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SUMMARY:"NELLO SPAZIO PICCOLO C’È IL TEATRO BUONO"\, la nuova stagione dell'Altrove
DESCRIPTION:In cartellone 21 spettacoli\, tra nuova drammaturgia\, debutti assoluti\, grandi ritorni\, concerti e un ampio spazio alla formazione \n\n\n\nL’Altrove Teatro Studio\, nel cuore del quartiere Prati\, si riconferma isola felice in cui tenere in vita il sentimento della meraviglia con una inedita stagione proiettata verso la qualità e il confronto tra generazioni diverse di artisti\, tutti uniti sotto il segno della nuova drammaturgia. La bellezza artistica\, il talento\, il confronto\, la ricerca e la sperimentazione trovano modo di esistere e vivere in scena anche e soprattutto in una realtà “piccola”\, ma in continuo dialogo con il pubblico; un “Altrove “che si pone come riferimento ormai noto nel panorama teatrale romano.   \n\n\n\n“Nello spazio piccolo c’è il teatro buono” è\, infatti\, il claim della nuova programmazione 2025-2026\, che prevede un cartellone che riconferma l’eccellenza dell’offerta artistica\, dando voce  non solo ai nuovi talenti della scena contemporanea ma anche a interpreti dalla grande esperienza.  Tutti insieme sono impegnati in progetti attuali che parlano del nostro tempo\, della nostra società\, con le sue ansie\, preoccupazioni\, gioie e storie; tra prosa\, musica\, drammaturgia contemporanea e formazione. Artisti che si riconoscono nell’anima e nello spirito creativo di questo “piccolo-grande” luogo\, abitato proprio come una “casa” da chi il teatro lo fa\, lo studia\, lo vede. \n\n\n\nL’Altrove Teatro Studio\, fin dalla sua fondazione nel 2017\, ha voluto essere\, per il pubblico romano\, un’occasione di cambiamento. Nel nome dell’eccellenza artistica\, della qualità degli spettacoli offerti e della didattica accademica\, i direttori Ottavia Bianchi e Giorgio Latini hanno fatto sì che i migliori artisti della scena contemporanea nazionale e internazionale riconoscessero “Altrove” come riferimento imprescindibile nel panorama teatrale romano. Questo spazio ha visto fiorire\, negli anni\, la nascita di splendidi spettacoli che hanno poi dipanato i loro percorsi in vari modi e con riconosciuto successo. L’obiettivo raggiunto in questi anni\, e che si intende confermare\, è che l’ Altrove sia per il pubblico\, ancora di più: una casa da abitare\, tutto il giorno\, tutti i giorni. Uno spazio aperto ai giovanissimi\, non solo per l’ottima offerta didattica che di anno in anno si rinnova\, ma come spazio pulito\, dedicato allo studio\, al piacere della lettura (attraverso la biblioteca a disposizione dei soci) e un’oasi del confronto reciproco\, in nome del benessere dell’anima. Di conseguenza gli spettatori hanno confermato\, con partecipazione crescente\, il patto di fiducia stretto con il teatro che è stato\, inoltre\, il luogo prescelto dai più giovani per dare uno schiaffo alle lusinghe dei social\, in favore della scoperta del sé e dello studio serio e appassionato di una professione. Altrove è\, infine\, lo spazio privilegiato dove coltivare le passioni che rendono la vita meno dolente\, dove incontrare anime affini seppur nella diversità di ognuno\, tutti uniti\, adulti e giovanissimi\, artisti e spettatori\, nel desiderio di trovare una consolazione e forse\, talvolta\, persino un rimedio\, alla terribile ansia\, dovuta a questi tristi tempi. \n\n\n\n“Attraverso il sentimento condiviso della gioia che\, come una scarica di elettrica esaltazione\, attraversa l’animo di chi varca la soglia di questo luogo magico\, il teatro ci insegna che la sofferenza del vivere ci accompagna ogni giorno\, tranne che in alcuni brevi momenti nei quali riusciamo a mettere in pausa l’inquietudine\, occupandoci d’altro o di altre persone\, agendo fuori dalla nostra realtà che è poi\, nel bene e nel male\, la nostra zona di comfort. In questi momenti possiamo ritrovarci uniti in una comunità che non si riconosce nella “vacuità della fuffa” o in un teatro autoriferito e incurante dei bisogni del pubblico. Gli abitanti dell’Altrove non si lasciano abbindolare dall’inganno del nometto televisivo ma fanno una scelta in favore del talento attoriale e di temi innovativi perché sanno che “nello spazio piccolo c’è il teatro buono” _ annotano i direttori artistici Ottavia Bianchi e Giorgio Latini.   \n\n\n\nVentuno spettacoli\, tra debutti assoluti\, progetti inediti\, prosa\, musica\, con un’attenzione particolare rivolta alla drammaturgia contemporanea\, alle nuove scritture\, a tematiche fortemente attuali\, alle nuove voci e ai nuovi volti della scena teatrale\, e non solo. \n\n\n\nUn’offerta che punta alla qualità\, più che alla quantità\, con l’obiettivo di sorprendere e stimolare il pubblico più diversificato e soddisfare i più svariati gusti\, sottolineando come lo spettacolo dal vivo sia un punto fermo per la crescita e il benessere sociale\, e il teatro un luogo da vivere nella sua totalità\, in cui poter crescere\, divertirsi\, imparare\, confrontarsi. \n\n\n\nTanti i nomi in cartellone\, tra interpreti e registi\,  volti noti del panorama teatrale italiano e giovani promesse: Ottavia Bianchi\, Giorgio Latini\, Martina Paiano\, Roberto Fedele\, Valentina Illuminati\, Andrea Trovato\, Marco Di Stefano\, Daniel Dwerryhouse\, Federico Giaime Nonnis\, Fabio Pisano\, Maria Assunta Calvisi\, Francesco Stella\, Nicola Pistoia\, Federico Malvaldi\, Alice Casagrande\, Federico Lombardo\, Giacomo Pressi\, Gianluigi Fogacci\, Carlo Valli\, Natalia Pina\, Gabriele D’Angelo\, Giacomo Ronconi\, Gino Binchi\, Stefano Poeta\, Giovanni Conti\, Andrea De Luca\, Gabriele Enrico\, Michele Montironi\, Gianluca Scaccia\, Luca Zaffanella\, Cristina Aubry\, Alessia Sambrini\, Franco Mannella\, Mario Massari\, Piera Russo\, Nicola Maiello\, Domenico De Meo\, Francesca Florio\, Diego Giangrasso\, Chiara Boscaro\, Chiara Claudi\, Marcello Seregni\, Dimitri D’Urbano\, Riccardo Maggi\, Sara Roscetti\, Andrea Balzola\, Beatrice Schiaffino\, Carmen Di Marzo\, Federico Caprarese\, Chiara Colangelo\, Claudio Pisicchio\, Alessandro Rapattoni\, Cristina Zoccolante\, Lisa Colosimo\, Francesca Stocchi\, Antonio Bianchi. \n\n\n\n“Nello spazio piccolo c’è il teatro buono” è una missione\, un obiettivo diventato realtà\, un microcosmo pronto ad offrire al pubblico una stagione piena di bellezza.  \n\n\n\nLA STAGIONE \n\n\n\nInaugura la stagione\, dal 7 al 9 novembre\, L’AMORE\, LA MORTE E LE TASSE di Ottavia Bianchi\, liberamente tratto dal soggetto di Zach Helm\, con la regia di Giorgio Latini. Come un basso continuo\, il ticchettio rapido e insistente di una macchina da scrivere\, una voce di donna che racconta la storia di un uomo implicato in una vita apparentemente banale. Un’esistenza scandita soltanto da numeri\, infiniti calcoli e da una profonda solitudine. Harold potrebbe trascorrere tutta la sua esistenza in questo limbo senza colore\, se un giorno questa voce non cominciasse a perseguitarlo per annunciare la sua imminente morte. Così inizia il viaggio più importante della vita di questo stralunato agente delle tasse\, alla ricerca spasmodica di una salvezza.  \n\n\n\nA seguire\, dal 14 al 16 novembre\, DAVID Come quando eravamo felici\, testo e regia di Marco Di Stefano\, con Andrea Trovato e la voce di Miro Baldini. Lo spettacolo prende spunto dai vari fatti di cronaca che ogni anno avvengono tra Stati Uniti ed Europa. È la storia di un ragazzino di 13 anni\, di buona famiglia borghese\, figlio di un medico e un’avvocatessa\, che prende una pistola dalla cassaforte e compie una strage a scuola. David è la storia di un padre che ci racconta del rapporto con il suo bambino\, un rapporto felice fino al giorno della strage.  \n\n\n\nIl 23 novembre è la volta di WET FLOOR\, testo del pluripremiato giovane drammaturgo Fabio Pisano\, che pone l’attualissima questione dell’informazione e della veridicità delle notizie che\, non solo nel giornalismo ma specialmente nei social\, vengono amplificate\, spesso senza una verifica seria\, generando\, talvolta\, drammi irreparabili. Ben è un giornalista rampante\, sicuro di sé; Ruth è un signore delle pulizie intento a pulire il pavimento. Con la scusa del pavimento bagnato\, Ruth costringerà Ben ad uno strano confronto fino a mostrare le sue vere intenzioni: sequestrarlo e punirlo per aver diffuso informazioni scorrette sul suo conto che hanno causato il crollo della sua vita (licenziamento\, divorzio).  \n\n\n\nDal 28 al 30 novembre appuntamento con UOMINI O CAPORALI di e con Francesco Stella e la regia di Nicola Pistoia. Un intenso monologo teatrale che affronta il tema del caporalato nell’Agro Pontino\, attraverso lo sguardo di Jasnoor\, un giovane immigrato proveniente dal Punjab. La storia\, riduzione teatrale del podcast omonimo del 2022\, porta in scena il viaggio di Jasnoor\, partendo dal debito insostenibile contratto per raggiungere l’Italia fino alla dura realtà della schiavitù moderna nei campi agricoli italiani. Il racconto attraversa momenti di dolore\, speranza e coraggio\, con una narrazione che intreccia il dramma personale di Jasnoor con quello collettivo di migliaia di invisibili che vivono e lavorano in condizioni disumane.  \n\n\n\nSi continua\, dal 5 al 7 dicembre con QUANDO ARRIVA BRISEIDE di Federico Malvaldi\, con Alice Casagrande\, Federico Lombardo\, Giacomo Pressi. Un ristorante in una piccola città universitaria. Tre ragazzi immobilizzati nel loro presente. Un tempo fatto di attese\, sogni infranti e amori complicati: tutto avvolto dall’incertezza per un futuro che non promette punti di riferimento o ancore di salvezza.  Lo spettacolo narra la storia di chi non ha capito nulla di questa vita\, perché tutto sembra andare nel verso contrario. E allora restiamo lì\, immobilizzati in qualcosa che non ci appartiene ma che ci facciamo andare bene\, cercando comunque di trovare un sorriso\, almeno ogni tanto\, in un modo o nell’altro. \n\n\n\nAppuntamento unico il 13 dicembre con TABÙ di Nicola Manzari con Carlo Valli e Natalìa Pina diretti da Gianluigi Fogacci. Carlo Valli\, attore\, doppiatore e voce storica dei grandi attori americani tra cui quella di Robin Williams\, è un magistrato molto dedito al suo lavoro che viene avvicinato\, per non dire adescato\, da una giovanissima e avvenente donna. Questo rapporto trascinerà l’uomo in un misterioso e manipolatorio gioco di identità fino ad investirlo di una paternità di elezione\, in una dinamica ai limiti della patologia. L’epilogo sarà tragico e romantico allo stesso tempo\, portando lo spettatore in un gioco di identificazione molto profondo e inquietante.  \n\n\n\nTornano per il consueto concerto natalizio\, il 20 e il 21 dicembre\, LE MANI AVANTI ilcoro diretto da Gabriele D’Angelo con il loro repertorio e ovviamente grandi classici natalizi\, da White Christmas a Happy Xmas (War Is Over)\, passando per rivisitazioni originali come Jingle Bells in minore e una Carol of the bells al cardiopalma. Molti i brani in italiano\, con grandi nomi del nostro cantautorato come Fossati\, il duo Gazzé – Fabi\, fino ad arrivare ai 99 Posse e La rappresentante di lista. \n\n\n\nApre il nuovo anno\, l’11 gennaio\, in prima assoluta\, NERA A METÀ\, di Ottavia Bianchi\, anche in scena accompagnata dalla chitarra di Giacomo Ronconi e dalle percussioni di Gino Binchi. \n\n\n\nIl trio Bianchi\, Ronconi\, Binchi\, ormai consolidatissimo dopo anni di concerti e spettacoli insieme e dopo la collaborazione per l’album “Ecco il mio cuore”\, si ricongiunge stavolta per un viaggio musicale diversissimo dai precedenti. “Nera a metà” non è solo un omaggio alla grande musica di Pino Daniele\, attraverso una voce femminile ma è anche il racconto di un ringraziamento\, in grande parte autobiografico\, e di una scoperta avvenuta in un tempo lontano\, quello dell’infanzia\, continuata poi per tutta la vita\, fino alla sera della morte del grande chitarrista. \n\n\n\nDal 16 al 18 gennaio debutta PORNOGRAFICO VAUDVILLE O manifesto sul nulla\, scritto e diretto da Stefano Poeta. Due amici vengono invitati a cena da un loro conoscente per incontrare la sua nuova ragazza; il pupazzo di un ventriloquo va al suo primo appuntamento; un uomo ha il sospetto che il suo compagno non lo ami più. Ma questo è solo l’inizio di qualcosa di molto più assurdo\, qualcosa di molto più malato e\, forse\, di irrecuperabile. Tre quadri si intervalleranno l’uno con l’altro\, portando avanti un’escalation di assurdità e violenza. \n\n\n\nIl 24 e il 25 gennaio\, Cristina Aubry\, diretta da Alessia Sambrini\, porta in scena GIOCONDA\, una storia profondamente vera. Il racconto di una donna che\, guardando suo padre invecchiare e perdere contatto con la realtà\, comincia a rimettere insieme i pezzi di una memoria familiare frantumata. Lo spettacolo\, pur attraversando temi profondi e dolorosi\, è pieno di leggerezza. Non mancano i momenti divertenti\, paradossali\, persino comici – perché è proprio nel contrasto tra tragedia e quotidianità\, che si rivela la verità più umana.  \n\n\n\nSpazio poi\, dal 30 gennaio al 1° febbraio\, a DESTINATARIO SCONOSCIUTO\, liberamente tratto dal romanzo di Katherine Kressmann Taylor\, con Franco Mannella e Mario Massari e la \n\n\n\nregia di Mario Massari. Novembre 1932. L’ebreo Max Eisenstein e il tedesco Martin Schulse\, soci in affari a San Francisco e amici fraterni\, si separano. Martin torna in Germania con moglie e figli e tra i due comincia uno scambio di lettere su cui si stende ben presto l’ombra nera della storia: nel 1933 Hitler prende il potere e Martin si lascia sedurre dall’ideologia nazista. Un viaggio alle radici dell’odio razziale nazista che\, pubblicato per la prima volta in America nel 1938\, rappresentò con lucida chiaroveggenza il clima di spietato razzismo in cui maturarono gli orrori dell’Olocausto. \n\n\n\nDomenica 8 febbraio è la volta di RESPIRO PIANO di e con Piera Russo: il viaggio catartico nei ricordi di una donna. Attraverso l’utilizzo creativo del corpo e della voce\, vengono evocati luoghi fisici e della memoria\, all’interno dei quali prendono vita i vari personaggi della storia familiare della protagonista. Siamo in Campania\, alla fine degli anni ’50. Mentre Matilde svuota la casa d’origine\, ogni oggetto le riporta alla mente ricordi lontani. \n\n\n\nIn particolare\, è il vecchio armadio a custodire la chiave di una verità rimasta nell’ombra: Matilde\, a sua insaputa\, incarnava il “diverso” in un sistema familiare che pretendeva conformità. Matilde è il frutto dell’eros\, di un rapporto extraconiugale tenuto nascosto per non macchiare l’onore della famiglia. La verità celata si intravede nei non detti e si manifesta nella violenza che Matilde\, bambina ignara\, subisce. Matilde è il simbolo della rivoluzione\, intesa come la ricerca coraggiosa dell’autenticità. \n\n\n\nLa stagione continua dal 20 al 22 febbraio\, con UN GIORNO DIVERSO\, spettacolo scritto e diretto da Domenico De Meo. Uomo e donna si trascinano nel loro tempo immutabile e vuoto. Un giorno trovano un sacco con dei vecchi vestiti\, i quali costringono i protagonisti a intraprendere un viaggio nelle profondità del loro passato. I secondi iniziano a scorrere e così la solitudine\, l’innamoramento\, l’inadeguatezza\, la noia\, il senso di colpa diventano il combustibile che muove donna e uomo alla ricerca di ciò che sembra essere libertà. Un giorno diverso è uno spettacolo per due attori che rappresentano l’immobilità della negazione e l’esplosività emotiva del ricordo.  \n\n\n\nIl 28 febbraio e il 1° marzo\, appuntamento con BABY BLUES\, scritto e diretto da Chiara Boscaro\, un monologo\, o forse un dialogo muto\, o forse un dialogo vero e proprio. \n\n\n\nBaby Blues è un concerto\, o forse la ricerca di un posto dove cantare\, o forse ci prendiamo il microfono e basta. Baby Blues è una notte insonne\, in una Roma un po’ noir un po’ vintage\, tra velluti e mozziconi di sigarette. C’è una cantante che cerca un lavoro\, ci sono un sacco di porte \n\n\n\nsbattute in faccia\, ci sono uomini che non dicono niente e c’è una baby sitter a casa con la bambina\, o forse no. \n\n\n\nSuccessivamente\, dal 13 al 15 marzo debutta BASTAVA LEGGERE di Ottavia Bianchi con la regia di Giorgio Latini. Un sabato di un inverno qualunque di questi anni ingrati\, in un teatro di provincia. Una coppia di teatranti in crisi\, Marisa e Carlo\, apparentemente fermi all’ultimo giro di boa della loro carriera e forse anche del loro matrimonio\, si ritrovano rinchiusi per un intero fine settimana in un teatro destinato a chiudere. Con loro due sgraditi ospiti inattesi: il sindaco del paese incaricato di sequestrare loro lo spazio e il suo tirapiedi addetto alla comunicazione. I quattro personaggi saranno costretti a dividere gli spazi tra ostilità\, infuocate discussioni\, minacce e tentativi di corruzione. I due mondi\, quello degli artisti e quello dei burocrati\, sembrano apparentemente lonta­nissimi ma le maglie della realtà del nostro tempo sono sfilacciate a tal punto da mischiare le carte fino a mostrare gli aspetti più miserevoli del­l’animo umano\, lasciandone in bella mostra il lato più comico. \n\n\n\nDal 20 al 22 marzo\, Dimitri D’Urbano e Riccardo Maggi dirigono AH.AH.AH o l’innocenza della follia. Peter Pringle era un uomo “normale”\, tranquillo e responsabile che\, di professione\, faceva il clown. Alla fine di uno spettacolo\, sul retro di un teatro\, Peter sta fumando una sigaretta col volto ancora mezzo truccato. Una fatalità oppure uno scherzetto del destino fanno sì che egli si trovi nel posto sbagliato al momento sbagliato: un uomo uccide due persone in sua presenza e fugge. Peter viene arrestato e condannato all’ergastolo per un duplice omicidio. Un errore giudiziario. Egli è innocente. Ma la condanna diventa esecutiva. Passano quasi dieci anni e l’uomo si trova ancora in carcere. Completamente solo\, egli stesso ha smesso di credere alla sua innocenza e si è creato una nuova verità\, nella quale invece è colpevole. \n\n\n\nSpazio poi\, dal 27 al 29 marzo\, a MIS SMARCO di e con Valentina Illuminati. Dopo una vita costantemente impegnata nei disparati ruoli della brava\, divertente\, saggia\, cazzuta\, umile\, educata\, figlia\, sorella\, nipote\, compagna\, sulla soglia degli -anta e ormai donna\, Mis Smarco decide di smarcarsi dalle sue ingombranti personalità per “Essere” solo e semplicemente se stessa. In scena un’attrice\, molte personalità e altrettanti personaggi. Alternando narrazione\, dialoghi e monologhi\, la protagonista condivide un percorso\, una sfida\, una trasformazione. Mis Smarco nasce in una piccola cittadina marchigiana\, utilizzando a volte il dialetto d’origine (reso comprensibile a tutti) e trova ispirazione per dipingere la società e al tempo stesso sondare con schiettezza le problematiche di un essere umano alla ricerca di sé.  \n\n\n\nLA PAPESSA\, un potente inno all’emancipazione femminile interpretato da Beatrice Schiaffino con la regia di Carmen Di Marzo\, va in scena dal 10 al 12 aprile. un viaggio iniziatico che intreccia storia\, leggenda e spiritualità. Un racconto epico e senza tempo\, ispirato a uno degli arcani più enigmatici dei Tarocchi: simbolo di conoscenza profonda\, audacia e potere. Per affermare che il diritto alla conoscenza non ha genere\, e la fede non conosce confini. Per non tradire se stessa. Simbolo di libertà e disobbedienza\, unica Papessa donna della storia\, Johanna diventa leggenda – poi carta\, archetipo\, icona. \n\n\n\nLe atmosfere del VARIETÀ ‘900 ovvero TINGELTANGEL Intrattenimento di infimo ordine e a basso costo\, con la regia di Franco Mannella\, scaldano l’Altrove Teatro Studio dal 17 al 19 aprile. Tingeltangel è un termine associato a Karl Valentin\, famoso autore e comico tedesco vissuto esattamente un secolo fa\, negli anni venti del Novecento. Ma nelle trame del nostro “Tingeltangel Varietà” non c’è soltanto Karl Valentin. Una VARIETÀ di situazioni paradossali e grottesche\, nelle quali tutti possiamo riconoscere le nostre debolezze\, i nostri difetti\, le nostre miserie umane e riderne senza paura e giudizio\, perché è questo il potere della comicità! Di qui nasce un mondo surreale e divertente\, in cui cinque attori\, coadiuvati da un regista “disturbatore” e “disturbato”\, daranno vita a una serie di situazioni al limite dell’umana stoltezza. Un’esperienza comica e raffinata in cui il passato incontra il presente e la pancia e le mandibole… perdono il controllo. \n\n\n\nDopo il successo della prima edizione\, torna in scena il 9 e 10 maggio BLU di Francesca Stocchi con la regia di Lisa Colosimo. Il blu è il colore che\, nell’immaginario comune\, meno si accosterebbe al Flamenco. Ed è questa\, forse\, la prima “sfida comunicativa” dello spettacolo. Magari il rosso lo richiamerebbe di più\, così com’è anche per il Teatro… ma questi sono solo cliché. In tanti anni dedicati allo studio e alla diffusione del Flamenco\, si può dire che sia un baile contemporaneamente noto e sconosciuto.  \n\n\n\nIn BLU\, Francesca Stocchi bailaora e coreografa\, Lisa Colosimo attrice e regista\, esplorano e ricercano il dialogo appassionato che scaturisce dai loro mestieri. La parola serve il gesto\, il gesto serve la parola\, ed insieme varcano nuovi confini: si trasformano\, si mescolano e si colorano nel “rosso” delle loro passioni… ora dipinte di BLU.  \n\n\n\nChiude la stagione\, il 15 maggio\, PATETICA MA NON TROPPO Viaggio semiserio nella vita\, nella musica e nei malumori di Ludwig van Beethoven di e con Martina Paiano accompagnata al pianoforte da Antonio Bianchi. Tra aneddoti storici\, momenti musicali e spunti comici\, “Patetica ma non troppo” racconta la vita di Ludwig van Beethoven\, genio incompreso e rivoluzionario della musica occidentale\, attraverso le note della celebre Sonata n. 8 in do minore Op. 13\, detta “Patetica”. Con tono ironico e coinvolgente\, lo spettacolo guida il pubblico tra padri alcolizzati e principi mecenati\, amori falliti e sinfonie immortali\, svelando il lato più umano\, contraddittorio e appassionato di un artista che ha cambiato per sempre il modo di ascoltare\, e di sentire\, la musica.  \n\n\n\nL’Altrove Teatro Studio è\, infine\, attento alla formazione con l’Accademia di Arte Scenica\, i corsi di teatro professionale\, i corsi di teatro adulti\, corsi di canto\, di dizione e linguaggio para verbale e pianoforte. \n\n\n\nBiglietti: Intero 15 euro – Ridotto 10 euro – Tessera 3 euro \n\n\n\nAbbonamenti: \n\n\n\nMUSICA E DANZA 54 euro (6 spettacoli) \n\n\n\nPROSA 144 euro (18 spettacoli) \n\n\n\nSTAGIONALE 168 euro (21 spettacoli) \n\n\n\nCARNET 90 euro (10 ingressi) \n\n\n\nALTROVE TEATRO STUDIOVia Giorgio Scalìa\, 53ipensieridellaltrove@gmail.comMP 351 8700413www.altroveteatrostudio.it
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SUMMARY:"Silvia Scaringella. Deus sive natura" all'Aranciera di Villa Borghese
DESCRIPTION:Il Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese ospita dall’8 novembre 2025 al 25 gennaio 2026 la mostra Silvia Scaringella. Deus sive natura.  \n\n\n\nL’esposizione\, a cura di Maila Buglioni\, è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, prodotta e organizzata da Lamaro Arte\, con il sostegno di Yourban2030\, il patrocinio di Carrara City of Crafts and Folk Art\, con il supporto tecnico di Tabularasa e in media partnership con HF4 comunicazione. Servizi museali Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nLa mostra intende indagare la possibile relazione e convivenza tra l’essere umano e gli altri esseri viventi\, vegetali e animali\, da sempre presenti sul pianeta. Se fino all’epoca preindustriale tale coabitazione non generava alcuna problematica\, dall’Ottocento in poi l’evoluzione tecnologica ha comportato importanti cambiamenti. A partire dagli anni Duemila l’accelerazione del progresso\, sempre più convulso/spasmodico\, ha fatto registrare le prime conseguenze negative visibili in primis con i cambiamenti climatici.  \n\n\n\nIn un’epoca in cui l’artificio umano sta prevaricando sulla sfera vegetale e animale\, l’artista Silvia Scaringella\, partendo dalla riflessione di Spinoza Deus Sive Naturae (Dio ossia la natura)\, ha sentito l’esigenza di esplorare le correlazioni mimetiche ancora esistenti tra i comportamenti dell’umana collettività e gli esseri naturali\, il rapporto albero-casa ovvero la casa ancestrale e il bisogno di costruzione umano\, la relazione tra la morfologia dei fiori e lo scheletro umano\, l’organizzazione societaria e\, infine\, l’attuale impossibile ipotesi di convivenza tra esseri appartenenti a diverse specie nello stesso spazio.  \n\n\n\nVilla Borghese\, con la sua ricca vegetazione composta da alberi e arbusti che prosperano da secoli\, è la fonte ispiratrice della mostra. Da questo ambiente naturale l’artista ha tratto i suoi primi studi\, dedicati alla raffigurazione del mondo naturale. \n\n\n\nLa mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Poligrafiche San Marco. \n\n\n\nNote biografiche. Nata a Roma nel 1986\, Silvia Scaringella si diploma in scultura all’Accademia Belle arti di Carrara e si forma in numerosi atelier tecnici e artistici\, tra cui quello di Renato Mambor. Nel 2014 si trasferisce e studia presso l’Iwate University\, in Giappone\, esperienza che ha influenzato il suo linguaggio e pensiero. Partecipa a simposi di pietra nazionali e internazionali\, collocando tre opere pubbliche a Palombara Sabina (RM)\, Morioka (JP) e Sera- vezza (LU). Mostre principali: Istituto di Cultura Ichinoseki e Iwate University\, Japan; collaterale Manifesta 12\, Palermo; Fondazione Cassa di Risparmio\, Carrara; Centro Arti Plastiche\, Carrara; Forme nel verde San Quirico d’Orcia\, Siena\, mostra personale Museo Belmonte Riso\, Palermo\, mostra personale Parco archeologico di Segesta\, Trapani\, Biennale Off di Dakar\, Senegal\, Museo Tubla-Nives\, Val Gardena. Vive tra Roma e Carrara\, dove ha il suo studio. Nel 2019 vince il concorso “Leonardo e il Volo”\, realizzando una scultura permanente per gli Aeroporti di Roma Fiumicino. Nel 2020 vince il concorso “Love-eyes” realizzando una scultura per la città di Tsingtao in Cina. Nel 2021 colloca una scultura al Circolo Ministero Affari Esteri in Roma. Nel 2022 realizza la parte scultorea del murales multimediale a Carrara a cura di Yourban2030\, 2024 scultura e installazione permanente presso Catania a cura di Fondazione Fiumara D’arte\, 2025 scultura in collezione Vaticana\, 2025 scultura pubblica a San Cipriano Piacentino (Sa) a cura di Yourban2030. La sua scultura parte da interessi antropologici e sociologici\, dalla ricerca di corrispondenze nei comportamenti collettivi e singoli\, del mondo animale e umano\, che diventano nelle sue opere moltitudini di esseri relazionati\, sistemi olistici rivelati\, indicatori di dinamismo ed entropia dell’epoca contemporanea\, simbologia di ricercata correlazione esistenziale. \n\n\n\nINFO MOSTRASilvia Scaringella. Deus sive natura Dall’8 novembre 2025 al 25 gennaio 2026 Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa BorgheseVia Fiorello La Guardia\, 6 e viale dell’Aranciera\, 4 – 00197 RomaOrari: dal martedì al venerdì ore 10.00-16.00\, sabato e domenica ore 10.00-19.00 (ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura). Chiuso il lunedì.Ingresso gratuito alla mostra e al MuseoInfo: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00)www.museiincomuneroma.it / www.museocarlobilotti.it  \n\n\n\nGalleria Lamaro ArteEmail: info@lamaroarte.itWebsite: https://lamaroarte.it
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SUMMARY:Stagione 2025/2026 del Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:“Il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita.” \n\n\n\nCosì Eduardo De Filippo definisce il teatro che\, attraverso le maschere\, gli attori\, la musica e le storie che vengono raccontate\, porta a riflettere sull’esistenza umana e sul significato della vita aprendo anche nuove prospettive e nuovi immaginari mai considerati prima. \n\n\n\nProprio con questo nobile intento riapre il sipario del Teatro Comunale Veroli per una nuova ed entusiasmante stagione per l’anno 2025/26. Dopo il grande successo della scorsa stagione che ha registrato tutti sold-out\, uno straordinario risultato per un teatro che in pochi anni è riuscito a diventare un riferimento per tutto il territorio della provincia di Frosinone; la direzione artistica della DUECENTO22 – ARTI E SPETTACOLO APS è pronta a stupirvi con tante novità ma anche tante conferme. Sono 23 gli spettacoli previsti dal nuovo cartellone e 3 concerti già in programma\, senza dimenticare i quattro spettacoli della stagione teatrale dei più piccoli “Andiamo ragazzi” giunta alla terza edizione: l’intento\, infatti\, è sempre quello di ricambiare l’affetto del pubblico\, che ormai da anni ha trovato nel Teatro Comunale Veroli un punto di riferimento culturale\, ma anche cercare di avvicinare al teatro i bambini\, che sono il futuro del nostro territorio\, e i più scettici. Gli spettacoli in cartellone sono scelti per incontrare le esigenze di tutti\, dal comico al drammatico\, dal teatro amatoriale a quello professionale\, dalle storie fantastiche alla quotidianità di tutti noi\, compresi argomenti di attualità come il fine settimana dedicato alle donne con due spettacoli in scena il 7 e l’8 marzo: ogni storia messa in scena è scelta per un motivo e per appassionare i cuori di ogni spettatore. Continuano anche per quest’anno le collaborazioni con il Teatro Tor Bella Monaca di Roma\, con il Teatro Bertolt Brecht di Formia e con il media partner Quartapareteteatro\, alle quali si aggiungono quella con il Museo dell’Operetta Sandro Massimini e con il Teatro Comunale Milco Paravani di Cave\, perché ogni collaborazione porta una ricchezza in più ad una realtà che negli anni è cresciuta tantissimo e che non vuole fermarsi\, ma migliorare sempre di più. \n\n\n\nTutto questo è reso possibile non solo grazie a tutto lo staff della DUECENTO22 – ARTI E SPETTACOLO APS guidata da Enrico Quadrozzi e Fabrizio Bellacosa\, coadiuvati da Zoe Cocco ed Eliana Schietroma\, e dall’addetta stampa Vanessa Pallagrosi\, ma anche grazie al sindaco del comune di Veroli Germano Caperna\, la vicesindaca e assessora al commercio\, cultura e turismo Francesca Cerquozzi\, tutta l’amministrazione comunale e la Proloco che\, con costanza\, stima e affetto sostengono tutte le attività del Teatro Comunale Veroli assicurando supporto costante e piena fiducia nel lavoro della direzione artistica\, e consolidando un rapporto professionale che opera per il bene della comunità\, non solo del comune di Veroli ma di tutto il territorio. Tutti\, infatti\, lavorano con lo stesso obiettivo: rendere Veroli un punto fermo nella mappa culturale della provincia di Frosinone e del Lazio anche e soprattutto attraverso il teatro\, e il lavoro di squadra viene apprezzato e riconosciuto dal pubblico che ha dimostrato negli anni di essere presente e di essere affamato di bellezza; perciò\, il Teatro Comunale Veroli vi aspetta\, la magia sta per cominciare! \n\n\n\nGli appuntamenti della stagione teatrale 2025/26 saranno sempre di domenica alle 18 con apertura botteghino alle 17.30 e anche quest’anno sarà possibile scegliere tra diverse tipologie di abbonamento. \n\n\n\nSignore e signori si riapre il sipario! \n\n\n\nPer info: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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SUMMARY:La stagione 25/26 del Teatro Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Un progetto innovativo\, che combina teatro\, musica\, cinema\, arti visive\, promuovendo nuove drammaturgie. Un viaggio attraverso la creatività e la sperimentazione\, dove Il teatro diventa luogo d’incontro tra comunità locali\, artisti emergenti e pubblico internazionale. Una riscoperta e reinterpretazione dell’opera pirandelliana\, integrata con multimedialità\, periferie culturali e voci marginali. Con questi presupposti il Teatro Pirandello di Agrigento dà il via alla stagione 2025/2026 che vede per la prima volta la Direzione Artistica di Roberta Torre. \n\n\n\n“Ho iniziato a pensare alla stagione per il Pirandello nel luglio scorso – racconta Roberta Torre – e quando sono arrivata ad Agrigento ho scoperto un teatro meraviglioso. Mi sono poi accorta che raccontando la mia nuova direzione artistica ad amici e colleghi\, attori\, registi o semplicemente amanti del teatro\, in tanti mi dicevano che non erano mai stati ad Agrigento e avrebbero voluto venirci\, non solo a teatro ma proprio per conoscere la città. La stagione è ricca\, con spettacoli molto importanti. Come PRIMA FACIE\, lo spettacolo di apertura”.  Sarà infatti l’opera teatrale firmata dalla drammaturga australiana Suzie Miller\, pluripremiata in tutto il mondo e già vincitrice di due Laurence Olivier Award\, lo spettacolo che inaugurerà il calendario della Prosa il 15 e 16 novembre 2025. Prima Facie porta in scena un intenso monologo interpretato dall’attrice italo-brasiliana Melissa Vettore\, per la regia di Daniele Finzi Pasca che mette al centro la violenza di genere\, il linguaggio del potere e il tema del consenso come fondamento della giustizia.  \n\n\n\nA seguire\, Massimo Ghini e Paola Tiziana Cruciani saliranno sul palco con IL VEDOVO\, regia di Ennio Coltorti\, tratto dal celebre film di Dino Risi\, capolavoro del cinema italiano con Alberto Sordi e Franca Valeri (27 e 28 novembre) A dicembre andrà in scena A CHRISTMAS CAROL – Musical\, Il più famoso romanzo di Natale di Charles Dickens\, adattato per il teatro musicale da Melina Pellicano (autrice e regista) con oltre 20 artisti in scena\, grandi effetti\, musiche originali e 150 costumi\, pronto a far sognare adulti e bambini. Nel ruolo di Ebenezer Scrooge\, Fabrizio Rizzolo (10 e 11 dicembre). Marisa Laurito ed Enzo Gragnaniellosaranno protagonisti di VASAME – L’AMORE È RIVOLUZIONARIO\, spettacolo che ha come filo conduttore la musica del grande cantautore Enzo Gragnaniello e la spumeggiante presenza di Marisa Laurito che canta e recita l’amore nelle sue tenere\, struggenti e divertenti sfaccettature (13 e 14 gennaio). Il 31 gennaio e 1 febbraio si cambia registro con OTELLO di Shakespeare\, in una potente rilettura diretta da Giorgio Pasottie con una drammaturgia originale firmata da Dacia Maraini\, con Giacomo Giorgio\, Giorgio Pasotti\, Claudia Tosoni.  \n\n\n\nAltro appuntamento da non perdere è I RAGAZZI IRRESISTIBILI diretto da Massimo Popolizio che vedrà sul palco Umberto Orsini e Franco Branciaroli in un testo scritto da Neil Simon nel 1972\, divenuto un classico della commedia brillante e un film di notevole successo (18 e 19 febbraio)\, mentre Donatella Finocchiaro sarà protagonista di ROSA CUNTA E CANTA\, canto-racconto su Rosa Balistreri\, dalla povertà e dalla violenza subita alla rinascita nell’arte\, voce arcaica capace di sublimare il dolore di un popolo (28 febbraio e 1 marzo). Il 7 e 8 marzo sarà la volta dello spettacolo I CORPI DI ELIZABETH di Ella Hicksoncon Elena Russo Arman\, Maria Caggianelli Villani\, Enzo Curcurù\, Cristian Giammarini\, per la regia diCristina Crippa e Elio De Capitani\, una Elisabetta I “pop” e contemporanea in una commedia noir dal grande impatto visivo tra storia e presente. Nel mese di marzo andrà in scena anche VICINI DI CASA\, commedia libera e provocatoria che esplora la sessualità e le relazioni di coppia con Amanda Sandrelli\, Gigio Alberti\, Alessandra Acciai\, Alberto Giusta\, per la regia di Antonio Zavatteri (21-22 marzo). A seguire\, un omaggio a Pirandello con Pippo Pattavina ne IL PIACERE DELL’ONESTÀ\, con la regia di Guglielmo Ferro\, che esplora i temi dell’identità\, della verità e della menzogna. Un testo che mette in discussione le convenzioni sociali e le ipocrisie della società borghese\, proponendo una riflessione profonda sulla natura umana. A maggio Gianfranco Jannuzzo porterà in scena FATA MORGANA\, un viaggio teatrale tra miraggio\, musica e ironia\, accompagnato da quattro musicisti in scena. Il mito della Fata Morgana diventa racconto di illusioni\, speranze e memorie (9 e 10 maggio).  \n\n\n\nLa stagione si concluderà il 27 e 28 giugno con lo spettacolo in anteprima nazionale assoluta LA SAGRA DEL SIGNORE DELLA NAVE\, interpretato da Giampiero Ingrassia e Stefano Fresi e diretto da Roberta Torre\, adattamento contemporaneo del testo pirandelliano in cui una comunità siciliana\, tra religione popolare e potere\, svela superstizioni e conflitti durante una sagra che diventa rito collettivo. “Pirandello è un genio che non smette mai di regalare visioni”\, conclude Roberta Torre. “Questo è il Pirandello popolare\, meno conosciuto di quello borghese e metafisico\, ma non meno affascinante”. \n\n\n\nPIRANDELLO FRINGE FESTIVAL | CINQUE PERSONAGGI IN CERCA DI PALCO \n\n\n\nUn progetto speciale di questa stagione sarà il PIRANDELLO FRINGE FESTIVAL\, per far conoscere l’opera del genio pirandelliano in chiave contemporanea ai giovani autori\, iniziativa promossa dal Teatro Pirandello di Agrigento in collaborazione con il Polo Universitario UNIPA\, il Teatro Stabile di Catania e il quotidiano La Sicilia\, aperta a 15 partecipanti di età compresa dai 18 ai 30 anni.  L’iniziativa prevede per gli artisti selezionati un laboratorio teatrale di drammaturgia\, a titolo gratuito\, che si svolgerà ad Agrigento nei mesi di marzo e aprile 2026 dal titolo CINQUE PERSONAGGI IN CERCA DI PALCO\, curato dallo scrittore e drammaturgo Ottavio Cappellani. Una masterclass tenuta da professionisti del settore – un regista\, un direttore della fotografia\, un attore\, un costumista e uno scenografo – al termine della quale verranno scelti cinque corti teatrali che i partecipanti realizzeranno durante il corso. I lavori scelti saranno rappresentati tra aprile e maggio 2026 in luoghi importanti della città di Agrigento\, secondo una mappa creata sulle tracce di Pirandello\, ovvero la casa natale dello scrittore\, Il complesso chiaramontano di S. Spirito\, la scala monumentale della Cattedrale\, Piazza Kennedy di Porto Empedocle\, il Palazzo delle Poste.  \n\n\n\nI giovani interessati potranno candidarsi entro il 30 dicembre 2025\, inviando un video della durata massima di un minuto\, in cui dovranno raccontare la motivazione che li spinge a lavorare ad un progetto teatrale su Luigi Pirandello. I testi integrali degli spettacoli vincitori verranno pubblicati sul quotidiano La Sicilia. Il progetto vincitore\, scelto da una Giuria Popolare\, verrà rappresentato al Teatro Pirandello nel corso della stagione teatrale 2026/2027. \n\n\n\nPASSO A DUE – Il Teatro al Cinema\, il Cinema in Teatro  \n\n\n\nA cura di Gianluca Arnone e Roberta Torre \n\n\n\nAltra importante iniziativa in programma sarà Passo a due\, un progetto che nasce da un’intuizione semplice ma fertile: accostare film che raccontano il teatro – nelle sue forme\, nei suoi fantasmi\, nelle sue memorie e reinvenzioni – a conversazioni vive con coloro che\, dentro questi film\, hanno dato corpo\, voce e visione a quella rappresentazione. Perché il teatro\, più di ogni altra arte\, esiste nella relazione\, nell’incontro; e il cinema\, specchio moltiplicato del reale\, ne raccoglie spesso le tracce\, le ombre\, le riscritture. Prende forma così una piccola stagione di dialoghi e visioni\, un itinerario tra film che del teatro fanno memoria\, scena\, ossessione\, carne. “Un progetto – spiega il curatore Gianluca Arnone – nato per restituire al cinema la sua natura più autentica: quella dell’esperienza condivisa. E al tempo stesso per riconsegnare al teatro la sua vocazione originaria: il luogo della presenza\, dell’ascolto e dell’incontro dal vivo. Scegliere un teatro storico\, il Teatro Pirandello di Agrigento\, che porta il nome di uno dei massimi autori della nostra tradizione significa affidare a una cornice autorevole e solenne il compito di ridare vita a film indimenticabili e\, insieme\, di riattivare il rito scenico: una platea che respira\, la parola che risuona\, una comunità che si ritrova davanti alla magia della rappresentazione”.  \n\n\n\nIl calendario degli appuntamenti sarà annunciato prossimamente. \n\n\n\nRoberta Torre nasce a Milano\, ha studiato filosofia\, recitazione e regia all’Accademia Paolo Grassi e alla Civica Scuola di Cinema “Luchino Visconti” a Milano.  Ha scelto la Sicilia come casa d’elezione: vive a Siena\, ma la Sicilia continua a nutrire la sua ispirazione artistica e identitaria.  \n\n\n\nUna donna dalle straordinarie capacità artistiche\, che le sono valsi numerosi riconoscimenti internazionali\, tra cui: Nastro d’Argento e David di Donatello come Miglior Regista Esordiente\, Leone del Futuro – opera prima (Venezia)\, premi FEDIC e Kodak\, per il film d’esordio che fu un caso eclatante: Tano da morire\, il primo musical sulla mafia\, girato a Palermo nella Vucciria\, che ha girato il mondo facendo conoscere il talento portentoso di Nino D’Angelo\, autore della colonna sonora.  \n\n\n\nTutti i suoi film sono stati presentati nei maggiori Festival Internazionali\, dalla Quinzaine di Cannes alla Mostra Internazionale di Venezia\, dalle Giornate degli Autori al Sundance Film Festival\, dall’IDFA al Locarno Film Festival\, Festa di Roma e Torino Film Festival. \n\n\n\nOpere sempre contaminate nei generi\, come Sud Side Stori del 2000\, riflessione contemporanea su Romeo e Giulietta\, ambientata tra immigrati africani in Sicilia. Ancora Sicilia con Angela nel 2002\, con cui la Torre scopre il talento di Donatella Finocchiaro\, dramma intenso tra amore e mafia\, candidato ai David e Nastri. Mare nero del 2006\, noir esistenziale sulle ossessioni umane con protagonista Luigi Lo Cascio. Riccardo va all’inferno del 2017\, protagonista un inedito Massimo Ranieri\, musical noir tratto da Shakespeare: opere che confermano la sua poliedricità narrativa\, cinematografica e teatrale. \n\n\n\nCortometraggi come La notte quando è morto Pasolini\, Spioni\, Anime Corte esplorano la marginalità\, la memoria e l’identità con stile innovativo e poetico\, mentre Le favolose (nel 2022) viaggia nel mondo della trans-identità con un inno alla libertà e alla riconquista\, presentato alle Giornate degli Autori\, per poi ottenere molti riconoscimenti internazionali: Miglior Regia alla sezione Envision dell’IDFA 2022\, unico film italiano in concorso\, vincitore del Gran Premio della Giuria per la migliore opera narrativa internazionale all’Outfest di Los Angeles.  \n\n\n\nIl suo ultimo lungometraggio Mi fanno male i capelli viene presentato in concorso nel 2023 alla Festa del Cinema di Roma\, dove la protagonista Alba Rohrwacher vince il premio Monica Vitti come Migliore Attrice. \n\n\n\nNel teatro\, Roberta Torre è stata la prima donna a dirigere uno spettacolo al Teatro Greco di Siracusa(Gli Uccelli\, 2012)\, vincendo il Premio Ombra di Dioniso. Autrice di pièce innovative come Insanamente Riccardo III (2013)\, con pazienti psichiatrici e attori professionisti\, sovvertendo i codici shakespeariani. Il colore è una variabile dell’infinito (2014)\, prodotto da CRT Milano e Triennale Design Museum\, poetico\, coraggioso e fantasioso omaggio a Pierluigi Torre\, inventore della Lambretta. Co-direttore di festival\, docente a livello internazionale negli USA e Italia (Mills College\, Ca’ Foscari\, Centro Sperimentale di Palermo). Cerca sempre il genius loci: ogni progetto nasce da un luogo\, una memoria\, un territorio ‒ da Palermo all’Agrigento contemporanea.
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SUMMARY:"Ville e giardini di Roma: una corona di delizie" a Palazzo Braschi
DESCRIPTION:Roma vanta un patrimonio di giardini storici ineguagliabile\, che comprende ben quaranta complessi\, tra antiche ville nobiliari divenute pubbliche\, passeggiate e giardini eclettici di inizi Novecento. A ripercorrere per la prima volta lo sviluppo dell’arte dei giardini\, dal XVI alla seconda metà del XX secolo\, la mostra Ville e giardini di Roma: una corona di delizie\, dal 21 novembre al 12 aprile 2026 al Museo di Roma a Palazzo Braschi. \n\n\n\nI giardini storici erano uno status symbol di potere\, di cultura e di raffinatezza e anche strumento di propaganda di pontefici\, principi e cardinali proprietari di questi complessi. La mostra ne ripercorre la storia fino alla loro trasformazione in giardini pubblici “per i piaceri del popolo”. Attraverso 190 opere\, tra dipinti e vedute\, in molti casi inedite\, sarà possibile conoscere l’aspetto originario di ville e giardini oggi scomparsi o totalmente rimaneggiati. Le opere esposte mostrano la fortuna dei giardini romani nell’immaginario pittorico\, il loro utilizzo come fondale scenografico per feste\, per celebrazioni e per esibizioni del potere. \n\n\n\nTra le opere più significative si citano le molte rappresentazioni di Villa Borghese\, certamente la più amata e frequentata dagli artisti\, o di Villa Medici\, che i pensionnaires predilegevano come soggetto. Interessante è anche la selezione di dipinti dedicati a ville scomparse\, come Villa Ludovisi o Villa Montalto Peretti\, che permettono al visitatore di comprendere l’enorme perdita di un patrimonio di arte e natura. \n\n\n\nIn mostra\, oltre a numerose opere dalle collezioni capitoline\, sono esposti prestiti da prestigiosi musei italiani e internazionali\, tra i quali il Musée d’Orsay di Parigi\, il Musée national du Château de Fontainebleau\, lo Statens Museum for Kunst di Copenhagen\, la Národní Galerie di Praga\, il Musée cantonal des Beaux-Artsdi Losanna\, i Musées royaux des Beaux-Arts di Bruxelles\, i Musei e la Biblioteca Vaticani\, la Galleria degli Uffizi di Firenze\, il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli\, l’Archivio di Stato di Roma\, l’Accademia dei Lincei\, l’Accademia di San Luca e altre collezioni pubbliche e private. \n\n\n\nL’esposizione è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. A cura di Alberta Campitelli\, Alessandro Cremona\, Federica Pirani\, Sandro Santolinicon il supporto di un Comitato scientifico internazionale composto da Vincenzo Cazzato\, Barbara Jatta\, Sabine Frommel\, Denis Ribouillault\, Claudio Strinati. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Con il contributo di Euphorbia Srl Cultura del Paesaggio. Catalogo edito da L’Erma di Bretschneider.
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LOCATION:Palazzo Braschi\, piazza San Pantaleo\, 10 - piazza Navona\, 2 \, Roma\, Italia
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SUMMARY: "Ultimate Landscapes. L’illusione del ghiaccio" al Museo Alto Garda di Riva del Garda
DESCRIPTION:Dopo diciassette anni di ricerca tra le vette e le ferite del paesaggio alpino\, dal 29 novembre 2025 al 14 giugno 2026\, Claudio Orlandi porta al Museo Alto Garda di Riva del Garda il corpus completo di Ultimate Landscapes\, progetto fotografico d’arte che indaga la metamorfosi dei ghiacciai in un tempo di crisi climatica. Un racconto visivo che attraversa le Alpi dal Presena alla Marmolada\, trasformando i segni dell’uomo – i teli geotessili stesi a protezione del ghiaccio – in simboli di un gesto ambivalente\, sospeso tra cura e accanimento\, tra difesa e illusione. \n\n\n\nCon la curatela di Matteo Rapanà e Alessia Locatelli\, in occasione dell’Anno Internazionale della Preservazione dei Ghiacciai\, il Museo Alto Garda dedica così all’artista romano la mostra “Claudio Orlandi. Ultimate Landscapes. L’illusione del ghiaccio”\, accogliendo nella Pinacoteca del museo e per la prima volta in un’istituzione pubblica l’intera produzione del progetto\, articolata in tredici serie fotografiche che raccontano un viaggio durato quasi due decenni. \n\n\n\nSin dal 2008 Orlandi esplora i ghiacciai delle Alpi costruendo un linguaggio che fonde documentazione e visione estetica. Le sue immagini non si limitano a registrare il ritiro del ghiaccio\, ma ne svelano la complessità attraverso dettagli che diventano materia narrativa: pieghe\, strappi\, cuciture dei teli artificiali si confondono con la trama naturale del ghiaccio\, generando forme quasi astratte\, ma intrise di senso. In questi paesaggi estremi\, ciò che emerge è la fragilità del rapporto tra uomo e natura\, la tensione tra conservazione e controllo\, tra la volontà di salvare e quella – forse inconsapevole – di perpetuare un modello non più sostenibile. \n\n\n\nIl percorso espositivo restituisce la profondità di questa ricerca\, in cui ogni serie diventa un capitolo autonomo di un racconto in continua evoluzione. Dal Rhonegletscher svizzero allo Stelvio\, fino alla recente salita in Marmolada\, “Regina delle Dolomiti”\, Orlandi cattura la trasformazione del paesaggio alpino con un linguaggio di malinconica bellezza. Nei suoi scatti\, la luce disegna trame mutevoli\, i teli si ripiegano come sudari\, la montagna respira e si ritrae\, lasciando intravedere la fine di un’era. Come ha scritto Maria Fratelli\, “sono sudari” – veli di una memoria che si scioglie. \n\n\n\nLa mostra si inserisce nel percorso di riflessione che il Museo Alto Garda dedica alle trasformazioni ambientali e sociali contemporanee. “I musei oggi sono luoghi di dialogo e di interpretazione del presente – affermano i curatori – capaci di interrogare la realtà e di immaginare il futuro. Il progetto di Orlandi ci invita a fermarci\, a osservare\, a interrogarci su quale modello di sviluppo vogliamo per la montagna e per il pianeta che abitiamo”. \n\n\n\nCon Ultimate Landscapes la fotografia si fa linguaggio etico\, strumento di conoscenza e di partecipazione\, capace di tradurre l’urgenza ambientale in esperienza emotiva. Ogni immagine diventa una soglia\, un varco tra la bellezza e la perdita\, tra la forza della natura e la vulnerabilità dell’uomo. E in questa sospensione – tra ciò che resta e ciò che si scioglie – si apre lo spazio di una consapevolezza nuova: il paesaggio\, ultimo\, è anche il primo segno del nostro futuro. \n\n\n\nIn occasione della mostra\, la narrazione fotografica di Claudio Orlandi incontra l’installazione sonora creata dal sud designer Alessio Mosti che si fa “voce” dello stesso ghiacciaio\, suono fisico dello sgretolamento registrato\, ripetuto e reso musica. Per la composizione del sound Katabasis\, Alessio Mosti ha utilizzato dei campionamenti sonori rilevati in Antartide relativi al collasso delle piattaforme di ghiaccio\, fenomeno ormai conosciuto come calving: il materiale sonoro è stato rielaborato\, manipolato \n\n\n\nInaugurazione: sabato 28 novembre 2025\, ore 18:00Periodo di apertura: 29 novembre 2025 – 14 giugno 2026Orari e biglietti: intero €5 – ridotto €4Info: info@museoaltogarda.it – www.museoaltogarda.it – 0464 573869
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SUMMARY:“Con gli occhi e con le orecchie” al Museo di Roma in Trastevere
DESCRIPTION:Sarà ospitata dal 29 novembre 2025 al 15 febbraio 2026 al Museo di Roma in Trastevere\, nelle Sale del Pianoforte\, la mostra di Piero Angelo Orecchioni“Con gli occhi e con le orecchie”\, in cui verrà presentata un’ampia selezione di lavori tra disegni\, dipinti\, installazioni\, fotografie\, oggetti\, ricami e documenti personali. \n\n\n\nL’esposizione\, a cura di Giorgia Calò\, è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nPiero Angelo Orecchioni è architetto\, designer\, artista. Nasce a Luogosanto (SS) e si laurea in architettura a Firenze dove attualmente vive e lavora. Dopo gli studi inizia a lavorare come libero professionista. Nel 1998 è co-fondatore dello Studio63 a+d\, marchio internazionale di architettura e design. Nel 2015 fonda insieme a Jonathan Rosenfeld La Récréation\, studio di progettazione e arte applicata al design.
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SUMMARY:“La Grecia a Roma” \, mostra a Villa Caffarelli
DESCRIPTION:Quando l’arte greca fece splendere Roma: un viaggio immersivo ripercorre l’incontro tra due civiltà straordinarie\, protagoniste di un dialogo che ha plasmato il gusto e l’estetica dell’Occidente. Dopo il successo della mostra Fidia\, i Musei Capitolini presentano “La Grecia a Roma”\,secondo appuntamento del ciclo I Grandi Maestri della Grecia Antica. \n\n\n\nIl progetto espositivo\, curato da Eugenio La Rocca e Claudio Parisi Presicce\, narra la fortuna delle opere greche giunte nella Città Eterna nel periodo tra la fondazione di Roma e l’età imperiale grazie a contatti commerciali\, conquiste militari e passione collezionistica. La duratura influenza esercitata dai maestri greci sull’arte romana prende forma nella cornice suggestiva di Villa Caffarelli\, dal 29 novembre al 12 aprile 2026. \n\n\n\nL’esposizione è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Catalogo edito da Gangemi Editore. \n\n\n\nIn mostra una raffinata e preziosa selezione di oltre 150 capolavori –sculture\, rilievi\, ceramiche\, bronzi –tutti originali greci\, alcuni dei quali esposti per la prima volta e altri ritornati a Roma dopo secoli di dispersione. È questa la cifra distintiva dell’evento\, che offre l’eccezionale opportunità di ammirare\, in un unico e prestigioso spazio museale come Villa Caffarelli\, un insieme così ricco e autorevole di originali\, riuniti per restituire la magnificenza dell’arte greca ed esaltarne la bellezza e la purezza materiale. Vedere queste opere accostate significa anche poter ricostruire la storia dei significati che hanno assunto nel tempo: oggetti nati come votivi o funerari diventano simboli politici\, entrano nelle domusaristocratiche per rappresentare cultura\, prestigio e potere. Il progetto espositivo restituisce anche questa trasformazione\, mettendo in evidenza come ogni opera abbia avuto più vite\, più usi e più letture; non sono dunque solo testimonianze estetiche ma sono oggetti che\, nel loro passaggio dalla Grecia a Roma\, hanno cambiato funzione e hanno contribuito a plasmare il linguaggio artistico romano. \n\n\n\nLa mostra La Grecia a Roma ripercorre l’arrivo dell’arte greca nell’Urbe secondo tre tappe fondamentali – le prime importazioni\, il periodo delle conquiste mediterranee\, l’età del collezionismo. Parallelamente alle tre diverse fasi dell’arco narrativo\, racconta i contesti d’uso delle opere\, ossia gli spazi pubblici\, quelli sacri e le residenze private. È quest’ultima l’età della diffusione del collezionismo privato\, quando si sviluppa l’arte detta neoattica con la produzione di oggetti d’arredo su commissione dell’élite cittadina: i manufatti diventano strumenti di autorappresentazione e simboli di status. \n\n\n\nTra i numerosi capolavori esposti spiccano i grandi bronzi capitolini\, eccezionalmente riuniti\, affiancati da monumenti chiave come la magnificastele dell’Abbazia di Grottaferrata e le sculture di Niobidi dagli Horti Sallustiani\, che furono disperse tra Roma e Copenaghen. Un ritorno dal forte valore simbolico è rappresentato da una scultura acroteriale femminile della collezione Al Thani di Parigi\, che nel Seicento era a Roma. Presenti anche dei reperti inediti\, come le ceramiche attiche rinvenute in recenti scavi archeologici presso il Colosseo. \n\n\n\nL’allestimento della mostra La Grecia a Roma colpisce non solo per la magnificenza dei numerosi capolavori originali esposti\, ma anche per l’efficacia della sua narrazione. Il percorso è arricchito da contenuti multimediali che guidano il visitatore in un viaggio immersivo tra ricostruzioni architettoniche\, contesti cerimoniali e apparati decorativi. Questo approccio integrato\, che unisce archeologia e tecnologie digitali\, offre da un lato un’esperienza di visita coinvolgente e\, dall’altro\, la possibilità di contestualizzare le opere nel loro spazio originario\, avvicinando il pubblico alle più recenti interpretazioni e alle moderne tecniche di studio e restauro dei manufatti antichi. \n\n\n\nOltre ad opere provenienti dal Sistema Musei di Roma Capitale – Musei Capitolini\, Antiquarium\, Centrale Montemartini\, Museo di scultura antica Giovanni Barracco\, Museo della Civiltà Romana\, Museo dell’Ara Pacis\, Teatro di Marcello\, Area Sacra di Largo Argentina\, Museo dei Fori Imperiali – e da importanti istituzioni italiane\, come il Museo Nazionale Romano\, le Gallerie degli Uffizi di Firenze e il Museo Archeologico di Napoli\, la mostra vanta prestiti provenienti dai più famosi musei del mondo\, tra cui la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen\, il Museum of Fine Arts di Boston\, i Musei Vaticani\, il Metropolitan Museum of Art di New York\, il British Museum di Londra\, il Museum of Fine Arts di Budapest. Completano l’esposizione anche opere provenienti da collezioni private\, in particolare laFondazione Sorgente Group di Roma e la Collezione Al Thani di Parigi. \n\n\n\nIL PERCORSO ESPOSITIVO \n\n\n\nIl percorso espositivo si articola incinque sezioni che guidano il visitatore lungo una narrazione che segue gli sviluppi della profonda contaminazione artistica e culturale tra Roma e il mondo greco. Attraverso numerose testimonianze materiali\, il pubblico può comprendere quanto la società romana fosse permeabile agli influssi greci e come l’adozione del modello artistico greco abbia contribuito alla definizione della sua identità\, nonché alla trasformazione urbana della città. \n\n\n\nAd accogliere il visitatore una mappa grafica che anticipa l’articolazione della mostra. \n\n\n\nLa prima sezione\, intitolata Roma incontra la Grecia\, esplora i primi contatti tra Roma e le comunità greche\, – già tra l’VIII e il VII secolo a.C. – facilitati dalla posizione strategica dell’Urbe sulle sponde del Tevere e al centro delle rotte del Mediterraneo. È attraverso questi canali che giungono in città raffinati manufatti\, prevalentemente ceramici\, destinati a essere collocati in contesti di prestigio come santuari e tombe. Ne sono esempi significativi alcuni frammenti di ceramiche provenienti dalla regione dell’Eubea in Grecia\, rinvenuti nell’Area Sacra di S. Omobono\, e\, ancora\, il cosiddetto Gruppo 125\, scoperto sull’Esquilino\, un ricco corredo funerario aristocratico con pregiate ceramiche di importazione corinzia. L’apertura ai prodotti greci non si evidenzia solo negli scambi commerciali ma anche nella precoce identificazione tra divinità greche e romane\, come testimonia il frammento di cratere con il dio Efesto sul mulo rinvenuto nel Foro Romano. \n\n\n\nNonostante i profondi cambiamenti che interessano Roma tra VI e V secolo a.C. – dalla caduta della monarchia all’instaurazione della Repubblica nel 509 a.C. – il desiderio di assimilare forme\, modelli e rituali greci non si arresta. Al contrario\, si intensifica in una crescente importazione di oggetti di ogni tipo: statuette votive in bronzo\, manufatti in marmo e coppe utilizzate nei rituali sacri. \n\n\n\nDall’importazione all’appropriazione. Su questo mutamento di atteggiamento di Roma verso la Grecia – ormai sottomessa nel corso del II secolo a.C. – si fonda l’essenza della seconda sezione della mostra: Roma conquista la Grecia. Con la dominazione del Mediterraneo orientale arrivarono in città statue\, dipinti\, preziosi manufatti in metallo\, che ne rimodellarono il volto urbano e arricchirono templi ed edifici pubblici. La sala di questa sezione restituisce un’idea del bottino artistico trasferito in territorio romano\, perlopiù costituito da manufatti bronzei come il celebre cratere con dedica del re Mitridate Eupator\, recuperato dai fondali a largo della villa di Nerone ad Anzio.  \n\n\n\nPasso successivo all’appropriazione è l’integrazione. La terza sezione\, La Grecia conquista Roma\, mostra come molte delle opere d’arte giunte dalla Grecia al seguito dei generali vittoriosisiano state inserite negli spazi pubblicidella città – piazze\, porticati\, templi e biblioteche –\, contribuendo a trasformarne l’aspetto e a nutrire la crescente passione dei Romani per la cultura ellenistica\, ormai considerata parte imprescindibile della formazione di ogni uomo colto. Il trasferimento di questi oggetti comportò una loro rifunzionalizzazione: manufatti nati come offerte votive o come monumenti celebrativi dei sovrani greci vennero esposti come simboli del potere romano\, assumendo nuove funzioni e nuovi valori all’interno dell’Urbe. Un esempio calzante è rappresentato dal Templum Pacis\, il grande complesso voluto da Vespasiano dopo la vittoria in Giudea (75 d.C.)\, che sintetizza perfettamente il sottile confine tra potere e arte: nato come simbolo della pace ristabilita\, il tempio divenne presto una sorta di museo dell’arte greca nel cuore dell’Impero. \n\n\n\nQuesta sezione ospita il cuore tecnologico della mostra\, ossia una scenografica videoinstallazione che permette di ritrovare – attraverso unavideoproiezione con illuminazioni sincronizzate – il mondo perduto a cui molte delle opere appartenevano. Grazie a tale ricostruzione digitale il visitatore può osservare come le sculture dialogavano con gli spazi antichi ed esplorare alcuni processi complessi come la ricomposizione dei frammenti scultorei.  \n\n\n\nNon solo i luoghi pubblici\, anche ledimore private potevano essere arricchite da opere d’arte greca. La quarta sezione\, Opere d’arte greca negli spazi privati\, si articola in due sottosezioni con raggruppamento delle opere per area di provenienza. In un primo momento si presentano le sculture greche che decoravano gli horti\, ovvero i sontuosi complessi residenziali immersi nel verde di ninfei e fontane ai margini del centro di Roma. Così\, tra il Pincio e il Quirinale\, si estendevano gli horti Sallustiani\, celebri per l’ingente raccolta di sculture che li adornavano – di cui è possibile ammirare una selezione di capolavori qui eccezionalmente riuniti. Tra essi spiccano le sculture del frontone che raffigurano il mito della strage dei figli di Niobe\, uccisi per mano di Apollo e Artemide. Queste sculture sono state da tempo accostate a quelle con Amazzonomachia del Tempio di Apollo Sosiano\, per ragioni di stile. Presenti anche significativi reperti daglihorti di Mecenate e quelli Lamiani\, chesi estendevano sul colle Esquilino. A seguire\, nel secondo raggruppamento\, rientrano le opere collegate a ville di età imperiale in buona parte dislocate nel suburbio\, segno della persistente ammirazione dei Romani per l’arte ellenica\, considerata simbolo di prestigio e raffinatezza culturale. \n\n\n\nA partire dal II secolo a.C. molti scultori greci immigrarono a Roma e vi installarono fiorenti atelier\, specializzandosi anche nella creazione di statue di culto in stile classicistico destinati ai templi romani. In seguito\, nel I secolo a.C. la crescente domanda di arte greca incentivò la nascita di botteghe\, perlopiù attive a Delos e ad Atene\, specializzate in raffinate creazioni di stile eclettico. Questa produzione viene raccontata nella quinta e ultima sezione\, Artisti greci al servizio di Roma. Le opere riprendevano spesso soggetti mitologici o dionisiaci della tradizione\, come è rappresentato nella fontanamonumentale a forma di corno potorio (rhyton)\, decorata con Menadi e firmata dall’artista Pontios. Rispetto alla realizzazione di semplici copie\, l’intento dell’arte neoattica era quello di rielaborare i modelli greci\, riadattandoli alle nuove funzioni\, prevalentemente decorative\, negli spazi pubblici e privati del mondo romano. L’arte greca era ormai diventata un duttile strumento piegato alle esigenze romane: il profondo sentimento religioso che permeava la migliore produzione artistica di età arcaica e classica si era perduto a favore della qualità estetica dell’opera d’arte.
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SUMMARY: “Danzando sotto la pioggia” - Omaggio a Gene Kelly alla Casina di Raffaello
DESCRIPTION:Casina di Raffaello\, lo spazio arte e creatività di Roma Capitale\, in collaborazione con Edizioni Curci\, è lieta di ospitare\, dal 29 novembre 2025 al 25 gennaio 2026\, la mostra “Danzando sotto la pioggia” – Omaggio a Gene Kelly\, dedicata alla figura del grande danzatore\, coreografo\, attore\, cantante\, regista statunitense\, che ha cambiato la storia della danza nel cinema\, il modo di fare film musicali e di danzare davanti alla telecamera\, intrattenendo il pubblico con ironia\, intelligenza e delicatezza. \n\n\n\nIn mostra una selezione di 12 tavole illustrate tratte dal libro scritto “Danzando sotto la pioggia” – Omaggio a Gene Kelly scritto da Giulia Zucchini\, illustrato da Catherine Booth e pubblicato da Edizioni Curci nella collana per bambini e ragazzi “Curci Young”. \n\n\n\nIl titolo del libro – e della mostra – è mutuato dall’indimenticabile film“Cantando sotto la pioggia” del 1952\, diretto da Gene Kelly e Stanley Donen. La storia del libro narra dell’incontro inaspettato tra un bambino\, Olmo\, e l’artista Gene Kelly. Questo incontro genera una magia gioiosa che permea tutto il libro e che finirà per contagiare tutti i personaggi della storia. \n\n\n\nGrazie a un allestimento immersivo che comprende la selezione di tavole illustrate\, il pubblico intraprenderà\, attraverso lo sguardo del piccolo protagonista Olmo\, un viaggio nel mondo del musical e\, più in generale\, nel mondo dell’Arte – il cinema\, la danza\, il teatro\, la musica\, la pittura – fonte di costante nutrimento per tutte le età. \n\n\n\nSarà anche divertente riconoscere le citazioni disseminate tra le pagine che fanno riferimento al mondo delle arti visive e dell’illustrazione e a scene iconiche di alcuni famosi film\, come “Cantando sotto la pioggia” e “Un americano a Parigi”. \n\n\n\nGene Kelly ha sempre avuto un atteggiamento giocoso e sperimentale che continua ancora oggi ad attrarre i bambini: salta nelle pozzanghere\, canta e danza sotto la pioggia\, sopra tavoli e pianoforti\, su divani e letti. Gene Kelly fa tutto ciò che un bambino vorrebbe fare e Olmo\, infatti\, senza riserve\, gioca ad imitare l’artista\, espandendo il proprio immaginario e potenziando il proprio repertorio di gesti e movimenti per poi trovare\, strada facendo\, la sua originalissima voce. \n\n\n\nDanzando sotto la pioggia è dunque anche un inno alla danza\, uno strumento potente che abbiamo per poterci esprimere\, raccontare e narrare. Gene Kelly questo lo sapeva bene e ha speso la sua vita\, tra le altre cose\, per dirci che la danza può far parte della nostra quotidianità e che tutti possiamo praticarla con grande gioia e libertà. \n\n\n\nNella giornata inaugurale di sabato 29 novembre l’autrice del libro Giulia Zucchini\, insieme allo staff didattico di Casina di Raffaello\, accoglierà il pubblico. Alle ore 11.00 sono in programma una visita guidata e un laboratorio gratuito per bambini dai 6 anni in su; si proseguirà poi nel pomeriggio con due laboratori (alle ore 15.00 e alle 16.30) e infine dalle ore 18.00 alle 20.00\, in occasione e nell’ambito della nuova edizione di Musei in Musica\, ci saranno alcune visite guidate con l’autrice\, sulle note dei film più famosi di Gene Kelly. \n\n\n\nPer tutto il periodo della mostra\, le famiglie e le scuole potranno usufruire di un ampio programma educativo interdisciplinare. Le attività proposte\, a cura dello staff didattico di Casina di Raffaello insieme all’autrice Giulia Zucchini\, offriranno occasioni formative\, performative e ricreative finalizzate a sviluppare competenze manuali ed espressive\, oltre a promuovere la creatività e l’immaginazione. \n\n\n\nLa prenotazione alle attività per il pubblico e per le scuole e il relativo pagamento online sono obbligatori telefonando al call center 060608(attivo tutti i giorni ore 9-19). Il costo di ciascun laboratorio è di 8€ a bambino per il pubblico e 6€ ad alunno per le scuole dell’infanzia e per la scuola primaria. Per maggiori informazioni e richieste\, le scuole possono scrivere acasinadiraffaello.scuole@gmail.com.  \n\n\n\nInfo e dettagli su programma\, costi e orari sono consultabili sul sito www.casinadiraffaello.it e sulle relative pagine social.  \n\n\n\nPROGRAMMA GIORNATA INAUGURALE DI SABATO 29 NOVEMBRE \n\n\n\nDurata di ciascun laboratorio: 50 minuti \n\n\n\n– ore 11.00: visita guidata e laboratorio gratuiti condotti dall’autrice Giulia Zucchini\, per un massimo di 25 partecipanti \n\n\n\n– ore 15.00: laboratorio 4 – 6 anni con la presenza dell’autrice\, per un massimo di 12 bambine/i\, costo 8€ a bambina/o\, \n\n\n\n– ore 16.30: laboratorio 6 – 11 anni con la presenza dell’autrice\, per un massimo di 14 bambine/i\, costo 8€ a bambina/o\, \n\n\n\n– dalle ore 18.00 alle 20.00: visite guidate per famiglie con l’autrice\, sulle note dei film più famosi di Gene Kelly; partenza ogni 30 minuti\, per massimo 20 persone\,costo 3\,50€ a persona e gratuiti per i disabili. \n\n\n\nLa prenotazione e il pagamento – dove previsto – sono obbligatori chiamando il contact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). \n\n\n\nPROGRAMMA PER LE FAMIGLIE \n\n\n\nDal 30 novembre 2025 al 25 gennaio 2026\, ogni domenica sono in programma laboratori e visite guidate dedicati a bambine e bambini dai 2 agli 11 anni: un’occasione per giocare con il corpo tra musica\, danza\, arte e cinema. \n\n\n\nLa prenotazione e il pagamento online sono obbligatori chiamando il contact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). \n\n\n\nDanzando tra le pagine \n\n\n\nDurante la visita della mostra Danzando sotto la pioggia\, accompagnati da Gene Kelly e dal suo piccolo amico Olmo\, le bambine e i bambini si immergeranno nel mondo del musical\, anche grazie a una breve esplorazione corporea ispirata alla coreografia newspaper dance. In laboratorio i partecipanti daranno colore ai personaggi e gli oggetti più significativi che hanno incontrato in mostra e nel libro. \n\n\n\nEtà: 2- 4 anni con 1 adulto accompagnatore \n\n\n\nQuando: domenica alle ore 10.30 \n\n\n\nCalendario: 30 novembre; 7\, 14\, 21\, 28 dicembre; 4\, 11\, 18\, 25 gennaio. \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 6 bambine/i e 6 adulti accompagnatori \n\n\n\nCosto: 8€ bambino\, gratuità per disabili \n\n\n\nAccendi le luci di Broadway \n\n\n\nDurante la visita della mostra Danzando sotto la pioggia\, accompagnati da Gene Kelly e dal suo piccolo amico Olmo\, le bambine e i bambini si immergeranno nel mondo del musical\, anche grazie a una breve esplorazione corporea ispirata alla coreografia newspaper dance. In laboratorio i partecipanti “accenderanno le luci della ribalta” di una scenografia molto speciale dedicata al film “Cantando sotto la pioggia”. \n\n\n\nEtà: 4 – 6 anni \n\n\n\nQuando: domenica alle ore 11.30 e alle ore 15.00 \n\n\n\nCalendario: 30 novembre; 7\, 14\, 21\, 28 dicembre; 4\, 11\, 18\, 25 gennaio. \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 12 bambine/i \n\n\n\nCosto: 8€ bambino\, gratuità per disabili \n\n\n\nGene Kelly: Song And Dance Man \n\n\n\nLa visita alla mostra. Danzando sotto la pioggia. Omaggio a Gene Kelly permetterà a bambini e bambine di compiere un viaggio nel mondo del musical e dei linguaggi artistici. In laboratorio\, ispirati dalla storia di Gene Kelly e Olmo\, i partecipanti creeranno un personaggio di carta dedicato all’artista statunitense che potranno fare entrare in scena\, come sul palco di un Teatro a Broadway. \n\n\n\nEtà: 6 – 11 anni \n\n\n\nQuando: domenica alle ore 16.00 \n\n\n\nCalendario: 30 novembre; 7\, 14\, 21\, 28 dicembre; 4\, 11\, 18\, 25 gennaio. \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 14 bambine/i \n\n\n\nCosto: 8€ bambino\, gratuità per disabili \n\n\n\nViaggio nel mondo di Gene Kelly \n\n\n\nAttraverso la mostra Danzando sotto la pioggia viene narrata la storia di Gene Kelly e Olmo\, con continue connessioni tra le pagine del libro\, la biografia dell’artista e le citazioni legate al mondo dell’arte\, del cinema e del musical\, disseminate tra le illustrazioni esposte e che i visitatori si divertiranno a rintracciare in un divertente gioco di corrispondenze e rimandi. \n\n\n\nEtà: adulti e bambine/i insieme dai 6 agli 11 anni \n\n\n\nQuando: domenica alle ore 12.30 \n\n\n\nCalendario: 30 novembre; 7\, 14\, 21\, 28 dicembre; 4\, 11\, 18\, 25 gennaio. \n\n\n\nDurata: 40 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 14 bambine/i \n\n\n\nCosto: 3\,50 € a persona\, gratuità per disabili \n\n\n\nCASINA DI RAFFAELLO \n\n\n\nSpazio arte e creatività dell’Assessorato alla Scuola\, Formazione e Lavoro di Roma Capitale\, \n\n\n\ngestito in collaborazione con Zètema Progetto Cultura \n\n\n\nViale della Casina di Raffaello (Piazza di Siena – Villa Borghese) \n\n\n\nOrari di apertura \n\n\n\nDa novembre a febbraio \n\n\n\nDal martedì al venerdì: ore 10.00 – 15.30 \n\n\n\nSabato\, domenica e festivi: ore 10.00 – 18.00 \n\n\n\n24 e 31 dicembre: ore 10.00 – 14.00 \n\n\n\nChiusura: tutti i lunedì\, 25 dicembre\, 1° gennaio \n\n\n\nInfo\, prenotazioni e acquisto online \n\n\n\nContact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00) \n\n\n\nInfo per le scuolecasinadiraffaello.scuole@gmail.com \n\n\n\nwww.casinadiraffaello.it \n\n\n\nFB: @CasinadiRaffaello-LudotecaaVilla Borghese \n\n\n\nIG: @casinadiraffaello \n\n\n\nInfo sul libro \n\n\n\nhttps://www.musicandbooks.edizionicurci.it/prodotto/danzando-sotto-la-pioggia
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SUMMARY:La stagione del Teatro della Società di Lecco
DESCRIPTION:Il Teatro della Società di Lecco riapre le sue porte alla cittadinanza in una veste rinnovata\, ma che conserva l’anima neoclassica del capolavoro firmato da Giuseppe Bovara. Un restauro accurato durato 8 anni e fortemente voluto dal Comune di Lecco che\, con un importante intervento di riqualificazione e manutenzione straordinaria\, restituisce alla città il suo storico teatro.  \n\n\n\n“Fondazione Teàrte Lecco ha lo scopo di sostenere l’attività culturale nella nostra città e ha come primo obiettivo quello di promuovere il Teatro della Società che riapre le porte a seguito di un’importante ristrutturazione. Il nostro teatro torna a vivere dopo otto anni. Ci auguriamo di proporre un programma stimolante capace di incuriosire il pubblico attraverso spettacoli di prosa\, musica e danza di assoluta qualità. Ci auguriamo che tutta la cittadinanza possa partecipare attivamente alla vita del teatro\, cuore partecipato e pulsante della cultura” – sottolinea Eufrasio Anghileri\, Presidente di Fondazione Teàrte Lecco. \n\n\n\nUna grande settimana inaugurale \n\n\n\nLa programmazione del teatro riparte con una grande settimana inaugurale dal 29 novembre all’8 dicembre .La serata inaugurale istituzionale si terrà il 29 novembre alle ore 17.00 e sarà accompagnata da un grande concerto su invito\, affidato all’Orchestra  Sinfonica di Milano: un evento che segna la rinascita di uno dei luoghi più amati della città. Sul podio\, Emmanuel Tjeknavorian guiderà l’Orchestra in un programma di straordinaria intensità insieme ad Andrea Obiso\, giovane talento del violino e spalla dei primi violini dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Cuore della serata sarà uno dei capolavori assoluti del repertorio: il Concerto per violino in Re maggiore op. 35 di Čajkovskij\, dove lirismo e virtuosismo si fondono in un’emozione travolgente. In dialogo con la voce del violino\, la Sinfonia n. 2 in Mi minore op. 27 di Rachmaninov\, un’opera maestosa e appassionata\, ricca di slancio romantico e di rinnovata creatività. \n\n\n\nDal 30 novembre all’8 dicembre il Teatro continuerà a festeggiare con un ricco calendario di spettacoli e concerti gratuiti aperti a tutta la cittadinanza\, per condividere insieme l’emozione di questa nuova rinascita. Il sipario si apre con “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde\, una commedia brillante e ironica diretta da Geppy Gleijeses (30 novembre\, ore 21). Tra verità\, identità e desiderio di essere accettati\, il capolavoro di Wilde continua a far riflettere e divertire con la sua irresistibile attualità. A seguire\, spazio alla danza con una nuova\, emozionante versione diCarmen\, firmata dai coreografi Agnese Omodei Salè e Federico Veratti\, con l’elegante allestimento di Marco Pesta (2 dicembre\, ore 21). Passione\, ritmo e intensità per una serata che unisce tradizione e modernità. Il 3 dicembre (ore 17) e il 4 dicembre (ore 10.30 e 14.00) il palcoscenico si trasforma per accogliere i più piccoli con un tenero racconto teatrale dedicato a San Nicola\, per la regia di Andrea Carabelli: una storia che parla di generosità\, meraviglia e magia natalizia. La danza contemporanea torna protagonista il 5 dicembre (ore 21) con due spettacoli in una sola serata: Diva\, la nuova creazione di Giovanni Insaudo\, esplora il mito intramontabile di Marilyn Monroe\, tra fascino e fragilità; Delicious Overdose\, di Alice Carrino e Cristian Cucco\, è un viaggio visionario e poetico “sotto una pioggia di caramelle”. Sabato 6 dicembre (ore 21) sarà il momento delle Civiche Benemerenze San Nicolò d’Oro\, accompagnate da un intervento musicale del Corpo Musicale Alessandro Manzoni della Consulta Musicale di Lecco: un appuntamento per celebrare la città e i suoi protagonisti. Il 7 e 8 dicembre (ore 21) chiude il palinsesto inaugurale Nicola Piovani con “Note a margine”\, un concerto-racconto in cui il Maestro condivide con il pubblico ricordi\, aneddoti e musiche di oltre quarant’anni di carriera. Da Fellini ai Taviani\, da Cerami a Benigni\, un viaggio tra emozioni e memorie raccontate con leggerezza e sincerità. \n\n\n\nPer i più curiosi\, non mancheranno le visite guidate alla scoperta del rinnovato Teatro della Società\, impreziosite da momenti musicali a cura degli studenti dell’Istituto Civico “G. Zelioli” (30 novembre – 2-3-5-6-8 dicembre). \n\n\n\nIl cartellone 2026 \n\n\n\nLa Fondazione Teàrte Lecco lancia anche gli appuntamenti del cartellone 2026 “La stagione delle emozioni” che porterà sul palco grandi spettacoli\, nuove voci ed eventi speciali\, con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone e far vivere a tutti l’energia di questo luogo di cultura. 14 appuntamenti da segnare in calendario fino a maggio tra prosa\, danza e sinfonica. \n\n\n\nTeatro di Prosa. Un viaggio tra grandi classici\, ironia\, emozioni e attualità per una stagione che celebra la potenza del teatro in tutte le sue forme. Si parte il 24 e 25 gennaio (h.21) con Amadeus di Peter Shaffer\, nell’intensa regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia: un dramma potente sull’invidia e sul genio\, dove Salieri e Mozart si sfidano in un affascinante duello tra arte e destino. L’11 febbraio (h.21) arriva la freschezza de Gli Innamorati di Carlo Goldoni\, adattamento di Roberto Valerio: una commedia vivace e moderna sulle gelosie e le follie dell’amore\, capace di far sorridere e riflettere. Il 22 febbraio (h.21) è la volta di Medico dei Maiali\, scritto e diretto da Davide Sacco\, con Luca Bizzarri e Francesco Montanari: una satira pungente e surreale sul potere\, la verità e la fragilità delle istituzioni. Il 4 marzo (h.21) si entra nel mistero con Trappola per topi di Agatha Christie\, per la regia di Giorgio Gallione e con Ettore Bassi: il giallo teatrale più rappresentato di sempre\, tra colpi di scena\, ironia e suspense. Il 21 e 22 marzo (h.21) il palcoscenico accoglie Prima del Temporale\, con Umberto Orsini diretto da Massimo Popolizio: un raffinato viaggio nella memoria e nell’anima di un attore alla vigilia dell’ultima scena. L’8 aprile (h.21) torna la commedia con Colpi di Timone di Enzo La Rosa\, adattata e diretta da Tullio Solenghi: un divertente gioco di equivoci e verità ambientato nella Genova degli anni ’40\, tra risate e colpi di scena. Chiude la prima parte di stagione il 29 aprile (h.21) Lisistrata di Aristofane\, con Lella Costadiretta da Serena Sinigaglia: un grande classico dal sapore contemporaneo\, dove l’ironia delle donne diventa arma di pace e libertà. \n\n\n\nConcerti Sinfonici. Un viaggio tra capolavori\, nuove creazioni e incursioni tra scienza\, cinema e stelle. Si apre il 31 gennaio (h.20.30) con Rachmaninov–Beethoven\, diretto da Emmanuel Tjeknavorian con Jeneba Kanneh-Mason al pianoforte. Il 28 marzo (h.20.30) la musica di Gustav Holst incontra l’astrofisica con I pianeti del sistema solare\, guidati dalla direttrice Danila Grassi e dal divulgatore Matteo Miluzio\, in un viaggio tra note e costellazioni. L’11 aprile (h.20.30) il pianista e direttore Sunwook Kim propone un dialogo tra Beethoven e la splendida Sheherazade di Rimskij-Korsakov\, con il violino di Luca Santaniello. Il 25 aprile (h.20.30) il maestro Alfred Eschwé ci accompagna in un itinerario mitteleuropeo con Bartók\, Haydn e Strauss\, tra eleganza viennese e ritmo danzante. Chiude la stagione il 9 maggio (h.20.30) La scienza di Star Wars: l’astrofisico Luca Perri e il direttore Jacopo Brusa ci guidano tra le galassie di John Williams\, in un concerto-spettacolo dove scienza e fantasia si incontrano. \n\n\n\nDanza Contemporanea. Due serate dedicate alla grande danza contemporanea segnano la stagione 2026 del Teatro della Società\, che si apre con due produzioni firmate MM Contemporary Dance Company. \n\n\n\nIl 15 aprile (h.21) il sipario si alza su Elegia e Ballade. In Elegia\, Enrico Morelli racconta con poesia e coralità la ricerca di sé in un mondo smarrito: otto danzatori attraversano paesaggi di memoria e solitudine sulle musiche di Chopin e Villarosa\, accompagnati dalla voce di Isidora Balberini e dalle poesie di Mariangela Gualtieri. Una danza intima e visionaria\, che riflette su identità\, cura e rinascita. Segue Ballade\, nuova creazione di Mauro Bigonzetti\, un omaggio energico e appassionato agli anni Ottanta. Tra le musiche di Prince\, Leonard Cohen\, Nina Simone\, Frank Zappa e i CCCP\, dieci interpreti danno vita a un viaggio tra emozioni\, ricordi e libertà creativa. \n\n\n\nLa seconda serata\, il 15 maggio (h.21)\, è firmata da Michele Merola\, con due lavori di intensa forza espressiva. In Vivaldi Umane Passioni\, ispirato alle musiche di Antonio Vivaldi e ai colori di Marc Chagall\, il coreografo trasforma in movimento le passioni universali dell’essere umano: gioia\, rabbia\, attesa e tormento. Con Bolero\, sulle note ipnotiche di Ravel arricchite da nuove composizioni di Stefano Corrias\, Merola esplora la ripetitività magnetica del celebre brano come metafora dei rapporti umani\, tra desiderio\, tensione e armonia. \n\n\n\nOltre alla programmazione teatrale\, torneranno anche le iniziative estive più amate: dal Lecco Jazz Festival\, che animerà la città con i protagonisti più importanti di questo genere musicale\, e il Sound of Lecco\, la rassegna che unisce musica\, arte e grandi emozioni visive.
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SUMMARY:"Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts” all'Ara Pais
DESCRIPTION:Sarà ospitata a Roma\, al Museo dell’Ara Pacis\, da giovedì 4 dicembre 2025 a domenica 3 maggio 2026\, la grande mostra“Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, coprodotta e organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e daMondoMostre\, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. Radio Partner Dimensione Suono Soft. Mobilty Partner Atac. \n\n\n\nL’esposizione\, a cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi\, riunisce 52 capolavori provenienti dal Detroit Institute of Arts\, uno dei più importanti musei degli Stati Uniti\, e rappresenta un’occasione straordinaria per ammirare una selezione unica di opere dei grandi maestri dell’arte moderna europea tra Otto e Novecento. \n\n\n\nIl percorso\, articolato in quattro sezioni\, accompagna il visitatore dalle origini dell’Impressionismo fino alle avanguardie del primo Novecento\, presentando dipinti di Courbet\, Renoir\, Degas\, Cézanne\, Van Gogh\, Matisse\, Picasso\, Modigliani\, Kandinskij\, Beckmann e di molti altri protagonisti dell’arte europea. La mostra racconta la nascita e l’evoluzione della pittura moderna\, il dialogo fra luce e colore\, natura e città\, realtà e astrazione\, e le sperimentazioni che hanno ridefinito il linguaggio artistico del XX secolo. Tra le altre\, in esposizione Donna in poltrona (1874) di Pierre-Auguste Renoir — immagine scelta per la campagna di comunicazione e il visual ufficiale della mostra — eBagnanti (1879-1880) di Paul Cézanne\, opere che esemplificano in modo magistrale la ricerca sulla figura\, la luce e la costruzione dello spazio pittorico. \n\n\n\nCon “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”\, i grandi maestri europei compiono idealmente il viaggio inverso rispetto a quello che li portò nei musei americani\, tornando a dialogare con il pubblico europeo in un percorso di straordinaria bellezza e intensità. \n\n\n\nIl Detroit Institute of Arts (DIA)\, fondato alla fine del XIX secolo\, ospita oggi una collezione di oltre 65.000 opere che spaziano dall’arte antica a quella contemporanea\, divenne infatti\, già nei primi decenni del ‘900 un importante punto di riferimento per il collezionismo delle avanguardie artistiche europee negli Stati Uniti. \n\n\n\nINFO DEGAS – MATISSE – PICASSO – RENOIR – VAN GOGHIMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of ArtsA cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi4 Orari Tutti i giorni 9.30-19.3024 e 31 dicembre 9.30-14.001° gennaio 2026 11.00-20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura1° maggio e 25 dicembreBiglietto “solo Mostra”: intero € 15\,00 – ridotto € 13\,00.Prevendita: € 1\,00 Per maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)www.arapacis.it  www.museiincomune.it  www.mondomostre.it 
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SUMMARY:Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts all'Ara Pais
DESCRIPTION:Un avvio travolgente per Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, la mostra ospitata al Museo dell’Ara Pacis (fino al 3 maggio 2026)\, che nei primi quattro giorni di apertura ha registrato 8.830 visitatori\, confermandosi subito tra gli appuntamenti culturali più seguiti della stagione con oltre 2.000 visitatori al giorno e un picco di 3.000 la domenica 7 dicembre. \n\n\n\nUn risultato che testimonia\, ancora una volta\, la centralità di Roma come capitale internazionale dell’arte e della bellezza e la capacità dei suoi musei di attrarre pubblico diverso per età\, provenienza e interessi. L’entusiasmo con cui cittadine\, cittadini e turisti stanno rispondendo all’esposizione dimostra quanto la proposta culturale della città sia un motore vivo di partecipazione\, conoscenza e crescita collettiva. \n\n\n\n«Questi numeri – 8.830 ingressi in quattro giorni – sono il segnale forte di una comunità che vuole vivere i musei e riconosce nella cultura un’esperienza condivisa\, accessibile e necessaria. Il Museo dell’Ara Pacis si conferma uno spazio capace di unire qualità scientifica\, attrattività e apertura al grande pubblico»\, dichiara Massimiliano Smeriglio Assessore alla Cultura di Roma Capitale. \n\n\n\nLa mostra “Impressionismo e oltre” accompagna i visitatori in un percorso tra capolavori e protagonisti\, offrendo un’occasione preziosa per riscoprire uno dei momenti più fertili della storia dell’arte e le sue evoluzioni\, in dialogo con uno dei luoghi simbolo della Roma contemporanea. \n\n\n\nRoma Capitale invita il pubblico a continuare a partecipare e a programmare la visita\, contribuendo a rendere la cultura un elemento quotidiano della vita cittadina\, capace di generare valore\, turismo di qualità e nuove opportunità per il territorio. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nA cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi \n\n\n\n4 dicembre 2025 – 3 maggio 2026 \n\n\n\nOrari  \n\n\n\nTutti i giorni 9.30-19.3024 e 31 dicembre 9.30-14.001° gennaio 2026 11.00-20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nBiglietto “solo Mostra”: intero € 15\,00 – ridotto € 13\,00 \n\n\n\nPrevendita: € 1\,00 \n\n\n\nPer maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) \n\n\n\nwww.arapacis.it  www.museiincomune.it  www.mondomostre.it
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SUMMARY:"Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts" al Museo dell'Ara Pacio
DESCRIPTION:Dal Detroit Institute of Arts arriva al Museo dell’Ara Pacis una selezione straordinaria di cinquantadue capolavori\, dei grandi maestri dell’arte europea dal XIX al XX secolo. In mostra i pionieri dell’impressionismo Degas e Renoir\, i protagonisti delle avanguardie parigine Matisse e Picasso\, passando per le innovazioni di Van Gogh e infine arrivando agli sperimentatori dell’arte tedesca come Kandinsky e Beckmann. \n\n\n\nDa giovedì 4 dicembre 2025 a domenica 3 maggio 2026\, il Museo dell’Ara Pacis ospita la grande mostra Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, coprodotta e organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da MondoMostre\, con il supporto diZètema Progetto Cultura. Radio Partner Dimensione Suono Soft\, Mobility Partner Atac e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. \n\n\n\nL’esposizione\, curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi\, presenta gli straordinari dipinti provenienti dal Detroit Institute of Arts\, una delle maggiori istituzioni museali degli Stati Uniti.  \n\n\n\nLa selezione riunita al Museo dell’Ara Pacis comprende un insieme di capolavori europei realizzati tra gli anni Quaranta dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento\, alcuni dei quali entrati nelle collezioni del museo statunitense già poco dopo la loro esecuzione e oggi finalmente in Italia\, che documentano una fase cruciale della storia dell’arte\, attraversata da trasformazioni profonde che contribuirono a ridefinire il linguaggio pittorico moderno. Attraverso il dialogo tra luce e colore\, natura e città\, realtà e astrazione\, la mostra ripercorre un arco temporale in cui la pittura europea mette in discussione i modelli accademici e\, sperimentando nuove modalità di osservazione\, apre la strada alle rivoluzioni artistiche del Novecento. \n\n\n\n«Da domani 4 dicembre al Museo dell’Ara Pacis si apre la grande mostra “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”\, uno dei musei più prestigiosi degli Stati Uniti. Un’occasione unica per apprezzare uno degli snodi artistici più importanti della storia pittorica. Ci sono passaggi della storia delle arti figurative che hanno cambiato per sempre il nostro modo di intendere la raffigurazione\, la luce\, i colori\, l’irrompere del paesaggio cosiddetto ‘en plein air’. L’impressionismo è stato questo: un’evoluzione pittorica\, una piccola rivoluzione\, che ha sfidato convenzioni e canoni\, dando corpo con la sua pittura ad un movimento composto da artisti da una sensibilità visiva fino ad allora sconosciuta: da Pierre-Auguste Renoir a Edgar Degas\, da Paul Cézanne a Camille Pissarro. L’esposizione riunisce 52 opere provenienti dal Detroit Institute of Arts e c’è tempo fino al 3 maggio per godere di questa opportunità che ci racconta anche come\, per la prima volta\, è cambiato il rapporto pittorico tra natura e città»\, così l’assessore alla Cultura di Roma Capitale\,Massimiliano Smeriglio. \n\n\n\nLa mostra si apre con il rinnovamento dell’arte francese a partire dalla metà del XIX secolo\, quando realisti e impressionisti si concentrano sulla rappresentazione della vita moderna\, sulla verità del quotidiano e sulla resa immediata della percezione della luce. È il momento in cui la pittura europea comincia a mettere in discussione i codici tradizionali e a interrogare il rapporto tra percezione e realtà\, inaugurando una trasformazione profonda che porterà\, nel giro di pochi decenni\, alle avanguardie del primo Novecento. Seguendo l’invito di Charles Baudelaire\, a rivolgere lo sguardo alla vita contemporanea\, i pittori francesi trovano nella modernità urbana e nella luce naturale la materia nuova della loro ricerca. \n\n\n\nLa prima sezione\, ricca di opere emblematiche\, restituisce con chiarezza questo passaggio epocale attraverso cinque dipinti diEdgar Degas\, il celebre Bagnanti di Paul Cézanne e il raffinatoDonna in poltrona (1874) di Pierre-Auguste Renoir\, scelto come visual della mostra\, ai quali si affiancano due opere più tarde diPissarro e Alfred Sisley e un dipinto di Max Liebermann che\, pur realizzato nel 1916\, testimonia la persistenza e la vitalità della poetica impressionista oltre i confini della Francia. \n\n\n\nIl racconto espositivo prosegue con le ricerche sviluppate dopo il 1886\, anno dell’ultima mostra impressionista\, quando la pittura francese si avvia verso una crescente solidificazione della visione\, una costruzione più stabile della forma e una trasformazione del colore in elemento espressivo autonomo. La Sainte-Victoire di Cézanne esposta\, databile ai primi Novecento\, mostra con evidenza questa evoluzione; mentre\, le opere di Renoir restituiscono un artista profondamente trasformato dalla rilettura della tradizione. I due dipinti di Vincent Van Gogh interpretano la realtà attraverso una pennellata ritmica e vibrante\, comunicando con forza lo stato emotivo dell’artista. In questi anni\, come osservava il critico inglese Roger Fry coniando il termine “postimpressionismo”\, l’opera d’arte si emancipa dal rapporto diretto con il reale e si configura come un’armonia autonoma\, parallela al mondo visibile. \n\n\n\nLa parte centrale del percorso è dedicata alla Parigi dei primi due decenni del Novecento\, quando la capitale francese si afferma come centro artistico mondiale e vede emergere figure decisive comePablo Picasso e Henri Matisse. Le sei opere di Picasso esposte in mostra restituiscono la complessità del suo percorso: un dipinto del periodo rosa\, due della fase cubista e tre ritratti di donne sedute\, dipinti dopo il 1920\, segnano tappe fondamentali della sua maturità. I tre dipinti di Matisse\, realizzati tra il 1916 e il 1919\, testimoniano invece un’evoluzione sorprendente\, dal rigore geometrico delle prime ricerche a una pennellata più sensuale e dilatata\, influenzata dall’opera di Renoir. Completano questo panorama parigino le opere cubiste di María Blanchard\, unica artista donna presente nella selezione proveniente dal DIA\, e di Juan Gris\, insieme ai dipinti espressionisti di Amedeo Modigliani e Chaïm Soutine\, figure centrali della Scuola di Parigi. \n\n\n\nIn chiusura una ricca selezione dedicata all’avanguardia tedesca\, acquisita dal Detroit Institute of Arts grazie alla lungimiranza del suo direttore Wilhelm R. Valentiner\, in carica tra il 1924 e il 1945\, e al sostegno di importanti mecenati. Tre dipinti — di Max Pechstein\, Wassily Kandinsky e Lyonel Feininger — appartengono ai grandi movimenti d’anteguerra\, Die Brücke e il Blaue Reiter. La maggior parte delle opere risale infatti al dopoguerra e restituisce la drammaticità della Germania sconfitta\, raccontata attraverso la durezza delle figure di Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff\, e attraverso i lavori intensi di Emil Nolde\, Oskar Kokoschka e Max Beckmann\, il cui Autoritratto del 1945 riflette l’incertezza profonda dell’artista e del suo Paese nel difficile momento successivo al conflitto. \n\n\n\nCon Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, Roma accoglie un nucleo di opere che raramente lascia gli Stati Uniti\, un viaggio attraverso cinquant’anni di creatività europea che riunisce i protagonisti della modernità. Una mostra che non solo restituisce la ricchezza delle collezioni americane\, ma ricostruisce l’intreccio di visioni\, sperimentazioni e rivoluzioni che hanno definito la pittura tra Ottocento e Novecento europeo. \n\n\n\nNell’ottica di rendere i musei luoghi aperti per tutti e nell’intento di favorire l’inclusione e la partecipazione alla vita culturale della città\, laSovrintendenza Capitolina prosegue nel suo impegno di dotare anche le mostre temporanee di servizi che rispondano alle diverse esigenze della cittadinanza\, attraverso un potenziamento continuo degli strumenti di accessibilità. La mostra Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts è progettata pertanto per essere accessibile attraverso percorsi multisensoriali\, visite integrate\, laboratori creativi. I dispositivi di accessibilità e i video LIS sottotitolati\, posizionati all’interno del percorso mostra\, sono stati realizzati in collaborazione con l’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza e Rai Pubblica Utilità. Per tutto il periodo di apertura dell’esposizione è inoltre previsto un servizio di visite tattili e visite con interpreti LIS gratuite\, in collaborazione con il Dipartimento Politiche sociali e Salute – Direzione Servizi alla Persona di Roma Capitale\, la Cooperativa Segni d’Integrazione Lazio e Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nDEGAS – MATISSE – PICASSO – RENOIR – VAN GOGH \n\n\n\nIMPRESSIONISMO e oltre.Capolavori dal Detroit Institute of Arts \n\n\n\nA cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi \n\n\n\nOrari  \n\n\n\nTutti i giorni 9.30-19.3024 e 31 dicembre 9.30-14.001° gennaio 2026 11.00-20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nBiglietto “solo Mostra”: intero € 15\,00 – ridotto € 13\,00 \n\n\n\nPrevendita: € 1\,00 \n\n\n\nPer maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) \n\n\n\nwww.arapacis.it  www.museiincomune.it  www.mondomostre.it \n\n\n\nLe prevendite (anche biglietti OPEN) sono disponibili a QUESTO LINK
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SUMMARY:"IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts" all'Ara Pais
DESCRIPTION:Quaranta giorni dall’apertura\, la mostra IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, in corso al Museo dell’Ara Pacis fino al 3 maggio 2026\, registra un risultato straordinario: 50.000 visitatoriin 40 giorni\, con una media di 1.250 presenze al giorno e unaproiezione di 180.000 visitatori a fine mostra. \n\n\n\nUn dato che conferma l’attrattività dell’offerta espositiva romana e il forte interesse del pubblico per un progetto che porta in Italia una selezione rara: 52 capolavori del Detroit Institute of Arts\, con opere di Degas\, Renoir\, Cézanne\, Van Gogh\, Matisse\, Picasso e una significativa sezione dedicata alle avanguardie europee\, fino all’area tedesca con autori come Kandinsky e Beckmann. \n\n\n\nLa mostra\, curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi\, è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\,coprodotta e organizzata da Sovrintendenza Capitolina e MondoMostre\, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nUn percorso tra Ottocento e Novecento: dalla modernità alla rivoluzione delle avanguardie \n\n\n\nIl progetto espositivo accompagna i visitatori lungo un arco temporale che va dalla metà dell’Ottocento ai primi decenni del Novecento\, raccontando la nascita di un nuovo sguardo sul reale e la progressiva emancipazione del colore e della forma\, fino alle sperimentazioni che definiscono la modernità. \n\n\n\nAccessibilità e servizi al pubblico \n\n\n\nIn linea con l’impegno per una fruizione sempre più inclusiva\, la mostra propone strumenti e attività dedicati (tra cui contenuti e percorsi accessibili). \n\n\n\nINFORMAZIONI MOSTRA \n\n\n\nIMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of ArtsSede: Museo dell’Ara Pacis – Spazio espositivo\, Via di Ripetta 180 / Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli)\, RomaDate: 4 dicembre 2025 – 3 maggio 2026Orari: tutti i giorni 9.30–19.30; 24 e 31 dicembre 9.30–14.00; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura; chiuso 25 dicembre e 1° maggioBiglietti (solo mostra): intero €15; ridotto €13; prevendita €1 \n\n\n\nLe prevendite (e biglietti OPEN) sono disponibili a QUESTO LINK
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SUMMARY:"Ad Vacuum" di Antonio Tropiano a Prosa_contemporanea
DESCRIPTION:Il 4 dicembre 2025 alle ore 18.00 PROSA_contemporanea presenta la mostra personale Ad Vacuum di Antonio Tropiano a cura di Alberto Dambruoso: in esposizione 7 sculture che fondono etica ed estetica\, pensieri e riflessioni profonde sull’uomo e sulla società in cui oggi viviamo.  \n\n\n\nAd Vacuum (Verso il vuoto) intende riflettere la sua concezione del fare scultura. Per millenni\, sostiene l’artista\, l’uomo si è domandato se in natura potesse esistere il vuoto e di cosa fosse non-composto. Secondo Tropiano il vuoto non è assenza di materia o mancanza di esistenza come sosteneva Aristotele ma\, al contrario\, è il luogo dove tutto è contenuto\, dove ogni cosa ha la possibilità di incontrare qualsiasi altra e mutare assieme ad essa\, divenendo così\, secondo una felice locuzione trovata dall’artista\, “il nascondiglio dell’eventuale”. \n\n\n\n\n\n\n\nAntonio Tropiano è senza dubbio uno degli artisti che maggiormente mi ha colpito negli ultimi anni. Ritengo che la sua ricerca artistica sia un unicum nel panorama artistico italiano e che le sue opere siano dotate di una straordinaria forza comunicativa tali da sollecitare nello spettatore molte riflessioni. Ho già avuto modo di scrivere sul suo lavoro qualche anno fa in occasione di una sua mostra personale al Museo Marca di Catanzaro e sono felice di tornare ad esprimermi sulla sua ricerca per questa sua prima personale romana. Tropiano\, che tra l’altro non ama essere definito artista\, termine oggi troppo generico che spesso coincide piuttosto con quello di creativo (cosa ben diversa dall’artista che è un creatore)\, è uno sculture giunto non più giovanissimo ai palcoscenici dell’arte contemporanea ma che ha saputo imporsi in tempi brevissimi all’attenzione di molti addetti ai lavori\, compreso il sottoscritto. Ci è riuscito non per le relazioni amicali o interessate con galleristi\, critici\, giornalisti che ne hanno promosso così le sue opere\, come spesso succede oggi (con artisti più impegnati al telefono che a produrre opere)\, ma per la grande forza espressiva dei suoi lavori e per quel senso di stupore che suscitano le sue opere sia in termini esecutivi (di tekné) sia formali. Si potrebbe definirlo uno scultore anacronista dal momento che\, infischiandosene della tecnologia che potrebbe facilitare le varie fasi di sbozzatura ma anche di rifinitura dei materiali lignei di cui si serve per realizzare le sue sculture\, opera ancora come facevano gli scultori del passato ovvero servendosi degli utensili classici che richiedono forza e pazienza.  Anche il luogo che ha scelto per creare (Santa Caterina dello Jonio\, località balneare della costa calabrese)\, lontano dai grandi centri dell’arte contemporanea come Milano\, Roma e Napoli è indicativo di una personalità non adusa ai riflettori e al chiasso delle grandi città ma che\, al contrario\, preferisce la quiete e un certo isolamento ritenuti necessari per la sua pratica artistica.   \n\n\n\nLe sue opere nascono tutte dal concetto greco di “symbolon” (che significa mettere insieme le cose\, tenerle unite)\, e diventano metafore della condizione esistenziale dell’uomo e più in generale del mondo e della società in cui viviamo.  Il ricorso ad una forma di linguaggio (simbolo) che unisce il visibile all’invisibile è quindi uno dei tratti caratteristici del suo modus operandi. Questo aspetto\, legato al linguaggio metaforico\, va messo in relazione anche ai trascorsi di Tropiano\, che ha avuto una formazione da filologo medievale e rinascimentale\, avvezzo quindi a scovare i significati più reconditi e finanche segreti\, celati nei manoscritti antichi. Una delle chiavi d’accesso alle sue opere si trova nei titoli che Tropiano dà alle sue sculture. In principio è dunque il verbo\, il punto di partenza dal quale muove la sua ricerca. E’ la curiosità di scoprire l’origine dei diversi lemmi\, dei detti popolari\, delle lingue antiche che hanno\, fin dalla tenera età\, interessato l’artista. “È dalle parole che parto” – afferma lo scultore – “quando do abbrivio ad una scultura: negli interstizi del termine rintraccio infatti quella modulazione dei significati\, quel tessuto connettivo concettuale che informa la figura scelta”.  \n\n\n\n“Ad Vacuum” (Verso il vuoto) il titolo che Tropiano ha dato alla sua mostra\, intende riflettere la sua concezione del fare scultura. Per millenni\, sostiene l’artista\, l’uomo si è domandato se in natura potesse esistere il vuoto e di cosa fosse non-composto. Secondo Tropiano il vuoto non è assenza di materia o mancanza di esistenza come sosteneva Aristotele ma\, al contrario\, è il luogo dove tutto è contenuto\, dove ogni cosa ha la possibilità di incontrare qualsiasi altra e mutare assieme ad essa\, divenendo così\, secondo una felice locuzione trovata dall’artista\, “il nascondiglio dell’eventuale”. Nell’immaginario comune\, dice Tropiano\, la vacuità è sinonimo di inutilità\, di mancanza di significato e di funzione; e una cosa è “a vuoto” quando non corrisponde alla sua finalità o\, peggio\, non qualifica la sua esistenza. “Nella scultura” – afferma Tropiano – “le cose sono assai differenti: lavorando “per levare”  la figura che rimane rappresenta senz’altro il pieno (statua/statuere= collocare\, occupare uno spazio)\, mentre le schegge che cadono sotto i colpi dello scalpello sono la vera carne del vuoto: perché contengono in sé tutte le figure che non sono state scelte dall’artista (nelle quali sarebbero state invece il ‘pieno’ o come si dice in gergo il ‘buono’). Se ne deduce quindi che il vuoto per uno scultore è quel luogo delle cose in cui tutto esiste per compiere la libertà del suo gesto”. \n\n\n\nIn mostra l’artista presenta sette sculture\, alcune di queste realizzate nell’ultimo anno e una dal titolo “Se questo ha un uomo” realizzata appositamente per la mostra.  \n\n\n\n“Cenoscopio”\, dal greco Kenos (vuoto) e Scopeo (guardare) è una scultura realizzata nel corso del corrente anno che si presenta come un sacchetto di carta per il pane al cui interno\, sul fondo\, l’artista ha inserito una lente d’ingrandimento. Lo spettatore è dunque invitato a guardare dentro\, nel vuoto. In realtà anche se non contiene nulla\, il sacchetto non perde la sua essenza che non è mai e solo la sua funzione\, ovvero quella di contenere. Il vuoto quindi non è assenza\, ma essenza del contenere.  \n\n\n\nL’opera dal titolo “Funambolo”\, anch’essa realizzata nel corso del 2025 è una scultura che si presenta con le sembianze di un torso umano acefalo che allarga le braccia formando un perfetto asse longitudinale. L’uomo senza volto in quanto rappresenta tutti i possibili uomini impugna sulla mano di destra un ciuccio mentre in quella di destra trattiene un chiodo. Cosa ci vuole significare l’artista con quest’opera? Che dal primo vagito (ciuccio) all’ultimo respiro (il chiodo della croce) l’uomo incede lungo il sentiero degli propri giorni come se stesse in bilico continuo sul voto dell’irrealizzato\, del non accaduto\, del futuro. Come accade al funambolo che trova un equilibrio sul margine della caduta.  \n\n\n\nAnche l’opera dal titolo “Telestiké” è stata realizzata nel corso del corrente anno. Nel mondo greco venivano chiamate così alcune piccole sculture femminili che contenevano all’interno un messaggio per gli dei. Durante le cerimonie dei misteri eleusini venivano bruciate per far arrivare col fumo il messaggio al cielo. Tropiano ha individuato con questa scultura una corrispondenza con la sua anima che ha sempre immaginato come una donna gravida pregna di tutte le parole che non conosce e dei colpi di scalpello ancora non dati. Questo è il motivo per il quale essa è cava e ricoperta all’interno di migliaia di versi\, parole e citazioni dei poeti e scrittori di ogni epoca e civiltà. \n\n\n\n“Edenismi” è una scultura del 2024 ricavata da un noce e che riproduce un’enorme foglia di fico rinsecchita. La riflessione apportata da Tropiano con questa scultura riguarda ciò che sta accadendo negli ultimi anni con l’informazione globale dove non si riesce più distinguere il vero dal falso (fake news) soprattutto dopo l’introduzione dell’IA. Scrive Tropiano a proposito di quest’opera: “In una stagione in cui perfino una foto di guerra ci ricorda come sia sempre più difficile distinguere il vero dal falso\, la biblica foglia di fico escogitata per dissimulare la verità (verecondia\, ovvero paura del vero) non ha più alcuna funzione avendo perso la sua utilità. E come ogni strumento in disuso si è rattrappita”.  \n\n\n\n“Appendihabitat” è una scultura realizzata nel 2019 durante la pandemia da Sars Covid 19 e nasce da una considerazione di Tropiano su quel periodo di condizionamenti e di privazioni. La scultura si presenta con le fattezze di un alveare appeso su un appendiabiti. L’alveare rappresenta la comunità che in quel periodo di necessità si era compattata aiutandosi reciprocamente\, ma appena terminato il momento del bisogno con la stessa facilità con la quale si era unita si è disfatta facendo prevalere i singoli interessi. “Si è smesso di cantare e di abbracciarsi” – ricorda Tropiano –  “e il nostro senso di comunione ha fatto la fine di un impermeabile che\, appena spiovuto è finito nell’appendiabiti”.  \n\n\n\n“Metà Morfosi” è una scultura realizzata nel 2021 che indica già nel titolo il suo status: un cambiamento avvenuto solo per metà del corpo. In quest’opera Tropiano apporta una riflessione sull’attuale società ipertecnologicizzata e iperconnesa dove tutti si sentono il dovere di dire la loro\, apponendo like di consenso anche sulle cose più banali ed effimere. Il pollice all’insù è diventato per Tropiano un’enorme chela di granchio\, una mutazione genetica abnorme e grottesca che porta lo spettatore a riflettere sulla condizione dell’uomo d’oggi.  \n\n\n\n“Se questo ha un uomo” è il titolo dell’ultima scultura realizzata\, come già detto più sopra\, appositamente per la mostra. Dalla base di un’enorme testa di gorilla penzolano\, come un vecchio orologio a cucù\, dei pendoli sonanti che scandiscono il tempo. Quest’opera nasce dalla riflessione intorno ai cambiamenti climatici causati dall’uomo. La scienza ha dimostrato come già diversi parametri siano stati superati e siano diventati dei “punti di non ritorno”. Così l’uomo che s’ingegna a possedere il tempo dimentica che questo è fatto  solo di punti di non ritorno. \n\n\n\nEtica ed estetica\, pensieri e riflessioni profonde sull’uomo e sulla società in cui oggi viviamo\, temi importanti come la verità o la falsità delle cose di cui siamo oramai solo inermi spettatori. Sono questi elencati\, alcuni dei temi di fondo che emergono dalle sue sculture. Antonio Tropiano con questa mostra ha inteso   renderci consapevoli dei tanti campanelli d’allarme che sono già suonati e che in tanti fanno finta di non sentire. Queste opere non sono solo belle esteticamente ma sono anche crude\, vere\, un pugno allo stomaco per i benpensanti e per coloro che pensano che tutto vada bene. Tropiano ci invita ad aprire gli occhi e fare qualcosa prima che l’uomo sparisca e che ritorni un primate.  Perché se questo è un uomo o se questo ha un uomo c’è davvero poca differenza. 
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SUMMARY:"White Entropy”\, personale di Jacopo di Cera
DESCRIPTION:Tra le iniziative dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\, “White Entropy”\, mostra personale del fotografo e digital artist Jacopo Di Cera a cura di Massimo Ciampa\, al PhotoSquare di Milano Malpensa dal 4 dicembre 2025 al 31 marzo 2026\, trasforma il paesaggio in esperienza sensibile tra arte\, fotografia e sostenibilità. Un percorso di fotografie zenitali in grande formato\, realizzate tra Alpe di Siusi\, Monte Bianco\, Val di Fassa\, Val Badia\, Roccaraso\, Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio\, in cui il manto nevoso si scompone in trame quasi astratte\, segni di passaggi\, ferite e riscritture del paesaggio\, trasformando l’area aeroportuale in un osservatorio sospeso\, dove il bianco diventa materia di riflessione sul nostro rapporto con la natura e con il tempo. \n\n\n\n“White Entropy” conduce attraverso 23 opere di grande formato in un viaggio che dal candore assoluto dei paesaggi dell’arco alpino arriva alla presenza sempre più evidente dell’uomo. Il percorso passa dalla purezza iniziale all’apparire di figure minime\, fino alla folla che trasforma la montagna in superficie vulnerabile. Tracce\, solchi e ferite rivelano un territorio consumato\, dove la memoria del ghiaccio si assottiglia. Dietro il percorso di “White Entropy”\, ospitato nello scalo lombardo crocevia internazionale per milioni di passeggeri in transito ogni giorno\, si apre uno spazio inatteso: un territorio fragile\, quasi sacro\, in cui l’immagine zenitale dei ghiacchiai diventa un pavimento su cui camminare\, da attraversare con consapevolezza e responsabilità\, per narrare visivamente l’impatto ambientale e il senso cosmico dell’irreversibilità che governa ogni trasformazione. \n\n\n\nUna grande superficie di delicata carta fotografica si stende a terra e sulla sua pelle è stampata una visione dall’alto del ghiacciaio del massiccio del Monte Bianco. E poi accade ciò che non ci si aspetta in un luogo espositivo: si cammina. Ogni passo lascia un segno\, una lacerazione. Ogni traccia inciso\, consuma\, deteriora. Come per i ghiacciai\, che sotto il peso dell’uomo si assottigliano\, arretrano\, cambiano per sempre. È l’installazione site-specific che rende fisico e sensoriale il tema dello scioglimento dei ghiacciai e che coinvolge direttamente il visitatore nel processo di deterioramento\, rendendo palpabile la responsabilità collettiva. Il gesto\, semplice e quotidiano\, diventa rivelazione: non si può tornare indietro\, né ripristinare ciò che è stato consumato. La fotografia si anima proprio mentre si degrada\, la fragilità diventa voce\, il suo dissolversi diventa essa stessa narrazione. \n\n\n\nL’installazione rovescia così lo sguardo zenitale delle fotografie\, trasformandosi in un altare ribaltato che muta con il passaggio dei visitatori e la mostra in toto racconta una Terra fragile ma ancora portatrice di speranza\, indicando un possibile nuovo equilibrio tra uomo e ambiente. \n\n\n\nIl Monte Bianco è molto più di una vetta: è un simbolo europeo\, un mito alpino. Chiamato un tempo Mont Maudit – “Monte Maledetto” – a causa della sua fama di massiccio inaccessibile\, temuta e quasi soprannaturale\, nel 1786 Jacques Balmat e Michel-Gabriel Paccard raggiungono per la prima volta la cima\, sancendo la nascita ufficiale dell’alpinismo moderno. Oggi continua ad affascinare\, ma anche a preoccupare. Il suo ghiacciaio\, il Brenva\, è arretrato di 200 metri negli ultimi 20 anni: un termometro naturale del cambiamento climatico. “White Entropy” mette a sistema queste storie\, questi record\, queste fragilità attraverso un contatto diretto: il pubblico poggia i piedi proprio su quel paesaggio che ha segnato la storia dell’alpinismo e che oggi porta i segni della sua lenta dissoluzione. \n\n\n\nL’Assessore alla Cultura Francesca Caruso commenta: «Questa esposizione mostra con grande chiarezza quanto sia cambiato il nostro rapporto con la montagna e quanto le nostre azioni pesino sul paesaggio. È una riflessione che si inserisce pienamente nel percorso dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 che i territori e coinvolge le comunità attraverso progetti\, come questo\, che raccontano identità\, luoghi e patrimoni legati ai Giochi. Portare la mostra all’aeroporto di Malpensa significa inserirla nel flusso quotidiano di migliaia di persone\, in un luogo dove il messaggio arriva senza filtri. La cultura serve anche a questo: a farci vedere meglio ciò che consideriamo di conoscere già». \n\n\n\n«È per noi un vero onore ospitare\, qui all’aeroporto di Milano Malpensa\, una mostra così suggestiva dedicata al tema della montagna\, proprio mentre ci prepariamo ad accogliere gli atleti in transito per i prossimi Giochi Olimpici invernali. Saremo qui per dare il benvenuto non solo agli atleti\, ma anche agli spettatori ea tutti i passeggeri – dichiara Riccardo Kustermann\, Direttore Progetto Olimpico e Paralimpico presso SEA Aeroporti di Milano – Ci auguriamo che questa splendida esposizione di Jacopo Di Cera sappia emozionare e ispirare tutti coloro che condividono la passione per la montagna». \n\n\n\nInserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\, la mostra è promossa da SEA Milan Airports e realizzata da GLAC Consulting con la collaborazione di Deodato Arte. Media partner della rivista Artuu. L’artista Jacopo Di Cera – rappresentato da Deodato Arte – sarà inoltre protagonista di una mostra personale all’interno della sede principale della galleria nel gennaio 2026.Jacopo Di Cera\, nato a Milano nel 1981\, dopo l’esperienza nella comunicazione si trasferisce a Roma e si dedica alla fotografia studiando con maestri internazionali. Nel 2010 vince il concorso National Geographic. Nel 2016 sviluppa il “Fotomaterismo” con Fino alla Fine del Mare\, esposto al PAN di Napoli\, Paris Photo\, MIA Fair\, Les Rencontres d’Arles\, Paratissima e Ginevra Atelier Photo. Nel 2017 partecipa alla Biennale di Venezia\, presenta opere sull’imbarcazione Edipo Re di Pasolini e alla Galleria Accorsi. Seguono Il Rumore dell’Assenza\, MiRo e il progetto con droni Sospesi. Dal 2020 esplora l’arte digitale con Infinity e altre opere esposte a Roma\, Milano\, Miami\, New York\, Dubai\, Lisbona e Parigi. Nel 2024 rappresenta l’Italia alla Dubai Art Fair\, dove nel 2025 realizza l’installazione principale Retreat. Le sue opere\, tra fotografia e digitale\, sono presenti in gallerie e collezioni private nazionali e internazionali. \n\n\n\nWhite Entropy di Jacopo Di CeraA cura di Massimo Ciampa Dal 5 dicembre 2025 al 31 marzo 2026 Inaugurazione: giovedì 4 dicembre ore 12  \n\n\n\nIngresso libero
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SUMMARY:Lunaria a Levante 2026\,  prosa\, musica\, percorsi spettacolari e teatro per bambini in tutta Genova
DESCRIPTION:              \n\n\n\n\n\n\n\n“Lunaria a Levante”\, tradizionale rassegna invernale di prosa e musica a cura di Lunaria Teatro\, si appresta a tornare anche quest’anno con un programma intenso\, poetico e profondamente umano\, capace di attraversare epoche\, linguaggi e sensibilità diversi\, così come diversi sono i palchi scelti come sede degli spettacoli in agenda dal 6 dicembre 2025 al 16 maggio 2026: da Palazzo Ducale al Carlo Felice\, dal Museo di Arte Orientale Edoardo Chiossone al Teatro Instabile\, passando per il piccolo Teatro Iqbal di Castelletto e per le rappresentazioni itineranti in alcuni degli angoli più suggestivi di Genova. \n\n\n\nL’inizio sarà appunto al Chiossone\, sabato 6 dicembre\, con “I monologhi dell’atomica”\, reading di e con Elena Arvigo tratto da “Preghiera per Cernobyl” del Nobel per la letteratura Svetlana Aleksievich e da “Nagasaki”\, di Kyoko Hayashi: due immani tragedie nucleari rivissute attraverso le parole di altrettante donne che ancora ne portano i segni. E se Aleksievich non parla tanto del disastro in sé quanto delle impressioni e dei sentimenti delle persone che hanno toccato con mano l’ignoto\, Hayashi è essa stessa una sopravvissuta del bombardamento di Nagasaki e dunque testimone diretta di ciò che accadde quel giorno e\, soprattutto\, di cosa abbia significato sopravvivere. A seguire lo spettacolo\, vincitore del Premio Le maschere del teatro italiano 2023 come miglior monologo\, una visita guidata al museo che custodisce la più importante collezione di arte orientale italiana\, oltre alla mostra temporanea “Hiroshima Appeals. Messaggi di pace” curata da Miki Shimokawa. \n\n\n\nSabato 17 gennaio ci si sposterà alla Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale per un “Omaggio a Andrea Camilleri”\, maestro della parola e della regia celebrato\, nel centenario della nascita\, una performance che ne ripercorre le suggestioni letterarie e poetiche: Daniela Ardini\, Pietro Montandon – già interprete della fortunata produzione Lunaria Teatro tratta da “Maruzza Musumeci” – e Paolo Portesine ci condurranno tra le pagine dei romanzi più importanti e dei racconti brevi\, evocando alcune delle tematiche camilleriane più care\, tra cui il mare e la Sicilia. \n\n\n\nMusica protagonista sabato 31 gennaio all’Auditorium Montale del Carlo Felice grazie a “To love the land”\, concerto di Michela Centanaro accompagnata dalla cantante Maria Giulia Mensa\, dal pianista Guido Licastro\, dalla violoncellista Delfina Parodi e dalla voce recitante di Franco Avran: si partirà letteralmente da un respiro\, “Breath” dei Pink Floyd\, per quello che sarà un viaggio tra suoni che profumano di terra\, di pioggia e di stelle\, tra la voce degli alberi e il suono silenzioso del cielo\, lanciando un grido di allarme sulle sorti del nostro pianeta.  \n\n\n\nAltro genere e altra location\, sabato 21 e domenica 22 marzo al Teatro Instabile di via Cecchi\, per “Il fu Mattia Pascal”\, capolavoro di Luigi Pirandello che rivive nell’esibizione di un unico eccezionale interprete\, ancora Pietro Montandon\, capace\, grazie anche alla regia di Daniela Ardini e a un raffinato lavoro scenico\, di esplorare le sfumature psicologiche del protagonista mantenendo intatta la vitalità e l’umorismo del testo originale. \n\n\n\nSabato 18 aprile si tornerà al Museo Chiossone per un altro reading\, “Quel che affidiamo al vento”\, tratto dal romanzo di Laura Imai Messina. Daniela Ardini\, Pietro Montandon e Alma Poli ci porteranno nel giardino di Bell Gardia\, sul fianco scosceso di Kujira-yama\, la “Montagna della Balena”\, dove un telefono non collegato permette di parlare con chi non c’è più. Un luogo in cui\, ogni anno\, migliaia di persone provenienti da tutto il Giappone convergono nella speranza di ristabilire un contatto con i loro cari defunti. Anche in questo caso è prevista una visita guidata al museo a conclusione dello spettacolo. \n\n\n\nIl cartellone principale si chiuderà sabato 16 maggio\, in un luogo ancora in via di definizione\, con “La bocca del lupo”\, spettacolo itinerante tratto dal romanzo di Remigio Zena ambientato nei luoghi reali della Genova del 1887: una produzione che fonde verismo e commedia\, raccontando la vita della Bricicca e delle sue figlie nel quartiere popolare della Pece Greca\, con una visita guidata a cura di Genova Insieme. In scena Alice Bignone\, Rita Castaldo\, Anna Nicora\, Alma Poli\, Paolo Portesine e i partecipanti al laboratorio teatrale di Anna Nicora. \n\n\n\nCompletano il programma di Lunaria a Levante 2026 due percorsi spettacolari a ingresso libero curati dalla storica Marcella Rossi Patrone – l’11 aprile “La via romana di Quarto” ed il 2 maggio “Nel cuore di un borgo marinaro: via Antica Romana di Quinto” – e gli spettacoli per bambini al piccolo Teatrino Iqbal dell’Istituto Comprensivo Castelletto\, presso la scuola Maria Mazzini di corso Firenze: il 13 dicembre “La magia della stella di Natale” con Fiona Dovo e Valentina Reggio; il 10 gennaio “Un brutto anatroccolo” con Francesca Giacardi e Maria Teresa Giachetta; ed il 28 febbraio “Il gatto dagli stivali” con Daniele De Bernardi. \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni: tel. 010.2477045\, email info@lunariateatro.it\, www.lunariateatro.it. \n\n\n\nLunaria a Levante è un progetto di Lunaria Teatro. Si ringrazia per il sostegno il Comune di Genova e\, per la preziosa collaborazione\, l’Istituto Comprensivo Castelletto Genova\, l’Associazione Guide Turistiche della Liguria\, i Musei Nazionali di Genova\, il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone e Coop Liguria. \n\n\n\nLUNARIA A LEVANTE 2026 \n\n\n\nSpettacoli principali \n\n\n\nMuseo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone \n\n\n\nSabato 6 dicembre ore 16 \n\n\n\nREADING \n\n\n\nI MONOLOGHI DELL’ATOMICA \n\n\n\nda Preghiera per Cernobyl di Svetlana Aleksievich (Nobel per la letteratura 2015) e Nagasaki di Kyoko Hayashi \n\n\n\ndi e con Elena Arvigo \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPremio Le maschere del teatro italiano 2023 come miglior \n\n\n\nmonologo \n\n\n\nSeguito da visita guidata al Museo \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto* 13 euro\, under 26 8 euro\, under 13 7 euro. \n\n\n\n* Over 65\, Soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, possessori Green Card \n\n\n\nPalazzo Ducale\, Sala del Minor Consiglio \n\n\n\nSabato 17 gennaio ore 18 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nOMAGGIO A ANDREA CAMILLERI \n\n\n\ncon Daniela Ardini\, Pietro Mondandon\, Paolo Portiesine \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto* 13 euro\, under 26 8 euro\, under 13 7 euro. \n\n\n\n* Over 65\, Soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, possessori Green Card \n\n\n\nTeatro Carlo Felice\, Auditorium Montale \n\n\n\nSabato 31 gennaio ore 21 \n\n\n\nMUSICA \n\n\n\nTO LOVE THE LAND \n\n\n\nconcerto di Michela Centanaro \n\n\n\ncon Maria Giulia Mensa (voce)\, Guido Licastro (pianoforte)\, Delfina Parodi (violoncello)\, Franco Avran (voce recitante) \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto under 13 7 euro. \n\n\n\nTeatro Instabile \n\n\n\nSabato 21 marzo ore 21\, domenica 22 marzo ore 17 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nIL FU MATTIA PASCAL \n\n\n\ncon Pietro Montandon \n\n\n\nscene Giorgio Panni\, Giacomo Rigalza \n\n\n\nregia Daniela Ardini \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto* 13 euro\, under 26 8 euro\, under 13 7 euro. \n\n\n\n* Over 65\, Soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, possessori Green Card \n\n\n\nMuseo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone \n\n\n\nSabato 18 aprile ore 16 \n\n\n\nREADING \n\n\n\nQUEL CHE AFFIDIAMO AL VENTO \n\n\n\ndi Laura Imai Messina \n\n\n\ncon Daniela Ardini\, Pietro Montandon\, Alma Poli \n\n\n\nSeguito da visita guidata al Museo \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria \n\n\n\nPrezzi: in via di definizione \n\n\n\nLuogo in via di definizione \n\n\n\nSabato 16 maggio\, tre turni ore 15\, 16:30 e 18 \n\n\n\nSPETTACOLO ITINERANTE \n\n\n\nLA BOCCA DEL LUPO \n\n\n\ndi Remigio Zena \n\n\n\nda un’idea di Daniela Ardini \n\n\n\nin collaborazione con Paolo Portesine \n\n\n\ncon Alice Bignone\, Rita Castaldo\, Anna Nicora\, Alma Poli\, Paolo Portesine \n\n\n\ne il gruppo del laboratorio di teatro diretto da Anna Nicora \n\n\n\nIdeazione spazi e costumi Giorgio Panni\, Giacomo Rigalza \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto* 13 euro\, under 26 8 euro\, under 13 7 euro. \n\n\n\n* Over 65\, Soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, possessori Green Card \n\n\n\nPercorsi spettacolari \n\n\n\na cura della storica Marcella Rossi Patrone \n\n\n\ncon la partecipazione degli attori di Lunaria Teatro \n\n\n\nQuarto\, sabato 11 aprile ore 14:30 \n\n\n\nLA VIA ROMANA DI QUARTO \n\n\n\nTagliato dalla moderna viabilità\, questo antichissimo percorso si snoda ai piedi della collina di Apparizione fino all’abitato di Sturla\, con al centro la medievale chiesa di San Giovanni Battista. Le antiche case contadine\, le ville nobiliari\, l’Ospitale di San Giacomo sono oggi circondati dai moderni edifici\, ma non perdono il loro fascino. \n\n\n\nIngresso libero\, offerta gradita.  \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria tel. 0102477045. Si consigliano scarpe comode \n\n\n\nQuinto\, sabato 2 maggio ore 14:30 \n\n\n\nNEL CUORE DI UN BORGO MARINARO: VIA ANTICA ROMANA DI QUINTO \n\n\n\nLungo questa via sorsero la chiesa di San Pietro e le prime case di Quinto\, borgo di pescatori alle falde del monte Moro. Il percorso toccava un luogo ideale per il commercio. La storia locale si concentr. tra questa strada ed il mare. Un tempo era divisa in via Romana della Pianata ed in via Romana Ginevra. \n\n\n\nIngresso libero\, offerta gradita.  \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria tel. 0102477045. Si consigliano scarpe comode \n\n\n\nSpettacoli per bambini \n\n\n\nTeatrino Iqbal Scuola Maria Mazzini\, Istituto Comprensivo Castelletto \n\n\n\nSabato 13 dicembre ore 15 \n\n\n\nPER BAMBINI DAI 4 ANNI \n\n\n\nLA MAGIA DELLA STELLA DI NATALE \n\n\n\ncon Fiona Dovo\, Valentina Reggio \n\n\n\ntesto e regia Fiona Dovo \n\n\n\nproduzione Teatro delle Formiche \n\n\n\nLe fate Luna e Sole scoprono che la stella luminosa che guida Babbo Natale nella notte della vigilia è stata rubata dal Grinch. Nel viaggio per recuperarla incontrano vari personaggi. \n\n\n\nPrezzi: biglietto unico 7 euro \n\n\n\nTeatrino Iqbal Scuola Maria Mazzini\, Istituto Comprensivo Castelletto \n\n\n\nSabato 10 gennaio ore 15 \n\n\n\nPER BAMBINI DAI 4 ANNI \n\n\n\nUN BRUTTO ANATROCCOLO \n\n\n\ndalla fiaba di Hans Christian Andersen \n\n\n\ncon Francesca Giacardi\, Maria Teresa Giachetta \n\n\n\nscene e costumi Valentina Albino \n\n\n\nregia Antonio Tancredi \n\n\n\nproduzione Compagnia Cattivi Maestri \n\n\n\nChi è quell’anatroccolo che scappa dalla sua fattoria\, che corre\, inciampa\, si nasconde? Perché scappa? Il mondo fuori è così grande\, forse troppo grande per lui. Ce la farà? \n\n\n\nPrezzi: biglietto unico 7 euro \n\n\n\nTeatrino Iqbal Scuola Maria Mazzini\, Istituto Comprensivo Castelletto \n\n\n\nSabato 28 febbraio ore 15 \n\n\n\nPER BAMBINI DAI 3 ANNI \n\n\n\nIL GATTO DAGLI STIVALI \n\n\n\ncon Daniele De Bernardi \n\n\n\nproduzione Teatrino dell’Erba Matta\, Associazione Trombe e Tamburi \n\n\n\nPiccole figure in terracotta che\, nelle coloratissime strutture in legno\, si muovono azionate da fili che danno spazio e vita alla favola. \n\n\n\nPrezzi: biglietto unico 7 euro \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni \n\n\n\nLunaria Teatro \n\n\n\nTel. +39 010 2477045 \n\n\n\nwww.lunariateatro.it \n\n\n\ninfo@lunariateatro.it
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SUMMARY:"Le Verità Sospese"\, quattro serate evento al Teatro Torlonia
DESCRIPTION:Teatro e coscienza civica\, un legame indissolubile che il Teatro di Roma\, su idea del Direttore Artistico Luca De Fusco\, concretizza con la prima edizione di Le Verità Sospese\, un ciclo di quattro serate-evento dedicate alla ricostruzione critica di altrettanti casi giudiziari irrisolti della storia recente italiana. \n\n\n\nA partire dal 9 dicembre e fino al 21 aprile (sempre alle ore 20.00)\, il palcoscenico del Teatro Torlonia si trasforma in una moderna agorà di dibattito civile\, una vera e propria tribuna di confronto\, per riaprire la riflessione sulle zone grigie della giustizia\, là dove il diritto si scontra con l’opinione pubblica\, la verità processuale con quella mediatica e il garantismo con la sete di colpevoli. \n\n\n\nCon un poker di casi emblematici\, posti al servizio della critica del giudizio\, si accende un confronto serrato e appassionato\, fatto di domande apertepiù che di risposte definitive\, sulle dinamiche di potere della giustizia e su quelle verità sospese che continuano a interrogare la nostra coscienza civile. \n\n\n\nIl ciclo si apre con un evento di alto profilo\, il caso Mori (L’onore di un generale il 9 dicembre)\, incentrato sul complesso conflitto tra i successi antimafia\, la trattativa Stato-Mafia e le accuse di favoreggiamento. La serata vedrà la presenza dello stesso Generale Mario Mori\, conferendo un valore straordinario al dibattito inaugurale. \n\n\n\nSi prosegue con la condanna di due assistenti universitari in assenza di prove materiali e la verità giudiziaria incerta nel caso Marta Russo (Alla Sapienza\, una mattina il 20 gennaio); per continura a ragionare sul tragico suicidio del deputato socialista che denunciò il clima di pressione e i processi sommari di Mani Pulite con il caso Moroni (Suicidio d’accusa il 17 marzo) e\, in chiusura\, lo scandalo Hotel Champagne che ha travolto il CSM rivelando le dinamiche delle nomine e delle correnti interne alla magistratura con il caso Palamara(Hotel Champagne il 21 aprile). \n\n\n\nA confrontarsi saranno due autorevoli voci del giornalismo italiano\, Alessandro Barbano e Goffredo Buccini\, che offriranno differenti prospettive sull’interpretazione degli eventi; mentre l’attrice Anna Ammirati condurrà gli incontri accompagnando il pubblico tra testimonianze\, riflessioni e nodi irrisolti. \n\n\n\nL’obiettivo è proprio quello di ragionare insieme\, coinvolgendo spettatori\, lettori e cittadini\, sulla labile linea di confine tra giustizia e moralità e su quelle verità sospese lasciate aperte nel dibattito civile. \n\n\n\nL’iniziativa\, infatti\, spinta da una profonda vocazione civile e culturale\, si pone l’obiettivo non di rifare i processi\, ma di ri-raccontare le storie\, facendo emergere gli errori giudiziari e stimolando la riflessione critica sul concettodi giustizia contemporanea\, spesso inquinata da verità edulcorate e motivate dalla fretta di chiudere i casi. Su questa linea\, il Teatro di Roma\, con Le Verità Sospese\, consolida il suo impegno a legare la riflessione artistica all’attualità\, sviluppando una coscienza critica\, in particolare tra le platee più giovani\, meno influenzate dai pregiudizi mediatici. \n\n\n\nSINOSSI DEI CASI TRATTATI \n\n\n\nL’onore di un generale – Il Caso Mori \n\n\n\nMario Mori\, ufficiale dei Carabinieri formato da Dalla Chiesa\, guida operazioni decisive contro Cosa nostra\, tra cui l’arresto di Totò Riina nel 1993. Il successo contro la mafia porta però Mori al centro di tre procedimenti giudiziari: ritardo nella perquisizione del covo di Riina\, presunto favoreggiamento della latitanza di Provenzano e presunta trattativa Stato–mafia. In tutti i casi viene assolto: le sentenze confermano che non furono condotte trattative né forniti favori alla criminalità. Mori resta una figura controversa nella storia italiana\, simbolo delle tensioni \n\n\n\nSuicidio d’accusa – Il Caso Moroni \n\n\n\nLa storia di Sergio Moroni è una delle ferite più profonde di Mani Pulite. Deputato socialista e dirigente del Psi\, si suicida il 2 settembre 1992 dopo aver ricevuto due avvisi di garanzia durante l’inchiesta Mani Pulite. Nella lettera inviata a Giorgio Napolitano denunciava un clima di pressione e processi sommari che travolgevano vite e famiglie. Il suo gesto rimane un simbolo tragico di quella fase politica\, segnata da conflitti intensi tra giustizia e politica. \n\n\n\nAlla Sapienza\, una mattina – Il Caso Marta Russo \n\n\n\nIl 9 maggio 1997 Marta Russo\, 22 anni\, studentessa di Giurisprudenza\, viene colpita alla testa da un proiettile mentre cammina nel vialetto dell’università. Muore cinque giorni dopo. L’inchiesta diventa subito una delle più controverse della cronaca italiana: nessuna arma ritrovata\, nessun movente credibile\, una dinamica mai chiarita. Nonostante l’assenza di prove materiali e di un legame certo con il fatto\, due assistenti universitari\, Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro\, che si sono sempre dichiarati innocenti\, vengono condannati per omicidio colposo e favoreggiamento. Il processo lascia aperti enormi dubbi: nessuna prova diretta\, nessun riscontro tecnico decisivo. Un caso che\, ancora oggi\, per molti resta il simbolo di una verità giudiziaria lontana da qualsiasi certezza. \n\n\n\nHotel Champagne – Il Caso Palamara \n\n\n\nLuca Palamara è stato il più giovane presidente dell’Anm e poi il primo a esserne espulso. Nel 2019 un trojan installato sul suo cellulare rivela conversazioni che mostrano il ruolo di mediatore nelle nomine dei vertici delle procure. Da lì esplode lo scandalo dell’Hotel Champagne\, dal nome del luogo in cui avvenivano le riunioni decisive. Il Csm ne esce devastato. Nel 2020 viene radiato dalla magistratura\, decisione confermata dalla Cassazione. Viene accusato di corruzione. Il processo si conclude nel 2023 con un patteggiamento a un anno per traffico di influenze. Ma la sua storia è ben lontana da potersi dire conclusa.
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SUMMARY:“Epicicli"\, la stagione invernale del Teatro Antidoto di Gela
DESCRIPTION:Il Teatro Antidoto di Gela ospita la Stagione Teatrale invernale “Epicicli”\, promossa dalla cooperativa Punto Improprio\, che da anni rappresenta un punto di riferimento per la scena teatrale indipendente del territorio. La rassegna\, realizzata in collaborazione con Rete Latitudini\, prenderà il via l’11 dicembre 2025 e accompagnerà il pubblico fino a maggio 2026\, con un ricco cartellone che unisce drammaturgia contemporanea\, riscritture dei classici e teatro di ricerca. \n\n\n\nTutti gli spettacoli si terranno presso il Teatro Antidoto (via Pandino 2)\, con orari serali. \n\n\n\nIl progetto Epicicli si conferma un progetto culturale solido\, coraggioso e capace di tenere insieme qualità artistica\, accessibilità e radicamento territoriale\, offrendo al pubblico gelese un percorso teatrale che si rinnova\, attraversando miti antichi\, inquietudini contemporanee e linguaggi scenici sempre diversi. La sua offerta di drammaturgia contemporanea si arricchisce anche grazie al sostegno della Rete Latitudini che\, con le risorse del FURS\, promuove e supporta le iniziative teatrali di qualità nei territori periferici e nei piccoli centri siciliani. \n\n\n\nUna proposta che\, anno dopo anno\, continua a rafforzare il ruolo del Teatro Antidoto come presidio culturale attivo\, laboratorio di idee e luogo di incontro tra artisti e comunità che resiste anche grazie al sostegno di piccoli ma vitali sponsor privati. \n\n\n\nIL PROGRAMMA \n\n\n\n11 dicembre 2025 ore 21:30 \n\n\n\nIL RASOIO DI OCCAM \n\n\n\ndi Giuseppina Arimatea e Giovanni Maria Currò \n\n\n\ncon Alessio Bonaffini\, Tino Calabrò\, Mauro Failla \n\n\n\nregia Giovanni Maria Currò \n\n\n\nproduzione Clan Degli Attori \n\n\n\nGrazie alla radio\, la cronaca nazionale irrompe in un tipico salone da barba del Sud. La grande storia per qualche ora si mescola a quella infinitamente piccola di tre uomini alle prese con una quotidianità all’apparenza tranquilla. \n\n\n\n18 gennaio 2026 ore 19:00 \n\n\n\nFUTTI\, FUTTITINNI.. MA NON TI FARI FUTTIRI \n\n\n\ndi Tommaso D’Alia\, Giovanna Malaponti\, Valerio Castriziani \n\n\n\ncon Valerio Castriziani e Tommaso D’Alia \n\n\n\nproduzione Nutrimenti Terrestri \n\n\n\nUn ritratto della Sicilia che affronta temi di unione e disunione\, cercando di evadere dai pregiudizi sociali e di costruire un pensiero più ampio\, radicato nella quotidianità. Parla di Mafia\, ma anche di nonna Pia\, di morti e di vivi che lottano per un futuro diverso. \n\n\n\n8 febbraio 2026 ore 19:00 \n\n\n\nPOLIFEMO INNAMORATO \n\n\n\ndi e con Giovanni Calcagno \n\n\n\nmusiche e paesaggi sonori di Puccio Castrogiovanni \n\n\n\nproduzione La Casa Dei Santi \n\n\n\nSpettacolo ispirato dalle liriche e dai racconti dei poeti classici Teocrito e Ovidio\, che si sono occupati dell’impossibile amore del giovane Polifemo\, descritto come un pastore rozzo e selvaggio\, letteralmente sconvolto dal sentimento provato per la bellissima ninfa Galatea\, che invece ricambia l’amore di un pastore di nome Aci. \n\n\n\n8 marzo 2026 ore 19:00 \n\n\n\nPOLVERE \n\n\n\ndi Saverio La Ruina \n\n\n\ncon Saverio La Ruina e Cecilia Foti \n\n\n\nproduzione Scena Verticale \n\n\n\nC’è un prima\, immateriale\, impalpabile\, polvere evanescente che si solleva piano intorno alla donna\, la circonda\, la avvolge\, ne mina le certezze\, ne annienta la forza\, il coraggio\, spegne il sorriso e la capacità di sognare.  \n\n\n\n19 aprile 2026 ore 19:00 \n\n\n\nMETTI CHE RINASCO \n\n\n\ndi e con Sergio Vespertino \n\n\n\nmusiche dal vivo di Virginia Maiorana \n\n\n\nproduzione Pangea \n\n\n\nCosa ci aspetta quando metteremo piede nell’aldilà? Chi troveremo? Cosa saremo chiamati a fare? Nessuno\, che si sappia\, è tornato a riferirci come comportarci una volta arrivati lì\, cosa portare. Un divertente e bizzarro spettacolo e una scatenata ridda di folli supposizioni\, concetti assurdi\, bizzarre teorie\, stravaganti e travolgenti soluzioni. \n\n\n\n10 maggio 2026 ore 19:00 \n\n\n\nAGAMENNOMAN \n\n\n\nda Eschilo \n\n\n\nadattamento Aureliano Delisi \n\n\n\ncon Andrea Di Falco\, Gabriele Manfredi\, Andrea Pacelli\, Gabriele Rametta\, Pierantonio Savo Valente \n\n\n\nregia Collettivo V.A.N. \n\n\n\nAgamennoMan non è solo un re. È un uomo con sogni\, vizi\, debolezze e ambizioni\, che si avventura nel desiderio di grandezza come se fosse un supereroe senza consapevolezza del suo destino e soprattutto di quanto le sue azioni passate l’abbiano già segnato. \n\n\n\nINFO E BIGLIETTI \n\n\n\n329 4124903 – 327 8723050 \n\n\n\nBiglietteria online su www.liveticket.it/puntoimproprio \n\n\n\nAbbonamento: € 90 | Ridotto: € 70
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SUMMARY:"Quando la scienza fa spettacolo: la scienza\, l’etica e la coscienza" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:La Stagione del Teatro di Roma anche quest’anno sconfina verso altre discipline e si propone sempre più come uno spazio di incontro\, sapere\, scoperta\, abbracciando iniziative che uniscono l’esperienza teatrale e l’arte scenica con la divulgazione scientifica. \n\n\n\nSu questa linea progettuale il palco dell’Argentina si prepara ad accogliere la terza edizione di Quando la scienza fa spettacolo: la scienza\, l’etica e la coscienza. Un ciclo in tre incontri domenicali – 14 dicembre\, 8 marzo e 10 maggio\, a partire dalle ore 12 – per avvicinare il mondo della scienza al grande pubblico attraverso un format divulgativo coinvolgente dedicato al fondamentale rapporto della ricerca scientifica con il tema dell’etica e della coscienza. \n\n\n\nIn perfetto equilibrio tra rigore scientifico ed espressione artistica\, la rassegna – un progetto del Teatro di Roma\, ideato e curato da Orsetta Gregoretti e Silvia Mattoni\, con regia e drammaturgia di Matilde D’Accardi – esplora ambiti di frontiera come la robotica\, le neuroscienze e l’intelligenza artificiale. Ogni appuntamento\, infatti\, vedràscienziati di chiara fama e specialisti del settore dialogare con una guida d’eccezione\, l’attore Marco Marzocca\, che da artista e da curioso accompagnerà il pubblico alla scoperta di come il progresso interroghi la nostra coscienza. A fare da contrappunto narrativo è l’attrice Francesca Astrei\, che reciterà passi significativi tratti da grandi autori della letteratura\, della poesia e del giornalismo. Il tutto sarà immerso in una scenografia virtuale che proietterà sulla scena immagini del presente e filmati d’archivio\, trasformando ogni incontro in un vero e proprio viaggio immersivo. \n\n\n\nIl ciclo si inaugura domenica 14 dicembre con il tema “Roboetica dalla sanità allo Spazio”\, un incontro che vedrà confrontarsi esperti provenienti da settori cruciali. Interverranno\, tra gli altri\, Walter Cugno (Thales Alenia Space Italia\, Vicepresidente Esplorazione e Scienza\, attualmente Senior Advisor per Esplorazione e Scienza)\, Vittorio Loreto (Professore ordinario di Fisica dei Sistemi Complessi Sapienza Università di Roma\, Direttore di Sony CSL – Rome)\, l’avvocato Paolo Galdieri (docente di Diritto penale dell’informatica)\, Flavia Marino (ricercatrice psicoterapeuta CNR-IRIB) e Giovanni Pioggia (Dirigente di Ricerca ingegnere elettronico-biomedico CNR). \n\n\n\nIl viaggio prosegue poi domenica 8 marzo\, focalizzandosi su “Neuroscienze\, bioetica\, organoidi e assembloidi”. Saranno ospiti figure di spicco come il professore Enrico Alleva\, socio nazionale Accademia dei Lincei (docente di Etologia Sapienza Università di Roma\, già Direttore del Centro SCIC-Iss e Socio Accademia dei Lincei)\, la professoressa ordinaria di Filosofia del Diritto Laura Palazzani (Università LUMSA) e il professore ordinario di Biologia Molecolare e Direttore del Centro di Ricerca sulla Neurogenomica Giuseppe Testa (Università degli Studi di Milano e Human Technopole)\, per indagare i confini biologici ed etici della conoscenza del cervello. \n\n\n\nIl ciclo si conclude domenica 10 maggio con il tema di stretta attualità “Call for AI Ethics: una questione di fiducia”. Il dibattito vedrà sul palco il ricercatore emerito Rino Falcone (già Direttore Istituto Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR)\, la professoressa ordinaria di diritto privato e di diritto di Internet e dell’Intelligenza artificiale Giusella Finocchiaro (Università di Bologna) e il professore ordinario di Informatica Walter Quattrociocchi (Direttore del CDCS Sapienza Università di Roma)\, per affrontare le sfide della fiducia e della regolamentazione nell’era dell’Intelligenza Artificiale. \n\n\n\nQuando la scienza fa spettacolo: la Scienza\, l’Etica e la Coscienza \n\n\n\nIII edizione \n\n\n\na cura di Orsetta Gregoretti e Silvia Mattoni \n\n\n\nregia e drammaturgia Matilde D’Accardi \n\n\n\nconduce Marco Marzoccaletture Francesca Astrei \n\n\n\nassistente alla regia Consuelo Bartolucci \n\n\n\nproduzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale \n\n\n\nDomenica 14 dicembre 2025\, ore 12.00 \n\n\n\nRoboetica dalla sanità allo Spazio \n\n\n\nWalter Cugno\, Thales Alenia Space Italia\, Vicepresidente Esplorazione e Scienza\, attualmente Senior Advisor per Esplorazione e Scienza \n\n\n\nPaolo Galdieri\, Avvocato del foro di Roma e docente di Diritto penale dell’informatica \n\n\n\nVittorio Loreto\, Professore ordinario di Fisica dei Sistemi Complessi Sapienza Università di Roma\, Direttore di Sony CSL – Rome \n\n\n\nFlavia Marino\, ricercatrice psicoterapeuta CNR-IRIB  \n\n\n\nGiovanni Pioggia\, Dirigente di Ricerca ingegnere elettronico-biomedico CNR) \n\n\n\nDomenica 8 marzo 2026\, ore 12.00 \n\n\n\nNeuroscienze\, bioetica\, organoidi e assembloidi  \n\n\n\nEnrico Alleva\, docente di Etologia Sapienza Università di Roma\, già Direttore del Centro SCIC-Iss\, Socio Nazionale Accademia dei Lincei \n\n\n\nLaura Palazzani\, professoressa ordinaria di Filosofia del Diritto all’Università di Roma LUMSA \n\n\n\nGiuseppe Testa\, Professore Ordinario di Biologia Molecolare e Direttore del Centro di Ricerca sulla Neurogenomica\, Università degli Studi di Milano e Human Technopole \n\n\n\nDomenica 10 maggio 2026\, ore 12.00 \n\n\n\nCall for AI Ethics: una questione di fiducia \n\n\n\nRino Falcone\, ricercatore emerito\, già Direttore Istituto Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR \n\n\n\nGiusella Finocchiaro\, professoressa ordinaria di Diritto Privato e di Diritto di Internet e dell’Intelligenza Artificiale presso l’Università di Bologna \n\n\n\nWalter Quattrociocchi\, professore ordinario di Informatica\, Direttore del Center for Data Science and Complexity for Society (CDCS)\, Sapienza Università di Roma \n\n\n\ninfo e orari  tutti gli incontri sono di domenica mattina alle ore 12.00 \n\n\n\n14 dicembre 2025\, 8 marzo e 10 maggio 2026 \n\n\n\nbiglietti e cardsingolo incontro ingresso 10 €CARD 3 incontri 20 €teatrodiroma.net
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SUMMARY:"Cello & Piano Resonances” la raccolta curata da Luca Piccini e Gilda Buttà dal 19 dicembre
DESCRIPTION:Due grandi artisti del panorama musicale internazionale\, il Violoncellista e compositore Luca Pincini e la Pianista Gilda Buttà\, insieme in una raccolta da collezionare dal titolo “Cello & Piano Resonances” produzione MZQ Edizioni Musicali per la Lead Records. \n\n\n\nIl M° Mario Zannini Quirini e Manuela Petrozzi spiegano questo nuovo lavoro discografico\, uscito su tutte le piattaforme il 19 dicembre scorso\, realizzato presso i Lead Studios di Roma che dal 1982 sono un importante punto di riferimento per artisti di chiara fama e giovani talenti: una struttura di oltre mille metri quadrati situati nel cuore della Capitale\, dotata di tutti i migliori strumenti musicali e dei più sofisticati sistemi di registrazione. \n\n\n\n“Cello & Piano Resonances”\, annovera dieci brani eseguiti dal celebre duo composto da Gilda Buttà e Luca Pincini. Entrambi artisti pluripremiati\, hanno collaborato nelle colonne sonore di numerosi film con grandi Maestri come Ennio Morricone e Luis Bacalov. Gilda Buttà ha suonato\, fra gli altri\, i brani che nel film “La leggenda del pianista sull’oceano” diretto da Tornatore sono eseguiti\, nella finzione\, dai personaggi interpretati dagli attori Tim Roth e Clarence Williams III che non hanno mai suonato veramente il pianoforte.  \n\n\n\nLa Produzione dell’Opera\, per la qualità del prodotto finale\, merita\, oltre la divulgazione su tutte le piattaforme digitali\, la realizzazione di un elemento tornato fortemente attuale nella discografia come simbolo distintivo e cioè il VINILE. \n\n\n\nInteressante rilevare che il vinile\, di cui molti estimatori ne attendono la pubblicazione\, non ha indicazioni come “Lato A” o “Lato B” perché entrambe le facciate del disco contengono brani di incredibile valore compositivo\, e sono state indicate come Blue Side e Green Side per non voler nemmeno lasciar intendere preferenze di un brano rispetto ad un altro.  \n\n\n\nNel “Blue side” troviamo ‘La sagra del vino’ (Baccanale) Susan DiBona & Salvatore Sangiovanni\, ‘Around the Corner’ Giuliano Taviani – Carmelo Travia\, ‘Orbita a 2’ Corrado Carosio- Pierangelo Fornaro\, ‘Venezia’ Stefano Caprioli e ‘She Comes from the East’ Fabio Amurri. Nel “Green side”: ‘Notte stellata op.59” (Notturno per violoncello e pianoforte) Marco Sollini\, ‘Humble light’ (in memoria di S.S. Papa Francesco) Carmine Padula\, ‘A Mio Nonno’ Alessandro Bencini\, ‘Coming Back’ Michele Baldi\, ‘Lamento e Danza di un Buffone di corte’ Maria Chiara Casà. \n\n\n\nL’opera è prodotta da Manuela Petrozzi e Mario Zannini Quirini\, registrata\, mixata e masterizzata presso i prestigiosi Lead Studiosche si sono avvalsi della professionalità di Fabio Venturi\, Filippo Trotta (Sound Engineers) e Stefan Kolar (Studio Assistant). Mentre un ringraziamento speciale per la foto di copertina è rivolto all’Istituzione Universitaria dei Concerti (IUC) e al suo presidente Rinaldo Gentile. \n\n\n\nDa ricordare che uno dei brani\, ‘Humble light’ (in memoria di S.S. Papa Francesco) di Carmine Padula è particolarmente toccante anche in virtù dell’atmosfera del Santo Giubileo. \n\n\n\n“Cello & Piano Resonances” fa parte di un progetto in divenire del duo Luca Pincini e Gilda Buttà\, Violoncellista lui e Pianista lei\, in un percorso artistico aperto\, trasversale e fluido. Dopo precedenti album pubblicati secondo la stessa tematica\, questa nuova produzione\, fortemente voluta da Manuela Petrozzi e il M° Mario Zannini Quirini\, segna una tappa evolutiva della loro visione musicale. \n\n\n\nIl progetto accoglie compositori provenienti da mondi diversi\, legati al cinema e alle colonne sonore in genere\, invitandoli a scrivere per noi\, in piena libertà espressiva\, al di là di vincoli stilistici o d’immagine. Ogni composizione diventa occasione di dialogo\, sperimentazione e contaminazione tra linguaggi e sensibilità. \n\n\n\nIl violoncello e pianoforte diventano strumenti di sintesi: l’intesa\, la storia artistica e umana sperimentazione e tradizione\, eleganza timbrica e curiosità restano il filo conduttore di un viaggio in continua evoluzione. Un progetto aperto al nuovo\, attento al presente e pronto a valorizzare la creatività contemporanea.
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SUMMARY:Luce che affiora. Riccardo Guarneri in dialogo con Rembrandt a Urbino
DESCRIPTION:Dal 20 dicembre 2025 al 25 gennaio 2026\, la Galleria Albani dei Musei Civici di Urbino accoglie la mostra Luce che affiora. Riccardo Guarneri in dialogo con Rembrandt\, promossa dal Comune di Urbino e realizzato in collaborazione con la Rete Museale Marche Nord\, la Gallery Rosenfeld di Londra e l’associazione culturale L’Arte in Arte e il sostegno di Next S.r.l. \n\n\n\nRiccardo Freddo e Luca Baroni si accostano insieme per la prima volta ad Urbino una selezione di 20 incisioni originali di Rembrandt van Rijn\, maestro assoluto della luce e del chiaroscuro\, e un nucleo significativo di opere di Riccardo Guarneri\, considerato il maestro della pittura analitica italiana: un’occasione di dare continuità al dialogo fra patrimonio storico e ricerca artistica contemporanea\, tra presente e passato\, nel segno della ricerca interiore.  \n\n\n\nIl percorso espositivo nasce da un episodio fondativo della biografia di Guarneri: l’incontro giovanile\, negli Anni ’50\, con le opere di Rembrandt durante un viaggio nei Paesi Bassi\, esperienza che ne ha orientato in modo decisivo l’indagine sulla luce\, sulla rarefazione del colore e sulla costruzione percettiva della superficie pittorica. Le venti incisioni del maestro olandese\, provenienti da una collezione privata del territorio urbinate\, offrono un quadro eloquente dell’evoluzione dell’incisore nell’uso del chiaroscuro e costituiscono un riferimento imprescindibile nel contesto europeo. Tra i fogli esposti figurano alcuni dei titoli più celebri della grafica rembrandtiana\, come Inno di Simeone (Presentazione al tempio) (ca. 1640)\, La négresse couchée (1658)\, Autoritratto con Saskia (1636)\, Autoritratto con cappello di piume (1638)\, L’angelo appare ai pastori (1634)\, Donna che bagna i piedi in un ruscello (1646)\, Erudito nello studio (1652). \n\n\n\nMa Luce che affiora non è solo una mostra: è un invito a rallentare. A Urbino – città dove la luce del Rinascimento ha scritto alcune tra le pagine più alte della storia dell’arte – si incontrano due sguardi lontani nel tempo ma sorprendentemente vicini nel modo di interrogare ciò che accade tra ciò che si mostra e ciò che si cela. \n\n\n\nDa un lato Rembrandt\, che ha fatto della luce una presenza drammatica\, capace di scolpire volti\, emozioni\, atmosfere come nessun altro nel Seicento europeo\, dove le incisioni\, piccole e densissime\, sono schegge di rivelazioni che emergono dall’ombra racchiudendo mondi interi. Dall’altro Guarneri\, che in quella stessa luce ha trovato non una scena da illuminare\, ma un ritmo da ascoltare composto da vibrazioni minime\, trasparenze sottilissime\, movimenti che sfuggono alla fretta dello sguardo quotidiano. Tra la luce che irrompe di Rembrandt e il quasi impercettibile di Guarneri\, in mezzo c’è il visitatore\, chiama per completare questo racconto silenzioso. \n\n\n\nUrbino diventa allora il luogo perfetto per questo incontro: una città che ha inventato la prospettiva moderna e che oggi invita di nuovo a guardare in modo diverso\, a fermarsi e lasciare che l’occhio si abitua al quasi impercettibile. E il dialogo che nasce tra il chiaroscuro teatrale di Rembrandt e la luce rarefatta di Guarneri è un viaggio attraverso due modi radicali di immaginare cosa significa vedere. \n\n\n\nRiccardo Guarneri (Firenze\, 1933) è tra le figure più importanti della pittura analitica italiana. Dopo gli esordi segnati dalla musica e dall’influenza dell’Informale europeo\, dagli anni Sessanta sviluppa una ricerca personale centrata sulla luce\, trattata come struttura della superficie pittorica. Le sue opere\, costruite attraverso trasparenze\, ritmi geometrici e minime variazioni cromatiche\, hanno ricevuto grande attenzione dalla critica e dalle istituzioni internazionali. Ha esposto\, tra gli altri\, alla Biennale di Venezia\, alla Kunsthalle di Berna e al Centre Pompidou\, affermandosi come riferimento fondamentale per la riflessione contemporanea sulla pittura intesa come spazio percettivo e mentale. \n\n\n\n________  \n\n\n\n“Siamo lieti di accogliere nella Galleria d’Arte Albani un progetto di grande valore\, capace di mettere in relazione il lavoro dell’artista contemporaneo Riccardo Guarneri con le opere di Rembrandt. La mostra\, curata da Riccardo Freddo e Luca Baroni\, nasce dalla collaborazione tra il Comune di Urbino\, l’associazione Arte in Arte\, la Rete Museale Marche Nord e la Gallery Rosenfeld di Londra. Si tratta di un’iniziativa dal respiro internazionale che offrirà al pubblico l’opportunità di immergersi nelle suggestioni di due mondi e due modi diversi di intendere l’espressione artistica\, trovando a Urbino un punto di incontro fertile e virtuoso.”  Lara Ottaviani | Assessore alla Cultura\, Città di Urbino \n\n\n\n“Per la Rete Museale Marche Nord è un onore essere tramite della collaborazione tra il Comune di Urbino\, culla del Rinascimento e luogo nevralgico della cultura italiana\, e la Gallery Rosenfeld\, da anni punto di riferimento nel panorama dell’arte internazionale. Questa mostra – resa possibile anche grazie al prestito di importanti opere antiche provenienti dal territorio urbinate – testimonia la vitalità e la ricchezza del nostro territorio. Spero che l’incontro tra Urbino\, la grande arte internazionale rappresentata dalla Gallery Rosenfeld e la solidità scientifica e progettuale della Rete Museale Marche Nord possa segnare l’inizio di una collaborazione duratura\, e contribuire a portare nel mondo gli artisti ei tesori urbinati\, dal passato al Novecento fino al presente.”  Luca Baroni | Direttore Rete Museale Marche Nord \n\n\n\n“La poetica di Guarneri vive nella soglia del quasi invisibile\, dove la luce affiora come un respiro. La sua delicatezza non è fragilità ma rigore\, una scelta radicale di misura e ascolto. In questo dialogo con Rembrandt\, la luce diventa un pensiero che invita a vedere più lentamente e più profondamente.”  Riccardo Freddo | Responsabile Relazioni Museali e Istituzionali – Galleria Rosenfeld \n\n\n\nScheda tecnica \n\n\n\nLuce che affiora. Riccardo Guarneri in dialogo con RembrandtA cura di Riccardo Freddo e Luca Baroni Galleria Albani dei Musei Civici di Urbino (PU)Periodo di apertura: 20 dicembre 2025 – 25 gennaio 2026Orari: Dal 20.12.25 al 06.01.26 aperto tutti i giorni | 9:30/12:30 e 16:30/19:30Dal 07.01.26 al 25.01.26 aperto mercoledì-domenica | 9:30/12:30 e 16:30/19:30Ingresso gratuito Info: Galleria Rosenfeld | info@galleryrosenfeld.comRete Museale Marche Nord | info@gradarainnova.com 
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SUMMARY:"Il gabbiano" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:L’opera più lirica di Checov\, Il gabbiano\, approda sul palcoscenico del Teatro Argentina dal 7 al 18 gennaio\, con la regia di Filippo Dini\, per un affresco decadente di un’umanità sull’orlo del baratro\, dove l’amore si trasforma in illusione e i sogni evaporano. \n\n\n\nIn scena Giuliana De Sio e lo stesso Filippo Dini guidano un cast composto da Virginia Campolucci\, Enrica Cortese\, Gennaro Di Biase\, Giovanni Drago\, Angelica Leo\, Valerio Mazzucato\, Fulvio Pepe\, Edoardo Sorgente\, alle prese con personaggi di età diverse e legate da vincoli di parentela e non\, che si riuniscono casualmente in una casa di campagna affacciata su un lago\, dove per tre atti si confrontano nel tentativo di sfuggire al grigiore del proprio destino. Tra loro emerge con forza la vicenda di Kostja\, un giovane che sogna di riscattarsi attraverso l’arte della scrittura\, sostenuto e infiammato dall’amore per Nina\, una coetanea che aspira a diventare attrice. Il ragazzo presenta il suo primo testo\, interpretato dall’amata\, ma lo spettacolo (diretto da Leonardo Manzan) si interrompe bruscamente e con esso svanisce l’illusione di un sogno condiviso. Da quel momento tutto precipita: desideri\, ambizioni e amori si scontrano con la realtà\, trasformando la speranza in disillusione. Due anni dopo\, Čechov ci mostra i protagonisti ormai prigionieri dei loro rimpianti e la vita appare come una lenta rinuncia. Al centro di questo fallimento collettivo\, Kostja sceglie la morte – ultimo atto di una parabola che dalla passione conduce al silenzio. In questo gesto finale però\, si cela una sorta di rinascita\, in cui riesce a liberarsi dal peso del mondo\, trasformandosi in qualcosa di più leggero\, oltre la materia e il tempo. \n\n\n\nÈ la prima volta in assoluto che il capolavoro di Čechov vede una doppia regia. Filippo Dini ha infatti affidato la regia dello “spettacolo di Kostja” al giovane regista Leonardo Manzan\, due volte vincitore della Biennale di Venezia nel 2018 e nel 2020. L’inedita decisione nasce dalla necessità di rappresentare un incontro artistico tra generazioni\, che consente a Manzan di lavorare in totale autonomia nella realizzazione di quello che anche nel testo di Čechov è lo spettacolo di un giovane regista.  \n\n\n\nFilippo Dini si misura con uno dei grandi classici del teatro\, che narra di una società alla fine in cui già si avverte l’arrivo del cataclisma sociale e politico che è stata la Rivoluzione Russa. Allora come oggi Il gabbiano riesce a parlare di un’umanità decadente\, di una società che sciupa ogni sogno e ogni fiducia perché non più in grado di realizzare le personali aspirazioni di uomini e donne. All’umanità non restano che le migliori energie\, i più luminosi talenti\, gli amori più appassionati\, che vengono però stravolti e corrotti secondo le beffarde leggi non scritte della società in cui si tenta di esprimerli. «L’immortalità di questo testo\, e la sua bruciante contemporaneità\, stanno nella descrizione di un’umanità alla fine: una società sull’orlo del baratro\, che percepisce l’arrivo di un’apocalisse destinata a spazzare via il mondo così come lo abbiamo conosciuto. Di lì a pochi anni\, infatti\, arriverà la Rivoluzione\, e con essa tante altre rivoluzioni in Europa — cause o effetti di una stessa crisi profonda – dichiara Filippo Dini – Tutta la drammaturgia di Čechov racconta una fine imminente. I suoi personaggi sono un popolo di ombre che tenta di resistere alla malinconia\, alla tristezza\, al torpore dell’anima. Lottano\, si scontrano\, si feriscono — tra di loro e con se stessi — per non soccombere. Le somiglianze con la nostra epoca sono straordinarie e sconfortanti. È come se il nostro Anton ci osservasse da lontano\, con il suo sorriso ironico\, in attesa che anche la nostra società\, il nostro mondo\, il nostro folle modo di vivere\, arrivino all’esplosione. Proprio come la boccetta di etere del dottor Dorn.» \n\n\n\nLo spettacolo – una produzione Teatro Stabile di Torino\, Teatro di Roma\, Teatro Stabile di Bolzano\, Teatro di Napoli – permette di rivivere una delle più affascinanti pagine del dramma moderno andando a scandagliare l’animo umano e i rapporti familiari con uno sguardo attento alla complessità della contemporaneità.
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SUMMARY:"L’Impresario di Smirne" al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, presenta\, da venerdì 9 a domenica 18 gennaio\, L’Impresario di Smirne\,di Carlo Goldoni\, regia Carlo Emilio Lerici\, con Gigi Savoia e Francesca Bianco e con Fabrizio Bordignon\, Francesca Buttarazzi\, Giuseppe Cattani\, Alessandro Laprovitera\, Paolo Perinelli\, Alessandra Santilli\, Susy Sergiacomo\, Roberto Tesconi.Siamo nella prima metà del Novecento. In un teatro vuoto\, il capocomico Orazio attende gli altri membri della compagnia per dare inizio alle prove del nuovo spettacolo. Ci sono molte difficoltà economiche e la Compagnia è a rischio chiusura. Ma lo spettacolo deve andare avanti e così\, visto l’arrivo imprevisto di alcuni nuovi interpreti\, il cast è finalmente al completo. Bisogna solo trovare i soldi. Ed è qui che al capo comico viene un’idea… Da questo prologo\, liberamente tratto da “Il Teatro Comico” dello stesso Goldoni\, prende vita questo nuovo allestimento de L’Impresario delle Smirne. La vicenda è nota: un mercante turco vorrebbe scritturare una compagnia da portare in tournée nelle Smirne (come allora veniva chiamata la Turchia) ma i teatranti scelti si riveleranno pettegoli\, invadenti\, boriosi\, intriganti e assetati di danaro\, con le primedonne che faranno a gara nell’alzare le loro richieste sparlando ferocemente le une delle altre\, fino a mettere in fuga l’aspirante impresario. E alla fine lo spettacolo andrà in scena oppure no? In questa versione\, adattata da Carlo Emilio Lerici\, lo sviluppo e la conclusione della vicenda non mancheranno di sorprendere e divertire il pubblico. \n\n\n\nInfo: Tel. 06.44248154 / 06.4402719 \n\n\n\ne-mail: info@teatroarcobaleno.it – sito: www.teatroarcobaleno.it \n\n\n\nVenerdì 9 e sabato 10 gennaio ore 21\,00 \n\n\n\nDomenica 11 gennaio ore 17\,30 \n\n\n\nVenerdì 16 e sabato 17 gennaio ore 21\,00 \n\n\n\nDomenica 18 gennaio ore 17\,30 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 23\,00 – Ridotto € 19\,00 (Over 65\, CRAL\, Associazioni convenzionate) – Ridotto studenti € 15\,00
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SUMMARY:"L’UOMO\, LA BESTIA E LA VIRTÙ" al Teatro Angelo Musco di Catania
DESCRIPTION:Scritta nel 1919\, L’UOMO\, LA BESTIA E LA VIRTÙ è una delle commedie più corrosive e attuali di Pirandello. Una feroce satira sull’ipocrisia borghese\, sul perbenismo di facciata e sulle maschere sociali dietro cui si celano istinti e contraddizioni umane. Tra comicità grottesca e tensione morale\, il geniale drammaturgo agrigentino\, Premio Nobel per la letteratura nel 1934\, smaschera una società che condanna il peccato solo quando diventa pubblico scandalo. \n\n\n\nL’uomo del titolo è Il trasparente professor Paolino. “Virtuoso” solo di facciata\, è l’amante segreto della signora Perella (la virtù)\, moglie abbandonata da un marito violento e assente\, il Capitano (la bestia). Quando la donna resta incinta\, Paolino escogita un piano per salvare le apparenze: convincere il marito a comportarsi da marito. \n\n\n\n«Di chi è la colpa se il proprietario lascia un terreno abbandonato senza curarsene e su questo terreno c’è un albero\, uno passa\, raccoglie un frutto di quell’albero e lo mangia\, poi ne butta il nocciolo senza curarsene. Se da quel nocciolo nasce un altro albero\, di chi è? Non lo ha voluto né l’albero\, né il passante che ha mangiato il frutto. Spetta al proprietario della terra che non ne ha avuto cura». \n\n\n\nTra fraintendimenti\, finzioni morali e tensione comica\, la rappresentazione di un’esilarante lotta tra ciò che siamo\, ciò che fingiamo di essere e ciò che non vogliamo ammettere di essere. La regia di Plinio Milazzo restituisce al testo tutta la sua forza teatrale\, puntando su ritmo\, precisione interpretativa e una messinscena capace di dialogare con la sensibilità contemporanea. \n\n\n\nLe interpretazioni di EDUARDO e SALVO SAITTA\, affiancati da Francesca Agate\, danno vita a personaggi complessi e ambigui\, in un sapiente gioco che alterna ironia\, sarcasmo e profonda riflessione. Con loro\, sul palco\, Gianluca Barbagallo\, Aldo Toscano\, Elisa Franco\, Ramona Polizzi\, Adriano Fichera\, Giuseppe Parisi e nel ruolo di “Nonò” Giacomo Lentini. Un grande classico del teatro italiano torna a vivere sul palcoscenico del Musco\, dal 10 gennaio all’1 febbraio 2026. Al pubblico catanese toccherà decidere dove starà la vera morale e dove collocare i giusti valori di uomo\, di bestia o di virtù. \n\n\n\nInfo: tel +39 095 538188 / cell +39 333 7781632 \n\n\n\nOrari biglietteria: da lunedì a sabato dalle 16 alle 20 – giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 \n\n\n\nLink per acquisto biglietti spettacoli: https://www.liveticket.it/opera.aspx?Id=633037
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LOCATION:Teatro Angelo Musco\, Via Umberto I\, 312\, Cartania\, ITA\, 95129\, Italy
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SUMMARY:Officine Pasolini: la programmazione di gennaio 2026
DESCRIPTION:Sabato 10 gennaio Officina Pasolini\, il Laboratorio di Alta formazione artistica e HUB culturale della Regione Lazio diretto da Tosca\, apre il 2026 con i MERCANTI DI LIQUORE che presentano il loro ultimo album Non ci troverete mai. Pubblicato lo scorso maggio\, il disco è un manifesto identitario forte e senza compromessi: dieci brani che attraversano combat-folk\, rock\, suggestioni latinoamericane e momenti più intimi. Guidata da Lorenzo Monguzzi\, la band celebra quasi trent’anni di musica\, collaborazioni prestigiose (tra cui Marco Paolini) e un percorso artistico coerente e indomito. Un concerto carico di energia\, cambiamento e appartenenza\, che segna un nuovo capitolo della loro storia. \n\n\n\nVenerdì 16 il progetto VOCI IN ASCOLTO\, ideato da Davide Ambrogio e dedicato al canto di tradizione orale\, debutta per la prima volta con il suo concerto d’esordio. Le voci provenienti dai laboratori attivi a Roma\, Palermo\, San Vito dei Normanni e Padova si incontrano sul palco del Teatro Eduardo De Filippo per una serata dedicata alle polifonie di tradizione orale e alla potenza del canto collettivo. Non un coro\, ma un gruppo di persone provenienti da territori diversi\, unite da un repertorio costruito nel corso degli anni\, che darà vita a un’esperienza immersiva in cui la polifonia richiama rito\, memoria e comunità. L’itinerario sonoro è proposto da Eleonora Bordonaro nell’ambito di Officina World. \n\n\n\nVenerdì 23 si svolgono gli eventi conclusivi del progetto LABOR WORK\, terza annualità del Laboratorio di Officina Pasolini dedicata all’inserimento professionale di alcuni diplomati attraverso il sostegno creativo ed economico ai loro progetti artistici. Protagonisti saranno i vincitori e le vincitrici delle borse di studio della sezione Multimediale: ex allievi di Officina Pasolini che\, sotto la guida di professionisti del settore\, hanno sviluppato progetti audiovisivi originali confrontandosi con le pratiche della regia\, della scrittura e della produzione. Le restituzioni finali di GENERAZIONE MULTIMEDIALE rappresentano l’esito del percorso svolto da Daniele Fabietti\, Lorenzo Mirabella\, Eva Pascale\, Flavio Giannandrea e Federico Tarsi\, Simone Cignitti\, Francesco Cignitti e Mattia De Gennaro\, Chiara Olivieri. Ogni presentazione sarà accompagnata dal racconto del processo creativo\, per condividere le fasi di ricerca\, sviluppo e realizzazione che hanno portato alla nascita dei progetti.  \n\n\n\nMartedì 27 va in scena STORIE DI RESISTENZA\, un viaggio tra musica e parole che dà voce alla memoria collettiva. Con testi a cura di Massimo Venturiello e la direzione musicale di Tosca\, lo spettacolo vede protagonisti igiovani artisti diplomati al Laboratorio di Alta formazione artistica di Officina Pasolini: Francesco Patanè\, Stefano De Santis\, Francesco Nuzzi\, Alessandro Calamunci\, Giulia Sanna\, Giulia Guastella\, Claudia Muzi Anita Farina\, Fabio Ceccarelli e Fabia Salvucci. Un percorso suggestivo nella memoria per mantenere vivo il ricordo di una parte fondamentale della nostra storia\, ispirato a Memorie di quartiere – Frammenti di storie di guerra e di Resistenza nell’Appio Latino e Tuscolano 1943-1944. Una scrittura teatrale che intreccia fatti storici\, personaggi e aneddoti\, accompagnando il pubblico alla scoperta della Storia in una forma inedita e coinvolgente. \n\n\n\nOFFICINA DELLE ARTI PIER PAOLO PASOLINI \n\n\n\nwww.officinapasolini.it \n\n\n\nConsulenza alla programmazione Valentina Romano \n\n\n\nIngresso Teatro Eduardo De Filippo: Viale Antonino di San Giuliano 782/angolo Via Mario Toscano\, a pochi passi da Ponte Milvio. \n\n\n\nTutti gli eventi sono gratuiti\, con prenotazione obbligatoria sul profilo Eventbrite di Officina Pasolini al seguente link http://officina-pasolini.eventbrite.com
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LOCATION:Officine delle Arti Pier Paolo Pasolini\, Viale del Ministero degli Affari Esteri\, 6\, Roma\, Italia\, Italia
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SUMMARY:La Stagione Teatrale del Teatro Francigena a Capranica
DESCRIPTION:Comune di Capranica e ATCL\, circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio\, presentano la Stagione Teatrale del Teatro Francigena\, sei spettacoli in abbonamento. \n\n\n\nAd aprire la stagione\, sabato 10 gennaio alle 21\,00\, Le Volpi\, diLucia Franchi\, Luca Ricci\, conGiorgio Colangeli\, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato. Nell’ombra di una sala da pranzo\, all’ora del caffè\, in un’assolata domenica di agosto\, si incontrano due piccoli notabili della politica locale e la figlia di una di loro. Tutto intorno i pensieri volano già al mare e alle vacanze\, eppure restano da mettere in ordine alcune faccende che interessano i protagonisti della storia. Davanti a un vassoio di biscotti vegani\, si confessano legittimi appetiti e interessi naturali\, si stringono e si sciolgono accordi\, si regola la maniera migliore di distribuire favori e concessioni\, incarichi di servizio e supposti vantaggi. La provincia italiana è la vera protagonista della vicenda\, quale microcosmo in cui osservare le dinamiche di potere\, che hanno sempre a che fare con i desideri e le ossessioni degli individui. Morbidamente\, si scivola dentro un meccanismo autoassolutorio per cui è legittimo riservarsi qualche esiguo tornaconto personale\, dopo essersi tanto impegnati nella gestione della cosa pubblica. La corruzione è proprio questo concedere a sé stessi lo spazio di una impercettibile eccezione. Come scrive Leonardo Sciascia nel suo romanzo “Todo modo”: “I grandi guadagni fanno scomparire i grandi principi\, e i piccoli fanno scomparire i piccoli fanatismi”. Lo spettacolo è stato nella terna dei finalisti nominati ai Premi Ubu 2024 nella categoria ‘nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica’. \n\n\n\nDomenica 15 febbraio alle 18\,30\, Piccole Donne\, non devono morire\, di e con Francesca Pica eMaria Scorza\, regia Francesca Pica e Maria Scorza. Sud Italia.Oggi. Due sorelle\, Margherita e Pina\, sono in un cimitero per la riesumazione della sorella Bettina. Margherita è la maggiore\, felicemente sposata con Giovanni\, completamente assorbita dalla vita familiare. Pina\, la secondogenita\, scrittrice\, ha pubblicato un romanzo di successo\, ma le opere successive non sono all’altezza.  Le due sorelle attendono Emilia\, la piccola di casa\, che è in ritardo. Il cimitero\, luogo dell’attesa\, diventa un contenitore di ricordi\, confessioni\, discussioni\, verità.  Ispirato ai romanzi Piccole donne e Piccole donne crescono di Louisa May Alcott\, è un viaggio a ritroso delle piccole donne\, ora quarantenni\, che ricordando\, riflettono su cosa le ha fatte diventare le donne che sono\, cosa hanno ancora bisogno di dire e di fare per sentirsi libere. \n\n\n\nSabato 28 febbraio alle 21\,00\,Marcinelle\, storia di minatori\,testo e regia Ariele Vincenti\, con Ariele Vincenti\, Francesco Cassibba\, Sarah Nicolucci\,Giacomo Rasetti\, Vincenzo Tosetto. Lo spettacolo ripercorre minuziosamente la cronologia temporale di 4 minatori. Dalla partenza dai propri paesi d’origine\, alla morte nella miniera di Marcinelle. Quando i minatori partivano\, le piccole stazioni dei loro paesi si riempivano di mamme\, fidanzate\, amici e parenti che li salutavano. C’era hi era felice per loro\, come amici o conoscenti e c’era chi invece si disperava\, come le mamme e le fidanzate. Con le valigie di cartone i minatori viaggiarono in treno fino a Marcinelle. Gli erano state assicurate 28 ore di viaggio. In realtà furono 5 giorni in condizioni disumane a livello logistico e sanitario. Il primo impatto con Marcinelle non fu dei più positivi. Gli alloggi che gli erano stati promessi\, caldi e confortevoli erano al contrario scomodi e freddi. Le loro stanze si trovavano all’interno di ex campi di concentramento che i Tedeschi usavano durante la Seconda guerra mondiale.  Disumane le loro condizioni di lavoro: turni lunghi e faticosi\, i pagamenti a cottimo; più carbone recuperavano\, più la paga si alzava. I pasti erano scarsi. Se qualcuno chiedeva spiegazione di quelle condizioni ad un superiore\, veniva aspramente criticato e minacciato. Nella miniera\, il loro lavoro a mille metri di profondità era estenuante: per ore stavano sdraiati in piccole gallerie chiamate mine alte mezzo metro. Scavavano con uno scalpello percosso da un martello di ferro o con il Motor Pique\, un piccolo martello pneumatico dell’epoca in dotazione ai minatori. La mancanza d’aria. La polvere. Il rumore assordante\, i carrelli carichi di carbone\, i nitriti dei cavalli\, gli ascensori e altri suoni diventeranno una musica di accompagnamento per le azioni sceniche. Racconteremo anche come passavano il tempo libero. Un giorno andarono a Liegi per seguire l’arrivo vincente di Coppi e scoprirono che nei bar era vietato l’ingresso agli italiani. Da una partita a scopa alle telefonate a casa fino al momento della tragedia: tutti i minatori smettono di parlare. Rimarrà in sottofondo “la musica della miniera”\, così la chiamavano! \n\n\n\nDomenica 15 marzo alle 18\,30\, Ci prendesse un colpo\, la svolta della vita\, scritto da Tirocchi\,Paniconi\, Giacinti\, regia Andrea Palotto\, con Valeria Monetti\, Alessandro Tirocchi\, Maurizio Paniconi\, Simone Giacinti. Stella\, Walter\, Gianni e Bogdan non si sono incontrati\, si sono “riconosciuti”: hanno in comune un passato che gli ha negato i sogni\, e la voglia di riscatto. Si incontrano tutti i giorni al bar del capolinea della metro e un giorno\, complice un gesto folle\, si ritrovano a passare del tempo insieme e a conoscersi meglio\, scoprendo quanto siano simili tra di loro. Come dare una svolta a quella vita che non li soddisfa? Semplice\, rubare un’opera d’arte milionaria e coi soldi\, cambiare il corso degli eventi. Tra battute\, situazioni paradossali e colpi di scena\, capiranno che non tutto va secondo i loro piani! \n\n\n\nDomenica 29 marzo alle 18\,30\,La Moglie Perfetta\, con Giulia Trippetta. Una lavagna in scena\, una sedia di scuola\, una donna vestita anni ‘50. La storia è quella di Luisa\, una ragazza giovane e piena di sogni\, in un mondo vecchio quanto un cartellone pubblicitario ormai sbiadito\, Luisa diventa poi la docente di un singolare corso di comportamento e buone maniere: il suo è un seminario intensivo (solo per donne) di preparazione al matrimonio dal titolo “Si può far”. Il corso è volto all’istruzione delle giovani aspiranti sposine: quali sono le 10 regole da seguire per potersi trasformare nella moglie perfetta? La docente le mostra al pubblico come in una vera e propria lezione in cui ogni regola viene mostrata e spiegata in ogni sua parte\, in un crescendo di ironia\, surrealtà e gioco; ma\, come nella vita\, a volte la linea sottile tra gioco e realtà si confonde\, si offusca\, sbiadisce. Cosa si nasconde dietro la maschera di questa donna apparentemente perfetta? Crede davvero alle regole che impartisce con tanta dedizione\, o è semplicemente vittima di un sistema che la accetta solo perché sottomessa a stereotipi e chili di mascara? E può questa donna\, uscita da un’epoca che sembra non appartenerci più\, parlare alle donne di tutti i tempi? \n\n\n\nDomenica 19 aprile alle 18\,30\, La vera storia di Billie Holiday\, diBarbara Bovoli\, con Danilo Rea\,Barbara Bovoli e Oona Rea. Della cantante verranno raccontati l’infanzia\, le ristrettezze economiche\, la fame\, gli abusi\, le arbitrarie detenzioni\, poi gli esordi\, il successo\, le collaborazioni con i grandi pionieri del jazz\, le prime jam session\, i primi dischi\, i primi guadagni\, l’esaltazione di avercela fatta\, di essersi affrancata da una vita che sembrava segnata\, le risate\, le notti insonni su sgangherati torpedoni per infinite tournée\, le amicizie sincere (primo tra tutti Lester Young) ma poi… la nascita di strange fruit\, il ritrovarsi proprio malgrado investita del ruolo di “pioniera nella lotta per i diritti civili degli afroamericani”\, pesante da portare anche per chi non ha sulle spalle già tanta solitudine e disperazione\, perseguitata da coloro che volevano spegnere la sua voce perché pericolosamente rivoluzionaria e per alcuni persino “psicologicamente disturbante”. E allora\, la determinazione di chi non accetta di stare in silenzio di chi riconosce nella propria posizione privilegiata la possibilità di riscattare i tanti che non hanno voce\, la lotta all’apartheid\, la persecuzione politica\, gli agguati della polizia sotto gli hotel\, la costante fame di amore delusa da una lunga sequela di amori sbagliati\, di uomini che hanno visto nella sua fragilità un’occasione\, la rabbia (spesso anche fisica)\, la costante ricerca di autenticità\, la grande generosità\, la ricerca di affetti sinceri\, il rifugio nelle droghe per non sentire l’assordante solitudine\, e la solitudine come unica costante presenza di tutta la sua vita. Su Billie Holiday e’ stato scritto moltissimo\, su di lei sono stati fatti film\, scritti libri\, poesie\, canzoni. Sicuramente una delle figure femminili piu’ complesse e interessanti della storia della musica e su cui sono stati inventati gli aneddoti piu’ fantasiosi (la sua stessa autobiografia e’ costellata da incongruenze); ma le tante dissonanze biografiche sbiadiscono e cedono il passo all’immenso spessore umano che trasuda dalla sua disperata\, autentica\, incontenibile fame di amore e di verità. \n\n\n\nABBONAMENTI E BIGLIETTI \n\n\n\nABBONAMENTI \n\n\n\nIn vendita dal 1° dicembre 2025 \n\n\n\nAbbonamento a 6 spettacoli € 70\,00. \n\n\n\nBIGLIETTI \n\n\n\nin vendita online e al botteghino dal 2 gennaio 2026 \n\n\n\nBiglietto intero € 15\,00 – ridotto € 12\,00 \n\n\n\nBiglietto online € 15\,00 + € 1\,50 d.p. \n\n\n\nLa biglietteria del Teatro sarà aperta a partire da due ore prima di ogni spettacolo. \n\n\n\nBotteghino \n\n\n\nDal lunedì al venerdì presso il Centro Civico Piersanti Mattarella dalle ore 9:00 alle 12:00 e dalle ore 15:00 alle 18:30 \n\n\n\ninfo: \n\n\n\n3382015499 \n\n\n\nteatrofrancigena@comune.capranica.vt.it
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SUMMARY:PASSO A DUE\, Il Teatro al Cinema\, il Cinema in Teatro al Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Dalla scena allo schermo. Con grandi ospiti e capolavori cinematografici al Teatro Pirandello di Agrigento si parte con PASSO A DUE\, Il Teatro al Cinema\, il Cinema in Teatro a cura di Gianluca Arnone e Roberta Torre\, un viaggio appassionante attraverso le pellicole che hanno catturato la magia del Teatro. \n\n\n\nUn progetto che nasce da un’intuizione semplice ma fertile: accostare film che raccontano il teatro – nelle sue forme\, nei suoi fantasmi\, nelle sue memorie e reinvenzioni – a conversazioni vive con coloro che\, dentro questi film\, hanno dato corpo\, voce e visione a quella rappresentazione. Perché il teatro\, più di ogni altra arte\, esiste nella relazione\, nell’incontro; e il cinema\, specchio moltiplicato del reale\, ne raccoglie spesso le tracce\, le ombre\, le riscritture. Al Pirandello prende forma così una piccola stagione di dialoghi e visioni\, un itinerario tra film che del teatro fanno memoria\, scena\, ossessione\, carne.  \n\n\n\nOgni serata prevede un incontro pubblico con protagonisti d’eccezione della durata di 40/45 minuti circa\, moderato dal curatore della sezione Gianluca Arnone\, e a seguire la proiezione del film presentato. Primo appuntamento domenica 11 gennaio 2026 alle ore 20.00 con Leonora addio di Paolo Taviani presentato dall’ attore Fabrizio Ferracane e la produttrice cinematografica Donatella Palermo.  \n\n\n\nSarà poi la volta di Fotinì Peluso per il trentennale di Romeo + Juliet di Baz Luhrmann (14 febbraio) per poi dialogare con Michele Placido e Federica Luna Vincenti con Eterno visionario (28 marzo). Roberta Torre presenterà il suo Tano da morire (25 aprile) mentre Mario Martone concluderà gli incontri con Qui rido io (23 maggio).  \n\n\n\n “Passo a Due è un progetto a cui tengo molto – racconta Roberta Torre\, Direttore Artistico Teatro Pirandello – nato per mettere in dialogo due arti sorelle: il teatro e il cinema.  Il pubblico è invitato a scoprire film in cui il teatro non è solo sfondo o ispirazione\, ma parte viva e centrale della narrazione. Ogni appuntamento diventa un’occasione per riflettere sul rapporto tra la scena e lo schermo\, sull’arte dell’attore e sul potere del racconto che si muove tra finzione e realtà”.  \n\n\n\n“Un progetto – spiega il curatore Gianluca Arnone – nato per restituire al cinema la sua natura più autentica: quella dell’esperienza condivisa. E al tempo stesso per riconsegnare al teatro la sua vocazione originaria: il luogo della presenza\, dell’ascolto e dell’incontro dal vivo. Scegliere un teatro storico\, il Teatro Pirandello di Agrigento\, che porta il nome di uno dei massimi autori della nostra tradizione significa affidare a una cornice autorevole e solenne il compito di ridare vita a film indimenticabili e\, insieme\, di riattivare il rito scenico: una platea che respira\, la parola che risuona\, una comunità che si ritrova davanti alla magia della rappresentazione”. \n\n\n\nDI SEGUITO IL PROGRAMMA COMPLETO DEGLI APPUNTAMENTI: \n\n\n\nore 20.00 – proiezione film a seguire \n\n\n\n11 gennaio – Fabrizio Ferracane e Donatella Palermo presentano Leonora addio di Paolo Taviani (Italia\, 2022\, 90’) \n\n\n\n14 febbraio – Fotinì Peluso per il trentennale di Romeo + Juliet di Baz Luhrmann (USA\, 1996\, 120’) \n\n\n\n28 marzo – Michele Placido e Federica Luna Vincenti con Eterno visionario (Italia\, 2024\, 112’) \n\n\n\n25 aprile – Roberta Torre con Tano da morire (Italia\, 1997\, 95’) \n\n\n\n23 maggio – Mario Martone con Qui rido io (Italia\, 2021\, 133’)
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SUMMARY:Al via la 63 stagione Cinema Lux
DESCRIPTION:Il Cineforum Orione\, in collaborazione con il Cinema Lux\, presenta la 63esima Stagione Cinematografica\, che rappresenta un nuovo viaggio attraverso il cinema d’autore contemporaneo\, tra grandi firme internazionali\, nuove voci\, film premiati nei principali festival e appuntamenti speciali. \n\n\n\nDa gennaio a maggio 2026\, ogni lunedì e giovedì (con tre spettacoli alle ore 16.00 – 18.30 – 20.30)\, il pubblico potrà assistere a una selezione di opere che raccontano il mondo di oggi attraverso sguardi diversi\, linguaggi personali e storie capaci di emozionare\, interrogare e sorprendere. \n\n\n\nL’inaugurazione della stagione è in programma lunedì 12 gennaio (con replica giovedì 15 gennaio) con “Il mio cammino” di Bill Bennett (2024)\, che sarà con ingresso gratuito\, a sottolineare la vocazione culturale e inclusiva della rassegna.  \n\n\n\nIn questo film viene raccontata la storia la storia vera\, affascinante e travolgente\, di un uomo testardo\, divertente ed egocentrico che intraprende il Cammino di Santiago senza sapere perché\, ma che\, passo dopo passo\, scopre come questa esperienza possa trasformarlo radicalmente e cambiare per sempre il suo sguardo sulla vita. Solo quattro dei protagonisti sono attori professionisti. Tutti gli altri sono veri pellegrini\, incontrati lungo il Cammino. Questo dona al film una spontaneità autentica e coinvolgente. Il film saprà conquistare anche i semplici curiosi\, molti spettatori usciranno dalla sala con un’idea precisa: iniziare a pianificare il proprio Cammino. \n\n\n\nSeguiranno titoli di grande rilievo come “La famiglia Leroy” di Florent Bernard\, “I colori del tempo” di Cédric Klapisch\, “La gazza ladra” di Robert Guédiguian\, “Giovani madri” dei fratelli Dardenne\, “Scomode verità” di Mike Leigh\, “Tanna” di Martin Butler e Bentley Dean\, “Ritrovarsi a Tokyo” di Guillaume Senez\, “I morti non soffrono” con Viggo Mortensen\, “Crossing Istanbul” di Levan Akin e molti altri. \n\n\n\nLa programmazione si articola in sezioni tematiche che arricchiscono la rassegna: \n\n\n\n“Poker francese” e “Italiani di ieri e di oggi”\, dedicata al cinema contemporaneo italiano e d’Oltralpe; “Caleidoscopio sul mondo”\, per esplorare storie e culture internazionali;“Incontro con l’autore”\, con la presenza in sala lunedì 16 febbraio del regista Andrea Segre per il film “Noi e la grande ambizione”;“Il mito Marilyn”\, omaggio speciale a Marilyn Monroe nel centenario della nascita\, con la proiezione di un film restaurato a cura della Cineteca di Bologna. \n\n\n\nCompletano il calendario due appuntamenti speciali con film scelti tramite sondaggio tra i soci\, a conferma dello spirito partecipativo che da oltre sessant’anni caratterizza il Cineforum Orione. \n\n\n\nLa rassegna è riservata ai soci e si svolge presso il Cinema Lux (Largo Seggiola\, 168 – Messina). Sono previste formule di abbonamento agevolate per giovani\, studenti e senior\, oltre alla possibilità di utilizzare Bonus Cultura 18App e Carta Docente. \n\n\n\nCon la Stagione 2026\, il Cineforum Orione rinnova il proprio impegno: offrire cinema di qualità come occasione di incontro\, riflessione e condivisione\, mantenendo vivo un presidio culturale che da 63 anni accompagna la vita cinematografica della città. \n\n\n\nInfo:www.cinemaluxmessina.com – www.cineforumdonorione.comTel. 090.9216093
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SUMMARY:"Il rito del jazz" alla Cascina Cuccagna di Milano
DESCRIPTION:Dopo la pausa per le festività natalizie e per quelle di fine anno tornano gli appuntamenti con la musica dal vivo alla Cascina Cuccagna di Milano nell’ambito della rassegna Il rito del jazz\, a cura dell’associazione culturale Musicamorfosi\, un posto a Milano e Cascina Cuccagna\, in collaborazione con I-Jazz e con il patrocinio del Municipio 4 del Comune di Milano. La formula è quella collaudata del doppio set (alle ore 19.30 e 21.30) con ingresso libero (prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it). \n\n\n\nIl primo concerto del nuovo anno è in programma martedì 13 gennaio: sul palco del Cuccagna Jazz Club\, presso il ristorante un posto a Milano\, saranno di scena i giovani talenti Matteo Mariani (chitarra)\, Didier Yon (trombone) e l’esperto e versatile Alex Orciari (contrabbasso): il trio darà vita a un dialogo fatto di calde melodie e ritmi sincopati. Specializzati nel repertorio swing e bebop\, i tre musicisti rievocheranno con suoni e improvvisazioni raffinate le atmosfere degli anni Quaranta e Cinquanta\, celebrando le leggende del jazz attraverso eleganti arrangiamenti e composizioni originali. \n\n\n\nMartedì 20 gennaio ci sarà un gradito ritorno: sul palco del Cuccagna Jazz Club\, infatti\, si esibirà di nuovo il quartetto guidato dal trombonista e compositore Andrea Andreoli\, jazzista di grande talento che vanta collaborazioni illustri con il gotha del jazz nazionale e internazionale (Billy Cobham\, WDR Big Band\, Incognito\, Maria Schneider\, Vince Mendoza\, Fred Hersch\, Bob Mintzer\, Bill Laurence\, Randy Brecker\, Mike Mainieri\, Dave Weckl\, Ennio Morricone\, Enrico Rava\, Gianluigi Trovesi\, Fabrizio Bosso ma non solo). Insieme a Dario Spezia (chitarra)\, Carlo Bavetta (contrabbasso) e Matteo Rebulla (batteria)\, Andreoli presenterà l’album My Family Things\, il suo ultimo lavoro discografico\, nel quale esplora la complessità di bilanciare la vita del musicista con il ruolo di padre e marito\, spesso trovandosi diviso tra il desiderio di essere a casa\, in famiglia\, e l’impegno costante di tour ed esibizioni: «La musica del disco riflette questa dualità attraverso brani originali – afferma il trombonista – che sono dedicati o ispirati ai miei familiari. Questi brani sono intrisi di emozioni autentiche e profonde. La melodia è fondamentale nel mio processo compositivo e si riflette chiaramente nella musica del quartetto\, capace di fondere armonie sofisticate con motivi coinvolgenti». \n\n\n\nInfine\, per l’ultimo appuntamento del mese\, martedì 27 gennaio i riflettori saranno puntati sul trio formato dalla Simona Daniele\, Gabriele Boggio Ferraris e Davide Parisi\, che renderanno omaggio a Duke Ellington e al suo repertorio immortale. La voce di Simona Daniele incontrerà il calore del vibrafono di Gabriele Boggio Ferraris e la chitarra di Davide Parisi per un viaggio nei classici standard di matrice ellingtoniana e nei brani che il grande compositore afroamericano ha scritto per le sue big band.  \n\n\n\nCantante jazz con base a New York\, Simona Daniele è da tempo attiva sulla scena internazionale. Vincitrice di una borsa di studio Fulbright\, ha conseguito il suo secondo Master in musica Jazz al City College di New York e nella Grande Mela si esibisce su palchi prestigiosi come quelli del Jazz at Lincoln Center e del Minton’s Playhouse.  \n\n\n\nVincitore del premio Nuova Generazione Jazz (nel 2018)\, Gabriele Boggio Ferraris è uno dei vibrafonisti più apprezzati della scena nazionale e ha pubblicato cinque album da leader. Diplomatosi con il massimo dei voti e perfezionatosi sotto la guida di Andrea Dulbecco\, ha all’attivo collaborazioni con alcuni dei più noti esponenti del jazz italiano ed internazionale\, tra cui Dave Douglas\, Hindi Zara\, Steven Bernstein\, Stochelo Rosenberg e molti altri. Classe 2001\, Davide Parisi è un chitarrista specializzato nello stile Gypsy Jazz. Si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano\, milita in diverse formazioni e collabora regolarmente con figure di spicco del panorama italiano tra cui Dario Napoli\, Alessandro di Virgilio (Accordi Disaccordi)\, Paolo Tomelleri\, Alfredo Ferrario\, Tonino de Sensi ma non solo. \n\n\n\nIngresso libero. Informazioni e prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it \n\n\n\n  \n\n\n\nI CONCERTI DI GENNAIO 2026 \n\n\n\nMartedì 13 gennaio\, ore 19.30 e 21.30 \n\n\n\nSWING MY FRIEND! \n\n\n\nMatteo Mariani\, chitarra \n\n\n\nDidier Yon\, trombone \n\n\n\nAlex Orciari\, contrabbasso \n\n\n\n  \n\n\n\nMartedì 20 gennaio\, ore 19.30 e 21.30 \n\n\n\nANDREA ANDREOLI – MY FAMILY THINGS \n\n\n\nAndrea Andreoli\, trombone  \n\n\n\nDario Spezia\, chitarra  \n\n\n\nCarlo Bavetta\, contrabbasso \n\n\n\nMatteo Rebulla\, batteria \n\n\n\n  \n\n\n\nMartedì 27 gennaio\, ore 19.30 e 21.30 \n\n\n\nAL DUCA – OMAGGIO A DUKE ELLINGTON \n\n\n\nSimona Daniele\, voce \n\n\n\nGabriele Boggio Ferraris\, vibrafono \n\n\n\nDavide Parisi\, chitarra
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