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SUMMARY:“Pathos und Pastos. Christopher Lehmpfuhl nella Collezione Würth” a Capena
DESCRIPTION:Dal 2006 l’Art Forum Würth Capena affianca alle mostre un programma educativo continuativo fondato sull’idea che l’incontro con l’arte non si esaurisca nell’osservazione ma passi anche attraverso il fare. Laboratori\, incontri\, visite guidate e attività culturali avvicinano persone di tutte le età allo spazio espositivo\, consolidandone nel tempo il ruolo di punto di riferimento per il territorio. \n\n\n\nIn questo contesto\, domenica 22 febbraio l’Art Forum Würth Capena propone un’apertura straordinaria della mostra “Pathos und Pastos. Christopher Lehmpfuhl nella Collezione Würth”\, visitabile gratuitamente dalle ore 10:00 alle 17:00. \n\n\n\nNel pomeriggio\, tra le 15:00 e le 17:00\, si svolgerà il laboratorio creativo per famiglie (dai 4 anni) “Bianco su nero\, nero su bianco”. Dopo una breve osservazione guidata delle opere\, i partecipanti realizzeranno ritratti complementari lavorando sul rapporto tra positivo e negativo: un’immagine nera su fondo bianco e una bianca su fondo nero\, in un esercizio di equilibrio e relazione tra opposti. \n\n\n\nUn’esperienza coinvolgente e accessibile\, pensata per vivere l’arte come momento di scoperta da condividere in famiglia. \n\n\n\nCosto di partecipazione: 8€. Prenotazione obbligatoria: tel. 06/90103800 | cell: 3317541611 | mail: art.forum@wuerth.it \n\n\n\nPathos und Pastos. Christopher Lehmpfuhl nella Collezione Würth \n\n\n\nLa mostra\, che riunisce oltre 40 opere dell’artista tedesco Christopher Lehmpfuhl\, permette di esplorare alcune delle serie più significative del suo lavoro\, dalle scultoree rappresentazioni urbane ai luminosi paesaggi naturali eseguiti in diverse parti del mondo. Christopher Lehmpfuhl (Berlino\, 1972) è noto per la sua capacità di catturare la bellezza e l’essenza dei paesaggi attraverso la pittura en plein air. I suoi viaggi lo portano in tutto il mondo\, dall’Islanda al Giappone\, dall’Italia all’India. Seguendo la tradizione impressionista\, dipinge all’aperto per immergersi completamente nei luoghi che rappresenta\, trasformando la sua pratica artistica in un’esperienza sensoriale completa. Ogni creazione di Lehmpfuhl contiene litri di una vernice pastosa\, grumi di materia stesi manualmente in un’esecuzione organica e magistrale. \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni Art Forum Würth Capena \n\n\n\nTel. 06/90103800 | cell: 3317541611 mail: art.forum@wuerth.it|www.artforumwuerth.it \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\nOrario di apertura al pubblico: \n\n\n\nlunedì – venerdì: 10.00 – 17.00sabato e domenica aperto per eventi e laboratori creativi festi
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LOCATION:Art Forum Würth Capena\, Viale della Buona Fortuna 2\, Capena\, ITA\, Italy
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SUMMARY:X edizione del “Premio Twain_direzioniAltre“
DESCRIPTION:TWAIN Centro di Produzione Danza e Residenza Artistica indice\, sotto la direzione di Loredana Parrella\, il Bando per la X edizione del “Premio Twain_direzioniAltre“\, con sostegno alla produzione\, residenza artistica e circuitazione per Autori Under40. \n\n\n\nIl Premio è organizzato da Twain in partnership con ATCL – Circuito Multidisciplinare del Lazio\, TenDance – festival di danza contemporanea\, Orbita/Spellbound – Centro Nazionale Produzione Danza\, Tersicorea T.off – Officina delle Arti Sceniche\, Med’Arte\, Vera Stasi\, Dominio Pubblico\, Mirabilia Festival\, Compagnia Arearea\, Fondazione Egri Centro di Rilevante Interesse per la Danza\, Diesis Teatrango e con il contributo di MiC – Ministero della Cultura\, Regione Lazio\, Comune di Tuscania e Comune di Canino.            \n\n\n\nA chi è rivolto \n\n\n\nSono invitati a partecipare tutti gli autori italiani ed europei\, che non abbiano compiuto 40 anni al 31 dicembre 2026; nel caso di più autori i 2/3 di essi devono essere under 40. \n\n\n\nProgetti ammissibili \n\n\n\nSono ammessi progetti legati alla danza contemporanea\, in fase di studio o allestimento e che non abbiano debuttato in forma completa\, ma solo in forma di studio.Verranno selezionati fino a 6 progetti che saranno presentati nella loro forma scenica (non inferiore a 5 minuti e non superiore a 15 minuti)\, ad una commissione di esperti ed operatori presso il Supercinema di Tuscania (VT) all’interno del programma di direzioniAltre Festival il 22 Agosto 2026 (a porte chiuse per la sola Commissione) e il 23 Agosto 2026 (serata aperta al pubblico e premiazione del Vincitore). I Finalisti riceveranno un rimborso spese\, ospitalità nelle foresterie del Centro\, scheda tecnica di base con assistenza tecnica. \n\n\n\nIl Premio \n\n\n\nIl progetto vincitore riceverà un sostegno alla produzione per la Stagione 2026/2027 così definito: \n\n\n\n\nResidenza Artistica all’interno di Twain_Residenza Artistica presso gli spazi teatrali di Twain a Tuscania e Canino per un totale di 10 giorni da svolgersi nel periodo Gennaio-Agosto 2027 con un contributo economico da un minimo di € 1.500 ad un massimo di € 7.000 lordi (a seconda del numero di artisti coinvolti nel progetto con obbligo di presentazione di certificato di agibilità per le 10 giornate di Residenza)\, con affiancamento di un “Tutor” scelto dalla Direzione Artistica (drammaturgo\, coreografo\, operatore teatrale ecc.) durante le fasi della residenza;\n\n\n\nProgrammazione di una replica nella stagione di Twain Centro di Produzione Danza 2027 con un cachet fino ad un massimo di € 1.200+Iva;\n\n\n\nProgrammazione di una replica nel Festival Mirabilia 2027 con modalità e tempistiche da concordare con la Direzione Artistica del Festival;\n\n\n\nINOLTRE uno dei progetti finalisti potrà essere selezionato ed inserito in Residenza con prova aperta nell’ambito della programmazione di Orbita/Spellbound – Centro Nazionale di Produzione Danza con contributo economico\, modalità e tempistiche da concordare con la Direzione Artistica di Orbita;\n\n\n\nuno o più progetti finalisti potranno essere inseriti nella programmazione 2027 del Festival AreaDanza_urban dance festival Udine per la direzione artistica della compagnia Arearea;\n\n\n\nuno o più progetti finalisti potranno essere inseriti nella programmazione 2027 della Fondazione Egri Centro di Rilevante Interesse per la Danza;\n\n\n\nPossibilità per uno dei progetti finalisti di inserimento in Residenza presso il Teatro di Bucine/Diesis Teatrango con modalità e tempistiche da concordare con la Direzione Artistica del Teatro. \n\n\n\nuno o più progetti finalisti potranno essere inseriti (con la versione presentata per il Premio Twain) nella programmazione di Dominio Pubblico – Youth Fest che si svolgerà a Roma a Giugno/Luglio 2027\, con le medesime condizioni economiche che verranno riconosciute agli autori per le finali del Premio Twain_direzioniAltre;\n\n\n\nPossibilità per uno dei progetti finalisti di inserimento in Residenza presso il Teatro di Bucine/Diesis Teatrango con modalità e tempistiche da concordare con la Direzione Artistica del Teatro.\n\n\n\n\nCrediti d’obbligo \n\n\n\nI progetti finalisti dovranno riportare nei crediti: “Finalista Premio Twain_direzioniAltre”.Il progetto vincitore dovrà riportare nei crediti: “Vincitore Premio Twain_direzioniAltre” e “Con il sostegno alla produzione di TWAIN Centro Produzione Danza e Residenza Artistica (art. 47 D.M. 23 dic 2024 n. 463) annualità 2025″. \n\n\n\nModalità di partecipazione \n\n\n\nI candidati dovranno inviare all’indirizzo mail direzionialtre.twain@gmail.com \n\n\n\nDomanda d’iscrizione compilata in ogni suo punto (vedi form in calce al Bando) e firmata.E in allegato i seguenti documenti: \n\n\n\n\nScheda Artistica progetto (max 2 cartelle)\n\n\n\nCv autore/i (max 2 cartelle)\n\n\n\nCv interpreti (max 2 cartelle)\n\n\n\nCredits produzione ed eventuali altri sostenitori\n\n\n\nLink video (youtube o vimeo) minimo 5 minuti max 15 minuti del lavoro proposto (sono accettati anche video di prove in sala)\n\n\n\neventuali link video a precedenti lavori svolti\n\n\n\n\nLe domande incomplete o non firmate saranno automaticamente escluse. \n\n\n\nTermine ultimo di presentazione delle domande \n\n\n\nTutte le proposte dovranno pervenire via e-mail all’indirizzo direzionialtre.twain@gmail.com\, entro e non oltre il 17 aprile 2026 ore 23.59. Le candidature ricevute oltre tale data non verranno accolte. Entro il 28 aprile 2026 verrà data comunicazione alle compagnie selezionate per le finali. \n\n\n\nModalità di selezione \n\n\n\nI progetti verranno valutati\, a giudizio insindacabile\, dalla Direzione Artistica di Twain. Verranno selezionati un massimo di 6 progetti che verranno invitati a presentare in forma scenica il loro progetto il 22 e 23 Agosto 2026 presso il Supercinema di Tuscania (VT). I candidati si esibiranno il giorno 22 in presenza della sola giuria di esperti che decreterà il vincitore e il 23 in presenza del pubblico\, al termine del quale verrà annunciato il vincitore. Le compagnie avranno a disposizione una scheda tecnica standard e assistenza. \n\n\n\nPer le finali alle compagnie prescelte verrà riconosciuto – previa presentazione di agibilità Ex-Enpals e regolare fattura – un cachet di € 200 per i soli\, € 300 per i duetti\, € 400 per trio e quartetti; ai finalisti verrà inoltre garantita l’ospitalità nelle foresterie del Teatro. I Finalisti saranno ospitati dal festival a partire dal 21 Agosto 2026. Le prove tecniche delle finali in teatro avranno inizio alle 9.00 del giorno 22. \n\n\n\nPer info: (+39) 338 205 1200 – direzionialtre.twain@gmail.com \n\n\n\nSCARICA IL FORM DI ISCRIZIONE \n\n\n\nENGLISH VERSIONI progetti vincitori delle precedenti edizioni sono: nel 2017 “ReRality” di Anna Giustina e “Non Ricordo” di Simone Zambelli (Menzione Speciale); nel 2018 ex-aequo “Beast Without Beauty” di Carlo Massari e “Wallpaper” di Sara Angius; sempre un ex-aequo per Pablo Girolami con “Manbhusa” e Manolo Perazzi con “Fermo Immagine” nel 2019; “Alessandria Eschate” di Mattia Cason per il 2020; “Entanglement_Studio 2” di Lorenzo di Rocco e Jennifer Lavinia Rosati nel 2021 e nuovamente  un ex-aequo nell’edizione del 2022 per “all you need is” di Emanuele Rosa e Maria Focaraccio e “T.R.I.P.O.F.O.B.I.A.” della compagnia IVONA\, coreografia Pablo Girolami; nel 2023 Giovanni Insaudo con il progetto “I Have seen that face before”; nel 2024 Stefania Menestrina con il solo d’autore “La luna sui nossi monti”; nell’ultima edizione del 2025 ha vinto “Coraggio. La sfortuna non esiste” della compagnia Vidavè (Matteo Vignali e Noemi Dalla Vecchia). 
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SUMMARY:“Io\, Gilda” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Aprile si chiude con sensualità all’OFF/OFF Theatre dove l’attrice e burlesque performer Giulia Di Quilio\, porterà sul palco mercoledì 29 e giovedì 30 aprile lo spettacolo “Io\, Gilda”. In regia Luis Ernesto Doñas\, che dirigerà l’interprete in scena con John Zotti nel testo firmato da Valdo Gamberutti. \n\n\n\n“Io\, Gilda” è l’attraversamento del mito. Un viaggio intimo dentro l’immagine immortale di un’icona della femminilità e della “femme fatale”\, a caccia di quei momenti in cui l’immagine patinata e scintillante si adombra per lasciare affiorare la donna dietro il personaggio. Ispirato alla figura leggendaria di Rita Hayworth\, lo spettacolo esplora il confine sottile tra desiderio e identità\, tra il corpo esibito e l’anima che resiste dietro la maschera del glamour. Sul palco\, Giulia Di Quilio dà voce e carne a una creatura sospesa fra mito e verità\, luce e ferita\, seduzione e abbandono. \n\n\n\nLa drammaturgia di Valdo Gamberutti intreccia frammenti biografici e visione teatrale in un racconto che attraversa anche l’ultimo\, struggente tratto della parabola di Hayworth: quello della progressiva dissoluzione della memoria\, quando l’Alzheimer cancella il volto della diva e restituisce soltanto la fragile umanità della donna. Con la regia di Luis Ernesto Doñas e la presenza scenica di John Zotti\, “Io\, Gilda” si trasforma in un duello emotivo\, in una partitura di corpi\, memoria e tensione\, dove ogni parola e ogni silenzio scavano sotto la superficie del mito. Realizzato con il contributo di R.A.S.I. – Rete Artisti Spettacolo per l’Innovazione\, è un’esperienza immersiva\, dove eleganza e vulnerabilità\, convivono nello stesso respiro. \n\n\n\nNote dii Valdo Gamberutti \n\n\n\nUn puzzle. Un enigma. Un rebus. Forse irrisolvibile. Chi è quell’atomica rossa che\, al centro della scena\, si sfila sinuosamente un guanto a ritmo di musica? É l’attrice Rita Hayworth\, l’icona Gilda o l’ex enfant prodige e ballerina di flamenco\, Margarita Cansino? O\, ancora\, è soltanto la sua interprete\, Giulia? Frammenti sparsi\, visioni: il filo\, inesorabilmente rosso\, di troppe vite in una. E nessuna davvero intera. Esistere solo attraverso gli occhi di chi ci guarda o provare a capire qualcosa di noi\, con il rischio di non riconoscerci?Al di là dei dilemmi identificativi tra persona e personaggio\, la domanda continua a riguardarci. Tutti. Così come il dialogo costante e\, insieme\, mancato che Rita – Gilda – Margarita intrattiene con il “maschile”: il Padre\, il Produttore\, il Regista\, l’Amante\, il Complice.Anche loro\, schegge volatili di momenti\, storie\, rimpianti\, tra i riflettori e il buio\, il senso e la dimenticanza. Mentre le scene di un film ci appaiono reali e la realtà si rivela illusoria. “Sei presentabile?” “Io? Lo sono più del necessario”.
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LOCATION:OFF/OFF Theatre\, Via Giulia\, 20\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:Lo Stabile di Catania al FIC: il teatro attraversa la città tra incursioni urbane\, poesia e nuove drammaturgie.
DESCRIPTION:  \n\n\n\n\n\n\n\nIl Teatro Stabile di Catania partecipa al FIC – Catania Contemporanea con un programma di spettacoli\, workshop e progetti diffusi nello spazio urbano\, tra incursioni teatrali e performance che coinvolgono diversi luoghi della città. \n\n\n\nInserito nel cartellone della settima edizione del Festival diretto da Roberto Zappalà\, in programma fino al 10 maggio 2026\, il contributo dello Stabile si articola in una proposta che porta il teatro fuori dai suoi spazi tradizionali e rafforzando il rapporto con il territorio e la comunità. \n\n\n\nNella giornata odierna è iniziato il workshop tenuto da Gérald Maillet e Céline Carrère\, due attori della Troupe del Théâtre de la Ville di Parigi che collaborano con Emmanuel Demarcy-Mota (direttore del teatro e regista) da più di 20 anni. Al laboratorio partecipano attori e attrici provenienti da tutta Italia. \n\n\n\nLa volontà\, su impulso della direzione del Teatro Stabile di Catania e del Théâtre de la Ville di Parigi\, è di cominciare a costruire un percorso di formazione e ricerca sull’arte dell’attore. Il Direttore del Teatro Stabile di Catania\, Marco Giorgetti\, spiega: “Oggi inizia una nuova vita per il teatro etneo. Questo lavoro si inserisce in un processo di trasmissione e condivisione che si sviluppa nel tempo attraverso laboratori\, incontri e momenti di creazione collettiva. L’esperienza nasce dal desiderio di mettere in comune pratiche\, linguaggi e sensibilità artistiche\, favorendo il dialogo tra generazioni di attori e costruendo uno spazio di apprendimento reciproco fondato sulla collaborazione e sullo scambio. Un percorso che si ispira anche ai principi della Carta 18-XXI\, che promuove l’incontro tra culture\, lingue e pratiche artistiche e che rappresenta i valori comuni condivisi dai due teatri (e non solo)\, in una rete internazionale di partner”.  \n\n\n\nDi particolare rilevanza il progetto delle “Consultazioni poetiche”\, ideato da Emmanuel Demarcy-Mota per il Théâtre de la Ville di Parigi e condiviso con i partner della Carta 18-XXI\, propone un dispositivo scenico intimo e partecipativo: un attore o un’attrice\, nelle vesti di “medico”\, incontra uno spettatore alla volta offrendo una “prescrizione poetica” personalizzata. \n\n\n\nLe consultazioni si svolgeranno dal 29 aprile al 10 maggio\, a partire dalle ore 10:00\, in diversi luoghi della città\, tra cui Piazza Duomo (29 aprile)\, Parco Gioeni (1 maggio)\, Monastero dei Benedettini\, Palazzo Platamone e l’asse Via Umberto – Via Santa Filomena. \n\n\n\nIl calendario degli appuntamenti prosegue con due progetti di teatro urbano\, “Risonanze magnetiche” di Rita Fuoco Salonia e “Carte mute” del Collettivo Il Milione\, che abitano luoghi simbolici di Catania secondo il modello Dentro/Fuori – In/Out – Dedans/Dehors. \n\n\n\n“Risonanze magnetiche”\, scritto\, diretto e interpretato da Rita Fuoco Salonia\, con musiche di Carlo Natoli\, maschera di Luna Marongiu e scenografie di Rabit\, è un racconto surreale e ironico che affonda lo sguardo in un presente segnato da un senso diffuso di decadenza. Sullo sfondo di una capitale marcescente\, specchio di un’Italia attraversata da profonde contraddizioni sociali\, lo spettacolo costruisce una narrazione sospesa tra realtà e visione\, dove una macchia – presagio oscuro – si insinua come segno di un tempo che si consuma inseguendo se stesso. \n\n\n\n“Risonanze magnetiche”\, prodotto da La Bottega del Pane in collaborazione con il TSC\, è il racconto dell’inizio della fine di un futuro possibile: i personaggi\, antieroi profondamente umani\, si trasformano loro malgrado in figure poetiche e quasi mitologiche\, mentre la poesia di strada\, che accompagna e contrappunta la scena\, diventa strumento di lettura critica del presente. In un continuo slittamento tra sogno e realtà\, l’incubo del reale e la dimensione onirica si fondono senza soluzione di continuità\, dando forma a un gioco letterario che restituisce un’analisi impietosa del nostro tempo. \n\n\n\nLo spettacolo sarà in scena sabato 2 maggio alle ore 16:00 al Teatro Antico Greco-Romano\, domenica 3 maggio alle ore 17:30 nella Piazzetta degli Artisti (San Berillo) e lunedì 4 maggio alle ore 16:00 e negli spazi della Metropolitana (fermata Giovanni XXIII). \n\n\n\n“Carte mute”\, ideato e interpretato da Pietro De Nova e Maurizio Zucchi\, con paesaggi sonori di Stefano Enrico\, è un viaggio sospeso tra memoria e identità che prende forma nell’incontro tra due viaggiatori in una città svuotata e rarefatta. Tra mercati deserti e spazi urbani attraversati dal silenzio\, il racconto si costruisce come una riflessione sul tempo\, sull’orientamento e sulla perdita\, restituendo una dimensione poetica e straniante dell’esperienza contemporanea. \n\n\n\nLa performance è in programma sabato 2 maggio alle ore 17:30 in Piazza Federico di Svevia\, domenica 3 maggio alle ore 16:00 alla Vecchia Dogana e lunedì 4 maggio alle ore 17:30 al Cortile di Palazzo Sangiuliano. \n\n\n\nIl programma prosegue con “Dioniso è qui – Primo studio per Baccanti” di Giovanni Calcagno\, in scena martedì 5 maggio alle ore 21:30 al Cortile Platamone. Il lavoro\, prodotto da La Casa dei Santi in collaborazione con il TSC\, esplora il nucleo dionisiaco del testo euripideo\, intrecciando tradizioni culturali e musicali diverse in una riflessione sul sacro e sulla comunità. \n\n\n\nGiovedì 7 maggio alle ore 16:30 al Teatro Verga\, si terrà la prova aperta di “Virdimura”\, con protagonista Donatella Finocchiaro\, adattamento dal romanzo di Simona Lo Iacono\, per la regia di Cinzia Maccagnano. Lo spettacolo\, prodotto dal TSC e dal Teatro Biondo di Palermo\, porta in scena la figura della prima donna medico della storia\, ambientata proprio a Catania\, restituendo un racconto di emancipazione\, sapere e cura che attraversa la storia con uno sguardo contemporaneo. \n\n\n\nNella stessa giornata\, alle ore 11:00\, è in programma “Iliade\, la discordia”\, della Compagnia Gli Irritati in Catarsi\, con la regia di Ivana Parisi\, esito di un laboratorio teatrale che coinvolge persone detenute della Casa Circondariale di Catania Bicocca. \n\n\n\n“Dioniso è qui – Primo studio per Baccanti”: biglietti intero 10 euro; ridotto 5 euro per abbonati TSC\, under 30 e studenti universitari. \n\n\n\nTutti gli altri eventi sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. \n\n\n\nScopri il programma completo su https://ficfestival.cataniacontemporanea.it/
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LOCATION:Teatro Stabile di Catania\, Via Giuseppe Fava\, 35\, Catania\, ITA\, 95123\, Italia
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SUMMARY:"Se son fiori moriranno" al Teatro Biondo
DESCRIPTION:Torna nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo\, dal 29 aprile al 2 maggio\, lo spettacolo Se son fiori moriranno\, scritto e diretto da Rosario Palazzolo\, con Simona Malato\, Chiara Peritore e Delia Calò. \n\n\n\nProdotto dal Biondo\, lo spettacolo è un ulteriore tassello di una ricerca che l’autore porta avanti sui rapporti tra realtà e immaginazione\, tra la concretezza di un mondo crudo e spesso insostenibile e la creazione artistica. Le scene e i costumi sono di Mela Dell’Erba\, le musiche originali di Gianluca Misiti\, le luci di Gabriele Gugliara. \n\n\n\nDopo il debutto del 29 aprile\, alle ore 21.00\, lo spettacolo replicherà il 30 alle 21.00 e il 2 maggio alle 17.00. \n\n\n\nPresentato per la prima volta al Teatro Biondo tre anni fa\, lo spettacolo è stato accolto con grande entusiasmo del pubblico e dalla critica\, tanto da contare diverse riprese. Palazzolo pone al centro della sua indagine teatrale il concetto di immaginazione\, intorno al quale ruota la vita stessa di ogni artista.  \n\n\n\nA dare corpo alle suggestioni dell’autore sono una madre\, interpretata magistralmente da Simona Malato\, una figlia\, Chiara Peritore\, una voce seduta tra il pubblico\, Delia Calò\, che tiene le fila tra realtà e immaginazione\, e un’agonia lunga quindici anni: la ragazza\, infatti\, è in stato vegetativo; solo in determinati momenti si sveglia da questo sonno perenne\, concedendo alla madre un barlume di speranza\, ma forse è solo il potere dell’immaginazione a dare corpo a un desiderio profondo.  \n\n\n\nIl pubblico diventa un comprimario silenzioso\, che osserva e giudica\, al quale la donna si rivolge – con la lingua informe\, surreale\, ironica e penitente propria della scrittura di Palazzolo – per cercare conforto\, nel tentativo di condividere la responsabilità di un fardello troppo pesante da reggere. \n\n\n\n____________________________ \n\n\n\nSe son fiori moriranno \n\n\n\ntesto e regia Rosario Palazzolo \n\n\n\nscene e costumi Mela Dell’Erba \n\n\n\nmusiche originali Gianluca Misiti \n\n\n\nlight designer Gabriele Gugliara \n\n\n\ncon Simona Malato\, Chiara Peritore\, Delia Calò \n\n\n\naiuto regia Angelo Grasso \n\n\n\ncoordinatore dei servizi tecnici Giuseppe Baiamonte \n\n\n\nproduzione Teatro Biondo Palermo \n\n\n\ndurata: 1 ora e 20 min.
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LOCATION:Teatro Biondo\, Via Roma\, 258\, Palermo\, IT\, 90133\, Italia
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SUMMARY:"TUTTI TRANNE LUI" al Teatro De'Servi
DESCRIPTION:Arriva al Teatro de’ Servi\, dal 28 aprile al 10 maggio\, TUTTI TRANNE LUI\, spettacolo scritto e diretto da Andrea De Rosa. \n\n\n\nAndrea De Rosa torna in scena con Chiara Mastalli\, ricomponendo ancora una volta la storica coppia di ”Notte Prima degli Esami”. Sul palco accanto a loro Renato Solpietro ( volto de “The Competition”\, “Ripley”) e Celeste Savino ( già vista in tv in “Califano”\, “Studio Battaglia”) a dare vita a una storia che mescola ironia\, amore\, segreti e amicizia.  \n\n\n\n E’ il tredici di Agosto. In una Roma deserta e afosa\, Danilo torna a casa dopo il primo giorno di mare. Chiama Beatrice\, donna di cui è da tempo infatuato\, dando per scontato che anche lei\, come la maggior parte dei suoi amici\, sia fuori città\, invece è a Roma. La invita a cena\, ma lei ha un piccolo problema: quella sera deve incontrare la sua amica Natasha\, depressa perchè è appena uscita da una relazione lunga e travagliata con un uomo di cui è ancora innamorata. A questo punto le opzioni sono due: o Danilo e Beatrice rimandano la propria uscita per l’ennesima volta\, oppure Danilo deve trovare un amico\, possibilmente figo\, giusto\, simpatico\, sensibile e gentiluomo… da presentare a Natasha\, in modo da cenare tutti e quattro insieme. Danilo rovista la sua rubrica e si rende conto che l’unico tra i suoi amici presente in città è Rossano\, ovvero la persona meno indicata da invitare in un contesto del genere. Rossano è l’amico un po’ cafone. Quello che dice sempre la sua\, anche quando la “sua” non è richiesta. Quello che fa battute volgari e doppisensi. Quello che quando beve\, diventa più difficile da gestire. Danilo è combattuto\, perchè Rossano gli ha già bruciato altre occasioni\, ma la voglia di vedere Beatrice è troppa… e forse\, vale la pena rischiare.  \n\n\n\n“L’atmosfera sembra leggera e spensierata\, come può essere una cena d’estate tra quattro giovani superstiti di una Roma deserta. Ma non è una normale serata tra amici\, poiché la cena è usata come pretesto da Danilo per arrivare a Beatrice\, che però nasconde un segreto…e si porta appresso Natasha\, che a sua volta ha qualche scheletro nell’armadio.”_ annota Andrea De Rosa.  “Eppure l’unico elemento disturbante della serata è Rossano\, perchè è un po’ meno civile degli altri\, un po’ meno a modo\, un po’ meno sgamato… Lui dice sempre quello che pensa\, sa essere fuoriluogo\, triviale\, scomposto… ma a differenza degli altri\, non ha sovrastrutture e soprattutto non ha una maschera. Il suo bambino interiore non si è fatto plasmare dalla società\, non è conforme alla massa\, non stringe rapporti per convenienza. E senza rendersene conto\, porta ognuno dei commensali a fare i conti con sé stesso… in un clima intrigante che rimane in bilico fra ironia e tensione\, fino all’epilogo della serata.” \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrari spettacoli: \n\n\n\nda martedì a venerdì ore 21; sabato ore 17:30 e 21; domenica ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti: 25 euro
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LOCATION:Teatro De’ Servi\, Via del Mortaro\, 22\, Roma\, 00187\, Italia
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SUMMARY:"Gaber – Mi fa male il mondo" al Teatro Ivo Chiesa
DESCRIPTION:Neri Marcorè e Giorgio Gallione\, tornano sul sentiero del “Teatro Canzone” con un omaggio a Giorgio Gaber e Sandro Luporini\, dal titolo evocativo e più che mai in sintonia con questo tempo:  Gaber – Mi fa male il mondo \n\n\n\nUn viaggio nell’universo creativo\, narrativo e letterario di Gaber e Luporini raccontato attraverso la recitazione\, l’affabulazione e molti brani storici eseguiti da Marcorè\, accompagnato dal vivo da quattro pianisti e riarrangiati per l’occasione da Paolo Silvestri. \n\n\n\nTeatro della Toscana; in collaborazione con Fondazione Giorgio Gaber e Centro Servizi Culturali Santa Chiara. \n\n\n\nUn nuovo omaggio al teatro canzone di Giorgio Gaber e Sandro Luporini\, un repertorio ricchissimo di canzoni e monologhi\, intuizioni e verità quasi profetiche che\, a distanza di decenni\, non smettono di raccontare l’uomo e la contemporaneità.  \n\n\n\nDa questo immaginario pressoché infinito\, Neri Marcorè e Giorgio Gallione tornano ad attingere dopo il grande successo ottenuto con i precedenti capitoli “gaberiani” Un certo Signor G e Eretici e Corsari. \n\n\n\nGaber – Mi fa male il mondo è un’esplorazione nell’universo creativo\, narrativo\, etico e letterario dei due giganti del teatro canzone che per oltre quarant’anni hanno radiografato\, con acuminata ironia e partecipazione emotiva\, le mutazioni della società e degli individui che la abitano. \n\n\n\n«Con questo spettacolo – afferma Giorgio Gallione – ritorneremo\, anche scenicamente\, nel luogo del pensiero\, nel magazzino della memoria di due artisti liberi pensatori\, tra libri\, immagini\, strumenti\, scritti\, e armadi da riaprire per rileggere il contenuto originario. Andremo alla ricerca dello slancio vitale\, di quella speranza disperata\, di quella tensione morale\, di quella illogica utopia senza la quale la coscienza e le prospettive di futuro rischiano di agonizzare». \n\n\n\nIn scena\, al fianco di Marcorè\, Eugenia Canale\, Lorenzo Fiorentini\, Eleonora Lana e Francesco Negri\, quattro giovani pianisti che interpretano gli arrangiamenti\, curati da Paolo Silvestri\, dei brani presenti nello spettacolo tra cui “Mi fa male il mondo”\, “Il sosia”\, “L’odore”\, “Non è più il momento”\, “Io se fossi Dio” e il rarissimo “La peste”. \n\n\n\nNote di regia di Giorgio Gallione \n\n\n\nGrande affabulatore e artista totale\, Gaber ci ha accompagnato\, tra privato e politico\, nel cammino zoppicante e incerto verso una società che tenta di combattere contro la dittatura dell’imbecillità\, del conformismo e della perenne autoassoluzione. \n\n\n\nUna incessante\, impietosa ricerca di senso e di verità\, mai autoassolutoria\, che fosse guida e sostegno ai comportamenti umani e civili del vivere contemporaneo. Il tutto dentro quella modalità artistica ed espressiva che i due artisti hanno prima creato e poi perfezionato per più di 40 anni: il Teatro Canzone\, una forma e un linguaggio teatrale per musica e parole che vide Gaber geniale front man e Luporini lucidissimo tessitore. A tutto questo il nostro spettacolo si ispira\, riprendendo e rielaborando i loro materiali in una forma musicale per quattro pianoforti\, quasi cameristica perciò\, rinnovata e compatta\, in un certo qual modo “fuori dal tempo“.  \n\n\n\nSarà ancora Neri Marcorè a portare sulla scena queste creazioni in musica\, sempre così vibranti e fertili di pensiero e di vita\, profonde e giocose insieme\, costantemente ironiche ma mai prevedibili. È come continuare un percorso iniziato anche per noi\, assieme ormai vent’anni fa\, con Un certo signor G\, continuato con Eretici e corsari e poi proseguito da Neri in decine di concerti sempre con le canzoni di Gaber a innervare il cammino. “Gaber – Mi fa male il mondo” questo vuole essere: un ritorno\, forse più maturo e consapevole\, ad una lingua teatrale ancora così attuale e necessaria andando a cercarne le radici letterarie e recuperando anche testi e canzoni meno note o consuete per reinterpretarle oggi con sincerità\, rigore e con la nostra sensibilità umana e artistica. \n\n\n\nIncontro \n\n\n\nGiovedì 30 aprile\, ore 17\, presso la Libreria Feltrinelli di Genova\, incontro con Neri Marcorè. Ingresso libero con prenotazione su teatronazionalegenova.it \n\n\n\nL’incontro fa parte del ciclo “Trame aperte. Dalle pagine al palco” \n\n\n\nInfo e biglietti telefono 010 5342 720;  \n\n\n\ne-mail teatro@teatronazionalegenova.it; biglietti.teatronazionalegenova.it
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LOCATION:Teatro Ivo Chiesa\, viale Duca d’Aosta\, Genova\, GE\, 16129\, Italia
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SUMMARY:Le interviste impossibili al Tordinona
DESCRIPTION:Da due lati estremi della storia\, il quinto secolo avanti Cristo e il Novecento\, si affacciano i due protagonisti della settima e penultima serata della rassegna ideata da Laura De Luca e Renato Giordano\, per la regia dello stesso Renato Giordano.           \n\n\n\nMa che cos’hanno in comune Socrate e Vladimir Il’ič Ul’janov detto Lenin? Socrate persegue la ricerca morale pacifica e interiore\, ma pur sempre è un rivoluzionario per i suoi tempi; Lenin punta alla rivoluzione politica collettiva. Entrambi mettono al centro del loro pensiero l’uomo. Anzi\, l’Uomo\, liberato usando la forza della parola e del pensiero. \n\n\n\nLi provocheranno rispettivamente il filosofo Lucio Saviani e lo storico Franco Cardini. \n\n\n\nCon l’inconfondibile sua arma dell’Ironia\, il padre della Maieutica finirà per provocare a sua volta l’intervistatore\, ricordandogli la fondamentale nonché disattesa importanza del dialogo. Con un colpo di scena teatrale\, sarà spiazzato dall’incursione a sorpresa di sua moglie Santippe: Edoardo Siravo e Gabriella Casali daranno corpo e voce ai due personaggi. \n\n\n\nIl Lenin frutto dell’autorevole mente e voce di Franco Cardini\, si misurerà con la sorte del socialismo reale da lui vagheggiato e con le involuzioni del nostro tempo\, tragicamente dimentiche dell’utopia di Marx. Interpreterà il primo Presidente del Consiglio dei Commissari del Popolo dell’Unione Sovietica Ennio Coltorti. \n\n\n\nPer Informazioni: 3939726276 \n\n\n\nPrezzo del biglietto: 12\,00 euro
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LOCATION:Teatro Tordinona\, Via degli Acquasparta 16\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:"Borderlife\, la nostra vita dall’altra parte" alla Sala Umberto
DESCRIPTION:Martedì 28 aprile 2026\, al Teatro Sala Umberto\, debutta ‘Borderlife\, la nostra vita dall’altra parte’\, con Francesca Merloni\, Yaser Mohamed e i Radicanto\, adattamento teatrale tratto dal romanzo Borderlife di Dorit Rabinyan\, con la regia di Nicoletta Robello (© Am Oved Publishers Ltd. Tel Aviv\, 2014 Pubblicato in Italia nel 2016 da Longanesi). In un presente attraversato da fratture geopolitiche sempre più laceranti\, ‘Borderlife\, la nostra vita dall’altra parte’ si impone come un dispositivo scenico necessario\, capace di restituire\, attraverso l’intimità di una storia d’amore\, la complessità irriducibile delle identità e delle appartenenze. \n\n\n\n‘Borderlife\, la nostra vita dall’altra parte’ è uno spettacolo in forma di concerto che porta in scena una intensa storia d’amore: quella fra Liat e Hilmi\, due anime straniere che si incontrano sul palcoscenico in una New York multiculturale\, ancora ferita dagli attacchi dell’11 settembre. Il loro imprevedibile incontro si rivela essere karmico\, tanto da travolgere ogni ostacolo; i due personaggi\, come Romeo e Giulietta contemporanei\, sfidano con il loro amore il mondo intero e quella cultura che invece di definirli finisce per soccombere davanti all’impeto della loro passione. Il cuore dello spettacolo è affidato alla musica calda e mediterranea dei Radicanto\, importante formazione musicale pugliese che si muove tra il folk e il cantautorato d’autore e che ha composto una colonna sonora originale che attraversa per intero la storia trasformandola in un racconto musicale che delinea con profonda emozione i conflitti senza soluzione che sempre più infiammano il mondo.  \n\n\n\nÈ autunno\, a New York. Il secondo senza le Torri. Liat ha appena conosciuto Hilmi e gli cammina accanto nel pomeriggio che imbrunisce\, mentre pensa: Non hai già abbastanza guai? Fermati\, finché puoi! Ma fermarsi non può\,perché\, nonostante le ferite\, la magia della Grande Mela è ancora intatta\, e Hilmi ha gli occhi dolci e grandi\, color cannella. Lei è di Tel Aviv\, fa la traduttrice e si trova negli USA grazie a una borsa di studio. Ha servito nell’ esercito e ama la sua famiglia (Che cosa penserebbero\, se lo sapessero?). Lui vive a Brooklyn e fa il pittore\, e nei suoi quadri c’è sempre un bimbo che dorme e sogna il mare\, quel mare di cui da ragazzo poteva cogliere appena un lembo\, da lassù\, al nono piano di un palazzo di Ramallah. Che questo amore sia un’isola nel tempo\, dice lei a sé stessa. Un amore a cronometro\, un amore a scadenza\, la stessa indicata sul visto\, la stessa impressa sul biglietto del volo di ritorno per Israele\, verso la vita reale. \n\n\n\nBIO \n\n\n\nRADICANTO  \n\n\n\nIl progetto culturale Radicanto\, costituito in associazione\, nasce per volontà di Giuseppe De Trizio il 30 giugno 1996 con l’intento di recuperare e riproporre in chiave originale le musiche tradizionali del sud Italia e del sud del mondo\, conducendole attraverso composizioni d’autore e miscellanee sonore. L’ensemble collabora con alcuni dei maggiori esponenti della canzone popolare e d’autore italiana come Teresa De Sio e Raiz (ex Almamegretta). Ma anche con l’attore Premio Nobel Dario Fo\, i musicisti Mauro Pagani\, Eugenio Bennato\, Rita Marcotulli\, Pietra Montecorvino e lo scrittore Roberto Saviano. Inoltre frequenta la via del teatro e del cinema oltre a prendere parte a programmi e format radiofonici e televisivi. Nel 2006 il gruppo è finalista del premio “De Andrè”\, nel 2007 del Premio “Musicultura”\, nel 2009\, nel 2012 e nel 2016 del Premio “Tenco” e nel settembre 2012 e nel settembre 2014 è inserito nella top ten della prestigiosa World Music Chart of Europe. Nel 2024 esce il singolo “Rosa” scritto da Raiz & Giuseppe De Trizio\, brano presente nella colonna sonora della serie televisiva Mare Fuori 4 e il secondo brano inciso per la serie: “Fa ammore cu mme”. Viene trasmessa su Netflix la serie “Briganti” la cui colonna sonora\, cover del brano “Bregante se more” di Eugenio Bennato è realizzata sempre dal binomio Raiz & Radicanto. \n\n\n\nFRANCESCA MERLONI \n\n\n\nFrancesca Merloni è nata e vive a Roma. Dopo una carriera nell’ambito della comunicazione\, sceglie di seguire la sua profonda vocazione poetica e performativa\, spaziando tra poesia e musica. Alla prima raccolta di poesie del 2004 “Opere” seguono numerose altre pubblicazioni e attività che l’hanno portata a collaborare\, tra gli altri\, con Tahar Ben Jelloun\, Alda Merini\, Piero Guccione\, Danilo Rea\, Alessandro Bergonzoni\, Roberto Saviano. Ideatrice e direttore artistico del festival Poiesis di Fabriano\, è stata insignita nel 2013 del Premio UNESCO “Ombra della Sera” per la cultura e l’impegno sociale e umanitario. Importante il coinvolgimento con UNESCO\, nel coordinamento del progetto che ha portato Fabriano alla nomina di Città Creativa UNESCO (2013) e nella promozione e coordinamento della UNESCO Annual Conference (2019). Il 4 ottobre 2017 è stata nominata UNESCO Goodwill Ambassador for Creative Cities. Nel 2020\, realizza lo spettacolo “Materiale Umano” accompagnata al piano da Danilo Rea. Si esibisce l’annosuccessivo con lo spettacolo “Il Settimo Cielo” accompagnata da Arturo Annecchino e la sua Symphonia Band. “La Via dell’Acqua che scorre” nel 2022 insieme a 24 musiciste dell’Orchestra Olimpia\, narrazione di una intensa e antica storia d’amore tratta da “La Veneziana” di Roberto Mussapi. A luglio 2024 accompagnata dalle musiche del gruppoRadicanto presenta a Portonovo confini labili\, che replicherà nei teatri di Fabriano\, Cesenatico\, Anguillara\, Putignano e al Santa Chiara di Roma. Dopo aver acquisito i diritti del romanzo Borderlife\, di Dorit Rabinyan nel 2024\, produce un adattamento teatrale che presenta al pubblico nel 2025\, tutt’ora in tour nei teatri italiani. \n\n\n\nYASER MOHAMED \n\n\n\nYaser Mohamed si diploma presso la scuola di recitazione “Teatro Azione” diretta da Isabella Del Bianco e Cristiano Censi nel 2003\, dopo alcuni spettacoli diretti dalla stessa Del Bianco debutta alla prima nazionale del musical “Datemi tre Caravelle” con la regia di Gianni Quaranta presso il teatro greco di Taormina. A seguito di questo evento nasce una collaborazione artistica con Alessandro Preziosi che lo porterà a recitare in diverse produzioni con relative tournée. Nel 2014 si unisce alla formazione teatrale “Cattive Compagnie” con la quale produce diversi spettacoli di successo come “39 Scalini” di John Buchan. È stato diretto da diversi registi nazionali e internazionali come Lucia Calamaro\, Andrea Baracco\, Armando Pugliese\, Geppy Gleijeses\, Emanuela Giordano\, Mark Bell e Adam Megiddo. Per anni ha fatto parte del cast nazionale di “Che Disastro di commedia” e “Che Disastro di Peter Pan”\, con relative tournée nazionali. Nel 2022 scrive e dirige la sua prima opera teatrale “I Mohamed” con il quale arriva finalista al premio PimOff di Milano. \n\n\n\nNICOLETTA ROBELLO \n\n\n\nAttrice\, regista e pedagogo teatrale e cinematografico. Si diploma in recitazione alla Scuola del Teatro Stabile di Genova e ottiene una Laurea specialistica in Pedagogia e Didattica del Teatro all’Accademia Silvio D’Amico di Roma e Università La Sapienza di Roma\, all’Accademia ottenendo in seguito un dottorato di ricerca in pedagogia teatrale tra il 2004 e il 2005. Lavora fin da giovanissima in teatro al fianco di Mario Scaccia\, Turi Ferro\, Corrado Pani\, Tino Schirinzi in ruoli da protagonista fino al suo incontro con il teatro di Pontedera dove lavora con importanti maestri della scena europea come Thierry Salmon\, Anatolij Vassilev\, Woitek Krukowsky\, Ingemar Linhdt\, Yoshi Oida\, Bruce Meiers. Entra a far parte della compagnia stabile del Teatro e qui inizia anche la sua attività di regista dirigendo un progetto di teatro sociale che la porta a presentare i suoi lavori in Italia e in numerosi festival europei. Da allora le attività procedono parallele: lavora come attrice\, fra gli altri con Viktor Bodò\, Eric La Cascade\, Anatolij Vassiliev\, Valerio Binasco\, Ruggero Cappuccio\, Roberto Bacci e dirige spettacoli in Italia e all’estero collaborando come regista con il Teatro Stabile delle Marche\, il Teatro di Roma\, il Teatro Eliseo\, il Teatro Due di Parma\, l’ERT di Modena\, il Teatro Nuovo di Napoli\, l’Arena di Verona\, il Festival di Londrina (Br) fra gli altri.  Dalla metà dei primi anni 2000 collabora con Valerio Binasco in progetti di regia e con lui fonda la Popular Shakespeare Kompany nel 2012.  Ha esperienze di Direzione Artistica affiancando Ruggero Cappuccio alla direzione del Festival di Benevento dal 2003 al 2006 e Valerio Binasco a quella del Teatro Stabile delle Marche nel 2004/2005. Per il Teatro marchigiano è in seguito Responsabile Artistico Formazione e Ricerca dal 2008 al 2012. Per il Teatro Eliseo di Roma riveste il ruolo di Dramaturg dal 2016 al 2019 firmando la regia di ‘Cyrano de Bergerac’ per le celebrazioni del centenario del teatro. Numerose sono le sue collaborazioni in ambito musicale fra cui quella con Daniele Sepe con un progetto sull’opera di Frank Zappa e con Elisa per la riscrittura del musical Hair. È autore e direttore didattico di progetti innovativi nell’ambito della pedagogia teatrale e cinematografica e dirige\, dal 2008 al 2011 la Scuola di Teatro del Teatro Stabile delle Marche. Dal 2009 collabora stabilmente con la Fondazione Teatro Due di Parma in progetti di regia. Fra le ultime produzioni ‘L’Orso’\, ‘Tragico suo malgrado’ e ‘L’anniversario’ di A. Cechov oltre che la curatela registica del progetto ‘Le Giornate d’autore’ con le mise en space di ‘Ellen Babic’ di Marius Von Mayenburg e ‘An other place’ di Alexander Zeldin in collaborazione con gli autori. Lavora nel cinema come pedagogo alla Scuola d’arte cinematografica “Gian Maria Volontè” di Roma ed è stata recentemente diretta da Maria Sole Tognazzi nella serie TV “Petra”\, tratta dai romanzi di Alicia Giménez-Bartlett. Nel 2011 riceve il premio internazionale ‘Valeria Moriconi’ per la sezione Futuro della Scena.  \n\n\n\nAcquista: https://www.ticketone.it/event/borderlife-la-nostra-vita-dallaltra-parte-teatro-sala-umberto-21487334/ \n\n\n\nPrezzi Biglietti: € 25\,00\, balconata € 20\,00 \n\n\n\nOrario: 21.00 \n\n\n\ncall center 06 6794753 attivo dalle 16:00 alle 19:00 dal martedì al sabatowhats app 345 9409718 \n\n\n\norario apertura al pubblicodal martedì al sabato 16:00 – 19:00la domenica la biglietteria è aperta al pubblico in orario di spettacolo\, se previstolunedì chiuso
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LOCATION:Sala Umberto\, Via della Mercede\, 50\, Roma\, 00187\, Italia
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SUMMARY:"Tre Sorelle" al Teatro India
DESCRIPTION:Approda sulla scena del Teatro India\, dal 28 aprile al 3 maggio\, Tre Sorelle di Anton Checov nella rilettura inedita di Liv Ferracchiati\, che dialoga con la tradizione senza rinunciare a uno sguardo personale. \n\n\n\nČechov scrisse l’opera nel 1900\, nella Russia attraversata da tensioni sociali e da un diffuso senso di stagnazione: in questo contesto nasce il destino di Olga\, Maša e Irina\, bloccate in una provincia che soffoca i loro desideri di riscatto e il sogno mai realizzato di tornare a Mosca. Lo spettacolo\, una produzione Teatro Stabile di Torino\, mette in risalto l’attualità del testo\, rivelando come l’immobilità e la frustrazione delle protagoniste trovino eco in una sensibilità contemporanea segnata da precarietà e incertezza. \n\n\n\nLa regia di Liv Ferracchiati scandaglia le contraddizioni interiori\, facendo luce sul bisogno umano di cambiare\, di immaginare un altrove\, pur sapendo che la vita\, spesso\, rimane incompiuta. \n\n\n\n«Tre sorelle è un testo filosofico sull’esistenza\, infatti somiglia a una sequenza di fotografie che racconta come l’essere umano impiega e attraversa il tempo prima di morire. La questione centrale non è il tempo che passa\, ma il momento in cui il tempo non garantisce più un senso\, una promessa\, una direzione – così commenta il regista Ferracchiati – Cechov non racconta un crollo improvviso: racconta un’erosione lenta\, un logoramento per accumulo\, una disgregazione silenziosa che avviene mentre la vita continua uguale a se stessa\, così che\, alla fine e in profondità\, tutto tende a equivalersi. Come direbbe Čebutykin\, l’anziano dottore: “tutto è uguale”. In Cechov\, però\, anche il ricordo del passato sbiadisce e si perde ogni riferimento. Non a caso nel terzo atto\, Čebutykin rompe l’orologio appartenuto alla madre delle sorelle\, la donna che ha amato e che ora quasi non ricorda più. Un atto violento\, apparentemente casuale\, che neppure lui riesce a giustificare e che mostra una verità\, apre un varco nella narrazione del tempo e della memoria. \n\n\n\nSiamo nella notte dell’incendio\, quando il buio dell’inconscio viene rischiarato per un attimo dalle fiamme. Questo orologio di porcellana in pezzi\, a terra\, è per noi uno dei nuclei più potenti dell’opera e da qui abbiamo scelto di irraggiare l’azione. Čechov parla del tempo per parlare della vita e l’orologio è\, in questa prospettiva\, un oggetto di sfondo appartenente a un’epoca in cui si credeva che il tempo conducesse da qualche parte. Le tre sorelle\, in effetti\, ricercano ancora una direzione di senso\, solo che non la cercano nella realtà e\, nella nostra riscrittura\, già nel primo atto il sentimento della promessa appare attenuato\, si nota subito che qualcosa non va. Le protagoniste sono supponenti nel senso più profondo: presumono di potersi collocare oltre il mondo\, di abitare una dimensione più alta\, più pura. Non entrano mai davvero nella vita concreta\, non si sporcano le mani. Quindi l’aspirazione alla realtà è\, anch’essa\, una finzione. Natàša\, al contrario\, è l’unico personaggio davvero fattivo. Vive interamente dentro la realtà\, costruisce\, occupa spazio\, agisce. Ma proprio per questo non vede il lato tragico del vivere\, non si pone domande di senso: semplicemente va avanti. Tra queste due posture – la supponenza astratta delle sorelle e il pragmatismo cieco di Natàša – Cechov dispiega tutte le possibilità dell’umano. \n\n\n\nRacconta quel momento in cui le promesse crollano e gli orizzonti di significato si dissolvono\, senza che se ne siano formati di nuovi. Allora si può credere nel caos\, in Mosca – unico luogo in cui sembra che una vita diversa sia possibile – in un lavoro\, nell’amore o nel Nulla\, ma tutto si somiglia. Per questo Tre sorelle ci appare così contemporaneo: anche il nostro tempo ha perso le sue garanzie senza trovare nuove fondamenta. Eppure tutti i personaggi hanno dentro di sé una furiosa voglia di vivere.» \n\n\n\nFondazione Teatro di Roma _www.teatrodiroma.net \n\n\n\nBiglietteria: tel. +39 06 877 522 10 – biglietteriaindia@teatrodiroma.net _ Biglietti: €18\, ridotto €12 \n\n\n\nData e orari spettacolo: 28 aprile – 3 maggio 2026 I tutte le sere ore 20 – domenica ore 18  \n\n\n\nDurata spettacolo: 1 ora e 50 minuti
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LOCATION:Teatro India\, Lungotevere Vittorio Gassman\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"I Giovedì del Cinema dei Diritti Umani" al Liceo Alfano di Salerno
DESCRIPTION:La rassegna «I Giovedì del Cinema dei Diritti Umani» torna al Liceo Alfano I di Salerno\, in via dei Mille 40\, da martedì 28 a giovedì 30 aprile 2026\, con la sua XIII edizione. La manifestazione è promossa dall’associazione Cinema e Diritti e dal Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli\, in collaborazione con il liceo salernitano. Le tre proiezioni\, a ingresso libero\, si terranno nell’Aula Magna dell’istituto e saranno precedute e seguite dal confronto con i registi e i testimoni dei fatti raccontati nei film. \n\n\n\nL’edizione 2026 si intitola «I bambini alla guerra» e propone tre documentari ambientati in Palestina\, Argentina e Napoli\, accomunati dal tema dell’infanzia esposta alla violenza dei conflitti armati\, delle dittature e delle mafie. \n\n\n\nSi parte martedì 28 aprile alle ore 17.30 con «GAZA: A Stolen Childhood» (Qatar\, 2025\, 50 minuti)\, diretto da Moamen Ghonem. Il documentario segue per circa un anno le vicende di Mohammad\, Farah e Sabri\, tre bambini della Striscia di Gaza cresciuti sotto i bombardamenti successivi al 7 ottobre 2023. Alla proiezione interverranno Tina Marinari\, di Amnesty International Italia\, e\, in collegamento\, Luisa Morgantini\, presidente di Assopace Palestina. Il dibattito toccherà anche le condizioni di reclusione dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane e i contenuti dell’ultimo dossier della relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese. \n\n\n\nMercoledì 29 aprile alle ore 10.00 sarà la volta di «Identità Rubata» (Regno Unito\, 2025\, 25 minuti)\, di Florencia Santucho e R. Vázquez-Salessi. Il film racconta la storia di un uomo di 46 anni\, rapito alla nascita durante la dittatura militare argentina del 1976-1983\, che ritrova la famiglia biologica grazie al lavoro delle Nonne di Plaza de Mayo. Alla proiezione interverranno la regista Florencia Santucho e lo scrittore Damiano Gallinaro\, la cui presenza consentirà di approfondire la vicenda del fumettista Héctor Germán Oesterheld\, autore de «L’Eternauta»\, scomparso nei primi anni della dittatura\, insieme a una panoramica sull’Argentina contemporanea. \n\n\n\nLa rassegna si chiude giovedì 30 aprile alle ore 10.00 con «La Madre» (Italia\, 2023\, 61 minuti)\, di Amalia de Simone. Il documentario ricostruisce\, attraverso intercettazioni tratte dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli\, le faide tra bande di minori che per anni hanno segnato un’area del centro antico partenopeo\, patrimonio UNESCO. Alla proiezione sarà presente la regista e giornalista Amalia de Simone. \n\n\n\n«Le guerre di questi anni sembrano avere nel mirino proprio i minori – osserva il coordinatore dell’associazione Cinema e Diritti\, Maurizio Del Bufalo –\, per annientarli o\, attraverso il loro sacrificio\, intimidire genitori\, fratelli e parenti. È uno stratagemma perverso e crudele che non tiene conto né delle etnie né delle latitudini\, e che ritroviamo non solo nelle guerre dichiarate\, ma anche nei conflitti civili e nascosti\, come quello strisciante delle mafie contro lo Stato. Neppure le nostre città si salvano: le periferie delle metropoli europee sono piene di tragedie che si consumano all’ombra della movida\, dove i minori diventano corrieri dello spaccio\, guardaspalle dei camorristi\, pistoleri incensurati. Il Cinema può offrire una risposta più obiettiva a questi interrogativi\, documentando realtà spietate e offrendo al tempo stesso una speranza di redenzione». \n\n\n\nLa manifestazione\, giunta alla sua XIII edizione\, consolida la collaborazione tra il Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli e il Liceo Alfano I di Salerno\, che ospita proiezioni e dibattiti aperti al pubblico e agli studenti di altri istituti cittadini. La rassegna si inserisce nell’attività ventennale del Festival partenopeo a sostegno delle campagne per la difesa dei diritti umani.
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SUMMARY:Metamorfosi intangibile di Uemon Ikeda 
DESCRIPTION:Fino al 20 maggio 2026\, PROSA_contemporanea presenta la mostra personale Metamorfosi intangibile di Uemon Ikeda a cura di Alberto Dambruoso\, con il patrocinio dell’Istituto di cultura giapponese (The Japan Foundation 国際交流基金) e della Fondazione Italia Giappone. \n\n\n\nUemon Ikeda continua il suo percorso artistico negli spazi di PROSA dopo la recente partecipazione al progetto Uno spazio di scambi e connessioni. Forme dell’arte contemporanea giapponese nella penisola italica presso il Museo Venanzo Crocetti\, nell’ambito delle attività celebrative del 160º Anniversario del Trattato di Amicizia tra Italia e Giappone dedicato agli artisti giapponesi contemporanei che hanno scelto l’Italia come luogo privilegiato di formazione\, ricerca e sintesi creativa. \n\n\n\nDa PROSA_contemporanea Ikeda presenta un’installazione ambientale\, in collaborazione con l’artista Ximena Robles\, costituita da un filo di lana e seta rosso che percorrerà lo spazio e con la quale il pubblico potrà interagire. Durante il vernissage l’attenzione si è poi spostata su una spettacolare danza Butoh\, eseguita da Flavio Arcangeli\, che ha dialogato con il lavoro dell’artista. All’installazione si affiancano alcune opere realizzate in acquerello su carta.  \n\n\n\nCome scrive Alberto Dambruoso nel testo critico: «Ikeda ha sviluppato nel corso della sua carriera un tipo di pittura che si è mossa liberamente tra figurazione e astrazione con rimandi all’arte concettuale soprattutto laddove la scrittura diventa un tutt’uno con l’opera. Lo stesso senso di libertà lo si può ritrovare anche nei mezzi espressivi adottati dall’artista che\, oltre alla pittura\, comprendono anche l’installazione\, il disegno e la scrittura. L’installazione è\, tra tutti i medium adottati\, quello più utilizzato negli ultimi anni dall’artista. Essa si è resa protagonista di numerosi interventi in luoghi fortemente connotati storicamente\, come la Piramide Cestia a Roma o il Palazzo Reale di Napoli. Si tratta di installazioni aeree che Ikeda realizza in luoghi all’aperto o al chiuso\, servendosi di un filo rosso composto da lana e seta con il quale crea ambienti\, circoscrive spazi\, modificando così la percezione di luoghi noti o\, al contrario\, facendo insorgere dal nulla spazi prima inesistenti. L’artista mette anche in comunicazione l’interno con l’esterno\, il dentro e il fuori generando in questo modo anche una poetica degli opposti in cui si incontrano il visibile e l’invisibile\, il pieno e il vuoto.  \n\n\n\nPer la mostra concepita per PROSA_contemporanea\, Ikeda ha pensato ad un progetto espositivo che mette sullo stesso piano la pittura\, rappresentata da una serie di acquerelli dipinti su carta\, e l’installazione con il filo rosso che ridisegna lo spazio della galleria. In occasione della serata inaugurale Ikeda ha pensato di rendere “viva” l’installazione realizzata in collaborazione con l’artista Ximena Robles\, attraverso una performance di danza Butoh interpretata dal performer Flavio Arcangeli. Questo tipo di danza nasce in Giappone negli anni ’50 e si inserisce nel clima di apertura ad altre forme d’arte: il gruppo Gutai ne costituiva in questa direzione un esempio. La danza Butoh è un tipo di danza volta a liberare gli impulsi fisici e mentali ed è definita come una danza metamorfica. Da qui “Metamorfosi intangibile”\, il titolo che Ikeda ha voluto dare alla sua mostra. Una trasformazione immateriale dello spazio che non si può toccare ma che ogni spettatore può ricostruire idealmente.» \n\n\n\nOrari: dal lunedì al venerdì 16.00 – 18.30; sabato su appuntamento tel. 3384858398ingresso libero
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SUMMARY:"Una Rete in viaggio 2026" all'Università di Venezia
DESCRIPTION:Martedì 28 aprile\, alle ore 14\, l’Università Iuav di Venezia ospiterà un nuovo appuntamento di “Una Rete in viaggio 2026”\, il ciclo di incontri promosso da Rete Fotografia. L’evento avrà luogo presso il Cotonificio (Aula G1) dell’Ateneo\, situato a breve distanza dall’Archivio Progetti\, custode di un patrimonio unico che documenta la cultura del progetto del XX e XXI secolo. \n\n\n\nL’iniziativa Una Rete in viaggio nasce per favorire il confronto tra soci e istituzioni\, promuovendo collaborazioni e riflessioni condivise sul ruolo della fotografia oggi.   \n\n\n\nIl tema scelto per l’edizione 2026\, Ritratti di fotografia\, trova nell’appuntamento veneziano\, dal titolo Estetica del Ritratto\, un momento di approfondimento dedicato al dialogo tra fotografia e arte figurativa. \n\n\n\nAd aprire i lavori sarà Carlo Montanaro (Circolo Fotografico La Gondola ETS)\, con un excursus sul ritratto dal Settecento fino all’avvento della fotografia\, seguito dall’approfondimento di Alessandro Rizzardini (Circolo Fotografico La Gondola ETS) su specifici aspetti iconografici. \n\n\n\nInterverranno quindi Roberta Basano ed Elena Boux (Museo Nazionale del Cinema)\, che presenteranno una selezione di ritratti su dagherrotipi conservati nelle collezioni del museo torinese\, evidenziandone il ruolo della raccolta come strumento di definizione dell’identità. A seguire\, Daniela Pacchiana (Museo delle Storie di Bergamo) proporrà un focus sul fondo Eugenio Goglio\, composto principalmente da ritratti\, singoli e di gruppo\, mentre Patrizia Piccini (Fototeca Ando Gilardi) illustrerà i fondi della Fototeca\, soffermandosi su alcune peculiarità legate al ritratto\, tra cui le pratiche di postproduzione. \n\n\n\nA chiudere l’incontro sarà la fotografa Marina Alessi (Associazione Tau Visual)\, che offrirà una testimonianza diretta della propria esperienza professionale nel genere del ritratto. \n\n\n\nPrenotazione obbligatoria EVENTBRITE \n\n\n\nL’incontro si potrà seguire in streaming sul canale YOUTUBE e sulla pagina FACEBOOK di Rete Fotografia \n\n\n\nDidascalie immagini allegate \n\n\n\nGhitta Carell\, Ritratto fotografico di Maria José del Belgio\, Roma 1938 circa © Fototeca Ando Gilardi \n\n\n\nArchivio Progetti Iuav\, Venezia\, sala consultazione \n\n\n\nEugenio Goglio\, Valle Brembana. Ritratto di donna con figli\,1890/99 © Eugenio Goglio – Museo delle storie di Bergamo \n\n\n\n© Marina Alessi\, Claudio Bisio-ritratto celebrity \n\n\n\nGhitta Carell\, Ritratto fotografico di Camilla Cederna\, Roma 1950 circa © Fototeca Ando Gilardi
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SUMMARY:"In Arte son Chisciottə” al TBM
DESCRIPTION:Un cavaliere che attraversa i secoli e continua a sfidare il mondo: è questo lo spirito di “In Arte son Chisciottə”\, una produzione Officine della Cultura in scena al Teatro Tor Bella Monaca di Roma da lunedì 27 a giovedì 30 aprile con inizio alle ore 21:00. Un’opera che rilegge l’immortale capolavoro di Cervantes attraverso un teatro “a vista”\, dove attrici\, musicisti\, scenografa e tecnici portano il pubblico dentro e fuori la storia\, fra realtà e finzione\, sogno e concretezza. \n\n\n\nAbitano la scena Luisa Bosi ed Elena Ferri\, accompagnate dalle musiche originali di Massimo Ferri\, eseguite dal vivo da I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo – Luca Baldini (basso\, cajon)\, Massimo Ferri (chitarra\, oud\, mandolino)\, Gianni Micheli (clarinetto\, flauto\, fisarmonica)\, Mariel Tahiraj (violino). La scenografia prende forma sotto gli occhi degli spettatori grazie a Lucia Baricci\, mentre Paolo Bracciali cura live luci ed effetti. Le riprese e la regia video sono affidate a Pierfrancesco Bigazzi e Giulio Dell’Aquila di Materiali Sonori\, con la collaborazione di Stefano Ferri\, anche responsabile degli studi e delle documentazioni. La regia è di Luca Roccia Baldini. \n\n\n\nIl racconto si snoda su tavoli disposti a ferro di cavallo\, fra ombre\, pop-up\, oggetti animati e una regia video che permette al pubblico di entrare nel cuore del “teatro da tavolo” cifra distintiva di questa produzione\, vincitrice del contest #SociaLive promosso da Agis e Meta. Il risultato è uno spettacolo capace di coinvolgere adulti e famiglie grazie alla pluralità dei linguaggi e alla forza evocativa della musica dal vivo. \n\n\n\nParticolarmente centrale è il ruolo dell’OMA\, che da anni incarna un’idea di musica come incontro e appartenenza. In questo lavoro la loro presenza diventa simbolo di una comunità che si riconosce nella diversità\, riflettendo i temi del viaggio\, del coraggio e dell’immaginazione che animano il personaggio di Chisciotte. Le musiche\, costruite come una suite in continua trasformazione\, non accompagnano semplicemente l’azione scenica: la guidano\, la amplificano\, la spingono in avanti. L’uso della tecnologia e delle riprese dal vivo non è solo un espediente narrativo\, ma un vero e proprio linguaggio parallelo: la videocamera osserva\, traduce\, ingrandisce\, mette il pubblico di fronte ai suoi stessi mulini a vento. In un costante gioco di specchi\, lo spettacolo invita a interrogarsi su ciò che consideriamo reale e ciò che scegliamo di credere\, ricordando che ogni visione è anche una finzione condivisa. \n\n\n\n«Abbiamo creato un Don Chisciotte sempre più attuale e sognatore» afferma il regista Luca Roccia Baldini\, che descrive lo spettacolo come un percorso dove «sogni\, avventure e fallimenti si intrecciano al ruolo del teatro\, della giustizia\, dei diritti e del riscatto». Per l’autore Samuele Boncompagni\, la riscrittura è «un atto rivoluzionario»\, perché oggi i giganti da combattere sono le distanze\, le mediazioni\, la confusione tra vero e falso: «Nel mio testo c’è il vento\, il volo\, l’atto creativo di immaginare il reale diverso. Giocare al teatro è una lucida follia\, un gesto politico prima che culturale». \n\n\n\n“In Arte son Chisciottə” nasce dalla sfida – tutta donchisciottesca – di continuare a fare teatro anche quando sembrava impossibile\, trasformando limiti e difficoltà in nuovi linguaggi scenici. La ricerca di un rapporto diretto e onesto con il pubblico è parte integrante di questa missione: nessun artificio è nascosto\, tutto è a vista\, perché ciò che conta è l’atto del costruire insieme un racconto. «Io so chi sono\, e chi posso essere\, se voglio» scrive Cervantes. “In Arte son Chisciottə” fa di questa frase un invito ad abbracciare il sogno\, anche quando “ci piove dentro”. Un cavaliere singolare. Un plurale femminile. Un’avventura da condividere. \n\n\n\nNota del regista \n\n\n\nAnnus horribilis 2020\, in piena pandemia e confusione mentale. Unica speranza trovare un’idea per sopravvivere artisticamente. Grazie all’immaginazione ci siamo riusciti ed abbiamo creato un Don Chisciotte che è sempre più attuale e sempre più sognatore. La messa in scena è allo stesso tempo semplice e complessa\, così come gli argomenti trattati. Un percorso fatto da tutta la compagnia\, dall’ideazione alla creazione fino alla messa in scena. Tre piani di lettura che si incrociano\, tre tecniche visive che si miscelano. Parleremo di sogni\, di avventure\, di speranze\, di fallimenti ma anche di come il teatro possa riassumere tutto questo. Di come possa rappresentare ed essere “la Vita”. Parleremo di “genere”\, di violenza\, di diritti\, di donne e di riscatto. Di giustizia. Per arrivare a capire che siamo donne e uomini che vivono in un territorio da condividere\, in un mondo da condividere\, in una realtà da condividere. Nessuno sovrasta l’altro\, tutti accolgono tutti. Un mondo che andrà contro a chi lo vuole annientare\, in cui la natura tornerà a impossessarsi del proprio spazio\, un mondo dove gli ultimi hanno più importanza dei primi. Il Teatro continuerà a vivere comunque. Annus horribilis 2021… andiamo in scena. Luca Roccia Baldini \n\n\n\nNota dell’autore \n\n\n\nCon Don Chisciotte si sono confrontati grandi artisti di ogni epoca e di ogni parte del mondo: libri\, film\, canzoni\, opere d’arte\, spettacoli di teatro e danza. Fare uno spettacolo sul Don Chisciotte di Cervantes\, considerato il primo romanzo moderno e che in molti definiscono il miglior romanzo di tutti i tempi è di per sé un’impresa\, appunto\, donchisciottesca. Di fronte alla complessità del testo originale\, si deve per forza scegliere. Così\, nella mia riscrittura\, Don Chisciotte diventa il “fare teatro”. I Giganti contro i quali ci troviamo a combattere in questo tempo sono mulini a vento che impediscono di incontrarci “dal vivo”\, che ci tolgono gli strumenti per leggere la realtà\, viviamo in una società dove finto e falso si confondono\, un mondo dove spesso a un Don Chisciotte manca un Sancio Panza\, e viceversa. Nel mio testo ci sono il vento\, il volo\, l’atto creativo di guardare il reale immaginandolo diverso\, senza mai smettere di sognarlo in continua mutazione: e così\, in questi tempi bui\, giocare al teatro diventa un atto rivoluzionario\, una lucida follia\, un’azione politica prima che culturale. Per questo “Chisciotte” sta ad indicare sia un cavaliere singolare\, che un plurale femminile\, per questo l’uso della schwa nel titolo. La drammaturgia è nata in forma di suite barocca in sei movimenti a cui si sono aggiunte due parti: una in testa\, per entrare nella storia\, e una in coda\, per portarsi il racconto anche a casa propria finito lo spettacolo. \n\n\n\nIl teatro è inutile\, come le azioni intraprese da Don Chisciotte\, per questo è giusto continuare a farlo.  Samuele Boncompagni \n\n\n\nOrchestra Multietnica di Arezzo – biografia \n\n\n\nCostituita nel 2007\, l’Orchestra Multietnica di Arezzo (OMA) ha intrecciato in questi anni un percorso di culture e tradizioni attraverso concerti\, spettacoli e laboratori in tutta Italia. Un cammino di pace e di nomadismo che unisce le sponde del Mediterraneo\, dal Nord Africa ai Balcani\, fino all’Italia\, riflettendo le rotte antiche e nuove delle migrazioni. \n\n\n\nL’OMA nasce come laboratorio permanente aperto a musicisti di diverse provenienze\, in particolare stranieri e seconde generazioni. Accanto all’attività concertistica\, promuove laboratori e lezioni-concerto per scuole\, profughi e richiedenti asilo\, con l’obiettivo di costruire una società multiculturale in cui la diversità sia un valore condiviso. \n\n\n\nHa pubblicato sette album prodotti o co-prodotti da Officine della Cultura. Tra i riconoscimenti ricevuti\, il Premio “Suoni di Confine” del MEI e Amnesty International (2010) e il Premio Sangiorgino (2021). Nel tempo l’OMA ha collaborato con artisti come Paolo Benvegnù\, Cisco\, Raiz\, Moni Ovadia\, Bandabardò\, Shel Shapiro\, Dario Brunori\, Stefano Massini\, Ottavia Piccolo\, Amanda Sandrelli\, Neri Marcorè e molti altri\, partecipando anche a programmi televisivi su Rai3 e La7. Oggi l’orchestra riunisce circa 35 musicisti provenienti da quattro continenti\, offrendo al pubblico un viaggio sonoro dal Mediterraneo al Sudamerica\, dall’Est Europa al Bangladesh: una festa di suoni\, lingue e colori. \n\n\n\nINFO E BOOKING \n\n\n\nLuca Baldini: luca@officinedellacultura.org
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LOCATION:Teatro Tor Bella Monaca\, Via Bruno Cirino\, Roma\, 00133\, Italia
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SUMMARY:Marco Marzocca in “Chi Me lo Ha Fatto Fare" alla Sala Umberto
DESCRIPTION:Marco Marzocca in “Chi Me lo Ha Fatto Fare”\, scritto da Marco Marzocca con la collaborazione di Claudio Fois\, il 27 aprile\, alla Sala Umberto di Roma. Il tour dello spettacolo è prodotto e organizzato da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. Uno spettacolo comico\, intimo\, sorprendente\, un viaggio ironico e toccante nella vita di un artista che ha fatto dell’imprevisto la sua regola d’arte. Marco Marzocca apre il sipario sulla sua esistenza: da perito elettronico a farmacista\, da comico a volto amato di cinema\, radio e televisione. Con la sincerità di una confidenza e l’energia della stand-up\, racconta i momenti che l’hanno trasformato\, le risate che l’hanno guidato\, gli incontri che gli hanno cambiato il cammino. Tra i suoi iconici personaggi – dall’inconfondibile Ariel al tenero Michelino – e aneddoti vissuti al fianco di giganti come Corrado Guzzanti e Gigi Proietti\, Marzocca costruisce un racconto che è molto più di uno spettacolo: è un atto d’amore verso il pubblico\, il mestiere dell’artista e la bellezza dell’imperfezione umana. Avviso importante: si consiglia di portare un cambio e avvertire casa. Non tanto per la durata… ma per la quantità di emozioni da gestire \n\n\n\nBIGLIETTI IN VENDITA SU TICKETONE.IT 
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LOCATION:Sala Umberto\, Via della Mercede\, 50\, Roma\, 00187\, Italia
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SUMMARY:"LE AGRAE PONTINAE" la stand up al Teatro Hamlet
DESCRIPTION:Stand up al Teatro Hamlet: Annalise Del Morrone e Mary G protagoniste di una serata di comicità tagliente \n\n\n\nLunedì 27 aprile con inizio alle ore 21\,00 il Teatro Hamlet\, in via Alberto da Giussano 13\, ospiterà una serata interamente dedicata alla stand-up comedy con due protagoniste d’eccezione: Annelise Del Morrone e Mary G. \n\n\n\nDue voci diverse ma complementari saliranno sul palco per offrire al pubblico uno spettacolo che mescola ironia\, osservazione e provocazione. Attraverso uno stile diretto e senza filtri\, le due comiche porteranno in scena un mix di riflessioni e battute dalla comicità tagliente\, capaci di smontare luoghi comuni e mettere in discussione certezze che spesso diamo per scontate. \n\n\n\nLa stand up diventa così uno spazio di libertà e confronto\, dove il riso si intreccia con lo sguardo critico sulla quotidianità\, sulle relazioni e sui piccoli paradossi della vita di tutti i giorni. \n\n\n\nUn appuntamento pensato per chi ama la comicità intelligente e contemporanea\, capace di far ridere ma anche riflettere. \n\n\n\nBio \n\n\n\nAnnelise Del Morrone\, di origini ciociare e “adottata” da Sonnino (LT) da ormai 19 anni\, nasce nel secolo scorso (classe 1978)\, ma si impegna costantemente a far dimenticare questo dettaglio. Arriva con ben 17 anni di ritardo rispetto alla sorella maggiore e\, tra le sue imprese degne di nota\, a 42 anni ha militato in una rock band come autrice e cantante. A 45\, poi\, ha deciso di lanciarsi in tutti i sensi — nella stand-up comedy\, perché per lei il tempismo è sempre stato più un’opinione che una regola. Nel tempo non libero è insegnante madrelingua di inglese (leggermente migliore di quello di Renzi) nella scuola statale\, giusto per ricordare a tutti che\, oltre a far ridere\, è anche una persona seria. \n\n\n\nMary G\, ovvero Mariagrazia (tutto attaccato: mamma molto religiosa\, convinta di aver ricevuto un miracolo). Col senno di poi\, il vero miracolo è stato crescerla senza chiedere il rimborso divino. Di Cisterna di Latina\, con un fascino che strizza l’occhio all’Est\, dopo anni di “esperienze formative” con i machos romani\, a 31 anni vola a Madrid in cerca dei mitici iberici… salvo ritrovarsi in un tragicomico “errore 404: dick not found”. Tra alti (pochi) e bassi (molti)\, qualche chilo in più e una vita sentimentale in modalità aereo\, decide di cambiare rotta: a 40 anni sale sul palco e inizia a fare stand-up comedy. Perché sì\, meglio tardi che mai. Ama i gatti\, sopporta poco gli esseri umani (tranne quelli paganti) e sogna una vita alla Enya: isolata in un castello\, circondata da felini e felicemente lontana dal resto del mondo. \n\n\n\nInfo&Prenotazioni: tel 06 4173 4901 \n\n\n\nBiglietto: € 10\,00 tessera associativa inclusa \n\n\n\nTesseramento online obbligatorio \n\n\n\nhttps://store6726401.company.site/Modulo-di-Richiesta-della-Tessera-Associativa-Leggere-attentamente-le-Istruzioni-p77957449?category=0
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SUMMARY:"Il resto di niente" al Teatro Golden
DESCRIPTION:Dolores è la protagonista di questa vicenda\, ispirata a una storia vera: una donna dal passato oscuro e mitizzato\, figura centrale della Roma criminale degli anni ‘70\, regina per influenza\, intelligenza e ferocia. Per anni ha imperversato -al fianco di figure apicali del mondo banditesco- tra alleanze mafiose\, affari illeciti e violenze. \n\n\n\nPoi il niente\, il silenzio e il vuoto determinato dalla volontà di scomparire\, vestendo prima i panni di una donna qualunque\, poi rifugiandosi dove nessuno mai sarebbe  andata a cercarla: una tomba al Verano. \n\n\n\nQuando Dolores fa i conti con il suo passato\, scopre che non c’è ritorno\, perché non c’è più nessuno da cui tornare e non le resta che compiere l’unico atto di libertà autentica: evadere anche da sé stessa\, uscendo di scena. Non si consegna\, non torna. \n\n\n\nNon resta niente… E questo niente\, per la prima volta\, è sollievo. \n\n\n\nDa un’idea originale di Aldo Minghelli – Testo di Aldo Minghelli e Fabio Salvati – Regia Daniela Coppola – Scene Marco Di Lotti – Photo Thomas Stalletti – Grafica Tiziana Bernardini \n\n\n\nPersonaggi e interpreti:  \n\n\n\n\nIl vedovo: Giuseppe Rombolà\n\n\n\nAngelo Taramella: Marco Di Lotti\n\n\n\nDolores Giangoli: Tiziana Bernardini\n\n\n\nLa signora ipovedente: Cristina Cristilli\n\n\n\nStecca para: Aldo Minghelli\n\n\n\nPraticò: Simone Pappalardo\n\n\n\n\nLo spettacolo andrà in scena nell’ambito dell’undicesima edizione del Festival del Teatro Forense organizzato da Vincenzo Sinopoli ed Andrea Maia con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Roma e dell’Associazione Nazionale Magistrati.
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SUMMARY:“Chi Me lo Ha Fatto Fare" alla Sala Umberto
DESCRIPTION:Marco Marzocca in “Chi Me lo Ha Fatto Fare”\, scritto da Marco Marzocca con la collaborazione di Claudio Fois\, il 27 aprile\, alla Sala Umberto di Roma. Il tour dello spettacolo è prodotto eorganizzato da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. Uno spettacolo comico\, intimo\, sorprendente\, un viaggio ironico e toccante nella vita di un artista che ha fatto dell’imprevisto la sua regola d’arte. Marco Marzocca apre il sipario sulla sua esistenza: da perito elettronico a farmacista\, da comico a volto amato di cinema\, radio e televisione. Con la sincerità di una confidenza e l’energia della stand-up\, racconta i momenti che l’hanno trasformato\, le risate che l’hanno guidato\, gli incontri che gli hanno cambiato il cammino. Tra i suoi iconici personaggi – dall’inconfondibile Ariel al tenero Michelino – e aneddoti vissuti al fianco di giganti come Corrado Guzzanti e Gigi Proietti\, Marzocca costruisce un racconto che è molto più di uno spettacolo: è un atto d’amore verso il pubblico\, il mestiere dell’artista e la bellezza dell’imperfezione umana. Avviso importante: si consiglia di portare un cambio e avvertire casa. Non tanto per la durata… ma per la quantità di emozioni da gestire \n\n\n\nBIGLIETTI IN VENDITA SU TICKETONE.IT DA MERCOLEDI 29 OTTOBRE ALLE ORE  12\,00
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SUMMARY:VII edizione del Festival inDivenire
DESCRIPTION:Dal 27 aprile al 12 maggio 2026 lo Spazio Diamante ospita la VII edizione del Festival inDivenire\, appuntamento ormai centrale nel panorama della ricerca teatrale contemporanea e punto di riferimento per le giovani compagnie italiane. \n\n\n\nIdeato nel 2017 da Alessandro Longobardi e diretto da Giampiero Cicciò\, il Festival è il punto di arrivo di decine di progetti inediti\, 84 quelli ricevuti in questa VII edizione\, che dopo attenta selezione\, formano il programma del Festival che diventa così osservatorio sulle istanze del mondo contemporaneo. Una vetrina che ha dimostrato\, attraverso il successo dei vincitori delle edizioni passate\, di saper dare vita ai piccoli grandi progetti in divenire. \n\n\n\nPer questa edizione sono stati selezionati 18 progetti che verranno presentati al pubblico e alla critica in forma di studio. \n\n\n\nLa giuria \n\n\n\nA valutare i progetti\, quest’anno sarà una giuria composta da professionisti del panorama teatrale e culturale italiano\, appartenenti a generazioni diverse e chiamati a individuare le traiettorie più significative della nuova scena contemporanea. \n\n\n\nLa giuria è composta da: Dino Abbrescia\, Angela Ciaburri\, Betta Cianchini\, Giampiero Cicciò (presidente)\, Gabriele Cicirello\, Francesco De Vecchis\, Susy Laude\, Davide Oliviero\, Andrea Paolotti\, Zoe Zolferino. \n\n\n\nSi assegnerà il Premio inDivenire al Miglior Progetto in assoluto e al Miglior Progetto Under 30; è inoltre previsto il Premio del Pubblico\, attribuito direttamente dalle spettatrici e dagli spettatori. I progetti vincitori saranno sostenuti dal Festival nella fase produttiva e inseriti nella programmazione della stagione teatrale 2026/2027 dello Spazio Diamante. \n\n\n\nFabrizio Gifuni ospite d’onore \n\n\n\nIl 12 maggio alle 21.00 Fabrizio Gifuni sarà protagonista dell’incontro “Vita e Teatro\, Teatro e Vita”\, moderato da Giampiero Cicciò. \n\n\n\n“Il ritorno di Fabrizio Gifuni a inDivenire – dichiara Giampiero Cicciò – ha per noi un valore insieme artistico e biografico. Fu lui a inaugurare la prima edizione del Festival nel 2017 e ritrovarlo oggi significa riaffermare una continuità di pensiero sul mestiere dell’attore come forma di indagine. Gifuni incarna una pratica interpretativa che non si limita alla rappresentazione\, ma si fa attraversamento critico del testo\, rendendo la parola un luogo di resistenza\, precisione e verità scenica. La sua presenza restituisce al Festival un asse di senso che lega la ricerca alla responsabilità del teatro”. \n\n\n\nArtista tra i più significativi della scena teatrale e cinematografica italiana\, Fabrizio Gifuni ha collaborato con maestri quali Luca Ronconi e Massimo Castri\, oltre a registi come Marco Bellocchio\, Marco Tullio Giordana e Paolo Virzì\, ricevendo i massimi riconoscimenti nazionali\, dal David di Donatello al Premio Ubu\, dal Nastro d’Argento al Premio Le Maschere del Teatro Italiano. \n\n\n\nNel corso dell’incontro verranno inoltre approfondite le circostanze della scomparsa di Pier Paolo Pasolini attraverso gli interventi di Stefano Maccioni (autore di Pasolini. Un caso mai chiuso) e Daniele Piccione (autore de La lunga notte dell’Idroscalo. Il delitto Pasolini). Il percorso artistico di Gifuni si intreccia in modo profondo con la figura di Pasolini\, un riferimento centrale della sua ricerca. \n\n\n\nCalendario completo giornaliero \n\n\n\n27 aprile \n\n\n\nSALA WHITE Ore 18:30 INAUGURAZIONE  \n\n\n\nSALA BLACK ore 21:00  \n\n\n\nMIGRAZIONE – da Creditori di Strindberg – AMAranta Indoors  \n\n\n\nScritto\, diretto ed interpretato da Viola Carinci\, Christian di Filippo\, Marcello Spinetta  \n\n\n\nMarta Cortellazzo Wiel – aiuto regia \n\n\n\nFilippo Conti – suoni \n\n\n\nAdriano Antonucci – luci  \n\n\n\n28 aprile \n\n\n\nSALA WHITE ore 19:30  \n\n\n\nNON VOLEVAMO ESSERE STRAORDINARI – Intima Temporalia  \n\n\n\nScritto diretto ed interpretato da Iulia Bonagura\, Luca Salzarulo  \n\n\n\nTommaso Lo Cascio – Tecnico \n\n\n\nValerio Castriziani – Aiuto regia  \n\n\n\nAndrea Goracci – Consulente alla regia  \n\n\n\nSALA BLACK ore 21:00  \n\n\n\nBROTHERS – Margot Theatre Company  \n\n\n\nValentina Cognatti – regista  \n\n\n\nCon Cristiano Arsi\, Patrick Passini\, Michelangelo Raponi  \n\n\n\nMartina Grandin – aiuto regia \n\n\n\nAlice Staccioli – organizzazione  \n\n\n\n29 aprile \n\n\n\nSALA WHITE ore 19:30  \n\n\n\nCIRENE – Caraboa teatro  \n\n\n\nGioia Battista – drammaturga e regista \n\n\n\nCon Nicola Ciaffoni\, Giustina Testa\, Davide Benaglia  \n\n\n\nGiulio Ragno Favero – compositore\, musicista\, fonico\, \n\n\n\nGuido Buganza – scenografo e costumista \n\n\n\nSALA BLACK ore 21:00  \n\n\n\nSTASERA SONO FUORI SYNC – Marrella / Marcucci / Mannocci  \n\n\n\nDi Enoch Marrella e Laura Marcucci  \n\n\n\nRegia di Enoch Marrella  \n\n\n\nCon Laura Marcucci e Luca Mannocci  \n\n\n\n30 aprile \n\n\n\nSALA BLACK ore 21:00  \n\n\n\nPELLE CHE SIA LUCE O FUOCO PURCHE’ BRUCI – Sante di Lana  \n\n\n\nRegia di Luisa Casasanta  \n\n\n\nScritto da Luisa Casasanta  \n\n\n\nDramaturg Barbara Monetti  \n\n\n\nCon Luisa Casasanta e Barbara Monetti  \n\n\n\nDaniele Tagliaferri – tecnico  \n\n\n\n03 maggio \n\n\n\nSALA WHITE ore 19:30  \n\n\n\nCOME ESSERE UNA PERSONA MIGLIORE – Perillo/Scarcella  \n\n\n\nScritto\, diretto ed interpretato da Michele Scarcella e Maria Vittoria Perillo  \n\n\n\nSALA BLACK ore 21:00  \n\n\n\nCONTROLLO 26 – Lumik Teatro  \n\n\n\nMichele Demaria – regista\, drammaturgo\, scenografo \n\n\n\nCon Ludovica Apollonj Ghetti e Francesca Pimpinelli  \n\n\n\n04 maggio \n\n\n\nSALA WHITE ore 19:30  \n\n\n\nU.B.U ULTIME BELLICOSE UNIONI – Giulia Trippetta  \n\n\n\nScritto e diretto da Giulia Trippetta \n\n\n\nCon Giulia Trippetta\, Rosario Giglio \n\n\n\nNika Campisi – costumista \n\n\n\nAndrea Cauduro – musicista  \n\n\n\nSALA BLACK ore 21:00 Studio  \n\n\n\nANCHE QUANDO POI – Compagnia Stesso Quadrante  \n\n\n\nScritto e diretto da Ludovica Bei \n\n\n\nCon Paolo Cutroni e Federica Valloni  \n\n\n\n05 maggio \n\n\n\nSALA WHITE ore 19:30 Studio  \n\n\n\nMARIA INDESIDERATA – Gravina/Martorana  \n\n\n\nAnita Martorana – drammaturga \n\n\n\nVictoria Blondeau – dramaturg  \n\n\n\nCon Marcello Gravina e Alessandro Burzotta  \n\n\n\nSALA BLACK ore 21:00  \n\n\n\nANAMNESI DI UNA CREPA – Il Kraken \n\n\n\nScritto da Valentina De Florio e Mirko Di Meo \n\n\n\nRegia di Valentina De Florio \n\n\n\nCon Valentina De Florio\, Federico Russo\, Federico Diana\, Virginia Pini \n\n\n\nShadi Romeo – aiuto regia  \n\n\n\n06 maggio \n\n\n\nSALA BLACK ore 19:30  \n\n\n\nLE FIGLIE DI BERNARDA ALBA – Ri.Te.Na. Teatro  \n\n\n\nScritto e diretto da Fabio Di Gesto  \n\n\n\nCon Maria Claudia Pesapane\, Francesca Fedeli\, Daria D’Amore\, Maria Teresa Battista\, Noemi Apuzzo  \n\n\n\nTommy Grieco – drammaturgo musicale \n\n\n\nDesideria Angeloni – disegno luci \n\n\n\nRosario Martone – costumista \n\n\n\nMaria Teresa D’Alessio – scenografa\,  \n\n\n\nSALA BLACK ore 21:30  \n\n\n\nA COSA STAI PENSANDO? – Teatro del libero scambio  \n\n\n\nCon Giulia Guastella e Lorenzo Ciambrelli \n\n\n\nRegia di Giacomo De Cataldo  \n\n\n\nDrammaturgo Luca Lo Destro  \n\n\n\n07 maggio \n\n\n\nSALA BLACK ore 19:30  \n\n\n\nGODLIKE – Addari/D’Antonio  \n\n\n\nScritto e diretto da Clara Addari\, Edoardo D’Antonio  \n\n\n\nCon Clara Addari\, Edoardo D’Antonio\, Francesco Providenti  \n\n\n\nPenelope Sangiorgi – dramaturg  \n\n\n\nSALA BLACK ore 21:30  \n\n\n\nPER UN CORPO ERETICO – progetto e idea del Collettivo Noctua  \n\n\n\nScritto e diretto da Martina Badiluzzi \n\n\n\nCon Viviana Barboni\, Camilla Benzi\, Alice Casales\, Tiziana di Tella\, Caterina Petrarulo\,  \n\n\n\nRoberta Russo – Musicista \n\n\n\nMatteo Bergonzoni – Light Designer  \n\n\n\n08 maggio \n\n\n\nSALA BLACK ore 19:30  \n\n\n\nQUALCOSA NEL CIELO – B.E.A.T. Teatro  \n\n\n\nDrammaturgo Luca D’Arrigo \n\n\n\nRegia di Arianna Sorci  \n\n\n\nCon Silvia Napoletano\, Francesca Santamaria Amato  \n\n\n\nSALA BLACK ore 21:30  \n\n\n\nDI MISTER SAPONE NEANCHE L’OMBRA – Radici Teatro  \n\n\n\nRegia e drammaturgia di Matteo Santinelli  \n\n\n\nCon Elisa Panigadi\, Irene Giacontieri\, Gabriele Enrico\, Stefano Macciocca \n\n\n\nRosemary Valentino – Tecnico audio luci\,  \n\n\n\n10 maggio Ore 19 PREMIAZIONE \n\n\n\n12 maggio Ore 21 “Vita e Teatro\, Teatro e Vita” incontro con Fabrizio Gifuni \n\n\n\n__________________________________________ \n\n\n\nINFO E CONTATTI \n\n\n\ninfo@festivalindivenire.it \n\n\n\nCosto del biglietto: 8 euro \n\n\n\nRichiedi il Pass Giornaliero del Festival Indivenire SCRIVENDO UNA MAIL a promozione@spaziodiamante.it specificando nome\, cognome e la giornata scelta: potrai assistere a due studi al costo ridotto complessivo di € 10\,00 anziché € 16\,00.La disponibilità di Pass è limitata. \n\n\n\nTRASPORTO PUBLICO \n\n\n\nCon l’autobus 150F\, N12 – Fermata Prenestina/Conti \n\n\n\nCon il Tram 5 / 14 / 19 – Fermata Prenestina/Conti \n\n\n\nCON L’AUTOMOBILE È possibile parcheggiare sulla via Prenestina e strade adiacenti. \n\n\n\nTAXI- Stazione taxi Largo Preneste
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SUMMARY:Premio Roma Videoclip-il cinema incontra la musica - XXIII edizine
DESCRIPTION:Grande attesa per la XXIII Edizione del Premio Roma Videoclip-il cinema incontra la musica\, che si terrà il 27 aprile 2026 alle ore 18:00 ad Officina Pasolini\, il Laboratorio di Alta formazione artistica e HUB culturale della Regione Lazio diretto da Tosca. Il Premio Roma Videoclip\, giunto alla XXIII Edizione\, è la più importante kermesse nazionale\, ideata e diretta da Francesca Piggianelli\, che sarà affiancata nella conduzione dal poliedrico Antonio Panzica. Una Kermesse con due importanti appuntamenti\, che omaggia e premia i videoclip musicali più rappresentativi e tratti da film o documentari\, anteprime\, live film concerto\, con la presenza di artisti\, registi e produzioni. L’obiettivo di Roma Videoclip è di rendere omaggio al connubio tra cinema e musica e di valorizzare il videoclip\, che rappresenta una forma di arte espressiva\, un micro film. \n\n\n\n                                                        PROGRAMMA \n\n\n\nSezione Big: proiezioni e premiazioni dei videoclip più rappresentativi e tratti da film\, documentari\, incontri ravvicinati tra musica e cinema\, musica e tv\, musica e sociale\, anteprime ed assegnazione di premi speciali Roma videoclip Sanremo 2026 patrocinato da SIAE.  \n\n\n\nSezione Indie\, proiezioni di videoclip indipendenti provenienti da tutta Italia\,  \n\n\n\ncon temi importanti come il sociale\, l’ambiente\, l’attualità\, consegna premi speciali\, conduzione di Simone Bartoli.  
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SUMMARY:"La Voce delle Idee" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:Lunedì 27 aprile al Teatro Argentina va in scena\, La Voce delle Idee\, l’esito finale della nona edizione del progetto di educazione alla lettura ad alta voce\, realizzato dal Teatro di Roma conIstituzione Biblioteche di Roma e curato dal Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli\, che ha coinvolto gli studenti di dieci Istituti Scolastici Secondari di II grado di Roma. \n\n\n\nI ragazzi si sono cimentati in giochi di parole e lettura espressiva su I promessi sposi di Alessandro Manzoni\, per esplorare e sperimentare come la lettura ad alta voce sia una vera e propria pratica virtuosa in grado di far scoprire il senso\, il ritmo\, la musica e l’emozione\, di questo grande classico della letteratura italiana. Questa esperienza ha anche cercato le analogie con i nostri tempi\, chi sono: i bravi\, gli innominati\, gli azzeccagarbugli\, gli appestati dei nostri tempi? \n\n\n\nNel corso dell’anno gli studenti hanno partecipato ai laboratori di lettura ad alta voce condotti da professionisti esperti nel campo formativo e artistico\, attori\, attrici e registi forti di un’esperienza di palcoscenico e anni di laboratori integrati nelle scuole attraverso il Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli. \n\n\n\nDurante questa giornata conclusiva\, due rappresentanti per ciascuna classe daranno voce ai brani scelti da I promessi sposi di Alessandro Manzoni\, mentre un compagno o una compagna illustrerà le motivazioni della scelta. Le letture saranno accompagnate dalla musica dal vivo di Andrea Filippucci\, che per l’occasione ha arrangiato alcune arie verdiane\, mentre gli attori Maria Teresa Campus\, Simonetta Graziano\, Andrea Iarlori\, Martina Massaro\, Sylvia Milton\, Paolo Minnielli\, Valentina Minzoni\, Giulia Navarra\, Tiziana Scrocca\, Danilo Turnaturi e Antonio Bannò\, testimonial del contest\, li sosterranno nella lettura pubblica davanti ai cinquecento compagni delle dieci scuole partecipanti. \n\n\n\nUna giuria composta da esperti di lettura\, scrittori e docenti presieduta da Eraldo Affinati\, Consigliere di Amministrazione dell’Istituzione Sistema Biblioteche Centri Culturali\, decreterà la coppia vincitrice\, proclamata “Lettori Reali” e premierà il miglior oratore. Una giuria formata da attrici e attori del Laboratorio integrato\, assegnerà il premio ‘Piero Gabrielli’.
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LOCATION:Teatro Argentina\, Largo di Torre Argentina\, 52\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:*DE PASIÓN Y DE MÚSICA Corpo\, musica\, parola per Federico García Lorca al Teatro Sociale di Amelia
DESCRIPTION:A 90 anni dalla scomparsa di Federico García Lorca\, lo spettacolo celebra il genio del poeta granatino attraverso un’esplosione di teatro\, danza flamenca e musica dal vivo. Un viaggio sensoriale nell’universo di un artista che ha saputo fondere l’avanguardia del ‘900 con le radici viscerali della terra andalusa.  I dieci interpreti sul palco rappresentano le diverse anime del poeta: la forza e la sensibilità\, frammenti dell’ unico\, caleidoscopico animo artistico di Federico García Lorca. \n\n\n\nLa mattina tra il 17 e il 19 Agosto 1936\, vicino a un uliveto nei dintorni del villaggio granatino di Viznar\, Federico viene fucilato. Sono trascorsi 90 anni. Nonostante gli storici abbiano indagato a lungo non è stata accertata né la data precisa né il luogo. Il corpo di Lorca fu gettato in una fossa comune e mai identificato; dal 2009 sono state tre le ricerche senza avere esito. In Spagna ci sono 2600 fosse comuni con centinaia di migliaia di vittime della Guerra Civile e della successiva dittatura franchista\, la maggior parte si trovano in Aragona\, Andalusia e Asturie. \n\n\n\nFederico riposa in una di queste.”Che poeta! Non ho mai visto riunite\, come in lui\, la grazia e il genio\, il cuore alato e la parlata cristallina. Federico era lo spirito scialacquatore\, l’allegria centrifuga\, che raccoglieva in seno e irradiava\, come un pianeta\, la felicità di vivere.  \n\n\n\nIngenuo e commediante\, cosmico e provinciale\, timido e superstizioso\, singolare musicista\, splendido mimo\, raggiante e gentile: era una sorta di riassunto delle età della Spagna\, della fioritura popolare; un prodotto arabico-andaluso che illuminava e profumava\, come un gelsomino\, tutta la scena di quella Spagna\, ahimè\, scomparsa…” \n\n\n\nPablo Neruda\, “Confesso che ho vissuto” 1974. \n\n\n\n“El teatro es uno de los más expresivos y útiles instrumentos para la edificación de un país y el barómetro que marca su grandeza o su descenso. \n\n\n\nUn teatro sensible y bien orientado en todas sus ramas\, desde la tragedia al vodevil\, puede cambiar en pocos años la sensibilidad del pueblo; y un teatro destrozado. donde las pezuñas sustituyen a las alas\, puede achabacanar y adormecer a una nación entera. El teatro es una escuela de llanto y de risa y una tribuna libre donde los hombres pueden poner en evidencia morales viejas o equívocas y explicar con ejemplos vivos normas eternas del corazón y del sentimiento del hombre. Un pueblo que no ayuda y no fomenta su teatro\, si no está muerto\, está moribundo; como el teatro que no recoge el latido social\, el latido histórico\, el drama de sus gentes y el color genuino de su paisaje y de su espíritu\, con risa o con  \n\n\n\nlágrimas\, no tiene derecho a llamarse teatro\, sino sala de juego o sitio para hacer esa horrible cosa que se llama “matar el tiempo” \n\n\n\nFederico García Lorca\, “Charla sobre el Teatro” 2 febbraio 1935. \n\n\n\nSono queste due suggestioni che ci hanno spinto ad intraprendere questo viaggio nell’universo poetico di García Lorca. Poeta\, drammaturgo\, intellettuale\, musicista\, la sua vita è stata un susseguirsi di incontri con artisti importanti del ‘900 che ha influenzato e da cui è stato influenzato: Manuel De Falla\, Luis Buñuel \, Andreas Segovia\, Manuel Jofrè\, Salvador Dalì\, Pablo Neruda. Appassionato uomo di teatro dal 1931 al 1936\, poco prima di morire\, dirige la Compagnia Teatro Universitario la Barraca che ha il compito principale di rappresentare il teatro classico nei paesi lontani dai grandi centri\, paesi che per secoli erano stati privati di cultura. Tra il 1932 e il 1936 “La Barraca” allestirà 13 opere e darà oltre 100 rappresentazioni in 60 paesi e cittadine sparse in tutta la Spagna\, impiegando inoltre un centinaio di attori/studenti universitari. E la musica e la danza flamenca sono la materia primordiale\, l’humus viscerale delle sue espressioni poetiche e drammaturgiche\, basti pensare alle Raccolte “Romancero Gitano”\, “Poema del cante jondo”\, “Seis poemas gallegos”\, “Cantares Populares”\, per arrivare alla  tragicità epica della trilogia teatrale “Bodas de Sangre”\, “Yerma\, “La casa de Bernarda Alba”. Nel Flamenco (dichiarato dall’UNESCO nel 2010 Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità)\, le sonorità sono intense ed espressive\, una voce non deve essere bella\, ma fare male: non deve piacere\, ma ferire come un pugnale\, un grido straziante che sorge dalle viscere e proietta l’ascoltatore nell’estasi sacra del duende\, che è con le parole del poeta: “potere misterioso che tutto il mondo sente e che nessuna filosofia  spiega … un potere e non un modo di fare\, una lotta e non un pensiero… non è questione di capacità\, ma di stile vivente\, di una vecchissima cultura\, creazione in atto… non è nella gola\, sale all’interno a cominciare dalla pianta dei piedi”.  \n\n\n\nIl Flamenco è un’arte che esprime sentimenti profondi\, nasce come espressione di comunità discriminate che lo usano per manifestare le proprie esperienze emotive. \n\n\n\nSono gitani (armonie e melodie)\, arabi (sonorità)\, africani (ritmi)\, ebrei (canti delle sinagoghe) e cristiani (canti gregoriani) che mescolano elementi delle loro rispettive culture con elementi tradizionali andalusi. Il dolore\, la solitudine\, l’angoscia\, la disperazione\, l’amore\, il tormento\, la sensualità\, la passione\, l’allegrezza sono temi centrali nel Flamenco come nella poetica di Garcia Lorca. \n\n\n\nNella messa in scena la parte del cante è fusa direttamente con la parola poetica che le bailaoras interpretano creando paesaggi emotivi e stati d’animo attraverso i diversi palos del flamenco seguendo le immagini e le visioni dei carmi.  \n\n\n\nL’attrice condurrà lo spettatore nell’universo sonoro delle liriche di García Lorca esplicitando le cadenze e gli accenti suggeriti dalle danzatrici e dai musicisti.  \n\n\n\nLa regia si rivolgerà al testo per tradurne l’intimo messaggio\, per realizzare visivamente il pensiero. I performers rappresentano le anime del poeta: quella maschile nell’ azione dei musicisti che costruiscono l’ambiente musicale e quella femminile\, nelle figure delle danzatrici e dell’attrice\, che ne sono l’espressione diretta.  \n\n\n\nTutti sono pezzi del caleidoscopico animo dell’Artista e tutti riflettono in scena sapori\, colori e intenzioni del mondo poetico e spirituale di García Lorca.  \n\n\n\n      Ideazione\, Coreografie e Regia di FRANCISCA BERTON \n\n\n\nSergio Varcasia\, Chitarra \n\n\n\nMatin Kashanaki\, Chitarra \n\n\n\nAna Rita Rosarillo\, Cante Flamenco \n\n\n\nPaolo Monaldi\, Percussioni \n\n\n\nFrancisca Berton\, Bailaora solista \n\n\n\nCaterina Lucia Costa\, Bailaora solista \n\n\n\nCorpo di ballo della Compagnia AlgecirasFlamenco \n\n\n\nErica Bianco\, Attrice \n\n\n\nGenere: Theater\, Music and Dance  \n\n\n\nDurata dello spettacolo: 60 minuti  \n\n\n\ninfo e prenotazioni: \n\n\n\nsegreteria@teatroamelia.it – info@algecirasflamenco.com
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SUMMARY:“Il Mago di Oz – Il Musical” al Teatro Domma
DESCRIPTION:Domenica 26 aprile alle ore 18:30 il Teatro Domma apre le sue porte a “Il Mago di Oz – Il Musical”\, una nuova e coinvolgente produzione teatrale che riporta in scena uno dei racconti più iconici e amati di tutti i tempi. \n\n\n\nLiberamente ispirato al celebre romanzo Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum\, lo spettacolo propone una rilettura moderna e dinamica del viaggio di Dorothy verso la Città di Smeraldo.Una messinscena che unisce musica dal vivo\, coreografie coinvolgenti\, ritmo narrativo e poesia visiva\, dando vita a un’esperienza capace di emozionare spettatori di tutte le età. \n\n\n\nUn racconto senza tempo che parla ai più piccoli con meraviglia e immediatezza\, ma che riesce a toccare profondamente anche il pubblico adulto\, restituendo tutta la forza dei suoi temi universali: la ricerca della propria identità\, il coraggio di affrontare le paure  e il valore autentico dell’amicizia  \n\n\n\nA rendere la serata ancora più speciale sarà la partecipazione degli special guest Red Aria e Blu\, YouTubers tra i più seguiti del panorama family entertainment digitale\, con oltre 50 milioni di visualizzazioni e una community in continua crescita che supera i 100.000 follower. \n\n\n\nLo spettacolo è prodotto da Imprenditori di Sogni\, diretta da Yuri Napoli\, in collaborazione con OneMoreDreams\, realtà impegnate nella creazione e promozione di progetti teatrali innovativi\, con uno sguardo attento alla qualità artistica e alla formazione del pubblico. \n\n\n\n“Il Mago di Oz – Il Musical” si presenta come un’esperienza immersiva\, emozionante e accessibile\, pensata per tutta la famiglia\, capace di coniugare spettacolo e contenuto in un linguaggio contemporaneo e coinvolgente. \n\n\n\nBigliettiIntero: 15€Ridotto (under 25 / over 65): 12€ \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 320 4477943onemoredream.italia@gmail.com \n\n\n\nAcquisto online su Eventbrite a questo link https://www.eventbrite.com/e/il-mago-di-oz-il-musical-tickets-1982608797283 \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nRegia: Martin LobertoCoreografie: Paolo CivesDirezione musicale: Mirko BasileScenografie: Moro Allestieventi \n\n\n\nCAST \n\n\n\nDorothy: Sara ColafranceschiUomo di Latta: Daniele VitaSpaventapasseri: Umberto VitaLeone: Mirko BasileGlinda: Giuliana Di DioElphaba: Beatrice RincicottiMago di Oz: Andrea Fiorucci \n\n\n\nEnsemble:Irene Egidi\, Matteo Cernuta\, Mariapaola Sistilli\, Filippo Francucci\, Riccardo Valente\, Kate Postorino
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LOCATION:Teatro Domma\, via di Macchia Saponara 106\, Acilia (RM)\, Italia
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SUMMARY:"Repetonaria” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Si conclude con un appuntamento imperdibile la straordinaria stagione teatrale del Teatro Comunale Veroli\, che ha saputo\, ancora una volta\, richiamare un pubblico numeroso e appassionato\, registrando il tutto esaurito quasi ogni domenica. Un risultato tutt’altro che scontato per un teatro di provincia\, che si conferma invece presidio culturale vivo\, dinamico e profondamente radicato nel territorio. \n\n\n\nA chiudere questo percorso di grande successo sarà “Repetonaria”\, una brillante fabula atellana che riporta in scena l’antica tradizione del teatro comico in maschera\, nata oltre duemila anni fa tra i popoli Osci e Volsci. \n\n\n\nLo spettacolo\, recitato in dialetto\, mette in scena un intreccio vivace e ricco di colpi di scena: il burbero Pappo è deciso a dare in sposa la figlia Polla all’orrido Bucco e\, per riuscirci\, si affida al ruffiano Dossenno. Ma nella casa di Pappo nulla è come sembra: Dossenno\, infatti\, serve anche la giovane Mulia\, seconda moglie dell’uomo\, organizzandole incontri segreti con l’amante Pirgone. Nel frattempo\, il giovane Nino\, segretamente innamorato di Polla\, insieme al suo servo Macco\, escogita un piano audace: travestirsi da donne per introdursi in casa e impedire le nozze. \n\n\n\nTra travestimenti\, equivoci e segreti\, si sviluppa un meccanismo comico serrato ed esilarante\, capace di trascinare il pubblico verso un inevitabile e liberatorio lieto fine. L’elaborazione drammaturgica della regia di Piergiorgio Sperduti\, ispirata ai modelli classici di Plauto e Terenzio e influenzata dalla “Calandria” del Bibbiena\, restituisce tutta la freschezza e la modernità di una tradizione antichissima. \n\n\n\n“Repetonaria”\, portata in scena dalla compagnia “Produzioni Prosperiane”\, rappresenta non solo l’ultimo spettacolo in cartellone\, ma anche il coronamento di una stagione straordinaria\, che ha dimostrato come anche una realtà teatrale locale possa diventare punto di riferimento culturale capace di coinvolgere e appassionare un pubblico sempre più ampio. Domenica dopo domenica\, il Teatro Comunale Veroli\, grazie all’impegno e alla dedizione della DUECENTO22 – Arti e Spettacolo APS\, ha saputo trasformarsi in un luogo di incontro\, condivisione e partecipazione\, riportando al centro il valore insostituibile dell’esperienza teatrale dal vivo.  \n\n\n\nUn finale di stagione che è insieme festa e conferma: il teatro\, anche nei contesti più piccoli\, può essere grande. Vi aspettiamo\, dunque\, domenica 26 aprile alle ore 18.00\, con apertura botteghino alle 17.30\, per concludere al meglio questa straordinaria stagione teatrale. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 10.00 \n\n\n\nBIGLIETTO RIDOTTO: € 5.00 (Under18) \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:"REKHOVER-Science" a Villa Torlonia
DESCRIPTION:  \n\n\n\n\n\n\n\nDomenica 26 aprile\, Villa Torlonia ospiterà un importante evento del progetto Terza Missione “REKHOVER-Science”\, promosso dal Dipartimento di Scienze della Terra della Sapienza Università di Roma. \n\n\n\nPresso Technotown\, Hub della scienza creativa di Roma Capitale\, verranno infatti presentati i nuovi kit laboratoriali pratici nati dalla collaborazione tra i ricercatori dell’Ateneo e lo staff dell’Hub capitolino. Si tratta di un’iniziativa nata per garantire agli studenti ospedalizzati o in regime di istruzione domiciliare l’accesso a esperienze didattiche sperimentali\, rendendo l’apprendimento scientifico più inclusivo e accessibile. \n\n\n\nIl progetto REKHOVER-Science (Realizing Kits for Hospital Visualize Earth Science) punta a sviluppare\, testare e diffondere kit pratici per supportare l’educazione alle Scienze della Terra nella “Scuola in Ospedale”. L’approccio esperienziale pratico ha dimostrato la sua efficacia come strumento di apprendimento\, per visualizzare concetti complessi e facilitare la memorizzazione. \n\n\n\nI kit sono stati sviluppati attraverso un processo di co-progettazione che ha coinvolto direttamente i docenti dei servizi di educazione domiciliare e ospedaliera dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù\, del Policlinico Umberto I e del Policlinico A. Gemelli di Roma\, che coprono ogni ciclo scolastico (primaria\, secondaria e superiore). \n\n\n\nQuesto lavoro sinergico ha permesso di individuare i contenuti geoscientifici che più necessitano di un supporto tattile e visivo e di creare strumenti su misura\, replicabili e funzionali alle esigenze specifiche degli studenti-pazienti. L’attività di progettazione e fabbricazione di questi kit promuove al contempo competenze STEM\, cittadinanza attiva e sensibilità verso l’inclusione. \n\n\n\nI kit presentati a Technotown saranno consegnati ai reparti ospedalieri pediatrici romani\, per supportare quotidianamente la didattica del progetto “Scuola in Ospedale”. L’efficacia di questi strumenti sarà monitorata costantemente e i risultati verranno condivisi online per creare un modello educativo replicabile a livello nazionale. L’obiettivo finale è duplice: migliorare l’apprendimento scientifico e\, soprattutto\, abbattere il senso di isolamento\, riducendo il rischio di dispersione scolastica per chi sta affrontando un percorso di cura. \n\n\n\nPer maggiori info sul progetto: \n\n\n\nhttps://sapienzainearth.com/rekhover-science – www.technotown.it \n\n\n\nPROGRAMMA DELLA GIORNATA \n\n\n\nA partire dalle ore 15.00\, nella Sala del Teatro scientifico\, verranno presentati al pubblico i Kit laboratoriali. Il pubblico presente\, di tutte le età\, guidato dai ricercatori universitari\, verrà poi coinvolto nella fase di test e assemblaggio degli stessi kit. \n\n\n\nAlle ore 17.00 inizierà lo Smartlab Storytime Podcast Lab condotto da Michela Bamonte (tutor di Techntown) durante il quale i ragazzi e le ragazze\, dai 12 anni in su\, potranno sperimentare e realizzare un podcast con il racconto di esperienze vissute. Il laboratorio\, che ha come obiettivo quello di sperimentare e imparare qualcosa di nuovo divertendosi\, è pensato come uno spazio rispettoso e accogliente. Per partecipare non occorre aver avuto già esperienza con lo strumento del podcast\, poiché sarà il tutor a facilitare l’uso di microfoni e attrezzatura. La durata del laboratorio è di 1 ora circa. Ai partecipanti è richiesto di portare una micro sd card sulla quale salvare la propria registrazione audio. \n\n\n\nBiglietto d’ingresso € 1\,00 con prenotazione obbligatoria al call center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00).  \n\n\n\nTECHNOTOWN \n\n\n\nHub della scienza creativa di Roma Capitale – Assessorato alla Scuola\, Formazione e Lavoro \n\n\n\nOrganizzazione e cura scientifica di Zètema Progetto Cultura \n\n\n\nInfo e prenotazioni \n\n\n\nContact center 060608 (attivo tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00). \n\n\n\nwww.technotown.it
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LOCATION:Techtown\, Via Lazzaro Spallanzani\, 1\, Roma\, ITA\, Italy
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SUMMARY:Traindeville – Canzoni per la Liberazione a Rimessa Fan
DESCRIPTION:Sabato 25 aprile dalle 21:30 nei nuovissimi e accoglienti spazi di Rimessa Fab\, nel cuore di Trastevere\, celebreremo insieme la Festa della Liberazione con le nostre canzoni e letture in tema. \n\n\n\nRimessa Fab è un luogo da conoscere: un autentico salotto dove musica\, cucina\, vini e buoni libri si trovano in naturale sintonia.Potrete cenare o gustare un drink in compagnia della nostra musica in una serata speciale\, dedicata alla Liberazione dal nazifascismo. \n\n\n\nUn imperdibile percorso tra Musica e Memoria\, da “Roma città persa” -brano scritto da Ludovica Valori per onorare la Resistenza Romana – a brani tradizionali provenienti dalla cultura Rom e Yiddish come “Djelem Djelem” e “Tsigaynerlid”. \n\n\n\nLa formazione:Ludovica Valori – voce\, fisarmonica\, trombonePaolo Camerini – contrabbasso\, coriFabio Gammone – chitarra\, armonica\, clarinetto\, kazoo\, voce \n\n\n\nIngresso libero\, prenotazione consigliata \n\n\n\nWhatsapp 3493525981 booking@rimessaroscioli.com
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LOCATION:Rimessa Fab\, Via delle Zoccolette 28\, Roma\, ITA\, Italy
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SUMMARY:"Circo Zarathustra"  al Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Debutta in prima nazionale\, sabato 25 aprile alle ore 19.00 al Teatro Biondo di Palermo\, lo spettacolo Circo Zarathustra – Nietzsche in pista di Leonardo Petrillo\, con Ennio Coltorti nel ruolo di Friedrich Nietzsche\, Violante Placido nel ruolo di Lou Salomè e con Lucia Brusadin\, Salvo Cirrincione\, Lorenzo Covello e Giuseppe Muscarello. Le scene sono di Carlo De Marino\, i costumi di Dora Argento\, le musiche di Mariano Bellopede\, le luci di Cesare Accetta e le coreografie di Giuseppe Muscarello. \n\n\n\nRepliche fino al 3 maggio e poi al Piccolo Teatro di Milano dal 6 al 10 maggio. \n\n\n\nCirco Zarathustra è un’originale produzione del Teatro Biondo di Palermo\, che ha ottenuto il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania\, nella quale il pensiero del più influente filosofo moderno\, da egli stesso definito “inattuale”\, viene restituito in una chiave sorprendente e spettacolare. \n\n\n\nFriedrich Nietzsche è stato quel pensatore che\, dopo aver profetizzato la degenerazione della società occidentale\, ha trascorso gli ultimi anni di vita (undici) in silenzio. Petrillo immagina che oggi torni tra noi per parlare di morale insieme al suo grande amore Lou von Salomè e al suo personaggio più famoso\, Zarathustra\, il primo tra tutti i profeti\, islamici\, ebrei e cristiani. \n\n\n\nIl profeta che ha piena consapevolezza che “Dio è morto”\, si assume il compito di annunciare la sua visione al mondo\, ma quando inizia a raccontare non viene ascoltato perché nel frattempo è in corso uno spettacolo circense. \n\n\n\nIl circo è la scena in cui si svolge lo spettacolo\, “uno spettacolo per tutti e per nessuno” secondo quanto Nietzsche prescriveva per il suo Così parlò Zarathustra. Attori\, funamboli\, clown e acrobati circondano il filosofo che ha concepito il concetto di “Eterno ritorno” e che è tornato per annunciare le sue profezie. \n\n\n\nAttingendo al mare magnum dell’opera di Nietzsche\, incrociando i suoi scritti e il suo pensiero\, Petrillo ha creato un’opera spiazzante\, che analizza il pensiero paradossale\, a volte estremo e contraddittorio del filosofo più controverso della modernità. \n\n\n\n«Il nichilismo di Nietzsche – afferma Petrillo – non è passivo\, non è pessimismo e rassegnazione; è attivo\, affronta con coraggio\, eroicamente\, la vita per darle un senso». \n\n\n\nTornato tra noi\, Nietzsche prova a dimostrarlo sotto il tendone di un circo\, dove anche un pensiero “terribile”\, abissale\, come l’“Eterno ritorno”\, può essere metabolizzato da chi\, e siamo in tanti\, si sforza di attivare la “volontà di potenza” per superare i propri limiti\, e divenire “Oltreuomo”\, da chi fatica a gestisce quel meraviglioso caos interiore capace di generare una stella danzante.    \n\n\n\ndal 25 aprile al 3 maggio 2026: Teatro Biondo di Palermo\, Sala Grande – prima nazionale \n\n\n\ndal 6 al 10 maggio 2026: Piccolo Teatro di Milano\, Teatro Grassi \n\n\n\nCirco Zarathustra \n\n\n\nNietzsche in pista \n\n\n\nscritto e diretto da Leonardo Petrillo \n\n\n\ncon Violante Placido\, Ennio Coltorti \n\n\n\ne con Lucia Brusadin\, Salvo Cirrincione\, Lorenzo Covello\, Giuseppe Muscarello \n\n\n\nscene Carlo De Marino \n\n\n\ncostumi Dora Argento \n\n\n\nmusiche Mariano Bellopede \n\n\n\nluci Cesare Accetta \n\n\n\ncoreografie Giuseppe Muscarello  \n\n\n\nassistente alla regia Giuseppe Bongiorno \n\n\n\ndirettrice di scena Valentina Enea \n\n\n\nresponsabile dei servizi tecnici Giuseppe Baimonte \n\n\n\ncapo reparto fonica Giuseppe Alterno \n\n\n\nelettricista Gabriele Circo  \n\n\n\nprimo macchinista Mario Ignoffomacchinista Pippo Macalusosarte Mariella Gerbino\, Adriana Cruschinaattrezzista Elena Madia \n\n\n\nassistente ai costumi Giorgia Fontana  \n\n\n\nparrucche Rocchetti & Rocchetti  \n\n\n\nallievi e allieve dell’Accademia di Belle Arti di Palermo: Luca Alioto (assistente alle luci)\, Lucrezia Bonanno (pittura elementi scenici)\, Gabriele Ernani (pittura elementi scenici ed elaborazione digital video)\, Francesco Mazzola (pittura elementi scenici)\, Martina Nania (disegni per l’animazione digitale) \n\n\n\nproduzione Teatro Biondo Palermo \n\n\n\ncon il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania \n\n\n\ndurata: 70 minuti \n\n\n\nfoto Franco Lannino \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\nsabato 25 aprile ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 26 aprile ore 17.00 \n\n\n\nlunedì 27 aprile ore 21.00 \n\n\n\nmartedì 28 aprile ore 21.00 \n\n\n\nmercoledì 29 aprile ore 17.00 \n\n\n\ngiovedì 30 aprile ore 17.00 \n\n\n\nsabato 2 maggio ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 3 maggio ore 17.00 
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LOCATION:Teatro Biondo\, Via Roma\, 258\, Palermo\, IT\, 90133\, Italia
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SUMMARY:"La Stazione" all'Ar.Ma Teatro
DESCRIPTION:In una stazione ferroviaria dimenticata\, ormai prossima alla chiusura\, il tempo sembra essersi incrinato. I treni passano sempre più raramente\, le luci tremolano\, e il silenzio diventa quasi materia. È qui che si incontrano due esistenze sospese: una capostazione vicina alla pensione\, custode ostinata di un luogo che sta scomparendo\, e una giovane violinista\, lasciata indietro per errore o per destino mentre correva verso un’audizione che poteva cambiarle la vita. \n\n\n\nIl loro incontro\, inizialmente casuale\, si trasforma in un confronto sempre più intimo e necessario. Tra dialoghi trattenuti e improvvise aperture emotive\, emergono paure\, rimpianti e desideri mai confessati. La stazione diventa così uno spazio simbolico: un limbo in cui il passato riaffiora e il futuro resta incerto\, un crocevia in cui ogni scelta mancata pesa quanto quelle mai tentate. \n\n\n\nLa Stazione\, scritto e diretto da Lucio Gava\, costruisce una drammaturgia essenziale ma carica di tensione\, in cui le parole sono misurate e i silenzi parlano con forza. Attraverso il rapporto tra le due protagoniste\, lo spettacolo indaga il senso dello smarrimento contemporaneo e la difficoltà di trovare una direzione quando tutto sembra essersi fermato. \n\n\n\nCon Shirine Sabet e Andrea Terranova\, la scena si fa spazio emotivo puro\, dove fragilità e resistenza convivono\, e dove\, forse\, anche nell’immobilità più totale\, può nascere la possibilità di un nuovo inizio. \n\n\n\nScritto e diretto da: Lucio GavaCon: Shirine Sabet\, Andrea TerranovaDate:25 aprile ore 20.3026 aprile ore 18.002 maggio ore 20.30 \n\n\n\nContatti:Tel. 06 51964061Cell. 328 9214694
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LOCATION:Ar.Ma Teatro\, via Ruggero di Lauria\, 22\, Roma\, Italia\, 00192
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SUMMARY:"IL CORPO DI MATTEOTTI" all'Argot Studio
DESCRIPTION:All’Argot Studio\, sabato 25 e domenica 26 aprile\, va in scena IL CORPO DI MATTEOTTI\, spettacolo scritto e diretto da Andrea Baldoffei\, terzo appuntamento di “Green Days – nel tempo che resiste” la rassegna teatrale Under 35 curata\, organizzata e pensata da Dominio Pubblico\, con il sostegno del MiC e di SIAE\, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”\, con tante novità e un importante consolidamento nelle scelte artistiche e organizzative. \n\n\n\nNel giorno in cui l’Italia celebra la propria liberazione dal fascismo\, il teatro torna a interrogare le sue radici più profonde\, riportando al centro della scena una delle ferite originarie della nostra storia democratica: l’uccisione di Giacomo Matteotti. \n\n\n\nA partire da questa memoria ancora viva\, Il corpo di Matteotti di Andrea Baldoffeisi impone come un atto civile necessario\, un dispositivo scenico che non racconta il delitto\, ma ciò che resta dopo: il peso della violenza\, la responsabilità individuale\, il silenzio che segue l’orrore.  \n\n\n\nNel solco ideale della Festa della Liberazione\, lo spettacolo restituisce corpo e voce a una figura simbolo dell’opposizione al regime\, trasformando il teatro in uno spazio di resistenza e memoria attiva. Non una commemorazione\, ma un attraversamento: perché è proprio in quel momento sospeso – quando il corpo di Matteotti viene nascosto e la verità tenta di essere sepolta – che si rivela con più forza la necessità\, ancora oggi\, di scegliere da che parte stare. \n\n\n\nLa rassegna “Green Days – nel tempo che resiste” è interamente curata da una direzione artistica partecipata\, composta da ragazzi e ragazze appartenenti alla GenZ\, che fin dalla prima edizione si occupa di valutare e selezionare gli spettacoli secondo un modello già attuato da Dominio Pubblico allo Youth Fest\, continua a interrogarsi su temi profondi legati all’identità personale e collettiva\, al rapporto con le proprie radici\, al cambiamento e alla costruzione di una nuova consapevolezza.  \n\n\n\nDopo “Il futuro ha i giorni contati” e “Che ne sarà di noi?” gli under 25 di Dominio Pubblico\, con “nel tempo che resiste” cercano quest’anno\, attraverso gli spettacoli in programma\, di dare una risposta agli interrogativi e alle preoccupazioni legate al futuro. In un mondo in continua trasformazione\, resistere diventa oggi un gesto necessario e il teatro si fa spazio di incontro\, di libertà e di rinascita\, dove i giovani possono raccontare il presente e immaginare il futuro. \n\n\n\nUn palinsesto che esplora tematiche quali l’importanza della memoria storica e collettiva\, la responsabilità civile\, le relazioni intergenerazionali e le sfide contemporanee e politiche dei giovani che ancora una volta scelgono di riflettere su problematiche lontane dal loro tempo\, ma in qualche modo fortemente urgenti per capire l’oggi e il futuro\, ponendo come obiettivo quello di creare uno spazio di riflessione\, dialogo e confronto tra artisti e pubblico.  \n\n\n\nPer ogni spettacolo in rassegna sono previste due giornate di repliche e un TALK di approfondimento a cura della Redazione U25 di Dominio Pubblico: una possibilità di incontro e di scambio tra giovani\, compagnie emergenti e pubblico. \n\n\n\nDa sempre Argot Studio e Dominio Pubblico collaborano insieme per garantire spazio e visibilità a una nuova generazione di artisti. Lavorano su target e focus differenti facendo sempre dell’innovazione dei linguaggi e della ricerca il centro della loro mission. \n\n\n\nDominio Pubblico –  che nasce nel 2013 dalla collaborazione di Argot Studio con il Teatro dell’Orologio – si distingue come un importante progetto di audience development e community engagement rivolto a giovani under 25 che si sperimentano in un percorso da spettatori attivi\, finalizzato alla conoscenza della scena contemporanea e alla produzione\, promozione e organizzazione di eventi culturali multidisciplinari. I giovani si avvicinano alla fruizione culturale della loro città e del territorio regionale attraverso la visione guidata di numerosi eventi legati al mondo dell’arte contemporanea\, e grazie all’incontro con gli artisti coinvolti imparano a capirne le dinamiche interne e a raccontarle.
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LOCATION:Argot Studio\, Via Natale del Grande\, 27\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:“LiberArt” a Cerveteri
DESCRIPTION:Il cuore creativo di Viareggio varca i confini comunali per approdare a Cerveteri (RM)\, dove il prossimo 25 aprile\, in occasione della Festa della Liberazione\, si terrà la prestigiosa manifestazione “LiberArt”. Tra gli oltre cento artisti provenienti da tutta Italia\, una delegazione viareggina di alto profilo è stata chiamata a rappresentare la città e la sua vivacità culturale all’interno della cornice storica di Sala Ruspoli e Piazza Santa Maria. \n\n\n\nA Capitanare la spedizione Elisa Tamburrini\, in arte Pelle D’oca\, figura centrale del panorama artistico locale e fondatrice di Tambuca\, lo studio-laboratorio di via Battisti che è ormai diventato un punto di riferimento e un “porto sicuro” per la sperimentazione artistica a Viareggio. L’opera che presenterà\, intitolata “Il tempo del raccolto” (smalto e acrilici su tela)\, è un vero e proprio manifesto visivo che intreccia speranza e diversità. Attraverso un volto grottesco da cui germogliano piante\, l’artista invita a guardare oltre la superficie: il “seme” creativo vive dentro ciascuno di noi e ogni diversità diventa terreno fertile per una rinascita collettiva e consapevole. \n\n\n\nAccanto a lei\, altri tre importanti nomi della scena viareggina porteranno il loro contributo alla riflessione sul tema della libertà\, declinandolo ciascuno secondo la propria poetica. Guido Berti presenterà “Manovre\, il burattinaio”\, un’opera che esplora la tensione tra autonomia e controllo. Attraverso la rappresentazione di mani operose\, simbolo di dignità e costruzione del destino\, Berti riflette sulla libertà come conquista quotidiana contro il rischio di essere ridotti a semplici automi mossi da volontà esterne. Segue Manuel Santinicon “Ruggine”\, una ricerca materica originale che utilizza ritagli di giornale e della Settimana Enigmistica per creare un paesaggio metallico. In questo scenario industriale\, dove svettano due cipressi\, la figura umana vaga sospesa\, rivendicando una libertà di movimento totale nello spazio e nel tempo. Infine\, Ornella Martinelli\, con “Volo Scarlatto”\, propone un’esplosione di vitalità che celebra la libertà come leggerezza. L’immagine di un’altalena lanciata verso una cascata di fiori rossi diventa metafora di un cuore senza confini\, capace di trasformare il vento in un respiro profondo e gioioso. \n\n\n\nLa partecipazione di questi quattro artisti a “LiberArt” — evento curato da Luisana Leone che coniuga pittura\, scultura\, auto d’epoca e musica — non è solo un traguardo individuale\, ma una conferma dell’eccellenza del “modello Viareggio” nel campo delle arti visive contemporanee. Per i cittadini viareggini e gli appassionati\, sarà l’occasione per vedere le eccellenze del territorio dialogare con una platea nazionale\, portando con sé quel mix di tecnica\, provocazione e sensibilità che caratterizza la produzione artistica nata all’ombra dei nostri moli.
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