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SUMMARY:La stagione 2025/2026 del Teatro Vittoria di Frosinone
DESCRIPTION:ll Comune di Frosinone e ATCL\, circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio\,propongono\, per la stagione teatrale 2025-2026 del Teatro Vittoria\, otto spettacoli in abbonamento. \n\n\n\n“Il sipario si alza\, anche quest’anno\, sulla stagione di prosa che si terrà nuovamente negli spazi del rinnovato teatro comunale Vittoria\, per farci vivere tutta la magia e le emozioni dell’arte scenica – ha dichiarato il Sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli – Tanti gli appuntamenti in cartellone da gennaio a maggio con alcuni degli artisti più celebri e apprezzati del panorama nazionale\, che condurranno gli spettatori in un viaggio alla scoperta di pièces che faranno riflettere\, ridere e sorridere. Dal 2013\, del resto\, la programmazione allestita dall’Amministrazione comunale ha portato nel nostro Capoluogo gli interpreti e i registi italiani più importanti\, suscitando una partecipazione calorosa e appassionata da parte degli amanti dello spettacolo dal vivo provenienti da tutta la Regione. Il Comune di Frosinone crede\, fermamente\, che l’investimento sulla cultura crei valore aggiunto\, come moltiplicatore di energie sane per l’intera società e di promozione del territorio\, e costituisca un elemento di identità\, di crescita e di coesione sociale da promuovere soprattutto tra i giovani e nelle famiglie”. \n\n\n\n“Anche quest’anno\, con il prezioso supporto dell’Atcl\, abbiamo costruito una stagione che unisce tradizione e contemporaneità\, proponendo titoli capaci di parlare a pubblici diversi: grandi classici\, produzioni di impegno civile\, monologhi intensi\, spettacoli capaci di parlare alla società di oggi. L’obiettivo è offrire un cartellone che rispecchi la ricchezza del teatro italiano e la pluralità dei suoi linguaggi\, senza rinunciare alla qualità artistica – ha dichiarato l’assessore alla cultura Simona Geralico – Il Teatro Vittoria continua ad essere un luogo vivo\, aperto\, capace di accogliere e di avvicinare soprattutto i più giovani al teatro\, uno dei pilastri della nostra identità culturale\, capace di farci emozionare e sognare\, oltre che di rafforzare il legame con la comunità”. \n\n\n\n“La nuova stagione del Teatro Vittoria rappresenta un valore aggiunto per il nostro centro storico\, che continua a rafforzarsi come luogo dinamico e accogliente per cittadini e visitatori – ha dichiarato l’assessore al centro storico Rossella Testa – Eventi di questa fattura contribuiscono a rendere l’area viva durante tutto l’anno\, favorendo la presenza di persone e sostenendo le attività che operano quotidianamente nella parte alta della città. Stiamo lavorando per migliorare sempre di più i servizi e la fruibilità degli spazi\, così da trasformare ogni appuntamento in un’esperienza piacevole e completa per chi sceglie di trascorrere il proprio tempo nel cuore della città. Invito tutti a partecipare alla nuova\, coinvolgente stagione teatrale\, un’ulteriore occasione per vivere e condividere emozioni nel nostro centro storico”. \n\n\n\n“Per la stagione 2025/2026 il Comune di Frosinone e ATCL presentano un cartellone pensato per coinvolgere\, sorprendere e offrire al pubblico una vasta gamma di emozioni. Abbiamo immaginato il Teatro Vittoria come un crocevia di storie\, un luogo in cui le idee prendono forma e dialogano con la città. Quest’anno la scena si popola di artisti affermati e di talenti in crescita\, di linguaggi che si contaminano e si rinnovano\, di narrazioni che parlano al cuore e all’immaginazione. Ogni spettacolo è un invito ad attraversare mondi differenti\, a lasciarsi interrogare e a condividere delle esperienze irripetibili. Al pubblico rivolgiamo il nostro invito più sincero: il Teatro Vittoria vi aspetta!” hanno dichiarato l’amministratore delegato di ATCL\, Luca Fornari e la direttrice artistica di ATCL\, Isabella Di Cola. \n\n\n\nAd aprire la stagione\, sabato 17 gennaio alle ore 21.00\, A.M.O.R.I. & A.M.O.R.E. di David Conati\, con Matilde Brandi e Francesco Branchetti e con Isabella Giannone\, regia di Francesco Branchetti. L’amore\, sì\, certo\, ma non sempre l’amore platonico\, idilliaco\, poetico\, illusorio. No\, qui si parla di quel groviglio complesso di sentimenti e situazioni che ci fanno perdere la testa\, ma che in sostanza si potrebbe ricondurre a una serie di reazioni chimiche determinate dai ferormoni. Coloro che si sono presi la briga di analizzare scientificamente la “costruzione di un amore” hanno stabilito che questo percorso ha cinque fasi. In questo percorso alla scoperta delle ardimentose manovre dell’amore\, in modo ironico\, assisteremo ad una serie di quadri che ripercorrono tutte le epoche arrivando ai giorni nostri. Un viaggio tra le schermaglie amorose di epoche e stili teatrali diverse che ci farà immedesimare nell’evoluzione del gioco delle relazioni nel quale ci possiamo riconoscere tutti. \n\n\n\nSabato 31 gennaio alle ore 21.00\, Il Berretto a Sonagli\, di Luigi Pirandello\, con Irma Ciaramella\, Ivano Falco\, Gino Auriuso\,Marina Zanchi\, Ottavia Orticello\, Gioele Rotini\, regia di Gino Auriuso. ‘A birritta cu ‘i ciancianeddi è il titolo originale dell’opera che Luigi Pirandello scrisse nel 1916 in dialetto catanese e che poi trasformò in italiano nel 1918 con il nome de Il berretto a sonagli e che riprende le tematiche delle due novelle La verità (1912) e Certi obblighi (1912). Questo testo\, considerato uno dei capolavori del grande drammaturgo siciliano\, tratta la vicenda di una donna\, Beatrice Fiorica\, la quale viene a sapere che il marito la tradisce con la moglie di Ciampa\, scrivano del cavalier Fiorica\, e che decide di farsi aiutare dal delegato Spanò per sorprendere in flagrante i due amanti. Così Beatrice Fiorica\, offesa\, decide di allontanare Ciampa mandandolo a Palermo per sbrigare certe commissioni per far scoppiare lo scandalo poco dopo; ma la soddisfazione di Beatrice ha breve durata poiché dal verbale risultano solo elementi negativi e non vi è alcuna prova di adulterio. Nonostante tutto\, Ciampa\, che si ipotizza fosse a conoscenza della relazione tra i due\, in città viene tacciato come “becco” e dunque non gli resterebbe altro da fare che uccidere i due amanti; ma la soluzione che egli propone è un’altra: che la signora Fiorica si faccia credere pazza e venga internata. Così cerca di convincerla\, giacché solo in questo modo il suo onore e quello del marito potranno essere salvi. \n\n\n\nVenerdì 20 febbraio alle ore 21.00\, Genitori vs Figli – Don’t worry\, stay Chill\, con Federico Perrotta e Valentina Olla e conMaria Teresa Pascale\, Miloud Mourad Benamara\, Sofia Graiani e Luca La Ginestra\, scritto e diretto da Antonio Pisu. Con un deciso “io quitto” il figlio diciannovenne\, stanco di sentirsi incompreso\, decide di andarsene di casa. La famiglia\, disperata\, si lancerà in una frenetica corsa per farlo restare. In una serie di divertenti e rocamboleschi eventi scopriranno che l’amore autentico nasce dall’accettare le proprie fragilità e andare oltre le apparenze. \n\n\n\nDomenica 1° marzo alle ore 18.00\, Made in Italy\, testo di David Norisco\, regia di Francesco Branchetti\, con Barbara De Rossi\,Simona Bettoni\, Ilaria Giorgi\, Samanta Chieffallo. Se il Gran Tour del 700/800 portava nella nostra penisola turbe di poeti\, musicisti\, scrittori e nobili dell’Europa\, presi da una fervida emozione culturale\, vogliamo oggi percorrere con curiosa determinazione alcune regioni della nostra Italia con un volo planare all’insegna di una curiosa rivisitazione per approfondire e non dimenticare luoghi\, monumenti e musica che sono pure il bagaglio che ci ha fatto crescere. Se si corre a Dubai\, a New York o Calcutta per stordirci nel rumore\, nelle visioni di grattacieli svettanti\, torniamo un attimo tra noi e il viaggio non avrà mai fine perché conoscere è volare oltre la soglia fisica consentita.  \n\n\n\nSabato 14 marzo alle ore 21.00\, Piccole Donne non devono morire di e con Francesca Pica e Maria Scorza\, regia di Francesca Pica e Maria Scorza. Sud Italia. Oggi. Due sorelle\, Margherita e Pina\, sono in un cimitero per la riesumazione della sorella Bettina. Margherita è la maggiore\, felicemente sposata con Giovanni\, completamente assorbita dalla vita familiare. Pina\, la secondogenita\, scrittrice\, ha pubblicato un romanzo di successo\, ma le opere successive non sono all’altezza.  Le due sorelle attendono Emilia\, la piccola di casa\, che è in ritardo. Il cimitero\, luogo dell’attesa\, diventa un contenitore di ricordi\, confessioni\, discussioni\, verità.  Ispirato ai romanzi Piccole donne e Piccole donne crescono di Louisa May Alcott\, è un viaggio a ritroso delle piccole donne\, ora quarantenni\, che ricordando\, riflettono su cosa le ha fatte diventare le donne che sono\, su cosa hanno ancora bisogno di dire e di fare per sentirsi libere. \n\n\n\nDomenica 29 marzo alle ore 18.00\, Brigitte Bardot – Scandalo e Solitudine di P. Bellucci\, F. Lombardi e F. Catalano\, con Patrizia Bellucci\, regia e musica di Fabio Lombardi. Un soffuso moltiplicarsi di veli s’apre sulla camera della diva che in Europa ha più d’ogni altra segnato la rivoluzione sessuale. Che più d’ogni altra\, anche attraverso errori e ingenuità\, ha spalancato la porta dell’emancipazione femminile. Superata la soglia della maturità e della coscienza\, allontanatasi dai riflettori ma sempre pronta a far ascoltare le proprie opinioni\, circondata dagli amati animali\, BB ci svela emozioni ed errori\, vittorie e sconfitte\, delusioni e amori\, passioni deflagranti e dolori repressi\, e ci racconta come il successo\, molto spesso\, sia sinonimo di solitudine. Questo monologo è un modo per far i conti coi cambiamenti del costume in Europa\, ma anche con l’idea che ognuno di noi ha di libertà. \n\n\n\nSabato 18 aprile alle ore 21.00\, El Fùtbol\, testo di Gianvito Pulzone\, regia di Francesco Branchetti\, con Ettore Bassi\,Gianvito Pulzone\, Oscar Bellomo. Uno spettacolo dedicato allo spirito del calcio. Ettore Bassi interpreta un uomo dalla passione calcistica più pura\, ed evoca alcuni tra i più grandi calciatori della storia del calcio mondiale\, uomini che hanno fatto sognare e hanno dato coraggio a migliaia di persone con la loro generosità\, il loro coraggio. Oggi vengono i brividi a ricordare le magie delle loro imprese: racconti\, ricordi di ieri e di oggi\, rievocano il mondo che gira intorno al calcio e che è una metafora a volte dolorosa e a volte esaltante della nostra vita e della nostra società. Una storia dai tratti epici\, piena di poesia\, in cui l’attenta regia di Francesco Branchetti restituisce al testo la capacità di evocare lo spirito del calcio\, lo spirito del gioco in sé attraverso atmosfere fascinose\, colori\, luci\, suoni.  \n\n\n\nInfine\, a chiudere la stagione teatrale 2025-2026 del Teatro Vittoria\, sabato 9 maggio alle ore 21.00\, Meglio di Niente\, di e con Daniele Graziani e Lucio Dal Maso\, regia di Daniele Graziani e Lucio Dal Maso. Dopo Anche meno tornano I Carta Bianca con uno spettacolo che incarna alla perfezione il momento storico che stiamo vivendo: Meglio di niente. In questo lavoro i due portano sul palco un viaggio dentro le piccole e grandi mancanze della vita quotidiana\, trasformandole in carburante per la risata. Viviamo in un mondo in cui siamo sempre alla ricerca di qualcosa: più tempo\, più denaro\, più successo\, più attenzioni. Eppure\, spesso ci ritroviamo con molto meno di quanto desideriamo. È proprio in quel divario\, tra l’aspettativa e la realtà\, che i Carta Bianca inseriscono la loro comicità: leggera\, spiazzante\, a tratti surreale\, ma sempre diretta e universale. Lo spettacolo si sviluppa come un susseguirsi di quadri comici\, in cui i due si divertono a ribaltare situazioni comuni: l’attesa infinita al telefono con la segreteria automatica\, le promesse mai mantenute di politici e pubblicità\, gli imbarazzi dei rapporti umani\, persino le “tragedie” teatrali e quelle storiche. Ogni mancanza\, ogni piccola frustrazione diventa il punto di partenza per una gag\, un dialogo paradossale\, un crescendo di comicità. Con il loro stile fatto di tempi perfetti\, improvvisazioni calibrate e un continuo gioco di botta e risposta\, i Carta Bianca riescono a trasformare la precarietà e le contraddizioni del presente in un grande motore di divertimento. Perché\, se è vero che spesso non abbiamo tutto quello che vorremmo\, è altrettanto vero che una risata al momento giusto vale più di “molto”. Meglio di niente è quindi uno spettacolo che non racconta solo la mancanza\, ma celebra l’arte dell’accontentarsi e la capacità di trovare comicità anche nel vuoto. Un invito a ridere delle nostre insoddisfazioni quotidiane\, a scoprire che persino i momenti “minori” hanno un valore\, e che alla fine\, come dicono i due protagonisti\, se dalla vita non si può avere tutto\, va bene lo stesso\, perché ridere è sempre meglio di niente. \n\n\n\nABBONAMENTI E BIGLIETTI \n\n\n\nAbbonamento platea \n\n\n\nTariffa unica € 110 \n\n\n\nAbbonamento galleria \n\n\n\nTariffa unica € 80 \n\n\n\nVendita abbonamenti: \n\n\n\nsabato 13 dicembre ore 15.00/17.00 \n\n\n\nmercoledì 17 dicembre ore 17.30/19.00 \n\n\n\nsabato 20 dicembre ore 15.00/17.00 \n\n\n\ndomenica 21 dicembre ore 10.00/12.00 \n\n\n\nmartedì 23 dicembre ore 17.30/19.00 \n\n\n\nmercoledì 7 gennaio ore 17.30/19.00 \n\n\n\nvenerdì 9 gennaio ore 17.30/19.00 \n\n\n\nBiglietti platea \n\n\n\nBiglietto intero € 18 \n\n\n\nBiglietto ridotto € 15 \n\n\n\nBiglietti galleria \n\n\n\nBiglietto intero € 15 \n\n\n\nBiglietto ridotto € 13 \n\n\n\nBiglietti online: dal 12 gennaio su ciaotickets \n\n\n\nBiglietti presso il botteghino: \n\n\n\nil giorno dell’evento a partire da due ore \n\n\n\nprima dell’inizio dello spettacolo \n\n\n\nbiglietterie@paloreventi.it \n\n\n\n348/1813715 \n\n\n\nwww.atcllazio.it
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SUMMARY:"Obiettivo Creatività” all'Antico complesso di Capoborgo a Chiavari
DESCRIPTION:Sta per alzarsi il sipario\, a Chiavari\, sulla settima edizione di “Obiettivo Creatività”\, il progetto per la valorizzazione dell’antico complesso di Capoborgo lanciato nel 2020 da Lunaria Teatro con il sostegno del Comune di Chiavari\, e grazie al quale è stato possibile recuperare e valorizzare l’auditorium dell’ex chiesa di San Francesco\, scelta anche quest’anno quale palco dei quattro appuntamenti che compongono il cartellone principale\, mentre l’auditorium di Largo Pessagno ospiterà i tre spettacoli per bambini che completano il programma. \n\n\n\nIl primo appuntamento\, domenica 18 gennaio\, sarà proprio con i più piccoli\, cui è dedicato “L’InCantastorie” impersonato da Dario Apicella\, equipaggiato solo di una chitarra e di una valigia piena di strani oggetti e di storie\, grandi e piccole\, raccolte in giro per il mondo. \n\n\n\nMartedì 27 gennaio\, invece\, il debutto della prosa: in occasione della Giornata della Memoria\, va in scena “La merce più preziosa”\, testo di Jean-Claude Grumbergtradotto e riadattato dal regista Beno Mazzone\, con protagonisti Alessio Barone e Silvia Trigona. I fatti raccontati da Grumberg fanno riferimento al vissuto di una famiglia francese deportata nell’inverno del 1943\, laddove “la merce più preziosa” non è altro che un fagottino di bimba lanciato dal finestrino di uno di quei treni della morte che trasportavano gli ebrei verso i campi di concentramento\, estremo tentativo di un padre di salvare uno dei suoi due gemelli con cui la sorte gli era stata prodiga\, al contrario di una misera coppia di taglialegna senza figli che ritroverà il fagottino. Le voci narranti\, due maschili e una femminile\, diventano di volta in volta i personaggi narrati. Il senso dell’opera è racchiuso nelle parole dello stesso autore: «Ecco la sola cosa che merita di esistere nelle storie come nella vita vera. L’amore\, l’amore che si dà ai bambini\, ai propri e a quelli degli altri». \n\n\n\nLa programmazione principale prosegue domenica 15 febbraio con “Un bès\, Antonio Ligabue”\, diretto e interpretato da Mario Perrotta\, attore\, regista e drammaturgo tra i più autorevoli del teatro contemporaneo\, celebre per i suoi lavori di teatro di narrazione e per progetti che intrecciano memoria storica\, biografia e indagine sociale. Tra questi progetti spicca proprio questo spettacolo\, che ha ottenuto importanti riconoscimenti quali i premi Ubu – considerati gli “Oscar” del teatro italiano –\, Hystrio Twister\, Anct e miglior Progetto Ligabue\, e ripercorre la vita\, solitaria e oltre i margini della cosiddetta normalità\, di uno dei più importanti pittori italiani del Novecento. \n\n\n\nVenerdì 20 marzo un grande classico nella produzione di Lunaria e del teatro italiano\, “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello interpretato da Pietro Montandon\, divenuto ormai il volto simbolo della compagnia diretta da Daniela Ardini\, impegnata su questo progetto anche nelle vesti di regista. \n\n\n\nInfine\, sabato 28 marzo è in agenda “Il circo capovolto”\, che Andrea Lupodirige ed interpreta ispirandosi all’omonimo romanzo di Milena Magnani. Anche in questo caso si tratta di uno spettacolo applaudito dalla critica\, alla luce dei riconoscimenti ottenuti ai Fringe Festival di Roma e Catania\, al Palio Ermo Colle e al Premio Mauro Rostagno. Ad essere raccontate sono due storie parallele ma strettamente intrecciate\, quella di Branko e quella del nonno Nap’apò\, due generazioni di rom un’Europa in cui le etnie nomadi hanno vissuto e ancora conducono vite separate\, a parte. \n\n\n\nCompletano il programma di Obiettivo Creatività\, come detto\, gli spettacoli per i bambini in Largo Pessagno: oltre al già citato Dario Apicella nei panni de “L’InCantastorie” del 18 gennaio\, anche i burattini di Mauro Pagan protagonista domenica 8 febbraio con “Gino Pesciolino” e\, per concludere\, domenica 1º marzo “Il gatto dagli stivali” interpretato da Daniele De Bernardi. \n\n\n\n               «Obiettivo Creatività torna con una nuova proposta di spettacoli che colpiscono e invitano a riflettere\, compresi quelli\, per bambini\, all’Auditorium di Largo Pessagno – esordisce Daniela Ardini\, direttrice artistica di Lunaria Teatro –. La programmazione principale si aprirà\, nella Giornata della Memoria\, con un testo di Grumberg portatore di speranza in questi tempi politicamente così complicati; il pluripremiato spettacolo di Mario Perrotta racconterà\, invece\, la “diversità” del pittore Ligabue\, portando avanti la linea artistica del teatro di narrazione che nelle passate edizioni ha già visto avvicendarsi\, sul palco dell’Auditorium San Francesco\, attori del calibro di Davide Enia\, Marco Baliani e Lucilla Giagnoni\, e che quest’anno propone anche il giovane Andrea Lupo\, segnalato come miglior interprete proprio con “Il circo capovolto”. La nostra produzione dal Fu Mattia Pascal\, romanzo iconico di Pirandello le cui prove saranno aperte al pubblico\, vedrà infine il ritorno di Pietro Montandon a interpretare tutti i personaggi del testo tramite l’impiego di maschere». \n\n\n\n«Obiettivo Creatività è uno tra gli appuntamenti più importanti del palinsesto culturale cittadino\, capace di rinnovarsi e di coinvolgere pubblici diversi. Un’attenzione particolare è rivolta anche ai più giovani\, attraverso iniziative e appuntamenti pensati specificamente per i bambini\, affinché la cultura sia accessibile e condivisa fin dalla più tenera età – spiega l’assessore alla Cultura Silvia Stanig –. In occasione del Giorno della Memoria\, il programma assume inoltre un significato ancora più profondo\, offrendo momenti di riflessione e consapevolezza che contribuiscono a mantenere viva la memoria storica e a trasmetterne i valori fondamentali alle nuove generazioni». \n\n\n\nProgramma Obiettivo Creatività 2026  \n\n\n\nAuditorium San Francesco \n\n\n\nMartedì 27 gennaio ore 21 \n\n\n\nLA MERCE PIÙ PREZIOSA \n\n\n\ndi Jean-Claude Grumberg \n\n\n\ntraduzione\, adattamento e regia Beno Mazzone \n\n\n\ncon Alessio Barone e Silvia Trigona \n\n\n\nresponsabile tecnico Salvatore Giuliana \n\n\n\nproduzione Teatro Libero Palermo \n\n\n\nDomenica 15 febbraio ore 17 \n\n\n\nUN BÈS – ANTONIO LIGABUE \n\n\n\ndi e con Mario Perrotta \n\n\n\ncollaborazione alla regia Paola Roscioli \n\n\n\nproduzione Permar / Teatro dell’Argine \n\n\n\nVenerdì 20 marzo ore 21 \n\n\n\nIL FU MATTIA PASCAL \n\n\n\ndal romanzo di Luigi Pirandello \n\n\n\ncon Pietro Montandon \n\n\n\nscene Giorgio Panni Giacomo Rigalza \n\n\n\nregia Daniela Ardini \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nSabato 28 marzo ore 21 \n\n\n\nIL CIRCO CAPOVOLTO \n\n\n\nliberamente tratto dal romanzo di Milena Magnani \n\n\n\ndi e con Andrea Lupo \n\n\n\ndiretto da Andrea Paolucci \n\n\n\nmusiche originali David Sarnelli \n\n\n\nproduzione Teatro delle Temperie \n\n\n\nSpettacoli per bambini \n\n\n\nAuditorium di Largo Pessagno \n\n\n\nCANTASTORIE \n\n\n\nDomenica 18 gennaio ore 17 \n\n\n\nL’INCANTASTORIE \n\n\n\ncon Dario Apicella \n\n\n\nproduzione Associazione Culturale Eureka \n\n\n\nper bambini dai 4 anni  \n\n\n\nBURATTINI \n\n\n\nDomenica 8 febbraio ore 17 \n\n\n\nGINO PESCIOLINO \n\n\n\nscritto e animato da Mauro Pagan \n\n\n\nproduzione Opera della Marionette \n\n\n\nper bambini dai 3 anni \n\n\n\nTEATRO DI FIGURA \n\n\n\nDomenica 1º marzo ore 17 \n\n\n\nIL GATTO DAGLI STIVALI \n\n\n\ncon Daniele De Bernardi \n\n\n\nproduzione Teatrino dell’Erba Matta \n\n\n\nAssociazione Trombe e Tamburi \n\n\n\nper bambini dai tre anni  \n\n\n\nPrezzi \n\n\n\nSpettacoli: biglietto unico 5 euro \n\n\n\nL’incasso verrà devoluto al Comune di Chiavari per azioni di pubblica utilità. \n\n\n\nInfo e Prenotazioni \n\n\n\nLunaria Teatro \n\n\n\nTel. +39 010 2477045 \n\n\n\nwww.lunariateatro.it \n\n\n\ninfo@lunariateatro.it \n\n\n\nwww.comune.chiavari.ge.it
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SUMMARY:"Il Novecento in scena" al Teatro Porta Portese
DESCRIPTION:Al via e fino al 13 giugno al Teatro Porta Portese il progetto formativo e performativo gratuito “Roma Novecento – Forma et Performa”\, percorso intergenerazionale e inclusivo dedicato al Novecento italiano visto attraverso Roma. Il programma prevede tre laboratori sui mestieri del cinema\, del teatro e delle arti visive (teatro e scrittura\, illuminotecnica\, fotografia e Photoshop) e otto master di approfondimento che intrecciano arti\, pensiero\, storia\, musica e cinema da prospettive diverse. La conclusione performativa è in programma il 15 e 16 giugno al Teatro Belli. \n\n\n\nRoma\, il Novecento come materia viva  \n\n\n\nRoma è un archivio vivente del Novecento: lo attraversa come un corpo attraversa la storia\, diventando custode di ferite\, gioie\, dolori\, vittorie\, conquiste\, visioni\, utopie\, contraddizioni\, voci popolari e grandi pensieri. Ogni strada\, spettacolo\, canzone\, film\, romanzo ed evento racconta un passaggio del secolo breve. Da questa stratificazione viva nasce “ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA”\, progetto che restituisce alla scena la memoria come esperienza condivisa\, gesto artistico e racconto corale\, capace di approfondire il passato per parlare al presente.  \n\n\n\n“ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA” è un progetto formativo e performativo gratuito che attraversa il Novecento italiano osservandolo da un punto di vista preciso: Roma\, la sua storia\, le sue trasformazioni sociali\, artistiche e culturali. Il progetto integra formazione\, partecipazione culturale e produzione artistica\, trasformando la memoria storica in un racconto scenico corale e contemporaneo. Ideato e realizzato dal Gruppo Teatro Essere APS\, è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria. È vincitore dell’Avviso Pubblico\, curato dal Dipartimento Attività Culturali\, per la concessione di contributi destinati a sale teatrali private con capienza inferiore a 100 posti aventi sede a Roma\, per progetti di ricerca e sperimentazione nell’ambito dello spettacolo dal vivo e della formazione\, stagione 2025/2026. \n\n\n\nUn percorso di formazione e creatività \n\n\n\nIl cuore del progetto “ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA” è il laboratorio teatrale e di scrittura ospitato al Teatro Porta Portese. Il laboratorio\, gratuito e aperto a tutti fino a un massimo di sedici partecipanti\, sarà attivo fino al 13 giugno: le iscrizioni sono già aperte. Ogni martedì\, dalle 18.00 alle 20.00\, i partecipanti saranno accompagnati in un viaggio nel Novecento attraverso recitazione\, canto\, storia e cinema. Il laboratorio lavora sui grandi temi del secolo – guerra\, ideologie\, regimi\, censura\, libertà\, identità\, grandi conquiste e trasformazioni sociali – mettendo in rapporto conoscenza storica\, pratica e scrittura scenica. Il percorso è condotto da Eleonora Tosto (attrice e cantante)\, Susy Sergiacomo (attrice e docente)\, Tonino Tosto (attore\, autore e regista)\, con la partecipazione di Fabrizio Bordignon (attore)\, Valentino Orfeo (autore teatrale)\, Roberto Angelelli (attore)\, Roberto Tesconi (attore). Il laboratorio è gratuito e aperto a tutti per un massimo di sedici partecipanti. Per informazioni e iscrizioni chiamare il numero + 39 351 3493695. \n\n\n\nLe masterclass – Otto voci autorevoli sul secolo breve \n\n\n\nAccanto al laboratorio teatrale e di scrittura (massimo 16 iscritti)\, il progetto propone anche un ciclo articolato di otto masterclass di tre ore ciascuna\, dedicate ad approfondire il Novecento da prospettive diverse e ospitate presso il Teatro Porta Portese. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti (massimo 50 persone). Per informazioni chiamare il numero + 39 351 3493695. \n\n\n\nIl percorso si apre con Giacomo Marramao\, filosofo e professore emerito dell’Università degli Studi Roma Tre\, che domenica 8 febbraio guida una riflessione su storia e pensiero filosofico del Novecento. Il 15 febbraio Eleonora Tosto conduce un viaggio nella canzone romana\, da Romolo Balzani ai cantautori contemporanei\, come specchio delle trasformazioni sociali della città. Il 22 febbraio Susy Sergiacomo affronta Luigi Pirandello\, le sue novelle ambientate a Roma e il rapporto tra identità\, maschera e verità. Il cinema si fa cronaca e memoriadomenica 1 marzo con Alberto Crespi\, giornalista e critico cinematografico\, che accompagna il pubblico attraverso il Novecento romano e italiano\, osservando le vicende storiche e sociali raccontate in film come La grande guerra\, Roma città libera\, Una vita difficile\, C’eravamo tanto amati. Il 15 marzo Salvatore Aricò\, drammaturgo e studioso\, approfondisce il teatro del secondo Novecento tra sperimentazione\, avanguardie e nuovi linguaggi. Il 22 marzo Tiziana Bagatella\, attrice e docente\, intreccia poesia e scena\, da Pier Paolo Pasolini alla tragedia greca riletta nelle borgate romane. Il 29 marzo Ernesto Bassignano\, cantautore e giornalista\, racconta la storia del Folkstudio\, dei cantautori romani\, fino alle forme musicali contemporanee. Il ciclo si conclude il 19 aprile con Tonino Tosto\, che attraversa teatro e canzone nel Novecento\, dal café-chantant alla commedia musicale\, da Lina Cavalieri a Ettore Petrolini\, da Garinei e Giovannini a Gigi Proietti. \n\n\n\nLa mostra – I luoghi della memoria \n\n\n\nDa 9 aprile al 13 giugno\, il Teatro Porta Portese ospita la mostra fotografica “Roma 900: Percorsi Fotografici nella Memoria dei Luoghi”\, con la direzione di Emiliano Bartolucci. La mostra\, che esporrà le opere dei partecipanti al laboratorio formativo previsto dal progetto\, proseguirà il dialogo con la scena e con il pubblico anche presso il Teatro Belli nei giorni 15 e 16 giugno (dalle ore 11.00 alle ore 23.00)\, diventando parte integrante del racconto performativo. Ingresso gratuito. \n\n\n\n​I percorsi formativi – I mestieri del cinema\, del teatro e delle arti visive\n\n\n\nIl progetto prevede tre percorsi formativi dedicati alle tecniche di recitazione\, scrittura e messa in scena; i mestieri del cinema\, del teatro e delle arti visive\, pensati per offrire competenze professionalizzanti e strumenti tecnici fondamentali per la realizzazione dello spettacolo dal vivo: \n\n\n\n– laboratorio teatrale e di scrittura (60 ore\, massimo 16 iscritti)\, che proporrà ai partecipanti i linguaggi e le tecniche della scena\, la drammaturgia e la scrittura per il teatro e l’audiovisivo\, come pratica di costruzione narrativa e consapevolezza espressiva. Si svolge il martedì\, dalle ore 18.00 alle ore 20.00. \n\n\n\n– laboratorio di Illuminotecnica (20 ore\, massimo 10 iscritti)\, tenuto da Fabio Zambardi\, che approfondirà il ruolo della luce come linguaggio scenico\, artistico e drammaturgico. Si svolge il venerdì\, dalle ore 15.30 alle ore 16.30.  \n\n\n\n– laboratorio di fotografia e photoshop (20 ore\, massimo 10 iscritti)\, tenuto da Emiliano Bartolucci\, dedicato allo studio dell’immagine e alla sua elaborazione digitale applicata al teatro e al cinema. Si svolge il venerdì\, dalle ore 16.30 alle ore 18.00.  \n\n\n\nSia il laboratorio di illuminotecnica sia quello di fotografia interagiranno con il laboratorio teatrale e di scrittura\, contribuendo alla realizzazione della performance finale. Per informazioni e iscrizioni chiamare il numero + 39 351 3493695. \n\n\n\nLa conclusione \n\n\n\nIl progetto si conclude con la performance “ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA”\, in scena il 15 e 16 giugno alle ore 20.30 presso il Teatro Belli. Le due serate restituiscono al pubblico un racconto scenico del Novecento costruito dai partecipanti al laboratorio\, intrecciando parole\, scene\, musiche\, immagini\, fotografie e video montati da Michele Tantillo\, anche a partire da materiali selezionati dagli allievi. In scena\, tutti i partecipanti ai percorsi formativi\, compresi coloro che hanno preso parte ai laboratori sui mestieri del teatro e delle arti visive. L’ingresso al Teatro Belli è gratuito fino ad esaurimento posti. \n\n\n\nUn progetto cittadino e intergenerazionale \n\n\n\n“ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA” si configura come un grande progetto cittadino\, capace di unire formazione\, creazione artistica e partecipazione culturale. Teatro\, musica\, cinema\, fotografia e pensiero diventano strumenti per rileggere il Novecento e trasformarlo in un racconto scenico condiviso\, in cui Roma emerge come protagonista\, archivio vivente e spazio di trasmissione della memoria.
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SUMMARY:A Qualcuno Piace Classico al Palazzo delle Esposizioni
DESCRIPTION:A Qualcuno Piace Classico taglia il traguardo della quindicesima edizione e si conferma ancora una volta uno degli appuntamenti più amati non solo dagli appassionati\, ma anche da chi semplicemente vuole entrare in contatto con un cinema e un mondo che non esistono più e che proprio per questo possono forse aiutarci a mettere in prospettiva la realtà (e i film) di oggi. Nel programma di quest’anno spicca il ruolo speciale assegnato al noir\, a partire dai titoli di apertura e chiusura: Femmina folledi John Stahl\, primo film del genere a essere girato in Technicolor\, e Strade violente di Mann\, uno degli autori che più ha lavorato a una ridefinizione moderna del noir. E se “noir” è un termine che viene dalla Francia\, non poteva mancare un omaggio al cinema d’oltralpe con uno Chabrol degli anni ‘80\, Volto segreto\, piccola rarità riproposta in pellicola 35mm.  \n\n\n\nPer alcune atmosfere e per il senso profondo di fatalismo\, anche un film come Fuggiasco di Carol Reed può rientrare agevolmente nel noir\, malgrado in questo caso declinato attraverso il tema politico della questione nordirlandese\, e lo stesso potrebbe darsi con La caccia\, gioiello di Arthur Penn in cui ritroviamo un uomo braccato in un contesto sociale incandescente. La politica lambisce anche il mondo totalitario immaginato ne La fuga di Logan e naturalmente Acque del Sud di Hawks\, girato durante la Seconda Guerra Mondiale\, sebbene qui a rubare la scena sia la coppia Bogart e Bacall: insieme per la prima volta sullo schermo\, saranno destinati nella vita a uno dei matrimoni più solidi e ammirati della storia di Hollywood. \n\n\n\nCome ogni anno una serata sarà dedicata al cinema muto accompagnato dal vivo con L’angelo del focolare di Dreyer\, titolo meno conosciuto e da riscoprire del maestro danese\, che in anticipo sui tempi riflette stavolta sul patriarcato e sulle dinamiche di coppia. Un’altra figura maschile prevaricatrice è poi quella del protagonista di Él\, titolo celeberrimo di Luis Buñuel\, che firma uno dei suoi film più riusciti e corrosivi del periodo messicano. Restando infine nel frastagliato arcipelago del Surrealismo\, sarà Man Ray al centro del programma consueto sul cinema delle avanguardie: nel cinquantenario della morte\, un omaggio necessario a uno dei più influenti artisti del Novecento\, il primo tra l’altro a dimostrare che\, incredibilmente\, si può fare un film anche senza cinepresa. \n\n\n\nINGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI CON PRENOTAZIONE CONSIGLIATA \n\n\n\nPuoi prenotare su www.palazzoesposizioniroma.it dalle ore 9.00 del giorno precedente fino a due ore prima della proiezione.
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SUMMARY:"'O tuono 'e marzo" al Teatro Prati
DESCRIPTION:Il fascino senza tempo del teatro napoletano: al Prati Fabio Gravina porta in scena la commedia corale di Vincenzo Scarpetta\, “‘O tuono ‘e marzo”\,  tra arredi d’antiquariato e sartoria storica  \n\n\n\nIl fascino senza tempo della commedia napoletana rivive nel cuore pulsante di una Roma moderna. Nello spazio culturale del Teatro Prati si mescolano una serie di preziosi elementi: la tradizione del “teatro vero”\, i costumi confezionati seguendo fedelmente le linee sartoriali dell’epoca\, la scenografia ricostruita con pezzi di antiquariato e la messa in scena di capolavori senza età che conquistano il pubblico. Per questo motivo Fabio Gravina\, Direttore Artistico di questo teatro\, situato in via degli Scipioni nel quartiere Prati\, ancora una volta ha deciso di portare sul palco uno spettacolo corale: “ ‘O tuono ‘e marzo”\, commedia di Vincenzo Scarpetta che Eduardo De Filippo portò alla ribalta in televisione con la sua presenza e quella di Paolo Stoppa e Rina Morelli. Lo spettacolo\, nel nuovo adattamento di Gravina che è anche uno dei protagonisti\,  sarà in scena dal 23 gennaio e fino all’1 marzo 2026 e prodotto da Arte del Teatro. Cast d’eccezione\, Corrado Taranto e Eduardo Ricciardelli\, Alida Tarallo\, Pierre Bresolin\, Sara Scotto Di Luzio\, Luca Cardillo\, Michele Sibilio\, Sara Guardascione\, Alessandro Casola\, per una trama ricca di satira\, ritmi serrati\, intrecci pronti a scatenare le risate degli spettatori. Al centro la famiglia\, un pilastro che ieri come oggi resta fondamentale. Sofia\, sorella di Don Saverio\, gli confessa di essere stata vittima di un fatale avvenimento: durante il loro viaggio a Roma\, mentre si riposava in albergo\, nella notte era scoppiato un pauroso temporale con tanto di tuoni e fulmini. Impaurita era uscita dalla sua camera per trovare rifugio in quella del fratello ma per errore\, e a causa della mancanza di luce\, era entrata in quella di uno sconosciuto ed era svenuta per il terribile rumore di un tuono. L’ignoto individuo aveva colto l’occasione approfittando di lei. E così da quell’agitato incontro era nato Don Felice Sciosciammocca\, figlio naturale e segreto di Sofia\, ora fidanzato con Marietta\, figlia di don Saverio. Sofia aveva fatto di tutto per identificare l’uomo che l’aveva oltraggiata. Era arrivata perfino ad ingaggiare un investigatore privato\, ma senza esito. Poi un giorno l’infido domestico Turillo\, a conoscenza del segreto dopo averlo ascoltato di nascosto durante una conversazione privata\, si dichiara padre di Don Felice\, il quale è ignaro di essere figlio di Donna Sofia. Le cose si complicano ancora di più quando ritorna dall’America Don Alfonso Trocoli\, che l’investigatore riconosce come il vero padre di Felice Sciosciammocca. Un gran finale da non perdere.  \n\n\n\n Infoline 06/39740503  \n\n\n\nOrari spettacoli:  \n\n\n\n– Dal Martedì al Venerdì ore 21:00   \n\n\n\n– Sabato ore 17:30 e ore 21:00  \n\n\n\n– Domenica e festivi ore 17:30 (ultimo spettacolo della stagione ore 18:00)
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SUMMARY:On Becoming A Wolf di Francesca Cao\, la mostra a Galleria Zema
DESCRIPTION:Il giorno 24 gennaio 2026 alle ore 17.30 la Galleria Zema presenta la mostra On Becoming A Wolf di Francesca Cao\, un progetto fotografico sviluppato e curato dall’artista stessa attraverso l’Errore Metodico\, una tecnica fotografica analogica brevettata\, basata sulla sovrapposizione intenzionale di più fotogrammi in fase di scatto. Lontano da un intento documentaristico\, il lavoro prende forma come una narrazione interiore e psicanalitica\, un’indagine visiva che attraversa il tema della liberazione del femminile mediante un linguaggio intimo\, istintivo e imperfetto. \n\n\n\nLe immagini\, infatti\, non aspirano a restituire una realtà oggettiva ma aprono un territorio emotivo in cui memoria e presente\, coscienza e inconscio\, controllo e abbandono possono coesistere. Alla base del progetto vi è un ripensamento del rapporto tra fotografia e verità che\, in questa doppia posizione di autrice e curatrice\, viene assunto come parte integrante del processo stesso. Se la tradizione fotografica ha spesso posto l’accento sulla fedeltà del mezzo e sull’onestà del documento\, qui la fotografia è intesa come spazio di esperienza soggettiva\, di pensiero e di possibile rivelazione interiore. L’immagine fotografica si presenta così instabile e stratificata\, attraversata da tensioni e slittamenti\, aprendo alla possibilità di una realtà altra\, specchio di un immaginario intimo. \n\n\n\nIn questo senso\, il progetto si colloca in dialogo con alcune istanze del surrealismo di André Breton\, che riconosceva nel gesto artistico una via di accesso all’inconscio: attraverso l’uso consapevole dell’errore e dell’imprevisto\, una macchina fotografica del 1936 viene progressivamente sottratta a una funzione di controllo per diventare parte attiva del processo creativo. Sfocature\, movimenti e sovrapposizioni\, emergono come tracce di un pensiero non razionale\, come affioramenti di una dimensione profonda e non completamente addomesticata. La sovrapposizione dei fotogrammi genera immagini sospese\, prossime alla logica del sogno lucido\, che lasciano spazio a una pluralità di letture. In questo progressivo abbandono del controllo\, la fotografia si allontana dalla perfezione digitale per riappropriarsi dell’errore come gesto generativo.  \n\n\n\nCome scrive Alessia Locatelli\, curatrice della Biennale di Fotografia Femminile: «Questo approccio crea immagini a volte intime\, altre volte narrative e metaforiche\, trascendendo le norme convenzionali. Il lavoro sfida la nozione di errore umano\, evidenziando i casi storici in cui gli errori hanno portato a scoperte innovative\, facendo eco alla resilienza e al pensiero laterale fondamentali per la creatività umana. Questa partenza metodologica abbraccia l’imprevedibilità dell’emozione umana\, deviando dalla razionalità cartesiana verso l’esplorazione di infinite possibilità.» \n\n\n\nIl titolo On Becoming a Wolf rimanda a Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés e può essere inteso come un invito a riscoprire l’anima selvaggia\, sottraendosi all’ossessione per l’ordine\, il controllo e la forma compiuta. In questo percorso\, la fotografia tende a liberarsi dal peso della rappresentazione per farsi esperienza di luce e di materia\, spazio di proiezione per lo spettatore. La verità non si colloca nella superficie dell’immagine\, ma si attiva nel mondo interiore di chi guarda\, in quel territorio fragile e potente in cui l’essere smette di controllarsi e inizia\, forse\, a diventare. \n\n\n\nDomenica 25 gennaio dalle 15.00 alle 19.30\, l’artista sarà in galleria per una sessione di ritratti realizzati con la tecnica dell’Errore Metodico: chi fosse interessato può fissare un appuntamento scrivendo alla mail della galleria.  \n\n\n\nBIOGRAFIE \n\n\n\nFrancesca Cao è una fotografa italiana che vive a Milano. Laureata in Filosofia\, ha studiato fotografia all’International Center of Photography di New York. Il suo lavoro è stato esposto in Italia\, Europa e Stati Uniti\, ed è parte della Collezione Donata Pizzi. Le sue immagini sono apparse su testate come The New York Times\, Corriere della Sera\, D – la Repubblica\, Wired e Marie Claire. Nel 2020 ha pubblicato il libro Temporary Life (Postcart Edizioni). Con il progetto On Becoming A Wolf ha sviluppato una tecnica analogica originale\, l’Errore Metodico\, basata sulla sovrapposizione in camera di fotogrammi. Questo lavoro ha ottenuto riconoscimenti internazionali\, tra cui una menzione d’onore ai Tokyo International Foto Awards e l’inclusione nella mostra annuale del Houston Center for Photography (2025). Nel corso della sua carriera è stata vincitrice della Tierney Fellowship (International Center of Photography New York) e finalista per premi come l’Inge Morath Award (Magnum Foundation) e l’Unseen Dummy Award di Amsterdam. La sua ricerca esplora temi di identità\, memoria e imperfezione attraverso un linguaggio fotografico intimo e sperimentale\, che unisce narrazione\, installazione e tecnica.  \n\n\n\nGalleria Zema. Fondata a Roma il 6 marzo del 2025 da Emanuela Zamparelli\, la Galleria ZEMA è uno spazio indipendente dedicato esclusivamente all’esposizione e promozione dei lavori di artiste donne\, e in particolare della fotografia contemporanea femminile. La galleria rappresenta fotografe italiane e internazionali\, accomunate da uno sguardo autonomo\, critico e consapevole sul presente\, e diverso da altri sguardi. Attraverso un programma espositivo che intreccia ricerca artistica\, impegno sociale e riflessione culturale\, la galleria si propone come luogo di visibilità e ascolto\, dove il corpo\, l’identità\, la memoria e il conflitto diventano temi da indagare per dare nuova forma e contenuto al vissuto e alla memoria\, alla ribellione e all’intimità. ZEMA non è solo una galleria\, ma un progetto curatoriale\, uno spazio vivo in cui la fotografia si fa linguaggio\, relazione e resistenza. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nFrancesca CaoOn Becoming A Wolf \n\n\n\nInaugurazione 24 gennaio 2026 ore 17.30 \n\n\n\nFino al 7 marzo 2026Orari: martedì ore 16:00 – 19:30\, dal mercoledì al sabato ore 15:00 – 19:30 
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SUMMARY:"Lo Spazio in Versi" tra Teatro India e Teatro Torlonia
DESCRIPTION:La poesia e la musica tornano a incontrarsi nella seconda edizione de Lo Spazio in Versi\, un ciclo di cinque appuntamenti dove la potenza della parola incontra l’anima della canzone d’autore\, muovendosi tra la scena del Teatro India e del Teatro Torlonia. \n\n\n\nIl cammino tra versi e armonie – ideato da Oscar Pizzo e curato da Andrea Satta e Maria Grazia Calandrone con gli interventi di Andrea Cortellessa – invita a riflettere sul nostro tempo e sul nostro mondo attraverso le voci di poeti e cantautori\, che si alterneranno sulla scena in cinque incontri dal 25 gennaio al 29 aprile. Un ponte che unisce il vigore evocativo della parola alla forza espressiva della musica\, per esplorare temi universali come l’amore\, la solitudine\, la delusione\, la rabbia\, l’infinito e la visceralità. \n\n\n\nUn dialogo tra mondi affini e distanti\, tra parole recitate e parole cantate\, alla ricerca di punti di contatto\, differenze\, risonanze\, che trasforma il palco in uno spazio di coscienza collettiva dove la pagina scritta dei poeti si fonde con la voce dei cantautori\, per riscoprirla come canto vivo e con la forza della verità teatrale. «È tutto molto semplice – spiegano i curatori – amori\, delusioni\, rinascite e lampi si incontrano su queste tavole. Lo abbiamo imparato lo scorso anno: da certe serate si esce diversi. È un’ora agile in cui i versi e le armonie tradiscono i perimetri e le geometrie del quotidiano». \n\n\n\nOgni appuntamento sarà un’occasione per ascoltare voci diverse\, tra nuovi talenti e maestri\, spaziando dalla poesia più intima alle canzoni più coinvolgenti\, per dare vita a un dialogo profondo tra artisti e pubblico. Ciascuno dei cinque eventi si presenta\, infatti\, come un’esperienza unica di incontro tra un poeta e un cantautore\, con incursioni di specialisti ed esperti lettori di versi come Andrea Cortellessa e con le incursioni al pianoforte di Angelo Pelini\, mentre gli artisti saranno accolti da Maria GraziaCalandrone e Andrea Satta\, che guideranno il pubblico in un viaggio alla scoperta delle opere e degli autori. \n\n\n\nLo Spazio in Versi si apre il 25 gennaio al Teatro India (ore 21) con la poetessa Maria Grazia Calandrone accompagnata dalle note della celebre cantautrice Nada\, una serata che promette di esplorare le radici profonde dell’emozione umana. Il percorso prosegue poi nella cornice intima del Teatro Torlonia il 4 febbraio (ore 20)\, dove la parola misurata di Nicola Bultrini dialogherà con la cifra autoriale del musicista Giulio Casale. La primavera porterà nuove rifrazioni sempre al Teatro Torlonia: il 18 marzo (ore 20) con protagonisti il poeta Claudio Damiani e la cantautrice Diana Tejera\, pronti a intrecciare contemplazioni e melodie in un gioco di specchi tra metrica e note; il 22 aprile (ore 20) lo spazio si aprirà alla modernità di Giuliano Logos\, la cui poetica incontrerà il mondo musicale di Carmine Torchia; per concludere il 6 maggio (ore 20) con un appuntamento di altissimo profilo che vedrà protagoniste la poetessa Antonella Anedda e la cantautrice Giulia Mei. \n\n\n\nInfo e orari:Teatro India – domenica 25 gennaio 2026 – ore 21.00 \n\n\n\nTeatro Torlonia – i mercoledì 4 febbraio – 18 marzo – 22 aprile – 29 aprile 2026 ore 20.00 \n\n\n\nBiglietti e card: \n\n\n\nbiglietti intero 8€ – TdR Card In Versi: € 25 x 5 appuntamenti
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SUMMARY:Palcoscenico Danza Mostri al Teatro Astra di Torino
DESCRIPTION:Dal 25 gennaio al 29 aprile 2026\, Palcoscenico Danza esplora l’ibridazione tra umano\, natura e mito con grandi ospiti internazionali e solidi riferimenti nel mondo della danza nazionale. Sempre di più la rassegna si inserisce come parte integrante dell’articolato cartellone di prosa della Fondazione TPE diretta da Andrea De Rosa\, ideatore della linea concettuale che accompagna il triennio in corso dedicato al tema dell’identità e al modo in cui le persone si trasformano nel corso della loro esistenza. \n\n\n\nPer questo motivo\, a partire da quest’anno\, la rassegna Palcoscenico Danza avrà lo stesso titolo della stagione teatrale. MOSTRI proporrà infatti un viaggio coreografico tra figure deformate\, divinità mitologiche\, creature ibride e icone sacre della cultura mondiale. \n\n\n\n«Una stagione variegata e sorprendente — dichiara il direttore Paolo Mohovich — ricca di creature mostruose: dai vulcani Fuji ed Etna alle divinità taiwanesi\, dall’uomo-cervo cibernetico al mostro sacro Maria Callas. Figure che attraverso la danza indagano la natura\, il sacro e l’umano in modi inediti e perturbanti». \n\n\n\nIL PROGRAMMA DELLA RASSEGNA \n\n\n\nL’apertura: Tra Etna e Fuji (25 gennaio) L’inaugurazione è affidata a Roberto Zappalà con Brother to Brother – dall’Etna al Fuji. Uno spettacolo potente che mette in dialogo la Sicilia e il Giappone attraverso il ritmo ancestrale dei tamburi Taiko (eseguiti dai Munedaiko) e la forza vulcanica di nove danzatori. \n\n\n\nL’omaggio alla “Divina”: Callas (5 febbraio) Nel centenario della nascita di Maria Callas\, la COB Compagnia Opus Ballet presenta Callas\, Callas\, Callas. Tre coreografi d’eccezione — Adriano Bolognino\, Carlo Massari e Roberto Tedesco — reinterpretano il mito della Callas attraverso tre sguardi contemporanei e astratti. \n\n\n\nMiti Internazionali e Taiwan (28 febbraio – 1 marzo) L’eccellenza internazionale arriva con la Hung Dance di Taiwan in Glanced Crack. Il coreografo Lai Hung Chung esplora la resilienza attraverso il mito di Nuwa. Giovanni Insaudo indaga con Mitici il rapporto cupo e alieno tra umani e dèi. \n\n\n\nBiografie Sceniche e Ibridazioni (24 marzo – 29 aprile) La stagione prosegue con Emanuela Tagliavia e il suo Shortcut\, una costellazione di frammenti d’arte che spaziano da Burri a Dalí.  \n\n\n\nIl 31 marzo e il 1° aprile\, Elías Aguirre porta in scena Aurunca\, una riflessione sulla morte e sui “non-luoghi”\, trasformando il corpo in un ecosistema tra insetti e visioni urbane. \n\n\n\nLa chiusura è affidata ai giovani talenti di Eko Dance Project con Made4you.x (23-24 aprile) che festeggia dieci anni con una creazione di Nacho Duato – Liberté\, estratto da Rassemblement\, creazione del 1990 realizzata per il Cullberg Ballet – oltre alle nuove opere di Paolo Mohovich\, Salvatore De Simone e Giovanni Insaudo; al trio guidato da Cristiana Casadio con Of Restless Nature (28-29 aprile)\, ispirato alle affascinanti “donne-insetto” della scultrice Germaine Richier e alle Architetture di spazi minimi del Collettivo Lattea in collaborazione con Interplay Link. \n\n\n\nFORMAZIONE: MASTERCLASS CON ELÍAS AGUIRRE \n\n\n\nIl 1° aprile\, presso la sede di Eko Dance Project\, l’artista multidisciplinare Elías Aguirre terrà una masterclass aperta a danzatori e curiosi\, focalizzata sulla “natura invisibile” e sul movimento degli insetti\, integrando danza urbana e teatro gestual
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SUMMARY: Rossellini Spazio Jazz
DESCRIPTION:Prosegue e giunge a compimento nel mese di marzo la programmazione di Rossellini Spazio Jazz\, rassegna che si conferma laboratorio culturale di riferimento per qualità artistica e ampiezza di orizzonti\, capace di attraversare territori sonori che spaziano dalla rilettura colta dei grandi maestri alle nuove scritture del jazz italiano ed europeo. Oltre a rappresentare un contributo significativo al panorama culturale della capitale\, Spazio Jazz svolge un ruolo decisivo nella formazione del pubblico\, promuovendo una conoscenza più consapevole della storia e della complessità del linguaggio jazzistico. Rivolta a appassionate e appassionati\, neofite e neofiti e giovani generazioni\, la rassegna propone un’esperienza d’ascolto che valorizza il jazz come arte viva e spazio di dialogo interculturale.  \n\n\n\nLa programmazione Rossellini Spazio Jazz si dispiega come un vero percorso narrativo sonoro attraverso alcune delle più significative traiettorie del jazz contemporaneo e delle musiche di confine\, intrecciando grandi ensemble\, progetti cameristici e performance solistiche in un calendario che si estende dal 20 gennaio al 28 marzo 2026. Dopo il primo appuntamento di gennaio\, il 3 marzo si apre alle 19.30 con 7 Dances\, dialogo musicale tra Eugenio Colombo e Roberto Bartoli\, progetto che esplora la soglia sottile tra scrittura e improvvisazione\, come se ogni brano abitasse una terra di nessuno sospesa tra magia e ignoto. La stessa sera\, alle 21.00\, il palco accoglie il Diafrik 4et\, formazione guidata da Pasquale Iannarella insieme a Francesco Mascio\, Marco Bruno e Shanti Colucci: un viaggio ritmico che riporta alla luce le radici africane dei linguaggi musicali contemporanei\, dal jazz al soul\, dal reggae alle sonorità latin. \n\n\n\nMartedì 10 marzo alle 19.30 la scena si raccoglie nell’intimità del solo con Federico Casagrande\, chitarrista capace di fondere contrappunto classico\, improvvisazione jazz\, suggestioni rock e aperture pop in un tessuto sonoro di grande finezza timbrica\, amplificato dall’uso di effetti e preparazioni strumentali. Alle 21.00 segue Diario di un viaggiatore solitario\, ideato dal sassofonista Marcello Allulli insieme all’Auditorium Parco della Musica: un racconto musicale di trentacinque anni di incontri\, città e memorie\, condiviso con Maria Letizia Gorga\, voce narrante e interprete\, e con Jacopo Ferrazza\, in un equilibrio poetico tra suono acustico e loop elettronici. \n\n\n\nIl 17 marzo alle 19.30 è la volta del solo di Marco Colonna\, esplorazione lirica e sperimentale che attraversa memoria\, folklore e improvvisazione come una liturgia musicale alla ricerca di verità interiori. Alle 21.00 il testimone passa ad Anda – Meraviglie e l’arte della fuga\, concerto di Flo e Enrico Zanisi insieme a Joe Rehmer e Alessandro Paternesi: un itinerario musicale tra migrazioni\, esili e racconti di viaggio\, dove jazz\, canto d’autore e tradizioni erranti dialogano in un mosaico di stili. \n\n\n\nLa rassegna culmina sabato 28 marzo alle 21.00 con Aria Open Project Tour 2026\, produzione che vede protagonista Claudia Tellini accanto a Walter Paoli\, Stefano Fariselli\, Marco Micheli e al pianista e compositore Patrizio Fariselli. Il progetto celebra il cinquantesimo anniversario dell’album Arbeit Macht Frei degli Area\, rileggendone integralmente le tracce con nuovi arrangiamenti e materiali inediti provenienti dalle esecuzioni dal vivo degli anni Settanta\, sotto la cura tecnica dell’ingegnere del suono Andrea Pettinelli\, con l’assistenza di Francesco Minotti e il mastering di Diego Pettinelli\, oltre alla partecipazione vocale da Murmansk di Irina Rjabokon. \n\n\n\nNel suo insieme\, la stagione si configura come una vera drammaturgia musicale: non una semplice successione di concerti\, ma un itinerario di ascolto che attraversa estetiche\, generazioni e geografie sonore\, restituendo al pubblico l’esperienza del jazz come spazio vivo di ricerca\, libertà e immaginazione. \n\n\n\nProgrammazione Rossellini Spazio Jazz marzo 2026 \n\n\n\nMartedì 3 marzo 2026 ore 19.30  \n\n\n\n7 DANCES \n\n\n\nEugenio Colombo saxofoni\, flauto \n\n\n\nRoberto Bartoli contrabbasso \n\n\n\nNei racconti di magia c’è spesso una linea di confine tra il conosciuto e l’ignoto in cui sono presenti segni inequivocabili di qualcosa di indefinito\, di misterioso ed estraneo. Queste sette danze si muovono in quel territorio al confine tra la composizione e l’improvvisazione\, ed esplorano quella terra di nessuno collocata tra questi due mondi. \n\n\n\nMartedì 3 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nDIAFRIK 4ET \n\n\n\nPasquale Iannarella sax tenore\, corno franceseFrancesco Mascio chitarraMarco Bruno bassoShanti Colucci batteria \n\n\n\nIl quartetto pone l’accento sulla volontà di riscoprire le radici africane che sottendono ai tanti generi musicali di oggi: dal jazz\, al reggae\, al soul\, fino alla musica latin in genere. Portando l’enfasi sulla funzione sociale che da sempre la musica incarna\, i quattro musicisti presentano nella loro essenzialità\, un mix di composizioni originali e brani rappresentativi dei grandi artisti che con il loro sforzo hanno contribuito a rendere il Mondo un posto più libero. Ritmo\, anima\, e libertà espressiva\, sono gli ingredienti fondamentali che danno vita a questo progetto emozionante. \n\n\n\nMartedì 10 marzo 2026 ore 19.30 \n\n\n\nSOLO_FEDERICO CASAGRANDE \n\n\n\nFederico Casagrande chitarra \n\n\n\nParallelamente alla sua attività in duo trio o quartetto Federico Casagrande si esibisce in solo dal 2006 e ha pubblicato due dischi in questo contesto: UNDER WATER THE WAY OUT (2018) e LOOPIN MONT BLANC (interamente registrato durante il trek Tour du Mont Blanc). Da intimi spazio underground a festival internazionali ha già affascinato il pubblico di molti paesi. La sua performance si focalizza sulla forma musicale sia che si tratti di materiale improvvisato\, che di composizioni. Le idee musicali che fa passare nella chitarra arrivano da ogni tipo di stile; il contrappunto che ha assimilato durante gli anni di studi classici\, il jazz contemporaneo che possiamo sentire nei suoi dischi\, riff di rock e arpesi simil-pop; tutto mescolato insieme crea un concerto che al tempo stesso è di fine qualità ma anche riempito ti pathos emotivo che può arrivare ad ogni tipo di ascoltatore. L’uso di effetti e della chitarra preparata fa sì che la varietà di suoni che riesce a far uscire dallo strumento aggiungano alla musica un’altra dimensione. \n\n\n\nMartedì 10 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nDIARIO DI UN VIAGGIATORE SOLITARIO \n\n\n\nMarcello Allulli sax\, loopsMaria Letizia Gorga voce\, voce narranteJacopo Ferrazza contrabbasso \n\n\n\nSono 35 anni di musica raccontate attraverso suggestioni e impressioni di città visitate\, di incontri con persone misteriose e affascinanti. Ricordi che affiorano\, alcuni di città appena sfiorate\, incontri fugaci\, di persone scomparse nella nebbia vorticosa del tempo\, raccontate attraverso brani come Madrid\, Inno e Volesse il Cielo. Altri di città vissute intensamente\, luoghi e persone che sono diventati vere e proprie “seconde case” e amicizie indissolubili\, testimoniate da brani come È.E.\, Ande e Cesira. Un viaggio fatto con la macchina del tempo dei ricordi\, in totale equilibrio fra l’elemento acustico del sax e l’elettronica dei loops… \n\n\n\n“Diario di un viaggiatore solitario” nasce da un’idea mia\, Marcello Allulli e l’Auditorium Parco della Musica.Condivideranno il palco con me Maria Letizia Gorga\, attrice e cantante\, mia compagna di viaggio in numerosi spettacoli teatrali su poeti come Aldo Palazzeschi\, Pier Paolo Pasolini\, Garcia Lorca\, o sulle Madres della Plaza de Mayo e Jacopo Ferrazza\, contrabbassista virtuoso tra i più apprezzati nella scena jazz internazionale\, amico e co- leader di vari progetti. Suoneremo mie composizioni e brani della cultura centro sud americana\, composizioni celebri come Alfonsina y el mar e Gracias a la Vida di Violeta Parra. Maria Letizia sarà’ inoltre voce narrante di alcuni miei pensieri\, piccole storie su persone care\, impressioni e riflessioni di esperienze vissute nel tempo…”Marcello Allulli \n\n\n\nMartedì 17 marzo 2026 ore 19.30 \n\n\n\nSOLO_MARCO COLONNA \n\n\n\nMarco Colonna clarinetto basso\, fiati \n\n\n\nMelodie\, suoni e forme instabili in un gioco di memoria intimo e appassionato che attraversa il folklore\, il jazz e la sperimentazione mai privato di un senso profondo di racconto e consapevolezza. Il solo come liturgia poetica alla ricerca di una verità che risplenda in questi tempi di oscura umanità. \n\n\n\nMartedì 17 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nANDA – MERAVIGLIE E L’ARTE DELLA FUGA \n\n\n\nFlo voceEnrico Zanisi pianoJoe Rehmer contrabassoAlessandro Paternesi batteria \n\n\n\nAnda è l’esortazione al cammino\, alla fuga\, alla scoperta. Sono questi i protagonisti del concerto di Flo e Enrico Zanisi: cantautrice e attrice lei\, jazzista raffinatissimo lui. Un viaggio profondo e pieno di leggerezza\, dove il jazz s’intreccia alla musica migrante del sud del mondo e alla canzone d’autore di esuli e camminanti. Un concerto in cui musica e parole raccontano storie di viaggi affascinanti: quella dell’illustre immigrato Carlos Gardel\, padre del tango argentino\, quella del Lusitania\, il transatlantico più grande e veloce del mondo\, affondato in soli otto minuti alla sua prima traversata. Momenti evocativi come il canto sefardita dei popoli erranti\, si affiancano a vivaci incursioni nel repertorio moderno\, sotto il segno dell’incontro e della contaminazione di stili e linguaggi.” \n\n\n\nSabato 28 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nARIA OPEN PROJECT TOUR 2026 \n\n\n\nClaudia Tellini voceWalter Paoli batteriaStefano Fariselli clarinetto basso\, flautoMarco Micheli contrabbassoPatrizio Fariselli tastiere\, composizione e arrangiamento \n\n\n\nUna produzione ZdB (2026)Ingegnere del suono Andrea PettinelliAssistente Francesco MinottiMastering Diego PettinelliVoce da Murmansk Irina Rjabokon \n\n\n\nGli Area\, International Popular Group\, fondati da Demetrio Stratos\, Giulio Capiozzo\, Eddy Busnello\, Patrizio Fariselli\, Paolo Tofani e Patrick Djivas\, crearono e suonarono brani complessi e suggestivi allo stesso tempo\, dal 1972 fino all’inizio del 1974\, per la produzione del primo album ARBEIT MACHT FREI. Successivamente\, con l’uscita di Busnello e Djivas dal gruppo e l’ingresso di Ares Tavolazzi\, si dedicarono al nuovo materiale di ‘Caution Radiation Area’ abbandonando il precedente repertorio e in parte il “sound” dei primordi. Fino ad oggi\, tra i brani di ‘Arbeit Macht Frei’\, soltanto ‘Luglio\, agosto\, settembre (nero)’ ha continuato ad essere eseguito live dagli\, oltre che essere oggetto di cover e riarrangiamenti da parte di numerosi altri musicisti. Nessuno\, da oltre 40 anni\, ha invece più avuto modo di ascoltare in concerto gli altri brani dell’album come ‘Consapevolezza’\, ‘240 Km da Smirne’\, ‘Le labbra del tempo’\, ‘Arbeit Macht Frei’ e ‘L’abbattimento dello Zeppelin’. Per l’occasione del cinquantesimo anniversario di questo album fondamentale\, Patrizio Fariselli non solo ha curato l’arrangiamento e l’orchestrazione di tutte e sei le tracce che compongono ‘Arbeit Macht Frei’ adattandole alla formazione degli Area Open Project\, ma ha anche recuperato alcune parti inedite che il gruppo eseguiva in concerto negli anni ’70 e che mai sono apparse su disco. \n\n\n\n\n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\n3 marzo: 7 DANCES + DIAFRIK 4ET \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\n10 marzo FEDERICO CASAGRANDE SOLO + DIARIO DI UN VIAGGIATORE SOLITARIO \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\n17 marzo MARCO COLONNA SOLO + ANDA – MERAVIGLIE E L’ARTE DELLA FUGA \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni (consigliate) all’indirizzo: info@spaziorossellini.it  \n\n\n\n28 Marzo AREA OPEN PROJECT TOUR 2026 \n\n\n\nINTERO BOTTEGHINO: €25\,00 \n\n\n\nRIDOTTO (UNDER 18 E OVER 65): €20\,00 \n\n\n\nINTERO ONLINE: €22\,00 comprensivo di prevendita \n\n\n\nBiglietti online su ticketone  \n\n\n\nInfo e prenotazioni (consigliate) all’indirizzo: info@spaziorossellini.it  \n\n\n\nBiglietti online su Ticketone  \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Parcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70 \n\n\n\nTel. 345 2978091www.spaziorossellini.itinfo@spaziorossellini.it \n\n\n\nSono previste riduzioni\, promozioni e agevolazioni ì
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SUMMARY:“Sulla Vetta - Teatro ad Alta Quota” al Teatro Comunale di Calascibetta
DESCRIPTION:Al via l’ottava edizione della stagione teatrale “Sulla Vetta – Teatro ad Alta Quota”\, organizzata a Calascibetta (Enna) da Latitudini Rete di drammaturgia siciliana\, in programma da gennaio a maggio 2026 presso il Teatro Comunale Contoli Di Dio. Un cartellone ricco e articolato che propone spettacoli di prosa contemporanea\, riletture dei classici\, teatro musicale e una sezione dedicata alle famiglie\, confermando la vocazione della rassegna a coniugare qualità artistica\, attenzione al territorio e apertura a pubblici diversi. \n\n\n\nLa stagione si aprirà il 29 gennaio con Col sudore della fronte di Mariangela Vacanti\, con Ivan Bertolami e musiche dal vivo di Antonio Smiriglia\, per la regia di Filippa Ilardo. Un potente teatro di testimonianza civile che racconta una vera storia di mafia vissuta in prima persona: il rifiuto del pizzo\, le intimidazioni\, la paura e la scelta di non piegarsi. Parola e canto si intrecciano in un racconto corale sul lavoro onesto\, sulla dignità e sulla libertà. \n\n\n\nIl 7 febbraio (fuori abbonamento) va in scena Sulle orme di Gaspara Stampa\, itinerario poetico-musicale con testi di Gaspara Stampa\, Maria Rosa Cutrufelli e Laura Tedesco\, regia e voce di Laura Tedesco e flauto di Alessandro Cilona. Lo spettacolo\, organizzato dalla sezione di Enna della Società Dante Alighieri\, restituisce un ritratto intimo e appassionato della grande poetessa rinascimentale\, intrecciando musica\, poesia e teatro in un dialogo tra il nostro presente e una figura femminile che ha saputo sovvertire le convenzioni del suo tempo. \n\n\n\nIl 27 febbraio è la volta di AgamennoMan\, testo e drammaturgia del brioso Collettivo V.A.N.\, una rilettura fisica\, corale e contemporanea del mito tragico\, che gioca con ironia\, musica e ritmo per riportare la tragedia classica al cuore del nostro immaginario. \n\n\n\nIl 20 marzo arriva Stretto di Giovanni Arezzo\, con Stefano Panzeri e le musiche dal vivo di Giorgia Faraone. È la storia di un uomo che deve attraversare a nuoto lo Stretto di Messina: un viaggio reale e simbolico\, tra memoria\, famiglia ed emigrazione\, in cui mito e biografia si fondono in un racconto sospeso tra passato\, presente e futuro. \n\n\n\nIl 10 aprile va in scena Riccardo III – Il potere a pezzi di Giuseppe Vignieri: una riduzione del capolavoro shakespeariano che\, attraverso ironia\, giullarate\, musica medievale e satira\, smaschera la farsa del potere e ne rivela le dinamiche di corruzione e crudeltà in una chiave sorprendentemente attuale. \n\n\n\nL’8 maggio chiude la programmazione serale Il pomo della discordia di Luana Rondinelli\, per la regia di Nicola Alberto Orofino: una deliziosa e graffiante riscrittura teatrale del mito che\, con toni ironici e psicologici\, mette al centro l’universo femminile e i temi del conflitto\, dell’identità e della trasformazione. \n\n\n\nAccanto alla prosa\, “Sulla Vetta” dedica un ampio programma di teatro per famiglie. Il 25 gennaio apre Il Principe Felice adattamento e regia di Elisa Di Dio\, tratto da Oscar Wilde: una fiaba poetica che parla di bellezza interiore\, amicizia e sacrificio\, capace di coinvolgere bambini e adulti con delicatezza e profondità. \n\n\n\nIl 15 febbraio va in scena Una missione per Gufetta di Iridiana Petrone: uno spettacolo per l’infanzia che\, con fantasia e diverse tecniche teatrali\, affronta temi attuali come la tutela dell’ambiente\, la responsabilità individuale e il valore della comunità. \n\n\n\nL’8 marzo è la volta di Lino e Lone\, storia di amicizia tra due “diversi” che scoprono come le differenze possano diventare risorsa e possibilità di incontro e crescita. \n\n\n\nIl 12 aprile conclude la sezione ragazzi Cuori Sioux\, una vivace fiaba teatrale che intreccia divertimento\, buoni sentimenti e difesa dei valori\, pensata per un pubblico di bambini e famiglie. \n\n\n\nCompleteranno il cartellone alcuni eventi fuori abbonamento\, tra cui in maggio uno spettacolo a cura dell’Associazione teatrale Contoli-Di Dio\, a testimonianza del legame con il territorio e dell’attenzione alla produzione locale. Tra maggio e giugno si terrà (in collaborazione con altri Comuni dell’Ennese) il progetto speciale Demetriadi\,  che ospiterà in luoghi archeologici e storici altamente simbolici\, quali il Villaggio Bizantino e le Grotte di Via Carcere di Calascibetta\, una serie di eventi\, tra i quali il Polifemo Innamorato di e con Giovanni Calcagno con musiche\, canti e paesaggi sonori di Puccio Castrogiovanni\, una narrazione teatrale potente e suggestiva che rilegge il mito di Polifemo attraverso voce\, suono e tradizione e l’incontro workshop con Dario La Ferla\, approfondimento artistico dedicato a mito\, corpo scenico e immaginario contemporaneo.  \n\n\n\n“L’edizione 2026 di Sulla Vetta si conferma quale percorso teatrale completo e articolato\, capace di coinvolgere tutta la comunità di Calascibetta: adulti\, giovani\, famiglie e scuole. Un programma denso e ricco di spettacoli di qualità assoluta e rilievo. La collaborazione con la Società Dante Alighieri e l’inserimento del Progetto Speciale Demetriadi confermano l’impegno della Rete Latitudini nel costruire un’offerta culturale stabile e riconoscibile\, radicata nel territorio e aperta alla contemporaneità.” afferma il Presidente Gigi Spedale. Biglietti e abbonamenti: Sono disponibili biglietti singoli e abbonamenti per la stagione serale e per il teatro per famiglie\, oltre a una formula promozionale cumulativa. I nuovi abbonamenti saranno in vendita fino al 24 gennaio 2026. I biglietti per i singoli spettacoli saranno disponibili dal 25 gennaio 2026 per entrambe le rassegne. \n\n\n\nLISTINO PREZZI \n\n\n\nSpettacoli serali \n\n\n\n· ingresso singolo ordinario: € 14\,00 – ridotto under18 e over70: € 10\,00 \n\n\n\n· abbonamento 5 spettacoli ordinario: € 60\,00 – under18 e over70: € 50\,00 \n\n\n\nSpettacoli per famiglie \n\n\n\n· ingresso singolo ordinario: € 7\,00 – ridotto bimbi con genitori: € 6\,00 cadauno \n\n\n\n· abbonamento 4 spettacoli ordinario: € 20\,00 – ridotto bimbi con genitori: € 15\,00 cadauno \n\n\n\nPROMO – Abbonamento ordinario cumulativo (serale + famiglie): €   70\,00 \n\n\n\nInfo:  348 3813841 – 346 3020780  www.facebook.com/latitudini \n\n\n\nPrevendite: www.liveticket.it/latitudinirete
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SUMMARY:Franco Battiato. Un’altra vita al Maxxi
DESCRIPTION:Dal 31 gennaio al 26 aprile 2026\, lo Spazio Extra del MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo accoglie un viaggio unico: Franco Battiato. Un’altra vita\, una mostra-evento che celebra\, a cinque anni dalla scomparsa\, il genio umano e musicale di un artista senza eguali nella storia della musica italiana. \n\n\n\nCoprodotta dal Ministero della Cultura e dal MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo\, a cura di Giorgio Calcara con Grazia Cristina Battiato è organizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare di Alessandro Nicosia in collaborazione con la Fondazione Franco Battiato ETS. \n\n\n\nTra ricordi e materiali inediti\, il visitatore percorre la vita di Battiato in un’esperienza intensa e toccante\, oltre la musica\, oltre il tempo.  \n\n\n\nCantautore\, musicista\, poeta\, filosofo\, intellettuale: ogni sfaccettatura del suo talento risuona nella mostra. Dall’avanguardia al pop\, dall’elettronica alla mistica\, Battiato ha trasformato la canzone italiana\, creando testi evocativi\, armonie perfette\, melodie immortali. \n\n\n\nSette sezioni raccontano la sua vita e la sua arte: 1. L’inizio (dalla Sicilia a Milano)\, 2. Sperimentare (dall’acustica all’elettronica)\, 3. Il successo (dall’avanguardia al pop)\, 4. Mistica (tra Oriente e Occidente)\, 5. L’uomo (ritorno alle origini)\, 6. Il Maestro\, 7. Dal suono all’immagine (il cinema di Battiato). \n\n\n\nAl centro della sala\, uno spazio ottagonale\, eco dell’ottava musicale\, cuore pulsante della mostra\, dove un sistema di ascolto avvolge il visitatore in un’esperienza sonora immersiva.  \n\n\n\nTra copertine di album\, poster storici\, fotografie e cimeli rari\, la mostra restituisce la poliedricità di Battiato: innovatore\, sperimentatore\, precursore di stili. \n\n\n\nAccanto all’universo musicale\, prende vita il côté pittorico originale\, con sfondi dorati e visioni cariche di simboli e archetipi\, che evocano un preciso gusto allegorico mediorientale\, amato da sempre dal Maestro siciliano. \n\n\n\nNelle ultime due decadi della sua produzione\, emerge la dimensione cinematografica: lungometraggi narrativi e documentari che raccontano le sue ricerche artistiche e spirituali\, organici alla sua matrice musicale e in dialogo con la contemporaneità. \n\n\n\nLa mostra\, che sarà accompagnata da momenti di approfondimento e da un catalogo dedicato\, rende omaggio alla vita che trascende la morte\, all’anima delicata e luminosa di uno dei più grandi geni italiani contemporanei\, invitando il pubblico a ritrovare e riabbracciare\, attraverso le sue opere\, quel centro di gravità permanente che\, in fondo\, tutti cerchiamo.
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SUMMARY:Casino Nobile di Villa Torlonia\, conclusi i lavori di manutenzi
DESCRIPTION:A distanza di quasi vent’anni dalla prima apertura al pubblico nel 2006\, il Casino Nobile torna a offrirsi nel suo pieno splendore di villa nobiliare ottocentesca con la conclusione dei lavori di manutenzione iniziati a ottobre 2025 e realizzati da Zètema Progetto Cultura per conto della Sovrintendenza Capitolina. \n\n\n\nEdificio in stile neoclassico\, deve il suo aspetto all’intervento di diversi architetti e artisti (tra i quali il Valadier) a partire dagli inizi dell’800. \n\n\n\nCon la sua ampia cordonata di accesso e il prospetto colonnato caratterizzato da un maestoso timpano con un altorilievo in terracotta di Rinaldo Rinaldi raffigurante una scena di Bacco di ritorno dalle Indie\, il Casino si staglia tra le strutture più caratteristiche all’interno della Villa\, celando al suo interno sale e ambienti di rappresentanza riccamente decorati nel gusto dell’epoca. \n\n\n\nI lavori hanno interessato le facciate e tutte le decorazioni architettoniche aggettanti\, oltre l’altorilievo completamente restaurato. Sono stati oggetto di manutenzione anche gli infissi lignei con la revisione e la parziale sostituzione delle persiane e dei portoni. \n\n\n\nL’intervento si inserisce nel quadro di un ampio programma di valorizzazione in corso da tempo su Villa Torlonia\, che ha già visto l’apertura al pubblico del bunker utilizzato come rifugio nel corso della seconda guerra mondiale nel 2024\, con un allestimento site-specific e immersivo\, e la riapertura nel 2025 del Museo della Scuola Romana con un nuovo allestimento comprendente oltre 150 opere del periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale\, apprezzato già da oltre 27.000 visitatori. Ha contribuito ad attrarre cittadini e turisti anche il programma di mostre ospitate nei diversi musei della Villa\, tra le quali la mostra antologica di Antonio Scordia al Casino dei Principi\, e quella appena conclusa di Niki Berlinguer alla Casina delle Civette\, che hanno ottenuto un buon successo di pubblico. \n\n\n\nNotevole cura è stata inoltre riservata di recente al verde e all’ambiente della Villa in collaborazione con il Dipartimento Tutela Ambientale\, con il rifacimento di alcuni percorsi viari e la messa in sicurezza delle alberature a rischio cedimento\, con la sostituzione prevista entro febbraio 2026 di una quantità significativa di piante secondo uno specifico progetto di reintegro delle essenze storiche\, tra le quali Quercus ilex\, Pinus halepensis\, Pinus Pinea\, Cupressus sempervirens\, e Cedrus Libani. \n\n\n\nINFO ORARI DI APERTURA E VISITA PER IL PUBBLICO \n\n\n\nCasino Nobile e Museo della Scuola Romana \n\n\n\nDal martedì alla domenica ore 9.00-19.00 \n\n\n\nUltimo ingresso un’ora prima della chiusura \n\n\n\nGiorni di chiusura: lunedì\, 1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nCasino dei Principi con mostra Antonio Scordia. La realtà che diventa visione \n\n\n\nDal martedì alla domenica ore 9.00-19.00 \n\n\n\nUltimo ingresso un’ora prima della chiusura \n\n\n\nGiorni di chiusura: lunedì\, 1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nCasina delle Civette \n\n\n\nDal martedì alla domenica ore 9.00-19.00 \n\n\n\nUltimo ingresso un’ora prima della chiusura \n\n\n\nGiorni di chiusura: lunedì\, 1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nSerra Moresca e Torre Moresca \n\n\n\nDal 1° aprile al 30 settembre (chiusura estiva nei mesi di luglio e agosto): \n\n\n\ndal martedì alla domenica ore 10.00-19.00 (ultimo ingresso alle ore 18.20) \n\n\n\nDal 1° ottobre fino al 31 marzo: \n\n\n\ndal martedì alla domenica ore 10.00-16.00 (ultimo ingresso alle ore 15.20) \n\n\n\nGiorni di chiusura: lunedì\, 1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nLa Torre Moresca è visitabile negli orari di apertura della Serra Moresca\, ogni 30 minuti e accompagnati dal personale di sala; non è visitabile la 1ª domenica del mese. \n\n\n\nBunker e rifugi antiaerei di Villa Torlonia \n\n\n\nIngresso dal Casino Nobile e uscita nel Parco \n\n\n\nVisite guidate per singoli in italiano (max 20 partecipanti per turno): \n\n\n\n\nogni sabato alle ore 10.00; 15.00; 16.00 e 17.00;\n\n\n\nogni domenica alle ore 10.00; 11.00; 12.00; 14.00 e 17.00\n\n\n\n\nVisite guidate per singoli in inglese (max 20 partecipanti per turno): \n\n\n\n\nogni sabato alle ore 11.00\n\n\n\n\nVisite per gruppi (scuole\, guide\, gruppi senza guida\, etc.): \n\n\n\n\ndal martedì al venerdì alle ore: 10.00; 11.00; 12.00; 14.00; 15.00; 16.00; 17.00\n\n\n\nsabato alle ore: 12.00; 14.00\n\n\n\ndomenica alle ore: 15.00; 16.00\n\n\n\n\nPrenotazione obbligatoria (gruppo classe: max 30 partecipanti per turno; gruppo non scolastico: max 20 partecipanti per turno). \n\n\n\nTutte le visite\, sia per singoli che per gruppi (anche quelle con guida propria) sono condotte da operatori didattici interni. \n\n\n\nPER MAGGIORI DETTAGLI\, INFO SU COSTO BIGLIETTI E PRENOTAZIONI: \n\n\n\nContact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00) \n\n\n\nSito web: www.museivillatorlonia.it
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SUMMARY:Mostra fotografica personale di Italo Tonni al Centro Culturale Artemia
DESCRIPTION:Italo Tonni si spegne a Roma il 29 maggio 2011\, lasciando un’eredità fotografica di inestimabile valore che racconta non solo la storia del cinema ma anche della società italiana del Novecento. \n\n\n\nNasce a Roma nel 1937 in una famiglia modesta. Suo padre\, litografo e dipendente statale per l’Aeronautica Militare\, gli regala a 14 anni la sua prima macchina fotografica\, una Rolleiflex 4×4. È cosi che inizia la sua avventura nel mondo della fotografia. \n\n\n\nA soli 17 anni\, con spirito imprenditoriale e grande creatività\, inventa un concorso fotografico sullo stile di “Bimbi Belli”\, in cui vendeva ai genitori una foto stampata dei propri figli e\, ogni settimana\, lo scatto del bambino più bello veniva pubblicato su un quotidiano locale. Partito da Roma e dintorni\, il progetto lo porta a viaggiare per tutta Italia per circa due anni. \n\n\n\nConclusa questa esperienza\, inizia a lavorare per l’agenzia fotogiornalistica Roma Press Photo’s. Sono i mitici anni della “Dolce Vita” romana\, e si ritrova giovanissimo a fare il paparazzo\, immortalando le celebrità dell’epoca fianco a fianco con colleghi come Rino Barillari. In questi anni nasce anche il suo rapporto professionale e di amicizia con il giornalista Gianni Minà. La sua carriera prende una svolta decisiva nel 1964 quando viene chiamato come fotografo di scena per due film destinati a fare la storia del cinema: Per un Pugno di Dollari di Sergio Leone e La Battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo. È l’inizio di un amore professionale per il cinema che lo porterà a lavorare su circa 90 film\, collaborando con grandi registi e attori. \n\n\n\nGrazie a suo figlio Riccardo Tonni\, Direttore della fotografia e Presidente del Centro Culturale Artemia\, questo “tesoro fotografico” della nostra cultura cinematografica e non solo\, è stato recuperato e messo a disposizione del pubblico in una mostra fotografica intitolata “PER UN PUGNO DI FILM” che sarà esposta dal 6 al 22 febbraio 2026 nella Sala Lydia Biondi del Centro Culturale Artemia e sarà possibile visitarla gratuitamente da 1 ora prima fino ad 1 ora dopo la fine di ogni spettacolo in programma per la rassegna di teatro sperimentale “SperimentArti”. \n\n\n\nProgramma SperimentArti: \n\n\n\nSpettacolo inedito \n\n\n\nDal 31 gennaio al 1 febbraio 2026 \n\n\n\n• UNA FINTA DOPO L’ALTRA \n\n\n\nScritto e diretto da Georgia de’ Conno\, Pier Paolo Palma e Riccardo Pisani \n\n\n\ninterpretato da Pier Paolo Palma \n\n\n\nContestualmente Teatro (Napoli) e Red Roger – Compagnia Teatrale (Benevento) \n\n\n\nSpettacolo inedito \n\n\n\nDal 6 al 8 febbraio 2026 \n\n\n\n• SUPERPOWDER \n\n\n\nScritto da Federico ValdiRegia Giacomo CremaschiCon: Francesca Cordioli\, Sara Todisco\, Federico Valdi e Massimiliano ViolaCollettivo Tapullo \n\n\n\nDal 13 al 15 febbraio 2026 \n\n\n\n• GLI AMICI DEGLI AMICI \n\n\n\nScritto da Franca De Angelis \n\n\n\nliberamente ispirato al racconto omonimo di Henry James \n\n\n\ndiretto da Christian Angeli \n\n\n\ninterpretato da Patrizia Bernardini\, Francesco Polizzi\, Giulia Sanna e Leonardo Califano \n\n\n\nScostuMato Teatro \n\n\n\nSpettacolo inedito \n\n\n\nDal 20 al 22 febbraio 2026 \n\n\n\n• LA CIPOLLA \n\n\n\nScritto da Viola ProvenzanoRegia Lorenzo BitettiCon: Marta Dell’Atti\, Virginia Isernia\, Lavinia MazzucchiArtInAtto \n\n\n\nAccompagna gli spettacoli: \n\n\n\nDal 6 febbraio al 22 febbraio 2026 – Sala Lydia Biondi \n\n\n\n• PER UN PUGNO DI FILMMOSTRA FOTOGRAFICA DI ITALO TONNI \n\n\n\n50 anni di cinema e fotogiornalismo \n\n\n\nIngresso spettacoli: € 12Ingresso mostra: OMAGGIOTessera associativa 2026 nuovi soci: € 3PRENOTAZIONI: 334 1598407 (anche WhatsApp e/o SMS)Il pubblico è pregato di arrivare quindici minuti in anticipo.
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LOCATION:Centro Culturale Artemia\, Via Amilcare Cucchini\, 38\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"Roma Novecento – Forma et Performa"\, otto masterclass al Teatro Porta Portese
DESCRIPTION:Dall’8 febbraio al 19 aprile prende il via al Teatro Porta Portese il ciclo di otto masterclass gratuite del progetto “Roma Novecento – Forma et Performa”\, percorso culturale dedicato al Novecento italiano e letto nella prospettiva di Roma e dei suoi linguaggi artistici. Studiosi\, attori\, musicisti e critici accompagnano il pubblico in un viaggio tra filosofia\, teatro\, musica e cinema\, offrendo chiavi di lettura del secolo che ha ridefinito visioni culturali e forme espressive contemporanee. Il programma prevede otto masterclass della durata di tre ore ciascuna\, con ingresso libero fino ad esaurimento posti (massimo 50 persone). Per informazioni chiamare il numero +39 351 3493695. \n\n\n\nOtto incontri gratuiti tra pensiero\, arti performative e narrazione culturale del Novecento \n\n\n\nIl ciclo propone otto appuntamenti gratuiti affidati a protagonisti del panorama culturale italiano contemporaneo\, che esplorano prospettive storiche\, artistiche e teoriche del Novecento attraverso approcci interdisciplinari. Si parte l’8 febbraio con “I Pensieri del ‘900”\, in cui Giacomo Marramao\, filosofo e professore emerito dell’Università degli Studi Roma Tre\, conduce una riflessione sui percorsi della filosofia e della storia del Novecento. Il 15 febbraio sarà la volta di “Roma in cantata”\, con Eleonora Tosto\, che accompagnerà il pubblico in un itinerario nella canzone romana e italiana come specchio delle trasformazioni sociali del secolo. Il 22 febbraio “Il rapporto tra identità\, maschera e verità”\, proposto da Susy Sergiacomo\, approfondisce Luigi Pirandello attraverso novelle e testi teatrali ambientati a Roma.  \n\n\n\nIl 1° marzo “Il cinema: storia\, cronaca e memoria” vede Alberto Crespi\, giornalista e critico cinematografico\, condurre il pubblico tra le rappresentazioni del Novecento sul grande schermo con film come La grande guerra\, Roma città libera\, Una vita difficile e C’eravamo tanto amati. Il 15 marzo “Il teatro del secondo Novecento”\, con Salvatore Aricò\, drammaturgo e studioso\, analizza il teatro delle cantine\, la sperimentazione\, le avanguardie e i nuovi linguaggi. Il 22 marzo “Il teatro del Novecento: i grandi cambiamenti\, tradizione e metamorfosi”\, affidato a Tiziana Bagatella\, attrice e docente\, propone una riflessione sui processi evolutivi della scena teatrale. Il 29 marzo “Dal Folkstudio\, alle forme musicali contemporanee”\, racconta la nascita e l’evoluzione della canzone d’autore romana con Ernesto Bassignano\, cantautore e giornalista. Il ciclo si conclude il 19 aprile con “Novecento di scena”\, percorso tra café-chantant\, commedia musicale\, cinema e teatro proposto da Tonino Tosto\, autore\, regista e attore\, attraverso figure simbolo come Lina Cavalieri\, Ettore Petrolini\, Aldo Fabrizi\, Anna Magnani\, Alberto Sordi\, Nino Manfredi\, Monica Vitti\, Garinei e Giovannini\, Enrico Montesano\, Gigi Magni e Gigi Proietti. \n\n\n\nIl Novecento come orizzonte culturale e memoria condivisa \n\n\n\nRoma custodisce il Novecento come una trama culturale stratificata\, dove filosofia\, teatro\, musica\, cinema e letteratura costruiscono visioni e immaginari collettivi. Il secolo breve emerge come laboratorio di profonde trasformazioni artistiche e sociali\, ancora capaci di dialogare con il presente. In questo contesto è nato “Roma Novecento – Forma et Performa”\, progetto formativo e performativo gratuito dedicato al Novecento italiano osservato attraverso Roma\, la sua storia e le sue trasformazioni sociali\, artistiche e culturali. Ideato e realizzato dal Gruppo Teatro Essere APS\, è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria. È vincitore dell’Avviso Pubblico\, curato dal Dipartimento Attività Culturali\, per la concessione di contributi destinati a sale teatrali private con capienza inferiore a 100 posti aventi sede a Roma\, per progetti di ricerca e sperimentazione nell’ambito dello spettacolo dal vivo e della formazione\, stagione 2025/2026.  \n\n\n\nUn percorso culturale aperto alla città \n\n\n\nLe masterclass si configurano come spazio di approfondimento e dialogo culturale che valorizza la dimensione partecipativa del progetto “Roma Novecento – Forma et Performa”. Attraverso il confronto diretto con studiosi e artisti\, il pubblico entra in relazione con i linguaggi e le trasformazioni che hanno segnato il Novecento\, restituendo alla memoria storica una dimensione dinamica\, condivisa e profondamente contemporanea. \n\n\n\nInfo: \n\n\n\nTel. + 39 351 3493695 \n\n\n\nteatroportaportese@gmail.comwww.teatroportaportese.it \n\n\n\nMASTERCLASS \n\n\n\norari: la domenica dalle ore 09.30 alle ore 12.30 \n\n\n\ningresso libero fino ad esaurimento posti (massimo 50 persone) \n\n\n\nper informazioni + 39 351 3493695 \n\n\n\nCOME RAGGIUNGERE IL TEATRO PORTA PORTESE \n\n\n\n– dalla stazione Termini: linea 170\, oppure treni verso la stazione Trastevere \n\n\n\n– da piazza Venezia tram 8 \n\n\n\n– altri autobus: 3\, 719\, 773\, 774\, 781\, 786\, H \n\n\n\n– metro B fermate Piramide e Marconi
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LOCATION:Teatro Porta Portese\, Via Portuense\, 102\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:“7 Minuti” al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:“7 Minuti” trae spunto da un fatto realmente accaduto in una fabbrica tessile francese\, dove alle operaie fu proposto il taglio di 7 minuti di intervallo su un totale di 15. \n\n\n\nPartendo da questa vicenda Stefano Massini\, autore ormai di fama mondiale e recente vincitore del Tony Award\, dà voce a undici personaggi femminili che costituiscono la rappresentanza sindacale della fabbrica. Donne diverse per età\, cultura\, provenienza\, che poste di fronte a una scelta si confrontano e scontrano con le compagne in un dialogo aspro e serrato in cui ciascuna porta il proprio vissuto\, la propria personalità\, le proprie convinzioni. \n\n\n\nPerché mai rifiutare l’accordo\, e quindi rischiare il licenziamento\, quando in fondo la nuova dirigenza chiede solo 7 minuti? Così\, all’inizio\, si interrogano le operaie\, disponibili ad accettare quasi con sollievo il sacrificio apparentemente minimo richiesto dell’azienda. Ma poi\, grazie soprattutto a Bianca\, la più anziana nonché portavoce del gruppo\, cominciano a farsi strada altre considerazioni e istanze. \n\n\n\nBotteghino: 06 5740170 – 06 5740598 \n\n\n\nVendita on-line e info: www.teatrovittoria.it \n\n\n\nCome arrivare: Metro: Piramide; Tram: 3; Bus: 23\, 30\, 75\, 83\, 170\, 280\, 716\, 781.
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SUMMARY:"BUONI DA MORIRE" al Teatro Manzoni di Roma
DESCRIPTION:Essere buoni non è poi così difficile. Ma avere il coraggio di esserlo è tutta un’altra storia. \n\n\n\nCon un testo intenso che mescola commedia\, emozione e riflessione scritto da Gianni Clementi\, che ne firma anche la regia\, sul palco del Teatro Manzoni di Roma approdano Patrizia Pellegrino\, Bruno Maccallini e Blas Roca Rey con BUONI DA MORIRE\, in scena da giovedì 12 febbraio a domenica 1 marzo. \n\n\n\nIn una sera di Natale apparentemente come tante\, una coppia borghese — lui cardiochirurgo di successo\, lei madre ansiosa di un figlio irraggiungibile — decide di rompere la routine patinata della loro esistenza. Una scelta insolita: unirsi a un gruppo di volontari per portare cibo caldo e parole gentili ai senzatetto della città. È l’inizio di un viaggio notturno che cambia tutto. Tra marciapiedi gelati e colonnati spazzati dal vento\, Emilio e Barbara si ritrovano a fare i conti con se stessi\, riscoprendo il valore della compassione\, della solidarietà\, della fratellanza. Parole dimenticate\, sepolte sotto il peso delle ambizioni e delle corse quotidiane verso successi che svaniscono all’alba. \n\n\n\nUn sorriso sporco\, uno sguardo dolente\, e qualcosa si incrina. O forse si risveglia. Per una notte\, la coppia ritrova una connessione che sembrava perduta. E quella magia sospesa tra disillusione e speranza li accompagna fino al mattino di Natale\, quando un campanello suona e bussa alla porta la realtà vera\, quella che non chiede permesso. \n\n\n\nDavanti a loro\, Ivano: ex compagno di classe\, ora uomo alla deriva\, con i dreadlocks\, l’alito pesante e la vita addosso. È lui l’inaspettato catalizzatore di una scelta. È lui la domanda che non si può più evitare. Cosa succede quando la bontà smette di essere un’esperienza a termine e diventa una sfida permanente? \n\n\n\nLo spettacolo ci conduce con ironia e profondità nel cuore pulsante delle contraddizioni borghesi\, smascherando le nostre ipocrisie quotidiane e interrogando lo spettatore su quanto davvero siamo disposti a cambiare. A donare. A lasciarci toccare. \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\nTel. 06.3223634   WhatsApp 327.8959298 \n\n\n\nprenotazioni@teatromanzoniroma.it   www.teatromanzoniroma.it
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LOCATION:Teatro Manzoni di Roma\, Via Monte Zebio\, 14C\, Roma\, RM\, 00195\, Italia
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SUMMARY:“Teatro degli assaggi” al Teatro Furio Camillo
DESCRIPTION:Inaugura al Teatro Furio Camillo\, dal 13 al 23 febbraio\, “Teatro degli assaggi”\, rassegna di teatro multidisciplinare per tutte le età e tutti i generi teatrali. Una programmazione variegata che spazia dalla comicità\, al racconto al circo contemporaneo\, la musica.  Ancora spettacoli\, illustrazioni\, racconti per bambini\, presentazioni di libri\, acrobatica aerea\, racconto di storie di donne e uomini straordinari. Una rassegna per rinnamorarsi del teatro\, un luogo magico dove ogni cosa ha un gusto unico\, magico\, tanto intimo quanto universale. \n\n\n\nIl teatro degli assaggi è una rassegna tutta da scoprire\, per tutti i gusti!  \n\n\n\nLa rassegna si apre venerdì 13 febbraio (ore 17:00) con la mostra “Il Circo Sfigato” dell’artista Alessia Muntoni. Le sue opere raggruppate nella mostra “IL CIRCO SFIGATO sembrano chiedersi “Cosa accade alle relazioni quando le differenze invece di creare condivisione creano distanza e conflitto?” Le illustrazioni affrontano in chiave ironica il tema delle relazioni\, amicizie\, famiglia\, lavoro\, guerre\, dispute\, amori e punti di vista da vari sguardi sotto il fantastico tendone del Circo Sfigato. Per ogni illustrazione un racconto che dal conflitto e dal disagio si trasforma in armonia. Dalle differenze nasce qualcosa di più bello\, che da soli non saremmo in grado di fare\, questo il tema ricorrente di tutti i racconti per ritornare ad una comunità di condivisione\, accettazione del diverso e la bellezza di ognuno di noi.  La mostra resterà aperta fino al 23 febbraio \n\n\n\nA seguire venerdì 13 febbraio (ore 18 e ore 21) va in scena lo spettacolo “Monsieur Momo – Varietà” di e con Timo Lesniewski. Con la sua personalità affascinante e accattivante e una visione sognante del mondo\, Momo conquista il suo pubblico in men che non si dica in una physical comedy poetica e senza età. Narratore poetico e spiritoso\, sorprende non solo gli spettatori\, ma a volte persino se stesso! Sempre all’altezza del suo pubblico\, Momo delizia con umorismo\, magia e una fantasia sconfinata. Le sue espressioni facciali e i suoi gesti ricordano i grandi clown di un tempo\, conferendo alle sue performance una comicità visiva unica. Che si tratti di affrontare i propri demoni interiori\, di interagire giocosamente con un membro del pubblico o di aggiungere un tocco di magia\, Momo incanta con il suo stile fresco e impertinente.Noto per il suo speciale legame con il pubblico\, è sempre una garanzia di lacrime di risate indimenticabili. \n\n\n\nSabato 14 febbraio (17:00) appuntamento con le letture animate per bambini “Storie per incontrarci”. Un appuntamento dedicato ai più piccoli con letture animate di libri per bambini sul tema delle migrazioni e dei viaggi. Sarà un momento di racconto e condivisione\, un momento per i bambini e le loro famiglie\, da vivere assieme per lasciare ai più piccoli spunti di riflessione sulle migrazioni\, sulla bellezza di conoscere ed accogliere\, sull’incontro tra popoli e sul valore che si può costruire “incontrandosi” \n\n\n\nSempre nella stessa giornata alle ore 18 e alle ore 21 va in scena “IRISH PUBLIC HOUSE” – di e con Clover Danze Irlandesi. un viaggio nella danza irlandese e nelle sue evoluzioni\, attraverso la storia dei suoi spazi tipici: le public houses\, ovvero quei luoghi di incontro che siamo soliti chiamare pub. Lo spettacolo racconta con parole e suggestioni le varie specialità di danza irlandese fino ai suoi sviluppi dovuti alle migrazioni oltreoceano del popolo irlandese. Un’affascinante esperienza nella cultura dell’Isola Verde! Uno spettacolo energico adatto a tutte le età. Inoltre\, sabato 14 febbraio alle ore 19:00 si terrrà la presentazione del numero 171 del periodico culturale Leggendaria\, che ospita il tema “Le clown” di Maria Vittoria Vittori incollaborazione con l’Associazione Giocolieri e Dintorni. Lo speciale\, che indaga sulle ragioni e gli sviluppi di una realtà sempre più estesa e coinvolgente come quella delle clown\, è costituito in massima parte dai loro racconti intorno alle proprie esperienze in campo sociale e artistico. Si viene così delineando un universo estremamente ricco e articolato\, in cui le arti del circo-clownesche e acrobatiche-dimostrano tutta la loro efficacia terapeutica all’interno di contesti relazionali e sociali problematici; in cui le artiste fanno rete tra loro\, aprendosi a nuove opportunità\, e costruendo -come dimostra l’esperienza di Virginia Imaz- nuove aree di consapevolezza e pratica femministe. L’incontro è mediato da Adolfo Rossomando\, direttore del periodico Jugglin Magazine\, e presidente dell’Associazione Giocolieri e Dintorni\, realtà attiva nel settore del circo contemporaneo con progetti nazionale e internazionali di formazione\, divulgazione\, networking\, ricerca\, edutainment\, coinvolgimento del pubblico. La presentazione è tradotta in LIS \n\n\n\nSi continua\, domenica 15 febbraio (ore 11.00 – ore 12\,30) con “Connessione Radio” della Compagnia I Musicullanti\, uno spettacolo musicale per bambini\, un concerto interattivo tra le frequenze di una radio dispettosa con l’Ensemble Musicullanti 2.0 della Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia. Una Radio che prima non si trova\, poi non si accende\, anzi che si accende soltanto con la partecipazione sonora e ritmica delle bambine e dei bambini. \n\n\n\nSu che stazione si fermerà? Dove ci porterà? Quale musica racconterà? La narrazione di un viaggio che si trasforma e si sintonizza su stazioni diverse\, musiche\, giochi\, generi che cambiano di volta in volta accompagnando le bambine e i bambini alla scoperta di contesti\, sonorità e repertori sempre differenti in un’alternanza di musica pop\, classica\, jazz\, colonne sonore e canzoni di benvenuto. Un viaggio musicale da fare insieme e da scoprire per offrire alle bambine e ai bambini tante esperienze diverse\, sempre caratterizzate da qualità\, coinvolgimento e spirito di comunità nella musica.  \n\n\n\nAlle ore 18 va in scena\, invece\, “Madri d’Europa” con Alessandra Evangelisti e Serena Sansoni. \n\n\n\nUn reading teatrale che intreccia voce\, memoria e musica per dare parola alle grandi donne che hanno costruito l’Europa e che fino ad oggi sono state troppo spesso dimenticate. “Madri d’Europa” è un viaggio emozionante attraverso le biografie di cinque figure femminili che\, con coraggio e determinazione\, hanno segnato il cammino verso un’Europa più giusta\, libera e unita. Sophie Scholl\, Ursula Hirschmann\, Eliane Vogel-Polsky\, Louise Weiss\, Simone Veil: donne visionarie\, ribelli\, resistenti. Le loro storie si intrecciano in un racconto corale che restituisce profondità e anima alla narrazione storica del Novecento europeo. Ogni monologo rappresenta la voce di una di queste donne in un momento cruciale della propria vita. Raccontare le loro vita ci fa capire da dove nasce il loro impegno fondato sui valori della pace\, della libertà\, della giustizia e della solidarietà. La performance dà vita a questi personaggi complessi e straordinari\, restituendo loro una dignità che va oltre la loro singola esistenza\, elevandole a icone di una storia collettiva che ha segnato l’evoluzione dell’Europa. La scelta musicale\, che spazia da Tracy Chapman a David Bowie\, dai canti delle suffragette americane a suoni contemporanei\, contribuisce a rendere la performance contemporanea\, mantenendo un tono pop capace di coinvolgere un pubblico trasversale per età e sensibilità. \n\n\n\nLa rassegna riprende poi venerdì 20 febbraio alle ore 17:00 con la presentazione del libro “Zazel” di Francesca De Sanctis. Zazel\, la prima donna-proiettile della Storia\, ha ispirato l’amata canzone di Francesco De Gregori\, ma anche poesie\, racconti e\, in generale\, tutto un immaginario su chi potesse essere quella donna così coraggiosa e spericolata da farsi sparare in aria da un cannone per svariati metri\, indossando abiti succinti\, in epoca vittoriana! Era una donna che amava la libertà e che non si sarebbe fermata davanti a niente pur di inseguire il sogno di fare l’acrobata per il circo e di vivere a modo proprio. Quest’albo la racconta con una lingua semplice e vivida e con ricche tavole a matita e pennello\, e senza trascurare George\, quel bambino che la capiva e che lei avrebbe amato per tutta la vita. Questa è una storia stupefacente e avventurosa\, quella di Rosa Maria Richter\, in arte Zazel\, la prima vera “donna cannone”. La presentazione del libro sarà un momento dedicato a famiglie con bambini con la possibilità di per genitori e bambini di trascorrere insieme un momento per ascoltare una storia straordinaria. \n\n\n\nL’incontro sarà realizzato in collaborazione con la libreria per ragazzi L’ora di Libertà\, una realtà storica romana che si occupa di formazione e sensibilizzazione dei giovanissimi alla lettura con attività stabili quali laboratori per bambini e famiglie ed incontri di sensibilizzazione alla lettura.  \n\n\n\nA seguire\, alle ore 18 e ore 21\, ci si immerge in “Storie di Viaggio”\, spettacolo di circo contemporaneo della Compagnia Materiaviva con la regia di Alessandra Lanciotti. Acrobatica aerea\, magia\, contact juggling\, contorsionismo e racconto\, sono gli ingredienti di un viaggio surreale e magico. Attraverso un racconto delicato che ricorda i toni delle fiabe\, e attraverso la metafora del viaggio\, si affrontano i temi del senso di non appartenenza\, della solitudine\, della migrazione e della violenza sulle donne. Uno spettacolo adatto a tutte le età\, una sequenza di storie che incantano e lasciano sognare e riflettere\, senza mai appesantire\, senza mai perdere la patina fiabesca e poetica. Ogni piccola storia racchiude un mondo\, si apre e si chiude sfiorando il pubblico con poche parole tradotte in scena in LIS \n\n\n\nSabato 21 febbraio (ore 17:00) appuntamento con le letture animate per bambini “Storie per incontrarci”. Un appuntamento dedicato ai più piccoli con letture animate di libri per bambini sul tema delle migrazioni e dei viaggi. Sarà un momento di racconto e condivisione\, un momento per i bambini e le loro famiglie\, da vivere assieme per lasciare ai più piccoli spunti di riflessione sulle migrazioni\, sulla bellezza di conoscere ed accogliere\, sull’incontro tra popoli e sul valore che si può costruire “incontrandosi”. L’incontro ha la durata di un’ora ed è particolarmente adatto a bambini tra i 3 ed i 6 anni\, assieme ai genitori. Alle ore 18:00 e 21:00 si prosegue con “Sarò io” di e con Collettivo Karabòa\, uno spettacolo di circo teatro che intreccia la storia personale alla riflessione sul contemporaneo. Le artiste in scena si chiedono il senso dell’arte nel mondo del lavoro\, si affacciano davanti al baratro del “voler essere” e portano nei loro corpi acrobatici il contrasto tra il sentire e il volere. Uno spettacolo che unisce acrobatica e parola\, danza e sapiente uso della luce come parte di un racconto emotivo. Un racconto che intreccia via via la storia personale a quella di una generazione. Acrobatica aerea\, contorsionismo\, contact juggling e racconto\, sono le tecniche con cui le cinque artiste raccontano un mondo interiore e magico \n\n\n\nInfine\, domenica 22 febbraio (ore 11:00 e 12:30) va in scena Sulle Orme del Serpente della Compagnia Circoenxame\, spettacolo poetico e coinvolgente che segue il viaggio di un serpente curioso attraverso gli ecosistemi del brasile. In cerca di un luogo da chiamare casa\, Safira attraversa paesaggi diversi\, incontra amici sorprendenti e affronta sfide inaspettate\, finché non si accorge che il mondo intorno a lei sta cambiando\, e anche dentro di sé qualcosa si trasforma. Una narrazione per riflettere su appartenenza\, cambiamenti climatici e responsabilità del vivere come parte della natura \n\n\n\nAlle ore 18 è la volta dello spettacolo La banda del Gobbo di e con Emiliano Valente. Analizzando la vita di un personaggio leggendario della periferia romana\, il Gobbo del Quarticciolo\, ho ripercorso le vicende di una Roma sotto assedio\, invasa dai Tedeschi\, bombardata dagli Americani\, abbandonata dagli uomini di potere. Dall’otto settembre del 1943\, fino al 4 giugno 1944\, Roma vive nove mesi di dominazione tedesca\, nove mesi di repressione\, disperazione\, fame; nove mesi di stragi e massacri: 335 uomini trucidati alle Fosse Ardeatine\, più di 900 deportati dal Quadraro. E’ nella Roma più povera e popolare delle borgate come il Quarticciolo\, che uomini e donne\, combattono contro l’ingiustizia e l’oppressione. E’ lì che nascono gli eroi involontari di questa storia: sora Cettina\, Giggetto\, zio Franchino\, Er Pigna\, Neganè\, Er Carota……uomini e bambini di borgata\, trasformati in combattenti dagli eventi tragici che li colpiscono. Una storia narrata in prima persona. Il linguaggio scelto è la lingua di borgata; chi le racconta\, è un ragazzetto\, uno strillone soprannominato Riccetto\, un ragazzo ingenuo a cui tutto sembra un po’ accadere per caso. Riccetto viene arruolato nella banda del gobbo e racconta quello che lui\, dodicenne\, ha vissuto in quei mesi di terrore e di dominazione\, fino all’arrivo degli Americani. Tra giochi da bambino e assalti da adulto\, la vita del Riccetto è semplicemente la vita di un ragazzo di borgata durante una guerra. \n\n\n\nNon mancheranno\, inoltre\, gli incontri-laboratori come – Ar-The – Assaggi d’arte condotto da Giorgia Ricciardello\, lunedì 16 e 23 febbraio alle ore 18:00. Prendere un the insieme e parlare dell’arte negli allestimenti teatrali. Gli allestimenti e gli studi per la scenografia\, sono di fatto delle opere che vengono studiate e create spesso da artisti che attraverso il loro contributo hanno nei secoli trasformato il nostro stesso modo di concepire lo spazio scenico. In collaborazione con gli studenti dell’Accademia delle belle arti si realizzeranno incontri dedicati ai giovanissimi per stimolare alla riflessione su un aspetto del lavoro teatrale in equilibrio tra maestranze ed arte\, uno spaccato che darà impulso ad una nuova visione di un ambito professionale ancora troppo poco conosciuto.  \n\n\n\nL’incontro è dedicato in particolare ai giovani di scuole medie e superiori ma è aperto a chiunque voglia curiosare sul tema davvero affascinante. L’incontro verrà moderato da Giorgia Ricciardello\, Illustratrice e grafica\, lavora sulle tecniche del disegno\, della pittura\, scultoree e modellato \n\n\n\nProgramma: \n\n\n\nvenerdì 13 febbraio 2026 ore 17:00 \n\n\n\ninaugurazione mostra “Il Circo Sfigato” – opere dell’artista Alessia Muntoni \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione \n\n\n\nvenerdì 13 febbraio 2026 ore 18 e ore 21 \n\n\n\nSPETTACOLO “Monsieur Momo – Varietà” di e con Timo Lesniewski \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\nsabato 14 febbraio 2026 ore 17:00 \n\n\n\nletture animate per bambini “Storie per incontrarci” \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione \n\n\n\nL’incontro ha la durata di un’ora ed è particolarmente adatto a bambini tra i 3 ed i 6 anni\, assieme \n\n\n\nai genitori \n\n\n\nsabato 14 febbraio ore 18 e ore 21 \n\n\n\nSPETTACOLO “IRISH PUBLIC HOUSE” – di e con Clover Danze Irlandesi \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\nsabato 14 febbraio 2026 ore 19:00 \n\n\n\npresentazione del numero 171 del periodico culturale Leggendaria\, che ospita il tema “Le clown” \n\n\n\ndi Maria Vittoria Vittori \n\n\n\nin collaborazione con l’Associazione Giocolieri e Dintorni \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione – Con interprete Lis \n\n\n\ndomenica 15 febbraio ore 11.00 – ore 12\,30 \n\n\n\nSPETTACOLO “Connessione Radio” – Compagnia I Musicullanti \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\ndomenica 15 febbraio 2026 ore 18 \n\n\n\nSPETTACOLO “Madri d’europa” con Alessandra Evangelisti e Serena Sansoni – Compagnia il \n\n\n\ngiardino delle parole \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\nlunedì 16 febbraio ore 18:00 \n\n\n\nINCONTRO LABORATORIO – Ar-The – Assaggi d’arte condotto da Giorgia Ricciardello \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione \n\n\n\nvenerdì 20 febbraio 2026 ore 17:00 \n\n\n\nPresentazione del libro “Zazel” di Francesca De Sanctis \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione \n\n\n\nvenerdì 20 febbraio 2026 ore 18 e ore 21 \n\n\n\nSPETTACOLO “Storie di Viaggio” Spettacolo di circo contemporaneo della Compagnia \n\n\n\nMateriaviva \n\n\n\nRegia e autorialità Alessandra Lanciotti \n\n\n\ncon Roberta Castelluzzo – Fabiana Gargia – Alessandra Lanciotti – Filippo Porcari \n\n\n\nAttrice in LIS Benedetta Paris \n\n\n\nCura della scena Giulia Simonetti \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\nsabato 21 febbraio 2026 ore 17:00 \n\n\n\nletture animate per bambini “Storie per incontrarci” \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione \n\n\n\nsabato 21 febbraio ore 18:00 e 21:00 \n\n\n\nSPETTACOLO “Sarò io” di e con Collettivo Karabòa \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\ndomenica 22 febbraio ore 11:00 e 12:30 \n\n\n\nSPETTACOLO Sulle Orme del Serpente della Compagnia Circoenxame \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\ndomenica 22 febbraio ore 18 \n\n\n\nSPETTACOLO La banda del Gobbo di e con Emiliano Valente \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\nlunedì 23 febbraio ore 18:00 \n\n\n\nINCONTRO LABORATORIO – Ar-The – Assaggi d’arte condotto da Giorgia Ricciardello \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione
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SUMMARY:Ascanio Celestini in "Poveri Cristi" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:<<Chi sono i poveri cristi? Sono l’ultimo della classe quando ci stavano le classi differenziali per i poveri; la pecora nera nel manicomio che risolveva il problema per quelli che stavano fuori\, ma non per quelli che stavano dentro; quello che sta inchiodato a qualche malattia senza colpa\, ma anche senza futuro\, eccetera. \n\n\n\nE se dico “eccetera” ho detto tutto. Ho detto tutti. \n\n\n\nL’idea di questo progetto è quella di trovare le parole per raccontare questi poveri cristi che non hanno una lingua per raccontarsi che non sia quella della pietà. \n\n\n\nE invece il narratore di questo spettacolo li racconta come santi perché ogni giorno fanno il miracolo di restare al mondo. Di essere i migliori del circondario. \n\n\n\nCi sono tanti modi per raccontare questa classe sociale\, ma la più rispettosa\, per me\, è quella che usa le loro parole. Così\, in questi ultimi 10 anni\, sono andato intervistare (intervista significa ‘incrocio di sguardi’) i facchini eritrei che movimentano i pacchi nei magazzini della logistica sulla Tiburtina a Roma\, il becchino del cimitero di Lampedusa\, la donna che mostra la foto del ragazzo affogato nel naufragio del 3 ottobre 2013\, ecc. \n\n\n\nPoi riascolto tutte queste voci e comincio a raccontarle. Quando mi sembra che ci riesco\, le vado a raccontare al musicista Gianluca Casadei\, e lui inizia a scrivere la musica sul mio racconto. Tra noi usiamo la tecnica dell’interplay. Nei testi sul jazz è indicata come ‘capacità di interagire all’istante\, anche e soprattutto durante le parti improvvisate\, tra i diversi musicisti\, pronti a ascoltare e reagire cogliendo i suggerimenti impliciti nel suono degli altri membri del gruppo’. Da questo nostro lavoro\, di ascolto e interazione tra musica e racconti\, nasce lo spettacolo. E questa tecnica di interazione si ripete sempre\, ogni sera\, in ogni replica col pubblico\, come un’improvvisazione su uno standard jazz. \n\n\n\nMa c’è un motivo per il quale racconto\, le mie storie. Me lo ha detto Sisto Quaranta\, rastrellato il 17 aprile del ’44 al Quadraro. Quando gli ho chiesto “Perché non avete mai raccontato la vostra storia?” Lui mi ha risposto “io l’ho sempre raccontata\, ma tra noi non c’erano gli scrittori\, i registi del cinema”. \n\n\n\nCioè non è vero che la Storia la scrivono i vincitori. La Storia la scrive chi la sa raccontare. Perciò è compito nostro\, di noi scrittori\, di noi autori\, scrivere la storia di tutti. Soprattutto di quelli che non la sanno scrivere come Sisto che non era poeta\, ma era un bravo elettricista. Qui per me c’è la vera contaminazione culturale\, quella tra lo scrittore e l’elettricista\, tra l’autore e i facchini eritrei\, tra il musicista e il becchino del cimitero di Lampedusa. \n\n\n\nQuando penso allo spettacolo non penso al “pubblico”. Il “pubblico” è già una comunità. Io penso allo “spettatore”. \n\n\n\nCioè a quello che arriva da solo. Il mio spettatore non è il letterato colto che ha letto la Recherche di Proust e cita Pasolini perché il padre è stato menato nel marzo del ’68. \n\n\n\nIl mio spettatore si è fatto una doccia veloce e ha parcheggiato in seconda fila per vedere il mio spettacolo in uno spazio raffazzonato in periferia. Magari è autunno e mi porta le castagne che ha raccolto tra i boschi dei Castelli Romani o mi dice che lo zio esodato dell’Autovox è morto depresso in una RSA o perché non gli hanno cambiato il catetere e c’ha avuto le vie urinarie in setticemia. E magari mi porta un disco che ha registrato con la parrocchia dove canta un’ave Maria stonata\, ma bella. \n\n\n\nE allora cosa mi aspetto di comunicare al pubblico? Di fargli sentire che sono intonato alle sue canzoni. Che parliamo la stessa lingua\, che usiamo le stesse parole\, che cantiamo le stesse canzoni. \n\n\n\nLo spettatore che sceglie di venire in teatro è sempre preparato. Se sceglie uno spettacolo è perché ha un’aspettativa precisa. Il problema nasce quando non viene risarcito del suo investimento emotivo\, cioè se ci resta male. Se si aspettava di ridere e invece ha pianto\, viene risarcito lo stesso. Se voleva stupirsi e invece si è addormentato significa che l’artista s’è spiegato male. \n\n\n\nIo cerco di scrivere in una lingua comprensibile per tutti. Ma non è una lingua che parlo io. È quella che “trascrivo” dalle interviste che faccio e ho fatto in questi anni. \n\n\n\nScrivere e raccontare con la lingua degli altri (vorrei dire del popolo) questo faccio. \n\n\n\nQuesta\, per me\, è una lingua nuova che scaccia vie tutte le altre lingue. È nuova perché è comprensibile. Le altre sono vecchie perché non si capiscono più. \n\n\n\nQuesto spettacolo sarà un racconto e il racconto è sempre multidisciplinare. Per raccontare una storia ci infiliamo in tanti linguaggi. \n\n\n\n1- Il gesto racconta l’oggetto. Lo indica. \n\n\n\n2- Lo sguardo racconta l’immagine (guardo in quella direzione perché sto raccontando che qualcosa arriva da quel punto\, per esempio). \n\n\n\n3- La parola è suono\, ma anche ritmo. \n\n\n\nEccetera. \n\n\n\nC’è una multidisciplinarità ricchissima che passa di continuo tra parola-immagine-suono-oggetto. Cioè passa attraverso il tempo senza fermarsi su un’epoca precisa. Come scrisse Vincenzo Cerami delle mie “fiabe moderne\, che comunque hanno il potere di dipingere paesaggi senza tempo (come il nostro tempo)”. \n\n\n\nPoveri Cristi è anche un romanzo pubblicato nel 2025 con Einaudi. Il romanzo ‘Poveri Cristi’ comincia così: “Cristo non è sceso dal cielo\, ma è salito dalla terra. Questa è la prima frase\, ma potrebbe finire qui”. \n\n\n\nDavvero il racconto potrebbe finire dopo questa frase perché i personaggi della mia storia sembra che non abbiano nessun rapporto con tutto ciò che sta in alto. Né col potere politico\, economico\, militare o religioso; né con le vette della letteratura\, della scienza o con le aspettative\, i sogni di chi aspira a diventare famoso; né coi quartieri alti\, le ricche città coi grattacieli; e probabilmente nemmeno con le terrazze fiorite dalla quali vedere un bel panorama. Ma forse è proprio questa loro vita da ultimi che\, come nella parabola di Gesù\, dopo aver subito torti li porterà ad essere primi.>> \n\n\n\nAscanio Celestini è nato a Roma nel 1972. I suoi testi sono legati a un lavoro di ricerca sul campo e indagano nella memoria di eventi e questioni relative alla storia recente e all’immaginario collettivo. Tra i suoi ultimi spettacoli teatrali\, Laika (2015)\, Pueblo (2017) e Rumba (2023) fanno parte della trilogia che è all’origine di Poveri cristi. Di questi testi\, Celestini ha curato la regia in Belgio e in Francia con l’attore David Murgia\, e in Svezia con l’attore Özz Nûjen. Per il cinema ha realizzato due film: La pecora nera (2010)\, in concorso alla 67ª Mostra del cinema di Venezia\, e Viva la sposa (2015) in concorso alle Giornate degli autori a Venezia. Il suo disco Parole sante ha vinto il Premio Ciampi come Miglior debutto discografico dell’anno e il Premio Arci «Dalla parte buona della musica». Per Einaudi ha pubblicato Storie di uno scemo di guerra (2005)\, La pecora nera (2006)\, Lotta di classe (2009)\, Io cammino in fila indiana (2011)\, Pro patria (2012)\, Barzellette (2019)\, Radio clandestina (2020)\, I parassiti (2021) e Poveri cristi (2025). \n\n\n\nInfo e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE\, info promozioneteatrovascello@gmail.com  – promozione@teatrovascello.itBiglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\, acquista direttamente alla biglietteria 
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SUMMARY: Riccardo III al Teatro Biondo
DESCRIPTION:Maria Paiato è Riccardo III nell’adattamento che Angela Dematté ha realizzato della celebre tragedia storica di William Shakespeare per la regia di Andrea Chiodi. \n\n\n\nProdotto dal Centro Teatrale Bresciano insieme al Teatro Nazionale di Genova\, al Teatro Biondo di Palermo e al Teatro di Roma\, lo spettacolo va in scena al Biondo di Palermo dal 14 al 22 febbraio.  \n\n\n\nAl fianco di Maria Paiato recitano Riccardo Bocci\, Tommaso Cardarelli\, Francesca Ciocchetti\, Ludovica D’Auria\, Giovanna Di Rauso\, Giovanni Franzoni\, Igor Horvat\, Emiliano Masala\, Cristiano Moioli\, Lorenzo Vio\, Carlotta Viscovo. Le scene sono di Guido Buganza\, i costumi di Ilaria Ariemme\, le musiche di Daniele D’Angelo e le luci di Cesare Agoni. \n\n\n\nTutto il talento e la straordinaria forza di Maria Paiato incontrano Riccardo III di Shakespeare. Un progetto fortemente voluto dall’attrice\, che prende vita grazie all’intesa con il regista Andrea Chiodi. Nei panni di Re Riccardo – l’usurpatore\, il genio cattivo\, l’uomo politico crudele\, machiavellico\, più volte preso di mira dal teatro elisabettiano – Paiato punta a restituire uno Shakespeare sorprendentemente fedele all’originale. \n\n\n\n«Ora l’inverno del nostro scontento è diventato gloriosa estate sotto questo sole di York»: è così che si apre la tragedia\, che racconta l’ascesa al trono e la repentina caduta del malvagio Riccardo\, duca di Gloucester. È l’ultima delle quattro opere della tetralogia minore di Shakespeare e conclude il drammatico racconto della storia inglese iniziato con Enrico IV. Il Bardo la scrisse intorno al 1592\, drammatizzando gli eventi storici avvenuti circa un secolo prima quando in Inghilterra\, al termine della Guerra delle due rose\, il potere dei Plantageneti fu sostituito dalla dinastia Tudor\, eventi drammatici culminanti con la sconfitta di Riccardo nella battaglia di Bosworth Field nel 1485. \n\n\n\nAl centro dell’opera sta la figura di Riccardo\, il cui fisico deforme racchiude un’indomabile forza negativa\, ma la sua fedeltà al proprio destino suscita\, nonostante la crudeltà del personaggio\, un innegabile fascino. \n\n\n\n«Affascinante\, ironico\, seducente\, ma spaventosamente lucido\, Riccardo è la manifestazione di un’anomalia dell’anima – spiega il regista Andrea Chiodi – Quando Maria Paiato mi ha chiesto di lavorare insieme su Riccardo III ho detto subito di sì\, ma con il desiderio di non soffermarci sulla deformità ma sulla testa e sul cuore del personaggio che la sapiente scrittura di Shakespeare ci restituisce\, non è la sua disabilità che mi interessa ma la sua ironia nella sua capacità di seduzione. Il male seduce da sempre e infatti ne siamo circondati. Forse che sia interessante capire come scovarlo\, come scoprire dove si rintana questo male per combatterlo? È forse originato fin dalla nostra infanzia? Riccardo giocava da bambino? Era amato? Ecco\, sono partito da queste domande per interrogarmi sul male e sulla sete di potere\, così logoranti e inutili\, anzi portatori solo di morte e divisione. Inoltrandoci nelle parole di Shakespeare\, si è cercato di esplorare come sempre l’animo umano e il suo stare davanti a quel mistero che è l’uomo e la sua terribile sete di potere\, quando null’altro lo compie o completa». \n\n\n\nPer Angela Dematté\, che ha tradotto e adattato il testo: «La prima sorprendente abilità di Shakespeare in questo testo eccezionale – che segna la fine di un mondo e ne inizia un altro – è di usare il linguaggio gentile dei suoi versi per traghettarci in un’altra dimensione\, in un sistema di valori arcaico\, viscerale. Ho provato un tale senso di reverenza nel ritradurlo e adattarlo da non riuscire a tagliarlo e lavorarlo se non con l’aiuto della regia. Tra i versi si muove innanzitutto la necessità di sopravvivere\, il diritto a sopravvivere. Reclamando questo diritto l’infame non può che tendere trame e prologhi insidiosi\, unici strumenti che possiede. Tutto è lecito ad un bambino non amato\, quale è stato Riccardo: si tratta di convincere chi di dovere\, le due donne innanzitutto\, lady Anna e poi Elisabetta e\, fino ad un certo segno\, Buckingham e la corte\, a passare con lui il limite del lecito. Ma siamo sicuri che l’infame Gloucester non sia che il pretesto\, la scusa per far emergere ciò che in ogni gerarchia di potere e di famiglia è presente? Cosa cerchiamo quando cerchiamo il potere? E cosa cerca l’autore costruendo la sua trama?» \n\n\n\n_____________________ \n\n\n\nRiccardo III \n\n\n\ndi William Shakespeare \n\n\n\nriduzione e adattamento Angela Dematté \n\n\n\nregia Andrea Chiodi \n\n\n\ncon Maria Paiato \n\n\n\ne con \n\n\n\nRiccardo Bocci\, Tommaso Cardarelli\, Francesca Ciocchetti\, Ludovica D’Auria\, \n\n\n\nGiovanna Di Rauso\, Giovanni Franzoni\, Igor Horvat\, Emiliano Masala\, \n\n\n\nCristiano Moioli\, Lorenzo Vio\, Carlotta Viscovo \n\n\n\nscene Guido Buganza \n\n\n\ncostumi Ilaria Ariemme \n\n\n\nmusiche Daniele D’Angelo \n\n\n\nluci Cesare Agoni \n\n\n\ntrucco e parrucco Bruna Calvaresi \n\n\n\nassistente alla regia Francesco Biagetti \n\n\n\nassistente ai costumi Valentina Volpi \n\n\n\nproduzione Centro Teatrale Bresciano\, Teatro Nazionale di Genova\,  \n\n\n\nTeatro Biondo di Palermo\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale \n\n\n\ndurata: 2 ore e 30 minuti più intervallo \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: sabato 14 febbraio ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 15 febbraio ore 17.00\n\n\n\nmartedì 17 febbraio ore 21.00\n\n\n\nmercoledì 18 febbraio ore 17.00\n\n\n\ngiovedì 19 febbraio ore 17.00\n\n\n\nvenerdì 20 febbraio ore 21.00\n\n\n\nsabato 21 febbraio ore 19.00\n\n\n\ndomenica 22 febbraio ore 17.00
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SUMMARY:"Azzurro" al Teatro Elfo Puccini di Milano
DESCRIPTION:ANTONIO CATANIA / AZZURRO\n\n\n\nUna cavalcata densa di immagini\, musica\, gesti e parole che parte a bordo di una 500 nei mitici anni sessanta e continua fino ai nostri giorni\, raccontata con ironia da un testimone d’eccezione: Curzio Maltese (Milano\, 30 marzo 1959 – Roma\, 26 febbraio 2023). Antonio Catania – accompagnato dalla musica di Nicola Piovani eseguita in scena da Sergio Colicchio al pianoforte – è il protagonista di “Azzurro”\, uno spettacolo scritto da Paola Ponti e diretto da Carmen Giardina\, prodotto da Alessandro Longobardi per Viola Produzioni. In scena al Teatro Elfo Puccini di Milano dal 16 al 22 febbraio e al Teatro Rossetti di Trieste dal 24 al 26 febbraio. \n\n\n\nLa storia di “Azzurro” comincia con l’Italia del boom\, un Paese ancora ingenuo\, rivolto al futuro\, dove “persino i poveri potevano essere felici”: il sabato alla Rinascente dove lavora la mamma commessa\, il profumo di Mariangela Melato\, i foulard di Carla Fracci e le vetrine di Giorgio Armani. Ma anche la fine dell’innocenza\, il 12 dicembre 1969\, con la bomba che scoppia a piazza Fontana\, la lotta di classe al parco Lambro\, il liceo negli anni di piombo\, e le risate degli anni ’70\, con Beppe Viola\, Dario Fo\, i comici del Derby: “ridevamo come pazzi – ricorda Maltese – e poi con un pensoso e penoso senso di colpa passavamo alle cose serie\, la politica\, il giornalismo\, la cultura ufficiale. Pensa che scemi.” \n\n\n\nDopo gli esordi nel giornalismo sportivo\, Curzio Maltese arriva a Repubblica\, dove inizia a scrivere di politica quando scoppia l’inchiesta Mani Pulite\, seguita dalla discesa in campo di Berlusconi. Ma in “Azzurro” è l’uomo a parlare\, ed è emozionante il racconto di un’infanzia senza padre\, della scomparsa della sorella Cinzia\, del grande amore per la moglie e il figlio\, della gioia di poter seguire da vicino il lavoro di artisti geniali come Roman Polanski\, Renzo Piano\, Paolo Conte\, Ken Loach e tanti altri. Una ricerca della bellezza che non può mai prescindere dall’allegria\, e diventa salvifica nei momenti più difficili. \n\n\n\n«Per la messa in scena ho creato una struttura composta da proiezioni video e musica – spiega Carmen Giardina – sempre al servizio dell’incalzare della storia e del protagonista\, che di volta in volta tiene le fila e interpreta i vari personaggi in un moltiplicarsi di voci. E credo che nessun attore meglio di Antonio Catania possa interpretare la disincantata ironia dello sguardo di Maltese. Allo stesso modo la scrittura di Maltese si sposa alla perfezione con la musica del suo grande amico Nicola Piovani. Una presenza capace di creare un contrappunto perfetto al suo sguardo sulla vita\, nei suoi aspetti divertenti come in quelli più toccanti\, in cui tutti possiamo ritrovarci.» \n\n\n\nwww.elfo.org \n\n\n\nwww.ilrossetti.it
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SUMMARY:ARCOBALÌ al Festival di Sanremo 2026
DESCRIPTION:ARCOBALÌ farà il suo esordio ufficiale a Sanremo 2026\, portando con sé un messaggio semplice e potente: la musica può colorare i sogni e accendere sorrisi\, anche dove la vita è più difficile. \n\n\n\nDa questa visione nasce “ARCOBALÌ… Un sogno da colorare”\, il progetto solidale dell’Associazione Coloriamo i Sogni che\, insieme a Caritas italiana e Givova\, dona ingressi a concerti ed eventi musicali a persone e famiglie in difficoltà. Un gesto concreto che trasforma la musica in inclusione\, partecipazione e speranza. \n\n\n\nUn’iniziativa itinerante che attraverserà l’Italia creando una vera catena solidale: ogni palco diventa un luogo di condivisione\, ogni evento una tappa di un sogno collettivo. \n\n\n\nIl progetto Arcobalì per iniziare ha ricevuto l’appoggio di due grandi protagonisti della musica live: Ferdinando Salzano per Friends & Partners e Clemente Zard per Vivo Concerti. \n\n\n\nAl fianco del progetto anche Givova che lo sosterrà con un’edizione speciale dedicata. \n\n\n\nEnrico Garnero\, Presidente dell’Associazione Play To Give\, sottolinea:«Crediamo fortemente in Arcobalì perché una mascotte sa regalare sorrisi\, ma questo progetto unisce simpatia e solidarietà concreta: offre a persone e famiglie in difficoltà la possibilità di vivere qualche ora sotto il palco dei grandi artisti che riempiono le nostre vite. Grazie ai produttori\, agli artisti e a Givova per aver scelto di sostenere una solidarietà vera». \n\n\n\nIl Presidente di Givova\, Giovanni Acanfora e l’Amministratore Avv. Giuseppina Lodovico aggiungono: \n\n\n\nSostenere “ARCOBALI’ UN SOGNO DA COLORARE” significa per GIVOVA trasformare un’idea piena di amore in un impegno concreto. \n\n\n\nIn occasione del Festival 2026 a Sanremo\, nella prestigiosa cornice di Casa Bontempi\, ARCOBALI’ diventerà il simbolo di una catena solidale che unisce persone\, emozioni e sogni. La collaborazione con Caritas\, che permetterà di donare la possibilità di vivere l’emozione del Festival a chi affronta situazioni di difficoltà\, rappresenta un segnale tangibile del nostro impegno verso inclusione e condivisione. \n\n\n\nCon una speciale edizione limitata di maglie GIVOVA dedicate al progetto\, vogliamo celebrare un’iniziativa che unisce musica\, creatività e solidarietà\, con l’obiettivo di colorare i sogni di grandi e piccoli\, senza distinzione. Crediamo che lo sport\, la musica e gli eventi siano strumenti straordinari per creare connessioni autentiche e lasciare un segno positivo nella comunità”. \n\n\n\nAnche Don Marco Pagniello\, Direttore di Caritas Italiana evidenzia come la povertà sia spesso esclusione dalla vita sociale e culturale: “offrire la possibilità di partecipare a un concerto significa restituire normalità\, appartenenza e dignità”. \n\n\n\nA Sanremo 2026 ARCOBALÌ inizierà il suo viaggio: un viaggio fatto di musica\, emozioni e sogni da colorare insieme. \n\n\n\nPer aderire alla mission: \n\n\n\ninfo@coloriamoisogni.it \n\n\n\nwww.coloriamoisogni.it \n\n\n\nwww.arcobalì.it
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SUMMARY:“Titoli di testa” con Francesca Reggiani al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Il nuovo spettacolo di Francesca Reggiani “Titoli di testa” declina le sue riflessioni sull’universo di oggi con un punto di vista ironico\, uno sguardo lucido e spietato che osserva la realtà che ci circonda. \n\n\n\nUno stand-up che azzarda paralleli tra seduzioni pubbliche e private\, tra crisi di coppia e crisi istituzionali. E infine la confusione universale tra amore e sesso\, tra mariti e amanti\, tra single e “bingle”; e poi ancora politici\, imprenditori\, uomini di potere… parole e discorsi che gravitano intorno alle nostre vite. \n\n\n\nSatira sociale e satira di costume si intrecciano in una società che ha promosso la deficienza naturale a intelligenza artificiale\, l’ignoranza a ingenuità e le chiacchiere da bar ad avamposti culturali. Tik Tok a pilastro dell’informazione. \n\n\n\nLo show della Reggiani procede attraverso folgoranti monologhi e rapide incursioni di personaggi dello spettacolo e dell’informazione da lei stessa interpretati\, nuovi “maîtres à penser” di una società mediatica svuotata di senso e di valori.
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SUMMARY:"EXPO – Teatro Italiano Contemporaneo" al Teatro Belli - IV edizione
DESCRIPTION:Rassegna EXPO – Teatro Italiano Contemporaneo\, giunta alla sua quarta edizione – dopo il successo riscosso nelle prime due settimane di programmazione – prosegue il proprio percorso al Teatro Belli confermandosi come uno degli spazi più coerenti e riconoscibili dedicati alla nuova drammaturgia nazionale e alle giovani compagnie della scena italiana. Promossa dalla Società per Attori\, la manifestazione nasce con un duplice obiettivo: sostenere concretamente la scrittura teatrale contemporanea e offrire al pubblico un attraversamento critico del presente attraverso linguaggi scenici diversi\, capaci di interrogare il nostro tempo nelle sue contraddizioni\, urgenze e fragilità. \n\n\n\n«Il teatro – dichiarano i direttori artistici Andrea Paolotti e Franco Clavari – deve continuare a essere un luogo reale di presenza\, ascolto e dialogo. In un’epoca segnata da comunicazioni sempre più rapide e individualizzate\, crediamo sia necessario investire energie nella costruzione di spazi di incontro umano e condivisione autentica. EXPO nasce proprio per questo: non come semplice cartellone\, ma come esperienza viva e comunitaria». \n\n\n\nProssimi appuntamenti PROGRAMMA EXPO 2026 \n\n\n\n17\, 18\, 19 Febbraio 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nGod Knows \n\n\n\ndi Andrea Cincotti \n\n\n\ncon Elvira Berarducci\, Giordano Cozzoli\, Pietro Naglieri \n\n\n\nregia Andrea Cincotti \n\n\n\nscene Matteo Candido \n\n\n\ncostumi Liliana Ciannamea \n\n\n\nproduzione Malalingua – Festival Trame Contemporanee \n\n\n\nIn una notte qualunque\, un semplice risveglio si trasforma in un viaggio straordinario dentro la memoria\, il desiderio e le crepe dell’amore. Pietro e Giordano\, compagni da oltre quindici anni\, sono due uomini intrappolati in una crisi silenziosa che ha consumato nel tempo il linguaggio della loro intimità: le parole che un tempo li univano ora sembrano insufficienti\, incapaci di contenere ciò che si è incrinato. Con loro vive Elvira\, amica ironica e inquieta\, sospesa in un eterno tentativo di cambiamento. È proprio lei che\, attraverso un episodio molto particolare\, innesca l’improvvisa rottura dell’equilibrio che porta l’intera notte a prendere una piega imprevedibile. God Knows esplora il terreno fragile della crisi di una storia d’amore\, non fornendo risposte\, ma mostrando le crepe\, le zone d’ombra\, i non detti che abitano una relazione. \n\n\n\n20\, 21\, 22 Febbraio 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nPostremos \n\n\n\ndi Emilia Agnesa e Xhuliano Dule \n\n\n\ncon Bianca Mastromonaco e Eva Sabelli \n\n\n\nregia Stefano Sabelli \n\n\n\nscene Michelangelo Tomaro \n\n\n\ncostumi Marisa Vecchiarelli \n\n\n\nluci e audio Valerio Amedeo \n\n\n\nTra la costruzione di un muro e la sua caduta\, tra una esplosione di Buddha e un attacco al cuore di New York\, tra le città svuotate dalla pandemia e una striscia di terra rasa al suolo\, tra un millennio che si chiude e uno che si apre\, tra canzoni di ieri e canzoni di oggi\, tra un tempo che scorre e uno che non passa… Due donne in una stanza chiusa\, senza orologi né finestre\, attendono istruzioni. Sono assassine\, forse agenti segreti che non scelgono mai le loro vittime: eseguono ordini consegnati attraverso un montavivande. In un climax di tensione emotiva\, nessuna delle due potrà tirarsi indietro davanti all’ultima comanda. Si prepareranno alla sfida finale. Ma resta una domanda in sospeso: c’è un posto per entrambe nel futuro? \n\n\n\n24\, 25\, 26 Febbraio 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nLa donna più grassa del mondo \n\n\n\ndi Emanuele Aldrovandi \n\n\n\ncon Luca Cattani\, Alice Giroldini\, Marco Maccieri \n\n\n\nregia Angela Ruozzi \n\n\n\nscene e costumi Alice Benazzi \n\n\n\nluci Fabio Bozzetta \n\n\n\nproduzione Centro Teatrale MaMiMò \n\n\n\nUna grossa crepa minaccia la sicurezza della casa in cui vivono i protagonisti della storia\, ma solo uno di loro sembra preoccuparsene: l’Uomo del piano di sotto\, che da mesi  tenta di convincere la coppia di vicini a intraprendere i lavori di ristrutturazione. Ma la crepa si trova proprio sotto il divano della Donna più grassa del mondo che pesa quattrocento sessanta chili\, non può muoversi e non ha intenzione di smettere di mangiare. In un’epoca in cui sembra che la nostra società abbia raggiunto il suo massimo grado di benessere\, questa commedia\, attraverso una cifra grottesca e paradossale\, ci induce a riflettere sulla capacità dell’uomo di immaginare un modo alternativo per raggiungere la felicità che non lo condanni all’autodistruzione. \n\n\n\n27\, 28 Febbraio – 01 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nQuelli che restano \n\n\n\ndi Marta Ferrarini e Emanuela Vinci \n\n\n\ncon Marta Ferrarini\, Leonardo Lutrario\, Luca Molinari\, Emanuela Vinci \n\n\n\nregia Davide Celona \n\n\n\nluci Marco Laudando \n\n\n\nproduzione Officina Teatrale \n\n\n\nCosa resta quando qualcuno se ne va? Un gruppo di quattro amici: Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo\, il loro amico\, il quinto\, che si è appena suicidato. Tra una birra e qualche sigaretta\, i protagonisti si troveranno a far fronte a una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa una esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n3\, 4\, 5 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nQuando arriva Briseide \n\n\n\ndi Federico Malvaldi \n\n\n\ncon Alice Casagrande\, Federico Lombardo\, Giacomo Pressi \n\n\n\nregia Sezione B \n\n\n\nriconoscimenti Premio l’InediTo – Colline di Torino\, Premio iGEA – Treviso\, Contemporary Theater Festival\, Premio Pat – Passi Teatrali \n\n\n\nÈ il ritratto di una generazione senza un posto nel mondo. In una piccola città universitaria\, all’interno di un vecchio ristorante\, si intrecciano le vite di Gabriele\, Andrea e Giulia. La cucina del ristorante diventa lo scenario in cui si mescolano amicizie\, amori\, ambizioni e sogni\, ma soprattutto si avverte il senso di essere bloccati in un presente che non concede vie di fuga. Gabriele ha ereditato il locale di famiglia dopo la morte del padre. Andrea\, suo amico d’infanzia\, lavora con lui. Giulia\, la nuova arrivata\, funge da catalizzatore di un equilibrio già fragile. Il luogo di lavoro è un microcosmo dove i conti “contano” più delle relazioni\, dove il futuro fa più paura del passato e dove tutto si nasconde sotto un coperchio. \n\n\n\n6\, 7\, 8 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nUn caso da manuale \n\n\n\ndi Giulia Pietrozzini \n\n\n\ncon Chantal Gori e Giulia Pietrozzini  \n\n\n\nregia Giulia Aleandri  \n\n\n\nproduzione Teatraltro \n\n\n\nriconoscimenti Premio Ipazia 2024 \n\n\n\nIn un mondo distopico dove le gerarchie di genere si capovolgono\, ma i meccanismi restano\, un’avvocata e la sua assistita si incontrano in uno spazio sospeso tra reale e onirico. Una cerca di elaborare una strategia difensiva\, costringendo la sua assistita a una prova generale sulle rispettive domande e risposte che\, in tribunale\, dovrebbero propiziare una sentenza benevola\, l’altra invece tenta di raccontare la realtà dei fatti\, così come sono avvenuti. In un botta e risposta teso e grottesco\, sul filo che lega e separa al tempo stesso verità oggettiva e verità processuale\, lo spettacolo solleva interrogativi sulla giustizia\, sul potere e sulla possibilità\, o impossibilità\, di un vero cambiamento. \n\n\n\n10 \,11\,12 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nSP33 \n\n\n\ndi Giulia Bartolini \n\n\n\ncon Francesca Astrei\, Grazia Capraro\, Giulia Trippetta \n\n\n\nregia Giulia Bartolini \n\n\n\nproduzione Compagnia Mauri Sturno \n\n\n\nin collaborazione con Compagnia KARL \n\n\n\nMary torna\, dopo undici anni\, a casa. Due sorelle che ormai non l’aspettano più. Un paese di 515 anime. È la provincia che divora tutto; purgatorio di tutti noi. SP33 NON è uno spettacolo sulla provincia. È materia che muta\, si muove\, inciampa. SP33 NON racconta il ritorno a casa: ne abita le rovine. È un luogo feroce: rose di montagna battute dalla pioggia\, vino\, funerali\, sapone fatto a pezzi. SP33 NON ha una regia invadente. Solo testo e corpo. SP33 NON vuole spiegare. Non consola\, non redime\, non chiude. SP33 NON teme la sproporzione\, la dissonanza\, l’incompiuto. È senza orpelli\, senza appigli. SP33 NON è integro. È spezzato. Una commedia nera\, un dramma familiare in frantumi. \n\n\n\n13\, 14\, 15 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nPer una donna \n\n\n\ndi Letizia Russo \n\n\n\ncon Marika Murri  \n\n\n\nregia Paolo Zuccari \n\n\n\nscene Paola Castrignanò \n\n\n\ncostumi Lucia Mariani \n\n\n\nproduzione Compagnia Mauri Sturno \n\n\n\nLa vita di una donna\, non più giovane\, sposata con un uomo che la rispetta e la ama\, niente figli\, una cornice piccolo borghese\, forse di periferia\, esplode improvvisamente per l’incontro intimo con un’altra donna. Un solo incontro\, un momento di abbandono\, e niente è più come prima. Rimane un continuo desiderio asfissiante. Andare avanti come prima è impossibile. Allora la donna scrive una lettera a se stessa per tornare\, secondo lei\, sulla retta via. Ma la strada è piena di inganni che le riveleranno una verità difficile da accettare.  Tutto solo “Per una donna”. \n\n\n\n17\, 18\, 19 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nSirene \n\n\n\ndi Chiara Arrigoni \n\n\n\ncon Federica Fabiani\, Rossella Rapisarda \n\n\n\nregia Alberto Oliva \n\n\n\nscene e costumi Francesca Ghedini \n\n\n\nproduzione Teatro In-Folio \n\n\n\nÈ il racconto dell’amicizia luminosa e testarda di Gi e Molly\, due donne in sedia a rotelle che hanno imparato a ricostruire le loro vite dopo che un incidente le ha interrotte all’improvviso. Gi parla come un fiume in piena\, Molly graffia con l’umorismo. Il presente scorre tra un centro diurno e un fan club dedicato a Brad Pitt. Una festa si avvicina\, un evento straordinario\, un’attesa che sembra dare senso a tutto. Intanto il passato riaffiora: Gi prima dell’incidente\, giovane\, invisibile\, pronta a sacrificarsi sull’altare del “successo”. Due linee temporali si inseguono come sirene negli abissi\, attratte dallo stesso punto di rottura. Tra sogno e realtà\, il linguaggio si frantuma e diventa corpo\, danza\, immaginazione. Uno spettacolo delicato e graffiante\, un inno alla vita\, nonostante tutto. \n\n\n\n20\, 21\, 22 marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nSalmoni \n\n\n\nFa ridere ma anche riflettere \n\n\n\ndi Walter Cerrotta\, Giorgia Conteduca \n\n\n\ncon Walter Cerrotta\, Giorgia Conteduca \n\n\n\nproduzione Valdrada Teatro \n\n\n\nUna storia ambientata all’interno di un reality show immaginario\, “Top Games”\, in cui due concorrenti vengono selezionati come coppia da un sistema algoritmico che promette opportunità e risalita sociale. I due non si sono scelti e non sanno esattamente cosa li aspetta. Sanno solo che partecipare è un’occasione da non perdere. Lo spazio scenico è chiuso\, sorvegliato\, regolato da un’Intelligenza Artificiale che comunica attraverso un linguaggio apparentemente inclusivo. Le regole sono poche e chiare\, le prove progressive\, il tempo indefinito. Ciò che inizia come un gioco si trasforma gradualmente in un’esperienza di esposizione e pressione costante e “Top Games” rivela la propria natura: non un semplice spettacolo competitivo\, ma un dispositivo che seleziona\, classifica e orienta i comportamenti… \n\n\n\n24\, 25\, 26 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nDelizia \n\n\n\ndi Carlotta Solidea Aronica e Michele Breda   \n\n\n\ncon Carlotta Solidea Aronica\, Michele Breda \n\n\n\nregia Gemma Costa \n\n\n\nmovimento scenico Alberto Bellandi \n\n\n\nproduzione Società per Attori – Poveri Comuni Mortali \n\n\n\nUn uomo vive in un quartiere dove tutto si ferma due volte al giorno. È in questi momenti di sospensione che gli piace passeggiare. Un giorno\, camminando\, alza lo sguardo e si accorge che in tutte le finestre di tutti i palazzi c’è gente che fa l’amore. Forse è per questo che tutto si ferma\, perché la gente deve fare l’amore. Perché lui non se n’è mai accorto? Ma soprattutto\, perché ha sempre fatto solo passeggiate? Decide di volersi ammazzare\, ma una lettera imprevista lo distoglie dal proposito. Cercano dei volontari disposti a farsi ibernare ed essere spediti su Delizia: un pianeta piccolo\, lontanissimo e abitato da un solo albero. A partire saranno in due: lui e una donna con la quale condivide un lontano passato. Entrambi si interrogheranno su cosa li abbia spinti davvero a partire e su quanto si stiano lasciando alle spalle. \n\n\n\n27\, 28\, 29 marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nLa singolarità \n\n\n\ndi Riccardo Tabilio \n\n\n\ncon Nadia Fin\, Gabriele Ratano\, Francesco Savino \n\n\n\nregia Dario Aita e Elena Gigliotti \n\n\n\ncoreografie Luca Piomponi \n\n\n\nmusiche Tommy Grieco \n\n\n\nluci Chiara Saiella \n\n\n\nproduzione Officina Teatrale \n\n\n\nÈ un’indagine teatrale documentaria e poetica sul tema del disturbo da accumulo. Basata su un lungo lavoro di ricerca che ha portato gli autori nelle case delle persone affette da questa patologia\, a contatto con figli e figlie di accumulatori\, a intervistare psicologi e attivisti. \n\n\n\nLa drammaturgia intreccia storie vere e testimonianze con le memorie intime degli stessi interpreti che\, a loro volta\, interpelleranno gli spettatori\, li coinvolgeranno in dialoghi\, confessioni\, aste improvvisate\, per un’esperienza porosa e partecipativa. Lo spettacolo tenta di disegnare un paesaggio emotivo e sociale complesso\, nel quale il teatro diventa gesto di cura\, archivio del non detto\, spazio in cui cercare – tra le cose da conservare e quelle da lasciar andare – un frammento di bellezza da salvare. \n\n\n\n10\, 11\, 12 Aprile 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nBeauty Dark Queen \n\n\n\ndi Stefano Napoli \n\n\n\ncon Francesca Borromeo\, Alessandro Bravo\, Simona Palmiero\, Luigi Paolo Patano\, Paolo Di Caprio \n\n\n\nregia Stefano Napoli \n\n\n\nsupervisione sonora Federico Capranica \n\n\n\nluci Mirco Maria Coletti \n\n\n\nDue uomini\, una donna\, una Dea\, una statuetta. Sono Menelao\, Paride\, Elena\, Afrodite\, Eros. La storia è nota\, una dark queen dalla bellezza fatale\, il capriccio degli dei\, un rapimento\, una guerra. \n\n\n\nUn po’ pochade (Paride\, ospite di Menelao\, gli rapisce la moglie Elena proprio sotto gli occhi)\, un po’ tragedia\, la storia di Elena racconta di uomini che non sanno amare\, ma solo possedere\, di donne che si difendono chiudendosi nella freddezza del cuore e nello splendore effimero di un bel vestito\, di un mondo in cui l’amore viene rubato e venduto. E così\, fra il ricordo di un busto di Canova\, una statuetta di Eros senza arco né frecce\, l’opera buffa “La belle Hélène” di Offenbach e un abito originale delle Folies Bergère\, si tenta di tirar giù Elena di Troia dalla leggenda che la vuole fonte di sciagura e di farne una donna tra uomini. \n\n\n\n14\, 15\, 16 Aprile 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nFlash \n\n\n\ndi Umberto Marino \n\n\n\ncon Giorgio Gobbi\, Guglielmo Poggi \n\n\n\nregia Umberto Marino \n\n\n\nproduzione Società per Attori \n\n\n\nPresentare questo pezzo di teatro è veramente semplice\, basta citare uno scambio di battute tra i due protagonisti. \n\n\n\nBLO – Due attori che recitano su un palco. Ma questa è la cornice\, l’azione della cornice. \n\n\n\nCOCCO – E l’azione dentro la cornice? \n\n\n\nBLO – Be’\, credo che noi siamo due che aspettano un pusher che deve arrivare verso le tre e mezza con un paio di dosi per sballarci. \n\n\n\nCOCCO – Forte questa azione principale. È un’ottima azione principale. \n\n\n\nBLO – Non è riuscito a inventarsi niente di meglio. \n\n\n\nCOCCO – Ma mica è tanto accia\, come azione principale. \n\n\n\nBLO – L’ha copiata. Da Wallace\, copiare da Wallace lo fa sentire più a la page che copiare da Baricco o da E. L. James. \n\n\n\nCOCCO – E chi è? \n\n\n\n17\, 18\, 19 Aprile 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nDue pesci \n\n\n\ndi Paolo Roberto Santo \n\n\n\ncon Francesco Bonaccorso\, Domenico Panarello \n\n\n\nregia Paolo Roberto Santo \n\n\n\nluci Alessandro Laprevitera \n\n\n\nproduzione Società per Attori \n\n\n\nÈ la storia di Salvatore e Domenico\, due pesci che vivono da sempre nelle acque di un paesino della provincia di Messina. Uno dei due decide di partire per vedere cosa c’è oltre quel mare\, mentre l’altro\, fortemente legato alle sue radici\, decide di rimanere. Entrambi sono convinti che nelle loro ferme posizioni risieda la felicità\, ma solo alla fine si renderanno conto che sia nel restare che nel partire si perde qualcosa. Fra momenti di ironia\, dramma e malinconia\, il confronto fra i due pesci diventa metafora della relazione che intercorre tra l’uomo e il viaggio\, dove il mare diventa un filo sottile che divide coloro che si divertono da quelli che cercano di sopravvivere. \n\n\n\n21\, 22\, 23 Aprile 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nLe ragazze vogliono solo divertirsi \n\n\n\ndi Massimiliano Aceti \n\n\n\ncon Francesca Agostini\, Malvina Ruggiano\, Massimiliano Aceti \n\n\n\nRegia Massimiliano Aceti \n\n\n\nProduzione Nutrimenti Terrestri \n\n\n\nSi racconta la storia di due sorelle\, Manuela e Sara\, che hanno da poco perduto la madre rigida e autoritaria. Manuela\, la sorella maggiore\, è sprofondata in una spirale di depressione e alcolismo; Sara\, nonostante sia la più piccola\, si è fatta carico della sofferenza della sorella per via dei sensi di colpa che la tormentano: non si è accorta del problema cardiaco della madre malgrado la sua specializzazione in cardiologia. Le due sorelle\, costrette a vivere nella stessa piccola casa per ristrettezze economiche\, stanno lentamente rinunciando a vivere\, mettendo da parte i loro sogni. Dopo l’ennesima litigata\, dovuta a tensioni e recriminazioni\, l’anta del frigorifero si apre di colpo e ne viene fuori Stefano\, il papà\, musicista con problemi d’alcol\, morto in un incidente d’auto trenta anni prima. Solo Manuela\, la maggiore\, è in grado di vederlo e sentirlo… \n\n\n\nExtraExpo \n\n\n\n21/02/26\, 14/03/26\, 28/03/26\, 11/04/26 \n\n\n\nore 19\, prima dello spettacolo \n\n\n\nExPoetry \n\n\n\npillole di poesia prima del teatro. Incontri con poeti emergenti italiani a cura di Saperenetwork srl. Moderatrice Asia Vaudo \n\n\n\n01/03/26 ore 20:30 \n\n\n\nWOW Poetry Slam \n\n\n\nA cura di WOW – Incendi Spontanei. \n\n\n\nSfida di poesia performativa in cui è il pubblico a decidere chi vince. \n\n\n\nTesti originali\, interpretati con solo corpo e voce. \n\n\n\n05/02/26\, 05/03/26\, 16/04/26 \n\n\n\nore 17-19 \n\n\n\nReading party \n\n\n\nUno spazio\, un tempo\, un silenzio dedicati alla lettura. Porta un libro\, scegli il tuo posto\, spegni il telefono e regalati due ore di lettura tutte per te. \n\n\n\nPanchine Parlanti \n\n\n\nPerformance sulla narrazione autobiografica\, ispirata all’esperienza della Human Library \n\n\n\n21/03/26\, ore 17\, presso il Teatro Belli a cura di Marianna de Pinto e Roberto Baldassarri in collaborazione con Fondazione Di Liegro  \n\n\n\n18/04/26\, ore 17\, presso Centro Anziani Trastevere\, viale di Trastevere 143b a cura di Marianna de Pinto in collaborazione con Cat Trastevere (Casa sociale degli anziani e del quartiere) \n\n\n\ninfo@teatrobelli.it \n\n\n\nBotteghino  \n\n\n\nDal martedì al venerdì dalle 18.00 alle 22.00 \n\n\n\nSabato dalle 16.00 alle 20.00 \n\n\n\nDomenica dalle 15.30 alle 18.30 \n\n\n\nÈ vivamente consigliata la prenotazione\, \n\n\n\nlasciando nominativo\, numero dei posti e \n\n\n\nrecapito telefonico. \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nIntero € 23 \n\n\n\nRidotto € 15
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LOCATION:Teatro Belli di Antonio Salines\, piazza Santa Apollonia\, 11a\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"Torna fra nove mesi" a Teatrosophia
DESCRIPTION:Due donne si muovono su una scena interamente coperta di fogli stracciati\, stropicciati come le loro esistenze di madri in perdita. È uno spazio fragile\, instabile\, che diventa immediatamente riflesso di una vita spezzata\, di un senso che non c’è più. In questo paesaggio di carta\, le due protagoniste si affaccendano in una ricerca ostinata e dolorosa: rovistano nel passato\, ne riaprono le ferite\, raccontano i moti del loro dolore mentre tentano\, con fatica\, di immaginare un futuro possibile. \n\n\n\nTra le carte bianche emergono ricordi\, frammenti di vita\, oggetti che sembrano formarsi dal nulla\, come se la memoria stessa prendesse corpo davanti agli occhi dello spettatore. Tutto è carta: sottile\, vulnerabile\, corruttibile. Un materiale che diventa metafora evidente della precarietà dell’esistenza e della fragilità di ogni equilibrio umano. \n\n\n\nNella messa in scena di Angelo Libri non c’è spazio per il compiacimento emotivo o per il sentimentalismo. Il dolore arriva netto\, graffiante\, sostenuto da un fondo di rabbia e sarcasmo che ne amplifica la forza. Evelina Nazzari e Maddalena Recino attraversano lo spazio scenico con una fisicità tesa e mobile\, seguendo una dinamica che richiama i passaggi mentali del pensiero e della memoria. Entrano ed escono da una grande cassa di legno e corde\, struttura simbolica che si trasforma di volta in volta in grembo\, rifugio\, prigione\, luogo di nascita e di morte\, generando immagini sempre nuove e cariche di significato. \n\n\n\nA più riprese\, durante lo spettacolo\, lo sguardo diretto e privo di mediazioni delle attrici si posa sul pubblico. Non c’è distanza\, né protezione: lo spettatore è chiamato a essere “soggetto guardante”\, parte attiva dell’esperienza\, al di fuori di qualsiasi voyeurismo. Perché il dolore della perdita di un figlio un dolore che porta con sé quello di tutto il mondo non può essere spiegato o raccontato\, ma soltanto condiviso. \n\n\n\nEd è in un lungo momento di silenzio\, spoglio da ogni residuo di rabbia\, che le due donne restituiscono a chi è disposto ad ascoltare la verità più profonda della loro condizione: una verità fragile\, essenziale\, che non cerca consolazione ma presenza\, e che chiede allo spettatore di restare\, semplicemente\, dentro il dolore. \n\n\n\nTrailer: https://youtu.be/EOS2cL5jcIk \n\n\n\nAl termine dello spettacolo\, Teatrosophia avrà il piacere di offrire il consueto aperitivo\, un momento di incontro e condivisione dedicato ad artisti e pubblico. \n\n\n\nOrari spettacolo: mercoledì\, giovedì a venerdì – ore 21:00 – sabato e domenica – ore 18:00 \n\n\n\nBiglietti: Intero: euro 15\,00 + tessera associativa annuale € 5\,00 \n\n\n\nPrenotazioni: https://www.teatrosophia.it/index.php?view=article&id=88&catid=9 \n\n\n\nN.B: Per accedere alla prenotazione è necessaria la registrazione all’Associazione Culturale Teatrosophia per la sottoscrizione della tessera associativa che sarà valida per tutta la stagione 2025/2026. \n\n\n\nhttps://www.associazioneteatrosophia.it/index1.aspInfo:  info@teatrosophia.com \n\n\n\nTel. 0668801089- – Whatsapp: https://wa.me/+393533925682ì
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SUMMARY:" Le notti bianche" a Spazio Diamante
DESCRIPTION:Dopo il grande successo della scorsa stagione al Teatro Litta di Milano\, Le notti bianche arriva a Roma: dal 19 al 22 febbraio sarà in scena allo Spazio Diamante. Un classico capace di conquistare il pubblico con la sua profondità e una bellezza senza tempo. \n\n\n\nIl celebre racconto di Fëdor Dostoevskij\, che ha ispirato molteplici adattamenti teatrali e cinematografici\, è un viaggio nell’animo umano\, nel desiderio\, nella solitudine e nelle possibilità di redenzione attraverso l’amore. \n\n\n\nNel racconto\, un giovane uomo vive una serie di notti insonni durante le quali si intrecciano sogno e realtà\, e incontra una donna\, Nastas’ja\, con cui condivide il suo tormentato desiderio d’amore\, ma anche la paura di affrontare la verità.  \n\n\n\nPortare in scena Le notti bianche offre una straordinaria opportunità per esplorare temi universali come la solitudine esistenziale\, la fragilità dell’animo umano e il sogno dell’amore perfetto.  \n\n\n\n———————————————– \n\n\n\nIl sognatore è un fantasma che si aggira nelle vite degli altri\, prende dalla realtà e la trasforma\, crea e disfa storie nella sua testa. Perso nei suoi viaggi mentali\, spesso si dimentica del mondo reale.  \n\n\n\nLa solitudine è il motore della sua immaginazione che lo porta a vagare di notte\, cercando incontri che possano nutrire la sua fantasia. Lui conosce tutti ma nessuno conosce lui\, bloccato tra l’attesa della vita e la paura stessa di vivere. Vive così intensamente le sue allucinazioni da non riuscire ad aprirsi agli altri\, terrorizzato dallo scontro con la realtà. Gli unici dialoghi sono con le case e gli edifici che lo circondano.  \n\n\n\nDà vita agli oggetti inanimati pur di non confrontarsi con la vita vera delle persone. Si sente inadeguato\, inadatto alla quotidianità e alle dinamiche relazionali che lo obbligherebbero a mettere in discussione il suo mondo immaginario.  \n\n\n\n“Perché già in quei momenti comincio a pensare che non sarò mai più capace di vivere una vita reale\, perchè mi è già sembrato di aver perduto ogni sensibilità\, ogni fiuto per ciò che è vero e reale; perchè\, infine\, ho maledetto me stesso; perché\, dopo le mie fantastiche notti\, mi colgono dei momenti di ritorno alla realtà che sono terribili!”. \n\n\n\n—————————————– \n\n\n\nL’incontro con Nasten’ka arriva per caso\, in una notte bianca in cui il giorno si confonde con la notte. Riesce ad avvicinarla solo perché scorge in lei un momento di fragilità. \n\n\n\nNonostante le raccomandazioni della ragazza\, il sognatore s’innamora e di fronte a questo sentimento autentico anche il più vivido dei sogni si offusca\, la timida fantasia si mostra per quello che è: “schiava di un’ombra\, di un’idea”. E invano il sognatore fruga nei suoi vecchi sogni\, cercandone uno che possa scaldarlo come l’emozione che sta provando nell’incontro con Nasten’ka.  \n\n\n\nPerché anche la più elaborata delle allucinazioni non può competere con la vita che esplode.  \n\n\n\nIn questo modo\, il posto dei sogni verrà rapidamente sostituito dai rimpianti: “Come veloci volano gli anni! E ancora ti chiedi: che ne hai fatto di quei tuoi anni? Dove hai seppellito il tuo tempo migliore? Sei vissuto oppure no? Guarda\, dici a te stesso\, guarda come il mondo diventa freddo! Passeranno ancora degli anni e dopo di essi verrà la cupa solitudine\, verrà\, appoggiata alle stampelle\, la tremante vecchiaia\, e poi angoscia e desolazione… Impallidirà il tuo fantastico mondo\, appassiranno e moriranno i sogni tuoi e cadranno come le foglie gialle dagli alberi… Oh\, Nasten’ka! Sarà triste restar solo\, completamente solo\, e non avere neppur nulla da rimpiangere\, nulla\, proprio nulla… perché tutto quanto perderò\, non è stato che nulla\, uno stupido\, tondo zero\, nient’altro che sogno!“ \n\n\n\nTra la nostalgia per quello che non ha mai vissuto e\, la malinconia per le occasioni sprecate\, il sognatore trascorre quattro notti con Nasten’ka assaporando per la prima volta nella sua vita la consistenza della realtà\, l’adrenalina del presente e la possibile costruzione di un futuro.   \n\n\n\nIl sognatore non riesce ad accettare la limitatezza della quotidianità. A suo modo si ribella all’apatia dilagante e non trovando soddisfazione e spazio nella realtà\, sogna. Da qualche parte dentro di sè desidera una vita normale\, ma non gli appartiene. Tanto che quando gli si presenta la possibilità di vivere una relazione con un’altra persona non riesce ad accontentarsi dell’incontro e si innamora. Ha bisogno di vivere all’estremo e non è in grado di misurare le sue emozioni. Nei sogni può ottenere quello che vuole (pagandone poi il prezzo nel momento del risveglio e del disincanto) ma l’impatto che l’incontro con Nastenka ha in lui è devastante perché intravede la possibilità di vivere un sogno reale\, ad occhi aperti\, attraverso un incontro tra corpi che non è mai riuscito a concedersi. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nLo spettacolo è costruito sullo scheletro drammaturgico e tematico del racconto di Dostoevsky per poi prendere un respiro più contemporaneo nel linguaggio e in alcuni riferimenti.  \n\n\n\nLo spazio scenico ha pochi elementi essenziali che mettono gli attori nella condizione di lavorare principalmente sulla relazione\, sul bisogno estremo che hanno i personaggi di essere visti e riconosciuti. E’ l’incontro imprevisto tra due esseri umani che hanno sperimentato sulla propria pelle la vera solitudine e ora hanno forse una possibilità di rinascita\, aiutandosi reciprocamente.  \n\n\n\nNotti Bianche è uno spettacolo che vuole esplorare i delicati disequilibri dell’intimità con disperata e violenta tenerezza.  \n\n\n\nLe luci e la musica\, suonata live dagli attori con una tastiera elettronica\, avranno un ruolo molto importante nel raccontare il rapporto tra sogno e realtà\, che in questo testo vede un ribaltamento di segno: la difficoltà di stare nel presente è il grande tema dei protagonisti\, i quali\, per sopravvivere\, si rifugiano nei sogni e nell’ immaginazione fino alle estreme conseguenze.  \n\n\n\nIl Sognatore e Nasten’ka vivranno insieme quattro notti che cambieranno per sempre le loro vite\, in un viaggio intimo e poetico alla disperata ricerca di almeno un’istante di autentica felicità.  \n\n\n\n“Un intero attimo di beatitudine… E’ forse poco nella vita di un uomo? Stefano Cordella \n\n\n\nNote alla drammaturgia  \n\n\n\nCi coglie sempre impreparati la domanda: quanto è reale quello che viviamo? Le situazioni che abitiamo\, tutte le cose che ci circondano\, esistono davvero? Il protagonista del racconto Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij si autodenuncia sognatore e attraversa e narra la sua non-storia con una parabola feroce che lo conduce dall’incanto all’inferno. Dal vagheggiamento al risveglio. Una creatura sola\, fantasma tra i fantasmi\, che soffre e al tempo stesso difende la sua condizione di estrema solitudine. Un luogo mentale\, quello raccontato – quello scoperto – dove tutto accade mentre non accade niente. Dove ogni incontro e ogni parola\, dove ogni emozione (anch’essa immaginaria?)\, dove tutto viene vissuto fino all’eccesso senza obiettivi e durata\, ma solo per assecondare il proprio inestinguibile destino di apparizione e poi – silenziosa\, misera\, umana – scomparsa. Il lavoro di riscrittura si è sviluppato a partire da una volontà di conservare l’essenza dell’opera. Due protagonisti fragili\, improbabili\, un incontro inatteso\, un susseguirsi di notti\, una fine. Ed è stato nel tentativo di restare fedeli che il tradimento si è fatto urgente\, quasi necessario. I personaggi si sono reinventati e calati in un incerto e desolante contemporaneo. La struttura ha ceduto dove incapace di sopportare il peso dell’oggi. Perché a distanza di quasi 200 anni\, gli interrogativi esistenziali proposti da Dostoevskij sembrano intatti. Stiamo davvero vivendo? Che fine fanno i nostri sogni? È sbagliato\, o pericoloso\, affidarsi alla nostra fantasia\, dimenticando di abitare il quotidiano con le sue piccole concrete presenze? Elena C. Patacchini  \n\n\n\nORARI \n\n\n\nGiovedì19/2/2026Ore:20:30Venerdì20/2/2026Ore:20:30Sabato21/2/2026Ore:19:00Domenica22/2/2026Ore:17:00\n\n\n\n \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a Teatro Biglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY:"DIETRO L’OBIETTIVO" allo SpazioArte Teatro
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta\, dal 19 al 22 febbraio e dal 26 al 28 febbraio\, presso SpazioArte Teatro a Roma\, DIETRO L’OBIETTIVO\, spettacolo scritto e diretto da Riccardo Riande\, che racconta la vita di Lee Miller\, figura centrale del Novecento\, interpretata da Valentina Corti.Lee Miller è stata molte vite in una sola. Modella iconica negli anni ’30\, musa di Man Ray e volto delle riviste patinate\, incarnazione di un immaginario femminile che riduceva le donne a oggetti di desiderio. Ma dietro quello sguardo magnetico c’era un’urgenza più profonda: ribaltare la prospettiva\, impugnare la macchina fotografica e diventare soggetto attivo della storia. \n\n\n\nLo spettacolo porta il pubblico in una trincea\, alle porte di Monaco\, dove Lee attende di entrare nella casa di Hitler insieme al fotografo David Scherman. In quell’attesa\, tra silenzi e confessioni\, ripercorre il suo cammino: dagli studi di posa alle avanguardie parigine\, dal matrimonio egiziano alle estati con Picasso\, fino alla decisione di testimoniare la guerra. \n\n\n\nÈ in questo viaggio che emerge la sua doppia anima: da un lato musa e icona di bellezza\, dall’altro fotoreporter che per prima ha documentato con le sue immagini l’orrore dei campi di concentramento nazisti. La vasca da bagno del Führer diventa il simbolo estremo di questa contraddizione: un corpo femminile che osa immergersi nell’intimità del potere\, restituendo dignità e verità attraverso un gesto di ribellione. È però nell’epilogo che il racconto si apre al presente: gli orrori che Lee ha testimoniato non appartengono solo al passato\, ma tornano\, sotto altri nomi e in altri luoghi\, ogni volta che il dolore viene ignorato. Lo spettacolo diventa così un monito\, un invito a guardare con lucidità anche ciò che oggi si tende a rimuovere\, per riconoscere nel nostro tempo le stesse ingiustizie di allora e non restare in silenzio. \n\n\n\nTra dialoghi serrati e un linguaggio essenziale\, lo spettacolo restituisce la forza di una figura che ha saputo vivere da entrambi i lati dell’obiettivo\, trasformando la propria vita in un atto di emancipazione e memoria. \n\n\n\nUno spazio essenziale\, pochi elementi materiali. Il teatro diventa una camera oscura della memoria\, dove il passato prende forma attraverso la parola e la luce. \n\n\n\nIn scena Valentina Corti dà corpo e voce a Lee Miller\, accompagnata da Alessandro Giova nel ruolo del fotografo di guerra David E. Sherman e da Antonio Starrantino\, che interpreta i molti uomini che hanno attraversato e segnato la vita della protagonista: artisti\, amanti\, mentori\, compagni di viaggio. Attraverso una drammaturgia intima e visiva\, lo spettacolo ripercorre il passaggio di Miller dall’essere oggetto dello sguardo maschile a soggetto consapevole\, capace di usare l’immagine come strumento di verità e testimonianza. \n\n\n\nLa regia è di Riccardo Riande\, autore del testo\, fotografo e videomaker attivo da oltre quindici anni nel mondo del cinema e della televisione. Riande porta in scena un linguaggio che intreccia teatro e fotografia\, forte di un’esperienza maturata tra ritratti\, set cinematografici e produzioni audiovisive\, costruendo uno spazio scenico essenziale ma altamente evocativo\, dove parola e immagine dialogano costantemente. \n\n\n\nDietro l’obiettivo non è solo un racconto biografico\, ma un invito a fermarsi\, osservare e interrogarsi sul potere delle immagini\, sulla memoria storica e sulla responsabilità dello sguardo. Uno spettacolo che promette una serata di teatro raccolta e profonda\, capace di coinvolgere emotivamente il pubblico e di lasciare una traccia\, trasformando la visione in un’esperienza di riflessione condivisa. La storia di Lee Miller diventa un monito: ciò che è accaduto può accadere ancora\, ogni volta che la memoria viene rimossa e l’umanità smette di interrogarsi sulle immagini che produce e consuma. \n\n\n\nDurata: 1h 20’ circaQuando: dal 19 al 22 Febbraio e dal 26 al 28 febbraio 2026\, ore 20:30Info e prenotazioni: +39 3278906775
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LOCATION:Spazioarte Teatro\, Via Sergio De Vitis\, 100\, Roma\, ITA\, 00128\, Italia
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SUMMARY:CHI HA UCCISO MIO PADRE al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Dal 19 al 21 febbraio 2026 alle ore 21.00 e domenica 22 febbraio alle ore 16.30\, al TeatroBasilica\, va in scena CHI HA UCCISO MIO PADRE\, dal testo di Édouard Louis\, con la regia di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini e in scena Francesco Alberici\, Premio Ubu 2021 per il Miglior attore/performer under 35.Lo spettacolo porta sul palcoscenico uno dei testi più radicali e necessari della letteratura contemporanea europea\, trasformando il racconto intimo di un rapporto padre-figlio in una potente interrogazione politica sulle responsabilità del potere\, sulle diseguaglianze sociali e sulle vite esposte a una violenza sistemica spesso invisibile. \n\n\n\nIl ’68 i padri li voleva uccidere – così si diceva. Quarant’anni dopo\, nelle pagine di un testo dettato\, sono parole dello stesso Édouard Louis\, non dalle esigenze della letteratura\, ma da quelle della necessità e dell’urgenza – da quelle del fuoco – uno scrittore di 26 anni si mette in caccia degli assassini del padre e li scopre tra i dominanti\, ma soprattutto rimette all’ordine del giorno della scrittura le vite di cui nessuno vuole più sentir parlare\, le nude vite di coloro a cui il potere toglie qualunque protezione. Il miracolo è che questo atto d’accusa non rende meno toccante la kafkiana “lettera al padre” in cui il figlio dà ripetutamente del tu all’uomo che per anni gli ha negato ogni confronto\, eludendo in tal modo il confronto con sé stesso. Cercandolo e trovandolo dove lui non sa nemmeno di essere\, nelle profondità di una vocazione subito espropriata dalle dure leggi di una condizione sociale che da sempre è anche un’ideologia\, un aspetto della dominazione. Che sia la parola rivoluzione – detta dal padre – l’ultima parola del testo può far riflettere: una fortissima inquietudine corrode il cuore della Francia profonda (e non solo). \n\n\n\nMa è più interessante chiedersi cosa è accaduto nel frattempo. E cosa è accaduto Louis lo racconta\, quasi fiabescamente in una pagina di questo dialogo per voce sola: «Un giorno\, in autunno – scrive – erano stati aumentati di quasi cento euro gli aiuti per il nuovo anno scolastico. Erano versati ogni anno alle famiglie per aiutarle a comprare la cancelleria\, i quaderni\, le cartelle. Eri pazzo di gioia\, avevi gridato in soggiorno: andiamo al mare\, e siamo andati in sei nella nostra macchina da cinque…Tutto il giorno è stato una festa. Non ho mai visto le famiglie che hanno tutto andare al mare per festeggiare una decisione politica\, perché la politica per loro non cambia quasi nulla». \n\n\n\nLa vera differenza\, in questo scarno e incisivo racconto di un padre e di un figlio rispetto a quelli che si sono succeduti nella storia della letteratura\, sta proprio nella scena in cui si svolge: dentro una classe operaia ormai condannata all’obsolescenza dalla voga liberista dove un figlio omosessuale se la deve vedere con un padre ossessionato dal maschile e dalla consapevolezza di essere a sua volta un emarginato\, un dominato\, un perdente\, proprio come le persone che più odia e a cui più teme di rassomigliare\, gli arabi\, le donne\, gli effeminati. C’è una premessa\, una definizione che Louis versa sul suo racconto come un liquido di contrasto che lo fa cambiare di colore: alla domanda su cosa significhi per lei la parola razzismo – scrive colui che anche da scrittore resta un allievo spirituale della sociologia di Pierre Bourdieu – l’intellettuale americana Ruth Gilmore risponde che il razzismo «è l’esposizione di certe popolazioni a una morte prematura». \n\n\n\nÈ una definizione che nel seguito del racconto è destinata a esplodere come una carica a rilascio lento\, con una violenza di denuncia e con una forza vendicatrice a cui la letteratura sembra aver da tempo rinunciato: il padre viene consegnato a una morte prematura non da un precario sé stesso che non ha mai avuto la possibilità di illuminare\, ma dalle leggi e dalle regole di un potere che ha smesso di guardare in faccia le persone che espelle quando sono di troppo. \n\n\n\nScrittore che visibilmente guarda al teatro\, Édouard Louis è diventato un logico passaggio verso una drammaturgia performativa che guarda sempre di più alla letteratura: abituati per anni a portare in scena le nostre parole e il nostro vissuto – distillati attraverso il lungo percorso di prove – abbiamo scelto di affidarci al testo di un altro con cui condividiamo alcune affinità fondamentali. A cominciare\, ovviamente\, dalla relazione tra vita e finzione. E per compiere un’altra tappa nella ricerca sui legami tra figura e sfondo\, tra esperienza singolare ed esperienza collettiva. Scegliendo Francesco Alberici come interprete abbiamo cercato la massima distanza possibile dal mimetismo con la voce che in Chi ha ucciso mio padre parla in prima persona. Non è nella somiglianza che abbiamo cercato un piano di verità tra questa storia e il pubblico\, ma nella possibilità\, aperta dalla didascalia iniziale del testo di raccontare la storia di tutti noi attraverso una storia di uno solo. \n\n\n\ntesto Edouard Louis – regia Daria Deflorian e Antonio Tagliarini – con Francesco Alberici\, Premio Ubu 2021 per il Miglior attore/performer under 35 – traduzione Annalisa Romani edita da Bompiani / Giunti Editore S.p.A. – adattamento italiano Francesco Alberici\, Daria Deflorian\, Antonio Tagliarini – collaborazione all’adattamento Attilio Scarpellini – costumi Metella Raboni – assistenza alla regia Chiara Boitani – collaborazione artistica Andrea Pizzalis – per INDEX Valentina Bertolino\, Francesco Di Stefano\, Silvia Parlani – una produzione INDEX\, A.D.\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale\, Emilia Romagna Teatro Fondazione\, TPE-Teatro Piemonte Europa / Festival delle Colline Torinesi\, FOG Triennale Milano Performing Arts – con il supporto di MiC – Ministero della Cultura – Qui a tué mon pére\, © 2018\, Edouard Louis All rights reverved Edouard LouisChi ha ucciso mio padre\, © 2019\, traduzione di Annalisa Romani\, Giunti Editore S.p.A./Bompiani \n\n\n\nINFORMAZIONI: Il “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo
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SUMMARY: “Sherlock Holmes\, Lady Margaret e il Sigillo Reale”  al Teatro degli Audaci
DESCRIPTION:Dopo i successi nelle repliche al teatro Gioiello di Torino\, al Dehon di Bologna e in molti altri teatri italiani approda a Roma al Teatro degli Audaci dal 19 al 22 febbraio 2026 la divertentissima commedia gialla\, ricca di colpi di scenc “Sherlock Holmes\, Lady Margaret e il Sigillo Reale” di Valerio Di Piramo & Cristian Messina.  \n\n\n\nMargherita Fumero\, Mario Bois e Mauro Villata sono i protagonisti di questa pièce abilmente diretta da Cristian Messina\, le musiche sono di Angelo Chionna. Accanto ai protagonisti sul palco Cristian Messina\, Anna Cuculo\, Maria Occhiogrosso e con Gina Perrucci\, Giorgio Serra\, Sergio Catania\, Valentina Gabriele\, Federico Messina\, Federico Sereno\, Rebecca Rosso.  \n\n\n\nI tre protagonisti in un susseguirsi di situazioni esilaranti  salveranno il sigillo reale da un misterioso ladro e non risparmieranno al pubblico tanto divertimento. Questa è la rivisitazione teatrale\, in chiave fortemente umoristica\, del personaggio di Sir Arthur Conan Doyle in una storia avvincente e non scontata\, dove l’intuizione viene sommersa dalle risate e quello che sembra non è\, quello che è non sembra… Perché questa è la vera forza del teatro: l’imprevisto\, la sorpresa\, soddisfare le menti con una scena\, e la scena successiva farle ripiombare di nuovo nell’incertezza fino allo sbalorditivo finale. \n\n\n\nVentidue gennaio 1901\, Londra. Muore la Regina Vittoria\, dopo aver regnato ininterrottamente per quasi 64 anni. Accanto a sé ha voluto Lady Margaret\, famosissima attrice e sua cara amica da moltissimo tempo: sarà proprio lei a ricevere dalle mani della Sovrana il Sigillo Reale\, che dovrà costudire fino all’ascesa di Edoardo VII\, legittimo pretendente al trono. \n\n\n\nTutta la vicenda si svolge a Old Artist\, casa di riposo per vecchie glorie dello spettacolo\, dove alloggia\, insieme ad altri tre ospiti\, anche Lady Margaret. \n\n\n\nSherlock Holmes ed il suo braccio destro Dottor Watson vengono chiamati dalla direttrice dell’ istituto\, Miss Elisabeth Barret\, per vegliare sul Sigillo Reale\, in quanto la sua custodia è un onere troppo gravoso da sostenere per Lady Margaret; ma il grande investigatore ha perso molto del suo smalto\, e si trova spesso in situazioni a dir poco imbarazzanti. \n\n\n\nNonostante questo\, sembra che tutto proceda per il meglio: ma non hanno ancora fatto i conti con Velina\, una strana giornalista che si presenta a Old Artist per intervistare Lady Margaret… \n\n\n\nIl Sigillo Reale verrà trafugato\, e da questo momento in poi una girandola di avvenimenti sconcertanti segnerà il corso della commedia\, che troverà un epilogo sorprendente anche grazie ad una misteriosa lettera che la Regina Vittoria aveva consegnato a Lady Margaret insieme al sigillo; saranno dunque i nostri amati investigatori che riusciranno a risolvere il caso\, districandosi tra situazioni paradossali e continui colpi di scena.
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SUMMARY:"Jackie" all Off Off Theatre
DESCRIPTION:Da giovedì 19 a domenica 22 febbraio rivive il mito di Jackie\, protagonista dello spettacolo omonimo al suo debutto nazionale\, diretto da Luca Gaeta e tratto dal testo di Elfriede Jelinek. Sul palco nei panni di Jacqueline Kennedy\, c’è Patrizia Bellucci\, unica interprete di un sentito monologo impreziosito dalle musiche di Fabio Lombardi\, omaggio alla vita (e alla tragedia) della first lady statunitense.  \n\n\n\nL’approccio di Elfriede Jelinek al mito di Jacqueline Kennedy è tutt’altro che scontato. Lungi dall’indulgere in una biografia edulcorata\, l’autrice usa il profilo di Jackie per riflettere sul rapporto tra potere e femminilità\, rivelando la piena potenza espressiva della sua scrittura. La storia di Jackie è filtrata: non è la donna reale a parlare\, ma il suo involucro\, la forma destinata (forse involontariamente) dall’immaginario collettivo all’eternità. Jackie rappresenta il prototipo di un nuovo tipo di donna: la moglie\, la madre e la vedova perfetta\, imprigionata nel suo tailleur Chanel macchiato di sangue\, segnato dalla materia cerebrale.  \n\n\n\nNon sappiamo veramente chi fosse Jackie\, così come forse non conosciamo noi stessi. E così\, Jackie pianta il seme del dubbio: dietro l’immagine si cela una dura verità\, e la vera esistenza potrebbe risiedere altrove. In un monologo virtuoso e incessante\, gli episodi più famosi della vita di Jacqueline Kennedy si dipanano sul palco come le stazioni di un dramma personale che si rivela gradualmente come la grandiosa costruzione di un mito contemporaneo. A Jackie si contrappone Marilyn Monroe: l’incarnazione della sensualità e della radiosità\, una vittima predestinata e sacrificale. Tutto è iconografico. Tutto parla della deludente grandiosità degli Stati Uniti. Perché l’immagine – una buona immagine – è tutto ciò che conta. È dal volto di Jackie che l’America diventa l’icona moderna di una democrazia da esportare a tutti i costi. Una vera e propria invasione di plastica. \n\n\n\nINFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515 biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/
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SUMMARY:Elena di Euripide al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, presenta\, da giovedì 19 febbraio a domenica 1° marzo\, Elena\, di Euripide\, adattamento e Regia Nicasio Anzelmo\, con Mariano Rigillo\, Anna Teresa Rossini\, Silvia Siravo\, Ruben Rigillo\, Alessandro D’Ambrosi e con Anna Lisa Amodio\, Chiara Barbagallo\, Emilio Lumastro\, Alessandro Parise. Tra tutte le tragedie euripidee\, quella dedicata a Elena è la più trasgressiva e innovativa: rovescia il mito di Elena. Euripide mette in scena la personificazione della traditrice per eccellenza e ne fa una donna ideale\, fedele a Menelao e madre piena di rimpianti per aver abbandonato la figlia Ermione. Spogliata dal mito e dalla tradizione\, la vera Elena per Euripide è stata condotta per volere degli dèi in Egitto\, dove protetta dal re Proteo è rimasta fedele al marito\, mentre a Troia\, con Paride\, vive un fantasma\, fabbricato d’aria\, in tutto e per tutto identico ad Elena. Euripide si diverte a complicare la trama\, già di per sé sorprendente nell’incostante oscillazione delle responsabilità divine e umane\, creando un crescendo di situazioni al limite del surreale\, fino ad un imbroglio che permette ad Elena e Menelao\, nel frattempo entrato anche lui nel vortice della trama\, di lasciare l’Egitto. L’impossibilità di distinguere tra apparenza e realtà e di conoscere la verità che emerge dal prologo si rivelerà un vero e proprio leitmotiv della tragedia. Menelao è suo malgrado il protagonista di una delle scene più umoristiche e allo stesso tempo riflessive della tragedia: quella del riconoscimento con Elena. E’ una tragedia anomala dato che la sua struttura drammaturgica l’allontana dalle altre tragedie sia per contenuti che per forma. Di satira e di scene brillanti ne sono piene le pagine di questa Elena euripidea. Il lieto fine imposto dal deus ex machina\, ricompone la tragedia tra le fila del Mito\, presagendo l’immortalità di Elena e la vita sull’isola dei Beati di Menelao. \n\n\n\n Tel. 06.44248154 / 06.4402719 \n\n\n\ne-mail: info@teatroarcobaleno.it – sito: www.teatroarcobaleno.it \n\n\n\norario spettacoli: giovedì\, venerdì e sabato ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica ore 17\,30 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 23\,00 – Ridotto € 19\,00 (Over 65\, CRAL\, Associazioni convenzionate) – Ridotto studenti € 15\,00
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