\, proponendo titoli capaci di parlare a pubblici diversi: grandi classici\, produzioni di impegno civile\, monologhi intensi\, spettacoli capaci di parlare alla società di oggi. L’obiettivo è offrire un cartellone che rispecchi la ricchezza del teatro italiano e la pluralità dei suoi linguaggi\, senza rinunciare alla qualità artistica – ha dichiarato l’assessore alla cultura Simona Geralico – Il Teatro Vittoria continua ad essere un luogo vivo\, aperto\, capace di accogliere e di avvicinare soprattutto i più giovani al teatro\, uno dei pilastri della nostra identità culturale\, capace di farci emozionare e sognare\, oltre che di rafforzare il legame con la comunità”. \n\n\n\n“La nuova stagione del Teatro Vittoria rappresenta un valore aggiunto per il nostro centro storico\, che continua a rafforzarsi come luogo dinamico e accogliente per cittadini e visitatori – ha dichiarato l’assessore al centro storico Rossella Testa – Eventi di questa fattura contribuiscono a rendere l’area viva durante tutto l’anno\, favorendo la presenza di persone e sostenendo le attività che operano quotidianamente nella parte alta della città. Stiamo lavorando per migliorare sempre di più i servizi e la fruibilità degli spazi\, così da trasformare ogni appuntamento in un’esperienza piacevole e completa per chi sceglie di trascorrere il proprio tempo nel cuore della città. Invito tutti a partecipare alla nuova\, coinvolgente stagione teatrale\, un’ulteriore occasione per vivere e condividere emozioni nel nostro centro storico”. \n\n\n\n“Per la stagione 2025/2026 il Comune di Frosinone e ATCL presentano un cartellone pensato per coinvolgere\, sorprendere e offrire al pubblico una vasta gamma di emozioni. Abbiamo immaginato il Teatro Vittoria come un crocevia di storie\, un luogo in cui le idee prendono forma e dialogano con la città. Quest’anno la scena si popola di artisti affermati e di talenti in crescita\, di linguaggi che si contaminano e si rinnovano\, di narrazioni che parlano al cuore e all’immaginazione. Ogni spettacolo è un invito ad attraversare mondi differenti\, a lasciarsi interrogare e a condividere delle esperienze irripetibili. Al pubblico rivolgiamo il nostro invito più sincero: il Teatro Vittoria vi aspetta!” hanno dichiarato l’amministratore delegato di ATCL\, Luca Fornari e la direttrice artistica di ATCL\, Isabella Di Cola. \n\n\n\nAd aprire la stagione\, sabato 17 gennaio alle ore 21.00\, A.M.O.R.I. & A.M.O.R.E. di David Conati\, con Matilde Brandi e Francesco Branchetti e con Isabella Giannone\, regia di Francesco Branchetti. L’amore\, sì\, certo\, ma non sempre l’amore platonico\, idilliaco\, poetico\, illusorio. No\, qui si parla di quel groviglio complesso di sentimenti e situazioni che ci fanno perdere la testa\, ma che in sostanza si potrebbe ricondurre a una serie di reazioni chimiche determinate dai ferormoni. Coloro che si sono presi la briga di analizzare scientificamente la “costruzione di un amore” hanno stabilito che questo percorso ha cinque fasi. In questo percorso alla scoperta delle ardimentose manovre dell’amore\, in modo ironico\, assisteremo ad una serie di quadri che ripercorrono tutte le epoche arrivando ai giorni nostri. Un viaggio tra le schermaglie amorose di epoche e stili teatrali diverse che ci farà immedesimare nell’evoluzione del gioco delle relazioni nel quale ci possiamo riconoscere tutti. \n\n\n\nSabato 31 gennaio alle ore 21.00\, Il Berretto a Sonagli\, di Luigi Pirandello\, con Irma Ciaramella\, Ivano Falco\, Gino Auriuso\,Marina Zanchi\, Ottavia Orticello\, Gioele Rotini\, regia di Gino Auriuso. ‘A birritta cu ‘i ciancianeddi è il titolo originale dell’opera che Luigi Pirandello scrisse nel 1916 in dialetto catanese e che poi trasformò in italiano nel 1918 con il nome de Il berretto a sonagli e che riprende le tematiche delle due novelle La verità (1912) e Certi obblighi (1912). Questo testo\, considerato uno dei capolavori del grande drammaturgo siciliano\, tratta la vicenda di una donna\, Beatrice Fiorica\, la quale viene a sapere che il marito la tradisce con la moglie di Ciampa\, scrivano del cavalier Fiorica\, e che decide di farsi aiutare dal delegato Spanò per sorprendere in flagrante i due amanti. Così Beatrice Fiorica\, offesa\, decide di allontanare Ciampa mandandolo a Palermo per sbrigare certe commissioni per far scoppiare lo scandalo poco dopo; ma la soddisfazione di Beatrice ha breve durata poiché dal verbale risultano solo elementi negativi e non vi è alcuna prova di adulterio. Nonostante tutto\, Ciampa\, che si ipotizza fosse a conoscenza della relazione tra i due\, in città viene tacciato come “becco” e dunque non gli resterebbe altro da fare che uccidere i due amanti; ma la soluzione che egli propone è un’altra: che la signora Fiorica si faccia credere pazza e venga internata. Così cerca di convincerla\, giacché solo in questo modo il suo onore e quello del marito potranno essere salvi. \n\n\n\nVenerdì 20 febbraio alle ore 21.00\, Genitori vs Figli – Don’t worry\, stay Chill\, con Federico Perrotta e Valentina Olla e conMaria Teresa Pascale\, Miloud Mourad Benamara\, Sofia Graiani e Luca La Ginestra\, scritto e diretto da Antonio Pisu. Con un deciso “io quitto” il figlio diciannovenne\, stanco di sentirsi incompreso\, decide di andarsene di casa. La famiglia\, disperata\, si lancerà in una frenetica corsa per farlo restare. In una serie di divertenti e rocamboleschi eventi scopriranno che l’amore autentico nasce dall’accettare le proprie fragilità e andare oltre le apparenze. \n\n\n\nDomenica 1° marzo alle ore 18.00\, Made in Italy\, testo di David Norisco\, regia di Francesco Branchetti\, con Barbara De Rossi\,Simona Bettoni\, Ilaria Giorgi\, Samanta Chieffallo. Se il Gran Tour del 700/800 portava nella nostra penisola turbe di poeti\, musicisti\, scrittori e nobili dell’Europa\, presi da una fervida emozione culturale\, vogliamo oggi percorrere con curiosa determinazione alcune regioni della nostra Italia con un volo planare all’insegna di una curiosa rivisitazione per approfondire e non dimenticare luoghi\, monumenti e musica che sono pure il bagaglio che ci ha fatto crescere. Se si corre a Dubai\, a New York o Calcutta per stordirci nel rumore\, nelle visioni di grattacieli svettanti\, torniamo un attimo tra noi e il viaggio non avrà mai fine perché conoscere è volare oltre la soglia fisica consentita.  \n\n\n\nSabato 14 marzo alle ore 21.00\, Piccole Donne non devono morire di e con Francesca Pica e Maria Scorza\, regia di Francesca Pica e Maria Scorza. Sud Italia. Oggi. Due sorelle\, Margherita e Pina\, sono in un cimitero per la riesumazione della sorella Bettina. Margherita è la maggiore\, felicemente sposata con Giovanni\, completamente assorbita dalla vita familiare. Pina\, la secondogenita\, scrittrice\, ha pubblicato un romanzo di successo\, ma le opere successive non sono all’altezza.  Le due sorelle attendono Emilia\, la piccola di casa\, che è in ritardo. Il cimitero\, luogo dell’attesa\, diventa un contenitore di ricordi\, confessioni\, discussioni\, verità.  Ispirato ai romanzi Piccole donne e Piccole donne crescono di Louisa May Alcott\, è un viaggio a ritroso delle piccole donne\, ora quarantenni\, che ricordando\, riflettono su cosa le ha fatte diventare le donne che sono\, su cosa hanno ancora bisogno di dire e di fare per sentirsi libere. \n\n\n\nDomenica 29 marzo alle ore 18.00\, Brigitte Bardot – Scandalo e Solitudine di P. Bellucci\, F. Lombardi e F. Catalano\, con Patrizia Bellucci\, regia e musica di Fabio Lombardi. Un soffuso moltiplicarsi di veli s’apre sulla camera della diva che in Europa ha più d’ogni altra segnato la rivoluzione sessuale. Che più d’ogni altra\, anche attraverso errori e ingenuità\, ha spalancato la porta dell’emancipazione femminile. Superata la soglia della maturità e della coscienza\, allontanatasi dai riflettori ma sempre pronta a far ascoltare le proprie opinioni\, circondata dagli amati animali\, BB ci svela emozioni ed errori\, vittorie e sconfitte\, delusioni e amori\, passioni deflagranti e dolori repressi\, e ci racconta come il successo\, molto spesso\, sia sinonimo di solitudine. Questo monologo è un modo per far i conti coi cambiamenti del costume in Europa\, ma anche con l’idea che ognuno di noi ha di libertà. \n\n\n\nSabato 18 aprile alle ore 21.00\, El Fùtbol\, testo di Gianvito Pulzone\, regia di Francesco Branchetti\, con Ettore Bassi\,Gianvito Pulzone\, Oscar Bellomo. Uno spettacolo dedicato allo spirito del calcio. Ettore Bassi interpreta un uomo dalla passione calcistica più pura\, ed evoca alcuni tra i più grandi calciatori della storia del calcio mondiale\, uomini che hanno fatto sognare e hanno dato coraggio a migliaia di persone con la loro generosità\, il loro coraggio. Oggi vengono i brividi a ricordare le magie delle loro imprese: racconti\, ricordi di ieri e di oggi\, rievocano il mondo che gira intorno al calcio e che è una metafora a volte dolorosa e a volte esaltante della nostra vita e della nostra società. Una storia dai tratti epici\, piena di poesia\, in cui l’attenta regia di Francesco Branchetti restituisce al testo la capacità di evocare lo spirito del calcio\, lo spirito del gioco in sé attraverso atmosfere fascinose\, colori\, luci\, suoni.  \n\n\n\nInfine\, a chiudere la stagione teatrale 2025-2026 del Teatro Vittoria\, sabato 9 maggio alle ore 21.00\, Meglio di Niente\, di e con Daniele Graziani e Lucio Dal Maso\, regia di Daniele Graziani e Lucio Dal Maso. Dopo Anche meno tornano I Carta Bianca con uno spettacolo che incarna alla perfezione il momento storico che stiamo vivendo: Meglio di niente. In questo lavoro i due portano sul palco un viaggio dentro le piccole e grandi mancanze della vita quotidiana\, trasformandole in carburante per la risata. Viviamo in un mondo in cui siamo sempre alla ricerca di qualcosa: più tempo\, più denaro\, più successo\, più attenzioni. Eppure\, spesso ci ritroviamo con molto meno di quanto desideriamo. È proprio in quel divario\, tra l’aspettativa e la realtà\, che i Carta Bianca inseriscono la loro comicità: leggera\, spiazzante\, a tratti surreale\, ma sempre diretta e universale. Lo spettacolo si sviluppa come un susseguirsi di quadri comici\, in cui i due si divertono a ribaltare situazioni comuni: l’attesa infinita al telefono con la segreteria automatica\, le promesse mai mantenute di politici e pubblicità\, gli imbarazzi dei rapporti umani\, persino le “tragedie” teatrali e quelle storiche. Ogni mancanza\, ogni piccola frustrazione diventa il punto di partenza per una gag\, un dialogo paradossale\, un crescendo di comicità. Con il loro stile fatto di tempi perfetti\, improvvisazioni calibrate e un continuo gioco di botta e risposta\, i Carta Bianca riescono a trasformare la precarietà e le contraddizioni del presente in un grande motore di divertimento. Perché\, se è vero che spesso non abbiamo tutto quello che vorremmo\, è altrettanto vero che una risata al momento giusto vale più di “molto”. Meglio di niente è quindi uno spettacolo che non racconta solo la mancanza\, ma celebra l’arte dell’accontentarsi e la capacità di trovare comicità anche nel vuoto. Un invito a ridere delle nostre insoddisfazioni quotidiane\, a scoprire che persino i momenti “minori” hanno un valore\, e che alla fine\, come dicono i due protagonisti\, se dalla vita non si può avere tutto\, va bene lo stesso\, perché ridere è sempre meglio di niente. \n\n\n\nABBONAMENTI E BIGLIETTI \n\n\n\nAbbonamento platea \n\n\n\nTariffa unica € 110 \n\n\n\nAbbonamento galleria \n\n\n\nTariffa unica € 80 \n\n\n\nVendita abbonamenti: \n\n\n\nsabato 13 dicembre ore 15.00/17.00 \n\n\n\nmercoledì 17 dicembre ore 17.30/19.00 \n\n\n\nsabato 20 dicembre ore 15.00/17.00 \n\n\n\ndomenica 21 dicembre ore 10.00/12.00 \n\n\n\nmartedì 23 dicembre ore 17.30/19.00 \n\n\n\nmercoledì 7 gennaio ore 17.30/19.00 \n\n\n\nvenerdì 9 gennaio ore 17.30/19.00 \n\n\n\nBiglietti platea \n\n\n\nBiglietto intero € 18 \n\n\n\nBiglietto ridotto € 15 \n\n\n\nBiglietti galleria \n\n\n\nBiglietto intero € 15 \n\n\n\nBiglietto ridotto € 13 \n\n\n\nBiglietti online: dal 12 gennaio su ciaotickets \n\n\n\nBiglietti presso il botteghino: \n\n\n\nil giorno dell’evento a partire da due ore \n\n\n\nprima dell’inizio dello spettacolo \n\n\n\nbiglietterie@paloreventi.it \n\n\n\n348/1813715 \n\n\n\nwww.atcllazio.it
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SUMMARY:"Il Novecento in scena" al Teatro Porta Portese
DESCRIPTION:Al via e fino al 13 giugno al Teatro Porta Portese il progetto formativo e performativo gratuito “Roma Novecento – Forma et Performa”\, percorso intergenerazionale e inclusivo dedicato al Novecento italiano visto attraverso Roma. Il programma prevede tre laboratori sui mestieri del cinema\, del teatro e delle arti visive (teatro e scrittura\, illuminotecnica\, fotografia e Photoshop) e otto master di approfondimento che intrecciano arti\, pensiero\, storia\, musica e cinema da prospettive diverse. La conclusione performativa è in programma il 15 e 16 giugno al Teatro Belli. \n\n\n\nRoma\, il Novecento come materia viva  \n\n\n\nRoma è un archivio vivente del Novecento: lo attraversa come un corpo attraversa la storia\, diventando custode di ferite\, gioie\, dolori\, vittorie\, conquiste\, visioni\, utopie\, contraddizioni\, voci popolari e grandi pensieri. Ogni strada\, spettacolo\, canzone\, film\, romanzo ed evento racconta un passaggio del secolo breve. Da questa stratificazione viva nasce “ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA”\, progetto che restituisce alla scena la memoria come esperienza condivisa\, gesto artistico e racconto corale\, capace di approfondire il passato per parlare al presente.  \n\n\n\n“ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA” è un progetto formativo e performativo gratuito che attraversa il Novecento italiano osservandolo da un punto di vista preciso: Roma\, la sua storia\, le sue trasformazioni sociali\, artistiche e culturali. Il progetto integra formazione\, partecipazione culturale e produzione artistica\, trasformando la memoria storica in un racconto scenico corale e contemporaneo. Ideato e realizzato dal Gruppo Teatro Essere APS\, è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria. È vincitore dell’Avviso Pubblico\, curato dal Dipartimento Attività Culturali\, per la concessione di contributi destinati a sale teatrali private con capienza inferiore a 100 posti aventi sede a Roma\, per progetti di ricerca e sperimentazione nell’ambito dello spettacolo dal vivo e della formazione\, stagione 2025/2026. \n\n\n\nUn percorso di formazione e creatività \n\n\n\nIl cuore del progetto “ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA” è il laboratorio teatrale e di scrittura ospitato al Teatro Porta Portese. Il laboratorio\, gratuito e aperto a tutti fino a un massimo di sedici partecipanti\, sarà attivo fino al 13 giugno: le iscrizioni sono già aperte. Ogni martedì\, dalle 18.00 alle 20.00\, i partecipanti saranno accompagnati in un viaggio nel Novecento attraverso recitazione\, canto\, storia e cinema. Il laboratorio lavora sui grandi temi del secolo – guerra\, ideologie\, regimi\, censura\, libertà\, identità\, grandi conquiste e trasformazioni sociali – mettendo in rapporto conoscenza storica\, pratica e scrittura scenica. Il percorso è condotto da Eleonora Tosto (attrice e cantante)\, Susy Sergiacomo (attrice e docente)\, Tonino Tosto (attore\, autore e regista)\, con la partecipazione di Fabrizio Bordignon (attore)\, Valentino Orfeo (autore teatrale)\, Roberto Angelelli (attore)\, Roberto Tesconi (attore). Il laboratorio è gratuito e aperto a tutti per un massimo di sedici partecipanti. Per informazioni e iscrizioni chiamare il numero + 39 351 3493695. \n\n\n\nLe masterclass – Otto voci autorevoli sul secolo breve \n\n\n\nAccanto al laboratorio teatrale e di scrittura (massimo 16 iscritti)\, il progetto propone anche un ciclo articolato di otto masterclass di tre ore ciascuna\, dedicate ad approfondire il Novecento da prospettive diverse e ospitate presso il Teatro Porta Portese. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti (massimo 50 persone). Per informazioni chiamare il numero + 39 351 3493695. \n\n\n\nIl percorso si apre con Giacomo Marramao\, filosofo e professore emerito dell’Università degli Studi Roma Tre\, che domenica 8 febbraio guida una riflessione su storia e pensiero filosofico del Novecento. Il 15 febbraio Eleonora Tosto conduce un viaggio nella canzone romana\, da Romolo Balzani ai cantautori contemporanei\, come specchio delle trasformazioni sociali della città. Il 22 febbraio Susy Sergiacomo affronta Luigi Pirandello\, le sue novelle ambientate a Roma e il rapporto tra identità\, maschera e verità. Il cinema si fa cronaca e memoriadomenica 1 marzo con Alberto Crespi\, giornalista e critico cinematografico\, che accompagna il pubblico attraverso il Novecento romano e italiano\, osservando le vicende storiche e sociali raccontate in film come La grande guerra\, Roma città libera\, Una vita difficile\, C’eravamo tanto amati. Il 15 marzo Salvatore Aricò\, drammaturgo e studioso\, approfondisce il teatro del secondo Novecento tra sperimentazione\, avanguardie e nuovi linguaggi. Il 22 marzo Tiziana Bagatella\, attrice e docente\, intreccia poesia e scena\, da Pier Paolo Pasolini alla tragedia greca riletta nelle borgate romane. Il 29 marzo Ernesto Bassignano\, cantautore e giornalista\, racconta la storia del Folkstudio\, dei cantautori romani\, fino alle forme musicali contemporanee. Il ciclo si conclude il 19 aprile con Tonino Tosto\, che attraversa teatro e canzone nel Novecento\, dal café-chantant alla commedia musicale\, da Lina Cavalieri a Ettore Petrolini\, da Garinei e Giovannini a Gigi Proietti. \n\n\n\nLa mostra – I luoghi della memoria \n\n\n\nDa 9 aprile al 13 giugno\, il Teatro Porta Portese ospita la mostra fotografica “Roma 900: Percorsi Fotografici nella Memoria dei Luoghi”\, con la direzione di Emiliano Bartolucci. La mostra\, che esporrà le opere dei partecipanti al laboratorio formativo previsto dal progetto\, proseguirà il dialogo con la scena e con il pubblico anche presso il Teatro Belli nei giorni 15 e 16 giugno (dalle ore 11.00 alle ore 23.00)\, diventando parte integrante del racconto performativo. Ingresso gratuito. \n\n\n\n​I percorsi formativi – I mestieri del cinema\, del teatro e delle arti visive\n\n\n\nIl progetto prevede tre percorsi formativi dedicati alle tecniche di recitazione\, scrittura e messa in scena; i mestieri del cinema\, del teatro e delle arti visive\, pensati per offrire competenze professionalizzanti e strumenti tecnici fondamentali per la realizzazione dello spettacolo dal vivo: \n\n\n\n– laboratorio teatrale e di scrittura (60 ore\, massimo 16 iscritti)\, che proporrà ai partecipanti i linguaggi e le tecniche della scena\, la drammaturgia e la scrittura per il teatro e l’audiovisivo\, come pratica di costruzione narrativa e consapevolezza espressiva. Si svolge il martedì\, dalle ore 18.00 alle ore 20.00. \n\n\n\n– laboratorio di Illuminotecnica (20 ore\, massimo 10 iscritti)\, tenuto da Fabio Zambardi\, che approfondirà il ruolo della luce come linguaggio scenico\, artistico e drammaturgico. Si svolge il venerdì\, dalle ore 15.30 alle ore 16.30.  \n\n\n\n– laboratorio di fotografia e photoshop (20 ore\, massimo 10 iscritti)\, tenuto da Emiliano Bartolucci\, dedicato allo studio dell’immagine e alla sua elaborazione digitale applicata al teatro e al cinema. Si svolge il venerdì\, dalle ore 16.30 alle ore 18.00.  \n\n\n\nSia il laboratorio di illuminotecnica sia quello di fotografia interagiranno con il laboratorio teatrale e di scrittura\, contribuendo alla realizzazione della performance finale. Per informazioni e iscrizioni chiamare il numero + 39 351 3493695. \n\n\n\nLa conclusione \n\n\n\nIl progetto si conclude con la performance “ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA”\, in scena il 15 e 16 giugno alle ore 20.30 presso il Teatro Belli. Le due serate restituiscono al pubblico un racconto scenico del Novecento costruito dai partecipanti al laboratorio\, intrecciando parole\, scene\, musiche\, immagini\, fotografie e video montati da Michele Tantillo\, anche a partire da materiali selezionati dagli allievi. In scena\, tutti i partecipanti ai percorsi formativi\, compresi coloro che hanno preso parte ai laboratori sui mestieri del teatro e delle arti visive. L’ingresso al Teatro Belli è gratuito fino ad esaurimento posti. \n\n\n\nUn progetto cittadino e intergenerazionale \n\n\n\n“ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA” si configura come un grande progetto cittadino\, capace di unire formazione\, creazione artistica e partecipazione culturale. Teatro\, musica\, cinema\, fotografia e pensiero diventano strumenti per rileggere il Novecento e trasformarlo in un racconto scenico condiviso\, in cui Roma emerge come protagonista\, archivio vivente e spazio di trasmissione della memoria.
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SUMMARY:A Qualcuno Piace Classico al Palazzo delle Esposizioni
DESCRIPTION:A Qualcuno Piace Classico taglia il traguardo della quindicesima edizione e si conferma ancora una volta uno degli appuntamenti più amati non solo dagli appassionati\, ma anche da chi semplicemente vuole entrare in contatto con un cinema e un mondo che non esistono più e che proprio per questo possono forse aiutarci a mettere in prospettiva la realtà (e i film) di oggi. Nel programma di quest’anno spicca il ruolo speciale assegnato al noir\, a partire dai titoli di apertura e chiusura: Femmina folledi John Stahl\, primo film del genere a essere girato in Technicolor\, e Strade violente di Mann\, uno degli autori che più ha lavorato a una ridefinizione moderna del noir. E se “noir” è un termine che viene dalla Francia\, non poteva mancare un omaggio al cinema d’oltralpe con uno Chabrol degli anni ‘80\, Volto segreto\, piccola rarità riproposta in pellicola 35mm.  \n\n\n\nPer alcune atmosfere e per il senso profondo di fatalismo\, anche un film come Fuggiasco di Carol Reed può rientrare agevolmente nel noir\, malgrado in questo caso declinato attraverso il tema politico della questione nordirlandese\, e lo stesso potrebbe darsi con La caccia\, gioiello di Arthur Penn in cui ritroviamo un uomo braccato in un contesto sociale incandescente. La politica lambisce anche il mondo totalitario immaginato ne La fuga di Logan e naturalmente Acque del Sud di Hawks\, girato durante la Seconda Guerra Mondiale\, sebbene qui a rubare la scena sia la coppia Bogart e Bacall: insieme per la prima volta sullo schermo\, saranno destinati nella vita a uno dei matrimoni più solidi e ammirati della storia di Hollywood. \n\n\n\nCome ogni anno una serata sarà dedicata al cinema muto accompagnato dal vivo con L’angelo del focolare di Dreyer\, titolo meno conosciuto e da riscoprire del maestro danese\, che in anticipo sui tempi riflette stavolta sul patriarcato e sulle dinamiche di coppia. Un’altra figura maschile prevaricatrice è poi quella del protagonista di Él\, titolo celeberrimo di Luis Buñuel\, che firma uno dei suoi film più riusciti e corrosivi del periodo messicano. Restando infine nel frastagliato arcipelago del Surrealismo\, sarà Man Ray al centro del programma consueto sul cinema delle avanguardie: nel cinquantenario della morte\, un omaggio necessario a uno dei più influenti artisti del Novecento\, il primo tra l’altro a dimostrare che\, incredibilmente\, si può fare un film anche senza cinepresa. \n\n\n\nINGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI CON PRENOTAZIONE CONSIGLIATA \n\n\n\nPuoi prenotare su www.palazzoesposizioniroma.it dalle ore 9.00 del giorno precedente fino a due ore prima della proiezione.
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SUMMARY:On Becoming A Wolf di Francesca Cao\, la mostra a Galleria Zema
DESCRIPTION:Il giorno 24 gennaio 2026 alle ore 17.30 la Galleria Zema presenta la mostra On Becoming A Wolf di Francesca Cao\, un progetto fotografico sviluppato e curato dall’artista stessa attraverso l’Errore Metodico\, una tecnica fotografica analogica brevettata\, basata sulla sovrapposizione intenzionale di più fotogrammi in fase di scatto. Lontano da un intento documentaristico\, il lavoro prende forma come una narrazione interiore e psicanalitica\, un’indagine visiva che attraversa il tema della liberazione del femminile mediante un linguaggio intimo\, istintivo e imperfetto. \n\n\n\nLe immagini\, infatti\, non aspirano a restituire una realtà oggettiva ma aprono un territorio emotivo in cui memoria e presente\, coscienza e inconscio\, controllo e abbandono possono coesistere. Alla base del progetto vi è un ripensamento del rapporto tra fotografia e verità che\, in questa doppia posizione di autrice e curatrice\, viene assunto come parte integrante del processo stesso. Se la tradizione fotografica ha spesso posto l’accento sulla fedeltà del mezzo e sull’onestà del documento\, qui la fotografia è intesa come spazio di esperienza soggettiva\, di pensiero e di possibile rivelazione interiore. L’immagine fotografica si presenta così instabile e stratificata\, attraversata da tensioni e slittamenti\, aprendo alla possibilità di una realtà altra\, specchio di un immaginario intimo. \n\n\n\nIn questo senso\, il progetto si colloca in dialogo con alcune istanze del surrealismo di André Breton\, che riconosceva nel gesto artistico una via di accesso all’inconscio: attraverso l’uso consapevole dell’errore e dell’imprevisto\, una macchina fotografica del 1936 viene progressivamente sottratta a una funzione di controllo per diventare parte attiva del processo creativo. Sfocature\, movimenti e sovrapposizioni\, emergono come tracce di un pensiero non razionale\, come affioramenti di una dimensione profonda e non completamente addomesticata. La sovrapposizione dei fotogrammi genera immagini sospese\, prossime alla logica del sogno lucido\, che lasciano spazio a una pluralità di letture. In questo progressivo abbandono del controllo\, la fotografia si allontana dalla perfezione digitale per riappropriarsi dell’errore come gesto generativo.  \n\n\n\nCome scrive Alessia Locatelli\, curatrice della Biennale di Fotografia Femminile: «Questo approccio crea immagini a volte intime\, altre volte narrative e metaforiche\, trascendendo le norme convenzionali. Il lavoro sfida la nozione di errore umano\, evidenziando i casi storici in cui gli errori hanno portato a scoperte innovative\, facendo eco alla resilienza e al pensiero laterale fondamentali per la creatività umana. Questa partenza metodologica abbraccia l’imprevedibilità dell’emozione umana\, deviando dalla razionalità cartesiana verso l’esplorazione di infinite possibilità.» \n\n\n\nIl titolo On Becoming a Wolf rimanda a Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés e può essere inteso come un invito a riscoprire l’anima selvaggia\, sottraendosi all’ossessione per l’ordine\, il controllo e la forma compiuta. In questo percorso\, la fotografia tende a liberarsi dal peso della rappresentazione per farsi esperienza di luce e di materia\, spazio di proiezione per lo spettatore. La verità non si colloca nella superficie dell’immagine\, ma si attiva nel mondo interiore di chi guarda\, in quel territorio fragile e potente in cui l’essere smette di controllarsi e inizia\, forse\, a diventare. \n\n\n\nDomenica 25 gennaio dalle 15.00 alle 19.30\, l’artista sarà in galleria per una sessione di ritratti realizzati con la tecnica dell’Errore Metodico: chi fosse interessato può fissare un appuntamento scrivendo alla mail della galleria.  \n\n\n\nBIOGRAFIE \n\n\n\nFrancesca Cao è una fotografa italiana che vive a Milano. Laureata in Filosofia\, ha studiato fotografia all’International Center of Photography di New York. Il suo lavoro è stato esposto in Italia\, Europa e Stati Uniti\, ed è parte della Collezione Donata Pizzi. Le sue immagini sono apparse su testate come The New York Times\, Corriere della Sera\, D – la Repubblica\, Wired e Marie Claire. Nel 2020 ha pubblicato il libro Temporary Life (Postcart Edizioni). Con il progetto On Becoming A Wolf ha sviluppato una tecnica analogica originale\, l’Errore Metodico\, basata sulla sovrapposizione in camera di fotogrammi. Questo lavoro ha ottenuto riconoscimenti internazionali\, tra cui una menzione d’onore ai Tokyo International Foto Awards e l’inclusione nella mostra annuale del Houston Center for Photography (2025). Nel corso della sua carriera è stata vincitrice della Tierney Fellowship (International Center of Photography New York) e finalista per premi come l’Inge Morath Award (Magnum Foundation) e l’Unseen Dummy Award di Amsterdam. La sua ricerca esplora temi di identità\, memoria e imperfezione attraverso un linguaggio fotografico intimo e sperimentale\, che unisce narrazione\, installazione e tecnica.  \n\n\n\nGalleria Zema. Fondata a Roma il 6 marzo del 2025 da Emanuela Zamparelli\, la Galleria ZEMA è uno spazio indipendente dedicato esclusivamente all’esposizione e promozione dei lavori di artiste donne\, e in particolare della fotografia contemporanea femminile. La galleria rappresenta fotografe italiane e internazionali\, accomunate da uno sguardo autonomo\, critico e consapevole sul presente\, e diverso da altri sguardi. Attraverso un programma espositivo che intreccia ricerca artistica\, impegno sociale e riflessione culturale\, la galleria si propone come luogo di visibilità e ascolto\, dove il corpo\, l’identità\, la memoria e il conflitto diventano temi da indagare per dare nuova forma e contenuto al vissuto e alla memoria\, alla ribellione e all’intimità. ZEMA non è solo una galleria\, ma un progetto curatoriale\, uno spazio vivo in cui la fotografia si fa linguaggio\, relazione e resistenza. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nFrancesca CaoOn Becoming A Wolf \n\n\n\nInaugurazione 24 gennaio 2026 ore 17.30 \n\n\n\nFino al 7 marzo 2026Orari: martedì ore 16:00 – 19:30\, dal mercoledì al sabato ore 15:00 – 19:30 
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SUMMARY:"Lo Spazio in Versi" tra Teatro India e Teatro Torlonia
DESCRIPTION:La poesia e la musica tornano a incontrarsi nella seconda edizione de Lo Spazio in Versi\, un ciclo di cinque appuntamenti dove la potenza della parola incontra l’anima della canzone d’autore\, muovendosi tra la scena del Teatro India e del Teatro Torlonia. \n\n\n\nIl cammino tra versi e armonie – ideato da Oscar Pizzo e curato da Andrea Satta e Maria Grazia Calandrone con gli interventi di Andrea Cortellessa – invita a riflettere sul nostro tempo e sul nostro mondo attraverso le voci di poeti e cantautori\, che si alterneranno sulla scena in cinque incontri dal 25 gennaio al 29 aprile. Un ponte che unisce il vigore evocativo della parola alla forza espressiva della musica\, per esplorare temi universali come l’amore\, la solitudine\, la delusione\, la rabbia\, l’infinito e la visceralità. \n\n\n\nUn dialogo tra mondi affini e distanti\, tra parole recitate e parole cantate\, alla ricerca di punti di contatto\, differenze\, risonanze\, che trasforma il palco in uno spazio di coscienza collettiva dove la pagina scritta dei poeti si fonde con la voce dei cantautori\, per riscoprirla come canto vivo e con la forza della verità teatrale. «È tutto molto semplice – spiegano i curatori – amori\, delusioni\, rinascite e lampi si incontrano su queste tavole. Lo abbiamo imparato lo scorso anno: da certe serate si esce diversi. È un’ora agile in cui i versi e le armonie tradiscono i perimetri e le geometrie del quotidiano». \n\n\n\nOgni appuntamento sarà un’occasione per ascoltare voci diverse\, tra nuovi talenti e maestri\, spaziando dalla poesia più intima alle canzoni più coinvolgenti\, per dare vita a un dialogo profondo tra artisti e pubblico. Ciascuno dei cinque eventi si presenta\, infatti\, come un’esperienza unica di incontro tra un poeta e un cantautore\, con incursioni di specialisti ed esperti lettori di versi come Andrea Cortellessa e con le incursioni al pianoforte di Angelo Pelini\, mentre gli artisti saranno accolti da Maria GraziaCalandrone e Andrea Satta\, che guideranno il pubblico in un viaggio alla scoperta delle opere e degli autori. \n\n\n\nLo Spazio in Versi si apre il 25 gennaio al Teatro India (ore 21) con la poetessa Maria Grazia Calandrone accompagnata dalle note della celebre cantautrice Nada\, una serata che promette di esplorare le radici profonde dell’emozione umana. Il percorso prosegue poi nella cornice intima del Teatro Torlonia il 4 febbraio (ore 20)\, dove la parola misurata di Nicola Bultrini dialogherà con la cifra autoriale del musicista Giulio Casale. La primavera porterà nuove rifrazioni sempre al Teatro Torlonia: il 18 marzo (ore 20) con protagonisti il poeta Claudio Damiani e la cantautrice Diana Tejera\, pronti a intrecciare contemplazioni e melodie in un gioco di specchi tra metrica e note; il 22 aprile (ore 20) lo spazio si aprirà alla modernità di Giuliano Logos\, la cui poetica incontrerà il mondo musicale di Carmine Torchia; per concludere il 6 maggio (ore 20) con un appuntamento di altissimo profilo che vedrà protagoniste la poetessa Antonella Anedda e la cantautrice Giulia Mei. \n\n\n\nInfo e orari:Teatro India – domenica 25 gennaio 2026 – ore 21.00 \n\n\n\nTeatro Torlonia – i mercoledì 4 febbraio – 18 marzo – 22 aprile – 29 aprile 2026 ore 20.00 \n\n\n\nBiglietti e card: \n\n\n\nbiglietti intero 8€ – TdR Card In Versi: € 25 x 5 appuntamenti
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LOCATION:Teatro India\, Lungotevere Vittorio Gassman\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Palcoscenico Danza Mostri al Teatro Astra di Torino
DESCRIPTION:Dal 25 gennaio al 29 aprile 2026\, Palcoscenico Danza esplora l’ibridazione tra umano\, natura e mito con grandi ospiti internazionali e solidi riferimenti nel mondo della danza nazionale. Sempre di più la rassegna si inserisce come parte integrante dell’articolato cartellone di prosa della Fondazione TPE diretta da Andrea De Rosa\, ideatore della linea concettuale che accompagna il triennio in corso dedicato al tema dell’identità e al modo in cui le persone si trasformano nel corso della loro esistenza. \n\n\n\nPer questo motivo\, a partire da quest’anno\, la rassegna Palcoscenico Danza avrà lo stesso titolo della stagione teatrale. MOSTRI proporrà infatti un viaggio coreografico tra figure deformate\, divinità mitologiche\, creature ibride e icone sacre della cultura mondiale. \n\n\n\n«Una stagione variegata e sorprendente — dichiara il direttore Paolo Mohovich — ricca di creature mostruose: dai vulcani Fuji ed Etna alle divinità taiwanesi\, dall’uomo-cervo cibernetico al mostro sacro Maria Callas. Figure che attraverso la danza indagano la natura\, il sacro e l’umano in modi inediti e perturbanti». \n\n\n\nIL PROGRAMMA DELLA RASSEGNA \n\n\n\nL’apertura: Tra Etna e Fuji (25 gennaio) L’inaugurazione è affidata a Roberto Zappalà con Brother to Brother – dall’Etna al Fuji. Uno spettacolo potente che mette in dialogo la Sicilia e il Giappone attraverso il ritmo ancestrale dei tamburi Taiko (eseguiti dai Munedaiko) e la forza vulcanica di nove danzatori. \n\n\n\nL’omaggio alla “Divina”: Callas (5 febbraio) Nel centenario della nascita di Maria Callas\, la COB Compagnia Opus Ballet presenta Callas\, Callas\, Callas. Tre coreografi d’eccezione — Adriano Bolognino\, Carlo Massari e Roberto Tedesco — reinterpretano il mito della Callas attraverso tre sguardi contemporanei e astratti. \n\n\n\nMiti Internazionali e Taiwan (28 febbraio – 1 marzo) L’eccellenza internazionale arriva con la Hung Dance di Taiwan in Glanced Crack. Il coreografo Lai Hung Chung esplora la resilienza attraverso il mito di Nuwa. Giovanni Insaudo indaga con Mitici il rapporto cupo e alieno tra umani e dèi. \n\n\n\nBiografie Sceniche e Ibridazioni (24 marzo – 29 aprile) La stagione prosegue con Emanuela Tagliavia e il suo Shortcut\, una costellazione di frammenti d’arte che spaziano da Burri a Dalí.  \n\n\n\nIl 31 marzo e il 1° aprile\, Elías Aguirre porta in scena Aurunca\, una riflessione sulla morte e sui “non-luoghi”\, trasformando il corpo in un ecosistema tra insetti e visioni urbane. \n\n\n\nLa chiusura è affidata ai giovani talenti di Eko Dance Project con Made4you.x (23-24 aprile) che festeggia dieci anni con una creazione di Nacho Duato – Liberté\, estratto da Rassemblement\, creazione del 1990 realizzata per il Cullberg Ballet – oltre alle nuove opere di Paolo Mohovich\, Salvatore De Simone e Giovanni Insaudo; al trio guidato da Cristiana Casadio con Of Restless Nature (28-29 aprile)\, ispirato alle affascinanti “donne-insetto” della scultrice Germaine Richier e alle Architetture di spazi minimi del Collettivo Lattea in collaborazione con Interplay Link. \n\n\n\nFORMAZIONE: MASTERCLASS CON ELÍAS AGUIRRE \n\n\n\nIl 1° aprile\, presso la sede di Eko Dance Project\, l’artista multidisciplinare Elías Aguirre terrà una masterclass aperta a danzatori e curiosi\, focalizzata sulla “natura invisibile” e sul movimento degli insetti\, integrando danza urbana e teatro gestual
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SUMMARY: Rossellini Spazio Jazz
DESCRIPTION:Prosegue e giunge a compimento nel mese di marzo la programmazione di Rossellini Spazio Jazz\, rassegna che si conferma laboratorio culturale di riferimento per qualità artistica e ampiezza di orizzonti\, capace di attraversare territori sonori che spaziano dalla rilettura colta dei grandi maestri alle nuove scritture del jazz italiano ed europeo. Oltre a rappresentare un contributo significativo al panorama culturale della capitale\, Spazio Jazz svolge un ruolo decisivo nella formazione del pubblico\, promuovendo una conoscenza più consapevole della storia e della complessità del linguaggio jazzistico. Rivolta a appassionate e appassionati\, neofite e neofiti e giovani generazioni\, la rassegna propone un’esperienza d’ascolto che valorizza il jazz come arte viva e spazio di dialogo interculturale.  \n\n\n\nLa programmazione Rossellini Spazio Jazz si dispiega come un vero percorso narrativo sonoro attraverso alcune delle più significative traiettorie del jazz contemporaneo e delle musiche di confine\, intrecciando grandi ensemble\, progetti cameristici e performance solistiche in un calendario che si estende dal 20 gennaio al 28 marzo 2026. Dopo il primo appuntamento di gennaio\, il 3 marzo si apre alle 19.30 con 7 Dances\, dialogo musicale tra Eugenio Colombo e Roberto Bartoli\, progetto che esplora la soglia sottile tra scrittura e improvvisazione\, come se ogni brano abitasse una terra di nessuno sospesa tra magia e ignoto. La stessa sera\, alle 21.00\, il palco accoglie il Diafrik 4et\, formazione guidata da Pasquale Iannarella insieme a Francesco Mascio\, Marco Bruno e Shanti Colucci: un viaggio ritmico che riporta alla luce le radici africane dei linguaggi musicali contemporanei\, dal jazz al soul\, dal reggae alle sonorità latin. \n\n\n\nMartedì 10 marzo alle 19.30 la scena si raccoglie nell’intimità del solo con Federico Casagrande\, chitarrista capace di fondere contrappunto classico\, improvvisazione jazz\, suggestioni rock e aperture pop in un tessuto sonoro di grande finezza timbrica\, amplificato dall’uso di effetti e preparazioni strumentali. Alle 21.00 segue Diario di un viaggiatore solitario\, ideato dal sassofonista Marcello Allulli insieme all’Auditorium Parco della Musica: un racconto musicale di trentacinque anni di incontri\, città e memorie\, condiviso con Maria Letizia Gorga\, voce narrante e interprete\, e con Jacopo Ferrazza\, in un equilibrio poetico tra suono acustico e loop elettronici. \n\n\n\nIl 17 marzo alle 19.30 è la volta del solo di Marco Colonna\, esplorazione lirica e sperimentale che attraversa memoria\, folklore e improvvisazione come una liturgia musicale alla ricerca di verità interiori. Alle 21.00 il testimone passa ad Anda – Meraviglie e l’arte della fuga\, concerto di Flo e Enrico Zanisi insieme a Joe Rehmer e Alessandro Paternesi: un itinerario musicale tra migrazioni\, esili e racconti di viaggio\, dove jazz\, canto d’autore e tradizioni erranti dialogano in un mosaico di stili. \n\n\n\nLa rassegna culmina sabato 28 marzo alle 21.00 con Aria Open Project Tour 2026\, produzione che vede protagonista Claudia Tellini accanto a Walter Paoli\, Stefano Fariselli\, Marco Micheli e al pianista e compositore Patrizio Fariselli. Il progetto celebra il cinquantesimo anniversario dell’album Arbeit Macht Frei degli Area\, rileggendone integralmente le tracce con nuovi arrangiamenti e materiali inediti provenienti dalle esecuzioni dal vivo degli anni Settanta\, sotto la cura tecnica dell’ingegnere del suono Andrea Pettinelli\, con l’assistenza di Francesco Minotti e il mastering di Diego Pettinelli\, oltre alla partecipazione vocale da Murmansk di Irina Rjabokon. \n\n\n\nNel suo insieme\, la stagione si configura come una vera drammaturgia musicale: non una semplice successione di concerti\, ma un itinerario di ascolto che attraversa estetiche\, generazioni e geografie sonore\, restituendo al pubblico l’esperienza del jazz come spazio vivo di ricerca\, libertà e immaginazione. \n\n\n\nProgrammazione Rossellini Spazio Jazz marzo 2026 \n\n\n\nMartedì 3 marzo 2026 ore 19.30  \n\n\n\n7 DANCES \n\n\n\nEugenio Colombo saxofoni\, flauto \n\n\n\nRoberto Bartoli contrabbasso \n\n\n\nNei racconti di magia c’è spesso una linea di confine tra il conosciuto e l’ignoto in cui sono presenti segni inequivocabili di qualcosa di indefinito\, di misterioso ed estraneo. Queste sette danze si muovono in quel territorio al confine tra la composizione e l’improvvisazione\, ed esplorano quella terra di nessuno collocata tra questi due mondi. \n\n\n\nMartedì 3 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nDIAFRIK 4ET \n\n\n\nPasquale Iannarella sax tenore\, corno franceseFrancesco Mascio chitarraMarco Bruno bassoShanti Colucci batteria \n\n\n\nIl quartetto pone l’accento sulla volontà di riscoprire le radici africane che sottendono ai tanti generi musicali di oggi: dal jazz\, al reggae\, al soul\, fino alla musica latin in genere. Portando l’enfasi sulla funzione sociale che da sempre la musica incarna\, i quattro musicisti presentano nella loro essenzialità\, un mix di composizioni originali e brani rappresentativi dei grandi artisti che con il loro sforzo hanno contribuito a rendere il Mondo un posto più libero. Ritmo\, anima\, e libertà espressiva\, sono gli ingredienti fondamentali che danno vita a questo progetto emozionante. \n\n\n\nMartedì 10 marzo 2026 ore 19.30 \n\n\n\nSOLO_FEDERICO CASAGRANDE \n\n\n\nFederico Casagrande chitarra \n\n\n\nParallelamente alla sua attività in duo trio o quartetto Federico Casagrande si esibisce in solo dal 2006 e ha pubblicato due dischi in questo contesto: UNDER WATER THE WAY OUT (2018) e LOOPIN MONT BLANC (interamente registrato durante il trek Tour du Mont Blanc). Da intimi spazio underground a festival internazionali ha già affascinato il pubblico di molti paesi. La sua performance si focalizza sulla forma musicale sia che si tratti di materiale improvvisato\, che di composizioni. Le idee musicali che fa passare nella chitarra arrivano da ogni tipo di stile; il contrappunto che ha assimilato durante gli anni di studi classici\, il jazz contemporaneo che possiamo sentire nei suoi dischi\, riff di rock e arpesi simil-pop; tutto mescolato insieme crea un concerto che al tempo stesso è di fine qualità ma anche riempito ti pathos emotivo che può arrivare ad ogni tipo di ascoltatore. L’uso di effetti e della chitarra preparata fa sì che la varietà di suoni che riesce a far uscire dallo strumento aggiungano alla musica un’altra dimensione. \n\n\n\nMartedì 10 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nDIARIO DI UN VIAGGIATORE SOLITARIO \n\n\n\nMarcello Allulli sax\, loopsMaria Letizia Gorga voce\, voce narranteJacopo Ferrazza contrabbasso \n\n\n\nSono 35 anni di musica raccontate attraverso suggestioni e impressioni di città visitate\, di incontri con persone misteriose e affascinanti. Ricordi che affiorano\, alcuni di città appena sfiorate\, incontri fugaci\, di persone scomparse nella nebbia vorticosa del tempo\, raccontate attraverso brani come Madrid\, Inno e Volesse il Cielo. Altri di città vissute intensamente\, luoghi e persone che sono diventati vere e proprie “seconde case” e amicizie indissolubili\, testimoniate da brani come È.E.\, Ande e Cesira. Un viaggio fatto con la macchina del tempo dei ricordi\, in totale equilibrio fra l’elemento acustico del sax e l’elettronica dei loops… \n\n\n\n“Diario di un viaggiatore solitario” nasce da un’idea mia\, Marcello Allulli e l’Auditorium Parco della Musica.Condivideranno il palco con me Maria Letizia Gorga\, attrice e cantante\, mia compagna di viaggio in numerosi spettacoli teatrali su poeti come Aldo Palazzeschi\, Pier Paolo Pasolini\, Garcia Lorca\, o sulle Madres della Plaza de Mayo e Jacopo Ferrazza\, contrabbassista virtuoso tra i più apprezzati nella scena jazz internazionale\, amico e co- leader di vari progetti. Suoneremo mie composizioni e brani della cultura centro sud americana\, composizioni celebri come Alfonsina y el mar e Gracias a la Vida di Violeta Parra. Maria Letizia sarà’ inoltre voce narrante di alcuni miei pensieri\, piccole storie su persone care\, impressioni e riflessioni di esperienze vissute nel tempo…”Marcello Allulli \n\n\n\nMartedì 17 marzo 2026 ore 19.30 \n\n\n\nSOLO_MARCO COLONNA \n\n\n\nMarco Colonna clarinetto basso\, fiati \n\n\n\nMelodie\, suoni e forme instabili in un gioco di memoria intimo e appassionato che attraversa il folklore\, il jazz e la sperimentazione mai privato di un senso profondo di racconto e consapevolezza. Il solo come liturgia poetica alla ricerca di una verità che risplenda in questi tempi di oscura umanità. \n\n\n\nMartedì 17 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nANDA – MERAVIGLIE E L’ARTE DELLA FUGA \n\n\n\nFlo voceEnrico Zanisi pianoJoe Rehmer contrabassoAlessandro Paternesi batteria \n\n\n\nAnda è l’esortazione al cammino\, alla fuga\, alla scoperta. Sono questi i protagonisti del concerto di Flo e Enrico Zanisi: cantautrice e attrice lei\, jazzista raffinatissimo lui. Un viaggio profondo e pieno di leggerezza\, dove il jazz s’intreccia alla musica migrante del sud del mondo e alla canzone d’autore di esuli e camminanti. Un concerto in cui musica e parole raccontano storie di viaggi affascinanti: quella dell’illustre immigrato Carlos Gardel\, padre del tango argentino\, quella del Lusitania\, il transatlantico più grande e veloce del mondo\, affondato in soli otto minuti alla sua prima traversata. Momenti evocativi come il canto sefardita dei popoli erranti\, si affiancano a vivaci incursioni nel repertorio moderno\, sotto il segno dell’incontro e della contaminazione di stili e linguaggi.” \n\n\n\nSabato 28 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nARIA OPEN PROJECT TOUR 2026 \n\n\n\nClaudia Tellini voceWalter Paoli batteriaStefano Fariselli clarinetto basso\, flautoMarco Micheli contrabbassoPatrizio Fariselli tastiere\, composizione e arrangiamento \n\n\n\nUna produzione ZdB (2026)Ingegnere del suono Andrea PettinelliAssistente Francesco MinottiMastering Diego PettinelliVoce da Murmansk Irina Rjabokon \n\n\n\nGli Area\, International Popular Group\, fondati da Demetrio Stratos\, Giulio Capiozzo\, Eddy Busnello\, Patrizio Fariselli\, Paolo Tofani e Patrick Djivas\, crearono e suonarono brani complessi e suggestivi allo stesso tempo\, dal 1972 fino all’inizio del 1974\, per la produzione del primo album ARBEIT MACHT FREI. Successivamente\, con l’uscita di Busnello e Djivas dal gruppo e l’ingresso di Ares Tavolazzi\, si dedicarono al nuovo materiale di ‘Caution Radiation Area’ abbandonando il precedente repertorio e in parte il “sound” dei primordi. Fino ad oggi\, tra i brani di ‘Arbeit Macht Frei’\, soltanto ‘Luglio\, agosto\, settembre (nero)’ ha continuato ad essere eseguito live dagli\, oltre che essere oggetto di cover e riarrangiamenti da parte di numerosi altri musicisti. Nessuno\, da oltre 40 anni\, ha invece più avuto modo di ascoltare in concerto gli altri brani dell’album come ‘Consapevolezza’\, ‘240 Km da Smirne’\, ‘Le labbra del tempo’\, ‘Arbeit Macht Frei’ e ‘L’abbattimento dello Zeppelin’. Per l’occasione del cinquantesimo anniversario di questo album fondamentale\, Patrizio Fariselli non solo ha curato l’arrangiamento e l’orchestrazione di tutte e sei le tracce che compongono ‘Arbeit Macht Frei’ adattandole alla formazione degli Area Open Project\, ma ha anche recuperato alcune parti inedite che il gruppo eseguiva in concerto negli anni ’70 e che mai sono apparse su disco. \n\n\n\n\n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\n3 marzo: 7 DANCES + DIAFRIK 4ET \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\n10 marzo FEDERICO CASAGRANDE SOLO + DIARIO DI UN VIAGGIATORE SOLITARIO \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\n17 marzo MARCO COLONNA SOLO + ANDA – MERAVIGLIE E L’ARTE DELLA FUGA \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni (consigliate) all’indirizzo: info@spaziorossellini.it  \n\n\n\n28 Marzo AREA OPEN PROJECT TOUR 2026 \n\n\n\nINTERO BOTTEGHINO: €25\,00 \n\n\n\nRIDOTTO (UNDER 18 E OVER 65): €20\,00 \n\n\n\nINTERO ONLINE: €22\,00 comprensivo di prevendita \n\n\n\nBiglietti online su ticketone  \n\n\n\nInfo e prenotazioni (consigliate) all’indirizzo: info@spaziorossellini.it  \n\n\n\nBiglietti online su Ticketone  \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Parcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70 \n\n\n\nTel. 345 2978091www.spaziorossellini.itinfo@spaziorossellini.it \n\n\n\nSono previste riduzioni\, promozioni e agevolazioni ì
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SUMMARY:“Sulla Vetta - Teatro ad Alta Quota” al Teatro Comunale di Calascibetta
DESCRIPTION:Al via l’ottava edizione della stagione teatrale “Sulla Vetta – Teatro ad Alta Quota”\, organizzata a Calascibetta (Enna) da Latitudini Rete di drammaturgia siciliana\, in programma da gennaio a maggio 2026 presso il Teatro Comunale Contoli Di Dio. Un cartellone ricco e articolato che propone spettacoli di prosa contemporanea\, riletture dei classici\, teatro musicale e una sezione dedicata alle famiglie\, confermando la vocazione della rassegna a coniugare qualità artistica\, attenzione al territorio e apertura a pubblici diversi. \n\n\n\nLa stagione si aprirà il 29 gennaio con Col sudore della fronte di Mariangela Vacanti\, con Ivan Bertolami e musiche dal vivo di Antonio Smiriglia\, per la regia di Filippa Ilardo. Un potente teatro di testimonianza civile che racconta una vera storia di mafia vissuta in prima persona: il rifiuto del pizzo\, le intimidazioni\, la paura e la scelta di non piegarsi. Parola e canto si intrecciano in un racconto corale sul lavoro onesto\, sulla dignità e sulla libertà. \n\n\n\nIl 7 febbraio (fuori abbonamento) va in scena Sulle orme di Gaspara Stampa\, itinerario poetico-musicale con testi di Gaspara Stampa\, Maria Rosa Cutrufelli e Laura Tedesco\, regia e voce di Laura Tedesco e flauto di Alessandro Cilona. Lo spettacolo\, organizzato dalla sezione di Enna della Società Dante Alighieri\, restituisce un ritratto intimo e appassionato della grande poetessa rinascimentale\, intrecciando musica\, poesia e teatro in un dialogo tra il nostro presente e una figura femminile che ha saputo sovvertire le convenzioni del suo tempo. \n\n\n\nIl 27 febbraio è la volta di AgamennoMan\, testo e drammaturgia del brioso Collettivo V.A.N.\, una rilettura fisica\, corale e contemporanea del mito tragico\, che gioca con ironia\, musica e ritmo per riportare la tragedia classica al cuore del nostro immaginario. \n\n\n\nIl 20 marzo arriva Stretto di Giovanni Arezzo\, con Stefano Panzeri e le musiche dal vivo di Giorgia Faraone. È la storia di un uomo che deve attraversare a nuoto lo Stretto di Messina: un viaggio reale e simbolico\, tra memoria\, famiglia ed emigrazione\, in cui mito e biografia si fondono in un racconto sospeso tra passato\, presente e futuro. \n\n\n\nIl 10 aprile va in scena Riccardo III – Il potere a pezzi di Giuseppe Vignieri: una riduzione del capolavoro shakespeariano che\, attraverso ironia\, giullarate\, musica medievale e satira\, smaschera la farsa del potere e ne rivela le dinamiche di corruzione e crudeltà in una chiave sorprendentemente attuale. \n\n\n\nL’8 maggio chiude la programmazione serale Il pomo della discordia di Luana Rondinelli\, per la regia di Nicola Alberto Orofino: una deliziosa e graffiante riscrittura teatrale del mito che\, con toni ironici e psicologici\, mette al centro l’universo femminile e i temi del conflitto\, dell’identità e della trasformazione. \n\n\n\nAccanto alla prosa\, “Sulla Vetta” dedica un ampio programma di teatro per famiglie. Il 25 gennaio apre Il Principe Felice adattamento e regia di Elisa Di Dio\, tratto da Oscar Wilde: una fiaba poetica che parla di bellezza interiore\, amicizia e sacrificio\, capace di coinvolgere bambini e adulti con delicatezza e profondità. \n\n\n\nIl 15 febbraio va in scena Una missione per Gufetta di Iridiana Petrone: uno spettacolo per l’infanzia che\, con fantasia e diverse tecniche teatrali\, affronta temi attuali come la tutela dell’ambiente\, la responsabilità individuale e il valore della comunità. \n\n\n\nL’8 marzo è la volta di Lino e Lone\, storia di amicizia tra due “diversi” che scoprono come le differenze possano diventare risorsa e possibilità di incontro e crescita. \n\n\n\nIl 12 aprile conclude la sezione ragazzi Cuori Sioux\, una vivace fiaba teatrale che intreccia divertimento\, buoni sentimenti e difesa dei valori\, pensata per un pubblico di bambini e famiglie. \n\n\n\nCompleteranno il cartellone alcuni eventi fuori abbonamento\, tra cui in maggio uno spettacolo a cura dell’Associazione teatrale Contoli-Di Dio\, a testimonianza del legame con il territorio e dell’attenzione alla produzione locale. Tra maggio e giugno si terrà (in collaborazione con altri Comuni dell’Ennese) il progetto speciale Demetriadi\,  che ospiterà in luoghi archeologici e storici altamente simbolici\, quali il Villaggio Bizantino e le Grotte di Via Carcere di Calascibetta\, una serie di eventi\, tra i quali il Polifemo Innamorato di e con Giovanni Calcagno con musiche\, canti e paesaggi sonori di Puccio Castrogiovanni\, una narrazione teatrale potente e suggestiva che rilegge il mito di Polifemo attraverso voce\, suono e tradizione e l’incontro workshop con Dario La Ferla\, approfondimento artistico dedicato a mito\, corpo scenico e immaginario contemporaneo.  \n\n\n\n“L’edizione 2026 di Sulla Vetta si conferma quale percorso teatrale completo e articolato\, capace di coinvolgere tutta la comunità di Calascibetta: adulti\, giovani\, famiglie e scuole. Un programma denso e ricco di spettacoli di qualità assoluta e rilievo. La collaborazione con la Società Dante Alighieri e l’inserimento del Progetto Speciale Demetriadi confermano l’impegno della Rete Latitudini nel costruire un’offerta culturale stabile e riconoscibile\, radicata nel territorio e aperta alla contemporaneità.” afferma il Presidente Gigi Spedale. Biglietti e abbonamenti: Sono disponibili biglietti singoli e abbonamenti per la stagione serale e per il teatro per famiglie\, oltre a una formula promozionale cumulativa. I nuovi abbonamenti saranno in vendita fino al 24 gennaio 2026. I biglietti per i singoli spettacoli saranno disponibili dal 25 gennaio 2026 per entrambe le rassegne. \n\n\n\nLISTINO PREZZI \n\n\n\nSpettacoli serali \n\n\n\n· ingresso singolo ordinario: € 14\,00 – ridotto under18 e over70: € 10\,00 \n\n\n\n· abbonamento 5 spettacoli ordinario: € 60\,00 – under18 e over70: € 50\,00 \n\n\n\nSpettacoli per famiglie \n\n\n\n· ingresso singolo ordinario: € 7\,00 – ridotto bimbi con genitori: € 6\,00 cadauno \n\n\n\n· abbonamento 4 spettacoli ordinario: € 20\,00 – ridotto bimbi con genitori: € 15\,00 cadauno \n\n\n\nPROMO – Abbonamento ordinario cumulativo (serale + famiglie): €   70\,00 \n\n\n\nInfo:  348 3813841 – 346 3020780  www.facebook.com/latitudini \n\n\n\nPrevendite: www.liveticket.it/latitudinirete
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LOCATION:Teatro Comunale Contoli di Dio\, via Dante\, Calascibetta (En)\, ITA\, 94010\, Italy
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SUMMARY:Franco Battiato. Un’altra vita al Maxxi
DESCRIPTION:Dal 31 gennaio al 26 aprile 2026\, lo Spazio Extra del MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo accoglie un viaggio unico: Franco Battiato. Un’altra vita\, una mostra-evento che celebra\, a cinque anni dalla scomparsa\, il genio umano e musicale di un artista senza eguali nella storia della musica italiana. \n\n\n\nCoprodotta dal Ministero della Cultura e dal MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo\, a cura di Giorgio Calcara con Grazia Cristina Battiato è organizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare di Alessandro Nicosia in collaborazione con la Fondazione Franco Battiato ETS. \n\n\n\nTra ricordi e materiali inediti\, il visitatore percorre la vita di Battiato in un’esperienza intensa e toccante\, oltre la musica\, oltre il tempo.  \n\n\n\nCantautore\, musicista\, poeta\, filosofo\, intellettuale: ogni sfaccettatura del suo talento risuona nella mostra. Dall’avanguardia al pop\, dall’elettronica alla mistica\, Battiato ha trasformato la canzone italiana\, creando testi evocativi\, armonie perfette\, melodie immortali. \n\n\n\nSette sezioni raccontano la sua vita e la sua arte: 1. L’inizio (dalla Sicilia a Milano)\, 2. Sperimentare (dall’acustica all’elettronica)\, 3. Il successo (dall’avanguardia al pop)\, 4. Mistica (tra Oriente e Occidente)\, 5. L’uomo (ritorno alle origini)\, 6. Il Maestro\, 7. Dal suono all’immagine (il cinema di Battiato). \n\n\n\nAl centro della sala\, uno spazio ottagonale\, eco dell’ottava musicale\, cuore pulsante della mostra\, dove un sistema di ascolto avvolge il visitatore in un’esperienza sonora immersiva.  \n\n\n\nTra copertine di album\, poster storici\, fotografie e cimeli rari\, la mostra restituisce la poliedricità di Battiato: innovatore\, sperimentatore\, precursore di stili. \n\n\n\nAccanto all’universo musicale\, prende vita il côté pittorico originale\, con sfondi dorati e visioni cariche di simboli e archetipi\, che evocano un preciso gusto allegorico mediorientale\, amato da sempre dal Maestro siciliano. \n\n\n\nNelle ultime due decadi della sua produzione\, emerge la dimensione cinematografica: lungometraggi narrativi e documentari che raccontano le sue ricerche artistiche e spirituali\, organici alla sua matrice musicale e in dialogo con la contemporaneità. \n\n\n\nLa mostra\, che sarà accompagnata da momenti di approfondimento e da un catalogo dedicato\, rende omaggio alla vita che trascende la morte\, all’anima delicata e luminosa di uno dei più grandi geni italiani contemporanei\, invitando il pubblico a ritrovare e riabbracciare\, attraverso le sue opere\, quel centro di gravità permanente che\, in fondo\, tutti cerchiamo.
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SUMMARY:Casino Nobile di Villa Torlonia\, conclusi i lavori di manutenzi
DESCRIPTION:A distanza di quasi vent’anni dalla prima apertura al pubblico nel 2006\, il Casino Nobile torna a offrirsi nel suo pieno splendore di villa nobiliare ottocentesca con la conclusione dei lavori di manutenzione iniziati a ottobre 2025 e realizzati da Zètema Progetto Cultura per conto della Sovrintendenza Capitolina. \n\n\n\nEdificio in stile neoclassico\, deve il suo aspetto all’intervento di diversi architetti e artisti (tra i quali il Valadier) a partire dagli inizi dell’800. \n\n\n\nCon la sua ampia cordonata di accesso e il prospetto colonnato caratterizzato da un maestoso timpano con un altorilievo in terracotta di Rinaldo Rinaldi raffigurante una scena di Bacco di ritorno dalle Indie\, il Casino si staglia tra le strutture più caratteristiche all’interno della Villa\, celando al suo interno sale e ambienti di rappresentanza riccamente decorati nel gusto dell’epoca. \n\n\n\nI lavori hanno interessato le facciate e tutte le decorazioni architettoniche aggettanti\, oltre l’altorilievo completamente restaurato. Sono stati oggetto di manutenzione anche gli infissi lignei con la revisione e la parziale sostituzione delle persiane e dei portoni. \n\n\n\nL’intervento si inserisce nel quadro di un ampio programma di valorizzazione in corso da tempo su Villa Torlonia\, che ha già visto l’apertura al pubblico del bunker utilizzato come rifugio nel corso della seconda guerra mondiale nel 2024\, con un allestimento site-specific e immersivo\, e la riapertura nel 2025 del Museo della Scuola Romana con un nuovo allestimento comprendente oltre 150 opere del periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale\, apprezzato già da oltre 27.000 visitatori. Ha contribuito ad attrarre cittadini e turisti anche il programma di mostre ospitate nei diversi musei della Villa\, tra le quali la mostra antologica di Antonio Scordia al Casino dei Principi\, e quella appena conclusa di Niki Berlinguer alla Casina delle Civette\, che hanno ottenuto un buon successo di pubblico. \n\n\n\nNotevole cura è stata inoltre riservata di recente al verde e all’ambiente della Villa in collaborazione con il Dipartimento Tutela Ambientale\, con il rifacimento di alcuni percorsi viari e la messa in sicurezza delle alberature a rischio cedimento\, con la sostituzione prevista entro febbraio 2026 di una quantità significativa di piante secondo uno specifico progetto di reintegro delle essenze storiche\, tra le quali Quercus ilex\, Pinus halepensis\, Pinus Pinea\, Cupressus sempervirens\, e Cedrus Libani. \n\n\n\nINFO ORARI DI APERTURA E VISITA PER IL PUBBLICO \n\n\n\nCasino Nobile e Museo della Scuola Romana \n\n\n\nDal martedì alla domenica ore 9.00-19.00 \n\n\n\nUltimo ingresso un’ora prima della chiusura \n\n\n\nGiorni di chiusura: lunedì\, 1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nCasino dei Principi con mostra Antonio Scordia. La realtà che diventa visione \n\n\n\nDal martedì alla domenica ore 9.00-19.00 \n\n\n\nUltimo ingresso un’ora prima della chiusura \n\n\n\nGiorni di chiusura: lunedì\, 1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nCasina delle Civette \n\n\n\nDal martedì alla domenica ore 9.00-19.00 \n\n\n\nUltimo ingresso un’ora prima della chiusura \n\n\n\nGiorni di chiusura: lunedì\, 1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nSerra Moresca e Torre Moresca \n\n\n\nDal 1° aprile al 30 settembre (chiusura estiva nei mesi di luglio e agosto): \n\n\n\ndal martedì alla domenica ore 10.00-19.00 (ultimo ingresso alle ore 18.20) \n\n\n\nDal 1° ottobre fino al 31 marzo: \n\n\n\ndal martedì alla domenica ore 10.00-16.00 (ultimo ingresso alle ore 15.20) \n\n\n\nGiorni di chiusura: lunedì\, 1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nLa Torre Moresca è visitabile negli orari di apertura della Serra Moresca\, ogni 30 minuti e accompagnati dal personale di sala; non è visitabile la 1ª domenica del mese. \n\n\n\nBunker e rifugi antiaerei di Villa Torlonia \n\n\n\nIngresso dal Casino Nobile e uscita nel Parco \n\n\n\nVisite guidate per singoli in italiano (max 20 partecipanti per turno): \n\n\n\n\nogni sabato alle ore 10.00; 15.00; 16.00 e 17.00;\n\n\n\nogni domenica alle ore 10.00; 11.00; 12.00; 14.00 e 17.00\n\n\n\n\nVisite guidate per singoli in inglese (max 20 partecipanti per turno): \n\n\n\n\nogni sabato alle ore 11.00\n\n\n\n\nVisite per gruppi (scuole\, guide\, gruppi senza guida\, etc.): \n\n\n\n\ndal martedì al venerdì alle ore: 10.00; 11.00; 12.00; 14.00; 15.00; 16.00; 17.00\n\n\n\nsabato alle ore: 12.00; 14.00\n\n\n\ndomenica alle ore: 15.00; 16.00\n\n\n\n\nPrenotazione obbligatoria (gruppo classe: max 30 partecipanti per turno; gruppo non scolastico: max 20 partecipanti per turno). \n\n\n\nTutte le visite\, sia per singoli che per gruppi (anche quelle con guida propria) sono condotte da operatori didattici interni. \n\n\n\nPER MAGGIORI DETTAGLI\, INFO SU COSTO BIGLIETTI E PRENOTAZIONI: \n\n\n\nContact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00) \n\n\n\nSito web: www.museivillatorlonia.it
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SUMMARY:"Roma Novecento – Forma et Performa"\, otto masterclass al Teatro Porta Portese
DESCRIPTION:Dall’8 febbraio al 19 aprile prende il via al Teatro Porta Portese il ciclo di otto masterclass gratuite del progetto “Roma Novecento – Forma et Performa”\, percorso culturale dedicato al Novecento italiano e letto nella prospettiva di Roma e dei suoi linguaggi artistici. Studiosi\, attori\, musicisti e critici accompagnano il pubblico in un viaggio tra filosofia\, teatro\, musica e cinema\, offrendo chiavi di lettura del secolo che ha ridefinito visioni culturali e forme espressive contemporanee. Il programma prevede otto masterclass della durata di tre ore ciascuna\, con ingresso libero fino ad esaurimento posti (massimo 50 persone). Per informazioni chiamare il numero +39 351 3493695. \n\n\n\nOtto incontri gratuiti tra pensiero\, arti performative e narrazione culturale del Novecento \n\n\n\nIl ciclo propone otto appuntamenti gratuiti affidati a protagonisti del panorama culturale italiano contemporaneo\, che esplorano prospettive storiche\, artistiche e teoriche del Novecento attraverso approcci interdisciplinari. Si parte l’8 febbraio con “I Pensieri del ‘900”\, in cui Giacomo Marramao\, filosofo e professore emerito dell’Università degli Studi Roma Tre\, conduce una riflessione sui percorsi della filosofia e della storia del Novecento. Il 15 febbraio sarà la volta di “Roma in cantata”\, con Eleonora Tosto\, che accompagnerà il pubblico in un itinerario nella canzone romana e italiana come specchio delle trasformazioni sociali del secolo. Il 22 febbraio “Il rapporto tra identità\, maschera e verità”\, proposto da Susy Sergiacomo\, approfondisce Luigi Pirandello attraverso novelle e testi teatrali ambientati a Roma.  \n\n\n\nIl 1° marzo “Il cinema: storia\, cronaca e memoria” vede Alberto Crespi\, giornalista e critico cinematografico\, condurre il pubblico tra le rappresentazioni del Novecento sul grande schermo con film come La grande guerra\, Roma città libera\, Una vita difficile e C’eravamo tanto amati. Il 15 marzo “Il teatro del secondo Novecento”\, con Salvatore Aricò\, drammaturgo e studioso\, analizza il teatro delle cantine\, la sperimentazione\, le avanguardie e i nuovi linguaggi. Il 22 marzo “Il teatro del Novecento: i grandi cambiamenti\, tradizione e metamorfosi”\, affidato a Tiziana Bagatella\, attrice e docente\, propone una riflessione sui processi evolutivi della scena teatrale. Il 29 marzo “Dal Folkstudio\, alle forme musicali contemporanee”\, racconta la nascita e l’evoluzione della canzone d’autore romana con Ernesto Bassignano\, cantautore e giornalista. Il ciclo si conclude il 19 aprile con “Novecento di scena”\, percorso tra café-chantant\, commedia musicale\, cinema e teatro proposto da Tonino Tosto\, autore\, regista e attore\, attraverso figure simbolo come Lina Cavalieri\, Ettore Petrolini\, Aldo Fabrizi\, Anna Magnani\, Alberto Sordi\, Nino Manfredi\, Monica Vitti\, Garinei e Giovannini\, Enrico Montesano\, Gigi Magni e Gigi Proietti. \n\n\n\nIl Novecento come orizzonte culturale e memoria condivisa \n\n\n\nRoma custodisce il Novecento come una trama culturale stratificata\, dove filosofia\, teatro\, musica\, cinema e letteratura costruiscono visioni e immaginari collettivi. Il secolo breve emerge come laboratorio di profonde trasformazioni artistiche e sociali\, ancora capaci di dialogare con il presente. In questo contesto è nato “Roma Novecento – Forma et Performa”\, progetto formativo e performativo gratuito dedicato al Novecento italiano osservato attraverso Roma\, la sua storia e le sue trasformazioni sociali\, artistiche e culturali. Ideato e realizzato dal Gruppo Teatro Essere APS\, è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria. È vincitore dell’Avviso Pubblico\, curato dal Dipartimento Attività Culturali\, per la concessione di contributi destinati a sale teatrali private con capienza inferiore a 100 posti aventi sede a Roma\, per progetti di ricerca e sperimentazione nell’ambito dello spettacolo dal vivo e della formazione\, stagione 2025/2026.  \n\n\n\nUn percorso culturale aperto alla città \n\n\n\nLe masterclass si configurano come spazio di approfondimento e dialogo culturale che valorizza la dimensione partecipativa del progetto “Roma Novecento – Forma et Performa”. Attraverso il confronto diretto con studiosi e artisti\, il pubblico entra in relazione con i linguaggi e le trasformazioni che hanno segnato il Novecento\, restituendo alla memoria storica una dimensione dinamica\, condivisa e profondamente contemporanea. \n\n\n\nInfo: \n\n\n\nTel. + 39 351 3493695 \n\n\n\nteatroportaportese@gmail.comwww.teatroportaportese.it \n\n\n\nMASTERCLASS \n\n\n\norari: la domenica dalle ore 09.30 alle ore 12.30 \n\n\n\ningresso libero fino ad esaurimento posti (massimo 50 persone) \n\n\n\nper informazioni + 39 351 3493695 \n\n\n\nCOME RAGGIUNGERE IL TEATRO PORTA PORTESE \n\n\n\n– dalla stazione Termini: linea 170\, oppure treni verso la stazione Trastevere \n\n\n\n– da piazza Venezia tram 8 \n\n\n\n– altri autobus: 3\, 719\, 773\, 774\, 781\, 786\, H \n\n\n\n– metro B fermate Piramide e Marconi
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LOCATION:Teatro Porta Portese\, Via Portuense\, 102\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"BUONI DA MORIRE" al Teatro Manzoni di Roma
DESCRIPTION:Essere buoni non è poi così difficile. Ma avere il coraggio di esserlo è tutta un’altra storia. \n\n\n\nCon un testo intenso che mescola commedia\, emozione e riflessione scritto da Gianni Clementi\, che ne firma anche la regia\, sul palco del Teatro Manzoni di Roma approdano Patrizia Pellegrino\, Bruno Maccallini e Blas Roca Rey con BUONI DA MORIRE\, in scena da giovedì 12 febbraio a domenica 1 marzo. \n\n\n\nIn una sera di Natale apparentemente come tante\, una coppia borghese — lui cardiochirurgo di successo\, lei madre ansiosa di un figlio irraggiungibile — decide di rompere la routine patinata della loro esistenza. Una scelta insolita: unirsi a un gruppo di volontari per portare cibo caldo e parole gentili ai senzatetto della città. È l’inizio di un viaggio notturno che cambia tutto. Tra marciapiedi gelati e colonnati spazzati dal vento\, Emilio e Barbara si ritrovano a fare i conti con se stessi\, riscoprendo il valore della compassione\, della solidarietà\, della fratellanza. Parole dimenticate\, sepolte sotto il peso delle ambizioni e delle corse quotidiane verso successi che svaniscono all’alba. \n\n\n\nUn sorriso sporco\, uno sguardo dolente\, e qualcosa si incrina. O forse si risveglia. Per una notte\, la coppia ritrova una connessione che sembrava perduta. E quella magia sospesa tra disillusione e speranza li accompagna fino al mattino di Natale\, quando un campanello suona e bussa alla porta la realtà vera\, quella che non chiede permesso. \n\n\n\nDavanti a loro\, Ivano: ex compagno di classe\, ora uomo alla deriva\, con i dreadlocks\, l’alito pesante e la vita addosso. È lui l’inaspettato catalizzatore di una scelta. È lui la domanda che non si può più evitare. Cosa succede quando la bontà smette di essere un’esperienza a termine e diventa una sfida permanente? \n\n\n\nLo spettacolo ci conduce con ironia e profondità nel cuore pulsante delle contraddizioni borghesi\, smascherando le nostre ipocrisie quotidiane e interrogando lo spettatore su quanto davvero siamo disposti a cambiare. A donare. A lasciarci toccare. \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\nTel. 06.3223634   WhatsApp 327.8959298 \n\n\n\nprenotazioni@teatromanzoniroma.it   www.teatromanzoniroma.it
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SUMMARY:"EXPO – Teatro Italiano Contemporaneo" al Teatro Belli - IV edizione
DESCRIPTION:Rassegna EXPO – Teatro Italiano Contemporaneo\, giunta alla sua quarta edizione – dopo il successo riscosso nelle prime due settimane di programmazione – prosegue il proprio percorso al Teatro Belli confermandosi come uno degli spazi più coerenti e riconoscibili dedicati alla nuova drammaturgia nazionale e alle giovani compagnie della scena italiana. Promossa dalla Società per Attori\, la manifestazione nasce con un duplice obiettivo: sostenere concretamente la scrittura teatrale contemporanea e offrire al pubblico un attraversamento critico del presente attraverso linguaggi scenici diversi\, capaci di interrogare il nostro tempo nelle sue contraddizioni\, urgenze e fragilità. \n\n\n\n«Il teatro – dichiarano i direttori artistici Andrea Paolotti e Franco Clavari – deve continuare a essere un luogo reale di presenza\, ascolto e dialogo. In un’epoca segnata da comunicazioni sempre più rapide e individualizzate\, crediamo sia necessario investire energie nella costruzione di spazi di incontro umano e condivisione autentica. EXPO nasce proprio per questo: non come semplice cartellone\, ma come esperienza viva e comunitaria». \n\n\n\nProssimi appuntamenti PROGRAMMA EXPO 2026 \n\n\n\n17\, 18\, 19 Febbraio 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nGod Knows \n\n\n\ndi Andrea Cincotti \n\n\n\ncon Elvira Berarducci\, Giordano Cozzoli\, Pietro Naglieri \n\n\n\nregia Andrea Cincotti \n\n\n\nscene Matteo Candido \n\n\n\ncostumi Liliana Ciannamea \n\n\n\nproduzione Malalingua – Festival Trame Contemporanee \n\n\n\nIn una notte qualunque\, un semplice risveglio si trasforma in un viaggio straordinario dentro la memoria\, il desiderio e le crepe dell’amore. Pietro e Giordano\, compagni da oltre quindici anni\, sono due uomini intrappolati in una crisi silenziosa che ha consumato nel tempo il linguaggio della loro intimità: le parole che un tempo li univano ora sembrano insufficienti\, incapaci di contenere ciò che si è incrinato. Con loro vive Elvira\, amica ironica e inquieta\, sospesa in un eterno tentativo di cambiamento. È proprio lei che\, attraverso un episodio molto particolare\, innesca l’improvvisa rottura dell’equilibrio che porta l’intera notte a prendere una piega imprevedibile. God Knows esplora il terreno fragile della crisi di una storia d’amore\, non fornendo risposte\, ma mostrando le crepe\, le zone d’ombra\, i non detti che abitano una relazione. \n\n\n\n20\, 21\, 22 Febbraio 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nPostremos \n\n\n\ndi Emilia Agnesa e Xhuliano Dule \n\n\n\ncon Bianca Mastromonaco e Eva Sabelli \n\n\n\nregia Stefano Sabelli \n\n\n\nscene Michelangelo Tomaro \n\n\n\ncostumi Marisa Vecchiarelli \n\n\n\nluci e audio Valerio Amedeo \n\n\n\nTra la costruzione di un muro e la sua caduta\, tra una esplosione di Buddha e un attacco al cuore di New York\, tra le città svuotate dalla pandemia e una striscia di terra rasa al suolo\, tra un millennio che si chiude e uno che si apre\, tra canzoni di ieri e canzoni di oggi\, tra un tempo che scorre e uno che non passa… Due donne in una stanza chiusa\, senza orologi né finestre\, attendono istruzioni. Sono assassine\, forse agenti segreti che non scelgono mai le loro vittime: eseguono ordini consegnati attraverso un montavivande. In un climax di tensione emotiva\, nessuna delle due potrà tirarsi indietro davanti all’ultima comanda. Si prepareranno alla sfida finale. Ma resta una domanda in sospeso: c’è un posto per entrambe nel futuro? \n\n\n\n24\, 25\, 26 Febbraio 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nLa donna più grassa del mondo \n\n\n\ndi Emanuele Aldrovandi \n\n\n\ncon Luca Cattani\, Alice Giroldini\, Marco Maccieri \n\n\n\nregia Angela Ruozzi \n\n\n\nscene e costumi Alice Benazzi \n\n\n\nluci Fabio Bozzetta \n\n\n\nproduzione Centro Teatrale MaMiMò \n\n\n\nUna grossa crepa minaccia la sicurezza della casa in cui vivono i protagonisti della storia\, ma solo uno di loro sembra preoccuparsene: l’Uomo del piano di sotto\, che da mesi  tenta di convincere la coppia di vicini a intraprendere i lavori di ristrutturazione. Ma la crepa si trova proprio sotto il divano della Donna più grassa del mondo che pesa quattrocento sessanta chili\, non può muoversi e non ha intenzione di smettere di mangiare. In un’epoca in cui sembra che la nostra società abbia raggiunto il suo massimo grado di benessere\, questa commedia\, attraverso una cifra grottesca e paradossale\, ci induce a riflettere sulla capacità dell’uomo di immaginare un modo alternativo per raggiungere la felicità che non lo condanni all’autodistruzione. \n\n\n\n27\, 28 Febbraio – 01 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nQuelli che restano \n\n\n\ndi Marta Ferrarini e Emanuela Vinci \n\n\n\ncon Marta Ferrarini\, Leonardo Lutrario\, Luca Molinari\, Emanuela Vinci \n\n\n\nregia Davide Celona \n\n\n\nluci Marco Laudando \n\n\n\nproduzione Officina Teatrale \n\n\n\nCosa resta quando qualcuno se ne va? Un gruppo di quattro amici: Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo\, il loro amico\, il quinto\, che si è appena suicidato. Tra una birra e qualche sigaretta\, i protagonisti si troveranno a far fronte a una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa una esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n3\, 4\, 5 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nQuando arriva Briseide \n\n\n\ndi Federico Malvaldi \n\n\n\ncon Alice Casagrande\, Federico Lombardo\, Giacomo Pressi \n\n\n\nregia Sezione B \n\n\n\nriconoscimenti Premio l’InediTo – Colline di Torino\, Premio iGEA – Treviso\, Contemporary Theater Festival\, Premio Pat – Passi Teatrali \n\n\n\nÈ il ritratto di una generazione senza un posto nel mondo. In una piccola città universitaria\, all’interno di un vecchio ristorante\, si intrecciano le vite di Gabriele\, Andrea e Giulia. La cucina del ristorante diventa lo scenario in cui si mescolano amicizie\, amori\, ambizioni e sogni\, ma soprattutto si avverte il senso di essere bloccati in un presente che non concede vie di fuga. Gabriele ha ereditato il locale di famiglia dopo la morte del padre. Andrea\, suo amico d’infanzia\, lavora con lui. Giulia\, la nuova arrivata\, funge da catalizzatore di un equilibrio già fragile. Il luogo di lavoro è un microcosmo dove i conti “contano” più delle relazioni\, dove il futuro fa più paura del passato e dove tutto si nasconde sotto un coperchio. \n\n\n\n6\, 7\, 8 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nUn caso da manuale \n\n\n\ndi Giulia Pietrozzini \n\n\n\ncon Chantal Gori e Giulia Pietrozzini  \n\n\n\nregia Giulia Aleandri  \n\n\n\nproduzione Teatraltro \n\n\n\nriconoscimenti Premio Ipazia 2024 \n\n\n\nIn un mondo distopico dove le gerarchie di genere si capovolgono\, ma i meccanismi restano\, un’avvocata e la sua assistita si incontrano in uno spazio sospeso tra reale e onirico. Una cerca di elaborare una strategia difensiva\, costringendo la sua assistita a una prova generale sulle rispettive domande e risposte che\, in tribunale\, dovrebbero propiziare una sentenza benevola\, l’altra invece tenta di raccontare la realtà dei fatti\, così come sono avvenuti. In un botta e risposta teso e grottesco\, sul filo che lega e separa al tempo stesso verità oggettiva e verità processuale\, lo spettacolo solleva interrogativi sulla giustizia\, sul potere e sulla possibilità\, o impossibilità\, di un vero cambiamento. \n\n\n\n10 \,11\,12 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nSP33 \n\n\n\ndi Giulia Bartolini \n\n\n\ncon Francesca Astrei\, Grazia Capraro\, Giulia Trippetta \n\n\n\nregia Giulia Bartolini \n\n\n\nproduzione Compagnia Mauri Sturno \n\n\n\nin collaborazione con Compagnia KARL \n\n\n\nMary torna\, dopo undici anni\, a casa. Due sorelle che ormai non l’aspettano più. Un paese di 515 anime. È la provincia che divora tutto; purgatorio di tutti noi. SP33 NON è uno spettacolo sulla provincia. È materia che muta\, si muove\, inciampa. SP33 NON racconta il ritorno a casa: ne abita le rovine. È un luogo feroce: rose di montagna battute dalla pioggia\, vino\, funerali\, sapone fatto a pezzi. SP33 NON ha una regia invadente. Solo testo e corpo. SP33 NON vuole spiegare. Non consola\, non redime\, non chiude. SP33 NON teme la sproporzione\, la dissonanza\, l’incompiuto. È senza orpelli\, senza appigli. SP33 NON è integro. È spezzato. Una commedia nera\, un dramma familiare in frantumi. \n\n\n\n13\, 14\, 15 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nPer una donna \n\n\n\ndi Letizia Russo \n\n\n\ncon Marika Murri  \n\n\n\nregia Paolo Zuccari \n\n\n\nscene Paola Castrignanò \n\n\n\ncostumi Lucia Mariani \n\n\n\nproduzione Compagnia Mauri Sturno \n\n\n\nLa vita di una donna\, non più giovane\, sposata con un uomo che la rispetta e la ama\, niente figli\, una cornice piccolo borghese\, forse di periferia\, esplode improvvisamente per l’incontro intimo con un’altra donna. Un solo incontro\, un momento di abbandono\, e niente è più come prima. Rimane un continuo desiderio asfissiante. Andare avanti come prima è impossibile. Allora la donna scrive una lettera a se stessa per tornare\, secondo lei\, sulla retta via. Ma la strada è piena di inganni che le riveleranno una verità difficile da accettare.  Tutto solo “Per una donna”. \n\n\n\n17\, 18\, 19 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nSirene \n\n\n\ndi Chiara Arrigoni \n\n\n\ncon Federica Fabiani\, Rossella Rapisarda \n\n\n\nregia Alberto Oliva \n\n\n\nscene e costumi Francesca Ghedini \n\n\n\nproduzione Teatro In-Folio \n\n\n\nÈ il racconto dell’amicizia luminosa e testarda di Gi e Molly\, due donne in sedia a rotelle che hanno imparato a ricostruire le loro vite dopo che un incidente le ha interrotte all’improvviso. Gi parla come un fiume in piena\, Molly graffia con l’umorismo. Il presente scorre tra un centro diurno e un fan club dedicato a Brad Pitt. Una festa si avvicina\, un evento straordinario\, un’attesa che sembra dare senso a tutto. Intanto il passato riaffiora: Gi prima dell’incidente\, giovane\, invisibile\, pronta a sacrificarsi sull’altare del “successo”. Due linee temporali si inseguono come sirene negli abissi\, attratte dallo stesso punto di rottura. Tra sogno e realtà\, il linguaggio si frantuma e diventa corpo\, danza\, immaginazione. Uno spettacolo delicato e graffiante\, un inno alla vita\, nonostante tutto. \n\n\n\n20\, 21\, 22 marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nSalmoni \n\n\n\nFa ridere ma anche riflettere \n\n\n\ndi Walter Cerrotta\, Giorgia Conteduca \n\n\n\ncon Walter Cerrotta\, Giorgia Conteduca \n\n\n\nproduzione Valdrada Teatro \n\n\n\nUna storia ambientata all’interno di un reality show immaginario\, “Top Games”\, in cui due concorrenti vengono selezionati come coppia da un sistema algoritmico che promette opportunità e risalita sociale. I due non si sono scelti e non sanno esattamente cosa li aspetta. Sanno solo che partecipare è un’occasione da non perdere. Lo spazio scenico è chiuso\, sorvegliato\, regolato da un’Intelligenza Artificiale che comunica attraverso un linguaggio apparentemente inclusivo. Le regole sono poche e chiare\, le prove progressive\, il tempo indefinito. Ciò che inizia come un gioco si trasforma gradualmente in un’esperienza di esposizione e pressione costante e “Top Games” rivela la propria natura: non un semplice spettacolo competitivo\, ma un dispositivo che seleziona\, classifica e orienta i comportamenti… \n\n\n\n24\, 25\, 26 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nDelizia \n\n\n\ndi Carlotta Solidea Aronica e Michele Breda   \n\n\n\ncon Carlotta Solidea Aronica\, Michele Breda \n\n\n\nregia Gemma Costa \n\n\n\nmovimento scenico Alberto Bellandi \n\n\n\nproduzione Società per Attori – Poveri Comuni Mortali \n\n\n\nUn uomo vive in un quartiere dove tutto si ferma due volte al giorno. È in questi momenti di sospensione che gli piace passeggiare. Un giorno\, camminando\, alza lo sguardo e si accorge che in tutte le finestre di tutti i palazzi c’è gente che fa l’amore. Forse è per questo che tutto si ferma\, perché la gente deve fare l’amore. Perché lui non se n’è mai accorto? Ma soprattutto\, perché ha sempre fatto solo passeggiate? Decide di volersi ammazzare\, ma una lettera imprevista lo distoglie dal proposito. Cercano dei volontari disposti a farsi ibernare ed essere spediti su Delizia: un pianeta piccolo\, lontanissimo e abitato da un solo albero. A partire saranno in due: lui e una donna con la quale condivide un lontano passato. Entrambi si interrogheranno su cosa li abbia spinti davvero a partire e su quanto si stiano lasciando alle spalle. \n\n\n\n27\, 28\, 29 marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nLa singolarità \n\n\n\ndi Riccardo Tabilio \n\n\n\ncon Nadia Fin\, Gabriele Ratano\, Francesco Savino \n\n\n\nregia Dario Aita e Elena Gigliotti \n\n\n\ncoreografie Luca Piomponi \n\n\n\nmusiche Tommy Grieco \n\n\n\nluci Chiara Saiella \n\n\n\nproduzione Officina Teatrale \n\n\n\nÈ un’indagine teatrale documentaria e poetica sul tema del disturbo da accumulo. Basata su un lungo lavoro di ricerca che ha portato gli autori nelle case delle persone affette da questa patologia\, a contatto con figli e figlie di accumulatori\, a intervistare psicologi e attivisti. \n\n\n\nLa drammaturgia intreccia storie vere e testimonianze con le memorie intime degli stessi interpreti che\, a loro volta\, interpelleranno gli spettatori\, li coinvolgeranno in dialoghi\, confessioni\, aste improvvisate\, per un’esperienza porosa e partecipativa. Lo spettacolo tenta di disegnare un paesaggio emotivo e sociale complesso\, nel quale il teatro diventa gesto di cura\, archivio del non detto\, spazio in cui cercare – tra le cose da conservare e quelle da lasciar andare – un frammento di bellezza da salvare. \n\n\n\n10\, 11\, 12 Aprile 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nBeauty Dark Queen \n\n\n\ndi Stefano Napoli \n\n\n\ncon Francesca Borromeo\, Alessandro Bravo\, Simona Palmiero\, Luigi Paolo Patano\, Paolo Di Caprio \n\n\n\nregia Stefano Napoli \n\n\n\nsupervisione sonora Federico Capranica \n\n\n\nluci Mirco Maria Coletti \n\n\n\nDue uomini\, una donna\, una Dea\, una statuetta. Sono Menelao\, Paride\, Elena\, Afrodite\, Eros. La storia è nota\, una dark queen dalla bellezza fatale\, il capriccio degli dei\, un rapimento\, una guerra. \n\n\n\nUn po’ pochade (Paride\, ospite di Menelao\, gli rapisce la moglie Elena proprio sotto gli occhi)\, un po’ tragedia\, la storia di Elena racconta di uomini che non sanno amare\, ma solo possedere\, di donne che si difendono chiudendosi nella freddezza del cuore e nello splendore effimero di un bel vestito\, di un mondo in cui l’amore viene rubato e venduto. E così\, fra il ricordo di un busto di Canova\, una statuetta di Eros senza arco né frecce\, l’opera buffa “La belle Hélène” di Offenbach e un abito originale delle Folies Bergère\, si tenta di tirar giù Elena di Troia dalla leggenda che la vuole fonte di sciagura e di farne una donna tra uomini. \n\n\n\n14\, 15\, 16 Aprile 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nFlash \n\n\n\ndi Umberto Marino \n\n\n\ncon Giorgio Gobbi\, Guglielmo Poggi \n\n\n\nregia Umberto Marino \n\n\n\nproduzione Società per Attori \n\n\n\nPresentare questo pezzo di teatro è veramente semplice\, basta citare uno scambio di battute tra i due protagonisti. \n\n\n\nBLO – Due attori che recitano su un palco. Ma questa è la cornice\, l’azione della cornice. \n\n\n\nCOCCO – E l’azione dentro la cornice? \n\n\n\nBLO – Be’\, credo che noi siamo due che aspettano un pusher che deve arrivare verso le tre e mezza con un paio di dosi per sballarci. \n\n\n\nCOCCO – Forte questa azione principale. È un’ottima azione principale. \n\n\n\nBLO – Non è riuscito a inventarsi niente di meglio. \n\n\n\nCOCCO – Ma mica è tanto accia\, come azione principale. \n\n\n\nBLO – L’ha copiata. Da Wallace\, copiare da Wallace lo fa sentire più a la page che copiare da Baricco o da E. L. James. \n\n\n\nCOCCO – E chi è? \n\n\n\n17\, 18\, 19 Aprile 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nDue pesci \n\n\n\ndi Paolo Roberto Santo \n\n\n\ncon Francesco Bonaccorso\, Domenico Panarello \n\n\n\nregia Paolo Roberto Santo \n\n\n\nluci Alessandro Laprevitera \n\n\n\nproduzione Società per Attori \n\n\n\nÈ la storia di Salvatore e Domenico\, due pesci che vivono da sempre nelle acque di un paesino della provincia di Messina. Uno dei due decide di partire per vedere cosa c’è oltre quel mare\, mentre l’altro\, fortemente legato alle sue radici\, decide di rimanere. Entrambi sono convinti che nelle loro ferme posizioni risieda la felicità\, ma solo alla fine si renderanno conto che sia nel restare che nel partire si perde qualcosa. Fra momenti di ironia\, dramma e malinconia\, il confronto fra i due pesci diventa metafora della relazione che intercorre tra l’uomo e il viaggio\, dove il mare diventa un filo sottile che divide coloro che si divertono da quelli che cercano di sopravvivere. \n\n\n\n21\, 22\, 23 Aprile 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nLe ragazze vogliono solo divertirsi \n\n\n\ndi Massimiliano Aceti \n\n\n\ncon Francesca Agostini\, Malvina Ruggiano\, Massimiliano Aceti \n\n\n\nRegia Massimiliano Aceti \n\n\n\nProduzione Nutrimenti Terrestri \n\n\n\nSi racconta la storia di due sorelle\, Manuela e Sara\, che hanno da poco perduto la madre rigida e autoritaria. Manuela\, la sorella maggiore\, è sprofondata in una spirale di depressione e alcolismo; Sara\, nonostante sia la più piccola\, si è fatta carico della sofferenza della sorella per via dei sensi di colpa che la tormentano: non si è accorta del problema cardiaco della madre malgrado la sua specializzazione in cardiologia. Le due sorelle\, costrette a vivere nella stessa piccola casa per ristrettezze economiche\, stanno lentamente rinunciando a vivere\, mettendo da parte i loro sogni. Dopo l’ennesima litigata\, dovuta a tensioni e recriminazioni\, l’anta del frigorifero si apre di colpo e ne viene fuori Stefano\, il papà\, musicista con problemi d’alcol\, morto in un incidente d’auto trenta anni prima. Solo Manuela\, la maggiore\, è in grado di vederlo e sentirlo… \n\n\n\nExtraExpo \n\n\n\n21/02/26\, 14/03/26\, 28/03/26\, 11/04/26 \n\n\n\nore 19\, prima dello spettacolo \n\n\n\nExPoetry \n\n\n\npillole di poesia prima del teatro. Incontri con poeti emergenti italiani a cura di Saperenetwork srl. Moderatrice Asia Vaudo \n\n\n\n01/03/26 ore 20:30 \n\n\n\nWOW Poetry Slam \n\n\n\nA cura di WOW – Incendi Spontanei. \n\n\n\nSfida di poesia performativa in cui è il pubblico a decidere chi vince. \n\n\n\nTesti originali\, interpretati con solo corpo e voce. \n\n\n\n05/02/26\, 05/03/26\, 16/04/26 \n\n\n\nore 17-19 \n\n\n\nReading party \n\n\n\nUno spazio\, un tempo\, un silenzio dedicati alla lettura. Porta un libro\, scegli il tuo posto\, spegni il telefono e regalati due ore di lettura tutte per te. \n\n\n\nPanchine Parlanti \n\n\n\nPerformance sulla narrazione autobiografica\, ispirata all’esperienza della Human Library \n\n\n\n21/03/26\, ore 17\, presso il Teatro Belli a cura di Marianna de Pinto e Roberto Baldassarri in collaborazione con Fondazione Di Liegro  \n\n\n\n18/04/26\, ore 17\, presso Centro Anziani Trastevere\, viale di Trastevere 143b a cura di Marianna de Pinto in collaborazione con Cat Trastevere (Casa sociale degli anziani e del quartiere) \n\n\n\ninfo@teatrobelli.it \n\n\n\nBotteghino  \n\n\n\nDal martedì al venerdì dalle 18.00 alle 22.00 \n\n\n\nSabato dalle 16.00 alle 20.00 \n\n\n\nDomenica dalle 15.30 alle 18.30 \n\n\n\nÈ vivamente consigliata la prenotazione\, \n\n\n\nlasciando nominativo\, numero dei posti e \n\n\n\nrecapito telefonico. \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nIntero € 23 \n\n\n\nRidotto € 15
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LOCATION:Teatro Belli di Antonio Salines\, piazza Santa Apollonia\, 11a\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"Bobo e la Valle dei Segni"\, omaggio a Sergio Staino alla Galleria La Pigna
DESCRIPTION:il Centro Culturale Teatro Camuno è lieto di segnalarvi – e invitarvi all’inaugurazione – della mostra Bobo e la Valle dei Segni\, omaggio a Sergio Staino che si terrà venerdì 20 febbraio 2026 alle 18.00 presso la Galleria La Pigna – Palazzo Maffei Marescotti\, a Roma. \n\n\n\nLa mostra\, multimediale e multidisciplinare\, intreccia satira\, arte\, memoria e attualità\, mettendo in dialogo l’opera di Sergio Staino e il suo personaggio più iconico\, Bobo\, con la Valle Camonica – la Valle dei Segni\, primo sito italiano riconosciuto Patrimonio Mondiale UNESCO nel 1979 per il suo straordinario patrimonio di incisioni rupestri. Un progetto nato in Valle Camonica che approda a Roma con l’obiettivo di raccontare\, attraverso il linguaggio universale del disegno e della vignetta\, un’eredità culturale capace di parlare a pubblici diversi e alle nuove generazioni. \n\n\n\nDurante il vernissage è prevista anche un’anteprima musicale del concerto Un Tango per Bobo\, organizzato alle 21.30 presso la sede dell’Associazione Settimo Continente (in Via Adelaide Bono Cairoli 55). Sul palco Alessio Lega (voce e chitarra)\, Michele Staino (contrabbasso)\, Guido Baldoni (fisarmonica\, voce) omaggio alla grande passione di Staino per la musica e la canzone d’autore. \n\n\n\n“Non tutti sanno che Sergio Staino\, oltre a essere fumettista e autore satirico\, è stato un grande appassionato di musica. Una lunga militanza al Premio Tenco\, fino alla direzione\, e l’inserto satirico Tango ne sono la prova. Proseguire la sua attività culturale è il minimo che gli dobbiamo.” \n\n\n\nLa mostra sarà aperta e visitabile presso la Galleria La Pigna a Palazzo Maffei Marescotti (Via della Pigna\, 13) fino a martedì 3 marzo\, dal lunedì al venerdì\, dalle ore 15.00 alle 19.00.
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SUMMARY:“It’s Wonderful - Musica a Teatro” al Teatro Tina Di Lorenzo di Noto
DESCRIPTION:L’Associazione Concerti Città di Noto presenta la 4° edizione della rassegna “It’s Wonderful – Musica a Teatro”\, in programma al Teatro Tina Di Lorenzo dal 21 febbraio al 14 giugno. \n\n\n\nSono quattro i concerti che compongono il cartellone che sarà inaugurato sabato 21 febbraio alle 20.30 da Vita… le strade di Lucio Dalla che vedrà sul palco protagonista la voce Angela Nobile accompagnata dal Faro Ensemble composto da Alessandro Faro (chitarra)\, Santi Romano (contrabbasso)\, Corrado Genovese (violino) e Cristian Bianca (violino). Il concerto non è un vero e proprio tributo al grande Lucio Dalla\, ma è un elogio alla poesia della musica che diventa letteratura\, attualità\, confronto e messaggio potente. \n\n\n\nIl secondo appuntamento in programma è domenica 19 aprile con il concerto “20th Century Sax… Musica e cinema” del Duae Siciliae Sax Ensemble: un’orchestra composta da giovani saxofonisti\, tutti allievi dei corsi accademici di primo e secondo livello del Maestro Gianfranco Brundo presso il Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli. I musicisti\, diretti da Lorenzo Giuseppe Lima\, proporranno arrangiamenti dedicati a elaborazioni originali delle più celebri colonne sonore del cinema mondiale. \n\n\n\nSabato 23 maggio sarà la volta dei Virtuosi Ensemble che porteranno sul palco “Le quattro stagioni di Vivaldi”. La formazione è composta da Dario Militano & Martina Ferlito (violini)\, Matteo Briganti (viola)\, Vincenzo Di Silvestro (violoncello)\, Davide Galaverna (contrabbasso)\, Enrico Dibennardo (clavicembalo) e Enzo Ligresti (violino solista). \n\n\n\nL’ultimo appuntamento\, in programma domenica 14 giugno\, sarà “Mediterrango” di Gauche Tognola Tango Quartet composta da Nicolas Tognola (bandoneon)\, Alessandro Blanco (chitarra)\, Antonino Cicero (fagotto) e Damiano Vitrano(contrabbasso): una formazione capace di attraversare paesaggi sonori inediti\, sospesi tra le rive del Mediterraneo e le atmosfere del tango nuevo argentino. \n\n\n\nRina Rossitto\, Presidente dell’Associazione Concerti Città di Noto\, dichiara: “Sono particolarmente orgogliosa di dare il via\, dal prossimo 21 febbraio\, alla quarta edizione della rassegna musicale It’s wonderful – Musica a Teatro\, una manifestazione che\, con il tempo\, è diventata un appuntamento molto atteso. Quattro concerti imperdibili\, con un programma variegato che spazia dalla musica d’autore a quella classica\, dalle sonorità mediterranee alle melodie intense del tango argentino. Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere  un pubblico ampio e trasversale\, attraverso la sempre incantevole bellezza della musica dal vivo”. \n\n\n\nLa rassegna prevede 4 concerti e il costo del biglietto è di 15 euro\, con riduzione a 10 euro per giovani e studenti.  \n\n\n\nÈ\, inoltre\, disponibile un abbonamento per tutti e quattro i concerti al prezzo speciale di 50 euro. \n\n\n\nn. 4 concertiIngresso: € 15\,00Ridotto giovani e studenti: € 10\,00Abbonamento (4 concerti): € 50\,00
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SUMMARY:"La morte e la fanciulla" al Teatro Mina Mezzadri di Brescia
DESCRIPTION:Dopo il debutto nazionale milanese\, approda a Brescia\, nella rassegna Nello spazio e nel tempo. Palestra di teatro contemporaneo\, La morte e la fanciulla di Ariel Dorfman\, produzione del Centro Teatrale Bresciano inserita nella 52ª stagione L’equilibrio degli opposti\, in scena al Teatro Mina Mezzadri dal 24 febbraio all’8 marzo 2026 (ore 20.30\, domenica ore 15.30\, lunedì riposo). \n\n\n\nIl progetto di Elena Bucci e Marco Sgrosso — in scena con Gaetano Colella — attraversa con lucidità tragica i territori di trauma\, giustizia\, vendetta e perdono\, restituendo al testo di Dorfman una risonanza pienamente contemporanea. La regia è di Elena Bucci con la collaborazione di Marco Sgrosso; traduzione di Alessandra Serra. Produzione Centro Teatrale Bresciano in collaborazione con Le belle bandiere. \n\n\n\nIl 26 febbraio alle ore 17.00 è inoltre previsto l’incontro pubblico “Afferrare l’angelo della Storia”.
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SUMMARY:"SCAPPATI DI CASA" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Debutta al Teatro de’ Servi\, dal 24 febbraio all’8 marzo\, SCAPPATI DI CASA\, commedia scritta da Cinzia Berni e Giudo Polito\, e diretta da Nicola Pistoia\, sequel del fortunato spettacolo “Casalinghi disperati”. \n\n\n\n“Casalinghi Disperati” è una commedia che viene rappresentata con successo dal 2008.  \n\n\n\nI protagonisti sono quattro uomini che\, per un periodo della loro vita\, hanno vissuto insieme in una casa offerta dal comune per uomini indigenti. Hanno condiviso con ironia e disincanto\, momenti felici e momenti cupi delle loro esistenze\, poi ognuno\, in modi diversi\, ha cominciato una nuova vita. La nostra storia comincia quando\, alcuni anni dopo\, un evento inaspettato li fa rincontrare: La moglie di uno è scomparsa in circostanze misteriose. I nostri protagonisti si ritrovano a casa del presunto e disperato vedovo. Qualcosa da mangiare e molto da bere\, sono presto tutti ubriachi e decidono di fermarsi a dormire a casa di uno di loro. Quello che sembrava dovesse essere la soluzione di una notte\, per una serie di inaspettate e sconcertanti rivelazioni dei nostri quattro\, si trasforma in una forzata convivenza. Ritornano le dinamiche dei vecchi “Casalinghi disperati”: dai problemi economici\, alla gestione della casa: la spesa\, le pulizie\, la preparazione dei pasti e gli inevitabili problemi personali. Piccanti confessioni\, vecchi rancori\, nuovi avvenimenti\, in una girandola di situazioni di grande comicità\, per una storia tutta al maschile dove le donne sono protagoniste anche quando non ci sono!
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SUMMARY:"Nessuno - Le Avventure di Ulisse" con Stefano Accorsi all'ABC di Catania
DESCRIPTION:Dopo il successo di “Giocando con Orlando” e “Decamerone. Vizi\, virtù e passioni” di Marco Baliani\, e di “Azul” scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca\, STEFANO ACCORSI si immerge in un nuovo e ambizioso progetto: una rilettura teatrale del mito di Ulisse: una metafora del desiderio di esplorazione e di conoscenza dell’ignoto che accomuna tutti gli uomini. \n\n\n\n«Nella maggior parte delle storie Ulisse è il narratore di sé stesso e questo mi ha fatto riflettere sul potere della narrazione che lo ha reso immortale» spiega l’attore. «È un personaggio molto affascinante e contradditorio. In realtà\, è solo un uomo che voleva tornare a casa\, che non voleva andare in guerra e per questo si era finto pazzo». \n\n\n\nAggiunge il regista: «Vengo da un teatro dove il corpo martella le parole forgiando immagini incoerenti simili a sogni. Per trovare questi punti di disequilibrio ci vogliono attori forti e delicati allo stesso tempo\, abituati ad usare il corpo con l’elasticità e la potenza di un arco che scaglia immagini negli occhi degli spettatori. Ritrovare Stefano mi fa tanto piacere\, ci siamo capiti con facilità quando abbiamo costruito “Azul” ed ora affrontando “Nessuno” affineremo la nostra complicità». \n\n\n\nDappoi Daniele Finzi Pasca conclude: «Quando Stefano e Marco mi hanno parlato di questo spettacolo ho pensato che fosse arrivato il momento di provare ad incollare i frammenti di porcellana buona\, quella preziosa e che si vorrebbe invincibile\, quella che quando si spacca svela l’umanità che dovrebbero avere gli eroi\, poi mi sono domandato se questo Ulisse facesse parte del servizio buono o di quello che nonna usava tutti giorni. Anche oggi mi domando se con questo spettacolo incolleremo pezzi andati in frantumi o affronteremo la semplicità di chi vorresti compagno di ogni discussione\, di ogni chiacchiera nella pancia della cucina a casa di nonna dove le avventure epiche si trasformavano nella quotidianità di vite ordinarie e le avventure dei semplici diventavano la sottile trama di vite straordinarie? Nessuno risponderà». \n\n\n\nIl palco diventa spazio dell’anima\, dove mito e quotidianità si fondono tra poesia\, ironia e stupore. ACCORSI dà corpo a un Ulisse che è ognuno di noi: smarrito e resiliente\, sognatore e ferito\, sempre in cerca. Con immagini evocative e una drammaturgia originale\, NESSUNO è un’esperienza teatrale che commuove e incanta. Un appuntamento imperdibile per chi ama le grandi storie raccontate con anima e bellezza. \n\n\n\nLo spettacolo\, inserito nella nuova stagione Turi Ferro\, verrà rappresentato dal 25 febbraio all’8 marzo 2026 al Teatro Abc di Catania. \n\n\n\nSi segnala\, inoltre\, che Stefano Accorsi\, accompagnato dalla musicista Francesca Del Duca\, avrà il piacere di incontrare il pubblico presso l’Abc di Catania. I posti sono limitati e\, per prenotarsi\, ci sarà un forum sui social della pagina del Teatro. \n\n\n\nInfo: 095 538188 / 333 7781632 – Orari biglietteria: da lunedì a sabato dalle 16 alle 20 – giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 \n\n\n\nLink per acquisto spettacoli: https://www.liveticket.it/opera.aspx?Id=620625
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LOCATION:Teatro Abc\, Via Pietro Mascagni\, 94\, Catania\, 95129\, Italy
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SUMMARY:"Ciò che resta" - Materiali per un archivio sensibile intorno alla natura del fiume di Antonio Di Cecco
DESCRIPTION:Giovedì 26 febbraio 2026 alle ore 18.30\, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre è lieta di ospitare la mostra Ciò che resta – Materiali per un archivio sensibile intorno alla natura del fiume di Antonio Di Cecco\, a cura della Fondazione e di RVM Hub.  \n\n\n\nCiò che resta è un percorso visivo lungo i margini del fiume Aterno e dei suoi affluenti\, un’indagine che si costruisce attraverso fotografie in bianco e nero e cianografie per interrogare ciò che l’acqua trattiene\, disegna\, cancella o lascia emergere. Il progetto è accompagnato da un volume\, prodotto dalla Fondazione de Marchis e da RVM Hub\, con il coordinamento editoriale di Agnese Porto e Giammaria De Gasperis e un testo di Antonello Frongia\, professore associato di Storia dell’arte contemporanea all’Università Roma Tre.  \n\n\n\nDurante la serata inaugurale interverranno l’artista\, i curatori\, gli editori nonché il Prof. Antonello Frongia.  \n\n\n\nCome scrive Diana Di Berardino\, direttrice della Fondazione Giorgio de Marchis\, «Antonio Di Cecco\, attraverso le sue fotografie e le sue cianografie\, indaga il territorio aquilano e il sistema fluviale dell’Aterno come patrimonio naturale e culturale e ne offre una lettura originale: un archivio visivo che restituisce una lettura non documentaria\, ma in divenire\, dell’itinerario fluviale. Il percorso espositivo allestito negli spazi della Fondazione de Marchis conduce il visitatore alla scoperta della ricerca artistica di Di Cecco\, che si trasforma in uno sviluppo dell’animo umano narrato attraverso l’occhio/obiettivo dell’artista/fotografo e che va oltre il linguaggio documentario\, per aprirsi a una visione del tutto intimistica.» \n\n\n\n«Antonio Di Cecco non osserva semplicemente un paesaggio: lo lascia affiorare attraverso i suoi processi.»\, scrive RVM Hub. «Il lavoro è un’indagine sul fiume\, come elemento naturale inserito in un paesaggio più ampio\, animato da piante\, fiori e architetture naturali\, generate dal loro intreccio. Il fiume\, dunque\, è perennemente presente anche quando l’acqua scompare\, lasciando spazio ai rovi e agli elementi naturali che abitano i suoi margini. Potremmo quasi dire che si tratta di una narrazione del fiume “in assenza” o attraverso una presenza fugace e in rapido movimento\, evidenziata dalla lunga esposizione. \n\n\n\nUna narrazione del tempo\, anzi\, dei tempi che operano sull’acqua e sulla vegetazione: veloce e inafferrabile il primo\, lento e per questo impercettibile il secondo. La scelta del bianco e nero è una chiara volontà di restare focalizzato sull’essenziale\, sulle forme e sulle linee create dalle piante di fiume. Un’evocazione di stati d’animo\, più che un racconto del visibile e del reale. \n\n\n\nAlle immagini fotografiche sono affiancate delle cianografie\, nelle quali l’immagine appare attraverso un meccanismo chimico che rende la carta fotosensibile. La cianografia è\, dunque\, una traccia\, emblema di un evento che si è inscritto nella materia\, come il fiume lascia segni sulle rive\, del proprio passaggio. Se le fotografie mostrano ciò che l’acqua alimenta nel mondo\, le cianografie mostrano ciò che l’acqua scrive direttamente sulla superficie sensibile.» \n\n\n\nBIOGRAFIE \n\n\n\nAntonio Di Cecco vive a L’Aquila\, dove gestisce lo studio ContrastiUrbani. Sviluppa progetti sui processi di modificazione dei luoghi e sul rapporto tra essere umano\, ambiente e tempo\, oltre a occuparsi di fotografia di architettura e di paesaggio. È rappresentato dall’agenzia Contrasto. \n\n\n\nLa Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre viene istituita a L’Aquila nel 2004 allo scopo di conservare\, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto dal professor Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di storico dell’arte. Manifesti\, locandine\, inviti e brossure sono solo alcuni esempi delle tipologie documentarie che caratterizzano l’archivio composto da quasi 200.000 pezzi. Cataloghi di mostre\, monografie e saggi\, che popolano la biblioteca\, contribuiscono a restituire l’immagine di un periodo denso di cambiamenti non solo a livello sociale ma anche storico-artistico\, quale gli anni Sessanta e Settanta in Europa. Dal 2018 abita gli spazi del primo piano del Palazzo Cappa Cappelli che apre costantemente per eventi\, mostre e collaborazioni con artisti ed enti. \n\n\n\nRvm Hub è una casa editrice indipendente e uno studio editoriale: si occupa di fotografia e lavora principalmente per scoprire progetti fotografici che siano capaci di creare nuovi terreni artistici con altre forme di narrazione. Racconta storie attraverso progetti a lungo termine\, curando ogni pubblicazione con attenzione e cercando di dare il proprio contributo per educare le persone alla fruizione consapevole dell’arte visiva\, anche con mostre\, workshop e comunicazione culturale. Le pubblicazioni sono curate nel minimo dettaglio\, sempre diverse e sempre su misura al progetto: affini al movimento dello slow journalism e slow publishing. RVM segue tutta la filiera del libro\, dal progetto alla distribuzione\, accompagnando i propri autori per tutto il percorso. Rvm Hub è composta da Agnese Porto e Giammaria De Gasperis\, co-fondatori ed editori\, e ha sede all’Aquila. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nAntonio Di CeccoCiò che restaMateriali per un archivio sensibile intorno alla natura del fiume \n\n\n\nA cura della Fondazione Giorgio De Marchis e RVM Hub \n\n\n\nInaugurazione 26 febbraio 2026 ore 18.30 \n\n\n\nFino al 27 marzo 2026 \n\n\n\nOrari: giovedì 11.00 – 13.00 / 17.00 – 19.30; venerdì\, sabato e domenica 17.00 – 19.30 – Ingresso libero \n\n\n\n \n\n\n\nContattiDiana Di Berardino tel. 3384581985Barbara Olivieri tel. 3498832591fondazione.demarchis@gmail.com \n\n\n\nValentina EquiziGraphic designer e social media manager \n\n\n\nvalentina.equizi88@gmail.com – tel. 3497500772
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SUMMARY:"Ho imparato a sognare" al Teatro Roma
DESCRIPTION:Dopo il grande successo della scorsa stagione con Si vede che era destino\, Luca Giacomozzi torna a firmare testo e regia di una nuova\, intensa commedia interpretata da Attilio Fontana\, Claudia Ferri\, Francesca Pausilli ed Emiliano Reggente.  \n\n\n\nHo imparato a sognare è un racconto vibrante di ironia e umanità che attraversa le vite di Mirko\, Bruno\, Michela e Asia\, quattro anime agli antipodi\, unite da fragilità\, errori e desideri mai del tutto spenti. Tra cadute\, sorrisi e piccole conquiste quotidiane\, i protagonisti imparano a fare pace con il passato e a riscoprire il coraggio di guardare avanti. Uno spettacolo che emoziona\, fa sorridere e ricorda quanto sia necessario — oggi più che mai — continuare a sognare. \n\n\n\nHo imparato a sognare è una commedia brillante\, emotiva e profondamente umana\, capace di alternare risate e commozione\, mostrando come le vite più ordinarie possano contenere rivoluzioni silenziose. Una storia di amicizia\, amore\, perdita e rinascita\, dove ognuno impara che il coraggio non sta nel non cadere\, ma nel continuare a rialzarsi.Da giovedi 26 febbraio al Teatro Roma \n\n\n\nORARIO SPETTACOLI: \n\n\n\n1° settimana: \n\n\n\ngiovedì ore 21.00 \n\n\n\nvenerdì ore 21.00 \n\n\n\nsabato ore 17.00 e 21.00 \n\n\n\ndomenica ore 17.30 \n\n\n\n2°settimana: \n\n\n\ngiovedì ore 21.00 \n\n\n\nvenerdì ore 21.00 \n\n\n\nsabato ore 17.00 e 21.00 \n\n\n\ndomenica ore 17.30 \n\n\n\nPrezzo biglietto: Intero € 27\,00 (comprensivo di prevendita) \n\n\n\n Parcheggio custodito – Via Umbertide\, 27 \n\n\n\nTeatro Roma – Via Umbertide\, 3 – 00181 Roma \n\n\n\nOrari botteghino: dal lunedì al sabato dalle ore 16.00 alle 20.00 \n\n\n\nInfo & prenotazioni:Tel. 06 78 50 626  – Whatsapp 324 54 98 051
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SUMMARY:L’IMBARAZZO DELLA SCELTA
DESCRIPTION:Nel giorno del suo compleanno Max si rende conto di stare vivendo solo a metà. Vorrebbe cambiare il corso del suo destino\, ma è paralizzato dalla paura di fare la scelta sbagliata e così decide di chiedere consiglio ai suoi più cari amici: il pubblico! Amore\, lavoro\, amicizia\, famiglia… Max ha veramente bisogno di aiuto! Lo spettacolo si rinnova ogni sera con gli attori pronti a rappresentare in tempo reale tutte le 8 trame possibili più una ventina di altre variabili decise rigorosamente in tempo reale dal pubblico in sala in un coinvolgente confronto con Max che darà origine a momenti di grande comicità ma anche di riflessione perché non sarà sempre facile decidere\, capiterà spesso di trovarsi di fronte a… L’imbarazzo della scelta! \n\n\n\nDi Sébastien Azzopardi e Sacha Danino . Con: Stefano Messina\, Carlo Lizzani – Chiara Bonome\, Chiara David\, Raffaele De Vita – traduzione e regia di – Virginia Acqua – scene Fabiana Di Marco – costumi Isabella Rizza – disegno luci Umile Vainieri – aiuto regia Virginia Bonacini – Produzione Attori & Tecnici \n\n\n\nBiglietti (prevendita inclusa): \n\n\n\n\nintero: platea € 27\, galleria € 21\n\n\n\nridotto (under 35/over 65/cral): platea € 20\, galleria € 17\n\n\n\nridotto under 18: platea € 13\, galleria € 11\n\n\n\n\nDal 26 febbraio al 15 marzo 2026 (h 21.00\, domenica 1°\, 8 e 15 h 17.30\, mercoledì 4 h 17.00) \n\n\n\nBotteghino: 06 5740170 – 06 5740598 \n\n\n\nVendita on-line e info: www.teatrovittoria.it \n\n\n\nCome arrivare: Metro: Piramide; Tram: 3; Bus: 23\, 30\, 75\, 83\, 170\, 280\, 716\, 781.
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SUMMARY:"Quadra" personale di Leonardo D’Amico
DESCRIPTION:Il giorno 27 febbraio 2026 alle ore 18.30 PROSA_contemporanea presenta l’esposizione personale Quadra di Leonardo D’Amico a cura di Alberto Dambruoso e Rosanna Rago: un nucleo di dieci opere\, realizzate tra il 2023 e il 2025\, definiscono una mostra\, il cui titolo rientra nell’uso di calembour linguistici come li definisce il curatore Alberto Dambruoso\, che invita lo spettatore a una riflessione più profonda sull’opera\, lasciando innumerevoli possibilità all’interpretazione individuale. \n\n\n\n«Quadra è innanzitutto un rimando alla forma geometrica\, al suo perimetro e allo spazio contenuto al suo interno.»\, spiega nel suo testo di presentazione Rosanna Rago. «Allo stesso tempo\, il termine richiama il quadro come oggetto e la tela come luogo della pittura\, introducendo un ulteriore livello di lettura legato al linguaggio comune: mi quadra / non mi quadra. Un’espressione che apre a una dimensione di interrogazione critica rispetto a ciò che vediamo e a ciò che riconosciamo come coerente o ammissibile. In questo senso\, QUADRA non è soltanto una forma né un titolo\, ma un criterio di lettura. Ciò che “quadra” coincide con ciò che tiene\, che convince\, che trova una propria necessità interna; allo stesso tempo\, ciò che appare formalmente risolto può generare inquietudine o resistenza.  \n\n\n\nNelle opere di D’Amico\, la pittura non aspira a far quadrare le immagini secondo un ordine rassicurante\, ma espone apertamente le incongruenze e le tensioni che abitano lo spazio pittorico. È proprio in questa soluzione che il lavoro trova la propria forza e la propria coerenza critica\, oltre a una bellezza estetica raffinata e rara. Il non quadrare apparente\, diventa così una condizione generativa\, un meccanismo di interrogazione che investe tanto la percezione quanto l’identità\, chiamando lo spettatore a misurarsi con ciò che comprende e con ciò che gli sfugge\, con ciò che accetta e con ciò che mette in discussione.  \n\n\n\nRiflessioni spontanee nascono dall’osservazione delle opere: cosa accade dentro lo spazio pittorico? Distanze prossemiche determinano percezioni visive sorprendenti; lo spazio che intercorre tra opera e spettatore è decisivo affinché le opere si manifestino agli occhi di chi osserva. […] L’alternanza tra opere in cui macchie in tinte scure occupano l’intera superficie – come i volti e la mano\, simboli di riconoscimento e identità – e lavori nei quali\, al contrario\, lo spazio si apre a vuoti e sospensioni\, rafforza la riflessione sul concetto di prossemica come condizione ambivalente: saturazione e compressione da un lato\, distanza e isolamento dall’altro.» \n\n\n\nScrive invece Alberto Dambruoso nel testo Leonardo D’Amico. La vita nella pittura: «Protagonista assoluto delle sue opere è il segno. Un segno che assume differenti valenze a seconda della forma che intende rappresentare. A volte si fa archetipo come la sedia\, la testa o la silhouette umane\, o ancora la città\, tutti elementi appena accennati ma in grado di favorire una riconoscibilità immediata della cosa rappresentata. In altre opere il segno diventa pura astrazione\, una sorta di sismografo che registra sul supporto utilizzato i battiti della natura. Il segno funge anche come linea di contorno\, decisamente marcata\, come nell’uso tipico espressionista. A volte il segno si presenta tremulo\, incerto\, a significare la fragilità della cosa o del momento rappresentato o vissuto. Il segno si fa anche parola\, scritta\, si impone come affermazione personale o storica ma allo stesso tempo diventa negazione stessa\, cancellazione. Questo collocarsi a metà strada tra la rappresentazione e la sua negazione\, tra astratto e figurativo costituisce l’elemento principe per comprendere appieno tutta la ricerca. […] L’aspetto della sua pittura\, tendente verso l’evanescenza del reale\, appare riflettere l’odierna società in cui viviamo dove sembra essere tutto provvisorio ed incerto. L’instabilità della forma nelle sue opere diventa allora la metafora esistenziale di tante persone che vivono costantemente la precarietà del quotidiano. La cancellazione che ricorre spesso nelle sue opere si può leggere anche come il tentativo messo in opera dall’artista di eliminare il superfluo dalla vita di tutti i giorni al fine di trattenere ciò che ha più rilevanza.» \n\n\n\nBIOGRAFIELeonardo D’Amico (Cosenza\, 1967). Fin dagli esordi\, il suo lavoro si caratterizza per un’attenzione costante alla dimensione formale e segnica sviluppata attraverso una pratica pittorica coerente e in continua evoluzione. La sua prima mostra personale risale al 1998 presso l’Università della Calabria. Negli anni successivi seguono mostre personali e collettive in Italia e all’estero\, esponendo in contesti nazionali e internazionali tra cui Amburgo\, Londra\, Firenze e Roma. Tra i progetti più significativi si annoverano importanti collaborazioni con istituzioni culturali italiane e internazionali\, tra cui la mostra I Luoghi della Pittura\, progetto promosso dall’Istituzione Biblioteche di Roma e la personale del 2010 Dekompozim al Museo Nazionale di Tirana\, che rappresenta un momento di particolare rilievo nel suo percorso. Seguono una serie di mostre personali in sedi di prestigio\, tra cui il MACK (Museo d’Arte Contemporanea di Crotone)\, il Centro di Documentazione della Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro a Roma\, Azimut (Roma)\, Palazzo Lucarini Contemporary a Trevi e la Fondazione Museo Umberto Mastroianni di Arpino. Queste esperienze contribuiscono a delineare un percorso artistico maturo\, riconosciuto per la coerenza stilistica e la ricerca continua della sintesi. Vive e lavora a Roma. \n\n\n\nPROSA_contemporanea è un progetto di PROSA_studiolab ideato da Valeria Palermo\, Amelia Roccatelli e Stefano Salvi. Nato dal recupero di una ex pasticceria\, PROSA ospita uno studio di architettura\, un luogo di lavoro condiviso\, uno spazio espositivo con l’intenzione di aprirsi alla ricerca contemporanea sul confine tra arte e design. \n\n\n\nINFO  \n\n\n\nLEONARDO D’AMICO \n\n\n\nQUADRA \n\n\n\nA cura di Alberto Dambruoso e Rosanna Rago \n\n\n\nInaugurazione 27 febbraio ore 18.30 \n\n\n\nFino al 27 marzo 2026 \n\n\n\nOrari: Dal lunedì al venerdì 16.00 – 19.30; sabato su appuntamento – ingresso libero. 
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SUMMARY:"COSTELLAZIONI" al Teatro Abarico
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta dal 27 febbraio al 7 marzo al Teatro Abarico di Roma COSTELLAZIONI di Nick Pane con la regia di Alessia Tona. \n\n\n\nMarianne (Chiara Caporali) è una fisica teorica. Roland (Carlo Farconetti) è un apicoltore. Si incontrano per caso. O forse no. Da quel primo dialogo prende vita una storia d’amore che si sviluppa in modi sempre diversi: in un universo si innamorano\, in un altro si feriscono\, in un altro ancora si allontanano. Ogni parola apre una possibilità\, ogni silenzio cambia il corso degli eventi. \n\n\n\nLo spettacolo attraversa il desiderio di essere ascoltati\, la paura di perdersi e la forza di accettare l’altro per ciò che è. Costellazioni è un viaggio emozionante tra amore e destino. Qui il tempo racconta e trasforma le relazioni mettendole alla prova. È il viaggio di due persone imperfette che cercano di capirsi\, scegliersi\, restare. Grazie a Roland e Marianne scopriremo che\, anche nell’infinito\, certe scelte sembrano inevitabili. \n\n\n\n“In Costellazioni l’infinito non è una teoria: è una vibrazione emotiva.  Non è lo spazio cosmico a moltiplicarsi\, ma le possibilità dell’amore” _ annota la regista Alessia Tona.“La scena si offre nuda\, priva di riferimenti realistici. Nessuna casa\, nessun paesaggio\, nessuna protezione narrativa.  Al centro\, una sola presenza: il tempo.  Non lineare\, non morale\, non benevolo. Il tempo che scorre in ogni universo possibile\, indifferente alle scelte\, agli errori\, ai ritorni. Ogni variazione è un’increspatura minima: una pausa trattenuta\, uno sguardo che devia\, una distanza che si fa improvvisamente fisica prima ancora che emotiva. Gli attori restano sempre gli stessi\, eppure ogni possibilità li attraversa in modo differente. Non interpretano versioni alternative dei personaggi\, ma sfumature diverse della stessa verità. Ogni ripartenza non cancella ciò che è accaduto\, ma lo mette in relazione con ciò che avrebbe potuto essere. In questo spazio rarefatto\, l’amore non è romantico né idealizzato: è fragile\, imperfetto\, esposto.  È ascolto. È scontro. È accettazione dell’altro nella sua irriducibile alterità.  Ogni universo offre una variante\, ma non una fuga. Lì dove le parole non possono più moltiplicare le possibilità\, resta soltanto la presenza.  E nella presenza si concentra tutto: il tempo\, il dolore e la scelta.Costellazioni diventa così un’esperienza di riconoscimento. Non invita a comprendere il multiverso\, ma a sentirlo. Ogni spettatore potrà intravedere la propria storia in una delle infinite variazioni\, riflettendo una costellazione di sé. Perché\, anche nell’infinito delle possibilità\, esistono incontri che ritornano.  E forse il mistero non è quante vite potremmo vivere\, ma perché\, tra tutte\, continuiamo a scegliere la stessa.” \n\n\n\nL’AUTORE \n\n\n\nNick Payne è un drammaturgo e sceneggiatore britannico noto per il suo lavoro sui palcoscenici del West End e di Broadway\, nonché per il cinema e la televisione. Ha ricevuto candidature al Laurence Olivier Award e al Tony Award e nel 2012 ha debuttato a Broadway con Costellazioni. \n\n\n\nIn allegato\, comunicato stampa con cortese richiesta di diffusione\, e foto. \n\n\n\nResto a disposizione per qualsiasi informazione e accrediti stampa. \n\n\n\nCordiali Saluti  \n\n\n\nUfficio Stampa \n\n\n\nMaresa Palmacci tel. 3480803972; palmaccimaresa@gmail.com \n\n\n\nTEATRO ABARICO \n\n\n\nVIA DEI SABELLI 116\, ROMA \n\n\n\nORARI E GIORNI SPETTACOLO \n\n\n\n27- 28 FEBBRAIO ore 21:00 \n\n\n\n01-08 MARZO ore 19:00 \n\n\n\n06- 07 MARZO ORE 21:00 \n\n\n\nPer Info e Prenotazioni \n\n\n\ninfo@teatroabarico.it \n\n\n\nniketeatro@gmail.com \n\n\n\n06/98932488
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SUMMARY: Crossroads 27a edizione in Emilia Romagna
DESCRIPTION:La mille miglia del jazz. Anche se in verità il festival itinerante Crossroads di chilometri ne percorre ben di più nei suoi continui spostamenti geografici: con circa 70 appuntamenti (che coinvolgono circa 500 musicisti) dal 3 marzo al 31 luglio\, la 27a edizione della kermesse distribuirà musica su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna\, facendo tappa in oltre venti comuni. \n\n\n\nIn un cartellone talmente smisurato c’è spazio per tutti: grandi star\, talenti emergenti\, giovanissimi ai quali il festival permette di fare esperienza. Ad ampio raggio sono anche le proposte artistiche: da una superstar come Pat Metheny ai campioni della musica cubana (Grupo Compay Segundo) proseguendo con figure storiche della musica improvvisata (Enrico Rava\, Hamid Drake…)\, astri nascenti della scena internazionale sui quali è bene puntare le orecchie (Isaiah Collier\, Lakecia Benjamin\, Amaro Freitas\, Makaya McCraven…)\, nomi simbolo della canzone jazz nazionale (Raphael Gualazzi\, GeGè Telesforo) sino a una ricchissima proposta di presenze femminili (China Moses\, Rachel Z\, Simona Molinari\, Petra Magoni\, Karima\, Eleonora Strino…) \n\n\n\nCrossroads 2026 è organizzato come sempre da Jazz Network ETS in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna\, con il sostegno del Ministero della Cultura e di numerose altre istituzioni e con il patrocinio di ANCI Emilia-Romagna. \n\n\n\nArtisti residenti \n\n\n\nCrossroads è come una ‘prima casa’ per alcuni dei più noti solisti del jazz italiano\, che in qualità di artisti residenti tornano in più occasioni a calcare i palchi del festival sempre con progetti e gruppi diversi. \n\n\n\nFabrizio Bosso\, con le sue acrobatiche volate sulla tromba\, si esibirà con tre diversi progetti: come solista ospite del quartetto di sassofoni crossover Saxofollia (20 marzo\, Modena\, La Tenda); con il suo Spiritual Trio\, il cui groovecarico di soul risuonerà a Meldola (7 aprile\, Teatro Comunale Dragoni); con il suo inossidabile quartetto che eseguirà il gagliardo omaggio alle musiche di Stevie Wonder aumentato dalla presenza di Nico Gori a clarinetto e sax (29 maggio\, Correggio\, Teatro Asioli). \n\n\n\nTre presenze anche per Petra Magoni\, vocalist dalle mille anime: assieme a Mauro Ottolini proporrà un viaggio inusuale nella musica cantautorale italiana di tutti i tempi (4 marzo\, Casalgrande\, Teatro Fabrizio De André); seguirà lo spettacolo ‘sovversivo’ assieme all’Arkè String Quartet (6 maggio\, Piangipane\, Teatro Socjale); infine in duo con la liutista Ilaria Fantin\, in un poetico equilibrio tra antico e moderno (9 giugno\, Parma\, Casa della Musica). \n\n\n\nBen quattro saranno le occasioni per ascoltare la voce di Karima: in duo con il pianista e cantante Walter Ricci per l’inaugurazione del festival (3 marzo\, Casalgrande); in quartetto per il suo ormai celebre progetto dedicato alle musiche di Burt Bacharach (30 aprile\, Russi\, Teatro Comunale); con altri due diversi quartetti per un omaggio alla canzone italiana (20 giugno\, Medicina\, Parco Ca’ Nova) e un affondo nel repertorio soul (23 giugno\, Nespoli\, Poderi dal Nespoli). \n\n\n\nAncora più numerose saranno le presenze di Mauro Ottolini\, ormai trombone di riferimento per il jazz italiano più creativo. Addirittura cinque\, partendo dal già citato concerto in cui condivide la leadership con Petra Magoni e proseguendo con una serie di live assai caratteristici: la sonorizzazione dal vivo con il Trio Osaki del capolavoro del cinema muto Io e la vacca di Buster Keaton (3 aprile\, Fusignano\, Auditorium Corelli); l’omaggio a Fred Buscaglione eseguito con l’ampio e policromo organico dell’Orchestra Ottovolante (23 aprile\, Russi); il rigoglioso melodismo orchestrale di “Nada Màs Fuerte”\, assieme alla cantante Vanessa Tagliabue Yorke (2 maggio\, Piangipane); la partecipazione come solista\, al fianco del direttore Tommaso Vittorini\, il beatboxer Alien Dee\, il sassofonista Mauro Negri e una enorme compagine orchestrale e corale di giovanissimi musicisti\, alla produzione originale “Pazzi di Jazz” dedicata a Ray Charles (3 maggio\, Ravenna\, Teatro Alighieri). \n\n\n\nRavenna Jazz \n\n\n\nNel cartellone di Crossroads confluisce il programma di Ravenna Jazz\, che quest’anno oltre all’abituale periodo dal 2 al 10 maggio\, avrà una ripresa estiva l’1\, 3 e 9 luglio. \n\n\n\nLe tre serate estive vedranno succedersi sul palco della Rocca Brancaleone artisti e produzioni di massimo prestigio:l’attesissimo ritorno del chitarrista Pat Metheny (3 luglio); il doppio programma del 9 con le band di due musicisti giovanissimi eppure già di culto come il chitarrista Matteo Mancuso e la bassista Nik West; l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini\, il bandoneonista Daniele di Bonaventura\, il vibrafonista Daniele Di Gregorio e Massimo Recalcati impegnati in un tributo ad Astor Piazzolla (1 luglio\, in collaborazione con Ravenna Festival). \n\n\n\nOltre alle già citate presenze degli artisti residenti di Crossroads (Mauro Ottolini e Petra Magoni)\, la programmazione di maggio ospiterà anche la produzione originale dedicata alle musiche di Nat King Cole con l’Italian Jazz Orchestradiretta da Fabio Petretti e gli interventi solistici del trombettista Flavio Boltro e il cantante Walter Ricci (il 10\, Teatro Alighieri); l’omaggio a Chico Buarque della cantante Maria Pia De Vito (l’8\, Piangipane); tre serate al Cisim di Lido Adriano con il pianista Bill Laurance in solo (il 5)\, il quintetto Nuova Forma Army del cantautore-rapper Davide Shorty (il 7) e il maelstrom sonoro del quintetto Sinnerman (il 9); le impennate sassofonistiche di Alessandro Scala e Fabio Petretti in quintetto (il 4\, Mama’s Club). \n\n\n\nLa modernità dell’American (jazz) dream \n\n\n\nCulla del jazz e ancora oggi suo cuore pulsante: dagli Stati Uniti provengono le forme più veraci delle musiche di ispirazione afroamericana oltre che le più audaci e attuali ricombinazioni stilistiche. Lo si nota chiaramente nella vigorosa impronta coltraniana\, proiettata verso il futuro\, di sassofonisti come Lakecia Benjamin (il 14 luglio con il progetto “Phoenix” a Rimini\, Corte degli Agostiniani) e Isaiah Collier (il 20 maggio in quartetto a Correggio). E poi ancora nella prorompente vocalità di China Moses (26 maggio\, Correggio)\, nella miscela rock-jazz-world del trio guidato dalla pianista Rachel Z e il batterista Omar Hakim (15 maggio\, Correggio)\, nella scienza del beat del batterista Makaya McCraven (14 maggio\, Correggio). Con il pianista Greg Burk si torna in territori più legati all’eredità post-boppistica (in trio il 21 marzo a Bologna\, Camera Jazz&Music Club)\, mentre si raggiungono vette sofisticate con il trio del contrabbassista californiano Billy Mohler (24 aprile\, Ferrara\, Jazz Club Torrione San Giovanni) e il quartetto del bassista elettrico Chris Morrissey (25 aprile\, Ferrara). \n\n\n\nJazz tricolore \n\n\n\nCrossroads significa artisti e musiche da ogni parte del globo ma anche e soprattutto tantissimo jazz italiano\, con la sua specificità di inglobare gli influssi sonori della nostra tradizione musicale. \n\n\n\nUn capitolo specifico è quello delle voci\, da sempre un terreno esplorato in ogni sua estensione dal festival emiliano-romagnolo. Quello della giovanissima cantante e pianista Frida Bollani Magoni è un talento già affermato ma ancora in continua evoluzione (8 marzo\, Massa Lombarda\, Sala del Carmine). Sono invece nella loro più aurea maturità vocalist come Raphael Gualazzi\, in un solo voce-pianoforte (10 giugno\, Parma); Peppe Servillo\, impegnato sia in trio con Javier Girotto e Natalio Mangalavite (omaggio a Lucio Dalla\, 22 aprile\, Medolla\, Teatro Facchini) che in duo con il pianista Danilo Rea (omaggio alla canzone napoletana in jazz\, 23 luglio\, Nespoli); John De Leo\, in duo col suo fidato chitarrista Fabrizio Tarroni (19 giugno\, Bagnacavallo\, Chiostro del Complesso di San Francesco); GeGè Telesforo\, celebrità anche radio-televisiva\, che proprio alla radio rende omaggio in sestetto (29 aprile\, Medolla); Joe Barbieri\, col suo affondo nella canzone tradizionale napoletana (8 giugno\, Parma). Con la brillante Simona Molinarisi raggiungerà un apice di eloquenza sonora: assieme all’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti sarà protagonista di una produzione originale che rende omaggio alla canzone d’amore tra jazz e pop (28 luglio\, Rimini). Legate al territorio regionale sono le voci del trio Le Scat Noir (18 aprile\, Dozza\, Teatro Comunale)\, di Anna Ghetti\, in duo col contrabbassista Paolo Ghetti (20 aprile\, Mordano\, Teatro Comunale) e dell’audace duo Wrong Sisters (28 aprile\, Mordano). \n\n\n\nNon meno abbondante e trasversale è l’esplorazione del jazz italiano puramente strumentale\, a partire dalla presenza di nomi altamente rappresentativi come Enrico Rava\, il trombettista simbolo del jazz nostrano\, che per l’ennesima volta quest’anno si è aggiudicato il Top Jazz come “Miglior musicista” e che sarà ospite d’onore in due serate a Correggio (il 21 maggio con il trio Guano Padano e il 23 con l’Artchipel Orchestra); ancora il pianista Danilo Rea affiancato dall’elettronica di Martux_m (30 maggio\, Correggio); Antonio Faraò (in piano solo\, 2 aprile\, Modena\, Teatro delle Passioni); Roberto Gatto\, che si ascolterà sia alla guida del suo quartetto con ospite aggiunto il sassofonista Pietro Tonolo (8 aprile\, Guastalla\, Teatro Comunale Ruggero Ruggeri) che come componente di un trio all leaders con il pianista Francesco Maccianti e il contrabbassista Ares Tavolazzi (13 marzo\, Castel San Pietro Terme\, Cassero Teatro Comunale). Ritroviamo Pietro Tonolo in un trio all stars con Dario Deidda al basso e Jorge Rossy alla batteria (9 aprile\, Fusignano). \n\n\n\nCi sono poi ancora ascolti sfiziosi con artisti di varia notorietà: il sassofonista Daniele Sepe\, nome emblematico del jazz dai toni più libertari (con il suo omaggio alle colonne sonore dei film di Totò il 24 marzo a Guastalla); Valerio Corzani\, celebre voce radiofonica qui in veste di narratore per raccontare la parabola di Pannonica de Koenigswarter\, accompagnato dal polistrumentista Giorgio Li Calzi e il visual artist Andrea Daddi (26 marzo\, Fusignano); l’incontro sulle musiche di Morricone e Legrand tra il contrabbasso di Ferruccio Spinetti e le tastiere di Giovanni Ceccarelli\, con in più la voce di Cristina Renzetti (17 aprile\, Fusignano); il quartetto della chitarrista e cantante Eleonora Strino\, che aggiunge una sensuale spanish tinge alla sua solida impostazione post-boppistica (17 marzo\, Fusignano); il trio Accordi Disaccordi\, che rinnova la tradizione del jazz gitano (12 marzo\, Solarolo\, Oratorio dell’Annunziata); la Tower Jazz Composers Orchestra\, le cui stratificate e moderne sonorità sono affidate alla direzione di Alfonso Santimone e Piero Bittolo Bon (26 aprile\, Ferrara). \n\n\n\nL’On Time Contest permetterà di ascoltare alcune delle più promettenti band del giovane jazz italiano: il 17 maggio a Correggio si assisterà all’esibizione in concerto dei finalisti del concorso\, seguita dalla rivelazione del vincitore\, mentre il 16 maggio sempre a Correggio si esibiranno i Quinto Elemento\, gruppo che si è aggiudicato l’On Time Contest 2025. \n\n\n\nLa comunità europea del jazz \n\n\n\nNumerose nazioni europee contribuiscono coi loro artisti al cartellone di Crossroads: Francia\, Gran Bretagna\, Olanda\, Spagna\, Germania. Da tutto il continente giungono idee musicali che esibiscono chiari legami con la loro provenienza geografica sapendo contemporaneamente accogliere il linguaggio internazionale del jazz. \n\n\n\nDalla Francia arriva il puro concentrato di pariginità del duo Fontamar Consort\, formato da Laurianne Langevin e Jean Fontamar (6 marzo\, Fusignano). \n\n\n\nL’Olanda ci consegna il superbo e visionario violoncellista Ernst Reijseger\, in duo col violinista Mario Forte (14 marzo\, Fusignano). \n\n\n\nIn rappresentanza della Spagna\, con le sue caratteristiche tinte folkloriche\, giungono la cantante Magalí Sare e il contrabbassista Manel Fortià (27 marzo\, Modena\, La Tenda). \n\n\n\nMade in Germany è il quintetto del batterista Jens Düppe\, la cui solida musica sarà intensificata dalla presenza di Francesco Bearzatti come solista al sax (10 aprile\, Castel San Pietro Terme). \n\n\n\nSolidamente jazzistiche le importazioni musicali dalla Gran Bretagna: il cantante e pianista Anthony Strongaccompagnato dalla Colours Jazz Orchestra eseguirà un omaggio da Cole Porter a Frank Sinatra (22 marzo\, Imola\, Teatro Ebe Stignani); il cantante e sassofonista Ray Gelato\, il ‘padrino’ dello swing anglosassone\, porterà i suoi Giants a Rimini (31 luglio). \n\n\n\nTinte esotiche \n\n\n\nMolta America Latina e un pizzico d’Africa: i suoni esotici sono da sempre una specialità di Crossroads. \n\n\n\nLasciandoci alle spalle la musica afroamericana\, si veleggia verso quella afrocubana: il Grupo Compay Segundo\, ovvero i più accreditati eredi del mitico Buena Vista Social Club\, travolgerà il Teatro Ebe Stignani di Imola coi suoi ritmi sovreccitati (18 marzo). \n\n\n\nCi si sposta invece sulle sponde musicali del Brasile in ben tre occasioni: il piano solo di Amaro Freitas\, col suo jazz carico di echi folklorici emerso dalle favelas di Recife (12 aprile\, Piacenza\, Milestone); la cantante Ivete Souzah\, chein duo con il tastierista Maurizio Degasperi rivisita in chiave moderna le memorie ancestrali della sua terra (13 aprile\, Mordano); il duo As Madalenas\, il cui omaggio a Ornella Vanoni si muove tra Italia e Brasile (19 aprile\, Dozza). \n\n\n\nIl trio che allinea il suonatore di balafon Aly Keita\, il batterista Hamid Drake e il vibrafonista Pasquale Mirragarantisce un tripudio di pulsazioni ritmiche tra Africa\, USA e Italia (27 maggio\, Correggio). \n\n\n\nPROGRAMMA\n\n\n\nMartedì 3 marzo \n\n\n\nCasalgrande (RE)\, Teatro Fabrizio De André\, ore 21:15 \n\n\n\nKARIMA & WALTER RICCI \n\n\n\nKarima – voce; Walter Ricci – pianoforte\, voce \n\n\n\nKarima artist in residence \n\n\n\nMercoledì 4 marzo \n\n\n\nCasalgrande (RE)\, Teatro Fabrizio De André\, ore 21:15 \n\n\n\nPETRA MAGONI & MAURO OTTOLINI \n\n\n\n“Gira Dischi” \n\n\n\nViaggio inusuale nella musica cantautorale italiana di tutti i tempi \n\n\n\nPetra Magoni – voce\, chitarra; Mauro Ottolini – trombone\, tromba bassa\, conchiglie\, voce; \n\n\n\nThomas Sinigaglia – fisarmonica\, looper; Michele Cusato – chitarra acustica \n\n\n\nPetra Magoni e Mauro Ottolini artists in residence \n\n\n\nVenerdì 6 marzo\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nFONTAMAR CONSORT \n\n\n\n“Paris Lullaby” \n\n\n\nLaurianne Langevin – voce; Jean Fontamar – pianoforte \n\n\n\nDomenica 8 marzo\n\n\n\nMassa Lombarda (RA)\, Sala del Carmine\, ore 21:00 \n\n\n\nFRIDA LIVE \n\n\n\nFrida Bollani Magoni – pianoforte\, voce; Mark Glentworth – vibrafono \n\n\n\nGiovedì 12 marzo\n\n\n\nSolarolo (RA)\, Oratorio dell’Annunziata\, ore 21:00 \n\n\n\nACCORDI DISACCORDI \n\n\n\nAlessandro Di Virgilio – chitarra solista; \n\n\n\nDario Berlucchi – chitarra ritmica; \n\n\n\nDario Scopesi – contrabbasso \n\n\n\n \n\n\n\nVenerdì 13 marzo \n\n\n\nCastel San Pietro Terme (BO)\, Cassero Teatro Comunale\, ore 21:15 \n\n\n\n“Cassero Jazz”\n\n\n\nMACCIANTI / TAVOLAZZI / GATTO TRIO \n\n\n\n“Playing Standards” \n\n\n\nFrancesco Maccianti – pianoforte;  \n\n\n\nAres Tavolazzi – contrabbasso; Roberto Gatto – batteria \n\n\n\nSabato 14 marzo\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nERNST REIJSEGER & MARIO FORTE \n\n\n\nErnst Reijseger – violoncello;  \n\n\n\nMario Forte – violino  \n\n\n\nMartedì 17 marzo\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nELEONORA STRINO QUARTET \n\n\n\n“Matilde” \n\n\n\nEleonora Strino – chitarra\, voce;  \n\n\n\nGiulio Corini – contrabbasso; Claudio Vignali – pianoforte;  \n\n\n\nZeno De Rossi – batteria  \n\n\n\nMercoledì 18 marzo\n\n\n\nImola (BO)\, Ridotto del Teatro Ebe Stignani\, ore 18:00 \n\n\n\nPresentazione della nuova edizione del libro  \n\n\n\n“Il Suono del Nord. La Norvegia protagonista della scena jazz europea” (Auditorium\, 2026) \n\n\n\ndi Luca Vitali \n\n\n\ninterverranno l’autore Luca Vitali e Franco Minganti \n\n\n\nin collaborazione con Combo Jazz Club  \n\n\n\ningresso libero \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nMercoledì 18 marzo\n\n\n\nImola (BO)\, Teatro Ebe Stignani\, ore 21:00 \n\n\n\nGRUPO COMPAY SEGUNDO de Buena Vista Social Club \n\n\n\n“Vívelo Tour” \n\n\n\nSalvador Repilado Labrada – direzione\, contrabbasso;  \n\n\n\nHugo Garzón Bargalló – prima voce\, maracas;  \n\n\n\nNilso Arias Fernández – seconda voce\, chitarra; \n\n\n\nRafael Inciarte Rodríguez – direzione musicale\, cori; \n\n\n\nHaskell Armenteros Pons – clarinetto\, cori;  \n\n\n\nRafael Inciarte Cordero – clarinetto basso;  \n\n\n\nRafael Dairon Mejias Chang – percussioni\, cori; \n\n\n\nOmar Perez Rodríguez – chitarra; Yoel Matos Rodriguez – armonico  \n\n\n\nVenerdì 20 marzo\n\n\n\nModena\, La Tenda\, ore 21:30 \n\n\n\nQUARTETTO SAXOFOLLIA feat. FABRIZIO BOSSO \n\n\n\nFabrizio Benevelli – sax soprano; Lorenzo Simoni – sax alto; \n\n\n\nMarco Ferri – sax tenore; Giovanni Contri – sax baritono;  \n\n\n\nspecial guest Fabrizio Bosso – tromba \n\n\n\nFabrizio Bosso artist in residence \n\n\n\nSabato 21 marzo \n\n\n\nBologna\, Camera Jazz&Music Club\, ore 22:00 \n\n\n\nGREG BURK TRIO \n\n\n\n“Played Twice”  \n\n\n\nReimagining the classics \n\n\n\nGreg Burk – pianoforte;  \n\n\n\nPaolo Benedettini – contrabbasso; Adam Pache – batteria \n\n\n\nDomenica 22 marzo\n\n\n\nImola (BO)\, Ridotto del Teatro Ebe Stignani\, ore 18:00 \n\n\n\nPresentazione del libro  \n\n\n\n“Scritti dal basso. Dieci bassisti tra jazz e letteratura” (Shake Ed.\, 2025) \n\n\n\ndi Pierpaolo Martino \n\n\n\ninterverranno l’autore Pierpaolo Martino e Franco Minganti \n\n\n\nin collaborazione con Combo Jazz Club  \n\n\n\ningresso libero \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nDomenica 22 marzo\n\n\n\nImola (BO)\, Teatro Ebe Stignani\, ore 21:00 \n\n\n\nANTHONY STRONG & COLOURS JAZZ ORCHESTRA \n\n\n\nDa Cole Porter a Frank Sinatra \n\n\n\nAnthony Strong – voce\, pianoforte;  \n\n\n\nMassimo Morganti – direzione\, trombone solista; \n\n\n\nCOLOURS JAZZ ORCHESTRA: Fabio Petretti\, Nicola Cecchetto\,  \n\n\n\nFilippo Sebastianelli\, Antonangelo Giudice\, Marco Postacchini – sassofoni;  \n\n\n\nGiorgio Caselli\, Riccardo Catria\, Luca Giardini\, Samuele Garofoli\, Michele Samory – trombe; Carlo Piermartire\, Paolo Mancini\, Andrea Angeloni\, Paolo Del Papa\, Pierluigi Bastioli – tromboni;  \n\n\n\nLuca Pecchia – chitarra; Paolo Ghetti – contrabbasso;  \n\n\n\nLuke Tomlinson – batteria  \n\n\n\nMartedì 24 marzo  \n\n\n\nGuastalla (RE)\, Teatro Comunale Ruggero Ruggeri\, ore 21:00 \n\n\n\n“Guastalla Jazz Festival”\n\n\n\nDANIELE SEPE \n\n\n\n“Sepè le Mokò” \n\n\n\nDaniele Sepe – sax tenore\, flauti;  \n\n\n\nPaolo Zamuner – pianoforte\, tastiere; \n\n\n\nAlessandro Morlando – chitarra; Gianluca Capurro – basso elettrico; \n\n\n\nMassimo Del Pezzo – batteria; Antonello Iannotta – percussioni \n\n\n\n \n\n\n\nGiovedì 26 marzo\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nCORZANI / LI CALZI / DADDI \n\n\n\n“Nica’s Dream. I musicisti di jazz e i loro tre desideri” \n\n\n\nValerio Corzani – narratore;  \n\n\n\nGiorgio Li Calzi – tromba\, tastiere\, voce\, electronics; \n\n\n\n                                                                     Andrea Daddi – visual                                                                                                                                        \n\n\n\n \n\n\n\nVenerdì 27 marzo\n\n\n\nModena\, La Tenda\, ore 21:30 \n\n\n\nMAGALÍ SARE & MANEL FORTIÀ \n\n\n\nMagalí Sare – voce;  \n\n\n\nManel Fortià – contrabbasso \n\n\n\nGiovedì 2 aprile\n\n\n\nModena\, Teatro delle Passioni\, ore 21:00 \n\n\n\nANTONIO FARAÒ PIANO SOLO \n\n\n\n“Kind of…” \n\n\n\nAntonio Faraò – pianoforte \n\n\n\nVenerdì 3 aprile\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nMAURO OTTOLINI TRIO OSAKI in \n\n\n\n“GO WEST (Io e la vacca)” di BUSTER KEATON \n\n\n\nMauro Ottolini – trombone\, tromba bassa\, conchiglie; Thomas Sinigaglia – fisarmonica; \n\n\n\nMarco Bianchi – chitarra classica\, chitarra baritona\, Haitian guitar \n\n\n\nSonorizzazione dal vivo sulle immagini del film “Go West” di Buster Keaton (1925) \n\n\n\nMauro Ottolini artist in residence \n\n\n\nMartedì 7 aprile\n\n\n\nMeldola (FC)\, Teatro Comunale Dragoni\, ore 21:00 \n\n\n\nFABRIZIO BOSSO SPIRITUAL TRIO \n\n\n\n“Welcome Back” \n\n\n\nFabrizio Bosso – tromba; \n\n\n\nAlberto Marsico – organo Hammond; Alessandro Minetto – batteria \n\n\n\nFabrizio Bosso artist in residence \n\n\n\n \n\n\n\nMercoledì 8 aprile  \n\n\n\nGuastalla (RE)\, Teatro Comunale Ruggero Ruggeri\, ore 21:00 \n\n\n\n“Guastalla Jazz Festival”\n\n\n\nROBERTO GATTO QUARTET feat. PIETRO TONOLO \n\n\n\n“Around Miles & Trane” \n\n\n\nPietro Tonolo – sassofoni; Alessandro Presti – tromba;  \n\n\n\nAlfonso Santimone – pianoforte; Gabriele Evangelista – contrabbasso;  \n\n\n\nRoberto Gatto – batteria  \n\n\n\nGiovedì 9 aprile\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nTONOLO / DEIDDA / ROSSY DJP TRIO \n\n\n\n“Somewhere” \n\n\n\nPietro Tonolo – sax tenore\, sax soprano\, flauto contralto;  \n\n\n\nDario Deidda – basso; Jorge Rossy – batteria\, vibrafono  \n\n\n\n \n\n\n\nVenerdì 10 aprile \n\n\n\nCastel San Pietro Terme (BO)\, Cassero Teatro Comunale\, ore 21:15 \n\n\n\n“Cassero Jazz”\n\n\n\nJENS DÜPPE QUINTET feat. FRANCESCO BEARZATTI \n\n\n\n“ism” \n\n\n\nFrancesco Bearzatti – sax tenore; Frederik Köster – tromba;  \n\n\n\nLars Duppler – pianoforte; Christian Ramond – contrabbasso; Jens Düppe – batteria \n\n\n\n \n\n\n\nDomenica 12 aprile\n\n\n\nPiacenza\, Milestone\, ore 21:45 \n\n\n\n“Piacenza Jazz Fest”\n\n\n\nAMARO FREITAS SOLO \n\n\n\nAmaro Freitas – pianoforte \n\n\n\nUna collaborazione Crossroads-Piacenza Jazz Club \n\n\n\nLunedì 13 aprile \n\n\n\nMordano (BO)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\n“Local Heroes” \n\n\n\nIVETE SOUZAH & MAURIZIO DEGASPERI DUO \n\n\n\n“Brazil. Echi di libertà” \n\n\n\nIvete Souzah – voce; Maurizio Degasperi – tastiere  \n\n\n\nVenerdì 17 aprile\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nGIOVANNI CECCARELLI & FERRUCCIO SPINETTI  \n\n\n\n+ special guest CRISTINA RENZETTI \n\n\n\n“LeGrand Morricone” \n\n\n\nCristina Renzetti – voce; \n\n\n\nGiovanni Ceccarelli – pianoforte\, tastiere\, clavietta;  \n\n\n\nFerruccio Spinetti – contrabbasso \n\n\n\n \n\n\n\nSabato 18 aprile\n\n\n\nDozza (BO)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\nLE SCAT NOIR \n\n\n\nNatalia Abbascià – voce\, violino;  \n\n\n\nSara Tinti – voce\, tastiere; Ginevra Benedetti – voce \n\n\n\nDomenica 19 aprile\n\n\n\nDozza (BO)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\nAS MADALENAS \n\n\n\n“Dettagli” \n\n\n\nUn omaggio a Ornella Vanoni tra Italia e Brasile \n\n\n\nCristina Renzetti – voce\, chitarra\, percussioni; \n\n\n\nTati Valle – voce\, chitarra\, percussioni \n\n\n\nLunedì 20 aprile \n\n\n\nMordano (BO)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\n“Local Heroes” \n\n\n\nANNA GHETTI & PAOLO GHETTI DUO \n\n\n\n“Swinging Memories” \n\n\n\nAnna Ghetti – voce;  \n\n\n\nPaolo Ghetti – contrabbasso  \n\n\n\nMercoledì 22 aprile \n\n\n\nMedolla (MO)\, Teatro Facchini\, ore 21:00 \n\n\n\nSERVILLO / GIROTTO / MANGALAVITE \n\n\n\n“L’anno che verrà” \n\n\n\nCanzoni di Lucio Dalla \n\n\n\nPeppe Servillo – voce; \n\n\n\nJavier Girotto – sax soprano\, sax baritono\, percussioni; \n\n\n\nNatalio Mangalavite – pianoforte\, tastiere\, voce \n\n\n\nGiovedì 23 aprile\n\n\n\nRussi (RA)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\nMAURO OTTOLINI & ORCHESTRA OTTOVOLANTE \n\n\n\n“A qualcuno piace Fred” \n\n\n\nOmaggio a Buscaglione \n\n\n\nMauro Ottolini – voce\, trombone\, conchiglie; \n\n\n\nAndrea Lagi – tromba; Paolo Malacarne – tromba; \n\n\n\nEmiliano Vernizzi – sax alto; Stefano Menato – sax tenore; Corrado Terzi – sax baritono; \n\n\n\nLino Bragantini – trombone; Matteo Del Miglio – trombone basso; \n\n\n\nEnrico Trevisanato – pianoforte; Giulio Corini – contrabbasso; Luca Colussi – batteria\n\n\n\nMauro Ottolini artist in residence \n\n\n\nVenerdì 24 aprile \n\n\n\nFerrara\, Jazz Club Torrione San Giovanni\, ore 21:30 \n\n\n\nBILLY MOHLER TRIO \n\n\n\nFrancesco Bigoni – sax tenore\, clarinetto;  \n\n\n\nBilly Mohler – contrabbasso; Jonathan Pinson – batteria  \n\n\n\nSabato 25 aprile \n\n\n\nFerrara\, Jazz Club Torrione San Giovanni\, ore 21:30 \n\n\n\nCHRIS MORRISSEY QUARTET \n\n\n\nCharlotte Greve – sax alto\, voce;  \n\n\n\nMarco Bolfelli – chitarra;  \n\n\n\nChris Morrissey – basso elettrico\, voce;  \n\n\n\nBill Campbell – batteria \n\n\n\nDomenica 26 aprile \n\n\n\nFerrara\, Jazz Club Torrione San Giovanni\, ore 21:30 \n\n\n\nTOWER JAZZ COMPOSERS ORCHESTRA \n\n\n\nAlfonso Santimone – pianoforte\, direzione; \n\n\n\nPiero Bittolo Bon – sax alto\, flauto\, clarinetto\, direzione; Sandro Tognazzo – flauto; \n\n\n\nPaolo Malacarne\, Michele Tedesco\, Pasquale Paterra\, Francesco Assini – trombe; \n\n\n\nFederico Pierantoni\, Lorenzo Manfredini\, Giulio Tullio\, Valentino Spaggiari – tromboni; \n\n\n\nDaniele D’Alessandro – clarinetti; Tobia Bondesan – sax alto; \n\n\n\nFilippo Orefice – sax tenore\, clarinetto; Giulia Barba – sax baritono\, clarinetto basso; \n\n\n\nGlauco Benedetti – tuba; Federico Rubin – pianoforte; Luca Chiari – chitarra; \n\n\n\nStefano Dallaporta – contrabbasso; Simone Sferruzza\, Andrea Grillini – batteria \n\n\n\nMartedì 28 aprile \n\n\n\nMordano (BO)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\n“Local Heroes” \n\n\n\nWRONG SISTERS\n\n\n\nBeatrice Lenzini – tastiere\, voce; Francesca Alinovi – contrabbasso\, voce  \n\n\n\nMercoledì 29 aprile \n\n\n\nMedolla (MO)\, Teatro Facchini\, ore 21:00 \n\n\n\nGEGÈ TELESFORO \n\n\n\n“Jazz Radio” \n\n\n\nGeGè Telesforo – voce\, percussioni; \n\n\n\nVittorio Solimene – pianoforte;  \n\n\n\nFrancesco Fratini – tromba; Lorenzo Simoni – sax alto;  \n\n\n\nGiulio Scianatico – contrabbasso; Valerio Vantaggio – batteria  \n\n\n\nGiovedì 30 aprile\n\n\n\nRussi (RA)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\nKARIMA \n\n\n\n“Bacharach Forever” \n\n\n\nKarima – voce; Piero Frassi – pianoforte; \n\n\n\nFrancesco Ponticelli – basso elettrico\, contrabbasso; \n\n\n\nAndrea Beninati – batteria\, violoncello \n\n\n\nin occasione della Giornata Internazionale UNESCO del Jazz \n\n\n\nKarima artist in residence \n\n\n\nSabato 2 maggio \n\n\n\nPiangipane (RA)\, Teatro Socjale\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nMAURO OTTOLINI & VANESSA TAGLIABUE YORKE  \n\n\n\n“Nada Màs Fuerte” \n\n\n\nMauro Ottolini – trombone\, tromba bassa\, conchiglie; Vanessa Tagliabue Yorke – voce; \n\n\n\nThomas Sinigaglia – fisarmonica; Marco Bianchi – chitarre; \n\n\n\nGiulio Corini – contrabbasso; Valerio Galla – percussioni; Gaetano Alfonsi – batteria \n\n\n\n& Quartetto d’archi \n\n\n\nMauro Ottolini artist in residence \n\n\n\nDomenica 3 maggio \n\n\n\nRavenna\, Teatro Alighieri\, ore 21:00 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Pazzi di Jazz” \n\n\n\nORCHESTRA DEI GIOVANI & DON MINZONI\, \n\n\n\nCORO SWING KIDS & TEEN VOICES \n\n\n\ndiretti da TOMMASO VITTORINI \n\n\n\nspecial guests MAURO NEGRI – sax alto\, clarinetto\, \n\n\n\nMAURO OTTOLINI – trombone & ALIEN DEE – beatbox \n\n\n\ncon la partecipazione di Marco Pierfederici – pianoforte\, tastiere; Vito Bassi – basso elettrico; \n\n\n\nMattia Zoli – batteria; Lorenzo Mercuriali – percussioni \n\n\n\n“A Song For You” \n\n\n\nOmaggio a Ray Charles \n\n\n\nSerata finale del progetto “Pazzi di Jazz” dedicata a Carlo Bubani \n\n\n\nCon il sostegno del Comune di Ravenna \n\n\n\nproduzione originale – ingresso libero \n\n\n\nMauro Ottolini artist in residence \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nLunedì 4 maggio \n\n\n\nRavenna\, Mama’s Club\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nALESSANDRO SCALA & FABIO PETRETTI QUINTET \n\n\n\n“Tenor Legacy” \n\n\n\nAlessandro Scala – sax tenore; Fabio Petretti – sax tenore;  \n\n\n\nFabrizio Puglisi – pianoforte; Paolo Ghetti – contrabbasso; Stefano Paolini – batteria \n\n\n\nMartedì 5 maggio \n\n\n\nLido Adriano (RA)\, Cisim\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nBILL LAURANCE PIANO SOLO \n\n\n\n“Lumen” \n\n\n\nBill Laurance – pianoforti \n\n\n\nMercoledì 6 maggio \n\n\n\nPiangipane (RA)\, Teatro Socjale\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nPETRA MAGONI & ARKÈ STRING QUARTET \n\n\n\n“Subversion” \n\n\n\nPetra Magoni – voce; \n\n\n\nArkè String Quartet: Carlo Cantini – violino elettrico; \n\n\n\nValentino Corvino – violino\, oud\, live electronics; \n\n\n\nMatteo Del Soldà – viola; Stefano Dall’Ora – contrabbasso \n\n\n\nPetra Magoni artist in residence \n\n\n\nGiovedì 7 maggio \n\n\n\nLido Adriano (RA)\, Cisim\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nDAVIDE SHORTY & NUOVA FORMA ARMY \n\n\n\nDavide Shorty – voce; Roberto Iadanza – tastiere; Christopher Padilla Billa – chitarra;  \n\n\n\nMaria Vittoria Benigni – basso elettrico; Giuseppe Allotta – batteria \n\n\n\nVenerdì 8 maggio \n\n\n\nPiangipane (RA)\, Teatro Socjale\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nMARIA PIA DE VITO \n\n\n\n“Buarqueana” \n\n\n\nOmaggio a Chico Buarque \n\n\n\nMaria Pia De Vito – voce;  \n\n\n\nHuw Warren – pianoforte;  \n\n\n\nRoberto Taufic – chitarra; Roberto Rossi – batteria \n\n\n\nSabato 9 maggio \n\n\n\nRavenna\, Centro Mousiké\, Ore 10-13\, 14:30-16:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Mister Jazz” \n\n\n\nWORKSHOP di canto  \n\n\n\ncon MARIA PIA DE VITO \n\n\n\n“Suono\, corpo\, presenza\, spontaneità” \n\n\n\naperto a tutti gli strumenti \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nSabato 9 maggio \n\n\n\nLido Adriano (RA)\, Cisim\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nSINNERMAN \n\n\n\n“Atay” \n\n\n\nFederico D’Angelo – sax baritono\, tuba\, flauti; \n\n\n\nPiero Conte – chitarra; Giulio Previ – contrabbasso\, synth bass;  \n\n\n\nFrancesco Sprovieri – batteria; Dario Castelli – synth\, electronics\, producer \n\n\n\nDomenica 10 maggio \n\n\n\nRavenna\, Teatro Alighieri\, ore 21:00 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“UNFORGETTABLE” \n\n\n\nOmaggio a Nat King Cole \n\n\n\nITALIAN JAZZ ORCHESTRA  \n\n\n\n+ special guests FLAVIO BOLTRO & WALTER RICCI \n\n\n\nDirettore FABIO PETRETTI \n\n\n\nITALIAN JAZZ ORCHESTRA: \n\n\n\nDavide Ghidoni – tromba; Massimo Morganti – trombone\, arrangiamenti; \n\n\n\nAchille Succi – sax alto\, clarinetto\, clarinetto basso; \n\n\n\nMarco Postacchini – sax baritono\, flauto\, arrangiamenti; \n\n\n\nMichele Francesconi – pianoforte\, arrangiamenti; \n\n\n\nPaolo Ghetti – basso elettrico\, contrabbasso; Stefano Paolini – batteria. \n\n\n\nARCHI. Violini: Cesare Carretta\, Elisa Tremamunno\, Ximena Jaime\, Aldo Capicchioni\, \n\n\n\nSilvia Maffeis\, Gioele Sindona. Viola: Michela Zanotti. \n\n\n\nVioloncello: Anselmo Pelliccioni. Contrabbasso: Roberto Rubini. \n\n\n\n+ special guests: FLAVIO BOLTRO – tromba; WALTER RICCI – voce. \n\n\n\nFabio Petretti – direzione\, arrangiamenti \n\n\n\nNat King Cole video collage: immagini\, concerti\, special TV\, interviste \n\n\n\nproduzione originale \n\n\n\nMercoledì 13 maggio  \n\n\n\nCesena (FC)\, Conservatorio Statale di Musica Bruno Maderna\, ore 15:30-17:30 \n\n\n\nForlì (FC)\, Cosascuola Music Academy\, ore 20:15-22:15 \n\n\n\n“Love Songs\, la canzone d’amore tra jazz e pop” \n\n\n\nincontri con gli allievi del Conservatorio Maderna di Cesena \n\n\n\ne con gli studenti della Cosascuola Music Academy di Forlì \n\n\n\na cura di Francesco Martinelli\, docente di storia del jazz alla Siena Jazz University \n\n\n\npartecipa Fabio Petretti\, direttore Italian Jazz Orchestra e curatore arrangiamenti della produzione  \n\n\n\noriginale “Love Songs”\, in programma il 28 luglio alla Corte degli Agostiniani di Rimini \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nGiovedì 14 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nMAKAYA McCRAVEN \n\n\n\nMarquis Hill – tromba;  \n\n\n\nMatt Gold – chitarra;  \n\n\n\nJunius Paul – basso elettrico;  \n\n\n\nMakaya McCraven – batteria \n\n\n\nVenerdì 15 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nRACHEL Z & OMAR HAKIM TRIO \n\n\n\nRachel Z – pianoforte\, tastiere; \n\n\n\nOmar Hakim – batteria; Jonathan Toscano – contrabbasso\n\n\n\nSabato 16 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nQUINTO ELEMENTO \n\n\n\n“Oscar’s Fables” \n\n\n\nAngelo Rainone – sax tenore; Niccolò Monté Rizzi – tromba; Ariel Tricomi – pianoforte;  \n\n\n\nFrancesco Maggi – contrabbasso; Oscar Martin Del Rio – batteria\, composizione \n\n\n\nVincitori del concorso On Time Plus 2025 \n\n\n\ningresso gratuito \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nDomenica 17 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 17:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nON TIME CONTEST \n\n\n\nConcerto dei gruppi finalisti del concorso Correggio On Time Plus  \n\n\n\ne nomina del vincitore \n\n\n\ningresso libero \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nMercoledì 20 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nISAIAH COLLIER Plays COLTRANE \n\n\n\nIsaiah Collier – sassofoni; Davis Whitfield – pianoforte;  \n\n\n\nConway Campbell – contrabbasso; Tim Regis – batteria \n\n\n\n \n\n\n\nGiovedì 21 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nGUANO PADANO plays with ENRICO RAVA \n\n\n\n“La Giostra” \n\n\n\nEnrico Rava – tromba\, flicorno; Alessandro “Asso” Stefana – chitarra\, lap steel\, armonica; \n\n\n\nDanilo Gallo – basso elettrico; Zeno De Rossi – batteria \n\n\n\nSabato 23 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nARTCHIPEL ORCHESTRA meets ENRICO RAVA \n\n\n\nARTCHIPEL ORCHESTRA: Marco Fior\, Marco Mariani – tromba; Alberto Bolettieri – trombone;  \n\n\n\nAlessandro Castelli – trombone basso; Rudi Manzoli – sax soprano; Andrea Ciceri – sax alto;  \n\n\n\nGermano Zenga – sax tenore; Rosarita Crisafi – sax baritono; Alberto Zappalà – clarinetto basso;  \n\n\n\nCarlo Nicita – flauto; Paola Tezzon – violino; Luca Pedeferri – pianoforte\, fisarmonica; \n\n\n\nLuca Gusella – vibrafono; Gianluca Alberti – basso elettrico; Stefano Lecchi – batteria;  \n\n\n\nLorenzo Gasperoni – percussioni; Naima Faraò\, Serena Ferrara\, Francesca Sabatino – voci \n\n\n\nFerdinando Faraò – direzione  \n\n\n\nspecial guest Enrico Rava – tromba\, flicorno \n\n\n\nMartedì 26 maggio \n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nCHINA MOSES \n\n\n\n“It’s complicated” \n\n\n\nChina Moses – voce; Insxght – tastiere;  \n\n\n\nJerome Cornelis – chitarra; Lawrence Insula – basso elettrico; Lox – batteria \n\n\n\nMercoledì 27 maggio \n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nHAMID DRAKE / PASQUALE MIRRA / ALY KEITA \n\n\n\nHamid Drake – batteria; Pasquale Mirra – vibrafono; Aly Keita – balafon \n\n\n\n \n\n\n\nVenerdì 29 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nFABRIZIO BOSSO QUARTET + special guest NICO GORI \n\n\n\n“We Wonder” \n\n\n\nFabrizio Bosso – tromba; Julian Oliver Mazzariello – pianoforte\, Fender Rhodes; \n\n\n\nJacopo Ferrazza – contrabbasso\, basso elettrico; Nicola Angelucci – batteria \n\n\n\n+ special guest Nico Gori – clarinetto\, sax tenore \n\n\n\nFabrizio Bosso artist in residence \n\n\n\nSabato 30 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nDANILO REA + special guest MARTUX_M \n\n\n\n“Sakamoto & Me” \n\n\n\nDanilo Rea – pianoforte;  \n\n\n\nspecial guest Martux_m – elettronica \n\n\n\nMauro Cosenza – visual \n\n\n\nLunedì 8 giugno\n\n\n\nParma\, Casa della Musica – Cortile d’Onore\, ore 21:00 \n\n\n\n“Voices” \n\n\n\nJOE BARBIERI “VULÍO” \n\n\n\nJoe Barbieri – chitarra classica\, voce;  \n\n\n\nNico Di Battista – DB guitar; Oscar Montalbano – chitarra manouche \n\n\n\nMartedì 9 giugno\n\n\n\nParma\, Casa della Musica – Cortile d’Onore\, ore 21:00 \n\n\n\n“Voices” \n\n\n\nPETRA MAGONI & ILARIA FANTIN \n\n\n\n“Cosa sono le nuvole?” \n\n\n\nPetra Magoni – voce\, narrazione;  \n\n\n\nIlaria Fantin – arciliuto\, voce\, percussioni \n\n\n\nPetra Magoni artist in residence \n\n\n\nMercoledì 10 giugno\n\n\n\nParma\, Casa della Musica – Cortile d’Onore\, ore 21:00 \n\n\n\n“Voices” \n\n\n\nRAPHAEL GUALAZZI SOLO \n\n\n\nRaphael Gualazzi – pianoforte\, voce \n\n\n\nVenerdì 19 giugno \n\n\n\nBAGNACAVALLO (RA)\, CHIOSTRO – COMPLESSO DI SAN FRANCESCO\, ORE 21:00 \n\n\n\nJOHN DE LEO & FABRIZIO TARRONI \n\n\n\nJohn De Leo – voce\, live looping sampler\, Karaoke giocattolo\, laringofono;  \n\n\n\nFabrizio Tarroni – chitarra\, voce \n\n\n\n \n\n\n\nSabato 20 giugno\n\n\n\nMedicina (BO)\, Parco Ca’ Nova\, ore 21:00 \n\n\n\n“Medicina in Jazz” \n\n\n\nKARIMA \n\n\n\n“Canta Autori” \n\n\n\nDedicato alla canzone italiana \n\n\n\nKarima – voce; Piero Frassi – pianoforte;  \n\n\n\nGabriele Evangelista – contrabbasso; Bernardo Guerra – batteria \n\n\n\nKarima artist in residence \n\n\n\nMartedì 23 giugno \n\n\n\nNespoli (FC)\, Poderi dal Nespoli\, ore 21:30 \n\n\n\nKARIMA SOULVILLE \n\n\n\nKarima – voce; Diego Borotti – sax\, clarinetto; \n\n\n\nAlberto Marsico – organo Hammond; Luca Guarino – batteria \n\n\n\nKarima artist in residence \n\n\n\nMercoledì 1 luglio \n\n\n\nRavenna\, Rocca Brancaleone\, ore 20:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\nMASSIMO RECALCATI \n\n\n\nORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI \n\n\n\nDANIELE DI BONAVENTURA (bandoneon\, arrangiamenti\, direzione) \n\n\n\nDANIELE DI GREGORIO (vibrafono\, marimba) \n\n\n\n“Hace 40 años” \n\n\n\nTributo ad Astor Piazzolla Modern Tango Quintet & Gary Burton \n\n\n\nnel quarantennale dello storico concerto di “Ravenna Jazz 1986” \n\n\n\nin collaborazione con Ravenna Festival \n\n\n\nVenerdì 3 luglio \n\n\n\nRavenna\, Rocca Brancaleone\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\nPAT METHENY \n\n\n\nSide-Eye III+ \n\n\n\nPat Metheny – chitarre; \n\n\n\nChris Fishman – pianoforte\, tastiere; Jermaine Paul – basso;  \n\n\n\nJoe Dyson – batteria; Leonard Patton – voce\, percussioni \n\n\n\nGiovedì 9 luglio \n\n\n\nRavenna\, Rocca Brancaleone\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\nMATTEO MANCUSO \n\n\n\nRoute96 Tour \n\n\n\nMatteo Mancuso – chitarre;  \n\n\n\nRiccardo Oliva – basso elettrico; Gianluca Pellerito – batteria \n\n\n\nNIK WEST \n\n\n\n“Moody” \n\n\n\nNik West – basso elettrico\, voce; \n\n\n\nLorenzo Campese – tastiere; Simone Cesarini – chitarra; \n\n\n\nStanley Randolph – batteria; Amber Sauer – cori \n\n\n\nMartedì 14 luglio \n\n\n\nRimini\, Corte degli Agostiniani\, ore 21:15 \n\n\n\nLAKECIA BENJAMIN ‘PHOENIX’ \n\n\n\nLakecia Benjamin – sax alto; \n\n\n\nOscar Perez – pianoforte\, tastiere; Elias Bailey – contrabbasso;  \n\n\n\nQuentin Baxter – batteria \n\n\n\nGiovedì 23 luglio \n\n\n\nNespoli (FC)\, Poderi dal Nespoli\, ore 21:30 \n\n\n\nPEPPE SERVILLO & DANILO REA \n\n\n\n“Napoli e Jazz” \n\n\n\nPeppe Servillo – voce; Danilo Rea – pianoforte \n\n\n\nMartedì 28 luglio  \n\n\n\nRimini\, Corte degli Agostiniani\, ore 21:15 \n\n\n\n “LOVE SONGS” \n\n\n\nOmaggio alla canzone d’amore tra jazz e pop \n\n\n\nITALIAN JAZZ ORCHESTRA + special guest SIMONA MOLINARI \n\n\n\nDirettore FABIO PETRETTI \n\n\n\nITALIAN JAZZ ORCHESTRA: \n\n\n\nDavide Ghidoni – tromba; Massimo Morganti – trombone\, euphonium\, arrangiamenti; \n\n\n\nAchille Succi – sax alto\, clarinetto basso; Marco Postacchini – sax baritono\, flauto\, arrangiamenti; \n\n\n\nMax Rocchetta – pianoforte\, tastiere\, arrangiamenti; Thomas Lasca – chitarra;  \n\n\n\nPaolo Ghetti – contrabbasso\, basso el.; Matteo Salvatori – percussioni; Stefano Paolini – batteria. \n\n\n\nARCHI. Violini: Cesare Carretta\, Elisa Tremamunno\, Ximena Jaime\, Aldo Capicchioni\,  \n\n\n\nSilvia Maffeis\, Gioele Sindona. Viola: Michela Zanotti. \n\n\n\nVioloncello: Anselmo Pelliccioni. \n\n\n\n+ special guest: SIMONA MOLINARI – voce \n\n\n\nFabio Petretti – direzione\, arrangiamenti \n\n\n\nVideo collage: immagini\, concerti\, frammenti di film\, special TV \n\n\n\nproduzione originale \n\n\n\nVenerdì 31 luglio \n\n\n\nRimini\, Corte degli Agostiniani\, ore 21:15 \n\n\n\nRAY GELATO & THE GIANTS \n\n\n\nThe Godfather of swing \n\n\n\nRay Gelato – voce\, sax tenore;  \n\n\n\nDanny Marsden – tromba; Andy Rogers – trombone; Olly Wilby – sax alto\, sax tenore;  \n\n\n\nGunther Kurmayr – pianoforte; Manuel Alvarez – contrabbasso; Ed Richardson – batteria \n\n\n\nInformazioni\n\n\n\nJazz Network\, tel. 0544 405666\, e-mail: info@jazznetwork.it  \n\n\n\nwebsite: www.crossroads-it.org – www.jazznetwork.it \n\n\n\nDirezione Artistica \n\n\n\nSandra Costantinii
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SUMMARY: “Il ballo dei Manichini” alle Salette di Roma
DESCRIPTION:Andrà in scena al Teatro Le Salette di Roma dal 3 all’8 marzo 2026\, l’opera futurista di Bruno Jasienski “Il ballo dei Manichini”\, adattamento di Francesca e Natale Barreca\, regia di Stefano Maria Palmitessa. \n\n\n\nL’opera scritta nel 1931 da Jasienski\, drammaturgo e leader del movimento futurista polacco e rappresentata da E.F. Burian al D 34 Theatre di Praga nel 1933 è nota per la sua atmosfera sospesa\, simile per certi versi a quella dei manichini metafisici.  \n\n\n\nBallo di carnevale\, musica e danze\, una sola notte per assaporare la libertà\, la gioia\, l’emozione di potersi muovere\, di ballare\, di sentirsi vivi. Sogni e speranze dei manichini che si intrecciano con il ballo degli esseri umani\, uomini e donne anche loro bloccati tra artificiosità\, indifferenza\, egoismi. Una testa\, aspirazione di umanità che non vale la pena di essere portata sul collo. Il copione rappresenta un esempio di teatro totale come suggerisce Giovanni Pampiglione “dove musica\, movimento e recitazione avrebbero permesso agli attori di sviluppare un alto tasso di teatralità”. Si tratta di un racconto fiabesco e surreale che guarda alla natura semplice degli esseri candidi che vengono identificati dall’autore nei manichini. Lo stile di Jasienski appartiene alla tradizione dell’avanguardia russa\, quella che sfiora il grottesco\, il carnevalesco. \n\n\n\nIl Teatro Palmitessa \n\n\n\nStefano Maria Palmitessa è un regista teatrale che ama e realizza un teatro diverso e originale con una profonda e attenta analisi dei testi teatrali. Palmitessa ha diretto molti spettacoli teatrali con acume e senso del teatro che lo distinguono e lo rendono unico nel suo genere. Le caratteristiche della sua regia possono essere individuate in note che lo rendono interprete di un teatro personale pur avendo sempre scelto testi complessi di autori classici. Le caratteristiche della sua regia possono essere identificate in tre elementi essenziali che costituiscono il perno del suo modo di fare teatro. \n\n\n\nLa Contemporaneità \n\n\n\nVi è sempre una ristrutturazione della scrittura teatrale in chiave contemporanea pur nella fedeltà al testo classico. La scelta della vicenda rappresentata è orientata a conseguenze inevitabili. Non vi é alcuna apertura alla pietà e alla speranza. Palmitessa sceglie testi estremamente complessi e drammatici dove l’ombra della violenza e della morte dettano il finale. Non però come fa la tragedia greca che ha lo scopo di dirigere gli spettatori alla catarsi\, a una purificazione\, perché fato e destino dominano l‘uomo. L’uomo nel suo agire è destinato a soccombere alle sue scelte\, ma il regista orienta la vicenda a nuovi motivi dove l’attualità dell’agire umano emerge in tutto il suo significato anche se irreversibile. Lo spettatore non rimane soddisfatto come nella tragedia greca\, ma disorientato perché la vita non dà alternative\, anche nella scelta dove a volte si nasconde dolore e delusione. \n\n\n\nLo Spazio \n\n\n\nE’ una scenografia fuori dal tempo quella voluta dal regista\, ma confinata come se i personaggi fossero imprigionati in uno spazio limitato. Gli elementi che costituiscono la scenografia\, nei quali si muovono gli attori\, possono essere cornici\, finestre\, siparietti. Luoghi stretti dove l’attore è costretto a muoversi in una gestualità ben calcolata.  \n\n\n\nIl palcoscenico si trasforma e diventa magicamente un teatrino di burattini\, in cui gli esseri viventi si muovono come marionette della vita\, rimanendo uomini nei loro desideri\, nelle loro passioni\, nei sentimenti\, ma che meccanicamente mostrano\, quasi a nascondere\, il loro dolore nella formalità della vita. Quando il regista spiega come si deve affrontare la vicenda\, chiede di non immergersi nella situazione\, ma di uscirne totalmente come se l’attore guardasse sé stesso mentre interpreta il suo ruolo. L’emozione è lasciata al pubblico che rimane abbagliato dall’abilità della recitazione degli attori che danno vita ai personaggi come il bambino che mentre gioca dà vita ai suoi giochi.  \n\n\n\nE’ questa l’originalità del teatro di Palmitessa la totale estraneità alla vicenda\, perché soltanto in questa estraneità si può entrare nel mondo dell’altro. La Staticità dell’impianto scenico è stravolta da un dinamismo insito e si può assaporare un teatro estremamente espressionista. Diventa naturale per il regista il rifiuto di un teatro realista. Cadere o “scadere” nel quotidiano per il regista Palmitessa e inutile. Il quotidiano lo viviamo tutti i giorni il teatro è altro. (cit. Vincenza Salvatore) \n\n\n\nInfo: \n\n\n\nIl Ballo dei manichini di Bruno Jasienski – Serata Futurista \n\n\n\nAdattamento di Francesca e Natale Barreca \n\n\n\nInterpreti: Davide Spena\,  Luigi Zanni\, Mary Fotia\, Maria Adelaide Terribili\, Viola Creti\, Simone Proietti\, Alessandro Laureti\, Giovanna Castorina\, Ivo Bevilacqua \n\n\n\nMusiche e Assistenza alla Regia: Giovanna Castorina \n\n\n\nCostumi: Mary Fotia \n\n\n\nRegia: Stefano Maria Palmitessa \n\n\n\nMartedì 3 – Mercoledì 4 – Venerdì 6 ore 20:00 \n\n\n\nGiovedì 5 – Sabato 7 – Domenica 8 ore 17:30 \n\n\n\nInfo e prenotazione biglietti 347 422 2594 \n\n\n\nIllustrazione della locandina a cura di Ivo Bevilacqua
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LOCATION:Teatro Le Salette\, Via del Campanile\, 14\, Roma\, 00193\, Italia
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SUMMARY:"Marcinelle \, Storie di Minatori" allo Spazio Diamant
DESCRIPTION:L’8 agosto 1956 nella miniera di carbone di Bois du Cazier\, a Marcinelle\, nel Belgio meridionale\, 262 minatori morirono a causa di un incendio e dei fumi tossici. Tra le vittime\, 136 erano lavoratori italiani immigrati in Belgio grazie a un accordo tra il governo italiano e quello belga (volto a fornire manodopera al Belgio in cambio di carbone inviato in Italia). \n\n\n\nLo spettacolo\, a settant’anni di distanza\, ripercorre minuziosamente la cronologia temporale di quattro minatori\, dalla partenza dai propri paesi d’origine\, alla morte nella miniera in quello che fu l’incidente sul lavoro più drammatico in Europa dal dopo guerra ad oggi.  \n\n\n\nNel dopoguerra si è verificata la terza grande ondata migratoria di nostri connazionali in cerca di fortuna all’estero\, coinvolgendo migliaia di persone che erano obbligati a lasciare le loro case stretti dalla morsa della povertà. Lo spettacolo è il frutto di un accurato studio dell’autore dei fatti avvenuti e del contesto sociale dell’epoca\, attraverso fonti scritte\, filmiche e orali. \n\n\n\nQuando i minatori partivano\, le piccole stazioni dei loro paesi si riempivano di mamme\, fidanzate\, amici e parenti che li salutavano. C’era chi era felice per loro\, come amici o conoscenti e c’era chi invece si disperava\, come le mamme e le fidanzate. Con le valigie di cartone i minatori viaggiarono in treno fino a Marcinelle. Gli erano state assicurate 28 ore di viaggio. In realtà furono 5 giorni in condizioni disumane a livello logistico e sanitario. Il primo impatto con Marcinelle non fu dei più positivi. Gli alloggi che gli erano stati promessi\, caldi e confortevoli erano al contrario scomodi e freddi. Le loro stanze si trovavano all’interno di ex campi di concentramento che i Tedeschi usavano durante la Seconda guerra mondiale. Disumane le loro condizioni di lavoro: turni lunghi e faticosi\, i pagamenti a cottimo; più carbone recuperavano\, più la paga si alzava. I pasti erano scarsi. Se qualcuno chiedeva spiegazione di quelle condizioni ad un superiore\, veniva aspramente criticato e minacciato. Nella miniera\, il loro lavoro a mille metri di profondità era estenuante: per ore stavano sdraiati in piccole gallerie – chiamate mine – di mezzo metro. Scavavano con uno scalpello percosso da un martello di ferro o con il Motor Pique (un piccolo martello pneumatico dell’epoca in dotazione ai minatori). \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nLa mancanza d’aria. La polvere. Il rumore assordante\, i carrelli carichi di carbone\, i nitriti dei cavalli\, gli ascensori e altri suoni diventeranno una musica di accompagnamento per le azioni sceniche. Racconteremo anche come passavano il tempo libero. Un giorno andarono a Liegi per seguire l’arrivo vincente di Coppi e scoprirono che nei bar era vietato l’ingresso agli italiani. Da una partita a scopa alle telefonate a casa fino al momento della tragedia: tutti i minatori smettono di parlare. Rimarrà in sottofondo “la musica della miniera”\, così la chiamavano! \n\n\n\nScritto e diretto da Ariele Vincenti – Con: Francesco Cassibba\, Sarah Nicolucci\,  Giacomo Rasetti\,  Vincenzo Tosetto\,  Ariele Vincenti – Scenografia Alessandro Chiti –  Composizioni Musicali Tiziano Gialloreto – Disegno Luci e Fonica Stefano Pierucci – Costumi Agostina Imperi – Aiuto Regia Nicolò Marabini| –  Foto Francesco Nannarelli| – Grafica Marco Animobono
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY:"Lungo viaggio verso la notte" al Teatro Biondo
DESCRIPTION:Gabriele Lavia e Federica Di Martino sono i protagonisti di Lungo viaggio verso la notte di Eugene O’Neill\, che debutta martedì 3 marzo alle ore 21.00 al Teatro Biondo di Palermo nella messa in scena diretta dallo stesso Lavia e coprodotta da Effimera e Fondazione Teatro della Toscana. Lavia e Di Martino interpretano i ruoli di James e Mary Tyrone\, mentre Jacopo Venturiero e Ian Gualdani sono rispettivamente i figli Jamie ed Edmund\, completa il cast Beatrice Ceccherini nel ruolo di Cathleen. \n\n\n\nLe scene dello spettacolo sono di Alessandro Camera\, i costumi di Andrea Viotti\, le musiche di Andrea Nicolini e le luci di Giuseppe Filipponio. Repliche fino a domenica 8 marzo. \n\n\n\nAmbientato nel 1912\, il dramma racconta una giornata della famiglia Tyrone in lotta con i propri demoni\, tra conflitti\, dipendenze e segreti dolorosi: James è un attore famoso ma ormai in declino\, Mary una moglie vittima della dipendenza da oppiacei\, mentre i figli Jamie ed Edmund sono condizionati dall’ambiente tossico. L’opera mette a nudo i fallimenti\, le dipendenze e i risentimenti reciproci dei membri della famiglia\, in una lenta ma inesorabile discesa verso l’oscurità interiore. \n\n\n\nScritto tra il 1941 e il 1942\, Lungo viaggio verso la notte è considerato il capolavoro del drammaturgo statunitense\, l’opera più dolorosamente autobiografica. Rappresentato per la prima volta a Stoccolma nel 1956\, vinse il Premio Pulitzer l’anno successivo\, dopo la morte dell’autore. Sidney Lumet ne diresse il primo adattamento cinematografico nel 1962\, con Katharine Hepburn e Ralph Richardson.  \n\n\n\nScrive Lavia nelle note di regia: «Lungo viaggio verso la notte è il titolo che Eugene O’Neill dà alla sua opera centrale\, alla sua opera-confessione: il padre di O’Neill era stato un attore di grande successo\, come il protagonista della sua opera teatrale. La casa-prigione della “famigliaccia” che O’Neill ci racconta\, in fondo\, è proprio casa sua. E qui sta il cammino tortuoso di una possibile messa-in-scena-viaggio di quest’opera\, davvero amara\, scritta da O’Neill ormai vicino alla morte per fare “un viaggio all’indietro” nella sua vita. Un viaggio impietoso dentro l’amarezza di un fallimento senza riscatto. Le vite degli uomini sono fatte di tenerezza e violenza\, di amore e disprezzo\, comprensione e rigetto\, di famiglia e della sua rovina». \n\n\n\nLungo viaggio verso la notte \n\n\n\ndi Eugene O’Neill \n\n\n\ntraduzione Bruno Fonzi \n\n\n\nadattamento Chiara De Marchi  \n\n\n\nregia Gabriele Lavia \n\n\n\npersonaggi e interpreti: \n\n\n\nJames Tyrone Gabriele Lavia \n\n\n\nMary Tyrone Federica Di Martino \n\n\n\nJamie Tyrone Jacopo Venturiero \n\n\n\nEdmund Tyrone Ian Gualdani \n\n\n\n Cathleen Beatrice Ceccherini  \n\n\n\nscene Alessandro Camera \n\n\n\ncostumi Andrea Viotti  \n\n\n\nmusiche Andrea Nicolini \n\n\n\nluci Giuseppe Filipponio \n\n\n\nsuono Riccardo Benassi \n\n\n\naiuto regia Mattia Spedicato \n\n\n\nproduzione Effimera / Fondazione Teatro della Toscana  \n\n\n\ndurata: 2 ore e 45 minuti incluso un intervallo \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\nmartedì 3 marzo ore 21.00 \n\n\n\nmercoledì 4 marzo ore 17.00 \n\n\n\ngiovedì 5 marzo ore 17.00 \n\n\n\nvenerdì 6 marzo ore 21.00 \n\n\n\nsabato 7 marzo ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 8 marzo ore 17.00
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SUMMARY:"Orlando" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Il 9 ottobre del 1927\, Virginia Woolf scrive una lettera all’amata Vita Sackville-West: “Supponi che Orlando si riveli essere Vita e che sia tutto su di te e la lussuria della tua carne e la seduzione della tua mente… ti secca? Di’ sì o no”. Vita non si sottrae\, accettando di diventare oggetto\, musa\, modello e interlocutrice di uno dei romanzi più originali della letteratura moderna. La scrittura di Orlando nasce così: come un omaggio d’amore\, un atto di gioia offerto a una donna e al mondo. Intersecandosi continuamente con la vita della scrittrice\, in un enigmatico intreccio tra opera e biografia\, la vicenda di Orlando – nato uomo nel XVI secolo\, vissuto per più di quattrocento anni\, e mistericamente transitato nel Femminile – si trasforma in questo spettacolo in un inno all’estasi ma anche all’ossessione della letteratura: una lunga\, straordinaria lettera d’amore in forma di romanzo.  \n\n\n\n“Oltre che un classico di sconvolgente attualità\, Orlando è un inno alla gioia esuberante dell’avventura\, alla libertà\, al godimento sessuale; un manifesto alla possibilità di prenderselo\, il piacere\, secondo modelli alternativi alle leggi del conformismo patriarcale.”  \n\n\n\nNadia Fusini  \n\n\n\n“L’identità è un fantasma. Dal momento in cui cominciamo a definirci come esseri umani adulti\, stabiliamo dei confini entro i quali ci rintaniamo. Ma\, per fortuna o per avventura\, la vita spazza via tutto e travolge quegli steccati che tanto pazientemente avevamo costruito per proteggerci. Trascinati dalla inesauribile vitalità del suo Orlando\, Virginia Woolf ci invita a viaggiare nello spazio e nel tempo\, a oltrepassare quello steccato che ci tiene imprigionati nella trappola dell’identità\, del maschile\, del femminile\, e di tutte quelle convenzioni che sono solo il frutto del tempo in cui viviamo.”  \n\n\n\nAndrea De Rosa  \n\n\n\n“Può un’opera letteraria essere al contempo una lettera d’amore? Orlando dimostra di sì: uno dei più straordinari romanzi del Novecento è anche la più spericolata lettera d’amore che la storia ricordi. Un vero e proprio monumento di parole che Virginia Woolf erige a e per l’amata Vita Sackville-West – scrittrice e poetessa con cui Woolf ebbe una lunga relazione e un intenso sodalizio. Un amore che abbiamo voluto rendere ancora più esplicito\, punteggiando la drammaturgia del romanzo con brani dell’epistolario a Vita. Orlando è un inno a Vita e alla Vita\, nonché la testimonianza di una speranza estrema: mentre la vita dei corpi finisce\, quella delle parole è più lunga e diversa – abbatte i confini dei sessi\, delle identità\, perfino della morte.”  \n\n\n\nFabrizio Sinisi / drammaturgia  \n\n\n\n“La luce di Orlando è la luce bianca del cielo di una mattina radiosa. La luce di Orlando è la luce bianca della carta da scrivere\, prima di cominciare. Questi i pensieri che hanno guidato la disposizione del grappolo di proiettori tra i quali si innalza il tronco robusto di un albero senza chioma\, come poeticamente disegnato da Giuseppe Stellato. Sono anzi sia la chioma che il cielo sotto il quale stanno Orlando\, Virginia\, Anna ed il suo pubblico assorto ad ascoltarla. Mi piace pensare che sia tutta quella luce bianca a condensarsi e raggiungere il suolo trasformandosi in carta\, in tanti fogli bianchi che attendono che le parole si trasformino in segni. Ancora una volta la luce è convocata a testimoniare e rendere possibile che l’astrazione si trasformi sulla scena in realtà da abitare. “Orlando alzò gli occhi e vide qualcosa di astratto che sta tra le colline o nel cielo oltre il quale non c’è nulla che conti; in cui io riposo e continuerò a esistere. Questa cosa io chiamo realtà.” (Virginia Woolf – Diari)”  \n\n\n\nPasquale Mari / luce  \n\n\n\n“Immaginare uno spazio scenico che accogliesse le parole scritte da Virginia Woolf per Orlando\, è stata una sfida per nulla semplice. Un testo che\, tra le altre cose\, racconta proprio la difficoltà della parola di descrivere la natura\, la bellezza. Alla fine\, tutto confluiva qui\, nella ricerca di un connubio\, di un punto d’incontro tra natura e letteratura\, tra la bellezza di un albero e il fallimento di qualsiasi forma d’arte che provi a raccontare questa bellezza. E quindi un tronco di quercia in mezzo ad un prato quadrato\, un albero la cui chioma è fatta da luci\, tralicci\, americane: una fetta di realtà trasportata in uno spazio teatrale\, quel luogo magico dove da un albero\, al posto di una foglia\, può cadere un foglio bianco…”  \n\n\n\nGiuseppe Stellato / spazio scenico  \n\n\n\n“Il suono\, lontano e intimo\, di una campana scandisce un tempo indefinito e sospeso. Una musica nasce da quelle pagine così tormentate e vitali; è la Sinfonia n. 6 (Patetica) di Čajkovskij. L’ultima.”  \n\n\n\nG.U.P. Alcaro / musica  \n\n\n\n“Un abito veste e spesso determina\, un costume teatrale veste e crea mondi. In scena c’è Virginia Woolf e il momento in cui visse\, ma anche un blu polveroso che ricorda il vasto cielo comune a tutte le epoche\, una seta impalpabile e ariosa che rimanda ai fasti del ‘500\, un cinturone maschile e una gonna femminile pronta a gonfiarsi a ogni danzante giravolta. Il costume accompagna discretamente il racconto di un’anima appassionata e in ricerca di sé grazie ai piccoli dettagli che lo compongono\, senza troppo definire e chiudere\, mettendosi in dialogo con il corpo l’attrice che lo veste e lo sveste – magnificamente – e con il vasto e concettuale spazio che li contiene entrambi.”  \n\n\n\nIlaria Ariemme / costumi  \n\n\n\nInfo e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE\, info promozioneteatrovascello@gmail.com  – promozione@teatrovascello.itBiglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\,acquista direttamente alla biglietteria acquista tramite bonifico bancario SOLAMENTE PER GRUPPI DI ALMENO 10 PERSONE a favore di Coop. La Fabbrica dell’Attore E.T.S. BANCA INTESA SAN PAOLO ag. Circ. Gianicolense 137 A di Roma iban IT28f0306905096100000013849oppure acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/orlando/268574   \n\n\n\nInfo: 06 5881021 – 06 5898031 \n\n\n\npromozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it \n\n\n\nORARI spettacoli \n\n\n\ndal lunedì al venerdì h.21 \n\n\n\nsabato h.19
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SUMMARY:"Charlotte e Theodore" al Cometa Off
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta in Italia\, dal 3 all’8 marzo al Teatro Cometa Off\,”Charlotte e Theodore”\, commedia brillante e audace scritta dal drammaturgo Ryan Craig e con la regia di Massimiliano Farau. \n\n\n\n La storia segue le vicende di una coppia di accademici: Charlotte e Theodore\, filosofi e insegnanti universitari. In questo contesto intellettualmente stimolante\, l’autore affronta tematiche estremamente attuali\, come la “cancel culture”\, gli estremismi della “woke culture”\, i limiti di un politicamente corretto estremo e gli effetti collaterali di un’interpretazione distorta del concetto di “libertà di espressione”\, che porta a una società in cui i confini tra opinione e sapienza tendono a confondersi.  \n\n\n\nUna grande storia d’amore che si dipana nell’arco di dieci anni e racconta\, con delicatezza e grazia ma senza facili sentimentalismi\, la metamorfosi\, le crisi\, le asperità ma anche la resilienza e la toccante tenerezza di un sentimento che dall’ incondizionato slancio iniziale si trasforma e matura attraverso gli inevitabili compromessi che la vita e il desiderio di auto-affermazione individuale gli impongono.  \n\n\n\nAl centro della trama c’è una competizione professionale tra i due: entrambi lottano per ottenere un ambito posto di lavoro ai vertici dell’università. Questo scontro porterà a galla le loro differenze ideologiche e personali\, rivelando le dinamiche complesse che si instaurano all’interno della coppia. Tra rivalità\, ambizioni e fragilità\, emergeranno le contraddizioni di due intellettuali che si trovano a dover fronteggiare le nuove sfide di un sistema accademico e culturale in rapida evoluzione.Con un finale struggente e screziato di malinconia in cui torna l’idillio iniziale (e anche il primo seme delle crisi a venire) accompagnato da una singolare colonna sonora che unisce un Bach rivisitato dal compositore Stefano Switala e il canto notturno di uno stormo di uccelli.  \n\n\n\nCiò che rende “Charlotte e Theodore” davvero unico è il suo approccio irriverente e assolutamente NON politicamente corretto. Lo spettacolo si distingue per un’ironia britannica affilata\, pungente e a tratti controversa\, che non ha paura di mettere in discussione le convenzioni sociali e le ideologie dominanti.  \n\n\n\nDa Martedì 3 a Domenica 8 Marzo 2026 \n\n\n\nDal Martedì al Venerdì ore 21:00 – Sabato ore 19:00 – Domenica ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nBiglietto ONLINE :  € 19\,00 \n\n\n\nhttps://www.ciaotickets.com/it/biglietti/charlotte-e-theodore-roma
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SUMMARY:"Riccardo III" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:Il carisma interpretativo di Maria Paiato incontra il fascino oscuro del Riccardo III di Shakespeare\, in scena al Teatro Argentinadal 3 al 15 marzo\, nell’adattamento di Angela Demattè\, diretto da Andrea Chiodi e prodotto dal Centro Teatrale Bresciano\, Teatro Nazionale di Genova\, Teatro Biondo di Palermo\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale. \n\n\n\nL’attrice veneta veste i panni maschili di Re Riccardo l’usurpatore\, il genio cattivo\, il tipo di uomo politico crudele\, machiavellico\, più volte preso di mira dal teatro elisabettiano\, conferendogli un’immagine il più vicina possibile a quella originale shakespeariana. La tragedia in cinque atti del Bardo\, tra le opere più celebri\, racconta l’ascesa al trono e la repentina caduta del malvagio Riccardo\, duca di Gloucester. È l’ultima delle quattro opere della tetralogia minore di Shakespeare e conclude il drammatico racconto della storia inglese iniziato con l’Enrico IV parte I. Scritta intorno al 1592\, drammatizza gli eventi storici avvenuti circa un secolo prima quando\, al termine della Guerra delle due rose\, il potere dei Plantageneti in Inghilterra fu sostituito dalla dinastia Tudor. Tali eventi\, culminanti con la sconfitta di Riccardo nella battaglia di Bosworth Field nel 1485\, erano ben noti a tutti gli inglesi del tempo di Shakespeare\, e il pubblico si identificava con le fazioni politiche rappresentate in scena.  Al centro dell’opera si erige la figura di Riccardo: in un fisico deforme\, racchiude un’indomabile forza negativa\, e la sua fedeltà al proprio destino suscita\, nonostante la crudeltà del personaggio\, un innegabile carisma. \n\n\n\n«Affascinante\, ironico\, seducente\, ma spaventosamente lucido\, Riccardo è la manifestazione di un’anomalia dell’anima – dichiara il regista Andrea Chiodi – Quando Maria Paiato mi ha chiesto di lavorare insieme su Riccardo III ho detto subito di sì\, ma con il desiderio di non soffermarci sulla deformità ma sulla testa e sul cuore del personaggio che la sapiente scrittura di Shakespeare ci restituisce\, non è la sua disabilità che mi interessa ma la sua ironia nella sua capacità di seduzione. Il male seduce da sempre e infatti ne siamo circondati. Forse che sia interessante capire come scovarlo\, come scoprire dove si rintana questo male per combatterlo? È forse originato fin dalla nostra infanzia? Riccardo giocava da bambino? Era amato? Ecco\, sono partito da queste domande per interrogarmi sul male e sulla sete di potere\, così logoranti e inutili\, anzi portatori solo di morte e divisione. Inoltrandoci nelle parole di Shakespeare\, si è cercato di esplorare come sempre l’animo umano e il suo stare davanti a quel mistero che è l’uomo e la sua terribile sete di potere\, quando null’altro lo compie o completa.» \n\n\n\nUna dramma storico immerso in affari di guerra e di famiglia\, in affari tribali come li definisce Angela Demattè\, che ne ha curato l’adattamento per la scena. «La prima sorprendente abilità di Shakespeare in questo testo eccezionale – che segna la fine di un mondo e ne inizia un altro – è di usare il linguaggio gentile dei suoi versi per traghettarci in un’altra dimensione\, in un sistema di valori arcaico\, viscerale – afferma Demattè – Ho provato un tale senso di reverenza nel ritradurlo e adattarlo da non riuscire a tagliarlo e lavorarlo se non con l’aiuto della regia. Tra i versi si muove innanzitutto la necessità di sopravvivere\, il diritto a sopravvivere. “L’Amore mi ha rinnegato nell’utero di mia madre”\, dice Riccardo nell’Enrico VI. Qui\, nella pièce che porta il suo nome\, Riccardo ritorna nell’utero e si fa madre (matrigna diremmo) di se stesso reclamando il diritto di “essere”: “Mi sono deciso a provarmi nella parte dell’infame”. Reclamando questo diritto l’infame non può che tendere trame e prologhi insidiosi per sopravvivere\, unici strumenti che possiede. Tutto è lecito ad un bambino non amato\, quale è stato Riccardo: si tratta di convincere chi di dovere\, le due donne innanzitutto\, lady Anna e poi Elisabetta e\, fino ad un certo segno\, Buckingham e la corte\, a passare con lui il limite del lecito. Ma siamo sicuri che l’infame Gloucester non sia che il pretesto\, la scusa per far emergere ciò che in ogni gerarchia di potere e di famiglia è presente? Cosa cerchiamo quando cerchiamo il potere? E cosa cerca l’autore costruendo la sua trama? Quando il linguaggio ha esplorato tutto il suo potere manipolatorio\, quando il potere si ottiene cosa rimane dell’uomo? Un bambino ferito può mai amare e sentirsi amato? Riccardo/Shakespeare sa che esiste una madre reale\, che ancora vive. La Duchessa di York precipita il protagonista nel ventre\, lo rinomina aborto. E così Margherita\, unico personaggio che\, conoscendo il mondo arcaico\, può davvero evocarlo\, guardarlo\, sfuggirgli\, rifugiarsi in un mondo ancora più antico (o futuro). Sono salvatrici e carnefici\, come tutte le Grandi Madri. Conoscono altre leggi\, ben più sapienti e crudeli di quelle che Riccardo crede di governare. Lì la parola non funziona più\, il pensiero si disarticola\, il bene vince il male vince il bene vince il male. E così\, finalmente\, precipitato nel caos\, il deforme Riccardo soccombe\, come deve essere. Splende il Sole e le ombre si diradano\, la parola non ha più ambiguità: il brutto è brutto e il bello è bello. L’ordine ritorna\, come il popolo desidera.» \n\n\n\nDistribuzione dei ruoli: \n\n\n\nRICCARDO – Maria Paiato \n\n\n\nBUCKINGHAM – Giovanni Franzoni \n\n\n\nREGINA ELISABETTA – Francesca Ciocchetti \n\n\n\nDUCHESSA DI YORK – Giovanna Di Rauso \n\n\n\nREGINA MARGHERITA – Carlotta Viscovo \n\n\n\nCLARENCE – Emiliano Masala \n\n\n\nRE EDOARDO IV – Igor Horvat \n\n\n\nRIVERS – Tommaso Cardarelli \n\n\n\nLORD HASTINGS – Riccardo Bocci \n\n\n\nLADY ANNA – Ludovica D’Auria \n\n\n\nPRIMO ASSASSINO / CATESBY / RAGAZZO – Cristiano Moioli \n\n\n\nSECONDO ASSASSINO / RATCLIFFE / PRINCIPE – Lorenzo Vio \n\n\n\nLa tournée: lo spettacolo è stato a Brescia\, Ancona\, Genova\, Thiene\, Mestre\, Rovigo\, Palermo\, Catania. Dopo le date da voi sarà a Cagliari – Teatro Massimo / 18-23 marzo\, Bergamo – Teatro Donizetti / 9-17 maggio. \n\n\n\nBiglietteria: tel. 06.684.000.311 _ email biglietteria@teatrodiroma.net  _ Biglietti: da € 40 a € 25 \n\n\n\nOrari spettacolo: martedì\, giovedì 5 marzo e venerdì ore 20; mercoledì e sabato ore 19;  \n\n\n\ndomenica e giovedì 12 marzo ore 17 _ Durata spettacolo: Primo atto 1h30’; Intervallo 15’; Secondo atto 1h05’
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