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SUMMARY:"Trash Test" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Debutta al TeatroBasilica dal 29 gennaio al 1° febbraio 2026 lo spettacolo Trash Test di e con Andrea Cosentino (dal 29 al 31 gennaio 2026\, ore 21:00 – 1° febbraio 2026\, ore 16:30). Produzione Teatro Metastasio di Prato \n\n\n\n Trash Test è un collaudo distruttivo delle potenzialità dell’AI di produrre materiali teatrabili. Un happening dove\, in collaborazione con gli spettatori\, si chiede all’AI di produrre tranci di scene\, dialoghi e trame sempre nuove\, per metterne alla prova all’istante l’efficacia e con la stessa mossa carnevalizzarne ogni pretesa di senso. È la voluttà di riaffermare la priorità del performativo sul letterario. Uno spettacolo clownesco e partecipativo per liberarsi di quel senso di sopraffazione di fronte al ridondante proliferare di contenuti nella rete e all’infinita capacità di produzione testuale delle tecnologie cibernetiche. Trash Test è un teatro che non fa testo\, perché gioca a disfare testi\, gettandoli nel mezzo dell’arena e facendogli la festa. \n\n\n\nL’uomo è ciò che mangia e l’Intelligenza Artificiale è nutrita da 15 anni di web in cui nuotano infinitamente più testi di quanti prodotti nei precedenti tremila di storia umana\, geroglifici compresi: diciamo all’incirca 2% Sofocle e Dante\, 18% manuali e trattatelli di vario genere e argomento\, e 80% esternazioni social come “quando ho cominciato ad amarmi davvero\, mi sono liberato delle persone che mi tiravano giù” o “se volevo essere solare\, nascevo pannello”. Il suo funzionamento statistico fa sì che l’AI sia costitutivamente l’apoteosi del mainstream\, dunque un ottimo mezzo per smascherare\, deformandole con la lente dissacrante di un teatro ruvido e veloce\, le combinazioni semantiche\, le strutture drammaturgiche e i cliché emotivi che pure\, se ben confezionati\, ci appassionano\, ci commuovono o addirittura\, come si dice\, ci fanno pensare. Ma anche\, e più radicalmente\, il gioco punk di Trash Test vuole essere un’opportunità per ridicolizzare allegramente l’Ego autorale\, la pretesa di chiunque\, uomo o macchina\, di arrogarsi la paternità di un’opera\, e dell’opera di porsi al di fuori dell’infinità dei giochi linguistici\, che poi\, come diceva Wittgenstein\, sono forme di vita. E in definitiva detronizzare la presunzione di ogni intelligenza\, naturale o artificiale che sia\, di parlare\, anziché di essere parlata\, e aprire così varchi gioiosi di depensamento comunitario\, che è poi un’ottima definizione di quello che dovrebbe essere il comico. \n\n\n\ndi e con Andrea Cosentino – assistente alla regia e alla drammaturgia Andrea Milano  – consulenza artistica Margherita Masè – light designer Massimo Galardini – coordinamento tecnico dell’allestimento Marco Serafino Cecchi – assistente all’allestimento Giulia Giardi – direttore di scena Marco Mencacci – cura della produzione Camilla Borraccino e Francesca Bettalli – produzione Teatro Metastasio di Prato \n\n\n\n INFORMAZIONI \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo \n\n\n\nwww.teatrobasilica.com \n\n\n\nemail: info@teatrobasilica.com \n\n\n\ntelefono: +39 392 9768519 \n\n\n\nOrario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30.
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SUMMARY:"IO SONO ALZ" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Una Donna\, pronta per la pensione\, è costretta a vivere in simbiosi con il serial killer del millennio\, Alz\, cinico e spietato. La quotidianità della Donna\, e non solo\, si alterna a momenti di confusione\, depressione\, ilarità. L’epilogo è una morte silenziosa! Ma come è vista la morte? Come una sconfitta totale o come una pietosa liberazione? \n\n\n\nIO SONO ALZ è un’opera in quattro Atti\, di circa un’ora\, struggente e straziante\, e che\, per le molteplici sfumature emotive\, costringe il pubblico a riflettere sulla propria vita\, emotività e forza psico-fisica\, riscoprendo l’importanza dei ricordi. L’epilogo potrebbe lasciare un senso di vuoto. \n\n\n\nScritto e diretto da autrice e regia Debora Valentini – CAST: Arianna Caponi\, Barbara Olivieri\, Carmen Monaco\, Debora Valentini\, Elisa Iannetti\, Fabiola Iraci. \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\nIntero: 13.00 Ridotto: 10.00 -prevista tessera associativa- \n\n\n\ngiorni feriali ore 21\, festivi ore 17:30 \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847 \n\n\n\ninfo@teatrotrastevere.it \n\n\n\nhttps://www.teatrotrastevere.it
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SUMMARY:“Luna 57” a Fortezza Est
DESCRIPTION:In scena a Fortezza Est dal 29 al 31 gennaio “Luna 57” spettacolo scritto e diretto da Noemi Francesca con in scena Alessandra Masi\, protagonista di un racconto poetico e potente che offre una riflessione sulla separazione\, la memoria e il coraggio di restare di una ragazza che affronta il lutto per la perdita del padre.  \n\n\n\nLUNA–57 è il nome di una missione. O\, più precisamente\, della preparazione a una missione.È il tentativo di costruire un modulo di sopravvivenza: per chi parte\, certo\, ma soprattutto per chi resta\, al buio di una stanza che non viene mai aperta. \n\n\n\nUna ragazza hikikomori mette a punto una serie di istruzioni destinate al padre\, in procinto di intraprendere una missione che appare pericolosissima\, forse senza ritorno. Le sue parole si trasformano in esercizi propedeutici a un viaggio di sola andata\, in cui prende corpo la frattura di un’imminente separazione. \n\n\n\nImmersioni visive in territori deserti\, improbabili coreografie propiziatorie\, movimenti inconsueti\, esercizi dai nomi arcaici e suoni provenienti da altre dimensioni compongono un allenamento doppio: imparare a restare in vita su un pianeta sconosciuto e\, allo stesso tempo\, sopravvivere all’assenza di qualcuno. \n\n\n\nNello spazio chiuso e mentale della stanza\, la missione LUNA–57 diventa un rito intimo e ossessivo\, un dialogo a senso unico che tenta di arginare l’angoscia dell’addio e la paura del mondo esterno. Tra realtà e immaginazione\, isolamento e desiderio di contatto\, lo spettacolo indaga il legame padre-figlia e la necessità umana di costruire narrazioni\, rituali e allenamenti emotivi per affrontare la perdita.  \n\n\n\nLUNA–57 è un viaggio teatrale sospeso tra dimensione cosmica e clausura domestica\, un racconto sulla separazione\, sull’attesa e sulla fragile resistenza di chi resta.
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SUMMARY:"Woody Allen Movie Music" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Nuovo appuntamento al Teatro di Villa Lazzaroni con l’Orchestra Roma Sinfonietta giovedì 29 gennaio con il concerto Woody Allen Movie Music. Un omaggio alla musica dei film di Woody Allen. Da Radio Days a Zelig\, da Manhattan a Io e Annie fino alle indimenticabili colonne sonore di Accordi e Disaccordi e Midnight in Paris. \n\n\n\nLo spettacolo del clarinettista e sassofonista Luca Velotti ripercorre le più belle canzoni dei capolavori dell’attore e regista newyorkese grande appassionato di jazz. Tra i brani in scaletta You do something to me di Cole Porter\, Si tu vois ma mere di Sidney Bechet\, Chinatown\, My Chinatown di Jean Schwartz e September Song di Kurt Weill\, con le incursioni di Piji che leggerà i monologhi più esilaranti tratti dai film di Woody Allen. \n\n\n\nFin dalla sua costituzione nel 1994 l’Associazione Roma Sinfonietta ha svolto senza soluzione di continuità un’ampia e qualificata attività di organizzazione e produzione musicale con programmi artistici aperti sui vari generi e stili musicali che popolano oggi il nostro composito universo sonoro: dal repertorio classico – sinfonico e da camera – al classici del Novecento ed ai contemporanei\, dal barocco alla musica sacra\, alla lirica\, dal jazz alla musica applicata per il cinema e alla musica etnica\, ed anche opere da camera e spettacoli teatro musicale. \n\n\n\nL’obiettivo da sempre perseguito è la diffusione della musica\, in tutte le sue forme\, presso un pubblico sempre più vasto\, coinvolgendo sempre di più i giovani e un pubblico meno abituale alla dimensione preziosa del concerto dal vivo affinché la musica diventi una parte fondamentale del patrimonio culturale di ognuno. \n\n\n\nMoltissimi gli artisti e i gruppi di fama internazionale ospiti delle loro Stagioni come: I Musici\, il Quartetto Bernini\, il Quartetto di Roma\, l’Ars Trio di Roma\, i Neri per Caso\, il trio Girotto-Servillo-Mangalavite\, il duo Bosso-Biondini\, i KlezRoym\, l’Orchestra di Piazza Vittorio\, la Parco della Musica Jazz Orchestra\, Elizabeth Norberg-Schulz\, Susanna Rigacci\, Mariella Devia\, Franco Maggio Ormezowsky\, Salvatore Accardo\, Michele Campanella\, Alexander Lonquich\, Massimiliano Damerini\, Alessandro Carbonare\, Enrico Dindo\, Sara Mingardo\, Ambrogio Sparagna\, Roberto Gatto\, Ascanio Celestini\, Gabriele Mirabassi\, Enrico Pieranunzi\, Maria Pia De Vito\, Danilo Rea.\, Francesca Dego\, Domenico Nordio Da sempre attenta alla valorizzazione dei nuovi talenti Roma Sinfonietta ha ospitato nelle sue Stagioni giovani artisti che hanno iniziato poi una brillante carriera\, come\, tra gli altri\, Jessica Pratt\, Rosa Feola\, Sergio Vitale\, Gianluca Bocchino\, Antonio Poli.
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SUMMARY:“Col sudore della fronte. Canto del lavoro e della libertà” al Teatro Contoli-Di Dio
DESCRIPTION:Barcellona Pozzo di Gotto\, provincia di Messina. Terra di latitanze\, di omicidi in pieno giorno\, di coprifuoco non scritto. La Corleone degli anni Duemila. Qui\, dal 1993 al 2012\, decine di uomini sono stati ammazzati. Armi. Droga. Pizzo. Paura.  Eppure\, proprio qui\, nel territorio del clan dei barcellonesi – uno dei più potenti e spietati di Sicilia – qualcosa si incrina. Qualcuno dice no e trova il coraggio di denunciare. Una luce sottile che diventa una scia: una fiaccolata antimafia\, i lenzuoli bianchi alle finestre\, un respiro collettivo che rompe l’isolamento. \n\n\n\n“Col sudore della fronte. Canto del lavoro e della libertà”\, la nuova produzione della Compagnia dell’Arpa\, debutta giovedì 29 febbraio alle 20:30 al teatro Contoli-Di Dio per la stagione teatrale “Sulla Vetta”\, firmata dalla Rete Latitudini. Replica domenica primo febbraio alle 18 al teatro Trifiletti di Milazzo nel cartellone “quiNteatro” diretto da Giuseppe Pollicina.Anteprima mercoledì 28 mattina con un gruppo di studenti della scuola media Verga di Calascibetta dell’istituto comprensivo Santa Chiara di Enna. \n\n\n\nLo spettacolo è la testimonianza viva di chi ha vissuto l’incubo delle minacce del racket\, la storia di voci che hanno scosso un’intera comunità ferita dalla mafia\, un canto civile sull’importanza di mangiare con serenità il pane guadagnato col sudore della propria fronte\, un atto di memoria e resistenza. Ci sono imprenditori\, magistrati\, giornalisti e professionisti siciliani attaccati e uccisi per aver difeso la verità e sostenuto i diritti dei lavoratori\, c’è la Costituzione italiana e i canti siciliani che inneggiano alla libertà in questo monologo che parla di sangue versato e speranze ritrovate. \n\n\n\nIl testo\, scritto dalla giornalista Mariangela Vacanti dopo mesi di raccolta di testimonianze\, documenti e interviste\, è una cronaca teatrale asciutta e necessaria. In scena c’è Ivan Bertolami\, giovane attore di Barcellona Pozzo di Gotto. Accanto a lui\, le musiche originali eseguite dal vivo dal cantautore nebroideo Antonio Smiriglia\, testi e melodie che non accompagnano: incidono\, scavano\, restano. \n\n\n\nLa regia di Filippa Ilardo sceglie l’essenziale. Poche cose\, ma precise: parole\, simboli\, ritmo. Perché quando la verità è forte non ha bisogno di orpelli. Serve solo spazio per arrivare dritta. \n\n\n\nL’assistenza alla regia è di Elisa Di Dio\, le scene sono di Claudio Castagna\, i costumi di Luca Manuli\, il disegno luci di Roberto Ragusa.  \n\n\n\nDomenica scorsa lo spettacolo “Il Principe Felice” di Elisa Di Dio (produzione Compagnia dell’Arpa) ha inaugurato con un sold out la sezione per famiglie del cartellone “Sulla Vetta”. Il prossimo appuntamento per i più piccoli sarà il 15 febbraio con Una missione Per Gufetta di Nave Argo”. \n\n\n\nInfine\, il secondo spettacolo in abbonamento serale è in programma il 27 febbraio con Agamennoman del Collettivo V.A.N. . \n\n\n\nLISTINO PREZZI \n\n\n\nSpettacoli serali \n\n\n\n· ingresso singolo ordinario: € 14\,00 – ridotto under18 e over70: € 10\,00 \n\n\n\n· abbonamento 5 spettacoli ordinario: € 60\,00 – under18 e over70: € 50\,00 \n\n\n\nSpettacoli per famiglie \n\n\n\n· ingresso singolo ordinario: € 7\,00 – ridotto bimbi con genitori: € 6\,00 cadauno \n\n\n\n· abbonamento 4 spettacoli ordinario: € 20\,00 – ridotto bimbi con genitori: € 15\,00 cadauno \n\n\n\nInfo:  348 3813841 – 346 3020780  www.facebook.com/latitudini \n\n\n\nPrevendite: www.liveticket.it/latitudinirete
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LOCATION:Teatro Contoli-Di Dio\, via Dante\, Calascibetta (EN)\, ITA\, 94010\, Italy
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SUMMARY:Dal 29 gennaio torna la rassegna Assoli all'Accademia Filarmonica Romana
DESCRIPTION:Decima edizione per Assoli\, la rassegna che l’Accademia Filarmonica Romana dedica alla creazione musicale contemporanea per strumento solo\, in programma a partire da giovedì 29 gennaio in Sala Casella (via Flaminia 118\, ore 20) con il concerto di apertura affidato al percussionista Luca Giacobbe. \n\n\n\nSei appuntamenti fino a giugno (il giovedì ore 20\, in Sala Casella)\, in cui si potranno ascoltare le più recenti musiche\, con ben 16 prime esecuzioni assolute\, scritte da giovani compositori\, affiancate ad alcune pagine del Novecento divenute un ‘classico’ per il repertorio solistico: opere di autori fondamentali come Iannis Xenakis\, Elliott Carter e Sofija Gubajdulina dialogano con le nuove creazioni\, delineando un percorso che attraversa linguaggi\, poetiche e generazioni diverse. Una dimensione essenziale in cui il rapporto tra interprete\, compositore e suono si manifesta nella sua forma più diretta. Ne sono interpreti giovani musicisti italiani\, che si stanno affermando nel panorama musicale italiano e internazionale: Luca Giacobbe (percussioni)\, Giulia Bigioni (arpa)\, Alessandro Pace (flauto)\, Matteo Rocchi (viola)\, Stefano Bruno (violoncello)\, Giordano De Nisi (pianoforte).  \n\n\n\n“In questo contesto\, la creazione musicale si afferma come un atto imprescindibile per la nostra società” spiega Domenico Turi direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana\, nonché compositore. “Non semplice esercizio estetico ma strumento di conoscenza\, di riflessione critica e di rinnovamento del pensiero. Sostenere la nuova musica significa riconoscere all’arte un ruolo attivo nel leggere il presente e nel contribuire a costruire il nostro futuro”.  \n\n\n\nIn ogni appuntamento della rassegna\, il direttore artistico dialogherà con gli interpreti per introdurre e presentare al pubblico il programma dei concerti. \n\n\n\nL’INAUGURAZIONE DEL 29 GENNAIO \n\n\n\nL’apertura spetta a Luca Giacobbe percussionista e batterista\, dedito da anni alla ricerca e alla sperimentazione del suono\, membro stabile del quartetto BlowUp Percussion. A Rebonds B (1987-89) di Iannis Xenakis\, caposaldo del repertorio per sole percussioni del XX secolo\, si alternano le prime esecuzioni assolute di tre compositori tutti degli anni Novanta: Andrea Sordano (Il sentimento del tutto)\, Federico Lavista (Aforismi sull’impermanenza) e Fabrizio Nastari (Oggi per domani – omaggio ad Allan Poe)\, offrendo un approfondimento sulla più recente scrittura per percussioni. \n\n\n\nTUTTI I CONCERTI DELLA RASSEGNA \n\n\n\nSegue il concerto del 5 marzo di Giulia Bigioni\, arpista che collabora con diverse orchestre sinfoniche e di fondazioni liriche\, con una particolare attenzione alla musica contemporanea sia in formazione cameristica che da solista. Il programma attraversa quasi mezzo secolo di scrittura per arpa\, spaziando dalle sperimentazioni della seconda metà del Novecento (Pennisi\, Carter\, Fedele\, Mantovani) alle più recenti esplorazioni timbriche e formali\, con la prima esecuzione assoluta della Sonatina per arpa di Gabriele Mercanti. \n\n\n\nAlessandro Pace flautista che ha approfondito il repertorio della musica d’oggi partecipando a festival come la Biennale di Venezia\, EMUfest\, e collaborando con l’Ensemble ‘900 dell’Accademia Santa Cecilia\, è protagonista il 26 marzo di un programma dedicato alle molteplici sfumature del flauto contemporaneo. Oltre a due suoi brani\, in programma il recente Udyama di Martina Cavazza Preta e The Great Train Race (1993) pezzo di bravura di Ian Clarke. In prima assoluta saranno la Sonata per flauto solo di Stefano Cogolo\, Punti di Luigi Verdi ed Estudio en compás di Gabriele Blasco che accosta la tradizione del flamenco con il linguaggio musicale di tradizione classica. \n\n\n\nMatteo Rocchi viola del Quartetto Guadagnini e in ambito contemporaneo dal 2013 viola solista nel gruppo Imago Sonora\, presenta il 7 maggio un programma di opere recenti per viola sola di Matteo D’Amico e Domenico Turi\, e due lavori in prima esecuzione (What the wood remembers of water di Simone Cardini e Preludio su un lamento di Jorge Coll Navarro) con l’obiettivo di esplorare i diversi volti dello strumento attraverso stili compositivi eterogenei.  \n\n\n\nStefano Bruno violoncellista vincitore di numerosi concorsi internazionali\, fra cui il più recente nel 2022 primo premio al Concorso di Violoncello Biennale di Amsterdam\, alterna nel suo concerto del 21 maggio alcune composizioni dei due autori russi Sofija Gubajdulina e Alexander Knaifel a tre prime esecuzioni di Tiziano de Felice (Luce che dissolvi il Nome)\, Lucien Renette (Sādhana) e Roberto Pisicchio (Malìa)\, delineando un percorso musicale all’insegna di una comune tensione spirituale. \n\n\n\nIl concerto conclusivo del 4 giugno di Giordano De Nisi\, protagonista nella doppia veste di pianista e compositore\, si pone l’obiettivo di valorizzare le molteplici possibilità timbriche del pianoforte\, in particolare quelle più inusuali\, attraverso l’ascolto di brani\, tutti in prima esecuzione\, dello stesso De Nisi (Studi)\, Alessandro Meacci (Dittico Boetti)\, Emanuele Stracchi (Musica da cucina) e Daniele Di Virgilio (Esta selva selvaggia). \n\n\n\nBiglietti: Sala Casella posto unico 11 euro (comprensivo di prevendita). Info: filarmonicaromana.org\, tel. 342 9550100\, promozione@filarmonicaromana.org; biglietti on line su filarmonicaromana.org
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SUMMARY:Alla libreria ASEQ\, presentazione del libro "Astrologia Evolutiva Alchemica"
DESCRIPTION:Astrologia Evolutiva Alchemica descrive uno zodiaco fatto di 12 percorsi “piramidali” di trasformazione interiore e pensato per chi desidera trovare attraverso un percorso alchemico la propria Pietra Filosofale. Ogni segno zodiacale\, invece di essere associato a un significato univoco\, viene esaminato nella polarità duale con cui lo sperimenta il nostro ego terrestre\, anticamente separato dall’Amore Universale a causa di una ferita karmica diversa da segno a segno. L’autore propone un nuovo modo di connettersi alle stelle e di interpretare il significato che esse raccontano\, il quale – piuttosto che porsi in maniera alternativa rispetto ai diversi approcci astrologici già esistenti – mostra la sua carica di novità ed efficacia anche per la sua natura inclusiva e trasversale. L’Astrologia evolutiva alchemica rivela le 12 chiavi della trasformazione dell’individuo\, essenziali per comprendere e guarire la sua natura duale\, e le 12 vie alchemiche per trasformare la personalità di ogni segno e permetterle di riconnettersi all’anima\, così da dissolvere gli impianti eterici divisori e fermare la ruota del Karma che ci affligge manifestando ciò da cui fuggiamo. Dopo la comprensione di ogni segno secondo l’Astrologia evolutiva alchemica\, Pandolfi delizia il lettore con specifiche meditazioni pensate per ogni segno al fine di sciogliere definitivamente i nodi planetari.  \n\n\n\n«L’astrologia descritta in questo libro rivela le dodici chiavi della trasformazione dell’individuo\, le chiavi per comprendere e guarire la sua natura duale. Sono spiegate nel dettaglio dodici vie alchemiche\, dodici percorsi evolutivi per trasformare la personalità di ogni segno zodiacale\, e permetterle di riconnettersi all’anima. Questo testo è un contributo a tutti gli appassionati di astrologia e a tutti gli astrologi del mondo. È un contributo all’astrologia evolutiva\, affinché evolva lei stessa e accolga questo “aggiornamento” che a me è arrivato in dono». Alessandro Pandolfi  \n\n\n\nALESSANDRO PANDOLFI Ex ingegnere informatico\, ha studiato con Lidia Fassio\, allieva diretta di Lisa Morpurgo. Dopo anni di canalizzazioni\, ha abbandonato l’Astrologia psicologica per un nuovo modo di connettersi con gli astri\, da lui chiamato astrochanneling e attraverso il quale ha ricevuto gli insegnamenti dell’Astrologia evolutiva alchemica. Già autore di Astrologia Quantistica. Il gioco della dualità cosmica (Spazio Interiore 2017)\, ha fondato la Scuola di Astrologia Evolutiva Alchemica e si dedica alla rinascita di una Nuova Astrologia attraverso la pratica\, l’insegnamento e la ricerca costante. www.astrologiaevolutivaalchemica.com
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LOCATION:Libreria ASEQ\, Via dei Sediari\, 10\, Roma\, ITA\, 00186\, Italy
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SUMMARY:NUOVA DATA CASTING UNDER 35 PER IL LABORATORIO TEATRALE “IL MARE A ROMA”
DESCRIPTION:A seguito del grande successo di partecipazione e dell’elevato numero di richieste pervenute per le giornate di casting del 21 e 28 gennaio\, Fonderia delle Arti annuncia una nuova sessione di selezioni\, che si svolgerà giovedì 29 gennaio\, dalle ore 10 alle 16\, presso la sede di Via Assisi 31\, Roma. \n\n\n\nIl progetto “IL MARE A ROMA” è un laboratorio teatrale completamente gratuito rivolto a giovani tra i 16 e i 35 anni\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e vincitore dell’Avviso Pubblico curato dal Dipartimento Attività Culturali per il sostegno alla ricerca\, alla sperimentazione e alla formazione nello spettacolo dal vivo – Stagione 2025/26. \n\n\n\nIl laboratorio accoglierà un minimo di 15 allievi selezionati\, che non saranno soltanto interpreti\, ma anche autori e produttori dello spettacolo finale. Il percorso formativo sarà articolato in 38 incontri\, da febbraio a maggio 2026\, e culminerà con due rappresentazioni aperte al pubblico\, in programma il 29 e 30 maggio 2026\, con ingresso gratuito su prenotazione. \n\n\n\nIl team docente è composto da: \n\n\n\n·       Paolo Gasparini\, per recitazione\, tecnica e improvvisazione; \n\n\n\n·       Attilio Fontana\, per drammaturgia\, regia\, canto e tecniche di recitazione; \n\n\n\n·       Tommaso De Santis\, per analisi del testo\, studio dello spazio ed esplorazione della visione creativa. \n\n\n\n“IL MARE A ROMA” prosegue il percorso artistico avviato con ANTIGONE OGGI e ULISSE OGGI\, dedicato alla rilettura contemporanea degli archetipi del mito e dei grandi classici. Ambientato nella Roma di oggi\, il progetto intreccia memoria\, identità e trasformazione\, restituendo il viaggio come esperienza umana\, culturale ed emotiva. \n\n\n\nIl laboratorio intende favorire l’incontro tra generazioni diverse\, nella convinzione che il teatro sia un linguaggio universale capace di creare dialogo\, ascolto ed empatia. Un viaggio condiviso che conduce alla costruzione di un’opera inedita\, dove formazione\, creatività e relazione diventano strumenti per interrogare il presente. \n\n\n\nLa nuova sessione di casting del 29 gennaio rappresenta un’ulteriore opportunità per tutti i giovani interessati a partecipare a un’esperienza artistica e formativa di alto valore culturale. \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\nTel: 062754379 \n\n\n\nMob/Whatsapp 3349182821  \n\n\n\ninfo@fonderiadellearti.com \n\n\n\nLaboratorio \n\n\n\n2\, 6\, 9\, 14\, 13\, 16\, 20\, 23 e 27 febbraio \n\n\n\n2\, 6\, 9\, 13\, 16\, 20\, 23 e 27 marzo \n\n\n\n7\, 10\, 13\, 17\, 20\, 24 e 27 aprile \n\n\n\n4\, 8\, 15\, 18\, 20\, 22\, 25\, 26\, 27\, 28 maggio (ultimi quattro giorni allestimento spettacolo e prove) \n\n\n\nSpettacoli \n\n\n\n29 e 30 maggio \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\n (Metro A\, fermate Ponte Lungo/Furio Camillo) \n\n\n\nTel: 062754379 \n\n\n\nMob/Whatsapp 3349182821  \n\n\n\ninfo@fonderiadellearti.com \n\n\n\nContatti \n\n\n\nFonderia delle Arti \n\n\n\n062754379 – 3349182821 – info@fonderiadellearti.com \n\n\n\nwww.fonderiadellearti.com \n\n\n\nhttps://www.facebook.com/FonderiaArti \n\n\n\nhttps://www.instagram.com/fonderiadellearti/ https://www.youtube.com/@fonderiadellearti
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SUMMARY:“Ciak si gira! …Cinemà” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Galeotti furono Paolo Limiti\, Stelvio Cipriani\, Maurizio De Angelis\, Joan Luis Bacalov\, Fabio Frizzi e tanti altri autori che hanno firmato le pagine musicali più iconiche del cinema e della fiction. A loro è dedicato “Ciak si gira! …Cinemà”\, spettacolo in scena da mercoledì 28 gennaio a domenica 1 febbraio\, con Alma Manera e la partecipazione di Beppe Convertini\, diretti dall’autrice e regista Maria Pia Liotta\, anche curatrice delle musiche originali. \n\n\n\nLa voce di Alma Manera e le parole di Beppe Convertini\, al pianoforte il Maestro Kozeta Priftimentre sulla scena multimediale disegnata da Enrico Manera\, volteggiano i danzatori  \n\n\n\nEgon Polzone e Elisabeth Maria Casuccio. \n\n\n\nUn carosello di emozioni a cui si aggiungono le preziose mise studiate da Gai Mattiolo\, per uno spettacolo multidisciplinare che darà corpo e musica alle colonne sonore più importanti della settima arte. Brani noti in tutto il mondo che portano la firma di Maestri come Ennio Morricone\, Nino Rota e Nicola Piovani\, che hanno contribuito a rendere grande l’Italia del cinema nel mondo.
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SUMMARY:"Tre modi per non morire - Baudelaire\, Dante\, i Greci" al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Toni Servillo è il protagonista di Tre modi per non morire – Baudelaire\, Dante\, i Greci di Giuseppe Montesano\, che andrà in scena al Teatro Biondo di Palermo dal 28 gennaio all’1 febbraio. Le luci dello spettacolo sono di Claudio De Pace. \n\n\n\nProdotto dal Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa\, Tre modi per non morire è un viaggio teatrale che attraversa tre momenti in cui i poeti ci hanno insegnato a cercare la vita. Il recital\, scritto da Montesano e interpretato da Servillo\, individua nel maudit Charles Baudelaire\, nel sommo Dante e nei classici greci gli autori che hanno messo in pratica\, e tuttora ci insegnano\, l’arte di non morire. \n\n\n\nLa serata si apre con Monsieur Baudelaire\, quando finirà la notte? dove si racconta come la bellezza combatta la depressione e l’ingiustizia; prosegue con Le voci di Dante\, dove alcuni celebri personaggi della Commedia ci appaiono legati tra loro da un racconto che li illumina a partire dal presente; approda infine a Il fuoco sapiente dei Greci\, dove poesia e filosofia accendono una visione capace di immaginare il futuro.  \n\n\n\nTre modi per non morire è un viatico per ritrovare le parole che nutrono la nostra interiorità\, interpretate da un attore con tutto il suo corpo e la sua anima. In questi tempi oscuri\, incerti e gravosi\, nei quali siamo tutti inquieti\, impoveriti\, spaventati\, sentiamo che ci manca qualcosa di cui avremmo un disperato bisogno: ci manca l’amore\, ci manca la vita. Ma è grazie alla poesia che possiamo ritrovare la forza e la voglia di vivere. \n\n\n\n«Vogliamo dimostrare – spiega Toni Servillo – come si può battere la depressione dei nostri tempi inquieti con la poesia\, un antidoto alla paralisi del pensiero chiuso in cloud\, a una non vita che ci divora imponendoci nuove regole. Più andiamo indietro e più scopriamo che il futuro è antico». \n\n\n\nTre modi per non morire è uno spettacolo inusuale e a suo modo rivoluzionario\, perché pone al centro di una scena vuota un attore e la parola poetica\, capace di riattivare sentimenti profondi e dimenticati: «Bisogna toccare le persone con le parole che hanno senso e hanno bellezza – aggiunge Servillo – perché sono un antidoto contro la noia e il vuoto. Baudelaire\, ribelle poeta decadente\, che si oppone ai falsi miti del progresso; Dante che focalizza l’ignavia e con la Commedia ci sottopone a ogni possibile metamorfosi; e i Greci\, con la loro invenzione del teatro e del futuro». \n\n\n\nTeatro Biondo Palermo\, Sala Grande –  \n\n\n\nTre modi per non morire \n\n\n\nBaudelaire\, Dante\, i Greci \n\n\n\ndi Giuseppe Montesano \n\n\n\ncon Toni Servillo \n\n\n\nluci Claudio De Pace \n\n\n\nproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa \n\n\n\nsi ringrazia Agenzia Teatri \n\n\n\ndurata: 1 ora e 20 minuti senza intervallo \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni:  \n\n\n\nmercoledì 28 gennaio ore 21.00 \n\n\n\ngiovedì 29 gennaio ore 17.00 \n\n\n\nvenerdì 30 gennaio ore 21.00 \n\n\n\nsabato 31 gennaio ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 1 febbraio ore 17.00
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SUMMARY:"Mad Club" al Teatro Tordinona
DESCRIPTION:Nel cuore di un elegante hotel\, un lutto misterioso coinvolge vite sospese tra inquietudini e ambizioni segrete. Due storie parallele si delineano a poco a poco fino a confondersi l’una con l’altra: tutto si evolve\, si mescola e si ribalta di continuo in un gioco sottile tra finzione e realtà che genera un noir spiazzante dove ironia e tragedia si rincorrono tra jazz\, ombre e dubbi amletici.  \n\n\n\nPremiato lo scorso ottobre\, il testo di Gemma Costa\, che prosegue con questa nuova creazione un percorso autoriale giunto al settimo lavoro\, scivola tra ribaltamenti di ruolo e tensione costante; ogni certezza vacilla e il colpo di scena è sempre imminente. Tra gelosia\, desideri nascosti e relazioni ambigue\, lo spettacolo dialoga con l’immaginario noir degli anni ’40\, offrendo uno sguardo attento\, critico e contemporaneo sul femminile.  \n\n\n\nLa regia\, firmata da Miranda Angeli\, autrice e regista del cortometraggio La verità\, finalista ai Nastri d’Argento 2024 nella cinquina speciale “Contro la violenza di genere”\, e da Gemma Costa\, premiata per la miglior regia al Festival InDivenire 2025\, imprime alla scena un ritmo serrato e costruisce relazioni sottili tra i personaggi.  \n\n\n\nIn scena Michele Breda\, vincitore del premio miglior attore under30 al Festival InDivenire 2023\, Gemma Costa e Vittorio Magazzù\, noto per le sue interpretazioni nelle serie di successo Rosy Abate e The Bad Guy\, si muovono tra conflitti\, fragilità e non detti.  \n\n\n\nA sostenere l’atmosfera è la colonna sonora originale jazz\, “Un sogno nel cuore”\, composta da Giulia Mutti\, cantautrice dalla penna originale\, finalista a Sanremo Giovani e al Premio Fabrizio De André. \n\n\n\nI costumi sono di Giovanni Schiera\, artista di grande esperienza e sensibilità\, attivo tra cinema\, televisione e teatro. Aiuto regia Ylenia Rubbini e aiuto costumista Emma Campana.
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SUMMARY:"Sette bambine ebree - Pièce per Gaza" al Teatro Nazionale di Genova
DESCRIPTION:In occasione della Giornata della Memoria\, il Teatro Nazionale di Genova presenta una produzione in prima nazionale scegliendo un testo di Caryl Churchill\, nella traduzione di Masolino d’Amico che\, dal 2009\, sta avendo molta risonanza internazionale per la sua scrittura essenziale\, potente e simbolica.  \n\n\n\nCarlo Orlando – che frequenta da molte stagioni il teatro di Genova con cui collabora in special modo ai progetti speciali e alle attività pedagogiche della scuola di recitazione “Mariangela Melato” – cura la regia ed è anche interprete\, condividendo la scena con cinque attrici e attori. \n\n\n\nCaryll Churchill – autrice rigorosa e attenta che\, dal suo esordio affonda nelle pieghe del presente dosando toni asciutti ed evocazioni simboliche – è tra i grandi nomi della drammaturgia internazionale\,  \n\n\n\nconsiderata la più importante drammaturga inglese vivente. Ha scritto Sette bambine ebree nel 2009\, all’indomani della brutale operazione militare Piombo fuso\, condotta dall’esercito israeliano a Gaza\, che portò alla morte di oltre 1400 persone. A quasi venti anni nulla sembra essere cambiato e il testo assume tutti i connotati di una folgorante opera di denuncia. Infatti\, nella sua icastica brevità (poche pagine) si rivela\, come pochi altri lavori di drammaturgia contemporanea a tema storico\, aspro e feroce. Una narrazione tagliente\, potente e inesorabile che ripercorre quasi cento anni di storia ed evoca\, a tratti\, la grande tragedia greca. \n\n\n\nLa struttura di Sette Bambine Ebree prevede sette quadri\, per altrettanti discorsi che attraversano il corso della storia\, prendendo le mosse proprio dal doloroso ricordo della Shoah\, fino alla nascita dello Stato di Israele\, dalla Guerra dei sei giorni fino ad oggi. Ma\, quadro dopo quadro\, come in un lungo poema epico\, che mescola disperazione e pietà\, sogno e realtà\, violenza e tenerezza\, questa opera svela le contraddizioni assolute e dolenti dapprima del popolo ebraico poi dello stato di Israele: un’opera fortemente empatica\, ma anche di denuncia.  \n\n\n\nProprio come Eschilo volle dare voce agli sconfitti Persiani\, svelando il pensiero e il dolore dell’Altro\, qui Caryll Churchill non esita a chiamare in causa un coro sconosciuto\, semplice e popolare\, che evoca conflitti e violenze\, sogni e disillusioni\, paure e follie\, bellezze e orrori\, colpe e responsabilità. Churchill non arretra di fronte a quanto accaduto nel passato recente di Israele e richiama il principio di responsabilità che tutti\, nessuno escluso\, devono assumersi. La speranza\, forse\, è in quelle bambine\, testimoni inconsapevoli\, da proteggere e amare\, da far crescere nella pace e in libertà. \n\n\n\n«Nel testo rivive con sintesi folgorante tutta la tragedia del popolo ebraico\, messa di fronte all’altra orribile tragedia che si svolge sotto i nostri occhi\, in diretta televisiva o streaming: il genocidio del popolo palestinese» – dichiara Carlo Orlando – «L’attualità diventa storia\, la storia diventa un mito». \n\n\n\nIn scena un gruppo di sei attrici e attori di varie generazione della scuola genovese (Eva Cambiale\, Paolo Li Volsi\, Caterina Tieghi\, Elisa Carucci\, Pietro Desimio e lo stesso Carlo Orlando ) si muove seguendo una precisa partitura coreografica ideata da Claudia Monti; le musiche dal vivo a cura di Alessandra Ravizzaaccompagnano e caratterizzano i vari quadri: la compositrice ha creato una sorta di soundtrack in cinque movimenti\, attingendo da sonorità e brani che spaziano tra i canti hiddish\, ninna nanne\, la tradizione palestinese\, i beat e i campionamenti dell’elettronica\, il folclore arabo e la canzone pop; scene e costumi portano la firma di Laura Benzi.  \n\n\n\nCarlo Orlando non ha voluto portare in scena dei “personaggi”: «Il testo – spiega – è il canto di un coro\, una famiglia che diventa clan e popolo e che si rivolge a una piccola bambina che non compare mai. Un coro che è specchio di una coscienza lacerata\, dove voci violente e spietate si alternano a disperate grida d’aiuto. Un coro che è specchio della nostra coscienza\, testimone di un orrore che è incapace di arrestare». \n\n\n\nNote  \n\n\n\n«È in nome della responsabilità\, non della colpa – ha scritto Michela Murgia – se ogni anno celebriamo la Giornata della Memoria delle vittime del nazismo (…) abbiamo capito tutti che occorre lottare quotidianamente contro i focolai del razzismo che ancora permangono nella nostra società…». \n\n\n\nProprio per ribadire la necessaria responsabilità individuale e collettiva\, un teatro pubblico quale il Teatro Nazionale di Genova si impegna da sempre nella celebrazione di una giornata cardine dei valori civili e sociali come la “Giornata della Memoria” in omaggio alle vittime della Shoah\, l’olocausto di milioni di ebrei perpetrato dalla Nazifascismo.  \n\n\n\nCome ha dichiarato Davide Livermore\, direttore del Teatro Nazionale di Genova: «La mia direzione artistica\, da sempre\, ha tenuto come cardine fondamentale\, il valore della memoria: memoria da rispettare e intendere non come banale “altarino”\, ma come fondamento della mia vita e della nostra ricerca teatrale. La memoria è una compagna di viaggio straordinaria. Dunque\, il Teatro Nazionale di Genova intende riaffermare\, come ogni anno\, la necessità di ricordare con pensieri e azioni non solo quanto accaduto negli anni terribili della Seconda Guerra Mondiale\, ma tutte le sofferenze\, anche recenti\, dei popoli vittime della guerra\, a partire dall’Olocausto. Così come vogliamo ricordare anche le sofferenze di Rom\, Sinti e Camminanti\, e di tutte quelle individualità e comunità invise al regime nazista. Il teatro è nato insieme alla democrazia: è il luogo in cui vive la democrazia del dialogo\, fondata sullo scambio di idee e sul confronto pacifico con l’Altro da sé. Non pensiamo di arrenderci\, non pensiamo di accettare passivamente\, di rinunciare a fare teatro. Il teatro è ancora bene pubblico\, di tutti\, della comunità». \n\n\n\nCaryll Churchill (Londra 1938)\, esordisce all’inizio degli anni Sessanta come autrice di radiodrammi polemicamente antiborghesi. La sua prima commedia\, Owners\, fu prodotta nel 1972 dal Royal Court Theatre\, che in seguito mise in scena anche altre sue commedie a tema socialista e femminista (Light shining on Bucking hamshire\, 1976; Cloud nine\, 1979). I suoi testi a tema storico e di costume\, non convenzionali e fortemente impegnate\, ma aliene da ogni forma di didatticismo\, sono caratterizzate dalla brillante efficacia dei dialoghi e delle invenzioni; tra i suoi lavori\, ricordiamo: Top girls (1982); Fen (1983); A mouthful of birds (1986); Serious money (1987); Icecream (1989); Mad forest (1990); The skriker (1994); Blue heart (1997); This is a chair (1999); Faraway (2000); A number (2002); Drunk enough to say I love you? (2006) e negli ultimi anni: Gli amici di Barbablu e Settimo Cielo. È considerata tra le più importanti e rappresentate autrici contemporanee. Le sue opere teatrali costituiscono un opus ricco e affascinante e affrontano temi di grande attualità\, come femminismo e questioni di genere\, guerra\, colonialismo\, abuso di potere. È stata pubblicata in Italia da case editrici come Costa & Nolan\, Editoria & Spettacolo e Cue Press. \n\n\n\nInfo e biglietti telefono 010 5342 720 \n\n\n\ne-mail teatro@teatronazionalegenova.it; biglietteria@teatronazionalegenova.it
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LOCATION:Teatro Eleonora Duse\, Via Nicolò Bacigalupo\, 6\, Genova\, IT\, 16122\, Italia
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SUMMARY:"VEGETA È MORTO E L’HO UCCISO IO" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Appuntamento speciale al Teatro de’ Servi il 27 e il 28 gennaio con Gianluca Iacono e il suo VEGETA È MORTO E L’HO UCCISO IO\, con la regia di Nicola Nocella. \n\n\n\nIn VEGETA E’ MORTO E L’HO UCCISO IO Gianluca Iacono è la voce di Vegeta\, uno dei personaggi principali di Dragon Ball\, serie d’animazione tra le più famose al mondo.Oggi però è una giornata no per Gianluca. È stanco della sua voce. È stanco d’essere definito solo attraverso i personaggi che ha interpretato. Sarà mica questa la vita di un doppiatore? Essere solo una voce? \n\n\n\n Questo lavoro è una maledizione dalla quale è impossibile liberarsi?Gianluca si troverà a porsi queste domande mentre cerca di trovare un attimo di pace da tutti i personaggi da lui interpretati che cercano di avere le sue attenzioni\, il suo tempo… la sua vita. E per porre fine a tutto questo\, sarà costretto a commettere un gesto estremo: uccidere Vegeta! \n\n\n\nNel corso dello spettacolo Gianluca Iacono si troverà a interagire con gran parte dei personaggi doppiati da lui… ma anche con se stesso. Per mettere in scena l’eterogeneità dei personaggi a cui ha dato voce\, si è pensato di rivolgersi a tre artisti con stili diversi (stile manga per i personaggi Anime\, stile realistico per gli attori in carne ed ossa e stile cartoon per i pupazzi). Lo spettacolo mette in scena qualcosa di mai visto a teatro. \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrario spettacoli ore 21 \n\n\n\nBiglietti 22€
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LOCATION:Teatro De’ Servi\, Via del Mortaro\, 22\, Roma\, 00187\, Italia
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SUMMARY: Sissi l’imperatrice al Teatro India
DESCRIPTION:La vita inquieta e tormentata dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria si anima sul palcoscenico del Teatro India dal 27 gennaio al 1° febbraio con Sissi l’imperatrice\, spettacolo scritto e diretto da Roberto Cavosi. A vestire i panni di Sissi\, Federica Luna Vincenti\, in un ritratto generale che man mano che si compone mette in luce una donna tanto anticonformista\, quanto profondamente frustrata dalla rigidità e spietatezza della corte viennese\, e anche la grande poesia e la voglia di libertà di una creatura che si riteneva eternamente “chiusa in gabbia”. \n\n\n\nAnoressica\, in eterno lutto per le morti assurde di due dei suoi figli\, sviluppa una sensibilità dolente e rabbiosa al tempo stesso\, ma tutt’altro che astratta\, rivolta infatti anche verso le più delicate questioni sociali: dalle sofferenze delle minoranze etniche\, ai soprusi subiti dal proletariato. Antimperialista e disgustata dalle atrocità delle guerre che divampano intorno a lei\, Sissi si dedica maniacalmente alla cura del suo corpo\, della sua acconciatura\, alla scelta delle scarpe\, una barriera contro il senso di morte che aleggia intorno a lei. Profeta dell’imminente crollo dell’impero asburgico\, l’imperatrice ci mostra quel mondo come paradigma del nostro mondo\, di un presente in cui le piaghe della sopraffazione\, del razzismo e della guerra sono più virulente che mai. \n\n\n\nSissi l’Imperatrice è un testo che si snoda in vari quadri\, ognuno dei quali prende in esame alcuni aspetti del carattere e del pensiero dell’Imperatrice: dalla filosofia al sesso\, dalla politica all’arte. Ne emerge la figura di una donna sfortunata\, irripetibile\, la cui sensibilità ferita parla a tutti noi\, alle nostre ferite. Una personalità incredibilmente sfaccettata e instancabile nella continua e contraddittoria ricerca di cosa poter fare per migliorare il mondo ed allo stesso tempo di come evadere dalla realtà. Forse la sintesi di questa suo duplice aspetto sta nella sua ultima volontà\, devolvere ai rifugiati politici ed alle loro famiglie il frutto della vendita postuma dei suoi diari\, delle sue poesie\, affidando ad una ipotetica anima del futuro tale compito\, ma non prima di sessant’anni dal 1890. \n\n\n\nUn testamento spirituale che\, censurato a lungo per le aspre critiche alla corte viennese\, ha trovato il suo compimento soltanto nel 1980\, quando\, al momento della prima pubblicazione\, i diritti d’autore vennero devoluti al Fondo di Soccorso dell’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati e i proventi nell’edizione successiva vennero donati ad Amnesty International\, rispettando così la volontà dell’Imperatrice.  \n\n\n\nUn percorso dove\, senza reticenze\, Sissi ci parla di sé\, della sua Weltanschauung\, in quel suo modo crudo\, cinico e pieno di dolore con cui si esprimeva – “Le vere lacrime non si possono versare\, e quelle che si versano scorrono tutte invano”\, ripeteva spesso. Si sentiva abbandonata\, sola in un mondo crudele dove le guerre erano una condanna per tutto il genere umano. Fino al momento della sua morte ha sempre covato dentro di sé un feroce senso di colpa per quella dei suoi figli\, un senso di colpa che\, anche se nei fatti non aveva alcun fondamento\, per tutta la vita l’aveva sempre divorata portandola a veri e propri vaneggiamenti\, nei quali versava parole piene d’acidità nel disprezzo di tutto e tutti\, anche dell’Imperatore stesso: “Marito mio dove sei? Che uomo sei se neghi a tua moglie la possibilità di essere una donna?”. \n\n\n\n«Sissi l’imperatrice\, è un testo dove alte si fanno le “grida” della sfortunata Sissi\, imperatrice suo malgrado\, ma donna irripetibile\, il cui animo sembra però parte di tutti noi – commenta l’autore e il regista Roberto Cavosi – Un’immagine molto lontana dal ritratto di donna solare che normalmente abbiamo dell’Imperatrice. Ancora oggi quando cerco di dare un volto a quei sentimenti non posso fare a meno d’associarli a lei. Anni fa\, poi\, mi sono casualmente “imbattuto” in un interessante saggio dal titolo “Le Indomabili” a firma di due psicologhe francesi: Ginette Rainbault e Caroline Eliacheff. Nel saggio venivano esaminate come anoressiche le figure di Antigone\, Simone Weil\, Caterina da Siena ed Elisabetta d’Austria. Studiando più a fondo l’anoressia\, la caratteristica che più mi ha colpito è senz’altro l’indomita forza che scaturisce da chi ne soffre\, una forza sprigionata da una ricerca spasmodica di purezza\, di libertà. Energia ribelle\, rivoluzionaria\, sovversiva in quanto paradossalmente alimentata dall’eliminazione sistematica del cibo. Una contraddizione che alle massime conseguenze porta il malato a non avere via di scampo\, considerando sporco e letale tutto ciò che ingerisce. Elisabetta viveva oltretutto in una Corte i cui codici erano per lei insopportabili ancor più del cibo. Ecco quindi delinearsi in me una figura sorprendente\, fortissima e debolissima al tempo stesso. Un’anima la cui sofferenza diventa ribellione\, il dolore sovversione\, la melanconia riscatto e l’astinenza coraggio. Prerogative così spiccate in lei che hanno segnato anche i suoi ideali sociali e politici facendone una donna dal pensiero modernissimo\, sicuramente avanti coi tempi: dalla sensibilità verso le minoranze etniche\, fino al più acre disgusto verso la crudeltà di qualunque guerra e di ogni imperialismo. E nei tempi in cui viviamo\, così voraci di tutto questo\, non potrei avere “Personaggio” migliore da portare sulla scena.»
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LOCATION:Teatro India\, Lungotevere Vittorio Gassman\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"CANTO DEGLI ESCLUSI" al Teatro Greco di Roma
DESCRIPTION:Portare in scena una vita incandescente\, acuminata\, volutamente priva di metafore. \n\n\n\nLasciare che il racconto si riveli in tutta la sua cruda sincerità\, senza orpelli\, con la ferocia dell’urgenza. \n\n\n\nQuesta la tensione che il Canto degli esclusi\, ideato da Alessio Boni e Marcello Prayer\, cerca di incarnare con il pudore che si riserva alla rarità. \n\n\n\nTra poesie e aforismi – che sono ricordi\, lancinanti sofferenze\, gioie volteggianti\, passioni sussurrate – Alda Merini ritorna con tutta la sua potenza e fragilità\, in un’elegante intimità marcata da dubbi\, rimorsi\, speranze e visioni che solamente i messaggeri celesti sanno decifrare e far danzare. \n\n\n\nUn Concertato a due  che si fonde in un’unica voce avvolgente\, capace di tratteggiare i lati oscuri della coscienza\, i silenzi e i fantasmi che hanno abitato la mente di questa donna\, senza valicare i confini che il mistero erige a esigenza di una vita compiuta. \n\n\n\nNel mondo carsico della poetessa dei Navigli scorre una gonfia vena ironica che lambisce – indistintamente – leggerezza e drammaticità\, lasciando nelle pieghe più intime dell’animo una traccia volubile da impastare con la materia di tutti i giorni. \n\n\n\nRimarremo – consapevoli o meno – degli esclusi\, ma forse sapremo cantare. \n\n\n\n Se un poeta dona le proprie carte con l’intenzione di regalare i propri patimenti\, le ansie\, le sue mille anime\, gli altri dovrebbero ringraziarlo perché\, con gli occhi rarefatti dalla follia\, sta guardando il destino anche per loro. Le foglie del destino sono vagabonde\, scorrevoli e piene di baci nascosti.  Alda Merini\, “Reato di vita. Autobiografia e poesia”  \n\n\n\nORARIO SPETTACOLI \n\n\n\nMar–Mer -Ven ore 20.30 \n\n\n\nGiovedì ore 17.00 \n\n\n\nSabato ore 19.00 \n\n\n\nDomenica ore 17.00       \n\n\n\nInfo \n\n\n\n 3773474023
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LOCATION:Teatro Greco di Roma\, Via Ruggero Leoncavallo\, 10\, Roma\, 00199\, Italia
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SUMMARY:"Demons live show" al Teatro Arcas di Napoli
DESCRIPTION:Al Teatro Arcas di Napoli\, sito in Via Veterinaria\, martedì 27 gennaio\, alle ore 20:30\, continua Demons live show\, il format ideato e diretto da Maldestro. Per il prossimo appuntamento\, sono previsti due ospiti d’eccezione: Davide Ddl\, stand up comedian apparso anche su Comedy Central Italia\, e Antonio Pascale\, scrittore\, saggista\, ispettore agrario e autore di libri come “La manutenzione degli affetti”\, “Le attenuanti sentimentali”\, “La foglia di fico”\, arrivato finalista al Premio Campiello\, e del recente “Cose umane”. I suoi lavori sono stati tradotti in più lingue ed è stato premiato in tutta Italia. \n\n\n\nDemons live show è l’evoluzione naturale del podcast Demons\, scritto e condotto dallo stesso Maldestro — on air su tutte le piattaforme streaming (YouTube\, Spotify\, Instagram) — e porta sul palco un’esperienza dal vivo che abbatte le barriere tra artista e pubblico\, trasformando lo spettacolo in un rito collettivo. \n\n\n\nUn appuntamento che unisce racconto e partecipazione\, in cui gli spettatori interagiscono in maniera diretta vivendo sulla propria pelle tante sensazioni diverse che vanno dall’olfatto all’udito.  \n\n\n\nDemons live show è un anche talk in cui di volta in volta Maldestro incontra una personalità del mondo della cultura\, che possa appartenere all’ambito culinario\, della musica o del teatro. Insieme affrontano tematiche importanti e verità scomode senza peli sulla lingua\, in modo schietto e diretto\, prendendo spunto da un lavoro curato dall’ospite di turno per poi discutere di altri temi. La chiacchierata\, che ha sempre un ritmo serrato\, passa da un carattere personale\, con il racconto di un proprio vissuto\, ad un confronto su una questione politica. Il tutto condito con grande ironia e con incursioni musicali e poetiche per far vivere un’esperienza teatrale unica al pubblico invitato spesso a partecipare. \n\n\n\nLa voce della resident band è di Greg Rega\, la compagnia è formata da Rosaria Vitolo e Nicola Galiero e a cui si aggiungono Nadir Jalill\, Emilia Vitulano\, Marcello Raimondi\, Salvatore Belcolore\, Francesco Aragona. Il live show è prodotto da Demons podcast e Arealive e distribuito da Sony Music Italia. \n\n\n\nDa quest’anno Demons diventa anche produzione di podcast. Dopo l’esperienza acquisita\, il progetto e pronto a lanciare nuovi talenti del settore.
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SUMMARY:"Destinatario sconosciuto" al Teatro Giuditta Pasta
DESCRIPTION:Al Teatro Giuditta Pasta di Saronno Destinatario sconosciuto\, uno spettacolo che parla con urgenza al presente Con Gianluca Gambino e Valter Schiavone – regia di Fabio Marchisio \n\n\n\nMartedì 27 gennaio 2026\, Giorno della Memoria\, il Teatro Giuditta Pasta di Saronno presenta Destinatario sconosciuto\, spettacolo tratto dal romanzo epistolare di Katherine Kressmann Taylor\, interpretato da Gianluca Gambino e Valter Schiavone\, per la regia di Fabio Marchisio.La produzione è firmata Accademia dei Folli. \n\n\n\nAlle ore 20.00\, prima dell’inizio dello spettacolo\, il pubblico è invitato all’incontro “Oltre il Sipario”\, momento di dialogo e approfondimento che accompagna gli spettatori dentro i temi dell’opera\, offrendo chiavi di lettura storiche e contemporanee prima dell’ingresso in sala. Lo spettacolo avrà inizio alle ore 20.45. \n\n\n\nScritto nel 1938\, quando l’Europa era già attraversata da propaganda\, leggi razziali e persecuzioni\, Destinatario sconosciuto racconta non l’orrore compiuto\, ma ciò che lo rende possibile. Attraverso lo scambio di lettere tra Max Eisenstein\, ebreo americano\, e Martin Schulse\, tedesco rientrato in patria\, il testo mette a fuoco il momento in cui l’odio non è ancora violenza\, ma parola\, silenzio\, assuefazione. \n\n\n\nAmici fraterni e soci in affari\, Max e Martin continuano a scriversi dopo la separazione. Ma con l’ascesa di Hitler al potere nel 1933\, qualcosa cambia: nelle lettere di Martin si insinua progressivamente l’ideologia nazista\, mentre Max assiste con sgomento alla trasformazione dell’amico. Non ci sono svolte improvvise\, ma un lento slittamento morale\, fatto di giustificazioni\, di distanza emotiva\, di responsabilità negate. \n\n\n\nIl punto di non ritorno arriva quando Max affida a Martin la sorte della sorella Griselle\, attrice austriaca ed ex amante di Martin\, decisa a recitare a Berlino nonostante i pericoli. La mancata scelta\, l’indifferenza\, il rifiuto di intervenire producono un esito tragico e un simbolico rovesciamento finale\, di straordinaria potenza teatrale. \n\n\n\nIn uno scenario internazionale segnato oggi da conflitti\, crisi umanitarie\, polarizzazioni politiche e dal ritorno di linguaggi d’odio\, Destinatario sconosciuto risuona con inquietante attualità. La storia di Max e Martin diventa una lente attraverso cui leggere il presente\, ricordando come le grandi tragedie collettive nascano spesso da piccoli cedimenti morali\, accettati come inevitabili. \n\n\n\nLo spettacolo non si limita a commemorare\, ma invita a interrogarsi sul valore della responsabilità individuale\, sul peso delle parole e sul ruolo di ciascuno di fronte ai segni della disumanizzazione. Un teatro civile che non offre risposte consolatorie\, ma pone domande necessarie. \n\n\n\nIgnorato per decenni dopo la sua pubblicazione\, Destinatario sconosciuto è stato riscoperto nel 1999\, diventando un caso editoriale internazionale per la sua lucidità e per la capacità di raccontare l’origine dell’odio senza mai nominarlo direttamente. \n\n\n\nCREDITIMARTEDÌ 27 GENNAIO 2026Ore 20.00 – Oltre il SiparioOre 20.45 – SpettacoloDESTINATARIO SCONOSCIUTOdi Katherine Kressmann Taylorregia Fabio Marchisiocon Gianluca Gambino e Valter Schiavonescene Matteo Capobiancocostumi Carola Fenocchioproduzione Accademia dei Folli
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LOCATION:Teatro Giuditta Pasta\, Via 1 Maggio snc\, Saronno (VA)\, ITA\, 21047\, Italia
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SUMMARY: "La stanza di Julio Cortázar" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Dal 27 al 28 gennaio 2026\, al TeatroBasilica\, va in scena La stanza di Julio Cortázar\, progetto del Gruppo della Creta concepito come esperienza immersiva a turni (dalle 18.00 alle 23.00\, ogni trenta minuti per sei spettatori). Lo spettacolo nasce da un’idea di Alessandro Di Murro\, con drammaturgia di Tommaso Emiliani\, e prende forma nell’interpretazione di Jacopo Cinque e Bruna Sdao\, con disegno luci di Matteo Ziglio e costumi di Giulia Barcaroli. Tra rigore concettuale e dispositivo ludico\, l’opera si ispira all’immaginario e alla lezione di Rayuela di Julio Cortázar\, assumendone la struttura aperta e interrogativa: un teatro che non si limita a raccontare\, ma chiama lo spettatore a scegliere\, a dubitare\, a esporsi. La produzione è firmata Gruppo della Creta\, con consulenza scientifica di Joel Bardo. \n\n\n\nRayuela\, il “gioco della campana” in spagnolo\, è il capolavoro letterario di Julio Cortázar che rompe gli schemi tradizionali della narrazione: si può leggere in ordine lineare\, a salti o in modo arbitrario. Il risultato è sorprendente: è il lettore a determinare il senso del racconto.  \n\n\n\nNe La stanza di Julio Cortázar gruppi di sei spettatori dovranno porre delle domande e smascherare un’intelligenza artificiale che si finge umana. Per questo dentro La Stanza non c’è la classica storia\, dentro La Stanza si gioca. Un rompicapo sull’identità che indaga il rapporto tra uomo e macchina. \n\n\n\nInoltre\, mentre si aspetta il proprio turno di ingresso\, è possibile fare varie attività: guardare i video-diari che Jacopo Cinque ha registrato mentre allenava JackBot\, (il programma di intelligenza artificiale che il pubblico sarà chiamato ad interrogare per svelarne la vera natura)\, giocare a campana su dei tabelloni disegnati per terra; godersi un calice di vino e ascoltare la playlist a tema Rayuela. \n\n\n\nLo spettacolo – dopo lo studio della scorsa stagione – debutta in prima nazionale dal 27 al 28 gennaio al TeatroBasilica \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo \n\n\n\nemail: info@teatrobasilica.com \n\n\n\ntelefono: +39 392 9768519Orario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30
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LOCATION:Teatro Basilica\, Piazza di Porta San Giovanni\, 10\, Roma\, 00185\, Italia
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SUMMARY:VII edizione del Premio Cendic alla Sala Squarzina
DESCRIPTION:Teatro di Roma ospita il 27 gennaio (ore 16) in Sala Squarzina la VII edizione del Premio Cendic 2025\, ideato dal Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea – Cendic\, e quest’anno dedicato ad Angelo Longoni\, autore\, sceneggiatore e regista\, grande protagonista della scena italiana degli ultimi quarant’anni e co-fondatore del CENDIC. \n\n\n\nNel corso della cerimonia verranno presentati i sei finalisti della settima edizione del Premio\, mentre i brani delle opere finaliste verranno letti dagli attori Gino Auriuso\, Caterina Gramaglia\, Giuseppe Manfridi\, Liliana Paganini. Le letture sono a cura di Donatella Brocco. Seguirà lo spoglio dei voti della giuria tecnica\, che decreterà̀ “in diretta” l’opera vincitrice. \n\n\n\nIl Premio è realizzato in collaborazione con Teatro di Roma\, MANIA TEATRO e la Federazione AUT-Autori\, con il contributo del Ministero della Cultura Direzione Generale Biblioteche – Fondo Videogrammi\, del NUOVO IMAIE e della casa editrice LA MONGOLFIERA\, e con il patrocinio di DRAMMA.IT\, UNA – Unione Nazionale Autori e UTR -Unione Teatri di Roma. \n\n\n\nGli autori finalisti\, che si contenderanno il Premio di Drammaturgia CENDIC sono: Michele Demaria\, Christian Gallucci\, Elisabetta Mauti\, Maria Carmela Mugnano\, Fabio Pisano\, Paolo Sartori. \n\n\n\nInterverranno alla cerimonia di premiazione: Francesco Siciliano\, Presidente del Teatro di Roma; Andrea Miccichè – Presidente NUOVO IMAIE; Alessandro Trigona – Presidente AUT-Autori; Felice Della Corte\,Direttore Teatro Marconi; Giorgio Coco – Notaio. Coordina Maria Letizia Compatangelo – Presidente CENDIC. \n\n\n\nIl Premio è nato con l’intento di favorire la promozione e la diffusione della scrittura teatrale e della lingua nazionale. Essendo un premio nato in seno ad un’associazione di drammaturghi\, intende assicurare agli autori partecipanti tre cose essenziali: un giudizio qualificato\, dato da 24 colleghi drammaturghi soci CENDIC e da una prestigiosa giuria tecnica (composta da: Pietro Bontempo\, attore e regista; Alessandro Chiti\, scenografo; Tania Corsaro\, produttrice teatrale; Felice Della Corte\, attore e regista\, Direttore Teatro Marconi; Eleonora Ivone\, attrice e regista; Domenico Pantano\, produttore teatrale e attore; Marina Tagliaferri\, attrice; Viviana Toniolo\, attrice\, Direttrice Artistica del Teatro Vittoria di Roma; Orazio Torrisi\, produttore teatrale; Pamela Villoresi\, attrice)\, premi concreti e attenzione\, studio critico e pubblicità̀ per le opere finaliste. \n\n\n\nIl Premio Cendic\, gratuito e aperto a tutti gli autori\, consiste nella produzione dell’opera vincitrice\, a cura di Mania Teatro\, e nella messa in scena della stessa presso il Teatro Marconi di Roma. Il testo vincitore sarà̀\, inoltre\, pubblicato dalla casa editrice “La Mongolfiera”.
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LOCATION:Teatro Argentina\, Largo di Torre Argentina\, 52\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:Giovanni Scasciamacchia "Patto Armonico” all'Alexanderplatz
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, domenica 25 gennaio\, Giovanni Scasciamacchia “Patto Armonico” con Perico Sambeat\, sax\, Dado Moroni\, pianoforte\, Tommaso Scannapieco\, contrabbasso e special guest Fabrizio Bosso\, tromba. Giovanni Scasciamacchia\, maestro indiscusso delle arti percussive e richiestissimo drummer italiano\, presenta per Abeat Records\, un nuovo lavoro\, un concept album\, dove ciascun brano si ispira al mondo del design\, raccogliendo una suggestione dall’amico produttore Paolo Insalata. La connessione tra jazz e design\, richiamata nel titolo Patto Armonico\, ha origini remote e si manifestò nell’America degli anni Venti e Trenta\, quando l’estetica dell’Art Déco e la sua associazione con il lusso e il glamour si fondevano perfettamente con il dilagare dell’onda del Jazz\, tanto da far coincidere alla definizione Art Déco\, quella di Jazz Style. Per sostenere questo immaginifico progetto il cast si avvale di alcuni pesi massimi della scena mondiale contemporanea: il sassofonista Perico Sambeat\, il nostro portacolori del pianoforte jazz Dado Moroni ed il richiestissimo Tommaso Scannapieco al contrabbasso. Un disco italiano che celebra l’arte dello swing targato ventunesimo secolo\, moderno stilisticamente ma dalle solide radici nella cultura tradizionale afroamericana\, ed una originale impostazione creativa. Al quartetto si aggiungerà il grandissimo Fabrizio Bosso che colorerà magnificamente alcune delle composizioni del batterista oltre a standard jazz della tradizione americana. \n\n\n\nNon solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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SUMMARY:"You have to be deaf to understand" al Fertili Terreni Teatro
DESCRIPTION:Per la stagione IPERSPAZI del cartellone condiviso di Fertili Terreni Teatro\, domenica 25 gennaio\, andrà in scena in prima regionale a Bellarte – sala piccola lo spettacolo You have to be deaf to understand\, produzione Fattoria Vittadini diretta da Diana Anselmo. con Diana Anselmo\, Daniel Bongioanni\, DMK – sguardo esterno Juli Klintberg e Ramesh Meyyappan – produzione Fattoria Vittadini con il sostegno di Fondazione Rana – Spettacolo in visual sign e conclusione in LIS con traduzione vocale integrata \n\n\n\nDa sempre attenta e sensibile al rapporto tra scena e comunità sorda\, anche quest’anno la programmazione di Fertili Terreni Teatro dedica al tema un appuntamento specifico ospitando il collettivo Fattoria Vittadini con You have to be deaf to understand\, pièce direttamente ispirata all’omonima poesia scritta negli anni ’70 da Willard J. Madsen\, professore sordo di letteratura inglese alla Gallaudet University\, in cui è descritta in prima persona l’esperienza in società del corpo sordo e della lingua dei segni. \n\n\n\nSe è vero che la lirica è stata tradotta in molte lingue tra cui l’italiano scritto\, altrettanto è da considerare che la sua riscrittura\, ad opera di un traduttore udente\, contiene inevitabilmente tracce di linguicismo\, fonocentrismo e appropriazione: con la performance in programma\, si intende fare un passo indietro e ricollocare lo scritto nella sua corretta posizione restituendole una traduzione sorda ed appropriata. Per far ciò\, i performer utilizzano una traslazione scenica che utilizza una forma poetica propria della lingua dei segni (Visual Sign)\, in grado di essere compresa anche da chi non è segnante. \n\n\n\nDa queste premesse prenderà forma in scena una minuziosa partitura fisica dalle forti figurazioni\, necessariamente arricchita del potere immaginifico del Visual Sign\, con cui riprodurre in concreto cosa significasse per Madsen vivere ogni giorno la sua condizione di sordo: alla performance si accompagna un’indagine sul dibattuto tema della traduzione\, palesando al pubblico come spesso quello che sembra un atto innocuo possa in realtà accompagnarsi\, in maniera del tutto inconsapevole\, ad episodi di linguismo\, fonocentrismo e appropriazione culturale. \n\n\n\nBiglietti: Per il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato on line\, 15 euro in cassa la sera dell’evento. \n\n\n\nPer il biglietto ridotto (studenti universitari\, studenti IAAD\, under 30\, over 65\, residenti Circoscrizione IV e Circoscrizione VII\, Aiace\, Abbonamento Musei Piemonte Valle D’Aosta\, abbonati stagioni Piemonte dal Vivo) il costo è di 11 euro se acquistato on line\, 13 euro in cassa la sera dell’evento.  \n\n\n\nE’ disponibile la formula del ridotto riservato agli abbonati GTT – Gruppo Torinese Trasporti a 7\,5 euro per gli acquisti online: si ricordano i pacchetti di abbonamenti a 3 spettacoli per 30 euro ed a 5 spettacoli per 40 euro\, se acquistati in modalità online. \n\n\n\nResta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay\, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35\, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani. \n\n\n\nI biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com.  \n\n\n\nLa stagione 2025 2026 di Fertili Terreni Teatro\, è realizzata e promossa da A.M.A. Factory\, Cubo Teatro e Tedacà\, con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo (maggior sostenitore)\, e \n\n\n\nalcuni spettacoli programmati in collaborazione Fondazione Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto Corto Circuito. \n\n\n\nEnti sostenitori sono anche: MIC\, Regione Piemonte e Città di Torino.La programmazione beneficia del patrocinio della Città di Torino\, della Circoscrizione 4 e della Circoscrizione 7.
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SUMMARY:"Anime in Affitto" al Teatro Risorgimento di Larino
DESCRIPTION:Una cast d’eccezione che promette emozioni\, riflessioni e tanto divertimento.  A Larino un appuntamento imperdibile: domenica 25 gennaio alle ore 18\,00   sul palco del suggestivo Teatro Risorgimento\, Eva Grimaldi e Claudio Insegno porteranno in scena “Anime in Affitto”\, una commedia brillante che indaga con profondità e ironia le seconde possibilità della vita\, il destino e l’amore.  \n\n\n\nScritta da Claudio Insegno e Step Minotti\, con la regia dello stesso Insegno\, “Anime in Affitto” è una pièce vivace e toccante che segue le vicende di Alberto e Bea\, una coppia che\, dopo essere finita in coma\, si ritrova sorprendentemente.…….in Paradiso. Qui\, davanti a Dio\, sono costretti a confrontarsi con i propri errori e le scelte compiute. Ma il destino offre loro una seconda possibilità: si reincarnano\, perdendo la memoria del passato\, per rinascere come Beppe e Rita. Il loro nuovo cammino li riunirà ancora una volta\, portandoli a vivere –  tra ironia\, scontri e tenerezze – un percorso alla scoperta del vero significato dell’amore e della crescita personale.  \n\n\n\nA rendere ancora più coinvolgente l’esperienza teatrale\, le musiche originali sono di Jacopo Fiastri\, la Canzone “L’Amore Che Serve” è scritta e cantata da Bungaro e  le voci straordinarie di Franco Mannella e Monica Ward\, arricchiscono lo spettacolo con intensità e autenticità. \n\n\n\nProdotto da MAXIMO EVENT di Nicolò Innocenzi\, Anime in Affitto si preannuncia come uno dei titoli più attesi della stagione teatrale 2026\, segnando un debutto capace di coniugare qualità artistica\, profondità tematica e forte appeal popolare. \n\n\n\nDopo  la tappa larinese\, lo spettacolo sarà in scena dal 4 all’8 febbraio 2026 all’Off/Off Theatre di Roma; il 13 febbraio 2026 farà tappa al Teatro Italia di Borgaro Torinese; per poi proseguire con la sua tournée in tutta Italia.
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SUMMARY:"La morte ovvero il pranzo della domenica" allo Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Compagnia Diaghilev – Dammacco|Balivo presenta La morte ovvero il pranzo della domenica\, in scena il 25 gennaio 2026 allo Spazio Rossellini di Roma nell’ambito di “Spazio Solo”. Serena Balivo interpreta una donna che ogni domenica va a pranzo dai genitori ultranovantenni\, veri protagonisti silenziosi di un rito familiare universale. Mariano Dammacco costruisce uno spazio scenico essenziale\, dove parole\, gesti\, luci e oggetti trasformano la quotidianità in poesia. La morte\, affrontata con ironia sottile e raffinata dissacrazione\, emerge tra leggerezza e profondità\, rivelando la potenza dei legami familiari e la bellezza nascosta nell’ultima separazione dagli affetti più cari. \n\n\n\nUno spettacolo lieve e toccante intorno al più grande tabù della nostra cultura. Serena Balivo e Mariano Dammacco\, binomio artistico noto per sapersi muovere con grande perizia e passo leggero tra poesia e narrazione\, aprono uno squarcio di luce sulla morte con La morte ovvero il pranzo della domenica. \n\n\n\nIn scena Serena Balivo\, già Premio Ubu come migliore attrice under35 e Premio Ivo Chiesa\, dà corpo e voce a una donna non più giovane che ogni domenica va a pranzo dai suoi genitori ultranovantenni\, forse i veri protagonisti del delicato e umoristico testo di Mariano Dammacco\, già Premio Ubu come migliore novità drammaturgica per Spezzato è il cuore della bellezza. \n\n\n\nSebbene in buona salute fisica e mentale\, i due genitori sono ben consapevoli che presto dovranno affrontare la morte\, il nulla forse o magari un’altra vita\, e così non parlano d’altro\, arrivando pian piano a incarnare tutte le madri\, tutti i padri e tutti noi dinanzi all’ignoto.  \n\n\n\nLo spettacolo ci conduce dentro un rito che appartiene a molti\, il pranzo della domenica\, nella sua forma ultima\, con una coppia di anziani e la loro figlia in attesa di separarsi\, di doversi salutare. La morte ovvero il pranzo della domenica appare come un invito a partecipare a un congedo appassionato e divertito che prova a restituirci la bellezza della vita stessa all’interno dell’esperienza dell’ultima separazione dalle persone amate\, e all’interno della potenza nascosta e piena di pudori dell’amore in famiglia\, l’amore tra vecchi sposi\, l’amore tra genitori e figli.  \n\n\n\nDammacco/Balivo. \n\n\n\nMariano Dammacco\, autore\, regista e pedagogo teatrale\, e Serena Balivo\, attrice\, portano avanti il loro lavoro perseguendo un’idea di teatro d’arte e d’autore e\, al tempo stesso popolare\, accessibile a tutti per contenuti e linguaggi. La loro ricerca contenutistica e formale è incentrata sul lavoro dell’attore e sulla composizione di drammaturgie originali.  \n\n\n\nI due hanno creato insieme otto spettacoli: L’ultima notte di Antonio (2012)\, L’inferno e la fanciulla (2014)\, Esilio (2016)\, La buona educazione (2018)\, Spezzato è il cuore della bellezza (2020)\, Danzando con il mostro (2022)\,La morte ovvero il pranzo della domenica (2024)\, Arlecchino nel futuro (2024). \n\n\n\nIl loro lavoro artistico ha ricevuto numerosi riconoscimenti: Esilio è vincitore di Last Seen 2016 (spettacolo dell’anno su Krapp’s Last Post)\, è vincitore del Premio Museo Cervi\, è finalista al Premio Rete Critica 2016\, è finalista alPremio Cassino OFF 2017\, è Selezione Premio In Box blu 2017; L’inferno e la fanciulla è finalista al Premio In box blu 2016.  \n\n\n\nSerena Balivo è vincitrice del Premio Ubu 2017 come miglior attrice under 35\, del Premio internazionale Ivo Chiesa 2021 e del Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2011. \n\n\n\nMariano Dammacco è vincitore del Premio Ubu 2020-2021 nella categoria Nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica per Spezzato è il cuore della bellezza\, e nella stessa categoria è finalista al Premio Ubu 2024 per La morte ovvero il pranzo della domenica; è vincitore di Italian And American Playwrights Project 2020/22 per La buona educazione\, del Premio nazionale di drammaturgia Il centro del discorso 2010 per L’ultima notte di Antonioe\, precedentemente al percorso con Balivo\, è vincitore del Premio ETI/Scenario 1993 per Sonia la Rossa e del Premio ETI/Vetrine 1996 per Amleto e la Statale 16.  \n\n\n\nI testi degli spettacoli di Dammacco/Balivo sono stati pubblicati in “Danzando con l’umano. Cinque drammaturgie di Mariano Dammacco”\, un libro a cura di Sergio Lo Gatto e Debora Pietrobono\, edito nella collana Linea di Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Nazionale per i caratteri di Luca Sossella Editore. Il libro raccoglie le drammaturgie di Dammacco composte negli anni di collaborazione con Balivo\, accompagnate da quattro apparati critici curati da Gerardo Guccini\, studioso di teatro e già docente di Drammaturgia presso l’Università di Bologna. \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nhttps://www.ticketone.it/event/la-morte-ovvero-il-pranzo-della-domenica-spazio-rossellini-21024175/
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SUMMARY:“Suspire ‘e vase\, Museca ‘e passione” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:A 50 anni dalla scomparsa di Vittorio De Sica\, il Teatro Comunale Veroli è lieto di ospitare una compagnia che con il suo spettacolo “Suspire ‘e vase\, Museca ‘e passione” vuole non solo omaggiare il Maestro del Neorealismo\, ma anche indagare il suo percorso.  \n\n\n\nIl fine dicitore che divenne attor giovane\, celebrità del cinema anni ’30 e famoso interprete di tante canzoni; il divo che poi\, passato dall’altra parte della macchina da presa\, alla regia\, ha raccontato tante storie di umanità\, ha portato sullo schermo con semplicità e delicatezza la vita vera della gente vera. Questo spettacolo fatto di recitazione e musica\, nell’arco di un’ora e poco più\, racconterà non solo alcuni momenti fondamentali nella carriera di De Sica\, ma farà conoscere meglio al pubblico il mondo attorno a questo straordinario personaggio: l’arte del suo tempo\, le opere letterarie che l’hanno influenzato\, l’amore per Napoli\, la canzone d’epoca\, le macchiette\, i versi di Salvatore Di Giacomo\, la Ciociara di Moravia\, l’oro di Napoli di Marotta e Totò il buono di Cesare Zavattini.  \n\n\n\nL’interpretazione di Luca Mascolo e Ida Maurano\, e le musiche d’epoca suonate magistralmente dai Maestri Valentina Di Silvestro alla chitarra classica e Donato Cedrone al violoncello\, vi accompagneranno in questo viaggio attraverso le esperienze e i momenti artistici che De Sica ha vissuto nel corso della sua carriera. \n\n\n\nVi aspettiamo per godere di questo straordinario tributo domenica 25 gennaio alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30.  \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00  \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:"SINATRA THE MAN AND HIS MUSIC" al Teatro Ciak
DESCRIPTION:Un appuntamento da non perdere al Teatro Ciak di Roma. Domenica 25 gennaio alle ore 17.30 Gianluca Guidi sarà protagonista sul palco di Via Cassia con SINATRA THE MAN AND HIS MUSIC\, un racconto in prosa e musica da lui diretto e interpretato\, affiancato da un trio di eccezionali musicisti Stefano Sabatini al pianoforte\,\, Dario Rosciglione al contrabbasso\, Marco Rovinelli alla batteria. \n\n\n\nFrancis Albert Sinatra\, più comunemente noto come “Frank”\, nacque a Hoboken (New Jersey) il 12 dicembre 1915. Una vita\, la sua\, tra le più longeve della storia musicale mondiale\, che ha accompagnato\, con la sua VOCE\, almeno quattro generazioni. \n\n\n\nL’uomo Sinatra\, controverso per molti motivi\, capace di incantare sul palcoscenico milioni di persone in tutto il mondo. Autori come Cole Porter\, George Gershwin\, Richard Rodgers\, Sammy Cahn che hanno contribuito a scrivere la storia della canzone Americana\, sono destinati all’immortalità grazie anche alla prodigiosa carriera di Sinatra\, che è stato e rimarrà la più straordinaria voce pop che il mondo abbia ascoltato. \n\n\n\nBing Corsby ebbe a dire ”… di voci come quelle di Sinatra ne nasce una ogni secolo … purtroppo io sono capitato nello stesso secolo suo…”. \n\n\n\nÈ quindi doveroso\, a più di un secolo dalla sua scomparsa\, celebrarlo in Italia\, per mano\, o meglio “per voce” di chi ne è rimasto incantato fin da bambino\, complici anche i numerosi dischi ben in vista nello studio della casa in cui viveva da piccolo. \n\n\n\nCon uno spettacolo della durata di 90 minuti\, accompagnato da un trio di famosi jazzisti\, GIANLUCA GUIDI\, percorre un vero e proprio viaggio/tributo in onore del grande artista Americano\, incantando il pubblico\, lui che negli ultimi anni ha conquistato spettatori di ogni età\, registrando il tutto esaurito nei teatri italiani\, con la sua interpretazione di Don Silvestro nel celeberrimo musical Aggiungi un posto a tavola di Garinei e Giovannini. \n\n\n\nIn questo racconto in prosa e musica non mancheranno aneddoti sulla vita di Frank\, dai rapporti con la famiglia Kennedy alle tormentate relazioni amorose\, curiosità e l’immancabile (in questo caso un cameo) presenza “virtuale” nei racconti\, del papà di Gianluca\, Johnny Dorelli\, che dopo aver vissuto per più di un decennio a New York negli anni d’oro del dopoguerra\, incide tornato in Italia numerosi brani del nostro beniamino tradotti in lingua italiana. \n\n\n\nUna celebrazione ad un Mito dovuta. Per chi ha conosciuto l’epoca e quel mondo e per le più giovani generazioni che ancora non hanno avuto modo di incontrare \n\n\n\nMR FRANCIS “FRANK” ALBERT SINATRA \n\n\n\nTEATRO CIAK \n\n\n\nVia Cassia\, 692 – 00189 Roma \n\n\n\nwww.teatrociakroma.it \n\n\n\ninfo@teatrociakroma.it \n\n\n\nPer info e prenotazioni 06.33249268 \n\n\n\nOrario spettacoli \n\n\n\nDomenica ore 17.30 \n\n\n\nPrezzo biglietti: \n\n\n\nIntero € 28\,00 \n\n\n\nRidotto € 25\,00 (under 25\, over 65\, gruppi 10+)
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SUMMARY:"L’Orsetto Gioele" al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Arriva da Riccione il prossimo spettacolo della rassegna Infanzie in gioco 2025-2026 a Centrale Preneste Teatro in Via Alberto da Giussano\, 58 a Roma (zona Pigneto/Malatesta): appuntamento domenica 25 gennaio alle 16.30 con L’Orsetto Gioele di Fratelli di Taglia. Teatro d’attore con pupazzi e videoproiezioni\, lo spettacolo è di Daniele Dainelli e Giovanni Ferma\, con Giovanni Ferma e la regia di Daniele Dainelli. \n\n\n\nNel cuore di una tranquilla vita cittadina\, il signor Gioacchino decide di intraprendere un viaggio verso la casina nel bosco che gli ha lasciato il misteriosamente scomparso nonno Bruno. La sua ricerca di serenità prende una piega inaspettata: la vecchia baita del Nonno è diventata una magica cascina super tecnologica abitata da Gioele\, un orsetto affabile che ha un legame speciale con altri orsi e creature di ogni angolo del mondo: l’orso Marco Polo dal polo nord\, dalla Cina Wanda la Panda\, dal parco nazionale degli Abruzzi il fratello Orso Gabri\, dalla Colombia l’orsetta Ornata e due simpatiche apine ovvero l’ape Pepa e l’ape Pupa. Questa casina è infatti in realtà il centro di una straordinaria ‘Cellula Ecologista’. \n\n\n\nLo spettacolo vuole sensibilizzare su questioni ecologiche di vitale importanza che affliggono il nostro pianeta\, come il riscaldamento globale e l’inquinamento. Lo fa attraverso una narrazione ironica\, arricchita da una drammaturgia spesso in rima e con giochi divertenti. Ma soprattutto\, adotta un approccio basato sulla multimedialità\, con interazioni tra personaggi reali\, pupazzi e video-call in diretta con altri animali che aiutano Gioele nell’impresa. Accompagnato da musiche originali\, canzoni e filastrocche\, lo spettacolo punta a penetrare nelle menti e nei cuori dei giovani spettatori per farli riflettere sulla situazione ecologica del nostro pianeta. Un’occasione unica per esplorare il mondo ecologico in modo creativo e coinvolgente\, offrendo al giovanissimo pubblico un’esperienza indimenticabile e un messaggio importante da portare con sé. Adatto dai 3 agli 8 anni. Il costo del biglietto è di 7 euro. Acquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti.
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SUMMARY:PPP – Pea Pound Pasolini. Tre irregolari del Novecento” al Teatro San Girolamo di Lucca
DESCRIPTION:Siegfried de Rachewiltz\, nipote di Ezra Pound\, sarà a Lucca\, al Teatro San Girolamo\, lunedì 26 gennaio alle ore 16.00\, ospite della seconda edizione di “PPP – Pea Pound Pasolini. Tre irregolari del Novecento”\, rassegna incentrata sul tema del Sacro in Enrico Pea\, Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini\, realizzata dal Teatro del Giglio Giacomo Puccini con i patrocini del Ministero della Cultura e del Centro studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia. \n\n\n\nCONFERENZA – Dedicata al tema del Sacro nell’opera poundiana\, la conferenza di lunedì 26 gennaio (ore 16.00\, Teatro San Girolamo) vedrà protagonisti\, insieme al nipote di Pound\, de Rachewiltz\, due tra i più autorevoli studiosi del pensiero e dell’opera poundiana – Massimo Bacigalupo (Università di Genova) e Luca Gallesi (Università dell’Insubria) -\, e sarà moderata da Carlo Pulsoni (Università di Perugia).  \n\n\n\nMOSTRA “SACRUM INLUMINATIO” – La giornata di lunedì 26 gennaio si preannuncia particolarmente intensa: dopo la conferenza\, al Teatro del Giglio verrà infatti inaugurata (alle ore 18.30) la mostra Sacrum Inluminatio\, che coniuga e unisce\, in un unico spazio\, tre progetti specifici e speciali: “Pound libero. Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini di Giuseppe Garrera; “La solitudine dell’Ala destra. Pier Paolo Pasolini e il calcio” di Piero Colussi; “Pasolini: il Vangelo secondo Matteo” di Domenico Notarangelo. Attraverso fotografie\, documenti e materiali d’archivio\, la mostra restituisce la complessità dei rapporti tra i tre autori\, mettendo in luce in particolare il dialogo\, diretto e indiretto\, tra Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini. La mostra rimarrà aperta al pubblico dal 26 gennaio al 22 febbraio (per giorni e orari dettagliati\, consultare il sito www.peapoundpasolini.it). \n\n\n\nGIUDA DI ENRICO PEA\, LETTURA SCENICA – L’appuntamento più specificamente teatrale della rassegna sarà la lettura scenica di e con Mariano Rigillo dedicata al Giuda di Enrico Pea\, programmata al Teatro del Giglio Giacomo Puccini per sabato 31 gennaio alle ore 21.00\, con l’introduzione curata dal critico letterario Luca Padalino. Pea dedicò una parte significativa della sua produzione teatrale a un’operazione tanto radicale quanto controversa: la rilettura e la riabilitazione della figura di Giuda Iscariota. Il Giuda\, che offre al pubblico un’interpretazione originale ed estranea all’ortodossia cattolica dell’apostolo che tradì Gesù\, rappresenta proprio il punto di partenza della riflessione sulle Sacre Scritture del Pea che\, ancora anarchico\, lesse in Egitto la Bibbia del calvinista lucchese Diodati. \n\n\n\nFRANCISCUS. IL FOLLE CHE PARLAVA AGLI UCCELLI – Nel 2026 ricorre l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi\, figura straordinaria e ancora oggi profondamente attuale per il suo messaggio di pace\, umiltà e amore per il creato. A inizio febbraio (venerdì 6 e sabato 7 ore 21\, domenica 8 ore 16) Simone Cristicchi sarà in scena con il suo Franciscus. Il folle che parlava agli uccelli incentrato proprio sul Poverello di Assisi. Uno spettacolo in cui il protagonista affronta il labile confine tra follia e santità\, tema cardine della vita personale e spirituale di Francesco\, e altri temi importanti ancora oggi come la povertà\, la ricerca della perfetta letizia\, la spiritualità universale\, l’utopia necessaria di una nuova umanità che riesca a vivere in armonia con il creato.  \n\n\n\nTAVOLA ROTONDA CONCLUSIVA – La seconda edizione di PPP troverà il suo momento conclusivo martedì 3 marzo alle ore 17.30 al Teatro del Giglio Giacomo Puccini\, con una tavola rotonda pensata come occasione di riflessione e bilancio del percorso svolto. All’incontro prenderanno parte Giovanna Bellora\, presidente dell’Associazione Amici di Enrico Pea\, Roberta Capelli (Università di Trento) e Francesca Tuscano (studiosa e critica letteraria); a coordinare e moderare il dibattito sarà lo storico Luciano Luciani\, accompagnando il confronto tra i relatori e il pubblico in una sintesi critica delle questioni emerse. \n\n\n\nGli appuntamenti in programma tra gennaio e marzo 2026 si inseriscono in un percorso già avviato nel novembre 2025 con le proiezioni dei film Il Vangelo secondo Matteo (1964) di Pier Paolo Pasolini e de Il Volto Santo (1948) di Andrea Forzano\, film girato a Lucca e dedicato alla tradizione della Santa Croce e alla venerata effigie del Volto Santo. \n\n\n\nInformazioni dettagliate su tutto il programma sono consultabili su www.peapoundpasolini.it \n\n\n\nTutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e gratuito.  \n\n\n\nI biglietti per Franciscus sono in vendita alla biglietteria del teatro (tel. 0583.465320 dal mercoledì al sabato con orario 10.30-13 e 15.30-18 e online su TicketOne.it).
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SUMMARY:“Niki Berlinguer. La signora degli arazzi” 
DESCRIPTION:Visto il grande successo di pubblico\, alla Casina delle Civette di Villa Torlonia viene prorogata fino al 25 gennaio 2026 la mostra “Niki Berlinguer. La signora degli arazzi” che espone una piccola e pregevole selezione di arazzi realizzati dalla celebre tessitrice e artista. \n\n\n\nLa mostra\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, è a cura di Claudio Crescentini\, organizzata e ideata da “Il Cigno Arte” con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Il catalogo in mostra è edito da “Il Cigno Arte”. \n\n\n\nConosciuta come “la grande signora italiana degli arazzi”\, Niki Berlinguer – nome d’arte di Corinna Adelaide Augusta Fidelia (1905-1994) dopo il suo matrimonio con Mario Berlinguer nel 1950 –\, ha lavorato con gli esponenti principali delle correnti artistiche italiane del secondo Dopoguerra\, tra cui Umberto Mastroianni\, Achille Perilli\, Renato Guttuso\, Piero Dorazio\, Emilio Vedova e Corrado Cagli. Attraverso il suo lavoro\, Niki Berlinguer ha reinterpretato le opere di grandi maestri come Hans Hartung\, Paul Klee\, Vincent van Gogh e molti altri\, fornendo con l’arte tessile nuove dimensioni linguistiche e cromatiche\, all’insegna della fusione tra tradizione e innovazione\, pioniera nel tradurre la pittura in narrazioni tessili\, unendol’antica tecnica del piccolo punto con influenze contemporanee. \n\n\n\nTra gli arazzi in mostra se ne potranno ammirare alcuni ispirati alle opere di noti artisti come\, ad esempio: l’“Aranceto\, da Renato Guttuso”\, “Hammamet\, da Paul Klee” e “Dai Cinque Monti\, tratto da Emilio Vedova”. \n\n\n\nIl percorso espositivo è arricchito\, inoltre\, dall’ultima video-intervista dell’artista del gennaio 1994\, regia di Maura Cosenza e riprese video di Gianni De Santis\, trasmessa in mostra grazie alla collaborazione con il Centro Internazionale Antinoo per l’Arte – Centro Documentazione Marguerite Yourcenar. \n\n\n\nL’esposizione è una straordinaria occasione per riscoprire la produzione di Niki Berlinguer\, sparsa in mille rivoli in varie personali e collettive per oltre quarant’anni\, dal 1952 fino al 1994\, anno della sua scomparsa.
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SUMMARY:“Play Carla Bley” al Milestone Live Club di Piacenza
DESCRIPTION:Ha il sapore dell’evento speciale il concerto intitolato “Play Carla Bley” che sabato 24 gennaio vedrà protagonista il quartetto di Jorge Rossy sul palco del Milestone Live Club di Piacenza (ore 21.30; ingresso 12-15 euro): la formazione guidata dal batterista spagnolo (per diversi anni componente del primo storico trio di Brad Mehldau) e completata dal sassofonista Pietro Tonolo\, dal chitarrista Walter Donatiello e dal contrabbassista Bruno Chevillion renderà omaggio a Carla Bley\, una fra le più interessanti pianiste e compositrici nella storia della musica improvvisata\, nonché una fra le più originali rappresentanti dell’avanguardia. Scomparsa nel 2023\, la musicista americana\, figura di riferimento di un jazz che cercava nuove forme d’espressione e nuovi contenuti\, è stata l’autrice dei brani più significativi di Paul Bley (il suo primo marito) e\, insieme a Charlie Haden\, l’ispiratrice e la guida della Liberation Music Orchestra. \n\n\n\nA Piacenza\, Carla Bley sarà ricordata da quattro jazzisti di vaglia: com’è noto\, Jorge Rossy è uno dei più apprezzati batteristi della scena internazionale e con il suo drumming intelligente e creativo ha fornito un contributo sostanziale alla definizione dello stile del trio di Mehldau. Spaziando attraverso una grande varietà di timbriche e sfoderando all’occorrenza uno swing definitivo e trascinante\, Rossy (che è anche un eccellente pianista e vibrafonista) ha dimostrato di essere uno dei batteristi più interessanti e stimolanti a livello mondiale. Tra le sue collaborazioni spiccano quelle con Joshua Redman\, Steve Swallow\, Charlie Haden e Wayne Shorter. \n\n\n\nPietro Tonolo è uno dei più conosciuti sassofonisti europei ed è molto stimato anche negli Stati Uniti (ha iniziato la sua attività giovanissimo\, suonando in Europa e in America con le band di Gil Evans e Chet Baker\, e ha collaborato con i principali jazzisti italiani\, tra cui Franco D’Andrea\, Massimo Urbani\, Enrico Rava\, Rita Marcotulli\, Danilo Rea e Roberto Gatto). \n\n\n\nWalter Donatiello è considerato uno dei chitarristi di maggior talento della scena jazz tradizionale e contemporanea e ha all’attivo innumerevoli collaborazioni con alcuni tra i principali protagonisti del panorama italiano e internazionale\, tra cui Gerry Mulligan\, Steve Lacy\, Samuel Blaser\, Daniel Humair\, Michel Portal\, Dario Deidda\, Tiziana Ghiglioni\, John Riley\, Flavio Boltro\, Gianluigi Trovesi\, Jean-Jacques Avenel e John Betsch. \n\n\n\nBruno Chevillon è ritenuto dalla critica uno dei migliori contrabbassisti nell’ambito della musica contemporanea\, al confine tra libera improvvisazione e free jazz: si è affermato grazie al suo notevole talento sia come accompagnatore sia come improvvisatore in grado di esplorare con duttilità le capacità espressive dello strumento. Tra le sue collaborazioni più note si ricordano quelle con Louis Sclavis\, Daniel Humair\, Michel Portal\, Marc Ducret ed Elliott Sharp.
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SUMMARY:"Amadeus" di Peter Shaffer al Teatro
DESCRIPTION:Dopo la grande settimana inaugurale che ha riaperto le porte del Teatro della Società di Lecco\, a seguito di 8 anni di lavori\, al via il cartellone del 2026 “La stagione delle emozioni” con 14 appuntamenti tra prosa\, danza e sinfonica.Sul palco sabato 24 e domenica 25 gennaio alle 21 Amadeus\, il celebre spettacolo di Peter Shaffer qui diretto da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia\, il racconto del rapporto tormentato tra Antonio Salieri (Ferdinando Bruni) e Wolfgang Amadeus Mozart (Daniele Fedeli)\, un dramma potente sull’invidia e sul genio. \n\n\n\nL’Amadeus di Bruni/Frongia\, prodotto dal Teatro dell’Elfo\, esalta il testo originario di Sheffer\, debuttato a Londra nel 1979 e diventato celebre grazie al film di Miloš Forman vincitore di otto premi Oscar\, imprimendogli l’andamento di un capriccio allucinato e sontuoso che assume i contorni perturbanti di un incubo. \n\n\n\nNella Vienna del 1823 Antonio Salieri\, oramai dimenticato\, ripercorre la vicenda del suo tragico rapporto con Mozart\, morto trent’anni prima\, avvelenato secondo la leggenda dallo stesso musicista italiano nel vano tentativo di assicurarsi la memoria eterna che la sua musica non sembra più poter conquistare da quando Dio ha scelto di glorificare l’irriverente e geniale Mozart. Il primo segnale di una follia che lo porterà a vedere nel genio dell’altro un tradimento del Creatore nei propri confronti. \n\n\n\nCome un deus ex machina Salieri\, seduto in un salone che il suo delirio trasforma in un labirinto\, evoca dal passato i personaggi della sua storia che emergono come marionette\, vestite con abiti di un ‘700 immaginario creato daAntonio Marras mentre sullo sfondo campeggiano le proiezioni fantasmagoriche di una lanterna magica. \n\n\n\nTra confessione e allucinazione\, Amadeus diventa così un viaggio vertiginoso nei recessi dell’animo umano dove i due musicisti si sfidano un affascinante duello tra arte e destino. \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nAmadeus – di Peter Shaffer – regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia – con Ferdinando Bruni\, Daniele Fedeli\, Valeria Andreanò\, Riccardo Buffonini\, Matteo de Mojana\, Alessandro Lussiana\, Ginestra Paladino\, Umberto Petranca\, Luca Toracca – Realizzazione scene Marina Conti\, Giancarlo Centola\, Tommaso Serra – Produzione Teatro dell’Elfo con il contributo di NEXT Laboratorio delle idee per la Produzione e la programmazione dello spettacolo lombardo \n\n\n\nInfo e biglietti \n\n\n\nSold out il 24 gennaio\, biglietti ancora disponibili per il 25 gennaio sul sitoteatrosocietalecco.it
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LOCATION:Teatro della Società di Lecco\, Piazza Giuseppe Garibaldi\, 10\, Lecco\, ITA\, 23900\, Italy
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