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SUMMARY:La stagione del Teatro della Società di Lecco
DESCRIPTION:Il Teatro della Società di Lecco riapre le sue porte alla cittadinanza in una veste rinnovata\, ma che conserva l’anima neoclassica del capolavoro firmato da Giuseppe Bovara. Un restauro accurato durato 8 anni e fortemente voluto dal Comune di Lecco che\, con un importante intervento di riqualificazione e manutenzione straordinaria\, restituisce alla città il suo storico teatro.  \n\n\n\n“Fondazione Teàrte Lecco ha lo scopo di sostenere l’attività culturale nella nostra città e ha come primo obiettivo quello di promuovere il Teatro della Società che riapre le porte a seguito di un’importante ristrutturazione. Il nostro teatro torna a vivere dopo otto anni. Ci auguriamo di proporre un programma stimolante capace di incuriosire il pubblico attraverso spettacoli di prosa\, musica e danza di assoluta qualità. Ci auguriamo che tutta la cittadinanza possa partecipare attivamente alla vita del teatro\, cuore partecipato e pulsante della cultura” – sottolinea Eufrasio Anghileri\, Presidente di Fondazione Teàrte Lecco. \n\n\n\nUna grande settimana inaugurale \n\n\n\nLa programmazione del teatro riparte con una grande settimana inaugurale dal 29 novembre all’8 dicembre .La serata inaugurale istituzionale si terrà il 29 novembre alle ore 17.00 e sarà accompagnata da un grande concerto su invito\, affidato all’Orchestra  Sinfonica di Milano: un evento che segna la rinascita di uno dei luoghi più amati della città. Sul podio\, Emmanuel Tjeknavorian guiderà l’Orchestra in un programma di straordinaria intensità insieme ad Andrea Obiso\, giovane talento del violino e spalla dei primi violini dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Cuore della serata sarà uno dei capolavori assoluti del repertorio: il Concerto per violino in Re maggiore op. 35 di Čajkovskij\, dove lirismo e virtuosismo si fondono in un’emozione travolgente. In dialogo con la voce del violino\, la Sinfonia n. 2 in Mi minore op. 27 di Rachmaninov\, un’opera maestosa e appassionata\, ricca di slancio romantico e di rinnovata creatività. \n\n\n\nDal 30 novembre all’8 dicembre il Teatro continuerà a festeggiare con un ricco calendario di spettacoli e concerti gratuiti aperti a tutta la cittadinanza\, per condividere insieme l’emozione di questa nuova rinascita. Il sipario si apre con “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde\, una commedia brillante e ironica diretta da Geppy Gleijeses (30 novembre\, ore 21). Tra verità\, identità e desiderio di essere accettati\, il capolavoro di Wilde continua a far riflettere e divertire con la sua irresistibile attualità. A seguire\, spazio alla danza con una nuova\, emozionante versione diCarmen\, firmata dai coreografi Agnese Omodei Salè e Federico Veratti\, con l’elegante allestimento di Marco Pesta (2 dicembre\, ore 21). Passione\, ritmo e intensità per una serata che unisce tradizione e modernità. Il 3 dicembre (ore 17) e il 4 dicembre (ore 10.30 e 14.00) il palcoscenico si trasforma per accogliere i più piccoli con un tenero racconto teatrale dedicato a San Nicola\, per la regia di Andrea Carabelli: una storia che parla di generosità\, meraviglia e magia natalizia. La danza contemporanea torna protagonista il 5 dicembre (ore 21) con due spettacoli in una sola serata: Diva\, la nuova creazione di Giovanni Insaudo\, esplora il mito intramontabile di Marilyn Monroe\, tra fascino e fragilità; Delicious Overdose\, di Alice Carrino e Cristian Cucco\, è un viaggio visionario e poetico “sotto una pioggia di caramelle”. Sabato 6 dicembre (ore 21) sarà il momento delle Civiche Benemerenze San Nicolò d’Oro\, accompagnate da un intervento musicale del Corpo Musicale Alessandro Manzoni della Consulta Musicale di Lecco: un appuntamento per celebrare la città e i suoi protagonisti. Il 7 e 8 dicembre (ore 21) chiude il palinsesto inaugurale Nicola Piovani con “Note a margine”\, un concerto-racconto in cui il Maestro condivide con il pubblico ricordi\, aneddoti e musiche di oltre quarant’anni di carriera. Da Fellini ai Taviani\, da Cerami a Benigni\, un viaggio tra emozioni e memorie raccontate con leggerezza e sincerità. \n\n\n\nPer i più curiosi\, non mancheranno le visite guidate alla scoperta del rinnovato Teatro della Società\, impreziosite da momenti musicali a cura degli studenti dell’Istituto Civico “G. Zelioli” (30 novembre – 2-3-5-6-8 dicembre). \n\n\n\nIl cartellone 2026 \n\n\n\nLa Fondazione Teàrte Lecco lancia anche gli appuntamenti del cartellone 2026 “La stagione delle emozioni” che porterà sul palco grandi spettacoli\, nuove voci ed eventi speciali\, con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone e far vivere a tutti l’energia di questo luogo di cultura. 14 appuntamenti da segnare in calendario fino a maggio tra prosa\, danza e sinfonica. \n\n\n\nTeatro di Prosa. Un viaggio tra grandi classici\, ironia\, emozioni e attualità per una stagione che celebra la potenza del teatro in tutte le sue forme. Si parte il 24 e 25 gennaio (h.21) con Amadeus di Peter Shaffer\, nell’intensa regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia: un dramma potente sull’invidia e sul genio\, dove Salieri e Mozart si sfidano in un affascinante duello tra arte e destino. L’11 febbraio (h.21) arriva la freschezza de Gli Innamorati di Carlo Goldoni\, adattamento di Roberto Valerio: una commedia vivace e moderna sulle gelosie e le follie dell’amore\, capace di far sorridere e riflettere. Il 22 febbraio (h.21) è la volta di Medico dei Maiali\, scritto e diretto da Davide Sacco\, con Luca Bizzarri e Francesco Montanari: una satira pungente e surreale sul potere\, la verità e la fragilità delle istituzioni. Il 4 marzo (h.21) si entra nel mistero con Trappola per topi di Agatha Christie\, per la regia di Giorgio Gallione e con Ettore Bassi: il giallo teatrale più rappresentato di sempre\, tra colpi di scena\, ironia e suspense. Il 21 e 22 marzo (h.21) il palcoscenico accoglie Prima del Temporale\, con Umberto Orsini diretto da Massimo Popolizio: un raffinato viaggio nella memoria e nell’anima di un attore alla vigilia dell’ultima scena. L’8 aprile (h.21) torna la commedia con Colpi di Timone di Enzo La Rosa\, adattata e diretta da Tullio Solenghi: un divertente gioco di equivoci e verità ambientato nella Genova degli anni ’40\, tra risate e colpi di scena. Chiude la prima parte di stagione il 29 aprile (h.21) Lisistrata di Aristofane\, con Lella Costadiretta da Serena Sinigaglia: un grande classico dal sapore contemporaneo\, dove l’ironia delle donne diventa arma di pace e libertà. \n\n\n\nConcerti Sinfonici. Un viaggio tra capolavori\, nuove creazioni e incursioni tra scienza\, cinema e stelle. Si apre il 31 gennaio (h.20.30) con Rachmaninov–Beethoven\, diretto da Emmanuel Tjeknavorian con Jeneba Kanneh-Mason al pianoforte. Il 28 marzo (h.20.30) la musica di Gustav Holst incontra l’astrofisica con I pianeti del sistema solare\, guidati dalla direttrice Danila Grassi e dal divulgatore Matteo Miluzio\, in un viaggio tra note e costellazioni. L’11 aprile (h.20.30) il pianista e direttore Sunwook Kim propone un dialogo tra Beethoven e la splendida Sheherazade di Rimskij-Korsakov\, con il violino di Luca Santaniello. Il 25 aprile (h.20.30) il maestro Alfred Eschwé ci accompagna in un itinerario mitteleuropeo con Bartók\, Haydn e Strauss\, tra eleganza viennese e ritmo danzante. Chiude la stagione il 9 maggio (h.20.30) La scienza di Star Wars: l’astrofisico Luca Perri e il direttore Jacopo Brusa ci guidano tra le galassie di John Williams\, in un concerto-spettacolo dove scienza e fantasia si incontrano. \n\n\n\nDanza Contemporanea. Due serate dedicate alla grande danza contemporanea segnano la stagione 2026 del Teatro della Società\, che si apre con due produzioni firmate MM Contemporary Dance Company. \n\n\n\nIl 15 aprile (h.21) il sipario si alza su Elegia e Ballade. In Elegia\, Enrico Morelli racconta con poesia e coralità la ricerca di sé in un mondo smarrito: otto danzatori attraversano paesaggi di memoria e solitudine sulle musiche di Chopin e Villarosa\, accompagnati dalla voce di Isidora Balberini e dalle poesie di Mariangela Gualtieri. Una danza intima e visionaria\, che riflette su identità\, cura e rinascita. Segue Ballade\, nuova creazione di Mauro Bigonzetti\, un omaggio energico e appassionato agli anni Ottanta. Tra le musiche di Prince\, Leonard Cohen\, Nina Simone\, Frank Zappa e i CCCP\, dieci interpreti danno vita a un viaggio tra emozioni\, ricordi e libertà creativa. \n\n\n\nLa seconda serata\, il 15 maggio (h.21)\, è firmata da Michele Merola\, con due lavori di intensa forza espressiva. In Vivaldi Umane Passioni\, ispirato alle musiche di Antonio Vivaldi e ai colori di Marc Chagall\, il coreografo trasforma in movimento le passioni universali dell’essere umano: gioia\, rabbia\, attesa e tormento. Con Bolero\, sulle note ipnotiche di Ravel arricchite da nuove composizioni di Stefano Corrias\, Merola esplora la ripetitività magnetica del celebre brano come metafora dei rapporti umani\, tra desiderio\, tensione e armonia. \n\n\n\nOltre alla programmazione teatrale\, torneranno anche le iniziative estive più amate: dal Lecco Jazz Festival\, che animerà la città con i protagonisti più importanti di questo genere musicale\, e il Sound of Lecco\, la rassegna che unisce musica\, arte e grandi emozioni visive.
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SUMMARY: "OLTRE ME IN ME"\, personale di  Fiona Sartoretto Verna
DESCRIPTION:Nel cuore di via Margutta\, tra storia\, arte e creatività\, un appuntamento da non mancare il Primo Dicembre alle ore 18\,30 alla Margutta Design di via Margutta 5 tra le sfavillanti luci di via MARGUTTA ILLUMINATA A FESTA!  Con una Mostra innovativa ed un’Artista unica\, in una Margutta Design che si afferma ancora una volta come una realtà autorevole e visionaria. E con due Curatori d’eccezione: l’architetto Giovanni Deidda e la dottoressa Sylvia Irrazabal. \n\n\n\nPiù di uno showroom\, più di uno studio di progettazione: Margutta Design è un luogo in cui l’idea prende forma\, la bellezza diventa spazio e la progettualità si trasforma in esperienza. Sotto la guida sensibile del Direttore Giovanni Deidda\, Margutta Design coltiva un dialogo continuo tra materia e immaginazione\, architettura e design\, che va oltre la rigorosa ricerca estetica e coraggio innovativo. Ogni ambiente è pensato come un racconto\, ogni progetto come un invito a guardare oltre ciò che appare.  \n\n\n\nEd è in questa cornice fatta di visioni e di luce\, di proporzioni e sussurri creativi\, che approda OLTRE ME IN ME\, la nuova Mostra personale di Fiona Sartoretto Verna\, Una Mostra che non si limita a essere ospitata\, ma trova in Margutta Design il suo naturale respiro: un luogo in cui l’arte può espandersi\, vibrare\, interrogare e farsi strada dentro chi osserva.  \n\n\n\nL’Artista dichiara: «Uso la bellezza per denunciare\, i colori per guarire e i materiali per raccontare il nostro fragile equilibrio con il mondo.» Con queste parole si apre il percorso espositivo che Margutta Design dedica a un’Artista la cui ricerca nasce da una tensione continua verso il bello\, le emozioni e l’essenza delle cose\, un cammino che intreccia intuizione\, memoria e una profonda attenzione verso ciò che è fragile nel nostro tempo.  \n\n\n\nFiona Sartoretto Verna\, torinese di nascita\, romana d’adozione e cittadina del mondo\, è architetto\, paesaggista e artista viaggiatrice. Ogni suo quadro diventa un’esperienza viva\, un luogo da attraversare più che da osservare. La sua poetica nasce da una tensione costante verso ciò che è fragile e mutevole nel nostro tempo\, unita a un’attenzione profonda per l’equilibrio – spesso compromesso – tra uomo e natura.  Da qui l’uso di materiali artificiali come metafora dell’invasione del sintetico nel paesaggio contemporaneo\, e l’integrazione di strumenti digitali che espandono la pittura oltre la sua dimensione tradizionale. Il percorso artistico di Fiona è segnato da esperienze internazionali che hanno plasmato il suo sguardo.Dopo la laurea in Architettura alla Sapienza di Roma\, negli Stati Uniti\, in South Carolina\, studia pittura con Aj Finley McRee\, sperimentando acrilico\, collage e contaminazioni materiche ispirate ai paesaggi della Lowcountry. Tornata in Italia\, alla Rome Universty of Fine Arts  approfondisce tecniche miste e pittura a olio con Simonetta Gagliano. Una parte significativa della sua identità creativa affonda nelle radici familiari: la nonna\, la pittrice Lea Razzetti Galvan\, le trasmette sensibilità\, intuizione e la capacità di percepire la vibrazione segreta delle cose.  \n\n\n\nCon questa Mostra  OLTRE ME IN ME\, Margutta Design accoglie così una selezione di opere che raccontano un viaggio intimo e universale: un itinerario che attraversa emozioni\, metamorfosi\, ferite e rinascite. È un racconto che parte dalla bellezza\, passa attraverso l’oscurità e ritorna alla luce\, ricordandoci che osservare è un gesto\, ma sentire è un atto. Un atto da gustare con gioia in via Margutta 5\, il 1° Dicembre prossimo! \n\n\n\nVernissage: su invito (tre appuntamenti dedicati)  \n\n\n\nContatti: mail info@marguttadesign.com/ tel. 0651849110
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SUMMARY:“Due dozzine di rose scarlatte” al Teatro Musco di Catania
DESCRIPTION:Dalla raffinata penna di Aldo De Benedetti\, torna in scena uno dei capisaldi della commedia brillante italiana nella versione diretta da Giampaolo Romania. Dal 3 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026\, TOTI MANCUSO e TOTINO LA MANTIA saranno gli irresistibili protagonisti di “Due dozzine di rose scarlatte”. Prodotto dall’associazione culturale Progetto Teatrando\, lo spettacolo rientra nella nuova stagione al Teatro Musco di Catania con la direzione artistica di Francesca Ferro. \n\n\n\nBinomio artistico che nasce da una lunga esperienza nel teatro popolare e nelle piazze siciliane\, arricchendo il loro bagaglio con tanta televisione e tanto cinema\, TOTI MANCUSO e TOTINO LA MANTIA donano alla messinscena di “Due dozzine di rose scarlatte” una freschezza inattesa. Al loro fianco – straordinarie – Mariarita Sgarlato ed Elena Melardi. \n\n\n\nLa trama gioca tra equivoci e seduzione\, ritraendo con grazia la monotonia coniugale e tratteggiando con delicatezza emozioni universali come l’amore\, la gelosia e il desiderio di ciò che evade dalla routine. L’umorismo diventa così veicolo per indagare con leggerezza le sfumature dell’animo umano\, mantenendo però la compostezza e la garbatezza dell’originale. Con le sue rose scarlatte e i fraintendimenti\, la vicenda si trasforma\, pertanto\, in un’atmosfera di risate e tenerezza\, capace di parlare a un pubblico ampio\, sensibile e desideroso di divertirsi. \n\n\n\nLa qualità performativa di TOTI & TOTINO amplificano magistralmente la delicata ironia di un testo anni Trenta che continua a parlare al presente: ritmo\, gag improvvisate\, scambi arguti e quella capacità di coinvolgere la platea che li ha resi amati in tutta la Sicilia. Il risultato è un intrattenimento mai esibito\, per un’esperienza di teatro piacevole\, sorridente e al tempo stesso riflessiva. In sintesi\, uno spettacolo originale fatto di risate eleganti\, divertimento autentico\, momenti di condivisione e semplicità. Un’ora e mezza di leggerezza\, senza perdere spessore\, per ricordarci quanto basti poco – una rosa\, un fraintendimento – per accendere desideri\, risvegliare speranze e ritrovare\, anche solo per una sera\, il piacere di sorridere di noi stessi. \n\n\n\nBotteghino presso il Teatro Abc \n\n\n\nVia Pietro Mascagni\, 94 – 95129 Catania (CT) \n\n\n\nInfo: tel +39 095 538188 / cell +39 333 7781632 \n\n\n\nOrari biglietteria: da lunedì a sabato dalle 16 alle 20 – giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 \n\n\n\nLink per acquisto biglietti spettacoli: https://teatroabc.eu/spettacoli-teatro-musco/
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SUMMARY:"Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts” all'Ara Pais
DESCRIPTION:Sarà ospitata a Roma\, al Museo dell’Ara Pacis\, da giovedì 4 dicembre 2025 a domenica 3 maggio 2026\, la grande mostra“Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, coprodotta e organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e daMondoMostre\, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. Radio Partner Dimensione Suono Soft. Mobilty Partner Atac. \n\n\n\nL’esposizione\, a cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi\, riunisce 52 capolavori provenienti dal Detroit Institute of Arts\, uno dei più importanti musei degli Stati Uniti\, e rappresenta un’occasione straordinaria per ammirare una selezione unica di opere dei grandi maestri dell’arte moderna europea tra Otto e Novecento. \n\n\n\nIl percorso\, articolato in quattro sezioni\, accompagna il visitatore dalle origini dell’Impressionismo fino alle avanguardie del primo Novecento\, presentando dipinti di Courbet\, Renoir\, Degas\, Cézanne\, Van Gogh\, Matisse\, Picasso\, Modigliani\, Kandinskij\, Beckmann e di molti altri protagonisti dell’arte europea. La mostra racconta la nascita e l’evoluzione della pittura moderna\, il dialogo fra luce e colore\, natura e città\, realtà e astrazione\, e le sperimentazioni che hanno ridefinito il linguaggio artistico del XX secolo. Tra le altre\, in esposizione Donna in poltrona (1874) di Pierre-Auguste Renoir — immagine scelta per la campagna di comunicazione e il visual ufficiale della mostra — eBagnanti (1879-1880) di Paul Cézanne\, opere che esemplificano in modo magistrale la ricerca sulla figura\, la luce e la costruzione dello spazio pittorico. \n\n\n\nCon “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”\, i grandi maestri europei compiono idealmente il viaggio inverso rispetto a quello che li portò nei musei americani\, tornando a dialogare con il pubblico europeo in un percorso di straordinaria bellezza e intensità. \n\n\n\nIl Detroit Institute of Arts (DIA)\, fondato alla fine del XIX secolo\, ospita oggi una collezione di oltre 65.000 opere che spaziano dall’arte antica a quella contemporanea\, divenne infatti\, già nei primi decenni del ‘900 un importante punto di riferimento per il collezionismo delle avanguardie artistiche europee negli Stati Uniti. \n\n\n\nINFO DEGAS – MATISSE – PICASSO – RENOIR – VAN GOGHIMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of ArtsA cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi4 Orari Tutti i giorni 9.30-19.3024 e 31 dicembre 9.30-14.001° gennaio 2026 11.00-20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura1° maggio e 25 dicembreBiglietto “solo Mostra”: intero € 15\,00 – ridotto € 13\,00.Prevendita: € 1\,00 Per maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)www.arapacis.it  www.museiincomune.it  www.mondomostre.it 
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SUMMARY:Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts all'Ara Pais
DESCRIPTION:Un avvio travolgente per Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, la mostra ospitata al Museo dell’Ara Pacis (fino al 3 maggio 2026)\, che nei primi quattro giorni di apertura ha registrato 8.830 visitatori\, confermandosi subito tra gli appuntamenti culturali più seguiti della stagione con oltre 2.000 visitatori al giorno e un picco di 3.000 la domenica 7 dicembre. \n\n\n\nUn risultato che testimonia\, ancora una volta\, la centralità di Roma come capitale internazionale dell’arte e della bellezza e la capacità dei suoi musei di attrarre pubblico diverso per età\, provenienza e interessi. L’entusiasmo con cui cittadine\, cittadini e turisti stanno rispondendo all’esposizione dimostra quanto la proposta culturale della città sia un motore vivo di partecipazione\, conoscenza e crescita collettiva. \n\n\n\n«Questi numeri – 8.830 ingressi in quattro giorni – sono il segnale forte di una comunità che vuole vivere i musei e riconosce nella cultura un’esperienza condivisa\, accessibile e necessaria. Il Museo dell’Ara Pacis si conferma uno spazio capace di unire qualità scientifica\, attrattività e apertura al grande pubblico»\, dichiara Massimiliano Smeriglio Assessore alla Cultura di Roma Capitale. \n\n\n\nLa mostra “Impressionismo e oltre” accompagna i visitatori in un percorso tra capolavori e protagonisti\, offrendo un’occasione preziosa per riscoprire uno dei momenti più fertili della storia dell’arte e le sue evoluzioni\, in dialogo con uno dei luoghi simbolo della Roma contemporanea. \n\n\n\nRoma Capitale invita il pubblico a continuare a partecipare e a programmare la visita\, contribuendo a rendere la cultura un elemento quotidiano della vita cittadina\, capace di generare valore\, turismo di qualità e nuove opportunità per il territorio. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nA cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi \n\n\n\n4 dicembre 2025 – 3 maggio 2026 \n\n\n\nOrari  \n\n\n\nTutti i giorni 9.30-19.3024 e 31 dicembre 9.30-14.001° gennaio 2026 11.00-20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nBiglietto “solo Mostra”: intero € 15\,00 – ridotto € 13\,00 \n\n\n\nPrevendita: € 1\,00 \n\n\n\nPer maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) \n\n\n\nwww.arapacis.it  www.museiincomune.it  www.mondomostre.it
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SUMMARY:"Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts" al Museo dell'Ara Pacio
DESCRIPTION:Dal Detroit Institute of Arts arriva al Museo dell’Ara Pacis una selezione straordinaria di cinquantadue capolavori\, dei grandi maestri dell’arte europea dal XIX al XX secolo. In mostra i pionieri dell’impressionismo Degas e Renoir\, i protagonisti delle avanguardie parigine Matisse e Picasso\, passando per le innovazioni di Van Gogh e infine arrivando agli sperimentatori dell’arte tedesca come Kandinsky e Beckmann. \n\n\n\nDa giovedì 4 dicembre 2025 a domenica 3 maggio 2026\, il Museo dell’Ara Pacis ospita la grande mostra Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, coprodotta e organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da MondoMostre\, con il supporto diZètema Progetto Cultura. Radio Partner Dimensione Suono Soft\, Mobility Partner Atac e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. \n\n\n\nL’esposizione\, curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi\, presenta gli straordinari dipinti provenienti dal Detroit Institute of Arts\, una delle maggiori istituzioni museali degli Stati Uniti.  \n\n\n\nLa selezione riunita al Museo dell’Ara Pacis comprende un insieme di capolavori europei realizzati tra gli anni Quaranta dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento\, alcuni dei quali entrati nelle collezioni del museo statunitense già poco dopo la loro esecuzione e oggi finalmente in Italia\, che documentano una fase cruciale della storia dell’arte\, attraversata da trasformazioni profonde che contribuirono a ridefinire il linguaggio pittorico moderno. Attraverso il dialogo tra luce e colore\, natura e città\, realtà e astrazione\, la mostra ripercorre un arco temporale in cui la pittura europea mette in discussione i modelli accademici e\, sperimentando nuove modalità di osservazione\, apre la strada alle rivoluzioni artistiche del Novecento. \n\n\n\n«Da domani 4 dicembre al Museo dell’Ara Pacis si apre la grande mostra “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”\, uno dei musei più prestigiosi degli Stati Uniti. Un’occasione unica per apprezzare uno degli snodi artistici più importanti della storia pittorica. Ci sono passaggi della storia delle arti figurative che hanno cambiato per sempre il nostro modo di intendere la raffigurazione\, la luce\, i colori\, l’irrompere del paesaggio cosiddetto ‘en plein air’. L’impressionismo è stato questo: un’evoluzione pittorica\, una piccola rivoluzione\, che ha sfidato convenzioni e canoni\, dando corpo con la sua pittura ad un movimento composto da artisti da una sensibilità visiva fino ad allora sconosciuta: da Pierre-Auguste Renoir a Edgar Degas\, da Paul Cézanne a Camille Pissarro. L’esposizione riunisce 52 opere provenienti dal Detroit Institute of Arts e c’è tempo fino al 3 maggio per godere di questa opportunità che ci racconta anche come\, per la prima volta\, è cambiato il rapporto pittorico tra natura e città»\, così l’assessore alla Cultura di Roma Capitale\,Massimiliano Smeriglio. \n\n\n\nLa mostra si apre con il rinnovamento dell’arte francese a partire dalla metà del XIX secolo\, quando realisti e impressionisti si concentrano sulla rappresentazione della vita moderna\, sulla verità del quotidiano e sulla resa immediata della percezione della luce. È il momento in cui la pittura europea comincia a mettere in discussione i codici tradizionali e a interrogare il rapporto tra percezione e realtà\, inaugurando una trasformazione profonda che porterà\, nel giro di pochi decenni\, alle avanguardie del primo Novecento. Seguendo l’invito di Charles Baudelaire\, a rivolgere lo sguardo alla vita contemporanea\, i pittori francesi trovano nella modernità urbana e nella luce naturale la materia nuova della loro ricerca. \n\n\n\nLa prima sezione\, ricca di opere emblematiche\, restituisce con chiarezza questo passaggio epocale attraverso cinque dipinti diEdgar Degas\, il celebre Bagnanti di Paul Cézanne e il raffinatoDonna in poltrona (1874) di Pierre-Auguste Renoir\, scelto come visual della mostra\, ai quali si affiancano due opere più tarde diPissarro e Alfred Sisley e un dipinto di Max Liebermann che\, pur realizzato nel 1916\, testimonia la persistenza e la vitalità della poetica impressionista oltre i confini della Francia. \n\n\n\nIl racconto espositivo prosegue con le ricerche sviluppate dopo il 1886\, anno dell’ultima mostra impressionista\, quando la pittura francese si avvia verso una crescente solidificazione della visione\, una costruzione più stabile della forma e una trasformazione del colore in elemento espressivo autonomo. La Sainte-Victoire di Cézanne esposta\, databile ai primi Novecento\, mostra con evidenza questa evoluzione; mentre\, le opere di Renoir restituiscono un artista profondamente trasformato dalla rilettura della tradizione. I due dipinti di Vincent Van Gogh interpretano la realtà attraverso una pennellata ritmica e vibrante\, comunicando con forza lo stato emotivo dell’artista. In questi anni\, come osservava il critico inglese Roger Fry coniando il termine “postimpressionismo”\, l’opera d’arte si emancipa dal rapporto diretto con il reale e si configura come un’armonia autonoma\, parallela al mondo visibile. \n\n\n\nLa parte centrale del percorso è dedicata alla Parigi dei primi due decenni del Novecento\, quando la capitale francese si afferma come centro artistico mondiale e vede emergere figure decisive comePablo Picasso e Henri Matisse. Le sei opere di Picasso esposte in mostra restituiscono la complessità del suo percorso: un dipinto del periodo rosa\, due della fase cubista e tre ritratti di donne sedute\, dipinti dopo il 1920\, segnano tappe fondamentali della sua maturità. I tre dipinti di Matisse\, realizzati tra il 1916 e il 1919\, testimoniano invece un’evoluzione sorprendente\, dal rigore geometrico delle prime ricerche a una pennellata più sensuale e dilatata\, influenzata dall’opera di Renoir. Completano questo panorama parigino le opere cubiste di María Blanchard\, unica artista donna presente nella selezione proveniente dal DIA\, e di Juan Gris\, insieme ai dipinti espressionisti di Amedeo Modigliani e Chaïm Soutine\, figure centrali della Scuola di Parigi. \n\n\n\nIn chiusura una ricca selezione dedicata all’avanguardia tedesca\, acquisita dal Detroit Institute of Arts grazie alla lungimiranza del suo direttore Wilhelm R. Valentiner\, in carica tra il 1924 e il 1945\, e al sostegno di importanti mecenati. Tre dipinti — di Max Pechstein\, Wassily Kandinsky e Lyonel Feininger — appartengono ai grandi movimenti d’anteguerra\, Die Brücke e il Blaue Reiter. La maggior parte delle opere risale infatti al dopoguerra e restituisce la drammaticità della Germania sconfitta\, raccontata attraverso la durezza delle figure di Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff\, e attraverso i lavori intensi di Emil Nolde\, Oskar Kokoschka e Max Beckmann\, il cui Autoritratto del 1945 riflette l’incertezza profonda dell’artista e del suo Paese nel difficile momento successivo al conflitto. \n\n\n\nCon Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, Roma accoglie un nucleo di opere che raramente lascia gli Stati Uniti\, un viaggio attraverso cinquant’anni di creatività europea che riunisce i protagonisti della modernità. Una mostra che non solo restituisce la ricchezza delle collezioni americane\, ma ricostruisce l’intreccio di visioni\, sperimentazioni e rivoluzioni che hanno definito la pittura tra Ottocento e Novecento europeo. \n\n\n\nNell’ottica di rendere i musei luoghi aperti per tutti e nell’intento di favorire l’inclusione e la partecipazione alla vita culturale della città\, laSovrintendenza Capitolina prosegue nel suo impegno di dotare anche le mostre temporanee di servizi che rispondano alle diverse esigenze della cittadinanza\, attraverso un potenziamento continuo degli strumenti di accessibilità. La mostra Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts è progettata pertanto per essere accessibile attraverso percorsi multisensoriali\, visite integrate\, laboratori creativi. I dispositivi di accessibilità e i video LIS sottotitolati\, posizionati all’interno del percorso mostra\, sono stati realizzati in collaborazione con l’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza e Rai Pubblica Utilità. Per tutto il periodo di apertura dell’esposizione è inoltre previsto un servizio di visite tattili e visite con interpreti LIS gratuite\, in collaborazione con il Dipartimento Politiche sociali e Salute – Direzione Servizi alla Persona di Roma Capitale\, la Cooperativa Segni d’Integrazione Lazio e Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nDEGAS – MATISSE – PICASSO – RENOIR – VAN GOGH \n\n\n\nIMPRESSIONISMO e oltre.Capolavori dal Detroit Institute of Arts \n\n\n\nA cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi \n\n\n\nOrari  \n\n\n\nTutti i giorni 9.30-19.3024 e 31 dicembre 9.30-14.001° gennaio 2026 11.00-20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nBiglietto “solo Mostra”: intero € 15\,00 – ridotto € 13\,00 \n\n\n\nPrevendita: € 1\,00 \n\n\n\nPer maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) \n\n\n\nwww.arapacis.it  www.museiincomune.it  www.mondomostre.it \n\n\n\nLe prevendite (anche biglietti OPEN) sono disponibili a QUESTO LINK
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SUMMARY:"IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts" all'Ara Pais
DESCRIPTION:Quaranta giorni dall’apertura\, la mostra IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, in corso al Museo dell’Ara Pacis fino al 3 maggio 2026\, registra un risultato straordinario: 50.000 visitatoriin 40 giorni\, con una media di 1.250 presenze al giorno e unaproiezione di 180.000 visitatori a fine mostra. \n\n\n\nUn dato che conferma l’attrattività dell’offerta espositiva romana e il forte interesse del pubblico per un progetto che porta in Italia una selezione rara: 52 capolavori del Detroit Institute of Arts\, con opere di Degas\, Renoir\, Cézanne\, Van Gogh\, Matisse\, Picasso e una significativa sezione dedicata alle avanguardie europee\, fino all’area tedesca con autori come Kandinsky e Beckmann. \n\n\n\nLa mostra\, curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi\, è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\,coprodotta e organizzata da Sovrintendenza Capitolina e MondoMostre\, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nUn percorso tra Ottocento e Novecento: dalla modernità alla rivoluzione delle avanguardie \n\n\n\nIl progetto espositivo accompagna i visitatori lungo un arco temporale che va dalla metà dell’Ottocento ai primi decenni del Novecento\, raccontando la nascita di un nuovo sguardo sul reale e la progressiva emancipazione del colore e della forma\, fino alle sperimentazioni che definiscono la modernità. \n\n\n\nAccessibilità e servizi al pubblico \n\n\n\nIn linea con l’impegno per una fruizione sempre più inclusiva\, la mostra propone strumenti e attività dedicati (tra cui contenuti e percorsi accessibili). \n\n\n\nINFORMAZIONI MOSTRA \n\n\n\nIMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of ArtsSede: Museo dell’Ara Pacis – Spazio espositivo\, Via di Ripetta 180 / Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli)\, RomaDate: 4 dicembre 2025 – 3 maggio 2026Orari: tutti i giorni 9.30–19.30; 24 e 31 dicembre 9.30–14.00; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura; chiuso 25 dicembre e 1° maggioBiglietti (solo mostra): intero €15; ridotto €13; prevendita €1 \n\n\n\nLe prevendite (e biglietti OPEN) sono disponibili a QUESTO LINK
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SUMMARY:"Ad Vacuum" di Antonio Tropiano a Prosa_contemporanea
DESCRIPTION:Il 4 dicembre 2025 alle ore 18.00 PROSA_contemporanea presenta la mostra personale Ad Vacuum di Antonio Tropiano a cura di Alberto Dambruoso: in esposizione 7 sculture che fondono etica ed estetica\, pensieri e riflessioni profonde sull’uomo e sulla società in cui oggi viviamo.  \n\n\n\nAd Vacuum (Verso il vuoto) intende riflettere la sua concezione del fare scultura. Per millenni\, sostiene l’artista\, l’uomo si è domandato se in natura potesse esistere il vuoto e di cosa fosse non-composto. Secondo Tropiano il vuoto non è assenza di materia o mancanza di esistenza come sosteneva Aristotele ma\, al contrario\, è il luogo dove tutto è contenuto\, dove ogni cosa ha la possibilità di incontrare qualsiasi altra e mutare assieme ad essa\, divenendo così\, secondo una felice locuzione trovata dall’artista\, “il nascondiglio dell’eventuale”. \n\n\n\n\n\n\n\nAntonio Tropiano è senza dubbio uno degli artisti che maggiormente mi ha colpito negli ultimi anni. Ritengo che la sua ricerca artistica sia un unicum nel panorama artistico italiano e che le sue opere siano dotate di una straordinaria forza comunicativa tali da sollecitare nello spettatore molte riflessioni. Ho già avuto modo di scrivere sul suo lavoro qualche anno fa in occasione di una sua mostra personale al Museo Marca di Catanzaro e sono felice di tornare ad esprimermi sulla sua ricerca per questa sua prima personale romana. Tropiano\, che tra l’altro non ama essere definito artista\, termine oggi troppo generico che spesso coincide piuttosto con quello di creativo (cosa ben diversa dall’artista che è un creatore)\, è uno sculture giunto non più giovanissimo ai palcoscenici dell’arte contemporanea ma che ha saputo imporsi in tempi brevissimi all’attenzione di molti addetti ai lavori\, compreso il sottoscritto. Ci è riuscito non per le relazioni amicali o interessate con galleristi\, critici\, giornalisti che ne hanno promosso così le sue opere\, come spesso succede oggi (con artisti più impegnati al telefono che a produrre opere)\, ma per la grande forza espressiva dei suoi lavori e per quel senso di stupore che suscitano le sue opere sia in termini esecutivi (di tekné) sia formali. Si potrebbe definirlo uno scultore anacronista dal momento che\, infischiandosene della tecnologia che potrebbe facilitare le varie fasi di sbozzatura ma anche di rifinitura dei materiali lignei di cui si serve per realizzare le sue sculture\, opera ancora come facevano gli scultori del passato ovvero servendosi degli utensili classici che richiedono forza e pazienza.  Anche il luogo che ha scelto per creare (Santa Caterina dello Jonio\, località balneare della costa calabrese)\, lontano dai grandi centri dell’arte contemporanea come Milano\, Roma e Napoli è indicativo di una personalità non adusa ai riflettori e al chiasso delle grandi città ma che\, al contrario\, preferisce la quiete e un certo isolamento ritenuti necessari per la sua pratica artistica.   \n\n\n\nLe sue opere nascono tutte dal concetto greco di “symbolon” (che significa mettere insieme le cose\, tenerle unite)\, e diventano metafore della condizione esistenziale dell’uomo e più in generale del mondo e della società in cui viviamo.  Il ricorso ad una forma di linguaggio (simbolo) che unisce il visibile all’invisibile è quindi uno dei tratti caratteristici del suo modus operandi. Questo aspetto\, legato al linguaggio metaforico\, va messo in relazione anche ai trascorsi di Tropiano\, che ha avuto una formazione da filologo medievale e rinascimentale\, avvezzo quindi a scovare i significati più reconditi e finanche segreti\, celati nei manoscritti antichi. Una delle chiavi d’accesso alle sue opere si trova nei titoli che Tropiano dà alle sue sculture. In principio è dunque il verbo\, il punto di partenza dal quale muove la sua ricerca. E’ la curiosità di scoprire l’origine dei diversi lemmi\, dei detti popolari\, delle lingue antiche che hanno\, fin dalla tenera età\, interessato l’artista. “È dalle parole che parto” – afferma lo scultore – “quando do abbrivio ad una scultura: negli interstizi del termine rintraccio infatti quella modulazione dei significati\, quel tessuto connettivo concettuale che informa la figura scelta”.  \n\n\n\n“Ad Vacuum” (Verso il vuoto) il titolo che Tropiano ha dato alla sua mostra\, intende riflettere la sua concezione del fare scultura. Per millenni\, sostiene l’artista\, l’uomo si è domandato se in natura potesse esistere il vuoto e di cosa fosse non-composto. Secondo Tropiano il vuoto non è assenza di materia o mancanza di esistenza come sosteneva Aristotele ma\, al contrario\, è il luogo dove tutto è contenuto\, dove ogni cosa ha la possibilità di incontrare qualsiasi altra e mutare assieme ad essa\, divenendo così\, secondo una felice locuzione trovata dall’artista\, “il nascondiglio dell’eventuale”. Nell’immaginario comune\, dice Tropiano\, la vacuità è sinonimo di inutilità\, di mancanza di significato e di funzione; e una cosa è “a vuoto” quando non corrisponde alla sua finalità o\, peggio\, non qualifica la sua esistenza. “Nella scultura” – afferma Tropiano – “le cose sono assai differenti: lavorando “per levare”  la figura che rimane rappresenta senz’altro il pieno (statua/statuere= collocare\, occupare uno spazio)\, mentre le schegge che cadono sotto i colpi dello scalpello sono la vera carne del vuoto: perché contengono in sé tutte le figure che non sono state scelte dall’artista (nelle quali sarebbero state invece il ‘pieno’ o come si dice in gergo il ‘buono’). Se ne deduce quindi che il vuoto per uno scultore è quel luogo delle cose in cui tutto esiste per compiere la libertà del suo gesto”. \n\n\n\nIn mostra l’artista presenta sette sculture\, alcune di queste realizzate nell’ultimo anno e una dal titolo “Se questo ha un uomo” realizzata appositamente per la mostra.  \n\n\n\n“Cenoscopio”\, dal greco Kenos (vuoto) e Scopeo (guardare) è una scultura realizzata nel corso del corrente anno che si presenta come un sacchetto di carta per il pane al cui interno\, sul fondo\, l’artista ha inserito una lente d’ingrandimento. Lo spettatore è dunque invitato a guardare dentro\, nel vuoto. In realtà anche se non contiene nulla\, il sacchetto non perde la sua essenza che non è mai e solo la sua funzione\, ovvero quella di contenere. Il vuoto quindi non è assenza\, ma essenza del contenere.  \n\n\n\nL’opera dal titolo “Funambolo”\, anch’essa realizzata nel corso del 2025 è una scultura che si presenta con le sembianze di un torso umano acefalo che allarga le braccia formando un perfetto asse longitudinale. L’uomo senza volto in quanto rappresenta tutti i possibili uomini impugna sulla mano di destra un ciuccio mentre in quella di destra trattiene un chiodo. Cosa ci vuole significare l’artista con quest’opera? Che dal primo vagito (ciuccio) all’ultimo respiro (il chiodo della croce) l’uomo incede lungo il sentiero degli propri giorni come se stesse in bilico continuo sul voto dell’irrealizzato\, del non accaduto\, del futuro. Come accade al funambolo che trova un equilibrio sul margine della caduta.  \n\n\n\nAnche l’opera dal titolo “Telestiké” è stata realizzata nel corso del corrente anno. Nel mondo greco venivano chiamate così alcune piccole sculture femminili che contenevano all’interno un messaggio per gli dei. Durante le cerimonie dei misteri eleusini venivano bruciate per far arrivare col fumo il messaggio al cielo. Tropiano ha individuato con questa scultura una corrispondenza con la sua anima che ha sempre immaginato come una donna gravida pregna di tutte le parole che non conosce e dei colpi di scalpello ancora non dati. Questo è il motivo per il quale essa è cava e ricoperta all’interno di migliaia di versi\, parole e citazioni dei poeti e scrittori di ogni epoca e civiltà. \n\n\n\n“Edenismi” è una scultura del 2024 ricavata da un noce e che riproduce un’enorme foglia di fico rinsecchita. La riflessione apportata da Tropiano con questa scultura riguarda ciò che sta accadendo negli ultimi anni con l’informazione globale dove non si riesce più distinguere il vero dal falso (fake news) soprattutto dopo l’introduzione dell’IA. Scrive Tropiano a proposito di quest’opera: “In una stagione in cui perfino una foto di guerra ci ricorda come sia sempre più difficile distinguere il vero dal falso\, la biblica foglia di fico escogitata per dissimulare la verità (verecondia\, ovvero paura del vero) non ha più alcuna funzione avendo perso la sua utilità. E come ogni strumento in disuso si è rattrappita”.  \n\n\n\n“Appendihabitat” è una scultura realizzata nel 2019 durante la pandemia da Sars Covid 19 e nasce da una considerazione di Tropiano su quel periodo di condizionamenti e di privazioni. La scultura si presenta con le fattezze di un alveare appeso su un appendiabiti. L’alveare rappresenta la comunità che in quel periodo di necessità si era compattata aiutandosi reciprocamente\, ma appena terminato il momento del bisogno con la stessa facilità con la quale si era unita si è disfatta facendo prevalere i singoli interessi. “Si è smesso di cantare e di abbracciarsi” – ricorda Tropiano –  “e il nostro senso di comunione ha fatto la fine di un impermeabile che\, appena spiovuto è finito nell’appendiabiti”.  \n\n\n\n“Metà Morfosi” è una scultura realizzata nel 2021 che indica già nel titolo il suo status: un cambiamento avvenuto solo per metà del corpo. In quest’opera Tropiano apporta una riflessione sull’attuale società ipertecnologicizzata e iperconnesa dove tutti si sentono il dovere di dire la loro\, apponendo like di consenso anche sulle cose più banali ed effimere. Il pollice all’insù è diventato per Tropiano un’enorme chela di granchio\, una mutazione genetica abnorme e grottesca che porta lo spettatore a riflettere sulla condizione dell’uomo d’oggi.  \n\n\n\n“Se questo ha un uomo” è il titolo dell’ultima scultura realizzata\, come già detto più sopra\, appositamente per la mostra. Dalla base di un’enorme testa di gorilla penzolano\, come un vecchio orologio a cucù\, dei pendoli sonanti che scandiscono il tempo. Quest’opera nasce dalla riflessione intorno ai cambiamenti climatici causati dall’uomo. La scienza ha dimostrato come già diversi parametri siano stati superati e siano diventati dei “punti di non ritorno”. Così l’uomo che s’ingegna a possedere il tempo dimentica che questo è fatto  solo di punti di non ritorno. \n\n\n\nEtica ed estetica\, pensieri e riflessioni profonde sull’uomo e sulla società in cui oggi viviamo\, temi importanti come la verità o la falsità delle cose di cui siamo oramai solo inermi spettatori. Sono questi elencati\, alcuni dei temi di fondo che emergono dalle sue sculture. Antonio Tropiano con questa mostra ha inteso   renderci consapevoli dei tanti campanelli d’allarme che sono già suonati e che in tanti fanno finta di non sentire. Queste opere non sono solo belle esteticamente ma sono anche crude\, vere\, un pugno allo stomaco per i benpensanti e per coloro che pensano che tutto vada bene. Tropiano ci invita ad aprire gli occhi e fare qualcosa prima che l’uomo sparisca e che ritorni un primate.  Perché se questo è un uomo o se questo ha un uomo c’è davvero poca differenza. 
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SUMMARY:"Matilda il Musical" al Teatro Sistina
DESCRIPTION:Al Teatro Sistina lo spettacolo di Natale perfetto per tutta la famiglia che farà battere il cuore agli spettatori di tutte le età: dopo il grande successo di pubblico e critica delle scorse Stagioni\, torna a grande richiesta\, nella nuovissima edizione\, “Matilda il Musical“\, firmato Massimo Romeo Piparo\, che si arricchisce della presenza di due grandi interpreti\, Sebastiano Somma e Roberta Lanfranchi. Il carismatico attore\, al suo debutto nel Musical\, vestirà i panni en travestidella Signorina Trinciabue (il ruolo interpretato da Emma Thompson nel film del 2022)\, la terribile preside della scuola frequentata da Matilda\, una donna arcigna e cattiva che terrorizza studenti e insegnanti. Al suo fianco\, un attesissimo ritorno: Roberta Lanfranchi torna sul palcoscenico del Teatro Sistina nel ruolo dell’indimenticabile maestra Dolcemiele. Con loro\, l’irresistibile Gianmarco Pozzoli\, che darà vita al cinico e goffo papà di Matilda e\, nel ruolo del titolo\, Giulia Chiovelli\, figlia d’arte e bimba prodigio\, perfezionatasi all’Accademia del Sistina\, che ha già incantato il pubblico nelle precedenti Stagioni. Un cast di 30 artisti\, tra gli altri\, Elena Mancuso\, Matteo Guma\, Ilaria Fioravanti\, Giovanni Papagni\, oltre a straordinari giovani talenti. A guidare l’emozione della musica dal vivo sarà la Direzione Musicale del Maestro Emanuele Friello\, con l’orchestra diretta da Federico Zylka.  \n\n\n\nIn scena per le feste di Natale\, da giovedì 4 dicembre al 4 gennaio 2026\, lo spettacolo è basato sull’omonimo romanzo di Roald Dahl\, uno dei libri più amati da tre generazioni\, divenuto esilarante film grazie a Danny De Vito e consacrato su Netflix nella versione musical. \n\n\n\n“Per molto tempo mi sono interrogato circa il grandissimo successo di “Matilda il Musical” nel West end londinese\, fin quando scelsi nel 2015 di vederlo pur con qualche riserva”\,dichiara Massimo Romeo Piparo. “Ebbene da quella sera ho eletto Matilda uno dei miei musical preferiti\, tornando a rivederlo altre tre volte. Una storia universale (tant’è che potrebbe essere ambientato ovunque da Londra a Roma\, Da Tokyo a Sidney) che ha come eroine due figure femminili tanto attuali al giorno d’oggi: una bambina e una maestra. E contemporaneamente altre due donne anti-eroine\, due figure negative come una madre “sbagliata” e una Preside che stravolge il proprio ruolo di educatrice trasformandosi in aguzzino di giovani adolescenti. Con al centro un’unica figura maschile – quella del padre cinico e sprezzante di Matilda- che diventa zimbello in mezzo a tanta malvagità femminile. Ecco\, in questo racconto\, grazie allo sguardo attento e pungente di Roald Dahl\, ci si ritrova buona parte delle grandi carenze contemporanee: l’educazione scolastica\, il rapporto familiare\, le dinamiche maschili\, il potere disumanizzante della televisione. Matilda il Musical andrebbe fatto vedere in tutte le scuole di ogni grado\, bisognerebbe portarci tutti i genitori di oggi ma anche quelli futuri convincendoli a trascorrere due ore immersi in questo racconto musicale che “rende migliori”. E proprio questo è l’auspicio mio personale: far cogliere la possibilità- forse l’ultima- di ripensare seriamente il ruolo di educatrici e educatori di chi si ritrova protagonista di quelli che restano sempre i due pilastri fondamentali della formazione dell’individuo: la Scuola e la famiglia.”  \n\n\n\nAl centro della storia una ragazzina dall’intelligenza vivace e dotata di superpoteri che attraverso la passione per la lettura e per i libri riesce a “distrarsi” da una vita fatta di soprusi e angherie: coltivando storie e racconti\, Matilda riesce a incontrare sul proprio cammino due donne preziose- una maestra e una libraia -che la “salvano” e si fanno salvare a loro volta- da una triste rassegnazione. Lo spettacolo offre al pubblico l’occasione di divertirsi e riflettere allo stesso tempo: la “lezione” che\, con il sorriso\, Matilda darà agli spettatori\, soprattutto a quelli più giovani\, è proprio di credere sempre in sé stessi e di avere coraggio\, anche quando qualcuno fa di tutto per metterci in difficoltà. Con la sua genialità\, ma anche con l’ingenuità e le insicurezze tipiche dell’adolescenza\, la protagonista nata dalla fantasia di Roald Dahl -autore anche de La Fabbrica di Cioccolato- è l’esempio di quanto la propria “diversità” sia un valore da apprezzare. Amicizia\, amore\, rispetto sono gli ingredienti principali di una ricetta infallibile che da oltre dieci anni riempie i Teatri di mezzo mondo\, e poi la musica\, con la sua energia contagiosa\, a scandire una storia scritta magistralmente: tutto questo è “Matilda”\, che nel periodo più magico dell’anno\, sarà in scena per raccontare una vicenda esemplare e ricca di valori positivi. \n\n\n\nLo spettacolo\, con il libretto di Dennis Kelly e musiche e testi di Tim Minchin\, è stato messo in scena in Gran Bretagna per la prima volta nel 2010\, e da allora continua a girare il mondo\, da Londra a New York\, vincendo più di 55 premi – tra cui ben sette Olivier Awards© (record nella storia degli “oscar” del West End)\, e cinque “Tony Awards”. \n\n\n\nLa trama: Matilda è una bambina brillante e intelligente\, appassionata di libri e curiosa di conoscere ogni cosa\, ma in famiglia vive una vita infelice perché non viene amata né compresa dai genitori e dal fratello. La bambina ha un potere speciale e misterioso che custodisce come un segreto: riesce infatti a far muovere gli oggetti con la sola forza del pensiero. Per farsi notare\, spesso Matilda pianifica scherzi e marachelle\, ma la sua vita non è facile e presto capisce che dovrà imparare a sopravvivere\, in famiglia così come a scuola. L’unica sua ‘alleata’ è Dolcemiele\, la maestra che le dimostra affetto e comprensione e che apprezza il suo talento straordinario. Insieme si coalizzeranno per contrastare le malefatte della perfida Signorina Trinciabue\, la cattivissima preside della scuola ossessionata dal controllo e dalla disciplina. \n\n\n\nwww.peeparrow.com \n\n\n\nwww.ilsistina.it \n\n\n\nFb: Teatro Sistina / PeepArrow Massimo Romeo Piparo \n\n\n\nIg: teatrosistina /peeparrow_entertainment \n\n\n\nTik Tok: teatrosistina \n\n\n\nMATILDA IL MUSICAL \n\n\n\ndi Roald Dahl \n\n\n\nMusiche e Liriche Tim Minchin \n\n\n\nLibretto Dennis Kelly \n\n\n\nVersione italiana di Massimo Romeo Piparo \n\n\n\nProdotto da PeepArrow Entertainment in collaborazione con il Teatro Sistina \n\n\n\nDirezione Musicale Emanuele Friello \n\n\n\nDirezione d’orchestra Federico Zylka \n\n\n\nCoreografie Billy Mitchell \n\n\n\nDisegno luci Umile Vainieri \n\n\n\nSuono Stefano Gorini \n\n\n\ncon \n\n\n\nSEBASTIANO SOMMA nel ruolo della Preside Trinciabue \n\n\n\nROBERTA LANFRANCHI nel ruolo della maestra Dolcemiele \n\n\n\nGIANMARCO POZZOLI nel ruolo del papà di Matilda \n\n\n\nGiulia Chiovelli – Matilda \n\n\n\nElena Mancuso – la mamma di Matilda \n\n\n\nMatteo Guma – Dottore/Sergei/Escapologo \n\n\n\nIlaria Fioravanti – Mrs. Phelps \n\n\n\nGiovanni Papagni – Michael \n\n\n\nPaolo Giammona – Rodrigo \n\n\n\nFatima Rosati – Acrobata \n\n\n\nAureliano Avogadro – Tommy/Eric \n\n\n\nMaria Vittoria Balzarelli – Ortensia/Alice \n\n\n\nAurora Biddittu – Amanda \n\n\n\nAlessia Conte – Bruce \n\n\n\nAnnalisa Costanzo – Ortensia/Amanda \n\n\n\nEhsan Fakeri – Nigel \n\n\n\nGreta Fronzi – Alice/Amanda  \n\n\n\nRiccardo Gallo – Eric/Nigel \n\n\n\nAdele Gatti – Alice/cover Matilda \n\n\n\nAlessandro Pennisi – Tommy/Eric \n\n\n\nEmma Remelli – Violetta \n\n\n\nViola Sabaini – Violetta/Ortensia \n\n\n\nMicol Sergi – Bruce \n\n\n\nEnsemble \n\n\n\nBenjamin Bemporad \n\n\n\nMattia Di Marco \n\n\n\nSilvia Giacobbe \n\n\n\nPaolo Giammona \n\n\n\nGinevra Grossi \n\n\n\nClara Intorre \n\n\n\nFatima Rosati \n\n\n\nRoberto Torri \n\n\n\nLucrezia Zizzo \n\n\n\nORCHESTRA DAL VIVO \n\n\n\nFederico Zylka – Direttore musicale associato / Tastiera 2 \n\n\n\nMatteo Libutti – Tastiera 1 \n\n\n\nDavid Giacomini – Chitarre \n\n\n\nStefano Nunzi – Basso e Contrabbasso \n\n\n\nSimone Macram – Batteria e Percussioni
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SUMMARY:"White Entropy”\, personale di Jacopo di Cera
DESCRIPTION:Tra le iniziative dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\, “White Entropy”\, mostra personale del fotografo e digital artist Jacopo Di Cera a cura di Massimo Ciampa\, al PhotoSquare di Milano Malpensa dal 4 dicembre 2025 al 31 marzo 2026\, trasforma il paesaggio in esperienza sensibile tra arte\, fotografia e sostenibilità. Un percorso di fotografie zenitali in grande formato\, realizzate tra Alpe di Siusi\, Monte Bianco\, Val di Fassa\, Val Badia\, Roccaraso\, Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio\, in cui il manto nevoso si scompone in trame quasi astratte\, segni di passaggi\, ferite e riscritture del paesaggio\, trasformando l’area aeroportuale in un osservatorio sospeso\, dove il bianco diventa materia di riflessione sul nostro rapporto con la natura e con il tempo. \n\n\n\n“White Entropy” conduce attraverso 23 opere di grande formato in un viaggio che dal candore assoluto dei paesaggi dell’arco alpino arriva alla presenza sempre più evidente dell’uomo. Il percorso passa dalla purezza iniziale all’apparire di figure minime\, fino alla folla che trasforma la montagna in superficie vulnerabile. Tracce\, solchi e ferite rivelano un territorio consumato\, dove la memoria del ghiaccio si assottiglia. Dietro il percorso di “White Entropy”\, ospitato nello scalo lombardo crocevia internazionale per milioni di passeggeri in transito ogni giorno\, si apre uno spazio inatteso: un territorio fragile\, quasi sacro\, in cui l’immagine zenitale dei ghiacchiai diventa un pavimento su cui camminare\, da attraversare con consapevolezza e responsabilità\, per narrare visivamente l’impatto ambientale e il senso cosmico dell’irreversibilità che governa ogni trasformazione. \n\n\n\nUna grande superficie di delicata carta fotografica si stende a terra e sulla sua pelle è stampata una visione dall’alto del ghiacciaio del massiccio del Monte Bianco. E poi accade ciò che non ci si aspetta in un luogo espositivo: si cammina. Ogni passo lascia un segno\, una lacerazione. Ogni traccia inciso\, consuma\, deteriora. Come per i ghiacciai\, che sotto il peso dell’uomo si assottigliano\, arretrano\, cambiano per sempre. È l’installazione site-specific che rende fisico e sensoriale il tema dello scioglimento dei ghiacciai e che coinvolge direttamente il visitatore nel processo di deterioramento\, rendendo palpabile la responsabilità collettiva. Il gesto\, semplice e quotidiano\, diventa rivelazione: non si può tornare indietro\, né ripristinare ciò che è stato consumato. La fotografia si anima proprio mentre si degrada\, la fragilità diventa voce\, il suo dissolversi diventa essa stessa narrazione. \n\n\n\nL’installazione rovescia così lo sguardo zenitale delle fotografie\, trasformandosi in un altare ribaltato che muta con il passaggio dei visitatori e la mostra in toto racconta una Terra fragile ma ancora portatrice di speranza\, indicando un possibile nuovo equilibrio tra uomo e ambiente. \n\n\n\nIl Monte Bianco è molto più di una vetta: è un simbolo europeo\, un mito alpino. Chiamato un tempo Mont Maudit – “Monte Maledetto” – a causa della sua fama di massiccio inaccessibile\, temuta e quasi soprannaturale\, nel 1786 Jacques Balmat e Michel-Gabriel Paccard raggiungono per la prima volta la cima\, sancendo la nascita ufficiale dell’alpinismo moderno. Oggi continua ad affascinare\, ma anche a preoccupare. Il suo ghiacciaio\, il Brenva\, è arretrato di 200 metri negli ultimi 20 anni: un termometro naturale del cambiamento climatico. “White Entropy” mette a sistema queste storie\, questi record\, queste fragilità attraverso un contatto diretto: il pubblico poggia i piedi proprio su quel paesaggio che ha segnato la storia dell’alpinismo e che oggi porta i segni della sua lenta dissoluzione. \n\n\n\nL’Assessore alla Cultura Francesca Caruso commenta: «Questa esposizione mostra con grande chiarezza quanto sia cambiato il nostro rapporto con la montagna e quanto le nostre azioni pesino sul paesaggio. È una riflessione che si inserisce pienamente nel percorso dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 che i territori e coinvolge le comunità attraverso progetti\, come questo\, che raccontano identità\, luoghi e patrimoni legati ai Giochi. Portare la mostra all’aeroporto di Malpensa significa inserirla nel flusso quotidiano di migliaia di persone\, in un luogo dove il messaggio arriva senza filtri. La cultura serve anche a questo: a farci vedere meglio ciò che consideriamo di conoscere già». \n\n\n\n«È per noi un vero onore ospitare\, qui all’aeroporto di Milano Malpensa\, una mostra così suggestiva dedicata al tema della montagna\, proprio mentre ci prepariamo ad accogliere gli atleti in transito per i prossimi Giochi Olimpici invernali. Saremo qui per dare il benvenuto non solo agli atleti\, ma anche agli spettatori ea tutti i passeggeri – dichiara Riccardo Kustermann\, Direttore Progetto Olimpico e Paralimpico presso SEA Aeroporti di Milano – Ci auguriamo che questa splendida esposizione di Jacopo Di Cera sappia emozionare e ispirare tutti coloro che condividono la passione per la montagna». \n\n\n\nInserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\, la mostra è promossa da SEA Milan Airports e realizzata da GLAC Consulting con la collaborazione di Deodato Arte. Media partner della rivista Artuu. L’artista Jacopo Di Cera – rappresentato da Deodato Arte – sarà inoltre protagonista di una mostra personale all’interno della sede principale della galleria nel gennaio 2026.Jacopo Di Cera\, nato a Milano nel 1981\, dopo l’esperienza nella comunicazione si trasferisce a Roma e si dedica alla fotografia studiando con maestri internazionali. Nel 2010 vince il concorso National Geographic. Nel 2016 sviluppa il “Fotomaterismo” con Fino alla Fine del Mare\, esposto al PAN di Napoli\, Paris Photo\, MIA Fair\, Les Rencontres d’Arles\, Paratissima e Ginevra Atelier Photo. Nel 2017 partecipa alla Biennale di Venezia\, presenta opere sull’imbarcazione Edipo Re di Pasolini e alla Galleria Accorsi. Seguono Il Rumore dell’Assenza\, MiRo e il progetto con droni Sospesi. Dal 2020 esplora l’arte digitale con Infinity e altre opere esposte a Roma\, Milano\, Miami\, New York\, Dubai\, Lisbona e Parigi. Nel 2024 rappresenta l’Italia alla Dubai Art Fair\, dove nel 2025 realizza l’installazione principale Retreat. Le sue opere\, tra fotografia e digitale\, sono presenti in gallerie e collezioni private nazionali e internazionali. \n\n\n\nWhite Entropy di Jacopo Di CeraA cura di Massimo Ciampa Dal 5 dicembre 2025 al 31 marzo 2026 Inaugurazione: giovedì 4 dicembre ore 12  \n\n\n\nIngresso libero
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SUMMARY:Lunaria a Levante 2026\,  prosa\, musica\, percorsi spettacolari e teatro per bambini in tutta Genova
DESCRIPTION:              \n\n\n\n\n\n\n\n“Lunaria a Levante”\, tradizionale rassegna invernale di prosa e musica a cura di Lunaria Teatro\, si appresta a tornare anche quest’anno con un programma intenso\, poetico e profondamente umano\, capace di attraversare epoche\, linguaggi e sensibilità diversi\, così come diversi sono i palchi scelti come sede degli spettacoli in agenda dal 6 dicembre 2025 al 16 maggio 2026: da Palazzo Ducale al Carlo Felice\, dal Museo di Arte Orientale Edoardo Chiossone al Teatro Instabile\, passando per il piccolo Teatro Iqbal di Castelletto e per le rappresentazioni itineranti in alcuni degli angoli più suggestivi di Genova. \n\n\n\nL’inizio sarà appunto al Chiossone\, sabato 6 dicembre\, con “I monologhi dell’atomica”\, reading di e con Elena Arvigo tratto da “Preghiera per Cernobyl” del Nobel per la letteratura Svetlana Aleksievich e da “Nagasaki”\, di Kyoko Hayashi: due immani tragedie nucleari rivissute attraverso le parole di altrettante donne che ancora ne portano i segni. E se Aleksievich non parla tanto del disastro in sé quanto delle impressioni e dei sentimenti delle persone che hanno toccato con mano l’ignoto\, Hayashi è essa stessa una sopravvissuta del bombardamento di Nagasaki e dunque testimone diretta di ciò che accadde quel giorno e\, soprattutto\, di cosa abbia significato sopravvivere. A seguire lo spettacolo\, vincitore del Premio Le maschere del teatro italiano 2023 come miglior monologo\, una visita guidata al museo che custodisce la più importante collezione di arte orientale italiana\, oltre alla mostra temporanea “Hiroshima Appeals. Messaggi di pace” curata da Miki Shimokawa. \n\n\n\nSabato 17 gennaio ci si sposterà alla Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale per un “Omaggio a Andrea Camilleri”\, maestro della parola e della regia celebrato\, nel centenario della nascita\, una performance che ne ripercorre le suggestioni letterarie e poetiche: Daniela Ardini\, Pietro Montandon – già interprete della fortunata produzione Lunaria Teatro tratta da “Maruzza Musumeci” – e Paolo Portesine ci condurranno tra le pagine dei romanzi più importanti e dei racconti brevi\, evocando alcune delle tematiche camilleriane più care\, tra cui il mare e la Sicilia. \n\n\n\nMusica protagonista sabato 31 gennaio all’Auditorium Montale del Carlo Felice grazie a “To love the land”\, concerto di Michela Centanaro accompagnata dalla cantante Maria Giulia Mensa\, dal pianista Guido Licastro\, dalla violoncellista Delfina Parodi e dalla voce recitante di Franco Avran: si partirà letteralmente da un respiro\, “Breath” dei Pink Floyd\, per quello che sarà un viaggio tra suoni che profumano di terra\, di pioggia e di stelle\, tra la voce degli alberi e il suono silenzioso del cielo\, lanciando un grido di allarme sulle sorti del nostro pianeta.  \n\n\n\nAltro genere e altra location\, sabato 21 e domenica 22 marzo al Teatro Instabile di via Cecchi\, per “Il fu Mattia Pascal”\, capolavoro di Luigi Pirandello che rivive nell’esibizione di un unico eccezionale interprete\, ancora Pietro Montandon\, capace\, grazie anche alla regia di Daniela Ardini e a un raffinato lavoro scenico\, di esplorare le sfumature psicologiche del protagonista mantenendo intatta la vitalità e l’umorismo del testo originale. \n\n\n\nSabato 18 aprile si tornerà al Museo Chiossone per un altro reading\, “Quel che affidiamo al vento”\, tratto dal romanzo di Laura Imai Messina. Daniela Ardini\, Pietro Montandon e Alma Poli ci porteranno nel giardino di Bell Gardia\, sul fianco scosceso di Kujira-yama\, la “Montagna della Balena”\, dove un telefono non collegato permette di parlare con chi non c’è più. Un luogo in cui\, ogni anno\, migliaia di persone provenienti da tutto il Giappone convergono nella speranza di ristabilire un contatto con i loro cari defunti. Anche in questo caso è prevista una visita guidata al museo a conclusione dello spettacolo. \n\n\n\nIl cartellone principale si chiuderà sabato 16 maggio\, in un luogo ancora in via di definizione\, con “La bocca del lupo”\, spettacolo itinerante tratto dal romanzo di Remigio Zena ambientato nei luoghi reali della Genova del 1887: una produzione che fonde verismo e commedia\, raccontando la vita della Bricicca e delle sue figlie nel quartiere popolare della Pece Greca\, con una visita guidata a cura di Genova Insieme. In scena Alice Bignone\, Rita Castaldo\, Anna Nicora\, Alma Poli\, Paolo Portesine e i partecipanti al laboratorio teatrale di Anna Nicora. \n\n\n\nCompletano il programma di Lunaria a Levante 2026 due percorsi spettacolari a ingresso libero curati dalla storica Marcella Rossi Patrone – l’11 aprile “La via romana di Quarto” ed il 2 maggio “Nel cuore di un borgo marinaro: via Antica Romana di Quinto” – e gli spettacoli per bambini al piccolo Teatrino Iqbal dell’Istituto Comprensivo Castelletto\, presso la scuola Maria Mazzini di corso Firenze: il 13 dicembre “La magia della stella di Natale” con Fiona Dovo e Valentina Reggio; il 10 gennaio “Un brutto anatroccolo” con Francesca Giacardi e Maria Teresa Giachetta; ed il 28 febbraio “Il gatto dagli stivali” con Daniele De Bernardi. \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni: tel. 010.2477045\, email info@lunariateatro.it\, www.lunariateatro.it. \n\n\n\nLunaria a Levante è un progetto di Lunaria Teatro. Si ringrazia per il sostegno il Comune di Genova e\, per la preziosa collaborazione\, l’Istituto Comprensivo Castelletto Genova\, l’Associazione Guide Turistiche della Liguria\, i Musei Nazionali di Genova\, il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone e Coop Liguria. \n\n\n\nLUNARIA A LEVANTE 2026 \n\n\n\nSpettacoli principali \n\n\n\nMuseo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone \n\n\n\nSabato 6 dicembre ore 16 \n\n\n\nREADING \n\n\n\nI MONOLOGHI DELL’ATOMICA \n\n\n\nda Preghiera per Cernobyl di Svetlana Aleksievich (Nobel per la letteratura 2015) e Nagasaki di Kyoko Hayashi \n\n\n\ndi e con Elena Arvigo \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPremio Le maschere del teatro italiano 2023 come miglior \n\n\n\nmonologo \n\n\n\nSeguito da visita guidata al Museo \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto* 13 euro\, under 26 8 euro\, under 13 7 euro. \n\n\n\n* Over 65\, Soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, possessori Green Card \n\n\n\nPalazzo Ducale\, Sala del Minor Consiglio \n\n\n\nSabato 17 gennaio ore 18 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nOMAGGIO A ANDREA CAMILLERI \n\n\n\ncon Daniela Ardini\, Pietro Mondandon\, Paolo Portiesine \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto* 13 euro\, under 26 8 euro\, under 13 7 euro. \n\n\n\n* Over 65\, Soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, possessori Green Card \n\n\n\nTeatro Carlo Felice\, Auditorium Montale \n\n\n\nSabato 31 gennaio ore 21 \n\n\n\nMUSICA \n\n\n\nTO LOVE THE LAND \n\n\n\nconcerto di Michela Centanaro \n\n\n\ncon Maria Giulia Mensa (voce)\, Guido Licastro (pianoforte)\, Delfina Parodi (violoncello)\, Franco Avran (voce recitante) \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto under 13 7 euro. \n\n\n\nTeatro Instabile \n\n\n\nSabato 21 marzo ore 21\, domenica 22 marzo ore 17 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nIL FU MATTIA PASCAL \n\n\n\ncon Pietro Montandon \n\n\n\nscene Giorgio Panni\, Giacomo Rigalza \n\n\n\nregia Daniela Ardini \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto* 13 euro\, under 26 8 euro\, under 13 7 euro. \n\n\n\n* Over 65\, Soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, possessori Green Card \n\n\n\nMuseo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone \n\n\n\nSabato 18 aprile ore 16 \n\n\n\nREADING \n\n\n\nQUEL CHE AFFIDIAMO AL VENTO \n\n\n\ndi Laura Imai Messina \n\n\n\ncon Daniela Ardini\, Pietro Montandon\, Alma Poli \n\n\n\nSeguito da visita guidata al Museo \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria \n\n\n\nPrezzi: in via di definizione \n\n\n\nLuogo in via di definizione \n\n\n\nSabato 16 maggio\, tre turni ore 15\, 16:30 e 18 \n\n\n\nSPETTACOLO ITINERANTE \n\n\n\nLA BOCCA DEL LUPO \n\n\n\ndi Remigio Zena \n\n\n\nda un’idea di Daniela Ardini \n\n\n\nin collaborazione con Paolo Portesine \n\n\n\ncon Alice Bignone\, Rita Castaldo\, Anna Nicora\, Alma Poli\, Paolo Portesine \n\n\n\ne il gruppo del laboratorio di teatro diretto da Anna Nicora \n\n\n\nIdeazione spazi e costumi Giorgio Panni\, Giacomo Rigalza \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto* 13 euro\, under 26 8 euro\, under 13 7 euro. \n\n\n\n* Over 65\, Soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, possessori Green Card \n\n\n\nPercorsi spettacolari \n\n\n\na cura della storica Marcella Rossi Patrone \n\n\n\ncon la partecipazione degli attori di Lunaria Teatro \n\n\n\nQuarto\, sabato 11 aprile ore 14:30 \n\n\n\nLA VIA ROMANA DI QUARTO \n\n\n\nTagliato dalla moderna viabilità\, questo antichissimo percorso si snoda ai piedi della collina di Apparizione fino all’abitato di Sturla\, con al centro la medievale chiesa di San Giovanni Battista. Le antiche case contadine\, le ville nobiliari\, l’Ospitale di San Giacomo sono oggi circondati dai moderni edifici\, ma non perdono il loro fascino. \n\n\n\nIngresso libero\, offerta gradita.  \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria tel. 0102477045. Si consigliano scarpe comode \n\n\n\nQuinto\, sabato 2 maggio ore 14:30 \n\n\n\nNEL CUORE DI UN BORGO MARINARO: VIA ANTICA ROMANA DI QUINTO \n\n\n\nLungo questa via sorsero la chiesa di San Pietro e le prime case di Quinto\, borgo di pescatori alle falde del monte Moro. Il percorso toccava un luogo ideale per il commercio. La storia locale si concentr. tra questa strada ed il mare. Un tempo era divisa in via Romana della Pianata ed in via Romana Ginevra. \n\n\n\nIngresso libero\, offerta gradita.  \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria tel. 0102477045. Si consigliano scarpe comode \n\n\n\nSpettacoli per bambini \n\n\n\nTeatrino Iqbal Scuola Maria Mazzini\, Istituto Comprensivo Castelletto \n\n\n\nSabato 13 dicembre ore 15 \n\n\n\nPER BAMBINI DAI 4 ANNI \n\n\n\nLA MAGIA DELLA STELLA DI NATALE \n\n\n\ncon Fiona Dovo\, Valentina Reggio \n\n\n\ntesto e regia Fiona Dovo \n\n\n\nproduzione Teatro delle Formiche \n\n\n\nLe fate Luna e Sole scoprono che la stella luminosa che guida Babbo Natale nella notte della vigilia è stata rubata dal Grinch. Nel viaggio per recuperarla incontrano vari personaggi. \n\n\n\nPrezzi: biglietto unico 7 euro \n\n\n\nTeatrino Iqbal Scuola Maria Mazzini\, Istituto Comprensivo Castelletto \n\n\n\nSabato 10 gennaio ore 15 \n\n\n\nPER BAMBINI DAI 4 ANNI \n\n\n\nUN BRUTTO ANATROCCOLO \n\n\n\ndalla fiaba di Hans Christian Andersen \n\n\n\ncon Francesca Giacardi\, Maria Teresa Giachetta \n\n\n\nscene e costumi Valentina Albino \n\n\n\nregia Antonio Tancredi \n\n\n\nproduzione Compagnia Cattivi Maestri \n\n\n\nChi è quell’anatroccolo che scappa dalla sua fattoria\, che corre\, inciampa\, si nasconde? Perché scappa? Il mondo fuori è così grande\, forse troppo grande per lui. Ce la farà? \n\n\n\nPrezzi: biglietto unico 7 euro \n\n\n\nTeatrino Iqbal Scuola Maria Mazzini\, Istituto Comprensivo Castelletto \n\n\n\nSabato 28 febbraio ore 15 \n\n\n\nPER BAMBINI DAI 3 ANNI \n\n\n\nIL GATTO DAGLI STIVALI \n\n\n\ncon Daniele De Bernardi \n\n\n\nproduzione Teatrino dell’Erba Matta\, Associazione Trombe e Tamburi \n\n\n\nPiccole figure in terracotta che\, nelle coloratissime strutture in legno\, si muovono azionate da fili che danno spazio e vita alla favola. \n\n\n\nPrezzi: biglietto unico 7 euro \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni \n\n\n\nLunaria Teatro \n\n\n\nTel. +39 010 2477045 \n\n\n\nwww.lunariateatro.it \n\n\n\ninfo@lunariateatro.it
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SUMMARY:Gran Natale di Corinaldo
DESCRIPTION:Dal 6 dicembre al 6 gennaio\, Corinaldo (AN) uno dei sette borghi più belli d’Italia – riconoscimento che ne ha consacrato l’identità già nel 2007 – si veste di festa e trasforma il centro storico in un paesaggio in cui il Natale diventa esperienza\, incontro\, comunità. Un racconto festivo che si riaccende in un borgo dove luci\, voci e tradizioni si intrecciano tra i mattoni antichi\, le scalinate\, i passaggi silenziosi e mura medievali nel cuore delle Marche. \n\n\n\nQuest’anno il Gran Natale torna quindi a trasformare Corinaldo in un piccolo universo sospeso tra storia e incanto. Con l’inaugurazione\, in programma domenica 30 novembre\, si accenderà il grande albero\, le luminarie e l’intero borgo vestito di luce\, aprendo ufficialmente un mese in cui tradizione e meraviglia si intrecciano in un percorso condiviso che unisce abitanti e visitatori. È l’inizio di un tempo poetico\, dove emozione e ritualità convivono e rinnovano l’anima antica di questo luogo. \n\n\n\nIl cuore pulsante degli eventi prende forma nel ponte dell’Immacolata\, dal 6 all’8 dicembre\, e prosegue nelle domeniche 14 e 21 dicembre\, quando le vie del borgo si animano di spettacoli itineranti\, musica dal vivo\, performance circensi\, laboratori creativi per i più piccoli e il Mercatino di Natale\, scrigno di sapori\, saperi e artigianato che raccontano il territorio meglio di qualsiasi libro. È un mercatino inclusivo e partecipato\, pensato come uno spazio di incontro e relazione\, dove ogni banco diventa storia\, memoria e comunità. \n\n\n\nTra le novità più attese\, la pista di pattinaggio su ghiaccio allestita a fianco della  scenografica Porta del Mercato: un luogo abbracciato dalla cinta muraria medievale – tra le meglio conservate delle Marche – destinato a diventare uno degli scorci più fotografati del Natale corinaldese. \n\n\n\nAccanto agli eventi all’aperto\, la cultura assume un ruolo centrale: il Teatro C. Goldoni ospiterà spettacoli di prosa e concerti\, mentre la Biblioteca Comunale accoglierà i piccoli lettori con letture animate e laboratori dedicati alla fantasia.Gli amanti dell’arte potranno esplorare la mostra “Mirabilia Marche”\, dedicata a Claudio Ridolfi e al Seicento marchigiano\, e la mostra fotografica del 40° Concorso “Mario Carafòli”\, due appuntamenti che intrecciano memoria\, talento e identità territoriale. \n\n\n\nIn questo viaggio diffuso non mancano le tradizioni più amate: la Casa di Babbo Natale\, il presepe artistico-meccanico della Contrada di Santa Apollonia\, e gli allestimenti luminosi che ogni anno trasformano il borgo in un mosaico di scorci inediti e incantesimi visivi. \n\n\n\nA chiudere il calendario\, come da tradizione\, la Festa della Befana del 6 gennaio\, nella Contrada di Madonna del Piano: un pomeriggio dedicato ai giochi\, ai dolci\, ai sorrisi dei bambini\, alla musica e alla gioia semplice che definisce l’identità più genuina della comunità corinaldese. \n\n\n\nIl Natale di Corinaldo diventa così un viaggio nell’essenza delle feste: un invito a ritrovare il valore del tempo condiviso\, ad abitare la bellezza delle piccole cose\, a lasciarsi sorprendere da un borgo che ogni anno si rinnova senza mai perdere la sua autenticità. \n\n\n\nIngresso gratuito.  \n\n\n\nInfo Ufficio Turistico IAT Corinaldo tel. 071 7978636 – iat1@corinaldo.it
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SUMMARY:"Le Verità Sospese"\, quattro serate evento al Teatro Torlonia
DESCRIPTION:Teatro e coscienza civica\, un legame indissolubile che il Teatro di Roma\, su idea del Direttore Artistico Luca De Fusco\, concretizza con la prima edizione di Le Verità Sospese\, un ciclo di quattro serate-evento dedicate alla ricostruzione critica di altrettanti casi giudiziari irrisolti della storia recente italiana. \n\n\n\nA partire dal 9 dicembre e fino al 21 aprile (sempre alle ore 20.00)\, il palcoscenico del Teatro Torlonia si trasforma in una moderna agorà di dibattito civile\, una vera e propria tribuna di confronto\, per riaprire la riflessione sulle zone grigie della giustizia\, là dove il diritto si scontra con l’opinione pubblica\, la verità processuale con quella mediatica e il garantismo con la sete di colpevoli. \n\n\n\nCon un poker di casi emblematici\, posti al servizio della critica del giudizio\, si accende un confronto serrato e appassionato\, fatto di domande apertepiù che di risposte definitive\, sulle dinamiche di potere della giustizia e su quelle verità sospese che continuano a interrogare la nostra coscienza civile. \n\n\n\nIl ciclo si apre con un evento di alto profilo\, il caso Mori (L’onore di un generale il 9 dicembre)\, incentrato sul complesso conflitto tra i successi antimafia\, la trattativa Stato-Mafia e le accuse di favoreggiamento. La serata vedrà la presenza dello stesso Generale Mario Mori\, conferendo un valore straordinario al dibattito inaugurale. \n\n\n\nSi prosegue con la condanna di due assistenti universitari in assenza di prove materiali e la verità giudiziaria incerta nel caso Marta Russo (Alla Sapienza\, una mattina il 20 gennaio); per continura a ragionare sul tragico suicidio del deputato socialista che denunciò il clima di pressione e i processi sommari di Mani Pulite con il caso Moroni (Suicidio d’accusa il 17 marzo) e\, in chiusura\, lo scandalo Hotel Champagne che ha travolto il CSM rivelando le dinamiche delle nomine e delle correnti interne alla magistratura con il caso Palamara(Hotel Champagne il 21 aprile). \n\n\n\nA confrontarsi saranno due autorevoli voci del giornalismo italiano\, Alessandro Barbano e Goffredo Buccini\, che offriranno differenti prospettive sull’interpretazione degli eventi; mentre l’attrice Anna Ammirati condurrà gli incontri accompagnando il pubblico tra testimonianze\, riflessioni e nodi irrisolti. \n\n\n\nL’obiettivo è proprio quello di ragionare insieme\, coinvolgendo spettatori\, lettori e cittadini\, sulla labile linea di confine tra giustizia e moralità e su quelle verità sospese lasciate aperte nel dibattito civile. \n\n\n\nL’iniziativa\, infatti\, spinta da una profonda vocazione civile e culturale\, si pone l’obiettivo non di rifare i processi\, ma di ri-raccontare le storie\, facendo emergere gli errori giudiziari e stimolando la riflessione critica sul concettodi giustizia contemporanea\, spesso inquinata da verità edulcorate e motivate dalla fretta di chiudere i casi. Su questa linea\, il Teatro di Roma\, con Le Verità Sospese\, consolida il suo impegno a legare la riflessione artistica all’attualità\, sviluppando una coscienza critica\, in particolare tra le platee più giovani\, meno influenzate dai pregiudizi mediatici. \n\n\n\nSINOSSI DEI CASI TRATTATI \n\n\n\nL’onore di un generale – Il Caso Mori \n\n\n\nMario Mori\, ufficiale dei Carabinieri formato da Dalla Chiesa\, guida operazioni decisive contro Cosa nostra\, tra cui l’arresto di Totò Riina nel 1993. Il successo contro la mafia porta però Mori al centro di tre procedimenti giudiziari: ritardo nella perquisizione del covo di Riina\, presunto favoreggiamento della latitanza di Provenzano e presunta trattativa Stato–mafia. In tutti i casi viene assolto: le sentenze confermano che non furono condotte trattative né forniti favori alla criminalità. Mori resta una figura controversa nella storia italiana\, simbolo delle tensioni \n\n\n\nSuicidio d’accusa – Il Caso Moroni \n\n\n\nLa storia di Sergio Moroni è una delle ferite più profonde di Mani Pulite. Deputato socialista e dirigente del Psi\, si suicida il 2 settembre 1992 dopo aver ricevuto due avvisi di garanzia durante l’inchiesta Mani Pulite. Nella lettera inviata a Giorgio Napolitano denunciava un clima di pressione e processi sommari che travolgevano vite e famiglie. Il suo gesto rimane un simbolo tragico di quella fase politica\, segnata da conflitti intensi tra giustizia e politica. \n\n\n\nAlla Sapienza\, una mattina – Il Caso Marta Russo \n\n\n\nIl 9 maggio 1997 Marta Russo\, 22 anni\, studentessa di Giurisprudenza\, viene colpita alla testa da un proiettile mentre cammina nel vialetto dell’università. Muore cinque giorni dopo. L’inchiesta diventa subito una delle più controverse della cronaca italiana: nessuna arma ritrovata\, nessun movente credibile\, una dinamica mai chiarita. Nonostante l’assenza di prove materiali e di un legame certo con il fatto\, due assistenti universitari\, Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro\, che si sono sempre dichiarati innocenti\, vengono condannati per omicidio colposo e favoreggiamento. Il processo lascia aperti enormi dubbi: nessuna prova diretta\, nessun riscontro tecnico decisivo. Un caso che\, ancora oggi\, per molti resta il simbolo di una verità giudiziaria lontana da qualsiasi certezza. \n\n\n\nHotel Champagne – Il Caso Palamara \n\n\n\nLuca Palamara è stato il più giovane presidente dell’Anm e poi il primo a esserne espulso. Nel 2019 un trojan installato sul suo cellulare rivela conversazioni che mostrano il ruolo di mediatore nelle nomine dei vertici delle procure. Da lì esplode lo scandalo dell’Hotel Champagne\, dal nome del luogo in cui avvenivano le riunioni decisive. Il Csm ne esce devastato. Nel 2020 viene radiato dalla magistratura\, decisione confermata dalla Cassazione. Viene accusato di corruzione. Il processo si conclude nel 2023 con un patteggiamento a un anno per traffico di influenze. Ma la sua storia è ben lontana da potersi dire conclusa.
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SUMMARY:OnStage! Letture Americane al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Dal 9 dicembre 2025 al 9 marzo 2026 il TeatroBasilica ospita OnStage! Letture Americane\, una nuova collaborazione con OnStage! Festival\, che dal 2019 porta in Italia il meglio del teatro indipendente statunitense. Quattro testi selezionati tra oltre trenta opere tradotte dal progetto OnStage!\, affidati a tre compagnie under 35. A Roma saranno presenti gli autori Frank J. Avella\, Dave Johnson e Matt Williams per incontri con il pubblico e attività in via di definizione. \n\n\n\nIn parallelo prosegue la sezione OnStage! L’America è di scena\, con la prima europea di Lili/Darwin di Darwin Del Fabro (Teatro del Lido di Ostia e Florian Espace Pescara). \n\n\n\nCALENDARIO – TeatroBasilica9 dicembre 2025 – Lost and Found di Kaaron Briscoe – lettura Giordana Morandini / Zio Albert Produzioni19 gennaio 2026 – Battezzati fino al midollo di Dave Johnson – lettura Fucina 016 febbraio 2026 – Consenso di Frank J. Avella – lettura Gruppo della Creta9 marzo 2026 – Actually we’re Fucked di Matt Williams – lettura Gruppo della Creta\, regia Meghan Finn \n\n\n\nTutte le traduzioni sono curate da OnStage! Festival in collaborazione con Università Roma Tre.
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SUMMARY:"La strana coppia Revival" al Teatro Manzoni di Roma
DESCRIPTION:Due amici\, due caratteri opposti\, un solo appartamento. Al Teatro Manzoni di Roma arriva la comicità irresistibile di Neil Simon con La STRANA COPPIA Revival e due protagonisti d’eccezione\, Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia\, in scena da martedì 9 dicembre a domenica 11 gennaio.  \n\n\n\nCon loro sul palco Fabrizio Corucci\, Riccardo Graziosi\, Antonio Coppola\, Simone Repetto e con Claudia Tosoni – che dal 30 dicembre lascerà la scena a Shaen Barletta – e Chiara Ruta. Traduzione\, adattamento e regia di Gianluca Guidi.  \n\n\n\nLa STRANA COPPIA\, è un esempio di come Neil Simon\, il più geniale e prolifico autore del teatro comico della seconda metà del ‘900\, riesca sempre a trovare quel pizzico di simpatica follia nella vita di tutti i giorni. Si narra la difficile e complicata convivenza tra due uomini dalle personalità diametralmente opposte. I due personaggi\, Felix ed Oscar\, accomunati da un divorzio alle spalle\, decidono di andare a vivere insieme in un appartamento situato in uno dei tanti grattacieli sulla Riverside Drive\, a New York. Questo incontro-scontro quotidiano darà vita a continue ed esilaranti gags garantendo sicuro divertimento. Commedia singolarissima e particolarmente attuale.  \n\n\n\nE a Capodanno\, tra applausi e bollicine\, allo scoccare della mezzanotte brindisi speciale con gli attori per dare il benvenuto al nuovo anno.  \n\n\n\nNOTE DI REGIA  \n\n\n\nMeraviglioso “rappresentante” di Storie\, straordinario dialoghista e uomo con un senso dell’umorismo impareggiabile\, oggi\, Neil Simon (per il pubblico italiano) potrebbe apparire sulla carta “vecchio”. Ma non lo è. Al di là delle nevrosi\, di natura diversa\, che appartengono a Felix e Oscar (oggi assolutamente al passo coi tempi) e con qualche difficoltà nella traduzione di alcune battute che solo in lingua inglese sono comprensibili giochi di parole\, la difficoltà maggiore nel rappresentare una sua commedia è esclusivamente “temporale”: le perfette fotografie di uno spaccato sociale americano di quei tempi\, è difficile da rappresentare nel 2023. In nostro aiuto arriva però il tema del “matrimonio fallito”\, dell’essere uomini single devastati dalla separazione dalla propria consorte. Più che attuale. Per il resto\, il Teatro anglofono (sia Broadway che West-End londinese) ha (nel tempo) istruito il proprio pubblico ad assistere ad ogni tipo di spettacolo (noi italiani non siamo al passo) definendone i confini in vere e proprie categorie. Ecco “La Strana Coppia” viene (da loro) inserita oggi\, nella categoria REVIVAL che potrebbe essere tradotta con un “come eravamo”. Il pubblico si siede in platea sapendo bene cosa lo aspetta. Va (numeroso) ad assistere a tutto quello che gli viene proposto. Unica prerogativa richiesta\, per decretarne il successo o meno\, è la QUALITA’ della produzione. Il pubblico va a rendere omaggio o ad un grande autore o a chi lo interpreta sapendo benissimo quale precisa natura ha la rappresentazione a cui sta per assistere. Si rilassa e si diverte. \n\n\n\nQuindi\, cosa per altro assolutamente consigliabile anche altrove\, è meglio fidarsi dell’autore. Soprattutto quando è Neil Simon. Quindi avviamoci a teatro con la speranza di far assistere a due ore di divertimento. \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\nTel. 06.3223634   WhatsApp 327.8959298 \n\n\n\nprenotazioni@teatromanzoniroma.it   \n\n\n\nOrari spettacolo \n\n\n\nmartedì 9 dicembre ore 21:00 \n\n\n\nmercoledì 10 dicembre ore 21:00 \n\n\n\ngiovedì 11 dicembre ore 21:00 \n\n\n\nvenerdì 12 dicembre ore 21:00 \n\n\n\nsabato 13 dicembre ore 17:30 E 21:00 \n\n\n\ndomenica 14 dicembre ore 17:30 \n\n\n\nmartedì 16 dicembre ore 21:00 \n\n\n\nmercoledì 17 dicembre ore 21:00 \n\n\n\ngiovedì 18 dicembre ore 17.30 \n\n\n\nvenerdì 19 dicembre ore 21:00 \n\n\n\nsabato 20 dicembre ore 17:30 E 21:00 \n\n\n\ndomenica 21 dicembre ore 17:30 \n\n\n\nsabato 27 dicembre ore 19:00 \n\n\n\ndomenica 28 dicembre ore 17:30 \n\n\n\nmartedì 30 dicembre ore 19:00 \n\n\n\nmercoledì 31 dicembre ore 22:45 \n\n\n\nvenerdì 2 gennaio ore 21:00 \n\n\n\nsabato 3 gennaio ore 17:30  \n\n\n\ndomenica 4 gennaio ore 17:30 \n\n\n\nmartedì 6 gennaio ore 17:30 \n\n\n\ngiovedì 8 gennaio ore 21:00 \n\n\n\nvenerdì 9 gennaio ore 21:00 \n\n\n\nsabato 10 gennaio ore 21:00 \n\n\n\ndomenica 11 gennaio ore 17:30
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SUMMARY:“Epicicli"\, la stagione invernale del Teatro Antidoto di Gela
DESCRIPTION:Il Teatro Antidoto di Gela ospita la Stagione Teatrale invernale “Epicicli”\, promossa dalla cooperativa Punto Improprio\, che da anni rappresenta un punto di riferimento per la scena teatrale indipendente del territorio. La rassegna\, realizzata in collaborazione con Rete Latitudini\, prenderà il via l’11 dicembre 2025 e accompagnerà il pubblico fino a maggio 2026\, con un ricco cartellone che unisce drammaturgia contemporanea\, riscritture dei classici e teatro di ricerca. \n\n\n\nTutti gli spettacoli si terranno presso il Teatro Antidoto (via Pandino 2)\, con orari serali. \n\n\n\nIl progetto Epicicli si conferma un progetto culturale solido\, coraggioso e capace di tenere insieme qualità artistica\, accessibilità e radicamento territoriale\, offrendo al pubblico gelese un percorso teatrale che si rinnova\, attraversando miti antichi\, inquietudini contemporanee e linguaggi scenici sempre diversi. La sua offerta di drammaturgia contemporanea si arricchisce anche grazie al sostegno della Rete Latitudini che\, con le risorse del FURS\, promuove e supporta le iniziative teatrali di qualità nei territori periferici e nei piccoli centri siciliani. \n\n\n\nUna proposta che\, anno dopo anno\, continua a rafforzare il ruolo del Teatro Antidoto come presidio culturale attivo\, laboratorio di idee e luogo di incontro tra artisti e comunità che resiste anche grazie al sostegno di piccoli ma vitali sponsor privati. \n\n\n\nIL PROGRAMMA \n\n\n\n11 dicembre 2025 ore 21:30 \n\n\n\nIL RASOIO DI OCCAM \n\n\n\ndi Giuseppina Arimatea e Giovanni Maria Currò \n\n\n\ncon Alessio Bonaffini\, Tino Calabrò\, Mauro Failla \n\n\n\nregia Giovanni Maria Currò \n\n\n\nproduzione Clan Degli Attori \n\n\n\nGrazie alla radio\, la cronaca nazionale irrompe in un tipico salone da barba del Sud. La grande storia per qualche ora si mescola a quella infinitamente piccola di tre uomini alle prese con una quotidianità all’apparenza tranquilla. \n\n\n\n18 gennaio 2026 ore 19:00 \n\n\n\nFUTTI\, FUTTITINNI.. MA NON TI FARI FUTTIRI \n\n\n\ndi Tommaso D’Alia\, Giovanna Malaponti\, Valerio Castriziani \n\n\n\ncon Valerio Castriziani e Tommaso D’Alia \n\n\n\nproduzione Nutrimenti Terrestri \n\n\n\nUn ritratto della Sicilia che affronta temi di unione e disunione\, cercando di evadere dai pregiudizi sociali e di costruire un pensiero più ampio\, radicato nella quotidianità. Parla di Mafia\, ma anche di nonna Pia\, di morti e di vivi che lottano per un futuro diverso. \n\n\n\n8 febbraio 2026 ore 19:00 \n\n\n\nPOLIFEMO INNAMORATO \n\n\n\ndi e con Giovanni Calcagno \n\n\n\nmusiche e paesaggi sonori di Puccio Castrogiovanni \n\n\n\nproduzione La Casa Dei Santi \n\n\n\nSpettacolo ispirato dalle liriche e dai racconti dei poeti classici Teocrito e Ovidio\, che si sono occupati dell’impossibile amore del giovane Polifemo\, descritto come un pastore rozzo e selvaggio\, letteralmente sconvolto dal sentimento provato per la bellissima ninfa Galatea\, che invece ricambia l’amore di un pastore di nome Aci. \n\n\n\n8 marzo 2026 ore 19:00 \n\n\n\nPOLVERE \n\n\n\ndi Saverio La Ruina \n\n\n\ncon Saverio La Ruina e Cecilia Foti \n\n\n\nproduzione Scena Verticale \n\n\n\nC’è un prima\, immateriale\, impalpabile\, polvere evanescente che si solleva piano intorno alla donna\, la circonda\, la avvolge\, ne mina le certezze\, ne annienta la forza\, il coraggio\, spegne il sorriso e la capacità di sognare.  \n\n\n\n19 aprile 2026 ore 19:00 \n\n\n\nMETTI CHE RINASCO \n\n\n\ndi e con Sergio Vespertino \n\n\n\nmusiche dal vivo di Virginia Maiorana \n\n\n\nproduzione Pangea \n\n\n\nCosa ci aspetta quando metteremo piede nell’aldilà? Chi troveremo? Cosa saremo chiamati a fare? Nessuno\, che si sappia\, è tornato a riferirci come comportarci una volta arrivati lì\, cosa portare. Un divertente e bizzarro spettacolo e una scatenata ridda di folli supposizioni\, concetti assurdi\, bizzarre teorie\, stravaganti e travolgenti soluzioni. \n\n\n\n10 maggio 2026 ore 19:00 \n\n\n\nAGAMENNOMAN \n\n\n\nda Eschilo \n\n\n\nadattamento Aureliano Delisi \n\n\n\ncon Andrea Di Falco\, Gabriele Manfredi\, Andrea Pacelli\, Gabriele Rametta\, Pierantonio Savo Valente \n\n\n\nregia Collettivo V.A.N. \n\n\n\nAgamennoMan non è solo un re. È un uomo con sogni\, vizi\, debolezze e ambizioni\, che si avventura nel desiderio di grandezza come se fosse un supereroe senza consapevolezza del suo destino e soprattutto di quanto le sue azioni passate l’abbiano già segnato. \n\n\n\nINFO E BIGLIETTI \n\n\n\n329 4124903 – 327 8723050 \n\n\n\nBiglietteria online su www.liveticket.it/puntoimproprio \n\n\n\nAbbonamento: € 90 | Ridotto: € 70
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SUMMARY:"Quando la scienza fa spettacolo: la scienza\, l’etica e la coscienza" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:La Stagione del Teatro di Roma anche quest’anno sconfina verso altre discipline e si propone sempre più come uno spazio di incontro\, sapere\, scoperta\, abbracciando iniziative che uniscono l’esperienza teatrale e l’arte scenica con la divulgazione scientifica. \n\n\n\nSu questa linea progettuale il palco dell’Argentina si prepara ad accogliere la terza edizione di Quando la scienza fa spettacolo: la scienza\, l’etica e la coscienza. Un ciclo in tre incontri domenicali – 14 dicembre\, 8 marzo e 10 maggio\, a partire dalle ore 12 – per avvicinare il mondo della scienza al grande pubblico attraverso un format divulgativo coinvolgente dedicato al fondamentale rapporto della ricerca scientifica con il tema dell’etica e della coscienza. \n\n\n\nIn perfetto equilibrio tra rigore scientifico ed espressione artistica\, la rassegna – un progetto del Teatro di Roma\, ideato e curato da Orsetta Gregoretti e Silvia Mattoni\, con regia e drammaturgia di Matilde D’Accardi – esplora ambiti di frontiera come la robotica\, le neuroscienze e l’intelligenza artificiale. Ogni appuntamento\, infatti\, vedràscienziati di chiara fama e specialisti del settore dialogare con una guida d’eccezione\, l’attore Marco Marzocca\, che da artista e da curioso accompagnerà il pubblico alla scoperta di come il progresso interroghi la nostra coscienza. A fare da contrappunto narrativo è l’attrice Francesca Astrei\, che reciterà passi significativi tratti da grandi autori della letteratura\, della poesia e del giornalismo. Il tutto sarà immerso in una scenografia virtuale che proietterà sulla scena immagini del presente e filmati d’archivio\, trasformando ogni incontro in un vero e proprio viaggio immersivo. \n\n\n\nIl ciclo si inaugura domenica 14 dicembre con il tema “Roboetica dalla sanità allo Spazio”\, un incontro che vedrà confrontarsi esperti provenienti da settori cruciali. Interverranno\, tra gli altri\, Walter Cugno (Thales Alenia Space Italia\, Vicepresidente Esplorazione e Scienza\, attualmente Senior Advisor per Esplorazione e Scienza)\, Vittorio Loreto (Professore ordinario di Fisica dei Sistemi Complessi Sapienza Università di Roma\, Direttore di Sony CSL – Rome)\, l’avvocato Paolo Galdieri (docente di Diritto penale dell’informatica)\, Flavia Marino (ricercatrice psicoterapeuta CNR-IRIB) e Giovanni Pioggia (Dirigente di Ricerca ingegnere elettronico-biomedico CNR). \n\n\n\nIl viaggio prosegue poi domenica 8 marzo\, focalizzandosi su “Neuroscienze\, bioetica\, organoidi e assembloidi”. Saranno ospiti figure di spicco come il professore Enrico Alleva\, socio nazionale Accademia dei Lincei (docente di Etologia Sapienza Università di Roma\, già Direttore del Centro SCIC-Iss e Socio Accademia dei Lincei)\, la professoressa ordinaria di Filosofia del Diritto Laura Palazzani (Università LUMSA) e il professore ordinario di Biologia Molecolare e Direttore del Centro di Ricerca sulla Neurogenomica Giuseppe Testa (Università degli Studi di Milano e Human Technopole)\, per indagare i confini biologici ed etici della conoscenza del cervello. \n\n\n\nIl ciclo si conclude domenica 10 maggio con il tema di stretta attualità “Call for AI Ethics: una questione di fiducia”. Il dibattito vedrà sul palco il ricercatore emerito Rino Falcone (già Direttore Istituto Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR)\, la professoressa ordinaria di diritto privato e di diritto di Internet e dell’Intelligenza artificiale Giusella Finocchiaro (Università di Bologna) e il professore ordinario di Informatica Walter Quattrociocchi (Direttore del CDCS Sapienza Università di Roma)\, per affrontare le sfide della fiducia e della regolamentazione nell’era dell’Intelligenza Artificiale. \n\n\n\nQuando la scienza fa spettacolo: la Scienza\, l’Etica e la Coscienza \n\n\n\nIII edizione \n\n\n\na cura di Orsetta Gregoretti e Silvia Mattoni \n\n\n\nregia e drammaturgia Matilde D’Accardi \n\n\n\nconduce Marco Marzoccaletture Francesca Astrei \n\n\n\nassistente alla regia Consuelo Bartolucci \n\n\n\nproduzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale \n\n\n\nDomenica 14 dicembre 2025\, ore 12.00 \n\n\n\nRoboetica dalla sanità allo Spazio \n\n\n\nWalter Cugno\, Thales Alenia Space Italia\, Vicepresidente Esplorazione e Scienza\, attualmente Senior Advisor per Esplorazione e Scienza \n\n\n\nPaolo Galdieri\, Avvocato del foro di Roma e docente di Diritto penale dell’informatica \n\n\n\nVittorio Loreto\, Professore ordinario di Fisica dei Sistemi Complessi Sapienza Università di Roma\, Direttore di Sony CSL – Rome \n\n\n\nFlavia Marino\, ricercatrice psicoterapeuta CNR-IRIB  \n\n\n\nGiovanni Pioggia\, Dirigente di Ricerca ingegnere elettronico-biomedico CNR) \n\n\n\nDomenica 8 marzo 2026\, ore 12.00 \n\n\n\nNeuroscienze\, bioetica\, organoidi e assembloidi  \n\n\n\nEnrico Alleva\, docente di Etologia Sapienza Università di Roma\, già Direttore del Centro SCIC-Iss\, Socio Nazionale Accademia dei Lincei \n\n\n\nLaura Palazzani\, professoressa ordinaria di Filosofia del Diritto all’Università di Roma LUMSA \n\n\n\nGiuseppe Testa\, Professore Ordinario di Biologia Molecolare e Direttore del Centro di Ricerca sulla Neurogenomica\, Università degli Studi di Milano e Human Technopole \n\n\n\nDomenica 10 maggio 2026\, ore 12.00 \n\n\n\nCall for AI Ethics: una questione di fiducia \n\n\n\nRino Falcone\, ricercatore emerito\, già Direttore Istituto Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR \n\n\n\nGiusella Finocchiaro\, professoressa ordinaria di Diritto Privato e di Diritto di Internet e dell’Intelligenza Artificiale presso l’Università di Bologna \n\n\n\nWalter Quattrociocchi\, professore ordinario di Informatica\, Direttore del Center for Data Science and Complexity for Society (CDCS)\, Sapienza Università di Roma \n\n\n\ninfo e orari  tutti gli incontri sono di domenica mattina alle ore 12.00 \n\n\n\n14 dicembre 2025\, 8 marzo e 10 maggio 2026 \n\n\n\nbiglietti e cardsingolo incontro ingresso 10 €CARD 3 incontri 20 €teatrodiroma.net
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SUMMARY:"Gabriele D'Annunzio. Una vita da Inibitabili"al Teatro Greco di Roma
DESCRIPTION:Gabriele D’Annunzio è uno spettacolo di Edoardo Sylos Labini\, scritto con Angelo Crespi. \n\n\n\nTraccia la vita di uno dei personaggi più discussi e studiati della storia e della cultura italiana Gabriele d’Annunzio\, il Vate degli italiani. \n\n\n\nSylos Labini è accompagnato in scena dalle musiche originali del Maestro Sergio Colicchio e da video e immagini di repertorio che condurranno il pubblico nella vita di un uomo controcorrente\, che ha contribuito a costruire l’immaginario culturale del nostro paese. \n\n\n\nL’amante\, il soldato\, il poeta\, lo spettacolo segue l’ascesa di d’Annunzio a partire dal periodo romano quando giovanissimo sgomita per il successo e ne passa in rassegna i fasti\, l’esuberante vitalità\, l’eroismo\, soprattutto durante la prima Guerra m0ndiale e la successiva presa di Fiume\, che ne fecero il riconosciuto Vate degli Italiani\, fino all’ultimo periodo in cui il Vittoriale erige il museo di sé stesso. \n\n\n\nC’è spazio per i molti amori\, quelli tormentati con la moglie Maria Hardouin e con la grande Eleonora Duse\, per la politica e in particolare per la letteratura e la poesia\, dal Piacere della Pioggia nel pineto dal Notturno agli straordinari carteggi con la divina Duse che sono il lascito eterno di un uomo che ha fatto della propria vita un’opera d’arte \n\n\n\nL’allestimento curato da Alessandro Chiti è impreziosito dalle luminose di uno degli artisti più pop del panorama italiano\, Marco Lodola.  \n\n\n\n– \n\n\n\nORARIO SPETTACOLI \n\n\n\nmartedì 20.30 \n\n\n\nmercoledì 20.30 \n\n\n\ngiovedì 17.00 \n\n\n\nvenerdì 20.30 \n\n\n\nsabato 19.00 \n\n\n\ndomenica 17.00 \n\n\n\nInfo \n\n\n\n3773474023
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SUMMARY:"Cello & Piano Resonances” la raccolta curata da Luca Piccini e Gilda Buttà dal 19 dicembre
DESCRIPTION:Due grandi artisti del panorama musicale internazionale\, il Violoncellista e compositore Luca Pincini e la Pianista Gilda Buttà\, insieme in una raccolta da collezionare dal titolo “Cello & Piano Resonances” produzione MZQ Edizioni Musicali per la Lead Records. \n\n\n\nIl M° Mario Zannini Quirini e Manuela Petrozzi spiegano questo nuovo lavoro discografico\, uscito su tutte le piattaforme il 19 dicembre scorso\, realizzato presso i Lead Studios di Roma che dal 1982 sono un importante punto di riferimento per artisti di chiara fama e giovani talenti: una struttura di oltre mille metri quadrati situati nel cuore della Capitale\, dotata di tutti i migliori strumenti musicali e dei più sofisticati sistemi di registrazione. \n\n\n\n“Cello & Piano Resonances”\, annovera dieci brani eseguiti dal celebre duo composto da Gilda Buttà e Luca Pincini. Entrambi artisti pluripremiati\, hanno collaborato nelle colonne sonore di numerosi film con grandi Maestri come Ennio Morricone e Luis Bacalov. Gilda Buttà ha suonato\, fra gli altri\, i brani che nel film “La leggenda del pianista sull’oceano” diretto da Tornatore sono eseguiti\, nella finzione\, dai personaggi interpretati dagli attori Tim Roth e Clarence Williams III che non hanno mai suonato veramente il pianoforte.  \n\n\n\nLa Produzione dell’Opera\, per la qualità del prodotto finale\, merita\, oltre la divulgazione su tutte le piattaforme digitali\, la realizzazione di un elemento tornato fortemente attuale nella discografia come simbolo distintivo e cioè il VINILE. \n\n\n\nInteressante rilevare che il vinile\, di cui molti estimatori ne attendono la pubblicazione\, non ha indicazioni come “Lato A” o “Lato B” perché entrambe le facciate del disco contengono brani di incredibile valore compositivo\, e sono state indicate come Blue Side e Green Side per non voler nemmeno lasciar intendere preferenze di un brano rispetto ad un altro.  \n\n\n\nNel “Blue side” troviamo ‘La sagra del vino’ (Baccanale) Susan DiBona & Salvatore Sangiovanni\, ‘Around the Corner’ Giuliano Taviani – Carmelo Travia\, ‘Orbita a 2’ Corrado Carosio- Pierangelo Fornaro\, ‘Venezia’ Stefano Caprioli e ‘She Comes from the East’ Fabio Amurri. Nel “Green side”: ‘Notte stellata op.59” (Notturno per violoncello e pianoforte) Marco Sollini\, ‘Humble light’ (in memoria di S.S. Papa Francesco) Carmine Padula\, ‘A Mio Nonno’ Alessandro Bencini\, ‘Coming Back’ Michele Baldi\, ‘Lamento e Danza di un Buffone di corte’ Maria Chiara Casà. \n\n\n\nL’opera è prodotta da Manuela Petrozzi e Mario Zannini Quirini\, registrata\, mixata e masterizzata presso i prestigiosi Lead Studiosche si sono avvalsi della professionalità di Fabio Venturi\, Filippo Trotta (Sound Engineers) e Stefan Kolar (Studio Assistant). Mentre un ringraziamento speciale per la foto di copertina è rivolto all’Istituzione Universitaria dei Concerti (IUC) e al suo presidente Rinaldo Gentile. \n\n\n\nDa ricordare che uno dei brani\, ‘Humble light’ (in memoria di S.S. Papa Francesco) di Carmine Padula è particolarmente toccante anche in virtù dell’atmosfera del Santo Giubileo. \n\n\n\n“Cello & Piano Resonances” fa parte di un progetto in divenire del duo Luca Pincini e Gilda Buttà\, Violoncellista lui e Pianista lei\, in un percorso artistico aperto\, trasversale e fluido. Dopo precedenti album pubblicati secondo la stessa tematica\, questa nuova produzione\, fortemente voluta da Manuela Petrozzi e il M° Mario Zannini Quirini\, segna una tappa evolutiva della loro visione musicale. \n\n\n\nIl progetto accoglie compositori provenienti da mondi diversi\, legati al cinema e alle colonne sonore in genere\, invitandoli a scrivere per noi\, in piena libertà espressiva\, al di là di vincoli stilistici o d’immagine. Ogni composizione diventa occasione di dialogo\, sperimentazione e contaminazione tra linguaggi e sensibilità. \n\n\n\nIl violoncello e pianoforte diventano strumenti di sintesi: l’intesa\, la storia artistica e umana sperimentazione e tradizione\, eleganza timbrica e curiosità restano il filo conduttore di un viaggio in continua evoluzione. Un progetto aperto al nuovo\, attento al presente e pronto a valorizzare la creatività contemporanea.
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SUMMARY:Luce che affiora. Riccardo Guarneri in dialogo con Rembrandt a Urbino
DESCRIPTION:Dal 20 dicembre 2025 al 25 gennaio 2026\, la Galleria Albani dei Musei Civici di Urbino accoglie la mostra Luce che affiora. Riccardo Guarneri in dialogo con Rembrandt\, promossa dal Comune di Urbino e realizzato in collaborazione con la Rete Museale Marche Nord\, la Gallery Rosenfeld di Londra e l’associazione culturale L’Arte in Arte e il sostegno di Next S.r.l. \n\n\n\nRiccardo Freddo e Luca Baroni si accostano insieme per la prima volta ad Urbino una selezione di 20 incisioni originali di Rembrandt van Rijn\, maestro assoluto della luce e del chiaroscuro\, e un nucleo significativo di opere di Riccardo Guarneri\, considerato il maestro della pittura analitica italiana: un’occasione di dare continuità al dialogo fra patrimonio storico e ricerca artistica contemporanea\, tra presente e passato\, nel segno della ricerca interiore.  \n\n\n\nIl percorso espositivo nasce da un episodio fondativo della biografia di Guarneri: l’incontro giovanile\, negli Anni ’50\, con le opere di Rembrandt durante un viaggio nei Paesi Bassi\, esperienza che ne ha orientato in modo decisivo l’indagine sulla luce\, sulla rarefazione del colore e sulla costruzione percettiva della superficie pittorica. Le venti incisioni del maestro olandese\, provenienti da una collezione privata del territorio urbinate\, offrono un quadro eloquente dell’evoluzione dell’incisore nell’uso del chiaroscuro e costituiscono un riferimento imprescindibile nel contesto europeo. Tra i fogli esposti figurano alcuni dei titoli più celebri della grafica rembrandtiana\, come Inno di Simeone (Presentazione al tempio) (ca. 1640)\, La négresse couchée (1658)\, Autoritratto con Saskia (1636)\, Autoritratto con cappello di piume (1638)\, L’angelo appare ai pastori (1634)\, Donna che bagna i piedi in un ruscello (1646)\, Erudito nello studio (1652). \n\n\n\nMa Luce che affiora non è solo una mostra: è un invito a rallentare. A Urbino – città dove la luce del Rinascimento ha scritto alcune tra le pagine più alte della storia dell’arte – si incontrano due sguardi lontani nel tempo ma sorprendentemente vicini nel modo di interrogare ciò che accade tra ciò che si mostra e ciò che si cela. \n\n\n\nDa un lato Rembrandt\, che ha fatto della luce una presenza drammatica\, capace di scolpire volti\, emozioni\, atmosfere come nessun altro nel Seicento europeo\, dove le incisioni\, piccole e densissime\, sono schegge di rivelazioni che emergono dall’ombra racchiudendo mondi interi. Dall’altro Guarneri\, che in quella stessa luce ha trovato non una scena da illuminare\, ma un ritmo da ascoltare composto da vibrazioni minime\, trasparenze sottilissime\, movimenti che sfuggono alla fretta dello sguardo quotidiano. Tra la luce che irrompe di Rembrandt e il quasi impercettibile di Guarneri\, in mezzo c’è il visitatore\, chiama per completare questo racconto silenzioso. \n\n\n\nUrbino diventa allora il luogo perfetto per questo incontro: una città che ha inventato la prospettiva moderna e che oggi invita di nuovo a guardare in modo diverso\, a fermarsi e lasciare che l’occhio si abitua al quasi impercettibile. E il dialogo che nasce tra il chiaroscuro teatrale di Rembrandt e la luce rarefatta di Guarneri è un viaggio attraverso due modi radicali di immaginare cosa significa vedere. \n\n\n\nRiccardo Guarneri (Firenze\, 1933) è tra le figure più importanti della pittura analitica italiana. Dopo gli esordi segnati dalla musica e dall’influenza dell’Informale europeo\, dagli anni Sessanta sviluppa una ricerca personale centrata sulla luce\, trattata come struttura della superficie pittorica. Le sue opere\, costruite attraverso trasparenze\, ritmi geometrici e minime variazioni cromatiche\, hanno ricevuto grande attenzione dalla critica e dalle istituzioni internazionali. Ha esposto\, tra gli altri\, alla Biennale di Venezia\, alla Kunsthalle di Berna e al Centre Pompidou\, affermandosi come riferimento fondamentale per la riflessione contemporanea sulla pittura intesa come spazio percettivo e mentale. \n\n\n\n________  \n\n\n\n“Siamo lieti di accogliere nella Galleria d’Arte Albani un progetto di grande valore\, capace di mettere in relazione il lavoro dell’artista contemporaneo Riccardo Guarneri con le opere di Rembrandt. La mostra\, curata da Riccardo Freddo e Luca Baroni\, nasce dalla collaborazione tra il Comune di Urbino\, l’associazione Arte in Arte\, la Rete Museale Marche Nord e la Gallery Rosenfeld di Londra. Si tratta di un’iniziativa dal respiro internazionale che offrirà al pubblico l’opportunità di immergersi nelle suggestioni di due mondi e due modi diversi di intendere l’espressione artistica\, trovando a Urbino un punto di incontro fertile e virtuoso.”  Lara Ottaviani | Assessore alla Cultura\, Città di Urbino \n\n\n\n“Per la Rete Museale Marche Nord è un onore essere tramite della collaborazione tra il Comune di Urbino\, culla del Rinascimento e luogo nevralgico della cultura italiana\, e la Gallery Rosenfeld\, da anni punto di riferimento nel panorama dell’arte internazionale. Questa mostra – resa possibile anche grazie al prestito di importanti opere antiche provenienti dal territorio urbinate – testimonia la vitalità e la ricchezza del nostro territorio. Spero che l’incontro tra Urbino\, la grande arte internazionale rappresentata dalla Gallery Rosenfeld e la solidità scientifica e progettuale della Rete Museale Marche Nord possa segnare l’inizio di una collaborazione duratura\, e contribuire a portare nel mondo gli artisti ei tesori urbinati\, dal passato al Novecento fino al presente.”  Luca Baroni | Direttore Rete Museale Marche Nord \n\n\n\n“La poetica di Guarneri vive nella soglia del quasi invisibile\, dove la luce affiora come un respiro. La sua delicatezza non è fragilità ma rigore\, una scelta radicale di misura e ascolto. In questo dialogo con Rembrandt\, la luce diventa un pensiero che invita a vedere più lentamente e più profondamente.”  Riccardo Freddo | Responsabile Relazioni Museali e Istituzionali – Galleria Rosenfeld \n\n\n\nScheda tecnica \n\n\n\nLuce che affiora. Riccardo Guarneri in dialogo con RembrandtA cura di Riccardo Freddo e Luca Baroni Galleria Albani dei Musei Civici di Urbino (PU)Periodo di apertura: 20 dicembre 2025 – 25 gennaio 2026Orari: Dal 20.12.25 al 06.01.26 aperto tutti i giorni | 9:30/12:30 e 16:30/19:30Dal 07.01.26 al 25.01.26 aperto mercoledì-domenica | 9:30/12:30 e 16:30/19:30Ingresso gratuito Info: Galleria Rosenfeld | info@galleryrosenfeld.comRete Museale Marche Nord | info@gradarainnova.com 
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SUMMARY:"TRAPPOLA PER TOPI" al Teatro Ciak
DESCRIPTION:Un raffinato enigma teatrale\, un gioco di specchi in cui l’apparenza è costantemente messa in discussione. Natale da brivido al Teatro Ciak di Roma che da venerdì 19 dicembre a domenica 16 gennaio 2026 presenta il grande capolavoro di Agatha ChristiecTRAPPOLA PER TOPI. Con la traduzione di Edoardo Erba e la regia di Anna Masullo lo spettacolo vedrà sul palco Mariano Rigillo\, Anna Teresa Rossini\, Linda Manganelli\, Mauro Santopietro\, Fabrizio Bordignon\, Giovanni Carta\, Francesco Maccarinelli\, Claudia Guidi. E a Capodanno (inizio spettacolo ore 21.45) tutti insieme a festeggiare al termine dello spettacolo con brindisi di mezzanotte per dare il benvenuto al 2026. \n\n\n\nÈ sulle note di un’antica e infantile filastrocca\, “The Blind Mice” che l’apertura del sipario ci introduce nello scenario di un misterioso omicidio. Una tormenta di neve isola i personaggi\, avvolgendoli in una trama dal sapore di giallo psicologico. \n\n\n\nNel solco della tradizione di Agatha Christie\, ritorna il gioco claustrofobico della “camera chiusa”: la casa di campagna\, isolata dalla neve\, si trasforma in uno spazio sospeso\, denso di paure latenti e tensioni nascoste\, dove nessuno è al sicuro e chiunque può essere il colpevole. \n\n\n\nIn scena ininterrottamente dal 1952\, messo in scena in 45 Paesi e tradotto in 24 lingue\, TRAPPOLA PER TOPI ha raggiunto il numero record di 30mila rappresentazioni diventando lo spettacolo teatrale più longevo del mondo. In sette decenni lo hanno visto oltre 10 milioni di spettatori.  \n\n\n\nUn evento teatrale imperdibile per tutta la famiglia. \n\n\n\nwww.teatrociakroma.it \n\n\n\ninfo@teatrociakroma.it \n\n\n\nPer info e prenotazioni 06.33249268 \n\n\n\nOrario spettacoli \n\n\n\nVenerdi e Sabato ore 21.00 \n\n\n\nDomenica ore 17.30 \n\n\n\n26 dicembre e 6 gennaio ore 17\,30 \n\n\n\nSpeciale Capodanno 31/12/2025 ore 21\,45 \n\n\n\nPrezzo biglietti: \n\n\n\nIntero € 28\,00 \n\n\n\nRidotto € 25\,00 (under 25\, over 65\, gruppi 10+)
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SUMMARY:“Abracadabra – La Notte dei Miracoli” al Teatro Ghione
DESCRIPTION:Un Natale all’insegna della magia. Si rinnova\, per il nono anno consecutivo\, l’appuntamento con “Abracadabra – La Notte dei Miracoli”\, che sbarca nuovamente a Roma con un nuovo super cast di campioni mondiali di illusionismo.  L’evento\, che ha riscosso grande successo in varie città italiane\, si prepara a rendere la Capitale un regno incantato tra stupore e meraviglia. Al Teatro Ghione\, dal 26 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026\, il prestigioso show apre le sue porte per conquistare adulti e bambini\, appassionati di magia e famiglie in cerca di un momento davvero memorabile. In un’atmosfera che unisce meraviglia\, teatralità e illusionismo di altissimo livello\, “Abracadabra – La Notte dei Miracoli” propone un cast internazionale di campioni della magia\, artisti che hanno fatto della meraviglia il loro linguaggio. I protagonisti: Artem Shchukin: (Russia): campione del mondo di magia 2025 e 2022\, interprete che fonde teatro\, pantomima\, musica e illusione in un unico atto scenico; presenza di prestigio internazionale che si è esibito ad America’s Got Talent. Maxim (Italia): campione italiano di magia 2019\, interprete di una magia elegante e ricercata che unisce tradizione ed estetica contemporanea; ha calcato palchi internazionali con successo e ha lasciato a bocca aperta migliaia di illusionisti agli ultimi mondiali di magia 2025. Beryl Trupin (Mauritius): maga-illusionista franco–mauriziana\, campionessa di Francia\, salita alla ribalta con performance internazionali grazie il suo stile visuale\, elegante e dotato di grande fascino scenico. Rémi Lasvènes (Francia): artista francese che con la sua “magie nouvelle” e il linguaggio clownesco riesce a trasformare la percezione dello stupore; perfetto per emozionare anche i più piccoli. The Phobias (Italia): trio clown\, horror-magic\, finalisti a “Tu Si Que Vales” e protagonisti ad America’s Got Talent 2025 con performance che fondono paura\, meraviglia e ironia; un tocco diverso\, sorprendente e deciso. Jaime Figueroa (Spagna): primo premio per la Magia Comica al congresso Latino Americano Flasoma di Montevideo. ventriloquo\, mago e attore spagnolo che ha saputo unire comicità e illusionismo in uno stile originale\, raffinato e adatto a tutta la famiglia. Mago Lupis & Laura de Paulis (Italia): un duo brillante e raffinato che condurrà l’intero spettacolo fondendo magia\, comicità e gag; Lupis\, campione italiano di magia 2014\, è noto nel panorama italiano per uno stile unico dal ritmo travolgente. Disguido (Italia)\, sono gli ideatori e creatori di ABRACADABRA La Notte dei Miracoli\, duo di artisti internazionali\, campioni europei di comedy magic e vincitori del Mandrake d’Or\, l’Oscar della Magia. Presenteranno un numero originale di trasformismo con cappelli dedicato al cinema\, un momento che unisce magia\, teatro e comicità visuale.  \n\n\n\nEsclusivamente alla prima del 26 dicembre alle ore 20:30\, il 6 gennaio e gli ultimi due giorni\, il 10 e 11 gennaio 2026\, sarà presente la guest star Antonio Casanova in qualità di ospite speciale. Artista amatissimo dal pubblico televisivo\, e volto storico di “Striscia la Notizia”. Casanova offrirà un intervento esclusivo riservato a queste date\, accompagnando simbolicamente l’apertura e la chiusura della “scatola magica” di Abracadabra con la prima e l’ultima rappresentazione del festival. Il tutto proprio nell’anno del centenario della scomparsa di Harry Houdini\, icona mondiale e mito dell’escapologia. La magia che fa bene\, perchè ogni anno lo spettacolo prevede una magia solidale.   \n\n\n\nCome ogni anno\, infatti\, l’incanto del teatro non si fermerà al sipario: una parte del ricavato sarà devoluta ad Antas Onlus e alla Fondazione Telethon\, a favore della ricerca sulla sindrome di Phelan Mc Dermid\, trasformando anche quest’anno il pubblico in protagonista di un gesto concreto di solidarietà. Perché la magia più grande non è quella che fa sparire un oggetto… ma quella che fa apparire un sorriso dove serve davvero.  \n\n\n\nInoltre anche per questa edizione\, la cui regia porta sempre la firma di Guido Marini\, sarà assegnata la Bacchetta Magica d’Oro\, un momento di celebrazione dell’eccellenza artistica per i campioni sul palco. Il Premio Abracadabra è rappresentato da una bacchetta magica d’oro\, simbolo di prestigio\, riconoscenza e valore professionale. Un omaggio all’abilità\, destrezza\, dedizione\, ricerca scenica e poetica che ciascun artista condivide con il pubblico. Inoltre\, come da tradizione\, sarà assegnata anche la Bacchetta Magica d’Onore\, destinata a un personaggio di spicco nel panorama magico internazionale che si è distinto per influenze artistiche\, carriera\, innovazione e contributo culturale alla magia. La cerimonia di premiazione avverrà la sera della prima\, il 26 dicembre\, in un momento solenne ed emozionante che unirà l’intera compagnia\, gli ospiti e il pubblico presente.   \n\n\n\nBiglietteria e info: Telefono: 06 6372294 Cellulare 328 0183987 Mail: info@teatroghione.it  \n\n\n\nOrari botteghino: lun – sab 11:00-14:00 / 16:00-19:00; domenica 16:00-19:00  \n\n\n\nAcquisto online: tramite TicketOne
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SUMMARY:"C’Era Una Volta Il Night" al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, presenta\, da sabato 27 dicembre a domenica 4 gennaio\, C’Era Una Volta Il Night\, scritto e diretto da Alessandro Carvaruso\, con Alessandra De Pascalis\, e con Mariano Perrella\, Federico Pappalardo\, Elisa Franchi e la partecipazione del M° Mario Vicari\, direzione musicale Giovanni Zappalorto. Serata speciale a Capodanno\, mercoledì 31 dicembre alle 22\,00. Comicità\, musica dal vivo e nostalgia: il night club che torna a brillare. Uno spettacolo che riporta in vita l’atmosfera scintillante dei nightclub italiani degli anni ’50 e ’60\, tra ironia\, poesia e leggerezza. Sul palco si alternano numeri comici\, sketch brillanti e momenti musicali che ricreano il gusto e la vitalità di un’epoca in cui la notte era promessa di sogni\, flirt e rinascita. A dare corpo e voce a questo mondo è Alessandra De Pascalis con il sostegno di musicisti del calibro del M° Mario Vicari (storico pianista e direttore d’Orchestra di Gigi Proietti) e Mariano Perrella (leader dei Pandemonium) “vecchi volponi da nightclub”\, musicisti che hanno calcato quei palchi\, testimoni diretti di un tempo in cui l’orchestra era il cuore pulsante della serata\, capaci di passare con disinvoltura dalla risata liberatoria al lampo malinconico.Il risultato è una serata raffinata e popolare allo stesso tempo\, divertente\, nostalgica\, trascinante. Uno spettacolo che diverte e commuove\, restituendo al pubblico l’eco di un’Italia che scopriva la modernità a passo di danza e a colpi di swing. \n\n\n\ne-mail: info@teatroarcobaleno.it – sito: www.teatroarcobaleno.it \n\n\n\nSabato 27 dicembre ore 21\,00 \n\n\n\n domenica 28 dicembre ore 17\,30 \n\n\n\nVenerdì 2 gennaio ore 21\,00 \n\n\n\nSabato 3 gennaio ore 17\,30 e ore 21\,00  \n\n\n\nDomenica 4 gennaio ore 17\,30 \n\n\n\n SERATA SPECIALE CAPODANNO\, MERCOLEDI 31 DICEMBRE ORE 22\,00 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 23\,00 – Ridotto € 19\,00 (Over 65\, CRAL\, Associazioni convenzionate) – Ridotto studenti € 15\,00 \n\n\n\n BIGLIETTO PER LA SERATA DI CAPODANNO: 50 euro
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SUMMARY:"La Tigre" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Lui\, un rinomato specialista dello sviluppo personale\, è lì per un servizio fotografico destinato al supplemento domenicale di una importante rivista: un riconoscimento al quale tiene tantissimo. Lei è l’importante fotografa che dovrà immortalarlo.  \n\n\n\nLa Tigre di Ramona Madula con Marina Massironi e Alessandro Benvenuti che cura anche la regia\, mette in scena  il confronto tra una donna di sostanza e un uomo di fumo. Si potrebbe dire tra il ‘pratico’ e ‘l’ideale’. L’idea di uno spazio scenico fatto da due corpi\, raccontato da sole luci. L’essenza del teatro fatto di energia e ritmo. Ciò che non si vede si immagina. In questo caso\, il testo\, suggerisce un tappeto\, uno sgabello e una macchina fotografica. Se ci saranno effetti speciali dipenderà dall’energia dei corpi. Una bella sfida. E qui\, senza rubarvi altro tempo con fumisterie da intelligente forzato\, finiscono le mie scarne e più che sufficienti note di regia. Il tema è tutto ciò che ruota intorno alla ricerca della felicità. Lui vorrebbe essere un guru. Lei è una fotografa professionista. Lui parla di come rendere meravigliosa la vita degli altri. Lei cerca di catturare la realtà della vita fotografando gli altri. Lui vorrebbe apparire. Lei vuole renderlo\, a ragion veduta\, esattamente com’è. Lui non pensa di essere in crisi. Lei sa benissimo di essere in crisi. Una cosa\, però\, li accomuna: Lui non è quello che crede di essere… e Lei non è affatto chi dice di essere. La Tigre del titolo (ci informa l’autore) “è la paura che tutti abbiamo e che\, impossibile da nascondere\, va solo accettata e gestita come meglio si può”. In pratica\, la condizione nella quale\, più o meno\, ognuno di noi attualmente si trova. \n\n\n\nInfine due note umane…. \n\n\n\n“È un vero piacere per me rinnovare un sodalizio artistico con Marina. Tempo fa siamo stati fratello e sorella nel mio ultimo film come regista di cinema Ti spiace se bacio mamma? Di quella esperienza conservo un ricordo pieno di dolcezze\, divertimento e di autentico piacere intellettuale. Sensazioni che sono un buon viatico nell’affrontare un lavoro che renda piacevole la nostra fatica e premi la fedeltà di chi vorrà venirci a vedere.”    Alessandro Benvenuti                                                 
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SUMMARY:"Parla con lei" all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Un corpo che si nasconde\, trattenuto da un desiderio potente che preme per emergere e rivelarsi al mondo. Lo spettacolo esplora in profondità il conflitto interiore vissuto dalle donne omosessuali in una società che spesso impone il silenzio e la negazione. E un viaggio emotivo teso\, fatto di gesti contenuti\, sguardi velati e improvvise esplosioni di energia\, che racconta la tensione tra \n\n\n\nla voglia di libertà e l’angoscia di essere giudicate. La danza diventa uno strumento privilegiato di espressione\, dove ogni movimento si carica di significati profondi\, divenendo un atto di resistenza silenziosa e un grido muto per il diritto a essere se stesse senza compromessi. Il corpo si fa voce di una storia non detta\, un racconto di \n\n\n\ncoraggio e fragilità\, nascosto dietro una maschera di paura e vergogna. La coreografia non propone soluzioni né risposte preconfezionate\, ma lancia un interrogativo urgente e vitale: è più autentico restare nell’ombra protettiva dell’invisibilità o è necessario mostrarsi e rivendicare la propria identità\, \n\n\n\nrompendo il tabù del non detto e sfidando le convenzioni sociali? Il lavoro si presta a essere uno specchio delle contraddizioni e delle tensioni che l’essere umano affronta nel riconoscere e vivere liberamente il proprio desiderio\, offrendo al pubblico un’esperienza emozionale intensa\, fatta di luci e ombre\, di silenzi rotti e verità sussurrate attraverso il linguaggio \n\n\n\nuniversale del corpo. Questo spettacolo rappresenta non solo uno sguardo intimo e coraggioso sull’omosessualità femminile\, ma anche una riflessione collettiva sulla libertà del corpo e dell’anima\, sulla forza della vulnerabilità e sulla necessità di costruire spazi di ascolto\, accoglienza e liberazione. \n\n\n\nBIO \n\n\n\nMandragora Dance Company: e’ nata dal desiderio di promulgare l’arte performativa mettendo al suo centro il principio della femminilità\, intesa come un valore culturale e sociale di inclusiva’\, parità’ di genere e uguaglianza. Creatività\, empatia\, sensibilità e inclusione sono alcuni dei suoi elementi caratteristici. \n\n\n\nLe componenti principali della compagnia sono le giovani danzatrici che si affacciano ora al mondo della danza professionale. La componente maschile è altresì inclusa al fine di arricchire e supportare la mission della compagnia\, dedicata alla sfera del femminile. Nel repertorio coreografico vengono toccate sia tematiche sociali attuali bullismo\, diseguaglianza\, violenza\, discriminazione e dipendenza) sia la celebrazione di personaggi femminili storici-culturali (attualmente già’ in repertorio\, “Frida” ed “Edith Piaf \n\n\n\nLa multidisciplinarietà dello spettacolo è una caratteristica peculiare di Mandragora\, avvelandosi di collaborazioni che arricchiscono le creazioni e coinvogliando varie espressioni artistiche. \n\n\n\nDirettore Artistico Andrea Palombi – Danzatore\, insegnante e coreografo\, creatore di spettacoli ed eventi da 10 anni in Italia e precedentemente in vari paesi Europei\, si e’ specializzato nella danza contemporanea. Direttore Artistico del programma di danza contemporanea Interanzionale RIDA Program e Fondatore dell’Altro Festival Danza Arte e \n\n\n\nInclusione. La sua Mission e’ dare voce ai giovani artisti danzatori contribuendo alla crescita e allo sviluppo umano. Le sue creazioni sono a sfondo sociale e indagano l’uomo e la società’ nei suoi aspetti molteplici. La ricerca di sinergie e forme nuove di espressione performativa lo hanno portato a collaborare con tantissimi artisti sia nel campo teatrale che musicale. Attualmente Direttore di Spazio Arte centro culturale a Roma
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SUMMARY: “Parla con lei” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Il primo spettacolo del nuovo anno in via Giulia è “Parla con lei”\, presentato da Mandragora Dance Company\, in scena all’OFF/OFF Theatre nel weekend di sabato 3 e domenica 4 gennaio 2026\, con le coreografie e le musiche del direttore artistico della compagnia Andrea Palombi che dirige Elena Mecozzi\, Maya Nardi\, Miriam Caraffini\, Ginevra Lenti\, Alice Maglio\, Almudena Isusi\, Alessia Sforza\, Francesca Iuliano. \n\n\n\nUno spettacolo che indaga il conflitto interiore dell’omosessualità femminile in una società che invita al silenzio\, dove il bisogno di esprimersi si scontra con la paura del giudizio.Attraverso una danza tesa e vibrante\, fatta di gesti trattenuti e improvvise esplosioni di energia\, si racconta il viaggio emotivo di chi vive sospeso tra il desiderio di libertà e il timore di svelarsi.Ogni movimento diventa un atto di resistenza\, un urlo silenzioso che rivendica la propria verità.Il lavoro non offre risposte\, ma pone un interrogativo urgente: è più giusto restare nell’ombra o mostrarsi al mondo per ciò che si è\, infrangendo il tabù del non detto? \n\n\n\nLa Compagnia Mandragora è un progetto artistico dedicato alla ricerca e alla produzione nell’ambito dell’arte performativa contemporanea\, con particolare attenzione alla valorizzazione del principio della femminilità come valore culturale\, sociale e simbolico. Mission della compagnia è promuovere inclusione\, parità di genere e uguaglianza attraverso il linguaggio della danza\, inteso come strumento di espressione\, dialogo e trasformazione collettiva. La compagnia è composta da giovani donne e danzatrici che\, attraverso il proprio percorso artistico e professionale\, danno voce alla pluralità del mondo femminile contemporaneo.Il corpo e il movimento diventano così mezzi di indagine e narrazione\, capaci di restituire forza\, sensibilità ed empatia in un linguaggio performativo autentico e universale.
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SUMMARY:AMENTESVEGLIA al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Gli ultimi mesi del 2025 sono stati ricchi di sold out al Teatro Comunale Veroli\, con spettacoli che hanno emozionato il pubblico e consolidato il grande successo degli scorsi anni. La stagione teatrale\, però\, è solo all’inizio e siamo pronti ad accogliervi in sala il 4 gennaio\, con il primo spettacolo del nuovo anno della compagnia “AMENTESVEGLIA”\, che porta in scena una storia avvincente ed emozionante\, ambientata in un periodo molto difficile per l’Italia intera.  \n\n\n\nAnno 1943\, 8 settembre: è stato ufficialmente reso pubblico l’armistizio che vede il Regno d’Italia cessare le ostilità verso gli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. Qualche notte dopo l’evento\, che darà il via a conseguenze sanguinose per l’Italia\, Rebecca\, una ragazza di sedici anni\, sparisce dalla sua abitazione. Sulle sue tracce si gettano precipitosamente i suoi genitori\, le sue due sorelle\, suo fratello\, i suoi amici e l’intero paese\, preoccupati che la ragazza possa essere stata vittima di un rapimento da parte delle truppe naziste ancora presenti sul territorio. La ricerca\, che si rivela subito essere molto faticosa per via della scarsa visibilità notturna e che si estende anche nel bosco adiacente il paese\, darà il via ad un irrefrenabile vortice di eventi in grado di trasformare definitivamente le vite di tutti. \n\n\n\nLo spettacolo “Perché non parli?”\, con la regia di Andrea Abbafati\, ci riporta indietro nel tempo per rivivere dei momenti pieni di angoscia e di dolore\, ma che necessariamente hanno rappresentato un punto di svolta per l’Italia e per i singoli individui che li hanno vissuti. La Storia\, infatti\, non è fatta solo dai grandi eventi ma anche dai piccoli avvenimenti che riguardano le persone comuni\, una storia nella Storia\, dunque\, pronta ad emozionarci e a tenerci con il fiato sospeso. \n\n\n\nVi aspettiamo domenica 4 gennaio alle ore 18.00 con apertura botteghino alle ore 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 10.00 \n\n\n\nRIDOTTO: € 5.00 (Under 18/Over 65) \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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LOCATION:Teatro Comunale di Veroli\, Via Lucio Alfio\, 5\, Veroli (FR)\, ITA\, Italia
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SUMMARY:Joy Garrison Quartet all'AlexanderPlatz Jazz Club
DESCRIPTION:Lunedì 5 gennaio\, sul palco dell’Alexanderplatz Joy Garrison Quartet. Americana di New York e figlia d’arte\, cresce in un ambiente musicale estremamente stimolante. Dopo un’infanzia di esperienze vocali nelle chiese di Gospel\, comincia a cantare sotto la guida di suo padre Jimmy Garrison (per anni contrabbassista dello storico quartetto di John Coltrane). Ha cantato nei più importanti locali di New York al fianco di musicisti come: Barney Kessel\, Cameron Brown\, Billy Heart\, Ronnie Matthews\, Hank Jones\, Kevin Eubanks\, Alberta Hunter\, John Scofield\, Freddy Hubbard\, Reggie Workman\, Carmen McRae\, Tony Scott\, solo per citarne alcuni. Da molti anni svolge la sua attività prevalentemente come solista. È Impegnata in concerti in tutta Europa\, Saudi Arabia\, Russia\, Tunisia\, Turchia\, Parigi\, Germania\, Italia e Svezia\, proponendo la sua musica. Numerose sono le collaborazioni discografiche con sei album al suo attivo. Numerose le partecipazioni a trasmissioni televisive e radiofoniche come solista o al fianco di artisti come Zucchero\, Giovanni Tommaso\, Renzo Arbore\, Gianni Ferrio\, Gloria Esteban\, Massimo Ranieri\, Jose Carreras\, e tanti altri musicisti europei.  \n\n\n\n                                                                                                                                                                                    Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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LOCATION:Alexanderplatz Jazz Club\, Via Ostia\, 9\, Roma\, 00192\, Italia
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SUMMARY:"Due dozzine di rose scarlatte” al Teatro Abe di Catania
DESCRIPTION:Dopo il grande successo decretato dal pubblico catanese\, il 5 il 6 gennaio 2026 ritorna in scena una delle commedie più brillanti e raffinate del cartellone del Teatro Musco\, con la direzione artistica di Francesca Ferro. TOTI MANCUSO e TOTINO LA MANTIA saranno ancora gli irresistibili protagonisti di “Due dozzine di rose scarlatte”. Prodotto dall’associazione culturale Progetto Teatrando\, lo spettacolo nasce dalla penna di Aldo De Benedetti per arrivare sul palco nella versione diretta da Giampaolo Romania. \n\n\n\nBinomio artistico che nasce da una lunga esperienza nel teatro popolare e nelle piazze siciliane\, arricchendo il loro bagaglio con tanta televisione e tanto cinema\, TOTI MANCUSO e TOTINO LA MANTIA donano alla messinscena di “Due dozzine di rose scarlatte” una freschezza inattesa. Al loro fianco – straordinarie – Mariarita Sgarlato ed Elena Melardi. \n\n\n\nLa trama gioca tra equivoci e seduzione\, ritraendo con grazia la monotonia coniugale e tratteggiando con delicatezza emozioni universali come l’amore\, la gelosia e il desiderio di ciò che evade dalla routine. L’umorismo diventa così veicolo per indagare con leggerezza le sfumature dell’animo umano\, mantenendo però la compostezza e la garbatezza dell’originale. Con le sue rose scarlatte e i fraintendimenti\, la vicenda si trasforma\, pertanto\, in un’atmosfera di risate e tenerezza\, capace di parlare a un pubblico ampio\, sensibile e desideroso di divertirsi. \n\n\n\nLa qualità performativa di TOTI MANCUSO e TOTINO LA MANTIA amplificano magistralmente la delicata ironia di un testo anni Trenta che continua a parlare al presente: ritmo\, gag improvvisate\, scambi arguti e quella capacità di coinvolgere la platea che li ha resi amati in tutta la Sicilia. Il risultato è un intrattenimento mai esibito\, per un’esperienza di teatro piacevole\, sorridente e al tempo stesso riflessiva. In sintesi\, uno spettacolo originale fatto di risate eleganti\, divertimento autentico\, momenti di condivisione e semplicità. Un’ora e mezza di leggerezza\, senza perdere spessore\, per ricordarci quanto basti poco – una rosa\, un fraintendimento – per accendere desideri\, risvegliare speranze e ritrovare\, anche solo per una sera\, il piacere di sorridere di noi stessi. \n\n\n\nInfo: tel +39 095 538188 / cell +39 333 7781632 \n\n\n\nOrari biglietteria: da lunedì a sabato dalle 16 alle 20 – giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 \n\n\n\nLink per acquisto biglietti spettacoli: https://teatroabc.eu/spettacoli-teatro-musco/
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LOCATION:Teatro Abc\, Via Pietro Mascagni\, 94\, Catania\, 95129\, Italy
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SUMMARY:"Il gabbiano" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:L’opera più lirica di Checov\, Il gabbiano\, approda sul palcoscenico del Teatro Argentina dal 7 al 18 gennaio\, con la regia di Filippo Dini\, per un affresco decadente di un’umanità sull’orlo del baratro\, dove l’amore si trasforma in illusione e i sogni evaporano. \n\n\n\nIn scena Giuliana De Sio e lo stesso Filippo Dini guidano un cast composto da Virginia Campolucci\, Enrica Cortese\, Gennaro Di Biase\, Giovanni Drago\, Angelica Leo\, Valerio Mazzucato\, Fulvio Pepe\, Edoardo Sorgente\, alle prese con personaggi di età diverse e legate da vincoli di parentela e non\, che si riuniscono casualmente in una casa di campagna affacciata su un lago\, dove per tre atti si confrontano nel tentativo di sfuggire al grigiore del proprio destino. Tra loro emerge con forza la vicenda di Kostja\, un giovane che sogna di riscattarsi attraverso l’arte della scrittura\, sostenuto e infiammato dall’amore per Nina\, una coetanea che aspira a diventare attrice. Il ragazzo presenta il suo primo testo\, interpretato dall’amata\, ma lo spettacolo (diretto da Leonardo Manzan) si interrompe bruscamente e con esso svanisce l’illusione di un sogno condiviso. Da quel momento tutto precipita: desideri\, ambizioni e amori si scontrano con la realtà\, trasformando la speranza in disillusione. Due anni dopo\, Čechov ci mostra i protagonisti ormai prigionieri dei loro rimpianti e la vita appare come una lenta rinuncia. Al centro di questo fallimento collettivo\, Kostja sceglie la morte – ultimo atto di una parabola che dalla passione conduce al silenzio. In questo gesto finale però\, si cela una sorta di rinascita\, in cui riesce a liberarsi dal peso del mondo\, trasformandosi in qualcosa di più leggero\, oltre la materia e il tempo. \n\n\n\nÈ la prima volta in assoluto che il capolavoro di Čechov vede una doppia regia. Filippo Dini ha infatti affidato la regia dello “spettacolo di Kostja” al giovane regista Leonardo Manzan\, due volte vincitore della Biennale di Venezia nel 2018 e nel 2020. L’inedita decisione nasce dalla necessità di rappresentare un incontro artistico tra generazioni\, che consente a Manzan di lavorare in totale autonomia nella realizzazione di quello che anche nel testo di Čechov è lo spettacolo di un giovane regista.  \n\n\n\nFilippo Dini si misura con uno dei grandi classici del teatro\, che narra di una società alla fine in cui già si avverte l’arrivo del cataclisma sociale e politico che è stata la Rivoluzione Russa. Allora come oggi Il gabbiano riesce a parlare di un’umanità decadente\, di una società che sciupa ogni sogno e ogni fiducia perché non più in grado di realizzare le personali aspirazioni di uomini e donne. All’umanità non restano che le migliori energie\, i più luminosi talenti\, gli amori più appassionati\, che vengono però stravolti e corrotti secondo le beffarde leggi non scritte della società in cui si tenta di esprimerli. «L’immortalità di questo testo\, e la sua bruciante contemporaneità\, stanno nella descrizione di un’umanità alla fine: una società sull’orlo del baratro\, che percepisce l’arrivo di un’apocalisse destinata a spazzare via il mondo così come lo abbiamo conosciuto. Di lì a pochi anni\, infatti\, arriverà la Rivoluzione\, e con essa tante altre rivoluzioni in Europa — cause o effetti di una stessa crisi profonda – dichiara Filippo Dini – Tutta la drammaturgia di Čechov racconta una fine imminente. I suoi personaggi sono un popolo di ombre che tenta di resistere alla malinconia\, alla tristezza\, al torpore dell’anima. Lottano\, si scontrano\, si feriscono — tra di loro e con se stessi — per non soccombere. Le somiglianze con la nostra epoca sono straordinarie e sconfortanti. È come se il nostro Anton ci osservasse da lontano\, con il suo sorriso ironico\, in attesa che anche la nostra società\, il nostro mondo\, il nostro folle modo di vivere\, arrivino all’esplosione. Proprio come la boccetta di etere del dottor Dorn.» \n\n\n\nLo spettacolo – una produzione Teatro Stabile di Torino\, Teatro di Roma\, Teatro Stabile di Bolzano\, Teatro di Napoli – permette di rivivere una delle più affascinanti pagine del dramma moderno andando a scandagliare l’animo umano e i rapporti familiari con uno sguardo attento alla complessità della contemporaneità.
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LOCATION:Teatro Argentina\, Largo di Torre Argentina\, 52\, Roma\, 00186\, Italia
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