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SUMMARY: "Ultimate Landscapes. L’illusione del ghiaccio" al Museo Alto Garda di Riva del Garda
DESCRIPTION:Dopo diciassette anni di ricerca tra le vette e le ferite del paesaggio alpino\, dal 29 novembre 2025 al 14 giugno 2026\, Claudio Orlandi porta al Museo Alto Garda di Riva del Garda il corpus completo di Ultimate Landscapes\, progetto fotografico d’arte che indaga la metamorfosi dei ghiacciai in un tempo di crisi climatica. Un racconto visivo che attraversa le Alpi dal Presena alla Marmolada\, trasformando i segni dell’uomo – i teli geotessili stesi a protezione del ghiaccio – in simboli di un gesto ambivalente\, sospeso tra cura e accanimento\, tra difesa e illusione. \n\n\n\nCon la curatela di Matteo Rapanà e Alessia Locatelli\, in occasione dell’Anno Internazionale della Preservazione dei Ghiacciai\, il Museo Alto Garda dedica così all’artista romano la mostra “Claudio Orlandi. Ultimate Landscapes. L’illusione del ghiaccio”\, accogliendo nella Pinacoteca del museo e per la prima volta in un’istituzione pubblica l’intera produzione del progetto\, articolata in tredici serie fotografiche che raccontano un viaggio durato quasi due decenni. \n\n\n\nSin dal 2008 Orlandi esplora i ghiacciai delle Alpi costruendo un linguaggio che fonde documentazione e visione estetica. Le sue immagini non si limitano a registrare il ritiro del ghiaccio\, ma ne svelano la complessità attraverso dettagli che diventano materia narrativa: pieghe\, strappi\, cuciture dei teli artificiali si confondono con la trama naturale del ghiaccio\, generando forme quasi astratte\, ma intrise di senso. In questi paesaggi estremi\, ciò che emerge è la fragilità del rapporto tra uomo e natura\, la tensione tra conservazione e controllo\, tra la volontà di salvare e quella – forse inconsapevole – di perpetuare un modello non più sostenibile. \n\n\n\nIl percorso espositivo restituisce la profondità di questa ricerca\, in cui ogni serie diventa un capitolo autonomo di un racconto in continua evoluzione. Dal Rhonegletscher svizzero allo Stelvio\, fino alla recente salita in Marmolada\, “Regina delle Dolomiti”\, Orlandi cattura la trasformazione del paesaggio alpino con un linguaggio di malinconica bellezza. Nei suoi scatti\, la luce disegna trame mutevoli\, i teli si ripiegano come sudari\, la montagna respira e si ritrae\, lasciando intravedere la fine di un’era. Come ha scritto Maria Fratelli\, “sono sudari” – veli di una memoria che si scioglie. \n\n\n\nLa mostra si inserisce nel percorso di riflessione che il Museo Alto Garda dedica alle trasformazioni ambientali e sociali contemporanee. “I musei oggi sono luoghi di dialogo e di interpretazione del presente – affermano i curatori – capaci di interrogare la realtà e di immaginare il futuro. Il progetto di Orlandi ci invita a fermarci\, a osservare\, a interrogarci su quale modello di sviluppo vogliamo per la montagna e per il pianeta che abitiamo”. \n\n\n\nCon Ultimate Landscapes la fotografia si fa linguaggio etico\, strumento di conoscenza e di partecipazione\, capace di tradurre l’urgenza ambientale in esperienza emotiva. Ogni immagine diventa una soglia\, un varco tra la bellezza e la perdita\, tra la forza della natura e la vulnerabilità dell’uomo. E in questa sospensione – tra ciò che resta e ciò che si scioglie – si apre lo spazio di una consapevolezza nuova: il paesaggio\, ultimo\, è anche il primo segno del nostro futuro. \n\n\n\nIn occasione della mostra\, la narrazione fotografica di Claudio Orlandi incontra l’installazione sonora creata dal sud designer Alessio Mosti che si fa “voce” dello stesso ghiacciaio\, suono fisico dello sgretolamento registrato\, ripetuto e reso musica. Per la composizione del sound Katabasis\, Alessio Mosti ha utilizzato dei campionamenti sonori rilevati in Antartide relativi al collasso delle piattaforme di ghiaccio\, fenomeno ormai conosciuto come calving: il materiale sonoro è stato rielaborato\, manipolato \n\n\n\nInaugurazione: sabato 28 novembre 2025\, ore 18:00Periodo di apertura: 29 novembre 2025 – 14 giugno 2026Orari e biglietti: intero €5 – ridotto €4Info: info@museoaltogarda.it – www.museoaltogarda.it – 0464 573869
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SUMMARY:“Con gli occhi e con le orecchie” al Museo di Roma in Trastevere
DESCRIPTION:Sarà ospitata dal 29 novembre 2025 al 15 febbraio 2026 al Museo di Roma in Trastevere\, nelle Sale del Pianoforte\, la mostra di Piero Angelo Orecchioni“Con gli occhi e con le orecchie”\, in cui verrà presentata un’ampia selezione di lavori tra disegni\, dipinti\, installazioni\, fotografie\, oggetti\, ricami e documenti personali. \n\n\n\nL’esposizione\, a cura di Giorgia Calò\, è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nPiero Angelo Orecchioni è architetto\, designer\, artista. Nasce a Luogosanto (SS) e si laurea in architettura a Firenze dove attualmente vive e lavora. Dopo gli studi inizia a lavorare come libero professionista. Nel 1998 è co-fondatore dello Studio63 a+d\, marchio internazionale di architettura e design. Nel 2015 fonda insieme a Jonathan Rosenfeld La Récréation\, studio di progettazione e arte applicata al design.
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SUMMARY:“La Grecia a Roma” \, mostra a Villa Caffarelli
DESCRIPTION:Quando l’arte greca fece splendere Roma: un viaggio immersivo ripercorre l’incontro tra due civiltà straordinarie\, protagoniste di un dialogo che ha plasmato il gusto e l’estetica dell’Occidente. Dopo il successo della mostra Fidia\, i Musei Capitolini presentano “La Grecia a Roma”\,secondo appuntamento del ciclo I Grandi Maestri della Grecia Antica. \n\n\n\nIl progetto espositivo\, curato da Eugenio La Rocca e Claudio Parisi Presicce\, narra la fortuna delle opere greche giunte nella Città Eterna nel periodo tra la fondazione di Roma e l’età imperiale grazie a contatti commerciali\, conquiste militari e passione collezionistica. La duratura influenza esercitata dai maestri greci sull’arte romana prende forma nella cornice suggestiva di Villa Caffarelli\, dal 29 novembre al 12 aprile 2026. \n\n\n\nL’esposizione è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Catalogo edito da Gangemi Editore. \n\n\n\nIn mostra una raffinata e preziosa selezione di oltre 150 capolavori –sculture\, rilievi\, ceramiche\, bronzi –tutti originali greci\, alcuni dei quali esposti per la prima volta e altri ritornati a Roma dopo secoli di dispersione. È questa la cifra distintiva dell’evento\, che offre l’eccezionale opportunità di ammirare\, in un unico e prestigioso spazio museale come Villa Caffarelli\, un insieme così ricco e autorevole di originali\, riuniti per restituire la magnificenza dell’arte greca ed esaltarne la bellezza e la purezza materiale. Vedere queste opere accostate significa anche poter ricostruire la storia dei significati che hanno assunto nel tempo: oggetti nati come votivi o funerari diventano simboli politici\, entrano nelle domusaristocratiche per rappresentare cultura\, prestigio e potere. Il progetto espositivo restituisce anche questa trasformazione\, mettendo in evidenza come ogni opera abbia avuto più vite\, più usi e più letture; non sono dunque solo testimonianze estetiche ma sono oggetti che\, nel loro passaggio dalla Grecia a Roma\, hanno cambiato funzione e hanno contribuito a plasmare il linguaggio artistico romano. \n\n\n\nLa mostra La Grecia a Roma ripercorre l’arrivo dell’arte greca nell’Urbe secondo tre tappe fondamentali – le prime importazioni\, il periodo delle conquiste mediterranee\, l’età del collezionismo. Parallelamente alle tre diverse fasi dell’arco narrativo\, racconta i contesti d’uso delle opere\, ossia gli spazi pubblici\, quelli sacri e le residenze private. È quest’ultima l’età della diffusione del collezionismo privato\, quando si sviluppa l’arte detta neoattica con la produzione di oggetti d’arredo su commissione dell’élite cittadina: i manufatti diventano strumenti di autorappresentazione e simboli di status. \n\n\n\nTra i numerosi capolavori esposti spiccano i grandi bronzi capitolini\, eccezionalmente riuniti\, affiancati da monumenti chiave come la magnificastele dell’Abbazia di Grottaferrata e le sculture di Niobidi dagli Horti Sallustiani\, che furono disperse tra Roma e Copenaghen. Un ritorno dal forte valore simbolico è rappresentato da una scultura acroteriale femminile della collezione Al Thani di Parigi\, che nel Seicento era a Roma. Presenti anche dei reperti inediti\, come le ceramiche attiche rinvenute in recenti scavi archeologici presso il Colosseo. \n\n\n\nL’allestimento della mostra La Grecia a Roma colpisce non solo per la magnificenza dei numerosi capolavori originali esposti\, ma anche per l’efficacia della sua narrazione. Il percorso è arricchito da contenuti multimediali che guidano il visitatore in un viaggio immersivo tra ricostruzioni architettoniche\, contesti cerimoniali e apparati decorativi. Questo approccio integrato\, che unisce archeologia e tecnologie digitali\, offre da un lato un’esperienza di visita coinvolgente e\, dall’altro\, la possibilità di contestualizzare le opere nel loro spazio originario\, avvicinando il pubblico alle più recenti interpretazioni e alle moderne tecniche di studio e restauro dei manufatti antichi. \n\n\n\nOltre ad opere provenienti dal Sistema Musei di Roma Capitale – Musei Capitolini\, Antiquarium\, Centrale Montemartini\, Museo di scultura antica Giovanni Barracco\, Museo della Civiltà Romana\, Museo dell’Ara Pacis\, Teatro di Marcello\, Area Sacra di Largo Argentina\, Museo dei Fori Imperiali – e da importanti istituzioni italiane\, come il Museo Nazionale Romano\, le Gallerie degli Uffizi di Firenze e il Museo Archeologico di Napoli\, la mostra vanta prestiti provenienti dai più famosi musei del mondo\, tra cui la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen\, il Museum of Fine Arts di Boston\, i Musei Vaticani\, il Metropolitan Museum of Art di New York\, il British Museum di Londra\, il Museum of Fine Arts di Budapest. Completano l’esposizione anche opere provenienti da collezioni private\, in particolare laFondazione Sorgente Group di Roma e la Collezione Al Thani di Parigi. \n\n\n\nIL PERCORSO ESPOSITIVO \n\n\n\nIl percorso espositivo si articola incinque sezioni che guidano il visitatore lungo una narrazione che segue gli sviluppi della profonda contaminazione artistica e culturale tra Roma e il mondo greco. Attraverso numerose testimonianze materiali\, il pubblico può comprendere quanto la società romana fosse permeabile agli influssi greci e come l’adozione del modello artistico greco abbia contribuito alla definizione della sua identità\, nonché alla trasformazione urbana della città. \n\n\n\nAd accogliere il visitatore una mappa grafica che anticipa l’articolazione della mostra. \n\n\n\nLa prima sezione\, intitolata Roma incontra la Grecia\, esplora i primi contatti tra Roma e le comunità greche\, – già tra l’VIII e il VII secolo a.C. – facilitati dalla posizione strategica dell’Urbe sulle sponde del Tevere e al centro delle rotte del Mediterraneo. È attraverso questi canali che giungono in città raffinati manufatti\, prevalentemente ceramici\, destinati a essere collocati in contesti di prestigio come santuari e tombe. Ne sono esempi significativi alcuni frammenti di ceramiche provenienti dalla regione dell’Eubea in Grecia\, rinvenuti nell’Area Sacra di S. Omobono\, e\, ancora\, il cosiddetto Gruppo 125\, scoperto sull’Esquilino\, un ricco corredo funerario aristocratico con pregiate ceramiche di importazione corinzia. L’apertura ai prodotti greci non si evidenzia solo negli scambi commerciali ma anche nella precoce identificazione tra divinità greche e romane\, come testimonia il frammento di cratere con il dio Efesto sul mulo rinvenuto nel Foro Romano. \n\n\n\nNonostante i profondi cambiamenti che interessano Roma tra VI e V secolo a.C. – dalla caduta della monarchia all’instaurazione della Repubblica nel 509 a.C. – il desiderio di assimilare forme\, modelli e rituali greci non si arresta. Al contrario\, si intensifica in una crescente importazione di oggetti di ogni tipo: statuette votive in bronzo\, manufatti in marmo e coppe utilizzate nei rituali sacri. \n\n\n\nDall’importazione all’appropriazione. Su questo mutamento di atteggiamento di Roma verso la Grecia – ormai sottomessa nel corso del II secolo a.C. – si fonda l’essenza della seconda sezione della mostra: Roma conquista la Grecia. Con la dominazione del Mediterraneo orientale arrivarono in città statue\, dipinti\, preziosi manufatti in metallo\, che ne rimodellarono il volto urbano e arricchirono templi ed edifici pubblici. La sala di questa sezione restituisce un’idea del bottino artistico trasferito in territorio romano\, perlopiù costituito da manufatti bronzei come il celebre cratere con dedica del re Mitridate Eupator\, recuperato dai fondali a largo della villa di Nerone ad Anzio.  \n\n\n\nPasso successivo all’appropriazione è l’integrazione. La terza sezione\, La Grecia conquista Roma\, mostra come molte delle opere d’arte giunte dalla Grecia al seguito dei generali vittoriosisiano state inserite negli spazi pubblicidella città – piazze\, porticati\, templi e biblioteche –\, contribuendo a trasformarne l’aspetto e a nutrire la crescente passione dei Romani per la cultura ellenistica\, ormai considerata parte imprescindibile della formazione di ogni uomo colto. Il trasferimento di questi oggetti comportò una loro rifunzionalizzazione: manufatti nati come offerte votive o come monumenti celebrativi dei sovrani greci vennero esposti come simboli del potere romano\, assumendo nuove funzioni e nuovi valori all’interno dell’Urbe. Un esempio calzante è rappresentato dal Templum Pacis\, il grande complesso voluto da Vespasiano dopo la vittoria in Giudea (75 d.C.)\, che sintetizza perfettamente il sottile confine tra potere e arte: nato come simbolo della pace ristabilita\, il tempio divenne presto una sorta di museo dell’arte greca nel cuore dell’Impero. \n\n\n\nQuesta sezione ospita il cuore tecnologico della mostra\, ossia una scenografica videoinstallazione che permette di ritrovare – attraverso unavideoproiezione con illuminazioni sincronizzate – il mondo perduto a cui molte delle opere appartenevano. Grazie a tale ricostruzione digitale il visitatore può osservare come le sculture dialogavano con gli spazi antichi ed esplorare alcuni processi complessi come la ricomposizione dei frammenti scultorei.  \n\n\n\nNon solo i luoghi pubblici\, anche ledimore private potevano essere arricchite da opere d’arte greca. La quarta sezione\, Opere d’arte greca negli spazi privati\, si articola in due sottosezioni con raggruppamento delle opere per area di provenienza. In un primo momento si presentano le sculture greche che decoravano gli horti\, ovvero i sontuosi complessi residenziali immersi nel verde di ninfei e fontane ai margini del centro di Roma. Così\, tra il Pincio e il Quirinale\, si estendevano gli horti Sallustiani\, celebri per l’ingente raccolta di sculture che li adornavano – di cui è possibile ammirare una selezione di capolavori qui eccezionalmente riuniti. Tra essi spiccano le sculture del frontone che raffigurano il mito della strage dei figli di Niobe\, uccisi per mano di Apollo e Artemide. Queste sculture sono state da tempo accostate a quelle con Amazzonomachia del Tempio di Apollo Sosiano\, per ragioni di stile. Presenti anche significativi reperti daglihorti di Mecenate e quelli Lamiani\, chesi estendevano sul colle Esquilino. A seguire\, nel secondo raggruppamento\, rientrano le opere collegate a ville di età imperiale in buona parte dislocate nel suburbio\, segno della persistente ammirazione dei Romani per l’arte ellenica\, considerata simbolo di prestigio e raffinatezza culturale. \n\n\n\nA partire dal II secolo a.C. molti scultori greci immigrarono a Roma e vi installarono fiorenti atelier\, specializzandosi anche nella creazione di statue di culto in stile classicistico destinati ai templi romani. In seguito\, nel I secolo a.C. la crescente domanda di arte greca incentivò la nascita di botteghe\, perlopiù attive a Delos e ad Atene\, specializzate in raffinate creazioni di stile eclettico. Questa produzione viene raccontata nella quinta e ultima sezione\, Artisti greci al servizio di Roma. Le opere riprendevano spesso soggetti mitologici o dionisiaci della tradizione\, come è rappresentato nella fontanamonumentale a forma di corno potorio (rhyton)\, decorata con Menadi e firmata dall’artista Pontios. Rispetto alla realizzazione di semplici copie\, l’intento dell’arte neoattica era quello di rielaborare i modelli greci\, riadattandoli alle nuove funzioni\, prevalentemente decorative\, negli spazi pubblici e privati del mondo romano. L’arte greca era ormai diventata un duttile strumento piegato alle esigenze romane: il profondo sentimento religioso che permeava la migliore produzione artistica di età arcaica e classica si era perduto a favore della qualità estetica dell’opera d’arte.
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SUMMARY:La stagione del Teatro della Società di Lecco
DESCRIPTION:Il Teatro della Società di Lecco riapre le sue porte alla cittadinanza in una veste rinnovata\, ma che conserva l’anima neoclassica del capolavoro firmato da Giuseppe Bovara. Un restauro accurato durato 8 anni e fortemente voluto dal Comune di Lecco che\, con un importante intervento di riqualificazione e manutenzione straordinaria\, restituisce alla città il suo storico teatro.  \n\n\n\n“Fondazione Teàrte Lecco ha lo scopo di sostenere l’attività culturale nella nostra città e ha come primo obiettivo quello di promuovere il Teatro della Società che riapre le porte a seguito di un’importante ristrutturazione. Il nostro teatro torna a vivere dopo otto anni. Ci auguriamo di proporre un programma stimolante capace di incuriosire il pubblico attraverso spettacoli di prosa\, musica e danza di assoluta qualità. Ci auguriamo che tutta la cittadinanza possa partecipare attivamente alla vita del teatro\, cuore partecipato e pulsante della cultura” – sottolinea Eufrasio Anghileri\, Presidente di Fondazione Teàrte Lecco. \n\n\n\nUna grande settimana inaugurale \n\n\n\nLa programmazione del teatro riparte con una grande settimana inaugurale dal 29 novembre all’8 dicembre .La serata inaugurale istituzionale si terrà il 29 novembre alle ore 17.00 e sarà accompagnata da un grande concerto su invito\, affidato all’Orchestra  Sinfonica di Milano: un evento che segna la rinascita di uno dei luoghi più amati della città. Sul podio\, Emmanuel Tjeknavorian guiderà l’Orchestra in un programma di straordinaria intensità insieme ad Andrea Obiso\, giovane talento del violino e spalla dei primi violini dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Cuore della serata sarà uno dei capolavori assoluti del repertorio: il Concerto per violino in Re maggiore op. 35 di Čajkovskij\, dove lirismo e virtuosismo si fondono in un’emozione travolgente. In dialogo con la voce del violino\, la Sinfonia n. 2 in Mi minore op. 27 di Rachmaninov\, un’opera maestosa e appassionata\, ricca di slancio romantico e di rinnovata creatività. \n\n\n\nDal 30 novembre all’8 dicembre il Teatro continuerà a festeggiare con un ricco calendario di spettacoli e concerti gratuiti aperti a tutta la cittadinanza\, per condividere insieme l’emozione di questa nuova rinascita. Il sipario si apre con “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde\, una commedia brillante e ironica diretta da Geppy Gleijeses (30 novembre\, ore 21). Tra verità\, identità e desiderio di essere accettati\, il capolavoro di Wilde continua a far riflettere e divertire con la sua irresistibile attualità. A seguire\, spazio alla danza con una nuova\, emozionante versione diCarmen\, firmata dai coreografi Agnese Omodei Salè e Federico Veratti\, con l’elegante allestimento di Marco Pesta (2 dicembre\, ore 21). Passione\, ritmo e intensità per una serata che unisce tradizione e modernità. Il 3 dicembre (ore 17) e il 4 dicembre (ore 10.30 e 14.00) il palcoscenico si trasforma per accogliere i più piccoli con un tenero racconto teatrale dedicato a San Nicola\, per la regia di Andrea Carabelli: una storia che parla di generosità\, meraviglia e magia natalizia. La danza contemporanea torna protagonista il 5 dicembre (ore 21) con due spettacoli in una sola serata: Diva\, la nuova creazione di Giovanni Insaudo\, esplora il mito intramontabile di Marilyn Monroe\, tra fascino e fragilità; Delicious Overdose\, di Alice Carrino e Cristian Cucco\, è un viaggio visionario e poetico “sotto una pioggia di caramelle”. Sabato 6 dicembre (ore 21) sarà il momento delle Civiche Benemerenze San Nicolò d’Oro\, accompagnate da un intervento musicale del Corpo Musicale Alessandro Manzoni della Consulta Musicale di Lecco: un appuntamento per celebrare la città e i suoi protagonisti. Il 7 e 8 dicembre (ore 21) chiude il palinsesto inaugurale Nicola Piovani con “Note a margine”\, un concerto-racconto in cui il Maestro condivide con il pubblico ricordi\, aneddoti e musiche di oltre quarant’anni di carriera. Da Fellini ai Taviani\, da Cerami a Benigni\, un viaggio tra emozioni e memorie raccontate con leggerezza e sincerità. \n\n\n\nPer i più curiosi\, non mancheranno le visite guidate alla scoperta del rinnovato Teatro della Società\, impreziosite da momenti musicali a cura degli studenti dell’Istituto Civico “G. Zelioli” (30 novembre – 2-3-5-6-8 dicembre). \n\n\n\nIl cartellone 2026 \n\n\n\nLa Fondazione Teàrte Lecco lancia anche gli appuntamenti del cartellone 2026 “La stagione delle emozioni” che porterà sul palco grandi spettacoli\, nuove voci ed eventi speciali\, con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone e far vivere a tutti l’energia di questo luogo di cultura. 14 appuntamenti da segnare in calendario fino a maggio tra prosa\, danza e sinfonica. \n\n\n\nTeatro di Prosa. Un viaggio tra grandi classici\, ironia\, emozioni e attualità per una stagione che celebra la potenza del teatro in tutte le sue forme. Si parte il 24 e 25 gennaio (h.21) con Amadeus di Peter Shaffer\, nell’intensa regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia: un dramma potente sull’invidia e sul genio\, dove Salieri e Mozart si sfidano in un affascinante duello tra arte e destino. L’11 febbraio (h.21) arriva la freschezza de Gli Innamorati di Carlo Goldoni\, adattamento di Roberto Valerio: una commedia vivace e moderna sulle gelosie e le follie dell’amore\, capace di far sorridere e riflettere. Il 22 febbraio (h.21) è la volta di Medico dei Maiali\, scritto e diretto da Davide Sacco\, con Luca Bizzarri e Francesco Montanari: una satira pungente e surreale sul potere\, la verità e la fragilità delle istituzioni. Il 4 marzo (h.21) si entra nel mistero con Trappola per topi di Agatha Christie\, per la regia di Giorgio Gallione e con Ettore Bassi: il giallo teatrale più rappresentato di sempre\, tra colpi di scena\, ironia e suspense. Il 21 e 22 marzo (h.21) il palcoscenico accoglie Prima del Temporale\, con Umberto Orsini diretto da Massimo Popolizio: un raffinato viaggio nella memoria e nell’anima di un attore alla vigilia dell’ultima scena. L’8 aprile (h.21) torna la commedia con Colpi di Timone di Enzo La Rosa\, adattata e diretta da Tullio Solenghi: un divertente gioco di equivoci e verità ambientato nella Genova degli anni ’40\, tra risate e colpi di scena. Chiude la prima parte di stagione il 29 aprile (h.21) Lisistrata di Aristofane\, con Lella Costadiretta da Serena Sinigaglia: un grande classico dal sapore contemporaneo\, dove l’ironia delle donne diventa arma di pace e libertà. \n\n\n\nConcerti Sinfonici. Un viaggio tra capolavori\, nuove creazioni e incursioni tra scienza\, cinema e stelle. Si apre il 31 gennaio (h.20.30) con Rachmaninov–Beethoven\, diretto da Emmanuel Tjeknavorian con Jeneba Kanneh-Mason al pianoforte. Il 28 marzo (h.20.30) la musica di Gustav Holst incontra l’astrofisica con I pianeti del sistema solare\, guidati dalla direttrice Danila Grassi e dal divulgatore Matteo Miluzio\, in un viaggio tra note e costellazioni. L’11 aprile (h.20.30) il pianista e direttore Sunwook Kim propone un dialogo tra Beethoven e la splendida Sheherazade di Rimskij-Korsakov\, con il violino di Luca Santaniello. Il 25 aprile (h.20.30) il maestro Alfred Eschwé ci accompagna in un itinerario mitteleuropeo con Bartók\, Haydn e Strauss\, tra eleganza viennese e ritmo danzante. Chiude la stagione il 9 maggio (h.20.30) La scienza di Star Wars: l’astrofisico Luca Perri e il direttore Jacopo Brusa ci guidano tra le galassie di John Williams\, in un concerto-spettacolo dove scienza e fantasia si incontrano. \n\n\n\nDanza Contemporanea. Due serate dedicate alla grande danza contemporanea segnano la stagione 2026 del Teatro della Società\, che si apre con due produzioni firmate MM Contemporary Dance Company. \n\n\n\nIl 15 aprile (h.21) il sipario si alza su Elegia e Ballade. In Elegia\, Enrico Morelli racconta con poesia e coralità la ricerca di sé in un mondo smarrito: otto danzatori attraversano paesaggi di memoria e solitudine sulle musiche di Chopin e Villarosa\, accompagnati dalla voce di Isidora Balberini e dalle poesie di Mariangela Gualtieri. Una danza intima e visionaria\, che riflette su identità\, cura e rinascita. Segue Ballade\, nuova creazione di Mauro Bigonzetti\, un omaggio energico e appassionato agli anni Ottanta. Tra le musiche di Prince\, Leonard Cohen\, Nina Simone\, Frank Zappa e i CCCP\, dieci interpreti danno vita a un viaggio tra emozioni\, ricordi e libertà creativa. \n\n\n\nLa seconda serata\, il 15 maggio (h.21)\, è firmata da Michele Merola\, con due lavori di intensa forza espressiva. In Vivaldi Umane Passioni\, ispirato alle musiche di Antonio Vivaldi e ai colori di Marc Chagall\, il coreografo trasforma in movimento le passioni universali dell’essere umano: gioia\, rabbia\, attesa e tormento. Con Bolero\, sulle note ipnotiche di Ravel arricchite da nuove composizioni di Stefano Corrias\, Merola esplora la ripetitività magnetica del celebre brano come metafora dei rapporti umani\, tra desiderio\, tensione e armonia. \n\n\n\nOltre alla programmazione teatrale\, torneranno anche le iniziative estive più amate: dal Lecco Jazz Festival\, che animerà la città con i protagonisti più importanti di questo genere musicale\, e il Sound of Lecco\, la rassegna che unisce musica\, arte e grandi emozioni visive.
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SUMMARY:"Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts” all'Ara Pais
DESCRIPTION:Sarà ospitata a Roma\, al Museo dell’Ara Pacis\, da giovedì 4 dicembre 2025 a domenica 3 maggio 2026\, la grande mostra“Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, coprodotta e organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e daMondoMostre\, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. Radio Partner Dimensione Suono Soft. Mobilty Partner Atac. \n\n\n\nL’esposizione\, a cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi\, riunisce 52 capolavori provenienti dal Detroit Institute of Arts\, uno dei più importanti musei degli Stati Uniti\, e rappresenta un’occasione straordinaria per ammirare una selezione unica di opere dei grandi maestri dell’arte moderna europea tra Otto e Novecento. \n\n\n\nIl percorso\, articolato in quattro sezioni\, accompagna il visitatore dalle origini dell’Impressionismo fino alle avanguardie del primo Novecento\, presentando dipinti di Courbet\, Renoir\, Degas\, Cézanne\, Van Gogh\, Matisse\, Picasso\, Modigliani\, Kandinskij\, Beckmann e di molti altri protagonisti dell’arte europea. La mostra racconta la nascita e l’evoluzione della pittura moderna\, il dialogo fra luce e colore\, natura e città\, realtà e astrazione\, e le sperimentazioni che hanno ridefinito il linguaggio artistico del XX secolo. Tra le altre\, in esposizione Donna in poltrona (1874) di Pierre-Auguste Renoir — immagine scelta per la campagna di comunicazione e il visual ufficiale della mostra — eBagnanti (1879-1880) di Paul Cézanne\, opere che esemplificano in modo magistrale la ricerca sulla figura\, la luce e la costruzione dello spazio pittorico. \n\n\n\nCon “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”\, i grandi maestri europei compiono idealmente il viaggio inverso rispetto a quello che li portò nei musei americani\, tornando a dialogare con il pubblico europeo in un percorso di straordinaria bellezza e intensità. \n\n\n\nIl Detroit Institute of Arts (DIA)\, fondato alla fine del XIX secolo\, ospita oggi una collezione di oltre 65.000 opere che spaziano dall’arte antica a quella contemporanea\, divenne infatti\, già nei primi decenni del ‘900 un importante punto di riferimento per il collezionismo delle avanguardie artistiche europee negli Stati Uniti. \n\n\n\nINFO DEGAS – MATISSE – PICASSO – RENOIR – VAN GOGHIMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of ArtsA cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi4 Orari Tutti i giorni 9.30-19.3024 e 31 dicembre 9.30-14.001° gennaio 2026 11.00-20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura1° maggio e 25 dicembreBiglietto “solo Mostra”: intero € 15\,00 – ridotto € 13\,00.Prevendita: € 1\,00 Per maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)www.arapacis.it  www.museiincomune.it  www.mondomostre.it 
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SUMMARY:Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts all'Ara Pais
DESCRIPTION:Un avvio travolgente per Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, la mostra ospitata al Museo dell’Ara Pacis (fino al 3 maggio 2026)\, che nei primi quattro giorni di apertura ha registrato 8.830 visitatori\, confermandosi subito tra gli appuntamenti culturali più seguiti della stagione con oltre 2.000 visitatori al giorno e un picco di 3.000 la domenica 7 dicembre. \n\n\n\nUn risultato che testimonia\, ancora una volta\, la centralità di Roma come capitale internazionale dell’arte e della bellezza e la capacità dei suoi musei di attrarre pubblico diverso per età\, provenienza e interessi. L’entusiasmo con cui cittadine\, cittadini e turisti stanno rispondendo all’esposizione dimostra quanto la proposta culturale della città sia un motore vivo di partecipazione\, conoscenza e crescita collettiva. \n\n\n\n«Questi numeri – 8.830 ingressi in quattro giorni – sono il segnale forte di una comunità che vuole vivere i musei e riconosce nella cultura un’esperienza condivisa\, accessibile e necessaria. Il Museo dell’Ara Pacis si conferma uno spazio capace di unire qualità scientifica\, attrattività e apertura al grande pubblico»\, dichiara Massimiliano Smeriglio Assessore alla Cultura di Roma Capitale. \n\n\n\nLa mostra “Impressionismo e oltre” accompagna i visitatori in un percorso tra capolavori e protagonisti\, offrendo un’occasione preziosa per riscoprire uno dei momenti più fertili della storia dell’arte e le sue evoluzioni\, in dialogo con uno dei luoghi simbolo della Roma contemporanea. \n\n\n\nRoma Capitale invita il pubblico a continuare a partecipare e a programmare la visita\, contribuendo a rendere la cultura un elemento quotidiano della vita cittadina\, capace di generare valore\, turismo di qualità e nuove opportunità per il territorio. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nA cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi \n\n\n\n4 dicembre 2025 – 3 maggio 2026 \n\n\n\nOrari  \n\n\n\nTutti i giorni 9.30-19.3024 e 31 dicembre 9.30-14.001° gennaio 2026 11.00-20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nBiglietto “solo Mostra”: intero € 15\,00 – ridotto € 13\,00 \n\n\n\nPrevendita: € 1\,00 \n\n\n\nPer maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) \n\n\n\nwww.arapacis.it  www.museiincomune.it  www.mondomostre.it
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SUMMARY:"Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts" al Museo dell'Ara Pacio
DESCRIPTION:Dal Detroit Institute of Arts arriva al Museo dell’Ara Pacis una selezione straordinaria di cinquantadue capolavori\, dei grandi maestri dell’arte europea dal XIX al XX secolo. In mostra i pionieri dell’impressionismo Degas e Renoir\, i protagonisti delle avanguardie parigine Matisse e Picasso\, passando per le innovazioni di Van Gogh e infine arrivando agli sperimentatori dell’arte tedesca come Kandinsky e Beckmann. \n\n\n\nDa giovedì 4 dicembre 2025 a domenica 3 maggio 2026\, il Museo dell’Ara Pacis ospita la grande mostra Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, coprodotta e organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da MondoMostre\, con il supporto diZètema Progetto Cultura. Radio Partner Dimensione Suono Soft\, Mobility Partner Atac e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. \n\n\n\nL’esposizione\, curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi\, presenta gli straordinari dipinti provenienti dal Detroit Institute of Arts\, una delle maggiori istituzioni museali degli Stati Uniti.  \n\n\n\nLa selezione riunita al Museo dell’Ara Pacis comprende un insieme di capolavori europei realizzati tra gli anni Quaranta dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento\, alcuni dei quali entrati nelle collezioni del museo statunitense già poco dopo la loro esecuzione e oggi finalmente in Italia\, che documentano una fase cruciale della storia dell’arte\, attraversata da trasformazioni profonde che contribuirono a ridefinire il linguaggio pittorico moderno. Attraverso il dialogo tra luce e colore\, natura e città\, realtà e astrazione\, la mostra ripercorre un arco temporale in cui la pittura europea mette in discussione i modelli accademici e\, sperimentando nuove modalità di osservazione\, apre la strada alle rivoluzioni artistiche del Novecento. \n\n\n\n«Da domani 4 dicembre al Museo dell’Ara Pacis si apre la grande mostra “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”\, uno dei musei più prestigiosi degli Stati Uniti. Un’occasione unica per apprezzare uno degli snodi artistici più importanti della storia pittorica. Ci sono passaggi della storia delle arti figurative che hanno cambiato per sempre il nostro modo di intendere la raffigurazione\, la luce\, i colori\, l’irrompere del paesaggio cosiddetto ‘en plein air’. L’impressionismo è stato questo: un’evoluzione pittorica\, una piccola rivoluzione\, che ha sfidato convenzioni e canoni\, dando corpo con la sua pittura ad un movimento composto da artisti da una sensibilità visiva fino ad allora sconosciuta: da Pierre-Auguste Renoir a Edgar Degas\, da Paul Cézanne a Camille Pissarro. L’esposizione riunisce 52 opere provenienti dal Detroit Institute of Arts e c’è tempo fino al 3 maggio per godere di questa opportunità che ci racconta anche come\, per la prima volta\, è cambiato il rapporto pittorico tra natura e città»\, così l’assessore alla Cultura di Roma Capitale\,Massimiliano Smeriglio. \n\n\n\nLa mostra si apre con il rinnovamento dell’arte francese a partire dalla metà del XIX secolo\, quando realisti e impressionisti si concentrano sulla rappresentazione della vita moderna\, sulla verità del quotidiano e sulla resa immediata della percezione della luce. È il momento in cui la pittura europea comincia a mettere in discussione i codici tradizionali e a interrogare il rapporto tra percezione e realtà\, inaugurando una trasformazione profonda che porterà\, nel giro di pochi decenni\, alle avanguardie del primo Novecento. Seguendo l’invito di Charles Baudelaire\, a rivolgere lo sguardo alla vita contemporanea\, i pittori francesi trovano nella modernità urbana e nella luce naturale la materia nuova della loro ricerca. \n\n\n\nLa prima sezione\, ricca di opere emblematiche\, restituisce con chiarezza questo passaggio epocale attraverso cinque dipinti diEdgar Degas\, il celebre Bagnanti di Paul Cézanne e il raffinatoDonna in poltrona (1874) di Pierre-Auguste Renoir\, scelto come visual della mostra\, ai quali si affiancano due opere più tarde diPissarro e Alfred Sisley e un dipinto di Max Liebermann che\, pur realizzato nel 1916\, testimonia la persistenza e la vitalità della poetica impressionista oltre i confini della Francia. \n\n\n\nIl racconto espositivo prosegue con le ricerche sviluppate dopo il 1886\, anno dell’ultima mostra impressionista\, quando la pittura francese si avvia verso una crescente solidificazione della visione\, una costruzione più stabile della forma e una trasformazione del colore in elemento espressivo autonomo. La Sainte-Victoire di Cézanne esposta\, databile ai primi Novecento\, mostra con evidenza questa evoluzione; mentre\, le opere di Renoir restituiscono un artista profondamente trasformato dalla rilettura della tradizione. I due dipinti di Vincent Van Gogh interpretano la realtà attraverso una pennellata ritmica e vibrante\, comunicando con forza lo stato emotivo dell’artista. In questi anni\, come osservava il critico inglese Roger Fry coniando il termine “postimpressionismo”\, l’opera d’arte si emancipa dal rapporto diretto con il reale e si configura come un’armonia autonoma\, parallela al mondo visibile. \n\n\n\nLa parte centrale del percorso è dedicata alla Parigi dei primi due decenni del Novecento\, quando la capitale francese si afferma come centro artistico mondiale e vede emergere figure decisive comePablo Picasso e Henri Matisse. Le sei opere di Picasso esposte in mostra restituiscono la complessità del suo percorso: un dipinto del periodo rosa\, due della fase cubista e tre ritratti di donne sedute\, dipinti dopo il 1920\, segnano tappe fondamentali della sua maturità. I tre dipinti di Matisse\, realizzati tra il 1916 e il 1919\, testimoniano invece un’evoluzione sorprendente\, dal rigore geometrico delle prime ricerche a una pennellata più sensuale e dilatata\, influenzata dall’opera di Renoir. Completano questo panorama parigino le opere cubiste di María Blanchard\, unica artista donna presente nella selezione proveniente dal DIA\, e di Juan Gris\, insieme ai dipinti espressionisti di Amedeo Modigliani e Chaïm Soutine\, figure centrali della Scuola di Parigi. \n\n\n\nIn chiusura una ricca selezione dedicata all’avanguardia tedesca\, acquisita dal Detroit Institute of Arts grazie alla lungimiranza del suo direttore Wilhelm R. Valentiner\, in carica tra il 1924 e il 1945\, e al sostegno di importanti mecenati. Tre dipinti — di Max Pechstein\, Wassily Kandinsky e Lyonel Feininger — appartengono ai grandi movimenti d’anteguerra\, Die Brücke e il Blaue Reiter. La maggior parte delle opere risale infatti al dopoguerra e restituisce la drammaticità della Germania sconfitta\, raccontata attraverso la durezza delle figure di Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff\, e attraverso i lavori intensi di Emil Nolde\, Oskar Kokoschka e Max Beckmann\, il cui Autoritratto del 1945 riflette l’incertezza profonda dell’artista e del suo Paese nel difficile momento successivo al conflitto. \n\n\n\nCon Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, Roma accoglie un nucleo di opere che raramente lascia gli Stati Uniti\, un viaggio attraverso cinquant’anni di creatività europea che riunisce i protagonisti della modernità. Una mostra che non solo restituisce la ricchezza delle collezioni americane\, ma ricostruisce l’intreccio di visioni\, sperimentazioni e rivoluzioni che hanno definito la pittura tra Ottocento e Novecento europeo. \n\n\n\nNell’ottica di rendere i musei luoghi aperti per tutti e nell’intento di favorire l’inclusione e la partecipazione alla vita culturale della città\, laSovrintendenza Capitolina prosegue nel suo impegno di dotare anche le mostre temporanee di servizi che rispondano alle diverse esigenze della cittadinanza\, attraverso un potenziamento continuo degli strumenti di accessibilità. La mostra Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts è progettata pertanto per essere accessibile attraverso percorsi multisensoriali\, visite integrate\, laboratori creativi. I dispositivi di accessibilità e i video LIS sottotitolati\, posizionati all’interno del percorso mostra\, sono stati realizzati in collaborazione con l’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza e Rai Pubblica Utilità. Per tutto il periodo di apertura dell’esposizione è inoltre previsto un servizio di visite tattili e visite con interpreti LIS gratuite\, in collaborazione con il Dipartimento Politiche sociali e Salute – Direzione Servizi alla Persona di Roma Capitale\, la Cooperativa Segni d’Integrazione Lazio e Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nDEGAS – MATISSE – PICASSO – RENOIR – VAN GOGH \n\n\n\nIMPRESSIONISMO e oltre.Capolavori dal Detroit Institute of Arts \n\n\n\nA cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi \n\n\n\nOrari  \n\n\n\nTutti i giorni 9.30-19.3024 e 31 dicembre 9.30-14.001° gennaio 2026 11.00-20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nBiglietto “solo Mostra”: intero € 15\,00 – ridotto € 13\,00 \n\n\n\nPrevendita: € 1\,00 \n\n\n\nPer maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) \n\n\n\nwww.arapacis.it  www.museiincomune.it  www.mondomostre.it \n\n\n\nLe prevendite (anche biglietti OPEN) sono disponibili a QUESTO LINK
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SUMMARY:"IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts" all'Ara Pais
DESCRIPTION:Quaranta giorni dall’apertura\, la mostra IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, in corso al Museo dell’Ara Pacis fino al 3 maggio 2026\, registra un risultato straordinario: 50.000 visitatoriin 40 giorni\, con una media di 1.250 presenze al giorno e unaproiezione di 180.000 visitatori a fine mostra. \n\n\n\nUn dato che conferma l’attrattività dell’offerta espositiva romana e il forte interesse del pubblico per un progetto che porta in Italia una selezione rara: 52 capolavori del Detroit Institute of Arts\, con opere di Degas\, Renoir\, Cézanne\, Van Gogh\, Matisse\, Picasso e una significativa sezione dedicata alle avanguardie europee\, fino all’area tedesca con autori come Kandinsky e Beckmann. \n\n\n\nLa mostra\, curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi\, è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\,coprodotta e organizzata da Sovrintendenza Capitolina e MondoMostre\, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nUn percorso tra Ottocento e Novecento: dalla modernità alla rivoluzione delle avanguardie \n\n\n\nIl progetto espositivo accompagna i visitatori lungo un arco temporale che va dalla metà dell’Ottocento ai primi decenni del Novecento\, raccontando la nascita di un nuovo sguardo sul reale e la progressiva emancipazione del colore e della forma\, fino alle sperimentazioni che definiscono la modernità. \n\n\n\nAccessibilità e servizi al pubblico \n\n\n\nIn linea con l’impegno per una fruizione sempre più inclusiva\, la mostra propone strumenti e attività dedicati (tra cui contenuti e percorsi accessibili). \n\n\n\nINFORMAZIONI MOSTRA \n\n\n\nIMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of ArtsSede: Museo dell’Ara Pacis – Spazio espositivo\, Via di Ripetta 180 / Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli)\, RomaDate: 4 dicembre 2025 – 3 maggio 2026Orari: tutti i giorni 9.30–19.30; 24 e 31 dicembre 9.30–14.00; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura; chiuso 25 dicembre e 1° maggioBiglietti (solo mostra): intero €15; ridotto €13; prevendita €1 \n\n\n\nLe prevendite (e biglietti OPEN) sono disponibili a QUESTO LINK
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SUMMARY:"White Entropy”\, personale di Jacopo di Cera
DESCRIPTION:Tra le iniziative dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\, “White Entropy”\, mostra personale del fotografo e digital artist Jacopo Di Cera a cura di Massimo Ciampa\, al PhotoSquare di Milano Malpensa dal 4 dicembre 2025 al 31 marzo 2026\, trasforma il paesaggio in esperienza sensibile tra arte\, fotografia e sostenibilità. Un percorso di fotografie zenitali in grande formato\, realizzate tra Alpe di Siusi\, Monte Bianco\, Val di Fassa\, Val Badia\, Roccaraso\, Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio\, in cui il manto nevoso si scompone in trame quasi astratte\, segni di passaggi\, ferite e riscritture del paesaggio\, trasformando l’area aeroportuale in un osservatorio sospeso\, dove il bianco diventa materia di riflessione sul nostro rapporto con la natura e con il tempo. \n\n\n\n“White Entropy” conduce attraverso 23 opere di grande formato in un viaggio che dal candore assoluto dei paesaggi dell’arco alpino arriva alla presenza sempre più evidente dell’uomo. Il percorso passa dalla purezza iniziale all’apparire di figure minime\, fino alla folla che trasforma la montagna in superficie vulnerabile. Tracce\, solchi e ferite rivelano un territorio consumato\, dove la memoria del ghiaccio si assottiglia. Dietro il percorso di “White Entropy”\, ospitato nello scalo lombardo crocevia internazionale per milioni di passeggeri in transito ogni giorno\, si apre uno spazio inatteso: un territorio fragile\, quasi sacro\, in cui l’immagine zenitale dei ghiacchiai diventa un pavimento su cui camminare\, da attraversare con consapevolezza e responsabilità\, per narrare visivamente l’impatto ambientale e il senso cosmico dell’irreversibilità che governa ogni trasformazione. \n\n\n\nUna grande superficie di delicata carta fotografica si stende a terra e sulla sua pelle è stampata una visione dall’alto del ghiacciaio del massiccio del Monte Bianco. E poi accade ciò che non ci si aspetta in un luogo espositivo: si cammina. Ogni passo lascia un segno\, una lacerazione. Ogni traccia inciso\, consuma\, deteriora. Come per i ghiacciai\, che sotto il peso dell’uomo si assottigliano\, arretrano\, cambiano per sempre. È l’installazione site-specific che rende fisico e sensoriale il tema dello scioglimento dei ghiacciai e che coinvolge direttamente il visitatore nel processo di deterioramento\, rendendo palpabile la responsabilità collettiva. Il gesto\, semplice e quotidiano\, diventa rivelazione: non si può tornare indietro\, né ripristinare ciò che è stato consumato. La fotografia si anima proprio mentre si degrada\, la fragilità diventa voce\, il suo dissolversi diventa essa stessa narrazione. \n\n\n\nL’installazione rovescia così lo sguardo zenitale delle fotografie\, trasformandosi in un altare ribaltato che muta con il passaggio dei visitatori e la mostra in toto racconta una Terra fragile ma ancora portatrice di speranza\, indicando un possibile nuovo equilibrio tra uomo e ambiente. \n\n\n\nIl Monte Bianco è molto più di una vetta: è un simbolo europeo\, un mito alpino. Chiamato un tempo Mont Maudit – “Monte Maledetto” – a causa della sua fama di massiccio inaccessibile\, temuta e quasi soprannaturale\, nel 1786 Jacques Balmat e Michel-Gabriel Paccard raggiungono per la prima volta la cima\, sancendo la nascita ufficiale dell’alpinismo moderno. Oggi continua ad affascinare\, ma anche a preoccupare. Il suo ghiacciaio\, il Brenva\, è arretrato di 200 metri negli ultimi 20 anni: un termometro naturale del cambiamento climatico. “White Entropy” mette a sistema queste storie\, questi record\, queste fragilità attraverso un contatto diretto: il pubblico poggia i piedi proprio su quel paesaggio che ha segnato la storia dell’alpinismo e che oggi porta i segni della sua lenta dissoluzione. \n\n\n\nL’Assessore alla Cultura Francesca Caruso commenta: «Questa esposizione mostra con grande chiarezza quanto sia cambiato il nostro rapporto con la montagna e quanto le nostre azioni pesino sul paesaggio. È una riflessione che si inserisce pienamente nel percorso dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 che i territori e coinvolge le comunità attraverso progetti\, come questo\, che raccontano identità\, luoghi e patrimoni legati ai Giochi. Portare la mostra all’aeroporto di Malpensa significa inserirla nel flusso quotidiano di migliaia di persone\, in un luogo dove il messaggio arriva senza filtri. La cultura serve anche a questo: a farci vedere meglio ciò che consideriamo di conoscere già». \n\n\n\n«È per noi un vero onore ospitare\, qui all’aeroporto di Milano Malpensa\, una mostra così suggestiva dedicata al tema della montagna\, proprio mentre ci prepariamo ad accogliere gli atleti in transito per i prossimi Giochi Olimpici invernali. Saremo qui per dare il benvenuto non solo agli atleti\, ma anche agli spettatori ea tutti i passeggeri – dichiara Riccardo Kustermann\, Direttore Progetto Olimpico e Paralimpico presso SEA Aeroporti di Milano – Ci auguriamo che questa splendida esposizione di Jacopo Di Cera sappia emozionare e ispirare tutti coloro che condividono la passione per la montagna». \n\n\n\nInserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\, la mostra è promossa da SEA Milan Airports e realizzata da GLAC Consulting con la collaborazione di Deodato Arte. Media partner della rivista Artuu. L’artista Jacopo Di Cera – rappresentato da Deodato Arte – sarà inoltre protagonista di una mostra personale all’interno della sede principale della galleria nel gennaio 2026.Jacopo Di Cera\, nato a Milano nel 1981\, dopo l’esperienza nella comunicazione si trasferisce a Roma e si dedica alla fotografia studiando con maestri internazionali. Nel 2010 vince il concorso National Geographic. Nel 2016 sviluppa il “Fotomaterismo” con Fino alla Fine del Mare\, esposto al PAN di Napoli\, Paris Photo\, MIA Fair\, Les Rencontres d’Arles\, Paratissima e Ginevra Atelier Photo. Nel 2017 partecipa alla Biennale di Venezia\, presenta opere sull’imbarcazione Edipo Re di Pasolini e alla Galleria Accorsi. Seguono Il Rumore dell’Assenza\, MiRo e il progetto con droni Sospesi. Dal 2020 esplora l’arte digitale con Infinity e altre opere esposte a Roma\, Milano\, Miami\, New York\, Dubai\, Lisbona e Parigi. Nel 2024 rappresenta l’Italia alla Dubai Art Fair\, dove nel 2025 realizza l’installazione principale Retreat. Le sue opere\, tra fotografia e digitale\, sono presenti in gallerie e collezioni private nazionali e internazionali. \n\n\n\nWhite Entropy di Jacopo Di CeraA cura di Massimo Ciampa Dal 5 dicembre 2025 al 31 marzo 2026 Inaugurazione: giovedì 4 dicembre ore 12  \n\n\n\nIngresso libero
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SUMMARY:Lunaria a Levante 2026\,  prosa\, musica\, percorsi spettacolari e teatro per bambini in tutta Genova
DESCRIPTION:              \n\n\n\n\n\n\n\n“Lunaria a Levante”\, tradizionale rassegna invernale di prosa e musica a cura di Lunaria Teatro\, si appresta a tornare anche quest’anno con un programma intenso\, poetico e profondamente umano\, capace di attraversare epoche\, linguaggi e sensibilità diversi\, così come diversi sono i palchi scelti come sede degli spettacoli in agenda dal 6 dicembre 2025 al 16 maggio 2026: da Palazzo Ducale al Carlo Felice\, dal Museo di Arte Orientale Edoardo Chiossone al Teatro Instabile\, passando per il piccolo Teatro Iqbal di Castelletto e per le rappresentazioni itineranti in alcuni degli angoli più suggestivi di Genova. \n\n\n\nL’inizio sarà appunto al Chiossone\, sabato 6 dicembre\, con “I monologhi dell’atomica”\, reading di e con Elena Arvigo tratto da “Preghiera per Cernobyl” del Nobel per la letteratura Svetlana Aleksievich e da “Nagasaki”\, di Kyoko Hayashi: due immani tragedie nucleari rivissute attraverso le parole di altrettante donne che ancora ne portano i segni. E se Aleksievich non parla tanto del disastro in sé quanto delle impressioni e dei sentimenti delle persone che hanno toccato con mano l’ignoto\, Hayashi è essa stessa una sopravvissuta del bombardamento di Nagasaki e dunque testimone diretta di ciò che accadde quel giorno e\, soprattutto\, di cosa abbia significato sopravvivere. A seguire lo spettacolo\, vincitore del Premio Le maschere del teatro italiano 2023 come miglior monologo\, una visita guidata al museo che custodisce la più importante collezione di arte orientale italiana\, oltre alla mostra temporanea “Hiroshima Appeals. Messaggi di pace” curata da Miki Shimokawa. \n\n\n\nSabato 17 gennaio ci si sposterà alla Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale per un “Omaggio a Andrea Camilleri”\, maestro della parola e della regia celebrato\, nel centenario della nascita\, una performance che ne ripercorre le suggestioni letterarie e poetiche: Daniela Ardini\, Pietro Montandon – già interprete della fortunata produzione Lunaria Teatro tratta da “Maruzza Musumeci” – e Paolo Portesine ci condurranno tra le pagine dei romanzi più importanti e dei racconti brevi\, evocando alcune delle tematiche camilleriane più care\, tra cui il mare e la Sicilia. \n\n\n\nMusica protagonista sabato 31 gennaio all’Auditorium Montale del Carlo Felice grazie a “To love the land”\, concerto di Michela Centanaro accompagnata dalla cantante Maria Giulia Mensa\, dal pianista Guido Licastro\, dalla violoncellista Delfina Parodi e dalla voce recitante di Franco Avran: si partirà letteralmente da un respiro\, “Breath” dei Pink Floyd\, per quello che sarà un viaggio tra suoni che profumano di terra\, di pioggia e di stelle\, tra la voce degli alberi e il suono silenzioso del cielo\, lanciando un grido di allarme sulle sorti del nostro pianeta.  \n\n\n\nAltro genere e altra location\, sabato 21 e domenica 22 marzo al Teatro Instabile di via Cecchi\, per “Il fu Mattia Pascal”\, capolavoro di Luigi Pirandello che rivive nell’esibizione di un unico eccezionale interprete\, ancora Pietro Montandon\, capace\, grazie anche alla regia di Daniela Ardini e a un raffinato lavoro scenico\, di esplorare le sfumature psicologiche del protagonista mantenendo intatta la vitalità e l’umorismo del testo originale. \n\n\n\nSabato 18 aprile si tornerà al Museo Chiossone per un altro reading\, “Quel che affidiamo al vento”\, tratto dal romanzo di Laura Imai Messina. Daniela Ardini\, Pietro Montandon e Alma Poli ci porteranno nel giardino di Bell Gardia\, sul fianco scosceso di Kujira-yama\, la “Montagna della Balena”\, dove un telefono non collegato permette di parlare con chi non c’è più. Un luogo in cui\, ogni anno\, migliaia di persone provenienti da tutto il Giappone convergono nella speranza di ristabilire un contatto con i loro cari defunti. Anche in questo caso è prevista una visita guidata al museo a conclusione dello spettacolo. \n\n\n\nIl cartellone principale si chiuderà sabato 16 maggio\, in un luogo ancora in via di definizione\, con “La bocca del lupo”\, spettacolo itinerante tratto dal romanzo di Remigio Zena ambientato nei luoghi reali della Genova del 1887: una produzione che fonde verismo e commedia\, raccontando la vita della Bricicca e delle sue figlie nel quartiere popolare della Pece Greca\, con una visita guidata a cura di Genova Insieme. In scena Alice Bignone\, Rita Castaldo\, Anna Nicora\, Alma Poli\, Paolo Portesine e i partecipanti al laboratorio teatrale di Anna Nicora. \n\n\n\nCompletano il programma di Lunaria a Levante 2026 due percorsi spettacolari a ingresso libero curati dalla storica Marcella Rossi Patrone – l’11 aprile “La via romana di Quarto” ed il 2 maggio “Nel cuore di un borgo marinaro: via Antica Romana di Quinto” – e gli spettacoli per bambini al piccolo Teatrino Iqbal dell’Istituto Comprensivo Castelletto\, presso la scuola Maria Mazzini di corso Firenze: il 13 dicembre “La magia della stella di Natale” con Fiona Dovo e Valentina Reggio; il 10 gennaio “Un brutto anatroccolo” con Francesca Giacardi e Maria Teresa Giachetta; ed il 28 febbraio “Il gatto dagli stivali” con Daniele De Bernardi. \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni: tel. 010.2477045\, email info@lunariateatro.it\, www.lunariateatro.it. \n\n\n\nLunaria a Levante è un progetto di Lunaria Teatro. Si ringrazia per il sostegno il Comune di Genova e\, per la preziosa collaborazione\, l’Istituto Comprensivo Castelletto Genova\, l’Associazione Guide Turistiche della Liguria\, i Musei Nazionali di Genova\, il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone e Coop Liguria. \n\n\n\nLUNARIA A LEVANTE 2026 \n\n\n\nSpettacoli principali \n\n\n\nMuseo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone \n\n\n\nSabato 6 dicembre ore 16 \n\n\n\nREADING \n\n\n\nI MONOLOGHI DELL’ATOMICA \n\n\n\nda Preghiera per Cernobyl di Svetlana Aleksievich (Nobel per la letteratura 2015) e Nagasaki di Kyoko Hayashi \n\n\n\ndi e con Elena Arvigo \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPremio Le maschere del teatro italiano 2023 come miglior \n\n\n\nmonologo \n\n\n\nSeguito da visita guidata al Museo \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto* 13 euro\, under 26 8 euro\, under 13 7 euro. \n\n\n\n* Over 65\, Soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, possessori Green Card \n\n\n\nPalazzo Ducale\, Sala del Minor Consiglio \n\n\n\nSabato 17 gennaio ore 18 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nOMAGGIO A ANDREA CAMILLERI \n\n\n\ncon Daniela Ardini\, Pietro Mondandon\, Paolo Portiesine \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto* 13 euro\, under 26 8 euro\, under 13 7 euro. \n\n\n\n* Over 65\, Soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, possessori Green Card \n\n\n\nTeatro Carlo Felice\, Auditorium Montale \n\n\n\nSabato 31 gennaio ore 21 \n\n\n\nMUSICA \n\n\n\nTO LOVE THE LAND \n\n\n\nconcerto di Michela Centanaro \n\n\n\ncon Maria Giulia Mensa (voce)\, Guido Licastro (pianoforte)\, Delfina Parodi (violoncello)\, Franco Avran (voce recitante) \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto under 13 7 euro. \n\n\n\nTeatro Instabile \n\n\n\nSabato 21 marzo ore 21\, domenica 22 marzo ore 17 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nIL FU MATTIA PASCAL \n\n\n\ncon Pietro Montandon \n\n\n\nscene Giorgio Panni\, Giacomo Rigalza \n\n\n\nregia Daniela Ardini \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto* 13 euro\, under 26 8 euro\, under 13 7 euro. \n\n\n\n* Over 65\, Soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, possessori Green Card \n\n\n\nMuseo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone \n\n\n\nSabato 18 aprile ore 16 \n\n\n\nREADING \n\n\n\nQUEL CHE AFFIDIAMO AL VENTO \n\n\n\ndi Laura Imai Messina \n\n\n\ncon Daniela Ardini\, Pietro Montandon\, Alma Poli \n\n\n\nSeguito da visita guidata al Museo \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria \n\n\n\nPrezzi: in via di definizione \n\n\n\nLuogo in via di definizione \n\n\n\nSabato 16 maggio\, tre turni ore 15\, 16:30 e 18 \n\n\n\nSPETTACOLO ITINERANTE \n\n\n\nLA BOCCA DEL LUPO \n\n\n\ndi Remigio Zena \n\n\n\nda un’idea di Daniela Ardini \n\n\n\nin collaborazione con Paolo Portesine \n\n\n\ncon Alice Bignone\, Rita Castaldo\, Anna Nicora\, Alma Poli\, Paolo Portesine \n\n\n\ne il gruppo del laboratorio di teatro diretto da Anna Nicora \n\n\n\nIdeazione spazi e costumi Giorgio Panni\, Giacomo Rigalza \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto* 13 euro\, under 26 8 euro\, under 13 7 euro. \n\n\n\n* Over 65\, Soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, possessori Green Card \n\n\n\nPercorsi spettacolari \n\n\n\na cura della storica Marcella Rossi Patrone \n\n\n\ncon la partecipazione degli attori di Lunaria Teatro \n\n\n\nQuarto\, sabato 11 aprile ore 14:30 \n\n\n\nLA VIA ROMANA DI QUARTO \n\n\n\nTagliato dalla moderna viabilità\, questo antichissimo percorso si snoda ai piedi della collina di Apparizione fino all’abitato di Sturla\, con al centro la medievale chiesa di San Giovanni Battista. Le antiche case contadine\, le ville nobiliari\, l’Ospitale di San Giacomo sono oggi circondati dai moderni edifici\, ma non perdono il loro fascino. \n\n\n\nIngresso libero\, offerta gradita.  \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria tel. 0102477045. Si consigliano scarpe comode \n\n\n\nQuinto\, sabato 2 maggio ore 14:30 \n\n\n\nNEL CUORE DI UN BORGO MARINARO: VIA ANTICA ROMANA DI QUINTO \n\n\n\nLungo questa via sorsero la chiesa di San Pietro e le prime case di Quinto\, borgo di pescatori alle falde del monte Moro. Il percorso toccava un luogo ideale per il commercio. La storia locale si concentr. tra questa strada ed il mare. Un tempo era divisa in via Romana della Pianata ed in via Romana Ginevra. \n\n\n\nIngresso libero\, offerta gradita.  \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria tel. 0102477045. Si consigliano scarpe comode \n\n\n\nSpettacoli per bambini \n\n\n\nTeatrino Iqbal Scuola Maria Mazzini\, Istituto Comprensivo Castelletto \n\n\n\nSabato 13 dicembre ore 15 \n\n\n\nPER BAMBINI DAI 4 ANNI \n\n\n\nLA MAGIA DELLA STELLA DI NATALE \n\n\n\ncon Fiona Dovo\, Valentina Reggio \n\n\n\ntesto e regia Fiona Dovo \n\n\n\nproduzione Teatro delle Formiche \n\n\n\nLe fate Luna e Sole scoprono che la stella luminosa che guida Babbo Natale nella notte della vigilia è stata rubata dal Grinch. Nel viaggio per recuperarla incontrano vari personaggi. \n\n\n\nPrezzi: biglietto unico 7 euro \n\n\n\nTeatrino Iqbal Scuola Maria Mazzini\, Istituto Comprensivo Castelletto \n\n\n\nSabato 10 gennaio ore 15 \n\n\n\nPER BAMBINI DAI 4 ANNI \n\n\n\nUN BRUTTO ANATROCCOLO \n\n\n\ndalla fiaba di Hans Christian Andersen \n\n\n\ncon Francesca Giacardi\, Maria Teresa Giachetta \n\n\n\nscene e costumi Valentina Albino \n\n\n\nregia Antonio Tancredi \n\n\n\nproduzione Compagnia Cattivi Maestri \n\n\n\nChi è quell’anatroccolo che scappa dalla sua fattoria\, che corre\, inciampa\, si nasconde? Perché scappa? Il mondo fuori è così grande\, forse troppo grande per lui. Ce la farà? \n\n\n\nPrezzi: biglietto unico 7 euro \n\n\n\nTeatrino Iqbal Scuola Maria Mazzini\, Istituto Comprensivo Castelletto \n\n\n\nSabato 28 febbraio ore 15 \n\n\n\nPER BAMBINI DAI 3 ANNI \n\n\n\nIL GATTO DAGLI STIVALI \n\n\n\ncon Daniele De Bernardi \n\n\n\nproduzione Teatrino dell’Erba Matta\, Associazione Trombe e Tamburi \n\n\n\nPiccole figure in terracotta che\, nelle coloratissime strutture in legno\, si muovono azionate da fili che danno spazio e vita alla favola. \n\n\n\nPrezzi: biglietto unico 7 euro \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni \n\n\n\nLunaria Teatro \n\n\n\nTel. +39 010 2477045 \n\n\n\nwww.lunariateatro.it \n\n\n\ninfo@lunariateatro.it
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SUMMARY:"Le Verità Sospese"\, quattro serate evento al Teatro Torlonia
DESCRIPTION:Teatro e coscienza civica\, un legame indissolubile che il Teatro di Roma\, su idea del Direttore Artistico Luca De Fusco\, concretizza con la prima edizione di Le Verità Sospese\, un ciclo di quattro serate-evento dedicate alla ricostruzione critica di altrettanti casi giudiziari irrisolti della storia recente italiana. \n\n\n\nA partire dal 9 dicembre e fino al 21 aprile (sempre alle ore 20.00)\, il palcoscenico del Teatro Torlonia si trasforma in una moderna agorà di dibattito civile\, una vera e propria tribuna di confronto\, per riaprire la riflessione sulle zone grigie della giustizia\, là dove il diritto si scontra con l’opinione pubblica\, la verità processuale con quella mediatica e il garantismo con la sete di colpevoli. \n\n\n\nCon un poker di casi emblematici\, posti al servizio della critica del giudizio\, si accende un confronto serrato e appassionato\, fatto di domande apertepiù che di risposte definitive\, sulle dinamiche di potere della giustizia e su quelle verità sospese che continuano a interrogare la nostra coscienza civile. \n\n\n\nIl ciclo si apre con un evento di alto profilo\, il caso Mori (L’onore di un generale il 9 dicembre)\, incentrato sul complesso conflitto tra i successi antimafia\, la trattativa Stato-Mafia e le accuse di favoreggiamento. La serata vedrà la presenza dello stesso Generale Mario Mori\, conferendo un valore straordinario al dibattito inaugurale. \n\n\n\nSi prosegue con la condanna di due assistenti universitari in assenza di prove materiali e la verità giudiziaria incerta nel caso Marta Russo (Alla Sapienza\, una mattina il 20 gennaio); per continura a ragionare sul tragico suicidio del deputato socialista che denunciò il clima di pressione e i processi sommari di Mani Pulite con il caso Moroni (Suicidio d’accusa il 17 marzo) e\, in chiusura\, lo scandalo Hotel Champagne che ha travolto il CSM rivelando le dinamiche delle nomine e delle correnti interne alla magistratura con il caso Palamara(Hotel Champagne il 21 aprile). \n\n\n\nA confrontarsi saranno due autorevoli voci del giornalismo italiano\, Alessandro Barbano e Goffredo Buccini\, che offriranno differenti prospettive sull’interpretazione degli eventi; mentre l’attrice Anna Ammirati condurrà gli incontri accompagnando il pubblico tra testimonianze\, riflessioni e nodi irrisolti. \n\n\n\nL’obiettivo è proprio quello di ragionare insieme\, coinvolgendo spettatori\, lettori e cittadini\, sulla labile linea di confine tra giustizia e moralità e su quelle verità sospese lasciate aperte nel dibattito civile. \n\n\n\nL’iniziativa\, infatti\, spinta da una profonda vocazione civile e culturale\, si pone l’obiettivo non di rifare i processi\, ma di ri-raccontare le storie\, facendo emergere gli errori giudiziari e stimolando la riflessione critica sul concettodi giustizia contemporanea\, spesso inquinata da verità edulcorate e motivate dalla fretta di chiudere i casi. Su questa linea\, il Teatro di Roma\, con Le Verità Sospese\, consolida il suo impegno a legare la riflessione artistica all’attualità\, sviluppando una coscienza critica\, in particolare tra le platee più giovani\, meno influenzate dai pregiudizi mediatici. \n\n\n\nSINOSSI DEI CASI TRATTATI \n\n\n\nL’onore di un generale – Il Caso Mori \n\n\n\nMario Mori\, ufficiale dei Carabinieri formato da Dalla Chiesa\, guida operazioni decisive contro Cosa nostra\, tra cui l’arresto di Totò Riina nel 1993. Il successo contro la mafia porta però Mori al centro di tre procedimenti giudiziari: ritardo nella perquisizione del covo di Riina\, presunto favoreggiamento della latitanza di Provenzano e presunta trattativa Stato–mafia. In tutti i casi viene assolto: le sentenze confermano che non furono condotte trattative né forniti favori alla criminalità. Mori resta una figura controversa nella storia italiana\, simbolo delle tensioni \n\n\n\nSuicidio d’accusa – Il Caso Moroni \n\n\n\nLa storia di Sergio Moroni è una delle ferite più profonde di Mani Pulite. Deputato socialista e dirigente del Psi\, si suicida il 2 settembre 1992 dopo aver ricevuto due avvisi di garanzia durante l’inchiesta Mani Pulite. Nella lettera inviata a Giorgio Napolitano denunciava un clima di pressione e processi sommari che travolgevano vite e famiglie. Il suo gesto rimane un simbolo tragico di quella fase politica\, segnata da conflitti intensi tra giustizia e politica. \n\n\n\nAlla Sapienza\, una mattina – Il Caso Marta Russo \n\n\n\nIl 9 maggio 1997 Marta Russo\, 22 anni\, studentessa di Giurisprudenza\, viene colpita alla testa da un proiettile mentre cammina nel vialetto dell’università. Muore cinque giorni dopo. L’inchiesta diventa subito una delle più controverse della cronaca italiana: nessuna arma ritrovata\, nessun movente credibile\, una dinamica mai chiarita. Nonostante l’assenza di prove materiali e di un legame certo con il fatto\, due assistenti universitari\, Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro\, che si sono sempre dichiarati innocenti\, vengono condannati per omicidio colposo e favoreggiamento. Il processo lascia aperti enormi dubbi: nessuna prova diretta\, nessun riscontro tecnico decisivo. Un caso che\, ancora oggi\, per molti resta il simbolo di una verità giudiziaria lontana da qualsiasi certezza. \n\n\n\nHotel Champagne – Il Caso Palamara \n\n\n\nLuca Palamara è stato il più giovane presidente dell’Anm e poi il primo a esserne espulso. Nel 2019 un trojan installato sul suo cellulare rivela conversazioni che mostrano il ruolo di mediatore nelle nomine dei vertici delle procure. Da lì esplode lo scandalo dell’Hotel Champagne\, dal nome del luogo in cui avvenivano le riunioni decisive. Il Csm ne esce devastato. Nel 2020 viene radiato dalla magistratura\, decisione confermata dalla Cassazione. Viene accusato di corruzione. Il processo si conclude nel 2023 con un patteggiamento a un anno per traffico di influenze. Ma la sua storia è ben lontana da potersi dire conclusa.
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SUMMARY:“Epicicli"\, la stagione invernale del Teatro Antidoto di Gela
DESCRIPTION:Il Teatro Antidoto di Gela ospita la Stagione Teatrale invernale “Epicicli”\, promossa dalla cooperativa Punto Improprio\, che da anni rappresenta un punto di riferimento per la scena teatrale indipendente del territorio. La rassegna\, realizzata in collaborazione con Rete Latitudini\, prenderà il via l’11 dicembre 2025 e accompagnerà il pubblico fino a maggio 2026\, con un ricco cartellone che unisce drammaturgia contemporanea\, riscritture dei classici e teatro di ricerca. \n\n\n\nTutti gli spettacoli si terranno presso il Teatro Antidoto (via Pandino 2)\, con orari serali. \n\n\n\nIl progetto Epicicli si conferma un progetto culturale solido\, coraggioso e capace di tenere insieme qualità artistica\, accessibilità e radicamento territoriale\, offrendo al pubblico gelese un percorso teatrale che si rinnova\, attraversando miti antichi\, inquietudini contemporanee e linguaggi scenici sempre diversi. La sua offerta di drammaturgia contemporanea si arricchisce anche grazie al sostegno della Rete Latitudini che\, con le risorse del FURS\, promuove e supporta le iniziative teatrali di qualità nei territori periferici e nei piccoli centri siciliani. \n\n\n\nUna proposta che\, anno dopo anno\, continua a rafforzare il ruolo del Teatro Antidoto come presidio culturale attivo\, laboratorio di idee e luogo di incontro tra artisti e comunità che resiste anche grazie al sostegno di piccoli ma vitali sponsor privati. \n\n\n\nIL PROGRAMMA \n\n\n\n11 dicembre 2025 ore 21:30 \n\n\n\nIL RASOIO DI OCCAM \n\n\n\ndi Giuseppina Arimatea e Giovanni Maria Currò \n\n\n\ncon Alessio Bonaffini\, Tino Calabrò\, Mauro Failla \n\n\n\nregia Giovanni Maria Currò \n\n\n\nproduzione Clan Degli Attori \n\n\n\nGrazie alla radio\, la cronaca nazionale irrompe in un tipico salone da barba del Sud. La grande storia per qualche ora si mescola a quella infinitamente piccola di tre uomini alle prese con una quotidianità all’apparenza tranquilla. \n\n\n\n18 gennaio 2026 ore 19:00 \n\n\n\nFUTTI\, FUTTITINNI.. MA NON TI FARI FUTTIRI \n\n\n\ndi Tommaso D’Alia\, Giovanna Malaponti\, Valerio Castriziani \n\n\n\ncon Valerio Castriziani e Tommaso D’Alia \n\n\n\nproduzione Nutrimenti Terrestri \n\n\n\nUn ritratto della Sicilia che affronta temi di unione e disunione\, cercando di evadere dai pregiudizi sociali e di costruire un pensiero più ampio\, radicato nella quotidianità. Parla di Mafia\, ma anche di nonna Pia\, di morti e di vivi che lottano per un futuro diverso. \n\n\n\n8 febbraio 2026 ore 19:00 \n\n\n\nPOLIFEMO INNAMORATO \n\n\n\ndi e con Giovanni Calcagno \n\n\n\nmusiche e paesaggi sonori di Puccio Castrogiovanni \n\n\n\nproduzione La Casa Dei Santi \n\n\n\nSpettacolo ispirato dalle liriche e dai racconti dei poeti classici Teocrito e Ovidio\, che si sono occupati dell’impossibile amore del giovane Polifemo\, descritto come un pastore rozzo e selvaggio\, letteralmente sconvolto dal sentimento provato per la bellissima ninfa Galatea\, che invece ricambia l’amore di un pastore di nome Aci. \n\n\n\n8 marzo 2026 ore 19:00 \n\n\n\nPOLVERE \n\n\n\ndi Saverio La Ruina \n\n\n\ncon Saverio La Ruina e Cecilia Foti \n\n\n\nproduzione Scena Verticale \n\n\n\nC’è un prima\, immateriale\, impalpabile\, polvere evanescente che si solleva piano intorno alla donna\, la circonda\, la avvolge\, ne mina le certezze\, ne annienta la forza\, il coraggio\, spegne il sorriso e la capacità di sognare.  \n\n\n\n19 aprile 2026 ore 19:00 \n\n\n\nMETTI CHE RINASCO \n\n\n\ndi e con Sergio Vespertino \n\n\n\nmusiche dal vivo di Virginia Maiorana \n\n\n\nproduzione Pangea \n\n\n\nCosa ci aspetta quando metteremo piede nell’aldilà? Chi troveremo? Cosa saremo chiamati a fare? Nessuno\, che si sappia\, è tornato a riferirci come comportarci una volta arrivati lì\, cosa portare. Un divertente e bizzarro spettacolo e una scatenata ridda di folli supposizioni\, concetti assurdi\, bizzarre teorie\, stravaganti e travolgenti soluzioni. \n\n\n\n10 maggio 2026 ore 19:00 \n\n\n\nAGAMENNOMAN \n\n\n\nda Eschilo \n\n\n\nadattamento Aureliano Delisi \n\n\n\ncon Andrea Di Falco\, Gabriele Manfredi\, Andrea Pacelli\, Gabriele Rametta\, Pierantonio Savo Valente \n\n\n\nregia Collettivo V.A.N. \n\n\n\nAgamennoMan non è solo un re. È un uomo con sogni\, vizi\, debolezze e ambizioni\, che si avventura nel desiderio di grandezza come se fosse un supereroe senza consapevolezza del suo destino e soprattutto di quanto le sue azioni passate l’abbiano già segnato. \n\n\n\nINFO E BIGLIETTI \n\n\n\n329 4124903 – 327 8723050 \n\n\n\nBiglietteria online su www.liveticket.it/puntoimproprio \n\n\n\nAbbonamento: € 90 | Ridotto: € 70
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SUMMARY:"Quando la scienza fa spettacolo: la scienza\, l’etica e la coscienza" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:La Stagione del Teatro di Roma anche quest’anno sconfina verso altre discipline e si propone sempre più come uno spazio di incontro\, sapere\, scoperta\, abbracciando iniziative che uniscono l’esperienza teatrale e l’arte scenica con la divulgazione scientifica. \n\n\n\nSu questa linea progettuale il palco dell’Argentina si prepara ad accogliere la terza edizione di Quando la scienza fa spettacolo: la scienza\, l’etica e la coscienza. Un ciclo in tre incontri domenicali – 14 dicembre\, 8 marzo e 10 maggio\, a partire dalle ore 12 – per avvicinare il mondo della scienza al grande pubblico attraverso un format divulgativo coinvolgente dedicato al fondamentale rapporto della ricerca scientifica con il tema dell’etica e della coscienza. \n\n\n\nIn perfetto equilibrio tra rigore scientifico ed espressione artistica\, la rassegna – un progetto del Teatro di Roma\, ideato e curato da Orsetta Gregoretti e Silvia Mattoni\, con regia e drammaturgia di Matilde D’Accardi – esplora ambiti di frontiera come la robotica\, le neuroscienze e l’intelligenza artificiale. Ogni appuntamento\, infatti\, vedràscienziati di chiara fama e specialisti del settore dialogare con una guida d’eccezione\, l’attore Marco Marzocca\, che da artista e da curioso accompagnerà il pubblico alla scoperta di come il progresso interroghi la nostra coscienza. A fare da contrappunto narrativo è l’attrice Francesca Astrei\, che reciterà passi significativi tratti da grandi autori della letteratura\, della poesia e del giornalismo. Il tutto sarà immerso in una scenografia virtuale che proietterà sulla scena immagini del presente e filmati d’archivio\, trasformando ogni incontro in un vero e proprio viaggio immersivo. \n\n\n\nIl ciclo si inaugura domenica 14 dicembre con il tema “Roboetica dalla sanità allo Spazio”\, un incontro che vedrà confrontarsi esperti provenienti da settori cruciali. Interverranno\, tra gli altri\, Walter Cugno (Thales Alenia Space Italia\, Vicepresidente Esplorazione e Scienza\, attualmente Senior Advisor per Esplorazione e Scienza)\, Vittorio Loreto (Professore ordinario di Fisica dei Sistemi Complessi Sapienza Università di Roma\, Direttore di Sony CSL – Rome)\, l’avvocato Paolo Galdieri (docente di Diritto penale dell’informatica)\, Flavia Marino (ricercatrice psicoterapeuta CNR-IRIB) e Giovanni Pioggia (Dirigente di Ricerca ingegnere elettronico-biomedico CNR). \n\n\n\nIl viaggio prosegue poi domenica 8 marzo\, focalizzandosi su “Neuroscienze\, bioetica\, organoidi e assembloidi”. Saranno ospiti figure di spicco come il professore Enrico Alleva\, socio nazionale Accademia dei Lincei (docente di Etologia Sapienza Università di Roma\, già Direttore del Centro SCIC-Iss e Socio Accademia dei Lincei)\, la professoressa ordinaria di Filosofia del Diritto Laura Palazzani (Università LUMSA) e il professore ordinario di Biologia Molecolare e Direttore del Centro di Ricerca sulla Neurogenomica Giuseppe Testa (Università degli Studi di Milano e Human Technopole)\, per indagare i confini biologici ed etici della conoscenza del cervello. \n\n\n\nIl ciclo si conclude domenica 10 maggio con il tema di stretta attualità “Call for AI Ethics: una questione di fiducia”. Il dibattito vedrà sul palco il ricercatore emerito Rino Falcone (già Direttore Istituto Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR)\, la professoressa ordinaria di diritto privato e di diritto di Internet e dell’Intelligenza artificiale Giusella Finocchiaro (Università di Bologna) e il professore ordinario di Informatica Walter Quattrociocchi (Direttore del CDCS Sapienza Università di Roma)\, per affrontare le sfide della fiducia e della regolamentazione nell’era dell’Intelligenza Artificiale. \n\n\n\nQuando la scienza fa spettacolo: la Scienza\, l’Etica e la Coscienza \n\n\n\nIII edizione \n\n\n\na cura di Orsetta Gregoretti e Silvia Mattoni \n\n\n\nregia e drammaturgia Matilde D’Accardi \n\n\n\nconduce Marco Marzoccaletture Francesca Astrei \n\n\n\nassistente alla regia Consuelo Bartolucci \n\n\n\nproduzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale \n\n\n\nDomenica 14 dicembre 2025\, ore 12.00 \n\n\n\nRoboetica dalla sanità allo Spazio \n\n\n\nWalter Cugno\, Thales Alenia Space Italia\, Vicepresidente Esplorazione e Scienza\, attualmente Senior Advisor per Esplorazione e Scienza \n\n\n\nPaolo Galdieri\, Avvocato del foro di Roma e docente di Diritto penale dell’informatica \n\n\n\nVittorio Loreto\, Professore ordinario di Fisica dei Sistemi Complessi Sapienza Università di Roma\, Direttore di Sony CSL – Rome \n\n\n\nFlavia Marino\, ricercatrice psicoterapeuta CNR-IRIB  \n\n\n\nGiovanni Pioggia\, Dirigente di Ricerca ingegnere elettronico-biomedico CNR) \n\n\n\nDomenica 8 marzo 2026\, ore 12.00 \n\n\n\nNeuroscienze\, bioetica\, organoidi e assembloidi  \n\n\n\nEnrico Alleva\, docente di Etologia Sapienza Università di Roma\, già Direttore del Centro SCIC-Iss\, Socio Nazionale Accademia dei Lincei \n\n\n\nLaura Palazzani\, professoressa ordinaria di Filosofia del Diritto all’Università di Roma LUMSA \n\n\n\nGiuseppe Testa\, Professore Ordinario di Biologia Molecolare e Direttore del Centro di Ricerca sulla Neurogenomica\, Università degli Studi di Milano e Human Technopole \n\n\n\nDomenica 10 maggio 2026\, ore 12.00 \n\n\n\nCall for AI Ethics: una questione di fiducia \n\n\n\nRino Falcone\, ricercatore emerito\, già Direttore Istituto Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR \n\n\n\nGiusella Finocchiaro\, professoressa ordinaria di Diritto Privato e di Diritto di Internet e dell’Intelligenza Artificiale presso l’Università di Bologna \n\n\n\nWalter Quattrociocchi\, professore ordinario di Informatica\, Direttore del Center for Data Science and Complexity for Society (CDCS)\, Sapienza Università di Roma \n\n\n\ninfo e orari  tutti gli incontri sono di domenica mattina alle ore 12.00 \n\n\n\n14 dicembre 2025\, 8 marzo e 10 maggio 2026 \n\n\n\nbiglietti e cardsingolo incontro ingresso 10 €CARD 3 incontri 20 €teatrodiroma.net
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LOCATION:Teatro Argentina\, Largo di Torre Argentina\, 52\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:La Stagione Teatrale del Teatro Francigena a Capranica
DESCRIPTION:Comune di Capranica e ATCL\, circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio\, presentano la Stagione Teatrale del Teatro Francigena\, sei spettacoli in abbonamento. \n\n\n\nAd aprire la stagione\, sabato 10 gennaio alle 21\,00\, Le Volpi\, diLucia Franchi\, Luca Ricci\, conGiorgio Colangeli\, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato. Nell’ombra di una sala da pranzo\, all’ora del caffè\, in un’assolata domenica di agosto\, si incontrano due piccoli notabili della politica locale e la figlia di una di loro. Tutto intorno i pensieri volano già al mare e alle vacanze\, eppure restano da mettere in ordine alcune faccende che interessano i protagonisti della storia. Davanti a un vassoio di biscotti vegani\, si confessano legittimi appetiti e interessi naturali\, si stringono e si sciolgono accordi\, si regola la maniera migliore di distribuire favori e concessioni\, incarichi di servizio e supposti vantaggi. La provincia italiana è la vera protagonista della vicenda\, quale microcosmo in cui osservare le dinamiche di potere\, che hanno sempre a che fare con i desideri e le ossessioni degli individui. Morbidamente\, si scivola dentro un meccanismo autoassolutorio per cui è legittimo riservarsi qualche esiguo tornaconto personale\, dopo essersi tanto impegnati nella gestione della cosa pubblica. La corruzione è proprio questo concedere a sé stessi lo spazio di una impercettibile eccezione. Come scrive Leonardo Sciascia nel suo romanzo “Todo modo”: “I grandi guadagni fanno scomparire i grandi principi\, e i piccoli fanno scomparire i piccoli fanatismi”. Lo spettacolo è stato nella terna dei finalisti nominati ai Premi Ubu 2024 nella categoria ‘nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica’. \n\n\n\nDomenica 15 febbraio alle 18\,30\, Piccole Donne\, non devono morire\, di e con Francesca Pica eMaria Scorza\, regia Francesca Pica e Maria Scorza. Sud Italia.Oggi. Due sorelle\, Margherita e Pina\, sono in un cimitero per la riesumazione della sorella Bettina. Margherita è la maggiore\, felicemente sposata con Giovanni\, completamente assorbita dalla vita familiare. Pina\, la secondogenita\, scrittrice\, ha pubblicato un romanzo di successo\, ma le opere successive non sono all’altezza.  Le due sorelle attendono Emilia\, la piccola di casa\, che è in ritardo. Il cimitero\, luogo dell’attesa\, diventa un contenitore di ricordi\, confessioni\, discussioni\, verità.  Ispirato ai romanzi Piccole donne e Piccole donne crescono di Louisa May Alcott\, è un viaggio a ritroso delle piccole donne\, ora quarantenni\, che ricordando\, riflettono su cosa le ha fatte diventare le donne che sono\, cosa hanno ancora bisogno di dire e di fare per sentirsi libere. \n\n\n\nSabato 28 febbraio alle 21\,00\,Marcinelle\, storia di minatori\,testo e regia Ariele Vincenti\, con Ariele Vincenti\, Francesco Cassibba\, Sarah Nicolucci\,Giacomo Rasetti\, Vincenzo Tosetto. Lo spettacolo ripercorre minuziosamente la cronologia temporale di 4 minatori. Dalla partenza dai propri paesi d’origine\, alla morte nella miniera di Marcinelle. Quando i minatori partivano\, le piccole stazioni dei loro paesi si riempivano di mamme\, fidanzate\, amici e parenti che li salutavano. C’era hi era felice per loro\, come amici o conoscenti e c’era chi invece si disperava\, come le mamme e le fidanzate. Con le valigie di cartone i minatori viaggiarono in treno fino a Marcinelle. Gli erano state assicurate 28 ore di viaggio. In realtà furono 5 giorni in condizioni disumane a livello logistico e sanitario. Il primo impatto con Marcinelle non fu dei più positivi. Gli alloggi che gli erano stati promessi\, caldi e confortevoli erano al contrario scomodi e freddi. Le loro stanze si trovavano all’interno di ex campi di concentramento che i Tedeschi usavano durante la Seconda guerra mondiale.  Disumane le loro condizioni di lavoro: turni lunghi e faticosi\, i pagamenti a cottimo; più carbone recuperavano\, più la paga si alzava. I pasti erano scarsi. Se qualcuno chiedeva spiegazione di quelle condizioni ad un superiore\, veniva aspramente criticato e minacciato. Nella miniera\, il loro lavoro a mille metri di profondità era estenuante: per ore stavano sdraiati in piccole gallerie chiamate mine alte mezzo metro. Scavavano con uno scalpello percosso da un martello di ferro o con il Motor Pique\, un piccolo martello pneumatico dell’epoca in dotazione ai minatori. La mancanza d’aria. La polvere. Il rumore assordante\, i carrelli carichi di carbone\, i nitriti dei cavalli\, gli ascensori e altri suoni diventeranno una musica di accompagnamento per le azioni sceniche. Racconteremo anche come passavano il tempo libero. Un giorno andarono a Liegi per seguire l’arrivo vincente di Coppi e scoprirono che nei bar era vietato l’ingresso agli italiani. Da una partita a scopa alle telefonate a casa fino al momento della tragedia: tutti i minatori smettono di parlare. Rimarrà in sottofondo “la musica della miniera”\, così la chiamavano! \n\n\n\nDomenica 15 marzo alle 18\,30\, Ci prendesse un colpo\, la svolta della vita\, scritto da Tirocchi\,Paniconi\, Giacinti\, regia Andrea Palotto\, con Valeria Monetti\, Alessandro Tirocchi\, Maurizio Paniconi\, Simone Giacinti. Stella\, Walter\, Gianni e Bogdan non si sono incontrati\, si sono “riconosciuti”: hanno in comune un passato che gli ha negato i sogni\, e la voglia di riscatto. Si incontrano tutti i giorni al bar del capolinea della metro e un giorno\, complice un gesto folle\, si ritrovano a passare del tempo insieme e a conoscersi meglio\, scoprendo quanto siano simili tra di loro. Come dare una svolta a quella vita che non li soddisfa? Semplice\, rubare un’opera d’arte milionaria e coi soldi\, cambiare il corso degli eventi. Tra battute\, situazioni paradossali e colpi di scena\, capiranno che non tutto va secondo i loro piani! \n\n\n\nDomenica 29 marzo alle 18\,30\,La Moglie Perfetta\, con Giulia Trippetta. Una lavagna in scena\, una sedia di scuola\, una donna vestita anni ‘50. La storia è quella di Luisa\, una ragazza giovane e piena di sogni\, in un mondo vecchio quanto un cartellone pubblicitario ormai sbiadito\, Luisa diventa poi la docente di un singolare corso di comportamento e buone maniere: il suo è un seminario intensivo (solo per donne) di preparazione al matrimonio dal titolo “Si può far”. Il corso è volto all’istruzione delle giovani aspiranti sposine: quali sono le 10 regole da seguire per potersi trasformare nella moglie perfetta? La docente le mostra al pubblico come in una vera e propria lezione in cui ogni regola viene mostrata e spiegata in ogni sua parte\, in un crescendo di ironia\, surrealtà e gioco; ma\, come nella vita\, a volte la linea sottile tra gioco e realtà si confonde\, si offusca\, sbiadisce. Cosa si nasconde dietro la maschera di questa donna apparentemente perfetta? Crede davvero alle regole che impartisce con tanta dedizione\, o è semplicemente vittima di un sistema che la accetta solo perché sottomessa a stereotipi e chili di mascara? E può questa donna\, uscita da un’epoca che sembra non appartenerci più\, parlare alle donne di tutti i tempi? \n\n\n\nDomenica 19 aprile alle 18\,30\, La vera storia di Billie Holiday\, diBarbara Bovoli\, con Danilo Rea\,Barbara Bovoli e Oona Rea. Della cantante verranno raccontati l’infanzia\, le ristrettezze economiche\, la fame\, gli abusi\, le arbitrarie detenzioni\, poi gli esordi\, il successo\, le collaborazioni con i grandi pionieri del jazz\, le prime jam session\, i primi dischi\, i primi guadagni\, l’esaltazione di avercela fatta\, di essersi affrancata da una vita che sembrava segnata\, le risate\, le notti insonni su sgangherati torpedoni per infinite tournée\, le amicizie sincere (primo tra tutti Lester Young) ma poi… la nascita di strange fruit\, il ritrovarsi proprio malgrado investita del ruolo di “pioniera nella lotta per i diritti civili degli afroamericani”\, pesante da portare anche per chi non ha sulle spalle già tanta solitudine e disperazione\, perseguitata da coloro che volevano spegnere la sua voce perché pericolosamente rivoluzionaria e per alcuni persino “psicologicamente disturbante”. E allora\, la determinazione di chi non accetta di stare in silenzio di chi riconosce nella propria posizione privilegiata la possibilità di riscattare i tanti che non hanno voce\, la lotta all’apartheid\, la persecuzione politica\, gli agguati della polizia sotto gli hotel\, la costante fame di amore delusa da una lunga sequela di amori sbagliati\, di uomini che hanno visto nella sua fragilità un’occasione\, la rabbia (spesso anche fisica)\, la costante ricerca di autenticità\, la grande generosità\, la ricerca di affetti sinceri\, il rifugio nelle droghe per non sentire l’assordante solitudine\, e la solitudine come unica costante presenza di tutta la sua vita. Su Billie Holiday e’ stato scritto moltissimo\, su di lei sono stati fatti film\, scritti libri\, poesie\, canzoni. Sicuramente una delle figure femminili piu’ complesse e interessanti della storia della musica e su cui sono stati inventati gli aneddoti piu’ fantasiosi (la sua stessa autobiografia e’ costellata da incongruenze); ma le tante dissonanze biografiche sbiadiscono e cedono il passo all’immenso spessore umano che trasuda dalla sua disperata\, autentica\, incontenibile fame di amore e di verità. \n\n\n\nABBONAMENTI E BIGLIETTI \n\n\n\nABBONAMENTI \n\n\n\nIn vendita dal 1° dicembre 2025 \n\n\n\nAbbonamento a 6 spettacoli € 70\,00. \n\n\n\nBIGLIETTI \n\n\n\nin vendita online e al botteghino dal 2 gennaio 2026 \n\n\n\nBiglietto intero € 15\,00 – ridotto € 12\,00 \n\n\n\nBiglietto online € 15\,00 + € 1\,50 d.p. \n\n\n\nLa biglietteria del Teatro sarà aperta a partire da due ore prima di ogni spettacolo. \n\n\n\nBotteghino \n\n\n\nDal lunedì al venerdì presso il Centro Civico Piersanti Mattarella dalle ore 9:00 alle 12:00 e dalle ore 15:00 alle 18:30 \n\n\n\ninfo: \n\n\n\n3382015499 \n\n\n\nteatrofrancigena@comune.capranica.vt.it
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SUMMARY:PASSO A DUE\, Il Teatro al Cinema\, il Cinema in Teatro al Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Dalla scena allo schermo. Con grandi ospiti e capolavori cinematografici al Teatro Pirandello di Agrigento si parte con PASSO A DUE\, Il Teatro al Cinema\, il Cinema in Teatro a cura di Gianluca Arnone e Roberta Torre\, un viaggio appassionante attraverso le pellicole che hanno catturato la magia del Teatro. \n\n\n\nUn progetto che nasce da un’intuizione semplice ma fertile: accostare film che raccontano il teatro – nelle sue forme\, nei suoi fantasmi\, nelle sue memorie e reinvenzioni – a conversazioni vive con coloro che\, dentro questi film\, hanno dato corpo\, voce e visione a quella rappresentazione. Perché il teatro\, più di ogni altra arte\, esiste nella relazione\, nell’incontro; e il cinema\, specchio moltiplicato del reale\, ne raccoglie spesso le tracce\, le ombre\, le riscritture. Al Pirandello prende forma così una piccola stagione di dialoghi e visioni\, un itinerario tra film che del teatro fanno memoria\, scena\, ossessione\, carne.  \n\n\n\nOgni serata prevede un incontro pubblico con protagonisti d’eccezione della durata di 40/45 minuti circa\, moderato dal curatore della sezione Gianluca Arnone\, e a seguire la proiezione del film presentato. Primo appuntamento domenica 11 gennaio 2026 alle ore 20.00 con Leonora addio di Paolo Taviani presentato dall’ attore Fabrizio Ferracane e la produttrice cinematografica Donatella Palermo.  \n\n\n\nSarà poi la volta di Fotinì Peluso per il trentennale di Romeo + Juliet di Baz Luhrmann (14 febbraio) per poi dialogare con Michele Placido e Federica Luna Vincenti con Eterno visionario (28 marzo). Roberta Torre presenterà il suo Tano da morire (25 aprile) mentre Mario Martone concluderà gli incontri con Qui rido io (23 maggio).  \n\n\n\n “Passo a Due è un progetto a cui tengo molto – racconta Roberta Torre\, Direttore Artistico Teatro Pirandello – nato per mettere in dialogo due arti sorelle: il teatro e il cinema.  Il pubblico è invitato a scoprire film in cui il teatro non è solo sfondo o ispirazione\, ma parte viva e centrale della narrazione. Ogni appuntamento diventa un’occasione per riflettere sul rapporto tra la scena e lo schermo\, sull’arte dell’attore e sul potere del racconto che si muove tra finzione e realtà”.  \n\n\n\n“Un progetto – spiega il curatore Gianluca Arnone – nato per restituire al cinema la sua natura più autentica: quella dell’esperienza condivisa. E al tempo stesso per riconsegnare al teatro la sua vocazione originaria: il luogo della presenza\, dell’ascolto e dell’incontro dal vivo. Scegliere un teatro storico\, il Teatro Pirandello di Agrigento\, che porta il nome di uno dei massimi autori della nostra tradizione significa affidare a una cornice autorevole e solenne il compito di ridare vita a film indimenticabili e\, insieme\, di riattivare il rito scenico: una platea che respira\, la parola che risuona\, una comunità che si ritrova davanti alla magia della rappresentazione”. \n\n\n\nDI SEGUITO IL PROGRAMMA COMPLETO DEGLI APPUNTAMENTI: \n\n\n\nore 20.00 – proiezione film a seguire \n\n\n\n11 gennaio – Fabrizio Ferracane e Donatella Palermo presentano Leonora addio di Paolo Taviani (Italia\, 2022\, 90’) \n\n\n\n14 febbraio – Fotinì Peluso per il trentennale di Romeo + Juliet di Baz Luhrmann (USA\, 1996\, 120’) \n\n\n\n28 marzo – Michele Placido e Federica Luna Vincenti con Eterno visionario (Italia\, 2024\, 112’) \n\n\n\n25 aprile – Roberta Torre con Tano da morire (Italia\, 1997\, 95’) \n\n\n\n23 maggio – Mario Martone con Qui rido io (Italia\, 2021\, 133’)
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LOCATION:Teatro Pirandello\, Via Atenea\, 35\, Agrigento\, ITA\, 92100\, Italy
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SUMMARY:Al via la 63 stagione Cinema Lux
DESCRIPTION:Il Cineforum Orione\, in collaborazione con il Cinema Lux\, presenta la 63esima Stagione Cinematografica\, che rappresenta un nuovo viaggio attraverso il cinema d’autore contemporaneo\, tra grandi firme internazionali\, nuove voci\, film premiati nei principali festival e appuntamenti speciali. \n\n\n\nDa gennaio a maggio 2026\, ogni lunedì e giovedì (con tre spettacoli alle ore 16.00 – 18.30 – 20.30)\, il pubblico potrà assistere a una selezione di opere che raccontano il mondo di oggi attraverso sguardi diversi\, linguaggi personali e storie capaci di emozionare\, interrogare e sorprendere. \n\n\n\nL’inaugurazione della stagione è in programma lunedì 12 gennaio (con replica giovedì 15 gennaio) con “Il mio cammino” di Bill Bennett (2024)\, che sarà con ingresso gratuito\, a sottolineare la vocazione culturale e inclusiva della rassegna.  \n\n\n\nIn questo film viene raccontata la storia la storia vera\, affascinante e travolgente\, di un uomo testardo\, divertente ed egocentrico che intraprende il Cammino di Santiago senza sapere perché\, ma che\, passo dopo passo\, scopre come questa esperienza possa trasformarlo radicalmente e cambiare per sempre il suo sguardo sulla vita. Solo quattro dei protagonisti sono attori professionisti. Tutti gli altri sono veri pellegrini\, incontrati lungo il Cammino. Questo dona al film una spontaneità autentica e coinvolgente. Il film saprà conquistare anche i semplici curiosi\, molti spettatori usciranno dalla sala con un’idea precisa: iniziare a pianificare il proprio Cammino. \n\n\n\nSeguiranno titoli di grande rilievo come “La famiglia Leroy” di Florent Bernard\, “I colori del tempo” di Cédric Klapisch\, “La gazza ladra” di Robert Guédiguian\, “Giovani madri” dei fratelli Dardenne\, “Scomode verità” di Mike Leigh\, “Tanna” di Martin Butler e Bentley Dean\, “Ritrovarsi a Tokyo” di Guillaume Senez\, “I morti non soffrono” con Viggo Mortensen\, “Crossing Istanbul” di Levan Akin e molti altri. \n\n\n\nLa programmazione si articola in sezioni tematiche che arricchiscono la rassegna: \n\n\n\n“Poker francese” e “Italiani di ieri e di oggi”\, dedicata al cinema contemporaneo italiano e d’Oltralpe; “Caleidoscopio sul mondo”\, per esplorare storie e culture internazionali;“Incontro con l’autore”\, con la presenza in sala lunedì 16 febbraio del regista Andrea Segre per il film “Noi e la grande ambizione”;“Il mito Marilyn”\, omaggio speciale a Marilyn Monroe nel centenario della nascita\, con la proiezione di un film restaurato a cura della Cineteca di Bologna. \n\n\n\nCompletano il calendario due appuntamenti speciali con film scelti tramite sondaggio tra i soci\, a conferma dello spirito partecipativo che da oltre sessant’anni caratterizza il Cineforum Orione. \n\n\n\nLa rassegna è riservata ai soci e si svolge presso il Cinema Lux (Largo Seggiola\, 168 – Messina). Sono previste formule di abbonamento agevolate per giovani\, studenti e senior\, oltre alla possibilità di utilizzare Bonus Cultura 18App e Carta Docente. \n\n\n\nCon la Stagione 2026\, il Cineforum Orione rinnova il proprio impegno: offrire cinema di qualità come occasione di incontro\, riflessione e condivisione\, mantenendo vivo un presidio culturale che da 63 anni accompagna la vita cinematografica della città. \n\n\n\nInfo:www.cinemaluxmessina.com – www.cineforumdonorione.comTel. 090.9216093
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SUMMARY: "Materia vibrante"\, la personale dell'artista Fabio Sciortino a Palermo
DESCRIPTION:A seguito delle tante richieste le Officine Bellotti (via Antonio Gagini 31 a Palermo) prorogano fino al 14 febbraio la personale Materia vibrante dell’artista palermitano Fabio Sciortino\, inaugurata lo scorso 23 ottobre. \n\n\n\nL’esposizione\, curata da Ida Parlavecchio\, prende in prestito il titolo da un saggio di Jane Bennett\, filosofa e teorica politica tra le figure di spicco dell’ecosofia contemporanea\, ed è composta da un notevole corpus di opere pittoriche\, disposte tra i locali del pianterreno e le grandi sale espositive del piano superiore\, e da un’installazione site specific collocata nell’ex magazzino delle carte appartenuto alla ditta De Magistris-Bellotti. \n\n\n\nQuest’ultima dà vita a un giardino di vetro\, fragile e inaccessibile\, che si presenta come un’aiuola selvatica dove germinano specie meravigliose e artificiali\, punteggiate da gemme imperfette e da riflessi iridescenti\,  che ha incantato il tanti visitatori. \n\n\n\nLe opere del ciclo pittorico\, d’altro canto\, propongono un viaggio attraverso terre e paesaggi misteriosi che si compie per sequenze\, coprendo la produzione degli ultimi anni\, tra inchiostri su carta\, oli su tavola e pittura su tela. \n\n\n\nAl finissage del 14 febbraio sarà presente l’artista; ingressoda lunedì a sabato dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.30; contributo 3 euro. \n\n\n\nBreve curriculum dell’artista  \n\n\n\nNato a Monreale (1971)\, dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti di Palermo ha praticato molteplici attività laboratoriali\, specializzandosi nelle tecniche della ceramica e dei materiali lapidei.  \n\n\n\nHa progettato e realizzato allestimenti espositivi in collaborazione con il Comune di Palermo ai Cantieri Culturali della Zisa e operato in qualità di scenografo in ambito cinematografico e teatrale con diversi autori\, tra i quali i registi Daniele Ciprì\, Franco Maresco e Roberta Torre.  \n\n\n\nLa ricerca e la pratica artistica nel campo della pittura\, della scultura e dell’installazione da sempre lo hanno portato a sperimentare la poetica dei materiali\, analizzandone il valore espressivo e soggettivo. \n\n\n\nHa insegnato Pittura presso diverse accademie di Belle Arti italiane\, attualmente è docente all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Espone in Italia e all’estero collaborando con istituzioni pubbliche e private. Vive e lavora a Lucca.
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LOCATION:Officine Bellotti\, Via Antonio Gagini\, 31\, Palermo\, ITA\, 90133\, Italia
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SUMMARY:La stagione 2025/2026 del Teatro Vittoria di Frosinone
DESCRIPTION:ll Comune di Frosinone e ATCL\, circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio\,propongono\, per la stagione teatrale 2025-2026 del Teatro Vittoria\, otto spettacoli in abbonamento. \n\n\n\n“Il sipario si alza\, anche quest’anno\, sulla stagione di prosa che si terrà nuovamente negli spazi del rinnovato teatro comunale Vittoria\, per farci vivere tutta la magia e le emozioni dell’arte scenica – ha dichiarato il Sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli – Tanti gli appuntamenti in cartellone da gennaio a maggio con alcuni degli artisti più celebri e apprezzati del panorama nazionale\, che condurranno gli spettatori in un viaggio alla scoperta di pièces che faranno riflettere\, ridere e sorridere. Dal 2013\, del resto\, la programmazione allestita dall’Amministrazione comunale ha portato nel nostro Capoluogo gli interpreti e i registi italiani più importanti\, suscitando una partecipazione calorosa e appassionata da parte degli amanti dello spettacolo dal vivo provenienti da tutta la Regione. Il Comune di Frosinone crede\, fermamente\, che l’investimento sulla cultura crei valore aggiunto\, come moltiplicatore di energie sane per l’intera società e di promozione del territorio\, e costituisca un elemento di identità\, di crescita e di coesione sociale da promuovere soprattutto tra i giovani e nelle famiglie”. \n\n\n\n“Anche quest’anno\, con il prezioso supporto dell’Atcl\, abbiamo costruito una stagione che unisce tradizione e contemporaneità\, proponendo titoli capaci di parlare a pubblici diversi: grandi classici\, produzioni di impegno civile\, monologhi intensi\, spettacoli capaci di parlare alla società di oggi. L’obiettivo è offrire un cartellone che rispecchi la ricchezza del teatro italiano e la pluralità dei suoi linguaggi\, senza rinunciare alla qualità artistica – ha dichiarato l’assessore alla cultura Simona Geralico – Il Teatro Vittoria continua ad essere un luogo vivo\, aperto\, capace di accogliere e di avvicinare soprattutto i più giovani al teatro\, uno dei pilastri della nostra identità culturale\, capace di farci emozionare e sognare\, oltre che di rafforzare il legame con la comunità”. \n\n\n\n“La nuova stagione del Teatro Vittoria rappresenta un valore aggiunto per il nostro centro storico\, che continua a rafforzarsi come luogo dinamico e accogliente per cittadini e visitatori – ha dichiarato l’assessore al centro storico Rossella Testa – Eventi di questa fattura contribuiscono a rendere l’area viva durante tutto l’anno\, favorendo la presenza di persone e sostenendo le attività che operano quotidianamente nella parte alta della città. Stiamo lavorando per migliorare sempre di più i servizi e la fruibilità degli spazi\, così da trasformare ogni appuntamento in un’esperienza piacevole e completa per chi sceglie di trascorrere il proprio tempo nel cuore della città. Invito tutti a partecipare alla nuova\, coinvolgente stagione teatrale\, un’ulteriore occasione per vivere e condividere emozioni nel nostro centro storico”. \n\n\n\n“Per la stagione 2025/2026 il Comune di Frosinone e ATCL presentano un cartellone pensato per coinvolgere\, sorprendere e offrire al pubblico una vasta gamma di emozioni. Abbiamo immaginato il Teatro Vittoria come un crocevia di storie\, un luogo in cui le idee prendono forma e dialogano con la città. Quest’anno la scena si popola di artisti affermati e di talenti in crescita\, di linguaggi che si contaminano e si rinnovano\, di narrazioni che parlano al cuore e all’immaginazione. Ogni spettacolo è un invito ad attraversare mondi differenti\, a lasciarsi interrogare e a condividere delle esperienze irripetibili. Al pubblico rivolgiamo il nostro invito più sincero: il Teatro Vittoria vi aspetta!” hanno dichiarato l’amministratore delegato di ATCL\, Luca Fornari e la direttrice artistica di ATCL\, Isabella Di Cola. \n\n\n\nAd aprire la stagione\, sabato 17 gennaio alle ore 21.00\, A.M.O.R.I. & A.M.O.R.E. di David Conati\, con Matilde Brandi e Francesco Branchetti e con Isabella Giannone\, regia di Francesco Branchetti. L’amore\, sì\, certo\, ma non sempre l’amore platonico\, idilliaco\, poetico\, illusorio. No\, qui si parla di quel groviglio complesso di sentimenti e situazioni che ci fanno perdere la testa\, ma che in sostanza si potrebbe ricondurre a una serie di reazioni chimiche determinate dai ferormoni. Coloro che si sono presi la briga di analizzare scientificamente la “costruzione di un amore” hanno stabilito che questo percorso ha cinque fasi. In questo percorso alla scoperta delle ardimentose manovre dell’amore\, in modo ironico\, assisteremo ad una serie di quadri che ripercorrono tutte le epoche arrivando ai giorni nostri. Un viaggio tra le schermaglie amorose di epoche e stili teatrali diverse che ci farà immedesimare nell’evoluzione del gioco delle relazioni nel quale ci possiamo riconoscere tutti. \n\n\n\nSabato 31 gennaio alle ore 21.00\, Il Berretto a Sonagli\, di Luigi Pirandello\, con Irma Ciaramella\, Ivano Falco\, Gino Auriuso\,Marina Zanchi\, Ottavia Orticello\, Gioele Rotini\, regia di Gino Auriuso. ‘A birritta cu ‘i ciancianeddi è il titolo originale dell’opera che Luigi Pirandello scrisse nel 1916 in dialetto catanese e che poi trasformò in italiano nel 1918 con il nome de Il berretto a sonagli e che riprende le tematiche delle due novelle La verità (1912) e Certi obblighi (1912). Questo testo\, considerato uno dei capolavori del grande drammaturgo siciliano\, tratta la vicenda di una donna\, Beatrice Fiorica\, la quale viene a sapere che il marito la tradisce con la moglie di Ciampa\, scrivano del cavalier Fiorica\, e che decide di farsi aiutare dal delegato Spanò per sorprendere in flagrante i due amanti. Così Beatrice Fiorica\, offesa\, decide di allontanare Ciampa mandandolo a Palermo per sbrigare certe commissioni per far scoppiare lo scandalo poco dopo; ma la soddisfazione di Beatrice ha breve durata poiché dal verbale risultano solo elementi negativi e non vi è alcuna prova di adulterio. Nonostante tutto\, Ciampa\, che si ipotizza fosse a conoscenza della relazione tra i due\, in città viene tacciato come “becco” e dunque non gli resterebbe altro da fare che uccidere i due amanti; ma la soluzione che egli propone è un’altra: che la signora Fiorica si faccia credere pazza e venga internata. Così cerca di convincerla\, giacché solo in questo modo il suo onore e quello del marito potranno essere salvi. \n\n\n\nVenerdì 20 febbraio alle ore 21.00\, Genitori vs Figli – Don’t worry\, stay Chill\, con Federico Perrotta e Valentina Olla e conMaria Teresa Pascale\, Miloud Mourad Benamara\, Sofia Graiani e Luca La Ginestra\, scritto e diretto da Antonio Pisu. Con un deciso “io quitto” il figlio diciannovenne\, stanco di sentirsi incompreso\, decide di andarsene di casa. La famiglia\, disperata\, si lancerà in una frenetica corsa per farlo restare. In una serie di divertenti e rocamboleschi eventi scopriranno che l’amore autentico nasce dall’accettare le proprie fragilità e andare oltre le apparenze. \n\n\n\nDomenica 1° marzo alle ore 18.00\, Made in Italy\, testo di David Norisco\, regia di Francesco Branchetti\, con Barbara De Rossi\,Simona Bettoni\, Ilaria Giorgi\, Samanta Chieffallo. Se il Gran Tour del 700/800 portava nella nostra penisola turbe di poeti\, musicisti\, scrittori e nobili dell’Europa\, presi da una fervida emozione culturale\, vogliamo oggi percorrere con curiosa determinazione alcune regioni della nostra Italia con un volo planare all’insegna di una curiosa rivisitazione per approfondire e non dimenticare luoghi\, monumenti e musica che sono pure il bagaglio che ci ha fatto crescere. Se si corre a Dubai\, a New York o Calcutta per stordirci nel rumore\, nelle visioni di grattacieli svettanti\, torniamo un attimo tra noi e il viaggio non avrà mai fine perché conoscere è volare oltre la soglia fisica consentita.  \n\n\n\nSabato 14 marzo alle ore 21.00\, Piccole Donne non devono morire di e con Francesca Pica e Maria Scorza\, regia di Francesca Pica e Maria Scorza. Sud Italia. Oggi. Due sorelle\, Margherita e Pina\, sono in un cimitero per la riesumazione della sorella Bettina. Margherita è la maggiore\, felicemente sposata con Giovanni\, completamente assorbita dalla vita familiare. Pina\, la secondogenita\, scrittrice\, ha pubblicato un romanzo di successo\, ma le opere successive non sono all’altezza.  Le due sorelle attendono Emilia\, la piccola di casa\, che è in ritardo. Il cimitero\, luogo dell’attesa\, diventa un contenitore di ricordi\, confessioni\, discussioni\, verità.  Ispirato ai romanzi Piccole donne e Piccole donne crescono di Louisa May Alcott\, è un viaggio a ritroso delle piccole donne\, ora quarantenni\, che ricordando\, riflettono su cosa le ha fatte diventare le donne che sono\, su cosa hanno ancora bisogno di dire e di fare per sentirsi libere. \n\n\n\nDomenica 29 marzo alle ore 18.00\, Brigitte Bardot – Scandalo e Solitudine di P. Bellucci\, F. Lombardi e F. Catalano\, con Patrizia Bellucci\, regia e musica di Fabio Lombardi. Un soffuso moltiplicarsi di veli s’apre sulla camera della diva che in Europa ha più d’ogni altra segnato la rivoluzione sessuale. Che più d’ogni altra\, anche attraverso errori e ingenuità\, ha spalancato la porta dell’emancipazione femminile. Superata la soglia della maturità e della coscienza\, allontanatasi dai riflettori ma sempre pronta a far ascoltare le proprie opinioni\, circondata dagli amati animali\, BB ci svela emozioni ed errori\, vittorie e sconfitte\, delusioni e amori\, passioni deflagranti e dolori repressi\, e ci racconta come il successo\, molto spesso\, sia sinonimo di solitudine. Questo monologo è un modo per far i conti coi cambiamenti del costume in Europa\, ma anche con l’idea che ognuno di noi ha di libertà. \n\n\n\nSabato 18 aprile alle ore 21.00\, El Fùtbol\, testo di Gianvito Pulzone\, regia di Francesco Branchetti\, con Ettore Bassi\,Gianvito Pulzone\, Oscar Bellomo. Uno spettacolo dedicato allo spirito del calcio. Ettore Bassi interpreta un uomo dalla passione calcistica più pura\, ed evoca alcuni tra i più grandi calciatori della storia del calcio mondiale\, uomini che hanno fatto sognare e hanno dato coraggio a migliaia di persone con la loro generosità\, il loro coraggio. Oggi vengono i brividi a ricordare le magie delle loro imprese: racconti\, ricordi di ieri e di oggi\, rievocano il mondo che gira intorno al calcio e che è una metafora a volte dolorosa e a volte esaltante della nostra vita e della nostra società. Una storia dai tratti epici\, piena di poesia\, in cui l’attenta regia di Francesco Branchetti restituisce al testo la capacità di evocare lo spirito del calcio\, lo spirito del gioco in sé attraverso atmosfere fascinose\, colori\, luci\, suoni.  \n\n\n\nInfine\, a chiudere la stagione teatrale 2025-2026 del Teatro Vittoria\, sabato 9 maggio alle ore 21.00\, Meglio di Niente\, di e con Daniele Graziani e Lucio Dal Maso\, regia di Daniele Graziani e Lucio Dal Maso. Dopo Anche meno tornano I Carta Bianca con uno spettacolo che incarna alla perfezione il momento storico che stiamo vivendo: Meglio di niente. In questo lavoro i due portano sul palco un viaggio dentro le piccole e grandi mancanze della vita quotidiana\, trasformandole in carburante per la risata. Viviamo in un mondo in cui siamo sempre alla ricerca di qualcosa: più tempo\, più denaro\, più successo\, più attenzioni. Eppure\, spesso ci ritroviamo con molto meno di quanto desideriamo. È proprio in quel divario\, tra l’aspettativa e la realtà\, che i Carta Bianca inseriscono la loro comicità: leggera\, spiazzante\, a tratti surreale\, ma sempre diretta e universale. Lo spettacolo si sviluppa come un susseguirsi di quadri comici\, in cui i due si divertono a ribaltare situazioni comuni: l’attesa infinita al telefono con la segreteria automatica\, le promesse mai mantenute di politici e pubblicità\, gli imbarazzi dei rapporti umani\, persino le “tragedie” teatrali e quelle storiche. Ogni mancanza\, ogni piccola frustrazione diventa il punto di partenza per una gag\, un dialogo paradossale\, un crescendo di comicità. Con il loro stile fatto di tempi perfetti\, improvvisazioni calibrate e un continuo gioco di botta e risposta\, i Carta Bianca riescono a trasformare la precarietà e le contraddizioni del presente in un grande motore di divertimento. Perché\, se è vero che spesso non abbiamo tutto quello che vorremmo\, è altrettanto vero che una risata al momento giusto vale più di “molto”. Meglio di niente è quindi uno spettacolo che non racconta solo la mancanza\, ma celebra l’arte dell’accontentarsi e la capacità di trovare comicità anche nel vuoto. Un invito a ridere delle nostre insoddisfazioni quotidiane\, a scoprire che persino i momenti “minori” hanno un valore\, e che alla fine\, come dicono i due protagonisti\, se dalla vita non si può avere tutto\, va bene lo stesso\, perché ridere è sempre meglio di niente. \n\n\n\nABBONAMENTI E BIGLIETTI \n\n\n\nAbbonamento platea \n\n\n\nTariffa unica € 110 \n\n\n\nAbbonamento galleria \n\n\n\nTariffa unica € 80 \n\n\n\nVendita abbonamenti: \n\n\n\nsabato 13 dicembre ore 15.00/17.00 \n\n\n\nmercoledì 17 dicembre ore 17.30/19.00 \n\n\n\nsabato 20 dicembre ore 15.00/17.00 \n\n\n\ndomenica 21 dicembre ore 10.00/12.00 \n\n\n\nmartedì 23 dicembre ore 17.30/19.00 \n\n\n\nmercoledì 7 gennaio ore 17.30/19.00 \n\n\n\nvenerdì 9 gennaio ore 17.30/19.00 \n\n\n\nBiglietti platea \n\n\n\nBiglietto intero € 18 \n\n\n\nBiglietto ridotto € 15 \n\n\n\nBiglietti galleria \n\n\n\nBiglietto intero € 15 \n\n\n\nBiglietto ridotto € 13 \n\n\n\nBiglietti online: dal 12 gennaio su ciaotickets \n\n\n\nBiglietti presso il botteghino: \n\n\n\nil giorno dell’evento a partire da due ore \n\n\n\nprima dell’inizio dello spettacolo \n\n\n\nbiglietterie@paloreventi.it \n\n\n\n348/1813715 \n\n\n\nwww.atcllazio.it
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SUMMARY:"Obiettivo Creatività” all'Antico complesso di Capoborgo a Chiavari
DESCRIPTION:Sta per alzarsi il sipario\, a Chiavari\, sulla settima edizione di “Obiettivo Creatività”\, il progetto per la valorizzazione dell’antico complesso di Capoborgo lanciato nel 2020 da Lunaria Teatro con il sostegno del Comune di Chiavari\, e grazie al quale è stato possibile recuperare e valorizzare l’auditorium dell’ex chiesa di San Francesco\, scelta anche quest’anno quale palco dei quattro appuntamenti che compongono il cartellone principale\, mentre l’auditorium di Largo Pessagno ospiterà i tre spettacoli per bambini che completano il programma. \n\n\n\nIl primo appuntamento\, domenica 18 gennaio\, sarà proprio con i più piccoli\, cui è dedicato “L’InCantastorie” impersonato da Dario Apicella\, equipaggiato solo di una chitarra e di una valigia piena di strani oggetti e di storie\, grandi e piccole\, raccolte in giro per il mondo. \n\n\n\nMartedì 27 gennaio\, invece\, il debutto della prosa: in occasione della Giornata della Memoria\, va in scena “La merce più preziosa”\, testo di Jean-Claude Grumbergtradotto e riadattato dal regista Beno Mazzone\, con protagonisti Alessio Barone e Silvia Trigona. I fatti raccontati da Grumberg fanno riferimento al vissuto di una famiglia francese deportata nell’inverno del 1943\, laddove “la merce più preziosa” non è altro che un fagottino di bimba lanciato dal finestrino di uno di quei treni della morte che trasportavano gli ebrei verso i campi di concentramento\, estremo tentativo di un padre di salvare uno dei suoi due gemelli con cui la sorte gli era stata prodiga\, al contrario di una misera coppia di taglialegna senza figli che ritroverà il fagottino. Le voci narranti\, due maschili e una femminile\, diventano di volta in volta i personaggi narrati. Il senso dell’opera è racchiuso nelle parole dello stesso autore: «Ecco la sola cosa che merita di esistere nelle storie come nella vita vera. L’amore\, l’amore che si dà ai bambini\, ai propri e a quelli degli altri». \n\n\n\nLa programmazione principale prosegue domenica 15 febbraio con “Un bès\, Antonio Ligabue”\, diretto e interpretato da Mario Perrotta\, attore\, regista e drammaturgo tra i più autorevoli del teatro contemporaneo\, celebre per i suoi lavori di teatro di narrazione e per progetti che intrecciano memoria storica\, biografia e indagine sociale. Tra questi progetti spicca proprio questo spettacolo\, che ha ottenuto importanti riconoscimenti quali i premi Ubu – considerati gli “Oscar” del teatro italiano –\, Hystrio Twister\, Anct e miglior Progetto Ligabue\, e ripercorre la vita\, solitaria e oltre i margini della cosiddetta normalità\, di uno dei più importanti pittori italiani del Novecento. \n\n\n\nVenerdì 20 marzo un grande classico nella produzione di Lunaria e del teatro italiano\, “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello interpretato da Pietro Montandon\, divenuto ormai il volto simbolo della compagnia diretta da Daniela Ardini\, impegnata su questo progetto anche nelle vesti di regista. \n\n\n\nInfine\, sabato 28 marzo è in agenda “Il circo capovolto”\, che Andrea Lupodirige ed interpreta ispirandosi all’omonimo romanzo di Milena Magnani. Anche in questo caso si tratta di uno spettacolo applaudito dalla critica\, alla luce dei riconoscimenti ottenuti ai Fringe Festival di Roma e Catania\, al Palio Ermo Colle e al Premio Mauro Rostagno. Ad essere raccontate sono due storie parallele ma strettamente intrecciate\, quella di Branko e quella del nonno Nap’apò\, due generazioni di rom un’Europa in cui le etnie nomadi hanno vissuto e ancora conducono vite separate\, a parte. \n\n\n\nCompletano il programma di Obiettivo Creatività\, come detto\, gli spettacoli per i bambini in Largo Pessagno: oltre al già citato Dario Apicella nei panni de “L’InCantastorie” del 18 gennaio\, anche i burattini di Mauro Pagan protagonista domenica 8 febbraio con “Gino Pesciolino” e\, per concludere\, domenica 1º marzo “Il gatto dagli stivali” interpretato da Daniele De Bernardi. \n\n\n\n               «Obiettivo Creatività torna con una nuova proposta di spettacoli che colpiscono e invitano a riflettere\, compresi quelli\, per bambini\, all’Auditorium di Largo Pessagno – esordisce Daniela Ardini\, direttrice artistica di Lunaria Teatro –. La programmazione principale si aprirà\, nella Giornata della Memoria\, con un testo di Grumberg portatore di speranza in questi tempi politicamente così complicati; il pluripremiato spettacolo di Mario Perrotta racconterà\, invece\, la “diversità” del pittore Ligabue\, portando avanti la linea artistica del teatro di narrazione che nelle passate edizioni ha già visto avvicendarsi\, sul palco dell’Auditorium San Francesco\, attori del calibro di Davide Enia\, Marco Baliani e Lucilla Giagnoni\, e che quest’anno propone anche il giovane Andrea Lupo\, segnalato come miglior interprete proprio con “Il circo capovolto”. La nostra produzione dal Fu Mattia Pascal\, romanzo iconico di Pirandello le cui prove saranno aperte al pubblico\, vedrà infine il ritorno di Pietro Montandon a interpretare tutti i personaggi del testo tramite l’impiego di maschere». \n\n\n\n«Obiettivo Creatività è uno tra gli appuntamenti più importanti del palinsesto culturale cittadino\, capace di rinnovarsi e di coinvolgere pubblici diversi. Un’attenzione particolare è rivolta anche ai più giovani\, attraverso iniziative e appuntamenti pensati specificamente per i bambini\, affinché la cultura sia accessibile e condivisa fin dalla più tenera età – spiega l’assessore alla Cultura Silvia Stanig –. In occasione del Giorno della Memoria\, il programma assume inoltre un significato ancora più profondo\, offrendo momenti di riflessione e consapevolezza che contribuiscono a mantenere viva la memoria storica e a trasmetterne i valori fondamentali alle nuove generazioni». \n\n\n\nProgramma Obiettivo Creatività 2026  \n\n\n\nAuditorium San Francesco \n\n\n\nMartedì 27 gennaio ore 21 \n\n\n\nLA MERCE PIÙ PREZIOSA \n\n\n\ndi Jean-Claude Grumberg \n\n\n\ntraduzione\, adattamento e regia Beno Mazzone \n\n\n\ncon Alessio Barone e Silvia Trigona \n\n\n\nresponsabile tecnico Salvatore Giuliana \n\n\n\nproduzione Teatro Libero Palermo \n\n\n\nDomenica 15 febbraio ore 17 \n\n\n\nUN BÈS – ANTONIO LIGABUE \n\n\n\ndi e con Mario Perrotta \n\n\n\ncollaborazione alla regia Paola Roscioli \n\n\n\nproduzione Permar / Teatro dell’Argine \n\n\n\nVenerdì 20 marzo ore 21 \n\n\n\nIL FU MATTIA PASCAL \n\n\n\ndal romanzo di Luigi Pirandello \n\n\n\ncon Pietro Montandon \n\n\n\nscene Giorgio Panni Giacomo Rigalza \n\n\n\nregia Daniela Ardini \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nSabato 28 marzo ore 21 \n\n\n\nIL CIRCO CAPOVOLTO \n\n\n\nliberamente tratto dal romanzo di Milena Magnani \n\n\n\ndi e con Andrea Lupo \n\n\n\ndiretto da Andrea Paolucci \n\n\n\nmusiche originali David Sarnelli \n\n\n\nproduzione Teatro delle Temperie \n\n\n\nSpettacoli per bambini \n\n\n\nAuditorium di Largo Pessagno \n\n\n\nCANTASTORIE \n\n\n\nDomenica 18 gennaio ore 17 \n\n\n\nL’INCANTASTORIE \n\n\n\ncon Dario Apicella \n\n\n\nproduzione Associazione Culturale Eureka \n\n\n\nper bambini dai 4 anni  \n\n\n\nBURATTINI \n\n\n\nDomenica 8 febbraio ore 17 \n\n\n\nGINO PESCIOLINO \n\n\n\nscritto e animato da Mauro Pagan \n\n\n\nproduzione Opera della Marionette \n\n\n\nper bambini dai 3 anni \n\n\n\nTEATRO DI FIGURA \n\n\n\nDomenica 1º marzo ore 17 \n\n\n\nIL GATTO DAGLI STIVALI \n\n\n\ncon Daniele De Bernardi \n\n\n\nproduzione Teatrino dell’Erba Matta \n\n\n\nAssociazione Trombe e Tamburi \n\n\n\nper bambini dai tre anni  \n\n\n\nPrezzi \n\n\n\nSpettacoli: biglietto unico 5 euro \n\n\n\nL’incasso verrà devoluto al Comune di Chiavari per azioni di pubblica utilità. \n\n\n\nInfo e Prenotazioni \n\n\n\nLunaria Teatro \n\n\n\nTel. +39 010 2477045 \n\n\n\nwww.lunariateatro.it \n\n\n\ninfo@lunariateatro.it \n\n\n\nwww.comune.chiavari.ge.it
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SUMMARY:"Il Novecento in scena" al Teatro Porta Portese
DESCRIPTION:Al via e fino al 13 giugno al Teatro Porta Portese il progetto formativo e performativo gratuito “Roma Novecento – Forma et Performa”\, percorso intergenerazionale e inclusivo dedicato al Novecento italiano visto attraverso Roma. Il programma prevede tre laboratori sui mestieri del cinema\, del teatro e delle arti visive (teatro e scrittura\, illuminotecnica\, fotografia e Photoshop) e otto master di approfondimento che intrecciano arti\, pensiero\, storia\, musica e cinema da prospettive diverse. La conclusione performativa è in programma il 15 e 16 giugno al Teatro Belli. \n\n\n\nRoma\, il Novecento come materia viva  \n\n\n\nRoma è un archivio vivente del Novecento: lo attraversa come un corpo attraversa la storia\, diventando custode di ferite\, gioie\, dolori\, vittorie\, conquiste\, visioni\, utopie\, contraddizioni\, voci popolari e grandi pensieri. Ogni strada\, spettacolo\, canzone\, film\, romanzo ed evento racconta un passaggio del secolo breve. Da questa stratificazione viva nasce “ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA”\, progetto che restituisce alla scena la memoria come esperienza condivisa\, gesto artistico e racconto corale\, capace di approfondire il passato per parlare al presente.  \n\n\n\n“ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA” è un progetto formativo e performativo gratuito che attraversa il Novecento italiano osservandolo da un punto di vista preciso: Roma\, la sua storia\, le sue trasformazioni sociali\, artistiche e culturali. Il progetto integra formazione\, partecipazione culturale e produzione artistica\, trasformando la memoria storica in un racconto scenico corale e contemporaneo. Ideato e realizzato dal Gruppo Teatro Essere APS\, è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria. È vincitore dell’Avviso Pubblico\, curato dal Dipartimento Attività Culturali\, per la concessione di contributi destinati a sale teatrali private con capienza inferiore a 100 posti aventi sede a Roma\, per progetti di ricerca e sperimentazione nell’ambito dello spettacolo dal vivo e della formazione\, stagione 2025/2026. \n\n\n\nUn percorso di formazione e creatività \n\n\n\nIl cuore del progetto “ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA” è il laboratorio teatrale e di scrittura ospitato al Teatro Porta Portese. Il laboratorio\, gratuito e aperto a tutti fino a un massimo di sedici partecipanti\, sarà attivo fino al 13 giugno: le iscrizioni sono già aperte. Ogni martedì\, dalle 18.00 alle 20.00\, i partecipanti saranno accompagnati in un viaggio nel Novecento attraverso recitazione\, canto\, storia e cinema. Il laboratorio lavora sui grandi temi del secolo – guerra\, ideologie\, regimi\, censura\, libertà\, identità\, grandi conquiste e trasformazioni sociali – mettendo in rapporto conoscenza storica\, pratica e scrittura scenica. Il percorso è condotto da Eleonora Tosto (attrice e cantante)\, Susy Sergiacomo (attrice e docente)\, Tonino Tosto (attore\, autore e regista)\, con la partecipazione di Fabrizio Bordignon (attore)\, Valentino Orfeo (autore teatrale)\, Roberto Angelelli (attore)\, Roberto Tesconi (attore). Il laboratorio è gratuito e aperto a tutti per un massimo di sedici partecipanti. Per informazioni e iscrizioni chiamare il numero + 39 351 3493695. \n\n\n\nLe masterclass – Otto voci autorevoli sul secolo breve \n\n\n\nAccanto al laboratorio teatrale e di scrittura (massimo 16 iscritti)\, il progetto propone anche un ciclo articolato di otto masterclass di tre ore ciascuna\, dedicate ad approfondire il Novecento da prospettive diverse e ospitate presso il Teatro Porta Portese. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti (massimo 50 persone). Per informazioni chiamare il numero + 39 351 3493695. \n\n\n\nIl percorso si apre con Giacomo Marramao\, filosofo e professore emerito dell’Università degli Studi Roma Tre\, che domenica 8 febbraio guida una riflessione su storia e pensiero filosofico del Novecento. Il 15 febbraio Eleonora Tosto conduce un viaggio nella canzone romana\, da Romolo Balzani ai cantautori contemporanei\, come specchio delle trasformazioni sociali della città. Il 22 febbraio Susy Sergiacomo affronta Luigi Pirandello\, le sue novelle ambientate a Roma e il rapporto tra identità\, maschera e verità. Il cinema si fa cronaca e memoriadomenica 1 marzo con Alberto Crespi\, giornalista e critico cinematografico\, che accompagna il pubblico attraverso il Novecento romano e italiano\, osservando le vicende storiche e sociali raccontate in film come La grande guerra\, Roma città libera\, Una vita difficile\, C’eravamo tanto amati. Il 15 marzo Salvatore Aricò\, drammaturgo e studioso\, approfondisce il teatro del secondo Novecento tra sperimentazione\, avanguardie e nuovi linguaggi. Il 22 marzo Tiziana Bagatella\, attrice e docente\, intreccia poesia e scena\, da Pier Paolo Pasolini alla tragedia greca riletta nelle borgate romane. Il 29 marzo Ernesto Bassignano\, cantautore e giornalista\, racconta la storia del Folkstudio\, dei cantautori romani\, fino alle forme musicali contemporanee. Il ciclo si conclude il 19 aprile con Tonino Tosto\, che attraversa teatro e canzone nel Novecento\, dal café-chantant alla commedia musicale\, da Lina Cavalieri a Ettore Petrolini\, da Garinei e Giovannini a Gigi Proietti. \n\n\n\nLa mostra – I luoghi della memoria \n\n\n\nDa 9 aprile al 13 giugno\, il Teatro Porta Portese ospita la mostra fotografica “Roma 900: Percorsi Fotografici nella Memoria dei Luoghi”\, con la direzione di Emiliano Bartolucci. La mostra\, che esporrà le opere dei partecipanti al laboratorio formativo previsto dal progetto\, proseguirà il dialogo con la scena e con il pubblico anche presso il Teatro Belli nei giorni 15 e 16 giugno (dalle ore 11.00 alle ore 23.00)\, diventando parte integrante del racconto performativo. Ingresso gratuito. \n\n\n\n​I percorsi formativi – I mestieri del cinema\, del teatro e delle arti visive\n\n\n\nIl progetto prevede tre percorsi formativi dedicati alle tecniche di recitazione\, scrittura e messa in scena; i mestieri del cinema\, del teatro e delle arti visive\, pensati per offrire competenze professionalizzanti e strumenti tecnici fondamentali per la realizzazione dello spettacolo dal vivo: \n\n\n\n– laboratorio teatrale e di scrittura (60 ore\, massimo 16 iscritti)\, che proporrà ai partecipanti i linguaggi e le tecniche della scena\, la drammaturgia e la scrittura per il teatro e l’audiovisivo\, come pratica di costruzione narrativa e consapevolezza espressiva. Si svolge il martedì\, dalle ore 18.00 alle ore 20.00. \n\n\n\n– laboratorio di Illuminotecnica (20 ore\, massimo 10 iscritti)\, tenuto da Fabio Zambardi\, che approfondirà il ruolo della luce come linguaggio scenico\, artistico e drammaturgico. Si svolge il venerdì\, dalle ore 15.30 alle ore 16.30.  \n\n\n\n– laboratorio di fotografia e photoshop (20 ore\, massimo 10 iscritti)\, tenuto da Emiliano Bartolucci\, dedicato allo studio dell’immagine e alla sua elaborazione digitale applicata al teatro e al cinema. Si svolge il venerdì\, dalle ore 16.30 alle ore 18.00.  \n\n\n\nSia il laboratorio di illuminotecnica sia quello di fotografia interagiranno con il laboratorio teatrale e di scrittura\, contribuendo alla realizzazione della performance finale. Per informazioni e iscrizioni chiamare il numero + 39 351 3493695. \n\n\n\nLa conclusione \n\n\n\nIl progetto si conclude con la performance “ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA”\, in scena il 15 e 16 giugno alle ore 20.30 presso il Teatro Belli. Le due serate restituiscono al pubblico un racconto scenico del Novecento costruito dai partecipanti al laboratorio\, intrecciando parole\, scene\, musiche\, immagini\, fotografie e video montati da Michele Tantillo\, anche a partire da materiali selezionati dagli allievi. In scena\, tutti i partecipanti ai percorsi formativi\, compresi coloro che hanno preso parte ai laboratori sui mestieri del teatro e delle arti visive. L’ingresso al Teatro Belli è gratuito fino ad esaurimento posti. \n\n\n\nUn progetto cittadino e intergenerazionale \n\n\n\n“ROMA NOVECENTO – FORMA ET PERFORMA” si configura come un grande progetto cittadino\, capace di unire formazione\, creazione artistica e partecipazione culturale. Teatro\, musica\, cinema\, fotografia e pensiero diventano strumenti per rileggere il Novecento e trasformarlo in un racconto scenico condiviso\, in cui Roma emerge come protagonista\, archivio vivente e spazio di trasmissione della memoria.
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SUMMARY:A Qualcuno Piace Classico al Palazzo delle Esposizioni
DESCRIPTION:A Qualcuno Piace Classico taglia il traguardo della quindicesima edizione e si conferma ancora una volta uno degli appuntamenti più amati non solo dagli appassionati\, ma anche da chi semplicemente vuole entrare in contatto con un cinema e un mondo che non esistono più e che proprio per questo possono forse aiutarci a mettere in prospettiva la realtà (e i film) di oggi. Nel programma di quest’anno spicca il ruolo speciale assegnato al noir\, a partire dai titoli di apertura e chiusura: Femmina folledi John Stahl\, primo film del genere a essere girato in Technicolor\, e Strade violente di Mann\, uno degli autori che più ha lavorato a una ridefinizione moderna del noir. E se “noir” è un termine che viene dalla Francia\, non poteva mancare un omaggio al cinema d’oltralpe con uno Chabrol degli anni ‘80\, Volto segreto\, piccola rarità riproposta in pellicola 35mm.  \n\n\n\nPer alcune atmosfere e per il senso profondo di fatalismo\, anche un film come Fuggiasco di Carol Reed può rientrare agevolmente nel noir\, malgrado in questo caso declinato attraverso il tema politico della questione nordirlandese\, e lo stesso potrebbe darsi con La caccia\, gioiello di Arthur Penn in cui ritroviamo un uomo braccato in un contesto sociale incandescente. La politica lambisce anche il mondo totalitario immaginato ne La fuga di Logan e naturalmente Acque del Sud di Hawks\, girato durante la Seconda Guerra Mondiale\, sebbene qui a rubare la scena sia la coppia Bogart e Bacall: insieme per la prima volta sullo schermo\, saranno destinati nella vita a uno dei matrimoni più solidi e ammirati della storia di Hollywood. \n\n\n\nCome ogni anno una serata sarà dedicata al cinema muto accompagnato dal vivo con L’angelo del focolare di Dreyer\, titolo meno conosciuto e da riscoprire del maestro danese\, che in anticipo sui tempi riflette stavolta sul patriarcato e sulle dinamiche di coppia. Un’altra figura maschile prevaricatrice è poi quella del protagonista di Él\, titolo celeberrimo di Luis Buñuel\, che firma uno dei suoi film più riusciti e corrosivi del periodo messicano. Restando infine nel frastagliato arcipelago del Surrealismo\, sarà Man Ray al centro del programma consueto sul cinema delle avanguardie: nel cinquantenario della morte\, un omaggio necessario a uno dei più influenti artisti del Novecento\, il primo tra l’altro a dimostrare che\, incredibilmente\, si può fare un film anche senza cinepresa. \n\n\n\nINGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI CON PRENOTAZIONE CONSIGLIATA \n\n\n\nPuoi prenotare su www.palazzoesposizioniroma.it dalle ore 9.00 del giorno precedente fino a due ore prima della proiezione.
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SUMMARY:"'O tuono 'e marzo" al Teatro Prati
DESCRIPTION:Il fascino senza tempo del teatro napoletano: al Prati Fabio Gravina porta in scena la commedia corale di Vincenzo Scarpetta\, “‘O tuono ‘e marzo”\,  tra arredi d’antiquariato e sartoria storica  \n\n\n\nIl fascino senza tempo della commedia napoletana rivive nel cuore pulsante di una Roma moderna. Nello spazio culturale del Teatro Prati si mescolano una serie di preziosi elementi: la tradizione del “teatro vero”\, i costumi confezionati seguendo fedelmente le linee sartoriali dell’epoca\, la scenografia ricostruita con pezzi di antiquariato e la messa in scena di capolavori senza età che conquistano il pubblico. Per questo motivo Fabio Gravina\, Direttore Artistico di questo teatro\, situato in via degli Scipioni nel quartiere Prati\, ancora una volta ha deciso di portare sul palco uno spettacolo corale: “ ‘O tuono ‘e marzo”\, commedia di Vincenzo Scarpetta che Eduardo De Filippo portò alla ribalta in televisione con la sua presenza e quella di Paolo Stoppa e Rina Morelli. Lo spettacolo\, nel nuovo adattamento di Gravina che è anche uno dei protagonisti\,  sarà in scena dal 23 gennaio e fino all’1 marzo 2026 e prodotto da Arte del Teatro. Cast d’eccezione\, Corrado Taranto e Eduardo Ricciardelli\, Alida Tarallo\, Pierre Bresolin\, Sara Scotto Di Luzio\, Luca Cardillo\, Michele Sibilio\, Sara Guardascione\, Alessandro Casola\, per una trama ricca di satira\, ritmi serrati\, intrecci pronti a scatenare le risate degli spettatori. Al centro la famiglia\, un pilastro che ieri come oggi resta fondamentale. Sofia\, sorella di Don Saverio\, gli confessa di essere stata vittima di un fatale avvenimento: durante il loro viaggio a Roma\, mentre si riposava in albergo\, nella notte era scoppiato un pauroso temporale con tanto di tuoni e fulmini. Impaurita era uscita dalla sua camera per trovare rifugio in quella del fratello ma per errore\, e a causa della mancanza di luce\, era entrata in quella di uno sconosciuto ed era svenuta per il terribile rumore di un tuono. L’ignoto individuo aveva colto l’occasione approfittando di lei. E così da quell’agitato incontro era nato Don Felice Sciosciammocca\, figlio naturale e segreto di Sofia\, ora fidanzato con Marietta\, figlia di don Saverio. Sofia aveva fatto di tutto per identificare l’uomo che l’aveva oltraggiata. Era arrivata perfino ad ingaggiare un investigatore privato\, ma senza esito. Poi un giorno l’infido domestico Turillo\, a conoscenza del segreto dopo averlo ascoltato di nascosto durante una conversazione privata\, si dichiara padre di Don Felice\, il quale è ignaro di essere figlio di Donna Sofia. Le cose si complicano ancora di più quando ritorna dall’America Don Alfonso Trocoli\, che l’investigatore riconosce come il vero padre di Felice Sciosciammocca. Un gran finale da non perdere.  \n\n\n\n Infoline 06/39740503  \n\n\n\nOrari spettacoli:  \n\n\n\n– Dal Martedì al Venerdì ore 21:00   \n\n\n\n– Sabato ore 17:30 e ore 21:00  \n\n\n\n– Domenica e festivi ore 17:30 (ultimo spettacolo della stagione ore 18:00)
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LOCATION:Teatro Prati\, Via degli Scipioni\, 98\, Roma\, 00192\, Italia
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SUMMARY:On Becoming A Wolf di Francesca Cao\, la mostra a Galleria Zema
DESCRIPTION:Il giorno 24 gennaio 2026 alle ore 17.30 la Galleria Zema presenta la mostra On Becoming A Wolf di Francesca Cao\, un progetto fotografico sviluppato e curato dall’artista stessa attraverso l’Errore Metodico\, una tecnica fotografica analogica brevettata\, basata sulla sovrapposizione intenzionale di più fotogrammi in fase di scatto. Lontano da un intento documentaristico\, il lavoro prende forma come una narrazione interiore e psicanalitica\, un’indagine visiva che attraversa il tema della liberazione del femminile mediante un linguaggio intimo\, istintivo e imperfetto. \n\n\n\nLe immagini\, infatti\, non aspirano a restituire una realtà oggettiva ma aprono un territorio emotivo in cui memoria e presente\, coscienza e inconscio\, controllo e abbandono possono coesistere. Alla base del progetto vi è un ripensamento del rapporto tra fotografia e verità che\, in questa doppia posizione di autrice e curatrice\, viene assunto come parte integrante del processo stesso. Se la tradizione fotografica ha spesso posto l’accento sulla fedeltà del mezzo e sull’onestà del documento\, qui la fotografia è intesa come spazio di esperienza soggettiva\, di pensiero e di possibile rivelazione interiore. L’immagine fotografica si presenta così instabile e stratificata\, attraversata da tensioni e slittamenti\, aprendo alla possibilità di una realtà altra\, specchio di un immaginario intimo. \n\n\n\nIn questo senso\, il progetto si colloca in dialogo con alcune istanze del surrealismo di André Breton\, che riconosceva nel gesto artistico una via di accesso all’inconscio: attraverso l’uso consapevole dell’errore e dell’imprevisto\, una macchina fotografica del 1936 viene progressivamente sottratta a una funzione di controllo per diventare parte attiva del processo creativo. Sfocature\, movimenti e sovrapposizioni\, emergono come tracce di un pensiero non razionale\, come affioramenti di una dimensione profonda e non completamente addomesticata. La sovrapposizione dei fotogrammi genera immagini sospese\, prossime alla logica del sogno lucido\, che lasciano spazio a una pluralità di letture. In questo progressivo abbandono del controllo\, la fotografia si allontana dalla perfezione digitale per riappropriarsi dell’errore come gesto generativo.  \n\n\n\nCome scrive Alessia Locatelli\, curatrice della Biennale di Fotografia Femminile: «Questo approccio crea immagini a volte intime\, altre volte narrative e metaforiche\, trascendendo le norme convenzionali. Il lavoro sfida la nozione di errore umano\, evidenziando i casi storici in cui gli errori hanno portato a scoperte innovative\, facendo eco alla resilienza e al pensiero laterale fondamentali per la creatività umana. Questa partenza metodologica abbraccia l’imprevedibilità dell’emozione umana\, deviando dalla razionalità cartesiana verso l’esplorazione di infinite possibilità.» \n\n\n\nIl titolo On Becoming a Wolf rimanda a Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés e può essere inteso come un invito a riscoprire l’anima selvaggia\, sottraendosi all’ossessione per l’ordine\, il controllo e la forma compiuta. In questo percorso\, la fotografia tende a liberarsi dal peso della rappresentazione per farsi esperienza di luce e di materia\, spazio di proiezione per lo spettatore. La verità non si colloca nella superficie dell’immagine\, ma si attiva nel mondo interiore di chi guarda\, in quel territorio fragile e potente in cui l’essere smette di controllarsi e inizia\, forse\, a diventare. \n\n\n\nDomenica 25 gennaio dalle 15.00 alle 19.30\, l’artista sarà in galleria per una sessione di ritratti realizzati con la tecnica dell’Errore Metodico: chi fosse interessato può fissare un appuntamento scrivendo alla mail della galleria.  \n\n\n\nBIOGRAFIE \n\n\n\nFrancesca Cao è una fotografa italiana che vive a Milano. Laureata in Filosofia\, ha studiato fotografia all’International Center of Photography di New York. Il suo lavoro è stato esposto in Italia\, Europa e Stati Uniti\, ed è parte della Collezione Donata Pizzi. Le sue immagini sono apparse su testate come The New York Times\, Corriere della Sera\, D – la Repubblica\, Wired e Marie Claire. Nel 2020 ha pubblicato il libro Temporary Life (Postcart Edizioni). Con il progetto On Becoming A Wolf ha sviluppato una tecnica analogica originale\, l’Errore Metodico\, basata sulla sovrapposizione in camera di fotogrammi. Questo lavoro ha ottenuto riconoscimenti internazionali\, tra cui una menzione d’onore ai Tokyo International Foto Awards e l’inclusione nella mostra annuale del Houston Center for Photography (2025). Nel corso della sua carriera è stata vincitrice della Tierney Fellowship (International Center of Photography New York) e finalista per premi come l’Inge Morath Award (Magnum Foundation) e l’Unseen Dummy Award di Amsterdam. La sua ricerca esplora temi di identità\, memoria e imperfezione attraverso un linguaggio fotografico intimo e sperimentale\, che unisce narrazione\, installazione e tecnica.  \n\n\n\nGalleria Zema. Fondata a Roma il 6 marzo del 2025 da Emanuela Zamparelli\, la Galleria ZEMA è uno spazio indipendente dedicato esclusivamente all’esposizione e promozione dei lavori di artiste donne\, e in particolare della fotografia contemporanea femminile. La galleria rappresenta fotografe italiane e internazionali\, accomunate da uno sguardo autonomo\, critico e consapevole sul presente\, e diverso da altri sguardi. Attraverso un programma espositivo che intreccia ricerca artistica\, impegno sociale e riflessione culturale\, la galleria si propone come luogo di visibilità e ascolto\, dove il corpo\, l’identità\, la memoria e il conflitto diventano temi da indagare per dare nuova forma e contenuto al vissuto e alla memoria\, alla ribellione e all’intimità. ZEMA non è solo una galleria\, ma un progetto curatoriale\, uno spazio vivo in cui la fotografia si fa linguaggio\, relazione e resistenza. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nFrancesca CaoOn Becoming A Wolf \n\n\n\nInaugurazione 24 gennaio 2026 ore 17.30 \n\n\n\nFino al 7 marzo 2026Orari: martedì ore 16:00 – 19:30\, dal mercoledì al sabato ore 15:00 – 19:30 
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SUMMARY:"Lo Spazio in Versi" tra Teatro India e Teatro Torlonia
DESCRIPTION:La poesia e la musica tornano a incontrarsi nella seconda edizione de Lo Spazio in Versi\, un ciclo di cinque appuntamenti dove la potenza della parola incontra l’anima della canzone d’autore\, muovendosi tra la scena del Teatro India e del Teatro Torlonia. \n\n\n\nIl cammino tra versi e armonie – ideato da Oscar Pizzo e curato da Andrea Satta e Maria Grazia Calandrone con gli interventi di Andrea Cortellessa – invita a riflettere sul nostro tempo e sul nostro mondo attraverso le voci di poeti e cantautori\, che si alterneranno sulla scena in cinque incontri dal 25 gennaio al 29 aprile. Un ponte che unisce il vigore evocativo della parola alla forza espressiva della musica\, per esplorare temi universali come l’amore\, la solitudine\, la delusione\, la rabbia\, l’infinito e la visceralità. \n\n\n\nUn dialogo tra mondi affini e distanti\, tra parole recitate e parole cantate\, alla ricerca di punti di contatto\, differenze\, risonanze\, che trasforma il palco in uno spazio di coscienza collettiva dove la pagina scritta dei poeti si fonde con la voce dei cantautori\, per riscoprirla come canto vivo e con la forza della verità teatrale. «È tutto molto semplice – spiegano i curatori – amori\, delusioni\, rinascite e lampi si incontrano su queste tavole. Lo abbiamo imparato lo scorso anno: da certe serate si esce diversi. È un’ora agile in cui i versi e le armonie tradiscono i perimetri e le geometrie del quotidiano». \n\n\n\nOgni appuntamento sarà un’occasione per ascoltare voci diverse\, tra nuovi talenti e maestri\, spaziando dalla poesia più intima alle canzoni più coinvolgenti\, per dare vita a un dialogo profondo tra artisti e pubblico. Ciascuno dei cinque eventi si presenta\, infatti\, come un’esperienza unica di incontro tra un poeta e un cantautore\, con incursioni di specialisti ed esperti lettori di versi come Andrea Cortellessa e con le incursioni al pianoforte di Angelo Pelini\, mentre gli artisti saranno accolti da Maria GraziaCalandrone e Andrea Satta\, che guideranno il pubblico in un viaggio alla scoperta delle opere e degli autori. \n\n\n\nLo Spazio in Versi si apre il 25 gennaio al Teatro India (ore 21) con la poetessa Maria Grazia Calandrone accompagnata dalle note della celebre cantautrice Nada\, una serata che promette di esplorare le radici profonde dell’emozione umana. Il percorso prosegue poi nella cornice intima del Teatro Torlonia il 4 febbraio (ore 20)\, dove la parola misurata di Nicola Bultrini dialogherà con la cifra autoriale del musicista Giulio Casale. La primavera porterà nuove rifrazioni sempre al Teatro Torlonia: il 18 marzo (ore 20) con protagonisti il poeta Claudio Damiani e la cantautrice Diana Tejera\, pronti a intrecciare contemplazioni e melodie in un gioco di specchi tra metrica e note; il 22 aprile (ore 20) lo spazio si aprirà alla modernità di Giuliano Logos\, la cui poetica incontrerà il mondo musicale di Carmine Torchia; per concludere il 6 maggio (ore 20) con un appuntamento di altissimo profilo che vedrà protagoniste la poetessa Antonella Anedda e la cantautrice Giulia Mei. \n\n\n\nInfo e orari:Teatro India – domenica 25 gennaio 2026 – ore 21.00 \n\n\n\nTeatro Torlonia – i mercoledì 4 febbraio – 18 marzo – 22 aprile – 29 aprile 2026 ore 20.00 \n\n\n\nBiglietti e card: \n\n\n\nbiglietti intero 8€ – TdR Card In Versi: € 25 x 5 appuntamenti
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LOCATION:Teatro India\, Lungotevere Vittorio Gassman\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Palcoscenico Danza Mostri al Teatro Astra di Torino
DESCRIPTION:Dal 25 gennaio al 29 aprile 2026\, Palcoscenico Danza esplora l’ibridazione tra umano\, natura e mito con grandi ospiti internazionali e solidi riferimenti nel mondo della danza nazionale. Sempre di più la rassegna si inserisce come parte integrante dell’articolato cartellone di prosa della Fondazione TPE diretta da Andrea De Rosa\, ideatore della linea concettuale che accompagna il triennio in corso dedicato al tema dell’identità e al modo in cui le persone si trasformano nel corso della loro esistenza. \n\n\n\nPer questo motivo\, a partire da quest’anno\, la rassegna Palcoscenico Danza avrà lo stesso titolo della stagione teatrale. MOSTRI proporrà infatti un viaggio coreografico tra figure deformate\, divinità mitologiche\, creature ibride e icone sacre della cultura mondiale. \n\n\n\n«Una stagione variegata e sorprendente — dichiara il direttore Paolo Mohovich — ricca di creature mostruose: dai vulcani Fuji ed Etna alle divinità taiwanesi\, dall’uomo-cervo cibernetico al mostro sacro Maria Callas. Figure che attraverso la danza indagano la natura\, il sacro e l’umano in modi inediti e perturbanti». \n\n\n\nIL PROGRAMMA DELLA RASSEGNA \n\n\n\nL’apertura: Tra Etna e Fuji (25 gennaio) L’inaugurazione è affidata a Roberto Zappalà con Brother to Brother – dall’Etna al Fuji. Uno spettacolo potente che mette in dialogo la Sicilia e il Giappone attraverso il ritmo ancestrale dei tamburi Taiko (eseguiti dai Munedaiko) e la forza vulcanica di nove danzatori. \n\n\n\nL’omaggio alla “Divina”: Callas (5 febbraio) Nel centenario della nascita di Maria Callas\, la COB Compagnia Opus Ballet presenta Callas\, Callas\, Callas. Tre coreografi d’eccezione — Adriano Bolognino\, Carlo Massari e Roberto Tedesco — reinterpretano il mito della Callas attraverso tre sguardi contemporanei e astratti. \n\n\n\nMiti Internazionali e Taiwan (28 febbraio – 1 marzo) L’eccellenza internazionale arriva con la Hung Dance di Taiwan in Glanced Crack. Il coreografo Lai Hung Chung esplora la resilienza attraverso il mito di Nuwa. Giovanni Insaudo indaga con Mitici il rapporto cupo e alieno tra umani e dèi. \n\n\n\nBiografie Sceniche e Ibridazioni (24 marzo – 29 aprile) La stagione prosegue con Emanuela Tagliavia e il suo Shortcut\, una costellazione di frammenti d’arte che spaziano da Burri a Dalí.  \n\n\n\nIl 31 marzo e il 1° aprile\, Elías Aguirre porta in scena Aurunca\, una riflessione sulla morte e sui “non-luoghi”\, trasformando il corpo in un ecosistema tra insetti e visioni urbane. \n\n\n\nLa chiusura è affidata ai giovani talenti di Eko Dance Project con Made4you.x (23-24 aprile) che festeggia dieci anni con una creazione di Nacho Duato – Liberté\, estratto da Rassemblement\, creazione del 1990 realizzata per il Cullberg Ballet – oltre alle nuove opere di Paolo Mohovich\, Salvatore De Simone e Giovanni Insaudo; al trio guidato da Cristiana Casadio con Of Restless Nature (28-29 aprile)\, ispirato alle affascinanti “donne-insetto” della scultrice Germaine Richier e alle Architetture di spazi minimi del Collettivo Lattea in collaborazione con Interplay Link. \n\n\n\nFORMAZIONE: MASTERCLASS CON ELÍAS AGUIRRE \n\n\n\nIl 1° aprile\, presso la sede di Eko Dance Project\, l’artista multidisciplinare Elías Aguirre terrà una masterclass aperta a danzatori e curiosi\, focalizzata sulla “natura invisibile” e sul movimento degli insetti\, integrando danza urbana e teatro gestual
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SUMMARY:“Misurare il salto delle rane” al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Vincitore del Premio della Critica A.N.C.T. 2025\, arriva al Teatro Vascello\, dal 27 gennaio all’8 febbraio\,“Misurare il salto delle rane” uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo\, testo di Gabriele Di Luca\, anche regista insieme a Massimiliano Setti\, che vede in scena le tre attrici Noemi Apuzzo\, Elsa Bossi e Chiara Stoppa. Una produzione Fondazione Teatro Due\, Accademia Perduta/Romagna Teatri\, Teatro Stabile d’Abruzzo\, Teatri di Bari e Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival in collaborazione con Asti Teatro 47. \n\n\n\nAmbientata in un piccolo paese di pescatori negli anni ’90\, Misurare il salto delle rane è una dark comedyche vede protagoniste tre donne di diverse generazioni – Lori\, Betti e Iris – unite da un tragico lutto avvenuto vent’anni prima e ancora avvolto in un’aura di mistero. Il paese emerge come un frammento dimenticato\, circondato da un vasto lago e da una palude minacciosa che lo isola dal mondo esterno\, un microcosmo sospeso tra arcaismo e quotidianità\, dove una piccola comunità persiste ancorata a consuetudini superate.  \n\n\n\nPartendo da questo habitat\, Misurare il salto delle rane vuole essere un’indagine poetica e tragicomica sulla condizione umana contemporanea: un viaggio nell’intimità di tre esistenze femminili che si specchiano l’una nell’altra e che\, in modo diverso\, rifiutano etichette imposte dall’esterno. Tre età\, tre mondi\, tre stagioni della vita che si intrecciano nelle loro esistenze\, scavate da lutti e assenze\, ma anche da rinascite\, alleanze e complicità profonde. Nucleo pulsante della narrazione è proprio il femminile. Le manifestazioni della violenza e dell’oppressione verso le donne\, endemiche nei contesti rurali dell’epoca\, affiorano nel tessuto sociale della comunità con modalità sottili ma pervasive.  \n\n\n\nLo spettacolo esplora le contraddizioni dell’esistenza: la pesantezza e la leggerezza\, il dolore e il riso\, il radicamento e il desiderio di evasione. Attraverso dialoghi taglienti e situazioni paradossali\, momenti di puro lirismo e gesti simbolici\, che si intrecciano nella narrazione\, alternando momenti di intensità visiva a passaggi di caustica comicità\, Carrozzeria Orfeo costruisce un racconto intimo\, in cui la gravità del dolore si affianca alla leggerezza dell’ironia. Misurare il salto delle rane è in fondo un invito a confrontarsi con i propri limiti\, a cercare la bellezza nei gesti semplici\, in piccoli atti di trasformazione dove pare non accadere nulla. È un’ode alla complessità dell’essere umano\, con la sua infinita capacità di perdersi e ritrovarsi\, tra ciò che ci definisce e ciò che ci supera. \n\n\n\nIl testo è stato pubblicato nel 2025 da Cue Press\, con Prefazione di Rodolfo di Giammarco\, Introduzionedi Giulio Baffi e Postfazione/Lettera ai personaggi di Maura Gancitano. \n\n\n\nNOTE DI DRAMMATURGIA | Gabriele Di Luca \n\n\n\n«Misurare il salto delle rane è un titolo enigmatico ed evocativo. La rana\, creatura anfibia\, vive tra due mondi: è simbolo di metamorfosi e adattamento\, ma anche di resilienza e forza femminile primordiale. Il suo salto rappresenta un movimento di trasformazione\, l’abbandono di uno stato precedente per approdare a uno nuovo. Questo titolo assume molteplici significati per le protagoniste: Lori è intrappolata in una stasi emotiva\, incapace di compiere quel salto necessario per elaborare il lutto. Per Betti\, con la sua ossessione per le gare di salto\, ogni centimetro guadagnato da Froggy è una piccola vittoria contro un destino che l’ha marchiata come pazza. Iris ha già compiuto un salto significativo\, abbandonando la sua vita agiata per seguire l’impulso di consegnare quel messaggio\, ma si trova ora a dover decidere se continuare verso una verità potenzialmente distruttiva o retrocedere nella sicurezza delle convenzioni. Misurare questi salti è un’impresa impossibile: come quantificare il coraggio\, la disperazione\, la speranza? Come calcolare la distanza emotiva tra un prima e un dopo segnato dal trauma? In un contesto sociale che ha normalizzato la violenza di genere\, il salto diventa anche atto politico: scegliere di non restare immobili\, di non accettare passivamente il ruolo imposto. Le tre protagoniste\, ciascuna a suo modo\, saltano oltre le convenzioni\, rifiutando di rimanere intrappolate nei ruoli prescritti di madre perfetta\, donna “normale” o moglie ideale». \n\n\n\nCarrozzeria Orfeo \n\n\n\nGabriele Di Luca e Massimiliano Setti\, sono direttori artistici di Carrozzeria Orfeo\, compagnia teatrale professionista fondata nel 2007 insieme a Luisa Supino\, una società cooperativa di impresa sociale\, con sede a Mantova\, dove gestisce lo spazio di Sala Maddalena a Curtatone. 12 spettacoli prodotti\, 1 film\, una community digitale composta da 24.000 followers su Facebook e oltre 21.000 su Instagram\, 5 progetti finanziati da Fondazione Cariplo\, 6 testi teatrali di Gabriele Di Luca pubblicati da Cue Press\, 15 riconoscimenti nazionali tra premi e menzioni speciali: tutto questo fa di Carrozzeria Orfeo una tra le compagnie più apprezzate del teatro italiano\, un punto di riferimento per la drammaturgia contemporanea nazionale. Il suo teatro pop\, fatto di drammaturgie originali ispirate all’osservazione del nostro tempo\, mescola i generi\, fonde il divertimento al dramma\, mantenendo costante l’attenzione per il pubblico\, da sempre interlocutore privilegiato della Compagnia.   \n\n\n\nNoemi Apuzzo\, vigevanese\, classe 1993\, dopo la laurea in Lettere Moderne all’Università di Pavia\, si diploma alla Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino nel 2018\, sotto la direzione di Valter Malosti. Ha lavorato con Licia Lanera (Roberto Zucco)\, Leonardo Lidi (Il Dito)\, Andrea De Rosa (Satyricon)\, Valter Malosti (Se questo è un uomo)\, Gabriele Russo (Don Juan in Soho)\, Veronica Cruciani (Le Serve) e con la compagnia Biancofango. Nel 2020 entra nel cast di Cous Cous Klan di Carrozzeria Orfeo. Prosegue la sua formazione con il progetto BAT_Bottega Amletica Testoriana\, a cura di Antonio Latella\, progetto vincitore del Premio Speciale Ubu 2024.  \n\n\n\nElsa Bossi\, nata a Lodi\, classe 1968\, diplomata alla Scuola del Teatro Stabile di Genova\, debutta nel Tito Andronico di Peter Stein. Collabora con il Teatro del Carretto (Sogno di una notte di mezza estate\, Premio Ubu 1991\, Pinocchio\, Amleto\, Le mille e una notte) e lavora\, tra gli altri\, con Gallione\, Sciaccaluga\, Garella\, Solari\, Pezzoli\, Musso\, Carrozzeria Orfeo. È autrice e interprete di La Religiosa da Diderot\, Ada. La solitaria da Ada Negri\, e firma per Teatro Gioco Vita la drammaturgia di Babar. Conduce laboratori e progetti teatrali in scuole e carceri. Al cinema ha recitato in Giorni e nuvole di Silvio Soldini\, La logica delle cose e 0\,9 Ampere. \n\n\n\nChiara Stoppa\, nata a Pordenone\, classe 1979\, si diploma alla Scuola del Piccolo Teatro nel 2002\, lavorando con Luca Ronconi\, poi con Patroni Griffi\, Franca Valeri\, Marinoni\, De Bosio. Dal 2008 collabora stabilmente con ATIR Milano\, di cui è anche presidente per sei anni\, e prende parte a numerosi spettacoli diretti da Serena Sinigaglia. Dal 2023 lavora con la compagnia Orsini e Massimo Popolizio. Affianca all’attività attoriale la regia e la conduzione di laboratori e spettacoli con persone con disabilità e con bambini e ragazzi. È co-autrice e interprete di testi teatrali originali. \n\n\n\nCALENDARIO 2026  \n\n\n\n3-4 gennaio 2026 | Chieti – Teatro Marrucino \n\n\n\n9 gennaio 2026 | Rimini – Teatro Galli  \n\n\n\n11 gennaio 2026 | Lecce – Teatro Koreja \n\n\n\n13 gennaio 2026 | Cava De’ Tirreni (Sa) – Teatro Siani \n\n\n\n16 gennaio 2026 | Faenza – Teatro Masini \n\n\n\n17 gennaio 2026 | Cervia – Teatro Walter Chiari  \n\n\n\n18 gennaio 2026 | Valdagno – Cinema Teatro Super \n\n\n\n20 gennaio 2026 | Meano (Tn) – Teatro di Meano \n\n\n\n22 gennaio 2026 | Jesi – Teatro Pergolesi \n\n\n\n27 gen-8 feb 2026 | Roma – Teatro Vascello \n\n\n\n10 febbraio 2026 | Porto San Giorgio – Teatro Comunale \n\n\n\n11 febbraio 2026 | Urbino – Teatro Sanzio \n\n\n\n13 febbraio 2026 | Reggello – Teatro Excelsior \n\n\n\n19 aprile 2026 | Varese – Teatro di Varese \n\n\n\n21-26 aprile 2026 | Milano – Teatro Elfo Puccini \n\n\n\nInfo e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE\, infopromozioneteatrovascello@gmail.com  – promozione@teatrovascello.it \n\n\n\nBiglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\, acquista direttamente alla biglietteria \, acquista tramite bonifico bancario SOLAMENTE PER GRUPPI DI ALMENO 10 PERSONE a favore di Coop. La Fabbrica dell’Attore E.T.S. BANCA INTESA SAN PAOLO ag. Circ. Gianicolense 137 A di Roma iban IT28f0306905096100000013849oppure acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/misurare-il-salto-delle-rane/268573 \n\n\n\nInfo: 06 5881021 – 06 5898031 \n\n\n\npromozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it \n\n\n\nORARI spettacoli \n\n\n\ndal lunedì al venerdì h.21 \n\n\n\nsabato h.19 \n\n\n\ndomenica h.17 \n\n\n\nBIGLIETTERIA \n\n\n\nintero € 25 \n\n\n\nover 65 € 20 \n\n\n\ncral e convenzioni € 18 \n\n\n\nstudenti € 16
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SUMMARY: Rossellini Spazio Jazz
DESCRIPTION:Prosegue e giunge a compimento nel mese di marzo la programmazione di Rossellini Spazio Jazz\, rassegna che si conferma laboratorio culturale di riferimento per qualità artistica e ampiezza di orizzonti\, capace di attraversare territori sonori che spaziano dalla rilettura colta dei grandi maestri alle nuove scritture del jazz italiano ed europeo. Oltre a rappresentare un contributo significativo al panorama culturale della capitale\, Spazio Jazz svolge un ruolo decisivo nella formazione del pubblico\, promuovendo una conoscenza più consapevole della storia e della complessità del linguaggio jazzistico. Rivolta a appassionate e appassionati\, neofite e neofiti e giovani generazioni\, la rassegna propone un’esperienza d’ascolto che valorizza il jazz come arte viva e spazio di dialogo interculturale.  \n\n\n\nLa programmazione Rossellini Spazio Jazz si dispiega come un vero percorso narrativo sonoro attraverso alcune delle più significative traiettorie del jazz contemporaneo e delle musiche di confine\, intrecciando grandi ensemble\, progetti cameristici e performance solistiche in un calendario che si estende dal 20 gennaio al 28 marzo 2026. Dopo il primo appuntamento di gennaio\, il 3 marzo si apre alle 19.30 con 7 Dances\, dialogo musicale tra Eugenio Colombo e Roberto Bartoli\, progetto che esplora la soglia sottile tra scrittura e improvvisazione\, come se ogni brano abitasse una terra di nessuno sospesa tra magia e ignoto. La stessa sera\, alle 21.00\, il palco accoglie il Diafrik 4et\, formazione guidata da Pasquale Iannarella insieme a Francesco Mascio\, Marco Bruno e Shanti Colucci: un viaggio ritmico che riporta alla luce le radici africane dei linguaggi musicali contemporanei\, dal jazz al soul\, dal reggae alle sonorità latin. \n\n\n\nMartedì 10 marzo alle 19.30 la scena si raccoglie nell’intimità del solo con Federico Casagrande\, chitarrista capace di fondere contrappunto classico\, improvvisazione jazz\, suggestioni rock e aperture pop in un tessuto sonoro di grande finezza timbrica\, amplificato dall’uso di effetti e preparazioni strumentali. Alle 21.00 segue Diario di un viaggiatore solitario\, ideato dal sassofonista Marcello Allulli insieme all’Auditorium Parco della Musica: un racconto musicale di trentacinque anni di incontri\, città e memorie\, condiviso con Maria Letizia Gorga\, voce narrante e interprete\, e con Jacopo Ferrazza\, in un equilibrio poetico tra suono acustico e loop elettronici. \n\n\n\nIl 17 marzo alle 19.30 è la volta del solo di Marco Colonna\, esplorazione lirica e sperimentale che attraversa memoria\, folklore e improvvisazione come una liturgia musicale alla ricerca di verità interiori. Alle 21.00 il testimone passa ad Anda – Meraviglie e l’arte della fuga\, concerto di Flo e Enrico Zanisi insieme a Joe Rehmer e Alessandro Paternesi: un itinerario musicale tra migrazioni\, esili e racconti di viaggio\, dove jazz\, canto d’autore e tradizioni erranti dialogano in un mosaico di stili. \n\n\n\nLa rassegna culmina sabato 28 marzo alle 21.00 con Aria Open Project Tour 2026\, produzione che vede protagonista Claudia Tellini accanto a Walter Paoli\, Stefano Fariselli\, Marco Micheli e al pianista e compositore Patrizio Fariselli. Il progetto celebra il cinquantesimo anniversario dell’album Arbeit Macht Frei degli Area\, rileggendone integralmente le tracce con nuovi arrangiamenti e materiali inediti provenienti dalle esecuzioni dal vivo degli anni Settanta\, sotto la cura tecnica dell’ingegnere del suono Andrea Pettinelli\, con l’assistenza di Francesco Minotti e il mastering di Diego Pettinelli\, oltre alla partecipazione vocale da Murmansk di Irina Rjabokon. \n\n\n\nNel suo insieme\, la stagione si configura come una vera drammaturgia musicale: non una semplice successione di concerti\, ma un itinerario di ascolto che attraversa estetiche\, generazioni e geografie sonore\, restituendo al pubblico l’esperienza del jazz come spazio vivo di ricerca\, libertà e immaginazione. \n\n\n\nProgrammazione Rossellini Spazio Jazz marzo 2026 \n\n\n\nMartedì 3 marzo 2026 ore 19.30  \n\n\n\n7 DANCES \n\n\n\nEugenio Colombo saxofoni\, flauto \n\n\n\nRoberto Bartoli contrabbasso \n\n\n\nNei racconti di magia c’è spesso una linea di confine tra il conosciuto e l’ignoto in cui sono presenti segni inequivocabili di qualcosa di indefinito\, di misterioso ed estraneo. Queste sette danze si muovono in quel territorio al confine tra la composizione e l’improvvisazione\, ed esplorano quella terra di nessuno collocata tra questi due mondi. \n\n\n\nMartedì 3 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nDIAFRIK 4ET \n\n\n\nPasquale Iannarella sax tenore\, corno franceseFrancesco Mascio chitarraMarco Bruno bassoShanti Colucci batteria \n\n\n\nIl quartetto pone l’accento sulla volontà di riscoprire le radici africane che sottendono ai tanti generi musicali di oggi: dal jazz\, al reggae\, al soul\, fino alla musica latin in genere. Portando l’enfasi sulla funzione sociale che da sempre la musica incarna\, i quattro musicisti presentano nella loro essenzialità\, un mix di composizioni originali e brani rappresentativi dei grandi artisti che con il loro sforzo hanno contribuito a rendere il Mondo un posto più libero. Ritmo\, anima\, e libertà espressiva\, sono gli ingredienti fondamentali che danno vita a questo progetto emozionante. \n\n\n\nMartedì 10 marzo 2026 ore 19.30 \n\n\n\nSOLO_FEDERICO CASAGRANDE \n\n\n\nFederico Casagrande chitarra \n\n\n\nParallelamente alla sua attività in duo trio o quartetto Federico Casagrande si esibisce in solo dal 2006 e ha pubblicato due dischi in questo contesto: UNDER WATER THE WAY OUT (2018) e LOOPIN MONT BLANC (interamente registrato durante il trek Tour du Mont Blanc). Da intimi spazio underground a festival internazionali ha già affascinato il pubblico di molti paesi. La sua performance si focalizza sulla forma musicale sia che si tratti di materiale improvvisato\, che di composizioni. Le idee musicali che fa passare nella chitarra arrivano da ogni tipo di stile; il contrappunto che ha assimilato durante gli anni di studi classici\, il jazz contemporaneo che possiamo sentire nei suoi dischi\, riff di rock e arpesi simil-pop; tutto mescolato insieme crea un concerto che al tempo stesso è di fine qualità ma anche riempito ti pathos emotivo che può arrivare ad ogni tipo di ascoltatore. L’uso di effetti e della chitarra preparata fa sì che la varietà di suoni che riesce a far uscire dallo strumento aggiungano alla musica un’altra dimensione. \n\n\n\nMartedì 10 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nDIARIO DI UN VIAGGIATORE SOLITARIO \n\n\n\nMarcello Allulli sax\, loopsMaria Letizia Gorga voce\, voce narranteJacopo Ferrazza contrabbasso \n\n\n\nSono 35 anni di musica raccontate attraverso suggestioni e impressioni di città visitate\, di incontri con persone misteriose e affascinanti. Ricordi che affiorano\, alcuni di città appena sfiorate\, incontri fugaci\, di persone scomparse nella nebbia vorticosa del tempo\, raccontate attraverso brani come Madrid\, Inno e Volesse il Cielo. Altri di città vissute intensamente\, luoghi e persone che sono diventati vere e proprie “seconde case” e amicizie indissolubili\, testimoniate da brani come È.E.\, Ande e Cesira. Un viaggio fatto con la macchina del tempo dei ricordi\, in totale equilibrio fra l’elemento acustico del sax e l’elettronica dei loops… \n\n\n\n“Diario di un viaggiatore solitario” nasce da un’idea mia\, Marcello Allulli e l’Auditorium Parco della Musica.Condivideranno il palco con me Maria Letizia Gorga\, attrice e cantante\, mia compagna di viaggio in numerosi spettacoli teatrali su poeti come Aldo Palazzeschi\, Pier Paolo Pasolini\, Garcia Lorca\, o sulle Madres della Plaza de Mayo e Jacopo Ferrazza\, contrabbassista virtuoso tra i più apprezzati nella scena jazz internazionale\, amico e co- leader di vari progetti. Suoneremo mie composizioni e brani della cultura centro sud americana\, composizioni celebri come Alfonsina y el mar e Gracias a la Vida di Violeta Parra. Maria Letizia sarà’ inoltre voce narrante di alcuni miei pensieri\, piccole storie su persone care\, impressioni e riflessioni di esperienze vissute nel tempo…”Marcello Allulli \n\n\n\nMartedì 17 marzo 2026 ore 19.30 \n\n\n\nSOLO_MARCO COLONNA \n\n\n\nMarco Colonna clarinetto basso\, fiati \n\n\n\nMelodie\, suoni e forme instabili in un gioco di memoria intimo e appassionato che attraversa il folklore\, il jazz e la sperimentazione mai privato di un senso profondo di racconto e consapevolezza. Il solo come liturgia poetica alla ricerca di una verità che risplenda in questi tempi di oscura umanità. \n\n\n\nMartedì 17 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nANDA – MERAVIGLIE E L’ARTE DELLA FUGA \n\n\n\nFlo voceEnrico Zanisi pianoJoe Rehmer contrabassoAlessandro Paternesi batteria \n\n\n\nAnda è l’esortazione al cammino\, alla fuga\, alla scoperta. Sono questi i protagonisti del concerto di Flo e Enrico Zanisi: cantautrice e attrice lei\, jazzista raffinatissimo lui. Un viaggio profondo e pieno di leggerezza\, dove il jazz s’intreccia alla musica migrante del sud del mondo e alla canzone d’autore di esuli e camminanti. Un concerto in cui musica e parole raccontano storie di viaggi affascinanti: quella dell’illustre immigrato Carlos Gardel\, padre del tango argentino\, quella del Lusitania\, il transatlantico più grande e veloce del mondo\, affondato in soli otto minuti alla sua prima traversata. Momenti evocativi come il canto sefardita dei popoli erranti\, si affiancano a vivaci incursioni nel repertorio moderno\, sotto il segno dell’incontro e della contaminazione di stili e linguaggi.” \n\n\n\nSabato 28 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nARIA OPEN PROJECT TOUR 2026 \n\n\n\nClaudia Tellini voceWalter Paoli batteriaStefano Fariselli clarinetto basso\, flautoMarco Micheli contrabbassoPatrizio Fariselli tastiere\, composizione e arrangiamento \n\n\n\nUna produzione ZdB (2026)Ingegnere del suono Andrea PettinelliAssistente Francesco MinottiMastering Diego PettinelliVoce da Murmansk Irina Rjabokon \n\n\n\nGli Area\, International Popular Group\, fondati da Demetrio Stratos\, Giulio Capiozzo\, Eddy Busnello\, Patrizio Fariselli\, Paolo Tofani e Patrick Djivas\, crearono e suonarono brani complessi e suggestivi allo stesso tempo\, dal 1972 fino all’inizio del 1974\, per la produzione del primo album ARBEIT MACHT FREI. Successivamente\, con l’uscita di Busnello e Djivas dal gruppo e l’ingresso di Ares Tavolazzi\, si dedicarono al nuovo materiale di ‘Caution Radiation Area’ abbandonando il precedente repertorio e in parte il “sound” dei primordi. Fino ad oggi\, tra i brani di ‘Arbeit Macht Frei’\, soltanto ‘Luglio\, agosto\, settembre (nero)’ ha continuato ad essere eseguito live dagli\, oltre che essere oggetto di cover e riarrangiamenti da parte di numerosi altri musicisti. Nessuno\, da oltre 40 anni\, ha invece più avuto modo di ascoltare in concerto gli altri brani dell’album come ‘Consapevolezza’\, ‘240 Km da Smirne’\, ‘Le labbra del tempo’\, ‘Arbeit Macht Frei’ e ‘L’abbattimento dello Zeppelin’. Per l’occasione del cinquantesimo anniversario di questo album fondamentale\, Patrizio Fariselli non solo ha curato l’arrangiamento e l’orchestrazione di tutte e sei le tracce che compongono ‘Arbeit Macht Frei’ adattandole alla formazione degli Area Open Project\, ma ha anche recuperato alcune parti inedite che il gruppo eseguiva in concerto negli anni ’70 e che mai sono apparse su disco. \n\n\n\n\n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\n3 marzo: 7 DANCES + DIAFRIK 4ET \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\n10 marzo FEDERICO CASAGRANDE SOLO + DIARIO DI UN VIAGGIATORE SOLITARIO \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\n17 marzo MARCO COLONNA SOLO + ANDA – MERAVIGLIE E L’ARTE DELLA FUGA \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni (consigliate) all’indirizzo: info@spaziorossellini.it  \n\n\n\n28 Marzo AREA OPEN PROJECT TOUR 2026 \n\n\n\nINTERO BOTTEGHINO: €25\,00 \n\n\n\nRIDOTTO (UNDER 18 E OVER 65): €20\,00 \n\n\n\nINTERO ONLINE: €22\,00 comprensivo di prevendita \n\n\n\nBiglietti online su ticketone  \n\n\n\nInfo e prenotazioni (consigliate) all’indirizzo: info@spaziorossellini.it  \n\n\n\nBiglietti online su Ticketone  \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Parcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70 \n\n\n\nTel. 345 2978091www.spaziorossellini.itinfo@spaziorossellini.it \n\n\n\nSono previste riduzioni\, promozioni e agevolazioni ì
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SUMMARY:Tutta la poetica musicale di Alessandra Celletti in “Earth Song”
DESCRIPTION:La raffinata poetica musicale della pianista romana ALESSANDRA CELLETTI impreziosisce la colonna sonora di “Earth song”. Il nuovo film del regista curdo Erol Mintaş avrà la sua prima mondiale all’International Film Festival Rotterdam (IFFR)\, dal 29 gennaio all’8 febbraio 2026. \n\n\n\nEARTH SONG racconta la storia di Rojîn\, una donna curdo-finlandese alla scoperta di un passato complesso e delle verità nascoste nella diaspora curda. Il film intreccia segreti familiari\, identità e il bisogno umano di autenticità\, anche quando il mondo sembra crollare\, mescolando emozioni intime e disastri ecologici\, e ponendo la domanda: quanto conta la verità quando tutto sta finendo? \n\n\n\n«Per me\, il tema della ricerca della verità è un punto fermo\, tanto sul piano umano quanto su quello musicale.» spiega Alessandra Celletti «“Meditation” e “Crystals” sono due mie composizioni utilizzate nel film. Entrambe nascono da un’indagine sull’infinitamente piccolo e da un lavoro di sottrazione volto a mettere in luce le risonanze interiori e l’essenza timbrica del pianoforte. Quando Erol Mintaş mi ha chiesto di utilizzare queste musiche\, probabilmente ha riconosciuto nella mia poetica musicale la stessa tensione verso la ricerca della verità che attraversa il film. A queste si aggiungono due brani in cui interpreto musiche di Gurdjieff: “The waltz” e “Assyrian women mourners”. Il mio legame con Gurdjieff si è consolidato attraverso due incisioni discografiche\, in particolare l’album “Sacred honey”\, in cui rielaboro le sue composizioni secondo una mia personale visione. Portare la mia esperienza musicale nel film è stato un grande onore\, e non vedo l’ora di scoprire come le mie note si fonderanno con le immagini\, amplificando emozioni e poesia.» \n\n\n\nPer il regista Erol Mintaş\, EARTH SONG è un progetto speciale perché permette di raccontare la diaspora curda in modo non convenzionale\, dando voce a storie e identità spesso ignorate: «Il nostro amico spirituale Gurdjieff mi ha condotto verso la musica di Alessandra.» dichiara Erol Mintaş «La sua musica\, essenziale eppure carica di una profonda energia spirituale\, si è rivelata perfetta per le scene di danza terapeutica sufi nel film. Collaborare con Alessandra\, un’anima gentile e un’artista straordinaria\, è stato un vero privilegio. Spero con tutto il cuore di poter condividere di nuovo con lei un percorso creativo in futuro.» \n\n\n\nMeditation: \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nCrystals: \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nThe waltz (Gurdjieff): \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nAssyrian women mourners (Gurdjieff): \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nPer seguire Alessandra Celletti: lnk.bio/alessandracelletti
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SUMMARY:“Sulla Vetta - Teatro ad Alta Quota” al Teatro Comunale di Calascibetta
DESCRIPTION:Al via l’ottava edizione della stagione teatrale “Sulla Vetta – Teatro ad Alta Quota”\, organizzata a Calascibetta (Enna) da Latitudini Rete di drammaturgia siciliana\, in programma da gennaio a maggio 2026 presso il Teatro Comunale Contoli Di Dio. Un cartellone ricco e articolato che propone spettacoli di prosa contemporanea\, riletture dei classici\, teatro musicale e una sezione dedicata alle famiglie\, confermando la vocazione della rassegna a coniugare qualità artistica\, attenzione al territorio e apertura a pubblici diversi. \n\n\n\nLa stagione si aprirà il 29 gennaio con Col sudore della fronte di Mariangela Vacanti\, con Ivan Bertolami e musiche dal vivo di Antonio Smiriglia\, per la regia di Filippa Ilardo. Un potente teatro di testimonianza civile che racconta una vera storia di mafia vissuta in prima persona: il rifiuto del pizzo\, le intimidazioni\, la paura e la scelta di non piegarsi. Parola e canto si intrecciano in un racconto corale sul lavoro onesto\, sulla dignità e sulla libertà. \n\n\n\nIl 7 febbraio (fuori abbonamento) va in scena Sulle orme di Gaspara Stampa\, itinerario poetico-musicale con testi di Gaspara Stampa\, Maria Rosa Cutrufelli e Laura Tedesco\, regia e voce di Laura Tedesco e flauto di Alessandro Cilona. Lo spettacolo\, organizzato dalla sezione di Enna della Società Dante Alighieri\, restituisce un ritratto intimo e appassionato della grande poetessa rinascimentale\, intrecciando musica\, poesia e teatro in un dialogo tra il nostro presente e una figura femminile che ha saputo sovvertire le convenzioni del suo tempo. \n\n\n\nIl 27 febbraio è la volta di AgamennoMan\, testo e drammaturgia del brioso Collettivo V.A.N.\, una rilettura fisica\, corale e contemporanea del mito tragico\, che gioca con ironia\, musica e ritmo per riportare la tragedia classica al cuore del nostro immaginario. \n\n\n\nIl 20 marzo arriva Stretto di Giovanni Arezzo\, con Stefano Panzeri e le musiche dal vivo di Giorgia Faraone. È la storia di un uomo che deve attraversare a nuoto lo Stretto di Messina: un viaggio reale e simbolico\, tra memoria\, famiglia ed emigrazione\, in cui mito e biografia si fondono in un racconto sospeso tra passato\, presente e futuro. \n\n\n\nIl 10 aprile va in scena Riccardo III – Il potere a pezzi di Giuseppe Vignieri: una riduzione del capolavoro shakespeariano che\, attraverso ironia\, giullarate\, musica medievale e satira\, smaschera la farsa del potere e ne rivela le dinamiche di corruzione e crudeltà in una chiave sorprendentemente attuale. \n\n\n\nL’8 maggio chiude la programmazione serale Il pomo della discordia di Luana Rondinelli\, per la regia di Nicola Alberto Orofino: una deliziosa e graffiante riscrittura teatrale del mito che\, con toni ironici e psicologici\, mette al centro l’universo femminile e i temi del conflitto\, dell’identità e della trasformazione. \n\n\n\nAccanto alla prosa\, “Sulla Vetta” dedica un ampio programma di teatro per famiglie. Il 25 gennaio apre Il Principe Felice adattamento e regia di Elisa Di Dio\, tratto da Oscar Wilde: una fiaba poetica che parla di bellezza interiore\, amicizia e sacrificio\, capace di coinvolgere bambini e adulti con delicatezza e profondità. \n\n\n\nIl 15 febbraio va in scena Una missione per Gufetta di Iridiana Petrone: uno spettacolo per l’infanzia che\, con fantasia e diverse tecniche teatrali\, affronta temi attuali come la tutela dell’ambiente\, la responsabilità individuale e il valore della comunità. \n\n\n\nL’8 marzo è la volta di Lino e Lone\, storia di amicizia tra due “diversi” che scoprono come le differenze possano diventare risorsa e possibilità di incontro e crescita. \n\n\n\nIl 12 aprile conclude la sezione ragazzi Cuori Sioux\, una vivace fiaba teatrale che intreccia divertimento\, buoni sentimenti e difesa dei valori\, pensata per un pubblico di bambini e famiglie. \n\n\n\nCompleteranno il cartellone alcuni eventi fuori abbonamento\, tra cui in maggio uno spettacolo a cura dell’Associazione teatrale Contoli-Di Dio\, a testimonianza del legame con il territorio e dell’attenzione alla produzione locale. Tra maggio e giugno si terrà (in collaborazione con altri Comuni dell’Ennese) il progetto speciale Demetriadi\,  che ospiterà in luoghi archeologici e storici altamente simbolici\, quali il Villaggio Bizantino e le Grotte di Via Carcere di Calascibetta\, una serie di eventi\, tra i quali il Polifemo Innamorato di e con Giovanni Calcagno con musiche\, canti e paesaggi sonori di Puccio Castrogiovanni\, una narrazione teatrale potente e suggestiva che rilegge il mito di Polifemo attraverso voce\, suono e tradizione e l’incontro workshop con Dario La Ferla\, approfondimento artistico dedicato a mito\, corpo scenico e immaginario contemporaneo.  \n\n\n\n“L’edizione 2026 di Sulla Vetta si conferma quale percorso teatrale completo e articolato\, capace di coinvolgere tutta la comunità di Calascibetta: adulti\, giovani\, famiglie e scuole. Un programma denso e ricco di spettacoli di qualità assoluta e rilievo. La collaborazione con la Società Dante Alighieri e l’inserimento del Progetto Speciale Demetriadi confermano l’impegno della Rete Latitudini nel costruire un’offerta culturale stabile e riconoscibile\, radicata nel territorio e aperta alla contemporaneità.” afferma il Presidente Gigi Spedale. Biglietti e abbonamenti: Sono disponibili biglietti singoli e abbonamenti per la stagione serale e per il teatro per famiglie\, oltre a una formula promozionale cumulativa. I nuovi abbonamenti saranno in vendita fino al 24 gennaio 2026. I biglietti per i singoli spettacoli saranno disponibili dal 25 gennaio 2026 per entrambe le rassegne. \n\n\n\nLISTINO PREZZI \n\n\n\nSpettacoli serali \n\n\n\n· ingresso singolo ordinario: € 14\,00 – ridotto under18 e over70: € 10\,00 \n\n\n\n· abbonamento 5 spettacoli ordinario: € 60\,00 – under18 e over70: € 50\,00 \n\n\n\nSpettacoli per famiglie \n\n\n\n· ingresso singolo ordinario: € 7\,00 – ridotto bimbi con genitori: € 6\,00 cadauno \n\n\n\n· abbonamento 4 spettacoli ordinario: € 20\,00 – ridotto bimbi con genitori: € 15\,00 cadauno \n\n\n\nPROMO – Abbonamento ordinario cumulativo (serale + famiglie): €   70\,00 \n\n\n\nInfo:  348 3813841 – 346 3020780  www.facebook.com/latitudini \n\n\n\nPrevendite: www.liveticket.it/latitudinirete
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LOCATION:Teatro Comunale Contoli di Dio\, via Dante\, Calascibetta (En)\, ITA\, 94010\, Italy
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SUMMARY:“C’eravamo tanto odiati” al Teatro Golden
DESCRIPTION:Debutta in prima nazionale a Roma\, giovedì 29 gennaio 2026 alle ore 21.00\, al Teatro Golden (Via Taranto\, 36)\, “C’eravamo tanto odiati”\, la commedia brillante e graffiante scritta e diretta da Pino Ammendola\, interpretata da Franco Oppini e dallo stesso Ammendola\, prodotta da Maximo Event di Nicolò Innocenzi. \n\n\n\nUna coppia comica amatissima dal pubblico\, un successo travolgente e poi uno scherzo finito male che cambia tutto: uno dei due cade dal palco\, resta zoppo e tra i due esplode un odio profondo che li separa per oltre vent’anni.Da questo presupposto prende vita uno spettacolo che alterna risate travolgenti a momenti di intensa profondità emotiva. \n\n\n\nCostretti a rincontrarsi dopo più di due decenni\, i due ex comici si ritrovano nella saletta privata di un lussuoso ristorante\, convocati per discutere una proposta milionaria: una reunion destinata a una trionfale tournée negli Emirati Arabi. \n\n\n\nAd affiancarli ci sono un giovanissimo maître\, fan sfegatato della loro carriera\, interpretato da Marco Gabrielli\, e la segretaria tuttofare del manager\, la bella Annalisa Favetti\, convinta che il suo fascino possa arginare le intemperanze dei due attori. \n\n\n\nLo scontro è inevitabile. Tra battute al vetriolo e schermaglie feroci\, le profonde differenze caratteriali danno vita a situazioni esilaranti da grande commedia. Ma con il progredire della serata emergono verità taciute\, rimpianti e ferite mai rimarginate\, rivelando la solitudine esistenziale che accomuna entrambi.
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