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SUMMARY:"Tre Sorelle" al Teatro India
DESCRIPTION:Approda sulla scena del Teatro India\, dal 28 aprile al 3 maggio\, Tre Sorelle di Anton Checov nella rilettura inedita di Liv Ferracchiati\, che dialoga con la tradizione senza rinunciare a uno sguardo personale. \n\n\n\nČechov scrisse l’opera nel 1900\, nella Russia attraversata da tensioni sociali e da un diffuso senso di stagnazione: in questo contesto nasce il destino di Olga\, Maša e Irina\, bloccate in una provincia che soffoca i loro desideri di riscatto e il sogno mai realizzato di tornare a Mosca. Lo spettacolo\, una produzione Teatro Stabile di Torino\, mette in risalto l’attualità del testo\, rivelando come l’immobilità e la frustrazione delle protagoniste trovino eco in una sensibilità contemporanea segnata da precarietà e incertezza. \n\n\n\nLa regia di Liv Ferracchiati scandaglia le contraddizioni interiori\, facendo luce sul bisogno umano di cambiare\, di immaginare un altrove\, pur sapendo che la vita\, spesso\, rimane incompiuta. \n\n\n\n«Tre sorelle è un testo filosofico sull’esistenza\, infatti somiglia a una sequenza di fotografie che racconta come l’essere umano impiega e attraversa il tempo prima di morire. La questione centrale non è il tempo che passa\, ma il momento in cui il tempo non garantisce più un senso\, una promessa\, una direzione – così commenta il regista Ferracchiati – Cechov non racconta un crollo improvviso: racconta un’erosione lenta\, un logoramento per accumulo\, una disgregazione silenziosa che avviene mentre la vita continua uguale a se stessa\, così che\, alla fine e in profondità\, tutto tende a equivalersi. Come direbbe Čebutykin\, l’anziano dottore: “tutto è uguale”. In Cechov\, però\, anche il ricordo del passato sbiadisce e si perde ogni riferimento. Non a caso nel terzo atto\, Čebutykin rompe l’orologio appartenuto alla madre delle sorelle\, la donna che ha amato e che ora quasi non ricorda più. Un atto violento\, apparentemente casuale\, che neppure lui riesce a giustificare e che mostra una verità\, apre un varco nella narrazione del tempo e della memoria. \n\n\n\nSiamo nella notte dell’incendio\, quando il buio dell’inconscio viene rischiarato per un attimo dalle fiamme. Questo orologio di porcellana in pezzi\, a terra\, è per noi uno dei nuclei più potenti dell’opera e da qui abbiamo scelto di irraggiare l’azione. Čechov parla del tempo per parlare della vita e l’orologio è\, in questa prospettiva\, un oggetto di sfondo appartenente a un’epoca in cui si credeva che il tempo conducesse da qualche parte. Le tre sorelle\, in effetti\, ricercano ancora una direzione di senso\, solo che non la cercano nella realtà e\, nella nostra riscrittura\, già nel primo atto il sentimento della promessa appare attenuato\, si nota subito che qualcosa non va. Le protagoniste sono supponenti nel senso più profondo: presumono di potersi collocare oltre il mondo\, di abitare una dimensione più alta\, più pura. Non entrano mai davvero nella vita concreta\, non si sporcano le mani. Quindi l’aspirazione alla realtà è\, anch’essa\, una finzione. Natàša\, al contrario\, è l’unico personaggio davvero fattivo. Vive interamente dentro la realtà\, costruisce\, occupa spazio\, agisce. Ma proprio per questo non vede il lato tragico del vivere\, non si pone domande di senso: semplicemente va avanti. Tra queste due posture – la supponenza astratta delle sorelle e il pragmatismo cieco di Natàša – Cechov dispiega tutte le possibilità dell’umano. \n\n\n\nRacconta quel momento in cui le promesse crollano e gli orizzonti di significato si dissolvono\, senza che se ne siano formati di nuovi. Allora si può credere nel caos\, in Mosca – unico luogo in cui sembra che una vita diversa sia possibile – in un lavoro\, nell’amore o nel Nulla\, ma tutto si somiglia. Per questo Tre sorelle ci appare così contemporaneo: anche il nostro tempo ha perso le sue garanzie senza trovare nuove fondamenta. Eppure tutti i personaggi hanno dentro di sé una furiosa voglia di vivere.» \n\n\n\nFondazione Teatro di Roma _www.teatrodiroma.net \n\n\n\nBiglietteria: tel. +39 06 877 522 10 – biglietteriaindia@teatrodiroma.net _ Biglietti: €18\, ridotto €12 \n\n\n\nData e orari spettacolo: 28 aprile – 3 maggio 2026 I tutte le sere ore 20 – domenica ore 18  \n\n\n\nDurata spettacolo: 1 ora e 50 minuti
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SUMMARY:"I Giovedì del Cinema dei Diritti Umani" al Liceo Alfano di Salerno
DESCRIPTION:La rassegna «I Giovedì del Cinema dei Diritti Umani» torna al Liceo Alfano I di Salerno\, in via dei Mille 40\, da martedì 28 a giovedì 30 aprile 2026\, con la sua XIII edizione. La manifestazione è promossa dall’associazione Cinema e Diritti e dal Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli\, in collaborazione con il liceo salernitano. Le tre proiezioni\, a ingresso libero\, si terranno nell’Aula Magna dell’istituto e saranno precedute e seguite dal confronto con i registi e i testimoni dei fatti raccontati nei film. \n\n\n\nL’edizione 2026 si intitola «I bambini alla guerra» e propone tre documentari ambientati in Palestina\, Argentina e Napoli\, accomunati dal tema dell’infanzia esposta alla violenza dei conflitti armati\, delle dittature e delle mafie. \n\n\n\nSi parte martedì 28 aprile alle ore 17.30 con «GAZA: A Stolen Childhood» (Qatar\, 2025\, 50 minuti)\, diretto da Moamen Ghonem. Il documentario segue per circa un anno le vicende di Mohammad\, Farah e Sabri\, tre bambini della Striscia di Gaza cresciuti sotto i bombardamenti successivi al 7 ottobre 2023. Alla proiezione interverranno Tina Marinari\, di Amnesty International Italia\, e\, in collegamento\, Luisa Morgantini\, presidente di Assopace Palestina. Il dibattito toccherà anche le condizioni di reclusione dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane e i contenuti dell’ultimo dossier della relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese. \n\n\n\nMercoledì 29 aprile alle ore 10.00 sarà la volta di «Identità Rubata» (Regno Unito\, 2025\, 25 minuti)\, di Florencia Santucho e R. Vázquez-Salessi. Il film racconta la storia di un uomo di 46 anni\, rapito alla nascita durante la dittatura militare argentina del 1976-1983\, che ritrova la famiglia biologica grazie al lavoro delle Nonne di Plaza de Mayo. Alla proiezione interverranno la regista Florencia Santucho e lo scrittore Damiano Gallinaro\, la cui presenza consentirà di approfondire la vicenda del fumettista Héctor Germán Oesterheld\, autore de «L’Eternauta»\, scomparso nei primi anni della dittatura\, insieme a una panoramica sull’Argentina contemporanea. \n\n\n\nLa rassegna si chiude giovedì 30 aprile alle ore 10.00 con «La Madre» (Italia\, 2023\, 61 minuti)\, di Amalia de Simone. Il documentario ricostruisce\, attraverso intercettazioni tratte dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli\, le faide tra bande di minori che per anni hanno segnato un’area del centro antico partenopeo\, patrimonio UNESCO. Alla proiezione sarà presente la regista e giornalista Amalia de Simone. \n\n\n\n«Le guerre di questi anni sembrano avere nel mirino proprio i minori – osserva il coordinatore dell’associazione Cinema e Diritti\, Maurizio Del Bufalo –\, per annientarli o\, attraverso il loro sacrificio\, intimidire genitori\, fratelli e parenti. È uno stratagemma perverso e crudele che non tiene conto né delle etnie né delle latitudini\, e che ritroviamo non solo nelle guerre dichiarate\, ma anche nei conflitti civili e nascosti\, come quello strisciante delle mafie contro lo Stato. Neppure le nostre città si salvano: le periferie delle metropoli europee sono piene di tragedie che si consumano all’ombra della movida\, dove i minori diventano corrieri dello spaccio\, guardaspalle dei camorristi\, pistoleri incensurati. Il Cinema può offrire una risposta più obiettiva a questi interrogativi\, documentando realtà spietate e offrendo al tempo stesso una speranza di redenzione». \n\n\n\nLa manifestazione\, giunta alla sua XIII edizione\, consolida la collaborazione tra il Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli e il Liceo Alfano I di Salerno\, che ospita proiezioni e dibattiti aperti al pubblico e agli studenti di altri istituti cittadini. La rassegna si inserisce nell’attività ventennale del Festival partenopeo a sostegno delle campagne per la difesa dei diritti umani.
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SUMMARY:Metamorfosi intangibile di Uemon Ikeda 
DESCRIPTION:Fino al 20 maggio 2026\, PROSA_contemporanea presenta la mostra personale Metamorfosi intangibile di Uemon Ikeda a cura di Alberto Dambruoso\, con il patrocinio dell’Istituto di cultura giapponese (The Japan Foundation 国際交流基金) e della Fondazione Italia Giappone. \n\n\n\nUemon Ikeda continua il suo percorso artistico negli spazi di PROSA dopo la recente partecipazione al progetto Uno spazio di scambi e connessioni. Forme dell’arte contemporanea giapponese nella penisola italica presso il Museo Venanzo Crocetti\, nell’ambito delle attività celebrative del 160º Anniversario del Trattato di Amicizia tra Italia e Giappone dedicato agli artisti giapponesi contemporanei che hanno scelto l’Italia come luogo privilegiato di formazione\, ricerca e sintesi creativa. \n\n\n\nDa PROSA_contemporanea Ikeda presenta un’installazione ambientale\, in collaborazione con l’artista Ximena Robles\, costituita da un filo di lana e seta rosso che percorrerà lo spazio e con la quale il pubblico potrà interagire. Durante il vernissage l’attenzione si è poi spostata su una spettacolare danza Butoh\, eseguita da Flavio Arcangeli\, che ha dialogato con il lavoro dell’artista. All’installazione si affiancano alcune opere realizzate in acquerello su carta.  \n\n\n\nCome scrive Alberto Dambruoso nel testo critico: «Ikeda ha sviluppato nel corso della sua carriera un tipo di pittura che si è mossa liberamente tra figurazione e astrazione con rimandi all’arte concettuale soprattutto laddove la scrittura diventa un tutt’uno con l’opera. Lo stesso senso di libertà lo si può ritrovare anche nei mezzi espressivi adottati dall’artista che\, oltre alla pittura\, comprendono anche l’installazione\, il disegno e la scrittura. L’installazione è\, tra tutti i medium adottati\, quello più utilizzato negli ultimi anni dall’artista. Essa si è resa protagonista di numerosi interventi in luoghi fortemente connotati storicamente\, come la Piramide Cestia a Roma o il Palazzo Reale di Napoli. Si tratta di installazioni aeree che Ikeda realizza in luoghi all’aperto o al chiuso\, servendosi di un filo rosso composto da lana e seta con il quale crea ambienti\, circoscrive spazi\, modificando così la percezione di luoghi noti o\, al contrario\, facendo insorgere dal nulla spazi prima inesistenti. L’artista mette anche in comunicazione l’interno con l’esterno\, il dentro e il fuori generando in questo modo anche una poetica degli opposti in cui si incontrano il visibile e l’invisibile\, il pieno e il vuoto.  \n\n\n\nPer la mostra concepita per PROSA_contemporanea\, Ikeda ha pensato ad un progetto espositivo che mette sullo stesso piano la pittura\, rappresentata da una serie di acquerelli dipinti su carta\, e l’installazione con il filo rosso che ridisegna lo spazio della galleria. In occasione della serata inaugurale Ikeda ha pensato di rendere “viva” l’installazione realizzata in collaborazione con l’artista Ximena Robles\, attraverso una performance di danza Butoh interpretata dal performer Flavio Arcangeli. Questo tipo di danza nasce in Giappone negli anni ’50 e si inserisce nel clima di apertura ad altre forme d’arte: il gruppo Gutai ne costituiva in questa direzione un esempio. La danza Butoh è un tipo di danza volta a liberare gli impulsi fisici e mentali ed è definita come una danza metamorfica. Da qui “Metamorfosi intangibile”\, il titolo che Ikeda ha voluto dare alla sua mostra. Una trasformazione immateriale dello spazio che non si può toccare ma che ogni spettatore può ricostruire idealmente.» \n\n\n\nOrari: dal lunedì al venerdì 16.00 – 18.30; sabato su appuntamento tel. 3384858398ingresso libero
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SUMMARY:"Una Rete in viaggio 2026" all'Università di Venezia
DESCRIPTION:Martedì 28 aprile\, alle ore 14\, l’Università Iuav di Venezia ospiterà un nuovo appuntamento di “Una Rete in viaggio 2026”\, il ciclo di incontri promosso da Rete Fotografia. L’evento avrà luogo presso il Cotonificio (Aula G1) dell’Ateneo\, situato a breve distanza dall’Archivio Progetti\, custode di un patrimonio unico che documenta la cultura del progetto del XX e XXI secolo. \n\n\n\nL’iniziativa Una Rete in viaggio nasce per favorire il confronto tra soci e istituzioni\, promuovendo collaborazioni e riflessioni condivise sul ruolo della fotografia oggi.   \n\n\n\nIl tema scelto per l’edizione 2026\, Ritratti di fotografia\, trova nell’appuntamento veneziano\, dal titolo Estetica del Ritratto\, un momento di approfondimento dedicato al dialogo tra fotografia e arte figurativa. \n\n\n\nAd aprire i lavori sarà Carlo Montanaro (Circolo Fotografico La Gondola ETS)\, con un excursus sul ritratto dal Settecento fino all’avvento della fotografia\, seguito dall’approfondimento di Alessandro Rizzardini (Circolo Fotografico La Gondola ETS) su specifici aspetti iconografici. \n\n\n\nInterverranno quindi Roberta Basano ed Elena Boux (Museo Nazionale del Cinema)\, che presenteranno una selezione di ritratti su dagherrotipi conservati nelle collezioni del museo torinese\, evidenziandone il ruolo della raccolta come strumento di definizione dell’identità. A seguire\, Daniela Pacchiana (Museo delle Storie di Bergamo) proporrà un focus sul fondo Eugenio Goglio\, composto principalmente da ritratti\, singoli e di gruppo\, mentre Patrizia Piccini (Fototeca Ando Gilardi) illustrerà i fondi della Fototeca\, soffermandosi su alcune peculiarità legate al ritratto\, tra cui le pratiche di postproduzione. \n\n\n\nA chiudere l’incontro sarà la fotografa Marina Alessi (Associazione Tau Visual)\, che offrirà una testimonianza diretta della propria esperienza professionale nel genere del ritratto. \n\n\n\nPrenotazione obbligatoria EVENTBRITE \n\n\n\nL’incontro si potrà seguire in streaming sul canale YOUTUBE e sulla pagina FACEBOOK di Rete Fotografia \n\n\n\nDidascalie immagini allegate \n\n\n\nGhitta Carell\, Ritratto fotografico di Maria José del Belgio\, Roma 1938 circa © Fototeca Ando Gilardi \n\n\n\nArchivio Progetti Iuav\, Venezia\, sala consultazione \n\n\n\nEugenio Goglio\, Valle Brembana. Ritratto di donna con figli\,1890/99 © Eugenio Goglio – Museo delle storie di Bergamo \n\n\n\n© Marina Alessi\, Claudio Bisio-ritratto celebrity \n\n\n\nGhitta Carell\, Ritratto fotografico di Camilla Cederna\, Roma 1950 circa © Fototeca Ando Gilardi
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SUMMARY:"In Arte son Chisciottə” al TBM
DESCRIPTION:Un cavaliere che attraversa i secoli e continua a sfidare il mondo: è questo lo spirito di “In Arte son Chisciottə”\, una produzione Officine della Cultura in scena al Teatro Tor Bella Monaca di Roma da lunedì 27 a giovedì 30 aprile con inizio alle ore 21:00. Un’opera che rilegge l’immortale capolavoro di Cervantes attraverso un teatro “a vista”\, dove attrici\, musicisti\, scenografa e tecnici portano il pubblico dentro e fuori la storia\, fra realtà e finzione\, sogno e concretezza. \n\n\n\nAbitano la scena Luisa Bosi ed Elena Ferri\, accompagnate dalle musiche originali di Massimo Ferri\, eseguite dal vivo da I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo – Luca Baldini (basso\, cajon)\, Massimo Ferri (chitarra\, oud\, mandolino)\, Gianni Micheli (clarinetto\, flauto\, fisarmonica)\, Mariel Tahiraj (violino). La scenografia prende forma sotto gli occhi degli spettatori grazie a Lucia Baricci\, mentre Paolo Bracciali cura live luci ed effetti. Le riprese e la regia video sono affidate a Pierfrancesco Bigazzi e Giulio Dell’Aquila di Materiali Sonori\, con la collaborazione di Stefano Ferri\, anche responsabile degli studi e delle documentazioni. La regia è di Luca Roccia Baldini. \n\n\n\nIl racconto si snoda su tavoli disposti a ferro di cavallo\, fra ombre\, pop-up\, oggetti animati e una regia video che permette al pubblico di entrare nel cuore del “teatro da tavolo” cifra distintiva di questa produzione\, vincitrice del contest #SociaLive promosso da Agis e Meta. Il risultato è uno spettacolo capace di coinvolgere adulti e famiglie grazie alla pluralità dei linguaggi e alla forza evocativa della musica dal vivo. \n\n\n\nParticolarmente centrale è il ruolo dell’OMA\, che da anni incarna un’idea di musica come incontro e appartenenza. In questo lavoro la loro presenza diventa simbolo di una comunità che si riconosce nella diversità\, riflettendo i temi del viaggio\, del coraggio e dell’immaginazione che animano il personaggio di Chisciotte. Le musiche\, costruite come una suite in continua trasformazione\, non accompagnano semplicemente l’azione scenica: la guidano\, la amplificano\, la spingono in avanti. L’uso della tecnologia e delle riprese dal vivo non è solo un espediente narrativo\, ma un vero e proprio linguaggio parallelo: la videocamera osserva\, traduce\, ingrandisce\, mette il pubblico di fronte ai suoi stessi mulini a vento. In un costante gioco di specchi\, lo spettacolo invita a interrogarsi su ciò che consideriamo reale e ciò che scegliamo di credere\, ricordando che ogni visione è anche una finzione condivisa. \n\n\n\n«Abbiamo creato un Don Chisciotte sempre più attuale e sognatore» afferma il regista Luca Roccia Baldini\, che descrive lo spettacolo come un percorso dove «sogni\, avventure e fallimenti si intrecciano al ruolo del teatro\, della giustizia\, dei diritti e del riscatto». Per l’autore Samuele Boncompagni\, la riscrittura è «un atto rivoluzionario»\, perché oggi i giganti da combattere sono le distanze\, le mediazioni\, la confusione tra vero e falso: «Nel mio testo c’è il vento\, il volo\, l’atto creativo di immaginare il reale diverso. Giocare al teatro è una lucida follia\, un gesto politico prima che culturale». \n\n\n\n“In Arte son Chisciottə” nasce dalla sfida – tutta donchisciottesca – di continuare a fare teatro anche quando sembrava impossibile\, trasformando limiti e difficoltà in nuovi linguaggi scenici. La ricerca di un rapporto diretto e onesto con il pubblico è parte integrante di questa missione: nessun artificio è nascosto\, tutto è a vista\, perché ciò che conta è l’atto del costruire insieme un racconto. «Io so chi sono\, e chi posso essere\, se voglio» scrive Cervantes. “In Arte son Chisciottə” fa di questa frase un invito ad abbracciare il sogno\, anche quando “ci piove dentro”. Un cavaliere singolare. Un plurale femminile. Un’avventura da condividere. \n\n\n\nNota del regista \n\n\n\nAnnus horribilis 2020\, in piena pandemia e confusione mentale. Unica speranza trovare un’idea per sopravvivere artisticamente. Grazie all’immaginazione ci siamo riusciti ed abbiamo creato un Don Chisciotte che è sempre più attuale e sempre più sognatore. La messa in scena è allo stesso tempo semplice e complessa\, così come gli argomenti trattati. Un percorso fatto da tutta la compagnia\, dall’ideazione alla creazione fino alla messa in scena. Tre piani di lettura che si incrociano\, tre tecniche visive che si miscelano. Parleremo di sogni\, di avventure\, di speranze\, di fallimenti ma anche di come il teatro possa riassumere tutto questo. Di come possa rappresentare ed essere “la Vita”. Parleremo di “genere”\, di violenza\, di diritti\, di donne e di riscatto. Di giustizia. Per arrivare a capire che siamo donne e uomini che vivono in un territorio da condividere\, in un mondo da condividere\, in una realtà da condividere. Nessuno sovrasta l’altro\, tutti accolgono tutti. Un mondo che andrà contro a chi lo vuole annientare\, in cui la natura tornerà a impossessarsi del proprio spazio\, un mondo dove gli ultimi hanno più importanza dei primi. Il Teatro continuerà a vivere comunque. Annus horribilis 2021… andiamo in scena. Luca Roccia Baldini \n\n\n\nNota dell’autore \n\n\n\nCon Don Chisciotte si sono confrontati grandi artisti di ogni epoca e di ogni parte del mondo: libri\, film\, canzoni\, opere d’arte\, spettacoli di teatro e danza. Fare uno spettacolo sul Don Chisciotte di Cervantes\, considerato il primo romanzo moderno e che in molti definiscono il miglior romanzo di tutti i tempi è di per sé un’impresa\, appunto\, donchisciottesca. Di fronte alla complessità del testo originale\, si deve per forza scegliere. Così\, nella mia riscrittura\, Don Chisciotte diventa il “fare teatro”. I Giganti contro i quali ci troviamo a combattere in questo tempo sono mulini a vento che impediscono di incontrarci “dal vivo”\, che ci tolgono gli strumenti per leggere la realtà\, viviamo in una società dove finto e falso si confondono\, un mondo dove spesso a un Don Chisciotte manca un Sancio Panza\, e viceversa. Nel mio testo ci sono il vento\, il volo\, l’atto creativo di guardare il reale immaginandolo diverso\, senza mai smettere di sognarlo in continua mutazione: e così\, in questi tempi bui\, giocare al teatro diventa un atto rivoluzionario\, una lucida follia\, un’azione politica prima che culturale. Per questo “Chisciotte” sta ad indicare sia un cavaliere singolare\, che un plurale femminile\, per questo l’uso della schwa nel titolo. La drammaturgia è nata in forma di suite barocca in sei movimenti a cui si sono aggiunte due parti: una in testa\, per entrare nella storia\, e una in coda\, per portarsi il racconto anche a casa propria finito lo spettacolo. \n\n\n\nIl teatro è inutile\, come le azioni intraprese da Don Chisciotte\, per questo è giusto continuare a farlo.  Samuele Boncompagni \n\n\n\nOrchestra Multietnica di Arezzo – biografia \n\n\n\nCostituita nel 2007\, l’Orchestra Multietnica di Arezzo (OMA) ha intrecciato in questi anni un percorso di culture e tradizioni attraverso concerti\, spettacoli e laboratori in tutta Italia. Un cammino di pace e di nomadismo che unisce le sponde del Mediterraneo\, dal Nord Africa ai Balcani\, fino all’Italia\, riflettendo le rotte antiche e nuove delle migrazioni. \n\n\n\nL’OMA nasce come laboratorio permanente aperto a musicisti di diverse provenienze\, in particolare stranieri e seconde generazioni. Accanto all’attività concertistica\, promuove laboratori e lezioni-concerto per scuole\, profughi e richiedenti asilo\, con l’obiettivo di costruire una società multiculturale in cui la diversità sia un valore condiviso. \n\n\n\nHa pubblicato sette album prodotti o co-prodotti da Officine della Cultura. Tra i riconoscimenti ricevuti\, il Premio “Suoni di Confine” del MEI e Amnesty International (2010) e il Premio Sangiorgino (2021). Nel tempo l’OMA ha collaborato con artisti come Paolo Benvegnù\, Cisco\, Raiz\, Moni Ovadia\, Bandabardò\, Shel Shapiro\, Dario Brunori\, Stefano Massini\, Ottavia Piccolo\, Amanda Sandrelli\, Neri Marcorè e molti altri\, partecipando anche a programmi televisivi su Rai3 e La7. Oggi l’orchestra riunisce circa 35 musicisti provenienti da quattro continenti\, offrendo al pubblico un viaggio sonoro dal Mediterraneo al Sudamerica\, dall’Est Europa al Bangladesh: una festa di suoni\, lingue e colori. \n\n\n\nINFO E BOOKING \n\n\n\nLuca Baldini: luca@officinedellacultura.org
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SUMMARY:Marco Marzocca in “Chi Me lo Ha Fatto Fare" alla Sala Umberto
DESCRIPTION:Marco Marzocca in “Chi Me lo Ha Fatto Fare”\, scritto da Marco Marzocca con la collaborazione di Claudio Fois\, il 27 aprile\, alla Sala Umberto di Roma. Il tour dello spettacolo è prodotto e organizzato da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. Uno spettacolo comico\, intimo\, sorprendente\, un viaggio ironico e toccante nella vita di un artista che ha fatto dell’imprevisto la sua regola d’arte. Marco Marzocca apre il sipario sulla sua esistenza: da perito elettronico a farmacista\, da comico a volto amato di cinema\, radio e televisione. Con la sincerità di una confidenza e l’energia della stand-up\, racconta i momenti che l’hanno trasformato\, le risate che l’hanno guidato\, gli incontri che gli hanno cambiato il cammino. Tra i suoi iconici personaggi – dall’inconfondibile Ariel al tenero Michelino – e aneddoti vissuti al fianco di giganti come Corrado Guzzanti e Gigi Proietti\, Marzocca costruisce un racconto che è molto più di uno spettacolo: è un atto d’amore verso il pubblico\, il mestiere dell’artista e la bellezza dell’imperfezione umana. Avviso importante: si consiglia di portare un cambio e avvertire casa. Non tanto per la durata… ma per la quantità di emozioni da gestire \n\n\n\nBIGLIETTI IN VENDITA SU TICKETONE.IT 
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SUMMARY:"LE AGRAE PONTINAE" la stand up al Teatro Hamlet
DESCRIPTION:Stand up al Teatro Hamlet: Annalise Del Morrone e Mary G protagoniste di una serata di comicità tagliente \n\n\n\nLunedì 27 aprile con inizio alle ore 21\,00 il Teatro Hamlet\, in via Alberto da Giussano 13\, ospiterà una serata interamente dedicata alla stand-up comedy con due protagoniste d’eccezione: Annelise Del Morrone e Mary G. \n\n\n\nDue voci diverse ma complementari saliranno sul palco per offrire al pubblico uno spettacolo che mescola ironia\, osservazione e provocazione. Attraverso uno stile diretto e senza filtri\, le due comiche porteranno in scena un mix di riflessioni e battute dalla comicità tagliente\, capaci di smontare luoghi comuni e mettere in discussione certezze che spesso diamo per scontate. \n\n\n\nLa stand up diventa così uno spazio di libertà e confronto\, dove il riso si intreccia con lo sguardo critico sulla quotidianità\, sulle relazioni e sui piccoli paradossi della vita di tutti i giorni. \n\n\n\nUn appuntamento pensato per chi ama la comicità intelligente e contemporanea\, capace di far ridere ma anche riflettere. \n\n\n\nBio \n\n\n\nAnnelise Del Morrone\, di origini ciociare e “adottata” da Sonnino (LT) da ormai 19 anni\, nasce nel secolo scorso (classe 1978)\, ma si impegna costantemente a far dimenticare questo dettaglio. Arriva con ben 17 anni di ritardo rispetto alla sorella maggiore e\, tra le sue imprese degne di nota\, a 42 anni ha militato in una rock band come autrice e cantante. A 45\, poi\, ha deciso di lanciarsi in tutti i sensi — nella stand-up comedy\, perché per lei il tempismo è sempre stato più un’opinione che una regola. Nel tempo non libero è insegnante madrelingua di inglese (leggermente migliore di quello di Renzi) nella scuola statale\, giusto per ricordare a tutti che\, oltre a far ridere\, è anche una persona seria. \n\n\n\nMary G\, ovvero Mariagrazia (tutto attaccato: mamma molto religiosa\, convinta di aver ricevuto un miracolo). Col senno di poi\, il vero miracolo è stato crescerla senza chiedere il rimborso divino. Di Cisterna di Latina\, con un fascino che strizza l’occhio all’Est\, dopo anni di “esperienze formative” con i machos romani\, a 31 anni vola a Madrid in cerca dei mitici iberici… salvo ritrovarsi in un tragicomico “errore 404: dick not found”. Tra alti (pochi) e bassi (molti)\, qualche chilo in più e una vita sentimentale in modalità aereo\, decide di cambiare rotta: a 40 anni sale sul palco e inizia a fare stand-up comedy. Perché sì\, meglio tardi che mai. Ama i gatti\, sopporta poco gli esseri umani (tranne quelli paganti) e sogna una vita alla Enya: isolata in un castello\, circondata da felini e felicemente lontana dal resto del mondo. \n\n\n\nInfo&Prenotazioni: tel 06 4173 4901 \n\n\n\nBiglietto: € 10\,00 tessera associativa inclusa \n\n\n\nTesseramento online obbligatorio \n\n\n\nhttps://store6726401.company.site/Modulo-di-Richiesta-della-Tessera-Associativa-Leggere-attentamente-le-Istruzioni-p77957449?category=0
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SUMMARY:"Il resto di niente" al Teatro Golden
DESCRIPTION:Dolores è la protagonista di questa vicenda\, ispirata a una storia vera: una donna dal passato oscuro e mitizzato\, figura centrale della Roma criminale degli anni ‘70\, regina per influenza\, intelligenza e ferocia. Per anni ha imperversato -al fianco di figure apicali del mondo banditesco- tra alleanze mafiose\, affari illeciti e violenze. \n\n\n\nPoi il niente\, il silenzio e il vuoto determinato dalla volontà di scomparire\, vestendo prima i panni di una donna qualunque\, poi rifugiandosi dove nessuno mai sarebbe  andata a cercarla: una tomba al Verano. \n\n\n\nQuando Dolores fa i conti con il suo passato\, scopre che non c’è ritorno\, perché non c’è più nessuno da cui tornare e non le resta che compiere l’unico atto di libertà autentica: evadere anche da sé stessa\, uscendo di scena. Non si consegna\, non torna. \n\n\n\nNon resta niente… E questo niente\, per la prima volta\, è sollievo. \n\n\n\nDa un’idea originale di Aldo Minghelli – Testo di Aldo Minghelli e Fabio Salvati – Regia Daniela Coppola – Scene Marco Di Lotti – Photo Thomas Stalletti – Grafica Tiziana Bernardini \n\n\n\nPersonaggi e interpreti:  \n\n\n\n\nIl vedovo: Giuseppe Rombolà\n\n\n\nAngelo Taramella: Marco Di Lotti\n\n\n\nDolores Giangoli: Tiziana Bernardini\n\n\n\nLa signora ipovedente: Cristina Cristilli\n\n\n\nStecca para: Aldo Minghelli\n\n\n\nPraticò: Simone Pappalardo\n\n\n\n\nLo spettacolo andrà in scena nell’ambito dell’undicesima edizione del Festival del Teatro Forense organizzato da Vincenzo Sinopoli ed Andrea Maia con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Roma e dell’Associazione Nazionale Magistrati.
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SUMMARY:“Chi Me lo Ha Fatto Fare" alla Sala Umberto
DESCRIPTION:Marco Marzocca in “Chi Me lo Ha Fatto Fare”\, scritto da Marco Marzocca con la collaborazione di Claudio Fois\, il 27 aprile\, alla Sala Umberto di Roma. Il tour dello spettacolo è prodotto eorganizzato da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. Uno spettacolo comico\, intimo\, sorprendente\, un viaggio ironico e toccante nella vita di un artista che ha fatto dell’imprevisto la sua regola d’arte. Marco Marzocca apre il sipario sulla sua esistenza: da perito elettronico a farmacista\, da comico a volto amato di cinema\, radio e televisione. Con la sincerità di una confidenza e l’energia della stand-up\, racconta i momenti che l’hanno trasformato\, le risate che l’hanno guidato\, gli incontri che gli hanno cambiato il cammino. Tra i suoi iconici personaggi – dall’inconfondibile Ariel al tenero Michelino – e aneddoti vissuti al fianco di giganti come Corrado Guzzanti e Gigi Proietti\, Marzocca costruisce un racconto che è molto più di uno spettacolo: è un atto d’amore verso il pubblico\, il mestiere dell’artista e la bellezza dell’imperfezione umana. Avviso importante: si consiglia di portare un cambio e avvertire casa. Non tanto per la durata… ma per la quantità di emozioni da gestire \n\n\n\nBIGLIETTI IN VENDITA SU TICKETONE.IT DA MERCOLEDI 29 OTTOBRE ALLE ORE  12\,00
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SUMMARY:VII edizione del Festival inDivenire
DESCRIPTION:Dal 27 aprile al 12 maggio 2026 lo Spazio Diamante ospita la VII edizione del Festival inDivenire\, appuntamento ormai centrale nel panorama della ricerca teatrale contemporanea e punto di riferimento per le giovani compagnie italiane. \n\n\n\nIdeato nel 2017 da Alessandro Longobardi e diretto da Giampiero Cicciò\, il Festival è il punto di arrivo di decine di progetti inediti\, 84 quelli ricevuti in questa VII edizione\, che dopo attenta selezione\, formano il programma del Festival che diventa così osservatorio sulle istanze del mondo contemporaneo. Una vetrina che ha dimostrato\, attraverso il successo dei vincitori delle edizioni passate\, di saper dare vita ai piccoli grandi progetti in divenire. \n\n\n\nPer questa edizione sono stati selezionati 18 progetti che verranno presentati al pubblico e alla critica in forma di studio. \n\n\n\nLa giuria \n\n\n\nA valutare i progetti\, quest’anno sarà una giuria composta da professionisti del panorama teatrale e culturale italiano\, appartenenti a generazioni diverse e chiamati a individuare le traiettorie più significative della nuova scena contemporanea. \n\n\n\nLa giuria è composta da: Dino Abbrescia\, Angela Ciaburri\, Betta Cianchini\, Giampiero Cicciò (presidente)\, Gabriele Cicirello\, Francesco De Vecchis\, Susy Laude\, Davide Oliviero\, Andrea Paolotti\, Zoe Zolferino. \n\n\n\nSi assegnerà il Premio inDivenire al Miglior Progetto in assoluto e al Miglior Progetto Under 30; è inoltre previsto il Premio del Pubblico\, attribuito direttamente dalle spettatrici e dagli spettatori. I progetti vincitori saranno sostenuti dal Festival nella fase produttiva e inseriti nella programmazione della stagione teatrale 2026/2027 dello Spazio Diamante. \n\n\n\nFabrizio Gifuni ospite d’onore \n\n\n\nIl 12 maggio alle 21.00 Fabrizio Gifuni sarà protagonista dell’incontro “Vita e Teatro\, Teatro e Vita”\, moderato da Giampiero Cicciò. \n\n\n\n“Il ritorno di Fabrizio Gifuni a inDivenire – dichiara Giampiero Cicciò – ha per noi un valore insieme artistico e biografico. Fu lui a inaugurare la prima edizione del Festival nel 2017 e ritrovarlo oggi significa riaffermare una continuità di pensiero sul mestiere dell’attore come forma di indagine. Gifuni incarna una pratica interpretativa che non si limita alla rappresentazione\, ma si fa attraversamento critico del testo\, rendendo la parola un luogo di resistenza\, precisione e verità scenica. La sua presenza restituisce al Festival un asse di senso che lega la ricerca alla responsabilità del teatro”. \n\n\n\nArtista tra i più significativi della scena teatrale e cinematografica italiana\, Fabrizio Gifuni ha collaborato con maestri quali Luca Ronconi e Massimo Castri\, oltre a registi come Marco Bellocchio\, Marco Tullio Giordana e Paolo Virzì\, ricevendo i massimi riconoscimenti nazionali\, dal David di Donatello al Premio Ubu\, dal Nastro d’Argento al Premio Le Maschere del Teatro Italiano. \n\n\n\nNel corso dell’incontro verranno inoltre approfondite le circostanze della scomparsa di Pier Paolo Pasolini attraverso gli interventi di Stefano Maccioni (autore di Pasolini. Un caso mai chiuso) e Daniele Piccione (autore de La lunga notte dell’Idroscalo. Il delitto Pasolini). Il percorso artistico di Gifuni si intreccia in modo profondo con la figura di Pasolini\, un riferimento centrale della sua ricerca. \n\n\n\nCalendario completo giornaliero \n\n\n\n27 aprile \n\n\n\nSALA WHITE Ore 18:30 INAUGURAZIONE  \n\n\n\nSALA BLACK ore 21:00  \n\n\n\nMIGRAZIONE – da Creditori di Strindberg – AMAranta Indoors  \n\n\n\nScritto\, diretto ed interpretato da Viola Carinci\, Christian di Filippo\, Marcello Spinetta  \n\n\n\nMarta Cortellazzo Wiel – aiuto regia \n\n\n\nFilippo Conti – suoni \n\n\n\nAdriano Antonucci – luci  \n\n\n\n28 aprile \n\n\n\nSALA WHITE ore 19:30  \n\n\n\nNON VOLEVAMO ESSERE STRAORDINARI – Intima Temporalia  \n\n\n\nScritto diretto ed interpretato da Iulia Bonagura\, Luca Salzarulo  \n\n\n\nTommaso Lo Cascio – Tecnico \n\n\n\nValerio Castriziani – Aiuto regia  \n\n\n\nAndrea Goracci – Consulente alla regia  \n\n\n\nSALA BLACK ore 21:00  \n\n\n\nBROTHERS – Margot Theatre Company  \n\n\n\nValentina Cognatti – regista  \n\n\n\nCon Cristiano Arsi\, Patrick Passini\, Michelangelo Raponi  \n\n\n\nMartina Grandin – aiuto regia \n\n\n\nAlice Staccioli – organizzazione  \n\n\n\n29 aprile \n\n\n\nSALA WHITE ore 19:30  \n\n\n\nCIRENE – Caraboa teatro  \n\n\n\nGioia Battista – drammaturga e regista \n\n\n\nCon Nicola Ciaffoni\, Giustina Testa\, Davide Benaglia  \n\n\n\nGiulio Ragno Favero – compositore\, musicista\, fonico\, \n\n\n\nGuido Buganza – scenografo e costumista \n\n\n\nSALA BLACK ore 21:00  \n\n\n\nSTASERA SONO FUORI SYNC – Marrella / Marcucci / Mannocci  \n\n\n\nDi Enoch Marrella e Laura Marcucci  \n\n\n\nRegia di Enoch Marrella  \n\n\n\nCon Laura Marcucci e Luca Mannocci  \n\n\n\n30 aprile \n\n\n\nSALA BLACK ore 21:00  \n\n\n\nPELLE CHE SIA LUCE O FUOCO PURCHE’ BRUCI – Sante di Lana  \n\n\n\nRegia di Luisa Casasanta  \n\n\n\nScritto da Luisa Casasanta  \n\n\n\nDramaturg Barbara Monetti  \n\n\n\nCon Luisa Casasanta e Barbara Monetti  \n\n\n\nDaniele Tagliaferri – tecnico  \n\n\n\n03 maggio \n\n\n\nSALA WHITE ore 19:30  \n\n\n\nCOME ESSERE UNA PERSONA MIGLIORE – Perillo/Scarcella  \n\n\n\nScritto\, diretto ed interpretato da Michele Scarcella e Maria Vittoria Perillo  \n\n\n\nSALA BLACK ore 21:00  \n\n\n\nCONTROLLO 26 – Lumik Teatro  \n\n\n\nMichele Demaria – regista\, drammaturgo\, scenografo \n\n\n\nCon Ludovica Apollonj Ghetti e Francesca Pimpinelli  \n\n\n\n04 maggio \n\n\n\nSALA WHITE ore 19:30  \n\n\n\nU.B.U ULTIME BELLICOSE UNIONI – Giulia Trippetta  \n\n\n\nScritto e diretto da Giulia Trippetta \n\n\n\nCon Giulia Trippetta\, Rosario Giglio \n\n\n\nNika Campisi – costumista \n\n\n\nAndrea Cauduro – musicista  \n\n\n\nSALA BLACK ore 21:00 Studio  \n\n\n\nANCHE QUANDO POI – Compagnia Stesso Quadrante  \n\n\n\nScritto e diretto da Ludovica Bei \n\n\n\nCon Paolo Cutroni e Federica Valloni  \n\n\n\n05 maggio \n\n\n\nSALA WHITE ore 19:30 Studio  \n\n\n\nMARIA INDESIDERATA – Gravina/Martorana  \n\n\n\nAnita Martorana – drammaturga \n\n\n\nVictoria Blondeau – dramaturg  \n\n\n\nCon Marcello Gravina e Alessandro Burzotta  \n\n\n\nSALA BLACK ore 21:00  \n\n\n\nANAMNESI DI UNA CREPA – Il Kraken \n\n\n\nScritto da Valentina De Florio e Mirko Di Meo \n\n\n\nRegia di Valentina De Florio \n\n\n\nCon Valentina De Florio\, Federico Russo\, Federico Diana\, Virginia Pini \n\n\n\nShadi Romeo – aiuto regia  \n\n\n\n06 maggio \n\n\n\nSALA BLACK ore 19:30  \n\n\n\nLE FIGLIE DI BERNARDA ALBA – Ri.Te.Na. Teatro  \n\n\n\nScritto e diretto da Fabio Di Gesto  \n\n\n\nCon Maria Claudia Pesapane\, Francesca Fedeli\, Daria D’Amore\, Maria Teresa Battista\, Noemi Apuzzo  \n\n\n\nTommy Grieco – drammaturgo musicale \n\n\n\nDesideria Angeloni – disegno luci \n\n\n\nRosario Martone – costumista \n\n\n\nMaria Teresa D’Alessio – scenografa\,  \n\n\n\nSALA BLACK ore 21:30  \n\n\n\nA COSA STAI PENSANDO? – Teatro del libero scambio  \n\n\n\nCon Giulia Guastella e Lorenzo Ciambrelli \n\n\n\nRegia di Giacomo De Cataldo  \n\n\n\nDrammaturgo Luca Lo Destro  \n\n\n\n07 maggio \n\n\n\nSALA BLACK ore 19:30  \n\n\n\nGODLIKE – Addari/D’Antonio  \n\n\n\nScritto e diretto da Clara Addari\, Edoardo D’Antonio  \n\n\n\nCon Clara Addari\, Edoardo D’Antonio\, Francesco Providenti  \n\n\n\nPenelope Sangiorgi – dramaturg  \n\n\n\nSALA BLACK ore 21:30  \n\n\n\nPER UN CORPO ERETICO – progetto e idea del Collettivo Noctua  \n\n\n\nScritto e diretto da Martina Badiluzzi \n\n\n\nCon Viviana Barboni\, Camilla Benzi\, Alice Casales\, Tiziana di Tella\, Caterina Petrarulo\,  \n\n\n\nRoberta Russo – Musicista \n\n\n\nMatteo Bergonzoni – Light Designer  \n\n\n\n08 maggio \n\n\n\nSALA BLACK ore 19:30  \n\n\n\nQUALCOSA NEL CIELO – B.E.A.T. Teatro  \n\n\n\nDrammaturgo Luca D’Arrigo \n\n\n\nRegia di Arianna Sorci  \n\n\n\nCon Silvia Napoletano\, Francesca Santamaria Amato  \n\n\n\nSALA BLACK ore 21:30  \n\n\n\nDI MISTER SAPONE NEANCHE L’OMBRA – Radici Teatro  \n\n\n\nRegia e drammaturgia di Matteo Santinelli  \n\n\n\nCon Elisa Panigadi\, Irene Giacontieri\, Gabriele Enrico\, Stefano Macciocca \n\n\n\nRosemary Valentino – Tecnico audio luci\,  \n\n\n\n10 maggio Ore 19 PREMIAZIONE \n\n\n\n12 maggio Ore 21 “Vita e Teatro\, Teatro e Vita” incontro con Fabrizio Gifuni \n\n\n\n__________________________________________ \n\n\n\nINFO E CONTATTI \n\n\n\ninfo@festivalindivenire.it \n\n\n\nCosto del biglietto: 8 euro \n\n\n\nRichiedi il Pass Giornaliero del Festival Indivenire SCRIVENDO UNA MAIL a promozione@spaziodiamante.it specificando nome\, cognome e la giornata scelta: potrai assistere a due studi al costo ridotto complessivo di € 10\,00 anziché € 16\,00.La disponibilità di Pass è limitata. \n\n\n\nTRASPORTO PUBLICO \n\n\n\nCon l’autobus 150F\, N12 – Fermata Prenestina/Conti \n\n\n\nCon il Tram 5 / 14 / 19 – Fermata Prenestina/Conti \n\n\n\nCON L’AUTOMOBILE È possibile parcheggiare sulla via Prenestina e strade adiacenti. \n\n\n\nTAXI- Stazione taxi Largo Preneste
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SUMMARY:Premio Roma Videoclip-il cinema incontra la musica - XXIII edizine
DESCRIPTION:Grande attesa per la XXIII Edizione del Premio Roma Videoclip-il cinema incontra la musica\, che si terrà il 27 aprile 2026 alle ore 18:00 ad Officina Pasolini\, il Laboratorio di Alta formazione artistica e HUB culturale della Regione Lazio diretto da Tosca. Il Premio Roma Videoclip\, giunto alla XXIII Edizione\, è la più importante kermesse nazionale\, ideata e diretta da Francesca Piggianelli\, che sarà affiancata nella conduzione dal poliedrico Antonio Panzica. Una Kermesse con due importanti appuntamenti\, che omaggia e premia i videoclip musicali più rappresentativi e tratti da film o documentari\, anteprime\, live film concerto\, con la presenza di artisti\, registi e produzioni. L’obiettivo di Roma Videoclip è di rendere omaggio al connubio tra cinema e musica e di valorizzare il videoclip\, che rappresenta una forma di arte espressiva\, un micro film. \n\n\n\n                                                        PROGRAMMA \n\n\n\nSezione Big: proiezioni e premiazioni dei videoclip più rappresentativi e tratti da film\, documentari\, incontri ravvicinati tra musica e cinema\, musica e tv\, musica e sociale\, anteprime ed assegnazione di premi speciali Roma videoclip Sanremo 2026 patrocinato da SIAE.  \n\n\n\nSezione Indie\, proiezioni di videoclip indipendenti provenienti da tutta Italia\,  \n\n\n\ncon temi importanti come il sociale\, l’ambiente\, l’attualità\, consegna premi speciali\, conduzione di Simone Bartoli.  
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LOCATION:Officinea delle Arti Pier Paolo Pasolini\, Viale del Ministero degli Affari Esteri\, 6\, Roma\, 00135\, Italia
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SUMMARY:"La Voce delle Idee" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:Lunedì 27 aprile al Teatro Argentina va in scena\, La Voce delle Idee\, l’esito finale della nona edizione del progetto di educazione alla lettura ad alta voce\, realizzato dal Teatro di Roma conIstituzione Biblioteche di Roma e curato dal Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli\, che ha coinvolto gli studenti di dieci Istituti Scolastici Secondari di II grado di Roma. \n\n\n\nI ragazzi si sono cimentati in giochi di parole e lettura espressiva su I promessi sposi di Alessandro Manzoni\, per esplorare e sperimentare come la lettura ad alta voce sia una vera e propria pratica virtuosa in grado di far scoprire il senso\, il ritmo\, la musica e l’emozione\, di questo grande classico della letteratura italiana. Questa esperienza ha anche cercato le analogie con i nostri tempi\, chi sono: i bravi\, gli innominati\, gli azzeccagarbugli\, gli appestati dei nostri tempi? \n\n\n\nNel corso dell’anno gli studenti hanno partecipato ai laboratori di lettura ad alta voce condotti da professionisti esperti nel campo formativo e artistico\, attori\, attrici e registi forti di un’esperienza di palcoscenico e anni di laboratori integrati nelle scuole attraverso il Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli. \n\n\n\nDurante questa giornata conclusiva\, due rappresentanti per ciascuna classe daranno voce ai brani scelti da I promessi sposi di Alessandro Manzoni\, mentre un compagno o una compagna illustrerà le motivazioni della scelta. Le letture saranno accompagnate dalla musica dal vivo di Andrea Filippucci\, che per l’occasione ha arrangiato alcune arie verdiane\, mentre gli attori Maria Teresa Campus\, Simonetta Graziano\, Andrea Iarlori\, Martina Massaro\, Sylvia Milton\, Paolo Minnielli\, Valentina Minzoni\, Giulia Navarra\, Tiziana Scrocca\, Danilo Turnaturi e Antonio Bannò\, testimonial del contest\, li sosterranno nella lettura pubblica davanti ai cinquecento compagni delle dieci scuole partecipanti. \n\n\n\nUna giuria composta da esperti di lettura\, scrittori e docenti presieduta da Eraldo Affinati\, Consigliere di Amministrazione dell’Istituzione Sistema Biblioteche Centri Culturali\, decreterà la coppia vincitrice\, proclamata “Lettori Reali” e premierà il miglior oratore. Una giuria formata da attrici e attori del Laboratorio integrato\, assegnerà il premio ‘Piero Gabrielli’.
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SUMMARY:*DE PASIÓN Y DE MÚSICA Corpo\, musica\, parola per Federico García Lorca al Teatro Sociale di Amelia
DESCRIPTION:A 90 anni dalla scomparsa di Federico García Lorca\, lo spettacolo celebra il genio del poeta granatino attraverso un’esplosione di teatro\, danza flamenca e musica dal vivo. Un viaggio sensoriale nell’universo di un artista che ha saputo fondere l’avanguardia del ‘900 con le radici viscerali della terra andalusa.  I dieci interpreti sul palco rappresentano le diverse anime del poeta: la forza e la sensibilità\, frammenti dell’ unico\, caleidoscopico animo artistico di Federico García Lorca. \n\n\n\nLa mattina tra il 17 e il 19 Agosto 1936\, vicino a un uliveto nei dintorni del villaggio granatino di Viznar\, Federico viene fucilato. Sono trascorsi 90 anni. Nonostante gli storici abbiano indagato a lungo non è stata accertata né la data precisa né il luogo. Il corpo di Lorca fu gettato in una fossa comune e mai identificato; dal 2009 sono state tre le ricerche senza avere esito. In Spagna ci sono 2600 fosse comuni con centinaia di migliaia di vittime della Guerra Civile e della successiva dittatura franchista\, la maggior parte si trovano in Aragona\, Andalusia e Asturie. \n\n\n\nFederico riposa in una di queste.”Che poeta! Non ho mai visto riunite\, come in lui\, la grazia e il genio\, il cuore alato e la parlata cristallina. Federico era lo spirito scialacquatore\, l’allegria centrifuga\, che raccoglieva in seno e irradiava\, come un pianeta\, la felicità di vivere.  \n\n\n\nIngenuo e commediante\, cosmico e provinciale\, timido e superstizioso\, singolare musicista\, splendido mimo\, raggiante e gentile: era una sorta di riassunto delle età della Spagna\, della fioritura popolare; un prodotto arabico-andaluso che illuminava e profumava\, come un gelsomino\, tutta la scena di quella Spagna\, ahimè\, scomparsa…” \n\n\n\nPablo Neruda\, “Confesso che ho vissuto” 1974. \n\n\n\n“El teatro es uno de los más expresivos y útiles instrumentos para la edificación de un país y el barómetro que marca su grandeza o su descenso. \n\n\n\nUn teatro sensible y bien orientado en todas sus ramas\, desde la tragedia al vodevil\, puede cambiar en pocos años la sensibilidad del pueblo; y un teatro destrozado. donde las pezuñas sustituyen a las alas\, puede achabacanar y adormecer a una nación entera. El teatro es una escuela de llanto y de risa y una tribuna libre donde los hombres pueden poner en evidencia morales viejas o equívocas y explicar con ejemplos vivos normas eternas del corazón y del sentimiento del hombre. Un pueblo que no ayuda y no fomenta su teatro\, si no está muerto\, está moribundo; como el teatro que no recoge el latido social\, el latido histórico\, el drama de sus gentes y el color genuino de su paisaje y de su espíritu\, con risa o con  \n\n\n\nlágrimas\, no tiene derecho a llamarse teatro\, sino sala de juego o sitio para hacer esa horrible cosa que se llama “matar el tiempo” \n\n\n\nFederico García Lorca\, “Charla sobre el Teatro” 2 febbraio 1935. \n\n\n\nSono queste due suggestioni che ci hanno spinto ad intraprendere questo viaggio nell’universo poetico di García Lorca. Poeta\, drammaturgo\, intellettuale\, musicista\, la sua vita è stata un susseguirsi di incontri con artisti importanti del ‘900 che ha influenzato e da cui è stato influenzato: Manuel De Falla\, Luis Buñuel \, Andreas Segovia\, Manuel Jofrè\, Salvador Dalì\, Pablo Neruda. Appassionato uomo di teatro dal 1931 al 1936\, poco prima di morire\, dirige la Compagnia Teatro Universitario la Barraca che ha il compito principale di rappresentare il teatro classico nei paesi lontani dai grandi centri\, paesi che per secoli erano stati privati di cultura. Tra il 1932 e il 1936 “La Barraca” allestirà 13 opere e darà oltre 100 rappresentazioni in 60 paesi e cittadine sparse in tutta la Spagna\, impiegando inoltre un centinaio di attori/studenti universitari. E la musica e la danza flamenca sono la materia primordiale\, l’humus viscerale delle sue espressioni poetiche e drammaturgiche\, basti pensare alle Raccolte “Romancero Gitano”\, “Poema del cante jondo”\, “Seis poemas gallegos”\, “Cantares Populares”\, per arrivare alla  tragicità epica della trilogia teatrale “Bodas de Sangre”\, “Yerma\, “La casa de Bernarda Alba”. Nel Flamenco (dichiarato dall’UNESCO nel 2010 Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità)\, le sonorità sono intense ed espressive\, una voce non deve essere bella\, ma fare male: non deve piacere\, ma ferire come un pugnale\, un grido straziante che sorge dalle viscere e proietta l’ascoltatore nell’estasi sacra del duende\, che è con le parole del poeta: “potere misterioso che tutto il mondo sente e che nessuna filosofia  spiega … un potere e non un modo di fare\, una lotta e non un pensiero… non è questione di capacità\, ma di stile vivente\, di una vecchissima cultura\, creazione in atto… non è nella gola\, sale all’interno a cominciare dalla pianta dei piedi”.  \n\n\n\nIl Flamenco è un’arte che esprime sentimenti profondi\, nasce come espressione di comunità discriminate che lo usano per manifestare le proprie esperienze emotive. \n\n\n\nSono gitani (armonie e melodie)\, arabi (sonorità)\, africani (ritmi)\, ebrei (canti delle sinagoghe) e cristiani (canti gregoriani) che mescolano elementi delle loro rispettive culture con elementi tradizionali andalusi. Il dolore\, la solitudine\, l’angoscia\, la disperazione\, l’amore\, il tormento\, la sensualità\, la passione\, l’allegrezza sono temi centrali nel Flamenco come nella poetica di Garcia Lorca. \n\n\n\nNella messa in scena la parte del cante è fusa direttamente con la parola poetica che le bailaoras interpretano creando paesaggi emotivi e stati d’animo attraverso i diversi palos del flamenco seguendo le immagini e le visioni dei carmi.  \n\n\n\nL’attrice condurrà lo spettatore nell’universo sonoro delle liriche di García Lorca esplicitando le cadenze e gli accenti suggeriti dalle danzatrici e dai musicisti.  \n\n\n\nLa regia si rivolgerà al testo per tradurne l’intimo messaggio\, per realizzare visivamente il pensiero. I performers rappresentano le anime del poeta: quella maschile nell’ azione dei musicisti che costruiscono l’ambiente musicale e quella femminile\, nelle figure delle danzatrici e dell’attrice\, che ne sono l’espressione diretta.  \n\n\n\nTutti sono pezzi del caleidoscopico animo dell’Artista e tutti riflettono in scena sapori\, colori e intenzioni del mondo poetico e spirituale di García Lorca.  \n\n\n\n      Ideazione\, Coreografie e Regia di FRANCISCA BERTON \n\n\n\nSergio Varcasia\, Chitarra \n\n\n\nMatin Kashanaki\, Chitarra \n\n\n\nAna Rita Rosarillo\, Cante Flamenco \n\n\n\nPaolo Monaldi\, Percussioni \n\n\n\nFrancisca Berton\, Bailaora solista \n\n\n\nCaterina Lucia Costa\, Bailaora solista \n\n\n\nCorpo di ballo della Compagnia AlgecirasFlamenco \n\n\n\nErica Bianco\, Attrice \n\n\n\nGenere: Theater\, Music and Dance  \n\n\n\nDurata dello spettacolo: 60 minuti  \n\n\n\ninfo e prenotazioni: \n\n\n\nsegreteria@teatroamelia.it – info@algecirasflamenco.com
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SUMMARY:“Il Mago di Oz – Il Musical” al Teatro Domma
DESCRIPTION:Domenica 26 aprile alle ore 18:30 il Teatro Domma apre le sue porte a “Il Mago di Oz – Il Musical”\, una nuova e coinvolgente produzione teatrale che riporta in scena uno dei racconti più iconici e amati di tutti i tempi. \n\n\n\nLiberamente ispirato al celebre romanzo Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum\, lo spettacolo propone una rilettura moderna e dinamica del viaggio di Dorothy verso la Città di Smeraldo.Una messinscena che unisce musica dal vivo\, coreografie coinvolgenti\, ritmo narrativo e poesia visiva\, dando vita a un’esperienza capace di emozionare spettatori di tutte le età. \n\n\n\nUn racconto senza tempo che parla ai più piccoli con meraviglia e immediatezza\, ma che riesce a toccare profondamente anche il pubblico adulto\, restituendo tutta la forza dei suoi temi universali: la ricerca della propria identità\, il coraggio di affrontare le paure  e il valore autentico dell’amicizia  \n\n\n\nA rendere la serata ancora più speciale sarà la partecipazione degli special guest Red Aria e Blu\, YouTubers tra i più seguiti del panorama family entertainment digitale\, con oltre 50 milioni di visualizzazioni e una community in continua crescita che supera i 100.000 follower. \n\n\n\nLo spettacolo è prodotto da Imprenditori di Sogni\, diretta da Yuri Napoli\, in collaborazione con OneMoreDreams\, realtà impegnate nella creazione e promozione di progetti teatrali innovativi\, con uno sguardo attento alla qualità artistica e alla formazione del pubblico. \n\n\n\n“Il Mago di Oz – Il Musical” si presenta come un’esperienza immersiva\, emozionante e accessibile\, pensata per tutta la famiglia\, capace di coniugare spettacolo e contenuto in un linguaggio contemporaneo e coinvolgente. \n\n\n\nBigliettiIntero: 15€Ridotto (under 25 / over 65): 12€ \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 320 4477943onemoredream.italia@gmail.com \n\n\n\nAcquisto online su Eventbrite a questo link https://www.eventbrite.com/e/il-mago-di-oz-il-musical-tickets-1982608797283 \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nRegia: Martin LobertoCoreografie: Paolo CivesDirezione musicale: Mirko BasileScenografie: Moro Allestieventi \n\n\n\nCAST \n\n\n\nDorothy: Sara ColafranceschiUomo di Latta: Daniele VitaSpaventapasseri: Umberto VitaLeone: Mirko BasileGlinda: Giuliana Di DioElphaba: Beatrice RincicottiMago di Oz: Andrea Fiorucci \n\n\n\nEnsemble:Irene Egidi\, Matteo Cernuta\, Mariapaola Sistilli\, Filippo Francucci\, Riccardo Valente\, Kate Postorino
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LOCATION:Teatro Domma\, via di Macchia Saponara 106\, Acilia (RM)\, Italia
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SUMMARY:"Repetonaria” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Si conclude con un appuntamento imperdibile la straordinaria stagione teatrale del Teatro Comunale Veroli\, che ha saputo\, ancora una volta\, richiamare un pubblico numeroso e appassionato\, registrando il tutto esaurito quasi ogni domenica. Un risultato tutt’altro che scontato per un teatro di provincia\, che si conferma invece presidio culturale vivo\, dinamico e profondamente radicato nel territorio. \n\n\n\nA chiudere questo percorso di grande successo sarà “Repetonaria”\, una brillante fabula atellana che riporta in scena l’antica tradizione del teatro comico in maschera\, nata oltre duemila anni fa tra i popoli Osci e Volsci. \n\n\n\nLo spettacolo\, recitato in dialetto\, mette in scena un intreccio vivace e ricco di colpi di scena: il burbero Pappo è deciso a dare in sposa la figlia Polla all’orrido Bucco e\, per riuscirci\, si affida al ruffiano Dossenno. Ma nella casa di Pappo nulla è come sembra: Dossenno\, infatti\, serve anche la giovane Mulia\, seconda moglie dell’uomo\, organizzandole incontri segreti con l’amante Pirgone. Nel frattempo\, il giovane Nino\, segretamente innamorato di Polla\, insieme al suo servo Macco\, escogita un piano audace: travestirsi da donne per introdursi in casa e impedire le nozze. \n\n\n\nTra travestimenti\, equivoci e segreti\, si sviluppa un meccanismo comico serrato ed esilarante\, capace di trascinare il pubblico verso un inevitabile e liberatorio lieto fine. L’elaborazione drammaturgica della regia di Piergiorgio Sperduti\, ispirata ai modelli classici di Plauto e Terenzio e influenzata dalla “Calandria” del Bibbiena\, restituisce tutta la freschezza e la modernità di una tradizione antichissima. \n\n\n\n“Repetonaria”\, portata in scena dalla compagnia “Produzioni Prosperiane”\, rappresenta non solo l’ultimo spettacolo in cartellone\, ma anche il coronamento di una stagione straordinaria\, che ha dimostrato come anche una realtà teatrale locale possa diventare punto di riferimento culturale capace di coinvolgere e appassionare un pubblico sempre più ampio. Domenica dopo domenica\, il Teatro Comunale Veroli\, grazie all’impegno e alla dedizione della DUECENTO22 – Arti e Spettacolo APS\, ha saputo trasformarsi in un luogo di incontro\, condivisione e partecipazione\, riportando al centro il valore insostituibile dell’esperienza teatrale dal vivo.  \n\n\n\nUn finale di stagione che è insieme festa e conferma: il teatro\, anche nei contesti più piccoli\, può essere grande. Vi aspettiamo\, dunque\, domenica 26 aprile alle ore 18.00\, con apertura botteghino alle 17.30\, per concludere al meglio questa straordinaria stagione teatrale. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 10.00 \n\n\n\nBIGLIETTO RIDOTTO: € 5.00 (Under18) \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:"REKHOVER-Science" a Villa Torlonia
DESCRIPTION:  \n\n\n\n\n\n\n\nDomenica 26 aprile\, Villa Torlonia ospiterà un importante evento del progetto Terza Missione “REKHOVER-Science”\, promosso dal Dipartimento di Scienze della Terra della Sapienza Università di Roma. \n\n\n\nPresso Technotown\, Hub della scienza creativa di Roma Capitale\, verranno infatti presentati i nuovi kit laboratoriali pratici nati dalla collaborazione tra i ricercatori dell’Ateneo e lo staff dell’Hub capitolino. Si tratta di un’iniziativa nata per garantire agli studenti ospedalizzati o in regime di istruzione domiciliare l’accesso a esperienze didattiche sperimentali\, rendendo l’apprendimento scientifico più inclusivo e accessibile. \n\n\n\nIl progetto REKHOVER-Science (Realizing Kits for Hospital Visualize Earth Science) punta a sviluppare\, testare e diffondere kit pratici per supportare l’educazione alle Scienze della Terra nella “Scuola in Ospedale”. L’approccio esperienziale pratico ha dimostrato la sua efficacia come strumento di apprendimento\, per visualizzare concetti complessi e facilitare la memorizzazione. \n\n\n\nI kit sono stati sviluppati attraverso un processo di co-progettazione che ha coinvolto direttamente i docenti dei servizi di educazione domiciliare e ospedaliera dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù\, del Policlinico Umberto I e del Policlinico A. Gemelli di Roma\, che coprono ogni ciclo scolastico (primaria\, secondaria e superiore). \n\n\n\nQuesto lavoro sinergico ha permesso di individuare i contenuti geoscientifici che più necessitano di un supporto tattile e visivo e di creare strumenti su misura\, replicabili e funzionali alle esigenze specifiche degli studenti-pazienti. L’attività di progettazione e fabbricazione di questi kit promuove al contempo competenze STEM\, cittadinanza attiva e sensibilità verso l’inclusione. \n\n\n\nI kit presentati a Technotown saranno consegnati ai reparti ospedalieri pediatrici romani\, per supportare quotidianamente la didattica del progetto “Scuola in Ospedale”. L’efficacia di questi strumenti sarà monitorata costantemente e i risultati verranno condivisi online per creare un modello educativo replicabile a livello nazionale. L’obiettivo finale è duplice: migliorare l’apprendimento scientifico e\, soprattutto\, abbattere il senso di isolamento\, riducendo il rischio di dispersione scolastica per chi sta affrontando un percorso di cura. \n\n\n\nPer maggiori info sul progetto: \n\n\n\nhttps://sapienzainearth.com/rekhover-science – www.technotown.it \n\n\n\nPROGRAMMA DELLA GIORNATA \n\n\n\nA partire dalle ore 15.00\, nella Sala del Teatro scientifico\, verranno presentati al pubblico i Kit laboratoriali. Il pubblico presente\, di tutte le età\, guidato dai ricercatori universitari\, verrà poi coinvolto nella fase di test e assemblaggio degli stessi kit. \n\n\n\nAlle ore 17.00 inizierà lo Smartlab Storytime Podcast Lab condotto da Michela Bamonte (tutor di Techntown) durante il quale i ragazzi e le ragazze\, dai 12 anni in su\, potranno sperimentare e realizzare un podcast con il racconto di esperienze vissute. Il laboratorio\, che ha come obiettivo quello di sperimentare e imparare qualcosa di nuovo divertendosi\, è pensato come uno spazio rispettoso e accogliente. Per partecipare non occorre aver avuto già esperienza con lo strumento del podcast\, poiché sarà il tutor a facilitare l’uso di microfoni e attrezzatura. La durata del laboratorio è di 1 ora circa. Ai partecipanti è richiesto di portare una micro sd card sulla quale salvare la propria registrazione audio. \n\n\n\nBiglietto d’ingresso € 1\,00 con prenotazione obbligatoria al call center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00).  \n\n\n\nTECHNOTOWN \n\n\n\nHub della scienza creativa di Roma Capitale – Assessorato alla Scuola\, Formazione e Lavoro \n\n\n\nOrganizzazione e cura scientifica di Zètema Progetto Cultura \n\n\n\nInfo e prenotazioni \n\n\n\nContact center 060608 (attivo tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00). \n\n\n\nwww.technotown.it
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SUMMARY:Traindeville – Canzoni per la Liberazione a Rimessa Fan
DESCRIPTION:Sabato 25 aprile dalle 21:30 nei nuovissimi e accoglienti spazi di Rimessa Fab\, nel cuore di Trastevere\, celebreremo insieme la Festa della Liberazione con le nostre canzoni e letture in tema. \n\n\n\nRimessa Fab è un luogo da conoscere: un autentico salotto dove musica\, cucina\, vini e buoni libri si trovano in naturale sintonia.Potrete cenare o gustare un drink in compagnia della nostra musica in una serata speciale\, dedicata alla Liberazione dal nazifascismo. \n\n\n\nUn imperdibile percorso tra Musica e Memoria\, da “Roma città persa” -brano scritto da Ludovica Valori per onorare la Resistenza Romana – a brani tradizionali provenienti dalla cultura Rom e Yiddish come “Djelem Djelem” e “Tsigaynerlid”. \n\n\n\nLa formazione:Ludovica Valori – voce\, fisarmonica\, trombonePaolo Camerini – contrabbasso\, coriFabio Gammone – chitarra\, armonica\, clarinetto\, kazoo\, voce \n\n\n\nIngresso libero\, prenotazione consigliata \n\n\n\nWhatsapp 3493525981 booking@rimessaroscioli.com
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SUMMARY:"Circo Zarathustra"  al Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Debutta in prima nazionale\, sabato 25 aprile alle ore 19.00 al Teatro Biondo di Palermo\, lo spettacolo Circo Zarathustra – Nietzsche in pista di Leonardo Petrillo\, con Ennio Coltorti nel ruolo di Friedrich Nietzsche\, Violante Placido nel ruolo di Lou Salomè e con Lucia Brusadin\, Salvo Cirrincione\, Lorenzo Covello e Giuseppe Muscarello. Le scene sono di Carlo De Marino\, i costumi di Dora Argento\, le musiche di Mariano Bellopede\, le luci di Cesare Accetta e le coreografie di Giuseppe Muscarello. \n\n\n\nRepliche fino al 3 maggio e poi al Piccolo Teatro di Milano dal 6 al 10 maggio. \n\n\n\nCirco Zarathustra è un’originale produzione del Teatro Biondo di Palermo\, che ha ottenuto il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania\, nella quale il pensiero del più influente filosofo moderno\, da egli stesso definito “inattuale”\, viene restituito in una chiave sorprendente e spettacolare. \n\n\n\nFriedrich Nietzsche è stato quel pensatore che\, dopo aver profetizzato la degenerazione della società occidentale\, ha trascorso gli ultimi anni di vita (undici) in silenzio. Petrillo immagina che oggi torni tra noi per parlare di morale insieme al suo grande amore Lou von Salomè e al suo personaggio più famoso\, Zarathustra\, il primo tra tutti i profeti\, islamici\, ebrei e cristiani. \n\n\n\nIl profeta che ha piena consapevolezza che “Dio è morto”\, si assume il compito di annunciare la sua visione al mondo\, ma quando inizia a raccontare non viene ascoltato perché nel frattempo è in corso uno spettacolo circense. \n\n\n\nIl circo è la scena in cui si svolge lo spettacolo\, “uno spettacolo per tutti e per nessuno” secondo quanto Nietzsche prescriveva per il suo Così parlò Zarathustra. Attori\, funamboli\, clown e acrobati circondano il filosofo che ha concepito il concetto di “Eterno ritorno” e che è tornato per annunciare le sue profezie. \n\n\n\nAttingendo al mare magnum dell’opera di Nietzsche\, incrociando i suoi scritti e il suo pensiero\, Petrillo ha creato un’opera spiazzante\, che analizza il pensiero paradossale\, a volte estremo e contraddittorio del filosofo più controverso della modernità. \n\n\n\n«Il nichilismo di Nietzsche – afferma Petrillo – non è passivo\, non è pessimismo e rassegnazione; è attivo\, affronta con coraggio\, eroicamente\, la vita per darle un senso». \n\n\n\nTornato tra noi\, Nietzsche prova a dimostrarlo sotto il tendone di un circo\, dove anche un pensiero “terribile”\, abissale\, come l’“Eterno ritorno”\, può essere metabolizzato da chi\, e siamo in tanti\, si sforza di attivare la “volontà di potenza” per superare i propri limiti\, e divenire “Oltreuomo”\, da chi fatica a gestisce quel meraviglioso caos interiore capace di generare una stella danzante.    \n\n\n\ndal 25 aprile al 3 maggio 2026: Teatro Biondo di Palermo\, Sala Grande – prima nazionale \n\n\n\ndal 6 al 10 maggio 2026: Piccolo Teatro di Milano\, Teatro Grassi \n\n\n\nCirco Zarathustra \n\n\n\nNietzsche in pista \n\n\n\nscritto e diretto da Leonardo Petrillo \n\n\n\ncon Violante Placido\, Ennio Coltorti \n\n\n\ne con Lucia Brusadin\, Salvo Cirrincione\, Lorenzo Covello\, Giuseppe Muscarello \n\n\n\nscene Carlo De Marino \n\n\n\ncostumi Dora Argento \n\n\n\nmusiche Mariano Bellopede \n\n\n\nluci Cesare Accetta \n\n\n\ncoreografie Giuseppe Muscarello  \n\n\n\nassistente alla regia Giuseppe Bongiorno \n\n\n\ndirettrice di scena Valentina Enea \n\n\n\nresponsabile dei servizi tecnici Giuseppe Baimonte \n\n\n\ncapo reparto fonica Giuseppe Alterno \n\n\n\nelettricista Gabriele Circo  \n\n\n\nprimo macchinista Mario Ignoffomacchinista Pippo Macalusosarte Mariella Gerbino\, Adriana Cruschinaattrezzista Elena Madia \n\n\n\nassistente ai costumi Giorgia Fontana  \n\n\n\nparrucche Rocchetti & Rocchetti  \n\n\n\nallievi e allieve dell’Accademia di Belle Arti di Palermo: Luca Alioto (assistente alle luci)\, Lucrezia Bonanno (pittura elementi scenici)\, Gabriele Ernani (pittura elementi scenici ed elaborazione digital video)\, Francesco Mazzola (pittura elementi scenici)\, Martina Nania (disegni per l’animazione digitale) \n\n\n\nproduzione Teatro Biondo Palermo \n\n\n\ncon il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania \n\n\n\ndurata: 70 minuti \n\n\n\nfoto Franco Lannino \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\nsabato 25 aprile ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 26 aprile ore 17.00 \n\n\n\nlunedì 27 aprile ore 21.00 \n\n\n\nmartedì 28 aprile ore 21.00 \n\n\n\nmercoledì 29 aprile ore 17.00 \n\n\n\ngiovedì 30 aprile ore 17.00 \n\n\n\nsabato 2 maggio ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 3 maggio ore 17.00 
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SUMMARY:"La Stazione" all'Ar.Ma Teatro
DESCRIPTION:In una stazione ferroviaria dimenticata\, ormai prossima alla chiusura\, il tempo sembra essersi incrinato. I treni passano sempre più raramente\, le luci tremolano\, e il silenzio diventa quasi materia. È qui che si incontrano due esistenze sospese: una capostazione vicina alla pensione\, custode ostinata di un luogo che sta scomparendo\, e una giovane violinista\, lasciata indietro per errore o per destino mentre correva verso un’audizione che poteva cambiarle la vita. \n\n\n\nIl loro incontro\, inizialmente casuale\, si trasforma in un confronto sempre più intimo e necessario. Tra dialoghi trattenuti e improvvise aperture emotive\, emergono paure\, rimpianti e desideri mai confessati. La stazione diventa così uno spazio simbolico: un limbo in cui il passato riaffiora e il futuro resta incerto\, un crocevia in cui ogni scelta mancata pesa quanto quelle mai tentate. \n\n\n\nLa Stazione\, scritto e diretto da Lucio Gava\, costruisce una drammaturgia essenziale ma carica di tensione\, in cui le parole sono misurate e i silenzi parlano con forza. Attraverso il rapporto tra le due protagoniste\, lo spettacolo indaga il senso dello smarrimento contemporaneo e la difficoltà di trovare una direzione quando tutto sembra essersi fermato. \n\n\n\nCon Shirine Sabet e Andrea Terranova\, la scena si fa spazio emotivo puro\, dove fragilità e resistenza convivono\, e dove\, forse\, anche nell’immobilità più totale\, può nascere la possibilità di un nuovo inizio. \n\n\n\nScritto e diretto da: Lucio GavaCon: Shirine Sabet\, Andrea TerranovaDate:25 aprile ore 20.3026 aprile ore 18.002 maggio ore 20.30 \n\n\n\nContatti:Tel. 06 51964061Cell. 328 9214694
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SUMMARY:"IL CORPO DI MATTEOTTI" all'Argot Studio
DESCRIPTION:All’Argot Studio\, sabato 25 e domenica 26 aprile\, va in scena IL CORPO DI MATTEOTTI\, spettacolo scritto e diretto da Andrea Baldoffei\, terzo appuntamento di “Green Days – nel tempo che resiste” la rassegna teatrale Under 35 curata\, organizzata e pensata da Dominio Pubblico\, con il sostegno del MiC e di SIAE\, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”\, con tante novità e un importante consolidamento nelle scelte artistiche e organizzative. \n\n\n\nNel giorno in cui l’Italia celebra la propria liberazione dal fascismo\, il teatro torna a interrogare le sue radici più profonde\, riportando al centro della scena una delle ferite originarie della nostra storia democratica: l’uccisione di Giacomo Matteotti. \n\n\n\nA partire da questa memoria ancora viva\, Il corpo di Matteotti di Andrea Baldoffeisi impone come un atto civile necessario\, un dispositivo scenico che non racconta il delitto\, ma ciò che resta dopo: il peso della violenza\, la responsabilità individuale\, il silenzio che segue l’orrore.  \n\n\n\nNel solco ideale della Festa della Liberazione\, lo spettacolo restituisce corpo e voce a una figura simbolo dell’opposizione al regime\, trasformando il teatro in uno spazio di resistenza e memoria attiva. Non una commemorazione\, ma un attraversamento: perché è proprio in quel momento sospeso – quando il corpo di Matteotti viene nascosto e la verità tenta di essere sepolta – che si rivela con più forza la necessità\, ancora oggi\, di scegliere da che parte stare. \n\n\n\nLa rassegna “Green Days – nel tempo che resiste” è interamente curata da una direzione artistica partecipata\, composta da ragazzi e ragazze appartenenti alla GenZ\, che fin dalla prima edizione si occupa di valutare e selezionare gli spettacoli secondo un modello già attuato da Dominio Pubblico allo Youth Fest\, continua a interrogarsi su temi profondi legati all’identità personale e collettiva\, al rapporto con le proprie radici\, al cambiamento e alla costruzione di una nuova consapevolezza.  \n\n\n\nDopo “Il futuro ha i giorni contati” e “Che ne sarà di noi?” gli under 25 di Dominio Pubblico\, con “nel tempo che resiste” cercano quest’anno\, attraverso gli spettacoli in programma\, di dare una risposta agli interrogativi e alle preoccupazioni legate al futuro. In un mondo in continua trasformazione\, resistere diventa oggi un gesto necessario e il teatro si fa spazio di incontro\, di libertà e di rinascita\, dove i giovani possono raccontare il presente e immaginare il futuro. \n\n\n\nUn palinsesto che esplora tematiche quali l’importanza della memoria storica e collettiva\, la responsabilità civile\, le relazioni intergenerazionali e le sfide contemporanee e politiche dei giovani che ancora una volta scelgono di riflettere su problematiche lontane dal loro tempo\, ma in qualche modo fortemente urgenti per capire l’oggi e il futuro\, ponendo come obiettivo quello di creare uno spazio di riflessione\, dialogo e confronto tra artisti e pubblico.  \n\n\n\nPer ogni spettacolo in rassegna sono previste due giornate di repliche e un TALK di approfondimento a cura della Redazione U25 di Dominio Pubblico: una possibilità di incontro e di scambio tra giovani\, compagnie emergenti e pubblico. \n\n\n\nDa sempre Argot Studio e Dominio Pubblico collaborano insieme per garantire spazio e visibilità a una nuova generazione di artisti. Lavorano su target e focus differenti facendo sempre dell’innovazione dei linguaggi e della ricerca il centro della loro mission. \n\n\n\nDominio Pubblico –  che nasce nel 2013 dalla collaborazione di Argot Studio con il Teatro dell’Orologio – si distingue come un importante progetto di audience development e community engagement rivolto a giovani under 25 che si sperimentano in un percorso da spettatori attivi\, finalizzato alla conoscenza della scena contemporanea e alla produzione\, promozione e organizzazione di eventi culturali multidisciplinari. I giovani si avvicinano alla fruizione culturale della loro città e del territorio regionale attraverso la visione guidata di numerosi eventi legati al mondo dell’arte contemporanea\, e grazie all’incontro con gli artisti coinvolti imparano a capirne le dinamiche interne e a raccontarle.
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LOCATION:Argot Studio\, Via Natale del Grande\, 27\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:“LiberArt” a Cerveteri
DESCRIPTION:Il cuore creativo di Viareggio varca i confini comunali per approdare a Cerveteri (RM)\, dove il prossimo 25 aprile\, in occasione della Festa della Liberazione\, si terrà la prestigiosa manifestazione “LiberArt”. Tra gli oltre cento artisti provenienti da tutta Italia\, una delegazione viareggina di alto profilo è stata chiamata a rappresentare la città e la sua vivacità culturale all’interno della cornice storica di Sala Ruspoli e Piazza Santa Maria. \n\n\n\nA Capitanare la spedizione Elisa Tamburrini\, in arte Pelle D’oca\, figura centrale del panorama artistico locale e fondatrice di Tambuca\, lo studio-laboratorio di via Battisti che è ormai diventato un punto di riferimento e un “porto sicuro” per la sperimentazione artistica a Viareggio. L’opera che presenterà\, intitolata “Il tempo del raccolto” (smalto e acrilici su tela)\, è un vero e proprio manifesto visivo che intreccia speranza e diversità. Attraverso un volto grottesco da cui germogliano piante\, l’artista invita a guardare oltre la superficie: il “seme” creativo vive dentro ciascuno di noi e ogni diversità diventa terreno fertile per una rinascita collettiva e consapevole. \n\n\n\nAccanto a lei\, altri tre importanti nomi della scena viareggina porteranno il loro contributo alla riflessione sul tema della libertà\, declinandolo ciascuno secondo la propria poetica. Guido Berti presenterà “Manovre\, il burattinaio”\, un’opera che esplora la tensione tra autonomia e controllo. Attraverso la rappresentazione di mani operose\, simbolo di dignità e costruzione del destino\, Berti riflette sulla libertà come conquista quotidiana contro il rischio di essere ridotti a semplici automi mossi da volontà esterne. Segue Manuel Santinicon “Ruggine”\, una ricerca materica originale che utilizza ritagli di giornale e della Settimana Enigmistica per creare un paesaggio metallico. In questo scenario industriale\, dove svettano due cipressi\, la figura umana vaga sospesa\, rivendicando una libertà di movimento totale nello spazio e nel tempo. Infine\, Ornella Martinelli\, con “Volo Scarlatto”\, propone un’esplosione di vitalità che celebra la libertà come leggerezza. L’immagine di un’altalena lanciata verso una cascata di fiori rossi diventa metafora di un cuore senza confini\, capace di trasformare il vento in un respiro profondo e gioioso. \n\n\n\nLa partecipazione di questi quattro artisti a “LiberArt” — evento curato da Luisana Leone che coniuga pittura\, scultura\, auto d’epoca e musica — non è solo un traguardo individuale\, ma una conferma dell’eccellenza del “modello Viareggio” nel campo delle arti visive contemporanee. Per i cittadini viareggini e gli appassionati\, sarà l’occasione per vedere le eccellenze del territorio dialogare con una platea nazionale\, portando con sé quel mix di tecnica\, provocazione e sensibilità che caratterizza la produzione artistica nata all’ombra dei nostri moli.
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SUMMARY:Torino Jazz Festival - XIV edizione
DESCRIPTION:Il Torino Jazz Festival\, con la direzione artistica di Stefano Zenni\, torna da sabato 25 aprile a sabato 2 maggio 2026\, preceduto da un’anteprima nei jazz club cittadini dal 22 al 24 aprile. Il titolo scelto per la XIV edizione\, The Sound of Surprise\, riprende la celebre definizione del 1959 del critico americano Whitney Balliett e diventa chiave di lettura della programmazione: il jazz come suono della sorpresa\, un’esperienza capace di spiazzare\, emozionare e creare nuove connessioni tra artisti\, pubblici e linguaggi. Tra le novità di quest’anno\, la nascita della Giovane Orchestra di Liberi Suoni e un concerto ideato e realizzato da un trio di giovani direttori artistici. Confermate e ampliate le collaborazioni con le principali manifestazioni musicali del territorio. \n\n\n\n“Anche quest’anno il Torino Jazz Festival farà di Torino una delle capitali europee del jazz e della musica dal vivo – dichiara il sindaco Stefano Lo Russo -\, con un programma che conferma la qualità e l’ambizione del progetto fatto di produzioni originali\, grandi nomi della scena internazionale e talenti emergenti. La quattordicesima edizione accoglierà in città alcuni tra i migliori interpreti del jazz contemporaneo ma grande attenzione sarà dedicata anche alle nuove generazioni\, con tanti progetti volti a valorizzare l’energia e la creatività dei giovani talenti. Una più ampia offerta di concerti gratuiti in tutti i quartieri ne conferma infine la vocazione di manifestazione aperta a tutte e tutti. Tra questi spicca sicuramente il concerto inaugurale in occasione della Festa della Liberazione che vedrà la partecipazione di Moni Ovadia insieme a giovani talenti torinesi.” \n\n\n\nIl Torino Jazz Festival è un progetto della Città di Torino realizzato da Fondazione per la Cultura Torino\, con Main Partner Intesa Sanpaolo e Iren\, con il sostegno del Ministero della Cultura e di Fondazione CRT\, con il supporto di Hyundai – Nuova Auto Alpina\, in collaborazione con Turismo Torino e Provincia e GTT – Gruppo Torinese Trasporti. Media Partner Rai Cultura\, Rai Radio 3 e Musica Jazz\, Charity Partner Fondazione Ricerca Molinette. \n\n\n\nLa XIV edizione si articola in 8 giorni di programmazione\, preceduti da 3 giornate di anteprima\, per un totale di 101 eventi in 72 diverse sedi\, di cui 81 concerti diffusi: una programmazione capillare che attraversa Torino con appuntamenti in luoghi simbolici e inconsueti della città\, tra teatri\, club e spazi culturali. Tra le sedi: Auditorium Giovanni Agnelli\, Casa Teatro Ragazzi e Giovani\, Scuola Holden\, Hiroshima Mon Amour\, Museo Nazionale dell’Automobile\, Teatro Alfieri\, Teatro Colosseo\, Teatro Juvarra\, Teatro Monterosa\, Teatro Vittoria e Museo di Anatomia Umana Luigi Rolando. \n\n\n\nAl TJF XIV si esibiranno 297 musicisti nazionali e internazionali\, dai talenti emergenti ai grandi protagonisti della scena mondiale. Cuore della programmazione sono otto produzioni\, di cui cinque originali\, e otto esclusive\, a conferma di una progettualità che consolida il festival come punto di riferimento del panorama jazzistico europeo. \n\n\n\nAd aprire il festival\, il 25 aprile\, sarà il Il Jazz della Liberazione: Moni Ovadia & Kassiber Ensemble presenteranno Der Ghetto Swingers. Memorie di suoni perduti\, intrecciando narrazione e musica per riportare alla luce la vicenda delle orchestre jazz nei campi di prigionia tedeschi e dedicato all’orchestra swing del ghetto di Terezín\, dove il jazz divenne resistenza. Nella Giornata Internazionale del Jazz\, il 30 aprile\, Francesca Tandoi presenterà Hope con il Jazz Acoustic Strings Quartet (Teatro Monterosa\, ore 21). Tra gli appuntamenti di spicco\, il 1º maggio il gigante Bill Frisell incontrerà la memoria cinematografica di Bill Morrison\, in prima assoluta con Eyvind Kang in The Great Flood\, proiezione con musica dal vivo dedicata alla grande inondazione del Mississippi del 1927 (Auditorium Giovanni Agnelli\, ore 18). Completano il programma\, il 27 aprile\, This Is Not an Orchestra di Funk Off e Vox Artificiosa tra street band\, musica classica\, jazz e beatbox (Teatro Alfieri\, ore 21)\, e due esclusive il 26 aprile: Weave4\, collettivo italo-francese (Teatro Juvarra\, ore 11)\, e il Marc Ribot Quartet con Hurry Red Telephone\, in collaborazione con Jazz Is Dead! (Hiroshima Mon Amour\, ore 22). \n\n\n\nTra gli ospiti attesi\, grandi nomi della scena contemporanea nazionale e internazionale\, con due fuoriclasse del jazz mondiale: John Scofield e Gerald Clayton\, protagonisti del gran finale del 2 maggio (Teatro Colosseo\, ore 21). Il 28 aprile spazio a Norma Winstone\, una delle cantanti piú influenti del nostro tempo\, in duo con una collaborazione storica: quella con il pianista e compositore Glauco Venier (Teatro Monterosa\, ore 21)\, mentre direttamente da Brooklyn in co-produzione con Flowers Festival\, arrivano gli Irreversible Entanglements il 1º maggio (Hiroshima Mon Amour\, ore 22). Il festival presenterà anche l’universo sonoro di Lisa Ullén il 1º maggio (Teatro Juvarra\, ore 11) e nuovi talenti quali Sliders il 28 aprile (Teatro Juvarra\, ore 18)\, Federico Calcagno Octet il 2 maggio (Teatro Vittoria\, ore 11) e Morgenbarn il 27 aprile (Teatro Juvarra\, ore 18). Accanto a loro\, gli assi del jazz italiano come Fabrizio Bosso con About Ten il 25 aprile (Teatro Colosseo\, ore 21). Attesissimo anche il ritorno della Italian Instabile Orchestra il 30 aprile (Casa Teatro Ragazzi e Giovani\, ore 18)\, insieme a maestri come Bruno Tommaso il 26 aprile (Casa Teatro Ragazzi e Giovani\, ore 18) e il trio di Franco D’Andrea il 29 aprile (Teatro Monterosa\, ore 21). Ulteriori sorprese arriveranno dal jazz intriso di teatro di Monica Demuru e Cristiano Calcagnile il 29 aprile (Scuola Holden\, ore 18) e di Giorgio Li Calzi & Simone Sims Longo in Theatrum Anatomicum il 28 e 29 aprile (Palazzo degli Istituti Anatomici dell’Università di Torino\, ore 19). \n\n\n\n“Dati scientifici alla mano\, sembra che sapersi meravigliare migliori durata e qualità della vita: e allora il Torino Jazz Festival\, con gli artisti e il pubblico\, ci si mette d’impegno – afferma il direttore artistico Stefano Zenni -. The Sound of Surprise riguarda la (ri)scoperta di luoghi musicali della città\, la fiducia nelle idee dei giovani musicisti\, l’impatto benefico del jazz sui nodi sociali della convivenza. Questo è un festival che guarda al futuro\, non solo della musica.” \n\n\n\nTra le novità dell’edizione 2026\, una più ricca programmazione di concerti gratuiti accompagna i grandi appuntamenti del TJF\, con alcuni protagonisti del jazz italiano tra cui Ilaria Pilar Patassini e Stefano Battaglia\, in un percorso diffuso che attraversa la Città alla scoperta di spazi culturali e luoghi meno noti della vita cittadina. Ad arricchire il programma\, Jazz Talks\, Jazz Cinema\, Jazz Blitz e Jazz Special in tutta la città\, con alcuni appuntamenti speciali: il 25 aprile Stefano Zenni racconterà A Love Supreme di John Coltrane (Gallerie d’Italia – Torino\, ore 15) e il 26 aprile andrà in scena il Trio Colibrì (Area X\, ore 18)\, entrambi realizzati in collaborazione con Intesa Sanpaolo; il 27 aprile Simone Garino e Frankie Partipilo saranno protagonisti di (Spo)Ritual Unity (The Heat Garden\, ore 18)\, in collaborazione con Iren; il 30 aprile il trio di Sergio Di Gennaro si esibirà alla Concessionaria Hyundai – Nuova Auto Alpina alle 18:30. \n\n\n\nL’edizione 2026 dedica particolare attenzione alle giovani generazioni: nell’ambito di Torino Futura nasce al TJF la Giovane Orchestra di Liberi Suoni\, esito del percorso formativo guidato da Pasquale Innarella\, e formata da 50 allieve e allievi tra i 16 e i 25 anni delle scuole pubbliche e private di Torino e della Città Metropolitana. L’Auditorium dell’Arsenale della Pace – Sermig ospiterà lo SPECIAL Giacomo Serino & Saverio Zura Quintet\, nato dal lavoro dello Young Board promosso da TJF: un trio di giovani direttori artistici – Mattia Basilico\, Sonia Infriccioli e Fabrizio Leoni -\, tutti vincitori del Premio Ramella\, che hanno concepito e prodotto un concerto per il festival in totale autonomia. \n\n\n\nAmpio spazio è riservato al sociale\, con i Jazz Blitz che attraversano strutture di comunità e spazi sociali\, coinvolgendo anziani\, bambini e persone con disabilità. I corpi improvvisano e le anime si liberano con gli Special SwingAbili: il 28 aprile (Museo del Risorgimento\, ore 17.30) si esibiranno persone con disabilità della band Liberidentro insieme alle voci dei CFM Singing Students; il 30 aprile (Museo Nazionale dell’Automobile\, ore 17.30) assistenti e assistiti dei Centri di salute mentale si muoveranno con la DanzaMovimentoTerapia sulle note di Glenn Miller e della CFM Big Band. \n\n\n\nIl festival celebra anche i centenari di Miles Davis e John Coltrane con concerti\, talk e proiezioni: un modo diverso di celebrare il centenario\, alla scoperta di materiali rari\, prospettive inedite e aspetti meno esplorati della loro eredità artistica. \n\n\n\nTorino Jazz Festival avvia\, infine\, nell’ambito delle iniziative promosse dalla Città di Torino a sostegno dei festival del territorio\, tre importanti coproduzioni con Seeyousound\, Jazz Is Dead! e Flowers Festival\, per rafforzare sempre più il dialogo tra linguaggi artistici e valorizzare le energie culturali del territorio.
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SUMMARY:“Due dozzine di rose scarlatte” al Teatro Prati
DESCRIPTION:E’ un  gioco degli equivoci\, che fa sorridere e riflettere\, quello che emerge nella commedia “Due dozzine di rose scarlatte”\, pronta a tornare in scena al Teatro Prati dal 24 aprile al 31 maggio 2026. Non è casuale la data scelta per il debutto sul palco di questo testo\, scritto nel 1936 da Aldo De Benedetti\, poiché il 25 aprile si ricorda le Festa della Liberazione e l’autore\, uno dei più brillanti commediografi del nostro Novecento\, era di origine ebrea. Per questo motivo visse sulla propria pelle il dramma dell’esclusione non potendo firmare le sue opere a causa delle leggi razziali fasciste del 1938. I suoi lavori continuarono a circolare\, ma in chiave anonima o spesso sotto prestanome. Questa commedia\, scritta in origine per Vittorio De Sica e Giuditta Rissone e portata dallo stesso De Sica sugli schermi cinematografici nel 1940\, è un meccanismo perfetto che il direttore artistico del Teatro Prati\,  Fabio Gravina\, ha voluto mettere in risalto firmando anche la regia. “Due dozzine di rose scarlatte” è una di quelle pièce argute ed eleganti in cui il gioco delle coppie si mostra come un imprescindibile motore narrativo. Un testo umoristico e brillante\, tra i più rappresentati in Italia\, che funziona da più di settanta anni perché dispensa leggerezza\, emozioni e risate coinvolgendo piacevolmente il pubblico. Sul palco del Teatro Prati il protagonista è lo stesso Gravina\, nel ruolo di Alberto Verani\, affiancato da Sara Religioso nel ruolo della moglie Marina\, Antonio Conte nel ruolo dell’amico Tommaso Savelli e Francesca Antonucci nel ruolo di Rosina\, la cameriera. Le scene e  i costumi sono firmati da Francesco De Summa\, mentre le musiche originali sono del M° Mariano Perrella. La trama appassiona e tiene con il fiato sospeso. In un matrimonio fin troppo fedele\, la moglie\, forse trascurata\, comincia a sentire voglia di evasione e organizza un viaggio da sola\, il marito\, complice l’amico avvocato\, ne approfitta per tentare di avvicinare una bella contessa inviando due dozzine di rose scarlatte con lo pseudonimo mistero. Ma il mazzo per errore arriverà alla moglie. Da questo equivoco si sviluppa una storia parallela sul desiderio e la necessità di sognare\, un percorso iniziatico che ci fa riflettere sulle nostre debolezze. Portare in scena “Due dozzine di rose scarlatte” a ridosso del 25 aprile significa ricordare che la libertà è anche la possibilità di sorridere delle proprie fragilità e\, soprattutto\, rappresenta il tributo ad un grande autore che ha saputo sconfiggere dittatura con l’arma più affilata di tutte: la sua elegantissima ironia.  \n\n\n\nInfo – Telefono: 06 3974 0503
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LOCATION:Teatro Prati\, Via degli Scipioni\, 98\, Roma\, 00192\, Italia
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SUMMARY:Jazz Mood Day
DESCRIPTION:In tutto il mondo il 30 aprile si festeggia l’International Jazz Day. In Italia\, in aprile e in maggio\, è in programma una manifestazione capillare che si pone l’obiettivo di far conoscere\, con una serie di iniziative e di eventi\, il jazz e le sue pratiche soprattutto nel mondo della scuola con un approccio multidisciplinare\, esperienziale e inclusivo \n\n\n\nLezioni-concerto\, jam session\, incontri\, workshop\, eventi nelle scuole ma non solo: torna anche quest’anno il Jazz Mood Day\, il festival diffuso – con una forte vocazione didattica e divulgativa – che nei mesi di aprile e maggio promuove\, in tutta Italia\, le buone pratiche legate al jazz e all’improvvisazione. Tutto è nato sei anni fa da un’idea di Claudio Angeleri\, jazzista\, didatta\, presidente del CDpM\, il Centro Didattico Produzione Musica di Bergamo\, e dell’ANSJ\, l’Associazione nazionale scuole jazz e musiche audiotattili\, e da Angelo Bardini\, direttore artistico del Piacenza Jazz Club e del Piacenza Jazz Fest: partita dalle realtà di Bergamo e Piacenza\, nel corso degli anni la manifestazione si è estesa rapidamente\, grazie all’impegno delle scuole di musica del terzo settore riunite nell’ANSJ\, alla collaborazione con la rete nazionale di 63 scuole pubbliche Jazz Mood Schools e con il circuito delle biblioteche scolastiche Bibloh!\, al patrocinio della Federazione Il Jazz Italiano e al sostegno di diverse amministrazioni locali\, e oggi coinvolge undici regioni italiane: Lombardia\, Emilia-Romagna\, Veneto\, Piemonte\, Toscana\, Lazio\, Marche\, Abruzzo\, Campania\, Calabria e Sicilia. \n\n\n\nNato su “impulso” dell’International Jazz Day\, la giornata (quella del 30 aprile) in cui in tutto il mondo si celebra il jazz come patrimonio immateriale dell’umanità\, in quanto arte capace di promuovere la pace\, il dialogo tra le culture\, la libertà di espressione e il rispetto dei diritti umani\, il Jazz Mood Day è quindi andato oltre questa importante ricorrenza\, affermandosi e consolidandosi come un momento prezioso per il jazz italiano\, per i suoi protagonisti (musicisti\, docenti\, organizzatori ma non solo) e\, più in generale\, per la didattica musicale. Accanto a un ricco palinsesto di iniziative (laboratori corali e di body percussion\, lezioni-concerto e percorsi dedicati all’improvvisazione)\, gli oltre 6.000 studenti coinvolti vengono\, infatti\, avvicinati al jazz sulla base di solidi criteri pedagogici\, sostenuti dal supporto scientifico del paradigma audiotattile\, che intreccia la musica con il mondo delle fiabe (curate da Roberto Piumini\, Claudio Comini e Giovanni Guerretti)\, con l’universo dei cartoon (sviluppato da Claudio Angeleri\, Gabriele Comeglio e Paola Milzani)\, dell’animazione\, della corporeità e del fare squadra in contesti orchestrali. Sono previsti inoltre percorsi che integrano movimento\, illustrazione e videoproiezione (con il contributo di Mauro Mozzani\, Gianni Satta e Loris Leo Lari). Un approccio\, dunque\, che favorisce un apprendimento esperienziale e inclusivo\, capace di connettere immaginazione\, percezione e azione\, rendendo il jazz accessibile e significativo già a partire dalla scuola dell’infanzia e primaria fino ai licei. \n\n\n\nNei mesi di aprile e maggio sono\, inoltre\, previsti i concerti delle orchestre scolastiche – tra cui L’Orchestra Jazz Che Vorrei de L’Aquila – impegnate in arrangiamenti originali curati dai docenti\, con il supporto di insegnanti e musicisti delle scuole di musica che spesso si uniscono agli ensemble in qualità di solisti e arrangiatori. Tra questi ultimi figurano alcuni tra i più noti jazzisti italiani come Emanuele Parrini\, Walter Donatiello\, Diego Borotti\, Monica Fabbrini\, Francesco Scaramuzzino\, Tiziano Tononi\, Guido Bombardieri\, Margherita Carbonell\, Emiliano Vernizzi\, Claudio Vignali\, Ruben Bellavia\, Andrea Rubini\, Michele Calgaro\, Ettore Martin e molti altri. Non mancano\, infine\, iniziative ed eventi mirati a valorizzare i talenti del jazz italiano: nel fitto calendario di appuntamenti del festival Jazz Mood Day spiccano il concerto di giovedì 30 aprile in programma all’auditorium Modernissimo di Nembro (Bg) con la presenza di ben 106 musicisti\, le jam session del Piacenza Jazz Festival\, i workshop al Conservatorio Giuseppe Nicolini\, il ricco programma del festival emiliano con artisti di primo piano della scena nazionale e internazionale (sabato 18 aprile si esibirà il duo composto dal chitarrista  Paolo Angeli e dal violoncellista Redi Hasa) e l’esibizione dei vincitori (il chitarrista Carlo Alberto Proto tra i solisti e Irene Marcozzi tra i cantanti) del Concorso Chicco Bettinardi 2025 venerdì 24 aprile al Milestone Live Club di Piacenza. Sempre nella giornata del 24 aprile\, l’IC Arcene di Lurano (Bg) ospiterà il CDpM Tentet\, una masterclass a cura di Gianluigi Trovesi e Claudio Angeleri\, mentre il 29 aprile è in programma una lezione-concerto all’IC Leonardo da Vinci di Mestre. Non solo: il sassofonista Andrea Polinelli presenterà lunedì 27 aprile al CDpM  di Curno (Bg) il docufilm La cantina\, altri appunti sul jazz\, di cui ha curato la regia e la colonna sonora: un affresco su come è nato e si è sviluppato il jazz a Bologna\, contribuendo all’evoluzione del mondo musicale italiano nella seconda metà del ‘900. Nel documentario spiccano le testimonianze di Pupi Avati\, Giorgio Alberti\, Franco D’Andrea\, Lucio Dalla\, Claudio Fasoli\, Piero Odorici e Amedeo Tommasi. Alla fine della proiezione è in programma il concerto del quartetto di Andrea Polinelli. \n\n\n\nAfferma Angelo Bardini\, direttore artistico del Piacenza Jazz Club e del Piacenza Jazz Fest: «Crediamo da sempre nell’importanza della formazione dei giovani e della didattica musicale e non è un caso che una parte significativa del budget del Piacenza Jazz Fest sia destinato alle iniziative rivolte alle scuole pubbliche della rete Jazz Mood Schools». Gli fa  eco Claudio Angeleri\, presidente del CDpM\, il Centro Didattico Produzione Musica di Bergamo\, e dell’ANSJ\, Associazione nazionale scuole jazz e musiche audiotattili: «Il Jazz Mood Day prende vita anche quest’anno grazie a un lavoro che viene da lontano e che mette in relazione scuole di musica\, associazioni\, biblioteche\, istituti pubblici – dall’infanzia fino ai Conservatori – insegnanti e musicisti straordinari e un’enorme passione per la musica. Mi piace sottolineare\, inoltre\, che questa manifestazione contribuisce a formare nuovo pubblico\, nuovi musicisti e nuova musica\, il tutto nel segno dell’improvvisazione. Non è poco in un Paese smemorato nei confronti del merito come l’Italia». \n\n\n\nOn line: www.ansj.it 
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SUMMARY:" Isidoro" al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Debutta venerdì 24 aprile alle ore 21\, nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo\, lo spettacolo Isidoro scritto e interpretato da Enrico Ianniello. \n\n\n\nLa regia dello spettacolo\, liberamente tratto dal romanzo La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin e coprodotto da Teatre Akadémia e La Fanfola di Barcellona insieme alla Casa del Contemporaneo di Napoli\, è di Pau Miró; il disegno luci di Lluis Serra e le videoproiezioni di Jordi Homs. \n\n\n\nRepliche fino al 26 aprile. \n\n\n\nQuarantacinque anni dopo il terremoto dell’Irpinia\, a dieci anni dall’uscita del fortunato romanzo La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin (vincitore dei premi Campiello Opera Prima\, Fante Opera Prima\, Cuneo Opera Prima\, Selezione Bancarella e Selezione Premio Berto) Ianniello porta in scena la storia prodigiosa del piccolo Isidoro\, bambino felice nell’Irpinia degli anni ’70.  \n\n\n\nGrazie alla dote specialissima che lo rende unico\, quella capacità di urlafischiare che s’è ritrovato nella gola\, Isidoro elabora insieme a Quirino Raggiola – il dolce papà sindacalista e poeta che si chiude in bagno per scrivere lettere d’amore – un fischiabolario necessario ad insegnare una nuova lingua agli ultimi\, per difendersi da un mondo prepotente che vuole offenderli. Nutrito dall’intelligenza\, la tenerezza e le magnifiche paste della mamma Stella di Mare\, Isidoro va in giro per le fiere di paese dell’osso d’Italia nell’estate del 1980 e il miracolo sembra avverarsi\, la rivoluzione fischiata di un’umanità libera e felice quasi prende corpo davanti a suoi occhietti da bambino. Arriverà addirittura un antropologo dalla Francia per fare la conoscenza di questo ragazzino fenomenale.  \n\n\n\nPurtroppo\, però\, quel terribile 23 novembre del 1980 è alle porte. E con lui se ne andranno definitivamente l’infanzia e la voce del prodigioso Isidoro.   \n\n\n\n________________ \n\n\n\nIsidoro \n\n\n\ndi e con Enrico Ianniello \n\n\n\nliberamente tratto dal romanzo La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin \n\n\n\nregia Pau Miró \n\n\n\ndisegno luci Lluis Serra \n\n\n\nvideoproiezione Jordi Homs \n\n\n\nresponsabile di produzione Meri Notario \n\n\n\nproduzione Teatre Akadémia Barcelona / La Fanfola\, Barcelona / Casa del Contemporaneo\, Napoli \n\n\n\ndurata: 75 minuti \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\nvenerdì 24 ore 21.00 \n\n\n\nsabato 25 ore 17.00 \n\n\n\ndomenica 26 ore 20.00
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LOCATION:Teatro Biondo\, Via Roma\, 258\, Palermo\, IT\, 90133\, Italia
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SUMMARY:“InCorti da Artemia” – Festival Nazionale di Corti Teatrali
DESCRIPTION:Emozioni\, linguaggi e visioni che tornano sul palco per una notte speciale. \n\n\n\nDopo il grande successo della 10ª edizione di “InCorti da Artemia” – Festival Nazionale di Corti Teatrali\, il Centro Culturale Artemia presenta la Serata di Gala\, un appuntamento speciale dedicato ai corti vincitori del festival. \n\n\n\nVenerdì 24 aprile alle ore 21\, il pubblico avrà l’opportunità di assistere nuovamente alle performance più apprezzate di questa edizione\, selezionate tra compagnie provenienti da tutta Italia e premiate da una giuria di esperti e dal voto del pubblico. \n\n\n\nIn scena i cinque corti vincitori: \n\n\n\n• NONAME – scritto da Attilio Trovato\, diretto da Lorenzo Bastianelli (Ancona) \n\n\n\nPREMIO MIGLIOR SPETTACOLO\, PREMIO SPECIALE DEL PUBBLICO\, PREMIO MIGLIOR TESTO ORIGINALE ATTILIO TROVATO \n\n\n\n• L’APPARTAMENTO – scritto e diretto da Daniele Profeta (Roma) \n\n\n\n2° CLASSIFICATO MIGLIOR SPETTACOLO\, 2° CLASSIFICATO PREMIO DEL PUBBLICO\, PREMIO MIGLIORE ATTORE DANIELE PROFETA \n\n\n\n• TRAIN DE VI(T)E – scritto\, diretto e interpretato da Francesca Danese (Brindisi) \n\n\n\nPREMIO MIGLIORE ATTRICE FRANCESCA DANESE \n\n\n\n• LA GOCCIA – scritto e diretto da Matteo Tibiletti (Ispra – Varese) \n\n\n\n3° CLASSIFICATO MIGLIOR SPETTACOLO \n\n\n\n• L’ARTISTA DEVE MORIRE – scritto e diretto da Sara Alicandro (Roma) \n\n\n\n3° CLASSIFICATO PREMIO DEL PUBBLICO \n\n\n\nLa Serata di Gala rappresenta un’occasione unica per rivivere il meglio della rassegna: cinque corti teatrali\, cinque linguaggi diversi\, cinque visioni artistiche che raccontano la vitalità e la varietà della scena contemporanea italiana. \n\n\n\n“InCorti da Artemia”\, giunto alla sua decima edizione\, si conferma un importante punto di riferimento per la promozione della nuova drammaturgia e per il sostegno ad artisti emergenti e compagnie indipendenti\, offrendo uno spazio di confronto diretto con il pubblico e con professionisti del settore. \n\n\n\nUna notte\, cinque storie\, un solo palcoscenico: il teatro nella sua forma più viva\, essenziale e sorprendente.  \n\n\n\nIngresso: € 10 \n\n\n\nTessera nuovi soci: € 3 \n\n\n\nPrenotazioni: 334 1598407 (anche SMS e WhatsApp) \n\n\n\nDirezione artistica: Maria Paola Canepa \n\n\n\nMedia Partner:KIROLANDIA – Corrente di cooperazione culturale.CULTURSOCIALART – Associazione Culturale e Blog di notizie su cultura\, sociale e arte. \n\n\n\nInfoline: +39 334 159 8407 \n\n\n\nwww.centroculturaleartemia.orgwww.facebook.com/centroculturaleartemiawww.istagram.com/centroculturaleartemia
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SUMMARY: L'Adolescente - vita e pensieri su Teresa Mattei al Mattatoio
DESCRIPTION:In occasione della Festa della Resistenza\, appuntamento promosso da Roma Capitale\, venerdi 24 aprile (ore 20) presso il Mattatoio\, il Teatro di Roma rende omaggio alle donne che hanno scritto la Costituzione\, con L’Adolescente – vita e pensieri su Teresa Mattei\, monologo di e con Arianna Pozzoli\, accompagnato dalle letture di Evelina Rosselli e Pietro Turano. \n\n\n\nL’Adolescente racconta la vita eroica e rocambolesca di Teresa Mattei\, protagonista indomita della Resistenza e della scrittura della Costituzione italiana\, tra le più giovani figure di spicco del Partito Comunista. Emarginata dopo pochi anni perchจฆ considerata anarchica nel pensiero\, ha dedicato la vita alla ricerca radicale di giustizia e di libertจค\, affrontando carcere\, torture\, clandestinitจค e discriminazioni. Colta e determinata\, in seguito allกฏesperienza parlamentare\, ha continuato a lottare fuori dalle istituzioni\, dedicandosi al rinnovamento culturale del dopoguerra e alla pedagogia rivoluzionaria anticapitalista. \n\n\n\nLo spettacolo racconta la sua storia sottraendola alla retorica celebrativa\, riscoprendone lกฏattualitจค anche attraverso testimonianze dirette e stralci di letteratura resistenziale. Unกฏoccasione per riflettere sulla forza delle protagoniste femminili che hanno determinato la Resistenza\, sacrificando se stesse\, in nome dei principi di libertจค\, uguaglianza\, giustizia\, pace\, per il bene della societจค\, ponendo le basi per un futuro di rinascita e ricostruzione post bellica. \n\n\n\nLกฏevento si inserisce nel calendario di iniziative della Festa della Resistenza di Roma 2026\, promossa e sostenuta dall‘Assessorato alla Cultura e al coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale.
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LOCATION:Mattatoio – La Pelanda\, Piazza Orazio Giustiniani\, 4\, Roma\, Italia
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SUMMARY:RPG – Rome Playing Games all'Ex Cartera Latina
DESCRIPTION:Dal 24 al 26 aprile 2026\, a Roma\, all’Ex Cartiera Latina\, arriva un festival in cui gli spettatori si fanno attori e performer\, la performance si fa rito collettivo e partecipato\, il gioco di ruolo diventa un approccio di intrattenimento elevato per affrontare temi come la coscienza collettiva\, la storia\, le scelte\, in un viaggio che attraversa uno degli spazi più particolari della città. Un percorso che va dalle scelte etiche di Erode Attico del 161 d.c. fino a quelle della Roma occupata del 1944\, passando per identità di genere e riflessioni interiori. \n\n\n\nÈ RPG – Rome Playing Games\, un nuovo festival pensato per la Capitale\, con il sostegno della Regione Lazio e organizzato da Larp Studio\, che tra teatro\, performance e gioco porta al centro della riflessione il gioco di ruolo\, il larp e il rito collettivo come forme di performance contemporanea\, capaci di attivare partecipazione\, immaginazione e consapevolezza. \n\n\n\nIl larp (Live Action Role Playing) è una forma di gioco di ruolo dal vivo che unisce teatro\, improvvisazione e narrazione condivisa: non esiste separazione tra pubblico e performer\, ogni partecipante interpreta un personaggio e contribuisce allo sviluppo della storia. Il gioco di ruolo\, così come il gioco da tavolo contemporaneo\, diventa così uno strumento culturale che stimola immaginazione\, relazione e pensiero critico\, trasformando l’esperienza in un atto collettivo. \n\n\n\nSi parte il 24 aprile alle 15.00 con la Ludoteca\, uno spazio dedicato al gioco condiviso e all’esplorazione dei linguaggi contemporanei del gioco di ruolo e da tavolo. Si prosegue alle 17.00 con Il processo di Martina Montenegro\, un’esperienza tra teatro partecipato e larp che ricostruisce il processo ad Erode Attico nel 161 d.C.\, portando i partecipanti a confrontarsi con giustizia\, potere e violenza di genere attraverso il coinvolgimento diretto. Chiude la giornata alle ore 21.00 Il comandante Yoyò di Gemma Costa\, con la regia di Miranda Angeli: uno spettacolo poetico sull’infanzia e sulla forza dell’immaginazione come strumento per leggere la realtà. \n\n\n\nIl 25 aprile\, accanto alla Ludoteca\, alle ore 17.00 Via Quattro Fontaneconduce i partecipanti nella Roma del 1944. Un edu-larp immersivo che mette ciascuno di fronte alle scelte morali dell’occupazione nazista\, attivando una riflessione sulla memoria storica attraverso l’esperienza diretta. Alle 21.00 è poi la volta di Note ribelli: Echo in concerto con Arianna Ferrara Gennari propone un percorso musicale originale che intreccia suono e narrazione\, ampliando la dimensione immersiva del festival. \n\n\n\nIl 26 aprile si apre con la Ludoteca e prosegue alle 13.00 con Utopia di Federico Yang Maoloni. Un edu-larp ambientato in un mondo post-collasso in cui una comunità è chiamata a ricostruire la società\, mettendo in gioco cooperazione\, conflitto e responsabilità.Alle 16.00 Enea di Gemma Costa\, con la regia di Miranda Angeli: una performance visionaria sulla ricerca di identità e appartenenza\, tra marginalità e desiderio di riconoscimento. \n\n\n\nIl percorso si estende infine al 29 maggio con L’Ospedale dei giocattoli rotti di Martina Montenegro. Un chamber larp intimo e simbolico in cui i partecipanti interpretano giocattoli feriti\, attraversando un’esperienza di cura\, memoria e relazione. \n\n\n\nCon una preview il 17 aprile\, dal 24 al 26 aprile\, con un ultimo appuntamento il 29 maggio RPG – Rome Playing Games trasforma l’Ex Cartiera Latina in uno spazio di partecipazione e sperimentazione\, attivando un dialogo tra patrimonio e pratiche contemporanee. Tutte le attività sono gratuite e aperte a un pubblico ampio e trasversale. \n\n\n\nRPG – Rome Playing Games all’ex Cartiera è un progetto realizzato con il contributo della Regione Lazio\, in collaborazione con Eryados e Parco Regionale dell’Appia Antica.
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SUMMARY:AMAB – Assisi Mostra Arte Antiquariato Bastia Umbra
DESCRIPTION:Torna anche quest’anno l’ormai consueto appuntamento con AMAB – Assisi Mostra Arte Antiquariato Bastia Umbra\, giunta alla sua 51a edizione\, che dal 24 aprile al 3 maggio 2026 sarà ospitata presso gli spazi del Polo fieristico Umbria Fiere. \n\n\n\nRealizzata con il patrocinio della Regione Umbria\, organizzata da Società Eventi Arte con la direzione di Emo Antinori Petrini la presidenza di Andrea Tattini\, e Leonardo Antinori Petrini\,Vicepresidente AMAB\, la fiera vede la partecipazione di circa 90 espositori e si preannuncia come uno degli appuntamenti culturali più attesi del centro Italia. \n\n\n\nAntiquariato\, arte moderna e contemporanea\, design\, grafica\, gioielleria e l’arte in tutte le sue espressioni\, saranno protagonisti di un’edizione che porta avanti il progetto di rinnovamento iniziato nel 2023\, dando vita ad una fiera in cui le più diverse forme d’arte dialogano tra loro. \n\n\n\nIn occasione delle celebrazioni per la ricorrenza dell’Ottavo Centenario dalla morte di San Francesco di Assisi\, AMAB ha scelto per l’edizione 2026 di rinnovare la sua identità nel segno dell’accoglienza e del dialogo tra le varie epoche. Come sottolinea Emo Antinori Petrini\, Direttore di AMAB – L’Umbria\, terra di Medioevo e di spiritualità\, diventa il punto di partenza di una visione aperta: dall’Arte antica alle espressioni contemporanee. Ispirandosi allo spirito del francescanesimo come apertura al nuovo\, AMAB si apre a tutte le forme d’arte\, riconoscendo nella pluralità dei linguaggi una continuità naturale. La manifestazione custodisce la tradizione e\, al tempo stesso\, accoglie la ricerca artistica del presente\, in un dialogo vivo e continuo. L’edizione di quest’anno segna così un passaggio consapevole: un percorso che dal Medioevo arriva al contemporaneo\, fedele allo spirito di Assisi e alla sua vocazione universale. \n\n\n\nMolti gli appuntamenti e gli eventi che accompagnano e arricchiscono questa 51a edizione di  AMAB\, tra cui la mostra dedicata a Giorgio Ascani\, in arte Nuvolo (1926-2008) curata da Bruno Corà\, che rientra nel programma Nuvolo Centenario\, un calendario di eventi che celebrano il centenario dalla nascita dell’artista. In esposizione circa 15 opere che ripercorrono la ricerca dell’artista\, con un nucleo principale di otto lavori tratti dal ciclo Genesi\, in cui la serigrafia raggiunge esiti di straordinaria complessità formale e cromatica\, quattro Serotipie degli anni Cinquanta\, in cui Nuvolo trasforma la serigrafia da tecnica riproduttiva a linguaggio pittorico e la utilizza per creare lavori unici e irripetibili\, e quattro opere dal ciclo OIGROIG\, caratterizzate da rigorose simmetrie. \n\n\n\nTra le altre mostre\, citiamo quella dedicata ai costumi teatrali realizzati da Tita Tegano\, una selezione di circa quindici costumi provenienti dalla collezione personale della costumista e scenografa\, scomparsa nel 2022\, e donata al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto dal marito Renato Bruson\, celebre baritono italiano.  \n\n\n\nNella mostra\, curata da Raffaella Clerici e Clelia De Angelis\, sono esposti alcuni preziosi abiti di scena realizzati da Tegano per opere come Simon Boccanegra\, Falstaff\, La Traviata\, Rigoletto\, Otello\, testimonianza di una lunga carriera che l’ha vista collaborare con i più grandi teatri lirici italiani\, tra cui il Teatro dell’Opera di Roma\, il Teatro San Carlo di Napoli e il Teatro Regio di Parma. \n\n\n\nIn esposizione in fiera anche due opere di Lorenzo Fonda\, Un Grido per la pace\, con figure riunite intorno a Papa Francesco\, e Captcha / Cieche speranze in cui l’artista propone una riflessione sul rapporto tra umanità\, progresso tecnologico ed etica nell’era dell’Intelligenza Artificiale. \n\n\n\nTanti gli incontri e gli appuntamenti in programma durante le giornate della rassegna: si parte sabato 25 aprile con Moon performance di e con Simone di Stefano\, accompagnata dalle musiche di Angelo Benedetti\, domenica 26 aprile con Pace e A.I.\, un dialogo tra Monsignor Vincenzo Paglia e Lorenzo Fonda. Lunedì 27 aprile Andrea Baffoni presenta Natura Santa d’Avanguardia dedicato all’evoluzione del pensiero francescano nell’arte\, mentre martedì 28 aprile Alessandro Delprioriincontra il pubblico in un talk dal titolo Le immagini di Francesco. Francesco e le immagini.  \n\n\n\nSi prosegue il 29 aprile in cui il concerto dedicato all’opera Rigoletto di Giuseppe Verdi\, a cura del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto\, chiude la giornata e giovedì 30 aprile con l’incontro Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento in cui Costantino d’Orazio\, direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria e Veruska Picchiarelli\, curatrice\, presentano la mostra attualmente in corso nel museo di Perugia. Il fine settimana conclusivo della fiera vede altri due appuntamenti: sabato 2 maggio Bruno Corà\, presidente della Fondazione Alberto Burri presenta un focus su Giorgio Ascani\, in arte Nuvolo\, e la chiusura della manifestazione domenica 3 maggio con la consegna del Premio Miglior Allestimento. \n\n\n\nAltra importante novità di questa 51a edizione è AMAB OFF\, che porta per la prima volta la rassegna fuori dal circuito del polo fieristico\, con l’intento di trasformare la fiera in un sistema culturale diffuso. In programma all’Auditorium Sant’Angelo di Bastia Umbra\, Cum tucte le tue creature un’esperienza immersiva tra installazioni luminose e sonore che guidano lo spettatore in un viaggio sensoriale e spirituale ispirato al Cantico di Francesco\, a cura di Andrea Baffoni. Presso il Palazzo del Capitano del Perdono a Santa Maria degli Angeli la mostra Da me a te in cui 15 artisti propongono un percorso tra pittura e scultura dedicato al tema della relazione umana. Completano il programma le performance site-specific alla Rocca Maggiore di Assisi\, tra cui i Groowa Circus\, collettivo musicale nato nel 2009 che fonde jazz\, ritmi etnici e sonorità elettroniche in un viaggio sonoro tra diverse culture e il balletto Creature Divine in cui le danzatrici daranno vita\, nella Sala del Camino\, ad un balletto ispirato al francescanesimo e al profondo legame tra uomo\, natura e divino. \n\n\n\nOrari di apertura: \n\n\n\nsabato 25 aprile: ore 10.00 – 20.00 \n\n\n\ndomenica 26 aprile: ore 10.00 – 20.00 \n\n\n\nlunedì 27 aprile: ore 15.00 – 20.00 \n\n\n\nmartedì 28 aprile: ore 15.00 – 20.00 \n\n\n\nmercoledì 29 aprile: ore 15.00 – 20.00  \n\n\n\ngiovedì 30 aprile: ore 10.00 – 20.00 \n\n\n\nvenerdì 1maggio: ore 10.00 – 20.00  \n\n\n\nsabato 2 maggio: ore 10.00 – 20.00 \n\n\n\ndomenica 3 maggio: ore 10.00 – 20.00 \n\n\n\ninfo@assisiarteantiquariato.it
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DESCRIPTION:Il 24 aprile 2026 alle ore 9\,30\, presso il Nuovo Teatro Orione di Roma\, si terrà un grande evento riservato alle scuole tra musica\, emozioni e confronto generazionale “INSIEME\, Il Cammino Inverso” prodotto da BewowEDU con la regia di Marco Carlucci\, un’esperienza socio-didattica e culturale pensata per coinvolgere attivamente i giovani in un percorso che unisce spettacolo\, riflessione e partecipazione e che prevede interazioni tecnologiche\, musica dal vivo\, testimonianze autentiche e un messaggio forte che attraversa generazioni: contrastare il bullismo partendo dalle emozioni e dalla consapevolezza.Protagonista d’eccezione della giornata sarà Giuseppe Povia\, ospite a sorpresa dell’evento\, che porterà sul palco parole e musica contro il bullismo\, condividendo con i ragazzi la sua storia personale e il significato del suo nuovo brano “Non dormivo la notte” (2026).Una canzone intensa\, nata da esperienze dirette di isolamento e sofferenza\, che racconta senza filtri cosa significa sentirsi esclusi\, sbagliati\, “diversi”. \n\n\n\nNel brano emerge una riflessione più ampia: il bullismo non riguarda solo i giovani\, ma è spesso lo specchio di un mondo adulto fatto di giudizio\, competizione e mancanza di empatia. Per questo Povia lancia un invito forte: “Per fermare il bullismo dei piccoli bisogna fermare quello dei grandi.”Artista controcorrente e autentico\, Povia ha costruito una carriera capace di emozionare il grande pubblico\, dalla consacrazione con “I bambini fanno ooh” al successo sanremese con “Vorrei avere il becco”\, fino a un percorso indipendente fatto di autoproduzione e contatto diretto con le persone.Accanto a lui\, sul palco\, gli attori-tutor Diego Rojas e Fra’ Sorrentino(volto noto di Rai2)\, insieme alla partecipazione multimediale dell’influencer Giulia Sara Salemi\, daranno vita a una vera e propria opera immersiva che alterna linguaggi contemporanei\, contenuti digitali\, momenti interattivi e coinvolgimento diretto del pubblico. \n\n\n\nINSIEME\, Il Cammino Inverso non è un semplice spettacolo\, ma un evento collettivo pensato per le scuole come momento simbolico di fine anno:una festa educativa ed emozionale\, capace di lasciare un segno nei ragazzi e creare connessioni reali tra studenti\, docenti e famiglie.Un’esperienza che affronta temi centrali per le nuove generazioni – bullismo\, empatia\, relazioni\, identità e consapevolezza digitale – attraverso un linguaggio vicino ai giovani e profondamente umano. \n\n\n\nEvento: INSIEME – Il Cammino InversoData: 24 Aprile 2026 ore 9\,30Pagina evento: https://progettoinsieme.info/archivio-eventi/teatro-nuovo-orione/Contatti stampa e informazioni:BewowEDUWhatsApp: 375 5746303Sito: www.progettoinsieme.info
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