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SUMMARY:"CAPELLI - M. Si desta un mattino da sogni inquieti” a Fortezza Est
DESCRIPTION:Fortezza Est dall’11 al 13 dicembre ospita il debutto romano di “CAPELLI – M. Si desta un mattino da sogni inquieti” del Collettivo Sante di Lana: Luisa Casasanta e Arianna Battilana\, protagoniste di un lavoro che affronta il tema della violenza sulle donne attraverso una narrazione dalle atmosfere oniriche\, ironiche\, spaventose\, sospese fra sacro e profano\, vero e falso\, poesia e folklore\, musica techno e mitologia. \n\n\n\nFra ambienti tecno-elettronici e sonorità folkloristiche\, ispirazioni bibliche e rivisitazione del mitologico\, CAPELLI vuole ribaltare la condizione di vittima riservata alle donne dalla cultura patriarcale. È un racconto polifonico\, politico\, arrabbiato e spaventoso\, femminile e femminista\, ironico e crudele. Difficile\, come la vita delle donne. \n\n\n\nM. si desta un mattino da sogni inquieti e si ritrova trasformata\, nel suo letto\, in una donna vittima di stupro. È agosto\, la calura estiva mangia la campagna pugliese e in un solitario paesino di provincia si consuma l’ennesima violenza di genere\, all’ombra degli estatici festeggiamenti per la patrona Santa Maddalena.   \n\n\n\nLa vittima porta il nome della santa\, ma fa presto a diventare carnefice: come nelle migliori distorsioni figlie della cultura dello stupro\, il victim blaming fagocita tutto lo spazio del reale\, si gonfia come un’asfissiante bolla sociale e lascia M. sola a pagare il prezzo di tutto.  \n\n\n\nMaledetta così da un doppio trauma che mai potrà permetterle di ritornare chi era\, M. si immerge ed affoga nel proprio dolore\, bestialmente\, fino ad operare una rinascita\, fino a diventare qualcun’altra – un essere nuovo\, oscuro\, ansioso di conoscersi. Con le voci promiscue del paese e dei suoi genitori che si affollano dietro alla sua porta chiusa\, lei affronta la muta con faticosa determinazione\, fino alla consapevolezza estatica di quella sua nuova\, potente sé. \n\n\n\nCAPELLI \n\n\n\nM. Si desta un mattino da sogni inquieti \n\n\n\nPOETICA Stagione Teatrale 2025/26 Fortezza Est \n\n\n\nOrario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30 \n\n\n\nbiglietto unico 14.00€ \n\n\n\nAbbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli  70€ \n\n\n\nwww.fortezzaest.com \n\n\n\ninfo e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com \n\n\n\n| whatsapp 329.8027943| 349.4356219
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LOCATION:Fortezza Est\, via Francesco Laparelli\, 62\, Roma\, Italia
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SUMMARY:" Libere – donne contro la mafia" al Teatrocittà
DESCRIPTION:Uno spettacolo sulla forza delle donne\, venuto su da una sensibilità tutta femminile e per questo nonostante il tema trattato\, leggero\, poetico\, potente e immediato\, forte e commovente. Si chiama  Libere – donne contro la mafia ed è la pièce scritta e diretta dall’attrice catanese Cinzia Caminiti che porta in scena la forza che madri\, mogli\, sorelle\, fidanzate di morti ammazzati dalla mafia traggono dal dolore. Lo spettacolo\, interpretato oltre che dalla stessa Caminiti\, da Barbara Cracchiolo\, Simona Gualtieri\, Sabrina Tellico è prodotto da Associazione Città Teatro\, e sarà in scena al Piccolo Teatro della Città giovedì 11 dicembre alle ore 19. La serata\, oltre che una valenza culturale\, avrà uno scopo solidale fortemente voluto e sostenuto da Associazione Città Teatro che destinerà il 50% degli incassi al “Centro Azione Donna”. L’evento vede la partecipazione anche del Comitato per l’imprenditoria femminile.  \n\n\n\nLa pièce parte da una circostanziata ricerca su alcune donne e dall’esigenza di dare finalmente voce a queste donne la cui vita è stata travolta dalla mafia. Francesca Serio madre di Salvatore Carnevale\, Silvana Musanti vedova Basile\, Concetta Gravina sorella di Graziella Campagna\, Daniela Ficarra fidanzata di Enzo Brusca (Di Matteo)\, Rosaria Costa vedova Schifani\, Piera Aiello e Rita Atria\, Felicia Bartolotta Impastato\, Michela Buscemi: queste donne libere che si sono dedicate e si dedicano alla lotta antimafia\, diventano attiviste e parlano alle altre donne e alle nuove generazioni. 
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LOCATION:TEATROCITTA’\, Via Guido Figliolini\, 18\, Roma\, 00173\, Italia
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SUMMARY:Hyperlocal Rebibbia\,
DESCRIPTION:Prosegue fino al 18 dicembre Hyperlocal Rebibbia\, la mostra a cielo aperto dedicata al polo penitenziario più grande d’Italia\, ideata in occasione del Giubileo dei Detenuti da Hyperlocal\, la piattaforma editoriale che da quattro anni racconta le comunità\, i luoghi simbolici e le scene culturali e artistiche dei quartieri di diverse città del mondo. \n\n\n\nGiovedì 11 dicembre alle 18.30 in programma un secondo incontro aperto al pubblico dal titolo “Forward the Unseen”. (Ore 18.30 Casa del Municipio Roma IV “Ipazia di Alessandria” (Viale Rousseau 90). \n\n\n\nUn talk che esplora come il teatro\, il video e la fotografia possano diventare un’esperienza trasformativa\, aiutando i detenuti a sperimentare nuovi ruoli sociali e a ricostruire la propria identità. L’incontro indaga il ruolo dell’arte e della creatività come strumenti di trasformazione e libertà\, anche in contesti di privazione come il carcere\, attraverso una serie di confronti relativi ai media espressivi e visuali con cui il Carcere di Rebibbia è stato raccontato\, a partire dalle esperienze personali e lavorative di alcuni contributor che hanno partecipato alla realizzazione di Hyperlocal Magazine Rebibbia e della mostra. \n\n\n\nDurante l’incontro sarà proiettato il video dell’intero progetto “Hyperlocal Rebibbia. The Prison as a Neighborhood: Inside the Rebibbia Penitentiary Complex” di Alain Parroni. \n\n\n\nIntervengono: il regista Alain Parroni su sguardo\, racconto diretto e messa in scena dell’esperienza; Fabio Cavalli\, regista e fondatore del “Teatro Libero di Rebibbia” e Francesca Tricarico\, regista e ideatrice del progetto di teatro in carcere “Le Donne del Muro Alto”\, sul ruolo delle arti performative e il teatro come riscatto. \n\n\n\nIL PROGETTO HYPERLOCAL REBIBBIA \n\n\n\nIdeato in occasione del Giubileo dei Detenuti previsto il 14 dicembre 2025\, e frutto di un lavoro portato avanti dalla redazione di Hyperlocal insieme a un nutrito gruppo di scrittrici e scrittori\, fotografe e fotografi\, insieme a un gruppo di diciassette detenuti che in due mesi di attività sono diventati parte integrante della redazione\, HYPERLOCAL REBIBBIA narra e mostra “Un Mondo alla rovescia” le cui dinamiche sono tanto simili quanto diametralmente opposte rispetto a quelle che intercorrono tra i cittadini liberi. Una diversità nella somiglianza che genera continui cortocircuiti e impone riflessioni e domande. \n\n\n\nIl magazine nato da questa esperienza è stato affisso eccezionalmente sia nel Nuovo Complesso di Rebibbia\, all’interno dell’area verde che costeggia la Porta Santa e la Chiesa del Padre Nostro\, che nello slargo antistante la fermata della Metro B\, dove i 120 poster che lo compongono\, sono esposti fino al 18 dicembre su 20 tabelle metalliche e removibili. \n\n\n\nI suoi contenuti possono così essere fruiti dall’intera comunità che popola il carcere di Rebibbia\, da coloro che hanno contribuito alla loro realizzazione attraverso le attività progettuali attivate da Hyperlocal all’interno del penitenziario stesso\, e dalla popolazione del quartiere che affolla questo tratto di Tiburtina ogni giorno. Una mostra a cielo aperto dunque\, che costruisce un ponte tra “dentro” e “fuori”. \n\n\n\nHanno partecipato alla realizzazione del progetto i fotografi e le fotografe Stefano Lemon\, Lavinia Parlamenti\, Guido Gazzilli\, Benedetta Ristori e scrittrici e scrittori come Isabella De Silvestro\, Federica Delogu\, Christian Raimo\, Nicolò Porcelluzzi\, Alice Sagrati\, Elisa Cuter\, Graziano Graziani\, Emilia Agnesa\, Silvia Basile. \n\n\n\nA loro si aggiungono il regista Alain Parroni\, che ha firmato il video di presentazione di Hyperlocal Rebibbia indagando il rapporto tra detenuti e il quartiere di Rebibbia; l’illustratrice Oscar Frosi @matrioscar e numerosi documenti visivi d’archivio di chi ha incrociato il carcere negli anni passati e nei modi più disparati: dai progetti del suo architetto Sergio Lenci\,  agli scatti di Tano D’Amico e Angelo Turetta\, dalle foto di scena del film  Fuori di Mario Martone a quelle di Cesare deve morire\, pluripremiata pellicola dei Fratelli Taviani; dalle realtà associative e compagnie teatrali La Ribalta e Le Donne del Muro Alto\, fino ad arrivare alla corrispondenza originale della detenuta trans Fernanda Farias De Albuquerque\, da cui nei primi anni Novanta è nato il romanzo autobiografico Princesa. \n\n\n\nHyperlocal è una piattaforma editoriale curata da Edizioni Zero che dal 2020 racconta le comunità e le scene culturali e artistiche di rilievo storico\, contemporaneo e internazionale localizzate nei quartieri di diverse città del mondo. Hyperlocal Magazine è l’omonimo giornale in formato affissione: una mostra a cielo aperto che coinvolge figure di spicco – autori\, scrittori\, fotografi\, artisti e illustratori – per raccontare\, localmente alla città e internazionalmente al pubblico online\, storie legate a comunità e scene appartenenti a un quartiere simbolico e ogni volta diverso. \n\n\n\nHyperlocal Rebibbia\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura\, è vincitore dell’Avviso Pubblico Artes et Iubilaeum – 2025\, finanziato dall’Unione Europea Next Generation EU per grandi eventi turistici nell’ambito del PNRR sulla misura M1C3 – Investimento  4.3 – Caput Mundi  \n\n\n\nInfo: \n\n\n\nhyper—local.com \n\n\n\ninstagram.com/hyper___local \n\n\n\nTelefono: 3926052118 \n\n\n\nHyperlocal Rebibbia \n\n\n\nFermata Metro B Rebibbia \n\n\n\nDal 28 novembre al 18 dicembre 2025 \n\n\n\nIngresso libero
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SUMMARY: Stage – Social Theatre for Action\, Growth and Empowerment a Siracusa
DESCRIPTION:Dopo aver attraversato tre città – Altamura\, Palermo e Napoli – l’iniziativa culturale Stage – Social Theatre for Action\, Growth and Empowerment\, torna dove tutto ha avuto inizio: Siracusa. E lo fa con 5 appuntamenti tra novembre e dicembre\, ospitati nella cornice dellcAccademia di Belle Arti Made Program. \n\n\n\nIncontri gratuiti di un progetto promosso dall’Associazione V.A.N. Verso Altre Narrazioni\, Allunaggio\, Nouveau Theatre De Poche\, Theatre Shadows e Agenzia Promozione Giovani\, destinato ai giovani dai 18 ai 30 anni interessati a sperimentare un modo nuovo di fare comunità\, al teatro o a qualunque altra forma d’arte. L’obiettivo è quello di rendere gli spazi\, luoghi vivi e di condivisione usando come tramite appunto il teatro. Strumento che\, da sempre riesce a forgiare legami saldi.  \n\n\n\nGli incontri in calendario daranno la possibilità di creare consapevolezza intorno alla realtà sociale in cui si vive attraverso il confronto. I partecipanti\, infatti\, parleranno di sé\, del proprio tempo e della propria città con il gioco teatrale\, la discussione e la performance per dare voce a tematiche come la ricerca di identità\, la fragilità\, la possibilità di costruire insieme una comunità attiva e solidale senza dimenticare gli accadimenti che scuotono le coscienze dei giovani a livello internazionale.  \n\n\n\nTutto ciò\, avviene in un tempo che sospende la vita di ogni giorno\, con l’invito a creare\, sperimentare\, fermarsi e “dimettersi” come sosteneva Luigi Pirandello per rendere l’anima più leggera e soprattutto a porsi domande profonde e anche scomode. \n\n\n\n“Il teatro – dice l’attore e insegnante Michele Carvello – lo sa da sempre: ogni gesto\, ogni parola\, ogni silenzio è relazione. È lí che impariamo a riconoscerci\, a capire\, a creare nuovi  \n\n\n\nmondi. Da qui nasce la necessità di incontrarsi per avere le opportunità di ascoltare altre voci all’interno di un tempo dedicato al confronto”. \n\n\n\n“La peculiarità dei percorsi a Siracusa – dice l’ideatore di Stage Andrea Pacelli – è che partendo dal teatro andremo a nutrire il percorso con tutti i linguaggi artistici che incontreremo. Non è richiesta alcuna esperienza teatrale pregressa\, perché è un percorso che mira a dare spazio alle voci dei giovani spesso escluse da progetti culturali e decisionali” \n\n\n\nA Siracusa\, dunque\, la chiusura del cerchio di un progetto che ha viaggiato per tutta l’Italia partendo proprio dalla città aretusea il 24 marzo 2025. Un’occasione per chiunque voglia trasformare idee e pensieri in azioni concrete e collettive\, mediante esercizi\, improvvisazioni e pratiche teatrali usando il teatro come linguaggio politico e sociale capace di riportare la voce dei giovani nello spazio pubblico con azioni di teatro invisibile\, teatro di strada e sfruttando le tecniche del Guerrilla Marketing. \n\n\n\nIl progetto è a cura di Michele Carvello e Andrea Pacelli entrambi diplomati all’Accademia del Dramma Antico.  \n\n\n\nMichele Carvello è insegnante presso l’Inda sez. Balestra ed è stato diretto da Robert Carsen\, Giorgio Barberio Corsetti e Giuliano Peparini per citarne alcuni. Nel 2022 vince il “Catania off fringe festival” e firma la co-regia insieme a Bruno Prestigio con il Teatro Stabile di Catania per “Dialoghi tra il Gran me e il piccolo me” vincitore del premio “Mario Pupella” per miglior regia.  \n\n\n\nAndrea Pacelli è attore\, formatore e presidente dell’associazione V.A.N – Verso Altre Narrazioni\, un collettivo teatrale di giovani artisti. Laureato in Arti e Scienze dello Spettacolo presso la Sapienza di Roma\, ha maturato esperienza internazionale in progetti Erasmus+ e programmi europei di partecipazione giovanile come Youth Worker e progettista. \n\n\n\nTutti gli appuntamenti di Stage presso il Made Program dalle ore 16.00 alle 19.30: \n\n\n\n21 novembre – Gente a noi! Ritrovarsi\, riconoscersi\, reinventarsi insieme \n\n\n\n28 novembre – Vaporano i fantasmi: creare nel vuoto\, dare forma all’invisibile \n\n\n\n4 dicembre – Giovani realtà: quando il gioco costruisce il mondo \n\n\n\n11 dicembre – Dar forma ai sogni: immaginare utopie possibili \n\n\n\n15 dicembre – I giovani e i giganti  \n\n\n\nIl progetto è finanziato dall’Unione Europea – Erasmus+ (Key Action 154)\, \n\n\n\ndedicata alle Attività di Partecipazione Giovanile. \n\n\n\nPer maggiori informazioni e per partecipare alle attività: \n\n\n\nhttps://versoaltrenarrazioni.it/stage/ o sulla pagina Instagram @stage.ita
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LOCATION:Accademia di Belle Arti Made Program\, Via Cairoli\, 20\, Siracusa\, ITA\, 96100\, Italy
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SUMMARY:"8 e mezzo - Se questo è un Sogno" al Teatro Brancati di Catania
DESCRIPTION:Da mercoledì 10 dicembre in scena al Teatro Vitaliano Brancati di Catania lo spettacolo di Gisella Calì ispirato al capolavoro di Federico Fellini 8½\, e incentrato sulle vicende del regista Guido Anselmi e del suo rapporto con le donne della sua vita \n\n\n\nSi ispira al capolavoro di Federico Fellini 8½\, incentrato sulle vicende del regista Guido Anselmi e del suo rapporto con le donne della sua vita\, lo spettacolo 8 e mezzo – Se questo è un Sogno che mette a fuoco la genesi del film. Scritto e diretto da Gisella Calì\, lo spettacolo è una nuova produzione dell’Associazione Città Teatro e va in scena dal 10 al 14 dicembre al Teatro Vitaliano Brancati di Catania (per poi spostarsi a Siracusa dal 19 al 21 dicembre). In scena Emanuele Puglia nel ruolo del regista Guido Anselmi\, Ornella Brunetto nei panni de la musa Claudia\, Carmela Buffa Calleo che interpreta la produttrice Liliane La Fleur\, Cindy Cardillo nel ruolo della giornalista Stephanie Necrophorus\, Egle Doria in quello della moglie Luisa\, Barbara Gallo che interpreta la madre\, Laura Giordani nei panni de La Saraghina\, La Superiora\, Lady Spa\, Laura Sfilio in quelli dell’amante Carla e con la partecipazione del piccolo Lorenzo Aliotta. Le scene e i costumi sono di Vincenzo La Mendola\, la direzione musicale di Marco Genovese\, mentre la direzione del coro è di Iole Patronaggio ed Ettore Iurato l’assistente alla regia.   \n\n\n\nLo spettacolo racconta tutto quello che precede l’inizio delle riprese del film. L’angoscia esistenziale e artistica del regista Fellini/Anselmi. Nei due anni precedenti\, Fellini vive una profonda crisi personale\, disegnata dallo stesso regista nel Libro dei Sogni\, sotto indicazione dell’analista junghiano al quale è ricorso. Sono anni in cui il bisogno di interrogarsi sul senso della Vita e della Morte diventa prioritario e insopprimibile. Come nel film\, definito la danza senza fine della vita\, anche qui\, le scene si succedono le une alle altre in un carosello senza tregua che mescola realtà\, sogno e fantasia\, presente e passato\, in un flusso continuo di personaggi e maschere\, situazioni surreali\, comiche\, idilliache\, drammatiche\, nostalgiche. Come una coreografia\, lo svolgersi delle scene\, accelera\, frena\, sembra fermarsi\, per poi ripartire in impennata. In questo vortice impazzito l’uomo\, il regista (Anselmi o Fellini che sia) mette a fuoco tutta la sua vita\, con un eccesso di verità difficilmente raggiungibile da altri  autori. E’ una riflessione sulla vita e sull’arte\, sulla relazione di coppia e le sue alterazioni\, sulla ricerca del senso dell’ esistenza e della verità\, di un centro di gravità permanente in grado di  mettere ordine. \n\n\n\nCALENDARIO SPETTACOLImercoledì 10 dicembre\, ore 21  giovedì 11 dicembre\, ore 17\,30venerdì 12 dicembre\, ore 17\,30sabato 13 dicembre\, ore 17\,30 e 21 domenica 14 dicembre\, ore 17\,30 \n\n\n\nINFO E BIGLIETTItel.: 095 530153 – 334 5683715 (whatsapp)
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LOCATION:Teatro Brancati\, Via Sabotino\, 4\, Catania\, ITA\, 95129\, Italy
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SUMMARY: “Coprifuoco 2020” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Chiudendo gli occhi e ripensandoci\, la chiusura in casa per pandemia sembra un sogno lucido che non si fa fatica a ricordare. Di quelle sensazioni resta uno strascico che ha prodotto arte\, letteratura\, teatro. “Coprifuoco 2020” sarà in scena all’OffOff Theatre in via Giulia mercoledì 10 e giovedì 11 dicembre\, per far riaffiorare dal basso come in una catarsi\, tutte le emozioni e i pensieri in superficie. Protagonisti dello spettacolo Francesco Cotroneo (Michele)\, Nila Prisco (Greta) e Ivo Randaccio (Carlo)\, interpreti di un testo scritto e diretto da Paolo Tommaso Tambasco. \n\n\n\nSiamo nel novembre del 2020\, piena pandemia covid-19. Dopo il lockdown totale di marzo e aprile e la riapertura estiva\, in autunno\, visto il numero crescente dei casi\, il governo ha disposto la chiusura dei locali alle 18 e il coprifuoco alle 22. Nonostante tutto questo però la voglia di ritrovarsi di Saverio\, Carlo e Michele è più forte della pandemia e delle imposizioni governative. I tre amici decidono di ritrovarsi a casa di Carlo per festeggiare l’addio al celibato di Saverio in vista del matrimonio con Greta\, ex compagna di scuola\, ma soprattutto ex di Michele. La serata non andrà come previsto\, al posto di Saverio arriverà Greta e la serata diventerà una resa dei conti per questioni passate lasciate irrisolte. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nLo spettacolo vuole affrontare i temi legati allo smarrimento della generazione dei millenials inquadrandoli nella cornice della pandemia\, uno degli episodi più drammatici degli ultimi trent’anni. I tre personaggi tutti alla soglia dei trent’anni si ritrovano a vivere un periodo di incertezza e precarietà nel lavoro\, nei rapporti e nelle prospettive del futuro\, proprio raggiunta quell’età che invece per i loro genitori aveva significato stabilità e la costruzione di un percorso sicuro. La pandemia in tutto ciò funge da detonatore che fa esplodere tensioni rimaste latenti. Lo spettacolo si basa su una stretta unità di tempo e spazio che alimenta progressivamente la tensione tra i personaggi fino alla deflagrazione finale. L’alternanza tra dialoghi serrati e silenzi carichi di non detto mette in rilievo le dinamiche sottili e i conflitti latenti nei loro rapporti.
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LOCATION:OFF/OFF Theatre\, Via Giulia\, 20\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:"SEX.EXE" al Teatro India
DESCRIPTION:La danza archetipica e immaginifica\, connubio di movimento\, arte visiva\, parole e tecnologia approda al Teatro India il 10 e l’11 dicembre con SEX.EXE del coreografo Pablo Ezequiel Rizzo. Lo spettacolo crea una dimensione simbolica per sollevare domande e riflessioni intorno al tema dell’oggettificazione del corpo. \n\n\n\nUn’indagine coreografica sul tentativo di liberarsi da un’immagine fissa\, imposta dall’esterno\, di ciò che dovrebbe o meno essere rappresentato – e rappresentativo – di un corpo. Da secoli la restituzione visiva della nudità̀\, così come della libera espressione corporea\, è stata oggetto di manipolazione\, censura\, e dictat precisi su ciò che fosse legittimo o meno mostrare. La semantica della raffigurazione non è quasi mai stata di monopolio del corpo stesso\, l’autoaffermazione e autodeterminazione di come rappresentarsi si sono sempre scontrate con il veto dell’occhio esterno e di una censura binaria casta quanto castigata. \n\n\n\nLa coreografia propone tre corpi nello spazio che esplorano una dimensione di movimento bidimensionale\, prendendo spunto proprio dalle prime figure umane rappresentate\, dalla scrittura geroglifica egiziana\, alla tradizione dei vasi greci alle pitture rupestri\, all’iconografia religiosa. Il corpo rimane nel binario predestinato della raffigurazione\, incarnando le limitate possibilità̀ espressive di una sagoma i cui gesti sono solo e unicamente schiacciati in due dimensioni. \n\n\n\nLa liberazione da questa imposizione arriva con la ricerca di un’espansione tridimensionale che tende alla realizzazione della propria individualità̀ e sensibilità̀\, intesa come percezione del mondo attraverso i sensi. Piano piano\, così\, le sovrastrutture soccombono\, in un processo trasformativo dove il sacro diviene profano e la rappresentazione del corpo diviene carne viva. \n\n\n\nSEX.EXE non restituisce semplicemente stereotipi perpetrati da secoli di narrazioni distorte\, ma propone alternative di rappresentazione\, con una visione rinnovata del corpo al di là del binarismo di genere\, dei ruoli e delle convenzioni. \n\n\n\nBiglietteria: tel. +39 06 877 522 10 – biglietteriaindia@teatrodiroma.net _ \n\n\n\nBiglietti: €18\, ridotto €12
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SUMMARY:27ª edizione di Flautissimo al Teatro Torlonia
DESCRIPTION:La 27ª edizione di Flautissimo\, il festival diretto da Stefano Cioffi e organizzato dall’Accademia Italiana del Flauto\, si avvia alla conclusione con un doppio appuntamento con Lucia Mascino in prima assoluta con Teresa la notte. mercoledì 10 e giovedì 11 dicembre al Teatro Torlonia di Roma\, alle ore 20.30. \n\n\n\nLa lettura del testo scritto da Paola Galassi\, sottolineata dalle musiche originali di Stefano Fresi\, vede la regia di Giampiero Solari. La produzione è di Flautissimo/Stefano Cioffi. \n\n\n\nSinossi. Milano. Una pioggia fitta scivola sui parabrezza e riflette luci tremolanti. Teresa guida tra il traffico\, rientra a casa tardi\, prepara cene\, fa liste della spesa\, accompagna le figlie a scuola. Una vita fatta di piccoli gesti\, rassicuranti nella loro apparente normalità. Ma basta poco perché questo fragile equilibrio si spezzi: un collega affascinante\, un dettaglio che non torna\, il buio di uno schermo. La vita di Teresa precipita nel buco nero della rete\, un labirinto di identità segrete e minacce silenziose che sembrano intangibili… e invece sono vicinissime. In scena\, la notte è protagonista assoluta: amplifica i rumori\, ingigantisce i sospetti\, trasforma la città in un dedalo di ombre. Teresa\, donna e madre\, è costretta a guardare in faccia una violenza che lacera e travolge\, mettendo alla prova il suo istinto di protezione. È un viaggio psicologico serrato\, dove l’universo stesso diventa specchio: stelle\, pianeti e buchi neri si intrecciano al caos umano\, rivelando che bene e male convivono nella stessa vertigine. Teresa la notte è un thriller teatrale di potente attualità: un racconto teso e poetico che trascina lo spettatore oltre la superficie del quotidiano\, facendolo precipitare in una spirale di segreti e paura. Paola Galassi firma un monologo tagliente e avvolgente\, dove la routine si infrange\, la fiducia si sgretola e il buio diventa uno specchio impietoso. Una storia al femminile che ci interroga senza tregua: quanto siamo davvero al sicuro? E cosa siamo pronti a fare per difendere chi amiamo?  \n\n\n\nNote dell’Autrice. “Teresa la notte” nasce in un tempo sospeso\, dentro l’abitacolo di un’auto\, in una sera piovosa sulla tangenziale di Milano. La pioggia\, la coda\, la radio accesa. Poi una notizia: l’ennesima tragedia\, la storia di una bambina di sei anni abusata e gettata dall’ottavo piano da un mostro\, e nessuno a proteggerla. Ricordo il gelo\, il respiro che si ferma\, le gocce sul parabrezza che diventano vermi. Da quella frattura interiore è iniziato un viaggio narrativo che non ho più potuto interrompere. Teresa è una donna qualunque\, una madre che rincorre il quotidiano\, le cene da preparare\, le figlie da crescere\, il lavoro da tenere in piedi. Ma dietro questa apparente normalità si insinua il buio\, fatto di paure\, di segreti\, di violenza che dilaga silenziosa. La notte\, amplificando ogni sospetto\, diventa lo specchio di quell’orrore che spesso ci sembra lontano e invece ci sfiora da vicino. Un orrore che non si manifesta solo nei fatti di cronaca\, ma anche nei luoghi oscuri che si annidano nel mondo di internet: labirinti invisibili dove identità e mostri si confondono\, dove il pericolo entra in casa senza bussare. Scrivendo questo monologo ho cercato di raccontare non solo la cronaca\, ma il suo riverbero nelle vite private\, nell’immaginario di una donna che lotta tra fragilità e coraggio. Ho intrecciato il quotidiano e il cosmico\, la tangenziale e le galassie\, i buchi neri reali e quelli metaforici. Perché a volte l’universo ci sembra più semplice da comprendere dell’abisso umano. “Teresa la notte” è per me un atto di resistenza e di testimonianza: un modo per dare voce a quell’urlo che\, quella sera\, non potevo esprimere se non scrivendo. Paola Galassi \n\n\n\nNote di Regia. “Teresa la notte è un racconto in prima persona che\, attraverso la voce intensa di Teresa – interpretata da Lucia Mascino – trascina lo spettatore dentro una vicenda dinamica\, attraversata da luoghi\, incontri ed emozioni in rapido movimento. La scena\, volutamente essenziale\, lascia spazio al dialogo fra parola e musica. La colonna sonora originale composta e diretta da Stefano Fresi diventa una vera e propria “scenografia musicale”: un controcanto emotivo che suggerisce ambienti e atmosfere\, amplificando la visione interna della protagonista. \n\n\n\nIl lavoro condiviso con la drammaturga Paola Galassi e con l’interprete ha permesso di costruire una sintesi narrativa capace di restituire la complessità del racconto con la stessa forza immersiva di un romanzo o di un film\, restando pienamente nel linguaggio del teatro. La mia regia ha cercato soprattutto la verità emotiva di Teresa: il suo sguardo\, la sua fragilità e la sua forza davanti a una vicenda dolorosamente riconoscibile nella nostra contemporaneità. In quella verità credo risieda la possibilità di far risuonare la sua storia dentro ogni spettatore.” Giampiero Solari \n\n\n\n————————————————– \n\n\n\nIL FESTIVAL. Il festival diretto da Stefano Cioffi è una manifestazione che affonda le sue radici nella musica classica e che negli anni ha vissuto tante stagioni di aperture ai nuovi linguaggi dello spettacolo contemporaneo. E così oggi Flautissimo è anche teatro\, altre musiche\, performance cross-disciplinari. Tra i tanti grandi nomi ospitati ricordiamo Emma Dante\, Ennio Fantastichini\, Galatea Ranzi\, Massimo Popolizio\, Elena Radonicich\, Roberto Herlitzka\, Maria Paiato\, Massimo Wertmuller\, Manuela Mandracchia\, Francesco Piccolo\, Giancarlo De Cataldo\, Francesca Reggiani\, Moni Ovadia\, Fabrizio Bosso\, Rita Marcotulli\, Javier Girotto\, Gabriele Coen\, Emmanuel Pahud\, Silvia Careddu\, Peppe Servillo\, Avion Travel\, Stefano Saletti & Banda Ikona\, Klezroym\, Giorgio Tirabassi\, Max Paiella\, Paola Minaccioni\, Valerio Aprea. \n\n\n\n“Tutto quello che avrei voluto dirti… o quasi” è il filo sottile che attraversa musica\, teatro e letture della 27ª edizione di Flautissimo: linguaggi diversi che trasformano il silenzio in arte e relazione. Le parole ricordano\, curano\, uniscono\, sono loro che ci avvicinano ai nostri affetti\, che raccontano il lutto\, il desiderio\, il silenzio. E così ogni spettacolo\, ogni concerto\, ogni lettura diventa occasione per colmare distanze\, per ritrovare il senso del confronto\, per restituire bellezza e profondità alla relazione con l’altro. Flautissimo non è un calendario di eventi: è un tempo diverso\, intimo e collettivo al tempo stesso. È un festival ancora capace di sorprendere\, di unire generazioni e di restituire alla città la possibilità di fermarsi ad ascoltare. Perché ciò che resta non detto può diventare musica\, racconto\, emozione. E finalmente trovare la sua voce.  Stefano Cioffi Direttore Artistico Flautissimo   \n\n\n\nLa ventisettesima edizione di “Flautissimo Festival. Tutto quello che avrei voluto dirti… o quasi” è promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura di Roma in collaborazione con l’Accademia Italiana del Flauto e con il supporto di Zètema Progetto Cultura. La manifestazione\, sotto la direzione artistica di Stefano Cioffi\, è realizzata\, inoltre\, con il contributo della Regione Lazio e in collaborazione con Fondazione Roma Tre Teatro Palladium e il Teatro di Roma. \n\n\n\n– Biglietti €15 intero €10 ridotto \n\n\n\nINFO & SEGRETERIA FLAUTISSIMO 2025 \n\n\n\nACCADEMIA ITALIANA DEL FLAUTO | \n\n\n\n Tel +39 06 44703290 – produzione@accademiaitalianadelflauto.it \n\n\n\nBIGLIETTI: https://www.accademiaitalianadelflauto.it/biglietti/ \n\n\n\nBus 60\, 62\, 66\, 82\, 90\, 88. Tram 3\, 19
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SUMMARY:"Attraverso la Collezione" a Palazzo Bellomo a Siracusa
DESCRIPTION:La Galleria Regionale di Palazzo Bellomo in collaborazione con VAN – Verso Altre Narrazioni\, MADE Program\, Accademia di Belle Arti di Siracusa\, presenta Attraverso la Collezione\, una mostra che raccoglie gli esiti del percorso di ricerca fotografica realizzato dagli studenti e dalle studentesse del MADE dei corsi di Arti Visive\, Design e Animazione. Da mercoledì 10 dicembre ore 17:00 Presso Galleria Regionale di Palazzo Bellomo\, via Capodieci 12-14 sarà visitabile\, a ingresso libero. \n\n\n\nIl progetto nasce dall’invito del museo ad accogliere uno sguardo nuovo sui propri spazi e sulla propria collezione\, aprendo le sale a un’indagine visiva che intreccia osservazione\, interpretazione e restituzione artistica. Gli studenti\, guidati dal docente e fotografo Giorgio Di Noto\, non si sono limitati a documentare opere e ambienti: hanno attraversato il museo seguendo i movimenti della luce\, la ripetizione di simboli\, la materialità dell’architettura\, facendo emergere un dialogo vivo tra le storie sedimentate del Palazzo e la sua capacità di significare nel presente. \n\n\n\nL’interesse del lavoro risiede proprio nella tensione tra archivio e fotografia\, tra documentazione e produzione artistica: untentativo di reinterpretare\, evocare e rendere \n\n\n\nvisibile ciò che spesso rimane nascosto. Una narrazione del museo come corpo stratificato\, attraversato nei secoli da culture\, funzioni e immaginari differenti. \n\n\n\nAccanto alle opere fotografiche\, la mostra presenta una serie di pubblicazioni editoriali \n\n\n\nrealizzate dagli studenti con il supporto dei docenti di grafica editoriale Leda Li Pira e Roberto Vito D’Amico. Ogni catalogo propone una lettura distinta del museo\, pensata per un pubblico specifico: bambini\, adulti o lettori più esperti. I progetti editoriali definiscono codici visivi autonomi\, progettati con cura per offrire modalità di fruizione intuitive\, coinvolgenti e accessibili. \n\n\n\nCompletano il percorso gli interventi degli studenti del corso di Arti Visive\, guidati dalla docente Barbara Virginia Tedeschi\, che hanno curato l’intera comunicazione visiva della mostra. A partire dalla progettazione di caratteri tipografici originali\, calibrati sull’identità dell’esposizione\, hanno definito l’immagine coordinata e realizzato poster\, brochure e materiali grafici che accompagnano il visitatore nel percorso. \n\n\n\nArchia – Nuove narrazioni del patrimonio \n\n\n\nAttraverso la Collezione si inserisce all’interno di Archia\, progetto curato da VAN – Verso Altre Narrazioni in occasione del ventennale del riconoscimento di Siracusa e Pantalica come Patrimonio dell’Umanità UNESCO. \n\n\n\nIl nome Archia\, dal greco “mettere a capo”\, rimanda al fondatore mitico della città e simbolicamente a un nuovo inizio: un invito a ripensare i luoghi e a immaginare nuove possibilità di racconto. Il progetto ha attivato una narrazione rinnovata dei luoghi iconici di Siracusa\, trasformando edifici storici\, quartieri e siti archeologici e museali in spazi di incontro tra memoria e contemporaneità. \n\n\n\nQuesta stessa tensione ha guidato gli studenti nella loro indagine al museo Bellomo\, dove il dialogo con le opere e con l’architettura è diventato un modo per interrogare il patrimonio e riattivarne i significati. Con Attraverso la Collezione\, Archia si conclude nel segno dell’immagine e della memoria\, restituendo a Siracusa uno sguardo nuovo sul proprio patrimonio e sulle storie che ancora lo attraversano. \n\n\n\nPiù informazioni @mot_memoryofthetime https://versoaltrenarrazioni.it/archia/ \n\n\n\nCollettivo Van – Verso Altre Narrazioni \n\n\n\nV.A.N. – Verso Altre Narrazioni è un collettivo teatrale di giovani attori diplomato presso l’Accademia d’Arte delDramma Antico della Fondazione INDA di Siracusa. Costituito nel dicembre 2021\, il Collettivo V.A.N. gira per tutta l’Italia con il suo furgone\, portando il teatro dove non c’è e raggiungendo un pubblico sempre più ampio. Leproduzioni spaziano dal classico-musicale\, al teatro contemporaneo fino agli spettacoli in strada; grande spazio è riservato anche a rassegne teatrali\, laboratori di formazione e attività artistiche aggregative. \n\n\n\nPiù informazioni \n\n\n\nversoaltrenarrazioni.it/archia/ https://www.instagram.com/van_versoaltrenarrazioni/ \n\n\n\nMADE Program \n\n\n\nMADE Program è un’Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta\, con titoli equipollenti alla Laurea\, nata a Siracusa per operare all’intersezione tra design\, arte\, mestieri e cultura locale. Con un’enfasi sul fare\, sulla comunità e sulla rigenerazione sociale\, MADE promuove una formazione interdisciplinare in cui il laboratorio è uno spazio condiviso di ricerca e progettazione. \n\n\n\nGuidata da un corpo docente internazionale\, l’Accademia sostiene gli studenti nello sviluppo del pensiero critico sulle urgenze ambientali e sociali\, accompagnandoli nella trasformazione delle proprie visioni in pratiche capaci di generare impatto. \n\n\n\nPiù informazioni madeprogram.it@madeprogram \n\n\n\nL’intero percorso — dalla ricerca fotografica alla produzione e allestimento — è stato realizzato in collaborazione con laGalleria Regionale di Palazzo Bellomo\, che si ringrazia per la disponibilità della direzione e del personale. \n\n\n\nSocial \n\n\n\n@urp.gall.bellomo \n\n\n\nCredits \n\n\n\nCon la partecipazione delle studentesse e degli studenti del corso di Animazione\, Arti Visive e Design del MADE Program: \n\n\n\nAkintola Christopher\, Castellino Giulia\, Ferrera Asia\, Giunta Erika\, Kartalov Volodymyr\, Morello Naomi\, Serpa Ilaria\, Spedalotto Daniele\, Stivala Ambra\, Alcocer Saldaña Luz Amanda\, Boledovičová Lea\, Catanese Flavia\, Kong Bridges\, LuposChristopher John\, Patanè Benedetta Mariapia\, Schwarm Ronja Carlotta\, Shegai Ruslan\, Tardonato Maria Alessandra\, Avataneo Matteo\, Calvo Gabriele\, Castronovo Ivana\, Coman Alexandru\, Fisher Elena\, Kartalova Yuliia\, Khotulev Artem\, Saad Noor\, Saad Osama\, Sahin Kazim Vefa\, Sun Xijian\, Mujeeb Rahiman Asim\, Vitale Stefania Giulia. \n\n\n\nCon la supervisione dei docenti: Giorgio Di Noto\, Leda Li Pira\, Roberto Vito D’Amico\, Barbara Virginia Tedeschi. Allestimento a cura di: Niccolò Benetton\, Roberta Esposito e Leonardo Scatà. \n\n\n\nPartner \n\n\n\nLa mostra è curata e prodotta da MADE Program in collaborazione con Palazzo Bellomo all’interno del progetto ARCHIA realizzato da VAN – Verso Altre Narrazioni finanziato come Progetto Speciale dal MiC con il sostegno di Comune di Siracusa e il supporto del Parco Archeologico e Paesaggistico di Siracusa\, Eloro\, Villa del Tellaro e Akrai. \n\n\n\nGli eventi di ARCHIA si inseriscono all’interno del calendario delle celebrazioni per il 20° anniversario del riconoscimento UNESCO di Siracusa e Pantalica. \n\n\n\nMedia Partner: Theatron 2.0 \n\n\n\nSponsor tecnico: Teyko srl – Officine creative\, Siracusa \n\n\n\nContatti: \n\n\n\norganizzazione@versoaltrenarrazioni.it \n\n\n\n+393282367607
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SUMMARY:"Lasciateci perdere" il documentario al Cinema delle Provincie di Roma
DESCRIPTION:Il 9 dicembre alle ore 20:30  presso il Cinema delle Provincie (Viale Delle Provincie\, 41) e Che ospiterà una speciale rassegna dedicata a quattro opere che affrontano temi sociali\, emotivi e umani con sguardo autentico e potente.  \n\n\n\nIn programma il documentario Lasciateci perdere e i tre cortometraggi Tutti giù per terra\, La bambina di carta e In Re Minore.  \n\n\n\nLe proiezioni si svolgeranno alla presenza dei registi e dei cast\, dando vita a una serata che intreccia visione\, dialogo e approfondimento. \n\n\n\nLasciateci perdere \n\n\n\n– Regia di Niccolò Ferrero \n\n\n\n– Sceneggiatura di Leonardo Artesi \n\n\n\nTutti giù per terra \n\n\n\n– Regia di Marco Simon Puccioni \n\n\n\n– Con Cinzia Scaglione e Beatrice Stella \n\n\n\nLa bambina di carta \n\n\n\n– Regia di Fabio Vasco \n\n\n\n– Con Sara El Debuch e Valeria Nardella \n\n\n\nIn re minore \n\n\n\n– Regia di Antonio Maria Castaldo \n\n\n\n– Con Marco Aceti \n\n\n\nSarà presente anche il produttore Giampietro Preziosa. \n\n\n\nA seguire\, talk moderato da Nichi Vendola. \n\n\n\nFILM IN PROGRAMMA  \n\n\n\n\n\n\n\nLASCIATECI PERDERE  \n\n\n\nUn documentario di Niccolò Ferrero (scritto da Niccolò Ferrero e Leonardo Aresi)  \n\n\n\nUna produzione Inthelfilm e Millennium Cinematografica  \n\n\n\nIn collaborazione con Rai Cinema  \n\n\n\nUndici ragazzi ciechi\, una Nazionale e un sogno: partecipare per la prima volta ai Mondiali di calcio non vedenti\, in Inghilterra\, con l’obiettivo di conquistare un posto alle Paralimpiadi.  \n\n\n\n“Come fa un cieco a giocare a calcio?” è solo una delle domande da cui prende avvio il documentario. Le risposte sorprendono: il pallone che suona grazie ai sonagli metallici; la voce dell’assistente che guida l’attaccante; la capacità dei giocatori di leggere il campo attraverso vibrazioni\, orientamento e intuito.  \n\n\n\n“Lasciateci Perdere” racconta la vita dentro e fuori dal campo di un gruppo di giovani non vedenti che rincorrono la propria passione con determinazione e ironia\, senza pietismi. Una storia che intreccia sport\, umanità\, limiti da superare e un profondo desiderio di normalità.  \n\n\n\nLA BAMBINA DI CARTA  \n\n\n\nUn film di Fabio Vasco  \n\n\n\nItalia\, una bambina di 12 anni viene promessa in sposa in Yemen. Il suo insegnante scopre la situazione e cerca di convincere la madre a rivolgersi a un’associazione che tutela i diritti delle donne.  \n\n\n\nLa donna\, sospesa tra la speranza di una vita migliore e la paura di esporsi\, è chiamata a compiere una scelta che può salvare Aamaal da un destino crudele.  \n\n\n\nUn racconto duro e necessario\, che esplora le ferite dell’infanzia negata e il coraggio femminile.  \n\n\n\nTUTTI GIÙ PER TERRA  \n\n\n\nUn film di Marco Simon Puccioni  \n\n\n\nCon Tommaso Ragno\, Giulia Scaglione (anche co-autrice) e Beatrice Stella  \n\n\n\nUn dramma psicologico che indaga le conseguenze della violenza di genere e del trauma irrisolto.  \n\n\n\nLa storia segue Viola\, segnata da un episodio di bullismo infantile e da una violenza sessuale subita in età adulta. Il racconto alterna passato e presente\, mescolando realismo\, simbolismo e visioni oniriche.  \n\n\n\nAccanto a lei c’è Alberto\, commissario di polizia che tenta di aiutarla\, pur scontrandosi con un sistema incapace di darle piena giustizia.  \n\n\n\nUn’opera intensa\, che riflette sul dolore\, sulla memoria\, sui limiti della giustizia e su una speranza fragile ma ancora possibile.  \n\n\n\nIN RE MINORE  \n\n\n\nUn film di Antonio Maria Castaldo con Gianluca Grazini   \n\n\n\n9 aprile 2009. Alberto\, vigile del fuoco segnato da un trauma irrisolto\, entra in un bar deserto mentre scorrono le immagini del terremoto in Abruzzo. Un vecchio trofeo risveglia un ricordo che tenta da anni di sotterrare.  \n\n\n\nGiunto tra le macerie con la sua squadra\, guidata dal cane molecolare addestrato da Enrico\, Alberto si trova davanti a una scoperta che diventa un viaggio interiore.  \n\n\n\nUna discesa simbolica e reale che lo costringerà a confrontarsi con un dolore mai davvero sopito.  \n\n\n\nNOTE DI PROGRAMMA \n\n\n\nL’evento si propone come un omaggio al cinema che racconta la resilienza\, capace di attraversare temi difficili — disabilità\, traumi\, infanzia violata\, disastri naturali — con uno sguardo profondamente umano.  \n\n\n\nLa serata vuole favorire dialogo\, confronto e consapevolezza\, offrendo al pubblico l’occasione di incontrare gli autori e scoprire il valore sociale e artistico delle opere. “Perché\, nonostante tutto\, il cinema indipendente riesce ancora a portare sullo schermo temi cruciali e dare voce alle minoranze.”
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SUMMARY:All'Auditorium Municipale Pasquale De Angelis\, "Il cervello complice"
DESCRIPTION:Dopo il grande successo della scorsa stagione al Teatro Marconi\, torna lunedì 8 dicembre all’Auditorium Municipale Pasquale De Angelis (Via Renato Cesarini\, 2 – VIII Municipio)\, Il Cervello complice\, scritto e diretto da Giuseppe Gandini da un’idea di Silvia Mazzotta. In scena Con Silvia Mazzotta\, anche Marta Iacopini\, Valentina Bruscoli\,  Francesca D’Urso\, Sofia Fusciani  e Valeria Paternesiaccompagnate dalle musiche di Bob Dylan\, Carrie Newcomer e Janis Joplin. \n\n\n\nUn progetto firmato da Marte 2010\, promosso da Roma Capitale\, vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in occasione del Giubileo 2025 in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nCosa accade quando impariamo ad ascoltare davvero noi stessi? Spesso viviamo sospesi tra doveri\, aspettative\, paure e desideri inespressi. Eppure\, dentro ognuno di noi si muove un mondo intero: voci che chiedono spazio\, emozioni che invocano ascolto\, intuizioni che possono cambiare la rotta della nostra vita. Il Cervello complice ci invita a fermarci un istante\, a respirare e a guardare dentro: perché a volte\, per ritrovare equilibrio e forza\, basta imparare a dialogare con ciò che già abita in noi. \n\n\n\nSara è una giornalista scientifica ultraquarantenne che scrive per una importante Rivista. Vive a Roma\, ha un marito e 2 figli di 12 e 8 anni. E’ stata inviata dal direttore della rivista a Milano per seguire un importante Convegno della neuro-anatomista americana Jill Bolte Taylor\, la quale presenta le sue recenti scoperte sulla struttura del cervello\, diviso in 4 caratteri. Nella stanza d’albergo dove si svolge l’azione vediamo Sara accudita e contornata da questi 4 caratteri in carne ed ossa. Dapprima lei non ha coscienza della presenza dei caratteri intorno a sé perché non li può conoscere\, ma quando torna dal Convegno\, piano piano come per magia\, i 4 caratteri le appaiono e\, dopo un attimo di smarrimento\, Sara ci si relaziona; capisce così che essi non sono altro che parti del suo stesso cervello\, che governano la sua razionalità\, la sua ansia\, il suo essere stata bambina e il suo rapporto con l’Assoluto e con l’Universo. Partecipa con loro all’ “Assemblea cerebrale”\, “istituita” dal suo stesso cervello per abbassare il livello dell’ansia e della paura quando questi raggiungono punte troppo alte\, che divengono ingestibili. Diventa in qualche modo ‘amica’ delle parti del suo cervello tanto che a ciascuna affida un nome che le rappresenta. \n\n\n\nLa conoscenza dei suoi 4 caratteri la trasformerà e le permetterà sia di scrivere l’articolo più importante della sua carriera a proposito della rivoluzionaria scoperta della scienziata che – al tempo stesso – di tornare a casa con una nuova coscienza di sé\, affrontando con rinnovata energia e forza il marito\, al quale chiederà in maniera perentoria maggiore attenzione e rispetto per il suo lavoro di giornalista\, lavoro che è la grande passione della sua vita e che la realizza oltre la vita familiare. \n\n\n\nInfo: \n\n\n\nIngresso agli spettacoli: gratuito\, fino a esaurimento posti \n\n\n\ninfo@lacittavisibile.com / 334.20.22.448 (solo whatsapp)
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LOCATION:Auditorium Municipale Pasquale De Angelis\, Via Aldo Ballarin snc\, Roma\, ITA\, 00142\, Italy
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SUMMARY:Musica&Musei a Roma
DESCRIPTION:Il Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma presenta Musica&Musei (7–17 dicembre 2025)\, una rassegna che porta la musica all’interno dei luoghi della cultura\, offrendo traiettorie di ascolto capaci di trasformare l’esperienza di visita e di offrire ai pubblici nuove prospettive emotive e narrative. \n\n\n\nDiretto ad interim da Luca Mercuri\, l’Istituto propone un programma\, curato da Anna Selvi\, che coinvolge tre dei suoi luoghi della cultura – Casa Museo Mario Praz\, Castel Sant’Angelo e il Pantheon / Basilica di Santa Maria ad Martyres. \n\n\n\nCasa Museo Mario Praz apre Musica&Musei domenica 7 dicembre ore 17.30\, con L’invisibile e la Follia\, con Valeria Sturba (voce\, violino\, theremin) e Giuseppe Franchellucci (voce\, violoncello). Un dialogo tra corde e onde\, tra passato e futuro. Violino\, violoncello\, theremin e voci\, intrecciano suoni che attraversano i secoli: dal lirismo barocco di Arcangelo Corelli alle raffinate architetture sonore di Luciano Berio\, fino alle improvvisazioni e alle sperimentazioni timbriche che esplorano i confini dell’ascolto. Il concerto è un viaggio nella materia del suono: frequenze che si sfiorano\, si fondono\, si respingono. Ogni nota diventa gesto\, ogni silenzio una risonanza. Un concerto che saprà stupire nato dalla collisione di due musicisti con anime diverse. Valeria Sturba\, polistrumentista\, cantante e compositrice – diplomata in violino\, suona theremin\, tastierine\, minisynth\, ama stropicciare in modo creativo effetti elettronici\, looper e giocattoli sonori assortiti. I suoi orizzonti musicali spaziano dalla canzone d’autore al rock al jazz\, dalla sperimentazione all’improvvisazione\, e sono sempre innervati da vivificanti tensioni minimaliste. Giuseppe Franchellucci\, violoncellista\, si è diplomato presso l’Istituto musicale pareggiato «O. Vecchi» di Modena sotto la guida del M° Marianne Chen. Si perfeziona con i maestri Giovanni Gnocchi\, Enrico Bronzi\, Luca Signorini. Lo studio e l’interesse per la musica contemporanea e sperimentale lo hanno portato ad esibirsi con diverse formazioni in manifestazioni come «Nuova Consonanza» a Roma\, «900 ed oltre» a Modena insieme al M° Enzo Porta. \n\n\n\nSi prosegue lunedì 8 dicembre ore 17.30 al Castel Sant’Angelo con Omar Sosa & Gustavo Ovalles inAyaguna parola che rimanda ad una pratica religiosa della cultura Yoruba dell’Africa Occidentale conosciuta a Cuba come Santeria. Il suono e lo stile unico di Omar Sosa al pianoforte si sposa perfettamente con le percussioni multicolori e multiformi (tamburi Bata\, congas\, bongos\, quitiplas\, maracas\, guiro\, piatti e altro) del percussionista venezuelano Gustavo Ovalles. Il jazz del rigoglioso pianismo di Sosa si fonde con le tonalità etniche e composite delle percussioni per un concerto multiforme e sofisticato. Il sodalizio artistico tra i due nasce nel 1999\, ed è alla base anche dell’album “Ayaguna” uscito nel 2003\, registrato nel corso del concerto tenuto il 25 luglio del 2002 al Motion Blue di Yokohama (uno dei club giapponesi aderenti al prestigioso circuito internazionale Blue Note). \n\n\n\nIl compositore e pianista cubano Omar Sosa\, classe 1965\, nominato sette volte ai Grammy\, è uno dei jazzisti più versatili e completi della sua generazione. È stato capace di fondere mirabilmente un’estesa gamma di elementi jazz\, di world music e di elettronica con le sue radici afrocubane\, riuscendo a creare una sonorità fresca e originale\, dal forte sapore latino\, ma lasciando sempre grande spazio all’improvvisazione. \n\n\n\nGustavo Ovalles ha compiuto i suoi studi formali presso il conservatorio di Caracas\, per dedicarsi poi alle percussioni della tradizionale venezuelana\, attraverso un approccio diretto con la musica popolare dei villaggi\, alla ricerca delle sue autentiche radici. \n\n\n\nIl Coro La Fenice e il Coro Accademia Vocale Romana con l’Orchestra delle Cento Città e i solisti Loretta Venditti – soprano e Gabriella Aleo – mezzosoprano\, diretti dal M. Lorenzo Macrì faranno vibrare il Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres\, mercoledì 17 dicembre ore 17.30\, con Luce e gloria. Concerto di Natale. Un concerto di alto valore spirituale e culturale che celebra il mistero del Natale attraverso alcune delle più luminose pagine della musica sacra. Cuore del programma è il Gloria RV 589 di Antonio Vivaldi\, capolavoro di gioia e devozione\, una delle sue opere sacre più amate con lunghe e luminose sezioni corali\, affiancato da celebri brani di Marc-Antoine Charpentier\, Johann Sebastian Bach\, tre tra i più grandi compositori del periodo barocco\, e dai più amati canti natalizi della tradizione europea. Il concerto si aprirà con l’energico e solenne Tema dall’opera Te Deum di Charpentier\, composizione nota per la sua potenza orchestrale e per il carattere trionfale dell’intero brano\, che celebra il divino con un’apertura straordinaria\, famosa per il suo vigoroso uso di trombe e un’orchestrazione vibrante. Il programma prosegue con l’Aria dalla Suite Orchestrale No. 3 di Johann Sebastian Bach\, una delle pagine più celebri e amate del repertorio barocco. La sua melodia fluida e serena è un esempio perfetto della maestria di Bach nell’arte del contrappunto\, evocando un’atmosfera di pace e contemplazione.  \n\n\n\nLa serata vedrà la partecipazione di 100 coristi\, due soprani solisti e 32 musicisti per un’esperienza di musica e spiritualità condivisa. \n\n\n\nCASA MUSEO MARIO PRAZ Via Giuseppe Zanardelli 1\, Roma \n\n\n\nCASTEL SANT’ANGELO Lungotevere Castello 50\, Roma \n\n\n\nPANTHEON E BASILICA DI SANTA MARIA AD MARTYRES Piazza della Rotonda\, Roma \n\n\n\nL’ingresso ai concerti è incluso nel costo del biglietto del Museo. \n\n\n\nIngresso è consentito fino ad esaurimento posti disponibili. \n\n\n\nBiglietti acquistabili sul portale www.museiitaliani.it o tramite l’App “Musei italiani” (scaricabile da App store o Google Play) \n\n\n\ndirezionemuseiroma.cultura.gov.it
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SUMMARY:Area52\, spettacolo per theremin\, loopstation e pupazzi alieni a Civitavecchia
DESCRIPTION:Comune di Civitavecchia e ATCL\, Circuito Multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio\, con il consueto supporto della Fondazione Ca.Ri.Civ.\, presenta per la rassegna di Teatro Ragazzi alla Cittadella della Musica nella Sala Morricone\,domenica 7 dicembre alle ore 17.30\, Area52\, spettacolo per theremin\, loopstation e pupazzi alieni\, consulenze registiche di Valeria Sacco\, Emanuele Avallone\, André Casaca\, musiche originali eseguite dal vivo da Emanuela Belmonte\, con La Compagnia della Settimana Dopo. \n\n\n\nUno spettacolo di clown teatrale che mescola musica dal vivo eseguita con clarinetto\, voce\, loopstation e theremin\, manipolazione di oggetti e teatro di figura.Un oggetto non identificato\, probabilmente di origine aliena\, è caduto nottetempo dal cielo. Una scienziata americana della Naso viene inviata sul luogo dell’impatto per esaminarlo con sofisticatissime apparecchiature. Si tratta di un messaggio inviato da popolazioni extraterrestri? Cosa vorranno dire all’umanità? Un serissimo\, fantascientifico gioco che porta gli spettatori in un universo popolato da alieni verdi e navicelle spaziali di carta argentata\, un divertente film di science fiction completamente homemade. \n\n\n\nEtà consigliata: 5+ \n\n\n\nBIGLIETTI \n\n\n\nTariffa unica: 8 euro \n\n\n\nLa biglietteria del Teatro Traiano (Corso Centocelle 1 – Civitavecchia) è aperta dal martedì al sabato negli orari: 9 – 13 / 15 – 19. \n\n\n\nI biglietti sono acquistabili presso la biglietteria del Teatro Traiano fino alle ore 16:30 del giorno di spettacolo. \n\n\n\nBiglietti disponibili anche su TicketOne. ì
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LOCATION:Cittadella della Musica nella Sala Morricone\, Via Gabriele D'Annunzio\, 2\, Civitavecchia (RM)\, 00053\, Italy
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SUMMARY:"Le stelle di sotto - Uno Gnomo chiamato Cucuzzolo"  al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Per la rassegna teatrale per famiglie Infanzie in gioco 2025/2026 a Centrale Preneste Teatro (Via Alberto da Giussano\, 58) doppio appuntamento: domenica 7 e lunedì 8 dicembre alle 16.30 con “Le stelle di sotto – Uno Gnomo chiamato Cucuzzolo” della Compagnia Ruotalibera Teatro. Il testo e la regia sono di Tiziana Lucattini\, mentre sulla scena ci sono Fabio Traversa e Alessandro Garramone. \n\n\n\nCucuzzolo è uno gnomo che non vuole fare la vita dei suoi fratelli che lavorano in miniera come da sempre fanno gnomi e nani. Raccogliere pietre preziose\, pulirle\, contarle\, catalogarle\, tornare a casa\, mangiare\, bere e dormire per ricominciare il giorno dopo. La vita è tutta così. Vissuta sotto terra. A testa in giù. Lavorando\, lavorando e accumulando. Le pietre preziose sono belle\, brillano come stelle\, ma stanno sotto terra\, a lui piace invece guardare le stelle vere\, quelle di sopra\, quelle libere\, già pulite e brillanti. Decide così di scappare. Ma ha paura di essere riacciuffato\, vede nemici dappertutto. Alessandro\, invece\, è un musicista che si è licenziato dal lavoro rinunciando alla sicurezza di un posto fisso. Una sera si incontrano e inaspettatamente “si riconoscono”. \n\n\n\nAdatto dai 3 ai 10 anni. Il costo del biglietto è per tutti di 7 euro. Acquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi  o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nLe stelle di sotto \n\n\n\nUno Gnomo chiamato Cucuzzolo \n\n\n\nCompagnia Ruotalibera Teatro \n\n\n\nTesto e regia: Tiziana Lucattini \n\n\n\nCollaborazione artistica: Fabio Traversa \n\n\n\nCon: Alessandro Garramone e Fabio Traversa \n\n\n\nMusica dal vivo: Alessandro Garramone \n\n\n\nScene: Francesco Persico e Luisa Frattarelli \n\n\n\nCostumi: Antonia Dilorenzo \n\n\n\nLuci e fonica: Chiara Saiella \n\n\n\nFoto di scena: Patrizia Lucattini \n\n\n\nIllustrazione e grafica: Orsola Damiani \n\n\n\nGrazie a Chiara Saiella per aver giocato con noi \n\n\n\nOrganizzazione e promozione: Serena Amidani e Paola Meda \n\n\n\nBiglietto unico: 7.00 €  \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nInformazioni: 0627801063 lun/ven 10.00–17.00  \n\n\n\ninfo@ruotalibera.eu –www.centraleprenesteteatro.it
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LOCATION:Centrale Teatro Preneste\, Via Alberto da Giussano\, 58\, Roma\, Italia
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SUMMARY:“Mnemosine: l’arte viva della memoria”
DESCRIPTION:La DMO Terre di Otium\, nell’ambito del suo impegno nella promozione\, valorizzazione e gestione turistica del territorio\, con il contributo della Regione Lazio\, promuove la prima edizione di “Mnemosine: l’arte viva della memoria” : una rassegna itinerante alla scoperta di Tivoli\, della Sabina Romana\, della Valle dell’Aniene e della Valle del Giovenzano\, dei Monti Prenestini e della campagna romana. \n\n\n\nMnemosine\, dea del Ricordo e della Memoria e madre delle Nove Muse\, è la figura simbolica che guida una rassegna dedicata al tema del “Ricordo\, inteso come ponte tra passato\, presente e futuro\, tra comunità locali e visitatori. Obiettivo del progetto è quello di unire i territori esaltando le storie e le voci di chi li vive ogni giorno. Per questo la rassegna nasce grazie a un lavoro congiunto tra istituzioni\, enti locali\, associazioni\, proloco\, professionisti della cultura e del turismo: una rete che propone insieme un calendario di eventi pensato per emozionare e coinvolgere residenti e viaggiatori. \n\n\n\nGià nel mese di novembre la DMO ha realizzato un press tour di quattro giorni che ha coinvolto giornalisti\, fotografi\, videomaker\, influencer e blogger\, i quali hanno potuto apprezzare Tivoli e l’intero territorio delle Terre di Otium\, — partecipando a visite guidate\, trekking\, esperienze immersive e degustazioni di prodotti tipici. Un viaggio pensato per far conoscere da vicino la ricchezza dei luoghi e stimolare una narrazione autentica. \n\n\n\nMa è dal 7 al 27 dicembre che l’iniziativa entra nel vivo\, proponendo otto appuntamenti dedicati a storia\, archeologia\, natura e artigianato artistico. Il tutto incorniciato dalle magiche atmosfere delle tradizioni natalizie\, tra presepi viventi e dolci tipici. Momenti capaci di far riscoprire lo stupore dell’infanzia. \n\n\n\nTra gli eventi di punta\, un inedito concerto di musica rinascimentale in anteprima il 19 dicembre a Palestrina\, nella Cattedrale di Sant’Agapito\, e successivamente il 27 dicembre nella splendida cornice della Sala della Fontana di Villa d’Este a Tivoli. Un omaggio condiviso a Giovanni Pierluigi da Palestrina\, nel cinquecentenario della sua nascita\, nei luoghi che lo videro protagonista. \n\n\n\nUn modello di turismo sostenibile che toccherà anche Guidonia Montecelio\, attraverso due suggestive visite: al Museo Civico Archeologico Rodolfo Lanciani ed all’area museale della DSSE dell’Aeroporto Militare Alfredo Barbieri\, così come i piccoli borghi dell’area come San Gregorio da Sassola\, Moricone\, Ciciliano e Poli\, in cui al centro c’è l’Otium\, il piacere di godere della bellezza\, dell’arte\, della natura\, della cultura\, del buon cibo e del benessere\, nel segno di una Mens Sana in Corpore Sano. \n\n\n\n“Questo progetto – dichiara il Presidente della DMO Terre di Otium Livio Terilli – rappresenta a pieno la missione della destinazione turistica unica che ispira la DMO Terre di Otium\, perché fornisce un’offerta rappresentativa delle identità locali\, inserita in un quadro unitario capace di raccontare in modo univoco il territorio\, nei suoi aspetti storici\, culturali\, rurali e comunitari. Un risultato frutto di uno straordinario lavoro di squadra\, che ha coinvolto da protagonisti tutti gli attori della filiera\, al fine di presentare al visitatore il meglio\, alle migliori condizioni\, in una operazione di promozione a 360°”.
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LOCATION:La Corte Sconta\, Via del Seminario 19\, Tivoli (RM)\, ITA\, 00019\, Italy
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SUMMARY:"L'Anatra all'Arancia" al Teatro Traiano di Civitavecchia
DESCRIPTION:Comune di Civitavecchia e ATCL\, circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio\, presentano\, al Teatro Traiano\, sabato 6 dicembre alle ore 21\,00 e domenica 7 dicembre alle ore 18\,00\, L’Anatra all’Arancia\, di W. D. Home e M. G. Sauvajon\, con Emilio Solfrizzi e Irene Ferri e con Ruben Rigillo\, Beatrice Schiaffino e Antonella Piccolo\, regia di Claudio “Greg” Gregori. “L’Anatra all’Arancia” è un classico feuilleton dove i personaggi si muovono algidi ed eleganti su una scacchiera irta di trabocchetti. Ogni mossa dei protagonisti\, però\, ne rivela le emozioni\, le mette a nudo a poco a poco e il cinismo lascia il passo ai timori\, all’acredine\, alla rivalità\, alla gelosia; in una parola all’Amore\, poiché è di questo che si parla. “L’Anatra all’Arancia” è una commedia che ti afferra immediatamente e ti trascina nel suo vortice di battute sagaci\, solo apparentemente casuali\, perché tutto è architettato come una partita a scacchi. La trasformazione dei personaggi avviene morbida\, grazie a una regia che la modella con cromatismi e movimenti talvolta sinuosi\, talvolta repentini\, ma sempre nel rispetto di un racconto sofisticato in cui le meschinità dell’animo umano ci servano a sorridere\, ma anche a suggerirci il modo di sbarazzarsene.   \n\n\n\nBiglietti Poltronissima € 27\,00 + d.p | ridotto € 25\,00 + d.pPoltrona € 25\,00 + d.p | ridotto  € 23\,00 + d.pGalleria € 22\,00 + d.p | ridotto  € 20\,00 + d.pBalconata € 18\,00 + d.p | ridotto  € 16\,00 + d.pBiglietto Cambio Turno: € 5\,00 \n\n\n\nBotteghino: \n\n\n\nAperto dal martedì al sabato con orari 9:00 -13:00 e 15:00 – 19:00Apertura in caso di spettacolo: domenica e festivi 16:00 – 17:30 \n\n\n\n0766 37 00 11 \n\n\n\nbotteghino@teatrotraianocivitavecchia.it \n\n\n\nwww.teatrotraianocivitavecchia.it
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LOCATION:Teatro Comunale Traiano\, Corso Centocelle 1\, Civitavecchia (RM)\, 00053\, Italia
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SUMMARY:"L’AMORE RUBATO" di Dacia Maraini al Teatro Ciak
DESCRIPTION:Al Teatro Ciak di Roma due appuntamenti speciali per dire no alla violenza sulle donne. Sabato 6 alle ore 21.00 e domenica 7 dicembre alle ore 17.30  il palco di via Cassia ospita Amori Rubati\, rassegna nata nel 2021\, giunta alla sua IV edizione\, che ha dato vita ad uno spettacolo composito e modulabile\, costituito da monologhi per voce sola\, che hanno come tema centrale la violenza sulle donne. Tutti i monologhi sono tratti dal romanzo L’AMORE RUBATO di Dacia Maraini e adattati per la scena dalla stessa autrice. \n\n\n\nDue i monologhi in scena. Si parte con ANNA\, tratto dal racconto Anna e il Moro di Dacia Maraini diretto e interpretato da Viola Graziosi. \n\n\n\nUna madre sulla soglia. La torba che è vita. Semi che possono crescere\, oppure no. Echi di voci\, energia vitale. Anna\, i suoi sogni e poi… il silenzio e il rimbombo storpiato della voce di lui\, cantante rock dalle mani violente. Il racconto di Dacia Maraini si ispira a una terribile storia vera: una giovane attrice figlia di un grande attore e lui\, il cantante famoso\, violento che le ha tolto la vita\, condannato\, ma troppo poco. \n\n\n\nA seguire sarà invece la volta di MARINA\, tratto dal racconto Marina è caduta per le scale di Dacia Marainidiretto e interpretato da Lorenza Sorino. Ogni storia ha un punto di vista\, che è quello da dove la si guarda. In questa\, che è una storia di violenza\, lo sguardo da cui partiamo è quello di chi quella violenza l’ha subita. \n\n\n\nIl modo in cui guardiamo gli avvenimenti è determinante\, perché non solo ne delinea la nostra opinione al riguardo\, ma anche l’identità di ciò che viene guardato. Perché è così che succede\, ognuno di noi chiarisce a sé stesso la propria identità perché sono gli altri che ce la rimandano\, è la comunità con cui entriamo in relazione che ci definisce. \n\n\n\nCosa accadrebbe se per effetto dei sentimenti\, o più precisamente nella nostra storia\, per effetto dell’amore\, le nostre relazioni con gli altri finissero per diminuire sempre più riducendosi ad una sola unica persona? E se quella persona coincidesse con il nostro partner\, ovvero colui o colei in cui poniamo la nostra massima fiducia e ascolto? \n\n\n\nPer Marina accade così\, lei definisce sé stessa attraverso l’unico sguardo che finirà per osservarla\, quello del suo amore\, e che agirà su di lei come in una sorta di addestramento animale. \n\n\n\ninfo@teatrociakroma.it \n\n\n\nOrario spettacoli \n\n\n\nsabato ore 21.00 – Domenica ore 17.30
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LOCATION:Teatro Ciak\, Via Cassia\, 692\, Roma\, 00189\, Italia
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SUMMARY: “Raccontami Alessandro” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Cosa sappiamo di Alessandro Manzoni? Dell’uomo\, prima dello scrittore. Direttamente da Lecco\, città dei Promessi Sposi\, a Roma la compagnia StendhArt Teatro compie un viaggio andata e ritorno nel tempo\, alla scoperta di chi ha scritto uno dei capolavori portanti della nostra cultura. In scena solo sabato 6 e domenica 7 dicembre\, in via Giulia arriva “Raccontami Alessandro”\, di e con Nicola Bizzarri (Alessandro Manzoni) e Andrea Pellizzoni (psicologo)\, accompagnati dal violino di Francesco Romeo sulla scena curata da Loredana Mazzoleni\, con ricerche storiche compiute da Paola Panzeri per ricostruire le vicende private del padre de “I Promessi Sposi”. Nel 2023\, lo spettacolo è selezionato al Festival Catania Fringe Off 2023. \n\n\n\nIn una surreale\, ironica ma profonda seduta di psicoterapia\, Alessandro Manzoni si racconta e viene raccontato. Uno studio\, del tè caldo\, pile di libri e pagine di appunti. Siamo nei primi anni del 1800\, quando Manzoni scrive a Fauriel. Uno scambio epistolare è come un dialogo lungo una vita\, fatto di confessioni\, esperienze\, gioie\, paure\, amori e buffe curiosità. Lo scrittore si confida nelle sue lettere come fosse in una seduta di psicoterapia. Oggi\, nel 2025\, Manzoni si confronta con uno psicologo e le parole utilizzate dall’attore in scena\, sono le stesse che lo scrittore utilizzò nelle sue lettere. I due interpreti raccontano al pubblico un Manzoni inedito\, mai visto\, profondo\, a tratti contemporaneo e così incredibilmente simile a noi\, svelando l’uomo che si nasconde dietro l’immensa figura letteraria che tutti conosciamo. \n\n\n\nIl racconto dell’uomo prima dello scrittore\, avviene alternando narrazione ed interpretazione\, viaggiando avanti e indietro nel tempo\, in un testo che racconta l’intimità della persona e ironizza sui numerosi racconti e le controverse testimonianze di chi lo ha conosciuto davvero\, che mostrano un lato molto originale\, quasi buffo dell’autore. \n\n\n\n– INFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nDal martedì al sabato h. 21.00 – domenica h. 17.00 \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515 biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/ \n\n\n\nFB: https://www.facebook.com/OffOffTheatreRoma/ – IG: https://instagram.com/offoff.theatre?igshid=MzRlODBiNWFlZA=
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SUMMARY:"Le cose che restano" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Al TeatroBasilica il 6 dicembre alle ore 21:00 e il 7 dicembre alle 16:30 va in scena Le cose che restano\, spettacolo ideato e diretto da Alessandro Businaro\, con drammaturgia di Stefano Fortin e le interpretazioni di Grazia Capraro e Vassilij Gianmaria Mangheras. \n\n\n\nLa memoria rappresenta da sempre\, nella percezione comune\, uno dei tratti distintivi dell’essere umano. La nostra identità in perenne costruzione e mutamento si poggia infatti su un continuo processo di rievocazione\, riformulazione o cancellazione del passato. La sua struttura ci rende ciò che siamo nel tempo\, nel nostro essere qui e ora\, in balia di un movimento altalenante tra ricordo e dimenticanza. Una sommersione continua di persone\, oggetti e sentimenti. A raccontare in scena questa fragilità nel nostro rapporto col passato è una coppia\, Lui e Lei\, unita (e separata) da un tavolo con al centro una torta. Due persone che si parlano\, guardano\, giocano\, due \n\n\n\npersone che si scontrano e riappacificano su un palcoscenico in cui il tempo si liquefa ed è difficile distinguere tra il piano reale del presente\, quello del ricordo e quello della semplice immaginazione. Chi sta parlando a chi? Quello che stiamo vedendo accade realmente o è il tentativo di ricordare (o dimenticare) qualcosa?  \n\n\n\nNote di regia: \n\n\n\nHo iniziato a lavorare su “Le cose che restano” ormai otto anni fa\, guidato dalla volontà di raccontare il processo faticoso di chi si trova a dover elaborare una perdita improvvisa e lacerante\, come quella causata dal suicidio della persona con cui si condivide il presente e si progetta il futuro. L’input iniziale non è stato il desiderio di ricerca antropologica o sociale\, ma piuttosto\, come spesso accade nei miei lavori\, l’esperienza in prima persona di un evento che ho potuto osservare da vicino e che mi ha spinto ad addentrarmi in questa lunga ricerca sotterranea. come dicevo\, il lavoro per arrivare a questa anteprima ha visto diverse tappe di studio e di ricerca. Nel 2016\, con l’aiuto dell’autrice Irene Gandolfi e dell’attrice Grazia Capraro\, lavorammo per quasi un anno su una prima stesura drammaturgica\, che ci permise di capire che Naufragio non era solo un lavoro sul superamento del lutto\, ma anche qualcosa di più stratificato\, che portava con sé un ventaglio di temi\, a volte contraddittori. Nell’arco degli anni (con un accento importante negli ultimi mesi) questi temi si sono ancora di più specificati e\, grazie al lavoro con il drammaturgo e dramaturg Stefano Fortin (con cui collaboro regolarmente dal 2019) e grazie anche al contributo sul palco degli attori\, posso dire che il Naufragio che vedrete in scena è uno spettacolo riguardante i riti familiari\, il linguaggio in codice dell’amore\, la paura di sparire e le difficoltà del dimenticare. Temi quasi sconnessi\, che tuttavia si nutrono a vicenda. Lo spettacolo si presenta come il viaggio di una donna che tenta di mettere in scena frammenti di passato\, confusi con situazioni ipotetiche mai davvero accadute\, ma forse \n\n\n\nauspicate. Un viaggio all’interno di una cucina essenziale durante una giornata di festeggiamenti\, una cucina bianca come il mondo prima di una ferita\, in cui sono presenti una torta\, un caffè che non sale mai e una pioggia costante fuori dalla casa\, una pioggia che rischia di inondare tutto. Alessandro Businaro \n\n\n\nNote di drammaturgia \n\n\n\nALE COSE CHE RESTANO è un testo che si sviluppa a partire da un lavoro drammaturgico realizzato nel 2016 da Alessandro Businaro e Irene Gandolfi. Tenendo presente questo dato di partenza si può dire\, in un certo senso\, che la scrittura di questa versione di Le cose che restano ha preso alla lettera il proprio titolo. Il presente lavoro drammaturgico\, infatti\, è nato dalla narrazione di uno spettacolo che personalmente non avevo visto e\, attraverso un lavoro preliminare sul ricordo del regista e su quanto io stesso riuscivo a trattenere di tale racconto del passato\, ha preso forma una nuova versione del testo: proprio come avviene nei naufragi\, in cui non si può salvare tutto ciò che si trova sulla nave ma si riesce a portare con sé solo dei frammenti\, a volte nemmeno quelli che potrebbero essere considerati i più importanti.  \n\n\n\nBPaul Ricoeur\, pensatore francese del secondo Novecento\, ha dedicato una cospicua parte della propria produzione all’ analisi linguistica e filosofica del concetto di tempo. Tra i diversi testi (di cui Tempo e racconto è sicuramente il più poderoso e conosciuto)\, esiste un volumetto compatto e incisivo\, dal titolo Ricordare\, dimenticare\, perdonare: ‘enigma del passato. Ebbene\, questa versione di LE COSE CHE RESTANO per quanto attiene alla drammaturgia – ruota attorno a questi tre verbi fondamentali\, la cui presenza (più o meno evidente) è disseminata nelle parti che articolano il testo. Non esiste ricordo senza dimenticanza\, né l’azione della memoria ha un vero e proprio senso per l’individuo se non porta\, in qualche modo\, a ciò che siamo soliti chiamare – spesso purtroppo intendendolo in un vago senso sentimentale – «perdono». Al di là dell’ evento tragico cui il testo direttamente si riferisce\, infatti\, è questo credo il valore più intimo di un meccanismo\, quello mnemonico\, sul quale la nostra identità si fonda non solo perché senza memoria (e/o dimenticanza) non ci sarebbe possibile sapere con chiarezza chi siamo e da dove veniamo\, ma anche e soprattutto perché il nostro stare nel presente e il nostro pensare e immaginare il futuro affondano nella necessità di perdonare ciò che ci è già successo\, più o meno traumatico che sia . \n\n\n\nCPerdonare\, dunque\, ma anche dimenticare. Aleida Assmann ha codificato\, nel suo saggio sui Sette modi per dimenticare\, una casistica precisa di quella che si potrebbe definire una mnemotecnica al contrario\, un’arte dell’oblio che\, proprio come lo sforzo di ricordare\, è un agire che ci richiede molti sforzi\, spesso del tutto inutili. Di questi sette modi\, LE COSE CHE RESTANO ne sceglie quattro che\, nel flusso continuo della ricostruzione messa in atto dalla protagonista femminile\, concorrono alla costruzione di una memoria\, di un’identità e di un tentativo di perdono: nascondere\, sovrascrivere\, neutralizzare\, perdere. Queste quattro azioni – che il pensiero monologante della protagonista tenta di evocare\, superare e tenere assieme – si susseguono e si mischiano continuamente\, collassando ognuna nell’ altra\, cosi come precipitano l’uno dentro l’altro i diversi ricordi che il pensiero\, posto davanti a sé stesso\, si trova a dover affrontare\, «moltiplicando istanti dentro singoli istanti». Da qui deriva il tempo fuor sesto di Naufragio\, che concentra in un’ora una vita intera\, passata e futura. \n\n\n\nDLE COSE CHE RESTANO è dedicato alla memoria di M.P. cui si è voluto rendere omaggio nascondendo all’ interno del testo un breve passaggio di una sua canzone. Stefano Fortin \n\n\n\n INFORMAZIONI \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo \n\n\n\nemail: info@teatrobasilica.com \n\n\n\ntelefono: +39 392 9768519 \n\n\n\nOrario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30.
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SUMMARY:“A Christmas Carol” al Teatro Ghione
DESCRIPTION:Al Teatro Ghione di Roma\, dal 6 all’ 8 dicembre\, A Christmas Carol\, di Charles Dickens\, regia di Valentina Cognatti\, con\, Gigi Palla\, Stefano Annunziato\, Cristiano Arsì\, Serena Borrelli\, Luca Borri\, Andrea Carpiceci\, Martina Granata\, Martina Grandin\, Patrick Passini\, Michelangelo Raponi\, Francesco Savi\, Alice Staccioli e il coro Margot Acting School. Tratto da uno dei più celebri e commoventi racconti di Charles Dickens\, “A Christmas Carol” è lo spettacolo di Natale proposto da Margot Theatre. La neve\, il freddo\, il fascino e il degrado della Londra vittoriana\, dominata dalla povertà\, dalla misera\, dall’analfabetismo si costruiscono sulla scena tra musiche e atmosfere suggestive\, che emozionano il pubblico e lo portano a riflettere sulle contraddizioni di un’epoca passata\, evocando\, nei colori e nelle immagini\, simboli e scenari che hanno reso nei secoli il “Canto di Natale” una delle storie più conosciute e amate della letteratura europea. Uno spettacolo per tutte le età: insieme una storia poetica e divertente sulla possibilità di cambiare il proprio destino\, una riflessione sull’uomo e sul difficile rapporto con il tempo tra il ricordo del passato\, l’accettazione del presente e le aspirazioni del futuro e una denuncia all’ipocrisia della società vittoriana nel nitido affresco di una Londra avvolta nel gelo di dicembre. Ma\, soprattutto\, è uno spettacolo sul Natale\, sul suo significato e sulla magia ineludibile che sprigiona\, capace di produrre su un pubblico di qualsiasi età\, formazione e provenienza un sorriso di commozione inevitabile e universale\, lo stesso sorriso nel quale sembra nascondersi il segreto del fascino profondo e sincero di questo racconto. \n\n\n\nbiglietti apartire da 24euro
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SUMMARY:"Il Gioco dell’Oca" all'Ar.Ma Teatro
DESCRIPTION:“Capovolgi il quadro e il cielo cade a terra!” \n\n\n\nDa questa immagine poetica nasce la ricerca artistica di Questione di Prospettiva\, un percorso che invita a guardare il mondo da angolazioni inattese\, mettendo in dialogo emozioni\, musica e narrazione. \n\n\n\nIl 6 dicembre 2025 debutta in prima assoluta all’Ar.Ma Teatro Il Gioco dell’Oca\, un concerto–racconto che intreccia parole\, armonie e suggestioni visive. Una nuova creazione originale che conduce lo spettatore in un viaggio delicato e profondo\, fatto di incontri\, memorie e sguardi che cambiano. \n\n\n\nLo spettacolo prende vita grazie alla collaborazione di un ensemble affiatato\, accomunato dal desiderio di esplorare la bellezza delle piccole storie: \n\n\n\nI musicisti\n\n\n\n\nPaola Antonelli – voce\n\n\n\nAntonella Loddo – violoncello\n\n\n\nFabio Pratesi – chitarra\n\n\n\n\nLe attrici\n\n\n\n\nGreta Bonetti\n\n\n\nMaria Raffaella Pisanu\n\n\n\n\nLa visione registica e istrionica di Maria Raffaella Pisanu\, la presenza elegante di Greta Bonetti\, i colori scenici di Melita Olmeda\, la voce profonda del violoncello di Antonella Loddo\, gli arrangiamenti di Vittorio Giannelli e le armonie di Fabio Pratesi costruiscono un linguaggio poetico capace di unire teatro e musica. \n\n\n\nA cucire l’intero percorso\, i versi di Paola Antonelli\, da sempre “cantastorie” nel cuore e nella visione artistica. \n\n\n\nCosì\, quando questa compagnia di viaggio ha incrociato il volo delle oche\, è nato Il Gioco dell’Oca\, invito simbolico a cambiare prospettiva e ritrovare il proprio passo narrativo. \n\n\n\n\n\n\n\nINFORMAZIONI PER IL PUBBLICO\n\n\n\nDebutto: 6 dicembre 2025 \n\n\n\nOra: 20:30 \n\n\n\nPrenotazione obbligatoria
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SUMMARY:Alessio Lega ed Enrico Intra omaggiano Enzo Jannacci alla Camera del Lavoro di Milano
DESCRIPTION:Come fuori programma della XXXI edizione dell’Atelier Musicale\, l’associazione culturale Secondo Maggio presenta uno spettacolo dedicato al mondo di Enzo Jannacci\, ideato e interpretato da Alessio Lega con il suo trio e in programma sabato 6 dicembre alla Camera del Lavoro di Milano (inizio live ore 17.30\, ingresso libero fino a esaurimento posti)\, con la partecipazione straordinaria del pianista Enrico Intra. \n\n\n\nCantautore dal forte impegno sociale ed esistenziale\, Lega è anche interprete di canzoni popolari e di autori italiani del passato e realizza adattamenti in traduzione italiana di pagine di Brel\, Brassens e Ferré. Nel 2004\, nel suo esordio discografico con il cd Resistenza e amore\, ha vinto la Targa Tenco (nel 2019 ha fatto il bis nella categoria “interpreti di canzoni non proprie”). Questa volta il suo sguardo si rivolge a Enzo Jannacci come figura di cantore delle vite degli ultimi\, di artista dall’immaginazione surreale\, di protagonista di una Milano della canzone che era culturalmente vivacissima. \n\n\n\nIl programma che Lega proporrà con Rocco Marchi alle tastiere e Guido Baldoni alla fisarmonica\, sul palco dell’auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro\, riprende integralmente quello\, ormai storico\, che nel 1964 consacrò Jannacci: 22 canzoni\, concepito per lui da Dario Fo\, andato in scena al Teatro Gerolamo e poi documentato su disco. Un recupero storico straordinario\, che si arricchirà della significativa  testimonianza di Pietro Colaprico\, giornalista e scrittore\, oggi direttore dello storico teatro milanese Gerolamo\, oltre che autore di diversi romanzi\, tra cui i racconti del maresciallo Binda\, con i primi tre volumi scritti a quattro mani con Pietro Valpreda. Colaprico è anche l’inventore del termine “Tangentopoli”. \n\n\n\nAltrettanto importante sarà l’intervento di Enrico Intra\, uno dei grandi maestri europei del jazz\, che di Jannacci era amico e con cui\, fin dalla nascita del Derby Club (fondato proprio da Intra\, nel 1962\, con il nome di Intra’s Derby Club) ha più volte collaborato\, anche in epoche recenti. \n\n\n\nQuello di sabato 6 dicembre sarà\, dunque\, un concerto-spettacolo che mantiene viva\, senza alcuna retorica\, la memoria di una grande personalità della canzone d’autore italiana. \n\n\n\n  \n\n\n\n  \n\n\n\nSabato 6 dicembre 2025\, ore 17.30 \n\n\n\nAuditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro\, corso di Porta Vittoria 43\, Milano. \n\n\n\nFuori Atelier – Jannacci e la “sua” Milano \n\n\n\nAlessio Lega (chitarra e voce)\, Rocco Marchi (tastiere)\, Gudio Baldoni (fisarmonica). \n\n\n\nCon la partecipazione straordinaria di Enrico Intra (pianoforte). \n\n\n\nInterverrà  lo scrittore Piero Colaprico\, direttore del Teatro Gerolamo. \n\n\n\n Programma \n\n\n\nOhè sunt chi (Dario Fo – Enzo Jannacci); \n\n\n\nMa mi (Giorgio Strehler – Fiorenzo Carpi); \n\n\n\nQuella cosa in Lombardia (Franco Fortini – Fiorenzo Carpi); \n\n\n\nQualcosa da aspettare (Fausto Amodei); \n\n\n\nSopra i vetri (Dario Fo – Fiorenzo Carpi); \n\n\n\nLa luna è una lampadina (Dario Fo – Fiorenzo Carpi); \n\n\n\nE l’era tardi (Enzo Jannacci); \n\n\n\nLa forza dell’amore (Dario Fo – Enzo Jannacci); \n\n\n\nVeronica (Dario Fo/Sandro Ciotti – Enzo Jannacci); \n\n\n\nL’Armando (Dario Fo – Enzo Jannacci); \n\n\n\nAveva un taxi nero (Dario Fo – Fiorenzo Carpi); \n\n\n\nPrete Liprando e il giudizio di Dio (Dario Fo – Enzo Jannacci); \n\n\n\nSei minuti all’alba (Dario Fo – Enzo Jannacci); \n\n\n\nSfiorisci bel fiore (Enzo Jannacci); \n\n\n\nEl purtava i scarp del tennis (Enzo Jannacci). \n\n\n\nIn occasione del concerto verrà presentato il libro di Alessio Lega e Giangilberto Monti Strà Milano\, lo stradario cantato della città (Altreconomia). \n\n\n\nIngresso libero fino a esaurimento posti. \n\n\n\nPer informazioni: 348-3591215 02-5455428. \n\n\n\nEmail: secondomaggio@alice.it\, eury@iol.it; \n\n\n\nOn line: www.secondomaggio.org
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SUMMARY:“Natale In Arte” a Piazza Testaccio
DESCRIPTION:La storica Associazione Cento Pittori Via Margutta debutta per la prima volta a Testaccio\, con la mostra diffusa “Natale In Arte”dal 6 all’8 dicembre 2025\, a Piazza Testaccio\, in uno dei quartieri più caratteristici\, storici e autentici di Roma. \n\n\n\nAl classico “taglio del nastro della manifestazione” il 6 dicembre alle ore 16.00 saranno presenti\, la Presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli e il Presidente della Commissione VII Patrimonio e Politiche Abitative di Roma Capitale\, Yuri Trombetti. \n\n\n\nConosciuto per la sua ricca tradizione popolare\, il suo ambiente vivace e la forte identità legata alla storia e alla cultura romana\, questo quartiere rappresenta un vero gioiello nascosto nel cuore della Città Eterna. \n\n\n\nL’Associazione Cento Pittori Via Margutta ha scelto questo quartiere per onorare il cuore di Roma e la sua storia nel periodo natalizio. Dopo oltre 70 anni di attività\, è stata organizzata una importante manifestazione artistica in Piazza Testaccio\, cuore pulsante del quartiere. Una tre giorni di arte pubblica che ben si sposa con le caratteristiche uniche di questa Piazza e della sua comunità. \n\n\n\nPasseggiando nella splendida piazza\, il pubblico sarà accolto da un susseguirsi di opere d’arte che raccontano storie\, emozioni e vissuti a tema Natale e non solo che potranno essere ammirate dal pubblico sulle classiche e storiche strutture espositive\, costituite da un cavalletto sormontato da ombrellone. \n\n\n\nI visitatori avranno l’opportunità di dialogare e confrontarsi con i protagonisti di questa manifestazione\, nei tre giorni della manifestazione dalle 10 alle 20. \n\n\n\nTestaccio è da sempre un quartiere di tradizione e gastronomia ma è anche un quartiere che si rinnova\, al passo con i tempi\, dove antico e moderno dialogano amabilmente. Il quartiere mantiene ancora il suo carattere originale con trattorie tipiche\, pub accoglienti e locali storici frequentati dai romani e dai visitatori\, alla ricerca di un’esperienza genuina e autentica. Le sue strade rappresentano un vero e proprio museo a cielo aperto\, dove l’artigianato\, la cucina e l’arte si intrecciano quotidianamente. \n\n\n\nTestaccio è anche sede di grandi eventi\, concerti e manifestazioni culturali\, grazie alla sua viva atmosfera e alla forte comunità artistica. \n\n\n\nEd è per questo che i Cento Pittori Via Margutta hanno scelto Piazza Testaccio\, per la sua valenza artistica e culturale\, per la sua indubbia vitalità e veracità. \n\n\n\nTutto questo è stato reso possibile grazie al prezioso contributo del Presidente dei Cento Pittori Antonio Servillo\, del Vice Presidente dei Paola Minissale\, del segretario particolare Maurizio Baiocchini e dei Consiglieri Silvano Fabrizio\, Angelo Colazingari\, Roberto Fantini\, Pino Tersigni e di Maria Cristina Lucidi. \n\n\n\nDurante l’inaugurazione verrà conferito il Premio alla Carriera e la carica di Socio Onorario all’artista Alfiero De Dominicis\, che con i suoi meriti artistici ha contribuito alla valorizzazione dell’Associazione. \n\n\n\nUn ringraziamento particolare va a Yuri Trombetti Presidente della Commissione VII Patrimonio e Politiche Abitative di Roma Capitale\, per l’attività svolta per la riuscita della manifestazione. \n\n\n\nL’esposizione diffusa ha ottenuto il patrocinio della Regione Lazioe della ICAS Intergruppo parlamentare Cultura Arte e Sport. \n\n\n\nSi ringraziano per la collaborazione MDS Express Courier\, Il pane di San Saba\, Caf Italia Sede Periferica 603\, Vertecchi per l’Arte\, Ottica la Fege\, Galleria Vittoria. \n\n\n\nVi aspettiamo a Piazza Testaccio! \n\n\n\nNatale in Arte \n\n\n\nI Cento Pittori Via Margutta a Piazza Testaccio \n\n\n\n6-7-8 dicembre 2025  dalle 10 alle 20
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SUMMARY:Laboratori Permanenti: le attività di dicembre
DESCRIPTION:Venerdì 5 dicembre alle ore 21.00 al Teatro La Fenice di Arsoli (Rm) in scena ANNUNCIO RITARDO una produzione Laboratori Permanenti\, testo di Giorgia Francozzi\, con Giancarlo Baglioni\, Vittorio Augusto Cesarini e la regia di Caterina Casini. \n\n\n\nContinuano gli appuntamenti di NUOVI ORIZZONTI\, la rassegna di teatro contemporaneo del Comune di Monterchi. \n\n\n\nSabato 6 DICEMBRE alle ore 21.00 in scena la Compagnia di Arti e Mestieri di Pordenone con L’ULTIMA LETTERA DI ORIANA FALLACI A PIER PAOLO PASOLINI con Bruna Braidotti e Sandro Buzzatti\, musiche di Nicola Milan. \n\n\n\nUn recital musicale tratto dalla lettera che Oriana Fallaci dedicò a Pier Paolo Pasolini dopo la sua morte\, un ultimo saluto ma anche la reazione al giudizio di Pasolini sul libro “Lettera a un bambino mai nato”. \n\n\n\nProcede con successo la tournée dello spettacolo COSIMO I E VASARI\, L’IDEA DI TOSCANA  \n\n\n\nSi tratta di un progetto per noi molto importante: un’opera realizzata lo scorso anno per il Comune di Pieve Santo Stefano nell’ambito del bando per le celebrazioni dei 450 anni della morte di Cosimo I dei Medici e di Giorgio Vasari con il contributo della Regione Toscana\, e che conta diverse repliche con un grande interesse di pubblico. \n\n\n\nUna produzione di Laboratori Permanenti su testo e regia di Caterina Casini\, in scena Andrea Bucci\, Mauro Silvestrini e Lavinia Lazzaro; la ricerca storica a cura di Michele Casini\, collaborazione alla scenografia di Svetlana Mikova\, tecnico Roberto Marcellini; con la collaborazione di Lorenzo Boschi\, Giuliana Gattari\, Associazione Alla Corte de’ Medici e Misericordia di Sansepolcro. \n\n\n\nCOSIMO I E VASARI\, L’IDEA DI TOSCANA sarà in scena nelle seguenti date e luoghi: \n\n\n\n–      venerdì 12 e sabato 13 dicembre ore 21.00\, domenica 14 dicembre ore 17:30 al Teatro Tor Bella Monaca di Roma (info qui https://www.teatriincomune.roma.it/events/cosimo-i-e-vasari-l-idea-di-toscana/) \n\n\n\n–      mercoledì 17 dicembre alle ore 10.30 al Teatro Comunale di Monterchi\, per la rassegna NUOVI ORIZZONTI\, con una matinée dedicata questa volta agli allievi delle medie di 1° e 2° grado di Monterchi. \n\n\n\n–    giovedì 18 dicembre alle ore 10.30 al Teatro G. Papini di Pieve Santo Stefano\, per la rassegna METAMORFOSI\, in matinée per gli studenti.
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SUMMARY:"EXITO!" al Centro Culturale Artemia
DESCRIPTION:Arriva in scena EXITO!\, la nuova e travolgente commedia scritta e diretta da Francesca Gambini\, con PAOLA CASALE\, un viaggio esilarante tra entusiasmi\, goffi slanci e imperdibili fallimenti che si trasformano – sempre – in un successo. \n\n\n\nEXITO! è una produzione che unisce ironia\, ritmo e una profonda osservazione del nostro tempo\, raccontando con leggerezza il bisogno universale di reinventarsi. Lo spettacolo si rivolge a un pubblico ampio\, capace di riconoscersi nei piccoli e grandi inciampi della protagonista. \n\n\n\nLo spettacolo \n\n\n\nGiulia è una donna alla soglia dei suoi “nuovi anni”\, che non rivelerà mai\, nemmeno sotto tortura. Travolta dalla voglia di rimettersi in gioco\, decide di provare tutto ciò che non ha mai fatto: speed date\, lezioni di guida\, colloqui di lavoro e qualunque avventura le permetta di sentirsi di nuovo al centro del mondo. \n\n\n\nCon entusiasmo\, incoscienza e un’inconfondibile essenza da Boomer\, Giulia si tuffa nella vita scoprendo che ogni esperienza può diventare un piccolo disastro… o una comicissima rivelazione. Perché – come recita il saggio – “Comunque vada sarà un successo”. E con il suo amuleto portafortuna a guidarla\, nulla è davvero impossibile. \n\n\n\nE così\, tra risate\, inciampi e illuminazioni improvvise… EXITO! Giulia… EXITO! \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nDi Francesca Gambini \n\n\n\nCon PAOLA CASALE \n\n\n\nCon la partecipazione di Rebecca D’Angelo \n\n\n\nIngresso spettacolo: €14 \n\n\n\nTessera nuovi soci: €3 \n\n\n\nINFO UTILI: \n\n\n\nInfo e prenotazioni: +39 334 159 8407 (anche via SMS e/o WhatsApp)
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LOCATION:Centro Culturale Artemia\, Via Amilcare Cucchini\, 38\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"Bim Bum Bam Party" al Nuovo Teatro Orione
DESCRIPTION:Il mitico format di Bim Bum Bam arriva a teatro coinvolgendo i palcoscenici dei teatri più prestigiosi d’Italia. Una produzione Dimensione Eventi su licenza ufficiale RTI Mediaset. Con la media partnership di Radio Animati.  \n\n\n\nA condurre la serata Uan\, con la voce storica live di Pietro Ubaldi\, accompagnato da due dei volti storici del programma – Manuela Blanchard e Marco Bellavia – e da una band live. \n\n\n\nSpecial guest star\, nonché direttore musicale dello spettacolo\, il Maestro Enzo Draghi\, autore di innumerevoli sigle tv tra le quali proprio quella di “Bim Bum Bam”. \n\n\n\nUan è convinto che il suo juke-box si sia rotto perché il suo pubblico non lo ascolta più. \n\n\n\nI suoi amici\, i suoi tanto cari bambini\, sono cresciuti e\, alle prese con i problemi dell’età adulta\, hanno smesso di sognare non riuscendo più a sentire le emozioni. \n\n\n\nLa missione di Uan diventa quindi quella di riportare ai grandi la spensieratezza dell’infanzia\, far vivere il senso puro di leggerezza nel cuore che solo i bimbi hanno\, in una serata piena di ricordi\, un vero e proprio tuffo indietro nel tempo\, alla fine dei mitici anni ’80.  \n\n\n\nUna cameretta colorata\, tappezzata di poster di Madonna e Michael Jackson. Le quattro del pomeriggio. Tutto pronto per la merenda. Sul televisore acceso parte la sigla di “Bim Bum Bam”. L’aria risuona di musica e risate. E torna l’allegria.  \n\n\n\nIl pubblico verrà coinvolto con giochi\, sketch e tanta musica\, in un racconto che farà viaggiare i presenti nel tempo tornando all’infanzia. \n\n\n\nUno dei momenti più interattivi il karaoke corale sulle sigle dei cartoni animati più amati\, da “Occhi di Gatto” a “Kiss me Licia” da “Mila e Shiro” e “Creamy” fino a “Pollon combina guai”.  \n\n\n\nEnzo Draghi e la sua band faranno scatenare sulle note di “Lupin l’incorreggibile Lupin”\, “I Puffi sanno”\, “Le Tartarughe Ninja” e il medley dei brani dei Bee Hive.  \n\n\n\nUan in versione speciale disc jockey farà infine alzare il pubblico in sala e ballare sulle note di brani che hanno fatto storia come “Gioca Jouer”\, “Il Ballo del qua qua” e “Tuca tuca”. \n\n\n\nLa scenografia dello spettacolo è a cura di Francesco Fassone\, il testo di Step Minotti\, mentre la regia è a cura di Claudio Insegno\, che dichiara: “Scrivere lo spettacolo è stato davvero molto stimolante perché ho trovato una squadra di professionisti simpatici e propositivi. Riunione dopo riunione è come se avessimo davvero acceso una macchina che ci ha portato indietro nel tempo\, risvegliando ricordi e sensazioni di tanti anni fa\, in una meravigliosa e affettuosa operazione nostalgia.” \n\n\n\nINFO BIGLIETTI  \n\n\n\nI biglietti sono in vendita: on-line su www.ticketone.itin tutti i punti vendita affiliati Ticket One  Per maggiori informazioni contattare Dimensione Eventi all’indirizzo e-mail biglietteria@dimensioneeventi.it  www.dimensioneeventi.it FB /dimensioneeventi.itIG /dimensioneeventi
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LOCATION:Nuovo Teatro Orione\, Via Tortona\, 7\, Roma\, 00183\, Italia
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SUMMARY:"QUANDO ARRIVA BRISEIDE" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Debutta all’Altrove Teatro Studio\, dal 5 al 7 dicembre\, QUANDO ARRIVA BRISEIDE\, spettacolo scritto dalla sensibile penna di Federico Malvaldi. \n\n\n\n Un ristorante in una piccola città universitaria. Tre ragazzi immobilizzati nel loro presente. Un tempo fatto di attese\, sogni infranti e amori complicati: tutto avvolto dall’incertezza per un futuro che non promette punti di riferimento o ancore di salvezza. Gabriele gestisce l’ormai ex ristorante di famiglia. Andrea aspetta che Gabriele si accorga di lui. Giulia arriva\, assunta dagli stessi ragazzi\, a destabilizzare un equilibrio già molto precario. Un’amicizia morbosa\, di tenerezze e violenza\, la cui crisi viene innescata dall’arrivo di una Briseide contemporanea\, schiava del suo tempo e delle paure che lo abitano. Le economie scarseggiano e la crisi sembra avere la meglio. È attraverso il vano tentativo di salvare un ristorante in caduta libera che i tre ragazzi stringono nuove relazioni\, fortemente compromesse da un luogo di lavoro che vive di coordinate tutte sue\, in cui la vita – come dice lo stesso Gabriele – rischia di apparire atrofizzata e irreale. Lo spettacolo narra la storia di chi non ha capito nulla di questa vita\, perché tutto sembra andare nel verso contrario. E allora restiamo lì\, immobilizzati in qualcosa che non ci appartiene ma che ci facciamo andare bene\, cercando comunque di trovare un sorriso\, almeno ogni tanto\, in un modo o nell’altro. \n\n\n\nUna struttura di tubi in PVC contorna l’interno e l’esterno del ristorante. Sul centro-sinistra del palco una cucina\, approssimativa e traballante: un tavolo contornato dal cartone che funge da bancone e fornello (elettrico)\, una “cappa da cucina” sospesa ad un filo da pesca e un rubinetto anch’esso sospeso; delle cassette d’acqua che all’occorrenza diventano sedie dove poggiarsi e mangiare. Se l’interno è posticcio e caotico\, l’esterno è vuoto diventando lo spazio in cui si innescano processi relazionali non strettamente legati al luogo di lavoro. La recitazione\, così come i movimenti degli attori (cucinare davvero)\, pretendono di raccontare naturalisticamente le problematiche lavorative che si riversano nelle vite dei personaggi. La luce tende ai toni cupi: rappresentativa degli animi tormentati di Gabriele\, Andrea e Giulia\, i co-protagonisti dell’opera. I tagli di luce e i piombi enfatizzano allegoricamente i sentimenti travagliati dei tre in scena. Uno dei sensi protagonisti sarà l’olfatto che aiuta lo spettatore a immergersi nella cucina. \n\n\n\nSPETTACOLI \n\n\n\nVenerdì e sabato ore 20 \n\n\n\nDomenica ore 17 \n\n\n\nBiglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€ \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413\, email ipensieridellaltrove@gmail.com
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LOCATION:Altrove Teatro Studio\, Via Giorgio Scalia\, 53\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:Nuovi allestimenti al Museo di Roma a Palazzo Braschi
DESCRIPTION:Venerdì 5 dicembre 2025\, alle ore 17.00\, il Museo di Roma – Palazzo Braschi presenterà al pubblico i nuovi allestimenti della Sala delle Muse e della Sala delle Pittrici\, due ambienti che riportano alla luce opere a lungo conservate nei depositi e che tornano oggi visibili all’interno del rinnovato percorso museale. \n\n\n\nL’evento inaugurale sarà accompagnato da un concerto per arpa e clarinetto a cura del Duo “Immaginaire” – Francesca Lisanti ed Elisa Bellisario – pensato in dialogo con i temi dell’armonia\, della creatività e della sensibilità femminile che animano la nuova Sala delle Pittrici. \n\n\n\nLa Sala delle Muse ospita ora il prezioso ciclo rinascimentale raffigurante Apollo e le Muse\, proveniente dalla villa di Leone X alla Magliana\, oggi sede dell’Ospedale dei Cavalieri di Malta. Gli affreschi – attribuiti a Gerino da Pistoia e databili intorno al 1513 – furono ritrovati nell’Ottocento e successivamente staccati dal muro per ragioni conservative. Entrati nelle collezioni capitoline e poi nel Museo di Roma\, rimasero per decenni in deposito dopo una prima fase di esposizione pubblica. Il loro ritorno in sala rappresenta un passaggio fondamentale nella valorizzazione del patrimonio del museo: un’opera chiave per comprendere la cultura pittorica romana dell’inizio Cinquecento\, ora nuovamente fruibile dal grande pubblico. \n\n\n\nAl terzo piano\, la Sala delle Pittrici è stata riallestita per valorizzare il contributo delle artiste attive a Roma tra XVII e XIX secolo\, proseguendo il percorso avviato con la mostraRoma Pittrice. Le opere esposte restituiscono voce e visibilità a protagoniste del mondo dell’arte spesso tenute troppo a lungo ai margini della storia. \n\n\n\nArricchiscono la sala due importanti opere in comodato d’uso dalla collezione della storica dell’arte Alessandra Masu: Aurora di Artemisia Gentileschi\, unica opera dell’artista presente nelle collezioni capitoline\, e un Capriccio della pittrice genovese Maria Luisa Raggi. \n\n\n\nL’esposizione di opere così rilevanti e per molti anni invisibili rappresenta un’occasione importante per rilanciare il percorso permanente del Museo di Roma\, affiancandolo alle mostre temporanee che negli ultimi anni ne hanno costituito il maggiore richiamo. \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\nOre 17.00\, Sala delle PittriciIntervengono: \n\n\n\n\nMonica Lucarelli\, Assessora alle Attività Produttive e Pari Opportunità\n\n\n\nIlaria Miarelli Mariani\, Direttrice della Direzione Musei Civici\n\n\n\nAlessandra Masu\, Presidente dell’associazione culturale “Artemisia Gentileschi”\n\n\n\n\nA seguire – Concerto del Duo “Immaginaire”Francesca Lisanti – arpaElisa Bellisario – clarinetto \n\n\n\nL’evento è a ingresso libero fino a esaurimento posti.www.museodiroma.it
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LOCATION:Palazzo Braschi\, piazza San Pantaleo\, 10 - piazza Navona\, 2 \, Roma\, Italia
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SUMMARY:"SEI TU"\, la compagnia di danza  FUSIONWORK al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Nuovo appuntamento con la danza al Teatro di Villa Lazzaroni. Venerdì 5 e sabato 6 dicembre la Compagnia di danza FUSIONWORK porterà in scena lo spettacolo SEI TU\, coreografie di Giorgia Angiolosanto\, Serena Zanobi\, Laura Sodano\, regia d iAlessia Tona\, testi di Federica Bordin con Giorgia Angiolosanto\, Serena Zanobi\, Laura Sodano\, Alessia Tona\, Marco Masiello\, Laura Rustichelli\, Martina Luciano\, Benedetta Carbone\, Ilenia Berto\, Elena Valentini. \n\n\n\nTre vite qualunque\, tre donne qualunque\, che tremano\, temono\, celano e mentono. Mentono con il mondo intero\, con se stesse fino ad arrivare all’istante in cui la menzogna è talmente forte da prendere il sopravvento: il rischio più grande è quello di cadere nell’oblio di se stesse. Un espediente anestetico per sfuggire alla sofferenza. Solo il dolore torna prepotentemente a ricordarti che esisti. Ma c’è un luogo nel quale ogni maschera cade e ogni menzogna viene smentita\, ci sarà sempre uno specchio ad attenderti\, se avrai il coraggio di rifletterti in esso. \n\n\n\nL’oblio di se stessi diviene quasi un dolce richiamo\, un anestetico espediente per sfuggire alla sofferenza. In mezzo a questo nulla\, potrebbe quasi consumarsi tutto il tempo\, se non fosse per quel dolore\, che prepotentemente ritorna a ricordarti che esisti. Esisti e dunque ricominci a muoverti\, in quell’intricato labirinto di bugie con indosso la maschera che ti sei costruita… ora fatichi a trovare un varco\, ora inciampi. Le tue gambe divengono più pesanti ad ogni passo\, i tuoi passi divengono corsa straziante\, ma non puoi più fermarti\, ora non puoi più… ora sai che esiste un luogo nel quale ogni maschera cade e ogni menzogna viene smentita\, ti mostrerà chi eri prima di smarrirti e al tempo stesso la persona che sei diventata\, ti permetterà di leggerti dentro senza giudizi e senza riserve… ora sai che ci sarà sempre uno specchio ad attenderti\, se solo\, in esso\, tu avrai il coraggio di rifletterti”.
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LOCATION:Teatro di Villa Lazzaroni\, Via Appia Nuova\, 522\, Roma\, 00181\, Italia
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SUMMARY:"Life Is Life"\, 2 episodio al Teatro Parioli
DESCRIPTION:Con Life Is Life\, il Teatro Parioli Costanzo prosegue ufficialmente la sua stagione teatrale 2025–26 con la direzione artistica firmata da Massimiliano Bruno\, confermando la vocazione del Parioli come luogo di incontro tra tradizione e innovazione\, teatro popolare e scrittura contemporanea. Dopo il grande successo del primo episodio\, la stagione prosegue dal 4 al 14 dicembre con il debutto del secondo capitolo di questo progetto inedito e ambizioso: una serie a teatro in quattro episodi\, scritta da Bruno insieme a Sara Baccarini\, Emilia Bruno\, Filippo Gentile e Daniele Locci\, e prodotta dal Nuovo Teatro Parioli. \n\n\n\nUn format che rinnova e approfondisce il legame tra la serialità e la scena dal vivo: quattro episodi autonomi ma collegati\, distribuiti da novembre a marzo\, con giovani interpreti\, diversa in ogni capitolo.Una struttura narrativa che porta nel teatro lo spirito dell’attesa e della continuità tipico delle grandi storie seriali\, ma restituito alla dimensione unica dell’incontro in sala. È un modo diverso di abitare il teatro — non più come un evento unico e irripetibile\, ma come un appuntamento da seguire nel tempo\, episodio dopo episodio\, come si segue una grande storia condivisa. In questo senso\, Life Is Life non è semplicemente la prosecuzione dello spettacolo inaugurale: è il manifesto della nuova visione artistica di Bruno\, che intende trasformare il Parioli in una casa accogliente\, viva\, aperta alle giovani generazioni e alle nuove scritture. \n\n\n\nIl progetto: un racconto seriale per il palcoscenico \n\n\n\nCon Life Is Life\, Bruno immagina un teatro che dialoga con la città e con il suo pubblico in modo nuovo: la forma episodica diventa uno strumento per costruire continuità emotiva\, per stimolare la memoria e la curiosità dello spettatore. Ogni episodio ha un proprio tono e un proprio sguardo – ora comico\, ora surreale\, ora malinconico – ma tutti concorrono a formare un unico universo narrativo\, in cui i personaggi cambiano\, crescono e si rivelano nel tempo. \n\n\n\nAl centro della storia c’è Ofelia\, un’aliena precipitata sulla Terra che\, nel tentativo di comprendere la nostra specie\, si iscrive a un’accademia di recitazione. Attraverso il teatro – luogo in cui si finge per essere sinceri – scopre le contraddizioni\, le fragilità e la tenerezza dell’essere umano. Dietro la leggerezza della commedia\, Life Is Life affronta temi universali: la solitudine\, il desiderio di essere compresi\, la ricerca di senso\, il ruolo della donna\, la fede e il bisogno di appartenenza. \n\n\n\nBruno gioca con l’idea della serialità per rovesciare la consuetudine teatrale: non uno spettacolo da consumare\, ma un percorso da seguire\, che cresce insieme a chi lo guarda. La stagione 2025–26 del Parioli inizia così\, con un esperimento coraggioso e affettuoso: un teatro che invita a tornare\, ricordare\, aspettare il prossimo episodio. \n\n\n\nDichiarazioni di Massimiliano Bruno \n\n\n\nIdeatore e regista di “Life Is Life”\, direttore artistico del Teatro Parioli Costanzo \n\n\n\n«Life Is Life è un tentativo di portare a teatro la forma della sitcom\, un genere che solitamente non appartiene al linguaggio teatrale perché siamo abituati a vederlo in televisione da oltre cinquant’anni\, declinato dagli italiani\, dagli americani e un po’ in tutto il mondo. In questo caso\, invece\, si tratta di un esperimento di contaminazione tra teatro e televisione: uno spettacolo che conserva la familiarità e il ritmo di una serie TV — quella sensazione di potersi accomodare sul divano e godersi qualcosa di piacevole — ma che\, al tempo stesso\, invita il pubblico a vivere quell’esperienza dal vivo\, a teatro.» \n\n\n\n«Per farlo mi sono avvalso di un’équipe di autori e registi\, tutti molto giovani\, che mi hanno dato una linfa vitale per poter tirare fuori anche tematiche molto contemporanee\, molto vicine a quello che sta succedendo nel mondo adesso.» \n\n\n\n«L’idea è nata alcuni anni fa: inizialmente era un progetto pensato per la televisione — e chissà\, forse un giorno lo realizzerò anche lì — ma che quest’estate abbiamo deciso di sviluppare per il teatro\, insieme a Baccarini\, Locci\, Emilia Bruno\, Filippo Gentile e Maurizio Lops”. \n\n\n\n«La messa in scena è volutamente al servizio dello spettatore: vogliamo innanzitutto divertire e conquistare il pubblico con la bellezza dei personaggi\, con la loro profondità e\, perché no\, con un po’ di politicamente scorretto\, per dire come la pensiamo sul mondo.» \n\n\n\n«Anche se la protagonista è un’extraterrestre\, Lifesy Life non è un racconto di fantascienza\, ma una commedia pura. Una commedia interpretata da attrici e attori giovanissimi\, già in piena ascesa professionale: volti che lavorano da tempo\, ma con l’energia e l’età giusta per raccontare questa storia ambientata tra la Roma Sud di un palazzo che affaccia sulla Conad e un’accademia di recitazione\, dove i protagonisti cercano di farsi strada e conquistare il proprio spazio nel mondo dello spettacolo.» \n\n\n\nCosa è successo nella prima puntata?  \n\n\n\nRoma\, 2025\, settembre. Una navicella spaziale cade sulla Terra. Nuda e disorientata\, un’aliena si guarda intorno e cammina senza meta\, incantata dalla luce e dal rumore. La trovano tre coinquilini poco più che trentenni\, ai margini della società: un complottista paranoico\, una ragazza enigmatica che sembra sapere più di quanto dice e un aspirante attore troppo concentrato su sé stesso per accorgersi che qualcosa di straordinario sta accadendo proprio sotto ai suoi occhi. La portano a casa\, la chiamano Ofelia. Non sanno che\, da quel momento\, per loro cambierà tutto. Da Urano a Roma Sud\, dal silenzio siderale alla confusione dell’umanità\, la nostra protagonista si vedrà costretta ad ambientarsi su questo strambo e affollato pianeta\, e quale contesto migliore\, se non un’accademia di recitazione? Il teatro\, quel luogo in cui ognuno può essere sé stesso fingendo di essere altro\, le permetterà di comprendere a pieno le contraddizioni di questa nostra bizzarra specie. Attraverso le prove\, le rivalità\, gli sfoghi e i sogni dei giovani artisti che incontrerà\, Ofelia capirà che niente è più assurdo\, violento\, tenero\, carnale e poetico dell’essere umano. In una società dove ognuno urla ma nessuno ascolta\, una ragazza venuta da un altro pianeta ci obbliga a guardarci allo specchio. E ci fa una domanda semplice: che razza di pianeta è questo? \n\n\n\nEpisodio 2 \n\n\n\n4–14 dicembre 2025Scritto da Massimiliano Bruno con Sara Baccarini\, Emilia Bruno\, Filippo Gentile e Daniele LocciRegia di Filippo Gentilecon Sara Baccarini\, Gabriele Bax\, Carlotta De Cesaris\, Mariachiara Di Mitri\, Daniele Locci\, Filippo Maria Macchiusi\, Alessandro Mauthe\, Marianna Menga\, Dafne Montalbano\, Alessandro Nistri\, Cecile Ngo Noug\, Marco Todisco\, Chiara TronMusiche Roberto ProcacciniCostumi Monica RosiniScenografia Alessandro ChitiDirezione Palco Andrea CecchiniDirezione Musicale Carlotta TommasiSound Design Raniero TerribiliDisegno Luci Mirco Maria ColettiOrganizzazione Carmela AngeliniProduzione Esecutiva Enzo GentileProduzione Nuovo Teatro Parioli \n\n\n\nLa storia prosegue dall’episodio precedente… \n\n\n\nCi ritroviamo all’Accademia di recitazione\, dove la vita di Ofelia e dei suoi compagni continua tra prove\, sogni e nuove tensioni. Le dinamiche all’interno della scuola si fanno sempre più intense: verità nascoste e identità da reinventare si intrecciano in un continuo gioco tra realtà e finzione. Ma tutto viene sconvolto dall’arrivo di un personaggio misterioso: sarà un alleato o un nemico? \n\n\n\nLife is life è una commedia brillante\, ironica e surreale che fa ridere tanto e pensare ancora di più. Tra situazioni paradossali e personaggi indimenticabili\, lo spettacolo usa l’umorismo per affrontare temi enormi come il sesso\, la religione\, il ruolo della donna\, la solitudine e il bisogno disperato di essere capiti. Una favola comica e aliena che ride dell’umanità…ma con infinita tenerezza! \n\n\n\nScopri come continua nel terzo episodio… \n\n\n\nOrari Repliche  \n\n\n\nGio04/12/202521:00Ven05/12/202521:00Sab06/12/202519:00Dom07/12/202517:00Mar09/12/202521:00Mer10/12/202521:00Gio11/12/202521:00Ven12/12/202521:00Sab13/12/202521:00Dom14/12/202517:00\n\n\n\n\n\n\n\nEpisodio 3 \n\n\n\n22 gennaio – 1° febbraio 2026Un progetto di Massimiliano BrunoScritto da Massimiliano Bruno ìcon Sara Baccarini\, Emilia Bruno\, Filippo Gentile e Daniele LocciRegia di Sara Baccarinicon Sara Baccarini\, Gabriele Bax\, Carlotta De Cesaris\, Mariachiara Di Mitri\, Daniele Locci\, Caterina Lucente\, Filippo Maria Macchiusi\, Marianna Menga\, Chiara Mercurio\, Dafne Montalbano\, Alessandro Nistri\, Marco Todisco\, Chiara TronMusiche Roberto ProcacciniCostumi Monica RosiniScenografia Alessandro ChitiDirezione Palco Andrea CecchiniDirezione Musicale Carlotta TommasiSound Design Raniero TerribiliDisegno Luci Mirco Maria ColettiOrganizzazione Carmela AngeliniProduzione Esecutiva Enzo GentileProduzione Nuovo Teatro Parioli \n\n\n\nLe relazioni si complicano\, le certezze si dissolvono. La commedia vira verso il mistero\, lambisce il surreale e poi improvvisamente fa ridere di nuovo. Un episodio che ribalta tutte le carte\, dove nulla è come sembra e ogni dettaglio conta. \n\n\n\nEpisodio 4 — Conclusione \n\n\n\n19–29 marzo 2026Un progetto di Massimiliano BrunoScritto da Massimiliano Bruno con Sara Baccarini\, Emilia Bruno\, Filippo Gentile e Daniele LocciRegia di Maurizio Lopscon Sara Baccarini\, Gabriele Bax\, Carlotta De Cesaris\, Mariachiara Di Mitri\, Daniele Locci\, Filippo Maria Macchiusi\, Marianna Menga\, Chiara Mercurio\, Dafne Montalbano\, Alessandro Nistri\, Marco Todisco\, Chiara TronMusiche Roberto ProcacciniCostumi Monica RosiniScenografia Alessandro ChitiDirezione Palco Andrea CecchiniDirezione Musicale Carlotta TommasiSound Design Raniero TerribiliDisegno Luci Mirco Maria ColettiOrganizzazione Carmela AngeliniProduzione Esecutiva Enzo GentileProduzione Nuovo Teatro Parioli \n\n\n\nAlla fine\, tutte le trame si intrecciano\, le domande trovano risposta\, i nodi si sciolgono… o forse si trasformano in nuovi enigmi. È proprio allora che Ofelia si ferma e si chiede: che razza di pianeta è questo? Solo chi avrà seguito ogni episodio potrà cogliere appieno la complessità e l’emozione di un finale esplosivo\, ricco di poesia\, humour e verità inaspettate. \n\n\n\nCon Life Is Life\, Massimiliano Bruno e firma un progetto di quattro episodi e una sola grande storia: un viaggio ironico e poetico nell’assurdità dell’essere umano\, che trasforma la platea in comunità e lo spettatore in parte attiva del racconto. \n\n\n\nIn un tempo dominato dalla velocità e dall’oblio\, Life Is Life restituisce al teatro il suo ritmo naturale: quello dell’attesa\, dell’ascolto\, del ritorno. Un invito a seguirne il percorso\, episodio dopo episodio\, perché – come nella vita – ogni frammento svela un nuovo inizio.
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