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SUMMARY:Sul Tevere torna Fitzcarraldo
DESCRIPTION:Sei ponti\, un battello in viaggio lungo il Tevere e Roma che\, lentamente\, si svela sulle note di un’opera composta per essere ascoltata in movimento. Dal 2 al 5 settembre 2026\, dopo il debutto del 2022\, torna Fitzcarraldo\, la prima opera lirica in assoluto concepita per essere rappresentata a bordo di un battello che attraversa il cuore della Capitale\, trasformando per quattro giorni il Tevere in un grande teatro a cielo aperto. \n\n\n\nIdeata e diretta da Fabio Morgan\, con la composizione e la direzione musicale del Maestro Francesco Leineri e il libretto di Andrea Carvelli\, promossa e sostenuta da Roma Capitale\, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura\, e realizzata dal Teatro dell’Opera di Roma e dall’Associazione E45\, Fitzcarraldo è un progetto visionario che prende ispirazione dal celebre capolavoro cinematografico di Werner Herzog per costruire un’opera originale sulla Città Eterna\, sul suo fiume e sulla capacità dell’arte di immaginare una rinascita anche là dove tutto sembra essere andato perduto. \n\n\n\nNon è il battello ad attraversare Roma: è Roma che si svela al ritmo del battello. Monumenti\, ponti\, banchine\, architetture antiche e contemporanee appaiono e scompaiono davanti agli spettatori seguendo il procedere della navigazione\, fino a diventare parte della partitura e della drammaturgia\, in un libretto creato a partire dal Tevere e dalle sue sponde\, tra presente\, memoria e visione di un possibile futuro. \n\n\n\nIl fiume si fa così palcoscenico\, perché è sulle sue acque che si svolge l’azione; scenografia\, perché monumenti\, ponti e banchine scorrono come un fondale naturale; percorso narrativo\, perché ogni tratto di navigazione coincide con un nuovo capitolo dell’opera; e infine luogo da attraversare\, perché lo spettacolo può essere seguito sia a bordo sia dalle rive\, accompagnando il viaggio oppure osservandolo da Ponte Sisto\, Ponte Sant’Angelo\, Ponte Umberto I e Ponte Cavour\, punti privilegiati di osservazione. \n\n\n\nNel viaggio\, le rovine dell’antica Urbe e il ponte di una civiltà futura emergono progressivamente lungo il percorso come frammenti superstiti di una città scomparsa: il coro li racconta in metro dantesco\, quasi fosse una immaginifica guida turistica incaricata di accompagnare gli ultimi viaggiatori tra ciò che resta di un mondo decaduto. L’intuizione è semplice quanto rivoluzionaria: fare del fiume stesso lo spettacolo. Il Tevere torna così a essere il luogo originario della città\, una linea narrativa che unisce secoli di storia e accompagna lo sguardo verso una Roma diversa\, sospesa tra memoria e immaginazione. \n\n\n\nCome nel capolavoro di Werner Herzog\, anche qui Fitzcarraldo è l’uomo che tenta l’impossibile. Ma il suo viaggio non è soltanto un omaggio cinematografico: diventa una riflessione sul presente delle grandi metropoli e sul potere della creazione artistica di trasformare la realtà. \n\n\n\n«Nel cuore della grande trasformazione che Roma sta vivendo in questi ultimi anni\, siamo felici di poter avere per il terzo anno ‘Fitzcarraldo’\, la prima opera lirica che attraversa la città attraverso il battello sul Tevere\, con la sua forza artistica e trasformativa\, per guardare Roma con uno sguardo diverso. Dopo Opera Camion\, le cui nuove rappresentazioni ripartono nei prossimi giorni\, il Teatro dell’Opera offre ancora una volta l’opportunità a cittadine e cittadini\, di godere della magia della lirica anche al di fuori del Teatro. E sarà un appuntamento culturale per tutte e tutti\, perché vedrà il coinvolgimento dei giovani artisti della Cantoria del Teatro dell’Opera» \n\n\n\nMercoledì 2 settembre: ore 19.30 e 21.30Giovedì 3 settembre: ore 19.30 e 21.30Venerdì 4 settembre: ore 19.30 e 21.30Sabato 5 settembre: ore 05.30 (replica speciale all’alba) e 19.30 \n\n\n\nPartenza da: Isola Tiberina  | ingresso da Lungotevere degli Anguillara (di fronte a P.zza Gioacchino Belli) \n\n\n\nIngresso gratuito con prenotazione
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SUMMARY:Short Theatre 2026 - 21a edizione
DESCRIPTION:Dal 3 al 12 settembre 2026 torna la 21esima edizione di Short Theatre\, il festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea e alle performing arts\, 10 giorni di programmazione\, 40 tra compagnie\, progetti artistici e figure che uniscono arte\, pensiero critico e politica\, in un programma che conta oltre 65 appuntamenti e mappa le geografie artistiche contemporanee\, spaziando nel Sud ed Est Globale\, coinvolgendo artiste/i da Italia\, Spagna\, Francia\, Polonia\, Ungheria\, Algeria\, Libia\, Eritrea\, Camerun\, Rwanda\, Messico\, Cina. \n\n\n\n“Un festival che permea tutta la città\, la attraversa in molti dei suoi luoghi culturali e storici\, all’interno di spazi rinnovati e con la partecipazione di realtà che appartengono all’essenza popolare e autentica di Roma. Short Theatre quest’anno coinvolge il Mattatoio di Roma\, nella sua veste restaurata e riaperta al grande pubblico\, l’Orto Botanico di Roma\, il Teatro India e il Teatro Vittoria come luoghi iconici e storici dell’iniziativa\, il MACRO – Museo d’arte Contemporanea di Roma\, anch’esso rinnovato e riaperto al pubblico lo scorso dicembre\, il Cinema Troisi\, il Museo delle Civiltà\, tante realtà associative e performative con circa 40 compagnie e oltre 65 appuntamenti in una programmazione ibrida\, in similitudine agli spazi coinvolti. Siamo molto felici di poter supportare un progetto che supera gli steccati geografici\, spaziando nel Sud ed Est globale con artisti provenienti anche da Africa\, Americhe\, Cina\, est Europa e lo fa con molte artiste e professioniste donne\, colmando quel gap di genere che serve all’arte\, alla cultura\, alla società tutta. Si è appena concluso il Letterature Festival Internazionale di Roma\, che quest’anno abbiamo voluto intitolare ‘Sconfinare’. Anche Short Theatre sconfina e supera i limiti convenzionali e gli stereotipi\, grazie alla curatela di riconosciuto successo di Silvia Bottiroli\, Silvia Calderoni\, Ilenia Caleo e Michele di Stefano\, proseguendo un’esplorazione nel mare aperto della bellezza della cultura e dello stare insieme.” così Massimiliano Smeriglio\, Assessore alla cultura e al coordinamento delle iniziative riconducibili alla giornata della memoria\, prende parola sulla 21esima edizione di Short Theatre. \n\n\n\nUn’edizione che si inserisce nel solco tracciato da Silvia Bottiroli\, Silvia Calderoni\, Ilenia Caleo\, Michele Di Stefano\, dal 2025 curatori di Short Theatre\, che prosegue l’esplorazione della forma festival\, ponendosi una domanda cruciale: che funzione svolgono\, oggi\, i festival? Da qui nasce il tentativo di andare oltre la programmazione\, rendendo visibili i processi che danno corpo ai “fenomeni” artistici\, facendo proprio il rischio di condividere con il pubblico la presenza di oggetti ibridi\, indefiniti. Opere che sfuggono alle categorie\, che mescolano canto lirico e beatbox\, testo poetico e presenza scenica\, passeggiata collettiva e gesto simbolico\, ma anche formati pedagogici come CLASSE\, progetto di trasmissione di saperi\, residenziali ed esplorazioni nella drammaturgia grazie alle sezioni CAMERA o Salon\, un programma quotidiano di inviti musicali. \n\n\n\nST26 torna ad abitare gli spazi della Pelanda del Mattatoio per tutta la durata del festival\, grazie al contributo dell’Azienda Speciale Palaexpo –da anni tra i principali sostenitori del festival oltre che partner progettuale di ST –  e della neonata Fondazione Mattatoio – Città delle arti\,confermando il movimento puntuale che fa dell’area di Testaccio il centro gravitazionale del festival. ST26 vede coinvolti anche il Teatro India\, luogo in cui il festival è nato vent’anni fa e oggi\, grazie al contributo della Fondazione Teatro di Roma\, sua importante sede – in cui prenderà corpo la collaborazione con Romaeuropa Festival – il Teatro Vittoria e il Cinema Troisi\, una tra le tre location al centro di un progetto artistico disseminato che conta anche il MUCIV-Museo delle Civiltà e il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma\, il quale ospita inoltre la conferenza stampa di lancio del festival\, in estate. \n\n\n\nLa ricerca di spazi eccezionali o inusuali della città in cui far deflagrare le arti performative porta ST26 ad immergersi nella serata di apertura del festival\, il 3 settembre dalle 18 alle 22\, nella vegetazione dell’Orto Botanico di Roma\, aprendo l’edizione con un flusso ininterrotto di accadimenti performativi da fruire uno di seguito all’altro. \n\n\n\nL’opening all’Orto Botanico: tra psichedelia sentimentale e corpi vegetali \n\n\n\nST26 si apre all’Orto Botanico\, il 3 settembre\, con spettacoli\, performance\, riti sonori e ascolti come eventi atmosferici improvvisi. Ai corpi vegetali\, si aggiungono altri corpi estemporanei\, in una modalità psichedelica che tiene insieme e rende visibile l’agglomerarsi di atmosfere\, suoni\, parole\, colori\, ritmi ed intensità. Una “psichedelia sentimentale” che irrompe nella giornata iniziale del festival per restare e attraversarlo in tutta la sua durata\, come rende visibile l’identità visiva di questa edizione\, realizzata da Taquitojocoque\, irriverente illustratrice messicana che fonde la cultura pop con il patrimonio culturale messicano. \n\n\n\nInaugura la prima giornata l’incontro con Annalisa Metta\, architetta e docente di Architettura del Paesaggio all’Università Roma Tre che ragionerà intorno ai temi del selvatico e del mostruoso del paesaggio e delle città nel primo appuntamento di CLASSE\, progetto di trasmissione di saperi realizzato da AREA06 che intreccia il programma di ST26. Le ammalianti e oniriche Serre Tropicali e Monumentali dell’Orto diventeranno habitat immersivi grazie alle sonorizzazioni di Oscar Ngu Atanga\, sound artist\, ricercatore e curatore che attinge ai ritmi\, alle frequenze e alle pratiche ancestrali del Camerun per creare narrazioni sonore coinvolgenti che risuonano profondamente negli spazi culturali e fisici\, e LEMMO\, giovane compositorə e sound researcher nel campo della musica elettronica e sperimentale\, il cui lavoro esplora le possibilità della composizione algoritmica sia in ambito della ricerca sonora che in quello multidisciplinare\, e che vanta diverse collaborazioni in campo teatrale e performativo. È uno spettacolo ma anche una lecture\, in cui le parole affermano qualcosa mentre il corpo ne fa altre\, la celebre Dance for Nothing (revisited) di Eszter Salamon\, in cui la coreografa e performer ungherese ripropone la Lecture on Nothing (1949) di John Cage sperimentando la modulazione dei movimenti fisici\, concentrandosi sull’aspetto sonoro di questa conferenza fondamentale sul nulla\, il vuoto e la composizione. Lo spettacolo è sostenuto dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania. Eszter Salamon sarà presente nel programma di ST26 anche con una CLASSE grazie al sostegno del Goethe-Institut a Roma. QUIXOTE_a rose is not a rose di Industria Indipendente rende visibile una delle tracce che permea l’intera edizione\, accomunando diversi lavori che “rovistano” negli immaginari dominanti — coloniali\, occidentali\, classici — non per pacificarli\, ma per destabilizzarli con movimenti “turbolenti”. In questo caso è il Don Chisciotte — simbolo dell’anti-eroe maschile del canone letterario occidentale — a essere smontato e rimontato attraverso la parola lesbica dei testi di Kathy Acker e la scrittura del corpo vivo di Annamaria Ajmone\, in un progetto performativo modulare nato nel 2025 proprio nella cornice di Short Theatre\, grazie al formato CAMERA. Interroga le mitologie europee in una prospettiva postcoloniale e post-genere Vanasay Khamphommala\, drammaturga\, performer\, scrittrice e traduttrice queer\, in residenza a Villa Medici per sviluppare una ricerca-performance sulla figura mitologica di Ganimede\, esplorando le risonanze che la sua antica narrazione ha ancora nelle comunità queer di oggi. A straniare lo spazio saranno alcuni interventi performativi nello spazio delle Serre tra cui\, ad esempio\, Rhuena Bracci – ex ginnasta\, coreografa\, danzatrice e formatrice Yoga – e Fedra Morini – attivista\, performer e autrice – creando una zona\, mobile ed estemporanea\, a partire dal proprio clima corporeo in movimento. Esplora il mistero del creato\, la natura e il senso di meraviglia e spavento che deriva dal vivente il rito sonoro Naturale sconosciuto di Mariangela Gualtieri\, luminosa poetessa e drammaturga cesenate\, fondatrice del Teatro Valdoca\, che all’imbrunire rischiarerà una delle scalinate marmoree dell’Orto. Farà da ideale contraltare al rito sonoro della Gualtieri DOWN della svizzera Melissa Guex\, combinazione esplosiva di corpo danzante e batteria dal vivo\, un dono per andare oltre quello che sembra un mondo senza speranza. Un richiamo inebriante che trascina nell’abisso\, e poi verso l’alto\, nell’euforia\, e che accompagnerà il pubblico nella conclusione di questa prima giornata speciale\, a ST26 grazie al sostegno dell’Istituto Svizzero. \n\n\n\nLa decolonizzazione della storia e degli immaginari \n\n\n\nST26 prosegue dal 4 settembre alla Pelanda del Mattatoio e inaugura nuovi spazi. Quelli attraversati dal lavoro di Muna Mussie\, artista di origini eritree basata a Bologna\, che presenta il suo Cinema Impero in tre tappe – al Cinema Troisi\, al MUCIV – Museo delle Civiltà e al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma. Un dispositivo che prende il nome dall’omonimo cinema situato nel centro di Asmara\, costruito nel 1937 durante il regime fascista\, e riattraversa gli archivi coloniali a partire dall’intimità e dall’affettività\, mettendo in dialogo materiali video provenienti dall’Istituto Luce e dall’archivio privato dell’artista\, raccontati e interpretati da due voci e due intelligenze\, una artificiale e una emotiva\, a Short Theatre in una versione speciale dal titolo Cinema Impero Roma. Interviene sugli immaginari coloniali attraverso la lente dell’esperienza personale anche Betty Tchomanga\, performer e coreografa franco-camerunense associata a Quartz\, scène nationale de Brest e al Théâtre de la Bastille di Parigi con Histoire(s) Décoloniale(s)\, serie coreografica iniziata nel 2023 e concepita come una raccolta di ritratti dove ogni episodio affronta la storia coloniale e la sua eredità a partire da singoli percorsi individuali\, in un lavoro che mescola performance e insegnamento. La possibilità di agire contro le “cancellazioni storiche”\, come le definisce  la filosofa femminista Elsa Dorlin\, è al centro di Moi\, toi\, Tituba\, ultima produzione dell’artista\, performer e autrice di origini ruandesi Dorothée Munyaneza\, un lavoro che muove dal testo letterario di Maryse Condé e Elsa Dorlin sulla figura di Tituba\, schiava accusata di stregoneria durante i processi di Salem. L’artista\, in collaborazione con il compositore Khyam Allami\, parte dal corpo per costruire un archivio sensibile e fisico che possa riunire esperienze nate dalla dispersione\, scavando in un passato fatto di sofferenza e dolore per celebrare\, riparare e commemorare.  La presenza di Dorothée Munyaneza a ST26 è possibile grazie il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea\, e si manifesta in Myriade\, dispositivo curatoriale in cui l’artista chiama a raccolta una “miriade” di voci che risuonano con la sua ricerca e che inventano incessantemente altri modi di abitare il mondo\, tra cui\, ad esempio\, GILDAA\, cantante e attrice franco-brasiliana che mescola nel suo lavoro teatro\, influenze musicali brasiliane e dell’Africa occidentale e chanson\, e Asmaa Jama & Gouled Ahmed  con lo screening di Except this time nothing comes back from the ashes\, progetto di moving image di  che esplora l’autoritratto\, l’archiviazione e la memoria. L’incontro artistico e il dialogo tra forme espressive diverse è al centro anche di L’Echo\, nuovo lavoro della coreografa franco-algerina Nacera Belaza\, in prima nazionale al Teatro India il 10 e 11 settembre grazie alla co-realizzazione tra Short Theatre e Romaeuropa Festival\, che tornano a condividere anche quest’anno parte delle proprie programmazioni: un duo che vede in scena l’artista stessa accanto a Valérie Dréville\, attrice francese nota per il suo trentennale percorso nel cinema d’autore\, con la quale esplora la zona grigia tra parola e linguaggio\, dove si trova il potenziale espressivo della danza\, “una parola pronunciata nel corpo”. \n\n\n\nIl ritorno di Alberto Cortès\, François Chaignaud e Chiara Bersani a ST e la Prima nazionale di Cristina Kristal Rizzo \n\n\n\nLo spazio di intima alterità tra chi narra e chi osserva\, la scena come relazione amorosa e l’amore come fenomeno che consuma chi lo sperimenta sono al centro di El corazón de Ester\, nuova produzione dell’autore e performer Alberto Cortès – per la prima volta in Italia l’anno scorso a ST – la cui ispirazione è un misterioso manoscritto del XIX secolo contenente scritti d’amore di una donna di nome Ester che descrive come l’amore la porti a scomparire. Nel suo ineguagliabile mescolare il testo poetico con la presenza del corpo scenico\, Cortés traccia un parallelo tra l’abbandonarsi a un amante e l’abbandonarsi al pubblico\, e sceglie di limitare la durata di questa performance prima che venga definitivamente consumata dallo sguardo del pubblico: di El corazón de Ester esisteranno solo 50 repliche in tutto il mondo\, di cui due a ST26 il 4 e 5 settembre al Teatro Vittoria. Il “romanticismo sensibile” che percorre tutta l’edizione emerge sfacciatamente nelle danze camp di Cristina Kristal Rizzo\, in prima nazionale il 6 e 7 settembre con Sentimental1\, un solo liberamente ispirato al lavoro di Derek Jarman e di William Blake\, dove la figura nello spazio compone una coreografia di gesti\, pose e danze istantanee\, in una presenza tutta disposta al sentimentale inteso come qualità del condividere\, alla ricerca delle molteplici tensioni. Il teatro viene inteso come agone e spazio dell’artificio per eccellenza\, con François Chaignaud che\, grazie il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea\, torna a ST26 l’8 e 9 settembre insieme al beatboxer Aymeric Hainaux con Mirlitons\, performance in cui canto lirico battaglia con il beatbox. La tradizione normata delle arti occidentali viene ri-articolata e radicalmente spostata da Michel. The animals I am\, lavoro coreografico di Chiara Bersani\, che si confronta con il repertorio della danza classica partendo dal Lago di Cigni e affidando a tre corpi con disabilità la possibilità di reimmaginare e trasmettere il movimento\, evocando la figura di Michel Petrucciani\, tra i più grandi talenti della musica jazz\, affetto da osteogenesi imperfetta\, la stessa sindrome con cui la Bersani convive. In occasione della sua presenza a ST26\, il 4\, 5 settembre\, Chiara Bersani terrà anche un workshop gratuito rivolto a persone con e senza disabilità. \n\n\n\nL’incontro tra gesto e suono \n\n\n\nIl 9 settembre l’incontro tra corpo e voce\, tra gesto e suono è al centro di Comeback della coreografa Fabritia D’Intino e della musicista Agnese Banti\, creazione condivisa nata su invito del festival Bolzano Danza\, dove le due artiste fanno convergere i rispettivi linguaggi tramite l’utilizzo di archivi sonori che possano veicolare una riflessione sul presente. Ed è ancora un duo che lavora sulla relazione tra linguaggi in Variazione No. 1 di Sorelle di damiano\, giovani performer milanesi\, a ST26 il 10 e 11 settembre anche con la seconda tappa di questa serie\, Variazione No. 2\, in prima nazionale: un percorso sensoriale frammentato e disorientante che vuole dar forma a un incubo collettivo\, esprimendo la condizione di smarrimento del nostro presente. La possibilità del corpo di inquietare è raccolta da Mathilde Invernon\, performer franco-svizzera che presenta il suo BELL END\, il 10 e 11 settembre grazie al sostegno dell’Istituto Svizzero: un lavoro che decostruisce la mascolinità tossica nella progressiva metamorfosi dei corpi in scena che agiscono attraverso la voce\, tramutandosi in presenze strane\, grottesche\, comiche\, sfiorando l’illusorietà del ventriloquio. Recupera invece la dimensione estatica ed enigmatica della creazione artistica l’emergente coreografa Maya Oliva\, a ST26 il 7 e 8 settembre in prima nazionale con In perpetual blooming\, despite the gods\, uno studio che si ispira a testi perduti come le prime sei pagine del Vangelo secondo Maria Maddalena\, per concentrarsi sulla dimensione sospesa del preludio nell’opera lirica\, quel punto che convoglia la carica energetica e poetica che precede la parola. Nella serata conclusiva\, il 12 settembre\, agisce nella dimensione filosofica e contemplativa della creazione L’Infinito Carnale\, la danza ideata da Claudia Castellucci basata su un dialogo da lei scritto tra due eremiti cristiani\, Antonio d’Egitto e il suo giovane discepolo Ilarione di Gaza\, e su una drammaturgia concepita in forma ritmica\, dove lə performer in scena si muovono nella sonorità di un dialogo incorporato nell’habitat sonoro di Stefano Bartolini. Una tensione vibrante innerva lo spazio poroso creato di This resting\, patience della polacca Ewa Dziarnowska\, a ST26 l’11 e il 12 settembre grazie al sostegno dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia a Roma e l’Adam Mickiewicz Institute (IAM)\, performance della durata di tre ore in cui il pubblico può muoversi liberamente\, e può essere mosso dalle performer: una coreografia magnetica dove la danza\, in continua trasformazione\, intreccia in un respiro condiviso attrazione\, ripetizione e sentimento. Il tempo si dilata\, la musica si fa loop\, la tenerezza diventa resistenza\, forza\, durata. \n\n\n\nProgetti fuori formato\, site-specific e pedagogie \n\n\n\nIl tempo di ST26 alla Pelanda del Mattatoio si addensa di esperienze con formati sperimentali e site specific. Tra queste\, ad esempio\, Pairadaëza#Mattatoio\, ultima creazione di Antonio Tagliarini\, in prima nazionale l’8 e 9 settembre in una versione speciale ideata per ST26\, che dà vita a una piccola comunità temporanea dando appuntamento in un giardino nascosto nel cuore di Testaccio\, o la nuova creazione drammaturgica di Giorgina Pi\, il 7 settembre\, progetto speciale tra installazione e ascolto radiofonico immaginato appositamente per ST26\, dal titolo in via di definizione. O ancora\, la Serenata lesbica di Sara Leghissa e Taquitojocoque\, un esperimento politico e romantico collettivo che riunisce le pratiche e i segni artistici delle due artiste\, che attraverso canzoni della tradizione popolare e contemporanea messicana compongono e ricompongono un immaginario politico lesbico. Entrambe le artiste occuperanno il festival fin due modalità “residenziali”: Taquitojocoque è l’artista che sta realizzando l’immagine visiva di ST26; Sara Leghissa\, artista\, ricercatrice e performer milanese\, abiterà per più giorni gli spazi della Pelanda in un formato residenziale che coinvolgerà il pubblico nella costruzione di una playlist collettiva per ribaltare gli immaginari della musica pop. \n\n\n\nCon il desiderio di ampliare la conoscenza\, l’accessibilità e l’agibilità dei linguaggi del contemporaneo\, Short Theatre 2026 continua a dar corpo a una trasmissione dei saperi\, con CAMERA\, formato inaugurato nella scorsa edizione del festival che invita il pubblico a far ingresso nella “camera” di creazione drammaturgica di artistə e autrici\, realizzato in questa edizione grazie al prezioso sostegno di Megera APS. Quest’anno\, le tre CAMERE che si apriranno sui procedimenti\, i gesti e le pratiche che trasformano una visione sensibile in una drammaturgia per la scena coinvolgono figuri e percorsi artistici molto differenti tra loro: Daria Deflorian\, attrice\, autrice e regista teatrale tra le più apprezzate in Italia e all’estero; Giulia Crispiani\, editor\, traduttrice\, autrice la cui pratica di scrittura si intreccia con l’arte visiva e performativa; El Conde de Torrefiel\, compagnia catalana nota a livello internazionale per i peculiare lavoro drammaturgico\, dove un’estetica testuale e visuale convivono con teatro\, coreografia\, letteratura e arti plastiche. ST26 sarà attraversato puntualmente dalla seconda edizione di CLASSE\, progetto di AREA06 che si innesta sulla programmazione di ST26\, piccola utopia realizzata in cui la pedagogia trova una forma simbolica di retribuzione e passa dalla parola diretta di chi può regalare saperi ed esperienze –  artistə\, studiosə\, attivistə – nella forma di brevi conferenze gratuite aperte a tuttə\, coinvolgendo un gruppo ristretto di giovani studenti\, che segue un percorso a loro dedicato\, mescolandosi al pubblico del festival. CLASSE 2026 vedrà la partecipazione\, tra lə altrə\, di Paul Preciado\, Daniel Blanga–Gubbay\, Teodora Grano\, Giuseppe Comuniello e Camilla Guarino\, Eszter Salamon\, Françoise Vergès\, Adelita Husni Bey e Sara Alberani\, Viola Lo Moro con Giulia Paganelli (evastaizitta)\, Nina Ferrante\, Maddalena Fragnito\, Claudia Durastanti in collaborazione con Master di Studi e Politiche di Genere di Roma Tre e Libreria Tuba\, ecc. \n\n\n\nIl tempo del festival sarà suggestionato da Salon\, formato quotidiano di inviti musicali che dà vita a un luogo all’aperto di distensione\, ascolto\, rilassatezza\, incontro\, che ospiterà in questa edizione le atmosfere sonore di dj e musicistə della scena romana – ad esempio\, la dj\, artista e cantante Lola Kola con Acetato\, formato dedicato al vinile– e internazionale\, come HABIBIBITCH\, nome d’arte della dj\, artista multidisciplinare\, docente e attivista franco-algerina\, figura di spicco della scena queer e decoloniale nota per la sua capacità di trasformare le piste da ballo in veri e propri spazi politici.  Salon quest’anno accoglierà anche musica live\, come ad esempio quella di otay:onii\, poliedrica artista originaria di Haining\, Cina\, nota per il suo mix unico di musica tradizionale cinese\, elettronica\, nevrosi post-industriale e art-pop\, o di CORPS CITOYEN\, collettivo artistico multidisciplinare con sede tra Tunisi e Milano\, fondato da artistə italianə e tunisinə. \n\n\n\nCollaborazioni \n\n\n\nAd innervare e nutrire questa edizione di Short Theatre saranno le tante collaborazioni attive sul territorio cittadino e non solo\, ogni volta declinate in modalità molteplici per disseminare\, stratificare e arricchire la proposta culturale della città. Da quelle più consolidate\, come quella con l’Università di Roma Tre\, il Modulo Arti del Master in Studi e Politiche di Genere e la Libreria Tuba\, con cui ST26 cura un appuntamento di CLASSE dedicato agli Epstein Files da una prospettiva femminista\, attraverso materiali\, immagini\, parole che creano una mappa del non detto intorno al potere maschile e al nesso arte/violenza. Oltre ai già nominati MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma\, MUCIV-Museo delle Civiltà e Cinema Troisi\, ST26 collabora con alcune realtà attive nel quartiere Quarticciolo\, come il Laboratorio di Ristorazione Quarticciolo\, progetto di cucina sociale nato da un gruppo di donne della borgata romana\, che si occuperà dei pasti per lo staff del festival\, alternandosi con un’altra realtà del territorio\, Cucina e Cultura Catering. \n\n\n\nQuest’anno Short Theatre è sostenuto da SIAE\, che in particolare supporta la linea curatoriale dedicata all’autorialità di artiste e registe donne. Saranno coinvolte otto figure di autrici che fanno della scrittura drammaturgica il cuore del proprio percorso artistico\, provenienti da generazioni e linguaggi differenti: Mariangela Gualtieri\, Erika Galli e Martina Ruggeri / Industria Indipendente\, Sara Leghissa\, Muna Mussie\, Daria De Florian\, Giulia Crispiani e Giorgina Pi. Una collaborazione che rafforza la capacità di Short Theatre di offrire spazio e visibilità alle autrici italiane\, accompagnandole non solo nella presentazione dei lavori\, ma anche nei processi che li generano\, costruendo un vero e proprio percorso di ricerca e produzione. \n\n\n\nSi rinnova la collaborazione con la piattaforma curatoriale LOCALES\, con sede a Roma\, che in questa edizione condivide con ST26 la presenza di Adelita Husni Bey\, artista italo-libica il cui lavoro si sviluppa attraverso modelli pedagogici collettivi e non competitivi nell’ambito dell’arte contemporanea. LOCALES e ST26 intrecciano parte delle rispettive programmazioni in tre momenti distinti. Il primo è Water Infrastructures\, Water Insurgencies (10\, 11 e 12 settembre)\, laboratorio ideato dall’artista e curato da LOCALES con il supporto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. L’iniziativa nasce da un triennio di collaborazione con il MUCIV – Museo delle Civiltà\, che ha ospitato le diverse edizioni de La Collezione in Tumulto\, workshop permanente ideato da Husni Bey e prodotto e curato da LOCALES. Il secondo appuntamento è uno degli incontri di CLASSE\, il 10 settembre\, condotto da Adelita Husni Bey insieme a Sara Alberani\, curatrice di LOCALES. \n\n\n\nIl programma comprende inoltre lo screening di Like a Flood\, opera audiovisiva di Husni Bey che\, a partire da un archivio fotografico recentemente riscoperto e reinterpretato\, riflette sull’interruzione dell’approvvigionamento idrico in Libia causata dallo sfruttamento delle risorse idriche e dalle politiche di insediamento forzato durante la colonizzazione italiana (1911–1943). \n\n\n\nNel desiderio di aprire nuovi spazi di attraversamento del festival da parte di bambinə\, ST26 porta avanti la collaborazione nata lo scorso anno conFatatrac edizioni e il Laboratorio d’Arte di Palazzo Esposizioni Roma\, proponendo due incontri laboratoriali per l’infanzia\, sperimentando un progetto pilota che si estenderà lungo il corso di tutto il triennio. \n\n\n\n*** \n\n\n\nShort Theatre 2026 è realizzato con il sostegno di Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo\, Regione Lazio – Spettacolo dal vivol’iniziativa è promossa e sostenuta da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria – Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura ed è realizzata da Associazione AREA06 –ETS \n\n\n\ncon il contributo di Azienda Speciale Palaexpo\, Fondazione Mattatoio – Città delle arti\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale
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DESCRIPTION:Mercoledì 24 giugno\, presso il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma\, è stata presentata la XXI edizione di SHORT THEATRE\, il festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea e alle performing arts\, ideato e organizzato da AREA06\, con la curatela artistica di Silvia Bottiroli\, Silvia Calderoni\, Ilenia Caleo\, Michele Di Stefano.  \n\n\n\nSono intervenuti: CRISTIANA PERRELLA\, Direttrice MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma; MASSIMILIANO SMERIGLIO\, Assessore alla Cultura di Roma Capitale; MANUELA VERONELLI\, Presidente Fondazione Mattatoio di Roma – Città delle Arti; MAURIZIO ROI\, Direttore Generale Fondazione Teatro di Roma; SILVIA BOTTIROLI\, SILVIA CALDERONI\, ILENIA CALEO e MICHELE DI STEFANO\, curatela artistica Short Theatre; MUNA MUSSIE e CRISTINA KRISTAL RIZZO\, artiste Short Theatre 2026. \n\n\n\nMattatoio di Roma | Orto Botanico di RomaTeatro India | Teatro Vittoria MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di RomaCinema Troisi | MUCIV – Museo delle Civiltà \n\n\n\nAdelita Husni Bey / Sara Alberani / LOCALES — Alberto Cortés — Annalisa Metta — Antonio Tagliarini — Asmaa Jama & Gouled Ahmed — Aymeric Hainaux & François Chaignaud — Betty Tchomanga / GANG — Biagio Caravano — Chiara Bersani —Claudia Castellucci / Compagnia Mòra  — Corps Citoyen  — Cristina Kristal Rizzo — Daniel Blanga Gubbay — Daria Deflorian — Dorothée Munyaneza / Compagnie Kadidi — El Conde de Torrefiel — Eszter Salamon — Ewa Dziarnowska — Fabritia D’Intino & Agnese Banti — Fedra Morini — Françoise Vergès — GILDAA — Giorgina Pi / Nicole De Leo / Bluemotion — Giulia Crispiani — Giuseppe Comuniello & Camilla Guarino — HABIBITCH — Industria Indipendente — Lemmo — Lola Kola / Acetato — Mariangela Gualtieri / Teatro Valdoca — Master Studi e Politiche di Genere / Roma Tre — Mathilde Invernon / Compagnie Carmen Chan — Maya Oliva — Mélissa Guex — Muna Mussie — Nacera Belaza —  Oscar Ngu Atanga — otay:onii — Paola Granato — Paul Preciado — Rhuena Bracci — Sara Leghissa — Taquitojocoque — Sorelle di damiano — Teodora Grano — Vanasay Khamphommala / Lapsus chevelü – Viola Lo Moro\, Giulia Paganelli\, Nina Ferrante\, Maddalena Fragnito\, Claudia Durastanti / Libreria Tuba and more… \n\n\n\nGiovedì 3 settembre  \n\n\n\nOrto Botanico di Roma \n\n\n\ndalle 18:00 | Serra Tropicale \n\n\n\nSerra Tropicale: Fedra Morini\, Lemmo\, Rhuena Bracci e altrɜ in via di definizione \n\n\n\nambiente performativo \n\n\n\ndalle 18:00 | Serra Monumentale \n\n\n\nOscar Ngu Atanga \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\ndalle 20:00 | Serra Corsini \n\n\n\nVanasay Khamphommala / Lapsus chevelü \n\n\n\nJe te chante une chanson toute nue en échange d’un verre (Ti canto una canzone tutta nuda in cambio di un bicchiere) \n\n\n\nspettacolo / performance \n\n\n\n18.00 | Arena Alberi \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nAnnalisa Metta  \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n18:50 | Arena Alberi \n\n\n\nIndustria Indipendente \n\n\n\nQUIXOTE_a rose is not a rose \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n19:50 | Aranciera \n\n\n\nEszter SalamonDance for Nothing (revisited) \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n20:45 | Scala Monumentale \n\n\n\nMariangela Gualtieri / Teatro Valdoca \n\n\n\nNaturale sconosciuto \n\n\n\nrito sonoro \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\n21:30 | Bar \n\n\n\nMélissa Guex \n\n\n\nDOWN (single version) \n\n\n\nspettacolo  \n\n\n\n30’ \n\n\n\nvenerdì 4 settembre  \n\n\n\nCinema Troisi \n\n\n\n14:00 + 14:30 + 15:00 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda \n\n\n\n18:30 | Teatro 1 \n\n\n\nChiara Bersani  \n\n\n\nMichel: The Animals I Am \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n19:00 + 22:45 | Studio \n\n\n\nMyriade #1: Asmaa Jama & Gouled Ahmed \n\n\n\nExcept This Time Nothing Returns From the Ashes \n\n\n\nscreening \n\n\n\n20’ \n\n\n\n19:30 | Salon \n\n\n\nMélissa Guex  \n\n\n\nDOWN (single version) \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\n20:30 | Studio 1 \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nEszter Salamon \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n21:30 | Teatro 2 \n\n\n\nMyriade #2: Dorothée Munyaneza / Compagnie KadidiToi\, moi\, Tituba… \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h 5’ \n\n\n\n23:00 | Salon \n\n\n\nMyriade #3: GILDAA \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nsabato 5 settembre \n\n\n\nCinema Troisi \n\n\n\n14:00 + 14:30 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero #Roma \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda  \n\n\n\n19:00 | Salon \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nPaul Preciado \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n20:00 | Teatro 1 \n\n\n\nChiara Bersani \n\n\n\nMichel: The Animals I am \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n21:00 | Teatro 2 \n\n\n\nEszter SalamonDance for Nothing (revisited) \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n22:00 | Studio \n\n\n\nBetty Tchomanga / GANG \n\n\n\nDecolonial (Hi)stories #Mulunesh \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n23:00 | Salon \n\n\n\nSALON \n\n\n\nin via di definizione \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nTeatro Vittoria \n\n\n\n21:00 \n\n\n\nAlberto Cortés \n\n\n\nEl corazón de Ester \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n1h \n\n\n\ndomenica 6 settembre \n\n\n\nLa Pelanda \n\n\n\n18:00 | Studio \n\n\n\nEl Conde de Torrefiel \n\n\n\nCAMERA \n\n\n\ndrammaturgie \n\n\n\n19:00 | Teatro 2 \n\n\n\nBetty Tchomanga / GANG \n\n\n\nDecolonial (Hi)stories #Dalila \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n20:30 | Teatro 1 \n\n\n\nCristina Kristal Rizzo \n\n\n\nSentimental1 \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n1h \n\n\n\n22:00 | Salon \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nDaniel Blanga Gubbay \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n23:00 | Salon \n\n\n\nDaniel Blanga Gubbay \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nTeatro Vittoria \n\n\n\n20:30 \n\n\n\nAlberto Cortés \n\n\n\nEl corazón de Ester \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n1h \n\n\n\nlunedì 7 settembre \n\n\n\nLa Pelanda \n\n\n\n17:00 | Atelier  \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nViola Lo Moro\, Giulia Paganelli\, Nina Ferrante\, Maddalena Fragnito\, Claudia Durastanti / Libreria Tuba \n\n\n\nsaperi3h \n\n\n\n18:00 | Mattatoio di Roma \n\n\n\nAntonio Tagliarini \n\n\n\nPairadaëza #Mattatoio \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n50’ \n\n\n\n18:00 + 19:00 + 20:00 | Serra \n\n\n\nGiorgina Pi / Nicole De Leo / Bluemotion \n\n\n\nIl chiaro di luna in cucina è un segno di Dio. Omaggio a Anne Carson \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n25’ \n\n\n\n20:30 | Studio \n\n\n\nMaya Oliva \n\n\n\nIn perpetual blooming\, despite the gods \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n40’ \n\n\n\n21:30 | Teatro 1 \n\n\n\nCristina Kristal Rizzo \n\n\n\nSentimental1 \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n1h \n\n\n\n22:30 | Salon \n\n\n\nSALON \n\n\n\nVanasay Khamphommala \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nmartedì 8 settembre \n\n\n\nMUCIV-Museo delle Civiltà \n\n\n\n15:00 + 15:30 + 16:00 +16:30 + 17:00 + 17:30 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\n18:00 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero #Roma \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda \n\n\n\n18:00 | Mattatoio di Roma \n\n\n\nAntonio Tagliarini \n\n\n\nPairadaëza #Mattatoio \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n50’ \n\n\n\n19:00 | Studio  \n\n\n\nMaya Oliva \n\n\n\nIn perpetual blooming\, despite the gods \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n40’ \n\n\n\n20:00 | Teatro 1 \n\n\n\nDaria Deflorian \n\n\n\nCAMERA \n\n\n\ndrammaturgie \n\n\n\n19:00 | Atelier \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nin via di definizione \n\n\n\nsaperi  \n\n\n\n40’ \n\n\n\n22:00 | Teatro 2 \n\n\n\nAymeric Hainaux & François Chaignaud \n\n\n\nMirlitons \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h 10’ \n\n\n\n23:00 | Salon \n\n\n\nLola Kola / Acetato \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nmercoledì 9 settembre \n\n\n\nMUCIV-Museo delle Civiltà \n\n\n\n15:00 + 15:30 + 16:00 +16:30 + 17:00 + 17:30 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\n18:00 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero #Roma \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda  \n\n\n\n18:00 | Mattatoio di Roma \n\n\n\nAntonio Tagliarini \n\n\n\nPairadaëza #Mattatoio \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n50’ \n\n\n\n18:30 | Atelier \n\n\n\nSara Leghissa \n\n\n\nFrocy Express \n\n\n\natelier \n\n\n\n19:30 | Teatro 2 \n\n\n\nAymeric Hainaux & François Chaignaud \n\n\n\nMirlitons \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h 10’ \n\n\n\n21:30 | Studio \n\n\n\nFabritia D’Intino & Agnese Banti \n\n\n\nComeback \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h \n\n\n\n22:00 | Galleria \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nTeodora Grano \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n22:30 | Salon \n\n\n\notay:onii \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\n45’ \n\n\n\ngiovedì 10 settembre \n\n\n\n15:00 + 15:30 + 16:00 +16:30 + 17:00 + 17:30 + 18:00 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda  \n\n\n\n18:00 | Studio \n\n\n\nAdelita Husni Bey / LOCALES Like a Flood \n\n\n\nscreening \n\n\n\n45’ \n\n\n\n19:00 | Studio \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nAdelita Husni Bey & Sara Alberani / LOCALES saperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n20:00 | Galleria \n\n\n\nSorelle di damiano \n\n\n\nVariazione No.1spettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\n21:00 | Teatro 1 \n\n\n\nMathilde Invernon / Compagnie Carmen Chan \n\n\n\nBELL END \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n22:00 | Studio \n\n\n\nSorelle di damianoVariazione No.2  \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\n22:30 | Salon \n\n\n\nBiagio Caravano \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nTeatro India \n\n\n\n20:00 | Sala B \n\n\n\nNacera BelazaL’Echo \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n1h \n\n\n\nvenerdì 11 settembre \n\n\n\nMACRO Museo di Arte Contemporanea di Roma \n\n\n\n15:00 + 15:30 + 16:00 +16:30 + 17:00 + 17:30 + 18:00 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda  \n\n\n\n17:00 | Teatro 2 \n\n\n\nEwa Dziarnowska \n\n\n\nThis resting\, patience \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n3h \n\n\n\n19:00 | Atelier \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nin via di definizione \n\n\n\nsaperi  \n\n\n\n40’ \n\n\n\n20:00 | Galleria \n\n\n\nSorelle di damiano \n\n\n\nVariazione No.1spettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\n21:00 | Teatro 1 \n\n\n\nMathilde Invernon / Compagnie Carmen Chan \n\n\n\nBELL END \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n22:00 | Studio \n\n\n\nSorelle di damiano \n\n\n\nVariazione No.2spettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\n22:30 | Salon \n\n\n\nCorps Citoyen \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nTeatro India \n\n\n\n20:00 | Sala B \n\n\n\nNacera BelazaL’Echo \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\nin co-realizzazione con Romaeuropa Festival \n\n\n\nsabato 12 settembre \n\n\n\nLa Pelanda  \n\n\n\n17:00 | Teatro 2 \n\n\n\nEwa Dziarnowska \n\n\n\nThis resting\, patience \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n3h \n\n\n\n19:00 | Galleria \n\n\n\nGiulia Crispiani \n\n\n\nCAMERA \n\n\n\ndrammaturgie \n\n\n\n20:00 | Salon \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nFrançoise Vergès \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n21:30 | Studio \n\n\n\nClaudia Castellucci / Compagnia MòraL’Infinito Carnale – Dialogo tra Antonio d’Egitto e Ilarione di Gaza \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h 5’ \n\n\n\n22:45 | Salon \n\n\n\nSara Leghissa & Taquitojocoque \n\n\n\nSerenata Lesbica \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n23:30 | Salon \n\n\n\nHABIBITCH \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nShort Theatre 2026 è ideato e organizzato da AREA06direzione artistica Silvia Bottiroli\, Silvia Calderoni\, Ilenia Caleo\, Michele Di Stefanodirezione generale Roberta Zanardo\, Matteo Angius
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SUMMARY:Taormina celebra 50 anni di festival di teatro
DESCRIPTION:Non una semplice cerimonia di premiazione\, ma uno show-evento costruito per una sola notte. La sera di giovedì 3 settembre\, al Teatro Antico di Taormina\, grandi protagonisti della scena si ritroveranno sullo stesso palcoscenico per celebrare 50 anni di festival di teatro a Taormina e raccontarne\, attraverso esperienze e linguaggi differenti\, la contemporaneità. \n\n\n\nNasce così il Premio Fondazione Taormina Arte per il Teatro\, un riconoscimento che guarda in maniera trasversale alle diverse espressioni della scena e alle personalità che ne hanno interpretato e continuano a interpretarne l’evoluzione: dagli attori alla regia\, dalla scenografia alla sperimentazione\, fino all’innovazione e alle nuove generazioni. \n\n\n\nTra i primi nomi annunciati figurano Gabriele Lavia\, Mariangela D’Abbraccio\, Marcello Cesena\, Ester Pantano\, Marisa Laurito\, Giampiero Solari\, Giancarlo Zanetti\, Elisabetta Pozzi\, Vincenzo Pirrotta\, Nicola Rubertelli e Manuel Agnelli. Percorsi e sensibilità differenti che compongono il racconto di un teatro capace di attraversare generazioni\, forme espressive e territori artistici diversi. \n\n\n\nA rendere lo show-evento del 3 settembre irripetibile sarà soprattutto ciò che ciascun protagonista sceglierà di portare sul palco. Accanto ai momenti di talk\, ogni premiato offrirà infatti al pubblico un proprio “dono”\, un contributo scelto personalmente per quella sera. Interventi diversi che prenderanno forma al Teatro Antico\, trasformando la consegna dei riconoscimenti in uno spettacolo costruito attraverso le voci e le scelte dei suoi protagonisti. \n\n\n\nSul palcoscenico del Teatro Antico\, Simona Celi – direttrice artistica della Fondazione Taormina Arte Sicilia – accompagnerà il pubblico in un affascinante viaggio tra memoria e contemporaneità\, esplorando le molteplici sfumature della scena artistica di oggi. \n\n\n\nIl 2026 segna il cinquantesimo anniversario da quel 1976 in cui Rocco Familiari e il Living Theatre diedero inizio alla vocazione internazionale del Teatro a Taormina\, facendolo diventare\, nel tempo\, uno dei luoghi simbolo in cui celebrare spettacoli di alto livello artistico. Un traguardo che oggi risuona inevitabilmente con il ricordo di Ninni Panzera\, che con il suo instancabile impegno\, ha contribuito a portare il grande teatro sul palcoscenico del Teatro Antico\, ha reso il Festival multidisciplinare Taormina Arte un’eccellenza assoluta nel panorama siciliano e internazionale. \n\n\n\nLa Fondazione Taormina Arte Sicilia sceglie così di celebrare una grande eredità culturale guardando al futuro\, rimettendo al centro la qualità e l’identità di un festival che ha fatto la storia dello spettacolo dal vivo. \n\n\n\nAlla serata sarà legato anche uno speciale annullo filatelico dedicato al Premio\, destinato a lasciare un ulteriore segno di questa edizione.
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SUMMARY:Al via la II Rassegna Festival di Teatro Romano
DESCRIPTION:Un patrimonio culturale importante che va tutelato\, protetto e diffuso: dal 3 al 29 settembre 2026 torna al Teatro Anfitrione la rassegna dedicata alla tradizione teatrale romana\, con la direzione artistica del M° Paolo Gatti.  \n\n\n\nUn patrimonio culturale importante che va tutelato\, protetto\, diffuso. È con questo scopo che torna la II edizione del Festival Rassegna di Teatro Romano che\, dal 3 al 29 settembre 2026 e grazie al sostegno di Roma Capitale\, coinvolgerà numerose compagnie teatrali. Il progetto\, che vanta la direzione artistica del Maestro Paolo Gatti\, profondo conoscitore della materia e fondatore dello storico Teatro Petrolini insieme all’indimenticabile attore Fiorenzo Fiorentini\, prenderà vita presso il Teatro Anfitrione con nove appuntamenti ad ingresso gratuito ed una premiazione finale. Per reperire le compagnie di ogni età – a conferma del fatto che anche le nuove generazioni potranno sperimentarsi nella riscoperta del passato e delle proprie radici culturali – è stato aperto un apposito bando per gruppi di teatro amatoriale dall’alto spessore artistico.  \n\n\n\nLe compagnie selezionate che saliranno sul palco:  La Compagnia I Fortunelli  Associazione Culturale I Palcoscenici  Compagnia Teatro Nuovo APS  Compagnia Cuori Quasi Seri  Associazione Culturale Il Saltimbanco ETS  Compagnia Hoc APS APS La Gilda dei Guitti Produzioni Prosperiane APS Stanza 236 APS  \n\n\n\nAl termine della rassegna\, il 29 settembre 2026\, si terrà una cerimonia conclusiva con la premiazione e la consegna degli attestati di partecipazione a tutte le compagnie protagoniste dell’ evento. «Il progetto\, promosso da Roma Capitale\, è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.»  \n\n\n\nINFO E PRENOTAZIONI Telefono: 06.5757488 Email: zarielsrl@gmail.comIngresso: Gratuito
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SUMMARY: Afrobrix\, festival italiano dedicato all’afrodiscendenza a Brescia
DESCRIPTION:Dal 4 al 6 settembre\, al Centro Comboni di Brescia\, torna Afrobrix\, giunto alla sua settima edizione: il primo festival italiano dedicato all’afrodiscendenza.Tre giorni di musica\, cultura\, arte\, moda e cinema per valorizzare le realtà afrodiscendenti e afroeuropee\, a partire dal contesto socioculturale nel quale vivono e si esprimono. La missione di Afrobrix è\, da un lato\, promuovere la multiculturalità\, intesa come espressione di una pluralità di appartenenze culturali e identitarie; dall’altro\, favorire l’inclusione e l’interazione tra le comunità di seconda generazione e la cittadinanza bresciana.Afrobrix racconta la bellezza e l’importanza dell’afrodiscendenza come componente sociale eterogenea\, multiforme e complessa\, una forza capace di arricchire e trasformare la cultura\, l’arte e la società nel loro insieme. \n\n\n\n«Quest’anno Afrobrix è più che mai una dichiarazione politica\, nel senso più alto della parola: parlare di polis significa parlare di come scegliamo di stare insieme. E noi scegliamo una città dove le radici africane non sono un problema da gestire\, ma una ricchezza e un dono reciproco di umanità.La terra che abitiamo è di tutti quelli che la abitano. Ci sono regole da rispettare\, certo\, ma senza pregiudizi. Esiste anche la possibilità concreta di vivere in armonia\, sapendoci una sola umanità: un’Italia senza confini e senza razze\, che non ha nessuno da rimandare indietro.Per questo celebriamo l’afrodiscendenza per quello che già è: parte viva della cultura italiana\, dall’arte alla musica\, dallo sport al cinema. Un’Italia nuova sta crescendo».Così commenta il direttore artistico Fabrizio Colombo. \n\n\n\nLa scaletta di venerdìAd aprire l’edizione 2026 sarà Lelis Sylel\, artista romano di origini nigeriane\, che unisce una scrittura prevalentemente sentimentale a un timbro delicato e riconoscibile. Attraverso una semplicità essenziale e una costante sfumatura malinconica\, Sylel cerca un contatto diretto con il pubblico\, con l’obiettivo di trasmettere emozioni vere\, genuine e autentiche.A seguire Amaro\, rapper bresciano originario della Costa d’Avorio. Il suo rap è uno sfogo per l’anima: le sue rime raccontano esperienze di vita e una visione della realtà profondamente personale.Sul palco arriverà poi il gospel di One Sound\, band nata all’interno della comunità ghanese di Brescia. La formazione attraversa diversi generi\, tra cui reggae\, jazz e highlife\, intrecciandoli con la propria dimensione spirituale. Il gruppo canta in diverse lingue\, in particolare inglese\, italiano e twi\, una delle lingue più diffuse in Ghana. Le loro voci si incontrano in armonie che\, canzone dopo canzone\, raccontano storie di speranza\, amore e fede.A chiudere la serata sarà Djelyba Système\, band burkinabè capitanata dal cantante Dris Djely. Depositario della tradizione orale africana\, Dris Djely si inserisce nella ricca tradizione dei griot\, custodi di un patrimonio ancestrale che per secoli ha tramandato la memoria e la genealogia di numerose famiglie africane. \n\n\n\nGli artisti del sabatoSabato sarà la volta di Sawa\, artista originario del Burkina Faso\, che si muove tra rap e hip-hop. I fondamenti concettuali del suo lavoro partono dalla realtà e dal modo in cui sceglie di raccontare ciò che vive. La filosofia che attraversa i suoi progetti è quella della fedeltà a sé stesso\, con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico e farlo immedesimare nelle sue parole e nelle sue produzioni.A seguire Arya\, cantante R&B di origine venezuelana. Nel 2026 pubblica Pronto\, il suo album d’esordio: un lavoro intimo e stratificato che mette al centro la vulnerabilità come forma di espressione e che la conferma come una delle voci più personali e consapevoli della nuova scena soul italiana.A chiudere la serata sarà Kora Beat\, formazione dal sound world-jazz nata dall’idea del maestro e polistrumentista senegalese Cheikh Fall. La band è composta da Cheikh Fall (band leader)\, Samba Mbaye (batteria)\, Simone Bellavia (basso)\, Jacopo Albini (sax) e Badara Dieng (percussioni).Il gruppo è noto per la capacità di fondere la tradizione musicale dell’Africa occidentale con ritmi contemporanei e sonorità afrodiscendenti\, dando vita a un linguaggio musicale originale e contaminato. \n\n\n\nIl programma di domenicaL’ultima serata del festival si aprirà con il duo trap composto da $karLeider & Cassè Soulja. Italia e Senegal si incontrano tra barre e beat\, in un progetto nel quale sonorità urban contemporanee fanno da sfondo a due artisti emergenti della nuova scena musicale.A seguire Nasser\, cantante bresciano di origine egiziana. Nelle sue canzoni\, interpretate sia in arabo sia in italiano\, affronta i temi dell’immigrazione e dell’integrazione\, muovendosi su un tappeto pop melodico contemporaneo.A chiudere la settima edizione di Afrobrix sarà Chris Obehi\, nome d’arte di Christopher Goddey. Nato in Nigeria nel 1998\, nella sua musica mescola elementi di cantautorato\, pop e funk\, rendendo omaggio all’afrobeat e\, in particolare\, alla figura di Fela Kuti\, uno dei suoi massimi rappresentanti a livello internazionale. \n\n\n\nDJ setVenerdì e sabato\, prima dei concerti\, è previsto il DJ set di KSOULMUSIC\, nome d’arte di Prince Asiedu.Beatmaker attivo dal 2022\, KSOULMUSIC nasce artisticamente da un’autentica fascinazione per il fingerdrumming\, che lo ha portato a esplorare le possibilità ritmiche e sonore della Machine+ e della leggendaria SP-404.Le sue produzioni sono un viaggio tra jazz\, soul e boom bap\, nel quale l’estetica calda e organica dei vinili si fonde con l’energia dell’hip-hop strumentale. Ogni beat è costruito con cura\, con l’intento di evocare le atmosfere dorate del passato e reinterpretarle attraverso un tocco personale e contemporaneo. \n\n\n\nSpeciale modaPer la seconda volta Afrobrix dedica uno spazio alla moda. Domenica sera sarà infatti possibile assistere a un fashion show realizzato da King AMIR Couture\, brand emergente di moda e haute couture.Il marchio unisce l’eleganza sartoriale a forti influenze culturali della diaspora africana. Lo stilista intende celebrare l’eccellenza\, la forza e l’identità della cultura nera attraverso capi dallo stile deciso ed elegante.Le sue creazioni raccontano storie e intrecciano vibrazioni africane e completi moderni\, realizzati attraverso tagli sartoriali e su misura. \n\n\n\nFood e marketA completare il programma ci sarà un’ampia proposta enogastronomica e un market dedicato all’artigianato africano e contemporaneo.Saranno presenti numerosi stand con prodotti agricoli africani coltivati sul territorio e specialità della cucina eritrea\, etiope\, ivoriana\, burkinabè\, senegalese e camerunese.Decine di espositori proporranno inoltre accessori\, abiti\, scarpe e borse in wax\, il caratteristico tessuto africano in cotone dai colori vivaci e dalle numerose fantasie. Non mancheranno oli essenziali\, burro di karité\, olio di cocco\, burro di cacao\, succhi di frutta e prodotti agricoli con verdure africane. \n\n\n\nOrganizzazione e collaborazioniL’evento è organizzato dal Centro Afrobrix – Missionari Comboniani con Fondazione Nigrizia\, in collaborazione con Associazione Centro Migranti – Diocesi di Brescia\, ADL a Zavidovici e K-Pax\, con la collaborazione del Comune di Brescia.Il festival è sostenuto da Fondazione della Comunità Bresciana\, Fondazione ASM\, Fondazione Cariplo e Associazione Cuore Amico Fraternità ETS.L’appuntamento con Afrobrix proseguirà nel 2027 con Afrobrix Film Festival\, al cinema Nuovo Eden di Brescia\, con un programma dedicato a proiezioni\, incontri\, letteratura e arte.4\, 5\, 6 settembre dalle 18 alle 24Centro Comboni BresciaViale Venezia\, 116 – BresciaIngresso liberoInfoline +393520939407https://www.youtube.com/watch?v=5JnfIiwFUIYhttps://afrobrix.it/https://www.instagram.com/afrobrix/https://www.facebook.com/afrobrixfestival/
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SUMMARY:Codex Noto Festival 2026
DESCRIPTION:Dall’estate all’autunno\, un passaggio di transizione che a Noto avviene sotto il segno di arte\, musica e cultura con il Codex Noto Festival 2026. Giunto alla sua quattordicesima edizione\, il progetto culturale dedicato alle arti performative contemporanee torna con tre appuntamenti: 4-6 sett\, 18-20 sett\, 30-4 ottobre negli spazi storici e urbani di Teatro Tina Di Lorenzo\, gli Ex Magazzini della Stazione e il Convitto delle arti. \n\n\n\nIl Festival nato nel 2013 e organizzato dall’associazione Cantina Sperimentale Iblea sotto la direzioneartistica di Salvatore Tringali è realizzato con la collaborazione e il sostegno del Comune di Noto\, della Fondazione Teatro Tina di Lorenzo\, della Regione Siciliana e del Ministero della Cultura. \n\n\n\nRilevante\, per questa edizione\, anche il contributo dei privati “Aziende guidate da imprenditrici e imprenditori illuminati\, a queste latitudini – dice il direttore artistico Salvatore Tringali – che hanno scelto di reinvestire una parte di extra profitto per sostenere delle attività culturali\, questo anche grazie ad Art Bonus\, un credito di imposta concesso a chi effettua donazioni a sostegno della cultura”. \n\n\n\nLa nuova edizione del Codex Festival si prepara a trasformare i luoghi che attraverserà con lo spettacolo dal vivo e i linguaggi del contemporaneo nella sua veste poliedrica che unisce teatro\, danza\, musica\, performance e dibattiti. Non mancheranno riflessioni attuali\, come quelle su gentrificazione e overtourismche coinvolgono molte città italiane e non risparmiano la bellissima cittadina barocca rischiando di comprometterne l’identità e la vivibilità. \n\n\n\nA tal proposito\, due saranno le novità in programma: Amarene ed Etica dei sentimenti. Due progettispeciali\, parte di un programma ricco di performance e \n\n\n\nnomi: Collettivo Van\, Petranura Danza\, Giuseppe Massa\, Giuseppe Provinzano\, Niccolò Fettarappa\, FOR/Kapy Company compagnia Svedese di circo contemporaneo\, Renata Prado e Giovanni Arezzo\,Fabiana Iacozzilli\, Orazio Condorelli\, Compagnia IAC. Artisti del panorama dell’arte contemporaneanazionale e internazionale. \n\n\n\nE fra questi\, anche l’attesissima cantautrice palermitana Giulia Mei che sarà al Codex Festival con “Io dellamusica non ci ho capito niente” titolo del nuovo tour estivo. Un’esibizione live rinnovata e una nuova scaletta. \n\n\n\nL’artista e attivista conosciuta in tutta Italia per il suo singolo Bandiera e la partecipazione al talent X Factore una recente apparizione in Senato\, porterà sul palco del Codex tutta la sua energia e ironia. \n\n\n\nNumerosi artisti\, dunque\, uniti per costruire una visione unica ed esclusiva che porti con sé delle riflessioni\, oltre all’intrattenimento: “Da questa edizione – conclude il direttore artistico – ci aspettiamo di consolidare il nostro pubblico\, di dar vita a una riflessione sul modo di vivere la nostra città. \n\n\n\nMa soprattutto presentare\, una programmazione ricercata e popolare allo stesso tempo\, artisti e spettacoli digrande qualità\, difficilmente rintracciabili nelle stagioni teatrali siciliane canoniche”. \n\n\n\nSegnaliamo: La chiamata pubblica di Amarene \n\n\n\nUn progetto teatrale nato da Noto per Noto\, con l’obiettivo di coinvolgere tutta la città mediante una“Chiamata pubblica”. Ispirato all’opera teatrale “Il giardino dei ciliegi” di Anton Čechov\, Amarene parte da una domanda: quali sono i luoghi che senti davvero “tuoi”? Come la propria casa\, un cortile d’infanzia o una piazza; e cosa succede quando questi luoghi rischiamo di perderli? \n\n\n\nLa storia dello scrittore e drammaturgo russo che racconta di un giardino venduto all’asta e di chi è costretto a lasciarlo\, diventa quanto mai attuale in relazione agli affitti che salgono\, ai centri storici che si svuotano e alle città che rischiano di diventare solo cartoline per turisti. \n\n\n\nNon si tratta di uno spettacolo con attori professionisti\, ma un’esperienza di teatro partecipato costruita congli abitanti di Noto\, disposti a raccontare il proprio legame intimo con uno dei luoghi della città e a evitare che Noto diventi solo una cartolina per turisti. \n\n\n\nLa famosa “Chiamata pubblica” del progetto\, avverrà per mezzo stampa e social e prevede tre tappe: \n\n\n\n\nUn incontro di presentazione del progetto aperto a tutti\, sabato 5 settembre agli Ex Magazzini della Stazione;\n\n\n\nLa raccolta delle storie degli abitanti;\n\n\n\nLa restituzione pubblica del percorso\, durante il terzo weekend del festival.\n\n\n\n\nEtica dei sentimenti\n\n\n\nUn progetto pensato per gli studenti delle scuole superiori nato dall’incontro tra Codex Festival e Rossella Pezzino De Geronimo\, imprenditrice e mecenate. \n\n\n\nProgramma Codex Festival 2026 \n\n\n\nDal 4 al 6 settembre \n\n\n\nVenerdì 4 \n\n\n\nOre 21:00 COLLETTIVO V.A.N \n\n\n\nODISSEO SUPERSTAR – L’eroe di cui nessuno ha bisogno \n\n\n\nTeatro \n\n\n\nEx-Magazzini della Stazione Biglietto d’ingresso \n\n\n\nOre 22:30 \n\n\n\nMohasky\, Mikilootzu\, Luvespone Big Island Raggae Esperisce Musica \n\n\n\nEx-Magazzini della Stazione Ingresso libero \n\n\n\nOre 21:00 \n\n\n\nGIULIA MEI LIVE\n\n\n\nOpening Act: EDEL \n\n\n\nIO DELLA MUSICA NON CI HO CAPITO NIENTE \n\n\n\nConcerto \n\n\n\nEx-Magazzini della Stazione Biglietto d’ingresso \n\n\n\nOre 22:30 \n\n\n\nDJ Set \n\n\n\nDopo Festival Musica \n\n\n\nEx-Magazzini della Stazione Ingresso libero \n\n\n\nDomenica 6 \n\n\n\nOre 19:00 \n\n\n\nUna città che cambia. Turismo\, gentrificazione\, spazi abbandonati che rinascono. Chi decide come? Chi resta? Un dialogo aperto tra cittadini\, artisti e protagonisti dell’economia del territorio. \n\n\n\nCHI VIVE QUESTA CITTÀ?\n\n\n\nDibattito \n\n\n\nEx-Magazzini della Stazione \n\n\n\nOre 21:00 \n\n\n\nPanta Rhei \n\n\n\nCompagnia Petranuradanza/produzione Megakles Ballet. Coreografie Salvatore Romania Laura Odierna \n\n\n\nDanzatori Giulia Morandi\, Aby Koshy Biju \n\n\n\nEx-Magazzini della Stazione Biglietto d’ingresso \n\n\n\nOre 22:30 \n\n\n\nOrazio Condorelli\, Adriano Di Mauro e Antonio Calandra. \n\n\n\nGRAZIANO È IL NOME CHE VOLEVA DARMI MIA MADRE \n\n\n\nTeatro musicale \n\n\n\nEx-Magazzini della Stazione Biglietto d’ingresso \n\n\n\nOre 23:30 \n\n\n\nDJ Set \n\n\n\nDopo Festival Musica \n\n\n\nEx-Magazzini della Stazione \n\n\n\nDal 18 al 20 settembre \n\n\n\nVenerdì 18 \n\n\n\nOre 21:00 \n\n\n\nGIUSEPPE MASSA & GIUSEPPE PROVINZANO\n\n\n\nSUTTA SCUPA \n\n\n\nTeatro \n\n\n\nTeatro Tina Di Lorenzo Biglietto d’ingresso \n\n\n\nOre 22:30 \n\n\n\nGIANLUCA GIL\n\n\n\nGIL LIVE \n\n\n\nMusica \n\n\n\nConvitto delle Arti \n\n\n\nSabato 19 \n\n\n\nOre 21:00 \n\n\n\nNICCOLÒ FETTARAPPA\n\n\n\nLA SPARANOIA \n\n\n\nTeatro \n\n\n\nTeatro Tina Di Lorenzo Biglietto d’ingresso \n\n\n\nOre 22:30 \n\n\n\nDJ Set \n\n\n\nDopo Festival Musica \n\n\n\nConvitto delle Arti \n\n\n\nDomenica 20 \n\n\n\nOre 21:00 \n\n\n\nmettere nuovi crediti compagnia Svedese \n\n\n\nCirco \n\n\n\nConvitto delle Arti Biglietto d’ingresso \n\n\n\nOre 22:30 \n\n\n\nDANCEMALORA\n\n\n\nALTERNATIVE ROCK \n\n\n\nConcerto Convitto delle Arti \n\n\n\nDal 30 settembre al 4 ottobre \n\n\n\nMercoledì 30 \n\n\n\nOre 09:30 / 11:30 / 21:00 \n\n\n\nIAC CENTRO ARTI INTEGRATE\n\n\n\nANTIGONE ESERCIZI DI DEMOCRAZIA \n\n\n\nTeatro \n\n\n\nTeatro Tina Di Lorenzo Biglietto d’ingresso \n\n\n\nGiovedì 1 \n\n\n\nOre 09:30 / 11:30 \n\n\n\nLAURA NARDI / CRANPI\n\n\n\nLA DIVINA COMMEDIA RACCONTATA AI BAMBINI \n\n\n\nTeatro \n\n\n\nTeatro Tina Di Lorenzo Biglietto d’ingresso \n\n\n\nOre 21:00 \n\n\n\nRENATA PRADO\n\n\n\nPOETRY SLAM \n\n\n\nPerformance \n\n\n\nTeatro Tina Di Lorenzo Biglietto d’ingresso \n\n\n\nVenerdì 2 \n\n\n\nOre 10:00 \n\n\n\nCANTINA SPERIMENTALE IBLEA & MERAKI TESTA DELL’ACQUA\n\n\n\nTRA CENTRO E PERIFERIA \n\n\n\nDibattito \n\n\n\nTeatro Tina Di Lorenzo Ingresso libero \n\n\n\nOre 21:00 \n\n\n\nORAZIO CONDORELLI\n\n\n\nAMARENE \n\n\n\nLettura scenica \n\n\n\nTeatro Tina Di Lorenzo Biglietto d’ingresso \n\n\n\nOre 22:30 \n\n\n\nSUTARTRONICA\n\n\n\nELECTRONIC/ POLYPHONY \n\n\n\nMusica \n\n\n\nTeatro Tina Di Lorenzo \n\n\n\nSabato 3 \n\n\n\nOre 21:00 \n\n\n\nFABIANA IACOZZILLI\n\n\n\nLA CLASSE \n\n\n\nTeatro \n\n\n\nTeatro Tina Di Lorenzo Biglietto d’ingresso \n\n\n\nDomenica 4 \n\n\n\nCHIUSURA CODEX FESTIVAL 2026\n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nContatti Codex Festival \n\n\n\nMail: codexfestival@gmail.com Tel: 3482962966 \n\n\n\nSito web: https://www.codexfestival.eu/ \n\n\n\nInstagram: https://www.instagram.com/codexfestival/ Facebook: https://www.facebook.com/codexfestival \n\n\n\nYouTube: https://www.youtube.com/channel/UCaae-J-05LRgXu8yryXlMEw/videos
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SUMMARY:Casina di Raffaello\, attività dal 5 al 26 settembre 2026
DESCRIPTION:Anche a settembre Casina di Raffaello\, lo spazio arte e creatività di Roma Capitale nel cuore di Villa Borghese\, è pronta ad accogliere famiglie con bambine e bambini con tanti e divertenti laboratori creativi e letture animate all’insegna del gioco\, dell’immaginazione e dell’apprendimento. \n\n\n\nDa sabato 5 a sabato 26 settembre\, ogni fine settimana\, le bambine e i bambini dai 2 agli 11 anni\, come sempre potranno divertirsi e imparare con i tanti laboratori ludico-educativi pensati per loro\, dedicati alla scoperta della natura\, delle sue forme e i suoi materiali: ispirati dalle opere di Bruno Munari o di artisti quali Mirò e Matisse\, i piccoli partecipanti potranno allenare l’immaginazione e la fantasia. \n\n\n\nIl programma del weekend è arricchito anche da letture animate in italiano e in inglese di classici della letteratura per l’infanzia: adulti e bambini insieme verranno condotti alla scoperta di albi illustrati e attività creative dedicate al mondo della Natura. Ogni lettura sarà seguita da brevi attività creative per giocare con segni\, forme e colori. \n\n\n\nI laboratori hanno una durata di circa 50-60 minuti\, mentre le letture animate di 40 minuti circa. \n\n\n\nIl costo di ciascun laboratorio è di 8€ a bambino\, gratuito per l’adulto accompagnatore se previsto. Il costo delle letture è di 6 € a bambino. Per i disabili e accompagnatori è prevista la gratuità. \n\n\n\nPer tutte le attività la prenotazione e il pagamento on line sono obbligatori telefonando al call center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). \n\n\n\nInfo e dettagli su orari\, costi\, attività e centro estivo sono consultabili sul sito www.casinadiraffaello.it e sulle relative pagine social. \n\n\n\nPROGRAMMA LABORATORI \n\n\n\nTERRA MAGICA: SCOPRI L’ARTE DELL’ARGILLA \n\n\n\nUn laboratorio dedicato alle possibilità creative dell’argilla\, imparare a modellarla e a sperimentare segni e texture di elementi naturali. Foglie\, rami\, cortecce e sassi insieme all’argilla\, materiale antico e versatile\, diventano gli ingredienti per dar vita ad inedite sculture che racchiudono la bellezza della natura.  Preparatevi a sporcarvi le mani! \n\n\n\nEtà: bambini 2 – 4 anni con un adulto accompagnatore \n\n\n\nQuando: sabato alle ore 10.00 \n\n\n\nDate: 5\, 12\, 19\, 26 settembre 2026 \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 6 bambine/i e 6 adulti accompagnatori \n\n\n\nCosto: 8 euro a bambino/a\, gratuità per disabili \n\n\n\nDISEGNANDO IL SOLE \n\n\n\nQuante volte e come cambia il sole nell’arco di una sola giornata! Non basta il giallo per disegnarlo! In questo laboratorio\, ispirato al famoso libro di Bruno Munari\, i bambini scopriranno come cambia il colore del sole dall’alba al tramonto e lo rappresenteranno con colori e materiali diversi per formare ciascuno il proprio libro del sole. \n\n\n\nEtà: 4 – 6 anni  \n\n\n\nQuando: sabato alle ore 15.00 \n\n\n\nDate: 5\, 12\, 19\, 26 settembre 2026 \n\n\n\nDurata: 60 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 12 bambini  \n\n\n\nCosto: 8 euro a bambino/a\, gratuità per disabili \n\n\n\nIL CIELO TRA LE DITA \n\n\n\nJoan Miró amava lo spettacolo del cielo e riportava nelle sue opere l’immensità dello spazio e dei suoi elementi: il sole\, la luna\, le stelle e le altre forme celesti diventano protagonisti di un racconto partecipato per dar vita con impasti materici a personali cieli stellati. \n\n\n\nEtà: 6 – 11 anni  \n\n\n\nQuando: sabato alle ore 16.30 \n\n\n\nDate: 5\, 12\, 19\, 26 settembre 2026 \n\n\n\nDurata: 60 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 14 bambine/i \n\n\n\nCosto: 8 euro a bambino/a\, gratuità per disabili \n\n\n\nFIORILANDIA \n\n\n\nUn’avventura tra colori e fantasia ispirata al libro Fiori di Hervé Tullet\, un laboratorio pensato per bambini dai 2 ai 4 anni insieme ai loro genitori\, dove il gioco e l’arte si intrecciano per scoprire il meraviglioso mondo dei fiori. Attraverso attività ludiche e creative\, i piccoli esploratori potranno conoscere fiori diversi e sperimentare modi originali per disegnarli. \n\n\n\nEtà: 2 – 4 anni con accompagnatore \n\n\n\nQuando: domenica alle ore 10.00 \n\n\n\nDate: 6\, 13\, 20 settembre 2026 \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 6 bambine/i e 6 adulti accompagnatori  \n\n\n\nCosto: 8 euro a bambino/a\, gratuità per disabili \n\n\n\nIL MIO MARE \n\n\n\nQuante sfumature di colore ha il mare? Che forma hanno le onde? Lo scopriamo con il libro L’onda di Suzy Lee\, che racconta la storia di una bambina che scopre il mare\, giocando con le onde azzurre tra schizzi e spruzzi d’acqua. Con strumenti e tecniche diverse\, i piccoli partecipanti potranno creare il loro personale “pezzettino di mare” sperimentando tutte le sfumature del blu. \n\n\n\nEtà: 4 – 6 anni \n\n\n\nQuando: domenica alle ore 15.00 \n\n\n\nDate: 6\, 13\, 20 settembre 2026 \n\n\n\nDurata: 60 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 12 bambine/i  \n\n\n\nCosto: 8 euro a bambino/a\, gratuità per disabili \n\n\n\nUN GIARDINO COLORATO \n\n\n\nUn laboratorio creativo ispirato al libro Il giardino di Matisse di Samantha Friedman e Cristina Amodeo. Attraverso carta colorata\, forbici e tanta fantasia\, i piccoli artisti creeranno opere ispirate alla natura\, proprio come faceva Matisse con i suoi celebri collage creati “disegnando con le forbici”! Un’esperienza giocosa e coinvolgente per sperimentare forme\, colori e libertà espressiva. \n\n\n\nEtà: 6 – 11 anni  \n\n\n\nQuando: domenica alle ore 16.30 \n\n\n\nDate: 6\, 13\, 20 settembre 2026 \n\n\n\nDurata: 60 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 14 bambine/i \n\n\n\nCosto: 8 euro a bambino/a\, gratuità per disabili \n\n\n\nLETTURE ANIMATE IN ITALIANO E IN INGLESE \n\n\n\nIL PICCOLO SEME – TINY SEED di Eric Carle \n\n\n\nIl viaggio di un piccolo seme tra difficoltà e imprevisti ci condurrà a un finale sorprendente. Con il nostro corpo ci faremo trascinare dal vento\, bagnare dalla pioggia e riscaldare dal sole. Quale fiore spunterà? \n\n\n\nEtà: 3 – 6 anni con adulto accompagnatore \n\n\n\nQuando: sabato alle ore 11.30 in italiano e alle ore 12.30 in inglese \n\n\n\nDate: 5\, 12\, 19\, 26 settembre 2026 \n\n\n\nDurata: 40 minuti \n\n\n\nCosto: 6 euro a bambino/a\, gratuità per disabili \n\n\n\nIL GIARDINO PIÙ BELLO – THE MOST BEAUTIFUL GARDEN di Luca Tortolini e Beatrice Cerocchi  \n\n\n\nGrazie a un inaspettato concorso\, una città grigia e triste si trasforma in un fantastico giardino fiorito ridonando gioia ed allegria a tutti i cittadini. Con la tecnica del collage ciascuno potrà realizzare il proprio\, con le piante ed i fiori che più ama. \n\n\n\nEtà: 3 – 6 anni con adulto accompagnatore \n\n\n\nQuando: domenica alle ore 11.30 in italiano e alle ore 12.30 in inglese \n\n\n\nDate: 6\, 13\, 20 settembre 2026 \n\n\n\nDurata: 40 minuti \n\n\n\nCosto: 6 euro a bambino/a\, gratuità per disabili \n\n\n\nCASINA DI RAFFAELLO \n\n\n\nSpazio arte e creatività dell’Assessorato alla Scuola\, Formazione e Lavoro di Roma Capitale\, \n\n\n\ngestito in collaborazione con Zètema Progetto Cultura \n\n\n\nViale della Casina di Raffaello (Piazza di Siena – Villa Borghese) \n\n\n\nOrario fino al 31 ottobre 2026 \n\n\n\nDal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00 \n\n\n\nSabato\, domenica e giorni festivi dalle 10.00 alle 19.00 \n\n\n\nLunedi: chiusura settimanale \n\n\n\nInfo\, prenotazioni e acquisto online \n\n\n\nContact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00) \n\n\n\nwww.casinadiraffaello.it \n\n\n\nFB: @CasinadiRaffaello-LudotecaaVilla Borghese – IG: @casinadiraffaello
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SUMMARY:Il Jazz Italiano per le terre del sisma a L'Aquila
DESCRIPTION:Dodici anni di musica\, di incontri e di comunità. Dodici anni in cui il jazz italiano ha scelto di ritrovarsi all’Aquila\, facendo della cultura uno strumento concreto di ricostruzione\, relazione e partecipazione. Non soltanto un festival\, ma un progetto collettivo che\, dal 2015\, accompagna il percorso di rinascita dei territori colpiti dal sisma\, trasformando la musica in occasione di dialogo\, condivisione e futuro. \n\n\n\nSabato 5 e domenica 6 settembre\, torna Il jazz italiano per le terre del sisma\, appuntamento ormai unico nel panorama culturale nazionale\, capace di riunire ogni anno centinaia di musiciste e musicisti provenienti da tutta Italia in un grande laboratorio artistico diffuso che coinvolge istituzioni\, associazioni\, operatori culturali e cittadini. Un’edizione che assume un significato ancora più profondo nell’anno in cui L’Aquila è Capitale Italiana della Cultura 2026\, confermando il ruolo della città come luogo privilegiato di incontro\, sperimentazione e produzione culturale. La manifestazione\, infatti\, si inserisce all’interno del programma dell’Aquila Capitale della Cultura 2026 ed è finanziato dal Comune dell’Aquila.  \n\n\n\nSaranno oltre 300 gli artisti protagonisti della dodicesima edizione\, distribuiti nei luoghi simbolo del centro storico: saranno oltre 20 le location tra piazze\, cortili\, palazzi storici\, chiese\, musei e spazi della cultura che torneranno ad accogliere concerti\, produzioni originali\, incontri\, laboratori e progetti multidisciplinari\, costruendo un percorso che mette in relazione il patrimonio storico della città con la vitalità della scena jazzistica contemporanea. \n\n\n\nResta l’ingresso gratuito per la maggioranza dei concerti; sarà previsto il pagamento del biglietto solo per i live in programma al main stage di San Bernardino e ai palchi di Piazza Santa Margherita e Parco del Castello: l’abbonamento per il singolo palco giornaliero (tre concerti per palco) avrà il costo di 5 euro + 1 euro d.p.; l’abbonamento per Parco del Castello (programma delle due giornate) avrà il costo di 8 euro + 1 euro d.p.; l’abbonamento per Piazza Santa Margherita (programma delle due giornate) avrà il costo di 8 euro + 1 euro d.p. \n\n\n\nIL TEMA: RIFLESSI \n\n\n\nAd accompagnare questa edizione è “Riflessi”\, una parola semplice solo in apparenza\, scelta dalla direzione artistica come chiave di lettura dell’intera manifestazione. \n\n\n\nI riflessi sono quelli che si generano tra musiciste e musicisti appartenenti a generazioni diverse\, quando l’ascolto reciproco diventa occasione di crescita e trasformazione. Sono quelli tra composizione e improvvisazione\, tra memoria e presente\, tra i luoghi della città e le persone che li abitano. Sono\, ancora\, i riflessi di un territorio che continua a reinventarsi\, dove il ricordo non rimane immobile ma alimenta nuove possibilità di incontro e di creazione. \n\n\n\nÈ una visione che attraversa tutto il programma della XII edizione\, affidata alla direzione artistica di Maria Pia De Vito\, Paola Martini e Nicola Pisani\, che hanno immaginato il festival come uno spazio aperto di confronto\, nel quale il jazz diventa linguaggio capace di interpretare il presente\, favorire relazioni e generare nuove prospettive. \n\n\n\nCome scrivono gli stessi direttori artistici\, l’obiettivo è stato quello di costruire un festival che fosse «un insieme di riflessi della grande creatività e vitalità del jazz italiano»\, capace di dare spazio alla libertà espressiva\, alle produzioni originali e all’incontro tra musiche\, discipline e sensibilità differenti. Un percorso nel quale l’improvvisazione non rappresenta soltanto una pratica musicale\, ma un modo di leggere la realtà e di immaginare il futuro. \n\n\n\nIL PROGRAMMA\, TRA PRODUZIONI ORIGINALI E NUOVI LUOGHI \n\n\n\nLa dodicesima edizione si distingue per un programma costruito intorno a numerose produzioni originali e progetti pensati appositamente per L’Aquila\, confermando la vocazione della manifestazione a essere non soltanto una vetrina del jazz italiano\, ma un luogo di creazione artistica. \n\n\n\nTra gli appuntamenti simbolo dell’intera manifestazione si conferma quello della domenica mattina al Parco della Memoria\, luogo nel quale il festival rinnova il proprio legame con la città e con la storia delle comunità colpite dal terremoto. \n\n\n\nL’edizione 2026 assume un significato particolare grazie al ritorno dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese\, protagonista di una nuova produzione originale realizzata appositamente per il festival. Una presenza di grande valore artistico e simbolico che rafforza il dialogo tra il jazz italiano e una delle più autorevoli istituzioni musicali del territorio\, riaffermando il ruolo della manifestazione come luogo di incontro tra linguaggi\, esperienze e tradizioni musicali. \n\n\n\nLa produzione\, diretta da Marco Moresco (musicista e docente del Conservatorio dell’Aquila) vedrà la partecipazione della cantante Gaia Mattiuzzi insieme all’Istituzione Sinfonica Abruzzese e sarà costruita intorno a nuove composizioni firmate da Roberto Martinelli\, Bruno Luise e Alessandro Fabbri\, dando vita a un progetto inedito concepito espressamente per questo appuntamento. \n\n\n\nCome da tradizione\, il concerto del Parco della Memoria rappresenterà uno dei momenti più intensi della manifestazione\, nel quale memoria civile\, musica e partecipazione collettiva si fondono in un’unica esperienza condivisa\, rinnovando il senso profondo che accompagna la manifestazione sin dalla sua nascita. \n\n\n\nIl programma prenderà il via sabato 5 settembre con il concerto inaugurale al Teatro San Filippo\, affidato all’Orchestra Nazionale Jazz dei Conservatori\, con la partecipazione di Ada Montellanico\, Rosario Giuliani e le composizioni e direzione di Roberto Spadoni e Corrado Guarino. Al tramonto\, sul sagrato della Chiesa del Crocifissonel Parco del Castello\, il progetto DJeP\, realizzato in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila\, con Gianna Montecalvo\, Stefano Luigi Mangia e l’ONMC Vocal Ensemble. \n\n\n\nDalle ore 15 alle 18 Largo Tunisia ospiterà Humans of L’Aquila\, progetto coordinato da Carlo Cimino con Samuele Cinelli e Agostino Tatulli. In Piazza Santa Margherita si alterneranno il Federico Campanello Quartet\, vincitore del Premio Conad Jazz Contest – Umbria Jazz\, Beatrice Arrigoni – Terrestre\, vincitrice di Nuova Generazione Jazz\, Doronzo/Minafra – Fabulae e\, in chiusura di serata\, lo Spazio Jazz Club\, a cura dell’Alexanderplatz Jazz Club\, con la Pellini Orchestra Redcats e la partecipazione straordinaria di Max Paiella. \n\n\n\nIl Parco del Castello ospiterà MORA\, Alessandrini & 9PM Quartet e Il medico dei pazzi\, progetto di Dino Massa Trio con Marco Sannini. All’Auditorium di Palazzo Spaventa saranno protagonisti il Francesco Caligiuri Trio con Portrait of Colors\, Hayalet di Flavia Massimo e Caterina Palazzi e Fiore Selvatico. \n\n\n\nAl Teatro San Filippo\, nel pomeriggio\, spazio al NICA 6tet\, al vincitore del Premio Massimo Urbani 2026\, Leo Dalla Cort\, e all’Art Ensemble of Casella\, diretto da Walter Gaeta. \n\n\n\nNel Cortile di Palazzo Lucentini Bonanni si esibiranno Raffaele Casarano\, il duo Carlo Maver/Giuseppe Franchellucci e In vago spirito\, con Ludovica Manzo e Ruggiero Fornari. Nel Piano Corner\, allestito nel Cortile di Palazzo Di Paola\, saranno protagonisti Dino Massa\, Nicola Puccetti e Giovanni Guidi\, mentre il Cortile di Palazzo Benedetti ospiterà gli assoli di Alberto La Neve\, Massimo Garritano e Rosario Giuliani. \n\n\n\nTra Corso Vittorio Emanuele\, Piazza del Palazzo\, Piazza del Teatro e Piazza Duomo sfilerà la Crazy Dixie Band\, mentre la Corte del MAXXI L’Aquila – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo accoglierà Michele Rabbia e il duo Francesca Corrias/Mauro Laconi. Al MUNDA\, nella Sala Mammut del Bastione Est del Castello Cinquecentesco\, si esibiranno Eugenio Colombo e Vincenzo Mastropirro con Assoli (per l’ingresso nella giornata del sabato sarà necessario acquistare il biglietto di ingresso al museo\, dove\, in contemporanea\, sarà esposta la mostra “La Visitazione all’Aquila. Raffaello E Pontormo”\, a cura di Tom Henry e Federica Zalabra”; costo: 12 euro intero\, 2 euro ridotto). \n\n\n\nIl Main Stage sulla Scalinata di San Bernardino proporrà tre grandi concerti serali: Rita Marcotulli 7tet con ospite Luca Aquino\, Opus Magnum di Ettore Fioravanti 6et e Raffaele Casarano 5tet\, mentre la notte proseguirà in Piazza Chiarino con il DJ Set di Andrea Passenger. \n\n\n\nIl programma culturale comprenderà inoltre gli incontri alla Libreria Polarville\, con Marcello Piras dedicato al volume Il jazz in Italia di Adriano Mazzoletti\, e al Bistrot Liberamia\, con Tullio Visioli e Ada Montellanico\, autori del volume I Bambini e la musica – Crescere con i suoni. Per tutta la giornata il Cortile di Palazzo Margherita ospiterà gli spazi educational per bambini da 0 a 6 anni\, a cura dell’Associazione Nati nelle Note; il MAXXI i workshop educational di AFIJ; mentre a Palazzo Margherita sarà visitabile la mostra fotografica di AFIJ\, “Il jazz e l’energia del sorriso”. \n\n\n\nDomenica 6 settembre si aprirà con il tradizionale Concerto istituzionale al Parco della Memoria\, che vedrà il ritorno dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese insieme a Gaia Mattiuzzi\, con musiche di Roberto Martinelli\, Bruno Luise e Alessandro Fabbri. \n\n\n\nNel pomeriggio Largo Tunisia tornerà ad accogliere Humans of L’Aquila\, mentre in Piazza Santa Margherita si alterneranno il VMV Trio\, TAURN\, vincitore di Nuova Generazione Jazz\, e West Riviera\, vincitore del Premio Nuovo IMAIE. \n\n\n\nSul Main Stage del Parco del Castello saliranno il Luca Dell’Anna Quartet con Shojin\, Il cielo è pieno di stelle\, omaggio a Pino Daniele con Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello\, e il concerto conclusivo de I Patagarri. \n\n\n\nAll’Auditorium di Palazzo Spaventa si esibiranno gli Eagles Swing Ensemble\, mentre AFIJ e MIDJ presenteranno i progetti Fiume lento – Rapsodia del grande fiume\, Puccini e il lago\, Atmosfere cittadine e paesaggi marini e (R)Evolution. \n\n\n\nIl Teatro San Filippo ospiterà l’Orchestra Jazz che Vorrei L’Aquila\, diretta da Emanuele Parrini\, il Parrilla-Manna 4et e il Falzone 5et. Nel Cortile di Palazzo Lucentini Bonanni saranno protagonisti Landscapes\, il Rinaldi/Mastropirro Duo & Poetry e il Colombo/Caligiuri Duo. \n\n\n\nNel Piano Corner si alterneranno Massimiliano Cameroni\, Livio Minafra e Luca Dell’Anna\, mentre il Cortile di Palazzo Benedetti ospiterà ICARO con Luca Aquino\, Folkways con Costanza Alegiani\, Marcello Allulli ed Edoardo Ferri\, e il duo DOIS. \n\n\n\nTra Corso Vittorio Emanuele\, Piazza del Palazzo\, Piazza del Teatro e Piazza Duomo si esibirà la Bandao Percussion Street Band. Nella Corte del MAXXI L’Aquila saranno protagonisti Disorienti\, con Anais Drago e Peppe Frana\, e il duo formato da Roberto Taufic e Fausto Beccalossi; al MUNDA – Bastione Est del Castello Cinquecentesco (Sala Mammut) gli assoli di Carlo Maver e Giuseppe Franchellucci (ad ingresso gratuito). \n\n\n\nIl programma culturale proseguirà alla Libreria Colacchi con Narrativa in Jazz\, dialogo con Dino Massa e Antonio Petralia; alla Libreria Polarville con Stefano Zenni e il suo volume Giant Steps\, la musica di John Coltrane; al Bistrot Liberamia con Massimo Garritano e il libro Come un funambolo in equilibrio – Solo Performance e Improvvisazione. Proseguiranno inoltre gli spazi educational dell’Associazione Nati nelle Note\, i workshop di AFIJ\, la mostra fotografica nella Sala degli Affreschi di Palazzo Spaventa\, mentre il Cortile di Palazzo Dragonetti ospiterà Crazy Stompin’ Club\, Paolo Conte Tribute Band e Gran Sasso Swing Band\, e il Cortile di Palazzo de Nardis gli assoli di Clara Gizzi\, Emanuele Parrini e Antonio Marinelli. \n\n\n\nDa segnalare anche la nuova collaborazione con il Centro Studi Danza L’Arabesque\, che organizzerà delle performance creative nell’occasione di alcuni dei concerti previsti in programma sabato a Palazzo Benedetti (Alberto La Neve\, Massimo Garritano) e nella Sala Mammut del MUNDA (Eugenio Colombo\, Vincenzo Mastropirro); mentre domenica saranno a Palazzo Lucentini Bonanni (Rinaldi/Mastropirro; Colombo/Caligiuri)\, Palazzo de Nardis (Emanuele Parrini) e nella Sala Mammut (Giuseppe Franchellucci). \n\n\n\nLe location scelte: Teatro San Filippo\, Parco della Memoria\, Sagrato della Chiesa del Crocifisso\, Largo Tunisia\, Piazza Santa Margherita\, Parco del Castello (main stage della domenica)\, Scalinata di San Bernardino (main stage del sabato)\, Auditorium e Sala degli Affreschi di Palazzo Spaventa (via Bafile)\, Cortile di Palazzo Lucentini Bonanni (Piazza Regina Margherita)\, Cortile di Palazzo Di Paola (Corso Vittorio Emanuele II)\, Cortile di Palazzo Benedetti (via Sassa)\, MAXXI L’Aquila – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo (corte)\, MUNDA – Bastione Est del Castello Cinquecentesco (Sala Mammut)\, Corso Vittorio Emanuele – Piazza del Palazzo – Piazza del Teatro – Piazza Duomo (street band)\, Piazza Chiarino\, Cortile di Palazzo Dragonetti (via Santa Giusta)\, Cortile di Palazzo de Nardis (via San Marciano)\, Libreria Colacchi\, Libreria Polarville\, Bistrot Liberamia\, Palazzo Margherita. \n\n\n\nDurante le due serate verranno inoltre conferiti i premi curati dalla Federazione Nazionale Il Jazz italiano e dalle sue associazioni\, nello specifico: Premio alla Carriera ad Ares Tavolazzi\, Premio “Nuove Direzioni” ad Alessandro Gambo (direttore artistico di Jazz is Dead)\, Premio “Giovani Visionari” a Vincenzo Di Gioia\, Premio Formazione a Vincenzo Caporaletti. \n\n\n\nLE COLLABORAZIONI \n\n\n\nDa sottolineare anche l’importante lavoro delle associazioni che fanno parte della Federazione\, presieduta da Paolo Damiani\, per apportare un arricchimento alla manifestazione\, con la realizzazione di eventi collaterali\, laboratori\, concerti\, incontri\, progetti multimediali\, supporto organizzativo. In particolare: l’associazione dei festival\, I-Jazz (Angelo Valori il presidente)\, storica organizzatrice della manifestazione ed ente promotore in virtù del protocollo d’intesa sottoscritto con il Comune dell’Aquila\, Jazz all’Aquila e Federazione IJI\, conferma la propria partecipazione nel coadiuvare e gestire i palchi durante le due giornate della manifestazione grazie ai numerosi direttori artistici associati che saranno presenti\, figure storiche da anni al fianco dell’organizzazione; I-Jazz inoltre sostiene due band scelte all’interno del progetto “Nuova Generazione Jazz”\, Beatrice Arrigoni “Terrestre” e TAURN; l’associazione MIDJ-Musicisti Italiani di Jazz (presidente Susanna Stivali) sarà al fianco non solo dei musicisti soci selezionati dai direttori artistici attraverso la nostra CALL L’ AQUILA\, ma di tutti i musicisti partecipanti alla manifestazione\, promuovendo momenti di confronto. L’associazione coglierà l’occasione per raccontare le azioni portate avanti\, i nostri progetti\, il supporto e per ascoltare le suggestioni dei colleghi\, con l’idea di creare una rete sempre più forte e coesa a sostegno dei musicisti italiani di jazz; l’associazione dei fotografi AFIJ(presidente Maurizio Magnetta) sarà presente per IJI con un reportage fotografico completo dell’intera manifestazione\, grazie all’impegno dei fotografi soci dell’associazione. In programma anche il quarto laboratorio di fotografia per immagini\, rivolto a ragazze e ragazzi tra gli 8 e i 12 anni. Inoltre\, in collaborazione con MIDJ\, AFIJ proporrà speciali performance multimediali che coinvolgeranno tre fotografi soci selezionati. A Palazzo Margherita verrà esposta la mostra collettiva dei soci “Il jazz e l’energia del sorriso”; infine segnaliamo che in occasione della XII edizione torna l’Orchestra Nazionale di Musica Creativa dei Conservatori di Musica\, nella seconda fase del progetto ideato da DJeP-AFAM. Dal 3 al 5 settembre\, un ensemble vocale formato da studentesse e studenti dei Conservatori italiani\, diretto da Gianna Montecalvo e Stefano Luigi Mangia\, sarà protagonista di una residenza dedicata all’improvvisazione e alla contaminazione tra linguaggi artistici. \n\n\n\n“Il jazz italiano per le terre del sisma” è organizzato dall’associazione Jazz all’Aquila; è promosso e sostenuto dal Ministero della cultura\, si inserisce all’interno del programma dell’Aquila Capitale della Cultura 2026 ed è finanziato dal Comune dell’Aquila; è promosso da Regione Abruzzo\, con il sostegno dei Main Sponsor SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori\, e NUOVO IMAIE – Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori\, il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila\, dello sponsor tecnico Montarbo AEB industriale srle dei molti partner tecnici coinvolti; è organizzato in collaborazione con la Federazione Nazionale Il Jazz Italiano e vede la partecipazione attiva di tutte le realtà ad essa associate. L’evento\, inoltre\, vede la collaborazione dell’Orchestra Nazionale Jazz dei Conservatori e la collaborazione con alcuni dei più importanti enti culturali del territorio come il MUNDA-Museo Nazionale d’Abruzzo\, il Conservatorio Alfredo Casella\, MAXXI L’Aquila – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo\, il Centro Sperimentale di Cinematografia (sede abruzzese)\, l’Istituzione Sinfonica Abruzzese\, l’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila\, Centro Studi L’Arabesque\, Associazione Teatro Opera Project. \n\n\n\nIl programma generale è completo; tuttavia\, per esigenze organizzative\, potrà essere soggetto a eventuali variazioni. \n\n\n\nINFORMAZIONI GENERALI: \n\n\n\ninfo@jazzallaquila.it
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SUMMARY:L’Ensemble d’archi Astorre Ferrari chiude la rassegna Onde Musicali sul Lago d'Iseo
DESCRIPTION:Si concluderà sabato 5 settembre sull’isola di Loreto la nona edizione del festival Onde musicali sul Lago d’Iseo\, voluto dall’Associazione Luigi Tadini di Lovere in collaborazione con Visit Lake Iseo\, l’ente di promozione turistica del Lago d’Iseo: quest’anno sono stati organizzati ben 66 appuntamenti (tra concerti di lirica\, cameristica\, sacra\, antica\, jazz\, tango e crossover) con la partecipazione di oltre 200 musicisti\, tra cui artisti affermati\, vincitori di concorsi internazionali e giovani talenti provenienti dai Conservatori italiani e dalle Accademie estere. Per oltre tre mesi (la manifestazione è scattata il 29 maggio scorso a Iseo) i concerti hanno animato i luoghi più suggestivi delle due sponde del Sebinoe alcune località limitrofe delle province di Bergamo e Brescia.  \n\n\n\nIl gran finale di Onde musicali sul Lago d’Iseo andrà in scena sabato 5 settembre sulla meravigliosa isola di Loreto (Bs) con il concerto intitolato Viaggio tra le stagioni (doppio set alle ore 16 e alle 19)\, protagonista l’Ensemble d’archi Astorre Ferrari. Questo gruppo riunisce i migliori allievi del Conservatorio Peri-Merulo di Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti\, sotto la direzione di Alessandro Ferrari. Il programma prevede\, da Il cimento dell’armonia e dell’invenzione di Antonio Vivaldi\, l’Inverno (Allegro non molto; Largo; Allegro)\, la Primavera (Allegro; Largo e pianissimo sempre; Allegro pastorale) e l’Estate (Allegro non molto; Adagio e piano\, presto e forte; Presto)\, eseguite dal violinista Pietro Bolognini (solista e concertatore)\, Sara Sole Stojmenov (primo violino)\, Luca Maccagnani (secondo violino)\, Elena Accogli (viola)\, Valery López (violoncello) e Pierpaolo Casoni (contrabbasso). I biglietti per assistere al concerto\, al costo di 80 euro\, includono il parcheggio\, il trasporto sull’isola con imbarcazione privata e il brindisi finale con le bollicine “made in Franciacorta” della cantina Antica Fratta. \n\n\n\n Commenta Roberto Forcella\, ideatore della manifestazione: ««Anche la nona edizione del festival si avvia alla conclusione. È stato un anno particolarmente intenso\, con una settantina di concerti organizzati in alcuni dei siti più affascinanti del nostro splendido lago. Abbiamo confermato l’impegno di promuovere le eccellenze tra i giovani musicisti emergenti e la folta partecipazione del pubblico ci riempie di soddisfazione. Questa risposta è il miglior stimolo per guardare già alla prossima stagione\, che segnerà il decimo anniversario di Onde musicali sul Lago d’Iseo. Un ringraziamento speciale va ai Comuni\, alle Fondazioni\, agli enti\, alle istituzioni e alle attività private che ci hanno sostenuto. Il mio grazie va anche alla direzione artistica della rassegna\, al consorzio Visit lake Iseo per il continuo e puntuale lavoro di promozione e comunicazione e a tutti i volontari che ci hanno seguito e che hanno operato con entusiasmo per la riuscita della manifestazione». \n\n\n\nOnde musicali sul Lago d’Iseo è stato reso possibile grazie al contributo di Regione Lombardia\, al supporto straordinario della Fondazione della Comunità Bergamasca e al sostegno degli sponsor Navigazione Lago d’Iseo\, Rotary Club Lovere-Iseo-Breno\, Comisa\, Bertoni antinfortunistica industriale\, Gfelti\, Antica Fratta Franciacorta e Lions Club Lovere.  \n\n\n\n 
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SUMMARY:Prosegue la programmazione della IX edizione di Onde Musicali sul Lago d'Iseo
DESCRIPTION:Entra nel terzo mese di programmazione la nona edizione della manifestazione organizzata dall’Associazione Luigi Tadini e dall’ente di promozione turistica Visit Lake Iseo \n\n\n\nLa musica\, sul Sebino\, non va mai in vacanza: dopo il notevole successo dei tanti appuntamenti andati in scena nei mesi di giugno e luglio\, la nona edizione di Onde musicali sul Lago d’Iseo\, il festival organizzato dall’Associazione Luigi Tadini di Lovere in collaborazione con Visit Lake Iseo\, l’ente di promozione turistica del Lago d’Iseo\, proseguirà per tutto agosto\, fino all’evento speciale di chiusura del 5 settembre sull’isola di Loreto. Anche questo mese sarà ricco\, infatti\, di eventi che animeranno i luoghi più suggestivi delle due sponde del lagoe di alcune località limitrofe delle province di Bergamo e Brescia. \n\n\n\nIl mese di agosto sì è aperto sabato 1 con l’applaudita performance del Rapsodia Saxophone Quartet a Costa Volpino (Bg). Un altro appuntamento che ha incuriosito e appassionato gli spettatori è stata l’esibizione\, venerdì 7 agosto a Zone(Bs)\, del duo Hélios Vagabond\, formato da Élise Chemla al violoncello e Camilla Finardi al mandolino\, al liuto cantabile e alla chitarra\, tra musiche tradizionali e composizioni contemporanee.  \n\n\n\nVenerdì 14 agosto il festival farà tappa aLovere (Bg)\, presso Villa Milesi\, sede del concerto del quartetto di clarinetti Marsyas (ore 21\, ingresso libero): Francesco Carasi\, Gabriele Faustini\, Andrea Marenghi e Serena Pattacini sono i componenti di questo ensemble\, nato nel 2023 al Conservatorio Peri di Reggio Emilia. Il quartetto\, che utilizza la famiglia completa del clarinetto (dal basso al piccolo\, con l’impiego occasionale del corno di bassetto)\, presenterà Folk Songs Suite\, un viaggio musicale attraverso le danze popolari provenienti da diverse regioni del mondo\, riunite in un percorso che richiama la forma classica della suite. Il programma spazia dalla Gran Bretagna all’Europa centro-orientale\, dall’Argentina al Messico\, mostrando come la danza – elemento universale e identitario – sia diventata fonte di ispirazione per i compositori del Novecento e per quelli contemporanei. Il concerto si aprirà con Molly on the Shore di Percy Grainger\, nella trascrizione per quartetto di clarinetti realizzata dallo stesso ensemble\, per poi passare alle Antiche danze ungheresi di Ferenc Farkas e alle Danze rumene di Béla Bartók\, fino a una suite di brani del compositore inglese Gordon Jacob e a un brano tratto dalla celebre Histoire du Tango di Astor Piazzolla\, per chiudere infine con una danzón cubana di Arturo Márquez e con la Rumba di Gaspare Tirincanti.  \n\n\n\nSi continuerà\, sempre a passo di danza e in particolare di tango\, sabato 22 agosto a Pisogne (Bs) nella chiesa di Santa Maria della Neve (ore 21\, ingresso libero) con lo spettacolo AT-Traverso il TangoovveroPassioni\, virtuosismo\, emozioni tra  Vecchio e Nuovo Continente. Eseguendo brani di Piazzolla\, Cardoso\, Gardel\, Girotto e altri\, il quartetto composto da Giovanni Mareggini (flauto)\, Riccardo Bontempelli (percussioni)\, Enrico Lazzarini (contrabbasso) e Massimo Tagliata (pianoforte e arrangiamenti) condurrà il pubblico in un viaggio musicale che partirà dall’Ottocento\, quando l’habanera cubana lasciò spazio alle milonghe\, e proseguirà con i brani struggenti dei grandi cantanti argentini\, fino alla diffusione del tango nel mondo come forma musicale universale\, grazie all’opera infaticabile del compositore Astor Piazzolla. Qui il tango argentino si confronterà con la Bossa Nova ed i Choros brasiliani: brani vocali e strumentali in cui il virtuosismo si fonde con la malinconia\, il carnevale con la saudade. Giovanni Mareggini si è esibito nei più importanti festival e teatri internazionali. Vanta collaborazioni con Giorgio Gaslini\, Lucio Dalla e Jan Anderson dei Jethro Tull. Esperto anche di musica sacra\, è stato incaricato da Papa Francesco della direzione musicale del Sinodo dei giovani nel 2018 e nel 2022. Enrico Lazzarini ha collaborato con alcuni dei jazzisti più noti della scena italiana e internazionale (tra cui Fresu\, Marcotulli\, Bosso\, Ribot e Odorici)\, con il cantautore Vinicio Capossela e con artisti del calibro di Paolo Rossi. Massimo Tagliata ha iniziato ad approfondire il linguaggio del tango argentino quand’era adolescente. Grazie alla sua spiccata versatilità\, spazia dal jazz alla musica italiana d’autore\, dal pop al folk\, collaborando con numerosi musicisti del panorama nazionale e internazionale\, tra cui Biagio Antonacci\, Antonella Ruggiero\, Elisa\, Sal Da Vinci\, Javier Girotto e molti altri. Riccardo Bontempelli si è diplomato in batteria al CPM di Milano ed è attivo in ambito jazz e pop/rock. \n\n\n\n  \n\n\n\nOnde musicali sul Lago d’Iseo è reso possibile grazie al contributo di Regione Lombardia\, al supporto straordinario della Fondazione della Comunità Bergamasca e al sostegno degli sponsor Navigazione Lago d’Iseo\, Rotary Club Lovere-Iseo-Breno\, Comisa\, Bertoni antinfortunistica industriale\, Gfelti\, Antica Fratta Franciacorta e Lions Club Lovere). Come sempre\, tutti  gli eventi del festival sono a ingresso libero\, ad eccezione di tre concerti speciali: quello del 27 giugno scorso alla Rocca Martinengo di Monte Isola e i due sull’isola di Loreto. \n\n\n\nProgramma completo del festival\, acquisto dei biglietti e aggiornamenti on line qui: visitlakeiseo.info \n\n\n\n 
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SUMMARY:"Il Jazz italiano per le terre del sisma" a L'Aquila
DESCRIPTION:Dodici anni di musica\, di incontri e di comunità. Dodici anni in cui il jazz italiano ha scelto di ritrovarsi all’Aquila\, facendo della cultura uno strumento concreto di ricostruzione\, relazione e partecipazione. Non soltanto un festival\, ma un progetto collettivo che\, dal 2015\, accompagna il percorso di rinascita dei territori colpiti dal sisma\, trasformando la musica in occasione di dialogo\, condivisione e futuro. \n\n\n\nSabato 5 e domenica 6 settembre torna Il jazz italiano per le terre del sisma\, appuntamento ormai unico nel panorama culturale nazionale\, capace di riunire ogni anno centinaia di musiciste e musicisti provenienti da tutta Italia in un grande laboratorio artistico diffuso che coinvolge istituzioni\, associazioni\, operatori culturali e cittadini. Un’edizione che assume un significato ancora più profondo nell’anno in cui L’Aquila è Capitale Italiana della Cultura 2026\, confermando il ruolo della città come luogo privilegiato di incontro\, sperimentazione e produzione culturale. \n\n\n\nSaranno oltre 300 gli artisti protagonisti della dodicesima edizione\, distribuiti nei luoghi simbolo del centro storico: saranno oltre 20 le location tra piazze\, cortili\, palazzi storici\, chiese\, musei e spazi della cultura che torneranno ad accogliere concerti\, produzioni originali\, incontri\, laboratori e progetti multidisciplinari\, costruendo un percorso che mette in relazione il patrimonio storico della città con la vitalità della scena jazzistica contemporanea. \n\n\n\nResta l’ingresso gratuito per la maggioranza dei concerti; sarà previsto il pagamento del biglietto solo per i live in programma al main stage di San Bernardino e ai palchi di Piazza Santa Margherita e Parco del Castello: l’abbonamento per il singolo palco giornaliero (tre concerti per palco) avrà il costo di 5 euro + 1 euro d.p.; l’abbonamento per Parco del Castello (programma delle due giornate) avrà il costo di 8 euro + 1 euro d.p.; l’abbonamento per Piazza Santa Margherita (programma delle due giornate) avrà il costo di 8 euro + 1 euro d.p. \n\n\n\nIL TEMA: RIFLESSI \n\n\n\nAd accompagnare questa edizione è “Riflessi”\, una parola semplice solo in apparenza\, scelta dalla direzione artistica come chiave di lettura dell’intera manifestazione. \n\n\n\nI riflessi sono quelli che si generano tra musiciste e musicisti appartenenti a generazioni diverse\, quando l’ascolto reciproco diventa occasione di crescita e trasformazione. Sono quelli tra composizione e improvvisazione\, tra memoria e presente\, tra i luoghi della città e le persone che li abitano. Sono\, ancora\, i riflessi di un territorio che continua a reinventarsi\, dove il ricordo non rimane immobile ma alimenta nuove possibilità di incontro e di creazione. \n\n\n\nÈ una visione che attraversa tutto il programma della XII edizione\, affidata alla direzione artistica di Maria Pia De Vito\, Paola Martini e Nicola Pisani\, che hanno immaginato il festival come uno spazio aperto di confronto\, nel quale il jazz diventa linguaggio capace di interpretare il presente\, favorire relazioni e generare nuove prospettive. \n\n\n\nCome scrivono gli stessi direttori artistici\, l’obiettivo è stato quello di costruire un festival che fosse «un insieme di riflessi della grande creatività e vitalità del jazz italiano»\, capace di dare spazio alla libertà espressiva\, alle produzioni originali e all’incontro tra musiche\, discipline e sensibilità differenti. Un percorso nel quale l’improvvisazione non rappresenta soltanto una pratica musicale\, ma un modo di leggere la realtà e di immaginare il futuro. \n\n\n\nIL PROGRAMMA\, TRA PRODUZIONI ORIGINALI E NUOVI LUOGHI \n\n\n\nLa dodicesima edizione si distingue per un programma costruito intorno a numerose produzioni originali e progetti pensati appositamente per L’Aquila\, confermando la vocazione della manifestazione a essere non soltanto una vetrina del jazz italiano\, ma un luogo di creazione artistica. \n\n\n\nTra gli appuntamenti simbolo dell’intera manifestazione si conferma quello della domenica mattina al Parco della Memoria\, luogo nel quale il festival rinnova il proprio legame con la città e con la storia delle comunità colpite dal terremoto. \n\n\n\nL’edizione 2026 assume un significato particolare grazie al ritorno dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese\, protagonista di una nuova produzione originale realizzata appositamente per il festival. Una presenza di grande valore artistico e simbolico che rafforza il dialogo tra il jazz italiano e una delle più autorevoli istituzioni musicali del territorio\, riaffermando il ruolo della manifestazione come luogo di incontro tra linguaggi\, esperienze e tradizioni musicali. \n\n\n\nLa produzione\, diretta da Marco Moresco (musicista e docente del Conservatorio dell’Aquila) vedrà la partecipazione della cantante Gaia Mattiuzzi insieme all’Istituzione Sinfonica Abruzzese e sarà costruita intorno a nuove composizioni firmate da Roberto Martinelli\, Bruno Luise e Alessandro Fabbri\, dando vita a un progetto inedito concepito espressamente per questo appuntamento. \n\n\n\nCome da tradizione\, il concerto del Parco della Memoria rappresenterà uno dei momenti più intensi della manifestazione\, nel quale memoria civile\, musica e partecipazione collettiva si fondono in un’unica esperienza condivisa\, rinnovando il senso profondo che accompagna la manifestazione sin dalla sua nascita. \n\n\n\nIl programma prenderà il via sabato 5 settembre con il concerto inaugurale al Teatro San Filippo\, affidato all’Orchestra Nazionale Jazz dei Conservatori\, con la partecipazione di Ada Montellanico\, Rosario Giulianie le composizioni e direzione di Roberto Spadoni e Corrado Guarino. Al tramonto\, sul sagrato della Chiesa del Crocifisso nel Parco del Castello\, il progetto DJeP\, realizzato in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila\, con Gianna Montecalvo\, Stefano Luigi Mangia e l’ONMC Vocal Ensemble. \n\n\n\nDalle ore 15 alle 18 Largo Tunisia ospiterà Humans of L’Aquila\, progetto coordinato da Carlo Cimino con Samuele Cinelli e Agostino Tatulli. In Piazza Santa Margherita si alterneranno il Federico Campanello Quartet\, vincitore del Premio Conad Jazz Contest – Umbria Jazz\, Beatrice Arrigoni – Terrestre\, vincitrice di Nuova Generazione Jazz\, Doronzo/Minafra – Fabulae e\, in chiusura di serata\, lo Spazio Jazz Club\, a cura dell’Alexanderplatz Jazz Club\, con la Pellini Orchestra Redcats e la partecipazione straordinaria di Max Paiella. \n\n\n\nIl Parco del Castello ospiterà MORA\, Alessandrini & 9PM Quartet e Il medico dei pazzi\, progetto di Dino Massa Trio con Marco Sannini. All’Auditorium di Palazzo Spaventa saranno protagonisti il Francesco Caligiuri Trio con Portrait of Colors\, Hayalet di Flavia Massimo e Caterina Palazzi e Fiore Selvatico. \n\n\n\nAl Teatro San Filippo\, nel pomeriggio\, spazio al NICA 6tet\, al vincitore del Premio Massimo Urbani 2026\, Leo Dalla Cort\, e all’Art Ensemble of Casella\, diretto da Walter Gaeta. \n\n\n\nNel Cortile di Palazzo Lucentini Bonanni si esibiranno Raffaele Casarano\, il duo Carlo Maver/Giuseppe Franchellucci e In vago spirito\, con Ludovica Manzo e Ruggiero Fornari. Nel Piano Corner\, allestito nel Cortile di Palazzo Di Paola\, saranno protagonisti Dino Massa\, Nicola Puccetti e Giovanni Guidi\, mentre il Cortile di Palazzo Benedetti ospiterà gli assoli di Alberto La Neve\, Massimo Garritano e Rosario Giuliani. \n\n\n\nTra Corso Vittorio Emanuele\, Piazza del Palazzo\, Piazza del Teatro e Piazza Duomo sfilerà la Crazy Dixie Band\, mentre la Corte del MAXXI L’Aquila – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo accoglierà Michele Rabbia e il duo Francesca Corrias/Mauro Laconi. Al MUNDA\, nella Sala Mammut del Bastione Est del Castello Cinquecentesco\, si esibiranno Eugenio Colombo e Vincenzo Mastropirro con Assoli (per l’ingresso nella giornata del sabato sarà necessario acquistare il biglietto di ingresso al museo\, dove\, in contemporanea\, sarà esposta la mostra “La Visitazione all’Aquila. Raffaello E Pontormo”\, a cura di Tom Henry e Federica Zalabra”; costo: 12 euro intero\, 2 euro ridotto). \n\n\n\nIl Main Stage sulla Scalinata di San Bernardino proporrà tre grandi concerti serali: Rita Marcotulli 7tet con ospite Luca Aquino\, Opus Magnum di Ettore Fioravanti 6et e Raffaele Casarano 5tet\, mentre la notte proseguirà in Piazza Chiarino con il DJ Set di Andrea Passenger. \n\n\n\nIl programma culturale comprenderà inoltre gli incontri alla Libreria Polarville\, con Marcello Piras dedicato al volume Il jazz in Italia di Adriano Mazzoletti\, e al Bistrot Liberamia\, con Tullio Visioli e Ada Montellanico\, autori del volume I Bambini e la musica – Crescere con i suoni. Per tutta la giornata il Cortile di Palazzo Margherita ospiterà gli spazi educational per bambini da 0 a 6 anni\, a cura dell’Associazione Nati nelle Note; il MAXXI i workshop educational di AFIJ; mentre a Palazzo Margherita sarà visitabile la mostra fotografica di AFIJ\, “Il jazz e l’energia del sorriso”. \n\n\n\nDomenica 6 settembre si aprirà con il tradizionale Concerto istituzionale al Parco della Memoria\, che vedrà il ritorno dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese insieme a Gaia Mattiuzzi\, con musiche di Roberto Martinelli\, Bruno Luise e Alessandro Fabbri. \n\n\n\nNel pomeriggio Largo Tunisia tornerà ad accogliere Humans of L’Aquila\, mentre in Piazza Santa Margheritasi alterneranno il VMV Trio\, TAURN\, vincitore di Nuova Generazione Jazz\, e West Riviera\, vincitore del Premio Nuovo IMAIE. \n\n\n\nSul Main Stage del Parco del Castello saliranno il Luca Dell’Anna Quartet con Shojin\, Il cielo è pieno di stelle\, omaggio a Pino Daniele con Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello\, e il concerto conclusivo de I Patagarri. \n\n\n\nAll’Auditorium di Palazzo Spaventa si esibiranno gli Eagles Swing Ensemble\, mentre AFIJ e MIDJpresenteranno i progetti Fiume lento – Rapsodia del grande fiume\, Puccini e il lago\, Atmosfere cittadine e paesaggi marini e (R)Evolution. \n\n\n\nIl Teatro San Filippo ospiterà l’Orchestra Jazz che Vorrei L’Aquila\, diretta da Emanuele Parrini\, il Parrilla-Manna 4et e il Falzone 5et. Nel Cortile di Palazzo Lucentini Bonanni saranno protagonisti Landscapes\, il Rinaldi/Mastropirro Duo & Poetry e il Colombo/Caligiuri Duo. \n\n\n\nNel Piano Corner si alterneranno Massimiliano Cameroni\, Livio Minafra e Luca Dell’Anna\, mentre il Cortile di Palazzo Benedetti ospiterà ICARO con Luca Aquino\, Folkways con Costanza Alegiani\, Marcello Allullied Edoardo Ferri\, e il duo DOIS. \n\n\n\nTra Corso Vittorio Emanuele\, Piazza del Palazzo\, Piazza del Teatro e Piazza Duomo si esibirà la Bandao Percussion Street Band. Nella Corte del MAXXI L’Aquila saranno protagonisti Disorienti\, con Anais Dragoe Peppe Frana\, e il duo formato da Roberto Taufic e Fausto Beccalossi; al MUNDA – Bastione Est del Castello Cinquecentesco (Sala Mammut) gli assoli di Carlo Maver e Giuseppe Franchellucci (ad ingresso gratuito). \n\n\n\nIl programma culturale proseguirà alla Libreria Colacchi con Narrativa in Jazz\, dialogo con Dino Massa e Antonio Petralia; alla Libreria Polarville con Stefano Zenni e il suo volume Giant Steps\, la musica di John Coltrane; al Bistrot Liberamia con Massimo Garritano e il libro Come un funambolo in equilibrio – Solo Performance e Improvvisazione. Proseguiranno inoltre gli spazi educational dell’Associazione Nati nelle Note\, i workshop di AFIJ\, la mostra fotografica nella Sala degli Affreschi di Palazzo Spaventa\, mentre il Cortile di Palazzo Dragonetti ospiterà Crazy Stompin’ Club\, Paolo Conte Tribute Band e Gran Sasso Swing Band\, e il Cortile di Palazzo de Nardis gli assoli di Clara Gizzi\, Emanuele Parrini e Antonio Marinelli. \n\n\n\nDa segnalare anche la nuova collaborazione con il Centro Studi Danza L’Arabesque\, che organizzerà delle performance creative nell’occasione di alcuni dei concerti previsti in programma sabato a Palazzo Benedetti (Alberto La Neve\, Massimo Garritano) e nella Sala Mammut del MUNDA (Eugenio Colombo\, Vincenzo Mastropirro); mentre domenica saranno a Palazzo Lucentini Bonanni (Rinaldi/Mastropirro; Colombo/Caligiuri)\, Palazzo de Nardis (Emanuele Parrini) e nella Sala Mammut (Giuseppe Franchellucci). \n\n\n\nLe location scelte: Teatro San Filippo\, Parco della Memoria\, Sagrato della Chiesa del Crocifisso\, Largo Tunisia\, Piazza Santa Margherita\, Parco del Castello (main stage della domenica)\, Scalinata di San Bernardino (main stage del sabato)\, Auditorium e Sala degli Affreschi di Palazzo Spaventa (via Bafile)\, Cortile di Palazzo Lucentini Bonanni (Piazza Regina Margherita)\, Cortile di Palazzo Di Paola (Corso Vittorio Emanuele II)\, Cortile di Palazzo Benedetti (via Sassa)\, MAXXI L’Aquila – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo (corte)\, MUNDA – Bastione Est del Castello Cinquecentesco (Sala Mammut)\, Corso Vittorio Emanuele – Piazza del Palazzo – Piazza del Teatro – Piazza Duomo (street band)\, Piazza Chiarino\, Cortile di Palazzo Dragonetti (via Santa Giusta)\, Cortile di Palazzo de Nardis (via San Marciano)\, Libreria Colacchi\, Libreria Polarville\, Bistrot Liberamia\, Palazzo Margherita. \n\n\n\nDurante le due serate verranno inoltre conferiti i premi curati dalla Federazione Nazionale Il Jazz italiano e dalle sue associazioni\, nello specifico: Premio alla Carriera ad Ares Tavolazzi\, Premio “Nuove Direzioni” ad Alessandro Gambo (direttore artistico di Jazz is Dead)\, Premio “Giovani Visionari” a Vincenzo Di Gioia\, Premio Formazione a Vincenzo Caporaletti. \n\n\n\nLE COLLABORAZIONI \n\n\n\nDa sottolineare anche l’importante lavoro delle associazioni che fanno parte della Federazione\, presieduta da Paolo Damiani\, per apportare un arricchimento alla manifestazione\, con la realizzazione di eventi collaterali\, laboratori\, concerti\, incontri\, progetti multimediali\, supporto organizzativo. In particolare: l’associazione dei festival\, I-Jazz (Angelo Valori il presidente)\, storica organizzatrice della manifestazione ed ente promotore in virtù del protocollo d’intesa sottoscritto con il Comune dell’Aquila\, Jazz all’Aquila e Federazione IJI\, conferma la propria partecipazione nel coadiuvare e gestire i palchi durante le due giornate della manifestazione grazie ai numerosi direttori artistici associati che saranno presenti\, figure storiche da anni al fianco dell’organizzazione; I-Jazz inoltre sostiene due band scelte all’interno del progetto “Nuova Generazione Jazz”\, Beatrice Arrigoni “Terrestre” e TAURN; l’associazione MIDJ-Musicisti Italiani di Jazz (presidente Susanna Stivali) sarà al fianco non solo dei musicisti soci selezionati dai direttori artistici attraverso la nostra CALL L’ AQUILA\, ma di tutti i musicisti partecipanti alla manifestazione\, promuovendo momenti di confronto. L’associazione coglierà l’occasione per raccontare le azioni portate avanti\, i nostri progetti\, il supporto e per ascoltare le suggestioni dei colleghi\, con l’idea di creare una rete sempre più forte e coesa a sostegno dei musicisti italiani di jazz; l’associazione dei fotografi AFIJ (presidente Maurizio Magnetta) sarà presente per IJI con un reportage fotografico completo dell’intera manifestazione\, grazie all’impegno dei fotografi soci dell’associazione. In programma anche il quarto laboratorio di fotografia per immagini\, rivolto a ragazze e ragazzi tra gli 8 e i 12 anni. Inoltre\, in collaborazione con MIDJ\, AFIJ proporrà speciali performance multimediali che coinvolgeranno tre fotografi soci selezionati. A Palazzo Margherita verrà esposta la mostra collettiva dei soci “Il jazz e l’energia del sorriso”; infine segnaliamo che in occasione della XII edizione torna l’Orchestra Nazionale di Musica Creativa dei Conservatori di Musica\, nella seconda fase del progetto ideato da DJeP-AFAM. Dal 3 al 5 settembre\, un ensemble vocale formato da studentesse e studenti dei Conservatori italiani\, diretto da Gianna Montecalvo e Stefano Luigi Mangia\, sarà protagonista di una residenza dedicata all’improvvisazione e alla contaminazione tra linguaggi artistici. \n\n\n\n“Il jazz italiano per le terre del sisma” è organizzato dall’associazione Jazz all’Aquila; è promosso e sostenuto dal Ministero della cultura\, il Comune dell’Aquila\, fa parte del programma L’Aquila 2026 Capitale Italiana della cultura; è promosso da Regione Abruzzo\, con il sostegno dei Main Sponsor SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori\, e NUOVO IMAIE – Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori\, il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila\, dello sponsor tecnico Montarbo AEB industriale srl e dei molti partner tecnici coinvolti; è organizzato in collaborazione con la Federazione Nazionale Il Jazz Italiano e vede la partecipazione attiva di tutte le realtà ad essa associate. L’evento\, inoltre\, vede la collaborazione dell’Orchestra Nazionale Jazz dei Conservatori e la collaborazione con alcuni dei più importanti enti culturali del territorio come il MUNDA-Museo Nazionale d’Abruzzo\, il Conservatorio Alfredo Casella\, MAXXI L’Aquila – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo\, il Centro Sperimentale di Cinematografia (sede abruzzese)\, l’Istituzione Sinfonica Abruzzese\, l’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila\, Centro Studi L’Arabesque\, Associazione Teatro Opera Project. \n\n\n\nMateriale fotografico realizzato dall’Associazione dei Fotografi Italiani di Jazz \n\n\n\nIl programma generale è completo; tuttavia\, per esigenze organizzative\, potrà essere soggetto a eventuali variazioni. \n\n\n\nINFORMAZIONI GENERALI: \n\n\n\ninfo@jazzallaquila.it
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SUMMARY:Omaggio a Lucio Dalla con  Peppe Servillo\, e Javier Girotto  a Santa Marinella
DESCRIPTION:Il festival di jazz e musiche improvvisate\, Una striscia di terra feconda\, con la direzione artistica Paolo Damiani\, Armand Meignan\, presenta a Santa Marinella nel Palazzo Municipale\, in collaborazione con il Comune di Santa Marinella\, un doppio appuntamento\, sabato 5 settembre\, L’Anno Che Verrà\, omaggio a Lucio Dalla\, che vedrà sul palco\, il trio composto da Peppe Servillo\, Javier Girotto e Natalio Mangalavite e Sabato 12 settembre\, Ilaria Pilar Patassini\, Angelo Valori & Medit Orchestra presentano “Canto Conte”. Sabato 5 settembre\, nel Palazzo Municipale di Santa Marinella\, il trio Servillo-Girotto-Mangalavite in L’anno che verrà. Tre artisti d’eccezione si incontrano in un progetto che unisce musica popolare\, jazz e parola d’autore. Con L’anno che verrà\, omaggio a Lucio Dalla\, rileggono i suoi brani più iconici in chiave acustica\, intima\, profonda. La voce di Peppe Servillo\, i fiati andini e i sax di Javier Girotto\, il pianoforte e le tastiere di Natalio Mangalavite creano atmosfere sospese tra nostalgia e futuro. Un viaggio musicale e umano\, che attraversa radici sudamericane\, improvvisazione e canzone d’autore con sorprendente naturalezza. \n\n\n\n “L’anno che verrà ci sembrava il titolo più indicato\, visto l’anno che abbiamo passato e ci auguriamo davvero che…sarà tre volte Natale e festa tutto l’anno! Lucio Dalla sapeva indagare il futuro con le sue canzoni da profeta e per questo ci avviamo con la lampada a ripercorrerle\, canzoni antiche come la terra\, ma con dentro un motore che guarda il domani.Dalla ha sempre intercettato il comune sentire traducendolo in forma poetica e popolare\, e le sue grandi doti di interprete hanno contribuito non poco a ciò. A noi\, il tentativo di rileggere i suoi brani tenendo conto di tutto questo\, sperando di indagare e ritrovare nella sua scrittura la capacità di fare della canzone un segnale imprescindibile del nostro cercare la vita\, del fare poesia. \n\n\n\nSabato 12 settembre\, sempre nel Palazzo Municipale di Santa Marinella\, Ilaria Pilar Patassini\, Angelo Valori & Medit Orchestra presentano “Canto Conte”. Le canzoni di Paolo Conte sono un Paese a sé\, con propria costituzione\, geografia\, urbanistica\, personaggi\, dress code. Può sembrare dunque un “gioco d’azzardo”\, da parte di una voce femminile\, voler abitare questa nazione corsara da protagonista. Ilaria Pilar Patassini\, in complicità con il direttore d’orchestra e arrangiatore Angelo Valori e della sua Medit Orchestra – sceglie di prendersi questo passaporto attraverso un cambio di punto di vista e di colore (gli arrangiamenti in chiave sinfonico-jazz-cameristica) ma rispettando la scrittura e la struttura delle composizioni del grande cantautore astigiano. In repertorio trovano posto grandi classici come “Alle prese con una verde milonga”\, “Gli impermeabili”\, l’immancabile “Via con me”\, ma anche canzoni per appassionati del repertorio contiano come “Reveries”\, “Elisir”\, “Spassiunatamente”. Di questo ambizioso progetto Ilaria Pilar Patassini dice: «Volevo da tempo prendermi il rischio di dare voce e corpo alla parte femminile di Conte\, al suo lato più sensuale\, erotico\, giocoso e francese. Alla fine\, tra l’incoscienza e la saggezza ha vinto il desiderio». \n\n\n\nLa rassegna fa parte delle più importanti reti europee di jazz\, EJN e I-JAZZ. \n\n\n\nDiverse prestigiose istituzioni italiane sostengono il festival: il Ministero della Cultura \, la la Regione Lazio\, il Comune di Roma (Municipio II)\, Zetema\, la SIAE (main sponsor)\, la Fondazione Musica per Roma – Auditorium Parco della Musica\, la Casa del Jazz\, Institut Français in Italia- Ambasciata Francese a Roma\, la Fondazione Nuovi Mecenati\, Goethe Institut\, il Museo Macro\, RAI Radio 3 (media partner)\, il Centro di Produzione Insulae Lab\, MIDJ\, Puglia Sounds\, Azienda Speciale PalaEXPO\, Promu\, Musica Jazz\, il Teatro di Tor Bella Monaca\, I-jazz\, il Conservatorio di Salerno\, il Conservatorio di Bari\, il Conservatorio di Frosinone\, la Scuola Saint Louis\, i Comuni di Santa Marinella e Velletri \n\n\n\nEvento curato dalla Consigliera Delegata alla Cultura Giovanna Caratelli \n\n\n\n INGRESSO: 10 euro\, ridotto 5 euro per under 26 e iscritti Afam\, 8 euro per over 65 \n\n\n\nINFO: 349 2643452
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SUMMARY:"Fortuna in Musica" il festival dei Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii\,
DESCRIPTION:Dal 6 al 12 settembre torna Fortuna in Musica\, il festival dei Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii\, che quest’anno amplia il proprio percorso dal Santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina al Parco archeologico di Gabii. \n\n\n\nLa novità dell’edizione 2026 è il Teatro campestre di Gabii\, una nuova struttura temporanea e reversibile\, realizzata con balle di fieno e materiali presenti nel Parco\, pensata per accogliere spettacoli dal vivo in dialogo con il paesaggio e la memoria archeologica del sito. \n\n\n\nTre gli appuntamenti in programma: \n\n\n\n6 settembre\, ore 19.30 – PalestrinaCirco Diatonico – Acrobazie\, ritmo ed emozioni dello spettacolo viaggianteSantuario della Fortuna Primigenia – Piazza della Cortina \n\n\n\n11 settembre\, ore 19.30 – GabiiSimone Prattico – Oriundo QuartetTeatro campestre del Parco archeologico di Gabii – Via Prenestina Nuova\, km 19\,300 \n\n\n\n12 settembre\, ore 19.30 – GabiiJavier Girotto & Aires Tango – 30Teatro campestre del Parco archeologico di Gabii – Via Prenestina Nuova\, km 19\,300 \n\n\n\nSaremmo molto felici di poter accogliere giornalisti\, fotografi e operatori dell’informazione agli spettacoli. \n\n\n\nL’ingresso è gratuito al costo simbolico di 1 euro. Per organizzare al meglio l’accoglienza stampa\, vi chiediamo di confermare la vostra presenza direttamente a me\, indicando\, se possibile\, lo spettacolo scelto e il numero di persone. \n\n\n\nPer il programma completo e le informazioni:gabiipraeneste.cultura.gov.it \n\n\n\nPer i biglietti:Prenotazione biglietti Fortuna in Musica 2026 \n\n\n\nVi aspettiamo a Palestrina e Gabii per raccontare insieme questo nuovo percorso\, in cui musica\, archeologia\, paesaggio e comunità tornano a incontrarsi.
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SUMMARY:XX edizione MITO SettembreMusica
DESCRIPTION:È Harmonia il tema della ventesima edizione di MITO SettembreMusica\, in programma a Milano e Torino dal 6 al 20 settembre 2026. Per la sua prima programmazione come direttrice artistica del festival\, Speranza Scappucci ha scelto un elemento essenziale della musica\, agente per la pacificazione\, ideale di bellezza\, vocato alla coniugazione delle diversità e alla costruzione di relazioni tra voci\, generazioni\, repertori\, città\, luoghi\, persone. Come risposta musicale alle fratture del presente\, gli oltre 60 appuntamenti (molti dei quali in entrambe le città) del festival\, presieduto da Alberto Meomartini\, invocano dunque un esercizio di responsabilità e di relazione e invitano a trovare equilibrio nell’ascolto di un cartellone che mette in dialogo antico e contemporaneo\, repertorio classico e nuove creazioni\, Novecento e musica barocca\, musica sinfonica e teatro musicale\, formazioni internazionali e giovani interpreti\, il cuore delle due città e i loro luoghi meno consueti. «“Harmonia” è una parola simbolica\, diretta e apparentemente naturale per un festival di musica  – afferma Speranza Scappucci – che racchiude in sé molteplici sfaccettature e richiami profondi. La domanda che mi ha accompagnata è solo in apparenza semplice: come tenere insieme differenze reali (di città\, di pubblici\, di repertori\, di luoghi\, di generazioni) senza cancellarne l’individualità? In un tempo segnato da fratture e polarizzazioni\, l’armonia mi sembra uno dei valori più necessari\, e forse anche uno dei più fraintesi. In musica\, infatti\, l’armonia non è assenza di tensione: è relazione tra voci diverse\, è equilibrio costruito attraverso ascolto\, attrito\, movimento. La dea Harmonia nasce dall’unione di Ares e Afrodite\, divinità della guerra e dell’amore. L’armonia\, dunque\, non è eliminare il conflitto\, ma trasformarlo in possibilità di ascolto». «Con la ventesima edizione di MITO SettembreMusica – dicono i Sindaci della Città di Torino e Milano e presidenti onorari del festival Stefano Lo Russo e Giuseppe Sala – le nostre città rinnovano un patto culturale che\, anno dopo anno\, ha saputo unirle: vent’anni di musica insieme\, di ascolto\, di dialogo fra luoghi\, pubblici e tradizioni diverse. Questa ricorrenza conferma un percorso condiviso e ormai consolidato\, costruito attraverso la musica come linguaggio che unisce e mette in dialogo territori e comunità. Un caloroso benvenuto va infine alla nuova Direttrice artistica Speranza Scappucci\, cui rinnoviamo l’augurio di buon lavoro». «Il tema Harmonia – aggiungono gli assessori alla Cultura Rosanna Purchia e Tommaso Sacchi – interpreta con chiarezza questa vocazione: l’armonia come nobilitazione delle differenze e volontà di farle convivere in equilibrio in una congiuntura segnata da tensioni\, fratture e conflitti\, affinché la musica ci ricordi che ogni voce trova senso pieno solo nell’ascolto dell’altra. È così che MITO SettembreMusica invita cittadini\, artisti e istituzioni a riconoscere le ragioni della pace\, della convivenza civile e della responsabilità condivisa. La musica non sostituisce la politica\, né cancella le difficoltà del presente\, ma ricorda che nessuna voce trova senso pieno se resta isolata e che ogni comunità cresce quando impara ad ascoltare ciò che le è diverso». «Ci sono anniversari – sottolinea il presidente del festival Alberto Meomartini – che servono a riconoscere il cammino fatto più che a misurare il tempo trascorso. La ventesima edizione di MITO SettembreMusica è uno di questi momenti: un’occasione per ritrovarci\, per guardare quello che è stato costruito e\, in conseguenza per rinnovare il senso di un progetto che continua a unire Milano e Torino nella creazione e nella diffusione di cultura musicale. In questi vent’anni MITO SettembreMusica ha accompagnato generazioni diverse di ascoltatori\, ha abitato teatri\, auditorium\, chiese\, spazi urbani e luoghi meno consueti\, ha portato la musica dove il pubblico già la cercava e anche dove poteva incontrarla per la prima volta. Con lo stesso impegno oggi MITO SettembreMusica prosegue questo percorso sinonimo di vitalità delle due comunità cittadine». «Intesa Sanpaolo conferma con convinzione il proprio sostegno a MITO SettembreMusica\, un festival che valorizza la musica come patrimonio universale e la rende accessibile a un pubblico ampio e diversificato. Il legame con Milano e Torino rafforza un impegno che da sempre unisce cultura e sviluppo: sostenere iniziative di eccellenza come MITO SettembreMusica significa contribuire concretamente alla diffusione dell’arte e alla crescita sociale ed economica dei territori\, commenta Paola Musso\, Executive Director Comunicazione e Immagine Intesa Sanpaolo. La nuova edizione si apre domenica 6 settembre a Milano\, al Teatro alla Scala\, con il War Requiem di Benjamin Britten\, affidato all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai\, al Coro e Coro di voci bianche del Teatro Regio Torino\, alla direzione di Simone Young e a un cast vocale formato dal soprano Elena Guseva\, dal tenore Allan Clayton e dal baritono Bo Skovhus. Lunedì 7 settembre lo stesso programma sarà a Torino\, all’Auditorium Rai Arturo Toscanini. Entrambi gli appuntamenti sono realizzati grazie al presenting partner Intesa Sanpaolo. Composto per la consacrazione della nuova Cattedrale di Coventry\, ricostruita dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale\, il War Requiem è al contempo simbolo di un’umanità divisa che cerca la riconciliazione e manifesto ideale di Harmonia. Concerto sinfonico di chiusura del festival è quello con i Bamberger Symphoniker diretti da Jakub Hrůša e con Lukas Sternath pianoforte\, a Milano sabato 19 e a Torino domenica 20 settembre impegnati in un programma interamente dedicato a Johannes Brahms\, con la Sinfonia n. 3 e il Concerto per pianoforte n. 2\, che vuole essere un commiato che parla dell’armonia come ascolto reciproco. Il programma 2026 trae spunto anche da alcuni anniversari\, come il cinquantenario della morte di Benjamin Britten\, uno dei grandi compositori del Novecento e figura centrale di questa edizione\, con capolavori come il citato War Requiem\, i Four Sea Interludes da Peter Grimes\, la Serenade e diversi altri brani. Spazio anche per il centenario della nascita di Hans Werner Henze\, alla lunga scia del centocinquantesimo anniversario di Maurice Ravel\, concluso nel 2025 ma ancora vivo nella proposta del festival\, e al percorso verso il 2027\, bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven\, che MITO SetetmbreMusica anticipa con l’avvio dell’integrale dei quartetti affidata al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala. Riprendendo la scansione cronologica del programma\, martedì 8 settembre appuntamento unico a Torino (Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto) con la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly in pagine di Rachmaninov affiancate alla Sinfonia n. 4 di Čajkovskij. Il dialogo fra epoche e linguaggi prosegue con William Christie e Les Arts Florissants impegnati a esaltare i fasti del barocco francese di Marc-Antoine Charpentier: a Torino (Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto) mercoledì 9 e a Milano giovedì 10 settembre (Teatro Dal Verme)\, grazie al presenting partnerIntesa Sanpaolo. In occasione degli ottant’anni di Christie\, pioniere della riscoperta del repertorio barocco francese\, MITO SettembreMusica ospita un dittico con la regia di Marie Lambert-Le Bihan e Stéphane Facco e le coreografie di Martin Chaix\, che unisce musica\, teatro\, danza e gesto scenico: Les Arts Florissants\, che celebra la pace e la rinascita delle arti dopo il conflitto\, e La descente d’Orphée aux Enfers\, che rilegge il mito di Orfeo\, ribadendo la capacità di “Harmonia” di farsi ordinatrice dell’arte e di opporre l’arte alla violenza. La musica antica è presente anche con Il Pomo d’Oro\, tra le formazioni italiane più acclamate della scena internazionale\, impegnato in un programma dedicato a Claudio Monteverdi\, a Torino (Tempio Valdese) venerdì 11 e a Milano (Santa Maria delle Grazie al Naviglio) sabato 12 settembre\, a ribadire la forte presenza della voce nel festival\, strumento di memoria\, racconto\, teatro identità. In quest’ottica si inserisce il concerto con pagine di Britten\, Pärt e Weill sabato 19 settembre a Torino con l’Orchestra Sinfonica di Milano\, con Levy Sekgapane tenore e Alessio Allegrini corno e direttore. E poi quelli (Milano 18 e Torino 19 settembre) con i Canticles e alcuni Folk Songs di Britten\, con Matthew Swensen (tenore)\, Kelsey Lauritano (mezzosoprano)\, Debora Maffeis (corno) e Brian Zeger (pianoforte)\, e il programma affidato all’Ensemble I Pomeriggi Musicali con il Phantasy Quartet per oboe e trio d’archi e il Quartetto per archi n. 2 sempre di Britten (Torino 14 e Milano 15 settembre). Uno dei momenti più rappresentativi della nuova direzione artistica sarà il concerto regalato alle due citta da Speranza Scappucci che dirige l’Orchestra di studenti dei Conservatori di Milano e Torino\, il Coro Maghini preparato da Claudio Chiavazza e un cast formato da Maria Grazia Schiavo (soprano)\, José Maria Lo Monaco (mezzosoprano)\, Levy Sekgapane (tenore) e Andrea Pellegrini (basso). In programma\, lo Stabat Mater di Gioachino Rossini\, a Milano (S. Barnaba in Gratosoglio) mercoledì 16  e a Torino (San Filippo Neri) giovedì 17 settembre\, concerto simbolico sia per la levatura artistica della pagina rossiniana\, sia per il coinvolgimento di tanti giovani musicisti\, guidati dalla direttrice artistica del festival e affiancati da interpreti di esperienza internazionale. Non manca una nuova commissione di MITO SettembreMusica\, nel 2026 a Paola Prestini\, compositrice italiana naturalizzata statunitense\, fondatrice e direttrice artistica del National Sawdust di New York: Kaos sarà eseguito dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Michele Mariotti sabato 12 a Torino (Auditorium RAI) e domenica 13 settembre a Milano (Conservatorio Verdi). Ispirato ad alcune novelle di Pirandello\, il trittico orchestrale trasforma la materia narrativa in una riflessione sul conflitto interiore\, sull’isolamento e sulla dignità. Il programma sarà completato dai Four Sea Interludes di Britten e dalla Sinfonia n. 4 “Italiana” di Mendelssohn. La musica del presente attraversa il cartellone anche nel concerto dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano\, diretta da Natalia Ponomarchuk\, con Simonide Braconi viola solista. Il programma\, a Milano (Teatro Dal Verme) sabato 12 e a Torino (Conservatorio Verdi) domenica 13 settembre\, accosta il Siegfried-Idyll di Richard Wagner\, Il canto del silenzio per viola e archi dello stesso Braconi\, la Romanzadi Bruch\, la Chamber Symphony n. 2 “Meditation” di Yevhen Stankovych e la Sinfonia n. 35 “Haffner” di Mozart. Il brano di Braconi\, composto durante la pandemia del 2020\, e quello di Stankovych\, compositore ucraino tra i più significativi del secondo Novecento\, continuano a riflettere sulla memoria e sulla resistenza interiore\, inserendosi tra la “luce” mozartiana e la sospensione wagneriana. La presenza di brani di Ravel in prima assoluta italiana e pagine di Falla consente a MITO SettembreMusica 2026 di tracciare un altro sentiero: quello delle identità musicali reinventate. Martedì 8 settembre a Milano (Teatro Dal Verme)\, l’Orchestra del Teatro Regio di Torino diretta da Ludovic Morlot\, con il mezzosoprano Rinat Shaham e il tenore Pierre Derhet\, propone le Trois mélodies hébraïques e Prélude et danse da Sémiramis di Ravel accanto alle Siete canciones populares españolasdi Falla. A questa geografia sonora appartiene anche il recital della chitarrista Gaëlle Solal\, a Milano (Teatro Blu) lunedì 14 e a Torino (Auditorium grattacielo Intesa Sanpaolo) martedì 15 settembre\, intitolato “Da Granada a Montmartre”. Sempre in questa direzione si collocano l’Italian Clarinet Quartet\, (Milano Teatro Martinitt 14 e Torino Tempio Valdese 16 settembre) con un programma che da Vivaldi arriva a Puccini\, Falla\, Granados\, Albéniz\, Debussy ed Escaich\, e il duo Pietro Maria Cintura / Marco Gerolin\, chitarra e fisarmonica\, impegnato tra nuove scritture e trascrizioni da Piazzolla (Milano CineTeatro La Creta 16 e Torino Piccolo Regio Giacomo Puccini 17 settembre). Un altro tema evidente consiste nel rapporto fra tradizione cameristica e prospettiva futura. Nel 2026 si avvia infatti l’integrale dei quartetti per archi di Beethoven\, affidata al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala (Francesco Manara e Daniele Pascoletti violini\, Simonide Braconi viola e Massimo Polidori violoncello) e in collaborazione con Iren\, che si svilupperà in due edizioni\, accompagnando il pubblico verso il bicentenario della morte del compositore tedesco. Quest’anno\, tra le due città\, diversi appuntamenti tra Milano e Torino\, con quartetti giovanili\, maturi e tardi: dall’op. 18 all’op. 127\, dall’op. 130 con la Grande Fuga all’op. 74 “delle arpe” e all’op. 59 n. 2 “Razumovskij”. La musica da camera occupa un ruolo rilevante in tutto il festival: il Sestetto Sincronìa (Milano 7 e Torino 8 settembre) propone Verklärte Nacht di Schönberg e Souvenir de Florence di Čajkovskij; il pianista Konstantin Lifschitz (Milano 8 e Torino 9 settembre) affronta Mendelssohn\, Brahms e la Sonata “Reliquie” di Schubert completata da Krenek. Il vincitore del Concorso Busoni 2025\, Yifan Wu\, (Milano 14 e Torino 15 settembre) presenta un programma interamente schumanniano. Particolarmente significativa è anche la presenza del pianoforte\, con David Fray interprete delle Variazioni Goldberg di Bach\, a Milano (Teatro Dal Verme) venerdì 18 e a Torino (Conservatorio Verdi)  domenica 20 settembre\, appuntamento che chiude cronologicamente il festival. Il festival continua poi a sostenere i giovani interpreti come la francese Adélaïde Ferrière giovane star delle percussioni e vincitrice di “Les Victoires de la Musique” 2026 che sarà protagonista di due programmi (Torino 10 e Milano 11 settembre)\, “Classical Marimba” e “Da Rameau all’elettronica”\, che mettono in relazione repertorio classico\, trascrizione\, contemporaneità e sperimentazione. Il violoncellista Mattia Zappa (Milano 13 settembre) costruisce un viaggio solistico da Bach a Hindemith\, Piatti\, Tsintsadze e Cassadò; il Trio Rinaldo (Torino 18 e Milano 19 settembre) accosta Krein\, Takemitsu\, Henze e Šostakovič. Tra tango\, colonne sonore e pop si inseriscono i concerti del Quartetto Pessoa (Milano 8 e 10 settembre\, Torino 11 e 12 settembre)\, con programmi dedicati a Piazzolla\, Morricone\, Nino Rota\, John Williams\, Gardel\, ma anche a De Gregori\, Battiato\, Yann Tiersen e nuove composizioni di Tommaso Quaranta. Di rilievo i progetti dedicati alla formazione e all’educazione all’ascolto inseriti nel programma di questa XX edizione di MITO SettembreMusica 2026. Si comincia a Torino (12 settembre Casa Teatro Ragazzi e Giovani) e a Milano (13 settembre Teatro Munari) con Un tè con Beethoven di Pasquale Buonarota (produzione della Fondazione TRG in collaborazione con il Conservatorio di Torino)  porta il pubblico alla scoperta dei Quartetti d’archi e della vita del compositore tedesco attraverso il nipote Karl\, che racconta lo zio\, la persona\, non solo l’artista. Quindi L’usignolo di Hans Christian Andersen (Milano Teatro Munari 19 e Torino Casa Teatro Ragazzi e Giovani 20 settembre) con l’Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali diretta da Daniele Parziani\, gli attori Jasmine Monti e Carlo Merico\, la regia di Isotta Tomassini e i testi di Andrea Piazza. La fiaba viene trasportata in una Digitopia abitata da gadget\, intelligenze artificiali e smartphone\, dove la voce autentica dell’usignolo ricorda che nessuna macchina\, per quanto perfetta\, può sostituire la bellezza della natura\, della libertà e della verità: un modo poetico e accessibile per parlare ai bambini e alle famiglie del rapporto fra arte\, tecnologia\, ascolto e autenticità. MITO SettembreMusica 2026 conferma anche la propria vocazione urbana. Accanto alle sedi simboliche delle due città – il Teatro alla Scala\, l’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto\, l’Auditorium Rai Arturo Toscanini\, il Teatro Dal Verme\, il Conservatorio Giuseppe Verdi – il festival continua a raggiungere teatri\, chiese\, spazi culturali e quartieri meno centrali. La diffusione territoriale porta musica importante in luoghi differenti anche per ridurre le distanze\, ampliare la partecipazione\, costruire nuove abitudini di ascolto. Milano e Torino sono quindi i due poli di un unico progetto. MITO SettembreMusica è un progetto delle Città di Torino e Milano\, con il contributo del Ministero della Cultura\, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino e dalla Fondazione I Pomeriggi Musicali\, con il sostegno sin dalla prima edizione del Partner Intesa Sanpaolo\, della Fondazione Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT\, degli sponsor Iren\, Pirelli\, Fiera Milano\, scon il supporto di Jacobacci & Partners e del Charity Partner Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro. La Rai con Rai Cultura e Radio3 è Media partner del Festival insieme a Sky Classica e Più Classica. www.mitosettembremusica.it  Costo dei biglietticoncerti a Milano > da euro 5 a euro 50concerti a Torino > da euro 1 a euro 40Sono previsti carnet e varie tipologie di pass Biglietteria onlineticketone.it (concerti a Milano)vivaticket.it (concerti a Torino) MilanoBiglietteria TicketOne – Teatro Dal Vermevia San Giovanni sul Muro\, 2 – MilanoTel. +39 02 87905 201biglietteriamito@ipomeriggi.itLa biglietteria è aperta da martedì a sabato ore 10-18 / Chiusura: da 25 luglio al 31 agosto TorinoNuova sede piazza Palazzo di Città 5/A+39 011 4249144biglietteria@fpct.itLa biglietteria è aperta da martedì a sabato ore 10.30 – 18 (da martedì 1 settembre tutti i giorni – chiusura dall’1 al 24 agosto) Se ancora disponibili\, i biglietti saranno messi in vendita anche il giorno del concerto\, a partire da 45 minuti prima dell’inizio presso la biglietteria della relativa sede.Al momento dell’acquisto è possibile aggiungere 1 euro a sostegno della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro
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SUMMARY:"Roma Borgata Festival" al Parco di Torre Fiscale
DESCRIPTION:Dopo aver attraversato per due mesi quartieri\, cortili Ater\, mercati\, bar\, parchi e strade\, il Roma Borgata Festival approda al Parco di Torre del Fiscale per l’ultima settimana della sua seconda edizione. Dal 7 al 13 settembre\, il paesaggio degli acquedotti diventa il punto di incontro di un viaggio che ha trasformato i margini della città in una costellazione di palcoscenici: sette giorni tra danza site-specific\, teatro\, musica\, letteratura e passeggiate performative\, nei quali tornano e giungono a compimento alcuni dei progetti che hanno segnato l’intero Festival. \n\n\n\nUna settimana che riassume la vocazione del Roma Borgata Festival\, progetto di ASAPQ con la direzione artistica di Alessandra Muschella: abitare culturalmente la città\, portando lo spettacolo fuori dai luoghi convenzionali e costruendo una nuova relazione tra arti performative\, paesaggio urbano e comunità. \n\n\n\nAd aprire idealmente questa ultima tappa\, da lunedì 7 a venerdì 11 settembre\, sarà la residenza di danza site-specific “Pillole Urbane”\, a cura di ACSD KODANCE/&KO. Gli artisti lavoreranno direttamente nel parco alla costruzione della coreografia che verrà restituita in partenza sabato 12 settembre. Un processo creativo che sperimenta il connubio tra arte del movimento\, attivando il luogo come una scena viva e facendo della permanenza nel territorio una parte essenziale dell’opera. \n\n\n\nMercoledì 9 settembre alle ore 19.00 torna “Scuolabus – quando il viaggio diventa racconto”\, uno dei progetti simbolo della seconda edizione del Festival. A bordo di uno scuolabus anni Ottanta\, Giulia Anania e Lavinia Mancusi accompagneranno il pubblico in un percorso intimo e collettivo attraverso il Quadraro\, alla scoperta di luoghi nascosti\, storie umane\, memorie e dettagli che spesso sfuggono allo sguardo quotidiano. Musica\, parole e racconto urbano si intrecciano in un viaggio nel quale lo spostamento diventa esperienza performativa e il quartiere si rivela attraverso le voci e le storie di chi lo abita. \n\n\n\nGiovedì 10 settembre alle ore 19.00 il Festival prosegue con “Bar Campioni – Il ciclista incatenato”\, spettacolo teatrale scritto e interpretato da Ariele Vincenti\, con le musiche di Tiziano Gialloreto. Al centro del racconto la figura di Vito Taccone\, il “Camoscio d’Abruzzo”: ciclista ribelle\, generoso e irascibile\, entrato nel mito dello sport del Novecento grazie alle sue straordinarie doti di scalatore. Ambientato idealmente in un bar dello sport dell’entroterra abruzzese\, lo spettacolo ne ripercorre l’epopea agonistica e umana\, restituendo il ritratto di un campione popolare e anticonformista. \n\n\n\nVenerdì 11 settembre alle ore 19.00 arriva “Fiammiferi”\, progetto performativo di ABRA con Stella Mastrantonio e Brando Pacitto e la sonorizzazione di Ludovico Franco\, una rilettura del racconto di Italo Calvino L’avventura di due sposi che prende forma attraverso un’esperienza di lettura collettiva immersiva e site-specific.  \n\n\n\nLa serata proseguirà dalle ore 20.00 con “Dominio Pubblico per Roma Borgata Festival”: tre concerti affidati alla programmazione della DAP Under 25 – Direzione Artistica Partecipata\, per lasciare spazio allo sguardo\, ai linguaggi e alle proposte di una nuova generazione di artisti. \n\n\n\nSabato 12 settembre\, dalle ore 19.00\, il lavoro sviluppato durante la residenza “Pillole Urbane” troverà la sua restituzione pubblica con “To the Ground”\, performance site-specific a cura di ACSD KODANCE/&KO\, con concept\, regia e coreografia di Sil Marti e l’assistenza coreografica di Giulia Federico. A seguire\, il dialogo tra musica e cinema sarà protagonista con “Omaggio a Hans Zimmer”\, diretto da Giordano Maselli.  \n\n\n\nL’ultima giornata\, domenica 13 settembre\, inizierà alle ore 18.00 con “Street Stories”\, passeggiata performativa nel Parco di Torre del Fiscale a cura di Giulia Anania e Tiziano Panici. Tra musica e poesia\, il percorso darà voce alle strade\, alle memorie e alle realtà che animano il territorio\, trasformando la passeggiata in una forma di narrazione collettiva. \n\n\n\nA chiudere la seconda edizione\, alle ore 20.00\, sarà “Dialoghi Sinfonici – Operette” con l’Orchestra EICO\, diretta dal maestro Germano Neri .  \n\n\n\nGli spettacoli si svolgeranno al Parco di Torre del Fiscale\, con ingresso da via dell’Acquedotto Felice 120. I biglietti\, da 1 a 2 euro\, sono a sostegno del Festival. \n\n\n\nRoma Borgata Festival è un progetto di ASAPQ\, con la direzione artistica di Alessandra Muschella\, il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Lazio\, il patrocinio del Municipio Roma VII\, in collaborazione con ALPHIO APS – Casali di Tor Fiscale. Partner multimediale HF4. \n\n\n\nPer conoscere la programmazione completa\, informazioni e biglietti:  \n\n\n\nwww.romaborgatafestival.it
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SUMMARY:Praemium Inmperiale  l’8 settembre a Roma
DESCRIPTION:Ci sono Federico Fellini e Akira Kurosawa\, Leonard Bernstein e Claudio Abbado\, Willem de Kooning e David Hockney. Ci sono Louise Bourgeois\, Marina Abramović\, Kenzo Tange\, Frank Gehry e Zaha Hadid. Artisti lontani per provenienza\, formazione e linguaggio\, ma uniti dalla capacità di attraversare il proprio tempo e trasformare il modo in cui guardiamo\, ascoltiamo e interpretiamo il mondo. È attraverso i loro nomi che si può ripercorrere la storia del Praemium Imperiale\, uno dei più prestigiosi riconoscimenti artistici internazionali\, che il prossimo 8 settembre svelerà a Roma\, in contemporanea con Tokyo\, Berlino\, Londra\, New York e Parigi\, i vincitori della sua trentasettesima edizione\, insieme al destinatario della Borsa di Studio del Praemium Imperiale 2026 per Giovani Artisti. \n\n\n\nCinque nuove personalità\, scelte nei campi della pittura\, della scultura\, dell’architettura\, della musica e del teatro/cinema\, entreranno a far parte di un albo che dal 1989 compone una straordinaria geografia della cultura mondiale. Non soltanto una successione di grandi maestri\, ma il racconto di quasi quarant’anni di trasformazioni artistiche\, sociali e culturali\, osservate attraverso le opere e le visioni di chi ha saputo lasciare un segno profondo nella comunità internazionale. \n\n\n\nLa storia del premio comincia in Giappone. Il Praemium Imperiale viene istituito nel 1988\, in occasione del centenario della Japan Art Association\, la più antica fondazione culturale del Paese\, nata nel 1887\, e viene assegnato per la prima volta l’anno successivo. Ma alle sue origini c’è soprattutto una convinzione: quella del principe Nobuhito Takamatsu\, fratello minore dell’imperatore Hirohito e per 58 anni Patrono onorario dell’Associazione\, secondo il quale il Giappone avrebbe dovuto contribuire alla costruzione della pace nel mondo attraverso le arti. \n\n\n\nÈ in questa visione che risiede ancora oggi il significato più profondo del Praemium Imperiale. L’arte come spazio nel quale le differenze possono incontrarsi; come lingua capace di superare i confini geografici\, politici e culturali; come strumento di conoscenza reciproca e di dialogo tra i popoli. Un linguaggio universale che non cancella le identità\, ma le mette in relazione. \n\n\n\nPer questo il Praemium Imperiale non riconosce soltanto l’eccellenza di un percorso artistico. I vincitori vengono scelti per i risultati raggiunti\, per l’influenza esercitata sulla cultura internazionale e per il contributo offerto\, attraverso la propria attività\, alla comunità mondiale. A essere premiata è dunque anche la capacità dell’arte di uscire dai propri confini\, incidere sulla società e generare nuovi significati condivisi. \n\n\n\nAssegnato in cinque discipline fondamentali della creazione – pittura\, scultura\, architettura\, musica e teatro/cinema – il Praemium Imperiale rappresenta per le arti un riconoscimento internazionale paragonabile a quello dei Premi Nobel\, riconoscendo il valore della ricerca artistica e il ruolo che essa svolge nel comprendere il presente e immaginare il futuro. \n\n\n\nIl suo albo restituisce la misura di questa storia. Per la pittura sono stati premiati\, tra gli altri\, Willem de Kooning e David Hockney\, Antoni Tàpies\, Jasper Johns\, Cy Twombly\, Gerhard Richter\, Robert Rauschenberg\, Anselm Kiefer\, Yayoi Kusama\, Cindy Sherman e Peter Doig. Per la scultura Richard Serra\, Christo e Jeanne-Claude\, Louise Bourgeois\, Niki de Saint Phalle\, Anish Kapoor\, Ai Weiwei\, Olafur Eliasson e Marina Abramović. E ancora\, per l’architettura\, Frank Gehry\, Tadao Ando\, Jean Nouvel\, Norman Foster\, Rem Koolhaas\, Oscar Niemeyer\, Zaha Hadid\, Shigeru Ban e Eduardo Souto de Moura. Nella musica\, Pierre Boulez\, Leonard Bernstein\, Martha Argerich\, Daniel Barenboim\, Philip Glass\, Plácido Domingo e András Schiff. Nel teatro e nel cinema\, Ingmar Bergman\, Akira Kurosawa\, Pina Bausch\, Arthur Miller\, Jean-Luc Godard\, Ken Loach\, Francis Ford Coppola\, Martin Scorsese\, Ang Lee e Anne Teresa De Keersmaeker. \n\n\n\nDiciassette gli italiani entrati\, dal 1989 al 2025\, in questa storia internazionale: Umberto Mastroianni\, Federico Fellini\, Arnaldo Pomodoro\, Gae Aulenti\, Renzo Piano\, Luciano Berio\, Giuliano Vangi\, Mario Merz\, Claudio Abbado\, Enrico Castellani\, Maurizio Pollini\, Sophia Loren\, Cecco Bonanotte\, Michelangelo Pistoletto\, Giuseppe Penone\, Riccardo Muti e Giulio Paolini. \n\n\n\nAccanto ai maestri già capaci di incidere sulla storia\, il Praemium Imperiale guarda anche a chi quella storia dovrà ancora scriverla. Dal 1997\, la Borsa di Studio per Giovani Artisti sostiene gruppi e istituzioni impegnati nella formazione e nella crescita delle nuove generazioni. Un passaggio di testimone ideale che mette in relazione memoria e futuro\, riconoscimento e possibilità\, patrimonio acquisito e nuovi linguaggi ancora da scoprire. \n\n\n\nI vincitori del Praemium Imperiale 2026 e il destinatario della Borsa di Studio per Giovani Artisti saranno annunciati martedì 8 settembre\, alle ore 11.00\, all’Hotel Excelsior di Roma (evento riservato su invito). \n\n\n\nAd accompagnare l’evento sarà una mostra fotografica che attraverso i loro volti ripercorrerà i personaggi italiani premiati che hanno contribuito a dare spessore e autorevolezza internazionale al riconoscimento. Un racconto per immagini nel quale la storia del Praemium Imperiale si intreccia con quella dell’arte e della cultura contemporanea. \n\n\n\nInfo e dettagli: www.praemiumimperiale.org/en/
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SUMMARY:“L’ultimo spettacolo” al Festival Internazionale di Taormina
DESCRIPTION:Roberto Lipari arriva il 9 settembre al Teatro Antico di Taormina con “L’ultimo spettacolo”\, nell’ambito del Festival Internazionale Taormina Arte 2026\, con la direzione artistica di Simona Celi. \n\n\n\nIl nuovo monologo “L’ultimo spettacolo”\, prodotto dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia\, nasce da una domanda: se per un comico la prima volta sul palco non si scorda mai\, cosa accade quando arriva l’ultima? Sarà la più divertente\, la più surreale\, la più personale? Da qui prende forma un monologo in cui Lipari conduce il pubblico in un viaggio introspettivo e\, per la prima volta\, parla della propria vita\, dei paradossi della quotidianità\, dei dubbi e dei sogni. \n\n\n\nSenza rinunciare allo sguardo sulla società e sulle generazioni\, lo spettacolo procede tra risate\, riflessioni e interrogativi\, fino alla domanda che accompagna l’intero racconto: sarà davvero questo l’ultimo spettacolo?Il testo è scritto da Roberto Lipari con Ignazio Rosato ed è prodotto e distribuito da Tramp Management.Comico\, attore\, autore e regista siciliano\, Roberto Lipari si è imposto nel 2016 vincendo il talent “Eccezionale Veramente” su La7. \n\n\n\nNella stagione 2016/2017 è entrato nel cast di Colorado\, tornando poi a “Eccezionale Veramente” come co-conduttore. Dal 2019 fa parte di Striscia la Notizia come inviato e\, dal 2021\, anche come conduttore al fianco di Sergio Friscia. Nel 2022 ha partecipato al ritorno di Zelig\, mentre dal 2023 è nel cast di Only Fun – Comico Show\, di cui è componente fisso anche nella stagione 2025/2026.Parallelamente alla televisione\, Lipari ha sviluppato un percorso cinematografico come autore\, interprete e regista. Nel 2019 è autore e protagonista di “Tuttapposto”; nel 2023 firma “So tutto di te”\, nel quale è protagonista\, sceneggiatore e regista\, con Leo Gullotta nel cast; nel 2026 torna sul grande schermo con “Cena di Classe”\, di cui è tra gli sceneggiatori e i protagonisti. \n\n\n\nIl suo precedente spettacolo “E ho detto tutto” è diventato anche un one man show per la prima serata di Italia 1. \n\n\n\n \n\n\n\nLINK BIGLIETTI ON LINE \n\n\n\nhttps://www.ticketone.it/event/roberto-lipari-lultimo-spettacolo-teatro-antico-di-taormina-21981211 \n\n\n\nhttps://www.ctbox.it/C1/6209/Content.aspx/Eventi/ROBERTO_LIPARI_in_%22LULTIMO_SPETTACOLO%22_09_09_2026
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SUMMARY:con-vivere Carrara Festival edizione 2026
DESCRIPTION:’edizione 2026 di con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, si terrà dal 10 al 13 settembre. Il festival ha avuto come suo fondatore e curatore per quattordici edizioni Remo Bodei. Dal 2020 il festival si avvale della collaborazione di un consulente scientifico\, di alto profilo\, scelto ogni anno sulla base del tema: Chiara Saraceno ha curato l’edizione “diritti”\, Telmo Pievani il programma 2021 dedicato a “cura”\, Maurizio Ferraris l’edizione 2022 “tracce”\, Laura Boella l’edizione 2023 “umanità”\, Mauro Ceruti l’edizione 2024 “cambiamento\, Luigina Mortari l’edizione 2025 “plurale”.  \n\n\n\nL’edizione 2026 avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata. La direzione del Festival è come negli anni scorsi di Emanuela Mazzi. \n\n\n\nLa scelta del tema porterà a riflettere su cosa significhi oggi vivere insieme nel mondo. Vivere e “abitare” il mondo si esprime attraverso azioni diverse — politiche\, morali\, etiche ed estetiche — che riguardano il nostro modo di stare sulla terra. Abitare\, infatti\, non significa solo possedere una casa\, ma praticare in modo consapevole e libero la cittadinanza\, prendendosi cura degli altri e dell’ambiente. Al centro di questa riflessione c’è una nuova idea del rapporto tra l’uomo e lo spazio\, fondata sulla responsabilità. Il mondo non è un semplice contenitore da sfruttare senza limiti per soddisfare desideri individuali. È invece uno spazio di relazioni e di interdipendenza\, che ci chiama a rispondere delle nostre azioni e del modo in cui ci rapportiamo a ciò che ci circonda. È un campo di creatività e di immaginazione che siamo chiamati a riempire di nuove parole.  \n\n\n\nL’immagine scelta per questa edizione focalizza l’attenzione su un nido e sul suo artefice e abitante\, un uccello tessitore. Il nido non è solo un guscio\, un riparo\, è un gesto. Come l’uccello tessitore sceglie con cura ogni filo per creare un rifugio sospeso\, così l’abitare è l’espressione più alta della cura: un atto paziente che trasforma uno spazio in un riparo\, un luogo significativo o uno spazio condiviso. Un’esigenza che accomuna ogni specie\, ogni essere vivente. Abitare significa così riconoscersi parte di una trama collettiva\, umana e non umana. \n\n\n\nElena Granata \n\n\n\nElena Granata è professoressa di Urbanistica al Politecnico di Milano\, dove si occupa di città\, ambiente e nuove forme di abitare. È vicepresidente della Scuola di Economia Civile. È stata Senior Expert in Urban Studies\, staff Sherpa della Presidenza del Consiglio presso il G20. Il suo percorso di ricerca si muove tra città e città\, tra paesaggi e paesaggi\, dalle architetture contemporanee ai progetti di spazio pubblico\, dai progetti di adattamento climatico alla rigenerazione urbana.  \n\n\n\nTra i suoi libri: Biodivercity. Città aperte\, creative e sostenibili che cambiano il mondo (2019). Ecolove. Perché i nuovi ambientalisti non sanno ancora di esserlo (2022\, con Fiore de Lettera); Placemaker. Gli inventori dei luoghi che abiteremo (2021); Il senso delle donne per la città (2023)\, La città è di tutti. Ciò che ha valore non ha prezzo (2026). \n\n\n\ncon-vivere Carrara Festival\, che ad ogni edizione registra più di 25.000 presenze\, nasce allo scopo di analizzare e condividere i temi legati alla convivenza fra identità e diversità culturali\, religiose\, politiche nell’ambito della società attuale. Ogni anno il quadro generale rappresentato dal festival con-vivere viene approfondito secondo un taglio specifico e sviluppato in un ricco programma che prevede solitamente oltre settanta appuntamenti fra conferenze\, dibattiti e confronti diretti con specialisti di livello nazionale e internazionale\, integrati e coordinati con mostre\, spettacoli teatrali\, laboratori\, rassegne di cinema\, musica e gastronomia. \n\n\n\nIl festival è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo. \n\n\n\nwww. con-vivere.it
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SUMMARY:Con-vivere Carrara Festival 2026
DESCRIPTION:Tra gli eventi dell’edizione numero ventuno di Con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, che avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata\, anche la mostra “Con-testi. Abitare a fumetti”\, che sarà inaugurata a Palazzo Binelli\, a Carrara giovedì 10 settembre alle ore 19.30.  L’esposizione di opere originali\, selezionate dal giornalista Riccardo Corbò\, vuole mostrare diverse visioni del fumetto contemporaneo sul concetto di “abitare”.   \n\n\n\nDa diversi anni il fumetto è uscito dal classico alveo di “letteratura di evasione” e di semplice intrattenimento\, spesso per l’infanzia.  Sono molti gli autori che lo usano come forma d’arte pura\, per raccontare il nostro presente\, per indagare nei sentimenti\, nella psicologia e nella società. Per inventare un altrove che serve come specchio distorto della nostra realtà. Abbiamo voluto quindi ragionare attorno a quei fumetti che contengono il concetto dell’abitare.  “Abitare” non solo passivamente un luogo\, ma anche prendersene cura. Abitare la propria casa\, ma anche la propria città; il centro storico e le periferie; i monumenti e i luoghi abbandonati da recuperare e occupare. L’abitazione come luogo fisico ma anche luogo della propria anima\, e nel senso più ampio del termine anche il nostro pianeta\, “abitarlo” avendo ben presente la distinzione dallo “sfruttarlo”. \n\n\n\nRita Petruccioli\, che con la sua installazione “Sisterhood in the Neighborhood. Detoxing Public Space From Patriarchy” progettata insieme ad ActionAid Italia e coordinata dalle RebelArchitette (ideata per la Biennale di Venezia del 2021) racconta il presente reale\, la società attuale\, l’abitare negli spazi cittadini e il loro utilizzo e riutilizzo per scopi etici e sociali. L’installazione è il racconto a fumetti di cinque realtà individuate da ActionAid sul territorio italiano che propongono visioni alternative del potere\, delle relazioni e delle comunità\, costruendo spazi di partecipazione\, inclusione e cittadinanza attiva e un’alternativa femminista sul territorio.  In mostra anche le tavole da “Medea”\, la recente graphic novel dell’autrice che mostra esempi di città e architetture classiche riviste in chiave fantascientifica e fantasy. \n\n\n\nRoberto Grossi\, architetto\, illustratore e autore di fumetti\, con le pagine tratte dal suo reportage grafico “La grande rimozione” racconta l’abitare il pianeta\, l’abuso e la distruzione dell’uomo sulle sue risorse. Un libro che combina magistralmente storia\, scienza\, politica e vita personale restituendo uno sguardo inedito su un’epoca segnata dall’emergenza climatica. Una selezione di tavole da altre due sue opere “Il grande Prato” e “Cassadritta” ci raccontano tramite margini una storia di periferia urbana\, tra innocenza e degrado e l’avanzare della cementificazione che crea “non luoghi” alienanti più che abitativi. \n\n\n\nIl Collettivo Viscosa\, formato da artiste giovanissime\, porta la loro visione fresca e dirompente\, nuova\, innovativa del prendersi cura del proprio spazio abitativo fisico\, come di quello psicologico e spirituale\, pubblicata in autoproduzioni e fanzine. Il Collettivo Viscosa è un gruppo indipendente di giovani artiste\, illustratrici e fumettiste nato nel 2022\, vincitore del premio come miglior realtà indipendente all’ARF! Festival 2025\, si distingue per l’autoproduzione di storie che esplorano tematiche sociali e personali con stili variegati. \n\n\n\nLorenzo Ceccotti LRNZ nella sua trilogia di graphic novel “Geist maschine”\, dai richiami manga\, allo stesso tempo naturalistica e tecnologica\, ci mostra come potrebbe abitare l’uomo in un futuro o presente distopico post apocalittico\, dove i nostri luoghi abituali cambiano uso e prospettiva\, con un eccezione “world building” autoriale \n\n\n\nUn raggio molto ampio di stili di disegno e di scrittura\, che permetteranno al pubblico di conoscere o approfondire opere della contemporanea letteratura disegnata\, di maggiore successo nell’attuale scena editoriale e creativa italiana. \n\n\n\nUno spazio della mostra\, curato da Agnese Leone docente della Scuola di fumetto e illustrazione\, sarà dedicato a un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara\, che attraverso i loro fumetti\, indagheranno la fragilità psicologica e il peso delle aspettative sociali\, il valore della comunità e del cohousing opposti all’individualismo urbano e la ricerca della propria identità per imparare ad abitare sé stessi e il proprio spazio nel mondo. Sei differenti e giovani visioni: Elisa Armanti\, Ginevra Barabesi\, Ray Casciari\, Angelica Giovannelli\, Safia Hariti\, Sigrid Mauroner. \n\n\n\nCon-vivere Carrara Festival: “Abitare”\, dal 10 settembre al 17 ottobre 2026 a Palazzo Binelli\, Carrara \n\n\n\nTutti gli eventi in programma sono ad ingresso libero e gratuito \n\n\n\nwww. con-vivere.it; Fb con-vivere Carrara Festival; IG con_vivere \n\n\n\nIl festival con-vivere è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo Onlus \n\n\n\nCon il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco \n\n\n\nCon il patrocinio di: Regione Toscana\, Commissione Regionale Pari Opportunità della Toscana\, Provincia di Massa Carrara \n\n\n\nCon la collaborazione di: Ufficio scolastico territoriale Ambito di Massa Carrara \n\n\n\nCon il contributo di: Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Porti di La Spezia e Marina di Carrara \n\n\n\nPremium Supporter: Fhp Carrara Terminal \n\n\n\nMain Sponsor: BPER Banca \n\n\n\nSponsor Midi: Chean Srl\, Coop Firenze\, Generali Assicurazioni\, Marmo Canaloni Carrara \n\n\n\nSponsor: Cooperativa Cavatori Gioia\, MaxMarmi\, S.T. Segagioni\, Aziende del porto di Marina di Carrara (MDC Terminal\, San Colombano Costruzioni SpA\, Gruppo Grendi\, T-Bulk\, Vittorio Bogazzi e Figli Spa\, Piero De Gasperis & C. srl\, Dusty Srl\, Semp Srl) \n\n\n\nSponsor tecnico: Nausicaa SpA\, Fonteviva\, Federalberghi Costa Apuana\, RetiAmbiente Carrara \n\n\n\nMediapartner: QN La Nazione
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DESCRIPTION:L’edizione numero ventuno di con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, si terrà dal 10 al 13 settembre 2026\, e avrà come tema “abitare”. Accanto alle conferenze e ai dialoghi\, il programma accompagnerà il pubblico in un percorso che intreccia musica\, racconto\, ironia e riflessioni sul contemporaneo. \n\n\n\nÈ stata scelta la forma della “conferenza spettacolo” per esplorare l’abitare nelle sue declinazioni più urgenti e concrete. Alvar AAltissimo\, uno dei più interessanti e innovativi osservatori del mondo dell’architettura\, presenta\, giovedì 10 settembre ore 20.30\, Cortile Istituto Figlie di Gesù\, lo spettacolo Città Urgenti. Progetti urbani per risolvere i problemi della contemporaneità (uno alla volta). I 7 progetti urbani rispondono a 7 problematiche urgenti della contemporaneità: nascono così altrettante visioni di città distopiche\, scenari di vicende grottesche e situazioni surreali vissute da abitanti resilienti. Durante lo spettacolo si alterneranno Alvar Aaltissimo (alias di Fabrizio Esposito) e Filosofia Coatta (alias di Giulio Armeni)\, accompagnati dalla colonna sonora originale composta da Elia Pirrello.  \n\n\n\nCon lo spettacolo Lo sguardo del capitano. Il significato di essere eroi(venerdì 11 settembre ore 20.30\, Corso Rosselli)\, con Paolo Colombo e i disegni dal vivo di Michele Tranquillini\, attraverso parole\, immagini e musica emotiva\, il pubblico verrà trasportato nell’Antartide del 1914\, al fianco di Ernest Shackleton e del suo equipaggio\, protagonisti di una delle più straordinarie avventure di sopravvivenza della storia moderna. Quando la nave Endurance rimane intrappolata nei ghiacci e ogni piano sembra crollare\, Shackleton compie la scelta che lo renderà una leggenda: rinunciare alla conquista per salvare tutti i suoi uomini. Mentre Paolo Colombo dà voce a questa incredibile odissea\, raccontando una potente riflessione sul coraggio e sulla capacità umana di resistere anche nei momenti più oscuri\, Michele Tranquillini crea dal vivo immagini e suggestioni che prendono forma davanti agli occhi degli spettatori (Main Sponsor evento: FHP Terminal Carrara).  \n\n\n\nI format di “parole e musica” e di spettacolo racconteranno l’abitare il tempo: abitare non significa solo occupare uno spazio geografico\, ma anche riconoscersi dentro una storia collettiva\, nei decenni che hanno plasmato la nostra identità\, i nostri costumi e le nostre emozioni\, in un costante dialogo tra generazioni. \n\n\n\nGiovedì 10 settembre\, ore 21.00\, Corso Rosselli\, Liberidì Liberidà\, un monologo teatrale di e con Sabina Guzzanti\, una satira tagliente che unisce stand-up comedy e critica sociale e che riflette sulla libertà in un’epoca di cambiamenti e incertezze\, mescolando politica\, lavoro e tecnologia\, e invitando gli spettatori a soffermarsi su cosa significhi essere veramente liberi. \n\n\n\nLe emozioni che abbiamo vissuto. Gli anni ’60: quando tutto sembrava possibile (venerdì 11 settembre\, ore 21.45\, Piazza Alberica) con Walter Veltroni accompagnato al pianoforte da Gabriele Rossi. Guidati dalla narrazione coinvolgente di Walter Veltroni rivivremo i contrasti violenti e i fatti storici memorabili che hanno segnato un decennio indimenticabile: lo sbarco sulla Luna\, gli assassini di Martin Luther King e dei Kennedy\, il Vietnam\, la Televisione nelle case e il Terrorismo. Un filo rosso di storia personale e familiare terrà insieme la cronaca\, gli oggetti del desiderio consumistico\, la musica e le immagini d’epoca (con video spesso inediti). \n\n\n\n’80 contro ’90\, presenterà (sabato 12 settembre\, ore 21.00\, Corso Rosselli) invece una furiosa disfida fra Ema Stokholma e Gino Castaldo. La battaglia si sviluppa senza esclusione di colpi tra generazioni diverse e passioni comuni\, usando musiche\, film\, pezzi di storia e d’arte: si parlerà di Chernobyl\, Aids\, Macintosh e tantissimo altro con l’ausilio di foto\, video\, file musicali e oggetti simbolici. Alla fine\, sarà il pubblico in piazza a votare e decretare il decennio vincitore (Main Sponsor evento BPER). \n\n\n\nGli appuntamenti musicali di questa edizione per esplorare l’abitare inteso come “relazione e contatto”. Dalla necessità di abitare lo spazio fisico del live e della piazza per ritrovare connessioni umane autentiche oltre gli schermi digitali\, è quanto ci propone Irene Fornaciari & The Groove Aviators in Soul connections (giovedì 10 settembre\, ore 22\,00\, Piazza Alberica). La band offre uno show adrenalinico dove il Soul e l’R’nB sono le radici che si connettono con altri stili e impennate rock\, generando un rito collettivo fatto di corpi che ballano e si relazionano dal vivo. \n\n\n\nSabato 12 settembre\, ore 22\,00\, in Piazza Alberica\, sarà la volta di Michele Bravi in Commedia Musicale Tour. Un appuntamento imperdibile che unisce la sensibilità interpretativa di Michele Bravi alla magia della performance live\, dove la musica si fa racconto scenico e abita la piazza attraverso l’emozione pura della sua voce e delle sue canzoni. Domenica 13 settembre doppio appuntamento con il consueto concerto lirico alle 20.30 in Duomo a cura del Circolo Amici della Lirica Pier Paolo Stahnke\, dal titolo Parigi\, o cara. Le città del melodramma\, mentre alle 21.30 inpiazza Alberica\, il festival chiuderà con il concerto Unplugged di Fabio Concato\, una delle più belle certezze della nostra musica d’autore e un grande interprete della scena musicale italiana\, che crede ancora nella poesia adagiata su armonie non banali\, che hanno\, a tratti\, una “stretta familiarità” con il jazz. “Domenica bestiale”\, “Fiore di Maggio”\, “Guido piano”\, “Rosalina”\, sono solo alcune delle canzoni del recital\, improntato sulla musica e sulla parola\, tra il serio ed il faceto e nel quale non mancheranno altre gradite sorprese.  \n\n\n\nSponsor e partner \n\n\n\nIl festival è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo Onlus \n\n\n\nCon il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco \n\n\n\nCon il patrocinio e il contributo: Regione Toscana \n\n\n\nCon il patrocinio: Commissione Regionale Pari Opportunità della Toscana\, Provincia di Massa Carrara \n\n\n\nCon la collaborazione di: Ufficio scolastico territoriale Ambito di Massa Carrara \n\n\n\nCon il contributo di: Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Porti della Spezia e Marina di Carrara\, ERP Edilizia Residenziale Pubblica Massa Carrara \n\n\n\nPremium Supporter: FHP Carrara Terminal \n\n\n\nMain Sponsor: BPER Banca \n\n\n\nSponsor Midi: Chean Srl\, UniCoop Firenze\, Generali Assicurazioni\, Marmo Canaloni Carrara \n\n\n\nSponsor: Cooperativa Cavatori Gioia\, MaxMarmi\, S.T. Segagioni\, Aziende del porto di Marina di Carrara (MDC Terminal\, San Colombano Costruzioni SpA\, Gruppo Grendi\, T-Bulk\, Vittorio Bogazzi e Figli Spa\, Piero De Gasperis & C. srl\, Dusty Srl\, Semp Srl) \n\n\n\nSponsor tecnico: Nausicaa SpA\, Fonteviva\, Federalberghi Costa Apuana\, RetiAmbiente Carrara \n\n\n\nMediapartner: Rai Cultura\, QN La Nazione \n\n\n\nTutti gli eventi in programma sono ad ingresso libero e gratuito \n\n\n\nwww. con-vivere.it; Fb con-vivere Carrara Festival; IG con_vivere
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DESCRIPTION:L’edizione numero ventuno di con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, si terrà dal 10 al 13 settembre 2026. Il festival ha avuto come fondatore e curatore per quattordici edizioni Remo Bodei e dal 2020 si avvale della collaborazione di un consulente scientifico scelto ogni anno sulla base del tema: Chiara Saraceno ha curato l’edizione “diritti”\, Telmo Pievani “cura” nel 2021\, Maurizio Ferraris “tracce” nel 2022\, Laura Boella “umanità” nel 2023\, Mauro Ceruti “cambiamento” nel 2024 e Luigina Mortari “plurale” nel 2025. L’edizione 2026 avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata. La direzione del festival è\, come negli anni scorsi\, di Emanuela Mazzi. \n\n\n\nTra gli ospiti protagonisti di questa edizione: Stefano Bartezzaghi\, Mariasole Bianco\, Laura Boella\, Paola Bonfante\, Barbara Carnevali\, Sarah Gainsforth\, Franco La Cecla\, Simone Pollo\, Andrea Staid\, Beatrice Zerbini e molti altri. In programma la musica di Irene Fornaciari\, Michele Bravi e Rocco Papaleo con la sua band; appuntamenti imperdibili di con-vivere 2026 anche gli incontri con Paolo Colombo\, Walter Veltroni\, Gino Castaldo ed Ema Stokholma. \n\n\n\nCostituiranno il programma di questa edizione conferenze\, incontri\, spettacoli di parola e musica\, passeggiate tematiche\, mostre\, laboratori per tutte le età\, appuntamenti dedicati al cibo\, alla salute\, alla scuola e alla partecipazione civica. Il tema dell’abitare attraverserà discipline e linguaggi diversi\, dalla filosofia all’urbanistica\, dalla pedagogia all’arte\, dalla sociologia alla storia e alla scienza\, con uno sguardo ampio sul nostro modo di stare al mondo e di prenderci cura degli spazi\, delle relazioni e dell’ambiente. Questo attraverso i luoghi della città che vengono risemantizzati nei giorni della manifestazione. In questo modo il festival stesso diventa l’esempio pratico di cosa significhi “abitare”. Non si assiste al festival\, lo si abita attraverso la città. \n\n\n\nIl quadro tematico che orienta questa edizione prende avvio dalla riflessione proposta da Elena Granata: vivere e “abitare” il mondo si esprime attraverso azioni politiche\, morali\, etiche ed estetiche che riguardano il nostro modo di stare sulla terra. Abitare non significa infatti soltanto possedere una casa\, ma praticare in modo consapevole e libero la cittadinanza\, prendendosi cura degli altri e dell’ambiente. Al centro di questa riflessione si colloca una nuova idea del rapporto tra l’uomo e lo spazio\, fondata sulla responsabilità. Il mondo non è un semplice contenitore da sfruttare senza limiti per soddisfare desideri individuali\, ma uno spazio di relazioni e di interdipendenza\, che ci chiama a rispondere delle nostre azioni e del modo in cui ci rapportiamo a ciò che ci circonda. \n\n\n\nGli incontri di parola \n\n\n\nGli incontri di parola di con-vivere 2026 esploreranno il tema dell’abitare nelle sue molte dimensioni\, interrogandoci su come costruire luoghi più giusti\, più vivibili e più umani: \n\n\n\n\nRipensare gli spazi: la casa e la città;\n\n\n\nCustodire il futuro: il pianeta;\n\n\n\nla cura come “linguaggio” dell’abitare.\n\n\n\n\nAd aprire il festival\, il 10 settembre\, sarà la consulente scientifica Elena Granata\, con la conferenza inaugurale dedicata al tema di questa edizione. Una riflessione che esplora la profondità del tema dell’abitare e le sue molte sfaccettature. Abitare è molto più che avere una casa: è avere un posto nel mondo\, relazioni di prossimità\, città accoglienti; è radicamento e relazione con la natura e con il pianeta. Abitare come dimensione progettuale\, che ha a che fare con la domanda: come vogliamo ancora vivere insieme? \n\n\n\nLa prima pista tematica invita a ridisegnare i confini degli spazi urbani\, osservati non più come semplici aggregati di cemento\, ma come luoghi da ripensare in chiave ecologica\, educativa e sociale. Riccardo Bosi\, pediatra impegnato sul campo in contesti di marginalità sociale\, migrazione e vulnerabilità minorile\, con I desaparecidos delle nostre città\, affronterà il tema dell’infanzia espulsa dagli spazi urbani contemporanei\, interrogandosi sulla possibilità di ridisegnare città più ospitali per i bambini e\, dunque\, per tutti. Sarah Gainsforth\, in Oltre la rendita. Il valore del vuoto\, proporrà una riflessione sulla crisi abitativa e sul significato ecologico\, urbano e collettivo degli spazi non edificati\, sottratti alle logiche della rendita e restituiti alla vita comune. La biologa vegetale Paola Bonfante\, con Piante in città\, rifletterà sul ruolo delle piante negli scenari urbani presenti e futuri\, non solo come elementi decorativi ma come sistemi viventi capaci di connettere atmosfera\, suolo e qualità della vita. Annalisa Metta\, architetta del paesaggio\, interverrà sul tema del paesaggio\, visto non come un luogo\, ma come una “danza” incessante di corpi\, materie\, pratiche\, desideri\, umani e non umani\, che senza tregua si accostano\, sfiorano\, sovrappongono\, generando aderenze e attriti\, inciampi e abbracci. \n\n\n\nÈ molto difficile oggi “sfuggire” alla città\, in senso reale e metaforico. La città ha invaso il mondo\, che è divenuto un’immensa distesa metropolitana e\, nello stesso tempo\, il mondo intero è tutto quanto dentro la città. La filosofaAnna Lazzarini\, con Abitare la città-mondo\, mostrerà come la città sia oggi il luogo in cui si condensano le contraddizioni e la complessità del mondo contemporaneo.  \n\n\n\nLa dimensione internazionale appare evidente anche se si volge lo sguardo alle città coinvolte in conflitti. La guerra contemporanea si combatte sempre più dentro le città. Perché ciò avviene? Quali ne sono le conseguenze? L’intervento di Francesco Chiodelli (docente di geografia economico-politica)\, Città in guerra\, analizzerà l’urbanizzazione dei conflitti armati\, mostrando come anche le guerre apparentemente più lontane hanno un impatto profondo sulla vita quotidiana nelle nostre città.  \n\n\n\nLa seconda pista tematica allarga lo sguardo alla dimensione globale e alle grandi sfide dell’Antropocene. Lo sguardo dall’esterno sul pianeta\, acquisito dalla rivoluzione spaziale moderna\, costringe a ripensare geopolitica e globalizzazione: ne parlerà il filosofo Matteo Vegetti in La crisi dello spazio contemporaneo. \n\n\n\nLa filosofa Laura Boella\, in Su che pianeta abitiamo? Terra\, Globo\, Cloud\, Web e Bots e il senso di realtà\, riprenderà la provocazione di Bruno Latour per interrogarsi sui mondi contraddittori in cui viviamo\, tra geografia\, tecnologia\, esperienza e immaginazione. \n\n\n\nSi guarda poi al pianeta attraverso la lente della responsabilità. Il filosofo morale Simone Pollo\, con Simpatia per il futuro. È ancora possibile il progresso nell’Antropocene?\, porterà il pubblico dentro una riflessione etica sul futuro\, sul progresso e sulla condizione ecologica del presente. Stefano Bartezzaghi\, semiologo\, e Mariasole Bianco\, biologa marina\, nello spettacolo Cruciverba volant. Abitare il mare\, uniranno divulgazione e gioco per affrontare in modo originale i temi della sostenibilità marina (evento realizzato con il contributo dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale).  \n\n\n\nLa terza area di approfondimento elegge la cura a principio fondativo del vivere insieme e a linguaggio attraverso cui ripensare l’abitare. \n\n\n\nAprirsi alla dimensione della cura vuol dire volgere innanzitutto lo sguardo alla dimensione intimistica e interiore. La poetessa Beatrice Zerbini\, con Abitarsi\, offrirà un reading poetico sul coraggio di abitare la propria vita e di fare spazio alla propria voce nel mondo.  \n\n\n\nL’economista Stefano Zamagni\, con Convivenza abitativa e singolarismo. Una contraddizione pragmatica\, analizzerà l’incompatibilità tra l’estremizzazione dell’individualismo e ogni autentica forma di convivenza. Il sociologo Stefano Laffi\, in Immaginarsi insieme\, si concentrerà sulle dinamiche sociali divisive del presente e sulla necessità di ritrovare universali biografici condivisi: quelle esperienze fondamentali\, tappe esistenziali e passaggi emotivi che accomunano la vita di ogni essere umano\, indipendentemente dalle differenze sociali\, economiche o culturali\, per vivere insieme senza cedere all’isolamento e per salvaguardare la capacità di immaginare il futuro.  \n\n\n\nIl nostro modo attuale di abitare il mondo non può quindi essere quello che adotteremo nel futuro: abbiamo già compromesso la maggior parte degli ecosistemi naturali e se continuiamo a pensare solo ai bisogni della nostra specie rischiamo di perdere la sola possibilità che abbiamo di abitare il pianeta Terra. All’omogeneità\, ci spiegherà l’antropologo Andrea Staid (in La casa multinaturalista del futuro) le città del futuro dovranno sostituire la ricchezza della diversità in tutte le sue forme; le superfici organiche dovranno invadere\, colonizzare\, riconquistare quelle minerali\, creando varchi per la varietà della vita.  \n\n\n\nUn approccio più concreto legato a un nuovo modo di progettare saranno rivolti i due interventi di Franco La Cecla e Barbara Carnevali. L’antropologo Franco La Cecla\, con Addomesticare l’architettura. Come l’Occidente ha distrutto l’abitare\, proporrà una critica dei modelli uniformanti dell’architettura contemporanea e una riflessione sulla necessità di rispettare le diverse culture dell’abitare. La filosofa Barbara Carnevali\, in Oggetti che emancipano. Del design come educazione e come politica\, partirà dall’intuizione di Maria Montessori per mostrare come il design possa avere una funzione educativa ed emancipatrice.  \n\n\n\nDue conversazioni offriranno lo spunto per due focus di approfondimento. Il giornalista Filippo Lubrano\, nella conversazione Infondata sul lavoro. Cosa faremo se l’AI ci sostituirà in tutto o quasi?\, affronterà una delle domande più urgenti del nostro tempo\, legata al rapporto tra automazione\, identità e organizzazione sociale. Il giornalista Alessandro Mantovani\, in un’epoca che pretende di dominare lo spazio attraverso mappe e dispositivi digitali\, in Nei labirinti contemporanei affronterà il tema del labirinto come simbolo dell’enigma e dello smarrimento. \n\n\n\nGli spettacoli \n\n\n\nAnche il programma serale accompagnerà il pubblico in un percorso che intreccia musica\, racconto\, ironia e riflessioni sul contemporaneo. \n\n\n\nAbbiamo scelto la forma della “conferenza spettacolo” per esplorare l’abitare nelle sue declinazioni più urgenti e concrete. I 7 progetti urbani firmati Alvar Aaltissimo in Città urgenti (giovedì 10 settembre)\, rispondono a 7 problematiche urgenti della contemporaneità: nascono così altrettante visioni di città distopiche\, scenari di vicende grottesche e situazioni surreali vissute da abitanti resilienti. Durante lo spettacolo si alterneranno Alvar Aaltissimo (alias Fabrizio Esposito) e Filosofia coatta (alias Giulio Armeni)\, tra progetti distopici e racconti ironici. \n\n\n\nLo sguardo del capitano. Il significato di essere eroi (venerdì 11 settembre) con Paolo Colombo e i disegni dal vivo di Michele Tranquillini\, attraverso parole\, immagini e musica emotiva\, il pubblico verrà trasportato nell’Antartide del 1914\, al fianco di Ernest Shackleton e del suo equipaggio\, protagonisti di una delle più straordinarie avventure di sopravvivenza della storia moderna. Quando la nave Endurance rimane intrappolata nei ghiacci e ogni piano sembra crollare\, Shackleton compie la scelta che lo renderà una leggenda: rinunciare alla conquista per salvare tutti i suoi uomini. Mentre Paolo Colombo dà voce a questa incredibile odissea\, raccontando una potente riflessione sul coraggio e sulla capacità umana di resistere anche nei momenti più oscuri\, Michele Tranquillini crea dal vivo immagini e suggestioni che prendono forma davanti agli occhi degli spettatori (Main Sponsor evento FHP Terminal Carrara). \n\n\n\nI format di “parole e musica” racconteranno l’abitare il tempo: abitare non significa solo occupare uno spazio geografico\, ma anche riconoscersi dentro una storia collettiva\, nei decenni che hanno plasmato la nostra identità\, i nostri costumi e le nostre emozioni\, in un costante dialogo tra generazioni. \n\n\n\nLe emozioni che abbiamo vissuto. Gli anni ’60: quando tutto sembrava possibile (venerdì 11 settembre) con Walter Veltroni accompagnato al pianoforte da Gabriele Rossi. Guidati dalla narrazione coinvolgente di Walter Veltroni rivivremo i contrasti violenti e i fatti storici memorabili che hanno segnato un decennio indimenticabile: lo sbarco sulla Luna\, gli assassini di Martin Luther King e dei Kennedy\, il Vietnam\, la Televisione nelle case e il Terrorismo. Un filo rosso di storia personale e familiare terrà insieme la cronaca\, gli oggetti del desiderio consumistico\, la musica e le immagini d’epoca (con video spesso inediti). \n\n\n\n’80 contro ’90\, presenterà (sabato 12 settembre) invece una furiosa disfida fra Ema Stokholma e Gino Castaldo. La battaglia si sviluppa senza esclusione di colpi tra generazioni diverse e passioni comuni\, usando musiche\, film\, pezzi di storia e d’arte: si parlerà di Chernobyl\, Aids\, Macintosh e tantissimo altro con l’ausilio di foto\, video\, file musicali e oggetti simbolici. Alla fine\, sarà il pubblico in piazza a votare e decretare il decennio vincitore (Main Sponsor evento BPER). \n\n\n\nGli appuntamenti musicali di questa edizione per esplorare l’abitare inteso come “relazione e contatto”. Dalla necessità di abitare lo spazio fisico del live e della piazza per ritrovare connessioni umane autentiche oltre gli schermi digitali\, è quanto ci propone Irene Fornaciari & The Groove Aviators in Soul connections (giovedì 10 settembre). La band offre uno show adrenalinico dove il Soul e l’R’nB sono le radici che si connettono con altri stili e impennate rock\, generando un rito collettivo fatto di corpi che ballano e si relazionano dal vivo. \n\n\n\nDoppio appuntamento serale giovedì 10 con Liberidi Liberida di Sabina Guzzanti\, che con la sua ironia tagliente e critica sociale\, riflette sulla libertà in un’epoca di cambiamenti e incertezze\, mescolando politica\, lavoro e tecnologia\, e invitando gli spettatori a soffermarsi su cosa significhi essere veramente liberi. \n\n\n\nSabato 12 settembre sarà la volta di Michele Bravi in concerto alle 22.15 in piazza Alberica. Un appuntamento imperdibile che unisce la sensibilità interpretativa di Michele Bravi alla magia della performance live\, dove la musica si fa racconto scenico e abita la piazza attraverso l’emozione pura della sua voce e delle sue canzoni. \n\n\n\nDomenica 13 settembre alle 21.30 in piazza Alberica il festival chiuderà come sempre con un momento di festa con lo show di Rocco Papaleo\, “Perdere tempo mi viene facile”: uno spettacolo in cui comicità\, poesia\, racconto e musica si intrecciano e coesistono in un equilibrio naturale. La musica sarà accompagnatrice di ogni passaggio scenico\, diventando presenza narrativa\, atmosfera e dialogo continuo con la parola. Perdere tempo mi viene facile è anche il titolo dell’autobiografia di Papaleo: una vera e propria dichiarazione d’intenti e una provocazione contro la frenesia della produttività a tutti i costi. \n\n\n\nIl programma creativo \n\n\n\nVenire a Carrara nei giorni di con-vivere vorrà dire\, anche quest’anno\, immergersi in un’atmosfera fatta di riflessione\, approfondimento\, creatività e partecipazione. Il programma sarà articolato in una pluralità di proposte: mostre\, conferenze itineranti\, laboratori per tutti\, appuntamenti dedicati alla cucina\, eventi con le scuole\, iniziative sul territorio e momenti di incontro promossi da associazioni e istituzioni locali. \n\n\n\nTra le mostre\, Con_testi. Abitare a fumetti a cura di Riccardo Corbò sarà allestita nelle sale di Palazzo Binelli. Esporranno: Collettivo Viscosa\, LRNZ Lorenzo Ceccotti\, Roberto Grossi\, Rita Petruccioli. Da diversi anni il fumetto è uscito dal classico alveo di “letteratura di evasione” e di semplice intrattenimento\, spesso per l’infanzia.  Sono molti gli autori che lo usano come forma d’arte pura\, per raccontare il nostro presente\, per indagare nei sentimenti\, nella psicologia e nella società. Per inventare un altrove che serve come specchio distorto della nostra realtà. Abbiamo voluto quindi ragionare attorno a quei fumetti che contengono il concetto dell’abitare. “Abitare” non solo passivamente un luogo\, ma prendersene cura: la propria casa\, ma anche la propria città; il centro storico e le periferie; i monumenti e i luoghi abbandonati da recuperare e occupare; l’abitazione come luogo fisico ma anche luogo della propria anima; e nel senso più ampio del termine il nostro pianeta\, “abitarlo” avendo ben presente la distinzione dallo “sfruttarlo”. Rita Petruccioli espone la sua installazione “Sisterhood in the Neighborhood. Detoxing Public Space From Patriarchy”\, mentre Roberto Grossi le pagine tratte dal suo reportage a fumetti “La grande rimozione”; il Collettivo Viscosa\, formato da artiste giovanissime\, porta la loro visione fresca e dirompente\, Lorenzo Ceccotti LRNZ nella sua trilogia di graphic novel “Geist maschine” ci mostra come potrebbe abitare l’uomo in un futuro o presente distopico post apocalittico\, dove i nostri luoghi abituali cambiano uso e prospettiva. Un raggio molto ampio di stili di disegno e di scrittura\, che permetteranno al pubblico di conoscere o approfondire opere della contemporanea letteratura disegnata\, di maggiore successo nell’attuale scena editoriale e creativa italiana. Uno spazio della mostra\, curato da Agnese Leone\, sarà dedicato a un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti\, che attraverso i loro fumetti\, indagheranno la fragilità psicologica e il peso delle aspettative sociali\, il valore della comunità e del cohousing opposti all’individualismo urbano\, la ricerca della propria identità per imparare ad abitare sé stessi e il proprio spazio nel mondo.  \n\n\n\nSponsor e partner \n\n\n\nIl festival è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo Onlus \n\n\n\nCon il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco \n\n\n\nCon il patrocinio di: Regione Toscana\, Commissione Regionale Pari Opportunità della Toscana\, Provincia di Massa Carrara \n\n\n\nCon la collaborazione di: Ufficio scolastico territoriale Ambito di Massa Carrara \n\n\n\nCon il contributo di: Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Porti di La Spezia e Marina di Carrara \n\n\n\nPremium Supporter: Fhp Carrara Terminal \n\n\n\nMain Sponsor: BPER Banca \n\n\n\nSponsor Midi: Chean Srl\, Coop Firenze\, Generali Assicurazioni\, Marmo Canaloni Carrara \n\n\n\nSponsor: Cooperativa Cavatori Gioia\, MaxMarmi\, S.T. 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SUMMARY:District Dance Festival a Roma
DESCRIPTION:Dal 10 al 13 settembre quattro giornate di danza contemporanea e performance tra teatri\, piazze e parchi di Roma\, con compagnie affermate\, giovani autori e nuove traiettorie della scena italiana. \n\n\n\nRoma torna a essere attraversata dalla danza con la nuova edizione di District Dance Festival\, la rassegna a cura di Compagnia Atacama diretta da Patrizia Cavola e Ivan Truol\, che dal 2022 porta nella capitale una programmazione dedicata alla danza contemporanea e alla performance site-specific. Dal 10 al 13 settembre 2026\, il festival costruisce un itinerario tra Centrale Preneste Teatro\, Piazza dei Mirti\, Parco Sangalli e Teatro Villa Lazzaroni\, scegliendo di portare la danza nei teatri ma anche in luoghi inconsueti della scena e di metterla in relazione diretta con la città\, i quartieri e altri spazi urbani. \n\n\n\nCompagnie consolidate\, giovani autori e autrici\, performer e progetti di ricerca provenienti da diverse aree della scena italiana compongono una geografia artistica che attraversa Lazio\, Lombardia\, Toscana\, Veneto\, Marche\, Friuli Venezia Giulia e Puglia\, insieme a percorsi individuali sviluppati tra danza\, performance e arti visive. Il programma attraversa temi profondamente legati al presente: la condizione dell’individuo contemporaneo\, il confine e l’identità\, il bisogno di appartenenza\, la memoria\, il paesaggio e il rapporto con l’ambiente. Attraverso questi temi\, la danza esplora il rapporto tra singolo e comunità\, tra limite e trasformazione. \n\n\n\nIl festival prende il via giovedì 10 settembre alle ore 21:00 al Centrale Preneste Teatro\, con due lavori che condividono una riflessione sul corpo\, sulla trasformazione e sulla condizione dell’individuo. Mandala Dance Company presenta Stone\, nuova produzione 2026\, con concept\, coreografia e regia di Paola Sorressa. La pietra è il centro materico e simbolico di un rito coreografico che attraversa corpo\, natura e spiritualità. Sette pietre accompagnano un percorso di iniziazione e trasformazione\, richiamando l’immaginario dei giardini Zen giapponesi e diventando progressivamente un totem finale\, immagine di una possibile completezza. L’ostacolo\, da elemento da superare\, diventa materia attraverso cui trasformarsi.A seguire\, Compagnia Atacama porta in scena L’Ultimo Uomo\, ideazione\, coreografia e regia di Patrizia Cavola e Ivan Truol. Ispirato a La società della stanchezza di Byung-Chul Han\, lo spettacolo guarda all’individuo contemporaneo immerso in una società fondata sulla prestazione\, sulla competizione e sull’ottimizzazione permanente del tempo. Iperattività e multitasking si trasformano progressivamente in forme di autosfruttamento fino all’esaurimento. Il corpo scenico diventa il luogo in cui rendere visibile questa tensione e interrogare la direzione verso cui si muove la contemporaneità.Venerdì 11 settembre alle ore 17:15\, il festival si sposta in Piazza dei Mirti\, portando la danza direttamente nello spazio urbano con tre lavori che affrontano\, da prospettive differenti\, il rapporto tra corpo\, architettura e identità. \n\n\n\nCon Anime\, Compagnia Atacama parte dal concetto di abitare. La coreografia di Patrizia Cavola e Ivan Truol si costruisce in relazione allo spazio\, ai suoi pieni e vuoti\, ai livelli e alle distanze. Il luogo non è uno sfondo\, ma una componente attiva dell’opera: ogni contesto ne influenza la forma e permette alla memoria del territorio di entrare nella creazione.Segue PATAPHYSICIEN di Compagnia Fabula Saltica\, con regia di Mattia Chiarelli. Un lavoro attraversato da immagini materiche e visionarie\, in cui il corpo emerge dalla materia per affrontare una ricerca sull’identità\, sul riconoscimento di sé e sulla difficoltà di liberarsi dalle proprie prigioni. La creazione nasce all’interno del progetto Giovani Autori under 25\, sostenuto da MiC e Regione del Veneto\, e testimonia l’attenzione del festival verso le nuove generazioni della scena. Chiude la giornata HUNT CDC Young Project con Free Wall\, concept e coreografia di Giosy Sampaolo: il muro diventa una figura ambivalente\, confine e protezione\, separazione ma anche possibilità di superamento. Nato come laboratorio coreografico dedicato alla nuova generazione di danzatori under 30 residenti nelle Marche\, il lavoro arriva al festival nella sua forma definitiva dopo un primo studio presentato nel 2025. È proprio attraverso lavori come Free Wall che emerge una delle direttrici di District Dance Festival: mettere in relazione esperienze consolidate e nuove traiettorie\, creando uno spazio di confronto tra generazioni e differenti vocabolari coreografici. \n\n\n\nSabato 12 settembre il festival prosegue a Parco Sangalli\, accentuando il dialogo tra danza e spazio pubblico. Qui la scena si confronta con l’ambiente\, con lo sguardo dello spettatore e con una diversa idea di prossimità. Compagnia Arearea presenta Dancing FOUR Peace\, ideazione di Marta Bevilacqua. Nato per adattarsi a spazi non convenzionali\, il lavoro attraversa equilibri dinamici\, emotivi e architettonici\, intrecciando la danza alla poesia di Ingeborg Bachmann\, Wisława Szymborska\, Salvatore Quasimodo\, Giuseppe Ungaretti e Bertolt Brecht. Con Dreaming Box-Solo\, Compagnia Adarte\, concept e coreografia di Francesca Lettieri\, il sogno diventa una materia viva e generativa. Un’esplorazione della bellezza nella sua dimensione più intensa ma anche instabile\, in uno spazio sospeso in cui il corpo attraversa estasi e trasformazione. Chiude la giornata ResExtensa Dance Company con L’Altro\, creazione di Gianni Wers. Il lavoro affronta il conflitto tra individualismo e bisogno di accettazione attraverso il simbolo di un giaccone conteso: oggetto di protezione\, status e identità\, diventa il terreno di una lotta per il riconoscimento. Il linguaggio fisico fonde danza contemporanea e house dance per mettere in scena la tensione tra relazione e competizione. \n\n\n\nDomenica 13 settembre\, ultima giornata del festival\, il programma si apre alle ore 10:00 al Teatro Villa Lazzaroni\, con uno sguardo rivolto anche alle nuove generazioni di pubblico.Valeria Loprieno e Giovanna Rovedo presentano La Regina senza Nevi – e se non fosse più lei la cattiva della storia?\, con le stesse autrici in scena. La fiaba di Andersen viene riscritta alla luce della crisi climatica: il viaggio di Gerda alla ricerca di Kay diventa un percorso attraverso un pianeta sottoposto a sfruttamento e surriscaldamento. La Regina delle Nevi non è più semplicemente la figura antagonista\, ma la custode di un mondo che rischia di scomparire. Movimento\, testo e immagini costruiscono una narrazione accessibile ai più giovani\, attraversata da una precisa dimensione ecologica e civile. \n\n\n\nNel pomeriggio di domenica 13 settembre il festival torna al Parco Sangalli\, presso l’Ex Bocciodromo\, con tre lavori che ampliano ulteriormente la riflessione sul rapporto tra corpo\, ambiente\, memoria e percezione. Compagnia Déjà Donné presenta Quasi niente n.1\, di Elia Pangaro e Alexander de Vries. Partendo dal margine minimo che consente a un corpo di non cadere\, di sostenersi\, di non farsi male\, le azioni diventano strutture attraverso cui mettersi alla prova e costruire una relazione. Segue LYNX LYNX\, performance di Compagnia Aurelio Di Virgilio – Movimento Danza\, prodotta da Pollinaria. La performance nasce da una ricerca sul territorio e dalle figure animali estinte\, mitologiche o in via d’estinzione. La lince appenninica\, sospesa tra presenza documentata e immaginario collettivo\, diventa una figura attraverso cui interrogare ecologia\, memoria e scomparsa.A chiudere il District Dance Festival 2026 è Contrappunti dall’Oceano di Livia Bartolucci. Attraverso il movimento e una tecnologia immersiva audio 360\, il lavoro accompagna il pubblico in un’esperienza percettiva che evoca la vastità\, la quiete e l’imprevedibilità dell’oceano. Lo sguardo e l’ascolto vengono spostati oltre le consuete cornici di percezione\, in un percorso che invita ad abbandonare temporaneamente ciò che è conosciuto per aprirsi all’ignoto.  \n\n\n\nL’edizione 2026 attraversa in particolare il Municipio V\, grazie alla collaborazione e al patrocinio del Municipio\, costruendo un percorso che si inscrive nei quartieri di Prenestino-Labicano\, Centocelle e Torpignattara. A questo itinerario si aggiunge\, in continuità con le edizioni precedenti\, il Municipio VII\, con il Teatro di Villa Lazzaroni\, ampliando la geografia del festival e consolidando un dialogo tra territori diversi della città. \n\n\n\nQuattro giornate\, luoghi differenti e una pluralità di linguaggi compongono un festival che invita ad abitare temporaneamente la città attraverso il corpo e la performance. Teatri\, piazze e parchi diventano luoghi in cui osservare i corpi entrare in relazione con ciò che li circonda. È qui che si concentra la sfida di District Dance Festival 2026: portare la danza contemporanea fuori dai suoi confini abituali senza rinunciare alla complessità della ricerca artistica\, creando occasioni di incontro tra opere\, artisti\, territori e pubblici differenti e trasformando gli spazi quotidiani in luoghi di ascolto\, relazione e immaginazione.Tutte le informazioni sul sito: www.compagniaatacama.it/district-dance-festival-24-2/
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SUMMARY:II edizione "Liberi sulla Carta" a Borghetto San Carlo
DESCRIPTION:Dopo il successo della sua prima edizione romana\, Liberi sulla Carta torna dall’11 al 13 settembre al Borghetto San Carlo con un festival ancora più grande e con un’idea precisa al centro della sua quindicesima edizione: la cultura fa stare bene. In un tempo in cui si parla sempre più di benessere psicologico\, qualità delle relazioni e bisogno di ritrovare spazi di comunità\, la manifestazione sceglie di affidare proprio alla cultura una nuova responsabilità. Nasce così #Tifastarebene\, il tema scelto per il 2026: un invito a vivere libri\, incontri e spettacoli non soltanto come appuntamenti culturali\, ma come esperienze capaci di generare benessere\, relazioni e senso di appartenenza. \n\n\n\nDopo aver riportato nella Capitale una delle principali manifestazioni dedicate all’editoria indipendente italiana\, il festival conferma il Borghetto San Carlo come propria casa romana e rilancia con un’importante novità: il raddoppio degli spazi dedicati agli editori indipendenti\, cuore della manifestazione fin dalla sua nascita\, insieme a un programma ancora più ricco di incontri\, spettacoli\, formazione ed esperienze sul territorio. \n\n\n\nLa scelta del Borghetto San Carlo rappresenta molto più di una semplice location. Restituito alla città e oggi luogo di incontro immerso nel verde della Giustiniana\, questo spazio interpreta perfettamente la visione del festival: costruire comunità attraverso i libri\, favorire nuove relazioni tra persone\, autori ed editori e dimostrare come la cultura possa essere un’esperienza da vivere insieme. Qui la lettura incontra il paesaggio\, il dialogo si intreccia con la natura e il festival diventa un tempo condiviso\, non soltanto una successione di appuntamenti. Un intreccio di letteratura\, spettacolo\, formazione\, territorio ed enogastronomia\, per tre giorni in cui la cultura esce dalle pagine dei libri per trasformarsi in un’esperienza collettiva. Perché leggere fa stare bene. \n\n\n\nAnche quest’anno tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito. La formula del 2025 viene confermata e ampliata: ogni pomeriggio il Borghetto ospiterà presentazioni di libri\, dialoghi e incontri dedicati alla cultura e all’attualità\, mentre le serate saranno animate da reading e spettacoli. Torneranno inoltre il workshop di scrittura creativa della Scuola Omero\, il Premio Arthè dedicato ai racconti brevi\, gli stand enogastronomici aperti a pranzo e cena e un calendario ancora più ricco di attività diffuse tra escursioni\, visite guidate ed esperienze sul territorio. \n\n\n\n«Lo scorso anno abbiamo ribadito che un festival può diventare molto più di un luogo dove si presentano libri: può trasformarsi in una comunità temporanea fatta di incontri\, dialoghi e persone che condividono il piacere di ascoltare e confrontarsi – commenta il direttore artistico Fabrizio Moscato –. Da quell’esperienza nasce #Tifastarebene. Crediamo che la cultura abbia oggi una responsabilità importante: creare spazi in cui stare bene insieme\, rallentare\, riflettere\, immaginare il futuro e costruire relazioni. È questo lo spirito con cui abbiamo pensato la nuova edizione di Liberi sulla Carta.» \n\n\n\nIn attesa del programma ufficiale\, sono già tanti gli ospiti e le ospiti che hanno confermato la loro partecipazione a Liberi sulla Carta 2026: l’attore e scrittore Ascanio Celestini che con il libro “Pasolini. Una vita\, anzi due” ricorderà il poeta e regista ucciso nel 1975; la cantante Syria omaggerà Gabriella Ferri con lo spettacolo “Perché non canti piú”; non mancheranno momenti di riflessione come quello previsto con la scrittrice e filosofa Ilaria Gaspari\, che parlerà del ritrovato romanzo ottocentesco “Un martirio”\, di Regina di Luanto (pseudonimo di Anna Guendalina Lipparini); Stefano Petrocchi\, che presenterà “Romanzo Privato”\, affascinante ritratto della figura di Maria Bellonci\, scrittrice e organizzatrice del Premio Strega\, mentre il misterioso recensore mascherato Johnny Palomba\, a 25 anni dalle sue Recinzioni\, tornerà a regalarci momenti di divertimento imperdibili. Temi di grande attualità quelli che chiudono la prima carrellata di ospiti già confermati: “Maschi\, si salvi chi può” dell’attore\, sceneggiatore e scrittore Marco Bonini e “Una nuova idea di paese. Dal probabile declino alla possibile rinascita” di Giovanni Marconi per accendere l’attenzione sulla nostra società. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura\, è vincitore dell’Avviso Pubblico “Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno”\, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.  \n\n\n\nOrari: Venerdì 11 settembre: dalle 17:00 fino alle 23:00. Sabato 12 settembre e Domenica 13 settembre: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 fino alle 23:00 \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nSito ufficiale: www.liberisullacarta.itEmail: info@liberisullacarta.it \n\n\n\nCome arrivare: Treno: FL3\, fermata La GiustinianaAutobus: linee 021\, 032\, 024In auto: uscita 3 GRA Cassia Bis\, direzione Viterbo
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SUMMARY:“Aliasing” doppia personale per Suren Dorfmnn ed Emanuele Zaccaria
DESCRIPTION:La pittura\, con tutta la sua potenza immaginifica\, e il suo rapporto problematico con la realtà\, in un’epoca sempre più bombardata di immagini\, accomuna la ricerca di due artisti di vent’anni\, Suren Dorfmann ed Emanuele Zaccari\, che si cimentano nella loro prima prova espositiva in una doppia personale intitolata “Aliasing” e ospitata a Casa Vuota in via Maia 12 a Roma\, a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo. La mostra siinaugura mercoledì 8 luglio alle ore 18 e\, dopo l’inaugurazione\, si può visitare su appuntamento fino al 13 settembre 2026\, prenotando ai numeri 3928918793 o 3284615638 oppure all’email vuotacasa@gmail.com. \n\n\n\nA ciascuno dei due giovani artisti\, legati da un rapporto di amicizia\, viene dedicata una stanza di Casa Vuota e Dorfmann e Zaccari abitano la stanza a loro assegnata presentando un ciclo di lavori autonomo\, progettato nella forma di un intervento site specific. Il pubblico è chiamato a confrontarsi con il lavoro di ciascun artista\, mentre nel passaggio da una stanza all’altra\, a completamento del percorso espositivo\, si trova di fronte a un’installazione realizzata a quattro mani\, con il titolo “Smussatura” (2026)\, che rimodula la volumetria della casa fondendo segno inciso e luce. \n\n\n\nIl filo conduttore fra i due artisti è spiegato dai curatori Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo\, che scrivono: «Prelevando dal linguaggio dell’elettronica un temine tecnico – aliasing – che definisce la presenza di un errore nello spettro armonico di un segnale campionato\, il titolo della mostra vuole descrivere una particolare condizione dell’esperienza estetica contemporanea. Nel parossismo esasperato di una trasmissione di dati e di una elaborazione di visioni tendenti programmaticamente a una sempre maggiore qualità e quantità delle informazioni veicolate e processate\, questa esperienza estetica peculiare si fa carico della possibilità di un disturbo\, tanto nel campionamento della frequenza quanto nella sua decodifica. Errori e distorsioni diventano fattori connaturati e strutturali\, da annoverare fra le possibilità concrete della visione e dei suoi fallimenti. Nell’impossibilità di controllare tutto\, sembrano dire Dorfmann e Zaccari\, il compito dell’arte è duplice: da una parte abbracciare l’errore e la fallibilità\, dall’altra esaltarne il potere generativo\, distorcente\, visionario\, portentoso e disturbante». \n\n\n\nUn deciso bianco e nero e un segno rapido\, vivace e costruito su livelli successivi sono gli elementi caratterizzanti il lavoro di Suren Dorfmann\, che si esercita sia in opere di piccolo formato\, sia in interventi ambientali di grandi dimensioni. Sono due le opere costruite su misura per lo spazio di Casa Vuota. Il primo\, intitolato “Muffa” (2026) è un lavoro minimale\, interstiziale e usa l’intera parete come supporto su cui lavorare in modo mimetico e sfidante\, andando a colmare i buchi e gli strappi già presenti nella carta da parati con degli interventi disegnati che sembrano fuoriuscire da chissà quale regione remota\, rivelando una realtà altra e facendo del difetto un’opportunità. “Troppo poco vuoto” (2026) è invece un grande dipinto leggero e stratificato\, che – addizionando strati su strati di tessuti lavorati con inchiostro di china – immagina un bosco dischiuso inaspettatamente nel cuore della casa. Si aggiungono due piccole opere su legno\, anch’esse di ispirazione botanica e paesaggistica: due dittici sospesi tra pittura e disegno\, lavorati in un prezioso e minuzioso dosaggio di ombre e luci\, con una tecnica mista che mescola sapientemente il transfer fotografico\, il carboncino\, la tempera e il pennarello acrilico. \n\n\n\n«Il fulcro della mia ricerca – racconta Dorfmann – riguarda le stratificazioni di piani differenti della realtà che\, intersecandosi o sovrapponendosi\, ne modificano la percezione. Alcuni tra gli elementi indagati sono l’interno e l’esterno\, il presente e la memoria\, l’immagine fotografica e il disegno\, il verticale e l’orizzontale. L’attenzione al dettaglio e alla ripetizione permette di cogliere differenze impercettibili. I soggetti selezionati sono tratti da fotografie\, disegni o incisioni che hanno un legame diretto con la mia esperienza personale\, ma essendo immagini essenziali si possono riferire a qualsiasi fruitore. Sono lavori di meditazione e immersione e\, nonostante le differenze di dimensione\, medium e supporto\, hanno in comune la stratificazione\, che sia tra diversi tessuti\, stampe e fotografie o disegno e carta da parati». \n\n\n\nPrediligendo in questa fase della sua ricerca la pittura a olio su tela\, ma aperto anche alla sperimentazione di altri linguaggi\, come per esempio il video\, è proprio dal video che Emanuele Zaccari trae ispirazione per la serie di quattordici dipinti\, identici per dimensioni e formato\, che sceglie di presentare con un allestimento rigoroso e lineare – quasi filmico – a Casa Vuota. Prendono spunto da fotogrammi di filmati amatoriali di provenienza diversa e girati tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta\, appartenenti dunque a un periodo molto precedente rispetto alla vita del giovane artista (nato nel 2005)\, di cui Zaccari ha potuto avere un’esperienza soltanto derivata\, mediata e mai diretta. La cultura e la tecnologia a essi sottese sono al centro di quello che l’artista descrive come «un fenomeno nostalgico indiretto\, una nostalgia forse rafforzata dalla mia esperienza mediata». \n\n\n\nEmanuele Zaccari riflette sui rapporti fra le differenti tecnologie e i diversi media\, partendo dalla stampa\, dalla fotografia e dal video fino ad arrivare alle tecnologie digitali e all’intelligenza artificiale. «Trovo importante – sottolinea – evidenziare e riflettere sulla presenza del filtro digitale\, cioè di quell’elemento sempre più presente fra noi e il fenomeno che percepiamo\, che comporta una fruizione derivata e non immediata dell’immagine. Mi interessa porre l’attenzione su elementi strutturalmente interni all’immagine\, che si distaccano da essa ponendosi su un altro piano\, fra l’osservatore e l’oggetto artistico\, e creando una distanza che può portare alla riflessione». Il mondo descritto dall’artista nella sua pittura\, attraverso la metabolizzazione delle immagini preesistenti\, estrapola e rende significativi fotogrammi di un flusso indiscriminato\, ormai inconsapevole di sé\, dando loro una vita nuova e disordinata e lasciando all’osservatore il compito di ricomporre una narrazione disarticolata\, fatta di memorie infantili\, reminiscenze militaresche\, piccoli gesti di tenerezza quotidiana\, spunti casuali e suggestioni di sapore vagamente distopico. \n\n\n\nSuren Dorfmann (2005) nasce a Roma e si trasferisce a Rapolano Terme\, in provincia di Siena. Studia pittura all’Accademia di belle arti di Roma. A partire dal 2023 partecipa ad alcune mostre collettive. La sua ricerca pittorica è in dialogo con la grafica e si focalizza sulla trasposizione del concetto in illustrazione\, con attenzione al contesto storico-culturale. È del 2026 la personale “Riccio nella nebbia” al Palazzo Pretorio di Rapolano Terme\, a cura di Francesca Nonne. \n\n\n\nEmauele Zaccari (2005) nasce a Roma\, la città dove vive\, dopo avere abitato per alcuni anni sull’isola di Mahè\, nelle Seychelles. Ha studiato alla Scuola romana del fumetto e attualmente frequenta il corso di pittura all’Accademia di belle arti di Roma. Nel 2026 espone al Museo di Roma a Palazzo Braschi nella mostra collettiva “Umani troppo umani (oggi)”\, curata da Anna Maiorano\, con testi di Livia Romano.
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SUMMARY:Beethoven Festival Sutri
DESCRIPTION:Venticinque anni dedicati alla grande musica. Il Beethoven Festival Sutri taglierà quest’anno il nastro d’argento di questo prestigioso traguardo. Dal 13 settembre al 1° novembre 2026\, Sutri si confermerà fulcro culturale di assoluto prestigio\, accogliendo otto concerti dall’alto profilo artistico nella Chiesa Romanica di San Francesco\, la sua splendida sede storica\, gentilmente concessa dal Fondo Edifici di Culto. Il cartellone metterà a confronto la profonda maturità di interpreti di chiara fama e la freschezza espressiva dei giovani talenti\, offrendo un perfetto equilibrio generazionale sotto il segno dell’eccellenza. Ideata e curata fin dalla nascita dall’Associazione Amici della Musica di Sutri\, sotto la direzione artistica di Anna-Lisa Bellini\, la manifestazione è organizzata dal Comune di Sutri in collaborazione con l’Associazione stessa. L’evento è realizzato grazie al contributo di Regione Lazio\, Fondazione Carivit\, Provincia di Viterbo nonché Banca Lazio Nord e Agenzia Funebre Fabrizi. Questo importante sforzo sinergico permette di offrire l’ingresso gratuito a tutti i concerti (fino a esaurimento posti)\, una formula fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale. \n\n\n\nLa stagione si aprirà domenica 13 settembre con un appuntamento cameristico di altissimo profilo.  Sarà protagonista un trio d’eccezione composto da Carlo Maria Parazzoli\, primo violino dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia\, Alfredo Persichilli\, primo violoncello del Teatro alla Scala e Anna-Lisa Bellini\, carismatica e acclamata pianista. Il programma porrà in dialogo il Trio in re maggiore op. 70 n. 1 di Beethoven e il Trio “Dumky” op. 90 di Dvořák. \n\n\n\nIl secondo concerto\, domenica 20 settembre\, sarà affidato al prestigioso Duo Gardel\, formato dal fisarmonicista Gianluca Campi – già vincitore del Trofeo Mondiale in Portogallo – e dal pianista Claudio Cozzani\, interprete dalla solida carriera internazionale. In programma musiche di Borodin\, Hubay\, De Falla\, Khachaturian\, Rachmaninoff\, Fazil Say\, Frank van der Heyden\, Vaja Azarashvili\, Guastavino\, Piazzolla e Galliano\, con brani legati dal filo conduttore della danza. \n\n\n\nIl terzo appuntamento del festival\, in calendario domenica 27 settembre\, sarà affidato allo straordinario e complice Duo Maclé\, formato dalle pianiste Sabrina Dente e Annamaria Garibaldi. Le due artiste proporranno un viaggio musicale nel repertorio per pianoforte a quattro mani dal titolo “Connessioni sonore”\, con alcune tra le più celebri Danze ungheresi di Brahms\, tre brani tratti dai Six Morceaux op. 11 di Rachmaninoff e\, di Gershwin\, i Tre Preludi\, Un Americano a Parigi e la Rhapsody in Blue. \n\n\n\nIl quarto appuntamento del festival\, in programma sabato 3 ottobre\, vedrà di nuovo protagonista la pianista Anna-Lisa Bellini. Il suo sarà un recital dal valore profondamente simbolico ed emozionale\, poiché l’interprete è la direttrice artistica del festival\, nonché tra gli ideatori e fondatori della manifestazione. Il programma proporrà un’immersione nell’evoluzione della letteratura per pianoforte tra il XIX secolo e il primo Novecento con musiche di Rossini\, Chopin\, Schumann\, Chaminade\, Debussy\, Glinka e Scrjabin. \n\n\n\nL’evento di domenica 11 ottobre vedrà sul palco tre giovani talenti del territorio che si sono distinti nel panorama musicale per meriti artistici e importanti riconoscimenti: il clarinettista Leonardo Cilento\, il violoncellista Marco Osbat e il pianista Daniele Fontana. Il concerto sarà imperniato su due capisaldi assoluti per questa formazione: il Trio in si bemolle maggiore op. 11 di Beethoven e il Trio in la minore op. 114 di Brahms. Nel cuore del programma verranno eseguiti anche la Ballade op. 3 n. 1 di Suk e Papillon op. 77 di Fauré per violoncello e pianoforte. \n\n\n\nDomenica 18 ottobre sarà la volta del sesto appuntamento che\, attraverso un format originale\, celebrerà Ottorino Respighi a 90 anni dalla sua scomparsa. Il programma sarà incentrato sull’esecuzione di alcune delle sue pagine pianistiche più intime e raffinate\, scandite da un intenso racconto in prima persona della vita del compositore.  Protagonisti di questo delicato intreccio tra musica e confessione biografica saranno due interpreti di assoluto rilievo\, uniti da una profonda intesa: il pianista Valerio Premuroso e la voce narrante dell’attore Alessandro Castellucci. \n\n\n\nUna rara preziosità può essere considerata l’impaginazione del penultimo appuntamento in programma domenica 25 ottobre\, un concerto interamente dedicato al fascino e alla raffinatezza della musica da camera tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento\, con l’esecuzione di due Quartetti dall’op.22 di Viotti e i Quartetti K 171 e K 285 di Mozart.  Protagonisti dell’evento saranno quattro interpreti di altissimo profilo\, molto stimati nel panorama concertistico: il flautista Matteo Bonaccorso\, il violinista Luigi De Filippi\, il violista Nico Ciricugno e il violoncellista Adriano Ancarani. \n\n\n\nLa XXV edizione del Beethoven Festival Sutri si chiuderà sotto il segno delle nuove generazioni e dei talenti del territorio. Domenica 1° novembre sarà protagonista l’Orchestra Tuscia Harmonia\, una recentissima e importante realtà musicale interamente costituita da giovani provenienti da Viterbo e provincia\, diretta dal suo fondatore Giuseppe Maria Ceccarini e tenuta a battesimo proprio dal Beethoven Festival Sutri nel 2025.  In apertura verranno eseguiti brani di Lully e di J.S. Bach\, per proseguire con la presenza di tre brillanti solisti: il pianista Ludovico Precoma nel Concerto in fa minore BWV 1056 di Bach\, l’oboista Leonardo Bobboni nel Concerto in re minore di Alessandro Marcello e il pianista Simone Mechelli nel Concerto in re minore BWV 1052 di Johann Sebastian Bach. \n\n\n\nInformazioni 353/3756855  \n\n\n\ninfo@beethovenfestivalsutri.com  www.beethovenfestivalsutri.com \n\n\n\ncomunicazione@beethovenfestivalsutri.com
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SUMMARY:Dal Giardino delle Storie alla nuova stagione del  Teatro del  Buratto
DESCRIPTION:Nasce IL GIARDINO DELLE STORIE\, il nuovo progetto della Compagnia del Buratto realizzato con il sostegno del Comune di Milano. \n\n\n\nIl 13\, 20\, 26 e 27 settembre 2026\, l’anfiteatro esterno del Teatro Bruno Munari di Milano\, nel cuore di Dergano\, si trasforma in un nuovo spazio culturale all’aperto dedicato a spettacoli\, musica\, laboratori e momenti di incontro per la cittadinanza. Grazie a un intervento di riqualificazione\, lo spazio esterno del Munari è stato recintato e trasformato in un vero teatro all’aperto. \n\n\n\nDal 10 ottobre prenderà il via INSIEME A TEATRO\, la stagione per bambini e famiglie del Teatro Bruno Munari. Ogni fine settimana la Sala Grande e la Sala Teatranti\, dedicata ai più piccoli\, ospiteranno spettacoli per tutte le fasce d’età\, mentre l’Atelier dei Bambini proporrà laboratori e attività ludiche prima e dopo le rappresentazioni. La stagione si aprirà con Becco di Rame (10-11 ottobre)\, e proseguirà fino ad aprile 2027 con 42 titoli e 89 repliche\, confermando il Teatro Bruno Munari come uno dei principali punti di riferimento italiani per il teatro dedicato all’infanzia e ai ragazzi. Tra i debutti del Buratto\, Il giardiniere dei sogni (28 e 29 novembre\, con repliche il 9 e 10 aprile). \n\n\n\nDal 19 novembre si alzerà il sipario anche sulla stagione LA SERA A TEATRO al Teatro Verdi di Milano\, inaugurata da Mio padre è Sylvester Stallone\, produzione di Pilar Ternera/NTC – Teatro Nazionale di Genova che racconta la storia di Riccardo Niccolini. Il cartellone proseguirà fino a giugno 2027 con spettacoli rivolti ai giovani\, capaci di coinvolgere anche il pubblico adulto. \n\n\n\nIl Teatro Bruno Munari sarà inoltre il palcoscenico di tre concerti della ventesima edizione di MITO SettembreMusica: “Un Thè con Beethoven” di Pasquale Buonarota (13 settembre)\, “Quartetti per Archi di Ludwig van Beethoven” (15 settembre)\, “L’Usignolo di Andersen” di Hans Christian Andersen (19 settembre). \n\n\n\nIl Giardino delle Storie | 13\, 20\, 26 e 27 settembre 2026 \n\n\n\nAnfiteatro Teatro Bruno Munari\, Via Giovanni Bovio 5\, Milano \n\n\n\nStagione INSIEME A TEATRO | 10 ottobre 2026 – 18 aprile 2027 \n\n\n\nTeatro Bruno Munari\, via Giovanni Bovio 5\, Milano \n\n\n\nStagione LA SERA A TEATRO | 19 novembre 2026 – 20 giugno 2027 \n\n\n\nwww.teatrodelburatto.it
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SUMMARY:QUANDO ANCHE IL LAVORO E GUERRA una scena aperta per gli ultimi
DESCRIPTION:Nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Lo spettacolo dal vivo fuori dal centro 2026” Fondamenta Teatro e Teatri presenta QUANDO ANCHE IL LAVORO E GUERRA una scena aperta per gli ultimi\, progetto realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacoloe promosso da Roma Capitale Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, in collaborazione con SIAE. \n\n\n\nDal 14 settembre al 3 dicembre 2026\, presso il Teatro di Villa Lazzaroni\, presidio culturale e Teatro di Comunità del Municipio Roma VII\, scritture diverse –una Residenza artistica\, uno spettacolo\, Conversazioni di scena\, Reading\, Laboratori\, Mise en espace\, – intrecceranno il loro racconto sul lavoro e il suo sfruttamento\, sulla guerra e la sua cattiveria\, liberamente ispirati al mondo e all’opera di Bertolt Brecht nel 70° anniversario della sua scomparsa e alle diverse espressioni artistiche (cinema\, letteratura\, poesia) che hanno affrontato le storie degli ultimi. \n\n\n\nUn mondo dalle tante\, ininterrotte\, guerre\, sempre in bilico sull’ultima: quella che avremo costruito per morire insieme. Un mondo dispari\, dove i padroni sono società anonime\, come anonimi sono gli uomini che per esse lavorano. Un mondo dove vivere si riduce a combattere per il pane\, galleggiare\, sopravvivere. Anche questa è guerra. Quotidiana\, totale\, perenne. A questo mondo di guerra e sfruttamento il Teatro\, la letteratura\, la poesia hanno guardato – da Aristofane a Brecht- alzando la voce e strapazzando le coscienze di chi sa e vuole ancora ascoltare. Arte che non vuole insegnare\, ma trasmettere il dubbio\, la forza della ragione temperata dal ritmo della composizione. L’utopia di cambiare il mondo con la sola forza della parola che nasce con la storia delle tante polis del mondo\, è come un orizzonte che si sposta sempre\, ma non per questo ci impedisce di camminare\, crescere\, gioire. \n\n\n\nMolte saranno le personalità coinvolte: il Direttore Artistico del Teatro di Villa Lazzaroni Giancarlo Sammartano\, Andrea Collavino\, Ulderico Pesce\, Giuseppe Manfridi\, Maria Letizia Gorga\, Francesco Crispino\, Paola Maffioletti\, Valentino Orfeo\, Alessia Oteri\, Alessandro De Feo.
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SUMMARY:“Fulco Pratesi. Acquerelli Pionieri”\, in mostra al Museo di Roma in Trastevere
DESCRIPTION:  \n\n\n\n\n\n\n\nIl Museo di Roma in Trastevere presenta “Fulco Pratesi. Acquerelli Pionieri”\, una mostra dedicata alle opere artistiche di Fulco Pratesi\, fondatore del WWF Italia\, architetto\, naturalista\, illustratore\, scrittore\, giornalista e protagonista della cultura ambientalista italiana. Attraverso una selezione di acquerelli\, disegni\, taccuini e materiali originali\, il percorso espositivo rivela al pubblico il lato più intimo e personale di Fulco Pratesi: quello dell’artista che ha osservato\, raccontato e difeso la natura per tutta la vita\, trasformando il disegno in uno strumento di conoscenza\, emozione e impegno civile.  \n\n\n\nL’esposizione si inserisce nel progetto espositivo Rivoluzione Naturale del WWF\, in un programma di iniziative promosse in occasione dei 60 anni del WWF Italia\, e vuole celebrare uno dei protagonisti più autorevoli della storia della tutela ambientale nel nostro Paese e il suo straordinario contributo alla diffusione di una cultura della natura fondata sulla conoscenza\, il rispetto e la responsabilità.  \n\n\n\nLa mostra “Fulco Pratesi. Acquerelli Pionieri” è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\,Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, curata da Olympia Pratesi con la collaborazione di Isabella Pratesi\, nell’ambito delle iniziative promosse per i 60 anni del WWF Italia. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura. 
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SUMMARY:"Le Vie del Gusto" a Vasanello (VT)
DESCRIPTION:Sette caratteristici punti ristoro del centro storico per altrettante specialità tipiche accompagnate da cinque degustazioni di vino.  \n\n\n\nDal 18 al 20 settembre 2026\, torna a Vasanello l’imperdibile appuntamento con Le Vie del Gusto\, un itinerario enogastronomico attraverso il cuore del paese alla scoperta di antichi sapori e gusti che si perdono nel tempo. \n\n\n\nDa piazza dell’Ortaccio a piazza Padella e via San Salvatore\, via Roma e via San Sebastiano\, in un trionfo di profumi e sapori\, saranno allestite diverse “tappe” in cui verranno serviti i piatti caratteristici del paese realizzati secondo le ricette di una volta.   \n\n\n\nUna manifestazione che ha visto crescere\, nel corso degli anni\, presenze ed apprezzamento\, tanto da diventare uno degli appuntamenti più attesi del fine estate nella Tuscia. \n\n\n\nRicco e variegato il menù proposto in sette diversi e caratteristi punti del centro storico: antipasto\, due primi\, due secondi\, contorno e dolcetti. \n\n\n\nI visitatori\, camminando nelle caratteristiche vie del centro storico potranno assaporare deliziose specialità ed ammirare i suggestivi scorci del borgo\, in un’atmosfera quasi sospesa nel tempo. \n\n\n\nL’evento\, alla ventesima edizione\, è organizzato dalla Classe 1986 guidata dal presidente Paolo Munzi con il patrocinio del Comune di Vasanello\, e si è rapidamente imposto\, nel corso delle varie edizioni\, come un immancabile momento di commiato all’estate.  \n\n\n\nL’appuntamento con Le Vie del Gusto\, il percorso itinerante enogastronomico tra piazze e cantine\, è dal 18 al 20 settembre a Vasanello per riscoprire i sapori della tradizione ed i sapori di una volta  in una formula unica di gusto e suggestione. \n\n\n\nPer info: IG classe1986­_vasanello; FB classe1986vasanello
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