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SUMMARY:"Cello & Piano Resonances” la raccolta curata da Luca Piccini e Gilda Buttà dal 19 dicembre
DESCRIPTION:Due grandi artisti del panorama musicale internazionale\, il Violoncellista e compositore Luca Pincini e la Pianista Gilda Buttà\, insieme in una raccolta da collezionare dal titolo “Cello & Piano Resonances” produzione MZQ Edizioni Musicali per la Lead Records. \n\n\n\nIl M° Mario Zannini Quirini e Manuela Petrozzi spiegano questo nuovo lavoro discografico\, uscito su tutte le piattaforme il 19 dicembre scorso\, realizzato presso i Lead Studios di Roma che dal 1982 sono un importante punto di riferimento per artisti di chiara fama e giovani talenti: una struttura di oltre mille metri quadrati situati nel cuore della Capitale\, dotata di tutti i migliori strumenti musicali e dei più sofisticati sistemi di registrazione. \n\n\n\n“Cello & Piano Resonances”\, annovera dieci brani eseguiti dal celebre duo composto da Gilda Buttà e Luca Pincini. Entrambi artisti pluripremiati\, hanno collaborato nelle colonne sonore di numerosi film con grandi Maestri come Ennio Morricone e Luis Bacalov. Gilda Buttà ha suonato\, fra gli altri\, i brani che nel film “La leggenda del pianista sull’oceano” diretto da Tornatore sono eseguiti\, nella finzione\, dai personaggi interpretati dagli attori Tim Roth e Clarence Williams III che non hanno mai suonato veramente il pianoforte.  \n\n\n\nLa Produzione dell’Opera\, per la qualità del prodotto finale\, merita\, oltre la divulgazione su tutte le piattaforme digitali\, la realizzazione di un elemento tornato fortemente attuale nella discografia come simbolo distintivo e cioè il VINILE. \n\n\n\nInteressante rilevare che il vinile\, di cui molti estimatori ne attendono la pubblicazione\, non ha indicazioni come “Lato A” o “Lato B” perché entrambe le facciate del disco contengono brani di incredibile valore compositivo\, e sono state indicate come Blue Side e Green Side per non voler nemmeno lasciar intendere preferenze di un brano rispetto ad un altro.  \n\n\n\nNel “Blue side” troviamo ‘La sagra del vino’ (Baccanale) Susan DiBona & Salvatore Sangiovanni\, ‘Around the Corner’ Giuliano Taviani – Carmelo Travia\, ‘Orbita a 2’ Corrado Carosio- Pierangelo Fornaro\, ‘Venezia’ Stefano Caprioli e ‘She Comes from the East’ Fabio Amurri. Nel “Green side”: ‘Notte stellata op.59” (Notturno per violoncello e pianoforte) Marco Sollini\, ‘Humble light’ (in memoria di S.S. Papa Francesco) Carmine Padula\, ‘A Mio Nonno’ Alessandro Bencini\, ‘Coming Back’ Michele Baldi\, ‘Lamento e Danza di un Buffone di corte’ Maria Chiara Casà. \n\n\n\nL’opera è prodotta da Manuela Petrozzi e Mario Zannini Quirini\, registrata\, mixata e masterizzata presso i prestigiosi Lead Studiosche si sono avvalsi della professionalità di Fabio Venturi\, Filippo Trotta (Sound Engineers) e Stefan Kolar (Studio Assistant). Mentre un ringraziamento speciale per la foto di copertina è rivolto all’Istituzione Universitaria dei Concerti (IUC) e al suo presidente Rinaldo Gentile. \n\n\n\nDa ricordare che uno dei brani\, ‘Humble light’ (in memoria di S.S. Papa Francesco) di Carmine Padula è particolarmente toccante anche in virtù dell’atmosfera del Santo Giubileo. \n\n\n\n“Cello & Piano Resonances” fa parte di un progetto in divenire del duo Luca Pincini e Gilda Buttà\, Violoncellista lui e Pianista lei\, in un percorso artistico aperto\, trasversale e fluido. Dopo precedenti album pubblicati secondo la stessa tematica\, questa nuova produzione\, fortemente voluta da Manuela Petrozzi e il M° Mario Zannini Quirini\, segna una tappa evolutiva della loro visione musicale. \n\n\n\nIl progetto accoglie compositori provenienti da mondi diversi\, legati al cinema e alle colonne sonore in genere\, invitandoli a scrivere per noi\, in piena libertà espressiva\, al di là di vincoli stilistici o d’immagine. Ogni composizione diventa occasione di dialogo\, sperimentazione e contaminazione tra linguaggi e sensibilità. \n\n\n\nIl violoncello e pianoforte diventano strumenti di sintesi: l’intesa\, la storia artistica e umana sperimentazione e tradizione\, eleganza timbrica e curiosità restano il filo conduttore di un viaggio in continua evoluzione. Un progetto aperto al nuovo\, attento al presente e pronto a valorizzare la creatività contemporanea.
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SUMMARY:"L’UOMO\, LA BESTIA E LA VIRTÙ" al Teatro Angelo Musco di Catania
DESCRIPTION:Scritta nel 1919\, L’UOMO\, LA BESTIA E LA VIRTÙ è una delle commedie più corrosive e attuali di Pirandello. Una feroce satira sull’ipocrisia borghese\, sul perbenismo di facciata e sulle maschere sociali dietro cui si celano istinti e contraddizioni umane. Tra comicità grottesca e tensione morale\, il geniale drammaturgo agrigentino\, Premio Nobel per la letteratura nel 1934\, smaschera una società che condanna il peccato solo quando diventa pubblico scandalo. \n\n\n\nL’uomo del titolo è Il trasparente professor Paolino. “Virtuoso” solo di facciata\, è l’amante segreto della signora Perella (la virtù)\, moglie abbandonata da un marito violento e assente\, il Capitano (la bestia). Quando la donna resta incinta\, Paolino escogita un piano per salvare le apparenze: convincere il marito a comportarsi da marito. \n\n\n\n«Di chi è la colpa se il proprietario lascia un terreno abbandonato senza curarsene e su questo terreno c’è un albero\, uno passa\, raccoglie un frutto di quell’albero e lo mangia\, poi ne butta il nocciolo senza curarsene. Se da quel nocciolo nasce un altro albero\, di chi è? Non lo ha voluto né l’albero\, né il passante che ha mangiato il frutto. Spetta al proprietario della terra che non ne ha avuto cura». \n\n\n\nTra fraintendimenti\, finzioni morali e tensione comica\, la rappresentazione di un’esilarante lotta tra ciò che siamo\, ciò che fingiamo di essere e ciò che non vogliamo ammettere di essere. La regia di Plinio Milazzo restituisce al testo tutta la sua forza teatrale\, puntando su ritmo\, precisione interpretativa e una messinscena capace di dialogare con la sensibilità contemporanea. \n\n\n\nLe interpretazioni di EDUARDO e SALVO SAITTA\, affiancati da Francesca Agate\, danno vita a personaggi complessi e ambigui\, in un sapiente gioco che alterna ironia\, sarcasmo e profonda riflessione. Con loro\, sul palco\, Gianluca Barbagallo\, Aldo Toscano\, Elisa Franco\, Ramona Polizzi\, Adriano Fichera\, Giuseppe Parisi e nel ruolo di “Nonò” Giacomo Lentini. Un grande classico del teatro italiano torna a vivere sul palcoscenico del Musco\, dal 10 gennaio all’1 febbraio 2026. Al pubblico catanese toccherà decidere dove starà la vera morale e dove collocare i giusti valori di uomo\, di bestia o di virtù. \n\n\n\nInfo: tel +39 095 538188 / cell +39 333 7781632 \n\n\n\nOrari biglietteria: da lunedì a sabato dalle 16 alle 20 – giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 \n\n\n\nLink per acquisto biglietti spettacoli: https://www.liveticket.it/opera.aspx?Id=633037
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LOCATION:Teatro Angelo Musco\, Via Umberto I\, 312\, Cartania\, ITA\, 95129\, Italy
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SUMMARY:La Stagione Teatrale del Teatro Francigena a Capranica
DESCRIPTION:Comune di Capranica e ATCL\, circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio\, presentano la Stagione Teatrale del Teatro Francigena\, sei spettacoli in abbonamento. \n\n\n\nAd aprire la stagione\, sabato 10 gennaio alle 21\,00\, Le Volpi\, diLucia Franchi\, Luca Ricci\, conGiorgio Colangeli\, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato. Nell’ombra di una sala da pranzo\, all’ora del caffè\, in un’assolata domenica di agosto\, si incontrano due piccoli notabili della politica locale e la figlia di una di loro. Tutto intorno i pensieri volano già al mare e alle vacanze\, eppure restano da mettere in ordine alcune faccende che interessano i protagonisti della storia. Davanti a un vassoio di biscotti vegani\, si confessano legittimi appetiti e interessi naturali\, si stringono e si sciolgono accordi\, si regola la maniera migliore di distribuire favori e concessioni\, incarichi di servizio e supposti vantaggi. La provincia italiana è la vera protagonista della vicenda\, quale microcosmo in cui osservare le dinamiche di potere\, che hanno sempre a che fare con i desideri e le ossessioni degli individui. Morbidamente\, si scivola dentro un meccanismo autoassolutorio per cui è legittimo riservarsi qualche esiguo tornaconto personale\, dopo essersi tanto impegnati nella gestione della cosa pubblica. La corruzione è proprio questo concedere a sé stessi lo spazio di una impercettibile eccezione. Come scrive Leonardo Sciascia nel suo romanzo “Todo modo”: “I grandi guadagni fanno scomparire i grandi principi\, e i piccoli fanno scomparire i piccoli fanatismi”. Lo spettacolo è stato nella terna dei finalisti nominati ai Premi Ubu 2024 nella categoria ‘nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica’. \n\n\n\nDomenica 15 febbraio alle 18\,30\, Piccole Donne\, non devono morire\, di e con Francesca Pica eMaria Scorza\, regia Francesca Pica e Maria Scorza. Sud Italia.Oggi. Due sorelle\, Margherita e Pina\, sono in un cimitero per la riesumazione della sorella Bettina. Margherita è la maggiore\, felicemente sposata con Giovanni\, completamente assorbita dalla vita familiare. Pina\, la secondogenita\, scrittrice\, ha pubblicato un romanzo di successo\, ma le opere successive non sono all’altezza.  Le due sorelle attendono Emilia\, la piccola di casa\, che è in ritardo. Il cimitero\, luogo dell’attesa\, diventa un contenitore di ricordi\, confessioni\, discussioni\, verità.  Ispirato ai romanzi Piccole donne e Piccole donne crescono di Louisa May Alcott\, è un viaggio a ritroso delle piccole donne\, ora quarantenni\, che ricordando\, riflettono su cosa le ha fatte diventare le donne che sono\, cosa hanno ancora bisogno di dire e di fare per sentirsi libere. \n\n\n\nSabato 28 febbraio alle 21\,00\,Marcinelle\, storia di minatori\,testo e regia Ariele Vincenti\, con Ariele Vincenti\, Francesco Cassibba\, Sarah Nicolucci\,Giacomo Rasetti\, Vincenzo Tosetto. Lo spettacolo ripercorre minuziosamente la cronologia temporale di 4 minatori. Dalla partenza dai propri paesi d’origine\, alla morte nella miniera di Marcinelle. Quando i minatori partivano\, le piccole stazioni dei loro paesi si riempivano di mamme\, fidanzate\, amici e parenti che li salutavano. C’era hi era felice per loro\, come amici o conoscenti e c’era chi invece si disperava\, come le mamme e le fidanzate. Con le valigie di cartone i minatori viaggiarono in treno fino a Marcinelle. Gli erano state assicurate 28 ore di viaggio. In realtà furono 5 giorni in condizioni disumane a livello logistico e sanitario. Il primo impatto con Marcinelle non fu dei più positivi. Gli alloggi che gli erano stati promessi\, caldi e confortevoli erano al contrario scomodi e freddi. Le loro stanze si trovavano all’interno di ex campi di concentramento che i Tedeschi usavano durante la Seconda guerra mondiale.  Disumane le loro condizioni di lavoro: turni lunghi e faticosi\, i pagamenti a cottimo; più carbone recuperavano\, più la paga si alzava. I pasti erano scarsi. Se qualcuno chiedeva spiegazione di quelle condizioni ad un superiore\, veniva aspramente criticato e minacciato. Nella miniera\, il loro lavoro a mille metri di profondità era estenuante: per ore stavano sdraiati in piccole gallerie chiamate mine alte mezzo metro. Scavavano con uno scalpello percosso da un martello di ferro o con il Motor Pique\, un piccolo martello pneumatico dell’epoca in dotazione ai minatori. La mancanza d’aria. La polvere. Il rumore assordante\, i carrelli carichi di carbone\, i nitriti dei cavalli\, gli ascensori e altri suoni diventeranno una musica di accompagnamento per le azioni sceniche. Racconteremo anche come passavano il tempo libero. Un giorno andarono a Liegi per seguire l’arrivo vincente di Coppi e scoprirono che nei bar era vietato l’ingresso agli italiani. Da una partita a scopa alle telefonate a casa fino al momento della tragedia: tutti i minatori smettono di parlare. Rimarrà in sottofondo “la musica della miniera”\, così la chiamavano! \n\n\n\nDomenica 15 marzo alle 18\,30\, Ci prendesse un colpo\, la svolta della vita\, scritto da Tirocchi\,Paniconi\, Giacinti\, regia Andrea Palotto\, con Valeria Monetti\, Alessandro Tirocchi\, Maurizio Paniconi\, Simone Giacinti. Stella\, Walter\, Gianni e Bogdan non si sono incontrati\, si sono “riconosciuti”: hanno in comune un passato che gli ha negato i sogni\, e la voglia di riscatto. Si incontrano tutti i giorni al bar del capolinea della metro e un giorno\, complice un gesto folle\, si ritrovano a passare del tempo insieme e a conoscersi meglio\, scoprendo quanto siano simili tra di loro. Come dare una svolta a quella vita che non li soddisfa? Semplice\, rubare un’opera d’arte milionaria e coi soldi\, cambiare il corso degli eventi. Tra battute\, situazioni paradossali e colpi di scena\, capiranno che non tutto va secondo i loro piani! \n\n\n\nDomenica 29 marzo alle 18\,30\,La Moglie Perfetta\, con Giulia Trippetta. Una lavagna in scena\, una sedia di scuola\, una donna vestita anni ‘50. La storia è quella di Luisa\, una ragazza giovane e piena di sogni\, in un mondo vecchio quanto un cartellone pubblicitario ormai sbiadito\, Luisa diventa poi la docente di un singolare corso di comportamento e buone maniere: il suo è un seminario intensivo (solo per donne) di preparazione al matrimonio dal titolo “Si può far”. Il corso è volto all’istruzione delle giovani aspiranti sposine: quali sono le 10 regole da seguire per potersi trasformare nella moglie perfetta? La docente le mostra al pubblico come in una vera e propria lezione in cui ogni regola viene mostrata e spiegata in ogni sua parte\, in un crescendo di ironia\, surrealtà e gioco; ma\, come nella vita\, a volte la linea sottile tra gioco e realtà si confonde\, si offusca\, sbiadisce. Cosa si nasconde dietro la maschera di questa donna apparentemente perfetta? Crede davvero alle regole che impartisce con tanta dedizione\, o è semplicemente vittima di un sistema che la accetta solo perché sottomessa a stereotipi e chili di mascara? E può questa donna\, uscita da un’epoca che sembra non appartenerci più\, parlare alle donne di tutti i tempi? \n\n\n\nDomenica 19 aprile alle 18\,30\, La vera storia di Billie Holiday\, diBarbara Bovoli\, con Danilo Rea\,Barbara Bovoli e Oona Rea. Della cantante verranno raccontati l’infanzia\, le ristrettezze economiche\, la fame\, gli abusi\, le arbitrarie detenzioni\, poi gli esordi\, il successo\, le collaborazioni con i grandi pionieri del jazz\, le prime jam session\, i primi dischi\, i primi guadagni\, l’esaltazione di avercela fatta\, di essersi affrancata da una vita che sembrava segnata\, le risate\, le notti insonni su sgangherati torpedoni per infinite tournée\, le amicizie sincere (primo tra tutti Lester Young) ma poi… la nascita di strange fruit\, il ritrovarsi proprio malgrado investita del ruolo di “pioniera nella lotta per i diritti civili degli afroamericani”\, pesante da portare anche per chi non ha sulle spalle già tanta solitudine e disperazione\, perseguitata da coloro che volevano spegnere la sua voce perché pericolosamente rivoluzionaria e per alcuni persino “psicologicamente disturbante”. E allora\, la determinazione di chi non accetta di stare in silenzio di chi riconosce nella propria posizione privilegiata la possibilità di riscattare i tanti che non hanno voce\, la lotta all’apartheid\, la persecuzione politica\, gli agguati della polizia sotto gli hotel\, la costante fame di amore delusa da una lunga sequela di amori sbagliati\, di uomini che hanno visto nella sua fragilità un’occasione\, la rabbia (spesso anche fisica)\, la costante ricerca di autenticità\, la grande generosità\, la ricerca di affetti sinceri\, il rifugio nelle droghe per non sentire l’assordante solitudine\, e la solitudine come unica costante presenza di tutta la sua vita. Su Billie Holiday e’ stato scritto moltissimo\, su di lei sono stati fatti film\, scritti libri\, poesie\, canzoni. Sicuramente una delle figure femminili piu’ complesse e interessanti della storia della musica e su cui sono stati inventati gli aneddoti piu’ fantasiosi (la sua stessa autobiografia e’ costellata da incongruenze); ma le tante dissonanze biografiche sbiadiscono e cedono il passo all’immenso spessore umano che trasuda dalla sua disperata\, autentica\, incontenibile fame di amore e di verità. \n\n\n\nABBONAMENTI E BIGLIETTI \n\n\n\nABBONAMENTI \n\n\n\nIn vendita dal 1° dicembre 2025 \n\n\n\nAbbonamento a 6 spettacoli € 70\,00. \n\n\n\nBIGLIETTI \n\n\n\nin vendita online e al botteghino dal 2 gennaio 2026 \n\n\n\nBiglietto intero € 15\,00 – ridotto € 12\,00 \n\n\n\nBiglietto online € 15\,00 + € 1\,50 d.p. \n\n\n\nLa biglietteria del Teatro sarà aperta a partire da due ore prima di ogni spettacolo. \n\n\n\nBotteghino \n\n\n\nDal lunedì al venerdì presso il Centro Civico Piersanti Mattarella dalle ore 9:00 alle 12:00 e dalle ore 15:00 alle 18:30 \n\n\n\ninfo: \n\n\n\n3382015499 \n\n\n\nteatrofrancigena@comune.capranica.vt.it
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SUMMARY:PASSO A DUE\, Il Teatro al Cinema\, il Cinema in Teatro al Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Dalla scena allo schermo. Con grandi ospiti e capolavori cinematografici al Teatro Pirandello di Agrigento si parte con PASSO A DUE\, Il Teatro al Cinema\, il Cinema in Teatro a cura di Gianluca Arnone e Roberta Torre\, un viaggio appassionante attraverso le pellicole che hanno catturato la magia del Teatro. \n\n\n\nUn progetto che nasce da un’intuizione semplice ma fertile: accostare film che raccontano il teatro – nelle sue forme\, nei suoi fantasmi\, nelle sue memorie e reinvenzioni – a conversazioni vive con coloro che\, dentro questi film\, hanno dato corpo\, voce e visione a quella rappresentazione. Perché il teatro\, più di ogni altra arte\, esiste nella relazione\, nell’incontro; e il cinema\, specchio moltiplicato del reale\, ne raccoglie spesso le tracce\, le ombre\, le riscritture. Al Pirandello prende forma così una piccola stagione di dialoghi e visioni\, un itinerario tra film che del teatro fanno memoria\, scena\, ossessione\, carne.  \n\n\n\nOgni serata prevede un incontro pubblico con protagonisti d’eccezione della durata di 40/45 minuti circa\, moderato dal curatore della sezione Gianluca Arnone\, e a seguire la proiezione del film presentato. Primo appuntamento domenica 11 gennaio 2026 alle ore 20.00 con Leonora addio di Paolo Taviani presentato dall’ attore Fabrizio Ferracane e la produttrice cinematografica Donatella Palermo.  \n\n\n\nSarà poi la volta di Fotinì Peluso per il trentennale di Romeo + Juliet di Baz Luhrmann (14 febbraio) per poi dialogare con Michele Placido e Federica Luna Vincenti con Eterno visionario (28 marzo). Roberta Torre presenterà il suo Tano da morire (25 aprile) mentre Mario Martone concluderà gli incontri con Qui rido io (23 maggio).  \n\n\n\n “Passo a Due è un progetto a cui tengo molto – racconta Roberta Torre\, Direttore Artistico Teatro Pirandello – nato per mettere in dialogo due arti sorelle: il teatro e il cinema.  Il pubblico è invitato a scoprire film in cui il teatro non è solo sfondo o ispirazione\, ma parte viva e centrale della narrazione. Ogni appuntamento diventa un’occasione per riflettere sul rapporto tra la scena e lo schermo\, sull’arte dell’attore e sul potere del racconto che si muove tra finzione e realtà”.  \n\n\n\n“Un progetto – spiega il curatore Gianluca Arnone – nato per restituire al cinema la sua natura più autentica: quella dell’esperienza condivisa. E al tempo stesso per riconsegnare al teatro la sua vocazione originaria: il luogo della presenza\, dell’ascolto e dell’incontro dal vivo. Scegliere un teatro storico\, il Teatro Pirandello di Agrigento\, che porta il nome di uno dei massimi autori della nostra tradizione significa affidare a una cornice autorevole e solenne il compito di ridare vita a film indimenticabili e\, insieme\, di riattivare il rito scenico: una platea che respira\, la parola che risuona\, una comunità che si ritrova davanti alla magia della rappresentazione”. \n\n\n\nDI SEGUITO IL PROGRAMMA COMPLETO DEGLI APPUNTAMENTI: \n\n\n\nore 20.00 – proiezione film a seguire \n\n\n\n11 gennaio – Fabrizio Ferracane e Donatella Palermo presentano Leonora addio di Paolo Taviani (Italia\, 2022\, 90’) \n\n\n\n14 febbraio – Fotinì Peluso per il trentennale di Romeo + Juliet di Baz Luhrmann (USA\, 1996\, 120’) \n\n\n\n28 marzo – Michele Placido e Federica Luna Vincenti con Eterno visionario (Italia\, 2024\, 112’) \n\n\n\n25 aprile – Roberta Torre con Tano da morire (Italia\, 1997\, 95’) \n\n\n\n23 maggio – Mario Martone con Qui rido io (Italia\, 2021\, 133’)
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LOCATION:Teatro Pirandello\, Via Atenea\, 35\, Agrigento\, ITA\, 92100\, Italy
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SUMMARY:Al via la 63 stagione Cinema Lux
DESCRIPTION:Il Cineforum Orione\, in collaborazione con il Cinema Lux\, presenta la 63esima Stagione Cinematografica\, che rappresenta un nuovo viaggio attraverso il cinema d’autore contemporaneo\, tra grandi firme internazionali\, nuove voci\, film premiati nei principali festival e appuntamenti speciali. \n\n\n\nDa gennaio a maggio 2026\, ogni lunedì e giovedì (con tre spettacoli alle ore 16.00 – 18.30 – 20.30)\, il pubblico potrà assistere a una selezione di opere che raccontano il mondo di oggi attraverso sguardi diversi\, linguaggi personali e storie capaci di emozionare\, interrogare e sorprendere. \n\n\n\nL’inaugurazione della stagione è in programma lunedì 12 gennaio (con replica giovedì 15 gennaio) con “Il mio cammino” di Bill Bennett (2024)\, che sarà con ingresso gratuito\, a sottolineare la vocazione culturale e inclusiva della rassegna.  \n\n\n\nIn questo film viene raccontata la storia la storia vera\, affascinante e travolgente\, di un uomo testardo\, divertente ed egocentrico che intraprende il Cammino di Santiago senza sapere perché\, ma che\, passo dopo passo\, scopre come questa esperienza possa trasformarlo radicalmente e cambiare per sempre il suo sguardo sulla vita. Solo quattro dei protagonisti sono attori professionisti. Tutti gli altri sono veri pellegrini\, incontrati lungo il Cammino. Questo dona al film una spontaneità autentica e coinvolgente. Il film saprà conquistare anche i semplici curiosi\, molti spettatori usciranno dalla sala con un’idea precisa: iniziare a pianificare il proprio Cammino. \n\n\n\nSeguiranno titoli di grande rilievo come “La famiglia Leroy” di Florent Bernard\, “I colori del tempo” di Cédric Klapisch\, “La gazza ladra” di Robert Guédiguian\, “Giovani madri” dei fratelli Dardenne\, “Scomode verità” di Mike Leigh\, “Tanna” di Martin Butler e Bentley Dean\, “Ritrovarsi a Tokyo” di Guillaume Senez\, “I morti non soffrono” con Viggo Mortensen\, “Crossing Istanbul” di Levan Akin e molti altri. \n\n\n\nLa programmazione si articola in sezioni tematiche che arricchiscono la rassegna: \n\n\n\n“Poker francese” e “Italiani di ieri e di oggi”\, dedicata al cinema contemporaneo italiano e d’Oltralpe; “Caleidoscopio sul mondo”\, per esplorare storie e culture internazionali;“Incontro con l’autore”\, con la presenza in sala lunedì 16 febbraio del regista Andrea Segre per il film “Noi e la grande ambizione”;“Il mito Marilyn”\, omaggio speciale a Marilyn Monroe nel centenario della nascita\, con la proiezione di un film restaurato a cura della Cineteca di Bologna. \n\n\n\nCompletano il calendario due appuntamenti speciali con film scelti tramite sondaggio tra i soci\, a conferma dello spirito partecipativo che da oltre sessant’anni caratterizza il Cineforum Orione. \n\n\n\nLa rassegna è riservata ai soci e si svolge presso il Cinema Lux (Largo Seggiola\, 168 – Messina). Sono previste formule di abbonamento agevolate per giovani\, studenti e senior\, oltre alla possibilità di utilizzare Bonus Cultura 18App e Carta Docente. \n\n\n\nCon la Stagione 2026\, il Cineforum Orione rinnova il proprio impegno: offrire cinema di qualità come occasione di incontro\, riflessione e condivisione\, mantenendo vivo un presidio culturale che da 63 anni accompagna la vita cinematografica della città. \n\n\n\nInfo:www.cinemaluxmessina.com – www.cineforumdonorione.comTel. 090.9216093
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SUMMARY:"Rumori fuori scena" torna al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Rumori fuori \, l’inossidabile cavallo di battaglia della Compagnia Attori & Tecnici\, nel 2026 festeggerà il 43° anniversario dal debutto. Un evento raro nel panorama teatrale italiano: stesso adattamento e regia di Attilio Corsini\, stessa scenografia e stessi costumi che da oltre quattro decenni porta in scena lo stesso identico spettacolo\, con la stessa freschezza e sempre con lo stesso successo di pubblico. Con: Sabrina Pellegrino\, Carlo Lizzani\, Stefano Messina\, Chiara David\, Virginia Bonacini\, Stefano Dilauro\,Chiara Bonome\, Simone Balletti \n\n\n\nChi l’ha detto che il genio sia sempre serio e tormentato? La genialità può assumere inaspettatamente l’effetto di una gragnuola di risate\, di un susseguirsi di folli equivoci e di gag pirotecniche. Rumori fuori scena è tutto questo! \n\n\n\nÈ raro riuscire\, oggi\, a trovare una commedia non volgare\, non scontata\, non demenziale che riesca a far divertire. Ancora più raro è che una commedia del genere possa aver successo ormai da 43 anni. Rumori fuori scena scritto da Michael Frayne è un piccolo gioiello\, un meccanismo ad alta precisione in cui ogni elemento funziona in maniera perfetta\, è una delle più interessanti operazioni di teatro nel teatro. \n\n\n\nLa vicenda è incentrata sulle vicissitudini di una scalcinata compagnia di attori alle prese con una commedia degli errori farcita di sardine e porte che si aprono e chiudono. Nel mettere in ridicolo i tradizionali meccanismi della commedia classica\, l’autore agisce con semplicità e grande carica ironica\, senza stravolgere i canoni\, ma contribuendo ad incrinarne la già fragile consistenza. Il testo è diviso in tre atti: nel primo assistiamo alle prove generali dello spettacolo\, silenziosi invitati nascosti fra le poltrone del teatro; nel secondo assistiamo da dietro le quinte alle caotiche vicende della compagnia; nel terzo siamo spettatori di una drammatica\, ma ironica rappresentazione. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nLe note di regia sono andate smarrite nel corso degli anni ed è un vero peccato. Questa carenza ha fatto sì che molti spettatori lo abbiamo visto anche dieci volte e questo ci ha permesso tanti anni di repliche e tanti spettatori. Da allora non è cambiata nemmeno una virgola dello spettacolo. L’unico mutamento che si potrebbe notare\, rispetto al debutto\, è il mutamento fisico del gruppo storico degli attori che lo recitano da quel giorno. \n\n\n\nBiglietti (prevendita inclusa) \n\n\n\nintero: platea € 27\, galleria € 21  \n\n\n\nridotto (under 35/over 65/cral): platea € 20\, galleria € 17 \n\n\n\nridotto under 18: platea € 13\, galleria € 11 \n\n\n\nBotteghino: 06 5740170 – 06 5740598 \n\n\n\nVendita on-line e info: www.teatrovittoria.it \n\n\n\nCome arrivare: Metro: Piramide; Tram: 3; Bus: 23\, 30\, 75\, 83\, 170\, 280\, 716\, 781.
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LOCATION:Teatro Vittoria\, Piazza Santa Maria Liberatrice\, 10\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY: "Materia vibrante"\, la personale dell'artista Fabio Sciortino a Palermo
DESCRIPTION:A seguito delle tante richieste le Officine Bellotti (via Antonio Gagini 31 a Palermo) prorogano fino al 14 febbraio la personale Materia vibrante dell’artista palermitano Fabio Sciortino\, inaugurata lo scorso 23 ottobre. \n\n\n\nL’esposizione\, curata da Ida Parlavecchio\, prende in prestito il titolo da un saggio di Jane Bennett\, filosofa e teorica politica tra le figure di spicco dell’ecosofia contemporanea\, ed è composta da un notevole corpus di opere pittoriche\, disposte tra i locali del pianterreno e le grandi sale espositive del piano superiore\, e da un’installazione site specific collocata nell’ex magazzino delle carte appartenuto alla ditta De Magistris-Bellotti. \n\n\n\nQuest’ultima dà vita a un giardino di vetro\, fragile e inaccessibile\, che si presenta come un’aiuola selvatica dove germinano specie meravigliose e artificiali\, punteggiate da gemme imperfette e da riflessi iridescenti\,  che ha incantato il tanti visitatori. \n\n\n\nLe opere del ciclo pittorico\, d’altro canto\, propongono un viaggio attraverso terre e paesaggi misteriosi che si compie per sequenze\, coprendo la produzione degli ultimi anni\, tra inchiostri su carta\, oli su tavola e pittura su tela. \n\n\n\nAl finissage del 14 febbraio sarà presente l’artista; ingressoda lunedì a sabato dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.30; contributo 3 euro. \n\n\n\nBreve curriculum dell’artista  \n\n\n\nNato a Monreale (1971)\, dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti di Palermo ha praticato molteplici attività laboratoriali\, specializzandosi nelle tecniche della ceramica e dei materiali lapidei.  \n\n\n\nHa progettato e realizzato allestimenti espositivi in collaborazione con il Comune di Palermo ai Cantieri Culturali della Zisa e operato in qualità di scenografo in ambito cinematografico e teatrale con diversi autori\, tra i quali i registi Daniele Ciprì\, Franco Maresco e Roberta Torre.  \n\n\n\nLa ricerca e la pratica artistica nel campo della pittura\, della scultura e dell’installazione da sempre lo hanno portato a sperimentare la poetica dei materiali\, analizzandone il valore espressivo e soggettivo. \n\n\n\nHa insegnato Pittura presso diverse accademie di Belle Arti italiane\, attualmente è docente all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Espone in Italia e all’estero collaborando con istituzioni pubbliche e private. Vive e lavora a Lucca.
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LOCATION:Officine Bellotti\, Via Antonio Gagini\, 31\, Palermo\, ITA\, 90133\, Italia
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SUMMARY:La stagione 2025/2026 del Teatro Vittoria di Frosinone
DESCRIPTION:ll Comune di Frosinone e ATCL\, circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio\,propongono\, per la stagione teatrale 2025-2026 del Teatro Vittoria\, otto spettacoli in abbonamento. \n\n\n\n“Il sipario si alza\, anche quest’anno\, sulla stagione di prosa che si terrà nuovamente negli spazi del rinnovato teatro comunale Vittoria\, per farci vivere tutta la magia e le emozioni dell’arte scenica – ha dichiarato il Sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli – Tanti gli appuntamenti in cartellone da gennaio a maggio con alcuni degli artisti più celebri e apprezzati del panorama nazionale\, che condurranno gli spettatori in un viaggio alla scoperta di pièces che faranno riflettere\, ridere e sorridere. Dal 2013\, del resto\, la programmazione allestita dall’Amministrazione comunale ha portato nel nostro Capoluogo gli interpreti e i registi italiani più importanti\, suscitando una partecipazione calorosa e appassionata da parte degli amanti dello spettacolo dal vivo provenienti da tutta la Regione. Il Comune di Frosinone crede\, fermamente\, che l’investimento sulla cultura crei valore aggiunto\, come moltiplicatore di energie sane per l’intera società e di promozione del territorio\, e costituisca un elemento di identità\, di crescita e di coesione sociale da promuovere soprattutto tra i giovani e nelle famiglie”. \n\n\n\n“Anche quest’anno\, con il prezioso supporto dell’Atcl\, abbiamo costruito una stagione che unisce tradizione e contemporaneità\, proponendo titoli capaci di parlare a pubblici diversi: grandi classici\, produzioni di impegno civile\, monologhi intensi\, spettacoli capaci di parlare alla società di oggi. L’obiettivo è offrire un cartellone che rispecchi la ricchezza del teatro italiano e la pluralità dei suoi linguaggi\, senza rinunciare alla qualità artistica – ha dichiarato l’assessore alla cultura Simona Geralico – Il Teatro Vittoria continua ad essere un luogo vivo\, aperto\, capace di accogliere e di avvicinare soprattutto i più giovani al teatro\, uno dei pilastri della nostra identità culturale\, capace di farci emozionare e sognare\, oltre che di rafforzare il legame con la comunità”. \n\n\n\n“La nuova stagione del Teatro Vittoria rappresenta un valore aggiunto per il nostro centro storico\, che continua a rafforzarsi come luogo dinamico e accogliente per cittadini e visitatori – ha dichiarato l’assessore al centro storico Rossella Testa – Eventi di questa fattura contribuiscono a rendere l’area viva durante tutto l’anno\, favorendo la presenza di persone e sostenendo le attività che operano quotidianamente nella parte alta della città. Stiamo lavorando per migliorare sempre di più i servizi e la fruibilità degli spazi\, così da trasformare ogni appuntamento in un’esperienza piacevole e completa per chi sceglie di trascorrere il proprio tempo nel cuore della città. Invito tutti a partecipare alla nuova\, coinvolgente stagione teatrale\, un’ulteriore occasione per vivere e condividere emozioni nel nostro centro storico”. \n\n\n\n“Per la stagione 2025/2026 il Comune di Frosinone e ATCL presentano un cartellone pensato per coinvolgere\, sorprendere e offrire al pubblico una vasta gamma di emozioni. Abbiamo immaginato il Teatro Vittoria come un crocevia di storie\, un luogo in cui le idee prendono forma e dialogano con la città. Quest’anno la scena si popola di artisti affermati e di talenti in crescita\, di linguaggi che si contaminano e si rinnovano\, di narrazioni che parlano al cuore e all’immaginazione. Ogni spettacolo è un invito ad attraversare mondi differenti\, a lasciarsi interrogare e a condividere delle esperienze irripetibili. Al pubblico rivolgiamo il nostro invito più sincero: il Teatro Vittoria vi aspetta!” hanno dichiarato l’amministratore delegato di ATCL\, Luca Fornari e la direttrice artistica di ATCL\, Isabella Di Cola. \n\n\n\nAd aprire la stagione\, sabato 17 gennaio alle ore 21.00\, A.M.O.R.I. & A.M.O.R.E. di David Conati\, con Matilde Brandi e Francesco Branchetti e con Isabella Giannone\, regia di Francesco Branchetti. L’amore\, sì\, certo\, ma non sempre l’amore platonico\, idilliaco\, poetico\, illusorio. No\, qui si parla di quel groviglio complesso di sentimenti e situazioni che ci fanno perdere la testa\, ma che in sostanza si potrebbe ricondurre a una serie di reazioni chimiche determinate dai ferormoni. Coloro che si sono presi la briga di analizzare scientificamente la “costruzione di un amore” hanno stabilito che questo percorso ha cinque fasi. In questo percorso alla scoperta delle ardimentose manovre dell’amore\, in modo ironico\, assisteremo ad una serie di quadri che ripercorrono tutte le epoche arrivando ai giorni nostri. Un viaggio tra le schermaglie amorose di epoche e stili teatrali diverse che ci farà immedesimare nell’evoluzione del gioco delle relazioni nel quale ci possiamo riconoscere tutti. \n\n\n\nSabato 31 gennaio alle ore 21.00\, Il Berretto a Sonagli\, di Luigi Pirandello\, con Irma Ciaramella\, Ivano Falco\, Gino Auriuso\,Marina Zanchi\, Ottavia Orticello\, Gioele Rotini\, regia di Gino Auriuso. ‘A birritta cu ‘i ciancianeddi è il titolo originale dell’opera che Luigi Pirandello scrisse nel 1916 in dialetto catanese e che poi trasformò in italiano nel 1918 con il nome de Il berretto a sonagli e che riprende le tematiche delle due novelle La verità (1912) e Certi obblighi (1912). Questo testo\, considerato uno dei capolavori del grande drammaturgo siciliano\, tratta la vicenda di una donna\, Beatrice Fiorica\, la quale viene a sapere che il marito la tradisce con la moglie di Ciampa\, scrivano del cavalier Fiorica\, e che decide di farsi aiutare dal delegato Spanò per sorprendere in flagrante i due amanti. Così Beatrice Fiorica\, offesa\, decide di allontanare Ciampa mandandolo a Palermo per sbrigare certe commissioni per far scoppiare lo scandalo poco dopo; ma la soddisfazione di Beatrice ha breve durata poiché dal verbale risultano solo elementi negativi e non vi è alcuna prova di adulterio. Nonostante tutto\, Ciampa\, che si ipotizza fosse a conoscenza della relazione tra i due\, in città viene tacciato come “becco” e dunque non gli resterebbe altro da fare che uccidere i due amanti; ma la soluzione che egli propone è un’altra: che la signora Fiorica si faccia credere pazza e venga internata. Così cerca di convincerla\, giacché solo in questo modo il suo onore e quello del marito potranno essere salvi. \n\n\n\nVenerdì 20 febbraio alle ore 21.00\, Genitori vs Figli – Don’t worry\, stay Chill\, con Federico Perrotta e Valentina Olla e conMaria Teresa Pascale\, Miloud Mourad Benamara\, Sofia Graiani e Luca La Ginestra\, scritto e diretto da Antonio Pisu. Con un deciso “io quitto” il figlio diciannovenne\, stanco di sentirsi incompreso\, decide di andarsene di casa. La famiglia\, disperata\, si lancerà in una frenetica corsa per farlo restare. In una serie di divertenti e rocamboleschi eventi scopriranno che l’amore autentico nasce dall’accettare le proprie fragilità e andare oltre le apparenze. \n\n\n\nDomenica 1° marzo alle ore 18.00\, Made in Italy\, testo di David Norisco\, regia di Francesco Branchetti\, con Barbara De Rossi\,Simona Bettoni\, Ilaria Giorgi\, Samanta Chieffallo. Se il Gran Tour del 700/800 portava nella nostra penisola turbe di poeti\, musicisti\, scrittori e nobili dell’Europa\, presi da una fervida emozione culturale\, vogliamo oggi percorrere con curiosa determinazione alcune regioni della nostra Italia con un volo planare all’insegna di una curiosa rivisitazione per approfondire e non dimenticare luoghi\, monumenti e musica che sono pure il bagaglio che ci ha fatto crescere. Se si corre a Dubai\, a New York o Calcutta per stordirci nel rumore\, nelle visioni di grattacieli svettanti\, torniamo un attimo tra noi e il viaggio non avrà mai fine perché conoscere è volare oltre la soglia fisica consentita.  \n\n\n\nSabato 14 marzo alle ore 21.00\, Piccole Donne non devono morire di e con Francesca Pica e Maria Scorza\, regia di Francesca Pica e Maria Scorza. Sud Italia. Oggi. Due sorelle\, Margherita e Pina\, sono in un cimitero per la riesumazione della sorella Bettina. Margherita è la maggiore\, felicemente sposata con Giovanni\, completamente assorbita dalla vita familiare. Pina\, la secondogenita\, scrittrice\, ha pubblicato un romanzo di successo\, ma le opere successive non sono all’altezza.  Le due sorelle attendono Emilia\, la piccola di casa\, che è in ritardo. Il cimitero\, luogo dell’attesa\, diventa un contenitore di ricordi\, confessioni\, discussioni\, verità.  Ispirato ai romanzi Piccole donne e Piccole donne crescono di Louisa May Alcott\, è un viaggio a ritroso delle piccole donne\, ora quarantenni\, che ricordando\, riflettono su cosa le ha fatte diventare le donne che sono\, su cosa hanno ancora bisogno di dire e di fare per sentirsi libere. \n\n\n\nDomenica 29 marzo alle ore 18.00\, Brigitte Bardot – Scandalo e Solitudine di P. Bellucci\, F. Lombardi e F. Catalano\, con Patrizia Bellucci\, regia e musica di Fabio Lombardi. Un soffuso moltiplicarsi di veli s’apre sulla camera della diva che in Europa ha più d’ogni altra segnato la rivoluzione sessuale. Che più d’ogni altra\, anche attraverso errori e ingenuità\, ha spalancato la porta dell’emancipazione femminile. Superata la soglia della maturità e della coscienza\, allontanatasi dai riflettori ma sempre pronta a far ascoltare le proprie opinioni\, circondata dagli amati animali\, BB ci svela emozioni ed errori\, vittorie e sconfitte\, delusioni e amori\, passioni deflagranti e dolori repressi\, e ci racconta come il successo\, molto spesso\, sia sinonimo di solitudine. Questo monologo è un modo per far i conti coi cambiamenti del costume in Europa\, ma anche con l’idea che ognuno di noi ha di libertà. \n\n\n\nSabato 18 aprile alle ore 21.00\, El Fùtbol\, testo di Gianvito Pulzone\, regia di Francesco Branchetti\, con Ettore Bassi\,Gianvito Pulzone\, Oscar Bellomo. Uno spettacolo dedicato allo spirito del calcio. Ettore Bassi interpreta un uomo dalla passione calcistica più pura\, ed evoca alcuni tra i più grandi calciatori della storia del calcio mondiale\, uomini che hanno fatto sognare e hanno dato coraggio a migliaia di persone con la loro generosità\, il loro coraggio. Oggi vengono i brividi a ricordare le magie delle loro imprese: racconti\, ricordi di ieri e di oggi\, rievocano il mondo che gira intorno al calcio e che è una metafora a volte dolorosa e a volte esaltante della nostra vita e della nostra società. Una storia dai tratti epici\, piena di poesia\, in cui l’attenta regia di Francesco Branchetti restituisce al testo la capacità di evocare lo spirito del calcio\, lo spirito del gioco in sé attraverso atmosfere fascinose\, colori\, luci\, suoni.  \n\n\n\nInfine\, a chiudere la stagione teatrale 2025-2026 del Teatro Vittoria\, sabato 9 maggio alle ore 21.00\, Meglio di Niente\, di e con Daniele Graziani e Lucio Dal Maso\, regia di Daniele Graziani e Lucio Dal Maso. Dopo Anche meno tornano I Carta Bianca con uno spettacolo che incarna alla perfezione il momento storico che stiamo vivendo: Meglio di niente. In questo lavoro i due portano sul palco un viaggio dentro le piccole e grandi mancanze della vita quotidiana\, trasformandole in carburante per la risata. Viviamo in un mondo in cui siamo sempre alla ricerca di qualcosa: più tempo\, più denaro\, più successo\, più attenzioni. Eppure\, spesso ci ritroviamo con molto meno di quanto desideriamo. È proprio in quel divario\, tra l’aspettativa e la realtà\, che i Carta Bianca inseriscono la loro comicità: leggera\, spiazzante\, a tratti surreale\, ma sempre diretta e universale. Lo spettacolo si sviluppa come un susseguirsi di quadri comici\, in cui i due si divertono a ribaltare situazioni comuni: l’attesa infinita al telefono con la segreteria automatica\, le promesse mai mantenute di politici e pubblicità\, gli imbarazzi dei rapporti umani\, persino le “tragedie” teatrali e quelle storiche. Ogni mancanza\, ogni piccola frustrazione diventa il punto di partenza per una gag\, un dialogo paradossale\, un crescendo di comicità. Con il loro stile fatto di tempi perfetti\, improvvisazioni calibrate e un continuo gioco di botta e risposta\, i Carta Bianca riescono a trasformare la precarietà e le contraddizioni del presente in un grande motore di divertimento. Perché\, se è vero che spesso non abbiamo tutto quello che vorremmo\, è altrettanto vero che una risata al momento giusto vale più di “molto”. Meglio di niente è quindi uno spettacolo che non racconta solo la mancanza\, ma celebra l’arte dell’accontentarsi e la capacità di trovare comicità anche nel vuoto. Un invito a ridere delle nostre insoddisfazioni quotidiane\, a scoprire che persino i momenti “minori” hanno un valore\, e che alla fine\, come dicono i due protagonisti\, se dalla vita non si può avere tutto\, va bene lo stesso\, perché ridere è sempre meglio di niente. \n\n\n\nABBONAMENTI E BIGLIETTI \n\n\n\nAbbonamento platea \n\n\n\nTariffa unica € 110 \n\n\n\nAbbonamento galleria \n\n\n\nTariffa unica € 80 \n\n\n\nVendita abbonamenti: \n\n\n\nsabato 13 dicembre ore 15.00/17.00 \n\n\n\nmercoledì 17 dicembre ore 17.30/19.00 \n\n\n\nsabato 20 dicembre ore 15.00/17.00 \n\n\n\ndomenica 21 dicembre ore 10.00/12.00 \n\n\n\nmartedì 23 dicembre ore 17.30/19.00 \n\n\n\nmercoledì 7 gennaio ore 17.30/19.00 \n\n\n\nvenerdì 9 gennaio ore 17.30/19.00 \n\n\n\nBiglietti platea \n\n\n\nBiglietto intero € 18 \n\n\n\nBiglietto ridotto € 15 \n\n\n\nBiglietti galleria \n\n\n\nBiglietto intero € 15 \n\n\n\nBiglietto ridotto € 13 \n\n\n\nBiglietti online: dal 12 gennaio su ciaotickets \n\n\n\nBiglietti presso il botteghino: \n\n\n\nil giorno dell’evento a partire da due ore \n\n\n\nprima dell’inizio dello spettacolo \n\n\n\nbiglietterie@paloreventi.it \n\n\n\n348/1813715 \n\n\n\nwww.atcllazio.it
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SUMMARY:"Obiettivo Creatività” all'Antico complesso di Capoborgo a Chiavari
DESCRIPTION:Sta per alzarsi il sipario\, a Chiavari\, sulla settima edizione di “Obiettivo Creatività”\, il progetto per la valorizzazione dell’antico complesso di Capoborgo lanciato nel 2020 da Lunaria Teatro con il sostegno del Comune di Chiavari\, e grazie al quale è stato possibile recuperare e valorizzare l’auditorium dell’ex chiesa di San Francesco\, scelta anche quest’anno quale palco dei quattro appuntamenti che compongono il cartellone principale\, mentre l’auditorium di Largo Pessagno ospiterà i tre spettacoli per bambini che completano il programma. \n\n\n\nIl primo appuntamento\, domenica 18 gennaio\, sarà proprio con i più piccoli\, cui è dedicato “L’InCantastorie” impersonato da Dario Apicella\, equipaggiato solo di una chitarra e di una valigia piena di strani oggetti e di storie\, grandi e piccole\, raccolte in giro per il mondo. \n\n\n\nMartedì 27 gennaio\, invece\, il debutto della prosa: in occasione della Giornata della Memoria\, va in scena “La merce più preziosa”\, testo di Jean-Claude Grumbergtradotto e riadattato dal regista Beno Mazzone\, con protagonisti Alessio Barone e Silvia Trigona. I fatti raccontati da Grumberg fanno riferimento al vissuto di una famiglia francese deportata nell’inverno del 1943\, laddove “la merce più preziosa” non è altro che un fagottino di bimba lanciato dal finestrino di uno di quei treni della morte che trasportavano gli ebrei verso i campi di concentramento\, estremo tentativo di un padre di salvare uno dei suoi due gemelli con cui la sorte gli era stata prodiga\, al contrario di una misera coppia di taglialegna senza figli che ritroverà il fagottino. Le voci narranti\, due maschili e una femminile\, diventano di volta in volta i personaggi narrati. Il senso dell’opera è racchiuso nelle parole dello stesso autore: «Ecco la sola cosa che merita di esistere nelle storie come nella vita vera. L’amore\, l’amore che si dà ai bambini\, ai propri e a quelli degli altri». \n\n\n\nLa programmazione principale prosegue domenica 15 febbraio con “Un bès\, Antonio Ligabue”\, diretto e interpretato da Mario Perrotta\, attore\, regista e drammaturgo tra i più autorevoli del teatro contemporaneo\, celebre per i suoi lavori di teatro di narrazione e per progetti che intrecciano memoria storica\, biografia e indagine sociale. Tra questi progetti spicca proprio questo spettacolo\, che ha ottenuto importanti riconoscimenti quali i premi Ubu – considerati gli “Oscar” del teatro italiano –\, Hystrio Twister\, Anct e miglior Progetto Ligabue\, e ripercorre la vita\, solitaria e oltre i margini della cosiddetta normalità\, di uno dei più importanti pittori italiani del Novecento. \n\n\n\nVenerdì 20 marzo un grande classico nella produzione di Lunaria e del teatro italiano\, “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello interpretato da Pietro Montandon\, divenuto ormai il volto simbolo della compagnia diretta da Daniela Ardini\, impegnata su questo progetto anche nelle vesti di regista. \n\n\n\nInfine\, sabato 28 marzo è in agenda “Il circo capovolto”\, che Andrea Lupodirige ed interpreta ispirandosi all’omonimo romanzo di Milena Magnani. Anche in questo caso si tratta di uno spettacolo applaudito dalla critica\, alla luce dei riconoscimenti ottenuti ai Fringe Festival di Roma e Catania\, al Palio Ermo Colle e al Premio Mauro Rostagno. Ad essere raccontate sono due storie parallele ma strettamente intrecciate\, quella di Branko e quella del nonno Nap’apò\, due generazioni di rom un’Europa in cui le etnie nomadi hanno vissuto e ancora conducono vite separate\, a parte. \n\n\n\nCompletano il programma di Obiettivo Creatività\, come detto\, gli spettacoli per i bambini in Largo Pessagno: oltre al già citato Dario Apicella nei panni de “L’InCantastorie” del 18 gennaio\, anche i burattini di Mauro Pagan protagonista domenica 8 febbraio con “Gino Pesciolino” e\, per concludere\, domenica 1º marzo “Il gatto dagli stivali” interpretato da Daniele De Bernardi. \n\n\n\n               «Obiettivo Creatività torna con una nuova proposta di spettacoli che colpiscono e invitano a riflettere\, compresi quelli\, per bambini\, all’Auditorium di Largo Pessagno – esordisce Daniela Ardini\, direttrice artistica di Lunaria Teatro –. La programmazione principale si aprirà\, nella Giornata della Memoria\, con un testo di Grumberg portatore di speranza in questi tempi politicamente così complicati; il pluripremiato spettacolo di Mario Perrotta racconterà\, invece\, la “diversità” del pittore Ligabue\, portando avanti la linea artistica del teatro di narrazione che nelle passate edizioni ha già visto avvicendarsi\, sul palco dell’Auditorium San Francesco\, attori del calibro di Davide Enia\, Marco Baliani e Lucilla Giagnoni\, e che quest’anno propone anche il giovane Andrea Lupo\, segnalato come miglior interprete proprio con “Il circo capovolto”. La nostra produzione dal Fu Mattia Pascal\, romanzo iconico di Pirandello le cui prove saranno aperte al pubblico\, vedrà infine il ritorno di Pietro Montandon a interpretare tutti i personaggi del testo tramite l’impiego di maschere». \n\n\n\n«Obiettivo Creatività è uno tra gli appuntamenti più importanti del palinsesto culturale cittadino\, capace di rinnovarsi e di coinvolgere pubblici diversi. Un’attenzione particolare è rivolta anche ai più giovani\, attraverso iniziative e appuntamenti pensati specificamente per i bambini\, affinché la cultura sia accessibile e condivisa fin dalla più tenera età – spiega l’assessore alla Cultura Silvia Stanig –. In occasione del Giorno della Memoria\, il programma assume inoltre un significato ancora più profondo\, offrendo momenti di riflessione e consapevolezza che contribuiscono a mantenere viva la memoria storica e a trasmetterne i valori fondamentali alle nuove generazioni». \n\n\n\nProgramma Obiettivo Creatività 2026  \n\n\n\nAuditorium San Francesco \n\n\n\nMartedì 27 gennaio ore 21 \n\n\n\nLA MERCE PIÙ PREZIOSA \n\n\n\ndi Jean-Claude Grumberg \n\n\n\ntraduzione\, adattamento e regia Beno Mazzone \n\n\n\ncon Alessio Barone e Silvia Trigona \n\n\n\nresponsabile tecnico Salvatore Giuliana \n\n\n\nproduzione Teatro Libero Palermo \n\n\n\nDomenica 15 febbraio ore 17 \n\n\n\nUN BÈS – ANTONIO LIGABUE \n\n\n\ndi e con Mario Perrotta \n\n\n\ncollaborazione alla regia Paola Roscioli \n\n\n\nproduzione Permar / Teatro dell’Argine \n\n\n\nVenerdì 20 marzo ore 21 \n\n\n\nIL FU MATTIA PASCAL \n\n\n\ndal romanzo di Luigi Pirandello \n\n\n\ncon Pietro Montandon \n\n\n\nscene Giorgio Panni Giacomo Rigalza \n\n\n\nregia Daniela Ardini \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nSabato 28 marzo ore 21 \n\n\n\nIL CIRCO CAPOVOLTO \n\n\n\nliberamente tratto dal romanzo di Milena Magnani \n\n\n\ndi e con Andrea Lupo \n\n\n\ndiretto da Andrea Paolucci \n\n\n\nmusiche originali David Sarnelli \n\n\n\nproduzione Teatro delle Temperie \n\n\n\nSpettacoli per bambini \n\n\n\nAuditorium di Largo Pessagno \n\n\n\nCANTASTORIE \n\n\n\nDomenica 18 gennaio ore 17 \n\n\n\nL’INCANTASTORIE \n\n\n\ncon Dario Apicella \n\n\n\nproduzione Associazione Culturale Eureka \n\n\n\nper bambini dai 4 anni  \n\n\n\nBURATTINI \n\n\n\nDomenica 8 febbraio ore 17 \n\n\n\nGINO PESCIOLINO \n\n\n\nscritto e animato da Mauro Pagan \n\n\n\nproduzione Opera della Marionette \n\n\n\nper bambini dai 3 anni \n\n\n\nTEATRO DI FIGURA \n\n\n\nDomenica 1º marzo ore 17 \n\n\n\nIL GATTO DAGLI STIVALI \n\n\n\ncon Daniele De Bernardi \n\n\n\nproduzione Teatrino dell’Erba Matta \n\n\n\nAssociazione Trombe e Tamburi \n\n\n\nper bambini dai tre anni  \n\n\n\nPrezzi \n\n\n\nSpettacoli: biglietto unico 5 euro \n\n\n\nL’incasso verrà devoluto al Comune di Chiavari per azioni di pubblica utilità. \n\n\n\nInfo e Prenotazioni \n\n\n\nLunaria Teatro \n\n\n\nTel. +39 010 2477045 \n\n\n\nwww.lunariateatro.it \n\n\n\ninfo@lunariateatro.it \n\n\n\nwww.comune.chiavari.ge.it
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SUMMARY:"Il Novecento in scena" al Teatro Porta Portese
DESCRIPTION:Al via e fino al 13 giugno al Teatro Porta Portese il progetto formativo e performativo gratuito “Roma Novecento – Forma et Performa”\, percorso intergenerazionale e inclusivo dedicato al Novecento italiano visto attraverso Roma. Il programma prevede tre laboratori sui mestieri del cinema\, del teatro e delle arti visive (teatro e scrittura\, illuminotecnica\, fotografia e Photoshop) e otto master di approfondimento che intrecciano arti\, pensiero\, storia\, musica e cinema da prospettive diverse. La conclusione performativa è in programma il 15 e 16 giugno al Teatro Belli. \n\n\n\nRoma\, il Novecento come materia viva  \n\n\n\nRoma è un archivio vivente del Novecento: lo attraversa come un corpo attraversa la storia\, diventando custode di ferite\, gioie\, dolori\, vittorie\, conquiste\, visioni\, utopie\, contraddizioni\, voci popolari e grandi pensieri. Ogni strada\, spettacolo\, canzone\, film\, romanzo ed evento racconta un passaggio del secolo breve. Da questa stratificazione viva nasce “ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA”\, progetto che restituisce alla scena la memoria come esperienza condivisa\, gesto artistico e racconto corale\, capace di approfondire il passato per parlare al presente.  \n\n\n\n“ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA” è un progetto formativo e performativo gratuito che attraversa il Novecento italiano osservandolo da un punto di vista preciso: Roma\, la sua storia\, le sue trasformazioni sociali\, artistiche e culturali. Il progetto integra formazione\, partecipazione culturale e produzione artistica\, trasformando la memoria storica in un racconto scenico corale e contemporaneo. Ideato e realizzato dal Gruppo Teatro Essere APS\, è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria. È vincitore dell’Avviso Pubblico\, curato dal Dipartimento Attività Culturali\, per la concessione di contributi destinati a sale teatrali private con capienza inferiore a 100 posti aventi sede a Roma\, per progetti di ricerca e sperimentazione nell’ambito dello spettacolo dal vivo e della formazione\, stagione 2025/2026. \n\n\n\nUn percorso di formazione e creatività \n\n\n\nIl cuore del progetto “ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA” è il laboratorio teatrale e di scrittura ospitato al Teatro Porta Portese. Il laboratorio\, gratuito e aperto a tutti fino a un massimo di sedici partecipanti\, sarà attivo fino al 13 giugno: le iscrizioni sono già aperte. Ogni martedì\, dalle 18.00 alle 20.00\, i partecipanti saranno accompagnati in un viaggio nel Novecento attraverso recitazione\, canto\, storia e cinema. Il laboratorio lavora sui grandi temi del secolo – guerra\, ideologie\, regimi\, censura\, libertà\, identità\, grandi conquiste e trasformazioni sociali – mettendo in rapporto conoscenza storica\, pratica e scrittura scenica. Il percorso è condotto da Eleonora Tosto (attrice e cantante)\, Susy Sergiacomo (attrice e docente)\, Tonino Tosto (attore\, autore e regista)\, con la partecipazione di Fabrizio Bordignon (attore)\, Valentino Orfeo (autore teatrale)\, Roberto Angelelli (attore)\, Roberto Tesconi (attore). Il laboratorio è gratuito e aperto a tutti per un massimo di sedici partecipanti. Per informazioni e iscrizioni chiamare il numero + 39 351 3493695. \n\n\n\nLe masterclass – Otto voci autorevoli sul secolo breve \n\n\n\nAccanto al laboratorio teatrale e di scrittura (massimo 16 iscritti)\, il progetto propone anche un ciclo articolato di otto masterclass di tre ore ciascuna\, dedicate ad approfondire il Novecento da prospettive diverse e ospitate presso il Teatro Porta Portese. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti (massimo 50 persone). Per informazioni chiamare il numero + 39 351 3493695. \n\n\n\nIl percorso si apre con Giacomo Marramao\, filosofo e professore emerito dell’Università degli Studi Roma Tre\, che domenica 8 febbraio guida una riflessione su storia e pensiero filosofico del Novecento. Il 15 febbraio Eleonora Tosto conduce un viaggio nella canzone romana\, da Romolo Balzani ai cantautori contemporanei\, come specchio delle trasformazioni sociali della città. Il 22 febbraio Susy Sergiacomo affronta Luigi Pirandello\, le sue novelle ambientate a Roma e il rapporto tra identità\, maschera e verità. Il cinema si fa cronaca e memoriadomenica 1 marzo con Alberto Crespi\, giornalista e critico cinematografico\, che accompagna il pubblico attraverso il Novecento romano e italiano\, osservando le vicende storiche e sociali raccontate in film come La grande guerra\, Roma città libera\, Una vita difficile\, C’eravamo tanto amati. Il 15 marzo Salvatore Aricò\, drammaturgo e studioso\, approfondisce il teatro del secondo Novecento tra sperimentazione\, avanguardie e nuovi linguaggi. Il 22 marzo Tiziana Bagatella\, attrice e docente\, intreccia poesia e scena\, da Pier Paolo Pasolini alla tragedia greca riletta nelle borgate romane. Il 29 marzo Ernesto Bassignano\, cantautore e giornalista\, racconta la storia del Folkstudio\, dei cantautori romani\, fino alle forme musicali contemporanee. Il ciclo si conclude il 19 aprile con Tonino Tosto\, che attraversa teatro e canzone nel Novecento\, dal café-chantant alla commedia musicale\, da Lina Cavalieri a Ettore Petrolini\, da Garinei e Giovannini a Gigi Proietti. \n\n\n\nLa mostra – I luoghi della memoria \n\n\n\nDa 9 aprile al 13 giugno\, il Teatro Porta Portese ospita la mostra fotografica “Roma 900: Percorsi Fotografici nella Memoria dei Luoghi”\, con la direzione di Emiliano Bartolucci. La mostra\, che esporrà le opere dei partecipanti al laboratorio formativo previsto dal progetto\, proseguirà il dialogo con la scena e con il pubblico anche presso il Teatro Belli nei giorni 15 e 16 giugno (dalle ore 11.00 alle ore 23.00)\, diventando parte integrante del racconto performativo. Ingresso gratuito. \n\n\n\n​I percorsi formativi – I mestieri del cinema\, del teatro e delle arti visive\n\n\n\nIl progetto prevede tre percorsi formativi dedicati alle tecniche di recitazione\, scrittura e messa in scena; i mestieri del cinema\, del teatro e delle arti visive\, pensati per offrire competenze professionalizzanti e strumenti tecnici fondamentali per la realizzazione dello spettacolo dal vivo: \n\n\n\n– laboratorio teatrale e di scrittura (60 ore\, massimo 16 iscritti)\, che proporrà ai partecipanti i linguaggi e le tecniche della scena\, la drammaturgia e la scrittura per il teatro e l’audiovisivo\, come pratica di costruzione narrativa e consapevolezza espressiva. Si svolge il martedì\, dalle ore 18.00 alle ore 20.00. \n\n\n\n– laboratorio di Illuminotecnica (20 ore\, massimo 10 iscritti)\, tenuto da Fabio Zambardi\, che approfondirà il ruolo della luce come linguaggio scenico\, artistico e drammaturgico. Si svolge il venerdì\, dalle ore 15.30 alle ore 16.30.  \n\n\n\n– laboratorio di fotografia e photoshop (20 ore\, massimo 10 iscritti)\, tenuto da Emiliano Bartolucci\, dedicato allo studio dell’immagine e alla sua elaborazione digitale applicata al teatro e al cinema. Si svolge il venerdì\, dalle ore 16.30 alle ore 18.00.  \n\n\n\nSia il laboratorio di illuminotecnica sia quello di fotografia interagiranno con il laboratorio teatrale e di scrittura\, contribuendo alla realizzazione della performance finale. Per informazioni e iscrizioni chiamare il numero + 39 351 3493695. \n\n\n\nLa conclusione \n\n\n\nIl progetto si conclude con la performance “ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA”\, in scena il 15 e 16 giugno alle ore 20.30 presso il Teatro Belli. Le due serate restituiscono al pubblico un racconto scenico del Novecento costruito dai partecipanti al laboratorio\, intrecciando parole\, scene\, musiche\, immagini\, fotografie e video montati da Michele Tantillo\, anche a partire da materiali selezionati dagli allievi. In scena\, tutti i partecipanti ai percorsi formativi\, compresi coloro che hanno preso parte ai laboratori sui mestieri del teatro e delle arti visive. L’ingresso al Teatro Belli è gratuito fino ad esaurimento posti. \n\n\n\nUn progetto cittadino e intergenerazionale \n\n\n\n“ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA” si configura come un grande progetto cittadino\, capace di unire formazione\, creazione artistica e partecipazione culturale. Teatro\, musica\, cinema\, fotografia e pensiero diventano strumenti per rileggere il Novecento e trasformarlo in un racconto scenico condiviso\, in cui Roma emerge come protagonista\, archivio vivente e spazio di trasmissione della memoria.
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SUMMARY:A Qualcuno Piace Classico al Palazzo delle Esposizioni
DESCRIPTION:A Qualcuno Piace Classico taglia il traguardo della quindicesima edizione e si conferma ancora una volta uno degli appuntamenti più amati non solo dagli appassionati\, ma anche da chi semplicemente vuole entrare in contatto con un cinema e un mondo che non esistono più e che proprio per questo possono forse aiutarci a mettere in prospettiva la realtà (e i film) di oggi. Nel programma di quest’anno spicca il ruolo speciale assegnato al noir\, a partire dai titoli di apertura e chiusura: Femmina folledi John Stahl\, primo film del genere a essere girato in Technicolor\, e Strade violente di Mann\, uno degli autori che più ha lavorato a una ridefinizione moderna del noir. E se “noir” è un termine che viene dalla Francia\, non poteva mancare un omaggio al cinema d’oltralpe con uno Chabrol degli anni ‘80\, Volto segreto\, piccola rarità riproposta in pellicola 35mm.  \n\n\n\nPer alcune atmosfere e per il senso profondo di fatalismo\, anche un film come Fuggiasco di Carol Reed può rientrare agevolmente nel noir\, malgrado in questo caso declinato attraverso il tema politico della questione nordirlandese\, e lo stesso potrebbe darsi con La caccia\, gioiello di Arthur Penn in cui ritroviamo un uomo braccato in un contesto sociale incandescente. La politica lambisce anche il mondo totalitario immaginato ne La fuga di Logan e naturalmente Acque del Sud di Hawks\, girato durante la Seconda Guerra Mondiale\, sebbene qui a rubare la scena sia la coppia Bogart e Bacall: insieme per la prima volta sullo schermo\, saranno destinati nella vita a uno dei matrimoni più solidi e ammirati della storia di Hollywood. \n\n\n\nCome ogni anno una serata sarà dedicata al cinema muto accompagnato dal vivo con L’angelo del focolare di Dreyer\, titolo meno conosciuto e da riscoprire del maestro danese\, che in anticipo sui tempi riflette stavolta sul patriarcato e sulle dinamiche di coppia. Un’altra figura maschile prevaricatrice è poi quella del protagonista di Él\, titolo celeberrimo di Luis Buñuel\, che firma uno dei suoi film più riusciti e corrosivi del periodo messicano. Restando infine nel frastagliato arcipelago del Surrealismo\, sarà Man Ray al centro del programma consueto sul cinema delle avanguardie: nel cinquantenario della morte\, un omaggio necessario a uno dei più influenti artisti del Novecento\, il primo tra l’altro a dimostrare che\, incredibilmente\, si può fare un film anche senza cinepresa. \n\n\n\nINGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI CON PRENOTAZIONE CONSIGLIATA \n\n\n\nPuoi prenotare su www.palazzoesposizioniroma.it dalle ore 9.00 del giorno precedente fino a due ore prima della proiezione.
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SUMMARY:ARGENTALIA è il nuovo progetto discografico di Claudio Vignali e Javier Girotto
DESCRIPTION:Tra jazz e identità migranti\, tra memoria e contemporaneità. ARGENTALIA è il nuovo progetto discografico di CLAUDIO VIGNALI e JAVIER GIROTTO\, in uscita il 21 gennaio 2026 per Cose Sonore/Alman Music. L’album è disponibile su tutte le piattaforme digitali. \n\n\n\nARGENTALIA è un viaggio sonoro che unisce e fa dialogare le tradizioni culturali italiane e argentine\, muovendosi con naturalezza tra tango e cantautorato. Attraverso il sassofono soprano di Girotto e il pianoforte di Vignali\, l’album propone raffinate rivisitazioni di opere selezionate dal repertorio di alcuni dei più grandi e popolari autori del Novecento. \n\n\n\nLe melodie di Astor Piazzolla e Ariel Ramírez si intrecciano con quelle di Bruno Lauzi e Francesco De Gregori\, dando vita a un dialogo musicale intenso e personale. Le scelte stilistiche fondono elementi di jazz e classica\, mantenendo al centro l’emotività delle composizioni originali. Il risultato è un’esperienza sonora intima e coinvolgente\, in cui la sensibilità interpretativa dei due musicisti trasforma brani celebri in nuove narrazioni\, capaci di parlare a pubblici diversi e di superare confini geografici e culturali. \n\n\n\nARGENTALIA si propone così come un ponte ideale tra due mondi\, un disco di grande eleganza e profondità espressiva che conferma la forte sintonia artistica tra Claudio Vignali e Javier Girotto. Questa la tracklist: “Rimmel”\, “Libertango”\, “Alfonsina y el mar (intro)”\, “Alfonsina y el mar (long)”\, “Caruso”\, “Almeno tu nell’universo”\, “Acidito”\, “O sole mio”. \n\n\n\nAd anticipare l’album il videoclip di “Libertango” (https://www.youtube.com/watch?v=V5B9WSu53jA&t=4s)\, primo sguardo visivo su un progetto che celebra l’incontro tra culture e identità migranti attraverso il linguaggio universale della musica. \n\n\n\nPer seguire Claudio Vignali: Facebook / Instagram / Website / YouTube \n\n\n\nPer seguire Javier Girotto: https://www.javiergirotto.com/ \n\n\n\nLabel: Alman Music – Alberto Mantovani – info@almanmusic.com / Web: Greta Tossani – office@almanmusic.com
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SUMMARY:"Il Mare a Roma" - Il laboratorio teatrale di Fonderia delle Arti
DESCRIPTION:Quando si varca l’arco di ingresso al tempio dei sogni\, li’\, proprio li’\, c’è il mare…” Luis Sepulveda \n\n\n\nFonderia delle Arti presenta il progetto “IL MARE A ROMA”\, un laboratorio teatrale completamente gratuito\, rivolto a giovani di età compresa tra i 16 e i 35 anni. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura\, è vincitore dell’Avviso Pubblico\, curato dal Dipartimento Attività Culturali\, per la concessione di contributi destinati a sale teatrali private con capienza inferiore a 100 posti aventi sede a Roma\, per progetti di ricerca e sperimentazione nell’ambito dello spettacolo dal vivo e della formazione. Stagione 2025/26. \n\n\n\nAl laboratorio saranno ammessi un minimo di 15 allievi\, selezionati a seguito di due giornate di casting\, che si svolgeranno mercoledì 21 e mercoledì 28 gennaio dalle 10 alle 16 presso la sede di Fonderia delle Arti\, Via Assisi\, 31. 1 ragazzi che avranno accesso al progetto diventeranno protagonisti di uno spettacolo di cui non saranno solo attori\, ma anche scrittori e produttori. Il laboratorio sarà strutturato in 38 incontri\, da febbraio a maggio 2026\, e culminerà con la messa in scena di due rappresentazioni teatrali in programma il 29 e 30 maggio 2026\, aperte al pubblico con accesso gratuito su prenotazione. \n\n\n\nI docenti saranno Paolo Gasparini\, che curerà l’aspetto della recitazione\, della tecnica e dell’improvvisazione\, Attilio Fontana\, che curerà la drammaturgia\, la regia dello spettacolo\, il canto e le tecniche di recitazione e Tommaso De Santis che si occuperà di analisi del testo\, dello spazio ed esplorazione della visione creativa.  \n\n\n\nLa scelta di aprire il progetto a ragazzi di più generazioni si fonda sulla convinzione che il teatro\, come la musica\, sia un linguaggio condiviso e senza età\, capace di unire e abbreviare le distanze. Il laboratorio offrirà agli allievi che ne faranno parte la possibilità di approfondire i numerosi aspetti artistici di una rappresentazione teatrale\, dall’analisi dei testi classici alla scrittura del copione\, fino agli aspetti tecnici della messa in scena e alle tecniche di performing arts\, arrivando a curare\, insieme ai docenti\, la regia del loro spettacolo\, in una vera e propria messa in scena di un’opera inedita: “IL MARE A ROMA”. Fa da scenario al laboratorio la città di Roma\, una metropoli contemporanea\, fortemente legata alla grandezza del suo passato e ricca di riferimenti storico-artistici. \n\n\n\nDopo l’esperienza di ANTIGONE OGGI e il successo de ULISSE OGGI\, programmato e replicato in numerosi cartelloni teatrali\, IL MARE A ROMA rappresenta una nuova tappa di un percorso didattico e artistico dedicato alla riscoperta degli archetipi del mito\, della letteratura e dei grandi classici del teatro. \n\n\n\nI personaggi più amati delle storie di mare tornano a vivere nel presente\, creando un ponte tra il mondo antico e la nostra contemporaneità. Oggi chiunque può essere un navigante nella tempesta del tempo\, un naufrago alla ricerca di sé\, che nel viaggio riscopre la vita e la condizione umana come avventura\, non solo come conquista\, ma soprattutto come rotta di scambio\, di ascolto ed empatia verso il diverso\, l’ignoto\, l’altro da sé. \n\n\n\nNel laboratorio\, come nel teatro\, si incontra lo straniero: per i Greci un dono degli dèi\, occasione preziosa di conoscenza e trasformazione. È così che si consolida un autentico viaggio di scoperta\, a bordo della grande nave dell’arte e dell’immaginazione\, il cui porto naturale è il palcoscenico. \n\n\n\nUn’esperienza che unisce formazione\, creatività e relazione\, per tornare a esplorare — insieme — cosa significa\, oggi\, essere davvero umani. \n\n\n\nCALENDARIO \n\n\n\nCasting \n\n\n\nMercoledì 21 e mercoledì 28 gennaio dalle ore 10 alle ore 16 con prenotazione obbligatoria. \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\nFonderia delle Arti\, Via Assisi\, 31 – Roma (Metro A\, fermate Ponte Lungo/Furio Camillo) \n\n\n\nTel: 062754379 \n\n\n\nMob/Whatsapp 3349182821  \n\n\n\ninfo@fonderiadellearti.com \n\n\n\nLaboratorio \n\n\n\n2\, 6\, 9\, 14\, 13\, 16\, 20\, 23 e 27 febbraio \n\n\n\n2\, 6\, 9\, 13\, 16\, 20\, 23 e 27 marzo \n\n\n\n7\, 10\, 13\, 17\, 20\, 24 e 27 aprile \n\n\n\n4\, 8\, 15\, 18\, 20\, 22\, 25\, 26\, 27\, 28 maggio (ultimi quattro giorni allestimento spettacolo e prove) \n\n\n\nSpettacoli \n\n\n\n29 e 30 maggio \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\nTel: 062754379 \n\n\n\nMob/Whatsapp 3349182821  \n\n\n\ninfo@fonderiadellearti.com \n\n\n\nContatti \n\n\n\nFonderia delle Arti \n\n\n\n062754379 – 3349182821 – info@fonderiadellearti.com \n\n\n\nwww.fonderiadellearti.com \n\n\n\nhttps://www.facebook.com/FonderiaArti \n\n\n\nhttps://www.instagram.com/fonderiadellearti/ https://www.youtube.com/@fonderiadellearti
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SUMMARY:Grande successo per la seconda edizione di Rome-Europe Prize a Palazzo Valentini
DESCRIPTION:Si è svolta ieri pomeriggio presso la sala David Sassoli di Palazzo Valentini a Roma\, la  seconda edizione del Rome-Europe Prize. Il progetto ha inteso premiare le personalità che hanno contribuito in modo significativo all’immagine dell’Italia e alla diffusione della cultura italiana nel mondo\, in particolare nel campo artistico e dello spettacolo\, ma anche della cultura e dell’arte.  \n\n\n\nL’iniziativa ideata dalla Presidente Ester Campese\, che è stata coadiuvata nella consegna dei premi dall’Avvocato Patrizia Valeri e con la collaborazione artistica del regista e attore Francesco Branchetti\, ha visto svolgersi la manifestazione nella prestigiosa sede della Provincia di Roma\, su iniziativa dall’Onorevole Fabrizio Santori\, Consigliere dell’Assemblea Capitolina\, e Vicepresidente della Commissione Roma Capitale\, promossa dal Consigliere Antonio Giammusso.  \n\n\n\nLa seconda edizione del Rome-Europe Prize\, per la consegna dei premi alla carriera si è tinta di rosa.L’ospite d’onore di questa edizione è infatti stata la Senatrice Cinzia Pellegrino che ha espresso il suo plauso\, complimentandosi per l’iniziativa attraverso la quale viene celebrata e valorizzata la cultura italiana. Un popolo che attraverso anche il linguaggio universale del cinema e del teatro è capace di esportare e diffondere la propria eccletticità manifestata spesso in molteplici sfumature. \n\n\n\nIl Premio alla carriera è stato consegnato a Pamela Villoresi che con le sue interpretazioni colme di intensità espressiva e passione ha portato la sua arte fuori dal palcoscenico nell’impegno sociale e politico ricoprendo anche ruoli di delicata importanza. I premi alla carriera\, che saranno consegnati personalmente nei prossimi giorni\, vanno anche a Monica Guerritore\, Barbara De Rossi e Lina Sastri. Monica Guerritore che con la sua personalità magnetica e la passionalità delle sue interpretazioni ha dato volto a donne estreme e controverse. Lina Sastri per essere punto di riferimento per la cultura italiana\, grazie alla capacità\, passionalità e rigore interpretativo. Barbara De Rossi che il 26 gennaio debutta al Teatro Parioli di Roma con un nuovo spettacolo\, per avere saputo esprimere il suo grande spessore artistico.  \n\n\n\nPer il giornalismo che spesso supporta gli artisti e le iniziative culturali\, il tributo è stato assegnato a Tiziana Primozich per il suo significativo contributo dato a questa professione espresso sempre con grande etica. \n\n\n\nPer la musica\, fondamentale linguaggio artistico e mezzo universale di comunicazione\, premiata Tiziana Giardoni fondatrice dell’Associazione Stefano D’Orazio\, attraverso cui offre un aiuto concreto ai giovani talenti italiani della musica e delle arti performative. \n\n\n\nPremiati anche gli attori Lorenzo Flaherty con una lunga carriera che spazia dal cinema\, al teatro e alla televisione\, Simona Cavallari le sue sensibili interpretazioni in diverse fiction TV di successo spesso in ruoli legati a tematiche di giustizia e legalità e Roberta Mastromichele che per le sue abilità attoriali e performer la rendono un’interprete completa e apprezzata dal pubblico.  Fabio Albanesi con oltre 40 anni d’arte e spettacolo alle spalle è stato premiato per la sua professionalità espressa trasversalmente: dalla danza al canto\, dalla recitazione alla coreografia\, sempre con totale dedizione e la passione. \n\n\n\nLa manifestazione intende rivolgersi anche alle figure che hanno contribuito a dare risalto e diffusione alla cultura italiana nel mondo e tra questi i produttori come Antonio Nardelli architetto\, scenografo\, produttore e direttore artistico\, figura poliedrica del teatrale italiano\, tanto quanto Flavio Iacones produttore Web TV che ha collaborato per programmi Mediaset come Grande Fratello\, Pomeriggio 5\, Antenna Sud\, GO TV. \n\n\n\nPer la cultura premiato Alfredo Scalamogna\, scrittore esoterico\, studioso di storia antica ed egizia. Apprezzato egittologo che ha maturato particolare interesse per la ricerca storica. \n\n\n\nFederica Agnano dal canto suo seppur giovane makeup artist\, ha già un percorso professionale costellato da importanti collaborazioni che includono Mediaset e RDS\, per programmi di punta come Amici e Uomini e Donne. \n\n\n\nPadrino dell’iniziativa Stefano Dionisi che ha interpretato film indimenticabili e amati in Italia e nel mondo\, già premiato nella prima edizione con il regista Pupi Avati e la scrittrice\, poetessa e saggista Dacia Maraini che in un “continuum” ed invisibile fil rouge lega questa edizione e l’esordio del premio. Un evento che ancora una volta ha consegnato e trasferito il messaggio della straordinaria cultura italiana\, eccellente in tante sue espressioni\, che riesce a regalare spesso un respiro europeo ed internazionale.
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SUMMARY:"Memoria genera Futuro"\, gli eventi di Roma Capitale
DESCRIPTION:Oltre 40 appuntamenti per non dimenticare. In occasione del Giorno della Memoria 2026\, un percorso capillare che attraversa l’intera città per parlare in particolare alle nuove generazioni e mantenere viva la voce dei testimoni. Torna anche quest’anno Memoria genera Futuro\, il palinsesto di eventi di Roma Capitale che fino al 5 febbraio intende onorare le vittime della Shoah ma anche Sinti e Rom\, omosessuali\, Testimoni di Geova\, militari e oppositrici e oppositori del fascismo e del nazismo di tutta Europa\, perseguitati\, imprigionati e uccisi nei lager nazisti. Un mosaico di cultura e impegno civile\, con un calendario di iniziative che include incontri\, proiezioni\, concerti\, spettacoli teatrali\, percorsi e mostre promossi dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, per riaffermare i valori di libertà\, giustizia e rispetto della dignità umana\, pilastri imprescindibili della nostra democrazia. La rassegna\, che abiterà diversi spazi culturali diffusi in tutta la città\, non vuole essere solo una commemorazione\, ma un’occasione fondamentale perché il ricordo storico diventi coscienza collettiva e condivisa. \n\n\n\nTra gli appuntamenti in calendario\, il 28 gennaio alle 10.30 presso la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone\, alla presenza dell’Assessore Massimiliano Smeriglio\, è dedicata alle studentesse e agli studenti delle scuole la presentazione del libro Stelle Nascoste. La Shoah nei ricordi di un bambino (Mondadori\, 2025). A cura della Fondazione Museo della Shoah\, l’evento intende ripercorrere la testimonianza di Nando Tagliacozzo – autore del volume con Marco Caviglia – sopravvissuto al rastrellamento del 16 ottobre 1943 in via Salaria\, durante il quale il destino della sua famiglia venne deciso dalla casualità di una porta non aperta. Mentre l’abitazione in cui si trovava Nando viene risparmiata\, i militari catturano nella casa di fronte la sorella Ada\, di soli 8 anni\, poi deportata e uccisa a Birkenau\, con la nonna e lo zio. Nel febbraio 1944\, la medesima sorte tocca al padre\, arrestato a seguito di una delazione. Un doloroso spaccato della Shoah romana che trova oggi un presidio di memoria collettiva nell’istituto elementare che la città di Roma\, nel 2000\, ha voluto intitolare proprio alla piccola Ada\, simbolo delle giovani vite spezzate dalla furia nazifascista. L’incontro vuole essere\, per studentesse e studenti\, un’opportunità per trasformare le ferite del passato in consapevolezza\, capace di parlare al presente e di arginare ogni forma di discriminazione. \n\n\n\nDi seguito\, gli appuntamenti di “MEMORIA genera FUTURO 2026” in programma fino al 5 febbraio. \n\n\n\nCONCERTI \n\n\n\nLa programmazione musicale propone un itinerario tra brani e autori che hanno vissuto o interpretato la tragedia della Shoah\, offrendo al pubblico un percorso di ascolto e riflessione. \n\n\n\nAppuntamento negli spazi del MuSA\, il Museo degli Strumenti Musicali dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone\, dove il 27 gennaio\, nell’ambito del programma di Dialogando in musica\, il concerto degli Allievi dei Corsi di Perfezionamento in Musica da camera dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia\, verrà eseguito\, alle ore 18\, il Trio op. 24 di Mieczyslaw Weinberg. Un autore la cui vita e musica sono state profondamente segnate dalla Shoah: ha visto la sua intera famiglia sterminata dai nazisti\, una tragedia personale che ha segnato tutta la sua produzione musicale. Il concerto\, a ingresso gratuito fino a esaurimento posti\, sarà anticipato da un’introduzione all’ascolto alle ore 17.30. \n\n\n\nCi si sposta alla Biblioteca Casa delle Letterature alle ore 18.30 per il Recital per pianoforte e vocecon le artiste del “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma. Protagoniste saranno la soprano Sofia Barbashova e la pianista Elettra Aurora Pomponio che eseguiranno musiche di repertorio ebraico da Avinu Malkeinu a Yerushalayim Shel Zahav e brani tratti dal repertorio per pianoforte di Bach\, Brahms e Rachmaninoff. L’iniziativa è a cura dell’Istituzione Sistema Biblioteche Centri culturali in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma (ingresso libero fino a esaurimento posti). \n\n\n\nSPETTACOLI TEATRALI                                                      \n\n\n\nNon mancheranno gli appuntamenti teatrali per approfondire la memoria attraverso spettacoli in grado di dare voce ai testimoni e a pagine di storia spesso dimenticate. \n\n\n\nSul palco del Teatro Villa Pamphilj\, la mattina del 25 gennaio alle ore 11.30 va in scena Nido di vespedi Simona Orlando e con la regia di Daniele Miglio. All’alba del 17 aprile 1944\, le truppe naziste\, agli ordini del comandante Kappler\, accerchiano la borgata romana del Quadraro – abitata da operai e da artigiani e considerata “nido” di partigiani e oppositori al regime – dando corpo al più grande e drammatico rastrellamento nella storia di Roma (insieme a quello del Ghetto). All’operazione\, che vedrà il coinvolgimento di più di duemila persone\, seguirà la deportazione di 947 uomini tra i 15 e i 55 anni. Lo spettacolo trasporta il pubblico direttamente in quel “covo” e nel tragico viaggio che per molti fu di sola andata\, attraverso ricostruzioni recitate e videoproiezioni di interviste: preziose testimonianze dirette\, raccolte dai superstiti e dai familiari delle vittime. Ingresso a pagamento con prenotazione consigliata alla mail  scuderieteatrali@gmail.com o al numero 06.5814176. \n\n\n\nAl Teatro Tor Bella Monaca\, il 29\, 30 e 31 gennaio alle ore 21 è atteso lo spettacolo Bent di Martin Sherman\, nella traduzione di Marco Mattolini\, con Luca Ferrante e Michele Lombardi e la regia di Riccardo Giannini. La pièce\, rappresentata per la prima volta al London’s Royal Court Theatre nel 1979\, intende far riflettere su una pagina di storia importante\, eppure spesso trascurata: lo sterminio subito da migliaia di persone durante la guerra\, solo in ragione del proprio orientamento sessuale. Un modo per porre l’accento sulla dignità dell’amore anche in condizioni di completa disumanizzazione. Ingresso a pagamento; info su  www.teatriincomune.roma.it/events/bent.  \n\n\n\nINCONTRI\, DIBATTITI E PRESENTAZIONI EDITORIALI \n\n\n\nLa riflessione storica si fa dialogo attraverso una serie di appuntamenti volti ad approfondire i temi della memoria e della testimonianza. Un percorso di analisi e confronto che\, tra incontri\, libri\, ascolti e dibattiti\, invita il pubblico a interrogarsi sulle ferite del passato e sulle responsabilità del presente. \n\n\n\nAl Teatro Torlonia\, si segnala il 27 gennaio alle ore 19 l’incontro La musica della tortura\, proposto dalla Fondazione Teatro di Roma. In compagnia di Gianni Garrera\, si partirà da una celebre conferenza radiofonica di Thomas Mann\, in cui lo scrittore rifletteva sulle radici del nazionalsocialismo all’interno della cultura tedesca\, per esplorare il ruolo della musica e del pensiero romantico nel creare miti e senso di appartenenza\, ma anche nel favorire derive collettive e semplificazioni ideologiche (ingresso gratuito con prenotazione consigliata su Eventbrite).  \n\n\n\nLa parola si conferma strumento essenziale per coltivare la memoria nel programma promosso dall’Istituzione Sistema Biblioteche Centri Culturali e dalle associazioni della Casa della Memoria e della Storia (Aned\, Anei\, Anpc\, Anpi\, Anppia\, Circolo Gianni Bosio\, Fiap\, Irsifar). Un interessante calendario di appuntamenti\, alcuni riservati alle studentesse e agli studenti delle scuole e altri aperti a tutte e tutti (con ingresso libero fino a esaurimento posti). \n\n\n\nE si parte proprio dalla Casa della Memoria e della Storia. Il 23 gennaio\, alle ore 17.30\, è in calendario l’incontro Vita dura di coppie miste tra Leggi Razziali\, guerra e Shoah: vicende di vita vissuta raccontate a partire dal Regio Decreto-legge n. 1728 del 17 novembre 1938. Intervengono Sara Modigliani e Pupa Garribba; approfondimento musicale con Sara e Gabriele Modigliani. È in collaborazione con il Circolo Mario Mieli\, il 26 gennaio\, l’incontro delle ore 17.30 con Mario Colamarino e Marco Noccioli dal titolo Stermini dimenticati. Un’occasione per riflettere sullo sterminio degli omosessuali nel corso delle persecuzioni a opera del nazifascismo. Il 27 gennaio\, in cui ricorre il Giorno della Memoria\, appuntamento alle ore 17.30 con la presentazione di Attraverso il ricordo. Riflessioni e nuovi strumenti per la trasmissione della memoria\, progetto artistico di Ariela Bohm.Intervengono Fiorella Bassan\, Dario Evola\, Gadi Luzzatto Voghera e David Meghnagi\, con il coordinamento di Bianca Cimiotta Lami. Si prosegue il 28 gennaio\, sempre alle ore 17.30\, con Quando sono tornata nessuno mi ha fatto domande\, incontro con Francesco Orvieto\, Alessandra Tarquini\, Arturo Marzano e Lia Tagliacozzo. Ed è proprio la Tagliacozzo l’autrice del libro Tre stelle nel buio(Manni\, 2023)\, da cui prenderà il via il dibattito: il racconto della fuga all’estero di una famiglia di religione ebraica e il rientro di una bambina superstite\, sorpresa dall’indifferenza dei suoi concittadini (coordina Bianca Cimiotta Lami). Il programma del 29 gennaio si apre alle ore 10 con un appuntamento dedicato alle scuole\, la presentazione dell’albo illustrato Passare il fiume di Alessio Torino\, con illustrazioni di Simone Massi (Orecchio Acerbo\, 2024)\, finalista Premio Andersen 2024. I due autori (Massi da remoto) saranno in dialogo con Paolo Cesari (modera Silvia Morganti). Alle ore 17.30 è aperto al pubblico l’incontro Internamento e deportazione nell’Italia fascista. In compagnia di Carlo Spartaco Capogreco e Costantino Di Sante\, una riflessione sulle responsabilità del fascismo nelle politiche di persecuzione e discriminazione razziale e di repressione dell’opposizione e del dissenso politico (moderaMatteo Stefanori). Il 30 gennaio\, il programma della Casa della Memoria e della Storia si chiude con l’incontro delle ore 17.30\, dal titolo Genocidio. Una storia politica e culturale. Una riflessione sul significato del termine “genocidio” a partire dal libro omonimo di Paolo Fonzi pubblicato da Laterza nel 2025. Con l’autore\, interverranno Isabella Insolvibile e Amedeo Osti Guerrazzi.  \n\n\n\nAgli incontri della Casa della Memoria e della Storia\, si aggiungono quelli previsti nelle altre sedi delleBiblioteche di Roma: un ulteriore calendario di appuntamenti gratuiti\, in diverse aree del territorio cittadino. A partire dalla Biblioteca Joyce Lussu che dal 22 al 30 gennaio\, per le classi della scuola primaria\, propone il ciclo di incontri La cosa giusta. Settimana della Memoria. Attraverso la lettura di albi illustrati – L’orco del piano di sotto di Olivier Dupin (Uovonero\, 2025)\, La porta aperta di Mario Pacifici (Gallucci\, 2025)\, Il gelataio Tirelli di Tamar Meir (Gallucci\, 2018) – viene raccontata la vita di alcuni Giusti tra le Nazioni\, la storia di persone che rischiarono la propria vita per salvare quella di tanti ebrei durante la Seconda guerra mondiale. Ci si sposta poi alla Biblioteca Laurentina che\, il 24 gennaio alle ore 10.30\, ospiterà l’incontro Antigiudaismo cristiano\, antiebraismo islamico\, antisemitismo dei secoli XIX – XX. Elementi di storia condotto da Roberto Fiorentini\, impegnato da anni nello studio dell’antisemitismo\, della Shoah\, della storia degli ebrei e di Israele\, in particolare della politica antiebraica del regime fascista. Sarà poi la Biblioteca Europea\, in collaborazione con l’Unione Comunità Romanès Italia\, a ospitare il 26 gennaio alle ore 17.30 l’incontro Rom dalla Memoria alla coesistenza per ricordare lo sterminio di Rom e Sinti avvenuto nel 1944 nei campi di concentramento. InterverrannoGennaro Spinelli\, presidente dell’Unione Comunità Romanès Italia\, in dialogo con Stefano Tedeschi e Bernadette Fraioli. Nelle giornate del 26 e 28 gennaio\, alle ore 9.30\, la Biblioteca Galline Bianche – nella sede sostitutiva in via Sulbiate presso il Centro Polifunzionale Municipale – in collaborazione con ilMunicipio XV\, ospiterà gli incontri per le scuole dal titolo La Shoah spiegata ai bambini. Le alunne e gli alunni saranno coinvolti in una serie di letture di brani tratti da testi adatti a scuole elementari e medie: La portinaia Apollonia di Lia Levi (Orecchio Acerbo\, 2022)\, La Shoah spiegata ai bambini di Paolo Valentini\, (Becco giallo\, 2016)\, La stella di Andra e Tati di Alessandro Viola e Rosalba Vitellaro (De Agostini\, 2019). Nel pomeriggio del 27 gennaio\, dalle ore 16.45\, nella stessa biblioteca si terrà l’iniziativa Letture di Memoria\, un appuntamento per tutte le bambine e i bambini tra i 6 e i 10 anni dedicato al ricordo e alla riflessione attraverso la lettura e la narrazione. Ci si sposta poi alle ore 17.30 alla Biblioteca Joyce Lussu per l’evento\, in collaborazione con il Municipio VIII\, dal titolo Il Giorno della Memoria – I deportati della VII zona. Una giornata dedicata alla memoria\, alle radici e ai quartieri del nostro vivere quotidiano. Per l’occasione verrà presentata la mostra Campioni nella memoria. Storie di atleti deportati nei campi di concentramento curata dalla Polisportiva G. Castello. Seguiranno gli interventi: Il 27 gennaio: cosa succede? a cura di Anpi Fosse Ardeatine e Anpi Garbatella-San Paolo; 4 gennaio. Il viaggio sul treno con Gianni Rivolta e proiezione del video su Giovanni Tagliavini\, deportato da Tor Marancia; La figura di Enrica Zarfati con Giancarlo Proietti e Carolina Zincone e proiezione del video su Enrica Zarfati. La mattina del 28 gennaio alle ore 11\, ancora alla Biblioteca Galline Bianche\, è in programma l’incontro riservato alle scuole superiori con Antonello Capurso sul suo libro La piuma del ghetto (Gallucci\, 2023) che racconta la vicenda di Leone Èfrati\, giovane promessa del pugilato italiano\, cancellato dagli annuari sportivi fascisti e dai giornali in quanto ebreo e ucciso ad Auschwitz. Dopo aver lottato per la vita sul ring del lager\, Èfrati ottenne giustizia nel 1947 grazie al figlio di sette anni\, la cui testimonianza inchiodò i suoi delatori. Sarà riservato alle scuole l’appuntamento del 29 gennaio alle ore 10 alla Biblioteca Casa dei Bimbi: nel laboratorio Memoria si partirà dalla lettura dell’albo Il bambino del tram di Isabella Labate (Orecchio Acerbo\, 2022) per riflettere sulla caducità dell’esistenza umana\, l’imprevedibilità e di come non sempre sia possibile modificare il corso degli eventi. Dopo questo momento di condivisione\, ogni partecipante realizzerà un elaborato artistico\, circondato dalla musica composta da maestri sopravvissuti alla Shoah.  Nel pomeriggio\, alle ore 17 la Biblioteca Guglielmo Marconi ospiterà la presentazione del romanzo Un uomo in Argentina di Roberto Maggiani (Il ramo e la foglia edizioni\, 2026)\, con l’autore in dialogo con Paola Guazzo. La storia\, ambientata nell’Argentina del 1975\, è l’occasione per scavare nel passato e negli anni della Germania nazista collegando fatti storici noti ad avvenimenti familiari. Si torna poi\, alle ore 17.30\, alla Biblioteca Galline Bianche dove\, in collaborazione con il Circolo di lettura della biblioteca\, il Municipio XV e la libreria Piantaparole di Labaro\, si terrà la Staffetta della Memoria\, maratona di lettura sui temi della libertà\, della memoria e del rispetto: chiunque potrà leggere testimonianze\, poesie o brani tratti da testi scelti autonomamente o da quelli proposti dalla Biblioteca. Per dare insieme alta voce alla Memoria\, cercare di comprendere e\, soprattutto\, non dimenticare. La mattina del 30 gennaio alle ore 9.30\, la stessa Biblioteca ospiterà l’incontro delle scuole con Mario Pacifici che parlerà del suo libro La porta aperta (Gallucci\, 2025)\, nel quale racconta la storia vera di sua madre e sua zia\, Marina e Mirella Limentani\, e di come la mattina del 16 ottobre 1943\, durante il rastrellamento degli ebrei romani\, le due donne furono salvate grazie all’intervento provvidenziale di Ferdinando Natoni. Nel pomeriggio\, alle ore 18.30\, sarà invece laBiblioteca Europea a ospitare\, in collaborazione con il Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” APS\, l’incontro Il triangolo rosa. Gli stermini dimenticati. A partire dal libro Homocaust. Il nazismo e la persecuzione degli omosessuali di Massimo Consoli (La Fiaccola\, 1984)\, Mario Colamarino\, Tommaso Giartosio e Gianfranco Goretti renderanno omaggio alla memoria delle vittime\, alle loro sofferenze\, alle loro vite spezzate. Ci si sposta al Teatro del Lido di Ostia\, il 2 febbraio alle ore 10\, dove le Biblioteche Sandro Onofri ed Elsa Morante\, in collaborazione con il Municipio X\, propongono l’evento dedicato alle scuole del territorio dal titolo Mi chiamo Sami. Con letture\, interventi e proiezioni\, si renderà omaggio a Sami Modiano\, una delle voci più importanti della memoria della Shoah\, sopravvissuto alla deportazione e all’internamento ad Auschwitz-Birkenau. Intervengono Luigi Saito e Marco Severa. Si ritorna alla Biblioteca Europea il 3 febbraio alle ore 10 per la presentazione\, riservata alle scuole\, del libro Il bambino sull’albero di Titti Marrone (Orecchio Acerbo\, 2026) che racconta la storia di Julius Hamburger\, un bambino di dieci anni sopravvissuto all’orrore dei campi di sterminio\, accolto nel 1945 in una casa per piccoli profughi alla periferia di Londra. Insieme all’autrice sarà presente Daniela Vizzino\, che ha realizzato le illustrazioni. Il libro verrà presentato anche il 4 febbraio alle ore 10.30 presso la Biblioteca Guglielmo Marconi\, sempre alla presenza dell’autrice\, dell’illustratrice e di Paolo Cesari di Orecchio Acerbo (anche questo appuntamento è dedicato alle scuole). Nella stessa giornata\, alle ore 17\, alla Biblioteca Vaccheria Nardi\, con Anna Maria Sambuco e Amedeo Costabile\, nell’incontro Una storia di prigionia e arte. Un nuovo inizio per l’Europa\, proposto in collaborazione con Anei – Associazione Nazionale Ex Internati\, si rifletterà sull’attività artistica degli Internati Militari Italiani (IMI) durante la loro prigionia\, nonostante le condizioni disumane a cui erano sottoposti. A chiudere la programmazione sarà la Biblioteca Nelson Mandela che il 5 febbraio alle ore 17.30 ospiterà la presentazione di Vivrò l’amore degli altri\, titolo della trilogia dello scrittore francese Jean Cayrol (Marietti 1820\, 2024) composta dall’autore tra il 1946 e il 1950\, dopo la deportazione nel campo di Mauthausen. Interverranno Valeria Pompejano\, curatrice dei tre volumi\, e Marina Galletti. \n\n\n\nPROIEZIONI E APPROFONDIMENTI CINEMATOGRAFICI \n\n\n\nIl racconto per immagini si fa testimonianza viva nel palinsesto del 27 gennaio\, con una serie di proiezioni e approfondimenti tutti a ingresso libero fino a esaurimento posti. \n\n\n\nIl Nuovo Cinema Aquila alle ore 18\, introdotta dal coordinatore Fabio Meloni\, propone la visione de La Tregua di Francesco Rosi (1997): il lungo e difficile viaggio di ritorno di Primo Levi dopo la liberazione di Auschwitz. Il capolavoro di Rosi\, che vede un cast d’eccezione\, da John Turturro a Claudio Bisio\, e le musiche di Luis Bacalov\, sarà protagonista anche alla Casa del Cinema di Villa Borghese\, alle ore 20 (a cura della Fondazione Cinema per Roma). Il percorso cinematografico prosegue con le proposte dell’Azienda Speciale Palaexpo. Al MACRO\, alle ore 19\, appuntamento con il documentario Paragraph 175 di Rob Epstein e Jeffrey Friedman (2000): introdotto da Pietro Turano\, il film accende i riflettori sulla persecuzione degli omosessuali durante il Terzo Reich\, restituendo voce ai sopravvissuti\, i cui ricordi sono rimasti per decenni ai margini della ricostruzione storica. Nella Sala Cinema del Palazzo Esposizioni Roma\, alle ore 20\, è attesa la proiezione de Il cielo cade di Andrea e Antonio Frazzi (2000)\, tratto dal romanzo di Lorenza Mazzetti e sceneggiato da Suso Cecchi D’Amico: la Shoah vista attraverso gli occhi di due bambine rimaste orfane dei genitori\, ospiti nella villa toscana degli zii tedeschi Katchen e Wilhelm Einstein\, cugino dello scienziato Albert (per l’iniziativa si ringrazia l’Istituto Luce; prenotazione consigliata). \n\n\n\nAnche le Biblioteche di Roma presentano una serie di appuntamenti dedicati alla memoria vista attraverso la Settima arte. Il 22 gennaio alle ore 17.30\, presso la Casa della Memoria e della Storia\, verrà presentato il cortometraggio Cecilia e la casa segreta\, live-action animato dedicato al pubblico dei più giovani prodotto da Rai Kids e Stand By Me\, che andrà in onda su Rai Tre e su Rai Gulp. IntroduceGianfranco Noferi; modera Silvia Costa. Intervengono: il regista Raffaele Androsiglio con Simona Ercolani\, Carola Funaro\, Roberto Genovesi\, suor Grazia Loparco e Victor Magiar. Conclude Mariapia Garavaglia.  Si prosegue alla Casa della Memoria e della Storia il 26 gennaio alle ore 10: per il ciclo Cinema e Memoria\, le scuole potranno approfondire il linguaggio cinematografico del film premio Oscar La zona d’interesse di Jonathan Glazer (2023) con Francesco Crispino e Silvia Morganti; nel pomeriggio\, all’incontro delle 17.30 seguirà l’approfondimento della pellicola C’è un soffio di vita soltantodi Daniele Coluccini e Matteo Botrugno (2022). Il 27 gennaio alle ore 10\, la Biblioteca Renato Nicolini\, in collaborazione con Aned\, ospiterà Oro Macht Frei\, un incontro riservato alle scuole per approfondire\, con Gianni Focacci\, il linguaggio cinematografico sul documentario omonimo di Jeffrey Bonna (2013) che racconta la storia degli ebrei romani e le persecuzioni antiebraiche in Italia\, dalle leggi razziali di Mussolini all’occupazione nazista di Roma. Il 29 gennaio alle ore 19.30\, presso l’Auditorium del Goethe-Institut Rom\, si terrà un incontro speciale sul film Hannah Arendt (2012) alla presenza della regista Margarethe von Trotta e con la moderazione di Enrico Magrelli. Il film è il ritratto di Hannah Arendt\, intellettuale coraggiosa e determinata\, sulla sua osservazione e valutazione del processo ad Adolf Eichmann che si svolse a Gerusalemme nel 1961. Una vicenda che la porterà alla scrittura\, nel 1963\, del saggio La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme\, testo di riferimento fondamentale nel dibattito sulla Shoah. \n\n\n\nMOSTRE E ITINERARI \n\n\n\nIl programma si articola anche attraverso mostre e percorsi urbani volti a mantenere viva la memoria. \n\n\n\nPresso il KunstRaum Goethe-Institut\, dal 22 gennaio (e a seguire fino al 20 marzo) si potrà visitare\, a ingresso libero\, la mostra Disegnare le vite. Memoria e biografia nell’opera di Barbara Yelin. L’esposizione\, che presenta 80 tavole in italiano e tedesco\, è a cura dell’Associazione Culturale Hamelin ed è un progetto del Goethe-Institut Rom in collaborazione con Accademia Tedesca Roma Villa Massimo\, NABA Nuova Accademia di Belle Arti\, ARF! Il Festival del Fumetto e Biblioteca Europea. Barbara Yelin\, vincitrice del premio Roma Villa Massimo\, è una delle più importanti voci del fumetto tedesco contemporaneo. Con le sue opere indaga un terreno molto peculiare: quello della memoria e delle possibilità che la combinazione fra disegno\, parola e sequenzialità offrono per ricostruire la Storia o\, meglio\, i frammenti di una storia personale che si fa collettiva. Orari: lunedì\, martedì\, giovedì ore 9-19\, mercoledì e venerdì ore 9-15.  \n\n\n\nA cura della Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e in collaborazione con Zètema Progetto Cultura\, il 27 gennaio alle ore 11.30\, si potrà partecipare alla visita guidata gratuita L’antico Ghetto e la sua storia. Il percorso che si snoda tra il Portico d’Ottavia e il Tevere vuole ricostruire\, attraverso la lettura di alcune delle emergenze architettoniche originarie\, la storia e alcuni dei più importanti avvenimenti del Ghetto e della sua comunità\, la cui forte connotazione storico-religiosa ha resistito alle alterne vicende di emarginazione dal resto della città nel corso di circa quattrocento anni mantenendo con essa però forti legami sociali e urbanistici (ritrovo in piazza di Monte Savello\, lato retro Basilica di San Nicola in Carcere; gratuito con prenotazione obbligatoria allo 060608).   \n\n\n\nMemoria genera Futuro 2026 è un’iniziativa promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, con il coordinamento delDipartimento Attività Culturali\, in collaborazione con l’Istituzione Sistema Biblioteche e Centri Culturali\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e le altre istituzioni cittadine: Azienda Speciale Palaexpo\, Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia\, Fondazione Cinema per Roma\, Fondazione Musica per Roma\, Fondazione Teatro dell’Opera di Roma\, Fondazione Teatro di Roma e ancora Fondazione Museo della Shoah\, le Associazioni della Casa della Memoria e della Storia\, Teatro Tor Bella Monaca\, Teatro Villa Pamphilj\, Nuovo Cinema Aquila. Comunicazione di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nIl programma completo\, suscettibile di variazioni\, tutte le informazioni per il pubblico e le modalità di accesso saranno disponibili su www.culture.roma.it\, allo 060608 (tutti i giorni dalle ore 9 alle 19) oppure sui profili social con  #MemoriaGeneraFuturo2026.
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SUMMARY:"'O tuono 'e marzo" al Teatro Prati
DESCRIPTION:Il fascino senza tempo del teatro napoletano: al Prati Fabio Gravina porta in scena la commedia corale di Vincenzo Scarpetta\, “‘O tuono ‘e marzo”\,  tra arredi d’antiquariato e sartoria storica  \n\n\n\nIl fascino senza tempo della commedia napoletana rivive nel cuore pulsante di una Roma moderna. Nello spazio culturale del Teatro Prati si mescolano una serie di preziosi elementi: la tradizione del “teatro vero”\, i costumi confezionati seguendo fedelmente le linee sartoriali dell’epoca\, la scenografia ricostruita con pezzi di antiquariato e la messa in scena di capolavori senza età che conquistano il pubblico. Per questo motivo Fabio Gravina\, Direttore Artistico di questo teatro\, situato in via degli Scipioni nel quartiere Prati\, ancora una volta ha deciso di portare sul palco uno spettacolo corale: “ ‘O tuono ‘e marzo”\, commedia di Vincenzo Scarpetta che Eduardo De Filippo portò alla ribalta in televisione con la sua presenza e quella di Paolo Stoppa e Rina Morelli. Lo spettacolo\, nel nuovo adattamento di Gravina che è anche uno dei protagonisti\,  sarà in scena dal 23 gennaio e fino all’1 marzo 2026 e prodotto da Arte del Teatro. Cast d’eccezione\, Corrado Taranto e Eduardo Ricciardelli\, Alida Tarallo\, Pierre Bresolin\, Sara Scotto Di Luzio\, Luca Cardillo\, Michele Sibilio\, Sara Guardascione\, Alessandro Casola\, per una trama ricca di satira\, ritmi serrati\, intrecci pronti a scatenare le risate degli spettatori. Al centro la famiglia\, un pilastro che ieri come oggi resta fondamentale. Sofia\, sorella di Don Saverio\, gli confessa di essere stata vittima di un fatale avvenimento: durante il loro viaggio a Roma\, mentre si riposava in albergo\, nella notte era scoppiato un pauroso temporale con tanto di tuoni e fulmini. Impaurita era uscita dalla sua camera per trovare rifugio in quella del fratello ma per errore\, e a causa della mancanza di luce\, era entrata in quella di uno sconosciuto ed era svenuta per il terribile rumore di un tuono. L’ignoto individuo aveva colto l’occasione approfittando di lei. E così da quell’agitato incontro era nato Don Felice Sciosciammocca\, figlio naturale e segreto di Sofia\, ora fidanzato con Marietta\, figlia di don Saverio. Sofia aveva fatto di tutto per identificare l’uomo che l’aveva oltraggiata. Era arrivata perfino ad ingaggiare un investigatore privato\, ma senza esito. Poi un giorno l’infido domestico Turillo\, a conoscenza del segreto dopo averlo ascoltato di nascosto durante una conversazione privata\, si dichiara padre di Don Felice\, il quale è ignaro di essere figlio di Donna Sofia. Le cose si complicano ancora di più quando ritorna dall’America Don Alfonso Trocoli\, che l’investigatore riconosce come il vero padre di Felice Sciosciammocca. Un gran finale da non perdere.  \n\n\n\n Infoline 06/39740503  \n\n\n\nOrari spettacoli:  \n\n\n\n– Dal Martedì al Venerdì ore 21:00   \n\n\n\n– Sabato ore 17:30 e ore 21:00  \n\n\n\n– Domenica e festivi ore 17:30 (ultimo spettacolo della stagione ore 18:00)
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SUMMARY:On Becoming A Wolf di Francesca Cao\, la mostra a Galleria Zema
DESCRIPTION:Il giorno 24 gennaio 2026 alle ore 17.30 la Galleria Zema presenta la mostra On Becoming A Wolf di Francesca Cao\, un progetto fotografico sviluppato e curato dall’artista stessa attraverso l’Errore Metodico\, una tecnica fotografica analogica brevettata\, basata sulla sovrapposizione intenzionale di più fotogrammi in fase di scatto. Lontano da un intento documentaristico\, il lavoro prende forma come una narrazione interiore e psicanalitica\, un’indagine visiva che attraversa il tema della liberazione del femminile mediante un linguaggio intimo\, istintivo e imperfetto. \n\n\n\nLe immagini\, infatti\, non aspirano a restituire una realtà oggettiva ma aprono un territorio emotivo in cui memoria e presente\, coscienza e inconscio\, controllo e abbandono possono coesistere. Alla base del progetto vi è un ripensamento del rapporto tra fotografia e verità che\, in questa doppia posizione di autrice e curatrice\, viene assunto come parte integrante del processo stesso. Se la tradizione fotografica ha spesso posto l’accento sulla fedeltà del mezzo e sull’onestà del documento\, qui la fotografia è intesa come spazio di esperienza soggettiva\, di pensiero e di possibile rivelazione interiore. L’immagine fotografica si presenta così instabile e stratificata\, attraversata da tensioni e slittamenti\, aprendo alla possibilità di una realtà altra\, specchio di un immaginario intimo. \n\n\n\nIn questo senso\, il progetto si colloca in dialogo con alcune istanze del surrealismo di André Breton\, che riconosceva nel gesto artistico una via di accesso all’inconscio: attraverso l’uso consapevole dell’errore e dell’imprevisto\, una macchina fotografica del 1936 viene progressivamente sottratta a una funzione di controllo per diventare parte attiva del processo creativo. Sfocature\, movimenti e sovrapposizioni\, emergono come tracce di un pensiero non razionale\, come affioramenti di una dimensione profonda e non completamente addomesticata. La sovrapposizione dei fotogrammi genera immagini sospese\, prossime alla logica del sogno lucido\, che lasciano spazio a una pluralità di letture. In questo progressivo abbandono del controllo\, la fotografia si allontana dalla perfezione digitale per riappropriarsi dell’errore come gesto generativo.  \n\n\n\nCome scrive Alessia Locatelli\, curatrice della Biennale di Fotografia Femminile: «Questo approccio crea immagini a volte intime\, altre volte narrative e metaforiche\, trascendendo le norme convenzionali. Il lavoro sfida la nozione di errore umano\, evidenziando i casi storici in cui gli errori hanno portato a scoperte innovative\, facendo eco alla resilienza e al pensiero laterale fondamentali per la creatività umana. Questa partenza metodologica abbraccia l’imprevedibilità dell’emozione umana\, deviando dalla razionalità cartesiana verso l’esplorazione di infinite possibilità.» \n\n\n\nIl titolo On Becoming a Wolf rimanda a Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés e può essere inteso come un invito a riscoprire l’anima selvaggia\, sottraendosi all’ossessione per l’ordine\, il controllo e la forma compiuta. In questo percorso\, la fotografia tende a liberarsi dal peso della rappresentazione per farsi esperienza di luce e di materia\, spazio di proiezione per lo spettatore. La verità non si colloca nella superficie dell’immagine\, ma si attiva nel mondo interiore di chi guarda\, in quel territorio fragile e potente in cui l’essere smette di controllarsi e inizia\, forse\, a diventare. \n\n\n\nDomenica 25 gennaio dalle 15.00 alle 19.30\, l’artista sarà in galleria per una sessione di ritratti realizzati con la tecnica dell’Errore Metodico: chi fosse interessato può fissare un appuntamento scrivendo alla mail della galleria.  \n\n\n\nBIOGRAFIE \n\n\n\nFrancesca Cao è una fotografa italiana che vive a Milano. Laureata in Filosofia\, ha studiato fotografia all’International Center of Photography di New York. Il suo lavoro è stato esposto in Italia\, Europa e Stati Uniti\, ed è parte della Collezione Donata Pizzi. Le sue immagini sono apparse su testate come The New York Times\, Corriere della Sera\, D – la Repubblica\, Wired e Marie Claire. Nel 2020 ha pubblicato il libro Temporary Life (Postcart Edizioni). Con il progetto On Becoming A Wolf ha sviluppato una tecnica analogica originale\, l’Errore Metodico\, basata sulla sovrapposizione in camera di fotogrammi. Questo lavoro ha ottenuto riconoscimenti internazionali\, tra cui una menzione d’onore ai Tokyo International Foto Awards e l’inclusione nella mostra annuale del Houston Center for Photography (2025). Nel corso della sua carriera è stata vincitrice della Tierney Fellowship (International Center of Photography New York) e finalista per premi come l’Inge Morath Award (Magnum Foundation) e l’Unseen Dummy Award di Amsterdam. La sua ricerca esplora temi di identità\, memoria e imperfezione attraverso un linguaggio fotografico intimo e sperimentale\, che unisce narrazione\, installazione e tecnica.  \n\n\n\nGalleria Zema. Fondata a Roma il 6 marzo del 2025 da Emanuela Zamparelli\, la Galleria ZEMA è uno spazio indipendente dedicato esclusivamente all’esposizione e promozione dei lavori di artiste donne\, e in particolare della fotografia contemporanea femminile. La galleria rappresenta fotografe italiane e internazionali\, accomunate da uno sguardo autonomo\, critico e consapevole sul presente\, e diverso da altri sguardi. Attraverso un programma espositivo che intreccia ricerca artistica\, impegno sociale e riflessione culturale\, la galleria si propone come luogo di visibilità e ascolto\, dove il corpo\, l’identità\, la memoria e il conflitto diventano temi da indagare per dare nuova forma e contenuto al vissuto e alla memoria\, alla ribellione e all’intimità. ZEMA non è solo una galleria\, ma un progetto curatoriale\, uno spazio vivo in cui la fotografia si fa linguaggio\, relazione e resistenza. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nFrancesca CaoOn Becoming A Wolf \n\n\n\nInaugurazione 24 gennaio 2026 ore 17.30 \n\n\n\nFino al 7 marzo 2026Orari: martedì ore 16:00 – 19:30\, dal mercoledì al sabato ore 15:00 – 19:30 
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SUMMARY:"SINATRA THE MAN AND HIS MUSIC" al Teatro Ciak
DESCRIPTION:Un appuntamento da non perdere al Teatro Ciak di Roma. Domenica 25 gennaio alle ore 17.30 Gianluca Guidi sarà protagonista sul palco di Via Cassia con SINATRA THE MAN AND HIS MUSIC\, un racconto in prosa e musica da lui diretto e interpretato\, affiancato da un trio di eccezionali musicisti Stefano Sabatini al pianoforte\,\, Dario Rosciglione al contrabbasso\, Marco Rovinelli alla batteria. \n\n\n\nFrancis Albert Sinatra\, più comunemente noto come “Frank”\, nacque a Hoboken (New Jersey) il 12 dicembre 1915. Una vita\, la sua\, tra le più longeve della storia musicale mondiale\, che ha accompagnato\, con la sua VOCE\, almeno quattro generazioni. \n\n\n\nL’uomo Sinatra\, controverso per molti motivi\, capace di incantare sul palcoscenico milioni di persone in tutto il mondo. Autori come Cole Porter\, George Gershwin\, Richard Rodgers\, Sammy Cahn che hanno contribuito a scrivere la storia della canzone Americana\, sono destinati all’immortalità grazie anche alla prodigiosa carriera di Sinatra\, che è stato e rimarrà la più straordinaria voce pop che il mondo abbia ascoltato. \n\n\n\nBing Corsby ebbe a dire ”… di voci come quelle di Sinatra ne nasce una ogni secolo … purtroppo io sono capitato nello stesso secolo suo…”. \n\n\n\nÈ quindi doveroso\, a più di un secolo dalla sua scomparsa\, celebrarlo in Italia\, per mano\, o meglio “per voce” di chi ne è rimasto incantato fin da bambino\, complici anche i numerosi dischi ben in vista nello studio della casa in cui viveva da piccolo. \n\n\n\nCon uno spettacolo della durata di 90 minuti\, accompagnato da un trio di famosi jazzisti\, GIANLUCA GUIDI\, percorre un vero e proprio viaggio/tributo in onore del grande artista Americano\, incantando il pubblico\, lui che negli ultimi anni ha conquistato spettatori di ogni età\, registrando il tutto esaurito nei teatri italiani\, con la sua interpretazione di Don Silvestro nel celeberrimo musical Aggiungi un posto a tavola di Garinei e Giovannini. \n\n\n\nIn questo racconto in prosa e musica non mancheranno aneddoti sulla vita di Frank\, dai rapporti con la famiglia Kennedy alle tormentate relazioni amorose\, curiosità e l’immancabile (in questo caso un cameo) presenza “virtuale” nei racconti\, del papà di Gianluca\, Johnny Dorelli\, che dopo aver vissuto per più di un decennio a New York negli anni d’oro del dopoguerra\, incide tornato in Italia numerosi brani del nostro beniamino tradotti in lingua italiana. \n\n\n\nUna celebrazione ad un Mito dovuta. Per chi ha conosciuto l’epoca e quel mondo e per le più giovani generazioni che ancora non hanno avuto modo di incontrare \n\n\n\nMR FRANCIS “FRANK” ALBERT SINATRA \n\n\n\nTEATRO CIAK \n\n\n\nVia Cassia\, 692 – 00189 Roma \n\n\n\nwww.teatrociakroma.it \n\n\n\ninfo@teatrociakroma.it \n\n\n\nPer info e prenotazioni 06.33249268 \n\n\n\nOrario spettacoli \n\n\n\nDomenica ore 17.30 \n\n\n\nPrezzo biglietti: \n\n\n\nIntero € 28\,00 \n\n\n\nRidotto € 25\,00 (under 25\, over 65\, gruppi 10+)
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SUMMARY:"Lo Spazio in Versi" tra Teatro India e Teatro Torlonia
DESCRIPTION:La poesia e la musica tornano a incontrarsi nella seconda edizione de Lo Spazio in Versi\, un ciclo di cinque appuntamenti dove la potenza della parola incontra l’anima della canzone d’autore\, muovendosi tra la scena del Teatro India e del Teatro Torlonia. \n\n\n\nIl cammino tra versi e armonie – ideato da Oscar Pizzo e curato da Andrea Satta e Maria Grazia Calandrone con gli interventi di Andrea Cortellessa – invita a riflettere sul nostro tempo e sul nostro mondo attraverso le voci di poeti e cantautori\, che si alterneranno sulla scena in cinque incontri dal 25 gennaio al 29 aprile. Un ponte che unisce il vigore evocativo della parola alla forza espressiva della musica\, per esplorare temi universali come l’amore\, la solitudine\, la delusione\, la rabbia\, l’infinito e la visceralità. \n\n\n\nUn dialogo tra mondi affini e distanti\, tra parole recitate e parole cantate\, alla ricerca di punti di contatto\, differenze\, risonanze\, che trasforma il palco in uno spazio di coscienza collettiva dove la pagina scritta dei poeti si fonde con la voce dei cantautori\, per riscoprirla come canto vivo e con la forza della verità teatrale. «È tutto molto semplice – spiegano i curatori – amori\, delusioni\, rinascite e lampi si incontrano su queste tavole. Lo abbiamo imparato lo scorso anno: da certe serate si esce diversi. È un’ora agile in cui i versi e le armonie tradiscono i perimetri e le geometrie del quotidiano». \n\n\n\nOgni appuntamento sarà un’occasione per ascoltare voci diverse\, tra nuovi talenti e maestri\, spaziando dalla poesia più intima alle canzoni più coinvolgenti\, per dare vita a un dialogo profondo tra artisti e pubblico. Ciascuno dei cinque eventi si presenta\, infatti\, come un’esperienza unica di incontro tra un poeta e un cantautore\, con incursioni di specialisti ed esperti lettori di versi come Andrea Cortellessa e con le incursioni al pianoforte di Angelo Pelini\, mentre gli artisti saranno accolti da Maria GraziaCalandrone e Andrea Satta\, che guideranno il pubblico in un viaggio alla scoperta delle opere e degli autori. \n\n\n\nLo Spazio in Versi si apre il 25 gennaio al Teatro India (ore 21) con la poetessa Maria Grazia Calandrone accompagnata dalle note della celebre cantautrice Nada\, una serata che promette di esplorare le radici profonde dell’emozione umana. Il percorso prosegue poi nella cornice intima del Teatro Torlonia il 4 febbraio (ore 20)\, dove la parola misurata di Nicola Bultrini dialogherà con la cifra autoriale del musicista Giulio Casale. La primavera porterà nuove rifrazioni sempre al Teatro Torlonia: il 18 marzo (ore 20) con protagonisti il poeta Claudio Damiani e la cantautrice Diana Tejera\, pronti a intrecciare contemplazioni e melodie in un gioco di specchi tra metrica e note; il 22 aprile (ore 20) lo spazio si aprirà alla modernità di Giuliano Logos\, la cui poetica incontrerà il mondo musicale di Carmine Torchia; per concludere il 6 maggio (ore 20) con un appuntamento di altissimo profilo che vedrà protagoniste la poetessa Antonella Anedda e la cantautrice Giulia Mei. \n\n\n\nInfo e orari:Teatro India – domenica 25 gennaio 2026 – ore 21.00 \n\n\n\nTeatro Torlonia – i mercoledì 4 febbraio – 18 marzo – 22 aprile – 29 aprile 2026 ore 20.00 \n\n\n\nBiglietti e card: \n\n\n\nbiglietti intero 8€ – TdR Card In Versi: € 25 x 5 appuntamenti
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SUMMARY:Palcoscenico Danza Mostri al Teatro Astra di Torino
DESCRIPTION:Dal 25 gennaio al 29 aprile 2026\, Palcoscenico Danza esplora l’ibridazione tra umano\, natura e mito con grandi ospiti internazionali e solidi riferimenti nel mondo della danza nazionale. Sempre di più la rassegna si inserisce come parte integrante dell’articolato cartellone di prosa della Fondazione TPE diretta da Andrea De Rosa\, ideatore della linea concettuale che accompagna il triennio in corso dedicato al tema dell’identità e al modo in cui le persone si trasformano nel corso della loro esistenza. \n\n\n\nPer questo motivo\, a partire da quest’anno\, la rassegna Palcoscenico Danza avrà lo stesso titolo della stagione teatrale. MOSTRI proporrà infatti un viaggio coreografico tra figure deformate\, divinità mitologiche\, creature ibride e icone sacre della cultura mondiale. \n\n\n\n«Una stagione variegata e sorprendente — dichiara il direttore Paolo Mohovich — ricca di creature mostruose: dai vulcani Fuji ed Etna alle divinità taiwanesi\, dall’uomo-cervo cibernetico al mostro sacro Maria Callas. Figure che attraverso la danza indagano la natura\, il sacro e l’umano in modi inediti e perturbanti». \n\n\n\nIL PROGRAMMA DELLA RASSEGNA \n\n\n\nL’apertura: Tra Etna e Fuji (25 gennaio) L’inaugurazione è affidata a Roberto Zappalà con Brother to Brother – dall’Etna al Fuji. Uno spettacolo potente che mette in dialogo la Sicilia e il Giappone attraverso il ritmo ancestrale dei tamburi Taiko (eseguiti dai Munedaiko) e la forza vulcanica di nove danzatori. \n\n\n\nL’omaggio alla “Divina”: Callas (5 febbraio) Nel centenario della nascita di Maria Callas\, la COB Compagnia Opus Ballet presenta Callas\, Callas\, Callas. Tre coreografi d’eccezione — Adriano Bolognino\, Carlo Massari e Roberto Tedesco — reinterpretano il mito della Callas attraverso tre sguardi contemporanei e astratti. \n\n\n\nMiti Internazionali e Taiwan (28 febbraio – 1 marzo) L’eccellenza internazionale arriva con la Hung Dance di Taiwan in Glanced Crack. Il coreografo Lai Hung Chung esplora la resilienza attraverso il mito di Nuwa. Giovanni Insaudo indaga con Mitici il rapporto cupo e alieno tra umani e dèi. \n\n\n\nBiografie Sceniche e Ibridazioni (24 marzo – 29 aprile) La stagione prosegue con Emanuela Tagliavia e il suo Shortcut\, una costellazione di frammenti d’arte che spaziano da Burri a Dalí.  \n\n\n\nIl 31 marzo e il 1° aprile\, Elías Aguirre porta in scena Aurunca\, una riflessione sulla morte e sui “non-luoghi”\, trasformando il corpo in un ecosistema tra insetti e visioni urbane. \n\n\n\nLa chiusura è affidata ai giovani talenti di Eko Dance Project con Made4you.x (23-24 aprile) che festeggia dieci anni con una creazione di Nacho Duato – Liberté\, estratto da Rassemblement\, creazione del 1990 realizzata per il Cullberg Ballet – oltre alle nuove opere di Paolo Mohovich\, Salvatore De Simone e Giovanni Insaudo; al trio guidato da Cristiana Casadio con Of Restless Nature (28-29 aprile)\, ispirato alle affascinanti “donne-insetto” della scultrice Germaine Richier e alle Architetture di spazi minimi del Collettivo Lattea in collaborazione con Interplay Link. \n\n\n\nFORMAZIONE: MASTERCLASS CON ELÍAS AGUIRRE \n\n\n\nIl 1° aprile\, presso la sede di Eko Dance Project\, l’artista multidisciplinare Elías Aguirre terrà una masterclass aperta a danzatori e curiosi\, focalizzata sulla “natura invisibile” e sul movimento degli insetti\, integrando danza urbana e teatro gestual
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SUMMARY: "La stanza di Julio Cortázar" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Dal 27 al 28 gennaio 2026\, al TeatroBasilica\, va in scena La stanza di Julio Cortázar\, progetto del Gruppo della Creta concepito come esperienza immersiva a turni (dalle 18.00 alle 23.00\, ogni trenta minuti per sei spettatori). Lo spettacolo nasce da un’idea di Alessandro Di Murro\, con drammaturgia di Tommaso Emiliani\, e prende forma nell’interpretazione di Jacopo Cinque e Bruna Sdao\, con disegno luci di Matteo Ziglio e costumi di Giulia Barcaroli. Tra rigore concettuale e dispositivo ludico\, l’opera si ispira all’immaginario e alla lezione di Rayuela di Julio Cortázar\, assumendone la struttura aperta e interrogativa: un teatro che non si limita a raccontare\, ma chiama lo spettatore a scegliere\, a dubitare\, a esporsi. La produzione è firmata Gruppo della Creta\, con consulenza scientifica di Joel Bardo. \n\n\n\nRayuela\, il “gioco della campana” in spagnolo\, è il capolavoro letterario di Julio Cortázar che rompe gli schemi tradizionali della narrazione: si può leggere in ordine lineare\, a salti o in modo arbitrario. Il risultato è sorprendente: è il lettore a determinare il senso del racconto.  \n\n\n\nNe La stanza di Julio Cortázar gruppi di sei spettatori dovranno porre delle domande e smascherare un’intelligenza artificiale che si finge umana. Per questo dentro La Stanza non c’è la classica storia\, dentro La Stanza si gioca. Un rompicapo sull’identità che indaga il rapporto tra uomo e macchina. \n\n\n\nInoltre\, mentre si aspetta il proprio turno di ingresso\, è possibile fare varie attività: guardare i video-diari che Jacopo Cinque ha registrato mentre allenava JackBot\, (il programma di intelligenza artificiale che il pubblico sarà chiamato ad interrogare per svelarne la vera natura)\, giocare a campana su dei tabelloni disegnati per terra; godersi un calice di vino e ascoltare la playlist a tema Rayuela. \n\n\n\nLo spettacolo – dopo lo studio della scorsa stagione – debutta in prima nazionale dal 27 al 28 gennaio al TeatroBasilica \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo \n\n\n\nemail: info@teatrobasilica.com \n\n\n\ntelefono: +39 392 9768519Orario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30
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LOCATION:Teatro Basilica\, Piazza di Porta San Giovanni\, 10\, Roma\, 00185\, Italia
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SUMMARY:"CANTO DEGLI ESCLUSI" al Teatro Greco di Roma
DESCRIPTION:Portare in scena una vita incandescente\, acuminata\, volutamente priva di metafore. \n\n\n\nLasciare che il racconto si riveli in tutta la sua cruda sincerità\, senza orpelli\, con la ferocia dell’urgenza. \n\n\n\nQuesta la tensione che il Canto degli esclusi\, ideato da Alessio Boni e Marcello Prayer\, cerca di incarnare con il pudore che si riserva alla rarità. \n\n\n\nTra poesie e aforismi – che sono ricordi\, lancinanti sofferenze\, gioie volteggianti\, passioni sussurrate – Alda Merini ritorna con tutta la sua potenza e fragilità\, in un’elegante intimità marcata da dubbi\, rimorsi\, speranze e visioni che solamente i messaggeri celesti sanno decifrare e far danzare. \n\n\n\nUn Concertato a due  che si fonde in un’unica voce avvolgente\, capace di tratteggiare i lati oscuri della coscienza\, i silenzi e i fantasmi che hanno abitato la mente di questa donna\, senza valicare i confini che il mistero erige a esigenza di una vita compiuta. \n\n\n\nNel mondo carsico della poetessa dei Navigli scorre una gonfia vena ironica che lambisce – indistintamente – leggerezza e drammaticità\, lasciando nelle pieghe più intime dell’animo una traccia volubile da impastare con la materia di tutti i giorni. \n\n\n\nRimarremo – consapevoli o meno – degli esclusi\, ma forse sapremo cantare. \n\n\n\n Se un poeta dona le proprie carte con l’intenzione di regalare i propri patimenti\, le ansie\, le sue mille anime\, gli altri dovrebbero ringraziarlo perché\, con gli occhi rarefatti dalla follia\, sta guardando il destino anche per loro. Le foglie del destino sono vagabonde\, scorrevoli e piene di baci nascosti.  Alda Merini\, “Reato di vita. Autobiografia e poesia”  \n\n\n\nORARIO SPETTACOLI \n\n\n\nMar–Mer -Ven ore 20.30 \n\n\n\nGiovedì ore 17.00 \n\n\n\nSabato ore 19.00 \n\n\n\nDomenica ore 17.00       \n\n\n\nInfo \n\n\n\n 3773474023
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LOCATION:Teatro Greco di Roma\, Via Ruggero Leoncavallo\, 10\, Roma\, 00199\, Italia
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SUMMARY: Sissi l’imperatrice al Teatro India
DESCRIPTION:La vita inquieta e tormentata dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria si anima sul palcoscenico del Teatro India dal 27 gennaio al 1° febbraio con Sissi l’imperatrice\, spettacolo scritto e diretto da Roberto Cavosi. A vestire i panni di Sissi\, Federica Luna Vincenti\, in un ritratto generale che man mano che si compone mette in luce una donna tanto anticonformista\, quanto profondamente frustrata dalla rigidità e spietatezza della corte viennese\, e anche la grande poesia e la voglia di libertà di una creatura che si riteneva eternamente “chiusa in gabbia”. \n\n\n\nAnoressica\, in eterno lutto per le morti assurde di due dei suoi figli\, sviluppa una sensibilità dolente e rabbiosa al tempo stesso\, ma tutt’altro che astratta\, rivolta infatti anche verso le più delicate questioni sociali: dalle sofferenze delle minoranze etniche\, ai soprusi subiti dal proletariato. Antimperialista e disgustata dalle atrocità delle guerre che divampano intorno a lei\, Sissi si dedica maniacalmente alla cura del suo corpo\, della sua acconciatura\, alla scelta delle scarpe\, una barriera contro il senso di morte che aleggia intorno a lei. Profeta dell’imminente crollo dell’impero asburgico\, l’imperatrice ci mostra quel mondo come paradigma del nostro mondo\, di un presente in cui le piaghe della sopraffazione\, del razzismo e della guerra sono più virulente che mai. \n\n\n\nSissi l’Imperatrice è un testo che si snoda in vari quadri\, ognuno dei quali prende in esame alcuni aspetti del carattere e del pensiero dell’Imperatrice: dalla filosofia al sesso\, dalla politica all’arte. Ne emerge la figura di una donna sfortunata\, irripetibile\, la cui sensibilità ferita parla a tutti noi\, alle nostre ferite. Una personalità incredibilmente sfaccettata e instancabile nella continua e contraddittoria ricerca di cosa poter fare per migliorare il mondo ed allo stesso tempo di come evadere dalla realtà. Forse la sintesi di questa suo duplice aspetto sta nella sua ultima volontà\, devolvere ai rifugiati politici ed alle loro famiglie il frutto della vendita postuma dei suoi diari\, delle sue poesie\, affidando ad una ipotetica anima del futuro tale compito\, ma non prima di sessant’anni dal 1890. \n\n\n\nUn testamento spirituale che\, censurato a lungo per le aspre critiche alla corte viennese\, ha trovato il suo compimento soltanto nel 1980\, quando\, al momento della prima pubblicazione\, i diritti d’autore vennero devoluti al Fondo di Soccorso dell’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati e i proventi nell’edizione successiva vennero donati ad Amnesty International\, rispettando così la volontà dell’Imperatrice.  \n\n\n\nUn percorso dove\, senza reticenze\, Sissi ci parla di sé\, della sua Weltanschauung\, in quel suo modo crudo\, cinico e pieno di dolore con cui si esprimeva – “Le vere lacrime non si possono versare\, e quelle che si versano scorrono tutte invano”\, ripeteva spesso. Si sentiva abbandonata\, sola in un mondo crudele dove le guerre erano una condanna per tutto il genere umano. Fino al momento della sua morte ha sempre covato dentro di sé un feroce senso di colpa per quella dei suoi figli\, un senso di colpa che\, anche se nei fatti non aveva alcun fondamento\, per tutta la vita l’aveva sempre divorata portandola a veri e propri vaneggiamenti\, nei quali versava parole piene d’acidità nel disprezzo di tutto e tutti\, anche dell’Imperatore stesso: “Marito mio dove sei? Che uomo sei se neghi a tua moglie la possibilità di essere una donna?”. \n\n\n\n«Sissi l’imperatrice\, è un testo dove alte si fanno le “grida” della sfortunata Sissi\, imperatrice suo malgrado\, ma donna irripetibile\, il cui animo sembra però parte di tutti noi – commenta l’autore e il regista Roberto Cavosi – Un’immagine molto lontana dal ritratto di donna solare che normalmente abbiamo dell’Imperatrice. Ancora oggi quando cerco di dare un volto a quei sentimenti non posso fare a meno d’associarli a lei. Anni fa\, poi\, mi sono casualmente “imbattuto” in un interessante saggio dal titolo “Le Indomabili” a firma di due psicologhe francesi: Ginette Rainbault e Caroline Eliacheff. Nel saggio venivano esaminate come anoressiche le figure di Antigone\, Simone Weil\, Caterina da Siena ed Elisabetta d’Austria. Studiando più a fondo l’anoressia\, la caratteristica che più mi ha colpito è senz’altro l’indomita forza che scaturisce da chi ne soffre\, una forza sprigionata da una ricerca spasmodica di purezza\, di libertà. Energia ribelle\, rivoluzionaria\, sovversiva in quanto paradossalmente alimentata dall’eliminazione sistematica del cibo. Una contraddizione che alle massime conseguenze porta il malato a non avere via di scampo\, considerando sporco e letale tutto ciò che ingerisce. Elisabetta viveva oltretutto in una Corte i cui codici erano per lei insopportabili ancor più del cibo. Ecco quindi delinearsi in me una figura sorprendente\, fortissima e debolissima al tempo stesso. Un’anima la cui sofferenza diventa ribellione\, il dolore sovversione\, la melanconia riscatto e l’astinenza coraggio. Prerogative così spiccate in lei che hanno segnato anche i suoi ideali sociali e politici facendone una donna dal pensiero modernissimo\, sicuramente avanti coi tempi: dalla sensibilità verso le minoranze etniche\, fino al più acre disgusto verso la crudeltà di qualunque guerra e di ogni imperialismo. E nei tempi in cui viviamo\, così voraci di tutto questo\, non potrei avere “Personaggio” migliore da portare sulla scena.»
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SUMMARY:"VEGETA È MORTO E L’HO UCCISO IO" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Appuntamento speciale al Teatro de’ Servi il 27 e il 28 gennaio con Gianluca Iacono e il suo VEGETA È MORTO E L’HO UCCISO IO\, con la regia di Nicola Nocella. \n\n\n\nIn VEGETA E’ MORTO E L’HO UCCISO IO Gianluca Iacono è la voce di Vegeta\, uno dei personaggi principali di Dragon Ball\, serie d’animazione tra le più famose al mondo.Oggi però è una giornata no per Gianluca. È stanco della sua voce. È stanco d’essere definito solo attraverso i personaggi che ha interpretato. Sarà mica questa la vita di un doppiatore? Essere solo una voce? \n\n\n\n Questo lavoro è una maledizione dalla quale è impossibile liberarsi?Gianluca si troverà a porsi queste domande mentre cerca di trovare un attimo di pace da tutti i personaggi da lui interpretati che cercano di avere le sue attenzioni\, il suo tempo… la sua vita. E per porre fine a tutto questo\, sarà costretto a commettere un gesto estremo: uccidere Vegeta! \n\n\n\nNel corso dello spettacolo Gianluca Iacono si troverà a interagire con gran parte dei personaggi doppiati da lui… ma anche con se stesso. Per mettere in scena l’eterogeneità dei personaggi a cui ha dato voce\, si è pensato di rivolgersi a tre artisti con stili diversi (stile manga per i personaggi Anime\, stile realistico per gli attori in carne ed ossa e stile cartoon per i pupazzi). Lo spettacolo mette in scena qualcosa di mai visto a teatro. \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrario spettacoli ore 21 \n\n\n\nBiglietti 22€
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LOCATION:Teatro De’ Servi\, Via del Mortaro\, 22\, Roma\, 00187\, Italia
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SUMMARY:"Sette bambine ebree - Pièce per Gaza" al Teatro Nazionale di Genova
DESCRIPTION:In occasione della Giornata della Memoria\, il Teatro Nazionale di Genova presenta una produzione in prima nazionale scegliendo un testo di Caryl Churchill\, nella traduzione di Masolino d’Amico che\, dal 2009\, sta avendo molta risonanza internazionale per la sua scrittura essenziale\, potente e simbolica.  \n\n\n\nCarlo Orlando – che frequenta da molte stagioni il teatro di Genova con cui collabora in special modo ai progetti speciali e alle attività pedagogiche della scuola di recitazione “Mariangela Melato” – cura la regia ed è anche interprete\, condividendo la scena con cinque attrici e attori. \n\n\n\nCaryll Churchill – autrice rigorosa e attenta che\, dal suo esordio affonda nelle pieghe del presente dosando toni asciutti ed evocazioni simboliche – è tra i grandi nomi della drammaturgia internazionale\,  \n\n\n\nconsiderata la più importante drammaturga inglese vivente. Ha scritto Sette bambine ebree nel 2009\, all’indomani della brutale operazione militare Piombo fuso\, condotta dall’esercito israeliano a Gaza\, che portò alla morte di oltre 1400 persone. A quasi venti anni nulla sembra essere cambiato e il testo assume tutti i connotati di una folgorante opera di denuncia. Infatti\, nella sua icastica brevità (poche pagine) si rivela\, come pochi altri lavori di drammaturgia contemporanea a tema storico\, aspro e feroce. Una narrazione tagliente\, potente e inesorabile che ripercorre quasi cento anni di storia ed evoca\, a tratti\, la grande tragedia greca. \n\n\n\nLa struttura di Sette Bambine Ebree prevede sette quadri\, per altrettanti discorsi che attraversano il corso della storia\, prendendo le mosse proprio dal doloroso ricordo della Shoah\, fino alla nascita dello Stato di Israele\, dalla Guerra dei sei giorni fino ad oggi. Ma\, quadro dopo quadro\, come in un lungo poema epico\, che mescola disperazione e pietà\, sogno e realtà\, violenza e tenerezza\, questa opera svela le contraddizioni assolute e dolenti dapprima del popolo ebraico poi dello stato di Israele: un’opera fortemente empatica\, ma anche di denuncia.  \n\n\n\nProprio come Eschilo volle dare voce agli sconfitti Persiani\, svelando il pensiero e il dolore dell’Altro\, qui Caryll Churchill non esita a chiamare in causa un coro sconosciuto\, semplice e popolare\, che evoca conflitti e violenze\, sogni e disillusioni\, paure e follie\, bellezze e orrori\, colpe e responsabilità. Churchill non arretra di fronte a quanto accaduto nel passato recente di Israele e richiama il principio di responsabilità che tutti\, nessuno escluso\, devono assumersi. La speranza\, forse\, è in quelle bambine\, testimoni inconsapevoli\, da proteggere e amare\, da far crescere nella pace e in libertà. \n\n\n\n«Nel testo rivive con sintesi folgorante tutta la tragedia del popolo ebraico\, messa di fronte all’altra orribile tragedia che si svolge sotto i nostri occhi\, in diretta televisiva o streaming: il genocidio del popolo palestinese» – dichiara Carlo Orlando – «L’attualità diventa storia\, la storia diventa un mito». \n\n\n\nIn scena un gruppo di sei attrici e attori di varie generazione della scuola genovese (Eva Cambiale\, Paolo Li Volsi\, Caterina Tieghi\, Elisa Carucci\, Pietro Desimio e lo stesso Carlo Orlando ) si muove seguendo una precisa partitura coreografica ideata da Claudia Monti; le musiche dal vivo a cura di Alessandra Ravizzaaccompagnano e caratterizzano i vari quadri: la compositrice ha creato una sorta di soundtrack in cinque movimenti\, attingendo da sonorità e brani che spaziano tra i canti hiddish\, ninna nanne\, la tradizione palestinese\, i beat e i campionamenti dell’elettronica\, il folclore arabo e la canzone pop; scene e costumi portano la firma di Laura Benzi.  \n\n\n\nCarlo Orlando non ha voluto portare in scena dei “personaggi”: «Il testo – spiega – è il canto di un coro\, una famiglia che diventa clan e popolo e che si rivolge a una piccola bambina che non compare mai. Un coro che è specchio di una coscienza lacerata\, dove voci violente e spietate si alternano a disperate grida d’aiuto. Un coro che è specchio della nostra coscienza\, testimone di un orrore che è incapace di arrestare». \n\n\n\nNote  \n\n\n\n«È in nome della responsabilità\, non della colpa – ha scritto Michela Murgia – se ogni anno celebriamo la Giornata della Memoria delle vittime del nazismo (…) abbiamo capito tutti che occorre lottare quotidianamente contro i focolai del razzismo che ancora permangono nella nostra società…». \n\n\n\nProprio per ribadire la necessaria responsabilità individuale e collettiva\, un teatro pubblico quale il Teatro Nazionale di Genova si impegna da sempre nella celebrazione di una giornata cardine dei valori civili e sociali come la “Giornata della Memoria” in omaggio alle vittime della Shoah\, l’olocausto di milioni di ebrei perpetrato dalla Nazifascismo.  \n\n\n\nCome ha dichiarato Davide Livermore\, direttore del Teatro Nazionale di Genova: «La mia direzione artistica\, da sempre\, ha tenuto come cardine fondamentale\, il valore della memoria: memoria da rispettare e intendere non come banale “altarino”\, ma come fondamento della mia vita e della nostra ricerca teatrale. La memoria è una compagna di viaggio straordinaria. Dunque\, il Teatro Nazionale di Genova intende riaffermare\, come ogni anno\, la necessità di ricordare con pensieri e azioni non solo quanto accaduto negli anni terribili della Seconda Guerra Mondiale\, ma tutte le sofferenze\, anche recenti\, dei popoli vittime della guerra\, a partire dall’Olocausto. Così come vogliamo ricordare anche le sofferenze di Rom\, Sinti e Camminanti\, e di tutte quelle individualità e comunità invise al regime nazista. Il teatro è nato insieme alla democrazia: è il luogo in cui vive la democrazia del dialogo\, fondata sullo scambio di idee e sul confronto pacifico con l’Altro da sé. Non pensiamo di arrenderci\, non pensiamo di accettare passivamente\, di rinunciare a fare teatro. Il teatro è ancora bene pubblico\, di tutti\, della comunità». \n\n\n\nCaryll Churchill (Londra 1938)\, esordisce all’inizio degli anni Sessanta come autrice di radiodrammi polemicamente antiborghesi. La sua prima commedia\, Owners\, fu prodotta nel 1972 dal Royal Court Theatre\, che in seguito mise in scena anche altre sue commedie a tema socialista e femminista (Light shining on Bucking hamshire\, 1976; Cloud nine\, 1979). I suoi testi a tema storico e di costume\, non convenzionali e fortemente impegnate\, ma aliene da ogni forma di didatticismo\, sono caratterizzate dalla brillante efficacia dei dialoghi e delle invenzioni; tra i suoi lavori\, ricordiamo: Top girls (1982); Fen (1983); A mouthful of birds (1986); Serious money (1987); Icecream (1989); Mad forest (1990); The skriker (1994); Blue heart (1997); This is a chair (1999); Faraway (2000); A number (2002); Drunk enough to say I love you? (2006) e negli ultimi anni: Gli amici di Barbablu e Settimo Cielo. È considerata tra le più importanti e rappresentate autrici contemporanee. Le sue opere teatrali costituiscono un opus ricco e affascinante e affrontano temi di grande attualità\, come femminismo e questioni di genere\, guerra\, colonialismo\, abuso di potere. È stata pubblicata in Italia da case editrici come Costa & Nolan\, Editoria & Spettacolo e Cue Press. \n\n\n\nInfo e biglietti telefono 010 5342 720 \n\n\n\ne-mail teatro@teatronazionalegenova.it; biglietteria@teatronazionalegenova.it
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SUMMARY:"Mad Club" al Teatro Tordinona
DESCRIPTION:Nel cuore di un elegante hotel\, un lutto misterioso coinvolge vite sospese tra inquietudini e ambizioni segrete. Due storie parallele si delineano a poco a poco fino a confondersi l’una con l’altra: tutto si evolve\, si mescola e si ribalta di continuo in un gioco sottile tra finzione e realtà che genera un noir spiazzante dove ironia e tragedia si rincorrono tra jazz\, ombre e dubbi amletici.  \n\n\n\nPremiato lo scorso ottobre\, il testo di Gemma Costa\, che prosegue con questa nuova creazione un percorso autoriale giunto al settimo lavoro\, scivola tra ribaltamenti di ruolo e tensione costante; ogni certezza vacilla e il colpo di scena è sempre imminente. Tra gelosia\, desideri nascosti e relazioni ambigue\, lo spettacolo dialoga con l’immaginario noir degli anni ’40\, offrendo uno sguardo attento\, critico e contemporaneo sul femminile.  \n\n\n\nLa regia\, firmata da Miranda Angeli\, autrice e regista del cortometraggio La verità\, finalista ai Nastri d’Argento 2024 nella cinquina speciale “Contro la violenza di genere”\, e da Gemma Costa\, premiata per la miglior regia al Festival InDivenire 2025\, imprime alla scena un ritmo serrato e costruisce relazioni sottili tra i personaggi.  \n\n\n\nIn scena Michele Breda\, vincitore del premio miglior attore under30 al Festival InDivenire 2023\, Gemma Costa e Vittorio Magazzù\, noto per le sue interpretazioni nelle serie di successo Rosy Abate e The Bad Guy\, si muovono tra conflitti\, fragilità e non detti.  \n\n\n\nA sostenere l’atmosfera è la colonna sonora originale jazz\, “Un sogno nel cuore”\, composta da Giulia Mutti\, cantautrice dalla penna originale\, finalista a Sanremo Giovani e al Premio Fabrizio De André. \n\n\n\nI costumi sono di Giovanni Schiera\, artista di grande esperienza e sensibilità\, attivo tra cinema\, televisione e teatro. Aiuto regia Ylenia Rubbini e aiuto costumista Emma Campana.
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SUMMARY:“Misurare il salto delle rane” al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Vincitore del Premio della Critica A.N.C.T. 2025\, arriva al Teatro Vascello\, dal 27 gennaio all’8 febbraio\,“Misurare il salto delle rane” uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo\, testo di Gabriele Di Luca\, anche regista insieme a Massimiliano Setti\, che vede in scena le tre attrici Noemi Apuzzo\, Elsa Bossi e Chiara Stoppa. Una produzione Fondazione Teatro Due\, Accademia Perduta/Romagna Teatri\, Teatro Stabile d’Abruzzo\, Teatri di Bari e Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival in collaborazione con Asti Teatro 47. \n\n\n\nAmbientata in un piccolo paese di pescatori negli anni ’90\, Misurare il salto delle rane è una dark comedyche vede protagoniste tre donne di diverse generazioni – Lori\, Betti e Iris – unite da un tragico lutto avvenuto vent’anni prima e ancora avvolto in un’aura di mistero. Il paese emerge come un frammento dimenticato\, circondato da un vasto lago e da una palude minacciosa che lo isola dal mondo esterno\, un microcosmo sospeso tra arcaismo e quotidianità\, dove una piccola comunità persiste ancorata a consuetudini superate.  \n\n\n\nPartendo da questo habitat\, Misurare il salto delle rane vuole essere un’indagine poetica e tragicomica sulla condizione umana contemporanea: un viaggio nell’intimità di tre esistenze femminili che si specchiano l’una nell’altra e che\, in modo diverso\, rifiutano etichette imposte dall’esterno. Tre età\, tre mondi\, tre stagioni della vita che si intrecciano nelle loro esistenze\, scavate da lutti e assenze\, ma anche da rinascite\, alleanze e complicità profonde. Nucleo pulsante della narrazione è proprio il femminile. Le manifestazioni della violenza e dell’oppressione verso le donne\, endemiche nei contesti rurali dell’epoca\, affiorano nel tessuto sociale della comunità con modalità sottili ma pervasive.  \n\n\n\nLo spettacolo esplora le contraddizioni dell’esistenza: la pesantezza e la leggerezza\, il dolore e il riso\, il radicamento e il desiderio di evasione. Attraverso dialoghi taglienti e situazioni paradossali\, momenti di puro lirismo e gesti simbolici\, che si intrecciano nella narrazione\, alternando momenti di intensità visiva a passaggi di caustica comicità\, Carrozzeria Orfeo costruisce un racconto intimo\, in cui la gravità del dolore si affianca alla leggerezza dell’ironia. Misurare il salto delle rane è in fondo un invito a confrontarsi con i propri limiti\, a cercare la bellezza nei gesti semplici\, in piccoli atti di trasformazione dove pare non accadere nulla. È un’ode alla complessità dell’essere umano\, con la sua infinita capacità di perdersi e ritrovarsi\, tra ciò che ci definisce e ciò che ci supera. \n\n\n\nIl testo è stato pubblicato nel 2025 da Cue Press\, con Prefazione di Rodolfo di Giammarco\, Introduzionedi Giulio Baffi e Postfazione/Lettera ai personaggi di Maura Gancitano. \n\n\n\nNOTE DI DRAMMATURGIA | Gabriele Di Luca \n\n\n\n«Misurare il salto delle rane è un titolo enigmatico ed evocativo. La rana\, creatura anfibia\, vive tra due mondi: è simbolo di metamorfosi e adattamento\, ma anche di resilienza e forza femminile primordiale. Il suo salto rappresenta un movimento di trasformazione\, l’abbandono di uno stato precedente per approdare a uno nuovo. Questo titolo assume molteplici significati per le protagoniste: Lori è intrappolata in una stasi emotiva\, incapace di compiere quel salto necessario per elaborare il lutto. Per Betti\, con la sua ossessione per le gare di salto\, ogni centimetro guadagnato da Froggy è una piccola vittoria contro un destino che l’ha marchiata come pazza. Iris ha già compiuto un salto significativo\, abbandonando la sua vita agiata per seguire l’impulso di consegnare quel messaggio\, ma si trova ora a dover decidere se continuare verso una verità potenzialmente distruttiva o retrocedere nella sicurezza delle convenzioni. Misurare questi salti è un’impresa impossibile: come quantificare il coraggio\, la disperazione\, la speranza? Come calcolare la distanza emotiva tra un prima e un dopo segnato dal trauma? In un contesto sociale che ha normalizzato la violenza di genere\, il salto diventa anche atto politico: scegliere di non restare immobili\, di non accettare passivamente il ruolo imposto. Le tre protagoniste\, ciascuna a suo modo\, saltano oltre le convenzioni\, rifiutando di rimanere intrappolate nei ruoli prescritti di madre perfetta\, donna “normale” o moglie ideale». \n\n\n\nCarrozzeria Orfeo \n\n\n\nGabriele Di Luca e Massimiliano Setti\, sono direttori artistici di Carrozzeria Orfeo\, compagnia teatrale professionista fondata nel 2007 insieme a Luisa Supino\, una società cooperativa di impresa sociale\, con sede a Mantova\, dove gestisce lo spazio di Sala Maddalena a Curtatone. 12 spettacoli prodotti\, 1 film\, una community digitale composta da 24.000 followers su Facebook e oltre 21.000 su Instagram\, 5 progetti finanziati da Fondazione Cariplo\, 6 testi teatrali di Gabriele Di Luca pubblicati da Cue Press\, 15 riconoscimenti nazionali tra premi e menzioni speciali: tutto questo fa di Carrozzeria Orfeo una tra le compagnie più apprezzate del teatro italiano\, un punto di riferimento per la drammaturgia contemporanea nazionale. Il suo teatro pop\, fatto di drammaturgie originali ispirate all’osservazione del nostro tempo\, mescola i generi\, fonde il divertimento al dramma\, mantenendo costante l’attenzione per il pubblico\, da sempre interlocutore privilegiato della Compagnia.   \n\n\n\nNoemi Apuzzo\, vigevanese\, classe 1993\, dopo la laurea in Lettere Moderne all’Università di Pavia\, si diploma alla Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino nel 2018\, sotto la direzione di Valter Malosti. Ha lavorato con Licia Lanera (Roberto Zucco)\, Leonardo Lidi (Il Dito)\, Andrea De Rosa (Satyricon)\, Valter Malosti (Se questo è un uomo)\, Gabriele Russo (Don Juan in Soho)\, Veronica Cruciani (Le Serve) e con la compagnia Biancofango. Nel 2020 entra nel cast di Cous Cous Klan di Carrozzeria Orfeo. Prosegue la sua formazione con il progetto BAT_Bottega Amletica Testoriana\, a cura di Antonio Latella\, progetto vincitore del Premio Speciale Ubu 2024.  \n\n\n\nElsa Bossi\, nata a Lodi\, classe 1968\, diplomata alla Scuola del Teatro Stabile di Genova\, debutta nel Tito Andronico di Peter Stein. Collabora con il Teatro del Carretto (Sogno di una notte di mezza estate\, Premio Ubu 1991\, Pinocchio\, Amleto\, Le mille e una notte) e lavora\, tra gli altri\, con Gallione\, Sciaccaluga\, Garella\, Solari\, Pezzoli\, Musso\, Carrozzeria Orfeo. È autrice e interprete di La Religiosa da Diderot\, Ada. La solitaria da Ada Negri\, e firma per Teatro Gioco Vita la drammaturgia di Babar. Conduce laboratori e progetti teatrali in scuole e carceri. Al cinema ha recitato in Giorni e nuvole di Silvio Soldini\, La logica delle cose e 0\,9 Ampere. \n\n\n\nChiara Stoppa\, nata a Pordenone\, classe 1979\, si diploma alla Scuola del Piccolo Teatro nel 2002\, lavorando con Luca Ronconi\, poi con Patroni Griffi\, Franca Valeri\, Marinoni\, De Bosio. Dal 2008 collabora stabilmente con ATIR Milano\, di cui è anche presidente per sei anni\, e prende parte a numerosi spettacoli diretti da Serena Sinigaglia. Dal 2023 lavora con la compagnia Orsini e Massimo Popolizio. Affianca all’attività attoriale la regia e la conduzione di laboratori e spettacoli con persone con disabilità e con bambini e ragazzi. È co-autrice e interprete di testi teatrali originali. \n\n\n\nCALENDARIO 2026  \n\n\n\n3-4 gennaio 2026 | Chieti – Teatro Marrucino \n\n\n\n9 gennaio 2026 | Rimini – Teatro Galli  \n\n\n\n11 gennaio 2026 | Lecce – Teatro Koreja \n\n\n\n13 gennaio 2026 | Cava De’ Tirreni (Sa) – Teatro Siani \n\n\n\n16 gennaio 2026 | Faenza – Teatro Masini \n\n\n\n17 gennaio 2026 | Cervia – Teatro Walter Chiari  \n\n\n\n18 gennaio 2026 | Valdagno – Cinema Teatro Super \n\n\n\n20 gennaio 2026 | Meano (Tn) – Teatro di Meano \n\n\n\n22 gennaio 2026 | Jesi – Teatro Pergolesi \n\n\n\n27 gen-8 feb 2026 | Roma – Teatro Vascello \n\n\n\n10 febbraio 2026 | Porto San Giorgio – Teatro Comunale \n\n\n\n11 febbraio 2026 | Urbino – Teatro Sanzio \n\n\n\n13 febbraio 2026 | Reggello – Teatro Excelsior \n\n\n\n19 aprile 2026 | Varese – Teatro di Varese \n\n\n\n21-26 aprile 2026 | Milano – Teatro Elfo Puccini \n\n\n\nInfo e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE\, infopromozioneteatrovascello@gmail.com  – promozione@teatrovascello.it \n\n\n\nBiglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\, acquista direttamente alla biglietteria \, acquista tramite bonifico bancario SOLAMENTE PER GRUPPI DI ALMENO 10 PERSONE a favore di Coop. La Fabbrica dell’Attore E.T.S. BANCA INTESA SAN PAOLO ag. Circ. Gianicolense 137 A di Roma iban IT28f0306905096100000013849oppure acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/misurare-il-salto-delle-rane/268573 \n\n\n\nInfo: 06 5881021 – 06 5898031 \n\n\n\npromozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it \n\n\n\nORARI spettacoli \n\n\n\ndal lunedì al venerdì h.21 \n\n\n\nsabato h.19 \n\n\n\ndomenica h.17 \n\n\n\nBIGLIETTERIA \n\n\n\nintero € 25 \n\n\n\nover 65 € 20 \n\n\n\ncral e convenzioni € 18 \n\n\n\nstudenti € 16
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SUMMARY: Rossellini Spazio Jazz
DESCRIPTION:Prosegue e giunge a compimento nel mese di marzo la programmazione di Rossellini Spazio Jazz\, rassegna che si conferma laboratorio culturale di riferimento per qualità artistica e ampiezza di orizzonti\, capace di attraversare territori sonori che spaziano dalla rilettura colta dei grandi maestri alle nuove scritture del jazz italiano ed europeo. Oltre a rappresentare un contributo significativo al panorama culturale della capitale\, Spazio Jazz svolge un ruolo decisivo nella formazione del pubblico\, promuovendo una conoscenza più consapevole della storia e della complessità del linguaggio jazzistico. Rivolta a appassionate e appassionati\, neofite e neofiti e giovani generazioni\, la rassegna propone un’esperienza d’ascolto che valorizza il jazz come arte viva e spazio di dialogo interculturale.  \n\n\n\nLa programmazione Rossellini Spazio Jazz si dispiega come un vero percorso narrativo sonoro attraverso alcune delle più significative traiettorie del jazz contemporaneo e delle musiche di confine\, intrecciando grandi ensemble\, progetti cameristici e performance solistiche in un calendario che si estende dal 20 gennaio al 28 marzo 2026. Dopo il primo appuntamento di gennaio\, il 3 marzo si apre alle 19.30 con 7 Dances\, dialogo musicale tra Eugenio Colombo e Roberto Bartoli\, progetto che esplora la soglia sottile tra scrittura e improvvisazione\, come se ogni brano abitasse una terra di nessuno sospesa tra magia e ignoto. La stessa sera\, alle 21.00\, il palco accoglie il Diafrik 4et\, formazione guidata da Pasquale Iannarella insieme a Francesco Mascio\, Marco Bruno e Shanti Colucci: un viaggio ritmico che riporta alla luce le radici africane dei linguaggi musicali contemporanei\, dal jazz al soul\, dal reggae alle sonorità latin. \n\n\n\nMartedì 10 marzo alle 19.30 la scena si raccoglie nell’intimità del solo con Federico Casagrande\, chitarrista capace di fondere contrappunto classico\, improvvisazione jazz\, suggestioni rock e aperture pop in un tessuto sonoro di grande finezza timbrica\, amplificato dall’uso di effetti e preparazioni strumentali. Alle 21.00 segue Diario di un viaggiatore solitario\, ideato dal sassofonista Marcello Allulli insieme all’Auditorium Parco della Musica: un racconto musicale di trentacinque anni di incontri\, città e memorie\, condiviso con Maria Letizia Gorga\, voce narrante e interprete\, e con Jacopo Ferrazza\, in un equilibrio poetico tra suono acustico e loop elettronici. \n\n\n\nIl 17 marzo alle 19.30 è la volta del solo di Marco Colonna\, esplorazione lirica e sperimentale che attraversa memoria\, folklore e improvvisazione come una liturgia musicale alla ricerca di verità interiori. Alle 21.00 il testimone passa ad Anda – Meraviglie e l’arte della fuga\, concerto di Flo e Enrico Zanisi insieme a Joe Rehmer e Alessandro Paternesi: un itinerario musicale tra migrazioni\, esili e racconti di viaggio\, dove jazz\, canto d’autore e tradizioni erranti dialogano in un mosaico di stili. \n\n\n\nLa rassegna culmina sabato 28 marzo alle 21.00 con Aria Open Project Tour 2026\, produzione che vede protagonista Claudia Tellini accanto a Walter Paoli\, Stefano Fariselli\, Marco Micheli e al pianista e compositore Patrizio Fariselli. Il progetto celebra il cinquantesimo anniversario dell’album Arbeit Macht Frei degli Area\, rileggendone integralmente le tracce con nuovi arrangiamenti e materiali inediti provenienti dalle esecuzioni dal vivo degli anni Settanta\, sotto la cura tecnica dell’ingegnere del suono Andrea Pettinelli\, con l’assistenza di Francesco Minotti e il mastering di Diego Pettinelli\, oltre alla partecipazione vocale da Murmansk di Irina Rjabokon. \n\n\n\nNel suo insieme\, la stagione si configura come una vera drammaturgia musicale: non una semplice successione di concerti\, ma un itinerario di ascolto che attraversa estetiche\, generazioni e geografie sonore\, restituendo al pubblico l’esperienza del jazz come spazio vivo di ricerca\, libertà e immaginazione. \n\n\n\nProgrammazione Rossellini Spazio Jazz marzo 2026 \n\n\n\nMartedì 3 marzo 2026 ore 19.30  \n\n\n\n7 DANCES \n\n\n\nEugenio Colombo saxofoni\, flauto \n\n\n\nRoberto Bartoli contrabbasso \n\n\n\nNei racconti di magia c’è spesso una linea di confine tra il conosciuto e l’ignoto in cui sono presenti segni inequivocabili di qualcosa di indefinito\, di misterioso ed estraneo. Queste sette danze si muovono in quel territorio al confine tra la composizione e l’improvvisazione\, ed esplorano quella terra di nessuno collocata tra questi due mondi. \n\n\n\nMartedì 3 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nDIAFRIK 4ET \n\n\n\nPasquale Iannarella sax tenore\, corno franceseFrancesco Mascio chitarraMarco Bruno bassoShanti Colucci batteria \n\n\n\nIl quartetto pone l’accento sulla volontà di riscoprire le radici africane che sottendono ai tanti generi musicali di oggi: dal jazz\, al reggae\, al soul\, fino alla musica latin in genere. Portando l’enfasi sulla funzione sociale che da sempre la musica incarna\, i quattro musicisti presentano nella loro essenzialità\, un mix di composizioni originali e brani rappresentativi dei grandi artisti che con il loro sforzo hanno contribuito a rendere il Mondo un posto più libero. Ritmo\, anima\, e libertà espressiva\, sono gli ingredienti fondamentali che danno vita a questo progetto emozionante. \n\n\n\nMartedì 10 marzo 2026 ore 19.30 \n\n\n\nSOLO_FEDERICO CASAGRANDE \n\n\n\nFederico Casagrande chitarra \n\n\n\nParallelamente alla sua attività in duo trio o quartetto Federico Casagrande si esibisce in solo dal 2006 e ha pubblicato due dischi in questo contesto: UNDER WATER THE WAY OUT (2018) e LOOPIN MONT BLANC (interamente registrato durante il trek Tour du Mont Blanc). Da intimi spazio underground a festival internazionali ha già affascinato il pubblico di molti paesi. La sua performance si focalizza sulla forma musicale sia che si tratti di materiale improvvisato\, che di composizioni. Le idee musicali che fa passare nella chitarra arrivano da ogni tipo di stile; il contrappunto che ha assimilato durante gli anni di studi classici\, il jazz contemporaneo che possiamo sentire nei suoi dischi\, riff di rock e arpesi simil-pop; tutto mescolato insieme crea un concerto che al tempo stesso è di fine qualità ma anche riempito ti pathos emotivo che può arrivare ad ogni tipo di ascoltatore. L’uso di effetti e della chitarra preparata fa sì che la varietà di suoni che riesce a far uscire dallo strumento aggiungano alla musica un’altra dimensione. \n\n\n\nMartedì 10 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nDIARIO DI UN VIAGGIATORE SOLITARIO \n\n\n\nMarcello Allulli sax\, loopsMaria Letizia Gorga voce\, voce narranteJacopo Ferrazza contrabbasso \n\n\n\nSono 35 anni di musica raccontate attraverso suggestioni e impressioni di città visitate\, di incontri con persone misteriose e affascinanti. Ricordi che affiorano\, alcuni di città appena sfiorate\, incontri fugaci\, di persone scomparse nella nebbia vorticosa del tempo\, raccontate attraverso brani come Madrid\, Inno e Volesse il Cielo. Altri di città vissute intensamente\, luoghi e persone che sono diventati vere e proprie “seconde case” e amicizie indissolubili\, testimoniate da brani come È.E.\, Ande e Cesira. Un viaggio fatto con la macchina del tempo dei ricordi\, in totale equilibrio fra l’elemento acustico del sax e l’elettronica dei loops… \n\n\n\n“Diario di un viaggiatore solitario” nasce da un’idea mia\, Marcello Allulli e l’Auditorium Parco della Musica.Condivideranno il palco con me Maria Letizia Gorga\, attrice e cantante\, mia compagna di viaggio in numerosi spettacoli teatrali su poeti come Aldo Palazzeschi\, Pier Paolo Pasolini\, Garcia Lorca\, o sulle Madres della Plaza de Mayo e Jacopo Ferrazza\, contrabbassista virtuoso tra i più apprezzati nella scena jazz internazionale\, amico e co- leader di vari progetti. Suoneremo mie composizioni e brani della cultura centro sud americana\, composizioni celebri come Alfonsina y el mar e Gracias a la Vida di Violeta Parra. Maria Letizia sarà’ inoltre voce narrante di alcuni miei pensieri\, piccole storie su persone care\, impressioni e riflessioni di esperienze vissute nel tempo…”Marcello Allulli \n\n\n\nMartedì 17 marzo 2026 ore 19.30 \n\n\n\nSOLO_MARCO COLONNA \n\n\n\nMarco Colonna clarinetto basso\, fiati \n\n\n\nMelodie\, suoni e forme instabili in un gioco di memoria intimo e appassionato che attraversa il folklore\, il jazz e la sperimentazione mai privato di un senso profondo di racconto e consapevolezza. Il solo come liturgia poetica alla ricerca di una verità che risplenda in questi tempi di oscura umanità. \n\n\n\nMartedì 17 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nANDA – MERAVIGLIE E L’ARTE DELLA FUGA \n\n\n\nFlo voceEnrico Zanisi pianoJoe Rehmer contrabassoAlessandro Paternesi batteria \n\n\n\nAnda è l’esortazione al cammino\, alla fuga\, alla scoperta. Sono questi i protagonisti del concerto di Flo e Enrico Zanisi: cantautrice e attrice lei\, jazzista raffinatissimo lui. Un viaggio profondo e pieno di leggerezza\, dove il jazz s’intreccia alla musica migrante del sud del mondo e alla canzone d’autore di esuli e camminanti. Un concerto in cui musica e parole raccontano storie di viaggi affascinanti: quella dell’illustre immigrato Carlos Gardel\, padre del tango argentino\, quella del Lusitania\, il transatlantico più grande e veloce del mondo\, affondato in soli otto minuti alla sua prima traversata. Momenti evocativi come il canto sefardita dei popoli erranti\, si affiancano a vivaci incursioni nel repertorio moderno\, sotto il segno dell’incontro e della contaminazione di stili e linguaggi.” \n\n\n\nSabato 28 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nARIA OPEN PROJECT TOUR 2026 \n\n\n\nClaudia Tellini voceWalter Paoli batteriaStefano Fariselli clarinetto basso\, flautoMarco Micheli contrabbassoPatrizio Fariselli tastiere\, composizione e arrangiamento \n\n\n\nUna produzione ZdB (2026)Ingegnere del suono Andrea PettinelliAssistente Francesco MinottiMastering Diego PettinelliVoce da Murmansk Irina Rjabokon \n\n\n\nGli Area\, International Popular Group\, fondati da Demetrio Stratos\, Giulio Capiozzo\, Eddy Busnello\, Patrizio Fariselli\, Paolo Tofani e Patrick Djivas\, crearono e suonarono brani complessi e suggestivi allo stesso tempo\, dal 1972 fino all’inizio del 1974\, per la produzione del primo album ARBEIT MACHT FREI. Successivamente\, con l’uscita di Busnello e Djivas dal gruppo e l’ingresso di Ares Tavolazzi\, si dedicarono al nuovo materiale di ‘Caution Radiation Area’ abbandonando il precedente repertorio e in parte il “sound” dei primordi. Fino ad oggi\, tra i brani di ‘Arbeit Macht Frei’\, soltanto ‘Luglio\, agosto\, settembre (nero)’ ha continuato ad essere eseguito live dagli\, oltre che essere oggetto di cover e riarrangiamenti da parte di numerosi altri musicisti. Nessuno\, da oltre 40 anni\, ha invece più avuto modo di ascoltare in concerto gli altri brani dell’album come ‘Consapevolezza’\, ‘240 Km da Smirne’\, ‘Le labbra del tempo’\, ‘Arbeit Macht Frei’ e ‘L’abbattimento dello Zeppelin’. Per l’occasione del cinquantesimo anniversario di questo album fondamentale\, Patrizio Fariselli non solo ha curato l’arrangiamento e l’orchestrazione di tutte e sei le tracce che compongono ‘Arbeit Macht Frei’ adattandole alla formazione degli Area Open Project\, ma ha anche recuperato alcune parti inedite che il gruppo eseguiva in concerto negli anni ’70 e che mai sono apparse su disco. \n\n\n\n\n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\n3 marzo: 7 DANCES + DIAFRIK 4ET \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\n10 marzo FEDERICO CASAGRANDE SOLO + DIARIO DI UN VIAGGIATORE SOLITARIO \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\n17 marzo MARCO COLONNA SOLO + ANDA – MERAVIGLIE E L’ARTE DELLA FUGA \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni (consigliate) all’indirizzo: info@spaziorossellini.it  \n\n\n\n28 Marzo AREA OPEN PROJECT TOUR 2026 \n\n\n\nINTERO BOTTEGHINO: €25\,00 \n\n\n\nRIDOTTO (UNDER 18 E OVER 65): €20\,00 \n\n\n\nINTERO ONLINE: €22\,00 comprensivo di prevendita \n\n\n\nBiglietti online su ticketone  \n\n\n\nInfo e prenotazioni (consigliate) all’indirizzo: info@spaziorossellini.it  \n\n\n\nBiglietti online su Ticketone  \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Parcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70 \n\n\n\nTel. 345 2978091www.spaziorossellini.itinfo@spaziorossellini.it \n\n\n\nSono previste riduzioni\, promozioni e agevolazioni ì
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SUMMARY:"Tre modi per non morire - Baudelaire\, Dante\, i Greci" al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Toni Servillo è il protagonista di Tre modi per non morire – Baudelaire\, Dante\, i Greci di Giuseppe Montesano\, che andrà in scena al Teatro Biondo di Palermo dal 28 gennaio all’1 febbraio. Le luci dello spettacolo sono di Claudio De Pace. \n\n\n\nProdotto dal Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa\, Tre modi per non morire è un viaggio teatrale che attraversa tre momenti in cui i poeti ci hanno insegnato a cercare la vita. Il recital\, scritto da Montesano e interpretato da Servillo\, individua nel maudit Charles Baudelaire\, nel sommo Dante e nei classici greci gli autori che hanno messo in pratica\, e tuttora ci insegnano\, l’arte di non morire. \n\n\n\nLa serata si apre con Monsieur Baudelaire\, quando finirà la notte? dove si racconta come la bellezza combatta la depressione e l’ingiustizia; prosegue con Le voci di Dante\, dove alcuni celebri personaggi della Commedia ci appaiono legati tra loro da un racconto che li illumina a partire dal presente; approda infine a Il fuoco sapiente dei Greci\, dove poesia e filosofia accendono una visione capace di immaginare il futuro.  \n\n\n\nTre modi per non morire è un viatico per ritrovare le parole che nutrono la nostra interiorità\, interpretate da un attore con tutto il suo corpo e la sua anima. In questi tempi oscuri\, incerti e gravosi\, nei quali siamo tutti inquieti\, impoveriti\, spaventati\, sentiamo che ci manca qualcosa di cui avremmo un disperato bisogno: ci manca l’amore\, ci manca la vita. Ma è grazie alla poesia che possiamo ritrovare la forza e la voglia di vivere. \n\n\n\n«Vogliamo dimostrare – spiega Toni Servillo – come si può battere la depressione dei nostri tempi inquieti con la poesia\, un antidoto alla paralisi del pensiero chiuso in cloud\, a una non vita che ci divora imponendoci nuove regole. Più andiamo indietro e più scopriamo che il futuro è antico». \n\n\n\nTre modi per non morire è uno spettacolo inusuale e a suo modo rivoluzionario\, perché pone al centro di una scena vuota un attore e la parola poetica\, capace di riattivare sentimenti profondi e dimenticati: «Bisogna toccare le persone con le parole che hanno senso e hanno bellezza – aggiunge Servillo – perché sono un antidoto contro la noia e il vuoto. Baudelaire\, ribelle poeta decadente\, che si oppone ai falsi miti del progresso; Dante che focalizza l’ignavia e con la Commedia ci sottopone a ogni possibile metamorfosi; e i Greci\, con la loro invenzione del teatro e del futuro». \n\n\n\nTeatro Biondo Palermo\, Sala Grande –  \n\n\n\nTre modi per non morire \n\n\n\nBaudelaire\, Dante\, i Greci \n\n\n\ndi Giuseppe Montesano \n\n\n\ncon Toni Servillo \n\n\n\nluci Claudio De Pace \n\n\n\nproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa \n\n\n\nsi ringrazia Agenzia Teatri \n\n\n\ndurata: 1 ora e 20 minuti senza intervallo \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni:  \n\n\n\nmercoledì 28 gennaio ore 21.00 \n\n\n\ngiovedì 29 gennaio ore 17.00 \n\n\n\nvenerdì 30 gennaio ore 21.00 \n\n\n\nsabato 31 gennaio ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 1 febbraio ore 17.00
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LOCATION:Teatro Biondo\, Via Roma\, 258\, Palermo\, IT\, 90133\, Italia
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SUMMARY:“Ciak si gira! …Cinemà” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Galeotti furono Paolo Limiti\, Stelvio Cipriani\, Maurizio De Angelis\, Joan Luis Bacalov\, Fabio Frizzi e tanti altri autori che hanno firmato le pagine musicali più iconiche del cinema e della fiction. A loro è dedicato “Ciak si gira! …Cinemà”\, spettacolo in scena da mercoledì 28 gennaio a domenica 1 febbraio\, con Alma Manera e la partecipazione di Beppe Convertini\, diretti dall’autrice e regista Maria Pia Liotta\, anche curatrice delle musiche originali. \n\n\n\nLa voce di Alma Manera e le parole di Beppe Convertini\, al pianoforte il Maestro Kozeta Priftimentre sulla scena multimediale disegnata da Enrico Manera\, volteggiano i danzatori  \n\n\n\nEgon Polzone e Elisabeth Maria Casuccio. \n\n\n\nUn carosello di emozioni a cui si aggiungono le preziose mise studiate da Gai Mattiolo\, per uno spettacolo multidisciplinare che darà corpo e musica alle colonne sonore più importanti della settima arte. Brani noti in tutto il mondo che portano la firma di Maestri come Ennio Morricone\, Nino Rota e Nicola Piovani\, che hanno contribuito a rendere grande l’Italia del cinema nel mondo.
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LOCATION:OFF/OFF Theatre\, Via Giulia\, 20\, Roma\, 00186\, Italia
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