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SUMMARY:"Mosaic" la mostra collettivo nel nuovo spazio del Blowart Contemporary Space
DESCRIPTION:Venerdì 26 giugno 2026 alle ore 17:30\, inaugura a Roma il nuovo spazio per il contemporaneo blowart contemporary space\, con la mostra collettiva Mosaic a cura di Roberta Melasecca.  \n\n\n\nblowart contemporary space apre nel cuore del quartiere Aurelio: è la nuova sede dell’associazione culturale blowart e dello studio di mecenatismo transdisciplinare e di comunicazione per l’arte Melasecca PressOffice\, con la direzione artistica di Roberta Melasecca. \n\n\n\nNasce con il desiderio di costruire reti territoriali\, generare piccole comunità collaboranti e resistenti\, nella certezza che l’arte sia strumento potente di dialogo e di pensiero critico. Un luogo dove fermarsi\, respirare\, parlare\, discutere\, dire pensieri\, studiare\, leggere\, riunirsi\, raccontare l’arte\, raccontarsi\, condividere tempo\, incontrare persone\, idee\, progetti\, pratiche.  \n\n\n\nblowart contemporary space inaugura con la Mostra Collettiva Mosaic\, visitabile fino al 12 settembre\, che presenta le immagini di opere di 159 artisti\, stampate in formato cartolina\, in un’installazione pensata come il ricordo di un sogno durante l’ultima Biennale Arte di Venezia e che si ispira anche ad un progetto avviato nel 2021 dal titolo Ponti di Conoscenze\, al quale avevano aderito molti degli artisti partecipanti.  \n\n\n\nIl titolo della mostra vuole mettere in evidenza non solo la molteplicità e la diversità delle opere e delle ricerche artistiche ma si riferisce anche alla stessa etimologia della parola mosaico. Mosaico deriva dal greco mouseion\, luogo sacro alle Muse\, e dal latino musivum – musaicum: termine legato\, dunque\, all’espressione latina opus musivum(lavoro delle Muse)\, ovvero l’arte di comporre immagini con piccole tessere\, attività talmente raffinata da essere dedicata ed ispirata alle Muse\, divinità protettrici delle arti. Una metafora che vuole sottolineare l’importanza della collettività e della collaborazione tra artisti\, curatori\, operatori che lavorano nel mondo della cultura\, credendo fermamente che solo la condivisione delle esperienze e dei saperi possa portare alla costruzione del vero bene comune.  \n\n\n\nInoltre la dimensione di stampa delle immagini delle opere\, nel formato 10×15 cm\, induce ad avvicinarsi e scoprire il minimo dettaglio\, così come possiamo riscoprire nella nostra vita la bellezza e la preziosità delle cose minime\, dei piccoli gesti\, quelli che possono generare futuro\, speranza\, cura. Un momento per riflettere e concedersi tempo\, spazio\, possibilità\, tempo. \n\n\n\nGli Artisti:  \n\n\n\nAdele Lotito\, Adriana Pignataro\, Adriano Necci\, Alberta Piazza\, Alberto D’Amico\, Alessandra Di Francesco\, Alessandra Pedonesi\, Alessandra Perletta\, Alessandro Antonucci\, Alessia Nardi\, Alessio Deli\, Alexander Luigi Di Meglio\, Alice Colacione\, Alice Madrignani\, Alice Ruggieri\, Ana Maria Turcitu\, Anelo1997\, Angela Bonanni\, Anita Guerra\, Anna Izzo\, Anna Milano\, Anna Onesti/Enrica Biscossi\, Anna Maria Angelucci\, Anna Netri\, Antonella Albani\, Antonio La Colla\, Antonio Sorace\, Ars Ruralis\, Barbara Lalle\, Biagio Castiletti\, Carla Cacianti\, Carlo Volpicella\, Caterina Ciuffetelli\, Claudia Quintieri\, Claudio Di Carlo\, Claudio Marani\, Claudio Spoletini\, Consuelo Mura/Edoardo Marcenaro\, Corrado Agricola\, Cristiana Fasano\, Cristina Pennacchi\, Daniela Foschi\, Daniela Giua\, Daniela Monaci\, Daniela Perego\, Daniele Contavalli\, Daniele Giacomini\, Dario Marcozzi\, Davide Gualtieri\, Donatella Pinocci\, Eliana Prosperi\, Emanuela Barbi\, Emanuela Lena\, Emanuela Mastria\, Emanuela Camacci\, EPVS\, Evelyn Baly\, Fabio Masotti\, Fernando Falconi\, Flavia Bucci\, Francesca Cortona\, Francesca Di Ciaula\, Franco Mulas\, Giancarlo Lepore\, Gianluca Fiorentini\, Giovanna Lentini\, Giovanni Calemma\, Giovanni Reffo\, Giulia Ripandelli\, Giuliana Silvestrini\, Giuliano Cotellessa\, Giuseppina Michini\, Gudrun De Chirico\, Itto\, Jacopo Benci\, Lara Pacilio\, Laura De Lorenzo\, Laura Della Gatta\, Leonarda Faggi\, Leonardo Pappone\, Letizia Ardillo\, Lia Cavo\, Loredana Manciati\, Luciano Perrotta\, Lucilla Monardi\, Lucrezia Testa Iannilli\, Mahshid Mussavi\, Mandra Stella Cerrone/Paolo Dell’Elce\, Manuel Canelles\, Mara van Wes\, Marco Angelini\, Marco Fattori\, Maria Pacheco Cibils\, Maria Cristina Gherlantini\, Mariangela Calabrese\, Mario Nalli\, Marzia Gandini\, Massimo Arduini\, Massimo Gobbi\, Massimo Orsi\, Massimo Napoli\, Massimo Piunti\, Mattia Morelli\, Maurizio Ruzzi\, Mauro Brinciotti\, Michelangelo Pistoletto/Angelo Savarese\, Michele Marinaccio\, Michele Picone\, Mika Hosokawa\, Mirella Ventura\, Monica Pennazzi\, Monica Sarandrea\, Nicola Rotiroti\, Norma Carrelli\, Pamela Ferri\, Paola Romoli Venturi\, Paolo Garau\, Patrizia Trevisi\, Placido Scandurra\, Raffaello Paiella\, Renata Maccaro\, Roberta Maola\, Roberto Cavallini\, Roberto Vignoli\, Rosa Vetrano\, Sabina Zocchi\, Salvatore Mauro\, Sara Ciuffetta\, Sara Davidovics\, Sara Santoro\, Savina Tarsitano\, Serena Lugli\, Sergio Mario Illuminato\, Silvia Di Tosti\, Silvia Stucky\, Sonia Giambrone\, Sonia Peter\, Stefania Balestri\, Stefania Di Filippo\, Stefania Fabrizi\, Stefania Zeta\, Tania Potenzi\, Thea Tini\, Tina Bellini\, Valentina Equizi\, Valter Sambucini\, Verena D’Alessandro\, Vilma Maiocco\, Vincenzo Scolamiero\, Vincenzo e Luisa Sanfilippo\, Vito Maria Mancuso\, Vittoria Di Patre\, Ysabel Dehais\, Yvonne Ekman.  \n\n\n\nL’Associazione Culturale blowart è una realtà che promuove il contemporaneo dando spazio a tutte le forme espressive: attraverso dinamiche transdisciplinari\, incentiva le relazioni con le comunità territoriali\, generando nuove forme artistiche contemporanee e facendo dell’arte e della cultura strumenti di coesione sociale. L’associazione\, nata nel 2021 su iniziativa della sua Presidente\, Roberta Melasecca\, e degli altri soci fondatori\, al fine di dare seguito all’attività già decennale nel settore dell’arte e della cultura\, collabora con artisti\, curatori\, associazioni\, enti pubblici e privati\, promuovendo progetti partecipativi orizzontali. \n\n\n\nRoberta Melasecca. Architetta\, curatrice indipendente\, progettista culturale ed esperta in comunicazione per l’arte e l’architettura. Segue il lavoro e le ricerche di numerosi artisti\, scrivendo testi critici e promuovendo progetti curatoriali in Italia e all’estero\, collaborando con diverse realtà culturali. È attivamente coinvolta nell’editoria d’arte\, contribuendo a pubblicazioni e cataloghi\, e si dedica allo sviluppo di pratiche performative innovative. Per cinque anni ha diretto lo spazio indipendente Interno 14 a Roma. È ambasciatrice di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto ONLUS e presidente dell’associazione culturale blowart. Da sette anni promuove il progetto del Festival del Tempo con il quale lavora su alcuni degli Obiettivi dell’Agenda 2030. Collabora con diverse riviste; è responsabile della Sezione arte di VulnerarTe Magazine e dei Progetti Speciali e Comunicazione del Movimento VulnerarTe APS. Scrive testi poetici\, racconti e saggi: di ultima pubblicazione il volume Attraversamenti. Un racconto in prosa e in poesia (Eretica Edizioni\, gennaio 2023) e la silloge Se amare di meno (Impremix Edizioni\, aprile 2025). È promotrice del progetto editoriale Micropoetiche.  \n\n\n\nINFO \n\n\n\nINAUGURAZIONE blowart contemporary space \n\n\n\nMostra CollettivaMOSAIC \n\n\n\nA cura di Roberta Melasecca \n\n\n\nInaugurazione 26 giugno 2026 ore 17:30 \n\n\n\nFino al 12 settembre 2026Orari: 27 – 28 giugno dalle 18.00 alle 20.00; altri giorni su appuntamento: 3494945612 \n\n\n\nblowart contemporary spaceAssociazione culturale blowartDirettrice artistica: Roberta MelaseccaVideo e social: Irene Innamorati
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SUMMARY: FESTIL_Festival estivo del Litorale
DESCRIPTION:Che un festival “estivo”\, estivo persino nel nome con cui è conosciuto\, allarghi i propri orizzonti al punto da sconfinare ben oltre l’estate è certamente un ottimo segnale per la salute del progetto FESTIL_Festival estivo del Litorale\, “drammaturgia dall’Istria al Friuli” che\, da sempre attento alla drammaturgia contemporanea – di cui si può considerare una sorta di osservatorio privilegiato – ha esteso la sua attività fino a dicembre\, offrendo al suo pubblico nuovi spettacoli in autunno e la parte finale del progetto di drammaturgia “Futuro Passato” giunto alla quinta edizione. Dal 2 luglio al 26 settembre ritorna\, quindi\, in Friuli Venezia Giulia la parte più densa dell’undicesima edizione di “FESTIL_Festival estivo del Litorale”\, diretta da Tommaso Tuzzoli e Federico Bellini e organizzata da Tinaos.  \n\n\n\nIl progetto transfrontaliero\, che attraversa in lungo e in largo il panorama teatrale italiano con un occhio anche alle esperienze internazionali\, vanta infatti anche quest’anno una copiosa rete di partner\, per una lunga cavalcata\, estiva e non\, fra spettacoli di teatro\, danza\, musica e incontri. L’undicesima edizione diFESTIL è realizzata con il contributo di MiC\, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e del Comune di Udine – UdinEstate 2026\, con il sostegno del Comune di Gradisca d’Isonzo\, di Fondazione Friuli e di Le Fondazioni Casali\, in stretta collaborazione con CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia\, e con Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, e con il partenariato di Primorski Poletni Festival\, Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università degli Studi di Udine\, ZaTroCaRaMa\, RicercArti\, Straligut Teatro/rete In-Box\, Zakon Teatar\, e tutta la rete di Futuro Passato\, il partner tecnico “B&B I personaggi” e i mediapartner Radio Onde Furlane e Radio Punto Zero. Sponsor: Banca 360 FVG. \n\n\n\n«FESTIL ha esteso lo sviluppo della sua programmazione in un arco temporale maggiore – dichiara il Presidente e co-direttore artistico di Tinaos Tommaso Tuzzoli – grazie sia alle nuove variazioni temporali previste per i festival dal Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo sia alle nuove collaborazioni attuate con i partner principali non solo in estate ma anche in autunno. Di fronte a estati sempre più ricche di appuntamenti\, in cui l’offerta culturale assume ritmi frenetici\, avere la possibilità di ampliare il periodo di programmazione ci consentirà di offrire agli spettatori e spettatrici\, adulti e piccini\, “un racconto per spettacoli del nostro presente” mirato e costante. Se nel mese di luglio si alterneranno gli spettacoli delle varie sezioni di FESTIL\, prosa\, spettacoli tout public e danza\, il mese di settembre vedrà come protagonista la prosa. Presenteremo spettacoli di drammaturgia contemporanea capaci di raccontare l’oggi affrontando temi delicati che generano dibattito sociale e che nel contempo guardino alle modalità di messa in scena del contemporaneo. Memoria\, dolore\, fragilità sociali\, sguardo sulle periferie e le nuove generazioni che le abitano\, ribellione\, parità di genere\, femminismo\, migrazione\, burocrazie\, emergenza ecologica\, rapporto tossico con il mondo social e con l’IA\, sono alcuni dei temi che tratteremo con storie reali ed immaginarie.       Futuro Passato\, con le letture sceniche dei testi sul tema Unione Europea e quelle della sezione Esplorazioni\, ci permetterà inoltre di interrogarci\, anche in questo caso\, su temi e su strutture drammaturgiche di giovani autori e autrici il cui sguardo anno dopo anno si amplia intercettando e catturando il meglio dei modelli di scrittura internazionali. Ogni tappa del festival dialoga con il territorio: ogni città diventa un nodo del progetto\, con le sue specificità e la sua comunità di spettatori. Il festival cresce “in movimento”\, espandendo il proprio raggio d’azione e costruendo un pubblico plurale». \n\n\n\nDal 2 luglio al 26 settembre sono 27 gli appuntamenti\, 20 i titoli degli spettacoli – di cui 12 fra prime e anteprime nazionali – che andranno in scena a Udine\, Trieste\, Gradisca d’Isonzo (GO) e Duino Aurisina (TS).  \n\n\n\nLa natura itinerante di FESTIL non è un semplice formato\, ma un principio identitario: il teatro si sposta per dialogare con diverse istituzioni\, incontrare le persone\, attraversare territori e metterli in relazione\, trasformando ogni tappa in un’occasione di partecipazione e scoperta. Prosegue così la grande sinergia a Udine con il CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e a Trieste con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: con il primo\, FESTIL promuove la realizzazione di 14 spettacoli in scena a Udine\, programmati in collaborazione tra FESTIL e Teatro Contatto Estate\, la stagione del CSS\, e il Comune di Udine – UdinEstate 2026; mentre a Trieste sono 7 gli spettacoli\, di cui 2realizzati in Sala Bartoli in condivisione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.  \n\n\n\nLa relazione costruita con il CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia viaggia in una duplice direzione: da una parte la collaborazione tra FESTIL e Teatro Contatto Estate per le attività di spettacolo a Udine e\, dall’altra\, il CSS centro di produzione regionale è tra i principali partner di “Futuro Passato”\, progetto diventato rapidamente un’importante fucina a Nord-Est per i giovani e talentuosi autori della scena italiana che si cimentano con la realizzazione e presentazione al pubblico di nuovi testi teatrali su un tema ogni anno diverso (per il 2026: “Purgatorio”)\, oltre ad essere anche un luogo di esplorazione e di diffusione di opere teatrali scritte da autori già affermati della scena nazionale (grazie alla sezione “Futuro Passato – Esplorazioni”)\, si esprime lungo tutto l’anno solare. Analogamente\, la relazione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dallo scorso anno gode di una finestra di programmazione anche nel periodo autunnale\, all’interno della Stagione 2026/2027 del teatro regionale\, a testimoniare la qualità\, la crescita e la riconoscibilità della proposta targata Tinaos\, che sa guardare alle esperienze teatrali contemporanee più significative\, con un occhio di riguardo alle realtà emergenti. \n\n\n\nL’edizione 2026 di FESTIL conferma la sua vocazione transfrontaliera nella convinzione che la drammaturgia contemporanea sia uno strumento di lettura del presente\, un ponte tra territori e comunità. FESTIL\, nato infatti in collegamento con il Primorski Poletni Festival\, collabora stabilmente con realtà slovene e croate\, favorendo uno scambio artistico tra diverse culture. Ne sarà un’ulteriore conferma\, in questa undicesima edizione\, il fatto che a salire sul palcoscenico per leggere i testi del progetto “Futuro Passato – Unione Europea” (2025) saranno quest’anno gli attori del Dramma Italiano di Fiume\, compagnia stabile del Hrvatsko Narodno Kazaliste I. Pl. Zajc / Teatro Nazionale Croato Zajc (HR). La rete stessa di partenariato di “Futuro Passato” ha visto quest’anno l’ingresso di realtà importanti come Pergine Festival e l’Estate Teatrale Veronese – Comune di Verona\, accanto alle collaborazioni già note con Casa del Contemporaneo – centro di produzione teatrale\, Elsinor – centro di produzione teatrale\, ERT FVG – Ente Regionale Teatrale Friuli Venezia Giulia\, Fondazione Istituto Dramma Popolare San Miniato\, Hystrio – Associazione per la diffusione della cultura teatrale\, Sonar – Il digitale incontra la scena contemporanea. \n\n\n\nPer il terzo anno consecutivo FESTIL sarà\, oltre che nei due capoluoghi di provincia\, anche a Gradisca d’Isonzo (Go) e Duino Aurisina (Ts): si rinnova infatti la collaborazione con il Comune di Gradisca d’Isonzo dove andranno in scena 2 spettacoli presso la Corte Marco d’Aviano (e in caso di pioggia\, in Sala Bergamas) durante questa prima parte di FESTIL (con nuovi appuntamenti in autunno) e\, a Duino Aurisina\, quella con ZaTroCaRaMa\, per la realizzazione di 1 spettacolo presso il Kulturni dom Igo Gruden\, sede coerente con la visione transfrontaliera di FESTIL\, progetto nato sotto il segno della cultura slovena fortemente presente sul territorio. \n\n\n\nOltre agli spettacoli e alle letture sceniche\, azioni di audience engagement sono previste parallelamente o al termine di alcuni eventi: talk\, attività connesse alle opere in scena\, laboratori di movimento\, incontri di drammaturgia\, i cui dettagli saranno resi noti successivamente. \n\n\n\nTinaos è inoltre partner dal 2019 di “In-Box”\, rete a sostegno del teatro emergente\, e ospita anche quest’anno uno degli spettacoli finalisti all’edizione 2026 del Premio In-Box. \n\n\n\nTornano anche quest’anno la sezione dedicata alle nuove generazioni\, miniFESTIL\, con 4 titoli tout public (per un totale di 8 repliche)\, e quella Dance me to FESTIL che guarda alla danza autoriale contemporanea\, con le artiste Chiara Frigo e Giorgia Celli (in prima nazionale)\, e Francesca Santamaria. \n\n\n\nContinuando con i nomi delle artiste e degli artisti in programma\, ci saranno: Francesco Picciotti\, Cinzia Spanò\, Paolo Piludu\, Andrea De Robbio e Anselmo Luisi\, Giuseppe Massa e Giuseppe Provinzano\, Zakon Teatar\, Francesco Alberici e Francesca Coin\, Matthieu Pastore\, Giulia Bartolini\, Floria Laetitia\, Alessio Genchi e Innocenzo Capriuoli (finalisti Premio In-Box 2026)\,Unterwasser\, Angelo Floramo e Fior delle Bolge\, Anagoor e Luca Altavilla\, Alberto Boubakar Malanchino e Girolamo Lucania\, Simone Corso e Jovana Malinarić\, Capotrave\, Makkox e Valerio Aprea\, e gli attori di Futuro Passato Jonathan Lazzini\, Ksenija Martinović\, Annamaria Ghirardelli eStefano Iagulli. \n\n\n\nIL PROGRAMMA \n\n\n\nFESTIL 2026 si apre giovedì 2 luglio a Udine\, città in cui la realizzazione degli spettacoli sarà in condivisione con Teatro Contatto Estate. Il primo appuntamento è nel segno del teatro per le nuove generazioni e tout public. Arriva in scena “Officina Prometeo” di e con Francesco Picciotti\, spettacolo per un pubblico dai 5 anni che partendo dalla creazione di tutti gli animali\, uomo compreso\, vuole far riflettere su come la tecnica abbia donato all’uomo un potere infinito\, ma allo stesso tempo rappresenti una catena nella sua esistenza (Teatro San Giorgio ore 18; in scena il 3 luglio a Gradisca d’Isonzo ore 21 presso la Corte Marco d’Aviano\, in caso di pioggia\, Sala Bergamas). Ritorna a FESTIL martedì 7 luglio\, ancora a Udine (Teatro San Giorgio\, ore 21)\, dopo il successo a Gradisca d’Isonzo nel 2024\,Cinzia Spanò con “Esagerate! Più che un aggettivo un’esortazione”\, spettacolo di stand up comedy che si schiera al fianco delle donne per esortarle a non smettere di “esagerare”\, per tutte quelle volte che qualcuno ha provato a sminuire le loro idee o emozioni. Giovedì 9 luglio a Udine (Teatro San Giorgio ore 18) e venerdì 10 luglio a Gradisca d’Isonzo (Corte Marco d’Aviano\, in caso di pioggia Sala Bergamas\, ore 21) va in scena “Mr Ping Pong” di e con Paolo Piludu per miniFESTIL\, uno spettacolo di Clown incentrato sulla forza espressiva e la stravaganza di un fantomatico quanto improbabile campione sportivo che porta in scena una vera e propria sfida a colpi di racchetta. Venerdì 10 luglio FESTIL è anche al Kulturni Dom Igo Gruden a Duino Aurisina (ore 20)\, in collaborazione con ZaTroCaRaMa: in scena “Algo-ritmo – manuale breve di obbedienza” di e con Andrea De Robbio e Anselmo Luisi\, un teatro fisico e musicale comico e dark con protagonista un’intelligenza artificiale che esegue ordini senza mai parlare. \n\n\n\nLunedì 13 luglio a Trieste (Teatro dei Fabbri ore 21 in anteprima nazionale) e a Udine martedì 14 luglio (Teatro San Giorgio ore 21\, prima nazionale) va in scena “Sutta scupa” di Giuseppe Massa\, affiancato in scena da Giuseppe Provinzano. A distanza di vent’anni\, un nuovo allestimento di uno spettacolo che Magda Poli definì «un gioco ritmato da ritualità rabbiosa e da una sofferenza di vivere che aspetta solo un’improbabile rivolta». Nella sala d’attesa di un’azienda due amici disoccupati attendono un colloquio che potrebbe cambiare le loro vite. Ad accompagnare l’attesa una Voce\, una sorta di fata contemporanea che somiglia in tutto e per tutto a un’Intelligenza Artificiale. \n\n\n\nArriva poi a Udine giovedì 16 luglio (Teatro S. Giorgio\, ore 18)\, la compagnia croata Zakon Teatar\, con “Migliori amici” di Giulio Settimo\, in scena con Peđa Gvozdić\, per la sezione miniFESTIL: uno spettacolo di teatro di figura con pupazzi composti da palloncini\, realizzati dal vivo\, per parlare di amicizia\, solitudine e di ricerca dell’anima gemella. \n\n\n\nDomenica 19 e lunedì 20 luglio a Trieste\, al Teatro dei Fabbri\, spazio al progetto di drammaturgia “Futuro Passato”. Domenica 19\, per la sezione “Futuro Passato_Esplorazioni”\, saranno presentati testi inediti di autori/autrici in forma di lettura scenica scelti dalla direzione artistica per promuovere sul territorio del Friuli-Venezia Giulia drammaturghi/e che durante la loro carriera hanno ottenuto diversi premi o noti a operatori e critici; quest’anno toccherà a Francesco Alberici e Francesca Coin\, autori di “Almeno” (ore 20)\, e a Matthieu Pastore\, con “Banchetto. not a musical\, not at all” (ore 21). Lunedì20 ci sarà invece un importante momento di lancio per gli autori finalisti dell’edizione 2025 di “Futuro Passato – Unione Europea”\, che dopo l’anteprima alla LXXX Festa del Teatro di San Miniato in prima nazionale presenteranno le letture sceniche dei loro testi realizzati lo scorso anno: “Now they have really gone bananas” di Giulia Bartolini (ore 20) e “Caffè sospeso [ovvero: ‘Unire nella diversità’]” di Floria Laetitia (ore 21). \n\n\n\nSi prosegue a Udine mercoledì 22 e giovedì 23 luglio con la sezione Dance me to FESTIL dedicata alla danza contemporanea: mercoledì 22 (Teatro San Giorgio\, ore 21) va in scena Francesca Santamaria con “Good vibes only (the great effort)”. Un essere umano trasformato in un “corpo-catalogo” è costretto a incarnare senza sosta l’infinito scrolling di dati\, trend e danze virali che caratterizzano la nostra era digitale: sotto il controllo di un’entità algoritmica che impone standard di iper-performatività\, la performer si fa carico di una stratificazione incessante di contenuti. Giovedì 23luglio prima nazionale per la coreografa e regista Chiara Frigo e Giorgia Celli\, storica interprete delle più importanti compagnie spagnole\, che con “Bailaora_In a room” (Palco del Teatro Palamostre ore 19 e ore 21) dà vita a una performance in acustico che intreccia la forza viscerale del Flamenco a uno sguardo femminile\, rivoluzionario e segreto. Lunedì 27 luglio a Udine (Teatro San Giorgio\, ore 21) va in scena “Ridi\, piangi\, ti ecciti” di e con Alessio Genchi e Innocenzo Capriuoli\, finalisti In-Box 2026: una corsa frenetica\, ipnotica e suggestiva che attraversa i compleanni di un uomo medio contemporaneo. \n\n\n\nSul Palco del Teatro Palamostre a Udine arriva mercoledì 29 (ore 18) e giovedì 30 luglio (ore 18 e ore 20) “Amarbarì”\, per la sezione miniFESTIL: un’avvolgente performance di ombre per viaggiatori di ogni età che celebra il viaggio\, la libertà e la conoscenza\, le ricchezze più grandi a cui si possa aspirare. In prima nazionale\, mercoledì 5 agosto a Udine (Teatro San Giorgio\, ore 21)\, “Cattività”\, produzioneTinaos di e con Angelo Floramo\, accompagnato dalle musiche dal vivo dei Fior delle Bolge. Il lavoro\, primo movimento della trilogia Sale d’aspetto\, indaga la condizione di cattività a partire dall’immagine di un detenuto\, metafora del nostro io interiore. \n\n\n\nDopo una breve pausa\, riprende giovedì 3 settembre a Udine (Teatro San Giorgio\, ore 21) la programmazione con uno dei gruppi teatrali di ricerca italiani più visionari e apprezzati dalla critica\,Anagoor\, che arriva con il nuovo lavoro “povero diavolo – Mal detto Arlecchino”\, con Luca Altavillae Marco Menegoni. Lo spettacolo sonda il potere simbolico di una delle maschere più feroci e ambigue della modernità per interrogarsi sulla forza primaverile del rovesciamento\, dello stupore e della meraviglia sullo sfondo di una cortina di fuoco planetaria. Lo sport diventa metafora di riscatto e futuro nello spettacolo in scena in anteprima nazionale giovedì 10 settembre a Udine (Teatro San Giorgio ore 21) e venerdì 11 settembre a Trieste in Sala Bartoli (ore 19\,30)\, in collaborazione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: “Leo – L’unica arte è un pugno” con Alberto Boubakar Malanchino – Premio Ubu come Miglior attore Under 35 nel 2023 – che ne è anche l’autore insieme a Girolamo Lucania. Ispirato alla storia del pugile italo-congolese Leone Jacovacci\, lo spettacolo attraversa passato e presente per raccontare una nuova generazione di italiani. Viene presentato in prima nazionale\, domenica 13 settembre a Trieste (Sala Bartoli\, in collaborazione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, ore 19.30)\, il primo studio di messa in scena di “Di là dell’Arcadia / uno studio”\, testo diSimone Corso creato per Futuro Passato nell’ambito di FESTIL 25 in collaborazione con Centro di Residenza delle arti performative del Friuli Venezia Giulia. Gli attori Carmelo Crisafulli\, Jonathan Lazzini e Ksenija Martinović sono gli elementi di un coro di dodici storie che\, nel dialogo costante tra Mito e Presente\, disegnano i contorni dell’Europa. Venerdì 18 settembre a Udine (Teatro San Giorgio\, ore 21) in anteprima nazionale “Bandiera”\, uno spettacolo di Compagnia CapoTrave\, Lucia Franchi eLuca Ricci con Antonella Attili\, Giancarlo Commare e Ania Rizzi Bogdan. Uno spettacolo in cui si parla di macro-economia\, ovvero di come il vantaggio dei più ricchi poggi sullo sfruttamento dei poveri e lo Stato sia complice di questa speculazione. \n\n\n\nMakkox e Valerio Aprea a Udine (Teatro Palamostre\, ore 21) chiudono la programmazione estivasabato 26 settembre con un gran finale\, e quale finale è più epico di uno spettacolo intitolato “Lapocalisse”: dall’incontro tra l’attore e il disegnatore all’interno di Propaganda live su la7 il lavoro inserisce alcuni dei monologhi più significativi di quell’esperienza all’interno di un discorso più ampio\, a metà tra il recital e la stand-up. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nwww.festivalestivodelitorale.com
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SUMMARY:"Earth Bodies – Corpi di Terra" al Parco Mediceo di Pratolini
DESCRIPTION:Al via la settima edizione di SITE DANCE\, la rassegna di danza contemporanea itinerante che vede alla direzione artistica Simona Bucci e Marika Errigo\, progetto della Compagnia degli Istanti\, con il sostegno di Mic\, Regione Toscana\, e Fondazione CR Firenze. \n\n\n\nLa rassegna si snoda dal 3 luglio fino al 26 settembre\, in un viaggio che include Vaglia\, Firenze\, Lastra a Signa e Scandicci e propone eventi in parchi\, cortili e spazi urbani e storici\, inanellando prime nazionali e spettacoli ripensati per i luoghi che li accolgono. \n\n\n\nL’inaugurazione è affidata alla prima nazionale di Earth Bodies – Corpi di Terra di Margherita Landi e Claudia Catarzi\, in scena il 3 luglio 2026 ore 18:30 al Parco Mediceo di Pratolino (Vaglia). \n\n\n\nEarth Bodies – Corpi di Terra è un dialogo profondo tra arte visiva e movimento\, un’indagine sulla possibilità di incarnare la materia per riscoprire il corpo. \n\n\n\nIl progetto nasce dalle sculture in creta di Claudia Catarzi: corpi minimi che racchiudono una “staticità dinamica”\, frammenti di danza impressi nella terra modellata. Attraverso la visione artistica di Margherita Landi\, queste opere diventano magicamente spazi da abitare. L’uso del visore della realtà virtuale opera un radicale cambio di scala: lo spettatore abbandona le proprie proporzioni per sprofondare nella dimensione millimetrica delle statuine\, entrando fisicamente nelle loro linee di forza. \n\n\n\nIl 15 luglio 2026 alle ore 17\,30 al MAD-Murate Art District di Firenze è la volta di Groove (primo studio) di Camilla Giani in collaborazione con SADI. ‘Groove’ è principalmente un termine musicale che indica la sensazione ritmica che fa muovere\, ma significa anche solco. Il groove è un atto relazionale. È l’esplosione che nasce dall’incontro tra tempo e spazio\, tra suono e danza\, tra individuale e collettivo. Il ritmo primario che ci radica e ci riconosce. “Un progetto che vuole sostare -dichiarano Camilla Giani e SADI -nella relazione tra corpo e ritmo\, attraverso la ripetizione\, l’ossessione\, il ritorno\, il battito. il progetto esplora la ripetizione non come ritorno all’identico ma come dispositivo capace di produrre trasformazione. Il ritmo viene osservato come una tecnologia relazionale capace di generare forme temporanee di sincronizzazione tra presenze differenti. \n\n\n\nA seguirela Compagnia degli Istanti presenta in prima nazionale La veglia\, lavoro creato e danzato da Francoise Parlanti che esplora l’archetipo femminile della raccoglitrice\, simbolo di pazienza\, cura e trasformazione. Il corpo si muove tra ciò che resta — frammenti\, residui\, tracce — costruendo un dialogo attraverso gesti di ascolto e custodia. La scena diventa uno spazio evocativo in cui raccogliere significa dare nuovo valore a ciò che è stato perduto\, trasformando la perdita in possibilità. \n\n\n\nSite dance riprende il 19 settembre 2026 alle ore 18 al Piccolo Teatro delle Rose di Scandicci con Ritorno Altrove\, di e con Luca Campanella e Francoise Parlanti. \n\n\n\nIl duetto riflette sul tema della nostalgia\, complesso\, pregno di sfumature e ambivalenze. È un’immersione emotiva\, guidata dai ricordi\, che fa emergere non solo la mancanza per relazioni\, luoghi e tempi vissuti\, ma anche la malinconia per dimensioni dell’animo come un criptico “altrove”: uno spazio interiore di progetti sognati e mai realizzati. \n\n\n\nSegue la Compagnia Egribianco Danza con She Screams firmato daRaphael Bianco. \n\n\n\n“She screams” è un lavoro sull’amore: frammenti di passione e dolore fragilità e forza\, dolcezza e follia. Il potere immenso dell’amore che può essere devastante o vivificante visto attraverso un caleidoscopico ritratto gestuale focalizzato su tre donne accompagnato dalle ruvide\, appassionate\, graffianti canzoni di Janis Joplin. \n\n\n\nChiude la serata Miniatures: Ground Studies\, una creazione di Camilla Giani che esplora il corpo nella sua scala più intima\, dove il micro-movimento rivela un intero ecosistema coreografico. Abitando il suolo e la stasi del posto\, la danza si focalizza sulla precisione anatomica\, trasformando il corpo in un puro oggetto di studio e contemplazione. L’attenzione dello spettatore viene guidata verso l’architettura invisibile del movimento: il rilievo di una scapola\, la geometria rigida di un gomito\, la grana della pelle a contatto con la terra. Ciascun movimento diventa un microscopio coreografico\, una miniatura vivente che trasforma l’anatomia umana in un paesaggio astratto e dettagliato. \n\n\n\nIl 20 settembre 2026 alle ore 17 il Centro storico di Lastra a Signa si trasforma in palcoscenico per Danza celata\, danza trovata\, ideato daSimona Bucci\,con le coreografiediRoberto Lori. Lo spettacolo\, rivolto ad un pubblico di tutte le età\, è un’esperienza che fonde danza\, gioco e creatività in una caccia al tesoro alla scoperta dei luoghi del centro storico. Gli spettatori diventano protagonisti di un’avventura in cui ogni tappa svela nuovi quesiti e sfide e vengono coinvolti attivamente per dar vita a piccole performance che scaturiscono dalle loro scelte. \n\n\n\nLa manifestazione si conclude il 26 settembre 2026 alle ore 18 al Teatro delle Arti di Lastra a Signa con un programma composito intitolato Attraversamentiin cui la compagnia degli Istanti debutta con Intersection Mozart di Roberto Lori\, che nasce dall’urgenza creativa di esplorare l’eredità immortale di Wolfgang Amadeus Mozart\, rintracciando nelle sue partiture quella “energia costruttiva” capace di generare ordine dal caos e bellezza dalla complessità. Non si tratta di una semplice trasposizione scenica della musica\, ma di un’intersezione viva dove il classicismo si scontra e si fonde con la sensibilità odierna. \n\n\n\nNelle serate del 19 e 26 la rassegna dedica una vetrina ad artisti del territorio in via di selezione. \n\n\n\nInfo e prenotazioni: info@compagniadegliistanti.it; \n\n\n\nCell. 340 1369666 – 3518097166 (whatsapp) – \n\n\n\nwww.compagniadegliistanti.it
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SUMMARY: "Visitate il Garda. Grafica e promozione dalla Belle Époque al turismo moderno"
DESCRIPTION:Cento anni di desideri\, immaginari e trasformazioni sociali. Cento anni di turismo che raccontano l’evoluzione del lago di Garda e dell’Italia. Cento anni di modi diversi di guardare e vivere il paesaggio\, il tempo libero e il viaggio. \n\n\n\nDal 4 luglio al 18 ottobre 2026 il MAG Museo Alto Garda presenta Visitate il Garda. Grafica e promozione dalla Belle Époque al turismo moderno\, una grande mostra che per la prima volta riunisce in un unico percorso espositivo manifesti\, cartoline\, brochure\, guide illustrate\, fotografie e materiali promozionali che hanno raccontato\, costruito e diffuso nel mondo l’immagine del Lago di Garda. \n\n\n\nPer oltre un secolo il Garda è stato immaginato prima ancora che vissuto. È stato desiderato attraverso un manifesto affisso in una stazione ferroviaria\, una cartolina spedita oltre confine\, una guida illustrata sfogliata da viaggiatori in cerca di nuove destinazioni. Prima di diventare esperienza\, il Garda è stato racconto. Un racconto costruito attraverso immagini\, colori\, simboli e linguaggi che oggi restituiscono non soltanto la storia di una delle destinazioni turistiche più riconoscibili d’Europa\, ma anche l’evoluzione del gusto\, dei costumi\, della società e dell’idea stessa di viaggio. \n\n\n\nCurata da Matteo Rapanà e Anna Zunino\, la mostra nasce in occasione del centenario della nascita dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Riva del Garda\, oggi Garda Dolomiti\, e rappresenta il punto di arrivo di un importante lavoro di ricerca\, acquisizione e valorizzazione sviluppato negli ultimi anni dal MAG. Un patrimonio costruito nel tempo attraverso acquisizioni\, donazioni\, depositi e collaborazioni con collezionisti e istituzioni che viene ora restituito al pubblico come una grande narrazione collettiva. \n\n\n\nVisitate il Garda è un viaggio attraverso la costruzione di uno dei più longevi immaginari turistici europei. Dalla Belle Époque alle avanguardie del Novecento\, dall’affermazione della mobilità automobilistica alla nascita del turismo moderno\, il percorso espositivo racconta come un territorio sia stato osservato\, interpretato e continuamente reinventato attraverso le immagini. \n\n\n\nNei manifesti esposti scorrono le eleganti atmosfere della villeggiatura mitteleuropea\, la scoperta del Garda come “Mediterraneo tra le Alpi”\, l’entusiasmo per la velocità e il progresso delle nuove infrastrutture\, l’affermazione del benessere e del tempo libero come elementi centrali della vita contemporanea. Cambiano gli stili grafici\, cambiano i linguaggi\, cambiano i viaggiatori. Cambia l’Italia. E attraverso queste trasformazioni prende forma l’identità pubblica di un territorio che continua ancora oggi ad attrarre visitatori da tutto il mondo. \n\n\n\nManifesti\, cartoline\, guide\, fotografie e materiali editoriali raccontano così una storia che va oltre il turismo. Raccontano il modo in cui una comunità ha imparato a rappresentare se stessa\, il modo in cui un paesaggio è diventato memoria condivisa\, patrimonio culturale e promessa di viaggio. \n\n\n\nCon questa mostra il MAG aggiunge un nuovo tassello alla propria missione culturale\, confermandosi non solo luogo di conservazione\, ma spazio di interpretazione capace di leggere nelle immagini le trasformazioni storiche\, sociali e culturali che hanno contribuito a definire il volto contemporaneo del Garda. \n\n\n\nScheda tecnicaVisitate il GardaA cura di Matteo Rapanà e Anna ZuninoMuseo Alto Garda – Riva del Garda (TN)Piazza Cesare Battisti 3/A\, Riva del Garda \n\n\n\nInaugurazione: 3 luglio 2026\, ore 18:00Periodo di apertura: 4 luglio 2026 – 18 ottobre 2026\, tutti i giorni dalle 10:00-18:00.Da ottobre\, chiuso il lunedìBiglietto: intero €5 – ridotto €4Info: info@museoaltogarda.it – www.museoaltogarda.it – 0464 573869squarzonidaphne@comune.rivadelgarda.tn.it 0464573873
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SUMMARY:LIVING! Julian Beck pittore” nel nuovo spazio Ripense di Roma
DESCRIPTION:L’Accademia Nazionale di San Luca ets amplia la propria attività culturale con un nuovo spazio espositivo\, sempre a Roma\, originariamente acquistato dalla Fondazione Toti Scialoja come sua futura sede. Disatteso quel progetto\, l’Accademia ha deciso di prenderlo in gestione per svilupparvi iniziative artistiche e culturali. \n\n\n\nIl nuovo spazio denominato RIPENSE\, dalla via dove si trova\, adiacente a Lungotevere Ripa\, nasce come storico deposito e magazzino all’ingrosso di profilati ferrosi e metalli. Concepite come un grande ambiente industriale di circa 400 metri quadrati\, le sue architetture conservano soffitti molto alti\, ampie campate libere e travi d’acciaio a vista\, originariamente progettate per sostenere i carichi e agevolare le operazioni di scarico delle merci. \n\n\n\nDal 2016 al 2025 lo spazio ha ospitato la galleria d’arte contemporanea T293\, preservandone le strutture originarie. \n\n\n\nCome ha sottolineato Francesco Cellini\, Presidente dell’Accademia\, il nuovo spazio espositivo è “affabile\, agevole e duttile\, tale da favorire una maggiore articolazione delle nostre attività”. \n\n\n\n*** \n\n\n\nRIPENSE inaugura la sua attività con la mostra “LIVING! Julian Beck pittore”\, a cura di Lorenzo Mango\, in programma dal 10 luglio al 14 novembre 2026. \n\n\n\nL’esposizione rende omaggio a Julian Beck (New York\, 1925 — 1985)\, attore\, regista\, pittore e scrittore\, anima e cofondatore\, insieme a Judith Malina\, del Living Theatre\, e si focalizza sulla sua attività di pittore da cui trarrà i presupposti per gli esiti teatrali.   \n\n\n\nLa mostra è realizzata in collaborazione con la Fondazione Morra di Napoli\, che ha costituito l’Archivio Living Theatre\, affidato da Judith Malina a Peppe Morra\, con il quale sia lei sia Julian Beck intrattenevano da molti anni uno stretto rapporto di collaborazione e amicizia. \n\n\n\nOggi l’Archivio\, che conserva il più importante corpus di opere pittoriche e documenti di Julian Beck\, è ospitato presso Palazzo Prospero Morone a Caggiano (Salerno) ed è tutelato dal Ministero della Cultura (MIC) – Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale\, Direzione Generale Archivi\, Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania. \n\n\n\nLa mostra è realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. \n\n\n\nIl titolo della mostra è insieme un nome e un’esortazione: richiama naturalmente il Living Theatre e suona come un invito ad aderire al moto vitale dell’arte\, alla sua capacità di mettere in movimento il pensiero e l’azione\, dentro e fuori la cornice del quadro.  \n\n\n\n“Quella di Julian Beck – dichiara il curatore Lorenzo Mango – è una figura veramente unica nel panorama artistico del Novecento. Il teatro\, ma in termini più generali l’arte\, erano pensati da Beck in un’intima fusione con la vita. L’artista era un pensatore di futuro\, impegnato a immaginare quadri\, spettacoli ma ancora di più mondi. La sua visione anarchica si tradusse in una scelta di vita che metteva al centro l’esperienza pacifista e un immaginario utopico. Tutto questo\, prima ancora del teatro\, si realizza nella pittura\, una zona meno conosciuta del suo lavoro\, eppure fondamentale perché ne rappresenta le premesse. Questa mostra\, la prima storicizzazione del suo percorso di pittore\, ne rende finalmente leggibili l’identità e gli sviluppi interni”. \n\n\n\nLa mostra mette a fuoco la vicenda meno nota\, e proprio per questo più affascinante\, dell’artista: quella di Beck pittore. Giovanissimo\, nel 1943 lascia gli studi a Yale e torna a New York per dipingere e scrivere. Frequenta la galleria Art of This Century di Peggy Guggenheim e\, nell’Autumn Salon del 1945\, espone accanto a William Baziotes\, Robert Motherwell\, Jackson Pollock e Mark Rothko\, entrando pienamente nel clima dell’Espressionismo astratto.  \n\n\n\nPer oltre un decennio la pittura rappresenta il laboratorio privilegiato della sua ricerca: un esercizio di libertà costruito attraverso stratificazioni di segno e colore\, campiture vibranti\, collage di cartoline\, etichette e frammenti di stampa\, fino a una pratica che aspira a restituire\, come soleva ripetere\, la “crudezza del mondo”. \n\n\n\nNel 1958 Beck sceglie di abbandonare la pittura per dedicarsi\, come dirà\, “all’arte più sociale del teatro”. Non si tratta di una frattura\, bensì di un passaggio: le tensioni formali ed espressive della tela si trasferiscono nella materia teatrale\, diventando scrittura scenica\, corpo\, gesto e presenza. \n\n\n\nIn mostra una selezione di circa 40 opere: dipinti e disegni del periodo 1944–1958\, affiancati da fotografie\, manifesti\, bozzetti\, costumi di scena\, materiali d’archivio\, inviti\, videoproiezioni con stralci di spettacoli teatrali e documenti\, tutti provenienti dall’Archivio Living Theatre.  \n\n\n\nL’esposizione restituisce così l’unità di un percorso creativo e l’idea dell’opera d’arte totale\, in cui pittura\, parola\, scena e vita non costituiscono territori separati. A confermarlo è il ritorno alla pittura nel 1982 quando\, per The Yellow Methuselah\, Beck realizza un imponente fondale dipinto di settanta metri ispirato a Kandinskij. \n\n\n\nIl fondale non era un semplice elemento decorativo\, ma un’estensione dinamica della pittura nello spazio scenico\, capace di dialogare con l’azione teatrale e di definirne il ritmo percettivo. La pittura diventava così un’esperienza immersiva in cui spazio\, ambiente e corpi degli attori si fondevano in una composizione vivente. \n\n\n\nLa mostra è accompagnata da un catalogo che contiene: le presentazioni del Presidente Francesco Cellini e quella dell’accademico Gianni Dessì\, il saggio del curatore Lorenzo Mango\, i testi di Stefania Zuliani e Massimo Maiorino\, l’intervista inedita a Julian Beck condotta da Andrew Nadelson nel dicembre del 1984 e l’intervista di Barbara Reggio a Cathy Marchand\, attrice storica del Living Theatre. Il volume è inoltre corredato dalle riproduzioni di un’ampia selezione di opere e di tutte quelle esposte\, documentate anche dalle foto di Andrea Veneri dell’allestimento. \n\n\n\nLa mostra si avvale del supporto di Opera Laboratori \n\n\n\n*** \n\n\n\nINFORMAZIONI: \n\n\n\nMostra: “LIVING! Julian Beck pittore” \n\n\n\nCuratore: Lorenzo Mango \n\n\n\nSede: RIPENSE\, via Ripense 6\, Roma \n\n\n\nApertura al pubblico: 10 luglio – 14 novembre 2026 \n\n\n\nOrari: dal martedì al sabato\, dalle ore 15.30 alle ore 20.00 (ultimo ingresso ore 19.30) | chiuso la domenica e il lunedì. Chiuso dal 9 al 31 agosto. \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\nInformazioni: www.accademiasanluca.it; tel. 06 6798848 – 06 6798850 selezionando l’interno della portineria. \n\n\n\nFacebook: @accademianazionaledisanluca | Instagram: @accademiadisanluca
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SUMMARY:Taormina Arte Sicilia\, al via la stagione 2026 di musica\, teatro e danza
DESCRIPTION:La Fondazione Taormina Arte Sicilia presenta la stagione 2026 delle sezioni musica\, teatro e danza. Da luglio a ottobre il Teatro Antico\, il Teatro Odeon\, la Casa del Cinema e altri luoghi simbolo ospiteranno un cartellone che riunisce grandi concerti\, spettacoli di prosa e performance\, produzioni originali\, coproduzioni e progetti speciali\, confermando la vocazione multidisciplinare del Festival. \n\n\n\nLa direzione artistica\, affidata a Simona Celi\, sviluppa il cartellone attorno al concetto di Zeitgeist\, lo spirito del tempo\, filo conduttore dell’intera stagione.  \n\n\n\nL’Assessore regionale al Turismo\, Sport e Spettacolo Elvira Amata sottolinea il valore strategico del Festival all’interno delle politiche regionali di promozione culturale e turistica: “Questo evento conferma il suo ruolo consolidato come pilastro della programmazione culturale e della strategia di promozione turistica dell’Isola\, configurandosi come un’alta espressione dell’identità culturale siciliana e della sua millenaria tradizione di accoglienza e contaminazione artistica. Anche in questa edizione Taormina\, grazie alla sua storia e alla maestosità del Teatro Antico\, tornerà a essere un palcoscenico internazionale per le eccellenze del cinema\, della musica e del teatro\, valorizzando al contempo la centralità e la rilevanza dei territori che\, con il loro patrimonio materiale e immateriale\, custodiscono l’autenticità del brand Sicilia. Per il suo valore strategico e la comprovata capacità di attrarre flussi turistici internazionali\, la rassegna è stata inserita nel Calendario ufficiale dei Grandi Eventi dell’Assessorato Regionale del Turismo. Una condivisione istituzionale che consentirà di rafforzare le azioni volte a destagionalizzare l’offerta\, potenziare la promozione delle specificità territoriali e del brand Sicilia all’estero e garantire ai visitatori esperienze culturali di elevato profilo. Siamo certi che l’edizione 2026 supererà le aspettative\, rafforzando altresì la posizione della Sicilia come capitale del turismo culturale nel Mediterraneo”.  \n\n\n\nParticolare rilievo assumono le produzioni\, coproduzioni della Fondazione Taormina Arte Sicilia e le ospitalità. Al mondo del teatro sarà dedicata una serata speciale in occasione dei 50 anni della prosa al Teatro Antico in programma il 3 settembre\, con il Premio Internazionale Fondazione Taormina Arte Sicilia per il Teatro. \n\n\n\nDall’8 al 10 ottobre la Casa del Cinema ospiterà la masterclass della regista Roberta Torre. Taormina Arte intende continuare le attività anche nei mesi invernali\, con la progettualità legata alle prossime produzioni. \n\n\n\nIl Commissario Straordinario Bernardo Campo aggiunge: “La Fondazione Taormina Arte Sicilia attraversa un anno molto importante attuando un progetto di coesione ancora più forte tra Assessorato al Turismo ed enti. Una visione condivisa con l’Assessore regionale Elvira Amata e un gruppo di lavoro di professionisti con una profonda esperienza\, sono gli elementi che danno il senso ad una visone in cui\, il turismo\, è valore economico\, visibilità internazionale e crescita dei territori. Miriamo ad un progetto ben preciso e di lunga durata che consolidi Taormina come un brand riconoscibile nel mondo per la bellezza dei luoghi\, la qualità dell’offerta culturale\, il valore dell’ospitalità. Si parla spesso di ‘geografia culturale’ e di eventi come attrattori. Il cinema\, il teatro\, la danza\, la musica\, sono linguaggi universali e un volano fondamentale per attrarre e coinvolgere flussi turistici di qualità\, fidelizzare nel tempo il visitatore creando occasioni uniche ed esperienze irripetibili. Taormina Arte Sicilia si pone al centro di questa visione ed è strumento di programmazione internazionale e termometro di come la Sicilia è percepita all’estero. Puntiamo a coinvolgere artisti di rilievo\, sostenere progetti originali e realizzare eventi unici\, capaci di rafforzare l’identità della Fondazione e del brand Taormina\, valorizzandone la capacità progettuale\, la qualità della programmazione e le ricadute sul territorio e sull’intera Sicilia. Siamo profondamente convinti che la qualità del nostro lavoro sia fondamentale per superare gli stereotipi\, attrarre valore e contribuire a raccontare una Sicilia sempre più innovativa e creativa. Sentiamo forte il ruolo della Regione Siciliana in questo percorso di partecipazione attiva alla crescita culturale\, politica\, sociale e turistica dell’Isola”. \n\n\n\nIl Sovrintendente Felice Panebianco\, sottolinea: “Identità è la parola che mi viene in mente quando penso alla Fondazione Taormina Arte Sicilia. Uno dei Festival più importanti in Europa racchiude un’anima antica e una visione futura. Lo scambio è costante con il territorio\, la luce è reciprocità. Taormina accoglie e meraviglia\, il nostro progetto è quello di creare contenuti\, essere fulcro di idee\, di scambio ma anche quello di avere un dialogo costante con il pubblico perché teatro significa principalmente coesione\, socialità\, nutrimento. Abbiamo potenziato il nostro Festival rendendolo multidisciplinare\, inclusivo\, attento alle tematiche del tempo che attraversiamo\, agli artisti\, ai giovani. Manteniamo il cuore di questo ente che ha scritto le pagine più importanti della storia culturale italiana ma con l’idea che musica\, danza\, teatro siano un mezzo che una comunità ha per condividere il piacere e per crescere. Taormina attrae per il suo fascino ma certamente\, negli anni\, il Festival ha dato un contributo identitario al suo incanto. Ripartiamo dalla curiosità\, dall’idea di creare progetti originali ed eventi immersivi affinché l’attrazione sia anche la narrazione di questo luogo\, la sua connotazione culturale e non solo geografica”.  \n\n\n\nLa direttrice artistica delle sezioni musica\, teatro e danza Simona Celi evidenzia come la stagione nasca dal desiderio di rafforzare l’identità culturale della Fondazione: “Zeitgeist\, lo spirito del tempo\, è il filo conduttore del Festival. Vogliamo che la Fondazione Taormina Arte Sicilia sia sempre più un centro di idee\, di scambio e di partecipazione\, attraverso una proposta che unisce produzioni originali\, giovani\, artisti siciliani e protagonisti internazionali. Il tema centrale è il racconto del nostro tempo attraverso il linguaggio della performance\, della musica\, del teatro e della danza\, con spettacoli pensati anche come esperienze immersive. Stiamo costruendo un nuovo percorso per un ente che si rinnova mantenendo la propria tradizione di qualità\, cultura e curiosità”.  \n\n\n\nIl cartellone completo:  \n\n\n\nDall’8 al 10 ottobre – Masterclass con Roberta Torre – Produzione Taormina Arte Sicilia – Casa del Cinema \n\n\n\n10 luglio – Delia Buglisi – Teatro Antico  \n\n\n\n11 luglio – Serena Brancale – Teatro Antico  \n\n\n\n24 luglio – Angelina Mango – Teatro Antico  \n\n\n\n1 agosto – spettacolo all’alba – Dove nasce il giorno con Ambra Angiolini e Orchestra a Plettro Città di Taormina (testi di Chandra Livia Candiani) – Produzione Taormina Arte Sicilia – Teatro Antico.  \n\n\n\n5 agosto – Pink Floyd Legend – Teatro Antico  \n\n\n\n9 agosto – Luca Carboni – Teatro Antico  \n\n\n\n10 agosto – Oltre le colonne d’Ercole\, con Gloria Campaner e Valeria Solarino – Teatro Antico.  \n\n\n\n11 agosto – Iliade\, adattamento scenico e regia di Mimmo Cuticchio – Teatro Antico.  \n\n\n\n12 agosto – Nino D’Angelo – Teatro Antico  \n\n\n\n24 e 25 agosto – Pooh – Teatro Antico  \n\n\n\n26 agosto – Nuhara – Teatro Odeon.  \n\n\n\n1 settembre – Capelli. M. si desta un mattino da sogni inquieti\, drammaturgia e regia di Luisa Casasanta – Teatro Odeon.  \n\n\n\n2 settembre – Concerto sinfonico Rachmaninov 3\, Bernstein\, Ravel\, con la pianista Serene e la Palermo Classica Symphony Orchestra diretta da Sol Chin – in collaborazione Taormina Arte Sicilia e Palermo Classica – Teatro Antico.  \n\n\n\n3 settembre – Gran Galà del Teatro e Premio Internazionale Fondazione Taormina Arte per il Teatro – Teatro Antico.  \n\n\n\n5 settembre – Li Fomni\, con Eleonora Bordonaro e Diana Tejera – Teatro Odeon.  \n\n\n\n6 settembre – Prove di volo – Compagnia Neon – Teatro Odeon.  \n\n\n\n9 settembre – Ultimi spettacoli\, con Roberto Lipari – Teatro Antico.  \n\n\n\n10 settembre – Coez – Teatro Antico  \n\n\n\n13 settembre – Madame – Teatro Antico  \n\n\n\n17 settembre – Blu. Planetaria\, con Edoardo Leo – produzione Taormina Arte Sicilia – Teatro Antico.  \n\n\n\n20 settembre – Bellini alla Norma\, con Danilo Rea e Cesare Bocci – produzione Taormina Arte Sicilia – Cortile Platamone\, Catania.  \n\n\n\n24 settembre – Interference\, coreografia di Alessandra Scalambrino\, con DT Junior Ballet e Puccio Castrogiovanni – Produzione Taormina Arte Sicilia (Only 100) – Teatro Antico.  \n\n\n\nDal 30 settembre al 4 ottobre – La cena\, di Giuseppe Manfridi\, regia Walter Manfrè – Produzione Taormina Arte Sicilia (Only 40) – Palazzo Corvaja. 
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SUMMARY:Etruria Danza in collaborazione con il PACT
DESCRIPTION:Da luglio a settembre\, l’Etruria laziale ospita Etruria Danza\, prima edizione di un progetto performativo itinerante a cura dell’Associazione Profession Dance\, con il contributo della Regione Lazio\, che coinvolge i comuni di Cerveteri\, Tarquinia\, Allumiere\, Tolfa e Ladispoli. Il programma si snoda tra siti archeologici\, musei\, piazze e spazi urbani\, trasformandoli in luoghi di spettacolo dal vivo e di incontro tra artisti\, comunità locali e pubblico. \n\n\n\nSotto la direzione artistica di Paola Sorressa\, l’iniziativa nasce dalla collaborazione tra le amministrazioni comunali coinvolte e il PACT – Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia\, delineando una rete istituzionale orientata alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso le arti performative. Etruria Danza propone una riflessione sul rapporto tra il movimento e la civiltà etrusca\, rielaborata attraverso la danza contemporanea e attivata nei luoghi della stratificazione storica\, dove nuove creazioni coreografiche si confrontano con il contesto archeologico e paesaggistico. \n\n\n\nLa prima edizione si sviluppa lungo un arco temporale che va dal 16 luglio al 26 settembre 2026\, toccando in successione Ladispoli\, Allumiere\, Cerveteri\, Tolfa\,  Tarquinia e nuovamente Ladispoli\, con un programma che alterna nomi affermati della scena italiana a produzioni internazionali. Il percorso si apre a Marina di San Nicola (Ladispoli) il 16 luglio 2026. Alle ore 20.00\, presso La Piazzetta – Lungomare del Medioevo\, va in scena IntercettAzioni\, creazione site specific firmata da Paola Sorressa\, direttrice di Mandala Dance Company. Alle 21.30\, l’Anfiteatro Villa Romana di Pompeo ospita la stessa compagnia in Trittico Black & White 2.0\, composto da Insieme\, Border Bodies e Il corpo danzante: omaggio a Pasolini. \n\n\n\nLa rassegna prosegue il giorno successivo\, 17 luglio\, sempre a Marina di San Nicola (Ladispoli)\, nell’Anfiteatro Villa Romana di Pompeo. Alle ore 21.30 va in scena L’altro\, coreografia di Moreno Guadalupi per ResExtensa; alle 22.15 GDO – Gruppo Danza Oggi presenta UDA Company Junior in Radici a terra coreografie di Ilenja Rossi. \n\n\n\nIl 27 luglio 2026\, alle ore 21.30\, Piazza della Repubblica (Allumiere) accoglie Romeo & Juliet Project\, ideato da Daniela Maccari per Borderline. Il giorno seguente\, 28 luglio\, alla stessa ora\, lo stesso luogo ospita Mandala Dance Company con Il corpo danzante: omaggio a Pasolini e Stone\, entrambi firmati da Paola Sorressa. Il festival raggiunge Cerveteri il 31 luglio 2026\, in Piazza Santa Maria. Alle ore 21.30 va in scena Anghingò\, coreografato da Patrizia Cavola e Ivan Truol per Atacama; alle 22.15 tocca a Movimento in Actor – Con.Cor.D.A con Noi siamo Caos\, firmato da Flavia Bucciero. \n\n\n\nLa rassegna continua l’1 agosto\, sempre in Piazza Santa Maria (Cerveteri): alle 21.30 il Balletto di Roma presenta Galà d’Autore\, con le coreografie di Valerio Longo\, Martina Licciardo\, Marcello Giovani e Simone Manzato; alle 22.15 torna Mandala Dance Company con Stone\, firmato da Paola Sorressa. \n\n\n\nIl 2 agosto\, nello stesso spazio\, la giornata si articola in tre appuntamenti: alle 21.30 ErsiliaDanza porta in scena La passeggiata\, coreografia di Laura Corradi; alle 22.15 Petranura Danza – Megakles interpreta Panta Rhei\, firmato da Salvatore Romania e Laura Odierna; alle 23.00 chiude la giornata ARB Dance Company con DuetX\, ideato da Marco Munno e Manuela Facelgi. Il 25 agosto 2026\, la Villa Comunale – Anfiteatro Pompilio Tagliani (Tolfa) ospita alle ore 21.00 Lay Bare\, coreografia di Antonella Albanese e Cassandra Bianco per ResExtensa\, e alle 21.45 GDO – Gruppo Danza Oggi in Donna: il coraggio delle emozioni\, coreografie di Caterina Giuliani\, Francesca Capraro e Martina Bartomioli Il giorno successivo\, 26 agosto\, alle ore 21.00\, lo stesso spazio accoglie Mandala Dance Company con Insieme e Stone\, entrambi coreografati da Paola Sorressa. \n\n\n\nIl 12 settembre 2026 il Museo Etrusco di Tarquinia diventa palcoscenico site specific. Alle ore 19.00 E-Motion presenta la versione site specific di Resounding\, firmata da Francesca La Cava; alle 20.30 lo stesso gruppo ripropone Resounding nella versione da sala; alle 21.15 ResExtensa (Centro di Produzione Danza Puglia) porta in scena Lay Bare\, coreografia di Antonella Albanese e Cassandra Bianco. Il giorno seguente\, 13 settembre\, il museo ospita ancora tre appuntamenti: alle 19.00 Petranura Danza – Megakles presenta un estratto site specific di Panta Rhei; alle 20.30 Atacama torna con Anghingò\, coreografia di Patrizia Cavola e Ivan Truol; alle 21.15 Petranura Danza – Megakles chiude la giornata con la versione integrale di Panta Rhei\, entrambe firmate da Salvatore Romania e Laura Odierna. \n\n\n\nL’edizione 2026 si chiude il 26 settembre al Cineteatro Massimo Freccia (Ladispoli) con una serata di respiro internazionale. Alle ore 17.00 la compagnia spagnola Larumbe Danza propone l’installazione Stage_ON The Road e la performance To resist a heartbeat\, firmate da Juan Alberto Torres. Alle 18.45 la compagnia belga Irene K presenta la creazione À l’ombre du bananier\, firmata da Irene Kalbusch. Alle 19.30 chiude il festival la compagnia spagnola Takiri Art Company con Dirac’s equation\, coreografato da Rafael Perets e Nicole Ratti. \n\n\n\nLimina Teatri\, testata giornalistica diretta da Letizia Bernazza\, è media partner di Etruria Danza a sostegno della promozione delle arti performative e della danza contemporanea. La collaborazione mira a valorizzare il progetto e a rafforzarne visibilità e diffusione. \n\n\n\nGli appuntamenti di Etruria Danza prevedono modalità di accesso differenziate: alcuni eventi sono a ingresso gratuito\, altri con biglietto a 5€ (gratuito per under 10 e over 60). I biglietti potranno essere acquistati esclusivamente in loco. La biglietteria aprirà un’ora prima dell’inizio degli spettacoli. Per prenotazioni biglietti scrivere all’indirizzo e-mail info@etruriadanza.com.
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SUMMARY:"Carla Lonzi – Dentro e fuori dal mondo" di Francesca Archibugi alla Mostra del Cinema
DESCRIPTION:Il documentario Carla Lonzi – Dentro e fuori dal mondo\, diretto da Francesca Archibugi\, sarà presentato in anteprima alla 83ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Giornate degli Autori – Eventi speciali. \n\n\n\nCarla Lonzi- Dentro e fuori dal mondo è un progetto che va oltre il racconto biografico della celebre critica d’arte\, filosofa e teorica del femminismo italiano\, e che mostra accanto alla figura pubblica\, considerata così intransigente\, punto di riferimento di artisti e pensatori\, anche quella privata\, più affascinante e contraddittoria\, restituendo un ritratto puntuale e allo stesso tempo empatico di una delle donne che più ha influenzato non solo le basi\, ma anche il linguaggio del femminismo e dell’autocoscienza delle donne.  \n\n\n\nAttraverso materiale d’archivio inedito\, fotografie e la voce della stessa Lonzi\, Francesca Archibugi costruisce un racconto intimo e appassionato\, avvalendosi anche delle testimonianze di familiari e amici\, tra cui il figlio Battista Lena (musicista e compositore\, autore delle musiche del documentario)\, la stessa regista Francesca Archibugi\, Nanni Moretti\, Giulia Siviero\, Suzanne Santoro e la filosofa Maria Luisa Boccia. \n\n\n\nIn dialogo con tutte le esperienze rivoluzionarie degli anni Sessanta e Settanta\, la ricerca della Lonzi attraversa tanti temi come il corpo\, la natura\, il mito e la memoria e la sua eredità è molto forte e attualissima.  \n\n\n\nUna produzione Fandango con Rai Cinema\, in associazione con Luce Cinecittà e MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo\, opera realizzata e distribuita con il contributo del Fondo del Ministero della Cultura per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo\, Carla Lonzi- Dentro e fuori dal mondo sarà al cinema con Fandango Distribuzione.
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SUMMARY:CANTI.CO a cura di 4D Teatro\, rassegna di eventi diffusi\, tra sacro e profano
DESCRIPTION:Nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi\, nasce il progetto CANTI. CO eventi diffusi tra sacro e profano\, promosso dalla rete 4D Teatro\, composta dalle compagnie mantovane Carrozzeria Orfeo\, Teatro Magro\, Teatro all’improvviso\, Ars. Creazione e Spettacolo\, con il contributo di MiC – Ministero della Cultura\, nell’ambito di “Progetti Speciali” del FNSV (Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo)\, del Comune di Mantova\, Gruppo Tea\, con il patrocinio del Comune di Curtatone\, rispettando i principi di Greenstage e Unione Europea. \n\n\n\nUn percorso esperienziale diffuso\, immersivo e partecipato\, che indaga il confine\, oggi sempre più mobile\, tra sacro e profano. Se il “sacro” è inteso non solo come ciò che appartiene alla sfera rituale o simbolica tradizionale\, ma che porta valore\, rispetto\, cura\, bellezza e connessione profonda\, il profano\, a sua volta\, diventa spazio di incontro e relazione umana\, di vita pulsante nelle strade\, nelle case\, negli interstizi del territorio.  \n\n\n\nCon la sua radicale visione del mondo\, la figura di Francesco diviene così chiave per leggere la contemporaneità e le sue tensioni\, attraversando e abitando luoghi emblematici del patrimonio mantovano\, soglie da cui partire per esplorare e interrogarsi su come sacro e profano abitino e trasformino il presente in un dialogo fertile con la memoria: Palazzo Te e il Museo Diocesano Francesco Gonzaga a Mantova\, il Complesso delle Grazie e Corte Maddalena a Curtatone\,oltre all’individuazione di spazi speciali nei comuni di Quistello e Gazoldo degli Ippoliti. \n\n\n\nIn questo intreccio di tempi e visioni\, l’immaginario francescano torna a risuonare nel nostro presente\, aprendo uno spazio rinnovato di riflessione collettiva grazie ad un progetto capace di coniugare ricerca artistica contemporanea e valorizzazione del patrimonio culturale\, architettonico\, naturalistico e comunitario\, in stretto contatto con le comunità locali e in connessione con l’ambiente. \n\n\n\nPrimo appuntamento è il 26 luglio (ore 21) a Palazzo Te con CREATURA di Compagnia Ars. Creazione e Spettacolo\, in collaborazione con Iuvenis Danza\, testo e regia di Federica Restani. Creatura vuole restituire lo sguardo francescano sulla natura intesa come creazione originale e originaria rintracciabile nelle iconografie e negli spazi di Palazzo Te. Il Cantico delle Creature\, testo poetico\, inno religioso\, modo di guardare il mondo che celebra una fraternità concreta\, si rispecchia nel luogo e lo fa vibrare. È un insegnamento per riconoscere il Palazzo come una creatura vivente e portare il Cantico nel cuore dell’architettura\, facendolo risuonare attraverso voci e corpi. La performance diventa un rito collettivo che conduce il pubblico ad attraversare stanze ed iconografie in un legame di significati e trame. \n\n\n\nRitorna a Corte Maddalena\, a Curtatone\, il 19 settembre (ore 20) e il 20 settembre (ore 12.30)\, il Teatro delle Ariette con NOI SIAMO UN MINESTRONE [IMAGINE]\, di\, con e regia di Paola Berselli e Stefano Pasquini. Più che uno spettacolo meglio pensarlo come un incontro\, un’ora di tempo vissuta insieme poeticamente\, cercando quello che c’è prima delle parole e quello che resta dopo che sono state pronunciate e dimenticate. Un pezzo di vita per tutte le cose da raccontare\, sull’amore\, sul teatro\, sulla forza delle piante e degli animali\, su come sarebbe facile\, in fondo\, essere felici. Attori e spettatori condividono un rito semplice e potente: il minestrone che prende forma\, un piatto così umile e quotidiano da appartenere alla vita di tutti. In un tempo di guerre\, il Teatro delle Ariette\, la compagnia di attori-contadini del teatro da mangiare e dell’autobiografia\, presenta una delle sue ultime creazioni per raccontare l’amore\, ritrovare il piacere del gioco\, immaginare il presente. \n\n\n\nUn vero e proprio pellegrinaggio laico e spirituale\, dove il camminare non è più solo un attivatore del pensiero logico\, ma diventa un atto di spoliazione e connessione profonda\, è quello che Teatro Magro in GRAZIE E DISGRAZIE propone il 3 e 4 ottobre\, ogni 5 minuti (ore 8\, 10.30\, 17.30) con partenza dalla città di Mantova per raggiungere il Santuario delle Grazie di Curtatone. Il percorso performativo\, regia di Flavio Cortellazzi\, con attori e attrici di Teatro Magro\, è una camminata in cui l’itinerario si trasforma in uno spazio di esperienza artistica condivisa\, dove dimensione sacra e profana si intrecciano in dialogo con il paesaggio e la memoria dei luoghi. Il vero soggetto è l’atto del camminare\, condizione indispensabile per favorire lo sviluppo rigoroso e spietato del pensiero. Nella spiritualità francescana\, il cammino a piedi è la condizione stessa dell’essenzialità: ci si mette in viaggio senza bagagli\, accettando la vulnerabilità del corpo e l’incontro imprevedibile con il mondo. \n\n\n\nUn percorso performativo e laboratoriale che intreccia linguaggi artistici\, patrimonio culturale e pratiche di ascolto\, rivolgendosi a bambini\, famiglie e adulti\, è quello che propone Teatro all’improvviso in un progetto articolato in più momenti. Il 18 ottobre alla Sala Ex Mondadori di Palazzo Te (con due turni di due ore ciascuno\, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30) si svolge DANCING MATERIAL / MATERIAL DANCE – NATURA DELLE MATERIE\, un laboratorio sulla sensibilità\, a cura di Cornelia Böhnisch & Katharina Schrott di Toihaus Theater (Austria) che si avvale anche del patrocinio del Forum austriaco di Cultura a Milano e del contributo di Fondazione Comunità Mantovana. Declinata in due versioni\, per famiglie e adulti\, l’esperienza vuole esplorare percezione\, movimento e relazione con l’ambiente\, promuovendo un ascolto attivo e una più profonda consapevolezza corporea. Il workshop\, attraverso l’esplorazione delle caratteristiche che contraddistinguono materiali diversi\, dai tessuti al cotone\, l’acqua o la nebbia\, fonde questi elementi con il corpo umano\, la musica e lo spazio\, creando un’esperienza immersiva che regala un nuovo modo di sentire la propria figura e osservare le opere d’arte. A completare il percorso\, nel mese di dicembre\, è lo spettacolo ATTRAVERSO IL BOSCO testo\, scene e regia di Dario Moretti\, con Silvia Viviani\, musiche di Saya Namikawa\, proposto a Quistello per le scuole\, e a Gazoldo degli Ippoliti con replica per le famiglie. Lo spettacolo racconta la storia di un’amicizia tra una bambina e un orso che richiama l’antico legame tra l’essere umano e la natura.  Dopo un incontro burrascoso\, i due protagonisti imparano a conoscersi e a comunicare\, instaurando una relazione fatta di gesti e doni\, che nel rispetto della giusta distanza\, si accompagna alla scoperta dell’altro e della bellezza che la natura del bosco riserva. Un invito a coltivare il rispetto per ogni creatura vivente e la meraviglia verso i paesaggi naturali. \n\n\n\nAl Museo Diocesano di Mantova\, luogo che custodisce secoli di arte sacra e memoria collettiva\, l’11 dicembre alle ore 21\, Compagnia Ars. Creazione e  Spettacolo propone una performance che rimette al centro la figura di San Francesco d’Assisi come chiave per leggere il presente. FRANCESCO. LE CREATURE E LA SOGLIA\, regia di Raffaele Latagliata\, testo di Davide Rondoni\, con Federica Restani e Raffaele Latagliata\, unisce poesia\, teatro e danza per attraversare la soglia – sempre più sottile – tra sacro e profano. Lo spettacolo nasce da un testo originale di Davide Rondoni\, che darà voce a un pensiero francescano capace di parlare all’oggi con la stessa radicalità di otto secoli fa. \n\n\n\nINFO E PRENOTAZIONI \n\n\n\n340 3440881 | 4dteatro@gmail.com \n\n\n\nwww.carrozzeriaorfeo.it/4dteatro
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SUMMARY:Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology
DESCRIPTION:Dalle rovine dell’antichità alle icone della cultura pop\, passando per un messaggio di rinascita per il territorio. Dal 27 luglio al Parco Archeologico di Pompei prende il via Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology\, la più grande installazione artistica mai realizzata dall’artista britannico\, considerato dalla critica l’erede di Andy Warhol. Oltre trenta sculture monumentali del suo iconico alter ego\, The Lobster\, popoleranno Pompei e i siti del territorio\, tra cui il sito protostorico di Longola\, dove una delle opere sarà allestita come segno di attenzione verso il territorio dopo il grave incendio doloso che ha colpito l’area poche settimane fa. \n\n\n\nPop Mythology\, organizzata dal Il Cigno Arte nel il Parco Archeologico di Pompei\, rappresenta il prossimo grande progetto di arte pubblica di Colbert e segna un nuovo capitolo nella sua esplorazione della mitologia\, della storia e della cultura contemporanea. Sempre più riconosciuto come uno dei principali artisti delle installazioni site-specific su larga scala\, Colbert ha realizzato importanti interventi artistici a Taipei\, Seoul\, Hong Kong\, Shanghai\, Singapore\, Macao\, Londra\, Venezia\, Napoli\, Roma e in Sicilia\, costruendo una pratica artistica globale e distintiva. Il suo lavoro si colloca all’intersezione tra arte\, intrattenimento e cultura di massa\, creando esperienze accessibili e di forte impatto per il pubblico di tutto il mondo. \n\n\n\n«Pompei è\, per me\, la città dell’antichità per eccellenza» spiega Philip Colbert «un luogo che esiste oltre il tempo. Non riesco a immaginare un contesto più potente in cui creare un dialogo scultoreo sul tempo\, sull’identità e sui modi in cui l’arte può trascendere i propri limiti. Le rovine di Pompei incarnano al tempo stesso tragedia e bellezza\, e la città stessa sembra sospesa tra passato e presente». \n\n\n\nIspirata all’arte antica di Pompei\, in particolare al celebre mosaico a soggetto marino proveniente dalla Casa del Fauno\, oggi al Museo archeologico di Napoli\, la mostra che include molte sculture mai esposte prima dall’artista\, dialoga con la storia del sito e del suo territorio attraverso il viaggio simbolico del motivo dell’astice di Colbert\, che riecheggia la storia stessa di Pompei fatta di distruzione\, conservazione e memoria collettiva. \n\n\n\nMentre i visitatori attraversano il sito\, le sculture emergono in modo inatteso all’interno del Parco: colorati astici in acciaio inox e opere con patina bronzea appariranno tra colonne\, archi e rovine antiche. Accanto a queste\, una nuova trilogia di monumentali sculture in acciaio nero\, concepite come “reperti mitologici del futuro”\, tra cui guerrieri-astice robotici\, si presenterà come rovina speculativa proveniente da un futuro immaginario. \n\n\n\nOltre a Pompei\, dal 28 luglio le opere saranno esposte negli altri siti gestiti dal Parco archeologico: Longola\, Boscoreale\, Oplontis\, Villa San Marco\, Villa Arianna e il Real Polverificio Borbonico. \n\n\n\n«L’allestimento di un’opera a Longola assume un significato particolare»\, sottolinea il Direttore del Parco\, Gabriel Zuchtriegel. «Dopo l’incendio che ha colpito il sito\, la presenza di una scultura di Colbert rappresenta un gesto di attenzione e solidarietà verso questo luogo e verso la comunità che lo vive. L’arte contemporanea può contribuire a mantenere alta l’attenzione sul patrimonio culturale e a trasformare una ferita in un’occasione di partecipazione e rinascita. Nel corso della mostra\, seguiranno incontri con scuole e associazioni nei vari luoghi\, tra Boscoreale\, Castellammare di Stabia\, Torre Annunziata e Longola nel Comune di Poggiomarino”. \n\n\n\nFondendo mitologia classica e immaginario futuristico\, Pop Mythology presenta Pompei non solo come un luogo archeologico storico\, ma come uno spazio culturale vivo\, in dialogo con l’arte contemporanea e la cultura visiva moderna. Riflettendo su temi quali la mortalità\, la civiltà e il rapporto dell’umanità con la tecnologia\, la mostra crea un dialogo tra rovine antiche e futuri immaginati\, invitando un nuovo pubblico a scoprire Pompei attraverso uno sguardo contemporaneo e dando vita a un’esperienza immersiva\, ludica e sorprendente. \n\n\n\n«Il Parco Archeologico di Pompei ha accolto l’universo figurativo di Philip Colbert con le sue immagini apparentemente ludiche e grottesche\, che non rappresentano una fuga dalla realtà\, ma una satira spietata – conclude il curatore Cesare Biasini Selvaggi –. È una maschera tragica comune – non solo l’alter ego dell’artista britannico – con cui copriamo il nostro fallimento. Le sue opere sono gli idoli folli di un’umanità irrazionale\, incapace di imparare dalla storia\, che continua a consumare guerre nel mondo\, sopraffazioni\, egoismi e a ignorare o sottovalutare la Natura. Pompei è il luogo in cui la storia ha fermato il tempo per consegnarci un monito eterno: la fragilità dell’umanità e del suo destino di fronte alla forza incontenibile della Natura. Ma c’è un filo di resistenza civile\, di possibilità di rinascita intessuto da Colbert che si dipana fuori dal recinto sacro del Parco\, lungo l’itinerario espositivo inedito di sedi satelliti nella carne viva\, e spesso ferita\, dell’hinterland campano. A partire dal Parco archeologico naturalistico di Longola (Poggiomarino)\, la Pompei prima di Pompei. Qui\, lo scorso 19 giugno\, le fiamme della criminalità hanno cercato di bruciare la memoria appiccando un grave incendio che ha devastato il sito\, distruggendo le strutture dell’infopoint e i laboratori didattici. E poi la lunga marcia degli astici di Colbert prosegue\, fino a Boscoreale\, Torre Annunziata\, Castellammare e Scafati. Una marcia per ricordare che il senso della meraviglia\, dello stupore\, la fantasia e la creatività non sono un lusso per pochi\, ma la risorsa più grande per riscrivere gli immaginari del presente-futuro e ritrovare il senso di essere comunità contro ogni forma di criminalità\, degrado\, barbarie. Colbert a Pompei non deve divertire o consolare: deve provocare le coscienze».
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SUMMARY:Notte romane al Teatro Marcello: La musica non dorme mai.
DESCRIPTION:Da sabato 1 agosto a domenica 27 settembre 2026\, il Chiostro di Campitelli al Teatro di Marcello si trasforma in una macchina del tempo musicale. I Concerti del Tempietto – Festival Musicale delle Nazioni non sono il solito rendez‑vous per signore col cappello: sono un raid notturno nella storia della musica\, con due colpi al giorno (ore 18:30 e 20:30) e una visita guidata dell’area archeologica inclusa nel biglietto – perché se devi ascoltare Beethoven\, almeno fallo tra le rovine di un teatro che ha visto passare imperatori e probabilmente anche qualche spettro. \n\n\n\nIL PROGRAMMA? UN’ENCICLOPEDIA CHE SUONA. \n\n\n\nIl festival non è un museo\, è un’officina. Ecco cosa bolle in pentola da agosto in poi: \n\n\n\n1 agosto – La pianista Liudmila Georgievskaya apre le danze con Chopin e Schumann\, mentre la sera l’oboe di Federico Graziano si intreccia al pianoforte di Mattia Mansutti in un romantico corpo a corpo (Schumann\, Saint‑Saëns\, Poulenc). \n\n\n\n9 agosto – Pomeriggio ipnotico con Alessandra Celletti e il suo “L’amor che move il sole e l’altre stelle” (un titolo che è già una dichiarazione d’intenti)\, seguito da Davide Conte che mette in fila Casella\, Liszt e Barber come se fossero tre atti di uno stesso delirio. \n\n\n\n14 agosto – Emanuele Viti prende la fisarmonica e la trasforma in un’orchestra: Bach\, Scarlatti\, Franck\, Puccini\, Saint‑Saëns. Sì\, avete letto bene: la fisarmonica. E funziona. \n\n\n\n15 agosto – Ferragosto si festeggia con il piano di Emanuele Frenzilli\, che infila Chopin\, Liszt\, Bach‑Busoni e il Miserere verdiano in una notte che profuma di polvere da sparo e incenso. \n\n\n\n22 agosto – Il chitarrista Alvaro Cordoba fa un giro che parte da Alfonso X il Saggio e arriva a Puccini\, passando per Beethoven e De Falla. Un viaggio che è meglio di un volo low‑cost. \n\n\n\n23 agosto – Il soprano Tamara Angelovska (Macedonia) e il pianista Lorenzo Bizzarri portano in scena “Da Napoli alla Luna”: da ‘O sole mio a Rusalka\, passando per Caruso e Puccini. Lacrime garantite. \n\n\n\n27 settembre – Gran finale con Cinzia Dato che celebra Mozart nel 270° anniversario della nascita (Adagio\, variazioni\, fantasia\, e la trascrizione lisztiana del Requiem)\, e Matteo Cicchitti che chiude con la viola da gamba tra Ricercari e Canzoni del Cinquecento. \n\n\n\nTra un appuntamento e l’altro\, troverete anche pianoforti a quattro mani\, clarinetti che dialogano con archi\, jazz\, tango\, e persino un omaggio alle compositrici dimenticate (Julia Miller\, 9 settembre). \n\n\n\nMA CHI CI METTE LE MANI? \n\n\n\nLa direzione artistica è di Angelo Filippo Jannoni Sebastianini\, che ha capito che la musica classica non è un relitto da conservare sotto vetro\, ma un organismo che respira\, si incazza\, si innamora e si trasforma. E si vede: il programma spazia da Scarlatti a Gershwin\, da Morricone a Ligeti\, passando per compositori macedoni che probabilmente non avete mai sentito nominare ma che vi faranno dimenticare il nome del vostro gatto. \n\n\n\nINFO PRATICHE (PERCHÉ LA POESIA SENZA INDIRIZZO È SOLO FUMO): \n\n\n\n📍 Dove: Chiostro di Campitelli al Teatro di Marcello\, Sala Baldini – Piazza Campitelli\, 9 – Roma \n\n\n\n📅 Quando: Da sabato 1 agosto a domenica 27 settembre 2026. Due concerti al giorno: 18:30 e 20:30 (con visite guidate dell’area storica alle 19:45 per chi ha il biglietto – sì\, è inclusa\, e no\, non è una trappola per turisti). \n\n\n\n🎫 Biglietti: 36\, 25\, 14 euro. Tre fasce\, scegliete quella che vi fa sentire meno in colpa per la cena fuori. \n\n\n\n📞 Info e prenotazioni: +39 348 780 43 14 | afjs@tempietto.it \n\n\n\n🔗 Programma completo: www.tempietto.it🔗 Acquisto biglietti: https://www.tempietto.eu/tickets/ \n\n\n\nIL VERDETTO DI UN CRITICO (CHE NON SIETE VOI): \n\n\n\nSe amate la musica\, venite. Se odiate la musica\, venite lo stesso: potrebbe essere l’inizio di una storia d’amore. Se siete a Roma per caso\, se siete a Roma per lavoro\, se siete a Roma perché non sapete dove altro andare – venite. Il Teatro di Marcello ha visto passare imperatori\, poeti e probabilmente qualche alieno. Ad agosto e settembre vedrà passare voi. E la musica. \n\n\n\nPerché la musica\, signori\, non è mai stata così viva. \n\n\n\nI Concerti del Tempietto ringraziano il Festival Musicale delle Nazioni\, il Chiostro di Campitelli\, e tutti i musicisti che hanno accettato di suonare in un chiostro romano invece che in una sala con l’aria condizionata. Coraggio\, ragazzi.
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SUMMARY:Pomigliano Teatro Festival - II edizione
DESCRIPTION:Il teatro è il luogo dove l’immaginazione diventa realtà\, dove una parola si trasforma in corpo\, uno spazio in paesaggio\, una storia in esperienza condivisa. È da questa idea che nasce I Mondi Possibili\, tema della seconda edizione del Pomigliano Teatro Festival\, in programma dal 5 agosto al 13 settembre 2026\, con un progetto ancora più articolato\, capace di ampliare i propri spazi\, consolidare la propria identità culturale e rafforzare il legame con il territorio. L’ingresso a spettacoli ed eventi speciali è libero fino ad esaurimento posti. \n\n\n\nIdeato e diretto da Felice Panico\, con il sostegno degli Assessorati alla Cultura\, al Bilancio\, al Patrimonio e allo Sport della Città di Pomigliano d’Arco e con il patrocinio morale della Regione Campania e Città Metropolitana di Napoli\, il tema scelto per la seconda edizione rappresenta una dichiarazione poetica e programmatica insieme.  \n\n\n\nIl teatro diventa infatti il luogo in cui l’immaginazione si trasforma in esperienza condivisa\, dove ogni spettacolo costruisce un nuovo universo e invita il pubblico ad attraversarlo. \n\n\n\nSe la prima edizione ha rappresentato la posa delle fondamenta\, quella del 2026 punta ad ampliare l’orizzonte. Crescono infatti gli spazi della manifestazione: accanto al Cortile di Palazzo Municipio e alla Sala delle Capriate entrano stabilmente nel programma l’Aula Consiliare\, il Cortile di Palazzo Orologio e il Giardino del Centro Giorgio La Pira\, trasformando l’intera città in un palcoscenico diffuso. \n\n\n\nAnche il calendario si rinnova con una formula più dinamica e compatta\, che proporrà almeno due appuntamenti settimanali e un intenso weekend all’inizio di settembre\, offrendo al pubblico un percorso continuo tra teatro di prosa\, musica\, letture sceniche\, documentario\, formazione e spettacoli dedicati allo sport e all’impegno civile. \n\n\n\nLa seconda edizione prenderà il via il 5 agosto\, nel Cortile di Palazzo Municipio\, con uno degli interpreti più intensi della scena nazionale\, Giovanni Ludeno\, protagonista di S-Enz\, un omaggio teatrale a Enzo Moscato\, figura imprescindibile del teatro contemporaneo. Lo spettacolo\, accompagnato dalle musiche eseguite dal vivo da Paolo Polcari e dai paesaggi visivi di Roberto-C\, rappresenta un viaggio poetico nell’universo di uno dei più grandi drammaturghi italiani\, intrecciando parola\, suono e immagini in una partitura scenica di forte impatto emotivo. \n\n\n\nIl 7 agosto il festival conferma la propria attenzione alle nuove generazioni della scena teatrale ospitando Francesco Rivieccio con Rainbow – Memorie da una storia vera\, tra gli spettacoli più premiati della recente produzione italiana.  \n\n\n\nAttraverso una narrazione autobiografica capace di alternare ironia\, intensità e leggerezza\, l’attore affronta temi come identità\, discriminazione e memoria\, trasformando una vicenda personale in un racconto universale sui diritti e sull’inclusione. \n\n\n\nDopo la pausa estiva\, il festival riprenderà il 26 agosto con una delle attrici più autorevoli del panorama nazionale\, Iaia Forte\, che porterà in scena il mondo immaginato da Paolo Sorrentino\, interpretando l’iconico Tony Pagoda\, personaggio amatissimo della narrativa dello scrittore e regista premio Oscar. Lo spettacolo è un raffinato intreccio di teatro\, musica e letteratura\, nel quale comicità e malinconia convivono in perfetto equilibrio\, restituendo tutta la complessità dell’universo sorrentiniano. \n\n\n\nIl 28 agosto sarà invece la volta di Giulia Trippetta\, autrice\, regista e interprete de La moglie perfetta\, uno spettacolo che utilizza il linguaggio della comicità per smontare i modelli culturali che hanno alimentato per decenni stereotipi e discriminazioni di genere. Attraverso una drammaturgia brillante e intelligente\, il pubblico sarà accompagnato in un viaggio che\, partendo dall’educazione femminile del passato\, finisce per interrogare il presente. \n\n\n\nIl festival non guarda soltanto al teatro di prosa. Il 1° settembre\, nell’Aula Consiliare del Comune\, sarà presentato il docufilm Stringimi forte – Il Teatro Giovane\, diretto da Felice Panico e Alessandro Pezza\, realizzato in collaborazione con il Comune di Pomigliano d’Arco e il Teatro Pubblico Campano. Il documentario racconta l’esperienza del laboratorio teatrale svoltosi nel 2024 a Pomigliano\, e restituisce\, attraverso le testimonianze dei giovani partecipanti\, una riflessione sul valore educativo del teatro e sulle difficoltà di chi sceglie oggi di trasformare la propria passione in professione. \n\n\n\nIl 2 settembre\, nella suggestiva cornice del Giardino del Centro Giorgio La Pira\, il festival renderà omaggio alla candidatura di Pomigliano d’Arco a “Capitale Italiana del Libro 2027” con Lettere a Sud\, lettura scenica interpretata da Angela Rosa D’Auria\, dedicata alle voci più significative della letteratura del territorio. Un appuntamento che mette al centro il rapporto tra parola scritta e parola teatrale\, tra memoria culturale e identità collettiva. \n\n\n\nIl teatro incontrerà invece lo sport e la storia\, il 4 settembre\, con Cartavelina\, spettacolo scritto e interpretato da Gaetano Coccia\, dedicato alla figura di Matthias Sindelar\, il leggendario centravanti del Wunderteam austriaco che scelse di opporsi al nazismo pagando con la vita la propria libertà. Un racconto civile che utilizza il calcio come metafora del coraggio e della dignità umana. \n\n\n\nTra le principali novità della seconda edizione c’è InterAzioni\, la nuova sezione del festival in programma il 5 e 6 settembre nel Cortile di Palazzo Orologio. Per due giornate il palcoscenico sarà affidato alle compagnie teatrali del territorio\, alle scuole di recitazione e ai laboratori dei licei pomiglianesi\, chiamati a confrontarsi con il tema Sulla Strada attraverso corti teatrali a impatto ambientale zero.  \n\n\n\nUna scelta che conferma la volontà del festival di essere non soltanto luogo di ospitalità\, ma anche spazio di produzione\, confronto e valorizzazione delle realtà artistiche locali. \n\n\n\nAccanto agli spettacoli\, continua a crescere anche la sezione dedicata alla formazione. Il 7 settembre\, nella Sala delle Capriate\, Valeria Impagliazzo condurrà il workshop Il corpo veicolare\, rivolto a giovani attori tra i 18 e i 40 anni.  \n\n\n\nUn percorso dedicato alla relazione tra movimento\, emozione e presenza scenica\, nel quale il corpo diventa il principale strumento di costruzione del personaggio. \n\n\n\nLa chiusura del festival\, il 13 settembre\, sarà affidata a Barbara Veloce\, che guiderà i bambini dai 3 ai 10 anni nel laboratorio Il museo delle creature invisibili\, esperienza creativa dedicata all’immaginazione\, al gioco e alla scoperta del teatro attraverso il linguaggio dell’infanzia. \n\n\n\nUno dei tratti distintivi del Pomigliano Teatro Festival resta la totale gratuità di tutti gli eventi e dei laboratori\, scelta che conferma la volontà di rendere il teatro un bene realmente accessibile e condiviso. Un risultato possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni\, associazioni del territorio e\, da quest’anno\, anche sponsor privati che hanno scelto di sostenere il progetto. \n\n\n\nIl percorso del festival\, inoltre\, è iniziato ben prima dell’estate. Lo scorso 31 marzo\, con Il Pomigliano Teatro Festival incontra la scuola\, oltre centoquaranta studenti degli istituti superiori cittadini hanno preso parte a una giornata di formazione e confronto dedicata al teatro\, testimoniando la volontà della manifestazione di costruire un dialogo costante con le nuove generazioni. \n\n\n\nLa seconda edizione del Pomigliano Teatro Festival conferma la propria vocazione: non essere soltanto una rassegna di spettacoli\, ma un laboratorio culturale permanente\, capace di mettere in relazione artisti\, cittadini e istituzioni\, trasformando il teatro in uno spazio di partecipazione\, riflessione e crescita collettiva. \n\n\n\n«Perché costruire un festival – sottolinea il direttore artistico Felice Panico – significa\, prima di tutto\, costruire comunità. E quest’anno il Pomigliano Teatro Festival sceglie di farlo immaginando e condividendo\, insieme al suo pubblico\, nuovi Mondi Possibili». \n\n\n\nPomigliano Teatro Festival 2026 \n\n\n\n5 agosto > 13 settembre 2026 \n\n\n\nCortile interno Palazzo del Municipio e Sala delle Capriate\, Città di Pomigliano d’Arco \n\n\n\nL’ingresso a spettacoli ed eventi speciali è libero fino ad esaurimento posti \n\n\n\nProgramma completo e orari su www.pomiglianoteatrofestival.it \n\n\n\nInfo e prenotazione workshop pomiglianoteatrofestival@gmail.com
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SUMMARY:"I Mondi Possibili" al Pomigliano Teatro Festival
DESCRIPTION:Il teatro è il luogo dove l’immaginazione diventa realtà\, dove una parola si trasforma in corpo\, uno spazio in paesaggio\, una storia in esperienza condivisa. È da questa idea che nasce I Mondi Possibili\, tema della seconda edizione del Pomigliano Teatro Festival\, in programma dal 5 agosto al 13 settembre 2026\, con un progetto ancora più articolato\, capace di ampliare i propri spazi\, consolidare la propria identità culturale e rafforzare il legame con il territorio. L’ingresso a spettacoli ed eventi speciali è libero fino ad esaurimento posti. \n\n\n\nIdeato e diretto da Felice Panico\, con il sostegno degli Assessorati alla Cultura\, al Bilancio\, al Patrimonio e allo Sport della Città di Pomigliano d’Arco e con il patrocinio morale della Regione Campania e Città Metropolitana di Napoli\, il tema scelto per la seconda edizione rappresenta una dichiarazione poetica e programmatica insieme.  \n\n\n\nIl teatro diventa infatti il luogo in cui l’immaginazione si trasforma in esperienza condivisa\, dove ogni spettacolo costruisce un nuovo universo e invita il pubblico ad attraversarlo. \n\n\n\nSe la prima edizione ha rappresentato la posa delle fondamenta\, quella del 2026 punta ad ampliare l’orizzonte. Crescono infatti gli spazi della manifestazione: accanto al Cortile di Palazzo Municipio e alla Sala delle Capriate entrano stabilmente nel programma l’Aula Consiliare\, il Cortile di Palazzo Orologio e il Giardino del Centro Giorgio La Pira\, trasformando l’intera città in un palcoscenico diffuso. \n\n\n\nAnche il calendario si rinnova con una formula più dinamica e compatta\, che proporrà almeno due appuntamenti settimanali e un intenso weekend all’inizio di settembre\, offrendo al pubblico un percorso continuo tra teatro di prosa\, musica\, letture sceniche\, documentario\, formazione e spettacoli dedicati allo sport e all’impegno civile. \n\n\n\nLa seconda edizione prenderà il via il 5 agosto\, nel Cortile di Palazzo Municipio\, con uno degli interpreti più intensi della scena nazionale\, Giovanni Ludeno\, protagonista di S-Enz\, un omaggio teatrale a Enzo Moscato\, figura imprescindibile del teatro contemporaneo. Lo spettacolo\, accompagnato dalle musiche eseguite dal vivo da Paolo Polcari e dai paesaggi visivi di Roberto-C\, rappresenta un viaggio poetico nell’universo di uno dei più grandi drammaturghi italiani\, intrecciando parola\, suono e immagini in una partitura scenica di forte impatto emotivo. \n\n\n\nIl 7 agosto il festival conferma la propria attenzione alle nuove generazioni della scena teatrale ospitando Francesco Rivieccio con Rainbow – Memorie da una storia vera\, tra gli spettacoli più premiati della recente produzione italiana.  \n\n\n\nAttraverso una narrazione autobiografica capace di alternare ironia\, intensità e leggerezza\, l’attore affronta temi come identità\, discriminazione e memoria\, trasformando una vicenda personale in un racconto universale sui diritti e sull’inclusione. \n\n\n\nDopo la pausa estiva\, il festival riprenderà il 26 agosto con una delle attrici più autorevoli del panorama nazionale\, Iaia Forte\, che porterà in scena il mondo immaginato da Paolo Sorrentino\, interpretando l’iconico Tony Pagoda\, personaggio amatissimo della narrativa dello scrittore e regista premio Oscar. Lo spettacolo è un raffinato intreccio di teatro\, musica e letteratura\, nel quale comicità e malinconia convivono in perfetto equilibrio\, restituendo tutta la complessità dell’universo sorrentiniano. \n\n\n\nIl 28 agosto sarà invece la volta di Giulia Trippetta\, autrice\, regista e interprete de La moglie perfetta\, uno spettacolo che utilizza il linguaggio della comicità per smontare i modelli culturali che hanno alimentato per decenni stereotipi e discriminazioni di genere. Attraverso una drammaturgia brillante e intelligente\, il pubblico sarà accompagnato in un viaggio che\, partendo dall’educazione femminile del passato\, finisce per interrogare il presente. \n\n\n\nIl festival non guarda soltanto al teatro di prosa. Il 1° settembre\, nell’Aula Consiliare del Comune\, sarà presentato il docufilm Stringimi forte – Il Teatro Giovane\, diretto da Felice Panico e Alessandro Pezza\, realizzato in collaborazione con il Comune di Pomigliano d’Arco e il Teatro Pubblico Campano. Il documentario racconta l’esperienza del laboratorio teatrale svoltosi nel 2024 a Pomigliano\, e restituisce\, attraverso le testimonianze dei giovani partecipanti\, una riflessione sul valore educativo del teatro e sulle difficoltà di chi sceglie oggi di trasformare la propria passione in professione. \n\n\n\nIl 2 settembre\, nella suggestiva cornice del Giardino del Centro Giorgio La Pira\, il festival renderà omaggio alla candidatura di Pomigliano d’Arco a “Capitale Italiana del Libro 2027” con Lettere a Sud\, lettura scenica interpretata da Angela Rosa D’Auria\, dedicata alle voci più significative della letteratura del territorio. Un appuntamento che mette al centro il rapporto tra parola scritta e parola teatrale\, tra memoria culturale e identità collettiva. \n\n\n\nIl teatro incontrerà invece lo sport e la storia\, il 4 settembre\, con Cartavelina\, spettacolo scritto e interpretato da Gaetano Coccia\, dedicato alla figura di Matthias Sindelar\, il leggendario centravanti del Wunderteam austriaco che scelse di opporsi al nazismo pagando con la vita la propria libertà. Un racconto civile che utilizza il calcio come metafora del coraggio e della dignità umana. \n\n\n\nTra le principali novità della seconda edizione c’è InterAzioni\, la nuova sezione del festival in programma il 5 e 6 settembre nel Cortile di Palazzo Orologio. Per due giornate il palcoscenico sarà affidato alle compagnie teatrali del territorio\, alle scuole di recitazione e ai laboratori dei licei pomiglianesi\, chiamati a confrontarsi con il tema Sulla Strada attraverso corti teatrali a impatto ambientale zero.  \n\n\n\nUna scelta che conferma la volontà del festival di essere non soltanto luogo di ospitalità\, ma anche spazio di produzione\, confronto e valorizzazione delle realtà artistiche locali. \n\n\n\nAccanto agli spettacoli\, continua a crescere anche la sezione dedicata alla formazione. Il 7 settembre\, nella Sala delle Capriate\, Valeria Impagliazzo condurrà il workshop Il corpo veicolare\, rivolto a giovani attori tra i 18 e i 40 anni.  \n\n\n\nUn percorso dedicato alla relazione tra movimento\, emozione e presenza scenica\, nel quale il corpo diventa il principale strumento di costruzione del personaggio. \n\n\n\nLa chiusura del festival\, il 13 settembre\, sarà affidata a Barbara Veloce\, che guiderà i bambini dai 3 ai 10 anni nel laboratorio Il museo delle creature invisibili\, esperienza creativa dedicata all’immaginazione\, al gioco e alla scoperta del teatro attraverso il linguaggio dell’infanzia. \n\n\n\nUno dei tratti distintivi del Pomigliano Teatro Festival resta la totale gratuità di tutti gli eventi e dei laboratori\, scelta che conferma la volontà di rendere il teatro un bene realmente accessibile e condiviso. Un risultato possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni\, associazioni del territorio e\, da quest’anno\, anche sponsor privati che hanno scelto di sostenere il progetto. \n\n\n\nIl percorso del festival\, inoltre\, è iniziato ben prima dell’estate. Lo scorso 31 marzo\, con Il Pomigliano Teatro Festival incontra la scuola\, oltre centoquaranta studenti degli istituti superiori cittadini hanno preso parte a una giornata di formazione e confronto dedicata al teatro\, testimoniando la volontà della manifestazione di costruire un dialogo costante con le nuove generazioni. \n\n\n\nLa seconda edizione del Pomigliano Teatro Festival conferma la propria vocazione: non essere soltanto una rassegna di spettacoli\, ma un laboratorio culturale permanente\, capace di mettere in relazione artisti\, cittadini e istituzioni\, trasformando il teatro in uno spazio di partecipazione\, riflessione e crescita collettiva. \n\n\n\n«Perché costruire un festival – sottolinea il direttore artistico Felice Panico – significa\, prima di tutto\, costruire comunità. E quest’anno il Pomigliano Teatro Festival sceglie di farlo immaginando e condividendo\, insieme al suo pubblico\, nuovi Mondi Possibili».
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SUMMARY:TITO\, 100 anni attraverso la forma al Museo dei bambini di L'Aquila
DESCRIPTION:Giovedì 20 agosto 2026 alle ore 18.00 il MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila presenta\, negli spazi di Palazzo Spaventa\, il secondo appuntamento della mostra itinerante TITO\, 100 anni attraverso la forma\, promossa con la collaborazione di TRAleVOLTE APS e inserita nel programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026\, sostenuta e promossa dal Comune dell’Aquila. \n\n\n\nIl progetto\, realizzato in occasione del centenario della nascita di Ferdinando Amodei in arte “Tito”\, (Isernia 1926)\, e già avviato nel mese di giugno negli spazi dell’associazione TRAleVOLTE a Roma\, proseguirà il suo viaggio\, dopo la tappa aquilana\, alla 53° edizione del Premio Sulmona | To THINK – l’arte lascia un Segno\, nonché in altre sedi che saranno successivamente rese note. \n\n\n\nIn mostra opere appartenenti a collezioni private che documentano il lavoro eclettico e di ricerca svolto da Tito in vari ambiti disciplinari. Durante la serata inaugurale sarà anche presentata la pubblicazione a cura di Sandra Leone e Alessandra Scerrato\, con prefazione di Anna Imponente e Lorenzo Canova\, contenente i più importanti saggi e contributi di autorevoli personalità della cultura italiana e di critici d’arte: Giorgio Saviane\, Sandra Orienti\, Mirella Bentivoglio\, Enrico Crispolti\, Filiberto Menna\, Costantino Dardi\, Massimo Carboni\, Simonetta Lux\, Giuseppe Appella\, Antonello Rubini\, Roberto Gramiccia\, Lorenzo Canova\, Carlo Fabrizio Carli\, Sandra Leone \,che hanno dato parola alle sue opere. Volume arricchito dalla documentazione fotografica prodotta da Stefano Fontebasso de Martino che ha seguito il lavoro di Tito negli ultimi quarant’anni. Vanilla Edizioni. \n\n\n\nCome scrive Sandra Leone nella prefazione della pubblicazione: «La forma mantiene in sé una doppia natura: visibile\, come limite e confine\, contenitore e materia\, e invisibile\, come contenuto e significato. Si fa portavoce e mezzo di un messaggio che\, nel rivelarsi\, si cela sotto una veste nuova. Opera contemporaneamente su due registri: quello del significante e del significato. È immagine ma anche concetto mentale arbitrario e/o convenzionale. Elementi inseparabili\, il cui rapporto è talmente molteplice e labile da costituire a sua volta una varietà smisurata di visioni o interpretazioni\, come le si voglia chiamare. Visioni a cui Tito si è sempre rifiutato di dare parola per non esaurirsi nel circolo vizioso di senso legato alla finitezza del referente linguistico. È sin da bambino che Tito ha la “folgorazione” del segno come un atto quasi magico in cui prende forma un’immagine. Parla di stupore e meraviglia verso il tratto dato dalla penna e dai primi disegni a ricalco che gli fecero fare a scuola nel riprodurre la figura umana. La forma diventa per Tito motivo di incessante studio fino a costruire (poieîn) le sue ultime opere scultoree come vere e proprie “architetture”\, geometrie solide\, presenze nitide che dialogano in un rapporto “cosmico” con l’uomo.» \n\n\n\nBIOGRAFIA \n\n\n\nFerdinando Amodei\, in arte Tito. Pittore\, scultore\, incisore nato a Colli a Volturno (Isernia) nel 1926. Membro della Comunità Passionista della Scala Santa\, ha vissuto dal 1966 a Roma dove ha fondato Sala 1 – Centro Internazionale d’arte sperimentale\, ubicato nel complesso della Scala Santa. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze\, inizia nel 1964 l’attività espositive in Italia e all’estero. Molta della sua produzione artistica è entrata a far parte di importanti e monumentali decorazioni\, quali affreschi\, vetrate\, mosaici in spazi pubblici\, in particolar modo in chiese e luoghi sacri. Privilegiando la passione di Cristo\, sia in pittura che in scultura ha realizzato la Via Crucis in bronzo nei Sassi di Matera\, il grande fregio di trenta metri in terracotta del Collegio Massimo all’EUR di Roma e i mosaici (250 metri quadra ti) nel Santuario di Santa Maria Goretti a Nettuno. Inoltre\, è stato impegnato anche in opere di carattere civile\, come in monumenti per i caduti. Del suo lavoro si sono occupati noti scrittori e critici\, pubblicando cataloghi e monografie sul suo lavoro e la sua figura. Nel 1970 fonda Sala 1\, in uno spazio attiguo alla Scala Santa. Nel 1962\, per le Edizioni De Luca di Roma\, pubblica un’antologica su La Passione del Signore nell’arte contemporanea da cui fu tratto un documentario premiato alla Biennale di Venezia. Tito è stato Accademico Pontificio dei Virtuosi al Pantheon e consulente alla CEI per l’edilizia per il culto. Ha inoltre pubblicato diversi studi sulla Scala Santa e scritto d’arte in riviste di informazione religiosa. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni private e pubbliche e nelle raccolte di prestigiosi musei del mondo\, tra le quali: Albertina di Vienna; Art Gallery e Museum Kelvingrov di Glasgow (Scozia); Museo di Arte Moderna di Tel Aviv; Museo di Gand\, Belgio (Raccolta di Jan Hoet); Musei Vaticani; Museo Stauròs di San Gabriele; Museo Bargellini di Cento; Museo Nazionale della Grafica di Roma; Collezione della Farnesina – Ministero degli Affari Esteri; Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma; MUSMA- Museo della Scultura di Matera. Muore a Roma il 31 gennaio del 2018\, all’età di 91 anni. Viene costituita una Fondazione in suo nome a tutela e promozione del suo lavoro. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nL’Aquila Capitale della Cultura 2026MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila \n\n\n\npresentano \n\n\n\nTITO\, 100 anni attraverso la forma \n\n\n\nInaugurazione 20 agosto 2026 ore 18.00Palazzo SpaventaVia Andrea Bafile – L’Aquila \n\n\n\nFino al 12 settembre 2026Orari: dal venerdì alla domenica 10.00-12.30 / 17.30-20.00 – Ingresso libero \n\n\n\ntel. 3396274730 – 3333887274  \n\n\n\n lea.contestabile@gmail.com – https://www.mubaq.it/ \n\n\n\nTRAleVOLTE APS – Direzione: Francesco Pezzini \n\n\n\ntralevolte@gmail.com – www.tralevolte.com
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SUMMARY:TITO\, 100 anni attraverso la forma al Mubaq de L'Aquila
DESCRIPTION:Giovedì 20 agosto 2026 alle ore 18.00 il MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila presenta\, negli spazi di Palazzo Spaventa\, il secondo appuntamento della mostra itinerante TITO\, 100 anni attraverso la forma\, promossa con la collaborazione di TRAleVOLTE APS e inserita nel programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026\, sostenuta e promossa dal Comune dell’Aquila. \n\n\n\nIl progetto\, realizzato in occasione del centenario della nascita di Ferdinando Amodei in arte “Tito”\, (Isernia 1926)\, e già avviato nel mese di giugno negli spazi dell’associazione TRAleVOLTE a Roma\, proseguirà il suo viaggio\, dopo la tappa aquilana\, alla 53° edizione del Premio Sulmona | To THINK – l’arte lascia un Segno\, nonché in altre sedi che saranno successivamente rese note. \n\n\n\nIn mostra opere appartenenti a collezioni private che documentano il lavoro eclettico e di ricerca svolto da Tito in vari ambiti disciplinari. Durante la serata inaugurale sarà anche presentata la pubblicazione a cura di Sandra Leone e Alessandra Scerrato\, con prefazione di Anna Imponente e Lorenzo Canova\, contenente i più importanti saggi e contributi di autorevoli personalità della cultura italiana e di critici d’arte: Giorgio Saviane\, Sandra Orienti\, Mirella Bentivoglio\, Enrico Crispolti\, Filiberto Menna\, Costantino Dardi\, Massimo Carboni\, Simonetta Lux\, Giuseppe Appella\, Antonello Rubini\, Roberto Gramiccia\, Lorenzo Canova\, Carlo Fabrizio Carli\, Sandra Leone \,che hanno dato parola alle sue opere. Volume arricchito dalla documentazione fotografica prodotta da Stefano Fontebasso de Martino che ha seguito il lavoro di Tito negli ultimi quarant’anni. Vanilla Edizioni. \n\n\n\nCome scrive Sandra Leone nella prefazione della pubblicazione: «La forma mantiene in sé una doppia natura: visibile\, come limite e confine\, contenitore e materia\, e invisibile\, come contenuto e significato. Si fa portavoce e mezzo di un messaggio che\, nel rivelarsi\, si cela sotto una veste nuova. Opera contemporaneamente su due registri: quello del significante e del significato. È immagine ma anche concetto mentale arbitrario e/o convenzionale. Elementi inseparabili\, il cui rapporto è talmente molteplice e labile da costituire a sua volta una varietà smisurata di visioni o interpretazioni\, come le si voglia chiamare. Visioni a cui Tito si è sempre rifiutato di dare parola per non esaurirsi nel circolo vizioso di senso legato alla finitezza del referente linguistico. È sin da bambino che Tito ha la “folgorazione” del segno come un atto quasi magico in cui prende formaun’immagine. Parla di stupore e meraviglia verso il tratto dato dalla penna e dai primi disegni a ricalco che gli fecero fare a scuola nel riprodurre la figura umana. La forma diventa per Tito motivo di incessante studio fino a costruire (poieîn) le sue ultime opere scultoree come vere e proprie “architetture”\, geometrie solide\, presenze nitide che dialogano in un rapporto “cosmico” con l’uomo.» \n\n\n\nFerdinando Amodei\, in arte Tito. Pittore\, scultore\, incisore nato a Colli a Volturno (Isernia) nel 1926. Membro della Comunità Passionista della Scala Santa\, ha vissuto dal 1966 a Roma dove ha fondato Sala 1 – Centro Internazionale d’arte sperimentale\, ubicato nel complesso della Scala Santa. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze\, inizia nel 1964 l’attività espositive in Italia e all’estero. Molta della sua produzione artistica è entrata a far parte di importanti e monumentali decorazioni\, quali affreschi\, vetrate\, mosaici in spazi pubblici\, in particolar modo in chiese e luoghi sacri. Privilegiando la passione di Cristo\, sia in pittura che in scultura ha realizzato la Via Crucis in bronzo nei Sassi di Matera\, il grande fregio di trenta metri in terracotta del Collegio Massimo all’EUR di Roma e i mosaici (250 metri quadra ti) nel Santuario di Santa Maria Goretti a Nettuno. Inoltre\, è stato impegnato anche in opere di carattere civile\, come in monumenti per i caduti. Del suo lavoro si sono occupati noti scrittori e critici\, pubblicando cataloghi e monografie sul suo lavoro e la sua figura. Nel 1970 fonda Sala 1\, in uno spazio attiguo alla Scala Santa. Nel 1962\, per le Edizioni De Luca di Roma\, pubblica un’antologica su La Passione del Signore nell’arte contemporanea da cui fu tratto un documentario premiato alla Biennale di Venezia. Tito è stato Accademico Pontificio dei Virtuosi al Pantheon e consulente alla CEI per l’edilizia per il culto. Ha inoltre pubblicato diversi studi sulla Scala Santa e scritto d’arte in riviste di informazione religiosa. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni private e pubbliche e nelle raccolte di prestigiosi musei del mondo\, tra le quali: Albertina di Vienna; Art Gallery e Museum Kelvingrov di Glasgow (Scozia); Museo di Arte Moderna di Tel Aviv; Museo di Gand\, Belgio (Raccolta di Jan Hoet); Musei Vaticani; Museo Stauròs di San Gabriele; Museo Bargellini di Cento; Museo Nazionale della Grafica di Roma; Collezione della Farnesina – Ministero degli Affari Esteri; Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma; MUSMA- Museo della Scultura di Matera. Muore a Roma il 31 gennaio del 2018\, all’età di 91 anni. Viene costituita una Fondazione in suo nome a tutela e promozione del suo lavoro. \n\n\n\nIl MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila è sorto con l’obiettivo primario di valorizzare la creatività sin dalla più tenera età mediante la tenuta nella propria sede – ma anche in location esterne – di appositi workshop\, la costituzione in progres di una prestigiosa collezione d’arte internazionale e di un Parco scultura\, nonché l’organizzazione di mostre.
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SUMMARY:Casilino Sky Park\, l'altra estate romana: la periferia diventa una seconda casa
DESCRIPTION:Sospesi a 17 metri d’altezza\, ma con la familiarità e la tranquillità di chi si trova nel salotto di casa. Il Casilino Sky Park riscrive le regole dell’estate romana offrendo una vera e propria live experience pensata per le famiglie: un’oasi sul tetto di Roma Est dove i genitori possono rilassarsi e i bambini corrono\, si arrampicano e fanno amicizia in spazi protetti\, attrezzati e privi di barriere. E se lo sguardo spazia libero sullo skyline urbano\, il palato viaggia attraverso le strade di borgata: la grande terrazza è infatti un crocevia di sapori suddiviso in sette cucine locali\, ognuna portavoce dell’anima culinaria dei quartieri limitrofi.  \n\n\n\nFino al 30 settembre 2026\, vivere la periferia significa salire in alto\, in un luogo dove l’intrattenimento\, il cibo di strada a filiera corta e il calore della comunità si incontrano ogni giorno.  \n\n\n\nIn una città piena di eventi estivi\, il Casilino Sky Park è l’altra estate romana: non una rassegna che si accende e si spegne\, ma un luogo di quartiere aperto ogni giorno. Si parla spesso dello Sky Park per i suoi grandi eventi — le leggende della musica internazionale\, i festival\, il cinema sotto le stelle — ma la caratteristica che lo rende davvero unico è un’altra\, meno appariscente e più profonda: qui i quartieri diventano protagonisti e la periferia diventa casa. Non uno spazio per un target ristretto o riservato alle grandi serate\, ma una piazza aperta dove chi abita la periferia est di Roma si sente a casa ogni giorno\, dal martedì alla domenica\, con o senza il grande nome sul palco.  \n\n\n\nQuesta vocazione comunitaria si vede\, prima ancora che nei cartelloni\, in ciò che si porta in tavola. La Terrazza del Gusto non è una semplice area food: è un progetto comunitario. Sette cucine diverse e un cocktail bar\, otto realtà locali dai quartieri attorno allo Sky Park — Alessandrino\, Centocelle\, Tor Tre Teste\, Torre Maura e Torpignattara — che hanno scelto di unire le forze per dare vita a uno street food pop-gourmet a filiera corta. I sapori dei quartieri diventano l’ingrediente comune\, e quello che sembra un mero pasto si trasforma in parte di una storia più grande: quella di una comunità\, della sua gente\, del suo territorio.  \n\n\n\nA portare in alto questa cucina di quartiere sono la Fucina Alessandrina\, con le pinse romane\, i panini “boni come er pane” e la carne alla griglia; la Cartocceria Alessandrina\, con cartocci\, fritti di pesce e panini con il polpo; il Pastificio Secondi\, con primi e fritti di pasta all’uovo artigianale; la Gyozeria by MUN\, street food giapponese con gyoza\, sushi e bao; LabHalo\, con fast fusion food\, poke e tacos; il Bazar – Taverna Curdo Meticcia\, con cucina curda e mediorientale\, piatti vegetariani\, vegani e di carne; la Gelateria Grosté\, con gelati artigianali\, granite e dolci. A completare l’esperienza\, la Drogheria Alessandrina\, il cocktail bar della terrazza\, con birre artigianali\, long drink e cocktail.  \n\n\n\nMa il vero segno distintivo dello Sky Park è che qui le famiglie e i bambini trovano casa. Mentre i genitori si godono la cena o uno spettacolo\, i più piccoli hanno aree e attrezzature tutte loro: un’area bambini con altalene\, scivoli\, parete di arrampicata e casetta sospesa\, e un’area games con biliardini\, ping pong e retrogame. Per chi ama lo sport\, ci sono campi di padel e porte per i tiri. Sono spazi attrezzati ma “liberi”\, dove i bambini giocano senza barriere e\, giocando\, socializzano\, si incontrano e fanno nascere amicizie e legami. Perché allo Sky Park nessuno resta ai margini: il tetto è pensato perché ogni generazione abbia il suo spazio\, nello stesso luogo e nello stesso momento.  \n\n\n\n«Il Casilino Sky Park non è un evento\, è un’infrastruttura comunitaria permanente — dichiara Dario Minghetti\, presidente di Fusolab —. Qui i quartieri diventano protagonisti: anche lo street food è un progetto comunitario\, e accanto ai grandi nomi c’è un luogo che vive ogni giorno\, dove famiglie e bambini trovano una seconda casa. È la nostra idea di periferia: non un margine\, ma un centro».  \n\n\n\nTra le novità del 2026\, lo Sky Park annuncia una collaborazione con la Festa del Cinema di Roma. Ogni martedì\, prima della proiezione della rassegna Cinema sul Tetto\, va in scena “Personal Trailer”\, il talk in cui Valerio Desirò incontra i protagonisti del grande schermo — attori\, registi e produttori — per raccontare il cinema da vicino\, sotto le stelle della periferia.  \n\n\n\nINFO UTILI E LOGISTICA \n\n\n\nIl Casilino Sky Park è aperto dal martedì alla domenica\, dalle 18:00 alle 02:00\, in Viale della Bella Villa 106\, Roma (Terrazza 4° piano del Multipark). In auto: uscita 18 del GRA (Casilina)\, con ampio parcheggio gratuito da 600 posti interni al multipiano (piani 1°\, 2° e 3°; no piano -1). In metro: Metro C\, fermata Alessandrino. Calendario\, menù e prenotazioni su casilinoskypark.it.  \n\n\n\n\n\n\n\nSCHEDA — IL CARTELLONE 2026: TUTTI I CONCERTI E GLI EVENTI  \n\n\n\nI Grandi Concerti & Istituzioni Musicali \n\n\n\nIl Grande Reggae: dopo vent’anni di assenza torna a Roma la leggenda Burning Spear\, in una line-up storica insieme ad Alborosie e ai pilastri locali Radici nel Cemento. Pop & Indie/Alternative: l’apertura è affidata alle atmosfere elettroniche di Meg\, alla storia degli Almamegretta e al talento di Martina Attili\, con spazio alle chitarre di MBR e Gazebo Penguins. Punk & Ska: l’Invincible Fest porta sul tetto gli Agnostic Front insieme a quattro band internazionali in una sola sera — Strung Out\, Belvedere\, Authority Zero e The Corps — con il gradito ritorno dei New York Ska Jazz Ensemble. Non mancheranno l’Only Punk Summer Fest e il Roma Hard Core Fest.  \n\n\n\nLa Terrazza dell’Hip Hop italiano \n\n\n\nIl Casilino Sky Park si conferma la casa del rap e delle storiche crew romane: la serata resident Upyard e l’evento The Yard (26 giugno) con Il Turco e Suarez; i live di Assalti Frontali\, Kaos One\, Claver Gold\, Axos\, Egreen; i set di DJ Gruff\, DJ Gengis\, DJ Stile\, DJ Craim. E ancora il Casilino Urban Fest\, una maratona con Vacca\, Inoki\, Ensi\, Nerone\, Dani Faiv e Jack the Smoker\, e i grandi anniversari della scena: i 30 anni di Urban Force e i 10 anni di Jungle Juice\, oltre al ritorno di Torretta Stile e alla serata Amorucci.  \n\n\n\nI Format Settimanali (Cinema\, Stand-up e Teatro) \n\n\n\nIl martedì: la rassegna Cinema sul Tetto e il talk Personal Trailer con Valerio Desirò (in collaborazione con la Festa del Cinema di Roma). Il mercoledì: Misunderstandup\, la rassegna di stand-up comedy curata da Cecilia Forastieri e Patty Colucci. La domenica: teatro e comicità d’autore con Andrea Rivera\, Claudio Morici\, Ivan Talarico\, Daniele Fabbri\, Michele Vinci\, Leonardo Bocci\, Alberto Farina\, Filippo Giardina\, Gioia Salvatori\, Tiziano La Bella.
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SUMMARY:"La Sperimentazione in Periferia" con il Festival Anomalie
DESCRIPTION:Torna dal 28 agosto al 13 settembre 2026 torna Anomalie La Sperimentazione in Periferia\, festival internazionale di nuovo circo contemporaneo\, teatro urbano e musica\, che da due decenni semina la promessa poetica e politica di portare bellezza dove spesso viene negata. \n\n\n\nLa ventesima edizione apre dal 28 al 30 agosto a Segni\, comune dei Monti Lepini a sud di Roma.  L’apertura è affidata all’intramontabile Pitecus\, opera di Rezza e Mastrella il 28 agosto\, seguita da due giornate spettacoli che   trasformeranno Segni in un borgo-palcoscenico a cielo aperto con un’anima da buskers festival. A Roma\, il festival torna ad abitare il Parco delle Canapiglie di Torre Maura – dal 4 al 13 settembre. L’anteprima è affidata alla lezione spettacolare di Lorenzo Ritondale prevista il 30 agosto a Largo Mengaroni. \n\n\n\nPROGRAMMA SPETTACOLI  \n\n\n\ndal 28 al 30 agosto \n\n\n\na Segni (Roma) \n\n\n\n28 AGOSTO 2026 – VENERDÌore 21 \, Cortile della Scuola Media – Piazza Risorgimento\, 27 – Segni  \n\n\n\nspettacolo: PITECUS \n\n\n\ncompagnia: RezzaMastrella \n\n\n\nPITECUS racconta storie di tanti personaggi\, un andirivieni di gente che vive in un microcosmo disordinato: stracci di realtà si susseguono senza filo conduttore\, sublimi cattiverie rendono comici e aggressivi anche argomenti delicati. Non esistono rappresentazioni positive\, ognuno si accontenta\, tutti si sentono vittime\, lavorano per nascondersi\, comprano sentimenti e dignità\, non amano\, creano piattume e disservizio. \n\n\n\nÈ uno spettacolo che analizza il rapporto tra l’uomo e le sue perversioni: laureati\, sfaticati\, giovani e disperati alla ricerca di un’occasione che ne accresca le tasche e la fama\, pluridecorati alla moralità che speculano sulle disgrazie altrui\, vecchi in cerca di un’identità che li aiuti ad ammazzare il tempo prima che il tempo ammazzi loro\, persone che tirano avanti una vita ormai abitudinaria\, individui che vendono il proprio corpo in cambio di un benessere puramente materiale\, esseri che viaggiano per arricchire competenze culturali esteriori e superficiali. I personaggi sono brutti somaticamente ed interiormente\, sprigionano qualunquismo a pieni pori\, sprofondano nell’anonimato ma\, grazie al loro narcisismo\, sono convinti di essere originali\, contemporanei e\, nei casi più sfacciati\, avanguardisti. Parlano un dialetto misto\, sono molto colorati\, si muovono nervosi e\, attraverso la recitazione\, assumono forme mitiche e caricaturali\, quasi fumettistiche. \n\n\n\ncon Antonio Rezza \n\n\n\nquadri di scena: Flavia Mastrella \n\n\n\n(mai) scritto da Antonio Rezza \n\n\n\nassistente alla creazione: Massimo Camilli \n\n\n\nproduzione: REZZAMASTRELLA TSI La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello \n\n\n\ndurata: 90 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: teatro \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: italiano \n\n\n\nbiglietto: 12 euro \n\n\n\n29 AGOSTO 2026 – SABATO \n\n\n\nItinerante\, dai Giardini dello Spassiggio al centro storico\, Piazza Santa Maria – Piazza Pericle Felici –  Piazza della \n\n\n\nPretura di Segni \n\n\n\nore 18 – Giardini dello Spassiggio\, Segni \n\n\n\nspettacolo: BIG BABOL CIRCUS \n\n\n\ncompagnia: ANTONINI  di e con Daniele Antonini \n\n\n\nSinossi: In scena c’è un clown\, un sognatore o forse un poeta. Lo spettacolo stesso è una grande bolla di sapone: tutto è magico e tutto può accadere. Daniele Antonini\, nato come artista di strada\, alterna magie comiche – il libro che si infuoca\, l’acqua che si trasforma istantaneamente in ghiaccio – giocolerie\, manipolazioni di palloncini\, clownerie e l’immancabile esibizione delle bolle di sapone. I liquidi per preparare la giusta miscela non mancheranno di sparire e riapparire\, mettendo in difficoltà il loro sempre più indispettito manipolatore. Tutti presenti vengono rapiti da un susseguirsi di stupori\, emozioni e grandi risate. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nideazione e interpretazione: Daniele Antonini \n\n\n\ndurata: 45 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Giocoleria\, Clownerie\, Magia\, Bolle di sapone \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\naccesso: libero \n\n\n\nore 18.45\, 19.45\, 20.45\, 21.45 – Itinerante\, centro storico – Segni \n\n\n\nspettacolo: FLUSSO \n\n\n\ncompagnia: CORDATA F.O.R. \n\n\n\n4 repliche: itinerante \n\n\n\nSinossi: versione site-specific e intima di Bello!\, adattata per luoghi non convenzionali e pensata per un numero variabile di artisti (almeno 3). Questo estratto raccoglie l’essenza dello spettacolo\, trasformando ogni spazio in una tela da dipingere con bellezza\, energia e poesia. Grazie a un ricamo di movimenti\, emozioni e simboli\, Pillole di bellezza incanta il pubblico\, offrendo una connessione unica con l’ambiente circostante e lasciando un’impronta indelebile in ogni luogo. Un’opera che si adatta\, sorprende e affascina in ogni sua declinazione. \n\n\n\nBello! interroga la relatività delle forme storiche della bellezza\, tirannica in Italia\, e l’universalità del nostro bisogno di giudizio. L’universo è strano\, molto fisico. Bello! è uno spettacolo sulla forza della meraviglia e sul potere di un circo all’erta\, sempre alla ricerca\, che subordina l’estetica all’etica e che cerca senza sosta nuove forme espressive. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nCreazione e direzione: Francesco Sgrò \n\n\n\nProduzione: Cordata F.O.R e Fabbrica C in collaborazione con Flic Scuola di Circo \n\n\n\nDirettrice di produzione: Giuseppina Francia \n\n\n\nCo-creazione e interpretazione: Britt Timmermans\, Mario Kunzi\, Tijs Bastiaens\, Camille Guichard\, Vittorio Catelli\, \n\n\n\nAntonio Panaro e Giacomo Martini \n\n\n\nDrammaturgia: Jean-Michel Guy \n\n\n\nAccompagnamento coreografico: Teresa Noronha Feio \n\n\n\nAccompagnamento acrobatico: Davide Visintini \n\n\n\nTesti e fotografia: Luca Quaia \n\n\n\nDisegno luci: Edwin Van Steenbergen \n\n\n\nResponsabile tecnico: Luca Carbone \n\n\n\nScenografie: Francesco Fassone con l’assistenza di Jessica Koba \n\n\n\nMusiche: Francesco Sgrò e Pino Basile \n\n\n\nCostumi: Anna Kemp e Agostino Porchietto \n\n\n\nProgetto realizzato grazie al sostegno di Fondazione Compagnia di Sanpaolo\, tramite il bando ArtWaves e Ministero \n\n\n\ndella Cultura\, Regione Piemonte\, TAP-Torino Arti Performative. Inserito nel progetto di Europa Creativa The Sphere \n\n\n\ndurata: 15/30 min. ciascuna replica site specific \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: circo contemporaneo (acrobatica\, mano a mano\, danza) \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\naccesso: libero \n\n\n\nore 19 e 21.30 – Piazza della Pretura\, Segni \n\n\n\nspettacolo: HISTORIETA DE UN ABRAZO \n\n\n\ncompagnia: Facundo Moreno e Rugiada Grignani \n\n\n\nSinossi: Facundo e Rugiada danno vita ad un mondo immaginario fatto di musica e teatro\, ombre e burattini\, sogni e misteri. Un antico amore\, un incontro tra due ombre\, una sirena che si è perduta\, una visione\, un temporale… Lo spettacolo è un inventario del teatro di figura e genera una varietà di sequenze a sorpresa\, cui gli attori assistono come a momenti di vita. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nCreazione ed interpretazione: Facundo Moreno e Rugiada Grignani \n\n\n\ndurata: 30 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: teatro musicale e di figura \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\naccesso: libero \n\n\n\nore 22 – Piazza Pericle Felici\, Segni \n\n\n\nspettacolo: INTUS \n\n\n\ncompagnia: Steam Duo \n\n\n\nSinossi: I personaggi non raccontano una storia: si raccontano. Portano in scena le loro ombre\, i disturbi\, le paure. Lo fanno con lentezza\, scavando\, lasciando emergere quell’energia che li attraversa e li condiziona. Ma proprio nel dar voce a questa forza\, iniziano a canalizzarla. E ciò che prima era caotico e distruttivo\, trova una direzione nuova creativa. Le grida e i rantoli si trasformano in suono\, in paesaggi sonori che diventano musica. Il bisogno di nascondersi lascia spazio al gioco\, alla scoperta\, al desiderio di mostrarsi senza paura. Dopo aver attraversato i propri conflitti interiori\, i corpi si fanno più leggeri. Ora possono guardarsi\, incontrarsi\, senza caricarsi addosso l’uno le insicurezze dell’altro. In questo spazio finalmente libero\, nasce una calma nuova\, un piacere nel condividere\, nel costruire insieme. \n\n\n\nCREDITI: \n\n\n\nCreato e interpretato da: Stefano Zacchi e Valentina Di Emidio \n\n\n\nOcchio esterno: Luca Lugari \n\n\n\nMusiche: ambienti sonori live di Stefano Zacchi \n\n\n\ndurata: 40 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: circo-teatro\, musica dal vivo\, manipolazione oggetti\, acrobatica \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\naccesso: libero \n\n\n\nore 23 – Piazza Santa Maria\, Segni \n\n\n\nspettacolo: CONCERTO DELL’ORCHESTRA DI RITMO CON SECCHI  \n\n\n\ncompagnia: DIRETTA DAL M° ANTONIO MEROLA \n\n\n\ndurata: 60 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: concerto con strumenti autocostruiti\, Fuoco\, Trampoli\, Bolle di sapone \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\naccesso: libero \n\n\n\n30 AGOSTO 2026 – DOMENICA \n\n\n\nItinerante\, dai Giardini dello Spassiggio al centro storico\, Piazza Santa Maria – Piazza Pericle Felici –  Piazza della \n\n\n\nPretura di Segni \n\n\n\nore 18 – Giardini dello Spassiggio\, Segni \n\n\n\nspettacolo: DANI E LA GIOCOLERIA \n\n\n\ncompagnia: Daniela Cardellini \n\n\n\nSinossi: spettacolo di Giocoleria Comica\, basato su tecniche circensi\, teatrali ed interazione con il pubblico. Miss Dani una clown giocoliera dal sorriso contagioso\, capace di coinvolgere qualsiasi tipo di pubblico con abilità circensi e sketch da commedia all’italiana! Una performance di giocoleria contemporanea che mette in relazione corpo e spazio pubblico e presenza\, nel segno della libertà espressiva. Un mix di divertimento\, suspence\, destrezze e corteggiamenti. \n\n\n\nCREDITI: \n\n\n\ndi e con: Daniela Cardellini \n\n\n\ndurata: 45 min. \n\n\n\ngenere: circo di strada\, giocoleria\, clown\, teatro\, acrobatica \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\naccesso: libero \n\n\n\nore 19 – Piazza Pericle Felici\, Segni \n\n\n\nspettacolo:  EL ALETREO \n\n\n\ncompagnia: Compagnia Kalambres (Messico)  \n\n\n\nSinossi: Spettacolo ispirato al mondo sottile e onirico della pittrice Remedios Varo con le opere “Fenomeno de ingravidez“ e “La creacion de las aves“. Kalambres è un personaggio che esplora attraverso il linguaggio del circo e del clown\, il mistero e la curiosità che si nasconde tra libri e oggetti che orbitano nell’aria. \n\n\n\nI libri accompagnano l’immaginario di Kalambres e il suo desiderio di volare insieme allo spettatore\, per ricordare quanto sia bello giocare ed essere portato via dal vento\, senza paura di essere libero\, senza paura di cadere e essere ridicolo e sorridente. \n\n\n\nCREDITI: \n\n\n\ncreatore / artista in scena: Humberto Jiménez Ríos (Kalambres) \n\n\n\ndurata: 45 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: giocoleria\, equilibrio e clown \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\naccesso: libero \n\n\n\nore 21 – Piazza della Pretura\, Segni \n\n\n\nspettacolo: TU NO SÀ…CHI SE MUÀ??!!! \n\n\n\ncompagnia: Donatella Morabito \n\n\n\nSinossi: Tunosà…chisemuà è uno spettacolo muto che parla forte e chiaro. \n\n\n\nUn personaggio improbabile\, tenero e disarmato\, attraversa il mondo con il solo linguaggio del corpo\, dell’assurdo e della meraviglia. Con la delicatezza di una piuma e la goffaggine di chi non si arrende\, una clown senza parole invita il pubblico in un universo parallelo fatto di sbagli\, attese\, rovesciamenti e piccoli trionfi. Un viaggio comico e surreale che racconta la condizione umana attraverso una lente deformante\, poetica e profondamente femminile. Un’intima trasformazione che si compie sotto gli occhi dello spettatore: quella della fragilità che diventa potenza. \n\n\n\n \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nDrammaturgia: Donatella Morabito \n\n\n\nRegia: Donatella Morabito \n\n\n\nOcchio esterno: Maria Elena Rubbino (Compagnia Sbadaclown) \n\n\n\nCostumi: Aurora Tomarchio (IG Tutu_mania) \n\n\n\nLuci: Alice Bella \n\n\n\nOrganizzazione: Chiara Crupi \n\n\n\nProgetto sostenuto da: Kollatino Underground ETS \n\n\n\nIn collaborazione con: Circofficina \n\n\n\ndurata: 35 o 50 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: clownerie al femminile\, teatro fisico\, visual \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\naccesso: libero \n\n\n\nore 22 – Piazza Pericle Felici\, Segni \n\n\n\nspettacolo:  CIRCUS FOLLIES \n\n\n\ncompagnia: Jacopo Candeloro e Flor Luludì (Argentina)  \n\n\n\nSinossi: Un eccentrico giocoliere e la sua straordinaria assistente mettono in scena una collezione di esibizioni originali di giocoleria ed equilibrismo creando un’atmosfera comica tra virtuosismi\, momenti ridicoli e sorprese inaspettate. Uno spettacolo leggero e autoironico frutto della continua evoluzione del repertorio proposto\, che saprà stupire e divertire spettatori di tutte le età. \n\n\n\nCREDITI: \n\n\n\ndi e con: Jacopo Candeloro (Japo) e Flor Luludì (Luludì) \n\n\n\ndurata: 50/60 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: spettacolo comico di giocoleria ed equilibrismo \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\naccesso: libero \n\n\n\nore 23 – Piazza Santa Maria\, Segni \n\n\n\nspettacolo:  BANYAN – Welcome in our world – fire show \n\n\n\ncompagnia: UNA LAMP \n\n\n\nOre 23 \n\n\n\nSinossi: Nello spettacolo si racconta la maturazione personale di due personaggi i quali come ragione della propria vita hanno scelto “Il Viaggio”. Da un entusiastico incontro iniziale in cui la reciproca scoperta è il fulcro della narrazione\, lo spettatore è poi accompagnato in un viaggio emozionale che passa attraverso lo scontro e la solitudine\, per poi riconfluire in un nuovo approccio\, questa volta basato sulla maturità conquistata e sulla reciproca fiducia e stima. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nIdeato\, scritto\, diretto e coreografato d:  Lucignolo e il Fuoco (Paolo Mele) e Marta from Diya (Marta Ruffino) \n\n\n\nProduzione: Teatro del Sottosuolo \n\n\n\ndurata: 45 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: danza\, fuoco e teatro \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: italiana \n\n\n\nAccesso: libero \n\n\n\nLABORATORI – FESTIVAL “ANOMALIE” \n\n\n\n1. PICCOLO CIRCO  (Laboratorio per bambini 2-8 anni) \n\n\n\nDate: 29 e 30 agostoDove: Giardini dello Spassiglio\, SegniCosa si fa: Giochi di equilibrio e cooperazione ispirati al circo. I bambini creeranno un “ricettario” di \n\n\n\nesercizi su carta riciclata da portare a casa. \n\n\n\nAccesso: Libero e gratuito\, senza prenotazione. \n\n\n\n2. SPAZIOAGITO  (Laboratorio di video-documentario partecipativo) \n\n\n\nDate: 29 e 30 agosto  \n\n\n\nDove Itinerante\, Segni \n\n\n\nA cura di: Crocevia Onlus \n\n\n\nCosa si fa: Trasformazione del festival in un set cinematografico. I partecipanti realizzeranno brevi film sottotitolati\, archiviati come open-data. \n\n\n\nAccesso: Gratuito\, massimo 10 partecipanti/giorno (prenotazione consigliata). \n\n\n\n3. CIRCUS SOCIAL HUB  (Laboratorio di content creation per social media) \n\n\n\nDate: 28\, 29 e 30 agosto  \n\n\n\nDove Itinerante\, Segni \n\n\n\nA cura di: Artinconnessione Nuova \n\n\n\nCosa si fa: – Creazione di contenuti virali (Reel\, Stories)  – Gestione dell’hashtag \n\n\n\nAnomalieRoma365 \n\n\n\nAccesso: Libero\, attrezzatura propria. \n\n\n\n– Workshop su tecniche base di fotografia/video. \n\n\n\nPer chi: Aspiranti influencer\, studenti di comunicazione\, appassionati. \n\n\n\nINFO GENERALI \n\n\n\n– Tutti i laboratori sono gratuiti. \n\n\n\n– Materiali: Forniti dall’organizzazione\, tranne dove specificato. \n\n\n\n– Partecipazione: Minori accompagnati da adulti (tranne Radio Anomala e Social Hub\, accessibili a tutti). \n\n\n\nANOMALIE 26LA SPERIMENTAZIONE IN PERIFERIA 20° edizione \n\n\n\nFestival di nuovo circo contemporaneogli spettacoli sono in prevalenza Senza Parole e adatti a Tutto il pubblico (età\, lingua\, genere) \n\n\n\ndal 28 al 30 agosto\, Segni (RM)a Segni\, Anomalie propone anche spettacoli di Musica e Teatro Urbano e  Teatro di Strada \n\n\n\n VENERDÌ 28 AGOSTO ore 21  PITECUS di Rezza e Mastrella Cortile Scuola Media (Piazza Risorgimento\, 27)Spettacolo a pagamento (12€)Acquista i biglietti sul sito: https://anomaliecircusfest.net/programma/ \n\n\n\n SABATO 29 E DOMENICA 30 AGOSTO INGRESSO GRATUITO nel centro storico!Decine di spettacoli al giorno: bolle di sapone\, acrobati\, burattini\, clown e fire show finale!dalle ore 18.00Segni (RM) Come arrivare _ Info e mobilità sostenibileTreno: fermata Colleferro-Segni-PalianoAcquista i biglietti sul sito: https://anomaliecircusfest.net/programma/Prenota e informati tramite email kollatinounderground@gmail.come whatsapp 3381809747 o 3922546174 \n\n\n\na Roma Parco delle Canapiglie – Torre Maura\, VI Municipio \n\n\n\nAnteprima  \n\n\n\n30 agosto ore 18.30 a Largo Mengaroni – PEACE AND JUGGLING – Lezione spettacolare a cura di Lorenzo Ritondale  \n\n\n\n4 SETTEMBRE 2026 – VENERDÌ \n\n\n\nore 18 \n\n\n\nspettacolo: C.I.R.C.O. Come Inseguiamo Ridendo Certi Orizzonti \n\n\n\ncompagnia: DUO AGUA UND FIRE \n\n\n\nSinossi: Un carro traballante\, due clown allo sbando e un sogno irrinunciabile: portare in scena il CIRCO!  Tra numeri imprevedibili\, acrobazie improbabili e musica dal vivo\, i nostri protagonisti faranno di tutto per stupirvi… anche quando tutto va storto. Uno spettacolo folle e poetico dove ogni errore si trasforma in meraviglia\, e il più grande trionfo è\, sorprendentemente\, il disastro. Preparatevi a inseguire con noi certi orizzonti\, ridendo! \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nDi e con: Alessandro Maderni e Tommaso Mirabella \n\n\n\nOcchio esterno: Andrea Mineo \n\n\n\nCostumi: Marta D’ Elia \n\n\n\nFoto di scena: Nora Archive \n\n\n\ndurata: 35 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Clown\, Musica dal vivo\, Portes acrobatico\, Giocoleria\, Slapstick \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 19.30  \n\n\n\nspettacolo: LEBE STREET \n\n\n\ncompagnia: ISAAC VALLE \n\n\n\nSinossi: Il personaggio curioso e bizzarro\, con movimenti acrobatici\, in sella alla sua bici\, gira di piazza in piazza in cerca di nuove avventure. Un animo clown\, che ama vivere il presente giocando con le azioni più semplici\, vi trasporterà in un viaggio al lato dell’immaginario accompagnato da un corpo in costante ricerca d’equilibrio. Lo stesso equilibrio che cerchiamo in questi tempi instabili\, portati a prendere strade secondarie per continuare a viaggiare sognando. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nProdotto da: Isaac Valle \n\n\n\nRealizzato con il sostegno di: Circo El grito\, Cirk Fantastik\, JugglingMagazine e Up-Espace Catastrophe (BE) \n\n\n\nnell’ambito del progetto “Brà-Vo! Italian Circus on the Move. \n\n\n\ndurata: 40/45 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Bicicletta acrobatica\, Verticalismo\, Giocoleria\, Clown \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 21 \n\n\n\nspettacolo: B.O.B.A.S. Banda Orquestal Benéfica de Actos Sepulcrales \n\n\n\ncompagnia: JIMENA CAVALLETTI – Spagna \n\n\n\nPrima romana  \n\n\n\nSinossi: Un umile gruppo musicale organizza cerimonie funebri\, ma questa volta non arrivano né il sacerdote né il defunto. In attesa che compaia la salma\, i tre musicisti trascorrono insieme a familiari e amici un’attesa incredibilmente imbarazzante…e disastrosa. Armato di tromba\, eufonio\, rullante e piatti\, il trio B.O.B.A.S. trasforma una situazione drammatica in una commedia degli imprevisti. Esibendosi all’aperto – senza bisogno di elettricità e persino sotto la pioggia – questo trio\, che fonde stili di clowneria classici e contemporanei\, coglie l’occasione per farci ridere delle cose semplici. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nDa un’idea di: BOBAS \n\n\n\nBobas: Lisa Madsen\, Laia Sales e Jimena Cavalletti \n\n\n\nCostruzione dei personaggi: Caroline Obin \n\n\n\nTraining: Elise Ouvrier Buffet \n\n\n\nPerfezionamento strutturale: Pablo Ibarlucea \n\n\n\nCostumi: BOBAS \n\n\n\nRealizzazione costumi: Lluna Albert\, Carmen Montes e BOBAS \n\n\n\nScenografia e oggetti di scena: Emanuele Fiandri\, Oriol Pont e Vicente Martínez \n\n\n\nOcchio Esterno: Rumba \n\n\n\nProduzione: Ivan Lionel \n\n\n\nProduzione esecutiva: Cesar García\, Cristina Pareja e Víctor Méndez \n\n\n\nProduzione generale: Cía. Jimena Cavalletti \n\n\n\nCoproduzione: Cornellà International Clown Festival \n\n\n\nCollaboratori: IVC (Istituto Valenciano di Cultura)\, INAEM (Istituto Nazionale Spagnolo di Arti e Musica)\, Circ Cric\, Comune di Xirivella. \n\n\n\nVideo e fotografia: Ivan Lionel e Laia Sales \n\n\n\ndurata: 50 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Circo\, Musica\, Clownerie\, Teatro Fisico \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\ndalle ore 18.30\, 4 repliche: itinerante \n\n\n\nspettacolo: GRAN TEATRO DENTRO \n\n\n\ncompagnia: RUFINO CLOWN \n\n\n\nSinossi: Venite a scoprire il più piccolo (ma grande!) teatro del mondo. Un gran teatro con luci\, palcoscenico e sipario\, tutto dentro la sua pancia. Fausto Barile è un clown che nasconde qualcosa di speciale. Preferisce aprire la pancia piuttosto che la bocca. Si sbottona il cappotto e la camicia per rivelare la storia che si nasconde nella pancia di ognuno di noi\, dove ribolle un pentolone di pensieri\, paure\, stati d’animo ed emozioni. Un momento sospeso in cui Nouvelle Magie\, comicità e poesia tengono incollati gli spettatori ad un piccolo angolo di mondo capace di farli viaggiare in un altro universo. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nDi: Salvatore Frasca e Roberto Di Lernia \n\n\n\nCon: Roberto Di Lernia \n\n\n\nScenografia: Marco Salvatori\, Josep Piris \n\n\n\nCostume: Anna Kemp \n\n\n\nIllustrazioni: Raffaella Brusagliano\, Andrea Niccolai \n\n\n\nFoto: Omar Previdi\, Lorenzo Sbrenna\, Nico Lopez Bruchi \n\n\n\nVideo: Lu Pulici \n\n\n\nProduzione: Compagnia Nando e Maila ETS \n\n\n\nCon il sostegno di: Ministero della Cultura\, Regione Emilia Romagna \n\n\n\ndurata: 15 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Clownerie\, Circo Teatro\, Teatro di Figura \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\n5 SETTEMBRE 2026 – SABATO \n\n\n\nore 18.00 \n\n\n\nspettacolo: BILLY THE CHICKEN SHOW \n\n\n\ncompagnia: ALESSANDRO MADERNI (solo buskers – accesso libero) \n\n\n\nSinossi: “Billy the chicken show!” è spettacolo di circo\, clown e teatro di strada che con la sua energia giocosa riuscirà a risvegliare un pochino del pollo che c’è dentro ognuno di noi! Attraverso prodezze tecniche di giocoleria\, equilibrismo\, un baule pieno di sorprese\, ma soprattutto con l’aiuto di Billy e della sua imprevedibile idiozia\, Gianda cercherà di entusiasmare e coinvolgere il suo pubblico! Lo spettacolo si trasformerà in una festa della follia\, in cui Billy arriverà a rischiare perfino la sua vita \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nideazione e interpretazione: Alessandro Maderni. \n\n\n\nProduzione: Tony Clifton. \n\n\n\ndurata: 35/40 min \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Clownerie\, Acrobatica\, Teatro di Strada \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nAccesso: Libero – cappello \n\n\n\ndalle ore 18.30\, 3 repliche: itinerante \n\n\n\nspettacolo: LA CAPITANESSA DE ROMOLAN \n\n\n\ncompagnia: ELISA SPANÒ \n\n\n\nSinossi: La Capitanessa de Romolan è una figura energica\, visionaria e autorevole che prende possesso della piazza con grazia e determinazione. Elisa Spanò costruisce un personaggio dal carattere forte e paradossale\, che guida\, convoca\, dirige – trascinando il pubblico in un universo narrativo tutto suo\, fatto di gestualità teatrale\,  acrobatica e presenza scenica irresistibile. \n\n\n\nCREDITI: \n\n\n\nideazione e interpretazione: Elisa Spanò. \n\n\n\nProduzione: Accordature. \n\n\n\ndurata: 30 minuti (3 repliche) \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Circo Teatro\, Teatro Fisico\, Clownerie \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 19.00 \n\n\n\nspettacolo: DOPPIE PUNTE \n\n\n\ncompagnia: DUO BAU \n\n\n\nSinossi: Legate indissolubilmente dalla testa: un’unica lunghissima treccia. Giocando con il comico e il riflessivo\, tra forbici volanti\, grovigli e paure interiori\, lo spettacolo invita il pubblico a immedesimarsi in un legame: una pericolosa danza di corpi che si scontrano\, si sfiorano\, si ribellano\, eppure non possono fare a meno di restare uniti\, alla ricerca di un equilibrio tra indipendenza e fusione. Doppie Punte è uno spettacolo che esplora la complessità  \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nAutrici ed interpreti: Maria Cortesi\, Maria Sole Antognetti  \n\n\n\nOcchio esterno: Elena Bosco \n\n\n\nFoto: Gaby Merz \n\n\n\nCostumi: Iaia Zanna \n\n\n\ndurata: 35 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Acrobatica\, Giocoleria\, Duo \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 21.00 \n\n\n\nspettacolo: THE BIG BANG \n\n\n\ncompagnia: CIRCO BOTTONI \n\n\n\nOre 21 \n\n\n\nSinossi: In una casa troppo piccola e su un divano troppo stretto\, sei personaggi\, ognuno con la propria follia\, bramano realizzare i loro sogni. Purtroppo\, però\, il pianeta Terra sembra essere inospitale per realizzarli… o forse o forsesono i loro sogni a essere troppo grandi? The Big Bang è un’odissea caratterizzata da un incessante e febbrile alternarsi di numeri individuali e scene collettive\, nel quale la noia si sconfigge a colpi di assurdità. Tra ritmi incalzanti\, vinili impolverati\, ballerine classiche atipiche\, acrobati interstellari\, domatori di biciclette e giocolieri telecomandati\, il Circo Bottoni vi trasporterà verso nuove galassie e dimensioni\, dove la gravità e l’impossibile non esistono. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nMaria Solà: accompagnamento artistico  \n\n\n\nNikholo: grafica \n\n\n\nNora Horcas Belmonte e Stefano Scheda: foto e video \n\n\n\ndurata: 60 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Giocoleria\, Acrobatica\, Danza\, Equilibrismo\, Musica dal vivo \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\n6 SETTEMBRE 2026 – DOMENICA \n\n\n\ndalle ore 18.30\, 3 repliche: itinerante \n\n\n\nspettacolo: MIMA E LA VALIGIA NEL SOGNO \n\n\n\ncompagnia: ALICE BELLA \n\n\n\nSinossi: Una valigia piena di storie\, una mima che viaggia tra i sogni e la realtà. Con una valigia come unico prop e il corpo come strumento narrativo assoluto\, lo spettacolo trasporta il pubblico in un viaggio surreale e delicato\, in cui ogni gesto è un racconto e ogni silenzio è pieno di significato. Teatro fisico e mimo si fondono in una performance poetica sul viaggio\, le partenze e ciò che si porta con sé. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nideazione e interpretazione: Alice Bella. \n\n\n\nProduzione: Procult. \n\n\n\ndurata: 40 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Mimo\, Teatro Fisico\, Teatro di Figura \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 19.00 \n\n\n\nspettacolo: ATTO SCEMO IN LUOGO PUBBLICO \n\n\n\ncompagnia: TOMMASO MIRABELLA (solo buskers – accesso libero) \n\n\n\nSinossi: Atto Scemo in Luogo Pubblico è un’azione performativa di teatro di strada che utilizza il linguaggio del clown come strumento di relazione immediata. Basato sull’improvvisazione e sull’ascolto del contesto\, lo spettacolo trasforma lo spazio urbano in luogo di gioco condiviso\, coinvolgendo attivamente il pubblico. L’intervento è pensato per una fruizione informale e accessibile\, capace di attivare una partecipazione spontanea e inclusiva. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nideazione e interpretazione: Tommaso Mirabella. \n\n\n\nProduzione: Tony Clifton. \n\n\n\ndurata: 30 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Teatro di Strada\, Clownerie\, Performance Urbana \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 21 \n\n\n\nspettacolo: ABOUT \n\n\n\ncompagnia: DUO PADELLA \n\n\n\nSinossi:  “ABOUT” è uno spettacolo di circo contemporaneo multidisciplinare ispirato all’amicizia ma è anche un viaggio assurdo alla scoperta di cosa parla realmente questo spettacolo. Due amici si troveranno persi nella loro stessa creazione e in maniera umoristica\, provocatoria e totalmente surreale proveranno a dare un senso al loro spettacolo e alle proprie vite! \n\n\n\nCon il loro stile punke miele\, il carisma che li caratterizza e la loro energia debordante il Duo Padella crea un universo anarchico di gioco e risate dove tutto può accadere senza un reale motivo e dove il pubblico riscopre il proprio lato trasgressivo e giocherellone. Due bizzarri amici\, una bici acrobatica di nome Betsy\, giocoleria esplosiva\, percussioni improbabili e scatenate\, scontri all’ultimo sangue\, botte\, inseguimenti e cadute senza farsi troppo male. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\ndi e con: Giuliano Garufi e Isaac Valle \n\n\n\nproduzione: Duo Padella \n\n\n\nocchio esterno: Giorgio Bertolotti \n\n\n\ncostumi: Augusta Tibaldeschi \n\n\n\ncon il sostegno di: INAC\, Circo Madera\, Arc En Cirque\, Cirko Vertigo \n\n\n\ndurata: 45 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Acrobatica a Due\, Circo Teatro\, Teatro Fisico \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\n11 SETTEMBRE 2026 – VENERDÌ \n\n\n\nore 18 \n\n\n\nSpettacolo: UNDICI \n\n\n\ncompagnia: GIORGIOLIERE \n\n\n\nSinossi: UNDICI è uno spettacolo di arte di strada che vi condurrà in un viaggio attraverso la giocoleria sperimentale e la clownerie\, rompendo ogni schema del circo tradizionale e sorprendendo ad ogni lancio. \n\n\n\nCon un’esperienza coltivata in oltre un decennio di spettacoli e una profonda ricerca sulla tecnica delle clave tagliate\, il Giorgioliere trasforma gli oggetti di giocoleria in forme mai viste. Clave che diventano creature in movimento\, traiettorie che sfidano la fisica\, un’arte antica reinventata con spirito contemporaneo. \n\n\n\nEsilaranti interazioni con il pubblico arricchiscono ogni momento con risate contagiose e autentico divertimento che oltrepassa qualunque barriera linguistica\, creando un’esperienza che coinvolge spettatori di ogni età. UNDICI ha incantato pubblici di ogni genere in teatri\, piazze e festival\, garantendo un intrattenimento innovativo e di qualità. \n\n\n\nCREDITI: \n\n\n\ndi e con Giorgio Maria Laganà \n\n\n\ndurata: 30/40 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Giocoleria Sperimentale\, Clownerie\, Teatro di Strada \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 19spettacolo: L’ALCHEMICO DUO – ANTEPRIMA NAZIONALE \n\n\n\ncompagnia: DUO FLOSH \n\n\n\nMastro Nicola l’alchemico e il suo fedele bislacco assistente il Sior Ciccio sono due ciarlatani che si millantano alchimisti settecenteschi. Sono due strampalati individui ti porteranno in un mondo di pozioni magiche\, giocolerie pericolose e equilibrismi senza senso. Questi buffi barocchi personaggi\, tra pozioni fumanti e esperimenti falliti\, ti lasceranno senza fiato con le loro acrobazie e la loro stupidità senza fine. Uno spettacolo per tutta la famiglia\, dove la magia dell’alchimia incontra l’energia del circo! \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nIdeazione e interpretazione: Francesco Fiore\, Nicola Grimaldi. \n\n\n\nProduzione: Melting Pot. \n\n\n\ndurata: 30/40 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Acrobatica a Due\, Giocoleria\, Circo Teatro \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 21 \n\n\n\nspettacolo: NEOSYNC – PRIMA NAZIONALE \n\n\n\ncompagnia: COLLETTIVO FLAAN \n\n\n\nSinossi: Un viaggio elettronico e psichedelico in cui corpo e suono diventano un unico organismo scenico. La roue Cyr\, la giocoleria e la musica dal vivo si intrecciano in un gioco continuo di contaminazioni e trasformazioni\, dando vita a un linguaggio ibrido che unisce circo contemporaneo e ricerca sonora all’interno di un “inviluppo” ipnotico e avvolgente. \n\n\n\nLo spettacolo prende la forma di un rituale futuristico: due corpi e una macchina musicale si incontrano tra sincronismo e conflitto\, sperimentazione e gioco. Ogni gesto diventa ritmo\, ogni ritmo si trasforma in visione\, in un paesaggio sonoro e visivo che appare e scompare come un miraggio fuori dal tempo. \n\n\n\nLa ricerca artistica di Neosync esplora le sinergie tra arti circensi e pratiche di composizione elettronica: la giocoleria\, la roue Cyr e il movimento corporeo entrano in dialogo con tecniche musicali come il campionamento\, la rielaborazione in tempo reale e l’uso di strumenti digitali di sintesi sonora d’avanguardia\, tra cui la granulazione. Ne nasce un’esperienza performativa che non è solo somma di discipline\, ma campo di sperimentazione comune\, dove il gesto e il suono si influenzano a vicenda e trovano nuove forme di espressione. \n\n\n\nAttraverso questa ricerca\, Neosync mette in scena l’evoluzione delle intersezioni tra movimento e musica\, tra fisicità e tecnologia\, accompagnando il pubblico in un percorso che oscilla tra l’intensità pulsante di un live elettronico e la dimensione poetica del teatro fisico e circense. L’esito è uno spazio di risonanza condivisa\, in cui la relazione tra i performer e la macchina sonora diventa specchio e amplificazione della relazione con lo spettatore: un invito a lasciarsi attraversare da un flusso di energia in costante trasformazione. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nCast: Flavio Bedini\, Leonardo Varriale \n\n\n\nRegia: Leonardo Varriale \n\n\n\nMusiche: Leonardo Varriale\, Flavio Bedini \n\n\n\nScenografia: Gruppo Climb \n\n\n\nProduzione: Meltingpot \n\n\n\ndurata: 45 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Acrobatica\, Verticalismo\, Beat Box\, Hula Hoop\, Mano a Mano \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\n12 SETTEMBRE 2026 – SABATO \n\n\n\nore 18 \n\n\n\nspettacolo: COMIPOP (solo) \n\n\n\ncompagnia: PALLOTTO \n\n\n\nSinossi: Nella vita c’è chi scende e c’è chi sale…poi c’è Pallotto! Un uomo e la sue scala che piolo dopo piolo tenta di arrivare sempre più in alto. Alla ricerca continua dell’equilibrio questo moderno saltimbanco fa volare oggetti\, improvvisa col pubblico e si trastulla insieme a lui. \n\n\n\nSpettacolo patrocinato dalla Nasaa\, Bolllywood e  lo Stato Pontificho. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nDi: Pallotto Matteo \n\n\n\nIdea: Pallotto Matteo \n\n\n\nAiuto Regia: Il pubblico \n\n\n\nAutoprodotto \n\n\n\ndurata: 35/50 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: giocoleria\, equilibrismo e clown. \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 19 \n\n\n\nspettacolo: IRINA (solo) \n\n\n\ncompagnia: IRENE CONTADINI \n\n\n\nSinossi: La scena è pronta: fiori\, fondale\, scarpette e tutù. Ma quello che accade è tutt’altro che ordinario…con armonia ed eleganza Irina interpreta Ciaikosvskij in un’Opera del tutto singolare dove il rigore del mestiere di ballerina incontra la stravaganza di una donna fuori dalle righe. Uno spettacolo che unisce l’arte della Danza alla visione poetica del clown\, e come lei ama dire: “non perdiamo altro tempo!”. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nIdea: Contadini Irene \n\n\n\nAiuto alla messa in scena: Bertolotti Giorgio e Pallotto Matteo \n\n\n\nScenografie costumi e oggetti di scena: Di Cristofaro Elisa \n\n\n\nSpazi di creazione: “Spiazzo\,circo fuori dal vaso” \n\n\n\n“La tana.spazio artistico di ricerca e creazione” \n\n\n\nAutoprodotto \n\n\n\ndurata: 35 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Circo Teatro\, Teatro Fisico\, Performance \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 21 \n\n\n\nspettacolo:CLOWN IN LIBERTÀ \n\n\n\ncompagnia: TEATRO NECESSARIO \n\n\n\nSinossi: Concerto continuamente interrotto dalle divagazioni comiche dei musicisti o spettacolo di clownerie ben supportato dalla musica? \n\n\n\nClown in libertà è un momento di euforia\, ricreazione e ritualità catartica per tre buffi\, simpatici e ‘talentuosi’  clown che paiono colti da un’eccitazione infantile all’idea di avere una scena ed un pubblico a loro completadisposizione. Senza un racconto enunciato e senza alcuno scambio di battute\, Clown in libertà racconta\, dunque\, il pomeriggio un po’ anomalo di tre clown che vogliono allestire uno spettacolo per divertire\, stupire ed infine conquistare\, abbracciare\, baciare il pubblico di passanti. Cercando con ogni mezzo di sorprenderlo\, a costo di prevaricarsi gli uni con gli altri\, di farsi vicendevoli dispetti finiranno per causare\, a volte\, il deragliamento dell’azione. Ecco quindi sequenze di mano a mano\, duelli al rallentatore\, intricati passaggi di giocoleria rubandosi ripetutamente di mano gli attrezzi\, e ancora evoluzioni e piramidi. \n\n\n\nLa musica è la vera colonna portante dell’azione e dello sviluppo narrativo; accompagna\, scandisce e ritma ogni segmento ed ogni azione. L’intero spettacolo risulta così come un grande\, unico e continuo viaggio musicale che non si interrompe ‘quasi’ mai\, nemmeno durante le acrobazie più impensabili. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nDi e con: Leonardo Adorni\, Jacopo Maria Bianchini\, Alessandro Mori \n\n\n\nProduzione: Teatro Necessario \n\n\n\ndurata: 60 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Clownerie\, Mano a Mano\, Giocoleria\, Acrobatica\, Musica dal vivo \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 22 \n\n\n\nspettacolo: NI FU.. NI FA \n\n\n\ncompagnia: CIA LA BUFFA – Spagna \n\n\n\nSinossi: Le sorelle de La Buffa ci accompagnano in un viaggio autentico attraverso le complessità dei legami trasorelle. Un percorso segnato da un costante tira e molla tra affetto e odio\, amore e bisticci. A volte\, la troppconfidenza genera insofferenza. È una ricerca di nuove forme di narrazione comica al femminile. Ciò che è  sgraziato può rivelarsi bello\, divertente e tenero. La Buffa esplora conflitti\, confini e guerre attraverso la propria lente unica e  \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nClown: Charo e Ángela Amaya \n\n\n\nIdea originale: Sorelle Amaya \n\n\n\nRegia e drammaturgia: Ángela Amaya \n\n\n\nScenografia: Carlos Monzón e Charo Amaya \n\n\n\nCostumi: Imakokoni \n\n\n\nParrucche: Maluka Makea \n\n\n\nDisegno luci e direzione tecnica: Rubén Camacho \n\n\n\nImmagini e video: Juan Luis de No \n\n\n\nFotografia: Susana Chicó\, Yago García e Ramón Guirado \n\n\n\nMusica Labuffa: Lapso Producciones \n\n\n\nAssistenza alla drammaturgia: Solo Yoni \n\n\n\nAssistenza alla manipolazione: Maite Campos \n\n\n\nProduzione: Madamdarina e Circobaya \n\n\n\nCon la collaborazione di: Frac e Comune di Fuenlabrada\, La Nave del Duende\, Circo Toribio\, Estreyarte \n\n\n\ndurata: 65 min \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Clownerie\, Circo Teatro\, Teatro Fisico \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\n13 SETTEMBRE 2026 – DOMENICA \n\n\n\nore 18 \n\n\n\nspettacolo: MELAZA \n\n\n\ncompagnia: MELANIE SUAREZ \n\n\n\nSinossi: Melaza è dolce e densa come il melasso che ispira il suo titolo: una performance che mescola danzaacrobatica e narrazione corporea in una ricerca sull’identità\, sulle radici e sulla trasformazione. \n\n\n\nMelanie Suarez porta in scena una presenza intensa e sensuale\, in cui ogni movimento è memoria e ogni equilibrio è racconto. Uno spettacolo che parla di appartenenza e di cambiamento\, di corpi che portano in sé storie e geografie lontane. \n\n\n\nCREDITI: \n\n\n\nideazione e interpretazione Melanie Suarez. \n\n\n\ndurata: 40 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Acrobatica\, Danza\, Circo Teatro \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 19 \n\n\n\nspettacolo: TOTEM TANGO (duo) \n\n\n\ncompagnia: TEATRO BISLACCO \n\n\n\nSinossi: E se tutto ciò che ti circonda fosse in equilibrio? Lui\, lei e il loro mondo sospeso su mattoncini colorati…tra salti\, piroette e lanci\, attimi di suspense colmeranno quelle instabilità. Un dialogo all’ultimo incastro che solo un tango appassionato può coronare! \n\n\n\n“Vi è mai capitato di ritrovare il vostro gioco preferito chiuso nella scatola dei ricordi?  A loro è capitato…” \n\n\n\nUna voce fuoricampo trasporta il pubblico in una dimensione passata\, dove il gioco e le relazioni si mescolavano\, dove litigi\, risate e scherzi erano all’ordine del giorno…ma ora a giocare e vivere quei ricordi non sono dei bambini\, ma bensì degli adulti! Un divertente viaggio di due clown tra emozioni e giochi\, ricordi e nuove scoperte! \n\n\n\nCREDITI: \n\n\n\nIdea: Pallotto Matteo \n\n\n\nInterpreti: Irene Contadini  e Pallotto Matteo \n\n\n\nAiuto alla creazione: Andrè Casaca \n\n\n\nAiuto alla messa in scena: Bertolotti Giorgio \n\n\n\nSpazi di creazione: Spiazzo\, circo fuori dal vaso – Teatro C’art – Csoa Sisma \n\n\n\nCo-produzione: Ass. I beneandanti \n\n\n\ndurata: 35 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Acrobatica a Due\, Giocoleria\, Equilibrismo\, Circo Teatro \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nLABORATORI – FESTIVAL “ANOMALIE” \n\n\n\n1. PICCOLO CIRCO  (Laboratorio per bambini 2-8 anni) \n\n\n\nDate: 30 agosto – 4\, 5\, 6\, 11\, 12\, 13 settembre ; Orario: dalle 17 alle 18 \n\n\n\nDove: Parco delle Canapiglie\, Torre Maura\,  VI Municipio\, Roma \n\n\n\nCosa si fa: Giochi di equilibrio e cooperazione ispirati al circo. I bambini creeranno un “ricettario” di \n\n\n\nesercizi su carta riciclata da portare a casa. \n\n\n\nAccesso: Libero e gratuito\, senza prenotazione. \n\n\n\n2. SPAZIOAGITO  (Laboratorio di video-documentario partecipativo) \n\n\n\nDate: 4\, 5\, 6\, 11\, 12\, 13 settembre ; Orario: dalle 19 \n\n\n\nDove: Parco delle Canapiglie\, Torre Maura\,  VI Municipio\, Roma \n\n\n\nA cura di: Crocevia Onlus \n\n\n\nCosa si fa: Trasformazione del festival in un set cinematografico. I partecipanti realizzeranno \n\n\n\nbrevi film sottotitolati\, archiviati come open-data. \n\n\n\nAccesso: Gratuito\, massimo 10 partecipanti/giorno (prenotazione consigliata). \n\n\n\n3. RADIO ANOMALA  (Laboratorio di storytelling sonoro e podcast) \n\n\n\nDate: 4\, 5\, 6\, 11\, 12\, 13 settembre ; Orario: dalle 19 \n\n\n\nDove: Parco delle Canapiglie\, Torre Maura\,  VI Municipio\, Roma \n\n\n\nA cura di: Radio Città Aperta e Radio Sonar \n\n\n\nCosa si fa: Registrazione di interviste agli artisti\, suoni del festival e creazione di audioguide per \n\n\n\ni luoghi dell’evento. \n\n\n\nOutput: Episodi in licenza libera su Spotify/Apple Podcasts. \n\n\n\nAccesso: Libero\, microfoni a disposizione del pubblico. \n\n\n\n4. STREET ART  (Workshop per ragazzi 9-20 anni) \n\n\n\nDate: 11\, 12\, 13 settembre ; Orario: 18:00-19:30 \n\n\n\nDove: Parco delle Canapiglie\, Torre Maura\,  VI Municipio\, Roma \n\n\n\nCosa si fa: Realizzazione di opere collettive con QR-code che linkano a contenuti digitali \n\n\n\n(backstage\, interviste). \n\n\n\nAccesso: Gratuito\, prenotazione obbligatoria (max 10 partecipanti/giorno). \n\n\n\nArtisti: 610 Street Art Crew (Ian Mimoun e Leon Ferreira) \n\n\n\nMateriali: Forniti dall’organizzazione. \n\n\n\n5. CIRCUS SOCIAL HUB  (Laboratorio di content creation per social media) \n\n\n\nDate: 4\, 5\, 6\, 11\, 12\, 13 settembre ; Orario: 17:00-19:00 \n\n\n\nDove: Parco delle Canapiglie\, Torre Maura\,  VI Municipio\, Roma \n\n\n\nA cura di: Artinconnessione Nuova \n\n\n\nCosa si fa: – Creazione di contenuti virali (Reel\, Stories)  – Gestione dell’hashtag \n\n\n\nAnomalieRoma365 \n\n\n\nAccesso: Libero\, attrezzatura propria. \n\n\n\n– Workshop su tecniche base di fotografia/video. \n\n\n\nPer chi: Aspiranti influencer\, studenti di comunicazione\, appassionati. \n\n\n\nINFO GENERALI \n\n\n\n– Tutti i laboratori sono gratuiti. \n\n\n\n– Materiali: Forniti dall’organizzazione\, tranne dove specificato. \n\n\n\n– Partecipazione: Minori accompagnati da adulti (tranne Radio Anomala e Social Hub\, accessibili a tutti). \n\n\n\nANOMALIE 26LA SPERIMENTAZIONE IN PERIFERIA 20° edizioneFestival di nuovo circo contemporaneogli spettacoli sono in prevalenza Senza Parole e adatti a Tutto il pubblico (età\, lingua\, genere) \n\n\n\n30 agosto\, Largo Mengaroni (RM) ore 18.30 Peace ang Juggling – lezione spettacolare a cura di Lorenzo Ritondale – anteprima – dal 4 al 13 settembre\, Roma Parco delle Canapiglie – Torre Maura\, Roma – Municipio 6dalle ore 18.00 Anomalie è gratuito per i residenti del Municipio Roma 6Per i non residenti: 12 € abbonamento giornaliero – 4 € per spettacoloRoma / Torre Maura Come arrivare _ Info e mobilità sostenibileMetro C: Fermata Torre Maura ; Bus: 106\, 313\, NMC\, C9\, N11 \n\n\n\nweb www.anomaliecircusfest.netwww.facebook.com/anomalie.kollatinowww.instagram.com/anomalie_kollatinounderground/ 
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SUMMARY:Short Theatre 2026 - 21a edizione
DESCRIPTION:Dal 3 al 12 settembre 2026 torna la 21esima edizione di Short Theatre\, il festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea e alle performing arts\, 10 giorni di programmazione\, 40 tra compagnie\, progetti artistici e figure che uniscono arte\, pensiero critico e politica\, in un programma che conta oltre 65 appuntamenti e mappa le geografie artistiche contemporanee\, spaziando nel Sud ed Est Globale\, coinvolgendo artiste/i da Italia\, Spagna\, Francia\, Polonia\, Ungheria\, Algeria\, Libia\, Eritrea\, Camerun\, Rwanda\, Messico\, Cina. \n\n\n\n“Un festival che permea tutta la città\, la attraversa in molti dei suoi luoghi culturali e storici\, all’interno di spazi rinnovati e con la partecipazione di realtà che appartengono all’essenza popolare e autentica di Roma. Short Theatre quest’anno coinvolge il Mattatoio di Roma\, nella sua veste restaurata e riaperta al grande pubblico\, l’Orto Botanico di Roma\, il Teatro India e il Teatro Vittoria come luoghi iconici e storici dell’iniziativa\, il MACRO – Museo d’arte Contemporanea di Roma\, anch’esso rinnovato e riaperto al pubblico lo scorso dicembre\, il Cinema Troisi\, il Museo delle Civiltà\, tante realtà associative e performative con circa 40 compagnie e oltre 65 appuntamenti in una programmazione ibrida\, in similitudine agli spazi coinvolti. Siamo molto felici di poter supportare un progetto che supera gli steccati geografici\, spaziando nel Sud ed Est globale con artisti provenienti anche da Africa\, Americhe\, Cina\, est Europa e lo fa con molte artiste e professioniste donne\, colmando quel gap di genere che serve all’arte\, alla cultura\, alla società tutta. Si è appena concluso il Letterature Festival Internazionale di Roma\, che quest’anno abbiamo voluto intitolare ‘Sconfinare’. Anche Short Theatre sconfina e supera i limiti convenzionali e gli stereotipi\, grazie alla curatela di riconosciuto successo di Silvia Bottiroli\, Silvia Calderoni\, Ilenia Caleo e Michele di Stefano\, proseguendo un’esplorazione nel mare aperto della bellezza della cultura e dello stare insieme.” così Massimiliano Smeriglio\, Assessore alla cultura e al coordinamento delle iniziative riconducibili alla giornata della memoria\, prende parola sulla 21esima edizione di Short Theatre. \n\n\n\nUn’edizione che si inserisce nel solco tracciato da Silvia Bottiroli\, Silvia Calderoni\, Ilenia Caleo\, Michele Di Stefano\, dal 2025 curatori di Short Theatre\, che prosegue l’esplorazione della forma festival\, ponendosi una domanda cruciale: che funzione svolgono\, oggi\, i festival? Da qui nasce il tentativo di andare oltre la programmazione\, rendendo visibili i processi che danno corpo ai “fenomeni” artistici\, facendo proprio il rischio di condividere con il pubblico la presenza di oggetti ibridi\, indefiniti. Opere che sfuggono alle categorie\, che mescolano canto lirico e beatbox\, testo poetico e presenza scenica\, passeggiata collettiva e gesto simbolico\, ma anche formati pedagogici come CLASSE\, progetto di trasmissione di saperi\, residenziali ed esplorazioni nella drammaturgia grazie alle sezioni CAMERA o Salon\, un programma quotidiano di inviti musicali. \n\n\n\nST26 torna ad abitare gli spazi della Pelanda del Mattatoio per tutta la durata del festival\, grazie al contributo dell’Azienda Speciale Palaexpo –da anni tra i principali sostenitori del festival oltre che partner progettuale di ST –  e della neonata Fondazione Mattatoio – Città delle arti\,confermando il movimento puntuale che fa dell’area di Testaccio il centro gravitazionale del festival. ST26 vede coinvolti anche il Teatro India\, luogo in cui il festival è nato vent’anni fa e oggi\, grazie al contributo della Fondazione Teatro di Roma\, sua importante sede – in cui prenderà corpo la collaborazione con Romaeuropa Festival – il Teatro Vittoria e il Cinema Troisi\, una tra le tre location al centro di un progetto artistico disseminato che conta anche il MUCIV-Museo delle Civiltà e il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma\, il quale ospita inoltre la conferenza stampa di lancio del festival\, in estate. \n\n\n\nLa ricerca di spazi eccezionali o inusuali della città in cui far deflagrare le arti performative porta ST26 ad immergersi nella serata di apertura del festival\, il 3 settembre dalle 18 alle 22\, nella vegetazione dell’Orto Botanico di Roma\, aprendo l’edizione con un flusso ininterrotto di accadimenti performativi da fruire uno di seguito all’altro. \n\n\n\nL’opening all’Orto Botanico: tra psichedelia sentimentale e corpi vegetali \n\n\n\nST26 si apre all’Orto Botanico\, il 3 settembre\, con spettacoli\, performance\, riti sonori e ascolti come eventi atmosferici improvvisi. Ai corpi vegetali\, si aggiungono altri corpi estemporanei\, in una modalità psichedelica che tiene insieme e rende visibile l’agglomerarsi di atmosfere\, suoni\, parole\, colori\, ritmi ed intensità. Una “psichedelia sentimentale” che irrompe nella giornata iniziale del festival per restare e attraversarlo in tutta la sua durata\, come rende visibile l’identità visiva di questa edizione\, realizzata da Taquitojocoque\, irriverente illustratrice messicana che fonde la cultura pop con il patrimonio culturale messicano. \n\n\n\nInaugura la prima giornata l’incontro con Annalisa Metta\, architetta e docente di Architettura del Paesaggio all’Università Roma Tre che ragionerà intorno ai temi del selvatico e del mostruoso del paesaggio e delle città nel primo appuntamento di CLASSE\, progetto di trasmissione di saperi realizzato da AREA06 che intreccia il programma di ST26. Le ammalianti e oniriche Serre Tropicali e Monumentali dell’Orto diventeranno habitat immersivi grazie alle sonorizzazioni di Oscar Ngu Atanga\, sound artist\, ricercatore e curatore che attinge ai ritmi\, alle frequenze e alle pratiche ancestrali del Camerun per creare narrazioni sonore coinvolgenti che risuonano profondamente negli spazi culturali e fisici\, e LEMMO\, giovane compositorə e sound researcher nel campo della musica elettronica e sperimentale\, il cui lavoro esplora le possibilità della composizione algoritmica sia in ambito della ricerca sonora che in quello multidisciplinare\, e che vanta diverse collaborazioni in campo teatrale e performativo. È uno spettacolo ma anche una lecture\, in cui le parole affermano qualcosa mentre il corpo ne fa altre\, la celebre Dance for Nothing (revisited) di Eszter Salamon\, in cui la coreografa e performer ungherese ripropone la Lecture on Nothing (1949) di John Cage sperimentando la modulazione dei movimenti fisici\, concentrandosi sull’aspetto sonoro di questa conferenza fondamentale sul nulla\, il vuoto e la composizione. Lo spettacolo è sostenuto dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania. Eszter Salamon sarà presente nel programma di ST26 anche con una CLASSE grazie al sostegno del Goethe-Institut a Roma. QUIXOTE_a rose is not a rose di Industria Indipendente rende visibile una delle tracce che permea l’intera edizione\, accomunando diversi lavori che “rovistano” negli immaginari dominanti — coloniali\, occidentali\, classici — non per pacificarli\, ma per destabilizzarli con movimenti “turbolenti”. In questo caso è il Don Chisciotte — simbolo dell’anti-eroe maschile del canone letterario occidentale — a essere smontato e rimontato attraverso la parola lesbica dei testi di Kathy Acker e la scrittura del corpo vivo di Annamaria Ajmone\, in un progetto performativo modulare nato nel 2025 proprio nella cornice di Short Theatre\, grazie al formato CAMERA. Interroga le mitologie europee in una prospettiva postcoloniale e post-genere Vanasay Khamphommala\, drammaturga\, performer\, scrittrice e traduttrice queer\, in residenza a Villa Medici per sviluppare una ricerca-performance sulla figura mitologica di Ganimede\, esplorando le risonanze che la sua antica narrazione ha ancora nelle comunità queer di oggi. A straniare lo spazio saranno alcuni interventi performativi nello spazio delle Serre tra cui\, ad esempio\, Rhuena Bracci – ex ginnasta\, coreografa\, danzatrice e formatrice Yoga – e Fedra Morini – attivista\, performer e autrice – creando una zona\, mobile ed estemporanea\, a partire dal proprio clima corporeo in movimento. Esplora il mistero del creato\, la natura e il senso di meraviglia e spavento che deriva dal vivente il rito sonoro Naturale sconosciuto di Mariangela Gualtieri\, luminosa poetessa e drammaturga cesenate\, fondatrice del Teatro Valdoca\, che all’imbrunire rischiarerà una delle scalinate marmoree dell’Orto. Farà da ideale contraltare al rito sonoro della Gualtieri DOWN della svizzera Melissa Guex\, combinazione esplosiva di corpo danzante e batteria dal vivo\, un dono per andare oltre quello che sembra un mondo senza speranza. Un richiamo inebriante che trascina nell’abisso\, e poi verso l’alto\, nell’euforia\, e che accompagnerà il pubblico nella conclusione di questa prima giornata speciale\, a ST26 grazie al sostegno dell’Istituto Svizzero. \n\n\n\nLa decolonizzazione della storia e degli immaginari \n\n\n\nST26 prosegue dal 4 settembre alla Pelanda del Mattatoio e inaugura nuovi spazi. Quelli attraversati dal lavoro di Muna Mussie\, artista di origini eritree basata a Bologna\, che presenta il suo Cinema Impero in tre tappe – al Cinema Troisi\, al MUCIV – Museo delle Civiltà e al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma. Un dispositivo che prende il nome dall’omonimo cinema situato nel centro di Asmara\, costruito nel 1937 durante il regime fascista\, e riattraversa gli archivi coloniali a partire dall’intimità e dall’affettività\, mettendo in dialogo materiali video provenienti dall’Istituto Luce e dall’archivio privato dell’artista\, raccontati e interpretati da due voci e due intelligenze\, una artificiale e una emotiva\, a Short Theatre in una versione speciale dal titolo Cinema Impero Roma. Interviene sugli immaginari coloniali attraverso la lente dell’esperienza personale anche Betty Tchomanga\, performer e coreografa franco-camerunense associata a Quartz\, scène nationale de Brest e al Théâtre de la Bastille di Parigi con Histoire(s) Décoloniale(s)\, serie coreografica iniziata nel 2023 e concepita come una raccolta di ritratti dove ogni episodio affronta la storia coloniale e la sua eredità a partire da singoli percorsi individuali\, in un lavoro che mescola performance e insegnamento. La possibilità di agire contro le “cancellazioni storiche”\, come le definisce  la filosofa femminista Elsa Dorlin\, è al centro di Moi\, toi\, Tituba\, ultima produzione dell’artista\, performer e autrice di origini ruandesi Dorothée Munyaneza\, un lavoro che muove dal testo letterario di Maryse Condé e Elsa Dorlin sulla figura di Tituba\, schiava accusata di stregoneria durante i processi di Salem. L’artista\, in collaborazione con il compositore Khyam Allami\, parte dal corpo per costruire un archivio sensibile e fisico che possa riunire esperienze nate dalla dispersione\, scavando in un passato fatto di sofferenza e dolore per celebrare\, riparare e commemorare.  La presenza di Dorothée Munyaneza a ST26 è possibile grazie il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea\, e si manifesta in Myriade\, dispositivo curatoriale in cui l’artista chiama a raccolta una “miriade” di voci che risuonano con la sua ricerca e che inventano incessantemente altri modi di abitare il mondo\, tra cui\, ad esempio\, GILDAA\, cantante e attrice franco-brasiliana che mescola nel suo lavoro teatro\, influenze musicali brasiliane e dell’Africa occidentale e chanson\, e Asmaa Jama & Gouled Ahmed  con lo screening di Except this time nothing comes back from the ashes\, progetto di moving image di  che esplora l’autoritratto\, l’archiviazione e la memoria. L’incontro artistico e il dialogo tra forme espressive diverse è al centro anche di L’Echo\, nuovo lavoro della coreografa franco-algerina Nacera Belaza\, in prima nazionale al Teatro India il 10 e 11 settembre grazie alla co-realizzazione tra Short Theatre e Romaeuropa Festival\, che tornano a condividere anche quest’anno parte delle proprie programmazioni: un duo che vede in scena l’artista stessa accanto a Valérie Dréville\, attrice francese nota per il suo trentennale percorso nel cinema d’autore\, con la quale esplora la zona grigia tra parola e linguaggio\, dove si trova il potenziale espressivo della danza\, “una parola pronunciata nel corpo”. \n\n\n\nIl ritorno di Alberto Cortès\, François Chaignaud e Chiara Bersani a ST e la Prima nazionale di Cristina Kristal Rizzo \n\n\n\nLo spazio di intima alterità tra chi narra e chi osserva\, la scena come relazione amorosa e l’amore come fenomeno che consuma chi lo sperimenta sono al centro di El corazón de Ester\, nuova produzione dell’autore e performer Alberto Cortès – per la prima volta in Italia l’anno scorso a ST – la cui ispirazione è un misterioso manoscritto del XIX secolo contenente scritti d’amore di una donna di nome Ester che descrive come l’amore la porti a scomparire. Nel suo ineguagliabile mescolare il testo poetico con la presenza del corpo scenico\, Cortés traccia un parallelo tra l’abbandonarsi a un amante e l’abbandonarsi al pubblico\, e sceglie di limitare la durata di questa performance prima che venga definitivamente consumata dallo sguardo del pubblico: di El corazón de Ester esisteranno solo 50 repliche in tutto il mondo\, di cui due a ST26 il 4 e 5 settembre al Teatro Vittoria. Il “romanticismo sensibile” che percorre tutta l’edizione emerge sfacciatamente nelle danze camp di Cristina Kristal Rizzo\, in prima nazionale il 6 e 7 settembre con Sentimental1\, un solo liberamente ispirato al lavoro di Derek Jarman e di William Blake\, dove la figura nello spazio compone una coreografia di gesti\, pose e danze istantanee\, in una presenza tutta disposta al sentimentale inteso come qualità del condividere\, alla ricerca delle molteplici tensioni. Il teatro viene inteso come agone e spazio dell’artificio per eccellenza\, con François Chaignaud che\, grazie il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea\, torna a ST26 l’8 e 9 settembre insieme al beatboxer Aymeric Hainaux con Mirlitons\, performance in cui canto lirico battaglia con il beatbox. La tradizione normata delle arti occidentali viene ri-articolata e radicalmente spostata da Michel. The animals I am\, lavoro coreografico di Chiara Bersani\, che si confronta con il repertorio della danza classica partendo dal Lago di Cigni e affidando a tre corpi con disabilità la possibilità di reimmaginare e trasmettere il movimento\, evocando la figura di Michel Petrucciani\, tra i più grandi talenti della musica jazz\, affetto da osteogenesi imperfetta\, la stessa sindrome con cui la Bersani convive. In occasione della sua presenza a ST26\, il 4\, 5 settembre\, Chiara Bersani terrà anche un workshop gratuito rivolto a persone con e senza disabilità. \n\n\n\nL’incontro tra gesto e suono \n\n\n\nIl 9 settembre l’incontro tra corpo e voce\, tra gesto e suono è al centro di Comeback della coreografa Fabritia D’Intino e della musicista Agnese Banti\, creazione condivisa nata su invito del festival Bolzano Danza\, dove le due artiste fanno convergere i rispettivi linguaggi tramite l’utilizzo di archivi sonori che possano veicolare una riflessione sul presente. Ed è ancora un duo che lavora sulla relazione tra linguaggi in Variazione No. 1 di Sorelle di damiano\, giovani performer milanesi\, a ST26 il 10 e 11 settembre anche con la seconda tappa di questa serie\, Variazione No. 2\, in prima nazionale: un percorso sensoriale frammentato e disorientante che vuole dar forma a un incubo collettivo\, esprimendo la condizione di smarrimento del nostro presente. La possibilità del corpo di inquietare è raccolta da Mathilde Invernon\, performer franco-svizzera che presenta il suo BELL END\, il 10 e 11 settembre grazie al sostegno dell’Istituto Svizzero: un lavoro che decostruisce la mascolinità tossica nella progressiva metamorfosi dei corpi in scena che agiscono attraverso la voce\, tramutandosi in presenze strane\, grottesche\, comiche\, sfiorando l’illusorietà del ventriloquio. Recupera invece la dimensione estatica ed enigmatica della creazione artistica l’emergente coreografa Maya Oliva\, a ST26 il 7 e 8 settembre in prima nazionale con In perpetual blooming\, despite the gods\, uno studio che si ispira a testi perduti come le prime sei pagine del Vangelo secondo Maria Maddalena\, per concentrarsi sulla dimensione sospesa del preludio nell’opera lirica\, quel punto che convoglia la carica energetica e poetica che precede la parola. Nella serata conclusiva\, il 12 settembre\, agisce nella dimensione filosofica e contemplativa della creazione L’Infinito Carnale\, la danza ideata da Claudia Castellucci basata su un dialogo da lei scritto tra due eremiti cristiani\, Antonio d’Egitto e il suo giovane discepolo Ilarione di Gaza\, e su una drammaturgia concepita in forma ritmica\, dove lə performer in scena si muovono nella sonorità di un dialogo incorporato nell’habitat sonoro di Stefano Bartolini. Una tensione vibrante innerva lo spazio poroso creato di This resting\, patience della polacca Ewa Dziarnowska\, a ST26 l’11 e il 12 settembre grazie al sostegno dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia a Roma e l’Adam Mickiewicz Institute (IAM)\, performance della durata di tre ore in cui il pubblico può muoversi liberamente\, e può essere mosso dalle performer: una coreografia magnetica dove la danza\, in continua trasformazione\, intreccia in un respiro condiviso attrazione\, ripetizione e sentimento. Il tempo si dilata\, la musica si fa loop\, la tenerezza diventa resistenza\, forza\, durata. \n\n\n\nProgetti fuori formato\, site-specific e pedagogie \n\n\n\nIl tempo di ST26 alla Pelanda del Mattatoio si addensa di esperienze con formati sperimentali e site specific. Tra queste\, ad esempio\, Pairadaëza#Mattatoio\, ultima creazione di Antonio Tagliarini\, in prima nazionale l’8 e 9 settembre in una versione speciale ideata per ST26\, che dà vita a una piccola comunità temporanea dando appuntamento in un giardino nascosto nel cuore di Testaccio\, o la nuova creazione drammaturgica di Giorgina Pi\, il 7 settembre\, progetto speciale tra installazione e ascolto radiofonico immaginato appositamente per ST26\, dal titolo in via di definizione. O ancora\, la Serenata lesbica di Sara Leghissa e Taquitojocoque\, un esperimento politico e romantico collettivo che riunisce le pratiche e i segni artistici delle due artiste\, che attraverso canzoni della tradizione popolare e contemporanea messicana compongono e ricompongono un immaginario politico lesbico. Entrambe le artiste occuperanno il festival fin due modalità “residenziali”: Taquitojocoque è l’artista che sta realizzando l’immagine visiva di ST26; Sara Leghissa\, artista\, ricercatrice e performer milanese\, abiterà per più giorni gli spazi della Pelanda in un formato residenziale che coinvolgerà il pubblico nella costruzione di una playlist collettiva per ribaltare gli immaginari della musica pop. \n\n\n\nCon il desiderio di ampliare la conoscenza\, l’accessibilità e l’agibilità dei linguaggi del contemporaneo\, Short Theatre 2026 continua a dar corpo a una trasmissione dei saperi\, con CAMERA\, formato inaugurato nella scorsa edizione del festival che invita il pubblico a far ingresso nella “camera” di creazione drammaturgica di artistə e autrici\, realizzato in questa edizione grazie al prezioso sostegno di Megera APS. Quest’anno\, le tre CAMERE che si apriranno sui procedimenti\, i gesti e le pratiche che trasformano una visione sensibile in una drammaturgia per la scena coinvolgono figuri e percorsi artistici molto differenti tra loro: Daria Deflorian\, attrice\, autrice e regista teatrale tra le più apprezzate in Italia e all’estero; Giulia Crispiani\, editor\, traduttrice\, autrice la cui pratica di scrittura si intreccia con l’arte visiva e performativa; El Conde de Torrefiel\, compagnia catalana nota a livello internazionale per i peculiare lavoro drammaturgico\, dove un’estetica testuale e visuale convivono con teatro\, coreografia\, letteratura e arti plastiche. ST26 sarà attraversato puntualmente dalla seconda edizione di CLASSE\, progetto di AREA06 che si innesta sulla programmazione di ST26\, piccola utopia realizzata in cui la pedagogia trova una forma simbolica di retribuzione e passa dalla parola diretta di chi può regalare saperi ed esperienze –  artistə\, studiosə\, attivistə – nella forma di brevi conferenze gratuite aperte a tuttə\, coinvolgendo un gruppo ristretto di giovani studenti\, che segue un percorso a loro dedicato\, mescolandosi al pubblico del festival. CLASSE 2026 vedrà la partecipazione\, tra lə altrə\, di Paul Preciado\, Daniel Blanga–Gubbay\, Teodora Grano\, Giuseppe Comuniello e Camilla Guarino\, Eszter Salamon\, Françoise Vergès\, Adelita Husni Bey e Sara Alberani\, Viola Lo Moro con Giulia Paganelli (evastaizitta)\, Nina Ferrante\, Maddalena Fragnito\, Claudia Durastanti in collaborazione con Master di Studi e Politiche di Genere di Roma Tre e Libreria Tuba\, ecc. \n\n\n\nIl tempo del festival sarà suggestionato da Salon\, formato quotidiano di inviti musicali che dà vita a un luogo all’aperto di distensione\, ascolto\, rilassatezza\, incontro\, che ospiterà in questa edizione le atmosfere sonore di dj e musicistə della scena romana – ad esempio\, la dj\, artista e cantante Lola Kola con Acetato\, formato dedicato al vinile– e internazionale\, come HABIBIBITCH\, nome d’arte della dj\, artista multidisciplinare\, docente e attivista franco-algerina\, figura di spicco della scena queer e decoloniale nota per la sua capacità di trasformare le piste da ballo in veri e propri spazi politici.  Salon quest’anno accoglierà anche musica live\, come ad esempio quella di otay:onii\, poliedrica artista originaria di Haining\, Cina\, nota per il suo mix unico di musica tradizionale cinese\, elettronica\, nevrosi post-industriale e art-pop\, o di CORPS CITOYEN\, collettivo artistico multidisciplinare con sede tra Tunisi e Milano\, fondato da artistə italianə e tunisinə. \n\n\n\nCollaborazioni \n\n\n\nAd innervare e nutrire questa edizione di Short Theatre saranno le tante collaborazioni attive sul territorio cittadino e non solo\, ogni volta declinate in modalità molteplici per disseminare\, stratificare e arricchire la proposta culturale della città. Da quelle più consolidate\, come quella con l’Università di Roma Tre\, il Modulo Arti del Master in Studi e Politiche di Genere e la Libreria Tuba\, con cui ST26 cura un appuntamento di CLASSE dedicato agli Epstein Files da una prospettiva femminista\, attraverso materiali\, immagini\, parole che creano una mappa del non detto intorno al potere maschile e al nesso arte/violenza. Oltre ai già nominati MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma\, MUCIV-Museo delle Civiltà e Cinema Troisi\, ST26 collabora con alcune realtà attive nel quartiere Quarticciolo\, come il Laboratorio di Ristorazione Quarticciolo\, progetto di cucina sociale nato da un gruppo di donne della borgata romana\, che si occuperà dei pasti per lo staff del festival\, alternandosi con un’altra realtà del territorio\, Cucina e Cultura Catering. \n\n\n\nQuest’anno Short Theatre è sostenuto da SIAE\, che in particolare supporta la linea curatoriale dedicata all’autorialità di artiste e registe donne. Saranno coinvolte otto figure di autrici che fanno della scrittura drammaturgica il cuore del proprio percorso artistico\, provenienti da generazioni e linguaggi differenti: Mariangela Gualtieri\, Erika Galli e Martina Ruggeri / Industria Indipendente\, Sara Leghissa\, Muna Mussie\, Daria De Florian\, Giulia Crispiani e Giorgina Pi. Una collaborazione che rafforza la capacità di Short Theatre di offrire spazio e visibilità alle autrici italiane\, accompagnandole non solo nella presentazione dei lavori\, ma anche nei processi che li generano\, costruendo un vero e proprio percorso di ricerca e produzione. \n\n\n\nSi rinnova la collaborazione con la piattaforma curatoriale LOCALES\, con sede a Roma\, che in questa edizione condivide con ST26 la presenza di Adelita Husni Bey\, artista italo-libica il cui lavoro si sviluppa attraverso modelli pedagogici collettivi e non competitivi nell’ambito dell’arte contemporanea. LOCALES e ST26 intrecciano parte delle rispettive programmazioni in tre momenti distinti. Il primo è Water Infrastructures\, Water Insurgencies (10\, 11 e 12 settembre)\, laboratorio ideato dall’artista e curato da LOCALES con il supporto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. L’iniziativa nasce da un triennio di collaborazione con il MUCIV – Museo delle Civiltà\, che ha ospitato le diverse edizioni de La Collezione in Tumulto\, workshop permanente ideato da Husni Bey e prodotto e curato da LOCALES. Il secondo appuntamento è uno degli incontri di CLASSE\, il 10 settembre\, condotto da Adelita Husni Bey insieme a Sara Alberani\, curatrice di LOCALES. \n\n\n\nIl programma comprende inoltre lo screening di Like a Flood\, opera audiovisiva di Husni Bey che\, a partire da un archivio fotografico recentemente riscoperto e reinterpretato\, riflette sull’interruzione dell’approvvigionamento idrico in Libia causata dallo sfruttamento delle risorse idriche e dalle politiche di insediamento forzato durante la colonizzazione italiana (1911–1943). \n\n\n\nNel desiderio di aprire nuovi spazi di attraversamento del festival da parte di bambinə\, ST26 porta avanti la collaborazione nata lo scorso anno conFatatrac edizioni e il Laboratorio d’Arte di Palazzo Esposizioni Roma\, proponendo due incontri laboratoriali per l’infanzia\, sperimentando un progetto pilota che si estenderà lungo il corso di tutto il triennio. \n\n\n\n*** \n\n\n\nShort Theatre 2026 è realizzato con il sostegno di Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo\, Regione Lazio – Spettacolo dal vivol’iniziativa è promossa e sostenuta da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria – Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura ed è realizzata da Associazione AREA06 –ETS \n\n\n\ncon il contributo di Azienda Speciale Palaexpo\, Fondazione Mattatoio – Città delle arti\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale
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DESCRIPTION:Mercoledì 24 giugno\, presso il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma\, è stata presentata la XXI edizione di SHORT THEATRE\, il festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea e alle performing arts\, ideato e organizzato da AREA06\, con la curatela artistica di Silvia Bottiroli\, Silvia Calderoni\, Ilenia Caleo\, Michele Di Stefano.  \n\n\n\nSono intervenuti: CRISTIANA PERRELLA\, Direttrice MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma; MASSIMILIANO SMERIGLIO\, Assessore alla Cultura di Roma Capitale; MANUELA VERONELLI\, Presidente Fondazione Mattatoio di Roma – Città delle Arti; MAURIZIO ROI\, Direttore Generale Fondazione Teatro di Roma; SILVIA BOTTIROLI\, SILVIA CALDERONI\, ILENIA CALEO e MICHELE DI STEFANO\, curatela artistica Short Theatre; MUNA MUSSIE e CRISTINA KRISTAL RIZZO\, artiste Short Theatre 2026. \n\n\n\nMattatoio di Roma | Orto Botanico di RomaTeatro India | Teatro Vittoria MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di RomaCinema Troisi | MUCIV – Museo delle Civiltà \n\n\n\nAdelita Husni Bey / Sara Alberani / LOCALES — Alberto Cortés — Annalisa Metta — Antonio Tagliarini — Asmaa Jama & Gouled Ahmed — Aymeric Hainaux & François Chaignaud — Betty Tchomanga / GANG — Biagio Caravano — Chiara Bersani —Claudia Castellucci / Compagnia Mòra  — Corps Citoyen  — Cristina Kristal Rizzo — Daniel Blanga Gubbay — Daria Deflorian — Dorothée Munyaneza / Compagnie Kadidi — El Conde de Torrefiel — Eszter Salamon — Ewa Dziarnowska — Fabritia D’Intino & Agnese Banti — Fedra Morini — Françoise Vergès — GILDAA — Giorgina Pi / Nicole De Leo / Bluemotion — Giulia Crispiani — Giuseppe Comuniello & Camilla Guarino — HABIBITCH — Industria Indipendente — Lemmo — Lola Kola / Acetato — Mariangela Gualtieri / Teatro Valdoca — Master Studi e Politiche di Genere / Roma Tre — Mathilde Invernon / Compagnie Carmen Chan — Maya Oliva — Mélissa Guex — Muna Mussie — Nacera Belaza —  Oscar Ngu Atanga — otay:onii — Paola Granato — Paul Preciado — Rhuena Bracci — Sara Leghissa — Taquitojocoque — Sorelle di damiano — Teodora Grano — Vanasay Khamphommala / Lapsus chevelü – Viola Lo Moro\, Giulia Paganelli\, Nina Ferrante\, Maddalena Fragnito\, Claudia Durastanti / Libreria Tuba and more… \n\n\n\nGiovedì 3 settembre  \n\n\n\nOrto Botanico di Roma \n\n\n\ndalle 18:00 | Serra Tropicale \n\n\n\nSerra Tropicale: Fedra Morini\, Lemmo\, Rhuena Bracci e altrɜ in via di definizione \n\n\n\nambiente performativo \n\n\n\ndalle 18:00 | Serra Monumentale \n\n\n\nOscar Ngu Atanga \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\ndalle 20:00 | Serra Corsini \n\n\n\nVanasay Khamphommala / Lapsus chevelü \n\n\n\nJe te chante une chanson toute nue en échange d’un verre (Ti canto una canzone tutta nuda in cambio di un bicchiere) \n\n\n\nspettacolo / performance \n\n\n\n18.00 | Arena Alberi \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nAnnalisa Metta  \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n18:50 | Arena Alberi \n\n\n\nIndustria Indipendente \n\n\n\nQUIXOTE_a rose is not a rose \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n19:50 | Aranciera \n\n\n\nEszter SalamonDance for Nothing (revisited) \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n20:45 | Scala Monumentale \n\n\n\nMariangela Gualtieri / Teatro Valdoca \n\n\n\nNaturale sconosciuto \n\n\n\nrito sonoro \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\n21:30 | Bar \n\n\n\nMélissa Guex \n\n\n\nDOWN (single version) \n\n\n\nspettacolo  \n\n\n\n30’ \n\n\n\nvenerdì 4 settembre  \n\n\n\nCinema Troisi \n\n\n\n14:00 + 14:30 + 15:00 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda \n\n\n\n18:30 | Teatro 1 \n\n\n\nChiara Bersani  \n\n\n\nMichel: The Animals I Am \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n19:00 + 22:45 | Studio \n\n\n\nMyriade #1: Asmaa Jama & Gouled Ahmed \n\n\n\nExcept This Time Nothing Returns From the Ashes \n\n\n\nscreening \n\n\n\n20’ \n\n\n\n19:30 | Salon \n\n\n\nMélissa Guex  \n\n\n\nDOWN (single version) \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\n20:30 | Studio 1 \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nEszter Salamon \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n21:30 | Teatro 2 \n\n\n\nMyriade #2: Dorothée Munyaneza / Compagnie KadidiToi\, moi\, Tituba… \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h 5’ \n\n\n\n23:00 | Salon \n\n\n\nMyriade #3: GILDAA \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nsabato 5 settembre \n\n\n\nCinema Troisi \n\n\n\n14:00 + 14:30 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero #Roma \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda  \n\n\n\n19:00 | Salon \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nPaul Preciado \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n20:00 | Teatro 1 \n\n\n\nChiara Bersani \n\n\n\nMichel: The Animals I am \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n21:00 | Teatro 2 \n\n\n\nEszter SalamonDance for Nothing (revisited) \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n22:00 | Studio \n\n\n\nBetty Tchomanga / GANG \n\n\n\nDecolonial (Hi)stories #Mulunesh \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n23:00 | Salon \n\n\n\nSALON \n\n\n\nin via di definizione \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nTeatro Vittoria \n\n\n\n21:00 \n\n\n\nAlberto Cortés \n\n\n\nEl corazón de Ester \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n1h \n\n\n\ndomenica 6 settembre \n\n\n\nLa Pelanda \n\n\n\n18:00 | Studio \n\n\n\nEl Conde de Torrefiel \n\n\n\nCAMERA \n\n\n\ndrammaturgie \n\n\n\n19:00 | Teatro 2 \n\n\n\nBetty Tchomanga / GANG \n\n\n\nDecolonial (Hi)stories #Dalila \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n20:30 | Teatro 1 \n\n\n\nCristina Kristal Rizzo \n\n\n\nSentimental1 \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n1h \n\n\n\n22:00 | Salon \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nDaniel Blanga Gubbay \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n23:00 | Salon \n\n\n\nDaniel Blanga Gubbay \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nTeatro Vittoria \n\n\n\n20:30 \n\n\n\nAlberto Cortés \n\n\n\nEl corazón de Ester \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n1h \n\n\n\nlunedì 7 settembre \n\n\n\nLa Pelanda \n\n\n\n17:00 | Atelier  \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nViola Lo Moro\, Giulia Paganelli\, Nina Ferrante\, Maddalena Fragnito\, Claudia Durastanti / Libreria Tuba \n\n\n\nsaperi3h \n\n\n\n18:00 | Mattatoio di Roma \n\n\n\nAntonio Tagliarini \n\n\n\nPairadaëza #Mattatoio \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n50’ \n\n\n\n18:00 + 19:00 + 20:00 | Serra \n\n\n\nGiorgina Pi / Nicole De Leo / Bluemotion \n\n\n\nIl chiaro di luna in cucina è un segno di Dio. Omaggio a Anne Carson \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n25’ \n\n\n\n20:30 | Studio \n\n\n\nMaya Oliva \n\n\n\nIn perpetual blooming\, despite the gods \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n40’ \n\n\n\n21:30 | Teatro 1 \n\n\n\nCristina Kristal Rizzo \n\n\n\nSentimental1 \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n1h \n\n\n\n22:30 | Salon \n\n\n\nSALON \n\n\n\nVanasay Khamphommala \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nmartedì 8 settembre \n\n\n\nMUCIV-Museo delle Civiltà \n\n\n\n15:00 + 15:30 + 16:00 +16:30 + 17:00 + 17:30 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\n18:00 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero #Roma \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda \n\n\n\n18:00 | Mattatoio di Roma \n\n\n\nAntonio Tagliarini \n\n\n\nPairadaëza #Mattatoio \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n50’ \n\n\n\n19:00 | Studio  \n\n\n\nMaya Oliva \n\n\n\nIn perpetual blooming\, despite the gods \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n40’ \n\n\n\n20:00 | Teatro 1 \n\n\n\nDaria Deflorian \n\n\n\nCAMERA \n\n\n\ndrammaturgie \n\n\n\n19:00 | Atelier \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nin via di definizione \n\n\n\nsaperi  \n\n\n\n40’ \n\n\n\n22:00 | Teatro 2 \n\n\n\nAymeric Hainaux & François Chaignaud \n\n\n\nMirlitons \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h 10’ \n\n\n\n23:00 | Salon \n\n\n\nLola Kola / Acetato \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nmercoledì 9 settembre \n\n\n\nMUCIV-Museo delle Civiltà \n\n\n\n15:00 + 15:30 + 16:00 +16:30 + 17:00 + 17:30 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\n18:00 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero #Roma \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda  \n\n\n\n18:00 | Mattatoio di Roma \n\n\n\nAntonio Tagliarini \n\n\n\nPairadaëza #Mattatoio \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n50’ \n\n\n\n18:30 | Atelier \n\n\n\nSara Leghissa \n\n\n\nFrocy Express \n\n\n\natelier \n\n\n\n19:30 | Teatro 2 \n\n\n\nAymeric Hainaux & François Chaignaud \n\n\n\nMirlitons \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h 10’ \n\n\n\n21:30 | Studio \n\n\n\nFabritia D’Intino & Agnese Banti \n\n\n\nComeback \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h \n\n\n\n22:00 | Galleria \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nTeodora Grano \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n22:30 | Salon \n\n\n\notay:onii \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\n45’ \n\n\n\ngiovedì 10 settembre \n\n\n\n15:00 + 15:30 + 16:00 +16:30 + 17:00 + 17:30 + 18:00 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda  \n\n\n\n18:00 | Studio \n\n\n\nAdelita Husni Bey / LOCALES Like a Flood \n\n\n\nscreening \n\n\n\n45’ \n\n\n\n19:00 | Studio \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nAdelita Husni Bey & Sara Alberani / LOCALES saperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n20:00 | Galleria \n\n\n\nSorelle di damiano \n\n\n\nVariazione No.1spettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\n21:00 | Teatro 1 \n\n\n\nMathilde Invernon / Compagnie Carmen Chan \n\n\n\nBELL END \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n22:00 | Studio \n\n\n\nSorelle di damianoVariazione No.2  \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\n22:30 | Salon \n\n\n\nBiagio Caravano \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nTeatro India \n\n\n\n20:00 | Sala B \n\n\n\nNacera BelazaL’Echo \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n1h \n\n\n\nvenerdì 11 settembre \n\n\n\nMACRO Museo di Arte Contemporanea di Roma \n\n\n\n15:00 + 15:30 + 16:00 +16:30 + 17:00 + 17:30 + 18:00 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda  \n\n\n\n17:00 | Teatro 2 \n\n\n\nEwa Dziarnowska \n\n\n\nThis resting\, patience \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n3h \n\n\n\n19:00 | Atelier \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nin via di definizione \n\n\n\nsaperi  \n\n\n\n40’ \n\n\n\n20:00 | Galleria \n\n\n\nSorelle di damiano \n\n\n\nVariazione No.1spettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\n21:00 | Teatro 1 \n\n\n\nMathilde Invernon / Compagnie Carmen Chan \n\n\n\nBELL END \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n22:00 | Studio \n\n\n\nSorelle di damiano \n\n\n\nVariazione No.2spettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\n22:30 | Salon \n\n\n\nCorps Citoyen \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nTeatro India \n\n\n\n20:00 | Sala B \n\n\n\nNacera BelazaL’Echo \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\nin co-realizzazione con Romaeuropa Festival \n\n\n\nsabato 12 settembre \n\n\n\nLa Pelanda  \n\n\n\n17:00 | Teatro 2 \n\n\n\nEwa Dziarnowska \n\n\n\nThis resting\, patience \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n3h \n\n\n\n19:00 | Galleria \n\n\n\nGiulia Crispiani \n\n\n\nCAMERA \n\n\n\ndrammaturgie \n\n\n\n20:00 | Salon \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nFrançoise Vergès \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n21:30 | Studio \n\n\n\nClaudia Castellucci / Compagnia MòraL’Infinito Carnale – Dialogo tra Antonio d’Egitto e Ilarione di Gaza \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h 5’ \n\n\n\n22:45 | Salon \n\n\n\nSara Leghissa & Taquitojocoque \n\n\n\nSerenata Lesbica \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n23:30 | Salon \n\n\n\nHABIBITCH \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nShort Theatre 2026 è ideato e organizzato da AREA06direzione artistica Silvia Bottiroli\, Silvia Calderoni\, Ilenia Caleo\, Michele Di Stefanodirezione generale Roberta Zanardo\, Matteo Angius
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DESCRIPTION:È Harmonia il tema della ventesima edizione di MITO SettembreMusica\, in programma a Milano e Torino dal 6 al 20 settembre 2026. Per la sua prima programmazione come direttrice artistica del festival\, Speranza Scappucci ha scelto un elemento essenziale della musica\, agente per la pacificazione\, ideale di bellezza\, vocato alla coniugazione delle diversità e alla costruzione di relazioni tra voci\, generazioni\, repertori\, città\, luoghi\, persone. Come risposta musicale alle fratture del presente\, gli oltre 60 appuntamenti (molti dei quali in entrambe le città) del festival\, presieduto da Alberto Meomartini\, invocano dunque un esercizio di responsabilità e di relazione e invitano a trovare equilibrio nell’ascolto di un cartellone che mette in dialogo antico e contemporaneo\, repertorio classico e nuove creazioni\, Novecento e musica barocca\, musica sinfonica e teatro musicale\, formazioni internazionali e giovani interpreti\, il cuore delle due città e i loro luoghi meno consueti. «“Harmonia” è una parola simbolica\, diretta e apparentemente naturale per un festival di musica  – afferma Speranza Scappucci – che racchiude in sé molteplici sfaccettature e richiami profondi. La domanda che mi ha accompagnata è solo in apparenza semplice: come tenere insieme differenze reali (di città\, di pubblici\, di repertori\, di luoghi\, di generazioni) senza cancellarne l’individualità? In un tempo segnato da fratture e polarizzazioni\, l’armonia mi sembra uno dei valori più necessari\, e forse anche uno dei più fraintesi. In musica\, infatti\, l’armonia non è assenza di tensione: è relazione tra voci diverse\, è equilibrio costruito attraverso ascolto\, attrito\, movimento. La dea Harmonia nasce dall’unione di Ares e Afrodite\, divinità della guerra e dell’amore. L’armonia\, dunque\, non è eliminare il conflitto\, ma trasformarlo in possibilità di ascolto». «Con la ventesima edizione di MITO SettembreMusica – dicono i Sindaci della Città di Torino e Milano e presidenti onorari del festival Stefano Lo Russo e Giuseppe Sala – le nostre città rinnovano un patto culturale che\, anno dopo anno\, ha saputo unirle: vent’anni di musica insieme\, di ascolto\, di dialogo fra luoghi\, pubblici e tradizioni diverse. Questa ricorrenza conferma un percorso condiviso e ormai consolidato\, costruito attraverso la musica come linguaggio che unisce e mette in dialogo territori e comunità. Un caloroso benvenuto va infine alla nuova Direttrice artistica Speranza Scappucci\, cui rinnoviamo l’augurio di buon lavoro». «Il tema Harmonia – aggiungono gli assessori alla Cultura Rosanna Purchia e Tommaso Sacchi – interpreta con chiarezza questa vocazione: l’armonia come nobilitazione delle differenze e volontà di farle convivere in equilibrio in una congiuntura segnata da tensioni\, fratture e conflitti\, affinché la musica ci ricordi che ogni voce trova senso pieno solo nell’ascolto dell’altra. È così che MITO SettembreMusica invita cittadini\, artisti e istituzioni a riconoscere le ragioni della pace\, della convivenza civile e della responsabilità condivisa. La musica non sostituisce la politica\, né cancella le difficoltà del presente\, ma ricorda che nessuna voce trova senso pieno se resta isolata e che ogni comunità cresce quando impara ad ascoltare ciò che le è diverso». «Ci sono anniversari – sottolinea il presidente del festival Alberto Meomartini – che servono a riconoscere il cammino fatto più che a misurare il tempo trascorso. La ventesima edizione di MITO SettembreMusica è uno di questi momenti: un’occasione per ritrovarci\, per guardare quello che è stato costruito e\, in conseguenza per rinnovare il senso di un progetto che continua a unire Milano e Torino nella creazione e nella diffusione di cultura musicale. In questi vent’anni MITO SettembreMusica ha accompagnato generazioni diverse di ascoltatori\, ha abitato teatri\, auditorium\, chiese\, spazi urbani e luoghi meno consueti\, ha portato la musica dove il pubblico già la cercava e anche dove poteva incontrarla per la prima volta. Con lo stesso impegno oggi MITO SettembreMusica prosegue questo percorso sinonimo di vitalità delle due comunità cittadine». «Intesa Sanpaolo conferma con convinzione il proprio sostegno a MITO SettembreMusica\, un festival che valorizza la musica come patrimonio universale e la rende accessibile a un pubblico ampio e diversificato. Il legame con Milano e Torino rafforza un impegno che da sempre unisce cultura e sviluppo: sostenere iniziative di eccellenza come MITO SettembreMusica significa contribuire concretamente alla diffusione dell’arte e alla crescita sociale ed economica dei territori\, commenta Paola Musso\, Executive Director Comunicazione e Immagine Intesa Sanpaolo. La nuova edizione si apre domenica 6 settembre a Milano\, al Teatro alla Scala\, con il War Requiem di Benjamin Britten\, affidato all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai\, al Coro e Coro di voci bianche del Teatro Regio Torino\, alla direzione di Simone Young e a un cast vocale formato dal soprano Elena Guseva\, dal tenore Allan Clayton e dal baritono Bo Skovhus. Lunedì 7 settembre lo stesso programma sarà a Torino\, all’Auditorium Rai Arturo Toscanini. Entrambi gli appuntamenti sono realizzati grazie al presenting partner Intesa Sanpaolo. Composto per la consacrazione della nuova Cattedrale di Coventry\, ricostruita dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale\, il War Requiem è al contempo simbolo di un’umanità divisa che cerca la riconciliazione e manifesto ideale di Harmonia. Concerto sinfonico di chiusura del festival è quello con i Bamberger Symphoniker diretti da Jakub Hrůša e con Lukas Sternath pianoforte\, a Milano sabato 19 e a Torino domenica 20 settembre impegnati in un programma interamente dedicato a Johannes Brahms\, con la Sinfonia n. 3 e il Concerto per pianoforte n. 2\, che vuole essere un commiato che parla dell’armonia come ascolto reciproco. Il programma 2026 trae spunto anche da alcuni anniversari\, come il cinquantenario della morte di Benjamin Britten\, uno dei grandi compositori del Novecento e figura centrale di questa edizione\, con capolavori come il citato War Requiem\, i Four Sea Interludes da Peter Grimes\, la Serenade e diversi altri brani. Spazio anche per il centenario della nascita di Hans Werner Henze\, alla lunga scia del centocinquantesimo anniversario di Maurice Ravel\, concluso nel 2025 ma ancora vivo nella proposta del festival\, e al percorso verso il 2027\, bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven\, che MITO SetetmbreMusica anticipa con l’avvio dell’integrale dei quartetti affidata al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala. Riprendendo la scansione cronologica del programma\, martedì 8 settembre appuntamento unico a Torino (Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto) con la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly in pagine di Rachmaninov affiancate alla Sinfonia n. 4 di Čajkovskij. Il dialogo fra epoche e linguaggi prosegue con William Christie e Les Arts Florissants impegnati a esaltare i fasti del barocco francese di Marc-Antoine Charpentier: a Torino (Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto) mercoledì 9 e a Milano giovedì 10 settembre (Teatro Dal Verme)\, grazie al presenting partnerIntesa Sanpaolo. In occasione degli ottant’anni di Christie\, pioniere della riscoperta del repertorio barocco francese\, MITO SettembreMusica ospita un dittico con la regia di Marie Lambert-Le Bihan e Stéphane Facco e le coreografie di Martin Chaix\, che unisce musica\, teatro\, danza e gesto scenico: Les Arts Florissants\, che celebra la pace e la rinascita delle arti dopo il conflitto\, e La descente d’Orphée aux Enfers\, che rilegge il mito di Orfeo\, ribadendo la capacità di “Harmonia” di farsi ordinatrice dell’arte e di opporre l’arte alla violenza. La musica antica è presente anche con Il Pomo d’Oro\, tra le formazioni italiane più acclamate della scena internazionale\, impegnato in un programma dedicato a Claudio Monteverdi\, a Torino (Tempio Valdese) venerdì 11 e a Milano (Santa Maria delle Grazie al Naviglio) sabato 12 settembre\, a ribadire la forte presenza della voce nel festival\, strumento di memoria\, racconto\, teatro identità. In quest’ottica si inserisce il concerto con pagine di Britten\, Pärt e Weill sabato 19 settembre a Torino con l’Orchestra Sinfonica di Milano\, con Levy Sekgapane tenore e Alessio Allegrini corno e direttore. E poi quelli (Milano 18 e Torino 19 settembre) con i Canticles e alcuni Folk Songs di Britten\, con Matthew Swensen (tenore)\, Kelsey Lauritano (mezzosoprano)\, Debora Maffeis (corno) e Brian Zeger (pianoforte)\, e il programma affidato all’Ensemble I Pomeriggi Musicali con il Phantasy Quartet per oboe e trio d’archi e il Quartetto per archi n. 2 sempre di Britten (Torino 14 e Milano 15 settembre). Uno dei momenti più rappresentativi della nuova direzione artistica sarà il concerto regalato alle due citta da Speranza Scappucci che dirige l’Orchestra di studenti dei Conservatori di Milano e Torino\, il Coro Maghini preparato da Claudio Chiavazza e un cast formato da Maria Grazia Schiavo (soprano)\, José Maria Lo Monaco (mezzosoprano)\, Levy Sekgapane (tenore) e Andrea Pellegrini (basso). In programma\, lo Stabat Mater di Gioachino Rossini\, a Milano (S. Barnaba in Gratosoglio) mercoledì 16  e a Torino (San Filippo Neri) giovedì 17 settembre\, concerto simbolico sia per la levatura artistica della pagina rossiniana\, sia per il coinvolgimento di tanti giovani musicisti\, guidati dalla direttrice artistica del festival e affiancati da interpreti di esperienza internazionale. Non manca una nuova commissione di MITO SettembreMusica\, nel 2026 a Paola Prestini\, compositrice italiana naturalizzata statunitense\, fondatrice e direttrice artistica del National Sawdust di New York: Kaos sarà eseguito dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Michele Mariotti sabato 12 a Torino (Auditorium RAI) e domenica 13 settembre a Milano (Conservatorio Verdi). Ispirato ad alcune novelle di Pirandello\, il trittico orchestrale trasforma la materia narrativa in una riflessione sul conflitto interiore\, sull’isolamento e sulla dignità. Il programma sarà completato dai Four Sea Interludes di Britten e dalla Sinfonia n. 4 “Italiana” di Mendelssohn. La musica del presente attraversa il cartellone anche nel concerto dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano\, diretta da Natalia Ponomarchuk\, con Simonide Braconi viola solista. Il programma\, a Milano (Teatro Dal Verme) sabato 12 e a Torino (Conservatorio Verdi) domenica 13 settembre\, accosta il Siegfried-Idyll di Richard Wagner\, Il canto del silenzio per viola e archi dello stesso Braconi\, la Romanzadi Bruch\, la Chamber Symphony n. 2 “Meditation” di Yevhen Stankovych e la Sinfonia n. 35 “Haffner” di Mozart. Il brano di Braconi\, composto durante la pandemia del 2020\, e quello di Stankovych\, compositore ucraino tra i più significativi del secondo Novecento\, continuano a riflettere sulla memoria e sulla resistenza interiore\, inserendosi tra la “luce” mozartiana e la sospensione wagneriana. La presenza di brani di Ravel in prima assoluta italiana e pagine di Falla consente a MITO SettembreMusica 2026 di tracciare un altro sentiero: quello delle identità musicali reinventate. Martedì 8 settembre a Milano (Teatro Dal Verme)\, l’Orchestra del Teatro Regio di Torino diretta da Ludovic Morlot\, con il mezzosoprano Rinat Shaham e il tenore Pierre Derhet\, propone le Trois mélodies hébraïques e Prélude et danse da Sémiramis di Ravel accanto alle Siete canciones populares españolasdi Falla. A questa geografia sonora appartiene anche il recital della chitarrista Gaëlle Solal\, a Milano (Teatro Blu) lunedì 14 e a Torino (Auditorium grattacielo Intesa Sanpaolo) martedì 15 settembre\, intitolato “Da Granada a Montmartre”. Sempre in questa direzione si collocano l’Italian Clarinet Quartet\, (Milano Teatro Martinitt 14 e Torino Tempio Valdese 16 settembre) con un programma che da Vivaldi arriva a Puccini\, Falla\, Granados\, Albéniz\, Debussy ed Escaich\, e il duo Pietro Maria Cintura / Marco Gerolin\, chitarra e fisarmonica\, impegnato tra nuove scritture e trascrizioni da Piazzolla (Milano CineTeatro La Creta 16 e Torino Piccolo Regio Giacomo Puccini 17 settembre). Un altro tema evidente consiste nel rapporto fra tradizione cameristica e prospettiva futura. Nel 2026 si avvia infatti l’integrale dei quartetti per archi di Beethoven\, affidata al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala (Francesco Manara e Daniele Pascoletti violini\, Simonide Braconi viola e Massimo Polidori violoncello) e in collaborazione con Iren\, che si svilupperà in due edizioni\, accompagnando il pubblico verso il bicentenario della morte del compositore tedesco. Quest’anno\, tra le due città\, diversi appuntamenti tra Milano e Torino\, con quartetti giovanili\, maturi e tardi: dall’op. 18 all’op. 127\, dall’op. 130 con la Grande Fuga all’op. 74 “delle arpe” e all’op. 59 n. 2 “Razumovskij”. La musica da camera occupa un ruolo rilevante in tutto il festival: il Sestetto Sincronìa (Milano 7 e Torino 8 settembre) propone Verklärte Nacht di Schönberg e Souvenir de Florence di Čajkovskij; il pianista Konstantin Lifschitz (Milano 8 e Torino 9 settembre) affronta Mendelssohn\, Brahms e la Sonata “Reliquie” di Schubert completata da Krenek. Il vincitore del Concorso Busoni 2025\, Yifan Wu\, (Milano 14 e Torino 15 settembre) presenta un programma interamente schumanniano. Particolarmente significativa è anche la presenza del pianoforte\, con David Fray interprete delle Variazioni Goldberg di Bach\, a Milano (Teatro Dal Verme) venerdì 18 e a Torino (Conservatorio Verdi)  domenica 20 settembre\, appuntamento che chiude cronologicamente il festival. Il festival continua poi a sostenere i giovani interpreti come la francese Adélaïde Ferrière giovane star delle percussioni e vincitrice di “Les Victoires de la Musique” 2026 che sarà protagonista di due programmi (Torino 10 e Milano 11 settembre)\, “Classical Marimba” e “Da Rameau all’elettronica”\, che mettono in relazione repertorio classico\, trascrizione\, contemporaneità e sperimentazione. Il violoncellista Mattia Zappa (Milano 13 settembre) costruisce un viaggio solistico da Bach a Hindemith\, Piatti\, Tsintsadze e Cassadò; il Trio Rinaldo (Torino 18 e Milano 19 settembre) accosta Krein\, Takemitsu\, Henze e Šostakovič. Tra tango\, colonne sonore e pop si inseriscono i concerti del Quartetto Pessoa (Milano 8 e 10 settembre\, Torino 11 e 12 settembre)\, con programmi dedicati a Piazzolla\, Morricone\, Nino Rota\, John Williams\, Gardel\, ma anche a De Gregori\, Battiato\, Yann Tiersen e nuove composizioni di Tommaso Quaranta. Di rilievo i progetti dedicati alla formazione e all’educazione all’ascolto inseriti nel programma di questa XX edizione di MITO SettembreMusica 2026. Si comincia a Torino (12 settembre Casa Teatro Ragazzi e Giovani) e a Milano (13 settembre Teatro Munari) con Un tè con Beethoven di Pasquale Buonarota (produzione della Fondazione TRG in collaborazione con il Conservatorio di Torino)  porta il pubblico alla scoperta dei Quartetti d’archi e della vita del compositore tedesco attraverso il nipote Karl\, che racconta lo zio\, la persona\, non solo l’artista. Quindi L’usignolo di Hans Christian Andersen (Milano Teatro Munari 19 e Torino Casa Teatro Ragazzi e Giovani 20 settembre) con l’Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali diretta da Daniele Parziani\, gli attori Jasmine Monti e Carlo Merico\, la regia di Isotta Tomassini e i testi di Andrea Piazza. La fiaba viene trasportata in una Digitopia abitata da gadget\, intelligenze artificiali e smartphone\, dove la voce autentica dell’usignolo ricorda che nessuna macchina\, per quanto perfetta\, può sostituire la bellezza della natura\, della libertà e della verità: un modo poetico e accessibile per parlare ai bambini e alle famiglie del rapporto fra arte\, tecnologia\, ascolto e autenticità. MITO SettembreMusica 2026 conferma anche la propria vocazione urbana. Accanto alle sedi simboliche delle due città – il Teatro alla Scala\, l’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto\, l’Auditorium Rai Arturo Toscanini\, il Teatro Dal Verme\, il Conservatorio Giuseppe Verdi – il festival continua a raggiungere teatri\, chiese\, spazi culturali e quartieri meno centrali. La diffusione territoriale porta musica importante in luoghi differenti anche per ridurre le distanze\, ampliare la partecipazione\, costruire nuove abitudini di ascolto. Milano e Torino sono quindi i due poli di un unico progetto. MITO SettembreMusica è un progetto delle Città di Torino e Milano\, con il contributo del Ministero della Cultura\, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino e dalla Fondazione I Pomeriggi Musicali\, con il sostegno sin dalla prima edizione del Partner Intesa Sanpaolo\, della Fondazione Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT\, degli sponsor Iren\, Pirelli\, Fiera Milano\, scon il supporto di Jacobacci & Partners e del Charity Partner Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro. La Rai con Rai Cultura e Radio3 è Media partner del Festival insieme a Sky Classica e Più Classica. www.mitosettembremusica.it  Costo dei biglietticoncerti a Milano > da euro 5 a euro 50concerti a Torino > da euro 1 a euro 40Sono previsti carnet e varie tipologie di pass Biglietteria onlineticketone.it (concerti a Milano)vivaticket.it (concerti a Torino) MilanoBiglietteria TicketOne – Teatro Dal Vermevia San Giovanni sul Muro\, 2 – MilanoTel. +39 02 87905 201biglietteriamito@ipomeriggi.itLa biglietteria è aperta da martedì a sabato ore 10-18 / Chiusura: da 25 luglio al 31 agosto TorinoNuova sede piazza Palazzo di Città 5/A+39 011 4249144biglietteria@fpct.itLa biglietteria è aperta da martedì a sabato ore 10.30 – 18 (da martedì 1 settembre tutti i giorni – chiusura dall’1 al 24 agosto) Se ancora disponibili\, i biglietti saranno messi in vendita anche il giorno del concerto\, a partire da 45 minuti prima dell’inizio presso la biglietteria della relativa sede.Al momento dell’acquisto è possibile aggiungere 1 euro a sostegno della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro
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DESCRIPTION:’edizione 2026 di con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, si terrà dal 10 al 13 settembre. Il festival ha avuto come suo fondatore e curatore per quattordici edizioni Remo Bodei. Dal 2020 il festival si avvale della collaborazione di un consulente scientifico\, di alto profilo\, scelto ogni anno sulla base del tema: Chiara Saraceno ha curato l’edizione “diritti”\, Telmo Pievani il programma 2021 dedicato a “cura”\, Maurizio Ferraris l’edizione 2022 “tracce”\, Laura Boella l’edizione 2023 “umanità”\, Mauro Ceruti l’edizione 2024 “cambiamento\, Luigina Mortari l’edizione 2025 “plurale”.  \n\n\n\nL’edizione 2026 avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata. La direzione del Festival è come negli anni scorsi di Emanuela Mazzi. \n\n\n\nLa scelta del tema porterà a riflettere su cosa significhi oggi vivere insieme nel mondo. Vivere e “abitare” il mondo si esprime attraverso azioni diverse — politiche\, morali\, etiche ed estetiche — che riguardano il nostro modo di stare sulla terra. Abitare\, infatti\, non significa solo possedere una casa\, ma praticare in modo consapevole e libero la cittadinanza\, prendendosi cura degli altri e dell’ambiente. Al centro di questa riflessione c’è una nuova idea del rapporto tra l’uomo e lo spazio\, fondata sulla responsabilità. Il mondo non è un semplice contenitore da sfruttare senza limiti per soddisfare desideri individuali. È invece uno spazio di relazioni e di interdipendenza\, che ci chiama a rispondere delle nostre azioni e del modo in cui ci rapportiamo a ciò che ci circonda. È un campo di creatività e di immaginazione che siamo chiamati a riempire di nuove parole.  \n\n\n\nL’immagine scelta per questa edizione focalizza l’attenzione su un nido e sul suo artefice e abitante\, un uccello tessitore. Il nido non è solo un guscio\, un riparo\, è un gesto. Come l’uccello tessitore sceglie con cura ogni filo per creare un rifugio sospeso\, così l’abitare è l’espressione più alta della cura: un atto paziente che trasforma uno spazio in un riparo\, un luogo significativo o uno spazio condiviso. Un’esigenza che accomuna ogni specie\, ogni essere vivente. Abitare significa così riconoscersi parte di una trama collettiva\, umana e non umana. \n\n\n\nElena Granata \n\n\n\nElena Granata è professoressa di Urbanistica al Politecnico di Milano\, dove si occupa di città\, ambiente e nuove forme di abitare. È vicepresidente della Scuola di Economia Civile. È stata Senior Expert in Urban Studies\, staff Sherpa della Presidenza del Consiglio presso il G20. Il suo percorso di ricerca si muove tra città e città\, tra paesaggi e paesaggi\, dalle architetture contemporanee ai progetti di spazio pubblico\, dai progetti di adattamento climatico alla rigenerazione urbana.  \n\n\n\nTra i suoi libri: Biodivercity. Città aperte\, creative e sostenibili che cambiano il mondo (2019). Ecolove. Perché i nuovi ambientalisti non sanno ancora di esserlo (2022\, con Fiore de Lettera); Placemaker. Gli inventori dei luoghi che abiteremo (2021); Il senso delle donne per la città (2023)\, La città è di tutti. Ciò che ha valore non ha prezzo (2026). \n\n\n\ncon-vivere Carrara Festival\, che ad ogni edizione registra più di 25.000 presenze\, nasce allo scopo di analizzare e condividere i temi legati alla convivenza fra identità e diversità culturali\, religiose\, politiche nell’ambito della società attuale. Ogni anno il quadro generale rappresentato dal festival con-vivere viene approfondito secondo un taglio specifico e sviluppato in un ricco programma che prevede solitamente oltre settanta appuntamenti fra conferenze\, dibattiti e confronti diretti con specialisti di livello nazionale e internazionale\, integrati e coordinati con mostre\, spettacoli teatrali\, laboratori\, rassegne di cinema\, musica e gastronomia. \n\n\n\nIl festival è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo. \n\n\n\nwww. con-vivere.it
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SUMMARY:Con-vivere Carrara Festival 2026
DESCRIPTION:Tra gli eventi dell’edizione numero ventuno di Con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, che avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata\, anche la mostra “Con-testi. Abitare a fumetti”\, che sarà inaugurata a Palazzo Binelli\, a Carrara giovedì 10 settembre alle ore 19.30.  L’esposizione di opere originali\, selezionate dal giornalista Riccardo Corbò\, vuole mostrare diverse visioni del fumetto contemporaneo sul concetto di “abitare”.   \n\n\n\nDa diversi anni il fumetto è uscito dal classico alveo di “letteratura di evasione” e di semplice intrattenimento\, spesso per l’infanzia.  Sono molti gli autori che lo usano come forma d’arte pura\, per raccontare il nostro presente\, per indagare nei sentimenti\, nella psicologia e nella società. Per inventare un altrove che serve come specchio distorto della nostra realtà. Abbiamo voluto quindi ragionare attorno a quei fumetti che contengono il concetto dell’abitare.  “Abitare” non solo passivamente un luogo\, ma anche prendersene cura. Abitare la propria casa\, ma anche la propria città; il centro storico e le periferie; i monumenti e i luoghi abbandonati da recuperare e occupare. L’abitazione come luogo fisico ma anche luogo della propria anima\, e nel senso più ampio del termine anche il nostro pianeta\, “abitarlo” avendo ben presente la distinzione dallo “sfruttarlo”. \n\n\n\nRita Petruccioli\, che con la sua installazione “Sisterhood in the Neighborhood. Detoxing Public Space From Patriarchy” progettata insieme ad ActionAid Italia e coordinata dalle RebelArchitette (ideata per la Biennale di Venezia del 2021) racconta il presente reale\, la società attuale\, l’abitare negli spazi cittadini e il loro utilizzo e riutilizzo per scopi etici e sociali. L’installazione è il racconto a fumetti di cinque realtà individuate da ActionAid sul territorio italiano che propongono visioni alternative del potere\, delle relazioni e delle comunità\, costruendo spazi di partecipazione\, inclusione e cittadinanza attiva e un’alternativa femminista sul territorio.  In mostra anche le tavole da “Medea”\, la recente graphic novel dell’autrice che mostra esempi di città e architetture classiche riviste in chiave fantascientifica e fantasy. \n\n\n\nRoberto Grossi\, architetto\, illustratore e autore di fumetti\, con le pagine tratte dal suo reportage grafico “La grande rimozione” racconta l’abitare il pianeta\, l’abuso e la distruzione dell’uomo sulle sue risorse. Un libro che combina magistralmente storia\, scienza\, politica e vita personale restituendo uno sguardo inedito su un’epoca segnata dall’emergenza climatica. Una selezione di tavole da altre due sue opere “Il grande Prato” e “Cassadritta” ci raccontano tramite margini una storia di periferia urbana\, tra innocenza e degrado e l’avanzare della cementificazione che crea “non luoghi” alienanti più che abitativi. \n\n\n\nIl Collettivo Viscosa\, formato da artiste giovanissime\, porta la loro visione fresca e dirompente\, nuova\, innovativa del prendersi cura del proprio spazio abitativo fisico\, come di quello psicologico e spirituale\, pubblicata in autoproduzioni e fanzine. Il Collettivo Viscosa è un gruppo indipendente di giovani artiste\, illustratrici e fumettiste nato nel 2022\, vincitore del premio come miglior realtà indipendente all’ARF! Festival 2025\, si distingue per l’autoproduzione di storie che esplorano tematiche sociali e personali con stili variegati. \n\n\n\nLorenzo Ceccotti LRNZ nella sua trilogia di graphic novel “Geist maschine”\, dai richiami manga\, allo stesso tempo naturalistica e tecnologica\, ci mostra come potrebbe abitare l’uomo in un futuro o presente distopico post apocalittico\, dove i nostri luoghi abituali cambiano uso e prospettiva\, con un eccezione “world building” autoriale \n\n\n\nUn raggio molto ampio di stili di disegno e di scrittura\, che permetteranno al pubblico di conoscere o approfondire opere della contemporanea letteratura disegnata\, di maggiore successo nell’attuale scena editoriale e creativa italiana. \n\n\n\nUno spazio della mostra\, curato da Agnese Leone docente della Scuola di fumetto e illustrazione\, sarà dedicato a un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara\, che attraverso i loro fumetti\, indagheranno la fragilità psicologica e il peso delle aspettative sociali\, il valore della comunità e del cohousing opposti all’individualismo urbano e la ricerca della propria identità per imparare ad abitare sé stessi e il proprio spazio nel mondo. Sei differenti e giovani visioni: Elisa Armanti\, Ginevra Barabesi\, Ray Casciari\, Angelica Giovannelli\, Safia Hariti\, Sigrid Mauroner. \n\n\n\nCon-vivere Carrara Festival: “Abitare”\, dal 10 settembre al 17 ottobre 2026 a Palazzo Binelli\, Carrara \n\n\n\nTutti gli eventi in programma sono ad ingresso libero e gratuito \n\n\n\nwww. con-vivere.it; Fb con-vivere Carrara Festival; IG con_vivere \n\n\n\nIl festival con-vivere è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo Onlus \n\n\n\nCon il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco \n\n\n\nCon il patrocinio di: Regione Toscana\, Commissione Regionale Pari Opportunità della Toscana\, Provincia di Massa Carrara \n\n\n\nCon la collaborazione di: Ufficio scolastico territoriale Ambito di Massa Carrara \n\n\n\nCon il contributo di: Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Porti di La Spezia e Marina di Carrara \n\n\n\nPremium Supporter: Fhp Carrara Terminal \n\n\n\nMain Sponsor: BPER Banca \n\n\n\nSponsor Midi: Chean Srl\, Coop Firenze\, Generali Assicurazioni\, Marmo Canaloni Carrara \n\n\n\nSponsor: Cooperativa Cavatori Gioia\, MaxMarmi\, S.T. Segagioni\, Aziende del porto di Marina di Carrara (MDC Terminal\, San Colombano Costruzioni SpA\, Gruppo Grendi\, T-Bulk\, Vittorio Bogazzi e Figli Spa\, Piero De Gasperis & C. srl\, Dusty Srl\, Semp Srl) \n\n\n\nSponsor tecnico: Nausicaa SpA\, Fonteviva\, Federalberghi Costa Apuana\, RetiAmbiente Carrara \n\n\n\nMediapartner: QN La Nazione
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DESCRIPTION:L’edizione numero ventuno di con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, si terrà dal 10 al 13 settembre 2026. Il festival ha avuto come fondatore e curatore per quattordici edizioni Remo Bodei e dal 2020 si avvale della collaborazione di un consulente scientifico scelto ogni anno sulla base del tema: Chiara Saraceno ha curato l’edizione “diritti”\, Telmo Pievani “cura” nel 2021\, Maurizio Ferraris “tracce” nel 2022\, Laura Boella “umanità” nel 2023\, Mauro Ceruti “cambiamento” nel 2024 e Luigina Mortari “plurale” nel 2025. L’edizione 2026 avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata. La direzione del festival è\, come negli anni scorsi\, di Emanuela Mazzi. \n\n\n\nTra gli ospiti protagonisti di questa edizione: Stefano Bartezzaghi\, Mariasole Bianco\, Laura Boella\, Paola Bonfante\, Barbara Carnevali\, Sarah Gainsforth\, Franco La Cecla\, Simone Pollo\, Andrea Staid\, Beatrice Zerbini e molti altri. In programma la musica di Irene Fornaciari\, Michele Bravi e Rocco Papaleo con la sua band; appuntamenti imperdibili di con-vivere 2026 anche gli incontri con Paolo Colombo\, Walter Veltroni\, Gino Castaldo ed Ema Stokholma. \n\n\n\nCostituiranno il programma di questa edizione conferenze\, incontri\, spettacoli di parola e musica\, passeggiate tematiche\, mostre\, laboratori per tutte le età\, appuntamenti dedicati al cibo\, alla salute\, alla scuola e alla partecipazione civica. Il tema dell’abitare attraverserà discipline e linguaggi diversi\, dalla filosofia all’urbanistica\, dalla pedagogia all’arte\, dalla sociologia alla storia e alla scienza\, con uno sguardo ampio sul nostro modo di stare al mondo e di prenderci cura degli spazi\, delle relazioni e dell’ambiente. Questo attraverso i luoghi della città che vengono risemantizzati nei giorni della manifestazione. In questo modo il festival stesso diventa l’esempio pratico di cosa significhi “abitare”. Non si assiste al festival\, lo si abita attraverso la città. \n\n\n\nIl quadro tematico che orienta questa edizione prende avvio dalla riflessione proposta da Elena Granata: vivere e “abitare” il mondo si esprime attraverso azioni politiche\, morali\, etiche ed estetiche che riguardano il nostro modo di stare sulla terra. Abitare non significa infatti soltanto possedere una casa\, ma praticare in modo consapevole e libero la cittadinanza\, prendendosi cura degli altri e dell’ambiente. Al centro di questa riflessione si colloca una nuova idea del rapporto tra l’uomo e lo spazio\, fondata sulla responsabilità. Il mondo non è un semplice contenitore da sfruttare senza limiti per soddisfare desideri individuali\, ma uno spazio di relazioni e di interdipendenza\, che ci chiama a rispondere delle nostre azioni e del modo in cui ci rapportiamo a ciò che ci circonda. \n\n\n\nGli incontri di parola \n\n\n\nGli incontri di parola di con-vivere 2026 esploreranno il tema dell’abitare nelle sue molte dimensioni\, interrogandoci su come costruire luoghi più giusti\, più vivibili e più umani: \n\n\n\n\nRipensare gli spazi: la casa e la città;\n\n\n\nCustodire il futuro: il pianeta;\n\n\n\nla cura come “linguaggio” dell’abitare.\n\n\n\n\nAd aprire il festival\, il 10 settembre\, sarà la consulente scientifica Elena Granata\, con la conferenza inaugurale dedicata al tema di questa edizione. Una riflessione che esplora la profondità del tema dell’abitare e le sue molte sfaccettature. Abitare è molto più che avere una casa: è avere un posto nel mondo\, relazioni di prossimità\, città accoglienti; è radicamento e relazione con la natura e con il pianeta. Abitare come dimensione progettuale\, che ha a che fare con la domanda: come vogliamo ancora vivere insieme? \n\n\n\nLa prima pista tematica invita a ridisegnare i confini degli spazi urbani\, osservati non più come semplici aggregati di cemento\, ma come luoghi da ripensare in chiave ecologica\, educativa e sociale. Riccardo Bosi\, pediatra impegnato sul campo in contesti di marginalità sociale\, migrazione e vulnerabilità minorile\, con I desaparecidos delle nostre città\, affronterà il tema dell’infanzia espulsa dagli spazi urbani contemporanei\, interrogandosi sulla possibilità di ridisegnare città più ospitali per i bambini e\, dunque\, per tutti. Sarah Gainsforth\, in Oltre la rendita. Il valore del vuoto\, proporrà una riflessione sulla crisi abitativa e sul significato ecologico\, urbano e collettivo degli spazi non edificati\, sottratti alle logiche della rendita e restituiti alla vita comune. La biologa vegetale Paola Bonfante\, con Piante in città\, rifletterà sul ruolo delle piante negli scenari urbani presenti e futuri\, non solo come elementi decorativi ma come sistemi viventi capaci di connettere atmosfera\, suolo e qualità della vita. Annalisa Metta\, architetta del paesaggio\, interverrà sul tema del paesaggio\, visto non come un luogo\, ma come una “danza” incessante di corpi\, materie\, pratiche\, desideri\, umani e non umani\, che senza tregua si accostano\, sfiorano\, sovrappongono\, generando aderenze e attriti\, inciampi e abbracci. \n\n\n\nÈ molto difficile oggi “sfuggire” alla città\, in senso reale e metaforico. La città ha invaso il mondo\, che è divenuto un’immensa distesa metropolitana e\, nello stesso tempo\, il mondo intero è tutto quanto dentro la città. La filosofaAnna Lazzarini\, con Abitare la città-mondo\, mostrerà come la città sia oggi il luogo in cui si condensano le contraddizioni e la complessità del mondo contemporaneo.  \n\n\n\nLa dimensione internazionale appare evidente anche se si volge lo sguardo alle città coinvolte in conflitti. La guerra contemporanea si combatte sempre più dentro le città. Perché ciò avviene? Quali ne sono le conseguenze? L’intervento di Francesco Chiodelli (docente di geografia economico-politica)\, Città in guerra\, analizzerà l’urbanizzazione dei conflitti armati\, mostrando come anche le guerre apparentemente più lontane hanno un impatto profondo sulla vita quotidiana nelle nostre città.  \n\n\n\nLa seconda pista tematica allarga lo sguardo alla dimensione globale e alle grandi sfide dell’Antropocene. Lo sguardo dall’esterno sul pianeta\, acquisito dalla rivoluzione spaziale moderna\, costringe a ripensare geopolitica e globalizzazione: ne parlerà il filosofo Matteo Vegetti in La crisi dello spazio contemporaneo. \n\n\n\nLa filosofa Laura Boella\, in Su che pianeta abitiamo? Terra\, Globo\, Cloud\, Web e Bots e il senso di realtà\, riprenderà la provocazione di Bruno Latour per interrogarsi sui mondi contraddittori in cui viviamo\, tra geografia\, tecnologia\, esperienza e immaginazione. \n\n\n\nSi guarda poi al pianeta attraverso la lente della responsabilità. Il filosofo morale Simone Pollo\, con Simpatia per il futuro. È ancora possibile il progresso nell’Antropocene?\, porterà il pubblico dentro una riflessione etica sul futuro\, sul progresso e sulla condizione ecologica del presente. Stefano Bartezzaghi\, semiologo\, e Mariasole Bianco\, biologa marina\, nello spettacolo Cruciverba volant. Abitare il mare\, uniranno divulgazione e gioco per affrontare in modo originale i temi della sostenibilità marina (evento realizzato con il contributo dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale).  \n\n\n\nLa terza area di approfondimento elegge la cura a principio fondativo del vivere insieme e a linguaggio attraverso cui ripensare l’abitare. \n\n\n\nAprirsi alla dimensione della cura vuol dire volgere innanzitutto lo sguardo alla dimensione intimistica e interiore. La poetessa Beatrice Zerbini\, con Abitarsi\, offrirà un reading poetico sul coraggio di abitare la propria vita e di fare spazio alla propria voce nel mondo.  \n\n\n\nL’economista Stefano Zamagni\, con Convivenza abitativa e singolarismo. Una contraddizione pragmatica\, analizzerà l’incompatibilità tra l’estremizzazione dell’individualismo e ogni autentica forma di convivenza. Il sociologo Stefano Laffi\, in Immaginarsi insieme\, si concentrerà sulle dinamiche sociali divisive del presente e sulla necessità di ritrovare universali biografici condivisi: quelle esperienze fondamentali\, tappe esistenziali e passaggi emotivi che accomunano la vita di ogni essere umano\, indipendentemente dalle differenze sociali\, economiche o culturali\, per vivere insieme senza cedere all’isolamento e per salvaguardare la capacità di immaginare il futuro.  \n\n\n\nIl nostro modo attuale di abitare il mondo non può quindi essere quello che adotteremo nel futuro: abbiamo già compromesso la maggior parte degli ecosistemi naturali e se continuiamo a pensare solo ai bisogni della nostra specie rischiamo di perdere la sola possibilità che abbiamo di abitare il pianeta Terra. All’omogeneità\, ci spiegherà l’antropologo Andrea Staid (in La casa multinaturalista del futuro) le città del futuro dovranno sostituire la ricchezza della diversità in tutte le sue forme; le superfici organiche dovranno invadere\, colonizzare\, riconquistare quelle minerali\, creando varchi per la varietà della vita.  \n\n\n\nUn approccio più concreto legato a un nuovo modo di progettare saranno rivolti i due interventi di Franco La Cecla e Barbara Carnevali. L’antropologo Franco La Cecla\, con Addomesticare l’architettura. Come l’Occidente ha distrutto l’abitare\, proporrà una critica dei modelli uniformanti dell’architettura contemporanea e una riflessione sulla necessità di rispettare le diverse culture dell’abitare. La filosofa Barbara Carnevali\, in Oggetti che emancipano. Del design come educazione e come politica\, partirà dall’intuizione di Maria Montessori per mostrare come il design possa avere una funzione educativa ed emancipatrice.  \n\n\n\nDue conversazioni offriranno lo spunto per due focus di approfondimento. Il giornalista Filippo Lubrano\, nella conversazione Infondata sul lavoro. Cosa faremo se l’AI ci sostituirà in tutto o quasi?\, affronterà una delle domande più urgenti del nostro tempo\, legata al rapporto tra automazione\, identità e organizzazione sociale. Il giornalista Alessandro Mantovani\, in un’epoca che pretende di dominare lo spazio attraverso mappe e dispositivi digitali\, in Nei labirinti contemporanei affronterà il tema del labirinto come simbolo dell’enigma e dello smarrimento. \n\n\n\nGli spettacoli \n\n\n\nAnche il programma serale accompagnerà il pubblico in un percorso che intreccia musica\, racconto\, ironia e riflessioni sul contemporaneo. \n\n\n\nAbbiamo scelto la forma della “conferenza spettacolo” per esplorare l’abitare nelle sue declinazioni più urgenti e concrete. I 7 progetti urbani firmati Alvar Aaltissimo in Città urgenti (giovedì 10 settembre)\, rispondono a 7 problematiche urgenti della contemporaneità: nascono così altrettante visioni di città distopiche\, scenari di vicende grottesche e situazioni surreali vissute da abitanti resilienti. Durante lo spettacolo si alterneranno Alvar Aaltissimo (alias Fabrizio Esposito) e Filosofia coatta (alias Giulio Armeni)\, tra progetti distopici e racconti ironici. \n\n\n\nLo sguardo del capitano. Il significato di essere eroi (venerdì 11 settembre) con Paolo Colombo e i disegni dal vivo di Michele Tranquillini\, attraverso parole\, immagini e musica emotiva\, il pubblico verrà trasportato nell’Antartide del 1914\, al fianco di Ernest Shackleton e del suo equipaggio\, protagonisti di una delle più straordinarie avventure di sopravvivenza della storia moderna. Quando la nave Endurance rimane intrappolata nei ghiacci e ogni piano sembra crollare\, Shackleton compie la scelta che lo renderà una leggenda: rinunciare alla conquista per salvare tutti i suoi uomini. Mentre Paolo Colombo dà voce a questa incredibile odissea\, raccontando una potente riflessione sul coraggio e sulla capacità umana di resistere anche nei momenti più oscuri\, Michele Tranquillini crea dal vivo immagini e suggestioni che prendono forma davanti agli occhi degli spettatori (Main Sponsor evento FHP Terminal Carrara). \n\n\n\nI format di “parole e musica” racconteranno l’abitare il tempo: abitare non significa solo occupare uno spazio geografico\, ma anche riconoscersi dentro una storia collettiva\, nei decenni che hanno plasmato la nostra identità\, i nostri costumi e le nostre emozioni\, in un costante dialogo tra generazioni. \n\n\n\nLe emozioni che abbiamo vissuto. Gli anni ’60: quando tutto sembrava possibile (venerdì 11 settembre) con Walter Veltroni accompagnato al pianoforte da Gabriele Rossi. Guidati dalla narrazione coinvolgente di Walter Veltroni rivivremo i contrasti violenti e i fatti storici memorabili che hanno segnato un decennio indimenticabile: lo sbarco sulla Luna\, gli assassini di Martin Luther King e dei Kennedy\, il Vietnam\, la Televisione nelle case e il Terrorismo. Un filo rosso di storia personale e familiare terrà insieme la cronaca\, gli oggetti del desiderio consumistico\, la musica e le immagini d’epoca (con video spesso inediti). \n\n\n\n’80 contro ’90\, presenterà (sabato 12 settembre) invece una furiosa disfida fra Ema Stokholma e Gino Castaldo. La battaglia si sviluppa senza esclusione di colpi tra generazioni diverse e passioni comuni\, usando musiche\, film\, pezzi di storia e d’arte: si parlerà di Chernobyl\, Aids\, Macintosh e tantissimo altro con l’ausilio di foto\, video\, file musicali e oggetti simbolici. Alla fine\, sarà il pubblico in piazza a votare e decretare il decennio vincitore (Main Sponsor evento BPER). \n\n\n\nGli appuntamenti musicali di questa edizione per esplorare l’abitare inteso come “relazione e contatto”. Dalla necessità di abitare lo spazio fisico del live e della piazza per ritrovare connessioni umane autentiche oltre gli schermi digitali\, è quanto ci propone Irene Fornaciari & The Groove Aviators in Soul connections (giovedì 10 settembre). La band offre uno show adrenalinico dove il Soul e l’R’nB sono le radici che si connettono con altri stili e impennate rock\, generando un rito collettivo fatto di corpi che ballano e si relazionano dal vivo. \n\n\n\nDoppio appuntamento serale giovedì 10 con Liberidi Liberida di Sabina Guzzanti\, che con la sua ironia tagliente e critica sociale\, riflette sulla libertà in un’epoca di cambiamenti e incertezze\, mescolando politica\, lavoro e tecnologia\, e invitando gli spettatori a soffermarsi su cosa significhi essere veramente liberi. \n\n\n\nSabato 12 settembre sarà la volta di Michele Bravi in concerto alle 22.15 in piazza Alberica. Un appuntamento imperdibile che unisce la sensibilità interpretativa di Michele Bravi alla magia della performance live\, dove la musica si fa racconto scenico e abita la piazza attraverso l’emozione pura della sua voce e delle sue canzoni. \n\n\n\nDomenica 13 settembre alle 21.30 in piazza Alberica il festival chiuderà come sempre con un momento di festa con lo show di Rocco Papaleo\, “Perdere tempo mi viene facile”: uno spettacolo in cui comicità\, poesia\, racconto e musica si intrecciano e coesistono in un equilibrio naturale. La musica sarà accompagnatrice di ogni passaggio scenico\, diventando presenza narrativa\, atmosfera e dialogo continuo con la parola. Perdere tempo mi viene facile è anche il titolo dell’autobiografia di Papaleo: una vera e propria dichiarazione d’intenti e una provocazione contro la frenesia della produttività a tutti i costi. \n\n\n\nIl programma creativo \n\n\n\nVenire a Carrara nei giorni di con-vivere vorrà dire\, anche quest’anno\, immergersi in un’atmosfera fatta di riflessione\, approfondimento\, creatività e partecipazione. Il programma sarà articolato in una pluralità di proposte: mostre\, conferenze itineranti\, laboratori per tutti\, appuntamenti dedicati alla cucina\, eventi con le scuole\, iniziative sul territorio e momenti di incontro promossi da associazioni e istituzioni locali. \n\n\n\nTra le mostre\, Con_testi. Abitare a fumetti a cura di Riccardo Corbò sarà allestita nelle sale di Palazzo Binelli. Esporranno: Collettivo Viscosa\, LRNZ Lorenzo Ceccotti\, Roberto Grossi\, Rita Petruccioli. Da diversi anni il fumetto è uscito dal classico alveo di “letteratura di evasione” e di semplice intrattenimento\, spesso per l’infanzia.  Sono molti gli autori che lo usano come forma d’arte pura\, per raccontare il nostro presente\, per indagare nei sentimenti\, nella psicologia e nella società. Per inventare un altrove che serve come specchio distorto della nostra realtà. Abbiamo voluto quindi ragionare attorno a quei fumetti che contengono il concetto dell’abitare. “Abitare” non solo passivamente un luogo\, ma prendersene cura: la propria casa\, ma anche la propria città; il centro storico e le periferie; i monumenti e i luoghi abbandonati da recuperare e occupare; l’abitazione come luogo fisico ma anche luogo della propria anima; e nel senso più ampio del termine il nostro pianeta\, “abitarlo” avendo ben presente la distinzione dallo “sfruttarlo”. Rita Petruccioli espone la sua installazione “Sisterhood in the Neighborhood. Detoxing Public Space From Patriarchy”\, mentre Roberto Grossi le pagine tratte dal suo reportage a fumetti “La grande rimozione”; il Collettivo Viscosa\, formato da artiste giovanissime\, porta la loro visione fresca e dirompente\, Lorenzo Ceccotti LRNZ nella sua trilogia di graphic novel “Geist maschine” ci mostra come potrebbe abitare l’uomo in un futuro o presente distopico post apocalittico\, dove i nostri luoghi abituali cambiano uso e prospettiva. Un raggio molto ampio di stili di disegno e di scrittura\, che permetteranno al pubblico di conoscere o approfondire opere della contemporanea letteratura disegnata\, di maggiore successo nell’attuale scena editoriale e creativa italiana. Uno spazio della mostra\, curato da Agnese Leone\, sarà dedicato a un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti\, che attraverso i loro fumetti\, indagheranno la fragilità psicologica e il peso delle aspettative sociali\, il valore della comunità e del cohousing opposti all’individualismo urbano\, la ricerca della propria identità per imparare ad abitare sé stessi e il proprio spazio nel mondo.  \n\n\n\nSponsor e partner \n\n\n\nIl festival è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo Onlus \n\n\n\nCon il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco \n\n\n\nCon il patrocinio di: Regione Toscana\, Commissione Regionale Pari Opportunità della Toscana\, Provincia di Massa Carrara \n\n\n\nCon la collaborazione di: Ufficio scolastico territoriale Ambito di Massa Carrara \n\n\n\nCon il contributo di: Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Porti di La Spezia e Marina di Carrara \n\n\n\nPremium Supporter: Fhp Carrara Terminal \n\n\n\nMain Sponsor: BPER Banca \n\n\n\nSponsor Midi: Chean Srl\, Coop Firenze\, Generali Assicurazioni\, Marmo Canaloni Carrara \n\n\n\nSponsor: Cooperativa Cavatori Gioia\, MaxMarmi\, S.T. Segagioni\, Aziende del porto di Marina di Carrara (MDC Terminal\, San Colombano Costruzioni SpA\, Gruppo Grendi\, T-Bulk\, Vittorio Bogazzi e Figli Spa\, Piero De Gasperis & C. srl\, Dusty Srl\, Semp Srl) \n\n\n\nSponsor tecnico: Nausicaa SpA\, Fonteviva\, Federalberghi Costa Apuana\, RetiAmbiente Carrara \n\n\n\nMediapartner: QN La Nazione \n\n\n\nTutti gli eventi in programma sono ad ingresso libero e gratuito \n\n\n\nwww. con-vivere.it; Fb con-vivere Carrara Festival; IG con_vivere
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SUMMARY:II edizione "Liberi sulla Carta" a Borghetto San Carlo
DESCRIPTION:Dopo il successo della sua prima edizione romana\, Liberi sulla Carta torna dall’11 al 13 settembre al Borghetto San Carlo con un festival ancora più grande e con un’idea precisa al centro della sua quindicesima edizione: la cultura fa stare bene. In un tempo in cui si parla sempre più di benessere psicologico\, qualità delle relazioni e bisogno di ritrovare spazi di comunità\, la manifestazione sceglie di affidare proprio alla cultura una nuova responsabilità. Nasce così #Tifastarebene\, il tema scelto per il 2026: un invito a vivere libri\, incontri e spettacoli non soltanto come appuntamenti culturali\, ma come esperienze capaci di generare benessere\, relazioni e senso di appartenenza. \n\n\n\nDopo aver riportato nella Capitale una delle principali manifestazioni dedicate all’editoria indipendente italiana\, il festival conferma il Borghetto San Carlo come propria casa romana e rilancia con un’importante novità: il raddoppio degli spazi dedicati agli editori indipendenti\, cuore della manifestazione fin dalla sua nascita\, insieme a un programma ancora più ricco di incontri\, spettacoli\, formazione ed esperienze sul territorio. \n\n\n\nLa scelta del Borghetto San Carlo rappresenta molto più di una semplice location. Restituito alla città e oggi luogo di incontro immerso nel verde della Giustiniana\, questo spazio interpreta perfettamente la visione del festival: costruire comunità attraverso i libri\, favorire nuove relazioni tra persone\, autori ed editori e dimostrare come la cultura possa essere un’esperienza da vivere insieme. Qui la lettura incontra il paesaggio\, il dialogo si intreccia con la natura e il festival diventa un tempo condiviso\, non soltanto una successione di appuntamenti. Un intreccio di letteratura\, spettacolo\, formazione\, territorio ed enogastronomia\, per tre giorni in cui la cultura esce dalle pagine dei libri per trasformarsi in un’esperienza collettiva. Perché leggere fa stare bene. \n\n\n\nAnche quest’anno tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito. La formula del 2025 viene confermata e ampliata: ogni pomeriggio il Borghetto ospiterà presentazioni di libri\, dialoghi e incontri dedicati alla cultura e all’attualità\, mentre le serate saranno animate da reading e spettacoli. Torneranno inoltre il workshop di scrittura creativa della Scuola Omero\, il Premio Arthè dedicato ai racconti brevi\, gli stand enogastronomici aperti a pranzo e cena e un calendario ancora più ricco di attività diffuse tra escursioni\, visite guidate ed esperienze sul territorio. \n\n\n\n«Lo scorso anno abbiamo ribadito che un festival può diventare molto più di un luogo dove si presentano libri: può trasformarsi in una comunità temporanea fatta di incontri\, dialoghi e persone che condividono il piacere di ascoltare e confrontarsi – commenta il direttore artistico Fabrizio Moscato –. Da quell’esperienza nasce #Tifastarebene. Crediamo che la cultura abbia oggi una responsabilità importante: creare spazi in cui stare bene insieme\, rallentare\, riflettere\, immaginare il futuro e costruire relazioni. È questo lo spirito con cui abbiamo pensato la nuova edizione di Liberi sulla Carta.» \n\n\n\nIn attesa del programma ufficiale\, sono già tanti gli ospiti e le ospiti che hanno confermato la loro partecipazione a Liberi sulla Carta 2026: l’attore e scrittore Ascanio Celestini che con il libro “Pasolini. Una vita\, anzi due” ricorderà il poeta e regista ucciso nel 1975; la cantante Syria omaggerà Gabriella Ferri con lo spettacolo “Perché non canti piú”; non mancheranno momenti di riflessione come quello previsto con la scrittrice e filosofa Ilaria Gaspari\, che parlerà del ritrovato romanzo ottocentesco “Un martirio”\, di Regina di Luanto (pseudonimo di Anna Guendalina Lipparini); Stefano Petrocchi\, che presenterà “Romanzo Privato”\, affascinante ritratto della figura di Maria Bellonci\, scrittrice e organizzatrice del Premio Strega\, mentre il misterioso recensore mascherato Johnny Palomba\, a 25 anni dalle sue Recinzioni\, tornerà a regalarci momenti di divertimento imperdibili. Temi di grande attualità quelli che chiudono la prima carrellata di ospiti già confermati: “Maschi\, si salvi chi può” dell’attore\, sceneggiatore e scrittore Marco Bonini e “Una nuova idea di paese. Dal probabile declino alla possibile rinascita” di Giovanni Marconi per accendere l’attenzione sulla nostra società. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura\, è vincitore dell’Avviso Pubblico “Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno”\, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.  \n\n\n\nOrari: Venerdì 11 settembre: dalle 17:00 fino alle 23:00. Sabato 12 settembre e Domenica 13 settembre: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 fino alle 23:00 \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nSito ufficiale: www.liberisullacarta.itEmail: info@liberisullacarta.it \n\n\n\nCome arrivare: Treno: FL3\, fermata La GiustinianaAutobus: linee 021\, 032\, 024In auto: uscita 3 GRA Cassia Bis\, direzione Viterbo
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SUMMARY:“Aliasing” doppia personale per Suren Dorfmnn ed Emanuele Zaccaria
DESCRIPTION:La pittura\, con tutta la sua potenza immaginifica\, e il suo rapporto problematico con la realtà\, in un’epoca sempre più bombardata di immagini\, accomuna la ricerca di due artisti di vent’anni\, Suren Dorfmann ed Emanuele Zaccari\, che si cimentano nella loro prima prova espositiva in una doppia personale intitolata “Aliasing” e ospitata a Casa Vuota in via Maia 12 a Roma\, a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo. La mostra siinaugura mercoledì 8 luglio alle ore 18 e\, dopo l’inaugurazione\, si può visitare su appuntamento fino al 13 settembre 2026\, prenotando ai numeri 3928918793 o 3284615638 oppure all’email vuotacasa@gmail.com. \n\n\n\nA ciascuno dei due giovani artisti\, legati da un rapporto di amicizia\, viene dedicata una stanza di Casa Vuota e Dorfmann e Zaccari abitano la stanza a loro assegnata presentando un ciclo di lavori autonomo\, progettato nella forma di un intervento site specific. Il pubblico è chiamato a confrontarsi con il lavoro di ciascun artista\, mentre nel passaggio da una stanza all’altra\, a completamento del percorso espositivo\, si trova di fronte a un’installazione realizzata a quattro mani\, con il titolo “Smussatura” (2026)\, che rimodula la volumetria della casa fondendo segno inciso e luce. \n\n\n\nIl filo conduttore fra i due artisti è spiegato dai curatori Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo\, che scrivono: «Prelevando dal linguaggio dell’elettronica un temine tecnico – aliasing – che definisce la presenza di un errore nello spettro armonico di un segnale campionato\, il titolo della mostra vuole descrivere una particolare condizione dell’esperienza estetica contemporanea. Nel parossismo esasperato di una trasmissione di dati e di una elaborazione di visioni tendenti programmaticamente a una sempre maggiore qualità e quantità delle informazioni veicolate e processate\, questa esperienza estetica peculiare si fa carico della possibilità di un disturbo\, tanto nel campionamento della frequenza quanto nella sua decodifica. Errori e distorsioni diventano fattori connaturati e strutturali\, da annoverare fra le possibilità concrete della visione e dei suoi fallimenti. Nell’impossibilità di controllare tutto\, sembrano dire Dorfmann e Zaccari\, il compito dell’arte è duplice: da una parte abbracciare l’errore e la fallibilità\, dall’altra esaltarne il potere generativo\, distorcente\, visionario\, portentoso e disturbante». \n\n\n\nUn deciso bianco e nero e un segno rapido\, vivace e costruito su livelli successivi sono gli elementi caratterizzanti il lavoro di Suren Dorfmann\, che si esercita sia in opere di piccolo formato\, sia in interventi ambientali di grandi dimensioni. Sono due le opere costruite su misura per lo spazio di Casa Vuota. Il primo\, intitolato “Muffa” (2026) è un lavoro minimale\, interstiziale e usa l’intera parete come supporto su cui lavorare in modo mimetico e sfidante\, andando a colmare i buchi e gli strappi già presenti nella carta da parati con degli interventi disegnati che sembrano fuoriuscire da chissà quale regione remota\, rivelando una realtà altra e facendo del difetto un’opportunità. “Troppo poco vuoto” (2026) è invece un grande dipinto leggero e stratificato\, che – addizionando strati su strati di tessuti lavorati con inchiostro di china – immagina un bosco dischiuso inaspettatamente nel cuore della casa. Si aggiungono due piccole opere su legno\, anch’esse di ispirazione botanica e paesaggistica: due dittici sospesi tra pittura e disegno\, lavorati in un prezioso e minuzioso dosaggio di ombre e luci\, con una tecnica mista che mescola sapientemente il transfer fotografico\, il carboncino\, la tempera e il pennarello acrilico. \n\n\n\n«Il fulcro della mia ricerca – racconta Dorfmann – riguarda le stratificazioni di piani differenti della realtà che\, intersecandosi o sovrapponendosi\, ne modificano la percezione. Alcuni tra gli elementi indagati sono l’interno e l’esterno\, il presente e la memoria\, l’immagine fotografica e il disegno\, il verticale e l’orizzontale. L’attenzione al dettaglio e alla ripetizione permette di cogliere differenze impercettibili. I soggetti selezionati sono tratti da fotografie\, disegni o incisioni che hanno un legame diretto con la mia esperienza personale\, ma essendo immagini essenziali si possono riferire a qualsiasi fruitore. Sono lavori di meditazione e immersione e\, nonostante le differenze di dimensione\, medium e supporto\, hanno in comune la stratificazione\, che sia tra diversi tessuti\, stampe e fotografie o disegno e carta da parati». \n\n\n\nPrediligendo in questa fase della sua ricerca la pittura a olio su tela\, ma aperto anche alla sperimentazione di altri linguaggi\, come per esempio il video\, è proprio dal video che Emanuele Zaccari trae ispirazione per la serie di quattordici dipinti\, identici per dimensioni e formato\, che sceglie di presentare con un allestimento rigoroso e lineare – quasi filmico – a Casa Vuota. Prendono spunto da fotogrammi di filmati amatoriali di provenienza diversa e girati tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta\, appartenenti dunque a un periodo molto precedente rispetto alla vita del giovane artista (nato nel 2005)\, di cui Zaccari ha potuto avere un’esperienza soltanto derivata\, mediata e mai diretta. La cultura e la tecnologia a essi sottese sono al centro di quello che l’artista descrive come «un fenomeno nostalgico indiretto\, una nostalgia forse rafforzata dalla mia esperienza mediata». \n\n\n\nEmanuele Zaccari riflette sui rapporti fra le differenti tecnologie e i diversi media\, partendo dalla stampa\, dalla fotografia e dal video fino ad arrivare alle tecnologie digitali e all’intelligenza artificiale. «Trovo importante – sottolinea – evidenziare e riflettere sulla presenza del filtro digitale\, cioè di quell’elemento sempre più presente fra noi e il fenomeno che percepiamo\, che comporta una fruizione derivata e non immediata dell’immagine. Mi interessa porre l’attenzione su elementi strutturalmente interni all’immagine\, che si distaccano da essa ponendosi su un altro piano\, fra l’osservatore e l’oggetto artistico\, e creando una distanza che può portare alla riflessione». Il mondo descritto dall’artista nella sua pittura\, attraverso la metabolizzazione delle immagini preesistenti\, estrapola e rende significativi fotogrammi di un flusso indiscriminato\, ormai inconsapevole di sé\, dando loro una vita nuova e disordinata e lasciando all’osservatore il compito di ricomporre una narrazione disarticolata\, fatta di memorie infantili\, reminiscenze militaresche\, piccoli gesti di tenerezza quotidiana\, spunti casuali e suggestioni di sapore vagamente distopico. \n\n\n\nSuren Dorfmann (2005) nasce a Roma e si trasferisce a Rapolano Terme\, in provincia di Siena. Studia pittura all’Accademia di belle arti di Roma. A partire dal 2023 partecipa ad alcune mostre collettive. La sua ricerca pittorica è in dialogo con la grafica e si focalizza sulla trasposizione del concetto in illustrazione\, con attenzione al contesto storico-culturale. È del 2026 la personale “Riccio nella nebbia” al Palazzo Pretorio di Rapolano Terme\, a cura di Francesca Nonne. \n\n\n\nEmauele Zaccari (2005) nasce a Roma\, la città dove vive\, dopo avere abitato per alcuni anni sull’isola di Mahè\, nelle Seychelles. Ha studiato alla Scuola romana del fumetto e attualmente frequenta il corso di pittura all’Accademia di belle arti di Roma. Nel 2026 espone al Museo di Roma a Palazzo Braschi nella mostra collettiva “Umani troppo umani (oggi)”\, curata da Anna Maiorano\, con testi di Livia Romano.
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SUMMARY: Premio Fabrizio De André parlare musica a Villa Bonelli
DESCRIPTION:Il 18 e il 19 settembre si terrà\, eccezionalmente\, nel parco di Villa Bonelli a Roma (Via Camillo Montalcini\, 1) la finale della 25ª edizione del PREMIO FABRIZIO DE ANDRÉ PARLARE MUSICA\, riconoscimento patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De André ETS e organizzato da iCompany\, con la direzione artistica di Luisa Melis\, che da anni promuove la creatività e l’originalità delle nuove produzioni artistiche italiane nella musica\, nella poesia e nella pittura. \n\n\n\nIn attesa di restituire a cittadine e cittadini la storica sede di Piazza Fabrizio De André alla Magliana – dove la fase finale del Premio è tornata negli ultimi due anni e oggi oggetto di lavori di riqualificazione – la manifestazione si sposta per quest’anno nella vicina Villa Bonelli. Una scelta che garantisce piena continuità e vicinanza alla comunità locale\, proseguendo nel solco della valorizzazione del territorio e del forte legame con il quartiere. \n\n\n\nAlla finale\, a ingresso libero e gratuito\, promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale\, con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali\, in collaborazione con il Municipio Roma XI e il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura\, saranno presenti i vincitori della Targa Faber e della Targa Quelli che cantano Fabrizio (il premio per le reinterpretazioni delle opere di De André)\, oltre ai vincitori della sezione poesia e della sezione pittura e i finalisti della sezione musica. \n\n\n\nNelle edizioni precedenti sono stati premiati per la Targa Faber e la Targa Quelli che cantano Fabrizio: Ariete\, Bandabardò\, Bobo Rondelli\, Bresh\, Brunori Sas\, Clementino\, Cristina Donà\, Daniele Silvestri\, Diodato\, Enrico Ruggeri\, Enzo Avitabile\, Eugenio Finardi\, Ex-Otago\, Fiorella Mannoia\, Luca Marinelli\, Madame\, Mannarino\, Mauro Ermanno Giovanardi\, Mauro Pagani\, Morgan\, Motta\, Musica Nuda\, Negrita\, NeriMarcorè\, Niccolò Fabi\, Paola Turci\, Peppe Barra\, Perturbazione\, Piero Pelù\, Roberto Vecchioni\, Ron\, Samuele Bersani\, Simone Cristicchi\, The Andre\, Vinicio Capossela. \n\n\n\nI finalisti della sezione poesia saranno selezionati da Vincenzo Costantino Cinaski; tra loro verrà decretato il vincitore che sarà presente alle serate finali del Premio a Roma. \n\n\n\nI finalisti della sezione pittura saranno selezionati da Roberto Sironi; tra loro verrà decretato il vincitore\, che sarà presente alle serate finali del Premio a Roma. \n\n\n\nI semifinalisti della sezione musica si esibiranno il 26\, 27 e 28 agosto all’ex Convento delle Clarisse di Caramanico Terme (Pescara) e\, tra loro\, verranno selezionati i finalisti che saliranno sul palco del giardino di Villa Bonelli a Roma il 18 e 19 settembre. \n\n\n\nDieci dei semifinalisti saranno selezionati attraverso il tour nazionale di scouting “E ti piace lasciarti ascoltare”\, ideato da Teresa Mariano e progettato insieme a Luisa Melis\, giunto alla sua terza edizione e organizzato da Borghi Artistici. I restanti venti semifinalisti saranno invece individuati da Luisa Melis attraverso il contest nazionale. \n\n\n\nIl progetto-format “E ti piace lasciarti ascoltare” è dedicato alla ricerca e alla valorizzazione di nuovi talenti e coinvolge promotori e produttori culturali partner del Premio\, attivi in Centri Culturali di Produzione e Formazione\, Teatri\, Live Club\, Festival e Rassegne Musicali. Attraverso una rete di appuntamenti e concerti organizzati in diverse regioni italiane\, il progetto offre l’opportunità di incontrare\, ascoltare e far emergere gli artisti del territorio. \n\n\n\nDal 27 giugno al 21 agosto\, il tour attraversa Emilia-Romagna (27 giugno)\, Toscana (11 luglio)\, Piemonte (18 luglio)\, Liguria (24 luglio)\, Abruzzo (31 luglio)\, Molise (2 agosto)\, Puglia (4 agosto)\, Lazio (6 agosto)\, Sardegna (9 agosto)\, Calabria (21 agosto)\, coinvolgendo cantautori e artisti emergenti provenienti da tutta Italia. Al termine di ogni tappa live sarà selezionato un artista che accederà direttamente alle semifinali\, in programma a Caramanico Terme (Pescara) e organizzate dall’Associazione Centro Adriatico Produzione Musica ETS. \n\n\n\nOgni anno il Premio De André registra oltre mille iscritti al contest online\, confermando il forte interesse verso spazi di ascolto\, confronto e valorizzazione dedicati alle nuove generazioni di artisti. Un dato che testimonia come l’eredità artistica e culturale di Fabrizio De André continui a rappresentare un riferimento imprescindibile per chi sceglie la canzone d’autore come forma di espressione. \n\n\n\nLa 25ª edizione del “Premio Fabrizio De André – Parlare Musica” è patrocinata dalla Fondazione Fabrizio De André ETS\, promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali\, in collaborazione con il Municipio Roma XI\, la produzione esecutiva di iCompany\, la direzione artistica di Luisa Melis\, il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.  \n\n\n\nIl Premio Fabrizio De André\, istituito nel 2002\, nasce con l’obiettivo di valorizzare nuovi talenti che si distinguono per l’originalità delle loro creazioni artistiche. Mira a incentivare la creatività di autori\, compositori\, interpreti ed esecutori emergenti della musica italiana. L’intento è quello di promuovere una creatività libera\, svincolata da mode\, generi e logiche commerciali\, per incoraggiare l’innovazione e la freschezza delle nuove opere artistiche. Riconosciuto come uno degli eventi di riferimento per gli artisti che esplorano nuove vie nella musica d’autore\, il Premio si avvale di una giuria composta da musicisti\, scrittori\, giornalisti\, critici musicali e professionisti del settore\, presieduta da Dori Ghezzi. \n\n\n\nPremio Fabrizio De Andréhttps://www.premiofabriziodeandre.itInstagram: https://www.instagram.com/premiofabriziodeandre_/Facebook: https://www.facebook.com/premiodeandreYouTube: https://www.youtube.com/PremioDeAndre \n\n\n\niCompanyhttps://www.icompany.it/Instagram: https://www.instagram.com/icompanymusic/Facebook: https://www.facebook.com/iCompanymusicYouTube: https://www.youtube.com/IcompanyItalia
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SUMMARY:Torna  "Paesaggi del Corpo - Festival Internazionale Danza Contemporanea"
DESCRIPTION:Una piazza smette di essere soltanto uno spazio urbano; un cortile storico rivela nuove prospettive; un teatro si apre alla città; un palazzo restituisce dettagli che lo sguardo quotidiano ha smesso di cogliere: quando la danza attraversa un luogo\, ne modifica la percezione e il modo di abitarlo. Da questa idea nasce Paesaggi del Corpo – Festival Internazionale Danza Contemporanea diretto da Patrizia Cavola\, in programma dal 18 settembre al 17 novembre 2026 tra Velletri e Genzano di Roma. Un’edizione che mette in relazione corpi\, paesaggi e comunità\, trasformando lo spazio in esperienza condivisa ed elemento attivo della creazione scenica. \n\n\n\nLegami è il titolo dell’edizione 2026. Un filo conduttore che attraversa l’intero festival e ne orienta lo sguardo: ogni edizione prende forma dall’incontro tra artisti\, luoghi e comunità. La danza diventa il linguaggio attraverso cui il paesaggio si trasforma\, rivelando nuove possibilità di relazione e offrendo al pubblico uno sguardo inedito sugli spazi che abita. \n\n\n\nPer due mesi il festival abita Velletri e Genzano di Roma con 30 recite affidate a 21 compagnie italiane e internazionali\, alternando spettacoli\, performance site specific\, residenze artistiche\, incontri e attività formative. Una programmazione che sceglie il tempo della continuità\, accompagnando il territorio lungo due mesi di ricerca e condivisione. Partecipano Compagnia Atacama\, Cie Irene K\, Balletto Civile\, Motus\, Enclave Danza\, Naturalis Labor\, Ersilia Danza\, Compagnia Francesca Selva\, Balletto Teatro di Torino\, Mandala Dance Company\, Compagnia degli Istanti / Simona Bucci\, Cie Vialuni\, Kinesis CDC\, AIEP Ariella Vidach\, ARB Dance Company / Arabesque\, Asmed – Balletto di Sardegna\, Larumbe Danza\, Borderline Danza\, Megakles Ballet / Petranuradanza\, Silvia Gribaudi / Zebra Cultural Zoo ed EgriBiancoDanza\, accanto a una nuova generazione di autrici e autori. \n\n\n\nIl dialogo con i luoghi continua a definire l’identità di Paesaggi del Corpo: Piazza Cairoli\, la Casa delle Culture e della Musica e il Teatro Artemisio Gian Maria Volonté di Velletri\, insieme a Palazzo Sforza Cesarini e Piazza Frasconi di Genzano\, non sono semplici sedi di spettacolo: diventano parte della drammaturgia\, contribuendo a orientare la relazione tra corpi\, spazio e pubblico. La coreografia incontra così l’architettura\, il paesaggio urbano e quello naturale\, trasformando luoghi familiari in spazi di esperienza e di scoperta. Accanto alla programmazione di spettacolo\, il festival conferma il proprio impegno a sostegno della ricerca artistica attraverso residenze\, percorsi formativi e occasioni di confronto. Musica\, arti visive\, cinema\, letteratura e nuove tecnologie dialogano con la danza contemporanea\, ampliandone i linguaggi e offrendo uno spazio di crescita alle nuove generazioni di autrici e autori. \n\n\n\nDal 13 al 17 novembre Paesaggi del Corpo amplia la propria programmazione dedicata alle nuove generazioni con la sezione Kids\, proponendo matinée rivolte alle scuole e percorsi di avvicinamento alla danza e alle arti performative. Nello stesso ambito\, La Scatola dell’Arte realizzerà il Progetto Speciale Danza del MIC – Ministero della Cultura dal titolo L’Eredità del Burattino / Sulle tracce di Pinocchio\, un omaggio allo scrittore Carlo Collodi nel bicentenario della nascita\, sostenuto dal Ministero della Cultura. Il progetto prevede un articolato percorso formativo rivolto alle scuole primarie\, attraverso attività laboratoriali e momenti di approfondimento ispirati all’universo di Pinocchio e alla sua capacità di parlare ancora oggi a bambine e bambini.Paesaggi del Corpo – Festival Internazionale Danza Contemporanea\, è un progetto de La Scatola dell’Arte ETS realizzato con il contributo di Regione Lazio \, in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Velletri e del Comune di Genzano di Roma.Il programma completo con date\, orari e modalità di partecipazione sarà presentato nelle prossime settimane. \n\n\n\nMaggiori informazioni sul sito: https://paesaggidelcorpo.it/
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SUMMARY:Premio Achille Campanile | aperto il bando della IX edizione
DESCRIPTION:L’umorismo è una cosa seria. Anzi\, serissima». Con questa dichiarazione d’intenti prende avvio la nona edizione del Premio dedicato all’umorismo che si svolgerà anche quest’anno a Roma con il sostegno della SIAE\, confermandosi punto di riferimento imprescindibile per chi sa maneggiare l’umorismo con una rara miscela di eleganza e paradosso. \n\n\n\nLa nona edizione si articola in quattro sezioni — Romanzo edito\, Romanzo inedito\, Racconto breve inedito e Testo teatrale inedito — tutte di genere umoristico. Dallo scorso anno si è aggiunta la prima edizione del riconoscimento speciale dedicato alle eccellenze dell’umorismo italiano del mondo dello spettacolo\, che ha visto premiato Nino Frassica: una sorta di “premio nel premio”\, destinato a diventare un appuntamento fisso anche per questa e per le prossime edizioni. \n\n\n\nA sostenere con vigore questa missione è Gaetano Campanile\, figlio dello scrittore e presidente dell’associazione dedicata allo scrittore\, che commenta così il lancio del nuovo bando: «Mio padre sosteneva che l’umorismo non è che un modo diverso di guardare la realtà\, spesso più lucido della serietà stessa. Con questo Premio\, e specialmente con il riconoscimento inaugurato lo scorso anno\, vogliamo premiare quegli autori e quegli artisti che\, oggi come allora\, sanno proteggere la purezza del riso. Non cerchiamo la risata facile\, ma quella scintilla di intelligenza che sopravvive al tempo e alla volgarità». \n\n\n\nIl concorso cerca dunque autrici e autori capaci di restituire quello che il critico Pietro Pancrazi definiva il “riso scemo” di Achille Campanile: un umorismo elegante applicato a una visione surreale della quotidianità. \n\n\n\nFanno parte della giuria di questa edizione Pino Imperatore\, Anthony Caruana\, Dani Maura\, Michele La Ginestra\, Giuseppe Rispoli\, Silvio Moretti\, Luigi Annibaldi e Angelo Simone Cannatà; a presiedere i lavori sarà Paolo Restuccia\, storico regista de Il Ruggito del Coniglio (Rai Radio2). \n\n\n\nQuesto nuovo capitolo rappresenta il primo passo verso il 2027\, anno in cui ricorrerà il cinquantenario della scomparsa di Achille Campanile\, un traguardo che celebrerà l’attualità di un umorismo senza tempo. \n\n\n\nLa serata finale di premiazione si terrà il 19 settembre 2026 (il luogo sarà comunicato a breve). \n\n\n\n\n\n\n\nINFO E INVIO OPERETutti i dettagli per la partecipazione sono disponibili sul portale ufficiale: \n\n\n\nSegreteria: 329 0080786 / 347 0856798 \n\n\n\nSito: www.premioachillecampanile.it \n\n\n\nEmail: info@premioachillecampanile.it
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SUMMARY:Mercurio Festival  2026 – VIII edizione a Palermo
DESCRIPTION:Dal 19 settembre all’11 ottobre torna a Palermo Mercurio Festival\, il festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea multidisciplinare\, che nel 2026 giunge alla sua ottava edizione. Teatro\, danza\, musica\, performance e arti visive torneranno ad attraversare gli spazi dei Cantieri Culturali alla Zisa\, trasformandoli in un luogo di incontro tra artisti e pubblico\, linguaggi differenti e nuove prospettive sul presente. \n\n\n\nFuturo possibile necessario è il titolo e il tema scelto per l’edizione 2026: un invito a recuperare la capacità di immaginare alternative in un tempo segnato da conflitti\, trasformazioni tecnologiche\, crisi ambientali\, disuguaglianze crescenti e da una progressiva semplificazione del dibattito pubblico. In un presente spesso schiacciato sull’urgenza\, Mercurio rivendica la responsabilità dell’immaginazione e il ruolo della ricerca artistica come spazio di libertà\, complessità e scoperta.  \n\n\n\n«In un tempo che restringe gli orizzonti\, immaginiamo futuri possibili. In un tempo che rende sempre più fragile il lavoro culturale\, li consideriamo necessari»\, dichiara Giuseppe Provinzano\, fondatore e curatore di Mercurio Festival. «L’arte non è un’evasione dalla realtà\, ma uno strumento per attraversarla con maggiore consapevolezza. In un contesto che continua a considerare la cultura un elemento accessorio\, vogliamo ribadirne il valore come infrastruttura democratica: la cultura non produce soltanto spettacoli ed eventi\, ma costruisce comunità\, genera immaginari e rende visibili possibilità che ancora non esistono. Per questo il futuro che immaginiamo non è soltanto possibile. È necessario». \n\n\n\nSu questa scia Mercurio 2026 conferma la Direzione Artistica Condivisa che coinvolge gli artisti protagonisti dell’edizione precedente nella scelta dei colleghi invitati\, attraverso un passaggio di testimone che pone al centro i percorsi artistici\, lo scambio e l’intreccio tra processi culturali\, politici e sociali.  \n\n\n\nAd aprire l’ottava edizione di Mercurio\, il 19 settembre è Crescere la guerra di Francesca Mannocchi con in scena la stessa Francesca Mannocchi e Rodrigo D’Erasmo che ne firma le musiche. Con la regia di Giorgina Pi\, lospettacolo intreccia voci e testimonianze vere raccolte da diverse guerre del passato e del presente\, per mettere in luce il punto cieco della nostra umanità: l’indifferenza. \n\n\n\nTra protagonisti di questa edizione la storica compagniadi teatro danza Abbondanza/Bertoni; Fabiana Iacozzilli\, regista e autrice Premio Ubu tra le voci più originali della scena italiana;  Nicola Borghesi con Kepler-452 (Premio Ubu Speciale); Antonio Tagliarini\, performer\, autore e regista che dal 2008 al 2022 ha condiviso con Daria Deflorian uno dei percorsi di ricerca più riconosciuti del teatro contemporaneo Italiano\,  Tino Caspanello\, drammaturgo\, regista\, attore e scenografo messinese\, Premio speciale della giuria del Premio Riccione Teatro. Il duo Giacopini/Vacis.  \n\n\n\nE ancora tra gli ospiti stranieri\, Leo Bassi\, icona internazionale del clown contemporaneo e del teatro satirico\, erede di una tradizione circense lunga sei generazioni; Nassim Baddag\, danzatore\, coreografo\, videomaker e direttore artistico francese che ha collaborato con Sidi Larbi Cherkaoui e Anne Teresa De Keersmaeker; László Sándig\, danzatore e coreografo attivo a Berlino\, interprete in diverse produzioni di Sasha Waltz & Guests e Vincent Giampino\, coreografo e performer formatosi tra Italia\, Germania e Paesi Bassi\,  \n\n\n\nAttraversa i territori della danza\, del teatro di figura e della performance anche Amalia Franco\, artista indipendente che costruisce personalmente marionette ibride e maschere espressive\, facendo dialogare corpo\, materia e immaginazione. Dalla Spagna arrivano invece Celia e Julia Pírez\, sorelle\, danzatrici e autrici\,  \n\n\n\nLe arti visive entrano nel programma con Fabio Giorgi Alberti\, artista la cui ricerca attraversa scultura\, video\, pittura\, disegno e poesia\, interrogando il linguaggio\, la percezione della realtà e la relazione tra opera\, spazio e pubblico. \n\n\n\nAmpio anche il paesaggio musicale a cominciare dalla cantautrice italiana di origini palestinesi Laila Al Habash\, che unisce scrittura pop\, groove e influenze mediterranee; Psyché\, trio formato da Marcello Giannini\, Andrea De Fazio e Paolo Petrella\, musicisti legati alla scena della nuova musica napoletana e alla formazione live dei Nu Genea; Manifesto Disappunto\, presenza eclettica della scena club e della ricerca sonora contemporanea\, insieme ad Asino e Rares. \n\n\n\nCompletano questo primo annuncio Fabio Giorgi Alberti\, Vincent Giampino\, Laila Al Habash\, Manifesto Disappunto\, Celia e Julia Pírez\, Psyché\, Rabes e László Sándig\, in un cartellone ancora in evoluzione al quale si aggiungeranno nuovi artisti e nuovi progetti. \n\n\n\nMercurio 2026 è curato da  Giuseppe Provinzano con lo staff multidisciplinare dell’associazione Altro e dello Spazio Franco\, e con Babel\, CCCZ- Comunità Cantieri Culturali alla Zisa\, Crowd Fo(u)ndation\, Fat Sounds e Latitudini. è sostenuto dal Ministero della Cultura nell’ambito del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo per il triennio 2025-2027. \n\n\n\nIl calendario completo\, gli spettacoli\, le sedi e i nuovi artisti saranno annunciati nelle prossime settimane. \n\n\n\nmercuriofestival.it \n\n\n\nFacebook e Instagram: mercuriofestival
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LOCATION:Cantieri Culturali alla Zisa\, Via Paolo Gili\, 4\, Palermo\, ITA\, 90138\, Italia
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SUMMARY:TromBusto 2026: la New Project Funk Orchestra con Marco Pierobon e Fabrizio Bosso
DESCRIPTION:Una giornata interamente dedicata al mondo della tromba\, tra prove aperte\, passione\, memoria e musica d’eccellenza che quest’anno vedrà la partecipazione straordinaria della New Project Funk Orchestra\, ensemble che negli anni ha costruito una propria identità fondendo il linguaggio delle grandi big band americane con il funk\, lo swing e sonorità contemporanee. Sul palco con l’orchestra uno tra i più rappresentativi della tromba italiana: Marco Pierobon. Assieme daranno vita nel pomeriggio a un concerto sul piazzale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ad ingresso libero. Angelo Pinciroli\, famoso costruttore di trombe\, anime dell’iniziativa spiega: «Verranno suonate colonne sonore dei telefilm più famosi degli anni ’70 e ’80»\, da Star Trek a Spazio 1999\, Love Boat\, Happy Days\, Dallas\, Chips\, Starsky e Hutch e tutte le altre che riemergono nella memoria di un tempo passato ma ancora vicino.  \n\n\n\nApriranno il concerto i partecipanti alle prove aperte previste per tutta la giornata\, alle quali potranno partecipare trombettisti di ogni livello. Suoneranno con Fabrizio Bosso e Marco Pierobon\, diretti da Francesco Marsigliese\, 1° LGT e responsabile della big band dell’esercito italiano. «Sarà una fanfara di trombe quanto più numerosa possibile»\, continua Angelo Pinciroli. Durante tutta la giornata\, parallelamente alle prove aperte e al concerto si svolgerà una fiera dei produttori di trombe e del mondo ad esso legato\, che vedrà anche espositori internazionali. \n\n\n\nDomenica 20 settembre\, a partire dalle ore 9.00\, torna TromBusto\, il raduno trombettisti giunto alla terza edizione in memoria di Ezio Pinciroli e «di tutti i volontari di qualsiasi associazione locale che ci hanno lasciato\, per il lavoro fatto\, per l’impegno gratuito donato\, perché sia chiaro che restano nei nostro cuori»\, spiega Angelo Zanzottera\, presidente della Pro Loco di Busto Garolfo. \n\n\n\nL’evento avrà luogo presso l’area esterna della sede Bcc in via Manzoni 50. E’organizzato dalla Pro Loco di Busto Garolfo con il supporto del produttore di trombe Angelo Pinciroli con il patrocinio della Regione Lombardia\, del Comune di Busto Garolfo\, con la collaborazione straordinaria del maestro Francesco Marsigliese\, 1° LGT e responsabile della big band dell’esercito italiano\, e con il sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate e di Ccr Insime Ets\, braccio operativo della banca che gestisce la muta di comunità dei soci della banca. \n\n\n\nProtagonisti assoluti saranno i trombettisti\, attesi da tutta Italia per una giornata di condivisione e studio\, che culminerà alle 17:00 con l’esibizione di apertura del concerto della New Project Funk Orchestra con Fabrizio Bosso.  \n\n\n\nPer tutta la giornata sarà possibile partecipare alle prove aperte\, previa iscrizione\, con Fabrizio Bosso e Francesco Marsigliese\, diretti da Francesco Marsigliese\, 1° LGT e responsabile della big band dell’esercito italiano. Il maestro Tiziano Codoro trascriverà i brani per cinque voci in base ai livelli di preparazione\, in modo che tutti possano partecipare\, dai principianti\, dai bambini o dai ragazzi alle prime armi\, fino ai professionisti.  \n\n\n\n«Abbiamo costruito un programma che coinvolge i trombettisti fin dal mattino»\, racconta con entusiasmo Angelo Zanzottera\, presidente della Pro Loco di Busto Garolfo e anima dell’evento\, assieme ad Angelo Pinciroli noto produttore di trombe al quale si deve la presenza delle star della manifestazione. «Dalle 9 del mattino fino alle 16\, i trombettisti iscritti avranno la possibilità di provare insieme i brani scritti appositamente per loro. In base al livello musicale\, ognuno riceverà una parte adeguata per suonare in gruppo accanto a grandi nomi\, come Bosso stesso. Quest’anno contiamo di avere almeno un centinaio di trombettisti\, lo scorso anno erano 70. Sarà una giornata straordinaria\, sia per chi suona sia per chi ascolta». \n\n\n\nProtagonisti assoluti della terza edizione saranno i trombettisti\, attesi da tutta Italia per una giornata di condivisione e studio\, che culminerà alle 17:00 con un concerto gratuito e aperto al pubblico. Ad aprire il concerto saranno Fabrizio Bosso e Marco Pierobon con la fanfara di trombe dei partecipanti\, diretti da Francesco Marsigliese\, 1° LGT e responsabile della big band dell’esercito italiano. La giornata terminerà con l’esibizione della New Project Funk Orchestra e Marco Pierobon. \n\n\n\nMarco Pierobon è considerato uno dei maggiori trombettisti europei. Già prima tromba del Maggio Musicale Fiorentino diretto da Zubin Mehta e dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Antonio Pappano\, ha collaborato con la Chicago Symphony Orchestra e con la Filarmonica della Scala\, esibendosi come solista nei principali teatri internazionali. Alla carriera concertistica ha affiancato quella di direttore d’orchestra\, mantenendo un’intensa attività discografica e didattica che ne ha fatto un punto di riferimento per il mondo degli ottoni. \n\n\n\nAccanto a lui si esibirà Fabrizio Bosso\, tra i musicisti italiani più apprezzati sulla scena jazz internazionale. Interprete di straordinaria sensibilità e tecnica\, nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei più importanti artisti italiani e stranieri\, imponendosi come una delle figure più autorevoli della tromba contemporanea. \n\n\n\nIl Memorial Ezio Pinciroli\, oltre ad essere un omaggio a una figura importante per la comunità\, si conferma anche come un momento formativo e aggregativo\, capace di unire musicisti di ogni età e livello. Le attività musicali si svolgeranno all’interno della Sala Don Besana\, mentre il concerto serale avverrà all’aperto\, come lo scorso anno\, sul piazzale della Bcc\, trasformato per l’occasione in un grande palcoscenico sotto le stelle. \n\n\n\n«Portare a Busto Garolfo artisti di fama nazionale e internazionale e un’orchestra di questo livello rappresenta un’opportunità straordinaria non solo per gli appassionati di musica\, ma per l’intera comunità. Siamo orgogliosi di affiancare una manifestazione che\, anno dopo anno\, dimostra di saper coniugare qualità artistica\, formazione e attenzione ai valori della comunità\, nel ricordo di Ezio Pinciroli e di tutti coloro che hanno dedicato il proprio impegno al bene comune – dichiara Roberto Scazzosi\, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate – La nostra banca è da sempre al fianco delle realtà che promuovono la crescita culturale e la partecipazione attiva della comunità: TromBusto ne è un esempio perfetto». \n\n\n\nCcr Insieme Ets\, braccio operativo della banca\, che gestisce anche la mutua di comunità dei soci\, anche quest’anno è al fianco di Trombusto. «Abbiamo creduto in Trombusto fin dalla sua prima edizione\, riconoscendone il valore culturale e sociale ancora prima che diventasse un appuntamento di riferimento – spiega Maria Carla Ceriotti\, presidente di Ccr Insieme Ets. – Vedere un’iniziativa nata sul territorio crescere anno dopo anno\, fino ad attrarre artisti di livello internazionale e musicisti provenienti da tutta Italia\, è motivo di grande soddisfazione. Come Ccr Insieme Ets continueremo a essere al fianco di eventi che valorizzano il nostro territorio e rafforzano il legame tra cultura\, partecipazione e comunità». \n\n\n\nLa partecipazione attiva alle prove musicali è riservata ai trombettisti\, che possono iscriversi scrivendo a info@trombusto.it. Il pubblico\, invece\, è invitato ad assistere liberamente al concerto finale e alla fiera della tromba.  \n\n\n\nTromBusto 2025 si conferma così come un punto di riferimento per tutti gli amanti della tromba e della musica jazz\, un appuntamento capace di fondere emozione\, didattica e spettacolo in una cornice di grande qualità.
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