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SUMMARY:"Tutta questione di fili!" al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Con immenso orgoglio e rinnovata emozione\, il Teatro Comunale Veroli annuncia la riapertura del sipario sulla terza edizione di “Andiamo ragazzi!”: la rassegna interamente dedicata al pubblico giovane e giovanissimo che\, anno dopo anno\, sta riscuotendo un successo sorprendente ed è in continua espansione. Quella che era nata come una scommessa culturale si è trasformata in un’autentica eccellenza del nostro territorio\, capace di portare nel cuore della provincia famiglie\, scuole e piccoli spettatori curiosi e appassionati. Una stagione che cresce\, si rafforza e conferma una verità semplice ma potentissima: quando il teatro parla ai bambini\, parla al futuro. Il nostro palcoscenico\, custode di storie e meraviglie\, si prepara dunque ad accogliere un nuovo anno di spettacoli che uniscono fantasia\, qualità artistica e un linguaggio capace di stupire e coinvolgere ogni generazione. La stagione teatrale per i più piccoli sta trasformando un palcoscenico di provincia in un punto di riferimento culturale per le nuove generazioni e questo riempie il teatro di gioia e orgoglio.  \n\n\n\nIl primo appuntamento della stagione sarà sabato 13 dicembre con lo spettacolo “Tutta questione di fili” portato in scena dalla compagnia le MaMiEr. \n\n\n\nSul palcoscenico\, tre marionette di Mangiafuoco prenderanno vita fin dall’apertura del sipario. Stanche di restare appese ai loro fili e relegate al ruolo di comparse\, decidono di raccontare la loro personale\, sorprendente e imperfetta versione della storia di Pinocchio: non quella ufficiale\, ma quella che hanno vissuto\, spiato\, respirato ai margini del teatro. Tra corde che si spezzano\, voci che si intrecciano e ricordi che si confondono\, le tre marionette disegnano un racconto intriso di ironia\, poesia e una delicata malinconia\, trasformando la celebre fiaba in un emozionante gioco teatrale dentro il teatro. \n\n\n\nIl pubblico sarà accompagnato in un viaggio in cui il burattino che voleva diventare bambino diventa il simbolo di un desiderio più grande: quello di trovare la propria voce\, il proprio corpo\, la propria libertà.  \n\n\n\nPerché forse\, alla fine\, in ognuno di noi rimane sempre un pezzetto di legno da imparare a far danzare. \n\n\n\nNon potete perdere questo primo appuntamento con uno spettacolo che parla non solo al piccolo pubblico ma anche ai più grandi\, capace di toccare le corde del cuore di tutti. Vi aspettiamo sabato 13 dicembre alle ore 18.00 con apertura botteghino alle ore 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00 \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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SUMMARY:Gaeta Jazz Festival
DESCRIPTION:Il Gaeta Jazz Festival torna con uno speciale doppio appuntamento invernale per chiudere il 2025\, celebrando il grande jazz e offrendo un alto momento di musica alla città di Gaeta. \n\n\n\nIl 13 e 14 dicembre\, tra il Castello Angioino e Piazza XIX Maggio – proprio nel cuore di “Favole di Luce”\, il percorso artistico delle speciali luminarie della città progettato per il periodo natalizio – si terrà l’ultima tappa di un’edizione che ha attraversato l’anno con concerti\, dj set e speciali live set dedicati all’esplorazione dei nuovi linguaggi del jazz contemporaneo. \n\n\n\nLa rassegna\, promossa dall’Associazione Culturale Armonia in collaborazione con il Comune di Gaeta\, conferma la volontà condivisa di valorizzare la musica come strumento di identità e partecipazione cittadina. \n\n\n\nSabato 13 dicembre gli spazi del Castello Angioino accoglieranno due performance che collegano le magie del corpo e della sperimentazione all’esperienza musicale. Alle 19.00\, Strange to Meet You di Elena Paparusso(voce e set elettronico) e Mariagiovanna Esposito (danza): un dialogo vero tra movimento e musica\, un laboratorio vivo sul confine di questi linguaggi. A seguire\, alle 19.30\, il trio Chiarè – guidato dalla giovane artista salernitana classe ’99 Chiara Ianniciello(voce e contrabbasso) – che fonde jazz e tradizione napoletana in uno stile personale\, in equilibrio tra sonorità retrò e contemporanee\, miscelando jazz e soul in un’atmosfera intima e intensa. Con lei\, Vittorio Esposito (tastiere) e Luca D’Arco (batteria). \n\n\n\nDomenica 14 dicembre\, il festival prosegue all’aperto in Piazza XIX Maggio. Alle 19.00 si esibirà il PV Trio\, formazione nata al Conservatorio di Salerno e composta da Pierfrancesco Valente (sassofono)\, giovane talento emergente del territorio\, Damiano De Matteis (basso) e Mirko Di Donna (batteria)\, che reinterpreta la tradizione jazz con uno smodato amore per l’improvvisazione. Alle 19.30\, chiuderà la rassegna un concerto d’eccezione: il Rita Marcotulli trio\, con la celebre artista di fama internazionale Rita Marcotulli al pianoforte\, Ares Tavolazzi al contrabbasso e Israel Varela alla batteria. Un viaggio musicale tra jazz\, flamenco e sonorità indiane\, dove l’improvvisazione diventa linguaggio universale. \n\n\n\nCon questo ulteriore progetto\, si conclude quindi l’edizione del 2025 che conferma il Gaeta Jazz Festival come uno dei progetti culturali più importanti e riconoscibili del territorio.   \n\n\n\n13 dicembre: 5 € (online su Dice\, prevendita o botteghino)14 dicembre: 10 € (online su Dice\, prevendita o botteghino) \n\n\n\nInfo e ticket su www.gaetajazzfestival.it
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SUMMARY:"La rigenerazione" al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Debutta sabato 13 dicembre alle 19.00\, in prima nazionale al Teatro Biondo di Palermo\,cLa rigenerazione di Italo Svevo nel nuovo allestimento prodotto dal Biondo di Palermo e dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con la regia di Valerio Santoro. \n\n\n\nProtagonisti dello spettacolo sono Nello Mascia\, Roberta Caronia\, Matilde Piana\, Alice Fazzi\, Nicolò Prestigiacomo\, Massimo De Matteo\, Mauro Parrinello\, Roberto Burgio\, Roberto Mantovani. \n\n\n\nLe scene sono di Luigi Ferrigno\, i costumi di Dora Argento\, le musiche di Paolo Coletta\, il suono di Hubert Westkemper e le luci di Cesare Accetta. \n\n\n\nRepliche al Teatro Biondo fino al 21 dicembre e poi in tournée al Rossetti di Trieste (dal 14 al 18 gennaio)\, al Verga di Catania (dal 3 all’8 febbraio)\, al Quirino di Roma (dal 10 al 15 febbraio)\, al Bellini di Napoli (dal 17 al 22 febbraio) e al Teatro Ivo Chiesa di Genova (dal 24 al 26 febbraio). \n\n\n\nLa rigenerazione è l’ultimo dei lavori drammaturgici di Italo Svevo\, composto tra il 1926 e il 1927. Ed è\, come tutti i grandi classici della letteratura e del teatro\, un testo che tratta temi universali e sempre urgenti. Svevo si esprime sulla grande questione di tutti i tempi: come affrontare la vecchiaia e la decadenza fisica? È legittimo desiderare di ringiovanire? Scendere a patti di faustiana memoria con il diavolo\, consegnarsi alle mani dei medici e dei loro esperimenti? O non è forse più saggio accettare che la vita faccia il proprio corso\, accogliendo con naturalezza i mutamenti del nostro fisico e della nostra mente? \n\n\n\nProtagonista della commedia è Giovanni Chierici\, un uomo segnato da profonde fragilità ma capace di destreggiarsi nel magma della vita\, che nel suo caso è un intreccio di feroce comicità e drammatica ironia. \n\n\n\nLa collaborazione tra i Teatri Stabili di Palermo e del Friuli Venezia Giulia\, patria di Svevo\, rende omaggio a uno scrittore che ha lasciato il segno non solo in Italia\, ma in tutta Europa\, influenzando da oltre un secolo la letteratura contemporanea. \n\n\n\n«Italo Svevo – spiega il regista Valerio Santoro – è un maestro nel delineare le crisi e le nevrosi dell’uomo moderno\, complice anche il tessuto culturale dei suoi tempi\, la nascita della psicoanalisi di Freud e i fermenti sociali dell’epoca. L’“eroe” sveviano è l’uomo con le sue fragilità e le sue inettitudini di fronte al susseguirsi delle vicende della vita». \n\n\n\nIl miraggio di una “rigenerazione” è\, per l’anziano protagonista\, la risposta al cinismo di una società che non riesce ad affrontare con maturità e consapevolezza le questioni legate all’invecchiamento e al benessere degli anziani. \n\n\n\n«Ne La rigenerazione abbiamo un protagonista – prosegue Santoro – ormai avanti con gli anni\, che vuole sottoporsi ad una “moderna” operazione che gli consenta di tornare indietro nel tempo\, di ringiovanire. Da qui nasce il senso del comico e del tragico di cui è permeato tutto il testo\, che con la mia regia vorrei cercare di restituire in maniera limpida: la feroce ironia contro coloro che non vogliono rassegnarsi all’inevitabile trascorrere del tempo sarà il fulcro dello spettacolo\, che si prefigge di essere vivace\, giocoso\, libero ed equilibrato. L’impostazione sarcastica e beffarda dello spettacolo mirerà a smantellare tutti i pregiudizi che nel tempo hanno reso e rendono insostenibile il binomio vecchiaia-giovinezza. Vorrei che il pubblico\, attraverso lo spettacolo\, analizzasse lucidamente le falsità delle maschere che la società ci impone per abitudine e consuetudine». \n\n\n\n__________ \n\n\n\nnote di regia \n\n\n\nItalo Svevo è un maestro nel delineare le crisi e le nevrosi dell’uomo moderno\, complice anche il tessuto culturale dei suoi tempi\, la nascita della psicoanalisi di Freud e i fermenti sociali dell’epoca. L’“eroe” sveviano è l’uomo con le sue fragilità e le sue inettitudini di fronte al susseguirsi delle vicende della vita. Ne La rigenerazione abbiamo un protagonista – interpretato da Nello Mascia – ormai avanti con gli anni\, che vuole sottoporsi ad una “moderna” operazione che gli consenta di tornare indietro nel tempo\, di ringiovanire. \n\n\n\nDa qui nasce il senso del comico e del tragico di cui è permeato tutto il testo\, che con la mia regia vorrei cercare di restituire in maniera limpida. La feroce ironia contro coloro che non vogliono rassegnarsi all’inevitabile trascorrere del tempo sarà il fulcro dello spettacolo\, che si prefigge di essere vivace\, giocoso\, libero ed equilibrato. L’allestimento scenico di Luigi Ferrigno punta ad essere dinamico e suggestivo\, per rappresentare al meglio la dimensione reale e borghese dove si muovono i personaggi e quella onirica\, dove verrà relegato in nostro protagonista. L’impostazione sarcastica e beffarda dello spettacolo mirerà a smantellare tutti i pregiudizi che nel tempo hanno reso e rendono insostenibile il binomio vecchiaia-giovinezza. Vorrei che il pubblico\, attraverso lo spettacolo\, analizzasse lucidamente le falsità delle maschere che la società ci impone per abitudine e consuetudine. Valerio Santoro \n\n\n\n____________________ \n\n\n\nTeatro Biondo Palermo  \n\n\n\ndal 13 al 21 dicembre 2025 – prima nazionale \n\n\n\nLa rigenerazione \n\n\n\ndi Italo Svevo  \n\n\n\nregia Valerio Santoro \n\n\n\npersonaggi e interpreti \n\n\n\nGiovanni Chierici                              Nello Mascia \n\n\n\n(e in o.a.) \n\n\n\nEmma Ricca\, la figlia                        Roberta Caronia \n\n\n\nAnna\, la moglie                                  Matilde Piana \n\n\n\nRita\, cameriera                                  Alice Fazzi \n\n\n\nFortunato\, chauffeur                         Nicolò Prestigiacomo \n\n\n\nEnrico Biggioni                                 Massimo De Matteo \n\n\n\nGuido Calacci\, nipote di Giovanni   Mauro Parrinello \n\n\n\nDottor Raulli                                      Roberto Burgio \n\n\n\nSignor Boncini                                   Roberto Mantovani \n\n\n\nscene Luigi Ferrigno \n\n\n\ncostumi Dora Argento \n\n\n\nmusiche Paolo Coletta \n\n\n\nsuono Hubert Westkemper \n\n\n\nluci Cesare Accetta \n\n\n\nassistenti alla regia Nicasio Catanese\, Enrico Spelta \n\n\n\ndirettrice di scena Valentina Enea \n\n\n\ncoordinamento dei servizi tecnici Giuseppe Baiamonte \n\n\n\ncapo reparto fonica Pippo Alterno \n\n\n\nelettricista Gabriele Circo \n\n\n\nmacchinisti Francesco La Manna\, Giuseppe Macaluso \n\n\n\nattrezzista Chiarastella Santalucia \n\n\n\ncapo sarta Erina Agnello \n\n\n\namministratore di compagnia Andrea Sofia \n\n\n\nscene e attrezzeria realizzate da Alovisi Attrezzeria (Napoli) \n\n\n\ncostumi realizzati dalla Sartoria del Teatro Biondo Palermo \n\n\n\nproduzione Teatro Biondo di Palermo / Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni al Teatro Biondo di Palermo: \n\n\n\nsabato 13 dicembre ore 19.00 – prima nazionale \n\n\n\ndomenica 14 dicembre ore 17.00 \n\n\n\nmartedì 16 dicembre ore 21.00 \n\n\n\nmercoledì 17 dicembre ore 17.00 \n\n\n\ngiovedì 18 dicembre ore 17.00 \n\n\n\nvenerdì 19 dicembre ore 21.00 \n\n\n\nsabato 20 dicembre ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 21 dicembre ore 17.00 \n\n\n\ntournée 2026: \n\n\n\ndal 14 al 18 gennaio: Trieste\, Teatro il Rossetti \n\n\n\ndal 3 all’8 febbraio: Catania\, Teatro Verga \n\n\n\ndal 10 al 15 febbraio: Roma\, Teatro Quirino \n\n\n\ndal 17 al 22 febbraio: Napoli\, Teatro Bellini \n\n\n\ndal 24 al 26 febbraio: Genova\, Teatro Ivo Chiesa
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LOCATION:Teatro Biondo\, Via Roma\, 258\, Palermo\, IT\, 90133\, Italia
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SUMMARY:"TABU’" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Appuntamento unico sabato 13 dicembre all’Altrove Teatro Studio con TABU’\, spettacolo di Nicola Manzari\, diretto da Gianluigi Fogacci. In scena Carlo Valli\, attore\, doppiatore e voce storica dei grandi attori americani tra cui quella di Robin Williams\, è un magistrato molto dedito al suo lavoro che viene avvicinato\, per non dire adescato\, da una giovanissima e avvenente donna. Questo rapporto trascinerà l’uomo in un misterioso e manipolatorio gioco di identità fino ad investirlo di una paternità di elezione\, in una dinamica ai limiti della patologia. Il protagonista viene risucchiato in questo gioco fino a cambiare radicalmente vita\, rinchiudendosi con la donna in un ménage fatto di tenerezza\, tormenti e sensi di colpa\, ma scoprendo sentimenti fino ad allora sconosciuti. L’epilogo sarà tragico e romantico allo stesso tempo\, portando lo spettatore in un gioco di identificazione molto profondo e inquietante. Manzari\, che prima di dedicarsi alla scrittura aveva intrapreso una brillante carriera di avvocato\, sviscera la natura umana e mira a scardinare le convenzioni sociali in cui spesso siamo intrappolati avvalendosi delle sue competenze giuridiche\, ma lo fa da filosofo del diritto e da fine indagatore dell’animo umano. \n\n\n\n“Scritto alla fine degli anni settanta questo testo a due personaggi\, rappresenta un unicum nella letteratura di Nicola Manzari\, drammaturgo\, sceneggiatore\, autore radiofonico\, saggista e regista nato a Bari all’inizio del secolo scorso e che ha conosciuto un certo successo nel secondo dopoguerra”_ annota Gianluigi Fogacci. \n\n\n\n“Apprezzato per le sceneggiature dei film di genere che spaziavano dai drammi neorealisti\, alle commedie (ebbe un sodalizio con Peppino De Filippo)\, ai polizieschi degli anni settanta\, i suoi testi teatrali erano molto ambiti dalle compagnie primattoriali come quelle di Emma Grammatica\, Marisa Merlini\, Tino Buazzelli\, ma come si dice in Tabù\, Manzari compie un vero salto di qualità e partorisce un testo che per i suoi contenuti e il suo linguaggio non stento a definire perturbante. \n\n\n\nQuesta commedia fu portata in scena dal grande Enrico Maria Salerno nel 1982\, ne curò regia e interpretazione insieme alla figlia Chiara e fu un grande successo. Ritengo che oggi non abbia affatto perso smalto e attualità\, anzi\, oggi forse più che allora\, certi temi sono più che mai tabù (tanto per rifarsi al titolo)\, viviamo infatti un’epoca in cui gli esseri umani faticano a dare parole ai sentimenti e spesso ne vengono travolti fino alle estreme conseguenze e come sempre il teatro ci invita\, o ci costringe a riflettere e a nominare ciò che di più oscuro e inesplorato si agita in noi.”
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LOCATION:Altrove Teatro Studio\, Via Giorgio Scalia\, 53\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:“Le nostre folli capriole nel sole” al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Tresette Teatro porta in scena l’emozionante storia di un’amicizia tra un bambino e una bambina e ne segue la crescita fino all’adolescenza\, esplorando le paure\, il coraggio e l’amore. \n\n\n\nGenova. Sabato 13 dicembre 2025\, alle ore 21\, al Teatro Garage\, per la prima volta in Liguria\, è in scena lo spettacolo “Le nostre folli capriole nel sole” di Tresette Teatro\, scritto da Iulia Bonagura e diretto da Emanuele Baroni\, anche attori sul palco.Il titolo fa parte della rassegna “G.E.T Giovani Eccellenze Teatrali”\, proposta dall’associazione culturale La Chascona e realizzata in collaborazione con il Teatro Garage. Rassegna giunta alla V edizione\, inserita nella stagione teatrale dedicata ai nuovi scenari del teatro\, con giovani compagnie provenienti da ogni parte d’Italia acclamate dalla critica.  \n\n\n\n“Le nostre folli capriole nel sole” è vincitore di Strade Diverse Festival 1ª edizione (2023) e del Roma Fringe Festival 12ª edizione (2024)\, dove ha vinto anche il Premio alla miglior attrice e alla miglior drammaturgia. \n\n\n\nMartina è una bambina. Ha un costume intero da piscina e la maschera che le tiene su i capelli bagnati. Corre fuori dall’acqua e vede la cupola di una medusa morta. Valentino\, anche lui bambino\, le si avvicina. Ha i pantaloncini a pinocchietto e uno zainetto. I due si incontrano\, per la prima volta\, a dieci anni\, l’ultimo giorno d’estate\, su una spiaggia del litorale laziale\, e l’ultima volta a diciannove\, sempre su quella spiaggia. Due bambini\, che davanti a una medusa morta si interrogano su cosa c’è dopo\, dandosi molte più risposte di quelle che gli adulti abbiano il coraggio di azzardare. \n\n\n\nAnno dopo anno\, si ritrovano in questa bolla che è Cincinnato\, una frazione di Anzio fuori dal tempo. Martina vive lì anche durante l’anno\, incastrata in una giostra di sogni e violenze che è la sua casa. Valentino viene dalla città e la raggiunge l’estate\, accompagnato da una madre ansiosa che tenta di proteggerlo da tutto\, impedendogli anche di crescere. Tutti gli anni si ritrovano\, l’ultimo giorno dell’estate\, sulla spiaggia di Cincinnato: sempre più grandi\, sempre più amici. Affrontano con quella leggerezza disarmante\, che solo i bambini posseggono\, le questioni che “i grandi” cercano di valicare. Ma cosa li accomuna? Cosa tiene insieme questi due piccoli adulti? Valentino non è mai entrato in acqua\, schiacciato dalla paura\, più della madre che sua\, di annegare come è successo al padre. Martina vuole volare\, scoprire le strade del cielo\, così diverse dalle vie di Cincinnato. Cosa li unisce? Prima il coraggio\, poi l’amore. \n\n\n\nGrazie al concorso “Curiosare il G.E.T” bandito dall’associazione La Chascona in collaborazione con iF ilFalcone – Teatro Universitario di Genova\, anche questo spettacolo sarà visionato da alcuni studenti accreditati che redigeranno la propria scrittura critica per aspirare ad un premio del valore di euro 500\,00. www.lachascona.it \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità. \n\n\n\nInformazioni: www.teatrogarage.it\, info@teatrogarage.it\, 010 511447.
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LOCATION:Teatro Garage\, Via Paggi. 43\, Genova\, Italia
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SUMMARY:"Stabat Mater" al Teatro del Lido
DESCRIPTION:Il Teatro del Lido presenta sabato 13 dicembre ore 19 Stabat Mater\, monologo scritto da Antonio Tarantino e messo in scena da Luca Guadagnino\, che firma la sua prima regia teatrale\, con Stella Savino\, sul palco Fabrizia Sacchi. \n\n\n\nUn monologo feroce e lirico che vede protagonista Maria Croce\, una donna sola\, emigrante del sud a Torino\, che urla\, vomita al mondo\, soprattutto all’amore della sua vita\, a Giuvà\, la sua disperazione\, e lo fa con grazia e sarcasmo\, nel suo dialetto\, in napoletano. \n\n\n\nIn questa divertente e agghiacciante litania non risparmia nessuno\, perché lei “mica tiene scritto sali e tabacchi in fronte?”\, e tutti sono coinvolti nel mistero della sua vita e di suo figlio\, e quando capirà la verità sarà la sua natura ad agire di conseguenza. \n\n\n\nStabat Mater è una preghiera di origine medievale che fa riferimento alla permanenza di Maria di Nazareth ai piedi della croce del Cristo\, titolo ricorrente in letteratura e in arte\, topos metaforico di una condizione di sofferenza estrema che designa il lato profondamente umano dell’episodio evangelico. \n\n\n\nLa Madre che sta ai piedi del figlio morente è parte fondante dell’iconografia e della stessa religione cristiana\, ma è anche – in termini laici – simbolo della maternità che vive la innaturale situazione di vedere un figlio morire dinanzi ai propri occhi. \n\n\n\nLa scrittura è forte\, compatta e concentrica\, piena di malaproprismi linguistici\, commistioni dialettali\, frasette ripetute a loop che conferiscono alla Maria tutta la sua popolana irriverenza. \n\n\n\nLuca Guadagnino. Regista\, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano\, noto per il suo stile raffinato e visivamente elegante. Ha ottenuto il riconoscimento internazionale con film come Io sono l’amore e Chiamami col tuo nome\, quest’ultimo premiato con l’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale. Guadagnino è apprezzato per la sua capacità di esplorare temi complessi come l’identità\, il desiderio e le relazioni umane\, con un’attenzione particolare ai dettagli estetici e all’ambientazione. Ben accolte da pubblico e critica le sue ultime due pellicole: Challengers e Queer\,quest’ultima in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2024. Con Stabat Mater\, Guadagnino firma la sua prima regia teatrale. Il regista sta lavorando inoltre a un progetto cinematografico ispirato a Camere separate di Tondelli\, tracciando così percorsi paralleli tra teatro e cinema\, tra Antonio Tarantino e Pier Vittorio Tondelli. \n\n\n\nIl Teatro del Lido è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nLa programmazione dei Teatri in Comune 2025-2026 è finanziata dall’Unione Europea\, Next Generation EU nell’ambito del PNRR\, e rientra tra gli Interventi “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma\, dal centro alla periferia\, al fine di favorire la fruizione turistica nel periodo giubilare” (PNRR – M1C3-Inv.4.3 Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici). \n\n\n\nsabato 13 dicembre ore 19  \n\n\n\nArgot Produzioni\, Pierfrancesco Pisani \n\n\n\ne Isabella Borettini per Infinito presentano \n\n\n\nSTABAT MATER \n\n\n\ndi Antonio Tarantino \n\n\n\ncon Fabrizia Sacchi \n\n\n\nregia Luca Guadagnino con Stella Savino \n\n\n\nuna produzione Argot Produzioni\, Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito \n\n\n\nin co-produzione con Teatro delle Briciole – Solares Fondazioni delle Arti e Fondazione Sipario Toscana Onlus – La città del Teatro \n\n\n\nacquista i biglietti: https://www.vivaticket.com/it/ticket/stabat-mater/278307
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LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, 00152\, Italia
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SUMMARY:La Locandiera all'Ar.Ma Teatro
DESCRIPTION:Un grande classico del teatro italiano torna a vivere sul palco dell’Ar.Ma Teatro con La Locandiera di Carlo Goldoni\, in scena sabato 13 dicembre 2025 alle ore 21:00 e domenica 14 dicembre 2025 alle ore 18:00\, in Via Ruggero di Lauria 22\, Roma. \n\n\n\nProtagonista dello spettacolo è Deborah Massaro\, che firma anche la regia\, nel ruolo di Mirandolina\, affascinante e intelligente locandiera capace di muovere con sottile astuzia i fili dell’amore e dell’orgoglio maschile. Accanto a lei\, Nino Scardina nel ruolo di Carlo Goldoni\, Fabio Varrone nel ruolo del servo Fabrizio\, e un nutrito cast composto da Manuele Ferretti\, Massimiliano Mursia\, Mario Francesco Turano\, Gabriele Galletti\, Antonella Rinaldi e Simonetta Rossi. \n\n\n\nLa storia ruota attorno a Mirandolina\, corteggiata dal conte d’Albafiorita e dal marchese di Forlipopoli\, mentre è promessa in sposa a Fabrizio. L’arrivo alla locanda del cavaliere di Ripafratta\, dichiaratamente misogino\, accende in lei una sfida sottile: farlo innamorare usando le sue armi più affilate — indifferenza\, gentilezza\, seduzione e fine intelligenza. Ma quando il cavaliere cade realmente nella trappola dell’amore\, Mirandolina sceglie sorprendentemente di sposare Fabrizio\, ristabilendo il proprio equilibrio e la propria libertà. \n\n\n\nLo spettacolo si distingue per una messa in scena dinamica\, elegante e fedele allo spirito goldoniano\, che esalta il gioco delle maschere sociali\, il contrasto tra classi e il tema eterno del potere seduttivo femminile. \n\n\n\nUn appuntamento imperdibile per gli amanti della commedia classica\, tra ironia\, sentimento e sottile gioco psicologico. \n\n\n\nLuci e audio: Marcello Di Toma \n\n\n\nCostumi di scena: Atelier Miss Marylor \n\n\n\nRegia: Deborah Massaro \n\n\n\n \n\n\n\nPrenotazioni: 331 4470476 / 331 2792106
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SUMMARY:“Elisabetta e Limone” al Teatro Primo di Villa San Giovanni
DESCRIPTION:Prosegue la 12ª Stagione di Drammaturgia Contemporanea del Teatro Primo di Villa San Giovanni (RC)\, che ha la direzione artistica di Silvana Luppino e Christian Maria Parisi\, con “Elisabetta e Limone” di Juan Rodolfo Wilcock. Protagonisti Cinzia Muscolino e Stefano Cutrupi\, diretti dal regista Tino Caspanello (produzione Teatro dei 3 Mestieri). \n\n\n\nLo spettacolo andrà in scena sabato 13 dicembre alle 21.00 e domenica 14 dicembre alle 18.15. \n\n\n\n“Noi fatti di parole e di nient’altro… perché soltanto noi dobbiamo essere uccisi da un linguaggio?”Con questi versi di Wilcock si apre l’atmosfera emotiva che attraversa “Elisabetta e Limone”\, un testo luminoso e struggente\, costruito intorno all’incontro di due solitudini. \n\n\n\nElisabetta vive reclusa nella sua casa\, circondata da simulacri\, riti quotidiani e da un tempo che sembra sfuggirle come sabbia tra le dita. Limone\, invece\, è fuggito da una prigione ingiusta\, da un sogno sbagliato\, e porta con sé la ferita dell’esilio. \n\n\n\nQuando le loro vite si incrociano\, nasce dapprima la paura\, poi l’ostilità\, poi una curiosità che lentamente si apre alla possibilità dell’altro. La loro è una umanissima e poetica danza di avvicinamento\, costruita sul fallimento del linguaggio e sulla forza dei sogni come ultimo rifugio possibile. \n\n\n\n“Elisabetta e Limone sono due solitudini che imparano ad accettarsi. In un mondo che corre e che non ascolta\, loro costruiscono un teatro interiore per non soccombere\, per continuare a sognare”\, dichiara Caspanello. \n\n\n\nELISABETTA E LIMONEdi Juan Rodolfo Wilcockcon Cinzia Muscolino e Stefano Cutrupiregia Tino Caspanelloscene e costumi Cinzia Muscolinoaiuto regia e luci Mariarita Andronacoproduzione Teatro dei 3 Mestieri \n\n\n\nBiglietti: intero €15\, ridotto under 30 €13\, ridotto allievi Teatro Primo €10 Info e prenotazioni: 347 6973297 (anche WhatsApp)teatriprimo@gmail.com www.teatroprimo.it
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SUMMARY:“Supreme” alla Bottega degli Artisti
DESCRIPTION:Il 13 dicembre 2025\, alle ore 21.30\, La Bottega degli Artisti – celebre teatro di performance artistiche situato in Prati a Roma – ospita l’anteprima di “Supreme”\, il nuovo spettacolo diretto da Francesco Felli e prodotto da Holly’s Good\, showgirl affermata e regina incontrastata del burlesque a livello mondiale: un viaggio sensuale e raffinato che celebra la femminilità con un cast di artiste d’eccezione. \n\n\n\nUna produzione tra vintage e contemporaneo firmata da una delle performer italiane più acclamate nel mondo una vera e propria eccellenza italiana del burlesque e nell’ideazione e produzione di spettacoli\, con un cast di professioniste rigorosamente tutto al femminile. \n\n\n\n“Supreme” è un omaggio alla donna\, alla sua forza\, alla sua grazia e alla sua presenza scenica: uno spettacolo che promette di lasciare un segno indelebile nella scena culturale romana\, unendo l’eccellenza artistica di Holly’s Good alla magia di una delle location più suggestive della capitale. \n\n\n\nUn cast “stellare” di artiste nazionali ed internazionali si alternerà sul palco: da Nolita – performer italiana dal fascino verace\, erede dello charme delle grandi dive come Sophia Loren a Nina Noir – artista poliedrica\, ballerina e pole dancer dall’animo intenso e misterioso; vincitrice di numerosi riconoscimenti internazionali. Per passare poi alla voce di Vivianne Melody – new entry nei format di Holly’s Good\, giovane talento in continua evoluzione\, dalla timbrica dolce e graffiante e a Mary Lou – il “diamante” de La Bottega: poesia\, sensualità e un’aura sospesa tra dolcezza e malinconia. Si proseguirà con Carlotta Sfolgori – attrice con importanti esperienze teatrali e televisive\, capace di spaziare con naturalezza tra commedia\, dramma e musical per finire con Giselle– ballerina e nuova stella de La Bottega: unisce danza classica e burlesque in un perfetto equilibrio tra arte e seduzione. \n\n\n\nUno spettacolo dinamico\, sensuale\, multisfaccettato\, una nuova visione dell’intrattenimento e del cabaret firmato da una straordinaria protagonista della scena internazionale: Holly’s Good\, al secolo Daisy Ciotti\, ballerina professionista diplomata al Royal Ballet di Londra nel 2008 e vincitrice del prestigioso titolo “Most Classic 2019” al Burlesque Hall of Fame di Las Vegas\, l’Oscar mondiale del burlesque.  \n\n\n\nUn trionfo storico per l’Italia\, a cui si sono aggiunti\, nello stesso anno\, i riconoscimenti di Papessa del Caput Mundi Burlesque Festival 2019 e Best Costume all’Oklahoma Burlesque Festival 2019. \n\n\n\nMa non solo burleque\, Holly’s Good non è solo una performer di straordinario talento: è un’imprenditrice culturale visionaria che ha rivoluzionato il panorama dello spettacolo italiano. Ha fondato a Roma la prima Italian Showgirl Academy\, un’istituzione formativa unica nel suo genere che ha debuttato nella capitale\, dove forma le sue “Good Girls”\, un corpo di ballo di professioniste che incarnano la sua visione artistica di alta scuola\, tecnica e raffinatezza. \n\n\n\nUna performer globetrotter perennemente in tour Holly’s Good è protagonista sui palchi di  Cracovia\, Barcellona\, Londra\, Berlino\, Parigi\, Praga\, Canada fino ad approdare recentemente a Las Vegas e Los Angeles. È guest star in location prestigiose come The Maine Mayfair di Londra\, del magnate Joey Ghazal\, e del winter Garden di Berlino. \n\n\n\nCreatrice di spettacoli innovativi che mescolano il glamour del Crazy Horse parigino con la tradizione del burlesque italiano\, Holly’s Good celebra la femminilità in tutte le sue sfumature. Le sue produzioni sono un mix raffinato di vintage e contemporaneo\, dove l’audacia incontra l’eleganza in coreografie che spaziano dalla danza classica alla danza aerea\, in un gioco policromo di costumi sfavillanti\, lustrini\, paillettes e piume. \n\n\n\nAlla creatività di Holly’s Good si affianca la regia chirurgica di Francesco Felli\, curata nei minimi dettagli. \n\n\n\nFelli direttore artistico della Bottega degli Artisti\, con un background noir contemporaneo\, è punto di riferimento consolidato nel panorama burlesque internazionale. Sotto la sua guida esperta\, il teatro ha accolto star del calibro di Dirty Martini\, Zelia Rose\, Kitten & Lou e molti altri nomi di rilievo\, affermandosi come fucina creativa per performer affermate ed emergenti.  \n\n\n\nLa sinergia artistica tra Holly’s Good e Francesco Felli ha dato vita a  “Supreme”\, un format innovativo che promette di ridefinire i confini del cabaret contemporaneo. \n\n\n\nSupreme \n\n\n\nAnteprima: 13 dicembre 2025 alle 21.30 \n\n\n\nRegia: Francesco Felli \n\n\n\nProduzione: Holly’s Good \n\n\n\nContatti: 333 1604939 – info@bottegadegliartisti.net
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SUMMARY:"Quando la scienza fa spettacolo: la scienza\, l’etica e la coscienza" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:La Stagione del Teatro di Roma anche quest’anno sconfina verso altre discipline e si propone sempre più come uno spazio di incontro\, sapere\, scoperta\, abbracciando iniziative che uniscono l’esperienza teatrale e l’arte scenica con la divulgazione scientifica. \n\n\n\nSu questa linea progettuale il palco dell’Argentina si prepara ad accogliere la terza edizione di Quando la scienza fa spettacolo: la scienza\, l’etica e la coscienza. Un ciclo in tre incontri domenicali – 14 dicembre\, 8 marzo e 10 maggio\, a partire dalle ore 12 – per avvicinare il mondo della scienza al grande pubblico attraverso un format divulgativo coinvolgente dedicato al fondamentale rapporto della ricerca scientifica con il tema dell’etica e della coscienza. \n\n\n\nIn perfetto equilibrio tra rigore scientifico ed espressione artistica\, la rassegna – un progetto del Teatro di Roma\, ideato e curato da Orsetta Gregoretti e Silvia Mattoni\, con regia e drammaturgia di Matilde D’Accardi – esplora ambiti di frontiera come la robotica\, le neuroscienze e l’intelligenza artificiale. Ogni appuntamento\, infatti\, vedràscienziati di chiara fama e specialisti del settore dialogare con una guida d’eccezione\, l’attore Marco Marzocca\, che da artista e da curioso accompagnerà il pubblico alla scoperta di come il progresso interroghi la nostra coscienza. A fare da contrappunto narrativo è l’attrice Francesca Astrei\, che reciterà passi significativi tratti da grandi autori della letteratura\, della poesia e del giornalismo. Il tutto sarà immerso in una scenografia virtuale che proietterà sulla scena immagini del presente e filmati d’archivio\, trasformando ogni incontro in un vero e proprio viaggio immersivo. \n\n\n\nIl ciclo si inaugura domenica 14 dicembre con il tema “Roboetica dalla sanità allo Spazio”\, un incontro che vedrà confrontarsi esperti provenienti da settori cruciali. Interverranno\, tra gli altri\, Walter Cugno (Thales Alenia Space Italia\, Vicepresidente Esplorazione e Scienza\, attualmente Senior Advisor per Esplorazione e Scienza)\, Vittorio Loreto (Professore ordinario di Fisica dei Sistemi Complessi Sapienza Università di Roma\, Direttore di Sony CSL – Rome)\, l’avvocato Paolo Galdieri (docente di Diritto penale dell’informatica)\, Flavia Marino (ricercatrice psicoterapeuta CNR-IRIB) e Giovanni Pioggia (Dirigente di Ricerca ingegnere elettronico-biomedico CNR). \n\n\n\nIl viaggio prosegue poi domenica 8 marzo\, focalizzandosi su “Neuroscienze\, bioetica\, organoidi e assembloidi”. Saranno ospiti figure di spicco come il professore Enrico Alleva\, socio nazionale Accademia dei Lincei (docente di Etologia Sapienza Università di Roma\, già Direttore del Centro SCIC-Iss e Socio Accademia dei Lincei)\, la professoressa ordinaria di Filosofia del Diritto Laura Palazzani (Università LUMSA) e il professore ordinario di Biologia Molecolare e Direttore del Centro di Ricerca sulla Neurogenomica Giuseppe Testa (Università degli Studi di Milano e Human Technopole)\, per indagare i confini biologici ed etici della conoscenza del cervello. \n\n\n\nIl ciclo si conclude domenica 10 maggio con il tema di stretta attualità “Call for AI Ethics: una questione di fiducia”. Il dibattito vedrà sul palco il ricercatore emerito Rino Falcone (già Direttore Istituto Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR)\, la professoressa ordinaria di diritto privato e di diritto di Internet e dell’Intelligenza artificiale Giusella Finocchiaro (Università di Bologna) e il professore ordinario di Informatica Walter Quattrociocchi (Direttore del CDCS Sapienza Università di Roma)\, per affrontare le sfide della fiducia e della regolamentazione nell’era dell’Intelligenza Artificiale. \n\n\n\nQuando la scienza fa spettacolo: la Scienza\, l’Etica e la Coscienza \n\n\n\nIII edizione \n\n\n\na cura di Orsetta Gregoretti e Silvia Mattoni \n\n\n\nregia e drammaturgia Matilde D’Accardi \n\n\n\nconduce Marco Marzoccaletture Francesca Astrei \n\n\n\nassistente alla regia Consuelo Bartolucci \n\n\n\nproduzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale \n\n\n\nDomenica 14 dicembre 2025\, ore 12.00 \n\n\n\nRoboetica dalla sanità allo Spazio \n\n\n\nWalter Cugno\, Thales Alenia Space Italia\, Vicepresidente Esplorazione e Scienza\, attualmente Senior Advisor per Esplorazione e Scienza \n\n\n\nPaolo Galdieri\, Avvocato del foro di Roma e docente di Diritto penale dell’informatica \n\n\n\nVittorio Loreto\, Professore ordinario di Fisica dei Sistemi Complessi Sapienza Università di Roma\, Direttore di Sony CSL – Rome \n\n\n\nFlavia Marino\, ricercatrice psicoterapeuta CNR-IRIB  \n\n\n\nGiovanni Pioggia\, Dirigente di Ricerca ingegnere elettronico-biomedico CNR) \n\n\n\nDomenica 8 marzo 2026\, ore 12.00 \n\n\n\nNeuroscienze\, bioetica\, organoidi e assembloidi  \n\n\n\nEnrico Alleva\, docente di Etologia Sapienza Università di Roma\, già Direttore del Centro SCIC-Iss\, Socio Nazionale Accademia dei Lincei \n\n\n\nLaura Palazzani\, professoressa ordinaria di Filosofia del Diritto all’Università di Roma LUMSA \n\n\n\nGiuseppe Testa\, Professore Ordinario di Biologia Molecolare e Direttore del Centro di Ricerca sulla Neurogenomica\, Università degli Studi di Milano e Human Technopole \n\n\n\nDomenica 10 maggio 2026\, ore 12.00 \n\n\n\nCall for AI Ethics: una questione di fiducia \n\n\n\nRino Falcone\, ricercatore emerito\, già Direttore Istituto Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR \n\n\n\nGiusella Finocchiaro\, professoressa ordinaria di Diritto Privato e di Diritto di Internet e dell’Intelligenza Artificiale presso l’Università di Bologna \n\n\n\nWalter Quattrociocchi\, professore ordinario di Informatica\, Direttore del Center for Data Science and Complexity for Society (CDCS)\, Sapienza Università di Roma \n\n\n\ninfo e orari  tutti gli incontri sono di domenica mattina alle ore 12.00 \n\n\n\n14 dicembre 2025\, 8 marzo e 10 maggio 2026 \n\n\n\nbiglietti e cardsingolo incontro ingresso 10 €CARD 3 incontri 20 €teatrodiroma.net
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SUMMARY:"Il Principe delle tenebre" al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Per la rassegna Infanzie in gioco 2025/2026 a Centrale Preneste Teatro (Via Alberto da Giussano\, 58) domenica 14 dicembre alle ore 16.30 va in scena lo spettacolo “Il Principe delle tenebre” della Compagnia Ruotalibera Teatro. Il testo è di Fabio Traversa\, la regia è di Tiziana Lucattini\, sul palco ci sono Valentina Greco\, Tiziana Lucattini e Fabio Traversa. \n\n\n\nIspirato alla fiaba popolare “Naso d’Argento” e alle atmosfere misteriose di Nosferatu\, capolavoro di Friedrich Wilhelm Murnau del 1922\, lo spettacolo accoglie le suggestioni espressioniste del cinema tedesco nel bianco e nero di scene e costumi\, nel disegno dalle linee distorte\, nelle luci contrastate\, nelle didascalie da cinema muto. Con rimandi al Frankenstein Junior di Mel Brooks e a una certa leggerezza da commedia dell’arte\, nel lavoro è implicito il tema dell’affrancamento femminile dal potere maschile. Un distinto e ricco signore\, anemico e solo\, con uno strano naso d’argento\, attira nel suo castello tre giovani figlie di una povera lavandaia che lo seguono\, una dopo l’altra\, col miraggio di cambiar vita. Ma Lucia\, la minore e la più avveduta delle tre\, farà prendere alla storia una piega imprevista. Teatro d’attore e visual\, lo spettacolo è adatto dai 6 anni. Il costo del biglietto è per tutti di 7 euro. \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nRuotalibera Teatro \n\n\n\nIl Principe delle tenebre \n\n\n\nTeatro d’attore e visual \n\n\n\ndi Fabio Traversa \n\n\n\nCon: Valentina Greco\, Tiziana Lucattini e Fabio Traversa \n\n\n\nRegia: Tiziana Lucattini \n\n\n\nScenografia: Francesco Persico \n\n\n\nCostumi: Antonia Dilorenzo \n\n\n\nLight e visual design: Chiara Saiella \n\n\n\nFoto di scena: Federica Di Benedetto \n\n\n\nPromozione: Serena Amidani e Paola Meda \n\n\n\nDomenica 14 dicembre 2025 alle 16.30 \n\n\n\nCentrale Preneste Teatro \n\n\n\nVia Alberto da Giussano\, 58 – Roma (Pigneto/Malatesta) \n\n\n\nBiglietto unico: 7.00 €  \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nInformazioni: 0627801063 lun/ven 10.00–17.00  \n\n\n\ninfo@ruotalibera.eu –www.centraleprenesteteatro.it
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SUMMARY:"QUELLI CHE RESTANO" al Teatro Eduardo De Filippo di Roma
DESCRIPTION:Cosa resta\, quando qualcuno se ne va? È da questa domanda che prende corpo QUELLI CHE RESTANO\, il nuovo progetto teatrale firmato da Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci\, uno spettacolo che indaga il lutto\, il branco\, le famiglie e le assenze. Lo spettacolo\, con la regia di Davide Celona\, vede in scena Marta Ferrarini\, Leonardo Lutrario\, Luca Molinari ed Emanuela Vinci. La supervisione drammaturgica è di Giovanni Bonacci. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Eduardo De Filippo il 14 dicembre 2025.  \n\n\n\nSINOSSI \n\n\n\nUn gruppo di quattro amici – Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo – si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo\, il loro quinto\, che si è appena suicidato. La ferita di essere stati cacciati dalla camera mortuaria dalla famiglia dell’amico porta questi giovani adulti a riflettere su una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa un’esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n\n\n\n\nORIGINE \n\n\n\nNoi siamo il risultato delle presenze e delle assenze della nostra vita e spesso le persone a cui ci leghiamo portano delle ferite simili alle nostre. \n\n\n\nIl progetto nasce infatti dalla riflessione delle autrici sulla loro esperienza di figlie\, dei padri e delle madri\, e di cosa abbia significato la loro presenza o la loro assenza. \n\n\n\nCosa significa quindi essere figli? Qual è l’eredità che le nostre famiglie ci lasciano? E quanto questa viene sporcata dalla società? \n\n\n\nLo spettacolo è l’opera prima di Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci ed è uno dei cinque progetti vincitori della sezione Teatro del bando “Labor Work” di DiscoLazio\, indetto da Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini. \n\n\n\n\n\n\n\nNOTE DI MARTA FERRARINI ED EMANUELA VINCI \n\n\n\nI quattro protagonisti affrontano la perdita di un amico\, un evento traumatico che li costringe\, in qualche modo\, a dover stare nel dolore. \n\n\n\nStare nel dolore significa guardarsi dentro e finire per ritrovare tutto il marcio\, e nel caso di Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo\, il marcio ha il volto delle loro famiglie… e forse anche di quella di Milo. \n\n\n\nIl linguaggio sperimentale ricerca questa complessità\, a partire dalla struttura drammaturgica. La storia si sviluppa su due piani diversi di narrazione che si intrecciano: il primo è quello del presente\, in cui si vedranno i personaggi vivere\, passo per passo\, l’ora che precede il funerale dell’amico; il secondo è un piano di astrazione\, in cui in scena prendono vita momenti del passato e movimenti interiori dei protagonisti. \n\n\n\nI personaggi si muovono\, quindi\, dentro ferite ereditarie\, ma anche dentro un’ostinata ricerca di senso e di appartenenza. Il loro legame prende la forma di un branco: un luogo comodo\, in cui imparano a sopravvivere. \n\n\n\nQui si scoprono vulnerabili e si riconoscono nel compagno. Non sono né eroi né vittime: sono umani\, contraddittori\, sono quelli che restano. \n\n\n\nNonostante i temi trattati\, il tono e lo stile sono dissacranti e puntano a far vivere allo spettatore una montagna russa emotiva. Alla parola si uniscono corpo e musica come medium evocativi\, in modo da indagare sfumature diverse. \n\n\n\nUn gruppo di ragazzi\, un posto vuoto e il silenzio che fa più rumore delle parole. QUELLI CHE RESTANO è il racconto di chi resta\, perché andarsene non è concesso a tutti. \n\n\n\nBIO DEL COLLETTIVO \n\n\n\nEmanuela Vinci e Marta Ferrarini si conoscono durante il biennio di formazione teatrale presso Officina delle Arti Pier Pasolini\, dove stringono una forte amicizia da cui poi nasce un sodalizio artistico fondato su una comunione di intenti. Condividono una visione affine su cosa significhi fare arte\, sull’uso di un linguaggio teatrale aperto a diverse contaminazioni e sulla necessità di trattare temi intimi\, ma anche collettivi e politici. \n\n\n\nMarta Ferrarini\, Milano classe 2000. Si avvicina al mondo dello spettacolo grazie alla danza e al musical\, dal 2015 studia canto e pianoforte. Comincia a formarsi nella recitazione presso STM a Novara con Elena Ferrari\, dal 2021 studia drammaturgia antica e frequenta il Laboratorio di Alta Formazione teatrale dell’università Cattolica di Milano con Christian Poggioni ed Ermelinda Cakalli. Entra a far parte della compagnia Kerìs\, portando in scena testi di teatro antico in vari teatri di Milano e nel carcere di Opera. Frequenta poi vari workshop tra cui un corso intensivo di regia e un seminario di schiera con Gabriele Vacis. Nel dicembre 2024 si diploma nel biennio della sezione teatro di “Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini” a Roma\, dopo aver lavorato con professionisti quali Massimo Venturiello\, Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Armando Pugliese\, Maria Letizia Gorga e tanti altri. Nel 2025 vince il bando “Labor Work” indetto dalla stessa scuola\, e scrive un testo che porterà in scena a fine 2025. \n\n\n\nEmanuela Vinci nasce a Palermo nella Pasqua del 1999. Da bambina ha studiato danza per diversi anni. Durante il primo anno di liceo ha iniziato a studiare canto e ha continuato anche dopo la fine delle superiori\, avvenuta nel 2018\, quando si è diplomata al liceo artistico in scenografia. Una volta terminato il liceo\, oltre a continuare lo studio del canto\, ha iniziato a fare diverse masterclass e ha frequentato il laboratorio del Teatro Mediterraneo Occupato\, diretto da Maurizio Spicuzza. Durante quegli anni ha portato in scena spettacoli di vari autori\, da Pinter a Massini. Successivamente ha anche studiato con Filippo Luna e Virginia Alba\, due attori palermitani a cui deve molto. Nel 2022 si presenta al Premio Hystrio e arriva in finale. Lo stesso anno è entrata a Officina Pasolini\, a Roma. Durante gli anni di Officina Pasolini ha avuto l’onore di essere diretta da professionisti come Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Massimo Venturiello\, Paolo Coletta\, Francesco Giuffrè e di lavorare con altrettanti professionisti come Maria Letizia Gorga\, Francesco Brandi e Armando Pugliese. Nel 2024 ha preso il diploma e successivamente ha vinto un bando indetto dalla Regione Lazio per Officina Pasolini\, insieme alla sua collega\, con la quale ha scritto un progetto che nasce da una comune necessità\, nell’ottica di riuscire a parlare ai giovani e alle giovani come loro. \n\n\n\n\n\n\n\nREGIA DAVIDE CELONA \n\n\n\nAttore\, danzatore\, cantante e performer. Diplomato alla Scuola Teatro Arsenale di Milano e successivamente alla Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi. \n\n\n\nDurante il suo percorso di formazione ha incontrato registi come Emma Dante\, Societas Raffaello Sanzio\, Ricci/Forte\, Claudio Tolcachir\, Gabriele Vacis\, Mariangela Gualtieri\, Davide Enia\, Roberta Carreri\, John Strasberg. \n\n\n\nDal 2010 entra a far parte della Compagnia SudCostaOccidentale diretta da Emma Dante portando nella scena nazionale ed internazionale spettacoli quali “Anastasia\, Genoveffa e Cenerentola”\, “Gli alti e bassi di Biancaneve”\, “Tre favole per un addio”\, “Fable pour un adieu”\, “Scarpette rotte”\, “Il canto della sirena”\, “Verso Medea”\, “La Trilogia degli occhiali -Il castello della Zisa”\, “Le sorelle Macaluso”\, spettacolo vincitore del premio UBU nel 2014\, “Bestie di scena”\, “Re Chicchinella” attualmente in scena. \n\n\n\nNel 2023 prende parte al progetto “VajontS23” regia di Marco Paolini. È coreografo per “Operetta Burlesca”\, “Extramoenia”\, “La bella Rosaspina addormentata” regia di Emma Dante. \n\n\n\nConduce workshop e masterclass di formazione per attori\, danzatori e cantanti in diversi spazi quali la Vicaria a Palermo\, l’Atelier del Teatro e delle Arti\, MTS Scuola di Musical e Campo Teatrale a Milano\, La Comédie de Geneve in Svizzera. \n\n\n\nINTERPRETI \n\n\n\nLeonardo Alberto Lutrario attore classe 1998. Dopo aver mosso i primi passi al Teatro 7 con Marco Zadra\, ha completato un triennio di recitazione presso l’ASC Teatro della Dodicesima\, sotto la direzione di Marco Tempèra e Alberto Bellandi. Ha arricchito il suo percorso partecipando a numerosi workshop intensivi (Scaletta e Carrozzerie N.O.T.) con figure di spicco della scena contemporanea\, tra cui Fabiana Iacozzilli\, Rafael Spregelburd (Novoli\, Lecce)\, Franco Mannella\, Federica Santoro\, Stefano Patti e Daniele Parisi.Ha calcato le scene di teatri romani come il Teatro Palladium con Il circo dell’apparenza(da Il Berretto a Sonagli\, regia di Marco Tempèra)\, il Teatro Cometa Off con Nelle due mani di Roberto Staglianò\, e Villa Torlonia con la lettura Lavanderia Calzino Persodiretta da Mauro Santopietro per l’Onstage Festival. Ha inoltre preso parte allo spettacolo L’Italia questo bel paese\, tratto dai monologhi di Mattia Torre\, presentato sia a Roma che al Teatro Rossini di Gioia del Colle. \n\n\n\nLuca Molinari nasce a Roma il 20 luglio del 1993. Si diploma presso l’Accademia d’Arte Drammatica Link Academy nel 2015. Debutta a teatro sempre nel 2015 con L’Odisseacon la regia di Vincenzo Manna e Andrea Baracco. Da lì in avanti avrà occasione di essere protagonista di numerose rappresentazioni teatrali quali: DNA di Dennis Kelly\, Mary Stuart\, Antigone\, La Tempesta di W. Shakespeare solo per citarne alcuni.  Nel 2017 prende il ruolo da protagonista di Manuel nel film Le grida del silenzio\, nel 2018 collabora da protagonista di puntata in Don Matteo 11. Calca i palchi d’Italia in veste anche di musicista classificandosi finalista al concorso Sanremo Trend nel 2021 in band\, sul palco dell’Ariston. Dal 2022 ha prestato la sua voce per alcuni film debuttando di fatto come doppiatore.
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LOCATION:Teatro Eduardo De Filippo\, Via Antonino di San Giuliano 782/angolo Via Mario Toscano\, Roma\, ITA\, 00135\, Italia
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SUMMARY:"Nevischio" al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Il Teatro Comunale Veroli si tinge di bianco per uno spettacolo in cui la magia della neve costringe a riunire una famiglia spingendola a fare riflessioni mai fatte nella vita. \n\n\n\n“Nevischio” è la storia di tre sorelle costrette ogni anno a trascorrere insieme almeno 24 ore a causa del testamento della madre defunta. Questo incontro annuale è l’unica condizione imposta per poter usufruire dell’eredità lasciata dalla madre. Nelle ultime 24 ore prima di poter finalmente accedere all’eredità\, le sorelle si riuniscono nella casa di Anna che vive nella vecchia dimora materna ma accade qualcosa di inaspettato: una violenta tempesta di neve le costringe a trascorrere insieme più del tempo previsto\, anche perché il notaio non riesce a raggiungere la casa per firmare i documenti necessari.  \n\n\n\nLa convivenza forzata farà emergere segreti e verità nascoste da tempo in un clima di tensione e sospetto animato da accuse reciproche\, rivelazioni e momenti di dolorosa introspezione. Solo in questo modo\, però\, le sorelle scopriranno i lati sconosciuti l’una dell’altra e saranno costrette a fare i conti con il loro passato e con il legame familiare che le unisce. \n\n\n\nQuesto spettacolo\, con la sapiente regia di Matteo Fasanella\, è una riflessione sui profondi legami familiari\, sulla memoria e sul perdono e coinvolgerà il pubblico in una riflessione intima: fino a che punto siamo disposti a conoscere e ad accettare le persone che ci sono più vicine? \n\n\n\nVi aspettiamo\, dunque\, domenica 14 dicembre alle ore 18.00 con apertura botteghino alle ore 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00 \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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SUMMARY:CARNAGE. Il dio del massacro all'Eleonora Duse di Genova
DESCRIPTION:Una prima nazionale al teatro Eleonora Duse di Genova per una commedia poco rappresentata in Italia (in scena al teatro Eleonora Duse di Genova\, dal 2 al 14 dicembre e poi in tournée nel 2026): CARNAGE. Il dio del massacro è un testo che ritrae un interno borghese parigino dove “regna un’atmosfera compunta cordiale tollerante” che ben presto si esaspera virando su toni crudi e feroci. La dinamica è quella di una doppia coppia di genitori che hanno appena fatto conoscenza e si incontrano per cercare di risolvere – da persone adulte e civili quali essi ritengono di essere – una questione che inizialmente pensano di minimizzare: una lite scoppiata ai giardinetti tra i rispettivi figli di undici anni. Ma\, a poco a poco\, le maschere di benevolenza\, tolleranza\, buona creanza\, correttezza politica\, apertura mentale e dirittura morale si sgretolano. E sotto quelle maschere appare il ghigno del nume efferato e oscuro che ci governa sin dalla notte dei tempi: il dio del massacro\, appunto.  \n\n\n\nL’edizione 2025\, prodotta dal teatro Nazionale di Genova\, porta la firma di Antonio Zavatteri\, regista\attore che sa lavorare sulla commedia come pochi (ricordiamo il suo felice allestimento di Le prénom. Cena tra amici di Matthieu Delaporte e Alexandre de La Patellière che\, nell’edizione italiana a cura di Fausto Paravidino\, gira nei teatri italiani dal 2015). In scena un quartetto di attrici e attori raffinato e affiatato\, proveniente dalla Scuola di Genova: Francesca Agostini\, Andrea Di Casa\, Alessia Giuliani e lo stesso Antonio Zavatteri.  \n\n\n\nScena candida e luci del pluripremiato Nicolas Bovey e costumi minimalisti di Anna Missaglia  \n\n\n\nCARNAGE. Il dio del massacro \n\n\n\nda Le dieu du Carnage di Yasmina Reza; traduzione Laura Frausin Guarino e Ena Marchi \n\n\n\nRegia Antonio Zavatteri \n\n\n\nInterpreti: Francesca Agostini (Annette Reille); Andrea Di Casa (Michel Houlliè); Alessia Giuliani (Veronique Houlliè); Antonio Zavatteri (Alain Reille) \n\n\n\nScene e luci Nicolas Bovey; Costumi Anna MissagliaAssistente alla regia Bruno RicciProduzione Teatro Nazionale di Genova \n\n\n\nPermission granted by Thaleia Productions\, 6 rue sedillot 75007 Paris France. \n\n\n\n·Il testo “Il dio del massacro” da Le dieu du Carnage di Yasmina Reza (2006) \n\n\n\nè pubblicato in Italia da Adelphi. Piccola Biblioteca (2011; riedizione – 2022) \n\n\n\nDopo Genova lo spettacolo sarà in tournée: a Torino (Teatro Gobetti) dal 13 al 18 gennaio; Novi Ligure (Teatro Marenco) il 20 gennaio; Pinerolo (Teatro Sociale) il 21 gennaio; Aosta (Teatro Splendor) il 23 gennaio; Bassano (Teatro Remondini) il 9 e 10 febbraio; Firenze (Teatro Nuovo Rifredi) il 12 e 13 febbraio; Vignola (Teatro Fabbri) il 15 febbraio; L’Aquila (Teatro Ridotto) il 19 e 20 febbraio \n\n\n\nCARNAGE. Il dio del massacro è in scena al Teatro Duse da martedì 2 a domenica 14 dicembre: martedì\, mercoledì e venerdì lo spettacolo inizia alle ore 20.30; giovedì e sabato – 19h30; \n\n\n\ndomenica – 16h00; lunedì – riposo  \n\n\n\nDomenica 7 dicembre – replica accessibile alle persone non vedenti e ipovedenti con audiodescrizione e percorso tattile a cura di Centro Diego Fabbri / Teatro No limits. \n\n\n\nÈ consigliata la prenotazione al numero 010 5342 400. \n\n\n\nVenerdì 5 dicembre\, ore 17 – Incontro alla libreria Feltrinelli (via Ceccardi – Genova) \n\n\n\nPrimo appuntamento nell’ambito del ciclo “Trame aperte dalle pagine al palco” a cura di Raffaella Rocca \\  (ingresso libero su prenotazione su teatro@teatronazionalegenova.it ) \n\n\n\nInfo e biglietti telefono 010 5342 720; \n\n\n\ne-mail teatro@teatronazionalegenova.it; biglietti.teatronazionalegenova.it
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SUMMARY:Premio Europeo ST. Oscar della Moda\, al Salone delle Colonne dell'euro
DESCRIPTION:Si terrà al Salone delle Colonne dell’Eur\, a Roma\, domenica 14 dicembre alle ore 20.30 la XII Edizione del prestigioso Premio Europeo ST. Oscar della Moda\, ideato dal direttore artistico Steven G. Torrisi\, con il patrocinio dell’Assessorato Grandi Eventi\, Sport Turismo e Moda di Roma Capitale. \n\n\n\nUn evento ormai consolidato creato daldirettore artistico Steven G. Torrisi\, che quest’anno vedrà alla conduzione la coppia formata da Veronica Maya e Stefano Baragli. \n\n\n\nLa giuria tecnica 2025 –  composta dal presidente onorario Alviero Martini\, dal Presidente  Nando Moscariello\, e dai giurati Gianni Calignano\, Franco Ciambella\, Nino Lettieri e Michele Miglionico –  assegnerà gli Oscar che verranno svelati durante la serata di gala e che verranno inseriti\,  a seguire\,  nell’Albo D’oro del Premio\, che ripercorre tutte le edizioni precedenti\, che hanno visto protagonisti nomi di primo livello della moda e dello spettacolo: da Rocco Barocco a Egon Von Fürstenberg\,  da Sarli a Genny e Byblos by Girombelli\,  da Renato Balestra a Giada Curti\, da Barbara Bouchet a Barbara D’Urso\, dalla senatrice Monica Cirinnà ad Annalisa Minetti\, Clarissa Burt\, da Stefano Coletta (direttore Rai) a Enrico Vanzina (regista) e tanti altri ancora. \n\n\n\nQuest’anno i quadri moda che verranno presentati durante la serata saranno affidati al maestro Roberto Capucci\, ai couturier Franco Ciambella\, Michele Miglionico\, Gabriele Fiorucci Bucciarelli\, Salvatore Migale\, Erasmo Fiorentino\, presenze internazionali saranno quelle di Bosyakova dalla Bielorussia e di Rezarta Skifteri dall’Albania. \n\n\n\nMolti sono i personaggi illustri che hanno già dato la loro adesione alla serata: l’Assessore Alessandro Onorato\, l’attrice e cantante Lina Sastri\, l’attrice Jane Alexander\, l’attrice Nadia Rinaldi\,  la giornalista esperta di moda Cinzia Malvini\, il personaggio televisivo Antonio Zequila\, l’attore\, cantante e regista teatrale Leopoldo Mastelloni\, il personaggio televisivo Maria Consiglio Visco Marigliano del Monte\, l’opinionista Paolo Ciavarro\, l’influencer e personaggio televisivo Clizia Incorvaia\, la showgirl e attrice Laura Freddi\, il cantante Sal Da Vinci\, la senatrice Monica Cirinnà\, la Presidente di Campagna Amica di Coldiretti Dominga Cotarella\, l’avvocato Romina Lanza dell’organizzazione di volontariato “Contro Tutte Le Violenze Co.Tu.Le Vi.”. \n\n\n\nSaranno presenti ad allietare la serata le “Appassionante” il trio interamente femminile di crossover opera-pop. \n\n\n\nLa carriera di Steven G. Torrisi incarna la passione per la bellezza e la moda\, unita a un’incredibile capacità organizzativa. Dalla Sicilia\, sua terra natale\, ai palcoscenici internazionali di Londra\, Dubai\, Varsavia e Berlino\, ha lasciato un segno indelebile in ogni progetto legato alla moda\, diventando un punto di riferimento nel panorama artistico e culturale. Oggi continua a ispirare con la sua visione organizzativa e il suo instancabile impegno nel valorizzare i talenti della moda e il Made in Italy attraverso il Premio Europeo ST. Oscar della Moda. II Premio ribadisce l’importanza della moda non solo come espressione artistica\, ma come parte integrante del patrimonio culturale italo-europeo. La moda diventa inclusiva con un linguaggio universale e trasversale\, capace di raccontare storie\, creare ponti tra le nazioni e rappresentare l’identità di intere generazioni e culture. In ogni edizione si scrive una nuova pagina della storia del Premio\, dando voce ai protagonisti del presente e del futuro. Roma\, con il suo passato glorioso e la sua apertura verso il mondo\, si conferma la città ideale per ospitare il Premio Europeo ST. Oscar della Moda\, per rilanciare il territorio tra moda\, cultura e storia\, sempre più internazionale. \n\n\n\nL’evento sarà trasmesso in diretta mondiale su MR TV Models Runway\, del vulcanico Giancarlo Presutto\, personaggio celebre nello showbiz internazionale. \n\n\n\nIn allegato comunicato stampa\, invito evento\, foto significative anche della precedente edizione. \n\n\n\nL’evento è SOLD OUT\,
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SUMMARY:Concerto al Tempesto per  il 60° anniversario di Tito Schipa 
DESCRIPTION:Nel sessantesimo anniversario della scomparsa di Tito Schipa (1888-1965)\, il leggendario “Angelo del Canto” e tenore di grazia per antonomasia\, i Concerti del Tempietto – Festival Musicale delle Nazioni presentano un evento unico e irripetibile. \n\n\n\nIdeato e condotto da Tito Schipa Jr.\, la serata non sarà una semplice commemorazione\, ma una vera e propria riattivazione sonora della voce del padre. Grazie a un originale percorso narrativo e a una rilettura creativa delle registrazioni storiche\, il pubblico avrà l’opportunità di ascoltare Tito Schipa come mai prima d’ora: non come memoria museale\, ma come presenza viva\, contemporanea e sorprendente. \n\n\n\nSchipa Jr. non restaura il passato: lo decifra\, lo rimette in circolo\, lo rende attuale. Un’esperienza che va oltre il revival per diventare un atto di “resurrezione sonora”\, capace di attraversare generazioni e di confermare l’attualità della grande tradizione lirica italiana. \n\n\n\nUn appuntamento imperdibile per gli amanti dell’opera\, della storia della musica e per chi desidera scoprire la voce di Tito Schipa in una prospettiva completamente nuova. \n\n\n\nInformazioni evento   Data: Martedì 16 dicembre 2025   Inizio evento: ore 20.15 circa   Luogo: Sala Baldini\, Piazza Campitelli 9 – Roma   Conduce: Tito Schipa Jr. \n\n\n\nBiglietti   Intero: € 36   Ridotto: € 25   Studenti: € 14   \n\n\n\nAcquisto online: https://www.tempietto.eu/tickets/  Prevendita anche presso la biglietteria della Sala Baldini la sera dell’evento (fino a esaurimento posti) \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni   Sito: www.tempietto.it  Tel: +39 348 780 43 14   Email: afjs@tempietto.it
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SUMMARY:Interviste Impossibili al Teatro Tordinona- Terzo Appuntamento
DESCRIPTION:Le protagoniste delle fiabe rivendicano un’identità non accondiscendente e mostrano un femminismo ante litteram; il pastorello Benino\, sempre contrabbandato per lo svagato dormiente di fronte al mistero della Natività\, smentisce questa secolare fama. \n\n\n\nIl terzo appuntamento della terza edizione delle “Interviste impossibili – Dalla radio al palcoscenico”\, in corso mensilmente all’antico Teatro Tordinona\, in uno stimolante tandem fra Laura De Luca e Renato Giordano\, sfata stereotipi e patriarcati\, con riflessioni in prima battuta esilaranti\, ma che lasciano un retropensiero anticonvenzionale e profondo. \n\n\n\nLo fa martedì 16 dicembre\, alle ore 21\, con uno spettacolo\, secondo tradizione\, suddiviso in due tempi\, ma che hanno in sé un messaggio coerente: loro (principesse e pastorello) non sono come sono stati tramandati nel nostro immaginario. \n\n\n\nHa un che di fiabesco\, a prima vista\, che quel garbato di Renato Giordano\, che è anche il regista dell’intero ciclo\, si rivolga alla Bella Addormentata (interpretata da Raffaella Castelli)\, manco se fosse una protagonista del jet set delle principesse; ma non c’è nulla di sonnolento nelle puntute risposte di Aurora: il vis à vis previsto si trasforma in un talk show\, perché intervengono due altri personaggi femminili delle favole\, Biancaneve/Maria Sophia\, ovvero Margherita Patti e Cenerentola (nell’omonima opera di Rossini\, Angelina)\, ossia Cristina Del Sordo. Il povero intervistatore se la vedrà brutta\, altro che soavi rampolle di case reali: se lo contendono come un osso! \n\n\n\nIl sonno è anche il leit motiv della successiva performance\, interpretata dall’intervistatrice – autrice Laura De Luca\, che fa dire la sua ad un pastorello che non può mancare in qualsiasi presepe degno di tal nome: Benino\, posto in posizione elevata nella scenografia e per secoli rappresentato come imberbe vittima della sua incosciente insensibilità rispetto al momento magico che vivrebbe\, se emergesse dalle braccia di Morfeo. Tutte dicerie infamanti: la ficcante intervista della giornalista del dialogo fa sì che Benino si riveli un antesignano di Calderon de la Barca e la sua “La vita è un sogno”\, anzi\, è lui il motore immobile dell’intero episodio. \n\n\n\nDue incontri godibili\, destinati a un pubblico che vuole diversamente divertirsi.
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LOCATION:Teatro Tordinona\, Via degli Acquasparta 16\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:"The Yoricks. Intermezzo comico" al Teatro Palladium
DESCRIPTION:Il 16 dicembre 2025 il Prof. Nicola Savarese\, storico docente dell’Ateneo Roma Tre\, avrebbe compiuto 80 anni. Per onorarne la memoria\, il DAMS gli dedica due giornate di studio – “L’opera dello straniero. Storie\, viaggi e vite di Nicola Savarese”\, e il Teatro Palladium ospita uno degli avamposti teatrali che negli ultimi decenni si è fatto ponte e dialogo tra performance e tradizioni: Il Teatro Tascabile di Bergamo. Lo fa con uno degli spettacoli più riusciti del gruppo: The Yoricks. Intermezzo comico opera scenica che nasce dalla volontà di restituire\, attraverso il teatro\, uno degli elementi più vitali del lavoro di Savarese: il dialogo tra forme\, culture\, tradizioni. \n\n\n\nThe Yoricks riporta in scena un antico tema europeo\, la Danza Macabra\, reinterpretato attraverso il linguaggio del clown e del teatro fisico. Sei attori – clown e monaci-scheletro – si muovono insieme ad angeli\, animali simbolici e figure ricorrenti nell’immaginario popolare\, dando vita a un intermezzo comico e grottesco che affronta il tema della morte con ironia\, rovesciamento e sorpresa. Il risultato è un piccolo circo surreale che alterna lazzi\, duelli finti\, magie minime e gags celebri\, offrendo allo spettatore una lettura immediata e accessibile di un tema antico che torna a parlare al presente. \n\n\n\nIl lavoro nasce all’interno della ricerca pluriennale del TTB sulla Danza Macabra – dopo Amor mai non s’addorme (2009) e Rosso Angelico (2014) – e prosegue l’indagine del gruppo sulle tradizioni del clown\, da Foottit et Chocolat ai Fratellini\, da Charlie Rivel ai Fratelli Colombaioni. La musica dal vivo accompagna l’azione\, sostenendo un ritmo scenico che unisce comico\, nostalgia e fisicità. La drammaturgia procede attraverso immagini essenziali e strutture immediate\, con una scrittura scenica che alterna gesto\, ritmo e relazione diretta con il pubblico. \n\n\n\nLa serata diventa così parte del percorso dedicato a Nicola Savarese: un ponte tra la sua ricerca accademica\, centrata sul dialogo tra culture e forme performative\, e l’esperienza del TTB\, al quale Savarese era profondamente legato e al quale ha donato la sua biblioteca che è oggi patrimonio della Biblioteca Teatrale Eurasiana del Teatro Tascabile di Bergamo inaugurata nel 2023 al termine di un lungo percorso di catalogazione dei due fondi librari che la compongono: quello di Renzo Vescovi e quello di Savarese\, entrambi\, in diverso modo\, appassionati studiosi dei rapporti tra teatro orientale e teatro occidentale. \n\n\n\nFondato nel 1973 da Renzo Vescovi\, il TTB – Teatro Tascabile di Bergamocontinua oggi il suo percorso come gruppo di ricerca stabile\, con un lavoro che integra addestramento attoriale\, attenzione alla dimensione fisica e studio delle tradizioni sceniche\, mantenendo viva una pratica teatrale che unisce continuità e rinnovamento. \n\n\n\nLa creazione è diretta da Tiziana Barbiero e vede in scena Alessia Baldassari\, Tiziana Barbiero\, Ruben Manenti\, Alessandro Rigoletti\, Caterina Scotti e Marta Suardi. Le musiche sono eseguite dal vivo da Clara Rigoletti. Il progetto si avvale della consulenza musicale di Maurizio Stefania e Osvaldo Arioldi – Officine Schwartz – e della consulenza scenografica di Luì Angelini e Paola Serafini – La Voce delle Cose.
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LOCATION:Teatro Palladium\, Piazza Benedetto Romano\, 8\, Roma\, 00154\, Italia
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SUMMARY:" DI FIGLIA CE N’E’ UNA SOLA" di Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Cinzia Berni torna al Teatro de’ Servi il 16 e 17 dicembre con il suo nuovo spettacolo DI FIGLIA CE N’E’ UNA SOLA. \n\n\n\nSiamo abituati a sentire “di mamma ce n’è una sola” e a pensare che basti e avanzi! Ma quando è la figlia ad essere unica? Magari ingombrante e impegnativa? La relazione madre-figlia è spesso origine di conflitti\, provocazioni e difficoltà\, che sono la pacchia degli scrittori e degli psicologi. Di figlia ce n’è una sola\, racconta le vicende di Mara\, una donna egocentrica e vanitosa e di sua figlia Luna\, che come lei vuole fare l’attrice. Due persone così simili ma così diverse. Le protagoniste diventano due figure emblematiche\, per indagare\, con allegra ironia\, per ridere sulle loro debolezze\, per conoscere e riconoscerci in queste donne di due generazioni diverse messe a confronto.  \n\n\n\nUna madre dei nostri tempi e una figlia dei nostri tempi ma anche e soprattutto due donne allo specchio! \n\n\n\nIPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it
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LOCATION:Teatro De’ Servi\, Via del Mortaro\, 22\, Roma\, 00187\, Italia
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SUMMARY:"Il Maestro e Margherita" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Nella Russia sovietica\, Michail Bulgakov è in piena crisi creativa\, a causa della continua censura a cui vengono sottoposte le sue opere. Da anni infatti lavora a un manoscritto che sembra destinato a non vedere mai la luce\, ma l’incontro con Elèna\, una sua ammiratrice che gli fa promettere di finire il libro a ogni costo\, gli ridà speranza. In poco tempo\, tra i due si instaura un’amicizia profonda\, poi una passione tormentata\, scandita dai frammenti della storia del diavolo Woland\, giunto a Mosca per mettere sottosopra i suoi benpensanti cittadini. Così\, le avventure narrate nel manoscritto prendono vita e si intrecciano alla storia d’amore tra Michail ed Elèna\, resa impossibile dal matrimonio di lei\, e alla vita dello scrittore che ingaggia una lotta impossibile contro il bigottismo del regime.  \n\n\n\nMichail Bulgakov è stato uno dei più grandi autori del Novecento\, capace di unire la sua dissacrante ironia a una poetica\, in realtà\, piena di speranza. In molti casi\, i suoi capolavori sono arrivati in Europa con molti anni di ritardo. Il Maestro e Margherita\, per esempio\, è stato completato nel 1940\, ma è stato pubblicato nella sua forma non censurata solo nel 1989. In questo lungo processo editoriale\, così come nel processo creativo\, una parte fondamentale la ebbe Elèna Šilovskaja\, l’ultima moglie di Bulgakov\, nonché la persona che molti pensano abbia ispirato la figura di Margherita. Non è difficile immaginare come lo stesso Bulgakov si immedesimasse in parte nell’irriverente Woland\, ma soprattutto nel tormentato Maestro. Nello spettacolo\, così\, il lavoro di Bulgakov sul manoscritto negli ultimi mesi della sua vita si intreccia e confonde con la storia del manoscritto stesso\, dando vita a un racconto su più piani\, a matrioska\, con lo spostamento dinamico e continuo tra la realtà cupa di Bulgakov alla sua psichedelica immaginazione. L’atmosfera brillante e rock mette poi in risalto l’ironia pungente e trasgressiva dell’opera originale\, senza però tralasciare il climax tragico che è intrinseco al tema della censura\, e in questo senso un elemento fondamentale sta nella colonna sonora\, composta da pezzi di diverse epoche\, dai brani di Stauss ai successi più famosi dell’electric e glam rock degli anni Settanta e Ottanta. \n\n\n\nTratto dall’omonimo romanzo di Michail Bulgakov – di Miranda Angeli e Alfio Montenegro – con Andrea Lami\, Giulia Sanna\, Francesco Polizzi – Aiuto regia Martina Sergi – Costumi di Benedetta Nicoletti  \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\nIntero: 13.00 Ridotto: 10.00 -prevista tessera associativa- \n\n\n\ngiorni feriali ore 21\, festivi ore 17:30 \n\n\n\nPrenotazioni:  \n\n\n\ninfo@teatrotrastevere.it
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LOCATION:Teatro Trastevere\, Via Jacopa de Settesoli\, 3\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"Gabriele D'Annunzio. Una vita da Inibitabili"al Teatro Greco di Roma
DESCRIPTION:Gabriele D’Annunzio è uno spettacolo di Edoardo Sylos Labini\, scritto con Angelo Crespi. \n\n\n\nTraccia la vita di uno dei personaggi più discussi e studiati della storia e della cultura italiana Gabriele d’Annunzio\, il Vate degli italiani. \n\n\n\nSylos Labini è accompagnato in scena dalle musiche originali del Maestro Sergio Colicchio e da video e immagini di repertorio che condurranno il pubblico nella vita di un uomo controcorrente\, che ha contribuito a costruire l’immaginario culturale del nostro paese. \n\n\n\nL’amante\, il soldato\, il poeta\, lo spettacolo segue l’ascesa di d’Annunzio a partire dal periodo romano quando giovanissimo sgomita per il successo e ne passa in rassegna i fasti\, l’esuberante vitalità\, l’eroismo\, soprattutto durante la prima Guerra m0ndiale e la successiva presa di Fiume\, che ne fecero il riconosciuto Vate degli Italiani\, fino all’ultimo periodo in cui il Vittoriale erige il museo di sé stesso. \n\n\n\nC’è spazio per i molti amori\, quelli tormentati con la moglie Maria Hardouin e con la grande Eleonora Duse\, per la politica e in particolare per la letteratura e la poesia\, dal Piacere della Pioggia nel pineto dal Notturno agli straordinari carteggi con la divina Duse che sono il lascito eterno di un uomo che ha fatto della propria vita un’opera d’arte \n\n\n\nL’allestimento curato da Alessandro Chiti è impreziosito dalle luminose di uno degli artisti più pop del panorama italiano\, Marco Lodola.  \n\n\n\n– \n\n\n\nORARIO SPETTACOLI \n\n\n\nmartedì 20.30 \n\n\n\nmercoledì 20.30 \n\n\n\ngiovedì 17.00 \n\n\n\nvenerdì 20.30 \n\n\n\nsabato 19.00 \n\n\n\ndomenica 17.00 \n\n\n\nInfo \n\n\n\n3773474023
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LOCATION:Teatro Greco di Roma\, Via Ruggero Leoncavallo\, 10\, Roma\, 00199\, Italia
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SUMMARY:Continua la rassegna "Musica&Musei"
DESCRIPTION:Ultimo appuntamento d’eccezione il 17 dicembre ore 17.30 per Musica&Musei\, una rassegna presentata da Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma\, che porta la musica all’interno dei luoghi della cultura\, offrendo traiettorie di ascolto capaci di trasformare l’esperienza di visita e di offrire ai pubblici nuove prospettive emotive e narrative.  \n\n\n\nDiretto ad interim da Luca Mercuri\, l’Istituto ha proposto un programma\, curato da Anna Selvi\, che ha coinvolto tre dei suoi luoghi della cultura – Casa Museo Mario Praz\, Castel Sant’Angelo e il Pantheon / Basilica di Santa Maria ad Martyres. \n\n\n\nIl Coro La Fenice e il Coro Accademia Vocale Romana con l’Orchestra delle Cento Città e i solisti Loretta Venditti – soprano e Gabriella Aleo – mezzosoprano\, diretti dal M. Lorenzo Macrì faranno vibrare il Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres\, con Luce e gloria. Concerto di Natale. Un concerto di alto valore spirituale e culturale che celebra il mistero del Natale attraverso alcune delle più luminose pagine della musica sacra. Cuore del programma è il Gloria RV 589 di Antonio Vivaldi\, capolavoro di gioia e devozione\, una delle sue opere sacre più amate con lunghe e luminose sezioni corali\, affiancato da celebri brani di Marc-Antoine Charpentier\, Johann Sebastian Bach\, tre tra i più grandi compositori del periodo barocco\, e dai più amati canti natalizi della tradizione europea. Il concerto si aprirà con l’energico e solenne Tema dall’opera Te Deum di Charpentier\, composizione nota per la sua potenza orchestrale e per il carattere trionfale dell’intero brano\, che celebra il divino con un’apertura straordinaria\, famosa per il suo vigoroso uso di trombe e un’orchestrazione vibrante. Il programma prosegue con l’Aria dalla Suite Orchestrale No. 3 di Johann Sebastian Bach\, una delle pagine più celebri e amate del repertorio barocco. La sua melodia fluida e serena è un esempio perfetto della maestria di Bach nell’arte del contrappunto\, evocando un’atmosfera di pace e contemplazione.  \n\n\n\nA questi seguiranno alcuni dei più celebri canti natalizi della tradizione internazionale in un percorso emozionante per celebrare la magia del Natale attraverso la musica che da sempre accompagna questo periodo dell’anno. \n\n\n\nRing Christmas Bells è il celebre arrangiamento del brano ucraino Shchedryk composto da Mykola Leontovych\, un intreccio di sonorità sospese e ritmi incalzanti che evocano l’atmosfera festosa delle campane natalizie. Seguirà Tu scendi dalle stelle di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori\, uno dei canti più amati della tradizione italiana\, capace di trasmettere con semplicità e profondità il sentimento più autentico del Natale. \n\n\n\nDal repertorio europeo e anglosassone arriverà poi Hark! The Herald Angels Sing di Felix Mendelssohn Bartholdy\, un inno gioioso che unisce la potenza melodica del grande compositore tedesco alle parole di Charles Wesley\, diventando negli anni un simbolo delle festività in tutto il mondo. A chiudere il programma\, l’immortale Stille Nacht (Astro del ciel) di Franz Xaver Gruber\, composto nel 1818 e oggi considerato il canto natalizio per eccellenza. La sua melodia semplice e commovente continua a risuonare come un messaggio di pace universale. \n\n\n\nLa serata vedrà la partecipazione di 100 coristi\, due soprani solisti e 32 musicisti per un’esperienza di musica e spiritualità condivisa. \n\n\n\nLorenzo Macrì\, pianista\, direttore d’orchestra e di coro\, è direttore artistico del Coro La Fenice\, dell’Accademia Vocale Romana\, della Scuola Germanica di Roma e di Labirynthus Vocum. Ha diretto importanti orchestre di Roma e del Lazio\, distinguendosi per versatilità e raffinatezza. È stato organista della Cappella Giulia e pianista dei cori dell’Accademia Filarmonica Romana. Tra le direzioni spiccano la Nona Sinfonia di Beethoven\, la Messa di Gloria di Puccini al Chorfest Potsdam e i Carmina Burana di Orff. Collabora con Choralspace e la Singakademie di Potsdam e affianca all’attività artistica un intenso impegno didattico nei conservatori. \n\n\n\nL’ingresso al concerto è incluso nel costo del biglietto del Museo. \n\n\n\nBiglietto Intero € 5 euro / Ridotto € 2\,00 (18-25 anni) / Gratuità di legge \n\n\n\nIngresso è consentito fino ad esaurimento posti disponibili. \n\n\n\nBiglietti acquistabili sul portale www.museiitaliani.it o tramite l’App “Musei italiani” (scaricabile da App store o Google Play) \n\n\n\nWeb direzionemuseiroma.cultura.gov.it \n\n\n\nUfficio Promozione e Comunicazione e URP \n\n\n\nPantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma \n\n\n\ndms-rm.comunicazione@cultura.gov.it
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SUMMARY:"Identità oltre confine" all'Auditorium del Macro
DESCRIPTION:ll 17 dicembre\, dalle ore 18:00 alle 19:30\, l’Auditorium del MACRO ospita la presentazione del catalogo di Identità oltre confine\, edito da Quodlibet.  \n\n\n\nIl progetto nasce in occasione dei 25 anni della Collezione di Arte Contemporanea della Farnesina e si sviluppa come restituzione della mostra itinerante presso diversi Istituti Italiani di Cultura. Più che un semplice resoconto espositivo\, Identità oltre confine si pone come uno spazio di riflessione aperta\, capace di affrontare le urgenze contemporanee e di interrogare il rapporto tra essere umano e natura in un’epoca segnata da crisi ambientali\, globalizzazione e profonde trasformazioni sociali. Un percorso che indaga i concetti di identità\, memoria e coesistenza\, alimentando un dialogo che non vuole e non deve esaurirsi\, ma continuare a generare nuove interpretazioni. \n\n\n\nCome la mostra\, anche il volume mira a superare i confini\, geografici e simbolici\, proponendosi come un luogo di pensiero capace di amplificare e approfondire le ricerche presenti nel progetto. Si tratta di un dialogo parallelo che introduce ulteriori prospettive\, anche più istituzionali\, rafforzando l’impianto critico e ampliando la lettura delle opere e dei temi affrontati. \n\n\n\nLa presentazione\, moderata dalla curatrice del volume e del progetto Benedetta Carpi De Resmini\, si articola in due momenti complementari concepiti come un unico dialogo tra parola e gesto\, tra pensiero critico e creazione artistica. La prima parte si apre con gli interventi di Marco Maria Cerbo\, Capo dell’Unità per il Coordinamento degli Istituti Italiani di Cultura\, Cecilia Canziani\, critica e storica dell’arte\, e Giuseppe Garrera\, storico e critico d’arte. I tre relatori\, autori di contributi all’interno del volume\, offriranno una riflessione condivisa sulla capacità dell’arte di farsi spazio di traduzione\, relazione e connessione tra esperienze e linguaggi differenti. \n\n\n\nIl cuore della presentazione prende forma nella seconda parte\, interamente dedicata ad alcuni degli artisti presenti in mostra e nel volume. In linea con lo spirito della mostra itinerante\, anche durante la presentazione l’auditorium si trasforma in un ambiente vivo e aperto al confronto\, dove il discorso critico incontra il linguaggio artistico. Le artiste Tomaso Binga\, Elena Bellantoni\, Rä Di Martino\, Paola Gandolfi\, Silvia Giambrone\, Elisa Montessori e Agnese Purgatorio daranno vita alle proprie opere attraverso brevi azioni\, letture e gesti che faranno emergere temi\, immagini e visioni in una dimensione partecipata e performativa. Le opere non vengono semplicemente raccontate\, ma si aprono a un rapporto diretto con il pubblico\, generando uno spazio condiviso. \n\n\n\nL’evento si propone così come un luogo in cui prospettive eterogenee si intrecciano per costruire nuove forme di racconto. Un evento che invita a riflettere sul ruolo dell’arte come strumento di consapevolezza e trasformazione\, capace di superare confini e di dare voce a visioni che parlano del nostro presente e delle sue possibilità future. \n\n\n\nIngresso libero fino ad esaurimento posti
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SUMMARY:"America\, America!" di Giuseppe Fava al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Il 17 dicembre al Teatro Basilica andrà in scena America\, America!. Opera inedita di Giuseppe Fava\, presentata per la prima volta da Metis Teatro nel giugno 2024\, in occasione di una rassegna teatrale interamente dedicata all’intellettuale siciliano.  \n\n\n\nAmerica\, America! ricostruisce uno dei momenti più intensi e drammatici della storia siciliana e italiana: la rivoluzione dei Fasci dei lavoratori alla fine dell’Ottocento e la grande ondata migratoria che portò milioni di persone dal Sud Italia verso gli Stati Uniti. \n\n\n\nÈ una vicenda collettiva e familiare insieme\, che narra di uomini e donne costretti a scegliere tra la miseria della propria terra e il sogno – spesso illusorio – di una vita nuova in America. Rivive nel testo un patrimonio culturale immenso: musiche\, canti\, atmosfere della tradizione popolare siciliana raccontano amore\, nostalgia\, dolore e speranza con struggente crudezza. \n\n\n\nFrammenti di storie dimenticate\, che nell’epopea di America\, America! ritrovano\, ancora oggi\, un’urgenza che attraversa i tempi. \n\n\n\nGiuseppe Fava: autore\, giornalista\, intellettuale \n\n\n\nGiuseppe “Pippo” Fava (1925–1984) è stato uno dei più importanti intellettuali italiani del Novecento: giornalista\, scrittore\, drammaturgo\, pittore e fondatore della rivista I Siciliani.È autore di numerosi testi teatrali\, romanzi e inchieste di ampio respiro civile. Il suo teatro unisce una scrittura al un tempo lirica e popolare a un profondo senso della giustizia e di radicata appartenenza alla Sicilia. La sua figura è ancora oggi simbolo di libertà intellettuale e rigore etico. \n\n\n\nAmerica\, America!\, rimasto a lungo inedito\, conferma la potenza narrativa e poetica del suo sguardo: un teatro che è memoria\, testimonianza e visionarietà. \n\n\n\nProduzione Metis TeatroDirezione artistica: Metis Teatro  \n\n\n\nCon : Fabrizio Bazzotti\, Attilio Caccetta\, Irene Cecchini\, Alessio Di Gese\, Sergio Ginebri\, Paola Grasso\, Omar Lombardi\, Francesco Meriano\, Valentina Noviello\, Teresa Santoro\, Giulia Savelloni \n\n\n\nregia Alessia Oteri
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SUMMARY:"Natale che Danza 65.0" all'Auditorium Conciliazione
DESCRIPTION:Natale che Danza 65.0 è il nuovo progetto del Balletto di Roma\, sostenuto da MIC e Regione Lazio\, per celebrare le festività natalizie nel luogo simbolo dell’Anno Giubilare e festeggiare i 65 anni di storia del Balletto di Roma. Una programmazione innovativa che porta in scena la danza\, restituendo alle famiglie\, ai visitatori e al pubblico internazionale un’occasione speciale per vivere in teatro emozioni prenatalizie. \n\n\n\nCelebrare il Natale attraverso la danza per offrire uno spazio di incontro e condivisione\, proponendo spettacoli capaci di dialogare con generazioni diverse e di nutrire un bisogno culturale durante il periodo più suggestivo dell’anno. Dalla tradizione russa reinterpretata nello Schiaccianoci di Massimiliano Volpini\, all’omaggio ad Astor Piazzolla\, fino al Gala di Urban Dance diretto da Andrea Alemanno\, il progetto integra anche una finestra di discussione su un tema oggi centrale e molto dibattuto nel settore: la relazione tra danza e sport. Nasce così un dialogo che unisce sensibilità\, linguaggi e prospettive differenti. Questa è la danza che il Balletto di Roma desidera offrire al pubblico della città eterna: un percorso che accoglie stili e temi diversi – dal classico al contemporaneo fino all’urban – e che trova nell’Auditorium Conciliazione un palcoscenico ideale per vivere la magia della danza. \n\n\n\nDa qui prende forma Natale che Danza 65.0\, un evento che ospita i danzatori della storica Compagnia romana\, artisti di livello internazionale e talenti emergenti delle arti performative e urbane. Dal 17 al 21 dicembre il programma prevede spettacoli\, workshop e incontri formativi che offrono una visione ampia della danza\, tra tradizione e innovazione. \n\n\n\nIn cartellone figurano produzioni già applaudite in Italia e all’estero\, presentate oggi al pubblico internazionale della capitale per rispondere alle esigenze di una programmazione stabile dedicata alla grande danza italiana d’autore. La Compagnia\, oggi riconosciuta come Marchio Storico d’Interesse Nazionale dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy\, conferma così il proprio ruolo di riferimento grazie al dialogo tra memoria e sperimentazione\, irradiando dall’Auditorium Conciliazione la sua solida identità. \n\n\n\nIl 17 dicembre il sipario si apre con Astor. Un secolo di Tango\, presentato in un nuovo allestimento per il 2025: un recital di parole\, musica e danza dedicato all’eredità di Astor Piazzolla. La regia di Carlos Branca\, con la voce narrante di Vincenzo Bocciarelli\, si combina alle coreografie di Valerio Longo\, agli arrangiamenti e musiche originali di Luca Salvadori\, agli straordinari danzatori in scena del Balletto di Roma e alle musiche suonate dal vivo dal M° Mario Stefano Pietrodarchi al bandoneon e fisarmonica\, uno tra i più importanti esecutori al mondo della musica di Piazzolla. \n\n\n\nIl 18\, 19 e 20 dicembre torna il classico natalizio Lo Schiaccianocidi Massimiliano Volpini\, su musica di P. I. Čajkovskij\, arricchito dalle azioni coreografiche di urban dance della LICC / Urban Company a cura di Martina Licciardo. La versione fotografa il balletto come riflessione sull’ambiente attraverso le sue scene e costumi di Erika Carretta e sulla complessità umana\, trasferendo la lettura del grande repertorio russo dalla casa borghese all’estrema periferia urbana dove la creatività e la fantasia delle giovani generazioni si trasformano in felicità senza spazio e tempo.  \n\n\n\nPer il 19 dicembre prevista una tavola rotonda aperta al pubblico e operatori del settore dal titolo “Dal 1960 tra danza e sport: quale futuro per le discipline coreutiche?”\, con la partecipazione di studiosi\, ricercatori ed esperti del settore\, tra cui Nika Tomasevic e Nico Bortoletto\, curatori del volume in anteprima “Danza e Sport. Storia\, arte\, educazione e movimento” (FrancoAngeli editore)\, insieme a Francesca Magnini\, Direttrice Artistica della Compagnia del Balletto di Roma e docente di Progettazione e Produzione dello Spettacolo presso il Dipartimento SARAS dell’Università di Roma La Sapienza e Paola Besutti\, Direttrice del Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università di Teramo. Un appuntamento che si inserisce pienamente nel contesto degli spettacoli\, arricchendone la visione e offrendo un dialogo completo e di visione futura per la danza. \n\n\n\nIl 21 dicembre è dedicato all’universo dell’urban dance con incontri\, speech\, performance e momenti di confronto tra artisti\, coreografi\, insegnanti e operatori. Uno spazio di incontro\, un momento di dialogo in cui la danza urbana possa esprimere la propria forza comunicativa e favorire lo scambio e valorizzazione artistica. La giornata si conclude con lo spettacolo DRIFT – Urban Dance Gala\, che riunisce ospiti e realtà da tutta Italia per raccontare l’evoluzione della danza urbana in una venue d’eccezione e celebrarne la pluralità nelle sue forme: tecnica\, fisica\, emotiva e narrativa. Un racconto collettivo in cui le differenze di linguaggio\, tecnica e stile diventano motore di crescita e confronto. \n\n\n\nNei giorni 17\, 19\, e 21 dicembre\, gli artisti coinvolti guideranno laboratori di danza contemporanea e lezioni di urban dance\, percorsi che intrecciano pratiche e visioni e trasformano la danza in un luogo di scambio e trasmissione condivisa. \n\n\n\nCinque serate sull’importante palcoscenico di Via della Conciliazione: una nuova programmazione ideata per dare valore alla danza tutta e per tutti\, quella che il Balletto di Roma promuove da sempre e che oltre un milione di spettatori hanno già applaudito negli ultimi vent’anni. 
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LOCATION:Auditorium Via della Conciliazione\, Via della Conciliazione\,3\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"Natale che Danza 65.0" all'Auditorium Conciliazione
DESCRIPTION:Natale che Danza 65.0 è il nuovo progetto del Balletto di Roma\, sostenuto da MIC e Regione Lazio\, per celebrare le festività natalizie nel luogo simbolo dell’Anno Giubilare e festeggiare i 65 anni di storia del Balletto di Roma. Una programmazione innovativa che porta in scena la danza\, restituendo alle famiglie\, ai visitatori e al pubblico internazionale un’occasione speciale per vivere in teatro emozioni prenatalizie. \n\n\n\nCelebrare il Natale attraverso la danza per offrire uno spazio di incontro e condivisione\, proponendo spettacoli capaci di dialogare con generazioni diverse e di nutrire un bisogno culturale durante il periodo più suggestivo dell’anno. Dalla tradizione russa reinterpretata nello Schiaccianoci di Massimiliano Volpini\, all’omaggio ad Astor Piazzolla\, fino al Gala di Urban Dance diretto da Andrea Alemanno\, il progetto integra anche una finestra di discussione su un tema oggi centrale e molto dibattuto nel settore: la relazione tra danza e sport. Nasce così un dialogo che unisce sensibilità\, linguaggi e prospettive differenti. Questa è la danza che il Balletto di Roma desidera offrire al pubblico della città eterna: un percorso che accoglie stili e temi diversi – dal classico al contemporaneo fino all’urban – e che trova nell’Auditorium Conciliazione un palcoscenico ideale per vivere la magia della danza. \n\n\n\nDa qui prende forma Natale che Danza 65.0\, un evento che ospita i danzatori della storica Compagnia romana\, artisti di livello internazionale e talenti emergenti delle arti performative e urbane. Dal 17 al 21 dicembre il programma prevede spettacoli\, workshop e incontri formativi che offrono una visione ampia della danza\, tra tradizione e innovazione. \n\n\n\nIn cartellone figurano produzioni già applaudite in Italia e all’estero\, presentate oggi al pubblico internazionale della capitale per rispondere alle esigenze di una programmazione stabile dedicata alla grande danza italiana d’autore. La Compagnia\, oggi riconosciuta come Marchio Storico d’Interesse Nazionale dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy\, conferma così il proprio ruolo di riferimento grazie al dialogo tra memoria e sperimentazione\, irradiando dall’Auditorium Conciliazione la sua solida identità. \n\n\n\nIl 17 dicembre il sipario si apre con Astor. Un secolo di Tango\, presentato in un nuovo allestimento per il 2025: un recital di parole\, musica e danza dedicato all’eredità di Astor Piazzolla. La regia di Carlos Branca\, con la voce narrante di Vincenzo Bocciarelli\, si combina alle coreografie di Valerio Longo\, agli arrangiamenti e musiche originali di Luca Salvadori\, agli straordinari danzatori in scena del Balletto di Roma e alle musiche suonate dal vivo dal M° Mario Stefano Pietrodarchi al bandoneon e fisarmonica\, uno tra i più importanti esecutori al mondo della musica di Piazzolla. \n\n\n\nIl 18\, 19 e 20 dicembre torna il classico natalizio Lo Schiaccianocidi Massimiliano Volpini\, su musica di P. I. Čajkovskij\, arricchito dalle azioni coreografiche di urban dance della LICC / Urban Company a cura di Martina Licciardo. La versione fotografa il balletto come riflessione sull’ambiente attraverso le sue scene e costumi di Erika Carretta e sulla complessità umana\, trasferendo la lettura del grande repertorio russo dalla casa borghese all’estrema periferia urbana dove la creatività e la fantasia delle giovani generazioni si trasformano in felicità senza spazio e tempo.  \n\n\n\nPer il 19 dicembre prevista una tavola rotonda aperta al pubblico e operatori del settore dal titolo “Dal 1960 tra danza e sport: quale futuro per le discipline coreutiche?”\, con la partecipazione di studiosi\, ricercatori ed esperti del settore\, tra cui Nika Tomasevic e Nico Bortoletto\, curatori del volume in anteprima “Danza e Sport. Storia\, arte\, educazione e movimento” (FrancoAngeli editore)\, insieme a Francesca Magnini\, Direttrice Artistica della Compagnia del Balletto di Roma e docente di Progettazione e Produzione dello Spettacolo presso il Dipartimento SARAS dell’Università di Roma La Sapienza e Paola Besutti\, Direttrice del Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università di Teramo. Un appuntamento che si inserisce pienamente nel contesto degli spettacoli\, arricchendone la visione e offrendo un dialogo completo e di visione futura per la danza. \n\n\n\nIl 21 dicembre è dedicato all’universo dell’urban dance con incontri\, speech\, performance e momenti di confronto tra artisti\, coreografi\, insegnanti e operatori. Uno spazio di incontro\, un momento di dialogo in cui la danza urbana possa esprimere la propria forza comunicativa e favorire lo scambio e valorizzazione artistica. La giornata si conclude con lo spettacolo DRIFT – Urban Dance Gala\, che riunisce ospiti e realtà da tutta Italia per raccontare l’evoluzione della danza urbana in una venue d’eccezione e celebrarne la pluralità nelle sue forme: tecnica\, fisica\, emotiva e narrativa. Un racconto collettivo in cui le differenze di linguaggio\, tecnica e stile diventano motore di crescita e confronto. \n\n\n\nNei giorni 17\, 19\, e 21 dicembre\, gli artisti coinvolti guideranno laboratori di danza contemporanea e lezioni di urban dance\, percorsi che intrecciano pratiche e visioni e trasformano la danza in un luogo di scambio e trasmissione condivisa. \n\n\n\nCinque serate sull’importante palcoscenico di Via della Conciliazione: una nuova programmazione ideata per dare valore alla danza tutta e per tutti\, quella che il Balletto di Roma promuove da sempre e che oltre un milionedi spettatori hanno già applaudito negli ultimi vent’anni. 
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SUMMARY:“La neve di William" al Teatro Satiro Off
DESCRIPTION:Casa Shakespeare presenta il suo spettacolo natalizio “La neve di William”\, che nasce  dalla suggestione delle atmosfere natalizie d’Oltremanica. In scena al Teatro Satiro OFF è in realtà una mini-serie costruita come un racconto a puntate: una serata\, una parte della storia\, con versione completa la domenica\, accompagnata da un brindisi finale. \n\n\n\n\nGiovedì 18 dicembre – Prima parte | ore 19:45\n\n\n\nVenerdì 19 dicembre – Seconda parte | ore 19:45\n\n\n\nSabato 20 dicembre – Terza parte | ore 19:45\n\n\n\nDomenica 21 dicembre – Full Version (tutte e tre le parti) | ore 17:00 + brindisi finale\n\n\n\n\nLa trilogia OFF iniziata nel 2021\, ruota attorno alla scomparsa di un antico diario segreto\, un brogliaccio irregolare attribuibile a un probabile William Shakespeare\, forse approdato in Italia. Un manoscritto pericoloso\, capace di incrinare la biografia ufficiale del Bardo\, e per questo ricercato da figure losche\, società opache e misteriosi custodi della verità. \n\n\n\nLa vicenda prende forma tra le mura di un teatro\, che per singolare coincidenza somiglia molto a Casa Shakespeare. È qui che il diario riaffiora\, riaprendo un’indagine mai davvero conclusa. Mentre fuori la neve cade e il Natale si avvicina\, il mistero si infittisce e la narrazione procede\, sera dopo sera\, come in un giallo teatrale dalle atmosfere noir. \n\n\n\n“Le atmosfere natalizie delle Terre d’Oltremanica non possono prescindere da una certa dose di mistero e di magia”dichiara Solimano Pontarollo\, regista e direttore generale di Casa Shakespeare.“Il nostro è un piccolo giallo\, un racconto espressivo e drammatizzato che avevamo già proposto lo scorso Natale in forma di racconto in streaming. Oggi torna in presenza\, come viatico narrativo per le Feste che si avvicinano.” \n\n\n\nScritto da Andrea de Manincor\, La neve di William vede in scena Solimano Pontarollo e lo stesso de Manincor\, accompagnati dalle melodie eseguite dal vivo dal maestro Carlo Ceriani\, figura storica della scena jazz veronese. La regia è firmata da Pontarollo.Nella seconda parte dello spettacolo entra in scena Sabrina Modenini\, presenza luminosa e ambigua\, simbolo di un Natale che irrompe mentre il mistero si fa più fitto. \n\n\n\n“Ci siamo ispirati anche alla nostra esperienza\, a ciò che ci ruota attorno”spiega Andrea de Manincor.“Diventa scena un mistero che riguarda la biografia romanzata di Shakespeare\, in un mondo che è già evocazione di fantasmi e storie incredibili solo per il fatto di essere teatro.” \n\n\n\n“La neve di William” è un evento cittadino che unisce narrazione classica\, commedia e suggestioni noir\, invitando il pubblico a vivere il Natale come tempo di attesa\, di dubbio e di immaginazione. Lo spettacolo è inserito nella rassegna teatrale Sottotraccia – UNLOCKED 2025 al Teatro Satiro Off in scena dal 18 ottobre al 6 dicembre 2025 e con un fuori programma natalizio dal 18 al 21 dicembre. Realizzata con il patrocinio di Comune di Verona\, Provincia di Verona e Regione Veneto. Con il contributo della Fondazione Zanotto. Info point Campagna LILT “Nastro rosa” sulla prevenzione del tumore al seno e di tutte le forme tumorali. \n\n\n\nCasa Shakespeare è disponibile per recensioni e approfondimenti su uno spettacolo unico nel suo formato\, che trasforma il periodo natalizio in un’esperienza teatrale seriale e immersiva. \n\n\n\nQuest’anno\, ricorda il tuo Natale a teatro. \n\n\n\nBIGLIETTERIA ONLINE: https://www.vivaticket.com/it/venue/teatro-satiro-off-verona/513497063 \n\n\n\nCONTATTI: info@casashakespeare.it \n\n\n\nUNDER 12 omaggio e accompagnati. \n\n\n\nINTERO 15€\, RIDOTTO 12€\, STUDENTI DI VR E PROVINCIA 5€ \n\n\n\nVerona Card\, Slowerona\, Carta Giovani Nazionale\, Ri-CIAK\, Universitari\, Carta Disability\, Confartigianato\, MAG VERONA\, Carta Docenti e Carte Cultura\, CRAL BANCO BPM\, ORA PER ORA APS\, Gulliver Travel Books\, SPID CGL\, AICS\, RSVP – Rete dei Professionisti dello Spettacolo di Verona\, FABI\, Gabbiano D’argento APS. \n\n\n\nPer Carta Docenti e Carte Cultura L’ACQUISTO è UNICAMENTE ONLINE. \n\n\n\nSono previsti direttamente in cassa biglietti per iscritti/tesserati AICS di Casa Shakespeare:  \n\n\n\nspettacoli 7€.
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SUMMARY:" Ismene" al Teatro Torlonia con Elena Arvigo
DESCRIPTION:Elena Arvigo continua a confrontarsi con la riscrittura dei miti classici nell’opera di Ghiannis Ritsos e torna in scena al Teatro Torlonia\, dal 18 al 21 dicembre con Ismene\, un poemetto\, ispirato al personaggio mitico di Ismene\, sorella di Antigone\, facente parte della raccolta “Quarta dimensione” dell’autore greco. \n\n\n\nLo spettacolo prosegue la Trilogia delle Stanze – un progetto dedicato alle figure femminili della “Quarta dimensione” di Ghiannis Ritsos\, uno dei massimi poeti del 900. La trilogia comprende: Elena\, Ismene e Crisotemi. Elena: il primo passo\, la donna dietro il mito\, il corpo del desiderio e della disillusione. Ismene: il secondo passo: la custode\, la cura\, la forza silenziosa che tenta di rimettere ordine tra le macerie. Crisotemi: il terzo passo: la figlia che rimane nella casa degli Atridi\, sospesa tra obbedienza\, desiderio e attesa Tre stanze\, tre femminilità̀\, tre modalità̀ di resistere alla violenza della storia. Un’unica domanda che le attraversa: che cosa resta\, quando tutto intorno crolla?  \n\n\n\nIsmene è una voce disarmata e immensa. Ismene è custode: della casa\, dei morti\, della storia. Nelle sue parole la memoria non è solo ricordo\, ma una forma di resistenza. Ricordare è il suo modo di resistere. Ismene non racconta soltanto\, si dà forma\, si crea\, si ricrea. Ritsos porta la tragedia dentro l’intimità̀ e da mito collettivo diventa biografia. Il monologo si colloca dopo gli eventi tragici\, dopo Edipo\, dopo la guerra\, dopo le morti. Ismene parla quando non c’è più̀ nulla da salvare\, e proprio per questo può̀ finalmente raccontare. Ritsos le dà una voce che rifiuta l’eccezionalità̀\, che rivendica il diritto alla normalità̀\, alla paura\, al dubbio. In un mondo che celebra gli eroi\, lei celebra ciò̀ che è fragile\, imperfetto\, ordinario. L’elogio della sua mediocrità̀ è un atto politico.  \n\n\n\n“In tutta Quarta Dimensione\, Ritsos inserisce dettagli domestici\, oggetti minimi: una sedia\, un bicchiere\, una finestra\, un filo di luce. Ismene è forse la voce che più̀ di tutte vive in questo spazio: parla mentre piega un panno\, mentre guarda il cortile\, mentre ascolta passi lontani. Lo spazio scenico è una stanza interiore\, non un luogo storico: una soglia tra passato e presente\, tra ricordo e visione. Gli oggetti sono risonatori emotivi” _ dichiara Elena Arvigo. \n\n\n\n“È un mondo\, il suo\, fatto di gesti minimi\, che diventano epifanie. La sua voce è un filo che si tende e si ritrae\, una parola che nasce dal respiro delle cose quotidiane. La sua fragilità̀ le permette di vedere ciò̀ che la tragedia\, nella sua grandezza\, aveva nascosto. Ismene è una figura che parla potentemente al nostro tempo: non risponde ai modelli dominanti dell’eroismo. La sua voce viene da un luogo di esitazione\, di cura\, di piccoli gesti: uno spazio che oggi\, paradossalmente\, è diventato radicale. Incarna l’esperienza di chi vive in un mondo attraversato da rotture improvvise\, da crolli che non abbiamo scelto. Non è la protagonista che guida gli eventi: è la persona comune che li attraversa\, che li subisce\, ma che prova comunque a dar loro un senso. Abita quella zona grigia dove non ci sono risposte definitive\, ma solo tentativi: tentativi di continuare\, di ricordare\, di non farsi travolgere. Questa condizione “ordinaria”\, è la condizione di ognuno di noi. E ci ricorda che esiste un eroismo invisibile fatto di cura e misura.  E che dare voce a ciò che non fa rumore è una pratica necessaria del nostro tempo. La sua genialità̀ è di assumersi il peso del quotidiano mentre il mondo chiede spettacolo. Non offre soluzioni\, non indica salvezze. La sua forza è un’altra: una voce che non si impone\, ma persiste; che non trionfa\, ma resiste. Una voce che appartiene a chi\, oggi più̀ che mai\, cerca di rimanere umano in mezzo al rumore. È il mito visto dal punto di vista degli invisibili cioè di tutti noi.  \n\n\n\n“Ci troviamo a Tebe – continua la Arvigo – e il modello è chiaramente la tragedia di Sofocle\, Antigone\, che mette in scena la disperata opposizione fra le leggi della città\, rappresentate da Creonte e quelle morali difese da Antigone. Ismene passa alla storia senza sforzo: non compie alcuna azione straordinaria\, ma funge da contraltare drammaturgico alle azioni eroiche della tragedia sofoclea in cui è suo malgrado coinvolta dalla sorella. La sua figura sembra in qualche modo debitrice del rovesciamento operato da Anouilh\, smascherando fino in fondo la natura egoistica dell’eroicità del gesto della sorella. La nobiltà d’animo di Antigone si trasforma per Ritsos in calcolato desiderio di riscattare il proprio destino mortale. La realtà svelata da Ismene è quella di una giovane donna talmente impaurita dalle gioie della vita da anticiparne la fine\, mascherandosi dietro un atto di altruistica misericordia e diventando eroina degli oppressi. L’Ismene di Ritsos cerca l’opposto\, l’indeterminatezza\, l’oblio. Non comprende più il valore della resistenza\, della memoria\, dell’immolarsi per una causa. L’arrivo del figlio di un vecchio servitore innesca il momento della confessione della propria versione della storia. Ci racconta cosa sia immergersi nella quarta dimensione”. \n\n\n\nUn viaggio oltre un fossato di silenzio dove rari eventi accadono e dove finalmente si può sentire il suono rovesciato della verità. È il mito visto dal punto di vista degli invisibili\, cioè di tutti noi. \n\n\n\nBiglietteria: tel. +39 06 44230693– biglietteria@teatrodiroma.net \n\n\n\nBiglietti: 15€ intero – 10€ ridotto \n\n\n\nOrari spettacolo: tutte le sere ore 20 | domenica ore 18
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LOCATION:Teatro di Villa Torlonia\, Via Lazzaro Spallanzani\, 1A\, Roma\, ITA\, 00161\, Italia
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SUMMARY:"WORK.TXT di Nathan Ellis al Teatro Ateneo
DESCRIPTION:Il 18 dicembre 2025 il Nuovo Teatro Ateneo accoglie uno dei titoli più sorprendenti della scena partecipativa internazionale: WORK.TXT di Nathan Ellis\, autore e regista britannico che negli ultimi anni ha ridefinito i confini tra performance\, rito collettivo e gioco teatrale. Dopo aver ospitato performance che mescolano linguaggi\, culture e dispositivi spettatoriali inediti\, il teatro romano prosegue il suo percorso di ricerca con un’esperienza capace di trasformare il pubblico in una vera e propria comunità temporanea\, chiamata a mettere in discussione il senso – e l’assurdità – del lavoro contemporaneo. \n\n\n\nWork.txt è uno spettacolo pensato per chi detesta il proprio capo\, per chi lo è diventato e per chiunque\, almeno una volta\, abbia guardato la propria vita lavorativa chiedendosi: “Ma io cosa sto facendo?”. L’invito\, provocatorio e irresistibile\, è semplice: “Odi il tuo lavoro? Vieni a lavorare per noi.” \n\n\n\nQuella di Nathan Ellis è una performance che attraversa lo stress professionale\, l’assurdità di mansioni inutili\, la flessibilità eretta a valore e la precarietà ormai normalizzata. Non ci sono attori: i lavoratori sono assenti e a sostituirli è il pubblico. Chi entra in sala timbra idealmente il cartellino\, fa le pause quando gli viene richiesto\, lavora in squadra. È al tempo stesso dipendente e capo di sé stesso\, libero e intrappolato nel meccanismo che sta mettendo in scena. \n\n\n\nIl pubblico legge il testo ad alta voce\, diventando collettivamente il personale di una grande azienda in una grande città. Poi\, qualcosa rompe il copione. Il testo contiene istruzioni\, deviazioni\, piccoli imprevisti; l’autore chiama in causa alcune e alcuni volontari\, senza imporre alcuna pressione: si può restare sullo sfondo o farsi avanti di fronte ai “colleghi”. Entrambe le scelte sono legittime. \n\n\n\nWork.txt è una riflessione ironica\, intelligente e sorprendentemente leggera sulle contraddizioni della nostra cultura del lavoro. \n\n\n\nSpettacolo in lingua originale con sopra titoli. \n\n\n\n\n\n\n\nNote di contesto sulla stagione \n\n\n\nLa stagione del Nuovo Teatro Ateneo prosegue attraversando storie\, memorie e tensioni del presente\, con un attraversamento delle forme ibride e delle urgenze dei nostri giorni.  A dicembre Nathan Ellis invita il pubblico a diventare protagonista di Work.txt\, spettacolo che trasforma il pubblico in una comunità di “lavoratrici e lavoratori” chiamata a interrogare l’assurdità del lavoro contemporaneo. \n\n\n\nA febbraio arriva l’assolo di Thomas Hauert\, Troglodyte_Zaungast/Zaunkönig\, ritratto dell’osservatore ai margini e del corpo come luogo di distanza. \n\n\n\nA marzo si attraversano memorie e traumi: Losing It di Samaa Wakim con la musica dal vivo di Samar Haddad King; Min el Djazaïr della compagnia Hékau sul rimosso esilio degli ebrei algerini; e Kohlhaas di Marco Baliani\, rigorosa meditazione sulla giustizia. \n\n\n\nLa stagione continua con l’ironia di Jiddu di Marco Berrettini\, con le lotte sociali e i saperi ancestrali di Uproar di Carolina Rieckhof e Moyra Silva\, e con Mi madre y el dinero di Anacarsis Ramos\, ritratto di una vita segnata dalla precarietà. \n\n\n\nA maggio arrivano tre sguardi sulle eredità culturali: Parvati Viraham di Kapila Venu\, la nuova creazione musicale della Compagnia della Fortezza Il figlio della tempesta\, e L’ombra lunga di Alois Brunner di Mudar Alhaggi\, indagine sulle zone oscure della memoria europea e mediorientale. \n\n\n\n\n\n\n\nInfo e acquisto biglietti \n\n\n\nMail: segreteria.nuovoteatroateneo@uniroma1.it \n\n\n\nTelefono: +390649914115 \n\n\n\nSapienza CREA – Nuovo Teatro Ateneo \n\n\n\nCentro di servizi per le attività ricreative\, culturali\, artistiche\, sociali e dello spettacolo \n\n\n\nEdificio CU017 \n\n\n\nLINK VIVATICKET  \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/ticket/work-txt-nuovi-formati/289792 \n\n\n\nOrario spettacoli: 20.30 \n\n\n\nL’ingresso per gli spettacoli della STAGIONE è da piazzale Aldo Moro 5 oppure dal cancello pedonale in viale delle Scienze 11 (a destra della sbarra di accesso al parcheggio sotterraneo). \n\n\n\nDopo aver prenotato il tuo biglietto\, prenota anche il parcheggio all’interno della città universitaria al seguente link \n\n\n\nhttps://bit.ly/parcheggiocusapienza \n\n\n\nSito: https://sapienzacrea.web.uniroma1.it/   \n\n\n\nInstagram: @sapienzacrea
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SUMMARY:"ATTACCO AL VATICANO" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Approda al Teatro de’ Servi dal 18 al 21 dicembre ATTACCO AL VATICANO\, l’esilarante commedia diretta da Roberto Ciufoli e Simone Colombari\, con Gianmarco Cro\, Simone Gallo\, Alessandro Nistri e Federico Maria Isaia. \n\n\n\nLa storia racconta di quattro personaggi improbabili intenti a compiere il colpo del secolo: rapire il Papa. L’ideatore del piano è Marco\, un cervello astuto che guida la banda composta da Giovanni\, abile napoletano con connessioni ovunque\, Matteo\, impulsivo ma abile nel combattere\, e Luca\, l’anello debole con una madre che lo chiama costantemente\, ma che possiede un garage strategico vicino al Vaticano. Dopo anni di preparazione\, durante il momento critico\, una notizia sconvolgente scompone il loro piano: la morte del Papa.  \n\n\n\nUna commedia che ci ricorda un po’ “I Soliti Ignoti” per il tema della rapina impossibile\, mentre per la caratterizzazione dei personaggi strizza l’occhio alla serie “La Casa Di Carta”\, con il professore a capo di tutto e un bottino molto cospicuo come riscatto. Ottanta minuti di risate e una storia avvincente da seguire. Impossibile non affezionarsi ai personaggi\, non solo perché faranno ridere\, ma anche poiché ognuno di loro nasconde una motivazione che li spinge a ottenere il proprio malloppo.  \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrario spettacoli \n\n\n\nda giovedì a sabato ore 21 \n\n\n\ndomenica ore 17.30 \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\n25€ 
URL:https://quartapareteroma.it/event/attacco-al-vaticano-al-teatro-de-servi/
LOCATION:TEATRO DE’ SERVI\, Via del Mortaro\, 22\, Roma\, 00187\, Italia
CATEGORIES:Teatro
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