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SUMMARY:Grande successo per la seconda edizione di Rome-Europe Prize a Palazzo Valentini
DESCRIPTION:Si è svolta ieri pomeriggio presso la sala David Sassoli di Palazzo Valentini a Roma\, la  seconda edizione del Rome-Europe Prize. Il progetto ha inteso premiare le personalità che hanno contribuito in modo significativo all’immagine dell’Italia e alla diffusione della cultura italiana nel mondo\, in particolare nel campo artistico e dello spettacolo\, ma anche della cultura e dell’arte.  \n\n\n\nL’iniziativa ideata dalla Presidente Ester Campese\, che è stata coadiuvata nella consegna dei premi dall’Avvocato Patrizia Valeri e con la collaborazione artistica del regista e attore Francesco Branchetti\, ha visto svolgersi la manifestazione nella prestigiosa sede della Provincia di Roma\, su iniziativa dall’Onorevole Fabrizio Santori\, Consigliere dell’Assemblea Capitolina\, e Vicepresidente della Commissione Roma Capitale\, promossa dal Consigliere Antonio Giammusso.  \n\n\n\nLa seconda edizione del Rome-Europe Prize\, per la consegna dei premi alla carriera si è tinta di rosa.L’ospite d’onore di questa edizione è infatti stata la Senatrice Cinzia Pellegrino che ha espresso il suo plauso\, complimentandosi per l’iniziativa attraverso la quale viene celebrata e valorizzata la cultura italiana. Un popolo che attraverso anche il linguaggio universale del cinema e del teatro è capace di esportare e diffondere la propria eccletticità manifestata spesso in molteplici sfumature. \n\n\n\nIl Premio alla carriera è stato consegnato a Pamela Villoresi che con le sue interpretazioni colme di intensità espressiva e passione ha portato la sua arte fuori dal palcoscenico nell’impegno sociale e politico ricoprendo anche ruoli di delicata importanza. I premi alla carriera\, che saranno consegnati personalmente nei prossimi giorni\, vanno anche a Monica Guerritore\, Barbara De Rossi e Lina Sastri. Monica Guerritore che con la sua personalità magnetica e la passionalità delle sue interpretazioni ha dato volto a donne estreme e controverse. Lina Sastri per essere punto di riferimento per la cultura italiana\, grazie alla capacità\, passionalità e rigore interpretativo. Barbara De Rossi che il 26 gennaio debutta al Teatro Parioli di Roma con un nuovo spettacolo\, per avere saputo esprimere il suo grande spessore artistico.  \n\n\n\nPer il giornalismo che spesso supporta gli artisti e le iniziative culturali\, il tributo è stato assegnato a Tiziana Primozich per il suo significativo contributo dato a questa professione espresso sempre con grande etica. \n\n\n\nPer la musica\, fondamentale linguaggio artistico e mezzo universale di comunicazione\, premiata Tiziana Giardoni fondatrice dell’Associazione Stefano D’Orazio\, attraverso cui offre un aiuto concreto ai giovani talenti italiani della musica e delle arti performative. \n\n\n\nPremiati anche gli attori Lorenzo Flaherty con una lunga carriera che spazia dal cinema\, al teatro e alla televisione\, Simona Cavallari le sue sensibili interpretazioni in diverse fiction TV di successo spesso in ruoli legati a tematiche di giustizia e legalità e Roberta Mastromichele che per le sue abilità attoriali e performer la rendono un’interprete completa e apprezzata dal pubblico.  Fabio Albanesi con oltre 40 anni d’arte e spettacolo alle spalle è stato premiato per la sua professionalità espressa trasversalmente: dalla danza al canto\, dalla recitazione alla coreografia\, sempre con totale dedizione e la passione. \n\n\n\nLa manifestazione intende rivolgersi anche alle figure che hanno contribuito a dare risalto e diffusione alla cultura italiana nel mondo e tra questi i produttori come Antonio Nardelli architetto\, scenografo\, produttore e direttore artistico\, figura poliedrica del teatrale italiano\, tanto quanto Flavio Iacones produttore Web TV che ha collaborato per programmi Mediaset come Grande Fratello\, Pomeriggio 5\, Antenna Sud\, GO TV. \n\n\n\nPer la cultura premiato Alfredo Scalamogna\, scrittore esoterico\, studioso di storia antica ed egizia. Apprezzato egittologo che ha maturato particolare interesse per la ricerca storica. \n\n\n\nFederica Agnano dal canto suo seppur giovane makeup artist\, ha già un percorso professionale costellato da importanti collaborazioni che includono Mediaset e RDS\, per programmi di punta come Amici e Uomini e Donne. \n\n\n\nPadrino dell’iniziativa Stefano Dionisi che ha interpretato film indimenticabili e amati in Italia e nel mondo\, già premiato nella prima edizione con il regista Pupi Avati e la scrittrice\, poetessa e saggista Dacia Maraini che in un “continuum” ed invisibile fil rouge lega questa edizione e l’esordio del premio. Un evento che ancora una volta ha consegnato e trasferito il messaggio della straordinaria cultura italiana\, eccellente in tante sue espressioni\, che riesce a regalare spesso un respiro europeo ed internazionale.
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SUMMARY:"Memoria genera Futuro"\, gli eventi di Roma Capitale
DESCRIPTION:Oltre 40 appuntamenti per non dimenticare. In occasione del Giorno della Memoria 2026\, un percorso capillare che attraversa l’intera città per parlare in particolare alle nuove generazioni e mantenere viva la voce dei testimoni. Torna anche quest’anno Memoria genera Futuro\, il palinsesto di eventi di Roma Capitale che fino al 5 febbraio intende onorare le vittime della Shoah ma anche Sinti e Rom\, omosessuali\, Testimoni di Geova\, militari e oppositrici e oppositori del fascismo e del nazismo di tutta Europa\, perseguitati\, imprigionati e uccisi nei lager nazisti. Un mosaico di cultura e impegno civile\, con un calendario di iniziative che include incontri\, proiezioni\, concerti\, spettacoli teatrali\, percorsi e mostre promossi dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, per riaffermare i valori di libertà\, giustizia e rispetto della dignità umana\, pilastri imprescindibili della nostra democrazia. La rassegna\, che abiterà diversi spazi culturali diffusi in tutta la città\, non vuole essere solo una commemorazione\, ma un’occasione fondamentale perché il ricordo storico diventi coscienza collettiva e condivisa. \n\n\n\nTra gli appuntamenti in calendario\, il 28 gennaio alle 10.30 presso la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone\, alla presenza dell’Assessore Massimiliano Smeriglio\, è dedicata alle studentesse e agli studenti delle scuole la presentazione del libro Stelle Nascoste. La Shoah nei ricordi di un bambino (Mondadori\, 2025). A cura della Fondazione Museo della Shoah\, l’evento intende ripercorrere la testimonianza di Nando Tagliacozzo – autore del volume con Marco Caviglia – sopravvissuto al rastrellamento del 16 ottobre 1943 in via Salaria\, durante il quale il destino della sua famiglia venne deciso dalla casualità di una porta non aperta. Mentre l’abitazione in cui si trovava Nando viene risparmiata\, i militari catturano nella casa di fronte la sorella Ada\, di soli 8 anni\, poi deportata e uccisa a Birkenau\, con la nonna e lo zio. Nel febbraio 1944\, la medesima sorte tocca al padre\, arrestato a seguito di una delazione. Un doloroso spaccato della Shoah romana che trova oggi un presidio di memoria collettiva nell’istituto elementare che la città di Roma\, nel 2000\, ha voluto intitolare proprio alla piccola Ada\, simbolo delle giovani vite spezzate dalla furia nazifascista. L’incontro vuole essere\, per studentesse e studenti\, un’opportunità per trasformare le ferite del passato in consapevolezza\, capace di parlare al presente e di arginare ogni forma di discriminazione. \n\n\n\nDi seguito\, gli appuntamenti di “MEMORIA genera FUTURO 2026” in programma fino al 5 febbraio. \n\n\n\nCONCERTI \n\n\n\nLa programmazione musicale propone un itinerario tra brani e autori che hanno vissuto o interpretato la tragedia della Shoah\, offrendo al pubblico un percorso di ascolto e riflessione. \n\n\n\nAppuntamento negli spazi del MuSA\, il Museo degli Strumenti Musicali dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone\, dove il 27 gennaio\, nell’ambito del programma di Dialogando in musica\, il concerto degli Allievi dei Corsi di Perfezionamento in Musica da camera dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia\, verrà eseguito\, alle ore 18\, il Trio op. 24 di Mieczyslaw Weinberg. Un autore la cui vita e musica sono state profondamente segnate dalla Shoah: ha visto la sua intera famiglia sterminata dai nazisti\, una tragedia personale che ha segnato tutta la sua produzione musicale. Il concerto\, a ingresso gratuito fino a esaurimento posti\, sarà anticipato da un’introduzione all’ascolto alle ore 17.30. \n\n\n\nCi si sposta alla Biblioteca Casa delle Letterature alle ore 18.30 per il Recital per pianoforte e vocecon le artiste del “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma. Protagoniste saranno la soprano Sofia Barbashova e la pianista Elettra Aurora Pomponio che eseguiranno musiche di repertorio ebraico da Avinu Malkeinu a Yerushalayim Shel Zahav e brani tratti dal repertorio per pianoforte di Bach\, Brahms e Rachmaninoff. L’iniziativa è a cura dell’Istituzione Sistema Biblioteche Centri culturali in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma (ingresso libero fino a esaurimento posti). \n\n\n\nSPETTACOLI TEATRALI                                                      \n\n\n\nNon mancheranno gli appuntamenti teatrali per approfondire la memoria attraverso spettacoli in grado di dare voce ai testimoni e a pagine di storia spesso dimenticate. \n\n\n\nSul palco del Teatro Villa Pamphilj\, la mattina del 25 gennaio alle ore 11.30 va in scena Nido di vespedi Simona Orlando e con la regia di Daniele Miglio. All’alba del 17 aprile 1944\, le truppe naziste\, agli ordini del comandante Kappler\, accerchiano la borgata romana del Quadraro – abitata da operai e da artigiani e considerata “nido” di partigiani e oppositori al regime – dando corpo al più grande e drammatico rastrellamento nella storia di Roma (insieme a quello del Ghetto). All’operazione\, che vedrà il coinvolgimento di più di duemila persone\, seguirà la deportazione di 947 uomini tra i 15 e i 55 anni. Lo spettacolo trasporta il pubblico direttamente in quel “covo” e nel tragico viaggio che per molti fu di sola andata\, attraverso ricostruzioni recitate e videoproiezioni di interviste: preziose testimonianze dirette\, raccolte dai superstiti e dai familiari delle vittime. Ingresso a pagamento con prenotazione consigliata alla mail  scuderieteatrali@gmail.com o al numero 06.5814176. \n\n\n\nAl Teatro Tor Bella Monaca\, il 29\, 30 e 31 gennaio alle ore 21 è atteso lo spettacolo Bent di Martin Sherman\, nella traduzione di Marco Mattolini\, con Luca Ferrante e Michele Lombardi e la regia di Riccardo Giannini. La pièce\, rappresentata per la prima volta al London’s Royal Court Theatre nel 1979\, intende far riflettere su una pagina di storia importante\, eppure spesso trascurata: lo sterminio subito da migliaia di persone durante la guerra\, solo in ragione del proprio orientamento sessuale. Un modo per porre l’accento sulla dignità dell’amore anche in condizioni di completa disumanizzazione. Ingresso a pagamento; info su  www.teatriincomune.roma.it/events/bent.  \n\n\n\nINCONTRI\, DIBATTITI E PRESENTAZIONI EDITORIALI \n\n\n\nLa riflessione storica si fa dialogo attraverso una serie di appuntamenti volti ad approfondire i temi della memoria e della testimonianza. Un percorso di analisi e confronto che\, tra incontri\, libri\, ascolti e dibattiti\, invita il pubblico a interrogarsi sulle ferite del passato e sulle responsabilità del presente. \n\n\n\nAl Teatro Torlonia\, si segnala il 27 gennaio alle ore 19 l’incontro La musica della tortura\, proposto dalla Fondazione Teatro di Roma. In compagnia di Gianni Garrera\, si partirà da una celebre conferenza radiofonica di Thomas Mann\, in cui lo scrittore rifletteva sulle radici del nazionalsocialismo all’interno della cultura tedesca\, per esplorare il ruolo della musica e del pensiero romantico nel creare miti e senso di appartenenza\, ma anche nel favorire derive collettive e semplificazioni ideologiche (ingresso gratuito con prenotazione consigliata su Eventbrite).  \n\n\n\nLa parola si conferma strumento essenziale per coltivare la memoria nel programma promosso dall’Istituzione Sistema Biblioteche Centri Culturali e dalle associazioni della Casa della Memoria e della Storia (Aned\, Anei\, Anpc\, Anpi\, Anppia\, Circolo Gianni Bosio\, Fiap\, Irsifar). Un interessante calendario di appuntamenti\, alcuni riservati alle studentesse e agli studenti delle scuole e altri aperti a tutte e tutti (con ingresso libero fino a esaurimento posti). \n\n\n\nE si parte proprio dalla Casa della Memoria e della Storia. Il 23 gennaio\, alle ore 17.30\, è in calendario l’incontro Vita dura di coppie miste tra Leggi Razziali\, guerra e Shoah: vicende di vita vissuta raccontate a partire dal Regio Decreto-legge n. 1728 del 17 novembre 1938. Intervengono Sara Modigliani e Pupa Garribba; approfondimento musicale con Sara e Gabriele Modigliani. È in collaborazione con il Circolo Mario Mieli\, il 26 gennaio\, l’incontro delle ore 17.30 con Mario Colamarino e Marco Noccioli dal titolo Stermini dimenticati. Un’occasione per riflettere sullo sterminio degli omosessuali nel corso delle persecuzioni a opera del nazifascismo. Il 27 gennaio\, in cui ricorre il Giorno della Memoria\, appuntamento alle ore 17.30 con la presentazione di Attraverso il ricordo. Riflessioni e nuovi strumenti per la trasmissione della memoria\, progetto artistico di Ariela Bohm.Intervengono Fiorella Bassan\, Dario Evola\, Gadi Luzzatto Voghera e David Meghnagi\, con il coordinamento di Bianca Cimiotta Lami. Si prosegue il 28 gennaio\, sempre alle ore 17.30\, con Quando sono tornata nessuno mi ha fatto domande\, incontro con Francesco Orvieto\, Alessandra Tarquini\, Arturo Marzano e Lia Tagliacozzo. Ed è proprio la Tagliacozzo l’autrice del libro Tre stelle nel buio(Manni\, 2023)\, da cui prenderà il via il dibattito: il racconto della fuga all’estero di una famiglia di religione ebraica e il rientro di una bambina superstite\, sorpresa dall’indifferenza dei suoi concittadini (coordina Bianca Cimiotta Lami). Il programma del 29 gennaio si apre alle ore 10 con un appuntamento dedicato alle scuole\, la presentazione dell’albo illustrato Passare il fiume di Alessio Torino\, con illustrazioni di Simone Massi (Orecchio Acerbo\, 2024)\, finalista Premio Andersen 2024. I due autori (Massi da remoto) saranno in dialogo con Paolo Cesari (modera Silvia Morganti). Alle ore 17.30 è aperto al pubblico l’incontro Internamento e deportazione nell’Italia fascista. In compagnia di Carlo Spartaco Capogreco e Costantino Di Sante\, una riflessione sulle responsabilità del fascismo nelle politiche di persecuzione e discriminazione razziale e di repressione dell’opposizione e del dissenso politico (moderaMatteo Stefanori). Il 30 gennaio\, il programma della Casa della Memoria e della Storia si chiude con l’incontro delle ore 17.30\, dal titolo Genocidio. Una storia politica e culturale. Una riflessione sul significato del termine “genocidio” a partire dal libro omonimo di Paolo Fonzi pubblicato da Laterza nel 2025. Con l’autore\, interverranno Isabella Insolvibile e Amedeo Osti Guerrazzi.  \n\n\n\nAgli incontri della Casa della Memoria e della Storia\, si aggiungono quelli previsti nelle altre sedi delleBiblioteche di Roma: un ulteriore calendario di appuntamenti gratuiti\, in diverse aree del territorio cittadino. A partire dalla Biblioteca Joyce Lussu che dal 22 al 30 gennaio\, per le classi della scuola primaria\, propone il ciclo di incontri La cosa giusta. Settimana della Memoria. Attraverso la lettura di albi illustrati – L’orco del piano di sotto di Olivier Dupin (Uovonero\, 2025)\, La porta aperta di Mario Pacifici (Gallucci\, 2025)\, Il gelataio Tirelli di Tamar Meir (Gallucci\, 2018) – viene raccontata la vita di alcuni Giusti tra le Nazioni\, la storia di persone che rischiarono la propria vita per salvare quella di tanti ebrei durante la Seconda guerra mondiale. Ci si sposta poi alla Biblioteca Laurentina che\, il 24 gennaio alle ore 10.30\, ospiterà l’incontro Antigiudaismo cristiano\, antiebraismo islamico\, antisemitismo dei secoli XIX – XX. Elementi di storia condotto da Roberto Fiorentini\, impegnato da anni nello studio dell’antisemitismo\, della Shoah\, della storia degli ebrei e di Israele\, in particolare della politica antiebraica del regime fascista. Sarà poi la Biblioteca Europea\, in collaborazione con l’Unione Comunità Romanès Italia\, a ospitare il 26 gennaio alle ore 17.30 l’incontro Rom dalla Memoria alla coesistenza per ricordare lo sterminio di Rom e Sinti avvenuto nel 1944 nei campi di concentramento. InterverrannoGennaro Spinelli\, presidente dell’Unione Comunità Romanès Italia\, in dialogo con Stefano Tedeschi e Bernadette Fraioli. Nelle giornate del 26 e 28 gennaio\, alle ore 9.30\, la Biblioteca Galline Bianche – nella sede sostitutiva in via Sulbiate presso il Centro Polifunzionale Municipale – in collaborazione con ilMunicipio XV\, ospiterà gli incontri per le scuole dal titolo La Shoah spiegata ai bambini. Le alunne e gli alunni saranno coinvolti in una serie di letture di brani tratti da testi adatti a scuole elementari e medie: La portinaia Apollonia di Lia Levi (Orecchio Acerbo\, 2022)\, La Shoah spiegata ai bambini di Paolo Valentini\, (Becco giallo\, 2016)\, La stella di Andra e Tati di Alessandro Viola e Rosalba Vitellaro (De Agostini\, 2019). Nel pomeriggio del 27 gennaio\, dalle ore 16.45\, nella stessa biblioteca si terrà l’iniziativa Letture di Memoria\, un appuntamento per tutte le bambine e i bambini tra i 6 e i 10 anni dedicato al ricordo e alla riflessione attraverso la lettura e la narrazione. Ci si sposta poi alle ore 17.30 alla Biblioteca Joyce Lussu per l’evento\, in collaborazione con il Municipio VIII\, dal titolo Il Giorno della Memoria – I deportati della VII zona. Una giornata dedicata alla memoria\, alle radici e ai quartieri del nostro vivere quotidiano. Per l’occasione verrà presentata la mostra Campioni nella memoria. Storie di atleti deportati nei campi di concentramento curata dalla Polisportiva G. Castello. Seguiranno gli interventi: Il 27 gennaio: cosa succede? a cura di Anpi Fosse Ardeatine e Anpi Garbatella-San Paolo; 4 gennaio. Il viaggio sul treno con Gianni Rivolta e proiezione del video su Giovanni Tagliavini\, deportato da Tor Marancia; La figura di Enrica Zarfati con Giancarlo Proietti e Carolina Zincone e proiezione del video su Enrica Zarfati. La mattina del 28 gennaio alle ore 11\, ancora alla Biblioteca Galline Bianche\, è in programma l’incontro riservato alle scuole superiori con Antonello Capurso sul suo libro La piuma del ghetto (Gallucci\, 2023) che racconta la vicenda di Leone Èfrati\, giovane promessa del pugilato italiano\, cancellato dagli annuari sportivi fascisti e dai giornali in quanto ebreo e ucciso ad Auschwitz. Dopo aver lottato per la vita sul ring del lager\, Èfrati ottenne giustizia nel 1947 grazie al figlio di sette anni\, la cui testimonianza inchiodò i suoi delatori. Sarà riservato alle scuole l’appuntamento del 29 gennaio alle ore 10 alla Biblioteca Casa dei Bimbi: nel laboratorio Memoria si partirà dalla lettura dell’albo Il bambino del tram di Isabella Labate (Orecchio Acerbo\, 2022) per riflettere sulla caducità dell’esistenza umana\, l’imprevedibilità e di come non sempre sia possibile modificare il corso degli eventi. Dopo questo momento di condivisione\, ogni partecipante realizzerà un elaborato artistico\, circondato dalla musica composta da maestri sopravvissuti alla Shoah.  Nel pomeriggio\, alle ore 17 la Biblioteca Guglielmo Marconi ospiterà la presentazione del romanzo Un uomo in Argentina di Roberto Maggiani (Il ramo e la foglia edizioni\, 2026)\, con l’autore in dialogo con Paola Guazzo. La storia\, ambientata nell’Argentina del 1975\, è l’occasione per scavare nel passato e negli anni della Germania nazista collegando fatti storici noti ad avvenimenti familiari. Si torna poi\, alle ore 17.30\, alla Biblioteca Galline Bianche dove\, in collaborazione con il Circolo di lettura della biblioteca\, il Municipio XV e la libreria Piantaparole di Labaro\, si terrà la Staffetta della Memoria\, maratona di lettura sui temi della libertà\, della memoria e del rispetto: chiunque potrà leggere testimonianze\, poesie o brani tratti da testi scelti autonomamente o da quelli proposti dalla Biblioteca. Per dare insieme alta voce alla Memoria\, cercare di comprendere e\, soprattutto\, non dimenticare. La mattina del 30 gennaio alle ore 9.30\, la stessa Biblioteca ospiterà l’incontro delle scuole con Mario Pacifici che parlerà del suo libro La porta aperta (Gallucci\, 2025)\, nel quale racconta la storia vera di sua madre e sua zia\, Marina e Mirella Limentani\, e di come la mattina del 16 ottobre 1943\, durante il rastrellamento degli ebrei romani\, le due donne furono salvate grazie all’intervento provvidenziale di Ferdinando Natoni. Nel pomeriggio\, alle ore 18.30\, sarà invece laBiblioteca Europea a ospitare\, in collaborazione con il Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” APS\, l’incontro Il triangolo rosa. Gli stermini dimenticati. A partire dal libro Homocaust. Il nazismo e la persecuzione degli omosessuali di Massimo Consoli (La Fiaccola\, 1984)\, Mario Colamarino\, Tommaso Giartosio e Gianfranco Goretti renderanno omaggio alla memoria delle vittime\, alle loro sofferenze\, alle loro vite spezzate. Ci si sposta al Teatro del Lido di Ostia\, il 2 febbraio alle ore 10\, dove le Biblioteche Sandro Onofri ed Elsa Morante\, in collaborazione con il Municipio X\, propongono l’evento dedicato alle scuole del territorio dal titolo Mi chiamo Sami. Con letture\, interventi e proiezioni\, si renderà omaggio a Sami Modiano\, una delle voci più importanti della memoria della Shoah\, sopravvissuto alla deportazione e all’internamento ad Auschwitz-Birkenau. Intervengono Luigi Saito e Marco Severa. Si ritorna alla Biblioteca Europea il 3 febbraio alle ore 10 per la presentazione\, riservata alle scuole\, del libro Il bambino sull’albero di Titti Marrone (Orecchio Acerbo\, 2026) che racconta la storia di Julius Hamburger\, un bambino di dieci anni sopravvissuto all’orrore dei campi di sterminio\, accolto nel 1945 in una casa per piccoli profughi alla periferia di Londra. Insieme all’autrice sarà presente Daniela Vizzino\, che ha realizzato le illustrazioni. Il libro verrà presentato anche il 4 febbraio alle ore 10.30 presso la Biblioteca Guglielmo Marconi\, sempre alla presenza dell’autrice\, dell’illustratrice e di Paolo Cesari di Orecchio Acerbo (anche questo appuntamento è dedicato alle scuole). Nella stessa giornata\, alle ore 17\, alla Biblioteca Vaccheria Nardi\, con Anna Maria Sambuco e Amedeo Costabile\, nell’incontro Una storia di prigionia e arte. Un nuovo inizio per l’Europa\, proposto in collaborazione con Anei – Associazione Nazionale Ex Internati\, si rifletterà sull’attività artistica degli Internati Militari Italiani (IMI) durante la loro prigionia\, nonostante le condizioni disumane a cui erano sottoposti. A chiudere la programmazione sarà la Biblioteca Nelson Mandela che il 5 febbraio alle ore 17.30 ospiterà la presentazione di Vivrò l’amore degli altri\, titolo della trilogia dello scrittore francese Jean Cayrol (Marietti 1820\, 2024) composta dall’autore tra il 1946 e il 1950\, dopo la deportazione nel campo di Mauthausen. Interverranno Valeria Pompejano\, curatrice dei tre volumi\, e Marina Galletti. \n\n\n\nPROIEZIONI E APPROFONDIMENTI CINEMATOGRAFICI \n\n\n\nIl racconto per immagini si fa testimonianza viva nel palinsesto del 27 gennaio\, con una serie di proiezioni e approfondimenti tutti a ingresso libero fino a esaurimento posti. \n\n\n\nIl Nuovo Cinema Aquila alle ore 18\, introdotta dal coordinatore Fabio Meloni\, propone la visione de La Tregua di Francesco Rosi (1997): il lungo e difficile viaggio di ritorno di Primo Levi dopo la liberazione di Auschwitz. Il capolavoro di Rosi\, che vede un cast d’eccezione\, da John Turturro a Claudio Bisio\, e le musiche di Luis Bacalov\, sarà protagonista anche alla Casa del Cinema di Villa Borghese\, alle ore 20 (a cura della Fondazione Cinema per Roma). Il percorso cinematografico prosegue con le proposte dell’Azienda Speciale Palaexpo. Al MACRO\, alle ore 19\, appuntamento con il documentario Paragraph 175 di Rob Epstein e Jeffrey Friedman (2000): introdotto da Pietro Turano\, il film accende i riflettori sulla persecuzione degli omosessuali durante il Terzo Reich\, restituendo voce ai sopravvissuti\, i cui ricordi sono rimasti per decenni ai margini della ricostruzione storica. Nella Sala Cinema del Palazzo Esposizioni Roma\, alle ore 20\, è attesa la proiezione de Il cielo cade di Andrea e Antonio Frazzi (2000)\, tratto dal romanzo di Lorenza Mazzetti e sceneggiato da Suso Cecchi D’Amico: la Shoah vista attraverso gli occhi di due bambine rimaste orfane dei genitori\, ospiti nella villa toscana degli zii tedeschi Katchen e Wilhelm Einstein\, cugino dello scienziato Albert (per l’iniziativa si ringrazia l’Istituto Luce; prenotazione consigliata). \n\n\n\nAnche le Biblioteche di Roma presentano una serie di appuntamenti dedicati alla memoria vista attraverso la Settima arte. Il 22 gennaio alle ore 17.30\, presso la Casa della Memoria e della Storia\, verrà presentato il cortometraggio Cecilia e la casa segreta\, live-action animato dedicato al pubblico dei più giovani prodotto da Rai Kids e Stand By Me\, che andrà in onda su Rai Tre e su Rai Gulp. IntroduceGianfranco Noferi; modera Silvia Costa. Intervengono: il regista Raffaele Androsiglio con Simona Ercolani\, Carola Funaro\, Roberto Genovesi\, suor Grazia Loparco e Victor Magiar. Conclude Mariapia Garavaglia.  Si prosegue alla Casa della Memoria e della Storia il 26 gennaio alle ore 10: per il ciclo Cinema e Memoria\, le scuole potranno approfondire il linguaggio cinematografico del film premio Oscar La zona d’interesse di Jonathan Glazer (2023) con Francesco Crispino e Silvia Morganti; nel pomeriggio\, all’incontro delle 17.30 seguirà l’approfondimento della pellicola C’è un soffio di vita soltantodi Daniele Coluccini e Matteo Botrugno (2022). Il 27 gennaio alle ore 10\, la Biblioteca Renato Nicolini\, in collaborazione con Aned\, ospiterà Oro Macht Frei\, un incontro riservato alle scuole per approfondire\, con Gianni Focacci\, il linguaggio cinematografico sul documentario omonimo di Jeffrey Bonna (2013) che racconta la storia degli ebrei romani e le persecuzioni antiebraiche in Italia\, dalle leggi razziali di Mussolini all’occupazione nazista di Roma. Il 29 gennaio alle ore 19.30\, presso l’Auditorium del Goethe-Institut Rom\, si terrà un incontro speciale sul film Hannah Arendt (2012) alla presenza della regista Margarethe von Trotta e con la moderazione di Enrico Magrelli. Il film è il ritratto di Hannah Arendt\, intellettuale coraggiosa e determinata\, sulla sua osservazione e valutazione del processo ad Adolf Eichmann che si svolse a Gerusalemme nel 1961. Una vicenda che la porterà alla scrittura\, nel 1963\, del saggio La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme\, testo di riferimento fondamentale nel dibattito sulla Shoah. \n\n\n\nMOSTRE E ITINERARI \n\n\n\nIl programma si articola anche attraverso mostre e percorsi urbani volti a mantenere viva la memoria. \n\n\n\nPresso il KunstRaum Goethe-Institut\, dal 22 gennaio (e a seguire fino al 20 marzo) si potrà visitare\, a ingresso libero\, la mostra Disegnare le vite. Memoria e biografia nell’opera di Barbara Yelin. L’esposizione\, che presenta 80 tavole in italiano e tedesco\, è a cura dell’Associazione Culturale Hamelin ed è un progetto del Goethe-Institut Rom in collaborazione con Accademia Tedesca Roma Villa Massimo\, NABA Nuova Accademia di Belle Arti\, ARF! Il Festival del Fumetto e Biblioteca Europea. Barbara Yelin\, vincitrice del premio Roma Villa Massimo\, è una delle più importanti voci del fumetto tedesco contemporaneo. Con le sue opere indaga un terreno molto peculiare: quello della memoria e delle possibilità che la combinazione fra disegno\, parola e sequenzialità offrono per ricostruire la Storia o\, meglio\, i frammenti di una storia personale che si fa collettiva. Orari: lunedì\, martedì\, giovedì ore 9-19\, mercoledì e venerdì ore 9-15.  \n\n\n\nA cura della Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e in collaborazione con Zètema Progetto Cultura\, il 27 gennaio alle ore 11.30\, si potrà partecipare alla visita guidata gratuita L’antico Ghetto e la sua storia. Il percorso che si snoda tra il Portico d’Ottavia e il Tevere vuole ricostruire\, attraverso la lettura di alcune delle emergenze architettoniche originarie\, la storia e alcuni dei più importanti avvenimenti del Ghetto e della sua comunità\, la cui forte connotazione storico-religiosa ha resistito alle alterne vicende di emarginazione dal resto della città nel corso di circa quattrocento anni mantenendo con essa però forti legami sociali e urbanistici (ritrovo in piazza di Monte Savello\, lato retro Basilica di San Nicola in Carcere; gratuito con prenotazione obbligatoria allo 060608).   \n\n\n\nMemoria genera Futuro 2026 è un’iniziativa promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, con il coordinamento delDipartimento Attività Culturali\, in collaborazione con l’Istituzione Sistema Biblioteche e Centri Culturali\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e le altre istituzioni cittadine: Azienda Speciale Palaexpo\, Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia\, Fondazione Cinema per Roma\, Fondazione Musica per Roma\, Fondazione Teatro dell’Opera di Roma\, Fondazione Teatro di Roma e ancora Fondazione Museo della Shoah\, le Associazioni della Casa della Memoria e della Storia\, Teatro Tor Bella Monaca\, Teatro Villa Pamphilj\, Nuovo Cinema Aquila. Comunicazione di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nIl programma completo\, suscettibile di variazioni\, tutte le informazioni per il pubblico e le modalità di accesso saranno disponibili su www.culture.roma.it\, allo 060608 (tutti i giorni dalle ore 9 alle 19) oppure sui profili social con  #MemoriaGeneraFuturo2026.
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SUMMARY:"Insieme a EVO\, per il bene comune\, la salute\, il territorio" a Palombara Sabina
DESCRIPTION:Giovedì 22 gennaio a Palombara Sabina\, a partire dalle ore 14:30\, presso l’azienda agricola Tenuta Valeria (Strada di Stazzano Vecchio n. 19)\, si svolgerà la quarta tappa del progetto “Insieme a EVO\, per il bene comune\, la salute\, il territorio”. L’incontro sarà un’importante occasione di confronto dedicata alle innovazioni di processo e di prodotto in olivicoltura. \n\n\n\nL’iniziativa realizzata nell’ambito di un progetto cofinanziato dalla Regione Lazio e dall’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione in Agricoltura del Lazio – Arsial\, è rivolta agli operatori della filiera oleo-turistica\, agli imprenditori agricoli\, ai tecnici\, ai frantoiani\, ai dirigenti di cooperative\, alle associazioni della ristorazione\, dell’accoglienza e della cultura\, nonché ai rappresentanti delle istituzioni e al mondo della ricerca. \n\n\n\nIl convegno nasce con l’obiettivo di condividere conoscenze\, esperienze e buone pratiche\, favorendo il dialogo tra ricerca scientifica\, istituzioni e operatori del settore\, per individuare strategie capaci di: ridurre la fatica e migliorare le condizioni di lavoro nelle aziende olivicole\, incrementare la qualità dell’olio extravergine di oliva\, rafforzare la sostenibilità ambientale e la valorizzazione del territorio\, promuovere sinergie tra produzione\, turismo\, cultura e consumatori. \n\n\n\nDopo i saluti istituzionali del Sindaco di Palombara Sabina\, On. Alessandro Palombi\, e del Presidente del Parco Regionale dei Monti Lucretili\, Marco Piergotti\, il programma prevede una visita all’uliveto aziendale\, guidata dal titolare\, Massimiliano Di Carlo\, con dimostrazione di macchine innovative per la raccolta\, a cui seguirà una tavola rotonda dedicata alle più avanzate innovazionigenetiche\, biotecnologiche e gestionali in olivicoltura. \n\n\n\nTra i temi che si affronteranno ci saranno le proprietà nutraceutiche dell’olio EVO\, la scelta di nuove cultivar e sistemi di allevamento innovativi\, l’impollinazione assistita tramite droni\, la rintracciabilità e la determinazione di origine dell’olio\, fino alla gestione rigenerativa dell’oliveto e all’uso di biostimolanti di nuova generazione. Interverranno ricercatori\, rappresentanti di consorzi DOP\, ricercatori di  ENEA\, soci  dei biodistretti del Lazio e tecnici dei biodistretti. \n\n\n\nL’evento si concluderà con un dibattito aperto al pubblico\, mentre le conclusioni saranno affidate al Dottor Giovanni Pica dirigente di Arsial. I partecipanti potranno degustare un buffet con prodotti tipici a testimonianza del forte legame tra qualità agroalimentare\, salute e territorio. \n\n\n\nIl progetto è ideato e promosso dal Dott. Livio Terilli\, docente di marketing e titolare dell’azienda agricola Il Torrino dei Gelsi\, che sottolinea come “l’innovazione\, se condivisa\, possa diventare uno strumento concreto di crescita sostenibile e di bene comune per tutta la filiera olivicola\, fungendo da importante volano anche per il settore oleo turistico\, cuore del progetto Insieme ad Evo\, che in questi mesi ha raccolto la partecipazione e le proposte di decine di imprenditori e operatori del settore\, dimostrando come la sinergia possa essere un formidabile moltiplicatore di energie e opportunità”.
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SUMMARY:The Merchant of Venice al Teatro Satiro OFF di Verona
DESCRIPTION:Shakespeare 2026 si apre in occasione del Giorno della Memoria con la messa in scena di The Merchant of Venice al Teatro Satiro OFF di Verona\, spettacolo di punta della compagnia teatrale d’ispirazione internazionale Casa Shakespeare. \n\n\n\nShakespeare 2026 è la rassegna annuale di teatro\, incontri e cultura che mette in luce la città di Verona attraverso gli occhi di Shakespeare\, creando un dialogo vivo tra tradizione e contemporaneità. Il calendario è su shakespeare2026.com \n\n\n\nUn’opera che affronta temi universali e profondamente attuali come il pregiudizio\, la giustizia e la discriminazione\, offrendo una riflessione intensa sul dovere del “non dimenticare”. Un teatro che non consola\, ma interroga\, mettendo in dialogo passato e presente. \n\n\n\nTra amori contrastati\, giustizia implacabile e ambiguità morali\, lo spettacolo conduce il pubblico nella Venezia del XVI secolo\, dove il comico e il tragico si fondono in un racconto profondamente umano\, capace di parlare ancora al nostro tempo. In questa rilettura\, il ruolo del femminile viene ribaltato e diventa elemento decisivo nello sviluppo degli eventi. \n\n\n\nBassanio prende voce e corpo attraverso Jonathan Salway\, attore e regista teatrale britannico con una lunga esperienza nel West End di Londra\, collaborazioni con la Royal Shakespeare Company e un ruolo attivo come direttore artistico del Moscow English Theatre. Con Shakespeare 2026\, Casa Shakespeare rafforza il suo sguardo internazionale e il dialogo con la scena teatrale europea. \n\n\n\nL’iniziativa è inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\, il programma che promuove i valori olimpici attraverso cultura\, patrimonio e sport\, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2026. \n\n\n\nPARTNER \n\n\n\nMain sponsor Magis.Con il sostegno di Confartigianato Imprese Verona.Con il patrocinio della Camera di Commercio di Verona\, della Regione del Veneto\, della Provincia di Verona e del Comune di Verona. \n\n\n\nShakespeare 2026 sarà un anno di teatro\, formazione e innovazione\, pensato per mettere in dialogo la tradizione shakespeariana con i linguaggi contemporanei. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nRegia: Solimano PontarolloAdattamento testi: Andrea de ManincorProduzione: Casa Shakespeare e On View experiences di Ornella Naccari \n\n\n\nCast:Shylock – Solimano Pontarollo \n\n\n\nBassanio – Jonathan Salway \n\n\n\nPorzia – Giulia LacorteAntonio – Andrea de ManincorShoah – Beatrice Zuin \n\n\n\nFoto: Gianluca De Santi \n\n\n\nDurata: 50 minutiSpettacolo in costume elisabettianoLingua: dialoghi in inglese con accompagnamento in italiano \n\n\n\nBIGLIETTI E INFO \n\n\n\nUnder 12: ingresso omaggio (accompagnati\, prenotazione obbligatoria)Accrediti per giornalisti e blogger \n\n\n\nPer avvicinare i giovani al teatro e renderli parte attiva della memoria\, sono previsti biglietti a 5 euro per studenti di Verona e provincia\, presentando il badge scolastico la sera dello spettacolo. \n\n\n\nBiglietteria ufficiale e online: \n\n\n\nPrenotazioni veloci:https://bit.ly/42mDzfo \n\n\n\nBiglietteria ufficiale e online: \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/tour/shakespeare-2026/4620Contatti e accessibilità scrivere a:info@casashakespeare.it \n\n\n\nContatti e accessibilità scrivere a:info@casashakespeare.it
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LOCATION:Teatro Satiro Off\, Vicolo Satiro\, 8\, Verona\, 37121\, Italia
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SUMMARY:Il malato immaginario di Molière con regia di Andrea Chiodi al Giuditta Pasta
DESCRIPTION:Saronno non è una tappa\, ma un luogo da abitare. Con Il malato immaginario di Molière\, il Teatro Giuditta Pasta si conferma spazio vivo di creazione\, accogliendo in residenza uno dei riallestimenti più attesi della stagione. Lo spettacolo\, nell’adattamento e traduzione di Angela Dematté e con la regia di Andrea Chiodi\, prende nuova forma sul palco cittadino prima di aprire ufficialmente la tournée nazionale 2026. \n\n\n\nUna scelta tutt’altro che casuale: il Giuditta Pasta diventa laboratorio artistico\, tempo sospeso e necessario in cui gli spettacoli non si limitano a passare\, ma crescono\, si rinnovano\, si mettono in discussione. Un valore culturale concreto per la città\, che si trasforma in centro propulsivo della vita teatrale contemporanea. \n\n\n\nLo spettacolo andrà in scena giovedì 22 gennaio 2026 alle ore 20.45\, al termine di un periodo di lavoro intenso e approfondito\, pensato per affinare ulteriormente un allestimento già molto apprezzato. In scena Tindaro Granata e Lucia Lavia\, affiancati da Angelo Di Genio\, Emanuele Arrigazzi\, Alessia Spinelli\, Nicola Ciaffoni\, Emilia Tiburzi e Ottavia Sanfilippo. \n\n\n\nLe scene di Guido Buganza\, i costumi di Ilaria Ariemme\, le musiche di Daniele D’Angelo e le luci di Cesare Agonicostruiscono un universo onirico e perturbante\, in cui la comicità si intreccia con una riflessione profonda sulla fragilità umana. Argante non è soltanto una maschera farsesca\, ma il corpo vulnerabile di un’umanità che chiede attenzione\, cura e riconoscimento. \n\n\n\nDopo il successo de La locandiera di Goldoni e La bisbetica domata di Shakespeare – che valse a Tindaro Granata la candidatura al Premio Ubu – l’attore e il regista Andrea Chiodi tornano a collaborare su uno dei testi più feroci e attuali di Molière. Scritto nel 1673\, Il malato immaginario è un attacco frontale alla medicina del tempo\, ma anche un autoritratto dolente e lucidissimo dell’autore\, che trasforma la paura della malattia in materia teatrale. \n\n\n\nCome ricordava Giovanni Macchia\, Molière è “uno scienziato delle nevrosi”: dietro la comicità\, l’ombra di un uomo che teme la fine e usa il teatro come strumento di resistenza. In questa rilettura\, l’ipocondria diventa ossessione assoluta\, metafora di un bisogno disperato di essere guardati per esistere. \n\n\n\nLa residenza de Il malato immaginario si inserisce in un trend ormai attivo da tre anni\, che vede il Teatro Giuditta Pasta scelto da importanti realtà nazionali come luogo di creazione\, studio e riallestimento prima delle tournée. Tra queste AgiDi\, che nel mese di novembre è stato in residenza per la nuova produzione Lunga vita agli alberi con Mancuso e Storti; Antonio Latella con Wonder Woman; il Teatro Franco Parenti di Andrée Ruth Shammah con Il misantropo; e ancora il Teatro Franco Parenti con La storia\, spettacolo liberamente ispirato al romanzo di Elsa Morante\, con la regia di Fausto Cabra ospitati al Giuditta Pasta prima della ripresa della tournée. \n\n\n\nChe produzioni di questo livello scelgano Saronno per abitare la scena prima di incontrare il pubblico nazionale è un segnale forte e inequivocabile: il Teatro Giuditta Pasta si conferma un centro culturale vivo\, riconosciuto e scelto\, capace di offrire tempo\, ascolto e condizioni ideali per la creazione artistica. Un teatro che non ospita semplicemente spettacoli\, ma li fa nascere.
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LOCATION:Teatro Giuditta Pasta\, Via 1 Maggio snc\, Saronno (VA)\, ITA\, 21047\, Italia
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SUMMARY:"ARGUS – Nuovi dispositivi di salvataggio" a Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Giovedì 22 gennaio 2026\, alle ore 21.00\, lo Spazio Rossellini di Roma ospita in anteprima nazionale ARGUS – Nuovi dispositivi di salvataggio\, nuovo progetto di Balletto Civile nell’ambito di CIKOREA 2026_AMARA LA DANZA\, in collaborazione con Carrozzerie N.O.T. \n\n\n\nIdeato e diretto da Giulia Spattini\, con coreografie firmate insieme a Paolo Rosini\, Argus – nuovi dispositivi di salvataggio si configura come una pratica poetica e politica sul concetto di salvezza\, comunità e relazione. Un lavoro in cui il corpo diventa dispositivo\, architettura mobile\, spazio di attraversamento e di resistenza. \n\n\n\nLa composizione musicale è di Thybaud Monterisi\, la drammaturgia del suono e le luci di Daniele Boccardi\, i costumi di Giulia Spattini. In scena Giovanni Fasser\, Michele Calcari\, Paolo Rosini\, Giulia Spattini e Fabio Bergaglio\, per una creazione condivisa che mette al centro l’azione fisica come forma di scrittura e di riconoscimento reciproco. \n\n\n\nLo spettacolo costruisce un paesaggio scenico in cui danza\, suono e luce non accompagnano l’azione\, ma la generano\, interrogando il nostro tempo attraverso una riflessione urgente sul rapporto con l’altro\, sulla fragilità come linguaggio\, sulla comunità come unica possibilità di salvezza. \n\n\n\nProduzione Balletto Civile\, in collaborazione con Drama Teatro\, con il sostegno di SIAE – Per Chi Crea\, per il Collettivo Bc Factory.
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LOCATION:Spazio Rossellini\, Via della Vasca Navale 58\, Roma\, 00146\, Italia
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SUMMARY:"Il tuo è un posto dove non posso arrivare" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:E’ la storia di M\, la storia di una donna\, nata tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta. Ed è anche la storia di tante donne e uomini\, ragazzi e ragazze… La storia di uno spaccato sociale e umano\, filtrato dalle parole di una ‘ragazza dagli occhi azzurri’ che\, attraverso un monologo incalzante\, ricerca i pezzi mancanti della vita di M\, per ricreare il suo non-posto nel mondo; per ritrovare la sua voce e\, con essa\, la sua identità. Riportando alla luce la sua storia anche attraverso le testimonianze di coloro che non l’hanno più vista. \n\n\n\nUn tempo congelato. Come un orologio senza pile\, un loop infinito di un giorno eterno\, una foto di famiglia immobile. È da qui che prende vita la storia\, scavando nel vissuto personale dell’autrice e interprete\, esplorando l’invisibile. Un monologo a più voci\, audace. e impertinente\, punteggiato dalle testimonianze reali di chi ha vissuto questi eventi\, legato ai sogni di una donna mai cresciuta. Seguiamo i ricordi di una bambina che diventa adolescente ma non adulta. I vestiti troppo larghi per nascondere la femminilità\, la pelle bianca vietata al sole\, le scelte imposte. Legami familiari immobili\, prigionieri dei loro rituali\, gesti ripetuti\, copiati\, annullati\, dove i coinvolti sono incapaci di rispondere alle esigenze affettive richieste dall’altro. M si ammala lentamente\, invisibile agli altri. Insieme alla sua identità\, perde contatto con il suo corpo e con la voce. Ma in questo disegno di vita\, emergono possibilità. Momenti spartiacque che possono portarla a chiudersi alla vita\, troppo pericolosa\, o a tentare di uscire a respirare aria nuova. M è sola in scena\, ma mai completamente. Nella sua stanza riaffiorano voci\, scene e dialoghi. La scena è essenziale: lei e la sua stanza. Un vuoto con una vasca al centro. Luci che spiano come occhi. Fogli\, possibili finali di una storia o richieste d’aiuto mai ascoltate. Un dentro e un fuori. Il corpo\, non abitato nella sua interezza\, sfocato nella percezione\, dove il gesto è espressione di un mondo interiore sommerso. E una vocalità che diventa accadimento poetico nella sua espressione più irresistibile.  \n\n\n\n“Il tuo è un posto dove non posso arrivare” racconta in parallelo le vicende della protagonista\, della ragazza dagli occhi azzurri e di tutti i personaggi narrati. Il cuore abita un luogo fisico che diviene un non luogo per tutti gli altri. Un posto dove nessuno riesce ad entrare e dove lei chiude a chiave i suoi desideri e la sua voce. Un’impossibilità di incontro dei sentimenti. \n\n\n\nLa ricerca di rapporti validi. \n\n\n\nDi e con: Eleonora Gusmano – regia: Daniele Aureli – vadattamento per la scena: Daniele Aureli\, Ania Rizzi Bogdan\, Eleonora Gusmano – dramaturg: Giusi De Santis – profondità sonore | sound designer: Alessandro Romano LORCO – aiuto regia | estetica: Ania Rizzi Bogdan – produzione: Focus 2 – coproduzione: Fortezza Est
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LOCATION:Teatro Trastevere\, Via Jacopa de Settesoli\, 3\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"Il Vecchio e il Mare" al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, presenta\, da giovedì 22 a domenica 25 gennaio\, Il Vecchio e il Mare\, di Ernest Hemingway\, lettura scenica con adattamento di Lucilio Santoni\, regia\, Sebastiano Somma\, con Sebastiano Somma e Cartisia Somma\, al violino\, Riccardo Bonaccini e al violoncello\, Liberato Santarpino. Il vecchio Santiago sfida le forze incontenibili della natura nella disperata caccia a un enorme pescespada dei Caraibi\, e poi nella lotta\, quasi letteralmente a mani nude\, contro gli squali che un pezzo alla volta gli strappano la preda\, lasciandogli solo il simbolo della vittoria e della riuscita nell’impresa. Forse per la prima volta nella sua vita\, mentre ingaggia il corpo a corpo coi suoi nemici acquatici\, si scopre coraggioso e fiero. Capisce che si può vincere\, anche se dovrà realizzare che nella vittoria si nasconde la sconfitta\, eterno dramma dell’essere umano. Il pescespada\, durante la lotta\, rimane sempre sotto l’acqua\, il pescatore non lo vede mai\, anche se vorrebbe vederlo\, vorrebbe sapere con chi ha a che fare: probabilmente è simbolo di un male più profondo\, una ferita che ogni uomo non può eludere ma solo affrontare con tutte le forze che ha in corpo.Il ragazzino Manolin è l’unico che lo capisce e gli è fedele. Ha imparato il mestiere di pescatore e tutti i segreti dal vecchio\, ma è costretto ad abbandonare il suo amico di viaggio\, per volere dei genitori\, che desiderano peschi su un’altra barca con maggior fortuna. Manolin però è molto affezionato al vecchio e\, appena può\, se ne prende cura come se fosse un figlio: un figlio che sogna i leoni! Nel rapporto intenso col ragazzino e nel ritrovarsi vincitore triste\, Santiago trova la ragione della propria esistenza. Dalla loro amicizia capiamo che\, probabilmente\, il calore umano è l’unico medicamento possibile per alleviare quel male profondo che è dentro ognuno di noi. \n\n\n\nAlla fine della sua grande carriera di scrittore\, Ernest Hemingway rimedita i temi fondamentali di ciò che ha elaborato negli anni\, nella cornice simbolica di un’epica individuale e\, contemporaneamente\, ripercorre i grandi modelli letterari che\, come Moby Dick\, hanno reso celebre la letteratura nordamericana. \n\n\n\n“Ritornare a vestire i panni del vecchio Santiago\, nel suo incredibile viaggio nella speranza\, nella dignità\, nell’orgoglio sopito\, e nella grande scrittura di Ernest Hemingway\, dopo essere stato la preside Trinciabue\, nell’ esilarante ed emozionante musical “Matilda” in scena al Sistina di Roma fino a pochi giorni fa\, è davvero una sfida\, un emozionante impresa. Mondi così belli e diversi l’uno dall’altro\, con al centro il “mio” viaggio\, fatto di ricerca\, di conoscenza\, stimolato dalla voglia di trasferire al pubblico emozioni forti. Il vecchio e il mare\, del grande scrittore Ernest Hemingway\, in questa riduzione di Lucilio Santoni\, porta la mia regia\, fatta di suggestioni\, fatta di luci e ombre\, così come il grande romanzo\, con un bellissimo repertorio musicale grazie al violino di Riccardo Bonaccini e al violoncello di Liberato Santarpino. Con me in scena Cartisia Somma\, mia figlia nella vita reale\, che interpreta il ruolo di Manolin\, il giovanissimo amico del vecchio\, che trasferirà forza e amore a Santiago\, nel momento del suo estremo bisogno. Questa volta è mia figlia a trasformarsi da donna a uomo\, anche lei giovane attrice alla ricerca di percorsi\, e come me alla ricerca di emozioni. E nel grande romanzo ce ne sono davvero tante\, il senso dell’amicizia\, il rispetto per la natura\, l’orgoglio di un vecchio abbandonato\, l’amore per il mare\, la resilienza\, e il dialogo intenso tra due generazioni lontane che hanno bisogno reciprocamente l’uno dell’altro. Ho l’onore di avere con me in scena due grandi musicisti\, e una scultura che rappresenta il pesce dilaniato\, ad opera del maestro Angelo Accardi\, che accompagnerà il pubblico e me\, nell’ intensa lettura. Ho proposto al direttore artistico del Teatro Arcobaleno\, Vincenzo Zingaro questo breve e intenso romanzo\, capolavoro della letteratura americana del Novecento\, un testo straordinario\, in un luogo dove la parola la fa da padrone\, il resto dovremmo mettercela noi artisti\, e faremo di tutto per emozionarvi e convincervi. L’ultima emozione però\, ha riguardato me personalmente\, quando\, durante il festival dedicato a Hemingway\, a Lignano\, luogo dove ha soggiornato il grande drammaturgo\, alla fine della rappresentazione\, è salito sul palco un signore\, era il nipote di Hemingway\, John Hemingway. In quell’occasione ero accompagnato dal grande flautista Roberto Fabbriciani\, Jhon mi ha abbracciato con le lacrime agli occhi\, probabilmente l’avevo convinto\, e l’avevo emozionato\, potete immaginare però anche la mia emozione… (Sebastiano Somma)
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SUMMARY:"Amori al Royal Hotel" al Teatro Testaccio
DESCRIPTION:Dal 23 al 25 gennaio 2026 il Teatro Testaccio ospita Amori al Royal Hotel\, commedia scritta\, diretta e interpretata da Giorgio Gori\, liberamente ispirata ad Appartamento al Plaza di Neil Simon. Un testo che\, nella rilettura di Gori\, abbandona New York per approdare a Roma\, trasformando una camera d’albergo in un osservatorio privilegiato sulle relazioni umane. \n\n\n\nLo spettacolo si sviluppa attraverso tre episodi distinti\, tutti ambientati nella stessa stanza dell’Hotel Royal. Cambiano i personaggi\, mutano le dinamiche\, ma resta costante il filo sottile che lega i racconti: l’amore nelle sue forme più fragili e contraddittorie. Due sposi\, due amanti e due genitori alle prese con il matrimonio della figlia danno vita a situazioni che oscillano tra comicità grottesca e riflessione\, restituendo uno sguardo ironico e al tempo stesso autentico sui rapporti di coppia e familiari. \n\n\n\nLa regia utilizza un raffinato gioco di luci per scandire il passaggio da una storia all’altra\, accompagnando lo spettatore in un percorso narrativo fluido\, quasi cinematografico. La comicità non è mai fine a sé stessa: il sorriso diventa uno strumento per osservare più da vicino fragilità\, aspettative e piccoli fallimenti quotidiani. \n\n\n\nAccanto a Giorgio Gori in scena Achiropita Dalila Bosco\, anche aiuto regia\, con la partecipazione straordinaria di Simona Di Sarno e un cast corale che comprende Paolo Monetti\, Sara Bartalini\, Diana Baldi\, Rita Besson\, Ugo Besson\, Arturo Pizzicannella\, Fabiola Zossolo e Cristian Guadalaxara. Le scene sono firmate da Alice Battilani\, la grafica da Valedia Adinolfi. \n\n\n\nLa scelta di tornare a Neil Simon non è casuale. Gori rielabora il testo mantenendone l’impianto dei personaggi ma innestandovi una sensibilità tutta italiana\, creando un equilibrio tra humour anglosassone e comicità nostrana. L’obiettivo è chiaro: far ridere\, sì\, ma anche invitare a riflettere su come spesso siano proprio le piccole cose\, quelle che diamo per scontate\, a definire il nostro modo di amare e di stare al mondo. \n\n\n\nAmori al Royal Hotel si configura così come una commedia dal sapore amaro e contemporaneo\, capace di parlare a generazioni diverse\, senza moralismi e con una leggerezza che lascia il segno. \n\n\n\nBiglietto:  \n\n\n\n€ 15\,00 inclusa tessera associativa annuale \n\n\n\nInfo e Prenotazioni: \n\n\n\n348.960.2600
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SUMMARY:Marcotulli\, Zeppetella\, Gatto e Tavolazzi\, il super quartetto all'Alexanderplatz
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, venerdì 23 e sabato 24 gennaio\, un formidabile quartetto formato da alcuni dei più importanti musicisti del jazz italiano: Rita Marcotulli al pianoforte\, Fabio Zeppetella alla chitarra\, Roberto Gatto alla batteria e Ares Tavolazzi al contrabbasso. Quattro grandi musicisti\, ma soprattutto quattro grandi amici che si incontrano per suonare insieme. Il progetto nato dalla collaborazione tra Fabio Zeppetella e Rita Marcotulli\, che firmano tutte le composizioni di questo nuovo progetto. Una formazione all star che unisce quattro grandi artisti della scena jazzistica nazionale e internazionale che vede anche il coinvolgimento del contrabbassista Ares Tavolazzi (già membro degli Area) e del batterista Roberto Gatto. Melodia\, poesia e groove sono i fattori dominanti di questo progetto\, dove l’energia che si sprigiona riporta ai valori e alla freschezza del grande jazz. \n\n\n\nRita Marcotulli\, pianista e compositrice tra le più affermate ed apprezzate a livello internazionale\, Rita Marcotulli inizia la sua carriera fulminante sul fnire degli anni ‘80 e grazie a prestigiose collaborazioni – solo per citarne alcune\, Peter Erskine\, Joe Henderson\, Joe Lovano\, Enrico Rava\, Andy Sheppard\, si aferma in breve tempo come una fgura importante a livello internazionale sulla scena jazz contemporanea: nel 1987 la rivista Musica Jazz la vota come Miglior Nuovo Talento; nel 1998 il Guardian premia il suo Te woman next door come miglior Cd dell’anno; nel 1989 entra a far parte del gruppo di Billy Cobham con il quale si esibisce in tutto il mondo\, nel 1992 si unisce al gruppo di Dewey Redman con cui collabora per 15 anni suonando in tutta Europa e Sud America. Importanti anche le sue collaborazioni con musicisti del Nord Europa che portano nuove musicalità nel suo incessante percorso di ricerca. Durante la sua lunga permanenza in Svezia nascono le preziose collaborazioni con Palle Danielsson\, Marilyn Mazur\, Jon Christensen\, Nils Petter Molvaer\, Anders Jormin\, Tore Brumborg. Bobo Stenson e John Taylor. Da metà degli anni 90\, forte di una così ricca e variegata esperienza internazionale\, torna in Italia alternando propri progetti nel jazz a collaborazioni nel mondo della canzone tra cui la formazione Pino Daniele – Pat Metheny\, Giorgio Gaber\, Gino Paoli\, Noa. Nella sua eclettica carriera entra anche il cinema: nel 2009 realizza la colonna sonora del flm “Basilicata coast to coast”\, di Rocco Papaleo\, per la quale ha ricevuto il Ciak d’Oro nel 2010\, il Nastro d’Argento per la migliore colonna sonora e il David di Donatello come miglior musicista nel 2011\, prima donna in assoluto a ricevere questo premio. Nel 2019 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la nomina Ufficiale della Repubblica. Sempre nel 2019 viene nominata membro della Royal Swedish Academy of music. \n\n\n\nFabio Zeppetella è uno tra i migliori chitarristi e compositori italiani affermatosi nell’attuale scena jazz nazionale ed europea. Dotato di una tecnica ineccepibile e di grande sensibilità musicale\, si avvale di un linguaggio unico e molto personale\, frutto di uno studio sempre votato alla ricerca di uno stile che negli anni ha reso proprio. È arrivato all’elaborazione di un suono del tutto originale passando dalla tradizione e dalla musica di maestri come Charlie Cristian e Wes Montgomery all’evocazione del be-bop e dell’hard-bop degli anni Sessanta.Nel suo fraseggio si scoprono gli aspetti dominanti di un linguaggio mai scontato\, a volte virtuoso a volte dolce ma sempre essenziale\, dimostrando una particolare attenzione al significato delle singole note e delle “linee in movimento” che da esse vengono prodotte. Le sue caratteristiche dominanti sono costituite dalla freschezza e dalla forza insite nel modo originale di interpretare la musica\, e da un particolare lirismo nel quale appare evidente la volontà di ricercare un legame tra poesia e musica. Il suo dinamismo e la sua poliedricità si concretizzano nell’adesione a numerosi progetti musicali che vanno dal jazz puro alle contaminazioni con il Funk e l’R&B. Numerose le collaborazioni con Kenny Wheeler\, Lee Konitz\, Tom Harrell\, Enrico Rava\, Paolo Fresu\, Aldo Romano\, Joey De Francesco\, Roberto Gatto\, Danilo Rea\, Steve Grossman\, Javier Girotto\, Nicola Stilo\, Stefano  Bollani\, Rosario Giuliani\, Fabrizio Bosso\, Gegè Telesforo\, Stefano Di Battista\, Maurizio Giammarco\, Gianluca Petrella\, Fabrizio Sferra\, Ares Tavolazzi\, Ramberto Ciammarughi\, Heyn Van De Geyn\, Emmanuel Bex e molti altri. \n\n\n\nRoberto Gatto debutta con il Trio di Roma\, co-diretto assieme ad altri due musicisti destinati come lui a segnare profondamente la storia del jazz nazionale: Danilo Rea ed Enzo Pietropaoli. Da allora\, nel corso di quasi cinque decenni di carriera\, Gatto si è imposto come l’esempio più rappresentativo della batteria jazz italiana. Le sue indiscutibili doti tecniche lo hanno reso uno dei batteristi più ricercati sia dai leader italiani (Enrico Rava\, Franco D’Andrea\, Enrico Pieranunzi) che dai più importanti artisti stranieri di passaggio dalle nostre parti (Johnny Griffin\, George Coleman\, Curtis Fuller\, Chet Baker\, Joe Zawinul\, Pat Metheny). Dopo aver svolto per lungo tempo il ruolo di sideman di lusso\, Gatto si sta ora concentrando principalmente sulla sua attività da leader. In tale veste ha dato vita a varie collaborazioni con musicisti della scena statunitense e si è dimostrato un sapiente talent scout nel selezionare le nuove leve del jazz italiano da inserire nelle sue band. \n\n\n\nAres Tavolazzi ha studiato violoncello e contrabbasso al Conservatorio di Ferrara. Nel 1969 inizia a lavorare come session-man in studio per Paolo Conte\, Francesco Guccini\, Fabio Concato\, Teresa de Sio e molti altri. Dal 1973 al 1983 fa parte degli AREA insieme a Demetrio Stratos\, Patrizio Fariselli\, Paolo Tofani e Giulio Capiozzo\, registrando con il gruppo 10 album e partecipando a numerose manifestazioni internazionali. In quel periodo si avvicina alla musica jazz\, frequentando l’ambiente jazzistico di New York. Nel 1982 partecipa al tour dell’orchestra di Gil Evans\, con Steve Lacy e Pietro Tonolo. Per tre anni consecutivi (dal 1984 al 1986) è al primo posto nella classifica dei bassisti italiani indetta da Guitar Club. Nel 1987 vince il premio A. Willaert come migliore musicista dell’anno. Dal 1990 ha collaborato dal vivo e in studio con Sal Nistico\, Max Roach\, Lee Konitz\, Phil Woods\, Mau Mau\, Massimo Urbani\, Enrico Rava\, Stefano Bollani\, Dado Moroni\, Ermanno Maria Signorelli\, Enrico Pierannunzi\, Roberto Gatto\, Danilo Rea\, Franco D’Andrea\, Mike Melillo\, Ray Mantilla\, Carlo Atti\, Paolo Fresu\, Tino Tracanna\, Gianni Basso\, Gianluca Petrella\, Rita Marcotulli\, Fabrizio Bosso e molti altri.Collabora negli anni a diversi lavori teatrali componendo e suonando dal vivo(di recente “Ruth e Il Cantico dei Cantici” per la Fondazione Teatro di Pontedera). Ha tenuto seminari sull’improvvisazione in tutta Italia\, insegnando nelle scuole jazz di Milano\, Bologna\, Ferrara\, Rovereto. La masterclass si prefigge il compito di affinare e perfezionare le capacità di interazione creativa all’interno di gruppi con piccolo organico\, con un occhio di riguardo nei confronti dell’importanza dell’ascolto reciproco. \n\n\n\n                                                                                                                                                                                     Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com \n\n\n\n  www.alexanderplatzjazz.com
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SUMMARY:"ONE MORE KISS\, DEAR" al Teatro IF
DESCRIPTION:One More Kiss\, Dear  di Giovanni Caloro\, sembra un monologo ma non lo è: il personaggio in scena è sempre uno\, ma le sue due facce si mischiano e si sovrappongono nel corso della storia.Tutto inizia da un amore rifiutato\, stroncato nel più cinico e crudele dei modi\, che innesca nella protagonista una reazione a catena di pensieri\, emozioni e azioni. \n\n\n\nLa storia si dipana in una serie di dialoghi che la protagonista intrattiene con alcuni personaggi più o meno a lei cari\, veri o immaginari che siano\, fino a far sì che lo spettacolo si ponga alcuni interrogativi\, al pubblico cercarvi\, nel buio della sala\, le risposte: fin dove l’attaccamento è cura dell’altro?  \n\n\n\nQuanto ci si può spingere nel desiderare qualcuno? \n\n\n\nL’amore è eterno? \n\n\n\nONE MORE KISS\, DEARVenerdì 23 gennaio 2026 ore 21:00 \n\n\n\nSabato 24 gennaio 2026 ore 21:00 \n\n\n\nDomenica 25 gennaio 2026 ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78 \n\n\n\nBiglietti disponibili al link: https://www.ticket.it/teatro/evento/one-more-kiss-dear.asp
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SUMMARY:"'O tuono 'e marzo" al Teatro Prati
DESCRIPTION:Il fascino senza tempo del teatro napoletano: al Prati Fabio Gravina porta in scena la commedia corale di Vincenzo Scarpetta\, “‘O tuono ‘e marzo”\,  tra arredi d’antiquariato e sartoria storica  \n\n\n\nIl fascino senza tempo della commedia napoletana rivive nel cuore pulsante di una Roma moderna. Nello spazio culturale del Teatro Prati si mescolano una serie di preziosi elementi: la tradizione del “teatro vero”\, i costumi confezionati seguendo fedelmente le linee sartoriali dell’epoca\, la scenografia ricostruita con pezzi di antiquariato e la messa in scena di capolavori senza età che conquistano il pubblico. Per questo motivo Fabio Gravina\, Direttore Artistico di questo teatro\, situato in via degli Scipioni nel quartiere Prati\, ancora una volta ha deciso di portare sul palco uno spettacolo corale: “ ‘O tuono ‘e marzo”\, commedia di Vincenzo Scarpetta che Eduardo De Filippo portò alla ribalta in televisione con la sua presenza e quella di Paolo Stoppa e Rina Morelli. Lo spettacolo\, nel nuovo adattamento di Gravina che è anche uno dei protagonisti\,  sarà in scena dal 23 gennaio e fino all’1 marzo 2026 e prodotto da Arte del Teatro. Cast d’eccezione\, Corrado Taranto e Eduardo Ricciardelli\, Alida Tarallo\, Pierre Bresolin\, Sara Scotto Di Luzio\, Luca Cardillo\, Michele Sibilio\, Sara Guardascione\, Alessandro Casola\, per una trama ricca di satira\, ritmi serrati\, intrecci pronti a scatenare le risate degli spettatori. Al centro la famiglia\, un pilastro che ieri come oggi resta fondamentale. Sofia\, sorella di Don Saverio\, gli confessa di essere stata vittima di un fatale avvenimento: durante il loro viaggio a Roma\, mentre si riposava in albergo\, nella notte era scoppiato un pauroso temporale con tanto di tuoni e fulmini. Impaurita era uscita dalla sua camera per trovare rifugio in quella del fratello ma per errore\, e a causa della mancanza di luce\, era entrata in quella di uno sconosciuto ed era svenuta per il terribile rumore di un tuono. L’ignoto individuo aveva colto l’occasione approfittando di lei. E così da quell’agitato incontro era nato Don Felice Sciosciammocca\, figlio naturale e segreto di Sofia\, ora fidanzato con Marietta\, figlia di don Saverio. Sofia aveva fatto di tutto per identificare l’uomo che l’aveva oltraggiata. Era arrivata perfino ad ingaggiare un investigatore privato\, ma senza esito. Poi un giorno l’infido domestico Turillo\, a conoscenza del segreto dopo averlo ascoltato di nascosto durante una conversazione privata\, si dichiara padre di Don Felice\, il quale è ignaro di essere figlio di Donna Sofia. Le cose si complicano ancora di più quando ritorna dall’America Don Alfonso Trocoli\, che l’investigatore riconosce come il vero padre di Felice Sciosciammocca. Un gran finale da non perdere.  \n\n\n\n Infoline 06/39740503  \n\n\n\nOrari spettacoli:  \n\n\n\n– Dal Martedì al Venerdì ore 21:00   \n\n\n\n– Sabato ore 17:30 e ore 21:00  \n\n\n\n– Domenica e festivi ore 17:30 (ultimo spettacolo della stagione ore 18:00)
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SUMMARY:Teatro Stabile di Catania e Théâtre Solidaire #6\, per la Notte della della Solidarietà
DESCRIPTION:ll Teatro Stabile di Catania è partner di Théâtre Solidaire #6\, l’importante progetto internazionale promosso dal Théâtre de la Ville di Parigi che\, da novembre 2025 a gennaio 2026\, coinvolge artisti\, istituzioni culturali e realtà sociali in Europa\, Africa e Stati Uniti attorno ai temi della solidarietà\, dell’inclusione e dell’arte come strumento di coesione. \n\n\n\nIl momento culminante del progetto è stato la Notte della Solidarietà\, che si è svolta ieri\, giovedì 22 gennaio\, alla quale il Teatro Stabile di Catania ha partecipato in rete con tutti i partner internazionali\, ciascuno nelle proprie sedi\, tra le quali a Parigi\, Lisbona\, Sibiu e Kosovo. \n\n\n\nPer la Notte della Solidarietà\, il Teatro Stabile di Catania realizzerà una serie di azioni artistiche e sociali sul territorio\, con particolare attenzione ai temi dell’inclusione e della fragilità. \n\n\n\nNella giornata di ieri Palazzo Platamone ha ospitato il laboratorio inerente allo spettacolo “Il volo degli storni” che ha la regia di Monica Felloni\, di Neon Teatro\, una realtà che lavora da 36 anni sulla disabilità\, ritenuta come una valore aggiunto alla persona e un valore sociale. \n\n\n\nNei giorni successivi\, il progetto proseguirà con laboratori teatrali in carcere presso l’Istituto Penale per Minorenni di Catania Bicocca\, in collaborazione con l’Associazione La Poltrona Rossa\, per portare il teatro come strumento educativo e di dialogo all’interno del contesto detentivo minorile. \n\n\n\nIl Direttore del Teatro Stabile di Catania\, Marco Giorgetti\, dichiara: “Questo evento rappresenta l’avvio del ponte ideale con i partner internazionali che\, da oggi\, contribuiscono alla nascita del Teatro del Mediterraneo. Con la partecipazione a Théâtre Solidaire #6\, il TSC rafforza il proprio ruolo in una rete artistica globale che promuove l’arte come bene comune e strumento di inclusione sociale\, confermando la vocazione internazionale della città di Catania e il suo posizionamento come polo del futuro Teatro del Mediterraneo”.
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SUMMARY:Generazione Scenario 2025 allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Dagli studi scenici di venti minuti\, proposti a settembre a Bologna in occasione della finale del Premio Scenario\, nell’ambito della ottava edizione di Scenario Festival\, agli spettacoli compiuti in prima rappresentazione nazionale. Debuttano a Roma\, il 24 e 25 gennaio allo Spazio Diamante\, nell’ambito di un’iniziativa promossa e organizzata da Scenario ETS\, in collaborazione con Spazio Diamante\, Viola Produzioni Centro di Produzione Teatrale e con il sostegno di MiC-Ministero della Cultura\, gli spettacoli della Generazione Scenario 2025\, vincitori della ventesima edizione del Premio Scenario dedicato ai nuovi linguaggi per la ricerca e l’inclusione sociale che per la prima volta ha assegnato\, oltre ai tradizionali Premio Scenario e Premio Scenario Periferie\, i due premi speciali per la sfida artistica e per il dispositivo scenico intitolati rispettivamente a Alessandra Belledi e Stefano Cipiciani\, figure portanti di Scenario\, recentemente scomparse.  \n\n\n\nA decretare i quattro vincitori giunti ora al loro debutto\, è stata una Giuria\, presieduta da  Ermanno Pingitore (attore\, drammaturgo\, regista di Usine Baug\, compagnia vincitrice del Premio Scenario Periferie 2021)\, e composta dai membri esterni Fabio Biondi (direttore artistico di L’arboreto-Teatro Dimora di Mondaino)\, Angela Fumarola(direttrice artistica di Fondazione Armunia/Festival Inequilibrio)\, e dai soci di Scenario ETS Cristina Valenti(presidente e direttrice artistica di Scenario\, già docente di Discipline dello Spettacolo all’Università di Bologna) e Jacopo Maj (vicepresidente di Scenario\, vicedirettore di Teatro Gioco Vita). \n\n\n\nPromosso e sostenuto dai 42 soci di Scenario ETS\, il Premio rivolto ad artisti esordienti\, gruppi di recente formazione\, soggetti impegnati in nuovi percorsi di ricerca\, con lo scopo di incentivare nuove idee\, progetti e visioni di teatro per la ricerca e l’inclusione sociale\, rappresenta nel panorama nazionale un’occasione unica di censimento\, dialogo e confronto per le giovani generazioni. Osservatorio del nuovo teatro\, il Premio Scenario lavora nel territorio che precede la formalizzazione del processo produttivo\, accogliendo progetti che non sono ancora diventati spettacoli compiuti\, ma appartengono a percorsi e linguaggi in via di esplorazione.  \n\n\n\nVincitore del Premio Scenario 2025\, Infinita bellezza di Fondamenta zero (Milano)\, sarà in scena il 24 gennaio (ore 21) e 25 gennaio (ore 16.30)\, con Claudia Manuelli e Aron Tewelde\, produzione Teatro Metastasio di Prato\, con il sostegno di Scenario ETS e Teatro Due Mondi – Residenza per artisti nei territori\, Faenza. Infinita bellezza è un libretto consegnato al pubblico che diventa il motore narrativo dello spettacolo\, generando un gioco continuo tra ciò che si legge e ciò che accade in scena. Una guida che anticipa\, distorce o sovverte gli eventi. Utilizzando l’ironia come strumento critico di analisi della realtà\, l’intero progetto gioca sulla dialettica tra costruzione e decostruzione. La parola e il corpo di chi è in scena si intrecciano con la presenza del pubblico\, in una continua ridefinizione dei ruoli. Il confine tra chi guarda e chi agisce si fa labile\, creando una relazione fluida\, dove la complicità si intreccia alle aspettative deluse o superate. Infinita bellezza\, con sgraziata sincerità\, è un manifesto politico-poetico di delicata rabbia. \n\n\n\nVincitore del Premio Scenario Periferie 2025\, L’isola dei ciccioni felici di Andrea Mattei (Bologna)\, sarà presentato il 24 gennaio (ore 22.30) e 25 gennaio (ore 18)\, con Andrea Mattei\, produzione Teatrino dei Fondi\, Accademia Perduta/Romagna Teatri\, con il sostegno di Scenario ETS e Teatro Due Mondi – Residenza per artisti nei territori\, Faenza. O\, talmente ciccione da perdere il nome e restare solo una vocale tonda\, parte per Nauru\, isola polinesiana dove la maggioranza della popolazione è grassa\, un miraggio-paradiso in cui godere finalmente il suo lieto fine. L’isola dei ciccioni felici è una favola ironica\, crudele e grottesca che segue questo viaggio. Una storia\, a volte tenera\, di chi vuole essere visto e non solo osservato\, di chi cerca di esistere non come bersaglio da colpire\, creatura da accettare o monito da temere\, ma semplicemente come corpo\, che sa stare. \n\n\n\nPremio Stefano Cipiciani per il dispositivo scenico 2025\, è Dad or alive di BumBumFritz (Padova) in scena il 24 gennaio (ore 16.30) e 25 gennaio (ore 21)\, testi\, live electronics\, videomapping e regia di Giovanni Frison e Michele Tonicello\, produzione Cranpi\, La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale\, La Corte Ospitale\, Pergine Festival\, con il sostegno di Scenario ETS\, L’Arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale – Centro di Residenza Emilia-Romagna\, Teatro Biblioteca Quarticciolo. Dad or alive affronta il conflitto tra desiderio di genitorialità e paura di un futuro instabile: crisi climatica\, precarietà\, realizzazione personale. Tra testimonianze reali\, statistiche\, videomapping e musica elettronica dal vivo\, lo spettacolo dà voce a chi si chiede se mettere al mondo un figlio oggi sia scelta possibile o peso insostenibile. \n\n\n\nPremio Alessandra Belledi per la sfida artistica 2025\, è Concerto per uno sconosciuto di Dimore Creative(Lomazzo\, Co)\, che sarà presentato il 24 gennaio (ore 18) e 25 gennaio (ore 22.30)\, uno spettacolo di e con Pietro Cerchiello\, musiche dal vivo di Giacomo Tamburini e Vittorio Simonetto\, produzione Dimore Creative con il sostegno di Scenario ETS e Teatrino dei Fondi – Residenza per artisti nei territori\, San Miniato.  \n\n\n\nLo spettacolo prende forma a partire da un’esperienza reale\, un cammino di 460 km lungo il Kungsleden\, nel nord della Svezia\, compiuto dall’autore\, un ragazzo di 26 anni che lascia tutto e parte\, senza sapere cosa troverà. Lungo il cammino incontra paesaggi remoti\, rifugi\, persone e una ragazza\, anche lei in viaggio. La drammaturgia si muove in equilibrio. Tra autobiografia e finzione\, lo spettacolo è una riflessione su cosa significhi partire davvero\, sulle cose da lasciare e su quelle da portare con sé\, sul desiderio di cambiare e del bisogno di restare.  \n\n\n\nCALENDARIO \n\n\n\nSABATO 24 GENNAIO 2026 \n\n\n\nore 16.30 – Sala Black \n\n\n\nBumBumFritz | Dad or alive | Premio Stefano Cipiciani per il dispositivo scenico 2025 \n\n\n\nore 18.00 – Sala Black \n\n\n\nDimore Creative | Concerto per uno sconosciuto | Premio Alessandra Belledi per la sfida artistica 2025 \n\n\n\nore 21.00 – Sala White \n\n\n\nFondamenta zero | Infinita bellezza | Premio Scenario 2025 \n\n\n\nore 22.30 – Sala White \n\n\n\nAndrea Mattei | L’isola dei ciccioni felici | Premio Scenario Periferie 2025 \n\n\n\nDOMENICA 25 GENNAIO 2026 \n\n\n\nore 16.30 – Sala White \n\n\n\nFondamenta zero | Infinita bellezza | Premio Scenario 2025 \n\n\n\nore 18.00 – Sala White \n\n\n\nAndrea Mattei | L’isola dei ciccioni felici | Premio Scenario Periferie 2025 \n\n\n\nore 21.00 – Sala Black \n\n\n\nBumBumFritz | Dad or alive | Premio Stefano Cipiciani per il dispositivo scenico 2025 \n\n\n\nore 22.30 – Sala Black \n\n\n\nDimore Creative | Concerto per uno sconosciuto | Premio Alessandra Belledi per la sfida artistica 2025 \n\n\n\nSCHEDE  SPETTACOLI \n\n\n\nBUMBUMFRITZ (PADOVA) \n\n\n\nDAD OR ALIVE \n\n\n\nPREMIO STEFANO CIPICIANI PER IL DISPOSITIVO SCENICO 2025 \n\n\n\nMotivazione della Giuria \n\n\n\nDi un conflitto si parla\, per riflettere sulla complessità del proprio tempo. Il punto di partenza è una domanda\, forse la domanda di sempre\, primordiale\, quando le ragioni delle crisi\, delle catastrofi sovrastano l’impulso umano alla procreazione\, fra ragione e sentimento\, natura e cultura\, valutazioni di opportunità e slanci dei sentimenti. Nei passaggi fra singolare e plurale\, privato e pubblico\, lo spettacolo si interroga sul desiderio e la paura di diventare genitori. Adulti che non possono o non riescono a garantire le migliori condizioni per crescere un figlio. Adulti che non hanno il tempo e le risorse da destinare alla cura dei nuovi figli del mondo. Adulti che non riescono a immaginare strade maestre o vie secondarie per accompagnare la crescita dei figli\, da non intendere solo come eredità. Il dispositivo scenico si fonda sulla commistione fra il corpo delle parole e le risorse della musica che crea il giusto ritmo per non perdere la tensione e il contatto con la dimensione vocale. Una pressione ritmica che crea sollecitazioni continue\, e incalza la tenuta percettiva dello spettatore. \n\n\n\ntesti\, live electronics\,  \n\n\n\nvideomapping e regia                           Giovanni Frison e Michele Tonicello \n\n\n\nfonica                                                  Christian Reale \n\n\n\nscene e costumi                                   Eleonora Rossi \n\n\n\nmovimenti scenici a cura di                  Stefania Borrella \n\n\n\nproduzione                                          Cranpi\, La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale\,  La Corte             Ospitale\, Pergine Festival  \n\n\n\ncon il sostegno di                                 Scenario ETS\, L’Arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale –  \n\n\n\nCentro di Residenza Emilia-Romagna\, Teatro Biblioteca Quarticciolo  \n\n\n\nGrazie a Babilonia Teatri\, Francesca Macrì e Massimiliano Chinelli \n\n\n\nDad or alive affronta il conflitto tra desiderio di genitorialità e paura di un futuro instabile: crisi climatica\, precarietà\, realizzazione personale. Tra testimonianze reali\, statistiche\, videomapping e musica elettronica dal vivo\, lo spettacolo dà voce a chi si chiede se mettere al mondo un figlio oggi sia scelta possibile o peso insostenibile. \n\n\n\nIl progetto artistico BumBumFritz\, composto da Giovanni Frison (Fritz) e Michele Tonicello (BumBum)\, si occupa di spettacoli\, album\, performance e concerti di testi naufraghi e musica elettronica. Esordisce nel 2022 con l’album musicale Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico (bip). Con lo spettacolo Dentifricio vince al Catania Fringe Off i premi “Stockholm Fringe Festival” e “Retablo Dreamaturgy Zone”\, per poi debuttare al Teatro Astra di Vicenza diretto da La Piccionaia. Partecipa allo Stockholf Fringe Off 2025 vincendo il premio “Rule breaker” e ricevendo una nomination per il premio “Raw and unexpected”.  \n\n\n\nIl secondo spettacolo teatrale Ballavamo Sempre ha debuttato nel luglio 2025 al Pergine Festival diretto da Babilonia Teatri. Con lo spettacolo Dad or alive vince il “Premio Stefano Cipiciani per il dispositivo scenico 2025” (Generazione Scenario 2025). \n\n\n\nDIMORE CREATIVE (LOMAZZO\, CO) \n\n\n\nCONCERTO PER UNO SCONOSCIUTO \n\n\n\nPREMIO ALESSANDRA BELLEDI PER LA SFIDA ARTISTICA 2025 \n\n\n\nMotivazione della Giuria \n\n\n\nDa sempre\, il cammino contiene ed esprime differenti motivazioni. \n\n\n\nConcerto per uno Sconosciuto lo assume a drammaturgia tessuta tra parole\, suono\, realtà e immaginazione. Ogni capitolo è un dipinto che fonde le note di una chitarra e di un euphonium per farle diventare l’estensione di sentieri poetici. Un cammino reale e visionario che si predispone alla bellezza dell’ignoto\, liberandosi del superfluo per privilegiare la leggerezza dei passi. La solitudine del procedere favorisce la bellezza degli incontri\, imprevisti e imprevedibili\, che nutrono il desiderio dei cambiamenti\, dei ritorni e del restare. Insieme\, musiche\, parole e immagini compongono la struttura di un processo artistico armonioso e drammaturgicamente coerente che sfida il rischio teatrale ed esistenziale dell’errare. \n\n\n\nuno spettacolo di e con                                    Pietro Cerchiello \n\n\n\nsupervisione alla drammaturgia e alla regia       Tommaso Imperiali \n\n\n\nmusiche dal vivo                                              Giacomo Tamburini e Vittorio Simonetto \n\n\n\nproduzione                                                      Dimore Creative \n\n\n\ncon il sostegno di                                             Scenario ETS e Teatrino dei Fondi – Residenza per artisti         nei territori\, San Miniato \n\n\n\nConcerto per uno sconosciuto prende forma a partire da un’esperienza reale: un cammino di 460 km lungo il Kungsleden\, nel nord della Svezia\, compiuto dall’autore. Un ragazzo di 26 anni che lascia tutto – lavoro\, affetti\, aspettative – e parte\, senza sapere cosa troverà. Lungo il cammino incontra paesaggi remoti\, rifugi\, persone che passano\, che restano. E una ragazza\, anche lei in viaggio. I luoghi narrati\, gli incontri e gli accadimenti sono veri o\, almeno\, lo sono diventati nel racconto. La drammaturgia si muove in equilibrio tra autobiografia e finzione. In scena: una chitarra\, una loop station\, un euphonium e un corno. Gli strumenti\, suonati dal vivo\, accompagnano la narrazione in una partitura musicale che unisce elementi di sperimentazione sonora\, folklore scandinavo e canzone d’autore all’interno di una sorta di concept album. Le tappe del percorso diventano capitoli: dall’euforia iniziale al confronto con il silenzio\, la fatica\, la solitudine\, la bellezza. Fino all’incontro con l’altro. E alla fine\, il ritorno. Non per arrendersi\, ma per guardare la vita con occhi nuovi. Una riflessione su cosa significhi partire davvero\, sulle cose da lasciare e su quelle da portare con sé. Uno spettacolo che parla del desiderio di cambiare e del bisogno di restare. \n\n\n\nDimore Creative è un’associazione culturale fondata nel 2021 da un collettivo artistico U30 a Lomazzo (Como). Realizza spettacoli teatrali\, progetti partecipativi\, attività di formazione e ospita un Festival e una rassegna con il sostegno di Fondazione Comasca\, Fondazione Cariplo\, Regione Lombardia e Corpo Europeo di Solidarietà. Gli spettacoli della compagnia si distinguono per linguaggi e temi contemporanei\, oltre che per processi produttivi caratterizzati da una forte dimensione sociale. \n\n\n\nCon i propri lavori\, Dimore Creative ha ottenuto diversi riconoscimenti\, tra cui: Premio Alessandra Belledi per la sfida artistica 2025 (Generazione Scenario)\, Italia dei Visionari\, Powered by REF Roma Europa\, CURA\, Semifinale Biennale di Venezia. Nel 2025 è l’unica impresa di produzione U35 ad aver ottenuto il riconoscimento di Next da parte di Regione Lombardia. \n\n\n\nFONDAMENTA ZERO (MILANO) \n\n\n\nINFINITA BELLEZZA \n\n\n\nPREMIO SCENARIO 2025 \n\n\n\nMotivazione della Giuria \n\n\n\nUn dispositivo scenico analogico che coinvolge il pubblico in un gioco teatrale lieve e allo stesso tempo inquieto\, a volte drammatico. Per ripensare e ridefinire l’immaginario collettivo prodotto in forma distorta da bias culturali e linguistici\, Fondamenta zero ricorre all’incontro con l’elemento materico del libro per porlo in relazione al pubblico che diventa complice di una narrazione stimolante e sorprendente. \n\n\n\nUna coraggiosa rinuncia al digitale in favore di un ritorno al contatto analogico che porta con sé il rischio dell’errore\, un errare umano dialettico in grado di costruire e decostruire tematiche urgenti e costringere lo spettatore ad affrontare stereotipi e pregiudizi inconsapevoli. \n\n\n\nL’ironia che accompagna la ricerca di Infinita bellezza è destinata a togliere presto il suo velo rassicurante per mostrare orizzonti e prospettive sovvertite\, nelle quali il sorriso è veicolo di riflessione e presa di coscienza di sé e dell’altro da sé\, naturalmente imperfetti\, infinitamente mutevoli. \n\n\n\ndrammaturgia e regia                           Claudia Manuelli \n\n\n\ncon                                                      Claudia Manuelli e Aron Tewelde \n\n\n\naiuto regia                                           Camilla Violante Scheller \n\n\n\nproduzione                                          Teatro Metastasio di Prato \n\n\n\ncon il sostegno di                                 Scenario ETS e Teatro Due Mondi – Residenza per artisti  \n\n\n\nnei territori\, Faenza \n\n\n\nInfinita bellezza è un libretto consegnato al pubblico che diventa il motore narrativo dello spettacolo\, generando un gioco continuo tra ciò che si legge e ciò che accade in scena. Una guida che anticipa\, distorce o sovverte gli eventi. Utilizzando l’ironia come strumento critico di analisi della realtà l’intero progetto gioca sulla dialettica tra costruzione e decostruzione. La parola e il corpo di chi è in scena si intrecciano con la presenza del pubblico\, in una continua ridefinizione dei ruoli. Il confine tra chi guarda e chi agisce si fa labile\, creando una relazione fluida\, dove la complicità si intreccia alle aspettative deluse o superate. \n\n\n\nInfinita bellezza\, con sgraziata sincerità\, è un manifesto politico-poetico di delicata rabbia. \n\n\n\nFondamenta zero si occupa di teatro contemporaneo\, drammaturgia originale e ricerca attiva attraverso laboratori sperimentali e multidisciplinari. Nasce dalla volontà di indagare attraverso il mezzo teatrale il confine tra realtà e finzione nel rapporto tra pubblico e performer\, utilizzando il gioco come strumento di ricerca e di relazione\, capace di aprirci a nuove possibili interpretazioni della realtà. \n\n\n\nAlla base del lavoro di Fondamenta zero c’è il desiderio di porre particolarmente attenzione a quelle che sono le tematiche più urgenti che compongono il presente in cui viviamo\, tentando di costruire nuovi sguardi sul mondo\, possibilmente intersezionali. Con lo spettacolo Resterò per sempre nella foto di uno sconosciuto (progetto selezionato dal bando MaturAzione 2023 del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale) debutta nel febbraio 2024 e vince il Premio della Giuria Universitaria al Milano Fringe Off 2024. Nel 2025 lo spettacolo Infinita bellezza vince il Premio Scenario. \n\n\n\nANDREA MATTEI (BOLOGNA) \n\n\n\nL’ISOLA DEI CICCIONI FELICI \n\n\n\nPREMIO SCENARIO PERIFERIE 2025 \n\n\n\nMotivazione della Giuria \n\n\n\nUn corpo che irrompe\, deciso\, a farsi guardare. Non chiede il permesso: esiste. Prima ancora di raggiungere il palco\, ci interroga. Quanti siamo a guardare? E soprattutto: con quali occhi? Questo gesto scenico diventa un atto politico e poetico insieme\, un inno alla vita\, all’esistenza\, all’unicità irriducibile di ogni essere umano\, al di là della sua rappresentazione. L’isola dei ciccioni felici trasforma la scena in specchio\, domanda e visione\, ricordandoci che ciascuno ha la sua Nauru. Attore e personaggio mescolano i loro percorsi nel solco di un testo costruito fra tracce biografiche e interviste\, incarnando una polifonia di esperienze e testimonianze. \n\n\n\ndi e con                                                Andrea Mattei \n\n\n\nassistenza e luci                                   Massimo Giordani \n\n\n\nmovimenti di scena                              Marta Vergani  \n\n\n\nscenografia                                          Simona Campisi e Lorenzo Fedi \n\n\n\ncostume                                              Anna Chiara Capalbi \n\n\n\nmusica e sonoro originali                      Chiara Troiano \n\n\n\nproduzione                                          Teatrino dei Fondi\, Accademia Perduta/Romagna Teatri  \n\n\n\ncon il sostegno di                                 Scenario ETS e Teatro Due Mondi – Residenza per artisti  \n\n\n\nnei territori\, Faenza \n\n\n\nO è ciccione\, talmente ciccione da perdere il nome e restare solo una vocale tonda. Parte per Nauru\, isola polinesiana dove la maggioranza della popolazione è grassa\, un miraggio-paradiso in cui godere finalmente il suo lieto fine. L’isola dei ciccioni felici è la favola ironica\, crudele e grottesca che segue questo viaggio. Una storia\, a volte tenera\, di chi vuole essere visto e non solo osservato\, di chi cerca di esistere non come bersaglio da colpire\, creatura da accettare o monito da temere\, ma semplicemente come corpo\, che sa stare. \n\n\n\nAndrea Mattei nasce a Lucca nel 1997. Dopo un inizio nella stand-up comedy si forma presso la Scuola di Teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone”\, e prosegue con i corsi di alta formazione “Casa degli Artisti” (Fondazione Teatro Due\, Parma) e “Testo\, Corpo\, Voce” (Scuola Internazionale di Alta Formazione Teatrale Iolanda Gazzerro di Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Nazionale). \n\n\n\nDa sempre interessato alla scrittura\, partecipa al corso “Drammaturgie” (Emilia Romagna Teatro Fondazione/Teatro Nazionale) e a masterclass con Liv Ferracchiati e Daria Deflorian\, esplorando nuove forme di linguaggio teatrale. Debutta come autore nel 2024 con Pasifae Autodafé e Una Giocasta\, quest’ultimo premiato con il Premio del Direttore al concorso Giovani Realtà del Teatro. Nel 2025 vince il Premio Scenario Periferie con lo spettacolo L’isola dei ciccioni felici. \n\n\n\nINFORMAZIONI  \n\n\n\nMetro C\, fermata Malatesta \n\n\n\nMetro A\, fermata P.zza Vittorio Emanuele  \n\n\n\nBus 5 o 14\, fermata Prenestina/Conti \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni  \n\n\n\nwhatsapp +39 345 1474533 \n\n\n\nbotteghino@spaziodiamante.it  \n\n\n\nwww.spaziodiamante.it \n\n\n\nBIGLIETTI \n\n\n\nSpettacolo singolo: € 10 – Ridotto scuole: € 8 \n\n\n\nDue ingressi nella stessa giornata: € 16 \n\n\n\nQuattro ingressi nella stessa giornata: € 20 \n\n\n\nCONTATTI \n\n\n\nAssociazione Scenario \n\n\n\norganizzazione@associazionescenario.it \n\n\n\nwww.associazionescenario.it \n\n\n\nFB @Associazione Scenario – Ig @Associazione Scenario
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SUMMARY:On Becoming A Wolf di Francesca Cao\, la mostra a Galleria Zema
DESCRIPTION:Il giorno 24 gennaio 2026 alle ore 17.30 la Galleria Zema presenta la mostra On Becoming A Wolf di Francesca Cao\, un progetto fotografico sviluppato e curato dall’artista stessa attraverso l’Errore Metodico\, una tecnica fotografica analogica brevettata\, basata sulla sovrapposizione intenzionale di più fotogrammi in fase di scatto. Lontano da un intento documentaristico\, il lavoro prende forma come una narrazione interiore e psicanalitica\, un’indagine visiva che attraversa il tema della liberazione del femminile mediante un linguaggio intimo\, istintivo e imperfetto. \n\n\n\nLe immagini\, infatti\, non aspirano a restituire una realtà oggettiva ma aprono un territorio emotivo in cui memoria e presente\, coscienza e inconscio\, controllo e abbandono possono coesistere. Alla base del progetto vi è un ripensamento del rapporto tra fotografia e verità che\, in questa doppia posizione di autrice e curatrice\, viene assunto come parte integrante del processo stesso. Se la tradizione fotografica ha spesso posto l’accento sulla fedeltà del mezzo e sull’onestà del documento\, qui la fotografia è intesa come spazio di esperienza soggettiva\, di pensiero e di possibile rivelazione interiore. L’immagine fotografica si presenta così instabile e stratificata\, attraversata da tensioni e slittamenti\, aprendo alla possibilità di una realtà altra\, specchio di un immaginario intimo. \n\n\n\nIn questo senso\, il progetto si colloca in dialogo con alcune istanze del surrealismo di André Breton\, che riconosceva nel gesto artistico una via di accesso all’inconscio: attraverso l’uso consapevole dell’errore e dell’imprevisto\, una macchina fotografica del 1936 viene progressivamente sottratta a una funzione di controllo per diventare parte attiva del processo creativo. Sfocature\, movimenti e sovrapposizioni\, emergono come tracce di un pensiero non razionale\, come affioramenti di una dimensione profonda e non completamente addomesticata. La sovrapposizione dei fotogrammi genera immagini sospese\, prossime alla logica del sogno lucido\, che lasciano spazio a una pluralità di letture. In questo progressivo abbandono del controllo\, la fotografia si allontana dalla perfezione digitale per riappropriarsi dell’errore come gesto generativo.  \n\n\n\nCome scrive Alessia Locatelli\, curatrice della Biennale di Fotografia Femminile: «Questo approccio crea immagini a volte intime\, altre volte narrative e metaforiche\, trascendendo le norme convenzionali. Il lavoro sfida la nozione di errore umano\, evidenziando i casi storici in cui gli errori hanno portato a scoperte innovative\, facendo eco alla resilienza e al pensiero laterale fondamentali per la creatività umana. Questa partenza metodologica abbraccia l’imprevedibilità dell’emozione umana\, deviando dalla razionalità cartesiana verso l’esplorazione di infinite possibilità.» \n\n\n\nIl titolo On Becoming a Wolf rimanda a Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés e può essere inteso come un invito a riscoprire l’anima selvaggia\, sottraendosi all’ossessione per l’ordine\, il controllo e la forma compiuta. In questo percorso\, la fotografia tende a liberarsi dal peso della rappresentazione per farsi esperienza di luce e di materia\, spazio di proiezione per lo spettatore. La verità non si colloca nella superficie dell’immagine\, ma si attiva nel mondo interiore di chi guarda\, in quel territorio fragile e potente in cui l’essere smette di controllarsi e inizia\, forse\, a diventare. \n\n\n\nDomenica 25 gennaio dalle 15.00 alle 19.30\, l’artista sarà in galleria per una sessione di ritratti realizzati con la tecnica dell’Errore Metodico: chi fosse interessato può fissare un appuntamento scrivendo alla mail della galleria.  \n\n\n\nBIOGRAFIE \n\n\n\nFrancesca Cao è una fotografa italiana che vive a Milano. Laureata in Filosofia\, ha studiato fotografia all’International Center of Photography di New York. Il suo lavoro è stato esposto in Italia\, Europa e Stati Uniti\, ed è parte della Collezione Donata Pizzi. Le sue immagini sono apparse su testate come The New York Times\, Corriere della Sera\, D – la Repubblica\, Wired e Marie Claire. Nel 2020 ha pubblicato il libro Temporary Life (Postcart Edizioni). Con il progetto On Becoming A Wolf ha sviluppato una tecnica analogica originale\, l’Errore Metodico\, basata sulla sovrapposizione in camera di fotogrammi. Questo lavoro ha ottenuto riconoscimenti internazionali\, tra cui una menzione d’onore ai Tokyo International Foto Awards e l’inclusione nella mostra annuale del Houston Center for Photography (2025). Nel corso della sua carriera è stata vincitrice della Tierney Fellowship (International Center of Photography New York) e finalista per premi come l’Inge Morath Award (Magnum Foundation) e l’Unseen Dummy Award di Amsterdam. La sua ricerca esplora temi di identità\, memoria e imperfezione attraverso un linguaggio fotografico intimo e sperimentale\, che unisce narrazione\, installazione e tecnica.  \n\n\n\nGalleria Zema. Fondata a Roma il 6 marzo del 2025 da Emanuela Zamparelli\, la Galleria ZEMA è uno spazio indipendente dedicato esclusivamente all’esposizione e promozione dei lavori di artiste donne\, e in particolare della fotografia contemporanea femminile. La galleria rappresenta fotografe italiane e internazionali\, accomunate da uno sguardo autonomo\, critico e consapevole sul presente\, e diverso da altri sguardi. Attraverso un programma espositivo che intreccia ricerca artistica\, impegno sociale e riflessione culturale\, la galleria si propone come luogo di visibilità e ascolto\, dove il corpo\, l’identità\, la memoria e il conflitto diventano temi da indagare per dare nuova forma e contenuto al vissuto e alla memoria\, alla ribellione e all’intimità. ZEMA non è solo una galleria\, ma un progetto curatoriale\, uno spazio vivo in cui la fotografia si fa linguaggio\, relazione e resistenza. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nFrancesca CaoOn Becoming A Wolf \n\n\n\nInaugurazione 24 gennaio 2026 ore 17.30 \n\n\n\nFino al 7 marzo 2026Orari: martedì ore 16:00 – 19:30\, dal mercoledì al sabato ore 15:00 – 19:30 
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SUMMARY:"IL BACIO DELLA DONNA RAGNO" al Teatro Comunale di Lacedonia
DESCRIPTION:Approda sul palcoscenico del Teatro Comunale di Lacedonia(AV)\, sabato 24 gennaio\, IL BACIO DELLA DONNA RAGNO\, spettacolo di Manuel Pig con la regia di Alessandro Di Marco. In scena Guido Del Vento\, Simone Faucci\, Ludovica Di Pasquale.  \n\n\n\nBuenos Aires\, anni Settanta. In una prigione\, due detenuti condividono lo spazio angusto e squallido di una cella. Uno è Luis Molina\, un omosessuale condannato per oscenità e corruzione di minorenne\, l’altro è Valentin Arregui\, prigioniero politico incarcerato per le sue idee di matrice socialista. Molina è in realtà una spia dei carcerieri che\, promettendogli di poter ottenere uno sconto della pena e rivedere presto l’anziana madre\, lo convincono a carpire i segreti politici di Valentin\, impegnato in una cospirazione per tentare di rovesciare il governo. Molina\, appassionato di cinema\, intrattiene Valentin raccontandogli le trame dei suoi film preferiti\, storie appassionate di amori e donne bellissime. Come una novella Sherazade\, Molina conquista la fiducia di Valentin e finisce per innamorarsi perdutamente di lui\, arrivando ad aiutarlo quando si presenta l’occasione di farlo. Una storia di amore ed emarginazione d’altri tempi che\, ancora oggi\, non ha perso l’urgenza di lasciarsi raccontare.  \n\n\n\n“Quando Manuel Puig scrisse “El beso de la mujer araña”\, nel 1976\, in Argentina\, il suo paese\, la pubblicazione del romanzo venne osteggiata e proibita. La tematica omosessuale e quella politica lo rendevano\, per l’epoca e per il regime allora vigente\, scomodo\, pericoloso\, sovversivo” _ afferma il regista Alessandro Di Marco. \n\n\n\n“Nel tempo\, questo romanzo è diventato un testo teatrale\, un film pluripremiato agli Oscar\, un musical di successo con oltre novecento rappresentazioni a Broadway. Il segreto di un successo così largo va cercato\, con ogni probabilità\, nella portata universale dei due personaggi di questa storia\, Molina e Valentin\, nella portata universale e struggente dei loro sentimenti\, delle loro vite divergenti\, diverse\, a margine. Due vite che\, come tutte\, non chiederebbero altro che di essere viste\, ascoltate ed amate. Due vite che non accettano l’umiliazione e il degrado a cui sembrano condannate ma che alzano la testa e la voce per rompere un silenzio complice e assassino. I racconti di Molina\, film pieni di dive\, champagne\, tessuti preziosi\, gioielli scintillanti\, diventano\, quindi\, il nutrimento necessario per una fuga da una realtà squallida e spaventosa: favole moderne per curare le ferite e le paure che attanagliano le vite dei due protagonisti. Il personaggio principale dei racconti di Molina è sempre una lei\, fascinosa e conturbante\, bellissima e misteriosa. Una mujer araña che incarna il sogno di Molina e le fantasie di Valentin. Lavorando con gli attori\, ho cercato di ricreare sulla scena il tempo immobile che sembra regnare nella cella e\, soprattutto\, quel fuori\, inospitale e spaventoso\, che non vediamo mai ma che incombe in ogni singolo respiro dei due personaggi. Lo spettacolo\, con ritmi e toni naturalistici ed intimi\, cerca di raccontare il riscatto di due vite eroiche e perseguitate e il loro anelito alla libertà\, ad un mondo migliore\, fatto di rispetto\, accoglienza e integrazione. Valori che\, ancora oggi\, non hanno perso l’urgenza di essere ribaditi.” \n\n\n\nTicket al botteghino: te. 3394560657
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LOCATION:Teatro Comunale di Lacedonia\, Rione Michele Bianchi\, Avellino\, ITA\, 83046\, Italy
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SUMMARY:"Dedicato" al Teatro Biblioteca Quarticciolo
DESCRIPTION:Con Dedicato\, in scena per la prima volta a Roma al Teatro Biblioteca Quarticciolo il 24 e 25 gennaio\, debutta una delle novità teatrali più significative di questo inizio d’anno. \n\n\n\nErmelinda Nasuto e Francesco Alberici accompagnano il pubblico in una passeggiata intima e delicata\, un’istantanea sospesa nel momento in cui la vita cambia direzione e sembra restringersi attorno al solo pensiero della malattia e della sua cura.  \n\n\n\nIl testo\, scritto a quattro mani\, nasce da un’esperienza autobiografica di Ermelinda Nasuto\, che racconta: «Circa un anno fa\, dieci giorni prima di compiere quarant’anni\, mi è stato diagnosticato un carcinoma mammario di secondo stadio. Quando l’ho scoperto stavo conducendo un laboratorio teatrale assieme ad altre colleghe e colleghi. Condividevamo la stessa casa\, la cucina\, il bagno e la sala prove. Avevo l’accordo di tenere il telefono acceso in sala\, perché quasi ogni giorno aspettavo dall’ospedale chiamate per visite ed esami. Oggi ho deciso di raccontare questa storia: ma come si racconta una storia che ancora non si sa come andrà a finire?». \n\n\n\nAl centro dello spettacolo\, interpretato dalla stessa Nasuto insieme a Olga Durano\, non c’è la ricostruzione clinica della malattia\, bensì il modo in cui essa invade progressivamente lo spazio mentale e quotidiano\, modificando il rapporto con il lavoro\, le relazioni e il corpo.  \n\n\n\nLa regia è firmata dallo stesso Alberici\, mentre dramaturg del progetto sono Nicola Borghesi e Enrico Baraldi (Kepler 452)\, da poco proclamati vincitori del Premio Ubu 2025 per il Miglior spettacolo dell’anno con A place of safety.  \n\n\n\nLa produzione è di La Corte Ospitale\, SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione e Cranpi\, con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Emilia-Romagna\, e la collaborazione di Ateliersi e Archiviozeta.  \n\n\n\nDomenica 25\, al termine della replica\, medierà l’incontro con la compagnia Attilio Scarpellini\, nell’ambito del progetto Staffetta critica (v. calendario completo). \n\n\n\n_________________ \n\n\n\nFrancesco Alberici  (Milano\, 1988) è regista\, drammaturgo e attore. Vincitore del Premio UBU 2021 come Miglior Attore Under 35 e del Premio UBU 2024 per il Miglior Nuovo Testo Italiano (Bidibibodibiboo)\, lavora sia da solo che con la propria compagnia Frigoproduzioni nei più importanti teatri e festival italiani. Collabora inoltre\, come interprete e autore\, con alcuni degli artisti più in vista del panorama teatrale: Daria Deflorian e Antonio Tagliarini\, Babilonia Teatri\, Liv Ferracchiati\, Enrico Baraldi (con cui ha firmato la drammaturgia dello spettacolo vincitore del Premio ANCT 2021\, Non tre sorelle) e Pier Lorenzo Pisano. Accanto all’attività teatrale\, ha curato con Silvia Gussoni la raccolta di scritti di Milo Rau Realismo globale. \n\n\n\nErmelinda Nasuto\, pugliese della provincia di Taranto\, classe 1984\, si forma principalmente ‘a bottega’ con Carlo Formigoni e Iva Hutchinson (Berliner Ensamble). Prima di trasferirsi a Bologna ha lavorato stabilmente come attrice e formatrice per il Teatro delle Forche\, creando spettacoli per i quali ha curato anche la drammaturgia. Lavora dal 2016 come formatrice e attrice con la Compagnia Licia Lanera; insieme a Danilo Giuva è in scena nello spettacolo Con la carabina\, con la regia di Licia Lanera\, spettacolo che ha vinto due premi UBU (miglior regia e miglior testo straniero). Collabora con Kepler 452 (Nicola Borghesi ed Enrico Baraldi)\, exvUoto teatro\, Francesco Alberici e con Fanny&Alexander\, Menoventi e il Teatro delle Albe per progetti di formazione. È dramaturg per lo spettacolo Non tre sorelle (regia di Enrico Baraldi Premio ANCT 2023) e aiuto regia per Bibidibobidiboo (regia Francesco Alberici\, premio Ubu miglior testo italiano). Ha lavorato con la Compagnie Nostos Drama Factory (Parigi) nel progetto di coproduzione internazionale Nous sommes restée. Insieme al collettivo artistico Clessidra Teatro ha curato la regia di spettacoli e perfomance site specific nei luoghi\, sperimentando poetiche che ambiscono a coinvolgere\, assieme ai luoghi\, il sistema di relazioni che questi stessi luoghi ospitano. \n\n\n\nIl Teatro Biblioteca Quarticciolo è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. La programmazione artistica e culturale è affidata all’RTI costituito da Cranpi e Orbita | Spellbound Centro Nazionale di produzione della Danza. La programmazione dei Teatri in Comune 2024-2025 è finanziata dall’Unione Europea\, Next Generation EU nell’ambito del PNRR\, e rientra tra gli Interventi “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma\, dal centro alla periferia\, al fine di favorire la fruizione turistica nel periodo giubilare” (PNRR – M1C3-Inv.4.3 Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici). \n\n\n\nDurata 60 minuti circa \n\n\n\nTournée 20-22 febbraio 2026 Teatro delle Moline – Bologna \n\n\n\nPer info e prenotazioni \n\n\n\npromozione.tbq@cranpi.com
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LOCATION:Teatro Biblioteca Quarticciolo\, via Ostuni 8\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:"Amadeus" di Peter Shaffer al Teatro
DESCRIPTION:Dopo la grande settimana inaugurale che ha riaperto le porte del Teatro della Società di Lecco\, a seguito di 8 anni di lavori\, al via il cartellone del 2026 “La stagione delle emozioni” con 14 appuntamenti tra prosa\, danza e sinfonica.Sul palco sabato 24 e domenica 25 gennaio alle 21 Amadeus\, il celebre spettacolo di Peter Shaffer qui diretto da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia\, il racconto del rapporto tormentato tra Antonio Salieri (Ferdinando Bruni) e Wolfgang Amadeus Mozart (Daniele Fedeli)\, un dramma potente sull’invidia e sul genio. \n\n\n\nL’Amadeus di Bruni/Frongia\, prodotto dal Teatro dell’Elfo\, esalta il testo originario di Sheffer\, debuttato a Londra nel 1979 e diventato celebre grazie al film di Miloš Forman vincitore di otto premi Oscar\, imprimendogli l’andamento di un capriccio allucinato e sontuoso che assume i contorni perturbanti di un incubo. \n\n\n\nNella Vienna del 1823 Antonio Salieri\, oramai dimenticato\, ripercorre la vicenda del suo tragico rapporto con Mozart\, morto trent’anni prima\, avvelenato secondo la leggenda dallo stesso musicista italiano nel vano tentativo di assicurarsi la memoria eterna che la sua musica non sembra più poter conquistare da quando Dio ha scelto di glorificare l’irriverente e geniale Mozart. Il primo segnale di una follia che lo porterà a vedere nel genio dell’altro un tradimento del Creatore nei propri confronti. \n\n\n\nCome un deus ex machina Salieri\, seduto in un salone che il suo delirio trasforma in un labirinto\, evoca dal passato i personaggi della sua storia che emergono come marionette\, vestite con abiti di un ‘700 immaginario creato daAntonio Marras mentre sullo sfondo campeggiano le proiezioni fantasmagoriche di una lanterna magica. \n\n\n\nTra confessione e allucinazione\, Amadeus diventa così un viaggio vertiginoso nei recessi dell’animo umano dove i due musicisti si sfidano un affascinante duello tra arte e destino. \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nAmadeus – di Peter Shaffer – regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia – con Ferdinando Bruni\, Daniele Fedeli\, Valeria Andreanò\, Riccardo Buffonini\, Matteo de Mojana\, Alessandro Lussiana\, Ginestra Paladino\, Umberto Petranca\, Luca Toracca – Realizzazione scene Marina Conti\, Giancarlo Centola\, Tommaso Serra – Produzione Teatro dell’Elfo con il contributo di NEXT Laboratorio delle idee per la Produzione e la programmazione dello spettacolo lombardo \n\n\n\nInfo e biglietti \n\n\n\nSold out il 24 gennaio\, biglietti ancora disponibili per il 25 gennaio sul sitoteatrosocietalecco.it
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LOCATION:Teatro della Società di Lecco\, Piazza Giuseppe Garibaldi\, 10\, Lecco\, ITA\, 23900\, Italy
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SUMMARY:“Play Carla Bley” al Milestone Live Club di Piacenza
DESCRIPTION:Ha il sapore dell’evento speciale il concerto intitolato “Play Carla Bley” che sabato 24 gennaio vedrà protagonista il quartetto di Jorge Rossy sul palco del Milestone Live Club di Piacenza (ore 21.30; ingresso 12-15 euro): la formazione guidata dal batterista spagnolo (per diversi anni componente del primo storico trio di Brad Mehldau) e completata dal sassofonista Pietro Tonolo\, dal chitarrista Walter Donatiello e dal contrabbassista Bruno Chevillion renderà omaggio a Carla Bley\, una fra le più interessanti pianiste e compositrici nella storia della musica improvvisata\, nonché una fra le più originali rappresentanti dell’avanguardia. Scomparsa nel 2023\, la musicista americana\, figura di riferimento di un jazz che cercava nuove forme d’espressione e nuovi contenuti\, è stata l’autrice dei brani più significativi di Paul Bley (il suo primo marito) e\, insieme a Charlie Haden\, l’ispiratrice e la guida della Liberation Music Orchestra. \n\n\n\nA Piacenza\, Carla Bley sarà ricordata da quattro jazzisti di vaglia: com’è noto\, Jorge Rossy è uno dei più apprezzati batteristi della scena internazionale e con il suo drumming intelligente e creativo ha fornito un contributo sostanziale alla definizione dello stile del trio di Mehldau. Spaziando attraverso una grande varietà di timbriche e sfoderando all’occorrenza uno swing definitivo e trascinante\, Rossy (che è anche un eccellente pianista e vibrafonista) ha dimostrato di essere uno dei batteristi più interessanti e stimolanti a livello mondiale. Tra le sue collaborazioni spiccano quelle con Joshua Redman\, Steve Swallow\, Charlie Haden e Wayne Shorter. \n\n\n\nPietro Tonolo è uno dei più conosciuti sassofonisti europei ed è molto stimato anche negli Stati Uniti (ha iniziato la sua attività giovanissimo\, suonando in Europa e in America con le band di Gil Evans e Chet Baker\, e ha collaborato con i principali jazzisti italiani\, tra cui Franco D’Andrea\, Massimo Urbani\, Enrico Rava\, Rita Marcotulli\, Danilo Rea e Roberto Gatto). \n\n\n\nWalter Donatiello è considerato uno dei chitarristi di maggior talento della scena jazz tradizionale e contemporanea e ha all’attivo innumerevoli collaborazioni con alcuni tra i principali protagonisti del panorama italiano e internazionale\, tra cui Gerry Mulligan\, Steve Lacy\, Samuel Blaser\, Daniel Humair\, Michel Portal\, Dario Deidda\, Tiziana Ghiglioni\, John Riley\, Flavio Boltro\, Gianluigi Trovesi\, Jean-Jacques Avenel e John Betsch. \n\n\n\nBruno Chevillon è ritenuto dalla critica uno dei migliori contrabbassisti nell’ambito della musica contemporanea\, al confine tra libera improvvisazione e free jazz: si è affermato grazie al suo notevole talento sia come accompagnatore sia come improvvisatore in grado di esplorare con duttilità le capacità espressive dello strumento. Tra le sue collaborazioni più note si ricordano quelle con Louis Sclavis\, Daniel Humair\, Michel Portal\, Marc Ducret ed Elliott Sharp.
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SUMMARY:“Niki Berlinguer. La signora degli arazzi” 
DESCRIPTION:Visto il grande successo di pubblico\, alla Casina delle Civette di Villa Torlonia viene prorogata fino al 25 gennaio 2026 la mostra “Niki Berlinguer. La signora degli arazzi” che espone una piccola e pregevole selezione di arazzi realizzati dalla celebre tessitrice e artista. \n\n\n\nLa mostra\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, è a cura di Claudio Crescentini\, organizzata e ideata da “Il Cigno Arte” con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Il catalogo in mostra è edito da “Il Cigno Arte”. \n\n\n\nConosciuta come “la grande signora italiana degli arazzi”\, Niki Berlinguer – nome d’arte di Corinna Adelaide Augusta Fidelia (1905-1994) dopo il suo matrimonio con Mario Berlinguer nel 1950 –\, ha lavorato con gli esponenti principali delle correnti artistiche italiane del secondo Dopoguerra\, tra cui Umberto Mastroianni\, Achille Perilli\, Renato Guttuso\, Piero Dorazio\, Emilio Vedova e Corrado Cagli. Attraverso il suo lavoro\, Niki Berlinguer ha reinterpretato le opere di grandi maestri come Hans Hartung\, Paul Klee\, Vincent van Gogh e molti altri\, fornendo con l’arte tessile nuove dimensioni linguistiche e cromatiche\, all’insegna della fusione tra tradizione e innovazione\, pioniera nel tradurre la pittura in narrazioni tessili\, unendol’antica tecnica del piccolo punto con influenze contemporanee. \n\n\n\nTra gli arazzi in mostra se ne potranno ammirare alcuni ispirati alle opere di noti artisti come\, ad esempio: l’“Aranceto\, da Renato Guttuso”\, “Hammamet\, da Paul Klee” e “Dai Cinque Monti\, tratto da Emilio Vedova”. \n\n\n\nIl percorso espositivo è arricchito\, inoltre\, dall’ultima video-intervista dell’artista del gennaio 1994\, regia di Maura Cosenza e riprese video di Gianni De Santis\, trasmessa in mostra grazie alla collaborazione con il Centro Internazionale Antinoo per l’Arte – Centro Documentazione Marguerite Yourcenar. \n\n\n\nL’esposizione è una straordinaria occasione per riscoprire la produzione di Niki Berlinguer\, sparsa in mille rivoli in varie personali e collettive per oltre quarant’anni\, dal 1952 fino al 1994\, anno della sua scomparsa.
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LOCATION:Casina delle Civette\, Via Lazzaro Spallanzani\, 1\, Roma\, ITA\, 00100\, Italy
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SUMMARY:PPP – Pea Pound Pasolini. Tre irregolari del Novecento” al Teatro San Girolamo di Lucca
DESCRIPTION:Siegfried de Rachewiltz\, nipote di Ezra Pound\, sarà a Lucca\, al Teatro San Girolamo\, lunedì 26 gennaio alle ore 16.00\, ospite della seconda edizione di “PPP – Pea Pound Pasolini. Tre irregolari del Novecento”\, rassegna incentrata sul tema del Sacro in Enrico Pea\, Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini\, realizzata dal Teatro del Giglio Giacomo Puccini con i patrocini del Ministero della Cultura e del Centro studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia. \n\n\n\nCONFERENZA – Dedicata al tema del Sacro nell’opera poundiana\, la conferenza di lunedì 26 gennaio (ore 16.00\, Teatro San Girolamo) vedrà protagonisti\, insieme al nipote di Pound\, de Rachewiltz\, due tra i più autorevoli studiosi del pensiero e dell’opera poundiana – Massimo Bacigalupo (Università di Genova) e Luca Gallesi (Università dell’Insubria) -\, e sarà moderata da Carlo Pulsoni (Università di Perugia).  \n\n\n\nMOSTRA “SACRUM INLUMINATIO” – La giornata di lunedì 26 gennaio si preannuncia particolarmente intensa: dopo la conferenza\, al Teatro del Giglio verrà infatti inaugurata (alle ore 18.30) la mostra Sacrum Inluminatio\, che coniuga e unisce\, in un unico spazio\, tre progetti specifici e speciali: “Pound libero. Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini di Giuseppe Garrera; “La solitudine dell’Ala destra. Pier Paolo Pasolini e il calcio” di Piero Colussi; “Pasolini: il Vangelo secondo Matteo” di Domenico Notarangelo. Attraverso fotografie\, documenti e materiali d’archivio\, la mostra restituisce la complessità dei rapporti tra i tre autori\, mettendo in luce in particolare il dialogo\, diretto e indiretto\, tra Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini. La mostra rimarrà aperta al pubblico dal 26 gennaio al 22 febbraio (per giorni e orari dettagliati\, consultare il sito www.peapoundpasolini.it). \n\n\n\nGIUDA DI ENRICO PEA\, LETTURA SCENICA – L’appuntamento più specificamente teatrale della rassegna sarà la lettura scenica di e con Mariano Rigillo dedicata al Giuda di Enrico Pea\, programmata al Teatro del Giglio Giacomo Puccini per sabato 31 gennaio alle ore 21.00\, con l’introduzione curata dal critico letterario Luca Padalino. Pea dedicò una parte significativa della sua produzione teatrale a un’operazione tanto radicale quanto controversa: la rilettura e la riabilitazione della figura di Giuda Iscariota. Il Giuda\, che offre al pubblico un’interpretazione originale ed estranea all’ortodossia cattolica dell’apostolo che tradì Gesù\, rappresenta proprio il punto di partenza della riflessione sulle Sacre Scritture del Pea che\, ancora anarchico\, lesse in Egitto la Bibbia del calvinista lucchese Diodati. \n\n\n\nFRANCISCUS. IL FOLLE CHE PARLAVA AGLI UCCELLI – Nel 2026 ricorre l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi\, figura straordinaria e ancora oggi profondamente attuale per il suo messaggio di pace\, umiltà e amore per il creato. A inizio febbraio (venerdì 6 e sabato 7 ore 21\, domenica 8 ore 16) Simone Cristicchi sarà in scena con il suo Franciscus. Il folle che parlava agli uccelli incentrato proprio sul Poverello di Assisi. Uno spettacolo in cui il protagonista affronta il labile confine tra follia e santità\, tema cardine della vita personale e spirituale di Francesco\, e altri temi importanti ancora oggi come la povertà\, la ricerca della perfetta letizia\, la spiritualità universale\, l’utopia necessaria di una nuova umanità che riesca a vivere in armonia con il creato.  \n\n\n\nTAVOLA ROTONDA CONCLUSIVA – La seconda edizione di PPP troverà il suo momento conclusivo martedì 3 marzo alle ore 17.30 al Teatro del Giglio Giacomo Puccini\, con una tavola rotonda pensata come occasione di riflessione e bilancio del percorso svolto. All’incontro prenderanno parte Giovanna Bellora\, presidente dell’Associazione Amici di Enrico Pea\, Roberta Capelli (Università di Trento) e Francesca Tuscano (studiosa e critica letteraria); a coordinare e moderare il dibattito sarà lo storico Luciano Luciani\, accompagnando il confronto tra i relatori e il pubblico in una sintesi critica delle questioni emerse. \n\n\n\nGli appuntamenti in programma tra gennaio e marzo 2026 si inseriscono in un percorso già avviato nel novembre 2025 con le proiezioni dei film Il Vangelo secondo Matteo (1964) di Pier Paolo Pasolini e de Il Volto Santo (1948) di Andrea Forzano\, film girato a Lucca e dedicato alla tradizione della Santa Croce e alla venerata effigie del Volto Santo. \n\n\n\nInformazioni dettagliate su tutto il programma sono consultabili su www.peapoundpasolini.it \n\n\n\nTutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e gratuito.  \n\n\n\nI biglietti per Franciscus sono in vendita alla biglietteria del teatro (tel. 0583.465320 dal mercoledì al sabato con orario 10.30-13 e 15.30-18 e online su TicketOne.it).
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LOCATION:Teatro del Giglio\, Piazza del Giglio\, 13/15\, Lucca\, 55100\, Italia
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SUMMARY:"L’Orsetto Gioele" al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Arriva da Riccione il prossimo spettacolo della rassegna Infanzie in gioco 2025-2026 a Centrale Preneste Teatro in Via Alberto da Giussano\, 58 a Roma (zona Pigneto/Malatesta): appuntamento domenica 25 gennaio alle 16.30 con L’Orsetto Gioele di Fratelli di Taglia. Teatro d’attore con pupazzi e videoproiezioni\, lo spettacolo è di Daniele Dainelli e Giovanni Ferma\, con Giovanni Ferma e la regia di Daniele Dainelli. \n\n\n\nNel cuore di una tranquilla vita cittadina\, il signor Gioacchino decide di intraprendere un viaggio verso la casina nel bosco che gli ha lasciato il misteriosamente scomparso nonno Bruno. La sua ricerca di serenità prende una piega inaspettata: la vecchia baita del Nonno è diventata una magica cascina super tecnologica abitata da Gioele\, un orsetto affabile che ha un legame speciale con altri orsi e creature di ogni angolo del mondo: l’orso Marco Polo dal polo nord\, dalla Cina Wanda la Panda\, dal parco nazionale degli Abruzzi il fratello Orso Gabri\, dalla Colombia l’orsetta Ornata e due simpatiche apine ovvero l’ape Pepa e l’ape Pupa. Questa casina è infatti in realtà il centro di una straordinaria ‘Cellula Ecologista’. \n\n\n\nLo spettacolo vuole sensibilizzare su questioni ecologiche di vitale importanza che affliggono il nostro pianeta\, come il riscaldamento globale e l’inquinamento. Lo fa attraverso una narrazione ironica\, arricchita da una drammaturgia spesso in rima e con giochi divertenti. Ma soprattutto\, adotta un approccio basato sulla multimedialità\, con interazioni tra personaggi reali\, pupazzi e video-call in diretta con altri animali che aiutano Gioele nell’impresa. Accompagnato da musiche originali\, canzoni e filastrocche\, lo spettacolo punta a penetrare nelle menti e nei cuori dei giovani spettatori per farli riflettere sulla situazione ecologica del nostro pianeta. Un’occasione unica per esplorare il mondo ecologico in modo creativo e coinvolgente\, offrendo al giovanissimo pubblico un’esperienza indimenticabile e un messaggio importante da portare con sé. Adatto dai 3 agli 8 anni. Il costo del biglietto è di 7 euro. Acquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti.
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SUMMARY:"SINATRA THE MAN AND HIS MUSIC" al Teatro Ciak
DESCRIPTION:Un appuntamento da non perdere al Teatro Ciak di Roma. Domenica 25 gennaio alle ore 17.30 Gianluca Guidi sarà protagonista sul palco di Via Cassia con SINATRA THE MAN AND HIS MUSIC\, un racconto in prosa e musica da lui diretto e interpretato\, affiancato da un trio di eccezionali musicisti Stefano Sabatini al pianoforte\,\, Dario Rosciglione al contrabbasso\, Marco Rovinelli alla batteria. \n\n\n\nFrancis Albert Sinatra\, più comunemente noto come “Frank”\, nacque a Hoboken (New Jersey) il 12 dicembre 1915. Una vita\, la sua\, tra le più longeve della storia musicale mondiale\, che ha accompagnato\, con la sua VOCE\, almeno quattro generazioni. \n\n\n\nL’uomo Sinatra\, controverso per molti motivi\, capace di incantare sul palcoscenico milioni di persone in tutto il mondo. Autori come Cole Porter\, George Gershwin\, Richard Rodgers\, Sammy Cahn che hanno contribuito a scrivere la storia della canzone Americana\, sono destinati all’immortalità grazie anche alla prodigiosa carriera di Sinatra\, che è stato e rimarrà la più straordinaria voce pop che il mondo abbia ascoltato. \n\n\n\nBing Corsby ebbe a dire ”… di voci come quelle di Sinatra ne nasce una ogni secolo … purtroppo io sono capitato nello stesso secolo suo…”. \n\n\n\nÈ quindi doveroso\, a più di un secolo dalla sua scomparsa\, celebrarlo in Italia\, per mano\, o meglio “per voce” di chi ne è rimasto incantato fin da bambino\, complici anche i numerosi dischi ben in vista nello studio della casa in cui viveva da piccolo. \n\n\n\nCon uno spettacolo della durata di 90 minuti\, accompagnato da un trio di famosi jazzisti\, GIANLUCA GUIDI\, percorre un vero e proprio viaggio/tributo in onore del grande artista Americano\, incantando il pubblico\, lui che negli ultimi anni ha conquistato spettatori di ogni età\, registrando il tutto esaurito nei teatri italiani\, con la sua interpretazione di Don Silvestro nel celeberrimo musical Aggiungi un posto a tavola di Garinei e Giovannini. \n\n\n\nIn questo racconto in prosa e musica non mancheranno aneddoti sulla vita di Frank\, dai rapporti con la famiglia Kennedy alle tormentate relazioni amorose\, curiosità e l’immancabile (in questo caso un cameo) presenza “virtuale” nei racconti\, del papà di Gianluca\, Johnny Dorelli\, che dopo aver vissuto per più di un decennio a New York negli anni d’oro del dopoguerra\, incide tornato in Italia numerosi brani del nostro beniamino tradotti in lingua italiana. \n\n\n\nUna celebrazione ad un Mito dovuta. Per chi ha conosciuto l’epoca e quel mondo e per le più giovani generazioni che ancora non hanno avuto modo di incontrare \n\n\n\nMR FRANCIS “FRANK” ALBERT SINATRA \n\n\n\nTEATRO CIAK \n\n\n\nVia Cassia\, 692 – 00189 Roma \n\n\n\nwww.teatrociakroma.it \n\n\n\ninfo@teatrociakroma.it \n\n\n\nPer info e prenotazioni 06.33249268 \n\n\n\nOrario spettacoli \n\n\n\nDomenica ore 17.30 \n\n\n\nPrezzo biglietti: \n\n\n\nIntero € 28\,00 \n\n\n\nRidotto € 25\,00 (under 25\, over 65\, gruppi 10+)
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SUMMARY:“Suspire ‘e vase\, Museca ‘e passione” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:A 50 anni dalla scomparsa di Vittorio De Sica\, il Teatro Comunale Veroli è lieto di ospitare una compagnia che con il suo spettacolo “Suspire ‘e vase\, Museca ‘e passione” vuole non solo omaggiare il Maestro del Neorealismo\, ma anche indagare il suo percorso.  \n\n\n\nIl fine dicitore che divenne attor giovane\, celebrità del cinema anni ’30 e famoso interprete di tante canzoni; il divo che poi\, passato dall’altra parte della macchina da presa\, alla regia\, ha raccontato tante storie di umanità\, ha portato sullo schermo con semplicità e delicatezza la vita vera della gente vera. Questo spettacolo fatto di recitazione e musica\, nell’arco di un’ora e poco più\, racconterà non solo alcuni momenti fondamentali nella carriera di De Sica\, ma farà conoscere meglio al pubblico il mondo attorno a questo straordinario personaggio: l’arte del suo tempo\, le opere letterarie che l’hanno influenzato\, l’amore per Napoli\, la canzone d’epoca\, le macchiette\, i versi di Salvatore Di Giacomo\, la Ciociara di Moravia\, l’oro di Napoli di Marotta e Totò il buono di Cesare Zavattini.  \n\n\n\nL’interpretazione di Luca Mascolo e Ida Maurano\, e le musiche d’epoca suonate magistralmente dai Maestri Valentina Di Silvestro alla chitarra classica e Donato Cedrone al violoncello\, vi accompagneranno in questo viaggio attraverso le esperienze e i momenti artistici che De Sica ha vissuto nel corso della sua carriera. \n\n\n\nVi aspettiamo per godere di questo straordinario tributo domenica 25 gennaio alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30.  \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00  \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:"La morte ovvero il pranzo della domenica" allo Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Compagnia Diaghilev – Dammacco|Balivo presenta La morte ovvero il pranzo della domenica\, in scena il 25 gennaio 2026 allo Spazio Rossellini di Roma nell’ambito di “Spazio Solo”. Serena Balivo interpreta una donna che ogni domenica va a pranzo dai genitori ultranovantenni\, veri protagonisti silenziosi di un rito familiare universale. Mariano Dammacco costruisce uno spazio scenico essenziale\, dove parole\, gesti\, luci e oggetti trasformano la quotidianità in poesia. La morte\, affrontata con ironia sottile e raffinata dissacrazione\, emerge tra leggerezza e profondità\, rivelando la potenza dei legami familiari e la bellezza nascosta nell’ultima separazione dagli affetti più cari. \n\n\n\nUno spettacolo lieve e toccante intorno al più grande tabù della nostra cultura. Serena Balivo e Mariano Dammacco\, binomio artistico noto per sapersi muovere con grande perizia e passo leggero tra poesia e narrazione\, aprono uno squarcio di luce sulla morte con La morte ovvero il pranzo della domenica. \n\n\n\nIn scena Serena Balivo\, già Premio Ubu come migliore attrice under35 e Premio Ivo Chiesa\, dà corpo e voce a una donna non più giovane che ogni domenica va a pranzo dai suoi genitori ultranovantenni\, forse i veri protagonisti del delicato e umoristico testo di Mariano Dammacco\, già Premio Ubu come migliore novità drammaturgica per Spezzato è il cuore della bellezza. \n\n\n\nSebbene in buona salute fisica e mentale\, i due genitori sono ben consapevoli che presto dovranno affrontare la morte\, il nulla forse o magari un’altra vita\, e così non parlano d’altro\, arrivando pian piano a incarnare tutte le madri\, tutti i padri e tutti noi dinanzi all’ignoto.  \n\n\n\nLo spettacolo ci conduce dentro un rito che appartiene a molti\, il pranzo della domenica\, nella sua forma ultima\, con una coppia di anziani e la loro figlia in attesa di separarsi\, di doversi salutare. La morte ovvero il pranzo della domenica appare come un invito a partecipare a un congedo appassionato e divertito che prova a restituirci la bellezza della vita stessa all’interno dell’esperienza dell’ultima separazione dalle persone amate\, e all’interno della potenza nascosta e piena di pudori dell’amore in famiglia\, l’amore tra vecchi sposi\, l’amore tra genitori e figli.  \n\n\n\nDammacco/Balivo. \n\n\n\nMariano Dammacco\, autore\, regista e pedagogo teatrale\, e Serena Balivo\, attrice\, portano avanti il loro lavoro perseguendo un’idea di teatro d’arte e d’autore e\, al tempo stesso popolare\, accessibile a tutti per contenuti e linguaggi. La loro ricerca contenutistica e formale è incentrata sul lavoro dell’attore e sulla composizione di drammaturgie originali.  \n\n\n\nI due hanno creato insieme otto spettacoli: L’ultima notte di Antonio (2012)\, L’inferno e la fanciulla (2014)\, Esilio (2016)\, La buona educazione (2018)\, Spezzato è il cuore della bellezza (2020)\, Danzando con il mostro (2022)\,La morte ovvero il pranzo della domenica (2024)\, Arlecchino nel futuro (2024). \n\n\n\nIl loro lavoro artistico ha ricevuto numerosi riconoscimenti: Esilio è vincitore di Last Seen 2016 (spettacolo dell’anno su Krapp’s Last Post)\, è vincitore del Premio Museo Cervi\, è finalista al Premio Rete Critica 2016\, è finalista alPremio Cassino OFF 2017\, è Selezione Premio In Box blu 2017; L’inferno e la fanciulla è finalista al Premio In box blu 2016.  \n\n\n\nSerena Balivo è vincitrice del Premio Ubu 2017 come miglior attrice under 35\, del Premio internazionale Ivo Chiesa 2021 e del Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2011. \n\n\n\nMariano Dammacco è vincitore del Premio Ubu 2020-2021 nella categoria Nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica per Spezzato è il cuore della bellezza\, e nella stessa categoria è finalista al Premio Ubu 2024 per La morte ovvero il pranzo della domenica; è vincitore di Italian And American Playwrights Project 2020/22 per La buona educazione\, del Premio nazionale di drammaturgia Il centro del discorso 2010 per L’ultima notte di Antonioe\, precedentemente al percorso con Balivo\, è vincitore del Premio ETI/Scenario 1993 per Sonia la Rossa e del Premio ETI/Vetrine 1996 per Amleto e la Statale 16.  \n\n\n\nI testi degli spettacoli di Dammacco/Balivo sono stati pubblicati in “Danzando con l’umano. Cinque drammaturgie di Mariano Dammacco”\, un libro a cura di Sergio Lo Gatto e Debora Pietrobono\, edito nella collana Linea di Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Nazionale per i caratteri di Luca Sossella Editore. Il libro raccoglie le drammaturgie di Dammacco composte negli anni di collaborazione con Balivo\, accompagnate da quattro apparati critici curati da Gerardo Guccini\, studioso di teatro e già docente di Drammaturgia presso l’Università di Bologna. \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nhttps://www.ticketone.it/event/la-morte-ovvero-il-pranzo-della-domenica-spazio-rossellini-21024175/
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SUMMARY:"Anime in Affitto" al Teatro Risorgimento di Larino
DESCRIPTION:Una cast d’eccezione che promette emozioni\, riflessioni e tanto divertimento.  A Larino un appuntamento imperdibile: domenica 25 gennaio alle ore 18\,00   sul palco del suggestivo Teatro Risorgimento\, Eva Grimaldi e Claudio Insegno porteranno in scena “Anime in Affitto”\, una commedia brillante che indaga con profondità e ironia le seconde possibilità della vita\, il destino e l’amore.  \n\n\n\nScritta da Claudio Insegno e Step Minotti\, con la regia dello stesso Insegno\, “Anime in Affitto” è una pièce vivace e toccante che segue le vicende di Alberto e Bea\, una coppia che\, dopo essere finita in coma\, si ritrova sorprendentemente.…….in Paradiso. Qui\, davanti a Dio\, sono costretti a confrontarsi con i propri errori e le scelte compiute. Ma il destino offre loro una seconda possibilità: si reincarnano\, perdendo la memoria del passato\, per rinascere come Beppe e Rita. Il loro nuovo cammino li riunirà ancora una volta\, portandoli a vivere –  tra ironia\, scontri e tenerezze – un percorso alla scoperta del vero significato dell’amore e della crescita personale.  \n\n\n\nA rendere ancora più coinvolgente l’esperienza teatrale\, le musiche originali sono di Jacopo Fiastri\, la Canzone “L’Amore Che Serve” è scritta e cantata da Bungaro e  le voci straordinarie di Franco Mannella e Monica Ward\, arricchiscono lo spettacolo con intensità e autenticità. \n\n\n\nProdotto da MAXIMO EVENT di Nicolò Innocenzi\, Anime in Affitto si preannuncia come uno dei titoli più attesi della stagione teatrale 2026\, segnando un debutto capace di coniugare qualità artistica\, profondità tematica e forte appeal popolare. \n\n\n\nDopo  la tappa larinese\, lo spettacolo sarà in scena dal 4 all’8 febbraio 2026 all’Off/Off Theatre di Roma; il 13 febbraio 2026 farà tappa al Teatro Italia di Borgaro Torinese; per poi proseguire con la sua tournée in tutta Italia.
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SUMMARY:"You have to be deaf to understand" al Fertili Terreni Teatro
DESCRIPTION:Per la stagione IPERSPAZI del cartellone condiviso di Fertili Terreni Teatro\, domenica 25 gennaio\, andrà in scena in prima regionale a Bellarte – sala piccola lo spettacolo You have to be deaf to understand\, produzione Fattoria Vittadini diretta da Diana Anselmo. con Diana Anselmo\, Daniel Bongioanni\, DMK – sguardo esterno Juli Klintberg e Ramesh Meyyappan – produzione Fattoria Vittadini con il sostegno di Fondazione Rana – Spettacolo in visual sign e conclusione in LIS con traduzione vocale integrata \n\n\n\nDa sempre attenta e sensibile al rapporto tra scena e comunità sorda\, anche quest’anno la programmazione di Fertili Terreni Teatro dedica al tema un appuntamento specifico ospitando il collettivo Fattoria Vittadini con You have to be deaf to understand\, pièce direttamente ispirata all’omonima poesia scritta negli anni ’70 da Willard J. Madsen\, professore sordo di letteratura inglese alla Gallaudet University\, in cui è descritta in prima persona l’esperienza in società del corpo sordo e della lingua dei segni. \n\n\n\nSe è vero che la lirica è stata tradotta in molte lingue tra cui l’italiano scritto\, altrettanto è da considerare che la sua riscrittura\, ad opera di un traduttore udente\, contiene inevitabilmente tracce di linguicismo\, fonocentrismo e appropriazione: con la performance in programma\, si intende fare un passo indietro e ricollocare lo scritto nella sua corretta posizione restituendole una traduzione sorda ed appropriata. Per far ciò\, i performer utilizzano una traslazione scenica che utilizza una forma poetica propria della lingua dei segni (Visual Sign)\, in grado di essere compresa anche da chi non è segnante. \n\n\n\nDa queste premesse prenderà forma in scena una minuziosa partitura fisica dalle forti figurazioni\, necessariamente arricchita del potere immaginifico del Visual Sign\, con cui riprodurre in concreto cosa significasse per Madsen vivere ogni giorno la sua condizione di sordo: alla performance si accompagna un’indagine sul dibattuto tema della traduzione\, palesando al pubblico come spesso quello che sembra un atto innocuo possa in realtà accompagnarsi\, in maniera del tutto inconsapevole\, ad episodi di linguismo\, fonocentrismo e appropriazione culturale. \n\n\n\nBiglietti: Per il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato on line\, 15 euro in cassa la sera dell’evento. \n\n\n\nPer il biglietto ridotto (studenti universitari\, studenti IAAD\, under 30\, over 65\, residenti Circoscrizione IV e Circoscrizione VII\, Aiace\, Abbonamento Musei Piemonte Valle D’Aosta\, abbonati stagioni Piemonte dal Vivo) il costo è di 11 euro se acquistato on line\, 13 euro in cassa la sera dell’evento.  \n\n\n\nE’ disponibile la formula del ridotto riservato agli abbonati GTT – Gruppo Torinese Trasporti a 7\,5 euro per gli acquisti online: si ricordano i pacchetti di abbonamenti a 3 spettacoli per 30 euro ed a 5 spettacoli per 40 euro\, se acquistati in modalità online. \n\n\n\nResta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay\, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35\, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani. \n\n\n\nI biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com.  \n\n\n\nLa stagione 2025 2026 di Fertili Terreni Teatro\, è realizzata e promossa da A.M.A. Factory\, Cubo Teatro e Tedacà\, con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo (maggior sostenitore)\, e \n\n\n\nalcuni spettacoli programmati in collaborazione Fondazione Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto Corto Circuito. \n\n\n\nEnti sostenitori sono anche: MIC\, Regione Piemonte e Città di Torino.La programmazione beneficia del patrocinio della Città di Torino\, della Circoscrizione 4 e della Circoscrizione 7.
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LOCATION:Fertili Terreni Teatro\, Via Pallavicino 35\, Torino\, ITA\, 10153\, Italy
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SUMMARY:Giovanni Scasciamacchia "Patto Armonico” all'Alexanderplatz
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, domenica 25 gennaio\, Giovanni Scasciamacchia “Patto Armonico” con Perico Sambeat\, sax\, Dado Moroni\, pianoforte\, Tommaso Scannapieco\, contrabbasso e special guest Fabrizio Bosso\, tromba. Giovanni Scasciamacchia\, maestro indiscusso delle arti percussive e richiestissimo drummer italiano\, presenta per Abeat Records\, un nuovo lavoro\, un concept album\, dove ciascun brano si ispira al mondo del design\, raccogliendo una suggestione dall’amico produttore Paolo Insalata. La connessione tra jazz e design\, richiamata nel titolo Patto Armonico\, ha origini remote e si manifestò nell’America degli anni Venti e Trenta\, quando l’estetica dell’Art Déco e la sua associazione con il lusso e il glamour si fondevano perfettamente con il dilagare dell’onda del Jazz\, tanto da far coincidere alla definizione Art Déco\, quella di Jazz Style. Per sostenere questo immaginifico progetto il cast si avvale di alcuni pesi massimi della scena mondiale contemporanea: il sassofonista Perico Sambeat\, il nostro portacolori del pianoforte jazz Dado Moroni ed il richiestissimo Tommaso Scannapieco al contrabbasso. Un disco italiano che celebra l’arte dello swing targato ventunesimo secolo\, moderno stilisticamente ma dalle solide radici nella cultura tradizionale afroamericana\, ed una originale impostazione creativa. Al quartetto si aggiungerà il grandissimo Fabrizio Bosso che colorerà magnificamente alcune delle composizioni del batterista oltre a standard jazz della tradizione americana. \n\n\n\nNon solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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SUMMARY:"Lo Spazio in Versi" tra Teatro India e Teatro Torlonia
DESCRIPTION:La poesia e la musica tornano a incontrarsi nella seconda edizione de Lo Spazio in Versi\, un ciclo di cinque appuntamenti dove la potenza della parola incontra l’anima della canzone d’autore\, muovendosi tra la scena del Teatro India e del Teatro Torlonia. \n\n\n\nIl cammino tra versi e armonie – ideato da Oscar Pizzo e curato da Andrea Satta e Maria Grazia Calandrone con gli interventi di Andrea Cortellessa – invita a riflettere sul nostro tempo e sul nostro mondo attraverso le voci di poeti e cantautori\, che si alterneranno sulla scena in cinque incontri dal 25 gennaio al 29 aprile. Un ponte che unisce il vigore evocativo della parola alla forza espressiva della musica\, per esplorare temi universali come l’amore\, la solitudine\, la delusione\, la rabbia\, l’infinito e la visceralità. \n\n\n\nUn dialogo tra mondi affini e distanti\, tra parole recitate e parole cantate\, alla ricerca di punti di contatto\, differenze\, risonanze\, che trasforma il palco in uno spazio di coscienza collettiva dove la pagina scritta dei poeti si fonde con la voce dei cantautori\, per riscoprirla come canto vivo e con la forza della verità teatrale. «È tutto molto semplice – spiegano i curatori – amori\, delusioni\, rinascite e lampi si incontrano su queste tavole. Lo abbiamo imparato lo scorso anno: da certe serate si esce diversi. È un’ora agile in cui i versi e le armonie tradiscono i perimetri e le geometrie del quotidiano». \n\n\n\nOgni appuntamento sarà un’occasione per ascoltare voci diverse\, tra nuovi talenti e maestri\, spaziando dalla poesia più intima alle canzoni più coinvolgenti\, per dare vita a un dialogo profondo tra artisti e pubblico. Ciascuno dei cinque eventi si presenta\, infatti\, come un’esperienza unica di incontro tra un poeta e un cantautore\, con incursioni di specialisti ed esperti lettori di versi come Andrea Cortellessa e con le incursioni al pianoforte di Angelo Pelini\, mentre gli artisti saranno accolti da Maria GraziaCalandrone e Andrea Satta\, che guideranno il pubblico in un viaggio alla scoperta delle opere e degli autori. \n\n\n\nLo Spazio in Versi si apre il 25 gennaio al Teatro India (ore 21) con la poetessa Maria Grazia Calandrone accompagnata dalle note della celebre cantautrice Nada\, una serata che promette di esplorare le radici profonde dell’emozione umana. Il percorso prosegue poi nella cornice intima del Teatro Torlonia il 4 febbraio (ore 20)\, dove la parola misurata di Nicola Bultrini dialogherà con la cifra autoriale del musicista Giulio Casale. La primavera porterà nuove rifrazioni sempre al Teatro Torlonia: il 18 marzo (ore 20) con protagonisti il poeta Claudio Damiani e la cantautrice Diana Tejera\, pronti a intrecciare contemplazioni e melodie in un gioco di specchi tra metrica e note; il 22 aprile (ore 20) lo spazio si aprirà alla modernità di Giuliano Logos\, la cui poetica incontrerà il mondo musicale di Carmine Torchia; per concludere il 6 maggio (ore 20) con un appuntamento di altissimo profilo che vedrà protagoniste la poetessa Antonella Anedda e la cantautrice Giulia Mei. \n\n\n\nInfo e orari:Teatro India – domenica 25 gennaio 2026 – ore 21.00 \n\n\n\nTeatro Torlonia – i mercoledì 4 febbraio – 18 marzo – 22 aprile – 29 aprile 2026 ore 20.00 \n\n\n\nBiglietti e card: \n\n\n\nbiglietti intero 8€ – TdR Card In Versi: € 25 x 5 appuntamenti
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LOCATION:Teatro India\, Lungotevere Vittorio Gassman\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Palcoscenico Danza Mostri al Teatro Astra di Torino
DESCRIPTION:Dal 25 gennaio al 29 aprile 2026\, Palcoscenico Danza esplora l’ibridazione tra umano\, natura e mito con grandi ospiti internazionali e solidi riferimenti nel mondo della danza nazionale. Sempre di più la rassegna si inserisce come parte integrante dell’articolato cartellone di prosa della Fondazione TPE diretta da Andrea De Rosa\, ideatore della linea concettuale che accompagna il triennio in corso dedicato al tema dell’identità e al modo in cui le persone si trasformano nel corso della loro esistenza. \n\n\n\nPer questo motivo\, a partire da quest’anno\, la rassegna Palcoscenico Danza avrà lo stesso titolo della stagione teatrale. MOSTRI proporrà infatti un viaggio coreografico tra figure deformate\, divinità mitologiche\, creature ibride e icone sacre della cultura mondiale. \n\n\n\n«Una stagione variegata e sorprendente — dichiara il direttore Paolo Mohovich — ricca di creature mostruose: dai vulcani Fuji ed Etna alle divinità taiwanesi\, dall’uomo-cervo cibernetico al mostro sacro Maria Callas. Figure che attraverso la danza indagano la natura\, il sacro e l’umano in modi inediti e perturbanti». \n\n\n\nIL PROGRAMMA DELLA RASSEGNA \n\n\n\nL’apertura: Tra Etna e Fuji (25 gennaio) L’inaugurazione è affidata a Roberto Zappalà con Brother to Brother – dall’Etna al Fuji. Uno spettacolo potente che mette in dialogo la Sicilia e il Giappone attraverso il ritmo ancestrale dei tamburi Taiko (eseguiti dai Munedaiko) e la forza vulcanica di nove danzatori. \n\n\n\nL’omaggio alla “Divina”: Callas (5 febbraio) Nel centenario della nascita di Maria Callas\, la COB Compagnia Opus Ballet presenta Callas\, Callas\, Callas. Tre coreografi d’eccezione — Adriano Bolognino\, Carlo Massari e Roberto Tedesco — reinterpretano il mito della Callas attraverso tre sguardi contemporanei e astratti. \n\n\n\nMiti Internazionali e Taiwan (28 febbraio – 1 marzo) L’eccellenza internazionale arriva con la Hung Dance di Taiwan in Glanced Crack. Il coreografo Lai Hung Chung esplora la resilienza attraverso il mito di Nuwa. Giovanni Insaudo indaga con Mitici il rapporto cupo e alieno tra umani e dèi. \n\n\n\nBiografie Sceniche e Ibridazioni (24 marzo – 29 aprile) La stagione prosegue con Emanuela Tagliavia e il suo Shortcut\, una costellazione di frammenti d’arte che spaziano da Burri a Dalí.  \n\n\n\nIl 31 marzo e il 1° aprile\, Elías Aguirre porta in scena Aurunca\, una riflessione sulla morte e sui “non-luoghi”\, trasformando il corpo in un ecosistema tra insetti e visioni urbane. \n\n\n\nLa chiusura è affidata ai giovani talenti di Eko Dance Project con Made4you.x (23-24 aprile) che festeggia dieci anni con una creazione di Nacho Duato – Liberté\, estratto da Rassemblement\, creazione del 1990 realizzata per il Cullberg Ballet – oltre alle nuove opere di Paolo Mohovich\, Salvatore De Simone e Giovanni Insaudo; al trio guidato da Cristiana Casadio con Of Restless Nature (28-29 aprile)\, ispirato alle affascinanti “donne-insetto” della scultrice Germaine Richier e alle Architetture di spazi minimi del Collettivo Lattea in collaborazione con Interplay Link. \n\n\n\nFORMAZIONE: MASTERCLASS CON ELÍAS AGUIRRE \n\n\n\nIl 1° aprile\, presso la sede di Eko Dance Project\, l’artista multidisciplinare Elías Aguirre terrà una masterclass aperta a danzatori e curiosi\, focalizzata sulla “natura invisibile” e sul movimento degli insetti\, integrando danza urbana e teatro gestual
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