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SUMMARY:AMENTESVEGLIA al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Gli ultimi mesi del 2025 sono stati ricchi di sold out al Teatro Comunale Veroli\, con spettacoli che hanno emozionato il pubblico e consolidato il grande successo degli scorsi anni. La stagione teatrale\, però\, è solo all’inizio e siamo pronti ad accogliervi in sala il 4 gennaio\, con il primo spettacolo del nuovo anno della compagnia “AMENTESVEGLIA”\, che porta in scena una storia avvincente ed emozionante\, ambientata in un periodo molto difficile per l’Italia intera.  \n\n\n\nAnno 1943\, 8 settembre: è stato ufficialmente reso pubblico l’armistizio che vede il Regno d’Italia cessare le ostilità verso gli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. Qualche notte dopo l’evento\, che darà il via a conseguenze sanguinose per l’Italia\, Rebecca\, una ragazza di sedici anni\, sparisce dalla sua abitazione. Sulle sue tracce si gettano precipitosamente i suoi genitori\, le sue due sorelle\, suo fratello\, i suoi amici e l’intero paese\, preoccupati che la ragazza possa essere stata vittima di un rapimento da parte delle truppe naziste ancora presenti sul territorio. La ricerca\, che si rivela subito essere molto faticosa per via della scarsa visibilità notturna e che si estende anche nel bosco adiacente il paese\, darà il via ad un irrefrenabile vortice di eventi in grado di trasformare definitivamente le vite di tutti. \n\n\n\nLo spettacolo “Perché non parli?”\, con la regia di Andrea Abbafati\, ci riporta indietro nel tempo per rivivere dei momenti pieni di angoscia e di dolore\, ma che necessariamente hanno rappresentato un punto di svolta per l’Italia e per i singoli individui che li hanno vissuti. La Storia\, infatti\, non è fatta solo dai grandi eventi ma anche dai piccoli avvenimenti che riguardano le persone comuni\, una storia nella Storia\, dunque\, pronta ad emozionarci e a tenerci con il fiato sospeso. \n\n\n\nVi aspettiamo domenica 4 gennaio alle ore 18.00 con apertura botteghino alle ore 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 10.00 \n\n\n\nRIDOTTO: € 5.00 (Under 18/Over 65) \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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SUMMARY:Joy Garrison Quartet all'AlexanderPlatz Jazz Club
DESCRIPTION:Lunedì 5 gennaio\, sul palco dell’Alexanderplatz Joy Garrison Quartet. Americana di New York e figlia d’arte\, cresce in un ambiente musicale estremamente stimolante. Dopo un’infanzia di esperienze vocali nelle chiese di Gospel\, comincia a cantare sotto la guida di suo padre Jimmy Garrison (per anni contrabbassista dello storico quartetto di John Coltrane). Ha cantato nei più importanti locali di New York al fianco di musicisti come: Barney Kessel\, Cameron Brown\, Billy Heart\, Ronnie Matthews\, Hank Jones\, Kevin Eubanks\, Alberta Hunter\, John Scofield\, Freddy Hubbard\, Reggie Workman\, Carmen McRae\, Tony Scott\, solo per citarne alcuni. Da molti anni svolge la sua attività prevalentemente come solista. È Impegnata in concerti in tutta Europa\, Saudi Arabia\, Russia\, Tunisia\, Turchia\, Parigi\, Germania\, Italia e Svezia\, proponendo la sua musica. Numerose sono le collaborazioni discografiche con sei album al suo attivo. Numerose le partecipazioni a trasmissioni televisive e radiofoniche come solista o al fianco di artisti come Zucchero\, Giovanni Tommaso\, Renzo Arbore\, Gianni Ferrio\, Gloria Esteban\, Massimo Ranieri\, Jose Carreras\, e tanti altri musicisti europei.  \n\n\n\n                                                                                                                                                                                    Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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SUMMARY:"Due dozzine di rose scarlatte” al Teatro Abe di Catania
DESCRIPTION:Dopo il grande successo decretato dal pubblico catanese\, il 5 il 6 gennaio 2026 ritorna in scena una delle commedie più brillanti e raffinate del cartellone del Teatro Musco\, con la direzione artistica di Francesca Ferro. TOTI MANCUSO e TOTINO LA MANTIA saranno ancora gli irresistibili protagonisti di “Due dozzine di rose scarlatte”. Prodotto dall’associazione culturale Progetto Teatrando\, lo spettacolo nasce dalla penna di Aldo De Benedetti per arrivare sul palco nella versione diretta da Giampaolo Romania. \n\n\n\nBinomio artistico che nasce da una lunga esperienza nel teatro popolare e nelle piazze siciliane\, arricchendo il loro bagaglio con tanta televisione e tanto cinema\, TOTI MANCUSO e TOTINO LA MANTIA donano alla messinscena di “Due dozzine di rose scarlatte” una freschezza inattesa. Al loro fianco – straordinarie – Mariarita Sgarlato ed Elena Melardi. \n\n\n\nLa trama gioca tra equivoci e seduzione\, ritraendo con grazia la monotonia coniugale e tratteggiando con delicatezza emozioni universali come l’amore\, la gelosia e il desiderio di ciò che evade dalla routine. L’umorismo diventa così veicolo per indagare con leggerezza le sfumature dell’animo umano\, mantenendo però la compostezza e la garbatezza dell’originale. Con le sue rose scarlatte e i fraintendimenti\, la vicenda si trasforma\, pertanto\, in un’atmosfera di risate e tenerezza\, capace di parlare a un pubblico ampio\, sensibile e desideroso di divertirsi. \n\n\n\nLa qualità performativa di TOTI MANCUSO e TOTINO LA MANTIA amplificano magistralmente la delicata ironia di un testo anni Trenta che continua a parlare al presente: ritmo\, gag improvvisate\, scambi arguti e quella capacità di coinvolgere la platea che li ha resi amati in tutta la Sicilia. Il risultato è un intrattenimento mai esibito\, per un’esperienza di teatro piacevole\, sorridente e al tempo stesso riflessiva. In sintesi\, uno spettacolo originale fatto di risate eleganti\, divertimento autentico\, momenti di condivisione e semplicità. Un’ora e mezza di leggerezza\, senza perdere spessore\, per ricordarci quanto basti poco – una rosa\, un fraintendimento – per accendere desideri\, risvegliare speranze e ritrovare\, anche solo per una sera\, il piacere di sorridere di noi stessi. \n\n\n\nInfo: tel +39 095 538188 / cell +39 333 7781632 \n\n\n\nOrari biglietteria: da lunedì a sabato dalle 16 alle 20 – giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 \n\n\n\nLink per acquisto biglietti spettacoli: https://teatroabc.eu/spettacoli-teatro-musco/
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LOCATION:Teatro Abc\, Via Pietro Mascagni\, 94\, Catania\, 95129\, Italy
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SUMMARY:"Il gabbiano" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:L’opera più lirica di Checov\, Il gabbiano\, approda sul palcoscenico del Teatro Argentina dal 7 al 18 gennaio\, con la regia di Filippo Dini\, per un affresco decadente di un’umanità sull’orlo del baratro\, dove l’amore si trasforma in illusione e i sogni evaporano. \n\n\n\nIn scena Giuliana De Sio e lo stesso Filippo Dini guidano un cast composto da Virginia Campolucci\, Enrica Cortese\, Gennaro Di Biase\, Giovanni Drago\, Angelica Leo\, Valerio Mazzucato\, Fulvio Pepe\, Edoardo Sorgente\, alle prese con personaggi di età diverse e legate da vincoli di parentela e non\, che si riuniscono casualmente in una casa di campagna affacciata su un lago\, dove per tre atti si confrontano nel tentativo di sfuggire al grigiore del proprio destino. Tra loro emerge con forza la vicenda di Kostja\, un giovane che sogna di riscattarsi attraverso l’arte della scrittura\, sostenuto e infiammato dall’amore per Nina\, una coetanea che aspira a diventare attrice. Il ragazzo presenta il suo primo testo\, interpretato dall’amata\, ma lo spettacolo (diretto da Leonardo Manzan) si interrompe bruscamente e con esso svanisce l’illusione di un sogno condiviso. Da quel momento tutto precipita: desideri\, ambizioni e amori si scontrano con la realtà\, trasformando la speranza in disillusione. Due anni dopo\, Čechov ci mostra i protagonisti ormai prigionieri dei loro rimpianti e la vita appare come una lenta rinuncia. Al centro di questo fallimento collettivo\, Kostja sceglie la morte – ultimo atto di una parabola che dalla passione conduce al silenzio. In questo gesto finale però\, si cela una sorta di rinascita\, in cui riesce a liberarsi dal peso del mondo\, trasformandosi in qualcosa di più leggero\, oltre la materia e il tempo. \n\n\n\nÈ la prima volta in assoluto che il capolavoro di Čechov vede una doppia regia. Filippo Dini ha infatti affidato la regia dello “spettacolo di Kostja” al giovane regista Leonardo Manzan\, due volte vincitore della Biennale di Venezia nel 2018 e nel 2020. L’inedita decisione nasce dalla necessità di rappresentare un incontro artistico tra generazioni\, che consente a Manzan di lavorare in totale autonomia nella realizzazione di quello che anche nel testo di Čechov è lo spettacolo di un giovane regista.  \n\n\n\nFilippo Dini si misura con uno dei grandi classici del teatro\, che narra di una società alla fine in cui già si avverte l’arrivo del cataclisma sociale e politico che è stata la Rivoluzione Russa. Allora come oggi Il gabbiano riesce a parlare di un’umanità decadente\, di una società che sciupa ogni sogno e ogni fiducia perché non più in grado di realizzare le personali aspirazioni di uomini e donne. All’umanità non restano che le migliori energie\, i più luminosi talenti\, gli amori più appassionati\, che vengono però stravolti e corrotti secondo le beffarde leggi non scritte della società in cui si tenta di esprimerli. «L’immortalità di questo testo\, e la sua bruciante contemporaneità\, stanno nella descrizione di un’umanità alla fine: una società sull’orlo del baratro\, che percepisce l’arrivo di un’apocalisse destinata a spazzare via il mondo così come lo abbiamo conosciuto. Di lì a pochi anni\, infatti\, arriverà la Rivoluzione\, e con essa tante altre rivoluzioni in Europa — cause o effetti di una stessa crisi profonda – dichiara Filippo Dini – Tutta la drammaturgia di Čechov racconta una fine imminente. I suoi personaggi sono un popolo di ombre che tenta di resistere alla malinconia\, alla tristezza\, al torpore dell’anima. Lottano\, si scontrano\, si feriscono — tra di loro e con se stessi — per non soccombere. Le somiglianze con la nostra epoca sono straordinarie e sconfortanti. È come se il nostro Anton ci osservasse da lontano\, con il suo sorriso ironico\, in attesa che anche la nostra società\, il nostro mondo\, il nostro folle modo di vivere\, arrivino all’esplosione. Proprio come la boccetta di etere del dottor Dorn.» \n\n\n\nLo spettacolo – una produzione Teatro Stabile di Torino\, Teatro di Roma\, Teatro Stabile di Bolzano\, Teatro di Napoli – permette di rivivere una delle più affascinanti pagine del dramma moderno andando a scandagliare l’animo umano e i rapporti familiari con uno sguardo attento alla complessità della contemporaneità.
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LOCATION:Teatro Argentina\, Largo di Torre Argentina\, 52\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:Lorenzo Tucci “Touch Trio” all'AlexanderPlatz
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, mercoledì 7 gennaio\, Lorenzo Tucci “Touch Trio”. Si intitola “Touch” questo progetto di Lorenzo Tucci che continua la sua ricerca sulla possibilità espressiva offerta da un trio batteria pianoforte e contrabbasso\, riunendo attorno a sé due personalità di spicco nel panorama jazz italiano: Claudio Filippini e Jacopo Ferrazza. Lorenzo Tucci\, batterista e jazzista di fama internazionale\, per questo trio\, di cui è leader\, decide di eseguire tutti “originals” di sua composizione. I brani spaziano da atmosfere intimistiche e riflessive a ritmiche più complesse e articolate\, senza perdere di vista l’importanza della melodia\, che Tucci in questo progetto vuole esaltare. Il trio è molto attento a tutto cio che accade nel panorama musicale Internazionale\, lasciandosi influenzare da tutte le varie forme e sonorità. Tutto si fonde in uno stile di jazz moderno/contemporaneo\, nel quale sia il pianista Claudio Filippini\, partner stimatissimo da Tucci\, sia il più giovane Jacopo Ferrazza nuovo talento del contrabbasso italiano\, sono a proprio agio\, tessendo insieme al leader trame dal sapore nuovo\, vivace\, moderno\, dando vita ad uno stile di jazz che ha ancora molto da dire. \n\n\n\nLorenzo Tucci è fra i batteristi italiani più richiesti. La sua ecletticità e l’enorme talento gli hanno permesso di diventare il partner immancabile di numerose star del Jazz. Numerosi i suoi dischi di successo: Touch\, Sparkle\, Tranety\, Drumonk\, Lunar\, Drumpet (solo per citarne alcuni) progetti in cui dimostra la capacità di esprimersi in formazioni molto diverse fra loro.Tucci insieme a Fabrizio Bosso e Daniele Scannapieco è stato il fondatore degli High Five quintet considerata per anni la migliore formazione jazz italiana\, al loro attivo sei CD tra cui un live registrato al Blue Note di Tokyo\, uno dei templi del jazz mondiale.Proprio con gli High Five quintet nel 2006 incidono “Handful of soul” con la star del Soul /Jazz: Mario Biondi\, quasi 1 milione di copie vendute in tutto il mondo. Negli anni ha collaborato con numerosi artisti del calibro di Phil Woods\, Tony Scott\, Ronnie Cuber\, George Garzone\, Mark Turner\, Tim Warfield\, Emmanuel Bex\, Kirk Lightsey\, George Cables\, Joanne Brakeen\, Fabrizio Bosso\, Massimo Urbani\, Danilo Rea\, Enrico Pieranunzi\, Flavio Boltro\, George Cable\, Giovanni Tommaso\, Mario Biondi\, Max Ionata\, Maurizio Giammarco\, Karima\, Max Ionata\, Stefano Di Battista\, Dado Moroni\, Rosario Giuliani\, Daniele Scannapieco\, Ada Montellanico\, Nicola Conte e tanti altri. \n\n\n\n                                                                                                                                                                                      Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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SUMMARY:" Il lutto si addice ad Elettra" al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Elisabetta Pozzi e Paolo Pierobon sono i protagonisti de Il lutto si addice ad Elettra di Eugene O’Neill\, che debutta al Teatro Biondo di Palermo martedì 7 gennaio alle ore 21.00 con la regia di Davide Livermore\, in un allestimento prodotto da Teatro Nazionale di Genova. Repliche fino all’11 gennaio. \n\n\n\nIn scena insieme a loro Linda Gennari\, Aldo Ottobrino\, Marco Foschi\, Davide Niccolini\, Carolina Rapillo. La scenografia\, curata dallo stesso Livermore\, è un’ambientazione onirica che evoca le prospettive sghembe dei film espressionisti\, mentre i costumi\, che richiamano la fine degli anni Quaranta\, sono di Gianluca Falaschi\, le luci di Aldo Mantovani; le musiche di Daniele D’angelo sono una continua evocazione che richiama le sonorità di Bruno Maderna e Giorgio Federico Ghedini. \n\n\n\nIl lutto si addice ad Elettra è un affascinante e inquietante viaggio tra mito e moderna psicanalisi\, tra dramma borghese e tragedia classica. In questo capolavoro della drammaturgia del Novecento\, scritto da Eugene O’Neill nel 1931\, e qui tradotto e adattato per l’immaginifica regia di Livermore da Margherita Rubino\, si riverbera in chiave moderna l’epopea degli Atridi narrata da Eschilo nell’Orestea. \n\n\n\nIn uno spazio scenico suggestivo\, che è specchio distorto della mente umana\, lo spettacolo fa emergere tutte le tensioni e le contraddizioni di personaggi-mito\, incarnazioni tragiche che rispecchiano inquietudini eterne. \n\n\n\n«Il testo di O’ Neill non è una semplice riscrittura dell’Orestea – afferma Livermore – ma è una creazione totalmente nuova che si compie aderendo perfettamente alla propria contemporaneità. Un classico che si riverbera ancora oggi ben oltre il ’900: un affresco familiare\, un viaggio affascinante e inquietante tra mito archetipico e moderna psicoanalisi\, tra dramma borghese e tragedia». \n\n\n\n«O’Neill – spiega Margherita Rubino\, che firma la nuova traduzione e l’adattamento del testo – volle ancorarsi all’atto fondativo dello spettacolo occidentale per stabilire una nuova civiltà teatrale. Scritto nel linguaggio lineare e diretto della letteratura angloamericana\, il dramma corre via incatenando lo spettatore grazie a un plot serrato\, a una continuità di tensione e a una profondità del sentire e dell’agire dei personaggi. Modernissimi sono l’andamento e il dialogo\, del tutto contemporanea la psiche contorta dei cinque protagonisti\, calamitante come un noir che non da respiro». \n\n\n\nLo spettacolo è anche un omaggio al celebre allestimento diretto da Luca Ronconi nel 1997\, nel quale Elisabetta Pozzi interpretava il ruolo di Lavinia\, corrispettivo di Elettra nell’Orestea. Oggi Livermore affida alla grande attrice genovese il ruolo di Christine Mannon\, ovvero Clitennestra. Ad interpretare Ezra Mannon/Agamennone troviamo Paolo Pierobon\, mentre Linda Gennari è Lavinia e Aldo Ottobrino interpreta Adam Brant/Egisto\, amante di Christine.
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LOCATION:Teatro Biondo\, Via Roma\, 258\, Palermo\, IT\, 90133\, Italia
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SUMMARY:"In nome della madre" con Galatea Ranzi al Teatro Torlonia
DESCRIPTION:Dall’8 all’11 gennaio va in scena al Teatro Torlonia la rilettura laica della storia di Maria con In nome della madre\, spettacolo tratto dal romanzo di Erri De Luca\, per la regia di Gianluca Barbadori. Protagonista della pièce è Galatea Ranzi\, che interpreta con delicatezza la storia\, narrata in prima persona\, di Miriàm\, una ragazza della Galilea che ha una strana visione nella quale un angelo le annuncia che avrà un figlio\, profetizzando per lui un destino di grandezza. \n\n\n\nSubito dopo\, la giovane scopre di essere incinta. Nonostante qualche titubanza\, decide di avvertire Iosef\, il suo promesso sposo. Miriàm sa perfettamente che rischia di essere lapidata\, ma rifiuta ogni menzogna\, rivendicando il mistero della sua gravidanza e la sua assoluta buona fede. Iosef\, anche in seguito ad un sogno premonitore\, decide che le nozze avranno luogo come previsto\, sfidando i benpensanti di Nazaret e le leggi del tempo. Intanto\, gli odiati occupanti romani organizzano un censimento e per i giovani sposi si prepara un viaggio\, lungo e difficile\, a pochi giorni dal parto. \n\n\n\nFacendo ricorso al linguaggio semplice e terso della poesia\, Erri De Luca racconta la gravidanza di Miriàm/Maria. Il Talmud\, oltre un decennio di studi biblici e gli storici romani gli forniscono dati preziosi per dare alla sua storia uno sfondo credibile. Non è un’urgenza storiografica a muovere De Luca\, piuttosto\, il desiderio di narrare «qualcosa che non c’è»\, una versione laica e poetica della nascita di Gesù. \n\n\n\nIn nome della madre è un testo pieno di Grazia\, che commuove e fa riflettere credenti e laici\, sul tema della maternità e la forza silenziosa di una donna.  La messa in scena crea un intimo momento di incontro col pubblico\, dove Miriàm/Maria\, donna oramai adulta ha accettato con consapevolezza il destino di suo figlio e desidera condividere la sua esperienza personale\, senza fronzoli\, invitando a ritrasmettere il suo messaggio di amore\, coraggio e speranza. \n\n\n\nBiglietteria: tel. +39 06 44230693– biglietteria@teatrodiroma.net \n\n\n\nBiglietti: 15€ intero – 10€ ridotto \n\n\n\nOrari spettacolo: tutte le sere ore 20 | domenica ore 18
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SUMMARY:"A nanna dopo Carosello" al Piccolo Teatro della Città di Catania
DESCRIPTION:Un omaggio affettuoso e gioioso\, tra parole\, canzoni e musica dal vivo alla striscia televisiva quotidiana andata in onda per 20 anni dal 1957 al 1977. Nell’ambito della Stagione tradizionale\, impaginata del Teatro della Città\, arriva al Piccolo Teatro della Città di Catania (venerdì 9 gennaio\, ore 21)\, la pièce A nanna dopo Carosello che\, scritta\, diretta e interpretata da Clara Costanzo\, celebra un prodotto cult rimasto per sempre nell’immaginario collettivo degli italiani.  \n\n\n\n“E dopo Carosello tutti a nanna” era la frase che Topo Gigio\, uno dei più famosi protagonisti degli spot\, diceva rivolgendosi ai bambini\, i primi veri destinatari del Carosello\, per i quali sono stati inventati personaggi fantastici e divertenti: da Calimero a Miguel\, da Mariarosa al Pirata Pacioccone.  \n\n\n\nNello spettacolo\, Clara Costanzo veste i panni di Lucia\, una donna cresciuta negli Anni 50\, che racconta la propria infanzia spensierata: cinque sorelle\, una mamma casalinga che canta in ogni momento della giornata\, la nonna e le sue fiabe della buonanotte e il babbo che lavora al bar della RAI e proprio lì incontra tutti i protagonisti della neonata televisione. L’arrivo a casa della misteriosa “scatola magica che racconta le storie”\, la televisione\, porta alla scoperta delle meraviglie di un mondo di fantasia che appassiona e diverte\, l’universo Carosello. \n\n\n\nGrazie al suo papà\, Lucia scopre i retroscena della creazione di Carosello e ne ripercorre le tappe principali. Tra un ricordo familiare e un aneddoto storico\, uno slogan che ha fatto epoca e un’indimenticabile canzoncina\, tra pupazzi\, cartoni animati e jingle orecchiabili\, lo spettacolo offre uno sguardo affettuoso al come eravamo\, per non dimenticare la genialità italiana allora libera di esprimersi e galoppare a briglie sciolte per il mondo intero. Lo spettacolo fa ridere e cantare tutti: riemergono da una memoria ormai sepolta ricordi antichi che sembravano irrimediabilmente perduti e si uniscono al coro quanti\, pur nati molti anni dopo\, scoprono di conoscere le canzoncine a memoria. \n\n\n\nInfo e biglietti 095530153
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LOCATION:Piccolo Teatro della Città\, Via Federico Ciccaglione\, 29\, Catania\, ITA\, 95125\, Italy
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SUMMARY:"Anima e Curaggio" al Teatro IF
DESCRIPTION:Un viaggio ipnotico e paradossale in racconti\, musica\, cultura e tradizioni del Sud Italia. Tre strani personaggi a raccontare di amori\, guerre\, passioni e mille e mille fatti popolari. Dalle voci ignote e antiche che hanno suonato e tramandato ad oggi fascinose note\, a quelle voci di chi\, come i Terrammare Sound\, ne raccoglie ancora gli echi\, riversandoli nella propria musica e proponendosi al pubblico come una band “fuori dal tempo. \n\n\n\nAtto unico di e con i Terrammare Sound: \n\n\n\nManuela Galizia (voce) \n\n\n\nGianluigi Esposito (chitarra) \n\n\n\nRosario Boccarossa (basso) \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78Biglietti disponibili al link: www.ticket.it/teatro/evento/anema-e-curaggio.aspx
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SUMMARY: Enrico Pieranunzi Trio all'AlexanderPlatz
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, venerdì 9 e sabato 10 gennaio\, Enrico Pieranunzi Trio. Anno nuovo\, trio nuovo per Enrico Pieranunzi\, che prosegue la consolidata collaborazione con lo straordinario contrabbassista danese Thomas Fonnesbaeck\, ben noto al pubblico romano per le sue felici apparizioni sui palcoscenici jazz della Capitale. Con loro nell’occasione una novità per la scena romana\, il batterista senese Francesco Petreni\, antico compagno d’avventure musicali di Pieranunzi. Un trio che è in grado di dispensare in quantità massicce swing e interplay per la gioia degli appassionati di jazz che vorranno iniziare nel modo migliore il nuovo anno. \n\n\n\nPianista\, compositore\, arrangiatore\, Enrico Pieranunzi ha registrato più di 70 CD a suo nome spaziando dal piano solo al trio\, dal duo al quintetto e collaborando\, in concerto o in studio d’incisione\, con Chet Baker\, Lee Konitz\, Paul Motian\, Charlie Haden\, Chris Potter\, Marc Johnson\, Joey Baron. Pluripremiato come miglior musicista italiano nel “Top Jazz”\, annualmente indetto dalla rivista “Musica Jazz” (1989\, 2003\, 2008) e come miglior musicista europeo (Django d’Or\, 1997) Pieranunzi ha portato la sua musica sui palcoscenici di tutto il mondo esibendosi nei più importanti festival internazionali\, da Montreal a Copenaghen\, da Berlino e Madrid a Tokyo\, da Rio de Janeiro a Pechino. A partire dal 1982 si è recato numerose volte negli Stati Uniti dando concerti in varie città\, tra cui New York\, Boston\, San Francisco. Di rilievo la sua partecipazione a Spoleto Festival Usa 2007 (Charleston\, North Carolina) che ne ha voluto dare un ritratto completo proponendolo in concerti di piano solo\, duo e trio. È l’unico musicista italiano di sempre ed uno dei pochissimi europei ad aver suonato e registrato più volte nello storico “Village Vanguard” di New York con Marc Johnson e Paul Motian. Proprio per il “Live at The Village Vanguard” con Marc Johnson e Paul Motian (Camjazz\, 2010) gli è stato assegnato nel 2014 l’Echo Jazz Award\, equivalente tedesco dello statunitense Grammy\, come Best International Piano Player. La prestigiosa rivista americana “Down Beat” ha incluso il suo CD “Live in Paris”\, in trio con Hein Van de Geyn e André Ceccarelli (Challenge)\, tra i migliori CD del decennio 2000/2010. Ha composto diverse centinaia di brani\, alcuni dei quali sono ormai veri e propri standard suonati e incisi da musicisti di tutto il mondo (“Night bird”\, “Don’t forget the poet”\, “Fellini’s waltz”). \n\n\n\n                                                                                                                                                                                     Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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SUMMARY:“Chicchignola”  al Teatro Gioiello di Torino
DESCRIPTION:Massimo Venturiello sarà in tournée con “Chicchignola” di Ettore Petrolini. In scena con Venturiello – che cura anche la regia – Maria Letizia Gorga e Franco Mannella\, Claudia Portale\, Elena Berera. Le scene sono di Alessandro Chiti\, mentre l’arrangiamento musicale è di Mariano Bellopede. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Gioiello di Torino dal 9 all’11 gennaio 2026. \n\n\n\nL’avvio della tournée giunge a poche settimane da un momento particolarmente significativo nel percorso dell’artista: il 10 novembre\, nella Sala della Regina della Camera dei Deputati\, Venturiello ha ricevuto il Premio Petrolini\, un riconoscimento che ne sottolinea il dialogo profondo con l’eredità del grande autore romano. Nelle parole con cui ha accolto la notizia – «Sono particolarmente onorato di questo riconoscimento legato a un grande artista tra i più originali ed eversivi che il nostro teatro contemporaneo abbia avuto» – si è riflessa la continuità di un pensiero teatrale che unisce tradizione e ricerca\, radici e trasformazione. \n\n\n\nÈ proprio in questa scia\, e nel segno di quella irripetibile libertà espressiva che Venturiello parte ora per una tournée\, portando in scena\, tappa dopo tappa\, la complessità\, la poesia e il rigore che caratterizzano tanto Petrolini quanto il suo lavoro attorale e registico. \n\n\n\nLa tournée attraverserà un ampio arco di città e teatri\, costruendo un percorso continuo nel quale la vitalità del testo e la sua interpretazione potranno incontrare pubblici differenti. Si aprirà il 13 dicembre 2025 al Teatro Flavio Vespasiano di Rieti\, per poi proseguire\, dal 19 al 21 dicembre\, al Teatro San Babila di Milano. Con l’inizio del nuovo anno\, lo spettacolo sarà al Teatro Gioiello di Torino dal 9 all’11 gennaio 2026\, per poi raggiungere il Teatro Metamorfosi di Rutigliano il 16 gennaio e il Teatro Trianon di Napoli il 17 gennaio. Seguirà un attraversamento del territorio pugliese e salentino: Teatro Fasano di Taviano (21 gennaio)\, Teatro Valentino di Castellaneta (22 gennaio)\, Teatro Apollo di Lecce (23 gennaio). Un itinerario che\, nel suo dispiegarsi\, mette in relazione opera\, interprete e pubblico\, confermando la continuità di una ricerca che affonda nella tradizione per rinnovare costantemente il linguaggio della scena. \n\n\n\nLa trama di questa commedia è semplice. Chicchignola\, un uomo qualunque che tira avanti vendendo giocattoli da lui stesso costruiti\, su un carretto\, lungo le strade di Roma\, è oggetto di comune derisione. Questa sua passione per palloncini e giocattoli sembra essere espressione di grande ingenuità\, se non addirittura di stupidità. Con estrema facilità dunque sua moglie lo tradisce col suo migliore amico\, nella convinzione che il marito non riuscirà mai a scoprirlo. Un finale a sorpresa però ribalterà completamente la situazione e i cosiddetti furbi che ronzano attorno al poetico protagonista dovranno ricredersi e confrontarsi con la loro squallida superficialità. \n\n\n\nChicchignola è considerata la più bella commedia di Ettore Petrolini. Fu rappresentata per la prima volta nel 1931 a Roma\, al Teatro Argentina e al Quirino; l’anno dopo fu portata a Parigi ed ebbe uno straordinario successo internazionale. Infine dal 1969 per dieci anni\, alternandola con altri spettacoli\, Mario Scaccia l’ha riproposta con la sua regia. \n\n\n\nNote di Massimo Venturiello \n\n\n\nDefinirei “Chicchignola” una commedia contemporanea e tradizionale al tempo stesso. Non a caso il suo autore è stato spesso associato a Plauto\, il più moderno drammaturgo di tutti i tempi. La grande forza di Petrolini\, quella che appartiene a una ristrettissima schiera di artisti geniali\, sta nel ritrovare terreno fertile in qualsiasi epoca. Avremmo potuto incontrarlo nel teatro dell’antica Roma e al contempo non è inimmaginabile pensarlo\, forse addirittura con accresciuta forza innovativa\, tra duemila anni accanto a chissà quali nuove forme teatrali. \n\n\n\nBreve bio di Massimo Venturiello \n\n\n\nMassimo Venturiello è attore\, regista e doppiatore. Si diploma nel 1982 all’Accademia nazionale d’arte drammatica di Roma ed esordisce col Tito Andronico di Shakespeare diretto da Gabriele Lavia. Nel 2006 interpreta Cesare Carrano nella serie televisiva Distretto di Polizia 6\, poi il commissario Angelo Mangano nella serie Il capo dei capi (2007)\, il colonnello Carlo Fulgeri nella serie Intelligence (2009) e l’avvocato Alcamo nella prima serie de Il sistema (2016).  \n\n\n\nAl cinema è stato diretto dai fratelli Taviani\, Ettore Scola\, Gabriele Salvatores\, Nikita Michalkov\, Beppe Cino\, Giuseppe Bertolucci\, Sergio Rubini e Carlo Lizzani.  \n\n\n\nIn teatro è stato Masaniello nell’omonima pièce per la regia di Armando Pugliese\, Mackie Messer ne L’opera da tre soldi per la regia di Pietro Carriglio\, Gastone nella commedia di Ettore Petrolini di cui ha curato anche la regia. Ha adattato inoltre per il teatro Il grande dittatore di Charlie Chaplin di cui è stato protagonista e regista. Nel 2008 interpreta a teatro Zampanò ne La strada di Federico Fellini\, di cui è anche regista. Nel 2011 interpreta lo spettacolo di teatro canzone “Musicanti” e nello stesso anno è protagonista e regista de Il borghese gentiluomo. Nel 2012 è regista e interprete del monologo Barberia di G. Clementi\, accompagnato dall’orchestra di musica popolare di Favara.  \n\n\n\nDa doppiatore ha prestato la voce a vari attori: Gary Oldman\, James Woods\, Liam Neeson\, Colin Firth\, Richard Gere\, Kurt Russell\, John Turturro\, Bruce Willis\, Willem Dafoe\, Julian Sands\, Dennis Quaid\, Christopher Lambert\, Jeremy Irons e altri. È stato inoltre la voce di Kitt in Supercar nella seconda\, terza e quarta stagione e la voce di Ade nel film di animazione Hercules. \n\n\n\n13 dicembre 25 – Teatro Flavio vespasiano Rieti \n\n\n\n19 | 21 dicembre 25 – Teatro San Babila di Milano \n\n\n\n9 | 11 gennaio 26 – Teatro Gioiello\, Torino \n\n\n\n16 gennaio 26 – Teatro Metamorfosi\, Rutigliano \n\n\n\n17 gennaio 26\, Teatro Trianon\, Napoli \n\n\n\n21 gennaio 26\, Teatro Fasano\, Taviano \n\n\n\n22 gennaio 26\, Teatro Valentino\, Castellaneta \n\n\n\n23 gennaio 26\, Teatro Apollo\, Lecce \n\n\n\n24 gennaio 26\, Teatro Comunale\, Corato
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LOCATION:Teatro Gioiello\, Via Cristoforo Colombo\, 31\, Torino\, ITA\, 10129\, Italy
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SUMMARY:"L’Impresario di Smirne" al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, presenta\, da venerdì 9 a domenica 18 gennaio\, L’Impresario di Smirne\,di Carlo Goldoni\, regia Carlo Emilio Lerici\, con Gigi Savoia e Francesca Bianco e con Fabrizio Bordignon\, Francesca Buttarazzi\, Giuseppe Cattani\, Alessandro Laprovitera\, Paolo Perinelli\, Alessandra Santilli\, Susy Sergiacomo\, Roberto Tesconi.Siamo nella prima metà del Novecento. In un teatro vuoto\, il capocomico Orazio attende gli altri membri della compagnia per dare inizio alle prove del nuovo spettacolo. Ci sono molte difficoltà economiche e la Compagnia è a rischio chiusura. Ma lo spettacolo deve andare avanti e così\, visto l’arrivo imprevisto di alcuni nuovi interpreti\, il cast è finalmente al completo. Bisogna solo trovare i soldi. Ed è qui che al capo comico viene un’idea… Da questo prologo\, liberamente tratto da “Il Teatro Comico” dello stesso Goldoni\, prende vita questo nuovo allestimento de L’Impresario delle Smirne. La vicenda è nota: un mercante turco vorrebbe scritturare una compagnia da portare in tournée nelle Smirne (come allora veniva chiamata la Turchia) ma i teatranti scelti si riveleranno pettegoli\, invadenti\, boriosi\, intriganti e assetati di danaro\, con le primedonne che faranno a gara nell’alzare le loro richieste sparlando ferocemente le une delle altre\, fino a mettere in fuga l’aspirante impresario. E alla fine lo spettacolo andrà in scena oppure no? In questa versione\, adattata da Carlo Emilio Lerici\, lo sviluppo e la conclusione della vicenda non mancheranno di sorprendere e divertire il pubblico. \n\n\n\nInfo: Tel. 06.44248154 / 06.4402719 \n\n\n\ne-mail: info@teatroarcobaleno.it – sito: www.teatroarcobaleno.it \n\n\n\nVenerdì 9 e sabato 10 gennaio ore 21\,00 \n\n\n\nDomenica 11 gennaio ore 17\,30 \n\n\n\nVenerdì 16 e sabato 17 gennaio ore 21\,00 \n\n\n\nDomenica 18 gennaio ore 17\,30 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 23\,00 – Ridotto € 19\,00 (Over 65\, CRAL\, Associazioni convenzionate) – Ridotto studenti € 15\,00
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LOCATION:Teatro Arcobaleno\, Via F. Redi 1/a\, Roma\, Italia\, 00161\, Italia
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SUMMARY:"L’UOMO\, LA BESTIA E LA VIRTÙ" al Teatro Angelo Musco di Catania
DESCRIPTION:Scritta nel 1919\, L’UOMO\, LA BESTIA E LA VIRTÙ è una delle commedie più corrosive e attuali di Pirandello. Una feroce satira sull’ipocrisia borghese\, sul perbenismo di facciata e sulle maschere sociali dietro cui si celano istinti e contraddizioni umane. Tra comicità grottesca e tensione morale\, il geniale drammaturgo agrigentino\, Premio Nobel per la letteratura nel 1934\, smaschera una società che condanna il peccato solo quando diventa pubblico scandalo. \n\n\n\nL’uomo del titolo è Il trasparente professor Paolino. “Virtuoso” solo di facciata\, è l’amante segreto della signora Perella (la virtù)\, moglie abbandonata da un marito violento e assente\, il Capitano (la bestia). Quando la donna resta incinta\, Paolino escogita un piano per salvare le apparenze: convincere il marito a comportarsi da marito. \n\n\n\n«Di chi è la colpa se il proprietario lascia un terreno abbandonato senza curarsene e su questo terreno c’è un albero\, uno passa\, raccoglie un frutto di quell’albero e lo mangia\, poi ne butta il nocciolo senza curarsene. Se da quel nocciolo nasce un altro albero\, di chi è? Non lo ha voluto né l’albero\, né il passante che ha mangiato il frutto. Spetta al proprietario della terra che non ne ha avuto cura». \n\n\n\nTra fraintendimenti\, finzioni morali e tensione comica\, la rappresentazione di un’esilarante lotta tra ciò che siamo\, ciò che fingiamo di essere e ciò che non vogliamo ammettere di essere. La regia di Plinio Milazzo restituisce al testo tutta la sua forza teatrale\, puntando su ritmo\, precisione interpretativa e una messinscena capace di dialogare con la sensibilità contemporanea. \n\n\n\nLe interpretazioni di EDUARDO e SALVO SAITTA\, affiancati da Francesca Agate\, danno vita a personaggi complessi e ambigui\, in un sapiente gioco che alterna ironia\, sarcasmo e profonda riflessione. Con loro\, sul palco\, Gianluca Barbagallo\, Aldo Toscano\, Elisa Franco\, Ramona Polizzi\, Adriano Fichera\, Giuseppe Parisi e nel ruolo di “Nonò” Giacomo Lentini. Un grande classico del teatro italiano torna a vivere sul palcoscenico del Musco\, dal 10 gennaio all’1 febbraio 2026. Al pubblico catanese toccherà decidere dove starà la vera morale e dove collocare i giusti valori di uomo\, di bestia o di virtù. \n\n\n\nInfo: tel +39 095 538188 / cell +39 333 7781632 \n\n\n\nOrari biglietteria: da lunedì a sabato dalle 16 alle 20 – giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 \n\n\n\nLink per acquisto biglietti spettacoli: https://www.liveticket.it/opera.aspx?Id=633037
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LOCATION:Teatro Angelo Musco\, Via Umberto I\, 312\, Cartania\, ITA\, 95129\, Italy
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SUMMARY:“Andiamo ragazzi!” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:L’epifania ha portato via le feste ma c’è un ultimo regalo per i bambini al Teatro Comunale Veroli: il secondo appuntamento della stagione “Andiamo ragazzi!”\, dedicata ai piccoli spettatori ma capace di emozionare anche il pubblico degli adulti. Sabato 10 gennaio in scena “La favola delle tre melarance”: la storia di un principe\, di un re\, di buffoni e saltimbanchi\, di maghi\, streghe e principesse\, una storia di intrighi\, magie e trasformazioni\, ma non solo una storia per i bambini. La pièce racconta magistralmente le contraddizioni della vita reale\, portandole su un piano fantastico e mettendo al centro della vicenda un principe che non riesce più a ridere e che soltanto con un “maleficio” scopre il proprio destino e\, in un modo assai rocambolesco\, il proprio potenziale. Il suo sogno lo porta verso luoghi ed emozioni\, pericoli e meraviglie centuplicati dal sentimento: cerca le melarance\, creature fantastiche e meravigliose custodite dal crudele Creonte\, con la passione che caratterizza ogni amore e ogni spinta del desiderio. Della favola delle tre Melarance in molti si sono innamorati attraverso i secoli: scrittori\, musicisti\, poeti e pittori; il suo fascino\, i suoi misteri e le sue trovate burlesche hanno incantato grandi e piccini. Il Teatro Bertolt Brecht ha rielaborato la storia\, per il piacere del pubblico\, con la regia di Maurizio Stammati: tre musicisti con i loro tanti suoni e strumenti tenteranno di raccontarvela a modo loro\, giocando e facendosi aiutare dalla magia del teatro con luci\, scene\, costumi e maschere. Liberamente tratto dalla favola del Gozzi\, e prendendo in prestito l’uso musicale che ne fece Prokof’ev su scrittura di Majerchol’d\, la compagnia è lieta di presentarvi la sua versione.  \n\n\n\nVi aspettiamo a teatro sabato 10 gennaio alle ore 18.00\, con apertura botteghino alle 17.30\, per vivere insieme le emozioni che solo la fantasia e le storie piene di magia e avventura sanno dare.  \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00  \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.co
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LOCATION:Teatro Comunale di Veroli\, Via Lucio Alfio\, 5\, Veroli (FR)\, ITA\, Italia
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SUMMARY:"Sergio" al Teatro Biblioteca Quarticciolo
DESCRIPTION:Al Teatro Biblioteca Quarticciolo l’anno nuovo parte il 10 e 11 gennaio con Sergio di Francesca Sarteanesi\, attrice finalista ai Premi Ubu 2021. Un monologo “moderatamente brillante con qualche piccola impurità tendente all’opaco” che racconta un frammento di vita qualsiasi. Scritto dalla stessa Sarteanesi con la collaborazione di Tommaso Cheli\, Sergio è una voce sola in una scena vuota\, un dialogo intimo e affettivo in cui una donna fa i conti con ciò che le è mancato\, offrendo al pubblico un racconto universale\, fatto di ricordi\, malinconie e piccole verità quotidiane.  “Scusami tanto Sergio\, ma il sagittario non è mai contento. Se hai sposato un sagittario non è certo colpa tua”. \n\n\n\nDomenica 11\, al termine della replica\, Lucia Medri medierà l’incontro con la compagnia\, nell’ambito del progetto Staffetta critica(v. calendario completo). \n\n\n\nFrancesca Sarteanesi – Nata a Prato nel 1980\, dopo il diploma artistico si laurea in Discipline dello spettacolo all’Università di Bologna. Nel 2006 fonda la compagnia Gli Omini con la quale lavora fino al 2018. Con la compagnia produce diversi spettacoli che girano in Festival e teatri di tutta Italia. Al lavoro di attrice a autrice affianca una intensa attività artistica e performativa esponendo in gallerie e spazi culturali. Nel 2018 crea la linea Almeno Nevicasse\, una serie di maglioni ricamati a mano con scritte che isolano espressioni del linguaggio popolare mettendo in risalto tutta la forza espressiva della parola. Nel 2019 debutta un nuovo spettacolo\, Bella bestia\, prodotto da Officine della Cultura e sostenuto da Armunia. Nel 2020 debutta con lo spettacolo Sergio\, coprodotto da Gli Scarti e Kronoteatro. Candidata come miglior attrice premio Ubu 2021. \n\n\n\nIl Teatro Biblioteca Quarticciolo è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. La programmazione artistica e culturale è affidata all’RTI costituito da Cranpi e Orbita | Spellbound Centro Nazionale di produzione della Danza. La programmazione dei Teatri in Comune 2025-2026 è finanziata dall’Unione Europea\, Next Generation EU nell’ambito del PNRR. \n\n\n\nPer info e prenotazioni \n\n\n\npromozione.tbq@cranpi.com
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SUMMARY:"Wet Floor" al Teatro IF
DESCRIPTION:Due donne: una alle prese con la pulizia del pavimento; l’altra\, una giornalista\, è intenta a scrivere al cellulare. Inizia una conversazione tra le due; una deve andare via\, deve andare in redazione per lavorare sulla presunta notizia di un sequestro di quattro giornalisti da parte di un tipo sconosciuto. Ma il pavimento è bagnato. La donna delle pulizie ha devotamente lavato il pavimento e non tollera che il giornalista passi prima che si sia asciugato. Una ha fretta\, ma l’altra è inamovibile. La conversazione lentamente assume toni sempre più “ambigui”\, fino a diventare un sequestro. La donna delle pulizie è in realtà la sequestratrice di giornalisti. Lega il giornalista alla struttura usata per lavare i pavimenti\, e mette in atto il sequestro. Come ce l’ha lei in mente. Il suo obiettivo è punire la realtà che lo circonda\, una realtà che – mediante l’azione sempre più “avventata” e approssimativa dei giornalisti – le ha condizionato la vita.  \n\n\n\nIl sequestro è prima un “fatto” a due\, diviene poi pubblico; su una piattaforma web\, infatti\, il sequestratore tenta di mettere a pubblico ludibrio la giornalista\, ma succede qualcosa di inaspettato. I commenti live diventano violenti\, inneggiano alla morte del giornalista\, al suo assassinio. Reazioni che neanche la sequestratrice si aspetta diventano a loro volta protagoniste dello spettacolo. Fuori il palazzo\, intanto\, si annidano le forze speciali pronte a fare irruzione contro la sequestratrice. Sovrastano le intenzioni della sequestratrice… Sovrastano la sua verità. La sua verità di fronte la realtà in cui lei stessa ha volontariamente deciso di metter piede\, si dissolve\, passa in secondo piano. Ancora una volta. \n\n\n\nregia di Alessandro Calamunci Manitta \n\n\n\ncon Floriana Corlito e Ilaria Mariotti \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78 \n\n\n\nBiglietti disponibili al link: www.ticket.it/teatro/evento/wet-floor.aspx
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SUMMARY:Officine Pasolini: la programmazione di gennaio 2026
DESCRIPTION:Sabato 10 gennaio Officina Pasolini\, il Laboratorio di Alta formazione artistica e HUB culturale della Regione Lazio diretto da Tosca\, apre il 2026 con i MERCANTI DI LIQUORE che presentano il loro ultimo album Non ci troverete mai. Pubblicato lo scorso maggio\, il disco è un manifesto identitario forte e senza compromessi: dieci brani che attraversano combat-folk\, rock\, suggestioni latinoamericane e momenti più intimi. Guidata da Lorenzo Monguzzi\, la band celebra quasi trent’anni di musica\, collaborazioni prestigiose (tra cui Marco Paolini) e un percorso artistico coerente e indomito. Un concerto carico di energia\, cambiamento e appartenenza\, che segna un nuovo capitolo della loro storia. \n\n\n\nVenerdì 16 il progetto VOCI IN ASCOLTO\, ideato da Davide Ambrogio e dedicato al canto di tradizione orale\, debutta per la prima volta con il suo concerto d’esordio. Le voci provenienti dai laboratori attivi a Roma\, Palermo\, San Vito dei Normanni e Padova si incontrano sul palco del Teatro Eduardo De Filippo per una serata dedicata alle polifonie di tradizione orale e alla potenza del canto collettivo. Non un coro\, ma un gruppo di persone provenienti da territori diversi\, unite da un repertorio costruito nel corso degli anni\, che darà vita a un’esperienza immersiva in cui la polifonia richiama rito\, memoria e comunità. L’itinerario sonoro è proposto da Eleonora Bordonaro nell’ambito di Officina World. \n\n\n\nVenerdì 23 si svolgono gli eventi conclusivi del progetto LABOR WORK\, terza annualità del Laboratorio di Officina Pasolini dedicata all’inserimento professionale di alcuni diplomati attraverso il sostegno creativo ed economico ai loro progetti artistici. Protagonisti saranno i vincitori e le vincitrici delle borse di studio della sezione Multimediale: ex allievi di Officina Pasolini che\, sotto la guida di professionisti del settore\, hanno sviluppato progetti audiovisivi originali confrontandosi con le pratiche della regia\, della scrittura e della produzione. Le restituzioni finali di GENERAZIONE MULTIMEDIALE rappresentano l’esito del percorso svolto da Daniele Fabietti\, Lorenzo Mirabella\, Eva Pascale\, Flavio Giannandrea e Federico Tarsi\, Simone Cignitti\, Francesco Cignitti e Mattia De Gennaro\, Chiara Olivieri. Ogni presentazione sarà accompagnata dal racconto del processo creativo\, per condividere le fasi di ricerca\, sviluppo e realizzazione che hanno portato alla nascita dei progetti.  \n\n\n\nMartedì 27 va in scena STORIE DI RESISTENZA\, un viaggio tra musica e parole che dà voce alla memoria collettiva. Con testi a cura di Massimo Venturiello e la direzione musicale di Tosca\, lo spettacolo vede protagonisti igiovani artisti diplomati al Laboratorio di Alta formazione artistica di Officina Pasolini: Francesco Patanè\, Stefano De Santis\, Francesco Nuzzi\, Alessandro Calamunci\, Giulia Sanna\, Giulia Guastella\, Claudia Muzi Anita Farina\, Fabio Ceccarelli e Fabia Salvucci. Un percorso suggestivo nella memoria per mantenere vivo il ricordo di una parte fondamentale della nostra storia\, ispirato a Memorie di quartiere – Frammenti di storie di guerra e di Resistenza nell’Appio Latino e Tuscolano 1943-1944. Una scrittura teatrale che intreccia fatti storici\, personaggi e aneddoti\, accompagnando il pubblico alla scoperta della Storia in una forma inedita e coinvolgente. \n\n\n\nOFFICINA DELLE ARTI PIER PAOLO PASOLINI \n\n\n\nwww.officinapasolini.it \n\n\n\nConsulenza alla programmazione Valentina Romano \n\n\n\nIngresso Teatro Eduardo De Filippo: Viale Antonino di San Giuliano 782/angolo Via Mario Toscano\, a pochi passi da Ponte Milvio. \n\n\n\nTutti gli eventi sono gratuiti\, con prenotazione obbligatoria sul profilo Eventbrite di Officina Pasolini al seguente link http://officina-pasolini.eventbrite.com
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SUMMARY:La Stagione Teatrale del Teatro Francigena a Capranica
DESCRIPTION:Comune di Capranica e ATCL\, circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio\, presentano la Stagione Teatrale del Teatro Francigena\, sei spettacoli in abbonamento. \n\n\n\nAd aprire la stagione\, sabato 10 gennaio alle 21\,00\, Le Volpi\, diLucia Franchi\, Luca Ricci\, conGiorgio Colangeli\, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato. Nell’ombra di una sala da pranzo\, all’ora del caffè\, in un’assolata domenica di agosto\, si incontrano due piccoli notabili della politica locale e la figlia di una di loro. Tutto intorno i pensieri volano già al mare e alle vacanze\, eppure restano da mettere in ordine alcune faccende che interessano i protagonisti della storia. Davanti a un vassoio di biscotti vegani\, si confessano legittimi appetiti e interessi naturali\, si stringono e si sciolgono accordi\, si regola la maniera migliore di distribuire favori e concessioni\, incarichi di servizio e supposti vantaggi. La provincia italiana è la vera protagonista della vicenda\, quale microcosmo in cui osservare le dinamiche di potere\, che hanno sempre a che fare con i desideri e le ossessioni degli individui. Morbidamente\, si scivola dentro un meccanismo autoassolutorio per cui è legittimo riservarsi qualche esiguo tornaconto personale\, dopo essersi tanto impegnati nella gestione della cosa pubblica. La corruzione è proprio questo concedere a sé stessi lo spazio di una impercettibile eccezione. Come scrive Leonardo Sciascia nel suo romanzo “Todo modo”: “I grandi guadagni fanno scomparire i grandi principi\, e i piccoli fanno scomparire i piccoli fanatismi”. Lo spettacolo è stato nella terna dei finalisti nominati ai Premi Ubu 2024 nella categoria ‘nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica’. \n\n\n\nDomenica 15 febbraio alle 18\,30\, Piccole Donne\, non devono morire\, di e con Francesca Pica eMaria Scorza\, regia Francesca Pica e Maria Scorza. Sud Italia.Oggi. Due sorelle\, Margherita e Pina\, sono in un cimitero per la riesumazione della sorella Bettina. Margherita è la maggiore\, felicemente sposata con Giovanni\, completamente assorbita dalla vita familiare. Pina\, la secondogenita\, scrittrice\, ha pubblicato un romanzo di successo\, ma le opere successive non sono all’altezza.  Le due sorelle attendono Emilia\, la piccola di casa\, che è in ritardo. Il cimitero\, luogo dell’attesa\, diventa un contenitore di ricordi\, confessioni\, discussioni\, verità.  Ispirato ai romanzi Piccole donne e Piccole donne crescono di Louisa May Alcott\, è un viaggio a ritroso delle piccole donne\, ora quarantenni\, che ricordando\, riflettono su cosa le ha fatte diventare le donne che sono\, cosa hanno ancora bisogno di dire e di fare per sentirsi libere. \n\n\n\nSabato 28 febbraio alle 21\,00\,Marcinelle\, storia di minatori\,testo e regia Ariele Vincenti\, con Ariele Vincenti\, Francesco Cassibba\, Sarah Nicolucci\,Giacomo Rasetti\, Vincenzo Tosetto. Lo spettacolo ripercorre minuziosamente la cronologia temporale di 4 minatori. Dalla partenza dai propri paesi d’origine\, alla morte nella miniera di Marcinelle. Quando i minatori partivano\, le piccole stazioni dei loro paesi si riempivano di mamme\, fidanzate\, amici e parenti che li salutavano. C’era hi era felice per loro\, come amici o conoscenti e c’era chi invece si disperava\, come le mamme e le fidanzate. Con le valigie di cartone i minatori viaggiarono in treno fino a Marcinelle. Gli erano state assicurate 28 ore di viaggio. In realtà furono 5 giorni in condizioni disumane a livello logistico e sanitario. Il primo impatto con Marcinelle non fu dei più positivi. Gli alloggi che gli erano stati promessi\, caldi e confortevoli erano al contrario scomodi e freddi. Le loro stanze si trovavano all’interno di ex campi di concentramento che i Tedeschi usavano durante la Seconda guerra mondiale.  Disumane le loro condizioni di lavoro: turni lunghi e faticosi\, i pagamenti a cottimo; più carbone recuperavano\, più la paga si alzava. I pasti erano scarsi. Se qualcuno chiedeva spiegazione di quelle condizioni ad un superiore\, veniva aspramente criticato e minacciato. Nella miniera\, il loro lavoro a mille metri di profondità era estenuante: per ore stavano sdraiati in piccole gallerie chiamate mine alte mezzo metro. Scavavano con uno scalpello percosso da un martello di ferro o con il Motor Pique\, un piccolo martello pneumatico dell’epoca in dotazione ai minatori. La mancanza d’aria. La polvere. Il rumore assordante\, i carrelli carichi di carbone\, i nitriti dei cavalli\, gli ascensori e altri suoni diventeranno una musica di accompagnamento per le azioni sceniche. Racconteremo anche come passavano il tempo libero. Un giorno andarono a Liegi per seguire l’arrivo vincente di Coppi e scoprirono che nei bar era vietato l’ingresso agli italiani. Da una partita a scopa alle telefonate a casa fino al momento della tragedia: tutti i minatori smettono di parlare. Rimarrà in sottofondo “la musica della miniera”\, così la chiamavano! \n\n\n\nDomenica 15 marzo alle 18\,30\, Ci prendesse un colpo\, la svolta della vita\, scritto da Tirocchi\,Paniconi\, Giacinti\, regia Andrea Palotto\, con Valeria Monetti\, Alessandro Tirocchi\, Maurizio Paniconi\, Simone Giacinti. Stella\, Walter\, Gianni e Bogdan non si sono incontrati\, si sono “riconosciuti”: hanno in comune un passato che gli ha negato i sogni\, e la voglia di riscatto. Si incontrano tutti i giorni al bar del capolinea della metro e un giorno\, complice un gesto folle\, si ritrovano a passare del tempo insieme e a conoscersi meglio\, scoprendo quanto siano simili tra di loro. Come dare una svolta a quella vita che non li soddisfa? Semplice\, rubare un’opera d’arte milionaria e coi soldi\, cambiare il corso degli eventi. Tra battute\, situazioni paradossali e colpi di scena\, capiranno che non tutto va secondo i loro piani! \n\n\n\nDomenica 29 marzo alle 18\,30\,La Moglie Perfetta\, con Giulia Trippetta. Una lavagna in scena\, una sedia di scuola\, una donna vestita anni ‘50. La storia è quella di Luisa\, una ragazza giovane e piena di sogni\, in un mondo vecchio quanto un cartellone pubblicitario ormai sbiadito\, Luisa diventa poi la docente di un singolare corso di comportamento e buone maniere: il suo è un seminario intensivo (solo per donne) di preparazione al matrimonio dal titolo “Si può far”. Il corso è volto all’istruzione delle giovani aspiranti sposine: quali sono le 10 regole da seguire per potersi trasformare nella moglie perfetta? La docente le mostra al pubblico come in una vera e propria lezione in cui ogni regola viene mostrata e spiegata in ogni sua parte\, in un crescendo di ironia\, surrealtà e gioco; ma\, come nella vita\, a volte la linea sottile tra gioco e realtà si confonde\, si offusca\, sbiadisce. Cosa si nasconde dietro la maschera di questa donna apparentemente perfetta? Crede davvero alle regole che impartisce con tanta dedizione\, o è semplicemente vittima di un sistema che la accetta solo perché sottomessa a stereotipi e chili di mascara? E può questa donna\, uscita da un’epoca che sembra non appartenerci più\, parlare alle donne di tutti i tempi? \n\n\n\nDomenica 19 aprile alle 18\,30\, La vera storia di Billie Holiday\, diBarbara Bovoli\, con Danilo Rea\,Barbara Bovoli e Oona Rea. Della cantante verranno raccontati l’infanzia\, le ristrettezze economiche\, la fame\, gli abusi\, le arbitrarie detenzioni\, poi gli esordi\, il successo\, le collaborazioni con i grandi pionieri del jazz\, le prime jam session\, i primi dischi\, i primi guadagni\, l’esaltazione di avercela fatta\, di essersi affrancata da una vita che sembrava segnata\, le risate\, le notti insonni su sgangherati torpedoni per infinite tournée\, le amicizie sincere (primo tra tutti Lester Young) ma poi… la nascita di strange fruit\, il ritrovarsi proprio malgrado investita del ruolo di “pioniera nella lotta per i diritti civili degli afroamericani”\, pesante da portare anche per chi non ha sulle spalle già tanta solitudine e disperazione\, perseguitata da coloro che volevano spegnere la sua voce perché pericolosamente rivoluzionaria e per alcuni persino “psicologicamente disturbante”. E allora\, la determinazione di chi non accetta di stare in silenzio di chi riconosce nella propria posizione privilegiata la possibilità di riscattare i tanti che non hanno voce\, la lotta all’apartheid\, la persecuzione politica\, gli agguati della polizia sotto gli hotel\, la costante fame di amore delusa da una lunga sequela di amori sbagliati\, di uomini che hanno visto nella sua fragilità un’occasione\, la rabbia (spesso anche fisica)\, la costante ricerca di autenticità\, la grande generosità\, la ricerca di affetti sinceri\, il rifugio nelle droghe per non sentire l’assordante solitudine\, e la solitudine come unica costante presenza di tutta la sua vita. Su Billie Holiday e’ stato scritto moltissimo\, su di lei sono stati fatti film\, scritti libri\, poesie\, canzoni. Sicuramente una delle figure femminili piu’ complesse e interessanti della storia della musica e su cui sono stati inventati gli aneddoti piu’ fantasiosi (la sua stessa autobiografia e’ costellata da incongruenze); ma le tante dissonanze biografiche sbiadiscono e cedono il passo all’immenso spessore umano che trasuda dalla sua disperata\, autentica\, incontenibile fame di amore e di verità. \n\n\n\nABBONAMENTI E BIGLIETTI \n\n\n\nABBONAMENTI \n\n\n\nIn vendita dal 1° dicembre 2025 \n\n\n\nAbbonamento a 6 spettacoli € 70\,00. \n\n\n\nBIGLIETTI \n\n\n\nin vendita online e al botteghino dal 2 gennaio 2026 \n\n\n\nBiglietto intero € 15\,00 – ridotto € 12\,00 \n\n\n\nBiglietto online € 15\,00 + € 1\,50 d.p. \n\n\n\nLa biglietteria del Teatro sarà aperta a partire da due ore prima di ogni spettacolo. \n\n\n\nBotteghino \n\n\n\nDal lunedì al venerdì presso il Centro Civico Piersanti Mattarella dalle ore 9:00 alle 12:00 e dalle ore 15:00 alle 18:30 \n\n\n\ninfo: \n\n\n\n3382015499 \n\n\n\nteatrofrancigena@comune.capranica.vt.it
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SUMMARY:"Mamma\, sei sempre nei miei pensieri… spostati!” al Teatro Boni
DESCRIPTION:Acquapendente si prepara ad accogliere una delle attrici più amate della comicità italiana: Cinzia Leone\, che sarà protagonista dello spettacolo “Mamma\, sei sempre nei miei pensieri… spostati!” domenica 11 gennaio 2026 alle ore 17\,30 ad Acquapendente al Teatro Boni in Piazza della Costituente\, 9 (VT). \n\n\n\nUn esilarante spettacolo che unisce comicità\, riflessione e un’analisi ironica del legame madre-figlia\, scritto dalla stessa Cinzia Leone e da Fabio Mureddu. Lo spettacolo accompagna il pubblico in un viaggio divertente e al tempo stesso toccante alla scoperta della “mammità”: quel rapporto viscerale\, complesso e universale che lega madri e figlie e che continua a influenzare pensieri\, scelte e comportamenti anche nell’età adulta. \n\n\n\nCon la sua inconfondibile ironia e il suo linguaggio diretto\, Cinzia Leone affronta con leggerezza e intelligenza il tema del distacco dal cordone ombelicale\, esplorando le dinamiche affettive che si tramandano di generazione in generazione. Un racconto comico e acuto che mette in luce come la figura materna\, nel bene e nel male\, lasci un’impronta profonda destinata a proiettarsi nel futuro delle famiglie. \n\n\n\nDurante il monologo\, l’attrice viene continuamente interrotta dalle telefonate della madre: un espediente narrativo che diventa lo spunto per una riflessione surreale e irresistibile sulle origini della vita\, dal protozoico fino ai giorni nostri. L’ironia pungente si intreccia così a momenti di autentico coinvolgimento\, passando dai grandi interrogativi esistenziali alle piccole grandi nevrosi quotidiane\, come gastrite e colite. \n\n\n\nIl pubblico di Acquapendente sarà trascinato in un’esperienza teatrale unica\, dove risate e momenti di commozione convivono armoniosamente. Al centro della scena\, il cordone ombelicale diventa simbolo di amore assoluto ma anche di un legame che può generare fragilità\, insicurezze e inevitabili conflitti.
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SUMMARY:"Venditori di anime" al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Venditori di anime scritto da Alberto Bassetti  è un’opera che tesse i fili di una storia che è insieme un inno di tributi e un turbinio di sconfitte e speranze vane\, vissute da tre figure reali ma misteriose allo stesso tempo\, ognuna pronta a dedicare tutta sé stessa per preservare un luogo che è alla base dei loro desideri e delle loro disgrazie: il teatro.  \n\n\n\nI tre personaggi\, interpretati da Bruno Governale\, Maddalena Emanuela Rizzi e Alessandro Scafati\,  incarnano le forze e le debolezze che sono legate a questo edificio\, che durante l’opera gli farà vivere un viaggio alla ricerca del proprio scopo: l’uomo\, che ha fatto della sua vita un inganno\, nella vacuità di un luogo che gli ha tolto tutto\, trae a sé il giovane neofita che\, con ardore ed emozione\, ambisce ai grandi desideri e ideali che tutti noi nutriamo sin dalla giovane età\, per poi accorgerci che questi non sempre portano alla nostra sazietà di desiderio e speranza. Il giovane aspirante autore vuole che il suo spazio resti quello che è\, anche se le necessità della vita gli impongono di venderlo poiché non ha i mezzi per poterlo gestire. Che fare? La risposta\, tormentatissima\, passerà attraverso tanti stati d’animo quanti ne consente il variegato pentagramma delle possibilità attorali\, e potrebbe arrivare in un momento di riflessione solitaria del personaggio\, proprio lì sul palcoscenico\, quando dal buio emerge uno strano personaggio di donna: fantasia\, fantasma\, terapia analitica o il corpo concreto di un’attrice\, che cerca di coinvolgerlo inventando\, come un turbine\, una rotazione di situazioni teatralissime\, profondendosi con ogni mezzo per offrire il meglio della sua arte antica\, misteriosa\, mimetica\, arcana? Lei guida il giovane in un percorso volto a desistere dalla cessione di quello spazio fisico\, fortemente spinta dall’uomo\, dove quell’arte può prender vita concreta\, fisica\, reale. Ma non sarà così facile\, e la donna dovrà ricorrere ad altri metodi\, trucchi teatrali e non\, senza indietreggiare neanche di fronte al ricorso ad un po’ di violenza\, forse più giocata che effettiva.  \n\n\n\nUn testo dedicato al teatro come luogo fisico\, struttura portante di tanti sogni\, ricordi\, emozioni che tendiamo troppo spesso a trascurare presi dalla rincorsa alla vita concreta\, economica\, informativa esterna ad esso. Ma il teatro contiene una propria specifica magia anche quando è spento\, chiuso\, addirittura bruciato!   \n\n\n\nLa compagnia Seven Cults srls\, guidata dalla sapiente regia di Filippo d’Alessio\, ci propone una commedia che parla di sogni\, una favola sempre attuale dove il dramma incontra la commedia e l’arte rischia lo sfratto!  \n\n\n\nVi aspettiamo domenica 11 gennaio alle ore 18.00 con apertura botteghino alle ore 17.30.  \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00  \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:PASSO A DUE\, Il Teatro al Cinema\, il Cinema in Teatro al Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Dalla scena allo schermo. Con grandi ospiti e capolavori cinematografici al Teatro Pirandello di Agrigento si parte con PASSO A DUE\, Il Teatro al Cinema\, il Cinema in Teatro a cura di Gianluca Arnone e Roberta Torre\, un viaggio appassionante attraverso le pellicole che hanno catturato la magia del Teatro. \n\n\n\nUn progetto che nasce da un’intuizione semplice ma fertile: accostare film che raccontano il teatro – nelle sue forme\, nei suoi fantasmi\, nelle sue memorie e reinvenzioni – a conversazioni vive con coloro che\, dentro questi film\, hanno dato corpo\, voce e visione a quella rappresentazione. Perché il teatro\, più di ogni altra arte\, esiste nella relazione\, nell’incontro; e il cinema\, specchio moltiplicato del reale\, ne raccoglie spesso le tracce\, le ombre\, le riscritture. Al Pirandello prende forma così una piccola stagione di dialoghi e visioni\, un itinerario tra film che del teatro fanno memoria\, scena\, ossessione\, carne.  \n\n\n\nOgni serata prevede un incontro pubblico con protagonisti d’eccezione della durata di 40/45 minuti circa\, moderato dal curatore della sezione Gianluca Arnone\, e a seguire la proiezione del film presentato. Primo appuntamento domenica 11 gennaio 2026 alle ore 20.00 con Leonora addio di Paolo Taviani presentato dall’ attore Fabrizio Ferracane e la produttrice cinematografica Donatella Palermo.  \n\n\n\nSarà poi la volta di Fotinì Peluso per il trentennale di Romeo + Juliet di Baz Luhrmann (14 febbraio) per poi dialogare con Michele Placido e Federica Luna Vincenti con Eterno visionario (28 marzo). Roberta Torre presenterà il suo Tano da morire (25 aprile) mentre Mario Martone concluderà gli incontri con Qui rido io (23 maggio).  \n\n\n\n “Passo a Due è un progetto a cui tengo molto – racconta Roberta Torre\, Direttore Artistico Teatro Pirandello – nato per mettere in dialogo due arti sorelle: il teatro e il cinema.  Il pubblico è invitato a scoprire film in cui il teatro non è solo sfondo o ispirazione\, ma parte viva e centrale della narrazione. Ogni appuntamento diventa un’occasione per riflettere sul rapporto tra la scena e lo schermo\, sull’arte dell’attore e sul potere del racconto che si muove tra finzione e realtà”.  \n\n\n\n“Un progetto – spiega il curatore Gianluca Arnone – nato per restituire al cinema la sua natura più autentica: quella dell’esperienza condivisa. E al tempo stesso per riconsegnare al teatro la sua vocazione originaria: il luogo della presenza\, dell’ascolto e dell’incontro dal vivo. Scegliere un teatro storico\, il Teatro Pirandello di Agrigento\, che porta il nome di uno dei massimi autori della nostra tradizione significa affidare a una cornice autorevole e solenne il compito di ridare vita a film indimenticabili e\, insieme\, di riattivare il rito scenico: una platea che respira\, la parola che risuona\, una comunità che si ritrova davanti alla magia della rappresentazione”. \n\n\n\nDI SEGUITO IL PROGRAMMA COMPLETO DEGLI APPUNTAMENTI: \n\n\n\nore 20.00 – proiezione film a seguire \n\n\n\n11 gennaio – Fabrizio Ferracane e Donatella Palermo presentano Leonora addio di Paolo Taviani (Italia\, 2022\, 90’) \n\n\n\n14 febbraio – Fotinì Peluso per il trentennale di Romeo + Juliet di Baz Luhrmann (USA\, 1996\, 120’) \n\n\n\n28 marzo – Michele Placido e Federica Luna Vincenti con Eterno visionario (Italia\, 2024\, 112’) \n\n\n\n25 aprile – Roberta Torre con Tano da morire (Italia\, 1997\, 95’) \n\n\n\n23 maggio – Mario Martone con Qui rido io (Italia\, 2021\, 133’)
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SUMMARY:Al via la 63 stagione Cinema Lux
DESCRIPTION:Il Cineforum Orione\, in collaborazione con il Cinema Lux\, presenta la 63esima Stagione Cinematografica\, che rappresenta un nuovo viaggio attraverso il cinema d’autore contemporaneo\, tra grandi firme internazionali\, nuove voci\, film premiati nei principali festival e appuntamenti speciali. \n\n\n\nDa gennaio a maggio 2026\, ogni lunedì e giovedì (con tre spettacoli alle ore 16.00 – 18.30 – 20.30)\, il pubblico potrà assistere a una selezione di opere che raccontano il mondo di oggi attraverso sguardi diversi\, linguaggi personali e storie capaci di emozionare\, interrogare e sorprendere. \n\n\n\nL’inaugurazione della stagione è in programma lunedì 12 gennaio (con replica giovedì 15 gennaio) con “Il mio cammino” di Bill Bennett (2024)\, che sarà con ingresso gratuito\, a sottolineare la vocazione culturale e inclusiva della rassegna.  \n\n\n\nIn questo film viene raccontata la storia la storia vera\, affascinante e travolgente\, di un uomo testardo\, divertente ed egocentrico che intraprende il Cammino di Santiago senza sapere perché\, ma che\, passo dopo passo\, scopre come questa esperienza possa trasformarlo radicalmente e cambiare per sempre il suo sguardo sulla vita. Solo quattro dei protagonisti sono attori professionisti. Tutti gli altri sono veri pellegrini\, incontrati lungo il Cammino. Questo dona al film una spontaneità autentica e coinvolgente. Il film saprà conquistare anche i semplici curiosi\, molti spettatori usciranno dalla sala con un’idea precisa: iniziare a pianificare il proprio Cammino. \n\n\n\nSeguiranno titoli di grande rilievo come “La famiglia Leroy” di Florent Bernard\, “I colori del tempo” di Cédric Klapisch\, “La gazza ladra” di Robert Guédiguian\, “Giovani madri” dei fratelli Dardenne\, “Scomode verità” di Mike Leigh\, “Tanna” di Martin Butler e Bentley Dean\, “Ritrovarsi a Tokyo” di Guillaume Senez\, “I morti non soffrono” con Viggo Mortensen\, “Crossing Istanbul” di Levan Akin e molti altri. \n\n\n\nLa programmazione si articola in sezioni tematiche che arricchiscono la rassegna: \n\n\n\n“Poker francese” e “Italiani di ieri e di oggi”\, dedicata al cinema contemporaneo italiano e d’Oltralpe; “Caleidoscopio sul mondo”\, per esplorare storie e culture internazionali;“Incontro con l’autore”\, con la presenza in sala lunedì 16 febbraio del regista Andrea Segre per il film “Noi e la grande ambizione”;“Il mito Marilyn”\, omaggio speciale a Marilyn Monroe nel centenario della nascita\, con la proiezione di un film restaurato a cura della Cineteca di Bologna. \n\n\n\nCompletano il calendario due appuntamenti speciali con film scelti tramite sondaggio tra i soci\, a conferma dello spirito partecipativo che da oltre sessant’anni caratterizza il Cineforum Orione. \n\n\n\nLa rassegna è riservata ai soci e si svolge presso il Cinema Lux (Largo Seggiola\, 168 – Messina). Sono previste formule di abbonamento agevolate per giovani\, studenti e senior\, oltre alla possibilità di utilizzare Bonus Cultura 18App e Carta Docente. \n\n\n\nCon la Stagione 2026\, il Cineforum Orione rinnova il proprio impegno: offrire cinema di qualità come occasione di incontro\, riflessione e condivisione\, mantenendo vivo un presidio culturale che da 63 anni accompagna la vita cinematografica della città. \n\n\n\nInfo:www.cinemaluxmessina.com – www.cineforumdonorione.comTel. 090.9216093
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SUMMARY:"ALTERS" al Teatro Tor Bella Monaca
DESCRIPTION:Approda a Roma\, dal 12 al 14 gennaio al Teatro Tor Bella Monaca\, ALTERS\, spettacolo scritto e diretto da Marianna Adamo\, anche in scena con Matteo Fasanella. \n\n\n\nUn thriller psicologico che esplora il tema della salute mentale\, del trauma e della frammentazione dell’identità. \n\n\n\nUna stanza spoglia in una REMS. Filippo e Nina si presentano\, entrambi dicono di essere psichiatri \n\n\n\nchiamati lì per curare l’altro. Chi è “il pazzo”? Chi mente? Inizia un duello verbale serrato dove ogni certezza vacilla\, le convinzioni si sgretolano e il confine tra sanità e follia diventa sempre più labile. \n\n\n\n Attraverso colpi di scena e rivelazioni progressive\, lo spettacolo trascina in un vortice dove vendetta e giustizia\, colpa e innocenza\, realtà e delirio si confondono fino all’esplosione finale. Un’indagine senza sconti sulla psiche\, sulla memoria che si difende spezzandosi\, e sul prezzo di essere “sano o pazzo”. \n\n\n\n“ALTERS nasce dalla necessità di portare in scena l’invisibile: il territorio della psiche quando le \n\n\n\ncertezze crollano e la verità diventa sfuggente. Ho costruito uno spettacolo che è un’indagine\, un \n\n\n\nthriller dove il pubblico è chiamato a risolvere un enigma che si complica ad ogni scena” _ dichiara Marianna Adamo. \n\n\n\n“La drammaturgia è un labirinto. Ogni certezza acquisita viene ribaltata\, ogni affermazione contiene il suo opposto\, ogni personaggio nasconde qualcosa. Chi è il paziente? Chi è il dottore? Chi mente e chi dice il vero? Lo spettatore procede per ipotesi che verranno puntualmente sovvertite\, fino a un finale che rilegge tutto ciò che è accaduto sotto una luce completamente diversa. La scelta scenografica è radicale: un tavolo nero\, due sedie nere. Nient’altro. Questa nudità non è minimalismo ma dichiarazione poetica. Sono gli attori a colorare la scena con la loro presenza\, le loro capacità interpretative\, la loro verità emotiva. La forza dello spettacolo risiede interamente nelle performance: i corpi\, le voci\, gli sguardi\, i silenzi diventano l’unica scenografia necessaria. In uno spazio vuoto\, l’intensità attoriale riempie tutto. Il pubblico non è spettatore passivo ma testimone attivo. Deve perdersi insieme ai personaggi\, dubitare delle proprie percezioni\, riconsiderare continuamente ciò che crede di aver capito. Il disorientamento è il cuore dell’esperienza teatrale. Solo attraverso questo smarrimento si può comprendere cosa significa quando la realtà diventa ambigua\, quando sanità e follia non sono più categorie nette.”
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SUMMARY:"Il rito del jazz" alla Cascina Cuccagna di Milano
DESCRIPTION:Dopo la pausa per le festività natalizie e per quelle di fine anno tornano gli appuntamenti con la musica dal vivo alla Cascina Cuccagna di Milano nell’ambito della rassegna Il rito del jazz\, a cura dell’associazione culturale Musicamorfosi\, un posto a Milano e Cascina Cuccagna\, in collaborazione con I-Jazz e con il patrocinio del Municipio 4 del Comune di Milano. La formula è quella collaudata del doppio set (alle ore 19.30 e 21.30) con ingresso libero (prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it). \n\n\n\nIl primo concerto del nuovo anno è in programma martedì 13 gennaio: sul palco del Cuccagna Jazz Club\, presso il ristorante un posto a Milano\, saranno di scena i giovani talenti Matteo Mariani (chitarra)\, Didier Yon (trombone) e l’esperto e versatile Alex Orciari (contrabbasso): il trio darà vita a un dialogo fatto di calde melodie e ritmi sincopati. Specializzati nel repertorio swing e bebop\, i tre musicisti rievocheranno con suoni e improvvisazioni raffinate le atmosfere degli anni Quaranta e Cinquanta\, celebrando le leggende del jazz attraverso eleganti arrangiamenti e composizioni originali. \n\n\n\nMartedì 20 gennaio ci sarà un gradito ritorno: sul palco del Cuccagna Jazz Club\, infatti\, si esibirà di nuovo il quartetto guidato dal trombonista e compositore Andrea Andreoli\, jazzista di grande talento che vanta collaborazioni illustri con il gotha del jazz nazionale e internazionale (Billy Cobham\, WDR Big Band\, Incognito\, Maria Schneider\, Vince Mendoza\, Fred Hersch\, Bob Mintzer\, Bill Laurence\, Randy Brecker\, Mike Mainieri\, Dave Weckl\, Ennio Morricone\, Enrico Rava\, Gianluigi Trovesi\, Fabrizio Bosso ma non solo). Insieme a Dario Spezia (chitarra)\, Carlo Bavetta (contrabbasso) e Matteo Rebulla (batteria)\, Andreoli presenterà l’album My Family Things\, il suo ultimo lavoro discografico\, nel quale esplora la complessità di bilanciare la vita del musicista con il ruolo di padre e marito\, spesso trovandosi diviso tra il desiderio di essere a casa\, in famiglia\, e l’impegno costante di tour ed esibizioni: «La musica del disco riflette questa dualità attraverso brani originali – afferma il trombonista – che sono dedicati o ispirati ai miei familiari. Questi brani sono intrisi di emozioni autentiche e profonde. La melodia è fondamentale nel mio processo compositivo e si riflette chiaramente nella musica del quartetto\, capace di fondere armonie sofisticate con motivi coinvolgenti». \n\n\n\nInfine\, per l’ultimo appuntamento del mese\, martedì 27 gennaio i riflettori saranno puntati sul trio formato dalla Simona Daniele\, Gabriele Boggio Ferraris e Davide Parisi\, che renderanno omaggio a Duke Ellington e al suo repertorio immortale. La voce di Simona Daniele incontrerà il calore del vibrafono di Gabriele Boggio Ferraris e la chitarra di Davide Parisi per un viaggio nei classici standard di matrice ellingtoniana e nei brani che il grande compositore afroamericano ha scritto per le sue big band.  \n\n\n\nCantante jazz con base a New York\, Simona Daniele è da tempo attiva sulla scena internazionale. Vincitrice di una borsa di studio Fulbright\, ha conseguito il suo secondo Master in musica Jazz al City College di New York e nella Grande Mela si esibisce su palchi prestigiosi come quelli del Jazz at Lincoln Center e del Minton’s Playhouse.  \n\n\n\nVincitore del premio Nuova Generazione Jazz (nel 2018)\, Gabriele Boggio Ferraris è uno dei vibrafonisti più apprezzati della scena nazionale e ha pubblicato cinque album da leader. Diplomatosi con il massimo dei voti e perfezionatosi sotto la guida di Andrea Dulbecco\, ha all’attivo collaborazioni con alcuni dei più noti esponenti del jazz italiano ed internazionale\, tra cui Dave Douglas\, Hindi Zara\, Steven Bernstein\, Stochelo Rosenberg e molti altri. Classe 2001\, Davide Parisi è un chitarrista specializzato nello stile Gypsy Jazz. Si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano\, milita in diverse formazioni e collabora regolarmente con figure di spicco del panorama italiano tra cui Dario Napoli\, Alessandro di Virgilio (Accordi Disaccordi)\, Paolo Tomelleri\, Alfredo Ferrario\, Tonino de Sensi ma non solo. \n\n\n\nIngresso libero. Informazioni e prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it \n\n\n\n  \n\n\n\nI CONCERTI DI GENNAIO 2026 \n\n\n\nMartedì 13 gennaio\, ore 19.30 e 21.30 \n\n\n\nSWING MY FRIEND! \n\n\n\nMatteo Mariani\, chitarra \n\n\n\nDidier Yon\, trombone \n\n\n\nAlex Orciari\, contrabbasso \n\n\n\n  \n\n\n\nMartedì 20 gennaio\, ore 19.30 e 21.30 \n\n\n\nANDREA ANDREOLI – MY FAMILY THINGS \n\n\n\nAndrea Andreoli\, trombone  \n\n\n\nDario Spezia\, chitarra  \n\n\n\nCarlo Bavetta\, contrabbasso \n\n\n\nMatteo Rebulla\, batteria \n\n\n\n  \n\n\n\nMartedì 27 gennaio\, ore 19.30 e 21.30 \n\n\n\nAL DUCA – OMAGGIO A DUKE ELLINGTON \n\n\n\nSimona Daniele\, voce \n\n\n\nGabriele Boggio Ferraris\, vibrafono \n\n\n\nDavide Parisi\, chitarra
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LOCATION:Cascina Cuccagna\, via Cuccagna 2/4\, Milano\, ITA\, 20135\, Italy
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SUMMARY:"Bachanale"\, viaggio centrifugo nella musica di Bach al Teatro Ghione
DESCRIPTION:Al Teatro Ghione di Roma\, mercoledì 14 gennaio\, AncheCinema\, presenta\, Bachanale\, viaggio centrifugo nella musica di Bach\, spettacolo musicale di e con il M° Mario Margiotta.Spettacolo musicale di e con il M° Mario Margiotta (voce narrante e pianoforte)\, dedicato al mondo di Bach\, shakerato in un cocktail esplosivo di musica\, divulgazione e tanta ironia. Uno spettacolo diverso da qualsiasi altro\, originale\, anticonformista e a prova di sbadigli\, capace di farti innamorare della musica di Bach.Una lezione di musica avvincente come un film. Il format originale\, presentato con successo in Italia e all’estero\, è interamente scritto e realizzato dal M° Mario Margiotta che\, nella sua originale formula di concerto\, lo vede impegnato nella doppia veste di pianista e divulgatore musicale. \n\n\n\nMargiotta non solo eseguirà i brani del grande compositore\, ma saprà sorprendere e incuriosire il pubblico in uno spettacolo che riporta virtualmente agli anni e al mondo in cui Bach ha vissuto e ha scritto le sue composizioni immortali. Chi ha detto che Bach è noioso?  Bachanale è uno spettacolo che mescola rigore\, genialità e tanta ironia. Un’esperienza in cui la complessità del compositore più rigoroso della storia prende vita. Tra fughe vertiginose\, giochi sonori e curiosità\, Bachanale conduce dentro la musica più matematica e folle di sempre\, con risate assicurate e sorprese continue. Non serve conoscere la musica: basta aprire le orecchie e lasciarsi travolgere dal ritmo\, dall’ingegno e dall’ironia di uno dei più grandi compositori di tutti i tempi. Mario Margiotta è un giovane e poliedrico artista barese che va confermandosi\, nel panorama del mondo classico e non solo\, come musicista sempre più apprezzato con un format tra i più originali e anticonformisti. \n\n\n\nL’artista crea sulla propria misura non un semplice concerto\, ma un vero e proprio spettacolo musicale\, che mescola il concerto al monologo teatrale\, la divulgazione culturale al cabaret in una performance che interseca tutti i generi in un risultato efficace ed estremamente godibile. Il format\, presentato in svariati spettacoli\, si dimostra come una formula tra le più fantasiose e apprezzate dal pubblico e si è imposto all’attenzione della critica\, tanto da venire esportato sia in tutta Italia che all’estero\, riscuotendo ovunque grandi consensi “𝘪𝘯 𝘶𝘯𝘰 𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘢𝘤𝘰𝘭𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘮𝘦𝘴𝘤𝘰𝘭𝘢 𝘮𝘶𝘴𝘪𝘤𝘢\, 𝘤𝘪𝘯𝘦𝘮𝘢\, 𝘵𝘦𝘢𝘵𝘳𝘰 𝘤𝘢𝘣𝘢𝘳𝘦𝘵 𝘦 𝘥𝘪𝘷𝘶𝘭𝘨𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘤𝘶𝘪 𝘔𝘢𝘳𝘨𝘪𝘰𝘵𝘵𝘢 𝘦̀ 𝘮𝘶𝘴𝘪𝘤𝘪𝘴𝘵𝘢\, 𝘴𝘤𝘳𝘪𝘵𝘵𝘰𝘳𝘦\, 𝘳𝘦𝘨𝘪𝘴𝘵𝘢 𝘦 𝘢𝘵𝘵𝘰𝘳𝘦 … 𝘶𝘯𝘰 𝘴𝘩𝘰𝘸 𝘮𝘢𝘯 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘦𝘵𝘰 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘱𝘳𝘰𝘯𝘵𝘰 𝘢 𝘴𝘵𝘶𝘱𝘪𝘳𝘦” (L’edicola del Sud). Tra le sue più recenti esibizioni ricordiamo la commissione dello spettacolo musicale FelliniRota per l’istituto Italiano di Cultura de Il Cairo (Egitto) e per la società Dante Alighieri di Bienna (Svizzera); gli spettacoli Bachanale\, Notturno con Chopin\, FelliniRota e Schumann/Carnaval\, tutti portati in scena presso l’Arena della Pace di Bari con un tutto esaurito e un pubblico di oltre settecento spettatori; la sua partecipazione presso il prestigioso Circolo dei Rozzi a Siena con lo spettacolo Notturno con Chopin\, la sua partecipazione al rinomato festival Il libro possibile di Polignano a Mare\, al fianco di personalità quali Umberto Galimberti\, Walter Veltroni ed Erri De Luca. Il suo canale Youtube\, dove carica clip tratte dai suoi spettacoli musicali\, ha totalizzato attualmente più di 700.000 visualizzazioni. \n\n\n\nAncheCinema è una società di produzione di teatro\, cinema\, eventi e progetti culturali che gestisce 4 teatri: il Teatro AncheCinema di Bari\, il Teatro Comunale Luciani di Acquaviva delle Fonti\, l’Arena della Pace e il Jolly di Bari. È un organismo di programmazione multidisciplinare riconosciuto dal Ministero della Cultura ed è soggetto beneficiario di donazioni Art Bonus. Ha fondato nel 2016 nel centro di Bari il Teatro AncheCinema: il primo teatro polifunzionale più accessibile d’Europa\, capace di ospitare spettacoli con orchestre sinfoniche\, eventi club senza sedute\, cinema\, teatro\, danza\, musica\, esposizioni di arti visive e che dispone di una pedana che può ospitare 36 carrozzine per persone con disabilità. AncheCinema è attiva dal 2001 e ha assunto l’attuale nome nel 2013. È stata fondata ed è amministrata dall’autore\, regista\, produttore e direttore artistico Andrea Costantino. Ha prodotto opere cinematografiche pluri-premiate a livello internazionale e selezionate in festival come la 67.Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica de La Biennale di Venezia. Produce artisti e spettacoli dal vivo come Shrek il Musical TYA\, su licenza ufficiale DreamWorks Theatricals e MTI Europe. \n\n\n\nbiglietti  25 euro
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SUMMARY:"Meno di due" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Torna a Roma\, Meno di due della compagnia Teatrodilina scritto e diretto da Francesco Lagi\, con Anna Bellato\, Francesco Colella\, Leonardo Maddalena dal 13 al 18 gennaio allo Spazio Diamante.  \n\n\n\nAl centro della scrittura di Francesco Lagi un’indagine continua nei meccanismi della relazione umana nella società contemporanea\, con uno stile che sospende attimi di quotidiano per rivelare fragilità e idiosincrasie\, in un racconto intimo e divertito\, costruito anche su ciò che è taciuto. In scena\, tre attori lavorano in profonda sintonia\, dando vita a personaggi autentici e riconoscibili\, capaci di svelarsi con tenerezza e leggerezza nella loro delicata insicurezza. Un racconto che intreccia emozione e ironia\, restituendo uno sguardo sensibile e attuale sull’umano. \n\n\n\nDue persone\, un uomo e una donna (interpretati da Francesco Colella e Anna Bellato)\, che si incontrano per la prima volta. \n\n\n\nDopo essersi scritti\, mandati foto\, conosciuti a distanza per alcune settimane\, forse mesi\, hanno deciso di vedersi per davvero. Lui per raggiungere lei ha fatto un lungo viaggio\, entrambi sono pervasi da una leggera trepidazione. All’inizio dello spettacolo li troviamo nell’attimo esatto in cui si conoscono e inizialmente non sappiamo niente di loro\, né chi siano né da dove vengano. Attraverso il loro dialogo e le domande che si fanno l’uno l’altra\, capiamo piano piano qualcosa di come sono fatti e di come pensano e di quale sia il loro passato. Assistiamo al dischiudersi di due persone che iniziano a conoscersi di fronte a noi\, siamo testimoni del primo momento reale\, vivo\, fra di loro. \n\n\n\nL’attimo in cui è finito il tempo delle chat\, dei profili\, delle foto truccate o sempre un po’ in posa\, e due persone si guardano negli occhi\, sperando di piacere all’altro e soprattutto cercando nell’altro qualcuno per cui perdere la testa. È una situazione che ci rende per forza un po’ goffi\, intimiditi\, impacciati e insicuri: desideriamo piacere e\, allo stesso tempo\, che quella persona che abbiamo davanti ci piaccia. Ed è nelle pieghe di questa insicurezza e di questa attesa che i due iniziano a parlare\, a conoscersi\, a scoprire e condividere parti di sé.  \n\n\n\nI nostri personaggi sono due persone adulte a cui la vita ha dato qualche botta\, hanno già delle storie alle spalle\, alcune delusioni e qualche ferita\, ma che oggi sono pronti a rimettersi in gioco e a cercare una relazione che li completi e che li renda felici. In questo momento sono pronti a scommettere su sé stessi e su uno sconosciuto\, per dare inizio a quel percorso misterioso e imperscrutabile che è una relazione nuova e potenzialmente tutta da costruire. \n\n\n\nLa loro giornata passa così\, in una quieta cittadina di provincia\, fra chiacchiere al bar\, silenzi\, viaggi in macchina e piccole delusioni.  \n\n\n\nUn’escursione in una grotta millenaria\, una partita a bowling\, una passeggiata fianco a fianco e un selfie venuto un po’ così. In mezzo a un nuvolone carico di pioggia\, si affaccia in lontananza una tiepida luce. Fino all’arrivo di un terzo personaggio incomodo e inatteso (interpretato da Leonardo Maddalena)\, che spariglia e fa venire a galla il taciuto e le contraddizioni\, che chiude il cerchio sul mistero della coppia\, dove uno più uno non genera per forza un due. \n\n\n\nDa martedì a venerdì ore 20.30\, sabato ore 19\, domenica ore 17 \n\n\n\nLe prossime date della compagnia:  \n\n\n\n12-15 marzo\, Diario di Lina\, Teatro Argot – Roma \n\n\n\n9 aprile\, Meno di due\, Cinema Teatro Italia – Dolo (VE) \n\n\n\n10 aprile\, Meno di due\, Sala Banti – Montemurlo (PO) \n\n\n\n11 aprile\, Meno di due\, Teatro Roma – Castagneto Carducci (LI) \n\n\n\n6-9 maggio\, Le vacanze dei signori Lagonìa\, Spazio Diamante- Roma \n\n\n\n15-17 maggio\, Le vacanze dei signori Lagonìa\, Sala Assoli – Napoli  \n\n\n\n19-31 maggio\, Le vacanze dei signori Lagonìa\, Teatro Franco Parenti – Milano
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SUMMARY:"Casa Lella" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Roma\, fine anni ‘ 40: siamo in una casa di piacere in via del Pellegrino\, nel centro della città.  \n\n\n\nLa tenutrice del bordello è la signora Lella\, una donna cinica e materiale\, disposta a tutto pur di guadagnare. Le prostitute che lavorano nel suo bordello sono tra le migliori della capitale: giovani\, belle\, eleganti. I servizi a disposizione dei clienti sono dei più svariati e la sala di accoglienza brulica sempre di gente in attesa di passare un qualche quarto d’ora di gioia.  \n\n\n\nVita “L’amorevole” lavora qui da tre anni. Ha vent’anni e ha lasciato la sua terra natìa\, la Puglia\, per sfuggire alla povertà. Ama l’amore e la vita\, è gioiosa e tenera\, ingenua e bisognosa come una bambina. Un anno fa ha conosciuto Penelope che ha voltato le spalle a famiglia ed amici; dopo aver rifiutato di sottomersi ad un matrimonio combinato. Penelope “La Gatta” ha diciassette anni\, è romana e si difende dietro ad una corazza molto spessa. Non si lascia mai andare\, mastica chicchi di caffè e si calma con i sigarelli e gli stornelli romani. \n\n\n\nLe due si completano\, sono agli antipodi eppure legate da un profondo affetto. Hanno stretto una salda amicizia fin da subito\, si divertono a fare esibizioni insieme per i clienti e si danno manforte in un mondo che vuole lasciarle sole e fra gli ultimi. Sono donne che lottano per la loro indipendenza e che non si sono piegate al loro destino.  \n\n\n\nTra i tanti uomini che frequentano il bordello\, c’è Giorgio\, un militare figlio del ventennio fascista e del patriarcato. Sarà lui a conquistare il cuore di Vita\, nonostante oscilli fra dimostrazioni di affetto e violenza crudele. Pur di rimanere fedele alla sua idea di amore\, pur di non perdere qualcuno che dice di amarla\, Vita accetterà di lasciare tutto e di ricominciare una vita con lui. \n\n\n\nPenelope\, in questo anno\, ha maturato; poco per volta; un sentimento sincero e vero per Vita. Per lei è la prima volta: per la prima volta sente il cuore battere forte nel petto.  \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nLa violenza di genere\, lo sfruttamento e l’oggettificazione del corpo femminile\, l’impossibilità di vivere un amore omosessuale\, la forza intrinseca nell’essere donna e la lotta per la propria indipendenza sono alcuni dei temi trattati in questo testo\, ancora molto attuali.  \n\n\n\nEd ogni azione o parola\, sono sostenuti dalle sfumature che appartengono all’animo umano: fragilità\, paura\, passione\, contraddizione e molto altro. \n\n\n\nCon: CLAUDIA LIGORIO\,  ALICE TEMPESTA\, VALERIO CASTRIZIANI\, GIOVANNA MALAPONTI \n\n\n\nmartedì e mercoledì ore 20.30 \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a TeatroBiglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12
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SUMMARY:" Finale di partita" al Teatro Biondo
DESCRIPTION:Michele Di Mauro e Giuseppe Sartori sono Hamm e Clov nella nuova edizione di Finale di partita di Samuel Beckett diretta da Gabriele Russo e prodotta dalla Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini insieme al Teatro Biondo di Palermo\, dove debutta martedì 13 gennaio alle ore 21.00. \n\n\n\nNei ruoli di Nagg e Nell sono Alessio Piazza e Anna Rita Vitolo\, le scene sono di Roberto Crea\, che ha realizzato anche le luci insieme a Giuseppe Di Lorenzo\, i costumi sono firmati da Enzo Pirozzi e le musiche di Antonio Della Ragione. \n\n\n\nRepliche fino a domenica 18 gennaio. \n\n\n\nGabriele Russo propone un’originale chiave di lettura del celebre testo di Beckett andato in scena per la prima volta nel 1957 e considerato un classico del Novecento: il cieco Hamm\, inchiodato su una sedia a rotelle e assistito da Clov\, che invece è condannato a non sedersi\, e i genitori rinchiusi dentro i bidoni della spazzatura\, sono per Russo i membri di una famiglia di oggi\, confinata in un asfittico bunker casalingo. \n\n\n\n«La famiglia – spiega il regista – resta la zona sismica per eccellenza del teatro. Da Sofocle in poi\, è il terreno dove si consuma la frattura tra il bisogno d’amore e la necessità di difendersi dall’amore stesso. Dentro un mondo che sembra aver superato il proprio apice di senso\, torno a Finale di partita partendo da lì: dalla famiglia come ultimo rifugio e\, insieme\, ultima prigione. L’intento è quello di liberare Beckett dalla cornice dell’assurdo e del “dopo la fine del mondo” per restituirlo a una realtà che ci appartiene. L’assurdo non è un genere: è una condizione quotidiana». \n\n\n\nIn questo “nuovo” Finale di partita ritroviamo dunque una famiglia disfunzionale dei nostri giorni\, segregata in un asfittico interno piccolo borghese a causa\, forse\, di una pandemia. La landa desolata che circonda l’edificio\, che per Beckett era la metafora di un’apocalisse prossima ventura\, potrebbe essere quella realtà concreta che tutti abbiamo vissuto e che può ripetersi da un momento all’altro. Il confinamento forzato fa esplodere tutti i conflitti e disagi che covano in seno alla famiglia: «L’appartamento di Hamm e Clov – continua Russo – è una casa reale\, decadente\, impoverita. Le finestre non si aprono più\, i genitori vivono da anni nel bagno\, non in un’astrazione scenica\, ma in una vasca che odora di ruggine e di memoria. Tutto ciò che li circonda è vero\, tangibile\, ma anche fragile come una memoria che si sbriciola. Il riferimento al periodo della pandemia resta sottotraccia\, non dichiarato. Non serve nominarlo: è rimasto nel corpo degli attori\, nei loro respiri trattenuti\, nella distanza con cui si parlano. La segregazione\, la stanchezza\, la convivenza forzata sono esperienze che oggi riconosciamo senza bisogno di metafore. Finale di partita diventa così una radiografia del nostro tempo: una famiglia chiusa in una routine che si ripete\, incapace di salvarsi e di smettere di provarci. Non un’allegoria filosofica\, ma una storia d’amore e di sopravvivenza\, nel tentativo disperato e tenerissimo di restare vivi» \n\n\n\n______________ \n\n\n\nFinale di partita \n\n\n\ndi Samuel Beckett \n\n\n\ntraduzione Carlo Fruttero \n\n\n\nregia Gabriele Russo \n\n\n\ncon Michele Di Mauro\, Giuseppe Sartori\, Alessio Piazza\, Anna Rita Vitolo \n\n\n\nscene Roberto Crea \n\n\n\ncostumi Enzo Pirozzi \n\n\n\ndisegno luci Roberto Crea e Giuseppe Di Lorenzo \n\n\n\nmusiche e progetto sonoro Antonio Della Ragione \n\n\n\nproduzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini / Teatro Biondo Palermo \n\n\n\ndurata: 90 minuti \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\nmartedì 13 gennaio ore 21.00 \n\n\n\nmercoledì 14 gennaio ore 17.00 \n\n\n\ngiovedì 15 gennaio ore 17.00 \n\n\n\nvenerdì 16 gennaio ore 21.00 \n\n\n\nsabato 17 gennaio ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 18 gennaio ore 17.00
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SUMMARY:Allegri Chirurghi al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Approda al Teatro de’ Servi\, dal 13 al 25 gennaio\, GLI ALLEGRI CHIRURGHI\, commedia di Ray Cooney con la regia di Matteo Vacca. \n\n\n\nMancano tre giorni a Natale\, e nel tranquillo ospedale S.Andrea fervono i preparativi per la consueta recita di Natale ma anche per l’importante conferenza annuale Ponsbory\, trampolino di lancio per il neosposo Dottor Simone Persichetti\, apprezzato e stimato chirurgo. Tutto è pronto quando irrompe sulla scena l’ex infermiera Luisa Sanna con una sorpresa che rischia di mandare all’aria le aspirazioni professionali del chirurgo. Infatti diciotto anni prima\, da una loro relazione clandestina  è nata una figlia\, che oggi medita vendetta. \n\n\n\nMancano tre giorni a Natale\, e nel tranquillo ospedale S.Andrea fervono i preparativi per la consueta recita di Natale ma anche per l’importante conferenza annuale Ponsbory\, trampolino di lancio per il neosposo Dottor Simone Persichetti\, apprezzato e stimato chirurgo. Tutto è pronto quando irrompe sulla scena l’ex infermiera Luisa Sanna con una sorpresa che rischia di mandare all’aria le aspirazioni professionali del chirurgo. Infatti diciotto anni prima\, da una loro relazione clandestina  è nata una figlia\, che oggi medita vendetta. \n\n\n\nInizia così una serie convulsa di bugie\, travestimenti e reciproci inganni per cercare di salvare la situazione\, in una vorticosa ed esilarante girandola di battute e gags scoppiettanti tipica della penna di Ray Cooney\, autore di altre commedie campioni d’incassi come “Taxi a 2 piazze” e “Se devi dire una bugia dilla grossa”. \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrario spettacoli \n\n\n\nda martedì a venerdì ore 21 \n\n\n\nsabato ore 17.30 e ore 21 \n\n\n\ndomenica ore 17.30 \n\n\n\nBiglietti 25€
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SUMMARY:"Rumori fuori scena" torna al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Rumori fuori \, l’inossidabile cavallo di battaglia della Compagnia Attori & Tecnici\, nel 2026 festeggerà il 43° anniversario dal debutto. Un evento raro nel panorama teatrale italiano: stesso adattamento e regia di Attilio Corsini\, stessa scenografia e stessi costumi che da oltre quattro decenni porta in scena lo stesso identico spettacolo\, con la stessa freschezza e sempre con lo stesso successo di pubblico. Con: Sabrina Pellegrino\, Carlo Lizzani\, Stefano Messina\, Chiara David\, Virginia Bonacini\, Stefano Dilauro\,Chiara Bonome\, Simone Balletti \n\n\n\nChi l’ha detto che il genio sia sempre serio e tormentato? La genialità può assumere inaspettatamente l’effetto di una gragnuola di risate\, di un susseguirsi di folli equivoci e di gag pirotecniche. Rumori fuori scena è tutto questo! \n\n\n\nÈ raro riuscire\, oggi\, a trovare una commedia non volgare\, non scontata\, non demenziale che riesca a far divertire. Ancora più raro è che una commedia del genere possa aver successo ormai da 43 anni. Rumori fuori scena scritto da Michael Frayne è un piccolo gioiello\, un meccanismo ad alta precisione in cui ogni elemento funziona in maniera perfetta\, è una delle più interessanti operazioni di teatro nel teatro. \n\n\n\nLa vicenda è incentrata sulle vicissitudini di una scalcinata compagnia di attori alle prese con una commedia degli errori farcita di sardine e porte che si aprono e chiudono. Nel mettere in ridicolo i tradizionali meccanismi della commedia classica\, l’autore agisce con semplicità e grande carica ironica\, senza stravolgere i canoni\, ma contribuendo ad incrinarne la già fragile consistenza. Il testo è diviso in tre atti: nel primo assistiamo alle prove generali dello spettacolo\, silenziosi invitati nascosti fra le poltrone del teatro; nel secondo assistiamo da dietro le quinte alle caotiche vicende della compagnia; nel terzo siamo spettatori di una drammatica\, ma ironica rappresentazione. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nLe note di regia sono andate smarrite nel corso degli anni ed è un vero peccato. Questa carenza ha fatto sì che molti spettatori lo abbiamo visto anche dieci volte e questo ci ha permesso tanti anni di repliche e tanti spettatori. Da allora non è cambiata nemmeno una virgola dello spettacolo. L’unico mutamento che si potrebbe notare\, rispetto al debutto\, è il mutamento fisico del gruppo storico degli attori che lo recitano da quel giorno. \n\n\n\nBiglietti (prevendita inclusa) \n\n\n\nintero: platea € 27\, galleria € 21  \n\n\n\nridotto (under 35/over 65/cral): platea € 20\, galleria € 17 \n\n\n\nridotto under 18: platea € 13\, galleria € 11 \n\n\n\nBotteghino: 06 5740170 – 06 5740598 \n\n\n\nVendita on-line e info: www.teatrovittoria.it \n\n\n\nCome arrivare: Metro: Piramide; Tram: 3; Bus: 23\, 30\, 75\, 83\, 170\, 280\, 716\, 781.
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LOCATION:Teatro Vittoria\, Piazza Santa Maria Liberatrice\, 10\, Roma\, 00153\, Italia
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