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SUMMARY:"Art d’Égypte – Forever Is Now" alla piana di Giza
DESCRIPTION:In Egitto\, ai piedi delle Piramidi\, dove il tempo si ferma e la sabbia conserva la memoria del mondo\, dall’11 novembre al 6 dicembre\, torna Art d’Égypte – Forever Is Now\, il grande appuntamento internazionale che ogni anno trasforma la piana di Giza in un paesaggio di visioni. Dieci artisti provenienti da tutto il mondo — Michelangelo Pistoletto\, Alexandre Farto (Vhils)\, Mert Ege\, Recycle Group\, J. Park\, Alex Proba e SolidNature\, Nadim Karam\, Ana Ferrari\, King Houndekpinkou e Salha Al-Masry — danno forma allapropria idea di eternità attraverso opere e installazioni che dialogano con la potenza immobile del deserto e la luce del presente. \n\n\n\nRealizzata sotto l’alto patrocinio dei Ministeri degli Esteri\, della Cultura\, del Turismo e delle Antichità d’Egitto\, in collaborazione con l’UNESCO\, la quinta edizione della mostra\, organizzata da Art D’Égypte by Culturvator\, riafferma la forza dell’arte come linguaggio capace di unire epoche e culture\, trasformando il mito in contemporaneità e il silenzio in spazio di relazione. \n\n\n\n«Davanti alle Piramidi ci ricordiamo del nostro obiettivo principale: connettere l’eredità antica con l’arte contemporanea»\, afferma Nadine Abdel Ghaffar\, fondatrice di Art D’Égypte\, che cinque anni fa aveva solo immaginato questa visione. Oggi Forever Is Now è un dialogo globale: un incontro tra la materia del tempo e la fragilità dell’uomo\, dove l’arte si fa ponte tra memoria e futuro. \n\n\n\nLe Piramidi\, simbolo universale dell’eternità\, accolgono linguaggi che si muovono tra scultura\, installazione e spazio. Pistoletto intreccia nel Terzo Paradiso passato\, presente e futuro come un unico atto creativo. Vhils scava nei portoni del Cairo le soglie che uniscono civiltà e generazioni. Mert Ege costruisce un anello di metallo che cattura la luce e lascia al vento il compito di raccontare il resto della storia. \n\n\n\nIl duo Recycle Group (Francia e Russia) propone Null\, una riflessione sulla rinascita nell’era digitale\, dove fede e dati si intrecciano in una nuova spiritualità. J. Park (Corea del Sud) costruisce un ponte simbolico tra Egitto e Corea con Code of the Eternal\, un messaggio cifrato che immagina un dialogo impossibile tra faraoni e antichi sovrani. Alex Proba e SolidNature (USA e Paesi Bassi) danno vita a Infinity Echoes\, un tributo alla terra e ai suoi colori\, dove la materia racconta la continuità del tempo. \n\n\n\nNadim Karam fa nascere dal metallo riciclato i suoi Desert Flowers\, fiori che emergono dalla sabbia come simboli di resilienza e rinascita. Ana Ferrari trasforma l’invisibile in musica con The Winds\, un canto di flauti che intreccia arte\, scienza e spiritualità. King Houndekpinkou (Benin/Francia) espone The White Statue Totem\, un gesto intimo su scala monumentale\, in dialogo con la vastità del deserto e l’atemporalità delle Piramidi. Chiude Salha Al-Masry (Egitto) con Ma’at\, che trasforma un antico gioiello regale in uno spazio condiviso\, evocando il senso di equilibrio e giustizia che unisce caos e ordine\, passato e presente. \n\n\n\nForever Is Now conferma il ruolo di Art D’Égypte come piattaforma che intreccia patrimonio e innovazione\, trasformando l’altopiano di Giza in un laboratorio di contemporaneità. La quinta edizione è resa possibile grazie alla collaborazione di numerosi partner e sponsor internazionali\, tra cui LMD Real Estate (main sponsor)\, BMW\, Abu Ghaly Motors\, Iram Jewelry\, Pepsi\, Orascom Pyramids for Entertainment\, Alumil\, Giza Palace\, Nestlé\, Vodafone\, Spotify\, Suez Canal Bank e altri. Partner media: MO4 Network\, Scoop Empire e TV5 Monde. Partner PR: PS Agency e HF4 Communication. \n\n\n\nFondata nel 2017 da Nadine Abdel Ghaffar\, Art D’Égypte by Culturvator è una piattaforma culturale che promuove l’arte egiziana nel mondo attraverso progetti che intrecciano patrimonio e contemporaneità\, come Eternal Light al Museo Egizio\, Nothing Vanishes\, Everything Transforms al Palazzo Manial e Reimagined Narratives nella città storica del Cairo. Dal 2021\, Forever Is Now porta ogni anno l’arte contemporanea ai piedi delle Piramidi\, trasformando Giza in un luogo dove tempo\, cultura e innovazione si incontrano in un dialogo senza confini.
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SUMMARY: "Il sipario delle meraviglie\, New Generation"\, tra Palermo e Catania
DESCRIPTION:Il Teatro Ditirammu prosegue la programmazione della stagione con tanti appuntamenti inseriti nelle diverse rassegne Il sipario delle meraviglie\, New Generation e Favolandia\, un ricchissimo calendario di spettacoli\, dedicati a grandi e piccini\, che si svolgeranno in diverse sedi tra Palermo e Catania. \n\n\n\nCalendario rassegna Il sipario delle meraviglie \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 ai Cantieri Culturali alla Zisa (biglietto 8 euro) \n\n\n\n13 e 14 novembre 2025\, ore 17.30 \n\n\n\nIl piccolo Shakespeare \n\n\n\nTesti e regia  Carlo Di Vita; con Yara Baruffato\, Margherita Scrima\, Sofia Fragiglio\, Carlo Di Vita\, Federico Crimaudo\, Alessandro Prestimonaco \n\n\n\nEsiste una tesi secondo la quale il celebre autore William Shakespeare non fosse che tale Michelangelo Florio\, figlio di Giovanni Florio e della nobile messinese Guglielmo Scrollalancia (o Crollalancia). Shakespeare quindi… era siciliano? Ce lo racconterà il nostro Piccolo Shakespeare insieme a Yaya e Carletto e agli strampalati personaggi fuori dal comune della compagnia “Errabonda”\, svelando trucchi e misteri del genio inglese\, considerato il più importante drammaturgo della cultura occidentale\, attraverso alcune delle sue opere più celebri. \n\n\n\nCatania – Teatro del Canovaccio (biglietto 8 euro) \n\n\n\n29 novembre2025\, ore 17.30 \n\n\n\n30 novembre 2025\, ore 11.30  \n\n\n\nMamma Draga \n\n\n\nDi Piero Tutone\, con Chiara Bologna\, Giulia Fragiglio\, Giulia Pino; in coproduzione con Teatro del Misfatto\, Siracusa. \n\n\n\nLo spettacolo\, liberamente ispirato alla fiaba Bianca come neve rossa come fuoco di Giuseppe Pitrè\, racconta le vicende di un giovane Reuccio costretto da una maledizione di una vecchia strega a cercare l’amore della sua vita\, che troverà rinchiusa su di una torre e sorvegliata da una Mamma Draga. Riusciranno i due giovani a scappare da quella torre e liberarsi dalle grinfie del drago per vivere liberamente il loro amore? \n\n\n\nTeatro Apparte (biglietto 12 euro\, ridotto 10)                       \n\n\n\n6 e 7 dicembre  2025\, ore 17.30               \n\n\n\nNicù e la Bella e la Bestia \n\n\n\nTesto e regia Elisa Parrinello\, con Adele Balsamo\, Francesco Stabile\, Piero Tutone\, Carlo Di Vita\, Marco Li Vigni\, Elisa Parrinello; costumi Elisa Parrinello\, videomapping Peppe Scozzola\, coreografie Piero Tutone. Assistenti:Patrizia Aiello\, Maria Sole Rinaudo\, Daniela Signorino\, Sofia Fragilio\, con la partecipazione del corso Over del DITIRAMMU Lab; in coproduzione con Teatro Apparte. \n\n\n\nNicù e la Bella e la Bestia racconta la storia di un principe superbo ed egoista che\, per punizione\, viene trasformato in una bestia da una fata\, proprio come nella celebre fiaba de La Bella e la Bestia. Lo spettacolo si ispira alla versione Disney ma Nicù\, come sempre\, rielabora la fiaba a suo modo\, riscrivendola con uno sguardo moderno e attuale. Pur mantenendo la morale originale Nicù aggiunge la propria visione\, più vicina alla sensibilità di oggi\, per coinvolgere ancora di più bambine\, bambini e giovani spettatori\, invitandoli a riflettere sull’importanza dell’amore\, della gentilezza e della capacità di guardare oltre le apparenze. \n\n\n\nLa narrazione segue l’incantesimo lanciato dalla fata che potrà spezzarsi solo quando una fanciulla saprà innamorarsi sinceramente del principe. Il destino intreccia così le vite di Belle e della Bestia\, in un racconto corale popolato da tanti personaggi: il padre di Belle\, il vanitoso Gaston\, e molti altri che animano questa fiaba senza tempo. Sarà proprio Belle\, con la sua bontà e il suo coraggio\, a far rinascere il principe e a ricordarci che solo l’amore vero può trasformare ogni cosa. \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa (biglietto 8 euro) \n\n\n\n11 e 12  dicembre 2025\, ore 17.30 \n\n\n\nRumore bianco – Sentire una fiaba – Nuova produzionedi Marco Savatteri\, con Giulia Tarantino e Davide Incandela \n\n\n\nUno spettacolo originale dedicato alla percezione. Rumore bianco attraverso una mini storia emozionante mette in scena il mondo percepito dal punto di vista di chi non sente i suoni della nostra quotidianità. Un mondo che non è fatto di parole ma di magnifici segni. Una danza continua del corpo e delle immagini con due attori dalle “mani bianche”\, che vivono prestando attenzione allo sguardo e rompono la “bolla del non suono” riuscendo a comunicare tutto a tutti. Basterà solo sapere… ascoltare. Rumore bianco ci insegna a combattere i muri che ci separano dagli altri e lo fa incoraggiandoci a non avere limiti per esprimere se stessi e i propri sentimenti\, anche se inizialmente ci si sente non compresi o non inclusi. Rumore bianco esplora il mondo dei sordi per inventare un mondo colorato in cui la musica\, partendo dal silenzio\, diventa totale\, personale e universale\, come un rumore bianco che permette di rilassarsi e sognare qualsiasi cosa.  Attraverso uno studio tratto dal Coro delle mani bianche\, questo spettacolo renderà tutta la poesia del teatro vista dal punto di vista di chi non sente\, permettendo a tutti di sentire ma in un modo diverso e speciale. Ogni poltrona del teatro avrà un palloncino che il pubblico dei bambini dovrà stringere tra le mani per sentire i suoni bassi che saranno emessi in questo spettacolo muto e tuttavia pieno di assordante bellezza. Rumore bianco è dedicato a tutti i bambini sordi ma sarà visto e fruito da tutti\, un’unica platea che unirà udenti e non udenti nella percezione di un’emozione bianca\, da colorare insieme. \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa (biglietto 8 euro) \n\n\n\n14 – 21 dicembre 2025\, ore 11.00  \n\n\n\nIl pianeta delle stelle – Nuova produzione \n\n\n\nRegia e scrittura scenica Pietro Tutone; con Carlo Di Vita\, Giulia Tomasino e Pietro Tutone \n\n\n\nNel silenzio del cielo Zeus ha spento tutte le stelle\, deluso dagli uomini che hanno dimenticato di guardare verso l’alto. Solo una luce resta viva: Astra\, giovane ninfa danzante\, ultimo battito luminoso dell’universo. Ermes\, il messaggero degli dei\, tenta di convincere Zeus a ridare al mondo la luce ma il sovrano dell’Olimpo pone una condizione: se esiste ancora una scintilla di umanità capace di meravigliarsi\, dovranno trovarla e portargliela prima che sorga il nuovo giorno. Astra ed Ermes viaggiano tra i pianeti spenti e infine scendono sulla Terra\, dove scoprono che la luce può sopravvivere anche nel cuore di un bambino che sogna. Tornati sull’Olimpo\, mostrano a Zeus quella piccola scintilla. Il dio\, commosso\, comprende che la forza degli uomini non sta nella potenza\, ma nella capacità di sognare. Con un gesto dunque Zeus riaccende le stelle: il cielo torna vivo e il mondo ritrova la sua luce. \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa (biglietto 8 euro) \n\n\n\n29 – 30 dicembre 2025\, ore 17.30 \n\n\n\nEra Natale quando… \n\n\n\ndi e con Alessandro Accardi e Silvia Trigona \n\n\n\nLo spettacolo ha lo scopo di restituire ai bambini la magia e la dolcezza del Natale con una serie di racconti in cui gli attori\, attraverso la tecnica dell’impersonificazione e del ricordo\, si caleranno nei panni dei simpatici protagonisti di tre favole: L’amnesia di Babbo Natale\, La Renna Rudolph e I ricordi di Ale e Sisì. Attraverso l’utilizzo di costumi\, marionette e filastrocche il pubblico verrà trasportato in un mondo incantato e colorato\, per ricordare insieme l’importanza dell’amicizia e della famiglia. Buffe gag e musiche natalizie incorniceranno storie che parlano di coraggio\, armonia\, ma soprattutto… di desideri! Per ricordare a grandi e piccini che non è mai troppo tardi per far posto nel nostro piccolo cassetto dei sogni.  \n\n\n\nCalendario rassegna New Generation \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa  \n\n\n\n(biglietto 10 euro\, under 35 8 euro)       \n\n\n\n22 novembre  2025\, ore 21.00            \n\n\n\n23 novembre  2025\, ore 18.30  \n\n\n\nHeart Race \n\n\n\nTesto e regia Davide Nebbia\, con Davide Incandela e Giulia Tarantino \n\n\n\nHeart Race è uno spettacolo teatrale che fonde tre racconti distinti\, immergendosi nei delicati intrecci delle relazioni umane e dell’identità. \n\n\n\n A Galway Girl\, una commovente odissea attraverso le fasi di una coppia\, dal loro incontro negli anni ’50 alla struggente conclusione. Seguendo questa narrazione ci si addentra nel complesso equilibrio di Tavolo per Due\, un racconto sull’amore tra una stella di Broadway e un pilota di linea\, tra la realizzazione personale e il desiderio di una vita familiare\, riflettendo sul sacrificio e sulle scelte difficili che entrambi hanno dovuto fare. \n\n\n\nInfine Io\, Tu\, Tu\, Io solleva il sipario su un incontro casuale durante una riunione di ex compagni di scuola\, rivelando profonde riflessioni sull’identità e sul percorso personale di ciascun individuo\, offrendo una prospettiva ricca di umorismo\, empatia e intelligenza emotiva che sfida i pregiudizi celebrando l’autenticità e l’amore al di là delle convenzioni \n\n\n\nQuesti tre corti\, seppur distinti\, si fondono esplorando il tema dell’amore come forza trasformativa e universale\, capace di superare il tempo\, le distanze e le aspettative sociali\, invitando lo spettatore a riflettere sulla bellezza e sulla complessità delle relazioni umane. \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa   \n\n\n\n(biglietto 10 euro\, under 35 8 euro)   \n\n\n\n4 e 5 dicembre 2025\, ore 21.00  \n\n\n\nMenti – Nuova produzione \n\n\n\nDrammaturgia e regia Luigi Maria Rausa\, con Maria Elena Iozza\, Natale Moncada\, Samuele Sciacca  \n\n\n\nIn un’epoca di relazioni fluide\, ghosting e doppie vite online\, le vite dei nostri personaggi rispecchiano perfettamente le incertezze\, i silenzi e le dissimulazioni dei legami contemporanei. \n\n\n\nLa pièce esplora non solo il tradimento amoroso\, ma anche quello dell’amicizia\, della fiducia e dell’identità. Ricca di silenzi\, si concentra molto di più su quello che non viene detto\, nonostante il ritmo serrato dei dialoghi tra i personaggi ci riveli come l’essere umano sia ormai incapace di abitare davvero le situazioni\, scegliendo invece di perdersi in parole\, spiegazioni e sproloqui che ne anestetizzano il senso.  \n\n\n\nParole che dissimulano\, che smentiscono\, che mentono. La sua struttura a ritroso costringe il pubblico a rivedere continuamente ciò che credeva di aver capito\, proprio come accade nella nostra vita quando\, col senno di poi\, rileggiamo i segnali che avevamo ignorato. È un invito a riflettere su come costruiamo e riscriviamo le nostre narrazioni personali. \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa    \n\n\n\n(biglietto 10 euro\, under 35 8 euro)   \n\n\n\n13 dicembre 2025\, ore 21.00 \n\n\n\n14 dicembre 2025\, ore 18.30     \n\n\n\nVia Malfatti 26 – Nuova produzione \n\n\n\nscritto e diretto da Simone Ruvolo\, con Simone Ruvolo\, Alessandro Russo\, Yara Baruffato \n\n\n\nMario e Claudio sono due studenti fuori sede intrappolati in un presente che scorre inesorabile e l’incertezza del futuro. Tra loro\, al centro\, una Scacchiera.  \n\n\n\nL’apparente monotonia della loro convivenza subisce una scossa con l’arrivo di Eva. Come una mossa inaspettata la sua presenza stravolge gli equilibri riducendo Mario e Claudio a due “Re sotto lo scacco di una sola Regina”.  \n\n\n\nVia Malfatti 26 ha già debuttato in una versione ridotta di 30 minuti come testo vincitore alla Finale del Premio Aldo Amoroso 2025\, indetto dal Teatro Instabile di Genova.  \n\n\n\nLa travolgente reazione del pubblico presente alla finale del premio ha acceso il desiderio di esplorare ulteriormente le potenzialità di questa storia portandola ad una versione estesa della durata di 90 minuti\, mantenendo intatta la struttura essenziale del testo originale.  \n\n\n\nIn linea con lo spirito del teatro Off-Broadway\, Via Malfatti 26 presenta una scenografia volutamente scarna: un tavolo\, due sedie\, una scacchiera e una radio. Questa scelta pone l’accento sulla forza della narrazione\, sui personaggi\, utilizzando il gioco degli scacchi non come tema centrale bensì come catalizzatore silente ma potente dei conflitti. \n\n\n\nSpazio Franco – Cantieri Culturali alla Zisa (biglietto 5 euro) \n\n\n\n15 -16  dicembre 2025\, ore 21.00 \n\n\n\nMomo – Match \n\n\n\nTesto e regia Pietro Tutone\, coreografie Patrizia Veneziano\, con gli allievi del laboratorio teatrale permanente DitirammuLab \n\n\n\nQuando il tempo ha cominciato a perdere il suo profumo e le ore sono diventate oggetti da contare invece che da vivere\, il mondo si è trasformato in una corsa continua. Le persone hanno smesso di guardarsi negli occhi\, i bambini non sanno più giocare\, gli adulti non ricordano cosa vuol dire aspettare\, sognare\, amare. \n\n\n\nIn una qualsiasi città\, viveva una bambina riccia e ribelle\, Momo era il suo nome\, non aveva niente\, neanche un parente e non si sapeva da dove venisse eppure presto la gente si affezionò a lei\, per il suo modo di fare. Momo era proprio speciale\, perché sapeva ascoltare. E sapeva farlo talmente bene da far tornare alla memoria cose dimenticate\, da guarire silenzi troppo lunghi\, da fermare\, per un momento\, anche il tempo. \n\n\n\nMa non era sola. C’era Cassiopea\, la tartaruga che vedeva un po’ avanti nel tempo. E poi\, molto più lontano\, c’era qualcuno che custodiva il mistero delle ore\, il Maestro Hora\, il guardiano del tempo vero. Un giorno\, forse in sogno\, forse nei pensieri profondi che solo i bambini sanno fare\, Momo iniziò a viaggiare. Non a piedi\, ma con il cuore. Attraversò mondi strani che sembravano piccoli pianeti sospesi nel vuoto\, abitati da personaggi curiosi e malinconici. \n\n\n\nTutti diversi eppure tutti simili: mondi dove il tempo era stato dimenticato\, nascosto\, rubato. \n\n\n\nAlla fine del suo viaggio Momo tornò in città. Ma la trovò ingrigita e triste\, la gente non aveva più il tempo neanche di parlarsi\, andavano tutti di fretta e pensavano soltanto a lavorare. Degli strani Uomini Grigi erano ovunque\, invisibili ma presenti. Rubavano il tempo alla gente promettendo efficienza e successo e in cambio lasciavano solo ansia\, solitudine\, superficialità e tristezza.  \n\n\n\nCon Cassiopea al suo fianco\, Momo si incamminò verso la Casa di Nessun Luogo\, dove Maestro Hora le mostrò il segreto: il tempo non ci appartiene\, ma si dona. È come l’amore\, come l’amicizia\, come l’attesa. Invisibile agli occhi\, ma indispensabile per vivere davvero a pieno. Entrata in possesso di questo segreto prezioso\, la piccola Momo riuscì a scovare la “banca” dove i Signori Grigi avevano accumulato tutto il tempo rubato agli uomini… \n\n\n\nCalendario rassegna Favolandia \n\n\n\nTeatro Jolly (biglietto 5 euro) \n\n\n\n22 dicembre ore 17.30  \n\n\n\nCanto Ninnarò. Il presepe raccontato da Pietrino e Nenè\, di e con Elisa Parrinello\, Giovanni Parrinello\, Piero Tutone\, Noa Flandina e gli allievi del DitirammuLab. \n\n\n\nCanto Ninnarò. Il Presepe raccontato è molto più di una semplice rappresentazione: è un rito teatrale che intreccia tradizione popolare\, spiritualità e poesia. Scritto da Vito Parrinello e Rosa Mistretta dopo approfonditi studi e ricerche etnografiche\, lo spettacolo racconta attraverso parole\, musiche e canti\, la storia di Gesù\, ripercorrendo i nove giorni della novena\, ognuno scandito dall’accensione di una candela. Momento centrale è la suggestiva rievocazione del viaggio di Maria e Giuseppe da Nazareth a Betlemme\, raccontata con la delicatezza e la magia del teatro delle ombre\, fino al miracolo della nascita e all’arrivo dei Re Magi alla stalla. A concludere lo spettacolo\, dopo i festeggiamenti\, una dolce ninna nanna della tradizione popolare intonata per celebrare la vita che nasce. A guidarci in questo racconto saranno Pietrino e Nenè\, amatissimi dai bambini e veri e propri pazzi de La Centouno\, nati dalla fantasia di Elisa Parrinello\, accompagnati dal coro degli allievi dei laboratori del DitirammuLab. Un’esperienza teatrale intensa e coinvolgente\, pensata per emozionare grandi e piccini nel segno della memoria\, della cultura e della condivisione.  \n\n\n\nTeatro Jolly (biglietto 8 euro) \n\n\n\n22 dicembre ore 17.30 \n\n\n\nIl 23 dicembre la rassegna si chiude con La vera storia della Befana\, di Elisa Parrinello\, con Noa Flandina\, Piero Tutone\, Carlo Di Vita\, Virginia Maiorana\, Giulia Fragiglio e Mattia Lanfranca. Protagonista è la celeberrima vecchina che vola su di una scopa che\, stanca di ricoprire sempre il suo ruolo\, decide di cercare una sostituta. Tra impostori e befane improbabili\, la missione si rivela più difficile del previsto. Ma\, in fondo\, si sa… certe magie hanno radici troppo profonde per sparire del tutto. \n\n\n\nTeatro Jolly (biglietto 8 euro) \n\n\n\n23 dicembre ore 17.30 \n\n\n\nLa vera storia della Befana \n\n\n\nregia di Elisa Parrinello\, con Piero Tutone\, Carlo Di Vita\, Noa Flandina\, Giulia Fragiglio\, Mattia Lanfranca e gli allievi del DitirammuLab. \n\n\n\nLa storia della Befana affonda le sue radici nella notte dei tempi tra antiche tradizioni magiche e riti precristiane. La vecchina simboleggiava l’anno appena trascorso: un anno vecchio proprio come lei\, che portava con sé doni carichi di significato e di buoni auspici per quello nuovo. Ma questa volta… qualcosa è cambiato. La nostra vecchina si è stancata di fare sempre la Befana! Così\, con un pizzico di malinconia\, annuncia a Pierino e Carletto che quella sarebbe stata la sua ultima Epifania. \n\n\n\nI due narratori\, sconvolti\, si mettono alla ricerca di una sostituta. Ma tra impostori\, robot e befane cibernetiche\, la missione fallisce: nessuno è all’altezza. E allora? Col cuore colmo d’affetto la vera Befana ritorna. Si ricomincia con i due narratori… e perfino con il futuro dispettoso a patto che  \n\n\n\ni bambini e le bambine imparino ad accontentarsi un po’ di più\, a custodire la magia delle piccole cose. \n\n\n\nÈ possibile acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli online sul sito del Ditirammu al link www.teatroditirammu.it oppure direttamente al botteghino dei teatri. \n\n\n\nLa stagione è realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura (MIC) – Direzione Generale Spettacolo dal Vivo\, dell’Assessorato regionale al Turismo\, Sport e Spettacolo e dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.
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SUMMARY:"PIRANDELLO FRINGE FESTIVAL" al Teatro Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Un progetto speciale\, per far conoscere l’opera del genio pirandelliano in chiave contemporanea ai giovani autori. Nasce il PIRANDELLO FRINGE FESTIVAL\, iniziativa promossa dal Teatro Pirandello di Agrigento in collaborazione con il Polo Universitario UNIPA\, il Teatro Stabile di Catania e il quotidiano La Sicilia\, aperta a 15 partecipanti di età compresa dai 18 ai 30 anni.   \n\n\n\nIl progetto prevede per gli artisti selezionati un laboratorio teatrale di drammaturgia\, a titolo gratuito\, che si svolgerà ad Agrigento nei mesi di marzo e aprile 2026 dal titolo CINQUE PERSONAGGI IN CERCA DI PALCO\, curato dallo scrittore e drammaturgo Ottavio Cappellani. Una masterclass tenuta da professionisti del settore – un regista\, un direttore della fotografia\, un attore\, un costumista e uno scenografo – al termine della quale verranno scelti cinque corti teatrali che i partecipanti realizzeranno durante il corso. “In un’epoca dominata dai profili digitali e dalle identità performative dei social –  spiega Ottavio Cappellani – Pirandello si manifesta in tutta la sua classica contemporaneità. Studiare le sue novelle offre agli allievi un terreno vivo su cui esercitare la scrittura scenica: brevi storie dense di ironia\, dolore\, smarrimento\, che si prestano a diventare corti teatrali. Gli allievi non solo reinterpretano Pirandello\, ma si scoprono\, come lui\, autori di sé. Perché al centro del mondo drammaturgico sta ciò di cui tutti andiamo in cerca: il motore della storia”.  \n\n\n\nI lavori scelti saranno rappresentati tra aprile e maggio 2026 in luoghi importanti della città di Agrigento\, secondo una mappa creata sulle tracce di Pirandello\, ovvero la casa natale dello scrittore\, Il complesso chiaramontano di S. Spirito\, la scala monumentale della Cattedrale\, Piazza Kennedy di Porto Empedocle\, il Palazzo delle Poste.  \n\n\n\nCon il PIRANDELLO FRINGE FESTIVAL – spiega Roberta Torre\, Direttore artistico del Teatro Pirandello – la città di Agrigento diventa palcoscenico\, in una rilettura teatrale di luoghi iconici di bellezza assoluta”. “Il Pirandello Fringe Festival – aggiunge Alessandro Patti\, Presidente Fondazione Teatro Pirandello – con l’imprinting della nostra direttrice Roberta Torre\, si inserisce nel solco già tracciato da questa governance\, che non è nuova a collaborazioni con prestigiose istituzioni culturali. Il Teatro che esce dalle sue mura per entrare sempre più in simbiosi con la città\, vera protagonista del progetto\, così come della stragrande maggioranza dell’opera del nostro illustre drammaturgo”. \n\n\n\n“L’Università – continua Giovanni Francesco Tuzzolino\, Presidente del Polo Territoriale Universitario di Agrigento – ha attivato un’interessante collaborazione con il Teatro Pirandello\, che porterà alla realizzazione di iniziative finalizzate alla crescita culturale della città. In tal senso alcuni luoghi\, scelti per riattivarne i significati spaziali e narrativi\, diventeranno la scenografia ideale per l’attualizzazione del teatro di Pirandello”.  \n\n\n\nI giovani interessati potranno candidarsi entro il 30 dicembre 2025\, inviando un video della durata massima di un minuto\, in cui dovranno raccontare la motivazione che li spinge a lavorare ad un progetto teatrale su Luigi Pirandello. \n\n\n\nI testi integrali degli spettacoli vincitori verranno pubblicati sul quotidiano La Sicilia. \n\n\n\nIl progetto vincitore\, scelto da una Giuria Popolare\, verrà rappresentato al Teatro Pirandello nel corso della stagione teatrale 2026/2027. \n\n\n\nCONTATTI E INFO \n\n\n\nPer mandare la propria candidatura  \n\n\n\ncon cv dettagliato e video motivazionale durata massima di UN MINUTO scrivere a pirandellofringefest@gmail.com \n\n\n\nPer ulteriori informazioni: 352. 0506683
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SUMMARY:"Metamorfosi del Sacro" al  Complesso museale Santa Maria della Scala
DESCRIPTION:Il Complesso museale Santa Maria della Scala di Siena ospita dal 14 novembre 2025 al 11 gennaio 2026 la mostra Metamorfosi del Sacro \, la prima personale istituzionale di Teodora Axente \, artista rumena tra le voci più intense della pittura europea contemporanea. \n\n\n\nIl progetto espositivo\, radicalmente  site-specific \, nasce da un’idea del Presidente della Fondazione Cristiano Leone \, nella volontà non soltanto di affiancare il contemporaneo al patrimonio storico\, ma di valorizzare quest’ultimo attraverso operazioni concepite in modo specifico per il Complesso museale. La mostra\, realizzata in collaborazione con la Galleria Rosenfeld di Londra\, è curata da Riccardo Freddo e Michela Eremita . \n\n\n\nMetamorfosi del Sacro è un progetto artistico di 25 opere pensato interamente per il Santa Maria della Scala: un attraversamento che unisce secoli e sensibilità\, in cui le reliquie diventano presenze evocate e la dimensione spirituale si rinnova attraverso immagini ibride. \n\n\n\nUn tempo Ospedale e luogo di accoglienza per i pellegrini\, il Santa Maria della Scala custodisce tesori unici come gli affreschi del Vecchietta (Lorenzo Di Pietro\, 1410-1480\, Siena)\, il velo della Vergine\, il chiodo della Croce e le reliquie da Costantinopoli. È in questo tessuto di segni che si innesta la ricerca di Teodora Axente\, capace di trasformare l’eredità spirituale e materiale del Santa Maria in un atlante immaginifico. \n\n\n\nIn ascolto di questo luogo – dove l’artista ha trascorso del tempo studiando e ammirandone le meraviglie – nascono le sue tele installazioni\, le memorie si intrecciano agli affreschi\, ai simboli e agli oggetti liturgici per trasformarli in un linguaggio pittorico visionario. Al centro\, il tema della metamorfosi: nascita\, dissoluzione\, elevazione in cui il corpo diventa luogo fragile e sacro\, incubatore dell’anima e strumento di guarigione\, mentre tutto è traccia di un passaggio dal terreno al divino. Le nature morte accolgono oggetti un tempo utilizzati all’interno dell’Ospedale\, come ciotole e bende\, contenitori e strumenti medici\, che diventano reliquie laiche e tracce di una cura fisica e spirituale. L’insetto\, il bozzolo\, il giglio\, la scala\, il calice divengono archetipo di trasformazione\, un richiamo alla possibilità di trasfigurazione. Accanto a questi motivi l’artista integra elementi specifici come le architetture dipinte nei grandi cicli ad affresco. Le reliquie sono presenze simboliche all’interno delle sue composizioni e la sacralità del luogo si tesse con la sua funzione originaria di accoglienza e cura. \n\n\n\nNell’opera intitolata Natura morta con gigli (2025) una natura morta di reliquie sacre acquistate dall’Imperatrice di Costantinopoli si organizza attorno al Chiodo della Croce di Cristo\, trasformato in fulcro luminoso della composizione; nella Scala (2025) l’artista rielabora gli affreschi del Vecchietta\, ricomponendoli in una scala sospesa tra la terra e il cielo; in Restoring the World (2025) una fanciulla angelica custodisce una boccetta col sangue di Cristo\, fragile e potente al tempo stesso\, come promessa di rinascita. \n\n\n\nL’inaugurazione della mostra (13 novembre 2025 ore 18.00) sarà accompagnata dalla performance Nello sguardo di Teodora Axente con Alessandra Cristiani \, Jacopo Giarda e musica dal vivo con il trio jazz diretto da Silvia Bolognesi e due studenti dell’ Accademia Siena Jazz \, nell’ambito di XENOS festival di performance (Siena\, Santa Maria della Scala\, 13\, 14\, 15\, 16 novembre 2025) con la direzione artistica di Anna Lea Antolini . \n\n\n\nTeodora Axente (1984\, Sibiu)Vincitrice del Grand Prize al 3rd Frissiras Award for European Painting e dell’Essl Art Award\, è stata selezionata da Uwe Goldenstein per il catalogo Preparing for Darkness. Un nuovo movimento nella pittura contemporanea . Già riconosciuta a livello internazionale con mostre al MoCA di Boulder (Colorado)\, al Museum of Art di Cluj-Napoca e all’Hugo Voeten Art Center\, la poetica di Teodora Axente arriva a Siena offrendo un esempio di come l’arte contemporanea sappia aprire varchi temporali nel cuore della storia e del patrimonio italiano. \n\n\n\nInfo: www.santamariadellascala.com – Costo del biglietto 5 euro 
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SUMMARY:La stagione 25/26 del Teatro Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Un progetto innovativo\, che combina teatro\, musica\, cinema\, arti visive\, promuovendo nuove drammaturgie. Un viaggio attraverso la creatività e la sperimentazione\, dove Il teatro diventa luogo d’incontro tra comunità locali\, artisti emergenti e pubblico internazionale. Una riscoperta e reinterpretazione dell’opera pirandelliana\, integrata con multimedialità\, periferie culturali e voci marginali. Con questi presupposti il Teatro Pirandello di Agrigento dà il via alla stagione 2025/2026 che vede per la prima volta la Direzione Artistica di Roberta Torre. \n\n\n\n“Ho iniziato a pensare alla stagione per il Pirandello nel luglio scorso – racconta Roberta Torre – e quando sono arrivata ad Agrigento ho scoperto un teatro meraviglioso. Mi sono poi accorta che raccontando la mia nuova direzione artistica ad amici e colleghi\, attori\, registi o semplicemente amanti del teatro\, in tanti mi dicevano che non erano mai stati ad Agrigento e avrebbero voluto venirci\, non solo a teatro ma proprio per conoscere la città. La stagione è ricca\, con spettacoli molto importanti. Come PRIMA FACIE\, lo spettacolo di apertura”.  Sarà infatti l’opera teatrale firmata dalla drammaturga australiana Suzie Miller\, pluripremiata in tutto il mondo e già vincitrice di due Laurence Olivier Award\, lo spettacolo che inaugurerà il calendario della Prosa il 15 e 16 novembre 2025. Prima Facie porta in scena un intenso monologo interpretato dall’attrice italo-brasiliana Melissa Vettore\, per la regia di Daniele Finzi Pasca che mette al centro la violenza di genere\, il linguaggio del potere e il tema del consenso come fondamento della giustizia.  \n\n\n\nA seguire\, Massimo Ghini e Paola Tiziana Cruciani saliranno sul palco con IL VEDOVO\, regia di Ennio Coltorti\, tratto dal celebre film di Dino Risi\, capolavoro del cinema italiano con Alberto Sordi e Franca Valeri (27 e 28 novembre) A dicembre andrà in scena A CHRISTMAS CAROL – Musical\, Il più famoso romanzo di Natale di Charles Dickens\, adattato per il teatro musicale da Melina Pellicano (autrice e regista) con oltre 20 artisti in scena\, grandi effetti\, musiche originali e 150 costumi\, pronto a far sognare adulti e bambini. Nel ruolo di Ebenezer Scrooge\, Fabrizio Rizzolo (10 e 11 dicembre). Marisa Laurito ed Enzo Gragnaniellosaranno protagonisti di VASAME – L’AMORE È RIVOLUZIONARIO\, spettacolo che ha come filo conduttore la musica del grande cantautore Enzo Gragnaniello e la spumeggiante presenza di Marisa Laurito che canta e recita l’amore nelle sue tenere\, struggenti e divertenti sfaccettature (13 e 14 gennaio). Il 31 gennaio e 1 febbraio si cambia registro con OTELLO di Shakespeare\, in una potente rilettura diretta da Giorgio Pasottie con una drammaturgia originale firmata da Dacia Maraini\, con Giacomo Giorgio\, Giorgio Pasotti\, Claudia Tosoni.  \n\n\n\nAltro appuntamento da non perdere è I RAGAZZI IRRESISTIBILI diretto da Massimo Popolizio che vedrà sul palco Umberto Orsini e Franco Branciaroli in un testo scritto da Neil Simon nel 1972\, divenuto un classico della commedia brillante e un film di notevole successo (18 e 19 febbraio)\, mentre Donatella Finocchiaro sarà protagonista di ROSA CUNTA E CANTA\, canto-racconto su Rosa Balistreri\, dalla povertà e dalla violenza subita alla rinascita nell’arte\, voce arcaica capace di sublimare il dolore di un popolo (28 febbraio e 1 marzo). Il 7 e 8 marzo sarà la volta dello spettacolo I CORPI DI ELIZABETH di Ella Hicksoncon Elena Russo Arman\, Maria Caggianelli Villani\, Enzo Curcurù\, Cristian Giammarini\, per la regia diCristina Crippa e Elio De Capitani\, una Elisabetta I “pop” e contemporanea in una commedia noir dal grande impatto visivo tra storia e presente. Nel mese di marzo andrà in scena anche VICINI DI CASA\, commedia libera e provocatoria che esplora la sessualità e le relazioni di coppia con Amanda Sandrelli\, Gigio Alberti\, Alessandra Acciai\, Alberto Giusta\, per la regia di Antonio Zavatteri (21-22 marzo). A seguire\, un omaggio a Pirandello con Pippo Pattavina ne IL PIACERE DELL’ONESTÀ\, con la regia di Guglielmo Ferro\, che esplora i temi dell’identità\, della verità e della menzogna. Un testo che mette in discussione le convenzioni sociali e le ipocrisie della società borghese\, proponendo una riflessione profonda sulla natura umana. A maggio Gianfranco Jannuzzo porterà in scena FATA MORGANA\, un viaggio teatrale tra miraggio\, musica e ironia\, accompagnato da quattro musicisti in scena. Il mito della Fata Morgana diventa racconto di illusioni\, speranze e memorie (9 e 10 maggio).  \n\n\n\nLa stagione si concluderà il 27 e 28 giugno con lo spettacolo in anteprima nazionale assoluta LA SAGRA DEL SIGNORE DELLA NAVE\, interpretato da Giampiero Ingrassia e Stefano Fresi e diretto da Roberta Torre\, adattamento contemporaneo del testo pirandelliano in cui una comunità siciliana\, tra religione popolare e potere\, svela superstizioni e conflitti durante una sagra che diventa rito collettivo. “Pirandello è un genio che non smette mai di regalare visioni”\, conclude Roberta Torre. “Questo è il Pirandello popolare\, meno conosciuto di quello borghese e metafisico\, ma non meno affascinante”. \n\n\n\nPIRANDELLO FRINGE FESTIVAL | CINQUE PERSONAGGI IN CERCA DI PALCO \n\n\n\nUn progetto speciale di questa stagione sarà il PIRANDELLO FRINGE FESTIVAL\, per far conoscere l’opera del genio pirandelliano in chiave contemporanea ai giovani autori\, iniziativa promossa dal Teatro Pirandello di Agrigento in collaborazione con il Polo Universitario UNIPA\, il Teatro Stabile di Catania e il quotidiano La Sicilia\, aperta a 15 partecipanti di età compresa dai 18 ai 30 anni.  L’iniziativa prevede per gli artisti selezionati un laboratorio teatrale di drammaturgia\, a titolo gratuito\, che si svolgerà ad Agrigento nei mesi di marzo e aprile 2026 dal titolo CINQUE PERSONAGGI IN CERCA DI PALCO\, curato dallo scrittore e drammaturgo Ottavio Cappellani. Una masterclass tenuta da professionisti del settore – un regista\, un direttore della fotografia\, un attore\, un costumista e uno scenografo – al termine della quale verranno scelti cinque corti teatrali che i partecipanti realizzeranno durante il corso. I lavori scelti saranno rappresentati tra aprile e maggio 2026 in luoghi importanti della città di Agrigento\, secondo una mappa creata sulle tracce di Pirandello\, ovvero la casa natale dello scrittore\, Il complesso chiaramontano di S. Spirito\, la scala monumentale della Cattedrale\, Piazza Kennedy di Porto Empedocle\, il Palazzo delle Poste.  \n\n\n\nI giovani interessati potranno candidarsi entro il 30 dicembre 2025\, inviando un video della durata massima di un minuto\, in cui dovranno raccontare la motivazione che li spinge a lavorare ad un progetto teatrale su Luigi Pirandello. I testi integrali degli spettacoli vincitori verranno pubblicati sul quotidiano La Sicilia. Il progetto vincitore\, scelto da una Giuria Popolare\, verrà rappresentato al Teatro Pirandello nel corso della stagione teatrale 2026/2027. \n\n\n\nPASSO A DUE – Il Teatro al Cinema\, il Cinema in Teatro  \n\n\n\nA cura di Gianluca Arnone e Roberta Torre \n\n\n\nAltra importante iniziativa in programma sarà Passo a due\, un progetto che nasce da un’intuizione semplice ma fertile: accostare film che raccontano il teatro – nelle sue forme\, nei suoi fantasmi\, nelle sue memorie e reinvenzioni – a conversazioni vive con coloro che\, dentro questi film\, hanno dato corpo\, voce e visione a quella rappresentazione. Perché il teatro\, più di ogni altra arte\, esiste nella relazione\, nell’incontro; e il cinema\, specchio moltiplicato del reale\, ne raccoglie spesso le tracce\, le ombre\, le riscritture. Prende forma così una piccola stagione di dialoghi e visioni\, un itinerario tra film che del teatro fanno memoria\, scena\, ossessione\, carne. “Un progetto – spiega il curatore Gianluca Arnone – nato per restituire al cinema la sua natura più autentica: quella dell’esperienza condivisa. E al tempo stesso per riconsegnare al teatro la sua vocazione originaria: il luogo della presenza\, dell’ascolto e dell’incontro dal vivo. Scegliere un teatro storico\, il Teatro Pirandello di Agrigento\, che porta il nome di uno dei massimi autori della nostra tradizione significa affidare a una cornice autorevole e solenne il compito di ridare vita a film indimenticabili e\, insieme\, di riattivare il rito scenico: una platea che respira\, la parola che risuona\, una comunità che si ritrova davanti alla magia della rappresentazione”.  \n\n\n\nIl calendario degli appuntamenti sarà annunciato prossimamente. \n\n\n\nRoberta Torre nasce a Milano\, ha studiato filosofia\, recitazione e regia all’Accademia Paolo Grassi e alla Civica Scuola di Cinema “Luchino Visconti” a Milano.  Ha scelto la Sicilia come casa d’elezione: vive a Siena\, ma la Sicilia continua a nutrire la sua ispirazione artistica e identitaria.  \n\n\n\nUna donna dalle straordinarie capacità artistiche\, che le sono valsi numerosi riconoscimenti internazionali\, tra cui: Nastro d’Argento e David di Donatello come Miglior Regista Esordiente\, Leone del Futuro – opera prima (Venezia)\, premi FEDIC e Kodak\, per il film d’esordio che fu un caso eclatante: Tano da morire\, il primo musical sulla mafia\, girato a Palermo nella Vucciria\, che ha girato il mondo facendo conoscere il talento portentoso di Nino D’Angelo\, autore della colonna sonora.  \n\n\n\nTutti i suoi film sono stati presentati nei maggiori Festival Internazionali\, dalla Quinzaine di Cannes alla Mostra Internazionale di Venezia\, dalle Giornate degli Autori al Sundance Film Festival\, dall’IDFA al Locarno Film Festival\, Festa di Roma e Torino Film Festival. \n\n\n\nOpere sempre contaminate nei generi\, come Sud Side Stori del 2000\, riflessione contemporanea su Romeo e Giulietta\, ambientata tra immigrati africani in Sicilia. Ancora Sicilia con Angela nel 2002\, con cui la Torre scopre il talento di Donatella Finocchiaro\, dramma intenso tra amore e mafia\, candidato ai David e Nastri. Mare nero del 2006\, noir esistenziale sulle ossessioni umane con protagonista Luigi Lo Cascio. Riccardo va all’inferno del 2017\, protagonista un inedito Massimo Ranieri\, musical noir tratto da Shakespeare: opere che confermano la sua poliedricità narrativa\, cinematografica e teatrale. \n\n\n\nCortometraggi come La notte quando è morto Pasolini\, Spioni\, Anime Corte esplorano la marginalità\, la memoria e l’identità con stile innovativo e poetico\, mentre Le favolose (nel 2022) viaggia nel mondo della trans-identità con un inno alla libertà e alla riconquista\, presentato alle Giornate degli Autori\, per poi ottenere molti riconoscimenti internazionali: Miglior Regia alla sezione Envision dell’IDFA 2022\, unico film italiano in concorso\, vincitore del Gran Premio della Giuria per la migliore opera narrativa internazionale all’Outfest di Los Angeles.  \n\n\n\nIl suo ultimo lungometraggio Mi fanno male i capelli viene presentato in concorso nel 2023 alla Festa del Cinema di Roma\, dove la protagonista Alba Rohrwacher vince il premio Monica Vitti come Migliore Attrice. \n\n\n\nNel teatro\, Roberta Torre è stata la prima donna a dirigere uno spettacolo al Teatro Greco di Siracusa(Gli Uccelli\, 2012)\, vincendo il Premio Ombra di Dioniso. Autrice di pièce innovative come Insanamente Riccardo III (2013)\, con pazienti psichiatrici e attori professionisti\, sovvertendo i codici shakespeariani. Il colore è una variabile dell’infinito (2014)\, prodotto da CRT Milano e Triennale Design Museum\, poetico\, coraggioso e fantasioso omaggio a Pierluigi Torre\, inventore della Lambretta. Co-direttore di festival\, docente a livello internazionale negli USA e Italia (Mills College\, Ca’ Foscari\, Centro Sperimentale di Palermo). Cerca sempre il genius loci: ogni progetto nasce da un luogo\, una memoria\, un territorio ‒ da Palermo all’Agrigento contemporanea.
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SUMMARY:“Accardi meets Dalì” a New York
DESCRIPTION:Nel cuore di New York\, all’EDEN House of Art di Soho\, dal 17 novembre al 17 dicembre\, l’artista italiano Angelo Accardi torna protagonista con “Accardi meets Dalì”\, una nuova personale a cura di Nino Florenzano\, che intreccia il primo surrealismo e le derive visionarie del nuovo pop surrealismo. Dopo aver mostrato la sua reinterpretazione del Rinascimento a Londra\, aver dialogato con Raffaello accanto al cartone preparatorio della Scuola di Atene\, Accardi sceglie gli Stati Uniti per esporre un imprevedibile confronto tra epoche e linguaggi: un ponte immaginario che unisce Salvador Dalí\, padre del surrealismo e Accardi\, che del pop surrealismo (Lowbrow) ha fatto la propria forma di libertà e cifra stilistica.Nell’estate 2025\, a Porto Cervo\, Accardi in collaborazione con “Dalí Universe” ha presentato il primo dei “mash-up” in cui le sue opere dialogavano con le sculture monumentali del genio catalano\, segnando una prima tappa di questo percorsoideale tra memoria e contemporaneità. Questa anticipazione prosegue ora a New York\, nel simbolico quartiere di Soho\, con “Accardi meets Dalì”\, un paesaggio mentale che travalica i confini del tempo. \n\n\n\n“In un mondo dominato dall’ossessione per l’immagine e dal gusto per l’iperbole\, la figura di Salvador Dalí appare oggi incredibilmente attuale”\, scrive il curatore Nino Florenzano nella presentazione.  “Nella sua lunga carriera\, l’artista catalano ha anticipato il concetto di brand artistico: la costruzione consapevole di un’immagine pubblica spettacolare\, teatrale e immediatamente riconoscibile. All’Eden House of Art\, le grandi tele di Angelo Accardi si aprono come varchi in uno scenario daliniano\, ricostruito con un trompe-l’œil che avvolge le pareti dello spazio. L’artista dà vita a un racconto che si muove tra ironia e vertigine visiva\, dove l’omaggio si intreccia alla dissacrazione.”  \n\n\n\nTra  tele e nuove opere\, un grande trittico diventa simbolo della mostra: Rendez-Vous\, opera di grande formato (180×540 cm) che mette in scena il dialogo tra le icone accardiane e le presenze inquietanti del maestro catalano\, in un palcoscenico che restituisce la leggerezza e la potenza visionaria del sogno.  \n\n\n\nAngelo Accardi\, firma inconfondibile del panorama contemporaneo\, è oggi uno degli artisti più attivi sulla scena internazionale. La sua ricerca\, capace di fondere ironia\, cultura visiva e memoria iconica del nostro tempo\, lo porta ad esporre nelle grandi gallerie internazionali.  \n\n\n\nAngelo Accardi è uno dei massimi esponenti del Pop Surrealism. Negli anni ’90 avvia la sua ricerca sulla nuova figurazione\, sperimentando tecniche e materiali. Nei primi anni 2000 dà vita alla serie Misplaced\, in cui introduce la figura dello struzzo come metafora della paura indefinita della società liquida\, concetto teorizzato da Zygmunt Bauman. Nel 2006 espone a Shanghai con il gruppo d’avanguardia TantArte e nel 2011 viene selezionato da Marco Vallora per la 54ª Biennale di Venezia. Dal 2017 collabora con Eden Gallery\, esponendo a New York\, Miami\, Mykonos e Tel Aviv. Nel 2022 realizza il progetto di arte pubblica Poetry\, con installazioni simultanee a Milano\, Palermo e Venezia\, chiudendo idealmente la trilogia avviata da Robert Indiana con LOVE e HOPE. Nel 2024 partecipa alla 60ª Biennale d’Arte di Venezia. Nello stesso anno\, l’opera Violet viene scelta per la copertina dell’Atlante dell’Arte Contemporanea (Giunti)\, edizione curata dal Corporate Patron del Metropolitan Museum of Art di New York. Il 2025 si apre con una grande mostra istituzionale all’Ambrosiana di Milano\, Art Crimes: installazione che ripropone in formato originale il cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello\, conservato nella stessa Biblioteca Ambrosiana. \n\n\n\nInfo mostra: Data: 17 novembre – 17 dicembre 2025 Luogo: EDEN House of Art New York\, 645 Fifth Ave\, New York\, NY\, USA  Accesso: gratuito Artista: Angelo Accardi Curatore: Nino Florenzano Art advisor: Luca Carniato General Manager: Gennaro Verdoliva  Visual Designer: Federica Barletta 
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SUMMARY:Mash-Up Altman al Palazzo delle Esposizioni
DESCRIPTION:Il Cinema di Palazzo Esposizioni Roma festeggia il centesimo anniversario dalla nascita di un gigante della storia del cinema\, Robert Altman\, con un’ampia selezione della sua straordinaria produzione registica. \n\n\n\nIl leggendario concertatore di quel cinema corale – capace di tenere in piedi decine di storie e personaggi nella stessa pellicola – che il pubblico e la critica mondiali hanno amato in capolavori quali Mash\, Nashville\, I protagonisti\, America oggi\, Gosford Park\, Radio America. \n\n\n\nLo sperimentatore analitico che\, anche quando lasciava il caos della società\, sapeva scendere con la cinepresa nelle profondità di singole esistenze\, mettendo in scena con originalità visionaria la frammentazione dell’identità\, soprattutto femminile. Si pensi all’ideale trilogia sulle donne\, rappresentata da Quel freddo giorno nel parco\, Images\, Tre donne\, Jimmy Dean\, Jimmy Dean. L’innovatore onnivoro che attraversava i generi classici sancendo la fine dei loro miti ed eroi fondanti\, pensiamo\, ad esempio\, al western nebbioso di pioggia e fumi d’oppio de I compari\,al noir de Il lungo addio\, con un Marlowe che smarrisce il senso dell’indagine e perfino il gatto\, alle istantanee di vita quotidiana dei rapinatori in Gang. \n\n\n\nLa riflessione critica sul mondo contemporaneo che Altman propone è spietata\, registra una società irreversibilmente smarrita tra profitto e consumo. Il suo rapporto con il pubblico è senza compromessi ed esige un approccio non convenzionale. Non vuole un automa imbambolato davanti alla tv\, lo spettatore deve porsi domande e cercare connessioni nelle sue narrazioni\, sempre imprevedibili\, episodiche\, irriverenti\, ricche di dialoghi irrilevanti e immagini frammentarie. \n\n\n\nAltman ci invita a trovare autonomamente un senso\, a bucare la superficie della vita – carnevale grottesco e rumorosissimo – e rintracciare il filo dell’esistenza. Non concede un epilogo rassicurante\, dobbiamo trovarlo da soli\, usciti dalla sala\, nelle nostre vite. \n\n\n\nIl titolo della rassegna è un gioco tra il suo capolavoro intramontabile – caricatura spietata della guerra – e la tecnica di composizione musicale utilizzata oggi\, che unisce due o più canzoni preesistenti. In un momento spaventoso come quello attuale\, nel mix tragico e assordante di slogan bellici\, voci sovrapposte\, cantilene pubblicitarie\, suonerie di cellulari e notifiche dei social\, questo grande maestro ci ammonisce ancora di non perderci e restare umani. \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nPalazzo Esposizioni Roma – Sala Cinema \n\n\n\nscalinata di via Milano 9 a\, Roma \n\n\n\nINGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI CON PRENOTAZIONE CONSIGLIATA \n\n\n\nÈ possibile prenotare su www.palazzoesposizioniroma.it dalle ore 9.00 del giorno precedente fino a due ore prima della proiezione.
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SUMMARY:"Ville e giardini di Roma: una corona di delizie" a Palazzo Braschi
DESCRIPTION:Roma vanta un patrimonio di giardini storici ineguagliabile\, che comprende ben quaranta complessi\, tra antiche ville nobiliari divenute pubbliche\, passeggiate e giardini eclettici di inizi Novecento. A ripercorrere per la prima volta lo sviluppo dell’arte dei giardini\, dal XVI alla seconda metà del XX secolo\, la mostra Ville e giardini di Roma: una corona di delizie\, dal 21 novembre al 12 aprile 2026 al Museo di Roma a Palazzo Braschi. \n\n\n\nI giardini storici erano uno status symbol di potere\, di cultura e di raffinatezza e anche strumento di propaganda di pontefici\, principi e cardinali proprietari di questi complessi. La mostra ne ripercorre la storia fino alla loro trasformazione in giardini pubblici “per i piaceri del popolo”. Attraverso 190 opere\, tra dipinti e vedute\, in molti casi inedite\, sarà possibile conoscere l’aspetto originario di ville e giardini oggi scomparsi o totalmente rimaneggiati. Le opere esposte mostrano la fortuna dei giardini romani nell’immaginario pittorico\, il loro utilizzo come fondale scenografico per feste\, per celebrazioni e per esibizioni del potere. \n\n\n\nTra le opere più significative si citano le molte rappresentazioni di Villa Borghese\, certamente la più amata e frequentata dagli artisti\, o di Villa Medici\, che i pensionnaires predilegevano come soggetto. Interessante è anche la selezione di dipinti dedicati a ville scomparse\, come Villa Ludovisi o Villa Montalto Peretti\, che permettono al visitatore di comprendere l’enorme perdita di un patrimonio di arte e natura. \n\n\n\nIn mostra\, oltre a numerose opere dalle collezioni capitoline\, sono esposti prestiti da prestigiosi musei italiani e internazionali\, tra i quali il Musée d’Orsay di Parigi\, il Musée national du Château de Fontainebleau\, lo Statens Museum for Kunst di Copenhagen\, la Národní Galerie di Praga\, il Musée cantonal des Beaux-Artsdi Losanna\, i Musées royaux des Beaux-Arts di Bruxelles\, i Musei e la Biblioteca Vaticani\, la Galleria degli Uffizi di Firenze\, il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli\, l’Archivio di Stato di Roma\, l’Accademia dei Lincei\, l’Accademia di San Luca e altre collezioni pubbliche e private. \n\n\n\nL’esposizione è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. A cura di Alberta Campitelli\, Alessandro Cremona\, Federica Pirani\, Sandro Santolinicon il supporto di un Comitato scientifico internazionale composto da Vincenzo Cazzato\, Barbara Jatta\, Sabine Frommel\, Denis Ribouillault\, Claudio Strinati. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Con il contributo di Euphorbia Srl Cultura del Paesaggio. Catalogo edito da L’Erma di Bretschneider.
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SUMMARY:Rassegna Musique Royale alla Reggia di Monza
DESCRIPTION:Proseguiranno nelle prossime settimane gli appuntamenti della rassegna Musique Royale\, ciclo di eventi a misura di grandi e bambini organizzati nei meravigliosi spazi della Reggia di Monza dall’associazione culturale Musicamorfosi e dall’Orchestra Canova\, con il contributo di Regione Lombardia e del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza\, il supporto di Acinque e Banco Desio\, il sostegno di Fondazione Cariplo e Fondazione della Comunità di Monza e Brianza e il patrocinio del Comune di Monza. \n\n\n\nVenerdì 21 novembre (doppio set alle ore 19 e 21\, ingresso 10/15 euro\, prevendita on line su www.mailticket.it/spettacolo/39018/momi-maiga-inno-alla-pace) il Teatro di Corte della Reggia di Monza ospiterà l’esibizione del Momi Maiga Quartet\, formazione composta da Momi Maiga (kora\, voce)\, Carlos Montfort (violino\, voce)\, Aleix Tobias (batteria\, percussioni) e Marçal Ayats violoncello\, voce). Musicista\, compositore e cantante senegalese (da anni residente in Spagna)\, Momi Maiga è una delle voci più originali della nuova generazione di artisti dell’Africa occidentale. Cresciuto in una rinomata famiglia di griot\, ha iniziato a suonare la kora (l’arpa africana) all’età di sei anni e da allora ha sviluppato un linguaggio musicale unico che fonde le tradizioni Mandé con il jazz\, il flamenco e la musica classica. Dotato di una notevole presenza scenica e di una grande capacità comunicativa\, ha girato l’Europa in tournée e ha collaborato con artisti come Youssou N’Dour\, Jordi Savall\, Seckou Keita e Amaro Freitas. Kairo\, il suo ultimo lavoro discografico (uscito nel 2024)\, che significa pace\, è stato premiato come miglior album non catalano agli Enderrock Awards 2025.  \n\n\n\nMartedì 25 novembre\, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne\, il Salone da Ballo della Reggia di Monza sarà la suggestiva cornice del laboratorio “Coro a coro” per sole voci femminili curato dalla cantautrice e polistrumentista salentina Rachele Andrioli (ore 20.30\, ingresso con libera donazione\, prenotazione su www.eventbrite.it/e/biglietti-voce-olimpica-rachele-andrioli-1851991629819): le partecipanti al workshop apprenderanno nozioni di tecnica vocale e scopriranno la forza terapeutica del canto e il fascino della polifonia. Il tutto all’insegna della condivisione\, dell’inclusione e della tolleranza\, nel rispetto di lingue e tradizioni sonore distanti dalle nostre. In un’epoca come quella attuale\, caratterizzata da timori\, incertezze\, paure\, diffidenza e apatia\, “Coro a coro” vuole essere un piccolo argine dove la musica costruisce ponti\, accoglie e lenisce. \n\n\n\nRachele Andrioli è uno dei talenti emergenti della nuova scena italiana: si esibisce\, in Italia e all’estero\, con progetti in solo e con diverse formazioni (di world music\, jazz e classica)\, collaborando con importanti artisti internazionali quali Arto Lindsay\, Piers Faccini\, Rocco Nigro\, Baba Sissoko e Roopa Mahadevan.  \n\n\n\nSi cambierà decisamente registro sabato 29 novembre con Palandrana e Zamberlucco\, intermezzo comico del compositore Alessandro Scarlatti\, protagonisti l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano\, il tenore Luca Cervoni e il baritono Giacomo Nanni\, in programma al Teatro di Corte della Reggia di Monza (ore 20.30\, ingresso 10 euro; prevendita on line su www.mailticket.it/spettacolo/39007/un-cappotto-per-due-palandrana-e-zamberlucco). Travestimenti\, equivoci\, imbrogli e ingenuità con la regia di Andrea Taddei: in occasione del 300° anniversario dalla morte di Alessandro Scarlatti\, l’Orchestra Canova porterà in scena le vicende della vecchia vedova Palandrana\, che seduce il giovane aitante Zamberlucco\, secondo i topoi della commedia settecentesca. Il ruolo di Palandrana sarà interpretato en travesti dal tenore Luca Cervoni\, apprezzato interprete di ruoli comici barocchi\, mentre il baritono Giacomo Nanni\, recente vincitore del concorso AsLiCo per Dulcamara ne L’Elisir d’amore\, sarà Zamberlucco. Una curiosità: le scene e i costumi dello spettacolo (che verrà replicato sabato 6 dicembre alle ore 17) saranno curati dagli allievi dell’indirizzo di scenografia del liceo artistico della Villa Reale “Nanni Valentini” di Monza (il 26 e il 27 novembre lo spettacolo andrà in scena per gli studenti delle scuole).  \n\n\n\nQuest’anno\, il concerto di Natale\, intitolato Luce d’inverno\, è in agenda sabato 20 dicembre nel Teatro di Corte (ore 18.30\, ingresso 10/15 euro\, prevendita su www.mailticket.it/evento/49915/luce-dinverno)\, ancora con l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano. Il programma ruota intorno alla musica di Georg Friedrich Händel e ai suoi Concerti Grossi\, di cui verrà eseguita una selezione nella versione con oboi\, in equilibrio tra slancio e compostezza. È in questo paesaggio sonoro\, segnato da trasparenze e contrasti\, che si inserisce la prima assoluta del Concerto per violoncello e orchestra del giovane (classe 2000) e pluripremiato compositore piacentino Davide Tramontano: una pagina nuova che\, come la luce invernale\, scava nel dettaglio e invita a un ascolto più attento.                                   \n\n\n\nInfine\, per l’ultimo appuntamento dell’anno di Musique Royale e nell’ambito della seguitissima rassegna per l’infanzia Teatrino Piccino\, domenica 21 dicembre (ore 11\, 15 e 16.30\, ingresso 5/7 euro\, prevendita inclusa)\, il Teatro di Corte ospiterà lo spettacolo C’era una volta Natale…\, indicato per bambini a partire dai tre anni di età e portato in scena da Beatrice Marzorati e Davide Scaccianoce della Compagnia Equivochi. Stressato a causa dei preparativi in vista delle feste\, Babbo Natale vorrebbe fuggire lontano\, prendendosi una vacanza\, ma il suo fedele Folletto riuscirà a convincerlo a restare\, ricordandogli la vera essenza del Natale… \n\n\n\nMaggiori info: www.musicamorfosi.it/musique-royale; reggiadimonza.it
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SUMMARY:Satyricon di Petronio al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, da venerdì 21 novembre a domenica 7 dicembre\, Satyricon di Petronio\, adattamento e regia Francesco Polizzi\, con\, Francesco Polizzi\, Andrea Lami\, Giuseppe Coppola\, Greta Polinori\, Andrea De Luca\, Vittoria Vitiello\, Paolo Oppedisano. Una suggestiva trasposizione teatrale dell’avvincente romanzo di Petronio\, Il capolavoro della letteratura latina\, da cui Fellini trasse il suo celebre film Fellini Satyricon. Scritta nel I sec. d.C.\, l’opera costituisce un potente affresco della Roma imperiale\, con i suoi eccessi e le sue bellezze infernali\, attraverso una sequenza di storie e personaggi\, che mescola divinità e popolino\, straccioni\, nobili e arricchiti\, filosofi\, prostitute e raffinati poeti. Una raffigurazione fantasiosa che restituisce appieno il ritratto di una civiltà sull’orlo della decadenza che\, per molti versi\, ricorda da vicino la nostra. \n\n\n\n NOTE DI REGIA \n\n\n\nL’opera\, scritta nel I sec. d.C.\, è incentrata sulle vicissitudini di Encolpio\, un giovane studente di retorica colto e sfaccendato\, del suo efebico servo Gìtone\, col quale intrattiene un’intensa relazione\, e dell’infido amico-nemico Ascilto. La narrazione si apre in una Graeca urbs della Campania (probabilmente Napoli)\, dove i protagonisti vengono coinvolti in diverse peripezie\, fino a giungere nella casa di Trimalcione\, un rozzo ed eccentrico liberto arricchitosi immensamente con l’attività commerciale\, dove i tre giovani si trovano invitati a uno dei suoi sfarzosi e luculliani banchetti. Qui s’apre la scena della famigerata Coena Trimalchionis che\, occupando quasi la metà dell’intero scritto pervenutoci\, costituisce la parte centrale dell’opera. Al convivio sono ospiti\, oltre ai tre giovani\, vari personaggi dello stesso ceto sociale del padrone di casa. La portata del cibo è spettacolare e altamente coreografica\, accompagnata dai giochi acrobatici della servitù e dai racconti tra i commensali. I convitati intrattengono poi una lunga conversazione\, che tocca i più svariati argomenti: la ricchezza e gli affari di Trimalcione\, l’inopportunità dei bagni\, la funzione sociale dei riti funebri\, le condizioni climatiche e l’agricoltura\, la religione e i giovani\, i giochi pubblici\, i disturbi intestinali\, il valore del vetro\, il fato\, i monumenti funebri\, i diritti umani degli schiavi. Il tutto offre uno spaccato vivace e colorato\, non senza punte di chiara volgarità\, della vita di quel particolare ceto sociale. La trasposizione teatrale mette in scena l’originale sequenza di storie\, personaggi e parodie che mescola divinità e popolino\, straccioni e arricchiti\, filosofi\, prostitute e raffinati poeti. Attraverso le vicende di Encolpio e Ascilto si dipanano in dieci quadri gli eccessi e le bellezze infernali della Roma imperiale. Seguendo liberamente i frammenti del Satyricon di Petronio\, la messa in scena gioca con stili e registri differenti\, in un pastiche che intreccia melodramma e farsa\, l’avanspettacolo all’epos classico\, fornendo l’affresco di una civiltà sull’orlo della decadenza\, che ricorda da vicino la nostra. (Francesco Polizzi) \n\n\n\ne-mail: info@teatroarcobaleno.it – sito: www.teatroarcobaleno.it \n\n\n\nORARIO SPETTACOLI \n\n\n\nVenerdì 7 e sabato 8 novembre ore 21\,00 – domenica 9 novembre ore 17\,30 \n\n\n\nVenerdì 14 e sabato 15 novembre ore 21\,00 – domenica 16 novembre ore 17\,30 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 23\,00 – Ridotto € 19\,00 (Over 65\, CRAL\, Associazioni convenzionate) – Ridotto studenti € 15\,00
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SUMMARY: Migrazioni Sonore - Il messaggio universale della musica e le nuove cittadinanze
DESCRIPTION:Da sabato 22 novembre a sabato 20 dicembre 2025\, il Festival Popolare Italiano ideato e diretto da Stefano Saletti\, prosegue il suo cammino al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma con il progetto Migrazioni Sonore – Il messaggio universale della musica e le nuove cittadinanze\, un percorso dedicato alla musica come linguaggio universale e ponte tra culture. Gli otto concerti con inizio alle ore 20.30\, saranno preceduti alle ore 19.30 dalle Conversazioni in musica curate dalla rivista specializzata BlogFoolk\, che mettono in dialogo artisti\, giornalisti e comunità provenienti da diverse aree del mondo. Il costo del biglietto\, 6 euro\, comprende anche la visita al museo (ultimo ingresso ore 18.30) \n\n\n\nIl viaggio si apre sabato 22 novembre con Moni Ovadia\, Giovanni Seneca e Anissa Gouizi in Rotte mediterranee\, un recital basato sull’intreccio di racconti e canzoni popolari dell’area mediterranea e composizioni originali di Giovanni Seneca. Il Mare torna a essere un ponte tra le sue sponde\, a collegare mondi un tempo strettamente legati e che continuano a mantenersi in contatto\, grazie a quanti credono alla cultura come strumento di comunicazione per il dialogo tra i popoli. Il Mediterraneo non è solo un luogo geografico\, è un’atmosfera\, un paesaggio. I canti presentano elementi nelle lingue locali: bulgaro\, serbo\, greco\, ladino\, turco e vari dialetti italiani. Si tratta dunque di un repertorio plurilingue\, in cui talora una stessa melodia accompagna testi in lingue diverse\, talora una stessa canzone si compone di strofe in varie parlate. Musiche e canti ispirati alle diverse culture del mediterraneo e al dialogo tra i popoli; partendo dall’Italia si parte per un viaggio che tocca Spagna\, Nord Africa\, Grecia e arriva fino ai Balcani. \n\n\n\nCome ad aprire finestre sul mediterraneo Moni Ovadia e Giovanni Seneca\, assieme alla cantante e percussionista italo-algerina Anissa Gouizi\, fondono musica\, canto e parole in una originale forma di concerto teatrale. \n\n\n\nIl programma prosegue giovedì 27 novembre con La Vuelta dei SuRealistas\, un’esplosione di ritmi sudamericani e mediterranei in cui la band argentina-toscana fonde cumbia\, son\, rock e poesia in un inno alla vita e alla diversità. \n\n\n\nGiovedì 4 dicembre il Pejman Tadayon Ensemble propone La musica e la poetica dei mistici Sufi: da Rumi a Omar Khayyam\, un concerto che intreccia suono\, danza e poesia della tradizione persiana\, mentre sabato 6 dicembre il gruppo internazionale Nubras porta sul palco l’energia dell’intreccio di sonorità romene\, spagnole e mediterranee. \n\n\n\nGiovedì 11 dicembre è la volta di Ziad Trabelsi & Gabriele Coen: Dialoghi di pace\, un incontro tra musiche arabe\, ebraiche e cristiane nel segno del dialogo e dell’improvvisazione jazzistica\, seguito sabato 13 dicembre da Maluf System: Eddiwen\, Canzoniere tunisino\, progetto di Marzouk Mejri e Salvatore Morra che reinterpreta le antiche suite urbane del maluf tunisino in chiave contemporanea. \n\n\n\nLa settimana successiva\, giovedì 18 dicembre\, protagonista è l’Orchestra Multietnica di Arezzo diretta da Enrico Fink in un concerto-corale con trenta musicisti di provenienze diverse\, dal Mediterraneo all’Asia\, dal Sudamerica all’Europa\, in un autentico mosaico di suoni e storie. \n\n\n\nChiude sabato 20 dicembre Banda Ikona e Baobab Ensemble in Sacro Mediterraneo\, diretti da Stefano Saletti con le voci di Yasemin Sannino\, Gabriella Aiello e Barbara Eramo\, insieme a Gabriele Coen\, Mario Rivera\, Eugenio Saletti e Arnaldo Vacca e le voci e gli strumenti del Baobab Ensemble. Un viaggio spirituale tra le sponde del mare comune\, dalla Puglia ai Balcani\, dalla Grecia al Maghreb\, cantato in Sabir\, la lingua franca del Mediterraneo\, per riscoprire il senso profondo del dialogo tra i popoli. \n\n\n\nOgni concerto sarà preceduto\, alle ore 19.30\, dalle Conversazioni in musica (incontri di giornalisti\, studiosi e musicisti con gli artisti del festival) a cura di Blogfoolk Magazine\, autorevole settimanale dedicato alle musiche popolari\, world e folk\, curate dal direttore editoriale Salvatore Esposito\, da Stefano Saletti ed Elisabetta Malantrucco (Rai Radio Techete’).  \n\n\n\nIl ciclo si apre sabato 22 novembre con Tra le mie corde\, incontro/concerto di Mauro Palmas e Giacomo Vardeu. \n\n\n\nGiovedì 4 dicembre\, la conversazione Iran tra tradizione e modernità vedrà protagonista Pejman Tadayon\, che racconterà la sua esperienza artistica tra Oriente e Occidente. Sabato 6 dicembre\, Le tre R: Rom\, Rumena\, Romana\, incontro con Roxana Ene\, voce del Nubras ensemble\, per esplorare le radici e le contaminazioni tra le culture attraverso la musica. Giovedì 11 dicembre\, si terrà il Premio BlogFoolk 2025 quest’anno assegnato a “Onde” di Maria Mazzotta. Sabato 13 dicembre\, Le scale\, gli strumenti e gli stili del Maluf\, con Marzouk Mejri e Salvatore Morra\, offrirà un approfondimento sulla musica tunisina e i suoi linguaggi modali. Giovedì 18 dicembre\, alle ore 19.30\, L’incontro possibile tra culture\, religioni e tradizioni differenti\, con Enrico Fink sarà un momento di confronto sui temi del dialogo e dell’inclusione attraverso la musica. Infine\, sabato 20 dicembre\, alle ore 19.30\, Diritti e nuove cittadinanze concluderà il ciclo con una riflessione sul ruolo della cultura e dell’arte nella costruzione di nuove cittadinanze. \n\n\n\nAnche questa edizione gode della media partnership di Rai Radio Techete’ che\, con la cura di Elisabetta Malantrucco\, realizzerà una serie di puntate dedicate ai concerti e agli artisti protagonisti della rassegna. \n\n\n\nIl progetto Migrazioni Sonore\, promosso da Roma Capitale\, è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in occasione del Giubileo 2025 in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nIL FESTIVAL POPOLARE ITALIANO. Ideato e diretto da Stefano Saletti (polistrumentista e compositore\, alla guida della Banda Ikona e di diversi ensemble internazionali di world music)\, il festival è nato nel centro di accoglienza Baobab a Roma nel 2015\, alla sua chiusura si è trasferito al Teatro Villa Pamphilj dove si è svolto per cinque edizioni\, poi nello storico Teatro Verde e dal 2023 al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. Nelle edizioni precedenti ha visto la partecipazione dei più rappresentativi esponenti della musica popolare non solo italiana. Il Festival Popolare italiano appartiene alla Rete Italiana della World Music\, un’associazione che riunisce operatori\, musicisti e oltre 25 festival di tutte le regioni d’Italia. Missione della Rete è supportare il mondo della world music italiana e contribuire alla diffusione di un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo per il nostro Paese in cui la musica è strumento di costruzione della propria identità culturale\, ma anche di conoscenza e di contaminazione con le altre culture del Mediterraneo\, e quindi fonte di innovazione. \n\n\n\nMIGRAZIONI SONORE. Festival Popolare Italiano 12a Ed. Da sabato 22 novembre a sabato 20 dicembre 2025 \n\n\n\nDirezione Artistica: Stefano Saletti | Organizzazione generale: Associazione Ikona / Ikona Concerti. In collaborazione con: BlogFoolk |Il Festival Popolare Italiano fa parte della Rete Italiana World Music. \n\n\n\nMedia Partner: Rai Radio Techete’  \n\n\n\nMuseo Nazionale degli Strumenti Musicali – Direttrice: Arch. Sonia Martone \n\n\n\nInfo & prenotazioni: Tel: 067014796 – Mail: dms-rm.museostrumenti@cultura.gov.it \n\n\n\nIngresso: 6 euro comprensivo di visita al Museo \n\n\n\nMIGRAZIONI SONORE  – calendario dettagliato \n\n\n\nsabato 22 Novembre 2025 – ore 20.30 – Rotte mediterranee. MONI OVADIA/GIOVANNI SENECA/ANISSA GOUIZI: Moni Ovadia: voce; Giovanni Seneca: chitarre; Anissa Gouizi: voce \n\n\n\nRotte mediterranee è un recital basato sull’intreccio di racconti e canzoni popolari dell’area mediterranea e composizioni originali di Giovanni Seneca. Il Mare torna a essere un ponte tra le sue sponde\, a collegare mondi un tempo strettamente legati e che continuano a mantenersi in contatto\, grazie a quanti credono alla cultura come strumento di comunicazione per il dialogo tra i popoli. Il Mediterraneo non è solo un luogo geografico\, è un’atmosfera\, un paesaggio. I canti presentano elementi nelle lingue locali: bulgaro\, serbo\, greco\, ladino\, turco e vari dialetti italiani. Si tratta dunque di un repertorio plurilingue\, in cui talora una stessa melodia accompagna testi in lingue diverse\, talora una stessa canzone si compone di strofe in varie parlate. Musiche e canti ispirati alle diverse culture del mediterraneo e al dialogo tra i popoli; partendo dall’Italia si parte per un viaggio che tocca Spagna\, Nord Africa\, Grecia e arriva fino ai Balcani. Come ad aprire finestre sul mediterraneo Moni Ovadia & Giovanni Seneca assieme alla cantante e percussionista italo-algerina Anissa Gouizi\, fondono musica\, canto e parole in una originale forma di concerto teatrale. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Tra le mie corde: Mauro Palmas con Giacomo Vardeu. A cura di Salvatore Esposito (BlogFoolk) \n\n\n\ngiovedì 27 Novembre 2025 – ore 20.30 – Il suono del Sur tra Argentina e Toscana   \n\n\n\nSUREALISTAS: “La Vuelta”: Jeremías Cornejo: voce\, chitarra\, ukulele; Joaquín Cornejo: voce\, tastiera; Iacopo Schiavo: voce\, chitarra elettrica; Mauro La Mancusa: tromba\, percussioni; Sigi Beare: sax tenore\, percussioni; Matteo Bonti: basso; Pietro Borsò: batteria; Laura Falanga: percussioni \n\n\n\nNelle loro vene scorrono Argentina e Sicilia\, Pisa e Livorno… e persino un pizzico di Bosnia. I loro cuori pulsano al ritmo delle clavi afroamericane\, tra cumbia e son\, MPB e bossanova. E i loro sogni d’adolescenza\, pronti a tornare alla riscossa\, sono pieni di rock e psichedelia\, cantautorato e letteratura. I SuRealistas sono una vera band. Nessun leader: il loro simbolo non è una piramide ma un cerchio\, capace di racchiudere più idee\, più voci e più colori. \n\n\n\n«La vita è l’arte dell’incontro»\, diceva Vinícius de Morães: e dall’incontro tra tanti sogni è nato il sogno dei SuRealistas\, popolato di canzoni originali e al tempo stesso radicate nella tradizione sudamericana. Dopo svariati europei\, 4 album di inediti le priorità dei SuRealistas sono chiare: tenere gli occhi sempre aperti sul mondo e i piedi sempre pronti a danzare.  \n\n\n\nQuesta è la chiave del loro realismo\, magico e surreale\, ove «Sur» non significa solo Sudamerica ma anche sud del mondo e periferia\, minoranza e diversità\, una natura sull’orlo del collasso e un mondo che non sa bene dove va. Il loro concerto è un inno alla vita\, al canto e alla danza. \n\n\n\nGiovedì 4 Dicembre 2025 – ore 20.30 – La musica e la poetica dei mistici Sufi: da Rumi a Omar Khayyam \n\n\n\nPEJMAN TADAYON ENSEMBLE: Pejman Tadayon: canto\, oud\, saz\, ney\, kamanceh; Simone Pulvano: percussioni; Massimiliano Barbaliscia: santur; Francesco Monti: viella; Federico Pascucci: ney e clarinetto turco \n\n\n\nCreato nel marzo 2013\, il Pejman Tadayon Ensemble è il primo progetto in Italia ad aver fuso le discipline che meglio esprimono\, dal punto di vista artistico\, l’essenza del Sufismo (musica\, danza e poesia). Fondato e diretto dal musicista e compositore persiano Pejman Tadayon\, l’ensemble propone un’alchimia di suoni\, coreografie e testi\, ispirati alla vita e alle opere dei più rappresentativi esponenti di questa corrente mistico-filosofica. I poemi di Jalaluddin Rumi\, Hafez e Omar Khayyam\, condensati nelle liriche che meglio rappresentano la ricerca spirituale e la tensione verso il divino dei tre mistici sufi\, sono cantati in lingua originale e recitati nella versione tradotta. La bellezza e la sacralità dei loro versi vengono scandite dagli strumenti originali della tradizione persiana: ney\, oud\, kamanceh\, santur\, tombak\, daf.  \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Iran tra tradizione e modernità: Pejman Tadayon. A cura di Stefano Saletti ed Elisabetta Malantrucco (Rai Radio Techete’) \n\n\n\nSabato 6 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Il ritmo dei Balcani \n\n\n\nNUBRAS: Roxana Ene: voce; Giulia Anita Bari: violino; Carla Mulas González: violino; Giorgio Gadotti: sax alto e gajda; Nino Conte: fisarmonica; Giovanni Lo Cascio: percussioni \n\n\n\nUn ensemble internazionale unico nel suo genere\, riconosciuto per la straordinaria capacità di fondere l’eleganza della musica da camera con l’estetica folk del Sud Italia e dei Balcani. Il progetto riunisce musicisti provenienti da Italia\, Spagna e Romania\, creando un’esperienza sonora che intreccia tradizione e innovazione in un dialogo musicale senza confini. \n\n\n\nIl cuore di NUBRAS è il trio d’archi\, che incarna la raffinatezza della musica classica\, integrandosi con i ritmi e le melodie pulsanti della fisarmonica di Nino Conte e il sax e la gajda di Giorgio Gadotti\, che evocano i suoni vibranti del Mediterraneo e dell’Europa dell’Est. La voce potente di Roxana Ene\, artista italo-romena di origine Rom che ha all’attivo una lunga collaborazione con Moni Ovadia\, dona profondità e autenticità. A completare l’ensemble\, le percussioni di Giovanni Lo Cascio\, figura storica della world music italiana\, che apportano energia travolgente e virtuosismo. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Le tre R: Rom\, Rumena\, Romana: Roxana Ene. A cura di Salvatore Esposito \n\n\n\nGiovedì 11 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Dialoghi di pace \n\n\n\nZIAD TRABELSI E GABRIELE COEN: Ziad Trabelsi: oud\, live electronics\, voce; Gabriele Coen: clarinetti\, sax soprano; Marco Loddo: contrabbasso; Simone Pulvano: percussioni \n\n\n\nUna serata all’insegna del dialogo tra le diverse culture e religioni che da sempre animano il nostro mare\, dalla musica araba ed ebraica alla tradizione cristiana\, attingendo alla musica tradizionale ma anche proponendo proprie composizioni originali che guardano al mondo della moderna improvvisazione jazzistica e della world music. Il repertorio tradizionale arabo e quello ebraico sefardita vengono riproposti nell’ottica della moderna improvvisazione etnica e jazzistica in un progetto davvero unico e originale che vede coinvolti i nomi più prestigiosi della scena world jazz italiana: Ziad Trabelsi\, membro storico dell’Orchestra di Piazza Vittorio e recente fondatore della Babelnova Orchestra e Gabriele Coen\, sassofonista virtuoso capace di esplorare la tradizione del jazz\, della musica klezmer e della world music. Con loro il contrabbassista Marco Loddo e il percussionista Simone Pulvano. Il concerto è l’occasione per la presentazione ufficiale del disco “Dialoghi” uscito il 7 novembre per la Moonlight Records. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Premio BlogFoolk 2025: Maria Mazzotta\, Ziad Trabelsi e Gabriele Coen. A cura di Salvatore Esposito \n\n\n\nSabato 13 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Eddiwen\, Canzoniere tunisino \n\n\n\nMALUF SYSTEM: Marzouk Mejri: voce\, darbouka\, ney\, zukra; Salvatore Morra: chitarra\, oud \n\n\n\nMaluf System di Morra & Mejri è un movimento post-revival della musica maluf\, uno dei generi urbani più complessi della Tunisia. Il progetto esplora la rinascita del maluf nei contesti migratori\, i suoi cambiamenti nella natura\, le sue nuove trasmissioni e diffusioni\, e promuove l’integrazione e l’identificazione musicale transnazionale di alcuni musicisti tunisini. Attraverso la registrazione dell’album “Eddiwen” con la casa discografica Liburia Records (2024)\, basato su scale modali arabo-tunisine (come mazmoum\, rast dhil\, asba’in) e mescolando strumenti musicali di diversi generi tunisini (oud tunisino\, ney\, darbuka\, tar\, bendir\, zokra\, clarinetto\, shqashiq) con strumenti a pizzico del nord del Mediterraneo\, come la chitarra\, mandolino\, Maluf System ricrea un mondo sonoro che spazia dal tradizionale ensemble (jawk) alle banda del Bey ottomano di Tunisi\, fino alle influenze africane. Che si tratti delle canzoni delle suite (nuba)\, di una particolare melodia\, ritmo o strumento musicale\, in arabo classico e dialetto tunisino\, questi idiomi dell’identità arabo tunisina consentono ai migranti di connettersi con gli altri\, generando un’esperienza condivisa. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Le scale\, gli strumenti e gli stili del Maluf: Marzouk Mejri e Salvatore Morra. A cura di Stefano Saletti e Salvatore Esposito  \n\n\n\nGiovedì 18 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Pluralità\, confronto e mescolanza \n\n\n\nORCHESTRA MULTIETNICA DI AREZZO diretta da Enrico Fink: Enrico Fink; Luca Roccia Baldini; Massimo Ferri; Massimiliano Dragoni; Mariel Tahiraj; Gianni Micheli; Leila Sampaoli; Emad Shuman; Paola Scoppa; Madoka Funatsu; Auro Neri; Saverio Zacchei; Raffaella Farina; Daniel Boeke \n\n\n\nCostituita nel 2007 l’OMA ha tracciato in questi anni di concerti\, spettacoli teatrali e laboratori in tutta Italia un percorso di culture e di tradizioni. Un percorso di pace\, di nomadismo e di amore per le proprie radici. L’attuale formazione è costituita da circa 30 musicisti provenienti da Albania\, Palestina\, Libano\, Nigeria\, Costa d’Avorio\, Argentina\, Colombia\, Bangladesh\, Giappone\, Romania\, Russia\, Svizzera e dalle più svariate regioni italiane e propone un repertorio che spazia dalla tradizione araba a quella ebraica\, dal Mediterraneo all’est Europa\, dal Bangladesh al Sudamerica\, offrendo al pubblico una vera e propria festa di suoni e di colori. \n\n\n\nNegli anni ha collaborato con Paolo Benvegnù\, Stefano “Cisco” Bellotti\, Raiz\, Moni Ovadia\, Filippo Graziani\, Erriquez e Finaz (Bandabardò)\, Shel Shapiro\, Frank London\, Dario Brunori\, Amanda Sandrelli\, Ottavia Piccolo\, Stefano Massini\, Ginevra Di Marco\, Santino Spinelli\, Modena City Ramblers. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – L’incontro possibile tra culture\, religioni e tradizioni differenti: Enrico Fink. A cura di Stefano Saletti \n\n\n\nSabato 20 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Sacro Mediterraneo \n\n\n\nBANDA IKONA E BAOBAB ENSEMBLE: Yasemin Sannino: voce; Gabriella Aiello: voce; Barbara Eramo: voce; Stefano Saletti: voce\, bouzouki\, oud\, chitarra; Gabriele Coen: clarinetto\, sax soprano; Mario Rivera: basso acustico; Eugenio Saletti: chitarra\, bouzouki\, saltzouki; Arnaldo Vacca: percussioni; Baobab Ensemble: voci e strumenti  \n\n\n\nUn viaggio musicale che attraversa le sponde del Mediterraneo per raccontarne l’anima comune\, le influenze e le connessioni culturali. Con strumenti come il bouzouki\, l’oud\, il saz e la chitarra battente\, Stefano Saletti dirige un grande gruppo formato dalla Banda Ikona\, le Voci del Mediterraneo e il Baobab Ensemble dando vita a brani originali ispirati a miti\, ballate e melodie popolari\, cantati in Sabir\, l’antica lingua franca dei porti. Il nuovo lavoro “Mediterranima” è un disco che intreccia suoni e storie\, colonna sonora di un viaggio immaginario che esplora la bellezza e la complessità del nostro tempo\, con l’arte come antidoto all’odio. L’album nel 2025 è entrato nella cinquina delle Targhe Tenco come miglior album in dialetto e lingue minoritarie\, è arrivato al n.4 della World Music Charts Europe e nella classifica della Transglobal World Music charts.  \n\n\n\nUn concerto che unisce passato e presente per riscoprire il senso profondo del dialogo mediterraneo. Dalla tradizione popolare pugliese e del Sud alle melodie balcaniche\, da quella greca a quelle arabe e sefardite\, fino ad arrivare al recupero dell’antica lingua del mare\, il Sabir\, la lingua dei pescatori e dei marinai che unisce parole dall’italiano\, dal francese\, dallo spagnolo e dall’arabo che da sempre utilizzano nelle composizioni originali. Sul palco alcune delle più importanti esponenti della vocalità femminile della musica popolare: la cantante italoturca Yasemin Sannino\, Gabriella Aiello\, Fabia Salvucci\, Barbara Eramo. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Diritti e nuove cittadinanze. A cura di Stefano Saletti ed Elisabetta Malantrucco
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SUMMARY:ETC di Geo Florenti a StudioG
DESCRIPTION:Geo Florenti presenta a StudioG di Roma dell’architetto Giada Calcagno un nuovo progetto performativo dal titolo ETC\, perennemente contemporaneo\, a cura di Giuseppe Stagnitta. Il progetto sarà visibile tutti i giorni dalle ore 10\,00 alle ore 19\,00 dal 24 ottobre 2025 al 7 gennaio 2026. \n\n\n\nEtc è l’immaginario ciclico in cui tutto si ripete e tutto si annulla in modo perpetuo (perennemente contemporaneo)\, è un’idea che ci suggerisce che il presente nel momento in cui accade è già finito e passato. La ciclicità del divenire\, in cui il nuovo che dovrà ancora accadere\, nel momento in cui accade (l’istante appena creato) diventa obsoleto\, compresa questa performance che può essere ripetuta all’infinito e come tutte le derivazioni in cui è possibile applicare l’idea che esprime la parola ETC\, come vedremo in mostra. \n\n\n\nNuovo progetto dell’artista Geo Florenti\, concentrato da tempo sulla riflessione tra creazione artistica e ricerca scientifica\, dove la poetica con la sua azione si evolve in poetica dell’utilità dando soluzioni pratiche e reali\, che propone una serie di idee che trovano il loro senso nell’apparente nonsenso. \n\n\n\nQuanto è antica la foto digitale? \n\n\n\n“In base all’opera esposta e alla tecnica e agli strumenti utilizzati per realizzarla (solo vegetazione)\, posso affermare che quest’opera poteva essere realizzata anche il giorno 8\, il primo dopo i 7 della Creazione. Ed è così che ho incontrato Dio\, a modo mio\, per uno scatto”\, scrive Florenti. \n\n\n\nLa foto di Dio è un’opera concettualmente fotografica\, un vero e proprio ritratto realizzato come una stampa digitale\, con dei mezzi possibili anche migliaia di anni fa\, all’inizio dei tempi\, dove l’artista riproduce con soli materiali vegetali uno schema digitale utilizzato oggi.  \n\n\n\nSchema di informazioni\, simile al sistema del codice binario che caratterizza l’universo digitale\, che mette in comunicazione in modo preciso e puntuale chi recepisce il volto da ritrarre\, attraverso un modulo che ricorda la divisione in pixel della macchina fotografica digitale e chi realizza fisicamente l’immagine sul foglio che ricorda la stampa digitale.  \n\n\n\n“Come ho anticipato\, continua l’artista\, ed il motivo principale per il quale ho scelto di creare quest’opera con questo soggetto\, ovvero Dio\, non è per il fatto che sono diventato religioso o cerco di attribuirmi un primato\, la prima foto di Dio (in formato fototessera) è stata concepita per essere posizionata sotto un ponte in mezzo ai barboni. Ho chiamato questa installazione (ponte\, sottoponte\, barboni e opera)\, God Station. Luogo che potrebbe diventare più chiesa delle chiese”. \n\n\n\nQuesta sua idea in movimento non è stata pensata per un motivo preciso e non serve in concreto a nulla\, e questo va in netta contrapposizione con la poetica di Florenti che si esprime in poetica dell’utilità dando soluzioni pratiche e reali\, una vera insensatezza come la stessa mostra e tutta l’arte in genere. Il nonsenso acquisisce in questo modo una sua idea precisa di senso sia dell’arte che della vita: per lui l’arte è vita. \n\n\n\nCoerente con le sue scelte\, che sono orientate più sulle azioni umanitarie e per cui utili e necessarie\, in cui l’arte diventa un’azione risolutiva dell’essere umano per l’essere umano\, l’azione artistica diventa un contributo reale allo sviluppo tecnologico e umanitario dando uno spiraglio di luce all’oscurantismo generalizzato che caratterizza il nostro momento storico. \n\n\n\nBiografia  \n\n\n\nGeo Florenti è artista/innovatore di Tecnologie Energetiche\, si contraddistingue nel panorama artistico per la realizzazione di istallazioni di luce a consumo zero\, applicate ad illuminare le opere d’arte nei musei. Esordisce nel 2007\, alla Galleria Nazionale di Arte Antica di Roma\, presentato da Claudio Strinati\, Soprintendente al Polo Museale Romano\, dove l’artista ha illuminato Giovanni Battista del Caravaggio e La Danzatrice del Canova. Nel 2008\, insieme alla Soprintendenza alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea ha illuminato un’intera area del Museo H.C.Andersen di Roma\, verificando che era possibile illuminare i musei\, le opere\, senza influire sui consumi di energia. Negli anni ha illuminato principalmente opere in spazi istituzionali\, sperimentando su opere di Michelangelo\, Leonardo\, Caravaggio\, Canova\, Bernini\, Rembrandt\, Gentileschi\, Vouet\, Balla\, Man Ray\, ma anche collaborando con artisti contemporanei come Michelangelo Pistoletto. Con le sue istallazioni ha anticipato quello che due anni fa circa\, sulla prestigiosa Nature\, è stato definito SolarIndoor\, ovvero il fotovoltaico applicato alla luce artificiale per generare energia. Nel 2021 ha ideato Palazzo Hybrid\, un progetto per la conversione dei sistemi e delle tecnologie energetiche negli edifici\, in collaborazione con la Divisione Smart Energy di ENEA e la Scuola del Design del Politecnico di Milano. Attualmente è impegnato nell’individuazione di tecnologie energetiche basate principalmente sull’uso innovativo delle risorse. Collabora con la Facoltà di Ingegneria La Sapienza.
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SUMMARY:Sabato\, domenica e lunedì. La mostra 1959-2025 al Teatro Argentina
DESCRIPTION:In occasione del debutto dello spettacolo Sabato\, domenica e lunedì\, il Teatro di Roma\, in collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo\, presenta Sabato\, domenica e lunedì. La mostra 1959-2025\, una esposizione a cura di Serena Schioppa\, con la consulenza storico-artistica Maria Procino\, dedicata alla storia e alla fortuna della celebre commedia eduardiana\, dal suo debutto nel 1959 fino a oggi. \n\n\n\nAttraverso pannelli\, immagini\, costumi e oggetti di scena\, il percorso espositivo\, che abiterà la Sala Squarzina del Teatro Argentina dal 25 novembre al 4 gennaio\, per tutte le rappresentazioni dello spettacolo diretto da Luca De Fusco\, ne ricostruisce la genesi e la diffusione internazionale\, rendendo omaggio non solo a Eduardo De Filippo\, ma anche all’eredità artistica di Luca De Filippo\, a dieci anni dalla sua scomparsa. \n\n\n\nLa raccolta genera un unico filo conduttore narrativo\, dalle locandine ai costumi\, ai documenti\, dando vita a una esplorazione che non vuole essere solo cronologica\, ma offrire l’universo del drammaturgo che nelle sue opere\, travalicando spazi e tempi\, fa della famiglia lo specchio della condizione umana. \n\n\n\nLa selezione delle locandine più significative crea una piccola galleria che documenta le messe in scena di “Sabato\, domenica e lunedì “\,dal Teatro San Ferdinando di Napoli fino alle rappresentazioni all’estero\, mentre con i costumi prendono vita alcuni dei personaggi che\, insieme agli oggetti originali esposti e ai documenti\, accompagnano i visitatori\, in un viaggio magico\, alla scoperta della storia della famiglia Priore e del ragù cucinato in scena che\, come ricordava Luca\, divenne “Una grande lezione di cucina e di teatro che mio padre preparò coinvolgendoci tutti in varie prove”. Infine\, una carrellata di immagini fotografiche restituisce i vari momenti dell’opera e gli artisti che le hanno dato vita sul palcoscenico. \n\n\n\nA Luca De Filippo\, scomparso dieci anni fa eppure ancora così vivo come uomo e artista\, è\, inoltre\, dedicato uno dei focus dell’allestimento: una selezione di foto e documenti lo raccontano in scena nel 1969 e sul set del film del 1990 diretto da Lina Wertmuller in cui recitava\, insieme a Sophia Loren\, il dramma di una coppia che cerca di ritrovarsi e superare i silenzi\, i malintesi\, le abitudini che li hanno allontanati. “Per me tutto è vita\, – dichiarava Luca – fuori e dentro il palcoscenico. Direi che il teatro porta alla vita e la vita al teatro. Non si possono scindere le due cose. La vita va vissuta con le sue gioie e i suoi drammi”. \n\n\n\nSabato\, domenica e lunedì. La mostra 1959-2025 \n\n\n\na cura di Serena Schioppa \n\n\n\nconsulenza storico-artistica Maria Procino \n\n\n\nsi ringrazia \n\n\n\nArchivio Fotografico CSC – Cineteca Nazionale \n\n\n\nArchivio Contemporaneo Gabinetto Vieusseux \n\n\n\nArchivio fotografico Fabio Donato \n\n\n\nCanzanella Costumi \n\n\n\nCentro studi e documentazione del Teatro di Roma \n\n\n\nMuseo Biblioteca dell’Attore di Genova – Fondo Gastone Bosio \n\n\n\nEredi Eduardo e Luca De Filippo \n\n\n\nDavide Canzanella \n\n\n\nFabio Desideri \n\n\n\nFabio Donato \n\n\n\nAntonella Felicioni \n\n\n\nBenedetta Gallerini \n\n\n\nGian Domenico Ricaldone \n\n\n\nproduzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale \n\n\n\nin collaborazione con Fondazione Eduardo De Filippo \n\n\n\ningresso libero
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SUMMARY:"Sabato\, domenica e lunedì" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:Il capolavoro eduardiano\, Sabato\, domenica e lunedì\, torna dopo oltre vent’anni lontano dalle scene\, in prima nazionale dal 25 novembre al 4 gennaio al Teatro Argentina\, nel nuovo allestimento firmato da Luca De Fusco che\, con abile rigore registico\, si insinua nelle pieghe della drammaturgia originale per offrire un affresco vivido sulle dinamiche\, i segreti e le tensioni intime di una famiglia. \n\n\n\nUn ritorno all’intramontabile commedia di Eduardo De Filippo\, scritta nel 1959\, che intercetta il nostro tempo\, in equilibrio perfetto tra acuta ironia e crescente conflittualità\, esplorando i meccanismi delle relazioni parentali che si agitano attorno a un pranzo domenicale. A dare vita a questo interno domestico è la compagnia di interpreti guidati da Teresa Saponangelo (nel ruolo di Rosa) e Claudio Di Palma (interprete di Peppino)\, con cui Luca De Fusco scandaglia le contraddizioni familiari attraverso una regia nitida e fedele all’originale\, svelando la profonda umanità e tenerezza dei personaggi che troveranno poi nella riconciliazione un simbolo di compattezza di fronte alle difficoltà. \n\n\n\nLo spettacolo – una produzione del Teatro di Roma in alleanza coproduttiva con lo Stabile di Torino\, lo Stabile di Bolzano\, il Biondo di Palermo e il LAC di Lugano – celebra la grandezza di un autore e di un’opera che\, custodendo al suo interno la storia culturale e sociale del nostro Paese\, ha ancora molto da insegnarci. \n\n\n\nIl testo\, «il più borghese e quasi cechoviano di Eduardo»\, come sottolinea Luca De Fusco – regista e direttore artistico del Teatro di Roma – delinea il racconto di un momento di equilibrio sociale oggi perduto\, tra le mura di una grande casa della numerosa famiglia Piscopo\, che abbraccia tre generazioni: il nonno Antonio Piscopo\, i due coniugi Peppino Priore e Rosa\, i figli\, e la classica zia “zitella”\, Amelia Priore. Una famiglia compatta e affezionata ai propri rituali\, come quello del pranzo della domenica. È proprio nella lenta ebollizione del succulento ragù che si insinuano le tensioni che minacciano sentimenti ed equilibri\, tra Rosa e suo marito Peppino: lei in competizione culinaria con la nuora\, lui in preda ad una inesistente gelosia tolstoiana. Tutti gli altri componenti si adoperano per risanare i conflitti e a proteggere il nonno dalle amarezze di una domenica sbagliata: zia Memé si trasforma da anticonformista in angelo del focolare\, mentre i figli sdrammatizzano la plateale litigata dei genitori.  \n\n\n\nL’opera\, che fa parte della Cantata dei giorni dispari\, raccolta in cui compare una visione eduardiana amara dell’esistenza\, sembra discostarsene lasciando un pensiero ottimista riguardo la sopravvivenza della famiglia. È una commedia senza tempo\, in cui si sorride\, ci si commuove e si riflette\, anche e soprattutto\, sul ruolo della donna. Centrale\, infatti\, è la figura di Rosa Priore che\, nell’interpretazione di Teresa Saponangelo\, volto amato del cinema e della tv\, incarna l’archetipo femminile che assorbe le tensioni e mantiene la coesione familiare. Come dichiara lo stesso De Fusco: «La famiglia De Piscopo è una vera famiglia\, compatta e affezionata ai propri rituali. Ci commuove perché sa curare le proprie ferite e tiene alla salute del gruppo come ad un valore. Le donne\, com’è giusto che sia\, non preparano più la camicia e i calzini ai mariti e non dedicano più ore ed ore alla preparazione del mitico ragù. Quella famiglia si reggeva però su un equilibrio\, che non abbiamo ancora ritrovato. Rileggendo questo capolavoro ci viene da rimpiangere più l’equilibrio perduto che l’anticipazione dei futuri conflitti. Ed emerge forse il rimpianto di Eduardo per una famiglia “normale”\, da lui mai avuta.» \n\n\n\nDal punto di vista della scrittura scenica De Fusco maneggia la materia eduardiana come un regista – interprete\, senza spostare alcuna nota della partitura\, piuttosto che un regista-demiurgo che tende a diventare il vero autore dello spettacolo: «Nel 2018 misi in scena Sabato\, domenica e lunedì nel celebre Teatro Vachtangov di Mosca. In quel caso decisi di usare una mano registica molto lieve\, partendo dal presupposto che il pubblico russo non conoscesse la commedia\, mai messa in scena\, fino ad allora\, nella loro lingua – commenta il regista – Più vado avanti nel lavoro e più mi convinco che questo atteggiamento sia giusto anche in Italia. Sia perché sono oltre vent’anni che questo testo non viene rappresentato nel nostro paese\, sia perché penso che Eduardo sia come Goldoni: si può interpretare\, ma non stravolgere. Siamo ormai abituati a far coincidere la parola “inquietante” con una definizione elogiativa di uno spettacolo. Ma non è così. Non è detto che far sorridere significhi far uscire dal sentiero dell’arte teatrale: Goldoni\, Mozart\, Cimarosa lo sapevano bene. E anche noi dobbiamo talvolta ricordarlo.» \n\n\n\nSabato\, domenica e lunedì è una commedia corale che\, mantenendosi in tensione tra leggerezza e profondità\, restituisce con forza quanto il teatro di Eduardo sia ancora vivo\, sorprendentemente vitale e necessario. Questo allestimento acquista un valore simbolico e affettivo\, poiché il suo debutto coincide con la ricorrenza che tocca la famiglia De Filippo e segna il nostro intero Paese: il prossimo 27 novembre ricorre infatti il decennale della scomparsa di Luca De Filippo\, un’occasione per rinnovare l’omaggio a un’eredità artistica intramontabile.
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SUMMARY:"GALASSIA ANDROMEDA 25: MASCHIO CERCASI" al Teatro dell Muse
DESCRIPTION:E’ il titolo di una originale e divertente commedia che andrà in scena al Teatro delle Muse in Roma dal 27 novembre al 7 dicembre 2025.  \n\n\n\nScritta nel 2013 da Sergio Iovane\, Mario Moretti e Salvatore Scirè (senza l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale\, come tengono a precisare gli Autori!!!!!)\, la nostra storia si svolge su Mitras\, un pianeta situato nella Galassia Andromeda 25\, a soli 300 anni luce dalla Terra. Si dà il caso che il corpo celeste sia abitato da sole donne\, in realtà provenienti dalla Terra\, da cui erano fuggite qualche tempo fa. Molto evolute in campo scientifico\, le mitrasiane si riproducono per clonazione. Però\, manca loro qualcosa: infatti non conoscono la passione\, le scintille amorose\, la gelosia; non sanno neppure chi sia Cupido!!!!!  \n\n\n\nCosì la regina decide di mandare una missione sulla Terra con l’ordine di prelevare una coppia di terrestri e condurli a Mitras anche con la forza\, con l’intento di studiare da vicino i loro comportamenti e soprattutto di capire come si riproducono!  \n\n\n\nOvviamente\, le due cavie intergalattiche reagiranno con energia a goffi e imbarazzanti tentativi scientifici\, i quali\, purtroppo\, non daranno risultati concreti; e così\, la storia subirà una svolta inattesa\, che porterà a conseguenze impensabili. Tra duetti spaziali\, scene corali esilaranti e sketches comici ai limiti dell’assurdo\, la monotonia del pianeta Mitras si incrina e l’amore si affaccerà all’orizzonte galattico. Persino Ella\, l’intransigente regina\, comincerà a sognare vere emozioni!  \n\n\n\nLe musiche originali di Evandro Mariucci e le coreografie di Rachele Marchegiani arricchiscono i passaggi più importanti della commedia e accompagnano lo spettatore fino al finale inatteso e coinvolgente.  \n\n\n\nMarina Vitolo\, con la sua strepitosa verve partenopea\, darà vita a una travolgente regina Ella. Accanto a lei un gruppo di bravissimi attori: Valentina Bernardini\, Carlotta Galmarini\,  Fabrizio Ginocchi\, Gloria Macchia\, Roberta Pinto e Edoardo Valeriani\, daranno vita ad altrettanti personaggi originali e divertenti. Il tutto con la preziosa collaborazione delle ballerine della Scuola di ballo Danzarmonia.  \n\n\n\nAlla regia di questo complesso e magico meccanismo Paolo Mellucci: un nome una garanzia! \n\n\n\nI costumi sono di Emiliana Di Rubbo. Aiuto regia Flavia Di Domenico   \n\n\n\nOrari: giovedi e venerdi ore 21\, sabato ore 17 e 21\, domenica ore 18 \n\n\n\nAssociazione Culturale Punto & Virgola \n\n\n\nPer Info e prenotazioni: teatropunto&virgola@gmail.com \n\n\n\nWhatsapp 351.3005683
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SUMMARY:50 anni del Teatro del Buratto
DESCRIPTION:Il Teatro del Buratto festeggia a fine novembre cinquant’anni di attività\, confermandosi punto di riferimento del teatro per l’infanzia e la gioventù in Italia. Nata a Milano il 28 novembre 1975 grazie a Tinin Mantegazza\, Velia Mantegazza e Jolanda Cappi\, la compagnia si è da sempre posta l’obiettivo di nobilitare e rinnovare il teatro italiano destinato ai più giovani\, contribuendo a diffondere una cultura teatrale di qualità\, capace di dialogare con le nuove generazioni. \n\n\n\nUNA MOSTRA\, UN LIBRO\, L’ARCHIVIO STORICO E IL DEBUTTO DI TERESA CHE CATTURÒ IL BUIO \n\n\n\nPer celebrare questa importante ricorrenza\, il Buratto ha in programma un evento speciale che si svolge il 28\, 29 e 30 novembre 2025 al Teatro Munari. Tre giorni di festa pensati per ripercorrere la storia di una compagnia\, ma anche un’occasione per guardare al futuro con rinnovata energia e creatività. Un evento aperto alla città\, dedicato a famiglie\, scuole\, operatori culturali e a tutti coloro che riconoscono nel Teatro del Buratto un patrimonio di cultura e immaginazione. \n\n\n\nLa serata inaugurale\, venerdì 28 novembre (su invito)\, è riservata alle istituzioni e agli ospiti della compagnia (attori\, amici\, compagni di strada). Sul palco interventi di Alberto Bentoglio\, Silvio Oggioni\, Claudia Canella intercalati da brevi proiezioni di alcuni spettacoli. Un saluto di Velia Mantegazza e una dedica di Renata Coluccini a Jolanda Cappi (che non potrà essere presente. Giangilberto Monti regalerà al pubblico una canzone estratta dal suo nuovo spettacolo che debutterà a primavera del prossimo anno. \n\n\n\nSaranno inoltre presentati due importanti strumenti di memoria e valorizzazione: il libro Utopia di un Teatro\, ricco di testimonianze\, racconti e materiali inediti che ripercorrono mezzo secolo di attività e l’Archivio Storico del Buratto\, un percorso digitale\, documentale e video\, pensato per le nuove generazioni di studiosi\, operatori e anche appassionati. \n\n\n\nSabato 29 e domenica 30 novembre (ore 16.30) debutterà la nuova produzione Teresa che catturò il buio\, scritto e interpretato da Jessica Leonello e Roberto Capaldo. Per l’occasione si potranno acquistare i biglietti a un prezzo speciale di 5\,00 euro. \n\n\n\nInfine\, il pubblico potrà visitare gratuitamente la mostra che ripercorre le tappe fondamentali della storia del Buratto\, accompagnata da performance dal vivo con gli attori della compagnia\, che per tre giorni (28-29-30 novembre) offriranno ai visitatori un’esperienza immersiva che celebra il passato e il presente del teatro per l’infanzia. La mostra rimarrà aperta fino a Natale nei fine settimana\, in concomitanza con gli spettacoli\, permettendo così a un pubblico più ampio di conoscere la sua storia. \n\n\n\n28 novembre 2025 | Ingresso su invito \n\n\n\n29-30 novembre ore 16.30 | Debutto TERESA CHE CATTURÒ IL BUIO \n\n\n\nBiglietto scontato a 5\,00 euro per i due spettacoli \n\n\n\nMostra/performance e Atelier per bambini: 15.30-18.30 \n\n\n\nMostra_ 50 anni del Teatro del Buratto | 28 ottobre (inaugurazione) – 20 dicembre 2025. Orario sabato e domenica: 15.30-18.30 \n\n\n\nLibro_ Utopia di un Teatro| In vendita presso il Teatro Bruno Munari e sul sito de Buratto (20\,00 €)
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LOCATION:Teatro del Buratto\, Via G. Bovio 5\, Milano\, Milano\, ITA\, 20100\, Italia
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SUMMARY: "Ultimate Landscapes. L’illusione del ghiaccio" al Museo Alto Garda di Riva del Garda
DESCRIPTION:Dopo diciassette anni di ricerca tra le vette e le ferite del paesaggio alpino\, dal 29 novembre 2025 al 14 giugno 2026\, Claudio Orlandi porta al Museo Alto Garda di Riva del Garda il corpus completo di Ultimate Landscapes\, progetto fotografico d’arte che indaga la metamorfosi dei ghiacciai in un tempo di crisi climatica. Un racconto visivo che attraversa le Alpi dal Presena alla Marmolada\, trasformando i segni dell’uomo – i teli geotessili stesi a protezione del ghiaccio – in simboli di un gesto ambivalente\, sospeso tra cura e accanimento\, tra difesa e illusione. \n\n\n\nCon la curatela di Matteo Rapanà e Alessia Locatelli\, in occasione dell’Anno Internazionale della Preservazione dei Ghiacciai\, il Museo Alto Garda dedica così all’artista romano la mostra “Claudio Orlandi. Ultimate Landscapes. L’illusione del ghiaccio”\, accogliendo nella Pinacoteca del museo e per la prima volta in un’istituzione pubblica l’intera produzione del progetto\, articolata in tredici serie fotografiche che raccontano un viaggio durato quasi due decenni. \n\n\n\nSin dal 2008 Orlandi esplora i ghiacciai delle Alpi costruendo un linguaggio che fonde documentazione e visione estetica. Le sue immagini non si limitano a registrare il ritiro del ghiaccio\, ma ne svelano la complessità attraverso dettagli che diventano materia narrativa: pieghe\, strappi\, cuciture dei teli artificiali si confondono con la trama naturale del ghiaccio\, generando forme quasi astratte\, ma intrise di senso. In questi paesaggi estremi\, ciò che emerge è la fragilità del rapporto tra uomo e natura\, la tensione tra conservazione e controllo\, tra la volontà di salvare e quella – forse inconsapevole – di perpetuare un modello non più sostenibile. \n\n\n\nIl percorso espositivo restituisce la profondità di questa ricerca\, in cui ogni serie diventa un capitolo autonomo di un racconto in continua evoluzione. Dal Rhonegletscher svizzero allo Stelvio\, fino alla recente salita in Marmolada\, “Regina delle Dolomiti”\, Orlandi cattura la trasformazione del paesaggio alpino con un linguaggio di malinconica bellezza. Nei suoi scatti\, la luce disegna trame mutevoli\, i teli si ripiegano come sudari\, la montagna respira e si ritrae\, lasciando intravedere la fine di un’era. Come ha scritto Maria Fratelli\, “sono sudari” – veli di una memoria che si scioglie. \n\n\n\nLa mostra si inserisce nel percorso di riflessione che il Museo Alto Garda dedica alle trasformazioni ambientali e sociali contemporanee. “I musei oggi sono luoghi di dialogo e di interpretazione del presente – affermano i curatori – capaci di interrogare la realtà e di immaginare il futuro. Il progetto di Orlandi ci invita a fermarci\, a osservare\, a interrogarci su quale modello di sviluppo vogliamo per la montagna e per il pianeta che abitiamo”. \n\n\n\nCon Ultimate Landscapes la fotografia si fa linguaggio etico\, strumento di conoscenza e di partecipazione\, capace di tradurre l’urgenza ambientale in esperienza emotiva. Ogni immagine diventa una soglia\, un varco tra la bellezza e la perdita\, tra la forza della natura e la vulnerabilità dell’uomo. E in questa sospensione – tra ciò che resta e ciò che si scioglie – si apre lo spazio di una consapevolezza nuova: il paesaggio\, ultimo\, è anche il primo segno del nostro futuro. \n\n\n\nIn occasione della mostra\, la narrazione fotografica di Claudio Orlandi incontra l’installazione sonora creata dal sud designer Alessio Mosti che si fa “voce” dello stesso ghiacciaio\, suono fisico dello sgretolamento registrato\, ripetuto e reso musica. Per la composizione del sound Katabasis\, Alessio Mosti ha utilizzato dei campionamenti sonori rilevati in Antartide relativi al collasso delle piattaforme di ghiaccio\, fenomeno ormai conosciuto come calving: il materiale sonoro è stato rielaborato\, manipolato \n\n\n\nInaugurazione: sabato 28 novembre 2025\, ore 18:00Periodo di apertura: 29 novembre 2025 – 14 giugno 2026Orari e biglietti: intero €5 – ridotto €4Info: info@museoaltogarda.it – www.museoaltogarda.it – 0464 573869
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SUMMARY:T.E.H.R\, Thematic Exibition on human rigths a Roma
DESCRIPTION:Ritorna T.E.H.R\, Thematic Exibition on human rigths\,il Festival tematico che parla di diritti umani attraverso le arti\,giunto alla sua decima edizione\, presentato da Fondazione Mira e diretto da Isabel Russinova\, in scena\, quest’anno dal 28 novembre al 12 dicembre 2025. Il tema portante di quest’edizione è dedicato a Le madri dimenticate del terzo millennio e si articola in diversi spazi della Capitale\, La Galleria La Pigna ( via della Pigna 13) dove\, ad aprire il Festival sarà la finestra dedicata all’arte figurativa con la bipersonale delle opere di Imma Battista e le Illustrazioni di Isabel Russinova\, presentate da Donatella Caramia\, neuroscienziata e docente di neurologia umanistica all’Universita degli Studi di Roma Tor Vergata e da Giorgia Pietropaoli\, scrittrice\, attivista e docente di lettere classiche\, la mostra\, curata da Maria Cristina Martinelli Carraresi si protrarrà fino al 12 dicembre. Il 2 dicembre\, alle 17\,30\, nello stesso spazio\, focus sulla letteratura con la presentazione\, in anteprima\, dell’opera di Francesco Astiaso Garcia\, Manifesto per la rinascita dell‘ uomo tra arte\, scienza e fede\, seguirà la conversazione con l’autore. Il 5 dicembre dalle ore 18.00\, presso la Casa Editrice Argo( Piazza Rondanini 48) proiezione del film del regista e documentarista Leonardo Cinieri Lombroso\, Refugee Girls\, che darà spunto di conversazione all’incontro a cui parteciperanno\,oltre al regista\, Barbara Schiavulli\, giornalista\, attivista e scrittrice e il teologo Monsignor Giuseppe Lorizio. Protagonista dello spazio dedicato al Teatro è la piece teatrale Il Pianto delle donne\, dove il mito\, la storia\, il contemporaneo si amalgamano drammaticamente in un unica narrazione\,la mise en esapce\,  vede\, oltre ad Isabel Russinova\,in scena Deborah Lentini\, Tommaso Garrè\, Claudia Bellia e la musica dal vivo del Maestro Marco Lo Russo. La regia e la drammaturgia sono firmate da Manuel Giliberti. Il Pianto delle donne sarà in scena il 6 dicembre 2025 alle ore 18.00 presso la Sala Tosi della Casa Internazionale delle donne ( via della Lungara 19). \n\n\n\nIl Festival si chiude con il Finissage della Mostra Le Madri dimenticate del Terzo Millennio\, alle 17.30 alla Galleria La Pigna. La decima edizione  vede il Patrocinio dell’Universita degli Studi Tor Vergata\,Università I.A.R( Istituto Armando Curcio) e collaborazioni e partenariati  con  Stati Generali delle Donne\,U.C.A.I.( Unione Cattolica Artiti Italiani)\, La rete del Caffe Sospeso( la rete dei festival dei diritti umani che aiuta a dar voce a chi non ne ha)\,Sindacato Cronisti Romani\,Indiecinema\, Galleria La Pigna\, Argo Edizioni. \n\n\n\nAl termine di ogni evento la consegna dell’attestato  del Festival T.E.H.R. agli artisti selezionati\, per aver raccontato i diritti umani attraverso la propria arte.  \n\n\n\n  “Ho voluto sensibilizzare l’ attenzione sul  momento difficile\, delicato e pericoloso\, per l’umanità\, che stiamo vivendo\, dove la donna si trova ad affrontare grandi prove\, i teatri di guerra\,le condizioni difficili che la  piegano in molti paesi\,donne\, madri\, bambine\,  ragazze\, abbandonate nella miseria\, offese\, colpite che però\, instancabilmente\, come da quando esiste il tempo\, continuano a lottare per il futuro\, non vanno abbandonate e sopratutto dimenticate” cosi Isabel Russinova.
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SUMMARY:“Con gli occhi e con le orecchie” al Museo di Roma in Trastevere
DESCRIPTION:Sarà ospitata dal 29 novembre 2025 al 15 febbraio 2026 al Museo di Roma in Trastevere\, nelle Sale del Pianoforte\, la mostra di Piero Angelo Orecchioni“Con gli occhi e con le orecchie”\, in cui verrà presentata un’ampia selezione di lavori tra disegni\, dipinti\, installazioni\, fotografie\, oggetti\, ricami e documenti personali. \n\n\n\nL’esposizione\, a cura di Giorgia Calò\, è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nPiero Angelo Orecchioni è architetto\, designer\, artista. Nasce a Luogosanto (SS) e si laurea in architettura a Firenze dove attualmente vive e lavora. Dopo gli studi inizia a lavorare come libero professionista. Nel 1998 è co-fondatore dello Studio63 a+d\, marchio internazionale di architettura e design. Nel 2015 fonda insieme a Jonathan Rosenfeld La Récréation\, studio di progettazione e arte applicata al design.
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SUMMARY:“La Grecia a Roma” \, mostra a Villa Caffarelli
DESCRIPTION:Quando l’arte greca fece splendere Roma: un viaggio immersivo ripercorre l’incontro tra due civiltà straordinarie\, protagoniste di un dialogo che ha plasmato il gusto e l’estetica dell’Occidente. Dopo il successo della mostra Fidia\, i Musei Capitolini presentano “La Grecia a Roma”\,secondo appuntamento del ciclo I Grandi Maestri della Grecia Antica. \n\n\n\nIl progetto espositivo\, curato da Eugenio La Rocca e Claudio Parisi Presicce\, narra la fortuna delle opere greche giunte nella Città Eterna nel periodo tra la fondazione di Roma e l’età imperiale grazie a contatti commerciali\, conquiste militari e passione collezionistica. La duratura influenza esercitata dai maestri greci sull’arte romana prende forma nella cornice suggestiva di Villa Caffarelli\, dal 29 novembre al 12 aprile 2026. \n\n\n\nL’esposizione è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Catalogo edito da Gangemi Editore. \n\n\n\nIn mostra una raffinata e preziosa selezione di oltre 150 capolavori –sculture\, rilievi\, ceramiche\, bronzi –tutti originali greci\, alcuni dei quali esposti per la prima volta e altri ritornati a Roma dopo secoli di dispersione. È questa la cifra distintiva dell’evento\, che offre l’eccezionale opportunità di ammirare\, in un unico e prestigioso spazio museale come Villa Caffarelli\, un insieme così ricco e autorevole di originali\, riuniti per restituire la magnificenza dell’arte greca ed esaltarne la bellezza e la purezza materiale. Vedere queste opere accostate significa anche poter ricostruire la storia dei significati che hanno assunto nel tempo: oggetti nati come votivi o funerari diventano simboli politici\, entrano nelle domusaristocratiche per rappresentare cultura\, prestigio e potere. Il progetto espositivo restituisce anche questa trasformazione\, mettendo in evidenza come ogni opera abbia avuto più vite\, più usi e più letture; non sono dunque solo testimonianze estetiche ma sono oggetti che\, nel loro passaggio dalla Grecia a Roma\, hanno cambiato funzione e hanno contribuito a plasmare il linguaggio artistico romano. \n\n\n\nLa mostra La Grecia a Roma ripercorre l’arrivo dell’arte greca nell’Urbe secondo tre tappe fondamentali – le prime importazioni\, il periodo delle conquiste mediterranee\, l’età del collezionismo. Parallelamente alle tre diverse fasi dell’arco narrativo\, racconta i contesti d’uso delle opere\, ossia gli spazi pubblici\, quelli sacri e le residenze private. È quest’ultima l’età della diffusione del collezionismo privato\, quando si sviluppa l’arte detta neoattica con la produzione di oggetti d’arredo su commissione dell’élite cittadina: i manufatti diventano strumenti di autorappresentazione e simboli di status. \n\n\n\nTra i numerosi capolavori esposti spiccano i grandi bronzi capitolini\, eccezionalmente riuniti\, affiancati da monumenti chiave come la magnificastele dell’Abbazia di Grottaferrata e le sculture di Niobidi dagli Horti Sallustiani\, che furono disperse tra Roma e Copenaghen. Un ritorno dal forte valore simbolico è rappresentato da una scultura acroteriale femminile della collezione Al Thani di Parigi\, che nel Seicento era a Roma. Presenti anche dei reperti inediti\, come le ceramiche attiche rinvenute in recenti scavi archeologici presso il Colosseo. \n\n\n\nL’allestimento della mostra La Grecia a Roma colpisce non solo per la magnificenza dei numerosi capolavori originali esposti\, ma anche per l’efficacia della sua narrazione. Il percorso è arricchito da contenuti multimediali che guidano il visitatore in un viaggio immersivo tra ricostruzioni architettoniche\, contesti cerimoniali e apparati decorativi. Questo approccio integrato\, che unisce archeologia e tecnologie digitali\, offre da un lato un’esperienza di visita coinvolgente e\, dall’altro\, la possibilità di contestualizzare le opere nel loro spazio originario\, avvicinando il pubblico alle più recenti interpretazioni e alle moderne tecniche di studio e restauro dei manufatti antichi. \n\n\n\nOltre ad opere provenienti dal Sistema Musei di Roma Capitale – Musei Capitolini\, Antiquarium\, Centrale Montemartini\, Museo di scultura antica Giovanni Barracco\, Museo della Civiltà Romana\, Museo dell’Ara Pacis\, Teatro di Marcello\, Area Sacra di Largo Argentina\, Museo dei Fori Imperiali – e da importanti istituzioni italiane\, come il Museo Nazionale Romano\, le Gallerie degli Uffizi di Firenze e il Museo Archeologico di Napoli\, la mostra vanta prestiti provenienti dai più famosi musei del mondo\, tra cui la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen\, il Museum of Fine Arts di Boston\, i Musei Vaticani\, il Metropolitan Museum of Art di New York\, il British Museum di Londra\, il Museum of Fine Arts di Budapest. Completano l’esposizione anche opere provenienti da collezioni private\, in particolare laFondazione Sorgente Group di Roma e la Collezione Al Thani di Parigi. \n\n\n\nIL PERCORSO ESPOSITIVO \n\n\n\nIl percorso espositivo si articola incinque sezioni che guidano il visitatore lungo una narrazione che segue gli sviluppi della profonda contaminazione artistica e culturale tra Roma e il mondo greco. Attraverso numerose testimonianze materiali\, il pubblico può comprendere quanto la società romana fosse permeabile agli influssi greci e come l’adozione del modello artistico greco abbia contribuito alla definizione della sua identità\, nonché alla trasformazione urbana della città. \n\n\n\nAd accogliere il visitatore una mappa grafica che anticipa l’articolazione della mostra. \n\n\n\nLa prima sezione\, intitolata Roma incontra la Grecia\, esplora i primi contatti tra Roma e le comunità greche\, – già tra l’VIII e il VII secolo a.C. – facilitati dalla posizione strategica dell’Urbe sulle sponde del Tevere e al centro delle rotte del Mediterraneo. È attraverso questi canali che giungono in città raffinati manufatti\, prevalentemente ceramici\, destinati a essere collocati in contesti di prestigio come santuari e tombe. Ne sono esempi significativi alcuni frammenti di ceramiche provenienti dalla regione dell’Eubea in Grecia\, rinvenuti nell’Area Sacra di S. Omobono\, e\, ancora\, il cosiddetto Gruppo 125\, scoperto sull’Esquilino\, un ricco corredo funerario aristocratico con pregiate ceramiche di importazione corinzia. L’apertura ai prodotti greci non si evidenzia solo negli scambi commerciali ma anche nella precoce identificazione tra divinità greche e romane\, come testimonia il frammento di cratere con il dio Efesto sul mulo rinvenuto nel Foro Romano. \n\n\n\nNonostante i profondi cambiamenti che interessano Roma tra VI e V secolo a.C. – dalla caduta della monarchia all’instaurazione della Repubblica nel 509 a.C. – il desiderio di assimilare forme\, modelli e rituali greci non si arresta. Al contrario\, si intensifica in una crescente importazione di oggetti di ogni tipo: statuette votive in bronzo\, manufatti in marmo e coppe utilizzate nei rituali sacri. \n\n\n\nDall’importazione all’appropriazione. Su questo mutamento di atteggiamento di Roma verso la Grecia – ormai sottomessa nel corso del II secolo a.C. – si fonda l’essenza della seconda sezione della mostra: Roma conquista la Grecia. Con la dominazione del Mediterraneo orientale arrivarono in città statue\, dipinti\, preziosi manufatti in metallo\, che ne rimodellarono il volto urbano e arricchirono templi ed edifici pubblici. La sala di questa sezione restituisce un’idea del bottino artistico trasferito in territorio romano\, perlopiù costituito da manufatti bronzei come il celebre cratere con dedica del re Mitridate Eupator\, recuperato dai fondali a largo della villa di Nerone ad Anzio.  \n\n\n\nPasso successivo all’appropriazione è l’integrazione. La terza sezione\, La Grecia conquista Roma\, mostra come molte delle opere d’arte giunte dalla Grecia al seguito dei generali vittoriosisiano state inserite negli spazi pubblicidella città – piazze\, porticati\, templi e biblioteche –\, contribuendo a trasformarne l’aspetto e a nutrire la crescente passione dei Romani per la cultura ellenistica\, ormai considerata parte imprescindibile della formazione di ogni uomo colto. Il trasferimento di questi oggetti comportò una loro rifunzionalizzazione: manufatti nati come offerte votive o come monumenti celebrativi dei sovrani greci vennero esposti come simboli del potere romano\, assumendo nuove funzioni e nuovi valori all’interno dell’Urbe. Un esempio calzante è rappresentato dal Templum Pacis\, il grande complesso voluto da Vespasiano dopo la vittoria in Giudea (75 d.C.)\, che sintetizza perfettamente il sottile confine tra potere e arte: nato come simbolo della pace ristabilita\, il tempio divenne presto una sorta di museo dell’arte greca nel cuore dell’Impero. \n\n\n\nQuesta sezione ospita il cuore tecnologico della mostra\, ossia una scenografica videoinstallazione che permette di ritrovare – attraverso unavideoproiezione con illuminazioni sincronizzate – il mondo perduto a cui molte delle opere appartenevano. Grazie a tale ricostruzione digitale il visitatore può osservare come le sculture dialogavano con gli spazi antichi ed esplorare alcuni processi complessi come la ricomposizione dei frammenti scultorei.  \n\n\n\nNon solo i luoghi pubblici\, anche ledimore private potevano essere arricchite da opere d’arte greca. La quarta sezione\, Opere d’arte greca negli spazi privati\, si articola in due sottosezioni con raggruppamento delle opere per area di provenienza. In un primo momento si presentano le sculture greche che decoravano gli horti\, ovvero i sontuosi complessi residenziali immersi nel verde di ninfei e fontane ai margini del centro di Roma. Così\, tra il Pincio e il Quirinale\, si estendevano gli horti Sallustiani\, celebri per l’ingente raccolta di sculture che li adornavano – di cui è possibile ammirare una selezione di capolavori qui eccezionalmente riuniti. Tra essi spiccano le sculture del frontone che raffigurano il mito della strage dei figli di Niobe\, uccisi per mano di Apollo e Artemide. Queste sculture sono state da tempo accostate a quelle con Amazzonomachia del Tempio di Apollo Sosiano\, per ragioni di stile. Presenti anche significativi reperti daglihorti di Mecenate e quelli Lamiani\, chesi estendevano sul colle Esquilino. A seguire\, nel secondo raggruppamento\, rientrano le opere collegate a ville di età imperiale in buona parte dislocate nel suburbio\, segno della persistente ammirazione dei Romani per l’arte ellenica\, considerata simbolo di prestigio e raffinatezza culturale. \n\n\n\nA partire dal II secolo a.C. molti scultori greci immigrarono a Roma e vi installarono fiorenti atelier\, specializzandosi anche nella creazione di statue di culto in stile classicistico destinati ai templi romani. In seguito\, nel I secolo a.C. la crescente domanda di arte greca incentivò la nascita di botteghe\, perlopiù attive a Delos e ad Atene\, specializzate in raffinate creazioni di stile eclettico. Questa produzione viene raccontata nella quinta e ultima sezione\, Artisti greci al servizio di Roma. Le opere riprendevano spesso soggetti mitologici o dionisiaci della tradizione\, come è rappresentato nella fontanamonumentale a forma di corno potorio (rhyton)\, decorata con Menadi e firmata dall’artista Pontios. Rispetto alla realizzazione di semplici copie\, l’intento dell’arte neoattica era quello di rielaborare i modelli greci\, riadattandoli alle nuove funzioni\, prevalentemente decorative\, negli spazi pubblici e privati del mondo romano. L’arte greca era ormai diventata un duttile strumento piegato alle esigenze romane: il profondo sentimento religioso che permeava la migliore produzione artistica di età arcaica e classica si era perduto a favore della qualità estetica dell’opera d’arte.
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SUMMARY: “Danzando sotto la pioggia” - Omaggio a Gene Kelly alla Casina di Raffaello
DESCRIPTION:Casina di Raffaello\, lo spazio arte e creatività di Roma Capitale\, in collaborazione con Edizioni Curci\, è lieta di ospitare\, dal 29 novembre 2025 al 25 gennaio 2026\, la mostra “Danzando sotto la pioggia” – Omaggio a Gene Kelly\, dedicata alla figura del grande danzatore\, coreografo\, attore\, cantante\, regista statunitense\, che ha cambiato la storia della danza nel cinema\, il modo di fare film musicali e di danzare davanti alla telecamera\, intrattenendo il pubblico con ironia\, intelligenza e delicatezza. \n\n\n\nIn mostra una selezione di 12 tavole illustrate tratte dal libro scritto “Danzando sotto la pioggia” – Omaggio a Gene Kelly scritto da Giulia Zucchini\, illustrato da Catherine Booth e pubblicato da Edizioni Curci nella collana per bambini e ragazzi “Curci Young”. \n\n\n\nIl titolo del libro – e della mostra – è mutuato dall’indimenticabile film“Cantando sotto la pioggia” del 1952\, diretto da Gene Kelly e Stanley Donen. La storia del libro narra dell’incontro inaspettato tra un bambino\, Olmo\, e l’artista Gene Kelly. Questo incontro genera una magia gioiosa che permea tutto il libro e che finirà per contagiare tutti i personaggi della storia. \n\n\n\nGrazie a un allestimento immersivo che comprende la selezione di tavole illustrate\, il pubblico intraprenderà\, attraverso lo sguardo del piccolo protagonista Olmo\, un viaggio nel mondo del musical e\, più in generale\, nel mondo dell’Arte – il cinema\, la danza\, il teatro\, la musica\, la pittura – fonte di costante nutrimento per tutte le età. \n\n\n\nSarà anche divertente riconoscere le citazioni disseminate tra le pagine che fanno riferimento al mondo delle arti visive e dell’illustrazione e a scene iconiche di alcuni famosi film\, come “Cantando sotto la pioggia” e “Un americano a Parigi”. \n\n\n\nGene Kelly ha sempre avuto un atteggiamento giocoso e sperimentale che continua ancora oggi ad attrarre i bambini: salta nelle pozzanghere\, canta e danza sotto la pioggia\, sopra tavoli e pianoforti\, su divani e letti. Gene Kelly fa tutto ciò che un bambino vorrebbe fare e Olmo\, infatti\, senza riserve\, gioca ad imitare l’artista\, espandendo il proprio immaginario e potenziando il proprio repertorio di gesti e movimenti per poi trovare\, strada facendo\, la sua originalissima voce. \n\n\n\nDanzando sotto la pioggia è dunque anche un inno alla danza\, uno strumento potente che abbiamo per poterci esprimere\, raccontare e narrare. Gene Kelly questo lo sapeva bene e ha speso la sua vita\, tra le altre cose\, per dirci che la danza può far parte della nostra quotidianità e che tutti possiamo praticarla con grande gioia e libertà. \n\n\n\nNella giornata inaugurale di sabato 29 novembre l’autrice del libro Giulia Zucchini\, insieme allo staff didattico di Casina di Raffaello\, accoglierà il pubblico. Alle ore 11.00 sono in programma una visita guidata e un laboratorio gratuito per bambini dai 6 anni in su; si proseguirà poi nel pomeriggio con due laboratori (alle ore 15.00 e alle 16.30) e infine dalle ore 18.00 alle 20.00\, in occasione e nell’ambito della nuova edizione di Musei in Musica\, ci saranno alcune visite guidate con l’autrice\, sulle note dei film più famosi di Gene Kelly. \n\n\n\nPer tutto il periodo della mostra\, le famiglie e le scuole potranno usufruire di un ampio programma educativo interdisciplinare. Le attività proposte\, a cura dello staff didattico di Casina di Raffaello insieme all’autrice Giulia Zucchini\, offriranno occasioni formative\, performative e ricreative finalizzate a sviluppare competenze manuali ed espressive\, oltre a promuovere la creatività e l’immaginazione. \n\n\n\nLa prenotazione alle attività per il pubblico e per le scuole e il relativo pagamento online sono obbligatori telefonando al call center 060608(attivo tutti i giorni ore 9-19). Il costo di ciascun laboratorio è di 8€ a bambino per il pubblico e 6€ ad alunno per le scuole dell’infanzia e per la scuola primaria. Per maggiori informazioni e richieste\, le scuole possono scrivere acasinadiraffaello.scuole@gmail.com.  \n\n\n\nInfo e dettagli su programma\, costi e orari sono consultabili sul sito www.casinadiraffaello.it e sulle relative pagine social.  \n\n\n\nPROGRAMMA GIORNATA INAUGURALE DI SABATO 29 NOVEMBRE \n\n\n\nDurata di ciascun laboratorio: 50 minuti \n\n\n\n– ore 11.00: visita guidata e laboratorio gratuiti condotti dall’autrice Giulia Zucchini\, per un massimo di 25 partecipanti \n\n\n\n– ore 15.00: laboratorio 4 – 6 anni con la presenza dell’autrice\, per un massimo di 12 bambine/i\, costo 8€ a bambina/o\, \n\n\n\n– ore 16.30: laboratorio 6 – 11 anni con la presenza dell’autrice\, per un massimo di 14 bambine/i\, costo 8€ a bambina/o\, \n\n\n\n– dalle ore 18.00 alle 20.00: visite guidate per famiglie con l’autrice\, sulle note dei film più famosi di Gene Kelly; partenza ogni 30 minuti\, per massimo 20 persone\,costo 3\,50€ a persona e gratuiti per i disabili. \n\n\n\nLa prenotazione e il pagamento – dove previsto – sono obbligatori chiamando il contact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). \n\n\n\nPROGRAMMA PER LE FAMIGLIE \n\n\n\nDal 30 novembre 2025 al 25 gennaio 2026\, ogni domenica sono in programma laboratori e visite guidate dedicati a bambine e bambini dai 2 agli 11 anni: un’occasione per giocare con il corpo tra musica\, danza\, arte e cinema. \n\n\n\nLa prenotazione e il pagamento online sono obbligatori chiamando il contact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). \n\n\n\nDanzando tra le pagine \n\n\n\nDurante la visita della mostra Danzando sotto la pioggia\, accompagnati da Gene Kelly e dal suo piccolo amico Olmo\, le bambine e i bambini si immergeranno nel mondo del musical\, anche grazie a una breve esplorazione corporea ispirata alla coreografia newspaper dance. In laboratorio i partecipanti daranno colore ai personaggi e gli oggetti più significativi che hanno incontrato in mostra e nel libro. \n\n\n\nEtà: 2- 4 anni con 1 adulto accompagnatore \n\n\n\nQuando: domenica alle ore 10.30 \n\n\n\nCalendario: 30 novembre; 7\, 14\, 21\, 28 dicembre; 4\, 11\, 18\, 25 gennaio. \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 6 bambine/i e 6 adulti accompagnatori \n\n\n\nCosto: 8€ bambino\, gratuità per disabili \n\n\n\nAccendi le luci di Broadway \n\n\n\nDurante la visita della mostra Danzando sotto la pioggia\, accompagnati da Gene Kelly e dal suo piccolo amico Olmo\, le bambine e i bambini si immergeranno nel mondo del musical\, anche grazie a una breve esplorazione corporea ispirata alla coreografia newspaper dance. In laboratorio i partecipanti “accenderanno le luci della ribalta” di una scenografia molto speciale dedicata al film “Cantando sotto la pioggia”. \n\n\n\nEtà: 4 – 6 anni \n\n\n\nQuando: domenica alle ore 11.30 e alle ore 15.00 \n\n\n\nCalendario: 30 novembre; 7\, 14\, 21\, 28 dicembre; 4\, 11\, 18\, 25 gennaio. \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 12 bambine/i \n\n\n\nCosto: 8€ bambino\, gratuità per disabili \n\n\n\nGene Kelly: Song And Dance Man \n\n\n\nLa visita alla mostra. Danzando sotto la pioggia. Omaggio a Gene Kelly permetterà a bambini e bambine di compiere un viaggio nel mondo del musical e dei linguaggi artistici. In laboratorio\, ispirati dalla storia di Gene Kelly e Olmo\, i partecipanti creeranno un personaggio di carta dedicato all’artista statunitense che potranno fare entrare in scena\, come sul palco di un Teatro a Broadway. \n\n\n\nEtà: 6 – 11 anni \n\n\n\nQuando: domenica alle ore 16.00 \n\n\n\nCalendario: 30 novembre; 7\, 14\, 21\, 28 dicembre; 4\, 11\, 18\, 25 gennaio. \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 14 bambine/i \n\n\n\nCosto: 8€ bambino\, gratuità per disabili \n\n\n\nViaggio nel mondo di Gene Kelly \n\n\n\nAttraverso la mostra Danzando sotto la pioggia viene narrata la storia di Gene Kelly e Olmo\, con continue connessioni tra le pagine del libro\, la biografia dell’artista e le citazioni legate al mondo dell’arte\, del cinema e del musical\, disseminate tra le illustrazioni esposte e che i visitatori si divertiranno a rintracciare in un divertente gioco di corrispondenze e rimandi. \n\n\n\nEtà: adulti e bambine/i insieme dai 6 agli 11 anni \n\n\n\nQuando: domenica alle ore 12.30 \n\n\n\nCalendario: 30 novembre; 7\, 14\, 21\, 28 dicembre; 4\, 11\, 18\, 25 gennaio. \n\n\n\nDurata: 40 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 14 bambine/i \n\n\n\nCosto: 3\,50 € a persona\, gratuità per disabili \n\n\n\nCASINA DI RAFFAELLO \n\n\n\nSpazio arte e creatività dell’Assessorato alla Scuola\, Formazione e Lavoro di Roma Capitale\, \n\n\n\ngestito in collaborazione con Zètema Progetto Cultura \n\n\n\nViale della Casina di Raffaello (Piazza di Siena – Villa Borghese) \n\n\n\nOrari di apertura \n\n\n\nDa novembre a febbraio \n\n\n\nDal martedì al venerdì: ore 10.00 – 15.30 \n\n\n\nSabato\, domenica e festivi: ore 10.00 – 18.00 \n\n\n\n24 e 31 dicembre: ore 10.00 – 14.00 \n\n\n\nChiusura: tutti i lunedì\, 25 dicembre\, 1° gennaio \n\n\n\nInfo\, prenotazioni e acquisto online \n\n\n\nContact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00) \n\n\n\nInfo per le scuolecasinadiraffaello.scuole@gmail.com \n\n\n\nwww.casinadiraffaello.it \n\n\n\nFB: @CasinadiRaffaello-LudotecaaVilla Borghese \n\n\n\nIG: @casinadiraffaello \n\n\n\nInfo sul libro \n\n\n\nhttps://www.musicandbooks.edizionicurci.it/prodotto/danzando-sotto-la-pioggia
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SUMMARY:Messina Opera Film Festival al Teatro Vittorio Emanuele di Messina
DESCRIPTION:Al via sabato 29 novembre il Messina Opera Film Festival. Nella giornata inaugurale protagonista il tenore Fabio Armiliato  che si concluderà domenica 7 dicembre. \n\n\n\nIl cuore della kermesse è la Sala Laudamo del Teatro Vittorio Emanuele. Domenica 30 novembre evento speciale L’opera al cinema al Palacultura e lunedì 1 dicembre ospite d’onore il celebre regista Barry Purves.  \n\n\n\nIl cuore della kermesse\, diretta da Ninni Panzera\, anche quest’anno sarà la Sala Laudamo del Teatro Vittorio Emanuele. Il MOFF sarà aperto alle 15.30 con la proiezione del film To Rome with Love di Woody Allen e che vedrà come ospite il tenore Fabio Armiliato\, che ha partecipato in questo lavoro del grande regista statunitense. \n\n\n\nA seguire è in programma la presentazione del libro Una vita in canto: L’alchimia della voce di Fabio Armiliato\, che dialogherà con la giornalista Milena Romeo. Al termine è prevista la consegna del Premio Messina Cinema&Opera ad Armiliato. \n\n\n\nAlle 19.00 è poi prevista la proiezione del documentario Enigma in tempo rubato\, un Mozart argentino (2021) di Francesco Cordio con Fabio Armiliato (60’) e alle 20.30 Il fantasma dell’Opera (1925) di Rupert Julian con Lon Chaney\, Mary Philbin (90’) con accompagnamento musicale dal vivo di ParlaPiano Ensemble (produzione ParlaPiano e La Zattera dell’Arte per Messina Opera Film Festival) \n\n\n\nNella giornata di domenica 30 novembre la Sala Laudamo dalle 16.00 ospiterà le seguenti proiezioni: Carmen Story(1984) di Carlos Saura con Antonio Gades\, Laura Del Sol (102’)\, Carmen Get It! (1962) di Gene Deitch con Tom & Jerry (7:44); a seguire L’amour est un oiseau rebelle da Carmen in Topolino\, Paperino\, Pippo: I tre moschettieri(1970) di Donovan Cook (1:54) e L’amour est un oiseau rebelle da Carmen in Gli Aristogatti (1970) di Wolfgang Reitherman (2:26). U-Carmen (2005) di Mark DornFord-May con Pauline Malefane\, Andile Tshoni (120’) e Carmen (1984) di Francesco Rosi con Julia Migenes\, Placido Domingo\, Ruggero Raimondi (152’). \n\n\n\nPrevisto anche l’evento speciale L’opera al cinema che sarà in programma al Palazzo della Cultura alle 18.00 con la proiezione del film A Burlesque on Carmen (1915) di Charlie Chaplin con Charlie Chaplin\, Edna Purviance (31’) con l’accompagnamento musicale dal vivo dell’Orchestra a plettro Città di Taormina diretta daAntonino Pellitteri. Questo appuntamento è una produzione esclusiva dell’Associazione musicale V. Bellini e La Zattera dell’Arte per Messina Opera Film Festival (ingresso a pagamento). \n\n\n\nNella terza giornata del MOFF di lunedì 1 dicembre\, sarà protagonista il celebre regista e animatore britannico Barry Purves che\, alle 18.00\, riceverà il Premio Messina Cinema&Opera. A seguire ci sarà la proiezione di una delle sue opere più acclamate: il Rigoletto realizzata nel 1993. \n\n\n\nIl Messina Opera Film Festival è prodotto dall’Associazione La Zattera dell’Arte\, dal Teatro di Messina\, dalla Sicilia Film Commission dell’Assessorato Regionale Turismo\, dalla Fondazione Messina per la Cultura del Comune di Messina e dal Ministero della Cultura. Sostengono inoltre Unioncamere Sicilia\, CNA Sicilia\, il Conservatorio Corelli\, l’Università di Messina\, il Gruppo Formula 3. Patrocinio Rai Sicilia\, Media partner Rai\, MYMovies e UniversoMe. \n\n\n\nPROGRAMMA COMPLETO \n\n\n\nsabato 29 novembre  Sala Laudamo \n\n\n\nore 15:30 To Rome with love (2012) di Woody Allen con Fabio Armiliato (112’) \n\n\n\nore 17:30 Presentazione del libro Una vita in canto: L’alchimia della voce di Fabio Armiliato \n\n\n\ndialoga con l’Autore Milena Romeo \n\n\n\na seguire consegna del Premio Messina Cinema&Opera a Fabio Armiliato \n\n\n\nore 19:00 Enigma in tempo rubato\, un Mozart argentino (2021) di Francesco Cordio con Fabio Armiliato (60’) \n\n\n\nore 20.30 Il fantasma dell’Opera (1925) di Rupert Julian con Lon Chaney\, Mary Philbin (90’)  \n\n\n\ncon accompagnamento musicale dal vivo di ParlaPiano Ensemble \n\n\n\n(nuova produzione ParlaPiano e La Zattera dell’Arte per Messina Opera Film Festival) \n\n\n\ndomenica 30 novembre  \n\n\n\nSala Laudamo \n\n\n\nore 16.00 Carmen Story (1984) di Carlos Saura con Antonio Gades\, Laura Del Sol (102’) \n\n\n\nore 17:45 Carmen Get It! (1962) di Gene Deitch conTom & Jerry (7:44) \n\n\n\na seguire L’amour est un oiseau rebelle da Carmen inTopolino\, Paperino\, Pippo: I tre moschettieri (1970) di Donovan Cook (1:54) \n\n\n\na seguire L’amour est un oiseau rebelle da Carmen in Gli Aristogatti (1970) di Wolfgang Reitherman (2:26) \n\n\n\nore 18:00 U-Carmen (2005) di Mark DornFord-May con Pauline Malefane\, Andile Tshoni (120’) \n\n\n\nore 20;15 Carmen (1984) di Francesco Rosi con Julia Migenes\, Placido Domingo\, Ruggero Raimondi (152’) \n\n\n\nPalazzo della Cultura L’opera al cinema   \n\n\n\nore 18:00 A Burlesque on Carmen (1915) di Charlie Chaplin con Charlie Chaplin\, Edna Purviance (31’) \n\n\n\ncon accompagnamento musicale dal vivo dell’Orchestra a plettro Città di Taormina – Antonino Pellitteri direttore  \n\n\n\nProduzione esclusiva Associazione musicale V. Bellini eLa Zattera dell’Arte per Messina Opera Film Festival  (ingresso a pagamento) \n\n\n\nlunedì 1 dicembre Sala Laudamo \n\n\n\nore 10:30 La forza del destino (2025) di Anissa Bonnefont (90’)  \n\n\n\nore 16:00 Opera spot. Giuseppe Verdi nella pubblicità \n\n\n\nore 16:05 Giuseppe Verdi (1953) di Raffaello Matarazzo con Anna Maria Ferrero\, Mario Del Monaco\, Tito Gobbi (120’) \n\n\n\nore 18:05 clip La ragazza con la valigia (1961) di Valerio Zurlini con Claudia Cardinale (3:12) \n\n\n\nore 18:10 Rigoletto (GB 1993) di Barry Purves (28’) v.o sott. It. \n\n\n\nPrima della proiezione consegna del Premio Messina Cinema&Opera a Barry Purves \n\n\n\nore 19:00 Le stanze di Verdi (2025) di Riccardo Marchesini con Giulio Scarpati (80’) \n\n\n\nore 20:45 Aida (1953) di Clemente Fracassi con Sophia Loren\, voce di Renata Tebaldi\, Ebe Stignani (95’) \n\n\n\nmartedì 2 dicembre Sala Laudamo \n\n\n\nore 16:00 Presentazione di progetti di film-opera indipendenti \n\n\n\nore 16:15 La gazza ladra (Fr\, 2024) di Robert Guédigulan con Ariane Ascaride (101’) \n\n\n\nore 18:00 Renato Cioni\, la voce dell’Elba (2025) di Stefano Muti (53’) (prima italiana) \n\n\n\nore 20:00 The Opera. Arie per un’eclissi (2024) di Davide Livermore\, Paolo Gep Cucco con Valentino Buzza (106’) \n\n\n\nmercoledì 3 dicembre  Sala Laudamo \n\n\n\nore 16:00 Dreamecatchr (2024) di Hélène Montague e John Comiskey (prima italiana) (49’) \n\n\n\nore 17:00 Concorso cortometraggi \n\n\n\nCarmen (USA\, 2025) di Ximena Esparragoza (15’)(prima europea) \n\n\n\nIl vuoto di te (Italia\, 2025) di Stefano Zito (6’)  \n\n\n\nMedea (Italia\, 2022) di Giovanni Maria Currò (14’)  \n\n\n\nGrand Opera (Italia\, 2024) di Marco Napoli (3’) (prima assoluta) \n\n\n\nore 18:30 Tosca a Roma (1992) regia di Giuseppe Patroni Griffi (115’) \n\n\n\nore 20:30 Oblivion (2025) di Laine Rettmer (70’) (prima italiana) \n\n\n\nUniversità \n\n\n\nore 17:00 Parmì veder le lagrime. L’opera al cinema di Benedetto Patera \n\n\n\ngiovedì 4 dicembre \n\n\n\nSala Laudamo \n\n\n\nore 10:00 Masterclass di Andrea Andermann. Modera il Prof. Antonio Catolfi \n\n\n\nore 16:00 Jeanne d’Arc (1900) di Georges Méliès con Jeanne d’Alcy\, Georges Méliès\, Bleuette Bernon (10’)  \n\n\n\ncon accompagnamento musicale dal vivo dell’ensemble del Conservatorio Corelli  \n\n\n\n(produzione esclusiva del Conservatorio Corelli per Messina Opera Film Festival) \n\n\n\nore 17:00 Concorso cortometraggi \n\n\n\nThe Quarantine Redemption (Iran\, 2023) di Bahar Dorabadi (13’) (prima italiana) \n\n\n\nTrill (USA\, 2022) di JT Doran (3’) (prima mondiale) \n\n\n\nZobeide (Italia\, 2025) di Luciangela Gatto (13’) (prima assoluta)   \n\n\n\nA Fish & A Bird (USA\, 2025) di Deanna Moorehead (7’) (prima europea)   \n\n\n\nore 18:30 La Traviata a Paris (2000) regia di Giuseppe Patroni Griffi (125’) \n\n\n\nTeatro Vittorio Emanuele \n\n\n\nOre 21:00 Note di celluloide \n\n\n\nBenedetto Montebello direttore \n\n\n\nOrchestra Teatro Vittorio Emanuele \n\n\n\nPrima del concerto consegna del Premio Messina Cinema&Opera a Andrea Andermann \n\n\n\n(ingresso a pagamento) \n\n\n\nVenerdì 5 dicembre Sala Laudamo \n\n\n\nore 14:00 Masterclass di Paolo Vivaldi   \n\n\n\nTributo The Scottish Opera di Glasgow \n\n\n\nore 16:00 Josefine (Regno Unito\, 2024) di Antonia Bain (14’) \n\n\n\na seguire The Narcissistic fish (2020) di Antonia Bain(prima italiana) (13’) \n\n\n\nore 16:30 Concorso cortometraggi \n\n\n\nChloe’s Dream (Germania\, 2025) di Jérôme Erhart\, Sylwia Szkiladz\, Jessica Poon (6’) (prima italiana)   \n\n\n\nChinese Laundry (Italia\, 2022) di Giorgio Arcelli Fontana (15’)  \n\n\n\nOdi.0 (Italia\, 2025) di Cristian Taraborrelli (5’) (prima mondiale)   \n\n\n\nIl breve viaggio del piccolo Omero (Italia\, 2025) di Simonetta Pisano (15’) (prima assoluta)   \n\n\n\nEchoes of Her (Irlanda\, 2025) di Marco Reale (8’) (prima mondiale) \n\n\n\nViolet\, the Courtesan (Spagna\, 2012) di David Casals Roma (14’)   \n\n\n\nore 18:30 Premiazione concorso cortometraggi e proiezione opere vincitrici \n\n\n\nore 20:00 Cenerentola (2012) di Carlo Verdone con Lena Belkina (120’) \n\n\n\nsabato 6 dicembre  Sala Laudamo \n\n\n\nore 16:00 The Telephone (2020) di Daisy Evans (prima italiana) (25’) \n\n\n\nore 17:00 Rigoletto a Mantova (2010) regia di Marco Bellocchio (130’) \n\n\n\nore 21:15 Spettacolo teatrale \n\n\n\nResta Diva – Omaggio a Maria Callas \n\n\n\ncon Enrico Lo Verso\, Mirko Lodedo pianoforte    \n\n\n\nregia di Alessandra Pizzi \n\n\n\n(ingresso a pagamento) \n\n\n\ndomenica 7 dicembre   \n\n\n\nPalazzo della Cultura \n\n\n\nore 19:00 Concerto Il suono dell’immagine \n\n\n\nPaolo Vivaldi direttore \n\n\n\nIn collaborazione con Filarmonica Laudamo \n\n\n\n(ingresso a pagamento)
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SUMMARY:Soglie del visibile / Thresholds of the Visible alla Galleria Zema di Roma
DESCRIPTION:Il giorno 29 novembre 2025 alle ore 16.30\, la Galleria Zema presenta la mostra Soglie del visibile / Thresholds of the Visible con le opere fotografiche di Gaia Adducchio\, Luisa Briganti\, Simona Caprioli\, a cura di Emanuela Zamparelli: tre ricerche che – scrive la curatrice – condividono una stessa tensione\, riconnettere l’immagine al corpo\, alla materia e al tempo\, restituendo alla fotografia la sua essenza più profonda – quella di essere atto percettivo\, forma di contatto\, esperienza sensibile del mondo. \n\n\n\n«C’è un punto fragile e luminoso in cui la fotografia smette di essere mera rappresentazione e diventa esperienza. È in questo spazio interiore che si incontrano i percorsi di Gaia Adducchio\, Luisa Briganti e Simona Caprioli: tre sguardi che\, attraverso linguaggi differenti\, esplorano la possibilità di rendere visibile la propria visione e di restituire al corpo e alla materia la loro voce silenziosa. Le loro opere non descrivono il mondo: lo attraversano con sensibilità. Ogni immagine è una soglia in cui la realtà si trasforma in percezione\, il corpo in linguaggio\, la luce in materia viva. È in questa partecipazione profonda che si collocano i loro sguardi\, nella capacità di far emergere ciò che vibra sotto la superficie\, di toccare attraverso lo sguardo. \n\n\n\nNelle polaroid di Gaia Adducchio\, la fotografia si libera dalla rappresentazione e diventa gesto\, colore\, respiro. L’emulsione si muove come sostanza organica\, generando forme che sembrano affiorare da una memoria ancestrale. È un atto di fiducia nella materia e nel suo potere trasformativo. \n\n\n\nLe immagini di Luisa Briganti sono attraversate dal ritmo del corpo. La danza infrange la staticità e apre un varco nel tempo. Il desiderio si fa movimento\, la pelle diventa linguaggio. Nei suoi scatti\, la fotografia non congela: prolunga\, trattiene\, fa vibrare l’attimo fino a renderlo eterno. \n\n\n\nCon Simona Caprioli\, lo sguardo si fa passo lento e contemplazione. Le sue immagini in bianco e nero si muovono tra luce e ombra\, presenza e dissolvenza. È un cammino visivo che esplora la soglia tra reale e immaginato\, tra spazio e memoria\, fino a trasformare il paesaggio in eco interiore.» (dal testo critico di Emanuela Zamparelli) \n\n\n\nBIOGRAFIE \n\n\n\nGaia Adducchio è nata nel 1979 a Roma\, dove vive e lavora. Dopo aver studiato regia alla Scuola Nazionale di Cinema di Praga (FAMU) e aver conseguito premi e finanziamenti per lavori di finzione e documentaristici\, dal 2015 si dedica alla fotografia\, vincendo una residenza artistica presso il prestigioso CSF Adams di Roma dove realizza il suo primo progetto fotografico analogico\, Ritratti di famiglia\, che debutta al Prague Photo 2016. Da allora i suoi lavori\, caratterizzati dalla continua sperimentazione tecnica e poetica\, sono coinvolti in numerose mostre personali e collettive e riscuotono notevole apprezzamento a livello nazionale e internazionale. Da aprile 2023 è Membre Sociétaire de la Société du Salon d’Automne di Parigi. \n\n\n\nLuisa Briganti è fotografa\, curatrice e direttrice didattica del Centro Sperimentale di Fotografia Adams (CSF Adams); opera nel campo della fotografia da oltre trent’anni. Ha esposto in Italia e all’estero; tra le principali esposizioni: la mostra Assolo metropolitano (Università di Pechino\, 2004) e I luoghi della memoria – omaggio a Pier Paolo Pasolini(Festival Internazionale di Fotografia di Roma\, 2006). Ha curato per dieci anni cascinafarsettiArt – fotografia e non solo e\, dal 2016\, collabora con il festival Prague Photo. Nel 2019 ha presentato la prima personale internazionale presso la Ph21 Gallery di Budapest. È stata photo editor per reWriter (2021–2024) e tra gli ideatori di Cosmo Photo Fest (2023). \n\n\n\nSimona Caprioli\, classe 1984\, pugliese di origine\, si trasferisce a Torino per studiare Economia Aziendale. Si appassiona alla fotografa in età già adulta e frequenta una scuola di fotografia\, il centro sperimentale di fotografia con sede a Roma dal 2019 al 2022. Inizia ad esporre in Italia e successivamente in Europa. Lavora con diverse gallerie. I suoi lavori sono esposti nella Galleria “Ira Leonis”\, ad Arles\, in Francia\, che vanta tra gli altri\, prestigiose opere di Nan Goldin\, Sarah Moon e Man Ray. \n\n\n\nGalleria Zema. Fondata a Roma il 6 marzo del 2025 da Emanuela Zamparelli\, la Galleria ZEMA è uno spazio indipendente dedicato esclusivamente all’esposizione e promozione dei lavori di artiste donne\, e in particolare della fotografia contemporanea femminile. La galleria rappresenta fotografe italiane e internazionali\, accomunate da uno sguardo autonomo\, critico e consapevole sul presente\, e diverso da altri sguardi. Attraverso un programma espositivo che intreccia ricerca artistica\, impegno sociale e riflessione culturale\, la galleria si propone come luogo di visibilità e ascolto\, dove il corpo\, l’identità\, la memoria e il conflitto diventano temi da indagare per dare nuova forma e contenuto al vissuto e alla memoria\, alla ribellione e all’intimità. ZEMA non è solo una galleria\, ma un progetto curatoriale\, uno spazio vivo in cui la fotografia si fa linguaggio\, relazione e resistenza. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nSoglie del visibile / Thresholds of the VisibleGaia Adducchio · Luisa Briganti · Simona Capriolia cura di Emanuela Zamparelli \n\n\n\nInaugurazione 29 novembre 2025 ore 16.30 \n\n\n\nFino al 10 gennaio 2026 \n\n\n\nOrari: martedì ore 16:00 – 19:30\, dal mercoledì al sabato ore 15:00 – 19:30  \n\n\n\ninfo@galleriazema.it \n\n\n\ntel. +39 0640067010 \n\n\n\nwww.galleriazema.it
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SUMMARY:La stagione del Teatro della Società di Lecco
DESCRIPTION:Il Teatro della Società di Lecco riapre le sue porte alla cittadinanza in una veste rinnovata\, ma che conserva l’anima neoclassica del capolavoro firmato da Giuseppe Bovara. Un restauro accurato durato 8 anni e fortemente voluto dal Comune di Lecco che\, con un importante intervento di riqualificazione e manutenzione straordinaria\, restituisce alla città il suo storico teatro.  \n\n\n\n“Fondazione Teàrte Lecco ha lo scopo di sostenere l’attività culturale nella nostra città e ha come primo obiettivo quello di promuovere il Teatro della Società che riapre le porte a seguito di un’importante ristrutturazione. Il nostro teatro torna a vivere dopo otto anni. Ci auguriamo di proporre un programma stimolante capace di incuriosire il pubblico attraverso spettacoli di prosa\, musica e danza di assoluta qualità. Ci auguriamo che tutta la cittadinanza possa partecipare attivamente alla vita del teatro\, cuore partecipato e pulsante della cultura” – sottolinea Eufrasio Anghileri\, Presidente di Fondazione Teàrte Lecco. \n\n\n\nUna grande settimana inaugurale \n\n\n\nLa programmazione del teatro riparte con una grande settimana inaugurale dal 29 novembre all’8 dicembre .La serata inaugurale istituzionale si terrà il 29 novembre alle ore 17.00 e sarà accompagnata da un grande concerto su invito\, affidato all’Orchestra  Sinfonica di Milano: un evento che segna la rinascita di uno dei luoghi più amati della città. Sul podio\, Emmanuel Tjeknavorian guiderà l’Orchestra in un programma di straordinaria intensità insieme ad Andrea Obiso\, giovane talento del violino e spalla dei primi violini dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Cuore della serata sarà uno dei capolavori assoluti del repertorio: il Concerto per violino in Re maggiore op. 35 di Čajkovskij\, dove lirismo e virtuosismo si fondono in un’emozione travolgente. In dialogo con la voce del violino\, la Sinfonia n. 2 in Mi minore op. 27 di Rachmaninov\, un’opera maestosa e appassionata\, ricca di slancio romantico e di rinnovata creatività. \n\n\n\nDal 30 novembre all’8 dicembre il Teatro continuerà a festeggiare con un ricco calendario di spettacoli e concerti gratuiti aperti a tutta la cittadinanza\, per condividere insieme l’emozione di questa nuova rinascita. Il sipario si apre con “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde\, una commedia brillante e ironica diretta da Geppy Gleijeses (30 novembre\, ore 21). Tra verità\, identità e desiderio di essere accettati\, il capolavoro di Wilde continua a far riflettere e divertire con la sua irresistibile attualità. A seguire\, spazio alla danza con una nuova\, emozionante versione diCarmen\, firmata dai coreografi Agnese Omodei Salè e Federico Veratti\, con l’elegante allestimento di Marco Pesta (2 dicembre\, ore 21). Passione\, ritmo e intensità per una serata che unisce tradizione e modernità. Il 3 dicembre (ore 17) e il 4 dicembre (ore 10.30 e 14.00) il palcoscenico si trasforma per accogliere i più piccoli con un tenero racconto teatrale dedicato a San Nicola\, per la regia di Andrea Carabelli: una storia che parla di generosità\, meraviglia e magia natalizia. La danza contemporanea torna protagonista il 5 dicembre (ore 21) con due spettacoli in una sola serata: Diva\, la nuova creazione di Giovanni Insaudo\, esplora il mito intramontabile di Marilyn Monroe\, tra fascino e fragilità; Delicious Overdose\, di Alice Carrino e Cristian Cucco\, è un viaggio visionario e poetico “sotto una pioggia di caramelle”. Sabato 6 dicembre (ore 21) sarà il momento delle Civiche Benemerenze San Nicolò d’Oro\, accompagnate da un intervento musicale del Corpo Musicale Alessandro Manzoni della Consulta Musicale di Lecco: un appuntamento per celebrare la città e i suoi protagonisti. Il 7 e 8 dicembre (ore 21) chiude il palinsesto inaugurale Nicola Piovani con “Note a margine”\, un concerto-racconto in cui il Maestro condivide con il pubblico ricordi\, aneddoti e musiche di oltre quarant’anni di carriera. Da Fellini ai Taviani\, da Cerami a Benigni\, un viaggio tra emozioni e memorie raccontate con leggerezza e sincerità. \n\n\n\nPer i più curiosi\, non mancheranno le visite guidate alla scoperta del rinnovato Teatro della Società\, impreziosite da momenti musicali a cura degli studenti dell’Istituto Civico “G. Zelioli” (30 novembre – 2-3-5-6-8 dicembre). \n\n\n\nIl cartellone 2026 \n\n\n\nLa Fondazione Teàrte Lecco lancia anche gli appuntamenti del cartellone 2026 “La stagione delle emozioni” che porterà sul palco grandi spettacoli\, nuove voci ed eventi speciali\, con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone e far vivere a tutti l’energia di questo luogo di cultura. 14 appuntamenti da segnare in calendario fino a maggio tra prosa\, danza e sinfonica. \n\n\n\nTeatro di Prosa. Un viaggio tra grandi classici\, ironia\, emozioni e attualità per una stagione che celebra la potenza del teatro in tutte le sue forme. Si parte il 24 e 25 gennaio (h.21) con Amadeus di Peter Shaffer\, nell’intensa regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia: un dramma potente sull’invidia e sul genio\, dove Salieri e Mozart si sfidano in un affascinante duello tra arte e destino. L’11 febbraio (h.21) arriva la freschezza de Gli Innamorati di Carlo Goldoni\, adattamento di Roberto Valerio: una commedia vivace e moderna sulle gelosie e le follie dell’amore\, capace di far sorridere e riflettere. Il 22 febbraio (h.21) è la volta di Medico dei Maiali\, scritto e diretto da Davide Sacco\, con Luca Bizzarri e Francesco Montanari: una satira pungente e surreale sul potere\, la verità e la fragilità delle istituzioni. Il 4 marzo (h.21) si entra nel mistero con Trappola per topi di Agatha Christie\, per la regia di Giorgio Gallione e con Ettore Bassi: il giallo teatrale più rappresentato di sempre\, tra colpi di scena\, ironia e suspense. Il 21 e 22 marzo (h.21) il palcoscenico accoglie Prima del Temporale\, con Umberto Orsini diretto da Massimo Popolizio: un raffinato viaggio nella memoria e nell’anima di un attore alla vigilia dell’ultima scena. L’8 aprile (h.21) torna la commedia con Colpi di Timone di Enzo La Rosa\, adattata e diretta da Tullio Solenghi: un divertente gioco di equivoci e verità ambientato nella Genova degli anni ’40\, tra risate e colpi di scena. Chiude la prima parte di stagione il 29 aprile (h.21) Lisistrata di Aristofane\, con Lella Costadiretta da Serena Sinigaglia: un grande classico dal sapore contemporaneo\, dove l’ironia delle donne diventa arma di pace e libertà. \n\n\n\nConcerti Sinfonici. Un viaggio tra capolavori\, nuove creazioni e incursioni tra scienza\, cinema e stelle. Si apre il 31 gennaio (h.20.30) con Rachmaninov–Beethoven\, diretto da Emmanuel Tjeknavorian con Jeneba Kanneh-Mason al pianoforte. Il 28 marzo (h.20.30) la musica di Gustav Holst incontra l’astrofisica con I pianeti del sistema solare\, guidati dalla direttrice Danila Grassi e dal divulgatore Matteo Miluzio\, in un viaggio tra note e costellazioni. L’11 aprile (h.20.30) il pianista e direttore Sunwook Kim propone un dialogo tra Beethoven e la splendida Sheherazade di Rimskij-Korsakov\, con il violino di Luca Santaniello. Il 25 aprile (h.20.30) il maestro Alfred Eschwé ci accompagna in un itinerario mitteleuropeo con Bartók\, Haydn e Strauss\, tra eleganza viennese e ritmo danzante. Chiude la stagione il 9 maggio (h.20.30) La scienza di Star Wars: l’astrofisico Luca Perri e il direttore Jacopo Brusa ci guidano tra le galassie di John Williams\, in un concerto-spettacolo dove scienza e fantasia si incontrano. \n\n\n\nDanza Contemporanea. Due serate dedicate alla grande danza contemporanea segnano la stagione 2026 del Teatro della Società\, che si apre con due produzioni firmate MM Contemporary Dance Company. \n\n\n\nIl 15 aprile (h.21) il sipario si alza su Elegia e Ballade. In Elegia\, Enrico Morelli racconta con poesia e coralità la ricerca di sé in un mondo smarrito: otto danzatori attraversano paesaggi di memoria e solitudine sulle musiche di Chopin e Villarosa\, accompagnati dalla voce di Isidora Balberini e dalle poesie di Mariangela Gualtieri. Una danza intima e visionaria\, che riflette su identità\, cura e rinascita. Segue Ballade\, nuova creazione di Mauro Bigonzetti\, un omaggio energico e appassionato agli anni Ottanta. Tra le musiche di Prince\, Leonard Cohen\, Nina Simone\, Frank Zappa e i CCCP\, dieci interpreti danno vita a un viaggio tra emozioni\, ricordi e libertà creativa. \n\n\n\nLa seconda serata\, il 15 maggio (h.21)\, è firmata da Michele Merola\, con due lavori di intensa forza espressiva. In Vivaldi Umane Passioni\, ispirato alle musiche di Antonio Vivaldi e ai colori di Marc Chagall\, il coreografo trasforma in movimento le passioni universali dell’essere umano: gioia\, rabbia\, attesa e tormento. Con Bolero\, sulle note ipnotiche di Ravel arricchite da nuove composizioni di Stefano Corrias\, Merola esplora la ripetitività magnetica del celebre brano come metafora dei rapporti umani\, tra desiderio\, tensione e armonia. \n\n\n\nOltre alla programmazione teatrale\, torneranno anche le iniziative estive più amate: dal Lecco Jazz Festival\, che animerà la città con i protagonisti più importanti di questo genere musicale\, e il Sound of Lecco\, la rassegna che unisce musica\, arte e grandi emozioni visive.
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SUMMARY:"Musica tra le Stelle" al Planetario di Roma
DESCRIPTION:Da sabato 29 novembre\, in occasione della XV edizione di Musei in Musica\, riprende la programmazione del Planetario di Roma\, che invita cittadini e appassionati a partire dalle ore 20.00 per lo spettacolo “Musica tra le Stelle”: un viaggio tra costellazioni e miti celesti ispirati all’arte di Euterpe\, dai quali si partirà per un’avventura che si spingerà fino ai confini del Cosmo\, toccando affascinanti temi di cronaca astronomica\, come la celebre cometa interstellare 3I/ATLAS. \n\n\n\nLo spettacolo verrà riproposto anche alle 21.30 e alle 23.00 (per tutte le repliche è obbligatorio l’acquisto on line del biglietto a tariffazione vigente). Al termine di ciascuna replica\, il pubblico potrà sottoporre le proprie domande agli astronomi del Planetario.   \n\n\n\nDa domenica 30 novembre ripartirà la programmazione ordinaria del planetario\, prenotabile con le consuete modalità dal sito. Dalle ore 10.00 alle 18.00\, si svolgeranno gli spettacoli: “Space Opera” (ore 10.00); “Interstellari – il viaggio delle sonde Voyager” (ore 11.00); “Girotondo tra i pianeti” (ore 12.00); “Interstellari – il viaggio delle sonde Voyager” (ore 16.00); “Ritorno alle stelle” (ore 17.00); “La notte stellata” (ore 18.00). \n\n\n\nI biglietti per gli spettacoli astronomici previsti per la sera di Musei in Musica\, per la giornata di domenica 30 novembre e per tutto il mese di dicembre si potranno acquistare sul sito www.planetarioroma.it a partire dalle ore 12.00 di giovedì 27 novembre.  \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nSito: www.planetarioroma.it \n\n\n\nBiglietti  \n\n\n\nIntero residenti: € 8\,50; ridotto residenti: € 6\,50 \n\n\n\nIntero non residenti: € 9\,50; ridotto non residenti: € 7\,50 \n\n\n\nIngresso ridotto per i possessori MIC card. \n\n\n\nAcquisto on line su www.planetarioroma.it a partire dalle ore 12.00 di giovedì 27 novembre. \n\n\n\nPrevendita: €1\,00 su tutte le tipologie di tariffa.
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SUMMARY:Mostra cinematografica "Scoprir" al cinema Rouge et Noir di Palermo
DESCRIPTION:Torna la mostra cinematografica Scoprir\, ospitata anche quest’anno dal cinema Rouge et Noir (piazza Verdi\, 8)\, dall’1 al 5 dicembre e realizzata in collaborazione con le Ambasciate in Italia di Cile\, Colombia\, Messico\, Panama\, Perú\, Repubblica Dominicana\, Uruguay e Venezuela. \n\n\n\nIn programma due proiezioni al giorno (ore 15.30 e 17.15) per un totale di nove titoli di generi diversi\, proiettati in versione originale con sottotitoli in italiano che offriranno una panoramica cinematografica e multiculturale del mondo ispanico. \n\n\n\nSi comincia lunedì 1 dicembre (ore 15.30) con Convivenza\, del regista domenicano José Gómez de Vargas. \n\n\n\nConvivenza è un thriller dominicano in cui\, dopo la morte di uno scrittore in un condominio\, diversi vicini vengono interrogati come sospetti. Mentre aspettano la polizia\, vengono alla luce segreti\, tensioni e bugie che rivelano che uno di loro nasconde la verità. \n\n\n\nA seguire (17.15) Análogos del regista cileno Jorge Olguín.  \n\n\n\nNel cuore della Santiago urbana\, Blanca e José\, una coppia di anziani segnati dalla solitudine\, vivono aggrappati alla loro routine quotidiana\, dove la televisione è la loro unica finestra sul mondo. Blanca soffre di una malattia degenerativa e dipende completamente da José per le faccende quotidiane. Un inaspettato fenomeno astronomico provoca l’interruzione del segnale televisivo\, alterando profondamente il loro fragile equilibrio. In cerca di aiuto\, José si rivolge a Cindy\, una giovane immigrata peruviana che lavora in un magazzino del quartiere. Tuttavia\, la presenza di Cindy risveglia in Blanca dolorosi ricordi del passato\, legati alla misteriosa scomparsa di sua figlia. Quella che inizia come una semplice ricerca di connessione si trasforma in un viaggio emotivo carico di memoria\, perdita e redenzione. \n\n\n\nMartedì 2 sono in programma rispettivamente: il film spagnoloLos pequeños amores della regista Celia Rico. \n\n\n\nSenza dubbio una delle voci più suggestive del cinema spagnolo\, Celia Rico ha sviluppato la sua breve filmografia su coordinate molto marcate. Come nel suo acclamato debutto Viaje al cuarto de una madre (2017)\, questo nuovo film riunisce una madre vedova e sua figlia attorno al concetto di casa. Lo spazio rurale è fondamentale nella storia\, poiché si tratta di due donne che confrontano l’idea di casa\, legata al paese\, con l’incertezza e le difficoltà della città. Il ricongiungimento tra madre e figlia svela aspetti fondamentali delle problematiche legate alle donne rurali.  \n\n\n\nA seguire il film colombiano Los reyes del mundo della regista Laura Mora. \n\n\n\nLos reyes del mundo racconta la storia di Rá e dei suoi amici Culebro\, Nano\, Sere e Winny\, cinque giovani delle strade di Medellín che intraprendono un viaggio verso il nord della Colombia. Rá ha ricevuto la notizia che lo Stato gli restituirà alcune terre ereditate dalla sua famiglia\, perdute durante il conflitto armato. Incoraggiati dall’illusione di trovare un luogo dove ricominciare da capo\, gli amici partono insieme per un viaggio pieno di rischi\, incontri e scoperte. Lungo il percorso\, i ragazzi affrontano violenza\, disuguaglianza e abbandono\, ma trovano anche momenti di amicizia\, tenerezza e libertà. Il loro viaggio diventa una ricerca simbolica di dignità e appartenenza in un Paese che li emargina. Alla fine\, più che raggiungere una destinazione concreta\, i protagonisti sembrano raggiungere una forma di libertà interiore\, diventando – almeno per un istante – i veri “re del mondo”. \n\n\n\nMercoledì 3 dicembre si alternano il film panamense Me dicen el Panzer del regista Rodrigo Quintero Arauz. \n\n\n\nIl film narra la storia di Rommel Fernández\, un giovane del quartiere El Chorrillo di Panama City che sogna di diventare un calciatore professionista. Nonostante le difficoltà economiche e le pressioni familiari\, Rommel persevera e dimostra un grande talento nei campionati locali. Il suo impegno e la sua passione lo portano a essere scoperto e ad avere l’opportunità di giocare in Spagna\, segnando l’inizio della sua carriera come una delle figure più importanti del calcio panamense. Il film mostra le sue umili origini\, la sua determinazione e l’impatto che ha avuto sul suo paese come simbolo di superamento delle difficoltà. \n\n\n\nA seguire il film del regista uruguaiano José Luis Elizalde Una luz afuera.  \n\n\n\nLa pellicola è un thriller con protagonista Agustina\, una giovane con disabilità motorie che vive sotto il controllo di Gabriel\, un bracciante manipolatore. Intrappolata nella sua casa\, deve trovare il modo di liberarsi prima che la situazione diventi irreversibile. \n\n\n\nGiovedì 4 dicembre in programma il documentario messicano Nómadas de la 57 del regista Alberto Arnaut Estrada y José. \n\n\n\nIl documentario messicano Nomadi della 57 (2023) segue la vita di Luz de Luna\, una donna che è diventata camionista dopo essere fuggita da un matrimonio violento. Durante il suo viaggio incontra altri camionisti che\, nelle piazzole di sosta e nei ristoranti improvvisati\, cercano conforto per continuare il proprio viaggio. Il film offre uno sguardo attento sulla vita dei trasportatori\, rompendo gli stereotipi e mostrando la loro umanità al di là del lavoro che svolgono. \n\n\n\nA seguire il lungometraggio venezuelano Los herederos del regista Pablo de la Barra. \n\n\n\nIn una casa abbandonata\, Don Cristian\, 80 anni\, ha deciso di morire. Ma tutto cambia quando Camilo\, un giovane medico\, si rifugia nella casa per passare una notte\, e si scatenano una serie di enigmi che verranno risolti in modo magico e soprannaturale. Non manca l’umorismo nero che conferisce un tocco di ironia al dramma. L’arrivo di un nemico di Don Cristian svela il segreto che lo ha tenuto nascosto per 47 anni. \n\n\n\nChiude la rassegna\, venerdì 5 dicembre\, il film peruviano La casa de las galletas del regista Rodolfo Zavala Chian.  \n\n\n\nÈ un thriller psicologico che esplora le dinamiche familiari e i segreti nascosti. Juliana ha scoperto dove si trova sua madre biologica\, quindi va alla sua ricerca con l’intenzione di conoscerla e allo stesso tempo di conoscere il proprio passato. Un incidente e la parziale perdita della memoria costringono Juliana a ricostruire il suo presente e il suo passato\, con l’aiuto di fratelli che non ricorda e che nascondono un tragico evento che comincia ad affiorare dal profondo dei suoi ricordi.L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili
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SUMMARY: "OLTRE ME IN ME"\, personale di  Fiona Sartoretto Verna
DESCRIPTION:Nel cuore di via Margutta\, tra storia\, arte e creatività\, un appuntamento da non mancare il Primo Dicembre alle ore 18\,30 alla Margutta Design di via Margutta 5 tra le sfavillanti luci di via MARGUTTA ILLUMINATA A FESTA!  Con una Mostra innovativa ed un’Artista unica\, in una Margutta Design che si afferma ancora una volta come una realtà autorevole e visionaria. E con due Curatori d’eccezione: l’architetto Giovanni Deidda e la dottoressa Sylvia Irrazabal. \n\n\n\nPiù di uno showroom\, più di uno studio di progettazione: Margutta Design è un luogo in cui l’idea prende forma\, la bellezza diventa spazio e la progettualità si trasforma in esperienza. Sotto la guida sensibile del Direttore Giovanni Deidda\, Margutta Design coltiva un dialogo continuo tra materia e immaginazione\, architettura e design\, che va oltre la rigorosa ricerca estetica e coraggio innovativo. Ogni ambiente è pensato come un racconto\, ogni progetto come un invito a guardare oltre ciò che appare.  \n\n\n\nEd è in questa cornice fatta di visioni e di luce\, di proporzioni e sussurri creativi\, che approda OLTRE ME IN ME\, la nuova Mostra personale di Fiona Sartoretto Verna\, Una Mostra che non si limita a essere ospitata\, ma trova in Margutta Design il suo naturale respiro: un luogo in cui l’arte può espandersi\, vibrare\, interrogare e farsi strada dentro chi osserva.  \n\n\n\nL’Artista dichiara: «Uso la bellezza per denunciare\, i colori per guarire e i materiali per raccontare il nostro fragile equilibrio con il mondo.» Con queste parole si apre il percorso espositivo che Margutta Design dedica a un’Artista la cui ricerca nasce da una tensione continua verso il bello\, le emozioni e l’essenza delle cose\, un cammino che intreccia intuizione\, memoria e una profonda attenzione verso ciò che è fragile nel nostro tempo.  \n\n\n\nFiona Sartoretto Verna\, torinese di nascita\, romana d’adozione e cittadina del mondo\, è architetto\, paesaggista e artista viaggiatrice. Ogni suo quadro diventa un’esperienza viva\, un luogo da attraversare più che da osservare. La sua poetica nasce da una tensione costante verso ciò che è fragile e mutevole nel nostro tempo\, unita a un’attenzione profonda per l’equilibrio – spesso compromesso – tra uomo e natura.  Da qui l’uso di materiali artificiali come metafora dell’invasione del sintetico nel paesaggio contemporaneo\, e l’integrazione di strumenti digitali che espandono la pittura oltre la sua dimensione tradizionale. Il percorso artistico di Fiona è segnato da esperienze internazionali che hanno plasmato il suo sguardo.Dopo la laurea in Architettura alla Sapienza di Roma\, negli Stati Uniti\, in South Carolina\, studia pittura con Aj Finley McRee\, sperimentando acrilico\, collage e contaminazioni materiche ispirate ai paesaggi della Lowcountry. Tornata in Italia\, alla Rome Universty of Fine Arts  approfondisce tecniche miste e pittura a olio con Simonetta Gagliano. Una parte significativa della sua identità creativa affonda nelle radici familiari: la nonna\, la pittrice Lea Razzetti Galvan\, le trasmette sensibilità\, intuizione e la capacità di percepire la vibrazione segreta delle cose.  \n\n\n\nCon questa Mostra  OLTRE ME IN ME\, Margutta Design accoglie così una selezione di opere che raccontano un viaggio intimo e universale: un itinerario che attraversa emozioni\, metamorfosi\, ferite e rinascite. È un racconto che parte dalla bellezza\, passa attraverso l’oscurità e ritorna alla luce\, ricordandoci che osservare è un gesto\, ma sentire è un atto. Un atto da gustare con gioia in via Margutta 5\, il 1° Dicembre prossimo! \n\n\n\nVernissage: su invito (tre appuntamenti dedicati)  \n\n\n\nContatti: mail info@marguttadesign.com/ tel. 0651849110
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SUMMARY:“Canto Libero” al Teatro Olimpico
DESCRIPTION:Good Vibrations Entertainment\n\n\n\nIl 1°\, il 2 e il 3 dicembre 2025\, alle ore 20.30\, torna il grande tributo alle canzoni Di Battisti e Mogol\, portato sul palco del Teatro Olimpico di Roma dal “Canto Libero”: non un semplice concerto ma di un grande spettacolo che ha debuttato nel 2015 con lo scopo di omaggiare il periodo d’oro della storica coppia Mogol/Battisti e che da 10 anni riempie i teatri\, palazzetti e piazze facendo registrare numeri da capogiro e continui sold out. \n\n\n\nSul palco un ensemble di musicisti affiatati e già rodati nel corso di lunghe carriere che portano avanti questo progetto con grande determinazione e ispirazione\, ma soprattutto con grande divertimento. Lo show che viene proposto va ben oltre alla semplice esecuzione di cover dei grandi classici del repertorio\, ma rilegge i brani originali mantenendo una certa aderenza e cercando di non risultare mera copia\, inserendo la propria personalità e sensibilità musicale e facendo emergere tutta l’anima blues e rock che Lucio Battisti aveva molto forte dentro di sé. \n\n\n\nCON LA BENEDIZIONE DI MOGOL \n\n\n\nCanto Libero: Dopo aver riempito piazze e teatri in giro per l’Italia e all’estero\, un grande riconoscimento del loro valore artistico arriva a fine 2015 con uno spettacolo sold out al Teatro Rossetti di Trieste che vede anche la partecipazione straordinaria di Mogol in persona\, che dà la benedizione ufficiale al Canto Libero. L’esperienza si ripete ad aprile 2017\, quando Mogol torna sul palco con la band nella data udinese per l’ennesimo sold out al Giovanni da Udine. Nel settembre 2018 Mogol è di nuovo con Canto Libero al Teatro Romano di Verona per il concerto del ventennale dalla scomparsa di Lucio. In quell’occasione non ha paura di esagerare dichiarando che la band la prossima volta dovrebbe suonare all’Arena! «Mogol dopo un concerto ci ha detto: avete suonato esattamente come avrebbe voluto Battisti – racconta il frontman di Canto Libero –. È stato uno dei più bei complimenti. Ha apprezzato gli arrangiamenti\, ha capito che abbiamo lavorato tanto e siamo riusciti a tirare fuori tutta la musica che Lucio aveva dentro: il blues\, il rock\, il soul». \n\n\n\nI TOUR NEI TEATRI \n\n\n\nUno spettacolo con alle spalle già diversi tour in teatri di prestigio come il Del Monaco di Treviso\, Il Dal Verme di Milano\, il Celebrazioni di Bologna\, il Filarmonico di Verona\, Il Ponchielli di Cremona\, il Toniolo di Mestre\, il Nuovo di Ferrara\, il Nuovo di Torino\, il Politeama Genovese\, il Goldoni di Livorno e tanti altri\, registrando quasi sempre il sold out come accaduto anche al Teatro Romano di Ostia antica nel 2020 – in occasione del festival Anthology  – e lo scorso anno\, proprio al Teatro Olimpico. \n\n\n\n«Annunciare le date teatrali – dichiara la band – è per noi sempre una grande emozione e gioia\, perché pur avendo alle spalle più di qualche tour\, quando saliamo sul palco e vi troviamo di fronte a noi c’è sempre qualcosa di magico… inoltre siamo felicissimi di poter arrivare in posti per noi nuovi\, dove siamo sicuri che l’amore per Lucio sarà fortissimo come in tutte le altre città che finora abbiamo toccato in tutti questi anni!». \n\n\n\nIl tour è prodotto dalla Good Vibrations Entertainment e le date di Roma al Teatro Olimpico sono in co-produzione con Menti Associate. \n\n\n\nLO SPETTACOLO \n\n\n\nCanto Libero nasce da Fabio “Red” Rosso «L’idea era partita da me – commenta il cantante – avevo il desiderio di omaggiare il più grande artista della musica italiana. Canto Libero non è una mera copia dell’originale\, non ci sono travestimenti per emulare e il pubblico apprezza»\, con la direzione musicale di Giovanni Vianelli. La band propone uno spettacolo che omaggia sì Battisti e Mogol\, ma che va ben oltre alla semplice esecuzione di cover dei brani dei classici del repertorio dei due: Canto Libero\, infatti\, rilegge gli originali mantenendo una certa aderenza ma cercando di non risultare semplice copia\, mettendoci la propria personalità e sensibilità musicale e facendo emergere anche tutta l’anima blues e rock che Battisti aveva. Spiega il frontman della band: «Dopo aver studiato molto la sua musica\, Battisti mi ha sorpreso ancor di più. Secondo me\, è stato il più grande artista che abbia mai attraversato il panorama musicale italiano\, per quantità e qualità di brani. “Un genio della melodia” come l’ha definito David Bowie. E poi\, io amo anche la sua voce. Quando sono sul palco\, ho grande rispetto per quel che faccio\, intendo nei suoi confronti\, e spero sempre di farlo al meglio. Di certo ci metto tutto me stesso. E spero di trasmetterlo al pubblico. È uno spettacolo studiato nei minimi dettagli\, nulla è lasciato al caso\, arrangiamenti curatissimi\, dinamiche e scenografie. Insomma\, ci abbiamo messo il cuore».  \n\n\n\nGiovanni Vianelli aggiunge: «Da parte mia non c’è nessuna intenzione di rendere “attuale” il sound delle canzoni di Lucio Battisti. Noi cerchiamo solo il sound giusto nei limiti delle nostre possibilità\, e non lo facciamo in modo attuale\, ma in modo volutamente classico: non usiamo click se non come riferimento iniziale\, nessuna sequenza\, ci sincronizziamo spontaneamente con i filmati\, suoniamo con la strumentazione del buon vecchio rock\, saliamo in dieci sul palco fregandocene delle attuali esigenze del mercato. Queste sono cose che il nostro pubblico apprezza\, e io sono totalmente d’accordo con loro! Ogni grande band apprende dalle altre ma deve andare alla ricerca del proprio sound\, altrimenti non sarà che una brutta copia\, è inevitabile. Nella nostra band ogni musicista ha il suo stile ed è amato per il suo stile. Io mi preoccupo di incanalarlo nella canzone».  \n\n\n\nLA FORMAZIONE \n\n\n\nLa voce di Fabio “Red” Rosso\, il pianoforte di Alessandro Scolz\, le chitarre di Gabriele De Leporini e Luigi Di Campo\, Alessandro Sala al basso e alla programmazione computer\, la batteria di Jimmy Bolco\, le percussioni e la batteria di Marco Vattovani\, Luca Piccolo alle tastiere\, le voci di Joy Jenkins e Michela Grilli\, e l’eccezionale tecnico del suono Jan Baruca\, con la direzione artistica di Giovanni Vianelli\, rileggono “La canzone del sole”\, “Una donna per amico”\, “Ancora tu”\, “E penso a te”… e gli altri grandi successi di Battisti che hanno fatto e fanno tuttora sognare intere generazioni. [E per chi li ha già visti: nel tour 2019 sono stati aggiunti in scaletta brani come “29 Settembre” o “Aver paura d’innamorarsi troppo” e tante alter chicche. Canto Libero ha ormai un repertorio di almeno 40 pezzi\, la scaletta quindi cambia spesso]. \n\n\n\nInfo: biglietti@teatroolimpico.it  3492378200 / www.ticketone.it \n\n\n\nOrario inizio spettacoli: 20.30 \n\n\n\nBiglietti: da €32\,20 + d.p. \n\n\n\nOrganizzazione: Menti Associate\, www.mentiassociate.com – Tel. +39 06 97602968 \n\n\n\nCanto Libero: https://www.facebook.com/band.cantolibero/?fref=ts http://www.canto-libero.it/ \n\n\n\nManagement Good Vibrations Entertainment s.r.l.: Via San Spiridione 1 – Trieste \n\n\n\nwww.good-vibrations.it \n\n\n\ngoodvibrations.eventi@gmail.com \n\n\n\nCanto Libero: \n\n\n\nhttps://www.facebook.com/band.cantolibero/?fref=ts http://www.canto-libero.it/
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SUMMARY:"Misura per misura" al Teatro India
DESCRIPTION:Dal 2 al 14 dicembre al Teatro India debutta in prima nazionale Misura per misura\, il classico shakespeariano adattato per la scena in una nuova versione firmata da Chiara Lagani e affidata alla regia di Giacomo Bisordi. Una produzione Teatro di Roma\, in collaborazione con il Centro Teatrale Santacristina\, che esalta il vigore e la modernità di quella che viene definita l’ultima commedia scritta dal Bardo\, ma che porta in sé i nodi irrisolti della contemporaneità: la giustizia e il suo rapporto con la violenza\, le dinamiche del potere e la validità delle leggi nella società. \n\n\n\nTornando sulla scena\, Misura per misura\, ci porta a Vienna\, una città nel caos. La guerra incombe alle sue porte e\, come spesso accade\, quando la possibilità della fine si fa più pervasiva nei pensieri delle persone\, per rovescio la fame di vita e di sesso cresce esponenzialmente\, generando una prostituzione fuori controllo col suo carico di malattie infettive e nascite “illegittime”.Il Duca – una specie di monarca assoluto che tutto può – riconosce che la sua eccessiva permissività nell’applicare la legge ha portato al disastro e decide di lasciare temporaneamente il suo ruolo al vicario Angelo\, brutale e severo applicatore della norma “lasciata sepolta troppo a lungo”. Angelo ripristina l’ordine con pugno di ferro\, iniziando a mozzare le teste di chi trasgredisce la legge\, in particolare quella che proibisce rapporti sessuali prima del matrimonio. La sua prima vittima è Claudio. Sua sorella\, Isabella – definita da Peter Brook il personaggio più bello della produzione shakespeariana – novizia di un convento\, implora il perdono. Lo otterrà a un prezzo: dare il suo consenso a un rapporto sessuale col vicario. \n\n\n\nIl cast di interpreti vede in scena (in o.a.) Vanda Colecchia (Isabella\, una novizia)\, Arne De Tremerie (Angelo\, vicario del duca)\, Dimitri Galli Rohl (Vincenzo\, duca di Vienna )\, Michele Lisi(Escalo\, prefetto di Vienna)\, Irene Mantova (Mariana\, una borghese; Suor Francisca\, la Signora Gomito\, Boia)\, Edoardo Raiola (Claudio\, suo fratello) e Francesco Russo (Lucio\, un borghese cliente di prostitute)\, un ensemble chiamato a dare corpo e voce alla conflittualità morale e politica del dramma shakespeariano. \n\n\n\nGiacomo Bisordi così commenta i temi della violenza\, della giustizia\, dell’ambiguità del testo e dell’ambivalenza del desiderio e della gelosia: «Dicono che Misura per misura sia una commedia\, l’ultima che Shakespeare abbia scritto. Dopo verranno le grandi tragedie e poi un po’ di malinconici commiati al mondo. Se problematica è la scena di ricatto in questione\, altrettanto lo è proprio il modo in cui è stato scritto\, Misura per misura. Parte come una tragedia\, spinge l’acceleratore su quello\, come a sfuggire a qualcosa che poi arriva\, implacabile: a metà\, una bella deviazione stilistica\, il tono cambia radicalmente\, si passa dal verso alla prosa spinta\, e si galoppa rapidi verso un lieto fine apparente.  \n\n\n\nUna pennellata massiccia di vernice per trasformare\, modificare\, celare quello che di buio si era fino a lì spiattellato. Perché?  Dicono anche che Misura per misura sia un testo sulla giustizia: è vero. Il buon Angelo applica la legge senza interpretarla\, quasi che la norma sia da sé equivalente alla giustizia. Verrebbe da chiedergli\, quale giustizia\, e come. Del resto\, Cesare Beccaria s’interrogava su come si possa davvero chiamare giustizia quella che passa attraverso un atto violento come una testa mozzata.  \n\n\n\nE\, poi\, se le leggi sono ingiuste\, come ci comportiamo? Dobbiamo davvero rispettarle? E quale società scrive quali leggi?  Ma guardare alla sola relazione tra legge e giustizia\, ancora non permette di afferrare il senso di questo testo\, se un senso solo lo possiede. Forse la chiave più efficace è leggerlo sotto la lente del desiderio.  \n\n\n\nUn duca che non riesce più a desiderare lascia che sia la comunità che governa a desiderare libera e senza regole; un vicario che reprime il proprio desiderio crede d’innamorarsi per la prima volta di una suora che ha rivolto invece tutto il suo desiderio a qualcosa di ultraterreno come dio.  \n\n\n\nForse questa è la prima domanda che ci viene data in carico\, che poi è la prima che apre la storia: che significa governare? Governare i propri desideri; governare una comunità. In fondo le due cose s’intrecciano\, come spesso accade tra la sfera privata e la sfera pubblica delle nostre vite.» \n\n\n\nBiglietteria: tel. +39 06 877 522 10 – biglietteriaindia@teatrodiroma.net \n\n\n\nBiglietti spettacolo: \n\n\n\n €18\, ridotto €12 \n\n\n\nOrari spettacolo:  \n\n\n\ndal 2 al 6 dicembre e 9\, 12 e 13 dicembre ore 20 I 7 e 14 dicembre ore 18 I 10 e 11 dicembre ore 19
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SUMMARY:"La lezione" di Ionesco al Teatro Verga di Catania
DESCRIPTION:Sul palco Nando Paone\, Daniela Giovanetti e Valeria Almerighi\, diretti da Antonio Calenda. Lo spettacolo è una delle opere più rappresentative del grande drammaturgo e saggista\, fondatore del teatro dell’Assurdo. \n\n\n\n Secondo appuntamento della stagione “Il potere dei sogni” del Teatro Stabile di Catania con La lezione di Eugène Ionesco\, per la regia di Antonio Calenda (produzione Tradizione e Turismo – Centro di Produzione Teatrale – Teatro Sannazaro\, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, Accademia Perduta Romagna Teatri e Fattore K). \n\n\n\nLo spettacolo\, in programma al Teatro Verga da martedì 2 a domenica 7 dicembre\, vede protagonisti Nando Paone nel ruolo del professore\, Daniela Giovanetti in quello dell’allieva e Valeria Almerighi che interpreta la cameriera. \n\n\n\nNelle note di regia\, Calenda spiega: “Grande è la forza anticipatrice\, presaga\, del teatro dell’Assurdo. lonesco\, che ne è il creatore\, delinea con i suoi testi\, un affresco della contemporaneità. Un mondo che\, appena uscito dalla Seconda Guerra mondiale\, appariva come alienato e decomposto. Una delle opere più rappresentative della produzione di Eugène lonesco è La lezione. Con il suo nonsense\, attraverso una comicità paradossale\, il drammaturgo mette in scena l’irrazionalità della condizione umana e l’angoscia che opprime le esistenze”. \n\n\n\n“In quest’opera vi è un dialogo a due principale. Tra professore e allieva si instaura un rapporto amichevole\, con un continuo scambio di gentilezze e leziosità. Comincia l’interrogazione\, il professore pone alla ragazza domande di una banalità disarmante e rimane esterrefatto nel constatare come l’allieva sappia rispondere correttamente. È a questo punto che si accentua il risvolto metafisico del teatro ioneschiano. La situazione muta e l’animo dell’insegnante comincia a scaldarsi. L’iniziale reverenza lascia spazio a moti di rabbia\, che aumentano finché l’irrazionalità prende il sopravvento. Ribaltando i piani – per estensione – ciò che è irragionevole e assurdo nella condizione umana\, si esplica in questa forma drammaturgica attraverso l’abbandono di mezzi espressivi logici e razionali. Lo stesso lonesco definì la sua Leçon un ‘dramma comico’\, dove paradossi e ripetizioni portano a una totale distorsione della verità”\, conclude il regista. \n\n\n\ndal 2 al 7 dicembre 2025 | Teatro Verga \n\n\n\nLa lezione \n\n\n\ndi Eugène Ionesco \n\n\n\nregia Antonio Calenda \n\n\n\ncon Nando Paone il Professore\, Daniela Giovanetti l’Allieva \n\n\n\ne Valeria Almerighi la Cameriera \n\n\n\nscene Paola Castrignanò \n\n\n\ncostumi Giulia Barcaroli \n\n\n\ndisegno luci Luigi Della Monica \n\n\n\nproduzione Tradizione e Turismo – Centro di Produzione Teatrale – Teatro Sannazaro\, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, Accademia Perduta Romagna Teatri e Fattore K \n\n\n\nCALENDARIO RAPPRESENTAZIONI: \n\n\n\nmartedì 2 dicembre 2025 ore 20:45 \n\n\n\nmercoledì 3 dicembre 2025 ore 17:30 \n\n\n\ngiovedì 4 dicembre 2025 ore 20:45 \n\n\n\nvenerdì 5 dicembre 2025 ore 17:30 \n\n\n\nsabato 6 dicembre 2025 ore 20:45 \n\n\n\ndomenica 7 dicembre 2025 ore 17:30 \n\n\n\nPrezzi biglietti Teatro Verga  \n\n\n\n                                          prime\, sabato sera\, domenica\, festivi:                                    \n\n\n\nintero 25 euro/ridotto 20 euro \n\n\n\nRepliche: \n\n\n\nintero 20 euro/ridotto 18 euro \n\n\n\nunder 30 e universitari: 12 euro \n\n\n\nBotteghino Teatro Verga \n\n\n\nOrari: \n\n\n\nlunedì dalle 15.00 alle 19.00 dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00 domenica e festivi chiuso. \n\n\n\ntel. +39 095 7310856 \n\n\n\nabbonati@teatrostabilecatania.it \n\n\n\nhttp://www.teatrostabilecatania.it/
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LOCATION:Teatro Verga\, Via Giuseppe Fava\, 35\, Catania\, ITA\, 95123\, Italy
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