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SUMMARY:NAPULÈ – Storie sospese tra danza e circo al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:il 6 e 7 ottobre 2026\, alle ore 21.00\, il Teatro Vittoria di Roma ospita NAPULÈ – Storie sospese tra danza e circo\, spettacolo ideato\, diretto e coreografato da Claudio e Paolo Ladisa. \n\n\n\nUn viaggio scenico tra danza\, circo contemporaneo\, acrobatica\, teatro fisico e musica\, guidato dalla maschera di Pulcinella e costruito sul dialogo tra tradizione e contemporaneità. \n\n\n\nLo spettacolo porta in scena 11 artisti e performer e nasce dalla ricerca artistica di Claudio e Paolo Ladisa\, professionisti con un percorso che comprende collaborazioni con realtà come Teatro dell’Opera di Roma\, La Fura dels Baus\, Micha van Hoecke\, Rai e Mediaset. \n\n\n\nNapulè è la nuova riedizione di un progetto nato circa vent’anni fa e oggi ripensato per una nuova fase di circuitazione nella stagione 2026/2027. \n\n\n\nPer approfondire e per scaricare comunicato stampa\, fotografie\, scheda artistica e altri materiali\, è disponibile il Press Kit ufficiale: \n\n\n\nhttps://www.claudioepaololadisa.it/presskit
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SUMMARY:La nuova stagione del Teatro Basilica -  MINIMA
DESCRIPTION:È il microscopico della quotidianità che farà deragliare l’esistenza. \n\n\n\nUna minima parte di ciò che siamo rimarrà anche dopo la nostra morte. Un qualcosa di immensamente piccolo di ciò che siamo\, anche tra centinaia di migliaia di anni\, abiterà ancora la terra. Quella minima parte è quella che ci interessa\, quella che cerchiamo di curare e preservare. Ci piace immaginare che sia la parte migliore di noi\, quella che sopravviverà.  \n\n\n\nIl teatro oggi appare inutile\, mentre le città vengono bombardate\, anche ridicolo. Ma c’è una parte infinitesimale di ciò che accade quando si fa teatro che è essenziale e rimarrà anche dopo che le città saranno ricostruite e di nuovo bombardate. Quella minima parte ci interessa e si nasconde\, forse\, nell’ottava stagione del TeatroBasilica di Roma: un omaggio a ciò che non viene considerato\, ma che rimarrà quando tutto ciò che c’è di “massimo” finalmente si consumerà. \n\n\n\nLa Minima è tempo in musica. \n\n\n\nAlla Minima sento la mia pressione. \n\n\n\nIl Minimo comune multiplo è quello che cerchiamo per comprenderci. \n\n\n\nLa Minima è la temperatura più bassa di una giornata difficile. \n\n\n\nIl Minimo storico è un dato statistico ma anche il nostro presente. \n\n\n\nLa dose Minima è quella che non ci basta mai. \n\n\n\nDe minimis non curat praetor. \n\n\n\nIl Minimo consumo è quello che la terra ci richiede. \n\n\n\nMinimo è l’impatto che il teatro ha sul PIL del nostro paese. \n\n\n\nSeiryoku Zenyo (massima efficienza con il minimo sforzo nelle arti marziali giapponesi). \n\n\n\nIl Minimo scarto è un obiettivo industriale ma di frequente diventiamo anche noi. \n\n\n\nMinima moralia è il capolavoro di Adorno (che cita Kant). \n\n\n\nIl Minimo indispensabile è un modo di dire che non ci piace. \n\n\n\nLa Minima è la paga dei teatranti oggi. \n\n\n\nIl minimo è sufficiente ma è anche una presa di posizione. \n\n\n\nMinima è l’ottava stagione del TeatroBasilica di Roma. \n\n\n\n“MINIMA” IN BREVE \n\n\n\nIl TeatroBasilica\, in un momento in cui sempre più spazi teatrali chiudono o vedono ridursi le risorse\, rilancia la propria missione: essere uno spazio aperto per la comunità teatrale romana e nazionale. Le direttrici restano chiare: sostegno alle nuove generazioni e alle proposte più interessanti del panorama contemporaneo italiano\, insieme a un serio e rigoroso approfondimento sul ruolo del teatro nel nostro presente. \n\n\n\nMinima si apre con lo spettacolo della direttrice artistica Daniela Giovanetti\, che affronta il tema della guerra attraverso il mito: Andromaca. Il candore del cigno\, testo di Gianni Guardigli\, amico storico del TeatroBasilica\, e regia di Valeria Almerighi (15|18 ottobre 26). Per la prima volta al Basilica ospitiamo i Motus con Frankenstein (History of hate)\,movimento conclusivo del progetto Frankenstein (23|25 ottobre 26). A novembre una nuova produzione del Gruppo della Creta segna il debutto alla regia di Jacopo Cinque con Volevo solo dormire un altro po’ (5|8 ottobre 26). A seguire\, il ritorno del Teatro delle Albe con un progetto internazionale tra Romagna e Senegal: Il paese dove non si muore mai (12|14 novembre 26). Arriva poi la riscrittura pirandelliana curata da Alfonso Postiglione con la compagnia napoletana Piccola Città Teatro su La ragione degli altri (20|21 novembre). Torniamo quindi alla nuova drammaturgia con La consuetudine frastagliata dell’averti accanto di Marco Andreoli\, in scena Daniele Pilli e Claudia Vismara (27|29 novembre 26). Dicembre si apre con i lavori delle giovani compagnie under 35 vincitrici del bando della Sapienza di Roma\, Vestiti della vostra pelle\, a cura di Andrea Cosentino e ideato dal professor Guido Di Palma (9|10 dicembre 26). Chiude la prima parte di stagione Tirannosauro\, provocatorio ed essenziale spettacolo di Filippo Quezel\, prodotto dal Teatro di Sardegna (11|13 dicembre 26). \n\n\n\nA gennaio\, dopo il successo della scorsa stagione\, torna la saga familiare in tre episodi ideata dal Gruppo della Creta e Pier Lorenzo Pisano\, Nelle puntate precedenti (12|28 gennaio 27)\, che coinvolge dieci attori e cinque giovanissimi drammaturghi. \n\n\n\nSegue Zazà\, con la banda in testa (330|31 gennaio 27) di Roberta Lidia Di Stefano\, omaggio a Gabriella Ferri tra musica e memoria della straordinaria cantante romana. Febbraio si apre con l’ipnotico monologo della compagnia Kronoteatro\, Un po’ meno fantasma (6|7fennario 27)\, per la prima volta nel nostro cartellone. Tornano poi al Basilica i Biancofango\, che presentano il debutto romano di Macbeth – Vivevamo felici durante la guerra (9|14 febbrsio 27). È quindi il momento di Goodbye Horses (19|21 febbraio 27) di Dalila Desirée Cozzolino e del debutto romano della compagnia MaMiMò con Scorie – L’incredibile storia del nucleare in Italia\, in scena Fabio Banfò\, regia di Andrea Cosentino (27|28 febbraio 27). \n\n\n\nSiamo felici di ospitare due straordinari attori già frequentatori delle nostre stagioni: Paolo Mazzarelli con Lettere a un giovane poeta (5|7 marzo 27) di Rilke e Marco Sgrosso con il dissacrante monologo Emma B. Vedova Giocasta(12|14 marzo 27). Francesca Astrei\, dopo i successi dell’ultimo anno e il premio UBU\, presenta il monologo Io sono verticale (18|21 marzo 27). Un’altra eccellenza under 35 è la compagnia torinese Crack24\, che porta in scena un intelligente e affilato adattamento de Il Borghese gentiluomo di Molière (3|4 aprile 27). \n\n\n\nGrazie al contributo SIAE del bando “Per chi crea”\, ospitiamo il testo di Rebecca Righetti\, Radicchio e noci in caso di morte\, un’epopea nella solitudine al maschile (9|11 aprile 27). Paolo Valerio\, dopo aver giocato con noi a tennis qualche anno fa\, torna al Basilica con un toccante monologo che racconta un capitolo nero della storia della nostra repubblica con La strage di Vergarolla (15|18 aprile). Dopo il successo della scorsa stagione e la tournée in tutta Italia\, Christian Raimo torna a raccontare Maradona e l’Argentina della dittatura in Barrilete cósmico. Maradona pedagogista\, accompagnato alla chitarra da Amedeo Monda (21|24 aprile 27). Lo spettacolo che chiude la stagione è Ammazzare i morti di Giorgio Sales\, con la regia di Leonardo Capuano (14|15 maggio 27). \n\n\n\nA maggio presentiamo anche le due rassegne del TeatroBasilica. La prima è l’autogestione del collettivo Bei Ricordi\, che per sette giorni abiterà il palco del Basilica con proposte che spaziano dalla performance alla musica\, fino alla prosa (3|9 maggio 27). Chiude\, come sempre\, la nostra stagione la rassegna Nel Blu – Orizzonti della danza contemporanea\, a cura di Chiara Marianetti\, che anno dopo anno cresce e si conferma spazio di ricerca e condivisione indispensabile per la città di Roma (17|23 maggio 27). \n\n\n\nUltimo evento da segnalare: il progetto di co-creazione del Gruppo della Creta con la compagnia Frosini/Timpano\, I sogni della ragione. Teatro della rivoluzione\, teatro rivoluzionario\, sulla drammaturgia dimenticata degli anni della Rivoluzione francese\, che avvierà nel 2027 il suo percorso con una prima lettura aperta al pubblico (28 aprile 27). \n\n\n\nDa quest’anno il TeatroBasilica è risultato assegnatario del finanziamento per la programmazione da parte della Regione Lazio che permetterà alla nostra struttura di crescere ma anche di trovare quella stabilità che troppo spesso viene vista come un privilegio e non come un diritto.  \n\n\n\nTEATROBASILICA BREVE DESCRIZIONE  \n\n\n\nIl TeatroBasilica si trova nel cuore di Roma\, in Piazza di Porta San Giovanni. Conta 100 poltroncine rosse e un pubblico affezionato. E’ nato nel 2019 e resiste programmando spettacoli teatrali e proponendosi alla città come spazio di confronto e approfondimento culturale. La direzione artistica è di Alessandro Di Murro e Daniela Giovanetti ed è abitato da un gruppo di artisti e organizzatori che si riconoscono sotto il nome collettivo di Gruppo della Creta. \n\n\n\nIl TeatroBasilica si è distinto per una importante attività di carattere culturale. Come\, ad esempio\, la programmazione di due Progetti Speciali\, uno su Angelo Maria Ripellino\, l’altro su Aristofane e Benedetto Marzullo (di cui è in corso di pubblicazione un libro sugli atti del congresso svolto al Basilica) che hanno visto la partecipazione di studiosi\, teatranti e università. Entrambi i progetti sono stati ispirati e guidati da Antonio Calenda. Altro evento di rilievo è stata la mise en espace del poemetto di Rilke La Ballata sull’amore e sulla morte dell’alfiere Cristoforo Rilke tradotto dal professor Lorenzo Perilli. \n\n\n\nLa programmazione del Basilica propone la nuova drammaturgia italiana\, le proposte dell’ultima generazione di teatranti\, alcuni tra i migliori spettacoli del panorama teatrale contemporaneo e porta avanti una profonda riflessione sul teatro e sul ruolo che ricopre ancora nel presente.  \n\n\n\nIn questi anni sono stati tantissimi i drammaturghi italiani che hanno presentato i propri testi nel nostro spazio. Autori differenti per età e stile\, fautori del nuovo teatro come Niccolò Fettarappa\, Matteo Gatta\, Giovanni Onorato\, Luisa Borini\, Tommaso Emiliani\, Francesco Alberici\, Alice Sinigaglia\, Teodoro Bonci Del Bene\, Livia Rossi\, Gianni Guardigli\, Alberto Bassetti\, Anton Giulio Calenda\, Livia Rossi e Pier Lorenzo Pisano. \n\n\n\nMolti sono stati gli artisti che in questi anni hanno riconosciuto nel Basilica lo spazio del contemporaneo su Roma con cui negli anni stiamo costruendo un rapporto di continuità come Daria Deflorian\, Roberto Latini\, Vetrano/Randisi\, Marco Sgrosso e Elena Bucci\, Barletti/Waas\, Sista Bramini\, Michele Sinisi\, Frosini/Timpano\, Andrea Cosentino\, Oscar De Summa e Paolo Mazzarelli. \n\n\n\nMa il TeatroBasilica vuole essere soprattutto la bottega del teatro che verrà. In questi anni hanno debuttato da noi moltissimi giovani e talentuosi artisti che stanno costruendo i loro percorsi artistici anche grazie al supporto del nostro spazio teatrale. \n\n\n\nIL GRUPPO DELLA CRETA NEL TEATROBASILICA \n\n\n\nIl Gruppo della Creta\, compagnia ministeriale under 35\, dal 2019 affianca la direzione artistica nella gestione e nell’ideazione delle proposte del TeatroBasilica\, trasformandolo in casa creativa dei propri progetti.  \n\n\n\nChi entra al Basilica può incontrare i ragazzi del Gruppo in biglietteria\, in vineria\, nei laboratori e sempre seduti in platea durante gli spettacoli: una presenza viva che custodisce l’energia di questo spazio teatrale non convenzionale.  \n\n\n\nNegli anni hanno avuto l’opportunità di recitare con Roberto Herlitzka in Enrico IV diretto da Antonio Calenda\, dissacrare la scena con I Masnadieri di Michele Sinisi\, hanno sostenuto la nuova drammaturgia con il progetto P.S. Prima Stesura\, hanno costruito e debuttato con le proprie produzioni originali che hanno poi conquistato pubblici diversi in tutta Italia come Pluto o il dono della fine del mondo\, Finzioni e Beati Voi. \n\n\n\nNella stagione Minima il Gruppo della Creta presenta il debutto alla regia di Jacopo Cinque su testo di Tommaso Emiliani Volevo solo dormire un altro po’\, ospita lo spettacolo di Rebecca Righetti Radicchio e noci in caso di morte\,vincitore del bando della SIAE “Per chi crea”\, e riprende lo spettacolo in collaborazione con Christian Raimo Barrilete cósmico. Maradona Pedagogista e la serie teatrale Nelle puntate precedenti\, che dopo il Basilica partirà per una lunga tournée nazionale. \n\n\n\nAttraverso il “sistema Basilica” e un lavoro fondato sui rapporti di collaborazione\, il Gruppo della Creta cerca nuove strade sostenibili per il teatro di oggi e di domani\, in un presente sempre più complesso per le giovani compagnie. \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo \n\n\n\nOrari: \n\n\n\nDal lunedì al venerdì ore 21:00 – sabato ore 19:30 – domenica ore 16:30 \n\n\n\nIl botteghino è aperto un’ora prima dell’inizio di ciascun evento \n\n\n\nPrezzi:  \n\n\n\nBiglietto intero € 18\,00 \n\n\n\nBiglietto online € 15\,00 \n\n\n\nBiglietto ridotto operatori € 15\,00 \n\n\n\nBiglietto ridotto under 26 e convenzioni* € 10\,00 \n\n\n\nCarnet 7 spettacoli € 70\,00 \n\n\n\n*Per attivare una convenzione con il TeatroBasilica e riservare i biglietti ridotti a studenti e studentesse delle accademie/scuole/università\, mandare una richiesta a info@teatrobasilica.com
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SUMMARY:Nespolo Magnifiche Illusioni
DESCRIPTION:Dal 5 ottobre 2026 al 28 gennaio 2027 una mostra dedicata a uno dei protagonisti più originali e poliedrici dell’arte italiana contemporanea. 46 opere raccontano quasi sessant’anni di ricerca tra pittura\, scultura\, fotografia\, cinema sperimentale\, libri d’artista\, ceramica e design. \n\n\n\nLa mostra si sviluppa in diversi ambienti della Fondazione\, oltre ai consueti spazi espositivi. Fulcro del percorso è l’opera Lest It Forget (2025)\, presentata per la prima volta al pubblico. La grande tela si configura come un racconto per immagini che intreccia opere\, ricordi e momenti significativi della vita di Nespolo: una sorta di autobiografia visiva che condensa in un’unica composizione la sintesi poetica della sua ricerca artistica. \n\n\n\nAccanto al percorso espositivo\, un articolato calendario di iniziative coinvolgerà pubblici di tutte le età: visite guidate per le scuole primarie\, laboratori per bambini e famiglie nei fine settimana\, conferenze\, letture e concerti. 
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SUMMARY:La stagione 2026/2027 del Teatro Giuseppetti di Tivoli
DESCRIPTION:Martedì 15 settembre alle ore 18.00 il Teatro Giuseppetti di Tivoli presenta la nuova Stagione Teatrale 2026-2027. Nel corso dell’incontro saranno presentati il cartellone e gli spettacoli della nuova stagione\, con il saluto delle istituzioni e l’incontro con la stampa. A seguire\, rinfresco e brindisi inaugurale. \n\n\n\nIl Comune di Tivoli e ATCL – Circuito Multidisciplinare del Lazio\, sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio\, presentano al Teatro Giuseppetti di Tivoli la Stagione Teatrale 2026/2027\, un cartellone di sette spettacoli che riunisce alcuni dei protagonisti più riconoscibili della scena italiana e mette in dialogo drammaturgia contemporanea\, grandi testi del teatro e differenti linguaggi della scena. \n\n\n\nAd inaugurare la stagione sarà\, martedì 3 novembre alle ore 21.00\, Tutti gli uomini che non sono\, diretto e interpretato da Paolo Calabresi\, con Paolo Calabresi e Carolina Di Domenico. Lo spettacolo ripercorre l’incredibile storia realmente accaduta delle trasformazioni di Calabresi in personaggi realmente esistenti\, nate in seguito ad alcuni eventi traumatici e diventate per l’attore un modo sorprendente di attraversare una fase difficile della propria vita. Una vicenda che intreccia trasformismo\, identità\, mestiere dell’attore e vita privata. \n\n\n\nMartedì 24 novembre alle ore 21.00 sarà la volta di Le ultime lune di Furio Bordon\, con Alessandro Haber e Silvia Siravo\, per la regia di Paolo Valerio. Scritto nei primi anni Novanta e portato per la prima volta in scena nel 1995 da Marcello Mastroianni\, il testo affronta con poesia e dolorosa sincerità la fragilità della vecchiaia. Al centro\, un anziano professore che\, nell’attesa di lasciare la propria casa per trasferirsi in una casa di riposo\, dialoga con il ricordo della moglie scomparsa\, tra tenerezza\, memoria e paura del tempo che passa. \n\n\n\nIl cartellone proseguirà lunedì 7 dicembre alle ore 21.00 con Marcinelle\, storia di minatori\, di e con Ariele Vincenti\, con Francesco Cassibba\, Sarah Nicolucci\, Giacomo Rasetti\, Vincenzo Tosetto. Lo spettacolo racconta la storia degli italiani partiti per lavorare nelle miniere belghe: il viaggio\, le durissime condizioni di vita e di lavoro\, la discriminazione\, i piccoli momenti di quotidianità e infine la tragedia di Marcinelle. \n\n\n\nIl nuovo anno si aprirà lunedì 25 gennaio alle ore 21.00 con Antigone di Jean Anouilh\, con Silvia Battaglio\, Ilaria Drago\, Manuela Kustermann\, Roberto Latini e Francesca Mazza\, per la regia di Roberto Latini. Una nuova occasione di confronto con una delle figure archetipiche del teatro di ogni tempo\, capace di attraversare secoli\, culture e visioni continuando a interrogare il nostro essere umani e il nostro rapporto con le parole e con la scena. \n\n\n\nLunedì 22 febbraio alle ore 21.00 arriverà al Teatro Giuseppetti Io di Flavia Mastrella e Antonio Rezza\, con Antonio Rezza\, quadri di scena di Flavia Mastrellae (mai) scritto da Antonio Rezza. Una successione vertiginosa di figure\, situazioni e invenzioni linguistiche e sceniche dà vita all’universo inconfondibile di RezzaMastrella\, in cui corpo\, parola e immagine scardinano continuamente le convenzioni della rappresentazione. \n\n\n\nLunedì 15 marzo alle ore 21.00 sarà in scena Misurare il salto delle rane di Carrozzeria Orfeo\, con Elsa Bossi\, Marina Occhionero e Chiara Stoppa\, drammaturgia di Gabriele Di Luca\, regia di Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti. Una dark comedy ambientata in un piccolo paese di pescatori negli anni Novanta\, dove tre donne di generazioni diverse sono unite da un lutto avvenuto vent’anni prima. Un’indagine poetica e tragicomica sulla condizione umana contemporanea\, in cui tre età e tre mondi si intrecciano tra assenze\, rinascite\, alleanze e complicità\, ponendo al centro della narrazione il femminile. \n\n\n\nA chiudere la stagione\, martedì 13 aprile alle ore 21.00\, sarà Qualcosa è andato storto!\, scritto\, diretto e interpretato da Carlo Buccirosso\, con Elvira Zingone\, Peppe Miale\, Fiorella Zullo\, Stefania Aluzzi\, Matteo Tugnoli\, Fabrizio Miano eTilde De Spirito. Protagonista è Corrado Postiglione\, modesto avvocato di provincia costantemente alle prese con le vicissitudini e le controversie della propria numerosa famiglia. Quando tutto sembra finalmente poter andare per il meglio\, però\, arriva l’imponderabile a sconvolgere ancora una volta gli equilibri. \n\n\n\nSette appuntamenti che compongono una stagione dalla forte identità artistica\, capace di affiancare interpreti molto amati dal pubblico ad alcune delle esperienze più riconoscibili della scena contemporanea italiana. Da Alessandro Haber a Paolo Calabresi e Carlo Buccirosso\, dalla ricerca teatrale di RezzaMastrella e Roberto Latini alla drammaturgia di Carrozzeria Orfeo\, il cartellone attraversa registri e forme differenti\, alternando comicità e racconto civile\, memoria e teatro d’autore\, classici riletti dal presente e nuove scritture. \n\n\n\nINFO E CONTATTI\n\n\n\nABBONAMENTI\n\n\n\nRinnovo abbonamenti: dal 16 settembre all’8 ottobreNuovi abbonamenti: dal 9 ottobre \n\n\n\nAbbonamento intero: € 126\,00 + € 3\,00 prev.Abbonamento ridotto: € 112\,00 + € 3\,00 prev.Abbonamento “Sostenitori del Teatro”: prime 6 file I settore\, prime 2 file II settore e prime 2 file galleria: € 140\,00 + € 3\,00 prev. \n\n\n\nBIGLIETTI\n\n\n\nInizio vendita online e al botteghino: dal 23 ottobreIntero: € 24\,00 + € 2\,00 prev.Ridotto: € 22\,00 + € 2\,00 prev.Botteghino: apertura da giovedì a domenica e nei giorni di spettacolo dalle ore 16.00 all’inizio dello spettacolo.
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SUMMARY:Maradona lo spettacolo al Palapartenope di Napoli
DESCRIPTION:Trenta artisti sul palco\, tra attori\, ballerini\, acrobati e cantanti\, danno vita ad un’opera potente e contemporanea dedicata a Diego Armando Maradona. \n\n\n\nNon un musical\, ma uno spettacolo teatrale senza precedenti con una drammaturgia emozionante\, coreografie spettacolari e scenografie monumentali. \n\n\n\nLe musiche di scena originali di Phil Mer\, la regia di Carolina Fanelli e la partecipazione straordinaria di Marino Bartoletti che offre la sua preziosissima consulenza sulla sceneggiatura e firma il toccante monologo che chiude lo spettacolo\, compongono solo una parte della rosa del team artistico. \n\n\n\nNei prossimi mesi infatti\, la produzione annuncerà i nomi degli artisti coinvolti: attori e cantanti del panorama internazionale\, alcuni dei quali strettamente legati a Napoli\, che conferiranno allo spettacolo un prestigio di alto livello\, rendendolo un evento di grande interesse artistico e culturale.  \n\n\n\nNon soltanto la celebrazione di un campione; questa è una storia di riscatto\, di coraggio e di umanità. Il racconto di un conflitto eterno: quello tra l’uomo e la sua leggenda. \n\n\n\nUna storia che appartiene a Napoli e al calcio\, ma soprattutto all’esperienza umana universale. \n\n\n\nNel quarantennale della storica vittoria del primo scudetto del Napoli (stagione 1986/1987)\, conquistato sotto la guida di Diego Armando Maradona\, lo spettacolo attraversa il mito per arrivare al cuore della sua umanità: le contraddizioni\, la fragilità\, la forza indomabile.Una storia di talento assoluto e caduta\, di ribellione e riscatto\, di amore viscerale e pressione insostenibile. \n\n\n\nLa scelta del Teatro Palapartenope come sede del debutto nazionale non è casuale: luogo iconico della scena partenopea\, diventa lo spazio naturale per accogliere un progetto ambizioso che nasce in dialogo diretto con la città e con il suo pubblico.  \n\n\n\nPer la prima volta\, la figura di Maradona viene raccontata attraverso un linguaggio teatrale contemporaneo e cinematografico\, capace di unire epicità ed intimità\, potenza visiva e profondità emotiva. \n\n\n\nLa sceneggiatura\, firmata da Carolina Fanelli in collaborazione con Marino Bartoletti\, garantisce solidità narrativa\, profondità culturale e un’attenzione costante al racconto umano\, parlando a pubblici diversi con un linguaggio accessibile e al tempo stesso rigoroso. \n\n\n\nBiglietti di MARADONA Lo Spettacolo già disponibili su Tickteone al link:  \n\n\n\nhttps://www.ticketone.it/eventseries/maradona-lo-spettacolo-4051543 \n\n\n\nSegui il progetto su Instagram: https://www.instagram.com/maradona.show?igsh=MWFtaGVtMG9xdXF3
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SUMMARY:La stagione del Teatro Costantino Parravano di Caserta
DESCRIPTION:La stagione teatrale 2026/2027 inaugura una nuova fase nella storia del Teatro Comunale ‘Costantino Parravano’ di Caserta\, che torna a essere un luogo centrale della vita culturale cittadina grazie alla collaborazione tra il Comune di Caserta e il Teatro Pubblico Campano\, cui sono affidate la gestione e la programmazione artistica. \n\n\n\nIl percorso condiviso nasce dalla volontà di restituire alla città un teatro vivo\, aperto e partecipato: un presidio culturale permanente capace non solo di ospitare spettacoli\, ma di generare relazioni\, formazione\, confronto e nuove opportunità per il territorio.  \n\n\n\n«La riapertura del Teatro Parravano – spiegano i componenti della Commissione Straordinaria del Comune di Caserta\, Antonella Scolamiero\, Daniela Caruso ed Emilio Saverio Buda – costituisce un momento molto significativo per la città\, che si riappropria di uno spazio di fondamentale importanza per la vita culturale e sociale dell’intera comunità. Sin dal nostro insediamento\, abbiamo lavorato con grande impegno per superare tutte le criticità esistenti e finalmente siamo riusciti a riaprire il teatro\, che da ottobre proporrà una stagione di ottimo livello. Ringraziamo gli uffici comunali\, che con impegno e abnegazione hanno permesso di centrare questo risultato\, importante sia dal punto di vista culturale che simbolico». \n\n\n\nLa nuova programmazione accompagnerà la stagione di prosa con rassegne musicali (una particolare attenzione al jazz)\, progetti dedicati alla scena contemporanea\, appuntamenti rivolti alle nuove generazioni\, attività formative e iniziative pensate per coinvolgere pubblici diversi\, nella convinzione che un teatro debba essere prima di tutto uno spazio di comunità. \n\n\n\n«L’affidamento del Teatro Parravano – dichiara il Direttore del Teatro Pubblico Campano Alfredo Balsamo – rappresenta per il Teatro Pubblico Campano una responsabilità importante e una straordinaria opportunità. Il nostro impegno sarà quello di costruire un progetto culturale capace di valorizzare l’identità di questo spazio e di rafforzare il rapporto tra il teatro e la città di Caserta. Vogliamo che il Parravano torni a essere un punto di riferimento per gli spettatori\, per gli artisti e per le nuove generazioni\, un luogo aperto alla partecipazione e alla crescita culturale del territorio». \n\n\n\nIl cartellone 2026/2027 è pensato per esprimere tutte le potenzialità del Teatro Comunale Costantino Parravano\, consolidandone il ruolo di spazio dedicato alla cultura\, all’innovazione e all’inclusione.  \n\n\n\nLa sinergia tra il Comune di Caserta e il Teatro Pubblico Campano rappresenta il fondamento di un modello di collaborazione istituzionale volto a garantire continuità progettuale\, qualità artistica e un’offerta culturale capace di accompagnare la crescita sociale e culturale della comunità. \n\n\n\nAd inaugurare la stagione\, dal 2 al 4 ottobre\, sarà Non ti pago uno dei testi più amati di Eduardo De Filippo\, affidato all’interpretazione di Salvo Ficarra\, Carolina Rosi\, Nicola Di Pinto e Mario Porfito\, lo spettacolo l’ultima regia di Luca De Filippo a dieci anni dalla sua scomparsa. Un classico intramontabile che continua a interrogare il rapporto tra superstizione\, destino e rapporti familiari\, aprendo simbolicamente una stagione che sceglie di partire dalle radici della nostra tradizione teatrale.  \n\n\n\nPochi giorni dopo\, dal 16 al 18 ottobre\, il pubblico ritroverà l’universo poetico di Ferzan Ozpetek\, che porta per la prima volta in scena Ruoli secondari. \n\n\n\nIl mese di novembre proseguirà\, dal 13 al 15\, con Jucature\, testo del catalano Pau Miró tradotto e diretto da Enrico Ianniello\, una storia delicata e ironica che racconta la fragilità dei legami umani attraverso quattro personaggi sospesi tra speranza e disincanto.  \n\n\n\nA dicembre il cartellone cambierà ancora registro\, alternando spettacolo musicale\, comicità e sperimentazione. Dall’11 al 13 dicembre salirà sul palco Massimo Lopez con il suo celebre Show accompagnato dalla Jazz Company diretta dal Maestro Gabriele Comeglio. Il nuovo anno si aprirà\, dal 15 al 17 gennaio\, con Il medico dei maiali\, testo vincitore del Premio Nuove Sensibilità 2.0 2022\, scritto e diretto da Davide Sacco. che vede in scena Luca Bizzarri e Francesco Montanari. \n\n\n\nA febbraio la stagione ritroverà il grande teatro di parola con Molière. L’arte della beffa\,in scena dal 5 al 7 febbraio\, interpretato da Alessio Boni\, che conduce il pubblico dentro la vita e il teatro del grande autore francese. Dal 12 al 14 marzo\, Gabriele Lavia e Federica Di Martino porteranno sul palco Lungo viaggio verso la notte di Eugene O’Neill\, uno dei testi più intensi della drammaturgia del Novecento. Ad aprile il cartellone entrerà nella sua fase conclusiva\, dal 2 al 4 aprile\, con Benvenuti in Casa Esposito\, tratto dal successo letterario di Pino Imperatore\, scritto insieme ad Alessandro Siani e Paolo Caiazzo\, con Giovanni Esposito protagonista di una commedia che unisce ironia e sentimento. Ancora ad aprile\, dal 16 al 18\, Biagio Izzo sarà protagonista de L’arte della truffa\, commedia brillante costruita sui meccanismi dell’equivoco e della comicità popolare.  \n\n\n\nA chiudere la stagione di prosa\, dal 30 aprile al 2 maggio\, sarà Massimiliano Gallo con Malinconico moderatamente felice\, tratto dai romanzi di Diego De Silva\, personaggio ormai entrato nell’immaginario collettivo per la sua ironica umanità e la sua capacità di raccontare le contraddizioni del nostro tempo. Ma la stagione del Teatro Comunale Costantino Parravano non si esaurisce con gli appuntamenti con i classici della prosa\, la seconda parte di stagione infatti proporrà alcuni degli appuntamenti più attesi nell’ambito della rassegna Incursioni sabato 27 febbraio sarà in scena Poveri Cristi di e con Ascanio Celestini\, nuova tappa del suo percorso di narrazione civile dedicato agli invisibili della nostra società. Giovedì 4 marzo\, arriverà Anna Cappelli\, il capolavoro di Annibale Ruccello affidato alla regia internazionale di Claudio Tolcachir e all’interpretazione di Valentina Picello. Ultimo appuntamento della rassegna martedì 23 marzo con Valerio Aprea ne Lapocalisse\, scritto a quattro mani dallo stesso Aprea con Makkox. \n\n\n\nLa stagione si arricchirà inoltre di due sezioni musicali\, una che vede protagonisti artisti del nostro territorio quali Lina Sastri che domenica 20 dicembre accompagnerà gli spettatori nelle atmosfere di Natale Napoletano\, intrecciando musica\, poesia e memoria partenopea; Raiz\, accompagnato dai Solis String Quartet\, nello spettacolo Chi tene ‘o mare sabato 13 febbraio farà rivivere la musica di Pino Daniele in un raffinato incontro tra tradizione mediterranea e sonorità contemporanee.  \n\n\n\nA chiudere questa sezione musicale sabato 10 aprile arriverà il Viscardi On Tour\, il concerto dell’artista classe 2000 che si rifà ai grandi classici dell’R&B americano\, fondendosi con la lingua napoletana\, l’hip hop e il neo soul. \n\n\n\nAccanto alla sezione Musica trova spazio una programmazione jazz che vede protagonisti artisti come Paolo Fresu\, Stefano Di Battista\, la Piccola Orchestra Avion Travel e la Jazz Factory 2.0\, confermando la volontà di fare del teatro un luogo aperto ai tanti linguaggi della musica contemporanea.  \n\n\n\nAllo stesso modo continua l’attenzione verso le nuove generazioni attraverso le rassegne dedicate ai bambini e alle famiglie: A Teatro con mamma e papà\, Il Teatro Ingarbugliato\, Il Silenzio delle Sirene e Teatro in Lingua.  \n\n\n\nTornano anche gli appuntamenti de Il Salotto a Teatro\, gli incontri gratuiti del sabato pomeriggio che permetteranno al pubblico di dialogare con artisti\, registi e protagonisti della stagione\, trasformando ogni spettacolo in un’occasione di approfondimento e confronto. \n\n\n\nLa campagna abbonamenti prenderà il via il 16 luglio con la prelazione riservata agli abbonati della passata stagione\, che proseguirà fino al 31 luglio\, riprenderà dall’1 al 5settembre e lascerà spazio\, dall’8 settembre\, ai nuovi abbonati.  \n\n\n\nUn invito a tornare ad abitare il teatro come spazio di relazione\, di pensiero e di emozione condivisa. Ogni nuova stagione non è soltanto una successione di spettacoli\, ma un tempo da vivere insieme\, una comunità che si ritrova e una promessa che\, sera dopo sera\, si rinnova. \n\n\n\nTeatro Comunale “Costantino Parravano” \n\n\n\nStagione Teatrale 2026/2027 \n\n\n\nApertura campagna abbonamenti giovedì 16 luglio 2026 \n\n\n\nInfo e aggiornamenti al numero 0823444051
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SUMMARY:Factory Fest – Festa delle arti performative in Umbria
DESCRIPTION:Dal 2 al 4 e dall’8 all’11 ottobre 2026 torna Factory Fest – Festa delle arti performative\, il festival diffuso ideato da Gestioni Cinematografiche e Teatrali in collaborazione con La MaMa Umbria International\, con la direzione artistica di Elisabetta ed Emiliano Pergolari.  Giunto alla sesta edizione\, Factory Fest attraversa Spoleto\, Campello sul Clitunno\, Foligno\, Spello e Perugia\, trasformando teatri\, spazi culturali e luoghi del territorio in una scena diffusa per le arti performative contemporanee. Tra le presenze che danno forma a questa edizione\, nell’area del teatro e della scrittura scenica\, Factory Fest accoglie La vita degli animali\, nuovo lavoro di Elisa Pol e Chiara Lagani in una delle sue prime presentazioni pubbliche\, insieme a due nuove creazioni proposte in forma di studio: Alla linea – Ponthus di TriPèe Teatro e Lori di Nicoletta Nobile / Drama Teatro. Sul terreno della ricerca coreografica\, il programma comprende Verso la specie di Claudia Castellucci / Compagnia Mòra\, produzione Societas\, e Comeback di Fabritia D’Intino e Agnese Banti. Tra musica e ricerca sonora\, Hiraeth di Antonina Nowacka e Sofie Birch\, presentato in prima nazionale\, mentre Alfio Antico\, Lorenzo Urciullo (Colapesce) e Mario Conte tornano insieme in una performance dal vivo che celebra i dieci anni dall’uscita di Antico\, l’album che ha unito le loro visioni artistiche. \n\n\n\nIl titolo dell’edizione 2026\, Fuori di sé\, invita a spostare il proprio punto di osservazione e a uscire dal centro dell’io per confrontarsi con ciò che sta fuori: l’ambiente\, gli altri corpi\, la comunità\, la storia\, il conflitto\, il suono. Una postura che attraversa un programma in cui teatro\, danza\, musica\, performance\, installazioni\, cinema\, radio e formazione si incontrano e si contaminano.La prima soglia è quella dei luoghi\, dell’ambiente\, delle altre forme del vivente. In Bloom & Doom\, Caterina Moroni attraversa insieme a un gruppo di bambine e bambini di Campello il collasso climatico e la trasmissione tra generazioni\, invertendo le consuete posizioni di chi guida e di chi è chiamato a seguire. In Dedica di Sara Sguotti è lo spazio stesso a intervenire sul gesto e sulla partitura\, in un lavoro che si costruisce nell’incontro con ciò che accade intorno. Il nuovo progetto di Elisa Pol e Chiara Lagani sposta ancora lo sguardo\, interrogando il modo in cui abitiamo la terra e la relazione che costruiamo con il mondo animale. \n\n\n\nMa uscire da sé significa anche incontrare il mondo che abbiamo prodotto. Un mondo attraversato da catastrofi\, violenze\, disuguaglianze\, sfruttamento dei corpi e della terra; un fuori che entra dentro le vite\, le modifica\, le consuma. In Alla linea\, tratto da Joseph Ponthus\, Tripee porta sulla scena la ripetizione alienante della fabbrica e un corpo sottoposto al tempo della produzione. Comeback di D’Intino/Banti attraversa i meccanismi dell’idolatria nell’Occidente contemporaneo\, mentre in Kamikaze Giulio Santolini porta all’estremo lo sforzo di compiacere il pubblico\, fino a fare dell’aspettativa e dello sguardo altrui una pressione sul corpo stesso della performance. \n\n\n\nCon La svastica sul sole Experience\, lacasadargilla costruisce una realtà alternativa nella quale gli esiti della Seconda guerra mondiale sono invertiti\, facendo vacillare il confine tra storia\, distopia e possibilità del presente. In Arlecchino di Zaches Teatro\, è un teatro in rovina a restituire l’immagine di un mondo che cade a pezzi\, ma nel quale continua a muoversi una forza ostinata e vitale. Due di Notte di Pennacchia/Serrani concentra invece tutto nello spazio fragile della relazione e nel tentativo di dirsi ciò che resta prima che il tempo finisca. \n\n\n\nFino a Non una voce di Ultimi Fuochi\, performance per quattro spettatori alla volta che\, in dialogo con Dissipatio H.G. di Guido Morselli\, porta all’estremo la sottrazione dell’altro: un mondo quasi svuotato della presenza umana\, nel quale la possibilità stessa della relazione sembra essersi dissolta. Quando non resta più nessun altro\, anche uscire dal sé diventa impossibile. È forse proprio da questa soglia che il programma cambia movimento. Uscire dal sé non significa più soltanto esporsi a ciò che ci circonda\, ma sospendere per un momento l’io come misura dominante dell’esperienza\, lasciarsi attraversare da corpi\, voci\, ritmi e suoni. \n\n\n\nIn Verso la specie di Claudia Castellucci\, la danza torna verso un impulso originario\, osservando ritmi umani\, animali\, vegetali e minerali e facendo emergere la singolarità del corpo dentro un movimento comune. In POP di Nicola Galli\, presenza\, gioco e movimento mettono progressivamente in moto un’azione corale. Re-Penelope di Cult of Magic riprende invece una figura confinata per secoli nello spazio dell’attesa e ne rovescia la postura\, facendo della presenza femminile una possibilità di azione politica e collettiva. In Lori\, al suo debutto a Factory Fest\, Nicoletta Nobile attraversa parola\, memoria e performance\, lasciando che il racconto privato assuma una forma nuova davanti a chi ascolta. \n\n\n\nPoi\, il corpo scompare dentro al suono. La ricerca di Lino Capra Vaccina e Mai Mai Mai attraversa una materia acustica e rituale in cui memoria\, folklore e sperimentazione si contaminano. Con Enrico Malatesta l’ascolto si concentra sulla propagazione del suono: risonanze\, armonici\, ipertoni e suoni fantasma emergono e si trasformano nello spazio. Le voci di Antonina Nowacka e Sofie Birch aprono nuovi paesaggi sonori in una prima nazionale del duo\, mentre il progetto speciale che riunisce Alfio Antico\, Colapesce e Mario Conte riporta il suono a una dimensione primitiva\, ancestrale e magica. \n\n\n\nSi esce dal sé anche nella più semplice e radicale forma dello stare insieme. Accade nelle azioni del gruppo informale Danza Insieme\, guidato da Lucia Guarino\, dove il gesto individuale entra in una pratica condivisa; accade quando la relazione tra chi agisce e chi guarda smette di essere soltanto frontale e diventa presenza comune. È qui che prende forma la festa delle arti performative: non una cornice intorno agli spettacoli\, ma un atto collettivo\, uno spazio temporaneo in cui corpi\, voci\, ritmi e presenze possono incontrarsi e modificarsi reciprocamente. \n\n\n\nIntorno agli spettacoli\, Factory Fest costruisce altri dispositivi di ascolto\, formazione e restituzione. Upside Down #5 di Silvio Impegnoso assume la forma instabile di un talk imperfetto e di una performance radiofonica; con Lisa Tonelli\, Impegnoso cura inoltre Il Lampadario\, percorso di educazione alla visione rivolto agli adolescenti. Il cinema entra nel programma con L’Isola del Teatro di Velia Papa ed Eleonora Diana\, mentre Progetto Piuma\, diretto da Mattia Maiotti e Debora Renzi in collaborazione con Occhisulmondo di Perugia\, porta nel festival un percorso di formazione coreografica e creazione scenica\, che trova la sua restituzione al Teatro Pavone con Non è inferno\, un lavoro sui corpi e sulle relazioni che prendono forma nello spazio della città. La presentazione dell’ultimo numero de La Falena\, con Rodolfo Sacchettini e Altre Velocità\, apre infine uno spazio alla critica e alla possibilità di osservare e restituire attraverso la parola ciò che accade. \n\n\n\nNe emerge un programma che non cerca una risposta univoca a cosa significhi essere Fuori di Sé. Ne attraversa piuttosto le possibilità: incontrare ciò che non siamo\, misurarsi con un mondo che sembra aver perso la propria misura\, affidare il corpo a ritmi che eccedono l’individuo\, lasciare che una voce ne incontri altre\, che il suono modifichi lo spazio\, che un gesto individuale apra la strada a un’azione collettiva. Un incontro che accade qui\, solo in questo momento\, mentre la catastrofe incombe. \n\n\n\nFactory Fest – Festa delle arti performative è a cura di Gestioni Cinematografiche e Teatrali in collaborazione con La MaMa Umbria International. Il progetto è realizzato con il patrocinio e il sostegno del Ministero della Cultura\, Regione Umbria\, Comune di Foligno\, Comune di Spoleto\, Comune di Campello\, Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. In collaborazione con Teatro Stabile dell’Umbria\, CURA\, Fontemaggiore\, CoopCulture\, Holydays Festival\, Palazzo Collicola\, Teatro San Carlo\, Coop. DENSA\, Occhisulmondo\, E-Production srl\, Nerval Teatro\, Caritas/Arca del Mediterraneo. \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\nVENERDÌ 2 OTTOBRE\n\n\n\nOre 18.30 – Cortile Auditorium Pacifici\, Campello sul ClitunnoDanzaPOP di Nicola Galli \n\n\n\nOre 21.00 – Auditorium Pacifici\, Campello sul ClitunnoTeatroKamikaze\, spero vada meglio dell’ultima volta di Giulio Santolini \n\n\n\nSABATO 3 OTTOBRE\n\n\n\nOre 10.30 e 13.00 – Spazio pubblico\, Campello sul ClitunnoPerformanceBloom & Doom [Poetic Riot] di Caterina Moroni \n\n\n\nOre 15.30\, 16.00 e 16.30 – Palazzo Due Mondi\, SpoletoTeatroLa vita degli animali – Elizabeth di Elisa Pol \n\n\n\nOre 16.30 – Sala Pegasus\, SpoletoDocufilmL’isola del teatro di Velia Papa ed Eleonora DianaA seguire\, incontro con Velia Papa a cura di Stefano Romagnoli \n\n\n\nOre 19.00 – Cantiere Oberdan\, SpoletoPerformanceSpeaking Cables di Agnese Banti \n\n\n\nOre 21.30 – Palazzo Due Mondi\, SpoletoTeatroLa vita degli animali di Elisa PolA seguire\, Cave Canem \n\n\n\nDOMENICA 4 OTTOBRE\n\n\n\nOre 16.00 e 18.30 – Cantiere Oberdan\, SpoletoDanzaComeback di Fabritia D’Intino e Agnese BantiCon Teatro Stabile dell’Umbria \n\n\n\nOre 17.00 – Cortile Palazzo Collicola\, SpoletoDanzaRe Penelope di Cult of MagicCon Teatro Stabile dell’Umbria \n\n\n\nOre 21.00 – Teatro Pavone\, PerugiaDanzaNon è inferno di Progetto PiumaCon Occhisulmondo \n\n\n\nGIOVEDÌ 8 OTTOBRE\n\n\n\nOre 17.00 – Piazza della Repubblica\, FolignoDanzaDanza Insieme: Parade – Un atto di presenza di Lucia Guarino\, Teresa Rospetti ed Emma Tramontana \n\n\n\nOre 18.30 – Palazzo Candiotti\, FolignoDanzaDedica di Sara Sguotti \n\n\n\nOre 21.30 – Oratorio del Crocifisso\, FolignoMusica / SuonoHiraeth di Antonina Nowacka & Sofie Birch \n\n\n\nVENERDÌ 9 OTTOBRE\n\n\n\nOre 19.00\, 20.30 e 22.00 – Spazio pubblico\, FolignoTeatroNon una voce di Ultimi Fuochi TeatroPosti limitati\, prenotazione obbligatoria \n\n\n\nOre 20.30 – Teatro Subasio\, SpelloTeatroAlla linea – Ponthus (studio) di TriPèe Teatro \n\n\n\nOre 22.00 – Oratorio del Crocifisso\, FolignoMusica / SuonoLino Capra Vaccina & Mai Mai Mai \n\n\n\nSABATO 10 OTTOBRE\n\n\n\nOre 11.00 e 15.00 – Palazzo Candiotti\, FolignoInstallazione sonoraSvastica sul sole Experience di lacasadargilla \n\n\n\nOre 17.30 – Palazzo Candiotti\, FolignoDanzaDanza Insieme: Parade – Pratiche partecipative di Lucia Guarino\, Teresa Rospetti ed Emma Tramontana \n\n\n\nOre 19.00\, 20.30 e 22.00 – Spazio pubblico\, FolignoTeatroNon una voce di Ultimi Fuochi TeatroPosti limitati\, prenotazione obbligatoria \n\n\n\nOre 19.00 – Ex ZUT / Nuovo Cinema Vittoria\, FolignoTeatroLori (primo studio) di Nicoletta Nobile / Drama Teatro \n\n\n\nOre 21.00 – Ex ZUT / Nuovo Cinema Vittoria\, FolignoTeatroDue di notte di Pennacchia / Serrani \n\n\n\nOre 22.00 – Auditorium San Domenico\, FolignoMusica / SuonoAntico di Alfio Antico\, Lorenzo Urciullo (Colapesce) e Mario Conte \n\n\n\nDOMENICA 11 OTTOBRE\n\n\n\nOre 10.00 – Palazzo Candiotti\, FolignoIncontroRodolfo Sacchettini – La FalenaPresentazione del nuovo numero della rivista \n\n\n\nOre 11.00 – Palazzo Candiotti\, FolignoTalkUpside Down #5 – Il talk imperfettoCon Radio IF \n\n\n\nOre 13.00 – Palazzo Candiotti\, FolignoBrunch a cura di Natura Sì e Moretti Omero \n\n\n\nOre 16.00 – Palazzo Candiotti\, FolignoMusica / SuonoEnrico Malatesta plays Éliane Radigue’s Occam XXVI \n\n\n\nOre 17.00 – Chiostro San Giacomo\, FolignoDanzaVerso la specie di Claudia Castellucci / Compagnia Mòra \n\n\n\nOre 19.00\, 20.30 e 22.00 – Spazio pubblico\, FolignoTeatroNon una voce di Ultimi Fuochi TeatroPosti limitati\, prenotazione obbligatoria \n\n\n\nOre 20.30 – Teatro Subasio\, SpelloTeatroArlecchino di Zaches Teatro \n\n\n\nProgramma completo su factoryfest.it/2026-programma/
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SUMMARY:"Fatti non fummo a viver come bruti ma…". mostra fotografica a Trieste
DESCRIPTION:Hangar Teatri inaugura la stagione delle mostre 2026/2027 della Sala di Pietra\, in via Luigi Pecenco 8 a Trieste\, con “Fatti non fummo a viver come bruti ma…” – Testimonianza fotografica della Grande Guerra sul Carso isontino\, maggio 1917\, una mostra fotografica che prende vita dal ritrovamento di un prezioso album appartenuto all’insegnante Silvio Morandini. L’inaugurazione si terrà venerdì 2 ottobre 2026 alle ore 19:00 con un vernissage aperto al pubblico. L’esposizione resterà visitabile fino a domenica 8 novembre 2026. \n\n\n\nConservato per decenni tra i documenti di famiglia\, l’album raccoglie quaranta pagine di fotografie realizzate durante la decima battaglia dell’Isonzo\, nel maggio del 1917\, accompagnate dalle didascalie originali scritte dallo stesso Morandini. Si tratta di una testimonianza rara e preziosa che\, più che raccontare gli aspetti militari del conflitto\, restituisce il punto di vista di un uomo che ha vissuto la guerra nella sua quotidianità\, osservandola con profonda sensibilità\, umanità e compassione. \n\n\n\nIl percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso fotografie\, testimonianze e materiali d’archivio che trasformano una memoria familiare in un patrimonio collettivo. Le immagini raccontano il fronte del Carso isontino senza retorica\, lasciando emergere la dimensione più autentica dell’esperienza umana: la fatica\, l’attesa\, la fragilità e la speranza. È uno sguardo capace di superare i confini della storia militare per interrogare il presente e ricordare quanto il valore della memoria sia essenziale per comprendere il nostro tempo. \n\n\n\nIl titolo della mostra\, tratto dal celebre verso dantesco “Fatti non foste a viver come bruti\, ma per seguir virtute e canoscenza”\, richiama la necessità di conservare e tramandare la memoria come strumento di conoscenza e consapevolezza\, affidando alla fotografia il compito di custodire non solo gli eventi\, ma anche le emozioni e le ferite di un’intera generazione. \n\n\n\nLa mostra è a cura di Antonio Amadeo. Le didascalie originali sono di Silvio Morandini\, mentre l’album appartiene alla famiglia Amadeo\, che ne ha reso possibile la conservazione e la valorizzazione. La realizzazione del catalogo è curata dal FotoCineClub di Lignano Sabbiadoro\, mentre l’allestimento dell’esposizione è a cura di Sergio Pancaldi e Hangar Teatri. \n\n\n\nL’esposizione sarà visitabile fino a domenica 8 novembre 2026\, durante gli orari di apertura di Hangar Teatri e in concomitanza con gli eventi della programmazione. Si consiglia di consultare il calendario aggiornato sul sito hangarteatri.com prima della visita. \n\n\n\nPer maggiori informazioni: info@hangarteatri.it o +39 388 398 0768. L’ingresso è gratuito.
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SUMMARY:Interazioni: Festival multidisciplinare di arti e culture contemporanee allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Dal 2 al 4 ottobre torna Interazioni\, il festival multidisciplinare di arti e culture contemporanee\, che si svolgerà allo Spazio Diamante di Roma sotto la direzione di Salvo Lombardo e l’organizzazione di Chiasma\, organismo romano di produzione multidisciplinare\, di produzione\, ricerca e curatela che quest’anno festeggia i suoi primi dieci anni di attività. Un decennio dedicato a scardinare la linearità dei linguaggi e a costituirsi come un vero e proprio hub di innovazione artistica e culturale e nucleo generativo di nuovi linguaggi. \n\n\n\n“Questa edizione è dedicata al re-incanto\, inteso come atto di riappropriazione politica dell’immaginario\, in un momento storico in cui il mondo è devastato\, impoverito e ostinato a mascherare le esplosioni con vuoti scintillii\, di facile consumo”\, spiega il direttore artistico Salvo Lombardo. “Tornare a meravigliarsi non è un lusso intellettuale\, quanto piuttosto la precondizione per la liberazione dalla paura\, alimentata dall’insicurezza e dalla mancanza di orizzonti di significato e dalla caduta e la fine di tutte le grandi narrazioni che sono state a fondamento della nostra precaria\, violenta\, sfuggente e pretenziosa modernità.” \n\n\n\nIl fitto programma di appuntamenti\, alterna performance\, di cui 3 in Prima Nazionale e 3 in Prima Regionale\, concerti\, proiezioni\, workshop\, progetti divulgativi e momenti di convivialità\, mantenendo il focus sulla danza e sulla performance. Un’esplorazione di una scena contemporanea più che mai vitale e originale\, che spazia dal coreografo spagnolo Quim Bigas\, impegnato a ricreare uno spazio poetico e di contemplazione attraverso forme sofisticate di unisono\, al Collettivo Amigdala\, con i suoi canti a cappella che accompagnano lo spettatore in una durational performance dal tramonto all’alba; alla danzatrice\, coreografa e regista egiziana Eman Hussein che indaga il rapporto tra lavoro\, corpo e movimento attraverso una ricerca di lungo periodo come apprendista in contesti di lavoro operaio in Egitto\, al duo di compositori e interpreti Aurora Bauzà e Pere Jou\, la cui ricerca ruota intorno alla voce umana fino alla ricerca della coreografa e travesti Sara Manubens che affronta i meccanismi emotivi e di violenza sistemica sui corpi trans-femminili.E ancora\, in questa polifonia di voci contemporanee\, tra gli ospiti si alterneranno il produttore\, compositore\, sound artist e dj galiziano-portoghese Alejandro da Rocha\, la danzatrice e coreografa Annika Pannitto\, il performer Claudio Larena che si interroga sulla relazione maestro-allievo e sui rapporti di potere che possono attraversare i processi di formazione e trasmissione\, la performer Marta Olivieri con il suo progetto di ricerca scenica che parte dall’approfondimento sulla genealogia familiare.Interazioni Festival rinnova la collaborazione con Arcigay Roma e\, da quest’anno\, ospita una sezione di cortometraggi selezionati da Fr*cinema\, la rassegna a cura di Pietro Turano\, che contribuisce a scrivere la storia della comunità LGBTQIA+ decostruendo e sovvertendo la cultura mainstream.Chiasma\, oltre all’abituale appuntamento autunnale con Interazioni Festival\, introduce Mnemosyne_atlante del divenire\, dal 9 al 12 novembre tra Largo Venue e Centrale Preneste. Un’occasione per celebrare l’incontro e la traiettoria del gruppo di artiste e artisti che negli ultimi dieci anni hanno formato l’ossatura di Chiasma come organismo di produzione delle arti dal vivo: Salvo Lombardo\, Anna Basti\, Marta Olivieri\, Daria Greco\, Fabritia D’Intino\, Diana Anselmo\, Edoardo Mozzanega\, Claudio Larena\, Valentina Sansone/Filippo Lilli. \n\n\n\nIn opposizione alle logiche di consumo estrattivo e accelerazione produttiva che spesso attraversano il settore culturale\, Mnemosyne rivendica la necessità di creare spazi di profondità\, immaginazione e reciprocità\, in cui il tempo della creazione possa essere condiviso e abitato collettivamente. Con questa prospettiva – all’interno della rassegna e attraverso una forma di co-progettazione tra artiste e artisti di Chiasma – nasce il formato inedito Furoshiki\, una pratica relazionale\, un esercizio collettivo metaforicamente ispirato al tradizionale involucro giapponese\, usato come tessuto per avvolgere e come custodia per trasportare oggetti. Con il meccanismo della open call le artiste e gli artisti di Chiasma diffonderanno una chiamata pubblica a un gruppo di operatori\, intellettuali\, critici da tutta Italia\, con l’invito a dedicare un tempo prolungato e in presenza\, alla conoscenza e all’approfondimento del lavoro di Chiasma. \n\n\n\nInterazioni Festival promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura ed è realizzato con il sostegno di Institut Ramon Llull e ATCL – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio. \n\n\n\nIl programma giorno per giornoInterazioni Festival si svolgerà a Spazio Diamante\, che sarà la cornice di formati variegati: performance\, talk\, proiezioni e installazioni video. \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre – Ad inaugurare il festival alle ore 18.00\, con due repliche alle 19.00 e alle 20.00\, sarà la coreografa Annika Pannitto che presenta Anatomía imaginaria/ricerca\, una sessione di lavoro condivisa che esplora il corpo\, il movimento e la relazione con l’altra/o\, interrogando le possibilità di immaginare attraverso il gesto nuovi spazi di dialogo e di critica. Alle 19.00\, il festival ospita la presentazione del libro Stato di incanto. Danza\, non-danza\, post-danza e performance artdi Teresa Macrì\, in dialogo con Paolo Ruffini e la moderazione di Salvo Lombardo. Il volume attraversa le trasformazioni della danza contemporanea e della performance\, dalle esperienze della Judson Dance Theater fino alle pratiche che hanno messo in discussione i canoni tradizionali della danza come forma di dissenso all’egemonia conformista. Alle 21.00 Claudio Larenapresenta Dedalo\, progetto coreografico ancora in evoluzione che indaga il rapporto maestro-allievo e i dispositivi di potere insiti nei processi di formazione e trasmissione. A seguire\, alle 21.30\, un incontro con l’artista permetterà di approfondire i temi e le pratiche alla base del lavoro. La giornata si conclude alle 22.00\, nella Sala White\, con il dj set ambient di Alejandro da Rocha\, un paesaggio sonoro immersivo costruito tra silenzi e trame elettroniche in continua evoluzione.Sabato 3 ottobre – Il 3 ottobre\, lo Spazio Diamante accoglie una giornata dedicata alla pluralità dei linguaggi della scena contemporanea. Alle 18.00 e alle 20.00\, nella Sala Grey\, il format Nuove frontiere del cinema Queer propone una selezione di cortometraggi selezionati da Fr*cinema\, la rassegna a cura di Pietro Turano e Arcigay Roma\, in una collaborazione che il festival rinnova per esplorare le narrazioni e le rappresentazioni della comunità LGBTQIA+ attraverso opere capaci di decostruire e sovvertire l’immaginario mainstream. Alle 19.00seguirà un incontro con lə registə dei cortometraggi\, moderato da Pietro Turano. Nella Sala White\, alle 18.00 e alle 18.30\, Marta Olivieri presenta LYRICA oggetto primo\, una ricerca scenica presentata nel suo pieno svolgimento che parte dalla genealogia familiare per interrogare le genealogie femminili e il modo in cui immagini\, memorie e percorsi del passato continuano a formare il presente. Alle 21.00\, sarà la volta di D’ENÇÀ di Quim Bigas\, in Prima Nazionale\, una danza corale che costruisce nello spazio un luogo di incontro\, cura e ascolto. Tra unisono e rottura\, il movimento diventa strumento per esplorare nuove forme di relazione e possibili modi di abitare insieme lo spazio e il tempo. A chiudere la giornata\, alle 23.45\, Elementare del Collettivo Amigdala\, per la prima volta nel Lazio\, trasforma la notte in un’esperienza performativa di ascolto e condivisione. Sei voci a cappella accompagnano il pubblico dal tramonto all’alba\, mentre una scrittura dal vivo si deposita su lenzuola bianche\, costruendo progressivamente un paesaggio poetico collettivo.Domenica 4 ottobre –  L’ultima giornata si apre alle 18.45\, nella Sala Grey dello Spazio Diamante\, con Beila dell’artista egiziana Eman Hussein\, un’installazione video proposta in loop fino alle 21.30. Il lavoro nasce dall’esperienza dell’artista in un’officina meccanica del Cairo\, dove ha osservato e condiviso i gesti quotidiani delle lavoratrici e dei lavoratori. Tra documentario e danza\, Beila trasforma il lavoro manuale\, i suoi ritmi\, i suoni e i movimenti in una nuova grammatica coreografica. Alle 19.00\, nella Sala White\, l’artista egiziana presenta in Prima Nazionale Smell of Cement\, una performance che porta in scena il paesaggio fisico e umano del cantiere. Tra cemento\, ferro\, fatica e gesti ripetuti\, il lavoro guarda agli operai come a danzatori e al capocantiere come a un coreografo\, interrogando il rapporto tra lavoro\, corpo e organizzazione del movimento. Alle 20.00\, nella Sala Black\, Sara Manubens presenta in Prima Nazionale Symphony of the Seas\, un’indagine viscerale sulla trans-corporalità\, sull’amore e sulla violenza esercitata sui corpi transfemminili. Tra melodramma\, ironia e tensione performativa\, l’artista costruisce uno spazio sospeso tra realtà e finzione\, dove l’emozione stessa diventa un gesto di dissidenza. La chiusura del festival è affidata\, alle 21.00\, ad Aurora Bauzà & Pere Jou con A BEGINNING #16161D in Prima Regionale. Cinque performer attraversano il buio guidati da luci portatili\, mentre voce\, respiro\, movimento e suono costruiscono progressivamente un paesaggio scenico. Un viaggio dal buio alla luce che interroga la relazione tra individuo e collettivo e immagina nuove possibilità di stare insieme.
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY:La VI edizione di Divinarte alla Rocca dei Borgia a Nepi
DESCRIPTION:Divinarte festeggia il decimo anno e per l’occasione ha in serbo un’edizione speciale dal titolo “Quando l’Arte incontra il Pop.Tra colori\, icone e calici: i 100 di Marilyn”. \n\n\n\nLa prestigiosa rassegna che unisce vino e cultura\, ospitata nella Rocca dei Borgia\, per i suoi dieci anni si tinge dei colori iconici della Pop Art e rende omaggio a una delle figure più iconiche del XX secolo: Marilyn Monroe\, celebrando i 100 anni dalla sua nascita.  \n\n\n\nUn evento enoculturale unico che unisce il mito di Hollywood\, l’energia della cultura pop e \n\n\n\nl’eccellenza del vino in un percorso sensoriale irripetibile. \n\n\n\nVino\, territorio e percorsi enoturistici si fondono con installazioni\, performance e richiami ai grandi \n\n\n\nmaestri del genere\, da Andy Warhol a Keith Haring\, accendendo i riflettori su un capitolo fondamentale della storia visiva.  \n\n\n\nUn vero e proprio viaggio culturale che racconterà come il linguaggio dei mass media\, della pubblicità e dei beni di consumo sia stato reinterpretato dai grandi maestri italiani fondendosi con la tradizione enologica e la bellezza dei territori. \n\n\n\nLa Scuola di Piazza del Popolo con il fermento culturale della Roma degli anni Sessanta\, in cui artisti come Mario Schifano\, Franco Angeli\, Tano Festa e Mimmo Rotella hanno tradotto il mito americano e le icone come Marilyn attraverso una sensibilità e una cifra stilistica in un unicum tutto italiano che sarà celebrato con opere di pittura\, scultura\, fotografia e perfomance musicali\, teatrali\, di danza\, conferenze\, degustazioni\, degustazioni guidate e visite guidate. \n\n\n\nLa manifestazione\, organizzata dall’associazione culturale AmorArte guidata da Simona Benedetti  in collaborazione con i sommelier dell’Ais si terrà dal 2 al 4 ottobre 2026 ospitando\, come di consueto\, artisti italiani e internazionali e produttori vinicoli con il filo comune della Pop Art\, il movimento che ha rivoluzionato il rapporto tra arte\, cultura di massa\, pubblicità e musica. \n\n\n\nDa Andy Warhol a Keit Haring fino alla Scuola di Piazza del Popolo\, al centro della tre giorni ci sarà il rapporto tra arte\, pubblicità\, musica e società dell’immagine per comprendere e capire come la cultura pop abbia trasformato il modo di vedere e raccontare il mondo. \n\n\n\nIn un viaggio imperdibile tra arte\, vino\, territorio\, performance e contaminazioni musicali\, Divinarte offirà un’indimenticabile esperienza multisensoriale in un trionfo di colori\, icone\, musica e calici. \n\n\n\nIl progetto eno-culturale ideato e curato\, con successo crescente negli anni dalla direttrice artistica Simona Benedetti unisce artisti\, italiani e internazionali e produttori vinicoli coordinati da Maurizio Giovannetti in un riuscito connubio che sta riscuotendo\, nel corso degli anni\, apprezzamenti crescenti. \n\n\n\nSaranno oltre 50 gli artisti presenti alla decima edizione di Divinarte nel segno della Pop Art ospitata nella splendida cornice della Rocca dei Borgia\, scenario unico situato nel caratteristico centro storico della città di Nepi. \n\n\n\namorarteac@gmail.com Cell 339 8625645.
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SUMMARY:Al Teatro degli Audaci il via alla stagione 2026/2027
DESCRIPTION:Si è tenuta la presentazione della quattordicesima stagione del Teatro degli Audaci\, l’elegante stabile del Terzo Municipio. \n\n\n\nAd aprire il sipario il nostro direttore artistico\, Flavio De Paola\, annunciando al numeroso pubblico presente in sala che la stagione partirà ufficialmente il 1 ottobre\, con lo spettacolo “Da quali stelle siamo caduti?” per la regia di Danilo De Santis\, con Roberta Mastromichele e Danilo De Santis. Sedici gli spettacoli in cartellone! \n\n\n\nLa stagione proseguirà\, dal 15 ottobre\, con lo spettacolo “Dai Beatles a Battisti” concerto-spettacolo con Danila Stalteri\, Fabio Falaguasta (chitarra)\, Raffaele Filaci (percussioni)\, Filippo Mollicone (tromba); per poi continuare con il grande cult del Teatro degli Audaci “Novecento” di Alessandro Baricco\, per la regia di Pablo Maximo Taddei\, il “one man show” di Flavio De Paola. \n\n\n\nAnche quest’anno la Compagnia degli Audaci ci regalerà divertentissimi spettacoli ma ci farà anche riflettere: a partire dall’11 febbraio l’esilarante commedia de “L’ispettore Drake e il delitto perfeto”\, per poi continuare dal 4 marzo 2027 con “Rumori fuori scena” il famoso pièce de théâtre in replica al Teatro degli Audaci dal 2014\, e\, infine\, stupirci con una nuovissima commedia “53 domeniche” di Cesc Gay per la regia di Flavio De Paola. \n\n\n\nE non finisce qui… rullo di tamburi per lo spettacolo di Capodanno! A partire dal 26 dicembre sarà in scena “Il Rompiballe” di Francis Veber per la regia di Flavio De Paola con Flavio De Paola\, Ilario Crudetti\, Serena Renzi\, Emiliano Ottaviani\, Greta Polinori e Giuseppe Coppola.
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SUMMARY:"262 vestiti appesi" di Alessandro Idonea in tournée in Belgio e Francia
DESCRIPTION:Vincitore del Bando SIAE “Per chi crea 2025” e sostenuto dal Ministero della Cultura\, in occasione del 70° anniversario della Catastrofe di Marcinelle (Belgio)\, lo spettacolo teatrale “262 vestiti appesi“\, prodotto dal 2014 dalla compagnia teatrale G.A.G.S. di Alessandro Idonea\, il prossimo ottobre sarà in tournée in Belgio e in Francia. Prima tappa\, il 1° ottobre\, sarà l’auditorium del Bois du Cazier\, la miniera di carbone dove la mattina dell’8 agosto 1956 un violento incendio scoppiato da una scintilla a quasi mille metri sotto terra causò la morte di 262 minatori\, 136 dei quali italiani provenienti da Abruzzo\, Calabria\, Campania\, Sicilia\, Veneto e altre regioni d’Italia.  \n\n\n\nIdeata e diretta da Alessandro Idonea\, la drammaturgia scritta da Maria Elisa Corsaro\, “262 vestiti appesi” si è rivelata da subito una toccante pièce di teatro civile e documentario che la compagnia porta in giro con successo in Italia e in Europa dal 2014. Alla riuscita dello spettacolo\, il cui linguaggio intreccia sapientemente italiano\, siciliano e francese maccheronico\, contribuiscono le musiche del compositore Mario Incudine e le coreografie di Donatella Capraro. Dal 2024 si completa con i sottotitoli in francese\, grazie all’intervento del saggista e traduttore Jean Paul Manganaro\, docente emerito dell’Università di Lilla.  \n\n\n\nIl cast. Per questa produzione 2026\, insieme all’attore e regista Alessandro Idonea\, sul palco saranno Luciano Fioretto\, Luigi Nicotra e Federica Fischetti “Sono tre apprezzati giovani attori – spiega Idonea – della scena teatrale italiana contemporanea\, subentrano ai precedenti cast secondo le direttive del bando “Per Chi Crea”\, l’iniziativa del Ministero della Cultura gestita da SIAE che sostiene i giovani artisti under 35residenti in Italia. Una scelta che\, per noi – sottolinea il regista – assume un forte valore etico: il passaggio del testimone da una generazione all’altra nel segno della memoria”. \n\n\n\nIl copione. Nota a parte merita il testo teatrale ispirato dal libro “… per un sacco di carbone” di Maria Laura Franciosi\, per anni giornalista della sede di Bruxelles dell’agenzia Ansa e autrice nel 1997 di una monumentale indagine fra i minatori superstiti e i familiari delle vittime della catastrofe di Marcinelle\, considerata\, dopo Courrières (Francia\, 10 marzo 1906)\, la più grande strage europea sul lavoro del Novecento e sicuramente la più importante per le conseguenze sociali\, economiche e geopolitiche che seguirono fra le comunità dei vari Paesi coinvolti.  \n\n\n\nLa riedizione del libro è stata voluta dalle ACLI internazionali e pubblicata dalle Edizioni San Paolo\, 2024 per aggiornare la prima edizione del 1997. Contiene anche documenti storici dell’emigrazione italiana nel secondo dopoguerra e vi si sottolinea la necessità di tutelare i diritti dei lavoratori anche in relazione al ruolo delle ACLI\, le associazioni cristiane dei lavoratori.  \n\n\n\nIl Bois du Cazier. Il progetto della tournée in Belgio e Francia gode del patrocinio del Bois du Cazier\, ex sito minerario oggi luogo di storia e di memoria riconosciuto dall’UNESCO come “Patrimonio Mondiale dell’umanità”. E’ divenuto nel tempo un complesso museale che ricostruisce la storia delle principali attività della rivoluzione industriale di cui fu protagonista la città di Charleroi\, la storia della miniera e dei suoi umilissimi lavoratori. Fra loro moltissimi stranieri che\, partiti alla volta del Belgio per sfuggire alla fame e alla povertà\, si ritrovarono a scavare nelle viscere della terra tonnellate di carbone necessarie a sostenere lo sviluppo industriale post bellico.  \n\n\n\nIl complesso museale include il suggestivo “Memoriale”\, una sala di raccoglimento dove sono esposte le foto e incisi i nomi di tutte le 262 vittime della tragedia dell’8 agosto 1956\, provenienti da 12 Paesi europei. Fra questi l’Italia\, che col Belgio aveva siglato il 23 giugno del 1946 un accordo bilaterale che garantiva allo Stato italiano 2.500 tonnellate di carbone al mese ogni 1.000 minatori inviati in Belgio\, paese che aveva carenza di manodopera ma abbondanza di materia prima. Dall’Italia arrivarono circa 140.000 lavoratori nelle sole miniere della Vallonia. \n\n\n\nLe date della tournée \n\n\n\nLa speciale tournée franco-belga\, dedicata nell’occasione all’area transfrontaliera tra il Passo di Calais (Francia) e la Vallonia (Belgio)\, uno dei più importanti bacini carboniferi d’Europa divenuti sito UNESCO e meta del turismo sostenibile. Le tappe toccheranno tre rinomati ex siti minerari della Vallonia e ad alcune città storiche dell’Alta Francia\, importanti destinazioni dei migranti italiani\, a partire dal secondo dopoguerra del Novecento.  \n\n\n\nIl debutto è fissato per il primo ottobre 2026 nell’Auditorium del Bois du Cazier (Marcinelle) per concludersi sempre in Belgio\, l’8 ottobre presso il Bois-du-Luc Musée de la Mine et du Développement Durable (La Louvière)\, entrambi fra i maggiori siti minerari della Vallonia iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2012. \n\n\n\nDi seguito il calendario completo: \n\n\n\n·       Giovedì 1 ottobre 2026\, Le Bois du Cazier (Marcinelle\, Belgio); \n\n\n\n·       Venerdì 2 ottobre\, Blegny-Mine (Belgio); \n\n\n\n·       Lunedì 5 ottobre\, Città di Valenciennes\, Auditorium Conservatoire Eugène Bozza (Francia); \n\n\n\n·       Martedì 6 ottobre\, Divina Commedia\, Amiens (Francia); \n\n\n\n·       Mercoledì 7 ottobre\, Teatro “The Globe”\, campus Pont-de-Bois Université de Lille\, Faculté des Langues\, Cultures et Sociétés (Francia); \n\n\n\n·       Giovedì 8 ottobre\, MMDD Musée de la Mine et du Développement Durable\, Bois du Luc (c/o Salle des fêtes\, La Louvière\, Belgio). \n\n\n\nIl progetto 2026 \n\n\n\n“262 vestiti appesi. Inside Septante” \n\n\n\nLo spettacolo nell’occasione fa parte del più ampio progetto “262 vestiti appesi. Inside Septante”\, ideato per accompagnare questa tournée speciale con una serie di attività satellite di animazione e di formazione destinate ad un ampio pubblico\, per favorire momenti di socializzazione\, di approfondimento tematico e teatrale strettamente legati alla pièce. “Inside Septante”\, mira a far rivivere\, insieme allo spettacolo\, i ricordi nei luoghi della memoria\, gettando un ponte tra le generazioni. \n\n\n\nAl di là delle messe in scena\, i siti minerari e i principali luoghi della Vallonia e del Nord Passo di Calais\, molti dei quali oggi inseriti nel patrimonio mondiale dell’UNESCO\, diventeranno spazi di esperienza immersiva e partecipativa\, dove il pubblico – in particolare i giovani – sarà coinvolto in visite\, incontri\, workshop\, atelier itineranti\, al fianco della compagnia artistica\, in un percorso che unisce arte\, memoria e identità condivisa.
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SUMMARY:Forma e Poesia nel Jazz Festival a Cagliari
DESCRIPTION:L’edizione 2026 del festival Forma e Poesia nel Jazz (a Cagliari dall’1 al 4 ottobre) segna un deciso salto di qualità nella storia del festival: da sempre dedicato in modo esclusivo al jazz italiano\, si apre in questa sua ventinovesima edizione anche ad artisti internazionali.  \n\n\n\nRimane comunque forte il legame col jazz nazionale\, come sempre esplorato sia attraverso alcuni dei suoi esponenti più prestigiosi (Stefano Di Battista\, Antonio Faraò) che dando spazio a nomi tutti da scoprire e ad artisti del territorio (Alsogood\, Freak Motel\, Angiolini Bros.). \n\n\n\nLa selezione artistica si allarga però anche oltre i confini nazionali\, con scelte che si collegano saldamente ai valori anche extramusicali che conferiscono una forte identità al festival.L’idea alla base di Forma e Poesia nel Jazz va bel oltre la semplice componente musicale: la manifestazione è un laboratorio culturale\, particolarmente attento alle tematiche sociali e ambientali\, alla mobilità sostenibile\, oltre che all’esplorazione dei nuovi linguaggi\, e al senso di comunità\, che si crea anche dall’incontro tra generazioni e dando ampio spazio alle nuove leve. Artisti come Samih Al Madhoun\, giovane musicista di Gaza\, gli ungheresi Jazzbois e il brasiliano Yamandu Costa portano su una scala più ampia il progetto culturale alla base del festival. \n\n\n\nUn progetto che quest’anno si riassume nel titolo “Analogico futuro”\, inteso come ricerca di un equilibrio tra la componente tecnologica e quella umana. Anche davanti a set sonori ad alta tecnologia\, a venire maggiormente valorizzate sono le relazioni umane\, la presenza fisica\, le esperienze reali. \n\n\n\nAvvicinandosi al traguardo del trentennale\, con la direzione artistica di Nicola Spiga\, il festival si conferma come una delle rassegne più longeve e significative del panorama musicale isolano. \n\n\n\nScoperte e conferme sul main stage \n\n\n\nIn mezzo a numerosi eventi di contorno\, risaltano le quattro serate principali\, tutte con doppi set\, che si terranno al Teatro delle Saline e al Teatro Doglio. \n\n\n\nL’inaugurazione\, giovedì 1 ottobre al Teatro delle Saline\, esplora il tema della performance in solo. A inizio serata si ascolterà Samih Al Madhoun\, giovane musicista di Gaza\, recentemente uscito dalla Striscia\, studente di Conservatorio\, cantante e suonatore di oud\, il tipico liuto arabo. Samih\, che ha dovuto lasciare Gaza a causa della guerra\, stabilendosi in Sardegna\, porta con sé la musica e la cultura palestinese\, unendole ora a nuove esperienze e collaborazioni musicali. La seconda parte della serata sarà con il brasiliano Yamandu Costa: il choro e la samba sono i generi d’elezione per lo strumento che imbraccia\, la chitarra a sette corde. Ma la sua formazione\, aperta agli influssi provenienti dalle nazioni circostanti\, lo ha reso altrettanto ispirato in generi come la bossa nova\, la milonga\, il tango. \n\n\n\nAnche la serata di venerdì 2 ottobre\, ancora al Teatro delle Saline\, abbina due gruppi in un percorso d’ascolto coerente quanto stimolante. Si inizia con Alsogood\, alias del tastierista Francesco Lo Giudice\, che fonde jazz\, hip-hop ed elettronica\, creando una contaminazione contemporanea carica di groove e ricca di improvvisazione. La seconda parte della serata è affidata ai Jazzbois\, trio ungherese anch’esso impegnato in una sovrapposizione di elementi jazz e hip-hop che sfociano in un sound energico e in atmosfere ‘cosmiche’. \n\n\n\nAncora una serata al Teatro delle Saline: sabato 3 ottobre i Freak Motel propongono musica contemporanea e originale\, dalla vigorosa componente ritmica. Per la band il jazz è un terreno fertile per sperimentare nuove forme\, ritmi e possibilità timbriche: e così si aprono le porte a nu jazz\, post rock\, elettronica e musica contemporanea. Anche il pianista Antonio Faraò\, uno dei massimi esponenti del jazz contemporaneo\,proporrà musica ad alto voltaggio\, con il suo progetto “Eklektik”\, che ha segnato indelebilmente il suo percorso artistico. Con questo programma crossover Faraò si è rivolto per la prima volta nella sua carriera a sonorità elettriche\, influenzate dal rap e ricche di ingredienti che vanno ben oltre il jazz moderno tradizionale: funk\, hip hop\, drum and bass. Anche in questa sua nuova incarnazione\, con una band rinnovata\, “Eklektik” si dimostraenergico e contaminato\, moderno e fortemente ritmico. \n\n\n\nDomenica 4 ottobre Forma e Poesia nel Jazz si trasferisce al Teatro Doglio. Il primo set è affidato al quartetto degli Angiolini Bros.\, che rivisitano alcuni standard ma soprattutto propongono un repertorio di brani originali caratterizzati da un sound contemporaneo eppure memore della tradizione. Il secondo set vedrà il ritorno al festival di un campione del jazz italiano\, il sassofonista Stefano Di Battista\, che con il suo progetto “La Dolce Vita” reinterpreta in chiave jazz alcuni dei grandi classici della musica e del cinema italiani. Un percorso tra le melodie diNino Rota\, Ennio Morricone\, Paolo Conte\, Lucio Dalla\, Domenico Modugno\, Renato Carosone\, rivisitate con eleganza\, virtuosismo e grande libertà improvvisativa. \n\n\n\nEpiloghi e altri eventi tra musica\, territorio\, natura\, sostenibilità \n\n\n\nAccanto agli eventi principali\, Forma e Poesia nel Jazz conferma anche la sua attenzione per il rapporto tra musica\, territorio e patrimonio: sono previsti appuntamenti fuori porta\, all’alba e al tramonto al Parco di Molentargius-Saline e alla Sella del Diavolo. Immancabile è poi la giornata alla Tomba dei Giganti di Is Concias\, nel territorio di Quartucciu\, ormai un appuntamento classico di ogni edizione del festival\, che anche quest’anno parteciperà inoltre alle Giornate Europee del Patrimonio\, con un concerto a Villa Binaghi\, e proporrà altri momenti dedicati alla musica\, alla cultura e all’incontro. \n\n\n\nTra gli ospiti di questa edizione anche Enrico Merlin\, esperto e studioso della figura e dell’opera di Miles Davis\, che di recente ha partecipato con materiali del suo archivio alla mostra che si è tenuta a Pordenone “Miles Davis 100 – Listen to This”. \n\n\n\nLa ventinovesima edizione di Forma e Poesia nel Jazz non si esaurirà con gli appuntamenti di ottobre. A novembre il festival tornerà ancora sul palco con due concerti di particolare rilievo: l’11 quello di Angelo Branduardi seguito\, il 20\, dal pianista e compositore statunitense Jeff Lorber\, vincitore di un Grammy Award. \n\n\n\nIl festival Forma e Poesia nel Jazz 2026 è organizzato dalla Cooperativa FPJ con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione\, Beni Culturali\, Informazione\, Spettacolo e Sport e Assessorato del Turismo\, Artigianato e Commercio)\, del Comune di Cagliari (Assessorato alla Cultura\, Spettacolo e Turismo) e della Fondazione di Sardegna. \n\n\n\nI partner di questa edizione sono: Soprintendenza Archeologia\, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna\, Associazione Asteras\, Associazione Baetorra\, FIAB Cagliari\, ABC Sardegna\, Associazione RP Sardegna Onlus\, Orientare\, ARST\, Associazione Domina\, Associazione Event’s Partners\, Parco Naturale Molentargius Saline\, cinema Odissea\, Museo del Saxofono di Fiumicino. \n\n\n\nForma e Poesia nel Jazz fa parte del circuito I-jazz\, che riunisce oltre 90 festival in tutta Italia\, e aderisce al progetto Jazz Takes the Green.  \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\n(concerti principali) \n\n\n\nGiovedì 1 ottobre \n\n\n\nTeatro delle Saline\, ore 20 \n\n\n\nSAMIH AL MADHOUN \n\n\n\nSamih Almadhoun (voce\, oud) \n\n\n\nYAMANDU COSTA \n\n\n\nYamandu Costa (chitarra 7 corde) \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre \n\n\n\nTeatro delle Saline\, ore 20 \n\n\n\nALSOGOOD \n\n\n\nFrancesco Lo Giudice (tastiere)\, Alessandro Pollio (tastiere)\, Pierpaolo Tancredi (batteria) \n\n\n\nJAZZBOIS \n\n\n\nViktor Sági (basso)\, Bencze Molnár (tastiere)\, Tamás Czirják (batteria) \n\n\n\nSabato 3 ottobre \n\n\n\nTeatro delle Saline\, ore 20 \n\n\n\nFREAK MOTEL \n\n\n\nMatteo Sedda (tromba\, elettronica)\, Andrea Sanna (piano elettrico\, synth\, sampler)\, Andrea Parodo (basso)\, Nicola Vacca (batteria\, batteria elettronica) \n\n\n\nANTONIO FARAÒ \n\n\n\n“Eklektik” \n\n\n\nMauro Capitale (sax)\, Antonio Faraò (pianoforte\, tastiere)\, Piero Orsini (basso elettrico)\, Martino Malacrida (batteria)\, Roberta Gentile (voce)\, Max Mbassadò (voce rap) \n\n\n\nDomenica 4 ottobre \n\n\n\nTeatro Doglio\, ore 19 \n\n\n\nANGIOLINI BROS. QUARTET  \n\n\n\n“The Art of My Heart” \n\n\n\nAlessandro Angiolini (sax tenore)\, Andrea Angiolini (piano elettrico\, tastiere)\, Paolo Cocco (basso elettrico)\, Luigi Sanna (batteria) \n\n\n\nSTEFANO DI BATTISTA \n\n\n\n“La dolce vita” \n\n\n\nMatteo Cutello (tromba)\, Stefano Di Battista (sax)\, Andrea Rea (pianoforte)\, Daniele Sorrentino (basso elettrico\, contrabbasso)\, Luigi Del Prete (batteria) \n\n\n\nALTRI EVENTI \n\n\n\ndall’1 al 4 ottobre \n\n\n\nSearch \n\n\n\nMuseo del Saxofono: esposizione di 30 sassofoni e 30 fotografie vintage a cura di Attilio Berni \n\n\n\n1 ottobre\, ore 12: inaugurazione della mostra e presentazione del libro “Il saxofono in Italia. Ingegno\, produzione e immaginario culturale” \n\n\n\n2 ottobre\, ore 16: conferenza-spettacolo “Saxitaly” e visite guidate \n\n\n\n3 ottobre\, ore 11:30: conferenza-spettacolo “Saxappeal” e visite guidate \n\n\n\n4 ottobre\, ore 11:30: conferenza-spettacolo “Saxophobia” e visite guidate \n\n\n\nIngresso a pagamento. Gratuito per i possessori di ticket e abbonamenti del festival \n\n\n\n1 e 2 ottobre \n\n\n\nEnrico Merlin \n\n\n\n“Many Miles To Go. Nel mondo di Miles Davis a 100 anni dalla nascita” \n\n\n\nConferenze itineranti con passeggiata turistica \n\n\n\n1 ottobre\, ore 10: conferenza durante la visita guidata nel quartiere di Castello \n\n\n\n2 ottobre: ore 7:15 – 8 concerto all’alba; a seguire\, conferenza durante la visita guidata presso il Parco Naturale Regionale Molentargius – Saline \n\n\n\n3 ottobre \n\n\n\ndalle ore 9: trekking a cura di Stefania Contini “Alla scoperta di…” \n\n\n\nore 12\, Sella del Diavolo: Duo Gipsy (Roberto Massa & Roberto Boi) \n\n\n\n*** \n\n\n\nOrganizzazione: \n\n\n\nFPJ – Forma e Poesia nel Jazz soc. coop. \n\n\n\ncell.: 388 3899755 \n\n\n\ne-mail: formaepoesianeljazz@gmail.com \n\n\n\nwww.formaepoesianeljazz.com \n\n\n\nwww.facebook.com/FormaePoesianelJazz \n\n\n\nwww.instagram.com/formaepoesianeljazz \n\n\n\nDirettore artistico: Nicola Spiga
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DESCRIPTION:Si terrà da giovedì 1 a domenica 11 ottobre Fringe Milano Off International Festival\, festival multidisciplinare di teatro\, danza\, clownerie\, musica fondato nel 2016 da Francesca Vitale e Renato Lombardo\, realizzato dalle associazioni “La Memoria del Teatro”  e “Milano Off” con il sostegno di Siae dalla parte di chi crea  e il patrocinio del Comune di Milano\, della Fondazione AEM Gruppo a2a\, dei Municipi 3\, 6\, 8 e 9. \n\n\n\nCaratteristica peculiare del festival\, che prevede 55 spettacoli per 215 repliche\, 84 artisti in scena\, 11 spettacoli internazionali e 36 nazionali ospitati in 20 spazi distribuiti su tutto il territorio cittadino\, è la vocazione inclusiva e internazionale\, con numerose compagnie straniere ospitate provenienti da Regno Unito\, Francia\, USA\, Giappone\, India\, Australia\, Finlandia che portano in scena linguaggi\, estetiche e prospettive artistiche differenti\, in dialogo con quelle provenienti da tutta Italia. Gli spettacoli\, presentati da giovedì 1 a domenica 4 e da giovedì 8 a domenica 11 ottobre\, sono stati selezionati dai direttori delle strutture che li ospitano tra le candidature ricevute. Ogni struttura partner del Fringe ospita 2 o 3 spettacoli al giorno\, alternando le repliche secondo 3 fasce orarie\, il  pomeriggio (16-17)\, al tramonto (18 -19) e la sera (20 – 21). \n\n\n\nNumerose le collaborazioni attivate dalla direzione artistica nel corso degli anni\, che ha portato il festival a diventare parte attiva del World Fringe Network\, la rete internazionale dei Festival Fringe. Si sono così consolidate collaborazioni con partner nazionali come il Piccolo Teatro e Area Zelig di Milano\, il Teatro Comunale di Vicenza\, il Museo Bagatti Valsecchi\, il Teatro Stabile di Catania\, Motus Danza\, Casa Shakespeare\, Teatro Scientifico /Teatro – Laboratorio a Verona\, Lega Internazionale per i diritti dell’uomo erealtà internazionali come il Festival Avignon le Off\, e con i Fringe di New York\, Hollywood\, Praga\, Istanbul\, Stoccolma\, Reykjavik\, Salonicco\, Denver\, Lagos\, Scarborough e Nuova Delhi.  \n\n\n\nGrazie a queste connessioni\, Milano Off si configura sia come vetrina per le compagnie straniere\, sia come piattaforma per la creatività emergente italiana\, grazie alla presenza di programmatori e operatori culturali internazionali. \n\n\n\nOltre alle 45 location nei municipi della città  che ospiteranno tutti gli eventi in programmazione\, il cuore pulsante del festival\, il Village OFF\, quest’anno trova casa allo Spazio Bacca\, luogo dedicato alla biodiversità\, al clima e all’ambiente. Lo Spazio Bacca e il suo giardino ospiteranno l’info point e la biglietteria e  accoglieranno operatori\, artisti e pubblico. Qui in programma molti appuntamenti tra concerti\, mostre\, workshop\, presentazioni\, incontri con artisti e performance dal vivo e la Fringe Academy\, progetto di formazione e aggiornamento professionale dedicata ad artisti e compagnie. Ideata dal festival in sintonia con percorsi simili ideati dagli altri Fringe internazionali\, la Fringe Academy prevede\, per tutta la durata del festival\, appuntamenti mattutini come workshop\, sessioni formative\, pitch e focus incentrati su aspetti amministrativi\, artistici e funzionali del mestiere dello spettacolo. \n\n\n\nParticolare attenzione è dedicata alla scuola con il progetto Lo Studente in Giuria\, giunto alla quarta edizione\, che coinvolge attivamente oltre 300 studenti\, provenienti da Istituti di ogni ordine e grado che ricevono una formazione specifica per valutare gli spettacoli e assegnare un premio a quello ritenuto più meritevole.  \n\n\n\nIl festival attraversa tutte le declinazioni delle arti performative: il circo contemporaneo\, la clownerie\, la drammaturgia contemporanea\,  la commedia dell’arte\, le rielaborazioni in chiave contemporanea dei classici\, la  stand up comedy\, il teatro canzone\, il teatro civile e il teatrodanza\, con particolare attenzione alla sperimentazione dei linguaggi. Accanto al teatro di narrazione\, infatti\, sabato 10 e domenica 11 ospiterà una sezione  dedicata alle esperienze di teatro multimediale e visuale.  \n\n\n\nUn programma ricco e articolato che affronta molte delle questioni più urgenti del presente – dai temi civili alla complessità dei legami affettivi e familiari\, dalle relazioni tossiche alle trasformazioni sociali\, culturali e ambientali\, dal mondo del lavoro alla crisi geopolitica\, dalla resilienza femminile allo stigma della malattia mentale\, offrendo molteplici chiavi di lettura della contemporaneità attraverso linguaggi e prospettive differenti. \n\n\n\nNon mancano gli omaggi a figure che hanno segnato la storia e l’immaginario collettivo come Franca Viola\, Mia Martini\, la papessa Giovanna. \n\n\n\nInaugura il festival\, martedì 29 settembre alle ore 20\,30\,  Milano In\, una serata ad Area Zelig\, un momento di incontro e condivisione in cui la direzione del festival racconta il progetto assieme ai testimonial\, agli artisti e alle compagnie presenti. \n\n\n\nProgramma da giovedì 1 a domenica 4 ottobre \n\n\n\nIl festival inizia giovedì 1 ottobre alle ore 17 con Her raving mind\, spettacolo di drammaturgia contemporanea scritto\, diretto e interpretato da Fenia Gianni (spettacolo in inglese con sottotitoli)\, tragicommedia greco-britannica incentrata sui legami tossici di una donna intrappolata nel narcisismo materno. Alle ore 18 lo Studio Libribianchi ospiterà Awake\, gay and writing a play\, one – man show scritto e interpretato da Richard Dale con la regia di Dominic Weatherby\, un one-man show in inglese\, sottotitolato in italiano\, incentrato sul percorso autobiografico di liberazione dell’autore da un gruppo religioso ad alto controllo. Arriva dall’America Dr Glas\, con Daniel Gerroll\, in scena a Quartaparete alle ore 18\,30\, adattamento del romanzo di Hjalmar Soderberg\, realizzato dal drammaturgo Jeffrey Hatcher. Lo spettacolo\, in inglese sottotitolato in italiano\, è un thriller psicologico in cui l’attore interpreta otto personaggi diversi alle prese con un profondo dilemma etico. Alle 18\,30 presso The Mill\, Elisabetta Dini in Vicks\, si proprio la pomata! un viaggio ironico e nostalgico nella memoria del paese natale durante l’attesa del treno.  \n\n\n\nLa serata proseguirà alle 19 con una ricca offerta in contemporanea. Teatring\, ospiterà Solo gli sfigati lavorano la domenica\, di e con Manuela Fischietti per la regia di Alessio Kogoj\, una divertente e profonda riflessione sul mondo del lavoro al femminile attraverso parole\, musica\, azione e danza. Allo Spazio OIT\, andrà in scenaSchadenfreude – chi sei quando nessuno ti vede? di Martina Marasco e Francesca Notaro dove Orsetta Borghero\, diretta da Ettore Distasio attraverso le storie di Mia Martini e dell’atleta Alex Schwazer\, affronterà quel sentimento complesso che si basa sul godimento del fallimento altrui. Allo spazio Teatro 89\, alle 19\, sarà presentato in anteprima nazionale Due (lessico di un’amicizia)\, di Francesco Bianchi\, con Claudia Bianchi e Annalisa Paladini\, regia di Roberto Assente\, indagine ironica sull’amicizia femminile.  Al Teatro Alfredo Chiesa\, alle ore 19\, Un bravo ragazzo\, scritto da  Valentina Diana e interpretato da Mariagrazia Cerra diretta da  Maurizio Bàbuin\, un toccante dramma interiore che vede in scena una madre che scopre i crimini commessi dal figlio\, da sempre ritenuto fragile e sensibile.  A Isolacasateatro\, infine\, Rispost@Ua\, diretto e interpretato da Anna Bodnarchuk racconta la guerra vista dall’interno\, attraverso la voce di una donna ucraina che dialoga con una russa\, una lunga\, appassionata\, dolente invettiva scritta dalla pluripremiata drammaturga e romanziera ucraina Neda Neždana \n\n\n\nVincitore di 17 premi in 6 Paesi\, Are you lovin’ it? in scena alle 19\,30\, a Teatropolis è uno spettacolo di clownerie del giapponese Theatre Group Gumbo\, che fonde teatro fisico\,  game show giapponesi e anime in una pungente satira  capitalismo da fast food\,  specchio perfetto del mondo contemporaneo (spettacolo in inglese\, sottotitolato in italiano). Alla stessa ora\, a  Noise il cinemino\, Accidental overheards\, commedia scritta diretta e interpretata da Lynn. Frammenti reali di conversazioni\, ascoltate per caso su autobus\, treni\, nei caffè e per strada per uno spettacolo solista dal tono asciutto e impassibile\, accessibile anche a un pubblico internazionale e multilingue. \n\n\n\nLo Studio Libribianchi propone\, alle ore 20\, Nuovo orizzonte\, di e con Alessandra Donati che celebra l’impresa del 6 Agosto 1926\, quando Trudy Ederle attraversò  la Manica\, superando il record di Tiraboschi. La narrazione unisce immagini in movimento e filmati d’epoca grazie al  linguaggio video e di animazione curato da Leonardo Battaglia. Un’altra storia di resilienza al femminile è quella di Alfonsina Strada\, l’unica donna a correre il Giro d’Italia nel 1924\, protagonista alle 20\,30 al The Mill  di Perdifiato\, uno spettacolo di e con Michele Vargiu per la regia di Laura Garau\, vincitore del Premio “Palco Off” – Miglior Attore e Miglior Soggetto Catania Fringe Festival 2023. \n\n\n\nLa programmazione delle ore 21 propone una vasta scelta di appuntamenti.  \n\n\n\nIsolacasateatro  presenta E poi ci siamo sedute a guardare il mare (commedia tragica in un solo giorno) scritto\, diretto e interpretato da Marianna Esposito insieme a Dominique Evoli e Francesca Ricci\, che porta in scena la ballata di tre donne decise a chiudere con la vita alle loro condizioni. Alle Spazio teatro 89 Irene Consonni e Bernardo Casasole scrivono e interpretano Li hanno visti tornare tenendosi per mano scritto\, una storia che usa la Poetry Story\, per raccontare l’intreccio di due anime opposte\, fondendo prosa\, comicità e poesia performativa.. Al Teatro Alfredo Chiesa\, Fabrizio Bianchi è autore e interprete di Una lunga corsa\, incentrato sulla vicenda umana e sportiva del primo maratoneta olimpico del Giappone\, Shizo Kanakuri. La drammaturgia contemporanea indiana trova spazio a Quartaparete con  The chai queens\, basato sul testo originale “So Far” di Vikrant Dhote\, un racconto tenero\, potente\, divertente che celebra l’amore in tutte le sue complessità. (spettacolo in inglese con sottotitoli in italiano). Teatring propone Cafè western\, spettacolo muto di e con Pietro De Nova e Maurizio Zucchi che segue le parodistiche avventure del fuorilegge con la taglia più bassa del West e di uno sceriffo per caso in un tripudio di musica dal vivo\, ideale per un pubblico dai 5 ai 105 anni. Allo Spazio Oit\, sarà in scena Per colpa di Piero di Roberta Crivelli\, con Fabio Buccella\, Daniele Cioni\, Roberta Crivelli\, Alice Gagno e Chiara Malpighi  e la regia di Roberto Assente. In un confronto senza via di fuga quello che inizia come un semplice incontro diventa uno scontro serrato e inarrestabile in un’escalation di risate e inquietudini\, tormenti e assurdità\, tra le contraddizioni della società italiana dei nostri giorni.  \n\n\n\nA Noise il Cinemino\, alle 21\, 30 Mirko Corradini dirige Beatrice Elena Festi in Puttana\, esperimento di narrazione musicale dove l’attrice interpreta 5 personaggi diversi fondendo musica\, suoni e parole in un’atmosfera acustica unica. Conclude la programmazione del primo fine settimana\, a Teatropolis alle 22\,  Dandelions (come il vento) di Manuel Stabile in scena con Cristina Ammendola e Michela Maritato\, diretti da Vincenzo Borrelli che racconta il misterioso viaggio e il risveglia su una spiaggia della quattordicenne Satya accanto all’enigmatico Ayù. \n\n\n\nProgramma da giovedì 8 a domenica 11 ottobre \n\n\n\nIl programma della seconda settimana del festival si apre giovedì 8 ottobre alle 17 con una serie di appuntamenti in anteprima. Presso la Società Umanitaria debutta Ridicola\, di Annamaria Troisi\, storia che esplora il dolore di una donna di fronte all’indifferenza del mondo\, ispirato a Il sogno di un uomo ridicolo di Dostoevskij. All’Istituto Carlo Bazzi\,  Alceste Ferrari sarà in scena con una performance che condensa tre secoli di storia della Commedia dell’Arte in un’ora di spettacolo in Zentil omeni mei (da Ruzante ai comici dell’arte)\, mentre presso il Teatro Officine Puecher il pubblico più giovane potrà rivivere la storia de La sirenetta (la vera storia) di Andersencon Mattia Colombo e la regia di Samuel Maverick Zucchiati. A completare la proposta delle ore 17\, all’Istituto Orsoline San Carlo\, Ho visto un poeta (l’incontro con Alda e la poesia che scrisse per me) di Annalisa Asha Esposito che lo dirige e lo interpreta assieme a Stefano Capra\, un racconto autobiografico ricco di toni grotteschi e immagini intime che vivono e si animano dentro i ricordi dell’incontro di una giovane poetessa con la sua mentore.  \n\n\n\nAl Cinema Teatro Wagner alle 18 la compagnia milanese Colibrì mette in scena Scatole vuote\, prosa musicata che\, attraverso la storia della protagonista Chiara\, affronta la difficile realtà dei giovani adulti nella società odierna\, perennemente in bilico tra  sogni e compromessi. \n\n\n\nAppuntamento alle18\,30 presso Quartaparete con lo spettacolo francese Lights on Chaplin (silent show in black and white) di Wahnsinn Compagnie. Scritto\, diretto e interpretato da Alwina Najem-Meyer Lights on Chaplin è uno spettacolo muto\, accompagnato dal pianoforte dal vivo\, basato sulla trama di City Lights. Alla stessa ora\, presso The Mill\, Ecce femina (la credibile storia della donna che divenne papa) scritto e diretto da Luca Zilovichcon Federico Fauro che dà vita e corpo a sette personaggi nel racconto della leggenda della Papessa Giovanna. \n\n\n\nLa serata entra nel vivo alla 19 con un’ampia scelta di proposte. \, Al Teatro Officine Puecher\, Appunti di letteratura\, monologo scritto\, diretto e interpretato da Marco Bisciaio che accompagna il pubblico in un viaggio divertente e appassionato tra le pagine di Dante\, Leopardi e Calvino\, svelando come la scrittura sia\, prima di tutto\, un atto di coraggio. L’Istituto Carlo Bazzi ospita Carlotta Rondana diretta da Francesca Nunza inFemminile single(are) (una storia finta tratta da una favola vera)\, spettacolo che esplora con leggerezza e sensibilità le dinamiche narcisistiche di donne e uomini nel rapporto tragicomico fra sessi. All’Istituto Orsoline San Carlo\, va in scena Castagne matte\, progetto di Denis Fontanari e Candirù che usa voci\, storie e canzoni per ripercorrere il legame tra società e follia\, dal passato a oggi\, con l’obiettivo di scardinare  lo stigma legato alla malattia mentale.  Le tematiche sociali e generazionali trovano spazio anche alla Società umanitaria con Home sweet home (avere una casa o non avere una casa)\, monologo brillante e irriverente di Miriam K. che affronta la crisi abitativa e l’identità precaria della “generazione affitto”\, attraverso lo sguardo di una giovane attrice e cameriera fuorisede a Roma. A chiudere la programmazione delle 19\, al Brenta Studio\, Wunderkammer (la camera delle meraviglie) one woman show di Stefania Carcupino diretta da Demetra Alberti\, sospeso  a metà strada tra il cabaret\, la clownerie e la poesia. \n\n\n\nAlle 20 presso Fondazione la Nuova Musica\, in I ragazzi e Guillaume\, a tavola!\, Alberto Guiscardi dà voce almonologo autobiografico intimo\, sincero ed esilarante dell’autore Guillaume Gallienne\, incentrato sulla complessa ricerca della propria identità sessuale. In contemporanea\, presso il Cinema Teatro Wagner\, Tribuna Distinti\, commedia dai toni grotteschi e spietatamente reali scritta e interpretata da Sebastiano Fumagalli e Mattia Manfroni. Ambientata sugli spalti di un piccolo campo da calcio di provincia durante la partita di due ragazzi\, lo spettacolo mette a nudo i meccanismi tossici della competizione e della prevaricazione genitoriale. \n\n\n\nAlle 20\,30 la scena si sposta al The Mill\, con PequodCompagnia che rievoca\, in La società dei ribelli\, il sogno utopico della Comune di Parigi del 1871\, un’esperienza straordinaria di libertà e uguaglianza\, soffocata nel sangue ma rimasta indelebile nella memoria storica. \n\n\n\nLa fascia delle ore 21 offre una serie di riflessioni profonde e di forte impatto civile. \n\n\n\nIl Brenta Studio  ospita La disfatta (gli ultimi giorni del bunker) testo scritto da Gianni Guardigli e interpretato da Riccardo Leonelli\, che dà voce all’urlo folle e disperato di un uomo comune fedele a un potere ormai in frantumi e che si trasforma in una lucida accusa contro i regimi di ogni epoca. Arriva da Salerno la Compagnia Vitruvio Entertainment che porta in scena all’Istituto Carlo Bazzi Rumore bianco (confessioni di un insospettabile serial killer con un fruscio di sottofondo)\, un monologo tragicomico interpretato da Danilo Napoli che affronta senza filtri il dramma dell’omotransfobia e il suo devastante impatto psicologico e sociale. È una storia di resistenzaDonne di Gaza (strani bagliori nel cielo) del Nuovo Teatro Gamma di Catania\, visibile a Isolacasateatro\,\, uno spettacolo che trasforma la testimonianza di due donne sotto i bombardamenti in un esperienza viva\, capace di interrogare lo spettatore sul significato della sopravvivenza. Per la sezione dedicata alla rivisitazione dei classici è possibile assistere\, presso Quartaparete\, a “Report to an Academy” by Franz Kafka\, spettacolo in inglese senza sottotitoli. Una scimmia evolve fino ad assumere comportamenti umani e a presentare i vili dettagli della sua cattività a un’accademia scientifica nel celebre racconto di Kafka\, adattato per la scena dall’acclamato regista tedesco Gabriele Jakobi  e interpretato da Robert McNamara. La storia di coraggio e resistenza di Franca Viola\, prima donna in Italia a rifiutare il matrimonio riparatore con chi l’aveva prima rapita e poi violentata è al centro di Inviolata\, spettacolo interpretato da Maria Barnaba\, Sandra Di Gennaro e Ilenia Sibilio. in scena  a Teatro Officine Puecher. Presso la Società Umanitaria debutta Via dei matti 43 di Francesco Niccolini con Marco Valeri\, racconto poetico sull’infanzia negata e sulla difficoltà di liberarsi dalle violenze domestiche che si consumano nelle mura di casa. Ottavanota ospita Miriam Petruzzelli in Ci vuole orecchia! (questioni di genere nella musica pop) un originale spettacolo di teatro-canzone  che utilizza la musica leggera italiana per riflettere con ironia e leggerezza sugli stereotipi di genere. Arriva dall’Australia We keep everything\, spettacolo di drammaturgia contemporanea di e con Lisa Pellegrino e la regia di Kate Sullan. Attraverso registrazioni e memorie intime\, l’attrice racconta le dolci e divertenti storie della sua famiglia\, emigrata in Australia dall’Italia e dalla Scozia tra gli anni Venti e Cinquanta. Lo spettacolo\, in inglese con sottotitoli\, sarà ospitato da Teatring.. \n\n\n\nLa programmazione del fine settimana si arricchisce con tre appuntamenti speciali\, in replica presso il Parco Center. Primo appuntamento sabato e domenica  (ore 12; ore 15; ore 17\,45 e ore 20\,15) con Inside Monet (a teatro)\, un viaggio teatrale immersivo dove la narrazione dal vivo incontra la Virtual Reality per far vivere allo spettatore l’arte di Monet attraverso i suoi capolavori. Curato da Way Experience per la regia di Libero Stelluti e Marco Pizzoni Inside Monet è un’opera scenica d’avanguardia che fonde narrazione teatrale e tecnologia digitale per svelare l’essenza dell’Impressionismo e di uno dei suoi maggiori artisti. \n\n\n\nSabato e domenica\, alle ore 16\,30 e alle 21\,30 Horsma! dei finlandesi Yxpila Circus Club\, un disastro musicale intenso fatto di anarchia fisica\, che esplora l’infanzia\, la sicurezza e l’intergenerazionalismo\, e la nostra capacità di immaginazione. Non poteva mancare\, sabato e domenica alle 19\, la stand up comedy con Cuore tricolore (un cœur aux trois couleurs) di e con Roberta Cecchin\, umorista italiana residente in Francia che presenta il suo primo spettacolo in italiano. Tra aneddoti esilaranti e riflessioni personali\, Roberta racconta la vita tra due culture per aiutare gli italiani a capire meglio la Francia e il suo cuore a 3 colori. \n\n\n\nINFO E BIGLIETTERIA  \n\n\n\nUfficio prevendita e segreteria  \n\n\n\ninfo@milanooff.com  \n\n\n\nInfo line: +39 391 1418299   \n\n\n\nSito internet: www.milanooff.com Pagina Facebook: @milanoofffestival Instagram: @milanooff_fringe_festival 
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SUMMARY:"Solo le cose fragili resistono in eterno" a cura della Fondazione Fendi
DESCRIPTION:La fragilità come valore dell’esistenza\, per riscoprirci “forti” solo della nostra umanità\, in un presente che tende a farci dimenticare la profondità del nostro mondo interiore\, la bellezza dell’aprirsi all’altro\, la potenza della gentilezza. Prosegue nel segno della suggestione poetica e dello sguardo sull’uomo il lavoro artistico della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti con il nuovo action set di Raffaele Curi dal titolo “Solo le cose fragili resistono in eterno“. L’installazione\, visitabile fino ad ottobre negli spazi di rhinoceros\, lo splendido palazzo nel cuore di Roma progettato da Jean Nouvel per Alda Fendi come luogo di scambio intellettuale e artistico\, si configura come il “secondo tempo” della “Preghiera per andare in Paradiso con gli asinelli” – Omaggio a Francis Jammes\, progetto ideato e curato da Curi che ha debuttato nel novembre dello scorso anno. In quell’occasione l’artista esplicitava attraverso una fusione di linguaggi la necessità di tornare alla bontà genuina rappresentata dalla figura antica dell’asinello\, celebrata magnificamente dalle parole del poeta Francis Jammes. Ora\, ripercorrendo quello stesso cammino\, Curi fa un ulteriore passo in avanti\, sottolineando l’urgenza di valorizzare la fragilità e la leggerezza\, nomi – e doti – dal sapore tutto femminile\, che arricchiscono l’esistenza di ognuno di noi. Con il sostegno di Alda Fendi\, Curi ha dunque concepito per i 4 piani di rhinoceros un percorso che conduce verso la verità più profonda della vita umana\, rendendo omaggio alla vulnerabilità e alla delicatezza\, nel rispetto di se stessi e degli altri\, e ricordando la forza del sogno\, dell’immaginazione\, del desiderio e della poesia. I riferimenti\, come in una sequenza ininterrotta\, ritornano: c’è Francis Jammes\, con la profondità delle sue liriche\, ma c’è anche il pensiero di Nietzsche e di Shakespeare\, così come l’esperienza artistica di grandi nomi quali Osvaldo Licini e Fujiko Nakaya. \n\n\n\n“Solo le cose fragili resistono in eterno. La fragilità è un’esclusiva delle persone più argute e degli artisti. Fragile\, apparentemente fragile\, forte\, apparentemente forte\, sono moti dell’anima. Tutti siamo forti\, tutti siamo fragili\, dalla forza viene la fragilità\, dalla fragilità la forza. E sono tutti nomi al femminile\, fragilità\, forza\, intuizione. La leggerezza è femmina“\, spiega Raffaele Curi\, “Fragili come Jammes\, le Amalassunte di Osvaldo Licini\, la nebbia di Fujiko Nakaya\, e le uova dei Pirenei. I Pirenei dove Jammes era considerato un poeta per semplici\, per contadini\, per ingenui. Ma la leggerezza e la semplicità non costituiscono la base dei poeti o dei contadini\, ma la base per una visione assolutamente divina. Siate semplici e raggiungerete la gloria\, è il grido in fondo della parabola ancestrale ed eterna\, e della leggerezza dettata dalla sacra Bibbia“. \n\n\n\nL’action set si apre subito con una citazione dal Riccardo III di Shakespeare: “Domani nella battaglia pensa a me”\, poi lo sguardo viene intercettato da una gigantografia dei Pirenei: con questa immagine di freschezza e libertà\, il richiamo a Francis Jammes\, noto anche come “il poeta dei Pirenei”\, dà inizio al nuovo tema conduttore del progetto sugli asinelli\, la leggerezza. Il percorso prosegue con un’ulteriore celebrazione di ciò che non è materia\, ma solo spiritualità e fantasia\, attraverso l’arte di un grande artista del Novecento: sospese dal soffitto\, appaiono al pubblico come leggere epifanie molteplici sagome delle Amalassunte di Osvaldo Licini che fluttuano delicatamente nello spazio come mosse dal vento mentre in sottofondo risuona il brano “Come nave in mezzo all’onde”\, tratto dal Siface di Nicola Porpora\, interpretato dal celebre mezzosoprano Cecilia Bartoli. Per richiamare il ruolo centrale che il cromatismo riveste nelle poetiche opere di Licini\, a illuminare l’installazione sono i sette colori dell’arcobaleno\, dal rosso al violetto\, passando per l’arancio\, il giallo il verde\, l’azzurro e l’indaco\, che si rincorrono come in un ciclo eterno\, intervallati da un’intensa luce bianca abbagliante. Qui\, nel contrasto tra luce e colore\, le parole di Friedrich Nietzsche diventano protagoniste: “Gli uomini dai pensieri profondi provano nei rapporti con gli altri\, l’impressione di essere dei commedianti\, perché quando vogliono essere compresi\, devono fingere di essere superficiali“. Il cavedio accoglie proiezioni delle affascinanti “sculture di nebbia” dell’artista giapponese Fujiko Nakaya\, e a chiudere idealmente il percorso\, arricchito da una avvolgente colonna sonora\, i ripiani delle teche occupati da un cartone con tre uova timbrate\, ognuna con la scritta “Pirenei”. \n\n\n\nL’installazione di Curi\, ancora una volta\, offre un punto di vista “altro” sulla nostra esistenza\, rendendo omaggio a ciò che forse nella frenesia del mondo contemporaneo sfugge all’occhio più distratto\, ma che non per questo ha meno valore: la leggerezza come fragilità e insieme forza\, la bellezza del mondo interiore di ciascuno di noi: un progetto che rispecchia pienamente l’impegno della Fondazione Alda Fendi nel valorizzare presso il pubblico l’arte contemporanea come strumento di pensiero e bellezza. \n\n\n\nFondazione Alda Fendi – Esperimenti \n\n\n\n“SOLO LE COSE FRAGILI RESISTONO IN ETERNO” \n\n\n\ndi Raffaele Curi \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nOrario apertura: tutti i giorni dalle 11 alle 19 \n\n\n\n+39 340 6430435 \n\n\n\ngallery@rhinocerosroma.com \n\n\n\nrhinocerosroma.com \n\n\n\nIG: rhinocerosroma
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SUMMARY:Sir Ian Livingstone ospite della 37a edizione di Comics
DESCRIPTION:Sir Ian Livingstone\, tra le figure più influenti nella storia del gioco e dell’intrattenimento interattivo\, sarà celebrato con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics\, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma. \n\n\n\nCo-fondatore di Games Workshop nel 1975 insieme a Steve Jackson\, Livingstone ha contribuito alla diffusione del gioco di ruolo in Europa\, portando Dungeons & Dragons nel Regno Unito e dando vita a realtà come Warhammer\, White Dwarf e Citadel Miniatures\, destinate a diventare punti di riferimento nel panorama del gioco da tavolo. \n\n\n\nNel 1982 ha rivoluzionato il mondo dei libri-game con The Warlock of Firetop Mountain\, primo volume della leggendaria collana Fighting Fantasy\, che ha venduto oltre 21 milioni di copie nel mondo. Autore di alcuni dei titoli più celebri della serie\, tra cui Deathtrap Dungeon\, City of Thieves e Freeway Fighter\, continua ancora oggi a innovare la narrazione interattiva. Proprio Freeway Fighter diventerà nel 2027 il primo Fighting Fantasy adattato come “Smart Book” in realtà aumentata\, un formato che unisce libro cartaceo e tecnologia AR. \n\n\n\nDopo l’esperienza in Games Workshop è stato tra i protagonisti della nascita di Eidos Interactive\, contribuendo al lancio di franchise che hanno fatto la storia dei videogiochi\, come Tomb Raider\, Hitman e Deus Ex. \n\n\n\nNel corso della sua carriera ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali\, tra cui il BAFTA Special Award\, l’ingresso nella UK Video Games Hall of Fame e\, nel 2022\, la nomina a Cavaliere della Corona Britannica per il suo contributo all’industria dei videogiochi. \n\n\n\nIn occasione della 37^ edizione di Romics\, Ian Livingstone incontrerà il pubblico in un appuntamento dedicato alla sua carriera\, ripercorrendo le tappe di un percorso che ha contribuito a trasformare il mondo del gioco\, dai libri-game ai videogiochi\, fino alle più recenti sperimentazioni nel campo della narrazione interattiva. Un’occasione unica per incontrare uno dei grandi protagonisti che hanno definito l’immaginario ludico contemporaneo e continuano ancora oggi a ispirare autori\, sviluppatori e appassionati in tutto il mondo. \n\n\n\nLa partecipazione di Sir Ian Livingstone è resa possibile grazie alla collaborazione con Structura.
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SUMMARY:Premio a Paola Barbato alla 37^ edizione di Romics
DESCRIPTION:Paola Barbato sarà celebrata con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics\, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma. \n\n\n\nNata a Milano nel 1971\, bresciana d’adozione e residente a Verona\, Barbato è scrittrice e sceneggiatrice. Dal 1999 firma le storie di Dylan Dog per Sergio Bonelli Editore\, contribuendo all’evoluzione di uno dei personaggi più iconici del fumetto italiano. Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerosi altri progetti\, tra cui la serie 10 ottobre e la miniserie Ut disegnata da Corrado Roi\, affermandosi per una scrittura capace di unire tensione narrativa\, introspezione psicologica e indagine sulle zone più oscure dell’animo umano. \n\n\n\nScrittrice e sceneggiatrice di rara versatilità\, il suo percorso artistico attraversa con successo linguaggi\, pubblici e forme narrative diverse. Dalle sceneggiature per il fumetto alle opere di narrativa per bambini\, ragazzi e adulti\, fino ai progetti per cinema e teatro con la straordinaria capacità di dare vita a storie coinvolgenti\, affrontando temi complessi con sensibilità\, profondità e originalità. \n\n\n\nParallelamente al fumetto ha sviluppato un intenso percorso nella narrativa. Per Rizzoli ha pubblicato Bilico\, Mani nude e Il filo rosso. Mani nude\, vincitore del Premio Scerbanenco\, è stato adattato nell’omonimo film diretto da Mauro Mancini\, con Alessandro Gassmann e Francesco Gheghi. Con Edizioni Piemme ha pubblicato Non ti faccio niente\, la trilogia composta da Io so chi sei\, Zoo e Vengo a prenderti\, seguita da L’ultimo ospite\, La cattiva strada e Il dono. Nel 2024 entra nel catalogo Neri Pozza con La Torre d’Avorio\, a cui segue nel 2025 Cuore capovolto. \n\n\n\nDal 2019 scrive inoltre per bambini e ragazzi con Il Battello a Vapore e dal 2025 è autrice della serie Villa Ombrosa. La sua attività si estende anche alla televisione: nel 2009 ha scritto la fiction Nel nome del male per Sky. \n\n\n\nDurante la 37^ edizione di Romics\, Paola Barbato incontrerà il pubblico e ripercorrerà la sua carriera\, dagli oltre venticinque anni di lavoro su Dylan Dog alla narrativa thriller\, fino alle più recenti esperienze nella letteratura per ragazzi.
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SUMMARY:Romics d’Oro a Simone Legno
DESCRIPTION:Simone Legno\, artista romano conosciuto a livello internazionale\, co-fondatore e direttore creativo di tokidoki\, sarà celebrato con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics\, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma. \n\n\n\nNel 2005 Simone Legno fonda tokidoki\, brand internazionale diventato un fenomeno globale della cultura pop contemporanea. Profondamente legato alla cultura giapponese\, Legno sceglie per il progetto il nome tokidoki\, che significa “a volte”\, ispirandosi all’idea che incontri e coincidenze possano cambiare il corso della vita. Nato dalla visione condivisa di Legno insieme agli imprenditori Pooneh Mohajer e Ivan Arnold\, tokidoki ha conquistato negli anni una vasta comunità di appassionati in tutto il mondo grazie ai suoi personaggi iconici\, al suo immaginario colorato e riconoscibile e a una straordinaria capacità di dialogare con mondi e pubblici diversi. \n\n\n\nIl suo lavoro è stato celebrato attraverso rassegne culturali e mostre museali in diverse località del mondo\, tra cui l’iconica “Kawaiimpressionism Solo Art Exhibition by Simone Legno” a Singapore\, che hanno messo in luce l’impatto del lavoro dell’artista sull’arte contemporanea\, sul design e sulla cultura popolare. Simone Legno ha creato personaggi divenuti simboli della cultura pop e sviluppato collaborazioni con alcuni dei più importanti brand internazionali\, tra cui Karl Lagerfeld\, Barbie\, Marvel\, Hello Kitty\, McDonald’s\, Uniqlo\, Levi’s\, Xbox e Sephora. Nel tempo\, ha ampliato il proprio universo creativo attraverso un’ampia gamma di prodotti che spaziano dall’abbigliamento agli accessori\, dal toy design al lifestyle. \n\n\n\nLa sua capacità di creare personaggi in grado di superare confini culturali e generazionali è stata riconosciuta anche da importanti istituzioni internazionali. Tra i progetti più recenti figurano Luce\, mascotte ufficiale del Giubileo 2025 realizzata in collaborazione con il Vaticano\, Nipponina\, mascotte realizzata per il 160° anniversario dei rapporti tra Italia e Giappone e Italia-chan\, mascotte ufficiale italiana per Expo 2025 Osaka. \n\n\n\nNel settore dell’animazione con la serie Mermicorno: Starfall\, Simone Legno ha contribuito allo sviluppo del concept\, dei personaggi e della narrazione. Ospite di musei\, università e conferenze internazionali\, è oggi considerato una delle figure più influenti nel panorama contemporaneo dell’illustrazione\, del character design e della cultura pop internazionale. \n\n\n\nIn occasione della 37^ edizione di Romics\, Simone Legno incontrerà il pubblico in un appuntamento dedicato alla sua carriera e alla nascita del suo universo narrativo\, raccontando il percorso che lo ha portato da Roma ai palcoscenici internazionali.
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SUMMARY: Elisa Montessori. Nel corso del tempo al Casino dei Principi a Villa Torlonia
DESCRIPTION:Dal 30 settembre 2026 al 28 febbraio 2027 al Casino dei Principi – Musei di Villa Torlonia viene presentata la mostra Elisa Montessori. Nel corso del tempo\, un’ampia rassegna che testimonia l’intero arco del lavoro dell’artista nata a Genova nel 1931. \n\n\n\nIl progetto espositivo\, firmato dalla stessa Montessori con la co-curatela di Alessandra Mammì e Federica Pirani\, è promosso da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria –Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, in collaborazione con la Galleria Monitor. Organizzazione e servizi museali di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nPiù vicino all’autobiografia – come lo definisce la Montessori – che a un metodo espositivo cronologico\, il percorso che accompagna il visitatore lungo le sale è immaginato dall’artista come una sorta di autoritratto\, un’opera totale che si snoda attraverso ricostruzioni\, installazioni e i passaggi cruciali della sua vita e della sua ricerca\, avvicinando e mettendo a confronto opere diverse per tecnica\, data e dimensioni ma unite da sottili connessioni linguistiche\, artistiche\, scientifiche\, poetiche. \n\n\n\nA presentare questi complessi aspetti saranno oltre un centinaio di opere tra olii\, disegni\, libri; alcuni importanti prestiti da collezioni pubbliche e private; interventi site specific dell’artista. \n\n\n\nA corredo\, inoltre\, vengono riproposti: il film documentario Montessori (2004)\, girato da Francesco Vaccaro che documenta il metodo di lavoro dell’artista; il video documentarioElisa Montessori (2020)\, presentato da Monitor\, con l’intervista a cura di Davide Ferri e la regia di Mario Poeta; la videointervista Gli amici di Titina Maselli | Elisa Montessori (2025) a cura di Federica Pirani e Claudio Crescentini\, realizzata in occasione della grande antologica su Titina Maselli tenutasi lo scorso anno a Roma. \n\n\n\nUn viaggio\, dunque\, all’interno della articolata ed elaborata produzione di Elisa Montessori\, iniziata a Roma nell’immediato dopoguerra e cresciuta nel corso del tempo in dialogo con tutte le ricerche visive contemporanee\, ma sempre in totale autonomia di pensiero\, linguaggio e tecnica. L’amore per la letteratura\, lo studio della filosofia\, l’interesse per la cultura orientale e gli approfondimenti scientifici\, uniti a una versatile sperimentazione tecnica che va dalla ceramica al mosaico\, dal classico olio su tela all’uso di ogni tipo di carta e pigmento\, rendono Elisa Montessori una testimone complessa e completa del suo tempo. Un tempo che occupa oltre settanta anni di carriera e una immensa ed eclettica produzione di lavori. \n\n\n\nLa mostra è accompagnata dalla pubblicazione\, a cura di Silvana Editoriale\, del primo catalogo scientifico dedicato a Elisa Montessori\, con un’ampia intervista biografica\, saggi di studiosi di diverse discipline a testimonianza della complessità culturale del lavoro dell’artista\, apparati bio-bibliografici e una nutrita antologia critica.
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SUMMARY:Praemium  Imperiale 2026
DESCRIPTION:La Japan Art Association ha annunciato in contemporanea a Tokyo\, Parigi\, Roma\, Berlino\, New York e Londra i vincitori della trentasettesima edizione del Praemium Imperiale: Jenny Holzer (Stati Uniti d’America) per la pittura\, Andy Goldsworthy(Regno Unito) per la scultura\, Daniel Libeskind (Stati Uniti d’America\, nato in Polonia) per l’architettura\, Herbert Blomstedt (Svezia\, nato negli Stati Uniti d’America) per la musica e Cate Blanchett (Australia) per il teatro/cinema. \n\n\n\nQuesti cinque straordinari artisti sono premiati per i risultati conseguiti\, per l’influenza da essi esercitata sul mondo dell’arte a livello internazionale e per il contributo dato alla comunità mondiale con la loro attività. \n\n\n\nL’artista statunitense Jenny Holzer ha fatto del linguaggio nello spazio pubblico il fulcro della sua ricerca\, attraverso manifesti\, proiezioni luminose\, insegne elettroniche\, incisioni e installazioni. Le sue opere\, presentate in luoghi come Times Square\, la Biennale di Venezia\, il Guggenheim e il Louvre Abu Dhabi\, affrontano potere\, guerra\, violenza\, memoria e diritti umani.  \n\n\n\nTra i protagonisti della scultura contemporanea\, il britannico Andy Goldsworthy realizza installazioni e opere effimere e monumentali\, esplorando il rapporto tra uomo\, natura\, territorio e scorrere del tempo; le sue opere permanenti sono presenti in importanti istituzioni internazionali\, dalla National Gallery of Art di Washington allo Storm King Art Center.Architetto polacco naturalizzato statunitense\, Daniel Libeskind è una figura di riferimento dell’architettura contemporanea\, noto per la sua capacità di esprimere la memoria storica attraverso architetture dai tratti inconfondibili\, caratterizzate da angolazioni distintive e composizioni spaziali innovative. I suoi progetti gli sono valsi riconoscimenti di prestigio\, tra cui la Medaglia Goethe\, l’Hiroshima Art Prize e il Premio Dresda per la pace. \n\n\n\nHerbert Blomstedt\, direttore d’orchestra svedese nato negli Stati Uniti\, è apprezzato per la sua capacità di coniugare rigore analitico\, fedeltà alla partitura\, appassionata intensità espressiva e profonda umanità. Dal debutto nel 1954 con la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra\, ha guidato prestigiose formazioni\, tra cui la Staatskapelle di Dresda\, la San Francisco Symphony e la Gewandhausorchester di Lipsia.  \n\n\n\nAttrice australiana di straordinaria versatilità\, Cate Blanchett – ambasciatrice globale dell’UNHCR – ha raggiunto la fama internazionale con Elizabeth (1998) e ha costruito una carriera tra cinema\, teatro e televisione che le ha portato due Oscar e numerosi altri importanti premi. \n\n\n\nCiascuno dei vincitori nelle cinque categorie riceverà un premio di 15 milioni di yen (circa 81.000 euro)\, un diploma e una medaglia. La cerimonia di premiazione si terrà a Tokyo il prossimo 28 ottobre\, presieduta dal Principe Hitachi\, Patrono onorario della Japan Art Association.Istituito nel 1988 per celebrare il centenario della Japan Art Association\, il Praemium Imperialeonora la memoria del compianto Principe Takamatsu\, che ha ricoperto il ruolo di Patrono onorario dell’Associazione per 58 anni. Spesso definito come il ‘Nobel per le Arti’\, il riconoscimento premia individui o gruppi i cui risultati hanno avuto una profonda influenza internazionale nei rispettivi campi. Sono cinque i premi che ogni anno\, come riconoscimento tangibile al valore universale dell’arte\, rendono il dovuto onore alle personalità di maggior rilievo internazionale nella pittura\, nella scultura\, nell’architettura\, nella musica e nel teatro/cinema.  I vincitori del 2026 andranno ad aggiungersi ai 185 artisti già insigniti del Premio\, tra i quali gli italiani Umberto Mastroianni\, Federico Fellini\, Arnaldo Pomodoro\, Gae Aulenti\, Renzo Piano\, Luciano Berio\, Giuliano Vangi\, Mario Merz\, Claudio Abbado\, Enrico Castellani\, Maurizio Pollini\, Sophia Loren\, Cecco Bonanotte\, Michelangelo Pistoletto\, Giuseppe Penone\, Riccardo Muti e Giulio Paolini. \n\n\n\nLa Japan Art Association è la più antica fondazione culturale del Giappone. Costituita nel 1887\, organizza mostre d’arte e gestisce l’Ueno Royal Museum\, situato nel Parco di Ueno a Tokyo. La carica di Patrono onorario della Japan Art Association è sempre stata ricoperta da membri della Casa Imperiale: prima dal Principe Arisugawa e\, dal 1987\, dal Principe Hitachi\, fratello minore dell’Imperatore emerito Akihito. Il Praemium Imperiale fu istituito nel 1988\, per celebrare il centenario della Japan Art Association\, realizzando il desiderio del compianto Principe Takamatsu (1905-1987) “di contribuire a valorizzare e promuovere le culture e le arti del mondo”. Ogni anno\, appositi Comitati di nomina presieduti dai Consiglieri internazionali del Premio presentano le liste dei candidati nelle cinque discipline. La scelta finale spetta ai Comitati di selezione della Japan Art Association\, che per ogni categoria selezionano un vincitore\, il quale riceve l’approvazione dal Consiglio di amministrazione dell’Associazione. Gli attuali Consiglieri internazionali sono: Lamberto Dini (ex Presidente del Consiglio\, per l’Italia)\, Klaus-Dieter Lehmann (ex Presidente del Goethe-Institut\, per la Germania)\, Lord Patten of Barnes (ex Cancelliere dell’Università di Oxford\, per il Regno Unito)\, Jean-Pierre Raffarin (ex Primo Ministro\, per la Francia) e Hillary Rodham Clinton (ex Segretario di Stato\, per gli Stati Uniti d’America). Nella conferenza stampa dell’8 settembre Lamberto Dini e Jean-Pierre Raffarin hanno annunciato che concluderanno ufficialmente il loro mandato come Consiglieri internazionali e presentato i nuovi Consiglieri internazionali: Paolo Gentiloni (ex Presidente del Consiglio) per l’Italia e Patricia Barbizet (Presidente dell’Afep) per la Francia. I Consiglieri dimissionari François Pinault (Presidente della Pinault Foundation of Contemporary Art) e David Rockefeller Jr. (imprenditore e filantropo) sostengono il Praemium Imperiale come Consiglieri onorari. La solenne Cerimonia di premiazione\, sotto l’egida del Principe e della Principessa Hitachi\, è uno degli eventi culminanti del calendario culturale del Giappone.  \n\n\n\nLa Borsa di Studio del Praemium Imperiale 2026 per Giovani Artisti è stata assegnata a La Source Garouste (Francia). L’annuncio e il conferimento della Borsa hanno avuto luogo l’8 settembre a Parigi\, nel corso della conferenza stampa presieduta dal Consigliere internazionale uscente Jean-Pierre Raffarin e dalla nuova Consigliera internazionale Patricia Barbizet. L’associazione La Source Garouste ha ricevuto un diploma e un contributo di 5 milioni di yen (circa 27.000 euro).  La Borsa di Studio del Praemium Imperiale è stata istituita nel 1997 per sostenere e incoraggiare i giovani artisti\, in linea con gli obiettivi delle attività della Japan Art Association. Sono eleggibili giovani promettenti artisti o organizzazioni che contribuiscono attivamente allo sviluppo di nuovi talenti. Gli artisti devono essere professionisti o in formazione. A rotazione ciascun Consigliere internazionale\, consultandosi con il proprio comitato\, seleziona il destinatario della Borsa di studio e lo comunica alla Japan Art Association\, che lo approva. Il premio è conferito contestualmente all’annuncio del Praemium Imperiale nel Paese del Consigliere cui spetta la segnalazione.  Tra i precedenti vincitori della Borsa di Studio del Praemium Imperiale per Giovani Artisti figurano organizzazioni del Vietnam\, di Cuba\, del Venezuela\, del Benin\, del Myanmar\, della Malesia\, del Libano e dell’Indonesia. Tra gli altri sono state premiate le italiane Scuola di Alta Formazione dell’Istituto Centrale per il Restauro\, JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia\, Orchestra Giovanile Italiana e De Sono Associazione per la Musica. \n\n\n\nInfo: www.praemiumimperiale.org\,  \n\n\n\nwww.instagram.com/praemiumimperiale/\, www.facebook.com/praemiumimperiale/ 
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SUMMARY:Wonderful di Moreno Bondi dal 29 settembre alla Galleria Siart di Roma
DESCRIPTION:Si inaugura martedì 29 Settembre 2026 uno nuovo spazio culturale e artistico d’eccezione che ospita il nuovo progetto artistico della dottoressa Sylvia Irrazabal; la Galleria romana SIART Gallery\, destinata alla scoperta\, promozione e valorizzazione dei talenti artistici nazionali ed internazionali. \n\n\n\nIn Via di S. Maria de’ Calderari\, 22-23 nel cuore della capitale\, l’associazione culturale SIArt Cultural Network – da anni impegnata nella promozione dell’arte come linguaggio universale capace di unire culture\, generazioni e visioni – ha trovato il suo centro operativo di incontro\, produzione\, esposizione e dialogo per scambi culturali d’eccellenza. Nasce così – dalla passione creativa della dottoressa Sylvia Irrazabal\, più volte Commissaria alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia e con una importante carriera di incarichi internazionali di prestigio in campo culturale – la SIART Gallery dove prenderanno corpo sin d’ora e nei prossimi mesi numerose mostre\, incontri e dibattiti tutti incentrati sul tema artistico e culturale. \n\n\n\nDottoressa Irrazabal come è avvenuta la scelta delle opere del Maestro Moreno Bondi per inaugurare la sua nuova galleria? \n\n\n\nDa sempre abbiamo privilegiato – assieme al professor Alfio Borghese – il dialogo e il confronto sull’arte contemporanea nella loro articolazione diversificata e poliedrica con caratteristiche concettuali e tecniche d’espressione differenti dalla pittura alla scultura alla digital art e  alle tecniche più innovative attraverso le quali il contenuto culturale\, sociale\, politico ed esistenziale si esprime con una maggiore comprensibilità dell’opera. In questa Mostra di Moreno Bondi si compie la parabola di  immergersi in quello che è stato definito “iperrealismo metafisico neo caravaggesco” per stupirsi di fronte a qualcosa che è inedito\, sconvolgente ma mai dissacrante\, raffinato senza indulgere nella leziosità. Nessun lavoro di Bondi si ripete in un vacuo compiacimento anche se tutti portano la sua inconfondibile cifra stilistica. Un florilegio di opere Un’esposizione imperdibile  che speriamo possa soddisfare la voglia di successo conclamato per il pubblico di collezionisti nazionali e internazionali e per opere straordinarie di grande attrazione per grandi critici come Vittorio Sgarbi che le ha volute alla Biennale di Venezia\, mentre le pubblicazioni dedicate alle opera di Moreno portano le firme autorevoli di Antonio Paolucci\, Claudio Strinati\, Bert Treffers\,\, Marco Bussagli\, Giovanni Faccenda\, Rossella Vodret\, Janus. \n\n\n\nQuale l’opera simbolo di questo discorso? \n\n\n\nCome sottolinea il critico d’arte professor Alfio BORGHESE “Bondi riesce a spogliare la scultura classica dalla sacralità e la tatua come corpo moderno e vivo\, nel quale pulsa vita e colore naturale e poi la veste di contemporaneo con i  jeans provocando stupore\, disappunto e anche approvazione mettendo in discussione l’attuale concetto di bellezza e identità”. Nella sua “Venere Pop” simbolo di questa Mostra\, Moreno Bondi\, ispirandosi alla corrente pop\, concretizza un’interpretazione moderna dell’icona classica\, arricchita da tatuaggi giapponesi e resa in modo iper realistico in una ricerca innovativa del colore. In questa nuova fase pittorica\, Moreno Bondi\, ispirandosi alla corrente pop\, culmina in una ricerca innovativa del colore\, sempre vibrante e dinamico in ogni suo dipinto e dove il contrasto e la saturazione dei toni diventano protagonisti indiscussi non senza una sottile dose di ironia. \n\n\n\n         Ma oltre alla Venere POP quali son le opere più attrattive di questa Mostra WONDERFUL? \n\n\n\nOltre alle bellezze greco-romane\, trascinate dentro a una nuova mitologia\, sicuramente è nella Serie CARAVAGGIO Pop che si ritrova l’intensità emotiva caravaggesca con l’allegria e il dinamismo dei toni pop. Ma è nella Serie WONDERFUL che da titolo alla Mostra\, che Moreno\, fonde liberamente elementi astratti e rappresentazione antropomorfa o oggettuale\, trattando mirabilmente la “figura” non come specchio fedele della realtà\, ma come un codice o un’idea visuale. Il  Maestro utilizza la pittura in modo autocosciente: il quadro non simula una finestra sul mondo\, ma riflette sui meccanismi stessi della visione\, sull’uso della tecnologia e sulla manipolazione delle immagini digitali\, evocando dinamiche psicologiche complesse. Bondi  incarna così alla perfezione l’evoluzione dell’arte post-figurativa contemporanea attraverso un dialogo simbiotico tra memoria classica ed elementi di forte rottura concettuale. Il nostro critico Alfio BORGHESE recita in proposito ”Bondi osa interrogare\, rappresentare e provocare con eleganza\, stile e gusto raffinato proprio di chi non si accontenta solo di dipingere ma con maestria artigianale e lavorio geniale si ferma e miscela il colore per capacitare l’arte in linguaggio artistico”. \n\n\n\nLa SIArt Cultural Network oltre alla parte espositiva della SIART Gallery\, ha altri eventi già in preparazione? \n\n\n\nLa SIART Cultural Network ha già in programma un incontro mercoledì 14 ottobre prossimo dedicato all’arte di rinascere dopo le ferite delle violenze di genere: un Incontro che vedrà impegnati artisti\, imprenditori e autorevoli esperti legali\, L’incontro sarà coordinato dall’Avvocato Monica Caruso\, Responsabile Dipartimento Famiglia dell’Associazione Dignità e Libertà Forense\, Componente dell’Associazione Giuriste di Genere per la Tutela della Violenza e Consulente Scientifico su tali aspetti al Parlamento Europeo. Interverranno l’Arch. Fiona Sartoretto Verna\, imprenditrice ed artista plastico\, ed  l’Artist Manager Diego Stella\, docente e formatore\, pittore ed artista poliedrico.
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SUMMARY:"WONDERFUL” di Moreno Bond ala SIArt Gallery
DESCRIPTION:In un Palazzo di fine Ottocento\, incastonato tra antichi archi romani e la rigogliosa efflorescenza di Piazza Cairoli\, si inaugura martedì 29 Settembre 2026 uno nuovo spazio culturale e artistico d’eccezione che ospita il nuovo progetto artistico della dottoressa Sylvia Irrazabal; la Galleria romana SIArt Gallery\, destinata alla scoperta\, promozione e valorizzazione dei talenti artistici nazionali ed internazionali. \n\n\n\nIn Via di S. Maria de’ Calderari\, 22-23 nel cuore della capitale\, l’associazione culturale SIArt Cultural Network – da anni impegnata nella promozione dell’arte come linguaggio universale capace di unire culture\, generazioni e visioni – ha trovato il suo centro operativo di incontro\, produzione\, esposizione e dialogo per scambi culturali d’eccellenza. Nasce così – dalla passione creativa della dottoressa Sylvia Irrazabal\, più volte Commissaria alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia e con una importante carriera di incarichi internazionali di prestigio in campo culturale – la SIArt Gallery dove prenderanno corpo sin d’ora e nei prossimi mesi numerose mostre\, incontri e dibattiti tutti incentrati sul tema artistico e culturale. Mostra inaugurale d’eccezione “WONDERFUL” del Maestro Moreno Bondi. Solo invito martedì 29 Settembre alle ore 18.30 via Santa Maria de’ Calderari 22-23 \n\n\n\nAlla protagonista assoluta di questa iniziativa\, la dottoressa Sylvia Irrazabal\, chiediamo: \n\n\n\nCosa ha motivato la location del progetto creativo SIArt Gallery? \n\n\n\nL’idea di uno spazio autonomo dove poter estrinsecare in piena libertà tutte le potenzialità creative\, organizzative e propositive ci è sempre stata molto cara. Ora grazie all’ospitalità offerta da questo Spazio Culturale e Artistico d’eccezione nel Palazzo ottocentesco di Via Arenula 21 a due passi da via Giulia e da Campo dei Fiori e nell’immediate vicinanze de Ghetto Ebraico di Roma\, la sede di Via Santa Maria de’ Calderari 22 – 23 ci è apparsa subito una occasione unica e preziosa per realizzare questa idea; una idea di libertà artistica e letteraria e di dialogo aperto in grado di offrire uno spaccato dell’arte contemporanea nel panorama italiano e internazionale. Di fronte a crescenti conflitti del mondo attuale\, è fondamentale mantenere viva la fiamma dell’impegno artistico per la pace e di un dialogo culturale senza confini e senza barriere per promuovere solidarietà e comprensione perché l’arte nelle sue varie espressioni ha un potere straordinario di trasformazione\, resistenza e dialogo. \n\n\n\nCosa accadrà martedì 29 settembre in Via S Maria de’ Calderari?  \n\n\n\nDue eventi d’eccezione avranno luogo alla SiArt Gallery. Si inaugurerà questa nuova galleria SiArt di quattro arcate nel cuore di Roma alla quale sarà invitata la musa di Andy Warhol\, la splendida madrina del Pop e grande stilista di fama internazionale Regina Schrecker. Ci sarà quindi il lancio di una Mostra d’eccezione dal titolo “WONDERFUL” del grande Maestro Moreno Bondi\, una personalità artistica e accademica di livello straordinario capace di far dialogare le rigorose tecniche del Seicento con la sensibilità contemporanea. Moreno Bondi nato a Carrara\, patria del marmo e della scultura é cresciuto in una Toscana culla del Rinascimento; ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionali imponendosi come un’eccellenza artistica italiana nel mondo. Il suo lavoro ha sollecitato l’interesse di Vittorio Sgarbi che lo ha invitato alla 54ma BIENNALE DI VENEZIA\, mentre le pubblicazioni a lui dedicate portano le firme autorevoli di Antonio Paolucci\, Claudio Strinati\, Bert Treffers\, Marco Bussagli\, Giovanni Faccenda\, Rossella Vodret\, Janus. È titolare della Cattedra di Tecniche Pittoriche presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e del Master post lauream biennale per l’ Insegnamento delle Discipline Pittoriche. La conoscenza approfondita della pittura di Caravaggio\, la rappresentazione dei corpi potenti ammantati dal suggestivo contrasto luce-ombra\, evocano l’accostamento fra il genio seicentesco e Bondi\, che in maniera attuale elabora l’antico reinterpretandolo attraverso il filtro della contemporaneità\, ponendosi come un “nuovo Caravaggio moderno”. Nella sua “Venere Pop” simbolo di questa Mostra\, Moreno Bondi\, ispirandosi alla corrente pop\, concretizza un’interpretazione moderna dell’icona classica\, arricchita da tatuaggi giapponesi e resa in modo iper realistico in una ricerca innovativa del colore. Ma non vogliamo svelare tutte le meraviglie che stupiranno i nostri invitati in questa Personale di Moreno Bondi dal titolo appunto “WONDERFUL”. \n\n\n\nAl di là di questo evento d’eccezione\, come vede la proiezione futura del suo progetto SIArt ? \n\n\n\nL’Associazione Culturale SIArt nasce come network internazionale d’eccellenza con l’obiettivo di proporsi come un centro dinamico di produzione\, esposizione e dialogo artistico\, con sede a Roma ma con respiro internazionale. La nuova sede operativa offertaci di Via Santa Maria de’ Calderari 22 e 23 rappresenta per tutti noi una sfida ma anche una grande opportunità importante per sviluppare spazi di dialogo e libertà e porsi come un ponte tra Roma e il mondo\, tra artisti affermati ed emergenti\, tra tradizione e sperimentazione in campo artistico\, culturale e letterario. Spetta ora a tutti noi il compito di unire le forze per rendere concreti ed efficaci gli impegni che già ci si profilano all’orizzonte con un percorso serio e professionale in grado di rendere questa realtà operativa un punto di riferimento d’eccellenza a Roma e nel panorama italiano e internazionale.
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SUMMARY:ASTOR - Un secolo di tango al Teatro Olimpico
DESCRIPTION:La nuova stagione della danza dell’Accademia Filarmonica Romana si apre mercoledì 30 settembre (ore 20.30) al Teatro Olimpico\, con l’allestimento rinnovato\, intenso e coinvolgente\, di ASTOR – Un secolo di tango\, spettacolo del Balletto di Roma dedicato ad Astor Piazzolla\, in scena fino a venerdì 2 ottobre. \n\n\n\nProssimo allo straordinario traguardo delle 100 recite tra Italia e l’estero\, lo spettacolo si presenta in una versione originale che attraversa la vita e l’universo artistico del maestro: la sua musica\, gli incontri e le esperienze che ne hanno alimentato la straordinaria creatività\, contribuendo a trasformarlo in una leggenda e nel simbolo di una nuova idea di musica. \n\n\n\nA guidare questo percorso\, nato dal concept di Luciano Carratoni e con la regia dell’argentinoCarlos Branca\, sono la musica dal vivo di Mario Stefano Pietrodarchi\, al bandoneón e alla fisarmonica\, la voce narrante di Vincenzo Bocciarelli e la presenza di Leonardo e Cristina Elias\, interpreti della tradizione più autentica del tango\, insieme agli otto Solisti del Balletto di Roma. \n\n\n\nNato nel 2021 in occasione del centenario della nascita di Piazzolla\, ASTORracconta un viaggio. Ambientato simbolicamente in un porto\, un luogo sospeso tra partenze e approdi\, tra onde e vento\, dove chi parte porta con sé il desiderio di trovare una nuova terra e una nuova possibilità di rinascita. È il viaggio compiuto dai genitori di Piazzolla dall’Italia nei primi del Novecento\, ma anche quello\, universale\, di tutti coloro che nel viaggio hanno cercato e continuano a cercare una nuova speranza. \n\n\n\nIl vento e il mare diventano così la musica invisibile che accompagna Piazzolla per tutta la vita\, sospingendone la ricerca dall’Argentina agli Stati Uniti fino all’Europa\, attraverso l’esplorazione e la contaminazione di linguaggi musicali differenti. Da questo incessante processo di ricerca nasce ilTango Nuevo\, una rivoluzione capace di fondere tradizione e innovazione\, memoria e libertà. \n\n\n\nFiglio di migranti italiani\, Piazzolla reinterpreta la tradizione trasformandola in ricerca\, sperimentazione e modernità\, lasciando alla storia un’idea di libertà di cui l’arte\, da sempre\, si nutre. Una creatività inizialmente ostacolata nella sua Argentina\, ma destinata a essere riconosciuta e celebrata in ogni parte del mondo. \n\n\n\nÈ da questa visione che nasce il nuovo allestimento del Balletto di Roma\, da sempre impegnato nell’esplorazione e nella contaminazione dei linguaggi della danza. La coreografia di Valerio Longo mette in relazione la tradizione del tango con la danza contemporanea non attraverso la riproduzione delle sue forme iconiche\, ma lasciandosi guidare dalla musica di Piazzolla e dagli arrangiamenti originali di Luca Salvadori.Il suo linguaggio coreografico diventa così il punto d’incontro tra due mondi: il gesto della tradizione si apre alla libertà del movimento\, mentre la contemporaneità ritrova nella tradizione una materia viva da trasformare. \n\n\n\nI costumi di Silvia Califano e le luci di Carlo Cerri accompagnano il pubblico in una dimensione scenica senza tempo e senza confini\, dove musica\, danza e teatro si incontrano e gli abbracci del Tango Nuevo diventano il simbolo di nuovi incontri\, nuove speranze e nuove visioni\, verso un possibile Nuevo Mundo. \n\n\n\nASTOR – Un secolo di Tango\, dopo il debutto a Roma\, sarà in scenail 30 ottobre al Teatro San Domenico di Crema e in tournée in altri teatri italiani. \n\n\n\nLa produzione Astor – Un secolo di Tango gode del patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia.
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SUMMARY:Al via la nuova stagione del Piccolo Teatro di Prova della Compagnia della Farsa
DESCRIPTION:Riapre i battenti il Piccolo Teatro di Prova\, uno dei teatri più piccoli d’Italia che\, dopo aver fatto molto parlare di sé per essere nato all’interno di una vecchia falegnameria all’Alessandrino\, si prepara a una stagione ricca di novità. Dalla pialla al palcoscenico: lo spazio culturale ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per ripartire con entusiasmo e lancia il suo nuovo cartellone\, firmato dalla Compagnia della Farsa. I due giovani fondatori\, gli attori Luca Pennacchioni e Claudia Spedaliere\, che fin dal primo momento hanno scommesso sulla rigenerazione della periferia attraverso l’arte scenica\, inaugurano la stagione con una speciale iniziativa solidale: “Sedia per due”\, un patto di generosità dedicato a tutta la comunità. Ispirata al celebre cult cinematografico Una poltrona per due\, l’iniziativa permette a chiunque di acquistare una poltrona “simbolica”\, apponendovi il proprio nome ma lasciandola a disposizione di chi vorrebbe assistere a uno spettacolo ma non può permettersi il costo del biglietto. Una sedia che diventa così «metà tua e metà del quartiere»\, simbolo concreto di riscatto sociale\, appartenenza alle radici di una comunità che si muove\, si sostiene. Sulla seduta prescelta verrà incisa una targhetta con il nome del donatore: quel posto accoglierà giovani\, anziani o residenti in difficoltà\, trasformando ogni sostenitore in un vero e proprio custode della cultura.  \n\n\n\nLa rassegna: “Comici al Piccolo”  \n\n\n\nIl cartellone dei prossimi mesi vedrà alternarsi sul palco commedie brillanti\, monologhi d’autore e serate di satira in una dimensione raccolta e suggestiva\, capace di annullare la barriera tra attore e pubblico\, dove risate e respiri risuonano vicini come nel salotto di casa. La rassegna\, intitolata “Comici al Piccolo”\, partirà il 26 e 27 settembre con la stessa Compagnia della Farsa in “Sfratto d’amore”\, per la regia di Vittorio Rombolà. Un appartamento che è insieme casa e palcoscenico. Tra terapie di coppia a pagamento e liti mai davvero risolte\, il pubblico scopre che ciò che succede in scena è quello che succede ogni giorno. È il primo testo originale scritto e portato in scena dalla Compagnia della Farsa\, dopo anni di regie e interpretazioni di altri autori. Il 4\, 18 ottobre e 22 novembre e 20 dicembre sarà sul palco il comico Dani Bra. Quattro serate all’insegna della grande comicità romana. Il 10 ottobre\, il 14 novembre e il 6 dicembre sarà la volta della cantante Giò di Sarno\, che intreccia la grande tradizione musicale napoletana e romana con momenti di intensa recitazione. Il 25 ottobre e il 21 marzo arriva l’energia del comico Claudio Sciara\, tra battute taglienti e uno sguardo acuto e dissacrante sul quotidiano. Il 7 e 8 novembre l’attrice Alessandra Merico\, in un mix esplosivo di alto e basso\, cultura\, trash e stereotipi di genere. Il 15 novembre l’attore Giorgio Gori con un tributo ai grandi “Giorgio racconta Walter e Chiari si offende”. Il 29 novembre il duo comico I Sequestrattori\, Christian Generosi e Barbara Boscolo\, una delle coppie comiche più amate della scena italiana\, con un passato da protagonisti a Zelig\, Zelig Off e Sabato Italiano su Rai 1. La prima parte della stagione si chiude con Gaspare di Stefano\, 12 e 13 dicembre\, in un esilarante e surreale viaggio tra note rubate e colpi di scena con “Gigi\, ma che jazz fai?!”. Da novembre a febbraio arriva anche il teatro per bambini a cura di Giovanna Cappuccio. Nel 2027 sul palco\, invece\, si avvicenderanno Mago Auro\, Welcomedy\, Roberto Ranelli\, Trio Vita\, Morte e Miracoli\, Marco Capretti e Beba Albanesi\, Salvatore Mazza\, Enzo Casertano e Alessandra Merico\, Marina Vitolo e il ritorno della Compagnia della Farsa. 
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LOCATION:Piccolo Teatro di Prova della compagnia della Farsa\, Via del Campo\, 16\, Roma\, ITA\, 00172\, Italy
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SUMMARY:KPOP IDOL SHOW - Tributo Live e Meet & Greet al Teatro Orione
DESCRIPTION:Il ritmo travolgente\, l’energia e i colori del pop coreano sono pronti a conquistare il cuore della Capitale. Sabato 26 settembre 2026\, alle ore 20:30\, il Nuovo Teatro Orione aprirà le sue porte a un appuntamento unico nel suo genere: debutta infatti il KPOP IDOL SHOW – Tributo Live e Meet & Greet\, un evento speciale nato dalla collaborazione tra il Nuovo Teatro Orione\, Never Seen SRL e Feste Spettacolo. \n\n\n\nConcepito come un vero e proprio viaggio nell’universo visivo e musicale che sta spopolando a livello globale\, lo spettacolo si propone come un tributo artistico interamente ispirato alle atmosfere del celebre successo internazionale “K-Pop: Demon Hunters”.  \n\n\n\nA dare vita a questa magica avventura sarà un gruppo di straordinari talenti del panorama artistico\, pronti a ricreare l’inconfondibile dinamismo delle iconiche performance coreane. Le potenti voci protagoniste di Eleonora Segaluscio\, Simona Foschetti ed Emanuela Saccardi guideranno la narrazione musicale\, impreziosita dalla partecipazione straordinaria di Claudia Portale. Ad assicurare la spettacolarità visiva dello show ci penserà un cast di performer d’eccezione composto Salvatore Iavarone\, Andrei De Guia\, Austin De Guia\, Alessio Petrolati e Luca Caraffa. \n\n\n\nMa le sorprese non si esauriranno con il calare del sipario. Al termine dello spettacolo\, il pubblico avrà l’opportunità di incontrare di persona gli artisti. Grandi e piccini potranno così scattare una foto ricordo insieme ai protagonisti direttamente sul posto\, immortalando l’energia e le emozioni di una serata indimenticabile pensata per far sognare tutta la famiglia. \n\n\n\nI biglietti per l’evento sono già disponibili in formato E-Ticket sulla piattaforma ufficiale Vivaticket e presso tutti i rivenditori autorizzati.  \n\n\n\nInfo:  \n\n\n\nDettagli dell’evento: \n\n\n\nBiglietti online: Vivaticket
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LOCATION:Nuovo Teatro Orione\, Via Tortona\, 7\, Roma\, 00183\, Italia
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SUMMARY:"La materia della vita"\, personale di Antonio Barbieri a Certaldo
DESCRIPTION:Dal 26 settembre all’8 febbraio le sale storiche di Palazzo Pretorio a Certaldo (FI) saranno abitate dalla nuova personale di Antonio Barbieri La materia della vita\, a cura di Davide Sarchioni.  \n\n\n\nQuando la tèchne incontra il logos\, la tecnologia torna a essere ciò che era all’origine: uno strumento nelle mani dell’uomo\, capace di trasformare la materia in pensiero e il gesto in poesia. È nelle mani dello scultore Antonio Barbieri che questa origine si riattiva – tra forme naturali\, macchine evolute e immaginazione – nel nuovo progetto espositivo negli spazi medioevali di uno dei palazzi storici della Toscana\, oggi casa del contemporaneo\, tra le architetture e gli affreschi della ex sede del Vicariato fiorentino.  \n\n\n\nCosa accadrebbe se fosse possibile vedere ciò che i nostri occhi non possono percepire? Se i dati\, gli algoritmi e le relazioni invisibili che governano la crescita di una pianta\, l’evoluzione delle specie o l’organizzazione della materia potessero assumere una forma fisica? È da questa domanda che prende avvio la ricerca di Antonio Barbieri\, una delle più originali nel panorama artistico italiano della sua generazione\, che nel tempo ha sviluppato un linguaggio autonomo e riconoscibile\, in un territorio di confine nel quale scultura\, scienza e tecnologia convivono e si alimentano reciprocamente. \n\n\n\nScanner e sistemi di acquisizione dati\, fotogrammetrie e algoritmi\, modellazione e stampa 3D sono strumenti e processi attraverso cui l’artista amplia le proprie capacità di osservazione\, acquisendo e interpretando informazioni che sfuggirebbero all’esperienza diretta. È l’artista che crea l’algoritmo e poi attraverso il gesto creativo lo interpreta\, lo scompone e lo trasforma. La tecnologia torna così ad essere subordinata al fare artistico\, riaprendo a Palazzo Pretorio il secolare dialogo tra tecnica e creazione. Attraverso la sua sapiente manualità\, ciò che appartiene alla dimensione invisibile acquista corpo e viene tradotto in forme vibranti e poetiche. Barbieri modella\, assembla e dipinge a mano le proprie sculture in un confronto diretto con le qualità fisiche dei materiali: la centralità del fare si estende fino alla progettazione di alcuni degli stessi strumenti impiegati nella ricerca\, ideati o modificati dall’artista in funzione delle specifiche esigenze del lavoro.  \n\n\n\nDa questi processi nascono presenze complesse\, sospese tra naturale e artificiale\, realtà biologica e potenzialità immaginativa\, che evocano ramificazioni vegetali\, coralli\, microrganismi\, fossili o creature sconosciute quasi provenissero da un passato lontano e primigenio e\, nello stesso tempo\, appartenere a una dimensione futuribile. Esse non riproducono la natura ma ne interpretano le regole profonde e ne esplorano le potenzialità formali\, poiché ogni opera nasce da un processo creativo irripetibile durante il quale l’artista\, durante il suo operare\, accoglie lo stupore e il senso di meraviglia suscitati dalla continua scoperta. \n\n\n\nInnestandosi negli spazi di Palazzo Pretorio\, La materia della vita attraversa differenti livelli di organizzazione del vivente: dagli alberi filogenetici alle strutture generate dall’elaborazione di dataset biologici\, dalle Chimere\, nate dalla fusione di elementi appartenenti a organismi differenti\, fino alle opere che integrano sistemi robotici e processi generativi. La mostra presenta un corpus di lavori inediti e site-specific pensati per i diversi ambienti del Palazzo\, che non restituiscono l’immagine di una natura immobile\, ma di un universo in continuo divenire\, nel quale forme\, relazioni e trasformazioni rendono percepibili le connessioni profonde che attraversano il mondo vivente e trovano nella materia nuove formulazioni plastiche.  \n\n\n\nNel confronto continuo tra uomo e macchina\, tra innovazione e tradizione\, tra precisione scientifica e sensibilità artistica\, il lavoro di Barbieri ruota attorno alla possibilità di un rinnovamento della scultura nell’era tecnologica e digitale\, dove l’innovazione non coincide con l’abbandono della manualità\, ma con l’ampliamento delle modalità attraverso cui la materia può essere pensata e trasformata. Come la prospettiva nel Quattrocento contribuì a ridefinire la rappresentazione dello spazio\, le tecnologie contemporanee estendono oggi il campo del visibile e\, con esso\, gli strumenti attraverso cui l’artista può interrogare la forma. Non si tratta di sovrapporre due rivoluzioni lontane\, ma di osservare come il mutamento degli strumenti della conoscenza abbia continuamente aperto\, nella storia dell’arte\, nuovi territori per l’immagine e per la scultura.  \n\n\n\nIl progetto\, concepito appositamente per gli ambienti del Palazzo che negli ultimi anni ha aperto un’importante finestra sull’arte contemporanea con le mostre di Vincenzo Marsiglia\, Thomas Lange\, Valentina Palazzari\, Oliviero Rainaldi e Alfredo Rapetti Mogol\, è organizzato da Exponent in collaborazione con la galleria NM Contemporary – Monaco con il patrocinio del Comune di Certaldo e del Consiglio Regionale della Regione Toscana. \n\n\n\nOrario:Da settembre a ottobre: 10:00-13:00 e 14:30-19:00Da novembre a febbraio: 10:00-13:00 e 14:30-16:30Martedì: chiusuraSabato e domenica: 10:00-13:00 e 14:30-17:30Info: 0571 661219Mostra a cura di: Davide SarchioniCoordinamento e progetto di allestimento: Exponent S.r.l.
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LOCATION:Palazzo Pretorio\, Piazzetta del Vicariato\, 4\, Certaldo (FI)\, ITA\, 50052\, Italy
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SUMMARY:"Marina Bindella. Cosmografie" all'Aranciera di Villa Borghese
DESCRIPTION:L’esposizione raccoglie circa quaranta opere — tra dipinti\, xilografie\, acquerelli e grandi installazioni polittiche — che documentano gli sviluppi più recenti della ricerca di Marina Bindella. \n\n\n\nFondata sull’indagine del segno come principio generativo della forma\, della luce e dello spazio\, la mostra presentalavori realizzati dal 2020 a oggi\, accanto ad alcuni significativi affondi in periodi precedenti\, includendo anche una selezione di libri d’artista. Il percorso attraversa serie e nuclei tematici legati alle origini della materia\, alla struttura dell’universo\, alla percezione del tempo e alle potenzialità generative del segno.
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LOCATION:Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese\, Via Fiorello La Guardia\, 6 e viale dell’Aranciera\, 4\, Roma\, ITA\, 00197\, Italia
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SUMMARY:A Ravenna\, "Le forme del jazz a venire"
DESCRIPTION:Torna in scena a Ravenna la manifestazione musicale Le forme del jazz a venire\,organizzata da Jazz Network ETS con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori\, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”\, dedicato alla valorizzazione degli artisti under 35. La seconda edizione dell’iniziativa\, che si svolgerà nell’arco di due fine settimana (25-26 settembre e 2-3 ottobre)\, darà visibilità a gruppi jazz composti da giovanissimi musicisti emergenti il cui talento è tale da poter aprire loro le porte della scena professionale più elevata. \n\n\n\nL’età media degli artisti coinvolti in “Le forme del jazz a venire” è di 29 anni. E a mettere in ulteriore risalto l’elemento anagrafico contribuisce anche la location che ospiterà i concerti (tutti a ingresso gratuito): il Cisim di Lido Adriano\, col suo valore aggiunto di centro di aggregazione giovanile. \n\n\n\nI gruppi in cartellone sono tutti trii\, guidati da giovani leader dagli orientamenti musicali già ben delineati: le cantanti Lisa Manara e Ada Flocco\, il chitarrista Francesco Merli e il pianista Vincenzo Bosco. Il loro approccio al jazz è consapevole e informato delle vicende storiche della musica afroamericana ma contemporaneamente è aperto all’ispirazione che proviene dalle musiche di altri continenti oltre che dai linguaggi popolari. \n\n\n\n“Le forme del jazz a venire” esordisce venerdì 25 settembre con il trio della cantanteLisa Manara. Sostenuta da una strumentazione inconsueta (la chitarra di Fabio Mazzini e la batteria di Paolo Rubboli)\, la vocalist imolese proporrà “Capo Verde\, canta l’incontro”\, progetto che si ispira alle musiche interpretate da Cesária Évora\, elegante ambasciatrice della musica di Capo Verde nel mondo. Nella scaletta trovano spazio anche brani di cantautori contemporanei quali Mayra Andrade e Bonga. Un viaggio sonoro che è un crogiolo di esperienze e culture differenti\, fra tradizione latino-europea e antiche radici africane. \n\n\n\nLa programmazione del primo fine settimana sarà completata\, sabato 26 settembre\, dall’esibizione del chitarrista Francesco Merli. Il trio del musicista imolese\, come le altre formazioni da lui create\, evidenzia una sconfinata passione per le sonorità afroamericane\, spaziando dallo swing al funk. \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre\, con il concerto di Ada Flocco\, prenderà il via il secondo fine settimana di “Le forme del jazz a venire”. Assieme alla Flocco\, nel suo trio “Trame”\, troviamo il contrabbassista Andrea Esperti e il chitarrista Saverio Zura\, che è una presenza musicale assidua al fianco della cantante abruzzese in diversi contesti. \n\n\n\nIl trio del pianista Vincenzo Bosco salirà sul palco per la serata conclusiva\, sabato 3 ottobre. Bosco è attratto dai materiali musicali che hanno una storia da raccontare\, e così è anche nel progetto “Loom” che eseguirà in questa occasione. Tramite l’improvvisazione\, il pianista infonde la propria personalità nelle varie estetiche musicali che lo ispirano. \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\nVenerdì 25 settembre \n\n\n\nRavenna\, Cisim di Lido Adriano\, ore 21:30 \n\n\n\nLISA MANARA TRIO \n\n\n\n“Capo Verde\, canta l’incontro” \n\n\n\nLisa Manara – voce; Fabio Mazzini – chitarra; Paolo Rubboli – batteria \n\n\n\nSabato 26 settembre \n\n\n\nRavenna\, Cisim di Lido Adriano\, ore 21:30 \n\n\n\nFRANCESCO MERLI TRIO \n\n\n\n“Zughé” \n\n\n\nFrancesco Merli – chitarra; Sergio Mariotti – contrabbasso; Tommaso Stanghellini – batteria \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre \n\n\n\nRavenna\, Cisim di Lido Adriano\, ore 21:30 \n\n\n\nADA FLOCCO TRIO \n\n\n\n“Trame” \n\n\n\nAda Flocco – voce\, effetti; Saverio Zura – chitarra\, effetti; Andrea Esperti – contrabbasso\, effetti \n\n\n\nSabato 3 ottobre \n\n\n\nRavenna\, Cisim di Lido Adriano\, ore 21:30 \n\n\n\nVINCENZO BOSCO TRIO \n\n\n\n“Loom” \n\n\n\nVincenzo Bosco – pianoforte; Raffaele Guandalini – contrabbasso; Francesco Benizio – batteria \n\n\n\nInformazioni\n\n\n\nJazz Network\, tel. 0544 405666\, e-mail: info@jazznetwork.it\,  \n\n\n\nwebsite: www.leformedeljazzavenire.it \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\nCisim: Viale G. Parini 48\, Lido Adriano (Ravenna).
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SUMMARY:Una Striscia Di Terra Feconda Festival
DESCRIPTION:Il festival Una Striscia Di Terra Feconda si terrà dal 25 settembre al 25 ottobre\, alla Casa del Jazz\, al Museo Macro e al Teatro Tor Bella Monaca\, a Roma. \n\n\n\nIl festival di jazz e musiche improvvisate Una Striscia di Terra Feconda\, fondato e diretto da Paolo Damiani e da Armand Meignan\, è nato nel 1998 per promuovere innovazione e ricerca\, valorizzando la diversità musicale e coinvolgendo non solo artisti assai noti ma anche nuovi talenti\,   invitati ad esibirsi in contesti di notevole prestigio \, grazie al Premio Siae e alle residenze: 4-5 artisti- spesso senza mai essersi incontrati prima \, provano per 3-4 giorni le loro composizioni\, creando così’ nuovi gruppi e repertori\, a volte registrati su disco e diffusi grazie a Radio3; l’obiettivo è sostenere forme e linguaggi musicali contemporanei\, sperimentali\, ibridi\, che vadano oltre i generi tradizionali\, promuovendo anche l’incontro tra musica e altre discipline- letteratura\, video\, danza- verso l’interdisciplinarietà.  \n\n\n\n Il festival esiste quindi per sostenere e valorizzare la cultura musicale del jazz più sperimentale\, favorendo l’accesso e la partecipazione ad eventi di alta qualità.   Attraverso una serie di azioni mirate\, intende sviluppare una proposta culturale che coinvolga il pubblico più vario e al tempo stesso sia in grado di attrarre nuove generazioni\, promuovendo il jazz contemporaneo e le musiche improvvisate come patrimonio culturale vivo e dinamico. La manifestazione rappresenta da decenni un modello di approccio artigianale all’azione culturale\, ogni concerto e’ un pezzo unico\, progettato in piccola scala e che deve poter esistere accanto ai grandi eventi. Incarniamo una diversità molto piu’ ricca di quella promessa da algoritmi che ne ignorano spessore e poetica\, privilegiando i tempi medio-lunghi della creazione artistica e oltre le logiche dello sbigliettamento\, dei grandi numeri\, delle visualizzazioni su Spotify.  \n\n\n\nNel 2026 i concerti si svolgeranno a Roma presso la Casa del Jazz\, il Museo Macro\, il Teatro Tor Bella Monaca\, ma anche nel Lazio\, a Santa Marinella\, all’Auditorium ‘R. Trenta’ di Velletri e al Conservatorio Licinio Refice di Frosinone. \n\n\n\nDopo le due anteprime di Santa Marinella\, con l’Anno che verrà\, presentato dal trio Servillo\, Girotto\, Mangalavite e Canto Conte con Ilaria Pilar Potassini & Angelo Valori & Medit Orchestra\, il festival prende il via ufficialmente\, venerdì 25 settembre\, alle 19\,30\, alla Casa del Jazz di Roma con il trio Riessler\, Melozzi e Riessler. Il trio riunisce tre voci distintive della musica europea contemporanea: Enrico Melozzi (violoncello)\, Michael Riessler (clarinetto basso) e Lorenzo Riessler (batteria). All’inizio della sua carriera\, Melozzi ha lavorato a stretto contatto con Riessler come suo assistente\, in un periodo in cui Michael Riessler era già una figura artistica affermata. Questa storia condivisa ha creato una profonda intesa musicale e un’interazione altamente intuitiva. Radicato nel jazz\, nella musica contemporanea e nell’improvvisazione\, il trio si muove con naturalezza tra composizione e spontaneità. La combinazione di violoncello\, clarinetto basso e batteria apre un ampio spettro espressivo\, da trame liriche a passaggi ritmicamente intensi\, riflettendo anche il percorso artistico di Melozzi come direttore musicale\, dal Festival di Sanremo fino a dirigere al Teatro alla Scala. Sabato 26 settembre\, alle 19\,30\, alla Casa del Jazz\, Roberto Gatto Trio con Marco Molendini in Around Miles and Trane. Miles Davis e John Coltrane: due geni della musica\, due inventori immaginifici\, due simboli di un’America creativa\, due amici legati da una storia profondamente connessa. Per rievocare la loro forza contagiosa\, tutt’ora fortemente evocativa\, Roberto Gatto e Marco Molendini uniscono musica e parole\, suoni e storie in un viaggio libero\, costruito per rendere omaggio a quei due maestri del jazz con gli occhi e le orecchie di oggi. Una produzione originale per questa edizione di Una Striscia di Terra Feconda. Un doppio appuntamento per domenica 27 settembre: in mattinata. Alle 11\,00\, alla Casa del Jazz\, Ludus Gradus\, Cerchi Concentrici. Indagini disegnate e partiture musicali dialogano nell’architettura del qui e ora. Ludus Gravis è un ensemble di soli contrabbassi dedito alla ricerca e all’esplorazione di nuova musica. È nato dall’incontro tra Stefano Scodanibbio e Daniele Roccato e fin dal suo debutto nel 2010 ha rappresentato un’autentica novità nel panorama musicale contemporaneo\, attirando l’attenzione dei maggiori compositori e ricevendo inviti dai più prestigiosi festival musicali europei. Alle 18\,00\, sempre alla Casa del Jazz\, Lorenzo Simoni Quartet con Javier Girotto. Lorenzo Simoni\, Vittorio Solimene\, Giulio Scianatico e Fabrizio Doberti incontrano Javier Girotto\, sassofonista argentino di fama internazionale\, dando vita ad un quintetto inedito. Non si tratta di un semplice quartetto con ospite bensì di un vero e proprio gruppo con un suo repertorio ed una sua identità. Il sassofonista argentino è affiancato da un quartetto pluripremiato\, attivo dal 2022 e formato da alcuni dei migliori musicisti del panorama nazionale. In repertorio saranno presenti composizioni edite ed inedite di Girotto e Simoni. Doppio appuntamento\, venerdì 2 ottobre\, alla Casa del Jazz\, alle 19\,30\, Sarah Chaksad Quartet. Da oltre dieci anni Sarah Chaksad è una delle voci più interessanti del jazz europeo\, distinguendosi con i suoi ensemble di medie e grandi dimensioni. Sassofonista e compositrice svizzera\, ha conquistato il pubblico e la critica internazionale grazie a produzioni originali e concerti di grande impatto. Con il suo nuovo quartetto\, Sarah Chaksad apre un nuovo capitolo del proprio percorso artistico\, presentando composizioni e arrangiamenti inediti. A seguire\, A forza di essere vento con Maria Laura Baccarini\, voce e Hélène Labarrière\, contrabbasso.Fabrizio De André non ha avuto modo di attraversare il confine verso il terzo millennio\, se n’è andato poco prima. E chissà cosa avrebbe scritto se avesse potuto osservare le trasformazioni di questo mondo… il concerto e’ interamente basato su canzoni di Fabrizio De André. Un duo: contrabbasso e voce umana. Solo corde\, per lasciare alla profondità delle parole tutto il suo spazio. Ancora un doppio appuntamento\, sabato 3 ottobre\, alla Casa del Jazz. Alle 19\,30\, Residenza “Una Striscia di Insulae Mediterranee” (bando di concorso nazionale) Gruppo Under 35: vincitore VMV Trio feat. Laurent Dehors. Il VMV Trio nasce dall’incontro di tre giovani musicisti pugliesi: Vincenzo Di Gioia (‘03) al sax alto\, Marco Cutillo (’01) alla chitarra e Vito Tenzone (‘99) alla batteria\, fra i più talentuosi e promettenti musicisti pugliesi della loro generazione. Il Trio si concentra sulla ricerca\, attraverso perlopiù composizioni originali\, di sonorità personali e identificative\, vicine al mondo del jazz contemporaneo e della musica da film. Ospite del trio il clarinettista Laurent Dehors. A seguire\, Jacky Molard Quartet. Dopo oltre trent’anni trascorsi a rinnovare profondamente la musica popolare bretone\, aprendola alle infinite suggestioni delle musiche del mondo\, il violinista Jacky Molard ha dato vita a un quartetto insieme a Hélène Labarrière (contrabbasso)\, Yannick Jory (sassofoni) e Janick Martin (fisarmonica). I quattro musicisti provengono da percorsi artistici molto diversi e continuano a sviluppare la propria attività in ambiti eterogenei\, dal jazz alla musica tradizionale\, dalla classica alla danza contemporanea. Proprio dall’incontro tra queste esperienze nasce un linguaggio musicale originale\, in cui ciascuno accoglie e trasforma il mondo sonoro dell’altro\, contribuendo a un’identità collettiva unica. Nuovo doppio appuntamento\, domenica 4 ottobre\, alla Casa del Jazz. Alle 18\,00\, Thomas Lasca Quartet ospite Javier Girotto “Prime Parole”. Prime Parole è il primo progetto da solista del giovane chitarrista marchigiano Thomas Lasca\, affiancato da Emilio Marinelli (pianoforte e synth) e da Andrea Elisei (batteria e drumpad). Dopo diversi lavori discografici come co-leader e sideman\, Lasca decide di dare forma ad un sound che negli anni si è plasmato attraverso tutte sue composizioni originali ed inedite. Per fare ciò si avvale di una formazione piuttosto particolare dove il ruolo del basso viene diviso tra la chitarra e il piano\, con la batteria che fa da collante e da motore ritmico del gruppo. Per impreziosire la vena melodica dei brani Lasca si affida al sax soprano e baritono di Javier Girotto\, ovvero una delle personalità più importanti e forti del panorama jazzistico e non solo nazionale ed internazionale. A seguire\, Canto Conte Trio\, Ilaria Pilar Patassini interpreta le canzoni di Paolo Conte.Canto Conte è il nuovo progetto di Ilaria Pilar Patassini\, qui in veste di interprete e ideatrice\, dedicato a una rilettura del mondo delle canzoni Paolo Conte e che ha avuto un grande riscontro a livello di critica tanto da risultare finalista della cinquina del Premio Tenco 2025 nella categoria Miglior Interprete. Nella versione in trio\, Pilar presenta il progetto Canto Conte in una veste essenziale e intensa\, accompagnata da Simone Sansonetti alla chitarra e da Andrea Colella al contrabbasso. Un live che restituisce la ricchezza di sfumature\, l’ironia sottile e la profondità poetica dell’universo di Paolo Conte. Mercoledì 7 ottobre\, alle 21\,00\, al Teatro di Tor Bella Monaca\, il duo Javier Girotto e Vince Abbracciante. Non è certo la prima volta che il jazz e le tradizioni argentine s’innamorano fino a finire in un abbraccio vigoroso\, simile a un tango impetuoso e improvviso. Non è neanche la prima volta che la fisarmonica\, strumento popolare (se si puo dire)\, che porta nel suo corpo l’eco di un misto di tutti i folclori del mondo\, s’imbaldanzisce per uscire con delizia dal suo universo tradizionale. Ma l’italiano Vince Abbracciante (giovane nuovo talento della fisarmonica) e l’argentino Javier Girotto\, lirici e molto melodici\, cercando sempre conversazioni intimiste\, hanno la sensibilità e il talento di alzare questo esercizio di «stile» al suo grado più alto di compimento estetico e di poesia sentimentale. Insieme i due artisti propongono una musica originale\, regalando «nuovi ponti tra il jazz\, il folclore\, il tango»\, Improvvisazione libera e scrittura neoclassica con stralci malinconici e raffinatezza espressiva del loro universo musicale che si rivolge tanto all’anima quanto al pensiero introspettivo. Giovedì 8 ottobre\, alle 19\,30\, ritorno alla Casa del Jazz\, con un doppio appuntamento\, Il Premio SIAE Top Jazz\, un riconoscimento nato dalla collaborazione tra la SIAE e il prestigioso mensile Musica Jazz per valorizzare i migliori talenti e i vincitori del celebre referendum Top Jazz. Il trombettista toscano Jacopo Fagioli\, vincitore del premio “Nuovo Talento” al Top Jazz 2025\, presenterà Dialogue \, il suo secondo album da leader. Alla guida di un quartetto con Davide Strangio (chitarra)\, Amedeo Verniani (contrabbasso) e Mattia Galeotti (batteria)\, Fagioli propone un suono contemporaneo con incursioni elettroniche\, dove la scrittura rigorosa si fonde all’improvvisazione pura. Il progetto esplora il concetto di dialogo come confronto su temi complessi quali potere\, crisi climatica e identità. A seguire\, Ambrosetti\, Angeleri\, Esposito trio. Il sodalizio tra il pianista Claudio Angeleri\, il flicornista Franco Ambrosetti e il bassista Marco Esposito nasce negli anni Novanta come colonna sonora di diversi progetti multidisciplinari in cui l’improvvisazione si intreccia con la letteratura\, il teatro e la luce grazie al contributo di diversi artisti. Le musiche originali\, a firma di Angeleri e Ambrosetti\, insieme ad una selezione di alcune composizioni di Thelonious Monk e standards del jazz costituiscono il repertorio. Sabato 10 ottobre\, alle 19\,30\, alla Casa del Jazz\, Franco D’Andrea\, piano solo. Con oltre 160 dischi incisi in Italia e all’estero e 20 premi Top Jazz vinti nella sua carriera\, Franco D’Andrea è ormai considerato uno dei migliori pianisti contemporanei e rappresenta l’eccellenza che il jazz italiano ha saputo partorire negli ultimi 50 anni.  L’iridescente arte di Franco D’Andrea è un poliedro tendente alla sfera. L’oceanica immensità della sua costante ricerca di un linguaggio personale all’interno della tradizione jazzistica trova in questa quasi un’ora di musica in piano solo una rappresentazione adamantina. Una straordinaria panoramica sul suo pensiero musicale libero da manierismi di sorta e costantemente alla ricerca di un’espressività autentica e profonda. Musica di una caparbietà gentile\, appuntita\, magmatica\, scattante e raffinata. Travolgente e coerente allo stesso tempo. Mirabilmente in bilico tra Apollo e Dioniso. Intensamente personale\, completamente jazz. ll piano solo rappresenta nel jazz – afferma Franco D’Andrea – una delle occasioni più adatte per ricercare\, improvvisando\, nuove combinazioni musicali\, con esiti imprevedibili. In un’epoca in cui nella maggior parte dei casi si maneggiano forme\, estetica e arte con i guanti dell’anatomopatologo a proteggersi dalla formalina\, Franco e la sua musica sono una delle luci più forti in una notte buia. Un faro da seguire per superare un mare scuro e viscoso in bonaccia. Domenica 11 ottobre\, alle 18\,00\, alla Casa del Jazz\, Alta Formazione Jazz\, tre progetti nati dalla collaborazione con importanti istituzioni formative. Nel corso della serata si avvicenderanno tre formazioni. In apertura\, il debutto di “Wildflowers”\, un prestigioso ensemble nato dalla collaborazione con il Conservatorio di Musica “G. Martucci” di Salerno\, con\,Elena Paparusso voce\, Mario Sacchettino voce\, Pasquale Geremia sassofono tenore\, Giada De Priscochitarra\, Carmine Storzillo pianoforte\, Christian Trotta basso elettrico e Riccardo Leone batteria. Il nome evocativo\, oltre a richiamare la spontaneità dei fiori selvatici\, rende omaggio a uno dei brani manifesto di Wayne Shorter\, tra i più grandi e rivoluzionari compositori della storia del jazz. Questo tributo ideale si lega profondamente al cuore del progetto\, formato da alcuni dei migliori talenti dell’Istituto: musicisti in parte già avviati alla professione che\, pur condividendo una solida radice accademica comune\, hanno saputo intraprendere e coltivare direzioni stilistiche uniche e personali. Il repertorio della serata sarà interamente costruito sulle composizioni originali scritte dagli stessi studenti\, scelta volta a valorizzare la ricerca espressiva e l’originalità di ciascun componente. “Wildflowers” diventa così l’espressione di una cornice ampia e inclusiva: un linguaggio artistico capace di accogliere\, valorizzare e far fiorire le sfumature irripetibili di ogni singola identità\, valorizzando il talento creativo delle nuove generazioni di musicisti formate dal Conservatorio di Musica “G. Martucci” di Salerno. A seguire\, Roberto Ottaviano Chansons en trois couleurs\, in collaborazione con il Conservatorio di Musica N. Piccinni di Bari. Chanson en trois couleurs nasce dall’idea che esista una sottile linea transalpina capace di unire\, al di là dei confini geografici\, lo spirito di alcuni fra i più grandi musicisti francesi e italiani. È una terra comune fatta di lirismo\, di eleganza e di una naturale vocazione cinematografica della scrittura musicale: composizioni che raccontano storie\, evocano paesaggi\, custodiscono memorie e aprono nuovi orizzonti. Attraverso le musiche di Henri Texier\, Enrico Rava\, Aldo Romano\, Roberto Gatto\, Michel Portal\, Enrico Pieranunzi ed altri autori che hanno segnato questo percorso\, il progetto rende omaggio a una tradizione musicale che ha saputo intrecciare il jazz europeo con la cultura mediterranea. A chiudere la serata\, Rosario Giuliani Hammond Jazz trio\, in collaborazione con Saint Louis College of Music. Un progetto che nasce tra le aule del Saint Louis College of Music e prende vita sul palco grazie all’incontro tra esperienza\, formazione e creatività. Il Rosario Giuliani “Organ Trio” rappresenta il risultato di un percorso artistico sviluppato sotto la guida di Rosario Giuliani\, tra i più autorevoli sassofonisti del panorama jazz italiano e internazionale. Il concerto propone un repertorio che alterna composizioni originali di Rosario Giuliani a una selezione di standard della tradizione jazz\, rivisitati attraverso arrangiamenti originali pensati per una formazione che valorizza il timbro caldo e inconfondibile dell’organo Hammond\, strumento simbolo della storia del jazz\, del soul e del blues. Martedì 13 ottobre\, alle 21\,00\, al Teatro Tor Bella Monaca\, Gabriele Coen/ Donatella Patino Quintet “Respiro”. Il concerto ripercorre\, insieme alla rilettura coreografica di Donatella Patino “Respiro\, musica e danza in dialogo” le tappe più importanti della attività compositiva di Gabriele Coen\, ma anche le musiche per il teatro e la danza. In questa formazione la musica si arricchisce dell’interpretazione improvvisativa e coreografica che esplora i simbolismi legati all’atto del respiro. Un dialogo continuo in cui suono e movimento si scambiano costantemente il ruolo di guida creando suggestioni e paesaggi sonori coinvolgenti.  Ogni respiro è un tempo. Ogni suono è spazio d’ascolto. Donatella Patino collabora da tempo con Gabriele Coen\, interessato al lavoro sull’intercodice con particolare attenzione all’Incontro tra suono e gesto. Domenica 18 ottobre\,alle 18\,00\, all’Auditorium ‘R. Trenta’ di Velletri\, Note di Piacere\, tratto da Il Piacere\, di Gabriele D’Annunzio\, con Barbara Bovoli. voce narrante e Paolo Damiani contrabbasso\, e composizioni. Lo spettacolo vuole fuggire la canonica forma del reading\, fa propria l’improvvisazione tipica della jam session jazz\, diventa un dialogo tra voce e note\, un happening ogni sera diverso\, ogni concerto\, un’esperienza unica. Sabato 24 ottobre\, alle 18\,00\, ingresso gratuito\, al Conservatorio Licinio Refice di Frosinone\, Paolo Damiani “Last Land Band”. Il nuovo progetto di Paolo Damiani propone un repertorio in bilico tra jazz e canzone\, caratterizzato da splendide melodie composte non solo dai tre solisti ma anche da autori come Charles Mingus (Good bye pork pie hat)\, Rodriguez (Rabo de nube)\, Ramirez (Alfonsina y el mar)\, Jony Mitchell (A case of you)\, Haden (Song for Che) \, nonché brani dei Beatles e di De Andre’. Paolo Damiani e Antonio Jasevoli suonano e registrano insieme da tempo; incontro improbabile sulla carta\, solitamente i due si muovono in ambiti assai diversi: il contrabbassista ha inventato un linguaggio originale ed europeo\, spostando l’estetica jazz in contesti non tradizionali\, il chitarrista ha elaborato la grande lezione del miglior Rock (Cream\, Hendrix\, Beck…) attraverso la conoscenza e la pratica del linguaggio jazzistico e della musica classica sviluppando una personalissima poetica che attraversa territori diversi. In questo nuovo progetto hanno coinvolto Elena Paparusso\, tra le più emozionanti voci del jazz italiano\, in grado di muoversi agilmente nei territori della canzone così come della sperimentazione. Chiusura di Una Striscia Di Terra Feconda\, domenica 25 ottobre\, alle 17\,00\, con un doppio appuntamento\, a ingresso gratuito\, al Museo Macro. Ad aprire il duo composto da Mederic Collignon\, tromba e Christophe Monniot\, sassofono. L’uno sembra avere lo strumento più malinconico e introspettivo\, l’altro apparentemente l’utensile più brillante e dall’espressione più solare\, ma sono tutto tranne che due artisti “classici” e ben ordinati nei cassetti del suono e dell’espressione: possono mutare aspetto in piena libertà̀\, con agilità e flessibilità. La loro complicità dura da diversi decenni\, attraverso ogni sfumatura del jazz e delle musiche elettriche o sinfoniche. Il loro vocabolario è prolisso e consente una libertà totale\, delineando contorni interiorizzati di una riservatezza marcata o i raggi di un’espressività traboccante. Libertà\, libertà e ancora libertà! Ma con il legame che li unisce come le ali di un uccello\, senza mai mollare la tensione tra loro. Talvolta una campana indiana\, talvolta un flauto armonico (overtone)\, certi suoni appariranno come foto di viaggi in mezzo alle impennate di energia. A seguire\, Eric Sèva e Daniel Zimmerman\, due solisti d’eccezione che hanno deciso di prolungare la loro esperienza comune esplorando una formula intimista e del tutto inedita: il duo sax baritono / trombone\, una combinazione di suoni che sprigiona una vibrazione calda\, profonda e potente… Il repertorio attinge a un folklore immaginario comune\, dove si intrecciano composizioni originali e molteplici musiche popolari del XX secolo e soprattutto di tutto il mondo.  \n\n\n\nLa manifestazione è ritenuta dalla critica specializzata tra le più originali e innovative in Europa\, nella graduatoria nazionale relativa alla Qualità’ Artistica dei 19 Festival storici\, stilata dal Ministero della Cultura\, Una striscia di terra feconda risulta al secondo posto in Italia. Nel 2022 il festival ha vinto il Premio Gender Equality assegnato dalla Federazione nazionale del jazz italiano\, per la consistente presenza di artiste donne nel programma.  \n\n\n\nLa rassegna fa parte delle più importanti reti europee di jazz\, EJN e I-JAZZ. \n\n\n\nDiverse prestigiose istituzioni italiane sostengono il festival: il Ministero della Cultura \, la la Regione Lazio\, il Comune di Roma (Municipio II)\, Zetema\, la SIAE (main sponsor)\, la Fondazione Musica per Roma – Auditorium Parco della Musica\, la Casa del Jazz\, Institut Français in Italia- Ambasciata Francese a Roma\, la Fondazione Nuovi Mecenati\, Goethe Institut\, il Museo Macro\, RAI Radio 3 (media partner)\, il Centro di Produzione Insulae Lab\, MIDJ\, Puglia Sounds\, Azienda Speciale PalaEXPO\, Promu\, Musica Jazz\, il Teatro di Tor Bella Monaca\, I-jazz\, il Conservatorio di Salerno\, il Conservatorio di Bari\, il Conservatorio di Frosinone\, la Scuola Saint Louis\, i Comuni di Santa Marinella e Velletri \n\n\n\nINFO: 349 2643452
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SUMMARY:"UN’ALTRA PARTE" al Cometa Off con Lucio Patanè
DESCRIPTION:Sarà in scena dal 25 al 27 Settembre al Teatro Cometa Off lo spettacolo UN’ALTRA PARTE scritto e interpretato da Lucio Patanè\, che ne ha curato anche le musiche\, arrangiamento ed esecuzione di Francesco Marino\, luci e direzione tecnica di Ruggero Scambia\, regia di Mario Pizzuti. \n\n\n\nUna sedia su una spiaggia\, il tempo indefinito della nostalgia\, le atrocità di una guerra\, l’infanzia rubata\, un orsacchiotto\, un bar e i suoi avventori\, i ricordi scambiati per vita quotidiana. E’ la vita di un uomo qualsiasi\, vittima di una guerra qualsiasi. \n\n\n\nUn uomo senza nome che si racconta abbattendo le barriere temporali. Perché il passato\, per quanto doloroso\, non è una pietra da rimuovere\, ma si può metabolizzarne le ferite solo lasciandolo confluire nel presente. \n\n\n\nE’ la “follia” di un adulto che guarda gli altri\, le cose\, con gli occhi di un bambino: non con rassegnazione\, ma con un incantato distacco; “giudice” imparziale delle proprie e altrui debolezze\, ma proprio per questo capace di accogliere dentro di sé il policromo mondo che lo circonda con umana compassione e comprensione.  \n\n\n\nUn’altra parte è il luogo di chi si è dovuto sradicare abbandonando luoghi e affetti\, un’altra parte è il luogo interiore di chi è rimasto \,ma si è visto portare via tutto. \n\n\n\nPer sua naturale concezione questo atto unico non fa riferimenti precisi a luoghi e periodi storici. Qui\, il peso del passato\, galleggia e si riverbera nel racconto dell’adulto bambino e nei personaggi da lui evocati.
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