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SUMMARY:“Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth” a Capena
DESCRIPTION:Domenica 6 settembre\, dalle ore 10.00 alle 17.00\, l’Art Forum Würth Capena apre eccezionalmente le sue porte al pubblico nel fine settimana\, offrendo l’opportunità di visitare la mostra “Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth”. \n\n\n\nL’esposizione riunisce oltre 50 opere\, realizzate tra il 1888 e il 2020\, di una ricca selezione di artisti internazionali\, tra cui Hans (Jean) Arp\, Magdalena Abakanowicz\, Georg Baselitz\, Fernando Botero\, Francesco Clemente\, Giorgio de Chirico\, Jan Fabre\, Antony Gormley\, Alex Katz\, Arnulf Rainer\, Marc Quinn e Andy Warhol. Dipinti\, sculture\, fotografie\, collage e stampe compongono un racconto articolato e corale che attraversa più di un secolo di storia dell’arte\, mostrando come il corpo umano sia diventato specchio\, simbolo e misura dei mutamenti culturali e della sensibilità moderna e contemporanea. \n\n\n\nIn occasione dell’apertura domenicale\, oltre alla possibilità di visitare la mostra\, il pubblico potrà partecipare a visite guidate dedicate\, un’occasione per approfondire il percorso espositivo e lasciarsi accompagnare alla scoperta delle opere e dei temi che attraversano la mostra. \n\n\n\nOrari visite guidate: \n\n\n\n–          10:30 – 11:30 \n\n\n\n–          12:00 – 13:00 \n\n\n\n–          15:30 – 16:30 \n\n\n\nCosto di partecipazione visita guidata: 10€ a partecipante\, costo per gruppi (minimo 8 persone): 70€. Prenotazione obbligatoria: tel. 06/90103800 | cell: 3317541611 | mail: art.forum@wuerth.it \n\n\n\nIIn occasione del suo ventesimo anniversario\, l’Art Forum Würth Capena presenta “Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth”\, una grande collettiva che riunisce oltre 50 opere\, realizzate tra il 1888 e il 2020\, di una ricca selezione di artisti internazionali\, tra i quali Hans (Jean) Arp\, Magdalena Abakanowicz\, Georg Baselitz\, Fernando Botero\, Francesco Clemente\, Giorgio de Chirico\, Jan Fabre\, Antony Gormley\, Alex Katz\, Arnulf Rainer\, Marc Quinn e Andy Warhol. Dipinti\, sculture\, fotografie\, collage e stampe compongono un racconto articolato e corale che attraversa più di un secolo di storia dell’arte\, permettendo di osservare come il corpo umano sia diventato specchio\, simbolo e misura dei mutamenti culturali e sensibili della modernità. \n\n\n\nLa mostra accosta artisti lontani per epoca\, linguaggi e poetiche\, creando dialoghi inaspettati e contrasti stimolanti che aprono nuove prospettive sulla rappresentazione della figura umana. All’interno di questa trama visiva\, l’esposizione si articola in diverse dimensioni tematiche che mettono in luce il corpo come origine\, simbolo\, teatro dell’interiorità\, gesto e infine idea: una chiave privilegiata per leggere le grandi trasformazioni culturali del Novecento e del nostro presente.  \n\n\n\nArtisti in mostra:  \n\n\n\nMagdalena Abakanowicz\, Horst Antes\, Hans (Jean) Arp\, Georg Baselitz\, Walter Becker\, Fernando Botero\, Louise Bourgeois\, Günter Brus\, Sandro Chia\, Francesco Clemente\, Giorgio De Chirico\, Ugo Dossi\, Jan Fabre\, Rainer Fetting\, Katsura Funakoshi\, Antony Gormley\, Sabine Hoffmann\, Alfred Hrdlicka\, Edita Kadirić\, Alex Katz\, Jürgen Klauke\, Andreas Lau\, Alberto Magnelli\, Harding Meyer\, Albert Oehlen\, A. R. Penck\, Peter Pongratz\, Marc Quinn\, Arnulf Rainer\, Antonio Saura\, Kazuo Shiraga\, Wilhelm Thöny\, Wilhelm Trübner\, Lun Tuchnowski\, Antoni Tàpies\, Andy Warhol\, Lambert Maria Wintersberger\, Walter Wörn\, Klaus Zylla. \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\nOrario di apertura al pubblico:  \n\n\n\nlunedì – venerdì: 10.00 – 17.00 \n\n\n\nsabato e domenica aperto per eventi e laboratori creativi \n\n\n\nfestivi chiuso \n\n\n\nInformazioni \n\n\n\nTel. 06/90103800 | cell: 3317541611  \n\n\n\nmail: art.forum@wuerth.it \n\n\n\nwww.artforumwuerth.it  
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SUMMARY:"Fortuna in Musica" il festival dei Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii\,
DESCRIPTION:Dal 6 al 12 settembre torna Fortuna in Musica\, il festival dei Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii\, che quest’anno amplia il proprio percorso dal Santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina al Parco archeologico di Gabii. \n\n\n\nLa novità dell’edizione 2026 è il Teatro campestre di Gabii\, una nuova struttura temporanea e reversibile\, realizzata con balle di fieno e materiali presenti nel Parco\, pensata per accogliere spettacoli dal vivo in dialogo con il paesaggio e la memoria archeologica del sito. \n\n\n\nTre gli appuntamenti in programma: \n\n\n\n6 settembre\, ore 19.30 – PalestrinaCirco Diatonico – Acrobazie\, ritmo ed emozioni dello spettacolo viaggianteSantuario della Fortuna Primigenia – Piazza della Cortina \n\n\n\n11 settembre\, ore 19.30 – GabiiSimone Prattico – Oriundo QuartetTeatro campestre del Parco archeologico di Gabii – Via Prenestina Nuova\, km 19\,300 \n\n\n\n12 settembre\, ore 19.30 – GabiiJavier Girotto & Aires Tango – 30Teatro campestre del Parco archeologico di Gabii – Via Prenestina Nuova\, km 19\,300 \n\n\n\nSaremmo molto felici di poter accogliere giornalisti\, fotografi e operatori dell’informazione agli spettacoli. \n\n\n\nL’ingresso è gratuito al costo simbolico di 1 euro. Per organizzare al meglio l’accoglienza stampa\, vi chiediamo di confermare la vostra presenza direttamente a me\, indicando\, se possibile\, lo spettacolo scelto e il numero di persone. \n\n\n\nPer il programma completo e le informazioni:gabiipraeneste.cultura.gov.it \n\n\n\nPer i biglietti:Prenotazione biglietti Fortuna in Musica 2026 \n\n\n\nVi aspettiamo a Palestrina e Gabii per raccontare insieme questo nuovo percorso\, in cui musica\, archeologia\, paesaggio e comunità tornano a incontrarsi.
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SUMMARY:XX edizione MITO SettembreMusica
DESCRIPTION:È Harmonia il tema della ventesima edizione di MITO SettembreMusica\, in programma a Milano e Torino dal 6 al 20 settembre 2026. Per la sua prima programmazione come direttrice artistica del festival\, Speranza Scappucci ha scelto un elemento essenziale della musica\, agente per la pacificazione\, ideale di bellezza\, vocato alla coniugazione delle diversità e alla costruzione di relazioni tra voci\, generazioni\, repertori\, città\, luoghi\, persone. Come risposta musicale alle fratture del presente\, gli oltre 60 appuntamenti (molti dei quali in entrambe le città) del festival\, presieduto da Alberto Meomartini\, invocano dunque un esercizio di responsabilità e di relazione e invitano a trovare equilibrio nell’ascolto di un cartellone che mette in dialogo antico e contemporaneo\, repertorio classico e nuove creazioni\, Novecento e musica barocca\, musica sinfonica e teatro musicale\, formazioni internazionali e giovani interpreti\, il cuore delle due città e i loro luoghi meno consueti. «“Harmonia” è una parola simbolica\, diretta e apparentemente naturale per un festival di musica  – afferma Speranza Scappucci – che racchiude in sé molteplici sfaccettature e richiami profondi. La domanda che mi ha accompagnata è solo in apparenza semplice: come tenere insieme differenze reali (di città\, di pubblici\, di repertori\, di luoghi\, di generazioni) senza cancellarne l’individualità? In un tempo segnato da fratture e polarizzazioni\, l’armonia mi sembra uno dei valori più necessari\, e forse anche uno dei più fraintesi. In musica\, infatti\, l’armonia non è assenza di tensione: è relazione tra voci diverse\, è equilibrio costruito attraverso ascolto\, attrito\, movimento. La dea Harmonia nasce dall’unione di Ares e Afrodite\, divinità della guerra e dell’amore. L’armonia\, dunque\, non è eliminare il conflitto\, ma trasformarlo in possibilità di ascolto». «Con la ventesima edizione di MITO SettembreMusica – dicono i Sindaci della Città di Torino e Milano e presidenti onorari del festival Stefano Lo Russo e Giuseppe Sala – le nostre città rinnovano un patto culturale che\, anno dopo anno\, ha saputo unirle: vent’anni di musica insieme\, di ascolto\, di dialogo fra luoghi\, pubblici e tradizioni diverse. Questa ricorrenza conferma un percorso condiviso e ormai consolidato\, costruito attraverso la musica come linguaggio che unisce e mette in dialogo territori e comunità. Un caloroso benvenuto va infine alla nuova Direttrice artistica Speranza Scappucci\, cui rinnoviamo l’augurio di buon lavoro». «Il tema Harmonia – aggiungono gli assessori alla Cultura Rosanna Purchia e Tommaso Sacchi – interpreta con chiarezza questa vocazione: l’armonia come nobilitazione delle differenze e volontà di farle convivere in equilibrio in una congiuntura segnata da tensioni\, fratture e conflitti\, affinché la musica ci ricordi che ogni voce trova senso pieno solo nell’ascolto dell’altra. È così che MITO SettembreMusica invita cittadini\, artisti e istituzioni a riconoscere le ragioni della pace\, della convivenza civile e della responsabilità condivisa. La musica non sostituisce la politica\, né cancella le difficoltà del presente\, ma ricorda che nessuna voce trova senso pieno se resta isolata e che ogni comunità cresce quando impara ad ascoltare ciò che le è diverso». «Ci sono anniversari – sottolinea il presidente del festival Alberto Meomartini – che servono a riconoscere il cammino fatto più che a misurare il tempo trascorso. La ventesima edizione di MITO SettembreMusica è uno di questi momenti: un’occasione per ritrovarci\, per guardare quello che è stato costruito e\, in conseguenza per rinnovare il senso di un progetto che continua a unire Milano e Torino nella creazione e nella diffusione di cultura musicale. In questi vent’anni MITO SettembreMusica ha accompagnato generazioni diverse di ascoltatori\, ha abitato teatri\, auditorium\, chiese\, spazi urbani e luoghi meno consueti\, ha portato la musica dove il pubblico già la cercava e anche dove poteva incontrarla per la prima volta. Con lo stesso impegno oggi MITO SettembreMusica prosegue questo percorso sinonimo di vitalità delle due comunità cittadine». «Intesa Sanpaolo conferma con convinzione il proprio sostegno a MITO SettembreMusica\, un festival che valorizza la musica come patrimonio universale e la rende accessibile a un pubblico ampio e diversificato. Il legame con Milano e Torino rafforza un impegno che da sempre unisce cultura e sviluppo: sostenere iniziative di eccellenza come MITO SettembreMusica significa contribuire concretamente alla diffusione dell’arte e alla crescita sociale ed economica dei territori\, commenta Paola Musso\, Executive Director Comunicazione e Immagine Intesa Sanpaolo. La nuova edizione si apre domenica 6 settembre a Milano\, al Teatro alla Scala\, con il War Requiem di Benjamin Britten\, affidato all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai\, al Coro e Coro di voci bianche del Teatro Regio Torino\, alla direzione di Simone Young e a un cast vocale formato dal soprano Elena Guseva\, dal tenore Allan Clayton e dal baritono Bo Skovhus. Lunedì 7 settembre lo stesso programma sarà a Torino\, all’Auditorium Rai Arturo Toscanini. Entrambi gli appuntamenti sono realizzati grazie al presenting partner Intesa Sanpaolo. Composto per la consacrazione della nuova Cattedrale di Coventry\, ricostruita dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale\, il War Requiem è al contempo simbolo di un’umanità divisa che cerca la riconciliazione e manifesto ideale di Harmonia. Concerto sinfonico di chiusura del festival è quello con i Bamberger Symphoniker diretti da Jakub Hrůša e con Lukas Sternath pianoforte\, a Milano sabato 19 e a Torino domenica 20 settembre impegnati in un programma interamente dedicato a Johannes Brahms\, con la Sinfonia n. 3 e il Concerto per pianoforte n. 2\, che vuole essere un commiato che parla dell’armonia come ascolto reciproco. Il programma 2026 trae spunto anche da alcuni anniversari\, come il cinquantenario della morte di Benjamin Britten\, uno dei grandi compositori del Novecento e figura centrale di questa edizione\, con capolavori come il citato War Requiem\, i Four Sea Interludes da Peter Grimes\, la Serenade e diversi altri brani. Spazio anche per il centenario della nascita di Hans Werner Henze\, alla lunga scia del centocinquantesimo anniversario di Maurice Ravel\, concluso nel 2025 ma ancora vivo nella proposta del festival\, e al percorso verso il 2027\, bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven\, che MITO SetetmbreMusica anticipa con l’avvio dell’integrale dei quartetti affidata al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala. Riprendendo la scansione cronologica del programma\, martedì 8 settembre appuntamento unico a Torino (Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto) con la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly in pagine di Rachmaninov affiancate alla Sinfonia n. 4 di Čajkovskij. Il dialogo fra epoche e linguaggi prosegue con William Christie e Les Arts Florissants impegnati a esaltare i fasti del barocco francese di Marc-Antoine Charpentier: a Torino (Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto) mercoledì 9 e a Milano giovedì 10 settembre (Teatro Dal Verme)\, grazie al presenting partnerIntesa Sanpaolo. In occasione degli ottant’anni di Christie\, pioniere della riscoperta del repertorio barocco francese\, MITO SettembreMusica ospita un dittico con la regia di Marie Lambert-Le Bihan e Stéphane Facco e le coreografie di Martin Chaix\, che unisce musica\, teatro\, danza e gesto scenico: Les Arts Florissants\, che celebra la pace e la rinascita delle arti dopo il conflitto\, e La descente d’Orphée aux Enfers\, che rilegge il mito di Orfeo\, ribadendo la capacità di “Harmonia” di farsi ordinatrice dell’arte e di opporre l’arte alla violenza. La musica antica è presente anche con Il Pomo d’Oro\, tra le formazioni italiane più acclamate della scena internazionale\, impegnato in un programma dedicato a Claudio Monteverdi\, a Torino (Tempio Valdese) venerdì 11 e a Milano (Santa Maria delle Grazie al Naviglio) sabato 12 settembre\, a ribadire la forte presenza della voce nel festival\, strumento di memoria\, racconto\, teatro identità. In quest’ottica si inserisce il concerto con pagine di Britten\, Pärt e Weill sabato 19 settembre a Torino con l’Orchestra Sinfonica di Milano\, con Levy Sekgapane tenore e Alessio Allegrini corno e direttore. E poi quelli (Milano 18 e Torino 19 settembre) con i Canticles e alcuni Folk Songs di Britten\, con Matthew Swensen (tenore)\, Kelsey Lauritano (mezzosoprano)\, Debora Maffeis (corno) e Brian Zeger (pianoforte)\, e il programma affidato all’Ensemble I Pomeriggi Musicali con il Phantasy Quartet per oboe e trio d’archi e il Quartetto per archi n. 2 sempre di Britten (Torino 14 e Milano 15 settembre). Uno dei momenti più rappresentativi della nuova direzione artistica sarà il concerto regalato alle due citta da Speranza Scappucci che dirige l’Orchestra di studenti dei Conservatori di Milano e Torino\, il Coro Maghini preparato da Claudio Chiavazza e un cast formato da Maria Grazia Schiavo (soprano)\, José Maria Lo Monaco (mezzosoprano)\, Levy Sekgapane (tenore) e Andrea Pellegrini (basso). In programma\, lo Stabat Mater di Gioachino Rossini\, a Milano (S. Barnaba in Gratosoglio) mercoledì 16  e a Torino (San Filippo Neri) giovedì 17 settembre\, concerto simbolico sia per la levatura artistica della pagina rossiniana\, sia per il coinvolgimento di tanti giovani musicisti\, guidati dalla direttrice artistica del festival e affiancati da interpreti di esperienza internazionale. Non manca una nuova commissione di MITO SettembreMusica\, nel 2026 a Paola Prestini\, compositrice italiana naturalizzata statunitense\, fondatrice e direttrice artistica del National Sawdust di New York: Kaos sarà eseguito dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Michele Mariotti sabato 12 a Torino (Auditorium RAI) e domenica 13 settembre a Milano (Conservatorio Verdi). Ispirato ad alcune novelle di Pirandello\, il trittico orchestrale trasforma la materia narrativa in una riflessione sul conflitto interiore\, sull’isolamento e sulla dignità. Il programma sarà completato dai Four Sea Interludes di Britten e dalla Sinfonia n. 4 “Italiana” di Mendelssohn. La musica del presente attraversa il cartellone anche nel concerto dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano\, diretta da Natalia Ponomarchuk\, con Simonide Braconi viola solista. Il programma\, a Milano (Teatro Dal Verme) sabato 12 e a Torino (Conservatorio Verdi) domenica 13 settembre\, accosta il Siegfried-Idyll di Richard Wagner\, Il canto del silenzio per viola e archi dello stesso Braconi\, la Romanzadi Bruch\, la Chamber Symphony n. 2 “Meditation” di Yevhen Stankovych e la Sinfonia n. 35 “Haffner” di Mozart. Il brano di Braconi\, composto durante la pandemia del 2020\, e quello di Stankovych\, compositore ucraino tra i più significativi del secondo Novecento\, continuano a riflettere sulla memoria e sulla resistenza interiore\, inserendosi tra la “luce” mozartiana e la sospensione wagneriana. La presenza di brani di Ravel in prima assoluta italiana e pagine di Falla consente a MITO SettembreMusica 2026 di tracciare un altro sentiero: quello delle identità musicali reinventate. Martedì 8 settembre a Milano (Teatro Dal Verme)\, l’Orchestra del Teatro Regio di Torino diretta da Ludovic Morlot\, con il mezzosoprano Rinat Shaham e il tenore Pierre Derhet\, propone le Trois mélodies hébraïques e Prélude et danse da Sémiramis di Ravel accanto alle Siete canciones populares españolasdi Falla. A questa geografia sonora appartiene anche il recital della chitarrista Gaëlle Solal\, a Milano (Teatro Blu) lunedì 14 e a Torino (Auditorium grattacielo Intesa Sanpaolo) martedì 15 settembre\, intitolato “Da Granada a Montmartre”. Sempre in questa direzione si collocano l’Italian Clarinet Quartet\, (Milano Teatro Martinitt 14 e Torino Tempio Valdese 16 settembre) con un programma che da Vivaldi arriva a Puccini\, Falla\, Granados\, Albéniz\, Debussy ed Escaich\, e il duo Pietro Maria Cintura / Marco Gerolin\, chitarra e fisarmonica\, impegnato tra nuove scritture e trascrizioni da Piazzolla (Milano CineTeatro La Creta 16 e Torino Piccolo Regio Giacomo Puccini 17 settembre). Un altro tema evidente consiste nel rapporto fra tradizione cameristica e prospettiva futura. Nel 2026 si avvia infatti l’integrale dei quartetti per archi di Beethoven\, affidata al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala (Francesco Manara e Daniele Pascoletti violini\, Simonide Braconi viola e Massimo Polidori violoncello) e in collaborazione con Iren\, che si svilupperà in due edizioni\, accompagnando il pubblico verso il bicentenario della morte del compositore tedesco. Quest’anno\, tra le due città\, diversi appuntamenti tra Milano e Torino\, con quartetti giovanili\, maturi e tardi: dall’op. 18 all’op. 127\, dall’op. 130 con la Grande Fuga all’op. 74 “delle arpe” e all’op. 59 n. 2 “Razumovskij”. La musica da camera occupa un ruolo rilevante in tutto il festival: il Sestetto Sincronìa (Milano 7 e Torino 8 settembre) propone Verklärte Nacht di Schönberg e Souvenir de Florence di Čajkovskij; il pianista Konstantin Lifschitz (Milano 8 e Torino 9 settembre) affronta Mendelssohn\, Brahms e la Sonata “Reliquie” di Schubert completata da Krenek. Il vincitore del Concorso Busoni 2025\, Yifan Wu\, (Milano 14 e Torino 15 settembre) presenta un programma interamente schumanniano. Particolarmente significativa è anche la presenza del pianoforte\, con David Fray interprete delle Variazioni Goldberg di Bach\, a Milano (Teatro Dal Verme) venerdì 18 e a Torino (Conservatorio Verdi)  domenica 20 settembre\, appuntamento che chiude cronologicamente il festival. Il festival continua poi a sostenere i giovani interpreti come la francese Adélaïde Ferrière giovane star delle percussioni e vincitrice di “Les Victoires de la Musique” 2026 che sarà protagonista di due programmi (Torino 10 e Milano 11 settembre)\, “Classical Marimba” e “Da Rameau all’elettronica”\, che mettono in relazione repertorio classico\, trascrizione\, contemporaneità e sperimentazione. Il violoncellista Mattia Zappa (Milano 13 settembre) costruisce un viaggio solistico da Bach a Hindemith\, Piatti\, Tsintsadze e Cassadò; il Trio Rinaldo (Torino 18 e Milano 19 settembre) accosta Krein\, Takemitsu\, Henze e Šostakovič. Tra tango\, colonne sonore e pop si inseriscono i concerti del Quartetto Pessoa (Milano 8 e 10 settembre\, Torino 11 e 12 settembre)\, con programmi dedicati a Piazzolla\, Morricone\, Nino Rota\, John Williams\, Gardel\, ma anche a De Gregori\, Battiato\, Yann Tiersen e nuove composizioni di Tommaso Quaranta. Di rilievo i progetti dedicati alla formazione e all’educazione all’ascolto inseriti nel programma di questa XX edizione di MITO SettembreMusica 2026. Si comincia a Torino (12 settembre Casa Teatro Ragazzi e Giovani) e a Milano (13 settembre Teatro Munari) con Un tè con Beethoven di Pasquale Buonarota (produzione della Fondazione TRG in collaborazione con il Conservatorio di Torino)  porta il pubblico alla scoperta dei Quartetti d’archi e della vita del compositore tedesco attraverso il nipote Karl\, che racconta lo zio\, la persona\, non solo l’artista. Quindi L’usignolo di Hans Christian Andersen (Milano Teatro Munari 19 e Torino Casa Teatro Ragazzi e Giovani 20 settembre) con l’Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali diretta da Daniele Parziani\, gli attori Jasmine Monti e Carlo Merico\, la regia di Isotta Tomassini e i testi di Andrea Piazza. La fiaba viene trasportata in una Digitopia abitata da gadget\, intelligenze artificiali e smartphone\, dove la voce autentica dell’usignolo ricorda che nessuna macchina\, per quanto perfetta\, può sostituire la bellezza della natura\, della libertà e della verità: un modo poetico e accessibile per parlare ai bambini e alle famiglie del rapporto fra arte\, tecnologia\, ascolto e autenticità. MITO SettembreMusica 2026 conferma anche la propria vocazione urbana. Accanto alle sedi simboliche delle due città – il Teatro alla Scala\, l’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto\, l’Auditorium Rai Arturo Toscanini\, il Teatro Dal Verme\, il Conservatorio Giuseppe Verdi – il festival continua a raggiungere teatri\, chiese\, spazi culturali e quartieri meno centrali. La diffusione territoriale porta musica importante in luoghi differenti anche per ridurre le distanze\, ampliare la partecipazione\, costruire nuove abitudini di ascolto. Milano e Torino sono quindi i due poli di un unico progetto. MITO SettembreMusica è un progetto delle Città di Torino e Milano\, con il contributo del Ministero della Cultura\, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino e dalla Fondazione I Pomeriggi Musicali\, con il sostegno sin dalla prima edizione del Partner Intesa Sanpaolo\, della Fondazione Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT\, degli sponsor Iren\, Pirelli\, Fiera Milano\, scon il supporto di Jacobacci & Partners e del Charity Partner Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro. La Rai con Rai Cultura e Radio3 è Media partner del Festival insieme a Sky Classica e Più Classica. www.mitosettembremusica.it  Costo dei biglietticoncerti a Milano > da euro 5 a euro 50concerti a Torino > da euro 1 a euro 40Sono previsti carnet e varie tipologie di pass Biglietteria onlineticketone.it (concerti a Milano)vivaticket.it (concerti a Torino) MilanoBiglietteria TicketOne – Teatro Dal Vermevia San Giovanni sul Muro\, 2 – MilanoTel. +39 02 87905 201biglietteriamito@ipomeriggi.itLa biglietteria è aperta da martedì a sabato ore 10-18 / Chiusura: da 25 luglio al 31 agosto TorinoNuova sede piazza Palazzo di Città 5/A+39 011 4249144biglietteria@fpct.itLa biglietteria è aperta da martedì a sabato ore 10.30 – 18 (da martedì 1 settembre tutti i giorni – chiusura dall’1 al 24 agosto) Se ancora disponibili\, i biglietti saranno messi in vendita anche il giorno del concerto\, a partire da 45 minuti prima dell’inizio presso la biglietteria della relativa sede.Al momento dell’acquisto è possibile aggiungere 1 euro a sostegno della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro
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SUMMARY:"Roma Borgata Festival" al Parco di Torre Fiscale
DESCRIPTION:Dopo aver attraversato per due mesi quartieri\, cortili Ater\, mercati\, bar\, parchi e strade\, il Roma Borgata Festival approda al Parco di Torre del Fiscale per l’ultima settimana della sua seconda edizione. Dal 7 al 13 settembre\, il paesaggio degli acquedotti diventa il punto di incontro di un viaggio che ha trasformato i margini della città in una costellazione di palcoscenici: sette giorni tra danza site-specific\, teatro\, musica\, letteratura e passeggiate performative\, nei quali tornano e giungono a compimento alcuni dei progetti che hanno segnato l’intero Festival. \n\n\n\nUna settimana che riassume la vocazione del Roma Borgata Festival\, progetto di ASAPQ con la direzione artistica di Alessandra Muschella: abitare culturalmente la città\, portando lo spettacolo fuori dai luoghi convenzionali e costruendo una nuova relazione tra arti performative\, paesaggio urbano e comunità. \n\n\n\nAd aprire idealmente questa ultima tappa\, da lunedì 7 a venerdì 11 settembre\, sarà la residenza di danza site-specific “Pillole Urbane”\, a cura di ACSD KODANCE/&KO. Gli artisti lavoreranno direttamente nel parco alla costruzione della coreografia che verrà restituita in partenza sabato 12 settembre. Un processo creativo che sperimenta il connubio tra arte del movimento\, attivando il luogo come una scena viva e facendo della permanenza nel territorio una parte essenziale dell’opera. \n\n\n\nMercoledì 9 settembre alle ore 19.00 torna “Scuolabus – quando il viaggio diventa racconto”\, uno dei progetti simbolo della seconda edizione del Festival. A bordo di uno scuolabus anni Ottanta\, Giulia Anania e Lavinia Mancusi accompagneranno il pubblico in un percorso intimo e collettivo attraverso il Quadraro\, alla scoperta di luoghi nascosti\, storie umane\, memorie e dettagli che spesso sfuggono allo sguardo quotidiano. Musica\, parole e racconto urbano si intrecciano in un viaggio nel quale lo spostamento diventa esperienza performativa e il quartiere si rivela attraverso le voci e le storie di chi lo abita. \n\n\n\nGiovedì 10 settembre alle ore 19.00 il Festival prosegue con “Bar Campioni – Il ciclista incatenato”\, spettacolo teatrale scritto e interpretato da Ariele Vincenti\, con le musiche di Tiziano Gialloreto. Al centro del racconto la figura di Vito Taccone\, il “Camoscio d’Abruzzo”: ciclista ribelle\, generoso e irascibile\, entrato nel mito dello sport del Novecento grazie alle sue straordinarie doti di scalatore. Ambientato idealmente in un bar dello sport dell’entroterra abruzzese\, lo spettacolo ne ripercorre l’epopea agonistica e umana\, restituendo il ritratto di un campione popolare e anticonformista. \n\n\n\nVenerdì 11 settembre alle ore 19.00 arriva “Fiammiferi”\, progetto performativo di ABRA con Stella Mastrantonio e Brando Pacitto e la sonorizzazione di Ludovico Franco\, una rilettura del racconto di Italo Calvino L’avventura di due sposi che prende forma attraverso un’esperienza di lettura collettiva immersiva e site-specific.  \n\n\n\nLa serata proseguirà dalle ore 20.00 con “Dominio Pubblico per Roma Borgata Festival”: tre concerti affidati alla programmazione della DAP Under 25 – Direzione Artistica Partecipata\, per lasciare spazio allo sguardo\, ai linguaggi e alle proposte di una nuova generazione di artisti. \n\n\n\nSabato 12 settembre\, dalle ore 19.00\, il lavoro sviluppato durante la residenza “Pillole Urbane” troverà la sua restituzione pubblica con “To the Ground”\, performance site-specific a cura di ACSD KODANCE/&KO\, con concept\, regia e coreografia di Sil Marti e l’assistenza coreografica di Giulia Federico. A seguire\, il dialogo tra musica e cinema sarà protagonista con “Omaggio a Hans Zimmer”\, diretto da Giordano Maselli.  \n\n\n\nL’ultima giornata\, domenica 13 settembre\, inizierà alle ore 18.00 con “Street Stories”\, passeggiata performativa nel Parco di Torre del Fiscale a cura di Giulia Anania e Tiziano Panici. Tra musica e poesia\, il percorso darà voce alle strade\, alle memorie e alle realtà che animano il territorio\, trasformando la passeggiata in una forma di narrazione collettiva. \n\n\n\nA chiudere la seconda edizione\, alle ore 20.00\, sarà “Dialoghi Sinfonici – Operette” con l’Orchestra EICO\, diretta dal maestro Germano Neri .  \n\n\n\nGli spettacoli si svolgeranno al Parco di Torre del Fiscale\, con ingresso da via dell’Acquedotto Felice 120. I biglietti\, da 1 a 2 euro\, sono a sostegno del Festival. \n\n\n\nRoma Borgata Festival è un progetto di ASAPQ\, con la direzione artistica di Alessandra Muschella\, il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Lazio\, il patrocinio del Municipio Roma VII\, in collaborazione con ALPHIO APS – Casali di Tor Fiscale. Partner multimediale HF4. \n\n\n\nPer conoscere la programmazione completa\, informazioni e biglietti:  \n\n\n\nwww.romaborgatafestival.it
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SUMMARY:Nicolò Sordo  al Teatro Camploy di Verona
DESCRIPTION:Lunedì 7 settembre Nicolò Sordo arriva a Verona con una proposta insolita: prima di andare in scena\, apre il suo “ufficio” e invita chiunque voglia a sedersi e scrivere insieme a lui. Si chiama Underdogs ed è un laboratorio di drammaturgia che inizia alle 18:30 nella SalaTotola del Teatro Camploy. Due ore\, alcune domande al centro “cosa vuol dire credere? quanto costa?” e ognuno esce con un pezzo scritto. Sordo non fa da guida dall’esterno: scrive anche lui\, insieme ai partecipanti\, nello stesso tempo e nello stesso spazio. Il laboratorio è aperto a tutti\, senza limiti di età\, senza prerequisiti\, senza barriere di lingua. La partecipazione è gratuita. \n\n\n\nNon è un evento collaterale. È la prima metà della giornata. Perché alle ore 21\, nello stesso teatro\, Sordo porta in scena Hijos de Buddha – Episodio 1\, regia di Alessandro Rossetto\, con Marina Romondia. Qui il tema è lo stesso. Maria Sanchez Misericordia è spagnola\, badante\, buddista\, cleptomane e ha problemi con l’alcol. Ha trovato nella fede l’unica merce ancora spendibile. Una donna che crede\, o che almeno ci prova\, e che paga ogni giorno il prezzo di quella fede con la propria pelle. “Sono molto felice di questa possibilità datami dal direttore artistico Fabrizio Arcuri. Di esserci e di mettere in atto il mio modo di lavorare – dichiara Nicolò Sordo. La cosa che continua a interessarmi del teatro è la possibilità di stare dentro a un processo. A teatro le cose non finiscono mai. Ma c’è forse almeno un momento in cui le cose iniziano. Desidero che il pubblico abbia questa volta la possibilità di condividere anche quel momento. Scriviamo dei nuovi inizi.” \n\n\n\nHijos de Buddha – Episodio 1 è per la regia di Alessandro Rossetto\, cineasta noto per “Piccola Patria” ed “Effetto Domino”\, entrambi presentati alla Mostra del Cinema di Venezia. Lo spettacolo ha debuttato al Campania Teatro Festival ed è stato accolto con attenzione da figure come Ermanna Montanari e Daria Deflorian. È il primo di tre episodi. L’organizzazione del laboratorio Underdogs è stata possibile grazie a Energia per la cultura – Fondazione AGSM AIM. A fine spettacolo previsto Q&A con Marina Romondia e Nicolò Sordo. \n\n\n\nNicolò Sordo (Colà\, Lago di Garda\, 1992) è uno dei drammaturghi più originali e riconoscibili della sua generazione. Ha vinto il Premio Riccione Teatro Pier Vittorio Tondelli\, il riconoscimento più importante per la nuova drammaturgia italiana con “Ok Boomer (Anch’io sono uno stronzo)”. I suoi testi sono stati messi in scena da Elio De Capitani\, Davide Iodice\, Alessandro Rossetto e Babilonia Teatri nei principali festival italiani. È autore in residenza al Teatro Nazionale di Atene\, ma anche molto attivo a Verona\, in spazi culturali underground come il Malacarne gestito dallo scrittore Loris Righetto\, dove porta avanti il progetto Teatro Da Bar con Enrico Ferrari\, e collabora con l’associazione Il Nuovo Porto del regista cinematografico Suranga D. Katugampala. \n\n\n\nUNDERDOGSlaboratorio di drammaturgia \n\n\n\nSala Totola\, Teatro Camploy · Verona \n\n\n\n7 settembre 2026 · ore 18:30–20:30 \n\n\n\nPartecipazione gratuita \n\n\n\nPrenotazioni: underdogslaboratorio@gmail.com \n\n\n\nRiduzioni riservate per i partecipanti per i biglietti dello spettacolo \n\n\n\nHIJOS DE BUDDHA – EPISODIO 1 \n\n\n\nTeatro Camploy · Verona \n\n\n\n7 settembre 2026 · ore 21 \n\n\n\nNell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese \n\n\n\nBiglietti ridotti a €7 per i partecipanti al laboratorio \n\n\n\nBiglietti: boxofficelive.it · Verona Box Office
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SUMMARY:Praemium Inmperiale  l’8 settembre a Roma
DESCRIPTION:Ci sono Federico Fellini e Akira Kurosawa\, Leonard Bernstein e Claudio Abbado\, Willem de Kooning e David Hockney. Ci sono Louise Bourgeois\, Marina Abramović\, Kenzo Tange\, Frank Gehry e Zaha Hadid. Artisti lontani per provenienza\, formazione e linguaggio\, ma uniti dalla capacità di attraversare il proprio tempo e trasformare il modo in cui guardiamo\, ascoltiamo e interpretiamo il mondo. È attraverso i loro nomi che si può ripercorrere la storia del Praemium Imperiale\, uno dei più prestigiosi riconoscimenti artistici internazionali\, che il prossimo 8 settembre svelerà a Roma\, in contemporanea con Tokyo\, Berlino\, Londra\, New York e Parigi\, i vincitori della sua trentasettesima edizione\, insieme al destinatario della Borsa di Studio del Praemium Imperiale 2026 per Giovani Artisti. \n\n\n\nCinque nuove personalità\, scelte nei campi della pittura\, della scultura\, dell’architettura\, della musica e del teatro/cinema\, entreranno a far parte di un albo che dal 1989 compone una straordinaria geografia della cultura mondiale. Non soltanto una successione di grandi maestri\, ma il racconto di quasi quarant’anni di trasformazioni artistiche\, sociali e culturali\, osservate attraverso le opere e le visioni di chi ha saputo lasciare un segno profondo nella comunità internazionale. \n\n\n\nLa storia del premio comincia in Giappone. Il Praemium Imperiale viene istituito nel 1988\, in occasione del centenario della Japan Art Association\, la più antica fondazione culturale del Paese\, nata nel 1887\, e viene assegnato per la prima volta l’anno successivo. Ma alle sue origini c’è soprattutto una convinzione: quella del principe Nobuhito Takamatsu\, fratello minore dell’imperatore Hirohito e per 58 anni Patrono onorario dell’Associazione\, secondo il quale il Giappone avrebbe dovuto contribuire alla costruzione della pace nel mondo attraverso le arti. \n\n\n\nÈ in questa visione che risiede ancora oggi il significato più profondo del Praemium Imperiale. L’arte come spazio nel quale le differenze possono incontrarsi; come lingua capace di superare i confini geografici\, politici e culturali; come strumento di conoscenza reciproca e di dialogo tra i popoli. Un linguaggio universale che non cancella le identità\, ma le mette in relazione. \n\n\n\nPer questo il Praemium Imperiale non riconosce soltanto l’eccellenza di un percorso artistico. I vincitori vengono scelti per i risultati raggiunti\, per l’influenza esercitata sulla cultura internazionale e per il contributo offerto\, attraverso la propria attività\, alla comunità mondiale. A essere premiata è dunque anche la capacità dell’arte di uscire dai propri confini\, incidere sulla società e generare nuovi significati condivisi. \n\n\n\nAssegnato in cinque discipline fondamentali della creazione – pittura\, scultura\, architettura\, musica e teatro/cinema – il Praemium Imperiale rappresenta per le arti un riconoscimento internazionale paragonabile a quello dei Premi Nobel\, riconoscendo il valore della ricerca artistica e il ruolo che essa svolge nel comprendere il presente e immaginare il futuro. \n\n\n\nIl suo albo restituisce la misura di questa storia. Per la pittura sono stati premiati\, tra gli altri\, Willem de Kooning e David Hockney\, Antoni Tàpies\, Jasper Johns\, Cy Twombly\, Gerhard Richter\, Robert Rauschenberg\, Anselm Kiefer\, Yayoi Kusama\, Cindy Sherman e Peter Doig. Per la scultura Richard Serra\, Christo e Jeanne-Claude\, Louise Bourgeois\, Niki de Saint Phalle\, Anish Kapoor\, Ai Weiwei\, Olafur Eliasson e Marina Abramović. E ancora\, per l’architettura\, Frank Gehry\, Tadao Ando\, Jean Nouvel\, Norman Foster\, Rem Koolhaas\, Oscar Niemeyer\, Zaha Hadid\, Shigeru Ban e Eduardo Souto de Moura. Nella musica\, Pierre Boulez\, Leonard Bernstein\, Martha Argerich\, Daniel Barenboim\, Philip Glass\, Plácido Domingo e András Schiff. Nel teatro e nel cinema\, Ingmar Bergman\, Akira Kurosawa\, Pina Bausch\, Arthur Miller\, Jean-Luc Godard\, Ken Loach\, Francis Ford Coppola\, Martin Scorsese\, Ang Lee e Anne Teresa De Keersmaeker. \n\n\n\nDiciassette gli italiani entrati\, dal 1989 al 2025\, in questa storia internazionale: Umberto Mastroianni\, Federico Fellini\, Arnaldo Pomodoro\, Gae Aulenti\, Renzo Piano\, Luciano Berio\, Giuliano Vangi\, Mario Merz\, Claudio Abbado\, Enrico Castellani\, Maurizio Pollini\, Sophia Loren\, Cecco Bonanotte\, Michelangelo Pistoletto\, Giuseppe Penone\, Riccardo Muti e Giulio Paolini. \n\n\n\nAccanto ai maestri già capaci di incidere sulla storia\, il Praemium Imperiale guarda anche a chi quella storia dovrà ancora scriverla. Dal 1997\, la Borsa di Studio per Giovani Artisti sostiene gruppi e istituzioni impegnati nella formazione e nella crescita delle nuove generazioni. Un passaggio di testimone ideale che mette in relazione memoria e futuro\, riconoscimento e possibilità\, patrimonio acquisito e nuovi linguaggi ancora da scoprire. \n\n\n\nI vincitori del Praemium Imperiale 2026 e il destinatario della Borsa di Studio per Giovani Artisti saranno annunciati martedì 8 settembre\, alle ore 11.00\, all’Hotel Excelsior di Roma (evento riservato su invito). \n\n\n\nAd accompagnare l’evento sarà una mostra fotografica che attraverso i loro volti ripercorrerà i personaggi italiani premiati che hanno contribuito a dare spessore e autorevolezza internazionale al riconoscimento. Un racconto per immagini nel quale la storia del Praemium Imperiale si intreccia con quella dell’arte e della cultura contemporanea. \n\n\n\nInfo e dettagli: www.praemiumimperiale.org/en/
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SUMMARY:Human Rights Film Fest a Roma
DESCRIPTION:Human Rights Film Fest torna a Roma per la seconda edizione dal 9 al 13 settembre 2026 con un programma ricco di proiezioni\, incontri e ospiti internazionali. Ideato da Iuliia Vdovina e organizzato da Ars Mundi APS\, il festival trasformerà ancora una volta il Parco del Torrione Prenestino in uno spazio aperto di confronto\, partecipazione e dialogo\, dove il cinema diventa strumento di conoscenza\, memoria e difesa dei diritti umani.L’edizione 2026 propone cinque serate tematiche dedicate a Palestina\, Sudan\, Afghanistan\, Myanmar e ai diritti dei popoli indigeni dell’Amazzonia\, con documentari premiati nei principali festival internazionali\, incontri con giornalisti\, registi\, ricercatori e difensori dei diritti umani\, oltre al SHORTS FOR RIGHTS – Concorso Internazionale di Cortometraggi per i Diritti Umani.La call internazionale ha raccolto oltre 180 cortometraggi provenienti da più di 50 Paesi\, confermando la crescente rilevanza internazionale del festival e offrendo uno sguardo sulle principali questioni sociali e politiche del nostro tempo. I dieci cortometraggi finalisti saranno proiettati durante il festival e il 12 settembre saranno annunciati i vincitori. Il festival si aprirà mercoledì 9 settembre con una serata dedicata alla Palestina. Dopo la presentazione ufficiale della manifestazione\, il talk “Palestina oggi: vivere\, resistere\, testimoniare” riunirà la scrittrice italo-palestinese Sarah Mustafa\, l’attivista Maya Issa e rappresentanti di Amnesty International Italia per un confronto sulla situazione attuale\, il ruolo della testimonianza e la difesa dei diritti umani.La serata proseguirà con la proiezione dei cortometraggi finalisti del SHORTS FOR RIGHTS – Concorso Internazionale di Cortometraggi per i Diritti Umani: Between Sky and Sea di Ismail Abu Hatab (Palestina\, 2025)\, un’opera prevalentemente priva di parole che documenta la vita quotidiana durante lo sfollamento a Gaza nel 2024; Every Grain of Dirt di Aya Chouaib e Julie Mallat(Libano\, 2026)\, girato nel Sud del Libano tra sfollamenti\, guerra e resistenza di chi sceglie di rimanere nella propria terra; e il film d’animazione OPEN UP! di Nyul Stella Vivien (Ungheria\, 2026)\, che affronta il tema della tratta di esseri umani attraverso il punto di vista del responsabile.A seguire saranno proiettati A State of Passion di Carol Mansour e Muna Khalidi (2024)\, intenso ritratto del medico palestinese Ghassan Abu Sittah durante la guerra a Gaza\, e Gli Accampamenti di Kei Pritsker e Michael T. Workman(2025)\, documentario dedicato alle mobilitazioni studentesche internazionali a sostegno di Gaza. Giovedì 10 settembre il festival accenderà i riflettori sul Sudan\, al centro di una delle più gravi e meno raccontate crisi umanitarie del nostro tempo. Il talk “La guerra dimenticata: società civile\, diritti umani e futuro” vedrà la partecipazione di Riccardo Noury\, portavoce di Amnesty International Italia\, Adam Boschi\, rappresentante della comunità sudanese di Roma e dell’attivista indipendente Yasmine Accardo\, per approfondire il conflitto in corso e le sue conseguenze sulla popolazione civile.La serata proseguirà con la proiezione dei cortometraggi finalisti del SHORTS FOR RIGHTS: Feel It From My Words di John RG Lacey (Nuova Zelanda\, 2025)\, che racconta attraverso una performance personale il viaggio di un musicista costretto a fuggire dal proprio Paese e a confrontarsi con il mondo del traffico di esseri umani; Coal Diggers of India di Ashutosh Popat Jare (India\, 2025)\, che porta lo spettatore nelle miniere di Jharia\, dove intere comunità continuano a vivere e lavorare su un territorio minacciato da incendi sotterranei che bruciano da oltre un secolo; e Beach Inna Bondage: The Fight for Jamaica’s Coastline di Emiel Martens ed Elsie Vermeer (Giamaica/Pausi Bassi\, 2026)\, dedicato alla mobilitazione contro la privatizzazione delle coste della Giamaica.La serata proseguirà con la proiezione di Onwards! (Giddam!) di Hamad Gamal e Sarah Bachellerie (2025)\, dedicato alla rivoluzione sudanese e alle speranze di cambiamento della società civile\, e di Khartoum di Anas Saeed\, Rawia Alhag\, Ibrahim Snoopy\, Timeea Mohamed Ahmed e Philip Cox (2025)\, un intenso racconto corale sulla guerra e sull’esilio\, presentato e premiato nei principali festival internazionali.Venerdì 11 settembre sarà dedicato all’Afghanistan\, con un approfondimento sulla condizione delle donne e della società civile. Interverranno Simona Lanzoni (Fondazione Pangea)\, la regista afghana Alka Sadat in collegamento\, l’attivista e giornalista afghana Rahel Saya e Francesca Patrizi\, rappresentante del CISDA – Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane. Accanto alla lettura di Rahel Saya\, saranno proiettati i cortometraggi finalisti del SHORTS FOR RIGHTS: Melatonin di Hannaneh Daliri (Iran\, 2026)\, che affronta attraverso lo sguardo di un adolescente temi legati al trauma\, alla paura e alle conseguenze degli abusi; Those Who Lit Their Own Light di Mehrubon Alizoda (Uzbekistan\, 2025)\, che segue il percorso di una giovane donna cieca alle prese con il rifiuto familiare e la pressione sociale; Completely Different\, Exactly the Same di Marianna Giorgia Marchesini (Italia/Montenegro\, 2025)\, che attraverso la storia di un’attivista femminista nei Balcani affronta i temi del patriarcato\, dei nazionalismi e della solidarietà; e The Odds of Survival di Amir Hossien Noroozi (Iran\, 2025)\, che racconta le scelte impossibili di un padre che cerca di proteggere i propri figli durante i bombardamenti.La serata proseguirà con The Female Voice of Afghanistan: Life After Life di Andreas Rochholl\, Yalda Yazdani e Sebastian Leitner (2022)\, un documentario che segue alcune cantanti afghane negli ultimi giorni di libertà prima del ritorno dei talebani al potere\, trasformandosi nella testimonianza di un mondo destinato a scomparire e del silenziamento delle voci femminili in Afghanistan\, e Writing Hawa di Najiba Noori (2024)\, pluripremiato documentario che racconta il percorso di emancipazione di tre generazioni di donne afghane\, mostrando come il ritorno dei talebani abbia spezzato sogni e conquiste\, ma non il desiderio di libertà e autodeterminazione. Sabato 12 settembre il festival celebrerà la cerimonia di premiazione del Concorso Internazionale di Cortometraggi\, seguita dalla proiezione delle opere vincitrici. La serata proseguirà con il focus dedicato al Myanmar\, attraverso il talk “Birmania: vite sospese\, diritti negati”\, con la partecipazione di Albertina Soliani\, già senatrice e presidente onoraria dell’Associazione per l’Amicizia Italia-Birmania\, e di Naw Susanna Hla Hla Soe\, già Ministra del Governo di Unità Nazionale del Myanmar\, (in collegamento). A seguire saranno proiettati Thabyay: Creative Resistance in Myanmar di Jeanne Hallacy (2025)\, che segue quattro attivisti e artisti birmani impegnati a contrastare la dittatura militare attraverso poesia\, musica e arti visive\, mostrando il potere della creatività come forma di resistenza non violenta\, e Song of Souls di Sai Naw Kham (2023)\, intenso ritratto dello Stato Shan\, dove una celebre cantante popolare intreccia i propri canti alle tradizioni\, ai rituali e alle ferite di un territorio segnato da oltre sessant’anni di conflitto\, trasformando la memoria culturale in un atto di resilienza.  L’ultima giornata\, il 13 settembre\, sarà dedicata ai diritti dei popoli indigeni e alla tutela dell’Amazzonia. Il talk “Voci dalla foresta: resistenza e autodeterminazione dei popoli indigeni” vedrà la partecipazione di Francesca Casella\, la direttrice di Survival International Italia e del giornalista Paolo Venezia. La serata proseguirà con la proiezione delle testimonianze del progetto Voci Indigene\, seguite da Holding Up the Sky di Pieter Van Eecke (2023)\, un intenso ritratto del leader e sciamano yanomami Davi Kopenawa\, che intreccia la sua battaglia per difendere la foresta amazzonica e il suo popolo dalla devastazione causata dall’estrazione illegale dell’oro con una profonda riflessione sul rapporto tra umanità e natura. A chiudere il festival sarà I nemici del popolo di Andrea Marinelli (2026)\, ambientato nell’Amazzonia ecuadoriana\, un documentario che racconta l’impatto dello sfruttamento petrolifero sulle comunità indigene e sull’ambiente\, dando voce a chi continua a difendere il proprio territorio e i diritti delle popolazioni locali nonostante minacce e pressioni. Oltre alle proiezioni e agli incontri\, il pubblico potrà vivere il festival anche attraverso un’area food\, aperta ogni sera dalle 18.00 a mezzanotte\, curata da Cooperativa Sociale Barikamà e con il coinvolgimento di diverse comunità internazionali presenti a Roma. Pensata per accompagnare il pubblico dall’aperitivo alla cena\, l’area proporrà una selezione di piatti preparati con ingredienti provenienti dagli orti biologici della cooperativa Barikama\, insieme a bevande analcoliche\, birre\, vini e cocktail.  Attraverso queste collaborazioni\, il festival si conferma uno spazio di dialogo tra cinema\, società civile e comunità locali\, promuovendo una cultura dei diritti umani capace di creare connessioni tra territori\, esperienze e generazioni.Human Rights Film Fest è organizzato da Ars Mundi APS e promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura”. Human Rights Film Fest è un progetto sociale che trasforma spazi urbani periferici in luoghi di cultura e partecipazione.
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SUMMARY:“L’ultimo spettacolo” al Festival Internazionale di Taormina
DESCRIPTION:Roberto Lipari arriva il 9 settembre al Teatro Antico di Taormina con “L’ultimo spettacolo”\, nell’ambito del Festival Internazionale Taormina Arte 2026\, con la direzione artistica di Simona Celi. \n\n\n\nIl nuovo monologo “L’ultimo spettacolo”\, prodotto dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia\, nasce da una domanda: se per un comico la prima volta sul palco non si scorda mai\, cosa accade quando arriva l’ultima? Sarà la più divertente\, la più surreale\, la più personale? Da qui prende forma un monologo in cui Lipari conduce il pubblico in un viaggio introspettivo e\, per la prima volta\, parla della propria vita\, dei paradossi della quotidianità\, dei dubbi e dei sogni. \n\n\n\nSenza rinunciare allo sguardo sulla società e sulle generazioni\, lo spettacolo procede tra risate\, riflessioni e interrogativi\, fino alla domanda che accompagna l’intero racconto: sarà davvero questo l’ultimo spettacolo?Il testo è scritto da Roberto Lipari con Ignazio Rosato ed è prodotto e distribuito da Tramp Management.Comico\, attore\, autore e regista siciliano\, Roberto Lipari si è imposto nel 2016 vincendo il talent “Eccezionale Veramente” su La7. \n\n\n\nNella stagione 2016/2017 è entrato nel cast di Colorado\, tornando poi a “Eccezionale Veramente” come co-conduttore. Dal 2019 fa parte di Striscia la Notizia come inviato e\, dal 2021\, anche come conduttore al fianco di Sergio Friscia. Nel 2022 ha partecipato al ritorno di Zelig\, mentre dal 2023 è nel cast di Only Fun – Comico Show\, di cui è componente fisso anche nella stagione 2025/2026.Parallelamente alla televisione\, Lipari ha sviluppato un percorso cinematografico come autore\, interprete e regista. Nel 2019 è autore e protagonista di “Tuttapposto”; nel 2023 firma “So tutto di te”\, nel quale è protagonista\, sceneggiatore e regista\, con Leo Gullotta nel cast; nel 2026 torna sul grande schermo con “Cena di Classe”\, di cui è tra gli sceneggiatori e i protagonisti. \n\n\n\nIl suo precedente spettacolo “E ho detto tutto” è diventato anche un one man show per la prima serata di Italia 1. \n\n\n\n \n\n\n\nLINK BIGLIETTI ON LINE \n\n\n\nhttps://www.ticketone.it/event/roberto-lipari-lultimo-spettacolo-teatro-antico-di-taormina-21981211 \n\n\n\nhttps://www.ctbox.it/C1/6209/Content.aspx/Eventi/ROBERTO_LIPARI_in_%22LULTIMO_SPETTACOLO%22_09_09_2026
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SUMMARY:con-vivere Carrara Festival edizione 2026
DESCRIPTION:’edizione 2026 di con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, si terrà dal 10 al 13 settembre. Il festival ha avuto come suo fondatore e curatore per quattordici edizioni Remo Bodei. Dal 2020 il festival si avvale della collaborazione di un consulente scientifico\, di alto profilo\, scelto ogni anno sulla base del tema: Chiara Saraceno ha curato l’edizione “diritti”\, Telmo Pievani il programma 2021 dedicato a “cura”\, Maurizio Ferraris l’edizione 2022 “tracce”\, Laura Boella l’edizione 2023 “umanità”\, Mauro Ceruti l’edizione 2024 “cambiamento\, Luigina Mortari l’edizione 2025 “plurale”.  \n\n\n\nL’edizione 2026 avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata. La direzione del Festival è come negli anni scorsi di Emanuela Mazzi. \n\n\n\nLa scelta del tema porterà a riflettere su cosa significhi oggi vivere insieme nel mondo. Vivere e “abitare” il mondo si esprime attraverso azioni diverse — politiche\, morali\, etiche ed estetiche — che riguardano il nostro modo di stare sulla terra. Abitare\, infatti\, non significa solo possedere una casa\, ma praticare in modo consapevole e libero la cittadinanza\, prendendosi cura degli altri e dell’ambiente. Al centro di questa riflessione c’è una nuova idea del rapporto tra l’uomo e lo spazio\, fondata sulla responsabilità. Il mondo non è un semplice contenitore da sfruttare senza limiti per soddisfare desideri individuali. È invece uno spazio di relazioni e di interdipendenza\, che ci chiama a rispondere delle nostre azioni e del modo in cui ci rapportiamo a ciò che ci circonda. È un campo di creatività e di immaginazione che siamo chiamati a riempire di nuove parole.  \n\n\n\nL’immagine scelta per questa edizione focalizza l’attenzione su un nido e sul suo artefice e abitante\, un uccello tessitore. Il nido non è solo un guscio\, un riparo\, è un gesto. Come l’uccello tessitore sceglie con cura ogni filo per creare un rifugio sospeso\, così l’abitare è l’espressione più alta della cura: un atto paziente che trasforma uno spazio in un riparo\, un luogo significativo o uno spazio condiviso. Un’esigenza che accomuna ogni specie\, ogni essere vivente. Abitare significa così riconoscersi parte di una trama collettiva\, umana e non umana. \n\n\n\nElena Granata \n\n\n\nElena Granata è professoressa di Urbanistica al Politecnico di Milano\, dove si occupa di città\, ambiente e nuove forme di abitare. È vicepresidente della Scuola di Economia Civile. È stata Senior Expert in Urban Studies\, staff Sherpa della Presidenza del Consiglio presso il G20. Il suo percorso di ricerca si muove tra città e città\, tra paesaggi e paesaggi\, dalle architetture contemporanee ai progetti di spazio pubblico\, dai progetti di adattamento climatico alla rigenerazione urbana.  \n\n\n\nTra i suoi libri: Biodivercity. Città aperte\, creative e sostenibili che cambiano il mondo (2019). Ecolove. Perché i nuovi ambientalisti non sanno ancora di esserlo (2022\, con Fiore de Lettera); Placemaker. Gli inventori dei luoghi che abiteremo (2021); Il senso delle donne per la città (2023)\, La città è di tutti. Ciò che ha valore non ha prezzo (2026). \n\n\n\ncon-vivere Carrara Festival\, che ad ogni edizione registra più di 25.000 presenze\, nasce allo scopo di analizzare e condividere i temi legati alla convivenza fra identità e diversità culturali\, religiose\, politiche nell’ambito della società attuale. Ogni anno il quadro generale rappresentato dal festival con-vivere viene approfondito secondo un taglio specifico e sviluppato in un ricco programma che prevede solitamente oltre settanta appuntamenti fra conferenze\, dibattiti e confronti diretti con specialisti di livello nazionale e internazionale\, integrati e coordinati con mostre\, spettacoli teatrali\, laboratori\, rassegne di cinema\, musica e gastronomia. \n\n\n\nIl festival è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo. \n\n\n\nwww. con-vivere.it
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SUMMARY:Con-vivere Carrara Festival 2026
DESCRIPTION:Tra gli eventi dell’edizione numero ventuno di Con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, che avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata\, anche la mostra “Con-testi. Abitare a fumetti”\, che sarà inaugurata a Palazzo Binelli\, a Carrara giovedì 10 settembre alle ore 19.30.  L’esposizione di opere originali\, selezionate dal giornalista Riccardo Corbò\, vuole mostrare diverse visioni del fumetto contemporaneo sul concetto di “abitare”.   \n\n\n\nDa diversi anni il fumetto è uscito dal classico alveo di “letteratura di evasione” e di semplice intrattenimento\, spesso per l’infanzia.  Sono molti gli autori che lo usano come forma d’arte pura\, per raccontare il nostro presente\, per indagare nei sentimenti\, nella psicologia e nella società. Per inventare un altrove che serve come specchio distorto della nostra realtà. Abbiamo voluto quindi ragionare attorno a quei fumetti che contengono il concetto dell’abitare.  “Abitare” non solo passivamente un luogo\, ma anche prendersene cura. Abitare la propria casa\, ma anche la propria città; il centro storico e le periferie; i monumenti e i luoghi abbandonati da recuperare e occupare. L’abitazione come luogo fisico ma anche luogo della propria anima\, e nel senso più ampio del termine anche il nostro pianeta\, “abitarlo” avendo ben presente la distinzione dallo “sfruttarlo”. \n\n\n\nRita Petruccioli\, che con la sua installazione “Sisterhood in the Neighborhood. Detoxing Public Space From Patriarchy” progettata insieme ad ActionAid Italia e coordinata dalle RebelArchitette (ideata per la Biennale di Venezia del 2021) racconta il presente reale\, la società attuale\, l’abitare negli spazi cittadini e il loro utilizzo e riutilizzo per scopi etici e sociali. L’installazione è il racconto a fumetti di cinque realtà individuate da ActionAid sul territorio italiano che propongono visioni alternative del potere\, delle relazioni e delle comunità\, costruendo spazi di partecipazione\, inclusione e cittadinanza attiva e un’alternativa femminista sul territorio.  In mostra anche le tavole da “Medea”\, la recente graphic novel dell’autrice che mostra esempi di città e architetture classiche riviste in chiave fantascientifica e fantasy. \n\n\n\nRoberto Grossi\, architetto\, illustratore e autore di fumetti\, con le pagine tratte dal suo reportage grafico “La grande rimozione” racconta l’abitare il pianeta\, l’abuso e la distruzione dell’uomo sulle sue risorse. Un libro che combina magistralmente storia\, scienza\, politica e vita personale restituendo uno sguardo inedito su un’epoca segnata dall’emergenza climatica. Una selezione di tavole da altre due sue opere “Il grande Prato” e “Cassadritta” ci raccontano tramite margini una storia di periferia urbana\, tra innocenza e degrado e l’avanzare della cementificazione che crea “non luoghi” alienanti più che abitativi. \n\n\n\nIl Collettivo Viscosa\, formato da artiste giovanissime\, porta la loro visione fresca e dirompente\, nuova\, innovativa del prendersi cura del proprio spazio abitativo fisico\, come di quello psicologico e spirituale\, pubblicata in autoproduzioni e fanzine. Il Collettivo Viscosa è un gruppo indipendente di giovani artiste\, illustratrici e fumettiste nato nel 2022\, vincitore del premio come miglior realtà indipendente all’ARF! Festival 2025\, si distingue per l’autoproduzione di storie che esplorano tematiche sociali e personali con stili variegati. \n\n\n\nLorenzo Ceccotti LRNZ nella sua trilogia di graphic novel “Geist maschine”\, dai richiami manga\, allo stesso tempo naturalistica e tecnologica\, ci mostra come potrebbe abitare l’uomo in un futuro o presente distopico post apocalittico\, dove i nostri luoghi abituali cambiano uso e prospettiva\, con un eccezione “world building” autoriale \n\n\n\nUn raggio molto ampio di stili di disegno e di scrittura\, che permetteranno al pubblico di conoscere o approfondire opere della contemporanea letteratura disegnata\, di maggiore successo nell’attuale scena editoriale e creativa italiana. \n\n\n\nUno spazio della mostra\, curato da Agnese Leone docente della Scuola di fumetto e illustrazione\, sarà dedicato a un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara\, che attraverso i loro fumetti\, indagheranno la fragilità psicologica e il peso delle aspettative sociali\, il valore della comunità e del cohousing opposti all’individualismo urbano e la ricerca della propria identità per imparare ad abitare sé stessi e il proprio spazio nel mondo. Sei differenti e giovani visioni: Elisa Armanti\, Ginevra Barabesi\, Ray Casciari\, Angelica Giovannelli\, Safia Hariti\, Sigrid Mauroner. \n\n\n\nCon-vivere Carrara Festival: “Abitare”\, dal 10 settembre al 17 ottobre 2026 a Palazzo Binelli\, Carrara \n\n\n\nTutti gli eventi in programma sono ad ingresso libero e gratuito \n\n\n\nwww. con-vivere.it; Fb con-vivere Carrara Festival; IG con_vivere \n\n\n\nIl festival con-vivere è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo Onlus \n\n\n\nCon il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco \n\n\n\nCon il patrocinio di: Regione Toscana\, Commissione Regionale Pari Opportunità della Toscana\, Provincia di Massa Carrara \n\n\n\nCon la collaborazione di: Ufficio scolastico territoriale Ambito di Massa Carrara \n\n\n\nCon il contributo di: Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Porti di La Spezia e Marina di Carrara \n\n\n\nPremium Supporter: Fhp Carrara Terminal \n\n\n\nMain Sponsor: BPER Banca \n\n\n\nSponsor Midi: Chean Srl\, Coop Firenze\, Generali Assicurazioni\, Marmo Canaloni Carrara \n\n\n\nSponsor: Cooperativa Cavatori Gioia\, MaxMarmi\, S.T. Segagioni\, Aziende del porto di Marina di Carrara (MDC Terminal\, San Colombano Costruzioni SpA\, Gruppo Grendi\, T-Bulk\, Vittorio Bogazzi e Figli Spa\, Piero De Gasperis & C. srl\, Dusty Srl\, Semp Srl) \n\n\n\nSponsor tecnico: Nausicaa SpA\, Fonteviva\, Federalberghi Costa Apuana\, RetiAmbiente Carrara \n\n\n\nMediapartner: QN La Nazione
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SUMMARY:con-vivere Carrara Festival 2026
DESCRIPTION:L’edizione numero ventuno di con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, si terrà dal 10 al 13 settembre 2026\, e avrà come tema “abitare”. Accanto alle conferenze e ai dialoghi\, il programma accompagnerà il pubblico in un percorso che intreccia musica\, racconto\, ironia e riflessioni sul contemporaneo. \n\n\n\nÈ stata scelta la forma della “conferenza spettacolo” per esplorare l’abitare nelle sue declinazioni più urgenti e concrete. Alvar AAltissimo\, uno dei più interessanti e innovativi osservatori del mondo dell’architettura\, presenta\, giovedì 10 settembre ore 20.30\, Cortile Istituto Figlie di Gesù\, lo spettacolo Città Urgenti. Progetti urbani per risolvere i problemi della contemporaneità (uno alla volta). I 7 progetti urbani rispondono a 7 problematiche urgenti della contemporaneità: nascono così altrettante visioni di città distopiche\, scenari di vicende grottesche e situazioni surreali vissute da abitanti resilienti. Durante lo spettacolo si alterneranno Alvar Aaltissimo (alias di Fabrizio Esposito) e Filosofia Coatta (alias di Giulio Armeni)\, accompagnati dalla colonna sonora originale composta da Elia Pirrello.  \n\n\n\nCon lo spettacolo Lo sguardo del capitano. Il significato di essere eroi(venerdì 11 settembre ore 20.30\, Corso Rosselli)\, con Paolo Colombo e i disegni dal vivo di Michele Tranquillini\, attraverso parole\, immagini e musica emotiva\, il pubblico verrà trasportato nell’Antartide del 1914\, al fianco di Ernest Shackleton e del suo equipaggio\, protagonisti di una delle più straordinarie avventure di sopravvivenza della storia moderna. Quando la nave Endurance rimane intrappolata nei ghiacci e ogni piano sembra crollare\, Shackleton compie la scelta che lo renderà una leggenda: rinunciare alla conquista per salvare tutti i suoi uomini. Mentre Paolo Colombo dà voce a questa incredibile odissea\, raccontando una potente riflessione sul coraggio e sulla capacità umana di resistere anche nei momenti più oscuri\, Michele Tranquillini crea dal vivo immagini e suggestioni che prendono forma davanti agli occhi degli spettatori (Main Sponsor evento: FHP Terminal Carrara).  \n\n\n\nI format di “parole e musica” e di spettacolo racconteranno l’abitare il tempo: abitare non significa solo occupare uno spazio geografico\, ma anche riconoscersi dentro una storia collettiva\, nei decenni che hanno plasmato la nostra identità\, i nostri costumi e le nostre emozioni\, in un costante dialogo tra generazioni. \n\n\n\nGiovedì 10 settembre\, ore 21.00\, Corso Rosselli\, Liberidì Liberidà\, un monologo teatrale di e con Sabina Guzzanti\, una satira tagliente che unisce stand-up comedy e critica sociale e che riflette sulla libertà in un’epoca di cambiamenti e incertezze\, mescolando politica\, lavoro e tecnologia\, e invitando gli spettatori a soffermarsi su cosa significhi essere veramente liberi. \n\n\n\nLe emozioni che abbiamo vissuto. Gli anni ’60: quando tutto sembrava possibile (venerdì 11 settembre\, ore 21.45\, Piazza Alberica) con Walter Veltroni accompagnato al pianoforte da Gabriele Rossi. Guidati dalla narrazione coinvolgente di Walter Veltroni rivivremo i contrasti violenti e i fatti storici memorabili che hanno segnato un decennio indimenticabile: lo sbarco sulla Luna\, gli assassini di Martin Luther King e dei Kennedy\, il Vietnam\, la Televisione nelle case e il Terrorismo. Un filo rosso di storia personale e familiare terrà insieme la cronaca\, gli oggetti del desiderio consumistico\, la musica e le immagini d’epoca (con video spesso inediti). \n\n\n\n’80 contro ’90\, presenterà (sabato 12 settembre\, ore 21.00\, Corso Rosselli) invece una furiosa disfida fra Ema Stokholma e Gino Castaldo. La battaglia si sviluppa senza esclusione di colpi tra generazioni diverse e passioni comuni\, usando musiche\, film\, pezzi di storia e d’arte: si parlerà di Chernobyl\, Aids\, Macintosh e tantissimo altro con l’ausilio di foto\, video\, file musicali e oggetti simbolici. Alla fine\, sarà il pubblico in piazza a votare e decretare il decennio vincitore (Main Sponsor evento BPER). \n\n\n\nGli appuntamenti musicali di questa edizione per esplorare l’abitare inteso come “relazione e contatto”. Dalla necessità di abitare lo spazio fisico del live e della piazza per ritrovare connessioni umane autentiche oltre gli schermi digitali\, è quanto ci propone Irene Fornaciari & The Groove Aviators in Soul connections (giovedì 10 settembre\, ore 22\,00\, Piazza Alberica). La band offre uno show adrenalinico dove il Soul e l’R’nB sono le radici che si connettono con altri stili e impennate rock\, generando un rito collettivo fatto di corpi che ballano e si relazionano dal vivo. \n\n\n\nSabato 12 settembre\, ore 22\,00\, in Piazza Alberica\, sarà la volta di Michele Bravi in Commedia Musicale Tour. Un appuntamento imperdibile che unisce la sensibilità interpretativa di Michele Bravi alla magia della performance live\, dove la musica si fa racconto scenico e abita la piazza attraverso l’emozione pura della sua voce e delle sue canzoni. Domenica 13 settembre doppio appuntamento con il consueto concerto lirico alle 20.30 in Duomo a cura del Circolo Amici della Lirica Pier Paolo Stahnke\, dal titolo Parigi\, o cara. Le città del melodramma\, mentre alle 21.30 inpiazza Alberica\, il festival chiuderà con il concerto Unplugged di Fabio Concato\, una delle più belle certezze della nostra musica d’autore e un grande interprete della scena musicale italiana\, che crede ancora nella poesia adagiata su armonie non banali\, che hanno\, a tratti\, una “stretta familiarità” con il jazz. “Domenica bestiale”\, “Fiore di Maggio”\, “Guido piano”\, “Rosalina”\, sono solo alcune delle canzoni del recital\, improntato sulla musica e sulla parola\, tra il serio ed il faceto e nel quale non mancheranno altre gradite sorprese.  \n\n\n\nSponsor e partner \n\n\n\nIl festival è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo Onlus \n\n\n\nCon il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco \n\n\n\nCon il patrocinio e il contributo: Regione Toscana \n\n\n\nCon il patrocinio: Commissione Regionale Pari Opportunità della Toscana\, Provincia di Massa Carrara \n\n\n\nCon la collaborazione di: Ufficio scolastico territoriale Ambito di Massa Carrara \n\n\n\nCon il contributo di: Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Porti della Spezia e Marina di Carrara\, ERP Edilizia Residenziale Pubblica Massa Carrara \n\n\n\nPremium Supporter: FHP Carrara Terminal \n\n\n\nMain Sponsor: BPER Banca \n\n\n\nSponsor Midi: Chean Srl\, UniCoop Firenze\, Generali Assicurazioni\, Marmo Canaloni Carrara \n\n\n\nSponsor: Cooperativa Cavatori Gioia\, MaxMarmi\, S.T. Segagioni\, Aziende del porto di Marina di Carrara (MDC Terminal\, San Colombano Costruzioni SpA\, Gruppo Grendi\, T-Bulk\, Vittorio Bogazzi e Figli Spa\, Piero De Gasperis & C. srl\, Dusty Srl\, Semp Srl) \n\n\n\nSponsor tecnico: Nausicaa SpA\, Fonteviva\, Federalberghi Costa Apuana\, RetiAmbiente Carrara \n\n\n\nMediapartner: Rai Cultura\, QN La Nazione \n\n\n\nTutti gli eventi in programma sono ad ingresso libero e gratuito \n\n\n\nwww. con-vivere.it; Fb con-vivere Carrara Festival; IG con_vivere
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DESCRIPTION:L’edizione numero ventuno di con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, si terrà dal 10 al 13 settembre 2026. Il festival ha avuto come fondatore e curatore per quattordici edizioni Remo Bodei e dal 2020 si avvale della collaborazione di un consulente scientifico scelto ogni anno sulla base del tema: Chiara Saraceno ha curato l’edizione “diritti”\, Telmo Pievani “cura” nel 2021\, Maurizio Ferraris “tracce” nel 2022\, Laura Boella “umanità” nel 2023\, Mauro Ceruti “cambiamento” nel 2024 e Luigina Mortari “plurale” nel 2025. L’edizione 2026 avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata. La direzione del festival è\, come negli anni scorsi\, di Emanuela Mazzi. \n\n\n\nTra gli ospiti protagonisti di questa edizione: Stefano Bartezzaghi\, Mariasole Bianco\, Laura Boella\, Paola Bonfante\, Barbara Carnevali\, Sarah Gainsforth\, Franco La Cecla\, Simone Pollo\, Andrea Staid\, Beatrice Zerbini e molti altri. In programma la musica di Irene Fornaciari\, Michele Bravi e Rocco Papaleo con la sua band; appuntamenti imperdibili di con-vivere 2026 anche gli incontri con Paolo Colombo\, Walter Veltroni\, Gino Castaldo ed Ema Stokholma. \n\n\n\nCostituiranno il programma di questa edizione conferenze\, incontri\, spettacoli di parola e musica\, passeggiate tematiche\, mostre\, laboratori per tutte le età\, appuntamenti dedicati al cibo\, alla salute\, alla scuola e alla partecipazione civica. Il tema dell’abitare attraverserà discipline e linguaggi diversi\, dalla filosofia all’urbanistica\, dalla pedagogia all’arte\, dalla sociologia alla storia e alla scienza\, con uno sguardo ampio sul nostro modo di stare al mondo e di prenderci cura degli spazi\, delle relazioni e dell’ambiente. Questo attraverso i luoghi della città che vengono risemantizzati nei giorni della manifestazione. In questo modo il festival stesso diventa l’esempio pratico di cosa significhi “abitare”. Non si assiste al festival\, lo si abita attraverso la città. \n\n\n\nIl quadro tematico che orienta questa edizione prende avvio dalla riflessione proposta da Elena Granata: vivere e “abitare” il mondo si esprime attraverso azioni politiche\, morali\, etiche ed estetiche che riguardano il nostro modo di stare sulla terra. Abitare non significa infatti soltanto possedere una casa\, ma praticare in modo consapevole e libero la cittadinanza\, prendendosi cura degli altri e dell’ambiente. Al centro di questa riflessione si colloca una nuova idea del rapporto tra l’uomo e lo spazio\, fondata sulla responsabilità. Il mondo non è un semplice contenitore da sfruttare senza limiti per soddisfare desideri individuali\, ma uno spazio di relazioni e di interdipendenza\, che ci chiama a rispondere delle nostre azioni e del modo in cui ci rapportiamo a ciò che ci circonda. \n\n\n\nGli incontri di parola \n\n\n\nGli incontri di parola di con-vivere 2026 esploreranno il tema dell’abitare nelle sue molte dimensioni\, interrogandoci su come costruire luoghi più giusti\, più vivibili e più umani: \n\n\n\n\nRipensare gli spazi: la casa e la città;\n\n\n\nCustodire il futuro: il pianeta;\n\n\n\nla cura come “linguaggio” dell’abitare.\n\n\n\n\nAd aprire il festival\, il 10 settembre\, sarà la consulente scientifica Elena Granata\, con la conferenza inaugurale dedicata al tema di questa edizione. Una riflessione che esplora la profondità del tema dell’abitare e le sue molte sfaccettature. Abitare è molto più che avere una casa: è avere un posto nel mondo\, relazioni di prossimità\, città accoglienti; è radicamento e relazione con la natura e con il pianeta. Abitare come dimensione progettuale\, che ha a che fare con la domanda: come vogliamo ancora vivere insieme? \n\n\n\nLa prima pista tematica invita a ridisegnare i confini degli spazi urbani\, osservati non più come semplici aggregati di cemento\, ma come luoghi da ripensare in chiave ecologica\, educativa e sociale. Riccardo Bosi\, pediatra impegnato sul campo in contesti di marginalità sociale\, migrazione e vulnerabilità minorile\, con I desaparecidos delle nostre città\, affronterà il tema dell’infanzia espulsa dagli spazi urbani contemporanei\, interrogandosi sulla possibilità di ridisegnare città più ospitali per i bambini e\, dunque\, per tutti. Sarah Gainsforth\, in Oltre la rendita. Il valore del vuoto\, proporrà una riflessione sulla crisi abitativa e sul significato ecologico\, urbano e collettivo degli spazi non edificati\, sottratti alle logiche della rendita e restituiti alla vita comune. La biologa vegetale Paola Bonfante\, con Piante in città\, rifletterà sul ruolo delle piante negli scenari urbani presenti e futuri\, non solo come elementi decorativi ma come sistemi viventi capaci di connettere atmosfera\, suolo e qualità della vita. Annalisa Metta\, architetta del paesaggio\, interverrà sul tema del paesaggio\, visto non come un luogo\, ma come una “danza” incessante di corpi\, materie\, pratiche\, desideri\, umani e non umani\, che senza tregua si accostano\, sfiorano\, sovrappongono\, generando aderenze e attriti\, inciampi e abbracci. \n\n\n\nÈ molto difficile oggi “sfuggire” alla città\, in senso reale e metaforico. La città ha invaso il mondo\, che è divenuto un’immensa distesa metropolitana e\, nello stesso tempo\, il mondo intero è tutto quanto dentro la città. La filosofaAnna Lazzarini\, con Abitare la città-mondo\, mostrerà come la città sia oggi il luogo in cui si condensano le contraddizioni e la complessità del mondo contemporaneo.  \n\n\n\nLa dimensione internazionale appare evidente anche se si volge lo sguardo alle città coinvolte in conflitti. La guerra contemporanea si combatte sempre più dentro le città. Perché ciò avviene? Quali ne sono le conseguenze? L’intervento di Francesco Chiodelli (docente di geografia economico-politica)\, Città in guerra\, analizzerà l’urbanizzazione dei conflitti armati\, mostrando come anche le guerre apparentemente più lontane hanno un impatto profondo sulla vita quotidiana nelle nostre città.  \n\n\n\nLa seconda pista tematica allarga lo sguardo alla dimensione globale e alle grandi sfide dell’Antropocene. Lo sguardo dall’esterno sul pianeta\, acquisito dalla rivoluzione spaziale moderna\, costringe a ripensare geopolitica e globalizzazione: ne parlerà il filosofo Matteo Vegetti in La crisi dello spazio contemporaneo. \n\n\n\nLa filosofa Laura Boella\, in Su che pianeta abitiamo? Terra\, Globo\, Cloud\, Web e Bots e il senso di realtà\, riprenderà la provocazione di Bruno Latour per interrogarsi sui mondi contraddittori in cui viviamo\, tra geografia\, tecnologia\, esperienza e immaginazione. \n\n\n\nSi guarda poi al pianeta attraverso la lente della responsabilità. Il filosofo morale Simone Pollo\, con Simpatia per il futuro. È ancora possibile il progresso nell’Antropocene?\, porterà il pubblico dentro una riflessione etica sul futuro\, sul progresso e sulla condizione ecologica del presente. Stefano Bartezzaghi\, semiologo\, e Mariasole Bianco\, biologa marina\, nello spettacolo Cruciverba volant. Abitare il mare\, uniranno divulgazione e gioco per affrontare in modo originale i temi della sostenibilità marina (evento realizzato con il contributo dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale).  \n\n\n\nLa terza area di approfondimento elegge la cura a principio fondativo del vivere insieme e a linguaggio attraverso cui ripensare l’abitare. \n\n\n\nAprirsi alla dimensione della cura vuol dire volgere innanzitutto lo sguardo alla dimensione intimistica e interiore. La poetessa Beatrice Zerbini\, con Abitarsi\, offrirà un reading poetico sul coraggio di abitare la propria vita e di fare spazio alla propria voce nel mondo.  \n\n\n\nL’economista Stefano Zamagni\, con Convivenza abitativa e singolarismo. Una contraddizione pragmatica\, analizzerà l’incompatibilità tra l’estremizzazione dell’individualismo e ogni autentica forma di convivenza. Il sociologo Stefano Laffi\, in Immaginarsi insieme\, si concentrerà sulle dinamiche sociali divisive del presente e sulla necessità di ritrovare universali biografici condivisi: quelle esperienze fondamentali\, tappe esistenziali e passaggi emotivi che accomunano la vita di ogni essere umano\, indipendentemente dalle differenze sociali\, economiche o culturali\, per vivere insieme senza cedere all’isolamento e per salvaguardare la capacità di immaginare il futuro.  \n\n\n\nIl nostro modo attuale di abitare il mondo non può quindi essere quello che adotteremo nel futuro: abbiamo già compromesso la maggior parte degli ecosistemi naturali e se continuiamo a pensare solo ai bisogni della nostra specie rischiamo di perdere la sola possibilità che abbiamo di abitare il pianeta Terra. All’omogeneità\, ci spiegherà l’antropologo Andrea Staid (in La casa multinaturalista del futuro) le città del futuro dovranno sostituire la ricchezza della diversità in tutte le sue forme; le superfici organiche dovranno invadere\, colonizzare\, riconquistare quelle minerali\, creando varchi per la varietà della vita.  \n\n\n\nUn approccio più concreto legato a un nuovo modo di progettare saranno rivolti i due interventi di Franco La Cecla e Barbara Carnevali. L’antropologo Franco La Cecla\, con Addomesticare l’architettura. Come l’Occidente ha distrutto l’abitare\, proporrà una critica dei modelli uniformanti dell’architettura contemporanea e una riflessione sulla necessità di rispettare le diverse culture dell’abitare. La filosofa Barbara Carnevali\, in Oggetti che emancipano. Del design come educazione e come politica\, partirà dall’intuizione di Maria Montessori per mostrare come il design possa avere una funzione educativa ed emancipatrice.  \n\n\n\nDue conversazioni offriranno lo spunto per due focus di approfondimento. Il giornalista Filippo Lubrano\, nella conversazione Infondata sul lavoro. Cosa faremo se l’AI ci sostituirà in tutto o quasi?\, affronterà una delle domande più urgenti del nostro tempo\, legata al rapporto tra automazione\, identità e organizzazione sociale. Il giornalista Alessandro Mantovani\, in un’epoca che pretende di dominare lo spazio attraverso mappe e dispositivi digitali\, in Nei labirinti contemporanei affronterà il tema del labirinto come simbolo dell’enigma e dello smarrimento. \n\n\n\nGli spettacoli \n\n\n\nAnche il programma serale accompagnerà il pubblico in un percorso che intreccia musica\, racconto\, ironia e riflessioni sul contemporaneo. \n\n\n\nAbbiamo scelto la forma della “conferenza spettacolo” per esplorare l’abitare nelle sue declinazioni più urgenti e concrete. I 7 progetti urbani firmati Alvar Aaltissimo in Città urgenti (giovedì 10 settembre)\, rispondono a 7 problematiche urgenti della contemporaneità: nascono così altrettante visioni di città distopiche\, scenari di vicende grottesche e situazioni surreali vissute da abitanti resilienti. Durante lo spettacolo si alterneranno Alvar Aaltissimo (alias Fabrizio Esposito) e Filosofia coatta (alias Giulio Armeni)\, tra progetti distopici e racconti ironici. \n\n\n\nLo sguardo del capitano. Il significato di essere eroi (venerdì 11 settembre) con Paolo Colombo e i disegni dal vivo di Michele Tranquillini\, attraverso parole\, immagini e musica emotiva\, il pubblico verrà trasportato nell’Antartide del 1914\, al fianco di Ernest Shackleton e del suo equipaggio\, protagonisti di una delle più straordinarie avventure di sopravvivenza della storia moderna. Quando la nave Endurance rimane intrappolata nei ghiacci e ogni piano sembra crollare\, Shackleton compie la scelta che lo renderà una leggenda: rinunciare alla conquista per salvare tutti i suoi uomini. Mentre Paolo Colombo dà voce a questa incredibile odissea\, raccontando una potente riflessione sul coraggio e sulla capacità umana di resistere anche nei momenti più oscuri\, Michele Tranquillini crea dal vivo immagini e suggestioni che prendono forma davanti agli occhi degli spettatori (Main Sponsor evento FHP Terminal Carrara). \n\n\n\nI format di “parole e musica” racconteranno l’abitare il tempo: abitare non significa solo occupare uno spazio geografico\, ma anche riconoscersi dentro una storia collettiva\, nei decenni che hanno plasmato la nostra identità\, i nostri costumi e le nostre emozioni\, in un costante dialogo tra generazioni. \n\n\n\nLe emozioni che abbiamo vissuto. Gli anni ’60: quando tutto sembrava possibile (venerdì 11 settembre) con Walter Veltroni accompagnato al pianoforte da Gabriele Rossi. Guidati dalla narrazione coinvolgente di Walter Veltroni rivivremo i contrasti violenti e i fatti storici memorabili che hanno segnato un decennio indimenticabile: lo sbarco sulla Luna\, gli assassini di Martin Luther King e dei Kennedy\, il Vietnam\, la Televisione nelle case e il Terrorismo. Un filo rosso di storia personale e familiare terrà insieme la cronaca\, gli oggetti del desiderio consumistico\, la musica e le immagini d’epoca (con video spesso inediti). \n\n\n\n’80 contro ’90\, presenterà (sabato 12 settembre) invece una furiosa disfida fra Ema Stokholma e Gino Castaldo. La battaglia si sviluppa senza esclusione di colpi tra generazioni diverse e passioni comuni\, usando musiche\, film\, pezzi di storia e d’arte: si parlerà di Chernobyl\, Aids\, Macintosh e tantissimo altro con l’ausilio di foto\, video\, file musicali e oggetti simbolici. Alla fine\, sarà il pubblico in piazza a votare e decretare il decennio vincitore (Main Sponsor evento BPER). \n\n\n\nGli appuntamenti musicali di questa edizione per esplorare l’abitare inteso come “relazione e contatto”. Dalla necessità di abitare lo spazio fisico del live e della piazza per ritrovare connessioni umane autentiche oltre gli schermi digitali\, è quanto ci propone Irene Fornaciari & The Groove Aviators in Soul connections (giovedì 10 settembre). La band offre uno show adrenalinico dove il Soul e l’R’nB sono le radici che si connettono con altri stili e impennate rock\, generando un rito collettivo fatto di corpi che ballano e si relazionano dal vivo. \n\n\n\nDoppio appuntamento serale giovedì 10 con Liberidi Liberida di Sabina Guzzanti\, che con la sua ironia tagliente e critica sociale\, riflette sulla libertà in un’epoca di cambiamenti e incertezze\, mescolando politica\, lavoro e tecnologia\, e invitando gli spettatori a soffermarsi su cosa significhi essere veramente liberi. \n\n\n\nSabato 12 settembre sarà la volta di Michele Bravi in concerto alle 22.15 in piazza Alberica. Un appuntamento imperdibile che unisce la sensibilità interpretativa di Michele Bravi alla magia della performance live\, dove la musica si fa racconto scenico e abita la piazza attraverso l’emozione pura della sua voce e delle sue canzoni. \n\n\n\nDomenica 13 settembre alle 21.30 in piazza Alberica il festival chiuderà come sempre con un momento di festa con lo show di Rocco Papaleo\, “Perdere tempo mi viene facile”: uno spettacolo in cui comicità\, poesia\, racconto e musica si intrecciano e coesistono in un equilibrio naturale. La musica sarà accompagnatrice di ogni passaggio scenico\, diventando presenza narrativa\, atmosfera e dialogo continuo con la parola. Perdere tempo mi viene facile è anche il titolo dell’autobiografia di Papaleo: una vera e propria dichiarazione d’intenti e una provocazione contro la frenesia della produttività a tutti i costi. \n\n\n\nIl programma creativo \n\n\n\nVenire a Carrara nei giorni di con-vivere vorrà dire\, anche quest’anno\, immergersi in un’atmosfera fatta di riflessione\, approfondimento\, creatività e partecipazione. Il programma sarà articolato in una pluralità di proposte: mostre\, conferenze itineranti\, laboratori per tutti\, appuntamenti dedicati alla cucina\, eventi con le scuole\, iniziative sul territorio e momenti di incontro promossi da associazioni e istituzioni locali. \n\n\n\nTra le mostre\, Con_testi. Abitare a fumetti a cura di Riccardo Corbò sarà allestita nelle sale di Palazzo Binelli. Esporranno: Collettivo Viscosa\, LRNZ Lorenzo Ceccotti\, Roberto Grossi\, Rita Petruccioli. Da diversi anni il fumetto è uscito dal classico alveo di “letteratura di evasione” e di semplice intrattenimento\, spesso per l’infanzia.  Sono molti gli autori che lo usano come forma d’arte pura\, per raccontare il nostro presente\, per indagare nei sentimenti\, nella psicologia e nella società. Per inventare un altrove che serve come specchio distorto della nostra realtà. Abbiamo voluto quindi ragionare attorno a quei fumetti che contengono il concetto dell’abitare. “Abitare” non solo passivamente un luogo\, ma prendersene cura: la propria casa\, ma anche la propria città; il centro storico e le periferie; i monumenti e i luoghi abbandonati da recuperare e occupare; l’abitazione come luogo fisico ma anche luogo della propria anima; e nel senso più ampio del termine il nostro pianeta\, “abitarlo” avendo ben presente la distinzione dallo “sfruttarlo”. Rita Petruccioli espone la sua installazione “Sisterhood in the Neighborhood. Detoxing Public Space From Patriarchy”\, mentre Roberto Grossi le pagine tratte dal suo reportage a fumetti “La grande rimozione”; il Collettivo Viscosa\, formato da artiste giovanissime\, porta la loro visione fresca e dirompente\, Lorenzo Ceccotti LRNZ nella sua trilogia di graphic novel “Geist maschine” ci mostra come potrebbe abitare l’uomo in un futuro o presente distopico post apocalittico\, dove i nostri luoghi abituali cambiano uso e prospettiva. Un raggio molto ampio di stili di disegno e di scrittura\, che permetteranno al pubblico di conoscere o approfondire opere della contemporanea letteratura disegnata\, di maggiore successo nell’attuale scena editoriale e creativa italiana. Uno spazio della mostra\, curato da Agnese Leone\, sarà dedicato a un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti\, che attraverso i loro fumetti\, indagheranno la fragilità psicologica e il peso delle aspettative sociali\, il valore della comunità e del cohousing opposti all’individualismo urbano\, la ricerca della propria identità per imparare ad abitare sé stessi e il proprio spazio nel mondo.  \n\n\n\nSponsor e partner \n\n\n\nIl festival è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo Onlus \n\n\n\nCon il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco \n\n\n\nCon il patrocinio di: Regione Toscana\, Commissione Regionale Pari Opportunità della Toscana\, Provincia di Massa Carrara \n\n\n\nCon la collaborazione di: Ufficio scolastico territoriale Ambito di Massa Carrara \n\n\n\nCon il contributo di: Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Porti di La Spezia e Marina di Carrara \n\n\n\nPremium Supporter: Fhp Carrara Terminal \n\n\n\nMain Sponsor: BPER Banca \n\n\n\nSponsor Midi: Chean Srl\, Coop Firenze\, Generali Assicurazioni\, Marmo Canaloni Carrara \n\n\n\nSponsor: Cooperativa Cavatori Gioia\, MaxMarmi\, S.T. Segagioni\, Aziende del porto di Marina di Carrara (MDC Terminal\, San Colombano Costruzioni SpA\, Gruppo Grendi\, T-Bulk\, Vittorio Bogazzi e Figli Spa\, Piero De Gasperis & C. srl\, Dusty Srl\, Semp Srl) \n\n\n\nSponsor tecnico: Nausicaa SpA\, Fonteviva\, Federalberghi Costa Apuana\, RetiAmbiente Carrara \n\n\n\nMediapartner: QN La Nazione \n\n\n\nTutti gli eventi in programma sono ad ingresso libero e gratuito \n\n\n\nwww. con-vivere.it; Fb con-vivere Carrara Festival; IG con_vivere
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SUMMARY:District Dance Festival a Roma
DESCRIPTION:Dal 10 al 13 settembre quattro giornate di danza contemporanea e performance tra teatri\, piazze e parchi di Roma\, con compagnie affermate\, giovani autori e nuove traiettorie della scena italiana. \n\n\n\nRoma torna a essere attraversata dalla danza con la nuova edizione di District Dance Festival\, la rassegna a cura di Compagnia Atacama diretta da Patrizia Cavola e Ivan Truol\, che dal 2022 porta nella capitale una programmazione dedicata alla danza contemporanea e alla performance site-specific. Dal 10 al 13 settembre 2026\, il festival costruisce un itinerario tra Centrale Preneste Teatro\, Piazza dei Mirti\, Parco Sangalli e Teatro Villa Lazzaroni\, scegliendo di portare la danza nei teatri ma anche in luoghi inconsueti della scena e di metterla in relazione diretta con la città\, i quartieri e altri spazi urbani. \n\n\n\nCompagnie consolidate\, giovani autori e autrici\, performer e progetti di ricerca provenienti da diverse aree della scena italiana compongono una geografia artistica che attraversa Lazio\, Lombardia\, Toscana\, Veneto\, Marche\, Friuli Venezia Giulia e Puglia\, insieme a percorsi individuali sviluppati tra danza\, performance e arti visive. Il programma attraversa temi profondamente legati al presente: la condizione dell’individuo contemporaneo\, il confine e l’identità\, il bisogno di appartenenza\, la memoria\, il paesaggio e il rapporto con l’ambiente. Attraverso questi temi\, la danza esplora il rapporto tra singolo e comunità\, tra limite e trasformazione. \n\n\n\nIl festival prende il via giovedì 10 settembre alle ore 21:00 al Centrale Preneste Teatro\, con due lavori che condividono una riflessione sul corpo\, sulla trasformazione e sulla condizione dell’individuo. Mandala Dance Company presenta Stone\, nuova produzione 2026\, con concept\, coreografia e regia di Paola Sorressa. La pietra è il centro materico e simbolico di un rito coreografico che attraversa corpo\, natura e spiritualità. Sette pietre accompagnano un percorso di iniziazione e trasformazione\, richiamando l’immaginario dei giardini Zen giapponesi e diventando progressivamente un totem finale\, immagine di una possibile completezza. L’ostacolo\, da elemento da superare\, diventa materia attraverso cui trasformarsi.A seguire\, Compagnia Atacama porta in scena L’Ultimo Uomo\, ideazione\, coreografia e regia di Patrizia Cavola e Ivan Truol. Ispirato a La società della stanchezza di Byung-Chul Han\, lo spettacolo guarda all’individuo contemporaneo immerso in una società fondata sulla prestazione\, sulla competizione e sull’ottimizzazione permanente del tempo. Iperattività e multitasking si trasformano progressivamente in forme di autosfruttamento fino all’esaurimento. Il corpo scenico diventa il luogo in cui rendere visibile questa tensione e interrogare la direzione verso cui si muove la contemporaneità.Venerdì 11 settembre alle ore 17:15\, il festival si sposta in Piazza dei Mirti\, portando la danza direttamente nello spazio urbano con tre lavori che affrontano\, da prospettive differenti\, il rapporto tra corpo\, architettura e identità. \n\n\n\nCon Anime\, Compagnia Atacama parte dal concetto di abitare. La coreografia di Patrizia Cavola e Ivan Truol si costruisce in relazione allo spazio\, ai suoi pieni e vuoti\, ai livelli e alle distanze. Il luogo non è uno sfondo\, ma una componente attiva dell’opera: ogni contesto ne influenza la forma e permette alla memoria del territorio di entrare nella creazione.Segue PATAPHYSICIEN di Compagnia Fabula Saltica\, con regia di Mattia Chiarelli. Un lavoro attraversato da immagini materiche e visionarie\, in cui il corpo emerge dalla materia per affrontare una ricerca sull’identità\, sul riconoscimento di sé e sulla difficoltà di liberarsi dalle proprie prigioni. La creazione nasce all’interno del progetto Giovani Autori under 25\, sostenuto da MiC e Regione del Veneto\, e testimonia l’attenzione del festival verso le nuove generazioni della scena. Chiude la giornata HUNT CDC Young Project con Free Wall\, concept e coreografia di Giosy Sampaolo: il muro diventa una figura ambivalente\, confine e protezione\, separazione ma anche possibilità di superamento. Nato come laboratorio coreografico dedicato alla nuova generazione di danzatori under 30 residenti nelle Marche\, il lavoro arriva al festival nella sua forma definitiva dopo un primo studio presentato nel 2025. È proprio attraverso lavori come Free Wall che emerge una delle direttrici di District Dance Festival: mettere in relazione esperienze consolidate e nuove traiettorie\, creando uno spazio di confronto tra generazioni e differenti vocabolari coreografici. \n\n\n\nSabato 12 settembre il festival prosegue a Parco Sangalli\, accentuando il dialogo tra danza e spazio pubblico. Qui la scena si confronta con l’ambiente\, con lo sguardo dello spettatore e con una diversa idea di prossimità. Compagnia Arearea presenta Dancing FOUR Peace\, ideazione di Marta Bevilacqua. Nato per adattarsi a spazi non convenzionali\, il lavoro attraversa equilibri dinamici\, emotivi e architettonici\, intrecciando la danza alla poesia di Ingeborg Bachmann\, Wisława Szymborska\, Salvatore Quasimodo\, Giuseppe Ungaretti e Bertolt Brecht. Con Dreaming Box-Solo\, Compagnia Adarte\, concept e coreografia di Francesca Lettieri\, il sogno diventa una materia viva e generativa. Un’esplorazione della bellezza nella sua dimensione più intensa ma anche instabile\, in uno spazio sospeso in cui il corpo attraversa estasi e trasformazione. Chiude la giornata ResExtensa Dance Company con L’Altro\, creazione di Gianni Wers. Il lavoro affronta il conflitto tra individualismo e bisogno di accettazione attraverso il simbolo di un giaccone conteso: oggetto di protezione\, status e identità\, diventa il terreno di una lotta per il riconoscimento. Il linguaggio fisico fonde danza contemporanea e house dance per mettere in scena la tensione tra relazione e competizione. \n\n\n\nDomenica 13 settembre\, ultima giornata del festival\, il programma si apre alle ore 10:00 al Teatro Villa Lazzaroni\, con uno sguardo rivolto anche alle nuove generazioni di pubblico.Valeria Loprieno e Giovanna Rovedo presentano La Regina senza Nevi – e se non fosse più lei la cattiva della storia?\, con le stesse autrici in scena. La fiaba di Andersen viene riscritta alla luce della crisi climatica: il viaggio di Gerda alla ricerca di Kay diventa un percorso attraverso un pianeta sottoposto a sfruttamento e surriscaldamento. La Regina delle Nevi non è più semplicemente la figura antagonista\, ma la custode di un mondo che rischia di scomparire. Movimento\, testo e immagini costruiscono una narrazione accessibile ai più giovani\, attraversata da una precisa dimensione ecologica e civile. \n\n\n\nNel pomeriggio di domenica 13 settembre il festival torna al Parco Sangalli\, presso l’Ex Bocciodromo\, con tre lavori che ampliano ulteriormente la riflessione sul rapporto tra corpo\, ambiente\, memoria e percezione. Compagnia Déjà Donné presenta Quasi niente n.1\, di Elia Pangaro e Alexander de Vries. Partendo dal margine minimo che consente a un corpo di non cadere\, di sostenersi\, di non farsi male\, le azioni diventano strutture attraverso cui mettersi alla prova e costruire una relazione. Segue LYNX LYNX\, performance di Compagnia Aurelio Di Virgilio – Movimento Danza\, prodotta da Pollinaria. La performance nasce da una ricerca sul territorio e dalle figure animali estinte\, mitologiche o in via d’estinzione. La lince appenninica\, sospesa tra presenza documentata e immaginario collettivo\, diventa una figura attraverso cui interrogare ecologia\, memoria e scomparsa.A chiudere il District Dance Festival 2026 è Contrappunti dall’Oceano di Livia Bartolucci. Attraverso il movimento e una tecnologia immersiva audio 360\, il lavoro accompagna il pubblico in un’esperienza percettiva che evoca la vastità\, la quiete e l’imprevedibilità dell’oceano. Lo sguardo e l’ascolto vengono spostati oltre le consuete cornici di percezione\, in un percorso che invita ad abbandonare temporaneamente ciò che è conosciuto per aprirsi all’ignoto.  \n\n\n\nL’edizione 2026 attraversa in particolare il Municipio V\, grazie alla collaborazione e al patrocinio del Municipio\, costruendo un percorso che si inscrive nei quartieri di Prenestino-Labicano\, Centocelle e Torpignattara. A questo itinerario si aggiunge\, in continuità con le edizioni precedenti\, il Municipio VII\, con il Teatro di Villa Lazzaroni\, ampliando la geografia del festival e consolidando un dialogo tra territori diversi della città. \n\n\n\nQuattro giornate\, luoghi differenti e una pluralità di linguaggi compongono un festival che invita ad abitare temporaneamente la città attraverso il corpo e la performance. Teatri\, piazze e parchi diventano luoghi in cui osservare i corpi entrare in relazione con ciò che li circonda. È qui che si concentra la sfida di District Dance Festival 2026: portare la danza contemporanea fuori dai suoi confini abituali senza rinunciare alla complessità della ricerca artistica\, creando occasioni di incontro tra opere\, artisti\, territori e pubblici differenti e trasformando gli spazi quotidiani in luoghi di ascolto\, relazione e immaginazione.Tutte le informazioni sul sito: www.compagniaatacama.it/district-dance-festival-24-2/
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SUMMARY:II edizione "Liberi sulla Carta" a Borghetto San Carlo
DESCRIPTION:Dopo il successo della sua prima edizione romana\, Liberi sulla Carta torna dall’11 al 13 settembre al Borghetto San Carlo con un festival ancora più grande e con un’idea precisa al centro della sua quindicesima edizione: la cultura fa stare bene. In un tempo in cui si parla sempre più di benessere psicologico\, qualità delle relazioni e bisogno di ritrovare spazi di comunità\, la manifestazione sceglie di affidare proprio alla cultura una nuova responsabilità. Nasce così #Tifastarebene\, il tema scelto per il 2026: un invito a vivere libri\, incontri e spettacoli non soltanto come appuntamenti culturali\, ma come esperienze capaci di generare benessere\, relazioni e senso di appartenenza. \n\n\n\nDopo aver riportato nella Capitale una delle principali manifestazioni dedicate all’editoria indipendente italiana\, il festival conferma il Borghetto San Carlo come propria casa romana e rilancia con un’importante novità: il raddoppio degli spazi dedicati agli editori indipendenti\, cuore della manifestazione fin dalla sua nascita\, insieme a un programma ancora più ricco di incontri\, spettacoli\, formazione ed esperienze sul territorio. \n\n\n\nLa scelta del Borghetto San Carlo rappresenta molto più di una semplice location. Restituito alla città e oggi luogo di incontro immerso nel verde della Giustiniana\, questo spazio interpreta perfettamente la visione del festival: costruire comunità attraverso i libri\, favorire nuove relazioni tra persone\, autori ed editori e dimostrare come la cultura possa essere un’esperienza da vivere insieme. Qui la lettura incontra il paesaggio\, il dialogo si intreccia con la natura e il festival diventa un tempo condiviso\, non soltanto una successione di appuntamenti. Un intreccio di letteratura\, spettacolo\, formazione\, territorio ed enogastronomia\, per tre giorni in cui la cultura esce dalle pagine dei libri per trasformarsi in un’esperienza collettiva. Perché leggere fa stare bene. \n\n\n\nAnche quest’anno tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito. La formula del 2025 viene confermata e ampliata: ogni pomeriggio il Borghetto ospiterà presentazioni di libri\, dialoghi e incontri dedicati alla cultura e all’attualità\, mentre le serate saranno animate da reading e spettacoli. Torneranno inoltre il workshop di scrittura creativa della Scuola Omero\, il Premio Arthè dedicato ai racconti brevi\, gli stand enogastronomici aperti a pranzo e cena e un calendario ancora più ricco di attività diffuse tra escursioni\, visite guidate ed esperienze sul territorio. \n\n\n\n«Lo scorso anno abbiamo ribadito che un festival può diventare molto più di un luogo dove si presentano libri: può trasformarsi in una comunità temporanea fatta di incontri\, dialoghi e persone che condividono il piacere di ascoltare e confrontarsi – commenta il direttore artistico Fabrizio Moscato –. Da quell’esperienza nasce #Tifastarebene. Crediamo che la cultura abbia oggi una responsabilità importante: creare spazi in cui stare bene insieme\, rallentare\, riflettere\, immaginare il futuro e costruire relazioni. È questo lo spirito con cui abbiamo pensato la nuova edizione di Liberi sulla Carta.» \n\n\n\nIn attesa del programma ufficiale\, sono già tanti gli ospiti e le ospiti che hanno confermato la loro partecipazione a Liberi sulla Carta 2026: l’attore e scrittore Ascanio Celestini che con il libro “Pasolini. Una vita\, anzi due” ricorderà il poeta e regista ucciso nel 1975; la cantante Syria omaggerà Gabriella Ferri con lo spettacolo “Perché non canti piú”; non mancheranno momenti di riflessione come quello previsto con la scrittrice e filosofa Ilaria Gaspari\, che parlerà del ritrovato romanzo ottocentesco “Un martirio”\, di Regina di Luanto (pseudonimo di Anna Guendalina Lipparini); Stefano Petrocchi\, che presenterà “Romanzo Privato”\, affascinante ritratto della figura di Maria Bellonci\, scrittrice e organizzatrice del Premio Strega\, mentre il misterioso recensore mascherato Johnny Palomba\, a 25 anni dalle sue Recinzioni\, tornerà a regalarci momenti di divertimento imperdibili. Temi di grande attualità quelli che chiudono la prima carrellata di ospiti già confermati: “Maschi\, si salvi chi può” dell’attore\, sceneggiatore e scrittore Marco Bonini e “Una nuova idea di paese. Dal probabile declino alla possibile rinascita” di Giovanni Marconi per accendere l’attenzione sulla nostra società. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura\, è vincitore dell’Avviso Pubblico “Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno”\, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.  \n\n\n\nOrari: Venerdì 11 settembre: dalle 17:00 fino alle 23:00. Sabato 12 settembre e Domenica 13 settembre: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 fino alle 23:00 \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nSito ufficiale: www.liberisullacarta.itEmail: info@liberisullacarta.it \n\n\n\nCome arrivare: Treno: FL3\, fermata La GiustinianaAutobus: linee 021\, 032\, 024In auto: uscita 3 GRA Cassia Bis\, direzione Viterbo
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SUMMARY:Al Teatro Basilica "RENT  - Il Musical 30° anniversario"
DESCRIPTION:In occasione del trentesimo anniversario del musical premio Pulitzer RENT di Jonathan Larson\, Romeway Company riporta in scena il suo adattamento italiano inedito\, con cui la compagnia ha debuttato due anni fa con 4 date sold out e pluripremiato ai BroadwayWorld Awards Italia tra cui miglior musical e miglior regia\, dall’11 al 13 settembre al TeatroBasilica di Roma. \n\n\n\nUna New York dell’inizio degli anni ‘90 ci mostra senza pudore l’intolleranza verso chi ha contratto l’AIDS\, la tossicodipendenza ed i senzatetto\, ma anche la fratellanza\, l’amore e la speranza che possono germogliare tra il cemento di questa città. Un’opera rock intensa e imperdibile\, intrisa di temi universali e personaggi indimenticabili\, nonché canzoni che hanno fatto la storia del musical nel mondo. \n\n\n\nMentre viene annunciato il ritorno di Rent sui grandi palchi di Broadway e del West End in occasione di questa ricorrenza storica\, anche Roma avrà modo di assistere allo show dall’11 al 13 settembre nella splendida cornice del TeatroBasilica\, storica location nel cuore di Piazza San Giovanni. Un riadattamento italiano completo e fedele\, che ha già guadagnato l’entusiasmo degli appassionati al suo debutto\, torna senza variazioni ma con l’aggiunta di nuovi membri dell’ensemble e un coro professionale\, per una messa in scena ancora più ricca\, immersiva e suggestiva. \n\n\n\nNel main cast tornano i componenti storici della compagnia\, ormai acclamati anche negli altri loro spettacoli all’attivo. Mirko Basile come Mark\, affiancato da Giovanni Alaimo come Roger; Mimi è Maria Vittoria Piconi\, mentre Joanne e Maureen sono interpretate rispettivamente da Irene Egidi e Tiziana De Amicis. Eric Paterniani ricopre il ruolo dell’antagonista Benny. Andrea Stocchino è Collins mentre Jacopo Bargnesi Hassan ritorna dal Regno Unito per una apparizione straordinaria nel ruolo di Angel. Nell’ensemble Matteo Di Pinto\, Harris Donninelli\, Beatrice Melessim Esmel\, Sara Ferretti\, Federico Giannetti\, Veronica Nolte\, Riccardo Valente e Beatrice Zorzan. \n\n\n\nLo spettacolo vede anche la partecipazione straordinaria di alcuni membri del coro Vocal Oddity\, che canteranno in scena insieme al resto del cast per tutte le serate. \n\n\n\nNel comparto tecnico torna Eric Paterniani alla regia\, Veronica Nolte come aiuto regia e scenografa\, Mirko Basile alla direzione musicale\, Irene Egidi alla direzione corale e coreografica e Giuseppina di Giannantonio ai costumi.
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SUMMARY:Centrale Preneste Art Factory
DESCRIPTION:A Centrale Preneste Teatro (Via Alberto da Giussano\, 58) nel Municipio V di Roma Capitale\, dal 12 settembre al 4 dicembre 2026\, c’è Centrale Preneste Art Factory\, un’officina culturale per infanzia\, giovani e comunità. Un nuovo progetto culturale per bambini\, giovani e famiglie: 21 compagnie nazionali\, tre rassegne e un teatro sempre più aperto alla comunità e al territorio. Con Centrale Preneste Art Factory il teatro diventa un laboratorio permanente di cultura\, partecipazione e inclusione sociale dove al centro ci sono le giovani generazioni e le famiglie.  La manifestazione si articola in tre differenti rassegne che coinvolgono pubblici diversi e favoriscono l’incontro tra generazioni artistiche: “Next Stage – La scena che cambia\, le voci che emergono” ospita cinque compagnie under 35\, offrendo spazio ai nuovi linguaggi della scena contemporanea e sostenendo il talento emergente. “Voci d’Autore – Storie e visioni della scena contemporanea”\, con protagoniste otto compagnie nazionali composte da artisti affermati\, per offrire al pubblico una proposta culturale di alto livello e promuovere il dialogo tra esperienze artistiche differenti. E\, infine\, la programmazione dedicata ai più piccoli prende vita con “Infanzie in Gioco – Il teatro come scoperta\, gioco e immaginazione condivisa”\, la rassegna domenicale che coinvolgerà otto compagnie nazionali\, offrendo occasioni di incontro e condivisione tra bambini\, famiglie e territorio. \n\n\n\nIn totale saranno 21 le compagnie ospiti\, protagoniste di una stagione che unisce qualità artistica\, ricerca contemporanea e attenzione alla dimensione sociale della cultura. \n\n\n\nGli ospiti di “Voci d’Autore” sono Marco Baliani\, Claudio Morici\, Giorgia Trasselli\, Andrea Cosentino\, Officina Dinamo–Fucina Creativa\, Giovanna Mori e Jacob Olesen\, Frosini/Timpano e il Teatro dei Limoni. Per “Next Stage” sono attesi Compagnia Vaccaro\, MAT – Movimenti artistici trasversali\, Bam Teatro\, Pallaksch e Niccolò Fettarappa. E\, infine\, per la sezione “Infanzie in gioco” oltre alla compagnia residente a Ruotalibera Teatro ci sono la Feet Theatre Company\, l’Associazione Pilar Ternera\, Teatri di Carta\, Hangar Teatro e Teatro Florian. \n\n\n\nGli eventi sono tutti a ingresso gratuito come precisa Tiziana Lucattini\, direttrice artistica della manifestazione: “La gratuità delle attività rappresenta una scelta concreta per rendere il teatro davvero accessibile a tutte e tutti. Con Centrale Preneste Art Factory vogliamo evidenziare il ruolo del teatro come spazio pubblico aperto capace di costruire comunità attraverso l’arte\, la partecipazione e la condivisione”. \n\n\n\nPrenotazione obbligatoria on line su https://centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi/ oppure via mail scrivendo a info@ruotalibera.eu o ingresso diretto il giorno dello spettacolo previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nCentrale Preneste Art Factory prende il via sabato 12 settembre alle 21.00 con la sezione “Voci d’Autore – Storie e visioni della scena contemporanea” che ospita “Quando gli dei erano tanti”\, dedicato alle scritture di Roberto Calasso di e con Marco Baliani\, regia di Maria Maglietta\, una produzione Casa degli Alfieri. Come Ismaele nell’incipit del Moby Dick di Melville\, quando l’orizzonte si incupisce e la percezione del mondo si offusca\, è tempo di salpare\, di uscire dalla gabbia dei giorni per aprirsi verso l’ignoto. E se il mare oceano non è lì a portata di corpo\, le pagine di Roberto Calasso fanno viaggiare lo stesso\, salpando in altri lidi. Grotte\, boschi\, mari\, scogli\, la natura tutta parla con le voci potenti degli Dei che l’hanno abitata\, e che sono ancora lì\, nascosti alla nostra vista assetata solo di merci e votata al consumo della natura stessa. Sono ancora lì anche quando ai boschi si sostituisce l’intrico di una metropoli\, o di strade brulicanti di esistenze in corsa. Anche lì\, a saperle ascoltare\, ci sono voci antiche che ci parlano. Sono ancora lì a ricordarci del tempo in cui il frondire delle foglie aveva una voce\, un ascolto e una necessità. \n\n\n\nTutti gli eventi sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria on line su https://centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi/ o scrivendo a info@ruotalibera.eu o ingresso diretto il giorno dello spettacolo previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
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LOCATION:Centrale Teatro Preneste\, Via Alberto da Giussano\, 58\, Roma\, Italia
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SUMMARY:“Aliasing” doppia personale per Suren Dorfmnn ed Emanuele Zaccaria
DESCRIPTION:La pittura\, con tutta la sua potenza immaginifica\, e il suo rapporto problematico con la realtà\, in un’epoca sempre più bombardata di immagini\, accomuna la ricerca di due artisti di vent’anni\, Suren Dorfmann ed Emanuele Zaccari\, che si cimentano nella loro prima prova espositiva in una doppia personale intitolata “Aliasing” e ospitata a Casa Vuota in via Maia 12 a Roma\, a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo. La mostra siinaugura mercoledì 8 luglio alle ore 18 e\, dopo l’inaugurazione\, si può visitare su appuntamento fino al 13 settembre 2026\, prenotando ai numeri 3928918793 o 3284615638 oppure all’email vuotacasa@gmail.com. \n\n\n\nA ciascuno dei due giovani artisti\, legati da un rapporto di amicizia\, viene dedicata una stanza di Casa Vuota e Dorfmann e Zaccari abitano la stanza a loro assegnata presentando un ciclo di lavori autonomo\, progettato nella forma di un intervento site specific. Il pubblico è chiamato a confrontarsi con il lavoro di ciascun artista\, mentre nel passaggio da una stanza all’altra\, a completamento del percorso espositivo\, si trova di fronte a un’installazione realizzata a quattro mani\, con il titolo “Smussatura” (2026)\, che rimodula la volumetria della casa fondendo segno inciso e luce. \n\n\n\nIl filo conduttore fra i due artisti è spiegato dai curatori Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo\, che scrivono: «Prelevando dal linguaggio dell’elettronica un temine tecnico – aliasing – che definisce la presenza di un errore nello spettro armonico di un segnale campionato\, il titolo della mostra vuole descrivere una particolare condizione dell’esperienza estetica contemporanea. Nel parossismo esasperato di una trasmissione di dati e di una elaborazione di visioni tendenti programmaticamente a una sempre maggiore qualità e quantità delle informazioni veicolate e processate\, questa esperienza estetica peculiare si fa carico della possibilità di un disturbo\, tanto nel campionamento della frequenza quanto nella sua decodifica. Errori e distorsioni diventano fattori connaturati e strutturali\, da annoverare fra le possibilità concrete della visione e dei suoi fallimenti. Nell’impossibilità di controllare tutto\, sembrano dire Dorfmann e Zaccari\, il compito dell’arte è duplice: da una parte abbracciare l’errore e la fallibilità\, dall’altra esaltarne il potere generativo\, distorcente\, visionario\, portentoso e disturbante». \n\n\n\nUn deciso bianco e nero e un segno rapido\, vivace e costruito su livelli successivi sono gli elementi caratterizzanti il lavoro di Suren Dorfmann\, che si esercita sia in opere di piccolo formato\, sia in interventi ambientali di grandi dimensioni. Sono due le opere costruite su misura per lo spazio di Casa Vuota. Il primo\, intitolato “Muffa” (2026) è un lavoro minimale\, interstiziale e usa l’intera parete come supporto su cui lavorare in modo mimetico e sfidante\, andando a colmare i buchi e gli strappi già presenti nella carta da parati con degli interventi disegnati che sembrano fuoriuscire da chissà quale regione remota\, rivelando una realtà altra e facendo del difetto un’opportunità. “Troppo poco vuoto” (2026) è invece un grande dipinto leggero e stratificato\, che – addizionando strati su strati di tessuti lavorati con inchiostro di china – immagina un bosco dischiuso inaspettatamente nel cuore della casa. Si aggiungono due piccole opere su legno\, anch’esse di ispirazione botanica e paesaggistica: due dittici sospesi tra pittura e disegno\, lavorati in un prezioso e minuzioso dosaggio di ombre e luci\, con una tecnica mista che mescola sapientemente il transfer fotografico\, il carboncino\, la tempera e il pennarello acrilico. \n\n\n\n«Il fulcro della mia ricerca – racconta Dorfmann – riguarda le stratificazioni di piani differenti della realtà che\, intersecandosi o sovrapponendosi\, ne modificano la percezione. Alcuni tra gli elementi indagati sono l’interno e l’esterno\, il presente e la memoria\, l’immagine fotografica e il disegno\, il verticale e l’orizzontale. L’attenzione al dettaglio e alla ripetizione permette di cogliere differenze impercettibili. I soggetti selezionati sono tratti da fotografie\, disegni o incisioni che hanno un legame diretto con la mia esperienza personale\, ma essendo immagini essenziali si possono riferire a qualsiasi fruitore. Sono lavori di meditazione e immersione e\, nonostante le differenze di dimensione\, medium e supporto\, hanno in comune la stratificazione\, che sia tra diversi tessuti\, stampe e fotografie o disegno e carta da parati». \n\n\n\nPrediligendo in questa fase della sua ricerca la pittura a olio su tela\, ma aperto anche alla sperimentazione di altri linguaggi\, come per esempio il video\, è proprio dal video che Emanuele Zaccari trae ispirazione per la serie di quattordici dipinti\, identici per dimensioni e formato\, che sceglie di presentare con un allestimento rigoroso e lineare – quasi filmico – a Casa Vuota. Prendono spunto da fotogrammi di filmati amatoriali di provenienza diversa e girati tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta\, appartenenti dunque a un periodo molto precedente rispetto alla vita del giovane artista (nato nel 2005)\, di cui Zaccari ha potuto avere un’esperienza soltanto derivata\, mediata e mai diretta. La cultura e la tecnologia a essi sottese sono al centro di quello che l’artista descrive come «un fenomeno nostalgico indiretto\, una nostalgia forse rafforzata dalla mia esperienza mediata». \n\n\n\nEmanuele Zaccari riflette sui rapporti fra le differenti tecnologie e i diversi media\, partendo dalla stampa\, dalla fotografia e dal video fino ad arrivare alle tecnologie digitali e all’intelligenza artificiale. «Trovo importante – sottolinea – evidenziare e riflettere sulla presenza del filtro digitale\, cioè di quell’elemento sempre più presente fra noi e il fenomeno che percepiamo\, che comporta una fruizione derivata e non immediata dell’immagine. Mi interessa porre l’attenzione su elementi strutturalmente interni all’immagine\, che si distaccano da essa ponendosi su un altro piano\, fra l’osservatore e l’oggetto artistico\, e creando una distanza che può portare alla riflessione». Il mondo descritto dall’artista nella sua pittura\, attraverso la metabolizzazione delle immagini preesistenti\, estrapola e rende significativi fotogrammi di un flusso indiscriminato\, ormai inconsapevole di sé\, dando loro una vita nuova e disordinata e lasciando all’osservatore il compito di ricomporre una narrazione disarticolata\, fatta di memorie infantili\, reminiscenze militaresche\, piccoli gesti di tenerezza quotidiana\, spunti casuali e suggestioni di sapore vagamente distopico. \n\n\n\nSuren Dorfmann (2005) nasce a Roma e si trasferisce a Rapolano Terme\, in provincia di Siena. Studia pittura all’Accademia di belle arti di Roma. A partire dal 2023 partecipa ad alcune mostre collettive. La sua ricerca pittorica è in dialogo con la grafica e si focalizza sulla trasposizione del concetto in illustrazione\, con attenzione al contesto storico-culturale. È del 2026 la personale “Riccio nella nebbia” al Palazzo Pretorio di Rapolano Terme\, a cura di Francesca Nonne. \n\n\n\nEmauele Zaccari (2005) nasce a Roma\, la città dove vive\, dopo avere abitato per alcuni anni sull’isola di Mahè\, nelle Seychelles. Ha studiato alla Scuola romana del fumetto e attualmente frequenta il corso di pittura all’Accademia di belle arti di Roma. Nel 2026 espone al Museo di Roma a Palazzo Braschi nella mostra collettiva “Umani troppo umani (oggi)”\, curata da Anna Maiorano\, con testi di Livia Romano.
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SUMMARY:Beethoven Festival Sutri
DESCRIPTION:Venticinque anni dedicati alla grande musica. Il Beethoven Festival Sutri taglierà quest’anno il nastro d’argento di questo prestigioso traguardo. Dal 13 settembre al 1° novembre 2026\, Sutri si confermerà fulcro culturale di assoluto prestigio\, accogliendo otto concerti dall’alto profilo artistico nella Chiesa Romanica di San Francesco\, la sua splendida sede storica\, gentilmente concessa dal Fondo Edifici di Culto. Il cartellone metterà a confronto la profonda maturità di interpreti di chiara fama e la freschezza espressiva dei giovani talenti\, offrendo un perfetto equilibrio generazionale sotto il segno dell’eccellenza. Ideata e curata fin dalla nascita dall’Associazione Amici della Musica di Sutri\, sotto la direzione artistica di Anna-Lisa Bellini\, la manifestazione è organizzata dal Comune di Sutri in collaborazione con l’Associazione stessa. L’evento è realizzato grazie al contributo di Regione Lazio\, Fondazione Carivit\, Provincia di Viterbo nonché Banca Lazio Nord e Agenzia Funebre Fabrizi. Questo importante sforzo sinergico permette di offrire l’ingresso gratuito a tutti i concerti (fino a esaurimento posti)\, una formula fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale. \n\n\n\nLa stagione si aprirà domenica 13 settembre con un appuntamento cameristico di altissimo profilo.  Sarà protagonista un trio d’eccezione composto da Carlo Maria Parazzoli\, primo violino dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia\, Alfredo Persichilli\, primo violoncello del Teatro alla Scala e Anna-Lisa Bellini\, carismatica e acclamata pianista. Il programma porrà in dialogo il Trio in re maggiore op. 70 n. 1 di Beethoven e il Trio “Dumky” op. 90 di Dvořák. \n\n\n\nIl secondo concerto\, domenica 20 settembre\, sarà affidato al prestigioso Duo Gardel\, formato dal fisarmonicista Gianluca Campi – già vincitore del Trofeo Mondiale in Portogallo – e dal pianista Claudio Cozzani\, interprete dalla solida carriera internazionale. In programma musiche di Borodin\, Hubay\, De Falla\, Khachaturian\, Rachmaninoff\, Fazil Say\, Frank van der Heyden\, Vaja Azarashvili\, Guastavino\, Piazzolla e Galliano\, con brani legati dal filo conduttore della danza. \n\n\n\nIl terzo appuntamento del festival\, in calendario domenica 27 settembre\, sarà affidato allo straordinario e complice Duo Maclé\, formato dalle pianiste Sabrina Dente e Annamaria Garibaldi. Le due artiste proporranno un viaggio musicale nel repertorio per pianoforte a quattro mani dal titolo “Connessioni sonore”\, con alcune tra le più celebri Danze ungheresi di Brahms\, tre brani tratti dai Six Morceaux op. 11 di Rachmaninoff e\, di Gershwin\, i Tre Preludi\, Un Americano a Parigi e la Rhapsody in Blue. \n\n\n\nIl quarto appuntamento del festival\, in programma sabato 3 ottobre\, vedrà di nuovo protagonista la pianista Anna-Lisa Bellini. Il suo sarà un recital dal valore profondamente simbolico ed emozionale\, poiché l’interprete è la direttrice artistica del festival\, nonché tra gli ideatori e fondatori della manifestazione. Il programma proporrà un’immersione nell’evoluzione della letteratura per pianoforte tra il XIX secolo e il primo Novecento con musiche di Rossini\, Chopin\, Schumann\, Chaminade\, Debussy\, Glinka e Scrjabin. \n\n\n\nL’evento di domenica 11 ottobre vedrà sul palco tre giovani talenti del territorio che si sono distinti nel panorama musicale per meriti artistici e importanti riconoscimenti: il clarinettista Leonardo Cilento\, il violoncellista Marco Osbat e il pianista Daniele Fontana. Il concerto sarà imperniato su due capisaldi assoluti per questa formazione: il Trio in si bemolle maggiore op. 11 di Beethoven e il Trio in la minore op. 114 di Brahms. Nel cuore del programma verranno eseguiti anche la Ballade op. 3 n. 1 di Suk e Papillon op. 77 di Fauré per violoncello e pianoforte. \n\n\n\nDomenica 18 ottobre sarà la volta del sesto appuntamento che\, attraverso un format originale\, celebrerà Ottorino Respighi a 90 anni dalla sua scomparsa. Il programma sarà incentrato sull’esecuzione di alcune delle sue pagine pianistiche più intime e raffinate\, scandite da un intenso racconto in prima persona della vita del compositore.  Protagonisti di questo delicato intreccio tra musica e confessione biografica saranno due interpreti di assoluto rilievo\, uniti da una profonda intesa: il pianista Valerio Premuroso e la voce narrante dell’attore Alessandro Castellucci. \n\n\n\nUna rara preziosità può essere considerata l’impaginazione del penultimo appuntamento in programma domenica 25 ottobre\, un concerto interamente dedicato al fascino e alla raffinatezza della musica da camera tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento\, con l’esecuzione di due Quartetti dall’op.22 di Viotti e i Quartetti K 171 e K 285 di Mozart.  Protagonisti dell’evento saranno quattro interpreti di altissimo profilo\, molto stimati nel panorama concertistico: il flautista Matteo Bonaccorso\, il violinista Luigi De Filippi\, il violista Nico Ciricugno e il violoncellista Adriano Ancarani. \n\n\n\nLa XXV edizione del Beethoven Festival Sutri si chiuderà sotto il segno delle nuove generazioni e dei talenti del territorio. Domenica 1° novembre sarà protagonista l’Orchestra Tuscia Harmonia\, una recentissima e importante realtà musicale interamente costituita da giovani provenienti da Viterbo e provincia\, diretta dal suo fondatore Giuseppe Maria Ceccarini e tenuta a battesimo proprio dal Beethoven Festival Sutri nel 2025.  In apertura verranno eseguiti brani di Lully e di J.S. Bach\, per proseguire con la presenza di tre brillanti solisti: il pianista Ludovico Precoma nel Concerto in fa minore BWV 1056 di Bach\, l’oboista Leonardo Bobboni nel Concerto in re minore di Alessandro Marcello e il pianista Simone Mechelli nel Concerto in re minore BWV 1052 di Johann Sebastian Bach. \n\n\n\nInformazioni 353/3756855  \n\n\n\ninfo@beethovenfestivalsutri.com  www.beethovenfestivalsutri.com \n\n\n\ncomunicazione@beethovenfestivalsutri.com
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SUMMARY:Human Dance: a L’Aquila il festival della danza tra corpi\, luoghi e comunità
DESCRIPTION:Dal 13 al 20 settembre 2026\, al Palazzo Benedetti di L’Aquila\, la quarta edizione del progetto diretto da Francesca La Cava: spettacoli\, performance\, laboratori e incontri intorno all’umano\, come possibilità di costruire nuove relazioni attraverso il corpo e l’arte. \n\n\n\nDal 13 al 20 settembre 2026 torna a L’Aquila Human Dance\, il progetto ideato e diretto da Francesca La Cava\, direttrice artistica di Gruppo e-Motion\, giunto alla sua quarta edizione. Al Palazzo Benedetti\, una settimana di spettacoli\, performance\, laboratori e incontri mette la danza in relazione con i luoghi e con le comunità\, coinvolgendo artisti affermati\, giovani autrici e autori e pubblico. Al centro dell’edizione 2026 c’è l’umano: una ricerca che parte dal corpo — luogo primario di relazione\, conoscenza e cambiamento — per interrogare i confini che separano le persone e immaginare\, attraverso l’arte\, nuovi modi di vivere e condividere l’esperienza quotidiana.  Human Dance nasce infatti come un dispositivo per “abitare” i luoghi attraverso la cultura e per avvicinare alla danza persone di tutte le generazioni. È da questa prospettiva che Francesca La Cava costruisce la quarta edizione: spettacoli\, formazione e partecipazione sono parti di un unico processo di relazione con i luoghi e con le comunità. Il programma mette in dialogo realtà consolidate della scena\, come Compagnia Zappalà Danza\, Gruppo e-Motion e Teatrabile\, con una nuova generazione di autrici e autori. Ne nasce un percorso nel quale linguaggi\, sensibilità ed esperienze differenti si incontrano\, costruendo prospettive diverse sul presente. \n\n\n\nAd aprire Human Dance\, domenica 13 settembre alle ore 18\, sarà Corpi Liturgici della Compagnia Zappalà Danza\, creazione di e con Roberto Zappalà\, realizzata in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Una liturgia laica in cui corpo\, natura\, spiritualità e libertà si intrecciano: i danzatori si ancorano alla terra e tendono verso un “altrove”\, trasformando il movimento in uno spazio di ricerca tra materia e trascendenza. \n\n\n\nIl 16 settembre alle ore 21 sarà la volta di Il filo\, la lana\, la trama e le storie\, a cura di Eugenio Incarnati / Teatrabile\, un progetto nel quale parola\, movimento\, ritualità e memoria si intrecciano. Il filo diventa materia della creazione e metafora di un patrimonio di storie che attraversa le generazioni. Il percorso nasce dall’esperienza laboratoriale e arriva alla performance attraverso espressione corporea e vocale\, improvvisazione e costruzione collettiva\, trasformando l’esperienza individuale in materiale condiviso. Il programma guarda anche alla trasmissione dei saperi e alla riflessione sulla scena contemporanea con la presentazione\, giovedì 17 settembre alle ore 18\, del libro Il sipario è la nostra bandiera\, di e con Gabriele Sofia\, a cura di Strappi. \n\n\n\nUno dei nuclei della quarta edizione è dedicato alla nuova generazione della scena contemporanea. La serata si configura come uno spazio di confronto sulla scena emergente e sui linguaggi attraverso cui i giovani autori interrogano il presente\, utilizzando il corpo come strumento per attraversarne tensioni\, fragilità e contraddizioni. Venerdì 18 settembre alle ore 21\, Giovani autrici e autori riunisce quattro lavori: Cage di Claudia Gentili\, Eco di Silenzio di Cassandra Bianco e Antonella Albanese\, Four / Now Loading di Manolo Perazzi e Just a solo di Antonio Taurino. I quattro lavori portano sulla scena corpi alle prese con alcune delle tensioni che segnano il presente: gabbie sociali e mentali\, fragilità\, solitudine\, ripetizione\, rapporto con il virtuale e desiderio di liberazione. In Cage il corpo diventa una possibile prigione\, insieme alle convenzioni sociali e alle stratificazioni della mente. Eco di Silenzio affronta l’esperienza della fobia sociale\, trasformando in movimento ciò che spesso rimane inesprimibile. Just a solo costruisce un rituale intimo intorno alla solitudine\, mentre Now Loading\, secondo degli assolo della suite Four\, interroga il confine tra realtà e virtuale e la possibilità di interrompere la ripetizione. \n\n\n\nIl rapporto tra corpo\, comunità\, memoria e tecnologia trova in Resounding\, in programma sabato 19 settembre alle ore 21\, una delle espressioni centrali della ricerca di Human Dance. La produzione di Gruppo e-Motion\, con concept e coreografia di Francesca La Cava e musica live electronics di Marco Ariano\, riattiva la memoria collettiva attraverso fili\, vibrazioni\, gesti e paesaggi sonori\, trasformando il corpo in materia capace di evocare il territorio. Il pubblico partecipa direttamente alla performance attraverso la scelta delle carte AR\, che determina casualmente l’ordine delle quattro scene. La tecnologia diventa così uno strumento per riscoprire le possibilità espressive del corpo\, anche attraverso la e-Motion App\, applicazione in realtà aumentata pensata per esplorare e sviluppare il proprio linguaggio fisico. In Resounding\, tecnologia e partecipazione contribuiscono alla costruzione dell’esperienza scenica. A chiudere la settimana\, domenica 20 settembre dalle ore 19\, sarà Acida – simposio lisergico di arti dal vivo\, a cura di Camilla Vespa e Piergiuseppe Di Tanno\, appuntamento dedicato all’incontro tra differenti forme e linguaggi delle arti dal vivo. \n\n\n\nSe gli spettacoli rappresentano il momento pubblico della ricerca\, i laboratori ne costituiscono una componente strutturale. Per Human Dance la formazione è uno degli strumenti attraverso cui il progetto costruisce la propria idea di partecipazione e di accesso alla danza. Dal 14 al 18 settembre\, dalle 19 alle 21\, Francesca La Cava e Gruppo e-Motion condurranno il laboratorio Resounding. Dal 14 al 16 settembre\, dalle 17 alle 19\, Eugenio Incarnati / Teatrabile guiderà invece Il filo\, la lana\, la trama e le storie. Due percorsi differenti\, accomunati dall’idea che il corpo possa essere uno strumento di conoscenza e che il processo creativo possa essere condiviso anche da chi si avvicina alla scena senza una formazione professionale. Nel laboratorio di Teatrabile\, il lavoro si sviluppa attraverso espressione corporea\, voce\, improvvisazione e gestione delle emozioni. Lo spazio laboratoriale diventa un luogo nel quale l’errore può trasformarsi in materiale creativo e nel quale la creazione collettiva prende forma a partire dalle improvvisazioni dei partecipanti. Nel percorso legato a Resounding\, la ricerca sul corpo\, sul movimento e sul suono diventa invece occasione per scoprire o riscoprire possibilità espressive. La formazione entra così direttamente in relazione con la produzione artistica\, creando continuità tra chi partecipa al laboratorio\, chi realizza l’opera e chi la incontra come spettatore. \n\n\n\nÈ proprio in questa continuità che si definisce l’identità di Human Dance: spettacolo\, formazione e partecipazione diventano parti di uno stesso processo\, capace di mettere in relazione corpo\, luogo\, memoria\, tecnologia e comunità. La danza si fa così esperienza condivisa\, strumento per attraversare i confini e costruire nuove forme di relazione. \n\n\n\nMaggiori informazioni: www.gruppoemotion.net
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LOCATION:Palazzo Benedetti\, Via Sassa\, 15\, L'Aquila\, ITA\, Italy
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SUMMARY:Dal Giardino delle Storie alla nuova stagione del  Teatro del  Buratto
DESCRIPTION:Nasce IL GIARDINO DELLE STORIE\, il nuovo progetto della Compagnia del Buratto realizzato con il sostegno del Comune di Milano. \n\n\n\nIl 13\, 20\, 26 e 27 settembre 2026\, l’anfiteatro esterno del Teatro Bruno Munari di Milano\, nel cuore di Dergano\, si trasforma in un nuovo spazio culturale all’aperto dedicato a spettacoli\, musica\, laboratori e momenti di incontro per la cittadinanza. Grazie a un intervento di riqualificazione\, lo spazio esterno del Munari è stato recintato e trasformato in un vero teatro all’aperto. \n\n\n\nDal 10 ottobre prenderà il via INSIEME A TEATRO\, la stagione per bambini e famiglie del Teatro Bruno Munari. Ogni fine settimana la Sala Grande e la Sala Teatranti\, dedicata ai più piccoli\, ospiteranno spettacoli per tutte le fasce d’età\, mentre l’Atelier dei Bambini proporrà laboratori e attività ludiche prima e dopo le rappresentazioni. La stagione si aprirà con Becco di Rame (10-11 ottobre)\, e proseguirà fino ad aprile 2027 con 42 titoli e 89 repliche\, confermando il Teatro Bruno Munari come uno dei principali punti di riferimento italiani per il teatro dedicato all’infanzia e ai ragazzi. Tra i debutti del Buratto\, Il giardiniere dei sogni (28 e 29 novembre\, con repliche il 9 e 10 aprile). \n\n\n\nDal 19 novembre si alzerà il sipario anche sulla stagione LA SERA A TEATRO al Teatro Verdi di Milano\, inaugurata da Mio padre è Sylvester Stallone\, produzione di Pilar Ternera/NTC – Teatro Nazionale di Genova che racconta la storia di Riccardo Niccolini. Il cartellone proseguirà fino a giugno 2027 con spettacoli rivolti ai giovani\, capaci di coinvolgere anche il pubblico adulto. \n\n\n\nIl Teatro Bruno Munari sarà inoltre il palcoscenico di tre concerti della ventesima edizione di MITO SettembreMusica: “Un Thè con Beethoven” di Pasquale Buonarota (13 settembre)\, “Quartetti per Archi di Ludwig van Beethoven” (15 settembre)\, “L’Usignolo di Andersen” di Hans Christian Andersen (19 settembre). \n\n\n\nIl Giardino delle Storie | 13\, 20\, 26 e 27 settembre 2026 \n\n\n\nAnfiteatro Teatro Bruno Munari\, Via Giovanni Bovio 5\, Milano \n\n\n\nStagione INSIEME A TEATRO | 10 ottobre 2026 – 18 aprile 2027 \n\n\n\nTeatro Bruno Munari\, via Giovanni Bovio 5\, Milano \n\n\n\nStagione LA SERA A TEATRO | 19 novembre 2026 – 20 giugno 2027 \n\n\n\nwww.teatrodelburatto.it
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SUMMARY:QUANDO ANCHE IL LAVORO E GUERRA una scena aperta per gli ultimi
DESCRIPTION:Nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Lo spettacolo dal vivo fuori dal centro 2026” Fondamenta Teatro e Teatri presenta QUANDO ANCHE IL LAVORO E GUERRA una scena aperta per gli ultimi\, progetto realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacoloe promosso da Roma Capitale Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, in collaborazione con SIAE. \n\n\n\nDal 14 settembre al 3 dicembre 2026\, presso il Teatro di Villa Lazzaroni\, presidio culturale e Teatro di Comunità del Municipio Roma VII\, scritture diverse –una Residenza artistica\, uno spettacolo\, Conversazioni di scena\, Reading\, Laboratori\, Mise en espace\, – intrecceranno il loro racconto sul lavoro e il suo sfruttamento\, sulla guerra e la sua cattiveria\, liberamente ispirati al mondo e all’opera di Bertolt Brecht nel 70° anniversario della sua scomparsa e alle diverse espressioni artistiche (cinema\, letteratura\, poesia) che hanno affrontato le storie degli ultimi. \n\n\n\nUn mondo dalle tante\, ininterrotte\, guerre\, sempre in bilico sull’ultima: quella che avremo costruito per morire insieme. Un mondo dispari\, dove i padroni sono società anonime\, come anonimi sono gli uomini che per esse lavorano. Un mondo dove vivere si riduce a combattere per il pane\, galleggiare\, sopravvivere. Anche questa è guerra. Quotidiana\, totale\, perenne. A questo mondo di guerra e sfruttamento il Teatro\, la letteratura\, la poesia hanno guardato – da Aristofane a Brecht- alzando la voce e strapazzando le coscienze di chi sa e vuole ancora ascoltare. Arte che non vuole insegnare\, ma trasmettere il dubbio\, la forza della ragione temperata dal ritmo della composizione. L’utopia di cambiare il mondo con la sola forza della parola che nasce con la storia delle tante polis del mondo\, è come un orizzonte che si sposta sempre\, ma non per questo ci impedisce di camminare\, crescere\, gioire. \n\n\n\nMolte saranno le personalità coinvolte: il Direttore Artistico del Teatro di Villa Lazzaroni Giancarlo Sammartano\, Andrea Collavino\, Ulderico Pesce\, Giuseppe Manfridi\, Maria Letizia Gorga\, Francesco Crispino\, Paola Maffioletti\, Valentino Orfeo\, Alessia Oteri\, Alessandro De Feo.
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SUMMARY:“Fulco Pratesi. Acquerelli Pionieri”\, in mostra al Museo di Roma in Trastevere
DESCRIPTION:  \n\n\n\n\n\n\n\nIl Museo di Roma in Trastevere presenta “Fulco Pratesi. Acquerelli Pionieri”\, una mostra dedicata alle opere artistiche di Fulco Pratesi\, fondatore del WWF Italia\, architetto\, naturalista\, illustratore\, scrittore\, giornalista e protagonista della cultura ambientalista italiana. Attraverso una selezione di acquerelli\, disegni\, taccuini e materiali originali\, il percorso espositivo rivela al pubblico il lato più intimo e personale di Fulco Pratesi: quello dell’artista che ha osservato\, raccontato e difeso la natura per tutta la vita\, trasformando il disegno in uno strumento di conoscenza\, emozione e impegno civile.  \n\n\n\nL’esposizione si inserisce nel progetto espositivo Rivoluzione Naturale del WWF\, in un programma di iniziative promosse in occasione dei 60 anni del WWF Italia\, e vuole celebrare uno dei protagonisti più autorevoli della storia della tutela ambientale nel nostro Paese e il suo straordinario contributo alla diffusione di una cultura della natura fondata sulla conoscenza\, il rispetto e la responsabilità.  \n\n\n\nLa mostra “Fulco Pratesi. Acquerelli Pionieri” è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\,Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, curata da Olympia Pratesi con la collaborazione di Isabella Pratesi\, nell’ambito delle iniziative promosse per i 60 anni del WWF Italia. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura. 
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SUMMARY:"Le Vie del Gusto" a Vasanello (VT)
DESCRIPTION:Sette caratteristici punti ristoro del centro storico per altrettante specialità tipiche accompagnate da cinque degustazioni di vino.  \n\n\n\nDal 18 al 20 settembre 2026\, torna a Vasanello l’imperdibile appuntamento con Le Vie del Gusto\, un itinerario enogastronomico attraverso il cuore del paese alla scoperta di antichi sapori e gusti che si perdono nel tempo. \n\n\n\nDa piazza dell’Ortaccio a piazza Padella e via San Salvatore\, via Roma e via San Sebastiano\, in un trionfo di profumi e sapori\, saranno allestite diverse “tappe” in cui verranno serviti i piatti caratteristici del paese realizzati secondo le ricette di una volta.   \n\n\n\nUna manifestazione che ha visto crescere\, nel corso degli anni\, presenze ed apprezzamento\, tanto da diventare uno degli appuntamenti più attesi del fine estate nella Tuscia. \n\n\n\nRicco e variegato il menù proposto in sette diversi e caratteristi punti del centro storico: antipasto\, due primi\, due secondi\, contorno e dolcetti. \n\n\n\nI visitatori\, camminando nelle caratteristiche vie del centro storico potranno assaporare deliziose specialità ed ammirare i suggestivi scorci del borgo\, in un’atmosfera quasi sospesa nel tempo. \n\n\n\nL’evento\, alla ventesima edizione\, è organizzato dalla Classe 1986 guidata dal presidente Paolo Munzi con il patrocinio del Comune di Vasanello\, e si è rapidamente imposto\, nel corso delle varie edizioni\, come un immancabile momento di commiato all’estate.  \n\n\n\nL’appuntamento con Le Vie del Gusto\, il percorso itinerante enogastronomico tra piazze e cantine\, è dal 18 al 20 settembre a Vasanello per riscoprire i sapori della tradizione ed i sapori di una volta  in una formula unica di gusto e suggestione. \n\n\n\nPer info: IG classe1986­_vasanello; FB classe1986vasanello
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SUMMARY: Premio Fabrizio De André parlare musica a Villa Bonelli
DESCRIPTION:Il 18 e il 19 settembre si terrà\, eccezionalmente\, nel parco di Villa Bonelli a Roma (Via Camillo Montalcini\, 1) la finale della 25ª edizione del PREMIO FABRIZIO DE ANDRÉ PARLARE MUSICA\, riconoscimento patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De André ETS e organizzato da iCompany\, con la direzione artistica di Luisa Melis\, che da anni promuove la creatività e l’originalità delle nuove produzioni artistiche italiane nella musica\, nella poesia e nella pittura. \n\n\n\nIn attesa di restituire a cittadine e cittadini la storica sede di Piazza Fabrizio De André alla Magliana – dove la fase finale del Premio è tornata negli ultimi due anni e oggi oggetto di lavori di riqualificazione – la manifestazione si sposta per quest’anno nella vicina Villa Bonelli. Una scelta che garantisce piena continuità e vicinanza alla comunità locale\, proseguendo nel solco della valorizzazione del territorio e del forte legame con il quartiere. \n\n\n\nAlla finale\, a ingresso libero e gratuito\, promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale\, con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali\, in collaborazione con il Municipio Roma XI e il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura\, saranno presenti i vincitori della Targa Faber e della Targa Quelli che cantano Fabrizio (il premio per le reinterpretazioni delle opere di De André)\, oltre ai vincitori della sezione poesia e della sezione pittura e i finalisti della sezione musica. \n\n\n\nNelle edizioni precedenti sono stati premiati per la Targa Faber e la Targa Quelli che cantano Fabrizio: Ariete\, Bandabardò\, Bobo Rondelli\, Bresh\, Brunori Sas\, Clementino\, Cristina Donà\, Daniele Silvestri\, Diodato\, Enrico Ruggeri\, Enzo Avitabile\, Eugenio Finardi\, Ex-Otago\, Fiorella Mannoia\, Luca Marinelli\, Madame\, Mannarino\, Mauro Ermanno Giovanardi\, Mauro Pagani\, Morgan\, Motta\, Musica Nuda\, Negrita\, NeriMarcorè\, Niccolò Fabi\, Paola Turci\, Peppe Barra\, Perturbazione\, Piero Pelù\, Roberto Vecchioni\, Ron\, Samuele Bersani\, Simone Cristicchi\, The Andre\, Vinicio Capossela. \n\n\n\nI finalisti della sezione poesia saranno selezionati da Vincenzo Costantino Cinaski; tra loro verrà decretato il vincitore che sarà presente alle serate finali del Premio a Roma. \n\n\n\nI finalisti della sezione pittura saranno selezionati da Roberto Sironi; tra loro verrà decretato il vincitore\, che sarà presente alle serate finali del Premio a Roma. \n\n\n\nI semifinalisti della sezione musica si esibiranno il 26\, 27 e 28 agosto all’ex Convento delle Clarisse di Caramanico Terme (Pescara) e\, tra loro\, verranno selezionati i finalisti che saliranno sul palco del giardino di Villa Bonelli a Roma il 18 e 19 settembre. \n\n\n\nDieci dei semifinalisti saranno selezionati attraverso il tour nazionale di scouting “E ti piace lasciarti ascoltare”\, ideato da Teresa Mariano e progettato insieme a Luisa Melis\, giunto alla sua terza edizione e organizzato da Borghi Artistici. I restanti venti semifinalisti saranno invece individuati da Luisa Melis attraverso il contest nazionale. \n\n\n\nIl progetto-format “E ti piace lasciarti ascoltare” è dedicato alla ricerca e alla valorizzazione di nuovi talenti e coinvolge promotori e produttori culturali partner del Premio\, attivi in Centri Culturali di Produzione e Formazione\, Teatri\, Live Club\, Festival e Rassegne Musicali. Attraverso una rete di appuntamenti e concerti organizzati in diverse regioni italiane\, il progetto offre l’opportunità di incontrare\, ascoltare e far emergere gli artisti del territorio. \n\n\n\nDal 27 giugno al 21 agosto\, il tour attraversa Emilia-Romagna (27 giugno)\, Toscana (11 luglio)\, Piemonte (18 luglio)\, Liguria (24 luglio)\, Abruzzo (31 luglio)\, Molise (2 agosto)\, Puglia (4 agosto)\, Lazio (6 agosto)\, Sardegna (9 agosto)\, Calabria (21 agosto)\, coinvolgendo cantautori e artisti emergenti provenienti da tutta Italia. Al termine di ogni tappa live sarà selezionato un artista che accederà direttamente alle semifinali\, in programma a Caramanico Terme (Pescara) e organizzate dall’Associazione Centro Adriatico Produzione Musica ETS. \n\n\n\nOgni anno il Premio De André registra oltre mille iscritti al contest online\, confermando il forte interesse verso spazi di ascolto\, confronto e valorizzazione dedicati alle nuove generazioni di artisti. Un dato che testimonia come l’eredità artistica e culturale di Fabrizio De André continui a rappresentare un riferimento imprescindibile per chi sceglie la canzone d’autore come forma di espressione. \n\n\n\nLa 25ª edizione del “Premio Fabrizio De André – Parlare Musica” è patrocinata dalla Fondazione Fabrizio De André ETS\, promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali\, in collaborazione con il Municipio Roma XI\, la produzione esecutiva di iCompany\, la direzione artistica di Luisa Melis\, il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.  \n\n\n\nIl Premio Fabrizio De André\, istituito nel 2002\, nasce con l’obiettivo di valorizzare nuovi talenti che si distinguono per l’originalità delle loro creazioni artistiche. Mira a incentivare la creatività di autori\, compositori\, interpreti ed esecutori emergenti della musica italiana. L’intento è quello di promuovere una creatività libera\, svincolata da mode\, generi e logiche commerciali\, per incoraggiare l’innovazione e la freschezza delle nuove opere artistiche. Riconosciuto come uno degli eventi di riferimento per gli artisti che esplorano nuove vie nella musica d’autore\, il Premio si avvale di una giuria composta da musicisti\, scrittori\, giornalisti\, critici musicali e professionisti del settore\, presieduta da Dori Ghezzi. \n\n\n\nPremio Fabrizio De Andréhttps://www.premiofabriziodeandre.itInstagram: https://www.instagram.com/premiofabriziodeandre_/Facebook: https://www.facebook.com/premiodeandreYouTube: https://www.youtube.com/PremioDeAndre \n\n\n\niCompanyhttps://www.icompany.it/Instagram: https://www.instagram.com/icompanymusic/Facebook: https://www.facebook.com/iCompanymusicYouTube: https://www.youtube.com/IcompanyItalia
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SUMMARY:Torna  "Paesaggi del Corpo - Festival Internazionale Danza Contemporanea"
DESCRIPTION:Una piazza smette di essere soltanto uno spazio urbano; un cortile storico rivela nuove prospettive; un teatro si apre alla città; un palazzo restituisce dettagli che lo sguardo quotidiano ha smesso di cogliere: quando la danza attraversa un luogo\, ne modifica la percezione e il modo di abitarlo. Da questa idea nasce Paesaggi del Corpo – Festival Internazionale Danza Contemporanea diretto da Patrizia Cavola\, in programma dal 18 settembre al 17 novembre 2026 tra Velletri e Genzano di Roma. Un’edizione che mette in relazione corpi\, paesaggi e comunità\, trasformando lo spazio in esperienza condivisa ed elemento attivo della creazione scenica. \n\n\n\nLegami è il titolo dell’edizione 2026. Un filo conduttore che attraversa l’intero festival e ne orienta lo sguardo: ogni edizione prende forma dall’incontro tra artisti\, luoghi e comunità. La danza diventa il linguaggio attraverso cui il paesaggio si trasforma\, rivelando nuove possibilità di relazione e offrendo al pubblico uno sguardo inedito sugli spazi che abita. \n\n\n\nPer due mesi il festival abita Velletri e Genzano di Roma con 30 recite affidate a 21 compagnie italiane e internazionali\, alternando spettacoli\, performance site specific\, residenze artistiche\, incontri e attività formative. Una programmazione che sceglie il tempo della continuità\, accompagnando il territorio lungo due mesi di ricerca e condivisione. Partecipano Compagnia Atacama\, Cie Irene K\, Balletto Civile\, Motus\, Enclave Danza\, Naturalis Labor\, Ersilia Danza\, Compagnia Francesca Selva\, Balletto Teatro di Torino\, Mandala Dance Company\, Compagnia degli Istanti / Simona Bucci\, Cie Vialuni\, Kinesis CDC\, AIEP Ariella Vidach\, ARB Dance Company / Arabesque\, Asmed – Balletto di Sardegna\, Larumbe Danza\, Borderline Danza\, Megakles Ballet / Petranuradanza\, Silvia Gribaudi / Zebra Cultural Zoo ed EgriBiancoDanza\, accanto a una nuova generazione di autrici e autori. \n\n\n\nIl dialogo con i luoghi continua a definire l’identità di Paesaggi del Corpo: Piazza Cairoli\, la Casa delle Culture e della Musica e il Teatro Artemisio Gian Maria Volonté di Velletri\, insieme a Palazzo Sforza Cesarini e Piazza Frasconi di Genzano\, non sono semplici sedi di spettacolo: diventano parte della drammaturgia\, contribuendo a orientare la relazione tra corpi\, spazio e pubblico. La coreografia incontra così l’architettura\, il paesaggio urbano e quello naturale\, trasformando luoghi familiari in spazi di esperienza e di scoperta. Accanto alla programmazione di spettacolo\, il festival conferma il proprio impegno a sostegno della ricerca artistica attraverso residenze\, percorsi formativi e occasioni di confronto. Musica\, arti visive\, cinema\, letteratura e nuove tecnologie dialogano con la danza contemporanea\, ampliandone i linguaggi e offrendo uno spazio di crescita alle nuove generazioni di autrici e autori. \n\n\n\nDal 13 al 17 novembre Paesaggi del Corpo amplia la propria programmazione dedicata alle nuove generazioni con la sezione Kids\, proponendo matinée rivolte alle scuole e percorsi di avvicinamento alla danza e alle arti performative. Nello stesso ambito\, La Scatola dell’Arte realizzerà il Progetto Speciale Danza del MIC – Ministero della Cultura dal titolo L’Eredità del Burattino / Sulle tracce di Pinocchio\, un omaggio allo scrittore Carlo Collodi nel bicentenario della nascita\, sostenuto dal Ministero della Cultura. Il progetto prevede un articolato percorso formativo rivolto alle scuole primarie\, attraverso attività laboratoriali e momenti di approfondimento ispirati all’universo di Pinocchio e alla sua capacità di parlare ancora oggi a bambine e bambini.Paesaggi del Corpo – Festival Internazionale Danza Contemporanea\, è un progetto de La Scatola dell’Arte ETS realizzato con il contributo di Regione Lazio \, in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Velletri e del Comune di Genzano di Roma.Il programma completo con date\, orari e modalità di partecipazione sarà presentato nelle prossime settimane. \n\n\n\nMaggiori informazioni sul sito: https://paesaggidelcorpo.it/
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SUMMARY:Premio Achille Campanile | aperto il bando della IX edizione
DESCRIPTION:L’umorismo è una cosa seria. Anzi\, serissima». Con questa dichiarazione d’intenti prende avvio la nona edizione del Premio dedicato all’umorismo che si svolgerà anche quest’anno a Roma con il sostegno della SIAE\, confermandosi punto di riferimento imprescindibile per chi sa maneggiare l’umorismo con una rara miscela di eleganza e paradosso. \n\n\n\nLa nona edizione si articola in quattro sezioni — Romanzo edito\, Romanzo inedito\, Racconto breve inedito e Testo teatrale inedito — tutte di genere umoristico. Dallo scorso anno si è aggiunta la prima edizione del riconoscimento speciale dedicato alle eccellenze dell’umorismo italiano del mondo dello spettacolo\, che ha visto premiato Nino Frassica: una sorta di “premio nel premio”\, destinato a diventare un appuntamento fisso anche per questa e per le prossime edizioni. \n\n\n\nA sostenere con vigore questa missione è Gaetano Campanile\, figlio dello scrittore e presidente dell’associazione dedicata allo scrittore\, che commenta così il lancio del nuovo bando: «Mio padre sosteneva che l’umorismo non è che un modo diverso di guardare la realtà\, spesso più lucido della serietà stessa. Con questo Premio\, e specialmente con il riconoscimento inaugurato lo scorso anno\, vogliamo premiare quegli autori e quegli artisti che\, oggi come allora\, sanno proteggere la purezza del riso. Non cerchiamo la risata facile\, ma quella scintilla di intelligenza che sopravvive al tempo e alla volgarità». \n\n\n\nIl concorso cerca dunque autrici e autori capaci di restituire quello che il critico Pietro Pancrazi definiva il “riso scemo” di Achille Campanile: un umorismo elegante applicato a una visione surreale della quotidianità. \n\n\n\nFanno parte della giuria di questa edizione Pino Imperatore\, Anthony Caruana\, Dani Maura\, Michele La Ginestra\, Giuseppe Rispoli\, Silvio Moretti\, Luigi Annibaldi e Angelo Simone Cannatà; a presiedere i lavori sarà Paolo Restuccia\, storico regista de Il Ruggito del Coniglio (Rai Radio2). \n\n\n\nQuesto nuovo capitolo rappresenta il primo passo verso il 2027\, anno in cui ricorrerà il cinquantenario della scomparsa di Achille Campanile\, un traguardo che celebrerà l’attualità di un umorismo senza tempo. \n\n\n\nLa serata finale di premiazione si terrà il 19 settembre 2026 (il luogo sarà comunicato a breve). \n\n\n\n\n\n\n\nINFO E INVIO OPERETutti i dettagli per la partecipazione sono disponibili sul portale ufficiale: \n\n\n\nSegreteria: 329 0080786 / 347 0856798 \n\n\n\nSito: www.premioachillecampanile.it \n\n\n\nEmail: info@premioachillecampanile.it
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SUMMARY:Open Day anno accademico 2026/27 per attori del Dipartimento di recitazione Accademia Europea di Danza
DESCRIPTION:Sono aperte le candidature al Biennio di Alta Formazione per Attori del Dipartimento di Recitazione dell’Accademia Europea di Danza\, diretto dalla regista Valeria Freiberg e realizzato in collaborazione con l’Associazione Ariadne – Compagnia Teatro “A”. \n\n\n\nIl Biennio prevede 720 ore complessive di alta formazione\, tirocinio e pratica professionale\, con attività da novembre 2026 a dicembre 2027. È rivolto a candidati di età compresa tra i 19 e i 30 anni\, in possesso del diploma di scuola secondaria superiore. L’accesso avviene tramite audizione e il numero dei partecipanti è limitato a dieci allievi. \n\n\n\nIl progetto riunisce l’esperienza dell’Accademia Europea di Danza\, diretta dal coreografo JosephFontano\, e il lavoro artistico e produttivo della Compagnia Ariadne – Teatro “A”\, che prosegue una storia teatrale avviata nel 1969 con la Compagnia Sociale diretta da Arnaldo Ninchi. \n\n\n\nIl Biennio è costruito secondo il modello della scuola-compagnia e si articola lungo tre linee strettamente collegate: Scuola\, Mestiere e Progettazione. \n\n\n\n«Il modello della scuola-compagnia\, sul quale si sono fondate alcune delle più importanti esperienze formative italiane ed europee\, permette agli allievi di avvicinarsi gradualmente alla pratica professionale attraverso la disciplina e l’inserimento all’interno di un organismo artistico capace ditrasmettere una tradizione\, un linguaggio e un preciso modo di intendere il mestiere. La struttura del Biennio permette inoltre di alternare in maniera continuativa formazione tecnica e pratica professionale\, accompagnando progressivamente l’allievo dalla dimensione della scuola alla conoscenza concreta dei processi e delle responsabilità che caratterizzano il mestiere dell’attore»\,spiega Valeria Freiberg\, direttore artistico del Dipartimento di Recitazione. \n\n\n\nLa linea Scuola comprende diverse materie\, tra cui recitazione\, parlar scenico\, danza\, movimento scenico e cultura teatrale. Nell’insegnamento della recitazione particolare attenzione è dedicata al Sistema di Stanislavskij\, al metodo delle azioni fisiche\, all’analisi attiva e alla sintesi didattica di Vachtangov. \n\n\n\nAlla formazione si affianca progressivamente il lavoro sul Mestiere: gli allievi partecipano a tirocini\,prove\, laboratori e attività artistiche e produttive collegate al Dipartimento e alla Compagnia Ariadne – Teatro “A”\, oltre ai progetti dell’Accademia Europea di Danza realizzati in collaborazione con docenti di chiara fama internazionale. \n\n\n\nLa linea Progettazione introduce gli allievi alla conoscenza dei processi che accompagnano larealizzazione di un progetto teatrale: dall’organizzazione del lavoro alla costruzione di uno spettacolo\, fino ai diversi aspetti della produzione e della relazione con il sistema professionale. \n\n\n\nLe attività avranno inizio il 3 novembre 2026 e proseguiranno fino a dicembre 2027. La frequenza è obbligatoria. \n\n\n\nAl termine del percorso sarà rilasciato un attestato di frequenza dell’Accademia Europea di Danza. \n\n\n\nCALENDARIO DELLE AMMISSIONI\n\n\n\n19 e 20 settembre 2026 – Open Day presso l’Accademia Europea di Danza \n\n\n\n28 settembre 2026 – Termine per la presentazione delle candidature \n\n\n\n1° ottobre 2026 – Audizione di ammissione \n\n\n\n3 novembre 2026 – Inizio delle attività formative \n\n\n\nINFORMAZIONI E CANDIDATURE\n\n\n\nTelefono e WhatsApp: 371 412 5639 \n\n\n\nE-mail: ateatro.assariadne@gmail.com \n\n\n\nBando e modalità di partecipazione: \n\n\n\n www.accademiaeuropeadidanza.it www.compagniateatroa.it
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SUMMARY:Mercurio Festival ai Cantieri della Zisa a Palermo
DESCRIPTION:Dal 19 settembre all’11 ottobre torna a Palermo Mercurio Festival\, il festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea multidisciplinare\, che nel 2026 giunge alla sua ottava edizione. Teatro\, danza\, musica\, performance e arti visive torneranno ad attraversare gli spazi dei Cantieri Culturali alla Zisa\, trasformandoli in un luogo di incontro tra artisti e pubblico\, linguaggi differenti e nuove prospettive sul presente.  \n\n\n\nCurato da Giuseppe Provinzano con lo staff multidisciplinare dell’associazione Altro e dello Spazio Franco\, e con Babel\, CCCZ- Comunità Cantieri Culturali alla Zisa\, Crowd Fo(u)ndation\, Fat Sounds e Latitudini\, Mercurio è sostenuto dal Ministero della Cultura nell’ambito del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo per il triennio 2025-2027. \n\n\n\nFuturo possibile necessario è il titolo e il tema scelto per l’edizione 2026: un invito a recuperare la capacità di immaginare alternative in un tempo segnato da conflitti\, trasformazioni tecnologiche\, crisi ambientali\, disuguaglianze crescenti e da una progressiva semplificazione del dibattito pubblico.  \n\n\n\n«In un tempo che restringe gli orizzonti\, immaginiamo futuri possibili. In un tempo che rende sempre più fragile il lavoro culturale\, li consideriamo necessari»\, dichiara Giuseppe Provinzano\, curatore del Mercurio Festival. «L’arte non è un’evasione dalla realtà\, ma uno strumento per attraversarla con maggiore consapevolezza. In un contesto che continua a considerare la cultura un elemento accessorio\, vogliamo ribadire il valore come infrastruttura democratica: la cultura non produce soltanto spettacoli ed eventi\, ma costruisce comunità\, genera immaginari e rende visibili possibilità che ancora non esistono. Per questo il futuro che immaginiamo non è soltanto possibile. È necessario». \n\n\n\nCaratteristica distintiva del Mercurio Festival la Direzione Artistica Condivisa che ha coinvolto le artiste e gli artisti protagonisti della scorsa edizione nella scelta dei colleghi da invitare quest’anno\, un simbolico passaggio di testimone che pone al centro i liberi processi creativi e un nuovo modello di direzione come processo in continua evoluzione. Con la stessa visione nasce Orbite\, una sezione speciale attraverso cui Mercurio sceglie di costruire alleanze stabili con altre realtà culturali\, promuovendo un modello di cooperazione fondato sulla condivisione di idee\, pubblici e progettualità. Ogni festival mantiene la propria identità e autonomia\, contribuendo però a una visione comune della città come ecosistema culturale aperto\, plurale e collaborativo. Nell’edizione 2026 Orbite coinvolge Piano City Palermo\, Logos Festival\, Patapum\, Teatro Bastardo\, Sponde Sonore\, Aziz\, Ellenic Festival\, Conformazioni\, Gibellina Off – Gibellina Capitale Arte Contemporanea 2026 e il Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci\, dando vita a una serie di appuntamenti condivisi che nascono per moltiplicare relazioni\, favorire la circolazione degli artisti\, mettere in comune competenze e costruire una proposta culturale capace di rafforzare l’intero territorio. \n\n\n\nIl programma ufficiale di Mercurio 2026   \n\n\n\nL’ottava edizione del festival apre con una speciale anteprima il 19 settembre allo Spazio Open con Crescere\, la guerra di Francesca Mannocchi con in scena la stessa Francesca Mannocchi e Rodrigo D’Erasmo che ne firma le musiche. Con la regia di Giorgina Pi\, lo spettacolo intreccia voci e testimonianze vere raccolte da diverse guerre del passato e del presente\, per mettere in luce il punto cieco della nostra umanità: l’indifferenza. \n\n\n\nIl programma ufficiale\, ovvero quello disegnato dagli artisti che hanno ricevuto l’invito\, apre il 25 settembre allo Spazio Franco presentando autori affermati e nuove proposte in un cartellone che attraversa diverse generazioni e linguaggi scenici raccontando il nostro presente.   \n\n\n\nDalla storica compagnia di teatro danza Abbondanza/Bertoni\, che con Epiphania – Mi rendo manifesta (02 ottobre\, Spazio Tre Navate) si interroga sul femminile\, a partire dal corpo; al nuovo circo di Leo Bassi\,artista spagnolo icona internazionale del clown contemporaneo e del teatro satirico che in Io\, Mussolini (26 settembre\, Spazio Tre Navate)porta in scena gli aspetti clowneschi della gestualità del duce. Da Fabiana Iacozzilli\, regista e autrice Premio Ubu\, tra le voci più originali della scena contemporanea che con La classe (01 ottobre\, Spazio Tre Navate) intreccia pupazzi e attori in un docu-pappets tra Kantor e Tabori; ad Antonio Tagliarini\, performer\, autore e regista che in PAIRADAËZA (03 ottobre\, Giardino dei Cantieri) invita il pubblico a entrare nel suo paradiso – giardino. Mentre Tino Caspanello\, drammaturgo\, regista\, attore e scenografo messinese\, Premio speciale della giuria del Premio Riccione Teatro in Non siamo qui (25 settembre\, Spazio Franco) inscena una fuga da un contemporaneo che ogni giorno diventa più banale e insostenibile.  \n\n\n\nIl teatro italiano\, cuore pulsante del programma di Mercurio\, attraversa anche la nuova generazione di autori\, registi\, interpreti e compagnie italiane\, cui da sempre il festival rivolge la sua attenzione.  \n\n\n\nTra queste\, Kepler 452 con La Zona Blu (02 ottobre\, Spazio Franco)\, noti per il loro “teatro documentario”\, una drammaturgia ispirata ai diari di bordo\, scritta e interpretata da Nicola Borghesi\, durante l’esperienza a bordo della Sea-Watch 5 e accompagnato dalle immagini documentarie originali di Enrico Baraldi; Kronoteatro e Francesca Sarteanesi con Un po’ meno fantasma (25 settembre\, Spazio Zero in collaborazione con Aziz)\, monologo sulla marginalità interpretato da Tommaso Bianco. Il duo Giacopini/Vacis che ragiona su privilegio e pregiudizi in Tortellini Ucraini\, (11 ottobre\, Tavola Tonda)\, monologo con degustazione nato dall’incontro tra Gloria Giacopini e la donna ucraina caregiver di sua nonna. Ludovica Messina Poerio che esplora invece il complesso universo della relazione materna e della generatività in Figliasanta (09 ottobre\, Spazio Franco) un’opera di teatro-danza con la musica dal vivo di Sergio Beercock; e l’artista indipendente Amalia Franco\, che in Coro(27 settembre\, Spazio Franco)\, unisce danza\, marionette e parola poetica in un’esperienza visiva e rituale.  \n\n\n\nSul fronte della danza\, sono molti gli ospiti internazionali\, a cominciare da Nassim Baddag\, danzatore\, coreografo\, videomaker e direttore artistico francese che vanta collaborazioni con Sidi Larbi Cherkaoui e Anne Teresa De Keersmaeker\, al festival con l’anteprima assoluta del suo Too Tired to Sleep (03 ottobre\, Spazio Tre Navate); László Sándig\, danzatore e coreografo attivo a Berlino\, interprete in diverse produzioni di Sasha Waltz & Guests\, con White fragility\, (09 ottobre\, Spazio Franco); Vincent Giampino\, coreografo e performer formatosi tra Italia\, Germania e Paesi Bassi con Shau-Stellen  (04 ottobre\, Haus der Kunst) e il collettivo DOSS PIREZ delle artiste spagnole Celia e Julia Pírez conMaldita Niña (26 settembre\, Tavola Tonda)\, che combina voce e azione performative in un mix di generi tipico del duo. \n\n\n\nAmpio anche il paesaggio musicale del Mercurio Sounds che trova il suo cuore in due grandi appuntamenti dedicati alla nuova scena musicale italiana:  il 26 settembre lo Spazio Open ospita una line up d’eccezione con Rareș\, tra le voci più interessanti della sua generazione\, in tour con Sincero!\, il nuovo album che ne conferma l’originalità artistica e gli sta facendo scalare le classifiche di gradimento in tutta Italia\, affiancato dal cantautore Krano\, vincitore del David di Donatello per la Miglior Canzone Originale con Ti’il\, per il film Le città di pianuradi Francesco Sossai\, e da Laila Al Habash\, tra le figure più originali del nuovo cantautorato pop contemporaneo. Il 3 ottobre invece\, alcune delle esperienze più significative della musica indipendente  italiana: gli Asino\, con il loro inconfondibile punk rock psichedelico\, il trio napoletano Psyché\, tra le realtà emergenti più interessanti della nuova scena partenopea tra funk e  sonorità mediterranee\, e l’atteso ritorno dei Fine Before You Came\, band di culto che ha profondamente segnato l’immaginario dell’alternative italiano. Accanto ai protagonisti della nuova scena\, il festival accoglie alcuni tra i più autorevoli interpreti della musica d’autore: Cesare Basile\, tra i più innovativi cantautori italiani degli ultimi decenni\, in concerto con i Terakaft (10 ottobre\, Tavola Tonda); Niccolò Terrasi con il teatro sonoro di Rosa\, la voix d’un peuple (8 ottobre\, Spazio Franco); e l’ormai tradizionale Electro Night di Mercurio (10 ottobre\, Spazio Franco)\, con Manifesto Disappunto\, protagonista della scena club contemporanea italiana.  \n\n\n\nTra gli appuntamenti più attesi anche il Secret Concert\, il concerto al buio diventato uno dei segni distintivi di Mercurio: un’esperienza costruita sulla fiducia\, in cui il pubblico acquista il biglietto senza conoscere l’identità dell’artista fino all’inizio dell’evento. Accanto a questo format\, il festival inaugura quest’anno il Secret Show\, un nuovo esperimento che estende lo stesso principio al teatro\, invitando gli spettatori a lasciarsi sorprendere e a rimettere al centro la curiosità\, anziché il nome in cartellone. \n\n\n\nNon manca nel programma un’apertura alle nuove generazioni e alle famiglie in collaborazione con Patapum Festival\, con Boxes (04 ottobre\, Piccolo Teatro Patafisico)\, della compagnia Unterwasser che si muove al confine tra teatro di figura e arti visive indagando le reciproche contaminazioni.  \n\n\n\nSpazio anche all’arte contemporanea performativa e ai progetti ibridi che spaziano tra diversi generi artistici come Round (25 e 26 settembre\, Bottega Lumpen) walking performance dell’artista Fabio Giorgi Alberti e DMT- death muerte tod (20\, 21\, 22\, 23 e 24 settembre\, Officine Bellotti) performance immersiva di Marika Pugliatti in collaborazione con Gibellina Off – Gibellina Capitale Arte Contemporanea 2026 e Officine Bellotti che la ospita. 
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SUMMARY:Mercurio Festival  2026 – VIII edizione a Palermo
DESCRIPTION:Dal 19 settembre all’11 ottobre torna a Palermo Mercurio Festival\, il festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea multidisciplinare\, che nel 2026 giunge alla sua ottava edizione. Teatro\, danza\, musica\, performance e arti visive torneranno ad attraversare gli spazi dei Cantieri Culturali alla Zisa\, trasformandoli in un luogo di incontro tra artisti e pubblico\, linguaggi differenti e nuove prospettive sul presente. \n\n\n\nFuturo possibile necessario è il titolo e il tema scelto per l’edizione 2026: un invito a recuperare la capacità di immaginare alternative in un tempo segnato da conflitti\, trasformazioni tecnologiche\, crisi ambientali\, disuguaglianze crescenti e da una progressiva semplificazione del dibattito pubblico. In un presente spesso schiacciato sull’urgenza\, Mercurio rivendica la responsabilità dell’immaginazione e il ruolo della ricerca artistica come spazio di libertà\, complessità e scoperta.  \n\n\n\n«In un tempo che restringe gli orizzonti\, immaginiamo futuri possibili. In un tempo che rende sempre più fragile il lavoro culturale\, li consideriamo necessari»\, dichiara Giuseppe Provinzano\, fondatore e curatore di Mercurio Festival. «L’arte non è un’evasione dalla realtà\, ma uno strumento per attraversarla con maggiore consapevolezza. In un contesto che continua a considerare la cultura un elemento accessorio\, vogliamo ribadirne il valore come infrastruttura democratica: la cultura non produce soltanto spettacoli ed eventi\, ma costruisce comunità\, genera immaginari e rende visibili possibilità che ancora non esistono. Per questo il futuro che immaginiamo non è soltanto possibile. È necessario». \n\n\n\nSu questa scia Mercurio 2026 conferma la Direzione Artistica Condivisa che coinvolge gli artisti protagonisti dell’edizione precedente nella scelta dei colleghi invitati\, attraverso un passaggio di testimone che pone al centro i percorsi artistici\, lo scambio e l’intreccio tra processi culturali\, politici e sociali.  \n\n\n\nAd aprire l’ottava edizione di Mercurio\, il 19 settembre è Crescere la guerra di Francesca Mannocchi con in scena la stessa Francesca Mannocchi e Rodrigo D’Erasmo che ne firma le musiche. Con la regia di Giorgina Pi\, lospettacolo intreccia voci e testimonianze vere raccolte da diverse guerre del passato e del presente\, per mettere in luce il punto cieco della nostra umanità: l’indifferenza. \n\n\n\nTra protagonisti di questa edizione la storica compagniadi teatro danza Abbondanza/Bertoni; Fabiana Iacozzilli\, regista e autrice Premio Ubu tra le voci più originali della scena italiana;  Nicola Borghesi con Kepler-452 (Premio Ubu Speciale); Antonio Tagliarini\, performer\, autore e regista che dal 2008 al 2022 ha condiviso con Daria Deflorian uno dei percorsi di ricerca più riconosciuti del teatro contemporaneo Italiano\,  Tino Caspanello\, drammaturgo\, regista\, attore e scenografo messinese\, Premio speciale della giuria del Premio Riccione Teatro. Il duo Giacopini/Vacis.  \n\n\n\nE ancora tra gli ospiti stranieri\, Leo Bassi\, icona internazionale del clown contemporaneo e del teatro satirico\, erede di una tradizione circense lunga sei generazioni; Nassim Baddag\, danzatore\, coreografo\, videomaker e direttore artistico francese che ha collaborato con Sidi Larbi Cherkaoui e Anne Teresa De Keersmaeker; László Sándig\, danzatore e coreografo attivo a Berlino\, interprete in diverse produzioni di Sasha Waltz & Guests e Vincent Giampino\, coreografo e performer formatosi tra Italia\, Germania e Paesi Bassi\,  \n\n\n\nAttraversa i territori della danza\, del teatro di figura e della performance anche Amalia Franco\, artista indipendente che costruisce personalmente marionette ibride e maschere espressive\, facendo dialogare corpo\, materia e immaginazione. Dalla Spagna arrivano invece Celia e Julia Pírez\, sorelle\, danzatrici e autrici\,  \n\n\n\nLe arti visive entrano nel programma con Fabio Giorgi Alberti\, artista la cui ricerca attraversa scultura\, video\, pittura\, disegno e poesia\, interrogando il linguaggio\, la percezione della realtà e la relazione tra opera\, spazio e pubblico. \n\n\n\nAmpio anche il paesaggio musicale a cominciare dalla cantautrice italiana di origini palestinesi Laila Al Habash\, che unisce scrittura pop\, groove e influenze mediterranee; Psyché\, trio formato da Marcello Giannini\, Andrea De Fazio e Paolo Petrella\, musicisti legati alla scena della nuova musica napoletana e alla formazione live dei Nu Genea; Manifesto Disappunto\, presenza eclettica della scena club e della ricerca sonora contemporanea\, insieme ad Asino e Rares. \n\n\n\nCompletano questo primo annuncio Fabio Giorgi Alberti\, Vincent Giampino\, Laila Al Habash\, Manifesto Disappunto\, Celia e Julia Pírez\, Psyché\, Rabes e László Sándig\, in un cartellone ancora in evoluzione al quale si aggiungeranno nuovi artisti e nuovi progetti. \n\n\n\nMercurio 2026 è curato da  Giuseppe Provinzano con lo staff multidisciplinare dell’associazione Altro e dello Spazio Franco\, e con Babel\, CCCZ- Comunità Cantieri Culturali alla Zisa\, Crowd Fo(u)ndation\, Fat Sounds e Latitudini. è sostenuto dal Ministero della Cultura nell’ambito del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo per il triennio 2025-2027. \n\n\n\nIl calendario completo\, gli spettacoli\, le sedi e i nuovi artisti saranno annunciati nelle prossime settimane. \n\n\n\nmercuriofestival.it \n\n\n\nFacebook e Instagram: mercuriofestival
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SUMMARY:TromBusto 2026: la New Project Funk Orchestra con Marco Pierobon e Fabrizio Bosso
DESCRIPTION:Una giornata interamente dedicata al mondo della tromba\, tra prove aperte\, passione\, memoria e musica d’eccellenza che quest’anno vedrà la partecipazione straordinaria della New Project Funk Orchestra\, ensemble che negli anni ha costruito una propria identità fondendo il linguaggio delle grandi big band americane con il funk\, lo swing e sonorità contemporanee. Sul palco con l’orchestra uno tra i più rappresentativi della tromba italiana: Marco Pierobon. Assieme daranno vita nel pomeriggio a un concerto sul piazzale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ad ingresso libero. Angelo Pinciroli\, famoso costruttore di trombe\, anime dell’iniziativa spiega: «Verranno suonate colonne sonore dei telefilm più famosi degli anni ’70 e ’80»\, da Star Trek a Spazio 1999\, Love Boat\, Happy Days\, Dallas\, Chips\, Starsky e Hutch e tutte le altre che riemergono nella memoria di un tempo passato ma ancora vicino.  \n\n\n\nApriranno il concerto i partecipanti alle prove aperte previste per tutta la giornata\, alle quali potranno partecipare trombettisti di ogni livello. Suoneranno con Fabrizio Bosso e Marco Pierobon\, diretti da Francesco Marsigliese\, 1° LGT e responsabile della big band dell’esercito italiano. «Sarà una fanfara di trombe quanto più numerosa possibile»\, continua Angelo Pinciroli. Durante tutta la giornata\, parallelamente alle prove aperte e al concerto si svolgerà una fiera dei produttori di trombe e del mondo ad esso legato\, che vedrà anche espositori internazionali. \n\n\n\nDomenica 20 settembre\, a partire dalle ore 9.00\, torna TromBusto\, il raduno trombettisti giunto alla terza edizione in memoria di Ezio Pinciroli e «di tutti i volontari di qualsiasi associazione locale che ci hanno lasciato\, per il lavoro fatto\, per l’impegno gratuito donato\, perché sia chiaro che restano nei nostro cuori»\, spiega Angelo Zanzottera\, presidente della Pro Loco di Busto Garolfo. \n\n\n\nL’evento avrà luogo presso l’area esterna della sede Bcc in via Manzoni 50. E’organizzato dalla Pro Loco di Busto Garolfo con il supporto del produttore di trombe Angelo Pinciroli con il patrocinio della Regione Lombardia\, del Comune di Busto Garolfo\, con la collaborazione straordinaria del maestro Francesco Marsigliese\, 1° LGT e responsabile della big band dell’esercito italiano\, e con il sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate e di Ccr Insime Ets\, braccio operativo della banca che gestisce la muta di comunità dei soci della banca. \n\n\n\nProtagonisti assoluti saranno i trombettisti\, attesi da tutta Italia per una giornata di condivisione e studio\, che culminerà alle 17:00 con l’esibizione di apertura del concerto della New Project Funk Orchestra con Fabrizio Bosso.  \n\n\n\nPer tutta la giornata sarà possibile partecipare alle prove aperte\, previa iscrizione\, con Fabrizio Bosso e Francesco Marsigliese\, diretti da Francesco Marsigliese\, 1° LGT e responsabile della big band dell’esercito italiano. Il maestro Tiziano Codoro trascriverà i brani per cinque voci in base ai livelli di preparazione\, in modo che tutti possano partecipare\, dai principianti\, dai bambini o dai ragazzi alle prime armi\, fino ai professionisti.  \n\n\n\n«Abbiamo costruito un programma che coinvolge i trombettisti fin dal mattino»\, racconta con entusiasmo Angelo Zanzottera\, presidente della Pro Loco di Busto Garolfo e anima dell’evento\, assieme ad Angelo Pinciroli noto produttore di trombe al quale si deve la presenza delle star della manifestazione. «Dalle 9 del mattino fino alle 16\, i trombettisti iscritti avranno la possibilità di provare insieme i brani scritti appositamente per loro. In base al livello musicale\, ognuno riceverà una parte adeguata per suonare in gruppo accanto a grandi nomi\, come Bosso stesso. Quest’anno contiamo di avere almeno un centinaio di trombettisti\, lo scorso anno erano 70. Sarà una giornata straordinaria\, sia per chi suona sia per chi ascolta». \n\n\n\nProtagonisti assoluti della terza edizione saranno i trombettisti\, attesi da tutta Italia per una giornata di condivisione e studio\, che culminerà alle 17:00 con un concerto gratuito e aperto al pubblico. Ad aprire il concerto saranno Fabrizio Bosso e Marco Pierobon con la fanfara di trombe dei partecipanti\, diretti da Francesco Marsigliese\, 1° LGT e responsabile della big band dell’esercito italiano. La giornata terminerà con l’esibizione della New Project Funk Orchestra e Marco Pierobon. \n\n\n\nMarco Pierobon è considerato uno dei maggiori trombettisti europei. Già prima tromba del Maggio Musicale Fiorentino diretto da Zubin Mehta e dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Antonio Pappano\, ha collaborato con la Chicago Symphony Orchestra e con la Filarmonica della Scala\, esibendosi come solista nei principali teatri internazionali. Alla carriera concertistica ha affiancato quella di direttore d’orchestra\, mantenendo un’intensa attività discografica e didattica che ne ha fatto un punto di riferimento per il mondo degli ottoni. \n\n\n\nAccanto a lui si esibirà Fabrizio Bosso\, tra i musicisti italiani più apprezzati sulla scena jazz internazionale. Interprete di straordinaria sensibilità e tecnica\, nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei più importanti artisti italiani e stranieri\, imponendosi come una delle figure più autorevoli della tromba contemporanea. \n\n\n\nIl Memorial Ezio Pinciroli\, oltre ad essere un omaggio a una figura importante per la comunità\, si conferma anche come un momento formativo e aggregativo\, capace di unire musicisti di ogni età e livello. Le attività musicali si svolgeranno all’interno della Sala Don Besana\, mentre il concerto serale avverrà all’aperto\, come lo scorso anno\, sul piazzale della Bcc\, trasformato per l’occasione in un grande palcoscenico sotto le stelle. \n\n\n\n«Portare a Busto Garolfo artisti di fama nazionale e internazionale e un’orchestra di questo livello rappresenta un’opportunità straordinaria non solo per gli appassionati di musica\, ma per l’intera comunità. Siamo orgogliosi di affiancare una manifestazione che\, anno dopo anno\, dimostra di saper coniugare qualità artistica\, formazione e attenzione ai valori della comunità\, nel ricordo di Ezio Pinciroli e di tutti coloro che hanno dedicato il proprio impegno al bene comune – dichiara Roberto Scazzosi\, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate – La nostra banca è da sempre al fianco delle realtà che promuovono la crescita culturale e la partecipazione attiva della comunità: TromBusto ne è un esempio perfetto». \n\n\n\nCcr Insieme Ets\, braccio operativo della banca\, che gestisce anche la mutua di comunità dei soci\, anche quest’anno è al fianco di Trombusto. «Abbiamo creduto in Trombusto fin dalla sua prima edizione\, riconoscendone il valore culturale e sociale ancora prima che diventasse un appuntamento di riferimento – spiega Maria Carla Ceriotti\, presidente di Ccr Insieme Ets. – Vedere un’iniziativa nata sul territorio crescere anno dopo anno\, fino ad attrarre artisti di livello internazionale e musicisti provenienti da tutta Italia\, è motivo di grande soddisfazione. Come Ccr Insieme Ets continueremo a essere al fianco di eventi che valorizzano il nostro territorio e rafforzano il legame tra cultura\, partecipazione e comunità». \n\n\n\nLa partecipazione attiva alle prove musicali è riservata ai trombettisti\, che possono iscriversi scrivendo a info@trombusto.it. Il pubblico\, invece\, è invitato ad assistere liberamente al concerto finale e alla fiera della tromba.  \n\n\n\nTromBusto 2025 si conferma così come un punto di riferimento per tutti gli amanti della tromba e della musica jazz\, un appuntamento capace di fondere emozione\, didattica e spettacolo in una cornice di grande qualità.
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