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SUMMARY:"Stremate sotto la pioggia" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:“Stremate sotto la pioggia” è il secondo episodio della fortunatissima Saga Teatrale delle “Stremate” 8 spettacoli campioni di incasso nelle stagioni romane dal 2015 al 2024\, replicati anche in un inedito “tour romano” che ne ha confermato il successo a suon di doppie\, triple e sold-out.  la 1^ Serie Teatrale al Mondo. Un riuscito format di teatro brillante al femminile e un acclamato esempio di “teatro seriale”.  Gli spettacoli raccontano le vite paradossali ed esilaranti delle stesse tre protagoniste (con guest occasionali). Tutta la serie indaga con grande onestà e una giusta dose di cattiveria nel complicato mondo della donna di oggi. Ne mette in mostra gli aspetti più intimi ma nel contempo più quotidiani. È uno spaccato di verità spietate\, grottesche\, esilaranti\, che nascondono tutta la fragilità\, la forza\, il divertimento e la profondità delle donne. Si affrontano le caratteristiche delle donne adulte “sull’orlo di una crisi di nervi”\, soprattutto per colpa degli uomini; ma anche della vita\, che in qualche maniera\, non le ha soddisfatte del tutto. Dubbi\, crisi\, schermaglie\, rappresentazioni di umori palpitanti e di frenesie goliardiche\, nel ricordo delle grandi aspettative della giovinezza. Aspettative tradite o raggiunte? Tre donne che nascondono le loro paure\, rifugiandosi in una comicità violenta e spassosa\, tra Almodòvar\, Woody Allen e Totò. Lo stile della Ricciardi conferma una narrazione cinematografica (sostenuta da un grande ritmo registico) e molto “chiacchierata”\, come chiacchiererebbero tre amiche sincere\, tra un battibecco e una risata. Sono “Stremate” dalla vita\, dagli eventi e forse dalle responsabilità che non vogliono o sono in grado di sostenere. Testi sinceri ed esilaranti ma anche molto toccanti nella loro forte linea “esistenziale”\, che raggiunge verità agrodolci aprendo lo spettro emotivo a tutte le donne\, che troveranno nelle protagoniste un po’ di loro stesse\, delle loro mamme e delle loro nonne. Una Serie che entrerà nel cuore anche agli uomini\, sempre molto distratti nel capire le straordinarie donne che hanno a fianco. \n\n\n\n“Stremate sotto la pioggia” – È la Befana del 2018. Le tre Stremate storiche\, Marisa\, Mirella ed Elvira sono in vacanza a Vico Equense e proprio nell’albergo di lusso dove sono alloggiate inizia il loro dramma. Piove a dirotto e Marisa ha colpito a morte un cameriere dell’albergo scambiandolo per un terrorista e la vacanza diventa un thriller comico e ricco di suspense. Tra malintesi\, scaramucce e complicità Elvira confesserà di essere rimasta incinta attraverso l’inseminazione artificiale\, e da questa notizia prenderà corpo tutta la nuova paradossale avventura delle Stremate\, popolata da un avvocato che tartaglia\, un “morto” chiuso in bagno e l’improvvisa intrusione di uno sceicco arabo. Così i pettegolezzi e le invidie tra donne contribuiranno a rendere la giornata esilarante e imprevedibile. Come sempre le Stremate daranno vita a battibecchi\, angherie e confessioni esilaranti e inattese\, trasportandoci ancora una volta nel mondo delle donne di oggi\, con tutte le loro luci e ombre\, ma sempre irresistibilmente comiche. Su tutto questo\, l’inconfondibile stile registico di Patrizio Cigliano\, caratterizzato come sempre da un ritmo vertiginoso e infinite trovate sceniche e un elegante stile teatrale\, con chiari riferimenti alla commedia all’italiana e a Hitchcock\, strizzando l’occhio a Woody Allen\, Mel Brooks e Totò. \n\n\n\nBotteghino: 06 5740170 – 06 5740598 \n\n\n\nVendita on-line e info: www.teatrovittoria.it \n\n\n\nCome arrivare: Metro: Piramide; Tram: 3; Bus: 23\, 30\, 75\, 83\, 170\, 280\, 716\, 781. \n\n\n\nBiglietti (prevendita esclusa): \n\n\n\nintero: platea € 27\, galleria € 21 \n\n\n\nridotto (under 35/over 65/cral): platea € 20\, galleria € 17 \n\n\n\nridotto under 18: platea € 13\, galleria € 11
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LOCATION:Teatro Vittoria\, Piazza Santa Maria Liberatrice\, 10\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:“Concerto di Primavera” al Teatro Alessandrino
DESCRIPTION:Martedì 19 maggio 2026\, alle ore 21\, torna uno degli appuntamenti più attesi del panorama culturale di Alessandria e provincia: il Teatro Alessandrino (via Verdi\, 12 – Alessandria) ospiterà la diciassettesima edizione del “Concerto di Primavera”. \n\n\n\nL’evento\, realizzato con il patrocinio del Comune di Alessandria\, è offerto gratuitamente alla città ed è il frutto della consolidata sinergia tra il Conservatorio “A. Vivaldi” e ben 11 Club di Servizio cittadini\, ovvero: Inner Wheel Club Alessandria\, Lions Club Alessandria Host\, Alessandria Marengo\, Alessandria Cittadella\, Alessandria Valmadonna Valle delle Grazie\, Bosco Marengo Santa Croce\, Bosco Marengo La Fraschetta; Panathlon Club Alessandria\, Rotary Club Alessandria\, Soroptimist Club Alessandria\, Zonta Club Alessandria.  \n\n\n\nProtagonista della serata sarà\, come sempre\, l’Orchestra sinfonica del Conservatorio “A. Vivaldi”\, la cui attività è sostenuta da anni dal Contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. \n\n\n\nA guidare la formazione orchestrale\, composta da circa 50 studenti dei corsi accademici di I e II livello\, sarà Paolo Ferrara\, che ha diretto le orchestre di prestigiose istituzioni come il Teatro Regio di Torino e il Carlo Felice di Genova. La carriera internazionale di Ferrara\, docente di Composizione del conservatorio cittadino\, tocca Europa\, Americhe e Giappone (Kansai Philharmonic di Osaka)\, oltre a registrazioni per etichette come la RCA Victor. \n\n\n\nIl concerto – come ci racconta Federico Favali\, docente di Teoria dell’Armonia ed Analisi- si apre con l’Ouverture di Axur\, re d’Ormus\, un’opera in cinque atti di Antonio Salieri\, su libretto di Lorenzo Da Ponte. L’opera andò in scena a Vienna\, al Burgtheater\, nell’estate del 1788 e riscosse un successo straordinario. L’Ouverture ha un tema energico e ritmico e un altro tema cantabile. Salieri anticipa qui quell’ immediatezza espressiva che sarà centrale nel teatro musicale a cavallo tra Sette e Ottocento. \n\n\n\nIl secondo brano è il Concerto per flauto ed orchestra in sol maggiore K313 di W.A. Mozart. Fu nel gennaio 1778\, durante il soggiorno a Mannheim\, che Mozart ricevette una commissione da un dilettante olandese\, Ferdinand De Jean\, per scrivere questo concerto. Il primo movimento si distingue per eleganza e per il dialogo fluido tra solista e orchestra; l’Adagio centrale\, tra le pagine più liriche di Mozart\, mette in luce la cantabilità del flauto; il Rondò finale chiude con leggerezza e brillantezza\, essendo modellato su temi vivaci e trasparenti. La parte solistica del flauto è affidata a Simone Sgariboldi\, giovane talento distintosi in una selezione interna e allievo di Stefano Parrino presso il Conservatorio di Alessandria\, dove ha già conseguito\, con il massimo dei voti\, il diploma accademico di primo livello. Sgariboldi è stato inoltre dichiarato idoneo per l’Orchestra Sinfonica Nazionale dei Conservatori (ONCI) nel 2025\, è attivo come camerista nel “Trio Zardino” e ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica Campana. \n\n\n\nChiude il concerto la monumentale Sinfonia op. 95 “Dal nuovo mondo” di Antonín Dvořák. Quando il compositore giunse a New York per dirigere il National Conservatory of Music\, nel settembre 1892\, portò con sé la curiosità di un europeo affascinato dall’idea di una musica autenticamente americana. Questa Sinfonia\, completata nel maggio 1893 e presentata alla Carnegie Hall nel dicembre dello stesso anno\, fu il risultato di quell’incontro tra la sua anima boema e i canti delle popolazioni native che aveva ascoltato e studiato. Dvořák non cita direttamente melodie popolari ma ne assorbe lo spirito. Il risultato è una delle sinfonie più amate del repertorio con una forza espressiva immediata e duratura. \n\n\n\nCome da tradizione\, la serata celebrerà il merito accademico con la consegna di tre borse di  studio straordinarie donate dai Club di Servizio a tre allievi meritevoli del “Vivaldi”\, un gesto concreto per sostenere il futuro di tre giovani musicisti\, che si affiancherà alla cerimonia di consegna delle 12 borse ordinarie che il Conservatorio\, ogni anno\, riconosce ai propri allievi più meritevoli. \n\n\n\nI tre beneficiari delle borse concesse dai Club di servizio sono: \n\n\n\nRiccardo Glinac\, laureato in Filosofia con una tesi su Mahler e Adorno\, frequenta il 2° anno del corso accademico di primo livello in Composizione e il 3° anno del corso accademico di primo livello in Pianoforte. Si è distinto nella direzione d’orchestra\, vincendo audizioni e concorsi. \n\n\n\nChiara Pontoriero ha recentemente acquisito\, con il massimo dei voti e la lode\, il diploma di primo livello in Canto rinascimentale e barocco\, sotto la guida di Mirko Guadagnini\, con il quale sta ora seguendo il percorso accademico di secondo livello. Premiata in diversi concorsi nazionali ha collaborato con ruoli primari a molte produzioni del Conservatorio Vivaldi. \n\n\n\nAlessio Calabrese frequenta il corso accademico di secondo livello in Liuto e il corso accademico di primo livello in Flauto dolce. Attivo in molte produzioni della rassegna “Il Cantiere di Orfeo”\, con Chiara Pontoriero e Ziyu Zhang (al violino barocco) costituisce la formazione “Armonie barocche” che\, in esito alle audizioni annualmente promosse dal Conservatorio\, rappresenta il Vivaldi in rassegne e manifestazioni prestigiose. \n\n\n\nI 12 destinatari delle Borse riconosciute dal Conservatorio Vivaldi sono: \n\n\n\nNisterov Tsvetan Georgiev (biennio canto lirico)\, Decarolis Matteo (triennio chitarra)\, Nigra Giulia (biennio flauto)\, Valera Casasanta Fabio Alessandro (triennio violino)\, Bolla Stefano (triennio strumenti a percussione)\, Abergo Micol (triennio tromba)\, Premoli Alessandro (biennio violino)\, Bellora Virginia (triennio viola)\, Ronzio Francesco Pietro (biennio musica da camera)\, Boestian Andrea Matteo (triennio pianoforte)\, Tudisco Giorgio (triennio flauto)\, D’Elia Anastasia (triennio viola).
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SUMMARY:Mutamenti e prospettive future allo spazio Plus Arte Puls
DESCRIPTION:Giovedì 21 maggio 2026 alle ore 18:00\, presso lo spazio Plus Arte Puls\, si apre il nuovo ciclo di eventi Mutamenti e prospettive future con la mostra e l’incontro Geopolitica: trasformazioni e sviluppi\, promosso dall’Associazione culturale in tempo\,a cura di Ida Mitrano e Rita Pedonesi. \n\n\n\nIl progetto intende proporre una riflessione multidisciplinare sulle trasformazioni in atto\, conseguenze e sviluppi inediti nel panorama globale riguardanti l’attuale situazione geopolitica\, e non solo. A tal fine\, il progetto si articola in tre mostre con relativi incontri che si svolgeranno entro il 2026: in questo primo evento intervengono Bruno Chiarini\, docente di Politica Economica\, Università di Napoli Parthenope e di Roma “Tor Vergata” e Vladimiro Giacché\, filosofo ed economista. In esposizione opere di: Patrizia Borrelli\, Valeria Cademartori\, Ennio Calabria\, Davide Castelmezzano\, Luca Castelmezzano\, Fabio Crisarà\, Franco Ferrari\, Carlo Frisardi\, Alessandra Giovannoni\, Danilo Maestosi\, Mauro Magni\, Alessandra Pedonesi\, Stefano Piali.
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SUMMARY:CON#tatto al Teatro Le Maschere
DESCRIPTION:Il Teatro Le Maschere presenta dal 12 maggio al 13 giugno 2026  CON#tatto\, rassegna di nove spettacoli il cui filo rosso è la contemporaneità. Non una semplice moda o uno slogan\, ma la capacità del teatro di leggere il presente attraverso storie\, riscritture\, classici rivitalizzati e nuove drammaturgie che indagano l’emotività dei personaggi e il loro rapporto con il mondo sensibile. \n\n\n\nINCONTRO TRA PASSATO E PRESENTE \n\n\n\nDa oltre trent’anni\, il Centro Culturale Talia anima la scena romana con una vocazione chiara: un teatro che parla alle persone\, che educa\, emoziona\, accompagna e crea comunità. Riconosciuto dal Ministero della Cultura come “Teatro di Innovazione” nell’ambito del Teatro Ragazzi\, Talia ha costruito un’identità forte e coerente\, ma negli ultimi anni ha scelto di affiancare alla propria mission storica una nuova linea di lavoro serale dedicata alla prosa contemporanea\, alle giovani compagnie e ai linguaggi emergenti. \n\n\n\nÈ all’interno di questa visione che nasce CON#tatto – incontro tra passato e presente\, un nome semplice ma potentissimo: il contatto come vicinanza\, scambio umano e artistico\, ma anche come “tocco creativo”\, connessione tra generazioni e sensibilità diverse. Il simbolo “#” non è decorativo: rappresenta l’incrocio\, la soglia\, il punto in cui due mondi si incontrano e creano qualcosa di nuovo. \n\n\n\nE infatti CON#tatto è pensato come un ponte\, un dispositivo scenico e culturale che unisce maestri riconosciuti del teatro italiano e giovani artisti Under 35\, favorendo una trasmissione di sapere che oggi più che mai è urgente proteggere. \n\n\n\nI titoli proposti compongono una mappa viva delle inquietudini e delle domande del nostro tempo: il potere e la sua seduzione\, l’identità individuale e collettiva\, le fragilità affettive\, le derive digitali\, il rapporto tra mito e contemporaneità\, il corpo come campo di battaglia sociale\, le migrazioni e le disuguaglianze\, la memoria come responsabilità\, il teatro come luogo in cui l’immaginazione diventa coscienza. Un percorso che attraversa generazioni e linguaggi\, unendo denuncia\, poesia\, visione politica e ricerca interiore. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, è vincitore dell’Avviso Pubblico\, curato dal Dipartimento Attività Culturali\, per la concessione di contributi destinati a sale teatrali private con capienza inferiore a 100 posti aventi sede a Roma\, per progetti di ricerca e sperimentazione nell’ambito dello spettacolo dal vivo e della formazione. Stagione 2025/2026 – Carla Marchini – Massimo Vulcano \n\n\n\nIL CARTELLONE DEGLI SPETTACOLI: \n\n\n\nMartedì 12 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nMercoledì 13 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nSete  \n\n\n\ndi Walter Prete \n\n\n\ncon Giorgio Sales \n\n\n\nregia: Lorenzo Parrotto \n\n\n\nproduzione: Compagnia Orsini \n\n\n\n“Con Sete vogliamo raccontare una storia. La storia di un luogo che\, come tutte le cose\, porta con sé una memoria. L’avvento improvviso e fortuito di uno dei tanti eroi del nostro tempo (o antieroi\, a seconda di come la si legge) cambierà il destino di questo luogo e\, a effetto domino\, i destini di tutte le persone a esso collegate. Insieme a Walter e a Giorgio ci siamo decisi a raccontare un piccolo grande spaccato del nostro tempo. È sempre difficile sapere davvero cosa si vuole. Per questo\, spesso e volentieri\, ci si affida\, oggi più che mai. Ci si affida a quelle persone che sanno cosa vogliono\, o almeno sembrano saperlo. E ci affascinano\, ci attraggono\, proprio perché ci comunicano sicurezza e decisione. Ed è tra queste maglie che i nostri cinque personaggi prendono forma. Ed ecco l’acqua: bene indispensabile\, primario. Bene che deve\, dovrebbe\, essere alla portata di tutti. E così come Dio\, che nella Genesi separa la luce dalle tenebre\, così il nostro eroe separa un bene come questo dal resto del mondo\, “stabilendo un valore”: in questo caso il valore è dato dalla bottiglia\, da ciò che contiene e racchiude l’acqua. Ma il valore cambia anche a seconda di chi stabilisce il valore stesso\, il nostro eroe. Noi\, da parte nostra\, non vogliamo trovare il colpevole. Vogliamo raccontare ciò che può cambiare radicalmente una vita. Alla fine\, chissà̀\, ci ritroveremo anche noi chiedendoci a vicenda un sorso d’acqua\, cercando nello zaino o nella borsa la nostra bottiglietta. Che c’è di male. In fondo si sa: a teatro viene sete.” (Lorenzo Parrotto) \n\n\n\n============================================================================= \n\n\n\nVenerdì 15 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nSabato 16 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nSISTEMA NERVOSO  under 35 \n\n\n\ndi e con Leonardo Capuano \n\n\n\nassistente alla regia e alla drammaturgia: Paola Corsi  \n\n\n\nproduzione: Compagnia Orsini \n\n\n\nUn uomo di questo tempo che si sforza di riappropriarsi di pezzi della propria vita che non ricorda\, cerca di mettere ordine tra le parti mancanti che gli sfuggono. Le conseguenze di questi episodi della sua esistenza\, a cui non riesce ad accedere\, scuotono il suo equilibrio a tal punto che il proprio sistema nervoso si manifesta come un soggetto autonomo e parlante\, con cui dialoga ed entra in relazione\, così come con altre presenze che abitano il suo quotidiano. Nella sua folle lucidità ha però la consapevolezza che il suo stato di alterazione sia dovuto non soltanto alla sua condizione personale ma alla sua realtà di uomo\, parte di un sistema nervoso globale che è il mondo in cui vive. \n\n\n\nMartedì 19 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nMercoledì 20 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nVENDITORI DI ANIME \n\n\n\ndi Alberto Bassetti \n\n\n\ncon: Bruno Governale\, Maddalena Rizzi\, Alessandro Scafati  \n\n\n\nRegia: Filippo d’Alessio \n\n\n\nProduzione: Seven Cults \n\n\n\nUn’opera che tesse i fili di una storia che è insieme un inno di tributi e un turbinio di sconfitte e speranze vane\, vissute da tre figure reali ma misteriose allo stesso tempo\, ognuna pronta a dedicare tutta se stessa per preservare un luogo\, che è alla base dei loro desideri e delle loro disgrazie: il teatro. \n\n\n\nI tre personaggi incarnano le forze e le debolezze che sono legate a questo edificio\, che durante l’opera gli farà vivere un viaggio alla ricerca del proprio scopo: l’Uomo che ha fatto della sua vita un inganno nella vacuità di un luogo che gli ha tolto tutto e che è pronto a trasformare in un supermercato\, trae a sé il Giovane neofita che con ardore ed emozione ambisce a quelli che sono i grandi desideri ed ideali che tutti noi nutriamo sin dalla giovane età\, per poi accorgerci che questi non sempre portano alla nostra sazietà di desiderio e speranza\, percezioni che vediamo incarnate nella figura misteriosa della Donna che forse rappresenta una fantasia\, un fantasma o il corpo concreto di un’attrice; ma che soprattutto incarna i fasci di un luogo arcano e misterioso ma che allo stesso tempo accomuna ed appassiona\, che custodisce i nostri sogni e fa vivere infinite vite\, elevando il semplice uomo ad una esperienza sensoriale senza eguali. \n\n\n\n============================================================================= \n\n\n\nVenerdì 22 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nSabato 23 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nUOMINI O CAPORALI \n\n\n\ndi e con Francesco Stella \n\n\n\nregia: Nicola Pistoia \n\n\n\nproduzione: Teatro Le Maschere \n\n\n\nUomini o caporali è un intenso monologo teatrale che affronta il tema del caporalato nell’Agro Pontino attraverso lo sguardo di Jasnoor\, un giovane immigrato proveniente dal Punjab. La storia\, riduzione teatrale del podcast omonimo del 2022\, porta in scena il viaggio di Jasnoor\, dal debito insostenibile contratto per raggiungere l’Italia alla dura realtà della schiavitù moderna nei campi agricoli italiani. Il racconto attraversa momenti di dolore\, speranza e coraggio\, con una narrazione che intreccia il dramma personale di Jasnoor a quello collettivo di migliaia di invisibili che vivono e lavorano in condizioni disumane. \n\n\n\nTra dialoghi intensi e cambi di registro narrativo\, la pièce alterna scene di profondo realismo a momenti poetici\, illuminando il potere della dignità e dell’amore come strumenti di resistenza. Il gioco nazionale indiano del kabaddi diventa metafora di sopravvivenza\, trasformandosi nel respiro stesso di chi lotta per restare umano in un sistema che tenta di disumanizzarlo \n\n\n\n============================================================================= \n\n\n\nMartedì 26 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nMercoledì 27 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nOSSITOCINA  under 35 \n\n\n\ndi Elena Stauffer \n\n\n\ncon Maria Anolfo e Francesco Providenti \n\n\n\nregia Elena Stauffer \n\n\n\nproduzione: Compagnia Mauri Sturno \n\n\n\nClaudia e Flavio sono stati selezionati per uno studio clinico sperimentale che testa una pillola in grado di simulare la sensazione dell’innamoramento. Mentre aspettano che lo studio inizi\, però\, diventa evidente che i due non potrebbero essere più incompatibili; l’unica chimica presente nella stanza è quella sintetica sul tavolo. Ambientato nella Roma di oggi\, Ossitocina esplora quanto pesa il contesto sociale sui nostri comportamenti\, principi morali ed idee\, ed esamina le contraddizioni che caratterizzano due degli stereotipi principali della gioventù romana. Ci si interroga sulla responsabilità individuale\, sull’eredità familiare\, sul potere e i limiti della comunicazione e sul rapporto di una generazione con l’identità e l’impegno politico. \n\n\n\n============================================================================= \n\n\n\nVenerdì 29 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nSabato 30 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nAnna \n\n\n\ntratto dal racconto “Anna e il Moro” di Dacia Maraini \n\n\n\ndiretto e interpretato da Viola Graziosi \n\n\n\nproduzione: Effimera teatro srl \n\n\n\nUna musica di violino storpiata\, un’anima in frantumi\, anzi due. \n\n\n\nMadre e figlia: un’unica voce. La separazione è strapiombo. La fine\, buio: nessuna indulgenza. \n\n\n\nCosa ci rende ciechi e ci impedisce di vedere? Chi\, di noi\, resiste\, rimane inerte\, complice? È una domanda che mi sono fatta più volte. Chi sono\, dove sono\, mentre la vita scorre attraverso di me. \n\n\n\nLa scena: una madre sulla soglia. La torba che è vita. Semi che possono crescere\, oppure no. \n\n\n\nEchi di voci\, energia vitale\, di Anna e i suoi sogni e poi il silenzio\, e il rimbombo storpiato della voce di lui\, cantante rock dalle mani violente. \n\n\n\nNote di Viola Graziosi \n\n\n\nQuesto racconto di Dacia Maraini tratto dalla raccolta L’Amore rubato\, si ispira a una terribile storia vera che mi aveva molto colpito quando vivevo a Parigi. La giovane attrice in questione era\, come me\, figlia di un grande attore… E lui\, il cantante famoso\, è stato condannato\, ma troppo poco. \n\n\n\nQuando Federica Di Martino mi ha proposto di continuare il racconto degli “Amori rubati” affidandomi Anna che ha qualcosa di Ofelia e di Marie\, ho capito che potevo farmi testimone. \n\n\n\nPerché ancora il Teatro è la risposta: la culla\, il ventre\, la terra\, la Madre. Qui possiamo imparare a guardare\, senza paura. Un’attrice ci prende per mano e risorgiamo insieme dal dolore. Più forti e svegli nella nostra vita\, che è il dono più prezioso che abbiamo. \n\n\n\n============================================================================= \n\n\n\nGiovedì 4 giugno 2026 alle 20:00 \n\n\n\nVenerdì 5 giugno 2026 alle 20:00 \n\n\n\nOSSESSIONI under 35 \n\n\n\ndai racconti di  Edgar Allan Poe \n\n\n\ncon: Paolo Cutroni e Erika Russo \n\n\n\nadattamento\, traduzione e regia: Giuseppe Convertini \n\n\n\nscene e costumi: Maria Antonia Pagliara \n\n\n\nproduzione: Teatro Le Maschere \n\n\n\n“I mostri più spaventosi sono quelli che si nascondono nella nostra mente.” \n\n\n\n Le ossessioni personali di Edgar Allan Poe sono il motore delle sue storie. \n\n\n\nNonostante l’intensità di queste ossessioni\, i racconti – Morella\, Berenice e Ligeia – sono costruiti con una razionalità fredda e distaccata. \n\n\n\nAlle protagoniste femminili di questi tre racconti\, lo scrittore  assegna uno stesso destino di morte.  Lo stesso destino che aveva colpito sua madre\, quando egli aveva solo 3 anni\, e Virginia sua moglie\,  deceduta a soli 24 anni. \n\n\n\nPoe\, che ha vissuto tutta la sua vita in una sorta di lutto perenne\, viene inevitabilmente trascinato nell’inferno del suo orrore e della sua dannazione. \n\n\n\n“I morti ci perseguitano. Ci reclamano a gran voce.” \n\n\n\nLe ossessioni e gli spettri della mente sono dei temi ancora  attuali. Lo scrittore parla al nostro cuore. La sua angoscia è anche la nostra. \n\n\n\n============================================================================= \n\n\n\nMartedì 9 giugno 2026 alle 20:00 \n\n\n\nMercoledì 10 giugno 2026 alle 20:00 \n\n\n\nDick Pic – Quando il corpo diventa schermo        under 35 \n\n\n\ndi Andrea Lucchetta e Anna Bisciari \n\n\n\ncon Anna Bisciari \n\n\n\nregia Andrea Lucchetta \n\n\n\nproduzione: Compagnia Mauri Sturno \n\n\n\nUna donna sale sul palco. Una scrivania\, un monitor acceso\, una tazza. Può sembrare di trovarsi ad una conferenza o di fronte a un’edizione straordinaria del telegiornale. L’argomento che introduce è tanto assurdo quanto reale: “la dick pic”. Inizialmente l’atmosfera è leggera. Riferimenti a conversazioni autentiche o verosimili: “Ciao bella”\, “Sei una stella”\, “Tuo padre è un ladro”\, “Ti posso sposare?”\, e l’inevitabile immagine esplicita. Da qui la narrazione scivola in un territorio senza regole\, che riguarda il selvaggio mondo del web\, dove non ci sono sempre le giuste punizioni e dove anche le nuove generazioni faticano a tutelarsi. Dove la curiosità può spingere a trovarsi in situazioni pericolose e dove l’incorporeità stimola l’audacia. La conferenza si trasforma. Le parole si mutano in denuncia. Le dick pic diventano simbolo: di possesso\, di invasione\, di potere\, di abuso. Lo spettacolo si addentra nei territori più cupi della cultura patriarcale e digitale: l’erotofilia narcisistica travestita da spontaneità\, il sessismo interiorizzato\, la violenza normalizzata in rete. Una riflessione sul risvolto psicologico che hanno certi comportamenti e sul perché si accetta di più che avvengano quando sono in formato virtuale. \n\n\n\n============================================================================= \n\n\n\nVenerdì 12 giugno 2026 alle 20:00 \n\n\n\nSabato 13 giugno 2026 alle 20:00 \n\n\n\nMOSTRE – Scilla e Cariddi under 35 \n\n\n\ndrammaturgia: Laura Pinato\, Sebastiano Spada \n\n\n\ncon Beatrice Ceccherini\, Maria Chiara Pellitteri \n\n\n\ndirezione artistica: Sebastiano Spada \n\n\n\nproduzione: Effimera teatro srl \n\n\n\nMostre – Scilla e Cariddi è un progetto teatrale che rilegge il mito omerico attraverso una lente contemporanea. Due figure mitiche\, condannate a essere mostri per sempre\, prendono finalmente la parola e si scoprono sorelle nella stessa ferita: entrambe sono state mostrificate da un mondo che non tollera il femminile fuori misura. Troppo belle\, troppo libere\, troppo ambiziose\, troppo desideranti\, troppo fuori controllo. Troppo. \n\n\n\nScilla è punita per la sua bellezza\, per essere stata desiderata. Rimane fanciulla dal busto in su ma la sua sessualità viene deformata in violenza\, trasformata in un corpo che divora con sei cagne all’altezza della vita. \n\n\n\nCariddi è punita per la sua fame – di terra\, di mare\, di potere – una voracità permessa agli uomini ma negata alle donne. La sua condanna è diventare inghiottimento eterno. \n\n\n\nNell’Odissea\, Omero le descrive come minacce insormontabili\, poste l’una di fronte all’altra nello Stretto di Messina. Ulisse è costretto a passare tra loro\, scegliendo quale pericolo affrontare: da una parte Scilla\, “il mostro che ruba sei compagni d’un colpo\, dalle sue gole spalancate”; dall’altra Cariddi\, “il gorgo che tre volte al giorno inghiotte e tre volte rigetta il mare infinito”. \n\n\n\nIl testo alterna linguaggi e ambientazioni: da una parte il mito con i monologhi Scilla e Cariddi\, scritti in una lingua poetica e fisica\, viscerale e sensuale; dall’altra il presente\, in cui le due creature diventano specchio delle donne di oggi\, mostri contemporanei raccontati dai media\, dalla cronaca e dai social. \n\n\n\nIl progetto nasce dall’esigenza di indagare la genealogia della mostrificazione del femminile: un tema antico\, che attraversa la mitologia\, la religione\, la politica e il corpo stesso della donna. Scilla e Cariddi non sono più trappole marine\, ma voci vive: raccontano il prezzo di essere donne libere e immaginano la possibilità di una riscrittura della loro storia. Un rito teatrale che trasforma il mito in un atto politico e poetico.
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DESCRIPTION:Il Teatro Le Maschere presenta dal 12 maggio al 13 giugno 2026  CON#tatto\, rassegna di nove spettacoli il cui filo rosso è la contemporaneità. Non una semplice moda o uno slogan\, ma la capacità del teatro di leggere il presente attraverso storie\, riscritture\, classici rivitalizzati e nuove drammaturgie che indagano l’emotività dei personaggi e il loro rapporto con il mondo sensibile. \n\n\n\nINCONTRO TRA PASSATO E PRESENTE \n\n\n\nDa oltre trent’anni\, il Centro Culturale Talia anima la scena romana con una vocazione chiara: un teatro che parla alle persone\, che educa\, emoziona\, accompagna e crea comunità. Riconosciuto dal Ministero della Cultura come “Teatro di Innovazione” nell’ambito del Teatro Ragazzi\, Talia ha costruito un’identità forte e coerente\, ma negli ultimi anni ha scelto di affiancare alla propria mission storica una nuova linea di lavoro serale dedicata alla prosa contemporanea\, alle giovani compagnie e ai linguaggi emergenti. \n\n\n\nÈ all’interno di questa visione che nasce CON#tatto – incontro tra passato e presente\, un nome semplice ma potentissimo: il contatto come vicinanza\, scambio umano e artistico\, ma anche come “tocco creativo”\, connessione tra generazioni e sensibilità diverse. Il simbolo “#” non è decorativo: rappresenta l’incrocio\, la soglia\, il punto in cui due mondi si incontrano e creano qualcosa di nuovo. \n\n\n\nE infatti CON#tatto è pensato come un ponte\, un dispositivo scenico e culturale che unisce maestri riconosciuti del teatro italiano e giovani artisti Under 35\, favorendo una trasmissione di sapere che oggi più che mai è urgente proteggere. \n\n\n\nI titoli proposti compongono una mappa viva delle inquietudini e delle domande del nostro tempo: il potere e la sua seduzione\, l’identità individuale e collettiva\, le fragilità affettive\, le derive digitali\, il rapporto tra mito e contemporaneità\, il corpo come campo di battaglia sociale\, le migrazioni e le disuguaglianze\, la memoria come responsabilità\, il teatro come luogo in cui l’immaginazione diventa coscienza. Un percorso che attraversa generazioni e linguaggi\, unendo denuncia\, poesia\, visione politica e ricerca interiore. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, è vincitore dell’Avviso Pubblico\, curato dal Dipartimento Attività Culturali\, per la concessione di contributi destinati a sale teatrali private con capienza inferiore a 100 posti aventi sede a Roma\, per progetti di ricerca e sperimentazione nell’ambito dello spettacolo dal vivo e della formazione. Stagione 2025/2026 – Carla Marchini – Massimo Vulcano \n\n\n\nIL CARTELLONE DEGLI SPETTACOLI: \n\n\n\nMartedì 12 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nMercoledì 13 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nSete  \n\n\n\ndi Walter Prete \n\n\n\ncon Giorgio Sales \n\n\n\nregia: Lorenzo Parrotto \n\n\n\nproduzione: Compagnia Orsini \n\n\n\n“Con Sete vogliamo raccontare una storia. La storia di un luogo che\, come tutte le cose\, porta con sé una memoria. L’avvento improvviso e fortuito di uno dei tanti eroi del nostro tempo (o antieroi\, a seconda di come la si legge) cambierà il destino di questo luogo e\, a effetto domino\, i destini di tutte le persone a esso collegate. Insieme a Walter e a Giorgio ci siamo decisi a raccontare un piccolo grande spaccato del nostro tempo. È sempre difficile sapere davvero cosa si vuole. Per questo\, spesso e volentieri\, ci si affida\, oggi più che mai. Ci si affida a quelle persone che sanno cosa vogliono\, o almeno sembrano saperlo. E ci affascinano\, ci attraggono\, proprio perché ci comunicano sicurezza e decisione. Ed è tra queste maglie che i nostri cinque personaggi prendono forma. Ed ecco l’acqua: bene indispensabile\, primario. Bene che deve\, dovrebbe\, essere alla portata di tutti. E così come Dio\, che nella Genesi separa la luce dalle tenebre\, così il nostro eroe separa un bene come questo dal resto del mondo\, “stabilendo un valore”: in questo caso il valore è dato dalla bottiglia\, da ciò che contiene e racchiude l’acqua. Ma il valore cambia anche a seconda di chi stabilisce il valore stesso\, il nostro eroe. Noi\, da parte nostra\, non vogliamo trovare il colpevole. Vogliamo raccontare ciò che può cambiare radicalmente una vita. Alla fine\, chissà̀\, ci ritroveremo anche noi chiedendoci a vicenda un sorso d’acqua\, cercando nello zaino o nella borsa la nostra bottiglietta. Che c’è di male. In fondo si sa: a teatro viene sete.” (Lorenzo Parrotto) \n\n\n\n========================== \n\n\n\nVenerdì 15 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nSabato 16 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nSISTEMA NERVOSO under 35 \n\n\n\ndi e con Leonardo Capuano \n\n\n\nassistente alla regia e alla drammaturgia: Paola Corsi  \n\n\n\nproduzione: Compagnia Orsini \n\n\n\nUn uomo di questo tempo che si sforza di riappropriarsi di pezzi della propria vita che non ricorda\, cerca di mettere ordine tra le parti mancanti che gli sfuggono. Le conseguenze di questi episodi della sua esistenza\, a cui non riesce ad accedere\, scuotono il suo equilibrio a tal punto che il proprio sistema nervoso si manifesta come un soggetto autonomo e parlante\, con cui dialoga ed entra in relazione\, così come con altre presenze che abitano il suo quotidiano. Nella sua folle lucidità ha però la consapevolezza che il suo stato di alterazione sia dovuto non soltanto alla sua condizione personale ma alla sua realtà di uomo\, parte di un sistema nervoso globale che è il mondo in cui vive. \n\n\n\n=========================== \n\n\n\nMartedì 19 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nMercoledì 20 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nVENDITORI DI ANIME \n\n\n\ndi Alberto Bassetti \n\n\n\ncon: Bruno Governale\, Maddalena Rizzi\, Alessandro Scafati  \n\n\n\nRegia: Filippo d’Alessio \n\n\n\nProduzione: Seven Cults \n\n\n\nUn’opera che tesse i fili di una storia che è insieme un inno di tributi e un turbinio di sconfitte e speranze vane\, vissute da tre figure reali ma misteriose allo stesso tempo\, ognuna pronta a dedicare tutta se stessa per preservare un luogo\, che è alla base dei loro desideri e delle loro disgrazie: il teatro. \n\n\n\nI tre personaggi incarnano le forze e le debolezze che sono legate a questo edificio\, che durante l’opera gli farà vivere un viaggio alla ricerca del proprio scopo: l’Uomo che ha fatto della sua vita un inganno nella vacuità di un luogo che gli ha tolto tutto e che è pronto a trasformare in un supermercato\, trae a sé il Giovane neofita che con ardore ed emozione ambisce a quelli che sono i grandi desideri ed ideali che tutti noi nutriamo sin dalla giovane età\, per poi accorgerci che questi non sempre portano alla nostra sazietà di desiderio e speranza\, percezioni che vediamo incarnate nella figura misteriosa della Donna che forse rappresenta una fantasia\, un fantasma o il corpo concreto di un’attrice; ma che soprattutto incarna i fasci di un luogo arcano e misterioso ma che allo stesso tempo accomuna ed appassiona\, che custodisce i nostri sogni e fa vivere infinite vite\, elevando il semplice uomo ad una esperienza sensoriale senza eguali. \n\n\n\n=========================== \n\n\n\nVenerdì 22 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nSabato 23 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nUOMINI O CAPORALI \n\n\n\ndi e con Francesco Stella \n\n\n\nregia: Nicola Pistoia \n\n\n\nproduzione: Teatro Le Maschere \n\n\n\nUomini o caporali è un intenso monologo teatrale che affronta il tema del caporalato nell’Agro Pontino attraverso lo sguardo di Jasnoor\, un giovane immigrato proveniente dal Punjab. La storia\, riduzione teatrale del podcast omonimo del 2022\, porta in scena il viaggio di Jasnoor\, dal debito insostenibile contratto per raggiungere l’Italia alla dura realtà della schiavitù moderna nei campi agricoli italiani. Il racconto attraversa momenti di dolore\, speranza e coraggio\, con una narrazione che intreccia il dramma personale di Jasnoor a quello collettivo di migliaia di invisibili che vivono e lavorano in condizioni disumane. \n\n\n\nTra dialoghi intensi e cambi di registro narrativo\, la pièce alterna scene di profondo realismo a momenti poetici\, illuminando il potere della dignità e dell’amore come strumenti di resistenza. Il gioco nazionale indiano del kabaddi diventa metafora di sopravvivenza\, trasformandosi nel respiro stesso di chi lotta per restare umano in un sistema che tenta di disumanizzarlo \n\n\n\n============================== \n\n\n\nMartedì 26 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nMercoledì 27 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nOSSITOCINA under 35 \n\n\n\ndi Elena Stauffer \n\n\n\ncon Maria Anolfo e Francesco Providenti \n\n\n\nregia Elena Stauffer \n\n\n\nproduzione: Compagnia Mauri Sturno \n\n\n\nClaudia e Flavio sono stati selezionati per uno studio clinico sperimentale che testa una pillola in grado di simulare la sensazione dell’innamoramento. Mentre aspettano che lo studio inizi\, però\, diventa evidente che i due non potrebbero essere più incompatibili; l’unica chimica presente nella stanza è quella sintetica sul tavolo. Ambientato nella Roma di oggi\, Ossitocina esplora quanto pesa il contesto sociale sui nostri comportamenti\, principi morali ed idee\, ed esamina le contraddizioni che caratterizzano due degli stereotipi principali della gioventù romana. Ci si interroga sulla responsabilità individuale\, sull’eredità familiare\, sul potere e i limiti della comunicazione e sul rapporto di una generazione con l’identità e l’impegno politico. \n\n\n\n====================== \n\n\n\nVenerdì 29 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nSabato 30 maggio 2026 alle 20:00 \n\n\n\nAnna \n\n\n\ntratto dal racconto “Anna e il Moro” di Dacia Maraini \n\n\n\ndiretto e interpretato da Viola Graziosi \n\n\n\nproduzione: Effimera teatro srl \n\n\n\nUna musica di violino storpiata\, un’anima in frantumi\, anzi due. \n\n\n\nMadre e figlia: un’unica voce. La separazione è strapiombo. La fine\, buio: nessuna indulgenza. \n\n\n\nCosa ci rende ciechi e ci impedisce di vedere? Chi\, di noi\, resiste\, rimane inerte\, complice? È una domanda che mi sono fatta più volte. Chi sono\, dove sono\, mentre la vita scorre attraverso di me. \n\n\n\nLa scena: una madre sulla soglia. La torba che è vita. Semi che possono crescere\, oppure no. \n\n\n\nEchi di voci\, energia vitale\, di Anna e i suoi sogni e poi il silenzio\, e il rimbombo storpiato della voce di lui\, cantante rock dalle mani violente. \n\n\n\nNote di Viola Graziosi \n\n\n\nQuesto racconto di Dacia Maraini tratto dalla raccolta L’Amore rubato\, si ispira a una terribile storia vera che mi aveva molto colpito quando vivevo a Parigi. La giovane attrice in questione era\, come me\, figlia di un grande attore… E lui\, il cantante famoso\, è stato condannato\, ma troppo poco. \n\n\n\nQuando Federica Di Martino mi ha proposto di continuare il racconto degli “Amori rubati” affidandomi Anna che ha qualcosa di Ofelia e di Marie\, ho capito che potevo farmi testimone. \n\n\n\nPerché ancora il Teatro è la risposta: la culla\, il ventre\, la terra\, la Madre. Qui possiamo imparare a guardare\, senza paura. Un’attrice ci prende per mano e risorgiamo insieme dal dolore. Più forti e svegli nella nostra vita\, che è il dono più prezioso che abbiamo. \n\n\n\n========================== \n\n\n\nGiovedì 4 giugno 2026 alle 20:00 \n\n\n\nVenerdì 5 giugno 2026 alle 20:00 \n\n\n\nOSSESSIONI under 35 \n\n\n\ndai racconti di  Edgar Allan Poe \n\n\n\ncon: Paolo Cutroni e Erika Russo \n\n\n\nadattamento\, traduzione e regia: Giuseppe Convertini \n\n\n\nscene e costumi: Maria Antonia Pagliara \n\n\n\nproduzione: Teatro Le Maschere \n\n\n\n“I mostri più spaventosi sono quelli che si nascondono nella nostra mente.” \n\n\n\n Le ossessioni personali di Edgar Allan Poe sono il motore delle sue storie. \n\n\n\nNonostante l’intensità di queste ossessioni\, i racconti – Morella\, Berenice e Ligeia – sono costruiti con una razionalità fredda e distaccata. \n\n\n\nAlle protagoniste femminili di questi tre racconti\, lo scrittore  assegna uno stesso destino di morte.  Lo stesso destino che aveva colpito sua madre\, quando egli aveva solo 3 anni\, e Virginia sua moglie\,  deceduta a soli 24 anni. \n\n\n\nPoe\, che ha vissuto tutta la sua vita in una sorta di lutto perenne\, viene inevitabilmente trascinato nell’inferno del suo orrore e della sua dannazione. \n\n\n\n“I morti ci perseguitano. Ci reclamano a gran voce.” \n\n\n\nLe ossessioni e gli spettri della mente sono dei temi ancora  attuali. Lo scrittore parla al nostro cuore. La sua angoscia è anche la nostra. \n\n\n\n=========================== \n\n\n\nMartedì 9 giugno 2026 alle 20:00 \n\n\n\nMercoledì 10 giugno 2026 alle 20:00 \n\n\n\nDick Pic – Quando il corpo diventa schermo under 35 \n\n\n\ndi Andrea Lucchetta e Anna Bisciari \n\n\n\ncon Anna Bisciari \n\n\n\nregia Andrea Lucchetta \n\n\n\nproduzione: Compagnia Mauri Sturno \n\n\n\nUna donna sale sul palco. Una scrivania\, un monitor acceso\, una tazza. Può sembrare di trovarsi ad una conferenza o di fronte a un’edizione straordinaria del telegiornale. L’argomento che introduce è tanto assurdo quanto reale: “la dick pic”. Inizialmente l’atmosfera è leggera. Riferimenti a conversazioni autentiche o verosimili: “Ciao bella”\, “Sei una stella”\, “Tuo padre è un ladro”\, “Ti posso sposare?”\, e l’inevitabile immagine esplicita. Da qui la narrazione scivola in un territorio senza regole\, che riguarda il selvaggio mondo del web\, dove non ci sono sempre le giuste punizioni e dove anche le nuove generazioni faticano a tutelarsi. Dove la curiosità può spingere a trovarsi in situazioni pericolose e dove l’incorporeità stimola l’audacia. La conferenza si trasforma. Le parole si mutano in denuncia. Le dick pic diventano simbolo: di possesso\, di invasione\, di potere\, di abuso. Lo spettacolo si addentra nei territori più cupi della cultura patriarcale e digitale: l’erotofilia narcisistica travestita da spontaneità\, il sessismo interiorizzato\, la violenza normalizzata in rete. Una riflessione sul risvolto psicologico che hanno certi comportamenti e sul perché si accetta di più che avvengano quando sono in formato virtuale. \n\n\n\n========================== \n\n\n\nVenerdì 12 giugno 2026 alle 20:00 \n\n\n\nSabato 13 giugno 2026 alle 20:00 \n\n\n\nMOSTRE – Scilla e Cariddi under 35 \n\n\n\ndrammaturgia: Laura Pinato\, Sebastiano Spada \n\n\n\ncon Beatrice Ceccherini\, Maria Chiara Pellitteri \n\n\n\ndirezione artistica: Sebastiano Spada \n\n\n\nproduzione: Effimera teatro srl \n\n\n\nMostre – Scilla e Cariddi è un progetto teatrale che rilegge il mito omerico attraverso una lente contemporanea. Due figure mitiche\, condannate a essere mostri per sempre\, prendono finalmente la parola e si scoprono sorelle nella stessa ferita: entrambe sono state mostrificate da un mondo che non tollera il femminile fuori misura. Troppo belle\, troppo libere\, troppo ambiziose\, troppo desideranti\, troppo fuori controllo. Troppo. \n\n\n\nScilla è punita per la sua bellezza\, per essere stata desiderata. Rimane fanciulla dal busto in su ma la sua sessualità viene deformata in violenza\, trasformata in un corpo che divora con sei cagne all’altezza della vita. \n\n\n\nCariddi è punita per la sua fame – di terra\, di mare\, di potere – una voracità permessa agli uomini ma negata alle donne. La sua condanna è diventare inghiottimento eterno. \n\n\n\nNell’Odissea\, Omero le descrive come minacce insormontabili\, poste l’una di fronte all’altra nello Stretto di Messina. Ulisse è costretto a passare tra loro\, scegliendo quale pericolo affrontare: da una parte Scilla\, “il mostro che ruba sei compagni d’un colpo\, dalle sue gole spalancate”; dall’altra Cariddi\, “il gorgo che tre volte al giorno inghiotte e tre volte rigetta il mare infinito”. \n\n\n\nIl testo alterna linguaggi e ambientazioni: da una parte il mito con i monologhi Scilla e Cariddi\, scritti in una lingua poetica e fisica\, viscerale e sensuale; dall’altra il presente\, in cui le due creature diventano specchio delle donne di oggi\, mostri contemporanei raccontati dai media\, dalla cronaca e dai social. \n\n\n\nIl progetto nasce dall’esigenza di indagare la genealogia della mostrificazione del femminile: un tema antico\, che attraversa la mitologia\, la religione\, la politica e il corpo stesso della donna. Scilla e Cariddi non sono più trappole marine\, ma voci vive: raccontano il prezzo di essere donne libere e immaginano la possibilità di una riscrittura della loro storia. Un rito teatrale che trasforma il mito in un atto politico e poetico. \n\n\n\n====================== \n\n\n\nTel. 0658330817 – Fax. 0658334313 \n\n\n\ninfo@teatrolemaschere.it \n\n\n\nwww.teatrolemaschere.it \n\n\n\nfacebook.com/teatrolemaschere \n\n\n\nInstagram @teatrolemaschere \n\n\n\nCOME RAGGIUNGERE IL TEATRO \n\n\n\nAutobus linea H \n\n\n\nTram linea 8 (Largo Argentina – Casaletto) \n\n\n\nTram linea 3 \n\n\n\nMODALITÀ DI ACCESSO:  \n\n\n\nINGRESSO GRATUITO CONTINGENTATO SINO AD ESAURIMENTO POSTI  \n\n\n\nOBBLIGO DI PRENOTAZIONE AL NUMERO 06.58330817 – E-MAIL INFO@TEATROLEMASCHERE.IT \n\n\n\ndal lunedì al venerdì (9:30-16:00).
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SUMMARY:“Bar sotto il mare” al Teatro Stabile di Catania
DESCRIPTION:Prosegue la stagione della Sala Futura del Teatro Stabile di Catania con “Bar sotto il mare”\, tratto dall’omonimo romanzo di Stefano Benni\, in scena dal 14 al 17 maggio 2026. \n\n\n\nUno spettacolo surreale\, poetico e visionario diretto da Emilio Russo\, che firma anche l’adattamento teatrale di uno dei testi più amati dello scrittore bolognese\, recentemente scomparso. In scena Fabrizio Checcacci\, Roberto Andrioli e Lorenzo degl’Innocenti\, protagonisti di un viaggio teatrale che intreccia comicità\, musica e immaginazione. \n\n\n\n“Bar sotto il mare” conduce il pubblico in un luogo sospeso e fantastico\, dove storie improbabili e personaggi fuori dall’ordinario prendono vita tra racconti\, canzoni e atmosfere oniriche. Un bar misterioso\, popolato da avventori eccentrici e indimenticabili: il barista enigmatico\, il vecchio con la gardenia\, il marinaio solitario\, l’uomo invisibile\, la sirena ammaliatrice e molti altri personaggi che trasformano il palcoscenico in uno spazio libero e immaginifico. \n\n\n\nLo spettacolo restituisce tutta la forza poetica e ironica dell’universo di Stefano Benni\, alternando leggerezza e riflessione in una dimensione dove il grottesco incontra la tenerezza e l’assurdo diventa strumento per raccontare il presente. \n\n\n\nAccanto agli interpreti\, la musica dal vivo di Cosimo Zannelli accompagna e amplifica il racconto scenico\, mentre le canzoni originali\, tratte anche dalle poesie di Benni\, si fondono con la recitazione dando vita a una partitura teatrale dinamica e coinvolgente. \n\n\n\nLe musiche sono di Fabrizio Checcacci e Cosimo Zannelli\, scene e costumi di Pamela Aicardi\, luci di Mattia De Pace. \n\n\n\nLo spettacolo è prodotto da Tieffe Teatro. \n\n\n\nCalendario rappresentazioni: \n\n\n\ngiovedì 14 maggio 2026 ore 20:45venerdì 15 maggio 2026 ore 17:30sabato 16 maggio 2026 ore 20:45domenica 17 maggio 2026 ore 18:00 \n\n\n\nBar sotto il mare \n\n\n\ndi Stefano Benni \n\n\n\ncon Fabrizio Checcacci\, Roberto Andrioli\, Lorenzo degli Innocenti \n\n\n\nregia e adattamento Emilio Russo \n\n\n\nmusiche dal vivo Cosimo Zannellimusiche Fabrizio Checcacci e Cosimo Zannelliscene e costumi Pamela Aicardiluci Mattia De Pace \n\n\n\ndurata 100 minuti \n\n\n\nproduzione Tieffe Teatro
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LOCATION:Teatro Stabile di Catania\, Via Giuseppe Fava\, 35\, Catania\, ITA\, 95123\, Italia
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SUMMARY:LA DISFATTA - GLI ULTIMI GIORNI NEL BUNKER 
DESCRIPTION:Al TeatroBasilica il 15 e 16 maggio 2026 alle ore 21.00 andrà in scena LA DISFATTA – GLI ULTIMI GIORNI NEL BUNKER di Gianni Guardigli\, diretto e interpretato da Riccardo Leonelli; musiche a cura di Francesco Pepicelli. \n\n\n\nLa disfatta si sviluppa all’interno di un bunker tedesco\, non sappiamo quanti giorni dopo la morte del tiranno. Un intenso monologo-dialogo tra Fritz\, il postino di Hitler\, e degli interlocutori immaginari che si ammassano di volta in volta nella psiche lacerata e instabile del protagonista. La scena è disseminata di oggetti e simboli che richiamano il bunker e con cui Fritz si rapporta\, nell’illusione di ricreare una quotidianità di azioni e gesti che\, invece\, stonano terribilmente con il suo delirio. Se da un lato ci risulta impensabile giustificare un Fritz qualunque\, certamente colluso e responsabile delle atrocità compiute dal Nazismo\, dall’altro non possiamo non lasciare aperto uno spiraglio di umanità di fronte a una delle tante comparse di quella che è stata\, forse\, la più grande “disfatta” della storia del Novecento. \n\n\n\nNote di Gianni Guardigli \n\n\n\nIl 30 aprile 1945 a Berlino\, asserragliato nel bunker costruito sotto il palazzo della Cancelleria\, Adolf Hitler si suicida insieme ad Eva Braun appena sposata. Poco dopo Joseph Goebbels\, ministro della propaganda e gauleiter della Capitale\, insieme alla moglie Magda avvelena i suoi bambini e con lei anch’egli si toglie la vita. \n\n\n\nPochi epiloghi di foschi periodi della storia hanno tanto somigliato alla rappresentazione teatrale di una tragedia\, immaginata e addirittura in qualche modo provata per giungere all’immagine scenica voluta. La materia del racconto\, benché calata nei fatti veri della storia\, mi ha riportato alla crudeltà e alla violenza del dramma elisabettiano. Ma il dramma non è rappresentato\, è raccontato\, rivissuto\, puntigliosamente rievocato da una mente che è rimasta chiusa nella prigione di una follia lucida che le suggerisce parole quasi “indicibili”. \n\n\n\nIl mio Fritz\, il personaggio da me inventato per dar voce a questa quasi inspiegabile follia che riassume l’abbaglio di un intero popolo comincia a parlare osservando il mucchietto di terra che indica il luogo dove “tutto è avvenuto”\, dove “la tragedia si è consumata”. Fritz pensa che il nazismo non sarebbe dovuto durare dodici anni\, ma mille\, vive nella convinzione che una grande occasione sia andata perduta e tenta di spiegare il perché\, ma inciampa in interminabili sillabe che si contraddicono e diventano un balbettìo quasi musicale e funereo. \n\n\n\nNella mente di Fritz regna un irreale deserto del senso ed ogni suo movimento del pensiero è dominato da un ipotetico “se ci avevano ordinato questo\, una ragione ci sarà stata” oppure “a noi piccoli\, a noi deboli non è e non era permesso di addentrarci nelle immense e irraggiungibili ragioni della storia”. Forse questi sono i meccanismi che ancora guidano le ideologie che si ispirano alla filosofia nazista e che forniscono carne e sangue agli attuali movimenti neonazi che sempre più pericolosamente camminano nelle strade dell’Europa di oggi con nomi spesso contrastanti con le immagini evocate dai loro stessi proclami. \n\n\n\nQualche sprazzo di assurda poesia si affaccia nel monologare di Fritz e diventa canto\, una paurosa preghiera al contrario che ci ammonisce e ci tiene ben svegli a vigilare perché non si passi il limite. \n\n\n\nPer tenere la follia sotto controllo. Perché la follia resti tale e non si nasconda sotto un costume di mendace innocuità. \n\n\n\nNote di regia di Riccardo Leonelli \n\n\n\nOgni riferimento alla Palestina è fortemente voluto. La disfatta non è un semplice monologo. È l’urlo folle\, disperato\, distonico di un uomo comune ritrovatosi a servire un regime – per scelta o per necessità non ci è dato saperlo – capace di condurre milioni di persone a una mostruosa perdita di giudizio\, attraverso una seduzione di gloria. Il tema è tristemente contemporaneo e lo spettacolo denuncia “tutte” le stragi e “tutti” i genocidi compiuti in nome di una presunta superiorità etica\, genetica o religiosa. Non esiste un popolo eletto. Né allora né oggi. Poiché Dio ama ciascuno indistintamente. Siamo in un bunker\, forse proprio quello del Fuehrer\, non sappiamo quanti giorni dopo la caduta del tiranno. La performance è un intenso monologo-dialogo tra Fritz – immaginario postino di Hitler – e degli interlocutori che si ammassano di volta in volta nella sua psiche lacerata e instabile. Voci\, volti e macerie si fanno sempre più presenti man mano che lo spettacolo si sviluppa\, in un crescendo di follia che non lascia spazio alla luce. L’oscurità del bunker rispecchia la notte oscura di un uomo-simbolo di un’umanità che ha perso la strada per inseguire spettri di potere\, che ha smarrito ogni senso di civiltà convinta di poterne forgiare una nuova\, ma intrisa di orrore. La scena è disseminata di oggetti e simboli che richiamano il bunker e con cui Fritz si rapporta nell’illusione di ricreare una quotidianità di azioni e gesti che\, invece\, stonano terribilmente con il suo delirio\, in cui egli è vittima e carnefice allo stesso tempo. Infatti\, se da un lato ci risulta impensabile giustificare un Fritz qualunque\, certamente colluso e responsabile delle atrocità compiute dal Nazismo\, dall’altro non possiamo chiudere ogni spiraglio di umanità di fronte a una delle tante comparse di quella che è stata\, forse\, la più grande “disfatta” della storia del Novecento. \n\n\n\nLink al trailer:    https://www.youtube.com/watch?v=Mx0kf1R_tMM
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LOCATION:Teatro Basilica\, Piazza di Porta San Giovanni\, 10\, Roma\, 00185\, Italia
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SUMMARY:SILVIO\, CI MANCHI? Le tecniche di comunicazione che hanno cambiato la nostra vita
DESCRIPTION:In scena Patrick Facciolo analista della comunicazione\, dottore in tecniche psicologiche e giornalista radiotelevisivo con uno spettacolo senza precedenti\, che per la prima volta analizza ed esplora direttamente sul palco le tecniche di comunicazione di Silvio Berlusconi. Non un ritratto celebrativo del personaggio\, né l’ennesima occasione di critica politica\, ma un’indagine sul linguaggio\, le figure retoriche e le strategie persuasive che\, in trent’anni di storia\, hanno contribuito a plasmare il modo di pensare e comunicare degli italiani. \n\n\n\nIn scena Patrick Facciolo\, analista della comunicazione\, dottore in tecniche psicologiche e giornalista radiotelevisivo\, autore di Fallacie logiche (HarperCollins Italia)\, volto televisivo e figura di riferimento sui temi della comunicazione in Italia\, con una community di oltre 320.000 follower sui social. Dopo anni di studio e divulgazione\, porta sul palco un’analisi unica e definitiva sul linguaggio politico e mediatico di Silvio Berlusconi\, e sugli effetti che la sua comunicazione ha prodotto nella vita quotidiana di tutti noi. \n\n\n\nDal discorso della discesa in campo al “Contratto con gli italiani”\, dalla scena della sedia di Marco Travaglio fino allo sbarco su TikTok: Facciolo smonta chirurgicamente e ricostruisce in chiave teatrale i momenti comunicativi più salienti della comunicazione berlusconiana\, con un’analisi profonda delle sue tecniche\, dei suoi punti di forza e delle sue inadeguatezze\, che accompagnano ancora oggi la comunicazione contemporanea. \n\n\n\nAttraverso monologhi\, materiali audio-visivi\, momenti musicali e analisi dal vivo\, lo spettacolo mette in luce i meccanismi comunicativi che hanno reso Berlusconi un caso studio unico nelle teorie della leadership e nella politica italiana e internazionale: l’uso della voce\, il controllo non verbale della scena\, la gestione dell’immagine\, la narrazione personale. E quanto queste modalità incidano e pesino ancora oggi nella politica\, dalla comunicazione di Giorgia Meloni a quella di Donald Trump.Un progetto che non si limita a raccontare la vicenda di Berlusconi\, che non lo deride né lo celebra\, ma che offre al pubblico un’analisi tecnica\, chirurgica e senza sconti\, per comprendere come le sue modalità comunicative\, ci piacciano o no\, hanno plasmato (e plasmano tuttora nel profondo) la vita di tutti noi \n\n\n\nBiglietti (prevendita inclusa): \n\n\n\nIntero: platea € 27\, galleria € 21 \n\n\n\nBotteghino: 06 5740170 – 06 5740598 \n\n\n\nVendita on-line e info: www.teatrovittoria.it \n\n\n\nCome arrivare: Metro: Piramide; Tram: 3; Bus: 23\, 30\, 75\, 83\, 170\, 280\, 716\, 781. \n\n\n\nComunicazione: uffstampa@teatrovittoria.it
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LOCATION:Teatro Vittoria\, Piazza Santa Maria Liberatrice\, 10\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:PLATEALMENTE dal libro alla scena al Teatro Karol
DESCRIPTION:Sarà una primavera letteraria al Teatro Karol di Castellammare di Stabia grazie ad un nuovo ciclo di appuntamenti della rassegna PLATEALMENTE dal libro alla scena inserita sempre nella proposta culturale di Casa del Contemporaneo\, ideata e condotta dalla professoressa e architetta Eliana Bianco e il giornalista Pierluigi Fiorenza. \n\n\n\nDall’11 maggio al 25 giugno (inizio ore 18:30) quattro incontri speciali in cui i curatori della programmazione ospiteranno nella sala di via Allende l’antropologo Marino Niola (11 maggio)\, Maurizio Ferrini alias Emma Coriandoli (21 maggio)\, Gabriel Zuchtriegel direttore del Parco archeologico di Pompei (27 maggio) e la giornalista Serena Bortone (25 giugno). Altrettanti i temi: da Napoli capitale dell’anima all’ultima estate di Pompei\, al fucsia crime per concludere con il romanzo corale delle dirimpettaie. \n\n\n\nSi parte lunedì 11 maggio\, ore 18:30\, con l’antropologo e docente universitario\, noto anche al pubblico televisivo per le sue partecipazioni a programmi RAI\, Marino Niola. Nel suo “La capitale dell’anima\, perché Napoli è un’eccezione”\, Raffaello Cortina Editore\, invita il lettore a esplorare il lato più intimo della città partenopea “che ha il disincanto negli occhi e l’iperbole sulle labbra\, la misura nella mente e la trafittura nel cuore. La tana perfetta di un popolo che ha l’esagerazione nel genoma”. Da lo Cunto de li cunti a Caruso\, dal teatro di Eduardo a Io speriamo che me la cavo\, dalla Smorfia a La pelle di Curzio Malaparte\, da Totò a Maradona. Napoli è presentata come spazio interiore dove l’anima trova il suo rifugio\, in una fitta rete di mediazioni tra naturale e soprannaturale\, tra sacro e profano\, tra vivi e morti. Strade\, volti e tradizioni diventano così simboli di un’esperienza umana che va oltre i confini fisici della città. Un luogo che parla all’anima e invita a un confronto autentico con sé stessi e con il mondo. \n\n\n\nSul palco il sindaco di Castellammare di Stabia Luigi Vicinanza e l’attrice e interprete Anna Spagnuolo che proporrà alcuni brani del repertorio musicale napoletano dalla tradizione a Pino Daniele. \n\n\n\nSi prosegue\, giovedì 21 maggio\, con Maurizio Ferrini autore\, insieme a Giovanni Fabiano\, del romanzo giallo “A Carnevale ogni omicidio vale”\, edito da Solferino\, sull’omicidio di uno svizzero in costume da alpino avvenuto la mattina del 14 febbraio a pochi passi dalla location del party di San Valentino della diabolica signora Coriandoli. La scrittrice Dora Esposito sarà con l’autore per leggere alcuni brani del libro. \n\n\n\nMercoledì 27 maggio si torna a parlare del ricco patrimonio archeologico campano con il direttore del Parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel\, autore di “Quando gli dei lasciarono il mondo. L’ultima estate di Pompei”\, pubblicato da Feltrinelli\, in cui l’eruzione dell’estate del 79 d.C. viene vista da un punto di vista insolito. La vita in città sembra scorrere come di consueto\, ma in realtà tutto sta cambiando. Gli dèi appaiono sempre più irraggiungibili\, il potere imperiale si insinua nei riti quotidiani e una nuova\, strana setta – i cristiani – inizia a mettere radici. Sta cominciando la dissoluzione di un’epoca. \n\n\n\nLa conclusione della rassegna è affidata\, giovedì 25 giugno\, a Serena Bortone\, che presenta al pubblico “Le dirimpettaie”\, Rizzoli. La giornalista racconta l’Italia del boom economico\, della Dolce Vita\, dell’emancipazione femminile\, del divorzio attraverso le esperienze di vita di tre donne\, legate da un’amicizia quotidiana\, che si incontrano sul pianerottolo per parlare di matrimoni di convenienza\, maternità\, desideri repressi\, tradimenti e improvvise fughe.  \n\n\n\nLe letture dal testo sono affidate alla professoressa Anna Di Capua. \n\n\n\nPer ciascun appuntamento\, la rassegna sarà ulteriormente arricchita dalla partecipazione di ospiti del mondo del teatro\, della musica e della cultura. L’ingresso è libero\, grazie al contributo di Taverna Mafalda e Hotel Stabia cui si aggiungono Mondadori Bookstore Castellammare di Stabia e Ubik Castellammare presenti in sala con punti vendita dedicati. \n\n\n\nNello Spazio Arte – foyer del teatro\, è ancora visitabile la mostra fotografica “Viviani in un click” firmata da Pietro Masturzo e nata da un progetto di Antonia Lezza\, realizzata dal Centro Studi sul Teatro Napoletano\, Meridionale ed Europeo con il contributo dell’Università degli Studi di Salerno e del Comune di Castellammare di Stabia. A completamento anche l’allestimento ‘O vico d’’e guagliune\, a cura dell’Associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe\, con scene di piazza ispirate alla scrittura teatrale vivianea. \n\n\n\nTutti gli eventi sono a ingresso libero fino a esaurimento posti; la mostra è visitabile nei giorni e orari di apertura del botteghino (lunedì\, mercoledì\, venerdì ore 17.00/20:00\, prima e dopo gli eventi). Il Teatro Karol è in via Allende 4\, Castellammare di Stabia con Garage Italia (a 5 minuti) in convenzione. Più info allo 08118247921 o teatrokarol@casadelcontemporaneo.it\, online www.teatrokarol.it e pagine social.
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SUMMARY:"Il Mausoleo Ossario Garibaldino e Goffredo Mameli” all'Archivio Storico Capitolino
DESCRIPTION:Lunedì 11 maggio 2026\, alle ore 17\, presso l’Archivio Storico Capitolino si terrà l’ultimo appuntamento della rassegna RISORGIMENTO A ROMA con la conferenza del Prof. Miguel Gotor (Università degli Studi di Roma Tor Vergata) dal titolo “Il Mausoleo Ossario Garibaldino e Goffredo Mameli”. L’incontro sarà incentrato sulla figura dell’autore dell’Inno d’Italia\, morto nel 1849 mentre difendeva la Repubblica Romana\, con una panoramica sull’Ossario garibaldino\, dove è stato seppellito. \n\n\n\nLa rassegna – con ingresso libero e prenotazione consigliata – è organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, in occasione degli eventi commemorativi dedicati alla costituzione della Repubblica Romana e nell’ambito di un più vasto progetto di studi e di riletture interpretative sullo sviluppo del Risorgimento nella città di Roma. \n\n\n\nMiguel Gotor\, storico\, docente universitario e politico\, insegna Storia moderna presso l’Università di Roma Tor Vergata. Si occupa di storia della vita religiosa fra Cinque e Seicento\, in particolare di santi\, eretici e inquisitori\, e di storia italiana degli anni Settanta del Novecento. Tra i suoi libri si ricordano I beati del papa. Santità\, inquisizione e obbedienza in età moderna (Olschki\, 2002)\,Chiesa e santità nell’Italia moderna (Laterza\, 2004)\, Santi stravaganti. Agiografia\, ordini religiosi e censura ecclesiastica nella prima età moderna (Aracne\, 2012) e Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l’anatomia del potere italiano (Einaudi\, 2011). Ha curato anche Aldo Moro\, Lettere dalla prigionia (Einaudi\, 2008\, Premio Viareggio-Rapaci per la saggistica)\, una raccolta di scritti di Enrico Berlinguer\, La passione non è finita\, (Einaudi\, 2013) e ha inoltre pubblicato L’Italia nel Novecento. Dalla sconfitta di Adua alla vittoria di Amazon (Einaudi\, 2019 e 2021) e Generazione settanta. Storia del più lungo decennio del secolo breve (Einaudi\, 2022). Il suo ultimo volume è L’omicidio di Piersanti Mattarella. L’Italia nel mirino: Palermo\, Ustica\, Bologna 1979-1980 (Einaudi\, 2025). Dal 2013 al 2018 è stato senatore della Repubblica e dal 2021 al 2024 assessore alla cultura del comune di Roma. \n\n\n\nPer tutti gli incontri la partecipazione è libera fino a esaurimento posti con prenotazione consigliata allo 060608 \n\n\n\nInformazioni: 060608 (attivo tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00) – www.archiviocapitolino.it
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SUMMARY:" Asteroide" al Teatro Palladium
DESCRIPTION:Penultimo appuntamento e tra i più attesi dell’anno\, domenica 10 maggio alle ore 18.00 al Teatro Palladium andrà in scena Asteroide\, la nuova creazione di Marco D’Agostin\, vincitrice del Premio UBU 2025 come miglior spettacolo di danza\, nell’ambito di Scintille – la stagione 2026 del Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita|Spellbound con la direzione artistica di Valentina Marini.  \n\n\n\nPluripremiato coreografo – Premio UBU 2018 Miglior Performer Under 35\, Premio UBU 2023 e 2025 per il miglior spettacolo di danza \, 4° Premio Riccione Speciale per l’innovazione drammaturgica\, Premio Hystrio Corpo a Corpo 2024 – tra i fondatori del centro di Produzione della Danza VAN\, Marco D’Agostin in questo lavoro parte dall’estinzione dei dinosauri a causa dell’impatto sulla terra di un asteroide per costruire con la consueta ironia\, una partitura per corpo e voce che fa esplodere un cortocircuito tra la scienza e l’amore\, l’intrattenimento e l’informazione\, la vita e la morte\, la danza e il teatro. \n\n\n\nNello spettacolo – che oltre a vincere il Premio Ubu 2025 miglior spettacolo di Danza ha anche una Nomination al Miglior progetto sonoro\, con le musiche originali di Luca Scapellato e i testi delle canzoni dello stesso Scapellato e Marco D’Agostin– l’artista nelle vesti di un misterioso paleontologo si presenta al pubblico per discorrere di ossa\, estinzioni e materiale cosmico. Appare subito chiaro che qualcosa non torna: le sue frasi si lasciano scappare dettagli sentimentali\, la postura di un arto assume una bizzarra posa coreografica\, la pronuncia delle parole assomiglia sempre di più a un canto. Una minaccia incombe sul corpo del divulgatore\, tanto terrificante quanto la scia di un asteroide: è il musical\, la forma di entertaining più paradossale ed estenuante\, che sembra voler divorare la conferenza per mettere alla prova la capacità di danzare e cantare il racconto della fine.  \n\n\n\nIn un corpo a corpo con Broadway\, il divulgatore/performer di D’Agostin dà vita a un inedito duetto che tra tradimenti\, ossa di dinosauro e misteriose grotte piene di iridio\, racconta la straordinaria capacità della vita – e dunque dell’arte – di ripresentarsi sempre\, in nuove forme\, senza soccombere mai.  \n\n\n\nMarco D’Agostin è vincitore del Premio UBU 2018 come Miglior Performer Under 35 e del Premio UBU 2023 e 2025 per il miglior spettacolo di danza (Gli anni e Asteroide). Nel 2023 gli è stato conferito il 4° Premio Riccione Speciale per l’innovazione drammaturgica\, nel 2024 il Premio Hystrio Corpo a Corpo. I suoi lavori si interrogano sul funzionamento della memoria\, dando vita a dispositivi coreografici che a partire da archivi personali o collettivi cercano di innescare con il pubblico pratiche di partecipazione e immedesimazione. Dopo una formazione con maestri di fama internazionale (Yasmeen Godder\, Nigel Charnock\, Emio Greco)\, danza come interprete per Claudia Castellucci/Socìetas Raffaello Sanzio\, Alessandro Sciarroni\, Liz Santoro\, Tabea Martin. Dal 2010 è stato ospite di numerosi progetti internazionali di ricerca coreografica (ChoreoRoam Europe\, Act Your Age\, Triptych). È stato per due volte tra le Priority Companies del network europeo Aerowaves. È stato ospitato nei principali festival e teatri europei (Théâtre de La Ville – Parigi\, Festival d’Avignon\, Kampnagel – Amburgo\, Les Brigittines – Bruxelles\, The Place Theatre – Londra\, Julidans – Amsterdam\, Santarcangelo\, Romaeuropa\, Torinodanza\, OperaEstate\, per citarne alcuni) e ha presentato i suoi spettacoli in molti prestigiosi contesti d’oltreoceano (Buenos Aires\, Santiago del Cile\, San Paolo). Dal 2019 è uno dei venti danzatori del progetto XX Dancers for the 20th century di Boris Charmartz\, per il quale interpreta il repertorio Schuhplattler dello spettacolo Folk-s di A. Sciarroni. Nel 2020 è stato invitato da Marie Chouinard\, direttrice della Biennale Danza\, a realizzare una nuova creazione per Biennale College\, mentre nel 2023 ha creato OKOKOK\, commissionato da Paolo Mangiola per la compagnia nazionale maltese ZfinMalta. Ha co-curato la rassegna Thank you for coming di Centrale Fies e Ogni volta unica la fine del mondo\, stagione estiva del Piccolo Teatro di Milano del 2021. Nel 2024 è uscito per i tipi de Il Saggiatore Anni\, lettere e valanghe\, un volume co-scritto con Alessandro Iachino sulle drammaturgie per la danza. Marco D’Agostin è uno dei fondatori di VAN\, organismo di produzione della danza riconosciuto e sostenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali Italiano dal 2015. È stato inoltre il protagonista maschile del pluripremiato film I giorni della vendemmia di Marco Righi (menzione speciale della giuria ai Rencontres du Cinéma Italien de Grenoble\, 2011).  \n\n\n\n*** \n\n\n\nScintille è una produzione ORBITA|Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza con il sostegno del MIC e della Regione Lazio\, in collaborazione con ATCL – Circuito Multidisciplinare del Lazio\, Spazio Rossellini\, Teatro Ambra Jovinelli\, Teatro Biblioteca Quarticciolo\, Fondazione Roma Tre Teatro Palladium. \n\n\n\nL’ultimo appuntamento che chiude la stagione il 15 maggio\, alle ore 18.30 al Teatro Biblioteca Quarticciolo è con Icarus\, restituzione al pubblico del progetto di residenza di Matteo Carvone. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nDi e con: Marco D’Agostin \n\n\n\nSuoni: Luca Scapellato \n\n\n\nTesti delle canzoni: Marco D’Agostin & Luca Scapellato \n\n\n\nCon incursioni testuali di: Pier Lorenzo Pisano \n\n\n\nScene: Paola Villani \n\n\n\nLuci: Paolo Tizianel \n\n\n\nCostumi: Gianluca Sbicca \n\n\n\nAssistente alle coreografie: Lucia Sauro \n\n\n\nAnimatronic: Bots Conspiracy \n\n\n\nDanze di repertorio: Giulio Santolini\, Stefano Bontempi \n\n\n\nPratiche di ricerca condivisa con: Chiara Bersani\, Sara Bonaventura\, Nicola Borghesi\, Damien Modolo\, Lisa Ferlazzo Natoli \n\n\n\nMovement coach: Marta Ciappina \n\n\n\nVocal coach: Francesca Della Monica \n\n\n\nSupervisione scientifica: Enrico Sortino \n\n\n\nCostruzioni scene: Piccolo Teatro di Milano | Teatro d’Europa \n\n\n\nPromozione: Damien Modolo \n\n\n\nOrganizzazione e amministrazione: Eleonora Cavallo\, Federica Giuliano\, Paola Miolano\, Irene Maiolin \n\n\n\nComunicazione digitale: Alessandro Ieva \n\n\n\nProduzione: VAN \n\n\n\nCoproduzione: Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa; Théâtre de la Ville\, Paris; ATP Fondazione Teatri di Pistoia; Pôle-Sud CDCN Strasbourg; Festival Aperto / Fondazione I Teatri – Reggio Emilia; Baerum Kulturhus – Dance Southeast-Norway; Snaporazverein \n\n\n\nCon il supporto di: Centrale Fies; CSC/Centro per la Scena Contemporanea (Bassano del Grappa); CCN Ballet de l’Opéra national du Rhin; Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni; AMAT e Civitanova Danza per RAM_Residenze Artistiche Marchigiane; La Contrada / Teatro Stabile di Trieste; Grand Studio\, Bruxelles; Scenario Pubblico\, Catania; Istituto Italiano di Cultura di Oslo / Ål kulturhus in the frame of NID international residencies programme; ATCL / Spazio Rossellini; Teatro Stabile dell’Umbria; Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza; Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale \n\n\n\nINFO & PRENOTAZIONI \n\n\n\nbiglietteria@orbitaspellbound.com+39 329 550 8072 (lun – ven 11/16)
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SUMMARY: D/esistenze al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Dopo la chiusura di un’intensa stagione teatrale\, continuano gli eventi al Teatro Comunale Veroli che accoglie sempre con gioia l’arte e la cultura. È un viaggio poetico tra le pieghe più intime dell’esistenza quello che approda sul palcoscenico domenica 10 maggio: sarà presentata in teatro la raccolta D/esistenze del poeta Alfio Rossi\, in un evento che unisce parola\, riflessione e suggestione scenica. La regia di Bruno Basile\, infatti\, si muove insieme alle voci di Alfio Rossi e Mariateresa Bronzone sulle composizioni di Tiziano Rossi con l’hang. \n\n\n\nL’opera\, come evidenziato nella prefazione di Hafez Haidar\, si configura come un intenso percorso nei “perigliosi sentieri dell’esistenza”\, alla ricerca della bellezza nelle stagioni della vita e nei misteri della mente e del cuore. Rossi si sottrae al rumore e alla superficialità del presente per interrogarsi\, nel silenzio interiore\, sul senso profondo dell’essere. \n\n\n\nLe liriche della raccolta ruotano attorno a un nucleo centrale: il confronto con il proprio io più autentico\, spesso temuto e rimosso. Come emerge dalla postfazione\, il testo affronta con forza “l’orrore del silenzio” e la difficoltà di ascoltare ciò che il pensiero\, nella sua nudità\, ci chiede di diventare. Ne nasce una poesia che scava\, smaschera e mette in discussione le convenzioni del linguaggio e della comunicazione contemporanea. \n\n\n\nD/esistenze racconta la convivenza inquieta dei molteplici “io” che abitano ciascun individuo: le loro tensioni\, i loro fallimenti\, i sogni e i tentativi – spesso goffi – di dominarli o negarli. Un’opera densa di implicazioni etiche e sociali\, che invita il pubblico a interrogarsi su sé stesso e sul proprio tempo. \n\n\n\nL’evento teatrale offrirà al pubblico un’esperienza immersiva\, dove la parola poetica si intreccia con la dimensione scenica\, amplificando il potere evocativo dei testi. \n\n\n\nNon perdete questo evento culturale unico domenica 10 maggio alle ore 21.00. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 5.00 \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:L'innaffiatore del cervello di Passannante al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:C’era una volta un paese in Basilicata che si chiamava Salvia dove era nato un uomo: Giovanni Passannante. Nel 1878 con un coltellino dalla lama di quattro dita cercò di uccidere il re Umberto I di Savoia. Condannato a morte\, la pena fu convertita in ergastolo mentre sua madre e i suoi fratelli furono prontamente internati nel manicomio di Aversa. Passannante fu rinchiuso in una torre sull’isola d’Elba\, in una cella sotto il livello del mare\, dove rimase recluso in solitudine per dodici anni. Anni dopo fu trasferito in un manicomio criminale\, dove morì nel 1910. Seguendo le teorie del Lombroso\, dopo la morte gli fu tagliata la testa. Il cranio e il cervello esposti nel Museo Criminologico di Roma fino al 2007\, quando\, grazie anche allo spettacolo\, è stato traslato per la giusta sepoltura nel suo paese. Quel paese che si chiamava Salvia fu ribattezzato “Savoia di Lucania”.
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LOCATION:Teatro di Villa Lazzaroni\, Via Appia Nuova\, 522\, Roma\, 00181\, Italia
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SUMMARY:Musiche per il Cinema e l’Audiovisivo a Calascio
DESCRIPTION:Paesaggi sospesi\, architetture antiche e una rocca che ha attraversato l’immaginario del cinema italiano e internazionale: Calascio torna a farsi luogo di visione\, ascolto e creazione. Dopo essere stata scenografia d’eccezione per film che hanno trovato tra le pietre\, la luce e l’orizzonte di Rocca Calascio una potenza narrativa unica\, il borgo abruzzese si prepara ad accogliere un nuovo percorso dedicato alla musica per il cinema e l’audiovisivo. \n\n\n\nDal 10 maggio al 27 giugno 2026\, nell’ambito della Scuola di Perfezionamento Musicale di Calascio\, prende forma il corso residenziale in Musiche per il Cinema e l’Audiovisivo\, articolato in quattro moduli — dal 10 al 16 maggio\, dal 17 al 22 maggio\, dal 15 al 21 giugno e dal 22 al 27 giugno — che trasformeranno Calascio in un campus diffuso dedicato alla composizione per immagini. \n\n\n\nNata all’interno del progetto PNRR “Rocca Calascio – Luce d’Abruzzo” e promossa dal Dipartimento di Filosofia\, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre\, la Scuola mette in relazione formazione avanzata\, produzione culturale e rigenerazione territoriale. In questo contesto\, la musica colta e i linguaggi contemporanei non restano confinati agli spazi accademici\, ma abitano il borgo\, attraversano i suoi luoghi simbolici e diventano strumento di attivazione culturale e sociale. \n\n\n\nIl corso dedicato alle colonne sonore affronta in modo integrato le principali dimensioni della musica applicata alle immagini: dalla storia e dall’estetica della musica per il cinema alle tecniche di composizione per film\, televisione e nuovi linguaggi audiovisivi\, dal sound design alla post-produzione audio\, fino agli elementi di regia e produzione. Accanto alle lezioni teoriche\, un laboratorio intensivo accompagnerà i partecipanti nello sviluppo di un progetto originale\, fino alla restituzione finale pubblica. \n\n\n\nA guidare il percorso saranno compositori\, registi e studiosi attivi nel panorama nazionale e internazionale\, tra cui Luca Aversano\, Paola Besutti\, Sara Navarro Lalanda\, Giovanni Vacca\, Daniela Bassani\, Mimmo Calopresti\, Pasquale Catalano\, Carlo Crivelli\, Marco Del Bene\, Bruno Di Marino\, Antonio Falduto\, Maurizio Gabrieli\, Riccardo Giagni\, Stefano Mainetti\, Silvia Moraes\, Roberto Pischiutta — Pivio — Maurizio Rizzuto e Giuliano Taviani. \n\n\n\nIn un luogo già attraversato dal cinema\, la musica per immagini trova così una dimensione immersiva e concreta: le lezioni si alternano tra spazi storici e paesaggi naturali\, mentre la residenzialità favorisce l’incontro tra studenti\, docenti\, professionisti e comunità. Calascio non è solo scenario\, ma parte viva del processo creativo: un territorio che diventa materia narrativa\, acustica\, visiva. \n\n\n\nLa Scuola di Perfezionamento Musicale di Calascio si inserisce nel più ampio progetto “Rocca Calascio – Luce d’Abruzzo”\, modello di rigenerazione culturale\, sociale ed economica che intende trasformare il borgo in un laboratorio permanente di innovazione territoriale. Cuore dell’iniziativa è l’Accademia della Rigenerazione\, piattaforma diffusa dedicata alla formazione avanzata\, alla produzione culturale e alla valorizzazione dei saperi contemporanei e locali. \n\n\n\nAttraverso la musica\, il cinema\, la formazione e la creatività\, Calascio riafferma così la propria centralità come luogo capace di generare nuove economie culturali e nuovi immaginari\, facendo dialogare memoria e futuro\, paesaggio e linguaggi contemporanei\, comunità e visione internazionale. \n\n\n\nIl progetto “Rocca Calascio – Luce d’Abruzzo” rappresenta un modello innovativo di rigenerazione culturale\, sociale ed economica\, capace di trasformare il borgo in un laboratorio permanente di innovazione territoriale. L’Accademia si struttura attraverso scuole di perfezionamento che valorizzano saperi locali e competenze contemporanee. Tra queste\, la Scuola di pastorizia estensiva forma nuove figure professionali legate alla montagna e alle filiere agro-pastorali. La Scuola di gestione turistica sostenibile sviluppa competenze per la governance e l’innovazione nei piccoli borghi. La Scuola di tessitura unisce tradizione artigianale\, design e valorizzazione delle fibre autoctone. La Scuola di Musica integra formazione classica e contemporanea\, con particolare attenzione alla produzione per il cinema. Accanto alla formazione\, l’Accademia si estende alla filiera culturale del cinema e della creatività\, in dialogo con i programmi educativi. \n\n\n\nIl progetto è animato da un sistema di festival (tra cui il Calascio Film Fest\, il Rigenera Festival e il Calascio Innovation Playground\, lo street boulder Festival) che attiva il borgo durante tutto l’anno\, facendo di “Rocca Calascio Luce d’Abruzzo” un ecosistema culturale integrato\, volto a generare nuove economie e rafforzare l’identità dei territori interni. \n\n\n\nPer info:ufficio.comunicazione@uniroma3.it;direttore.filosofiacomunicazionespettacolo@uniroma3.itwww.roccacalasciolucedabruzzo.it
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SUMMARY:“Virdimura” al Teatro Verga di Catania
DESCRIPTION:Ha debuttato venerdì 8 maggio alle 20.45 al Teatro Verga “Virdimura”\, la nuova produzione del Teatro Stabile di Catania e del Teatro Biondo di Palermo.  \n\n\n\nLo spettacolo\, tratto dal romanzo “Virdimura” di Simona Lo Iacono (Guanda\, 2024)\, vincitore del Premio Vittorini 2024\, sarà in scena fino al 17 maggio con la drammaturgia di Angela Demattè e la regia di Cinzia Maccagnano. \n\n\n\nProtagonista è Donatella Finocchiaro\, interprete intensa e magnetica chiamata a dare corpo a una figura realmente esistita: Virdimura\, considerata la prima donna medico della storia\, vissuta nella Catania del Trecento. Una donna capace di sfidare convenzioni\, pregiudizi e paure in un tempo in cui una guaritrice rischiava di essere accusata di stregoneria. \n\n\n\nAccanto a Donatella Finocchiaro saranno in scena Margherita Mignemi\, Franco Mirabella\, Olivia Spigarelli\, Luana Toscano\, Franz Cantalupo\, Giorgia Boscarino\, Ornella Brunetto\, Chiara Barbagallo e Luna Marongiu. \n\n\n\nUn viaggio teatrale che attraversa memoria\, dolore e desiderio di emancipazione\, affrontando temi universali come il diritto alla cura\, la libertà femminile e il valore dell’umanità. \n\n\n\nNelle note di regia\, Cinzia Maccagnano sottolinea come il cuore dello spettacolo risieda nella capacità di aderire al proprio destino: “La sua strada è in un certo senso segnata da quella del padre Urìa\, medico visionario e carismatico\, ma attraversando una crisi\, in cui si trova a fare i conti con la grande assenza materna\, con il senso di abbandono del padre che per salvarla ha dovuto abbandonarla\, è chiamata a prendere una scelta per la sua vita: può lei essere medico pur essendo donna?”. \n\n\n\nLa storia narrata all’interno del premiato romanzo di Simona Lo Iacono\, dal quale prende forma lo spettacolo\, è quella della prima donna abilitata all’esercizio della professione medica\, vissuta nel 1300\, quando questo era impensabile. Il racconto attraversa l’intero arco della vita della protagonista\, dall’infanzia alla vecchiaia\, richiamando figure\, luoghi e memorie che abitano la sua esistenza. \n\n\n\nAngela Demattè\, autrice della drammaturgia\, evidenzia come il percorso teatrale abbia cercato di restituire “il mistero di Virdimura”\, attraversando il rapporto con la madre\, il padre e il proprio destino di donna e di medico. \n\n\n\nLe musiche originali sono di Etta Scollo e le scene di Andrea Taddei. I costumi sono firmati da Dora Argento\, le luci da Gaetano La Mela. Calendario rappresentazioni:venerdì 8 maggio 2026 ore 20:45sabato 9 maggio 2026 ore 20:45domenica 10 maggio 2026 ore 17:30martedì 12 maggio 2026 ore 17:30mercoledì 13 maggio 2026 ore 17:30giovedì 14 maggio 2026 ore 20:45venerdì 15 maggio 2026 ore 17:30sabato 16 maggio 2026 ore 17:30domenica 17 maggio 2026 ore 17:30 \n\n\n\nVirdimura di Simona Lo Iacono“Guanda”\, 2024 \n\n\n\ndrammaturgia Angela Demattè \n\n\n\nregia Cinzia Maccagnano \n\n\n\nmusiche Etta Scolloscene Andrea Taddeicostumi Dora Argentoluci Gaetano La Mela \n\n\n\ncon Donatella Finocchiaroe Margherita Mignemi\, Franco Mirabella\, Olivia Spigarelli\, Luana Toscano\, Franz Cantalupo\, Giorgia Boscarino\, Ornella Brunetto\, Chiara Barbagallo\, Luna Marongiu \n\n\n\ndurata 1h40’ \n\n\n\nfoto di Antonio Parrinello \n\n\n\nproduzione Teatro Stabile di Catania e Teatro Biondo Palermo.
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SUMMARY:"Non si sa come" al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Franco Branciaroli è il protagonista di Non si sa come\, l’ultima opera compiuta di Luigi Pirandello\, che debutta al Teatro Biondo di Palermo sabato 9 maggio alle ore 19.00 nella messa in scena diretta da Paolo Valerio e coprodotta da Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, Teatro de gli Incamminati\, Centro Teatrale Bresciano e Teatro Biondo di Palermo. \n\n\n\nCompletano il cast Alessandro Albertin\, Valentina Violo\, Ester Galazzi\, Emanuele Fortunati; le scene e i costumi sono di Marta Crisolini Malatesta\, le luci di Gigi Saccomandi\, i movimenti di scena di Monica Codena e i video di Alessandro Papa. \n\n\n\nA 90 anni dal suo primo debutto italiano\, avvenuto nel 1935 – proprio quando l’autore ricevette il Premio Nobel – il dramma Non si sa come è scelto da Paolo Valerio per proseguire\, attraverso il linguaggio del palcoscenico\, il suo percorso di ricerca nella psicologia e nell’animo umani intrapreso con La coscienza di Zeno. \n\n\n\nUn percorso che ora – forte della lezione sveviana – il regista sviluppa e declina attraverso la scrittura spietata e affascinante di Pirandello. Il ruolo del protagonista è affidato a un maestro raffinato e incisivo del teatro contemporaneo come Franco Branciaroli\, versatile nel passare dai grandi ruoli di Shakespeare e Goldoni alle lacerazioni morali e psicologiche di questa pièce attualissima e feroce. \n\n\n\nIn un’ambientazione raffinata\, i protagonisti appaiono tutti come ineccepibili rappresentanti di una società di ceto elevato; eppure\, “non si sa come”\, l’inesorabile analisi pirandelliana porta alla luce un loro lato spaventosamente irrazionale\, popolato da cosiddetti “delitti innocenti”\, azioni inconfessate o inconfessabili in cui sull’autocontrollo\, sulle ragioni dell’etica\, prevale l’istinto brutale\, quel “secondo io” che talvolta abita l’uomo. \n\n\n\nEcco allora che Romeo Daddi\, pur amando profondamente la moglie\, tradisce tanto lei quanto il suo migliore amico. Smosso da questa colpa\, riaffiora in lui il ricordo di un’altra\, gravissima colpa: un assassinio compiuto da ragazzo e immediatamente rimosso: «Non l’ho voluto fare\, non ne ho colpa». \n\n\n\nUn ragionamento che risuona lacerante\, inquietante\, e che scuote violentemente la coscienza del pubblico di oggi\, troppo spesso confuso\, sospeso\, fra la tendenza all’assoluzione di violenti “raptus” istintuali e la loro condanna. Sono questioni che quotidianamente segnano il nostro tempo: è eticamente accettabile l’idea che\, “non si sa come”\, una persona possa essere sopraffatta dal suo “io istintuale” e fuori controllo? E poi c’è il tema dell’oblio della colpa\, perfettamente racchiuso nello sconvolgente “monologo della lucertola”. \n\n\n\nUn viaggio\, dunque\, nella capacità dell’uomo di essere spaventosamente irrazionale e incredibilmente fragile\, che indurrà il pubblico a profonde riflessioni. Un’analisi inesorabile nel vortice della psicologia umana\, che il regista amplifica in scena\, non soltanto attraverso le efficaci e potenti parole di Pirandello\, ma anche con una contaminazione multimediale che si interfaccia con l’interpretazione attoriale\, restituendo attraverso leitmotiv visuali le mutevoli sfumature psicologiche dei personaggi. \n\n\n\n____________ \n\n\n\nNon si sa come \n\n\n\ndi Luigi Pirandello \n\n\n\nregia Paolo Valeriocon Franco Branciaroli\,Alessandro Albertin\, Valentina Violo\, Ester Galazzi\, Emanuele Fortunatiscene e costumi Marta Crisolini Malatestaluci Gigi Saccomandimovimenti di scena Monica Codenavideo Alessandro Papa \n\n\n\nproduzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia / Teatro de gli Incamminati / Centro Teatrale Bresciano / Teatro Biondo Palermo \n\n\n\nDurata: 1 ora e 30 minuti \n\n\n\nCalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\nsabato 9 maggio ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 10 maggio ore 17.00 \n\n\n\nmartedì 12 maggio ore 21.00 \n\n\n\nmercoledì 13 maggio ore 17.00 \n\n\n\ngiovedì 14 maggio ore 17.00 \n\n\n\nvenerdì 15 maggio ore 21.00 \n\n\n\nsabato 16 maggio ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 17 maggio re 17.00
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SUMMARY:"I Colori del Perdono" al Teatro Petrolini
DESCRIPTION:Debutta  al Teatro Petrolini I Colori del Perdono: uno spettacolo intenso che rompe il silenzio sulle ferite dell’infanzia \n\n\n\nUno spazio chiuso\, casa e coscienza insieme\, una donna torna a guardare ciò che è rimasto sospeso. Il passato prende forma\, si fa presenza. Non per essere giudicato\, ma per essere attraversato. \n\n\n\nUn racconto intimo e necessario sul coraggio di restare\, sulla possibilità di scegliere\, sul momento esatto in cui il dolore smette di comandare. \n\n\n\nDal romanzo di Monica Roiati\, adattamento e regia di Angelita Puliafito\, con Noemi Giangrande. \n\n\n\nLo spettacolo affronta con sensibilità e forza scenica il tema degli abusi sui minori e delle ferite che possono proseguire nell’età adulta\, aprendo uno spazio di riflessione e rinascita. \n\n\n\nAngelita Puliafito è regista e autrice teatrale\, impegnata in progetti che uniscono ricerca artistica\, sensibilità sociale ed emozione scenica.
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SUMMARY:“Colazione da Truman” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Una mente brillante lui\, una altrettanto luminosa lei. I sagaci spiriti di Truman Capote e Babe Paley sono evocati in scena da “Colazione da Truman”\, spettacolo che chiude la stagione teatrale dell’OFF/OFF Theatre\, sul palco di Via Giulia\, il 9 e il 10 maggio. Interpreti nonché appassionati conoscitori delle due emblematiche figure intellettuali della New York del secolo scorso\, saranno Marisela Federici (al suo debutto come attrice) e Santino Fiorillo\, accompagnati da Gianluca D’Alò e Riccardo Galiano\, diretti da Pino Strabioli\, in una produzione firmata Ge.A.. \n\n\n\nTruman Capote e Babe Paley: lui\, il più adorato\, bislacco e maligno tra i beniamini della letteratura americana e lei\, la socialite più amata e invidiata d’America. Reciprocamente\, furono l’uno la “my fair lady” dell’altra. In un fine settimana in Giamaica\, Babe guardò lui e Truman guardò lei e si innamorarono. Tra i due campioni della superficialità e dell’apparenza\, nacque una comprensione intima reciproca\, una vera e propria dipendenza. Sapevano entrambi che non erano amati come volevano\, e come forse non meritavano. Erano due anime gemelle che si confidavano ogni segreto fino al tradimento di Truman\, quando riportò le confidenze di Babe nel romanzo verità\, “Preghiere Esaudite”\, che fu il romanzo dello scandalo. La high society dell’epoca si sentì tradita dal suo scrittore preferito. Il piccolo mondo di miliardari\, attrici\, gran dame\, uomini politici\, ricche vedove che lo aveva accolto\, lo espulse senza pietà. Non si rividero più\, o forse si riconciliarono\, ma era troppo tardi per entrambi. \n\n\n\nSantino Fiorillo e Marisela Federici – l’ultima delle testimoni dei salotti romani come la Paley lo era di quelli newyorkesi -\, sono i protagonisti in scena di una dipendenza intellettuale e amorosa tra due menti affini dal pensiero sempre pungente\, in un imperdibile spaccato di una società fatta di individui che\, con le loro abitudini e i loro arditi punti di vista\, hanno superato le epoche. \n\n\n\n INFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515 biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/
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SUMMARY:“Qualcuno era Gaber" all'Antica Stamperia Rubattino
DESCRIPTION:Una serata d’eccezione quella dedicata al mai abbastanza celebrato Giorgio Gaber sabato 9 maggio alle 21 a Roma nel teatrino dell’Antica Stamperia Rubattino. Il titolo è “Qualcuno era Gaber” e ospiterà Paolo Dal Bon\, presidente della Fondazione Giorgio Gaber e suo storico manager\, che sarà intervistato dall’operatore culturale e giornalista Enrico Deregibus\, che è anche il curatore della serata. \n\n\n\nA proporre brani\, cantati e recitati\, di Gaber saranno invece artisti come Piji\, cantautore di pregio e artista poliedrico\, nonché cultore della canzone d’autore italiana; Sara Valerio\, attrice\, autrice e regista di rilievo\, capace di dare voce e corpo alla drammaturgia gaberiana; Ivan Spadoni\, giovane musicista e interprete attento alle sfumature del teatro-canzone. \n\n\n\nL’appuntamento\, patrocinato dalla Fondazione Giorgio Gaber\, sarà un percorso a più voci nell’universo gaberiano per intrecciare la memoria storica alla reinterpretazione contemporanea e restituire la profondità intellettuale e l’ironia tagliente dell’artista milanese a più di vent’anni dalla sua scomparsa. \n\n\n\nIl dialogo con Dal Bon sarà un’occasione per scoprire anche l’uomo dietro l’artista e il lavoro di conservazione di un patrimonio culturale enorme. L’intervista sarà punteggiata da filmati rari o particolarmente significativi provenienti dall’archivio della Fondazione Gaber che permetteranno al pubblico di ritrovare la mimica\, lo sguardo e la potenza scenica originale dell’artista milanese. \n\n\n\n“Gaber non è un monumento da ammirare a distanza\, ma un intellettuale da interrogare ogni giorno\,” sottolinea Enrico Deregibus. “Questa serata nasce con l’intento di far dialogare le sue parole originali e la testimonianza diretta del suo percorso con la sensibilità di artisti che oggi\, con linguaggi diversi\, possono portarne avanti l’eredità”. \n\n\n\nLa serata\, che è nell’ambito della rassegna “Sopra c’è gente”\, prosegue la serie degli appuntamenti tematici di Enrico Deregibus all’Antica Stamperia Rubattino dedicati ad artisti o luoghi che fanno parte della migliore storia della nostra canzone. Precedenti serate erano state dedicate a Francesco De Gregori\, Luigi Tenco e al Folkstudio. \n\n\n\nQuello a Gaber vuole essere un omaggio che è anche un momento di condivisione culturale e civile. L’Antica Stamperia Rubattino\, per storia e caratteristiche\, è luogo da questo punto di vista quantomai adatto. Si trova nel cuore di Roma\, a Testaccio\, in Via Rubattino 1.  \n\n\n\nLa serata è con prenotazione obbligatoria al numero WhatsApp 375.7366804. Info: 06.45493537
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SUMMARY:"Blu" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Le atmosfere e il ritmo affascinante del flamenco invadono l’Altrove Teatro Studio il 9 e 10 maggio con BLU\, spettacolo di Francesca Stocchi diretto da Lisa Colosimo. \n\n\n\nIl blu è il colore che\, nell’immaginario comune\, meno si accosterebbe al Flamenco. Ed è questa\, forse\, la prima “sfida comunicativa” dello spettacolo. Magari il rosso lo richiamerebbe di più\, così com’è anche per il teatro ma questi sono solo cliché. È inoltre curioso come lo si associ subito alla sua origine spagnola\, ma poi lo si confonda spesso col meraviglioso Tango\, che però è argentino e si balla in coppia! \n\n\n\nBLU non è una lezione di cosa sia davvero il Flamenco ma\, certamente\, è la forte volontà di esprimerlo e approfondirlo; è il desiderio di far arrivare le sue complessità stilistiche\, la sua carica emotiva\, l’indiscutibile espressività sonora. Il Flamenco è un’Arte estremamente teatrale\, per cui è stato naturale l’incontro di questi due linguaggi. In BLU\, Francesca Stocchi bailaora e coreografa\, Lisa Colosimo attrice e regista\, esplorano e ricercano il dialogo appassionato che scaturisce dai loro Mestieri. La parola serve il gesto\, il gesto serve la parola\, ed insieme varcano nuovi confini: si trasformano\, si mescolano e si colorano nel “rosso” delle loro passioni… ora dipinte di BLU. \n\n\n\n ORARIO SPETTACOLI \n\n\n\nSabato ore 20 \n\n\n\nDomenica ore 17 \n\n\n\nBiglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€ \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413\, email ipensieridellaltrove@gmail.co
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SUMMARY:"Miss Lala al Circo Fernando/In a room" e "Per Atena!" al  Torlonia e India
DESCRIPTION:Continua la primavera per le nuove generazioni al Teatro di Roma con due appuntamenti per il mese di maggio tra i palcoscenici del Teatro India e del Teatro Torlonia\, che rallegreranno e affascineranno tutte le famiglie. \n\n\n\nSi parte dal Teatro Torlonia il 9 e 10 maggio con Miss Lala al Circo Fernando / In a room\, spettacolo scritto da Riccardo de Torrebruna con la regia di Chiara Frigo\, che vede come protagonista Marigia Maggipinto\, storica interprete della compagnia del Tanztheater di Wuppertal. \n\n\n\nCome agli albori del Circo\, gli spettatori si avventurano in uno spazio intimo per osservare da vicino กฐil diversoกฑ\, กฐil fenomenoกฑ. Lo chapiteau di Miss Lala จจ una dimora calda\, accogliente\, in cui gli ospiti sono seduti attorno a un tavolo imbandito di foto e di scritti: un archivio dal quale attingere frammenti\, memorie\, e altre suggestioni. La Maggipinto compone un racconto in cui a tratti riemerge la sua danza. La presenza di Pina Bausch aleggia dunque lungo il racconto\, innescando da lontano la sua danzatrice. Marigia si fa corpo e parola sulle corde sottili della memoria e della passione per il lavoro\, assecondando le scelte degli spettatori pronta a improvvisare di nuovo sulle corde sottili della memoria \n\n\n\nIl 16 e il 17 maggio ci si sposta al Teatro India con Per Atena! di Ciro Burzo\, diretto da Carlo Gertrude. \n\n\n\nProtagonisti sono Epeo\, costruttore del cavallo di Troia\, e Sinone\, soldato scelto con il compito di convincere i Troiani ad accettare il cavallo in segno di pace. Ma la guerra non resta confinata tra i versi del testo epico\, invade i confini e ne detta i margini\, sfocia nelle strade macchiando tutto quello che incontra\, entra nelle case tramite i notiziari o nei casi piจด drammatici\, usando le bombe. Conoscere la storia serve a comprendere il presente\, a capire chi siamo e a progettare il futuro. A non commettere gli stessi errori. Lo spettacolo prova a spiegare la guerra alle nuove generazioni\, come trovare un linguaggio teatrale che arrivi ai giovani. La guerra che diventa tragedia umana\, storia del singolo che si rispecchia nella storia dei popoli. \n\n\n\nIl 17 maggio lo spettacolo จจ preceduto dal laboratorio gratuito Spazio al gioco a cura di Anna De Stefano\, Ciro Burzo\, Carlo Geltrude\, per i ragazzi dai 10 ai 12 anni. Uno spazio di esplorazione espressiva in cui il gioco diventa uno strumento fondamentale per conoscersi\, entrare in relazione con gli altri e sviluppare nuove possibilitจค comunicative. Il laboratorio si propone di accompagnare i partecipanti in un cammino di scoperta delle proprie potenzialitจค comunicative\, favorendo al contempo la costruzione di un ambiente accogliente e privo di giudizio\, nel quale sia possibile sperimentare con libertจค e autenticitจค. \n\n\n\nProgramma degli spettacoli: \n\n\n\nTeatro Torlonia\, 9 e 10 maggio 2026 ore 17 e ore 18:30 \n\n\n\nMiss Lala al Circo Fernando / In a room \n\n\n\ncon Marigia Maggipinto \n\n\n\ncoreografia e regia Chiara Frigo \n\n\n\ndrammaturgia Riccardo de Torrebruna \n\n\n\nmusica Laura Masotto \n\n\n\ncura del progetto Nicoletta Scrivo \n\n\n\nfoto Margherita Mase \n\n\n\nproduzione Zebra Cultural Zoo \n\n\n\ncon il sostegno di CSC Centro per la Scena Contemporanea Bassano del Grappa\, Teatro di Dioniso\, Anghiari Dance Hub \n\n\n\nIl progetto จจ realizzato con il sostegno di ResiDance จC azione della Rete Anticorpi XL \n\n\n\ndai 7 anni. \n\n\n\nTeatro India\, 16 จC 17 maggio 2026 ore 16 \n\n\n\nPER ATENA! \n\n\n\ndi Ciro Burzo \n\n\n\nregia Carlo Geltrude \n\n\n\ncon Ciro Burzo e Carlo Geltrude \n\n\n\naiuto regia Anna De Stefano \n\n\n\ncompositore musiche Gheto Soffittaman \n\n\n\ndagli 8 anni \n\n\n\nTeatro India\, 17 maggio Laboratorio ore 10.30-12.00 \n\n\n\nSpazio al gioco a cura di Anna De Stefano\, Ciro Burzo\, Carlo Geltrude \n\n\n\ndai 10 ai 12 anni จC max 20 partecipanti \n\n\n\nnuovegenerazioni@teatrodiroma.net
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SUMMARY:"SHE Street (Art) - Her (Art) - Exhibition" a Rosso Contemporaneo
DESCRIPTION:Sabato 9 maggio 2026 alle ore 18.00\, Rosso20sette arte contemporanea presenta la mostra SHE Street (Art) – Her (Art) – Exhibition con le opere di Swoon\, Patricia Mariano\, Handiedan Sandra Chevrier\, Faith XLVII\, Jacoba Niepoort\, a cura di Giorgio Silvestrelli: una collettiva che vuole celebrare le donne attraverso la lente della street art e dell’arte urbana con lavori su carta e su tela\, alcuni mai esposti prima\, altri realizzati appositamente. \n\n\n\nScrive il curatore\, Giorgio Silvestrelli: «La parola she è un pronome inglese che può essere tradotto con “lei” e\, per questa mostra\, è diventato anche l’acronimo di Street (Art) – Her (Art) – Exhibition. “S” come street art\, ovvero il movimento a cui appartengono le sei straordinarie artiste di indiscussa fama internazionale qui in mostra. “H” si riferisce alla parola inglese her\, intesa sia come aggettivo possessivo femminile che pronome. Her (Art)\, dunque\, per sottolineare che l’arte in mostra è opera di un’artista donna. Infatti\, il termine artist in inglese\, così come quasi tutte le parole di questa lingua\, è neutro\, privo di genere. A chiudere\, la “E” di exhibition. La punta dell’iceberg. Giorni\, settimane e mesi di lavoro che diventano opere\, prendono corpo e spazio sui muri della galleria. Sentimenti\, idee\, passioni\, stili\, tecniche e colori si concretizzano per essere esibiti e ammirati.  \n\n\n\nSulle pareti della galleria trovano posto i lavori di FAITH\, artista sudafricana di fama mondiale e pioniera dell’arte di strada al femminile. Queste sue opere sono state recentemente esposte allo STRAAT di Amsterdam\, uno dei più prestigiosi musei dedicati interamente alla street art. Girl from Ranoon Province è sogno e realtà allo stesso tempo. Una pensierosa ragazza sta osservando il mondo circostante o ne sta immaginando uno nuovo\, diverso? Sono queste e molte altre le domande che ci poniamo davanti a questo lavoro di SWOON\, acclamata artista americana che vanta opere nella collezione permanente del MOMA di New York e in altri famosi musei di arte contemporanea di tutto il mondo.Sandra Chevrier\, supereroina dell’arte urbana è capace di mescolare cultura pop e fine art\, fumetti e ritratti femminili. Per SHE espone La Cage et la valeur de la vie un’opera femminile e femminista dove fragilità e super poteri\, realtà e fantasia si fondono in un’unica immagine. Ha dipinto oltre 40 murales in giro per il mondo\, ma è Copenaghen il luogo in cui è nata e che considera la sua casa. Jacoba Niepoort è una talentuosa street artist che ama esprimersi nello spazio urbano dipingendo\, con il suo inconfondibile stile\, corpi e soggetti umani. Direttamente dall’Olanda HANDIEDAN è una polivalente artista che\, da sempre\, sperimenta e crea utilizzando il collage come sua tecnica principale. Strati su strati di carta e colla per creare un caleidoscopio di immagini e parole che rendono la donna il fulcro della sua arte. Patrícia Mariano inserisce la sua arte all’interno della corrente del realismo immaginario. I suoi lavori sono metaforici\, carichi di simboli e sospesi tra realtà e surrealismo.  \n\n\n\nDunque SHE è una collettiva che mira a portare lo spettatore dentro un mondo di donne\, fatto da donne. Ma SHE è anche libertà. La libertà di guardare all’universo femminile dalla prospettiva che più si preferisce. In fin dei conti\, la Libertà non può che essere Donna.» 
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LOCATION:Rosso20sette arte contemporanea \, Via del Sudario\, 39\,\, Roma\, RM\, 00186\, Italia
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SUMMARY:Festa della Lettura 2026
DESCRIPTION:Da Villa Giulia alle librerie e ai mercati del territorio\, il calendario di maggio della Festa della Lettura 2026 porta nel Municipio II grandi protagonisti della cultura italiana e internazionale all’interno del cartellone nazionale de Il Maggio dei Libri. \n\n\n\nProsegue con un calendario sempre più fitto di appuntamenti la Festa della Lettura 2026 del Municipio II di Roma Capitale\, manifestazione organizzata dall’associazione Il Talento di Roma in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Municipio II di Roma Capitale e inserita nel programma nazionale de Il Maggio dei Libri. \n\n\n\nTema dell’edizione 2026 è Parole oltre ogni confine\, un percorso che prende spunto dalla rilettura dell’Iliade di Omero per mettere in dialogo memoria e contemporaneità attraverso letteratura\, poesia\, filosofia e confronto civile. Per tre mesi il Municipio II si trasforma così in un palcoscenico culturale diffuso tra librerie\, mercati\, musei e spazi culturali del territorio. \n\n\n\nTra le iniziative già avviate\, la rassegna Libri tra i banchi\, partita il 6 maggio scorso e ideata insieme all’Assessorato al Commercio del Municipio II\, che porterà fino al 30 giugno la lettura nei mercati rionali del territorio attraverso appuntamenti mattutini e pomeridiano-serali dedicati a libri\, incontri con autori e letture pubbliche. Un progetto che punta a valorizzare i mercati come luoghi di aggregazione e scambio culturale\, avvicinando la letteratura agli spazi della quotidianità. \n\n\n\nUno degli appuntamenti più significativi del mese sarà quello del 12 maggio presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia\, dedicato alla memoria di Beppe Sebaste\, poeta\, scrittore e giornalista scomparso recentemente. Un incontro collettivo per ricordarne la figura umana e intellettuale attraverso le testimonianze di amici\, scrittori e studiosi che con lui hanno condiviso percorsi artistici e di vita: Stefano Crocelli\, Paolo Parisi Presicce\, Emanuele Trevi\, Andrea Cortellessa\, Elena Stancanelli\, Paolo Di Paolo\, Claudio Damiani\, Giancarlo De Cataldo\, Stefano Catucci e altri protagonisti del panorama culturale italiano. \n\n\n\nAmpio spazio sarà dedicato anche alla poesia contemporanea e alla riflessione filosofica. Presso la Libreria Koob\, Renato Minore presenterà\, il 14 maggio\, la raccolta Tutto imparammo dell’amore (La nave di Teseo)\, un libro che attraversa memoria personale\, perdita e sentimento amoroso con il linguaggio lirico che caratterizza da sempre la sua scrittura. Alla riflessione filosofica sarà invece dedicato l’incontro del 18 maggio con il professor Eugenio Lecaldano\, che presso Libraccio via Chiana presenterà David Hume filosofo europeo (Carocci)\, volume che ripercorre il pensiero del grande filosofo scozzese e la sua eredità nella cultura europea contemporanea. \n\n\n\nTra gli appuntamenti letterari più attesi anche l’incontro con Simone Tempia\, autore di Gran galà con delitto (Garzanti)\, romanzo che intreccia ironia\, mistero e osservazione sociale attraverso una scrittura elegante e brillante e che verrà presentato il 21 maggio alla libreria Tra le righe. \n\n\n\nDue gli appuntamenti principali\, invece\, del 23 maggio. Il mare\, il viaggio e il paesaggio mediterraneo saranno al centro della presentazione di Le parole del mare di Piero Dorfles (Sellerio)\, ospitata presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Parallelamente\, Renzo Sabatini presenterà da Libraccio via Chiana Tra le rovine dell’impero. Lettere da New York (Ensemble)\, una riflessione sulla crisi americana e sulle trasformazioni geopolitiche dell’Occidente osservate dalla città simbolo della modernità contemporanea. \n\n\n\nLa Festa della Lettura dedicherà inoltre uno spazio importante ai temi dell’etica e dell’intelligenza artificialecon l’incontro\, il 26 maggio alla libreria Tra le righe\, tra la professoressa Antonella Ficorilli e Mario De Caro\, autore di Intelligenze. Etica e politica dell’IA (Il Mulino)\, volume che affronta le implicazioni culturali\, politiche e morali delle nuove tecnologie intelligenti. \n\n\n\nIl programma si arricchirà inoltre il 27 maggio con una speciale Poetry Reading Night presso l’Accademia Britannica a Roma di via Gramsci\, che vedrà protagonisti Giulia Sara Arcovito\, Cian Donnelly\, Samuel Hasler e Manuela Pacella in una serata dedicata alla poesia internazionale e al dialogo tra lingue e culture differenti. \n\n\n\nI temi della memoria storica e delle ferite del Novecento saranno invece al centro dell’incontro del 29 maggio presso Libraccio via Chiana con Gianni Cuperlo\, dedicato al suo libro La frontiera ferita(Marietti Editore)\, una riflessione sui conflitti del confine orientale italiano\, tra guerra\, fascismo\, foibe ed esodo. \n\n\n\nCon decine di appuntamenti distribuiti sul territorio\, la Festa della Lettura 2026 continua così a costruire uno spazio aperto di confronto e partecipazione\, trasformando il Municipio II in un laboratorio culturale diffuso capace di attraversare\, tra memoria e contemporaneità\, i confini del nostro tempo. \n\n\n\nTutto il programma della manifestazione è consultabile qui.
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SUMMARY:Il Misantropo di Molière al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Da venerdì 8 a domenica 17 maggio 2026\, al Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico) di Roma\, Vincenzo Zingaro porta in scena la sua innovativa versione de Il Misantropo di Molière\, di cui ha curato l’adattamento e la regia\, che lo vede protagonista nel ruolo di Alceste. Al suo fianco Annalena Lombardi\, Giovanni Ribò\, Piero Sarpa\, Laura De Angelis\, Fabrizio Passerini\, Rocco Militano\, Sina Sebastiani\, Paolo Oppedisano. Musiche di Giovanni Zappalorto; costumi di Emiliana Di Rubbo; scene di Vincenzo Zingaro; luci di Giovanna Venzi.  \n\n\n\nProduzione Compagnia CASTALIA (Centro di Produzione).  \n\n\n\nIl Misantropo di Molière è una delle più grandi commedie di tutti i tempi. Un capolavoro di drammaturgia che scandaglia l’animo umano con straordinaria sensibilità. Un inno alla sincerità e alla purezza contro il perbenismo\, la superficialità e la corruzione. Alceste\, il protagonista\, incarnando l’utopia di un mondo più giusto e vero\, ci fa riflettere sulla difficoltà dei rapporti dell’individuo con i propri simili\, con la società\, con la persona amata. Nell’originale e fantasiosa messinscena di Vincenzo Zingaro\, la vicenda prende vita in una dimensione onirica che ci permette di addentrarci nell’immaginario di Alceste\, fino a svelarne la sua natura più intima\, attraverso una varietà di registri (dal comico\, al brillante\, al sentimentale\, al drammatico)\, in continua alternanza\, elaborando tutti gli elementi della ricchezza drammaturgica di Molière. In questo gioco di contrasti\, la figura di Alceste appare sospesa fra il bisogno di “esserci”\, per gridare la propria indignazione contro una società fatta di maschere\, ipocrita e corrotta e il bisogno di “ritirarsi” in solitudine. La sua misantropia è il cortocircuito di un’anima nobile che si scontra con un mondo artificiale che non accetta\, sotto la quale si cela un intimo ideale di fratellanza e di umanità. La sua incapacità di mediare lo condanna\, così\, all’impossibilità di realizzare il suo sogno d’amore con Selimene\, legata alla mondanità che lui disprezza. Difficilmente un’opera tanto lontana dal nostro tempo riesce a parlare di noi in maniera così incisiva e “contemporanea”\, spingendoci ad affrontare gli interrogativi più scottanti del nostro essere uomini\, soprattutto in questa era di disorientante transizione. \n\n\n\nOrario spettacoli: \n\n\n\nvenerdì 8 e sabato 9 maggio ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 10 maggio ore 17\,30 \n\n\n\n venerdì 15 e sabato 16 maggio ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 17 maggio ore 17\,30
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LOCATION:Teatro Arcobaleno\, Via F. Redi 1/a\, Roma\, Italia\, 00161\, Italia
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SUMMARY:“Ardea. Memorie da un fiume” al Centro Culturale Artemia
DESCRIPTION:Quando l’umanità scompare\, la memoria trova nuove forme per sopravvivere. \n\n\n\nIl Centro Culturale Artemia presenta “Ardea. Memorie da un fiume”\, lo spettacolo vincitore del Primo Premio Miglior Spettacolo al Festival Nazionale di Corti Teatrali “InCorti da Artemia” 2025\, ora in scena in una versione estesa che conferma la forza poetica e visiva del progetto. \n\n\n\nFirmato dalla compagnia Collettiva ImparaNoia\, lo spettacolo vede in scena Chiara Mirta Buono\, Elisa Cardoso\, Laura Casali e Lucia Fiorani\, con la regia di Elisa Cardoso\, scene di Lucia Fiorani e musiche originali di Chiara Mirta Buono. \n\n\n\nAttraverso un linguaggio scenico che intreccia teatro d’ombre\, marionette e teatro d’oggetti\, “Ardea. Memorie da un fiume” accompagna lo spettatore in un mondo trasformato\, dove la natura torna a occupare lo spazio lasciato dall’uomo. \n\n\n\nAl centro del racconto\, la casa di un’anziana donna – ultimo essere umano sulla Terra – viene sommersa da un’alluvione che ridisegna il paesaggio e restituisce il dominio alla natura. In questo scenario sospeso\, un airone grigio diventa custode e testimone delle memorie umane\, raccogliendo ciò che resta e trasformandolo in nuova narrazione. \n\n\n\nLo spettacolo invita a una riflessione delicata e potente sul rapporto tra uomo\, memoria e ambiente\, aprendo uno spazio immaginativo su ciò che potrebbe restare dopo di noi. \n\n\n\nAdatto anche a un pubblico giovane (dai 7 anni in su)\, lo spettacolo riesce a coniugare poesia visiva e profondità tematica\, offrendo un’esperienza coinvolgente per spettatori di tutte le età. \n\n\n\nIn scena venerdì 8 e sabato 9 maggio\, ore 21 – Domenica 10 maggio\, ore 18 \n\n\n\nIngresso spettacolo: € 12Tessera associativa 2026 nuovi soci: € 3 \n\n\n\nPRENOTAZIONI: 334 1598407 (anche WhatsApp e/o SMS)Il pubblico è pregato di arrivare quindici minuti in anticipo.
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SUMMARY:“Magic Gran Galà Internazionale di Magia”  all'Auditorium della Conciliazione
DESCRIPTION:Lo stupore non ha bisogno di catene\, ma di ali per far volare la fantasia. Il “Magic Gran Galà Internazionale di Magia” torna a Roma per una dodicesima edizione che segna una svolta poetica ed etica. Quest’anno\, la produzione WonderArt Entertainment ha scelto di celebrare l’anniversario di San Francesco d’Assisi\, onorando la sua “magia” più grande: la capacità di comunicare con gli animali in un dialogo di fratellanza universale.  E per fortificare il valore di questo messaggio e l’importanza di rispettare tutte le creature della natura per la prima volta al “Magic” non ci saranno animali vivi sul palcoscenico. Illusionisti e prestigiatori nelle loro esibizioni  ospiteranno simbolici animali creati artigianalmente\, dimostrando che l’arte magica può incantare la platea puntando esclusivamente su talento e  creatività. L’8 e il 9 maggio presso l’Auditorium della Conciliazione\, a due passi da San Pietro\, prenderà vita un vero e proprio “incanto della gentilezza” pronto a trasformare lo show in qualcosa di speciale. Grazie ai successi registrati nelle passate edizioni “Magic” conferma il suo desiderio di offrire al pubblico di ogni età il potere di sognare ad occhi aperti in un viaggio straordinario dentro un mondo straordinario. Sotto la direzione artistica di Alessio Masci e con la regia di Francesca Bellucci ancora una volta saliranno sul palco alcuni tra i più celebri prestigiatori della scena internazionale con i loro numeri di grandi illusioni\, manipolazione e mentalismo. Un Cast Mondiale\, tra cui: Andrea Sestieri\, laureato in scienze della formazione con un passato da educatore l’artista fonde sensibilità umana e alta tecnologia\, presentando un format unico dove magia e innovazione digitale creano suggestioni mai viste prima; Anca e Lucca\, campioni Mondiali FISM di magia mentale arrivano dall’Austria per ridefinire i limiti della lettura del pensiero. Il loro è un mentalismo “unplugged”: nessuna elettronica\, nessun auricolare\, nessun complice; Van Denon e Nicole\, una delle coppie più celebri del panorama internazionale. Portano in scena grandi illusioni ed emozioni indelebili coltivate sui palchi dei più importanti casinò e teatri europei; Igor Trifunov: Il pluripremiato illusionista serbo\, star della TV con Street Magic e vincitore di numerosi Grand Prix internazionali. Maestro della manipolazione\, Trifunov è capace di trasformare gesti quotidiani in momenti di puro incanto coreografico; Jad\, fresco vincitore del Campionato di Magia di Francia 2025\, l’artista svizzero è l’esponente di punta della magia moderna. Celebre per la sua tecnica impeccabile con il nastro adesivo e una manipolazione visiva travolgente; Britney Bricherasio\, spirito visionario e figlia d’arte circense\, Britney unisce la potenza di una voce straordinaria (già apprezzata a XFactor) alla disciplina estrema del circo. Al timone della kermesse torna Mago Lupis\, l’istrionico Campione Italiano di Magia 2014. Con il suo stile comico e travolgente\, Lupis sarà il filo conduttore di questo viaggio\, garantendo risate e stupore per un pubblico di ogni età.  \n\n\n\nDate\, Orari e Biglietti\n\n\n\n·        Venerdì 8 maggio 2026 – ore 20:30  \n\n\n\n·        Sabato 9 maggio 2026 – ore 16:30 e ore 20:30  \n\n\n\n·        Location: Auditorium della Conciliazione\, Roma  \n\n\n\nI biglietti sono acquistabili online sul sito ufficiale dell’evento.  \n\n\n\nWonderArt Entertainment Sito: www.wonderart.it Mail: segreteria@wonderart.it Tel: +39 371 770 3927 
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SUMMARY:"L’altra da me" a Torreano di Martignacco
DESCRIPTION:Il Teatri Stabil Furlan ospita all’interno della sua rassegna Savôrs\, l’anteprima dello spettacolo L’altra da me\, all’interno della Sala TSF nella nuova sede in Via della Vecchia Filatura 10 a Torreano di Martignacco. Tre sono le giornate dedicate a questo particolare incontro con la storia: venerdì 8 maggio e sabato 9 maggio in serale alle ore 20 mentre domenica lo spettacolo si terrà al pomeriggio alle ore 16. \n\n\n\nC’è un diario scritto nell’ombra\, nei mesi in cui Maria Antonietta Moro — partigiana\, combattente antifascista — era costretta a nascondersi. Vi aveva affidato pensieri\, paure\, la sua voce più vera. Poi\, dopo la sua morte\, quelle pagine erano rimaste nel silenzio più difficile: quello tra una madre e una figlia. \n\n\n\nDa questo nucleo — reale\, umano\, ancora vivo sotto la superficie della storia — nasce L’altra da me\, la nuova produzione di SpkTeatro\, con testo di Lisa Moras. L’anteprima andrà in scena dall’8 al 10 maggio negli spazi del TSF a Martignacco\, con Eleonora Marchiori e Giulia Cosolo in scena\, musiche e sound design di Tommaso Tommers Benedetto\, grafiche di Marco Zanella. Lo spettacolo è prodotto da SpkTeatro con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia\, ANPI Udine e Teatri Stabil Furlan\, e il partenariato — tra gli altri — del Teatro Verdi di Pordenone\, che ospiterà due tappe del percorso di residenza artistica. \n\n\n\nL’opera prende ispirazione dal libro Tutte le anime del mio corpo – diario di una giovane partigiana\, che restituisce il ritratto sorprendente di Maria Antonietta Moro\, prima impegnata nei gruppi antifascisti jugoslavi\, poi nella Resistenza italiana. Un profilo storico recuperato postumo\, attraverso quelle pagine ritrovate dalla figlia soltanto dopo la sua scomparsa. Pagine vive\, subitanee\, attraversate da una voce giovane che parlava a qualcuno che non avrebbe mai saputo di essere ascoltato. \n\n\n\nÈ proprio da questo gesto — il ritrovamento come un varco che si apre — che la drammaturgia di Lisa Moras prende forma: al centro dello spettacolo c’è Lorena\, una donna che\, dopo la perdita della madre\, si trova tra le mani quel diario e\, con esso\, una versione di quella madre che non aveva mai conosciuto. Il passato non torna come fantasma\, ma come interrogazione: le figure della madre giovane e di Lorena giovane — nel suo alter ego Leni — si specchiano sulla scena\, si cercano\, entrano in dialogo attraverso il tempo. Ciò che era rimasto nascosto comincia a chiedere voce. I silenzi degli affetti e della storia si rivelano\, alla fine\, fatti della stessa materia. L’altra da me affronta così qualcosa di insieme intimo e collettivo: il momento in cui un’eredità si spezza e si ricompone\, quando ciò che una generazione non ha detto torna a premere sulla soglia di quella successiva. Non come peso\, ma come presenza. Non come condanna\, ma come dono difficile da ricevere. \n\n\n\nA dominare la scena sono microfoni\, cuffie\, lampade\, console\, computer: elementi riconoscibili\, vicini a un immaginario sonoro e visivo attuale\, quasi da club. Una drammaturgia scenica pensata per risuonare nell’orecchio prima ancora che nell’occhio\, capace di evocare immagini interiori e di avvicinare la materia storica a una sensibilità pienamente contemporanea\, soprattutto quella dei più giovani\, verso i quali il progetto si rivolge con maggiore attenzione. \n\n\n\nQuesta tensione — tra memoria e presente\, tra forma contemporanea e contenuto civile — è esattamente la forza espressiva che SpkTeatro ha coltivato nel corso degli anni\, costruendo un’identità riconoscibile nel panorama del Friuli Venezia Giulia e\, progressivamente\, in quello nazionale. Accanto al lavoro produttivo\, l’organizzazione ha sviluppato un’intensa attività culturale: rassegne dedicate alla scena emergente\, percorsi di divulgazione della drammaturgia contemporanea\, progetti formativi per giovani artisti. Una traiettoria coerente\, che mette al centro non solo la produzione artistica\, ma la relazione con il pubblico e la costruzione di una comunità teatrale capace di crescere e interrogarsi insieme. L’altra da me si inserisce in questa traiettoria come uno spettacolo che incrocia biografia e storia\, identità e trasmissione\, linguaggio scenico contemporaneo e coscienza civile. \n\n\n\nL’anteprima di maggio è il primo momento pubblico di presentazione di un lavoro che continuerà a crescere. Ma già in questa forma iniziale\, L’altra da me porta con sé una domanda che il teatro sa tenere aperta senza pretendere di chiuderla: cosa rimane di noi in chi viene dopo? Cosa si perde\, cosa si tramanda\, e cosa invece aspetta semplicemente — dentro un diario\, dentro un silenzio\, dentro il vuoto lasciato da una madre — di essere finalmente ascoltato? \n\n\n\nPer informazioni\, biglietti e location contattate il n. 392 3273719 oppure scrivete a biglietteria@teatristabilfurlan.it. La prenotazione è fortemente consigliata.
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SUMMARY:"L’altra da me" alla Sala TSF
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SUMMARY:Aperte le candidature per l’ammissione a Membro dell’Accademia Italiana d’Arte e Letteratura 
DESCRIPTION:Siamo lieti di annunciare che da oggi sono aperte le candidature per l’ammissione a Membrodell’Accademia Italiana d’Arte e Letteratura (AIDAL). \n\n\n\nLa manifestazione per la proclamazione si terrà Venerdì 8 maggio 2026 a Roma\, presso la Sala Conferenze della Gangemi Editore in via Giulia 142 con inizio alle ore 11:00.  \n\n\n\nVerranno proclamati i Membri ammessi per le arti figurative e una loro opera sarà esposta in quella sededal 4 Maggio fino all’8 Maggio 2026. \n\n\n\nDurante la cerimonia dell’8 Maggio verranno conferite le Segnalazioni di alto merito per la Letteratura\, le Menzioni d’Onore e dato il benvenuto ai Membri con solenne citazione delle opere letterarie ammesse. \n\n\n\nLe Ammissioni e le Segnalazioni sono di pertinenza delle apposite Commissioni per l’Arte e per la Letteratura e sono a numero limitato. \n\n\n\nSaranno presenti gli Effettisti e gli allievi della Bottega dell’Effettismo. \n\n\n\nPer candidarsi occorre inviare via Whatsapp (+39 328 3356326) nome\, cognome e branca (disegno\, pittura\, fotografia\, scultura\, poesia\, romanzi\, racconti brevi). Lo staff ricontatterà i candidati al più presto. \n\n\n\nIl Presidente  \n\n\n\nFrancesca Romana Fragale  \n\n\n\nINFO E CONTATTI AIDAL: \n\n\n\nWhatsApp: +39 328 3356326  \n\n\n\nINFO E CONTATTI SOLO PER LA STAMPA (DA NON PUBLICARE!) ANCHE PER EVENTUALI INTERVISTE: \n\n\n\nDott.ssa Francesca Romana Fragale \n\n\n\nPresidente dell’Accademia Italiana d’Arte e Letteratura \n\n\n\nhttps://www.facebook.com/accademiaitalianaarteletteratura \n\n\n\nfrancescarfragale@icloud.com \n\n\n\n+39 328 3356326
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SUMMARY:INVENTARIO PER UN CORPO ERETICO allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Nell’ambito della VII edizione del Festival InDivenire\, giovedì 7 maggio 2026 sarà presentato uno studio di 30 minuti dello spettacolo INVENTARIO PER UN CORPO ERETICO. \n\n\n\nUn progetto del collettivo NOCTUA\, composto da Viviana Barboni\, Camilla Benzi\, Alice Casales\, Tiziana Di Tella\, Caterina Petrarulo\, nasce lo spettacolo “Inventario per uncorpo eretico”\, drammaturgia e regia di Martina Badiluzzi con musiche originali ed esecuzione dal vivo a cura di Roberta Russo (Kyoto). Il progetto è realizzato nell’ambito del LABOR WORK Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini con il sostegno di DiSCo Lazio e Regione Lazio. \n\n\n\n“Inventario per un corpo eretico” è un atto di sabotaggio\, un rito scenico che scardina lo sguardo giudicante che per secoli ha confinato i corpi e le identità femminili in una gabbia di aspettative. È il tentativo di disarticolare il potere patriarcale con un linguaggio intimo e magico che non chiede il permesso di esistere. Un’esperienza poetica e visiva che crea uno spazio collettivo di resistenza\, desiderio e liberazione dove un grido nella notte lancia la miccia per una rivoluzione. \n\n\n\nCinque giovani donne\, si muovono in una società dove ogni gesto di ribellione sembra vano\, e la perdita di senso soffoca ogni speranza di cambiamento. Da questo smarrimento nasce l’urgenza di inventare una rivoluzione possibile. Nel corso di una notte vivono un’esperienza che è insieme un pigiama party\, un rituale\, un sabba che diventa terreno di trasformazione. \n\n\n\nFerita\, mestruazione\, rottura dell’imene sono le tappe segnate nel sangue\, riti di iniziazione che ogni giovane donna attraversa per arrivare alla maturità. Soglie attraverso cui il corpo femminile deve passare. \n\n\n\nDa uno spazio intimo e disarmato\, il testo deraglia in un paesaggio distopico e caricaturale\, in cui il linguaggio inquisitorio riemerge con tutta la sua grottesca violenza. Un processo. Una giovane donna viene accusata di stregoneria e se all’inizio il processo era una farsa\, ora la confessione si fa verità sacrificale\, atto rituale\, messa incrisi del reale. Di fronte a un ordine simbolico e politico che ha escluso per secoli – e continua a farlo sistematicamente – la voce e il sapere femminile\, a cosa appellarsi? Le cinque giovani donne scelgono di ricorrere alla stregoneria come strumento didisarticolazione del mondo\, come contro-narrazione\, come forma altra di conoscenza. \n\n\n\nNote di regia\n\n\n\n“Inventario per un corpo eretico” è un atto scenico di sabotaggio. Il punto di partenza è il corpo: corpo biologico\, corpo sociale\, corpo narrante. Nel cuore della drammaturgia si agita la figura della strega\, emblema di una femminilità refrattaria al controllo\, che attraversa i secoli incarnando ora la guaritrice\, ora la ribelle\, ora l’eretica\, ora semplicemente la “non conforme”. \n\n\n\nCon “Inventario per un corpo eretico” vogliamo sabotare l’archetipo della strega con un gesto drammaturgico in cui l’indignazione feroce\, l’ironia e la leggerezza si intrecciano.Lo spettacolo prende in prestito le forme del gioco\, della confidenza\, della farsa\, del rito\, e le piega fino a rivelarne la natura politica. Una drammaturgia ibrida\, in cui materiali storici si intrecciano a fonti letterarie\, elementi autobiografici e pratiche performative. Dove il corpo è l’inizio di ogni discorso\, la parola il tentativo d’incontrarsi e la musica originale è terzo elemento di racconto\, raccordo. \n\n\n\nLa lingua non è neutra: è stata spesso usata per soggiogare\, ma può anche liberare. Le maledizioni\, gli anatemi\, le preghiere – formule ancestrali di una lingua magica e agita – conoscono il potere trasformativo della parola\, la sua capacità di alterare la realtà\, di incidere sul mondo. \n\n\n\nÈ in questa consapevolezza che le giovani donne in scena scelgono la stregoneria: non come folclore\, ma come archivio di saperi alternativi\, come accesso a un linguaggio che non chiede il permesso di esistere. Un atto teatrale che riconosce l’immenso potere magico delle parole e ne fa uso formulando anatemi\, maledizioni a questo mondo rotto e preghiere affinché qualcosa cambi e trasformi l’orrore di questi tempi così bui.    Martina Badiluzzi \n\n\n\nNOTE DEL COLLETTIVO NOCTUA  \n\n\n\nQuando abbiamo iniziato a lavorare a “Inventario per un corpo eretico” ci siamo chieste da dove partire. La risposta è arrivata subito: dal nostro corpo. Dai corpi che abitiamo e che ogni giorno sentiamo esposti\, giudicati\, controllati. Ci siamo accorte che i nostri ricordi più intimi – la prima mestruazione\, la prima ferita\, la prima volta che qualcosa si è “rotto” in noi – non erano solo personali\, ma esperienze condivise\, riti di passaggio più o meno goffi\, più o meno traumatici\, ma sempre segnati dal corpo. Ci siamo accorte che quelle memorie intime potevano essere materia scenica fertile.  \n\n\n\nLa strega che evochiamo in scena\, invece\, non è un costume\, è una condizione. Non l’abbiamo evocata con la scopa e il cappello a punta\, ma si è infilata nelle crepe delle nostre storie: nelle volte in cui ci siamo sentite inadeguate\, troppo rumorose o troppo silenziose\, troppo libere o troppo poco. Forse essere streghe oggi significa proprio rivendicare quella non conformità. \n\n\n\nLavorare con Martina Badiluzzi ci ha permesso di accedere a un linguaggio in cui la parola e il gesto non sono mai decorativi\, ma necessari e irripetibili. Abbiamo giocato con le parole come con formule magiche: preghiere\, maledizioni\, anatemi improvvisati. Le abbiamo dette a bassa voce\, urlate\, cantate – e a volte non avevano senso\, ma funzionavano lo stesso. \n\n\n\nCon Kyoto abbiamo cercato un suono che non si limitasse ad accompagnare\, ma che\, fatta personaggio\, scavasse con noi\, amplificando le fratture.  \n\n\n\nQuello che portiamo in scena non è una verità\, né una soluzione. È piuttosto un atto di sabotaggio giocoso e rabbioso\, un modo per lanciare una maledizione a questo mondo rotto. Se poi dal nostro gioco nasce davvero una rivoluzione… almeno ci siamo divertite a provarci.  \n\n\n\nNoctua è il simbolo della nostra veglia\, della nostra attenzione notturna e questo spettacolo è il nostro primo gesto collettivo.  \n\n\n\nNOCTUA – chi siamo\n\n\n\nLe componenti di NOCTUA si sono incontrate nel 2023 durante il laboratorio di Alta Formazione Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini. Cinque attrici\, cinque storie diverse\, tutte unite dall’urgenza di raccontare il presente attraverso i loro corpi\, contraddizioni desideri. Tra prove\, studi e palcoscenici condivisi\, è nata la consapevolezza di voler costruire insieme un immaginario comune\, intrecciando vite\, storie e visioni\, trasformando l’esperienza formativa in un progetto artistico e umano. NOCTUA è il risultato di quella scelta: un collettivo che condivide un percorso di creazione\, di ricerca e di resistenza poetica. È una fucina di storie\, di ribellioni\, di corpi e voci che scelgono di raccontare il presente da un altro punto di vista\, un invito a riconoscere e abitare la propria alterità. \n\n\n\n“Inventario per un corpo eretico” è il primo spettacolo prodotto dal collettivo\, vincitore del bando Labor Work Teatro\, promosso da DiscoLazio\, finalizzato all’inserimento di giovani artisti nella filiera creativa. Attraverso una drammaturgia originale\, lo spettacolo riflette sull’eredità del corpo e sulla percezione del femminile come spazio di contraddizione\, mostruosità e consapevolezza. \n\n\n\nBIOGRAFIE\n\n\n\nViviana Barboni\n\n\n\nNasce a Latina nel 1997. Dal 2021 inizia a frequentare il laboratorio di recitazione tenuto da Marco Quaglia e Laura Mazzi presso Carrozzerie N.O.T. e nel 2022 prende parte al laboratorio “Il mestiere dellarecitazione” condotto da Massimiliano Civica. Nel 2023 frequenta il corso di alta formazione di Officinadelle Arti Pier Paolo Pasolini dove si diploma nel 2024. Nel corso di questi due anni recita in “Appunti per unʼOrestiade” con la regia di Walter Pagliaro\, “Istruttoria” di Peter Weiss con la regia di Daniele Salvo\, “LʼOpera da Tre Soldi” di Brecht con la regia di Massimo Venturiello e le musiche di Paolo Coletta e “Delitto e Castigo” con la regia di Francesco Giuffrè. \n\n\n\nCamilla Benzi\n\n\n\nNata a Genova nel 1998\, studia con alcuni docenti del Teatro Stabile di Genova\, tra cui Alberto Giusta. Frequenta per un anno l’Accademia A. Garrone\, studiando con Matteo Alì. In questi anni il suo interesse anche per il teatro danza la porta a svolgere diversi seminari con Valeria Puppo. Nel 2024 si diploma come attrice presso il Laboratorio di Alta Formazione Officina Delle Arti Pier Paolo Pasolini. Nell’estate del 2023 ha la possibilità di seguire come assistente alla regia lo spettacolo “Vicini di Casa” di Antonio Zavatteri. Dal 2022 al 2025 è diretta da Francesco Giuffrè\, Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Massimo Venturiello e Paolo Coletta. \n\n\n\nAlice Casales\n\n\n\nNata a Cuneo nel 1998\, svolge laboratori di formazione teatrale lavorando con diversi professionisti\, tra cui Massimiliano Civica e Jurij Ferrini. Nel 2021 segue come assistente lo spettacolo “Sogno di una notte di mezza estate” di Valerio Binasco presso il Teatro Stabile di Torino. Nel 2024 si diploma come attrice aOfficina delle Arti Pier Paolo Pasolini\, dove ha avuto modo di lavorare con Walter Pagliaro in “Appunti per unʼOrestiade”\, Daniele Salvo in “Istruttoria”\, Massimo Venturiello e Paolo Coletta ne “LʼOpera da Tre Soldi” e Francesco Giuffrè in “Delitto e Castigo”. \n\n\n\nTiziana Di Tella\n\n\n\nNata a Napoli nel 1996\, è attrice e cantante. Dopo una formazione canora\, si avvicina al teatro attraverso il musical e approfondisce la recitazione a Napoli con Lello Arena ed Enzo Avitabile al Teatro Cilea e a Roma\, diplomandosi a Officina delle Arti Pier Pasolini (2024)\, dove recita in “Appunti per unʼOrestiade”\, “Istruttoria”\, “LʼOpera da Tre Soldi” e “Delitto e Castigo”. Lavora in teatro con Filippo Timi in “Studio per una danza dei sette veli” (2024). \n\n\n\nCaterina Petrarulo\n\n\n\n Nata a Grottaglie (TA) nel 2002. Si avvicina al teatro tramite il musical\, studia canto per tre anni. In seguito\,svolge diversi laboratori di clowning con Robert Mcneer e Pia Wachter\, grazie ai quali scopre un nuovo approccio al teatro. Dal 2022 al 2024 è protagonista dello spettacolo “Antigone – Opera Rock” per la regia di Enzo Toma\, prodotto dal Teatro Pubblico Pugliese. Nel 2024 si diploma come attrice presso Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini recitando in “Appunti per unʼOrestiade”\, “Istruttoria”\, “LʼOpera da Tre Soldi” e “Delitto e Castigo”. \n\n\n\nMartina Badiluzzi\n\n\n\nÈ regista\, autrice e interprete. Nel 2019 vince il bando Biennale College Regia Under 30 della Biennale di Venezia con lo spettacolo “The making of Anastasia” e\, nel 2021\, il bando Fringe Under35 della Fondazione Haydn di Bolzano con “Silenzio”\, libretto originale per un’opera di teatro musicale di cui cura la regia. È statainterprete nello spettacolo “Avremo ancora l’occasione di ballare insieme” della compagnia Deflorian/Tagliarini. Dirige e scrive una serie di spettacoli dedicati alle biografie di alcune figure femminili letterarie\, “Penelope”\, “Cattiva sensibilità”\, “Cime tempestose”. Recentemente è stata aiuto regia di NanniMoretti per lo spettacolo teatrale “Diari d’amore” sui testi di Natalia Ginzburg. Ha diretto per la Biennale di Venezia la mise en lecture di “Così erano le cose appena nata la luce” di Rosalinda Conti. Negli ultimi annisi è dedicata allo studio dei linguaggi performativi\, alla ricerca di un dialogo possibile tra la scrittura\, l’interprete e la scena. \n\n\n\nKyoto\n\n\n\n Kyoto\, progetto solista di Roberta Russo\, percussionista\, performer vocale e alchimista di suoni classe ’96. Nel 2019 partecipa al Rockin’1000 insieme a Subsonica e Afterhours e divide il palco con Morgan. Nel novembre 2021 viene selezionata da Music is The best; viene selezionata per il Fame Project\, che la porterà a suonare al Medimex\, al Cinzella Festival\, a Tirana European Youth Capital e a Podgorica; partecipa\, inoltre\, al festival newyorkese Mondo.NYC. Nel 2023 vince Hitweek Talent\, che la porterà ad ottobre a suonare con i Coma Cose. Ha lavorato alle musiche per “Antigone”\, diretto dal regista Enzo Toma e prodotto dal Teatro Pubblico Pugliese. Ha prodotto le musiche per uno studio liberamente ispirato al testo di Calvino “Le Città Invisibili”\, insieme a Giuseppe Ciciriello. Ha da poco firmato con l’etichetta italotedesca “Garden of J”\, nata dai fondatori del noto festival Jazz:Re:Found. \n\n\n\nCONTATTI \n\n\n\nEmail: collettivonoctua@gmail.com 
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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