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SUMMARY:Marcotulli\, Zeppetella\, Gatto e Tavolazzi\, il super quartetto all'Alexanderplatz
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, venerdì 23 e sabato 24 gennaio\, un formidabile quartetto formato da alcuni dei più importanti musicisti del jazz italiano: Rita Marcotulli al pianoforte\, Fabio Zeppetella alla chitarra\, Roberto Gatto alla batteria e Ares Tavolazzi al contrabbasso. Quattro grandi musicisti\, ma soprattutto quattro grandi amici che si incontrano per suonare insieme. Il progetto nato dalla collaborazione tra Fabio Zeppetella e Rita Marcotulli\, che firmano tutte le composizioni di questo nuovo progetto. Una formazione all star che unisce quattro grandi artisti della scena jazzistica nazionale e internazionale che vede anche il coinvolgimento del contrabbassista Ares Tavolazzi (già membro degli Area) e del batterista Roberto Gatto. Melodia\, poesia e groove sono i fattori dominanti di questo progetto\, dove l’energia che si sprigiona riporta ai valori e alla freschezza del grande jazz. \n\n\n\nRita Marcotulli\, pianista e compositrice tra le più affermate ed apprezzate a livello internazionale\, Rita Marcotulli inizia la sua carriera fulminante sul fnire degli anni ‘80 e grazie a prestigiose collaborazioni – solo per citarne alcune\, Peter Erskine\, Joe Henderson\, Joe Lovano\, Enrico Rava\, Andy Sheppard\, si aferma in breve tempo come una fgura importante a livello internazionale sulla scena jazz contemporanea: nel 1987 la rivista Musica Jazz la vota come Miglior Nuovo Talento; nel 1998 il Guardian premia il suo Te woman next door come miglior Cd dell’anno; nel 1989 entra a far parte del gruppo di Billy Cobham con il quale si esibisce in tutto il mondo\, nel 1992 si unisce al gruppo di Dewey Redman con cui collabora per 15 anni suonando in tutta Europa e Sud America. Importanti anche le sue collaborazioni con musicisti del Nord Europa che portano nuove musicalità nel suo incessante percorso di ricerca. Durante la sua lunga permanenza in Svezia nascono le preziose collaborazioni con Palle Danielsson\, Marilyn Mazur\, Jon Christensen\, Nils Petter Molvaer\, Anders Jormin\, Tore Brumborg. Bobo Stenson e John Taylor. Da metà degli anni 90\, forte di una così ricca e variegata esperienza internazionale\, torna in Italia alternando propri progetti nel jazz a collaborazioni nel mondo della canzone tra cui la formazione Pino Daniele – Pat Metheny\, Giorgio Gaber\, Gino Paoli\, Noa. Nella sua eclettica carriera entra anche il cinema: nel 2009 realizza la colonna sonora del flm “Basilicata coast to coast”\, di Rocco Papaleo\, per la quale ha ricevuto il Ciak d’Oro nel 2010\, il Nastro d’Argento per la migliore colonna sonora e il David di Donatello come miglior musicista nel 2011\, prima donna in assoluto a ricevere questo premio. Nel 2019 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la nomina Ufficiale della Repubblica. Sempre nel 2019 viene nominata membro della Royal Swedish Academy of music. \n\n\n\nFabio Zeppetella è uno tra i migliori chitarristi e compositori italiani affermatosi nell’attuale scena jazz nazionale ed europea. Dotato di una tecnica ineccepibile e di grande sensibilità musicale\, si avvale di un linguaggio unico e molto personale\, frutto di uno studio sempre votato alla ricerca di uno stile che negli anni ha reso proprio. È arrivato all’elaborazione di un suono del tutto originale passando dalla tradizione e dalla musica di maestri come Charlie Cristian e Wes Montgomery all’evocazione del be-bop e dell’hard-bop degli anni Sessanta.Nel suo fraseggio si scoprono gli aspetti dominanti di un linguaggio mai scontato\, a volte virtuoso a volte dolce ma sempre essenziale\, dimostrando una particolare attenzione al significato delle singole note e delle “linee in movimento” che da esse vengono prodotte. Le sue caratteristiche dominanti sono costituite dalla freschezza e dalla forza insite nel modo originale di interpretare la musica\, e da un particolare lirismo nel quale appare evidente la volontà di ricercare un legame tra poesia e musica. Il suo dinamismo e la sua poliedricità si concretizzano nell’adesione a numerosi progetti musicali che vanno dal jazz puro alle contaminazioni con il Funk e l’R&B. Numerose le collaborazioni con Kenny Wheeler\, Lee Konitz\, Tom Harrell\, Enrico Rava\, Paolo Fresu\, Aldo Romano\, Joey De Francesco\, Roberto Gatto\, Danilo Rea\, Steve Grossman\, Javier Girotto\, Nicola Stilo\, Stefano  Bollani\, Rosario Giuliani\, Fabrizio Bosso\, Gegè Telesforo\, Stefano Di Battista\, Maurizio Giammarco\, Gianluca Petrella\, Fabrizio Sferra\, Ares Tavolazzi\, Ramberto Ciammarughi\, Heyn Van De Geyn\, Emmanuel Bex e molti altri. \n\n\n\nRoberto Gatto debutta con il Trio di Roma\, co-diretto assieme ad altri due musicisti destinati come lui a segnare profondamente la storia del jazz nazionale: Danilo Rea ed Enzo Pietropaoli. Da allora\, nel corso di quasi cinque decenni di carriera\, Gatto si è imposto come l’esempio più rappresentativo della batteria jazz italiana. Le sue indiscutibili doti tecniche lo hanno reso uno dei batteristi più ricercati sia dai leader italiani (Enrico Rava\, Franco D’Andrea\, Enrico Pieranunzi) che dai più importanti artisti stranieri di passaggio dalle nostre parti (Johnny Griffin\, George Coleman\, Curtis Fuller\, Chet Baker\, Joe Zawinul\, Pat Metheny). Dopo aver svolto per lungo tempo il ruolo di sideman di lusso\, Gatto si sta ora concentrando principalmente sulla sua attività da leader. In tale veste ha dato vita a varie collaborazioni con musicisti della scena statunitense e si è dimostrato un sapiente talent scout nel selezionare le nuove leve del jazz italiano da inserire nelle sue band. \n\n\n\nAres Tavolazzi ha studiato violoncello e contrabbasso al Conservatorio di Ferrara. Nel 1969 inizia a lavorare come session-man in studio per Paolo Conte\, Francesco Guccini\, Fabio Concato\, Teresa de Sio e molti altri. Dal 1973 al 1983 fa parte degli AREA insieme a Demetrio Stratos\, Patrizio Fariselli\, Paolo Tofani e Giulio Capiozzo\, registrando con il gruppo 10 album e partecipando a numerose manifestazioni internazionali. In quel periodo si avvicina alla musica jazz\, frequentando l’ambiente jazzistico di New York. Nel 1982 partecipa al tour dell’orchestra di Gil Evans\, con Steve Lacy e Pietro Tonolo. Per tre anni consecutivi (dal 1984 al 1986) è al primo posto nella classifica dei bassisti italiani indetta da Guitar Club. Nel 1987 vince il premio A. Willaert come migliore musicista dell’anno. Dal 1990 ha collaborato dal vivo e in studio con Sal Nistico\, Max Roach\, Lee Konitz\, Phil Woods\, Mau Mau\, Massimo Urbani\, Enrico Rava\, Stefano Bollani\, Dado Moroni\, Ermanno Maria Signorelli\, Enrico Pierannunzi\, Roberto Gatto\, Danilo Rea\, Franco D’Andrea\, Mike Melillo\, Ray Mantilla\, Carlo Atti\, Paolo Fresu\, Tino Tracanna\, Gianni Basso\, Gianluca Petrella\, Rita Marcotulli\, Fabrizio Bosso e molti altri.Collabora negli anni a diversi lavori teatrali componendo e suonando dal vivo(di recente “Ruth e Il Cantico dei Cantici” per la Fondazione Teatro di Pontedera). Ha tenuto seminari sull’improvvisazione in tutta Italia\, insegnando nelle scuole jazz di Milano\, Bologna\, Ferrara\, Rovereto. La masterclass si prefigge il compito di affinare e perfezionare le capacità di interazione creativa all’interno di gruppi con piccolo organico\, con un occhio di riguardo nei confronti dell’importanza dell’ascolto reciproco. \n\n\n\n                                                                                                                                                                                     Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com \n\n\n\n  www.alexanderplatzjazz.com
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SUMMARY:"ONE MORE KISS\, DEAR" al Teatro IF
DESCRIPTION:One More Kiss\, Dear  di Giovanni Caloro\, sembra un monologo ma non lo è: il personaggio in scena è sempre uno\, ma le sue due facce si mischiano e si sovrappongono nel corso della storia.Tutto inizia da un amore rifiutato\, stroncato nel più cinico e crudele dei modi\, che innesca nella protagonista una reazione a catena di pensieri\, emozioni e azioni. \n\n\n\nLa storia si dipana in una serie di dialoghi che la protagonista intrattiene con alcuni personaggi più o meno a lei cari\, veri o immaginari che siano\, fino a far sì che lo spettacolo si ponga alcuni interrogativi\, al pubblico cercarvi\, nel buio della sala\, le risposte: fin dove l’attaccamento è cura dell’altro?  \n\n\n\nQuanto ci si può spingere nel desiderare qualcuno? \n\n\n\nL’amore è eterno? \n\n\n\nONE MORE KISS\, DEARVenerdì 23 gennaio 2026 ore 21:00 \n\n\n\nSabato 24 gennaio 2026 ore 21:00 \n\n\n\nDomenica 25 gennaio 2026 ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78 \n\n\n\nBiglietti disponibili al link: https://www.ticket.it/teatro/evento/one-more-kiss-dear.asp
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SUMMARY:"'O tuono 'e marzo" al Teatro Prati
DESCRIPTION:Il fascino senza tempo del teatro napoletano: al Prati Fabio Gravina porta in scena la commedia corale di Vincenzo Scarpetta\, “‘O tuono ‘e marzo”\,  tra arredi d’antiquariato e sartoria storica  \n\n\n\nIl fascino senza tempo della commedia napoletana rivive nel cuore pulsante di una Roma moderna. Nello spazio culturale del Teatro Prati si mescolano una serie di preziosi elementi: la tradizione del “teatro vero”\, i costumi confezionati seguendo fedelmente le linee sartoriali dell’epoca\, la scenografia ricostruita con pezzi di antiquariato e la messa in scena di capolavori senza età che conquistano il pubblico. Per questo motivo Fabio Gravina\, Direttore Artistico di questo teatro\, situato in via degli Scipioni nel quartiere Prati\, ancora una volta ha deciso di portare sul palco uno spettacolo corale: “ ‘O tuono ‘e marzo”\, commedia di Vincenzo Scarpetta che Eduardo De Filippo portò alla ribalta in televisione con la sua presenza e quella di Paolo Stoppa e Rina Morelli. Lo spettacolo\, nel nuovo adattamento di Gravina che è anche uno dei protagonisti\,  sarà in scena dal 23 gennaio e fino all’1 marzo 2026 e prodotto da Arte del Teatro. Cast d’eccezione\, Corrado Taranto e Eduardo Ricciardelli\, Alida Tarallo\, Pierre Bresolin\, Sara Scotto Di Luzio\, Luca Cardillo\, Michele Sibilio\, Sara Guardascione\, Alessandro Casola\, per una trama ricca di satira\, ritmi serrati\, intrecci pronti a scatenare le risate degli spettatori. Al centro la famiglia\, un pilastro che ieri come oggi resta fondamentale. Sofia\, sorella di Don Saverio\, gli confessa di essere stata vittima di un fatale avvenimento: durante il loro viaggio a Roma\, mentre si riposava in albergo\, nella notte era scoppiato un pauroso temporale con tanto di tuoni e fulmini. Impaurita era uscita dalla sua camera per trovare rifugio in quella del fratello ma per errore\, e a causa della mancanza di luce\, era entrata in quella di uno sconosciuto ed era svenuta per il terribile rumore di un tuono. L’ignoto individuo aveva colto l’occasione approfittando di lei. E così da quell’agitato incontro era nato Don Felice Sciosciammocca\, figlio naturale e segreto di Sofia\, ora fidanzato con Marietta\, figlia di don Saverio. Sofia aveva fatto di tutto per identificare l’uomo che l’aveva oltraggiata. Era arrivata perfino ad ingaggiare un investigatore privato\, ma senza esito. Poi un giorno l’infido domestico Turillo\, a conoscenza del segreto dopo averlo ascoltato di nascosto durante una conversazione privata\, si dichiara padre di Don Felice\, il quale è ignaro di essere figlio di Donna Sofia. Le cose si complicano ancora di più quando ritorna dall’America Don Alfonso Trocoli\, che l’investigatore riconosce come il vero padre di Felice Sciosciammocca. Un gran finale da non perdere.  \n\n\n\n Infoline 06/39740503  \n\n\n\nOrari spettacoli:  \n\n\n\n– Dal Martedì al Venerdì ore 21:00   \n\n\n\n– Sabato ore 17:30 e ore 21:00  \n\n\n\n– Domenica e festivi ore 17:30 (ultimo spettacolo della stagione ore 18:00)
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LOCATION:Teatro Prati\, Via degli Scipioni\, 98\, Roma\, 00192\, Italia
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SUMMARY:Teatro Stabile di Catania e Théâtre Solidaire #6\, per la Notte della della Solidarietà
DESCRIPTION:ll Teatro Stabile di Catania è partner di Théâtre Solidaire #6\, l’importante progetto internazionale promosso dal Théâtre de la Ville di Parigi che\, da novembre 2025 a gennaio 2026\, coinvolge artisti\, istituzioni culturali e realtà sociali in Europa\, Africa e Stati Uniti attorno ai temi della solidarietà\, dell’inclusione e dell’arte come strumento di coesione. \n\n\n\nIl momento culminante del progetto è stato la Notte della Solidarietà\, che si è svolta ieri\, giovedì 22 gennaio\, alla quale il Teatro Stabile di Catania ha partecipato in rete con tutti i partner internazionali\, ciascuno nelle proprie sedi\, tra le quali a Parigi\, Lisbona\, Sibiu e Kosovo. \n\n\n\nPer la Notte della Solidarietà\, il Teatro Stabile di Catania realizzerà una serie di azioni artistiche e sociali sul territorio\, con particolare attenzione ai temi dell’inclusione e della fragilità. \n\n\n\nNella giornata di ieri Palazzo Platamone ha ospitato il laboratorio inerente allo spettacolo “Il volo degli storni” che ha la regia di Monica Felloni\, di Neon Teatro\, una realtà che lavora da 36 anni sulla disabilità\, ritenuta come una valore aggiunto alla persona e un valore sociale. \n\n\n\nNei giorni successivi\, il progetto proseguirà con laboratori teatrali in carcere presso l’Istituto Penale per Minorenni di Catania Bicocca\, in collaborazione con l’Associazione La Poltrona Rossa\, per portare il teatro come strumento educativo e di dialogo all’interno del contesto detentivo minorile. \n\n\n\nIl Direttore del Teatro Stabile di Catania\, Marco Giorgetti\, dichiara: “Questo evento rappresenta l’avvio del ponte ideale con i partner internazionali che\, da oggi\, contribuiscono alla nascita del Teatro del Mediterraneo. Con la partecipazione a Théâtre Solidaire #6\, il TSC rafforza il proprio ruolo in una rete artistica globale che promuove l’arte come bene comune e strumento di inclusione sociale\, confermando la vocazione internazionale della città di Catania e il suo posizionamento come polo del futuro Teatro del Mediterraneo”.
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LOCATION:Teatro Stabile di Catania\, Via Giuseppe Fava\, 35\, Catania\, ITA\, 95123\, Italia
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SUMMARY:Generazione Scenario 2025 allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Dagli studi scenici di venti minuti\, proposti a settembre a Bologna in occasione della finale del Premio Scenario\, nell’ambito della ottava edizione di Scenario Festival\, agli spettacoli compiuti in prima rappresentazione nazionale. Debuttano a Roma\, il 24 e 25 gennaio allo Spazio Diamante\, nell’ambito di un’iniziativa promossa e organizzata da Scenario ETS\, in collaborazione con Spazio Diamante\, Viola Produzioni Centro di Produzione Teatrale e con il sostegno di MiC-Ministero della Cultura\, gli spettacoli della Generazione Scenario 2025\, vincitori della ventesima edizione del Premio Scenario dedicato ai nuovi linguaggi per la ricerca e l’inclusione sociale che per la prima volta ha assegnato\, oltre ai tradizionali Premio Scenario e Premio Scenario Periferie\, i due premi speciali per la sfida artistica e per il dispositivo scenico intitolati rispettivamente a Alessandra Belledi e Stefano Cipiciani\, figure portanti di Scenario\, recentemente scomparse.  \n\n\n\nA decretare i quattro vincitori giunti ora al loro debutto\, è stata una Giuria\, presieduta da  Ermanno Pingitore (attore\, drammaturgo\, regista di Usine Baug\, compagnia vincitrice del Premio Scenario Periferie 2021)\, e composta dai membri esterni Fabio Biondi (direttore artistico di L’arboreto-Teatro Dimora di Mondaino)\, Angela Fumarola(direttrice artistica di Fondazione Armunia/Festival Inequilibrio)\, e dai soci di Scenario ETS Cristina Valenti(presidente e direttrice artistica di Scenario\, già docente di Discipline dello Spettacolo all’Università di Bologna) e Jacopo Maj (vicepresidente di Scenario\, vicedirettore di Teatro Gioco Vita). \n\n\n\nPromosso e sostenuto dai 42 soci di Scenario ETS\, il Premio rivolto ad artisti esordienti\, gruppi di recente formazione\, soggetti impegnati in nuovi percorsi di ricerca\, con lo scopo di incentivare nuove idee\, progetti e visioni di teatro per la ricerca e l’inclusione sociale\, rappresenta nel panorama nazionale un’occasione unica di censimento\, dialogo e confronto per le giovani generazioni. Osservatorio del nuovo teatro\, il Premio Scenario lavora nel territorio che precede la formalizzazione del processo produttivo\, accogliendo progetti che non sono ancora diventati spettacoli compiuti\, ma appartengono a percorsi e linguaggi in via di esplorazione.  \n\n\n\nVincitore del Premio Scenario 2025\, Infinita bellezza di Fondamenta zero (Milano)\, sarà in scena il 24 gennaio (ore 21) e 25 gennaio (ore 16.30)\, con Claudia Manuelli e Aron Tewelde\, produzione Teatro Metastasio di Prato\, con il sostegno di Scenario ETS e Teatro Due Mondi – Residenza per artisti nei territori\, Faenza. Infinita bellezza è un libretto consegnato al pubblico che diventa il motore narrativo dello spettacolo\, generando un gioco continuo tra ciò che si legge e ciò che accade in scena. Una guida che anticipa\, distorce o sovverte gli eventi. Utilizzando l’ironia come strumento critico di analisi della realtà\, l’intero progetto gioca sulla dialettica tra costruzione e decostruzione. La parola e il corpo di chi è in scena si intrecciano con la presenza del pubblico\, in una continua ridefinizione dei ruoli. Il confine tra chi guarda e chi agisce si fa labile\, creando una relazione fluida\, dove la complicità si intreccia alle aspettative deluse o superate. Infinita bellezza\, con sgraziata sincerità\, è un manifesto politico-poetico di delicata rabbia. \n\n\n\nVincitore del Premio Scenario Periferie 2025\, L’isola dei ciccioni felici di Andrea Mattei (Bologna)\, sarà presentato il 24 gennaio (ore 22.30) e 25 gennaio (ore 18)\, con Andrea Mattei\, produzione Teatrino dei Fondi\, Accademia Perduta/Romagna Teatri\, con il sostegno di Scenario ETS e Teatro Due Mondi – Residenza per artisti nei territori\, Faenza. O\, talmente ciccione da perdere il nome e restare solo una vocale tonda\, parte per Nauru\, isola polinesiana dove la maggioranza della popolazione è grassa\, un miraggio-paradiso in cui godere finalmente il suo lieto fine. L’isola dei ciccioni felici è una favola ironica\, crudele e grottesca che segue questo viaggio. Una storia\, a volte tenera\, di chi vuole essere visto e non solo osservato\, di chi cerca di esistere non come bersaglio da colpire\, creatura da accettare o monito da temere\, ma semplicemente come corpo\, che sa stare. \n\n\n\nPremio Stefano Cipiciani per il dispositivo scenico 2025\, è Dad or alive di BumBumFritz (Padova) in scena il 24 gennaio (ore 16.30) e 25 gennaio (ore 21)\, testi\, live electronics\, videomapping e regia di Giovanni Frison e Michele Tonicello\, produzione Cranpi\, La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale\, La Corte Ospitale\, Pergine Festival\, con il sostegno di Scenario ETS\, L’Arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale – Centro di Residenza Emilia-Romagna\, Teatro Biblioteca Quarticciolo. Dad or alive affronta il conflitto tra desiderio di genitorialità e paura di un futuro instabile: crisi climatica\, precarietà\, realizzazione personale. Tra testimonianze reali\, statistiche\, videomapping e musica elettronica dal vivo\, lo spettacolo dà voce a chi si chiede se mettere al mondo un figlio oggi sia scelta possibile o peso insostenibile. \n\n\n\nPremio Alessandra Belledi per la sfida artistica 2025\, è Concerto per uno sconosciuto di Dimore Creative(Lomazzo\, Co)\, che sarà presentato il 24 gennaio (ore 18) e 25 gennaio (ore 22.30)\, uno spettacolo di e con Pietro Cerchiello\, musiche dal vivo di Giacomo Tamburini e Vittorio Simonetto\, produzione Dimore Creative con il sostegno di Scenario ETS e Teatrino dei Fondi – Residenza per artisti nei territori\, San Miniato.  \n\n\n\nLo spettacolo prende forma a partire da un’esperienza reale\, un cammino di 460 km lungo il Kungsleden\, nel nord della Svezia\, compiuto dall’autore\, un ragazzo di 26 anni che lascia tutto e parte\, senza sapere cosa troverà. Lungo il cammino incontra paesaggi remoti\, rifugi\, persone e una ragazza\, anche lei in viaggio. La drammaturgia si muove in equilibrio. Tra autobiografia e finzione\, lo spettacolo è una riflessione su cosa significhi partire davvero\, sulle cose da lasciare e su quelle da portare con sé\, sul desiderio di cambiare e del bisogno di restare.  \n\n\n\nCALENDARIO \n\n\n\nSABATO 24 GENNAIO 2026 \n\n\n\nore 16.30 – Sala Black \n\n\n\nBumBumFritz | Dad or alive | Premio Stefano Cipiciani per il dispositivo scenico 2025 \n\n\n\nore 18.00 – Sala Black \n\n\n\nDimore Creative | Concerto per uno sconosciuto | Premio Alessandra Belledi per la sfida artistica 2025 \n\n\n\nore 21.00 – Sala White \n\n\n\nFondamenta zero | Infinita bellezza | Premio Scenario 2025 \n\n\n\nore 22.30 – Sala White \n\n\n\nAndrea Mattei | L’isola dei ciccioni felici | Premio Scenario Periferie 2025 \n\n\n\nDOMENICA 25 GENNAIO 2026 \n\n\n\nore 16.30 – Sala White \n\n\n\nFondamenta zero | Infinita bellezza | Premio Scenario 2025 \n\n\n\nore 18.00 – Sala White \n\n\n\nAndrea Mattei | L’isola dei ciccioni felici | Premio Scenario Periferie 2025 \n\n\n\nore 21.00 – Sala Black \n\n\n\nBumBumFritz | Dad or alive | Premio Stefano Cipiciani per il dispositivo scenico 2025 \n\n\n\nore 22.30 – Sala Black \n\n\n\nDimore Creative | Concerto per uno sconosciuto | Premio Alessandra Belledi per la sfida artistica 2025 \n\n\n\nSCHEDE  SPETTACOLI \n\n\n\nBUMBUMFRITZ (PADOVA) \n\n\n\nDAD OR ALIVE \n\n\n\nPREMIO STEFANO CIPICIANI PER IL DISPOSITIVO SCENICO 2025 \n\n\n\nMotivazione della Giuria \n\n\n\nDi un conflitto si parla\, per riflettere sulla complessità del proprio tempo. Il punto di partenza è una domanda\, forse la domanda di sempre\, primordiale\, quando le ragioni delle crisi\, delle catastrofi sovrastano l’impulso umano alla procreazione\, fra ragione e sentimento\, natura e cultura\, valutazioni di opportunità e slanci dei sentimenti. Nei passaggi fra singolare e plurale\, privato e pubblico\, lo spettacolo si interroga sul desiderio e la paura di diventare genitori. Adulti che non possono o non riescono a garantire le migliori condizioni per crescere un figlio. Adulti che non hanno il tempo e le risorse da destinare alla cura dei nuovi figli del mondo. Adulti che non riescono a immaginare strade maestre o vie secondarie per accompagnare la crescita dei figli\, da non intendere solo come eredità. Il dispositivo scenico si fonda sulla commistione fra il corpo delle parole e le risorse della musica che crea il giusto ritmo per non perdere la tensione e il contatto con la dimensione vocale. Una pressione ritmica che crea sollecitazioni continue\, e incalza la tenuta percettiva dello spettatore. \n\n\n\ntesti\, live electronics\,  \n\n\n\nvideomapping e regia                           Giovanni Frison e Michele Tonicello \n\n\n\nfonica                                                  Christian Reale \n\n\n\nscene e costumi                                   Eleonora Rossi \n\n\n\nmovimenti scenici a cura di                  Stefania Borrella \n\n\n\nproduzione                                          Cranpi\, La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale\,  La Corte             Ospitale\, Pergine Festival  \n\n\n\ncon il sostegno di                                 Scenario ETS\, L’Arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale –  \n\n\n\nCentro di Residenza Emilia-Romagna\, Teatro Biblioteca Quarticciolo  \n\n\n\nGrazie a Babilonia Teatri\, Francesca Macrì e Massimiliano Chinelli \n\n\n\nDad or alive affronta il conflitto tra desiderio di genitorialità e paura di un futuro instabile: crisi climatica\, precarietà\, realizzazione personale. Tra testimonianze reali\, statistiche\, videomapping e musica elettronica dal vivo\, lo spettacolo dà voce a chi si chiede se mettere al mondo un figlio oggi sia scelta possibile o peso insostenibile. \n\n\n\nIl progetto artistico BumBumFritz\, composto da Giovanni Frison (Fritz) e Michele Tonicello (BumBum)\, si occupa di spettacoli\, album\, performance e concerti di testi naufraghi e musica elettronica. Esordisce nel 2022 con l’album musicale Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico (bip). Con lo spettacolo Dentifricio vince al Catania Fringe Off i premi “Stockholm Fringe Festival” e “Retablo Dreamaturgy Zone”\, per poi debuttare al Teatro Astra di Vicenza diretto da La Piccionaia. Partecipa allo Stockholf Fringe Off 2025 vincendo il premio “Rule breaker” e ricevendo una nomination per il premio “Raw and unexpected”.  \n\n\n\nIl secondo spettacolo teatrale Ballavamo Sempre ha debuttato nel luglio 2025 al Pergine Festival diretto da Babilonia Teatri. Con lo spettacolo Dad or alive vince il “Premio Stefano Cipiciani per il dispositivo scenico 2025” (Generazione Scenario 2025). \n\n\n\nDIMORE CREATIVE (LOMAZZO\, CO) \n\n\n\nCONCERTO PER UNO SCONOSCIUTO \n\n\n\nPREMIO ALESSANDRA BELLEDI PER LA SFIDA ARTISTICA 2025 \n\n\n\nMotivazione della Giuria \n\n\n\nDa sempre\, il cammino contiene ed esprime differenti motivazioni. \n\n\n\nConcerto per uno Sconosciuto lo assume a drammaturgia tessuta tra parole\, suono\, realtà e immaginazione. Ogni capitolo è un dipinto che fonde le note di una chitarra e di un euphonium per farle diventare l’estensione di sentieri poetici. Un cammino reale e visionario che si predispone alla bellezza dell’ignoto\, liberandosi del superfluo per privilegiare la leggerezza dei passi. La solitudine del procedere favorisce la bellezza degli incontri\, imprevisti e imprevedibili\, che nutrono il desiderio dei cambiamenti\, dei ritorni e del restare. Insieme\, musiche\, parole e immagini compongono la struttura di un processo artistico armonioso e drammaturgicamente coerente che sfida il rischio teatrale ed esistenziale dell’errare. \n\n\n\nuno spettacolo di e con                                    Pietro Cerchiello \n\n\n\nsupervisione alla drammaturgia e alla regia       Tommaso Imperiali \n\n\n\nmusiche dal vivo                                              Giacomo Tamburini e Vittorio Simonetto \n\n\n\nproduzione                                                      Dimore Creative \n\n\n\ncon il sostegno di                                             Scenario ETS e Teatrino dei Fondi – Residenza per artisti         nei territori\, San Miniato \n\n\n\nConcerto per uno sconosciuto prende forma a partire da un’esperienza reale: un cammino di 460 km lungo il Kungsleden\, nel nord della Svezia\, compiuto dall’autore. Un ragazzo di 26 anni che lascia tutto – lavoro\, affetti\, aspettative – e parte\, senza sapere cosa troverà. Lungo il cammino incontra paesaggi remoti\, rifugi\, persone che passano\, che restano. E una ragazza\, anche lei in viaggio. I luoghi narrati\, gli incontri e gli accadimenti sono veri o\, almeno\, lo sono diventati nel racconto. La drammaturgia si muove in equilibrio tra autobiografia e finzione. In scena: una chitarra\, una loop station\, un euphonium e un corno. Gli strumenti\, suonati dal vivo\, accompagnano la narrazione in una partitura musicale che unisce elementi di sperimentazione sonora\, folklore scandinavo e canzone d’autore all’interno di una sorta di concept album. Le tappe del percorso diventano capitoli: dall’euforia iniziale al confronto con il silenzio\, la fatica\, la solitudine\, la bellezza. Fino all’incontro con l’altro. E alla fine\, il ritorno. Non per arrendersi\, ma per guardare la vita con occhi nuovi. Una riflessione su cosa significhi partire davvero\, sulle cose da lasciare e su quelle da portare con sé. Uno spettacolo che parla del desiderio di cambiare e del bisogno di restare. \n\n\n\nDimore Creative è un’associazione culturale fondata nel 2021 da un collettivo artistico U30 a Lomazzo (Como). Realizza spettacoli teatrali\, progetti partecipativi\, attività di formazione e ospita un Festival e una rassegna con il sostegno di Fondazione Comasca\, Fondazione Cariplo\, Regione Lombardia e Corpo Europeo di Solidarietà. Gli spettacoli della compagnia si distinguono per linguaggi e temi contemporanei\, oltre che per processi produttivi caratterizzati da una forte dimensione sociale. \n\n\n\nCon i propri lavori\, Dimore Creative ha ottenuto diversi riconoscimenti\, tra cui: Premio Alessandra Belledi per la sfida artistica 2025 (Generazione Scenario)\, Italia dei Visionari\, Powered by REF Roma Europa\, CURA\, Semifinale Biennale di Venezia. Nel 2025 è l’unica impresa di produzione U35 ad aver ottenuto il riconoscimento di Next da parte di Regione Lombardia. \n\n\n\nFONDAMENTA ZERO (MILANO) \n\n\n\nINFINITA BELLEZZA \n\n\n\nPREMIO SCENARIO 2025 \n\n\n\nMotivazione della Giuria \n\n\n\nUn dispositivo scenico analogico che coinvolge il pubblico in un gioco teatrale lieve e allo stesso tempo inquieto\, a volte drammatico. Per ripensare e ridefinire l’immaginario collettivo prodotto in forma distorta da bias culturali e linguistici\, Fondamenta zero ricorre all’incontro con l’elemento materico del libro per porlo in relazione al pubblico che diventa complice di una narrazione stimolante e sorprendente. \n\n\n\nUna coraggiosa rinuncia al digitale in favore di un ritorno al contatto analogico che porta con sé il rischio dell’errore\, un errare umano dialettico in grado di costruire e decostruire tematiche urgenti e costringere lo spettatore ad affrontare stereotipi e pregiudizi inconsapevoli. \n\n\n\nL’ironia che accompagna la ricerca di Infinita bellezza è destinata a togliere presto il suo velo rassicurante per mostrare orizzonti e prospettive sovvertite\, nelle quali il sorriso è veicolo di riflessione e presa di coscienza di sé e dell’altro da sé\, naturalmente imperfetti\, infinitamente mutevoli. \n\n\n\ndrammaturgia e regia                           Claudia Manuelli \n\n\n\ncon                                                      Claudia Manuelli e Aron Tewelde \n\n\n\naiuto regia                                           Camilla Violante Scheller \n\n\n\nproduzione                                          Teatro Metastasio di Prato \n\n\n\ncon il sostegno di                                 Scenario ETS e Teatro Due Mondi – Residenza per artisti  \n\n\n\nnei territori\, Faenza \n\n\n\nInfinita bellezza è un libretto consegnato al pubblico che diventa il motore narrativo dello spettacolo\, generando un gioco continuo tra ciò che si legge e ciò che accade in scena. Una guida che anticipa\, distorce o sovverte gli eventi. Utilizzando l’ironia come strumento critico di analisi della realtà l’intero progetto gioca sulla dialettica tra costruzione e decostruzione. La parola e il corpo di chi è in scena si intrecciano con la presenza del pubblico\, in una continua ridefinizione dei ruoli. Il confine tra chi guarda e chi agisce si fa labile\, creando una relazione fluida\, dove la complicità si intreccia alle aspettative deluse o superate. \n\n\n\nInfinita bellezza\, con sgraziata sincerità\, è un manifesto politico-poetico di delicata rabbia. \n\n\n\nFondamenta zero si occupa di teatro contemporaneo\, drammaturgia originale e ricerca attiva attraverso laboratori sperimentali e multidisciplinari. Nasce dalla volontà di indagare attraverso il mezzo teatrale il confine tra realtà e finzione nel rapporto tra pubblico e performer\, utilizzando il gioco come strumento di ricerca e di relazione\, capace di aprirci a nuove possibili interpretazioni della realtà. \n\n\n\nAlla base del lavoro di Fondamenta zero c’è il desiderio di porre particolarmente attenzione a quelle che sono le tematiche più urgenti che compongono il presente in cui viviamo\, tentando di costruire nuovi sguardi sul mondo\, possibilmente intersezionali. Con lo spettacolo Resterò per sempre nella foto di uno sconosciuto (progetto selezionato dal bando MaturAzione 2023 del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale) debutta nel febbraio 2024 e vince il Premio della Giuria Universitaria al Milano Fringe Off 2024. Nel 2025 lo spettacolo Infinita bellezza vince il Premio Scenario. \n\n\n\nANDREA MATTEI (BOLOGNA) \n\n\n\nL’ISOLA DEI CICCIONI FELICI \n\n\n\nPREMIO SCENARIO PERIFERIE 2025 \n\n\n\nMotivazione della Giuria \n\n\n\nUn corpo che irrompe\, deciso\, a farsi guardare. Non chiede il permesso: esiste. Prima ancora di raggiungere il palco\, ci interroga. Quanti siamo a guardare? E soprattutto: con quali occhi? Questo gesto scenico diventa un atto politico e poetico insieme\, un inno alla vita\, all’esistenza\, all’unicità irriducibile di ogni essere umano\, al di là della sua rappresentazione. L’isola dei ciccioni felici trasforma la scena in specchio\, domanda e visione\, ricordandoci che ciascuno ha la sua Nauru. Attore e personaggio mescolano i loro percorsi nel solco di un testo costruito fra tracce biografiche e interviste\, incarnando una polifonia di esperienze e testimonianze. \n\n\n\ndi e con                                                Andrea Mattei \n\n\n\nassistenza e luci                                   Massimo Giordani \n\n\n\nmovimenti di scena                              Marta Vergani  \n\n\n\nscenografia                                          Simona Campisi e Lorenzo Fedi \n\n\n\ncostume                                              Anna Chiara Capalbi \n\n\n\nmusica e sonoro originali                      Chiara Troiano \n\n\n\nproduzione                                          Teatrino dei Fondi\, Accademia Perduta/Romagna Teatri  \n\n\n\ncon il sostegno di                                 Scenario ETS e Teatro Due Mondi – Residenza per artisti  \n\n\n\nnei territori\, Faenza \n\n\n\nO è ciccione\, talmente ciccione da perdere il nome e restare solo una vocale tonda. Parte per Nauru\, isola polinesiana dove la maggioranza della popolazione è grassa\, un miraggio-paradiso in cui godere finalmente il suo lieto fine. L’isola dei ciccioni felici è la favola ironica\, crudele e grottesca che segue questo viaggio. Una storia\, a volte tenera\, di chi vuole essere visto e non solo osservato\, di chi cerca di esistere non come bersaglio da colpire\, creatura da accettare o monito da temere\, ma semplicemente come corpo\, che sa stare. \n\n\n\nAndrea Mattei nasce a Lucca nel 1997. Dopo un inizio nella stand-up comedy si forma presso la Scuola di Teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone”\, e prosegue con i corsi di alta formazione “Casa degli Artisti” (Fondazione Teatro Due\, Parma) e “Testo\, Corpo\, Voce” (Scuola Internazionale di Alta Formazione Teatrale Iolanda Gazzerro di Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Nazionale). \n\n\n\nDa sempre interessato alla scrittura\, partecipa al corso “Drammaturgie” (Emilia Romagna Teatro Fondazione/Teatro Nazionale) e a masterclass con Liv Ferracchiati e Daria Deflorian\, esplorando nuove forme di linguaggio teatrale. Debutta come autore nel 2024 con Pasifae Autodafé e Una Giocasta\, quest’ultimo premiato con il Premio del Direttore al concorso Giovani Realtà del Teatro. Nel 2025 vince il Premio Scenario Periferie con lo spettacolo L’isola dei ciccioni felici. \n\n\n\nINFORMAZIONI  \n\n\n\nMetro C\, fermata Malatesta \n\n\n\nMetro A\, fermata P.zza Vittorio Emanuele  \n\n\n\nBus 5 o 14\, fermata Prenestina/Conti \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni  \n\n\n\nwhatsapp +39 345 1474533 \n\n\n\nbotteghino@spaziodiamante.it  \n\n\n\nwww.spaziodiamante.it \n\n\n\nBIGLIETTI \n\n\n\nSpettacolo singolo: € 10 – Ridotto scuole: € 8 \n\n\n\nDue ingressi nella stessa giornata: € 16 \n\n\n\nQuattro ingressi nella stessa giornata: € 20 \n\n\n\nCONTATTI \n\n\n\nAssociazione Scenario \n\n\n\norganizzazione@associazionescenario.it \n\n\n\nwww.associazionescenario.it \n\n\n\nFB @Associazione Scenario – Ig @Associazione Scenario
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SUMMARY:On Becoming A Wolf di Francesca Cao\, la mostra a Galleria Zema
DESCRIPTION:Il giorno 24 gennaio 2026 alle ore 17.30 la Galleria Zema presenta la mostra On Becoming A Wolf di Francesca Cao\, un progetto fotografico sviluppato e curato dall’artista stessa attraverso l’Errore Metodico\, una tecnica fotografica analogica brevettata\, basata sulla sovrapposizione intenzionale di più fotogrammi in fase di scatto. Lontano da un intento documentaristico\, il lavoro prende forma come una narrazione interiore e psicanalitica\, un’indagine visiva che attraversa il tema della liberazione del femminile mediante un linguaggio intimo\, istintivo e imperfetto. \n\n\n\nLe immagini\, infatti\, non aspirano a restituire una realtà oggettiva ma aprono un territorio emotivo in cui memoria e presente\, coscienza e inconscio\, controllo e abbandono possono coesistere. Alla base del progetto vi è un ripensamento del rapporto tra fotografia e verità che\, in questa doppia posizione di autrice e curatrice\, viene assunto come parte integrante del processo stesso. Se la tradizione fotografica ha spesso posto l’accento sulla fedeltà del mezzo e sull’onestà del documento\, qui la fotografia è intesa come spazio di esperienza soggettiva\, di pensiero e di possibile rivelazione interiore. L’immagine fotografica si presenta così instabile e stratificata\, attraversata da tensioni e slittamenti\, aprendo alla possibilità di una realtà altra\, specchio di un immaginario intimo. \n\n\n\nIn questo senso\, il progetto si colloca in dialogo con alcune istanze del surrealismo di André Breton\, che riconosceva nel gesto artistico una via di accesso all’inconscio: attraverso l’uso consapevole dell’errore e dell’imprevisto\, una macchina fotografica del 1936 viene progressivamente sottratta a una funzione di controllo per diventare parte attiva del processo creativo. Sfocature\, movimenti e sovrapposizioni\, emergono come tracce di un pensiero non razionale\, come affioramenti di una dimensione profonda e non completamente addomesticata. La sovrapposizione dei fotogrammi genera immagini sospese\, prossime alla logica del sogno lucido\, che lasciano spazio a una pluralità di letture. In questo progressivo abbandono del controllo\, la fotografia si allontana dalla perfezione digitale per riappropriarsi dell’errore come gesto generativo.  \n\n\n\nCome scrive Alessia Locatelli\, curatrice della Biennale di Fotografia Femminile: «Questo approccio crea immagini a volte intime\, altre volte narrative e metaforiche\, trascendendo le norme convenzionali. Il lavoro sfida la nozione di errore umano\, evidenziando i casi storici in cui gli errori hanno portato a scoperte innovative\, facendo eco alla resilienza e al pensiero laterale fondamentali per la creatività umana. Questa partenza metodologica abbraccia l’imprevedibilità dell’emozione umana\, deviando dalla razionalità cartesiana verso l’esplorazione di infinite possibilità.» \n\n\n\nIl titolo On Becoming a Wolf rimanda a Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés e può essere inteso come un invito a riscoprire l’anima selvaggia\, sottraendosi all’ossessione per l’ordine\, il controllo e la forma compiuta. In questo percorso\, la fotografia tende a liberarsi dal peso della rappresentazione per farsi esperienza di luce e di materia\, spazio di proiezione per lo spettatore. La verità non si colloca nella superficie dell’immagine\, ma si attiva nel mondo interiore di chi guarda\, in quel territorio fragile e potente in cui l’essere smette di controllarsi e inizia\, forse\, a diventare. \n\n\n\nDomenica 25 gennaio dalle 15.00 alle 19.30\, l’artista sarà in galleria per una sessione di ritratti realizzati con la tecnica dell’Errore Metodico: chi fosse interessato può fissare un appuntamento scrivendo alla mail della galleria.  \n\n\n\nBIOGRAFIE \n\n\n\nFrancesca Cao è una fotografa italiana che vive a Milano. Laureata in Filosofia\, ha studiato fotografia all’International Center of Photography di New York. Il suo lavoro è stato esposto in Italia\, Europa e Stati Uniti\, ed è parte della Collezione Donata Pizzi. Le sue immagini sono apparse su testate come The New York Times\, Corriere della Sera\, D – la Repubblica\, Wired e Marie Claire. Nel 2020 ha pubblicato il libro Temporary Life (Postcart Edizioni). Con il progetto On Becoming A Wolf ha sviluppato una tecnica analogica originale\, l’Errore Metodico\, basata sulla sovrapposizione in camera di fotogrammi. Questo lavoro ha ottenuto riconoscimenti internazionali\, tra cui una menzione d’onore ai Tokyo International Foto Awards e l’inclusione nella mostra annuale del Houston Center for Photography (2025). Nel corso della sua carriera è stata vincitrice della Tierney Fellowship (International Center of Photography New York) e finalista per premi come l’Inge Morath Award (Magnum Foundation) e l’Unseen Dummy Award di Amsterdam. La sua ricerca esplora temi di identità\, memoria e imperfezione attraverso un linguaggio fotografico intimo e sperimentale\, che unisce narrazione\, installazione e tecnica.  \n\n\n\nGalleria Zema. Fondata a Roma il 6 marzo del 2025 da Emanuela Zamparelli\, la Galleria ZEMA è uno spazio indipendente dedicato esclusivamente all’esposizione e promozione dei lavori di artiste donne\, e in particolare della fotografia contemporanea femminile. La galleria rappresenta fotografe italiane e internazionali\, accomunate da uno sguardo autonomo\, critico e consapevole sul presente\, e diverso da altri sguardi. Attraverso un programma espositivo che intreccia ricerca artistica\, impegno sociale e riflessione culturale\, la galleria si propone come luogo di visibilità e ascolto\, dove il corpo\, l’identità\, la memoria e il conflitto diventano temi da indagare per dare nuova forma e contenuto al vissuto e alla memoria\, alla ribellione e all’intimità. ZEMA non è solo una galleria\, ma un progetto curatoriale\, uno spazio vivo in cui la fotografia si fa linguaggio\, relazione e resistenza. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nFrancesca CaoOn Becoming A Wolf \n\n\n\nInaugurazione 24 gennaio 2026 ore 17.30 \n\n\n\nFino al 7 marzo 2026Orari: martedì ore 16:00 – 19:30\, dal mercoledì al sabato ore 15:00 – 19:30 
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SUMMARY:"IL BACIO DELLA DONNA RAGNO" al Teatro Comunale di Lacedonia
DESCRIPTION:Approda sul palcoscenico del Teatro Comunale di Lacedonia(AV)\, sabato 24 gennaio\, IL BACIO DELLA DONNA RAGNO\, spettacolo di Manuel Pig con la regia di Alessandro Di Marco. In scena Guido Del Vento\, Simone Faucci\, Ludovica Di Pasquale.  \n\n\n\nBuenos Aires\, anni Settanta. In una prigione\, due detenuti condividono lo spazio angusto e squallido di una cella. Uno è Luis Molina\, un omosessuale condannato per oscenità e corruzione di minorenne\, l’altro è Valentin Arregui\, prigioniero politico incarcerato per le sue idee di matrice socialista. Molina è in realtà una spia dei carcerieri che\, promettendogli di poter ottenere uno sconto della pena e rivedere presto l’anziana madre\, lo convincono a carpire i segreti politici di Valentin\, impegnato in una cospirazione per tentare di rovesciare il governo. Molina\, appassionato di cinema\, intrattiene Valentin raccontandogli le trame dei suoi film preferiti\, storie appassionate di amori e donne bellissime. Come una novella Sherazade\, Molina conquista la fiducia di Valentin e finisce per innamorarsi perdutamente di lui\, arrivando ad aiutarlo quando si presenta l’occasione di farlo. Una storia di amore ed emarginazione d’altri tempi che\, ancora oggi\, non ha perso l’urgenza di lasciarsi raccontare.  \n\n\n\n“Quando Manuel Puig scrisse “El beso de la mujer araña”\, nel 1976\, in Argentina\, il suo paese\, la pubblicazione del romanzo venne osteggiata e proibita. La tematica omosessuale e quella politica lo rendevano\, per l’epoca e per il regime allora vigente\, scomodo\, pericoloso\, sovversivo” _ afferma il regista Alessandro Di Marco. \n\n\n\n“Nel tempo\, questo romanzo è diventato un testo teatrale\, un film pluripremiato agli Oscar\, un musical di successo con oltre novecento rappresentazioni a Broadway. Il segreto di un successo così largo va cercato\, con ogni probabilità\, nella portata universale dei due personaggi di questa storia\, Molina e Valentin\, nella portata universale e struggente dei loro sentimenti\, delle loro vite divergenti\, diverse\, a margine. Due vite che\, come tutte\, non chiederebbero altro che di essere viste\, ascoltate ed amate. Due vite che non accettano l’umiliazione e il degrado a cui sembrano condannate ma che alzano la testa e la voce per rompere un silenzio complice e assassino. I racconti di Molina\, film pieni di dive\, champagne\, tessuti preziosi\, gioielli scintillanti\, diventano\, quindi\, il nutrimento necessario per una fuga da una realtà squallida e spaventosa: favole moderne per curare le ferite e le paure che attanagliano le vite dei due protagonisti. Il personaggio principale dei racconti di Molina è sempre una lei\, fascinosa e conturbante\, bellissima e misteriosa. Una mujer araña che incarna il sogno di Molina e le fantasie di Valentin. Lavorando con gli attori\, ho cercato di ricreare sulla scena il tempo immobile che sembra regnare nella cella e\, soprattutto\, quel fuori\, inospitale e spaventoso\, che non vediamo mai ma che incombe in ogni singolo respiro dei due personaggi. Lo spettacolo\, con ritmi e toni naturalistici ed intimi\, cerca di raccontare il riscatto di due vite eroiche e perseguitate e il loro anelito alla libertà\, ad un mondo migliore\, fatto di rispetto\, accoglienza e integrazione. Valori che\, ancora oggi\, non hanno perso l’urgenza di essere ribaditi.” \n\n\n\nTicket al botteghino: te. 3394560657
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SUMMARY:"Dedicato" al Teatro Biblioteca Quarticciolo
DESCRIPTION:Con Dedicato\, in scena per la prima volta a Roma al Teatro Biblioteca Quarticciolo il 24 e 25 gennaio\, debutta una delle novità teatrali più significative di questo inizio d’anno. \n\n\n\nErmelinda Nasuto e Francesco Alberici accompagnano il pubblico in una passeggiata intima e delicata\, un’istantanea sospesa nel momento in cui la vita cambia direzione e sembra restringersi attorno al solo pensiero della malattia e della sua cura.  \n\n\n\nIl testo\, scritto a quattro mani\, nasce da un’esperienza autobiografica di Ermelinda Nasuto\, che racconta: «Circa un anno fa\, dieci giorni prima di compiere quarant’anni\, mi è stato diagnosticato un carcinoma mammario di secondo stadio. Quando l’ho scoperto stavo conducendo un laboratorio teatrale assieme ad altre colleghe e colleghi. Condividevamo la stessa casa\, la cucina\, il bagno e la sala prove. Avevo l’accordo di tenere il telefono acceso in sala\, perché quasi ogni giorno aspettavo dall’ospedale chiamate per visite ed esami. Oggi ho deciso di raccontare questa storia: ma come si racconta una storia che ancora non si sa come andrà a finire?». \n\n\n\nAl centro dello spettacolo\, interpretato dalla stessa Nasuto insieme a Olga Durano\, non c’è la ricostruzione clinica della malattia\, bensì il modo in cui essa invade progressivamente lo spazio mentale e quotidiano\, modificando il rapporto con il lavoro\, le relazioni e il corpo.  \n\n\n\nLa regia è firmata dallo stesso Alberici\, mentre dramaturg del progetto sono Nicola Borghesi e Enrico Baraldi (Kepler 452)\, da poco proclamati vincitori del Premio Ubu 2025 per il Miglior spettacolo dell’anno con A place of safety.  \n\n\n\nLa produzione è di La Corte Ospitale\, SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione e Cranpi\, con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Emilia-Romagna\, e la collaborazione di Ateliersi e Archiviozeta.  \n\n\n\nDomenica 25\, al termine della replica\, medierà l’incontro con la compagnia Attilio Scarpellini\, nell’ambito del progetto Staffetta critica (v. calendario completo). \n\n\n\n_________________ \n\n\n\nFrancesco Alberici  (Milano\, 1988) è regista\, drammaturgo e attore. Vincitore del Premio UBU 2021 come Miglior Attore Under 35 e del Premio UBU 2024 per il Miglior Nuovo Testo Italiano (Bidibibodibiboo)\, lavora sia da solo che con la propria compagnia Frigoproduzioni nei più importanti teatri e festival italiani. Collabora inoltre\, come interprete e autore\, con alcuni degli artisti più in vista del panorama teatrale: Daria Deflorian e Antonio Tagliarini\, Babilonia Teatri\, Liv Ferracchiati\, Enrico Baraldi (con cui ha firmato la drammaturgia dello spettacolo vincitore del Premio ANCT 2021\, Non tre sorelle) e Pier Lorenzo Pisano. Accanto all’attività teatrale\, ha curato con Silvia Gussoni la raccolta di scritti di Milo Rau Realismo globale. \n\n\n\nErmelinda Nasuto\, pugliese della provincia di Taranto\, classe 1984\, si forma principalmente ‘a bottega’ con Carlo Formigoni e Iva Hutchinson (Berliner Ensamble). Prima di trasferirsi a Bologna ha lavorato stabilmente come attrice e formatrice per il Teatro delle Forche\, creando spettacoli per i quali ha curato anche la drammaturgia. Lavora dal 2016 come formatrice e attrice con la Compagnia Licia Lanera; insieme a Danilo Giuva è in scena nello spettacolo Con la carabina\, con la regia di Licia Lanera\, spettacolo che ha vinto due premi UBU (miglior regia e miglior testo straniero). Collabora con Kepler 452 (Nicola Borghesi ed Enrico Baraldi)\, exvUoto teatro\, Francesco Alberici e con Fanny&Alexander\, Menoventi e il Teatro delle Albe per progetti di formazione. È dramaturg per lo spettacolo Non tre sorelle (regia di Enrico Baraldi Premio ANCT 2023) e aiuto regia per Bibidibobidiboo (regia Francesco Alberici\, premio Ubu miglior testo italiano). Ha lavorato con la Compagnie Nostos Drama Factory (Parigi) nel progetto di coproduzione internazionale Nous sommes restée. Insieme al collettivo artistico Clessidra Teatro ha curato la regia di spettacoli e perfomance site specific nei luoghi\, sperimentando poetiche che ambiscono a coinvolgere\, assieme ai luoghi\, il sistema di relazioni che questi stessi luoghi ospitano. \n\n\n\nIl Teatro Biblioteca Quarticciolo è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. La programmazione artistica e culturale è affidata all’RTI costituito da Cranpi e Orbita | Spellbound Centro Nazionale di produzione della Danza. La programmazione dei Teatri in Comune 2024-2025 è finanziata dall’Unione Europea\, Next Generation EU nell’ambito del PNRR\, e rientra tra gli Interventi “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma\, dal centro alla periferia\, al fine di favorire la fruizione turistica nel periodo giubilare” (PNRR – M1C3-Inv.4.3 Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici). \n\n\n\nDurata 60 minuti circa \n\n\n\nTournée 20-22 febbraio 2026 Teatro delle Moline – Bologna \n\n\n\nPer info e prenotazioni \n\n\n\npromozione.tbq@cranpi.com
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SUMMARY:"Amadeus" di Peter Shaffer al Teatro
DESCRIPTION:Dopo la grande settimana inaugurale che ha riaperto le porte del Teatro della Società di Lecco\, a seguito di 8 anni di lavori\, al via il cartellone del 2026 “La stagione delle emozioni” con 14 appuntamenti tra prosa\, danza e sinfonica.Sul palco sabato 24 e domenica 25 gennaio alle 21 Amadeus\, il celebre spettacolo di Peter Shaffer qui diretto da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia\, il racconto del rapporto tormentato tra Antonio Salieri (Ferdinando Bruni) e Wolfgang Amadeus Mozart (Daniele Fedeli)\, un dramma potente sull’invidia e sul genio. \n\n\n\nL’Amadeus di Bruni/Frongia\, prodotto dal Teatro dell’Elfo\, esalta il testo originario di Sheffer\, debuttato a Londra nel 1979 e diventato celebre grazie al film di Miloš Forman vincitore di otto premi Oscar\, imprimendogli l’andamento di un capriccio allucinato e sontuoso che assume i contorni perturbanti di un incubo. \n\n\n\nNella Vienna del 1823 Antonio Salieri\, oramai dimenticato\, ripercorre la vicenda del suo tragico rapporto con Mozart\, morto trent’anni prima\, avvelenato secondo la leggenda dallo stesso musicista italiano nel vano tentativo di assicurarsi la memoria eterna che la sua musica non sembra più poter conquistare da quando Dio ha scelto di glorificare l’irriverente e geniale Mozart. Il primo segnale di una follia che lo porterà a vedere nel genio dell’altro un tradimento del Creatore nei propri confronti. \n\n\n\nCome un deus ex machina Salieri\, seduto in un salone che il suo delirio trasforma in un labirinto\, evoca dal passato i personaggi della sua storia che emergono come marionette\, vestite con abiti di un ‘700 immaginario creato daAntonio Marras mentre sullo sfondo campeggiano le proiezioni fantasmagoriche di una lanterna magica. \n\n\n\nTra confessione e allucinazione\, Amadeus diventa così un viaggio vertiginoso nei recessi dell’animo umano dove i due musicisti si sfidano un affascinante duello tra arte e destino. \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nAmadeus – di Peter Shaffer – regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia – con Ferdinando Bruni\, Daniele Fedeli\, Valeria Andreanò\, Riccardo Buffonini\, Matteo de Mojana\, Alessandro Lussiana\, Ginestra Paladino\, Umberto Petranca\, Luca Toracca – Realizzazione scene Marina Conti\, Giancarlo Centola\, Tommaso Serra – Produzione Teatro dell’Elfo con il contributo di NEXT Laboratorio delle idee per la Produzione e la programmazione dello spettacolo lombardo \n\n\n\nInfo e biglietti \n\n\n\nSold out il 24 gennaio\, biglietti ancora disponibili per il 25 gennaio sul sitoteatrosocietalecco.it
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SUMMARY:“Play Carla Bley” al Milestone Live Club di Piacenza
DESCRIPTION:Ha il sapore dell’evento speciale il concerto intitolato “Play Carla Bley” che sabato 24 gennaio vedrà protagonista il quartetto di Jorge Rossy sul palco del Milestone Live Club di Piacenza (ore 21.30; ingresso 12-15 euro): la formazione guidata dal batterista spagnolo (per diversi anni componente del primo storico trio di Brad Mehldau) e completata dal sassofonista Pietro Tonolo\, dal chitarrista Walter Donatiello e dal contrabbassista Bruno Chevillion renderà omaggio a Carla Bley\, una fra le più interessanti pianiste e compositrici nella storia della musica improvvisata\, nonché una fra le più originali rappresentanti dell’avanguardia. Scomparsa nel 2023\, la musicista americana\, figura di riferimento di un jazz che cercava nuove forme d’espressione e nuovi contenuti\, è stata l’autrice dei brani più significativi di Paul Bley (il suo primo marito) e\, insieme a Charlie Haden\, l’ispiratrice e la guida della Liberation Music Orchestra. \n\n\n\nA Piacenza\, Carla Bley sarà ricordata da quattro jazzisti di vaglia: com’è noto\, Jorge Rossy è uno dei più apprezzati batteristi della scena internazionale e con il suo drumming intelligente e creativo ha fornito un contributo sostanziale alla definizione dello stile del trio di Mehldau. Spaziando attraverso una grande varietà di timbriche e sfoderando all’occorrenza uno swing definitivo e trascinante\, Rossy (che è anche un eccellente pianista e vibrafonista) ha dimostrato di essere uno dei batteristi più interessanti e stimolanti a livello mondiale. Tra le sue collaborazioni spiccano quelle con Joshua Redman\, Steve Swallow\, Charlie Haden e Wayne Shorter. \n\n\n\nPietro Tonolo è uno dei più conosciuti sassofonisti europei ed è molto stimato anche negli Stati Uniti (ha iniziato la sua attività giovanissimo\, suonando in Europa e in America con le band di Gil Evans e Chet Baker\, e ha collaborato con i principali jazzisti italiani\, tra cui Franco D’Andrea\, Massimo Urbani\, Enrico Rava\, Rita Marcotulli\, Danilo Rea e Roberto Gatto). \n\n\n\nWalter Donatiello è considerato uno dei chitarristi di maggior talento della scena jazz tradizionale e contemporanea e ha all’attivo innumerevoli collaborazioni con alcuni tra i principali protagonisti del panorama italiano e internazionale\, tra cui Gerry Mulligan\, Steve Lacy\, Samuel Blaser\, Daniel Humair\, Michel Portal\, Dario Deidda\, Tiziana Ghiglioni\, John Riley\, Flavio Boltro\, Gianluigi Trovesi\, Jean-Jacques Avenel e John Betsch. \n\n\n\nBruno Chevillon è ritenuto dalla critica uno dei migliori contrabbassisti nell’ambito della musica contemporanea\, al confine tra libera improvvisazione e free jazz: si è affermato grazie al suo notevole talento sia come accompagnatore sia come improvvisatore in grado di esplorare con duttilità le capacità espressive dello strumento. Tra le sue collaborazioni più note si ricordano quelle con Louis Sclavis\, Daniel Humair\, Michel Portal\, Marc Ducret ed Elliott Sharp.
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SUMMARY:“Niki Berlinguer. La signora degli arazzi” 
DESCRIPTION:Visto il grande successo di pubblico\, alla Casina delle Civette di Villa Torlonia viene prorogata fino al 25 gennaio 2026 la mostra “Niki Berlinguer. La signora degli arazzi” che espone una piccola e pregevole selezione di arazzi realizzati dalla celebre tessitrice e artista. \n\n\n\nLa mostra\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, è a cura di Claudio Crescentini\, organizzata e ideata da “Il Cigno Arte” con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Il catalogo in mostra è edito da “Il Cigno Arte”. \n\n\n\nConosciuta come “la grande signora italiana degli arazzi”\, Niki Berlinguer – nome d’arte di Corinna Adelaide Augusta Fidelia (1905-1994) dopo il suo matrimonio con Mario Berlinguer nel 1950 –\, ha lavorato con gli esponenti principali delle correnti artistiche italiane del secondo Dopoguerra\, tra cui Umberto Mastroianni\, Achille Perilli\, Renato Guttuso\, Piero Dorazio\, Emilio Vedova e Corrado Cagli. Attraverso il suo lavoro\, Niki Berlinguer ha reinterpretato le opere di grandi maestri come Hans Hartung\, Paul Klee\, Vincent van Gogh e molti altri\, fornendo con l’arte tessile nuove dimensioni linguistiche e cromatiche\, all’insegna della fusione tra tradizione e innovazione\, pioniera nel tradurre la pittura in narrazioni tessili\, unendol’antica tecnica del piccolo punto con influenze contemporanee. \n\n\n\nTra gli arazzi in mostra se ne potranno ammirare alcuni ispirati alle opere di noti artisti come\, ad esempio: l’“Aranceto\, da Renato Guttuso”\, “Hammamet\, da Paul Klee” e “Dai Cinque Monti\, tratto da Emilio Vedova”. \n\n\n\nIl percorso espositivo è arricchito\, inoltre\, dall’ultima video-intervista dell’artista del gennaio 1994\, regia di Maura Cosenza e riprese video di Gianni De Santis\, trasmessa in mostra grazie alla collaborazione con il Centro Internazionale Antinoo per l’Arte – Centro Documentazione Marguerite Yourcenar. \n\n\n\nL’esposizione è una straordinaria occasione per riscoprire la produzione di Niki Berlinguer\, sparsa in mille rivoli in varie personali e collettive per oltre quarant’anni\, dal 1952 fino al 1994\, anno della sua scomparsa.
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SUMMARY:PPP – Pea Pound Pasolini. Tre irregolari del Novecento” al Teatro San Girolamo di Lucca
DESCRIPTION:Siegfried de Rachewiltz\, nipote di Ezra Pound\, sarà a Lucca\, al Teatro San Girolamo\, lunedì 26 gennaio alle ore 16.00\, ospite della seconda edizione di “PPP – Pea Pound Pasolini. Tre irregolari del Novecento”\, rassegna incentrata sul tema del Sacro in Enrico Pea\, Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini\, realizzata dal Teatro del Giglio Giacomo Puccini con i patrocini del Ministero della Cultura e del Centro studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia. \n\n\n\nCONFERENZA – Dedicata al tema del Sacro nell’opera poundiana\, la conferenza di lunedì 26 gennaio (ore 16.00\, Teatro San Girolamo) vedrà protagonisti\, insieme al nipote di Pound\, de Rachewiltz\, due tra i più autorevoli studiosi del pensiero e dell’opera poundiana – Massimo Bacigalupo (Università di Genova) e Luca Gallesi (Università dell’Insubria) -\, e sarà moderata da Carlo Pulsoni (Università di Perugia).  \n\n\n\nMOSTRA “SACRUM INLUMINATIO” – La giornata di lunedì 26 gennaio si preannuncia particolarmente intensa: dopo la conferenza\, al Teatro del Giglio verrà infatti inaugurata (alle ore 18.30) la mostra Sacrum Inluminatio\, che coniuga e unisce\, in un unico spazio\, tre progetti specifici e speciali: “Pound libero. Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini di Giuseppe Garrera; “La solitudine dell’Ala destra. Pier Paolo Pasolini e il calcio” di Piero Colussi; “Pasolini: il Vangelo secondo Matteo” di Domenico Notarangelo. Attraverso fotografie\, documenti e materiali d’archivio\, la mostra restituisce la complessità dei rapporti tra i tre autori\, mettendo in luce in particolare il dialogo\, diretto e indiretto\, tra Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini. La mostra rimarrà aperta al pubblico dal 26 gennaio al 22 febbraio (per giorni e orari dettagliati\, consultare il sito www.peapoundpasolini.it). \n\n\n\nGIUDA DI ENRICO PEA\, LETTURA SCENICA – L’appuntamento più specificamente teatrale della rassegna sarà la lettura scenica di e con Mariano Rigillo dedicata al Giuda di Enrico Pea\, programmata al Teatro del Giglio Giacomo Puccini per sabato 31 gennaio alle ore 21.00\, con l’introduzione curata dal critico letterario Luca Padalino. Pea dedicò una parte significativa della sua produzione teatrale a un’operazione tanto radicale quanto controversa: la rilettura e la riabilitazione della figura di Giuda Iscariota. Il Giuda\, che offre al pubblico un’interpretazione originale ed estranea all’ortodossia cattolica dell’apostolo che tradì Gesù\, rappresenta proprio il punto di partenza della riflessione sulle Sacre Scritture del Pea che\, ancora anarchico\, lesse in Egitto la Bibbia del calvinista lucchese Diodati. \n\n\n\nFRANCISCUS. IL FOLLE CHE PARLAVA AGLI UCCELLI – Nel 2026 ricorre l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi\, figura straordinaria e ancora oggi profondamente attuale per il suo messaggio di pace\, umiltà e amore per il creato. A inizio febbraio (venerdì 6 e sabato 7 ore 21\, domenica 8 ore 16) Simone Cristicchi sarà in scena con il suo Franciscus. Il folle che parlava agli uccelli incentrato proprio sul Poverello di Assisi. Uno spettacolo in cui il protagonista affronta il labile confine tra follia e santità\, tema cardine della vita personale e spirituale di Francesco\, e altri temi importanti ancora oggi come la povertà\, la ricerca della perfetta letizia\, la spiritualità universale\, l’utopia necessaria di una nuova umanità che riesca a vivere in armonia con il creato.  \n\n\n\nTAVOLA ROTONDA CONCLUSIVA – La seconda edizione di PPP troverà il suo momento conclusivo martedì 3 marzo alle ore 17.30 al Teatro del Giglio Giacomo Puccini\, con una tavola rotonda pensata come occasione di riflessione e bilancio del percorso svolto. All’incontro prenderanno parte Giovanna Bellora\, presidente dell’Associazione Amici di Enrico Pea\, Roberta Capelli (Università di Trento) e Francesca Tuscano (studiosa e critica letteraria); a coordinare e moderare il dibattito sarà lo storico Luciano Luciani\, accompagnando il confronto tra i relatori e il pubblico in una sintesi critica delle questioni emerse. \n\n\n\nGli appuntamenti in programma tra gennaio e marzo 2026 si inseriscono in un percorso già avviato nel novembre 2025 con le proiezioni dei film Il Vangelo secondo Matteo (1964) di Pier Paolo Pasolini e de Il Volto Santo (1948) di Andrea Forzano\, film girato a Lucca e dedicato alla tradizione della Santa Croce e alla venerata effigie del Volto Santo. \n\n\n\nInformazioni dettagliate su tutto il programma sono consultabili su www.peapoundpasolini.it \n\n\n\nTutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e gratuito.  \n\n\n\nI biglietti per Franciscus sono in vendita alla biglietteria del teatro (tel. 0583.465320 dal mercoledì al sabato con orario 10.30-13 e 15.30-18 e online su TicketOne.it).
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LOCATION:Teatro del Giglio\, Piazza del Giglio\, 13/15\, Lucca\, 55100\, Italia
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SUMMARY:"L’Orsetto Gioele" al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Arriva da Riccione il prossimo spettacolo della rassegna Infanzie in gioco 2025-2026 a Centrale Preneste Teatro in Via Alberto da Giussano\, 58 a Roma (zona Pigneto/Malatesta): appuntamento domenica 25 gennaio alle 16.30 con L’Orsetto Gioele di Fratelli di Taglia. Teatro d’attore con pupazzi e videoproiezioni\, lo spettacolo è di Daniele Dainelli e Giovanni Ferma\, con Giovanni Ferma e la regia di Daniele Dainelli. \n\n\n\nNel cuore di una tranquilla vita cittadina\, il signor Gioacchino decide di intraprendere un viaggio verso la casina nel bosco che gli ha lasciato il misteriosamente scomparso nonno Bruno. La sua ricerca di serenità prende una piega inaspettata: la vecchia baita del Nonno è diventata una magica cascina super tecnologica abitata da Gioele\, un orsetto affabile che ha un legame speciale con altri orsi e creature di ogni angolo del mondo: l’orso Marco Polo dal polo nord\, dalla Cina Wanda la Panda\, dal parco nazionale degli Abruzzi il fratello Orso Gabri\, dalla Colombia l’orsetta Ornata e due simpatiche apine ovvero l’ape Pepa e l’ape Pupa. Questa casina è infatti in realtà il centro di una straordinaria ‘Cellula Ecologista’. \n\n\n\nLo spettacolo vuole sensibilizzare su questioni ecologiche di vitale importanza che affliggono il nostro pianeta\, come il riscaldamento globale e l’inquinamento. Lo fa attraverso una narrazione ironica\, arricchita da una drammaturgia spesso in rima e con giochi divertenti. Ma soprattutto\, adotta un approccio basato sulla multimedialità\, con interazioni tra personaggi reali\, pupazzi e video-call in diretta con altri animali che aiutano Gioele nell’impresa. Accompagnato da musiche originali\, canzoni e filastrocche\, lo spettacolo punta a penetrare nelle menti e nei cuori dei giovani spettatori per farli riflettere sulla situazione ecologica del nostro pianeta. Un’occasione unica per esplorare il mondo ecologico in modo creativo e coinvolgente\, offrendo al giovanissimo pubblico un’esperienza indimenticabile e un messaggio importante da portare con sé. Adatto dai 3 agli 8 anni. Il costo del biglietto è di 7 euro. Acquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti.
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SUMMARY:"SINATRA THE MAN AND HIS MUSIC" al Teatro Ciak
DESCRIPTION:Un appuntamento da non perdere al Teatro Ciak di Roma. Domenica 25 gennaio alle ore 17.30 Gianluca Guidi sarà protagonista sul palco di Via Cassia con SINATRA THE MAN AND HIS MUSIC\, un racconto in prosa e musica da lui diretto e interpretato\, affiancato da un trio di eccezionali musicisti Stefano Sabatini al pianoforte\,\, Dario Rosciglione al contrabbasso\, Marco Rovinelli alla batteria. \n\n\n\nFrancis Albert Sinatra\, più comunemente noto come “Frank”\, nacque a Hoboken (New Jersey) il 12 dicembre 1915. Una vita\, la sua\, tra le più longeve della storia musicale mondiale\, che ha accompagnato\, con la sua VOCE\, almeno quattro generazioni. \n\n\n\nL’uomo Sinatra\, controverso per molti motivi\, capace di incantare sul palcoscenico milioni di persone in tutto il mondo. Autori come Cole Porter\, George Gershwin\, Richard Rodgers\, Sammy Cahn che hanno contribuito a scrivere la storia della canzone Americana\, sono destinati all’immortalità grazie anche alla prodigiosa carriera di Sinatra\, che è stato e rimarrà la più straordinaria voce pop che il mondo abbia ascoltato. \n\n\n\nBing Corsby ebbe a dire ”… di voci come quelle di Sinatra ne nasce una ogni secolo … purtroppo io sono capitato nello stesso secolo suo…”. \n\n\n\nÈ quindi doveroso\, a più di un secolo dalla sua scomparsa\, celebrarlo in Italia\, per mano\, o meglio “per voce” di chi ne è rimasto incantato fin da bambino\, complici anche i numerosi dischi ben in vista nello studio della casa in cui viveva da piccolo. \n\n\n\nCon uno spettacolo della durata di 90 minuti\, accompagnato da un trio di famosi jazzisti\, GIANLUCA GUIDI\, percorre un vero e proprio viaggio/tributo in onore del grande artista Americano\, incantando il pubblico\, lui che negli ultimi anni ha conquistato spettatori di ogni età\, registrando il tutto esaurito nei teatri italiani\, con la sua interpretazione di Don Silvestro nel celeberrimo musical Aggiungi un posto a tavola di Garinei e Giovannini. \n\n\n\nIn questo racconto in prosa e musica non mancheranno aneddoti sulla vita di Frank\, dai rapporti con la famiglia Kennedy alle tormentate relazioni amorose\, curiosità e l’immancabile (in questo caso un cameo) presenza “virtuale” nei racconti\, del papà di Gianluca\, Johnny Dorelli\, che dopo aver vissuto per più di un decennio a New York negli anni d’oro del dopoguerra\, incide tornato in Italia numerosi brani del nostro beniamino tradotti in lingua italiana. \n\n\n\nUna celebrazione ad un Mito dovuta. Per chi ha conosciuto l’epoca e quel mondo e per le più giovani generazioni che ancora non hanno avuto modo di incontrare \n\n\n\nMR FRANCIS “FRANK” ALBERT SINATRA \n\n\n\nTEATRO CIAK \n\n\n\nVia Cassia\, 692 – 00189 Roma \n\n\n\nwww.teatrociakroma.it \n\n\n\ninfo@teatrociakroma.it \n\n\n\nPer info e prenotazioni 06.33249268 \n\n\n\nOrario spettacoli \n\n\n\nDomenica ore 17.30 \n\n\n\nPrezzo biglietti: \n\n\n\nIntero € 28\,00 \n\n\n\nRidotto € 25\,00 (under 25\, over 65\, gruppi 10+)
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SUMMARY:“Suspire ‘e vase\, Museca ‘e passione” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:A 50 anni dalla scomparsa di Vittorio De Sica\, il Teatro Comunale Veroli è lieto di ospitare una compagnia che con il suo spettacolo “Suspire ‘e vase\, Museca ‘e passione” vuole non solo omaggiare il Maestro del Neorealismo\, ma anche indagare il suo percorso.  \n\n\n\nIl fine dicitore che divenne attor giovane\, celebrità del cinema anni ’30 e famoso interprete di tante canzoni; il divo che poi\, passato dall’altra parte della macchina da presa\, alla regia\, ha raccontato tante storie di umanità\, ha portato sullo schermo con semplicità e delicatezza la vita vera della gente vera. Questo spettacolo fatto di recitazione e musica\, nell’arco di un’ora e poco più\, racconterà non solo alcuni momenti fondamentali nella carriera di De Sica\, ma farà conoscere meglio al pubblico il mondo attorno a questo straordinario personaggio: l’arte del suo tempo\, le opere letterarie che l’hanno influenzato\, l’amore per Napoli\, la canzone d’epoca\, le macchiette\, i versi di Salvatore Di Giacomo\, la Ciociara di Moravia\, l’oro di Napoli di Marotta e Totò il buono di Cesare Zavattini.  \n\n\n\nL’interpretazione di Luca Mascolo e Ida Maurano\, e le musiche d’epoca suonate magistralmente dai Maestri Valentina Di Silvestro alla chitarra classica e Donato Cedrone al violoncello\, vi accompagneranno in questo viaggio attraverso le esperienze e i momenti artistici che De Sica ha vissuto nel corso della sua carriera. \n\n\n\nVi aspettiamo per godere di questo straordinario tributo domenica 25 gennaio alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30.  \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00  \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:"La morte ovvero il pranzo della domenica" allo Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Compagnia Diaghilev – Dammacco|Balivo presenta La morte ovvero il pranzo della domenica\, in scena il 25 gennaio 2026 allo Spazio Rossellini di Roma nell’ambito di “Spazio Solo”. Serena Balivo interpreta una donna che ogni domenica va a pranzo dai genitori ultranovantenni\, veri protagonisti silenziosi di un rito familiare universale. Mariano Dammacco costruisce uno spazio scenico essenziale\, dove parole\, gesti\, luci e oggetti trasformano la quotidianità in poesia. La morte\, affrontata con ironia sottile e raffinata dissacrazione\, emerge tra leggerezza e profondità\, rivelando la potenza dei legami familiari e la bellezza nascosta nell’ultima separazione dagli affetti più cari. \n\n\n\nUno spettacolo lieve e toccante intorno al più grande tabù della nostra cultura. Serena Balivo e Mariano Dammacco\, binomio artistico noto per sapersi muovere con grande perizia e passo leggero tra poesia e narrazione\, aprono uno squarcio di luce sulla morte con La morte ovvero il pranzo della domenica. \n\n\n\nIn scena Serena Balivo\, già Premio Ubu come migliore attrice under35 e Premio Ivo Chiesa\, dà corpo e voce a una donna non più giovane che ogni domenica va a pranzo dai suoi genitori ultranovantenni\, forse i veri protagonisti del delicato e umoristico testo di Mariano Dammacco\, già Premio Ubu come migliore novità drammaturgica per Spezzato è il cuore della bellezza. \n\n\n\nSebbene in buona salute fisica e mentale\, i due genitori sono ben consapevoli che presto dovranno affrontare la morte\, il nulla forse o magari un’altra vita\, e così non parlano d’altro\, arrivando pian piano a incarnare tutte le madri\, tutti i padri e tutti noi dinanzi all’ignoto.  \n\n\n\nLo spettacolo ci conduce dentro un rito che appartiene a molti\, il pranzo della domenica\, nella sua forma ultima\, con una coppia di anziani e la loro figlia in attesa di separarsi\, di doversi salutare. La morte ovvero il pranzo della domenica appare come un invito a partecipare a un congedo appassionato e divertito che prova a restituirci la bellezza della vita stessa all’interno dell’esperienza dell’ultima separazione dalle persone amate\, e all’interno della potenza nascosta e piena di pudori dell’amore in famiglia\, l’amore tra vecchi sposi\, l’amore tra genitori e figli.  \n\n\n\nDammacco/Balivo. \n\n\n\nMariano Dammacco\, autore\, regista e pedagogo teatrale\, e Serena Balivo\, attrice\, portano avanti il loro lavoro perseguendo un’idea di teatro d’arte e d’autore e\, al tempo stesso popolare\, accessibile a tutti per contenuti e linguaggi. La loro ricerca contenutistica e formale è incentrata sul lavoro dell’attore e sulla composizione di drammaturgie originali.  \n\n\n\nI due hanno creato insieme otto spettacoli: L’ultima notte di Antonio (2012)\, L’inferno e la fanciulla (2014)\, Esilio (2016)\, La buona educazione (2018)\, Spezzato è il cuore della bellezza (2020)\, Danzando con il mostro (2022)\,La morte ovvero il pranzo della domenica (2024)\, Arlecchino nel futuro (2024). \n\n\n\nIl loro lavoro artistico ha ricevuto numerosi riconoscimenti: Esilio è vincitore di Last Seen 2016 (spettacolo dell’anno su Krapp’s Last Post)\, è vincitore del Premio Museo Cervi\, è finalista al Premio Rete Critica 2016\, è finalista alPremio Cassino OFF 2017\, è Selezione Premio In Box blu 2017; L’inferno e la fanciulla è finalista al Premio In box blu 2016.  \n\n\n\nSerena Balivo è vincitrice del Premio Ubu 2017 come miglior attrice under 35\, del Premio internazionale Ivo Chiesa 2021 e del Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2011. \n\n\n\nMariano Dammacco è vincitore del Premio Ubu 2020-2021 nella categoria Nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica per Spezzato è il cuore della bellezza\, e nella stessa categoria è finalista al Premio Ubu 2024 per La morte ovvero il pranzo della domenica; è vincitore di Italian And American Playwrights Project 2020/22 per La buona educazione\, del Premio nazionale di drammaturgia Il centro del discorso 2010 per L’ultima notte di Antonioe\, precedentemente al percorso con Balivo\, è vincitore del Premio ETI/Scenario 1993 per Sonia la Rossa e del Premio ETI/Vetrine 1996 per Amleto e la Statale 16.  \n\n\n\nI testi degli spettacoli di Dammacco/Balivo sono stati pubblicati in “Danzando con l’umano. Cinque drammaturgie di Mariano Dammacco”\, un libro a cura di Sergio Lo Gatto e Debora Pietrobono\, edito nella collana Linea di Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Nazionale per i caratteri di Luca Sossella Editore. Il libro raccoglie le drammaturgie di Dammacco composte negli anni di collaborazione con Balivo\, accompagnate da quattro apparati critici curati da Gerardo Guccini\, studioso di teatro e già docente di Drammaturgia presso l’Università di Bologna. \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nhttps://www.ticketone.it/event/la-morte-ovvero-il-pranzo-della-domenica-spazio-rossellini-21024175/
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LOCATION:Spazio Rossellini\, Via della Vasca Navale 58\, Roma\, 00146\, Italia
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SUMMARY:"Anime in Affitto" al Teatro Risorgimento di Larino
DESCRIPTION:Una cast d’eccezione che promette emozioni\, riflessioni e tanto divertimento.  A Larino un appuntamento imperdibile: domenica 25 gennaio alle ore 18\,00   sul palco del suggestivo Teatro Risorgimento\, Eva Grimaldi e Claudio Insegno porteranno in scena “Anime in Affitto”\, una commedia brillante che indaga con profondità e ironia le seconde possibilità della vita\, il destino e l’amore.  \n\n\n\nScritta da Claudio Insegno e Step Minotti\, con la regia dello stesso Insegno\, “Anime in Affitto” è una pièce vivace e toccante che segue le vicende di Alberto e Bea\, una coppia che\, dopo essere finita in coma\, si ritrova sorprendentemente.…….in Paradiso. Qui\, davanti a Dio\, sono costretti a confrontarsi con i propri errori e le scelte compiute. Ma il destino offre loro una seconda possibilità: si reincarnano\, perdendo la memoria del passato\, per rinascere come Beppe e Rita. Il loro nuovo cammino li riunirà ancora una volta\, portandoli a vivere –  tra ironia\, scontri e tenerezze – un percorso alla scoperta del vero significato dell’amore e della crescita personale.  \n\n\n\nA rendere ancora più coinvolgente l’esperienza teatrale\, le musiche originali sono di Jacopo Fiastri\, la Canzone “L’Amore Che Serve” è scritta e cantata da Bungaro e  le voci straordinarie di Franco Mannella e Monica Ward\, arricchiscono lo spettacolo con intensità e autenticità. \n\n\n\nProdotto da MAXIMO EVENT di Nicolò Innocenzi\, Anime in Affitto si preannuncia come uno dei titoli più attesi della stagione teatrale 2026\, segnando un debutto capace di coniugare qualità artistica\, profondità tematica e forte appeal popolare. \n\n\n\nDopo  la tappa larinese\, lo spettacolo sarà in scena dal 4 all’8 febbraio 2026 all’Off/Off Theatre di Roma; il 13 febbraio 2026 farà tappa al Teatro Italia di Borgaro Torinese; per poi proseguire con la sua tournée in tutta Italia.
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SUMMARY:"You have to be deaf to understand" al Fertili Terreni Teatro
DESCRIPTION:Per la stagione IPERSPAZI del cartellone condiviso di Fertili Terreni Teatro\, domenica 25 gennaio\, andrà in scena in prima regionale a Bellarte – sala piccola lo spettacolo You have to be deaf to understand\, produzione Fattoria Vittadini diretta da Diana Anselmo. con Diana Anselmo\, Daniel Bongioanni\, DMK – sguardo esterno Juli Klintberg e Ramesh Meyyappan – produzione Fattoria Vittadini con il sostegno di Fondazione Rana – Spettacolo in visual sign e conclusione in LIS con traduzione vocale integrata \n\n\n\nDa sempre attenta e sensibile al rapporto tra scena e comunità sorda\, anche quest’anno la programmazione di Fertili Terreni Teatro dedica al tema un appuntamento specifico ospitando il collettivo Fattoria Vittadini con You have to be deaf to understand\, pièce direttamente ispirata all’omonima poesia scritta negli anni ’70 da Willard J. Madsen\, professore sordo di letteratura inglese alla Gallaudet University\, in cui è descritta in prima persona l’esperienza in società del corpo sordo e della lingua dei segni. \n\n\n\nSe è vero che la lirica è stata tradotta in molte lingue tra cui l’italiano scritto\, altrettanto è da considerare che la sua riscrittura\, ad opera di un traduttore udente\, contiene inevitabilmente tracce di linguicismo\, fonocentrismo e appropriazione: con la performance in programma\, si intende fare un passo indietro e ricollocare lo scritto nella sua corretta posizione restituendole una traduzione sorda ed appropriata. Per far ciò\, i performer utilizzano una traslazione scenica che utilizza una forma poetica propria della lingua dei segni (Visual Sign)\, in grado di essere compresa anche da chi non è segnante. \n\n\n\nDa queste premesse prenderà forma in scena una minuziosa partitura fisica dalle forti figurazioni\, necessariamente arricchita del potere immaginifico del Visual Sign\, con cui riprodurre in concreto cosa significasse per Madsen vivere ogni giorno la sua condizione di sordo: alla performance si accompagna un’indagine sul dibattuto tema della traduzione\, palesando al pubblico come spesso quello che sembra un atto innocuo possa in realtà accompagnarsi\, in maniera del tutto inconsapevole\, ad episodi di linguismo\, fonocentrismo e appropriazione culturale. \n\n\n\nBiglietti: Per il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato on line\, 15 euro in cassa la sera dell’evento. \n\n\n\nPer il biglietto ridotto (studenti universitari\, studenti IAAD\, under 30\, over 65\, residenti Circoscrizione IV e Circoscrizione VII\, Aiace\, Abbonamento Musei Piemonte Valle D’Aosta\, abbonati stagioni Piemonte dal Vivo) il costo è di 11 euro se acquistato on line\, 13 euro in cassa la sera dell’evento.  \n\n\n\nE’ disponibile la formula del ridotto riservato agli abbonati GTT – Gruppo Torinese Trasporti a 7\,5 euro per gli acquisti online: si ricordano i pacchetti di abbonamenti a 3 spettacoli per 30 euro ed a 5 spettacoli per 40 euro\, se acquistati in modalità online. \n\n\n\nResta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay\, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35\, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani. \n\n\n\nI biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com.  \n\n\n\nLa stagione 2025 2026 di Fertili Terreni Teatro\, è realizzata e promossa da A.M.A. Factory\, Cubo Teatro e Tedacà\, con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo (maggior sostenitore)\, e \n\n\n\nalcuni spettacoli programmati in collaborazione Fondazione Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto Corto Circuito. \n\n\n\nEnti sostenitori sono anche: MIC\, Regione Piemonte e Città di Torino.La programmazione beneficia del patrocinio della Città di Torino\, della Circoscrizione 4 e della Circoscrizione 7.
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LOCATION:Fertili Terreni Teatro\, Via Pallavicino 35\, Torino\, ITA\, 10153\, Italy
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SUMMARY:Giovanni Scasciamacchia "Patto Armonico” all'Alexanderplatz
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, domenica 25 gennaio\, Giovanni Scasciamacchia “Patto Armonico” con Perico Sambeat\, sax\, Dado Moroni\, pianoforte\, Tommaso Scannapieco\, contrabbasso e special guest Fabrizio Bosso\, tromba. Giovanni Scasciamacchia\, maestro indiscusso delle arti percussive e richiestissimo drummer italiano\, presenta per Abeat Records\, un nuovo lavoro\, un concept album\, dove ciascun brano si ispira al mondo del design\, raccogliendo una suggestione dall’amico produttore Paolo Insalata. La connessione tra jazz e design\, richiamata nel titolo Patto Armonico\, ha origini remote e si manifestò nell’America degli anni Venti e Trenta\, quando l’estetica dell’Art Déco e la sua associazione con il lusso e il glamour si fondevano perfettamente con il dilagare dell’onda del Jazz\, tanto da far coincidere alla definizione Art Déco\, quella di Jazz Style. Per sostenere questo immaginifico progetto il cast si avvale di alcuni pesi massimi della scena mondiale contemporanea: il sassofonista Perico Sambeat\, il nostro portacolori del pianoforte jazz Dado Moroni ed il richiestissimo Tommaso Scannapieco al contrabbasso. Un disco italiano che celebra l’arte dello swing targato ventunesimo secolo\, moderno stilisticamente ma dalle solide radici nella cultura tradizionale afroamericana\, ed una originale impostazione creativa. Al quartetto si aggiungerà il grandissimo Fabrizio Bosso che colorerà magnificamente alcune delle composizioni del batterista oltre a standard jazz della tradizione americana. \n\n\n\nNon solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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LOCATION:Alexanderplatz Jazz Club\, Via Ostia\, 9\, Roma\, 00192\, Italia
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SUMMARY:"Lo Spazio in Versi" tra Teatro India e Teatro Torlonia
DESCRIPTION:La poesia e la musica tornano a incontrarsi nella seconda edizione de Lo Spazio in Versi\, un ciclo di cinque appuntamenti dove la potenza della parola incontra l’anima della canzone d’autore\, muovendosi tra la scena del Teatro India e del Teatro Torlonia. \n\n\n\nIl cammino tra versi e armonie – ideato da Oscar Pizzo e curato da Andrea Satta e Maria Grazia Calandrone con gli interventi di Andrea Cortellessa – invita a riflettere sul nostro tempo e sul nostro mondo attraverso le voci di poeti e cantautori\, che si alterneranno sulla scena in cinque incontri dal 25 gennaio al 29 aprile. Un ponte che unisce il vigore evocativo della parola alla forza espressiva della musica\, per esplorare temi universali come l’amore\, la solitudine\, la delusione\, la rabbia\, l’infinito e la visceralità. \n\n\n\nUn dialogo tra mondi affini e distanti\, tra parole recitate e parole cantate\, alla ricerca di punti di contatto\, differenze\, risonanze\, che trasforma il palco in uno spazio di coscienza collettiva dove la pagina scritta dei poeti si fonde con la voce dei cantautori\, per riscoprirla come canto vivo e con la forza della verità teatrale. «È tutto molto semplice – spiegano i curatori – amori\, delusioni\, rinascite e lampi si incontrano su queste tavole. Lo abbiamo imparato lo scorso anno: da certe serate si esce diversi. È un’ora agile in cui i versi e le armonie tradiscono i perimetri e le geometrie del quotidiano». \n\n\n\nOgni appuntamento sarà un’occasione per ascoltare voci diverse\, tra nuovi talenti e maestri\, spaziando dalla poesia più intima alle canzoni più coinvolgenti\, per dare vita a un dialogo profondo tra artisti e pubblico. Ciascuno dei cinque eventi si presenta\, infatti\, come un’esperienza unica di incontro tra un poeta e un cantautore\, con incursioni di specialisti ed esperti lettori di versi come Andrea Cortellessa e con le incursioni al pianoforte di Angelo Pelini\, mentre gli artisti saranno accolti da Maria GraziaCalandrone e Andrea Satta\, che guideranno il pubblico in un viaggio alla scoperta delle opere e degli autori. \n\n\n\nLo Spazio in Versi si apre il 25 gennaio al Teatro India (ore 21) con la poetessa Maria Grazia Calandrone accompagnata dalle note della celebre cantautrice Nada\, una serata che promette di esplorare le radici profonde dell’emozione umana. Il percorso prosegue poi nella cornice intima del Teatro Torlonia il 4 febbraio (ore 20)\, dove la parola misurata di Nicola Bultrini dialogherà con la cifra autoriale del musicista Giulio Casale. La primavera porterà nuove rifrazioni sempre al Teatro Torlonia: il 18 marzo (ore 20) con protagonisti il poeta Claudio Damiani e la cantautrice Diana Tejera\, pronti a intrecciare contemplazioni e melodie in un gioco di specchi tra metrica e note; il 22 aprile (ore 20) lo spazio si aprirà alla modernità di Giuliano Logos\, la cui poetica incontrerà il mondo musicale di Carmine Torchia; per concludere il 6 maggio (ore 20) con un appuntamento di altissimo profilo che vedrà protagoniste la poetessa Antonella Anedda e la cantautrice Giulia Mei. \n\n\n\nInfo e orari:Teatro India – domenica 25 gennaio 2026 – ore 21.00 \n\n\n\nTeatro Torlonia – i mercoledì 4 febbraio – 18 marzo – 22 aprile – 29 aprile 2026 ore 20.00 \n\n\n\nBiglietti e card: \n\n\n\nbiglietti intero 8€ – TdR Card In Versi: € 25 x 5 appuntamenti
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SUMMARY:Palcoscenico Danza Mostri al Teatro Astra di Torino
DESCRIPTION:Dal 25 gennaio al 29 aprile 2026\, Palcoscenico Danza esplora l’ibridazione tra umano\, natura e mito con grandi ospiti internazionali e solidi riferimenti nel mondo della danza nazionale. Sempre di più la rassegna si inserisce come parte integrante dell’articolato cartellone di prosa della Fondazione TPE diretta da Andrea De Rosa\, ideatore della linea concettuale che accompagna il triennio in corso dedicato al tema dell’identità e al modo in cui le persone si trasformano nel corso della loro esistenza. \n\n\n\nPer questo motivo\, a partire da quest’anno\, la rassegna Palcoscenico Danza avrà lo stesso titolo della stagione teatrale. MOSTRI proporrà infatti un viaggio coreografico tra figure deformate\, divinità mitologiche\, creature ibride e icone sacre della cultura mondiale. \n\n\n\n«Una stagione variegata e sorprendente — dichiara il direttore Paolo Mohovich — ricca di creature mostruose: dai vulcani Fuji ed Etna alle divinità taiwanesi\, dall’uomo-cervo cibernetico al mostro sacro Maria Callas. Figure che attraverso la danza indagano la natura\, il sacro e l’umano in modi inediti e perturbanti». \n\n\n\nIL PROGRAMMA DELLA RASSEGNA \n\n\n\nL’apertura: Tra Etna e Fuji (25 gennaio) L’inaugurazione è affidata a Roberto Zappalà con Brother to Brother – dall’Etna al Fuji. Uno spettacolo potente che mette in dialogo la Sicilia e il Giappone attraverso il ritmo ancestrale dei tamburi Taiko (eseguiti dai Munedaiko) e la forza vulcanica di nove danzatori. \n\n\n\nL’omaggio alla “Divina”: Callas (5 febbraio) Nel centenario della nascita di Maria Callas\, la COB Compagnia Opus Ballet presenta Callas\, Callas\, Callas. Tre coreografi d’eccezione — Adriano Bolognino\, Carlo Massari e Roberto Tedesco — reinterpretano il mito della Callas attraverso tre sguardi contemporanei e astratti. \n\n\n\nMiti Internazionali e Taiwan (28 febbraio – 1 marzo) L’eccellenza internazionale arriva con la Hung Dance di Taiwan in Glanced Crack. Il coreografo Lai Hung Chung esplora la resilienza attraverso il mito di Nuwa. Giovanni Insaudo indaga con Mitici il rapporto cupo e alieno tra umani e dèi. \n\n\n\nBiografie Sceniche e Ibridazioni (24 marzo – 29 aprile) La stagione prosegue con Emanuela Tagliavia e il suo Shortcut\, una costellazione di frammenti d’arte che spaziano da Burri a Dalí.  \n\n\n\nIl 31 marzo e il 1° aprile\, Elías Aguirre porta in scena Aurunca\, una riflessione sulla morte e sui “non-luoghi”\, trasformando il corpo in un ecosistema tra insetti e visioni urbane. \n\n\n\nLa chiusura è affidata ai giovani talenti di Eko Dance Project con Made4you.x (23-24 aprile) che festeggia dieci anni con una creazione di Nacho Duato – Liberté\, estratto da Rassemblement\, creazione del 1990 realizzata per il Cullberg Ballet – oltre alle nuove opere di Paolo Mohovich\, Salvatore De Simone e Giovanni Insaudo; al trio guidato da Cristiana Casadio con Of Restless Nature (28-29 aprile)\, ispirato alle affascinanti “donne-insetto” della scultrice Germaine Richier e alle Architetture di spazi minimi del Collettivo Lattea in collaborazione con Interplay Link. \n\n\n\nFORMAZIONE: MASTERCLASS CON ELÍAS AGUIRRE \n\n\n\nIl 1° aprile\, presso la sede di Eko Dance Project\, l’artista multidisciplinare Elías Aguirre terrà una masterclass aperta a danzatori e curiosi\, focalizzata sulla “natura invisibile” e sul movimento degli insetti\, integrando danza urbana e teatro gestual
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SUMMARY:VII edizione del Premio Cendic alla Sala Squarzina
DESCRIPTION:Teatro di Roma ospita il 27 gennaio (ore 16) in Sala Squarzina la VII edizione del Premio Cendic 2025\, ideato dal Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea – Cendic\, e quest’anno dedicato ad Angelo Longoni\, autore\, sceneggiatore e regista\, grande protagonista della scena italiana degli ultimi quarant’anni e co-fondatore del CENDIC. \n\n\n\nNel corso della cerimonia verranno presentati i sei finalisti della settima edizione del Premio\, mentre i brani delle opere finaliste verranno letti dagli attori Gino Auriuso\, Caterina Gramaglia\, Giuseppe Manfridi\, Liliana Paganini. Le letture sono a cura di Donatella Brocco. Seguirà lo spoglio dei voti della giuria tecnica\, che decreterà̀ “in diretta” l’opera vincitrice. \n\n\n\nIl Premio è realizzato in collaborazione con Teatro di Roma\, MANIA TEATRO e la Federazione AUT-Autori\, con il contributo del Ministero della Cultura Direzione Generale Biblioteche – Fondo Videogrammi\, del NUOVO IMAIE e della casa editrice LA MONGOLFIERA\, e con il patrocinio di DRAMMA.IT\, UNA – Unione Nazionale Autori e UTR -Unione Teatri di Roma. \n\n\n\nGli autori finalisti\, che si contenderanno il Premio di Drammaturgia CENDIC sono: Michele Demaria\, Christian Gallucci\, Elisabetta Mauti\, Maria Carmela Mugnano\, Fabio Pisano\, Paolo Sartori. \n\n\n\nInterverranno alla cerimonia di premiazione: Francesco Siciliano\, Presidente del Teatro di Roma; Andrea Miccichè – Presidente NUOVO IMAIE; Alessandro Trigona – Presidente AUT-Autori; Felice Della Corte\,Direttore Teatro Marconi; Giorgio Coco – Notaio. Coordina Maria Letizia Compatangelo – Presidente CENDIC. \n\n\n\nIl Premio è nato con l’intento di favorire la promozione e la diffusione della scrittura teatrale e della lingua nazionale. Essendo un premio nato in seno ad un’associazione di drammaturghi\, intende assicurare agli autori partecipanti tre cose essenziali: un giudizio qualificato\, dato da 24 colleghi drammaturghi soci CENDIC e da una prestigiosa giuria tecnica (composta da: Pietro Bontempo\, attore e regista; Alessandro Chiti\, scenografo; Tania Corsaro\, produttrice teatrale; Felice Della Corte\, attore e regista\, Direttore Teatro Marconi; Eleonora Ivone\, attrice e regista; Domenico Pantano\, produttore teatrale e attore; Marina Tagliaferri\, attrice; Viviana Toniolo\, attrice\, Direttrice Artistica del Teatro Vittoria di Roma; Orazio Torrisi\, produttore teatrale; Pamela Villoresi\, attrice)\, premi concreti e attenzione\, studio critico e pubblicità̀ per le opere finaliste. \n\n\n\nIl Premio Cendic\, gratuito e aperto a tutti gli autori\, consiste nella produzione dell’opera vincitrice\, a cura di Mania Teatro\, e nella messa in scena della stessa presso il Teatro Marconi di Roma. Il testo vincitore sarà̀\, inoltre\, pubblicato dalla casa editrice “La Mongolfiera”.
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LOCATION:Teatro Argentina\, Largo di Torre Argentina\, 52\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY: "La stanza di Julio Cortázar" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Dal 27 al 28 gennaio 2026\, al TeatroBasilica\, va in scena La stanza di Julio Cortázar\, progetto del Gruppo della Creta concepito come esperienza immersiva a turni (dalle 18.00 alle 23.00\, ogni trenta minuti per sei spettatori). Lo spettacolo nasce da un’idea di Alessandro Di Murro\, con drammaturgia di Tommaso Emiliani\, e prende forma nell’interpretazione di Jacopo Cinque e Bruna Sdao\, con disegno luci di Matteo Ziglio e costumi di Giulia Barcaroli. Tra rigore concettuale e dispositivo ludico\, l’opera si ispira all’immaginario e alla lezione di Rayuela di Julio Cortázar\, assumendone la struttura aperta e interrogativa: un teatro che non si limita a raccontare\, ma chiama lo spettatore a scegliere\, a dubitare\, a esporsi. La produzione è firmata Gruppo della Creta\, con consulenza scientifica di Joel Bardo. \n\n\n\nRayuela\, il “gioco della campana” in spagnolo\, è il capolavoro letterario di Julio Cortázar che rompe gli schemi tradizionali della narrazione: si può leggere in ordine lineare\, a salti o in modo arbitrario. Il risultato è sorprendente: è il lettore a determinare il senso del racconto.  \n\n\n\nNe La stanza di Julio Cortázar gruppi di sei spettatori dovranno porre delle domande e smascherare un’intelligenza artificiale che si finge umana. Per questo dentro La Stanza non c’è la classica storia\, dentro La Stanza si gioca. Un rompicapo sull’identità che indaga il rapporto tra uomo e macchina. \n\n\n\nInoltre\, mentre si aspetta il proprio turno di ingresso\, è possibile fare varie attività: guardare i video-diari che Jacopo Cinque ha registrato mentre allenava JackBot\, (il programma di intelligenza artificiale che il pubblico sarà chiamato ad interrogare per svelarne la vera natura)\, giocare a campana su dei tabelloni disegnati per terra; godersi un calice di vino e ascoltare la playlist a tema Rayuela. \n\n\n\nLo spettacolo – dopo lo studio della scorsa stagione – debutta in prima nazionale dal 27 al 28 gennaio al TeatroBasilica \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo \n\n\n\nemail: info@teatrobasilica.com \n\n\n\ntelefono: +39 392 9768519Orario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30
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LOCATION:Teatro Basilica\, Piazza di Porta San Giovanni\, 10\, Roma\, 00185\, Italia
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SUMMARY:"Destinatario sconosciuto" al Teatro Giuditta Pasta
DESCRIPTION:Al Teatro Giuditta Pasta di Saronno Destinatario sconosciuto\, uno spettacolo che parla con urgenza al presente Con Gianluca Gambino e Valter Schiavone – regia di Fabio Marchisio \n\n\n\nMartedì 27 gennaio 2026\, Giorno della Memoria\, il Teatro Giuditta Pasta di Saronno presenta Destinatario sconosciuto\, spettacolo tratto dal romanzo epistolare di Katherine Kressmann Taylor\, interpretato da Gianluca Gambino e Valter Schiavone\, per la regia di Fabio Marchisio.La produzione è firmata Accademia dei Folli. \n\n\n\nAlle ore 20.00\, prima dell’inizio dello spettacolo\, il pubblico è invitato all’incontro “Oltre il Sipario”\, momento di dialogo e approfondimento che accompagna gli spettatori dentro i temi dell’opera\, offrendo chiavi di lettura storiche e contemporanee prima dell’ingresso in sala. Lo spettacolo avrà inizio alle ore 20.45. \n\n\n\nScritto nel 1938\, quando l’Europa era già attraversata da propaganda\, leggi razziali e persecuzioni\, Destinatario sconosciuto racconta non l’orrore compiuto\, ma ciò che lo rende possibile. Attraverso lo scambio di lettere tra Max Eisenstein\, ebreo americano\, e Martin Schulse\, tedesco rientrato in patria\, il testo mette a fuoco il momento in cui l’odio non è ancora violenza\, ma parola\, silenzio\, assuefazione. \n\n\n\nAmici fraterni e soci in affari\, Max e Martin continuano a scriversi dopo la separazione. Ma con l’ascesa di Hitler al potere nel 1933\, qualcosa cambia: nelle lettere di Martin si insinua progressivamente l’ideologia nazista\, mentre Max assiste con sgomento alla trasformazione dell’amico. Non ci sono svolte improvvise\, ma un lento slittamento morale\, fatto di giustificazioni\, di distanza emotiva\, di responsabilità negate. \n\n\n\nIl punto di non ritorno arriva quando Max affida a Martin la sorte della sorella Griselle\, attrice austriaca ed ex amante di Martin\, decisa a recitare a Berlino nonostante i pericoli. La mancata scelta\, l’indifferenza\, il rifiuto di intervenire producono un esito tragico e un simbolico rovesciamento finale\, di straordinaria potenza teatrale. \n\n\n\nIn uno scenario internazionale segnato oggi da conflitti\, crisi umanitarie\, polarizzazioni politiche e dal ritorno di linguaggi d’odio\, Destinatario sconosciuto risuona con inquietante attualità. La storia di Max e Martin diventa una lente attraverso cui leggere il presente\, ricordando come le grandi tragedie collettive nascano spesso da piccoli cedimenti morali\, accettati come inevitabili. \n\n\n\nLo spettacolo non si limita a commemorare\, ma invita a interrogarsi sul valore della responsabilità individuale\, sul peso delle parole e sul ruolo di ciascuno di fronte ai segni della disumanizzazione. Un teatro civile che non offre risposte consolatorie\, ma pone domande necessarie. \n\n\n\nIgnorato per decenni dopo la sua pubblicazione\, Destinatario sconosciuto è stato riscoperto nel 1999\, diventando un caso editoriale internazionale per la sua lucidità e per la capacità di raccontare l’origine dell’odio senza mai nominarlo direttamente. \n\n\n\nCREDITIMARTEDÌ 27 GENNAIO 2026Ore 20.00 – Oltre il SiparioOre 20.45 – SpettacoloDESTINATARIO SCONOSCIUTOdi Katherine Kressmann Taylorregia Fabio Marchisiocon Gianluca Gambino e Valter Schiavonescene Matteo Capobiancocostumi Carola Fenocchioproduzione Accademia dei Folli
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LOCATION:Teatro Giuditta Pasta\, Via 1 Maggio snc\, Saronno (VA)\, ITA\, 21047\, Italia
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SUMMARY:"Demons live show" al Teatro Arcas di Napoli
DESCRIPTION:Al Teatro Arcas di Napoli\, sito in Via Veterinaria\, martedì 27 gennaio\, alle ore 20:30\, continua Demons live show\, il format ideato e diretto da Maldestro. Per il prossimo appuntamento\, sono previsti due ospiti d’eccezione: Davide Ddl\, stand up comedian apparso anche su Comedy Central Italia\, e Antonio Pascale\, scrittore\, saggista\, ispettore agrario e autore di libri come “La manutenzione degli affetti”\, “Le attenuanti sentimentali”\, “La foglia di fico”\, arrivato finalista al Premio Campiello\, e del recente “Cose umane”. I suoi lavori sono stati tradotti in più lingue ed è stato premiato in tutta Italia. \n\n\n\nDemons live show è l’evoluzione naturale del podcast Demons\, scritto e condotto dallo stesso Maldestro — on air su tutte le piattaforme streaming (YouTube\, Spotify\, Instagram) — e porta sul palco un’esperienza dal vivo che abbatte le barriere tra artista e pubblico\, trasformando lo spettacolo in un rito collettivo. \n\n\n\nUn appuntamento che unisce racconto e partecipazione\, in cui gli spettatori interagiscono in maniera diretta vivendo sulla propria pelle tante sensazioni diverse che vanno dall’olfatto all’udito.  \n\n\n\nDemons live show è un anche talk in cui di volta in volta Maldestro incontra una personalità del mondo della cultura\, che possa appartenere all’ambito culinario\, della musica o del teatro. Insieme affrontano tematiche importanti e verità scomode senza peli sulla lingua\, in modo schietto e diretto\, prendendo spunto da un lavoro curato dall’ospite di turno per poi discutere di altri temi. La chiacchierata\, che ha sempre un ritmo serrato\, passa da un carattere personale\, con il racconto di un proprio vissuto\, ad un confronto su una questione politica. Il tutto condito con grande ironia e con incursioni musicali e poetiche per far vivere un’esperienza teatrale unica al pubblico invitato spesso a partecipare. \n\n\n\nLa voce della resident band è di Greg Rega\, la compagnia è formata da Rosaria Vitolo e Nicola Galiero e a cui si aggiungono Nadir Jalill\, Emilia Vitulano\, Marcello Raimondi\, Salvatore Belcolore\, Francesco Aragona. Il live show è prodotto da Demons podcast e Arealive e distribuito da Sony Music Italia. \n\n\n\nDa quest’anno Demons diventa anche produzione di podcast. Dopo l’esperienza acquisita\, il progetto e pronto a lanciare nuovi talenti del settore.
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LOCATION:Teatro Arcas\, Via della Veterinaria\, 63\, Napoli\, ITA\, 80137\, Italy
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SUMMARY:"CANTO DEGLI ESCLUSI" al Teatro Greco di Roma
DESCRIPTION:Portare in scena una vita incandescente\, acuminata\, volutamente priva di metafore. \n\n\n\nLasciare che il racconto si riveli in tutta la sua cruda sincerità\, senza orpelli\, con la ferocia dell’urgenza. \n\n\n\nQuesta la tensione che il Canto degli esclusi\, ideato da Alessio Boni e Marcello Prayer\, cerca di incarnare con il pudore che si riserva alla rarità. \n\n\n\nTra poesie e aforismi – che sono ricordi\, lancinanti sofferenze\, gioie volteggianti\, passioni sussurrate – Alda Merini ritorna con tutta la sua potenza e fragilità\, in un’elegante intimità marcata da dubbi\, rimorsi\, speranze e visioni che solamente i messaggeri celesti sanno decifrare e far danzare. \n\n\n\nUn Concertato a due  che si fonde in un’unica voce avvolgente\, capace di tratteggiare i lati oscuri della coscienza\, i silenzi e i fantasmi che hanno abitato la mente di questa donna\, senza valicare i confini che il mistero erige a esigenza di una vita compiuta. \n\n\n\nNel mondo carsico della poetessa dei Navigli scorre una gonfia vena ironica che lambisce – indistintamente – leggerezza e drammaticità\, lasciando nelle pieghe più intime dell’animo una traccia volubile da impastare con la materia di tutti i giorni. \n\n\n\nRimarremo – consapevoli o meno – degli esclusi\, ma forse sapremo cantare. \n\n\n\n Se un poeta dona le proprie carte con l’intenzione di regalare i propri patimenti\, le ansie\, le sue mille anime\, gli altri dovrebbero ringraziarlo perché\, con gli occhi rarefatti dalla follia\, sta guardando il destino anche per loro. Le foglie del destino sono vagabonde\, scorrevoli e piene di baci nascosti.  Alda Merini\, “Reato di vita. Autobiografia e poesia”  \n\n\n\nORARIO SPETTACOLI \n\n\n\nMar–Mer -Ven ore 20.30 \n\n\n\nGiovedì ore 17.00 \n\n\n\nSabato ore 19.00 \n\n\n\nDomenica ore 17.00       \n\n\n\nInfo \n\n\n\n 3773474023
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LOCATION:Teatro Greco di Roma\, Via Ruggero Leoncavallo\, 10\, Roma\, 00199\, Italia
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SUMMARY: Sissi l’imperatrice al Teatro India
DESCRIPTION:La vita inquieta e tormentata dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria si anima sul palcoscenico del Teatro India dal 27 gennaio al 1° febbraio con Sissi l’imperatrice\, spettacolo scritto e diretto da Roberto Cavosi. A vestire i panni di Sissi\, Federica Luna Vincenti\, in un ritratto generale che man mano che si compone mette in luce una donna tanto anticonformista\, quanto profondamente frustrata dalla rigidità e spietatezza della corte viennese\, e anche la grande poesia e la voglia di libertà di una creatura che si riteneva eternamente “chiusa in gabbia”. \n\n\n\nAnoressica\, in eterno lutto per le morti assurde di due dei suoi figli\, sviluppa una sensibilità dolente e rabbiosa al tempo stesso\, ma tutt’altro che astratta\, rivolta infatti anche verso le più delicate questioni sociali: dalle sofferenze delle minoranze etniche\, ai soprusi subiti dal proletariato. Antimperialista e disgustata dalle atrocità delle guerre che divampano intorno a lei\, Sissi si dedica maniacalmente alla cura del suo corpo\, della sua acconciatura\, alla scelta delle scarpe\, una barriera contro il senso di morte che aleggia intorno a lei. Profeta dell’imminente crollo dell’impero asburgico\, l’imperatrice ci mostra quel mondo come paradigma del nostro mondo\, di un presente in cui le piaghe della sopraffazione\, del razzismo e della guerra sono più virulente che mai. \n\n\n\nSissi l’Imperatrice è un testo che si snoda in vari quadri\, ognuno dei quali prende in esame alcuni aspetti del carattere e del pensiero dell’Imperatrice: dalla filosofia al sesso\, dalla politica all’arte. Ne emerge la figura di una donna sfortunata\, irripetibile\, la cui sensibilità ferita parla a tutti noi\, alle nostre ferite. Una personalità incredibilmente sfaccettata e instancabile nella continua e contraddittoria ricerca di cosa poter fare per migliorare il mondo ed allo stesso tempo di come evadere dalla realtà. Forse la sintesi di questa suo duplice aspetto sta nella sua ultima volontà\, devolvere ai rifugiati politici ed alle loro famiglie il frutto della vendita postuma dei suoi diari\, delle sue poesie\, affidando ad una ipotetica anima del futuro tale compito\, ma non prima di sessant’anni dal 1890. \n\n\n\nUn testamento spirituale che\, censurato a lungo per le aspre critiche alla corte viennese\, ha trovato il suo compimento soltanto nel 1980\, quando\, al momento della prima pubblicazione\, i diritti d’autore vennero devoluti al Fondo di Soccorso dell’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati e i proventi nell’edizione successiva vennero donati ad Amnesty International\, rispettando così la volontà dell’Imperatrice.  \n\n\n\nUn percorso dove\, senza reticenze\, Sissi ci parla di sé\, della sua Weltanschauung\, in quel suo modo crudo\, cinico e pieno di dolore con cui si esprimeva – “Le vere lacrime non si possono versare\, e quelle che si versano scorrono tutte invano”\, ripeteva spesso. Si sentiva abbandonata\, sola in un mondo crudele dove le guerre erano una condanna per tutto il genere umano. Fino al momento della sua morte ha sempre covato dentro di sé un feroce senso di colpa per quella dei suoi figli\, un senso di colpa che\, anche se nei fatti non aveva alcun fondamento\, per tutta la vita l’aveva sempre divorata portandola a veri e propri vaneggiamenti\, nei quali versava parole piene d’acidità nel disprezzo di tutto e tutti\, anche dell’Imperatore stesso: “Marito mio dove sei? Che uomo sei se neghi a tua moglie la possibilità di essere una donna?”. \n\n\n\n«Sissi l’imperatrice\, è un testo dove alte si fanno le “grida” della sfortunata Sissi\, imperatrice suo malgrado\, ma donna irripetibile\, il cui animo sembra però parte di tutti noi – commenta l’autore e il regista Roberto Cavosi – Un’immagine molto lontana dal ritratto di donna solare che normalmente abbiamo dell’Imperatrice. Ancora oggi quando cerco di dare un volto a quei sentimenti non posso fare a meno d’associarli a lei. Anni fa\, poi\, mi sono casualmente “imbattuto” in un interessante saggio dal titolo “Le Indomabili” a firma di due psicologhe francesi: Ginette Rainbault e Caroline Eliacheff. Nel saggio venivano esaminate come anoressiche le figure di Antigone\, Simone Weil\, Caterina da Siena ed Elisabetta d’Austria. Studiando più a fondo l’anoressia\, la caratteristica che più mi ha colpito è senz’altro l’indomita forza che scaturisce da chi ne soffre\, una forza sprigionata da una ricerca spasmodica di purezza\, di libertà. Energia ribelle\, rivoluzionaria\, sovversiva in quanto paradossalmente alimentata dall’eliminazione sistematica del cibo. Una contraddizione che alle massime conseguenze porta il malato a non avere via di scampo\, considerando sporco e letale tutto ciò che ingerisce. Elisabetta viveva oltretutto in una Corte i cui codici erano per lei insopportabili ancor più del cibo. Ecco quindi delinearsi in me una figura sorprendente\, fortissima e debolissima al tempo stesso. Un’anima la cui sofferenza diventa ribellione\, il dolore sovversione\, la melanconia riscatto e l’astinenza coraggio. Prerogative così spiccate in lei che hanno segnato anche i suoi ideali sociali e politici facendone una donna dal pensiero modernissimo\, sicuramente avanti coi tempi: dalla sensibilità verso le minoranze etniche\, fino al più acre disgusto verso la crudeltà di qualunque guerra e di ogni imperialismo. E nei tempi in cui viviamo\, così voraci di tutto questo\, non potrei avere “Personaggio” migliore da portare sulla scena.»
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LOCATION:Teatro India\, Lungotevere Vittorio Gassman\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"VEGETA È MORTO E L’HO UCCISO IO" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Appuntamento speciale al Teatro de’ Servi il 27 e il 28 gennaio con Gianluca Iacono e il suo VEGETA È MORTO E L’HO UCCISO IO\, con la regia di Nicola Nocella. \n\n\n\nIn VEGETA E’ MORTO E L’HO UCCISO IO Gianluca Iacono è la voce di Vegeta\, uno dei personaggi principali di Dragon Ball\, serie d’animazione tra le più famose al mondo.Oggi però è una giornata no per Gianluca. È stanco della sua voce. È stanco d’essere definito solo attraverso i personaggi che ha interpretato. Sarà mica questa la vita di un doppiatore? Essere solo una voce? \n\n\n\n Questo lavoro è una maledizione dalla quale è impossibile liberarsi?Gianluca si troverà a porsi queste domande mentre cerca di trovare un attimo di pace da tutti i personaggi da lui interpretati che cercano di avere le sue attenzioni\, il suo tempo… la sua vita. E per porre fine a tutto questo\, sarà costretto a commettere un gesto estremo: uccidere Vegeta! \n\n\n\nNel corso dello spettacolo Gianluca Iacono si troverà a interagire con gran parte dei personaggi doppiati da lui… ma anche con se stesso. Per mettere in scena l’eterogeneità dei personaggi a cui ha dato voce\, si è pensato di rivolgersi a tre artisti con stili diversi (stile manga per i personaggi Anime\, stile realistico per gli attori in carne ed ossa e stile cartoon per i pupazzi). Lo spettacolo mette in scena qualcosa di mai visto a teatro. \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrario spettacoli ore 21 \n\n\n\nBiglietti 22€
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LOCATION:Teatro De’ Servi\, Via del Mortaro\, 22\, Roma\, 00187\, Italia
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SUMMARY:"Sette bambine ebree - Pièce per Gaza" al Teatro Nazionale di Genova
DESCRIPTION:In occasione della Giornata della Memoria\, il Teatro Nazionale di Genova presenta una produzione in prima nazionale scegliendo un testo di Caryl Churchill\, nella traduzione di Masolino d’Amico che\, dal 2009\, sta avendo molta risonanza internazionale per la sua scrittura essenziale\, potente e simbolica.  \n\n\n\nCarlo Orlando – che frequenta da molte stagioni il teatro di Genova con cui collabora in special modo ai progetti speciali e alle attività pedagogiche della scuola di recitazione “Mariangela Melato” – cura la regia ed è anche interprete\, condividendo la scena con cinque attrici e attori. \n\n\n\nCaryll Churchill – autrice rigorosa e attenta che\, dal suo esordio affonda nelle pieghe del presente dosando toni asciutti ed evocazioni simboliche – è tra i grandi nomi della drammaturgia internazionale\,  \n\n\n\nconsiderata la più importante drammaturga inglese vivente. Ha scritto Sette bambine ebree nel 2009\, all’indomani della brutale operazione militare Piombo fuso\, condotta dall’esercito israeliano a Gaza\, che portò alla morte di oltre 1400 persone. A quasi venti anni nulla sembra essere cambiato e il testo assume tutti i connotati di una folgorante opera di denuncia. Infatti\, nella sua icastica brevità (poche pagine) si rivela\, come pochi altri lavori di drammaturgia contemporanea a tema storico\, aspro e feroce. Una narrazione tagliente\, potente e inesorabile che ripercorre quasi cento anni di storia ed evoca\, a tratti\, la grande tragedia greca. \n\n\n\nLa struttura di Sette Bambine Ebree prevede sette quadri\, per altrettanti discorsi che attraversano il corso della storia\, prendendo le mosse proprio dal doloroso ricordo della Shoah\, fino alla nascita dello Stato di Israele\, dalla Guerra dei sei giorni fino ad oggi. Ma\, quadro dopo quadro\, come in un lungo poema epico\, che mescola disperazione e pietà\, sogno e realtà\, violenza e tenerezza\, questa opera svela le contraddizioni assolute e dolenti dapprima del popolo ebraico poi dello stato di Israele: un’opera fortemente empatica\, ma anche di denuncia.  \n\n\n\nProprio come Eschilo volle dare voce agli sconfitti Persiani\, svelando il pensiero e il dolore dell’Altro\, qui Caryll Churchill non esita a chiamare in causa un coro sconosciuto\, semplice e popolare\, che evoca conflitti e violenze\, sogni e disillusioni\, paure e follie\, bellezze e orrori\, colpe e responsabilità. Churchill non arretra di fronte a quanto accaduto nel passato recente di Israele e richiama il principio di responsabilità che tutti\, nessuno escluso\, devono assumersi. La speranza\, forse\, è in quelle bambine\, testimoni inconsapevoli\, da proteggere e amare\, da far crescere nella pace e in libertà. \n\n\n\n«Nel testo rivive con sintesi folgorante tutta la tragedia del popolo ebraico\, messa di fronte all’altra orribile tragedia che si svolge sotto i nostri occhi\, in diretta televisiva o streaming: il genocidio del popolo palestinese» – dichiara Carlo Orlando – «L’attualità diventa storia\, la storia diventa un mito». \n\n\n\nIn scena un gruppo di sei attrici e attori di varie generazione della scuola genovese (Eva Cambiale\, Paolo Li Volsi\, Caterina Tieghi\, Elisa Carucci\, Pietro Desimio e lo stesso Carlo Orlando ) si muove seguendo una precisa partitura coreografica ideata da Claudia Monti; le musiche dal vivo a cura di Alessandra Ravizzaaccompagnano e caratterizzano i vari quadri: la compositrice ha creato una sorta di soundtrack in cinque movimenti\, attingendo da sonorità e brani che spaziano tra i canti hiddish\, ninna nanne\, la tradizione palestinese\, i beat e i campionamenti dell’elettronica\, il folclore arabo e la canzone pop; scene e costumi portano la firma di Laura Benzi.  \n\n\n\nCarlo Orlando non ha voluto portare in scena dei “personaggi”: «Il testo – spiega – è il canto di un coro\, una famiglia che diventa clan e popolo e che si rivolge a una piccola bambina che non compare mai. Un coro che è specchio di una coscienza lacerata\, dove voci violente e spietate si alternano a disperate grida d’aiuto. Un coro che è specchio della nostra coscienza\, testimone di un orrore che è incapace di arrestare». \n\n\n\nNote  \n\n\n\n«È in nome della responsabilità\, non della colpa – ha scritto Michela Murgia – se ogni anno celebriamo la Giornata della Memoria delle vittime del nazismo (…) abbiamo capito tutti che occorre lottare quotidianamente contro i focolai del razzismo che ancora permangono nella nostra società…». \n\n\n\nProprio per ribadire la necessaria responsabilità individuale e collettiva\, un teatro pubblico quale il Teatro Nazionale di Genova si impegna da sempre nella celebrazione di una giornata cardine dei valori civili e sociali come la “Giornata della Memoria” in omaggio alle vittime della Shoah\, l’olocausto di milioni di ebrei perpetrato dalla Nazifascismo.  \n\n\n\nCome ha dichiarato Davide Livermore\, direttore del Teatro Nazionale di Genova: «La mia direzione artistica\, da sempre\, ha tenuto come cardine fondamentale\, il valore della memoria: memoria da rispettare e intendere non come banale “altarino”\, ma come fondamento della mia vita e della nostra ricerca teatrale. La memoria è una compagna di viaggio straordinaria. Dunque\, il Teatro Nazionale di Genova intende riaffermare\, come ogni anno\, la necessità di ricordare con pensieri e azioni non solo quanto accaduto negli anni terribili della Seconda Guerra Mondiale\, ma tutte le sofferenze\, anche recenti\, dei popoli vittime della guerra\, a partire dall’Olocausto. Così come vogliamo ricordare anche le sofferenze di Rom\, Sinti e Camminanti\, e di tutte quelle individualità e comunità invise al regime nazista. Il teatro è nato insieme alla democrazia: è il luogo in cui vive la democrazia del dialogo\, fondata sullo scambio di idee e sul confronto pacifico con l’Altro da sé. Non pensiamo di arrenderci\, non pensiamo di accettare passivamente\, di rinunciare a fare teatro. Il teatro è ancora bene pubblico\, di tutti\, della comunità». \n\n\n\nCaryll Churchill (Londra 1938)\, esordisce all’inizio degli anni Sessanta come autrice di radiodrammi polemicamente antiborghesi. La sua prima commedia\, Owners\, fu prodotta nel 1972 dal Royal Court Theatre\, che in seguito mise in scena anche altre sue commedie a tema socialista e femminista (Light shining on Bucking hamshire\, 1976; Cloud nine\, 1979). I suoi testi a tema storico e di costume\, non convenzionali e fortemente impegnate\, ma aliene da ogni forma di didatticismo\, sono caratterizzate dalla brillante efficacia dei dialoghi e delle invenzioni; tra i suoi lavori\, ricordiamo: Top girls (1982); Fen (1983); A mouthful of birds (1986); Serious money (1987); Icecream (1989); Mad forest (1990); The skriker (1994); Blue heart (1997); This is a chair (1999); Faraway (2000); A number (2002); Drunk enough to say I love you? (2006) e negli ultimi anni: Gli amici di Barbablu e Settimo Cielo. È considerata tra le più importanti e rappresentate autrici contemporanee. Le sue opere teatrali costituiscono un opus ricco e affascinante e affrontano temi di grande attualità\, come femminismo e questioni di genere\, guerra\, colonialismo\, abuso di potere. È stata pubblicata in Italia da case editrici come Costa & Nolan\, Editoria & Spettacolo e Cue Press. \n\n\n\nInfo e biglietti telefono 010 5342 720 \n\n\n\ne-mail teatro@teatronazionalegenova.it; biglietteria@teatronazionalegenova.it
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SUMMARY:"Mad Club" al Teatro Tordinona
DESCRIPTION:Nel cuore di un elegante hotel\, un lutto misterioso coinvolge vite sospese tra inquietudini e ambizioni segrete. Due storie parallele si delineano a poco a poco fino a confondersi l’una con l’altra: tutto si evolve\, si mescola e si ribalta di continuo in un gioco sottile tra finzione e realtà che genera un noir spiazzante dove ironia e tragedia si rincorrono tra jazz\, ombre e dubbi amletici.  \n\n\n\nPremiato lo scorso ottobre\, il testo di Gemma Costa\, che prosegue con questa nuova creazione un percorso autoriale giunto al settimo lavoro\, scivola tra ribaltamenti di ruolo e tensione costante; ogni certezza vacilla e il colpo di scena è sempre imminente. Tra gelosia\, desideri nascosti e relazioni ambigue\, lo spettacolo dialoga con l’immaginario noir degli anni ’40\, offrendo uno sguardo attento\, critico e contemporaneo sul femminile.  \n\n\n\nLa regia\, firmata da Miranda Angeli\, autrice e regista del cortometraggio La verità\, finalista ai Nastri d’Argento 2024 nella cinquina speciale “Contro la violenza di genere”\, e da Gemma Costa\, premiata per la miglior regia al Festival InDivenire 2025\, imprime alla scena un ritmo serrato e costruisce relazioni sottili tra i personaggi.  \n\n\n\nIn scena Michele Breda\, vincitore del premio miglior attore under30 al Festival InDivenire 2023\, Gemma Costa e Vittorio Magazzù\, noto per le sue interpretazioni nelle serie di successo Rosy Abate e The Bad Guy\, si muovono tra conflitti\, fragilità e non detti.  \n\n\n\nA sostenere l’atmosfera è la colonna sonora originale jazz\, “Un sogno nel cuore”\, composta da Giulia Mutti\, cantautrice dalla penna originale\, finalista a Sanremo Giovani e al Premio Fabrizio De André. \n\n\n\nI costumi sono di Giovanni Schiera\, artista di grande esperienza e sensibilità\, attivo tra cinema\, televisione e teatro. Aiuto regia Ylenia Rubbini e aiuto costumista Emma Campana.
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LOCATION:Teatro Tordinona\, Via degli Acquasparta 16\, Roma\, 00186\, Italia
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