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SUMMARY:Il Respiro del pubblico Festival a Firenze
DESCRIPTION:Può il teatro competere con l’intelligenza artificiale nel raccontare l’essere umano?  14 Agosto\, la nuova produzione della compagnia Teatro dei Lupi\, offre una risposta – o forse pone la domanda – in prima nazionale il 28 novembre 2025 al festival Il Respiro del Pubblico di Firenze: scritto e diretto da Alberto Corba\, lo spettacolo immagina un futuro così vicino da sembrare presente\, dove realtà e finzione si confondono e l’IA diventa specchio dell’umanità\, tentando di riprodurne emozioni\, fallimenti e fragilità. \n\n\n\nCorba mette in dialogo due strumenti opposti: il teatro\, antico quanto il mondo\, e l’intelligenza artificiale\, giovane e in continua crescita. Da questa unione nasce un’esperienza scenica che indaga se sia possibile comprendere il futuro e\, forse\, smettere di temerlo. Protagonisti dello spettacolo sono Miki e Davide – interpretati da Michelangiola Barbieri Torriani e Davide Benaglia – attrice e drammaturgo\, coppia nella vita e nel lavoro\, impegnati nella ricerca di un linguaggio capace di coniugare urgenza artistica e dialogo col pubblico. Quando i due decidono di integrare l’IA nel processo creativo\, i confini tra realtà e finzione si sfumano: il successo travolge\, ma la perfezione del meccanismo rivela presto le sue crepe.  \n\n\n\n14 Agosto diventa così un racconto di emozioni\, fallimenti\, tradimenti e conseguenze inevitabili\, dove la fallibilità umana si misura con la logica implacabile dell’algoritmo. Attraverso una scrittura che alterna rigore scientifico e riflessione filosofica\, Corba esplora la paura del futuro e la progressiva perdita di umanità nel presente\, segnato da crisi climatiche\, instabilità politica e incertezze globali. Il pubblico diventa così testimone di un esperimento scenico che mette in discussione conoscenza\, controllo e sensibilità. \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: +39 3923034894 telefono/Whatsapp / info@cantiereobraz.it o su https://cantiereobraz.it/il-respiro-del-pubblico-festival/ 
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SUMMARY:"We All Love Ennio Morricone" a Cinecittà World
DESCRIPTION:We All Love Ennio Morricone è uno spettacolo di teatro-concerto nato da un’idea di Luigi Caiola\, produttore musicale e manager del Maestro per 18 anni\, pensato per riportare sul palco e tra la gente la grande avventura del Morricone “musicista”\, che lo ha visto uscire dal suo studio per dirigere le sue composizioni più note in concerti live in tutto il mondo. \n\n\n\nLo spettacolo\, in scena domenica 28 dicembre a Cinecittà World\, comprende i più noti brani di Ennio Morricone\, eseguiti con orchestrazioni e arrangiamenti scritti o approvati dal Maestro stesso. Sul palco l’orchestra ViVas! Lab\, diretta dal Maestro Ludovico Fulci\, storico collaboratore di Morricone\, e composta da 15 archi\, 12 fiati\, arpa\, percussioni e sezioneritmica. L’ensemble\, costituito appositamente per questo progetto\, riunisce alcuni dei principali musicisti che seguirono Morricone nei concerti in tutto il mondo e nelle registrazioni delle sue colonne sonore: Paolo Zampini (flauto solista)\, Patrizio Scarponi (violino)\, Gianfranco Borrelli (viola)\, Pietro Picone (oboe)\, Alessandro Verrecchia (fagotto)\, Paolo Verrecchia (corno inglese)\, Marco Venturi (corno francese)\, Massimiliano Costanzi (trombone)\, Maurizio Trippitelli (percussioni)\, Marco Massimi (basso). \n\n\n\nNel 2001\, non più in giovane età\, Ennio Morricone accettò la proposta di Luigi Caiola di dirigere per la prima volta due concerti delle sue musiche al Barbican Centre di Londra: fu l’inizio di una lunga avventura che avrebbe portato il Maestro a eseguire 250 concerti in tutto il mondo\, approdando infine\, anche grazie al tenace lavoro di Caiola\, all’Oscar alla carriera.In quegli anni Caiola produsse con Morricone 14 tra DVD e CD\, dal primo lavoro discografico Io\, Ennio Morricone\, un cofanetto di 4 CD contenente una vasta selezione delle musiche composte dal Maestro – per il cinema ma non solo – fino all’ambizioso We All Love Ennio Morricone\, con la partecipazione\, oltre che dello stesso Maestro\, di artisti internazionali che reinterpretano a modo proprio i suoi grandi temi: Quincy Jones\, Bruce Springsteen\, Céline Dion\, Roger Waters\, Herbie Hancock\, Andrea Bocelli\, Yo-Yo Ma e molti altri.Lo spettacolo\, della durata di 90 minuti\, riproporrà queste musiche con arrangiamenti e orchestrazioni fedeli agli originali\, scritti o approvati dal Maestro.Tra i brani senza tempo che saranno eseguiti durante il concerto: i temi dei classici western come C’era una volta il West\, Il buono\, il brutto\, il cattivo e L’estasi dell’oro; gli intramontabili motivi di C’era una volta in America\, Nuovo Cinema Paradiso\, Mission e Metti una sera a cena; il pop di Se telefonando\, e molti altri ancora. \n\n\n\nL’evento\, che celebra anche i 10 anni di Cinecittà World\, ospiterà giovani artisti della scena hip-hop romana e i ballerini della compagnia Apple Studio\, che eseguiranno le coreografie di Sebastiano Meli sotto la supervisione del Maestro Raffaele Paganini. Questi artisti interagiranno con i musicisti dell’orchestra\, creando un ponte generazionale tra le moderne sonorità del rap e i classici morriconiani.L’attore-narratore Luigi Petrucci racconterà aneddoti e vicende della lunga collaborazione tra Luigi Caiola ed Ennio Morricone.La performance dal vivo sarà intervallata dalla proiezione di alcuni estratti della video-intervista a Ennio Morricone My Life\, My Music. \n\n\n\nSarà disponibile gratuitamente il Kid Lab\, un servizio rivolto ai bambini dai 4 anni in su\, impegnati in attività creative per tutta la durata dello spettacolo. Per prenotare\, inviare un messaggio WhatsApp o chiamare il numero +39 375 123 4007.È inoltre possibile prenotare direttamente dal sito di Cinecittà World una navetta da e per Roma al costo di 8 euro a tratta (orari da concordare). \n\n\n\nDomenica 28 dicembre – ore 19Ingresso Euro 15-35 (gratis bambini sotto il metro\, ridotto da un metro fino a 1\,40 metri)Info + 0640411501
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SUMMARY:"La Tigre" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Lui\, un rinomato specialista dello sviluppo personale\, è lì per un servizio fotografico destinato al supplemento domenicale di una importante rivista: un riconoscimento al quale tiene tantissimo. Lei è l’importante fotografa che dovrà immortalarlo.  \n\n\n\nLa Tigre di Ramona Madula con Marina Massironi e Alessandro Benvenuti che cura anche la regia\, mette in scena  il confronto tra una donna di sostanza e un uomo di fumo. Si potrebbe dire tra il ‘pratico’ e ‘l’ideale’. L’idea di uno spazio scenico fatto da due corpi\, raccontato da sole luci. L’essenza del teatro fatto di energia e ritmo. Ciò che non si vede si immagina. In questo caso\, il testo\, suggerisce un tappeto\, uno sgabello e una macchina fotografica. Se ci saranno effetti speciali dipenderà dall’energia dei corpi. Una bella sfida. E qui\, senza rubarvi altro tempo con fumisterie da intelligente forzato\, finiscono le mie scarne e più che sufficienti note di regia. Il tema è tutto ciò che ruota intorno alla ricerca della felicità. Lui vorrebbe essere un guru. Lei è una fotografa professionista. Lui parla di come rendere meravigliosa la vita degli altri. Lei cerca di catturare la realtà della vita fotografando gli altri. Lui vorrebbe apparire. Lei vuole renderlo\, a ragion veduta\, esattamente com’è. Lui non pensa di essere in crisi. Lei sa benissimo di essere in crisi. Una cosa\, però\, li accomuna: Lui non è quello che crede di essere… e Lei non è affatto chi dice di essere. La Tigre del titolo (ci informa l’autore) “è la paura che tutti abbiamo e che\, impossibile da nascondere\, va solo accettata e gestita come meglio si può”. In pratica\, la condizione nella quale\, più o meno\, ognuno di noi attualmente si trova. \n\n\n\nInfine due note umane…. \n\n\n\n“È un vero piacere per me rinnovare un sodalizio artistico con Marina. Tempo fa siamo stati fratello e sorella nel mio ultimo film come regista di cinema Ti spiace se bacio mamma? Di quella esperienza conservo un ricordo pieno di dolcezze\, divertimento e di autentico piacere intellettuale. Sensazioni che sono un buon viatico nell’affrontare un lavoro che renda piacevole la nostra fatica e premi la fedeltà di chi vorrà venirci a vedere.”    Alessandro Benvenuti                                                 
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LOCATION:Teatro Vittoria\, Piazza Santa Maria Liberatrice\, 10\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:Conclusa a Tivoli la rassegna MNEMOSINE
DESCRIPTION:Si è svolto domenica 7 dicembre a Tivoli\, l’atteso workshop di artigianato artistico “Crea il tuo ricordo di Natale”\, che ha segnato l’esordio della rassegna itinerante MNEMOSINE – L’arte viva della memoria\, promossa dalla DMO Terre di Otium\, con il sostegno della Regione Lazio\, pensata per valorizzare la memoria attraverso l’arte\, i luoghi e le tradizioni del territorio. \n\n\n\nFin dal mattino la suggestiva Corte Sconta ed i vicoli del centro storico hanno accolto adulti e bambini in un’atmosfera incantata\, dove l’arte manuale si è intrecciata con la magia delle festività natalizie. Ad accogliere i numerosi partecipanti Roberto e Barbara\, veri e propri “elfi artigiani”\, impegnati tra mongolfiere decorative\, folletti giocosi\, statuine del Presepe e creazioni natalizie interamente realizzate a mano. Durante il laboratorio i partecipanti hanno così potuto creare una decorazione natalizia personalizzata\, trasformando una semplice attività manuale in un ricordo unico da portare con sé.  \n\n\n\n“La nostra missione – dichiara il Presidente della DMO Terre di Otium Livio Terilli – è quella di raccontare il territorio come unica destinazione turistica\, costruendo una narrazione capace di rappresentarne complessivamente le caratteristiche storiche\, culturali\, paesaggistiche e naturalistiche. In tal senso agisce la rassegna Mnemosine\, e lungo questo filo conduttore si muove anche il workshop con cui abbiamo aperto il programma di eventi che ci accompagnerà fino a fine anno. Perché l’artigianato rappresenta uno dei linguaggi e delle arti capaci di raccontare cultura e tradizione di questi luoghi”.     \n\n\n\nPer maggiori informazioni sulle prossime iniziative in programma: \n\n\n\nwww.terrediotium.com \n\n\n\nInstagram: @terrediotium
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SUMMARY:Cenone di Capodanno all'Osteria La Segreta di Roma
DESCRIPTION:Per salutare l’arrivo del nuovo anno\, l’Osteria La Segreta in Via Margutta propone un Cenone di Capodanno che racchiude l’anima del progetto firmato dall’architetto Antonio Girardi: un’esperienza avvolgente in cui cucina\, arte e design si incontrano in un’atmosfera elegante ma sincera\, profondamente radicata nella tradizione campana. \n\n\n\nLa serata prende vita in una location contemporanea sviluppata su due livelli\, tra arredi su misura\, opere d’arte e continui richiami alla vocazione artistica della storica via romana. È il “caos elegante” immaginato da Girardi a fare da cornice a un percorso gastronomico pensato per essere condiviso\, proprio come accade nelle tavole delle famiglie napoletane\, dove il cibo è prima di tutto un gesto di convivialità. \n\n\n\nIl menu di Capodanno rende omaggio al mare e alle radici partenopee\, aprendo con la Montanara con ragù di polipetti\, simbolo della tradizione popolare\, seguita da un raffinato Plateau di crudi che valorizza la freschezza della materia prima. Il piatto centrale\, Scialatielli ai frutti di mare con astice\, è il cuore pulsante della proposta: ricco\, avvolgente e perfettamente in sintonia con una cucina che fa della semplicità il suo punto di forza. \n\n\n\nA chiudere la serata\, un vero tributo alle feste campane con una selezione di dolci della tradizione pensata per evocare ricordi e condivisione come il Tiramisù al pandoro\, gli Struffoli\, la Cassata napoletana e ilPanettone artigianale\, da gustare con calma\, accompagnati da una curata proposta di vini e cocktail\, con particolare attenzione alle eccellenze del territorio. \n\n\n\nIl Cenone di Capodanno de La Segreta diventa così molto più di una cena\, un momento da vivere e condividere\, un rito collettivo che unisce gusto\, arte e ospitalità nel cuore di una delle vie più iconiche di Roma. \n\n\n\nInfo:  06 5198 0314
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SUMMARY:San Silvestro con Rosàlia De Souza e 1 gennaio con Alan Soul all'Alexanderplatz
DESCRIPTION:Capodanno\, mercoledì 31 dicembre\, all’ Alexanderplatz Jazz Club di Roma con Rosalia De Souza con la sua band. Giovedì 1° gennaio\, Alan Soul & The Alanselzer. Torna sul palco dell’Alexanderplatz\, per la serata di Capodanno\, la cantante brasiliana Rosalia De Souza\, molto amata dal pubblico jazz\, dai tempi delle sue prime sperimentazioni elettroniche con il suo album di debutto\, Garota Moderna. Sempre impegnata a scegliere canzoni e autori non conosciuti\, mischiando tradizione e modernità\, le sue personali interpretazioni incantano. Affascinante interprete della Bossa Nova e della musica popolare brasiliana\, con una voce definita da molti un perfetto connubio di fascino e magia\, sensualità e misticismo. Dolcezza e passionale determinazione sono i tratti distintivi che caratterizzano la personalità poliedrica di Rosàlia De Souza\, cantante dalla calda voce jazz\, che con il suo fascino latino ha conquistato il cuore del pubblico italiano. Partita da Rio de Janeiro\, distretto di Nilopolis\, Rosàlia vive in Italia dall’88. La voce di Rosalia morbida e vellutata è particolarmente adatta alla Bossa Nova e si intreccia agli strumenti\, creando un’atmosfera nostalgica e avvolgente. Ha cantato con numerosi musicisti brasiliani\, nei più importanti locali della Capitale e del mondo\, contribuendo alla conoscenza internazionale della Bossa Nova. Il sentimento che ispira la sua musica è la Saudade che in portoghese significa desiderio\, rimpianto.Giovedì 1° gennaio\, Alan Soul & The Alanselzer. Una carriera lunga mezzo secolo\, quella di Alan Soul (al secolo Giulio Todrani): in duetto con “Julie & Julie” agli esordi\, poi come front-man di band come gli “Io Vorrei La Pelle Nera”\, con al fianco la figlia Giorgia – divenuta poi una delle voci più apprezzate del panorama musicale italiano – fino ad arrivare agli Alanselzer con cui da anni esalta il proprio amore per il soul\, lo swing\, il funky. Nell’album “Live @ Big Mama Vol.2” ci sono i più bei successi dei grandi interpreti della musica nera; Otis Redding\, Ray Charles\, Smokey Robynson\, James Brown\, Tom Jones\, grazie alla voce di Alan Soul\, uno dei pochi in circolazione veramente in grado di interpretare degnamente questo repertorio\, autentiche perle nel repertorio della black music. \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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SUMMARY:“Un Natale tira l'altro – La vera storia di Babbo Natale” al Teatro Marconi
DESCRIPTION:Ultima serata dell’anno al Teatro Marconi dicembre con lo spettacolo per famiglie della compagnia “i Ridikuls”. I bambini assieme ai loro genitori vivranno la magia del teatro e aspetteranno il 2026 assieme agli attori tra SPETTACOLO\, BALLI\, GIOCHI\, DIVERTIMENTO\, PANDORO\, PANETTONE\, LENTICCHIE e SPUMANTE per TUTTI! \n\n\n\n “Un Natale tira l’altro – La vera storia di Babbo Natale”\, uno spettacolo originale magico e divertente per tutta la famiglia con Massimo De Giorgio\, Veronica Liberale e Antonio Losito anche regista dello spettacolo.  \n\n\n\nOspiti della serata le nuove beniamine dei bambini: LE HUNTRIX.Le Huntrix intratterranno\, assieme agli attori dello spettacolo\, grandi e piccini con balli e tanto divertimento. \n\n\n\nE se vi dicessimo che Babbo Natale non è sempre stato il buono e simpatico personaggio che tutti conosciamo? Una storia originale raccontata da Artide\, la regina dei ghiacci\, accompagnata dai suoi aiutanti\, due simpatici e stravaganti pinguini. Dopo aver mostrato ai bambini le tradizioni del Natale in tutto il mondo\, Artide racconta una storia incredibile ed inedita: la storia di un ricco e insensibile giocattolaio. È un uomo che pensa solo a vendere i suoi giocattoli e guadagnare tanti soldi. Il suo fidato e simpatico assistente Rudolph\, è costretto ad assecondare i capricci del titolare\, compreso quello di rimanere a lavorare la sera di Natale. Quella notte\, Artide interverrà a favore di Rudolph complicando la vita al nostro giocattolaio. Il cinico personaggio si ritroverà a donare i giocattoli ai bambini più bisognosi. E se il nostro protagonista si trasferisse al Polo Nord e decidesse di dedicare la sua vita agli altri? Un’ originale e divertente leggenda sulla nascita del mito di Babbo Natale\, dei suoi simboli e dei luoghi a lui legati. \n\n\n\nProgramma dello “SPECIALE CAPODANNO” delle ore 22.00: \n\n\n\n– ore 21.30:  ARRIVO IN TEATRO– ore 22.00:  SPETTACOLO “UN NATALE TIRA L’ALTRO – La vera storia di Babbo Natale”– ore 23.30:  FOTO CON I PERSONAGGI– ore 23.45: INTRATTENIMENTO con le HUNTRIX;– ore 23.55:  INIZIO COUNTDOWN PER LA MEZZANOTTE;– ore 00.00:  SPUMANTE… BRINDISI con GLI ATTORI e… AUGURI!– ore 00.10:  PANDORO\, PANETTONE E LENTICCHIE PER TUTTI– ore 00.15: LE HUNTRIX FARANNO CANTARE E BALLARE I BAMBINI– ore 00.30: BALLI DI GRUPPO E ANIMAZIONE– ore 01.00:  SALUTI e BALLI! \n\n\n\nIl costo della serata “SPECIALE CAPODANNO” delle ore 22.00 è di 45 euro per adulti e bambini. \n\n\n\nChi non potesse essere presente all’evento della mezzanotte può vedere lo spettacolo alle ore 19.00\, con una grande “REPLICA STRAORDINARIA” a grandissima richiesta!! \n\n\n\nProgramma della “REPLICA STRAORDINARIA” delle ore 19.00: \n\n\n\n– ore 18.00: ARRIVO IN TEATRO– ore 18.10: “BABY APERITIVO” con patatine\, succhi\, pop corn\, ciambelle e bibite per tutta la famiglia;– ore 18:15: Saluti\, musica e foto con LE HUNTRIX che verranno ad intrattenere i bambini!!!– ore 19.00: SPETTACOLO “UN NATALE TIRA L’ALTRO – La vera storia di Babbo Natale”– ore 20.15: SALUTI e FOTO \n\n\n\nIl costo della “REPLICA STRAORDINARIA” delle ore 19.00 è di 25 euro per adulti e bambini.  \n\n\n\nPRENOTAZIONE OBBLIGATORIA! \n\n\n\nInfo e prenotazioni Teatro Marconi  06.5943554 o 375.7717111 (solo whatsapp)
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SUMMARY:Capodanno con i Monkey Business al Caffè Letterario
DESCRIPTION:Capodanno\, mercoledì 31 dicembre\, al Caffè Letterario\, per accogliere il nuovo anno con un programma fantastico: musica live\, djset e molto altro. Dalle 22\,00\, il concerto live con i Monkey Business. I Monkey Business sono un gruppo di nuova formazione composto da quattro musicisti accomunati dalla passione per il blues e per i generi che ne derivano\, propongono un repertorio che partendo dai classici del blues arriva a Frank Sinatra\, Jimi Hendrix\, Paul Weller\, Solomon Burke\, Curtis Mayfield\, Taj Mahal etc.…il tutto proposto con energia\, raffinatezza e tanto cuore. Dalle 23\,30\, in consolle\, Roberto Candela con la sua straordinaria musica revival per ballare e brindare al nuovo anno. Partecipazione speciale del Mago di Oscon l’oroscopo per il 2026. \n\n\n\nprenotazioni allo 06 57302842 \n\n\n\nWhatsApp \n\n\n\n3355913434 – 3920693460 \n\n\n\nTRE OPZIONI DI INGRESSO \n\n\n\ningresso ore 20.30 \n\n\n\nMusica e… cena a buffet (menù carne/pesce) con open wine\, cotechino e lenticchie\, dolci natalizi e brindisi al costo di 100 euro \n\n\n\ningresso ore 22 \n\n\n\nMusica e… cocktail\, cotechino e lenticchie\, dolci natalizi e brindisi al costo di 50 euro \n\n\n\ningresso ore 23.30 \n\n\n\nAncora Musica e… cocktail e brindisi 30 euro
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LOCATION:Caffè Letterario\, Via Ostiense\, 95\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:Sapori e Memorie del Lazio: tradizione\, gusto e comunità al Centro Anziani Guglielmo Marconi di Roma
DESCRIPTION:Una giornata interamente dedicata alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari e delle tradizioni popolari del territorio laziale. È questo lo spirito di “Sapori e Memorie del Lazio”\, l’evento gratuito promosso da Stanza 236 Aps \, con il contributo di Regione Lazio e Arsial\, in programma giovedì 2 gennaio 2026\, dalle ore 10:00 alle 18:00\, presso il Centro Anziani Guglielmo Marconi\, sito in Via Paparechi 28/B\, Roma. \n\n\n\nPer tutta la giornata il pubblico potrà immergersi in un percorso fatto di sapori autentici\, racconti\, laboratori e momenti di condivisione\, con l’obiettivo di tramandare la memoria gastronomica e culturale del Lazio\, rafforzando il legame tra generazioni. \n\n\n\nIl programma prevede laboratori di cucina tradizionale\, dedicati alla preparazione di dolci tipici come ciambelline al vino e pangiallo\, guidati dagli anziani\, custodi delle ricette di una volta. Accanto a questi\, laboratori per bambini sulle tradizioni popolari – tra canti\, racconti e giochi tradizionali – pensati come spazi di incontro e scambio tra giovani e anziani. \n\n\n\nNel corso della giornata si svolgeranno degustazioni guidate dei prodotti tipici laziali\, accompagnate da racconti teatrali e dalla partecipazione diretta di alcuni produttori\, che racconteranno in prima persona le storie\, le tecniche e la passione che stanno dietro alle eccellenze del territorio.  \n\n\n\nMomento centrale dell’evento sarà il pranzo comunitario\, occasione conviviale per condividere piatti della tradizione e rafforzare il senso di comunità\, per iniziare al meglio il nuovo anno insieme.  \n\n\n\nNel pomeriggio\, l’iniziativa si concluderà con una degustazione finale aperta a tutti\, arricchita da interventi teatrali e testimonianze dirette dei produttori\, a suggellare una giornata di incontro\, memoria e partecipazione. \n\n\n\n“Sapori e Memorie del Lazio – dichiara Cristina Valeri\, Presidente di Stanza 236 Aps – si propone come un’esperienza culturale e sensoriale che mette al centro le persone\, le storie e i saperi del territorio\, promuovendo la cultura del cibo come patrimonio da vivere e condividere”.
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SUMMARY:"Parla con lei" all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Un corpo che si nasconde\, trattenuto da un desiderio potente che preme per emergere e rivelarsi al mondo. Lo spettacolo esplora in profondità il conflitto interiore vissuto dalle donne omosessuali in una società che spesso impone il silenzio e la negazione. E un viaggio emotivo teso\, fatto di gesti contenuti\, sguardi velati e improvvise esplosioni di energia\, che racconta la tensione tra \n\n\n\nla voglia di libertà e l’angoscia di essere giudicate. La danza diventa uno strumento privilegiato di espressione\, dove ogni movimento si carica di significati profondi\, divenendo un atto di resistenza silenziosa e un grido muto per il diritto a essere se stesse senza compromessi. Il corpo si fa voce di una storia non detta\, un racconto di \n\n\n\ncoraggio e fragilità\, nascosto dietro una maschera di paura e vergogna. La coreografia non propone soluzioni né risposte preconfezionate\, ma lancia un interrogativo urgente e vitale: è più autentico restare nell’ombra protettiva dell’invisibilità o è necessario mostrarsi e rivendicare la propria identità\, \n\n\n\nrompendo il tabù del non detto e sfidando le convenzioni sociali? Il lavoro si presta a essere uno specchio delle contraddizioni e delle tensioni che l’essere umano affronta nel riconoscere e vivere liberamente il proprio desiderio\, offrendo al pubblico un’esperienza emozionale intensa\, fatta di luci e ombre\, di silenzi rotti e verità sussurrate attraverso il linguaggio \n\n\n\nuniversale del corpo. Questo spettacolo rappresenta non solo uno sguardo intimo e coraggioso sull’omosessualità femminile\, ma anche una riflessione collettiva sulla libertà del corpo e dell’anima\, sulla forza della vulnerabilità e sulla necessità di costruire spazi di ascolto\, accoglienza e liberazione. \n\n\n\nBIO \n\n\n\nMandragora Dance Company: e’ nata dal desiderio di promulgare l’arte performativa mettendo al suo centro il principio della femminilità\, intesa come un valore culturale e sociale di inclusiva’\, parità’ di genere e uguaglianza. Creatività\, empatia\, sensibilità e inclusione sono alcuni dei suoi elementi caratteristici. \n\n\n\nLe componenti principali della compagnia sono le giovani danzatrici che si affacciano ora al mondo della danza professionale. La componente maschile è altresì inclusa al fine di arricchire e supportare la mission della compagnia\, dedicata alla sfera del femminile. Nel repertorio coreografico vengono toccate sia tematiche sociali attuali bullismo\, diseguaglianza\, violenza\, discriminazione e dipendenza) sia la celebrazione di personaggi femminili storici-culturali (attualmente già’ in repertorio\, “Frida” ed “Edith Piaf \n\n\n\nLa multidisciplinarietà dello spettacolo è una caratteristica peculiare di Mandragora\, avvelandosi di collaborazioni che arricchiscono le creazioni e coinvogliando varie espressioni artistiche. \n\n\n\nDirettore Artistico Andrea Palombi – Danzatore\, insegnante e coreografo\, creatore di spettacoli ed eventi da 10 anni in Italia e precedentemente in vari paesi Europei\, si e’ specializzato nella danza contemporanea. Direttore Artistico del programma di danza contemporanea Interanzionale RIDA Program e Fondatore dell’Altro Festival Danza Arte e \n\n\n\nInclusione. La sua Mission e’ dare voce ai giovani artisti danzatori contribuendo alla crescita e allo sviluppo umano. Le sue creazioni sono a sfondo sociale e indagano l’uomo e la società’ nei suoi aspetti molteplici. La ricerca di sinergie e forme nuove di espressione performativa lo hanno portato a collaborare con tantissimi artisti sia nel campo teatrale che musicale. Attualmente Direttore di Spazio Arte centro culturale a Roma
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SUMMARY: “Parla con lei” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Il primo spettacolo del nuovo anno in via Giulia è “Parla con lei”\, presentato da Mandragora Dance Company\, in scena all’OFF/OFF Theatre nel weekend di sabato 3 e domenica 4 gennaio 2026\, con le coreografie e le musiche del direttore artistico della compagnia Andrea Palombi che dirige Elena Mecozzi\, Maya Nardi\, Miriam Caraffini\, Ginevra Lenti\, Alice Maglio\, Almudena Isusi\, Alessia Sforza\, Francesca Iuliano. \n\n\n\nUno spettacolo che indaga il conflitto interiore dell’omosessualità femminile in una società che invita al silenzio\, dove il bisogno di esprimersi si scontra con la paura del giudizio.Attraverso una danza tesa e vibrante\, fatta di gesti trattenuti e improvvise esplosioni di energia\, si racconta il viaggio emotivo di chi vive sospeso tra il desiderio di libertà e il timore di svelarsi.Ogni movimento diventa un atto di resistenza\, un urlo silenzioso che rivendica la propria verità.Il lavoro non offre risposte\, ma pone un interrogativo urgente: è più giusto restare nell’ombra o mostrarsi al mondo per ciò che si è\, infrangendo il tabù del non detto? \n\n\n\nLa Compagnia Mandragora è un progetto artistico dedicato alla ricerca e alla produzione nell’ambito dell’arte performativa contemporanea\, con particolare attenzione alla valorizzazione del principio della femminilità come valore culturale\, sociale e simbolico. Mission della compagnia è promuovere inclusione\, parità di genere e uguaglianza attraverso il linguaggio della danza\, inteso come strumento di espressione\, dialogo e trasformazione collettiva. La compagnia è composta da giovani donne e danzatrici che\, attraverso il proprio percorso artistico e professionale\, danno voce alla pluralità del mondo femminile contemporaneo.Il corpo e il movimento diventano così mezzi di indagine e narrazione\, capaci di restituire forza\, sensibilità ed empatia in un linguaggio performativo autentico e universale.
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SUMMARY:AMENTESVEGLIA al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Gli ultimi mesi del 2025 sono stati ricchi di sold out al Teatro Comunale Veroli\, con spettacoli che hanno emozionato il pubblico e consolidato il grande successo degli scorsi anni. La stagione teatrale\, però\, è solo all’inizio e siamo pronti ad accogliervi in sala il 4 gennaio\, con il primo spettacolo del nuovo anno della compagnia “AMENTESVEGLIA”\, che porta in scena una storia avvincente ed emozionante\, ambientata in un periodo molto difficile per l’Italia intera.  \n\n\n\nAnno 1943\, 8 settembre: è stato ufficialmente reso pubblico l’armistizio che vede il Regno d’Italia cessare le ostilità verso gli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. Qualche notte dopo l’evento\, che darà il via a conseguenze sanguinose per l’Italia\, Rebecca\, una ragazza di sedici anni\, sparisce dalla sua abitazione. Sulle sue tracce si gettano precipitosamente i suoi genitori\, le sue due sorelle\, suo fratello\, i suoi amici e l’intero paese\, preoccupati che la ragazza possa essere stata vittima di un rapimento da parte delle truppe naziste ancora presenti sul territorio. La ricerca\, che si rivela subito essere molto faticosa per via della scarsa visibilità notturna e che si estende anche nel bosco adiacente il paese\, darà il via ad un irrefrenabile vortice di eventi in grado di trasformare definitivamente le vite di tutti. \n\n\n\nLo spettacolo “Perché non parli?”\, con la regia di Andrea Abbafati\, ci riporta indietro nel tempo per rivivere dei momenti pieni di angoscia e di dolore\, ma che necessariamente hanno rappresentato un punto di svolta per l’Italia e per i singoli individui che li hanno vissuti. La Storia\, infatti\, non è fatta solo dai grandi eventi ma anche dai piccoli avvenimenti che riguardano le persone comuni\, una storia nella Storia\, dunque\, pronta ad emozionarci e a tenerci con il fiato sospeso. \n\n\n\nVi aspettiamo domenica 4 gennaio alle ore 18.00 con apertura botteghino alle ore 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 10.00 \n\n\n\nRIDOTTO: € 5.00 (Under 18/Over 65) \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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SUMMARY:Joy Garrison Quartet all'AlexanderPlatz Jazz Club
DESCRIPTION:Lunedì 5 gennaio\, sul palco dell’Alexanderplatz Joy Garrison Quartet. Americana di New York e figlia d’arte\, cresce in un ambiente musicale estremamente stimolante. Dopo un’infanzia di esperienze vocali nelle chiese di Gospel\, comincia a cantare sotto la guida di suo padre Jimmy Garrison (per anni contrabbassista dello storico quartetto di John Coltrane). Ha cantato nei più importanti locali di New York al fianco di musicisti come: Barney Kessel\, Cameron Brown\, Billy Heart\, Ronnie Matthews\, Hank Jones\, Kevin Eubanks\, Alberta Hunter\, John Scofield\, Freddy Hubbard\, Reggie Workman\, Carmen McRae\, Tony Scott\, solo per citarne alcuni. Da molti anni svolge la sua attività prevalentemente come solista. È Impegnata in concerti in tutta Europa\, Saudi Arabia\, Russia\, Tunisia\, Turchia\, Parigi\, Germania\, Italia e Svezia\, proponendo la sua musica. Numerose sono le collaborazioni discografiche con sei album al suo attivo. Numerose le partecipazioni a trasmissioni televisive e radiofoniche come solista o al fianco di artisti come Zucchero\, Giovanni Tommaso\, Renzo Arbore\, Gianni Ferrio\, Gloria Esteban\, Massimo Ranieri\, Jose Carreras\, e tanti altri musicisti europei.  \n\n\n\n                                                                                                                                                                                    Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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LOCATION:Alexanderplatz Jazz Club\, Via Ostia\, 9\, Roma\, 00192\, Italia
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SUMMARY:"Due dozzine di rose scarlatte” al Teatro Abe di Catania
DESCRIPTION:Dopo il grande successo decretato dal pubblico catanese\, il 5 il 6 gennaio 2026 ritorna in scena una delle commedie più brillanti e raffinate del cartellone del Teatro Musco\, con la direzione artistica di Francesca Ferro. TOTI MANCUSO e TOTINO LA MANTIA saranno ancora gli irresistibili protagonisti di “Due dozzine di rose scarlatte”. Prodotto dall’associazione culturale Progetto Teatrando\, lo spettacolo nasce dalla penna di Aldo De Benedetti per arrivare sul palco nella versione diretta da Giampaolo Romania. \n\n\n\nBinomio artistico che nasce da una lunga esperienza nel teatro popolare e nelle piazze siciliane\, arricchendo il loro bagaglio con tanta televisione e tanto cinema\, TOTI MANCUSO e TOTINO LA MANTIA donano alla messinscena di “Due dozzine di rose scarlatte” una freschezza inattesa. Al loro fianco – straordinarie – Mariarita Sgarlato ed Elena Melardi. \n\n\n\nLa trama gioca tra equivoci e seduzione\, ritraendo con grazia la monotonia coniugale e tratteggiando con delicatezza emozioni universali come l’amore\, la gelosia e il desiderio di ciò che evade dalla routine. L’umorismo diventa così veicolo per indagare con leggerezza le sfumature dell’animo umano\, mantenendo però la compostezza e la garbatezza dell’originale. Con le sue rose scarlatte e i fraintendimenti\, la vicenda si trasforma\, pertanto\, in un’atmosfera di risate e tenerezza\, capace di parlare a un pubblico ampio\, sensibile e desideroso di divertirsi. \n\n\n\nLa qualità performativa di TOTI MANCUSO e TOTINO LA MANTIA amplificano magistralmente la delicata ironia di un testo anni Trenta che continua a parlare al presente: ritmo\, gag improvvisate\, scambi arguti e quella capacità di coinvolgere la platea che li ha resi amati in tutta la Sicilia. Il risultato è un intrattenimento mai esibito\, per un’esperienza di teatro piacevole\, sorridente e al tempo stesso riflessiva. In sintesi\, uno spettacolo originale fatto di risate eleganti\, divertimento autentico\, momenti di condivisione e semplicità. Un’ora e mezza di leggerezza\, senza perdere spessore\, per ricordarci quanto basti poco – una rosa\, un fraintendimento – per accendere desideri\, risvegliare speranze e ritrovare\, anche solo per una sera\, il piacere di sorridere di noi stessi. \n\n\n\nInfo: tel +39 095 538188 / cell +39 333 7781632 \n\n\n\nOrari biglietteria: da lunedì a sabato dalle 16 alle 20 – giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 \n\n\n\nLink per acquisto biglietti spettacoli: https://teatroabc.eu/spettacoli-teatro-musco/
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LOCATION:Teatro Abc\, Via Pietro Mascagni\, 94\, Catania\, 95129\, Italy
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SUMMARY:"Il gabbiano" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:L’opera più lirica di Checov\, Il gabbiano\, approda sul palcoscenico del Teatro Argentina dal 7 al 18 gennaio\, con la regia di Filippo Dini\, per un affresco decadente di un’umanità sull’orlo del baratro\, dove l’amore si trasforma in illusione e i sogni evaporano. \n\n\n\nIn scena Giuliana De Sio e lo stesso Filippo Dini guidano un cast composto da Virginia Campolucci\, Enrica Cortese\, Gennaro Di Biase\, Giovanni Drago\, Angelica Leo\, Valerio Mazzucato\, Fulvio Pepe\, Edoardo Sorgente\, alle prese con personaggi di età diverse e legate da vincoli di parentela e non\, che si riuniscono casualmente in una casa di campagna affacciata su un lago\, dove per tre atti si confrontano nel tentativo di sfuggire al grigiore del proprio destino. Tra loro emerge con forza la vicenda di Kostja\, un giovane che sogna di riscattarsi attraverso l’arte della scrittura\, sostenuto e infiammato dall’amore per Nina\, una coetanea che aspira a diventare attrice. Il ragazzo presenta il suo primo testo\, interpretato dall’amata\, ma lo spettacolo (diretto da Leonardo Manzan) si interrompe bruscamente e con esso svanisce l’illusione di un sogno condiviso. Da quel momento tutto precipita: desideri\, ambizioni e amori si scontrano con la realtà\, trasformando la speranza in disillusione. Due anni dopo\, Čechov ci mostra i protagonisti ormai prigionieri dei loro rimpianti e la vita appare come una lenta rinuncia. Al centro di questo fallimento collettivo\, Kostja sceglie la morte – ultimo atto di una parabola che dalla passione conduce al silenzio. In questo gesto finale però\, si cela una sorta di rinascita\, in cui riesce a liberarsi dal peso del mondo\, trasformandosi in qualcosa di più leggero\, oltre la materia e il tempo. \n\n\n\nÈ la prima volta in assoluto che il capolavoro di Čechov vede una doppia regia. Filippo Dini ha infatti affidato la regia dello “spettacolo di Kostja” al giovane regista Leonardo Manzan\, due volte vincitore della Biennale di Venezia nel 2018 e nel 2020. L’inedita decisione nasce dalla necessità di rappresentare un incontro artistico tra generazioni\, che consente a Manzan di lavorare in totale autonomia nella realizzazione di quello che anche nel testo di Čechov è lo spettacolo di un giovane regista.  \n\n\n\nFilippo Dini si misura con uno dei grandi classici del teatro\, che narra di una società alla fine in cui già si avverte l’arrivo del cataclisma sociale e politico che è stata la Rivoluzione Russa. Allora come oggi Il gabbiano riesce a parlare di un’umanità decadente\, di una società che sciupa ogni sogno e ogni fiducia perché non più in grado di realizzare le personali aspirazioni di uomini e donne. All’umanità non restano che le migliori energie\, i più luminosi talenti\, gli amori più appassionati\, che vengono però stravolti e corrotti secondo le beffarde leggi non scritte della società in cui si tenta di esprimerli. «L’immortalità di questo testo\, e la sua bruciante contemporaneità\, stanno nella descrizione di un’umanità alla fine: una società sull’orlo del baratro\, che percepisce l’arrivo di un’apocalisse destinata a spazzare via il mondo così come lo abbiamo conosciuto. Di lì a pochi anni\, infatti\, arriverà la Rivoluzione\, e con essa tante altre rivoluzioni in Europa — cause o effetti di una stessa crisi profonda – dichiara Filippo Dini – Tutta la drammaturgia di Čechov racconta una fine imminente. I suoi personaggi sono un popolo di ombre che tenta di resistere alla malinconia\, alla tristezza\, al torpore dell’anima. Lottano\, si scontrano\, si feriscono — tra di loro e con se stessi — per non soccombere. Le somiglianze con la nostra epoca sono straordinarie e sconfortanti. È come se il nostro Anton ci osservasse da lontano\, con il suo sorriso ironico\, in attesa che anche la nostra società\, il nostro mondo\, il nostro folle modo di vivere\, arrivino all’esplosione. Proprio come la boccetta di etere del dottor Dorn.» \n\n\n\nLo spettacolo – una produzione Teatro Stabile di Torino\, Teatro di Roma\, Teatro Stabile di Bolzano\, Teatro di Napoli – permette di rivivere una delle più affascinanti pagine del dramma moderno andando a scandagliare l’animo umano e i rapporti familiari con uno sguardo attento alla complessità della contemporaneità.
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LOCATION:Teatro Argentina\, Largo di Torre Argentina\, 52\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:Lorenzo Tucci “Touch Trio” all'AlexanderPlatz
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, mercoledì 7 gennaio\, Lorenzo Tucci “Touch Trio”. Si intitola “Touch” questo progetto di Lorenzo Tucci che continua la sua ricerca sulla possibilità espressiva offerta da un trio batteria pianoforte e contrabbasso\, riunendo attorno a sé due personalità di spicco nel panorama jazz italiano: Claudio Filippini e Jacopo Ferrazza. Lorenzo Tucci\, batterista e jazzista di fama internazionale\, per questo trio\, di cui è leader\, decide di eseguire tutti “originals” di sua composizione. I brani spaziano da atmosfere intimistiche e riflessive a ritmiche più complesse e articolate\, senza perdere di vista l’importanza della melodia\, che Tucci in questo progetto vuole esaltare. Il trio è molto attento a tutto cio che accade nel panorama musicale Internazionale\, lasciandosi influenzare da tutte le varie forme e sonorità. Tutto si fonde in uno stile di jazz moderno/contemporaneo\, nel quale sia il pianista Claudio Filippini\, partner stimatissimo da Tucci\, sia il più giovane Jacopo Ferrazza nuovo talento del contrabbasso italiano\, sono a proprio agio\, tessendo insieme al leader trame dal sapore nuovo\, vivace\, moderno\, dando vita ad uno stile di jazz che ha ancora molto da dire. \n\n\n\nLorenzo Tucci è fra i batteristi italiani più richiesti. La sua ecletticità e l’enorme talento gli hanno permesso di diventare il partner immancabile di numerose star del Jazz. Numerosi i suoi dischi di successo: Touch\, Sparkle\, Tranety\, Drumonk\, Lunar\, Drumpet (solo per citarne alcuni) progetti in cui dimostra la capacità di esprimersi in formazioni molto diverse fra loro.Tucci insieme a Fabrizio Bosso e Daniele Scannapieco è stato il fondatore degli High Five quintet considerata per anni la migliore formazione jazz italiana\, al loro attivo sei CD tra cui un live registrato al Blue Note di Tokyo\, uno dei templi del jazz mondiale.Proprio con gli High Five quintet nel 2006 incidono “Handful of soul” con la star del Soul /Jazz: Mario Biondi\, quasi 1 milione di copie vendute in tutto il mondo. Negli anni ha collaborato con numerosi artisti del calibro di Phil Woods\, Tony Scott\, Ronnie Cuber\, George Garzone\, Mark Turner\, Tim Warfield\, Emmanuel Bex\, Kirk Lightsey\, George Cables\, Joanne Brakeen\, Fabrizio Bosso\, Massimo Urbani\, Danilo Rea\, Enrico Pieranunzi\, Flavio Boltro\, George Cable\, Giovanni Tommaso\, Mario Biondi\, Max Ionata\, Maurizio Giammarco\, Karima\, Max Ionata\, Stefano Di Battista\, Dado Moroni\, Rosario Giuliani\, Daniele Scannapieco\, Ada Montellanico\, Nicola Conte e tanti altri. \n\n\n\n                                                                                                                                                                                      Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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SUMMARY:" Il lutto si addice ad Elettra" al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Elisabetta Pozzi e Paolo Pierobon sono i protagonisti de Il lutto si addice ad Elettra di Eugene O’Neill\, che debutta al Teatro Biondo di Palermo martedì 7 gennaio alle ore 21.00 con la regia di Davide Livermore\, in un allestimento prodotto da Teatro Nazionale di Genova. Repliche fino all’11 gennaio. \n\n\n\nIn scena insieme a loro Linda Gennari\, Aldo Ottobrino\, Marco Foschi\, Davide Niccolini\, Carolina Rapillo. La scenografia\, curata dallo stesso Livermore\, è un’ambientazione onirica che evoca le prospettive sghembe dei film espressionisti\, mentre i costumi\, che richiamano la fine degli anni Quaranta\, sono di Gianluca Falaschi\, le luci di Aldo Mantovani; le musiche di Daniele D’angelo sono una continua evocazione che richiama le sonorità di Bruno Maderna e Giorgio Federico Ghedini. \n\n\n\nIl lutto si addice ad Elettra è un affascinante e inquietante viaggio tra mito e moderna psicanalisi\, tra dramma borghese e tragedia classica. In questo capolavoro della drammaturgia del Novecento\, scritto da Eugene O’Neill nel 1931\, e qui tradotto e adattato per l’immaginifica regia di Livermore da Margherita Rubino\, si riverbera in chiave moderna l’epopea degli Atridi narrata da Eschilo nell’Orestea. \n\n\n\nIn uno spazio scenico suggestivo\, che è specchio distorto della mente umana\, lo spettacolo fa emergere tutte le tensioni e le contraddizioni di personaggi-mito\, incarnazioni tragiche che rispecchiano inquietudini eterne. \n\n\n\n«Il testo di O’ Neill non è una semplice riscrittura dell’Orestea – afferma Livermore – ma è una creazione totalmente nuova che si compie aderendo perfettamente alla propria contemporaneità. Un classico che si riverbera ancora oggi ben oltre il ’900: un affresco familiare\, un viaggio affascinante e inquietante tra mito archetipico e moderna psicoanalisi\, tra dramma borghese e tragedia». \n\n\n\n«O’Neill – spiega Margherita Rubino\, che firma la nuova traduzione e l’adattamento del testo – volle ancorarsi all’atto fondativo dello spettacolo occidentale per stabilire una nuova civiltà teatrale. Scritto nel linguaggio lineare e diretto della letteratura angloamericana\, il dramma corre via incatenando lo spettatore grazie a un plot serrato\, a una continuità di tensione e a una profondità del sentire e dell’agire dei personaggi. Modernissimi sono l’andamento e il dialogo\, del tutto contemporanea la psiche contorta dei cinque protagonisti\, calamitante come un noir che non da respiro». \n\n\n\nLo spettacolo è anche un omaggio al celebre allestimento diretto da Luca Ronconi nel 1997\, nel quale Elisabetta Pozzi interpretava il ruolo di Lavinia\, corrispettivo di Elettra nell’Orestea. Oggi Livermore affida alla grande attrice genovese il ruolo di Christine Mannon\, ovvero Clitennestra. Ad interpretare Ezra Mannon/Agamennone troviamo Paolo Pierobon\, mentre Linda Gennari è Lavinia e Aldo Ottobrino interpreta Adam Brant/Egisto\, amante di Christine.
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SUMMARY:"In nome della madre" con Galatea Ranzi al Teatro Torlonia
DESCRIPTION:Dall’8 all’11 gennaio va in scena al Teatro Torlonia la rilettura laica della storia di Maria con In nome della madre\, spettacolo tratto dal romanzo di Erri De Luca\, per la regia di Gianluca Barbadori. Protagonista della pièce è Galatea Ranzi\, che interpreta con delicatezza la storia\, narrata in prima persona\, di Miriàm\, una ragazza della Galilea che ha una strana visione nella quale un angelo le annuncia che avrà un figlio\, profetizzando per lui un destino di grandezza. \n\n\n\nSubito dopo\, la giovane scopre di essere incinta. Nonostante qualche titubanza\, decide di avvertire Iosef\, il suo promesso sposo. Miriàm sa perfettamente che rischia di essere lapidata\, ma rifiuta ogni menzogna\, rivendicando il mistero della sua gravidanza e la sua assoluta buona fede. Iosef\, anche in seguito ad un sogno premonitore\, decide che le nozze avranno luogo come previsto\, sfidando i benpensanti di Nazaret e le leggi del tempo. Intanto\, gli odiati occupanti romani organizzano un censimento e per i giovani sposi si prepara un viaggio\, lungo e difficile\, a pochi giorni dal parto. \n\n\n\nFacendo ricorso al linguaggio semplice e terso della poesia\, Erri De Luca racconta la gravidanza di Miriàm/Maria. Il Talmud\, oltre un decennio di studi biblici e gli storici romani gli forniscono dati preziosi per dare alla sua storia uno sfondo credibile. Non è un’urgenza storiografica a muovere De Luca\, piuttosto\, il desiderio di narrare «qualcosa che non c’è»\, una versione laica e poetica della nascita di Gesù. \n\n\n\nIn nome della madre è un testo pieno di Grazia\, che commuove e fa riflettere credenti e laici\, sul tema della maternità e la forza silenziosa di una donna.  La messa in scena crea un intimo momento di incontro col pubblico\, dove Miriàm/Maria\, donna oramai adulta ha accettato con consapevolezza il destino di suo figlio e desidera condividere la sua esperienza personale\, senza fronzoli\, invitando a ritrasmettere il suo messaggio di amore\, coraggio e speranza. \n\n\n\nBiglietteria: tel. +39 06 44230693– biglietteria@teatrodiroma.net \n\n\n\nBiglietti: 15€ intero – 10€ ridotto \n\n\n\nOrari spettacolo: tutte le sere ore 20 | domenica ore 18
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SUMMARY:"A nanna dopo Carosello" al Piccolo Teatro della Città di Catania
DESCRIPTION:Un omaggio affettuoso e gioioso\, tra parole\, canzoni e musica dal vivo alla striscia televisiva quotidiana andata in onda per 20 anni dal 1957 al 1977. Nell’ambito della Stagione tradizionale\, impaginata del Teatro della Città\, arriva al Piccolo Teatro della Città di Catania (venerdì 9 gennaio\, ore 21)\, la pièce A nanna dopo Carosello che\, scritta\, diretta e interpretata da Clara Costanzo\, celebra un prodotto cult rimasto per sempre nell’immaginario collettivo degli italiani.  \n\n\n\n“E dopo Carosello tutti a nanna” era la frase che Topo Gigio\, uno dei più famosi protagonisti degli spot\, diceva rivolgendosi ai bambini\, i primi veri destinatari del Carosello\, per i quali sono stati inventati personaggi fantastici e divertenti: da Calimero a Miguel\, da Mariarosa al Pirata Pacioccone.  \n\n\n\nNello spettacolo\, Clara Costanzo veste i panni di Lucia\, una donna cresciuta negli Anni 50\, che racconta la propria infanzia spensierata: cinque sorelle\, una mamma casalinga che canta in ogni momento della giornata\, la nonna e le sue fiabe della buonanotte e il babbo che lavora al bar della RAI e proprio lì incontra tutti i protagonisti della neonata televisione. L’arrivo a casa della misteriosa “scatola magica che racconta le storie”\, la televisione\, porta alla scoperta delle meraviglie di un mondo di fantasia che appassiona e diverte\, l’universo Carosello. \n\n\n\nGrazie al suo papà\, Lucia scopre i retroscena della creazione di Carosello e ne ripercorre le tappe principali. Tra un ricordo familiare e un aneddoto storico\, uno slogan che ha fatto epoca e un’indimenticabile canzoncina\, tra pupazzi\, cartoni animati e jingle orecchiabili\, lo spettacolo offre uno sguardo affettuoso al come eravamo\, per non dimenticare la genialità italiana allora libera di esprimersi e galoppare a briglie sciolte per il mondo intero. Lo spettacolo fa ridere e cantare tutti: riemergono da una memoria ormai sepolta ricordi antichi che sembravano irrimediabilmente perduti e si uniscono al coro quanti\, pur nati molti anni dopo\, scoprono di conoscere le canzoncine a memoria. \n\n\n\nInfo e biglietti 095530153
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SUMMARY:"Anima e Curaggio" al Teatro IF
DESCRIPTION:Un viaggio ipnotico e paradossale in racconti\, musica\, cultura e tradizioni del Sud Italia. Tre strani personaggi a raccontare di amori\, guerre\, passioni e mille e mille fatti popolari. Dalle voci ignote e antiche che hanno suonato e tramandato ad oggi fascinose note\, a quelle voci di chi\, come i Terrammare Sound\, ne raccoglie ancora gli echi\, riversandoli nella propria musica e proponendosi al pubblico come una band “fuori dal tempo. \n\n\n\nAtto unico di e con i Terrammare Sound: \n\n\n\nManuela Galizia (voce) \n\n\n\nGianluigi Esposito (chitarra) \n\n\n\nRosario Boccarossa (basso) \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78Biglietti disponibili al link: www.ticket.it/teatro/evento/anema-e-curaggio.aspx
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SUMMARY: Enrico Pieranunzi Trio all'AlexanderPlatz
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, venerdì 9 e sabato 10 gennaio\, Enrico Pieranunzi Trio. Anno nuovo\, trio nuovo per Enrico Pieranunzi\, che prosegue la consolidata collaborazione con lo straordinario contrabbassista danese Thomas Fonnesbaeck\, ben noto al pubblico romano per le sue felici apparizioni sui palcoscenici jazz della Capitale. Con loro nell’occasione una novità per la scena romana\, il batterista senese Francesco Petreni\, antico compagno d’avventure musicali di Pieranunzi. Un trio che è in grado di dispensare in quantità massicce swing e interplay per la gioia degli appassionati di jazz che vorranno iniziare nel modo migliore il nuovo anno. \n\n\n\nPianista\, compositore\, arrangiatore\, Enrico Pieranunzi ha registrato più di 70 CD a suo nome spaziando dal piano solo al trio\, dal duo al quintetto e collaborando\, in concerto o in studio d’incisione\, con Chet Baker\, Lee Konitz\, Paul Motian\, Charlie Haden\, Chris Potter\, Marc Johnson\, Joey Baron. Pluripremiato come miglior musicista italiano nel “Top Jazz”\, annualmente indetto dalla rivista “Musica Jazz” (1989\, 2003\, 2008) e come miglior musicista europeo (Django d’Or\, 1997) Pieranunzi ha portato la sua musica sui palcoscenici di tutto il mondo esibendosi nei più importanti festival internazionali\, da Montreal a Copenaghen\, da Berlino e Madrid a Tokyo\, da Rio de Janeiro a Pechino. A partire dal 1982 si è recato numerose volte negli Stati Uniti dando concerti in varie città\, tra cui New York\, Boston\, San Francisco. Di rilievo la sua partecipazione a Spoleto Festival Usa 2007 (Charleston\, North Carolina) che ne ha voluto dare un ritratto completo proponendolo in concerti di piano solo\, duo e trio. È l’unico musicista italiano di sempre ed uno dei pochissimi europei ad aver suonato e registrato più volte nello storico “Village Vanguard” di New York con Marc Johnson e Paul Motian. Proprio per il “Live at The Village Vanguard” con Marc Johnson e Paul Motian (Camjazz\, 2010) gli è stato assegnato nel 2014 l’Echo Jazz Award\, equivalente tedesco dello statunitense Grammy\, come Best International Piano Player. La prestigiosa rivista americana “Down Beat” ha incluso il suo CD “Live in Paris”\, in trio con Hein Van de Geyn e André Ceccarelli (Challenge)\, tra i migliori CD del decennio 2000/2010. Ha composto diverse centinaia di brani\, alcuni dei quali sono ormai veri e propri standard suonati e incisi da musicisti di tutto il mondo (“Night bird”\, “Don’t forget the poet”\, “Fellini’s waltz”). \n\n\n\n                                                                                                                                                                                     Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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SUMMARY:“Chicchignola”  al Teatro Gioiello di Torino
DESCRIPTION:Massimo Venturiello sarà in tournée con “Chicchignola” di Ettore Petrolini. In scena con Venturiello – che cura anche la regia – Maria Letizia Gorga e Franco Mannella\, Claudia Portale\, Elena Berera. Le scene sono di Alessandro Chiti\, mentre l’arrangiamento musicale è di Mariano Bellopede. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Gioiello di Torino dal 9 all’11 gennaio 2026. \n\n\n\nL’avvio della tournée giunge a poche settimane da un momento particolarmente significativo nel percorso dell’artista: il 10 novembre\, nella Sala della Regina della Camera dei Deputati\, Venturiello ha ricevuto il Premio Petrolini\, un riconoscimento che ne sottolinea il dialogo profondo con l’eredità del grande autore romano. Nelle parole con cui ha accolto la notizia – «Sono particolarmente onorato di questo riconoscimento legato a un grande artista tra i più originali ed eversivi che il nostro teatro contemporaneo abbia avuto» – si è riflessa la continuità di un pensiero teatrale che unisce tradizione e ricerca\, radici e trasformazione. \n\n\n\nÈ proprio in questa scia\, e nel segno di quella irripetibile libertà espressiva che Venturiello parte ora per una tournée\, portando in scena\, tappa dopo tappa\, la complessità\, la poesia e il rigore che caratterizzano tanto Petrolini quanto il suo lavoro attorale e registico. \n\n\n\nLa tournée attraverserà un ampio arco di città e teatri\, costruendo un percorso continuo nel quale la vitalità del testo e la sua interpretazione potranno incontrare pubblici differenti. Si aprirà il 13 dicembre 2025 al Teatro Flavio Vespasiano di Rieti\, per poi proseguire\, dal 19 al 21 dicembre\, al Teatro San Babila di Milano. Con l’inizio del nuovo anno\, lo spettacolo sarà al Teatro Gioiello di Torino dal 9 all’11 gennaio 2026\, per poi raggiungere il Teatro Metamorfosi di Rutigliano il 16 gennaio e il Teatro Trianon di Napoli il 17 gennaio. Seguirà un attraversamento del territorio pugliese e salentino: Teatro Fasano di Taviano (21 gennaio)\, Teatro Valentino di Castellaneta (22 gennaio)\, Teatro Apollo di Lecce (23 gennaio). Un itinerario che\, nel suo dispiegarsi\, mette in relazione opera\, interprete e pubblico\, confermando la continuità di una ricerca che affonda nella tradizione per rinnovare costantemente il linguaggio della scena. \n\n\n\nLa trama di questa commedia è semplice. Chicchignola\, un uomo qualunque che tira avanti vendendo giocattoli da lui stesso costruiti\, su un carretto\, lungo le strade di Roma\, è oggetto di comune derisione. Questa sua passione per palloncini e giocattoli sembra essere espressione di grande ingenuità\, se non addirittura di stupidità. Con estrema facilità dunque sua moglie lo tradisce col suo migliore amico\, nella convinzione che il marito non riuscirà mai a scoprirlo. Un finale a sorpresa però ribalterà completamente la situazione e i cosiddetti furbi che ronzano attorno al poetico protagonista dovranno ricredersi e confrontarsi con la loro squallida superficialità. \n\n\n\nChicchignola è considerata la più bella commedia di Ettore Petrolini. Fu rappresentata per la prima volta nel 1931 a Roma\, al Teatro Argentina e al Quirino; l’anno dopo fu portata a Parigi ed ebbe uno straordinario successo internazionale. Infine dal 1969 per dieci anni\, alternandola con altri spettacoli\, Mario Scaccia l’ha riproposta con la sua regia. \n\n\n\nNote di Massimo Venturiello \n\n\n\nDefinirei “Chicchignola” una commedia contemporanea e tradizionale al tempo stesso. Non a caso il suo autore è stato spesso associato a Plauto\, il più moderno drammaturgo di tutti i tempi. La grande forza di Petrolini\, quella che appartiene a una ristrettissima schiera di artisti geniali\, sta nel ritrovare terreno fertile in qualsiasi epoca. Avremmo potuto incontrarlo nel teatro dell’antica Roma e al contempo non è inimmaginabile pensarlo\, forse addirittura con accresciuta forza innovativa\, tra duemila anni accanto a chissà quali nuove forme teatrali. \n\n\n\nBreve bio di Massimo Venturiello \n\n\n\nMassimo Venturiello è attore\, regista e doppiatore. Si diploma nel 1982 all’Accademia nazionale d’arte drammatica di Roma ed esordisce col Tito Andronico di Shakespeare diretto da Gabriele Lavia. Nel 2006 interpreta Cesare Carrano nella serie televisiva Distretto di Polizia 6\, poi il commissario Angelo Mangano nella serie Il capo dei capi (2007)\, il colonnello Carlo Fulgeri nella serie Intelligence (2009) e l’avvocato Alcamo nella prima serie de Il sistema (2016).  \n\n\n\nAl cinema è stato diretto dai fratelli Taviani\, Ettore Scola\, Gabriele Salvatores\, Nikita Michalkov\, Beppe Cino\, Giuseppe Bertolucci\, Sergio Rubini e Carlo Lizzani.  \n\n\n\nIn teatro è stato Masaniello nell’omonima pièce per la regia di Armando Pugliese\, Mackie Messer ne L’opera da tre soldi per la regia di Pietro Carriglio\, Gastone nella commedia di Ettore Petrolini di cui ha curato anche la regia. Ha adattato inoltre per il teatro Il grande dittatore di Charlie Chaplin di cui è stato protagonista e regista. Nel 2008 interpreta a teatro Zampanò ne La strada di Federico Fellini\, di cui è anche regista. Nel 2011 interpreta lo spettacolo di teatro canzone “Musicanti” e nello stesso anno è protagonista e regista de Il borghese gentiluomo. Nel 2012 è regista e interprete del monologo Barberia di G. Clementi\, accompagnato dall’orchestra di musica popolare di Favara.  \n\n\n\nDa doppiatore ha prestato la voce a vari attori: Gary Oldman\, James Woods\, Liam Neeson\, Colin Firth\, Richard Gere\, Kurt Russell\, John Turturro\, Bruce Willis\, Willem Dafoe\, Julian Sands\, Dennis Quaid\, Christopher Lambert\, Jeremy Irons e altri. È stato inoltre la voce di Kitt in Supercar nella seconda\, terza e quarta stagione e la voce di Ade nel film di animazione Hercules. \n\n\n\n13 dicembre 25 – Teatro Flavio vespasiano Rieti \n\n\n\n19 | 21 dicembre 25 – Teatro San Babila di Milano \n\n\n\n9 | 11 gennaio 26 – Teatro Gioiello\, Torino \n\n\n\n16 gennaio 26 – Teatro Metamorfosi\, Rutigliano \n\n\n\n17 gennaio 26\, Teatro Trianon\, Napoli \n\n\n\n21 gennaio 26\, Teatro Fasano\, Taviano \n\n\n\n22 gennaio 26\, Teatro Valentino\, Castellaneta \n\n\n\n23 gennaio 26\, Teatro Apollo\, Lecce \n\n\n\n24 gennaio 26\, Teatro Comunale\, Corato
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LOCATION:Teatro Gioiello\, Via Cristoforo Colombo\, 31\, Torino\, ITA\, 10129\, Italy
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SUMMARY:"L’Impresario di Smirne" al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, presenta\, da venerdì 9 a domenica 18 gennaio\, L’Impresario di Smirne\,di Carlo Goldoni\, regia Carlo Emilio Lerici\, con Gigi Savoia e Francesca Bianco e con Fabrizio Bordignon\, Francesca Buttarazzi\, Giuseppe Cattani\, Alessandro Laprovitera\, Paolo Perinelli\, Alessandra Santilli\, Susy Sergiacomo\, Roberto Tesconi.Siamo nella prima metà del Novecento. In un teatro vuoto\, il capocomico Orazio attende gli altri membri della compagnia per dare inizio alle prove del nuovo spettacolo. Ci sono molte difficoltà economiche e la Compagnia è a rischio chiusura. Ma lo spettacolo deve andare avanti e così\, visto l’arrivo imprevisto di alcuni nuovi interpreti\, il cast è finalmente al completo. Bisogna solo trovare i soldi. Ed è qui che al capo comico viene un’idea… Da questo prologo\, liberamente tratto da “Il Teatro Comico” dello stesso Goldoni\, prende vita questo nuovo allestimento de L’Impresario delle Smirne. La vicenda è nota: un mercante turco vorrebbe scritturare una compagnia da portare in tournée nelle Smirne (come allora veniva chiamata la Turchia) ma i teatranti scelti si riveleranno pettegoli\, invadenti\, boriosi\, intriganti e assetati di danaro\, con le primedonne che faranno a gara nell’alzare le loro richieste sparlando ferocemente le une delle altre\, fino a mettere in fuga l’aspirante impresario. E alla fine lo spettacolo andrà in scena oppure no? In questa versione\, adattata da Carlo Emilio Lerici\, lo sviluppo e la conclusione della vicenda non mancheranno di sorprendere e divertire il pubblico. \n\n\n\nInfo: Tel. 06.44248154 / 06.4402719 \n\n\n\ne-mail: info@teatroarcobaleno.it – sito: www.teatroarcobaleno.it \n\n\n\nVenerdì 9 e sabato 10 gennaio ore 21\,00 \n\n\n\nDomenica 11 gennaio ore 17\,30 \n\n\n\nVenerdì 16 e sabato 17 gennaio ore 21\,00 \n\n\n\nDomenica 18 gennaio ore 17\,30 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 23\,00 – Ridotto € 19\,00 (Over 65\, CRAL\, Associazioni convenzionate) – Ridotto studenti € 15\,00
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LOCATION:Teatro Arcobaleno\, Via F. Redi 1/a\, Roma\, Italia\, 00161\, Italia
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SUMMARY:"L’UOMO\, LA BESTIA E LA VIRTÙ" al Teatro Angelo Musco di Catania
DESCRIPTION:Scritta nel 1919\, L’UOMO\, LA BESTIA E LA VIRTÙ è una delle commedie più corrosive e attuali di Pirandello. Una feroce satira sull’ipocrisia borghese\, sul perbenismo di facciata e sulle maschere sociali dietro cui si celano istinti e contraddizioni umane. Tra comicità grottesca e tensione morale\, il geniale drammaturgo agrigentino\, Premio Nobel per la letteratura nel 1934\, smaschera una società che condanna il peccato solo quando diventa pubblico scandalo. \n\n\n\nL’uomo del titolo è Il trasparente professor Paolino. “Virtuoso” solo di facciata\, è l’amante segreto della signora Perella (la virtù)\, moglie abbandonata da un marito violento e assente\, il Capitano (la bestia). Quando la donna resta incinta\, Paolino escogita un piano per salvare le apparenze: convincere il marito a comportarsi da marito. \n\n\n\n«Di chi è la colpa se il proprietario lascia un terreno abbandonato senza curarsene e su questo terreno c’è un albero\, uno passa\, raccoglie un frutto di quell’albero e lo mangia\, poi ne butta il nocciolo senza curarsene. Se da quel nocciolo nasce un altro albero\, di chi è? Non lo ha voluto né l’albero\, né il passante che ha mangiato il frutto. Spetta al proprietario della terra che non ne ha avuto cura». \n\n\n\nTra fraintendimenti\, finzioni morali e tensione comica\, la rappresentazione di un’esilarante lotta tra ciò che siamo\, ciò che fingiamo di essere e ciò che non vogliamo ammettere di essere. La regia di Plinio Milazzo restituisce al testo tutta la sua forza teatrale\, puntando su ritmo\, precisione interpretativa e una messinscena capace di dialogare con la sensibilità contemporanea. \n\n\n\nLe interpretazioni di EDUARDO e SALVO SAITTA\, affiancati da Francesca Agate\, danno vita a personaggi complessi e ambigui\, in un sapiente gioco che alterna ironia\, sarcasmo e profonda riflessione. Con loro\, sul palco\, Gianluca Barbagallo\, Aldo Toscano\, Elisa Franco\, Ramona Polizzi\, Adriano Fichera\, Giuseppe Parisi e nel ruolo di “Nonò” Giacomo Lentini. Un grande classico del teatro italiano torna a vivere sul palcoscenico del Musco\, dal 10 gennaio all’1 febbraio 2026. Al pubblico catanese toccherà decidere dove starà la vera morale e dove collocare i giusti valori di uomo\, di bestia o di virtù. \n\n\n\nInfo: tel +39 095 538188 / cell +39 333 7781632 \n\n\n\nOrari biglietteria: da lunedì a sabato dalle 16 alle 20 – giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 \n\n\n\nLink per acquisto biglietti spettacoli: https://www.liveticket.it/opera.aspx?Id=633037
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LOCATION:Teatro Angelo Musco\, Via Umberto I\, 312\, Cartania\, ITA\, 95129\, Italy
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SUMMARY:“Andiamo ragazzi!” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:L’epifania ha portato via le feste ma c’è un ultimo regalo per i bambini al Teatro Comunale Veroli: il secondo appuntamento della stagione “Andiamo ragazzi!”\, dedicata ai piccoli spettatori ma capace di emozionare anche il pubblico degli adulti. Sabato 10 gennaio in scena “La favola delle tre melarance”: la storia di un principe\, di un re\, di buffoni e saltimbanchi\, di maghi\, streghe e principesse\, una storia di intrighi\, magie e trasformazioni\, ma non solo una storia per i bambini. La pièce racconta magistralmente le contraddizioni della vita reale\, portandole su un piano fantastico e mettendo al centro della vicenda un principe che non riesce più a ridere e che soltanto con un “maleficio” scopre il proprio destino e\, in un modo assai rocambolesco\, il proprio potenziale. Il suo sogno lo porta verso luoghi ed emozioni\, pericoli e meraviglie centuplicati dal sentimento: cerca le melarance\, creature fantastiche e meravigliose custodite dal crudele Creonte\, con la passione che caratterizza ogni amore e ogni spinta del desiderio. Della favola delle tre Melarance in molti si sono innamorati attraverso i secoli: scrittori\, musicisti\, poeti e pittori; il suo fascino\, i suoi misteri e le sue trovate burlesche hanno incantato grandi e piccini. Il Teatro Bertolt Brecht ha rielaborato la storia\, per il piacere del pubblico\, con la regia di Maurizio Stammati: tre musicisti con i loro tanti suoni e strumenti tenteranno di raccontarvela a modo loro\, giocando e facendosi aiutare dalla magia del teatro con luci\, scene\, costumi e maschere. Liberamente tratto dalla favola del Gozzi\, e prendendo in prestito l’uso musicale che ne fece Prokof’ev su scrittura di Majerchol’d\, la compagnia è lieta di presentarvi la sua versione.  \n\n\n\nVi aspettiamo a teatro sabato 10 gennaio alle ore 18.00\, con apertura botteghino alle 17.30\, per vivere insieme le emozioni che solo la fantasia e le storie piene di magia e avventura sanno dare.  \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00  \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.co
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LOCATION:Teatro Comunale di Veroli\, Via Lucio Alfio\, 5\, Veroli (FR)\, ITA\, Italia
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SUMMARY:"Sergio" al Teatro Biblioteca Quarticciolo
DESCRIPTION:Al Teatro Biblioteca Quarticciolo l’anno nuovo parte il 10 e 11 gennaio con Sergio di Francesca Sarteanesi\, attrice finalista ai Premi Ubu 2021. Un monologo “moderatamente brillante con qualche piccola impurità tendente all’opaco” che racconta un frammento di vita qualsiasi. Scritto dalla stessa Sarteanesi con la collaborazione di Tommaso Cheli\, Sergio è una voce sola in una scena vuota\, un dialogo intimo e affettivo in cui una donna fa i conti con ciò che le è mancato\, offrendo al pubblico un racconto universale\, fatto di ricordi\, malinconie e piccole verità quotidiane.  “Scusami tanto Sergio\, ma il sagittario non è mai contento. Se hai sposato un sagittario non è certo colpa tua”. \n\n\n\nDomenica 11\, al termine della replica\, Lucia Medri medierà l’incontro con la compagnia\, nell’ambito del progetto Staffetta critica(v. calendario completo). \n\n\n\nFrancesca Sarteanesi – Nata a Prato nel 1980\, dopo il diploma artistico si laurea in Discipline dello spettacolo all’Università di Bologna. Nel 2006 fonda la compagnia Gli Omini con la quale lavora fino al 2018. Con la compagnia produce diversi spettacoli che girano in Festival e teatri di tutta Italia. Al lavoro di attrice a autrice affianca una intensa attività artistica e performativa esponendo in gallerie e spazi culturali. Nel 2018 crea la linea Almeno Nevicasse\, una serie di maglioni ricamati a mano con scritte che isolano espressioni del linguaggio popolare mettendo in risalto tutta la forza espressiva della parola. Nel 2019 debutta un nuovo spettacolo\, Bella bestia\, prodotto da Officine della Cultura e sostenuto da Armunia. Nel 2020 debutta con lo spettacolo Sergio\, coprodotto da Gli Scarti e Kronoteatro. Candidata come miglior attrice premio Ubu 2021. \n\n\n\nIl Teatro Biblioteca Quarticciolo è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. La programmazione artistica e culturale è affidata all’RTI costituito da Cranpi e Orbita | Spellbound Centro Nazionale di produzione della Danza. La programmazione dei Teatri in Comune 2025-2026 è finanziata dall’Unione Europea\, Next Generation EU nell’ambito del PNRR. \n\n\n\nPer info e prenotazioni \n\n\n\npromozione.tbq@cranpi.com
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LOCATION:Teatro Biblioteca Quarticciolo\, via Ostuni 8\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:"Wet Floor" al Teatro IF
DESCRIPTION:Due donne: una alle prese con la pulizia del pavimento; l’altra\, una giornalista\, è intenta a scrivere al cellulare. Inizia una conversazione tra le due; una deve andare via\, deve andare in redazione per lavorare sulla presunta notizia di un sequestro di quattro giornalisti da parte di un tipo sconosciuto. Ma il pavimento è bagnato. La donna delle pulizie ha devotamente lavato il pavimento e non tollera che il giornalista passi prima che si sia asciugato. Una ha fretta\, ma l’altra è inamovibile. La conversazione lentamente assume toni sempre più “ambigui”\, fino a diventare un sequestro. La donna delle pulizie è in realtà la sequestratrice di giornalisti. Lega il giornalista alla struttura usata per lavare i pavimenti\, e mette in atto il sequestro. Come ce l’ha lei in mente. Il suo obiettivo è punire la realtà che lo circonda\, una realtà che – mediante l’azione sempre più “avventata” e approssimativa dei giornalisti – le ha condizionato la vita.  \n\n\n\nIl sequestro è prima un “fatto” a due\, diviene poi pubblico; su una piattaforma web\, infatti\, il sequestratore tenta di mettere a pubblico ludibrio la giornalista\, ma succede qualcosa di inaspettato. I commenti live diventano violenti\, inneggiano alla morte del giornalista\, al suo assassinio. Reazioni che neanche la sequestratrice si aspetta diventano a loro volta protagoniste dello spettacolo. Fuori il palazzo\, intanto\, si annidano le forze speciali pronte a fare irruzione contro la sequestratrice. Sovrastano le intenzioni della sequestratrice… Sovrastano la sua verità. La sua verità di fronte la realtà in cui lei stessa ha volontariamente deciso di metter piede\, si dissolve\, passa in secondo piano. Ancora una volta. \n\n\n\nregia di Alessandro Calamunci Manitta \n\n\n\ncon Floriana Corlito e Ilaria Mariotti \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78 \n\n\n\nBiglietti disponibili al link: www.ticket.it/teatro/evento/wet-floor.aspx
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SUMMARY:Officine Pasolini: la programmazione di gennaio 2026
DESCRIPTION:Sabato 10 gennaio Officina Pasolini\, il Laboratorio di Alta formazione artistica e HUB culturale della Regione Lazio diretto da Tosca\, apre il 2026 con i MERCANTI DI LIQUORE che presentano il loro ultimo album Non ci troverete mai. Pubblicato lo scorso maggio\, il disco è un manifesto identitario forte e senza compromessi: dieci brani che attraversano combat-folk\, rock\, suggestioni latinoamericane e momenti più intimi. Guidata da Lorenzo Monguzzi\, la band celebra quasi trent’anni di musica\, collaborazioni prestigiose (tra cui Marco Paolini) e un percorso artistico coerente e indomito. Un concerto carico di energia\, cambiamento e appartenenza\, che segna un nuovo capitolo della loro storia. \n\n\n\nVenerdì 16 il progetto VOCI IN ASCOLTO\, ideato da Davide Ambrogio e dedicato al canto di tradizione orale\, debutta per la prima volta con il suo concerto d’esordio. Le voci provenienti dai laboratori attivi a Roma\, Palermo\, San Vito dei Normanni e Padova si incontrano sul palco del Teatro Eduardo De Filippo per una serata dedicata alle polifonie di tradizione orale e alla potenza del canto collettivo. Non un coro\, ma un gruppo di persone provenienti da territori diversi\, unite da un repertorio costruito nel corso degli anni\, che darà vita a un’esperienza immersiva in cui la polifonia richiama rito\, memoria e comunità. L’itinerario sonoro è proposto da Eleonora Bordonaro nell’ambito di Officina World. \n\n\n\nVenerdì 23 si svolgono gli eventi conclusivi del progetto LABOR WORK\, terza annualità del Laboratorio di Officina Pasolini dedicata all’inserimento professionale di alcuni diplomati attraverso il sostegno creativo ed economico ai loro progetti artistici. Protagonisti saranno i vincitori e le vincitrici delle borse di studio della sezione Multimediale: ex allievi di Officina Pasolini che\, sotto la guida di professionisti del settore\, hanno sviluppato progetti audiovisivi originali confrontandosi con le pratiche della regia\, della scrittura e della produzione. Le restituzioni finali di GENERAZIONE MULTIMEDIALE rappresentano l’esito del percorso svolto da Daniele Fabietti\, Lorenzo Mirabella\, Eva Pascale\, Flavio Giannandrea e Federico Tarsi\, Simone Cignitti\, Francesco Cignitti e Mattia De Gennaro\, Chiara Olivieri. Ogni presentazione sarà accompagnata dal racconto del processo creativo\, per condividere le fasi di ricerca\, sviluppo e realizzazione che hanno portato alla nascita dei progetti.  \n\n\n\nMartedì 27 va in scena STORIE DI RESISTENZA\, un viaggio tra musica e parole che dà voce alla memoria collettiva. Con testi a cura di Massimo Venturiello e la direzione musicale di Tosca\, lo spettacolo vede protagonisti igiovani artisti diplomati al Laboratorio di Alta formazione artistica di Officina Pasolini: Francesco Patanè\, Stefano De Santis\, Francesco Nuzzi\, Alessandro Calamunci\, Giulia Sanna\, Giulia Guastella\, Claudia Muzi Anita Farina\, Fabio Ceccarelli e Fabia Salvucci. Un percorso suggestivo nella memoria per mantenere vivo il ricordo di una parte fondamentale della nostra storia\, ispirato a Memorie di quartiere – Frammenti di storie di guerra e di Resistenza nell’Appio Latino e Tuscolano 1943-1944. Una scrittura teatrale che intreccia fatti storici\, personaggi e aneddoti\, accompagnando il pubblico alla scoperta della Storia in una forma inedita e coinvolgente. \n\n\n\nOFFICINA DELLE ARTI PIER PAOLO PASOLINI \n\n\n\nwww.officinapasolini.it \n\n\n\nConsulenza alla programmazione Valentina Romano \n\n\n\nIngresso Teatro Eduardo De Filippo: Viale Antonino di San Giuliano 782/angolo Via Mario Toscano\, a pochi passi da Ponte Milvio. \n\n\n\nTutti gli eventi sono gratuiti\, con prenotazione obbligatoria sul profilo Eventbrite di Officina Pasolini al seguente link http://officina-pasolini.eventbrite.com
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SUMMARY:La Stagione Teatrale del Teatro Francigena a Capranica
DESCRIPTION:Comune di Capranica e ATCL\, circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio\, presentano la Stagione Teatrale del Teatro Francigena\, sei spettacoli in abbonamento. \n\n\n\nAd aprire la stagione\, sabato 10 gennaio alle 21\,00\, Le Volpi\, diLucia Franchi\, Luca Ricci\, conGiorgio Colangeli\, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato. Nell’ombra di una sala da pranzo\, all’ora del caffè\, in un’assolata domenica di agosto\, si incontrano due piccoli notabili della politica locale e la figlia di una di loro. Tutto intorno i pensieri volano già al mare e alle vacanze\, eppure restano da mettere in ordine alcune faccende che interessano i protagonisti della storia. Davanti a un vassoio di biscotti vegani\, si confessano legittimi appetiti e interessi naturali\, si stringono e si sciolgono accordi\, si regola la maniera migliore di distribuire favori e concessioni\, incarichi di servizio e supposti vantaggi. La provincia italiana è la vera protagonista della vicenda\, quale microcosmo in cui osservare le dinamiche di potere\, che hanno sempre a che fare con i desideri e le ossessioni degli individui. Morbidamente\, si scivola dentro un meccanismo autoassolutorio per cui è legittimo riservarsi qualche esiguo tornaconto personale\, dopo essersi tanto impegnati nella gestione della cosa pubblica. La corruzione è proprio questo concedere a sé stessi lo spazio di una impercettibile eccezione. Come scrive Leonardo Sciascia nel suo romanzo “Todo modo”: “I grandi guadagni fanno scomparire i grandi principi\, e i piccoli fanno scomparire i piccoli fanatismi”. Lo spettacolo è stato nella terna dei finalisti nominati ai Premi Ubu 2024 nella categoria ‘nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica’. \n\n\n\nDomenica 15 febbraio alle 18\,30\, Piccole Donne\, non devono morire\, di e con Francesca Pica eMaria Scorza\, regia Francesca Pica e Maria Scorza. Sud Italia.Oggi. Due sorelle\, Margherita e Pina\, sono in un cimitero per la riesumazione della sorella Bettina. Margherita è la maggiore\, felicemente sposata con Giovanni\, completamente assorbita dalla vita familiare. Pina\, la secondogenita\, scrittrice\, ha pubblicato un romanzo di successo\, ma le opere successive non sono all’altezza.  Le due sorelle attendono Emilia\, la piccola di casa\, che è in ritardo. Il cimitero\, luogo dell’attesa\, diventa un contenitore di ricordi\, confessioni\, discussioni\, verità.  Ispirato ai romanzi Piccole donne e Piccole donne crescono di Louisa May Alcott\, è un viaggio a ritroso delle piccole donne\, ora quarantenni\, che ricordando\, riflettono su cosa le ha fatte diventare le donne che sono\, cosa hanno ancora bisogno di dire e di fare per sentirsi libere. \n\n\n\nSabato 28 febbraio alle 21\,00\,Marcinelle\, storia di minatori\,testo e regia Ariele Vincenti\, con Ariele Vincenti\, Francesco Cassibba\, Sarah Nicolucci\,Giacomo Rasetti\, Vincenzo Tosetto. Lo spettacolo ripercorre minuziosamente la cronologia temporale di 4 minatori. Dalla partenza dai propri paesi d’origine\, alla morte nella miniera di Marcinelle. Quando i minatori partivano\, le piccole stazioni dei loro paesi si riempivano di mamme\, fidanzate\, amici e parenti che li salutavano. C’era hi era felice per loro\, come amici o conoscenti e c’era chi invece si disperava\, come le mamme e le fidanzate. Con le valigie di cartone i minatori viaggiarono in treno fino a Marcinelle. Gli erano state assicurate 28 ore di viaggio. In realtà furono 5 giorni in condizioni disumane a livello logistico e sanitario. Il primo impatto con Marcinelle non fu dei più positivi. Gli alloggi che gli erano stati promessi\, caldi e confortevoli erano al contrario scomodi e freddi. Le loro stanze si trovavano all’interno di ex campi di concentramento che i Tedeschi usavano durante la Seconda guerra mondiale.  Disumane le loro condizioni di lavoro: turni lunghi e faticosi\, i pagamenti a cottimo; più carbone recuperavano\, più la paga si alzava. I pasti erano scarsi. Se qualcuno chiedeva spiegazione di quelle condizioni ad un superiore\, veniva aspramente criticato e minacciato. Nella miniera\, il loro lavoro a mille metri di profondità era estenuante: per ore stavano sdraiati in piccole gallerie chiamate mine alte mezzo metro. Scavavano con uno scalpello percosso da un martello di ferro o con il Motor Pique\, un piccolo martello pneumatico dell’epoca in dotazione ai minatori. La mancanza d’aria. La polvere. Il rumore assordante\, i carrelli carichi di carbone\, i nitriti dei cavalli\, gli ascensori e altri suoni diventeranno una musica di accompagnamento per le azioni sceniche. Racconteremo anche come passavano il tempo libero. Un giorno andarono a Liegi per seguire l’arrivo vincente di Coppi e scoprirono che nei bar era vietato l’ingresso agli italiani. Da una partita a scopa alle telefonate a casa fino al momento della tragedia: tutti i minatori smettono di parlare. Rimarrà in sottofondo “la musica della miniera”\, così la chiamavano! \n\n\n\nDomenica 15 marzo alle 18\,30\, Ci prendesse un colpo\, la svolta della vita\, scritto da Tirocchi\,Paniconi\, Giacinti\, regia Andrea Palotto\, con Valeria Monetti\, Alessandro Tirocchi\, Maurizio Paniconi\, Simone Giacinti. Stella\, Walter\, Gianni e Bogdan non si sono incontrati\, si sono “riconosciuti”: hanno in comune un passato che gli ha negato i sogni\, e la voglia di riscatto. Si incontrano tutti i giorni al bar del capolinea della metro e un giorno\, complice un gesto folle\, si ritrovano a passare del tempo insieme e a conoscersi meglio\, scoprendo quanto siano simili tra di loro. Come dare una svolta a quella vita che non li soddisfa? Semplice\, rubare un’opera d’arte milionaria e coi soldi\, cambiare il corso degli eventi. Tra battute\, situazioni paradossali e colpi di scena\, capiranno che non tutto va secondo i loro piani! \n\n\n\nDomenica 29 marzo alle 18\,30\,La Moglie Perfetta\, con Giulia Trippetta. Una lavagna in scena\, una sedia di scuola\, una donna vestita anni ‘50. La storia è quella di Luisa\, una ragazza giovane e piena di sogni\, in un mondo vecchio quanto un cartellone pubblicitario ormai sbiadito\, Luisa diventa poi la docente di un singolare corso di comportamento e buone maniere: il suo è un seminario intensivo (solo per donne) di preparazione al matrimonio dal titolo “Si può far”. Il corso è volto all’istruzione delle giovani aspiranti sposine: quali sono le 10 regole da seguire per potersi trasformare nella moglie perfetta? La docente le mostra al pubblico come in una vera e propria lezione in cui ogni regola viene mostrata e spiegata in ogni sua parte\, in un crescendo di ironia\, surrealtà e gioco; ma\, come nella vita\, a volte la linea sottile tra gioco e realtà si confonde\, si offusca\, sbiadisce. Cosa si nasconde dietro la maschera di questa donna apparentemente perfetta? Crede davvero alle regole che impartisce con tanta dedizione\, o è semplicemente vittima di un sistema che la accetta solo perché sottomessa a stereotipi e chili di mascara? E può questa donna\, uscita da un’epoca che sembra non appartenerci più\, parlare alle donne di tutti i tempi? \n\n\n\nDomenica 19 aprile alle 18\,30\, La vera storia di Billie Holiday\, diBarbara Bovoli\, con Danilo Rea\,Barbara Bovoli e Oona Rea. Della cantante verranno raccontati l’infanzia\, le ristrettezze economiche\, la fame\, gli abusi\, le arbitrarie detenzioni\, poi gli esordi\, il successo\, le collaborazioni con i grandi pionieri del jazz\, le prime jam session\, i primi dischi\, i primi guadagni\, l’esaltazione di avercela fatta\, di essersi affrancata da una vita che sembrava segnata\, le risate\, le notti insonni su sgangherati torpedoni per infinite tournée\, le amicizie sincere (primo tra tutti Lester Young) ma poi… la nascita di strange fruit\, il ritrovarsi proprio malgrado investita del ruolo di “pioniera nella lotta per i diritti civili degli afroamericani”\, pesante da portare anche per chi non ha sulle spalle già tanta solitudine e disperazione\, perseguitata da coloro che volevano spegnere la sua voce perché pericolosamente rivoluzionaria e per alcuni persino “psicologicamente disturbante”. E allora\, la determinazione di chi non accetta di stare in silenzio di chi riconosce nella propria posizione privilegiata la possibilità di riscattare i tanti che non hanno voce\, la lotta all’apartheid\, la persecuzione politica\, gli agguati della polizia sotto gli hotel\, la costante fame di amore delusa da una lunga sequela di amori sbagliati\, di uomini che hanno visto nella sua fragilità un’occasione\, la rabbia (spesso anche fisica)\, la costante ricerca di autenticità\, la grande generosità\, la ricerca di affetti sinceri\, il rifugio nelle droghe per non sentire l’assordante solitudine\, e la solitudine come unica costante presenza di tutta la sua vita. Su Billie Holiday e’ stato scritto moltissimo\, su di lei sono stati fatti film\, scritti libri\, poesie\, canzoni. Sicuramente una delle figure femminili piu’ complesse e interessanti della storia della musica e su cui sono stati inventati gli aneddoti piu’ fantasiosi (la sua stessa autobiografia e’ costellata da incongruenze); ma le tante dissonanze biografiche sbiadiscono e cedono il passo all’immenso spessore umano che trasuda dalla sua disperata\, autentica\, incontenibile fame di amore e di verità. \n\n\n\nABBONAMENTI E BIGLIETTI \n\n\n\nABBONAMENTI \n\n\n\nIn vendita dal 1° dicembre 2025 \n\n\n\nAbbonamento a 6 spettacoli € 70\,00. \n\n\n\nBIGLIETTI \n\n\n\nin vendita online e al botteghino dal 2 gennaio 2026 \n\n\n\nBiglietto intero € 15\,00 – ridotto € 12\,00 \n\n\n\nBiglietto online € 15\,00 + € 1\,50 d.p. \n\n\n\nLa biglietteria del Teatro sarà aperta a partire da due ore prima di ogni spettacolo. \n\n\n\nBotteghino \n\n\n\nDal lunedì al venerdì presso il Centro Civico Piersanti Mattarella dalle ore 9:00 alle 12:00 e dalle ore 15:00 alle 18:30 \n\n\n\ninfo: \n\n\n\n3382015499 \n\n\n\nteatrofrancigena@comune.capranica.vt.it
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SUMMARY:"Mamma\, sei sempre nei miei pensieri… spostati!” al Teatro Boni
DESCRIPTION:Acquapendente si prepara ad accogliere una delle attrici più amate della comicità italiana: Cinzia Leone\, che sarà protagonista dello spettacolo “Mamma\, sei sempre nei miei pensieri… spostati!” domenica 11 gennaio 2026 alle ore 17\,30 ad Acquapendente al Teatro Boni in Piazza della Costituente\, 9 (VT). \n\n\n\nUn esilarante spettacolo che unisce comicità\, riflessione e un’analisi ironica del legame madre-figlia\, scritto dalla stessa Cinzia Leone e da Fabio Mureddu. Lo spettacolo accompagna il pubblico in un viaggio divertente e al tempo stesso toccante alla scoperta della “mammità”: quel rapporto viscerale\, complesso e universale che lega madri e figlie e che continua a influenzare pensieri\, scelte e comportamenti anche nell’età adulta. \n\n\n\nCon la sua inconfondibile ironia e il suo linguaggio diretto\, Cinzia Leone affronta con leggerezza e intelligenza il tema del distacco dal cordone ombelicale\, esplorando le dinamiche affettive che si tramandano di generazione in generazione. Un racconto comico e acuto che mette in luce come la figura materna\, nel bene e nel male\, lasci un’impronta profonda destinata a proiettarsi nel futuro delle famiglie. \n\n\n\nDurante il monologo\, l’attrice viene continuamente interrotta dalle telefonate della madre: un espediente narrativo che diventa lo spunto per una riflessione surreale e irresistibile sulle origini della vita\, dal protozoico fino ai giorni nostri. L’ironia pungente si intreccia così a momenti di autentico coinvolgimento\, passando dai grandi interrogativi esistenziali alle piccole grandi nevrosi quotidiane\, come gastrite e colite. \n\n\n\nIl pubblico di Acquapendente sarà trascinato in un’esperienza teatrale unica\, dove risate e momenti di commozione convivono armoniosamente. Al centro della scena\, il cordone ombelicale diventa simbolo di amore assoluto ma anche di un legame che può generare fragilità\, insicurezze e inevitabili conflitti.
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