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SUMMARY:Stagione 2025/2026 del Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:“Il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita.” \n\n\n\nCosì Eduardo De Filippo definisce il teatro che\, attraverso le maschere\, gli attori\, la musica e le storie che vengono raccontate\, porta a riflettere sull’esistenza umana e sul significato della vita aprendo anche nuove prospettive e nuovi immaginari mai considerati prima. \n\n\n\nProprio con questo nobile intento riapre il sipario del Teatro Comunale Veroli per una nuova ed entusiasmante stagione per l’anno 2025/26. Dopo il grande successo della scorsa stagione che ha registrato tutti sold-out\, uno straordinario risultato per un teatro che in pochi anni è riuscito a diventare un riferimento per tutto il territorio della provincia di Frosinone; la direzione artistica della DUECENTO22 – ARTI E SPETTACOLO APS è pronta a stupirvi con tante novità ma anche tante conferme. Sono 23 gli spettacoli previsti dal nuovo cartellone e 3 concerti già in programma\, senza dimenticare i quattro spettacoli della stagione teatrale dei più piccoli “Andiamo ragazzi” giunta alla terza edizione: l’intento\, infatti\, è sempre quello di ricambiare l’affetto del pubblico\, che ormai da anni ha trovato nel Teatro Comunale Veroli un punto di riferimento culturale\, ma anche cercare di avvicinare al teatro i bambini\, che sono il futuro del nostro territorio\, e i più scettici. Gli spettacoli in cartellone sono scelti per incontrare le esigenze di tutti\, dal comico al drammatico\, dal teatro amatoriale a quello professionale\, dalle storie fantastiche alla quotidianità di tutti noi\, compresi argomenti di attualità come il fine settimana dedicato alle donne con due spettacoli in scena il 7 e l’8 marzo: ogni storia messa in scena è scelta per un motivo e per appassionare i cuori di ogni spettatore. Continuano anche per quest’anno le collaborazioni con il Teatro Tor Bella Monaca di Roma\, con il Teatro Bertolt Brecht di Formia e con il media partner Quartapareteteatro\, alle quali si aggiungono quella con il Museo dell’Operetta Sandro Massimini e con il Teatro Comunale Milco Paravani di Cave\, perché ogni collaborazione porta una ricchezza in più ad una realtà che negli anni è cresciuta tantissimo e che non vuole fermarsi\, ma migliorare sempre di più. \n\n\n\nTutto questo è reso possibile non solo grazie a tutto lo staff della DUECENTO22 – ARTI E SPETTACOLO APS guidata da Enrico Quadrozzi e Fabrizio Bellacosa\, coadiuvati da Zoe Cocco ed Eliana Schietroma\, e dall’addetta stampa Vanessa Pallagrosi\, ma anche grazie al sindaco del comune di Veroli Germano Caperna\, la vicesindaca e assessora al commercio\, cultura e turismo Francesca Cerquozzi\, tutta l’amministrazione comunale e la Proloco che\, con costanza\, stima e affetto sostengono tutte le attività del Teatro Comunale Veroli assicurando supporto costante e piena fiducia nel lavoro della direzione artistica\, e consolidando un rapporto professionale che opera per il bene della comunità\, non solo del comune di Veroli ma di tutto il territorio. Tutti\, infatti\, lavorano con lo stesso obiettivo: rendere Veroli un punto fermo nella mappa culturale della provincia di Frosinone e del Lazio anche e soprattutto attraverso il teatro\, e il lavoro di squadra viene apprezzato e riconosciuto dal pubblico che ha dimostrato negli anni di essere presente e di essere affamato di bellezza; perciò\, il Teatro Comunale Veroli vi aspetta\, la magia sta per cominciare! \n\n\n\nGli appuntamenti della stagione teatrale 2025/26 saranno sempre di domenica alle 18 con apertura botteghino alle 17.30 e anche quest’anno sarà possibile scegliere tra diverse tipologie di abbonamento. \n\n\n\nSignore e signori si riapre il sipario! \n\n\n\nPer info: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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LOCATION:Teatro Comunale di Veroli\, Via Lucio Alfio\, 5\, Veroli (FR)\, ITA\, Italia
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SUMMARY:La stagione 25/26 del Teatro Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Un progetto innovativo\, che combina teatro\, musica\, cinema\, arti visive\, promuovendo nuove drammaturgie. Un viaggio attraverso la creatività e la sperimentazione\, dove Il teatro diventa luogo d’incontro tra comunità locali\, artisti emergenti e pubblico internazionale. Una riscoperta e reinterpretazione dell’opera pirandelliana\, integrata con multimedialità\, periferie culturali e voci marginali. Con questi presupposti il Teatro Pirandello di Agrigento dà il via alla stagione 2025/2026 che vede per la prima volta la Direzione Artistica di Roberta Torre. \n\n\n\n“Ho iniziato a pensare alla stagione per il Pirandello nel luglio scorso – racconta Roberta Torre – e quando sono arrivata ad Agrigento ho scoperto un teatro meraviglioso. Mi sono poi accorta che raccontando la mia nuova direzione artistica ad amici e colleghi\, attori\, registi o semplicemente amanti del teatro\, in tanti mi dicevano che non erano mai stati ad Agrigento e avrebbero voluto venirci\, non solo a teatro ma proprio per conoscere la città. La stagione è ricca\, con spettacoli molto importanti. Come PRIMA FACIE\, lo spettacolo di apertura”.  Sarà infatti l’opera teatrale firmata dalla drammaturga australiana Suzie Miller\, pluripremiata in tutto il mondo e già vincitrice di due Laurence Olivier Award\, lo spettacolo che inaugurerà il calendario della Prosa il 15 e 16 novembre 2025. Prima Facie porta in scena un intenso monologo interpretato dall’attrice italo-brasiliana Melissa Vettore\, per la regia di Daniele Finzi Pasca che mette al centro la violenza di genere\, il linguaggio del potere e il tema del consenso come fondamento della giustizia.  \n\n\n\nA seguire\, Massimo Ghini e Paola Tiziana Cruciani saliranno sul palco con IL VEDOVO\, regia di Ennio Coltorti\, tratto dal celebre film di Dino Risi\, capolavoro del cinema italiano con Alberto Sordi e Franca Valeri (27 e 28 novembre) A dicembre andrà in scena A CHRISTMAS CAROL – Musical\, Il più famoso romanzo di Natale di Charles Dickens\, adattato per il teatro musicale da Melina Pellicano (autrice e regista) con oltre 20 artisti in scena\, grandi effetti\, musiche originali e 150 costumi\, pronto a far sognare adulti e bambini. Nel ruolo di Ebenezer Scrooge\, Fabrizio Rizzolo (10 e 11 dicembre). Marisa Laurito ed Enzo Gragnaniellosaranno protagonisti di VASAME – L’AMORE È RIVOLUZIONARIO\, spettacolo che ha come filo conduttore la musica del grande cantautore Enzo Gragnaniello e la spumeggiante presenza di Marisa Laurito che canta e recita l’amore nelle sue tenere\, struggenti e divertenti sfaccettature (13 e 14 gennaio). Il 31 gennaio e 1 febbraio si cambia registro con OTELLO di Shakespeare\, in una potente rilettura diretta da Giorgio Pasottie con una drammaturgia originale firmata da Dacia Maraini\, con Giacomo Giorgio\, Giorgio Pasotti\, Claudia Tosoni.  \n\n\n\nAltro appuntamento da non perdere è I RAGAZZI IRRESISTIBILI diretto da Massimo Popolizio che vedrà sul palco Umberto Orsini e Franco Branciaroli in un testo scritto da Neil Simon nel 1972\, divenuto un classico della commedia brillante e un film di notevole successo (18 e 19 febbraio)\, mentre Donatella Finocchiaro sarà protagonista di ROSA CUNTA E CANTA\, canto-racconto su Rosa Balistreri\, dalla povertà e dalla violenza subita alla rinascita nell’arte\, voce arcaica capace di sublimare il dolore di un popolo (28 febbraio e 1 marzo). Il 7 e 8 marzo sarà la volta dello spettacolo I CORPI DI ELIZABETH di Ella Hicksoncon Elena Russo Arman\, Maria Caggianelli Villani\, Enzo Curcurù\, Cristian Giammarini\, per la regia diCristina Crippa e Elio De Capitani\, una Elisabetta I “pop” e contemporanea in una commedia noir dal grande impatto visivo tra storia e presente. Nel mese di marzo andrà in scena anche VICINI DI CASA\, commedia libera e provocatoria che esplora la sessualità e le relazioni di coppia con Amanda Sandrelli\, Gigio Alberti\, Alessandra Acciai\, Alberto Giusta\, per la regia di Antonio Zavatteri (21-22 marzo). A seguire\, un omaggio a Pirandello con Pippo Pattavina ne IL PIACERE DELL’ONESTÀ\, con la regia di Guglielmo Ferro\, che esplora i temi dell’identità\, della verità e della menzogna. Un testo che mette in discussione le convenzioni sociali e le ipocrisie della società borghese\, proponendo una riflessione profonda sulla natura umana. A maggio Gianfranco Jannuzzo porterà in scena FATA MORGANA\, un viaggio teatrale tra miraggio\, musica e ironia\, accompagnato da quattro musicisti in scena. Il mito della Fata Morgana diventa racconto di illusioni\, speranze e memorie (9 e 10 maggio).  \n\n\n\nLa stagione si concluderà il 27 e 28 giugno con lo spettacolo in anteprima nazionale assoluta LA SAGRA DEL SIGNORE DELLA NAVE\, interpretato da Giampiero Ingrassia e Stefano Fresi e diretto da Roberta Torre\, adattamento contemporaneo del testo pirandelliano in cui una comunità siciliana\, tra religione popolare e potere\, svela superstizioni e conflitti durante una sagra che diventa rito collettivo. “Pirandello è un genio che non smette mai di regalare visioni”\, conclude Roberta Torre. “Questo è il Pirandello popolare\, meno conosciuto di quello borghese e metafisico\, ma non meno affascinante”. \n\n\n\nPIRANDELLO FRINGE FESTIVAL | CINQUE PERSONAGGI IN CERCA DI PALCO \n\n\n\nUn progetto speciale di questa stagione sarà il PIRANDELLO FRINGE FESTIVAL\, per far conoscere l’opera del genio pirandelliano in chiave contemporanea ai giovani autori\, iniziativa promossa dal Teatro Pirandello di Agrigento in collaborazione con il Polo Universitario UNIPA\, il Teatro Stabile di Catania e il quotidiano La Sicilia\, aperta a 15 partecipanti di età compresa dai 18 ai 30 anni.  L’iniziativa prevede per gli artisti selezionati un laboratorio teatrale di drammaturgia\, a titolo gratuito\, che si svolgerà ad Agrigento nei mesi di marzo e aprile 2026 dal titolo CINQUE PERSONAGGI IN CERCA DI PALCO\, curato dallo scrittore e drammaturgo Ottavio Cappellani. Una masterclass tenuta da professionisti del settore – un regista\, un direttore della fotografia\, un attore\, un costumista e uno scenografo – al termine della quale verranno scelti cinque corti teatrali che i partecipanti realizzeranno durante il corso. I lavori scelti saranno rappresentati tra aprile e maggio 2026 in luoghi importanti della città di Agrigento\, secondo una mappa creata sulle tracce di Pirandello\, ovvero la casa natale dello scrittore\, Il complesso chiaramontano di S. Spirito\, la scala monumentale della Cattedrale\, Piazza Kennedy di Porto Empedocle\, il Palazzo delle Poste.  \n\n\n\nI giovani interessati potranno candidarsi entro il 30 dicembre 2025\, inviando un video della durata massima di un minuto\, in cui dovranno raccontare la motivazione che li spinge a lavorare ad un progetto teatrale su Luigi Pirandello. I testi integrali degli spettacoli vincitori verranno pubblicati sul quotidiano La Sicilia. Il progetto vincitore\, scelto da una Giuria Popolare\, verrà rappresentato al Teatro Pirandello nel corso della stagione teatrale 2026/2027. \n\n\n\nPASSO A DUE – Il Teatro al Cinema\, il Cinema in Teatro  \n\n\n\nA cura di Gianluca Arnone e Roberta Torre \n\n\n\nAltra importante iniziativa in programma sarà Passo a due\, un progetto che nasce da un’intuizione semplice ma fertile: accostare film che raccontano il teatro – nelle sue forme\, nei suoi fantasmi\, nelle sue memorie e reinvenzioni – a conversazioni vive con coloro che\, dentro questi film\, hanno dato corpo\, voce e visione a quella rappresentazione. Perché il teatro\, più di ogni altra arte\, esiste nella relazione\, nell’incontro; e il cinema\, specchio moltiplicato del reale\, ne raccoglie spesso le tracce\, le ombre\, le riscritture. Prende forma così una piccola stagione di dialoghi e visioni\, un itinerario tra film che del teatro fanno memoria\, scena\, ossessione\, carne. “Un progetto – spiega il curatore Gianluca Arnone – nato per restituire al cinema la sua natura più autentica: quella dell’esperienza condivisa. E al tempo stesso per riconsegnare al teatro la sua vocazione originaria: il luogo della presenza\, dell’ascolto e dell’incontro dal vivo. Scegliere un teatro storico\, il Teatro Pirandello di Agrigento\, che porta il nome di uno dei massimi autori della nostra tradizione significa affidare a una cornice autorevole e solenne il compito di ridare vita a film indimenticabili e\, insieme\, di riattivare il rito scenico: una platea che respira\, la parola che risuona\, una comunità che si ritrova davanti alla magia della rappresentazione”.  \n\n\n\nIl calendario degli appuntamenti sarà annunciato prossimamente. \n\n\n\nRoberta Torre nasce a Milano\, ha studiato filosofia\, recitazione e regia all’Accademia Paolo Grassi e alla Civica Scuola di Cinema “Luchino Visconti” a Milano.  Ha scelto la Sicilia come casa d’elezione: vive a Siena\, ma la Sicilia continua a nutrire la sua ispirazione artistica e identitaria.  \n\n\n\nUna donna dalle straordinarie capacità artistiche\, che le sono valsi numerosi riconoscimenti internazionali\, tra cui: Nastro d’Argento e David di Donatello come Miglior Regista Esordiente\, Leone del Futuro – opera prima (Venezia)\, premi FEDIC e Kodak\, per il film d’esordio che fu un caso eclatante: Tano da morire\, il primo musical sulla mafia\, girato a Palermo nella Vucciria\, che ha girato il mondo facendo conoscere il talento portentoso di Nino D’Angelo\, autore della colonna sonora.  \n\n\n\nTutti i suoi film sono stati presentati nei maggiori Festival Internazionali\, dalla Quinzaine di Cannes alla Mostra Internazionale di Venezia\, dalle Giornate degli Autori al Sundance Film Festival\, dall’IDFA al Locarno Film Festival\, Festa di Roma e Torino Film Festival. \n\n\n\nOpere sempre contaminate nei generi\, come Sud Side Stori del 2000\, riflessione contemporanea su Romeo e Giulietta\, ambientata tra immigrati africani in Sicilia. Ancora Sicilia con Angela nel 2002\, con cui la Torre scopre il talento di Donatella Finocchiaro\, dramma intenso tra amore e mafia\, candidato ai David e Nastri. Mare nero del 2006\, noir esistenziale sulle ossessioni umane con protagonista Luigi Lo Cascio. Riccardo va all’inferno del 2017\, protagonista un inedito Massimo Ranieri\, musical noir tratto da Shakespeare: opere che confermano la sua poliedricità narrativa\, cinematografica e teatrale. \n\n\n\nCortometraggi come La notte quando è morto Pasolini\, Spioni\, Anime Corte esplorano la marginalità\, la memoria e l’identità con stile innovativo e poetico\, mentre Le favolose (nel 2022) viaggia nel mondo della trans-identità con un inno alla libertà e alla riconquista\, presentato alle Giornate degli Autori\, per poi ottenere molti riconoscimenti internazionali: Miglior Regia alla sezione Envision dell’IDFA 2022\, unico film italiano in concorso\, vincitore del Gran Premio della Giuria per la migliore opera narrativa internazionale all’Outfest di Los Angeles.  \n\n\n\nIl suo ultimo lungometraggio Mi fanno male i capelli viene presentato in concorso nel 2023 alla Festa del Cinema di Roma\, dove la protagonista Alba Rohrwacher vince il premio Monica Vitti come Migliore Attrice. \n\n\n\nNel teatro\, Roberta Torre è stata la prima donna a dirigere uno spettacolo al Teatro Greco di Siracusa(Gli Uccelli\, 2012)\, vincendo il Premio Ombra di Dioniso. Autrice di pièce innovative come Insanamente Riccardo III (2013)\, con pazienti psichiatrici e attori professionisti\, sovvertendo i codici shakespeariani. Il colore è una variabile dell’infinito (2014)\, prodotto da CRT Milano e Triennale Design Museum\, poetico\, coraggioso e fantasioso omaggio a Pierluigi Torre\, inventore della Lambretta. Co-direttore di festival\, docente a livello internazionale negli USA e Italia (Mills College\, Ca’ Foscari\, Centro Sperimentale di Palermo). Cerca sempre il genius loci: ogni progetto nasce da un luogo\, una memoria\, un territorio ‒ da Palermo all’Agrigento contemporanea.
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SUMMARY:"Ville e giardini di Roma: una corona di delizie" a Palazzo Braschi
DESCRIPTION:Roma vanta un patrimonio di giardini storici ineguagliabile\, che comprende ben quaranta complessi\, tra antiche ville nobiliari divenute pubbliche\, passeggiate e giardini eclettici di inizi Novecento. A ripercorrere per la prima volta lo sviluppo dell’arte dei giardini\, dal XVI alla seconda metà del XX secolo\, la mostra Ville e giardini di Roma: una corona di delizie\, dal 21 novembre al 12 aprile 2026 al Museo di Roma a Palazzo Braschi. \n\n\n\nI giardini storici erano uno status symbol di potere\, di cultura e di raffinatezza e anche strumento di propaganda di pontefici\, principi e cardinali proprietari di questi complessi. La mostra ne ripercorre la storia fino alla loro trasformazione in giardini pubblici “per i piaceri del popolo”. Attraverso 190 opere\, tra dipinti e vedute\, in molti casi inedite\, sarà possibile conoscere l’aspetto originario di ville e giardini oggi scomparsi o totalmente rimaneggiati. Le opere esposte mostrano la fortuna dei giardini romani nell’immaginario pittorico\, il loro utilizzo come fondale scenografico per feste\, per celebrazioni e per esibizioni del potere. \n\n\n\nTra le opere più significative si citano le molte rappresentazioni di Villa Borghese\, certamente la più amata e frequentata dagli artisti\, o di Villa Medici\, che i pensionnaires predilegevano come soggetto. Interessante è anche la selezione di dipinti dedicati a ville scomparse\, come Villa Ludovisi o Villa Montalto Peretti\, che permettono al visitatore di comprendere l’enorme perdita di un patrimonio di arte e natura. \n\n\n\nIn mostra\, oltre a numerose opere dalle collezioni capitoline\, sono esposti prestiti da prestigiosi musei italiani e internazionali\, tra i quali il Musée d’Orsay di Parigi\, il Musée national du Château de Fontainebleau\, lo Statens Museum for Kunst di Copenhagen\, la Národní Galerie di Praga\, il Musée cantonal des Beaux-Artsdi Losanna\, i Musées royaux des Beaux-Arts di Bruxelles\, i Musei e la Biblioteca Vaticani\, la Galleria degli Uffizi di Firenze\, il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli\, l’Archivio di Stato di Roma\, l’Accademia dei Lincei\, l’Accademia di San Luca e altre collezioni pubbliche e private. \n\n\n\nL’esposizione è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. A cura di Alberta Campitelli\, Alessandro Cremona\, Federica Pirani\, Sandro Santolinicon il supporto di un Comitato scientifico internazionale composto da Vincenzo Cazzato\, Barbara Jatta\, Sabine Frommel\, Denis Ribouillault\, Claudio Strinati. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Con il contributo di Euphorbia Srl Cultura del Paesaggio. Catalogo edito da L’Erma di Bretschneider.
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LOCATION:Palazzo Braschi\, piazza San Pantaleo\, 10 - piazza Navona\, 2 \, Roma\, Italia
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SUMMARY: "Ultimate Landscapes. L’illusione del ghiaccio" al Museo Alto Garda di Riva del Garda
DESCRIPTION:Dopo diciassette anni di ricerca tra le vette e le ferite del paesaggio alpino\, dal 29 novembre 2025 al 14 giugno 2026\, Claudio Orlandi porta al Museo Alto Garda di Riva del Garda il corpus completo di Ultimate Landscapes\, progetto fotografico d’arte che indaga la metamorfosi dei ghiacciai in un tempo di crisi climatica. Un racconto visivo che attraversa le Alpi dal Presena alla Marmolada\, trasformando i segni dell’uomo – i teli geotessili stesi a protezione del ghiaccio – in simboli di un gesto ambivalente\, sospeso tra cura e accanimento\, tra difesa e illusione. \n\n\n\nCon la curatela di Matteo Rapanà e Alessia Locatelli\, in occasione dell’Anno Internazionale della Preservazione dei Ghiacciai\, il Museo Alto Garda dedica così all’artista romano la mostra “Claudio Orlandi. Ultimate Landscapes. L’illusione del ghiaccio”\, accogliendo nella Pinacoteca del museo e per la prima volta in un’istituzione pubblica l’intera produzione del progetto\, articolata in tredici serie fotografiche che raccontano un viaggio durato quasi due decenni. \n\n\n\nSin dal 2008 Orlandi esplora i ghiacciai delle Alpi costruendo un linguaggio che fonde documentazione e visione estetica. Le sue immagini non si limitano a registrare il ritiro del ghiaccio\, ma ne svelano la complessità attraverso dettagli che diventano materia narrativa: pieghe\, strappi\, cuciture dei teli artificiali si confondono con la trama naturale del ghiaccio\, generando forme quasi astratte\, ma intrise di senso. In questi paesaggi estremi\, ciò che emerge è la fragilità del rapporto tra uomo e natura\, la tensione tra conservazione e controllo\, tra la volontà di salvare e quella – forse inconsapevole – di perpetuare un modello non più sostenibile. \n\n\n\nIl percorso espositivo restituisce la profondità di questa ricerca\, in cui ogni serie diventa un capitolo autonomo di un racconto in continua evoluzione. Dal Rhonegletscher svizzero allo Stelvio\, fino alla recente salita in Marmolada\, “Regina delle Dolomiti”\, Orlandi cattura la trasformazione del paesaggio alpino con un linguaggio di malinconica bellezza. Nei suoi scatti\, la luce disegna trame mutevoli\, i teli si ripiegano come sudari\, la montagna respira e si ritrae\, lasciando intravedere la fine di un’era. Come ha scritto Maria Fratelli\, “sono sudari” – veli di una memoria che si scioglie. \n\n\n\nLa mostra si inserisce nel percorso di riflessione che il Museo Alto Garda dedica alle trasformazioni ambientali e sociali contemporanee. “I musei oggi sono luoghi di dialogo e di interpretazione del presente – affermano i curatori – capaci di interrogare la realtà e di immaginare il futuro. Il progetto di Orlandi ci invita a fermarci\, a osservare\, a interrogarci su quale modello di sviluppo vogliamo per la montagna e per il pianeta che abitiamo”. \n\n\n\nCon Ultimate Landscapes la fotografia si fa linguaggio etico\, strumento di conoscenza e di partecipazione\, capace di tradurre l’urgenza ambientale in esperienza emotiva. Ogni immagine diventa una soglia\, un varco tra la bellezza e la perdita\, tra la forza della natura e la vulnerabilità dell’uomo. E in questa sospensione – tra ciò che resta e ciò che si scioglie – si apre lo spazio di una consapevolezza nuova: il paesaggio\, ultimo\, è anche il primo segno del nostro futuro. \n\n\n\nIn occasione della mostra\, la narrazione fotografica di Claudio Orlandi incontra l’installazione sonora creata dal sud designer Alessio Mosti che si fa “voce” dello stesso ghiacciaio\, suono fisico dello sgretolamento registrato\, ripetuto e reso musica. Per la composizione del sound Katabasis\, Alessio Mosti ha utilizzato dei campionamenti sonori rilevati in Antartide relativi al collasso delle piattaforme di ghiaccio\, fenomeno ormai conosciuto come calving: il materiale sonoro è stato rielaborato\, manipolato \n\n\n\nInaugurazione: sabato 28 novembre 2025\, ore 18:00Periodo di apertura: 29 novembre 2025 – 14 giugno 2026Orari e biglietti: intero €5 – ridotto €4Info: info@museoaltogarda.it – www.museoaltogarda.it – 0464 573869
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SUMMARY:“Con gli occhi e con le orecchie” al Museo di Roma in Trastevere
DESCRIPTION:Sarà ospitata dal 29 novembre 2025 al 15 febbraio 2026 al Museo di Roma in Trastevere\, nelle Sale del Pianoforte\, la mostra di Piero Angelo Orecchioni“Con gli occhi e con le orecchie”\, in cui verrà presentata un’ampia selezione di lavori tra disegni\, dipinti\, installazioni\, fotografie\, oggetti\, ricami e documenti personali. \n\n\n\nL’esposizione\, a cura di Giorgia Calò\, è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nPiero Angelo Orecchioni è architetto\, designer\, artista. Nasce a Luogosanto (SS) e si laurea in architettura a Firenze dove attualmente vive e lavora. Dopo gli studi inizia a lavorare come libero professionista. Nel 1998 è co-fondatore dello Studio63 a+d\, marchio internazionale di architettura e design. Nel 2015 fonda insieme a Jonathan Rosenfeld La Récréation\, studio di progettazione e arte applicata al design.
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SUMMARY:“La Grecia a Roma” \, mostra a Villa Caffarelli
DESCRIPTION:Quando l’arte greca fece splendere Roma: un viaggio immersivo ripercorre l’incontro tra due civiltà straordinarie\, protagoniste di un dialogo che ha plasmato il gusto e l’estetica dell’Occidente. Dopo il successo della mostra Fidia\, i Musei Capitolini presentano “La Grecia a Roma”\,secondo appuntamento del ciclo I Grandi Maestri della Grecia Antica. \n\n\n\nIl progetto espositivo\, curato da Eugenio La Rocca e Claudio Parisi Presicce\, narra la fortuna delle opere greche giunte nella Città Eterna nel periodo tra la fondazione di Roma e l’età imperiale grazie a contatti commerciali\, conquiste militari e passione collezionistica. La duratura influenza esercitata dai maestri greci sull’arte romana prende forma nella cornice suggestiva di Villa Caffarelli\, dal 29 novembre al 12 aprile 2026. \n\n\n\nL’esposizione è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Catalogo edito da Gangemi Editore. \n\n\n\nIn mostra una raffinata e preziosa selezione di oltre 150 capolavori –sculture\, rilievi\, ceramiche\, bronzi –tutti originali greci\, alcuni dei quali esposti per la prima volta e altri ritornati a Roma dopo secoli di dispersione. È questa la cifra distintiva dell’evento\, che offre l’eccezionale opportunità di ammirare\, in un unico e prestigioso spazio museale come Villa Caffarelli\, un insieme così ricco e autorevole di originali\, riuniti per restituire la magnificenza dell’arte greca ed esaltarne la bellezza e la purezza materiale. Vedere queste opere accostate significa anche poter ricostruire la storia dei significati che hanno assunto nel tempo: oggetti nati come votivi o funerari diventano simboli politici\, entrano nelle domusaristocratiche per rappresentare cultura\, prestigio e potere. Il progetto espositivo restituisce anche questa trasformazione\, mettendo in evidenza come ogni opera abbia avuto più vite\, più usi e più letture; non sono dunque solo testimonianze estetiche ma sono oggetti che\, nel loro passaggio dalla Grecia a Roma\, hanno cambiato funzione e hanno contribuito a plasmare il linguaggio artistico romano. \n\n\n\nLa mostra La Grecia a Roma ripercorre l’arrivo dell’arte greca nell’Urbe secondo tre tappe fondamentali – le prime importazioni\, il periodo delle conquiste mediterranee\, l’età del collezionismo. Parallelamente alle tre diverse fasi dell’arco narrativo\, racconta i contesti d’uso delle opere\, ossia gli spazi pubblici\, quelli sacri e le residenze private. È quest’ultima l’età della diffusione del collezionismo privato\, quando si sviluppa l’arte detta neoattica con la produzione di oggetti d’arredo su commissione dell’élite cittadina: i manufatti diventano strumenti di autorappresentazione e simboli di status. \n\n\n\nTra i numerosi capolavori esposti spiccano i grandi bronzi capitolini\, eccezionalmente riuniti\, affiancati da monumenti chiave come la magnificastele dell’Abbazia di Grottaferrata e le sculture di Niobidi dagli Horti Sallustiani\, che furono disperse tra Roma e Copenaghen. Un ritorno dal forte valore simbolico è rappresentato da una scultura acroteriale femminile della collezione Al Thani di Parigi\, che nel Seicento era a Roma. Presenti anche dei reperti inediti\, come le ceramiche attiche rinvenute in recenti scavi archeologici presso il Colosseo. \n\n\n\nL’allestimento della mostra La Grecia a Roma colpisce non solo per la magnificenza dei numerosi capolavori originali esposti\, ma anche per l’efficacia della sua narrazione. Il percorso è arricchito da contenuti multimediali che guidano il visitatore in un viaggio immersivo tra ricostruzioni architettoniche\, contesti cerimoniali e apparati decorativi. Questo approccio integrato\, che unisce archeologia e tecnologie digitali\, offre da un lato un’esperienza di visita coinvolgente e\, dall’altro\, la possibilità di contestualizzare le opere nel loro spazio originario\, avvicinando il pubblico alle più recenti interpretazioni e alle moderne tecniche di studio e restauro dei manufatti antichi. \n\n\n\nOltre ad opere provenienti dal Sistema Musei di Roma Capitale – Musei Capitolini\, Antiquarium\, Centrale Montemartini\, Museo di scultura antica Giovanni Barracco\, Museo della Civiltà Romana\, Museo dell’Ara Pacis\, Teatro di Marcello\, Area Sacra di Largo Argentina\, Museo dei Fori Imperiali – e da importanti istituzioni italiane\, come il Museo Nazionale Romano\, le Gallerie degli Uffizi di Firenze e il Museo Archeologico di Napoli\, la mostra vanta prestiti provenienti dai più famosi musei del mondo\, tra cui la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen\, il Museum of Fine Arts di Boston\, i Musei Vaticani\, il Metropolitan Museum of Art di New York\, il British Museum di Londra\, il Museum of Fine Arts di Budapest. Completano l’esposizione anche opere provenienti da collezioni private\, in particolare laFondazione Sorgente Group di Roma e la Collezione Al Thani di Parigi. \n\n\n\nIL PERCORSO ESPOSITIVO \n\n\n\nIl percorso espositivo si articola incinque sezioni che guidano il visitatore lungo una narrazione che segue gli sviluppi della profonda contaminazione artistica e culturale tra Roma e il mondo greco. Attraverso numerose testimonianze materiali\, il pubblico può comprendere quanto la società romana fosse permeabile agli influssi greci e come l’adozione del modello artistico greco abbia contribuito alla definizione della sua identità\, nonché alla trasformazione urbana della città. \n\n\n\nAd accogliere il visitatore una mappa grafica che anticipa l’articolazione della mostra. \n\n\n\nLa prima sezione\, intitolata Roma incontra la Grecia\, esplora i primi contatti tra Roma e le comunità greche\, – già tra l’VIII e il VII secolo a.C. – facilitati dalla posizione strategica dell’Urbe sulle sponde del Tevere e al centro delle rotte del Mediterraneo. È attraverso questi canali che giungono in città raffinati manufatti\, prevalentemente ceramici\, destinati a essere collocati in contesti di prestigio come santuari e tombe. Ne sono esempi significativi alcuni frammenti di ceramiche provenienti dalla regione dell’Eubea in Grecia\, rinvenuti nell’Area Sacra di S. Omobono\, e\, ancora\, il cosiddetto Gruppo 125\, scoperto sull’Esquilino\, un ricco corredo funerario aristocratico con pregiate ceramiche di importazione corinzia. L’apertura ai prodotti greci non si evidenzia solo negli scambi commerciali ma anche nella precoce identificazione tra divinità greche e romane\, come testimonia il frammento di cratere con il dio Efesto sul mulo rinvenuto nel Foro Romano. \n\n\n\nNonostante i profondi cambiamenti che interessano Roma tra VI e V secolo a.C. – dalla caduta della monarchia all’instaurazione della Repubblica nel 509 a.C. – il desiderio di assimilare forme\, modelli e rituali greci non si arresta. Al contrario\, si intensifica in una crescente importazione di oggetti di ogni tipo: statuette votive in bronzo\, manufatti in marmo e coppe utilizzate nei rituali sacri. \n\n\n\nDall’importazione all’appropriazione. Su questo mutamento di atteggiamento di Roma verso la Grecia – ormai sottomessa nel corso del II secolo a.C. – si fonda l’essenza della seconda sezione della mostra: Roma conquista la Grecia. Con la dominazione del Mediterraneo orientale arrivarono in città statue\, dipinti\, preziosi manufatti in metallo\, che ne rimodellarono il volto urbano e arricchirono templi ed edifici pubblici. La sala di questa sezione restituisce un’idea del bottino artistico trasferito in territorio romano\, perlopiù costituito da manufatti bronzei come il celebre cratere con dedica del re Mitridate Eupator\, recuperato dai fondali a largo della villa di Nerone ad Anzio.  \n\n\n\nPasso successivo all’appropriazione è l’integrazione. La terza sezione\, La Grecia conquista Roma\, mostra come molte delle opere d’arte giunte dalla Grecia al seguito dei generali vittoriosisiano state inserite negli spazi pubblicidella città – piazze\, porticati\, templi e biblioteche –\, contribuendo a trasformarne l’aspetto e a nutrire la crescente passione dei Romani per la cultura ellenistica\, ormai considerata parte imprescindibile della formazione di ogni uomo colto. Il trasferimento di questi oggetti comportò una loro rifunzionalizzazione: manufatti nati come offerte votive o come monumenti celebrativi dei sovrani greci vennero esposti come simboli del potere romano\, assumendo nuove funzioni e nuovi valori all’interno dell’Urbe. Un esempio calzante è rappresentato dal Templum Pacis\, il grande complesso voluto da Vespasiano dopo la vittoria in Giudea (75 d.C.)\, che sintetizza perfettamente il sottile confine tra potere e arte: nato come simbolo della pace ristabilita\, il tempio divenne presto una sorta di museo dell’arte greca nel cuore dell’Impero. \n\n\n\nQuesta sezione ospita il cuore tecnologico della mostra\, ossia una scenografica videoinstallazione che permette di ritrovare – attraverso unavideoproiezione con illuminazioni sincronizzate – il mondo perduto a cui molte delle opere appartenevano. Grazie a tale ricostruzione digitale il visitatore può osservare come le sculture dialogavano con gli spazi antichi ed esplorare alcuni processi complessi come la ricomposizione dei frammenti scultorei.  \n\n\n\nNon solo i luoghi pubblici\, anche ledimore private potevano essere arricchite da opere d’arte greca. La quarta sezione\, Opere d’arte greca negli spazi privati\, si articola in due sottosezioni con raggruppamento delle opere per area di provenienza. In un primo momento si presentano le sculture greche che decoravano gli horti\, ovvero i sontuosi complessi residenziali immersi nel verde di ninfei e fontane ai margini del centro di Roma. Così\, tra il Pincio e il Quirinale\, si estendevano gli horti Sallustiani\, celebri per l’ingente raccolta di sculture che li adornavano – di cui è possibile ammirare una selezione di capolavori qui eccezionalmente riuniti. Tra essi spiccano le sculture del frontone che raffigurano il mito della strage dei figli di Niobe\, uccisi per mano di Apollo e Artemide. Queste sculture sono state da tempo accostate a quelle con Amazzonomachia del Tempio di Apollo Sosiano\, per ragioni di stile. Presenti anche significativi reperti daglihorti di Mecenate e quelli Lamiani\, chesi estendevano sul colle Esquilino. A seguire\, nel secondo raggruppamento\, rientrano le opere collegate a ville di età imperiale in buona parte dislocate nel suburbio\, segno della persistente ammirazione dei Romani per l’arte ellenica\, considerata simbolo di prestigio e raffinatezza culturale. \n\n\n\nA partire dal II secolo a.C. molti scultori greci immigrarono a Roma e vi installarono fiorenti atelier\, specializzandosi anche nella creazione di statue di culto in stile classicistico destinati ai templi romani. In seguito\, nel I secolo a.C. la crescente domanda di arte greca incentivò la nascita di botteghe\, perlopiù attive a Delos e ad Atene\, specializzate in raffinate creazioni di stile eclettico. Questa produzione viene raccontata nella quinta e ultima sezione\, Artisti greci al servizio di Roma. Le opere riprendevano spesso soggetti mitologici o dionisiaci della tradizione\, come è rappresentato nella fontanamonumentale a forma di corno potorio (rhyton)\, decorata con Menadi e firmata dall’artista Pontios. Rispetto alla realizzazione di semplici copie\, l’intento dell’arte neoattica era quello di rielaborare i modelli greci\, riadattandoli alle nuove funzioni\, prevalentemente decorative\, negli spazi pubblici e privati del mondo romano. L’arte greca era ormai diventata un duttile strumento piegato alle esigenze romane: il profondo sentimento religioso che permeava la migliore produzione artistica di età arcaica e classica si era perduto a favore della qualità estetica dell’opera d’arte.
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SUMMARY:La stagione del Teatro della Società di Lecco
DESCRIPTION:Il Teatro della Società di Lecco riapre le sue porte alla cittadinanza in una veste rinnovata\, ma che conserva l’anima neoclassica del capolavoro firmato da Giuseppe Bovara. Un restauro accurato durato 8 anni e fortemente voluto dal Comune di Lecco che\, con un importante intervento di riqualificazione e manutenzione straordinaria\, restituisce alla città il suo storico teatro.  \n\n\n\n“Fondazione Teàrte Lecco ha lo scopo di sostenere l’attività culturale nella nostra città e ha come primo obiettivo quello di promuovere il Teatro della Società che riapre le porte a seguito di un’importante ristrutturazione. Il nostro teatro torna a vivere dopo otto anni. Ci auguriamo di proporre un programma stimolante capace di incuriosire il pubblico attraverso spettacoli di prosa\, musica e danza di assoluta qualità. Ci auguriamo che tutta la cittadinanza possa partecipare attivamente alla vita del teatro\, cuore partecipato e pulsante della cultura” – sottolinea Eufrasio Anghileri\, Presidente di Fondazione Teàrte Lecco. \n\n\n\nUna grande settimana inaugurale \n\n\n\nLa programmazione del teatro riparte con una grande settimana inaugurale dal 29 novembre all’8 dicembre .La serata inaugurale istituzionale si terrà il 29 novembre alle ore 17.00 e sarà accompagnata da un grande concerto su invito\, affidato all’Orchestra  Sinfonica di Milano: un evento che segna la rinascita di uno dei luoghi più amati della città. Sul podio\, Emmanuel Tjeknavorian guiderà l’Orchestra in un programma di straordinaria intensità insieme ad Andrea Obiso\, giovane talento del violino e spalla dei primi violini dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Cuore della serata sarà uno dei capolavori assoluti del repertorio: il Concerto per violino in Re maggiore op. 35 di Čajkovskij\, dove lirismo e virtuosismo si fondono in un’emozione travolgente. In dialogo con la voce del violino\, la Sinfonia n. 2 in Mi minore op. 27 di Rachmaninov\, un’opera maestosa e appassionata\, ricca di slancio romantico e di rinnovata creatività. \n\n\n\nDal 30 novembre all’8 dicembre il Teatro continuerà a festeggiare con un ricco calendario di spettacoli e concerti gratuiti aperti a tutta la cittadinanza\, per condividere insieme l’emozione di questa nuova rinascita. Il sipario si apre con “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde\, una commedia brillante e ironica diretta da Geppy Gleijeses (30 novembre\, ore 21). Tra verità\, identità e desiderio di essere accettati\, il capolavoro di Wilde continua a far riflettere e divertire con la sua irresistibile attualità. A seguire\, spazio alla danza con una nuova\, emozionante versione diCarmen\, firmata dai coreografi Agnese Omodei Salè e Federico Veratti\, con l’elegante allestimento di Marco Pesta (2 dicembre\, ore 21). Passione\, ritmo e intensità per una serata che unisce tradizione e modernità. Il 3 dicembre (ore 17) e il 4 dicembre (ore 10.30 e 14.00) il palcoscenico si trasforma per accogliere i più piccoli con un tenero racconto teatrale dedicato a San Nicola\, per la regia di Andrea Carabelli: una storia che parla di generosità\, meraviglia e magia natalizia. La danza contemporanea torna protagonista il 5 dicembre (ore 21) con due spettacoli in una sola serata: Diva\, la nuova creazione di Giovanni Insaudo\, esplora il mito intramontabile di Marilyn Monroe\, tra fascino e fragilità; Delicious Overdose\, di Alice Carrino e Cristian Cucco\, è un viaggio visionario e poetico “sotto una pioggia di caramelle”. Sabato 6 dicembre (ore 21) sarà il momento delle Civiche Benemerenze San Nicolò d’Oro\, accompagnate da un intervento musicale del Corpo Musicale Alessandro Manzoni della Consulta Musicale di Lecco: un appuntamento per celebrare la città e i suoi protagonisti. Il 7 e 8 dicembre (ore 21) chiude il palinsesto inaugurale Nicola Piovani con “Note a margine”\, un concerto-racconto in cui il Maestro condivide con il pubblico ricordi\, aneddoti e musiche di oltre quarant’anni di carriera. Da Fellini ai Taviani\, da Cerami a Benigni\, un viaggio tra emozioni e memorie raccontate con leggerezza e sincerità. \n\n\n\nPer i più curiosi\, non mancheranno le visite guidate alla scoperta del rinnovato Teatro della Società\, impreziosite da momenti musicali a cura degli studenti dell’Istituto Civico “G. Zelioli” (30 novembre – 2-3-5-6-8 dicembre). \n\n\n\nIl cartellone 2026 \n\n\n\nLa Fondazione Teàrte Lecco lancia anche gli appuntamenti del cartellone 2026 “La stagione delle emozioni” che porterà sul palco grandi spettacoli\, nuove voci ed eventi speciali\, con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone e far vivere a tutti l’energia di questo luogo di cultura. 14 appuntamenti da segnare in calendario fino a maggio tra prosa\, danza e sinfonica. \n\n\n\nTeatro di Prosa. Un viaggio tra grandi classici\, ironia\, emozioni e attualità per una stagione che celebra la potenza del teatro in tutte le sue forme. Si parte il 24 e 25 gennaio (h.21) con Amadeus di Peter Shaffer\, nell’intensa regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia: un dramma potente sull’invidia e sul genio\, dove Salieri e Mozart si sfidano in un affascinante duello tra arte e destino. L’11 febbraio (h.21) arriva la freschezza de Gli Innamorati di Carlo Goldoni\, adattamento di Roberto Valerio: una commedia vivace e moderna sulle gelosie e le follie dell’amore\, capace di far sorridere e riflettere. Il 22 febbraio (h.21) è la volta di Medico dei Maiali\, scritto e diretto da Davide Sacco\, con Luca Bizzarri e Francesco Montanari: una satira pungente e surreale sul potere\, la verità e la fragilità delle istituzioni. Il 4 marzo (h.21) si entra nel mistero con Trappola per topi di Agatha Christie\, per la regia di Giorgio Gallione e con Ettore Bassi: il giallo teatrale più rappresentato di sempre\, tra colpi di scena\, ironia e suspense. Il 21 e 22 marzo (h.21) il palcoscenico accoglie Prima del Temporale\, con Umberto Orsini diretto da Massimo Popolizio: un raffinato viaggio nella memoria e nell’anima di un attore alla vigilia dell’ultima scena. L’8 aprile (h.21) torna la commedia con Colpi di Timone di Enzo La Rosa\, adattata e diretta da Tullio Solenghi: un divertente gioco di equivoci e verità ambientato nella Genova degli anni ’40\, tra risate e colpi di scena. Chiude la prima parte di stagione il 29 aprile (h.21) Lisistrata di Aristofane\, con Lella Costadiretta da Serena Sinigaglia: un grande classico dal sapore contemporaneo\, dove l’ironia delle donne diventa arma di pace e libertà. \n\n\n\nConcerti Sinfonici. Un viaggio tra capolavori\, nuove creazioni e incursioni tra scienza\, cinema e stelle. Si apre il 31 gennaio (h.20.30) con Rachmaninov–Beethoven\, diretto da Emmanuel Tjeknavorian con Jeneba Kanneh-Mason al pianoforte. Il 28 marzo (h.20.30) la musica di Gustav Holst incontra l’astrofisica con I pianeti del sistema solare\, guidati dalla direttrice Danila Grassi e dal divulgatore Matteo Miluzio\, in un viaggio tra note e costellazioni. L’11 aprile (h.20.30) il pianista e direttore Sunwook Kim propone un dialogo tra Beethoven e la splendida Sheherazade di Rimskij-Korsakov\, con il violino di Luca Santaniello. Il 25 aprile (h.20.30) il maestro Alfred Eschwé ci accompagna in un itinerario mitteleuropeo con Bartók\, Haydn e Strauss\, tra eleganza viennese e ritmo danzante. Chiude la stagione il 9 maggio (h.20.30) La scienza di Star Wars: l’astrofisico Luca Perri e il direttore Jacopo Brusa ci guidano tra le galassie di John Williams\, in un concerto-spettacolo dove scienza e fantasia si incontrano. \n\n\n\nDanza Contemporanea. Due serate dedicate alla grande danza contemporanea segnano la stagione 2026 del Teatro della Società\, che si apre con due produzioni firmate MM Contemporary Dance Company. \n\n\n\nIl 15 aprile (h.21) il sipario si alza su Elegia e Ballade. In Elegia\, Enrico Morelli racconta con poesia e coralità la ricerca di sé in un mondo smarrito: otto danzatori attraversano paesaggi di memoria e solitudine sulle musiche di Chopin e Villarosa\, accompagnati dalla voce di Isidora Balberini e dalle poesie di Mariangela Gualtieri. Una danza intima e visionaria\, che riflette su identità\, cura e rinascita. Segue Ballade\, nuova creazione di Mauro Bigonzetti\, un omaggio energico e appassionato agli anni Ottanta. Tra le musiche di Prince\, Leonard Cohen\, Nina Simone\, Frank Zappa e i CCCP\, dieci interpreti danno vita a un viaggio tra emozioni\, ricordi e libertà creativa. \n\n\n\nLa seconda serata\, il 15 maggio (h.21)\, è firmata da Michele Merola\, con due lavori di intensa forza espressiva. In Vivaldi Umane Passioni\, ispirato alle musiche di Antonio Vivaldi e ai colori di Marc Chagall\, il coreografo trasforma in movimento le passioni universali dell’essere umano: gioia\, rabbia\, attesa e tormento. Con Bolero\, sulle note ipnotiche di Ravel arricchite da nuove composizioni di Stefano Corrias\, Merola esplora la ripetitività magnetica del celebre brano come metafora dei rapporti umani\, tra desiderio\, tensione e armonia. \n\n\n\nOltre alla programmazione teatrale\, torneranno anche le iniziative estive più amate: dal Lecco Jazz Festival\, che animerà la città con i protagonisti più importanti di questo genere musicale\, e il Sound of Lecco\, la rassegna che unisce musica\, arte e grandi emozioni visive.
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SUMMARY:"Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts” all'Ara Pais
DESCRIPTION:Sarà ospitata a Roma\, al Museo dell’Ara Pacis\, da giovedì 4 dicembre 2025 a domenica 3 maggio 2026\, la grande mostra“Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, coprodotta e organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e daMondoMostre\, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. Radio Partner Dimensione Suono Soft. Mobilty Partner Atac. \n\n\n\nL’esposizione\, a cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi\, riunisce 52 capolavori provenienti dal Detroit Institute of Arts\, uno dei più importanti musei degli Stati Uniti\, e rappresenta un’occasione straordinaria per ammirare una selezione unica di opere dei grandi maestri dell’arte moderna europea tra Otto e Novecento. \n\n\n\nIl percorso\, articolato in quattro sezioni\, accompagna il visitatore dalle origini dell’Impressionismo fino alle avanguardie del primo Novecento\, presentando dipinti di Courbet\, Renoir\, Degas\, Cézanne\, Van Gogh\, Matisse\, Picasso\, Modigliani\, Kandinskij\, Beckmann e di molti altri protagonisti dell’arte europea. La mostra racconta la nascita e l’evoluzione della pittura moderna\, il dialogo fra luce e colore\, natura e città\, realtà e astrazione\, e le sperimentazioni che hanno ridefinito il linguaggio artistico del XX secolo. Tra le altre\, in esposizione Donna in poltrona (1874) di Pierre-Auguste Renoir — immagine scelta per la campagna di comunicazione e il visual ufficiale della mostra — eBagnanti (1879-1880) di Paul Cézanne\, opere che esemplificano in modo magistrale la ricerca sulla figura\, la luce e la costruzione dello spazio pittorico. \n\n\n\nCon “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”\, i grandi maestri europei compiono idealmente il viaggio inverso rispetto a quello che li portò nei musei americani\, tornando a dialogare con il pubblico europeo in un percorso di straordinaria bellezza e intensità. \n\n\n\nIl Detroit Institute of Arts (DIA)\, fondato alla fine del XIX secolo\, ospita oggi una collezione di oltre 65.000 opere che spaziano dall’arte antica a quella contemporanea\, divenne infatti\, già nei primi decenni del ‘900 un importante punto di riferimento per il collezionismo delle avanguardie artistiche europee negli Stati Uniti. \n\n\n\nINFO DEGAS – MATISSE – PICASSO – RENOIR – VAN GOGHIMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of ArtsA cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi4 Orari Tutti i giorni 9.30-19.3024 e 31 dicembre 9.30-14.001° gennaio 2026 11.00-20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura1° maggio e 25 dicembreBiglietto “solo Mostra”: intero € 15\,00 – ridotto € 13\,00.Prevendita: € 1\,00 Per maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)www.arapacis.it  www.museiincomune.it  www.mondomostre.it 
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SUMMARY:Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts all'Ara Pais
DESCRIPTION:Un avvio travolgente per Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, la mostra ospitata al Museo dell’Ara Pacis (fino al 3 maggio 2026)\, che nei primi quattro giorni di apertura ha registrato 8.830 visitatori\, confermandosi subito tra gli appuntamenti culturali più seguiti della stagione con oltre 2.000 visitatori al giorno e un picco di 3.000 la domenica 7 dicembre. \n\n\n\nUn risultato che testimonia\, ancora una volta\, la centralità di Roma come capitale internazionale dell’arte e della bellezza e la capacità dei suoi musei di attrarre pubblico diverso per età\, provenienza e interessi. L’entusiasmo con cui cittadine\, cittadini e turisti stanno rispondendo all’esposizione dimostra quanto la proposta culturale della città sia un motore vivo di partecipazione\, conoscenza e crescita collettiva. \n\n\n\n«Questi numeri – 8.830 ingressi in quattro giorni – sono il segnale forte di una comunità che vuole vivere i musei e riconosce nella cultura un’esperienza condivisa\, accessibile e necessaria. Il Museo dell’Ara Pacis si conferma uno spazio capace di unire qualità scientifica\, attrattività e apertura al grande pubblico»\, dichiara Massimiliano Smeriglio Assessore alla Cultura di Roma Capitale. \n\n\n\nLa mostra “Impressionismo e oltre” accompagna i visitatori in un percorso tra capolavori e protagonisti\, offrendo un’occasione preziosa per riscoprire uno dei momenti più fertili della storia dell’arte e le sue evoluzioni\, in dialogo con uno dei luoghi simbolo della Roma contemporanea. \n\n\n\nRoma Capitale invita il pubblico a continuare a partecipare e a programmare la visita\, contribuendo a rendere la cultura un elemento quotidiano della vita cittadina\, capace di generare valore\, turismo di qualità e nuove opportunità per il territorio. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nA cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi \n\n\n\n4 dicembre 2025 – 3 maggio 2026 \n\n\n\nOrari  \n\n\n\nTutti i giorni 9.30-19.3024 e 31 dicembre 9.30-14.001° gennaio 2026 11.00-20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nBiglietto “solo Mostra”: intero € 15\,00 – ridotto € 13\,00 \n\n\n\nPrevendita: € 1\,00 \n\n\n\nPer maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) \n\n\n\nwww.arapacis.it  www.museiincomune.it  www.mondomostre.it
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SUMMARY:"Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts" al Museo dell'Ara Pacio
DESCRIPTION:Dal Detroit Institute of Arts arriva al Museo dell’Ara Pacis una selezione straordinaria di cinquantadue capolavori\, dei grandi maestri dell’arte europea dal XIX al XX secolo. In mostra i pionieri dell’impressionismo Degas e Renoir\, i protagonisti delle avanguardie parigine Matisse e Picasso\, passando per le innovazioni di Van Gogh e infine arrivando agli sperimentatori dell’arte tedesca come Kandinsky e Beckmann. \n\n\n\nDa giovedì 4 dicembre 2025 a domenica 3 maggio 2026\, il Museo dell’Ara Pacis ospita la grande mostra Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, coprodotta e organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da MondoMostre\, con il supporto diZètema Progetto Cultura. Radio Partner Dimensione Suono Soft\, Mobility Partner Atac e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. \n\n\n\nL’esposizione\, curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi\, presenta gli straordinari dipinti provenienti dal Detroit Institute of Arts\, una delle maggiori istituzioni museali degli Stati Uniti.  \n\n\n\nLa selezione riunita al Museo dell’Ara Pacis comprende un insieme di capolavori europei realizzati tra gli anni Quaranta dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento\, alcuni dei quali entrati nelle collezioni del museo statunitense già poco dopo la loro esecuzione e oggi finalmente in Italia\, che documentano una fase cruciale della storia dell’arte\, attraversata da trasformazioni profonde che contribuirono a ridefinire il linguaggio pittorico moderno. Attraverso il dialogo tra luce e colore\, natura e città\, realtà e astrazione\, la mostra ripercorre un arco temporale in cui la pittura europea mette in discussione i modelli accademici e\, sperimentando nuove modalità di osservazione\, apre la strada alle rivoluzioni artistiche del Novecento. \n\n\n\n«Da domani 4 dicembre al Museo dell’Ara Pacis si apre la grande mostra “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”\, uno dei musei più prestigiosi degli Stati Uniti. Un’occasione unica per apprezzare uno degli snodi artistici più importanti della storia pittorica. Ci sono passaggi della storia delle arti figurative che hanno cambiato per sempre il nostro modo di intendere la raffigurazione\, la luce\, i colori\, l’irrompere del paesaggio cosiddetto ‘en plein air’. L’impressionismo è stato questo: un’evoluzione pittorica\, una piccola rivoluzione\, che ha sfidato convenzioni e canoni\, dando corpo con la sua pittura ad un movimento composto da artisti da una sensibilità visiva fino ad allora sconosciuta: da Pierre-Auguste Renoir a Edgar Degas\, da Paul Cézanne a Camille Pissarro. L’esposizione riunisce 52 opere provenienti dal Detroit Institute of Arts e c’è tempo fino al 3 maggio per godere di questa opportunità che ci racconta anche come\, per la prima volta\, è cambiato il rapporto pittorico tra natura e città»\, così l’assessore alla Cultura di Roma Capitale\,Massimiliano Smeriglio. \n\n\n\nLa mostra si apre con il rinnovamento dell’arte francese a partire dalla metà del XIX secolo\, quando realisti e impressionisti si concentrano sulla rappresentazione della vita moderna\, sulla verità del quotidiano e sulla resa immediata della percezione della luce. È il momento in cui la pittura europea comincia a mettere in discussione i codici tradizionali e a interrogare il rapporto tra percezione e realtà\, inaugurando una trasformazione profonda che porterà\, nel giro di pochi decenni\, alle avanguardie del primo Novecento. Seguendo l’invito di Charles Baudelaire\, a rivolgere lo sguardo alla vita contemporanea\, i pittori francesi trovano nella modernità urbana e nella luce naturale la materia nuova della loro ricerca. \n\n\n\nLa prima sezione\, ricca di opere emblematiche\, restituisce con chiarezza questo passaggio epocale attraverso cinque dipinti diEdgar Degas\, il celebre Bagnanti di Paul Cézanne e il raffinatoDonna in poltrona (1874) di Pierre-Auguste Renoir\, scelto come visual della mostra\, ai quali si affiancano due opere più tarde diPissarro e Alfred Sisley e un dipinto di Max Liebermann che\, pur realizzato nel 1916\, testimonia la persistenza e la vitalità della poetica impressionista oltre i confini della Francia. \n\n\n\nIl racconto espositivo prosegue con le ricerche sviluppate dopo il 1886\, anno dell’ultima mostra impressionista\, quando la pittura francese si avvia verso una crescente solidificazione della visione\, una costruzione più stabile della forma e una trasformazione del colore in elemento espressivo autonomo. La Sainte-Victoire di Cézanne esposta\, databile ai primi Novecento\, mostra con evidenza questa evoluzione; mentre\, le opere di Renoir restituiscono un artista profondamente trasformato dalla rilettura della tradizione. I due dipinti di Vincent Van Gogh interpretano la realtà attraverso una pennellata ritmica e vibrante\, comunicando con forza lo stato emotivo dell’artista. In questi anni\, come osservava il critico inglese Roger Fry coniando il termine “postimpressionismo”\, l’opera d’arte si emancipa dal rapporto diretto con il reale e si configura come un’armonia autonoma\, parallela al mondo visibile. \n\n\n\nLa parte centrale del percorso è dedicata alla Parigi dei primi due decenni del Novecento\, quando la capitale francese si afferma come centro artistico mondiale e vede emergere figure decisive comePablo Picasso e Henri Matisse. Le sei opere di Picasso esposte in mostra restituiscono la complessità del suo percorso: un dipinto del periodo rosa\, due della fase cubista e tre ritratti di donne sedute\, dipinti dopo il 1920\, segnano tappe fondamentali della sua maturità. I tre dipinti di Matisse\, realizzati tra il 1916 e il 1919\, testimoniano invece un’evoluzione sorprendente\, dal rigore geometrico delle prime ricerche a una pennellata più sensuale e dilatata\, influenzata dall’opera di Renoir. Completano questo panorama parigino le opere cubiste di María Blanchard\, unica artista donna presente nella selezione proveniente dal DIA\, e di Juan Gris\, insieme ai dipinti espressionisti di Amedeo Modigliani e Chaïm Soutine\, figure centrali della Scuola di Parigi. \n\n\n\nIn chiusura una ricca selezione dedicata all’avanguardia tedesca\, acquisita dal Detroit Institute of Arts grazie alla lungimiranza del suo direttore Wilhelm R. Valentiner\, in carica tra il 1924 e il 1945\, e al sostegno di importanti mecenati. Tre dipinti — di Max Pechstein\, Wassily Kandinsky e Lyonel Feininger — appartengono ai grandi movimenti d’anteguerra\, Die Brücke e il Blaue Reiter. La maggior parte delle opere risale infatti al dopoguerra e restituisce la drammaticità della Germania sconfitta\, raccontata attraverso la durezza delle figure di Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff\, e attraverso i lavori intensi di Emil Nolde\, Oskar Kokoschka e Max Beckmann\, il cui Autoritratto del 1945 riflette l’incertezza profonda dell’artista e del suo Paese nel difficile momento successivo al conflitto. \n\n\n\nCon Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, Roma accoglie un nucleo di opere che raramente lascia gli Stati Uniti\, un viaggio attraverso cinquant’anni di creatività europea che riunisce i protagonisti della modernità. Una mostra che non solo restituisce la ricchezza delle collezioni americane\, ma ricostruisce l’intreccio di visioni\, sperimentazioni e rivoluzioni che hanno definito la pittura tra Ottocento e Novecento europeo. \n\n\n\nNell’ottica di rendere i musei luoghi aperti per tutti e nell’intento di favorire l’inclusione e la partecipazione alla vita culturale della città\, laSovrintendenza Capitolina prosegue nel suo impegno di dotare anche le mostre temporanee di servizi che rispondano alle diverse esigenze della cittadinanza\, attraverso un potenziamento continuo degli strumenti di accessibilità. La mostra Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts è progettata pertanto per essere accessibile attraverso percorsi multisensoriali\, visite integrate\, laboratori creativi. I dispositivi di accessibilità e i video LIS sottotitolati\, posizionati all’interno del percorso mostra\, sono stati realizzati in collaborazione con l’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza e Rai Pubblica Utilità. Per tutto il periodo di apertura dell’esposizione è inoltre previsto un servizio di visite tattili e visite con interpreti LIS gratuite\, in collaborazione con il Dipartimento Politiche sociali e Salute – Direzione Servizi alla Persona di Roma Capitale\, la Cooperativa Segni d’Integrazione Lazio e Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nDEGAS – MATISSE – PICASSO – RENOIR – VAN GOGH \n\n\n\nIMPRESSIONISMO e oltre.Capolavori dal Detroit Institute of Arts \n\n\n\nA cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi \n\n\n\nOrari  \n\n\n\nTutti i giorni 9.30-19.3024 e 31 dicembre 9.30-14.001° gennaio 2026 11.00-20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nBiglietto “solo Mostra”: intero € 15\,00 – ridotto € 13\,00 \n\n\n\nPrevendita: € 1\,00 \n\n\n\nPer maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) \n\n\n\nwww.arapacis.it  www.museiincomune.it  www.mondomostre.it \n\n\n\nLe prevendite (anche biglietti OPEN) sono disponibili a QUESTO LINK
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SUMMARY:"IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts" all'Ara Pais
DESCRIPTION:Quaranta giorni dall’apertura\, la mostra IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, in corso al Museo dell’Ara Pacis fino al 3 maggio 2026\, registra un risultato straordinario: 50.000 visitatoriin 40 giorni\, con una media di 1.250 presenze al giorno e unaproiezione di 180.000 visitatori a fine mostra. \n\n\n\nUn dato che conferma l’attrattività dell’offerta espositiva romana e il forte interesse del pubblico per un progetto che porta in Italia una selezione rara: 52 capolavori del Detroit Institute of Arts\, con opere di Degas\, Renoir\, Cézanne\, Van Gogh\, Matisse\, Picasso e una significativa sezione dedicata alle avanguardie europee\, fino all’area tedesca con autori come Kandinsky e Beckmann. \n\n\n\nLa mostra\, curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi\, è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\,coprodotta e organizzata da Sovrintendenza Capitolina e MondoMostre\, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nUn percorso tra Ottocento e Novecento: dalla modernità alla rivoluzione delle avanguardie \n\n\n\nIl progetto espositivo accompagna i visitatori lungo un arco temporale che va dalla metà dell’Ottocento ai primi decenni del Novecento\, raccontando la nascita di un nuovo sguardo sul reale e la progressiva emancipazione del colore e della forma\, fino alle sperimentazioni che definiscono la modernità. \n\n\n\nAccessibilità e servizi al pubblico \n\n\n\nIn linea con l’impegno per una fruizione sempre più inclusiva\, la mostra propone strumenti e attività dedicati (tra cui contenuti e percorsi accessibili). \n\n\n\nINFORMAZIONI MOSTRA \n\n\n\nIMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of ArtsSede: Museo dell’Ara Pacis – Spazio espositivo\, Via di Ripetta 180 / Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli)\, RomaDate: 4 dicembre 2025 – 3 maggio 2026Orari: tutti i giorni 9.30–19.30; 24 e 31 dicembre 9.30–14.00; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura; chiuso 25 dicembre e 1° maggioBiglietti (solo mostra): intero €15; ridotto €13; prevendita €1 \n\n\n\nLe prevendite (e biglietti OPEN) sono disponibili a QUESTO LINK
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SUMMARY:"White Entropy”\, personale di Jacopo di Cera
DESCRIPTION:Tra le iniziative dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\, “White Entropy”\, mostra personale del fotografo e digital artist Jacopo Di Cera a cura di Massimo Ciampa\, al PhotoSquare di Milano Malpensa dal 4 dicembre 2025 al 31 marzo 2026\, trasforma il paesaggio in esperienza sensibile tra arte\, fotografia e sostenibilità. Un percorso di fotografie zenitali in grande formato\, realizzate tra Alpe di Siusi\, Monte Bianco\, Val di Fassa\, Val Badia\, Roccaraso\, Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio\, in cui il manto nevoso si scompone in trame quasi astratte\, segni di passaggi\, ferite e riscritture del paesaggio\, trasformando l’area aeroportuale in un osservatorio sospeso\, dove il bianco diventa materia di riflessione sul nostro rapporto con la natura e con il tempo. \n\n\n\n“White Entropy” conduce attraverso 23 opere di grande formato in un viaggio che dal candore assoluto dei paesaggi dell’arco alpino arriva alla presenza sempre più evidente dell’uomo. Il percorso passa dalla purezza iniziale all’apparire di figure minime\, fino alla folla che trasforma la montagna in superficie vulnerabile. Tracce\, solchi e ferite rivelano un territorio consumato\, dove la memoria del ghiaccio si assottiglia. Dietro il percorso di “White Entropy”\, ospitato nello scalo lombardo crocevia internazionale per milioni di passeggeri in transito ogni giorno\, si apre uno spazio inatteso: un territorio fragile\, quasi sacro\, in cui l’immagine zenitale dei ghiacchiai diventa un pavimento su cui camminare\, da attraversare con consapevolezza e responsabilità\, per narrare visivamente l’impatto ambientale e il senso cosmico dell’irreversibilità che governa ogni trasformazione. \n\n\n\nUna grande superficie di delicata carta fotografica si stende a terra e sulla sua pelle è stampata una visione dall’alto del ghiacciaio del massiccio del Monte Bianco. E poi accade ciò che non ci si aspetta in un luogo espositivo: si cammina. Ogni passo lascia un segno\, una lacerazione. Ogni traccia inciso\, consuma\, deteriora. Come per i ghiacciai\, che sotto il peso dell’uomo si assottigliano\, arretrano\, cambiano per sempre. È l’installazione site-specific che rende fisico e sensoriale il tema dello scioglimento dei ghiacciai e che coinvolge direttamente il visitatore nel processo di deterioramento\, rendendo palpabile la responsabilità collettiva. Il gesto\, semplice e quotidiano\, diventa rivelazione: non si può tornare indietro\, né ripristinare ciò che è stato consumato. La fotografia si anima proprio mentre si degrada\, la fragilità diventa voce\, il suo dissolversi diventa essa stessa narrazione. \n\n\n\nL’installazione rovescia così lo sguardo zenitale delle fotografie\, trasformandosi in un altare ribaltato che muta con il passaggio dei visitatori e la mostra in toto racconta una Terra fragile ma ancora portatrice di speranza\, indicando un possibile nuovo equilibrio tra uomo e ambiente. \n\n\n\nIl Monte Bianco è molto più di una vetta: è un simbolo europeo\, un mito alpino. Chiamato un tempo Mont Maudit – “Monte Maledetto” – a causa della sua fama di massiccio inaccessibile\, temuta e quasi soprannaturale\, nel 1786 Jacques Balmat e Michel-Gabriel Paccard raggiungono per la prima volta la cima\, sancendo la nascita ufficiale dell’alpinismo moderno. Oggi continua ad affascinare\, ma anche a preoccupare. Il suo ghiacciaio\, il Brenva\, è arretrato di 200 metri negli ultimi 20 anni: un termometro naturale del cambiamento climatico. “White Entropy” mette a sistema queste storie\, questi record\, queste fragilità attraverso un contatto diretto: il pubblico poggia i piedi proprio su quel paesaggio che ha segnato la storia dell’alpinismo e che oggi porta i segni della sua lenta dissoluzione. \n\n\n\nL’Assessore alla Cultura Francesca Caruso commenta: «Questa esposizione mostra con grande chiarezza quanto sia cambiato il nostro rapporto con la montagna e quanto le nostre azioni pesino sul paesaggio. È una riflessione che si inserisce pienamente nel percorso dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 che i territori e coinvolge le comunità attraverso progetti\, come questo\, che raccontano identità\, luoghi e patrimoni legati ai Giochi. Portare la mostra all’aeroporto di Malpensa significa inserirla nel flusso quotidiano di migliaia di persone\, in un luogo dove il messaggio arriva senza filtri. La cultura serve anche a questo: a farci vedere meglio ciò che consideriamo di conoscere già». \n\n\n\n«È per noi un vero onore ospitare\, qui all’aeroporto di Milano Malpensa\, una mostra così suggestiva dedicata al tema della montagna\, proprio mentre ci prepariamo ad accogliere gli atleti in transito per i prossimi Giochi Olimpici invernali. Saremo qui per dare il benvenuto non solo agli atleti\, ma anche agli spettatori ea tutti i passeggeri – dichiara Riccardo Kustermann\, Direttore Progetto Olimpico e Paralimpico presso SEA Aeroporti di Milano – Ci auguriamo che questa splendida esposizione di Jacopo Di Cera sappia emozionare e ispirare tutti coloro che condividono la passione per la montagna». \n\n\n\nInserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\, la mostra è promossa da SEA Milan Airports e realizzata da GLAC Consulting con la collaborazione di Deodato Arte. Media partner della rivista Artuu. L’artista Jacopo Di Cera – rappresentato da Deodato Arte – sarà inoltre protagonista di una mostra personale all’interno della sede principale della galleria nel gennaio 2026.Jacopo Di Cera\, nato a Milano nel 1981\, dopo l’esperienza nella comunicazione si trasferisce a Roma e si dedica alla fotografia studiando con maestri internazionali. Nel 2010 vince il concorso National Geographic. Nel 2016 sviluppa il “Fotomaterismo” con Fino alla Fine del Mare\, esposto al PAN di Napoli\, Paris Photo\, MIA Fair\, Les Rencontres d’Arles\, Paratissima e Ginevra Atelier Photo. Nel 2017 partecipa alla Biennale di Venezia\, presenta opere sull’imbarcazione Edipo Re di Pasolini e alla Galleria Accorsi. Seguono Il Rumore dell’Assenza\, MiRo e il progetto con droni Sospesi. Dal 2020 esplora l’arte digitale con Infinity e altre opere esposte a Roma\, Milano\, Miami\, New York\, Dubai\, Lisbona e Parigi. Nel 2024 rappresenta l’Italia alla Dubai Art Fair\, dove nel 2025 realizza l’installazione principale Retreat. Le sue opere\, tra fotografia e digitale\, sono presenti in gallerie e collezioni private nazionali e internazionali. \n\n\n\nWhite Entropy di Jacopo Di CeraA cura di Massimo Ciampa Dal 5 dicembre 2025 al 31 marzo 2026 Inaugurazione: giovedì 4 dicembre ore 12  \n\n\n\nIngresso libero
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SUMMARY:Lunaria a Levante 2026\,  prosa\, musica\, percorsi spettacolari e teatro per bambini in tutta Genova
DESCRIPTION:              \n\n\n\n\n\n\n\n“Lunaria a Levante”\, tradizionale rassegna invernale di prosa e musica a cura di Lunaria Teatro\, si appresta a tornare anche quest’anno con un programma intenso\, poetico e profondamente umano\, capace di attraversare epoche\, linguaggi e sensibilità diversi\, così come diversi sono i palchi scelti come sede degli spettacoli in agenda dal 6 dicembre 2025 al 16 maggio 2026: da Palazzo Ducale al Carlo Felice\, dal Museo di Arte Orientale Edoardo Chiossone al Teatro Instabile\, passando per il piccolo Teatro Iqbal di Castelletto e per le rappresentazioni itineranti in alcuni degli angoli più suggestivi di Genova. \n\n\n\nL’inizio sarà appunto al Chiossone\, sabato 6 dicembre\, con “I monologhi dell’atomica”\, reading di e con Elena Arvigo tratto da “Preghiera per Cernobyl” del Nobel per la letteratura Svetlana Aleksievich e da “Nagasaki”\, di Kyoko Hayashi: due immani tragedie nucleari rivissute attraverso le parole di altrettante donne che ancora ne portano i segni. E se Aleksievich non parla tanto del disastro in sé quanto delle impressioni e dei sentimenti delle persone che hanno toccato con mano l’ignoto\, Hayashi è essa stessa una sopravvissuta del bombardamento di Nagasaki e dunque testimone diretta di ciò che accadde quel giorno e\, soprattutto\, di cosa abbia significato sopravvivere. A seguire lo spettacolo\, vincitore del Premio Le maschere del teatro italiano 2023 come miglior monologo\, una visita guidata al museo che custodisce la più importante collezione di arte orientale italiana\, oltre alla mostra temporanea “Hiroshima Appeals. Messaggi di pace” curata da Miki Shimokawa. \n\n\n\nSabato 17 gennaio ci si sposterà alla Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale per un “Omaggio a Andrea Camilleri”\, maestro della parola e della regia celebrato\, nel centenario della nascita\, una performance che ne ripercorre le suggestioni letterarie e poetiche: Daniela Ardini\, Pietro Montandon – già interprete della fortunata produzione Lunaria Teatro tratta da “Maruzza Musumeci” – e Paolo Portesine ci condurranno tra le pagine dei romanzi più importanti e dei racconti brevi\, evocando alcune delle tematiche camilleriane più care\, tra cui il mare e la Sicilia. \n\n\n\nMusica protagonista sabato 31 gennaio all’Auditorium Montale del Carlo Felice grazie a “To love the land”\, concerto di Michela Centanaro accompagnata dalla cantante Maria Giulia Mensa\, dal pianista Guido Licastro\, dalla violoncellista Delfina Parodi e dalla voce recitante di Franco Avran: si partirà letteralmente da un respiro\, “Breath” dei Pink Floyd\, per quello che sarà un viaggio tra suoni che profumano di terra\, di pioggia e di stelle\, tra la voce degli alberi e il suono silenzioso del cielo\, lanciando un grido di allarme sulle sorti del nostro pianeta.  \n\n\n\nAltro genere e altra location\, sabato 21 e domenica 22 marzo al Teatro Instabile di via Cecchi\, per “Il fu Mattia Pascal”\, capolavoro di Luigi Pirandello che rivive nell’esibizione di un unico eccezionale interprete\, ancora Pietro Montandon\, capace\, grazie anche alla regia di Daniela Ardini e a un raffinato lavoro scenico\, di esplorare le sfumature psicologiche del protagonista mantenendo intatta la vitalità e l’umorismo del testo originale. \n\n\n\nSabato 18 aprile si tornerà al Museo Chiossone per un altro reading\, “Quel che affidiamo al vento”\, tratto dal romanzo di Laura Imai Messina. Daniela Ardini\, Pietro Montandon e Alma Poli ci porteranno nel giardino di Bell Gardia\, sul fianco scosceso di Kujira-yama\, la “Montagna della Balena”\, dove un telefono non collegato permette di parlare con chi non c’è più. Un luogo in cui\, ogni anno\, migliaia di persone provenienti da tutto il Giappone convergono nella speranza di ristabilire un contatto con i loro cari defunti. Anche in questo caso è prevista una visita guidata al museo a conclusione dello spettacolo. \n\n\n\nIl cartellone principale si chiuderà sabato 16 maggio\, in un luogo ancora in via di definizione\, con “La bocca del lupo”\, spettacolo itinerante tratto dal romanzo di Remigio Zena ambientato nei luoghi reali della Genova del 1887: una produzione che fonde verismo e commedia\, raccontando la vita della Bricicca e delle sue figlie nel quartiere popolare della Pece Greca\, con una visita guidata a cura di Genova Insieme. In scena Alice Bignone\, Rita Castaldo\, Anna Nicora\, Alma Poli\, Paolo Portesine e i partecipanti al laboratorio teatrale di Anna Nicora. \n\n\n\nCompletano il programma di Lunaria a Levante 2026 due percorsi spettacolari a ingresso libero curati dalla storica Marcella Rossi Patrone – l’11 aprile “La via romana di Quarto” ed il 2 maggio “Nel cuore di un borgo marinaro: via Antica Romana di Quinto” – e gli spettacoli per bambini al piccolo Teatrino Iqbal dell’Istituto Comprensivo Castelletto\, presso la scuola Maria Mazzini di corso Firenze: il 13 dicembre “La magia della stella di Natale” con Fiona Dovo e Valentina Reggio; il 10 gennaio “Un brutto anatroccolo” con Francesca Giacardi e Maria Teresa Giachetta; ed il 28 febbraio “Il gatto dagli stivali” con Daniele De Bernardi. \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni: tel. 010.2477045\, email info@lunariateatro.it\, www.lunariateatro.it. \n\n\n\nLunaria a Levante è un progetto di Lunaria Teatro. Si ringrazia per il sostegno il Comune di Genova e\, per la preziosa collaborazione\, l’Istituto Comprensivo Castelletto Genova\, l’Associazione Guide Turistiche della Liguria\, i Musei Nazionali di Genova\, il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone e Coop Liguria. \n\n\n\nLUNARIA A LEVANTE 2026 \n\n\n\nSpettacoli principali \n\n\n\nMuseo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone \n\n\n\nSabato 6 dicembre ore 16 \n\n\n\nREADING \n\n\n\nI MONOLOGHI DELL’ATOMICA \n\n\n\nda Preghiera per Cernobyl di Svetlana Aleksievich (Nobel per la letteratura 2015) e Nagasaki di Kyoko Hayashi \n\n\n\ndi e con Elena Arvigo \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPremio Le maschere del teatro italiano 2023 come miglior \n\n\n\nmonologo \n\n\n\nSeguito da visita guidata al Museo \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto* 13 euro\, under 26 8 euro\, under 13 7 euro. \n\n\n\n* Over 65\, Soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, possessori Green Card \n\n\n\nPalazzo Ducale\, Sala del Minor Consiglio \n\n\n\nSabato 17 gennaio ore 18 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nOMAGGIO A ANDREA CAMILLERI \n\n\n\ncon Daniela Ardini\, Pietro Mondandon\, Paolo Portiesine \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto* 13 euro\, under 26 8 euro\, under 13 7 euro. \n\n\n\n* Over 65\, Soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, possessori Green Card \n\n\n\nTeatro Carlo Felice\, Auditorium Montale \n\n\n\nSabato 31 gennaio ore 21 \n\n\n\nMUSICA \n\n\n\nTO LOVE THE LAND \n\n\n\nconcerto di Michela Centanaro \n\n\n\ncon Maria Giulia Mensa (voce)\, Guido Licastro (pianoforte)\, Delfina Parodi (violoncello)\, Franco Avran (voce recitante) \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto under 13 7 euro. \n\n\n\nTeatro Instabile \n\n\n\nSabato 21 marzo ore 21\, domenica 22 marzo ore 17 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nIL FU MATTIA PASCAL \n\n\n\ncon Pietro Montandon \n\n\n\nscene Giorgio Panni\, Giacomo Rigalza \n\n\n\nregia Daniela Ardini \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto* 13 euro\, under 26 8 euro\, under 13 7 euro. \n\n\n\n* Over 65\, Soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, possessori Green Card \n\n\n\nMuseo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone \n\n\n\nSabato 18 aprile ore 16 \n\n\n\nREADING \n\n\n\nQUEL CHE AFFIDIAMO AL VENTO \n\n\n\ndi Laura Imai Messina \n\n\n\ncon Daniela Ardini\, Pietro Montandon\, Alma Poli \n\n\n\nSeguito da visita guidata al Museo \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria \n\n\n\nPrezzi: in via di definizione \n\n\n\nLuogo in via di definizione \n\n\n\nSabato 16 maggio\, tre turni ore 15\, 16:30 e 18 \n\n\n\nSPETTACOLO ITINERANTE \n\n\n\nLA BOCCA DEL LUPO \n\n\n\ndi Remigio Zena \n\n\n\nda un’idea di Daniela Ardini \n\n\n\nin collaborazione con Paolo Portesine \n\n\n\ncon Alice Bignone\, Rita Castaldo\, Anna Nicora\, Alma Poli\, Paolo Portesine \n\n\n\ne il gruppo del laboratorio di teatro diretto da Anna Nicora \n\n\n\nIdeazione spazi e costumi Giorgio Panni\, Giacomo Rigalza \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto* 13 euro\, under 26 8 euro\, under 13 7 euro. \n\n\n\n* Over 65\, Soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, possessori Green Card \n\n\n\nPercorsi spettacolari \n\n\n\na cura della storica Marcella Rossi Patrone \n\n\n\ncon la partecipazione degli attori di Lunaria Teatro \n\n\n\nQuarto\, sabato 11 aprile ore 14:30 \n\n\n\nLA VIA ROMANA DI QUARTO \n\n\n\nTagliato dalla moderna viabilità\, questo antichissimo percorso si snoda ai piedi della collina di Apparizione fino all’abitato di Sturla\, con al centro la medievale chiesa di San Giovanni Battista. Le antiche case contadine\, le ville nobiliari\, l’Ospitale di San Giacomo sono oggi circondati dai moderni edifici\, ma non perdono il loro fascino. \n\n\n\nIngresso libero\, offerta gradita.  \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria tel. 0102477045. Si consigliano scarpe comode \n\n\n\nQuinto\, sabato 2 maggio ore 14:30 \n\n\n\nNEL CUORE DI UN BORGO MARINARO: VIA ANTICA ROMANA DI QUINTO \n\n\n\nLungo questa via sorsero la chiesa di San Pietro e le prime case di Quinto\, borgo di pescatori alle falde del monte Moro. Il percorso toccava un luogo ideale per il commercio. La storia locale si concentr. tra questa strada ed il mare. Un tempo era divisa in via Romana della Pianata ed in via Romana Ginevra. \n\n\n\nIngresso libero\, offerta gradita.  \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria tel. 0102477045. Si consigliano scarpe comode \n\n\n\nSpettacoli per bambini \n\n\n\nTeatrino Iqbal Scuola Maria Mazzini\, Istituto Comprensivo Castelletto \n\n\n\nSabato 13 dicembre ore 15 \n\n\n\nPER BAMBINI DAI 4 ANNI \n\n\n\nLA MAGIA DELLA STELLA DI NATALE \n\n\n\ncon Fiona Dovo\, Valentina Reggio \n\n\n\ntesto e regia Fiona Dovo \n\n\n\nproduzione Teatro delle Formiche \n\n\n\nLe fate Luna e Sole scoprono che la stella luminosa che guida Babbo Natale nella notte della vigilia è stata rubata dal Grinch. Nel viaggio per recuperarla incontrano vari personaggi. \n\n\n\nPrezzi: biglietto unico 7 euro \n\n\n\nTeatrino Iqbal Scuola Maria Mazzini\, Istituto Comprensivo Castelletto \n\n\n\nSabato 10 gennaio ore 15 \n\n\n\nPER BAMBINI DAI 4 ANNI \n\n\n\nUN BRUTTO ANATROCCOLO \n\n\n\ndalla fiaba di Hans Christian Andersen \n\n\n\ncon Francesca Giacardi\, Maria Teresa Giachetta \n\n\n\nscene e costumi Valentina Albino \n\n\n\nregia Antonio Tancredi \n\n\n\nproduzione Compagnia Cattivi Maestri \n\n\n\nChi è quell’anatroccolo che scappa dalla sua fattoria\, che corre\, inciampa\, si nasconde? Perché scappa? Il mondo fuori è così grande\, forse troppo grande per lui. Ce la farà? \n\n\n\nPrezzi: biglietto unico 7 euro \n\n\n\nTeatrino Iqbal Scuola Maria Mazzini\, Istituto Comprensivo Castelletto \n\n\n\nSabato 28 febbraio ore 15 \n\n\n\nPER BAMBINI DAI 3 ANNI \n\n\n\nIL GATTO DAGLI STIVALI \n\n\n\ncon Daniele De Bernardi \n\n\n\nproduzione Teatrino dell’Erba Matta\, Associazione Trombe e Tamburi \n\n\n\nPiccole figure in terracotta che\, nelle coloratissime strutture in legno\, si muovono azionate da fili che danno spazio e vita alla favola. \n\n\n\nPrezzi: biglietto unico 7 euro \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni \n\n\n\nLunaria Teatro \n\n\n\nTel. +39 010 2477045 \n\n\n\nwww.lunariateatro.it \n\n\n\ninfo@lunariateatro.it
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SUMMARY:"Le Verità Sospese"\, quattro serate evento al Teatro Torlonia
DESCRIPTION:Teatro e coscienza civica\, un legame indissolubile che il Teatro di Roma\, su idea del Direttore Artistico Luca De Fusco\, concretizza con la prima edizione di Le Verità Sospese\, un ciclo di quattro serate-evento dedicate alla ricostruzione critica di altrettanti casi giudiziari irrisolti della storia recente italiana. \n\n\n\nA partire dal 9 dicembre e fino al 21 aprile (sempre alle ore 20.00)\, il palcoscenico del Teatro Torlonia si trasforma in una moderna agorà di dibattito civile\, una vera e propria tribuna di confronto\, per riaprire la riflessione sulle zone grigie della giustizia\, là dove il diritto si scontra con l’opinione pubblica\, la verità processuale con quella mediatica e il garantismo con la sete di colpevoli. \n\n\n\nCon un poker di casi emblematici\, posti al servizio della critica del giudizio\, si accende un confronto serrato e appassionato\, fatto di domande apertepiù che di risposte definitive\, sulle dinamiche di potere della giustizia e su quelle verità sospese che continuano a interrogare la nostra coscienza civile. \n\n\n\nIl ciclo si apre con un evento di alto profilo\, il caso Mori (L’onore di un generale il 9 dicembre)\, incentrato sul complesso conflitto tra i successi antimafia\, la trattativa Stato-Mafia e le accuse di favoreggiamento. La serata vedrà la presenza dello stesso Generale Mario Mori\, conferendo un valore straordinario al dibattito inaugurale. \n\n\n\nSi prosegue con la condanna di due assistenti universitari in assenza di prove materiali e la verità giudiziaria incerta nel caso Marta Russo (Alla Sapienza\, una mattina il 20 gennaio); per continura a ragionare sul tragico suicidio del deputato socialista che denunciò il clima di pressione e i processi sommari di Mani Pulite con il caso Moroni (Suicidio d’accusa il 17 marzo) e\, in chiusura\, lo scandalo Hotel Champagne che ha travolto il CSM rivelando le dinamiche delle nomine e delle correnti interne alla magistratura con il caso Palamara(Hotel Champagne il 21 aprile). \n\n\n\nA confrontarsi saranno due autorevoli voci del giornalismo italiano\, Alessandro Barbano e Goffredo Buccini\, che offriranno differenti prospettive sull’interpretazione degli eventi; mentre l’attrice Anna Ammirati condurrà gli incontri accompagnando il pubblico tra testimonianze\, riflessioni e nodi irrisolti. \n\n\n\nL’obiettivo è proprio quello di ragionare insieme\, coinvolgendo spettatori\, lettori e cittadini\, sulla labile linea di confine tra giustizia e moralità e su quelle verità sospese lasciate aperte nel dibattito civile. \n\n\n\nL’iniziativa\, infatti\, spinta da una profonda vocazione civile e culturale\, si pone l’obiettivo non di rifare i processi\, ma di ri-raccontare le storie\, facendo emergere gli errori giudiziari e stimolando la riflessione critica sul concettodi giustizia contemporanea\, spesso inquinata da verità edulcorate e motivate dalla fretta di chiudere i casi. Su questa linea\, il Teatro di Roma\, con Le Verità Sospese\, consolida il suo impegno a legare la riflessione artistica all’attualità\, sviluppando una coscienza critica\, in particolare tra le platee più giovani\, meno influenzate dai pregiudizi mediatici. \n\n\n\nSINOSSI DEI CASI TRATTATI \n\n\n\nL’onore di un generale – Il Caso Mori \n\n\n\nMario Mori\, ufficiale dei Carabinieri formato da Dalla Chiesa\, guida operazioni decisive contro Cosa nostra\, tra cui l’arresto di Totò Riina nel 1993. Il successo contro la mafia porta però Mori al centro di tre procedimenti giudiziari: ritardo nella perquisizione del covo di Riina\, presunto favoreggiamento della latitanza di Provenzano e presunta trattativa Stato–mafia. In tutti i casi viene assolto: le sentenze confermano che non furono condotte trattative né forniti favori alla criminalità. Mori resta una figura controversa nella storia italiana\, simbolo delle tensioni \n\n\n\nSuicidio d’accusa – Il Caso Moroni \n\n\n\nLa storia di Sergio Moroni è una delle ferite più profonde di Mani Pulite. Deputato socialista e dirigente del Psi\, si suicida il 2 settembre 1992 dopo aver ricevuto due avvisi di garanzia durante l’inchiesta Mani Pulite. Nella lettera inviata a Giorgio Napolitano denunciava un clima di pressione e processi sommari che travolgevano vite e famiglie. Il suo gesto rimane un simbolo tragico di quella fase politica\, segnata da conflitti intensi tra giustizia e politica. \n\n\n\nAlla Sapienza\, una mattina – Il Caso Marta Russo \n\n\n\nIl 9 maggio 1997 Marta Russo\, 22 anni\, studentessa di Giurisprudenza\, viene colpita alla testa da un proiettile mentre cammina nel vialetto dell’università. Muore cinque giorni dopo. L’inchiesta diventa subito una delle più controverse della cronaca italiana: nessuna arma ritrovata\, nessun movente credibile\, una dinamica mai chiarita. Nonostante l’assenza di prove materiali e di un legame certo con il fatto\, due assistenti universitari\, Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro\, che si sono sempre dichiarati innocenti\, vengono condannati per omicidio colposo e favoreggiamento. Il processo lascia aperti enormi dubbi: nessuna prova diretta\, nessun riscontro tecnico decisivo. Un caso che\, ancora oggi\, per molti resta il simbolo di una verità giudiziaria lontana da qualsiasi certezza. \n\n\n\nHotel Champagne – Il Caso Palamara \n\n\n\nLuca Palamara è stato il più giovane presidente dell’Anm e poi il primo a esserne espulso. Nel 2019 un trojan installato sul suo cellulare rivela conversazioni che mostrano il ruolo di mediatore nelle nomine dei vertici delle procure. Da lì esplode lo scandalo dell’Hotel Champagne\, dal nome del luogo in cui avvenivano le riunioni decisive. Il Csm ne esce devastato. Nel 2020 viene radiato dalla magistratura\, decisione confermata dalla Cassazione. Viene accusato di corruzione. Il processo si conclude nel 2023 con un patteggiamento a un anno per traffico di influenze. Ma la sua storia è ben lontana da potersi dire conclusa.
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SUMMARY:“Epicicli"\, la stagione invernale del Teatro Antidoto di Gela
DESCRIPTION:Il Teatro Antidoto di Gela ospita la Stagione Teatrale invernale “Epicicli”\, promossa dalla cooperativa Punto Improprio\, che da anni rappresenta un punto di riferimento per la scena teatrale indipendente del territorio. La rassegna\, realizzata in collaborazione con Rete Latitudini\, prenderà il via l’11 dicembre 2025 e accompagnerà il pubblico fino a maggio 2026\, con un ricco cartellone che unisce drammaturgia contemporanea\, riscritture dei classici e teatro di ricerca. \n\n\n\nTutti gli spettacoli si terranno presso il Teatro Antidoto (via Pandino 2)\, con orari serali. \n\n\n\nIl progetto Epicicli si conferma un progetto culturale solido\, coraggioso e capace di tenere insieme qualità artistica\, accessibilità e radicamento territoriale\, offrendo al pubblico gelese un percorso teatrale che si rinnova\, attraversando miti antichi\, inquietudini contemporanee e linguaggi scenici sempre diversi. La sua offerta di drammaturgia contemporanea si arricchisce anche grazie al sostegno della Rete Latitudini che\, con le risorse del FURS\, promuove e supporta le iniziative teatrali di qualità nei territori periferici e nei piccoli centri siciliani. \n\n\n\nUna proposta che\, anno dopo anno\, continua a rafforzare il ruolo del Teatro Antidoto come presidio culturale attivo\, laboratorio di idee e luogo di incontro tra artisti e comunità che resiste anche grazie al sostegno di piccoli ma vitali sponsor privati. \n\n\n\nIL PROGRAMMA \n\n\n\n11 dicembre 2025 ore 21:30 \n\n\n\nIL RASOIO DI OCCAM \n\n\n\ndi Giuseppina Arimatea e Giovanni Maria Currò \n\n\n\ncon Alessio Bonaffini\, Tino Calabrò\, Mauro Failla \n\n\n\nregia Giovanni Maria Currò \n\n\n\nproduzione Clan Degli Attori \n\n\n\nGrazie alla radio\, la cronaca nazionale irrompe in un tipico salone da barba del Sud. La grande storia per qualche ora si mescola a quella infinitamente piccola di tre uomini alle prese con una quotidianità all’apparenza tranquilla. \n\n\n\n18 gennaio 2026 ore 19:00 \n\n\n\nFUTTI\, FUTTITINNI.. MA NON TI FARI FUTTIRI \n\n\n\ndi Tommaso D’Alia\, Giovanna Malaponti\, Valerio Castriziani \n\n\n\ncon Valerio Castriziani e Tommaso D’Alia \n\n\n\nproduzione Nutrimenti Terrestri \n\n\n\nUn ritratto della Sicilia che affronta temi di unione e disunione\, cercando di evadere dai pregiudizi sociali e di costruire un pensiero più ampio\, radicato nella quotidianità. Parla di Mafia\, ma anche di nonna Pia\, di morti e di vivi che lottano per un futuro diverso. \n\n\n\n8 febbraio 2026 ore 19:00 \n\n\n\nPOLIFEMO INNAMORATO \n\n\n\ndi e con Giovanni Calcagno \n\n\n\nmusiche e paesaggi sonori di Puccio Castrogiovanni \n\n\n\nproduzione La Casa Dei Santi \n\n\n\nSpettacolo ispirato dalle liriche e dai racconti dei poeti classici Teocrito e Ovidio\, che si sono occupati dell’impossibile amore del giovane Polifemo\, descritto come un pastore rozzo e selvaggio\, letteralmente sconvolto dal sentimento provato per la bellissima ninfa Galatea\, che invece ricambia l’amore di un pastore di nome Aci. \n\n\n\n8 marzo 2026 ore 19:00 \n\n\n\nPOLVERE \n\n\n\ndi Saverio La Ruina \n\n\n\ncon Saverio La Ruina e Cecilia Foti \n\n\n\nproduzione Scena Verticale \n\n\n\nC’è un prima\, immateriale\, impalpabile\, polvere evanescente che si solleva piano intorno alla donna\, la circonda\, la avvolge\, ne mina le certezze\, ne annienta la forza\, il coraggio\, spegne il sorriso e la capacità di sognare.  \n\n\n\n19 aprile 2026 ore 19:00 \n\n\n\nMETTI CHE RINASCO \n\n\n\ndi e con Sergio Vespertino \n\n\n\nmusiche dal vivo di Virginia Maiorana \n\n\n\nproduzione Pangea \n\n\n\nCosa ci aspetta quando metteremo piede nell’aldilà? Chi troveremo? Cosa saremo chiamati a fare? Nessuno\, che si sappia\, è tornato a riferirci come comportarci una volta arrivati lì\, cosa portare. Un divertente e bizzarro spettacolo e una scatenata ridda di folli supposizioni\, concetti assurdi\, bizzarre teorie\, stravaganti e travolgenti soluzioni. \n\n\n\n10 maggio 2026 ore 19:00 \n\n\n\nAGAMENNOMAN \n\n\n\nda Eschilo \n\n\n\nadattamento Aureliano Delisi \n\n\n\ncon Andrea Di Falco\, Gabriele Manfredi\, Andrea Pacelli\, Gabriele Rametta\, Pierantonio Savo Valente \n\n\n\nregia Collettivo V.A.N. \n\n\n\nAgamennoMan non è solo un re. È un uomo con sogni\, vizi\, debolezze e ambizioni\, che si avventura nel desiderio di grandezza come se fosse un supereroe senza consapevolezza del suo destino e soprattutto di quanto le sue azioni passate l’abbiano già segnato. \n\n\n\nINFO E BIGLIETTI \n\n\n\n329 4124903 – 327 8723050 \n\n\n\nBiglietteria online su www.liveticket.it/puntoimproprio \n\n\n\nAbbonamento: € 90 | Ridotto: € 70
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SUMMARY:"Quando la scienza fa spettacolo: la scienza\, l’etica e la coscienza" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:La Stagione del Teatro di Roma anche quest’anno sconfina verso altre discipline e si propone sempre più come uno spazio di incontro\, sapere\, scoperta\, abbracciando iniziative che uniscono l’esperienza teatrale e l’arte scenica con la divulgazione scientifica. \n\n\n\nSu questa linea progettuale il palco dell’Argentina si prepara ad accogliere la terza edizione di Quando la scienza fa spettacolo: la scienza\, l’etica e la coscienza. Un ciclo in tre incontri domenicali – 14 dicembre\, 8 marzo e 10 maggio\, a partire dalle ore 12 – per avvicinare il mondo della scienza al grande pubblico attraverso un format divulgativo coinvolgente dedicato al fondamentale rapporto della ricerca scientifica con il tema dell’etica e della coscienza. \n\n\n\nIn perfetto equilibrio tra rigore scientifico ed espressione artistica\, la rassegna – un progetto del Teatro di Roma\, ideato e curato da Orsetta Gregoretti e Silvia Mattoni\, con regia e drammaturgia di Matilde D’Accardi – esplora ambiti di frontiera come la robotica\, le neuroscienze e l’intelligenza artificiale. Ogni appuntamento\, infatti\, vedràscienziati di chiara fama e specialisti del settore dialogare con una guida d’eccezione\, l’attore Marco Marzocca\, che da artista e da curioso accompagnerà il pubblico alla scoperta di come il progresso interroghi la nostra coscienza. A fare da contrappunto narrativo è l’attrice Francesca Astrei\, che reciterà passi significativi tratti da grandi autori della letteratura\, della poesia e del giornalismo. Il tutto sarà immerso in una scenografia virtuale che proietterà sulla scena immagini del presente e filmati d’archivio\, trasformando ogni incontro in un vero e proprio viaggio immersivo. \n\n\n\nIl ciclo si inaugura domenica 14 dicembre con il tema “Roboetica dalla sanità allo Spazio”\, un incontro che vedrà confrontarsi esperti provenienti da settori cruciali. Interverranno\, tra gli altri\, Walter Cugno (Thales Alenia Space Italia\, Vicepresidente Esplorazione e Scienza\, attualmente Senior Advisor per Esplorazione e Scienza)\, Vittorio Loreto (Professore ordinario di Fisica dei Sistemi Complessi Sapienza Università di Roma\, Direttore di Sony CSL – Rome)\, l’avvocato Paolo Galdieri (docente di Diritto penale dell’informatica)\, Flavia Marino (ricercatrice psicoterapeuta CNR-IRIB) e Giovanni Pioggia (Dirigente di Ricerca ingegnere elettronico-biomedico CNR). \n\n\n\nIl viaggio prosegue poi domenica 8 marzo\, focalizzandosi su “Neuroscienze\, bioetica\, organoidi e assembloidi”. Saranno ospiti figure di spicco come il professore Enrico Alleva\, socio nazionale Accademia dei Lincei (docente di Etologia Sapienza Università di Roma\, già Direttore del Centro SCIC-Iss e Socio Accademia dei Lincei)\, la professoressa ordinaria di Filosofia del Diritto Laura Palazzani (Università LUMSA) e il professore ordinario di Biologia Molecolare e Direttore del Centro di Ricerca sulla Neurogenomica Giuseppe Testa (Università degli Studi di Milano e Human Technopole)\, per indagare i confini biologici ed etici della conoscenza del cervello. \n\n\n\nIl ciclo si conclude domenica 10 maggio con il tema di stretta attualità “Call for AI Ethics: una questione di fiducia”. Il dibattito vedrà sul palco il ricercatore emerito Rino Falcone (già Direttore Istituto Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR)\, la professoressa ordinaria di diritto privato e di diritto di Internet e dell’Intelligenza artificiale Giusella Finocchiaro (Università di Bologna) e il professore ordinario di Informatica Walter Quattrociocchi (Direttore del CDCS Sapienza Università di Roma)\, per affrontare le sfide della fiducia e della regolamentazione nell’era dell’Intelligenza Artificiale. \n\n\n\nQuando la scienza fa spettacolo: la Scienza\, l’Etica e la Coscienza \n\n\n\nIII edizione \n\n\n\na cura di Orsetta Gregoretti e Silvia Mattoni \n\n\n\nregia e drammaturgia Matilde D’Accardi \n\n\n\nconduce Marco Marzoccaletture Francesca Astrei \n\n\n\nassistente alla regia Consuelo Bartolucci \n\n\n\nproduzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale \n\n\n\nDomenica 14 dicembre 2025\, ore 12.00 \n\n\n\nRoboetica dalla sanità allo Spazio \n\n\n\nWalter Cugno\, Thales Alenia Space Italia\, Vicepresidente Esplorazione e Scienza\, attualmente Senior Advisor per Esplorazione e Scienza \n\n\n\nPaolo Galdieri\, Avvocato del foro di Roma e docente di Diritto penale dell’informatica \n\n\n\nVittorio Loreto\, Professore ordinario di Fisica dei Sistemi Complessi Sapienza Università di Roma\, Direttore di Sony CSL – Rome \n\n\n\nFlavia Marino\, ricercatrice psicoterapeuta CNR-IRIB  \n\n\n\nGiovanni Pioggia\, Dirigente di Ricerca ingegnere elettronico-biomedico CNR) \n\n\n\nDomenica 8 marzo 2026\, ore 12.00 \n\n\n\nNeuroscienze\, bioetica\, organoidi e assembloidi  \n\n\n\nEnrico Alleva\, docente di Etologia Sapienza Università di Roma\, già Direttore del Centro SCIC-Iss\, Socio Nazionale Accademia dei Lincei \n\n\n\nLaura Palazzani\, professoressa ordinaria di Filosofia del Diritto all’Università di Roma LUMSA \n\n\n\nGiuseppe Testa\, Professore Ordinario di Biologia Molecolare e Direttore del Centro di Ricerca sulla Neurogenomica\, Università degli Studi di Milano e Human Technopole \n\n\n\nDomenica 10 maggio 2026\, ore 12.00 \n\n\n\nCall for AI Ethics: una questione di fiducia \n\n\n\nRino Falcone\, ricercatore emerito\, già Direttore Istituto Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR \n\n\n\nGiusella Finocchiaro\, professoressa ordinaria di Diritto Privato e di Diritto di Internet e dell’Intelligenza Artificiale presso l’Università di Bologna \n\n\n\nWalter Quattrociocchi\, professore ordinario di Informatica\, Direttore del Center for Data Science and Complexity for Society (CDCS)\, Sapienza Università di Roma \n\n\n\ninfo e orari  tutti gli incontri sono di domenica mattina alle ore 12.00 \n\n\n\n14 dicembre 2025\, 8 marzo e 10 maggio 2026 \n\n\n\nbiglietti e cardsingolo incontro ingresso 10 €CARD 3 incontri 20 €teatrodiroma.net
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SUMMARY:"Cello & Piano Resonances” la raccolta curata da Luca Piccini e Gilda Buttà dal 19 dicembre
DESCRIPTION:Due grandi artisti del panorama musicale internazionale\, il Violoncellista e compositore Luca Pincini e la Pianista Gilda Buttà\, insieme in una raccolta da collezionare dal titolo “Cello & Piano Resonances” produzione MZQ Edizioni Musicali per la Lead Records. \n\n\n\nIl M° Mario Zannini Quirini e Manuela Petrozzi spiegano questo nuovo lavoro discografico\, uscito su tutte le piattaforme il 19 dicembre scorso\, realizzato presso i Lead Studios di Roma che dal 1982 sono un importante punto di riferimento per artisti di chiara fama e giovani talenti: una struttura di oltre mille metri quadrati situati nel cuore della Capitale\, dotata di tutti i migliori strumenti musicali e dei più sofisticati sistemi di registrazione. \n\n\n\n“Cello & Piano Resonances”\, annovera dieci brani eseguiti dal celebre duo composto da Gilda Buttà e Luca Pincini. Entrambi artisti pluripremiati\, hanno collaborato nelle colonne sonore di numerosi film con grandi Maestri come Ennio Morricone e Luis Bacalov. Gilda Buttà ha suonato\, fra gli altri\, i brani che nel film “La leggenda del pianista sull’oceano” diretto da Tornatore sono eseguiti\, nella finzione\, dai personaggi interpretati dagli attori Tim Roth e Clarence Williams III che non hanno mai suonato veramente il pianoforte.  \n\n\n\nLa Produzione dell’Opera\, per la qualità del prodotto finale\, merita\, oltre la divulgazione su tutte le piattaforme digitali\, la realizzazione di un elemento tornato fortemente attuale nella discografia come simbolo distintivo e cioè il VINILE. \n\n\n\nInteressante rilevare che il vinile\, di cui molti estimatori ne attendono la pubblicazione\, non ha indicazioni come “Lato A” o “Lato B” perché entrambe le facciate del disco contengono brani di incredibile valore compositivo\, e sono state indicate come Blue Side e Green Side per non voler nemmeno lasciar intendere preferenze di un brano rispetto ad un altro.  \n\n\n\nNel “Blue side” troviamo ‘La sagra del vino’ (Baccanale) Susan DiBona & Salvatore Sangiovanni\, ‘Around the Corner’ Giuliano Taviani – Carmelo Travia\, ‘Orbita a 2’ Corrado Carosio- Pierangelo Fornaro\, ‘Venezia’ Stefano Caprioli e ‘She Comes from the East’ Fabio Amurri. Nel “Green side”: ‘Notte stellata op.59” (Notturno per violoncello e pianoforte) Marco Sollini\, ‘Humble light’ (in memoria di S.S. Papa Francesco) Carmine Padula\, ‘A Mio Nonno’ Alessandro Bencini\, ‘Coming Back’ Michele Baldi\, ‘Lamento e Danza di un Buffone di corte’ Maria Chiara Casà. \n\n\n\nL’opera è prodotta da Manuela Petrozzi e Mario Zannini Quirini\, registrata\, mixata e masterizzata presso i prestigiosi Lead Studiosche si sono avvalsi della professionalità di Fabio Venturi\, Filippo Trotta (Sound Engineers) e Stefan Kolar (Studio Assistant). Mentre un ringraziamento speciale per la foto di copertina è rivolto all’Istituzione Universitaria dei Concerti (IUC) e al suo presidente Rinaldo Gentile. \n\n\n\nDa ricordare che uno dei brani\, ‘Humble light’ (in memoria di S.S. Papa Francesco) di Carmine Padula è particolarmente toccante anche in virtù dell’atmosfera del Santo Giubileo. \n\n\n\n“Cello & Piano Resonances” fa parte di un progetto in divenire del duo Luca Pincini e Gilda Buttà\, Violoncellista lui e Pianista lei\, in un percorso artistico aperto\, trasversale e fluido. Dopo precedenti album pubblicati secondo la stessa tematica\, questa nuova produzione\, fortemente voluta da Manuela Petrozzi e il M° Mario Zannini Quirini\, segna una tappa evolutiva della loro visione musicale. \n\n\n\nIl progetto accoglie compositori provenienti da mondi diversi\, legati al cinema e alle colonne sonore in genere\, invitandoli a scrivere per noi\, in piena libertà espressiva\, al di là di vincoli stilistici o d’immagine. Ogni composizione diventa occasione di dialogo\, sperimentazione e contaminazione tra linguaggi e sensibilità. \n\n\n\nIl violoncello e pianoforte diventano strumenti di sintesi: l’intesa\, la storia artistica e umana sperimentazione e tradizione\, eleganza timbrica e curiosità restano il filo conduttore di un viaggio in continua evoluzione. Un progetto aperto al nuovo\, attento al presente e pronto a valorizzare la creatività contemporanea.
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SUMMARY:"L’UOMO\, LA BESTIA E LA VIRTÙ" al Teatro Angelo Musco di Catania
DESCRIPTION:Scritta nel 1919\, L’UOMO\, LA BESTIA E LA VIRTÙ è una delle commedie più corrosive e attuali di Pirandello. Una feroce satira sull’ipocrisia borghese\, sul perbenismo di facciata e sulle maschere sociali dietro cui si celano istinti e contraddizioni umane. Tra comicità grottesca e tensione morale\, il geniale drammaturgo agrigentino\, Premio Nobel per la letteratura nel 1934\, smaschera una società che condanna il peccato solo quando diventa pubblico scandalo. \n\n\n\nL’uomo del titolo è Il trasparente professor Paolino. “Virtuoso” solo di facciata\, è l’amante segreto della signora Perella (la virtù)\, moglie abbandonata da un marito violento e assente\, il Capitano (la bestia). Quando la donna resta incinta\, Paolino escogita un piano per salvare le apparenze: convincere il marito a comportarsi da marito. \n\n\n\n«Di chi è la colpa se il proprietario lascia un terreno abbandonato senza curarsene e su questo terreno c’è un albero\, uno passa\, raccoglie un frutto di quell’albero e lo mangia\, poi ne butta il nocciolo senza curarsene. Se da quel nocciolo nasce un altro albero\, di chi è? Non lo ha voluto né l’albero\, né il passante che ha mangiato il frutto. Spetta al proprietario della terra che non ne ha avuto cura». \n\n\n\nTra fraintendimenti\, finzioni morali e tensione comica\, la rappresentazione di un’esilarante lotta tra ciò che siamo\, ciò che fingiamo di essere e ciò che non vogliamo ammettere di essere. La regia di Plinio Milazzo restituisce al testo tutta la sua forza teatrale\, puntando su ritmo\, precisione interpretativa e una messinscena capace di dialogare con la sensibilità contemporanea. \n\n\n\nLe interpretazioni di EDUARDO e SALVO SAITTA\, affiancati da Francesca Agate\, danno vita a personaggi complessi e ambigui\, in un sapiente gioco che alterna ironia\, sarcasmo e profonda riflessione. Con loro\, sul palco\, Gianluca Barbagallo\, Aldo Toscano\, Elisa Franco\, Ramona Polizzi\, Adriano Fichera\, Giuseppe Parisi e nel ruolo di “Nonò” Giacomo Lentini. Un grande classico del teatro italiano torna a vivere sul palcoscenico del Musco\, dal 10 gennaio all’1 febbraio 2026. Al pubblico catanese toccherà decidere dove starà la vera morale e dove collocare i giusti valori di uomo\, di bestia o di virtù. \n\n\n\nInfo: tel +39 095 538188 / cell +39 333 7781632 \n\n\n\nOrari biglietteria: da lunedì a sabato dalle 16 alle 20 – giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 \n\n\n\nLink per acquisto biglietti spettacoli: https://www.liveticket.it/opera.aspx?Id=633037
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SUMMARY:Officine Pasolini: la programmazione di gennaio 2026
DESCRIPTION:Sabato 10 gennaio Officina Pasolini\, il Laboratorio di Alta formazione artistica e HUB culturale della Regione Lazio diretto da Tosca\, apre il 2026 con i MERCANTI DI LIQUORE che presentano il loro ultimo album Non ci troverete mai. Pubblicato lo scorso maggio\, il disco è un manifesto identitario forte e senza compromessi: dieci brani che attraversano combat-folk\, rock\, suggestioni latinoamericane e momenti più intimi. Guidata da Lorenzo Monguzzi\, la band celebra quasi trent’anni di musica\, collaborazioni prestigiose (tra cui Marco Paolini) e un percorso artistico coerente e indomito. Un concerto carico di energia\, cambiamento e appartenenza\, che segna un nuovo capitolo della loro storia. \n\n\n\nVenerdì 16 il progetto VOCI IN ASCOLTO\, ideato da Davide Ambrogio e dedicato al canto di tradizione orale\, debutta per la prima volta con il suo concerto d’esordio. Le voci provenienti dai laboratori attivi a Roma\, Palermo\, San Vito dei Normanni e Padova si incontrano sul palco del Teatro Eduardo De Filippo per una serata dedicata alle polifonie di tradizione orale e alla potenza del canto collettivo. Non un coro\, ma un gruppo di persone provenienti da territori diversi\, unite da un repertorio costruito nel corso degli anni\, che darà vita a un’esperienza immersiva in cui la polifonia richiama rito\, memoria e comunità. L’itinerario sonoro è proposto da Eleonora Bordonaro nell’ambito di Officina World. \n\n\n\nVenerdì 23 si svolgono gli eventi conclusivi del progetto LABOR WORK\, terza annualità del Laboratorio di Officina Pasolini dedicata all’inserimento professionale di alcuni diplomati attraverso il sostegno creativo ed economico ai loro progetti artistici. Protagonisti saranno i vincitori e le vincitrici delle borse di studio della sezione Multimediale: ex allievi di Officina Pasolini che\, sotto la guida di professionisti del settore\, hanno sviluppato progetti audiovisivi originali confrontandosi con le pratiche della regia\, della scrittura e della produzione. Le restituzioni finali di GENERAZIONE MULTIMEDIALE rappresentano l’esito del percorso svolto da Daniele Fabietti\, Lorenzo Mirabella\, Eva Pascale\, Flavio Giannandrea e Federico Tarsi\, Simone Cignitti\, Francesco Cignitti e Mattia De Gennaro\, Chiara Olivieri. Ogni presentazione sarà accompagnata dal racconto del processo creativo\, per condividere le fasi di ricerca\, sviluppo e realizzazione che hanno portato alla nascita dei progetti.  \n\n\n\nMartedì 27 va in scena STORIE DI RESISTENZA\, un viaggio tra musica e parole che dà voce alla memoria collettiva. Con testi a cura di Massimo Venturiello e la direzione musicale di Tosca\, lo spettacolo vede protagonisti igiovani artisti diplomati al Laboratorio di Alta formazione artistica di Officina Pasolini: Francesco Patanè\, Stefano De Santis\, Francesco Nuzzi\, Alessandro Calamunci\, Giulia Sanna\, Giulia Guastella\, Claudia Muzi Anita Farina\, Fabio Ceccarelli e Fabia Salvucci. Un percorso suggestivo nella memoria per mantenere vivo il ricordo di una parte fondamentale della nostra storia\, ispirato a Memorie di quartiere – Frammenti di storie di guerra e di Resistenza nell’Appio Latino e Tuscolano 1943-1944. Una scrittura teatrale che intreccia fatti storici\, personaggi e aneddoti\, accompagnando il pubblico alla scoperta della Storia in una forma inedita e coinvolgente. \n\n\n\nOFFICINA DELLE ARTI PIER PAOLO PASOLINI \n\n\n\nwww.officinapasolini.it \n\n\n\nConsulenza alla programmazione Valentina Romano \n\n\n\nIngresso Teatro Eduardo De Filippo: Viale Antonino di San Giuliano 782/angolo Via Mario Toscano\, a pochi passi da Ponte Milvio. \n\n\n\nTutti gli eventi sono gratuiti\, con prenotazione obbligatoria sul profilo Eventbrite di Officina Pasolini al seguente link http://officina-pasolini.eventbrite.com
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SUMMARY:La Stagione Teatrale del Teatro Francigena a Capranica
DESCRIPTION:Comune di Capranica e ATCL\, circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio\, presentano la Stagione Teatrale del Teatro Francigena\, sei spettacoli in abbonamento. \n\n\n\nAd aprire la stagione\, sabato 10 gennaio alle 21\,00\, Le Volpi\, diLucia Franchi\, Luca Ricci\, conGiorgio Colangeli\, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato. Nell’ombra di una sala da pranzo\, all’ora del caffè\, in un’assolata domenica di agosto\, si incontrano due piccoli notabili della politica locale e la figlia di una di loro. Tutto intorno i pensieri volano già al mare e alle vacanze\, eppure restano da mettere in ordine alcune faccende che interessano i protagonisti della storia. Davanti a un vassoio di biscotti vegani\, si confessano legittimi appetiti e interessi naturali\, si stringono e si sciolgono accordi\, si regola la maniera migliore di distribuire favori e concessioni\, incarichi di servizio e supposti vantaggi. La provincia italiana è la vera protagonista della vicenda\, quale microcosmo in cui osservare le dinamiche di potere\, che hanno sempre a che fare con i desideri e le ossessioni degli individui. Morbidamente\, si scivola dentro un meccanismo autoassolutorio per cui è legittimo riservarsi qualche esiguo tornaconto personale\, dopo essersi tanto impegnati nella gestione della cosa pubblica. La corruzione è proprio questo concedere a sé stessi lo spazio di una impercettibile eccezione. Come scrive Leonardo Sciascia nel suo romanzo “Todo modo”: “I grandi guadagni fanno scomparire i grandi principi\, e i piccoli fanno scomparire i piccoli fanatismi”. Lo spettacolo è stato nella terna dei finalisti nominati ai Premi Ubu 2024 nella categoria ‘nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica’. \n\n\n\nDomenica 15 febbraio alle 18\,30\, Piccole Donne\, non devono morire\, di e con Francesca Pica eMaria Scorza\, regia Francesca Pica e Maria Scorza. Sud Italia.Oggi. Due sorelle\, Margherita e Pina\, sono in un cimitero per la riesumazione della sorella Bettina. Margherita è la maggiore\, felicemente sposata con Giovanni\, completamente assorbita dalla vita familiare. Pina\, la secondogenita\, scrittrice\, ha pubblicato un romanzo di successo\, ma le opere successive non sono all’altezza.  Le due sorelle attendono Emilia\, la piccola di casa\, che è in ritardo. Il cimitero\, luogo dell’attesa\, diventa un contenitore di ricordi\, confessioni\, discussioni\, verità.  Ispirato ai romanzi Piccole donne e Piccole donne crescono di Louisa May Alcott\, è un viaggio a ritroso delle piccole donne\, ora quarantenni\, che ricordando\, riflettono su cosa le ha fatte diventare le donne che sono\, cosa hanno ancora bisogno di dire e di fare per sentirsi libere. \n\n\n\nSabato 28 febbraio alle 21\,00\,Marcinelle\, storia di minatori\,testo e regia Ariele Vincenti\, con Ariele Vincenti\, Francesco Cassibba\, Sarah Nicolucci\,Giacomo Rasetti\, Vincenzo Tosetto. Lo spettacolo ripercorre minuziosamente la cronologia temporale di 4 minatori. Dalla partenza dai propri paesi d’origine\, alla morte nella miniera di Marcinelle. Quando i minatori partivano\, le piccole stazioni dei loro paesi si riempivano di mamme\, fidanzate\, amici e parenti che li salutavano. C’era hi era felice per loro\, come amici o conoscenti e c’era chi invece si disperava\, come le mamme e le fidanzate. Con le valigie di cartone i minatori viaggiarono in treno fino a Marcinelle. Gli erano state assicurate 28 ore di viaggio. In realtà furono 5 giorni in condizioni disumane a livello logistico e sanitario. Il primo impatto con Marcinelle non fu dei più positivi. Gli alloggi che gli erano stati promessi\, caldi e confortevoli erano al contrario scomodi e freddi. Le loro stanze si trovavano all’interno di ex campi di concentramento che i Tedeschi usavano durante la Seconda guerra mondiale.  Disumane le loro condizioni di lavoro: turni lunghi e faticosi\, i pagamenti a cottimo; più carbone recuperavano\, più la paga si alzava. I pasti erano scarsi. Se qualcuno chiedeva spiegazione di quelle condizioni ad un superiore\, veniva aspramente criticato e minacciato. Nella miniera\, il loro lavoro a mille metri di profondità era estenuante: per ore stavano sdraiati in piccole gallerie chiamate mine alte mezzo metro. Scavavano con uno scalpello percosso da un martello di ferro o con il Motor Pique\, un piccolo martello pneumatico dell’epoca in dotazione ai minatori. La mancanza d’aria. La polvere. Il rumore assordante\, i carrelli carichi di carbone\, i nitriti dei cavalli\, gli ascensori e altri suoni diventeranno una musica di accompagnamento per le azioni sceniche. Racconteremo anche come passavano il tempo libero. Un giorno andarono a Liegi per seguire l’arrivo vincente di Coppi e scoprirono che nei bar era vietato l’ingresso agli italiani. Da una partita a scopa alle telefonate a casa fino al momento della tragedia: tutti i minatori smettono di parlare. Rimarrà in sottofondo “la musica della miniera”\, così la chiamavano! \n\n\n\nDomenica 15 marzo alle 18\,30\, Ci prendesse un colpo\, la svolta della vita\, scritto da Tirocchi\,Paniconi\, Giacinti\, regia Andrea Palotto\, con Valeria Monetti\, Alessandro Tirocchi\, Maurizio Paniconi\, Simone Giacinti. Stella\, Walter\, Gianni e Bogdan non si sono incontrati\, si sono “riconosciuti”: hanno in comune un passato che gli ha negato i sogni\, e la voglia di riscatto. Si incontrano tutti i giorni al bar del capolinea della metro e un giorno\, complice un gesto folle\, si ritrovano a passare del tempo insieme e a conoscersi meglio\, scoprendo quanto siano simili tra di loro. Come dare una svolta a quella vita che non li soddisfa? Semplice\, rubare un’opera d’arte milionaria e coi soldi\, cambiare il corso degli eventi. Tra battute\, situazioni paradossali e colpi di scena\, capiranno che non tutto va secondo i loro piani! \n\n\n\nDomenica 29 marzo alle 18\,30\,La Moglie Perfetta\, con Giulia Trippetta. Una lavagna in scena\, una sedia di scuola\, una donna vestita anni ‘50. La storia è quella di Luisa\, una ragazza giovane e piena di sogni\, in un mondo vecchio quanto un cartellone pubblicitario ormai sbiadito\, Luisa diventa poi la docente di un singolare corso di comportamento e buone maniere: il suo è un seminario intensivo (solo per donne) di preparazione al matrimonio dal titolo “Si può far”. Il corso è volto all’istruzione delle giovani aspiranti sposine: quali sono le 10 regole da seguire per potersi trasformare nella moglie perfetta? La docente le mostra al pubblico come in una vera e propria lezione in cui ogni regola viene mostrata e spiegata in ogni sua parte\, in un crescendo di ironia\, surrealtà e gioco; ma\, come nella vita\, a volte la linea sottile tra gioco e realtà si confonde\, si offusca\, sbiadisce. Cosa si nasconde dietro la maschera di questa donna apparentemente perfetta? Crede davvero alle regole che impartisce con tanta dedizione\, o è semplicemente vittima di un sistema che la accetta solo perché sottomessa a stereotipi e chili di mascara? E può questa donna\, uscita da un’epoca che sembra non appartenerci più\, parlare alle donne di tutti i tempi? \n\n\n\nDomenica 19 aprile alle 18\,30\, La vera storia di Billie Holiday\, diBarbara Bovoli\, con Danilo Rea\,Barbara Bovoli e Oona Rea. Della cantante verranno raccontati l’infanzia\, le ristrettezze economiche\, la fame\, gli abusi\, le arbitrarie detenzioni\, poi gli esordi\, il successo\, le collaborazioni con i grandi pionieri del jazz\, le prime jam session\, i primi dischi\, i primi guadagni\, l’esaltazione di avercela fatta\, di essersi affrancata da una vita che sembrava segnata\, le risate\, le notti insonni su sgangherati torpedoni per infinite tournée\, le amicizie sincere (primo tra tutti Lester Young) ma poi… la nascita di strange fruit\, il ritrovarsi proprio malgrado investita del ruolo di “pioniera nella lotta per i diritti civili degli afroamericani”\, pesante da portare anche per chi non ha sulle spalle già tanta solitudine e disperazione\, perseguitata da coloro che volevano spegnere la sua voce perché pericolosamente rivoluzionaria e per alcuni persino “psicologicamente disturbante”. E allora\, la determinazione di chi non accetta di stare in silenzio di chi riconosce nella propria posizione privilegiata la possibilità di riscattare i tanti che non hanno voce\, la lotta all’apartheid\, la persecuzione politica\, gli agguati della polizia sotto gli hotel\, la costante fame di amore delusa da una lunga sequela di amori sbagliati\, di uomini che hanno visto nella sua fragilità un’occasione\, la rabbia (spesso anche fisica)\, la costante ricerca di autenticità\, la grande generosità\, la ricerca di affetti sinceri\, il rifugio nelle droghe per non sentire l’assordante solitudine\, e la solitudine come unica costante presenza di tutta la sua vita. Su Billie Holiday e’ stato scritto moltissimo\, su di lei sono stati fatti film\, scritti libri\, poesie\, canzoni. Sicuramente una delle figure femminili piu’ complesse e interessanti della storia della musica e su cui sono stati inventati gli aneddoti piu’ fantasiosi (la sua stessa autobiografia e’ costellata da incongruenze); ma le tante dissonanze biografiche sbiadiscono e cedono il passo all’immenso spessore umano che trasuda dalla sua disperata\, autentica\, incontenibile fame di amore e di verità. \n\n\n\nABBONAMENTI E BIGLIETTI \n\n\n\nABBONAMENTI \n\n\n\nIn vendita dal 1° dicembre 2025 \n\n\n\nAbbonamento a 6 spettacoli € 70\,00. \n\n\n\nBIGLIETTI \n\n\n\nin vendita online e al botteghino dal 2 gennaio 2026 \n\n\n\nBiglietto intero € 15\,00 – ridotto € 12\,00 \n\n\n\nBiglietto online € 15\,00 + € 1\,50 d.p. \n\n\n\nLa biglietteria del Teatro sarà aperta a partire da due ore prima di ogni spettacolo. \n\n\n\nBotteghino \n\n\n\nDal lunedì al venerdì presso il Centro Civico Piersanti Mattarella dalle ore 9:00 alle 12:00 e dalle ore 15:00 alle 18:30 \n\n\n\ninfo: \n\n\n\n3382015499 \n\n\n\nteatrofrancigena@comune.capranica.vt.it
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SUMMARY:PASSO A DUE\, Il Teatro al Cinema\, il Cinema in Teatro al Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Dalla scena allo schermo. Con grandi ospiti e capolavori cinematografici al Teatro Pirandello di Agrigento si parte con PASSO A DUE\, Il Teatro al Cinema\, il Cinema in Teatro a cura di Gianluca Arnone e Roberta Torre\, un viaggio appassionante attraverso le pellicole che hanno catturato la magia del Teatro. \n\n\n\nUn progetto che nasce da un’intuizione semplice ma fertile: accostare film che raccontano il teatro – nelle sue forme\, nei suoi fantasmi\, nelle sue memorie e reinvenzioni – a conversazioni vive con coloro che\, dentro questi film\, hanno dato corpo\, voce e visione a quella rappresentazione. Perché il teatro\, più di ogni altra arte\, esiste nella relazione\, nell’incontro; e il cinema\, specchio moltiplicato del reale\, ne raccoglie spesso le tracce\, le ombre\, le riscritture. Al Pirandello prende forma così una piccola stagione di dialoghi e visioni\, un itinerario tra film che del teatro fanno memoria\, scena\, ossessione\, carne.  \n\n\n\nOgni serata prevede un incontro pubblico con protagonisti d’eccezione della durata di 40/45 minuti circa\, moderato dal curatore della sezione Gianluca Arnone\, e a seguire la proiezione del film presentato. Primo appuntamento domenica 11 gennaio 2026 alle ore 20.00 con Leonora addio di Paolo Taviani presentato dall’ attore Fabrizio Ferracane e la produttrice cinematografica Donatella Palermo.  \n\n\n\nSarà poi la volta di Fotinì Peluso per il trentennale di Romeo + Juliet di Baz Luhrmann (14 febbraio) per poi dialogare con Michele Placido e Federica Luna Vincenti con Eterno visionario (28 marzo). Roberta Torre presenterà il suo Tano da morire (25 aprile) mentre Mario Martone concluderà gli incontri con Qui rido io (23 maggio).  \n\n\n\n “Passo a Due è un progetto a cui tengo molto – racconta Roberta Torre\, Direttore Artistico Teatro Pirandello – nato per mettere in dialogo due arti sorelle: il teatro e il cinema.  Il pubblico è invitato a scoprire film in cui il teatro non è solo sfondo o ispirazione\, ma parte viva e centrale della narrazione. Ogni appuntamento diventa un’occasione per riflettere sul rapporto tra la scena e lo schermo\, sull’arte dell’attore e sul potere del racconto che si muove tra finzione e realtà”.  \n\n\n\n“Un progetto – spiega il curatore Gianluca Arnone – nato per restituire al cinema la sua natura più autentica: quella dell’esperienza condivisa. E al tempo stesso per riconsegnare al teatro la sua vocazione originaria: il luogo della presenza\, dell’ascolto e dell’incontro dal vivo. Scegliere un teatro storico\, il Teatro Pirandello di Agrigento\, che porta il nome di uno dei massimi autori della nostra tradizione significa affidare a una cornice autorevole e solenne il compito di ridare vita a film indimenticabili e\, insieme\, di riattivare il rito scenico: una platea che respira\, la parola che risuona\, una comunità che si ritrova davanti alla magia della rappresentazione”. \n\n\n\nDI SEGUITO IL PROGRAMMA COMPLETO DEGLI APPUNTAMENTI: \n\n\n\nore 20.00 – proiezione film a seguire \n\n\n\n11 gennaio – Fabrizio Ferracane e Donatella Palermo presentano Leonora addio di Paolo Taviani (Italia\, 2022\, 90’) \n\n\n\n14 febbraio – Fotinì Peluso per il trentennale di Romeo + Juliet di Baz Luhrmann (USA\, 1996\, 120’) \n\n\n\n28 marzo – Michele Placido e Federica Luna Vincenti con Eterno visionario (Italia\, 2024\, 112’) \n\n\n\n25 aprile – Roberta Torre con Tano da morire (Italia\, 1997\, 95’) \n\n\n\n23 maggio – Mario Martone con Qui rido io (Italia\, 2021\, 133’)
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SUMMARY:Al via la 63 stagione Cinema Lux
DESCRIPTION:Il Cineforum Orione\, in collaborazione con il Cinema Lux\, presenta la 63esima Stagione Cinematografica\, che rappresenta un nuovo viaggio attraverso il cinema d’autore contemporaneo\, tra grandi firme internazionali\, nuove voci\, film premiati nei principali festival e appuntamenti speciali. \n\n\n\nDa gennaio a maggio 2026\, ogni lunedì e giovedì (con tre spettacoli alle ore 16.00 – 18.30 – 20.30)\, il pubblico potrà assistere a una selezione di opere che raccontano il mondo di oggi attraverso sguardi diversi\, linguaggi personali e storie capaci di emozionare\, interrogare e sorprendere. \n\n\n\nL’inaugurazione della stagione è in programma lunedì 12 gennaio (con replica giovedì 15 gennaio) con “Il mio cammino” di Bill Bennett (2024)\, che sarà con ingresso gratuito\, a sottolineare la vocazione culturale e inclusiva della rassegna.  \n\n\n\nIn questo film viene raccontata la storia la storia vera\, affascinante e travolgente\, di un uomo testardo\, divertente ed egocentrico che intraprende il Cammino di Santiago senza sapere perché\, ma che\, passo dopo passo\, scopre come questa esperienza possa trasformarlo radicalmente e cambiare per sempre il suo sguardo sulla vita. Solo quattro dei protagonisti sono attori professionisti. Tutti gli altri sono veri pellegrini\, incontrati lungo il Cammino. Questo dona al film una spontaneità autentica e coinvolgente. Il film saprà conquistare anche i semplici curiosi\, molti spettatori usciranno dalla sala con un’idea precisa: iniziare a pianificare il proprio Cammino. \n\n\n\nSeguiranno titoli di grande rilievo come “La famiglia Leroy” di Florent Bernard\, “I colori del tempo” di Cédric Klapisch\, “La gazza ladra” di Robert Guédiguian\, “Giovani madri” dei fratelli Dardenne\, “Scomode verità” di Mike Leigh\, “Tanna” di Martin Butler e Bentley Dean\, “Ritrovarsi a Tokyo” di Guillaume Senez\, “I morti non soffrono” con Viggo Mortensen\, “Crossing Istanbul” di Levan Akin e molti altri. \n\n\n\nLa programmazione si articola in sezioni tematiche che arricchiscono la rassegna: \n\n\n\n“Poker francese” e “Italiani di ieri e di oggi”\, dedicata al cinema contemporaneo italiano e d’Oltralpe; “Caleidoscopio sul mondo”\, per esplorare storie e culture internazionali;“Incontro con l’autore”\, con la presenza in sala lunedì 16 febbraio del regista Andrea Segre per il film “Noi e la grande ambizione”;“Il mito Marilyn”\, omaggio speciale a Marilyn Monroe nel centenario della nascita\, con la proiezione di un film restaurato a cura della Cineteca di Bologna. \n\n\n\nCompletano il calendario due appuntamenti speciali con film scelti tramite sondaggio tra i soci\, a conferma dello spirito partecipativo che da oltre sessant’anni caratterizza il Cineforum Orione. \n\n\n\nLa rassegna è riservata ai soci e si svolge presso il Cinema Lux (Largo Seggiola\, 168 – Messina). Sono previste formule di abbonamento agevolate per giovani\, studenti e senior\, oltre alla possibilità di utilizzare Bonus Cultura 18App e Carta Docente. \n\n\n\nCon la Stagione 2026\, il Cineforum Orione rinnova il proprio impegno: offrire cinema di qualità come occasione di incontro\, riflessione e condivisione\, mantenendo vivo un presidio culturale che da 63 anni accompagna la vita cinematografica della città. \n\n\n\nInfo:www.cinemaluxmessina.com – www.cineforumdonorione.comTel. 090.9216093
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SUMMARY:"Il rito del jazz" alla Cascina Cuccagna di Milano
DESCRIPTION:Dopo la pausa per le festività natalizie e per quelle di fine anno tornano gli appuntamenti con la musica dal vivo alla Cascina Cuccagna di Milano nell’ambito della rassegna Il rito del jazz\, a cura dell’associazione culturale Musicamorfosi\, un posto a Milano e Cascina Cuccagna\, in collaborazione con I-Jazz e con il patrocinio del Municipio 4 del Comune di Milano. La formula è quella collaudata del doppio set (alle ore 19.30 e 21.30) con ingresso libero (prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it). \n\n\n\nIl primo concerto del nuovo anno è in programma martedì 13 gennaio: sul palco del Cuccagna Jazz Club\, presso il ristorante un posto a Milano\, saranno di scena i giovani talenti Matteo Mariani (chitarra)\, Didier Yon (trombone) e l’esperto e versatile Alex Orciari (contrabbasso): il trio darà vita a un dialogo fatto di calde melodie e ritmi sincopati. Specializzati nel repertorio swing e bebop\, i tre musicisti rievocheranno con suoni e improvvisazioni raffinate le atmosfere degli anni Quaranta e Cinquanta\, celebrando le leggende del jazz attraverso eleganti arrangiamenti e composizioni originali. \n\n\n\nMartedì 20 gennaio ci sarà un gradito ritorno: sul palco del Cuccagna Jazz Club\, infatti\, si esibirà di nuovo il quartetto guidato dal trombonista e compositore Andrea Andreoli\, jazzista di grande talento che vanta collaborazioni illustri con il gotha del jazz nazionale e internazionale (Billy Cobham\, WDR Big Band\, Incognito\, Maria Schneider\, Vince Mendoza\, Fred Hersch\, Bob Mintzer\, Bill Laurence\, Randy Brecker\, Mike Mainieri\, Dave Weckl\, Ennio Morricone\, Enrico Rava\, Gianluigi Trovesi\, Fabrizio Bosso ma non solo). Insieme a Dario Spezia (chitarra)\, Carlo Bavetta (contrabbasso) e Matteo Rebulla (batteria)\, Andreoli presenterà l’album My Family Things\, il suo ultimo lavoro discografico\, nel quale esplora la complessità di bilanciare la vita del musicista con il ruolo di padre e marito\, spesso trovandosi diviso tra il desiderio di essere a casa\, in famiglia\, e l’impegno costante di tour ed esibizioni: «La musica del disco riflette questa dualità attraverso brani originali – afferma il trombonista – che sono dedicati o ispirati ai miei familiari. Questi brani sono intrisi di emozioni autentiche e profonde. La melodia è fondamentale nel mio processo compositivo e si riflette chiaramente nella musica del quartetto\, capace di fondere armonie sofisticate con motivi coinvolgenti». \n\n\n\nInfine\, per l’ultimo appuntamento del mese\, martedì 27 gennaio i riflettori saranno puntati sul trio formato dalla Simona Daniele\, Gabriele Boggio Ferraris e Davide Parisi\, che renderanno omaggio a Duke Ellington e al suo repertorio immortale. La voce di Simona Daniele incontrerà il calore del vibrafono di Gabriele Boggio Ferraris e la chitarra di Davide Parisi per un viaggio nei classici standard di matrice ellingtoniana e nei brani che il grande compositore afroamericano ha scritto per le sue big band.  \n\n\n\nCantante jazz con base a New York\, Simona Daniele è da tempo attiva sulla scena internazionale. Vincitrice di una borsa di studio Fulbright\, ha conseguito il suo secondo Master in musica Jazz al City College di New York e nella Grande Mela si esibisce su palchi prestigiosi come quelli del Jazz at Lincoln Center e del Minton’s Playhouse.  \n\n\n\nVincitore del premio Nuova Generazione Jazz (nel 2018)\, Gabriele Boggio Ferraris è uno dei vibrafonisti più apprezzati della scena nazionale e ha pubblicato cinque album da leader. Diplomatosi con il massimo dei voti e perfezionatosi sotto la guida di Andrea Dulbecco\, ha all’attivo collaborazioni con alcuni dei più noti esponenti del jazz italiano ed internazionale\, tra cui Dave Douglas\, Hindi Zara\, Steven Bernstein\, Stochelo Rosenberg e molti altri. Classe 2001\, Davide Parisi è un chitarrista specializzato nello stile Gypsy Jazz. Si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano\, milita in diverse formazioni e collabora regolarmente con figure di spicco del panorama italiano tra cui Dario Napoli\, Alessandro di Virgilio (Accordi Disaccordi)\, Paolo Tomelleri\, Alfredo Ferrario\, Tonino de Sensi ma non solo. \n\n\n\nIngresso libero. Informazioni e prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it \n\n\n\n  \n\n\n\nI CONCERTI DI GENNAIO 2026 \n\n\n\nMartedì 13 gennaio\, ore 19.30 e 21.30 \n\n\n\nSWING MY FRIEND! \n\n\n\nMatteo Mariani\, chitarra \n\n\n\nDidier Yon\, trombone \n\n\n\nAlex Orciari\, contrabbasso \n\n\n\n  \n\n\n\nMartedì 20 gennaio\, ore 19.30 e 21.30 \n\n\n\nANDREA ANDREOLI – MY FAMILY THINGS \n\n\n\nAndrea Andreoli\, trombone  \n\n\n\nDario Spezia\, chitarra  \n\n\n\nCarlo Bavetta\, contrabbasso \n\n\n\nMatteo Rebulla\, batteria \n\n\n\n  \n\n\n\nMartedì 27 gennaio\, ore 19.30 e 21.30 \n\n\n\nAL DUCA – OMAGGIO A DUKE ELLINGTON \n\n\n\nSimona Daniele\, voce \n\n\n\nGabriele Boggio Ferraris\, vibrafono \n\n\n\nDavide Parisi\, chitarra
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SUMMARY:"Rumori fuori scena" torna al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Rumori fuori \, l’inossidabile cavallo di battaglia della Compagnia Attori & Tecnici\, nel 2026 festeggerà il 43° anniversario dal debutto. Un evento raro nel panorama teatrale italiano: stesso adattamento e regia di Attilio Corsini\, stessa scenografia e stessi costumi che da oltre quattro decenni porta in scena lo stesso identico spettacolo\, con la stessa freschezza e sempre con lo stesso successo di pubblico. Con: Sabrina Pellegrino\, Carlo Lizzani\, Stefano Messina\, Chiara David\, Virginia Bonacini\, Stefano Dilauro\,Chiara Bonome\, Simone Balletti \n\n\n\nChi l’ha detto che il genio sia sempre serio e tormentato? La genialità può assumere inaspettatamente l’effetto di una gragnuola di risate\, di un susseguirsi di folli equivoci e di gag pirotecniche. Rumori fuori scena è tutto questo! \n\n\n\nÈ raro riuscire\, oggi\, a trovare una commedia non volgare\, non scontata\, non demenziale che riesca a far divertire. Ancora più raro è che una commedia del genere possa aver successo ormai da 43 anni. Rumori fuori scena scritto da Michael Frayne è un piccolo gioiello\, un meccanismo ad alta precisione in cui ogni elemento funziona in maniera perfetta\, è una delle più interessanti operazioni di teatro nel teatro. \n\n\n\nLa vicenda è incentrata sulle vicissitudini di una scalcinata compagnia di attori alle prese con una commedia degli errori farcita di sardine e porte che si aprono e chiudono. Nel mettere in ridicolo i tradizionali meccanismi della commedia classica\, l’autore agisce con semplicità e grande carica ironica\, senza stravolgere i canoni\, ma contribuendo ad incrinarne la già fragile consistenza. Il testo è diviso in tre atti: nel primo assistiamo alle prove generali dello spettacolo\, silenziosi invitati nascosti fra le poltrone del teatro; nel secondo assistiamo da dietro le quinte alle caotiche vicende della compagnia; nel terzo siamo spettatori di una drammatica\, ma ironica rappresentazione. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nLe note di regia sono andate smarrite nel corso degli anni ed è un vero peccato. Questa carenza ha fatto sì che molti spettatori lo abbiamo visto anche dieci volte e questo ci ha permesso tanti anni di repliche e tanti spettatori. Da allora non è cambiata nemmeno una virgola dello spettacolo. L’unico mutamento che si potrebbe notare\, rispetto al debutto\, è il mutamento fisico del gruppo storico degli attori che lo recitano da quel giorno. \n\n\n\nBiglietti (prevendita inclusa) \n\n\n\nintero: platea € 27\, galleria € 21  \n\n\n\nridotto (under 35/over 65/cral): platea € 20\, galleria € 17 \n\n\n\nridotto under 18: platea € 13\, galleria € 11 \n\n\n\nBotteghino: 06 5740170 – 06 5740598 \n\n\n\nVendita on-line e info: www.teatrovittoria.it \n\n\n\nCome arrivare: Metro: Piramide; Tram: 3; Bus: 23\, 30\, 75\, 83\, 170\, 280\, 716\, 781.
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SUMMARY: "Materia vibrante"\, la personale dell'artista Fabio Sciortino a Palermo
DESCRIPTION:A seguito delle tante richieste le Officine Bellotti (via Antonio Gagini 31 a Palermo) prorogano fino al 14 febbraio la personale Materia vibrante dell’artista palermitano Fabio Sciortino\, inaugurata lo scorso 23 ottobre. \n\n\n\nL’esposizione\, curata da Ida Parlavecchio\, prende in prestito il titolo da un saggio di Jane Bennett\, filosofa e teorica politica tra le figure di spicco dell’ecosofia contemporanea\, ed è composta da un notevole corpus di opere pittoriche\, disposte tra i locali del pianterreno e le grandi sale espositive del piano superiore\, e da un’installazione site specific collocata nell’ex magazzino delle carte appartenuto alla ditta De Magistris-Bellotti. \n\n\n\nQuest’ultima dà vita a un giardino di vetro\, fragile e inaccessibile\, che si presenta come un’aiuola selvatica dove germinano specie meravigliose e artificiali\, punteggiate da gemme imperfette e da riflessi iridescenti\,  che ha incantato il tanti visitatori. \n\n\n\nLe opere del ciclo pittorico\, d’altro canto\, propongono un viaggio attraverso terre e paesaggi misteriosi che si compie per sequenze\, coprendo la produzione degli ultimi anni\, tra inchiostri su carta\, oli su tavola e pittura su tela. \n\n\n\nAl finissage del 14 febbraio sarà presente l’artista; ingressoda lunedì a sabato dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.30; contributo 3 euro. \n\n\n\nBreve curriculum dell’artista  \n\n\n\nNato a Monreale (1971)\, dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti di Palermo ha praticato molteplici attività laboratoriali\, specializzandosi nelle tecniche della ceramica e dei materiali lapidei.  \n\n\n\nHa progettato e realizzato allestimenti espositivi in collaborazione con il Comune di Palermo ai Cantieri Culturali della Zisa e operato in qualità di scenografo in ambito cinematografico e teatrale con diversi autori\, tra i quali i registi Daniele Ciprì\, Franco Maresco e Roberta Torre.  \n\n\n\nLa ricerca e la pratica artistica nel campo della pittura\, della scultura e dell’installazione da sempre lo hanno portato a sperimentare la poetica dei materiali\, analizzandone il valore espressivo e soggettivo. \n\n\n\nHa insegnato Pittura presso diverse accademie di Belle Arti italiane\, attualmente è docente all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Espone in Italia e all’estero collaborando con istituzioni pubbliche e private. Vive e lavora a Lucca.
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SUMMARY:La stagione 2025/2026 del Teatro Vittoria di Frosinone
DESCRIPTION:ll Comune di Frosinone e ATCL\, circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio\,propongono\, per la stagione teatrale 2025-2026 del Teatro Vittoria\, otto spettacoli in abbonamento. \n\n\n\n“Il sipario si alza\, anche quest’anno\, sulla stagione di prosa che si terrà nuovamente negli spazi del rinnovato teatro comunale Vittoria\, per farci vivere tutta la magia e le emozioni dell’arte scenica – ha dichiarato il Sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli – Tanti gli appuntamenti in cartellone da gennaio a maggio con alcuni degli artisti più celebri e apprezzati del panorama nazionale\, che condurranno gli spettatori in un viaggio alla scoperta di pièces che faranno riflettere\, ridere e sorridere. Dal 2013\, del resto\, la programmazione allestita dall’Amministrazione comunale ha portato nel nostro Capoluogo gli interpreti e i registi italiani più importanti\, suscitando una partecipazione calorosa e appassionata da parte degli amanti dello spettacolo dal vivo provenienti da tutta la Regione. Il Comune di Frosinone crede\, fermamente\, che l’investimento sulla cultura crei valore aggiunto\, come moltiplicatore di energie sane per l’intera società e di promozione del territorio\, e costituisca un elemento di identità\, di crescita e di coesione sociale da promuovere soprattutto tra i giovani e nelle famiglie”. \n\n\n\n“Anche quest’anno\, con il prezioso supporto dell’Atcl\, abbiamo costruito una stagione che unisce tradizione e contemporaneità\, proponendo titoli capaci di parlare a pubblici diversi: grandi classici\, produzioni di impegno civile\, monologhi intensi\, spettacoli capaci di parlare alla società di oggi. L’obiettivo è offrire un cartellone che rispecchi la ricchezza del teatro italiano e la pluralità dei suoi linguaggi\, senza rinunciare alla qualità artistica – ha dichiarato l’assessore alla cultura Simona Geralico – Il Teatro Vittoria continua ad essere un luogo vivo\, aperto\, capace di accogliere e di avvicinare soprattutto i più giovani al teatro\, uno dei pilastri della nostra identità culturale\, capace di farci emozionare e sognare\, oltre che di rafforzare il legame con la comunità”. \n\n\n\n“La nuova stagione del Teatro Vittoria rappresenta un valore aggiunto per il nostro centro storico\, che continua a rafforzarsi come luogo dinamico e accogliente per cittadini e visitatori – ha dichiarato l’assessore al centro storico Rossella Testa – Eventi di questa fattura contribuiscono a rendere l’area viva durante tutto l’anno\, favorendo la presenza di persone e sostenendo le attività che operano quotidianamente nella parte alta della città. Stiamo lavorando per migliorare sempre di più i servizi e la fruibilità degli spazi\, così da trasformare ogni appuntamento in un’esperienza piacevole e completa per chi sceglie di trascorrere il proprio tempo nel cuore della città. Invito tutti a partecipare alla nuova\, coinvolgente stagione teatrale\, un’ulteriore occasione per vivere e condividere emozioni nel nostro centro storico”. \n\n\n\n“Per la stagione 2025/2026 il Comune di Frosinone e ATCL presentano un cartellone pensato per coinvolgere\, sorprendere e offrire al pubblico una vasta gamma di emozioni. Abbiamo immaginato il Teatro Vittoria come un crocevia di storie\, un luogo in cui le idee prendono forma e dialogano con la città. Quest’anno la scena si popola di artisti affermati e di talenti in crescita\, di linguaggi che si contaminano e si rinnovano\, di narrazioni che parlano al cuore e all’immaginazione. Ogni spettacolo è un invito ad attraversare mondi differenti\, a lasciarsi interrogare e a condividere delle esperienze irripetibili. Al pubblico rivolgiamo il nostro invito più sincero: il Teatro Vittoria vi aspetta!” hanno dichiarato l’amministratore delegato di ATCL\, Luca Fornari e la direttrice artistica di ATCL\, Isabella Di Cola. \n\n\n\nAd aprire la stagione\, sabato 17 gennaio alle ore 21.00\, A.M.O.R.I. & A.M.O.R.E. di David Conati\, con Matilde Brandi e Francesco Branchetti e con Isabella Giannone\, regia di Francesco Branchetti. L’amore\, sì\, certo\, ma non sempre l’amore platonico\, idilliaco\, poetico\, illusorio. No\, qui si parla di quel groviglio complesso di sentimenti e situazioni che ci fanno perdere la testa\, ma che in sostanza si potrebbe ricondurre a una serie di reazioni chimiche determinate dai ferormoni. Coloro che si sono presi la briga di analizzare scientificamente la “costruzione di un amore” hanno stabilito che questo percorso ha cinque fasi. In questo percorso alla scoperta delle ardimentose manovre dell’amore\, in modo ironico\, assisteremo ad una serie di quadri che ripercorrono tutte le epoche arrivando ai giorni nostri. Un viaggio tra le schermaglie amorose di epoche e stili teatrali diverse che ci farà immedesimare nell’evoluzione del gioco delle relazioni nel quale ci possiamo riconoscere tutti. \n\n\n\nSabato 31 gennaio alle ore 21.00\, Il Berretto a Sonagli\, di Luigi Pirandello\, con Irma Ciaramella\, Ivano Falco\, Gino Auriuso\,Marina Zanchi\, Ottavia Orticello\, Gioele Rotini\, regia di Gino Auriuso. ‘A birritta cu ‘i ciancianeddi è il titolo originale dell’opera che Luigi Pirandello scrisse nel 1916 in dialetto catanese e che poi trasformò in italiano nel 1918 con il nome de Il berretto a sonagli e che riprende le tematiche delle due novelle La verità (1912) e Certi obblighi (1912). Questo testo\, considerato uno dei capolavori del grande drammaturgo siciliano\, tratta la vicenda di una donna\, Beatrice Fiorica\, la quale viene a sapere che il marito la tradisce con la moglie di Ciampa\, scrivano del cavalier Fiorica\, e che decide di farsi aiutare dal delegato Spanò per sorprendere in flagrante i due amanti. Così Beatrice Fiorica\, offesa\, decide di allontanare Ciampa mandandolo a Palermo per sbrigare certe commissioni per far scoppiare lo scandalo poco dopo; ma la soddisfazione di Beatrice ha breve durata poiché dal verbale risultano solo elementi negativi e non vi è alcuna prova di adulterio. Nonostante tutto\, Ciampa\, che si ipotizza fosse a conoscenza della relazione tra i due\, in città viene tacciato come “becco” e dunque non gli resterebbe altro da fare che uccidere i due amanti; ma la soluzione che egli propone è un’altra: che la signora Fiorica si faccia credere pazza e venga internata. Così cerca di convincerla\, giacché solo in questo modo il suo onore e quello del marito potranno essere salvi. \n\n\n\nVenerdì 20 febbraio alle ore 21.00\, Genitori vs Figli – Don’t worry\, stay Chill\, con Federico Perrotta e Valentina Olla e conMaria Teresa Pascale\, Miloud Mourad Benamara\, Sofia Graiani e Luca La Ginestra\, scritto e diretto da Antonio Pisu. Con un deciso “io quitto” il figlio diciannovenne\, stanco di sentirsi incompreso\, decide di andarsene di casa. La famiglia\, disperata\, si lancerà in una frenetica corsa per farlo restare. In una serie di divertenti e rocamboleschi eventi scopriranno che l’amore autentico nasce dall’accettare le proprie fragilità e andare oltre le apparenze. \n\n\n\nDomenica 1° marzo alle ore 18.00\, Made in Italy\, testo di David Norisco\, regia di Francesco Branchetti\, con Barbara De Rossi\,Simona Bettoni\, Ilaria Giorgi\, Samanta Chieffallo. Se il Gran Tour del 700/800 portava nella nostra penisola turbe di poeti\, musicisti\, scrittori e nobili dell’Europa\, presi da una fervida emozione culturale\, vogliamo oggi percorrere con curiosa determinazione alcune regioni della nostra Italia con un volo planare all’insegna di una curiosa rivisitazione per approfondire e non dimenticare luoghi\, monumenti e musica che sono pure il bagaglio che ci ha fatto crescere. Se si corre a Dubai\, a New York o Calcutta per stordirci nel rumore\, nelle visioni di grattacieli svettanti\, torniamo un attimo tra noi e il viaggio non avrà mai fine perché conoscere è volare oltre la soglia fisica consentita.  \n\n\n\nSabato 14 marzo alle ore 21.00\, Piccole Donne non devono morire di e con Francesca Pica e Maria Scorza\, regia di Francesca Pica e Maria Scorza. Sud Italia. Oggi. Due sorelle\, Margherita e Pina\, sono in un cimitero per la riesumazione della sorella Bettina. Margherita è la maggiore\, felicemente sposata con Giovanni\, completamente assorbita dalla vita familiare. Pina\, la secondogenita\, scrittrice\, ha pubblicato un romanzo di successo\, ma le opere successive non sono all’altezza.  Le due sorelle attendono Emilia\, la piccola di casa\, che è in ritardo. Il cimitero\, luogo dell’attesa\, diventa un contenitore di ricordi\, confessioni\, discussioni\, verità.  Ispirato ai romanzi Piccole donne e Piccole donne crescono di Louisa May Alcott\, è un viaggio a ritroso delle piccole donne\, ora quarantenni\, che ricordando\, riflettono su cosa le ha fatte diventare le donne che sono\, su cosa hanno ancora bisogno di dire e di fare per sentirsi libere. \n\n\n\nDomenica 29 marzo alle ore 18.00\, Brigitte Bardot – Scandalo e Solitudine di P. Bellucci\, F. Lombardi e F. Catalano\, con Patrizia Bellucci\, regia e musica di Fabio Lombardi. Un soffuso moltiplicarsi di veli s’apre sulla camera della diva che in Europa ha più d’ogni altra segnato la rivoluzione sessuale. Che più d’ogni altra\, anche attraverso errori e ingenuità\, ha spalancato la porta dell’emancipazione femminile. Superata la soglia della maturità e della coscienza\, allontanatasi dai riflettori ma sempre pronta a far ascoltare le proprie opinioni\, circondata dagli amati animali\, BB ci svela emozioni ed errori\, vittorie e sconfitte\, delusioni e amori\, passioni deflagranti e dolori repressi\, e ci racconta come il successo\, molto spesso\, sia sinonimo di solitudine. Questo monologo è un modo per far i conti coi cambiamenti del costume in Europa\, ma anche con l’idea che ognuno di noi ha di libertà. \n\n\n\nSabato 18 aprile alle ore 21.00\, El Fùtbol\, testo di Gianvito Pulzone\, regia di Francesco Branchetti\, con Ettore Bassi\,Gianvito Pulzone\, Oscar Bellomo. Uno spettacolo dedicato allo spirito del calcio. Ettore Bassi interpreta un uomo dalla passione calcistica più pura\, ed evoca alcuni tra i più grandi calciatori della storia del calcio mondiale\, uomini che hanno fatto sognare e hanno dato coraggio a migliaia di persone con la loro generosità\, il loro coraggio. Oggi vengono i brividi a ricordare le magie delle loro imprese: racconti\, ricordi di ieri e di oggi\, rievocano il mondo che gira intorno al calcio e che è una metafora a volte dolorosa e a volte esaltante della nostra vita e della nostra società. Una storia dai tratti epici\, piena di poesia\, in cui l’attenta regia di Francesco Branchetti restituisce al testo la capacità di evocare lo spirito del calcio\, lo spirito del gioco in sé attraverso atmosfere fascinose\, colori\, luci\, suoni.  \n\n\n\nInfine\, a chiudere la stagione teatrale 2025-2026 del Teatro Vittoria\, sabato 9 maggio alle ore 21.00\, Meglio di Niente\, di e con Daniele Graziani e Lucio Dal Maso\, regia di Daniele Graziani e Lucio Dal Maso. Dopo Anche meno tornano I Carta Bianca con uno spettacolo che incarna alla perfezione il momento storico che stiamo vivendo: Meglio di niente. In questo lavoro i due portano sul palco un viaggio dentro le piccole e grandi mancanze della vita quotidiana\, trasformandole in carburante per la risata. Viviamo in un mondo in cui siamo sempre alla ricerca di qualcosa: più tempo\, più denaro\, più successo\, più attenzioni. Eppure\, spesso ci ritroviamo con molto meno di quanto desideriamo. È proprio in quel divario\, tra l’aspettativa e la realtà\, che i Carta Bianca inseriscono la loro comicità: leggera\, spiazzante\, a tratti surreale\, ma sempre diretta e universale. Lo spettacolo si sviluppa come un susseguirsi di quadri comici\, in cui i due si divertono a ribaltare situazioni comuni: l’attesa infinita al telefono con la segreteria automatica\, le promesse mai mantenute di politici e pubblicità\, gli imbarazzi dei rapporti umani\, persino le “tragedie” teatrali e quelle storiche. Ogni mancanza\, ogni piccola frustrazione diventa il punto di partenza per una gag\, un dialogo paradossale\, un crescendo di comicità. Con il loro stile fatto di tempi perfetti\, improvvisazioni calibrate e un continuo gioco di botta e risposta\, i Carta Bianca riescono a trasformare la precarietà e le contraddizioni del presente in un grande motore di divertimento. Perché\, se è vero che spesso non abbiamo tutto quello che vorremmo\, è altrettanto vero che una risata al momento giusto vale più di “molto”. Meglio di niente è quindi uno spettacolo che non racconta solo la mancanza\, ma celebra l’arte dell’accontentarsi e la capacità di trovare comicità anche nel vuoto. Un invito a ridere delle nostre insoddisfazioni quotidiane\, a scoprire che persino i momenti “minori” hanno un valore\, e che alla fine\, come dicono i due protagonisti\, se dalla vita non si può avere tutto\, va bene lo stesso\, perché ridere è sempre meglio di niente. \n\n\n\nABBONAMENTI E BIGLIETTI \n\n\n\nAbbonamento platea \n\n\n\nTariffa unica € 110 \n\n\n\nAbbonamento galleria \n\n\n\nTariffa unica € 80 \n\n\n\nVendita abbonamenti: \n\n\n\nsabato 13 dicembre ore 15.00/17.00 \n\n\n\nmercoledì 17 dicembre ore 17.30/19.00 \n\n\n\nsabato 20 dicembre ore 15.00/17.00 \n\n\n\ndomenica 21 dicembre ore 10.00/12.00 \n\n\n\nmartedì 23 dicembre ore 17.30/19.00 \n\n\n\nmercoledì 7 gennaio ore 17.30/19.00 \n\n\n\nvenerdì 9 gennaio ore 17.30/19.00 \n\n\n\nBiglietti platea \n\n\n\nBiglietto intero € 18 \n\n\n\nBiglietto ridotto € 15 \n\n\n\nBiglietti galleria \n\n\n\nBiglietto intero € 15 \n\n\n\nBiglietto ridotto € 13 \n\n\n\nBiglietti online: dal 12 gennaio su ciaotickets \n\n\n\nBiglietti presso il botteghino: \n\n\n\nil giorno dell’evento a partire da due ore \n\n\n\nprima dell’inizio dello spettacolo \n\n\n\nbiglietterie@paloreventi.it \n\n\n\n348/1813715 \n\n\n\nwww.atcllazio.it
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SUMMARY:"Obiettivo Creatività” all'Antico complesso di Capoborgo a Chiavari
DESCRIPTION:Sta per alzarsi il sipario\, a Chiavari\, sulla settima edizione di “Obiettivo Creatività”\, il progetto per la valorizzazione dell’antico complesso di Capoborgo lanciato nel 2020 da Lunaria Teatro con il sostegno del Comune di Chiavari\, e grazie al quale è stato possibile recuperare e valorizzare l’auditorium dell’ex chiesa di San Francesco\, scelta anche quest’anno quale palco dei quattro appuntamenti che compongono il cartellone principale\, mentre l’auditorium di Largo Pessagno ospiterà i tre spettacoli per bambini che completano il programma. \n\n\n\nIl primo appuntamento\, domenica 18 gennaio\, sarà proprio con i più piccoli\, cui è dedicato “L’InCantastorie” impersonato da Dario Apicella\, equipaggiato solo di una chitarra e di una valigia piena di strani oggetti e di storie\, grandi e piccole\, raccolte in giro per il mondo. \n\n\n\nMartedì 27 gennaio\, invece\, il debutto della prosa: in occasione della Giornata della Memoria\, va in scena “La merce più preziosa”\, testo di Jean-Claude Grumbergtradotto e riadattato dal regista Beno Mazzone\, con protagonisti Alessio Barone e Silvia Trigona. I fatti raccontati da Grumberg fanno riferimento al vissuto di una famiglia francese deportata nell’inverno del 1943\, laddove “la merce più preziosa” non è altro che un fagottino di bimba lanciato dal finestrino di uno di quei treni della morte che trasportavano gli ebrei verso i campi di concentramento\, estremo tentativo di un padre di salvare uno dei suoi due gemelli con cui la sorte gli era stata prodiga\, al contrario di una misera coppia di taglialegna senza figli che ritroverà il fagottino. Le voci narranti\, due maschili e una femminile\, diventano di volta in volta i personaggi narrati. Il senso dell’opera è racchiuso nelle parole dello stesso autore: «Ecco la sola cosa che merita di esistere nelle storie come nella vita vera. L’amore\, l’amore che si dà ai bambini\, ai propri e a quelli degli altri». \n\n\n\nLa programmazione principale prosegue domenica 15 febbraio con “Un bès\, Antonio Ligabue”\, diretto e interpretato da Mario Perrotta\, attore\, regista e drammaturgo tra i più autorevoli del teatro contemporaneo\, celebre per i suoi lavori di teatro di narrazione e per progetti che intrecciano memoria storica\, biografia e indagine sociale. Tra questi progetti spicca proprio questo spettacolo\, che ha ottenuto importanti riconoscimenti quali i premi Ubu – considerati gli “Oscar” del teatro italiano –\, Hystrio Twister\, Anct e miglior Progetto Ligabue\, e ripercorre la vita\, solitaria e oltre i margini della cosiddetta normalità\, di uno dei più importanti pittori italiani del Novecento. \n\n\n\nVenerdì 20 marzo un grande classico nella produzione di Lunaria e del teatro italiano\, “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello interpretato da Pietro Montandon\, divenuto ormai il volto simbolo della compagnia diretta da Daniela Ardini\, impegnata su questo progetto anche nelle vesti di regista. \n\n\n\nInfine\, sabato 28 marzo è in agenda “Il circo capovolto”\, che Andrea Lupodirige ed interpreta ispirandosi all’omonimo romanzo di Milena Magnani. Anche in questo caso si tratta di uno spettacolo applaudito dalla critica\, alla luce dei riconoscimenti ottenuti ai Fringe Festival di Roma e Catania\, al Palio Ermo Colle e al Premio Mauro Rostagno. Ad essere raccontate sono due storie parallele ma strettamente intrecciate\, quella di Branko e quella del nonno Nap’apò\, due generazioni di rom un’Europa in cui le etnie nomadi hanno vissuto e ancora conducono vite separate\, a parte. \n\n\n\nCompletano il programma di Obiettivo Creatività\, come detto\, gli spettacoli per i bambini in Largo Pessagno: oltre al già citato Dario Apicella nei panni de “L’InCantastorie” del 18 gennaio\, anche i burattini di Mauro Pagan protagonista domenica 8 febbraio con “Gino Pesciolino” e\, per concludere\, domenica 1º marzo “Il gatto dagli stivali” interpretato da Daniele De Bernardi. \n\n\n\n               «Obiettivo Creatività torna con una nuova proposta di spettacoli che colpiscono e invitano a riflettere\, compresi quelli\, per bambini\, all’Auditorium di Largo Pessagno – esordisce Daniela Ardini\, direttrice artistica di Lunaria Teatro –. La programmazione principale si aprirà\, nella Giornata della Memoria\, con un testo di Grumberg portatore di speranza in questi tempi politicamente così complicati; il pluripremiato spettacolo di Mario Perrotta racconterà\, invece\, la “diversità” del pittore Ligabue\, portando avanti la linea artistica del teatro di narrazione che nelle passate edizioni ha già visto avvicendarsi\, sul palco dell’Auditorium San Francesco\, attori del calibro di Davide Enia\, Marco Baliani e Lucilla Giagnoni\, e che quest’anno propone anche il giovane Andrea Lupo\, segnalato come miglior interprete proprio con “Il circo capovolto”. La nostra produzione dal Fu Mattia Pascal\, romanzo iconico di Pirandello le cui prove saranno aperte al pubblico\, vedrà infine il ritorno di Pietro Montandon a interpretare tutti i personaggi del testo tramite l’impiego di maschere». \n\n\n\n«Obiettivo Creatività è uno tra gli appuntamenti più importanti del palinsesto culturale cittadino\, capace di rinnovarsi e di coinvolgere pubblici diversi. Un’attenzione particolare è rivolta anche ai più giovani\, attraverso iniziative e appuntamenti pensati specificamente per i bambini\, affinché la cultura sia accessibile e condivisa fin dalla più tenera età – spiega l’assessore alla Cultura Silvia Stanig –. In occasione del Giorno della Memoria\, il programma assume inoltre un significato ancora più profondo\, offrendo momenti di riflessione e consapevolezza che contribuiscono a mantenere viva la memoria storica e a trasmetterne i valori fondamentali alle nuove generazioni». \n\n\n\nProgramma Obiettivo Creatività 2026  \n\n\n\nAuditorium San Francesco \n\n\n\nMartedì 27 gennaio ore 21 \n\n\n\nLA MERCE PIÙ PREZIOSA \n\n\n\ndi Jean-Claude Grumberg \n\n\n\ntraduzione\, adattamento e regia Beno Mazzone \n\n\n\ncon Alessio Barone e Silvia Trigona \n\n\n\nresponsabile tecnico Salvatore Giuliana \n\n\n\nproduzione Teatro Libero Palermo \n\n\n\nDomenica 15 febbraio ore 17 \n\n\n\nUN BÈS – ANTONIO LIGABUE \n\n\n\ndi e con Mario Perrotta \n\n\n\ncollaborazione alla regia Paola Roscioli \n\n\n\nproduzione Permar / Teatro dell’Argine \n\n\n\nVenerdì 20 marzo ore 21 \n\n\n\nIL FU MATTIA PASCAL \n\n\n\ndal romanzo di Luigi Pirandello \n\n\n\ncon Pietro Montandon \n\n\n\nscene Giorgio Panni Giacomo Rigalza \n\n\n\nregia Daniela Ardini \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nSabato 28 marzo ore 21 \n\n\n\nIL CIRCO CAPOVOLTO \n\n\n\nliberamente tratto dal romanzo di Milena Magnani \n\n\n\ndi e con Andrea Lupo \n\n\n\ndiretto da Andrea Paolucci \n\n\n\nmusiche originali David Sarnelli \n\n\n\nproduzione Teatro delle Temperie \n\n\n\nSpettacoli per bambini \n\n\n\nAuditorium di Largo Pessagno \n\n\n\nCANTASTORIE \n\n\n\nDomenica 18 gennaio ore 17 \n\n\n\nL’INCANTASTORIE \n\n\n\ncon Dario Apicella \n\n\n\nproduzione Associazione Culturale Eureka \n\n\n\nper bambini dai 4 anni  \n\n\n\nBURATTINI \n\n\n\nDomenica 8 febbraio ore 17 \n\n\n\nGINO PESCIOLINO \n\n\n\nscritto e animato da Mauro Pagan \n\n\n\nproduzione Opera della Marionette \n\n\n\nper bambini dai 3 anni \n\n\n\nTEATRO DI FIGURA \n\n\n\nDomenica 1º marzo ore 17 \n\n\n\nIL GATTO DAGLI STIVALI \n\n\n\ncon Daniele De Bernardi \n\n\n\nproduzione Teatrino dell’Erba Matta \n\n\n\nAssociazione Trombe e Tamburi \n\n\n\nper bambini dai tre anni  \n\n\n\nPrezzi \n\n\n\nSpettacoli: biglietto unico 5 euro \n\n\n\nL’incasso verrà devoluto al Comune di Chiavari per azioni di pubblica utilità. \n\n\n\nInfo e Prenotazioni \n\n\n\nLunaria Teatro \n\n\n\nTel. +39 010 2477045 \n\n\n\nwww.lunariateatro.it \n\n\n\ninfo@lunariateatro.it \n\n\n\nwww.comune.chiavari.ge.it
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LOCATION:Antico Complesso di Capoborgo\, Chiavari (GE)\, ITA\, 16043\, Italy
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SUMMARY:SGUARDI SUL PRESENTE: UNA SETTIMANA DI CULTURA TRA STORIA E CONTEMPORANEITÀ
DESCRIPTION:La Capitale si prepara a vivere una settimana densa di appuntamenti culturali\, con un programma che spazia dai grandi classici del teatro alla ricerca sonora\, ai percorsi espositivi\, offrendo uno sguardo multidisciplinare che attraversa i grandi classici del palcoscenico\, le nuove tendenze musicali e i linguaggi del contemporaneo. Le iniziative\, promosse dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, animeranno la città offrendo a cittadine e cittadini e non solo occasioni di riflessione e scoperta. Un’agenda che\, grazie ai cartelloni delle principali istituzioni culturali capitoline\, porta al pubblico una programmazione di qualità: dalle riflessioni teatrali sulle fratture della modernità alle eccellenze della stagione lirica e sinfonica\, fino alle mostre che raccontano l’evoluzione del territorio e della società. Un’occasione per riscoprire il patrimonio storico e artistico della città attraverso percorsi espositivi\, conferenze\, proiezioni e itinerari che valorizzano la ricchezza delle voci e delle esperienze che compongono il tessuto culturale di Roma.  \n\n\n\nEcco alcuni degli appuntamenti in programma fino al 26 gennaio. \n\n\n\nIN SCENA. GRANDI CLASSICI\, ATTUALITÀ E NUOVE VOCI \n\n\n\nAl Teatro Tor Bella Monaca\, in sala piccola\, il 20 e 21 gennaio alle ore 21 arriva Amaroma. Invettiva sentimentale alla Capitale\, liberamente tratto da Valeria Montebello e Cesare Pescarella\, con Carlo Di Maio\, Sergio Cristofani e Gloria Zaia\, con la partecipazione di Davide Di Lecce. Un omaggio alla Capitale con musica dal vivo\, tra classico e contemporaneo. Dal 22 al 24 gennaio\, inoltre\, sempre alle 21\, va in scena Malleus Maleficarum. Il martello delle streghe di e con Morena Rastelli. Un viaggio nel Femminile\, alla ricerca del suo profondo significato: la Dea madre\, Eva e il suo peccato\, la strega bruciata sul rogo nel Medioevo\, sono tutte madri della donna libera contemporanea. Infine\, in sala grande\, il 23 e 24 gennaio alle 21 e il 25 gennaio alle 17.30 sul palco Daniele Pecciè Oscar Wilde in Divagazioni e Delizie di John Gay\, uno spettacolo poetico\, ironico e malinconico. Info su www.teatriincomune.roma.it/teatro-tor-bella-monaca. \n\n\n\nLe storie e le voci raccolte sul campo da Cecilia Sala si fanno corpo e scena il prossimo 23 gennaio alle 21 nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricolne\, con Una notte a Teheran. Lo spettacolo\, che si inserisce nella stagione teatrale proposta in Auditorium dalla Fondazione Musica per Roma\, offre uno spaccato vivido dell’Iran contemporaneo attraverso un racconto che ne indaga tensioni e trasformazioni profonde. La giornalista firma il testo dello spettacolo con Bruno Fornasari\, quest’ultimo anche alla regia\, costruendo una narrazione che rifugge la cronaca fredda\, in un dialogo tra parole e musica\, per restituire la complessità umana e politica di un Paese in costante mutamento. Info su www.auditorium.com. \n\n\n\nAl Teatro del Lido di Ostia\, il 24 gennaio alle 19 va in scena Gertrude\, Lucia e le altre. Le donne del rivoluzionario Manzoni di e con Eleonora Mazzoni (liberamente tratto dal suo libro Il cuore è un guazzabuglio)\, la regia di Simonetta Solder e la voce fuori campo di Lino Guanciale. Tra lettere\, donne indimenticabili e scelte coraggiose\, un viaggio alla scoperta del vero Manzoni\, tutto fuorché noioso. Info su www.teatriincomune.roma.it/teatro-del-lido-di-ostia. \n\n\n\nNell’ambito della programmazione proposta dalla Fondazione Teatro di Roma\, il palcoscenico del Teatro India si conferma spazio di riflessione sulle fratture della contemporaneità. Fino al 25 gennaio alle 20\, Gabriele Russo firma un’inedita regia diFinale di partita di Samuel Beckett: il capolavoro dell’assurdo\, nella traduzione di Carlo Fruttero\, viene qui riletto come un bunker esistenziale che riflette le fragilità e l’isolamento dei legami familiari post-pandemia\, affidando il serrato “gioco al massacro” alle interpretazioni di Michele Di Mauro\, Alessio Piazza\, Giuseppe Sartori e Anna Rita Vitolo. Info su www.teatrodiroma.net. \n\n\n\nMUSICA. L’OPERA\, LA CLASSICA\, IL JAZZ E LA CANZONE D’AUTORE \n\n\n\nPer la stagione del Teatro dell’Opera di Roma\, fino al 25 gennaio\, sul palco del Teatro Costanzi è in cartellone La Bohème su musica di Giacomo Puccini\, nella versione realizzata dal regista Davide Livermore\, autore anche di scene\, costumi e luci. Un’esperienza immersiva\, un gioco che intreccia la tecnologia con il videomapping di D-Wok di cui\, da oltre dieci anni\, il regista torinese si avvale per modificare l’estetica dell’opera\, usando strumenti tecnologici e superfici come elementi sensibili per raccontare. A dar voce al gruppo di giovani bohémiens protagonisti della vicenda narrata nel libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa\, da Scènes de la vie de bohème di Henri Murger e Théodore Barrière\, sono chiamati diversi cast che si alternano nelle recite in programma. A vestire i panni di Mimì è l’interprete pucciniana del momento\, Carolina López Moreno (20\, 22\, 25). Nel ruolo di Mimì sono chiamate anche Maria Agresta (24) e Roberta Mantegna (21\, 23). Saimir Pirgu (20\, 22\, 25) torna all’Opera di Roma\, nel ruolo di Rodolfo. Nei panni del poeta cantano anche Francesco Demuro (24) e René Barbera (21\, 23). Il pittore Marcello è interpretato da Nicola Alaimo (20\, 22)\, Vittorio Prato (21\, 23\, 24) e Biagio Pizzuti (25); quest’ultimo è anche Schaunard (21\, 23)\, in alternanza con Alessio Arduini (20\, 22\, 24\, 25). Musetta è interpretata da Desirée Rancatore (20\, 22\, 25) ed Elisa Balbo (21\, 23\, 24)\, il filosofo Colline da William Thomas (20\, 22\, 25) e Manuel Fuentes (21\, 23\, 24)\, Benoît e Alcindoro da Matteo Peirone. A dirigere l’Orchestra del Teatro dell’Opera sono i direttoriJader Bignamini e Alessandro Palumbo. In scena in tutti gli spettacoli il Coro del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Ciro Visco\, con la partecipazione della Scuola di Canto Corale (M° Alberto de Sanctis). Info su www.operaroma.it. \n\n\n\nL’Accademia Nazionale di Santa Cecilia prosegue la stagione\, dal 22 al 24 gennaio\, con Juraj Valčuha per il suo ritorno sul podio dell’Orchestra della fondazione ceciliana. All’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone\, nella Sala Santa Cecilia\, un programma di forte impatto tecnico ed emotivo che prende il via con il Concerto n. 3 di Rachmaninoff\, affidato al virtuosismo del pianista Behzod Abduraimov\, per poi esplorare la modernità del Concerto per orchestra di Bartók. Orari: 22 e 23 gennaio ore 20; 24 gennaio ore 18. La replica del 23 gennaio sarà anticipata alle 18.30\, in Spazio Risonanze\, da Spirito Classico\, introduzione all’ascolto con il direttore Valčuha in dialogo con Enrico Girardi. Info su https://santacecilia.it. \n\n\n\nFine gennaio alla Casa del Jazz nel segno della contaminazione e della ricerca sonora. I riflettori si accenderanno il 23 e 24 gennaio alle 19.30 su Maria Pia De Vito per il doppio appuntamento dedicato alla sua ultima fatica discografica\, Buarqueana. Frutto di una registrazione immersiva a Rio de Janeiro\, il concerto offre una rilettura profonda dell’universo poetico di “Chico Buarque de Hollanda”\, progetto dove la musicalità della lingua napoletana si fonde con le strutture ritmiche brasiliane. Ad accompagnare De Vito sul palco\, Roberto Taufic (chitarra)\, Huw Warren (pianoforte) e Roberto Rossi (batteria e percussioni). Info su www.casadeljazz.com. \n\n\n\nLa Fondazione Teatro di Roma apre una finestra sulla canzone d’autore con la seconda edizione de Lo spazio in versi\, la rassegna che trasforma il palcoscenico in un crocevia tra sonorità e letteratura. Il ciclo\, nato da un’idea di Oscar Pizzo e curato da Andrea Satta e Maria Grazia Calandrone\, debutta il 25 gennaio alle 21 al Teatro India con un appuntamento (il primo di cinque) che vedrà in dialogo la stessa Calandrone con una delle voci più raffinate del cantautorato italiano\, Nada. Arricchito dagli interventi di Andrea Cortellessa\, ogni incontro si configura come una vera e propria esplorazione dei confini tra parola cantata e parola recitata\, offrendo al pubblico una rilettura musicale e poetica delle risonanze che legano i due mondi. I prossimi appuntamenti (4 febbraio\, 18 marzo\, 22 e 29 aprile) saranno ospitati sul palco del Teatro Torlonia. Info su www.teatrodiroma.net. \n\n\n\nROMA SI MOSTRA: PERCORSI ESPOSITIVI E ITINERARI NELLA STORIA \n\n\n\nTante le proposte della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Per il ciclo aMICi\, attività gratuite riservate ai possessori di Roma MIC Card\, il 21 gennaio alle 15\, nella Casa Museo Alberto Moravia\, si terrà la visita Alberto Moravia\, lo scrittore e i suoi amici: dalle opere d’arte alle dediche alle foto\, la visita consentirà di penetrare nell’esperienza intima e quotidiana di uno dei massimi scrittori del Novecento italiano (prenotazione obbligatoria). Gli itinerari proseguono il 24 gennaio alle 11\, con una passeggiata sul colle del Gianicolo alla scoperta dei Mille volti della Repubblica Romana\, dagli eroi risorgimentali più famosi\, quali Luciano Manara e Giuseppe Garibaldi\, a figure meno note come Colomba Antonietti e Andrés Aguyar. Appuntamento all’ingresso del Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina (prenotazione consigliata). \n\n\n\nTornano gli appuntamenti di Roma racconta\, il ciclo di conferenze rivolto in particolare a docenti e studentesse e studenti universitari ma aperto a tutte e tutti\, che propone due nuovi incontri a ingresso libero presso la Sala Tenerani del Museo di Roma a Palazzo Braschi: il 22 gennaio alle 16.30\, i curatori Alessandro Cremona e Sandro Santolini (Sovrintendenza Capitolina) illustreranno la mostra Ville e Giardini di Roma: una Corona di Delizie in corso nello stesso museo. \n\n\n\nE ancora\, il 24 gennaio alle 11.30\, una visita con interprete LIS condurrà il pubblico alla scoperta della Villa di Massenzio\, complesso archeologico tra il secondo e il terzo miglio di via Appia Antica che comprende il palazzo\, il circo per le corse dei carri e il mausoleo dinastico\, di cui si potrà visitare la camera sepolcrale. Il 25 gennaio alle 10.30\, l’appuntamento si sposta al Museo delle Mura per un incontro dedicato alla Storia di Porta San Sebastiano\, nota anche come Porta Appia\, tra le più imponenti porte che si aprono nella cinta delle Mura Aureliane. La visita si conclude con una passeggiata sul tratto di camminamento che si dirige verso via Cristoforo Colombo.  \n\n\n\nPer tutti gli eventi\, visite e incontri\, info e prenotazioni allo 060608 (attivo tutti i giorni ore 9-19). Info su www.museincomuneroma.it e www.sovraintendenzaroma.it. \n\n\n\nIl linguaggio dell’audiovisivo si conferma strumento d’indagine essenziale per interpretare il presente e la storia. Il 22 gennaio alle ore 19 al MACRO\, presso la sala al primo piano dedicata a UNAROMA Live\, l’artista Carola Spadoni presenta The Peripatetic Film & Video Archive – Immagini in movimento come bene comune. Un archivio indipendente che raccoglie vent’anni di riprese realizzate con la tecnica della “caméra-stylo”. L’incontro esplorerà come questa pratica cinematografica\, nata tra la fine degli anni Ottanta e i Duemila\, abbia dato vita a un fondo visivo concepito come bene collettivo\, animato dal desiderio di reincantare il mondo attraverso la lente dell’obiettivo. \n\n\n\nLa nuova stagione del MACRO\, inoltre\, inaugura un percorso di apertura verso la città\, trasformando il museo in un dispositivo capace di intercettare e valorizzare le realtà creative più vive della Capitale. In questo contesto di dialogo diffuso si inserisce\, il 24 gennaio alle ore 18 in via Giusti 24\, l’appuntamento KENE mette radici\, iniziativa parte della sezione Offdella grande mostra collettiva UNAROMA\, a cura di Luca Lo Pinto e Cristiana Perrella. L’evento celebra l’attività dello Studio KENE\, laboratorio permanente di fotografia fondato dall’ivoriano Mohamed Keita che dal 2022 opera nel quartiere Esquilino come luogo di scambio e crescita. Attraverso l’esposizione dei lavori degli allievi e la creazione di un mosaico fotografico partecipato\, realizzato con i ritratti Polaroid dei visitatori\, l’iniziativa documenta il legame profondo tra la pratica artistica e il territorio.  \n\n\n\nInfo su www.museomacro.it. \n\n\n\nAl Palazzo Esposizioni Roma\, dal 22 al 29 gennaio la Sala Fontana ospiterà\, a ingresso gratuito\, la mostra dedicata all’edizione 2025 del Premio Gianni Borgna il concorso fotografico dedicato a Roma\, curato dall’Associazione culturale “Visioneroma” in collaborazione con Azienda Speciale Palaexpo e rivolto a giovani fotografe e fotografi tra i 18 e i 30 anni. Per questa edizione\, dedicata al tema Roma vissuta\, ogni partecipante è stato invitato a esplorare la relazione tra luoghi e memoria\, tra paesaggio urbano ed esperienza individuale\, dal centro alle periferie. Ne emerge un racconto corale che restituisce una città lontana dall’immagine cartolina\, fatta di tracce\, sguardi e presenze. Inserito nel più ampio programma di Palaexpo dedicato alla fotografia\, il Premio Gianni Borgna conferma il proprio ruolo come spazio di ascolto e valorizzazione dei giovani\, contribuendo alla costruzione di un immaginario contemporaneo della città attraverso nuove generazioni di autori. Info su www.palazzoesposizioniroma.it. \n\n\n\nAl Mattatoio di Roma ha inaugurato lo scorso 14 gennaio il progetto espositivo 1976 – 2026. la Repubblica. Una storia di futuro“. Un percorso multimediale che\, attraverso fotografie d’archivio\, oggetti originali\, filmati\, articoli e prime pagine\, ripercorre i 50 anni della testata – la prima copia di Repubblica usciva il 14 gennaio del 1976 – che ha fatto la storia del giornalismo italiano. Un percorso in cui i visitatori non solo entreranno nel cuore di stagioni irripetibili ed episodi epocali\, ma anche dentro le trasformazioni più recenti del linguaggio giornalistico e della comunicazione: dalla carta al digitale\, dall’edicola ai social. All’interno della mostra\, è inoltre presente un’area incontri dove la comunità dei lettori potrà ascoltare le voci e il racconto dei giornalisti e degli autori che ogni giorno danno vita al giornale. Visitabile fino al 15 marzo. Ingresso gratuito con prenotazione su: https://eventi.repubblica.it/repubblica50. Info su www.mattatoioroma.it. \n\n\n\nTutte le informazioni e gli altri appuntamenti promossi dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale sono disponibili su www.culture.roma.it\, sui canali FB e IG @cultureroma\, Xculture_roma e con #CultureRoma.
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SUMMARY:"Il Novecento in scena" al Teatro Porta Portese
DESCRIPTION:Al via e fino al 13 giugno al Teatro Porta Portese il progetto formativo e performativo gratuito “Roma Novecento – Forma et Performa”\, percorso intergenerazionale e inclusivo dedicato al Novecento italiano visto attraverso Roma. Il programma prevede tre laboratori sui mestieri del cinema\, del teatro e delle arti visive (teatro e scrittura\, illuminotecnica\, fotografia e Photoshop) e otto master di approfondimento che intrecciano arti\, pensiero\, storia\, musica e cinema da prospettive diverse. La conclusione performativa è in programma il 15 e 16 giugno al Teatro Belli. \n\n\n\nRoma\, il Novecento come materia viva  \n\n\n\nRoma è un archivio vivente del Novecento: lo attraversa come un corpo attraversa la storia\, diventando custode di ferite\, gioie\, dolori\, vittorie\, conquiste\, visioni\, utopie\, contraddizioni\, voci popolari e grandi pensieri. Ogni strada\, spettacolo\, canzone\, film\, romanzo ed evento racconta un passaggio del secolo breve. Da questa stratificazione viva nasce “ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA”\, progetto che restituisce alla scena la memoria come esperienza condivisa\, gesto artistico e racconto corale\, capace di approfondire il passato per parlare al presente.  \n\n\n\n“ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA” è un progetto formativo e performativo gratuito che attraversa il Novecento italiano osservandolo da un punto di vista preciso: Roma\, la sua storia\, le sue trasformazioni sociali\, artistiche e culturali. Il progetto integra formazione\, partecipazione culturale e produzione artistica\, trasformando la memoria storica in un racconto scenico corale e contemporaneo. Ideato e realizzato dal Gruppo Teatro Essere APS\, è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria. È vincitore dell’Avviso Pubblico\, curato dal Dipartimento Attività Culturali\, per la concessione di contributi destinati a sale teatrali private con capienza inferiore a 100 posti aventi sede a Roma\, per progetti di ricerca e sperimentazione nell’ambito dello spettacolo dal vivo e della formazione\, stagione 2025/2026. \n\n\n\nUn percorso di formazione e creatività \n\n\n\nIl cuore del progetto “ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA” è il laboratorio teatrale e di scrittura ospitato al Teatro Porta Portese. Il laboratorio\, gratuito e aperto a tutti fino a un massimo di sedici partecipanti\, sarà attivo fino al 13 giugno: le iscrizioni sono già aperte. Ogni martedì\, dalle 18.00 alle 20.00\, i partecipanti saranno accompagnati in un viaggio nel Novecento attraverso recitazione\, canto\, storia e cinema. Il laboratorio lavora sui grandi temi del secolo – guerra\, ideologie\, regimi\, censura\, libertà\, identità\, grandi conquiste e trasformazioni sociali – mettendo in rapporto conoscenza storica\, pratica e scrittura scenica. Il percorso è condotto da Eleonora Tosto (attrice e cantante)\, Susy Sergiacomo (attrice e docente)\, Tonino Tosto (attore\, autore e regista)\, con la partecipazione di Fabrizio Bordignon (attore)\, Valentino Orfeo (autore teatrale)\, Roberto Angelelli (attore)\, Roberto Tesconi (attore). Il laboratorio è gratuito e aperto a tutti per un massimo di sedici partecipanti. Per informazioni e iscrizioni chiamare il numero + 39 351 3493695. \n\n\n\nLe masterclass – Otto voci autorevoli sul secolo breve \n\n\n\nAccanto al laboratorio teatrale e di scrittura (massimo 16 iscritti)\, il progetto propone anche un ciclo articolato di otto masterclass di tre ore ciascuna\, dedicate ad approfondire il Novecento da prospettive diverse e ospitate presso il Teatro Porta Portese. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti (massimo 50 persone). Per informazioni chiamare il numero + 39 351 3493695. \n\n\n\nIl percorso si apre con Giacomo Marramao\, filosofo e professore emerito dell’Università degli Studi Roma Tre\, che domenica 8 febbraio guida una riflessione su storia e pensiero filosofico del Novecento. Il 15 febbraio Eleonora Tosto conduce un viaggio nella canzone romana\, da Romolo Balzani ai cantautori contemporanei\, come specchio delle trasformazioni sociali della città. Il 22 febbraio Susy Sergiacomo affronta Luigi Pirandello\, le sue novelle ambientate a Roma e il rapporto tra identità\, maschera e verità. Il cinema si fa cronaca e memoriadomenica 1 marzo con Alberto Crespi\, giornalista e critico cinematografico\, che accompagna il pubblico attraverso il Novecento romano e italiano\, osservando le vicende storiche e sociali raccontate in film come La grande guerra\, Roma città libera\, Una vita difficile\, C’eravamo tanto amati. Il 15 marzo Salvatore Aricò\, drammaturgo e studioso\, approfondisce il teatro del secondo Novecento tra sperimentazione\, avanguardie e nuovi linguaggi. Il 22 marzo Tiziana Bagatella\, attrice e docente\, intreccia poesia e scena\, da Pier Paolo Pasolini alla tragedia greca riletta nelle borgate romane. Il 29 marzo Ernesto Bassignano\, cantautore e giornalista\, racconta la storia del Folkstudio\, dei cantautori romani\, fino alle forme musicali contemporanee. Il ciclo si conclude il 19 aprile con Tonino Tosto\, che attraversa teatro e canzone nel Novecento\, dal café-chantant alla commedia musicale\, da Lina Cavalieri a Ettore Petrolini\, da Garinei e Giovannini a Gigi Proietti. \n\n\n\nLa mostra – I luoghi della memoria \n\n\n\nDa 9 aprile al 13 giugno\, il Teatro Porta Portese ospita la mostra fotografica “Roma 900: Percorsi Fotografici nella Memoria dei Luoghi”\, con la direzione di Emiliano Bartolucci. La mostra\, che esporrà le opere dei partecipanti al laboratorio formativo previsto dal progetto\, proseguirà il dialogo con la scena e con il pubblico anche presso il Teatro Belli nei giorni 15 e 16 giugno (dalle ore 11.00 alle ore 23.00)\, diventando parte integrante del racconto performativo. Ingresso gratuito. \n\n\n\n​I percorsi formativi – I mestieri del cinema\, del teatro e delle arti visive\n\n\n\nIl progetto prevede tre percorsi formativi dedicati alle tecniche di recitazione\, scrittura e messa in scena; i mestieri del cinema\, del teatro e delle arti visive\, pensati per offrire competenze professionalizzanti e strumenti tecnici fondamentali per la realizzazione dello spettacolo dal vivo: \n\n\n\n– laboratorio teatrale e di scrittura (60 ore\, massimo 16 iscritti)\, che proporrà ai partecipanti i linguaggi e le tecniche della scena\, la drammaturgia e la scrittura per il teatro e l’audiovisivo\, come pratica di costruzione narrativa e consapevolezza espressiva. Si svolge il martedì\, dalle ore 18.00 alle ore 20.00. \n\n\n\n– laboratorio di Illuminotecnica (20 ore\, massimo 10 iscritti)\, tenuto da Fabio Zambardi\, che approfondirà il ruolo della luce come linguaggio scenico\, artistico e drammaturgico. Si svolge il venerdì\, dalle ore 15.30 alle ore 16.30.  \n\n\n\n– laboratorio di fotografia e photoshop (20 ore\, massimo 10 iscritti)\, tenuto da Emiliano Bartolucci\, dedicato allo studio dell’immagine e alla sua elaborazione digitale applicata al teatro e al cinema. Si svolge il venerdì\, dalle ore 16.30 alle ore 18.00.  \n\n\n\nSia il laboratorio di illuminotecnica sia quello di fotografia interagiranno con il laboratorio teatrale e di scrittura\, contribuendo alla realizzazione della performance finale. Per informazioni e iscrizioni chiamare il numero + 39 351 3493695. \n\n\n\nLa conclusione \n\n\n\nIl progetto si conclude con la performance “ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA”\, in scena il 15 e 16 giugno alle ore 20.30 presso il Teatro Belli. Le due serate restituiscono al pubblico un racconto scenico del Novecento costruito dai partecipanti al laboratorio\, intrecciando parole\, scene\, musiche\, immagini\, fotografie e video montati da Michele Tantillo\, anche a partire da materiali selezionati dagli allievi. In scena\, tutti i partecipanti ai percorsi formativi\, compresi coloro che hanno preso parte ai laboratori sui mestieri del teatro e delle arti visive. L’ingresso al Teatro Belli è gratuito fino ad esaurimento posti. \n\n\n\nUn progetto cittadino e intergenerazionale \n\n\n\n“ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA” si configura come un grande progetto cittadino\, capace di unire formazione\, creazione artistica e partecipazione culturale. Teatro\, musica\, cinema\, fotografia e pensiero diventano strumenti per rileggere il Novecento e trasformarlo in un racconto scenico condiviso\, in cui Roma emerge come protagonista\, archivio vivente e spazio di trasmissione della memoria.
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SUMMARY:A Qualcuno Piace Classico al Palazzo delle Esposizioni
DESCRIPTION:A Qualcuno Piace Classico taglia il traguardo della quindicesima edizione e si conferma ancora una volta uno degli appuntamenti più amati non solo dagli appassionati\, ma anche da chi semplicemente vuole entrare in contatto con un cinema e un mondo che non esistono più e che proprio per questo possono forse aiutarci a mettere in prospettiva la realtà (e i film) di oggi. Nel programma di quest’anno spicca il ruolo speciale assegnato al noir\, a partire dai titoli di apertura e chiusura: Femmina folledi John Stahl\, primo film del genere a essere girato in Technicolor\, e Strade violente di Mann\, uno degli autori che più ha lavorato a una ridefinizione moderna del noir. E se “noir” è un termine che viene dalla Francia\, non poteva mancare un omaggio al cinema d’oltralpe con uno Chabrol degli anni ‘80\, Volto segreto\, piccola rarità riproposta in pellicola 35mm.  \n\n\n\nPer alcune atmosfere e per il senso profondo di fatalismo\, anche un film come Fuggiasco di Carol Reed può rientrare agevolmente nel noir\, malgrado in questo caso declinato attraverso il tema politico della questione nordirlandese\, e lo stesso potrebbe darsi con La caccia\, gioiello di Arthur Penn in cui ritroviamo un uomo braccato in un contesto sociale incandescente. La politica lambisce anche il mondo totalitario immaginato ne La fuga di Logan e naturalmente Acque del Sud di Hawks\, girato durante la Seconda Guerra Mondiale\, sebbene qui a rubare la scena sia la coppia Bogart e Bacall: insieme per la prima volta sullo schermo\, saranno destinati nella vita a uno dei matrimoni più solidi e ammirati della storia di Hollywood. \n\n\n\nCome ogni anno una serata sarà dedicata al cinema muto accompagnato dal vivo con L’angelo del focolare di Dreyer\, titolo meno conosciuto e da riscoprire del maestro danese\, che in anticipo sui tempi riflette stavolta sul patriarcato e sulle dinamiche di coppia. Un’altra figura maschile prevaricatrice è poi quella del protagonista di Él\, titolo celeberrimo di Luis Buñuel\, che firma uno dei suoi film più riusciti e corrosivi del periodo messicano. Restando infine nel frastagliato arcipelago del Surrealismo\, sarà Man Ray al centro del programma consueto sul cinema delle avanguardie: nel cinquantenario della morte\, un omaggio necessario a uno dei più influenti artisti del Novecento\, il primo tra l’altro a dimostrare che\, incredibilmente\, si può fare un film anche senza cinepresa. \n\n\n\nINGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI CON PRENOTAZIONE CONSIGLIATA \n\n\n\nPuoi prenotare su www.palazzoesposizioniroma.it dalle ore 9.00 del giorno precedente fino a due ore prima della proiezione.
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