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SUMMARY:“Soli” a Fortezza Est
DESCRIPTION:Debutta in prima nazionale a Fortezza Est\, dal 5 al 7 marzo 2026\, “Soli”\, una commedia scritta da Sarah Sammartino e diretto da Riccardo Sinibaldi\, entrambi in scena insieme a Paolo Giovannucci\, Giuditta Pascucci e Francisco Roca-Rey\, protagonisti di un racconto sulla mercificazione dell’affetto e il distacco sentimentale dei nostri tempi. \n\n\n\nIn un luogo futuribile\, un uomo dal carattere freddo e una donna ipersensibile gestiscono un centro dove si può affittare affetto. Lui è convinto che possano\, così facendo\, cambiare il destino dell’umanità̀. Chi non ha tempo o coraggio per trovare un compagno o per rivedere una vecchia amica\, può scegliere di affittare mezz’ora di Abbraccio\, Carezze o Testa sulle ginocchia. Si possono facilmente ordinare sul menù\, come nei ristoranti all-you-can-eat. \n\n\n\nL’affetto a pagamento\, infatti\, è il più̀ puro che si possa ricevere perché́ non condizionato da alcuna implicazione\, e viene proposto come pratica spirituale. È usato per assistere le persone\, per incoraggiarle a risorgere dopo perdite e traumi relazionali\, per aiutarle a ritrovarsi\, per insegnargli come amare meglio e in modo più autonomo. Ogni cosa però viene capitalizzata e corrotta\, ridotta a mera operazione di marketing per creare profitto\, e l’individualismo è venduto come saggezza. \n\n\n\nAbbiamo un uomo\, Andrea\, che crede fermamente in ciò che fa\, da un punto di vista teorico\, ma poi non è capace di essere intimo con i suoi clienti\, e una donna\, Donna\, che ha il cuore spezzato e proprio per questo ha deciso di prendersi cura dell’affettività degli altri. Insieme incontrano una piccola rosa di clienti che cercano consolazione\, come il Signor Chiari che sta divorziando\, la Signora Falk a cui è morto il marito e Antonio\, un ragazzo\, che – nella nostra epoca ipertecnologica – non è a suo agio con il proprio corpo. Le sedute cambiano il destino dei personaggi e la razionalità del progetto fallisce di fronte alla complessità e alla fame d’amore del cuore umano. \n\n\n\nViviamo in un mondo in cui tutto è mercificabile e le relazioni interpersonali si perdono dentro i nuovi mezzi di comunicazione\, distruggendo e alterando non solo il nostro modo di vivere\, ma anche la nostra idea di ciò che è “umano”. L’analisi di questo processo di modificazione del reale viene affrontata in Soli con una base di ironia e delicatezza che evita qualsiasi giudizio\, ma allo stesso tempo riesce a porci delle domande a cui dobbiamo trovare delle risposte\, perché le categorie che applichiamo alla nostra vita devono cambiare\, se vogliamo capire cosa ci sta accadendo. \n\n\n\nOrario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30 \n\n\n\nbiglietto unico 14.00€ \n\n\n\nAbbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli  70€ \n\n\n\nwww.fortezzaest.com \n\n\n\ninfo e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com \n\n\n\n| whatsapp 329.8027943| 349.4356219
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SUMMARY:“Trilogia dell’Avanguardia” al Teatro Hamlet
DESCRIPTION:La Compagnia Hangar Duchamp presenta al Teatro Hamlet di Roma nei giorni sabato 7 e domenica 8 marzo 2026 il progetto “Trilogia dell’Avanguardia”\, spettacolo/performance che rappresenta la sintesi e la realizzazione della sua ricerca dal 2017 ad oggi. Tre avanguardie\, tre spettacoli nello stesso giorno\, con lo stesso cast\, nello stesso luogo e per lo stesso pubblico. In accoglienza e negli intervalli gli spazi comuni del teatro sono abitati da una serie di performance e letture dedicate al capitolo successivo\, animate dalla sezione under 30 della compagnia\, l’Hangar Lab.  \n\n\n\nAlle ore 18:00 il primo movimento di questa sinfonia teatrale\, il capolavoro dada “Il Cuore a Gas” di Tristan Tzara. Alle ore 19:30 il secondo movimento\, con la commedia surrealista “Le Mammelle di Tiresia”\, di Guillaume Apollinaire.  \n\n\n\nAlle ore 21:00 il terzo e conclusivo movimento con la metafisica di Alberto Savinio e il suo “Capitano Ulisse”.  \n\n\n\nLa linea che collega Dadaismo\, Surrealismo e Metafisica è una delle più marcate della storia dell’arte e la connessione meno conosciuta tra queste meravigliose esperienze è proprio il teatro. Conosciamo queste avanguardie per quello che vediamo nei musei\, Hangar Duchamp vuole portare a conoscenza un altro aspetto di queste realtà\, fornire uno sguardo diverso ed alternativo attraverso una mini maratona teatrale\, un’esperienza di intrattenimento totale\, un percorso nella storia e nell’arte del novecento alla riscoperta di contenuti e concetti che sono decisamente attuali\, dalla ribellione ai limiti imposti dalla società all’affermazione dell’identità di genere\, dal valore della memoria e del ricordo alla rivolta contro qualunque convenzione e accademismo. I sottotitoli di ogni movimento (potere all’oggetto\, potere all’azione\, potere al corpo) rimarcano la ricerca registica ed attoriale che ha ispirato il relativo capitolo.   \n\n\n\nMovimento 1. Dada. IL CUORE A GAS | potere all’oggetto Rumore bianco teatrale\, così è stato definito questo folle copione di Tristan Tzara rappresentato per la prima volta\, in pieno contrasto con le convenzioni e gli accademismi del suo tempo\, nel 1921 a Parigi. Occhio\, Bocca\, Orecchio\, Naso\, Sopracciglio e Collo vivono\, dialogano ed interagiscono all’interno di un mondo irreale\, fuori dal tempo e dallo spazio. L’autore stesso descrive la sua opera come una commedia ed in effetti ne ha gran parte delle caratteristiche\, da una discreta ed intelligente comicità all’immancabile lieto fine\, se non fosse che il testo non ha una narrazione chiara\, che la storia\, di fondo\, sembrerebbe non esistere e che i dialoghi sono apparentemente sconnessi e privi di qualunque logica. L’interpretazione di Hangar Duchamp prevede l’aggiunta ai personaggi originari di Didascalia\, una personificazione delle geniali note a margine dell’autore. I protagonisti vengono interpretati come esseri privati della funzionalità legata al proprio nome\, per autodifesa ma forse anche come una forma di timida autoaffermazione. Tutto sembra destinato alla noia\, alla ripetitività\, in questo strano mondo\, a meno che non ci sia chi decida di ribellarsi\, ad esempio innamorandosi\, mostrando come spesso\, la propria infelicità sia causata da costrizioni e limiti masochisticamente autoimposti. “Si tratta dell’unica e della più grande truffa del secolo in tre atti.”  \n\n\n\nMovimento 2. Surrealismo. LE MAMMELLE DI TIRESIA | potere all’azione A Zanzibar\, rappresentazione della Francia di inizio Novecento\, Teresa abbandona il marito\, uomo greve e prepotente\, per assumere un’identità maschile\, lasciando volar via le proprie mammelle: si chiamerà Tiresia. Il marito\, solo e abbandonato\, si troverà costretto ad assumere un’identità femminile per sobbarcarsi i compiti dovuti al ruolo di moglie e donna\, compresa la maternità. Metterà al mondo\, in un sol giorno\, 49.051 bambini. L’uomo diventerà una madre ambiziosa\, tanto da far innamorare un autoritario e virile Gendarme e da attrarre le attenzioni della stampa. “Le Mammelle di Tiresia” può essere considerato l’atto iniziale del Surrealismo\, la stessa parola “surrealista” fu infatti un neologismo coniato da Apollinaire per descrivere questa opera\, caratterizzata da sorprese linguistiche\, tra mitologia e innovazione. La regia di Andrea Martella interpreta la narrazione in modo fluido\, spingendo sul pedale della comicità\, eleggendo a filo conduttore il mondo infantile\, così presente nel testo originale. \n\n\n\nMovimento 3. Metafisica. CAPITANO ULISSE | potere al corpo Scritta nel 1925 per l’effimero Teatro d’Arte di Pirandello e rappresentata per la prima volta solo nel 1938\, in un clima definito “ostile”\, questa visione di Ulisse filtrata dalla lente deformante di un grande artista ed intellettuale del Novecento ha conosciuto\, fino ad oggi\, un quasi totale oblio.  Ulisse è per Savinio un uomo sfinito\, svuotato\, un anti-eroe che non è in grado di prendere in mano la sua vita\, soprattutto quella sentimentale\, diviso com’è nel rapporto con tre donne che sembrano a lui la stessa persona.  Andrea Martella opera una riduzione dal testo originale\, isolando il nucleo relativo al rapporto tra Ulisse e le tre donne della sua vita\, epicentro emotivo di tutta la sua avventura. La sua regia proietta l’azione dentro la mente del protagonista\, rappresentata come un carcere di massima sicurezza all’interno del quale Circe\, Calipso e Penelope sono incatenate\, prigioniere dell’incubo ricorrente di un uomo disturbato e confuso\, recluso lui stesso nel proprio caos psicologico\, alimentato anche da altre presenze che si aggirano in modo poco nitido nei suoi ricordi\, dalla dea Minerva ai marinai della sua nave. Il contatto col pubblico avviene attraverso un personaggio fulminante e geniale\, lo spettatore\, portatore sano di una sottile ed inaspettata comicità. \n\n\n\nNegli intervalli performance a cura di Hangar Lab \n\n\n\nSCHEDA TECNICA \n\n\n\nTITOLO: TRILOGIA DELL’AVANGUARDIA   \n\n\n\nLUOGO E INFO: TEATRO HAMLET  \n\n\n\nDATE: Sabato 7 e Domenica 8 marzo dalle ore 18:00 alle ore 22:00  \n\n\n\nPer partecipare: https://www.teatrohamlet.it/Spettacoli/duchamp.html  \n\n\n\nMovimento 1. Dada: Ore 18:00 IL CUORE A GAS di Tristan Tzara  \n\n\n\nMovimento 2. Surrealismo: Ore 19:30 LE MAMMELLE DI TIRESIA di Guillaume Apollinaire  \n\n\n\nMovimento 3. Metafisica: Ore 21:00 CAPITANO ULISSE di Alberto Savinio   \n\n\n\nCon: Giorgia Coppi\, Flavio Favale\, Vania Lai\, Simona Mazzanti\, Walter Montevidoni\, Leonardo Pio Nardone\, Vlad Silter  \n\n\n\nScena: Mattia Urso  \n\n\n\nLuci: Marco Linari   \n\n\n\nAmbiente Sonoro: Attila Mona  \n\n\n\nProblem solving: Alessia Cottone  \n\n\n\nStaff: Chiara Petragnani  \n\n\n\nConsulenza tecnica: Claudio Masci  \n\n\n\nFoto: Manuela Giusto  \n\n\n\nRegia e direzione artistica: Andrea Martella \n\n\n\nHangar Lab: Aurora Matarazzo\, Eleonora Montevidoni\, Laura Proietti
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LOCATION:Teatro Hamlet\, Via Alberto da Giussano\, 13\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"Casta Diva" al Conservatorio di Alessandria
DESCRIPTION:Ph.Luigi_Bloise\n\n\n\nSabato 7 marzo alle ore 14:30\, presso l’Auditorium del Conservatorio “Antonio Vivaldi”(via Parma\, 1 – Alessandria)\, avrà luogo il convegno aperto al pubblico “Casta Diva: Voci\, ruoli e saperi femminili nel teatro musicale italiano”\, che si propone di condividere le attività e i principali risultati del progetto biennale di respiro internazionale “Casta Diva: An International Research and Production Digital Platform on Women in Italian Musical Theatre”\, nato nel 2024 dalla collaborazione tra dodici istituzioni italiane di alta formazione da Alessandria a Roma\, da Napoli a Torino. \n\n\n\nIl progetto ha l’obiettivo di valorizzare e far conoscere a livello internazionale le figure femminili che hanno segnato la storia del teatro musicale italiano: non solo le grandi dive e protagoniste sulla scena (come Maria Callas e Renata Tebaldi)\, ma anche compositrici\, impresarie\, costumiste e molte altre presenze fondamentali che hanno contribuito\, spesso senza adeguato riconoscimento\, dietro le quinte. Le attività hanno previsto programmi formativi\, convegni\, produzioni artistiche\, ricerche musicologiche e percorsi innovativi di musicoterapia. I risultati sono stati raccolti in un digital hub “digital library”— www.progettocastadiva.it — che sarà presentato durante l’evento. \n\n\n\nQui ad esempio i bozzetti di tutte le protagoniste femminili delle grandi operehttps://progettocastadiva-staging.medialibrary.it/home/index.aspx \n\n\n\nIl progetto Casta Diva è coordinato dal Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria\, istituzione capofila\, e coinvolge una rete nazionale composta da altri undici Conservatori di musica\, Accademie di Belle Arti e Università impegnati in attività di ricerca artistica\, produzione musicale e innovazione digitale. In particolare\, prendono parte al progetto i Conservatori “B. Maderna – G. Lettimi” di Cesena e Rimini\, “Giuseppe Verdi” di Como\, “Giacomo Puccini” della Spezia\, “Alessandro Scarlatti” di Palermo\, “Franco Vittadini” di Pavia\, “Giuseppe Nicolini” di Piacenza\, “Giulio Briccialdi” di Terni\, insieme alle Accademie di Belle Arti di Napoli e “Albertina” di Torino e al Dipartimento di Pianificazione\, Design\, Tecnologia dell’Architettura della Sapienza Università di Roma. \n\n\n\n «Questo progetto ci ha ricordato che il teatro musicale non è fatto solo di nomi celebri\, ma di tante storie sorprendenti ancora da scoprire. Un percorso capace di aprire prospettive inedite: proposte artistiche originali\, nuove occasioni di conoscenza e un continuo scambio tra ricerca\, didattica e produzione. Portare queste esperienze sul palco\, in classe e online significa offrire nuove chiavi di lettura e contribuire\, in modo concreto\, a una cultura più consapevole\, inclusiva e condivisa»\, afferma Giovanni Albini\, responsabile scientifico del progetto. \n\n\n\nGrazie al sostegno dell’Unione Europea attraverso i fondi NextGenerationEU e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza\, il progetto ha promosso un modello di cooperazione tra istituzioni AFAM e università\, favorendo nuove prospettive di ricerca artistica e scientifica e contribuendo alla costruzione di una rete internazionale dedicata allo studio e alla diffusione del ruolo femminile nel teatro musicale. L’incontro del 7 marzo si configura quindi come tappa conclusiva di un percorso condiviso che\, attraverso il dialogo tra musica\, arti visive\, studi di genere e innovazione tecnologica\, intende lasciare un’eredità duratura nel panorama della formazione e della produzione culturale contemporanea. \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\nIl pomeriggio si aprirà alle ore 14:30 con i saluti istituzionali\, introdotti dal Presidente e dal Direttore del Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria.  \n\n\n\nA seguire\, dalle 15:00 alle 17:00\, è prevista una tavola rotonda dedicata alle attività del progetto “Casta Diva”\, durante la quale interverranno i responsabili scientifici delle dodici istituzioni coinvolte per presentare i risultati raggiunti e le prospettive future delle azioni di ricerca\, produzione artistica e formazione sviluppate nel biennio. \n\n\n\nIl programma riprenderà alle 17:15 con la presentazione delle attività progettuali dedicate alla musicoterapia\, ambito che ha rappresentato uno dei nuclei più innovativi del progetto\, mettendo in relazione ricerca artistica\, benessere e inclusione sociale. \n\n\n\n Alle 18:00 seguirà la presentazione ufficiale del digital hub del progetto – a cura della Prof.ssa Bertolone e del Dott. Paduano della Sapienza Università di Roma – piattaforma internazionale pensata come archivio digitale e ambiente di condivisione dei contenuti scientifici e artistici prodotti dalle istituzioni partner. \n\n\n\nLa giornata si concluderà alle ore 19:00 con il momento musicale dal titolo “Virtuose all’opera nel ’700”\, a cura della classe di canto rinascimentale e barocco del Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria\, guidata dal Prof. Mirko Guadagnini. Protagoniste dell’esecuzione saranno le studentesse Sofia Mammone e Giada Ghiglino Amiri\, accompagnate da Francesco Silvestri al clavicembalo\, che interpreteranno musiche esito del progetto di ricerca avviato presso il Vivaldi dal Prof. Giovanni Polin e dalla ricercatrice Ingrid Schraffl su arie di figure femminili di rilievo nei teatri musicali italiani dell’età dell’Illuminismo\, offrendo al pubblico una restituzione artistica concreta dei risultati ottenuti.
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SUMMARY:"CONFINI" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Boaz e George si conoscono sull’applicazione Grindr. Sono solo a 20 km di distanza eppure non possono incontrarsi. Il primo\, infatti\, è israeliano mentre il secondo è libanese: vivono in paesi nemici separati da una recinzione sulla linea di confine. Nonostante l’impossibilità della relazione i due ragazzi continuano a parlare in chat e i loro incontri virtuali creano in un’area liminale che non tiene conto della politica\, della guerra e della diversità delle culture. Sono entrambi attratti l’uno dall’altro e per questo decidono di incontrarsi a Berlino\, vista come “un’isola di pace” in un mondo di guerre. La tensione tra i due paesi\, tuttavia\, si accende ed i due ragazzi saranno costretti a prendere decisioni molto difficili. \n\n\n\nNIMROD DANISHMANRegista teatrale\, drammaturgo e insegnante\, cofondatore e direttore esecutivo dell’Ha’Meshulash Theatre – il teatro LGBTQ di Tel Aviv – e vincitore del Premio Shulamit Aloni del 2021. Dopo essersi laureato con lode ha scritto e diretto la sua prima opera “BORDERS” al Teatro Tzavta (2018). Lo spettacolo è stato prodotto a New York\, Londra e Würzburg e ha ricevuto la nomination come migliore opera teatrale al New York Summer Festival. Ha diretto il cortometraggio “Woman to Woman” di Roey Maliach Rashef al Playwrights Project (2018)\, co-regista dello spettacolo “More than that we are not” di Gal Chepsky a Tzavta (2019) ed è ideatore dello spettacolo documentario “For Real – Podcast teatrale” al Tamune Theatre (2019). Nel 2021\, ha scritto e diretto la sua seconda opera\, “A Last Night in Rome” al Teatro Ha’Meshulash\, e ha diretto la tragedia “The Child Dream” di Hanoch Levin alla Goodman\, la scuola di recitazione nel Negevl. \n\n\n\nDi Nimrod Danishman – Con: Daniele Alan Carter e Claudio Cammisa –  – Musiche originali eseguite dal vivo Luigi Mas– Video Emanuelcarlo Mas – Titoli e progetto grafico Augusto Casella – regia ENRICO MARIA LAMANNA
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY:"Scomode" al Centro Culturale Artemia
DESCRIPTION:C’è un punto preciso in cui la risata si strozza e la commozione si traveste da sarcasmo. Quel punto è il palcoscenico di SCOMODE\, ultimo lavoro di Massimiliano Vado: una confessione corale\, un affondo vertiginoso nelle crepe dell’identità femminile contemporanea. \n\n\n\nLa storia della sua vita recente\, attraverso lo svelamento femminile. Tre voci. Tre donne. Tre monologhi che si cercano e si interrompono\, si accavallano e si graffiano\, come le unghie protagoniste del sottotitolo: “talmente lunghe che il pollice non è più opponibile”. \n\n\n\nÈ un teatro scomodo\, appunto: disturbante\, irriverente\, lucido. Più scomodo per gli uomini che per le donne. Certamente per l’autore. Un catalogo emotivo che alterna nevrosi e lucidità\, ironia chirurgica e disperazione domestica. \n\n\n\nSi ride – sì – ma si ride male\, perché il riso è sporco\, ubriaco\, nervoso. E nel frattempo\, dentro\, qualcosa si è rotto per sempre. Vado scrive come chi conosce il corpo e le sue menzogne: i desideri non detti\, la sessualità goffa\, le relazioni tossiche travestite da normalità\, il dolore emotivo persistente. \n\n\n\nLe protagoniste parlano come si beve vino dopo una giornata assurda: con urgenza\, con troppa sincerità\, con lo sguardo perso e unghie sempre laccate. Hanno spasmi di lucidità. Non c’è psicologismo\, non c’è pedagogia. Solo un fiume di parole vere quanto crudeli. E dietro ogni battuta – anche la più spietata – un frammento d’amore\, un’eco di solitudine. La regia\, essenziale e precisa\, non consola. Non addolcisce. Espone. E lascia che siano loro – le scomode – a diventare lo specchio: per le donne che conosciamo\, per quelle che siamo stati\, per quelle che non abbiamo saputo ascoltare. \n\n\n\nUno spettacolo che non cerca consensi ma condivisione. Semmai. Una drammaturgia che brucia. E che\, proprio perché brucia\, rimane. Auspicabilmente. Sotto la pelle. Dentro le vene. Indelebile. Lì dove le parole – anche quelle dette a bassa voce – diventano necessarie. \n\n\n\nSinossi \n\n\n\nTre donne. Una tavola\, molti bicchieri e infinite confessioni. SCOMODE è un’esplorazione teatrale tagliente\, ironica e profonda della femminilità urbana\, fragile e indistruttibile.Tra racconti intimi\, sogni spezzati e memorie condivise\, le protagoniste portano in scena i disastri sentimentali\, le derive sessuali\, le contraddizioni sociali e il disagio sottopelle dell’essere donna oggi. Frammenti di vita\, pensieri a voce alta\, liste di ansie\, paure e confessioni che si trasformano in veri e propri atti d’accusa – a volte contro gli uomini\, a volte contro se stesse. Il testo alterna ironia feroce e struggente vulnerabilità\, con un linguaggio diretto\, libero e spietato. Il filo conduttore è l’amicizia: rifugio\, specchio\, tribunale. Ma anche luogo di cura\, complicità e sopravvivenza. Lo spettacolo scava\, non compiace. Per scelta. E lascia emergere una realtà scomoda\, fatta di donne brillanti e stanche\, ironiche e ferite. Donne vive. E per questo\, imprescindibili. \n\n\n\nNote di Regia \n\n\n\nLa messa in scena di SCOMODE sarà volutamente essenziale. Uno spazio vuoto\, nero\, definito solo da luci decise: colori netti che commentano gli stati d’animo\, virando dal fucsia all’ambra\, dal blu petrolio al rosso fuoco. Le tre protagoniste saranno vestite come dei peluche: abiti morbidi\, quasi infantili\, ma \n\n\n\nsempre sopra tacchi importanti – una contraddizione visiva che espone la fragilità e l’ostentazione\, la dolcezza e il desiderio. Al centro\, un semplice tavolino da bar: simbolo di un’intimità condivisa\, rifugio notturno dove ci si dice la verità\, si ride e si sanguina con dignità. Il vino – ovviamente – sarà vero\, bevuto in scena\, come fosse sangue travestito da piacere. Tutto ciò che non serve sarà tagliato. \n\n\n\nLa parola – viva\, ironica\, cruda – sarà protagonista assoluta. Un teatro che non finge\, ma si dichiara. Una dichiarazione d’amore al disagio e al dolore. Come le sue protagoniste: scomode\, quindi indispensabili. In tutto quello che scriviamo\, produciamo\, soprattutto recitiamo\, c’è sempre qualcosa di intimamente nostro. Diventa produttivo e originale quando non somiglia a noi\, quando ogni storia parte dalla nostra pancia e arriva in un punto qualsiasi dell’universo ogni cosa che ci capita\, ogni fantasia\, ogni innamoramento\, ogni profonda delusione\, ogni relazione\, ogni incontro\, viene rimescolato all’interno della nostra sensibilità e proposto su un palco o davanti a una macchina da presa. Credo sia l’apice più alto del lavoro che sono contento di fare. Capita anche di trasformare così tanto quello che ci è accaduto da farlo diventare un intreccio a tre voci\, per tre attrici completamenti diverse ma ugualmente raffinate. Il compito primo è quello di produrre un’autobiografia minima ma estremamente fedele\, dapoter far rappresentare da qualcuno che palesemente non sono io. È così che nasce il testo “Scomode”\, una recensione tassonometrica di alcuni periodi ingarbugliati quanto infinitamente produttivi della mia vita\, in cui si mischiano sensazioni e impedimenti\, alti innalzamenti dello spirito ed ironia. Scritto per tre voci\, prodotto per tre anime. Una necessità. \n\n\n\nScomodo – scritto e diretto da Massimiliano Vado – Con: Elena Biagetti\, Alessia Ferrero e Emanuela Panzarino
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LOCATION:Centro Culturale Artemia\, Via Amilcare Cucchini\, 38\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Edipo re di Sofocle a Galleria Toledo
DESCRIPTION:Venerdì 6 marzo alle ore 19.00 (in replica sabato 7 marzo ore 20.30 e domenica 8 marzo ore 18.00) la compagnia archiviozeta presenta un nuovo attraversamento di Edipo re di Sofocle\, traduzione di Federico Condello\, drammaturgia\, scenografia\, regia\, interpretazione Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti\, musica di Patrizio Barontini.  \n\n\n\nA distanza di qualche anno dalla sua ultima ripresa nel 2022\, lo spettacolo torna in scena come terreno di ricerca sulle tracce metateatrali del testo mettendo in evidenza la postura poetica e formale della compagnia.  \n\n\n\nIl luogo del delitto è sotto gli occhi di tutti. La versione di Edipo di archiviozeta cammina sul filo dei contrasti\, degli interrogatori e delle indagini alla ricerca ossessiva del colpevole: in scena due figure istruiscono il procedimento ineluttabile che porta alla conoscenza e quindi al dolore. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nColui che cerca è l’oggetto della ricerca \n\n\n\nchi non sa è colui a proposito del quale si tratta di sapere \n\n\n\ncolui che ha sguinzagliato i cani è egli stesso la preda \n\n\n\nla pista in cui li ha lanciati li riconduce al punto in cui li attende. \n\n\n\nMichel Foucault – Lezioni sulla volontà di sapere/Il sapere di Edipo \n\n\n\nUna lunga storia… Abbiamo iniziato a girare intorno a Edipo Re nel 2011 quando decidemmo di metterlo in scena a Fiesole\, a cento anni di distanza dall’inaugurazione del Teatro Romano che – primo in Italia – nel 1911 ospitò un Edipo in un sito archeologico. Lo spettacolo era all’ora del tramonto e senza nessuna amplificazione\, la musica era suonata dal vivo\, in scena eravamo in quattro. Ma non si fa Edipo senza una lingua e senza una profonda conoscenza del greco antico\, dei giochi di parole\, dei lapsus\, dei tranelli e delle false piste. Decidemmo di mettere in scena Edipo perché ci colpì profondamente la ricerca filologica attenta e la contemporaneità della nuova e ancora mai rappresentata traduzione di Federico Condello dell’Università di Bologna. Qualche tempo dopo facemmo un nuovo allestimento in due capannoni dismessi dai lavori dell’Alta Velocità nella Valle del Santerno\, tra Imola e Firenzuola. Era un altro spettacolo. Eravamo al chiuso ma quando sul finale si aprivano i portelloni\, il pubblico\, da quello spazio industriale\, poteva vedere il verde dei boschi intorno: il nostro Citerone era là a due passi! \n\n\n\nNel 2015 ci venne offerta la possibilità di riallestirlo in occasione delle serate in Aula Magna Santa Lucia dell’Università di Bologna\, preceduto da una lezione di Massimo Recalcati. Decidemmo di ripensare tutto lo spettacolo per farne una cosa completamente diversa: tutto in due attori\, doveva essere uno scontro dialettico fino all’ultimo respiro\, un tentativo di far emergere al massimo le tracce metateatrali e di far risaltare uno straniamento che portasse ancora più in luce la lacerazione profonda della contemporaneità. \n\n\n\nMa come lavorare su un personaggio come Edipo\, vittima e colpevole allo stesso tempo\, come rappresentare la complessità dei diversi personaggi che si attorcigliano a lui per salvarlo o annientarlo?Pensare Edipo come un dialogo aumenta la complessità: il protagonista lo conosciamo. Ma chi è questa deuteragonista che in sequenza si trasforma in Sfinge\, Tiresia\, Giocasta\, Messaggero\, Pastore? Uno spettroche tenta di sviare il colpevole dalla verità pur dicendola apertamente\, che sembra l’artefice del suo destino\, che lo obbliga a vivere sul luogo del delitto e che lo precipita in un incubo oscuro dal quale non può uscire? È forse questo suo doppio ossessivo il responsabile di tutto? \n\n\n\nL’importante è non rispondere a questa domanda\, lasciare che il dubbio rimanga come un tarlo nella mente\, come una lotta tra saperi. \n\n\n\nDa questo naufragio nell’abisso è nata la partitura musicale e sonora di Patrizio Barontini ed è emerso il segno scenografico: una Y disegnata sul palcoscenico\, una Lambda maiuscola – la lettera greca – lettera zoppa\, simbolo della stirpe di Edipo\, lettera genetica contenuta nel nome stesso dei Labdacidi\, quasi un cromosoma di luce\, abbiamo sotto gli occhi il crocevia di tre cammini\, spazio sospeso\, indefinito o iperdefinito\, passaggio dalla visibile oscurità alla luce accecante. \n\n\n\nCosì è nato un nuovo Edipo\, tragedia immensa e immensamente tragica: la storia di un bambino preso nella trappola genetica e abbandonato al suo destino. \n\n\n\nGianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni
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LOCATION:Galleria Toledo\, Vicolo I Porta Piccola a Montecalvario\, 34\, Napoli\, ITA\, 80134\, Italy
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SUMMARY:"VERNICE FRESCA" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Sarà in scena dal 6 all’ 8 marzo al Teatro di Villa Lazzaroni lo spettacolo VERNICE FRESCA drammaturgia e regia di Giovanni Sicurello\, con Maria Lomurno\, Giovanni Sicurello\, Fabio Versaci\, Gianluca Guizzardi. \n\n\n\nVernice Fresca -un testo scritto e interpretato da giovani attori- mette in scena il confronto tra individui agli antipodi della società: un giovane in crisi lavorativa e una clocharde provocatoria e irriverente.  Attraverso dialoghi sferzanti e situazioni surreali\, lo spettacolo esplora temi dell’alienazione\, frustrazione e ricerca di autenticità in un mondo che spesso sacrifica l’umanità per il successo\, e riflette su cosa significhi realmente essere liberi.  \n\n\n\nAlla fermata dell’autobus Davide incontra Mirella\, una clochrad fuori dagli schemi che vive in un camper senza ruote. I due avviano una conversazione che\, tra battute pungenti e provocazioni\, si trasforma in uno specchio delle loro vite. Mirella rappresenta la libertà estrema\, distaccata dalle convenzioni sociali; Davide è frustrato da un lavoro che lo sfrutta e non gli dà alcun senso di realizzazione\, oppresso dalle aspettative e dal bisogno di sicurezza. \n\n\n\nNe deriva un confronto sulla ricerca della libertà e il prezzo che si è disposti a pagare per conformarsi o ribellarsi alle regole della società. \n\n\n\nQuello che i personaggi non sanno è che a innescare le loro confessioni è la panchina stessa sulla quale sono seduti; infatti chiunque vi si sieda è costretto a rivelare ciò che davvero pensa o desidera. A loro si uniscono altri personaggi; un misterioso assassino\, un Prete che metterà in dubbio con ironia le sue stesse convinzioni religiose. La panchina non risparmia nessuno\, mettendo a nudo fragilità\, segreti e desideri repressi\, obbligando i personaggi a fare i conti con la loro vera natura.
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LOCATION:Teatro di Villa Lazzaroni\, Via Appia Nuova\, 522\, Roma\, 00181\, Italia
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SUMMARY:"Beauséjour" al Teatro Comunale di Bologna
DESCRIPTION:Definito da Le Figaro “le Béjart du hip-hop”\, accolto dal pubblico come una vera rock star\, il coreografo francese Mourad Merzouki\, pioniere nel trasformare la danza Hip Hop da pratica di strada ad arte di palcoscenico\, arriva in Italia per presentare Beauséjour\, in prima ed esclusiva italiana il 6 e 7 marzo al Teatro Comunale di Bologna – Comunale Nouveau ore 20:30. \n\n\n\nCinquantaduenne originario di Saint-Priest\, nella periferia di Lione\, con genitori di origini algerine\, quinto di sette figli con il sogno iniziale di diventare acrobata\, Mourad Merzouki è oggi l’autore francese più rappresentato sui palcoscenici di tutto il mondo. Attivo sin dalla fine degli anni Ottanta\, dal 1996 è alla testa della sua Compagnie Käfig che proprio a Bologna festeggerà il trentennale della sua fondazione con 40 creazioni e 2 milioni di spettatori in 65 Paesi. \n\n\n\nBeauséjour è una riflessione sul passare del tempo e sulla trasformazione dei corpi. Una sorta di affresco voluto dal veterano dell’Hip Hop per fare un bilancio della propria parabola artistica e illuminare\, quindi\, con nuova luce gli elementi costitutivi della sua prassi coreografica: il corpo\, l’energia\, la ricerca della bellezza. “Guardo al corpo consumato\, al corpo che ha vissuto\, al corpo che porta i segni e i dolori del tempo – afferma – la nostalgia qui non è un sentimento amaro\, è una forza viva che rinasce e si dispiega”. Il coreografo esplora così i corpi che cambiano con l’età\, trasformando i danzatori attraverso costumi e gestualità inedite.  \n\n\n\nLe sonorità electro-latine create ad hoc da Müller & Makaroff\, il duo svizzero-argentino fondatore con il francese Philippe Cohen Solal a Parigi nel 1998 del gruppo musicale Gotan Project che è stato pioniere nella reinvenzione elettronica del tango\, evocano qui una dimensione conviviale da “guinguette” (balera)\, un luogo di festa e memoria dove riaffiorano ricordi d’infanzia\, primi amori e momenti condivisi con gli amici\, sapientemente resa dallo scenografo Benjamin Lebreton\, in cui è possibile udire i testi del MC e poeta urbano Fafapunk. In scena dialogano generazioni diverse:  quattordici interpreti\, giovani e anziani\, non per contrapporsi\, ma per mostrare il fluire del tempo. Si riflette così sull’inesorabile scorrere del tempo e sulla trasformazione dei corpi\, perché la bella danza è universale e transgenerazionale. \n\n\n\n«In questa nuova creazione\, esploro il corpo al cospetto del tempo. Sto guardando con occhi nuovi e con impegno a comecambiano il movimento e la performance fisica. Alla mia età e dopo una carriera trentennale\, i ballerini della mia generazione non hanno più lo stesso rapporto con il corpo. Eppure\, nei nostri spettacoli e nelle nostre performance\, continuiamo a celebrare la bellezza. Non cerchiamo più spettacolari prodezze fisiche\, ma un’estetica diversa\, che sia comunque aggraziata ed energica. Ho scelto di costruire una coreografia attorno a questa realtà. Quella del corpo che invecchia. La nostra società accetta il corpo e lo valorizza\, ma entro i criteri specifici che si è imposta. In Beauséjour\, guardoal corpo consumato\, al corpo che ha vissuto\, al corpo che porta i segni e i dolori del tempo. La nostalgia qui non è un sentimento amaro\, è una forza viva che rinasce e si dispiega. Beauséjour è l’utopia sia di un passato che rinasce attraverso i ricordi\, sia di un presente vissuto da corpi prominenti\, gonfi e curvi. È una vera sfida coreografica per i ballerini hip-hop\, che devono appropriarsi di nuovi movimenti\, incarnando personaggi singolari molto lontani dalle loro esibizioni abituali. Questi personaggi accattivanti\, che abbracciano la loro originalità\, danno vita a una visione rinnovata della bellezza. Il corpo che invecchia può essere il luogo felice in cui risiede la bellezza! Una bellezza che sfida il tempo\, che resiste ed esiste in mododiverso. Trasportato dai ritmi electro-tango di Müller & Makaroff\, lo spirito della “ginguette” riappare sotto gli occhi delpubblico. La danza\, più che mai\, è una vetrina per la vita e la condivisione». \n\n\n\nMOURAD MERZOUKI\, direttore artistico e coreografo \n\n\n\n«L’incontro con Mourad Merzouki su quello che sarebbe diventato lo spettacolo Beauséjour ha fatto nascere un desiderio: riprendere da dove avevamo lasciato il “progetto Antropoceno”\, arricchendolo e portandolo ancora più lontano\, verso altri territori musicali dell’America Latina\, dalle marimbe e dai ritmi ternari della costa pacifica colombiana ai flauti e ai charango delle vette più alte delle Ande! Proprio come abbiamo fatto con il Gotan Project\, unendo il tango argentino alla musica elettronica. Uno dei vantaggi della musica elettronica è che l’orchestra sta tutta in un laptop! Così abbiamo potuto entrare nello spazio-tempo coreografico e adattare la musica alle esigenze della danza in tempo reale\, garantendo una perfetta sincronizzazione tra le due. Questo modo di lavorare ricorda i primi tempi del cinema\, quando le orchestre erano presenti durante le riprese e tutto veniva fatto contemporaneamente. Questo ampliamento degli orizzonti musicali e la ricerca di nuovi limiti completano l’approccio creativo del coreografo». \n\n\n\nMÜLLER & MAKAROFF\, creazione musicale  \n\n\n\nBEAUSÉJOUR Compagnie Käfig \n\n\n\ncreazione 2024 Les Nuits de Fourvière – Festival international de la Métropole de Lyon\, Centre chorégraphique national de Créteil et du Val-de-Marne / Cie Käfig\, Scène de Bayssan – Domaine Départemental de l’Hérault (Béziers)\, Sport dans la Ville con il supporto di Pôle en Scènes (Bron)\, Théâtre Théo Argence (Saint-Priest) \n\n\n\nCompagnie Käfig è in residenza presso il  Théâtre Théo Argence – Ville de Saint-Priest\, supportata dal Ministero Francese della Cultura\, dalla Région Auvergne-Rhône-Alpes e da Pôle en Scènes \n\n\n\nDurata 60 minuti\, atto unico \n\n\n\nGuarda i video QUI e QUI \n\n\n\nAcquista biglietti su vivaticket
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LOCATION:Teatro Comunale di Bologna\, Largo Respighi 1\, Bologna\, 40126\, Italy
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SUMMARY:"LA DONNA IMPERFETTA... E I SUOI GUAI" alla Sala Lysistrata
DESCRIPTION:Una donna “imperfetta”\, schiacciata da aspettative\, panni da stirare e sogni messi in pausa\, decide di raccontarsi senza filtri. Tra risate e ironia\, partendo da alcuni monologhi di Francesca Nunzi\, svela le piccole tragedie quotidiane di ogni donna “normale”. Un viaggio comico tra frustrazioni\, desideri repressi e improbabili rivincite. Perchè ridere\, a volte\, è l’unico modo per sopravvivere. E magari sentirsi finalmente libera… o forse no? Staremo a vedere. \n\n\n\nGiovedì e venerdì alle ore 21 – Sabato alle ore 19 – Domenica alle ore 18
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LOCATION:Sala Lysistrata\, Via Amerigo Vespucci\, 40\, Roma\, RM\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"The Taming of the Shrew" al Satiro Off di Verona
DESCRIPTION:La bisbetica domata torna con Casa Shakespeare e questa volta sceglie la controffensiva. Un nuovo cast e una nuova ripresa di regia con Lucia Messina. Il suo sguardo femminile e contemporaneo\, raccoglie e riprende l’impianto registico di Solimano Pontarollo. Non in difesa del testo\, ma un attraversamento critico.  \n\n\n\nIn un’epoca\, quella dell’Inghilterra di Elisabetta I\, in cui il rapporto uomo/donna era regolato da gerarchie rigide e socialmente codificate\, Shakespeare costruisce una commedia che ancora oggi fa discutere. La “domatura” di Caterina continua a far storcere il naso alle sensibilità contemporanee. Ed è proprio lì che Casa Shakespeare interviene\, distaccandosi dalla piena immedesimazione\, per osservare il gioco di ruolo. \n\n\n\nLa nuova ripresa infatti punta a proporre una domanda a tutti noi: quanto siamo noi stessi nelle relazioni e quanto spesso invece ci capita di indossare maschere\, rivestire ruoli?  \n\n\n\nL’opera shakespeariana punge proprio su questo punto\, nel mettere in scena un duello di relazione senza mezzi termini che vede i due protagonisti\, ma non solo\, avvicendarsi tra giochi di finzione\, travestimenti e tentativi di dominazione. \n\n\n\nUn gioco a volte spietato\, ma che rivela quanto\, a prescindere da vincitori o sconfitti\, tutti ci ritroviamo attori nel palcoscenico della vita. \n\n\n\nE allora la domanda finale non è più un’imposizione\, ma un riconoscimento: \n\n\n\n«Vuoi baciarmi\, Caterina?» \n\n\n\nNon c’è nome più bello del tuo nome completo. Caterina\, baciami\, se vuoi. \n\n\n\nUna storia antica per una questione attuale\n\n\n\nLa trama è nota: Battista Minola\, padre di due figlie dal carattere opposto\, impone che la primogenita Caterina venga maritata prima della dolce Bianca. Tra travestimenti\, corteggiamenti e strategie\, entra in scena Petruccio\, deciso a sposare la “bisbetica” nonostante il suo “temperamento”. \n\n\n\nCasa Shakespeare firma uno spettacolo con i giovani della compagnia e invita il pubblico ad un nuovo sguardo più contemporaneo. \n\n\n\nShakespeare 2026 è la rassegna annuale di teatro\, incontri e cultura che mette in luce la città di Verona attraverso gli occhi di Shakespeare\, creando un dialogo vivo tra tradizione e contemporaneità. Il calendario è su shakespeare2026.com \n\n\n\nL’iniziativa è inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\, il programma che promuove i valori olimpici attraverso cultura\, patrimonio e sport\, in vista dei Giochi Olimpici e Paraolimpici Invernali 2026. \n\n\n\nPARTNER \n\n\n\nMain sponsor Magis.Con il sostegno di Confartigianato Imprese Verona.Con il patrocinio della Camera di Commercio di Verona\, della Regione del Veneto\, della Provincia di Verona e del Comune di Verona. \n\n\n\nShakespeare 2026 sarà un anno di teatro\, formazione e innovazione\, pensato per mettere in dialogo la tradizione shakespeariana con i linguaggi contemporanei. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nRegia di Solimano Pontarollo ripresa da Lucia MessinaAdattamento testi: Andrea de ManincorProduzione: Casa Shakespeare e On View Experiences di Ornella Naccari \n\n\n\nCast:ATTORI:Viola Rizzardi Penalosa – CATERINASolimano Pontarollo – PETRUCCIOFrancesco D’Ippolito – BATTISTA\, SARTO E ORTENSIORiccardo Caserta – LUCENZIOKelly Negro – BIANCA \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nSpettacolo in costume elisabettianoLingua: dialoghi in inglese con accompagnamento in italiano \n\n\n\nBIGLIETTI E INFO \n\n\n\nPromo per la festa delle donne direttamente online\, Carta Docenti e Carte Culture accettate. \n\n\n\nUnder 12: ingresso omaggio (accompagnati\, prenotazione obbligatoria)Accrediti per giornalisti e blogger \n\n\n\nPer avvicinare i giovani al teatro e renderli parte attiva dell’esperienza\, sono previsti biglietti a 5 euro per studenti delle scuole superiori di Verona e provincia\, presentando il badge scolastico la sera dello spettacolo. \n\n\n\nPrenotazioni veloci:https://bit.ly/42mDzfo \n\n\n\nBiglietteria ufficiale è online: \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/tour/shakespeare-2026/4620 \n\n\n\nContatti e accessibilità scrivere a: info@casashakespeare.it
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LOCATION:Teatro Satiro Off\, Vicolo Satiro\, 8\, Verona\, 37121\, Italia
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SUMMARY:" La Firma" al PiccoloTeatro della Città di Catania
DESCRIPTION:Nel parlatorio di un carcere\, ai due lati di un tavolo che li dividerà irrimediabilmente per tutto il tempo\, un uomo e una donna si confrontano sul passato che è riaffiorato e sul tragico segreto che li ha messi inaspettatamente l’una contro l’altro. E’ così che ha inizio La Firma\, pièce tratta da “Non ti fidare” di Claudio Fava che ne cura anche la regia e che vede protagonisti l’attore siciliano Ninni Bruschetta (appena visto\, tra l’altro nella serie Rai L’Invisibile e attualmente anche in Don Matteo) e l’attrice romana Federica De Benedittis (già volto de Il paradiso delle Signore e che vedremo presto nella fiction Mediaset Alex Bravo). Dopo il debutto nazionale del 26 febbraio al Teatro Sperimentale di Ancona\,  lo spettacolo\, coprodotto da Teatro della Città – CPT di Catania e MARCHE TEATRO\, arriva ora in scena al Piccolo Teatro della Città di Catania dal 5 al 7 marzo\, ore 21.  \n\n\n\nIl testo narra l’intenso confronto tra un uomo e una donna legati da un passato distorto. L’uomo è il padre della donna: o almeno\, così lei ha creduto per tutta la sua vita. Falso. Quell’uomo\, militare di carriera\, l’aveva presa con sé al momento della nascita: la vera madre della ragazza\, arrestata per reati politici e costretta a partorire nel luogo di prigionia\, era stata poi eliminata come tutti gli altri suoi compagni di detenzione. Un segreto e una violenza che riemergono improvvisamente dal passato e che mettono “padre” e figlia di fronte alla necessità di riscrivere il senso del loro rapporto. Proveranno a farlo nel carcere in cui l’uomo è stato rinchiuso in attesa del processo\, e dove la donna va a trovarlo per un ultimo\, definitivo dialogo. Ed è qui che la storia inizia. Di fronte a quel tavolo saltano i ruoli\, il carnefice si fa accusatore\, la vittima diventa imputata\, il rancore si fa pena\, ogni prevedibilità è azzerata da un continuo scambio dei ruoli. Perché la vita\, anche nei suoi momenti più osceni\, fatica ad essere addomesticata\, ridotta allo schematico gioco del confronto tra il bene e il male: in questo caso\, tra la colpa di un finto padre che ha ingannato e la rabbia di una figlia che è stata tradita. Per arrivare ad un finale aperto che ribalta ogni premessa\, ogni logica\, ogni facile soluzione. \n\n\n\nProduzione Teatro della Città – Centro Di Produzione Teatrale\, MARCHE TEATRO (diretto da Giuseppe Dipasquale)\, scene e costumi Vincenzo La Mendola\,assistente alla regia Massimo Blandini\,capo macchinista costruttore Claudio Cutispoto\, macchinista Vincenzo Caniglia\, luci Andrea Chiavaro\, fonica Salvo Arnò\,sartoria Sorelle Rinaldi\, assistente costumista Giuseppe Adorno.
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SUMMARY:“Fratello Sole Sorella Luna” al Teatro Lyrick
DESCRIPTION:Un classico della nostra memoria visiva approda a una nuova drammaturgia scenica: “Fratello Sole Sorella Luna”debutta in prima Nazionale al Teatro Lyrick il 5\, 6 e 7 marzo 2026\, alle ore 21.15\, segnando una nuova tappa nel dialogo tra linguaggio cinematografico e scena dal vivo. \n\n\n\nLa celebre opera di Franco Zeffirelli trova infatti una nuova forma nella versione teatrale firmata da Angela Demattè\, che rilegge la sceneggiatura originale scritta da Zeffirelli insieme a Suso Cecchi D’Amico e Lina Wertmüller. \n\n\n\nLa regia è di Piero Maccarinelli\, che restituisce la dimensione umana della storia attraverso un cast di forte intensità: Giulio Pranno nel ruolo di Francesco\, Ksenia Borzak in quello di Chiara\, con la partecipazione speciale di Massimo Wertmüller e Fabrizia Sacchi\, affiancati da Gabriele Cicirello\, Antonio Iorio\, Edoardo Raiola\, Giovanni Conti ed Edoardo Sacchi. \n\n\n\nLe musiche originali di Riz Ortolani\, insieme alle composizioni e agli arrangiamenti di Alessandro Nidi\, accompagnano e amplificano l’immaginario del racconto. Lo spettacolo è realizzato con il patrocinio di San Francesco 1226–2026\, Comitato Nazionale per l’ottavo centenario della morte del Santo di Assisi\, e nasce da una co–produzione International Music and Arts\, Agidi\, Fondazione Sipario Toscana Onlus – La Città del Teatro\, Oliver and Friends. \n\n\n\nCon questa prima nazionale\, “Fratello Sole Sorella Luna” restituisce al pubblico un viaggio teatrale di rara intensità\, sospeso tra memoria\, visione e spiritualità\, realizzato in occasione dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco. Uno spettacolo che intreccia recitazione e canto\, in un racconto corale e poetico\, ispirato al celebre film di Franco Zeffirelli del 1972\, che ottenne un enorme successo internazionale (David di Donatello nel 1972 e candidatura all’Oscar nel 1974 per la miglior scenografia)\, lasciando un segno indelebile per la forza poetica delle immagini e per le indimenticabili musiche di Donovan\, adattate nella versione italiana da Riz Ortolani\, lo spettacolo porta in scena\, con un linguaggio teatrale contemporaneo\, la storia di Francesco e del suo messaggio universale di fraternità e pace. \n\n\n\nDopo la prima nazionale di Assisi\, lo spettacolo tornerà in tournée a partire da ottobre 2026 nelle città di Milano\, Torino\, Bologna\, Firenze e Roma\, per poi proseguire in numerose altre piazze italiane. \n\n\n\nSinossi \n\n\n\nLo spettacolo ripercorre la straordinaria parabola umana e spirituale di Francesco d’Assisi\, figlio di una ricca famiglia di mercanti\, che sceglie di rinunciare ai privilegi della sua condizione per abbracciare la povertà come unica vera ricchezza. Sullo sfondo di un’Italia attraversata da conflitti tra città e da violente lotte commerciali\, la sua decisione appare inizialmente incomprensibile: suscita scandalo nella sua famiglia\, rifiuto da parte delle autorità religiose e smarrimento nella comunità. \n\n\n\nAccanto a lui si schiera solamente Chiara\, giovane della stessa estrazione sociale\, che ne condivide la radicalità attraverso gesti concreti di solidarietà verso poveri e malati. \n\n\n\nCon i piedi nudi e un saio addosso\, Francesco intraprende la costruzione di una chiesa aperta a tutti\, un luogo di accoglienza per emarginati e diseredati\, lontano dalle fastose celebrazioni ufficiali. Nella contemplazione del creato\, Francesco esprime una gratitudine profonda e poetica verso il mistero della vita\, restituendo al mondo uno sguardo capace di meraviglia; la sua forza d’esempio conquista altri giovani benestanti e dà vita a un movimento che scuote le fondamenta della società e della Chiesa del tempo. \n\n\n\nIl viaggio di Francesco lo conduce fino a Roma\, dove il Papa riconosce la portata rivoluzionaria della sua scelta e viene toccato dalla sua visione di una fede essenziale e spoglia. \n\n\n\nNote di Regia di Piero Maccarinelli \n\n\n\nIl testo adattato da Angela Demattè per il teatro dalla sceneggiatura del film di Franco Zeffirelli si concentra sugli esordi della storia di Francesco da figlio di ricco mercante. giovane soldato in guerra alla scoperta della sua spiritualità\, ai conflitti che questa provoca nei genitori e negli amici. \n\n\n\nParallelo sarà il percorso di Chiara che accompagna Francesco nella costruzione della povera chiesa di San Damiano. \n\n\n\nPercorso difficile per entrambi sia per la posizione delle ricche famiglie\, del potente clero e il progressivo allentamento delle diffidenze degli amici fino alla adesione degli stessi al dettato francescano. \n\n\n\nDubbi e ansie assalgono Francesco osteggiato fino alla fine dall’amico di gioventù Paolo. \n\n\n\nDecisivo sarà l’incontro con il Papa a Roma dove troverà conforto e perfino l’adesione di Paolo. \n\n\n\nÈ una storia di giovani alla ricerca di valori alternativi ai valori dei genitori e della loro classe sociale È la storia della conquista di una serena felicità \n\n\n\nIl nostro non sarà un tentativo di ricostruzione filologica ma un complesso atto d’amore per questa storia.  \n\n\n\nBIGLIETTERIALun – Ven: 18.00 – 20.00 | Sab. 16.00 – 20.00075 80 44 359 \n\n\n\nOrari Botteghino: La Biglietteria del Teatro è aperta tutti i pomeriggi: dal lunedì al venerdì dalle ore 18.00 alle ore 20.00il sabato dalle ore 16.30 alle ore 20.00 \n\n\n\nEmail: cristina@zonafrancaspettacolo.it \n\n\n\nCosto del biglietto \n\n\n\nPrimo Settore – intero: 40\,00 €Primo Settore – ridotto: 37\,50 € \n\n\n\nSecondo Settore – intero: 35\,00 €Secondo Settore – ridotto: 32\,50 € \n\n\n\nTerzo Settore – intero: 30\,00 €Terzo Settore – ridotto: 27\,50 € \n\n\n\nla Biglietteria del Teatro è aperta esclusivamente di pomeriggio\, dal lunedì al sabato dalle ore 18.00 alle ore 20.00. * I prezzi indicati si riferiscono ai biglietti acquistati presso la biglietteria del Teatro Lyrick; se acquistati on line o nei punti vendita esterni verranno aggiunte le relative commissioni di vendita. \n\n\n\nInfo per disabiliPer i diversamente abili (certificati 100%)\, posti su richiesta in appositi spazi riservati (posti limitati). Per ulteriori info o prenotazioni si prega di contattare la Biglietteria ai recapiti e negli orari indicati sopra.
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SUMMARY: La traiettoria calante al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Debutta nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo\, giovedì 5 marzo alle ore 21.00\, La traiettoria calante di e con Pietro Giannini\, premio Ubu 2025 come migliore attore under 35. Repliche il 6 e 7 marzo. \n\n\n\nLo spettacolo\, prodotto dal Teatro Nazionale di Genova\, è un omaggio alla memoria delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi di Genova\, avvenuto il 14 agosto 2018. Un toccante monologo realizzato dal genovese Giannini con laconsulenza drammaturgica del Comitato Parenti Vittime Ponte Morandi e la consulenza artistica di Enrica Carini e Dario Manera\, nel quale si intrecciano ricordi personali\, interviste\, ricostruzione dei fatti\, pezzi di una città travolta da quella tragedia ma in grado di affrontarla con la dignità\, la coscienza e la forza tipica dei genovesi.  \n\n\n\nCon queste parole il venticinquenne Pietro Giannini presenta il suo lavoro: «Ho diciassette anni. Devo andare con mio padre in campagna. Piove a dirotto. Stiamo caricando i bagagli in macchina. Il suono di un tuono lontano ci fa sobbalzare. Una nuvola di polvere\, in mezzo alle case\, si alza dalla terra per andare ad abbracciare le sue sorelle. Rumore di sirene e antifurti. Il Ponte Morandi si è appena sgretolato. Squilla il telefono. Mia madre dall’altro lato urla. Pensa che si stia solo immaginando la mia voce e che io in realtà sia morto…».  \n\n\n\nFigura emergente della scena italiana\, attore e autore diplomatosi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”\, Giannini\, da genovese che ha sentito sulla propria pelle l’eco di quella tragedia\, sulla scena è unico testimone inerme\, un Amleto moderno perseguitato dai fantasmi di chi non c’è più. In una bolla temporale definita dal vuoto\, quest’unico superstite cerca di sfuggire al buio del dramma attraverso la testimonianza\, qualunque essa sia. \n\n\n\n_________________ \n\n\n\nLa traiettoria calante \n\n\n\ndi e con Pietro Giannini \n\n\n\nconsulenza drammaturgica Comitato Parenti Vittime Ponte Morandi \n\n\n\nregia Pietro Giannini \n\n\n\nvisual artist Loredana Antonelli \n\n\n\nluci Aldo Mantovani \n\n\n\nconsulenza artistica Enrica Carini\, Dario Manera \n\n\n\nproduzione Teatro Nazionale di Genova \n\n\n\ndurata dello spettacolo: 80 minuti \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\ngiovedì 5 marzo ore 21.00 \n\n\n\nvenerdì 6 marzo ore 17.00 \n\n\n\nsabato 7 marzo ore 17.00
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SUMMARY:Voglio le Olimpiadi al Teatro Bruno Munari di Milano
DESCRIPTION:Voglio le Olimpiadi\, dal 5 all’8 marzo 2026\, al Teatro Bruno Munari di Milano\, è uno spettacolo intenso e toccante prodotto dal Teatro del Buratto che racconta la straordinaria vicenda di Alessandro Carvani Minetti\, paratleta della Nazionale italiana che sarà anche protagonista sul palco per narrare in prima persona la sua esperienza. L’opera\, tratta dal libro omonimo\, scritto e pubblicato nel 2021 con l’amico Armando Barone\, edito da Blonk per la collana Storie Contemporanee. \n\n\n\nLa storia prende avvio da un evento drammatico: a 25 anni\, Alessandro perde l’uso delle braccia a seguito di un incidente in moto. Dopo un periodo di sconforto e difficoltà\, riesce a trasformare la sua vita grazie alla forza di volontà e alla passione per lo sport. Il suo percorso lo porta a conquistare risultati straordinari nel paraduathlon\, tra cui un titolo mondiale e due europei\, fino a stabilire il record dell’ora di paraciclismo su pista. \n\n\n\nSotto la regia di Renata Coluccini\, lo spettacolo si configura come un viaggio emozionante verso l’autonomia e la riscoperta di sé stessi. Attraverso un racconto autentico\, fatto di cadute e risalite\, successi e delusioni\, “Voglio le Olimpiadi” esplora temi universali come il superamento dei limiti\, l’accettazione personale e la capacità di trasformare le difficoltà in opportunità. \n\n\n\nLa rappresentazione non è solo una celebrazione dello sport\, ma anche una riflessione profonda sulla resilienza umana\, sul coraggio di affrontare le proprie sfide e inseguire i propri sogni\, indipendentemente dagli ostacoli. \n\n\n\nCon la sua interpretazione\, Alessandro Carvani Minetti coinvolgerà il pubblico in una narrazione che non lascia indifferenti\, offrendo uno sguardo autentico su ciò che significa vivere con determinazione. \n\n\n\nAlle 20.30 dal 5 all’8 marzo 2026 per il pubblico. Alle 10 dall’11 al 13 marzo per le scuole \n\n\n\n www.teatrodelburatto.it \n\n\n\nPrenotazioni: prenotazioni@teatrodelburatto.it | T. 02.27002476
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SUMMARY: Giulia Bigioni in concerto all'Accademia Filarmonica Romana
DESCRIPTION:Secondo appuntamento giovedì 5 marzo in Sala Casella (via Flaminia 118\, ore 20) con il concerto dell’arpista romana Giulia Bigioni per la decima edizione di Assoli\, la rassegna che l’Accademia Filarmonica Romana dedica alla creazione musicale contemporanea per strumento solo. \n\n\n\nArpista che collabora con diverse orchestre sinfoniche e di fondazioni liriche\, con una particolare attenzione alla musica contemporanea sia in formazione cameristica che da solista\, la Bigioni presenta un programma che attraversa quasi mezzo secolo di scrittura per arpa\, spaziando dalle sperimentazioni della seconda metà del Novecento (Pennisi\, Carter\, Fedele\, Mantovani) alle più recenti esplorazioni timbriche e formali\, con la prima esecuzione assoluta della Sonatina per arpa di Gabriele Mercanti.  \n\n\n\nIL PROGRAMMA \n\n\n\nIl programma prende avvio con Madame Recamier (1978) di Francesco Pennisi\, con una dimensione intima e contemplativa del suono. Altra tappa significativa per la tecnica strumentale degli ultimi decenni è Bariolage (1992) di Elliott Carter\, scritto grazie all’interesse e ammirazione per Carlos Salzedo\, arpista\, compositore e figura chiave nel rinnovamento del linguaggio dell’arpa contemporanea. La Suite francese per arpa (2011) di Ivan Fedele esplora le possibilità timbriche dello strumento secondo una concezione della forma intesa come processo plastico e scultoreo. Anche Tocar (2007) di Bruno Mantovani valorizza l’ampio potenziale timbrico ed espressivo dell’arpa: la sua ricerca si sviluppa attraverso una scrittura virtuosistica\, che esplora in profondità le possibilità tecniche e ne mette in luce i regi­stri inusuali e contrastanti. Infine la novità della Sonatina per arpa (2025) di Gabriele Mercanti: tre brevi movimenti\, ciascuno contraddistinto da un diverso carattere\, che coniugano il linguaggio contemporaneo con una particolare attenzione al lirismo e alla costruzione del materiale tematico. \n\n\n\nNel concerto il direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana Domenico Turidialogherà con l’arpista per introdurre e presentare al pubblico il programma. \n\n\n\nBiglietti: Sala Casella posto unico 11 euro (comprensivo di prevendita).  \n\n\n\nInfo: filarmonicaromana.org\, tel. 342 9550100 \n\n\n\n promozione@filarmonicaromana.org  \n\n\n\n biglietti on line su filarmonicaromana.org \n\n\n\nSALA CASELLA \n\n\n\nVia Flaminia 118 \n\n\n\nASSOLI  \n\n\n\n29 gennaio – 4 giugno 2026 \n\n\n\nX edizione \n\n\n\ngiovedì 5 marzo ore 20 \n\n\n\nL’ARPA \n\n\n\nGiulia Bigioni arpa  \n\n\n\nFrancesco Pennisi\, Madame Recamier \n\n\n\nElliott Carter\, Bariolage \n\n\n\nIvan Fedele\, Suite francese per arpa \n\n\n\nBruno Mantovani\, Tocar pour harpe \n\n\n\nGabriele Mercanti\, Sonatina per arpa*  \n\n\n\nGiulia Bigioni Nata a Roma\, nel 2021 consegue la laurea in Arpa con il massimo dei voti e menzione d’onore presso il Conservatorio di Musica Santa Cecilia\, mentre nel 2024 termina il corso di perfezionamento presso la Scuola di Musica di Fiesole e consegue il master in Interpretazione della Musica contemporanea. Attualmente si sta perfezionando presso la Robert Schumann Hochschule di Düsseldorf. Ha partecipato alle masterclass di arpisti internazionali\, fra cui Fabrice Pierre\, Irina Zingg\, Ieuan Jones\, Magdalena Hoffmann. Sin da giovane si dedica alla formazione orchestrale\, facendo parte dell’Orchestra Giovanile del Teatro dell’Opera di Roma\, JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Orchestra Giovanile Italiana (OGI) di Fiesole. Attualmente collabora con diverse orchestre\, fra cui Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari\, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia\, Deutsche Oper am Rhein di Düsseldorf\, Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli. In qualità di camerista suona con i Cameristi dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino\, il ClusterEnsemble e con la Kammerorchester di Düsseldorf.
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SUMMARY:"Lili/Darwin" al Teatro del Lido di Ostia
DESCRIPTION:Il Teatro del Lido ospita giovedì 5 marzo alle ore 19 lo spettacolo Lili/Darwin di Darwin Del Fabro con la regia di Meghan Finn nell’ambito di On Stage! Il primo festival di teatro americano in Italia organizzato da KIT Italia\, The International Theatre e Kairos Italy Theater\, in collaborazione con Music Theater International e con Istituzioni italiane e americane.  \n\n\n\nLo spettacolo è un monologo poetico che esplora i percorsi intimi e intrecciati di Lili Elbe (la pioniera transessuale degli anni ’20 Lili Elbe\, protagonista del film The Danish Girl) e Darwin Del Fabro\, autrice ed attrice brasiliana transessuale\, portando il pubblico in un mondo crudo e senza compromessi\, fatto di identità\, memoria e trasformazione.Attraverso la voce\, le proiezioni e un linguaggio potente\, Darwin dà vita ai confini sfumati tra sé e la propria storia\, tra passato e presente. Un percorso intimo\, doloroso e poetico\, che in un’intensa ora di monologo attraversa una storia autobiografica di profonda trasformazione fisica\, mentale ed emotiva. Il delicato ritratto di una personalità fragile lungo il percorso alla ricerca di sé e la difficile ricerca dell’accettazione che si compie nella metaforica morte e rinascita del corpo della protagonista. \n\n\n\nLili/Darwin ha debuttato al The Tank NYC nell’estate del 2025 e viene presentato in Italia in versione originale (inglese americano) con sopra titoli in italiano\, seguito dall’incontro con l’autrice e interprete Darwin Del Fabro e con la regista Meghan Finn.Un evento in collaborazione con OnStage! festival\, Università Roma Tre. Teatro del Lido\, The Tank NYC. \n\n\n\nIl Teatro del Lido di Ostia è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nGiovedì 5 marzo ore 19 \n\n\n\nOn stage! Festival \n\n\n\nKIT Italia e The International Theatre \n\n\n\nin partenariato con Kairos Italy Theater e MThI presentano \n\n\n\nLILI/DARWIN \n\n\n\nuna potente storia di trasformazione \n\n\n\ndi e con Darwin Del Fabro \n\n\n\nregia Meghan Finn \n\n\n\nin inglese con sopra titoli in italiano \n\n\n\nacquista i biglietti online: https://www.vivaticket.com/it/ticket/lili-darwin/291294
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SUMMARY: La resistenza delle donne argentine all'ultima dittatura (1976-1983) all'Istituto Cervantes di Palermo
DESCRIPTION:L’Instituto Cervantes di Palermo celebra la Giornata internazionale della donna con due attività dal carattere storico e artistico che pongono al centro la forza delle donne argentine\, dimostrata con fatti storici anche durante i cinquant’anni di dittatura che hanno segnato il Paese. \n\n\n\nGiovedì 5 marzo alle ore 17:30 nei locali della Chiesa Sant’Eulalia dei Catalani(via Argenteria\, 33)\, Eduardo Gabriel Taleti\, professore di Storia della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Nazionale del Rosario (UNR)\, ospitato per l’occasione\, terrà la conferenza La resistenza delle donne argentine all’ultima dittatura (1976-1983). Modererà l’incontro la professoressa Giovanna Minardi. \n\n\n\nLa notte del 24 marzo 1976 le forze armate argentine rovesciarono il fragile governo di Estela Martínez de Perón (prima donna presidente del Paese)\, la quale subì gravi violazioni dei propri diritti e una lunga detenzione. Questo regime aveva come obiettivo una ristrutturazione economica\, sociale e culturale\, la disciplina della società e lo sterminio del terrorismo apolide (quando in realtà erano già stati sconfitti militarmente e politicamente). Inoltre\, si inserisce nei colpi di Stato militari del Cono Sud a partire dal 1964 nell’ambito di quella che era la Dottrina della Sicurezza Nazionale. La conferenza\, realizzata in collaborazione con la cattedra di Letterature ispano-americane dell’Università degli Studi di Palermo\, si concentrerà su tre temi principali: il colpo di Stato del 1976\, le violazioni dei diritti umani e il ruolo fondamentale svolto dalle donne nella resistenza a tale regime\, attraverso la testimonianza delle Madri di Plaza de Mayo\, le Nonne di Plaza de Mayo e altre istituzioni.  \n\n\n\nA seguire l’attrice argentina Monica Scapparone intratterrà il pubblico con una lettura drammatizzata tratta dalla testimonianza di Adriana Calvo\, ex detenuta desaparecida nella dittatura militare. \n\n\n\nL’ingresso è libero fino ad esaurimenti dei posti disponibili. 
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SUMMARY:“Stoc ddò - Io sto qua!” al Teatro Karol di Castellammare
DESCRIPTION:Non fugge\, e nemmeno chiude la porta di casa: “Stoc ddò – Io sto qua!” sono le parole di Lella\, madre di Michele Fazio\, ucciso per errore a soli sedici anni a Bari durante un regolamento di conti tra clan. Parole pronunciate a gran voce\, guardando negli occhi chi vorrebbe imporre il silenzio. Parole che diventano denuncia. \n\n\n\nVenerdì 6 marzo alle ore 20.30\, al Teatro Karol di Castellammare di Stabia lo spettacolo è ospite della rassegna Sempre per Amore di Casa del Contemporaneo\, prodotto da Meridiani Perduti\, scritto e interpretato da Sara Bevilacqua. Sono previste repliche mattutine riservate alle scuole secondarie di secondo grado giovedì 5 (ore 11) e venerdì 6 marzo (ore 9.30). \n\n\n\nLa storiaÈ il luglio 2001 quando la vita di Lella Fazio e della sua famiglia cambia per sempre. Uno sparo rompe il quotidiano delle mura domestiche\, tra le strade di Bari vecchia. Il sangue sull’asfalto non è quello dei clan Capriati o Strisciuglio. È quello di Michele\, ragazzo pieno di sogni\, cresciuto con cura lontano dalle dinamiche criminali del quartiere.Una ferita che non si rimargina. Una morte assurda da cui nasce però una scelta radicale: essere testimonianza viva e costante. Finestre aperte e mai più chiuse per non voltarsi dall’altra parte. Perché la mafia non è un problema di pochi\, ma una responsabilità collettiva. La testimonianza di Lella diventa così un atto civile e un impegno educativo: chiedere giustizia e contribuire a salvare le nuove generazioni dalla violenza criminale. \n\n\n\nLo spettacoloStoc ddò – Io sto qua! è un teatro di narrazione intenso e necessario\, purtroppo ancora drammaticamente attuale.Attraverso un’approfondita ricerca sul territorio\, Sara Bevilacqua accoglie la storia di Lella e Pinuccio Fazio assumendosi la responsabilità di esserne testimone. Ne nasce un’esperienza teatrale capace\, con una sola voce femminile\, di restituire la forza di un lutto vivo e inciso nella memoria collettiva.Lo spettacolo ha ricevuto il Premio del Festival Le Voci dell’Anima 2022 con la seguente motivazione: “Attraverso una sola voce\, femminile\, bella\, profonda e reale\, riesce a restituire le immagini di un lutto doloroso e vivo che resta inciso nella memoria del pubblico. Un lavoro sincero\, che arriva dentro e che fa riflettere su quanta verità possa raccontare\, oggi\, il teatro”.Il biglietto d’ingresso ha un costo di 12 euro. Ultimo appuntamento in abbonamento. Il botteghino è aperto giovedì dalle 15:00 alle 18:30 e da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Prenotazioni allo 08118247921 oppure online su www.teatrokarol.itNello Spazio Arte del foyer del teatro\, inoltre\, ancora visitabile gratuitamente l’allestimento ‘O vico d’ ‘e guagliune a cura dell’Associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe.ì
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SUMMARY:“Parlami Orlando" all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:“La più lunga storia d’amore mai scritta” è una delle definizioni di “Orlando”\, dedicato a Vita Sackville West con cui Virginia Wolf ebbe una lunga relazione amorosa. Da questo e altri scritti della scrittrice\, nasce “Parlami Orlando”spettacolo firmato da Giuseppe Bucci ((già regista di “Tom a là ferme”\, “In casa con Claude”)\, che dirigerà l’attore Salvatore Langella sul palco dell’OFF/OFF Theatre\, in scena da mercoledì 4 a venerdì 6 marzo. \n\n\n\nLe musiche di Pericle Odierna\, l’installazione scenografica di Andrea Maresca (Spiff) il disegno luci di Umberto Fiore\, le foto di Manuela Giusto e i costumi e la direzione creativa a cura di KB Project firmato Karma B\, daranno valore a un testo prezioso e di parola come quello che Bucci ha adattato per il teatro dalla lettura di Wolf.  \n\n\n\nSINOSSI \n\n\n\nVirginia Woolf\, rifugiata nella sua “stanza tutta per sé” rilegge un’ultima volta il suo romanzo prima di darlo alle stampe\, rivivendone tutti i personaggi.   \n\n\n\nElla si cala nei panni di un immaginario biografo (un uomo\, appunto) prendendosi teneramente gioco del suo Orlando\, che\, giovane uomo nel ‘600 Shakespeariano attraversa i secoli fino a diventare una consapevole e splendida donna dei primi del ‘900\, sempre alla ricerca di quella intuizione di poesia pura (l’oca selvaggia) che gli scrittori eternamente inseguono. \n\n\n\n“Orlando” è una delle opere più affascinanti\, ironiche\, profonde della letteratura inglese. Un’avventura che attraversa i secoli e temi suggestivi come la sessualità\, il ruolo della donna nella storia\, il patriarcato e l’omosessualità.  \n\n\n\n NOTE DI REGIA  \n\n\n\n“La più lunga storia d’amore mai scritta” è una delle definizioni di “Orlando”\, dedicato a Vita Sackville West con cui Virginia Woolf ebbe una lunga relazione amorosa. Da questo e da suoi altri scritti nasce “Parlami\, Orlando”. “Innamorato della scrittura della Woolf“\, precisa il regista\, “ho ideato una messa in scena che (a differenza del noto film) permette di godere appieno della meraviglia di queste pagine\, della sua scrittura poetica\, finemente ironica\, incantevole”.  \n\n\n\nSalvatore Langella (in “Skianto” con Filippo Timi e protagonista di “Tom a là ferme”) è perfetto nell’incarnare Virginia e il suo spirito\, il passaggio da uomo a donna di Orlando con la sua fluidità interpretativa\, la sua passione e la sua sagacia. Lo spettacolo è impreziosito dai costumi e la direzione creativa di KB Project (la geniale coppia di drag Karma B) le incantevoli musiche di Pericle Odierna (globo d’oro per “Picciridda”)\, un’installazione scenografica (lunghe pergamene/tenda scritte da pagine e pagine del romanzo) di Andrea Maresca (Spiff Creation\, creatore del manifesto 40′ Lovers Film Festival) e il disegno luci di Umberto Fiore.  \n\n\n\n INFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515 biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/
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SUMMARY:“Polvere - dialogo tra uomo e donna”.  al Palacultura di Messina
DESCRIPTION:Rete Latitudini\, in collaborazione con la Compagnia Scena Verticale\, organizza per mercoledì 4 marzo alle 21:00\, al Palacultura Antonello da Messina\, lo spettacolo teatrale “Polvere – dialogo tra uomo e donna”.  \n\n\n\nL’iniziativa è inserita nel contesto dell’evento di sensibilizzazione sul tema del contrasto alla violenza di genere\, promossa dal CESV Messina ETS con le associazioni ACISIF Messina Terre Solidali ODV\, CEDAV Centro Donne Antiviolenza APS\, C.I.R.S. Casa Famiglia ETS\, Evaluna APS\, La Clessidra ODV\, Una di noi APS\, Centro Antiviolenza “Al tuo fianco” di Furci Siculo e con la CGIL e Posto Occupato\, in collaborazione con il Comune di Messina e con Latitudini. \n\n\n\nLa giornata di eventi del 4 marzo nasce dalla consapevolezza che il femminicidio rappresenta spesso l’atto finale di una violenza che si costruisce nel tempo\, attraverso forme meno evidenti ma non per questo meno gravi: il controllo\, il disprezzo\, la svalutazione\, la negazione dell’altro\, fino alla perdita progressiva di libertà e identità. È su queste dinamiche che occorre promuovere consapevolezza\, in particolare tra i più giovani. \n\n\n\nLo spettacolo \n\n\n\nCuore della giornata sarà la messa in scena dello spettacolo “Polvere – dialogo tra uomo e donna” di Saverio La Ruina e Cecilia Foti\, opera di grande impatto emotivo ed educativo\, capace di raccontare il processo di annientamento della donna e\, al tempo stesso\, di stimolare una riflessione profonda sulle relazioni tossiche\, sull’amore possessivo\, sulla violenza invisibile e sui rapporti di potere tra uomo e donna.  \n\n\n\nLo spettacolo\, riconosciuto e premiato a livello nazionale ed europeo\, sarà accompagnato da un momento di confronto diretto con gli artisti\, favorendo il dialogo e il coinvolgimento attivo degli studenti. \n\n\n\nGli eventi della mattinata\, a cui parteciperanno oltre 700 studenti\, provenienti dagli istituti di istruzione superiore Archimede\, Bisazza\, Minutoli\, Antonello\, Maurolico e Ainis di Messina\, l’istituto comprensivo Pascoli di Messina e l’istituto superiore Fermi di Barcellona Pozzo di Gotto\, saranno condotti dalla giornalista Alessandra Mammoliti (The Messineser) – assumendo un forte valore simbolico\, collocandosi nel percorso di avvicinamento alla celebrazione dell’8 marzo\, e propongono una riflessione autentica sul tema del femminile\, dei diritti\, del rispetto e della responsabilità nelle relazioni.  \n\n\n\nPer il CESV Messina\, l’appuntamento della mattina si inserisce tra le iniziative dedicate ai 25 anni di attività dell’ente\, come tappa significativa di un percorso che guarda a EsserCi Festival 2026\, riaffermando il ruolo del volontariato come presidio culturale ed educativo capace di leggere il presente e costruire futuro. \n\n\n\nIl programma \n\n\n\n\nOre 9.00 – 9.30: accoglienza delle scuole e dei partecipanti;\n\n\n\nOre 9.30 – 10.30: presentazione delle organizzazioni che si occupano di contrasto alla violenza di genere che saranno presenti anche con banchetti informativi;\n\n\n\nOre 10.30 – 11.50: replica per gli studenti di “Polvere”;\n\n\n\nOre 11.50 – 12.30: dibattito e confronto con il regista Saverio La Ruina e l’attrice Cecilia Foti\, con il coinvolgimento attivo delle studentesse e degli studenti.\n\n\n\nore 21:00\, spettacolo teatrale POLVERE – DIALOGO TRA UOMO E DONNA (qui il link per la prevendita) Intero € 10\,00 – ridotto under 18 € 5\,00 (apertura botteghino ore 20.00).\n\n\n\n\nCosì le note di regia: “Le botte sono la parte più fisica del rapporto violento di coppia; l’uccisione della donna la parte conclusiva.” \n\n\n\n  “Ma c’è un prima\, immateriale\, impalpabile\, polvere evanescente che si solleva piano intorno alla donna\, la circonda\, la avvolge\, ne mina le certezze\, ne annienta la forza\, il coraggio\, spegne il sorriso e la capacità di sognare.”  “Una polvere opaca che confonde\, fatta di parole che umiliano e feriscono
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SUMMARY: "Il funerale di mia madre – The show" a Fertili Teatro di Torino
DESCRIPTION:Drammaturga inglese dalla scrittura incisiva e tagliente\, Kelly Jones è l’autrice de Il funerale di mia madre – The show\, commedia agrodolce infarcita di humor nero molto “british style” in cui si affrontano temi di grande attualità come la disuguaglianza sociale\, ma anche la fragilità di legami familiari alimentati da segreti mai confessati e bugie dette a voce alta: partendo da un pretesto trattato in modalità grottesca\, per quanto molto legato alla quotidianità\, si sviluppa un meccanismo teatrale che parla di lutto\, donandoci un meraviglioso vademecum per chi resta\, per chi sopravvive. \n\n\n\nProtagonista della pièce è la giovane Abigail che\, appresa la notizia del decesso della madre\, si rende subito conto come non possa permettersi le spese di un funerale degno di questo nome: morire costa caro\, sembra da subito evidente nella drammaticità del momento\, se è vero che al di là della Manica un rito funebre può arrivare a costare più di 4000 sterline\, mal contati cinquemila euro\, senza considerare l’extra dei fiori. A giochi fatti\, per permettersi il funerale di sua madre\, Abigail deve in poco tempo inventarsi qualcosa: drammaturga di professione\, quale altra soluzione se non rifugiarsi nella scrittura di un nuovo testo teatrale\, qualcosa che colpisca subito\, che abbia successo\, che sia crudo e pungente\, una storia di vita nella classe operaia? Fissando sulla carta un’istantanea della realtà con protagonista la sua stessa madre defunta\, solo così (forse) Abigail potrà racimolare la somma necessaria per quella degna cerimonia a questo punto prossima a diventare a tutti gli effetti un inaspettato show… \n\n\n\nNote di Regia \n\n\n\nL’incontro con questo testo è stato un colpo di fulmine\, inaspettato come tutti gli incontri dovrebbero essere. Quando ci siamo imbattuti in questo titolo nel gigantesco programma dell’Edinburgh Fringe Festival (che propone ogni giorno decine di migliaia di eventi)\, siamo entrati in sala convinti di assistere ad una stand-up comedy\, magari caustica\, tagliente e ironica\, in pieno stile britannico. Non innocua forse\, ma pur sempre una commedia\, che giocasse con i generi senza disturbare noi spettatori\, senza scomodarci dalla nostra zona di comfort. \n\n\n\nMa una volta raccolti a cerchio tra gli spalti del RoundAbout\, teatro mobile che ricorda così tanto la O di legno elisabettiana\, abbiamo assistito al più magico dei trucchi teatrali: quello di chi gioca con il realismo\, per rivelarne tutta la finzione\, e lasciarti alla fine spogliato di ogni pregiudizio o pretesa\, in compagnia di quella verità\, così vera perché si presenta diversamente in ognuno di noi\, come un pugno nello stomaco\, un pianto inaspettato\, una risata dal cuore\, pensieri che riaffiorano a giorni di distanza. Quell’esperienza di verità insomma\, che può nascere solo da un sapiente gioco di finzione. \n\n\n\nMa forse è proprio nella difficoltà della creazione artistica\, in quel suo ‘tradire’ la vita reale\, per farla più vera\, che risiede il senso di questo lavoro. O forse no\, non solo… (Francesca Montanino) \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nPer il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato on line\, 15 euro in cassa la sera dell’evento. \n\n\n\nPer il biglietto ridotto (studenti universitari\, studenti IAAD\, under 30\, over 65\, residenti Circoscrizione IV e Circoscrizione VII\, Aiace\, Abbonamento Musei Piemonte Valle D’Aosta\, abbonati stagioni Piemonte dal Vivo) il costo è di 11 euro se acquistato on line\, 13 euro in cassa la sera dell’evento.  \n\n\n\nE’ disponibile la formula del ridotto riservato agli abbonati GTT – Gruppo Torinese Trasporti a 7\,5 euro per gli acquisti online: si ricordano i pacchetti di abbonamenti a 3 spettacoli per 30 euro ed a 5 spettacoli per 40 euro\, se acquistati in modalità online. \n\n\n\nResta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay\, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35\, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani. \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nLa stagione 2025 2026 di Fertili Terreni Teatro\, è realizzata e promossa da A.M.A. Factory\, Cubo Teatro e Tedacà\, con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo (maggior sostenitore)\, e alcuni spettacoli programmati in collaborazione Fondazione Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto Corto Circuito. \n\n\n\nEnti sostenitori sono anche: MIC\, Regione Piemonte e Città di Torino.La programmazione beneficia del patrocinio della Città di Torino\, della Circoscrizione 4 e della Circoscrizione 7.
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LOCATION:Fertili Terreni Teatro\, Via Pallavicino 35\, Torino\, ITA\, 10153\, Italy
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SUMMARY:"Charlotte e Theodore" al Cometa Off
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta in Italia\, dal 3 all’8 marzo al Teatro Cometa Off\,”Charlotte e Theodore”\, commedia brillante e audace scritta dal drammaturgo Ryan Craig e con la regia di Massimiliano Farau. \n\n\n\n La storia segue le vicende di una coppia di accademici: Charlotte e Theodore\, filosofi e insegnanti universitari. In questo contesto intellettualmente stimolante\, l’autore affronta tematiche estremamente attuali\, come la “cancel culture”\, gli estremismi della “woke culture”\, i limiti di un politicamente corretto estremo e gli effetti collaterali di un’interpretazione distorta del concetto di “libertà di espressione”\, che porta a una società in cui i confini tra opinione e sapienza tendono a confondersi.  \n\n\n\nUna grande storia d’amore che si dipana nell’arco di dieci anni e racconta\, con delicatezza e grazia ma senza facili sentimentalismi\, la metamorfosi\, le crisi\, le asperità ma anche la resilienza e la toccante tenerezza di un sentimento che dall’ incondizionato slancio iniziale si trasforma e matura attraverso gli inevitabili compromessi che la vita e il desiderio di auto-affermazione individuale gli impongono.  \n\n\n\nAl centro della trama c’è una competizione professionale tra i due: entrambi lottano per ottenere un ambito posto di lavoro ai vertici dell’università. Questo scontro porterà a galla le loro differenze ideologiche e personali\, rivelando le dinamiche complesse che si instaurano all’interno della coppia. Tra rivalità\, ambizioni e fragilità\, emergeranno le contraddizioni di due intellettuali che si trovano a dover fronteggiare le nuove sfide di un sistema accademico e culturale in rapida evoluzione.Con un finale struggente e screziato di malinconia in cui torna l’idillio iniziale (e anche il primo seme delle crisi a venire) accompagnato da una singolare colonna sonora che unisce un Bach rivisitato dal compositore Stefano Switala e il canto notturno di uno stormo di uccelli.  \n\n\n\nCiò che rende “Charlotte e Theodore” davvero unico è il suo approccio irriverente e assolutamente NON politicamente corretto. Lo spettacolo si distingue per un’ironia britannica affilata\, pungente e a tratti controversa\, che non ha paura di mettere in discussione le convenzioni sociali e le ideologie dominanti.  \n\n\n\nDa Martedì 3 a Domenica 8 Marzo 2026 \n\n\n\nDal Martedì al Venerdì ore 21:00 – Sabato ore 19:00 – Domenica ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nBiglietto ONLINE :  € 19\,00 \n\n\n\nhttps://www.ciaotickets.com/it/biglietti/charlotte-e-theodore-roma
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SUMMARY:"Orlando" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Il 9 ottobre del 1927\, Virginia Woolf scrive una lettera all’amata Vita Sackville-West: “Supponi che Orlando si riveli essere Vita e che sia tutto su di te e la lussuria della tua carne e la seduzione della tua mente… ti secca? Di’ sì o no”. Vita non si sottrae\, accettando di diventare oggetto\, musa\, modello e interlocutrice di uno dei romanzi più originali della letteratura moderna. La scrittura di Orlando nasce così: come un omaggio d’amore\, un atto di gioia offerto a una donna e al mondo. Intersecandosi continuamente con la vita della scrittrice\, in un enigmatico intreccio tra opera e biografia\, la vicenda di Orlando – nato uomo nel XVI secolo\, vissuto per più di quattrocento anni\, e mistericamente transitato nel Femminile – si trasforma in questo spettacolo in un inno all’estasi ma anche all’ossessione della letteratura: una lunga\, straordinaria lettera d’amore in forma di romanzo.  \n\n\n\n“Oltre che un classico di sconvolgente attualità\, Orlando è un inno alla gioia esuberante dell’avventura\, alla libertà\, al godimento sessuale; un manifesto alla possibilità di prenderselo\, il piacere\, secondo modelli alternativi alle leggi del conformismo patriarcale.”  \n\n\n\nNadia Fusini  \n\n\n\n“L’identità è un fantasma. Dal momento in cui cominciamo a definirci come esseri umani adulti\, stabiliamo dei confini entro i quali ci rintaniamo. Ma\, per fortuna o per avventura\, la vita spazza via tutto e travolge quegli steccati che tanto pazientemente avevamo costruito per proteggerci. Trascinati dalla inesauribile vitalità del suo Orlando\, Virginia Woolf ci invita a viaggiare nello spazio e nel tempo\, a oltrepassare quello steccato che ci tiene imprigionati nella trappola dell’identità\, del maschile\, del femminile\, e di tutte quelle convenzioni che sono solo il frutto del tempo in cui viviamo.”  \n\n\n\nAndrea De Rosa  \n\n\n\n“Può un’opera letteraria essere al contempo una lettera d’amore? Orlando dimostra di sì: uno dei più straordinari romanzi del Novecento è anche la più spericolata lettera d’amore che la storia ricordi. Un vero e proprio monumento di parole che Virginia Woolf erige a e per l’amata Vita Sackville-West – scrittrice e poetessa con cui Woolf ebbe una lunga relazione e un intenso sodalizio. Un amore che abbiamo voluto rendere ancora più esplicito\, punteggiando la drammaturgia del romanzo con brani dell’epistolario a Vita. Orlando è un inno a Vita e alla Vita\, nonché la testimonianza di una speranza estrema: mentre la vita dei corpi finisce\, quella delle parole è più lunga e diversa – abbatte i confini dei sessi\, delle identità\, perfino della morte.”  \n\n\n\nFabrizio Sinisi / drammaturgia  \n\n\n\n“La luce di Orlando è la luce bianca del cielo di una mattina radiosa. La luce di Orlando è la luce bianca della carta da scrivere\, prima di cominciare. Questi i pensieri che hanno guidato la disposizione del grappolo di proiettori tra i quali si innalza il tronco robusto di un albero senza chioma\, come poeticamente disegnato da Giuseppe Stellato. Sono anzi sia la chioma che il cielo sotto il quale stanno Orlando\, Virginia\, Anna ed il suo pubblico assorto ad ascoltarla. Mi piace pensare che sia tutta quella luce bianca a condensarsi e raggiungere il suolo trasformandosi in carta\, in tanti fogli bianchi che attendono che le parole si trasformino in segni. Ancora una volta la luce è convocata a testimoniare e rendere possibile che l’astrazione si trasformi sulla scena in realtà da abitare. “Orlando alzò gli occhi e vide qualcosa di astratto che sta tra le colline o nel cielo oltre il quale non c’è nulla che conti; in cui io riposo e continuerò a esistere. Questa cosa io chiamo realtà.” (Virginia Woolf – Diari)”  \n\n\n\nPasquale Mari / luce  \n\n\n\n“Immaginare uno spazio scenico che accogliesse le parole scritte da Virginia Woolf per Orlando\, è stata una sfida per nulla semplice. Un testo che\, tra le altre cose\, racconta proprio la difficoltà della parola di descrivere la natura\, la bellezza. Alla fine\, tutto confluiva qui\, nella ricerca di un connubio\, di un punto d’incontro tra natura e letteratura\, tra la bellezza di un albero e il fallimento di qualsiasi forma d’arte che provi a raccontare questa bellezza. E quindi un tronco di quercia in mezzo ad un prato quadrato\, un albero la cui chioma è fatta da luci\, tralicci\, americane: una fetta di realtà trasportata in uno spazio teatrale\, quel luogo magico dove da un albero\, al posto di una foglia\, può cadere un foglio bianco…”  \n\n\n\nGiuseppe Stellato / spazio scenico  \n\n\n\n“Il suono\, lontano e intimo\, di una campana scandisce un tempo indefinito e sospeso. Una musica nasce da quelle pagine così tormentate e vitali; è la Sinfonia n. 6 (Patetica) di Čajkovskij. L’ultima.”  \n\n\n\nG.U.P. Alcaro / musica  \n\n\n\n“Un abito veste e spesso determina\, un costume teatrale veste e crea mondi. In scena c’è Virginia Woolf e il momento in cui visse\, ma anche un blu polveroso che ricorda il vasto cielo comune a tutte le epoche\, una seta impalpabile e ariosa che rimanda ai fasti del ‘500\, un cinturone maschile e una gonna femminile pronta a gonfiarsi a ogni danzante giravolta. Il costume accompagna discretamente il racconto di un’anima appassionata e in ricerca di sé grazie ai piccoli dettagli che lo compongono\, senza troppo definire e chiudere\, mettendosi in dialogo con il corpo l’attrice che lo veste e lo sveste – magnificamente – e con il vasto e concettuale spazio che li contiene entrambi.”  \n\n\n\nIlaria Ariemme / costumi  \n\n\n\nInfo e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE\, info promozioneteatrovascello@gmail.com  – promozione@teatrovascello.itBiglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\,acquista direttamente alla biglietteria acquista tramite bonifico bancario SOLAMENTE PER GRUPPI DI ALMENO 10 PERSONE a favore di Coop. La Fabbrica dell’Attore E.T.S. BANCA INTESA SAN PAOLO ag. Circ. Gianicolense 137 A di Roma iban IT28f0306905096100000013849oppure acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/orlando/268574   \n\n\n\nInfo: 06 5881021 – 06 5898031 \n\n\n\npromozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it \n\n\n\nORARI spettacoli \n\n\n\ndal lunedì al venerdì h.21 \n\n\n\nsabato h.19
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SUMMARY:"Lungo viaggio verso la notte" al Teatro Biondo
DESCRIPTION:Gabriele Lavia e Federica Di Martino sono i protagonisti di Lungo viaggio verso la notte di Eugene O’Neill\, che debutta martedì 3 marzo alle ore 21.00 al Teatro Biondo di Palermo nella messa in scena diretta dallo stesso Lavia e coprodotta da Effimera e Fondazione Teatro della Toscana. Lavia e Di Martino interpretano i ruoli di James e Mary Tyrone\, mentre Jacopo Venturiero e Ian Gualdani sono rispettivamente i figli Jamie ed Edmund\, completa il cast Beatrice Ceccherini nel ruolo di Cathleen. \n\n\n\nLe scene dello spettacolo sono di Alessandro Camera\, i costumi di Andrea Viotti\, le musiche di Andrea Nicolini e le luci di Giuseppe Filipponio. Repliche fino a domenica 8 marzo. \n\n\n\nAmbientato nel 1912\, il dramma racconta una giornata della famiglia Tyrone in lotta con i propri demoni\, tra conflitti\, dipendenze e segreti dolorosi: James è un attore famoso ma ormai in declino\, Mary una moglie vittima della dipendenza da oppiacei\, mentre i figli Jamie ed Edmund sono condizionati dall’ambiente tossico. L’opera mette a nudo i fallimenti\, le dipendenze e i risentimenti reciproci dei membri della famiglia\, in una lenta ma inesorabile discesa verso l’oscurità interiore. \n\n\n\nScritto tra il 1941 e il 1942\, Lungo viaggio verso la notte è considerato il capolavoro del drammaturgo statunitense\, l’opera più dolorosamente autobiografica. Rappresentato per la prima volta a Stoccolma nel 1956\, vinse il Premio Pulitzer l’anno successivo\, dopo la morte dell’autore. Sidney Lumet ne diresse il primo adattamento cinematografico nel 1962\, con Katharine Hepburn e Ralph Richardson.  \n\n\n\nScrive Lavia nelle note di regia: «Lungo viaggio verso la notte è il titolo che Eugene O’Neill dà alla sua opera centrale\, alla sua opera-confessione: il padre di O’Neill era stato un attore di grande successo\, come il protagonista della sua opera teatrale. La casa-prigione della “famigliaccia” che O’Neill ci racconta\, in fondo\, è proprio casa sua. E qui sta il cammino tortuoso di una possibile messa-in-scena-viaggio di quest’opera\, davvero amara\, scritta da O’Neill ormai vicino alla morte per fare “un viaggio all’indietro” nella sua vita. Un viaggio impietoso dentro l’amarezza di un fallimento senza riscatto. Le vite degli uomini sono fatte di tenerezza e violenza\, di amore e disprezzo\, comprensione e rigetto\, di famiglia e della sua rovina». \n\n\n\nLungo viaggio verso la notte \n\n\n\ndi Eugene O’Neill \n\n\n\ntraduzione Bruno Fonzi \n\n\n\nadattamento Chiara De Marchi  \n\n\n\nregia Gabriele Lavia \n\n\n\npersonaggi e interpreti: \n\n\n\nJames Tyrone Gabriele Lavia \n\n\n\nMary Tyrone Federica Di Martino \n\n\n\nJamie Tyrone Jacopo Venturiero \n\n\n\nEdmund Tyrone Ian Gualdani \n\n\n\n Cathleen Beatrice Ceccherini  \n\n\n\nscene Alessandro Camera \n\n\n\ncostumi Andrea Viotti  \n\n\n\nmusiche Andrea Nicolini \n\n\n\nluci Giuseppe Filipponio \n\n\n\nsuono Riccardo Benassi \n\n\n\naiuto regia Mattia Spedicato \n\n\n\nproduzione Effimera / Fondazione Teatro della Toscana  \n\n\n\ndurata: 2 ore e 45 minuti incluso un intervallo \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\nmartedì 3 marzo ore 21.00 \n\n\n\nmercoledì 4 marzo ore 17.00 \n\n\n\ngiovedì 5 marzo ore 17.00 \n\n\n\nvenerdì 6 marzo ore 21.00 \n\n\n\nsabato 7 marzo ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 8 marzo ore 17.00
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LOCATION:Teatro Biondo\, Via Roma\, 258\, Palermo\, IT\, 90133\, Italia
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SUMMARY:"Marcinelle \, Storie di Minatori" allo Spazio Diamant
DESCRIPTION:L’8 agosto 1956 nella miniera di carbone di Bois du Cazier\, a Marcinelle\, nel Belgio meridionale\, 262 minatori morirono a causa di un incendio e dei fumi tossici. Tra le vittime\, 136 erano lavoratori italiani immigrati in Belgio grazie a un accordo tra il governo italiano e quello belga (volto a fornire manodopera al Belgio in cambio di carbone inviato in Italia). \n\n\n\nLo spettacolo\, a settant’anni di distanza\, ripercorre minuziosamente la cronologia temporale di quattro minatori\, dalla partenza dai propri paesi d’origine\, alla morte nella miniera in quello che fu l’incidente sul lavoro più drammatico in Europa dal dopo guerra ad oggi.  \n\n\n\nNel dopoguerra si è verificata la terza grande ondata migratoria di nostri connazionali in cerca di fortuna all’estero\, coinvolgendo migliaia di persone che erano obbligati a lasciare le loro case stretti dalla morsa della povertà. Lo spettacolo è il frutto di un accurato studio dell’autore dei fatti avvenuti e del contesto sociale dell’epoca\, attraverso fonti scritte\, filmiche e orali. \n\n\n\nQuando i minatori partivano\, le piccole stazioni dei loro paesi si riempivano di mamme\, fidanzate\, amici e parenti che li salutavano. C’era chi era felice per loro\, come amici o conoscenti e c’era chi invece si disperava\, come le mamme e le fidanzate. Con le valigie di cartone i minatori viaggiarono in treno fino a Marcinelle. Gli erano state assicurate 28 ore di viaggio. In realtà furono 5 giorni in condizioni disumane a livello logistico e sanitario. Il primo impatto con Marcinelle non fu dei più positivi. Gli alloggi che gli erano stati promessi\, caldi e confortevoli erano al contrario scomodi e freddi. Le loro stanze si trovavano all’interno di ex campi di concentramento che i Tedeschi usavano durante la Seconda guerra mondiale. Disumane le loro condizioni di lavoro: turni lunghi e faticosi\, i pagamenti a cottimo; più carbone recuperavano\, più la paga si alzava. I pasti erano scarsi. Se qualcuno chiedeva spiegazione di quelle condizioni ad un superiore\, veniva aspramente criticato e minacciato. Nella miniera\, il loro lavoro a mille metri di profondità era estenuante: per ore stavano sdraiati in piccole gallerie – chiamate mine – di mezzo metro. Scavavano con uno scalpello percosso da un martello di ferro o con il Motor Pique (un piccolo martello pneumatico dell’epoca in dotazione ai minatori). \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nLa mancanza d’aria. La polvere. Il rumore assordante\, i carrelli carichi di carbone\, i nitriti dei cavalli\, gli ascensori e altri suoni diventeranno una musica di accompagnamento per le azioni sceniche. Racconteremo anche come passavano il tempo libero. Un giorno andarono a Liegi per seguire l’arrivo vincente di Coppi e scoprirono che nei bar era vietato l’ingresso agli italiani. Da una partita a scopa alle telefonate a casa fino al momento della tragedia: tutti i minatori smettono di parlare. Rimarrà in sottofondo “la musica della miniera”\, così la chiamavano! \n\n\n\nScritto e diretto da Ariele Vincenti – Con: Francesco Cassibba\, Sarah Nicolucci\,  Giacomo Rasetti\,  Vincenzo Tosetto\,  Ariele Vincenti – Scenografia Alessandro Chiti –  Composizioni Musicali Tiziano Gialloreto – Disegno Luci e Fonica Stefano Pierucci – Costumi Agostina Imperi – Aiuto Regia Nicolò Marabini| –  Foto Francesco Nannarelli| – Grafica Marco Animobono
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY: “Il ballo dei Manichini” alle Salette di Roma
DESCRIPTION:Andrà in scena al Teatro Le Salette di Roma dal 3 all’8 marzo 2026\, l’opera futurista di Bruno Jasienski “Il ballo dei Manichini”\, adattamento di Francesca e Natale Barreca\, regia di Stefano Maria Palmitessa. \n\n\n\nL’opera scritta nel 1931 da Jasienski\, drammaturgo e leader del movimento futurista polacco e rappresentata da E.F. Burian al D 34 Theatre di Praga nel 1933 è nota per la sua atmosfera sospesa\, simile per certi versi a quella dei manichini metafisici.  \n\n\n\nBallo di carnevale\, musica e danze\, una sola notte per assaporare la libertà\, la gioia\, l’emozione di potersi muovere\, di ballare\, di sentirsi vivi. Sogni e speranze dei manichini che si intrecciano con il ballo degli esseri umani\, uomini e donne anche loro bloccati tra artificiosità\, indifferenza\, egoismi. Una testa\, aspirazione di umanità che non vale la pena di essere portata sul collo. Il copione rappresenta un esempio di teatro totale come suggerisce Giovanni Pampiglione “dove musica\, movimento e recitazione avrebbero permesso agli attori di sviluppare un alto tasso di teatralità”. Si tratta di un racconto fiabesco e surreale che guarda alla natura semplice degli esseri candidi che vengono identificati dall’autore nei manichini. Lo stile di Jasienski appartiene alla tradizione dell’avanguardia russa\, quella che sfiora il grottesco\, il carnevalesco. \n\n\n\nIl Teatro Palmitessa \n\n\n\nStefano Maria Palmitessa è un regista teatrale che ama e realizza un teatro diverso e originale con una profonda e attenta analisi dei testi teatrali. Palmitessa ha diretto molti spettacoli teatrali con acume e senso del teatro che lo distinguono e lo rendono unico nel suo genere. Le caratteristiche della sua regia possono essere individuate in note che lo rendono interprete di un teatro personale pur avendo sempre scelto testi complessi di autori classici. Le caratteristiche della sua regia possono essere identificate in tre elementi essenziali che costituiscono il perno del suo modo di fare teatro. \n\n\n\nLa Contemporaneità \n\n\n\nVi è sempre una ristrutturazione della scrittura teatrale in chiave contemporanea pur nella fedeltà al testo classico. La scelta della vicenda rappresentata è orientata a conseguenze inevitabili. Non vi é alcuna apertura alla pietà e alla speranza. Palmitessa sceglie testi estremamente complessi e drammatici dove l’ombra della violenza e della morte dettano il finale. Non però come fa la tragedia greca che ha lo scopo di dirigere gli spettatori alla catarsi\, a una purificazione\, perché fato e destino dominano l‘uomo. L’uomo nel suo agire è destinato a soccombere alle sue scelte\, ma il regista orienta la vicenda a nuovi motivi dove l’attualità dell’agire umano emerge in tutto il suo significato anche se irreversibile. Lo spettatore non rimane soddisfatto come nella tragedia greca\, ma disorientato perché la vita non dà alternative\, anche nella scelta dove a volte si nasconde dolore e delusione. \n\n\n\nLo Spazio \n\n\n\nE’ una scenografia fuori dal tempo quella voluta dal regista\, ma confinata come se i personaggi fossero imprigionati in uno spazio limitato. Gli elementi che costituiscono la scenografia\, nei quali si muovono gli attori\, possono essere cornici\, finestre\, siparietti. Luoghi stretti dove l’attore è costretto a muoversi in una gestualità ben calcolata.  \n\n\n\nIl palcoscenico si trasforma e diventa magicamente un teatrino di burattini\, in cui gli esseri viventi si muovono come marionette della vita\, rimanendo uomini nei loro desideri\, nelle loro passioni\, nei sentimenti\, ma che meccanicamente mostrano\, quasi a nascondere\, il loro dolore nella formalità della vita. Quando il regista spiega come si deve affrontare la vicenda\, chiede di non immergersi nella situazione\, ma di uscirne totalmente come se l’attore guardasse sé stesso mentre interpreta il suo ruolo. L’emozione è lasciata al pubblico che rimane abbagliato dall’abilità della recitazione degli attori che danno vita ai personaggi come il bambino che mentre gioca dà vita ai suoi giochi.  \n\n\n\nE’ questa l’originalità del teatro di Palmitessa la totale estraneità alla vicenda\, perché soltanto in questa estraneità si può entrare nel mondo dell’altro. La Staticità dell’impianto scenico è stravolta da un dinamismo insito e si può assaporare un teatro estremamente espressionista. Diventa naturale per il regista il rifiuto di un teatro realista. Cadere o “scadere” nel quotidiano per il regista Palmitessa e inutile. Il quotidiano lo viviamo tutti i giorni il teatro è altro. (cit. Vincenza Salvatore) \n\n\n\nInfo: \n\n\n\nIl Ballo dei manichini di Bruno Jasienski – Serata Futurista \n\n\n\nAdattamento di Francesca e Natale Barreca \n\n\n\nInterpreti: Davide Spena\,  Luigi Zanni\, Mary Fotia\, Maria Adelaide Terribili\, Viola Creti\, Simone Proietti\, Alessandro Laureti\, Giovanna Castorina\, Ivo Bevilacqua \n\n\n\nMusiche e Assistenza alla Regia: Giovanna Castorina \n\n\n\nCostumi: Mary Fotia \n\n\n\nRegia: Stefano Maria Palmitessa \n\n\n\nMartedì 3 – Mercoledì 4 – Venerdì 6 ore 20:00 \n\n\n\nGiovedì 5 – Sabato 7 – Domenica 8 ore 17:30 \n\n\n\nInfo e prenotazione biglietti 347 422 2594 \n\n\n\nIllustrazione della locandina a cura di Ivo Bevilacqua
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LOCATION:Teatro Le Salette\, Via del Campanile\, 14\, Roma\, 00193\, Italia
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SUMMARY:ITALIANESI - Proiezione del film e spettacolo teatrale al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Una serata evento dedicata a Saverio La Ruina al TeatroBasilica: ITALIANESI – Proiezione del film e spettacolo teatrale sarà in scena il 2 marzo 2026\, ore 19:00 proiezione | ore 21:00 spettacolo. La drammaturgia\, regia e interpretazione sono di Saverio La Ruina\, musiche originali Roberto Cherillo\, contributo alla drammaturgia Monica De Simone; disegno luci Dario De Luca \n\n\n\nUna pagina sconosciuta della Storia italiana ed europea. Alla fine della seconda guerra mondiale\, circa 25.000 italiani tra soldati e civili rimangono intrappolati in Albania con l’avvento della dittatura\, costretti a vivere in un clima di terrore e oggetto di violente persecuzioni. La maggior parte di loro viene rimpatriata fino al 1955\, ma diverse centinaia vi resteranno bloccati\, i più nella società civile\, alcuni internati\, come il nostro protagonista\, uno dei tanti figli di genitori italiani e albanesi. Vive in un alloggio circondato da filo spinato\, controllato dalla polizia segreta del regime\, sottoposto a interrogatori\, appelli quotidiani e lavori forzati. Solo alla caduta del regime nel 1991\, dopo quarant’anni vissuti nel sogno del padre e dell’Italia\, conosce la libertà e raggiunge l’Italia alla ricerca del padre. Come lui\, circa quattrocento cittadini italiani e loro discendenti vengono rimpatriati nello stesso anno dal Governo italiano\, convinti di essere accolti come eroi ma paradossalmente condannati a essere italiani in Albania e albanesi in Italia. \n\n\n\nIspirato a storie vere. \n\n\n\nInformazioni \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo \n\n\n\nwww.teatrobasilica.com \n\n\n\nemail: info@teatrobasilica.com \n\n\n\ntelefono: +39 392 9768519 \n\n\n\nOrario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30. \n\n\n\nPrezzo \n\n\n\n✦ Intero: 18€ ✦ Online: 15€ ✦ Ridotto: 12€
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LOCATION:Teatro Basilica\, Piazza di Porta San Giovanni\, 10\, Roma\, 00185\, Italia
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SUMMARY:"Scintille" al Teatro Ambra Jovinelli
DESCRIPTION:Continua con un nuovo appuntamento lunedì 2 marzo alle ore 20.30 al Teatro Ambra Jovinelli\, dove si è inaugurata con Viriglio Sieni lo scorso mese di gennaio\, Scintille\, la stagione 2026 del Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita|Spellbound con la direzione artistica di Valentina Marini. Lunedì 2 marzo alle ore 20.30 la rassegna presenta in prima romana un doppio programma che affianca Rhapsody in Blue\, coreografia firmata dalla coppia d’arte e di vita composta dalla basca Iratxe Ansa e dall’italiano di origini slave Igor Bacovich e Holy Shift\, creazione eseguita da Spellbound Contemporary Ballet e firmata dal suo fondatore\, il coreografo Mauro Astolfi. \n\n\n\nNella prima parte della serata la coppia Ansa Bacovich\, dal 2013 riunita nel progetto artistico Metamorphosis Dance che ha realizzato più 20 coreografie per compagnie e istituzioni importanti di tutto il mondo\,  con Rhapsody in Blue\, insieme ai 16 danzatori del  Centro Coreografico Nazionale Aterballetto\, traduce in coreografia la partitura della più celebre composizione di George Gershwin\, trascinando lo spettatore attraverso questo mondo fantastico\, dove la rapsodia regala uno spazio sonoro in cui tutto è possibile\, e da ogni angolo fanno capolino elementi sempre nuovi e sorprendenti che aprono al sogno e a nuovi mondi. \n\n\n\nA seguire Spellbound Contemporary Ballet\, realtà di punta della danza contemporanea italiana attiva da oltre trent’anni sotto la guida dei due fondatori\, la direttrice generale Valentina Marini e il coreografo residente e direttore artistico Mauro Astolfi\, e riconosciuta dal MiC come Centro di Produzione Nazionale della Danza dal 2022\, presenta Holy shift\, una delle ultime creazioni di Astolfi con le musiche originali del danzatore e sound designer Davidson Jaconello. Una rottura del paradigma e la fine di un sogno lineare\, la definisce l’artista. Una crepa nell’ordine delle cose\, un cambiamento che agita il centro di noi stessi. Il coreografo conduce il pubblico in un territorio dove è necessario abbandonare i modelli noti e coltivare una diversa disponibilità all’incertezza. Qui il “sacro” si può nascondere nella rovina\, nella fine delle certezze\, nell’ascolto di ciò che ancora non ha forma. Holy Shift è una coreografia che non dà risposte\, ma apre spazi. Un lavoro poetico e radicale\, che invita a riconoscere nel vuoto la grammatica nascosta di un’altra possibilità. \n\n\n\n*** \n\n\n\nIratxe Ansa e Igor Bacovich\, coppia d’arte e vita. Iratxe è basca\, Igor\, italiano di origini slave. Si sono conosciuti nei Paesi Bassi. Lei danzatrice al Nederlands Dans Theater\, compagnia che ha raggiunto dopo gli studi alla John Cranko Schule di Stoccarda e molte esperienze in Europa in prestigiosissime compagnie\, danzando creazioni di William Forsythe\, Jiří Kylián\, Nacho Duato\, Mats Ek\, Ohad Naharin\, Wayne McGregor e Crystal Pite; lui interprete tra gli altri di Krisztina de Châtel e Nanine Linning dopo la formazione all’Accademia Nazionale di Danza di Roma e all’Università CODARTS di Rotterdam. Dal 2013 insieme guidano\, creano\, danzano per Metamorphosis Dance\, progetto artistico dove le loro esperienze trovano un’idilliaca sintesi in un linguaggio rigoroso\, estremamente fisico\, astratto eppure lirico\, costruito attraverso un movimento sempre sorprendente e impeccabile. La coppia ha messo in scena più di 20 coreografie per compagnie e istituzioni importanti come Lines Youth Ballet negli Stati Uniti\, Le Ballet de l’Opéra de Lyon\, la Hong Kong Academy of Performing Arts\, Arts Umbrella in Canada\, la Compañía Nacional de Danza spagnola. \n\n\n\nSpellbound Contemporary Ballet nasce nel 1994 per volontà del coreografo Mauro Astolfi cui si è aggiunta alla guida due anni dopo Valentina Marini con cui la compagnia ha avviato una intensa attività di internazionalizzazione. Compagnia leader della scena europea e non solo grazie alla combinazione tra il portfolio personale di Astolfi e le eccellenze tecniche dei danzatori\, Spellbound ha solidificato negli anni una visione progettuale fortemente agganciata a una apertura internazionale che mira a creare un modello di alto profilo focalizzato sulla qualità dei progetti e sulla relazione in rete. La Compagnia ha presentato le proprie opere in quattro continenti  in contesti di prestigio come  Biennale di Venezia\, Schricttmaker Festival\, Houston Dance Salad Festival\, Bangkok International Dance and Music festival\, Seoul Modafee Festival\, Sidance Seoul\, International Spring Festival a Tel Aviv\, Santa Lucia Festival a Monterrey\, Madrid en Danza\, Valencia Temporada Festival\, Prisma International Dance Festival\, Vitebsk International Festival of Modern Choreography\, Fabbrica Europa\, Oriente Occidente\, Invito alla Danza\, Milano Oltre\, Transart\, La Merce\, Guangdong Dance Festival\, Chutzpah Dance Festival\, Tokyo Dance New Air\, Biarritz Le tempes D’Aimer\, City Contemporary Dance Festival\, Arcachon Dance Festival\, Bangkok Italian Festival\, Ankara Music Festival\, Tblisi Ballet Festival\, Hong Kong City Contemporary Dance Festival\, Frei Art Festival\, Copenaghen Dance Festival\, Dap Festival\, Mosca Dance Inversion Festival. Le attività della compagnia oltre alla centralità del coreografo Mauro Astolfi\, autore residente\, abbracciano una serie di progetti in rete anche con altri artisti e istituzioni su scala internazionale\, come Jean Guillaume Weis\, Sang Jijia\, Marcos Morau\, Dunja Jocic\, Tomoko Mukayiama\, Marco Goecke e Jacopo Godani che firmerà una creazione originale in occasione del trentennale della Compagnia nel 2024 all’interno di Pesaro Capitale della Cultura. \n\n\n\nMauro Astolfi\, dopo un lungo periodo passato negli USA\, fonda Spellbound Contemporary Ballet nel 1994. La compagnia continua a ispirare molti coreografi emergenti\, ed è leader della scena internazionale grazie alla combinazione tra il portfolio personale di Astolfi\, le eccellenze tecniche dei danzatori\, e la visione progettuale fortemente agganciata a una apertura internazionale che mira a creare un modello di alto profilo focalizzato sulla qualità dei progetti e sulla relazione in rete. Per Spellbound Astolfi firma in ventisette anni di attività della compagnia oltre trenta creazioni. Astolfi è inoltre molto attivo come coreografo freelance: crea per Magdeburg Theater\, Augsburg Ballet\, Ballet Trier\, Israel Ballet in Israele\, Incolballet Colombia\, Konzert und Theater St Gallen\, Ballet Bern\, Kitonb Extreme Theatre Company\, Amsterdam Thatreschool\, Balletto di Roma\, Szegedi Kortárs Balett\, Liepziger Ballet\, Gärtnerplatztheater\, River North Dance Chicago\, Ballet Ex\, Arts Umbrella\, Backhaus Dance Company\, Proartedanza oltre che per l’opera musicale I Promessi Sposi di M. Guardì e per progetto speciale “Danza e/è Cultura” assieme ad Adi Salant. Assieme all’attività di coreografo Astolfi è costantemente impegnato come didatta: dall’ottobre 2009 è Direttore Artistico di D.a.f. Dance Arts Faculty a Roma. Dal 2016 al 2018 è stato docente ospite presso la Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. \n\n\n\nScintille è una produzione ORBITA|Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza con il sostegno del MIC e della Regione Lazio\, in collaborazione con ATCL – Circuito Multidisciplinare del Lazio\, Spazio Rossellini\, Teatro Ambra Jovinelli\, Teatro Biblioteca Quarticciolo\, Fondazione Roma Tre Teatro Palladium. \n\n\n\nFino al 15 maggio\, 4 mesi di programmazione in 4 luoghi diversi – Teatro Ambra Jovinelli\, Spazio Rossellini\, Teatro Biblitoteca Quarticciolo e Teatro Palladium – per l’unica stagione della Capitale interamente dedicata alla danza contemporanea\, tra grandi maestri ed esponenti del nuovo panorama coreutico\, riallestimenti di spettacoli ormai storici e nuove creazioni\, protagonisti della scena italiana e ospiti internazionali \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nRhapsody in blue \n\n\n\nCoreografia: Iratxe Ansa e Igor Bacovich  \n\n\n\nMusica: George Gershwin\, Rhapsody in blue; Bessie Jones\, Beggin’ the blues  \n\n\n\nScene e costumi: Fabio Cherstich  \n\n\n\nLuci: Eric Soyer  \n\n\n\nDanzatori: Ana Patrícia Alves Tavares\, Elias Boersma\, Estelle Bovay\, Emiliana Campo\, Albert Carol Perdiguer\, Luigi Civitarese\, Leonardo Farina\, Matteo Fiorani\, Matteo Fogli\, Arianna Ganassi\, Arianna Kob\, Gador Lago Benito\, Federica Lamonaca\, Giovanni Leone\, Gaia Mentoglio\, Nolan Millioud \n\n\n\nProduzione: Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto  \n\n\n\nCoproduzione: Fondazione Teatro Regio di Parma  \n\n\n\nCon il contributo di Etxepare Euskal Institutua   \n\n\n\nHoly shiftCoreografia e Regia: Mauro AstolfiCon: Maria Cossu\, Marco Prete\, Martina Staltari\, Miriam Raffone\, Filippo Arlenghi\, LorenzoBeneventano\, Alessandro Piergentili\, Anita Bonavida\, Giuliana MeleDisegno luci: Marco PolicastroMusiche originali: Davidson JaconelloCostumi: Anna ColucciaAssistente alle Coreografie: Elena FurlanUna produzione Spellbound con il contributo del Ministero della Cultura e Regione Lazio in collaborazione con Festival MilanOltre \n\n\n\nINFO & PRENOTAZIONI \n\n\n\nbiglietteria@orbitaspellbound.com+39 329 550 8072 (lun – ven 11/16) \n\n\n\nhttps://www.instagram.com/orbita_spellboundhttps://www.facebook.com/orbitaspellboundhttps://orbitaspellbound.com/stagione-2026/
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SUMMARY:“In Nova Azione – L’immutabile forza del Teatro”\, al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Il Teatro Comunale Veroli è lieto di presentare “In Nova Azione – L’immutabile forza del Teatro”\, un’esperienza scenica intensa che attraversa i secoli per interrogare il presente attraverso la voce eterna del palcoscenico. \n\n\n\nLa società è in continuo e costante cambiamento\, così come l’uomo e la sua storia. Mutano i linguaggi\, le tecnologie\, le abitudini; si trasformano le relazioni\, le paure e le speranze. Ma il Teatro cambia davvero? Oppure custodisce\, immutabile\, il cuore pulsante dell’essere umano? \n\n\n\n“In Nova Azione” invita lo spettatore a scoprirlo in un viaggio millenario che parte dalle tragedie di Eschilo\, attraversa l’universo poetico di William Shakespeare e approda alle inquietudini moderne di Luigi Pirandello. Cinque quadri scenici compongono un percorso emozionale e culturale in cui l’Io ruggisce ancora con la stessa forza primordiale delle tragedie greche e la coscienza continua\, instancabile\, la sua ricerca d’Amore\, verità e identità. \n\n\n\nDalla lotta contro il destino alla frantumazione dell’io\, dalla parola solenne del mito al dubbio esistenziale dell’uomo contemporaneo\, lo spettacolo mette in dialogo epoche diverse per rivelare un’unica\, potente verità: il Teatro è lo specchio più autentico dell’animo umano. \n\n\n\nLa regia di Bruno Basile non propone una semplice rilettura dei classici\, ma un atto scenico vivo\, vibrante\, che restituisce al pubblico il Teatro allo stato puro — essenziale\, necessario\, universale. La scena diventa spazio sacro\, luogo di trasformazione e di confronto\, dove passato e presente si fondono in una nuova azione: “nova”\, appunto\, perché ogni volta che il sipario si alza\, il Teatro rinasce. \n\n\n\nVi invitiamo domenica 1 marzo alle ore 18.00\, con apertura botteghino alle 17.30\, per farvi guidare in questo percorso senza tempo\, dove ogni parola è azione e ogni azione è memoria viva\, teatro allo stato puro. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 10.00  \n\n\n\nBIGLIETTO RIDOTTO: € 7.00 (under 18/over 65) \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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LOCATION:Teatro Comunale di Veroli\, Via Lucio Alfio\, 5\, Veroli (FR)\, ITA\, Italia
CATEGORIES:Teatro
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