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SUMMARY:"SCUSA SONO IN RIUNIONE…TI POSSO RICHIAMARE?" al Teatro Manzoni
DESCRIPTION:Approda il 7 maggio al Teatro Manzoni di Roma la commedia cult campione d’incassi SCUSA SONO IN RIUNIONE…TI POSSO RICHIAMARE?\, scritta\, diretta e interpretata da Gabriele Pignotta \, sul palco con Clizia Fornasier\, Fabio Avaro\, Siddhartha Prestinari\, Nick Nicolosi\, in scena fino a domenica 24 maggio. \n\n\n\nUna commedia brillante\, attuale e irresistibile che mette a nudo\, con ironia e lucidità\, una generazione sospesa tra ambizione e fragilità.   \n\n\n\nUn gruppo di quarantacinquenni\, divisi tra carriera\, relazioni complicate e dipendenza dalla tecnologia\, si ritrova improvvisamente protagonista di un imprevedibile gioco mediatico. Quello che nasce come uno scherzo si trasforma in una spirale di equivoci sempre più esilaranti\, dove verità e finzione si confondono.  \n\n\n\nTra relazioni che si incrinano\, segreti che emergono e maschere che cadono\, ognuno sarà costretto a fare i conti con se stesso. E a chiedersi: quanto siamo disposti a mostrarci per essere visti? \n\n\n\n “La generazione dei quarantacinquenni ne esce come quella di adorabili perdenti\, pieni di fragilità\, di insicurezze\, di stress\, di nevrosi\, di patologie più o meno complicate a livello psicologico – spiega Pignotta. Ma è proprio questa fragilità che li rende adorabili nella loro imperfezione. E quindi non puoi non volere bene a questi personaggi che in fondo sono proprio uno spaccato preciso e fedelissimo di ognuno di noi. Io ho voluto ironizzare su una generazione\, che forse è anche un po’ più estesa”. \n\n\n\nUna commedia degli equivoci dal ritmo serrato che fa ridere\, sorprende e lascia il segno. Perché dietro ogni risata si nasconde una verità che ci riguarda tutti. E perché\, forse\, non siamo mai stati così connessi… e così soli. \n\n\n\nLe scene sono di Matteo Soltanto\, i costumi di Valter Azzini\, le luci di Pietro Sperduti e le musiche di Stefano Switala. Produzione ArtistiAssociati-Centro di produzione teatrale. \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\nTel. 06.3223634   WhatsApp 327.8959298 \n\n\n\nprenotazioni@teatromanzoniroma.it   www.teatromanzoniroma.it \n\n\n\nOrari spettacolo \n\n\n\ngiovedì 7 maggio ore 21:00 \n\n\n\nvenerdì 8 maggio ore 21:00 \n\n\n\nsabato 9 maggio ore 17:30 E 21:00 \n\n\n\ndomenica 10 maggio ore 17:30 \n\n\n\nmartedì 12 maggio ore 21:00 \n\n\n\nmercoledì 13 maggio ore 21:00 \n\n\n\ngiovedì 14 maggio ore 21.00 \n\n\n\nvenerdì 15 maggio ore 21:00 \n\n\n\nsabato 16 maggio ore 17:30 E 21:00 \n\n\n\ndomenica 17 maggio ore 17:30 \n\n\n\nmartedì 19 maggio ore 19:00 \n\n\n\nmercoledì 20 maggio ore 21:00 \n\n\n\ngiovedì 21 maggio ore 17.30 \n\n\n\nvenerdì 22 maggio ore 21:00 \n\n\n\nsabato 23 maggio ore 17:30 E 21:00 \n\n\n\ndomenica 24 maggio ore 17:30
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LOCATION:Teatro Manzoni di Roma\, Via Monte Zebio\, 14C\, Roma\, RM\, 00195\, Italia
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SUMMARY:"Gente di facili costumi" all'ABC di Catania
DESCRIPTION:Una notte\, un incidente\, due vite agli antipodi che si scontrano: Anna\, detta “Principessa”\, prostituta caotica e piena di sogni\, e Ugo\, intellettuale solitario e disilluso. Arriva a Catania uno dei testi più intensi e sorprendenti del teatro italiano contemporaneo: GENTE DI FACILI COSTUMI di Nino Marino e Nino Manfredi\, con protagonisti FLAVIO INSINNA e GIULIA FIUME\, per la regia di Luca Manfredi. Lo spettacolo\, inserito nella nuova stagione Turi Ferro\, sarà rappresentato dal 7 al 17 maggio 2026 al Teatro Abc. \n\n\n\nProdotta da La Pirandelliana\, la pièce riporta in scena un’opera che\, sin dal suo debutto nel 1988 con lo stesso Nino Manfredi\, si è imposta come tra le più eclatanti degli ultimi decenni del teatro italiano. \n\n\n\nDa un evento banale quanto dirompente – un allagamento causato da una distrazione – nasce una convivenza forzata che si trasforma in un confronto serrato\, ironico e profondamente umano. Tra battute taglienti\, divergenze caratteriali e improvvisi squarci di verità\, Anna e Ugo danno vita a un dialogo che alterna comicità e malinconia. Lei sogna una vita diversa\, magari come “giostraia”; lui aspira a un cinema d’arte che sembra non trovare spazio. Due esistenze lontane che\, lentamente\, si scoprono meno inconciliabili del previsto\, rivelando fragilità\, desideri e una comune ricerca di dignità. \n\n\n\nCome sottolineava lo stesso Manfredi: «Gente di facili costumi è una commedia che sviluppa\, in maniera paradossale\, un fondamentale problema etico. In una società come la nostra\, dove tutto si avvilisce e si corrompe\, che valore hanno ancora l’onestà\, la dignità\, il rispetto dei più profondi valori umani?». \n\n\n\nPrincipi messi in discussione da un mondo in cui tutto appare piegato all’utile\, tra contraddizioni sociali\, derive culturali e perdita di ideali. Uno spettacolo\, dunque\, che fa ridere\, ma anche riflettere\, capace di parlare al presente con sorprendente lucidità. Merito soprattutto della superlativa interpretazione di FLAVIO INSINNA e GIULIA FIUME. \n\n\n\nSi segnala\, inoltre\, che i due protagonisti avranno il piacere di incontrare il pubblico dell’Abc di Catania. I posti sono limitati e\, per prenotarsi\, ci sarà un forum sui social della pagina del Teatro. \n\n\n\nInfo: 095 538188 / 333 7781632 \n\n\n\nOrari biglietteria: da lunedì a sabato dalle 16 alle 20 – giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 \n\n\n\nLink per acquisto spettacoli: https://www.liveticket.it/opera.aspx?Id=634152
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SUMMARY:"MADEMOISELLE CHANEL" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Approda al Teatro Vittoria\, dal 7 al 10 maggio\, MADEMOISELLE CHANEL\, spettacolo di Valeria Moretti\, interpretato da Patrizia Bellucci\, con la regia di Giulia Avino. \n\n\n\nLa storia di una grande donna: Gabrielle Bonheur Chanel\, detta Coco\, soprannome datogli da Etienne Balsan\, che sarà il suo primo finanziatore/amante\, quando si esibiva come cantante in un caffè concerto. Tutto comincia con la perdita della madre e l’abbandono da parte del padre in un orfanotrofio\, quando aveva solo dodici anni. Sarà proprio lì che imparerà a cucire. Amata da artisti\, musicisti\, poeti\, aristocratici\, creatrice di uno stile immortale\, diva delle sfilate internazionali e frequentatrice delle stanze del potere\, in realtà Chanel ebbe solo due unici veri amori: Le forbici d’argento che portava al collo e Arthur Capel colui che credendo nel suo talento la sosterrà finanziariamente nella scalata al successo. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\n“Io rivoluzionaria? Ve lo ripeto: non fu per creare quel che mi piaceva ma per far passare di moda quel che non mi piaceva. Mi sono servita del mio talento come di un esplosivo”. \n\n\n\n“Mademoiselle Chanel” è un atto unico che fa rivivere la leggendaria figura di Coco Chanel. La famosa stilista francese è qui rappresentata in tutte le sue sfumature. Dall’infanzia difficile in orfanotrofio alla scalata verso il successo. Si scopre un lato inedito \n\n\n\ndi questa grande donna\, una fragilità che la rende più umana e più vera ai nostri occhi.   La sofferenza e i tormenti nella sfera privata\, i grandi dolori\, la consapevolezza di riuscire a fare qualcosa di grande nella sua vita\, la durezza dei suoi modi burberi. \n\n\n\nUna vita di estremi come i colori che firmano il suo stile. Bianco e nero. La capacità di tornare all’essenza\, sia nella moda che come donna. \n\n\n\n“Mademoiselle Chanel” è un dialogo che Coco ha anche con se stessa\, riflessa allo specchio\, mentre lavora o rivive i momenti più bui e più teneri della sua vita. Lo spettatore assiste alle confessioni intime di una donna che si è sempre mostrata forte e resiliente. \n\n\n\nLa scenografia avvolge la protagonista in un’atmosfera senza tempo accompagnata dalle \n\n\n\nsuggestive musiche originali. Senza tempo. \n\n\n\nPerché un’icona di stile come Coco Chanel è semplicemente immortale. \n\n\n\n“Mi sono servita del mio talento come di un esplosivo. Coco è rappresentata in tutte le sue sfumature. Dall’infanzia difficile in orfanotrofio alla scalata verso il successo. Una vita di estremi come i colori che firmano il suo stile. Bianco e nero. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nDal 7 al 10 maggio \n\n\n\nOre 21; domenica ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti: https://www.vivaticket.com/it/ticket/mademoiselle-chanel/271578 \n\n\n\nPrezzi: a partire da 21 euro \n\n\n\ninfo: botteghino tel. 065740170 / 065740598
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SUMMARY:"Opera Pia" a Teatrosophia con Loredana Piedimonte
DESCRIPTION:Sul palcoscenico di Teatrosophia approda un’attrice di rara versatilità\, capace di attraversare con naturalezza registri opposti — dal brillante al drammatico — con un’intensità e una precisione che non lasciano spazio a dubbi: Loredana Piedimonte. Formatasi al Laboratorio di Arti Sceniche diretto da Gigi Proietti\, al fianco del quale ha lavorato più volte (indimenticabile la sua presenza ne La signora delle Camelie e in Cavalli di Battaglia)\, porta in scena un monologo potente\, scomodo\, necessario. Un lavoro che non cerca compiacimento\, ma verità  e che promette di lasciare il segno. \n\n\n\nUna donna sola\, un uomo solo. Lei insegnante di musica\, l’anima menomata da un matrimonio infelice. Lui un disperso\, senza radici né memoria\, proveniente da un paese lontano. Lei è l’Occidente spaventato e deluso\, che si rattrappisce nel suo isolamento\, per paura del nuovo\, dello sconosciuto. Lui è il Terzo Mondo in fuga\, tra fragilità\, rancore\, dolore. In un intenso\, variopinto monologo\, il racconto di Pia\, la sua scelta\, la sua caduta\, il sogno di una risurrezione\, di un incontro forse ancora possibile\, ma solo a patto di non a fermarsi a metà strada. La risposta\, qualunque essa sia\, si trova oltre ogni ragionevole limite; in fondo all’abisso del desiderio. Una narrazione che rivela l’amore al tempo delle grandi migrazioni. Figure parallele\, piccoli plot\, incisi\, parentesi che nascono come link della storia portante\, e che grazie a un’interpretazione precisa e a una regia nitida e mirata\, non si confondono con essa. \n\n\n\nAl termine dello spettacolo\, Teatrosophia avrà il piacere di offrire il consueto aperitivo\, un momento di incontro e condivisione dedicato ad artisti e pubblico. \n\n\n\nOrari spettacolo: giovedì a venerdì – ore 21:00 – sabato e domenica – ore 19:00 \n\n\n\nBiglietti: € 15\,00 + tessera associativa \n\n\n\nPrenotazioni: https://www.teatrosophia.it/index.php/le-stagioni/2025-2026?view=article&id=107&catid=9 \n\n\n\nN.B: Per accedere alla prenotazione è necessaria la registrazione all’Associazione Culturale Teatrosophia per la sottoscrizione della tessera associativa che sarà valida per tutta la stagione 2025/2026. \n\n\n\nhttps://www.associazioneteatrosophia.it/index1.asp \n\n\n\nInfo:  info@teatrosophia.com \n\n\n\nTel. 0668801089- – Whatsapp: https://wa.me/+393533925682
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SUMMARY:Serena Rossi in “SereNata a Napoli” al Sistina
DESCRIPTION:“SereNata a Napoli”\, il primo spettacolo teatrale ideato e interpretato da Serena Rossi dedicato a Napoli che sta incantando l’Italia intera\, è un viaggio emozionante e intenso\, fatto di musica e parole\, che si intrecciano come amanti per raccontare una città leggendaria e affascinante. \n\n\n\nNapoli\, sirena mitologica e cuore pulsante\, prende vita sul palcoscenico attraverso le melodie e i racconti che l’hanno resa eterna. Dalla leggenda di Partenope al canto dei vicoli\, dai suoni delle feste popolari alle ninne nanne che hanno cullato generazioni\, Serena Rossi dedica alla sua città una serenata piena di amore\, nostalgia e ammirazione. \n\n\n\nLo spettacolo\, che vede la regia di Maria Cristina Redini ed è prodotto da Agata Produzioni e Savà Produzioni Creative\, diventa un mosaico di storie\, canti e leggende che affondano le radici nel cuore di una terra incastonata tra il Vesuvio e il mare. Con la delicatezza della sua voce e la forza delle sue interpretazioni\, Serena Rossi riporta in vita l’essenza immortale di Napoli: i suoi misteri\, la sua filosofia\, la sua religione e la sua musica\, che accompagna la città da sempre. E lo fa insieme a una incredibile orchestra composta da sei elementi\, parte viva dello spettacolo\, guidata dal Maestro Valeriano Chiaravalle. nel dettaglio: al violino Gennaro Desiderio\, alla chitarra Gianpaolo Ferrigno\, al pianoforte e clavicembalo Antonio Ottaviano\, alle percussioni Michele Maione\, al violoncello Matteo Parisi e alla fisarmonica e clarinetto Luca Sbardella. Ad arricchire e cesellare il racconto la proiezione di potenti immagini storiche di Istituto Luce e i disegni dell’illustratrice Flora Palumbo. \n\n\n\n“SereNata a Napoli” non è solo uno spettacolo: è una dichiarazione d’amore. È l’omaggio di Serena Rossi alla città che l’ha cresciuta e ispirata\, un invito a lasciarsi incantare da una Napoli che vive e vibra\, che soffre e si innamora\, che risuona di storia e di futuro \n\n\n\n“SereNata a Napoli” nasce da un’idea di Serena Rossi\, scritto da Maria Sole Limodio e Pamela Maffioli. La direzione musicale e gli arrangiamenti sono curati dal M° Valeriano Chiaravalle\, mentre la regia è affidata a Maria Cristina Redini. Le Luci sono di Valerio Tiberi. Le immagini storiche sono di Istituto Luce. I disegni dell’illustratrice Flora Palumbo. Videoartist Pietro Grandi. Costumi di Flavia Liberatori. Gli abiti di Serena Rossi sono disegnati e realizzati in esclusiva da Laura Biagiotti. Lo spettacolo è prodotto da AGATA Produzioni e da Savà Produzioni Creative. La distribuzione è di Savà Produzioni Creative.
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SUMMARY:"Mademoiselle Chanel" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:La storia di una grande donna: Gabrielle Bonheur Chanel\, detta Coco\, soprannome datole da Etienne Balsan\, che sarà il suo primo finanziatore/amante\, quando si esibiva come cantante in un caffè concerto. Tutto comincia con la perdita della madre e l’abbandono da parte del padre in un orfanotrofio\, quando aveva solo dodici anni. Sarà proprio lì che imparerà a cucire. Amata da artisti\, musicisti\, poeti\, aristocratici\, creatrice di uno stile immortale\, diva delle sfilate internazionali e frequentatrice delle stanze del potere\, in realtà Chanel ebbe solo due unici veri amori: Le forbici d’argento che portava al collo e Arthur Capel colui che credendo nel suo talento la sosterrà finanziariamente nella scalata al successo. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\n“Io rivoluzionaria? Ve lo ripeto: non fu per creare quel che mi piaceva ma per far passare di moda quel che non mi piaceva. Mi sono servita del mio talento come di un esplosivo”. \n\n\n\n“Mademoiselle Chanel” è un atto unico che fa rivivere la leggendaria figura di Coco Chanel. \n\n\n\nLa famosa stilista francese è qui rappresentata in tutte le sue sfumature. Dall’infanzia difficile in orfanotrofio alla scalata verso il successo. Si scopre un lato inedito di questa grande donna\, una fragilità che la rende più umana e più vera ai nostri occhi. La sofferenza e i tormenti nella sfera privata\, i grandi dolori\, la consapevolezza di riuscire a fare qualcosa di grande nella sua vita\, la durezza dei suoi modi burberi. \n\n\n\nUna vita di estremi come i colori che firmano il suo stile. Bianco e nero. La capacità di tornare all’essenza\, sia nella moda che come donna. “Mademoiselle Chanel” è un dialogo che Coco ha anche con se stessa\, riflessa allo specchio\, mentre lavora o rivive i momenti più bui e più teneri della sua vita. Lo spettatore assiste alle confessioni intime di una donna che si è sempre mostrata forte e resiliente. \n\n\n\nLa scenografia avvolge la protagonista in un’atmosfera senza tempo accompagnata dalle suggestive musiche originali. Senza tempo. Perché un’icona di stile come Coco Chanel è semplicemente immortale. \n\n\n\nMadame Chanel di Valeria Moretti – con Patrizia Bellucci – Regia di Patrizia Cigliano \n\n\n\nBiglietti (prevendita inclusa): \n\n\n\nintero: platea € 27\, galleria € 21 \n\n\n\nridotto (under 35/over 65/cral): platea € 20\, galleria € 17 \n\n\n\nBotteghino: 06 5740170 – 06 5740598 \n\n\n\nVendita on-line e info: www.teatrovittoria.it \n\n\n\nCome arrivare: Metro: Piramide; Tram: 3; Bus: 23\, 30\, 75\, 83\, 170\, 280\, 716\, 781.
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SUMMARY:"LIETO FINE" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Dopo decenni di guerra con il paese confinante\, un governo allo stremo decide di giocare un’ultima paradossale carta per giungere a una soluzione: richiamare i creativi del cinema e affidare loro la patata bollente di cercare una via per porre fine al conflitto. Due mature sorelle – una regista e una sceneggiatrice che condividono un passato di gelosie e rancori – e una giovane stagista piena di speranze\, si ritrovano così in un bunker provvisto del fatidico bottone rosso\, a decidere delle sorti del mondo. \n\n\n\n“Lieto fine” gioca sull’analogia tra la stanza dei bottoni e una writing room: il luogo del potere assoluto e quello della creazione collettiva si sovrappongono\, lanciando una riflessione su come ogni decisione politica sia anche una scelta narrativa\, e su come ogni narrazione possa avere conseguenze reali. Chi ha il diritto di immaginare il finale? Possiamo aspirare alla pace tra popoli\, quando non riusciamo neppure a ottenerla in famiglia? E soprattutto: esiste ancora un lieto fine possibile? \n\n\n\nIspirato all’attuale momento storico caratterizzato da un clima di “guerra a pezzi”\, “Lieto fine” è al tempo stesso un omaggio al cinema e alla creatività che\, grazie alla capacità di immaginare alternative\, può aprire spiragli quando tutto sembra già scritto\, e ricorda che l’atto creativo resta uno degli ultimi\, autentici gesti di resistenza. \n\n\n\nBiglietti: 15.00 intero e 12 ridotto \n\n\n\n-prevista tessera associativa- \n\n\n\nferiali ore 21 – festivi ore 17:30 \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847 \n\n\n\ninfo@teatrotrastevere.it \n\n\n\nhttps://www.teatrotrastevere.it/
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SUMMARY:19a edizione Festival Int.le della Cinematografia Sociale Tulipani di Seta Nera
DESCRIPTION:Torna nella Capitale\, per la sua diciannovesima edizione\, il Festival Internazionale della Cinematografia Sociale Tulipani di Seta Nera\, presieduto da Diego Righini e diretto da Paola Tassone. L’appuntamento è dal 7 al 10 maggio presso il The Space Cinema Moderno di Roma\, per quattro giornate di proiezioni\, incontri e occasioni di confronto dedicate al cinema che racconta il sociale.  \n\n\n\nUn Festival che\, nel corso degli anni\, ha saputo evolversi ampliando il proprio sguardo sul mondo\, portando sul grande schermo storie spesso invisibili ma profondamente necessarie. Al centro\, la volontà di esplorare la complessità dell’esperienza umana attraverso il linguaggio universale del cinema. \n\n\n\nSono oltre settanta le opere in programma tra Cortometraggi\,Documentari e #SocialClip. Un’edizione che mette al centro le persone\, nella loro unicità e nelle molteplici esperienze di vita\, valorizzando pluralità di contesti e prospettive. I titoli selezionati\, provenienti da tutto il mondo\, affrontano temi di grande attualità come legalità\, inclusione\, disagio giovanile\, violenza di genere\, sicurezza sul lavoro e sostenibilità. \n\n\n\n“Tulipani di Seta Nera è un Festival che ha saputo anticipare il cambiamento\, portando sullo schermo temi sociali prima che diventassero centrali nel dibattito pubblico e istituzionale – dichiara il Presidente Diego Righini. Ogni edizione rappresenta una fotografia del presente: uno spazio in cui il cinema dà voce a realtà spesso invisibili e interpreta le urgenze del nostro tempo. Attraverso le storie raccontate\, promuoviamo uno sguardo più consapevole\, inclusivo e partecipe\, capace di generare emozione e riflessione. È nel racconto\, infatti\, che risiede la possibilità di una reale evoluzione culturale. Oggi\, i conflitti in Ucraina e in Iran\, insieme alle conseguenze economiche che ne derivano\, impongono ai governi europei – e quindi anche a quello italiano di Giorgia Meloni – una rinnovata attenzione verso le fasce più fragili della società. In questo contesto\, la nostra rassegna si fa interprete del presente\, raccontando attraverso il cinema ciò di cui c’è concretamente bisogno e offrendo uno sguardo capace di orientare il cambiamento”. \n\n\n\nSoddisfazione anche da parte di Paola Tassone\, direttrice artistica della sezione cortometraggi: “La qualità delle opere selezionate è particolarmente elevata e restituisce una proposta ricca e articolata\, capace di attraversare generi diversi. Tra i finalisti figura anche un musical\, scelta ancora poco frequente nel panorama del cortometraggio italiano\, sostenuta con convinzione dalla giuria e dal Maestro Vince Tempera. Il programma della 19ª edizione si distingue per ampiezza e qualità cinematografica\, con la presenza di opere internazionali di grande rilievo\, come Mistake di Honey Lauren\, presentato in anteprima europea. Un racconto intenso e personale che invita a riflettere sul significato dell’accettazione e della complessità umana. Elemento distintivo di questa edizione è inoltre la significativa presenza delle nuove generazioni\, sia tra le persone che dirigono le opere sia tra il pubblico in sala: sguardi freschi e linguaggi espressivi contemporanei\, con numerose opere prime. A questo si affianca la partecipazione attiva di studenti e studentesse\, protagonisti di un importante percorso di alfabetizzazione al cinema sociale”. \n\n\n\nSono 540 le opere iscritte al concorso\, suddivise in tre sezioni: 400 cortometraggi\, 80 documentari e 60 #socialclip\, provenienti dall’Italia e da numerosi Paesi del mondo. Un dato che conferma la crescente dimensione internazionale del Festival. \n\n\n\nLe proiezioni\, in concorso e fuori concorso\, saranno articolate in tre sezioni: Cortometraggi\, con la direzione artistica di Paola Tassone e la giuria presieduta da Massimiliano Bruno; Documentari\, diretti da Christian Carmosino Mereu con giuria presieduta da Simone Manetti; #SocialClip\, con la direzione artistica di Igor Righetti e la giuria presieduta da Silvia Salemi.  \n\n\n\nLe giurie di sezione\, i finalisti\, le nomination\, le serate evento e gli appuntamenti collaterali sono riportati nel file in allegato.  \n\n\n\nIl programma completo\, che verrà reso noto nei prossimi giorni\, sarà arricchito dalla partecipazione di protagonisti del cinema\, dello spettacolo e della cultura\, con incontri\, dibattiti e momenti di approfondimento. Durante la rassegna verranno assegnati i Premi tecnici\, i Premi Sorriso legati ai partner culturali e il Premio Sorriso Rai Cinema Channel\, consegnato dai testimonial 2026 Antonia Liskova e Alessio Vassallo. \n\n\n\nAmpio spazio è dedicato anche alle nuove generazioni con “Tulipani Fuoriclasse – Talenti in Erba”\, progetto realizzato nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MiC e MI. L’iniziativa coinvolge studenti e studentesse dell’Istituto Cine-TV Roberto Rossellini\, dell’Istituto Amerigo Vespucci di Roma e\, per la scuola primaria\, dell’IP Giovanni Merlini di Viterbo. La fase finale vedrà i partecipanti protagonisti durante il Festival\, con la consegna dei riconoscimenti “Sorriso Tulipani Fuoriclasse – Talenti in Erba Giovani” e “Giovanissimi”. Un percorso che conferma il valore del cinema come strumento di cittadinanza attiva\, crescita personale e consapevolezza sociale. \n\n\n\nI vincitori della 19ª edizione saranno premiati domenica 10 maggio nel corso del Gran Galà del Sociale\, condotto da Lorena Bianchetti e trasmesso martedì 17 luglio in seconda serata su Rai 2. Durante la serata saranno inoltre assegnati riconoscimenti a personalità e opere distintesi per il loro impegno sociale. \n\n\n\nPresieduto da Diego Righini e realizzato dall’associazione di promozione sociale “Università Cerca Lavoro”\, su idea di Paola Tassone\, il Festival nasce con l’obiettivo di promuovere e diffondere una cultura dell’inclusione\, della tutela dei diritti e della valorizzazione delle diversità.
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SUMMARY:Foresto. La notte prima delle foreste
DESCRIPTION:Per la stagione IPERSPAZI del cartellone condiviso di FTT – Fertili Terreni Teatro\, giovedì 7 e venerdì 8 maggio\, andrà in scena a San Pietro in Vincoli lo spettacolo Foresto. La notte prima delle foreste\, progetto ideato e diretto da Babilonia Teatri con Enrico Castellani e Daniel Bongioanni. Lo spettacolo è programmato in collaborazione con Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto Corto Circuito. \n\n\n\ndi Bernard-Marie Koltès \n\n\n\ncura e regia Babilonia Teatri \n\n\n\ncon Enrico Castellani e Daniel Bongioanni \n\n\n\nmusiche originali eseguite dal vivo Giovanni Frison \n\n\n\ncollaborazione scientifica Jean Paul Dufiet \n\n\n\ntraduzione Francesco Bergamasco \n\n\n\nadattamento in dialetto veronese Enrico Castellani \n\n\n\ntraduzione LIS Daniel Bongioanni \n\n\n\nlight design Luca Scotton \n\n\n\nconsulenza accessibilità Ass. Fedora \n\n\n\ninterprete LIS Andrea Consolaro \n\n\n\nfoto e video Giulia Lenzi \n\n\n\nCo-produzione Pergine Festival\, OperaEstate Festival\, Teatro Scientifico di Verona con il sostegno di Fondazione CARITRO in collaborazione con l’Università degli Studi di Trento \n\n\n\nIn accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di François Koltès.  \n\n\n\nL’opera “La notte poco prima delle foreste” nella traduzione di Francesco Bergamasco è edita da Arcadiateatro Libri\, Bernard-Marie Koltès TEATRO – Volume 3
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SUMMARY:"Feeling the invisible Universe – Sentire l’Universo invisibile” al Planetario di Roma
DESCRIPTION:In occasione della Giornata Internazionale dei Planetari\, il prossimo giovedì 7 maggio alle ore 21.00 il Planetario di Roma invita i cittadini e gli appassionati alla serata evento dal titolo “Feeling the invisible Universe – Sentire l’Universo invisibile”\, in cui protagoniste saranno le rappresentazioni sonore dei corpi celesti. \n\n\n\nL’iniziativa è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’obiettivo di avvicinare un pubblico ampio e diversificato ai temi dell’esplorazione dello spazio e della ricerca scientifica contemporanea. \n\n\n\nSentire l’universo: con quanti dei nostri sensi possiamo percepire le stelle? Normalmente uno soltanto\, la vista. Ma quando arte e scienza dialogano fra loro\, attraverso la tecnica delle sonificazioni\, i dati scientifici si possono anche ascoltare. \n\n\n\nGrazie alla partecipazione della dott.ssa Kimberly Arcand\, visualization scientist del Chandra X ray Observatory della NASA presso l’Harvard & Smithsonian Center for Astrophysics\, che ha lavorato sulle immagini dei principali telescopi spaziali – da Hubble a Chandra\, a James Webb – sulla cupola del planetario prenderanno forma e sonorità famosi corpi celesti come la nebulosa del Granchio\, la nebulosa Occhio di Gatto\, la nebulosa Carina\, i resti della supernova di Tycho e Cassiopea A\, fino alla stella variabile R Aquarii e al centro della Via Lattea. \n\n\n\nDialogando con gli astronomi del Planetario\, Kimberly Arcand racconterà come viene generato il segnale sonoro che codifica ciascuna immagine\, traslandone le caratteristiche visive in proprietà acustiche\, e producendo così un’esperienza unica di visione e ascolto che plasma la capacità di analizzare i contenuti\, percepire i corpi celesti\, in una parola di “sentire” l’universo. \n\n\n\nLa tecnica delle sonificazioni di dati – che affonda le sue radici nell’antica ricerca pitagorica della musica delle sfere – offre una modalità innovativa per analizzare grandi database\, ma rappresenta anche un connubio importante fra arte e scienza alle frontiere della ricerca attuale\, e non ultimo un rilevante strumento di inclusione sociale nella fruizione della scienza e dei suoi materiali\, rivolto in particolare al pubblico con limitazioni della vista. \n\n\n\nDurante la serata sarà dato spazio anche ad altri progetti di divulgazione scientifica seguiti da Kimberly Arcand\, sempre con un indirizzo inclusivo e legato all’attualità\, come le Astrolimpiadi e le riproduzioni in stampa 3D di modelli di corpi celesti. \n\n\n\nL’intervento di Kimberly Arcand si svolgerà in lingua inglese\, con traduzione in italiano. \n\n\n\nLa partecipazione alla serata è gratuita fino ad esaurimento posti con preacquisto obbligatorio del biglietto d’ingresso sul sito www.planetarioroma.it. \n\n\n\nPer maggiori info: call center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). \n\n\n\nProgramma dell’evento \n\n\n\nOre 20:30 – apertura Planetario \n\n\n\nOre 20:45 – ingresso del pubblico nella cupola \n\n\n\nOre 21:00 – inizio. Saluti e introduzione a cura degli astronomi del Planetario (in italiano) \n\n\n\nOre 21:15 – intervento di Kimberly Arcand (in inglese) \n\n\n\nOre 22:00 – dialogo fra Kimberly Arcand e gli astronomi del Planetario \n\n\n\nOre 22:15 – domande del pubblico \n\n\n\nOre 22:30 – conclusione \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nInfo: call center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00) \n\n\n\nSito: www.planetarioroma.it
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SUMMARY:"CondiVisa. Teatri in movimento lungo l’acquedotto\," al Teatro Biblioteca Quarticciolo
DESCRIPTION:Dal 7 al 10 maggio\, il Teatro Biblioteca Quarticciolo torna ad accogliere CondiVisa. Teatri in movimento lungo l’acquedotto\, un progetto che è prima di tutto incontro e attraversamento: tra artisti\, linguaggi e territori. Nata dal dialogo tra due fucine artistiche del V municipio\, il Teatro Biblioteca Quarticciolo e Fortezza Est di Tor Pignattara\, la rassegna si configura come spazio vivo di scambio e sperimentazione\, pensato per dare voce alle nuove firme del teatro contemporaneo. Due luoghi strutturalmente molto diversi tra loro\, ma uniti da una stessa tensione: immaginare l’arte come gesto concreto di trasformazione\, capace di generare comunità e restituire energia culturale a un territorio di cui entrambi sono parte attiva e necessaria. \n\n\n\nQuattro gli appuntamenti proposti in questa edizione. Si apre giovedì 7 alle ore 20:30 con Ho rapito Paolo Mieli\, scritto e interpretato da Diego Frisina\, che firma anche la regia insieme a Mario Pizzuti. Una satira oraziana costruita su un crescendo di assurdità\, in cui le vicende del protagonista diventano strumento per smascherare alcune contraddizioni della società occidentale contemporanea. Un one-man show che dialoga con la stand up comedy senza rinunciare allo storytelling e alla pluralità di linguaggi propri del teatro. \n\n\n\nVenerdì 8 alle 20:30\, I Tre Barba portano in scena una versione “pop” di Le nozze di Figaro\, trasformando l’opera di Mozart e Da Ponte in un paradossale “dramma della gelosia” dalle tinte “crime” e “underground”: un’intricatissima corsa contro il tempo\, serrata e imprevedibile\, in cui la passione si fa eccesso fino a diventare pericolo. L’adattamento interviene su uno degli intrecci più complessi del repertorio di Da Ponte\, semplificando il fitto susseguirsi di inganni\, stratagemmi ed espedienti narrativi per restituire una struttura più leggibile\, articolata in tre capitoli e un epilogo. Ne nasce un dispositivo narrativo costruito su meccanismi comici rapidi e spiazzanti\, che si montano e smontano con ritmo frenetico. Il tutto si muove in un ambiente dalle tinte fosche e quasi thriller\, generando un contrasto esilarante con la materia originale. Con la consueta irriverenza\, I Tre Barba tornano così a confrontarsi con la lirica e la poesia operistica\, giocando sul filo della scorrettezza e “stritolando” l’eleganza mozartiana\, per chiudere la loro personale trilogia dapontiana con una last dance tanto audace quanto imperdibile. \n\n\n\nSabato 9 alle ore 20:30 va in scena Bandiera bianca\, scritto e interpretato da Alessandra De Luca\, con la regia di Andjelka Vulic in collaborazione con Giulia Maria Falzea. Una riflessione tragicomica che interroga il mondo del lavoro a partire da esperienze biografiche dell’autrice e non solo. Sullo sfondo\, Roma: città contraddittoria e affascinante\, capace di accogliere e respingere nello stesso istante\, sogno e disincanto per chi arriva dal Sud con l’urgenza di “diventare grande” e si confronta invece\, molto presto\, con la propria fragilità. Lo spettacolo attraversa esperienze minime quotidiane\, trasformandole in materia scenica: dagli spaghetti scotti serviti a turisti ignari alle rendicontazioni impossibili di  progetti culturali\, dai set di film spazzatura fino ai contesti artistici animati da grandi ambizioni e altrettante contraddizioni. Bandiera bianca è un gioco di andate e ritorni nella ricerca spasmodica del proprio posto nel mondo\, ricerca che – pur partendo da un’esperienza individuale della protagonista – si allarga per diventare racconto collettivo di un’intera generazione. Il tutto è restituito con uno sguardo giocoso e duro al tempo stesso: una scrittura antiretorica\, a tratti provocatoria e politicamente scorretta\, senza mai cedere al pietismo.   \n\n\n\nA chiudere Condivisa\, domenica 10 alle ore 17\, il Collettivo Oltre Marea – Eleonora Bracci\, Giulia Celletti\, Marta Della Lucia\, Camilla Ferrara – arriva con Venire Meno con la sua scrittura ribelle e ironica per affrontare il tema della finzione dell’orgasmo femminile. Lo spettacolo\, con la supervisione artistica di Sarah Sammartino e Andrea Cosentino\, si sviluppa tra confidenze\, rotture della quarta parete e testimonianze reali\, dando voce a un fenomeno spesso relegato alla sfera privata. In scena\, quattro ragazze e un divano. Camilla\, alle prese con le difficoltà nei rapporti sessuali\, chiede alle amiche di insegnarle l’arte del fingere. Tra posizioni assurde e studi basati su bravissime performer del sesso\, le ragazze preparano Camilla all’incontro con il suo Luca\, in un gioco teatrale che si intreccia con le voci delle donne intervistate. Venire meno diventa così un’espressione metaforica che racchiude molteplici significati: sacrificarsi\, perdere la coscienza\, fare un passo indietro\, mancare\, finire\, deludere. L’atto di fingere l’orgasmo è un’arma a doppio taglio: da una parte\, l’inganno di fingere rappresenta una forma di potere; dall’altra\, chi finge nega a se stessa il proprio piacere. Le radici risiedono nella cultura a cui le donne sono spesso educate: accondiscendere l’altro e sottomettersi al suo sguardo\, in una dinamica di disparità tra i sessi. Un sistema di cui siamo ancora tutte e tutti vittime. Al termine della replica\, medierà l’incontro con la compagnia Andrea Pocosgnich\, nell’ambito del progetto Staffetta critica. 
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SUMMARY:FAB Festival di Animazione in Brianza
DESCRIPTION:La magia dell’animazione arriva in Brianza\, dal 7 maggio al 7 luglio non perdere FAB Festival di Animazione in Brianza. Due mesi di puro spettacolo con workshop\, proiezioni ed eventi imperdibili\, con il contributo di Regione Lombardia. \n\n\n\nFAB – Festival di Animazione in Brianza è una rassegna dedicata al cinema d’animazione d’autore e alle sue diverse forme espressive. Il progetto è curato da Associazione Sule e Associazione Noctilucae in collaborazione con partner storici del territorio come il Bloom di Mezzago e il Cinema Nuovo di Omate. \n\n\n\nIl programma del festival integra workshop per adulti e bambini\, proiezioni e momenti di approfondimento attraverso talk e interviste con professionisti del settore. \n\n\n\nCuore della manifestazione è LUNATICO! Short Film Contest\, un concorso internazionale di cortometraggi d’animazione che ha raccolto oltre 2.000 opere da tutto il mondo\, aprendo una finestra sulle produzioni globali all’interno del contesto locale. \n\n\n\nIl festival ha costruito nel tempo una rete di collaborazioni che ha incluso\, nella sua prima edizione\, anche LAB Libri al Banco e Villa Longoni (Desio). La seconda edizione ha visto il consolidamento delle attività presso il Bloom e il Cinema Nuovo\, con il contributo di Regione Lombardia. \n\n\n\nPROGRAMMA COMPLETO \n\n\n\nGiovedì 7 maggio 2026 ore 20:30 – BloomCinema\, Mezzago \n\n\n\nProiezione INVELLE\, di Simone Massi\, Italia 2023\, 90’ \n\n\n\nInterviene il regista in videocollegamento. Modera Priscilla Mancini \n\n\n\nSabato 9 maggio 2026 ore 21:00 \n\n\n\nDomenica 10 maggio 2026 ore 17:00 e ore 21:00 – Cinema Nuovo\, Omate \n\n\n\nProiezione LA PICCOLA AMELIE di Maylis Vallade e Liane-Cho Han\, Francia 2025\, 75’ \n\n\n\nMercoledì 13 maggio 2026 ore 21:00 – BloomCinema\, MezzagoLUNATICO#1 proiezione cortometraggi animati \n\n\n\nLa prima parte dei 30 migliori corti di animazione da tutto il mondo \n\n\n\nIngresso gratuito
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SUMMARY:"GBIM JAZZ Experience" a Pro.Space di Milano
DESCRIPTION:È in programma giovedì 7 maggio\, a Milano\, il terzo evento del format GBIM JAZZ Experience\, il concept ideato e promosso da Gruppobea e Imola Ceramica nel quale il mondo del design e della musica jazz si fondono\, dando vita ad un evento culturale che intende investigare nuove architetture sensoriali all’insegna della creatività. Il tutto intrecciando architettura\, suoni contemporanei e cultura d’impresa. L’iniziativa è nata dall’incontro tra la solidità della sinergia commerciale tra Imola Ceramica e Gruppobea e la visione artistica di Antonio Ribatti\, instancabile tessitore di relazioni culturali e artefice di stagioni musicali di rilievo nazionale (tra cui l’AHUM Milano Jazz Festival). \n\n\n\nCome i primi due\, anche il terzo appuntamento della rassegna GBIM JAZZ Experience sarà ospitato da Pro.Space\, lo spazio di Imola Ceramica dedicato ai professionisti del design\, dell’architettura e dell’edilizia: nello showroom divia Voghera 6 (zona Porta Genova) si esibirà il trio Anodic Breath (Vijaya\, pianoforte e voce; Ludovico Elia\, tromba\, effetti; Myra: sound design\, elettronica)\, il cui sound è un mix di sonorità elettroniche e ambient. Il concerto inizierà alle ore 19: l’ingresso è libero\, ma per partecipare occorre prenotarsi inviando una email a direzione@ahumjazzfestival.com (posti limitati\, i più veloci riceveranno conferma sempre via email). \n\n\n\nCome detto\, Anodic Breath è un trio elettroacustico ambient. La tromba di Ludovico Elia attinge a una matrice classica\, lavorando su dinamiche e timbro; Vijaya Trentin costruisce campi armonici e organizza lo spazio sonoro tra evocazioni jazz e reminiscenze cinematografiche; Myra innesta texture elettroniche ed elaborazioni digitali. Muovendosi tra composizione e improvvisazione\, il gruppo sviluppa paesaggi sonori lenti e immersivi\, pensati per un ascolto profondo e attento. \n\n\n\nVijaya è pianista\, cantante e compositrice. La sua ricerca attraversa il jazz\, la scrittura cantautorale e il pop contemporaneo. Nel 2023 pubblica Chrysalis\, il suo primo album in trio jazz\, e presenta al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano un omaggio a Chick Corea (Children’s Song). Dal 2024 porta la sua musica in rassegne e contesti di rilievo\, tra cui la Casa del Jazz di Roma e la manifestazione Piano City Palermo. È attualmente impegnata nella promozione del nuovo album indie-pop Acqva e nello sviluppo del progetto strumentale Del mare. \n\n\n\nLudovico Elia è architetto e musicista formato in Conservatorio\, specializzato in tromba rinascimentale e barocca. Collabora stabilmente con istituzioni di rilievo nel panorama della musica antica. La sua identità artistica si definisce nella sinergia tra spazio fisico e spazio sonoro. Negli ultimi anni la sua ricerca si è estesa al jazz e alla musica elettronica\, dando vita a progetti ibridi e contemporanei. \n\n\n\nMyra è DJ e performer. Il suo sound nasce dalla raccolta di suoni e memorie\, trasformati in narrazioni che prendono vita sul dancefloor. Texture acid\, echi disco\, flussi progressive e accenti rock si fondono in percorsi ibridi\, liberi da confini di genere. I suoi DJ set sono modellati dallo spazio e dal contesto\, in un dialogo costante tra presenza\, suono e pubblico. \n\n\n\nGBIM JAZZ Experience si concluderà giovedì 16 luglio presso la sede del Gruppobea di via Toffetti\, sempre a Milano\, con l’esibizione della formazione vincitrice della prima edizione della rassegna. Il gruppo vincitore sarà scelto da una giuria composta da esperti del settore dell’architettura e del design\, tra cui Laura Galloni\, docente del Politecnico di Milano. Oltre a eseguire i brani dal proprio repertorio\, le formazioni selezionate sono state invitate a presentare una composizione inedita\, appositamente ideata e dedicata ad una collezione di Imola Ceramica. Tutti i partecipanti saranno premiati con registrazioni che entreranno a far parte di una compilation digitale disponibile su Spotify e YouTube. \n\n\n\nDa segnalare\, infine\, che GBIM JAZZ Experience vede la collaborazione di Delabeat\, producer e pianista jazz italo-francese attivo tra Milano e Parigi e distribuito da JE Entertainment. Delabeat realizzerà una reinterpretazione in chiave urban\, acid jazz e house della composizione inedita della band vincitrice dedicata alla collezione Imola. \n\n\n\nGiovedì 12 marzo 2026\, ore 19:00 \n\n\n\nDJANGOBOP VIBES -Bebop e swing manouche \n\n\n\nGabriele Boggio Ferraris (vibrafono)\, Davide Parisi (chitarra)\, Jimmy Straniero (contrabbasso). \n\n\n\n  \n\n\n\nGiovedì 9 aprile 2026\, ore 19:00 \n\n\n\nMARTHA J. & CHEBAT -Folk e jazz song \n\n\n\nMartha J. (voce)\, Francesco Chebat (fender rhodes). \n\n\n\n  \n\n\n\nGiovedì 7 maggio 2026\, ore 19:00 \n\n\n\nANODIC BREATH -Jazz elettroacustico ambient \n\n\n\nVijaya Trentin (piano\, voce)\, Ludovico Elia (tromba\, effetti)\, Myra (sound design\, elettronica). \n\n\n\n  \n\n\n\nGiovedì 16 luglio 2026\, ore 20:00 FINALE E PREMIAZIONE
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SUMMARY:"24 Capricci per violino solo" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Nuovo appuntamento al Teatro di Villa Lazzaroni con Roma Sinfonietta giovedì 7 maggio con il concerto Niccolò Paganini – Esecuzione integrale dei 24 Capricci per violino solo con Vincenzo Bolognese al violino. \n\n\n\nReggere la fatica e la concentrazione mentale dell’esecuzione di un’opera considerata la summa del virtuosismo paganiniano\, è impresa destinata a pochi strumentisti\, che\, generalmente\, si cimentano in questo genere di sfide in gioventù\, quando la prestanza fisica consente molte ore di studio giornaliero.Tuttavia tali esecuzioni restituiscono un lavoro in cui spesso il virtuosismo risulta essere algido sfoggio di abilità tecnico-esecutive\, mentre assai sullo sfondo rimangono le qualità musicali di questi “studi”\, nei quali vive tutto un mondo poetico\, di ricerca sonora\, timbrica\, melodica e formale di estremo interesse. Bolognese\, nel pieno della sua maturità strumentale\, ne ha\, viceversa\, messo in grande risalto ogni aspetto\, e anche il lato più virtuosistico\, restituito con una tensione impressionante\, non è mai fine a se stesso\, ma si teatralizza in curve drammatiche sapientemente dosate\, in fraseggi tesi e in variazioni timbriche inesauribili. Non un concerto per tecnici\, dunque\, ma una serata godibilissima per un pubblico eterogeneo. \n\n\n\nFin dalla sua costituzione nel 1994 l’Associazione Roma Sinfonietta ha svolto senza soluzione di continuità un’ampia e qualificata attività di organizzazione e produzione musicale con programmi artistici aperti sui vari generi e stili musicali che popolano oggi il nostro composito universo sonoro: dal repertorio classico – sinfonico e da camera – al classici del Novecento ed ai contemporanei\, dal barocco alla musica sacra\, alla lirica\, dal jazz alla musica applicata per il cinema e alla musica etnica\, ed anche opere da camera e spettacoli teatro musicale. \n\n\n\nL’obiettivo da sempre perseguito è la diffusione della musica\, in tutte le sue forme\, presso un pubblico sempre più vasto\, coinvolgendo sempre di più i giovani e un pubblico meno abituale alla dimensione preziosa del concerto dal vivo affinché la musica diventi una parte fondamentale del patrimonio culturale di ognuno. \n\n\n\nMoltissimi gli artisti e i gruppi di fama internazionale ospiti delle loro Stagioni come: I Musici\, il Quartetto Bernini\, il Quartetto di Roma\, l’Ars Trio di Roma\, i Neri per Caso\, il trio Girotto-Servillo-Mangalavite\, il duo Bosso-Biondini\, i KlezRoym\, l’Orchestra di Piazza Vittorio\, la Parco della Musica Jazz Orchestra\, Elizabeth Norberg-Schulz\, Susanna Rigacci\, Mariella Devia\, Franco Maggio Ormezowsky\, Salvatore Accardo\, Michele Campanella\, Alexander Lonquich\, Massimiliano Damerini\, Alessandro Carbonare\, Enrico Dindo\, Sara Mingardo\, Ambrogio Sparagna\, Roberto Gatto\, Ascanio Celestini\, Gabriele Mirabassi\, Enrico Pieranunzi\, Maria Pia De Vito\, Danilo Rea.\, Francesca Dego\, Domenico Nordio Da sempre attenta alla valorizzazione dei nuovi talenti Roma Sinfonietta ha ospitato nelle sue Stagioni giovani artisti che hanno iniziato poi una brillante carriera\, come\, tra gli altri\, Jessica Pratt\, Rosa Feola\, Sergio Vitale\, Gianluca Bocchino\, Antonio Poli.
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LOCATION:Teatro di Villa Lazzaroni\, Via Appia Nuova\, 522\, Roma\, 00181\, Italia
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SUMMARY:“Cendrillon” di Pauline Viardot al Comunale di Ferrara
DESCRIPTION:Giovedì 7 maggio alle 17.30 presso il Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara va in scena lo spettacolo “Cendrillon”\, opera salon di Pauline Viardot\, un raffinato esempio di teatro musicale ottocentesco\, capace di coniugare leggerezza\, ironia e profondità espressiva. Proposto dalla classe di Arte scenica del Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara\, con la regia e i costumi della prof.ssa Susanna Guerrini\, l’allestimento restituisce tutta la freschezza e il fascino di una partitura pensata per un contesto intimo\, ma ricca di invenzione musicale e vivacità teatrale. \n\n\n\nLa celebre fiaba di Cenerentola prende vita attraverso una narrazione agile e brillante\, in cui il canto si intreccia con il gesto scenico e la parola\, dando forma a un racconto senza tempo. La scrittura di Pauline Viardot\, elegante e ricca di sfumature\, valorizza le caratteristiche dei personaggi: dalla dolcezza sognante di Cendrillon alla vivacità caricaturale delle sorellastre\, fino alla figura luminosa della Fata e al lirismo del Principe Charmant. \n\n\n\nIn scena\, un cast di giovani interpreti dà voce e corpo alla vicenda: Davide Mancesti è il Narratore\, Greta Cognolato interpreta Cendrillon\, Riccardo Gatto è il Principe Charmant\, You Kexin e Veronica Tanzi sono Armelinde e Maguelonne de Pictordu\, Liu Yihang veste i panni di Barigoule\, Tobia Mantovani è il Barone Pictordu e Zhang Manling la Fata. Completano l’ensemble gli Ospiti Wang Yikun\, Liu Suyi\, Yu Wenze\, Tao Jinya\, Greta Deseri\, Claudio Sani e Fan Changchun. \n\n\n\nL’accompagnamento musicale è affidato al pianoforte\, con Shen Yiling\, Xiao Jinxian e Andrea Ambrosini\, mentre la regia di Susanna Guerrini guida con sensibilità e attenzione il lavoro scenico\, valorizzando le potenzialità espressive degli interpreti\, tutti studenti del Conservatorio G. Frescobaldi di Ferrara. La regista spiega come ha dato vita alla produzione teatrale: “Per raccontare questa fiaba condotta da musica di spiccato gusto cameristico\, con piccole divertenti citazioni emotivamente stimolanti\, composta agli inizi del ‘900 da Pauline Viardot per i propri studenti di canto\, ho colorato di verde/invidia le sorellastre di Cendrillon\, costretta invece ai toni del grigio/ cenere\, come nei disegni dei bambini… Cendrillon infatti sogna e disegna ciò che le è familiare: una zucca\, dei topolini\, delle lucertole…Da queste “immagini bambine” la Fata\, l’unica che ricorda ancora il suo vero nome\, comparendo come un angelo custode\, crea una carrozza\, dei cavalli grigi\, dei lacché\, un cocchiere e trasforma in Principessa questa ragazzina povera e dolcissima\, del tutto inconsapevole del potere salvifico dei sentimenti puri.” \n\n\n\nLo spettacolo inizia alle ore 17.30 presso il Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara. Ingresso libero senza prenotazione. 
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LOCATION:Teatro Comunale Ferrara\, Corso Martiri della Libertà 5\, Ferrara\, ITA\, 44121\, Italy
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SUMMARY:"CENA CON SORPRESA" alla Sala Umberto
DESCRIPTION:Dopo i successi di “Terapia Terapia”\, “La casa di famiglia” e “Ritorno al presente”\, i “Quattro del Golden” — Augusto Fornari\, Toni Fornari\, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli — tornano in scena con una nuova\, esilarante pièce che mette a nudo le fragilità e le ipocrisie del nostro tempo con Tosca D’Aquino\, Simone Montedoro\, Elisabetta Mirra\, Toni Fornari. \n\n\n\nStefania e Arnaldo rappresentano l’immagine della stabilità: una coppia affiatata\, benestante e realizzata. Lui\, avvocato penalista di grido; lei\, architetto dedito alla filantropia. La loro vita scorre serena fino a una sera apparentemente qualunque\, quando invitano a cena il loro migliore amico di sempre: Francesco De Palma. \n\n\n\nQuello che i padroni di casa ignorano è che Francesco\, cinquantenne come loro\, nasconde un segreto esplosivo: da un anno vive una travolgente storia d’amore con Angelica\, la loro figlia ventenne. \n\n\n\nPer Angelica\, quella cena è l’occasione perfetta per uscire allo scoperto. Spetta a Francesco l’arduo compito di confessare la verità agli amici di una vita.  \n\n\n\nRiuscirà a trovare le parole giuste? E soprattutto\, come reagiranno due menti “aperte e benpensanti” quando la realtà stravolge così violentemente il loro rassicurante equilibrio domestico?
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SUMMARY:"GLI ALTRI RIVOLUZIONARI" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:al TeatroBasilica il 6 e 7 maggio 2026 alle ore 21.00 debutta in prima nazionale GLI ALTRI RIVOLUZIONARI\, un progetto di Valerio Bucci\, con Valerio Bucci\, Benedetta Margheriti\, Veronica Toscanelli e Roberto Tufo\, aiuto regia Valeriano Solfiti\, drammaturgia Agnese Desideri\, supervisione artistica Andrea Cosentino\, produzione Malalingua Teatro / Collettivo Zeigarnik\, nell’ambito del progetto Collettivo under 35 Teatro Villa Pamphilj. \n\n\n\nLo spettacolo attraversa gli anni di piombo e la storia dei NAR — i Nuclei Armati Rivoluzionari — per costruire un confronto generazionale non risolto: da una parte i giovani di allora che scelsero la lotta armata\, dall’altra i giovani di oggi chiamati a misurarsi con quella eredità. \n\n\n\nIn scena\, teatro d’attore e teatro di figura si intrecciano in un dispositivo che mette in tensione memoria e finzione\, senza ricostruire ma interrogando continuamente il presente. \n\n\n\nCosa separa chi vuole cambiare il mondo da chi lo distrugge? \n\n\n\nQuattro giovani si confrontano con la parte meno raccontata di quella stagione: la violenza della destra eversiva. Le vicende dei NAR diventano una lente per guardare la propria generazione.
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LOCATION:Teatro Basilica\, Piazza di Porta San Giovanni\, 10\, Roma\, 00185\, Italia
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SUMMARY:"Pensieri e Parole" al Teatro di Documenti
DESCRIPTION:Il male di vivere si manifesta con la paura di risolvere anche i problemi inesistenti. Cerchiamo di nasconderci dietro i “se” e i “ma”. La scarsa comunicazione\, contrapposta al pensiero\, mette in crisi un intero nucleo familiare che\, alla fine\, soccombe. Tuttavia si intravede la speranza di rifarsi una vita\, di reinventarsi\, sperando che sia la volta buona. \n\n\n\nQuando ho cominciato a lavorare a questo progetto non immaginavo come sarebbero andate le cose: nel corso del tempo ho incontrato persone che somigliavano ai personaggi di questo spettacolo. E parlando con loro mi rendevo conto che nessuno diceva apertamente ciò che pensava. Allora mi sono confrontato col mio vissuto per capire quanto dei personaggi mi appartenesse. \n\n\n\nCon questo lavoro\, ho inteso rappresentare il contrasto interiore che ognuno di noi si porta dietro come una spada di Damocle\, le paure e il senso di inutilità che costringono a isolarci dal resto del mondo\, anche quello più vicino a noi.  \n\n\n\nMi auguro che il progetto aiuti a riflettere su cosa e come stiamo vivendo l’attuale periodo storico e sulle lunghe conseguenze che avrà la condotta dell’umanità nel nostro futuro: ciò che si vedrà raccontato in scena\, rappresenta la condizione di vita di tutti noi in quest’epoca\, la quale sembra aver metabolizzato tutto\, mettendo in discussione l’identità stessa di tutti noi. Antonino Foti \n\n\n\nOrari spettacoli:  \n\n\n\n(lunedì e martedì riposo) \n\n\n\ngiorni feriali ore 21.00 \n\n\n\nsabato ore 19.00 \n\n\n\ndomenica ore 18.00 \n\n\n\nBiglietto: \n\n\n\n€ 15 euro intero + tessera associativa \n\n\n\n€ 12 euro ridotto + tessera associativa \n\n\n\nInfo & Prenotazioni \n\n\n\ntel. 06 455 485 78 – 328.8475891 \n\n\n\nMobilità: \n\n\n\nTreno: stazione FS Ostiense\, Stazione FS LidoMetro: B PiramideBus: 3\, 23\, 30\, 75\, 77\, 83\, 96\, 170\, 280\, 716\, 719\, 775\, 781.
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LOCATION:Teatro Di Documenti\, Via Nicola Zabaglia\, 42\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:Le vacanze dei signori Lagonìa allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Dopo il successo nella scorsa stagione\, torna allo Spazio Diamante dal 6 al 9 maggio (mercoledì\, giovedì\, venerdì ore 20.30\, sabato ore 19 e ore 21.30) Le vacanze dei signori Lagonìa scritto da Colella e Lagi\, con Francesco Colella e Giovanni Ludeno con la regia di Francesco Lagi\, fresco della calorosa accoglienza nelle sale cinematografiche del suo Il Dio dell’Amore con\, tra gli altri attori\, proprio Colella nel ruolo del poeta Ovidio.  \n\n\n\nIl tema del rapporto di coppia\, colto in tutte le sue fragilità\, così umanamente scandagliato da Francesco Lagi nelle sue produzioni\, è qui ambientato su una spiaggia calabrese\, tra famiglie rumorose e le borse termiche per l’immancabile pranzo. Una lei molto ciarliera e un lui praticamente silente\, rivivono la propria storia insieme\, fatta di gioie e dolori\, fraintendimenti e gelosie\, passione e assenze. Una prova attoriale\, quella di Francesco Colella e Giovanni Ludeno\, che spinge lo spettatore nell’intimità dei personaggi\, tra sogni e rimpianti\, per rivelarli ironici\, incantati\, visionari\, ma tanto reali. Una commedia tanto divertente quanto amara.   \n\n\n\nSu una spiaggia ci sono due anziani signori\, marito e moglie\, sono i signori Lagonìa. Mentre le onde si arrotolano nel mare\, si srotolano i loro pensieri. In questa giornata c’è il tempo per una maledizione e una nuotatina a largo\, per il ricordo di una bimba e per quello di una dieta finita già di lunedì; c’è un gabbiano che muore d’infarto e una nuvola a forma di coniglio\, c’è una canzone di Gianni Morandi e la fine del mondo; c’è\, infine\, una barca che li può portare via. C’è l’epica di un matrimonio durato quarant’anni e questo giorno qua\, che non è un giorno qualsiasi della loro vita. \n\n\n\nscritto da Colella e Lagi – con Francesco Colella e Giovanni Ludeno – regia Francesco Lagi – disegno suono Giuseppe D’Amato | scene Salvo Ingala – costumi Sara Fanelli | disegno luci Martin Emanuel Palma – uno spettacolo di Teatrodilina – produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi \n\n\n\nLe prossime date della compagnia:  \n\n\n\n15-17 maggio\, Le vacanze dei signori Lagonìa\, Sala Assoli – Napoli  \n\n\n\n19-31 maggio\, Le vacanze dei signori Lagonìa\, Teatro Franco Parenti – Milano \n\n\n\nmercoledì\, giovedì\, venerdì ore 20.30\, sabato ore 19 \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a Teatro \n\n\n\nBiglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12
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SUMMARY:" LA FESTA" al Teatro India
DESCRIPTION:Debutta in prima nazionale al Teatro India\, dal 6 al 17 maggio\, LA FESTA\, la nuova sfida internazionale di Leonardo Manzan\, uno spettacolo che dà vita a una cerimonia antichissima\, una supra\, una festa per far incontrare Italia e Georgia e coinvolgere il pubblico in una maratona di brindisi\, simbolo di unione e resistenza. \n\n\n\nTra i talenti più dirompenti della scena contemporanea\, capace di scardinare i linguaggi tradizionali con una cifra stilistica dall’identità già nitida e autorevole\, Leonardo Manzan firma la regia e\, insieme a Rocco Placidi la scrittura del testo di un ambizioso progetto di dialogo interculturale\, frutto della coproduzione internazionale tra Teatro di Roma\, ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione\, TPE – Teatro Piemonte Europa\, in collaborazione con la compagnia residente del Georgian New Theater. \n\n\n\nL’opera si configura come un esperimento di confronto tra culture lontane\, offrendo al pubblico italiano un’occasione preziosa per immergersi nelle tensioni e nelle speranze che oggi attraversano la Georgia\,confine estremo d’Europa\, Paese dalla forte identità\, ma da sempre in dialogo con l’Occidente. \n\n\n\nDopo il successo al Georgian International Festival of Arts di Tbilisi con Glory Wall e la direzione della versione georgiana del pluripremiato spettacolo-concerto Cirano deve morire\, Manzan consolida il suo legame profondo con la Georgia. Con LA FESTA\, il regista prosegue questa fortunata collaborazione proponendo un lavoro corale guidato da un cast internazionale: un dialogo artistico e umano che vede protagonisti gli interpreti italiani e georgiani Giorgi Baratashvili\, Paola Giannini\, Zurab Papuashvili eAnna Tsereteli. \n\n\n\nTra rito e scena\, il cuore della drammaturgia si ispira alla supra\, il tradizionale banchetto georgiano: una maratona di cibo e vino che si trasforma in un rito catartico di liberazione emotiva scandito da discorsi solenni. A guidare questa cerimonia è il tamada\, figura carismatica e quasi dittatoriale che stabilisce l’ordine dei brindisi e i temi da trattare nei discorsi: della pace alla memoria\, dall’amicizia all’assenza. Lo spettacolo trasforma questa tradizione in una macchina scenica dal ritmo serrato\, dove si incontrano\, su una simbolica linea di confine ricoperta da frammenti di vetro\, una turista europea e tre giovani attori di Tbilisi. Mentre tutto il pubblico è invitato a prendere parte ai brindisi\, si rivivono gli ultimi anni di vita della compagnia teatrale di cui gli interpreti georgiani facevano parte\, ripercorrendo così la storia recente della Georgia. \n\n\n\nLa festa diventa una zona di passaggio tra passato e futuro\, un simbolo di incontro che nasconde\, sotto il fragore dei calici\, il senso profondo della solitudine e la lotta di un popolo per il riconoscimento della propria libertà. Attraverso questo dialogo\, la protagonista scopre non solo la realtà di un popolo che rivendica la propria identità\, e insieme a essa\, il riconoscimento europeo\, ma anche qualcosa che riguarda tutti noi\, in un mondo che mescola speranze\, incertezze e scontri con l’altro. Brindisi dopo brindisi\, potrà infine emergere che\, nell’incontro con lo straniero\, è molto più forte ciò che ci accomuna di ciò che ci divide. \n\n\n\nNelle note di regia Manzan riflette sulla sottile linea d’ombra tra realtà e finzione\, individuando nella supralo spazio simbolico di un confine che è\, al tempo stesso\, barriera e punto di contatto: «Negli ultimi tempi ho varcato diverse volte una linea immaginaria tra Italia e Georgia — dichiara l’artista — con l’idea di sfruttare scenicamente il concetto di confine. Spesso dimentichiamo che i confini sono astrazioni\, ma sono idee che hanno effetti reali su persone in carne e ossa. Il confine che mi è più familiare è quello tra il palcoscenico e la realtà. Ma lavorando in Georgia ho visto nei corpi degli attori la dolorosa concretezza che un confine può rappresentare. Nel dicembre 2023 lasciavo un Paese in festa per lo status di candidato all’UE; meno di un anno dopo ho ritrovato una nazione divisa. In viale Rustaveli continuava a risuonare l’Inno alla Gioia: un effetto strano\, che mi ha fatto sentire cittadino europeo e\, contemporaneamente\, mai così lontano dall’Europa. Ero stato accolto o ero rimasto solo un turista che può tornare a casa quando vuole?» \n\n\n\nIl racconto di Manzan attraversa i mesi travagliati di Tbilisi\, tra le manifestazioni di piazza e la realtà di un teatro oggi colpito dalla censura: «Dopo l’ultima replica c’è stata l’ultima supra a cui ho partecipato. La gioia era mischiata alla rabbia e alla tristezza per ciò che i miei compagni rischiavano di perdere\, e che poi hanno perso davvero: il teatro oggi è chiuso\, un loro collega è in carcere\, il direttore licenziato. Eppure\, brindavano. Era una festa – conclude l’artista – Sono partito portando con me il ricordo di quei gaumarjos! (vittoria!) pronunciati nonostante la sconfitta\, e l’insegnamento georgiano di cercare qualcosa per cui rendere grazie\, anche quando fuori tutto va in pezzi.» \n\n\n\nBiglietteria: tel. +39 06 877 522 10 – biglietteriaindia@teatrodiroma.net _ \n\n\n\nBiglietti: €18\, ridotto €12 \n\n\n\nData e orari spettacolo: 6 – 17 maggio 2026 I tutte le sere ore 20 I domenica ore 18 
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SUMMARY:Omaggio a Pinocchio: il burattino di Carlo Collodi e la musica di Luigi Lopez a Civitacastellana
DESCRIPTION:Il 6 maggio alle ore 18:00 a Civita Castellana\, presso il Portale d’Arte\, sarà inaugurata una grande mostra in ricordo del M° Luigi Lopez\, dal titolo “Omaggio a Pinocchio: il burattino di Carlo Collodi\, il film di Luigi Comencini e la musica di Luigi Lopez in un viaggio da favola in terra di Tuscia”. \n\n\n\nL’evento si avvale del patrocinio del Comune di Civita Castellana\, che ospita questa prima edizione\, e dei Comuni di Capodimonte\, Castel Sant’Elia\, Farnese\, Marta e Nepi. \n\n\n\nLa mostra è stata fortemente voluta per ricordare\, ad un anno dalla scomparsa\, la figura umana e professionale del M° Luigi Lopez\,  autore di grandi successi nazionali ed internazionali e di celebri sigle di cartoni animati\,  dal figlio Riccardo\, fotografo e musicista e dalla compagna dell’autore\, la giornalista ed autrice Maria Rita Parroccini\, in stretta collaborazione con l’associazione Il Borgo di Pinocchio Farnese\, con il prezioso supporto della presidentessa Giorgia Gabriele e dell’associazione Portale d’Arte di Civita Castellana. \n\n\n\nSarà un percorso immersivo nella carriera artistica del M° Lopez e della sua presenza nella Tuscia viterbese\, unito a materiali d’epoca\, fotografie di scena\, documenti\, memorabilia e testimonianze legate alla realizzazione della serie “Le Avventure di Pinocchio” (1972) di Luigi Comencini\, celebre sceneggiato della TV italiana. \n\n\n\nAmici e collaboratori dell’evento a cui vanno sentiti ringraziamenti: il Comitato per il Bicentenario Collodiano\, Radio Animati\, Associazione Giornalisti 2.0\, Prima Notizia 24\, Visit Farnese\, Tuscia in Fiore\, Società San Paolo\, Blue Lion\, Arts Factory e Lead Studios. \n\n\n\nUn ringraziamento doveroso anche a coloro che hanno affiancato con particolare sensibilità le varie fasi organizzative: la signora Fiorella Colazingari\, Massimiliano Meschini e il Gruppo Biffe\, il gruppo mascherato Le Meduse\, Fondazione Carnevale Civitonico ETS\, Fabio Branca fotografo\, Tipografia Punto Stampa\, Mamì Abbigliamento\, Moreno Lanzi\, La Dolce Vita di Stinchelli\, Boccondivino. \n\n\n\nLa mostra nasce quindi per ricordare l’autore e compositore Luigi Lopez\, venuto a mancare il 6 maggio 2025 a Civita Castellana; il maestro Lopez aveva stretto un forte legame con alcuni paesi della Tuscia viterbese che aveva eletto a luogo del cuore; era affascinato da queste terre ricche di storia e dalle rive del lago di Bolsena che per lui sono state fonte di ispirazione. Sono centinaia le canzoni firmate e composte dal M° Lopez per numerosi artisti italiani e stranieri\, fra cui Anne Bertucci\, John Rowles\, Gilbert Becaud\, Julie Anthony\, Sarah Geronimo\, Amanda Lear\, Cyan\, Sylvie Vartan\, Mina\, Ornella Vanoni\, Patty Pravo\, Mia Martini\, Domenico Modugno\, I Panda\, Michele Zarrillo\, Domino\, Riccardo Fogli\, e sigle per cartoni animati fra le più amate. Ma una su tutte suscita ancora emozioni da generazioni: “Pinocchio\, perché no?” firmata ed interpretata dallo stesso Lopez (autori: Lopez\, Vistarini\, Argante)\, sigla televisiva del noto cartone animato “Le nuove avventure di Pinocchio” trasmesso in Italia nel 1980; il vinile 45 giri riscosse un enorme successo con oltre un milione di copie vendute. Una canzone che viene amata e cantata da generazioni. \n\n\n\nLa mostra è un sentito omaggio a tre grandi autori legati da un filo conduttore: i fili del burattino Pinocchio! \n\n\n\nIn concomitanza\, l’esposizione vuole infatti ricordare il Bicentenario dalla nascita dello scrittore Carlo Collodi (Carlo Lorenzini nato il 24 novembre 1826) autore di “Le avventure di Pinocchio” il libro italiano più tradotto al mondo. Vuole omaggiare il celebre sceneggiato RAI “Le avventure di Pinocchio” di Luigi Comencini girato nel fiabesco borgo di Farnese nel 1972\, scelto come set principale e con protagonisti Nino Manfredi\, Gina Lollobrigida e il piccolo Andrea Balestri\, con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia nei panni del gatto e della volpe. L’associazione culturale Il Borgo di Pinocchio nasce a Farnese per custodire e far vivere l’eredità unica che lega questo borgo alla favola più famosa del mondo. Da quel momento\, il paese è diventato casa del burattino di legno.   \n\n\n\nL’esposizione che si sviluppa sui tre piani della galleria del Portale d’Arte\, in via Vinciolino n°7 a Civita Castellana (Viterbo) unisce la carriera artistica nazionale ed internazionale del M° Lopez ed una parte della mostra itinerante che l’associazione Il Borgo di Pinocchio Farnese porta in giro per il mondo. Quindi anche la Mostra dedicata a Lopez avrà un carattere itinerante. Ad ogni tappa sarà aggiunto altro materiale per renderla sempre “in movimento” e sottolineare maggiormente il rapporto con i paesi della Tuscia che la ospiteranno. \n\n\n\nFruibile da mercoledì 6 maggio 2026 fino a domenica mattina 10 maggio 2026. \n\n\n\nORARI: 10:00/12:30 – 16:30/19:30. \n\n\n\nIngresso libero. \n\n\n\nInfo e contatti: \n\n\n\n– Portale d’Arte: associazioneportaledarte@gmail.com/FACEBOOK: PortaledArte /  INSTAGRAM:@portale.darte \n\n\n\n– mariaritapress@gmail.com  / \n\n\n\n– Il Borgo di Pinocchio Farnese:  WHATSAPP:338 5044468  / FACEBOOK: Associazione il Borgo di Pinocchio Farnese/ INSTAGRAM Il_borgo_di_pinocc_farnese / TIK TOK: @il.borgo.di.pinoc
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SUMMARY:“Contrasti” per rassegna cameratistica a Palazzo Naselli Cripi a Ferrara
DESCRIPTION:Prosegue la rassegna I Mercoledì del Conservatorio con un nuovo appuntamento a Palazzo Naselli Crispi\, nell’ambito della rassegna Ferrara Cameristica mercoledì 6 maggio 2026 alle ore 17.30\, dal titolo “Contrasti”: un percorso musicale che accosta due capolavori cameristici lontani per epoca e linguaggio\, ma accomunati da una forte tensione espressiva e da un raffinato equilibrio tra lirismo e virtuosismo. \n\n\n\nIl programma si apre con il Trio per flauto\, violino e pianoforte di Nino Rota\, pagina di grande eleganza e comunicativa immediatezza. Nella scrittura del compositore italiano convivono chiarezza formale\, cantabilità e una sottile vena teatrale\, che si riflette nei dialoghi serrati tra gli strumenti. I tre movimenti – dall’Allegretto cantabile con moto al Largo sostenuto\, fino all’Allegro assai moderato – delineano un percorso ricco di contrasti dinamici ed espressivi\, in cui la leggerezza melodica si alterna a momenti di maggiore introspezione. Protagonisti di questa prima parte sono Nicola Roggio al flauto\, Arianna Gal al violino e Asako Uchimura al pianoforte\, interpreti chiamati a valorizzare la trasparenza e la vivacità del tessuto musicale. \n\n\n\nA seguire\, la celebre Sonata per violino e pianoforte in la maggiore di César Franck\, uno dei vertici della musica cameristica romantica. Composta nel 1886\, la Sonata si distingue per la struttura ciclica\, in cui i temi ritornano e si trasformano lungo i quattro movimenti\, creando una forte unità narrativa. Dall’intimo Allegretto ben moderato iniziale\, passando per l’impeto dell’Allegro e la libertà espressiva del Recitativo – Fantasia\, fino al luminoso finale\, l’opera dispiega una gamma emotiva ampia e coinvolgente. L’interpretazione è affidata ad Anna Odobashi al violino e Filippo Odobashi al pianoforte\, studenti del Conservatorio F. Venezze di Rovigo\, impegnati in un dialogo intenso e ricco di sfumature. \n\n\n\nIl titolo del concerto trova così piena realizzazione nell’accostamento tra la scrittura limpida e comunicativa di Rota e la profondità romantica di Franck: due visioni diverse della musica da camera\, unite dalla capacità di parlare direttamente all’ascoltatore. \n\n\n\nCome di consueto\, il concerto sarà preceduto alle ore 17.15 da un’introduzione con guida all’ascolto a cura di docenti e studenti del Conservatorio. Un’ora prima di ogni concerto è prevista una visita guidata gratuita di Palazzo Naselli Crispi\, primo esempio di architettura civile del ‘500 a Ferrara. Non è necessaria la prenotazione. Ritrovo alle 16.30 nel cortile del Palazzo. I concerti iniziano alle 17.30\, dalle 17.15 introduzione con guida all’ascolto a cura di docenti e studenti del Frescobaldi. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. La prenotazione dei concerti è consigliata al numero 3338043626 (tramite l’invio di un messaggio Whatsapp). Il programma è consultabile sul sito www.consfe.it e www.bonificaferrara.it
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SUMMARY:"Caro a Dio e agli uomini" all'Auditorium Pittaluga di Alessandria
DESCRIPTION:Il Conservatorio “A. Vivaldi” si conferma fulcro della vita culturale cittadina con una settimana ricca di appuntamenti di rilievo. Dopo il lunedì mattina del 4 maggio con i concerti dedicati alle scuole di Entriamo nella Casa della Musica\, la settimana prosegue mercoledì 6 maggio alle ore 17.00 in Auditorium Pittaluga (via Parma\, 1 – Alessandria) con l’ultimo appuntamento della rassegna i Mercoledì del Conservatorio\, dal titolo “Caro a Dio e agli uomini”: Domenico Zipoli dalla Toscana al Sud America \n\n\n\nUn viaggio affascinante sulle tracce di Domenico Zipoli\, il compositore toscano che nel XVIII secolo portò il barocco italiano nel cuore del Sud America. Il concerto\, introdotto dalla pianista Alessia Petrocca su musiche di Alfredo Casella\, vedrà in scena un ensemble d’eccezione: Daniele Boccaccio (cembalo e organo)\, Massimo Lombardi (liuto\, tiorba\, vihuela\, chitarra rinascimentale barocca e oud)\, Silvio Rosi (voce e tiorba\, chitarrino\, chitarra barocca e colascione) e Donato Sansone (flauti\, colascione\, charango e percussioni). \n\n\n\nIl programma ripercorre le tappe fondamentali della vita di Zipoli: la formazione: tra Prato\, Firenze e Napoli (alla scuola di Scarlatti); il viaggio: da Roma a Siviglia\, fino all’approdo nelle missioni dei Gesuiti in Sud America e infine l’eredità: un raro intreccio tra il rigore della scuola italiana e la vivacità dei ritmi coloniali e indigeni del Perù e della Bolivia. \n\n\n\nGiovedì 7 maggio\, alle ore 18:30 sempre in Auditorium Pittaluga ci sarà un nuovo appuntamento concertistico dedicato al linguaggio del presente con la rassegna SCAMO 2026\, curata da Sergio Lanza. Il concerto si inserisce in un ciclo di cinque incontri da titolo Suonare\, capire la Musica d’oggi volti a esplorare i grandi innovatori del Novecento e della contemporaneità. Il programma prevede un dialogo serrato tra i quattro autori cardine della rassegna ovvero: Morton Feldman: con le sospensioni oniriche di Three Clarinet\, Cello and Piano; György Kurtág: protagonista di una vasta selezione che include i celebri Játékok\, le Bagatelle\, Segni\, giochi e messaggi\, Hommage a R.Sch.frammenti dai Kafka-Fragmente; Goffredo Petrassi: con l’eclettismo di Alias per chitarra e clavicembalo e infine Ada Gentile: presente con il brano Perviolinosolo. \n\n\n\nSul palco si alterneranno come interpreti gli allievi del Conservatorio (fiati\, archi\, pianoforte\, chitarra\, clavicembalo e voce) per restituire al pubblico la ricchezza e la varietà della scrittura musicale. \n\n\n\nVenerdì 8 maggio alle 18 l’ultimo appuntamento concertistico della settimana si svolgerà nella cornice barocca della Chiesa di San Lorenzo in via San Lorenzo\, 27 e vedrà protagonista il Maestro Andrea Damiani in un concerto dedicato al liuto. L’evento\, intitolato Such harmony is in immortal souls\, celebra il 400° anniversario della morte di John Dowland ed è presentato dal professore di liuto che lo ha organizzato\, Michele Carreca con queste parole: \n\n\n\n “Such harmony is in immortal souls. Tanta armonia è nelle anime immortali\, la celebre frase tratta da Il mercante di Venezia di Shakespeare dà il titolo al concerto curato dal liutista Andrea Damiani\, che terrà negli stessi giorni per gli allievi del “Vivaldi” la Masterclass Prassi esecutiva storica ed esecuzione moderna sul liuto e la chitarra. Nel 400° anniversario della morte di John Dowland\, il maestro Damiani omaggia il genio della melanconia elisabettiana intrecciando le celebri danze e fantasie di Dowland con opere di contemporanei italiani come Lorenzino Tracetti e Giovanni Antonio Terzi. La Chiesa di San Lorenzo sarà la cornice perfetta per questo dialogo musicale tra cultura inglese e manoscritti italiani. \n\n\n\nAndrea Damiani è da decenni un punto di riferimento in Italia e all’estero per l’interpretazione e la didattica del liuto. Recentemente si è prodotto nella prima incisione di musica tratta dai manoscritti della Biblioteca Oliveriana di Pesaro (The lute books of Orazio Albani da Urbino\, Urania records 2023)\, un corpus importantissimo recentemente riscoperto e reso disponibile alla fruizione del pubblico\, degli studiosi e degli appassionati del liuto.” \n\n\n\nTutti gli eventi del “Vivaldi” sono a ingresso omaggio fino a esaurimento posti\, grazie anche al contributo di Regione Piemonte\, della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino.
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SUMMARY:"Falstaff – L’arte di farla franca" al Teatro Quirino
DESCRIPTION:Falstaff – L’arte di farla franca è una riscrittura contemporanea liberamente tratta da Le allegre comari di Windsor di William Shakespeare e dal Don Giovanni di Molière. Due grandi archetipi teatrali che qui si fondono in un’unica figura: quella dell’uomo che vive di parola\, seduzione e menzogna\, convinto di poter sfuggire per sempre alle conseguenze delle proprie azioni.  \n\n\n\nSir John Falstaff è un affabulatore instancabile\, un seduttore fuori tempo massimo\, un debitore cronico che ha trasformato l’inganno in stile di vita. Gestore di un locale sull’orlo del fallimento\, Falstaff attraversa il mondo con la stessa arroganza vitale del Don Giovanni molieriano e la vitalità sfrontata del personaggio shakespeariano: ride della morale\, dell’onore\, del destino e perfino della morte\, confidando nella propria capacità di “farla franca”.  \n\n\n\nAttorno a lui si muove una galleria di personaggi grotteschi e realistici insieme: servi complici e traditori\, creditori manipolabili\, mariti ossessionati dal possesso e soprattutto due donne\, Margaret e Alice\, che incarnano l’intelligenza e la lucidità delle Comari di Shakespeare. Saranno proprio loro\, come ne Le Allegre comari di Windsor\, a smascherare Falstaff\, usando l’arma più temibile contro chi vive di vanità: il ridicolo.
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LOCATION:Teatro Quirino\, Via delle Vergini\, 7\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"Le Baccanti" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Alle soglie del quarantennale della loro avventura artistica\, i Marcido tornano alla tragedia greca: una sorta di fil rouge nella loro produzione\, che per la prima volta affronta Euripide dopo aver tratto dagli altri due tragici alcuni allestimenti rimasti nella storia della scena italiana.  \n\n\n\nIl testo di Euripide\, attraversato come d’abitudine dalla penna affilata dell’Isidori\, vive in una riscrittura che trasporta la sensibilità attica nella temperie dell’oggi.  \n\n\n\nLa vicenda è riletta attraverso la lente del grottesco: la via dell’antica catarsi è percorsa da una spiccata dimensione ludica; trionfa il gioco del Teatro\, affidato alla \n\n\n\nvoce di un coro tragico che diventa Coro Marcido\, catalizzatore di un’energia scenica travolgente\, una voce sola\, un tutt’uno con la macchina scenica che campeggia sul palco. \n\n\n\nQuesta volta è il Palazzo di Penteo\, l’ultima delle straordinarie invenzioni della scenografa Daniela Dal Cin (che per il Palazzo di “Edipo re” era stata finalista ai Premi Ubu); gli interpreti lo scalano\, lo assediano\, s’inerpicano sopra e dentro l’architettura aprendo botole e svelando meccanismi nascosti\, nel segno di quella fantasia sorprendente che è il simbolo più vivo e più conosciuto del teatro dei Marcido. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nPer una messa in scena delle “Baccanti” secondo i Marcido. \n\n\n\n«I Marcido hanno già affrontato i temi della tragedia attica attraverso spettacoli che segnarono una tappa non secondaria dell’interpretazione moderna di questa forma teatrale (Agamennone 1988\, Persiani 1990\, Prometeo 2000\, Edipo 2012); ma da sempre il loro obbiettivo fu quello di riuscire a varare un’edizione definita\, magari sognandola “definitiva”\, delle Baccanti di Euripide\, tanto che possono affermare a ragione che gli allestimenti sopra citati non furono che una “rincorsa”\, un’ouverture diciamo d’allenamento poetico\, affinché la Compagnia si facesse le ossa per incontrare finalmente la fatalità feroce del gran testo euripideo. Perché questo sotterraneo timore di fronte alle Baccanti? Semplice: i nodi di irrisoluzione scenica che avviluppano\, quasi strutturandone lo scheletro tutta la produzione tragica dell’età classica\, diventano nella spira dionisiaca delle Baccanti\, nodo scorsoio\, rischiando di far naufragare nel mare della retorica più sfacciata chi tentasse di portare sul palcoscenico la vicenda\, senza aver prima considerato che la sua intimità drammatica è\, non solo sfuggente\, ma senz’altro enigmatica.  \n\n\n\nTale carattere\, o meglio\, la presa d’atto che questo fosse il carattere precipuo della tragedia in predicato\, ci impediva finora di osarne un nostro “assalto”: adesso l’esperienza ci detta e ci consiglia che invece d’intestardirci a voler sciogliere gli enigmi\, sarebbe più opportuno e teatralmente assai più proficuo\, entrare a capofitto nel magma dionisiaco che innerva la materia dell’opera\, cercando di stanare il parallelismo dei motivi che allora ne fecero elemento indispensabile alla coesione politica della comunità greca\, e oggi ne dovrebbero fare\, se il Teatro non vuol abdicare al suo senso più proprio\, evento spettacolare altrettanto necessario alla “misura” del consorzio sociale degli attuali umani. \n\n\n\nTali premesse hanno guidato le coordinate produttive delle Baccanti in una direzione complessa ma inequivoca: la costruzione di una trappola sensuale dove far precipitare ogni istanza del dettato storico della tragedia\, per restituire\, attraverso il filtro di una teatralità esercitata al massimo della potenza espositiva\, il centro pulsante del discorso filosofico euripideo: la ricerca di una tensione orgiastica generale per la nostra specie\, che\, superando gli scogli nefasti dell’individuazione\, anzi negando ad essa positività ed anche funzionalità naturale\, traguardi l’uomo\, almeno per il tempo della rappresentazione\, in una zona sentimentale antipodica rispetto alla normalità del vissuto quotidiano. \n\n\n\nNon mette conto sciorinar qui l’importanza estetica delle scene\, della costumistica\, dell’illuminotecnica\, o la piena aderenza del dato recitativo alle esigenze ritmiche della drammaturgia… o…o…o… tutto nella macchina dell’apparato teatrale di queste Baccanti è stato “truccato” affinché la rappresentazione che la Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa ne proporrà\, porti il marchio di una testarda ricerca: cavar fuori dall’esperienza scenica una dimensionalità “altra”; qualunque significato si possa conferire all’alterità in questione.» Marco Isidori \n\n\n\n \n\n\n\nInfo e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE e VIVISPETTACOLO\, info promozioneteatrovascello@gmail.com  – promozione@teatrovascello.itBiglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\,acquista direttamente alla biglietteria acquista tramite bonifico bancario SOLAMENTE PER GRUPPI DI ALMENO 10 PERSONE a favore di Coop. La Fabbrica dell’Attore E.T.S. BANCA INTESA SAN PAOLO ag. Circ. Gianicolense 137 A di Roma iban IT28f0306905096100000013849oppure acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/le-baccanti/268566 \n\n\n\nInfo: 06 5881021 – 06 5898031 \n\n\n\npromozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it \n\n\n\n \n\n\n\nORARI spettacoli \n\n\n\ndal martedì al venerdì h.21 \n\n\n\nsabato h.19 \n\n\n\ndomenica h.17 \n\n\n\nBIGLIETTERIA \n\n\n\nintero € 25 \n\n\n\nover 65 € 20 \n\n\n\ncral e convenzioni € 18 \n\n\n\nstudenti € 16 \n\n\n\nAbbonamenti \n\n\n\nle card libere a 6 spettacoli e le card love sono valide fino al 24 maggio 2026\, ultima replica dell’ultimo spettacolo in cartellone. Gli abbonamenti e le card sono nominativi ma cedibili \n\n\n\nCard libera (6 spettacoli a scelta su tutta la programmazione) € 108 acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/card-libera-6-spettacoli/268840 \n\n\n\nCard love (2 spettacoli a scelta su tutta la programmazione per 2 persone -4 ingressi) € 72 \n\n\n\nAcquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/card-love-2-spettacoli-per-2-persone-4-ingressi/268841
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SUMMARY:“Lato finestrino” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Dai social al palco con un volo diretto per il divertimento. Al posto di guida c’è Emanuele Luperto\, autore e protagonista della sua prima avventura teatrale\, dal titolo “Lato finestrino”\, in cui è diretto dal giovane ma navigato regista Riccardo D’Alessandro\, con la direzione tecnica di Umberto Fiore\, le scene di Angelo Bonanni e i costumi di Arielle Cappella. Lo spettacolo sarà all’OFF/OFF Theatre dal martedì 5 a giovedì 7 maggio\, tre repliche serali che porteranno a teatro gli estimatori dei digital e content creators\, ma anche i curiosi della nuova scena di creativi nati sul web\, ma che hanno qualcosa da dire anche offline. \n\n\n\nEmanuele Luperto è un attore e digital creator romano che ha trasformato l’osservazione del quotidiano in un universo comico unico\, fatto di personaggi surreali\, ironici e sorprendentemente reali. Attraverso i social – dove conta oltre 200 mila follower su TikTok e 143 mila su Instagram –\, ha costruito sketch dopo sketch\, un immaginario riconoscibile e profondamente contemporaneo\, capace di raccontare un’Italia grottesca e autentica allo stesso tempo. La sua comicità mescola dialetto\, assurdo e uno sguardo lucido sulla realtà\, restando sempre sospesa tra parodia e verità. Inserito dal giornale Fortune tra le 25 personalità più influenti del web nel 2026\, Luperto porta ora questa ricerca sul palcoscenico con il suo primo spettacolo teatrale in forma lunga: un debutto che è insieme prova d’attore e d’autore\, dove autobiografia\, satira e profondità emotiva s’intrecciano senza mai perdere il sorriso. \n\n\n\nSINOSSI \n\n\n\nUn aereo di linea decolla verso una destinazione sconosciuta. Ai comandi c’è Guadalupe\, improbabile pilota brasiliana dalla voce calda\, mentre tra i passeggeri troviamo Emanuele\, narratore e protagonista: un ragazzo che teme di volare ma che\, spinto dalla sete di scoperta\, affronta il viaggio come occasione per sfidare le proprie paure. Per sopravvivere a questa traversata incerta\, Emanuele si rifugia nelle vite altrui e diventa\, uno dopo l’altro\, i passeggeri dell’aereo: la nobildonna emiliana Loocretia Van Soffren\, la sua assistente romana Rosmary\, l’avvocato partenopeo Eteocle Patennòe la frizzante signora Titina\, regina della frittura calabrese. Attraverso questo microcosmo variegato e grottesco\, il volo diventa metafora dell’umanità e dei suoi contrasti: le ansie contemporanee\, le disuguaglianze sociali\, il divario tra chi vola comodo e chi è stipato in economy. Tutti\, però\, si ritrovano con la stessa domanda sospesa: dove stiamo andando? Intimo e autobiografico\, comico e umano\, “Lato finestrino” è un viaggio teatrale che mescola satira\, osservazione sociale e leggerezza\, con l’obiettivo di dare voce — e un sorriso — alle paure più vere.
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SUMMARY:"NON SENTIRE IL MALE" allo Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Nell’ambito della rassegna Spazio Solo\, lo Spazio Rossellini ospita martedì 5 maggio 2026 alle ore 21.00 NON SENTIRE IL MALE dedicato a Eleonora Duse\, di e con Elena Bucci. Un appuntamento perfettamente in sintonia con la vocazione di Spazio Solo\, che pone al centro l’interprete e la potenza primaria della parola in scena. \n\n\n\nScritto\, diretto e interpretato da Elena Bucci\, lo spettacolo si configura come un attraversamento intimo e stratificato dell’eredità dusiana\, sottraendola alla retorica celebrativa per restituirla come presenza inquieta\, corpo di voce e di pensiero. \n\n\n\nNote di Elena Bucci \n\n\n\nEleonora Duse\, nata nel 1858 e morta nel 1924\, fu attrice e capocomica. La libertà del suo agire rivoluzionò e sconvolse il teatro del suo tempo. Detestava le biografie\, le autobiografie\, i centenari e le commemorazioni. Per me\, fu anche una grande donna.  \n\n\n\nIncontrai Eleonora\, come una maestra fantasma\, quando cercavo la mia strada di autrice in un palazzo abbandonato tra le campagne. Da allora mi ha sempre accompagnato e illuminato nel corso di tante repliche che sono cambiate con me\, da Milano a Roma\, da Venezia a Mosca\, a Parigi. \n\n\n\nQuesto lavoro mi accompagna da anni e cambia con me fin da quando uscii dalla compagnia del mio maestro Leo de Berardinis\, quando cercavo una strada personale\, una scrittura\, una visione. C’è un tempo della vita in cui non bastano più mestiere\, tecnica\, lavoro\, ma ci si domanda dove ci portino e cosa c’è oltre e altrove. Io ero proprio lì\, quando\, parlando con un amico sapiente\, mi sono accorta che gli scritti e il pensiero della Duse mi avevano accompagnato per tutta la mia vita teatrale. Ho cercato un luogo che mi parlasse e dei compagni generosi\, e dedicando questo lavoro a lei ho raccolto i fili delle mie inquietudini\, sperando che non fossero solo mie. Non avrei mai avuto il coraggio di questa solitudine senza il calore degli amici e di questo li ringrazio. Non è stato per amor di stravaganza che ho cominciato questo lavoro in un luogo – il Palazzo di San Giacomo a Russi\, in stato di abbandono – pieno di memorie storiche e personali. Dovevo creare tutte le condizioni perché fosse possibile l’intensa trasformazione che volevo. Ora si è situato in profondità e con precisione in un luogo interiore che\, pur modificando il linguaggio e l’espressione\, posso rintracciare in ogni momento. Lo spettacolo è davvero scritto nel corpo\, senza retorica\, ed è questo che cercavo\, e questo è il cuore del mio lavoro su Eleonora Duse\, immaginata nel momento in cui\, malata e sostituita da Gabriele D’Annunzio nella Figlia di Iorio\, prende il copione e recita tutte le parti\, tutte le scene\, tutte le figure\, davanti allo sguardo allucinato di Matilde Serao\, puntuale e quasi invadente osservatrice e testimone. Forse in quel momento la Duse\, che recitando guariva dai danni della vita\, provava a liberarsi e a vedere oltre la materia necessaria\, odiata e amata\, del teatro: le scene\, i costumi\, gli attori…forse sognava di poter volare per un attimo\, come le altre arti tentavano\, in uno spazio dove fosse possibile il teatro senza corpo e senza voce\, libero dalla poesia inevitabile della sua continua distruzione nel qui e ora. Liberandosi della materia del teatro\, forse si rinnova il contatto con la vita\, da lei sempre inseguito e sfuggito. \n\n\n\nHo attinto a lettere\, scritti\, testimonianze indirette che percorrono tutto l’arco della sua vita\, ed il criterio di scelta è stato assolutamente personale\, pur nel tentativo di comprendere e rispettare. \n\n\n\nE inevitabilmente\, tentando di essere medium di qualcosa che si è molto amato\, si parla di sé. \n\n\n\nHo cercato di liberarmi da immagini indotte\, stereotipi affascinanti\, tentazioni estetiche e credo di avere trovato\, nel coraggio e assoluta libertà di lei\, una forza preziosa nell’accantonare regole e convenzioni. \n\n\n\nAllo stesso tempo\, ho lavorato perché fosse possibile\, anche a chi non ne avesse mai sentito parlare\, attingere a qualcosa di lei. \n\n\n\nAttraverso Eleonora sono passate tante donne\, nascoste in chissà quali pieghe della mia memoria. \n\n\n\nIl presente multiforme \n\n\n\nLo spettacolo esiste in molte versioni: per il teatro\, con il disegno luci di Maurizio Viani che\, nella sua duttile intelligenza\, può adattarsi a diversi spazi; in concerto con musiche dal vivo; itinerante con allestimenti speciali per spazi non prettamente teatrali come palazzi\, ville\, luoghi particolari. \n\n\n\nElena Bucci \n\n\n\nAttrice\, autrice e regista\, lavora con Leo de Berardinis per quattordici anni e fonda con Marco Sgrosso la compagnia Le belle bandiere. Dirige e interpreta testi classici e contemporanei\, crea drammaturgie originali e progetti dedicati alla storia delle arti\, delle comunità\, dei luoghi dove dialogano artisti di diverse discipline e vengono restituiti al pubblico\, teatri e spazi dimenticati. Fra i premi: Ubu per le interpretazioni di sue drammaturgie e regie\, Ubu per il lavoro con Claudio Morganti\, Premio Eleonora Duse\, Premio Hystrio – ANCT\, Premio Valeria Moriconi\, Premio Hystrio Altre Muse\, Premio ETI Gli olimpici del teatro\, Premio Viviani\, Premio ERF alla carriera. Lavora con registi\, musicisti\, scrittori\, danzatori\, studiosi\, partecipa a film d’autore e scrive e interpreta testi per radio e televisione. Collabora con teatri nazionali\, festival\, compagnie\, teatri di tradizione e innovazione. Si occupa di formazione presso università e accademie e pubblica su volumi e riviste. \n\n\n\nVideo trailer \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLo spettacolo va in scena nell’ambito di SPAZIO SOLO – Teatro e danza al singolare. \n\n\n\nRossellini Spazio Solo è un progetto curatoriale dedicato alla valorizzazione di artiste e artisti autorevoli della scena nazionale che eleggono la forma del monologo a dispositivo privilegiato di indagine\, espressione e relazione con lo spettatore. Il progetto muove dall’assunto che il “solo” non rappresenti una sottrazione ma una concentrazione di energia scenica: uno spazio essenziale in cui parola\, corpo e presenza si fanno fulcro assoluto dell’esperienza teatrale. \n\n\n\nPrivo di mediazioni\, il monologo istituisce un rapporto diretto\, intimo e radicale tra chi agisce la scena e chi la attraversa con l’ascolto. Rossellini Spazio Solo accoglie creazioni di teatro e di danza offrendo visibilità a scritture sceniche e interpretative nelle quali lo spazio performativo ritorna alla sua forma primaria e necessaria: un corpo\, una voce\, una storia condivisa. \n\n\n\nTutti gli appuntamenti di Spazio Solo\, sono consultabili a questo link: https://www.spaziorossellini.it/2025/spazio-solo/ \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nBiglietti:intero online: €14\,50 + d.p.intero botteghino: €15\,00ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12\,00 \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Biglietti online su Ticketone.
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SUMMARY:"PECCATO CHE FOSSE UNA SGUALDRINA" al Teatro Greco di Roma
DESCRIPTION:Negli ultimi vent’anni mi è capitato di lavorare tre volte\, compresa l’odierna\, sul presente testo di John Ford\, anche se quest’ultima è la prima volta che riesco a portarlo in scena\, ma nella mia testa è già la terza versione dello spettacolo\, avendo io l’abitudine di immaginarmi molto prima le modalità di allestimento. Quindi nella mia mente avevo già fatto tre spettacoli completamente diversi. \n\n\n\nSicuramente il tradurlo mi ha aiutato molto\, anche se è stato il momento probabilmente più faticoso e forse più linguisticamente di routine dell’impresa. La scelta di partire dalla traduzione\, cosa che forse non avrei mai fatto in origine\, si è resa necessaria per me perché le versioni italiane fino ad ora pubblicate hanno sempre qualcosa di troppo personale\, probabilmente anche per i giochi ambigui di parola e per i doppi sensi spesso troppo difficoltosi da trasportare dall’inglese tardo giacobiano all’italiano. La mia traduzione prende in esame semplicemente quello che dice John Ford\, e lui di sicuro non scrive una storia d’amore tra due giovani\, anche se fratelli\, perché intorno all’incesto non c’è amore\, ma desiderio carnale\, possesso\, vendetta e morte: queste cose riguardano tutti i personaggi. \n\n\n\nQuindi rispetto alle due circostanze precedenti in cui mi ero immaginato due spettacoli abbastanza simili\, come direbbe il giovane Torless di Musil\, ho cominciato a vedere tutto con occhi diversi e non con quelli della ragione\, e ho iniziato a immaginarmelo come se fosse una stagione della serie tv American Horror Story. Ma invece di usare il metafisico come mostro\, qui John Ford usa l’incesto come metafora per esplorare il lato più oscuro dell’essere umano: la paura del diverso\, il fanatismo religioso\, l’abuso di potere e il desiderio di controllo. In un dramma come “Peccato che fosse una sgualdrina”\, grazie anche alla coralità dei personaggi\, la sgualdrina è un fulcro\, e tali strani personaggi riescono a far venir fuori tutti questi aspetti\, ognuno con la sua verità. Lorenzo Lavia \n\n\n\nORARIO SPETTACOLI \n\n\n\nMar–Mer -Ven ore 20.30 \n\n\n\nGiovedì ore 17.00 \n\n\n\nSabato ore 19.00 \n\n\n\nDomenica ore 17.00      
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SUMMARY:" Prima del temporale" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:Umberto Orsini\, guidato da Massimo Popolizio\, dipinge il ritratto di un attore alle prese con i fantasmi del proprio passato\, in Prima del temporale\, dal 5 al 10 maggio al Teatro Argentina\, per un affresco di incontri\, amicizie\, passioni\, amori\, in cui una risata riporta ad un momento di gioia\, un lungo silenzio ad una perdita lontana nel tempo. \n\n\n\nLo spettacolo\, una produzione della Compagnia Orsini accolta con grande consenso di critica e di pubblico nelle città visitate dopo il debutto al 68° Festival dei Due Mondi Spoleto\, è nato da un’idea Massimo Popolizio e Umberto Orsini\, che ne è anche protagonista con accanto Flavio Francucci e Diamara Ferrero. \n\n\n\nDurante la mezz’ora che lo separa dall’entrare in scena per recitare da protagonista nel “Temporale” di Strindberg\, nel suo camerino Umberto Orsini\, con un rovesciamento della percezione del tempo tipica dei sogni\, si ritrova a rivivere in un tempo senza fine alcuni momenti della propria vita. La colonna sonora della realtà di un teatro che si sta animando oltre la porta del suo camerino diventa il pretesto e l’invito\, a volte spensierato e a volte commosso\, a ricordare e addirittura a dialogare con i fantasmi del proprio passato\, in un mescolarsi senza logica temporale dove un suono ne evoca un altro. Un gioco ironico e commovente che ripercorre settanta anni della sua vita artistica e privata e la storia del teatro e dell’Italia nella seconda metà del ‘900. \n\n\n\n«Il titolo “Prima del Temporale” – racconta Umberto Orsini – testimonia un progetto che da tempo avevo in mente: allestire “Temporale” di Strindberg con la regia di Massimo e nove interpreti\, progetto azzerato dallo scoppio della pandemia di Covid. Massimo allora mi ha spinto a raccontare la mia vita\, prendendo spunto dal mio libro Sold out\, ma riflettendo anche su episodi che in parte non sono nel libro\, raccontandomi e dialogando con due figure tipiche del mondo teatrale\, la sarta di compagnia e un addetto del teatro». «L’idea – racconta il regista Massimo Popolizio – nasce dal libro autobiografico di Umberto\, Sold out (editori Laterza\, 2019). Siamo in una città qualunque\, prima dell’ultima replica del testo di Strindberg in una situazione bernhardiana. È la storia di un ragazzo italiano che\, negli anni Cinquanta\, parte dalla provincia con pochi soldi e arriva nella grande città\, Roma\, con il sogno di iscriversi all’Accademia d’Arte Drammatica e\, nonostante il marcato accento novarese\, viene accettato». \n\n\n\nLa regia di Massimo Popolizio avvolge la figura dell’attore con la delicatezza con cui si cerca di svelare dei segreti che vogliono comunque restare misteriosi e offrire un ritratto di artista che si stacchi da ogni intento celebrativo. In una scenografia di forte impatto evocativo\, dove il suono e le immagini creano un dialogo immaginario col protagonista\, si assiste al lungo viaggio verso quel “Temporale” che viene vissuto come un’ultima meta non ancora raggiunta ma appena rimandata. Umberto Orsini si lascia guidare da Popolizio con la fiducia del vecchio attore che affida alla discrezione del più giovane il compito di raccontare frammenti della sua vita e la storia del nostro paese dal dopoguerra ad oggi. \n\n\n\nOrari spettacolo: martedì\, giovedì e venerdì ore 20 I mercoledì e sabato ore 19 I domenica e giovedì ore 17
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SUMMARY:Opera Boat – Omaggio a Mozart  a Bolsena
DESCRIPTION:A 270 anni dalla nascita di Wolfgang Amadeus Mozart\, la Tuscia con E45 sceglie di non celebrarlo con una commemorazione\, ma di rimetterlo in circolo\, affidandolo a uno sguardo nuovo\, mobile\, contemporaneo. Dal 5 all’8 maggio 2026\, il Lago di Bolsena e il Porto di Capodimonte diventano così il centro di questo gesto artistico con Opera Boat – Omaggio a Mozart\, progetto ideato da E45 che trasforma la musica in esperienza immersiva e il paesaggio in dispositivo narrativo: un invito esplicito — “Naviga l’Opera” — che non è solo un titolo\, ma una dichiarazione di metodo: ascoltare Mozart lasciandosi trasportare dall’acqua\, dal tempo e dalla percezione. \n\n\n\nLa scelta più radicale e insieme più poetica del progetto è quella di affidare questo omaggio a una nuova generazione di artisti italiani\, tra i 20 e i 35 anni: compositori\, cantanti e strumentisti formati nei principali conservatori\, già presenti nei circuiti internazionali\, ma ancora capaci di muoversi con libertà dentro la tradizione. È a loro che viene consegnata la possibilità di confrontarsi con Mozart\, non per riprodurlo\, ma per attraversarlo. In questo passaggio si condensa il senso dell’intero progetto: riconoscere che l’eredità di Mozart vive solo se viene messa in tensione\, se viene restituita al presente attraverso nuove scritture\, nuove voci\, nuove sensibilità. \n\n\n\nNon è un caso che questo omaggio prenda forma proprio in Italia\, terra che segnò profondamente la biografia e la formazione di Mozart. I suoi viaggi italiani — tra Milano\, Bologna\, Firenze\, Roma e Napoli — furono momenti decisivi di confronto\, apprendimento e trasformazione. Opera Boat si inserisce idealmente in quella traiettoria\, riattivando un dialogo tra Mozart e il paesaggio italiano\, ma spostandolo in una dimensione contemporanea\, intima\, esperienziale. \n\n\n\nIl cuore del progetto è il battello Fenice\, che ogni giorno salpa dal porto di Capodimonte verso l’Isola Bisentina\, accogliendo a bordo venti spettatori per volta. Tre repliche quotidiane — alle 17:30\, 18:30 e 19:30 — in cui  il lago non è sfondo\, ma protagonista\, parte integrante della drammaturgia\, trasformando ogni concerto in un’esperienza. \n\n\n\nLe quattro composizioni inedite presentate durante i quattro giorni del progetto offrono altrettante prospettive su Mozart\, costruendo un percorso che attraversa memoria\, immaginazione e contemporaneità. \n\n\n\nIl viaggio musicale prende il via martedì 5 maggio con Constanze Sola di Emanuele Stracchi\, un monologo per soprano e clarinetto che immagina il “dopo” la morte di Mozart attraverso lo sguardo della moglie Constanze. Gli interpreti sono il soprano Federica Raja\, premiata ai concorsi Zandonai e Donizetti\, e il clarinettista Nicolò Nori\, talento del Conservatorio S. Cecilia. Mercoledì 6 maggio l’esperienza prosegue con Caro Wolfgang… di Lidia De Migno\, un viaggio musicale tra le lettere e i lieder di Mozart\, per indagare le sfaccettature della sua personalità. Sul battello\, la voce del soprano Jennifer Ciurez\, già applaudita all’Opera di Bucarest\, dialogherà con la viola di Simona Ruisi\, musicista attiva in ambito orchestrale e solistico europeo. Giovedì 7 maggio si entra in una dimensione ironica e moderna con Restart Mozart di Giordano Maselli. Il compositore immagina un risveglio di Mozart ai giorni nostri\, tra app di incontri e inquietudini digitali. In scena\, il tenore Alexandru Tiba\, formatosi presso il conservatorio di S.Cecilia\, accompagnato dal clarinetto basso di Nicolò Nori. Il ciclo si conclude venerdì 8 maggio con Il successo di Nannerl di Gilberto Bartoloni\, omaggio a Maria Anna Mozart. Il mezzosoprano Simona Ruisi e il chitarrista Riccardo Rettaroli raccontano la storia di una donna che ha scelto una strada diversa dal geniale fratello\, riflettendo sul significato profondo di “vivere bene”. \n\n\n\nCon Opera Boat\, E45 prosegue il percorso di ricerca sul rapporto tra musica e territorio\, uscendo dai contesti classici per proporre una nuova relazione tra suono\, spazio e spettatore. Il paesaggio lacustre\, l’eco delle voci e il ritmo delle onde diventano parte dell’opera\, in un intreccio inedito di sensi\, tempo e percezione. I concerti si tengono ogni giorno alle ore 17:30\, 18:30 e 19:30. La partecipazione è gratuita con prenotazione su Eventbrite\, e i posti sono limitati a venti spettatori per replica.Opera Boat è un progetto di E45\, realizzato con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”\, con il patrocinio del Comune di Capodimonte\, in collaborazione con Naviga Bolsena – Servizio pubblico di navigazione sul lago di Bolsena e con HF4 – Have Fun For in qualità di media partner \n\n\n\nPrenotazioni su: https://www.eventbrite.it/e/opera-boat-omaggio-a-mozart-capodimonte-lago-di-bolsena-tickets-1986427922389?aff=oddtdtcreator \n\n\n\nContatti:info@e45.ithttps://www.e45.it/operaboatcapodimonte26Canali Social:https://www.instagram.com/e.quarantacinque/https://www.facebook.com/e.quarantacinque?locale=it_IT
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