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SUMMARY:"Il Principe delle tenebre" al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Per la rassegna Infanzie in gioco 2025/2026 a Centrale Preneste Teatro (Via Alberto da Giussano\, 58) domenica 14 dicembre alle ore 16.30 va in scena lo spettacolo “Il Principe delle tenebre” della Compagnia Ruotalibera Teatro. Il testo è di Fabio Traversa\, la regia è di Tiziana Lucattini\, sul palco ci sono Valentina Greco\, Tiziana Lucattini e Fabio Traversa. \n\n\n\nIspirato alla fiaba popolare “Naso d’Argento” e alle atmosfere misteriose di Nosferatu\, capolavoro di Friedrich Wilhelm Murnau del 1922\, lo spettacolo accoglie le suggestioni espressioniste del cinema tedesco nel bianco e nero di scene e costumi\, nel disegno dalle linee distorte\, nelle luci contrastate\, nelle didascalie da cinema muto. Con rimandi al Frankenstein Junior di Mel Brooks e a una certa leggerezza da commedia dell’arte\, nel lavoro è implicito il tema dell’affrancamento femminile dal potere maschile. Un distinto e ricco signore\, anemico e solo\, con uno strano naso d’argento\, attira nel suo castello tre giovani figlie di una povera lavandaia che lo seguono\, una dopo l’altra\, col miraggio di cambiar vita. Ma Lucia\, la minore e la più avveduta delle tre\, farà prendere alla storia una piega imprevista. Teatro d’attore e visual\, lo spettacolo è adatto dai 6 anni. Il costo del biglietto è per tutti di 7 euro. \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nRuotalibera Teatro \n\n\n\nIl Principe delle tenebre \n\n\n\nTeatro d’attore e visual \n\n\n\ndi Fabio Traversa \n\n\n\nCon: Valentina Greco\, Tiziana Lucattini e Fabio Traversa \n\n\n\nRegia: Tiziana Lucattini \n\n\n\nScenografia: Francesco Persico \n\n\n\nCostumi: Antonia Dilorenzo \n\n\n\nLight e visual design: Chiara Saiella \n\n\n\nFoto di scena: Federica Di Benedetto \n\n\n\nPromozione: Serena Amidani e Paola Meda \n\n\n\nDomenica 14 dicembre 2025 alle 16.30 \n\n\n\nCentrale Preneste Teatro \n\n\n\nVia Alberto da Giussano\, 58 – Roma (Pigneto/Malatesta) \n\n\n\nBiglietto unico: 7.00 €  \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nInformazioni: 0627801063 lun/ven 10.00–17.00  \n\n\n\ninfo@ruotalibera.eu –www.centraleprenesteteatro.it
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SUMMARY:"QUELLI CHE RESTANO" al Teatro Eduardo De Filippo di Roma
DESCRIPTION:Cosa resta\, quando qualcuno se ne va? È da questa domanda che prende corpo QUELLI CHE RESTANO\, il nuovo progetto teatrale firmato da Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci\, uno spettacolo che indaga il lutto\, il branco\, le famiglie e le assenze. Lo spettacolo\, con la regia di Davide Celona\, vede in scena Marta Ferrarini\, Leonardo Lutrario\, Luca Molinari ed Emanuela Vinci. La supervisione drammaturgica è di Giovanni Bonacci. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Eduardo De Filippo il 14 dicembre 2025.  \n\n\n\nSINOSSI \n\n\n\nUn gruppo di quattro amici – Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo – si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo\, il loro quinto\, che si è appena suicidato. La ferita di essere stati cacciati dalla camera mortuaria dalla famiglia dell’amico porta questi giovani adulti a riflettere su una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa un’esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n\n\n\n\nORIGINE \n\n\n\nNoi siamo il risultato delle presenze e delle assenze della nostra vita e spesso le persone a cui ci leghiamo portano delle ferite simili alle nostre. \n\n\n\nIl progetto nasce infatti dalla riflessione delle autrici sulla loro esperienza di figlie\, dei padri e delle madri\, e di cosa abbia significato la loro presenza o la loro assenza. \n\n\n\nCosa significa quindi essere figli? Qual è l’eredità che le nostre famiglie ci lasciano? E quanto questa viene sporcata dalla società? \n\n\n\nLo spettacolo è l’opera prima di Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci ed è uno dei cinque progetti vincitori della sezione Teatro del bando “Labor Work” di DiscoLazio\, indetto da Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini. \n\n\n\n\n\n\n\nNOTE DI MARTA FERRARINI ED EMANUELA VINCI \n\n\n\nI quattro protagonisti affrontano la perdita di un amico\, un evento traumatico che li costringe\, in qualche modo\, a dover stare nel dolore. \n\n\n\nStare nel dolore significa guardarsi dentro e finire per ritrovare tutto il marcio\, e nel caso di Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo\, il marcio ha il volto delle loro famiglie… e forse anche di quella di Milo. \n\n\n\nIl linguaggio sperimentale ricerca questa complessità\, a partire dalla struttura drammaturgica. La storia si sviluppa su due piani diversi di narrazione che si intrecciano: il primo è quello del presente\, in cui si vedranno i personaggi vivere\, passo per passo\, l’ora che precede il funerale dell’amico; il secondo è un piano di astrazione\, in cui in scena prendono vita momenti del passato e movimenti interiori dei protagonisti. \n\n\n\nI personaggi si muovono\, quindi\, dentro ferite ereditarie\, ma anche dentro un’ostinata ricerca di senso e di appartenenza. Il loro legame prende la forma di un branco: un luogo comodo\, in cui imparano a sopravvivere. \n\n\n\nQui si scoprono vulnerabili e si riconoscono nel compagno. Non sono né eroi né vittime: sono umani\, contraddittori\, sono quelli che restano. \n\n\n\nNonostante i temi trattati\, il tono e lo stile sono dissacranti e puntano a far vivere allo spettatore una montagna russa emotiva. Alla parola si uniscono corpo e musica come medium evocativi\, in modo da indagare sfumature diverse. \n\n\n\nUn gruppo di ragazzi\, un posto vuoto e il silenzio che fa più rumore delle parole. QUELLI CHE RESTANO è il racconto di chi resta\, perché andarsene non è concesso a tutti. \n\n\n\nBIO DEL COLLETTIVO \n\n\n\nEmanuela Vinci e Marta Ferrarini si conoscono durante il biennio di formazione teatrale presso Officina delle Arti Pier Pasolini\, dove stringono una forte amicizia da cui poi nasce un sodalizio artistico fondato su una comunione di intenti. Condividono una visione affine su cosa significhi fare arte\, sull’uso di un linguaggio teatrale aperto a diverse contaminazioni e sulla necessità di trattare temi intimi\, ma anche collettivi e politici. \n\n\n\nMarta Ferrarini\, Milano classe 2000. Si avvicina al mondo dello spettacolo grazie alla danza e al musical\, dal 2015 studia canto e pianoforte. Comincia a formarsi nella recitazione presso STM a Novara con Elena Ferrari\, dal 2021 studia drammaturgia antica e frequenta il Laboratorio di Alta Formazione teatrale dell’università Cattolica di Milano con Christian Poggioni ed Ermelinda Cakalli. Entra a far parte della compagnia Kerìs\, portando in scena testi di teatro antico in vari teatri di Milano e nel carcere di Opera. Frequenta poi vari workshop tra cui un corso intensivo di regia e un seminario di schiera con Gabriele Vacis. Nel dicembre 2024 si diploma nel biennio della sezione teatro di “Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini” a Roma\, dopo aver lavorato con professionisti quali Massimo Venturiello\, Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Armando Pugliese\, Maria Letizia Gorga e tanti altri. Nel 2025 vince il bando “Labor Work” indetto dalla stessa scuola\, e scrive un testo che porterà in scena a fine 2025. \n\n\n\nEmanuela Vinci nasce a Palermo nella Pasqua del 1999. Da bambina ha studiato danza per diversi anni. Durante il primo anno di liceo ha iniziato a studiare canto e ha continuato anche dopo la fine delle superiori\, avvenuta nel 2018\, quando si è diplomata al liceo artistico in scenografia. Una volta terminato il liceo\, oltre a continuare lo studio del canto\, ha iniziato a fare diverse masterclass e ha frequentato il laboratorio del Teatro Mediterraneo Occupato\, diretto da Maurizio Spicuzza. Durante quegli anni ha portato in scena spettacoli di vari autori\, da Pinter a Massini. Successivamente ha anche studiato con Filippo Luna e Virginia Alba\, due attori palermitani a cui deve molto. Nel 2022 si presenta al Premio Hystrio e arriva in finale. Lo stesso anno è entrata a Officina Pasolini\, a Roma. Durante gli anni di Officina Pasolini ha avuto l’onore di essere diretta da professionisti come Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Massimo Venturiello\, Paolo Coletta\, Francesco Giuffrè e di lavorare con altrettanti professionisti come Maria Letizia Gorga\, Francesco Brandi e Armando Pugliese. Nel 2024 ha preso il diploma e successivamente ha vinto un bando indetto dalla Regione Lazio per Officina Pasolini\, insieme alla sua collega\, con la quale ha scritto un progetto che nasce da una comune necessità\, nell’ottica di riuscire a parlare ai giovani e alle giovani come loro. \n\n\n\n\n\n\n\nREGIA DAVIDE CELONA \n\n\n\nAttore\, danzatore\, cantante e performer. Diplomato alla Scuola Teatro Arsenale di Milano e successivamente alla Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi. \n\n\n\nDurante il suo percorso di formazione ha incontrato registi come Emma Dante\, Societas Raffaello Sanzio\, Ricci/Forte\, Claudio Tolcachir\, Gabriele Vacis\, Mariangela Gualtieri\, Davide Enia\, Roberta Carreri\, John Strasberg. \n\n\n\nDal 2010 entra a far parte della Compagnia SudCostaOccidentale diretta da Emma Dante portando nella scena nazionale ed internazionale spettacoli quali “Anastasia\, Genoveffa e Cenerentola”\, “Gli alti e bassi di Biancaneve”\, “Tre favole per un addio”\, “Fable pour un adieu”\, “Scarpette rotte”\, “Il canto della sirena”\, “Verso Medea”\, “La Trilogia degli occhiali -Il castello della Zisa”\, “Le sorelle Macaluso”\, spettacolo vincitore del premio UBU nel 2014\, “Bestie di scena”\, “Re Chicchinella” attualmente in scena. \n\n\n\nNel 2023 prende parte al progetto “VajontS23” regia di Marco Paolini. È coreografo per “Operetta Burlesca”\, “Extramoenia”\, “La bella Rosaspina addormentata” regia di Emma Dante. \n\n\n\nConduce workshop e masterclass di formazione per attori\, danzatori e cantanti in diversi spazi quali la Vicaria a Palermo\, l’Atelier del Teatro e delle Arti\, MTS Scuola di Musical e Campo Teatrale a Milano\, La Comédie de Geneve in Svizzera. \n\n\n\nINTERPRETI \n\n\n\nLeonardo Alberto Lutrario attore classe 1998. Dopo aver mosso i primi passi al Teatro 7 con Marco Zadra\, ha completato un triennio di recitazione presso l’ASC Teatro della Dodicesima\, sotto la direzione di Marco Tempèra e Alberto Bellandi. Ha arricchito il suo percorso partecipando a numerosi workshop intensivi (Scaletta e Carrozzerie N.O.T.) con figure di spicco della scena contemporanea\, tra cui Fabiana Iacozzilli\, Rafael Spregelburd (Novoli\, Lecce)\, Franco Mannella\, Federica Santoro\, Stefano Patti e Daniele Parisi.Ha calcato le scene di teatri romani come il Teatro Palladium con Il circo dell’apparenza(da Il Berretto a Sonagli\, regia di Marco Tempèra)\, il Teatro Cometa Off con Nelle due mani di Roberto Staglianò\, e Villa Torlonia con la lettura Lavanderia Calzino Persodiretta da Mauro Santopietro per l’Onstage Festival. Ha inoltre preso parte allo spettacolo L’Italia questo bel paese\, tratto dai monologhi di Mattia Torre\, presentato sia a Roma che al Teatro Rossini di Gioia del Colle. \n\n\n\nLuca Molinari nasce a Roma il 20 luglio del 1993. Si diploma presso l’Accademia d’Arte Drammatica Link Academy nel 2015. Debutta a teatro sempre nel 2015 con L’Odisseacon la regia di Vincenzo Manna e Andrea Baracco. Da lì in avanti avrà occasione di essere protagonista di numerose rappresentazioni teatrali quali: DNA di Dennis Kelly\, Mary Stuart\, Antigone\, La Tempesta di W. Shakespeare solo per citarne alcuni.  Nel 2017 prende il ruolo da protagonista di Manuel nel film Le grida del silenzio\, nel 2018 collabora da protagonista di puntata in Don Matteo 11. Calca i palchi d’Italia in veste anche di musicista classificandosi finalista al concorso Sanremo Trend nel 2021 in band\, sul palco dell’Ariston. Dal 2022 ha prestato la sua voce per alcuni film debuttando di fatto come doppiatore.
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LOCATION:Teatro Eduardo De Filippo\, Via Antonino di San Giuliano 782/angolo Via Mario Toscano\, Roma\, ITA\, 00135\, Italia
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SUMMARY:"Nevischio" al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Il Teatro Comunale Veroli si tinge di bianco per uno spettacolo in cui la magia della neve costringe a riunire una famiglia spingendola a fare riflessioni mai fatte nella vita. \n\n\n\n“Nevischio” è la storia di tre sorelle costrette ogni anno a trascorrere insieme almeno 24 ore a causa del testamento della madre defunta. Questo incontro annuale è l’unica condizione imposta per poter usufruire dell’eredità lasciata dalla madre. Nelle ultime 24 ore prima di poter finalmente accedere all’eredità\, le sorelle si riuniscono nella casa di Anna che vive nella vecchia dimora materna ma accade qualcosa di inaspettato: una violenta tempesta di neve le costringe a trascorrere insieme più del tempo previsto\, anche perché il notaio non riesce a raggiungere la casa per firmare i documenti necessari.  \n\n\n\nLa convivenza forzata farà emergere segreti e verità nascoste da tempo in un clima di tensione e sospetto animato da accuse reciproche\, rivelazioni e momenti di dolorosa introspezione. Solo in questo modo\, però\, le sorelle scopriranno i lati sconosciuti l’una dell’altra e saranno costrette a fare i conti con il loro passato e con il legame familiare che le unisce. \n\n\n\nQuesto spettacolo\, con la sapiente regia di Matteo Fasanella\, è una riflessione sui profondi legami familiari\, sulla memoria e sul perdono e coinvolgerà il pubblico in una riflessione intima: fino a che punto siamo disposti a conoscere e ad accettare le persone che ci sono più vicine? \n\n\n\nVi aspettiamo\, dunque\, domenica 14 dicembre alle ore 18.00 con apertura botteghino alle ore 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00 \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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LOCATION:Teatro Comunale di Veroli\, Via Lucio Alfio\, 5\, Veroli (FR)\, ITA\, Italia
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SUMMARY:CARNAGE. Il dio del massacro all'Eleonora Duse di Genova
DESCRIPTION:Una prima nazionale al teatro Eleonora Duse di Genova per una commedia poco rappresentata in Italia (in scena al teatro Eleonora Duse di Genova\, dal 2 al 14 dicembre e poi in tournée nel 2026): CARNAGE. Il dio del massacro è un testo che ritrae un interno borghese parigino dove “regna un’atmosfera compunta cordiale tollerante” che ben presto si esaspera virando su toni crudi e feroci. La dinamica è quella di una doppia coppia di genitori che hanno appena fatto conoscenza e si incontrano per cercare di risolvere – da persone adulte e civili quali essi ritengono di essere – una questione che inizialmente pensano di minimizzare: una lite scoppiata ai giardinetti tra i rispettivi figli di undici anni. Ma\, a poco a poco\, le maschere di benevolenza\, tolleranza\, buona creanza\, correttezza politica\, apertura mentale e dirittura morale si sgretolano. E sotto quelle maschere appare il ghigno del nume efferato e oscuro che ci governa sin dalla notte dei tempi: il dio del massacro\, appunto.  \n\n\n\nL’edizione 2025\, prodotta dal teatro Nazionale di Genova\, porta la firma di Antonio Zavatteri\, regista\attore che sa lavorare sulla commedia come pochi (ricordiamo il suo felice allestimento di Le prénom. Cena tra amici di Matthieu Delaporte e Alexandre de La Patellière che\, nell’edizione italiana a cura di Fausto Paravidino\, gira nei teatri italiani dal 2015). In scena un quartetto di attrici e attori raffinato e affiatato\, proveniente dalla Scuola di Genova: Francesca Agostini\, Andrea Di Casa\, Alessia Giuliani e lo stesso Antonio Zavatteri.  \n\n\n\nScena candida e luci del pluripremiato Nicolas Bovey e costumi minimalisti di Anna Missaglia  \n\n\n\nCARNAGE. Il dio del massacro \n\n\n\nda Le dieu du Carnage di Yasmina Reza; traduzione Laura Frausin Guarino e Ena Marchi \n\n\n\nRegia Antonio Zavatteri \n\n\n\nInterpreti: Francesca Agostini (Annette Reille); Andrea Di Casa (Michel Houlliè); Alessia Giuliani (Veronique Houlliè); Antonio Zavatteri (Alain Reille) \n\n\n\nScene e luci Nicolas Bovey; Costumi Anna MissagliaAssistente alla regia Bruno RicciProduzione Teatro Nazionale di Genova \n\n\n\nPermission granted by Thaleia Productions\, 6 rue sedillot 75007 Paris France. \n\n\n\n·Il testo “Il dio del massacro” da Le dieu du Carnage di Yasmina Reza (2006) \n\n\n\nè pubblicato in Italia da Adelphi. Piccola Biblioteca (2011; riedizione – 2022) \n\n\n\nDopo Genova lo spettacolo sarà in tournée: a Torino (Teatro Gobetti) dal 13 al 18 gennaio; Novi Ligure (Teatro Marenco) il 20 gennaio; Pinerolo (Teatro Sociale) il 21 gennaio; Aosta (Teatro Splendor) il 23 gennaio; Bassano (Teatro Remondini) il 9 e 10 febbraio; Firenze (Teatro Nuovo Rifredi) il 12 e 13 febbraio; Vignola (Teatro Fabbri) il 15 febbraio; L’Aquila (Teatro Ridotto) il 19 e 20 febbraio \n\n\n\nCARNAGE. Il dio del massacro è in scena al Teatro Duse da martedì 2 a domenica 14 dicembre: martedì\, mercoledì e venerdì lo spettacolo inizia alle ore 20.30; giovedì e sabato – 19h30; \n\n\n\ndomenica – 16h00; lunedì – riposo  \n\n\n\nDomenica 7 dicembre – replica accessibile alle persone non vedenti e ipovedenti con audiodescrizione e percorso tattile a cura di Centro Diego Fabbri / Teatro No limits. \n\n\n\nÈ consigliata la prenotazione al numero 010 5342 400. \n\n\n\nVenerdì 5 dicembre\, ore 17 – Incontro alla libreria Feltrinelli (via Ceccardi – Genova) \n\n\n\nPrimo appuntamento nell’ambito del ciclo “Trame aperte dalle pagine al palco” a cura di Raffaella Rocca \\  (ingresso libero su prenotazione su teatro@teatronazionalegenova.it ) \n\n\n\nInfo e biglietti telefono 010 5342 720; \n\n\n\ne-mail teatro@teatronazionalegenova.it; biglietti.teatronazionalegenova.it
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LOCATION:Teatro Eleonora Duse\, Via Nicolò Bacigalupo\, 6\, Genova\, IT\, 16122\, Italia
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SUMMARY:Premio Europeo ST. Oscar della Moda\, al Salone delle Colonne dell'euro
DESCRIPTION:Si terrà al Salone delle Colonne dell’Eur\, a Roma\, domenica 14 dicembre alle ore 20.30 la XII Edizione del prestigioso Premio Europeo ST. Oscar della Moda\, ideato dal direttore artistico Steven G. Torrisi\, con il patrocinio dell’Assessorato Grandi Eventi\, Sport Turismo e Moda di Roma Capitale. \n\n\n\nUn evento ormai consolidato creato daldirettore artistico Steven G. Torrisi\, che quest’anno vedrà alla conduzione la coppia formata da Veronica Maya e Stefano Baragli. \n\n\n\nLa giuria tecnica 2025 –  composta dal presidente onorario Alviero Martini\, dal Presidente  Nando Moscariello\, e dai giurati Gianni Calignano\, Franco Ciambella\, Nino Lettieri e Michele Miglionico –  assegnerà gli Oscar che verranno svelati durante la serata di gala e che verranno inseriti\,  a seguire\,  nell’Albo D’oro del Premio\, che ripercorre tutte le edizioni precedenti\, che hanno visto protagonisti nomi di primo livello della moda e dello spettacolo: da Rocco Barocco a Egon Von Fürstenberg\,  da Sarli a Genny e Byblos by Girombelli\,  da Renato Balestra a Giada Curti\, da Barbara Bouchet a Barbara D’Urso\, dalla senatrice Monica Cirinnà ad Annalisa Minetti\, Clarissa Burt\, da Stefano Coletta (direttore Rai) a Enrico Vanzina (regista) e tanti altri ancora. \n\n\n\nQuest’anno i quadri moda che verranno presentati durante la serata saranno affidati al maestro Roberto Capucci\, ai couturier Franco Ciambella\, Michele Miglionico\, Gabriele Fiorucci Bucciarelli\, Salvatore Migale\, Erasmo Fiorentino\, presenze internazionali saranno quelle di Bosyakova dalla Bielorussia e di Rezarta Skifteri dall’Albania. \n\n\n\nMolti sono i personaggi illustri che hanno già dato la loro adesione alla serata: l’Assessore Alessandro Onorato\, l’attrice e cantante Lina Sastri\, l’attrice Jane Alexander\, l’attrice Nadia Rinaldi\,  la giornalista esperta di moda Cinzia Malvini\, il personaggio televisivo Antonio Zequila\, l’attore\, cantante e regista teatrale Leopoldo Mastelloni\, il personaggio televisivo Maria Consiglio Visco Marigliano del Monte\, l’opinionista Paolo Ciavarro\, l’influencer e personaggio televisivo Clizia Incorvaia\, la showgirl e attrice Laura Freddi\, il cantante Sal Da Vinci\, la senatrice Monica Cirinnà\, la Presidente di Campagna Amica di Coldiretti Dominga Cotarella\, l’avvocato Romina Lanza dell’organizzazione di volontariato “Contro Tutte Le Violenze Co.Tu.Le Vi.”. \n\n\n\nSaranno presenti ad allietare la serata le “Appassionante” il trio interamente femminile di crossover opera-pop. \n\n\n\nLa carriera di Steven G. Torrisi incarna la passione per la bellezza e la moda\, unita a un’incredibile capacità organizzativa. Dalla Sicilia\, sua terra natale\, ai palcoscenici internazionali di Londra\, Dubai\, Varsavia e Berlino\, ha lasciato un segno indelebile in ogni progetto legato alla moda\, diventando un punto di riferimento nel panorama artistico e culturale. Oggi continua a ispirare con la sua visione organizzativa e il suo instancabile impegno nel valorizzare i talenti della moda e il Made in Italy attraverso il Premio Europeo ST. Oscar della Moda. II Premio ribadisce l’importanza della moda non solo come espressione artistica\, ma come parte integrante del patrimonio culturale italo-europeo. La moda diventa inclusiva con un linguaggio universale e trasversale\, capace di raccontare storie\, creare ponti tra le nazioni e rappresentare l’identità di intere generazioni e culture. In ogni edizione si scrive una nuova pagina della storia del Premio\, dando voce ai protagonisti del presente e del futuro. Roma\, con il suo passato glorioso e la sua apertura verso il mondo\, si conferma la città ideale per ospitare il Premio Europeo ST. Oscar della Moda\, per rilanciare il territorio tra moda\, cultura e storia\, sempre più internazionale. \n\n\n\nL’evento sarà trasmesso in diretta mondiale su MR TV Models Runway\, del vulcanico Giancarlo Presutto\, personaggio celebre nello showbiz internazionale. \n\n\n\nIn allegato comunicato stampa\, invito evento\, foto significative anche della precedente edizione. \n\n\n\nL’evento è SOLD OUT\,
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SUMMARY:Concerto al Tempesto per  il 60° anniversario di Tito Schipa 
DESCRIPTION:Nel sessantesimo anniversario della scomparsa di Tito Schipa (1888-1965)\, il leggendario “Angelo del Canto” e tenore di grazia per antonomasia\, i Concerti del Tempietto – Festival Musicale delle Nazioni presentano un evento unico e irripetibile. \n\n\n\nIdeato e condotto da Tito Schipa Jr.\, la serata non sarà una semplice commemorazione\, ma una vera e propria riattivazione sonora della voce del padre. Grazie a un originale percorso narrativo e a una rilettura creativa delle registrazioni storiche\, il pubblico avrà l’opportunità di ascoltare Tito Schipa come mai prima d’ora: non come memoria museale\, ma come presenza viva\, contemporanea e sorprendente. \n\n\n\nSchipa Jr. non restaura il passato: lo decifra\, lo rimette in circolo\, lo rende attuale. Un’esperienza che va oltre il revival per diventare un atto di “resurrezione sonora”\, capace di attraversare generazioni e di confermare l’attualità della grande tradizione lirica italiana. \n\n\n\nUn appuntamento imperdibile per gli amanti dell’opera\, della storia della musica e per chi desidera scoprire la voce di Tito Schipa in una prospettiva completamente nuova. \n\n\n\nInformazioni evento   Data: Martedì 16 dicembre 2025   Inizio evento: ore 20.15 circa   Luogo: Sala Baldini\, Piazza Campitelli 9 – Roma   Conduce: Tito Schipa Jr. \n\n\n\nBiglietti   Intero: € 36   Ridotto: € 25   Studenti: € 14   \n\n\n\nAcquisto online: https://www.tempietto.eu/tickets/  Prevendita anche presso la biglietteria della Sala Baldini la sera dell’evento (fino a esaurimento posti) \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni   Sito: www.tempietto.it  Tel: +39 348 780 43 14   Email: afjs@tempietto.it
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SUMMARY:Interviste Impossibili al Teatro Tordinona- Terzo Appuntamento
DESCRIPTION:Le protagoniste delle fiabe rivendicano un’identità non accondiscendente e mostrano un femminismo ante litteram; il pastorello Benino\, sempre contrabbandato per lo svagato dormiente di fronte al mistero della Natività\, smentisce questa secolare fama. \n\n\n\nIl terzo appuntamento della terza edizione delle “Interviste impossibili – Dalla radio al palcoscenico”\, in corso mensilmente all’antico Teatro Tordinona\, in uno stimolante tandem fra Laura De Luca e Renato Giordano\, sfata stereotipi e patriarcati\, con riflessioni in prima battuta esilaranti\, ma che lasciano un retropensiero anticonvenzionale e profondo. \n\n\n\nLo fa martedì 16 dicembre\, alle ore 21\, con uno spettacolo\, secondo tradizione\, suddiviso in due tempi\, ma che hanno in sé un messaggio coerente: loro (principesse e pastorello) non sono come sono stati tramandati nel nostro immaginario. \n\n\n\nHa un che di fiabesco\, a prima vista\, che quel garbato di Renato Giordano\, che è anche il regista dell’intero ciclo\, si rivolga alla Bella Addormentata (interpretata da Raffaella Castelli)\, manco se fosse una protagonista del jet set delle principesse; ma non c’è nulla di sonnolento nelle puntute risposte di Aurora: il vis à vis previsto si trasforma in un talk show\, perché intervengono due altri personaggi femminili delle favole\, Biancaneve/Maria Sophia\, ovvero Margherita Patti e Cenerentola (nell’omonima opera di Rossini\, Angelina)\, ossia Cristina Del Sordo. Il povero intervistatore se la vedrà brutta\, altro che soavi rampolle di case reali: se lo contendono come un osso! \n\n\n\nIl sonno è anche il leit motiv della successiva performance\, interpretata dall’intervistatrice – autrice Laura De Luca\, che fa dire la sua ad un pastorello che non può mancare in qualsiasi presepe degno di tal nome: Benino\, posto in posizione elevata nella scenografia e per secoli rappresentato come imberbe vittima della sua incosciente insensibilità rispetto al momento magico che vivrebbe\, se emergesse dalle braccia di Morfeo. Tutte dicerie infamanti: la ficcante intervista della giornalista del dialogo fa sì che Benino si riveli un antesignano di Calderon de la Barca e la sua “La vita è un sogno”\, anzi\, è lui il motore immobile dell’intero episodio. \n\n\n\nDue incontri godibili\, destinati a un pubblico che vuole diversamente divertirsi.
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SUMMARY:"The Yoricks. Intermezzo comico" al Teatro Palladium
DESCRIPTION:Il 16 dicembre 2025 il Prof. Nicola Savarese\, storico docente dell’Ateneo Roma Tre\, avrebbe compiuto 80 anni. Per onorarne la memoria\, il DAMS gli dedica due giornate di studio – “L’opera dello straniero. Storie\, viaggi e vite di Nicola Savarese”\, e il Teatro Palladium ospita uno degli avamposti teatrali che negli ultimi decenni si è fatto ponte e dialogo tra performance e tradizioni: Il Teatro Tascabile di Bergamo. Lo fa con uno degli spettacoli più riusciti del gruppo: The Yoricks. Intermezzo comico opera scenica che nasce dalla volontà di restituire\, attraverso il teatro\, uno degli elementi più vitali del lavoro di Savarese: il dialogo tra forme\, culture\, tradizioni. \n\n\n\nThe Yoricks riporta in scena un antico tema europeo\, la Danza Macabra\, reinterpretato attraverso il linguaggio del clown e del teatro fisico. Sei attori – clown e monaci-scheletro – si muovono insieme ad angeli\, animali simbolici e figure ricorrenti nell’immaginario popolare\, dando vita a un intermezzo comico e grottesco che affronta il tema della morte con ironia\, rovesciamento e sorpresa. Il risultato è un piccolo circo surreale che alterna lazzi\, duelli finti\, magie minime e gags celebri\, offrendo allo spettatore una lettura immediata e accessibile di un tema antico che torna a parlare al presente. \n\n\n\nIl lavoro nasce all’interno della ricerca pluriennale del TTB sulla Danza Macabra – dopo Amor mai non s’addorme (2009) e Rosso Angelico (2014) – e prosegue l’indagine del gruppo sulle tradizioni del clown\, da Foottit et Chocolat ai Fratellini\, da Charlie Rivel ai Fratelli Colombaioni. La musica dal vivo accompagna l’azione\, sostenendo un ritmo scenico che unisce comico\, nostalgia e fisicità. La drammaturgia procede attraverso immagini essenziali e strutture immediate\, con una scrittura scenica che alterna gesto\, ritmo e relazione diretta con il pubblico. \n\n\n\nLa serata diventa così parte del percorso dedicato a Nicola Savarese: un ponte tra la sua ricerca accademica\, centrata sul dialogo tra culture e forme performative\, e l’esperienza del TTB\, al quale Savarese era profondamente legato e al quale ha donato la sua biblioteca che è oggi patrimonio della Biblioteca Teatrale Eurasiana del Teatro Tascabile di Bergamo inaugurata nel 2023 al termine di un lungo percorso di catalogazione dei due fondi librari che la compongono: quello di Renzo Vescovi e quello di Savarese\, entrambi\, in diverso modo\, appassionati studiosi dei rapporti tra teatro orientale e teatro occidentale. \n\n\n\nFondato nel 1973 da Renzo Vescovi\, il TTB – Teatro Tascabile di Bergamocontinua oggi il suo percorso come gruppo di ricerca stabile\, con un lavoro che integra addestramento attoriale\, attenzione alla dimensione fisica e studio delle tradizioni sceniche\, mantenendo viva una pratica teatrale che unisce continuità e rinnovamento. \n\n\n\nLa creazione è diretta da Tiziana Barbiero e vede in scena Alessia Baldassari\, Tiziana Barbiero\, Ruben Manenti\, Alessandro Rigoletti\, Caterina Scotti e Marta Suardi. Le musiche sono eseguite dal vivo da Clara Rigoletti. Il progetto si avvale della consulenza musicale di Maurizio Stefania e Osvaldo Arioldi – Officine Schwartz – e della consulenza scenografica di Luì Angelini e Paola Serafini – La Voce delle Cose.
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SUMMARY:" DI FIGLIA CE N’E’ UNA SOLA" di Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Cinzia Berni torna al Teatro de’ Servi il 16 e 17 dicembre con il suo nuovo spettacolo DI FIGLIA CE N’E’ UNA SOLA. \n\n\n\nSiamo abituati a sentire “di mamma ce n’è una sola” e a pensare che basti e avanzi! Ma quando è la figlia ad essere unica? Magari ingombrante e impegnativa? La relazione madre-figlia è spesso origine di conflitti\, provocazioni e difficoltà\, che sono la pacchia degli scrittori e degli psicologi. Di figlia ce n’è una sola\, racconta le vicende di Mara\, una donna egocentrica e vanitosa e di sua figlia Luna\, che come lei vuole fare l’attrice. Due persone così simili ma così diverse. Le protagoniste diventano due figure emblematiche\, per indagare\, con allegra ironia\, per ridere sulle loro debolezze\, per conoscere e riconoscerci in queste donne di due generazioni diverse messe a confronto.  \n\n\n\nUna madre dei nostri tempi e una figlia dei nostri tempi ma anche e soprattutto due donne allo specchio! \n\n\n\nIPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it
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LOCATION:Teatro De’ Servi\, Via del Mortaro\, 22\, Roma\, 00187\, Italia
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SUMMARY:"Il Maestro e Margherita" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Nella Russia sovietica\, Michail Bulgakov è in piena crisi creativa\, a causa della continua censura a cui vengono sottoposte le sue opere. Da anni infatti lavora a un manoscritto che sembra destinato a non vedere mai la luce\, ma l’incontro con Elèna\, una sua ammiratrice che gli fa promettere di finire il libro a ogni costo\, gli ridà speranza. In poco tempo\, tra i due si instaura un’amicizia profonda\, poi una passione tormentata\, scandita dai frammenti della storia del diavolo Woland\, giunto a Mosca per mettere sottosopra i suoi benpensanti cittadini. Così\, le avventure narrate nel manoscritto prendono vita e si intrecciano alla storia d’amore tra Michail ed Elèna\, resa impossibile dal matrimonio di lei\, e alla vita dello scrittore che ingaggia una lotta impossibile contro il bigottismo del regime.  \n\n\n\nMichail Bulgakov è stato uno dei più grandi autori del Novecento\, capace di unire la sua dissacrante ironia a una poetica\, in realtà\, piena di speranza. In molti casi\, i suoi capolavori sono arrivati in Europa con molti anni di ritardo. Il Maestro e Margherita\, per esempio\, è stato completato nel 1940\, ma è stato pubblicato nella sua forma non censurata solo nel 1989. In questo lungo processo editoriale\, così come nel processo creativo\, una parte fondamentale la ebbe Elèna Šilovskaja\, l’ultima moglie di Bulgakov\, nonché la persona che molti pensano abbia ispirato la figura di Margherita. Non è difficile immaginare come lo stesso Bulgakov si immedesimasse in parte nell’irriverente Woland\, ma soprattutto nel tormentato Maestro. Nello spettacolo\, così\, il lavoro di Bulgakov sul manoscritto negli ultimi mesi della sua vita si intreccia e confonde con la storia del manoscritto stesso\, dando vita a un racconto su più piani\, a matrioska\, con lo spostamento dinamico e continuo tra la realtà cupa di Bulgakov alla sua psichedelica immaginazione. L’atmosfera brillante e rock mette poi in risalto l’ironia pungente e trasgressiva dell’opera originale\, senza però tralasciare il climax tragico che è intrinseco al tema della censura\, e in questo senso un elemento fondamentale sta nella colonna sonora\, composta da pezzi di diverse epoche\, dai brani di Stauss ai successi più famosi dell’electric e glam rock degli anni Settanta e Ottanta. \n\n\n\nTratto dall’omonimo romanzo di Michail Bulgakov – di Miranda Angeli e Alfio Montenegro – con Andrea Lami\, Giulia Sanna\, Francesco Polizzi – Aiuto regia Martina Sergi – Costumi di Benedetta Nicoletti  \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\nIntero: 13.00 Ridotto: 10.00 -prevista tessera associativa- \n\n\n\ngiorni feriali ore 21\, festivi ore 17:30 \n\n\n\nPrenotazioni:  \n\n\n\ninfo@teatrotrastevere.it
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SUMMARY:"Gabriele D'Annunzio. Una vita da Inibitabili"al Teatro Greco di Roma
DESCRIPTION:Gabriele D’Annunzio è uno spettacolo di Edoardo Sylos Labini\, scritto con Angelo Crespi. \n\n\n\nTraccia la vita di uno dei personaggi più discussi e studiati della storia e della cultura italiana Gabriele d’Annunzio\, il Vate degli italiani. \n\n\n\nSylos Labini è accompagnato in scena dalle musiche originali del Maestro Sergio Colicchio e da video e immagini di repertorio che condurranno il pubblico nella vita di un uomo controcorrente\, che ha contribuito a costruire l’immaginario culturale del nostro paese. \n\n\n\nL’amante\, il soldato\, il poeta\, lo spettacolo segue l’ascesa di d’Annunzio a partire dal periodo romano quando giovanissimo sgomita per il successo e ne passa in rassegna i fasti\, l’esuberante vitalità\, l’eroismo\, soprattutto durante la prima Guerra m0ndiale e la successiva presa di Fiume\, che ne fecero il riconosciuto Vate degli Italiani\, fino all’ultimo periodo in cui il Vittoriale erige il museo di sé stesso. \n\n\n\nC’è spazio per i molti amori\, quelli tormentati con la moglie Maria Hardouin e con la grande Eleonora Duse\, per la politica e in particolare per la letteratura e la poesia\, dal Piacere della Pioggia nel pineto dal Notturno agli straordinari carteggi con la divina Duse che sono il lascito eterno di un uomo che ha fatto della propria vita un’opera d’arte \n\n\n\nL’allestimento curato da Alessandro Chiti è impreziosito dalle luminose di uno degli artisti più pop del panorama italiano\, Marco Lodola.  \n\n\n\n– \n\n\n\nORARIO SPETTACOLI \n\n\n\nmartedì 20.30 \n\n\n\nmercoledì 20.30 \n\n\n\ngiovedì 17.00 \n\n\n\nvenerdì 20.30 \n\n\n\nsabato 19.00 \n\n\n\ndomenica 17.00 \n\n\n\nInfo \n\n\n\n3773474023
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LOCATION:Teatro Greco di Roma\, Via Ruggero Leoncavallo\, 10\, Roma\, 00199\, Italia
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SUMMARY:Continua la rassegna "Musica&Musei"
DESCRIPTION:Ultimo appuntamento d’eccezione il 17 dicembre ore 17.30 per Musica&Musei\, una rassegna presentata da Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma\, che porta la musica all’interno dei luoghi della cultura\, offrendo traiettorie di ascolto capaci di trasformare l’esperienza di visita e di offrire ai pubblici nuove prospettive emotive e narrative.  \n\n\n\nDiretto ad interim da Luca Mercuri\, l’Istituto ha proposto un programma\, curato da Anna Selvi\, che ha coinvolto tre dei suoi luoghi della cultura – Casa Museo Mario Praz\, Castel Sant’Angelo e il Pantheon / Basilica di Santa Maria ad Martyres. \n\n\n\nIl Coro La Fenice e il Coro Accademia Vocale Romana con l’Orchestra delle Cento Città e i solisti Loretta Venditti – soprano e Gabriella Aleo – mezzosoprano\, diretti dal M. Lorenzo Macrì faranno vibrare il Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres\, con Luce e gloria. Concerto di Natale. Un concerto di alto valore spirituale e culturale che celebra il mistero del Natale attraverso alcune delle più luminose pagine della musica sacra. Cuore del programma è il Gloria RV 589 di Antonio Vivaldi\, capolavoro di gioia e devozione\, una delle sue opere sacre più amate con lunghe e luminose sezioni corali\, affiancato da celebri brani di Marc-Antoine Charpentier\, Johann Sebastian Bach\, tre tra i più grandi compositori del periodo barocco\, e dai più amati canti natalizi della tradizione europea. Il concerto si aprirà con l’energico e solenne Tema dall’opera Te Deum di Charpentier\, composizione nota per la sua potenza orchestrale e per il carattere trionfale dell’intero brano\, che celebra il divino con un’apertura straordinaria\, famosa per il suo vigoroso uso di trombe e un’orchestrazione vibrante. Il programma prosegue con l’Aria dalla Suite Orchestrale No. 3 di Johann Sebastian Bach\, una delle pagine più celebri e amate del repertorio barocco. La sua melodia fluida e serena è un esempio perfetto della maestria di Bach nell’arte del contrappunto\, evocando un’atmosfera di pace e contemplazione.  \n\n\n\nA questi seguiranno alcuni dei più celebri canti natalizi della tradizione internazionale in un percorso emozionante per celebrare la magia del Natale attraverso la musica che da sempre accompagna questo periodo dell’anno. \n\n\n\nRing Christmas Bells è il celebre arrangiamento del brano ucraino Shchedryk composto da Mykola Leontovych\, un intreccio di sonorità sospese e ritmi incalzanti che evocano l’atmosfera festosa delle campane natalizie. Seguirà Tu scendi dalle stelle di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori\, uno dei canti più amati della tradizione italiana\, capace di trasmettere con semplicità e profondità il sentimento più autentico del Natale. \n\n\n\nDal repertorio europeo e anglosassone arriverà poi Hark! The Herald Angels Sing di Felix Mendelssohn Bartholdy\, un inno gioioso che unisce la potenza melodica del grande compositore tedesco alle parole di Charles Wesley\, diventando negli anni un simbolo delle festività in tutto il mondo. A chiudere il programma\, l’immortale Stille Nacht (Astro del ciel) di Franz Xaver Gruber\, composto nel 1818 e oggi considerato il canto natalizio per eccellenza. La sua melodia semplice e commovente continua a risuonare come un messaggio di pace universale. \n\n\n\nLa serata vedrà la partecipazione di 100 coristi\, due soprani solisti e 32 musicisti per un’esperienza di musica e spiritualità condivisa. \n\n\n\nLorenzo Macrì\, pianista\, direttore d’orchestra e di coro\, è direttore artistico del Coro La Fenice\, dell’Accademia Vocale Romana\, della Scuola Germanica di Roma e di Labirynthus Vocum. Ha diretto importanti orchestre di Roma e del Lazio\, distinguendosi per versatilità e raffinatezza. È stato organista della Cappella Giulia e pianista dei cori dell’Accademia Filarmonica Romana. Tra le direzioni spiccano la Nona Sinfonia di Beethoven\, la Messa di Gloria di Puccini al Chorfest Potsdam e i Carmina Burana di Orff. Collabora con Choralspace e la Singakademie di Potsdam e affianca all’attività artistica un intenso impegno didattico nei conservatori. \n\n\n\nL’ingresso al concerto è incluso nel costo del biglietto del Museo. \n\n\n\nBiglietto Intero € 5 euro / Ridotto € 2\,00 (18-25 anni) / Gratuità di legge \n\n\n\nIngresso è consentito fino ad esaurimento posti disponibili. \n\n\n\nBiglietti acquistabili sul portale www.museiitaliani.it o tramite l’App “Musei italiani” (scaricabile da App store o Google Play) \n\n\n\nWeb direzionemuseiroma.cultura.gov.it \n\n\n\nUfficio Promozione e Comunicazione e URP \n\n\n\nPantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma \n\n\n\ndms-rm.comunicazione@cultura.gov.it
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SUMMARY:"Identità oltre confine" all'Auditorium del Macro
DESCRIPTION:ll 17 dicembre\, dalle ore 18:00 alle 19:30\, l’Auditorium del MACRO ospita la presentazione del catalogo di Identità oltre confine\, edito da Quodlibet.  \n\n\n\nIl progetto nasce in occasione dei 25 anni della Collezione di Arte Contemporanea della Farnesina e si sviluppa come restituzione della mostra itinerante presso diversi Istituti Italiani di Cultura. Più che un semplice resoconto espositivo\, Identità oltre confine si pone come uno spazio di riflessione aperta\, capace di affrontare le urgenze contemporanee e di interrogare il rapporto tra essere umano e natura in un’epoca segnata da crisi ambientali\, globalizzazione e profonde trasformazioni sociali. Un percorso che indaga i concetti di identità\, memoria e coesistenza\, alimentando un dialogo che non vuole e non deve esaurirsi\, ma continuare a generare nuove interpretazioni. \n\n\n\nCome la mostra\, anche il volume mira a superare i confini\, geografici e simbolici\, proponendosi come un luogo di pensiero capace di amplificare e approfondire le ricerche presenti nel progetto. Si tratta di un dialogo parallelo che introduce ulteriori prospettive\, anche più istituzionali\, rafforzando l’impianto critico e ampliando la lettura delle opere e dei temi affrontati. \n\n\n\nLa presentazione\, moderata dalla curatrice del volume e del progetto Benedetta Carpi De Resmini\, si articola in due momenti complementari concepiti come un unico dialogo tra parola e gesto\, tra pensiero critico e creazione artistica. La prima parte si apre con gli interventi di Marco Maria Cerbo\, Capo dell’Unità per il Coordinamento degli Istituti Italiani di Cultura\, Cecilia Canziani\, critica e storica dell’arte\, e Giuseppe Garrera\, storico e critico d’arte. I tre relatori\, autori di contributi all’interno del volume\, offriranno una riflessione condivisa sulla capacità dell’arte di farsi spazio di traduzione\, relazione e connessione tra esperienze e linguaggi differenti. \n\n\n\nIl cuore della presentazione prende forma nella seconda parte\, interamente dedicata ad alcuni degli artisti presenti in mostra e nel volume. In linea con lo spirito della mostra itinerante\, anche durante la presentazione l’auditorium si trasforma in un ambiente vivo e aperto al confronto\, dove il discorso critico incontra il linguaggio artistico. Le artiste Tomaso Binga\, Elena Bellantoni\, Rä Di Martino\, Paola Gandolfi\, Silvia Giambrone\, Elisa Montessori e Agnese Purgatorio daranno vita alle proprie opere attraverso brevi azioni\, letture e gesti che faranno emergere temi\, immagini e visioni in una dimensione partecipata e performativa. Le opere non vengono semplicemente raccontate\, ma si aprono a un rapporto diretto con il pubblico\, generando uno spazio condiviso. \n\n\n\nL’evento si propone così come un luogo in cui prospettive eterogenee si intrecciano per costruire nuove forme di racconto. Un evento che invita a riflettere sul ruolo dell’arte come strumento di consapevolezza e trasformazione\, capace di superare confini e di dare voce a visioni che parlano del nostro presente e delle sue possibilità future. \n\n\n\nIngresso libero fino ad esaurimento posti
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LOCATION:MACRO\, Via Nizza\, 138\, Roma\, 00198\, Italia
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SUMMARY:"America\, America!" di Giuseppe Fava al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Il 17 dicembre al Teatro Basilica andrà in scena America\, America!. Opera inedita di Giuseppe Fava\, presentata per la prima volta da Metis Teatro nel giugno 2024\, in occasione di una rassegna teatrale interamente dedicata all’intellettuale siciliano.  \n\n\n\nAmerica\, America! ricostruisce uno dei momenti più intensi e drammatici della storia siciliana e italiana: la rivoluzione dei Fasci dei lavoratori alla fine dell’Ottocento e la grande ondata migratoria che portò milioni di persone dal Sud Italia verso gli Stati Uniti. \n\n\n\nÈ una vicenda collettiva e familiare insieme\, che narra di uomini e donne costretti a scegliere tra la miseria della propria terra e il sogno – spesso illusorio – di una vita nuova in America. Rivive nel testo un patrimonio culturale immenso: musiche\, canti\, atmosfere della tradizione popolare siciliana raccontano amore\, nostalgia\, dolore e speranza con struggente crudezza. \n\n\n\nFrammenti di storie dimenticate\, che nell’epopea di America\, America! ritrovano\, ancora oggi\, un’urgenza che attraversa i tempi. \n\n\n\nGiuseppe Fava: autore\, giornalista\, intellettuale \n\n\n\nGiuseppe “Pippo” Fava (1925–1984) è stato uno dei più importanti intellettuali italiani del Novecento: giornalista\, scrittore\, drammaturgo\, pittore e fondatore della rivista I Siciliani.È autore di numerosi testi teatrali\, romanzi e inchieste di ampio respiro civile. Il suo teatro unisce una scrittura al un tempo lirica e popolare a un profondo senso della giustizia e di radicata appartenenza alla Sicilia. La sua figura è ancora oggi simbolo di libertà intellettuale e rigore etico. \n\n\n\nAmerica\, America!\, rimasto a lungo inedito\, conferma la potenza narrativa e poetica del suo sguardo: un teatro che è memoria\, testimonianza e visionarietà. \n\n\n\nProduzione Metis TeatroDirezione artistica: Metis Teatro  \n\n\n\nCon : Fabrizio Bazzotti\, Attilio Caccetta\, Irene Cecchini\, Alessio Di Gese\, Sergio Ginebri\, Paola Grasso\, Omar Lombardi\, Francesco Meriano\, Valentina Noviello\, Teresa Santoro\, Giulia Savelloni \n\n\n\nregia Alessia Oteri
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LOCATION:Teatro Basilica\, Piazza di Porta San Giovanni\, 10\, Roma\, 00185\, Italia
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SUMMARY:"Natale che Danza 65.0" all'Auditorium Conciliazione
DESCRIPTION:Natale che Danza 65.0 è il nuovo progetto del Balletto di Roma\, sostenuto da MIC e Regione Lazio\, per celebrare le festività natalizie nel luogo simbolo dell’Anno Giubilare e festeggiare i 65 anni di storia del Balletto di Roma. Una programmazione innovativa che porta in scena la danza\, restituendo alle famiglie\, ai visitatori e al pubblico internazionale un’occasione speciale per vivere in teatro emozioni prenatalizie. \n\n\n\nCelebrare il Natale attraverso la danza per offrire uno spazio di incontro e condivisione\, proponendo spettacoli capaci di dialogare con generazioni diverse e di nutrire un bisogno culturale durante il periodo più suggestivo dell’anno. Dalla tradizione russa reinterpretata nello Schiaccianoci di Massimiliano Volpini\, all’omaggio ad Astor Piazzolla\, fino al Gala di Urban Dance diretto da Andrea Alemanno\, il progetto integra anche una finestra di discussione su un tema oggi centrale e molto dibattuto nel settore: la relazione tra danza e sport. Nasce così un dialogo che unisce sensibilità\, linguaggi e prospettive differenti. Questa è la danza che il Balletto di Roma desidera offrire al pubblico della città eterna: un percorso che accoglie stili e temi diversi – dal classico al contemporaneo fino all’urban – e che trova nell’Auditorium Conciliazione un palcoscenico ideale per vivere la magia della danza. \n\n\n\nDa qui prende forma Natale che Danza 65.0\, un evento che ospita i danzatori della storica Compagnia romana\, artisti di livello internazionale e talenti emergenti delle arti performative e urbane. Dal 17 al 21 dicembre il programma prevede spettacoli\, workshop e incontri formativi che offrono una visione ampia della danza\, tra tradizione e innovazione. \n\n\n\nIn cartellone figurano produzioni già applaudite in Italia e all’estero\, presentate oggi al pubblico internazionale della capitale per rispondere alle esigenze di una programmazione stabile dedicata alla grande danza italiana d’autore. La Compagnia\, oggi riconosciuta come Marchio Storico d’Interesse Nazionale dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy\, conferma così il proprio ruolo di riferimento grazie al dialogo tra memoria e sperimentazione\, irradiando dall’Auditorium Conciliazione la sua solida identità. \n\n\n\nIl 17 dicembre il sipario si apre con Astor. Un secolo di Tango\, presentato in un nuovo allestimento per il 2025: un recital di parole\, musica e danza dedicato all’eredità di Astor Piazzolla. La regia di Carlos Branca\, con la voce narrante di Vincenzo Bocciarelli\, si combina alle coreografie di Valerio Longo\, agli arrangiamenti e musiche originali di Luca Salvadori\, agli straordinari danzatori in scena del Balletto di Roma e alle musiche suonate dal vivo dal M° Mario Stefano Pietrodarchi al bandoneon e fisarmonica\, uno tra i più importanti esecutori al mondo della musica di Piazzolla. \n\n\n\nIl 18\, 19 e 20 dicembre torna il classico natalizio Lo Schiaccianocidi Massimiliano Volpini\, su musica di P. I. Čajkovskij\, arricchito dalle azioni coreografiche di urban dance della LICC / Urban Company a cura di Martina Licciardo. La versione fotografa il balletto come riflessione sull’ambiente attraverso le sue scene e costumi di Erika Carretta e sulla complessità umana\, trasferendo la lettura del grande repertorio russo dalla casa borghese all’estrema periferia urbana dove la creatività e la fantasia delle giovani generazioni si trasformano in felicità senza spazio e tempo.  \n\n\n\nPer il 19 dicembre prevista una tavola rotonda aperta al pubblico e operatori del settore dal titolo “Dal 1960 tra danza e sport: quale futuro per le discipline coreutiche?”\, con la partecipazione di studiosi\, ricercatori ed esperti del settore\, tra cui Nika Tomasevic e Nico Bortoletto\, curatori del volume in anteprima “Danza e Sport. Storia\, arte\, educazione e movimento” (FrancoAngeli editore)\, insieme a Francesca Magnini\, Direttrice Artistica della Compagnia del Balletto di Roma e docente di Progettazione e Produzione dello Spettacolo presso il Dipartimento SARAS dell’Università di Roma La Sapienza e Paola Besutti\, Direttrice del Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università di Teramo. Un appuntamento che si inserisce pienamente nel contesto degli spettacoli\, arricchendone la visione e offrendo un dialogo completo e di visione futura per la danza. \n\n\n\nIl 21 dicembre è dedicato all’universo dell’urban dance con incontri\, speech\, performance e momenti di confronto tra artisti\, coreografi\, insegnanti e operatori. Uno spazio di incontro\, un momento di dialogo in cui la danza urbana possa esprimere la propria forza comunicativa e favorire lo scambio e valorizzazione artistica. La giornata si conclude con lo spettacolo DRIFT – Urban Dance Gala\, che riunisce ospiti e realtà da tutta Italia per raccontare l’evoluzione della danza urbana in una venue d’eccezione e celebrarne la pluralità nelle sue forme: tecnica\, fisica\, emotiva e narrativa. Un racconto collettivo in cui le differenze di linguaggio\, tecnica e stile diventano motore di crescita e confronto. \n\n\n\nNei giorni 17\, 19\, e 21 dicembre\, gli artisti coinvolti guideranno laboratori di danza contemporanea e lezioni di urban dance\, percorsi che intrecciano pratiche e visioni e trasformano la danza in un luogo di scambio e trasmissione condivisa. \n\n\n\nCinque serate sull’importante palcoscenico di Via della Conciliazione: una nuova programmazione ideata per dare valore alla danza tutta e per tutti\, quella che il Balletto di Roma promuove da sempre e che oltre un milione di spettatori hanno già applaudito negli ultimi vent’anni. 
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SUMMARY:"Natale che Danza 65.0" all'Auditorium Conciliazione
DESCRIPTION:Natale che Danza 65.0 è il nuovo progetto del Balletto di Roma\, sostenuto da MIC e Regione Lazio\, per celebrare le festività natalizie nel luogo simbolo dell’Anno Giubilare e festeggiare i 65 anni di storia del Balletto di Roma. Una programmazione innovativa che porta in scena la danza\, restituendo alle famiglie\, ai visitatori e al pubblico internazionale un’occasione speciale per vivere in teatro emozioni prenatalizie. \n\n\n\nCelebrare il Natale attraverso la danza per offrire uno spazio di incontro e condivisione\, proponendo spettacoli capaci di dialogare con generazioni diverse e di nutrire un bisogno culturale durante il periodo più suggestivo dell’anno. Dalla tradizione russa reinterpretata nello Schiaccianoci di Massimiliano Volpini\, all’omaggio ad Astor Piazzolla\, fino al Gala di Urban Dance diretto da Andrea Alemanno\, il progetto integra anche una finestra di discussione su un tema oggi centrale e molto dibattuto nel settore: la relazione tra danza e sport. Nasce così un dialogo che unisce sensibilità\, linguaggi e prospettive differenti. Questa è la danza che il Balletto di Roma desidera offrire al pubblico della città eterna: un percorso che accoglie stili e temi diversi – dal classico al contemporaneo fino all’urban – e che trova nell’Auditorium Conciliazione un palcoscenico ideale per vivere la magia della danza. \n\n\n\nDa qui prende forma Natale che Danza 65.0\, un evento che ospita i danzatori della storica Compagnia romana\, artisti di livello internazionale e talenti emergenti delle arti performative e urbane. Dal 17 al 21 dicembre il programma prevede spettacoli\, workshop e incontri formativi che offrono una visione ampia della danza\, tra tradizione e innovazione. \n\n\n\nIn cartellone figurano produzioni già applaudite in Italia e all’estero\, presentate oggi al pubblico internazionale della capitale per rispondere alle esigenze di una programmazione stabile dedicata alla grande danza italiana d’autore. La Compagnia\, oggi riconosciuta come Marchio Storico d’Interesse Nazionale dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy\, conferma così il proprio ruolo di riferimento grazie al dialogo tra memoria e sperimentazione\, irradiando dall’Auditorium Conciliazione la sua solida identità. \n\n\n\nIl 17 dicembre il sipario si apre con Astor. Un secolo di Tango\, presentato in un nuovo allestimento per il 2025: un recital di parole\, musica e danza dedicato all’eredità di Astor Piazzolla. La regia di Carlos Branca\, con la voce narrante di Vincenzo Bocciarelli\, si combina alle coreografie di Valerio Longo\, agli arrangiamenti e musiche originali di Luca Salvadori\, agli straordinari danzatori in scena del Balletto di Roma e alle musiche suonate dal vivo dal M° Mario Stefano Pietrodarchi al bandoneon e fisarmonica\, uno tra i più importanti esecutori al mondo della musica di Piazzolla. \n\n\n\nIl 18\, 19 e 20 dicembre torna il classico natalizio Lo Schiaccianocidi Massimiliano Volpini\, su musica di P. I. Čajkovskij\, arricchito dalle azioni coreografiche di urban dance della LICC / Urban Company a cura di Martina Licciardo. La versione fotografa il balletto come riflessione sull’ambiente attraverso le sue scene e costumi di Erika Carretta e sulla complessità umana\, trasferendo la lettura del grande repertorio russo dalla casa borghese all’estrema periferia urbana dove la creatività e la fantasia delle giovani generazioni si trasformano in felicità senza spazio e tempo.  \n\n\n\nPer il 19 dicembre prevista una tavola rotonda aperta al pubblico e operatori del settore dal titolo “Dal 1960 tra danza e sport: quale futuro per le discipline coreutiche?”\, con la partecipazione di studiosi\, ricercatori ed esperti del settore\, tra cui Nika Tomasevic e Nico Bortoletto\, curatori del volume in anteprima “Danza e Sport. Storia\, arte\, educazione e movimento” (FrancoAngeli editore)\, insieme a Francesca Magnini\, Direttrice Artistica della Compagnia del Balletto di Roma e docente di Progettazione e Produzione dello Spettacolo presso il Dipartimento SARAS dell’Università di Roma La Sapienza e Paola Besutti\, Direttrice del Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università di Teramo. Un appuntamento che si inserisce pienamente nel contesto degli spettacoli\, arricchendone la visione e offrendo un dialogo completo e di visione futura per la danza. \n\n\n\nIl 21 dicembre è dedicato all’universo dell’urban dance con incontri\, speech\, performance e momenti di confronto tra artisti\, coreografi\, insegnanti e operatori. Uno spazio di incontro\, un momento di dialogo in cui la danza urbana possa esprimere la propria forza comunicativa e favorire lo scambio e valorizzazione artistica. La giornata si conclude con lo spettacolo DRIFT – Urban Dance Gala\, che riunisce ospiti e realtà da tutta Italia per raccontare l’evoluzione della danza urbana in una venue d’eccezione e celebrarne la pluralità nelle sue forme: tecnica\, fisica\, emotiva e narrativa. Un racconto collettivo in cui le differenze di linguaggio\, tecnica e stile diventano motore di crescita e confronto. \n\n\n\nNei giorni 17\, 19\, e 21 dicembre\, gli artisti coinvolti guideranno laboratori di danza contemporanea e lezioni di urban dance\, percorsi che intrecciano pratiche e visioni e trasformano la danza in un luogo di scambio e trasmissione condivisa. \n\n\n\nCinque serate sull’importante palcoscenico di Via della Conciliazione: una nuova programmazione ideata per dare valore alla danza tutta e per tutti\, quella che il Balletto di Roma promuove da sempre e che oltre un milionedi spettatori hanno già applaudito negli ultimi vent’anni. 
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SUMMARY:“La neve di William" al Teatro Satiro Off
DESCRIPTION:Casa Shakespeare presenta il suo spettacolo natalizio “La neve di William”\, che nasce  dalla suggestione delle atmosfere natalizie d’Oltremanica. In scena al Teatro Satiro OFF è in realtà una mini-serie costruita come un racconto a puntate: una serata\, una parte della storia\, con versione completa la domenica\, accompagnata da un brindisi finale. \n\n\n\n\nGiovedì 18 dicembre – Prima parte | ore 19:45\n\n\n\nVenerdì 19 dicembre – Seconda parte | ore 19:45\n\n\n\nSabato 20 dicembre – Terza parte | ore 19:45\n\n\n\nDomenica 21 dicembre – Full Version (tutte e tre le parti) | ore 17:00 + brindisi finale\n\n\n\n\nLa trilogia OFF iniziata nel 2021\, ruota attorno alla scomparsa di un antico diario segreto\, un brogliaccio irregolare attribuibile a un probabile William Shakespeare\, forse approdato in Italia. Un manoscritto pericoloso\, capace di incrinare la biografia ufficiale del Bardo\, e per questo ricercato da figure losche\, società opache e misteriosi custodi della verità. \n\n\n\nLa vicenda prende forma tra le mura di un teatro\, che per singolare coincidenza somiglia molto a Casa Shakespeare. È qui che il diario riaffiora\, riaprendo un’indagine mai davvero conclusa. Mentre fuori la neve cade e il Natale si avvicina\, il mistero si infittisce e la narrazione procede\, sera dopo sera\, come in un giallo teatrale dalle atmosfere noir. \n\n\n\n“Le atmosfere natalizie delle Terre d’Oltremanica non possono prescindere da una certa dose di mistero e di magia”dichiara Solimano Pontarollo\, regista e direttore generale di Casa Shakespeare.“Il nostro è un piccolo giallo\, un racconto espressivo e drammatizzato che avevamo già proposto lo scorso Natale in forma di racconto in streaming. Oggi torna in presenza\, come viatico narrativo per le Feste che si avvicinano.” \n\n\n\nScritto da Andrea de Manincor\, La neve di William vede in scena Solimano Pontarollo e lo stesso de Manincor\, accompagnati dalle melodie eseguite dal vivo dal maestro Carlo Ceriani\, figura storica della scena jazz veronese. La regia è firmata da Pontarollo.Nella seconda parte dello spettacolo entra in scena Sabrina Modenini\, presenza luminosa e ambigua\, simbolo di un Natale che irrompe mentre il mistero si fa più fitto. \n\n\n\n“Ci siamo ispirati anche alla nostra esperienza\, a ciò che ci ruota attorno”spiega Andrea de Manincor.“Diventa scena un mistero che riguarda la biografia romanzata di Shakespeare\, in un mondo che è già evocazione di fantasmi e storie incredibili solo per il fatto di essere teatro.” \n\n\n\n“La neve di William” è un evento cittadino che unisce narrazione classica\, commedia e suggestioni noir\, invitando il pubblico a vivere il Natale come tempo di attesa\, di dubbio e di immaginazione. Lo spettacolo è inserito nella rassegna teatrale Sottotraccia – UNLOCKED 2025 al Teatro Satiro Off in scena dal 18 ottobre al 6 dicembre 2025 e con un fuori programma natalizio dal 18 al 21 dicembre. Realizzata con il patrocinio di Comune di Verona\, Provincia di Verona e Regione Veneto. Con il contributo della Fondazione Zanotto. Info point Campagna LILT “Nastro rosa” sulla prevenzione del tumore al seno e di tutte le forme tumorali. \n\n\n\nCasa Shakespeare è disponibile per recensioni e approfondimenti su uno spettacolo unico nel suo formato\, che trasforma il periodo natalizio in un’esperienza teatrale seriale e immersiva. \n\n\n\nQuest’anno\, ricorda il tuo Natale a teatro. \n\n\n\nBIGLIETTERIA ONLINE: https://www.vivaticket.com/it/venue/teatro-satiro-off-verona/513497063 \n\n\n\nCONTATTI: info@casashakespeare.it \n\n\n\nUNDER 12 omaggio e accompagnati. \n\n\n\nINTERO 15€\, RIDOTTO 12€\, STUDENTI DI VR E PROVINCIA 5€ \n\n\n\nVerona Card\, Slowerona\, Carta Giovani Nazionale\, Ri-CIAK\, Universitari\, Carta Disability\, Confartigianato\, MAG VERONA\, Carta Docenti e Carte Cultura\, CRAL BANCO BPM\, ORA PER ORA APS\, Gulliver Travel Books\, SPID CGL\, AICS\, RSVP – Rete dei Professionisti dello Spettacolo di Verona\, FABI\, Gabbiano D’argento APS. \n\n\n\nPer Carta Docenti e Carte Cultura L’ACQUISTO è UNICAMENTE ONLINE. \n\n\n\nSono previsti direttamente in cassa biglietti per iscritti/tesserati AICS di Casa Shakespeare:  \n\n\n\nspettacoli 7€.
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LOCATION:Teatro Satiro Off\, Vicolo Satiro\, 8\, Verona\, 37121\, Italia
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SUMMARY:" Ismene" al Teatro Torlonia con Elena Arvigo
DESCRIPTION:Elena Arvigo continua a confrontarsi con la riscrittura dei miti classici nell’opera di Ghiannis Ritsos e torna in scena al Teatro Torlonia\, dal 18 al 21 dicembre con Ismene\, un poemetto\, ispirato al personaggio mitico di Ismene\, sorella di Antigone\, facente parte della raccolta “Quarta dimensione” dell’autore greco. \n\n\n\nLo spettacolo prosegue la Trilogia delle Stanze – un progetto dedicato alle figure femminili della “Quarta dimensione” di Ghiannis Ritsos\, uno dei massimi poeti del 900. La trilogia comprende: Elena\, Ismene e Crisotemi. Elena: il primo passo\, la donna dietro il mito\, il corpo del desiderio e della disillusione. Ismene: il secondo passo: la custode\, la cura\, la forza silenziosa che tenta di rimettere ordine tra le macerie. Crisotemi: il terzo passo: la figlia che rimane nella casa degli Atridi\, sospesa tra obbedienza\, desiderio e attesa Tre stanze\, tre femminilità̀\, tre modalità̀ di resistere alla violenza della storia. Un’unica domanda che le attraversa: che cosa resta\, quando tutto intorno crolla?  \n\n\n\nIsmene è una voce disarmata e immensa. Ismene è custode: della casa\, dei morti\, della storia. Nelle sue parole la memoria non è solo ricordo\, ma una forma di resistenza. Ricordare è il suo modo di resistere. Ismene non racconta soltanto\, si dà forma\, si crea\, si ricrea. Ritsos porta la tragedia dentro l’intimità̀ e da mito collettivo diventa biografia. Il monologo si colloca dopo gli eventi tragici\, dopo Edipo\, dopo la guerra\, dopo le morti. Ismene parla quando non c’è più̀ nulla da salvare\, e proprio per questo può̀ finalmente raccontare. Ritsos le dà una voce che rifiuta l’eccezionalità̀\, che rivendica il diritto alla normalità̀\, alla paura\, al dubbio. In un mondo che celebra gli eroi\, lei celebra ciò̀ che è fragile\, imperfetto\, ordinario. L’elogio della sua mediocrità̀ è un atto politico.  \n\n\n\n“In tutta Quarta Dimensione\, Ritsos inserisce dettagli domestici\, oggetti minimi: una sedia\, un bicchiere\, una finestra\, un filo di luce. Ismene è forse la voce che più̀ di tutte vive in questo spazio: parla mentre piega un panno\, mentre guarda il cortile\, mentre ascolta passi lontani. Lo spazio scenico è una stanza interiore\, non un luogo storico: una soglia tra passato e presente\, tra ricordo e visione. Gli oggetti sono risonatori emotivi” _ dichiara Elena Arvigo. \n\n\n\n“È un mondo\, il suo\, fatto di gesti minimi\, che diventano epifanie. La sua voce è un filo che si tende e si ritrae\, una parola che nasce dal respiro delle cose quotidiane. La sua fragilità̀ le permette di vedere ciò̀ che la tragedia\, nella sua grandezza\, aveva nascosto. Ismene è una figura che parla potentemente al nostro tempo: non risponde ai modelli dominanti dell’eroismo. La sua voce viene da un luogo di esitazione\, di cura\, di piccoli gesti: uno spazio che oggi\, paradossalmente\, è diventato radicale. Incarna l’esperienza di chi vive in un mondo attraversato da rotture improvvise\, da crolli che non abbiamo scelto. Non è la protagonista che guida gli eventi: è la persona comune che li attraversa\, che li subisce\, ma che prova comunque a dar loro un senso. Abita quella zona grigia dove non ci sono risposte definitive\, ma solo tentativi: tentativi di continuare\, di ricordare\, di non farsi travolgere. Questa condizione “ordinaria”\, è la condizione di ognuno di noi. E ci ricorda che esiste un eroismo invisibile fatto di cura e misura.  E che dare voce a ciò che non fa rumore è una pratica necessaria del nostro tempo. La sua genialità̀ è di assumersi il peso del quotidiano mentre il mondo chiede spettacolo. Non offre soluzioni\, non indica salvezze. La sua forza è un’altra: una voce che non si impone\, ma persiste; che non trionfa\, ma resiste. Una voce che appartiene a chi\, oggi più̀ che mai\, cerca di rimanere umano in mezzo al rumore. È il mito visto dal punto di vista degli invisibili cioè di tutti noi.  \n\n\n\n“Ci troviamo a Tebe – continua la Arvigo – e il modello è chiaramente la tragedia di Sofocle\, Antigone\, che mette in scena la disperata opposizione fra le leggi della città\, rappresentate da Creonte e quelle morali difese da Antigone. Ismene passa alla storia senza sforzo: non compie alcuna azione straordinaria\, ma funge da contraltare drammaturgico alle azioni eroiche della tragedia sofoclea in cui è suo malgrado coinvolta dalla sorella. La sua figura sembra in qualche modo debitrice del rovesciamento operato da Anouilh\, smascherando fino in fondo la natura egoistica dell’eroicità del gesto della sorella. La nobiltà d’animo di Antigone si trasforma per Ritsos in calcolato desiderio di riscattare il proprio destino mortale. La realtà svelata da Ismene è quella di una giovane donna talmente impaurita dalle gioie della vita da anticiparne la fine\, mascherandosi dietro un atto di altruistica misericordia e diventando eroina degli oppressi. L’Ismene di Ritsos cerca l’opposto\, l’indeterminatezza\, l’oblio. Non comprende più il valore della resistenza\, della memoria\, dell’immolarsi per una causa. L’arrivo del figlio di un vecchio servitore innesca il momento della confessione della propria versione della storia. Ci racconta cosa sia immergersi nella quarta dimensione”. \n\n\n\nUn viaggio oltre un fossato di silenzio dove rari eventi accadono e dove finalmente si può sentire il suono rovesciato della verità. È il mito visto dal punto di vista degli invisibili\, cioè di tutti noi. \n\n\n\nBiglietteria: tel. +39 06 44230693– biglietteria@teatrodiroma.net \n\n\n\nBiglietti: 15€ intero – 10€ ridotto \n\n\n\nOrari spettacolo: tutte le sere ore 20 | domenica ore 18
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SUMMARY:"WORK.TXT di Nathan Ellis al Teatro Ateneo
DESCRIPTION:Il 18 dicembre 2025 il Nuovo Teatro Ateneo accoglie uno dei titoli più sorprendenti della scena partecipativa internazionale: WORK.TXT di Nathan Ellis\, autore e regista britannico che negli ultimi anni ha ridefinito i confini tra performance\, rito collettivo e gioco teatrale. Dopo aver ospitato performance che mescolano linguaggi\, culture e dispositivi spettatoriali inediti\, il teatro romano prosegue il suo percorso di ricerca con un’esperienza capace di trasformare il pubblico in una vera e propria comunità temporanea\, chiamata a mettere in discussione il senso – e l’assurdità – del lavoro contemporaneo. \n\n\n\nWork.txt è uno spettacolo pensato per chi detesta il proprio capo\, per chi lo è diventato e per chiunque\, almeno una volta\, abbia guardato la propria vita lavorativa chiedendosi: “Ma io cosa sto facendo?”. L’invito\, provocatorio e irresistibile\, è semplice: “Odi il tuo lavoro? Vieni a lavorare per noi.” \n\n\n\nQuella di Nathan Ellis è una performance che attraversa lo stress professionale\, l’assurdità di mansioni inutili\, la flessibilità eretta a valore e la precarietà ormai normalizzata. Non ci sono attori: i lavoratori sono assenti e a sostituirli è il pubblico. Chi entra in sala timbra idealmente il cartellino\, fa le pause quando gli viene richiesto\, lavora in squadra. È al tempo stesso dipendente e capo di sé stesso\, libero e intrappolato nel meccanismo che sta mettendo in scena. \n\n\n\nIl pubblico legge il testo ad alta voce\, diventando collettivamente il personale di una grande azienda in una grande città. Poi\, qualcosa rompe il copione. Il testo contiene istruzioni\, deviazioni\, piccoli imprevisti; l’autore chiama in causa alcune e alcuni volontari\, senza imporre alcuna pressione: si può restare sullo sfondo o farsi avanti di fronte ai “colleghi”. Entrambe le scelte sono legittime. \n\n\n\nWork.txt è una riflessione ironica\, intelligente e sorprendentemente leggera sulle contraddizioni della nostra cultura del lavoro. \n\n\n\nSpettacolo in lingua originale con sopra titoli. \n\n\n\n\n\n\n\nNote di contesto sulla stagione \n\n\n\nLa stagione del Nuovo Teatro Ateneo prosegue attraversando storie\, memorie e tensioni del presente\, con un attraversamento delle forme ibride e delle urgenze dei nostri giorni.  A dicembre Nathan Ellis invita il pubblico a diventare protagonista di Work.txt\, spettacolo che trasforma il pubblico in una comunità di “lavoratrici e lavoratori” chiamata a interrogare l’assurdità del lavoro contemporaneo. \n\n\n\nA febbraio arriva l’assolo di Thomas Hauert\, Troglodyte_Zaungast/Zaunkönig\, ritratto dell’osservatore ai margini e del corpo come luogo di distanza. \n\n\n\nA marzo si attraversano memorie e traumi: Losing It di Samaa Wakim con la musica dal vivo di Samar Haddad King; Min el Djazaïr della compagnia Hékau sul rimosso esilio degli ebrei algerini; e Kohlhaas di Marco Baliani\, rigorosa meditazione sulla giustizia. \n\n\n\nLa stagione continua con l’ironia di Jiddu di Marco Berrettini\, con le lotte sociali e i saperi ancestrali di Uproar di Carolina Rieckhof e Moyra Silva\, e con Mi madre y el dinero di Anacarsis Ramos\, ritratto di una vita segnata dalla precarietà. \n\n\n\nA maggio arrivano tre sguardi sulle eredità culturali: Parvati Viraham di Kapila Venu\, la nuova creazione musicale della Compagnia della Fortezza Il figlio della tempesta\, e L’ombra lunga di Alois Brunner di Mudar Alhaggi\, indagine sulle zone oscure della memoria europea e mediorientale. \n\n\n\n\n\n\n\nInfo e acquisto biglietti \n\n\n\nMail: segreteria.nuovoteatroateneo@uniroma1.it \n\n\n\nTelefono: +390649914115 \n\n\n\nSapienza CREA – Nuovo Teatro Ateneo \n\n\n\nCentro di servizi per le attività ricreative\, culturali\, artistiche\, sociali e dello spettacolo \n\n\n\nEdificio CU017 \n\n\n\nLINK VIVATICKET  \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/ticket/work-txt-nuovi-formati/289792 \n\n\n\nOrario spettacoli: 20.30 \n\n\n\nL’ingresso per gli spettacoli della STAGIONE è da piazzale Aldo Moro 5 oppure dal cancello pedonale in viale delle Scienze 11 (a destra della sbarra di accesso al parcheggio sotterraneo). \n\n\n\nDopo aver prenotato il tuo biglietto\, prenota anche il parcheggio all’interno della città universitaria al seguente link \n\n\n\nhttps://bit.ly/parcheggiocusapienza \n\n\n\nSito: https://sapienzacrea.web.uniroma1.it/   \n\n\n\nInstagram: @sapienzacrea
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SUMMARY:"ATTACCO AL VATICANO" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Approda al Teatro de’ Servi dal 18 al 21 dicembre ATTACCO AL VATICANO\, l’esilarante commedia diretta da Roberto Ciufoli e Simone Colombari\, con Gianmarco Cro\, Simone Gallo\, Alessandro Nistri e Federico Maria Isaia. \n\n\n\nLa storia racconta di quattro personaggi improbabili intenti a compiere il colpo del secolo: rapire il Papa. L’ideatore del piano è Marco\, un cervello astuto che guida la banda composta da Giovanni\, abile napoletano con connessioni ovunque\, Matteo\, impulsivo ma abile nel combattere\, e Luca\, l’anello debole con una madre che lo chiama costantemente\, ma che possiede un garage strategico vicino al Vaticano. Dopo anni di preparazione\, durante il momento critico\, una notizia sconvolgente scompone il loro piano: la morte del Papa.  \n\n\n\nUna commedia che ci ricorda un po’ “I Soliti Ignoti” per il tema della rapina impossibile\, mentre per la caratterizzazione dei personaggi strizza l’occhio alla serie “La Casa Di Carta”\, con il professore a capo di tutto e un bottino molto cospicuo come riscatto. Ottanta minuti di risate e una storia avvincente da seguire. Impossibile non affezionarsi ai personaggi\, non solo perché faranno ridere\, ma anche poiché ognuno di loro nasconde una motivazione che li spinge a ottenere il proprio malloppo.  \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrario spettacoli \n\n\n\nda giovedì a sabato ore 21 \n\n\n\ndomenica ore 17.30 \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\n25€ 
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SUMMARY:Teatro da mangiare? al Teatro Biblioteca Quarticciolo
DESCRIPTION:Appuntamento ormai consolidato al Teatro Biblioteca Quarticciolo prima del Natale è quello con gli attori-contadini del Teatro delle Ariette\, Paola Berselli\, Maurizio Ferraresi e Stefano Pasquini\, che dal 18 al 21 dicembre arrivano con il loro spettacolo più famoso: Teatro da mangiare?\, in cui attori e spettatori condividono un vero pasto sul palcoscenico. Un rituale che si svolge dal 2000 e che in questi anni si è arricchito dell’esperienza di oltre 1300 repliche tra l’Italia e l’Europa.  \n\n\n\nSpiegano Paola Berselli e Stefano Pasquini: «Al Teatro da mangiare?si mangia davvero; si mangiano le cose che facciamo dal 1989\, da quando è cominciata la nostra vita di contadini. Si mangiano le cose che coltiviamo e trasformiamo nella nostra azienda agricola\, che tiriamo fuori dalla nostra terra. Seduti attorno a un tavolo\, preparando e consumando un vero pasto\, raccontiamo a modo nostro la nostra singolare esperienza di vita in campagna e di teatro fatto fuori dai teatri. Teatro da mangiare? è stato concepito in una cucina\, la cucina della nostra casa delle Ariette. Noi facevamo le tagliatelle e intanto parlavamo con Armando Punzo e Cinzia de Felice che si erano fermati a dormire a casa nostra dopo lo spettacolo della sera prima. Teatro da mangiare? ha debuttato a Volterrateatro il 18 luglio 2000 e da allora tante cose sono cambiate nella nostra vita\, ma la forza contagiosa di questo “autoritratto”\, di questa pubblica confessione autobiografica\, continua a sorprenderci. Siamo indubbiamente noi gli autori-artefici di questo spettacolo\, ma c’è qualcosa che ci sorpassa\, che lo rende autonomo\, libero\, di tutti e di nessuno. Attorno al grande tavolo dove ci ritroviamo\, attori e spettatori\, a condividere il tempo di un pranzo o di una cena\, succede qualcosa che non siamo in grado di spiegare. Si compie un rito così profondamente umano da catapultarci nel cuore del nostro presente\, nell’attimo assoluto del “qui e ora”\, senza mediazione\, nell’evidente e disarmante verità delle nostre vite». \n\n\n\nIl menù di Teatro da mangiare? include: \n\n\n\n·     Antipasti (Focaccia delle Ariette –  ⁠Crema soda di zucca e patate al rosmarino –  ⁠Insalata di verdure crude di stagione all’aceto di mele -⁠ ⁠Caciotta morbida Valsamoggia – ⁠Salame nostrano) \n\n\n\n·     Tagliatelle semi integrali con pesto Ariette (noci\, mandorle\, aglio\, rosmarino\, parmigiano\, olio evo) \n\n\n\n·     Ciambella dolce \n\n\n\nTeatro delle Ariette è la compagnia degli attori-contadini\, del teatro da mangiare\, dell’autobiografia. Nel 1989 Paola Berselli e Stefano Pasquini lasciano il teatro e vanno a vivere nel podere denominato Le Ariette. Dopo anni di silenzio e di lavoro nei campi\, nel 1996 fondano la compagnia con Maurizio Ferraresi. Costruiscono il Deposito Attrezzi\, un edificio rurale che diventa la loro sede teatrale. Nel 2000 al festival Volterrateatro debuttano con lo spettacolo  Teatro da mangiare? e da lì inizia la loro avventura. I loro spettacoli (più di 30 creazioni in 30 anni di lavoro)\, che hanno fatto più di 2500 repliche in sede\, sul territorio e in tournée in Italia e in Europa (Germania\, Francia\, Spagna\, Svizzera\, Belgio\, Portogallo)\, affrontano temi autobiografici del rapporto dell’uomo con le materie prime\, con gli animali\, con gli altri uomini e con la terra; ne accettano le contraddizioni\, interrogano il proprio passato e il futuro cercando nell’attimo presente una condivisione profonda tra attori e spettatori. Il Teatro delle Ariette non è soltanto una compagnia teatrale\, è un’esperienza\, una pratica quotidiana alla ricerca del “luogo” dove arte\, vita e lavoro convivono e coincidono. Da anni porta avanti anche attività di formazione sul territorio e dal 2015 cura la realizzazione del Progetto di teatro di comunità Territori da cucire. Nel 2020 ha ricevuto il Premio ANCT Associazione Nazionale Critici di Teatro. \n\n\n\nIl Teatro Biblioteca Quarticciolo è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. La programmazione artistica e culturale è affidata all’RTI costituito da Cranpi e Orbita | Spellbound Centro Nazionale di produzione della Danza. La programmazione dei Teatri in Comune 2025-2026 è finanziata dall’Unione Europea\, Next Generation EU nell’ambito del PNRR.
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SUMMARY:"Cello & Piano Resonances” la raccolta curata da Luca Piccini e Gilda Buttà dal 19 dicembre
DESCRIPTION:Due grandi artisti del panorama musicale internazionale\, il Violoncellista e compositore Luca Pincini e la Pianista Gilda Buttà\, insieme in una raccolta da collezionare dal titolo “Cello & Piano Resonances” produzione MZQ Edizioni Musicali per la Lead Records. \n\n\n\nIl M° Mario Zannini Quirini e Manuela Petrozzi spiegano questo nuovo lavoro discografico\, uscito su tutte le piattaforme il 19 dicembre scorso\, realizzato presso i Lead Studios di Roma che dal 1982 sono un importante punto di riferimento per artisti di chiara fama e giovani talenti: una struttura di oltre mille metri quadrati situati nel cuore della Capitale\, dotata di tutti i migliori strumenti musicali e dei più sofisticati sistemi di registrazione. \n\n\n\n“Cello & Piano Resonances”\, annovera dieci brani eseguiti dal celebre duo composto da Gilda Buttà e Luca Pincini. Entrambi artisti pluripremiati\, hanno collaborato nelle colonne sonore di numerosi film con grandi Maestri come Ennio Morricone e Luis Bacalov. Gilda Buttà ha suonato\, fra gli altri\, i brani che nel film “La leggenda del pianista sull’oceano” diretto da Tornatore sono eseguiti\, nella finzione\, dai personaggi interpretati dagli attori Tim Roth e Clarence Williams III che non hanno mai suonato veramente il pianoforte.  \n\n\n\nLa Produzione dell’Opera\, per la qualità del prodotto finale\, merita\, oltre la divulgazione su tutte le piattaforme digitali\, la realizzazione di un elemento tornato fortemente attuale nella discografia come simbolo distintivo e cioè il VINILE. \n\n\n\nInteressante rilevare che il vinile\, di cui molti estimatori ne attendono la pubblicazione\, non ha indicazioni come “Lato A” o “Lato B” perché entrambe le facciate del disco contengono brani di incredibile valore compositivo\, e sono state indicate come Blue Side e Green Side per non voler nemmeno lasciar intendere preferenze di un brano rispetto ad un altro.  \n\n\n\nNel “Blue side” troviamo ‘La sagra del vino’ (Baccanale) Susan DiBona & Salvatore Sangiovanni\, ‘Around the Corner’ Giuliano Taviani – Carmelo Travia\, ‘Orbita a 2’ Corrado Carosio- Pierangelo Fornaro\, ‘Venezia’ Stefano Caprioli e ‘She Comes from the East’ Fabio Amurri. Nel “Green side”: ‘Notte stellata op.59” (Notturno per violoncello e pianoforte) Marco Sollini\, ‘Humble light’ (in memoria di S.S. Papa Francesco) Carmine Padula\, ‘A Mio Nonno’ Alessandro Bencini\, ‘Coming Back’ Michele Baldi\, ‘Lamento e Danza di un Buffone di corte’ Maria Chiara Casà. \n\n\n\nL’opera è prodotta da Manuela Petrozzi e Mario Zannini Quirini\, registrata\, mixata e masterizzata presso i prestigiosi Lead Studiosche si sono avvalsi della professionalità di Fabio Venturi\, Filippo Trotta (Sound Engineers) e Stefan Kolar (Studio Assistant). Mentre un ringraziamento speciale per la foto di copertina è rivolto all’Istituzione Universitaria dei Concerti (IUC) e al suo presidente Rinaldo Gentile. \n\n\n\nDa ricordare che uno dei brani\, ‘Humble light’ (in memoria di S.S. Papa Francesco) di Carmine Padula è particolarmente toccante anche in virtù dell’atmosfera del Santo Giubileo. \n\n\n\n“Cello & Piano Resonances” fa parte di un progetto in divenire del duo Luca Pincini e Gilda Buttà\, Violoncellista lui e Pianista lei\, in un percorso artistico aperto\, trasversale e fluido. Dopo precedenti album pubblicati secondo la stessa tematica\, questa nuova produzione\, fortemente voluta da Manuela Petrozzi e il M° Mario Zannini Quirini\, segna una tappa evolutiva della loro visione musicale. \n\n\n\nIl progetto accoglie compositori provenienti da mondi diversi\, legati al cinema e alle colonne sonore in genere\, invitandoli a scrivere per noi\, in piena libertà espressiva\, al di là di vincoli stilistici o d’immagine. Ogni composizione diventa occasione di dialogo\, sperimentazione e contaminazione tra linguaggi e sensibilità. \n\n\n\nIl violoncello e pianoforte diventano strumenti di sintesi: l’intesa\, la storia artistica e umana sperimentazione e tradizione\, eleganza timbrica e curiosità restano il filo conduttore di un viaggio in continua evoluzione. Un progetto aperto al nuovo\, attento al presente e pronto a valorizzare la creatività contemporanea.
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SUMMARY:"Lenin a Campo Boario"
DESCRIPTION:Venerdì 19 e sabato 20 dicembre 2025\, negli spazi di Studio Campo Boario\, sarà in mostra una preziosa collezione di opere d’arte\, raccolta nel corso del tempo da Umberto Fantina – collezionista\, scenografo e attore -\, incrementata con il contributo del critico e storico dell’arte Antonio Del Guercio\, e che comprende opere di di alcuni dei maggiori esponenti delle arti figurative italiane del secondo Novecento: Giorgio De Chirico\, Renato Guttuso\, Carlo Levi\, Emilio Vedova\, Franco Angeli e Gianni Novak. In esposizione anche una celebre opera del 1971 di Fernando De Filippi (Lenin) e un lavoro del 1966 di Giangiacomo Spadari. \n\n\n\nLa mostra si articola in due sezioni: nella sala centrale una selezione di dipinti allestiti secondo l’impostazione dell’antica quadreria seicentesca\, rivisitata in chiave contemporanea; nella sala adiacente una ricca raccolta grafica\, comprendente disegni\, acqueforti\, litografie e manifesti\, molti dei quali corredati da firme\, dediche e annotazioni originali degli artisti. \n\n\n\nPur nella sostanziale eterogeneità linguistica e formale\, alcune delle opere esposte rivelano una comune componente ideologica e politica\, rievocando la vivace temperie artistica e culturale dell’Italia degli anni Sessanta e Settanta. È proprio a partire da questo periodo – tanto florido quanto incerto per la cultura figurativa italiana – che critici\, artisti\, intellettuali e militanti di sinistra ricercarono nell’arte\, e in particolare nella pittura\, un mezzo privilegiato per approntare una propria lotta di impegno\, conoscenza e interpretazione di una realtà inquieta ma in fermento\, segnata da contraddizioni profonde. Nel tentativo di attuare una nuova conquista del reale\, molti di questi artisti\, con il sostegno critico di figure come Del Guercio\, ampliarono i confini della propria ricerca\, raggiungendo risultati espressivi di altissimo livello. Antonio Del Guercio (Parigi\, 1923 – Roma\, 2018)\, infatti\, è stato professore universitario e figura chiave della critica italiana ed internazionale\, riconosciuto come uno dei massimi esperti dell’Ottocento francese.  \n\n\n\nPer chi fosse interessato\, le opere della collezione sono disponibili per la vendita. La mostra è curata da Pamina D’Alessandris\, con la collaborazione di Alberto D’Amico_Studio Campo Boario. Presenta le opere Massimiliano Padovan Di Benedetto – Kou Gallery.  \n\n\n\nINFO \n\n\n\nLenin in Campo Boario \n\n\n\nMateriali d’arte e di guerriglia \n\n\n\nVenerdì 19 dicembre 2025 ore 17:00 – 20:00 \n\n\n\nSabato 20 dicembre 2025 ore 10:00 – 13:00
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SUMMARY:"Pluto. O il dono della fine del mondo" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Dopo il grandissimo successo registrato a settembre\, Pluto. O il dono della fine del mondo torna al Teatro Basilica per due repliche speciali\, il 19 e 20 dicembre. La compagnia residente del TeatroBasilica\, Gruppo della Creta\, ripropone la sua originale rivisitazione del classico di Aristofane\, con un testo di Anton Giulio Calenda e Valeria Chimenti e la regia di Alessandro Di Murro. Sul palco\, gli interpreti Matteo Baronchelli\, Alessandro Di Murro\, Alessio Esposito\, Amedeo Monda e Laura Pannia esplorano l’idea di un’umanità improvvisamente arricchita\, contrapponendosi alla personificazione della Povertà. \n\n\n\nE se fossimo tutti ricchi e liberi dall’obbligo di lavorare? In Pluto\, Aristofane immagina questa utopia: il dio cieco della ricchezza viene curato da Cremilo affinché il denaro sia distribuito ai giusti e non ai corrotti\, anzi il denaro sarà per tutti e tutti saranno ricchi senza limiti. Ma l’abbondanza per tutti porta all’ozio universale e ad opporsi è Povertà\, che difende il bisogno come motore dell’impegno umano. Se Pluto incarna un comunismo ideale e Povertà il volto del capitalismo\, il Gruppo della Creta nella sua riscrittura di questo capolavoro\, segue le orme di Aristofane e si distanza da entrambe le ipotesi politiche. Con ironia e critica costruiamo uno spettacolo che esplora la crisi di tutte le ideologie\, cercando una via nuova. Perché l’umanità sbaglia\, ma sbaglia sempre meglio. \n\n\n\n\n\n\n\nTeatroBasilica e Gruppo della Creta \n\n\n\nIl TeatroBasilica\, nato nel 2019 e situato nel cuore di Roma in Piazza San Giovanni\, si è imposto come punto di riferimento per il teatro contemporaneo\, programmando nuove drammaturgie e accogliendo giovani compagnie accanto ad artisti affermati. La direzione artistica è affidata ad Alessandro Di Murro e Daniela Giovanetti\, con la consulenza artistica di Antonio Calenda. \n\n\n\nIl Gruppo della Creta\, compagnia under 35 riconosciuta dal Ministero della Cultura\, dal 2019 affianca la direzione artistica nella gestione e nell’ideazione delle proposte del Basilica\, trasformandolo in casa creativa dei propri progetti. Negli anni\, ha costruito produzioni originali che hanno trovato riconoscimento nazionale\, come Pluto o il dono della fine del mondo\, Finzioni e Beati Voi. \n\n\n\nCon questa nuova produzione\, il Gruppo della Creta si conferma una delle realtà più vitali e innovative della scena teatrale italiana\, capace di coniugare riflessione politica\, ironia e immaginazione scenica. \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo \n\n\n\nemail: info@teatrobasilica.com \n\n\n\ntelefono: +39 392 9768519 \n\n\n\nOrario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30.
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SUMMARY:“In nome della madre”
DESCRIPTION:Dal romanzo di Erri De Luca va in scena “In nome della madre”\, sul palco di via Giulia da venerdì 19 a domenica 21 dicembre\, con Margherita Remotti diretta daPierpaolo Sepe e Riccardo Festa\, nello spettacolo dell’OFF/OFF Theatre che anticipa il Natale. Un moderno quadro fatto di parole\, tratte e interpretate dalle immagini descritte nel libro firmato da De Luca\, uno tra gli autori contemporanei più amati. \n\n\n\nIl monologo racconta la vita di Miriàm/Maria\, madre di Ieshu/Gesù. L’atmosfera è sospesa tra terra e cielo\, in un’ambientazione contemporanea avvolta da stupore e mistero\, eppure intrisa di umanità\, in cui si racconta la storia di una donna che per amore sfida il mondo con il proprio corpo. Una storia carnale e terrena\, vissuta dalla donna più celebre di tutte le donne (“la più benedetta di tutte le donne”)\, dall’eccezione in carne ed ossa\, oppure da una donna qualunque\, come lei stessa si definisce nel testo. Dal terrore allo stupore\, dal dubbio alla certezza\, passando per le vicende umane attraversate dalla forza sovrumana che Miriàm incarna\, nasce il mistero della Grazia\, lo scandalo dell’Amore di cui questo nostro mondo ora ha bisogno più che mai: un sì detto contro tutto e tutti\, contro le leggi\, contro la morale\, contro ogni pregiudizio\, contro ogni barriera fisica e confine geografico. Un sì che si afferma al di là di ogni razza\, al di là di ogni età\, al di là del tempo: perfino della morte. 
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SUMMARY:"INVERNO ALL’ULTIMO PIANO" al Teatro IF
DESCRIPTION:Chi conosce Roberto e Chiara può affermare con certezza quanto sia vera la teoria degli opposti che si attraggono. Roberto è un avvocato serio e preciso. Chiara\, d’altro canto\, è una ragazza dolce\, un po’ frivola e soprattutto molto romantica. I due trentenni\, dopo anni di fidanzamento\, decidono finalmente di compiere il grande passo. \n\n\n\nDopo aver vissuto un matrimonio da favola e una luna di miele da sogno\, Roberto e Chiara comprendono presto quanto sia complicato tornare alla realtà. Tanti sono gli imprevisti da affrontare a cominciare dall’inaspettata nevicata in città\, all’appartamento troppo piccolo e poco funzionale\, fino ad arrivare alla presenza ingombrante e poco gradita dell’eccentrico affittuario dell’appartamento sovrastante. Si aggiunge l’arrivo inatteso della tanto garbata quanto pittoresca Vittoria\, sorella di Chiara e dell’esuberante Daniele\, fratello minore di Roberto. \n\n\n\nLa riunione di famiglia si trasformerà\, ben presto\, in una gara di sopravvivenza a causa di una misteriosa ed intrigante presenza che rivelerà colpi di scena. \n\n\n\nUna Roma inaspettatamente innevata in un freddo febbraio fa da sfondo a gag\, equivoci\, battute ed episodi spassosi tra i personaggi. \n\n\n\n“Inverno all’ultimo piano” è una commedia brillante che pone l’accento sulle incomprensioni di coppia. Nonostante il profondo sentimento\, nascono dalle apparenti incompatibilità di carattere.  \n\n\n\nNessun problema! In fondo l’amore non è bello se non è litigarello. Si dice così\, no? \n\n\n\nVieni a conoscere la storia d’amore tra Roberto e Chiara al Teatro IF\, via Nomentana 1018\, dal 19 al 21 dicembre 2025.  \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it
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SUMMARY:Luce che affiora. Riccardo Guarneri in dialogo con Rembrandt a Urbino
DESCRIPTION:Dal 20 dicembre 2025 al 25 gennaio 2026\, la Galleria Albani dei Musei Civici di Urbino accoglie la mostra Luce che affiora. Riccardo Guarneri in dialogo con Rembrandt\, promossa dal Comune di Urbino e realizzato in collaborazione con la Rete Museale Marche Nord\, la Gallery Rosenfeld di Londra e l’associazione culturale L’Arte in Arte e il sostegno di Next S.r.l. \n\n\n\nRiccardo Freddo e Luca Baroni si accostano insieme per la prima volta ad Urbino una selezione di 20 incisioni originali di Rembrandt van Rijn\, maestro assoluto della luce e del chiaroscuro\, e un nucleo significativo di opere di Riccardo Guarneri\, considerato il maestro della pittura analitica italiana: un’occasione di dare continuità al dialogo fra patrimonio storico e ricerca artistica contemporanea\, tra presente e passato\, nel segno della ricerca interiore.  \n\n\n\nIl percorso espositivo nasce da un episodio fondativo della biografia di Guarneri: l’incontro giovanile\, negli Anni ’50\, con le opere di Rembrandt durante un viaggio nei Paesi Bassi\, esperienza che ne ha orientato in modo decisivo l’indagine sulla luce\, sulla rarefazione del colore e sulla costruzione percettiva della superficie pittorica. Le venti incisioni del maestro olandese\, provenienti da una collezione privata del territorio urbinate\, offrono un quadro eloquente dell’evoluzione dell’incisore nell’uso del chiaroscuro e costituiscono un riferimento imprescindibile nel contesto europeo. Tra i fogli esposti figurano alcuni dei titoli più celebri della grafica rembrandtiana\, come Inno di Simeone (Presentazione al tempio) (ca. 1640)\, La négresse couchée (1658)\, Autoritratto con Saskia (1636)\, Autoritratto con cappello di piume (1638)\, L’angelo appare ai pastori (1634)\, Donna che bagna i piedi in un ruscello (1646)\, Erudito nello studio (1652). \n\n\n\nMa Luce che affiora non è solo una mostra: è un invito a rallentare. A Urbino – città dove la luce del Rinascimento ha scritto alcune tra le pagine più alte della storia dell’arte – si incontrano due sguardi lontani nel tempo ma sorprendentemente vicini nel modo di interrogare ciò che accade tra ciò che si mostra e ciò che si cela. \n\n\n\nDa un lato Rembrandt\, che ha fatto della luce una presenza drammatica\, capace di scolpire volti\, emozioni\, atmosfere come nessun altro nel Seicento europeo\, dove le incisioni\, piccole e densissime\, sono schegge di rivelazioni che emergono dall’ombra racchiudendo mondi interi. Dall’altro Guarneri\, che in quella stessa luce ha trovato non una scena da illuminare\, ma un ritmo da ascoltare composto da vibrazioni minime\, trasparenze sottilissime\, movimenti che sfuggono alla fretta dello sguardo quotidiano. Tra la luce che irrompe di Rembrandt e il quasi impercettibile di Guarneri\, in mezzo c’è il visitatore\, chiama per completare questo racconto silenzioso. \n\n\n\nUrbino diventa allora il luogo perfetto per questo incontro: una città che ha inventato la prospettiva moderna e che oggi invita di nuovo a guardare in modo diverso\, a fermarsi e lasciare che l’occhio si abitua al quasi impercettibile. E il dialogo che nasce tra il chiaroscuro teatrale di Rembrandt e la luce rarefatta di Guarneri è un viaggio attraverso due modi radicali di immaginare cosa significa vedere. \n\n\n\nRiccardo Guarneri (Firenze\, 1933) è tra le figure più importanti della pittura analitica italiana. Dopo gli esordi segnati dalla musica e dall’influenza dell’Informale europeo\, dagli anni Sessanta sviluppa una ricerca personale centrata sulla luce\, trattata come struttura della superficie pittorica. Le sue opere\, costruite attraverso trasparenze\, ritmi geometrici e minime variazioni cromatiche\, hanno ricevuto grande attenzione dalla critica e dalle istituzioni internazionali. Ha esposto\, tra gli altri\, alla Biennale di Venezia\, alla Kunsthalle di Berna e al Centre Pompidou\, affermandosi come riferimento fondamentale per la riflessione contemporanea sulla pittura intesa come spazio percettivo e mentale. \n\n\n\n________  \n\n\n\n“Siamo lieti di accogliere nella Galleria d’Arte Albani un progetto di grande valore\, capace di mettere in relazione il lavoro dell’artista contemporaneo Riccardo Guarneri con le opere di Rembrandt. La mostra\, curata da Riccardo Freddo e Luca Baroni\, nasce dalla collaborazione tra il Comune di Urbino\, l’associazione Arte in Arte\, la Rete Museale Marche Nord e la Gallery Rosenfeld di Londra. Si tratta di un’iniziativa dal respiro internazionale che offrirà al pubblico l’opportunità di immergersi nelle suggestioni di due mondi e due modi diversi di intendere l’espressione artistica\, trovando a Urbino un punto di incontro fertile e virtuoso.”  Lara Ottaviani | Assessore alla Cultura\, Città di Urbino \n\n\n\n“Per la Rete Museale Marche Nord è un onore essere tramite della collaborazione tra il Comune di Urbino\, culla del Rinascimento e luogo nevralgico della cultura italiana\, e la Gallery Rosenfeld\, da anni punto di riferimento nel panorama dell’arte internazionale. Questa mostra – resa possibile anche grazie al prestito di importanti opere antiche provenienti dal territorio urbinate – testimonia la vitalità e la ricchezza del nostro territorio. Spero che l’incontro tra Urbino\, la grande arte internazionale rappresentata dalla Gallery Rosenfeld e la solidità scientifica e progettuale della Rete Museale Marche Nord possa segnare l’inizio di una collaborazione duratura\, e contribuire a portare nel mondo gli artisti ei tesori urbinati\, dal passato al Novecento fino al presente.”  Luca Baroni | Direttore Rete Museale Marche Nord \n\n\n\n“La poetica di Guarneri vive nella soglia del quasi invisibile\, dove la luce affiora come un respiro. La sua delicatezza non è fragilità ma rigore\, una scelta radicale di misura e ascolto. In questo dialogo con Rembrandt\, la luce diventa un pensiero che invita a vedere più lentamente e più profondamente.”  Riccardo Freddo | Responsabile Relazioni Museali e Istituzionali – Galleria Rosenfeld \n\n\n\nScheda tecnica \n\n\n\nLuce che affiora. Riccardo Guarneri in dialogo con RembrandtA cura di Riccardo Freddo e Luca Baroni Galleria Albani dei Musei Civici di Urbino (PU)Periodo di apertura: 20 dicembre 2025 – 25 gennaio 2026Orari: Dal 20.12.25 al 06.01.26 aperto tutti i giorni | 9:30/12:30 e 16:30/19:30Dal 07.01.26 al 25.01.26 aperto mercoledì-domenica | 9:30/12:30 e 16:30/19:30Ingresso gratuito Info: Galleria Rosenfeld | info@galleryrosenfeld.comRete Museale Marche Nord | info@gradarainnova.com 
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SUMMARY:"Incanto di Natale" al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Sabato 20 dicembre\, al Teatro Comunale Veroli\, ci sarà il primo di tre appuntamenti musicali in cartellone\, una novità di questa stagione che arricchisce la programmazione con un percorso dedicato alla musica dal vivo: “Incanto di Natale“. Come non iniziare questa stagione musicale in un periodo magico e suggestivo come il Natale? L’atmosfera natalizia riempie i cuori di calore e amore e la musica è la giusta colonna sonora per accompagnare questo momento. \n\n\n\nL’Orion Trio composto dal soprano Orietta Manente\, dal flauto traverso Francesco Polletta e dal pianoforte Luigi Mastracci\, offre al pubblico un concerto imperdibile e straordinariamente emozionante. L’intreccio tra la voce avvolgente della cantante\, le sonorità cristalline del flauto e l’eleganza del pianoforte crea un’atmosfera unica\, capace di evocare emozioni intime\, spiritualità e gioia. Un’esperienza musicale raffinata e coinvolgente pensata per incantare e accompagnare l’ascoltatore nello spirito più autentico delle festività. \n\n\n\nI brani proposti sono i grandi classici della tradizione natalizia che sono intramontabili e colpiscono il cuore di grandi e piccini\, perché la gioia del Natale avvolge tutti e la musica\, come linguaggio universale\, è capace di unire tutti in un unico coro di anime. \n\n\n\nNon perdete questo straordinario appuntamento musicale per iniziare al meglio le festività natalizie! Vi aspettiamo sabato 20 dicembre alle ore 18.00 con apertura botteghino alle ore 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00 \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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SUMMARY:"LE MANI AVANTI" in concerto all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Torna anche quest’anno all’Altrove Teatro Studio\, il 20 e 21 dicembre il consueto appuntamento con LE MANI AVANTI IN CONCERTO.  \n\n\n\nI concerti natalizi de Le Mani Avanti sono ormai un appuntamento fisso che da oltre cinque anni accende l’inverno romano\, con la magia della musica a cappella. Due serate che mescolano tradizione e sorpresa: dai grandi classici internazionali come White Christmas\, Happy Xmas (War Is Over) e Carol of the Bells\, a rivisitazioni inaspettate come Jingle Bells in minore\, passando per momenti di improvvisazione vocale e retrospettive sulla musica italiana\, da La Rappresentante di Lista a Ivano Fossati\, dai 99 Posse dei primi anni ’90 alla premiata ditta Fabi-Gazzè. \n\n\n\nOgni brano è stato accuratamente scelto per il testo e il messaggio che diffonde\, dai diritti umani e i canti di liberazione di Stevie Wonder\, alla composizione ossessiva e ricercata di Fiona Apple\, due volti diversi di un’America musicale\, ricca di sfaccettature. \n\n\n\nLe Mani Avanti è un progetto nato nel 2014 come laboratorio corale diretto da Gabriele D’Angelo (Gabriele Dorme Poco; Anonima Armonisti\, Occhi Chiusi In Mare Aperto) e nel 2015/2016 ha preso le sembianze di un vero e proprio coro\, col repentino aumento dell’ensemble che attualmente è di circa 30 elementi. Il repertorio spazia tra il soul e il pop/rock\, da Michael Jackson ai Cranberries\, da Beyoncé a Whitney Houston. Il coro è a cappella\, non utilizza quindi nessuno strumento se non la voce\, con un lavoro identitario connotato da una costante ricerca\, affrontando arrangiamenti originali scritti da Gabriele D’Angelo\, e spesso cuciti intorno alle voci dei propri coristi. Il lavoro sui brani prevede suddivisioni poco convenzionali\, con un approccio meno ortodosso rispetto alla tradizione corale e più in stile col mondo dei gruppi vocali d’oltreoceano. Un altro focus importante del coro Le Mani Avanti è legato all’improvvisazione vocale in stile circle singing e vocal summit\, nei quali i coristi si cimentano nella costruzione di brani estemporanei\, basati su loop esclusivamente vocali e non preparati. \n\n\n\nBiglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€ \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413\, email ipensieridellaltrove@gmail.com
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LOCATION:Altrove Teatro Studio\, Via Giorgio Scalia\, 53\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:“In viaggio sulla Luna” alla Chiesa di San Paolo entro le Mura
DESCRIPTION:Opera in Roma\, sabato 20 dicembre\, nella Chiesa di San Paolo entro le Mura a Roma\, presenta\, “In viaggio sulla Luna” con il Cinetic Quintet. Un viaggio musicale fuori dal tempo\, tra sogno e memoria\, tra terra e cielo. “In viaggio sulla Luna” è una suite di immagini sonore\, un racconto senza parole. Ogni brano è una scena\, ogni nota un frammento di emozione.Le musiche originali del M° Marco Turriziani\, eseguite dal Cinetic Quintet\, ci conducono in un paesaggio fatto di nostalgie luminose\, ironie leggere\, apparizioni improvvise. È una colonna sonora per un film che non esiste\, ma che ognuno può immaginare. Un repertorio di brani strumentali e canzoni che evocano mondi lontani e familiari\, in un continuo scambio tra reale e immaginario. Atmosfere cinematografiche\, oniriche\, cariche di una poesia discreta\, narrata con strumenti che sanno parlare. Un concerto tra meraviglia e fantasia\, e quella sensazione impalpabile di essere un po’ più vicini alla Luna. \n\n\n\nCinetic Quintet \n\n\n\nClaudia Agostini – pianoforteMauro De Vita – fagottoSandro Pippa – percussioniMarco Turriziani – contrabbasso\, chitarra\, voceSalvatore Zambataro – clarinetto\, fisarmonica \n\n\n\nProgramma \n\n\n\nQuintetto mortacciMi stavi addossoIl ciarlatanoÈ domenicaDio e la lunaIn viaggio sulla lunaIl nano BagonghiIl mio cane ed ioÈ già NataleOnorata societàDimostratore di suoniI diavoliL’abbuffata \n\n\n\nINGRESSO: da 15 a 35 euroINFO: 351 505 7608WWW.OPERAINROMA.COM
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