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SUMMARY:“La vita va così” di Riccardo Milani a Piazza Vittorio
DESCRIPTION:Sostenibilità nelle filiere dello spettacolo: l’Osservatorio Spettacolo e Ambiente presenta il bilancio dei primi due anni di attività\, che evidenzia una crescita delle produzioni cinematografiche certificate sul piano ambientale e numerosi interventi di efficientamento energetico realizzati da sale cinematografiche e teatri in tutta Italia. I risultati saranno anche al centro dell’incontro in programma a Roma domani\, venerdì 26 giugno alle ore 21.00 presso l’arena “Notti di Cinema”\, la rassegna estiva promossa da ANEC Lazio che ogni anno trasforma la storica Piazza Vittorio in uno dei principali spazi di cinema all’aperto della Capitale. \n\n\n\nUna serata di riflessione e condivisione ma anche di cultura e intrattenimento\, grazie alla presenza del regista Riccardo Milani\, che presenterà il suo film “La vita va così”. L’opera\, caratterizzata da leggerezza e spirito critico\, si sposa perfettamente con l’impegno del progetto nel coniugare contenuti sociali e intrattenimento popolare: “Con il mio film “La vita va così” ho voluto raccontare il doloroso conflitto tra la necessità del lavoro e la salvaguardia del nostro prezioso territorio –dichiara l’acclamato regista– Non dobbiamo rassegnarci al ricatto occupazionale: è urgente promuovere uno sviluppo etico e rispettoso di ogni identità locale. Il mio pastore sardo è il simbolo di chi resiste\, di chi lotta per la propria terra e sono contento se il mio cinema possa essere d’ispirazione ad avere maggiore cura dell’ambiente e delle persone che ci circondano“. \n\n\n\nCon il regista\, interverranno Marco Gisotti\, direttore scientifico dell’Osservatorio Spettacolo e Ambiente\, e Massimo Arcangeli\, direttore generale ANEC Lazio. “L’Osservatorio ha dimostrato in circa due anni di attività una fortissima convergenza di temi e di pratiche della nostra industria dello spettacolo verso la sostenibilità ambientale -spiega Marco Gisotti\, direttore scientifico dell’Osservatorio- Non solo opere di registi e registe mainstream come Milani\, Virzì\, Rohrwacher o Delpero hanno dimostrato nelle loro opere un sentimento diffuso di ritorno alle origini\, di tutela del patrimonio storico-ambientale e una preoccupazione per la crisi ambientale\, ma l’industria del cinema stessa ha aumentato il numero di opere con certificazione ambientale e ben 270 sale cinematografiche e 363 teatri hanno realizzato interventi di efficientamento energetico anche grazie ai fondi del PNRR. Il nostro compito è censire le buone pratiche e fare sì che tutte le imprese e i professionisti del settore le possano condividere\, riducendo gli sprechi insieme ai costi\, migliorando le performance artistiche e offrendo al pubblico un’esperienza con maggiore comfort\, sicurezza e sostenibilità”. \n\n\n\nL’Osservatorio Spettacolo e Ambiente è un progetto realizzato nell’ambito del Next Generation EU. Partecipato da ANEC Lazio (capofila)\, Green Cross Italia e ATIP – Associazione Teatri Italiani Privati\, il progetto è finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEu attraverso il Ministero della cultura – Direzione Generale Creatività Contemporanea. Con l’obiettivo di promuovere e integrare la sostenibilità ambientale nel settore del cinema e dell’audiovisivo\, del teatro e degli spettacoli dal vivo lungo tutta la filiera\, il progetto ha sviluppato diverse iniziative\, tra cui attività formative\, reportistica e momenti di convegnistica finalizzati al trasferimento di buone pratiche e innovazione tra gli operatori del settore. \n\n\n\nAlle attività e agli studi dell’Osservatorio hanno partecipato in questi primi due anni di lavoro: Ministero della Cultura\, Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica\, GSE\, ENEA\, il Credito Sportivo e Culturale – ICSC\, ANEC nazionale\, Anica Academy\, Federesco\, Fondazione per i cinema di Roma\, AFIC\, Assomusica\, PEFC Italia\, Trentino Film Commission\, Associazione Produttori Audiovisivi\,  Istituto Tagliacarne\, Sapienza Università di Roma\, Politecnico di Torino\, Pellicola d’oro\, Fondazione EOS\, Isnova\, Ecomuvi\, Zen2030\, Fondazione Ecosistemi. \n\n\n\nOsservatorio Spettacolo e Ambiente \n\n\n\nwww.osservatoriospettacoloeambiente.it
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SUMMARY:Fontanincanto 2026: il borgo che si accende di meraviglia
DESCRIPTION:Il 26 e 27 giugno Fontanellato\, nel cuore della provincia di Parma\, si trasforma in palcoscenico a cielo aperto con Fontanincanto 2026\, la quinta tappa dell’edizione 2026 Festival Incredibile\, dopo quelle di Zibello\, Traversetolo\, Scandiano (RE) e Maranello (MO)\, che proseguirà con un calendario intenso di altre date\, tra luglio e dicembre. A Fontanellato due giornate – a ingresso gratuito – di eventi di circo contemporaneo\, teatro di strada e musica dal vivo che animeranno il centro del paese\, con artisti e compagnie provenienti da Germania\, Spagna\, Taiwan e Italia. Un programma internazionale che farà del borgo una mappa viva di linguaggi artistici\, una geografia della meraviglia: un invito a rallentare\, a sostare\, a lasciarsi raggiungere da storie e visioni che arrivano da lontano e si radicano nella comunità. \n\n\n\nTra gli appuntamenti centrali spicca Monsieur & Die Dame am Klavier (Germania)\, per la prima volta in Italia\, in scena con Humor in Black and White\, spettacolo pluripremiato che unisce equilibrismo\, musica dal vivo e comicità ispirata al cinema muto. Venerdì 26 giugno alle ore 20.00 e sabato 27 giugno alle 19.30 e 21.30\, la compagnia tedesca costruisce attraverso il linguaggio del corpo una drammaturgia senza parole\, capace di instaurare un legame diretto e immediato con il pubblico. Ad accompagnare lo spettacolo è la compositrice Nora Born al pianoforte a coda in miniatura\, che con le sue partiture originali ricrea l’atmosfera sospesa del grande cinema muto\, trasformando ogni gesto in narrazione musicale. \n\n\n\nDalla Spagna arriva Ramiro Vergaz (Spagna) con White Bottom\, in scena venerdì 26 giugno alle 21.30 e sabato 27 giugno alle 21.00. Scarpe lucide\, un palcoscenico su ruote e un tappeto elastico diventano gli strumenti di un viaggio ironico e vertiginoso negli anni Venti del secolo scorso\, arrivati però con un secolo di ritardo. Tra giocoleria e acrobazie\, l’artista costruisce un universo rétro in cui l’abilità tecnica si intreccia al rischio e alla comicità\, trasformando ogni salto in una dichiarazione di leggerezza e virtuosismo. \n\n\n\nIl linguaggio del corpo e la ricerca poetica si fanno invece protagonisti con Chien Hung Kuo (Taiwan) e il suo Moving Zen\, in programma venerdì 26 giugno alle 22.00 e sabato 27 giugno alle 20.00. L’artista\, tra i più acclamati della scena circense internazionale\, fonde estetica zen\, contact\, danza e manipolazione del cubo acrobatico\, arricchendo la performance con elementi di fuoco. Il risultato è un’esperienza sospesa\, in cui il movimento diventa meditazione e lo spazio scenico si trasforma in luogo di ascolto e contemplazione. \n\n\n\nLa sperimentazione tecnologica incontra il circo contemporaneo con la Compagnia Chilowatt e lo spettacolo Rex\, in scena sabato 27 giugno alle 19.00 e 22.00. Ispirato alla figura di Nikola Tesla\, il lavoro mette al centro l’elettricità come materia viva e narrativa. Uno strano scienziato sperimenta le proprie invenzioni direttamente sul pubblico\, in un susseguirsi di dimostrazioni che oscillano tra inquietudine\, comicità e stupore. Nato nel 2014 da un’idea di Lorenzo Crivellari\, Chilowatt costruisce un immaginario scenico in cui la relazione tra uomo e tecnologia diventa gioco teatrale e riflessione poetica. \n\n\n\nTra i protagonisti del festival anche Andy Spigola con Boato\, in scena venerdì 26 giugno alle 21.00 e sabato 27 giugno alle 18.30 e 20.30. Attraverso un raffinato intreccio tra nouveau clown\, visual comedy e uso dei trampoli\, l’artista costruisce una parodia del latin lover ispirata alla commedia all’italiana tra anni ’50 e ’70\, evocando figure e atmosfere care al cinema di Nino Manfredi e Giancarlo Giannini e alla regia di Lina Wertmüller. Il percorso scenico diventa così una riflessione ironica e poetica sull’identità\, i desideri e le maschere imposte dalla società. \n\n\n\nLe strade del borgo si animano anche con Medoro e Malacoda del Teatro del Fantastico\, animazione itinerante ispirata all’immaginario visionario di Hieronymus Bosch. Venerdì 26 giugno alle 19.30 e 21.45 e sabato 27 giugno alle 18.00 e 21.45\, i due personaggi emergono idealmente dal “Trittico del Giudizio” per attraversare il mondo reale\, trascinando il pubblico in una dimensione onirica fatta di figure fantastiche e suggestioni pittoriche. \n\n\n\nFontanincanto è anche esperienza condivisa e partecipativa. I laboratori e i giochi antichi di Energia Ludica\, attivi venerdì 26 giugno dalle ore 19.00 e sabato 27 giugno dalle 18.00\, trasformano gli spazi del borgo in un luogo di incontro intergenerazionale\, dove il gioco diventa linguaggio universale e occasione di relazione. La dimensione musicale completa il percorso del festival. Venerdì 26 giugno alle 22.30 il palco si accende con i Culpable\, band parmigiana che intreccia reggae\, rock\, ska\, folk ed elettronica in un linguaggio energico e coinvolgente\, costruito tra critica sociale e ironia\, con un’attitudine live capace di trasformare ogni concerto in un’esperienza collettiva di grande vitalità. Il Festival si concluderà sabato 27 giugno alle 22.30 con i Wunder Tandem\, duo disco-punk-clown dall’anima irriverente e teatrale. Con fisarmonica\, voci e mini drum set\, il progetto costruisce un sound caustico e travolgente che mescola pop\, dance e funk\, abbattendo confini stilistici e trasformando il concerto in una festa performativa dal forte impatto scenico. \n\n\n\nFontanincanto si inserisce nel più ampio Festival Incredibile\, rassegna itinerante ideata e promossa da L’Ufficio Incredibile APS\, giunta nel 2026 alla sua quinta edizione. Il progetto attraversa la pianura e l’Appennino parmense\, modenese e reggiano grazie a una rete di comuni\, associazioni e realtà locali che condividono una visione culturale diffusa e partecipata. Il festival è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura\, della Regione Emilia-Romagna e con il contributo triennale “Sostegno (R)esistente” di Fondazione Cariparma\, confermandosi come un dispositivo culturale che intreccia arte\, turismo sostenibile e valorizzazione delle comunità locali.  \n\n\n\nPer informazioni chiamare il numero 339 1907918.
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SUMMARY: XVIII edizione del Premio Biagio Agnes
DESCRIPTION:Il valore di un’informazione accurata\, autorevole e indipendente\, il ruolo del giornalismo quale presidio di democrazia e libertà\, la sfida dei nuovi linguaggi della comunicazione in un contesto sempre più interconnesso: sono questi i temi al centro della XVIII edizione del Premio Biagio Agnes – Premio Internazionale di Giornalismo\, Informazione e Comunicazione\, che si è svolta gioved’ 25 luglio a Roma\, in una Piazza di Spagna vestita a festa\, luminosa e scintillante. La cerimonia di premiazione\, che andrà in onda giovedì 2 luglio in seconda serata su Rai1\, è stata condotta da Mara Venier e Alberto Matano\, volti amatissimi del pubblico televisivo\, alla presenza del Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi\, del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi\, del Sottosegretario di Stato con delega all’Informazione e all’Editoria Alberto Barachini\, del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri\, dell’Assessore ai Grandi Eventi\, Sport\, Turismo e Moda Alessandro Onorato\, insieme ai vertici istituzionali e aziendali di Rai.  \n\n\n\nNel ricordo sempre vivo di Biagio Agnes\, storico Direttore Generale della Rai la cui grande visione\, unita a integrità e rigore ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del servizio pubblico\, i vincitori del prestigioso riconoscimento\, istituito nel 2009 da Simona Agnes\, presidente della Fondazione Biagio Agnes\, sono saliti sul palco tra gli applausi della platea gremita di ospiti autorevoli. Ad inaugurare la serata Stefano De Martino e Gerry Scotti\, protagonisti assoluti della televisione italiana\, che dal giornalista e conduttore Rai Bruno Vespa hanno ricevuto il Premio per la Televisione per la loro professionalità e capacità di interpretare e rinnovare il linguaggio dell’intrattenimento\, coniugando successo\, credibilità e un forte legame con il pubblico. In un divertente scambio di cortesie\, De Martino ha omaggiato il ‘collega’ Scotti con uno dei celebri ‘pacchi’ della sua fortunata trasmissione “Affari Tuoi”\, in onda su Rai 1\, ricevendo in cambio un gadget dello storico show di Canale 5 “La Ruota della Fortuna”. L’Amministratore Delegato della Rai Giampaolo Rossi ha consegnato a Claudio Cerasa\, direttore de Il Foglio\, il Premio Giornalista Scrittore\, per il libro “L’antidoto. Libertà\, ambiente\, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo” (Silvio Berlusconi Editore)\, un riconoscimento al suo sguardo critico e analitico sul presente. A Can Yaman\, Alessandro Preziosi e Alanah Bloor trio di interpreti di rilievo internazionale\, Danda Santini\, direttrice di Io Donna\, ha consegnato il Premio Audiovisivo per la serie evento Sandokan\, regia di Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo. Il direttore de Il Sole 24 Ore Fabio Tamburini ha consegnato a Giovan Battista Brunori\, responsabile dell’Ufficio Rai per il Medio Oriente a Gerusalemme\, e Andrea Nicastro del Corriere della Sera\, esperto di scenari di guerra e fronti sensibili\, il Premio Inviati\, per il loro prezioso lavoro dedicato a raccontare conflitti\, confini e scontri tra popoli. Un’ovazione ha poi preceduto l’ingresso sul palco di Lino Banfi\, attore amatissimo e grande personaggio dello spettacolo italiano: a lui l’Assessore ai Grandi Eventi\, Sport\, Turismo e Moda Alessandro Onorato ha conferito il Premio alla Carriera. Vincenzo Schettini\, volto de “La fisica che ci piace”\, ha ricevuto dal Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi il Premio Divulgazione Scientifica per la competenza accademica\, il forte talento comunicativo e il suo particolare appeal sui giovani. Il direttore de Il Messaggero Roberto Napoletano ha conferito al quotidiano La Stampa\, al direttore Andrea Malaguti e alla redazione\, il Premio Speciale Libertà di Stampa\, dopo le intimidazioni e il violento attacco subito lo scorso 29 novembre a Torino. Il Premio Carta Stampata è stato consegnato direttore editoriale di TgCom24 Paolo Liguori a Paolo Bricco\, inviato de Il Sole 24 Ore per la capacità di approfondire l’economia e la politica industriale con rigore analitico e profondità storica\, mentre Antonio Preziosi\, direttore del Tg2\, ha conferito il Premio Giornalismo Sportivo alla vicedirettrice con delega al digitale de La Gazzetta dello Sport Arianna Ravelli\, prima donna a ricoprire questo ruolo nei 130 anni di storia della testata. Fabrizio Casinelli\, direttore Comunicazione della Rai\, e Pierluigi Colantoni\, direttore Area Creativa Comunicazione Rai\, hanno ricevuto dal Presidente Siae Salvatore Nastasi il Premio Comunicazione Creativa assegnato al corto “Tutti suonano Sanremo”\, tratto dalla Campagna di promozione del Festival di Sanremo 2026 condotto da Carlo Conti. Il Premio Generazione Digitale-Podcast è stato consegnato da Alberto Barachini\, Sottosegretario di Stato con delega all’Informazione e all’Editoria\, ad Andrea Gerli\, Rai per la Sostenibilità -anche per il suo lavoro nella parte digitale del programma “In Mezz’ora” di Rai 3- ed a Guglielmo Nappi\, caporedattore e responsabile web de Il Messaggero. Infine\, Valentina Pigliautile\, giornalista de Il Messaggero\, ha ricevuto da Andrea Abodi\, Ministro per lo Sport e i Giovani\, il Premio Under 30 mentre il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Bartoli ha consegnato il Premio Corrispondenti a Leonardo Panetta di Mediaset. \n\n\n\nDurante la cerimonia\, alla quale la Rai dedicherà anche uno Speciale\, a cura della TgR Campania\, che sarà trasmesso lunedì 6 luglio alle ore 13.00 su Rai3\, non sono mancati i momenti di spettacolo\, con grandissimi artisti che hanno emozionato la platea. Accoglienza particolarmente calorosa per Antonello Venditti\, tra gli artisti più amati della musica italiana che con le sue canzoni ha accompagnato intere generazioni: dopo un’interpretazione applauditissima di “Che fantastica storia è la vita”\, Venditti ha ricevuto dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri il Premio Speciale per il suo profondo legame d’amore con la Capitale. Grandi applausi anche per Malika Ayane\, interprete raffinata e tra le voci più riconoscibili della scena musicale italiana\, che si è esibita con i brani “Animali notturni” e “Come foglie”\, accompagnata al pianoforte dal Maestro Carlo Gaudiello. Fabrizio Moro\, uno dei cantautori italiani più affermati\, ha voluto omaggiare il pubblico con un emozionante medley dei suoi brani più celebri\, da “Pensa” e “Non mi avete fatto niente” a “Portami via”\, accompagnato al piano dal Maestro Claudio Junior Bielli. Sul palco anche Chiara Galiazzo\, tra i più interessanti talenti della nuova generazione di cantanti italiane\, che ha interpretato il brano “Straordinario”. Nel corso della serata\, non è mancato lo spazio riservato alla danza\, con l’esibizione di tip tap dei D’Angelo Brothers\, duo formato dai fratelli Emanuele e Leonardo D’Angelo.  \n\n\n\nTanti i rappresentanti delle istituzioni\, del giornalismo e della cultura presenti alla manifestazione: oltre ai già citati premiati e premiatori\, tra gli altri\, il Presidente del Consiglio di amministrazione Rai Antonio Marano\, i Consiglieri Alessandro Di Majo\, Federica Frangi\, Roberto Natale\, il Presidente e AD Mag Italia Group Pierluca Impronta\, i Direttori Rai Gianmarco Chiocci\, Antonio Preziosi\, Federico Zurzolo\, Mariarita Grieco\, Marcello Ciannamea\, Nicola Claudio\, Stefano Coletta\, Paolo Corsini\, Luigi Del Plavignano\, Paolo Del Brocco\, Incoronata Boccia\, Claudia Mazzola\, Alessandra Ferraro\, Roberto Pacchetti\, Antonello Perillo\, Elena Capparelli\, Marco Caputo\, Roberto Genovesi\, Marco Lollobrigida\, Felice Ventura\, Fabrizio Zappi\, Paolo Petrecca. Tra gli illustri ospiti ancheGiampaolo Letta\, Bernardo Mattarella\, Lamberto Giannini\, Fabio Di Stefano\, i Generali Carmine Masiello eMichele Adinolfi\, Paolo Boccardelli\, Maurizio Lupi\, Maurizio Gasparri\, il Direttore editoriale de Il Messaggero Massimo Martinelli\, il Direttore de Il Mattino Vincenzo Di Vincenzo\, Raffaele Curi\, Antonella Boralevi\, Antonio Di Bella\, i volti Rai Serena Autieri\, Gigi Marzullo\, Lorena Bianchetti\, Annalisa Bruchi\, Francesco Giorgino\, Monica Giandotti\,  Laura Chimenti\, Roberta Ammendola\, Marco Carrara\, Lisa Marzoli\, Luana Ravegnini con Renato Della Valle.  \n\n\n\nLa Giuria del Premio Biagio Agnes 2026: \n\n\n\nGianni Letta (Presidente)\, Giulio Anselmi\, Alberto Barachini\, Carlo Bartoli\, Stefano Folli\, Luciano Fontana\, Luigi Gubitosi\, Paolo Liguori\, Pierluigi Magnaschi\, Giuseppe Marra\, Massimo Martinelli\, Antonio Martusciello\, Roberto Napoletano\, Agnese Pini\, Antonio Polito\, Aurelio Regina\, Giampaolo Rossi\, Danda Santini\, Marcello Sorgi\, Fabio Tamburini\, Mons. Dario Edoardo Viganò. \n\n\n\nSi ringraziano: Poste Italiane\, Brightstar\, PTS\, BPER\, MAG \n\n\n\nwww.fondazionebiagioagnes.it \n\n\n\nwww.premiobiagioagnes.it \n\n\n\nFB: Fondazione Biagio Agnes \n\n\n\nIG: premiobiagioagnes
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SUMMARY: "Unchilded" e "Happyless"\, al Chiostro della GAM a Palermo
DESCRIPTION:Con un ricco calendario di appuntamenti volge al termine la stagione estiva del Teatro Biondo di Palermo. \n\n\n\nGiovedì 25 giugno alle ore 21.00\, nel Chiostro della GAM – Galleria d’Arte Moderna “Empedocle Restivo”\, andrà in scena Unchilded – Giocare alla guerra\, un viaggio teatrale potente e immersivo nel mondo dell’infanzia interrotta\, scritto da Alessandro Ienzi e interpretato da William Cochart. Attraverso un linguaggio poetico e paesaggi scenici in continua trasformazione\, lo spettacolo affronta il dramma dei soldati-bambino\, esplorando il fragile confine tra innocenza e violenza\, tra memoria e sopravvivenza. \n\n\n\nSabato 27 alle 20.45\, sarà annunciato il testo vincitore della seconda edizione del “Premio Nazionale Teatro Biondo per la nuova drammaturgia under 40”\, alla presenza di Giovanni Puglisi\, presidente onorario della Giuria\, e del direttore del Teatro Biondo Valerio Santoro. A seguire\, andrà in scena Happyless – Apologia dell’infranto\, spettacolo conclusivo del triennio di studi degli allievi e delle allieve della “Scuola di recitazione e professioni della scena” del Teatro Biondo di Palermo\, interamente realizzato da loro con la supervisione di Rosario Palazzolo: dalla scrittura del testo alla regia\, dalle scene ai costumi\, dalle coreografie a tutti gli altri aspetti della messa in scena. \n\n\n\n​Il testo è stato scritto da Simona Adele Buscemi\, Giuseppe Castelli\, Simone Mignosi\, Riccardo Romeo\, Riccardo Maria Sangiorgi\, Maria Laura Turturici; la regia è di ​regia Simona Adele Buscemi\, Giuseppe Castelli\, Simone Mignosi\, Riccardo Romeo\, Riccardo Maria Sangiorgi; le coreografie sono di Francesca Gennuso\, Giuseppina Perrotta\, Manuela Tuzzolino; ​le scene e i costumi di Lavinia Coniglio\, Carlotta Pernicone; Emilia Bruno\, Giulia Candiloro sono gli assistenti alla regia. Replica domenica 18 alle 21.00. \n\n\n\nAttraverso le memorie personali\, le esperienze e le suggestioni dei giovani allievi ed allieve\, Happyless racconta la storia di un ragazzo «che tenta di togliersi la vita e invece la vita gli si è appiccica addosso». «Nel fallimento che è questo restare in vita – spiegano gli autori – per ritrovare il suo “Io”\, il protagonista deve scavare nei frammenti del “Noi”\, che sono ricordi spaventosi\, straordinari\, disperati\, lotte che si travestono come danze inquiete tra personaggi che mutano forma e volto\, che cambiano i connotati del tempo pur di continuare ad esistere ancora». \n\n\n\nAl termine dello spettacolo\, il presidente del Teatro Biondo\, Giovanni Puglisi\, consegnerà agli allievi e alle allieve i diplomi di fine corso. \n\n\n\n_____________________ \n\n\n\nBiondo d’estate 2026 \n\n\n\nGAM Palermo / Chiostro del Complesso monumentale di Sant’Anna \n\n\n\n12 > 28 giugno 2026 \n\n\n\ngiovedì 25 giugno ore 21.00 \n\n\n\nUnchilded \n\n\n\nGiocare alla guerra \n\n\n\ndi Alessandro Ienzi \n\n\n\ncon William Cochart \n\n\n\nproduzione Raizes Teatro \n\n\n\nsabato 27 e domenica 28 giugno ore 21.00 \n\n\n\nHappyless  \n\n\n\nApologia dell’infranto  \n\n\n\n​testo di Simona Adele Buscemi\, Giuseppe Castelli\, Simone Mignosi\, Riccardo Romeo\, Riccardo Maria Sangiorgi\, Maria Laura Turturici \n\n\n\ncon Emilia Bruno\, Simona Adele Buscemi\, Giulia Candiloro\, Alessandro Caporali\, Andrea Castronovo\, Lavinia Coniglio\, Viviana Francesca Costanza\, Martina Frazzetta\, Antonella Galati\, Francesca Gennuso\, Gabriele Greco\, Noemi Migliaccio\, Carlotta Pernicone\, Giuseppina Perrotta\, Riccardo Romeo\, Riccardo Maria Sangiorgi\, Maria Laura Turturici\, Manuela Tuzzolino \n\n\n\n​regia Simona Adele Buscemi\, Giuseppe Castelli\, Simone Mignosi\, Riccardo Romeo\, Riccardo Maria Sangiorgi \n\n\n\n​aiuto regia Emilia Bruno\, Giulia Candiloro \n\n\n\ncoreografie Francesca Gennuso\, Giuseppina Perrotta\, Manuela Tuzzolino \n\n\n\n​scene e costumi Lavinia Coniglio\, Carlotta Pernicone  \n\n\n\n​responsabile maestranze Alessandro Caporali \n\n\n\nsupervisione Rosario Palazzolo \n\n\n\n_________________________ \n\n\n\nPremio Nazionale Teatro Biondo per la nuova drammaturgia under 40 \n\n\n\nSeconda edizione – 2026 \n\n\n\nsabato 27 giugno ore 20.45 \n\n\n\nProclamazione del testo vincitore \n\n\n\n_______________ \n\n\n\nIngresso al singolo spettacolo euro 12 – ridotto euro 10 \n\n\n\nPrevendite su www.vivaticket.com \n\n\n\ne al Botteghino del Teatro Biondo\, via Roma 258\, \n\n\n\naperto da martedì a domenica dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00 \n\n\n\nchiusura lunedì \n\n\n\nla biglietteria alla GAM apre un’ora prima dell’inizio degli eventi \n\n\n\ntel. 091 7434345 – 091 7434331 \n\n\n\nbotteghino1@teatrobiondo.it \n\n\n\nUfficio Promozione Teatro Biondo \n\n\n\naperto da lunedì a venerdì dalle 9:00 alle 13:00 \n\n\n\nmartedì e giovedì anche dalle 15:00 alle 18:00 \n\n\n\ntel. 091 7434332 – 091 7434333 – 091 7434334 \n\n\n\nWhatsApp 3351611567 \n\n\n\npromozionale@teatrobiondo.it \n\n\n\nGalleria d’Arte Moderna Empedocle Restivo (GAM) \n\n\n\ndurante la rassegna il Museo resta aperto fino alle 20:30 \n\n\n\nÈ possibile ricevere informazioni e acquistare i biglietti tramite QR code anche presso la biglietteria del Museo \n\n\n\ninfo: tel. + 39 335 5453277 \n\n\n\ninfo@gampalermo.it \n\n\n\nVia Sant’Anna\, 21 Palermo
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SUMMARY:Chicago Beau & Jona’s Blues Band a Jazz&Image
DESCRIPTION:Jazz& Image\, alle Terme di Caracalla\, presenta\, giovedì 25venerdì 26 giugno\, il concerto di Chicago Beau & Jona’s Blues Band. Dalle sponde del Lake Michigan al cuore di Roma: il Blues senza confini. Il legame tra Chicago Beau e la Jona’s Blues Band non è una semplice collaborazione\, ma un sodalizio storico nato sul palco molti anni fa in Sardegna. Da allora\, l’armonico dialogo tra il gigante di Chicago e la solida band romana è proseguito attraverso numerose tournée e sessioni comuni\, consolidando un rapporto umano e artistico profondo. L’Ospite d’Onore: Chicago Beau Nato come Lincoln Beauchamp Jr. e battezzato artisticamente da Muddy Waters in persona\, Chicago Beau Chicago Beau è un personaggio importante della cultura afroamericana\, viaggiatore instancabile e promotore di moltissime iniziative culturali\, oltre ad essere un bluesman\, cantante\, armonicista\, è un poeta\, scrittore\, editore\, produttore e mille altre cose. Un artista \n\n\n\nsempre pronto a collaborare oltre che con i grandi del blues (cito Pinetop Perkins per tutti)\, con musicisti jazz come Archie Shepp\, agli inizi della sua carriera\, o gli Art Ensemble di Chicago\, suoi grandi amici\, a cui ha dedicato anche un libro.Ha collaborato con giganti come Pinetop Perkins\, Junior Wells e Billy Boy Arnold\, Jimmy Dawkins. Ha vissuto in Italia per cinque anni e ha collaborato con Roberto Murolo\, portando l’armonica blues nella canzone napoletana. Intellettuale e Attivista: Autore del libro “Too Much Un Convenience”\, è promotore culturale attraverso il magazine Original Chicago Blues Annual e la fondazione Chicago Blues Experience. La Jona’s Blues Band: Oltre 40 anni di Groove Nata a Roma a metà degli anni ’80\, la Jona’s Blues Band è una delle formazioni più autorevoli della scena italiana\, capace di fondere il blues classico con un’energia travolgente. La Jona’s Blues Band ha calcato i palchi di festival storici e collaborato con artisti di fama internazionale: Festival: Pistoia Blues (1994)\, Calagonone Jazz\, Liri Blues\, Carbonia Jazz\, tra i tanti. Collaborazioni Internazionali: Harold Bradley\, Herbie Goins\, Shawn Logan\, Eric Daniel\, Mark Nomad e Paul Jones. Assistere a un concerto di Chicago Beau & Jona’s Blues Band significa immergersi in un’esperienza totale che Beau definisce “un continuum dell’esperienza dei neri nelle Americhe”. Lo show è una celebrazione della poetica blues\, suonata con il rispetto e la devozione che solo chi ha vissuto questa musica “giorno dopo giorno” può trasmettere. “Il Blues è una forma di arte basata su una comunità che è accessibile a chiunque sia interessato… un veicolo naturale per l’espressione di chiunque scelga di usarlo.” (Chicago Beau). Alle 23\,00 Dj Set. \n\n\n\nwww.jazzimage.it \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\nInfo e prenotazioni: \n\n\n\nCellulare whatsapp +39 349 977 0309 \n\n\n\nE‐mail info eventi.alexanderplatz@gmail.com \n\n\n\nE‐mail prenotazioni prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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SUMMARY: Le Baccanti di Euripide al Teatro Ostia Antica Festival
DESCRIPTION:Il Teatro di Roma inaugura la seconda edizione del Teatro Ostia Antica Festival – Il Senso del Passato con la creazione del maestro greco Theodoros Terzopoulos\, figura monumentale del teatro contemporaneo e architetto di un linguaggio scenico unico. Per l’occasione\, il regista porta sul palcoscenico millenario del Teatro Romano di Ostia\, il 25 e il 26 giugno (ore 21.00)\, Le Baccanti di Euripide\, un rito metafisico sull’archetipo dello straniero\, che firma per la settima volta nella sua straordinaria carriera. \n\n\n\nQuella di Terzopoulos è una ricerca incessante che riconduce il teatro alle radici del tragico e che qui approda a una sintesi tra rigore e furia dionisiaca. Attraverso una regia visionaria e una direzione attoriale che scava nelle profondità del corpo e della voce\, il maestro spoglia il conflitto tra ordine e caos di ogni storicismo per trasformarlo in un’esperienza metafisica e rituale.  \n\n\n\nNelle note di regia\, Terzopoulos definisce Le Baccanti come una tragedia emblematica per la propria visione estetica\, sottolineando l’urgenza di destinare questo testo al presente ed espandendo la riflessione sul senso profondo del Mito e sull’attualità dello “straniero”: «È di estrema importanza proporre Baccanti in questo momento\, laddove Dioniso incarna l’archetipo del rifugiato\, partito da Tmolos tremila anni fa; ha viaggiato nelle zone di guerra del Medio Oriente\, per finire\, oggi\, nel Mar Mediterraneo\, sulle coste di Creta o Lampedusa. Il suo tragitto ci ricorda che l’arte del teatro è un viaggio infinito\, percorso da persone in fuga\, in continua trasformazione\, che il Male si può mascherare da Merito e viceversa\, e che l’enigma della morte racchiude una prospettiva di via; ci ricorda che la Parola è Terra\, che la Conoscenza è Consapevolezza\, la Passione è Negazione e l’Armonia è la sua Contraddizione. Dioniso sale sul palco e ci invita a rompere\, insieme\, lo specchio del narcisismo\, lasciando che i suoi frammenti diano vita a una nuova immagine. Torna da noi come uno straniero e ci invita a sacrificare il nostro corpo sull’altare dell’Ignoto e del Trascendente. In tempi difficili\, come i nostri\, mentre il faro del teatro continua a illuminare se stesso\, Dioniso ci invita a illuminare il futuro con la luce della vita\, e ricostruirci\, insieme\, come Mito». In questo potente rito di passaggio\, la visione monumentale del regista trasforma Dioniso in una figura errante che sfida le frontiere del tempo e dello spazio\, riemergendo come un fantasma del presente. L’arte del teatro si riscopre così nella sua natura più pura e rituale\, offrendo una riflessione universale sul potere trasformativo della scena e chiamando lo spettatore a specchiarsi nelle incertezze dell’oggi per illuminare il futuro attraverso la lente del Mito. \n\n\n\nL’interpretazione di questa visionaria messa in scena è affidata a un cast di assoluto rilievo\, che vede Roberto Latini (Dioniso)\, Alvia Reale (Agave)\, Enzo Vetrano (Cadmo)\, Stefano Randisi (Tiresia)\, Marco Cacciola (Penteo)\, Paolo Musio (Corifeo)\, Gemma Carbone(Corifea)\, Giulio Germano Cervi (Primo Messaggero) e Rocco Ancarola (Secondo Messaggero) dare corpo e voce ai protagonisti. Il Coro\, elemento fondante della struttura drammaturgica di Terzopoulos\, è composto da Francesco Cafiero\, Bianca Cavallotti\, Brigida Cesareo\, Riccardo Dell’Era\, Davide Giabbani\, Federico Girelli\, Bianca Mangelli\, Marica Nicolai\, Nicoletta Nobile\, Giorgio Ronco\, Matteo Sangalli e Magdalena Soldati. \n\n\n\nLo spettacolo\, proposto nella traduzione di Edoardo Sanguineti e con le musiche di Panagiotis Velianitis\, è frutto di un sinergico impegno coproduttivo che vede il Teatro di Roma – Teatro Nazionale al fianco di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e della Attis Theatre Company\, per una collaborazione internazionale che ne consolida la qualità artistica e il valore culturale. Dopo il debutto a Ostia Antica\, la produzione sarà in scena al Teatro Storchi di Modena dal 22 al 25 ottobre 2026 e al Teatro Arena del Sole di Bologna dall’8 all’11 aprile 2027. \n\n\n\nIl viaggio artistico del Teatro Ostia Antica Festival proseguirà poi toccando altre tre grandi sponde della ricerca contemporanea:Lysistrata di Asterios Peltekis (4 e 5 luglio)\, in prima nazionale\, dove la commedia aristofanea si proietta nello specchio dei conflitti moderni\, trasformando lo storico “sciopero del sesso” in un atto di disobbedienza politica contro l’entropia della guerra. Il percorso si eleva poi verso le riflessioni spirituali e l’estetica potente di Angelin Preljocaj con Requiem(s) (10 e 11 luglio)\, un’architettura di corpi e bellezza che esplora il confine tra la finitudine umana e l’eternità dell’arte\, tramutando la ferita del lutto in una celebrazione della vita. Il Festival giunge infine all’indagine psicologica sull’ambiguità dell’amore e del sacrificio nell’Alcesti di Filippo Dini (17 e 18 luglio)\, una rilettura visionaria che scava nelle zone d’ombra del mito per scandagliare le implicazioni umane più profonde e il mistero della soglia tra vita e morte.
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LOCATION:Teatro Romano di Ostia\, Viale dei Romagnoli\, 717\, Roma\, 00119\, Italia
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SUMMARY:"Elizabeth – la sarta del Presidente" al Teatro de' Servi
DESCRIPTION:Sarà in scena il 25 Giugno 2026 al Teatro de Servi\, Elizabeth – la sarta del Presidente\, uno spettacolo scritto e diretto da Nicholas Gallo\, con Maria Grazia Adamo\, Matteo Milani\, Nicholas Gallo\, Miriam Gagino\, Emanuele Faiella\, Ilenia Guderzo\, Dario D’Amico\, Francesco Maesti\, aiuto regia Paolo Chiesi\, assistente alla regia Ilenia Guderzo\, direttore di scena Ettore Bianco. \n\n\n\nElizabeth Keckley è una donna afroamericana\, forte\, coraggiosa\, nata schiava nel febbraio del 1818 e costretta a subire abusi ed umiliazioni\, a lottare per la propria dignità\, fino a quando\, nel novembre del 1855\, riesce ad ottenere la libertà per se stessa e per suo figlio.   \n\n\n\nNel 1860 si trasferisce a Washington\, D.C. e fonda una propria attività di sartoria. A marzo del 1861 incontra Mari Todd Lincoln\, diventando sua modista e vestitrice personale. Tra le due nasce un rapporto complesso e inatteso. Elizabeth diventa testimone delle fragilità\, delle paure e contraddizioni della moglie del Presidente. \n\n\n\nMentre la nazione scivola verso la guerra\, la Casa Bianca si trasforma in uno spazio sospeso tra politica e intimità domestica. Nei saloni dove si organizzano ricevimenti e incontri diplomatici\, si avverte il peso di un paese che sta per spezzarsi.  Elizabeth osserva tutto: i discorsi sulla schiavitù\, le paure della guerra imminente\, l’isolamento di Mary Lincoln e il carico morale che grava sulle spalle del presidente. \n\n\n\nQuando la guerra civile esplode e la tragedia culmina con l’assassinio di Lincoln\, Elizabeth resta una delle poche testimoni intime di quel crollo umano e storico. A lei rimane il compito più difficile: raccontare la verità dietro le figure pubbliche\, difendere la memoria di Mary Lincoln e dare voce a ciò che la storia ufficiale tende a dimenticare. \n\n\n\nLo spettacolo si sviluppa come una partitura di memorie e frammenti storici\, dove la parola\, il corpo degli attori e la musica costruiscono una drammaturgia emotiva che intreccia biografia e Storia. \n\n\n\nLa musica diventa elemento strutturale della narrazione\, una vera drammaturgia sonora che accompagna e amplifica le trasformazioni emotive dei personaggi. \n\n\n\nElizabeth – La sarta del Presidente è un viaggio teatrale in cui la grande storia americana viene attraversata dallo sguardo di una donna che\, da schiava invisibile\, diventa narratrice e custode di una verità fragile e necessaria. \n\n\n\nCome un abito cucito con pazienza\, lo spettacolo intreccia parola\, musica e memoria per restituire al pubblico il ritratto di una vita che ha attraversato la storia.
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SUMMARY:Elizabeth – la sarta del Presidente al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Sarà in scena il 25 Giugno 2026 al Teatro de Servi\, Elizabeth – la sarta del Presidente\, uno spettacolo scritto e diretto da Nicholas Gallo\, con Maria Grazia Adamo\, Matteo Milani\, Nicholas Gallo\, Miriam Gagino\, Emanuele Faiella\, Ilenia Guderzo\, aiuto regia Paolo Chiesi\, assistente alla regia Ilenia Guderzo\, direttore di scena Ettore Bianco.  \n\n\n\nElizabeth Keckley è una donna afroamericana\, forte\, coraggiosa\, nata schiava nel febbraio del 1818 e costretta a subire abusi ed umiliazioni\, a lottare per la propria dignità\, fino a quando\, nel novembre del 1855\, riesce ad ottenere la libertà per se stessa e per suo figlio.   \n\n\n\nNel 1860 si trasferisce a Washington\, D.C. e fonda una propria attività di sartoria. A marzo del 1861 incontra Mary Todd Lincoln\, diventando sua modista e vestitrice personale. Tra le due nasce un rapporto complesso e inatteso. Elizabeth diventa testimone delle fragilità\, delle paure e contraddizioni della moglie del Presidente. \n\n\n\nMentre la nazione scivola verso la guerra\, la Casa Bianca si trasforma in uno spazio sospeso tra politica e intimità domestica. Nei saloni dove si organizzano ricevimenti e incontri diplomatici\, si avverte il peso di un paese che sta per spezzarsi.  Elizabeth osserva tutto: i discorsi sulla schiavitù\, le paure della guerra imminente\, l’isolamento di Mary Lincoln e il carico morale che grava sulle spalle del presidente. \n\n\n\nQuando la guerra civile esplode e la tragedia culmina con l’assassinio di Lincoln\, Elizabeth resta una delle poche testimoni intime di quel crollo umano e storico. A lei rimane il compito più difficile: raccontare la verità dietro le figure pubbliche\, difendere la memoria di Mary Lincoln e dare voce a ciò che la storia ufficiale tende a dimenticare. \n\n\n\nLo spettacolo si sviluppa come una partitura di memorie e frammenti storici\, dove la parola\, il corpo degli attori e la musica costruiscono una drammaturgia emotiva che intreccia biografia e Storia. \n\n\n\nLa musica diventa elemento strutturale della narrazione\, una vera drammaturgia sonora che accompagna e amplifica le trasformazioni emotive dei personaggi. \n\n\n\nElizabeth – La sarta del Presidente è un viaggio teatrale in cui la grande storia americana viene attraversata dallo sguardo di una donna che\, da schiava invisibile\, diventa narratrice e custode di una verità fragile e necessaria. \n\n\n\nCome un abito cucito con pazienza\, lo spettacolo intreccia parola\, musica e memoria per restituire al pubblico il ritratto di una vita che ha attraversato la storia.
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SUMMARY:Festival delle Colline Geotermiche a Pomarance (PI)
DESCRIPTION:In prima nazionale lo spettacolo “Disastri. Ovvero quel che resta” a Pomarance il 25 giugno\, e il 26 giugno Oscar De Summa in anteprima nazionale a Monteverdi M.mo con “Passato Remoto”. \n\n\n\nGiovedì 25 giugno (h 19.00 Pomarance – Teatro De Larderel) \n\n\n\nPilar Ternera – Compagnia A.D.D.A. \n\n\n\nDISASTRI. Ovvero quel che resta – prima nazionale \n\n\n\ncon Silvia Lemmi\, Marco Fiorentini\, Matteo Ceccantini / drammaturgia Francesco Cortoni e Leonardo Ceccanti\, Matteo Ceccantini / regia Francesco Cortoni. \n\n\n\nDisastri non è uno spettacolo sulla fine\, ma sulla vita dopo la fine delle certezze. Indaga ciò che resta dopo un crollo – sociale\, economico\, ecologico\, esistenziale – e interroga il modo in cui viviamo e ciò che scegliamo di trasmettere. La domanda che attraversa tutta la scena è una sola: che cosa vale davvero la pena insegnare a chi verrà dopo di noi? In scena una successione di frammenti\, immagini\, voci. Non un racconto lineare\, ma una struttura stratificata che espone il caos del presente e le sue contraddizioni. Le storie non sono date: si ricompongono nello sguardo di chi guarda. \n\n\n\nGiovedì 25 giugno (h 21.30 pomarance – Piazza Cavour) \n\n\n\nValentina Dal Mas \n\n\n\nLUISA \n\n\n\ndi e con Valentina Dal Mas / testo originale di Valentina Dal Mas /direzione tecnica Federico Fracasso / registrazioni audio Matteo Balbo / assistente alla creazione Ludovica Messina Poerio / un ringraziamento a Angela Marangon\, Claudia Rossi Valli / con il sostegno di Scenario ETS e Teatro Due Mondi / produzione La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale. Spettacolo vincitore Premio Scenario Periferie 2023. \n\n\n\n“Luisa” nasce dall’incontro con una fragile donna di nome Luisa. Luisa cuce se stessa all’aria che la circonda\, per non sfilacciarsi lontana dal mondo. Zigzaga come una stella smarrita in una costellazione chiamando a raccolta i frammenti sparpagliati di sé; li partorisce nel suo fazzoletto di cielo scontornato affinché rinvenga\, il filo della sua vita. Sospinta da un refolo canterino\, Luisa lambisce i confini della sua Terra Promessa fino a squarciarli battagliera come “La Libertà” che guida il popolo di Delacroix. Luisa incarna La Fragilità che guida il popolo: un’adunanza di sfumature umane sempre cangianti e dissonanti nel loro divenire. Ma Luisa non sguaina verso il cielo la bandiera di una nazione\, issa con disincanto la sua rosa. \n\n\n\nVenerdì 26 giugno (h 21.30 Monteverdi M.mo – Piazza della Chiesa) \n\n\n\nOscar De Summa/Fondazione Teatro Metastasio di Prato \n\n\n\nPASSATO REMOTO– anteprima nazionale \n\n\n\ndi e con Oscar De Summa / musiche Davide Fasulo / produzione Teatro Metastasio di Prato. \n\n\n\nUn monologo che intreccia autobiografia\, racconto performativo e riflessione su tempo e memoria. Il punto di partenza è un incidente a diciotto anni: una frattura che interrompe la continuità della vita e altera lo sguardo. Il trauma modifica la percezione: il tempo rallenta\, il corpo si sdoppia dal dolore\, emerge una lucidità estrema. Da qui la narrazione si espande: il ricordo individuale si incrina e affiorano immagini non più solo presenti—rituali arcaici\, figure di lutto\, gesti antichi\, memorie di un altro tempo. Il testo costruisce una risonanza tra piani temporali diversi\, collegando l’esperienza a un immaginario collettivo. Ne nasce una ricerca che mette in dubbio tempo e spazio come verità uniche\, passando dal drammatico a sfumature ironiche che alleggeriscono e unificano il racconto. \n\n\n\nwww.officinepapage.it
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SUMMARY:"Controcorrente – À rebours”\, da domani nelle sale.
DESCRIPTION:Il lungometraggio “Controcorrente – À rebours”\, film visionario del regista Italiano Angelo Antonucci\, ispirato all’acclamato romanzo di J.KHuysmans “À rebours” continua a conquistare riconoscimenti nei festival internazionali prima della sua uscita nelle sale italiane\, prevista per giovedì 25 giugno 2026\, nell’ambito dell’iniziativa Cinema Revolution\, promossa dal MIC direzione cinema\, fino al prossimo 20 settembre 2026. \n\n\n\nIl film combina narrazione visiva\, esplorazione psicologica ed elementi cinematografici coinvolgenti per portare una delle opere più influenti della letteratura francese al pubblico contemporaneo. \n\n\n\nDiretto da Angelo Antonucci\, il progetto rappresenta la continuazione della sua esplorazione del cinema come linguaggio visivo ed emotivo. Ispirato alle tradizioni del cinema d’arte europeo\, il film enfatizza l’atmosfera\, le immagini e la profondità psicologica offrendo al contempo al pubblico un’esperienza visiva coinvolgente. \n\n\n\nLa sceneggiatura è stata scritta da Ekaterina Khudenkikh ed è basata sul romanzo di Huysmans. L’adattamento trasforma l’opera letteraria in un’esperienza cinematografica che combina la narrazione visiva con temi psicologici ed emotivi. \n\n\n\nFin dalla sua prima presentazione\, Controcorrente – À rebours ha ricevuto selezioni e premi da festival cinematografici internazionali in Europa\, Medio Oriente\, Asia e Nord America. I riconoscimenti del festival includono il Festival Internazionale del Cinema di Salerno\, il Cine Paris Film Festival\, gli Sweden Film Awards\, i Berlin International Picture Awards\, il Dubai City Film Festival\, il Sittannavasal International Film Festival\, il Peshawar International Film Festival\, il Global Independent Film Festival of India\, il Jalgaon International Film Festival\, l’Asian Talent International Film Festival\, l’Ideal International Film Festival\, il Direct Monthly Film Festival\, il Miami Cinematic International Festival e lo Scarlett International film festival (Scozia). \n\n\n\nBreve bio del regista Angelo Antonucci \n\n\n\nAngelo Antonucci è un regista italiano il cui lavoro si concentra sulla narrazione visiva e sull’espressione cinematografica. Come regista e montatore\, esplora la relazione tra immagini\, narrativa e percezione umana. Attraverso i suoi film\, Antonucci continua a sviluppare un approccio artistico distintivo che combina temi psicologici con la sperimentazione visiva. \n\n\n\nInformazioni sul film: \n\n\n\nTitolo: Controcorrente – À rebours \n\n\n\nRegia e montaggio: Angelo Antonucci \n\n\n\nSceneggiatura: Ekaterina Khudenkikh \n\n\n\nTratto da: À rebours di J.K. Huysmans \n\n\n\nCast: Emanuele Macone\, François-Eric Gendron\, Noemi Gherrero \n\n\n\nNazione: Italia \n\n\n\nAnno: 2025 \n\n\n\nDurata: 111 minuti \n\n\n\nFormato: colore \n\n\n\nUscita nelle sale: 25 giugno 2026 \n\n\n\nVendite e distribuzione internazionali: Nexus Entertainment Ltd (Regno Unito) \n\n\n\nLink al trailer: https://vimeo.com/1203356419?share=copy&fl=sv&fe=ci
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SUMMARY:Al Labro Festival\, BATTISTI LEGEND
DESCRIPTION:Al Labro Festival\, nello scenario del borgo medievale di Labro\, il “borgo di pietra”\, in provincia di Rieti\, mercoledì 24 giugno\, miti e leggende della canzone d’autore italiana\, Nel Mondo di Lucio Battisti\, con Roberto Pambianchi & Band. Un viaggio emozionale nel repertorio del più grande innovatore della musica leggera italiana. Lo show fonde l’esecuzione live dei successi intergenerazionali di Battisti con una narrazione avvincente e proiezioni visive storiche\, restituendo la modernità senza tempo del sodalizio Battisti-Mogol. Uno spettacolo dedicato alla memoria di uno dei più grandi cantautori italiani: Lucio Battisti. ‘Battisti Legend’ è un affascinante spettacolo che omaggia l’eredità musicale di Lucio Battisti\, una delle icone più amate della musica italiana\, un viaggio emozionante nelle canzoni di questo leggendario artista. Gli spettatori saranno trasportati nel cuore della sua musica\, rivivendo i successi indimenticabili che hanno definito un’intera generazione. ‘Battisti Legend’ è un’esperienza straordinaria che celebra la creatività senza tempo di Battisti\, offrendo una serata di pura magia musicale e ricordi indelebili.Roberto Pambianchi\, anima e frontman del gruppo Battisti Legend e riconosciuto come uno dei più importanti “interpreti” delle canzoni del grande compositore reatino. Roberto Pambianchi è riconosciuto come una delle voci più autentiche e appassionate nell’interpretazione delle canzoni di Lucio Battisti. Con la sua band\, ha percorso l’Italia portando la magia e l’energia di Battisti sul palco di numerosi teatri ed eventi musicali. Roberto Pambianchi è un artista eccezionale che ha dedicato gran parte della sua vita alla musica di Lucio Battisti\, il celebre compositore reatino che ha lasciato un’impronta indelebile sulla scena musicale italiana. Scoperto da Pasquale Panella\, autore dei testi degli ultimi album di Lucio Battisti e Michele Bovi\, giornalista e scrittore di spicco\, Roberto Pambianchi da oltre 20 anni\, porta in giro per l’Italia la sua passione e il suo talento\, esibendosi in teatri\, piazze\, radio e in numerose partecipazioni televisive. Roberto è un artista che emoziona e coinvolge il pubblico\, portando avanti l’eredità musicale di Lucio Battisti con passione e maestria. Le sue esibizioni sono un’esperienza unica\, che trasmette l’emozione e la bellezza della musica di uno dei più grandi artisti della storia della musica italiana. \n\n\n\nIngresso gratuito.  \n\n\n\nInfo: Comune di Labro – Telefono: 0746 636134 \n\n\n\nIl Labro Festival è parte del finanziamento Pnrr ottenuto dal Comune di Labro a valere sulla misura M1C3 – Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi” del Ministero della Cultura all’interno dell’iniziativa europea NextGenerationEU
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SUMMARY:"CONOSCI TE STESSO" al Teatro Tordinona
DESCRIPTION:Sarà in scena il 24 e 25 Giugno al Teatro Tordinona\, il primo Spettacolo Sublimante: CONOSCI TE STESSO di Valentina Ghetti\, con Alessandra Paolucci\, Bruno Iaria\, Giusy Balzani\, Luca Raimondi\, Sabrina Milea\, Walter Riga.  \n\n\n\nCONOSCI TE STESSO è molto più di uno spettacolo. È il risultato del processo di trasmutazione alchemica e creativa del vissuto dei partecipanti\, un medley dalle tinte forti dove realtà\, finzione\, maschera e personaggi si intrecciano continuamente. Interpreti e spettatori vengono catapultati in una dimensione straniante\, dove la verità viaggia libera e al contempo sospesa. \n\n\n\nUn avvocato\, una sindacalista\, un’educatrice d’infanzia\, una regista di backstage\, un addetto di call center e un amministratore di condomini sono i protagonisti che hanno avuto il coraggio di trasformare frammenti di sé\, in arte. Sei\, come i personaggi in cerca d’autore di pirandelliana memoria.                                                                \n\n\n\n“Conosci te stesso” ci ricorda che il teatro è di tutti\, che recitare è un atto profondamente legato alla propria identità e che il coraggio può trasformare il dolore in arte. Tutta la messa in scena converge verso la valorizzazione del protagonista: l’eroe che ha attraversato il proprio viaggio e che\, nell’atto finale — il più difficile — chiede di essere visto\, perché nessuna trasformazione esiste senza uno sguardo che la riconosca.  Proprio sul finale\, nel momento in cui questo sguardo\, quello del pubblico\, sembra aprirsi alla luce\, viene però attraversato da un buio improvviso e spiazzante. La compagnia e lo staff che accoglieva in sala si ritrova dentro il finale di “Sei personaggi in cerca d’autore”\, dove finzione e realtà si confondono e la sentenza arriva netta: senza conoscersi davvero si cammina sempre al buio.
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SUMMARY:Mad Dogs a Jazz&Image
DESCRIPTION:Jazz& Image\, alle Terme di Caracalla\, presenta\, giovedì 25 giugno\, Mad Dogs. La nota caratteristica dei Mad Dogs è il loro inconfondibile “British Sound”\, uno stile vero e originale che imprime un marchio indelebile alla musica della band. In repertorio ci sono le canzoni che\, attraverso una intera generazione di musicisti britannici\, hanno diffuso il blues & rock in ogni parte del mondo\, tra gli anni ’60 e ’70. Dopo tanti anni\, hanno ritrovato la voglia e la forza di riunirsi\, per continuare a proporre il messaggio musicale in cui hanno sempre creduto\, ovvero quello del Rock Blues. La caratteristica principale dei Mad Dogs è il repertorio di cover ispirate dall’inconfondibile British Sound\, uno stile vero e originale che imprime un marchio indelebile alla loro musica\, proposta da chi la Brit-invasion – l’esplosione musicale e culturale che negli anni Sessanta ha spopolato sui giradischi e nelle sale concerti di tutto il mondo\, Italia compresa – non l’ha vista passare ma l’ha vissuta da protagonista. Alle 23\,00 Dj Set. \n\n\n\nwww.jazzimage.it \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\nInfo e prenotazioni: \n\n\n\nCellulare whatsapp +39 349 977 0309 \n\n\n\nE‐mail info eventi.alexanderplatz@gmail.com \n\n\n\nE‐mail prenotazioni prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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LOCATION:Jazz&Image\, Viale delle Terme di Caracalla\, Roma\, ITA\, 00153\, Italy
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SUMMARY:Sara Berni Blues Band a Jazz & Image alle Terme di Caracalla
DESCRIPTION:Jazz& Image\, alle Terme di Caracalla\, presenta\, mercoledì 24 giugno\, Sara Berni Blues Band. Da “Let the good times roll” a Ray Charles\, da “Feeling Alright” a Etta James\, la voce di Sara Berni\, rivisita un repertorio di grandi classici e chicche d’eccezione. Non riuscirete a stare fermi sulla sedia trascinati dai frenetici ritmi della Musica Nera… e poi giù nelle profondità dell’emozione tra suoni arcaici e moderni su ballad come “Ain’t no sunshine” di Bill Whiters\, un brano che eseguito da Sara ha sempre fatto crollare le pareti dei locali! Non perdetevi questa voce straordinaria\, esponente bianca d’eccezione nelle più grandi rassegne e festival Blues\, Gospel e Soul. Probabilmente la avete ascoltata al mattino su Radio2 Rai o nelle tante interviste/concerto nei media dedicati al Soul Jazz… o apprezzata per anni come leader dei Bianca Blues e i 7 Soul\, corista e spalla per i più grandi artisti italiani\, spalla per Sting nel 2000\, turnista per RDS\, Radio Capital\, Rai e Mediaset\, autrice premiata dal Billboard Song Contest americano…Sin dalla sua nascita nel 2014\, Sara Berni Blues Band è stata considerata dal Big Mama di Roma\, l’House of Blues italiana\, la migliore band rappresentativa del genere per il nostro paese ed è stata programmata ogni mese. Sara Berni Blues Band è stata inoltre scelta nel 2019 come migliore band italiana dall’ OnStage!Festival\, il Festival dell’Arte Americana in Italia\, per rappresentare il Blues e le sue evoluzioni e contaminazioni nel nostro paese\, proprio per la sua originalità\, contaminazione\, e unicità negli arrangiamenti. Tra le collaborazioni vanta Dean Bowman\, solista degli Screaming Headless Torsos. Esce nel 2024 l’album Live “Half Authorized Bootleg” che suggella i 10 anni di attività della Band\, “Bootleg Semi-Autorizzato” un po’ pazzo\, inaspettato e inusuale\, unico come la loro storia fino qui. Alle 23\,00 Dj Set. \n\n\n\nwww.jazzimage.it \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\nInfo e prenotazioni: \n\n\n\nCellulare whatsapp +39 349 977 0309 \n\n\n\nE‐mail info eventi.alexanderplatz@gmail.com \n\n\n\nE‐mail prenotazioni prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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SUMMARY:Elsinore Carnival" non si ferma!
DESCRIPTION:Elsinore Carnival non chiude!! Dopo il grande successo di pubblico e critica riscontrato in oltre 2 mesi di programmazione\, e dopo una primo annuncio di nuove date\, Elsinore Carnival non si ferma e prosegue il suo viaggio: a grande richiesta si prosegue fino al 19 luglio con orari modulati sulla programmazione estiva.  \n\n\n\nIl progetto\, è stato\, inoltre\, recentemente premiato per il Miglior Spettacolo e Miglior Regia al Roma Shakespeare Fest 2026.  \n\n\n\nUn’esperienza immersiva ispirata alle opere di William Shakespeare. Una festa in maschera per inoltrarsi nei meandri della mente\, dell’assurdo\, della vita e della morte. Un percorso narrativo\, scenografico e sensoriale\, un invito a entrare in un mondo che pulsa\, che racconta\, che reagisce alla presenza del pubblico. Un percorso dentro se stessi\, una danza folle\, una performance unica in Italia.  \n\n\n\nIn questo nuovo allestimento firmato Project xx1 il pubblico vive un’inedita esperienza di teatro immersivo\, in cui gli spettatori\, liberi di spostarsi nello spazio e di interagire con attori e ambienti\, entreranno a far parte della narrazione. L’esperienza di ogni spettatore sarà il frutto delle sue scelte e delle occasioni che sarà pronto a cogliere.  \n\n\n\nPer chi è questo Carnevale? \n\n\n\nPer chi è lacerato dall’odio e dalla necessità di vendetta? \n\n\n\nPer chi è intrappolata in una tragedia più grande di lei? \n\n\n\nPer chi è pedina incastrata in un destino che la vuole già morta? \n\n\n\nPer assaporare la libertà che solo la follia può donare? \n\n\n\nPer chi vuole sbilanciarsi e sprofondare? \n\n\n\nPer affrontare la verità? \n\n\n\nVieni a scoprirlo. Dietro ad ogni maschera\, ci sei tu. \n\n\n\nMisterioso\, interattivo e onirico\, Elsinore Carnival è un evento che si rivolge non solo agli amanti del teatro e delle arti performative\, ma a tutti coloro che amano esplorare esperienze artistiche nuove e sorprendenti.  \n\n\n\nDicono di noi: \n\n\n\nNon si esce soddisfatti di aver “visto uno spettacolo”\, ma di aver attraversato qualcosa. Di aver fatto scelte\, di essersi fermati di più davanti a certe scene e indugiato su altre\, di aver evitato o cercato il contatto. È un teatro che non lavora solo sulla narrazione\, ma sulla posizione dello spettatore dentro la narrazione. – Eroica Fenice \n\n\n\nLa realizzazione è a dir poco straordinaria – Quarta Parete \n\n\n\nUna bella opportunità per toglierci dalla trappola della quotidianità e dai limiti sociali con l’intento di spogliarci di ogni vincolo e costrizione per assaporare la libertà fino al limite della follia – Viviroma.Tv \n\n\n\nUn’esperienza multisensoriale assolutamente originale e coinvolgente – Artists&Bands  \n\n\n\n“È una sorta di cerimonia in cui gli spettatori assurgono ad adepti di un culto esoterico\, quello della morte e “resurrezione” di Amleto\, il quale\, come in un circolo eternamente ritornante\, rende partecipe il mondo della sua infelicità”. – Persinsala  \n\n\n\n“Un’occasione imperdibile per camminare nel profondissimo mondo nato dalla penna di uno dei più grandi autori della storia non solo teatrale\, ma letteraria. Ma anche\, e soprattutto\, un ancor più prezioso invito ad esplorare se stessi\, a conoscersi con onestà”. – Gufetto \n\n\n\n“La formidabile tenuta drammaturgica dello spettacolo deve molto alla straordinaria caratura interpretativa di chi abita quelle stanze\, capace di reggere l’urto della vicinanza fisica con il pubblico senza mai cedere un millimetro di verità”. – Gaia Italia \n\n\n\n“Un’esperienza teatrale che ricorda quella libera fruizione letteraria proprosta dal romanzo di Julio Cortázar Rayuela (Il gioco del mondo): un’opera in cui – un po’ come accade qui – la forma riflette il contenuto\, ribellandosi alla sterile linearità della vita e del linguaggio. Ne deriva così che il lettore non è più un consumatore passivo\, ma diventa un co-autore e un “complice” nella creazione dell’opera”. E ora Teatro \n\n\n\nVenerdì 26\, sabato 27\, domenica 28 giugno 2026 ore 21.00  \n\n\n\nGiovedì 2\, 9\, 16\, venerdì 3\, 10\, 17\, domenica 5\,12\, 19 luglio ore 21.00 \n\n\n\nPrenotazioni Tel. e WhatsApp 351 327 6843  
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SUMMARY:"La bambina inglese" a Ravenna
DESCRIPTION:Nell’ambito di Ravenna Festival\, dal 23 al 29 giugno alle ore 22.00\, il cortile dei Musei Byron e del Risorgimento ospita la prima assoluta de La bambina inglese. Dedicato ad Allegra Byron\, nuova produzione commissionata dal festival e realizzata in collaborazione con Le belle bandiere. Ideata\, scritta e diretta da Elena Bucci\, con musiche originali di Paolo Baioni\, l’opera ripercorre la breve e dolorosa esistenza di Allegra Byron\, figlia di Lord Byron e Claire Clairmont\, trasformando una vicenda privata della storia romantica europea in una riflessione universale sull’infanzia\, l’abbandono e la responsabilità degli adulti. Tra parola\, canto e musica dal vivo\, lo spettacolo restituisce voce a una figura dimenticata\, proprio nei luoghi ravennati che conservano la memoria del poeta inglese e della sua stagione italiana. \n\n\n\nPresentazione dal sito di Ravenna Festival \n\n\n\nCome forse molti anni fa\, l’antico cortile si anima della corsa e della risata di Allegra: la bambina\, piombata qui dall’Inghilterra\, affidata spesso alle cure di Teresa Guiccioli\, spalanca i grandi occhi azzurri su scimmie\, cani\, pavoni e altri bizzarri animali che scorrazzano nel palazzo. La piccola è contesa tra il padre\, Lord Byron che\, seppur eccentrico e irregolare\, la vorrebbe cattolica e presto moglie\, e la madre Claire\, abbandonata e schiava di un amore non ricambiato. \n\n\n\nElena Bucci\, protagonista indiscussa della scena teatrale italiana\, ne insegue le orme leggere\, in un intreccio di parole\, canto e musica – quella di Baioni. Richiamando quei soli cinque anni di vita durante i quali Allegra passa di mano in mano e di città in città\, fino a essere accolta all’educandato delle Clarisse di Bagnacavallo\, dove muore: frammenti preziosi di storia. \n\n\n\nSinossi \n\n\n\nCome accadde molti anni fa\, il cortile di Palazzo Guiccioli si anima della corsa e della risata di Allegra\, la bambina piombata qui dalla lontana Inghilterra per volontà del padre al quale tanto assomiglia\, Lord Byron. Spesso affidata alle cure di Teresa Guiccioli\, che sotto lo sguardo dell’anziano marito vive la sua potente storia d’amore con il poeta\, la bimba spalanca i grandi occhi azzurri su scimmie freddolose\, cani\, pavoni e altri bizzarri animali che scorrazzano liberi nel palazzo. Questa bimba molto bella e dal carattere originale\, è contesa tra il padre sempre in cerca di piacere e libertà che\, nonostante la sua vita fuori dalle regole la vorrebbe cattolica e al più presto moglie e la madre Claire che\, inseguendo il desiderio di uscire dai confini dei ruoli tradizionali\, si trova abbandonata e schiava di un amore non ricambiato. Claire si rifugia così presso la sorella Mary\, moglie adorata del sensibile e nobile Shelley che\, dopo avere allevato Allegra nel suo primo anno\, continua ad amarla come un padre. La bambina inglese\, nonostante il desiderio di avere accanto papà e mammina\, passa di mano in mano e di città in città per poi essere accolta nell’educandato del Convento di San Giovanni Battista di Bagnacavallo\, dove a soli cinque anni morì. Si adatta a tutto con la prodigiosa vitalità dei bimbi\, sempre più sola. Fa pensare ad altri infanti in apparenza fortunati\, circondati da giocattoli\, agi\, ricchezze\, balie\, ma senza un abbraccio autentico e qualcuno che li ascolti. Che ne sarà di un mondo che non si prende cura dei bambini e del mistero che custodiscono\, quella visione di un luogo prenatale che ancora traspare dal loro sguardo\, come ci sussurra Shelley? \n\n\n\nAllegra e il suo mondo saranno evocati nel cuore della notte\, ora cara ai fantasmi\, da chi la conobbe e da chi ne ha inseguito le orme leggere\, in un intreccio fra la musica originale di Paolo Baioni\, il canto\, le parole\, la luce. Elena Bucci \n\n\n\nPresentazione completa \n\n\n\nA volte un passaggio in luoghi di grande suggestione come il Museo Byron risveglia ombre e pensieri dormienti custoditi nella memoria e nell’immaginazione. \n\n\n\nE’ sempre molto affascinante avventurarsi nella storia e decifrare\, attraverso i documenti\, quello che non è scritto\, ma si può immaginare senza tradirli. Allegra\, figlia naturale di George Byron e della giovanissima Claire Clairmont\, sorella di quella Mary Shelley che rivoluzionò la letteratura mondiale creando il personaggio di Frankestein\, viene riconosciuta dal poeta e tolta alla madre. Dopo un periodo trascorso in casa Shelley\, raggiunge il padre prima a Venezia\, poi a Ravenna\, dove Byron è ospite della contessa Guiccioli\, della quale è profondamente innamorato. Nell’Italia del primo Ottocento\, tra carbonari e nobildonne\, Byron affida questa bambina intelligente e graziosa alle suore del Convento di San Giovanni Battista di Bagnacavallo\, dove morirà tragicamente nel 1822\, a soli cinque anni. immagino l’ombra di una bambina inglese trasportata all’improvviso in Italia\, vedo una creatura luminosa e misteriosa che ha attraversato come una breve meteora la storia\, divisa tra l’amore di un padre geniale e quello di una madre molto particolare\, molto emotiva\, dal temperamento instabile ed esigente. Il romantico idillio si trasforma presto in distacco. \n\n\n\n‘Non ero innamorato\, ma non potevo esattamente fare lo stoico con una donna che si era arrabattata per ottocento miglia per sfilosofarmi.’ Scrive Byron ad Augusta. \n\n\n\n‘Sapete che non posso parlavi quando vi vedo? Sono così goffa e ho voglia soltanto di prendere uno sgabello e sedermi ai vostri piedi.’ Confidò Claire al suo amante. \n\n\n\nLa bambina che nasce ha però un fascino speciale e Byron vuole occuparsi della sua educazione\, desidera che cresca nei migliori conventi\, intravede la speranza di costruire con lei un rapporto di autentico amore che lo accompagni nel tempo\, ma poi\, travolto dalle sue stesse passioni\, la lascerà sola nella malattia e nella morte. \n\n\n\nScrive Shelley: ‘Balocco più leggiadro mai fece Natura\, un essere serio\, sottile\, selvaggio ma gentile\, Grazioso senza disegni e improvvido\, con occhi – oh non parlate dei suoi occhi! Che sembrano specchi gemelli di cielo italiano.’ \n\n\n\nIl fascino di questa bimba scomparsa tanto presto viaggia attraverso il tempo e ci racconta della fragilità dell’infanzia\, mi spinge a riflettere su cosa significhi trasmettere amore\, cultura ed educazione alle future generazioni. Rifletto su quanto intelligenza e benessere non sempre garantiscano felicità ed equilibrio in questo passaggio\, nonostante le migliori intenzioni. \n\n\n\nAllo stesso tempo\, questa bimba mi ha fatto ritrovare la grande passione verso il secolo denominato ‘ottocento’\, ricco di scoperte\, innovazioni\, rivoluzioni in tutti i campi\, popolato di figure originali e geniali alle quali dobbiamo molto di quello che siamo ora\, nel bene e nel male. Ho ritrovato tutte le suggestioni dello spettacolo che realizzai in passato proprio su Lord Byron e Teresa Guiccioli e ho rintracciato nuovi materiali molto interessanti che mi aiutano ad intercettare ‘l’ombra della bambina inglese’. \n\n\n\nPensando ad un testo che\, intrecciato alla musica del compositore\, diventi melologo\, ho avuto l’immagine di un racconto a più voci\, quella di Byron\, della madre di Allegra\, Claire Clairmont\, di Teresa Guiccioli\, intensamente amata da Byron\, di una balia che si prende cura della bambina nelle vicende di ogni giorno\, di un cocchiere che la trasporta in viaggio e infine\, di Allegra stessa. Mi piacerebbe molto trasformarmi in ognuno di loro. \n\n\n\nQueste suggestioni si sono evolute poi attraverso il confronto con la musica originale\, emozionante e sorprendente\, di Paolo Baioni\, gli spazi\, i pensieri di tutti i collaboratori. Le ombre attendono silenziose\, ma non troppo\, l’arrivo di chi voglia ascoltarle. A volte basta ascoltare il mormorio dei tesori custoditi dal museo per trovarsi là\, all’improvviso\, in un presente lontano\, testimoni della storia e delle emozioni che in essa si nascondono\, pronte ad essere intercettate dalle arti\, come un messaggio che arriva dal passato. E il museo parla\, con la sua lingua d’ombra\, dritto al futuro. Elena Bucci \n\n\n\nPrenota ora \n\n\n\nPosto unico non numerato€ 15 \n\n\n\nInfo \n\n\n\ntickets@ravennafestival.org \n\n\n\nTel +39 0544 249244
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SUMMARY:XIII edizione dello Youth Fest di Dominio Pubblic
DESCRIPTION:In arrivo la XIII edizione dello Youth Fest di Dominio Pubblico\, che quest’anno prende il titolo di Sorgenti\, metafora di una crepa da cui poter far sgorgare nuova linfa artistica\, vitale e dirompente\, un bagliore che possa dar  luce ad artisti emergenti che cercano la superficie.  \n\n\n\nScenario ideale per questa emersione e per l’incontro tra artisti\, spettatori e sostenitori della cultura\, saranno gli spazi del Teatro India dove si svolgerà nuovamente lo Youth Fest\, che andrà in scena dal 23 al 28 giugno\, con una fitta programmazione di eventi scelti come di consueto dalla DAP – Direzione Artistica Partecipata U25. \n\n\n\nOltre 100 giovani artisti\, 6 giorni di programmazione\, per un totale di oltre 25 eventi per una settimana di teatro\, danza\, arti performative\, arti urbane\, musica\, cinema\, arti visive\, fumetto e arti digitali rigorosamente under 25. Non mancheranno talk\, una rassegna di corti cinematografici\, concerti\, una mostra e progetti interdisciplinari. \n\n\n\nSi inizia il 23 giugno con la mostra di arti visive COORDINATE DELLO SGUARDO realizzata con il coordinamento artistico di Marta Di Meglio / UP Urban Factory e la presentazione del libro LA FINE DEL (MIO) MONDO realizzato da sei fumettisti emergenti (Andrea Brumat – Coso – Miriam Pancaldi – Mattia Pelusi – Pitaf – Sara Martina) con la supervisione di Stefano Piccoli\, direttore del festival del fumetto indipendente ARF! Festival\, che dal 2015 è in grado di richiamare decine di editori\, centinaia di autrici e autori\, migliaia di appassionati uniti nel segno della “nona arte”. A seguire BeiRicordi Teatropartendo dall’immaginario dei Roaring Twenties del Novecento\, propone MICROTEATRO. Whispering Twenties\, un formato innovativo di microteatro realizzato appositamente per il Festival attraverso le Sale A\, B e Oceano con Maria Vittoria Argenti\, Andrea Carrieri\, Giulia Heathfield Di Renzi\, Diego Frisina\, Roberta Infantino\, Angelica Isenarda Proietti\, Claudia Marsicano e la regia di Silvia Ignoto ed Emma Quartullo in cui si indagano gli anni Venti del nostro secolo: non ruggenti\, ma sussurranti. In chiusura la musica di tigernap\, un progetto musicale che ruota attorno ai generi indie/jazz/folk. \n\n\n\nIl cinema diventa invece protagonista nella giornata di mercoledì 24 giugno con CORRENTI – RASSEGNA DI CORTI CINEMATOGRAFICI a cura di Dominio Pubblico in collaborazione con 24 Frame al Secondo\, concorso organizzato dalla Famiglia Valdiserri/Di Caro e Controchiave\, Girogirocorto Film Festival\, IISS Cine Tv Roberto Rossellini\, che si chiuderà con il live dei Gyoza\, un gruppo pop-rock emergente nato nel 2025\, formato da cinque ragazzi dalla forte identità artistica. \n\n\n\nA seguire il 25 giugno spazio alle arti urbane e performative con ONE SUNDAY MORNING di Yeva Sai\, Matteo Marongiu\, performance velata di malinconia e sospesa nel tempo che unisce ricerca su personaggio\, mimica e humor a una riflessione sulla fruizione\, e CONTATTO\, performance delicata e d’impatto di Federica Dauri\, Hanna Schaich\, Luca Della Corte e Alain Nouchy\, selezionata dal Dossier Generazione Risonanze 2026\, in cui si esplora l’intimità attraverso la storia d’amore tra due uomini\, uno dei quali vive una disabilità sopraggiunta in seguito a un ictus spinale. \n\n\n\nNella stessa serata\, la drammaturgia contemporanea del duo Perillo-Scarcella si esprime in COME ESSERE UNA PERSONA MIGLIORE\, spettacolo che indaga il nostro angosciante e schizofrenico modo di vivere: tra gare\, impegno\, delusioni e rottura della quarta parete. Infine\, le melodie di Livrea\, cantautrice che si lascia influenzare dalle trame psichedeliche\, dal jazz e dal cantautorato. \n\n\n\nAncora pagine di nuova drammaturgia il 26 giugno con SEG MEN TAR SI – Dis-integrazione dell’umano di Chiara Arrigoni\, testo vincitore del Premio Nazionale di Drammaturgia Omissis 2025 di cui verrà realizzata una lettura performativa con Stefano Carenza\, Silvia Di Cesare\, Ion Donà\, Pasquale Montemurro e la regia di Ivonne Capece\, e SALMONI di binario 1per raccontare come i cambiamenti incidono nelle amicizie con le quali siamo cresciuti fin da piccoli. Si prosegue con la danza di INSTRUCTIONS UNCLEAR di Fabio Bergaglio\, Finalista Premio Twain 2025\, un manifesto contro la coerenza\, urlo maldestro di una generazione cresciuta con internet\, promesse e illusioni\, e la musica di AI Girlfriend\, un progetto punk rock\, con sfumature di folk. \n\n\n\nIl 27 giugno appuntamento con la danza di LUMII di Francesca Gianelli\, un assolo per esprimere il tentativo di lanciarsi nel mondo\, e di KONPIRA FUNE FUNE di Anna Pesetti che esplora la relazione tra due corpi maschili\, dove la struttura diventa mezzo per attraversare distanze\, contatti e possibilità. Ancora le arti performative con la poetessa e attrice Martina Bernocchi e il suo DOG SEES GOD IN THE MIRROR\, un’occasione per guardare il mondo dal basso\, tra monologhi e slam poetry con una delle voci più interessanti della Gen Z; e VENICE VANisHING di Magalì Mariani in cui protagonista è Venezia: la sua laguna è avvelenata\, il mare sempre più alto\, la terra sprofonda e l’ultima marea sta giungendo. Infine\, la compagnia Complesso Polar presenta IO SONO INVISIBILE\, spettacolo multidisciplinare in cui musica\, performance e disegno live si uniscono nella cornice dell’Arena del Teatro India. Ricca la programmazione del 28 giugno con la performance digitale interattiva USER CONFESSION di Francesca Savoretti in cui lo spettatore-utente viene messo di fronte all’isolamento e all’iperconnessione di tutti i giorni\, e con PRIMI TEMPI – RASSEGNA DI STUDI DI DANZA\, rassegna realizzata in co-programmazione con Fuori Programma\, Festival internazionale di danza contemporanea che rinnova la collaborazione con Dominio Pubblico a sostegno di coreografiemergenti: Ingresso Libero di Alice D’Urso\, Lupo di mare di Emilia Quiñones\, Muga di Francesco Paolino. Tre sguardi autoriali\, tre poetiche che ci raccontano qualcosa di domani\, nell’impegno a sostenere la freschezza dei linguaggi delle nuove generazioni. Spazio poi al teatro con AGE IS A FEELING di Haley McGee\, vincitore del Fringe First e candidato agli Olivier\, già tutto esaurito al Soho Theatre di Londra e all’Edinburgh Fringe\, in Italia con la regia di Marcello Cotugno\, autore\, attore e regista di oltre 70 spettacoli. In chiusura il live di Sueth Greco\, dj e musicista poliedrica nell’Arena del teatro India. \n\n\n\nPer tutto il festival nel nel Foyer della Sala Oceano sarà visibile la mostra COORDINATE DELLO SGUARDO a cura di Dominio Pubblico realizzata in collaborazione con Marta Di Meglio / UP Urban Prospective Factory con le opere di Margherita Cerioni – Flavia De Muro / SIAE Per Chi Crea – Sofia Giacomello – Giovanni Golfieri\, Liceo Antonio Labriola / Premio “Cosa direbbe oggi Pasolini?” – Daniele Morales – Serena Osma – Giulia Parisi – Giulia Pietrapertosa – Chiara Ricci: una riflessione sulla posizione dei corpi nel mondo. Non solo come presenza fisica nello spazio\, ma come punto da cui nasce ogni sguardo. Tra le opere in mostra il progetto Le schiene sono i muri delle città a cura di Flavia De Muro vincitore del bando SIAE – Per Chi Crea “Nuove Opere”\, un’indagine sui corpi queer nello spazio urbano realizzata con 10 persone LGBTQIA+. \n\n\n\nDistribuite per tutto il Festival anche le copie gratuite del libro LA FINE DEL (MIO) MONDO\, fumetto collettivo pubblicato con la supervisione di Stefano Piccoli\, direttore di ARF! Festival e con i contributi artistici di Andrea Brumat – Coso – Miriam Pancaldi – Mattia Pelusi – Pitaf – Sara Martina. \n\n\n\nDominio Pubblico è un progetto di formazione culturale e coinvolgimento attivo rivolto a giovani under 25\, che si sperimentano come spettatori\, promotori e organizzatori del Dominio Pubblico – Youth Fest\, festival multidisciplinare ospitato al Teatro India grazie alla collaborazione con Fondazione Teatro di Roma. Cuore del progetto è la DAP – Direzione Artistica Partecipata\, un gruppo di ragazze e ragazzi under 25 che\, affiancati da tutor ed esperti del settore\, curano in autonomia tutti gli aspetti del festival: dalla selezione artistica alla comunicazione\, dalla promozione alla produzione. Fondato e diretto da Tiziano Panici\, Dominio Pubblico è sostenuto da istituzioni nazionali e locali. Tra i progetti collegati\, MA®T – Millennials A®t Work\, dedicato alla rigenerazione urbana tramite street art\, e dal 2023 il Festival delle Passeggiate\, curato dallo stesso Panici con la cantautrice e poetessa Giulia Ananìa\, pensato per valorizzare le periferie della Capitale attraverso musica\, poesia e spettacolo dal vivo. \n\n\n\nIn oltre dieci anni\, Dominio Pubblico ha coinvolto più di 1.000 giovani spettatori attivi\, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di operatori culturali e promotori di iniziative indipendenti su tutto il territorio nazionale. \n\n\n\nQuest’anno lo Youth Fest di Dominio Pubblico giunge alla sua tredicesima edizione e si conferma\, ancora una volta\, una manifestazione necessaria e vitale per la città di Roma e per la scena artistica nazionale e internazionale. In questi anni abbiamo caparbiamente portato avanti un obiettivo: creare uno spazio dove le nuove generazioni artistiche potessero sentirsi libere di esprimersi attraverso la creatività\, confrontandosi con il palcoscenico spesso per la prima volta. Le compagnie e le formazioni artistiche che rispondono alla call for artists lanciata ogni anno\, di regola\, hanno infatti meno di 25 anni. E non parliamo di un palcoscenico qualsiasi\, ma del Teatro India\, un vero e proprio punto di riferimento nella capitale per la sperimentazione dei linguaggi artistici contemporanei. \n\n\n\nIn tredici anni abbiamo dovuto affrontare diverse difficoltà in termini di sostegno e finanziamenti\, che come sempre colpiscono manifestazioni che\, come la nostra\, promuovono con impegno l’innovazione e la sperimentazione nel campo dello spettacolo dal vivo e delle arti performative. Lo scorso anno\, proprio al termine della precedente edizione – che è stata un successo per riscontro mediatico e presenze –\, non siamo stati ammessi al Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV)\, dove per dieci anni siamo stati riconosciuti come un’eccellenza nel campo della formazione e del ricambio del pubblico. Anche il 2026 non fa sconti e ci troviamo ancora una volta in una posizione incerta\, senza avere garanzie dagli enti locali in termini di contributi pubblici. L’unica eccezione rimane la Fondazione Teatro di Roma che dal 2015 ospita l’iniziativa\, garantendo agli oltre 100 artisti che ogni anno partecipano al nostro festival la possibilità di esibirsi su un palco di pregio usufruendo di tutti gli spazi dell’India\, e assicurando professionalità e serietà a una manifestazione che offre uno sguardo unico sull’innovazione e il ricambio generazionale nell’ambito delle arti performative in Italia. \n\n\n\nAnche quest’anno lo Youth Fest non mancherà al suo appuntamento e\, dal 23 al 28 giugno\, ospiterà una selezione di oltre 25 eventi\, ancora una volta scelti da una Direzione Artistica Partecipata. Questa è composta da un gruppo di giovanissimi curatori che\, guidati da professionisti ed esperti del settore\, hanno creato un programma ricco di sorprese che spazia dal teatro alla danza\, dalla musica dal vivo alle arti performative\, urbane o site-specific\, fino alla sperimentazione digitale. Ospiteremo come sempre anche una rassegna di cortometraggi\, una mostra di arti visive contemporanee\, un premio dedicato alla nuova drammaturgia e la pubblicazione di un fumetto. Un concentrato di energia che\, come descrivono perfettamente le parole dei giovani direttori artistici che mi hanno affiancato in questa edizione\, sgorga come una sorgente dalle crepe e dalle incertezze del nostro tempo presente\, ricordandoci che l’arte e la creatività riescono a esprimersi superando ogni ostacolo materiale\, sia esso dettato dalla mancanza di fondi o dalla carenza di quella giusta attenzione e visibilità che spesso viene negata ai giovani artisti emergenti che ancora non hanno un “nome”. \n\n\n\nTutto questo è reso possibile\, oltre che dalla collaborazione con il Teatro di Roma\, anche grazie alla fitta rete di partner di prestigio che ogni anno ci affiancano e mettono al servizio dei giovani la loro esperienza e il loro sapere: ARF! Festival del fumetto di Roma\, Orbita/Spellbound e il festival Fuori Programma\, Mirabilia Festival\, Spaghetti Unplugged\, Theatron 2.0/Premio Omissis\, Twain – Centro di Produzione Danza del Lazio e Premio Direzioni Altre\, Festival In Scena di New York\, 24 Frame al Secondo\, Controchiave\, Giro Giro Corto\, il Cine TV Rossellini\, Up Factory e la rete nazionale Risonanze. \n\n\n\nSperiamo che anche quest’anno serva a dare testimonianza di ciò che significa investire sul futuro. Per farlo\, è necessario garantire spazio alle nuove generazioni\, fornendo loro non solo gli strumenti per realizzarsi\, ma anche attenzione\, ascolto e visibilità: solo così saremo in grado di coltivare realmente la speranza e la visione verso il mondo che verrà. Venite a vedere come si muove il futuro. Tiziano Panici – Direzione artistica Dominio Pubblico
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LOCATION:Teatro India\, Lungotevere Vittorio Gassman\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Umberto Eco e il nome delle cose. Segni\, realtà e interpretazione
DESCRIPTION:Nel decennale della morte di Umberto Eco\, la Società Dante Alighieri e la Fondazione Umberto Eco\, con la produzione di Arthemisia\, realizzano “Umberto Eco e il nome delle cose. Segni\, realtà e interpretazione“\, il progetto che ripercorre la biografia intellettuale di uno dei principali intellettuali della contemporaneità. \n\n\n\nIl convegno inaugurale si terrà il 23 giugno alle 17.30. Ad aprire i lavori Andrea Riccardi\, Presidente della Società Dante Alighieri\, insieme a Stefano Eco\, Presidente della Fondazione Umberto Eco. Coordina Paolo Conti\, editorialista del Corriere della Sera. Il pensiero di Eco viene indagato attraverso i temi della storia delle idee\, della semiotica\, della memoria e dell’interpretazione\, delle fake news e della comunicazione\, del Medioevo e dell’innovazione tecnologica\, con gli interventi degli scrittori Roberto Cotroneo e Gianrico Carofiglio\, e con tre conversazioni che vedono protagonisti Fabio Ciracì (Università del Salento) con Cristina Marras (CNR)\, Anna Maria Lorusso (Università di Bologna) con Isabella Pezzini (Sapienza Università di Roma)\, Tommaso di Carpegna Falconieri (Università di Urbino) con Francesca Roversi Monaco (Università di Bologna). Francesca Tancini presenta il progetto di riallestimento della Biblioteca Moderna Umberto Eco\, che troverà sede presso l’Università di Bologna.La cura scientifica del convegno è di Riccardo Fedriga (direttore scientifico Fondazione Umberto Eco) e Alessandro Masi (Segretario generale Società Dante Alighieri). \n\n\n\nIngresso libero fino a esaurimento posti. Info: cultura@dante.global \n\n\n\nA seguire\, il vernissage della mostra. \n\n\n\nTra i materiali esposti figurano le tavole originali di Milo Manara\, concesse dall’autore\, ed elementi della scenografia firmata da Dante Ferretti per Il nome della rosa di Jean-Jacques Annaud\, prestati dallo scultore Fabio Crisarà\, insieme a testimonianze del Gruppo 63 e delle collaborazioni di Eco con Carmi\, Baj e Pericoli.L’allestimento\, pensato in chiave inclusiva\, comprende il plastico della biblioteca-labirinto del Museo Tattile Omero di Ancona\, oltre a una sezione multimediale con video e audio provenienti dall’Archivio storico della Presidenza della Repubblica\, da Rai Teche e da RSI\, Radiotelevisione svizzera. \n\n\n\nInfo: arte@dante.global \n\n\n\nA concludere le attività del 23 giugno\, un rinfresco accompagnato da un’azione teatrale nel giardino di Palazzo Firenze\, che vede Irene Giancontieri e Riccardo Rampazzo\, allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico\, diretti da Mattia Spedicato\, interpretare Le interviste impossibili – Umberto Eco incontra Beatrice (1975). La registrazione dell’azione teatrale sarà visibile in mostra nei giorni successivi. \n\n\n\nInoltre\, il 9 luglio alle 18.30\, a Palazzo Firenze viene proiettato Umberto Eco – La biblioteca del mondo di Davide Ferrario (2022\, Fandango)\, documentario che indaga la complessità del pensiero di Eco a partire dalla sua imponente biblioteca. \n\n\n\nIngresso libero\, gradita la registrazione su cultura@dante.global \n\n\n\nDate al pubblico24 giugno – 26 luglio 2026Orari di aperturaLunedì – venerdì 10.00 – 18.00Sabato e Domenica 17.00 – 21.30 \n\n\n\nRingraziamenti \n\n\n\nSi ringraziano\, per i prestiti e la collaborazione\, l’Archivio Storico Olivetti di Ivrea\, la Biblioteca Comunale Centrale Palazzo Sormani di Milano\, la Biblioteca Nazionale Centrale “Vittorio Emanuele II” di Roma\, la Fondazione Archivio Pirelli di Milano\, il Museo Tattile Statale Omero di Ancona\, l’Università degli Studi di Milano – APICE e Biblioteca della Facoltà di Filosofia\, e l’Università di Pavia – Centro per gli Studi sulla Tradizione Manoscritta di Autori Moderni e Contemporanei. Un ringraziamento speciale va a Milo Manara\, per il prestito delle tavole originali dell’edizione illustrata de Il nome della rosa (Oblomov Edizioni)\, e a Fabio Crisarà\, per i pezzi della scenografia originale del film omonimo. \n\n\n\nIl progetto è sostenuto dal Consorzio Parmigiano Reggiano e da Planeta Vini.
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SUMMARY:"Retouche"\, mostra personale di Sandro Bracchitta
DESCRIPTION:Fino al 28 giugno 2026 è possibile visitare da PROSA_contemporanea la mostra personale Retouche di Sandro Bracchitta\, a cura di Alberto Dambruoso e Loredana Rea.  \n\n\n\nIn esposizione una serie di incisioni retouchées\, esemplari unici in cui l’artista interviene sulla base incisa con floccaggi\, terre\, pastelli e pigmenti.  \n\n\n\nCome scrive Alberto Dambruoso nel testo di presentazione: «Materie\, acidi\, colori acrilici e pigmenti sono gli ingredienti di una pratica artistica in cui il segno diventa protagonista nel delineare sui diversi supporti sui quali viene impresso\, la sua visione del mondo. Un mondo magico e poetico quello che emerge dalle sue opere\, dove si avverte l’eco lontana delle scaturigini primordiali. Forme archetipali di sedie\, ciotole\, case e barche\, sono ricorrenti nelle sue opere. Presenze mute e simboliche di un tempo indefinito\, sospeso\, che ci riporta alla notte dei tempi. Nel dare vita alle sue opere l’artista si serve di un vocabolario iconico molto ristretto. Oltre alla rappresentazione di case\, sedie\, ciotole e barche\, compaiono anche le immagini di vulcani\, rami (per lo più secchi) e di semi. Sono\, anche quest’ultime\, immagini senza tempo\, che ancor oggi possiamo esperire nello stesso modo in cui lo avevano fatto i nostri progenitori milioni di anni fa. […] Nelle sue opere\, così vive e allo stesso tempo così drammatiche nel loro accendersi e divampare tra segni graffianti e colori squillanti che evocano squarci di luce e lingue di fuoco\, è presente un senso di finitudine. […] L’opera d’arte è per Bracchitta un organismo vivente\, una fonte dalla quale ogni spettatore può vivere il suo personale Erlebnis\, ovvero un’esperienza di piena immersione con l’opera d’arte. Le sue\, in altre parole\, non sono opere che chiedono di essere contemplate ma di essere vissute intensamente. Ognuno di noi vi ritroverà qualcosa che ha già visto senza ricordarsi però dove e quando perché quelle cose che ci ha mostrato Bracchitta sono sempre state dentro di noi.» \n\n\n\nMentre Loredana Rea\, addentrandosi nella ricerca: «La sequenza di opere che Sandro Bracchitta ha preparato per questa sua personale romana si presentano come una nuova tappa in un percorso di ricerca articolato intorno e dentro i linguaggi incisori\, che da sempre rappresentano l’orizzonte capace di accogliere il tempo del pensare e del fare\, per dare spazio alla disciplina della tecnica e alla consapevolezza materiale del processo creativo. Sono incisioni retouchées\, esemplari unici in cui l’artista\, intervenendo sulla base incisa con floccaggi\, terre\, pastelli e pigmenti\, compone partiture immaginifiche e sospese sulla soglia dell’infinito\, in cui colori\, linee e forme si rincorrono in un equilibrio sottile di accordi e dissonanze\, a dare forma all’instante e suggerire lo sviluppo di un raffinato racconto in cui ciascuno può ritrovare se stesso. […] La materia non si limita a rappresentare il mondo: lo interroga\, ne scava le stratificazioni silenziose\, fino a riportare alla luce quella fragile soglia in cui la vita si manifesta come incessante metamorfosi e l’istante rivela la propria irrimediabile fugacità\, che la forma deve essere pronta a catturare. Allora ci si lascia avvolgere da odori\, bagliori improvvisi\, oscurità profonde e palpiti sommessi\, seguendo il ritmo di un’armonia essenziale che custodisce il respiro dell’infinito.» \n\n\n\nL’artista stesso specifica che: «Questi lavori nascono da un atto di “disubbidienza” verso la natura seriale dell’incisione. Se la matrice è concepita per moltiplicare il segno\, il mio intervento successivo — il retouche — mira a negarne la ripetibilità\, restituendo all’opera la sua aura di unicità. Il processo si sviluppa in due tempi distinti: il Tempo del Segno e delle Morsure\, ovvero la fase calcografica\, dove il pensiero si fa solco\, rigore e struttura. Il Tempo della Rimeditazione\, la fase in cui la stampa viene “rimasticata” attraverso il floccaggio\, la sabbia dell’Etna\, i pigmenti e la foglia d’oro. L’impiego della cenere lavica rappresenta un innesto di memoria ancestrale che si lega ai simboli cardine della mia ricerca: il Seme\, la Ciotola e la Casa. In quest’ultima fase della mia ricerca\, il concetto di retouche si sposta verso una dimensione installativa e dinamica. Qui\, alla stratificazione di pastelli e cenere vulcanica\, si aggiunge l’elemento organico della foglia di fico. L’oro\, simbolo di luce assoluta e sacralità\, dialoga con l’oscurità minerale della cenere\, mentre la mobilità degli elementi magnetici invita a una riflessione sulla mutevolezza del giardino primordiale e sulla responsabilità del gesto artistico che\, pur dopo la morsura dell’acido\, continua a generare nuove possibilità spaziali.» \n\n\n\nBIOGRAFIE \n\n\n\nSandro Bracchitta nasce a Ragusa nel 1966. Dopo la formazione in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze\, ottiene nel 1992 una borsa di studio presso la Scuola Internazionale di Grafica d’Arte Il Bisonte\, anno in cui avvia un’intensa attività espositiva internazionale. Protagonista nel panorama della grafica d’arte contemporanea\, ha preso parte alle più prestigiose rassegne mondiali\, tra cui le Biennali e Triennali di Lubiana\, Cracovia\, Tallinn\, Sapporo\, Kanagawa e la Guanlan International Print Biennial in Cina. Il suo percorso è scandito da numerosi premi di rilievo\, come il Grand Prix al Mini Print Finland\, il premio del Museo Nazionale d’Arte Moderna di Tokyo\, il Grand Prize alla Bangkok Triennale e il premio del pubblico alla Biennale di Trois-Rivières in Canada. Nel 2011 è stato invitato alla 54ª Biennale di Venezia (Padiglione Italia/Sicilia). Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private\, sia nazionali che internazionali. Attualmente è docente di Tecniche dell’Incisione e Calcografia Sperimentale presso l’Accademia di Belle Arti di Catania e ricopre la carica di vicepresidente dell’Associazione Nazionale Incisori Contemporanei. Vive e lavora a Ragusa. \n\n\n\nPROSA_contemporanea è un progetto di PROSA_studiolab. Nato dal recupero di una ex pasticceria\, PROSA ospita uno studio di architettura\, un luogo di lavoro condiviso\, uno spazio espositivo con l’intenzione di aprirsi alla ricerca contemporanea sul confine tra arte e design. \n\n\n\nOrari: dal lunedì al venerdì: 16:00 – 19:30 – sabato: su appuntamento
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SUMMARY:Testaccio Estate 2026 all'Altra Economia
DESCRIPTION:Non solo musica e intrattenimento: per il 2026 sul palco di Testaccio Estate arrivano anche i grandi temi del presente con “Testaccio Incontra”\, il contenitore dedicato al confronto pubblico che\, dal 22 giugno all’8 luglio\, porterà nella piazza della Città dell’Altra Economia protagonisti della cultura\, delle istituzioni\, dell’informazione e della società civile per confrontarsi sulle istanze più urgenti del nostro tempo.  \n\n\n\nDa Ninni Bruschetta a Roberto Speranza\, passando per Simona Ercolani\, Paola Michelini\, Volfango De Biasi\, Arturo Scotto\, Enrico Bellavia e Maruska Albertazzi\, la Città dell’Altra Economia diventa spazio di dialogo tra generazioni\, territori e comunità.  \n\n\n\nTre appuntamenti\, tre prospettive differenti per leggere il contemporaneo\, affrontando alcune questioni urgenti della società civile: il ruolo del cinema e dell’audiovisivo nella costruzione dell’immaginario collettivo\, la pace e il rifiuto della cultura della guerra\, la salute mentale e le fragilità delle nuove generazioni.  \n\n\n\nIn questa prospettiva si inserisce il progetto “Testaccio Incontra”\, che rappresenta una delle prime e più significative esperienze di collaborazione strutturata tra il festival\, le realtà culturali e associative del territorio e la vicina Fondazione Mattatoio. L’iniziativa amplia la funzione tradizionale dell’evento\, trasformando lo spazio pubblico in una vera e propria agorà contemporanea\, dedicata al confronto sui grandi temi sociali\, politici e culturali del nostro tempo attraverso incontri dedicati al ruolo della cultura e dell’audiovisivo\, alla costruzione della pace e alla salute mentale delle nuove generazioni. \n\n\n\nAd aprire il programma\, il 22 giugno alle ore 20\, sarà “Oltre lo schermo. Cinema\, audiovisivo e cultura“\, organizzato da “Direzioni. Politica\, territorio\, cultura”. Quale valore attribuisce oggi l’opinione pubblica al cinema? Quanto incide nel dibattito culturale e nella lettura della società? Quali sfide artistiche ed economiche attraversano il settore audiovisivo? A confrontarsi saranno Ninni Bruschetta\, tra i volti più noti del panorama cinematografico e televisivo italiano\, Simona Ercolani\, autrice e produttrice televisiva fondatrice di Stand By Me\, Volfango De Biasi\, regista e sceneggiatore vincitore del David di Donatello\, e Lorenza Bonaccorsi\, presidente del Municipio I Roma Centro. A dialogare con gli ospiti sarà Valerio Galletta. A chiudere serata\, la proiezione di Boris – Il film scritto e diretto da Giacomo Ciarrapico\, Mattia Torre e Luca Vendruscolo. \n\n\n\nIl secondo appuntamento\, in programma il 2 luglio alle 20.30\, sarà “Contro guerre e armamenti. Una serata per la pace”\, promosso e organizzato da Una Cosa di Sinistra. In un tempo segnato dal ritorno dei conflitti e da una crescente normalizzazione della logica della guerra\, la serata propone una riflessione sul ruolo della politica\, della cultura e dell’informazione nella costruzione di una società fondata sulla pace e sul dialogo. Interverranno Paola Michelini\, Arturo Scotto\, Enrico Bellavia e Tommaso Sasso. I saluti introduttivi saranno affidati a Lorenzo Pacini. \n\n\n\nL’8 luglio alle 20.30 il programma di “Testaccio Incontra” si chiuderà con “Parlare di Salute Mentale: tra consapevolezza\, social media e politiche pubbliche”\, appuntamento promosso e organizzato nell’ambito di “Direzioni. Politica\, territorio\, cultura” sul palco di Testaccio Estate. La salute mentale rappresenta una delle grandi sfide del nostro tempo\, soprattutto per le nuove generazioni\, chiamate a confrontarsi con trasformazioni sociali rapide\, nuove fragilità e una crescente esposizione agli strumenti digitali. Roberto Speranza\, parlamentare ed ex Ministro della Salute\, e Maruska Albertazzi\, scrittrice e divulgatrice esperta di neuroscienze\, dialogheranno sul benessere psicologico\, sull’impatto dei social media\, sull’accesso alle cure e sul ruolo delle istituzioni nel contrasto allo stigma che ancora accompagna la sofferenza mentale. L’incontro sarà moderato da Irene Caliò. A seguire\, il concerto di Tommaso Quaranta\, cantautore romano classe 2003 che intreccia influenze provenienti dal cantautorato italiano\, dal pop e dalla scena indie contemporanea. Musicista e polistrumentista\, ha collaborato con artisti e realtà di rilievo nazionale e internazionale\, portando sul palco una scrittura che guarda alle sensibilità della sua generazione. \n\n\n\nUna piazza aperta all’incontro tra generazioni\, linguaggi e comunità diverse. Uno spazio vivo e attraversabile\, popolare nel senso più autentico del termine\, dove musica\, cinema\, fumetto\, cultura urbana\, street food e immaginari contemporanei si intrecciano ogni sera dando forma a un racconto collettivo della città. Da giugno fino all’autunno inoltrato\, negli spazi del Campo Boario e della Città dell’Altra Economia\, torna Testaccio Estate con una programmazione quotidiana capace di mettere in dialogo pubblici\, storie e visioni differenti. Un appuntamento che offre al territorio un affaccio continuo sulla musica delle nuove generazioni e sui protagonisti che hanno segnato la storia culturale e musicale italiana degli ultimi decenni contribuendo alla vitalità del quartiere e alla valorizzazione dello spazio pubblico attraverso pratiche di aggregazione\, confronto e cittadinanza attiva. \n\n\n\n Inizio eventi ore 20.30\, appuntamento del 22/6 ore 20.00 Apertura area ore 19.00
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SUMMARY:"La Settimana delle Periferie" al Parco Fratelli Grimm
DESCRIPTION:Una festa aperta a tutte e a tutti per raccontare come arte\, natura e partecipazione possano trasformare uno spazio urbano in un luogo di incontro. Martedì 23 giugno il Parco Fratelli Grimm a Quartaccio (Municipio XIV di Roma Capitale) ospita una grande festa\, a ingresso libero e gratuito\, per celebrare Live in Quartaccio\, il progetto di attivazione comunitaria promosso da ZIP Zone APS e Synaptica Project con il sostegno del Programma Periferiacapitale della Fondazione Charlemagne. \n\n\n\nL’appuntamento rientra nel programma di “La Settimana delle Periferie — 22/28 giugno 2026“\, la nuova iniziativa nazionale promossa dalla Fondazione Charlemagne attraverso il programma Periferiacapitale in collaborazione con la Commissione parlamentare d’inchiesta Periferie. La proposta nasce dall’istituzione della Giornata Nazionale delle Periferie Urbane del 24 giugno\, sancita dalla Legge 170 del 2024 e approvata dal Parlamento della Repubblica Italiana per volontà dell’on. Alessandro Battilocchio\, presidente della Commissione Periferie. La Settimana allarga l’orizzonte temporale di quella Giornata\, trasformandola in un’occasione plurale di incontro\, visibilità e attivazione che si svolge dal 22 al 28 giugno 2026. \n\n\n\nLa festa del 23 giugno a Quartaccio rappresenta il giro di boa di Live in Quartaccio \, il percorso che ha animato il quartiere coinvolgendo bambini\, studenti\, famiglie e residenti in attività dedicate alla cura del territorio\, alla creatività e alla costruzione di nuove relazioni di comunità e che culminerà a settembre con l’inaugurazione della Biblio-Zome\, una struttura in legno al centro del Parco Fratelli Grimm\, concepita come erbario a cielo aperto\, aula didattica e spazio di incontro. \n\n\n\nNel corso degli ultimi mesi il progetto ha portato avanti un ricco programma di attività dedicate all’educazione ambientale\, all’arte partecipata e alla rigenerazione urbana. Tante le iniziative realizzate: una passeggiata botanica guidata da Flavia Giardina alla scoperta delle piante spontanee del territorio; un laboratorio per la realizzazione di pannelli in resina destinati alla creazione di erbari che contribuiranno alla nascita della futura biblioteca all’aperto sulla flora urbana; un intervento di urbanismo tattico dell’artista visiva Clarisse Hermont che\, insieme agli studenti dell’I.C. Pio La Torre – plesso Andersen\, ha trasformato uno spazio comune attraverso segni\, colori e geometrie\, dando vita a un’esperienza condivisa di rigenerazione urbana. Il percorso ha inoltre ospitato laboratori di stencil con gli alunni della Scuola Andersen a cura di Synaptica Project\, attività artistiche per la realizzazione di un mosaico destinato alla piazzetta della Biblio-Zome\, un laboratorio di cianotipia condotto da Studio Giano con gli studenti della scuola media Claudio Ranaldi\, dei laboratori di teatro in natura a cura di Giulia Giordano\, il percorso “Danze cosmiche” guidato da Delfina Stella e numerosi altri workshop e momenti di incontro aperti alla comunità. \n\n\n\nPer celebrare il percorso svolto e condividere i risultati raggiunti\, martedì 23 giugno nel Parco Fratelli Grimm (ingresso da via del Podere Fiume\, 61 o da via Fratelli Grimm) c’è una festa di quartiere aperta a tutte e tutti. Sarà un’occasione per ritrovarsi\, ripercorrere le esperienze vissute insieme e immaginare collettivamente il futuro di Quartaccio. \n\n\n\nIl programma prende il via alle ore 17.00 con “La natura che hai in mente”\, un laboratorio creativo di patchwork naturalistico a cura di Samyra Musleh\, giornalista ambientale e autrice. Sempre alle 17.00 c’è il “Cerchio delle meraviglie”\, laboratorio di teatro e gioco a cura di Giulia Giordano. Dalle 17.30 alle 19.30 si prosegue con giochi e attività a cura di Daniele Antonini e alle 18.30 è atteso il suo spettacolo di bolle di sapone. La serata continua alle 19.30 con un omaggio a Gabriella Ferri interpretato da Giulia Anania. Per tutti i partecipanti è offerto un aperitivo da condividere insieme. L’ingresso è libero e gratuito. \n\n\n\nUn momento di condivisione e di partecipazione a Quartaccio per costruire nuovi legami e rinsaldare quelli già presenti nel quartiere. \n\n\n\nPer info: 3474528761 – comunicazionezipzone@gmail.com  \n\n\n\nwww.zipzone.it \n\n\n\nFB www.facebook.com/zonedintersezionepositiva \n\n\n\nIG www.instagram.com/zipzoneroma/
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SUMMARY:"Panni sporchi" di Giuseppe Bertolucci a Bologna
DESCRIPTION:Lunedì 22 giugno\, alle ore 14.30\, presso l’Auditorium del DAMS Lab\, il 40° Festival Il Cinema Ritrovato di Bologna ospita la presentazione del nuovo remaster di Panni sporchi(1980) di Giuseppe Bertolucci\, realizzato dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico in collaborazione con Norne Legacy. \n\n\n\nLa proiezione sarà accompagnata dalla presentazione del secondo volume della collana Quaderni AAMOD\, dedicato al film e pubblicato da Effigi. Interverranno Vincenzo Vita\, presidente AAMOD\, Gabriele Ragonesi\, curatore del volume\, Paola Scarnati\, e Luca Ricciardi\, che illustrerà il progetto di remaster e le riflessioni che ne hanno guidato l’intervento. Il film verrà proiettato in replica anche il 25 giugno\, alle ore 15:30 al Cinema Europa (via Pietralata 55). \n\n\n\nProdotto dall’Unitelefilm nell’ambito della serie Un autore\, una città\, Panni sporchi rappresenta uno dei passaggi decisivi nel percorso di Giuseppe Bertolucci verso il documentario. Ambientato nella Stazione Centrale di Milano\, il film attraversa il mondo degli emarginati che ne abitano gli spazi attraverso una struttura originale e rigorosa: un dizionario per immagini composto da 35 lemmi\, da “alba” a “violenza”\, in cui i protagonisti raccontano e mettono in scena sé stessi\, restituendo un ritratto umano\, sociale e politico della marginalità urbana. \n\n\n\nLa copia presentata al Cinema Ritrovato nasce dalla scansione 2K del negativo originale 16mm conservato dall’AAMOD e da un successivo intervento di remaster digitale realizzato da Norne Legacy. \n\n\n\nLa presentazione sarà anche l’occasione per inaugurare il secondo numero dei Quaderni AAMOD\, collana ideata da Paola Scarnati nel 2024 come spazio di esplorazione e attraversamento delle opere conservate dall’Archivio. Realizzato in collaborazione con la Fondazione Bernardo Bertolucci e grazie anche alla documentazione conservata presso l’Archivio del Festival dei Popoli di Firenze e la Cineteca di Bologna\, il volume dedicato a Panni sporchi ricostruisce la storia del film attraverso saggi\, testimonianze e una ricca selezione di materiali d’archivio: documenti di lavorazione\, corrispondenze\, materiali relativi alla vittoria al Festival dei Popoli\, rassegna stampa e tracce della documentazione sonora e fotografica. \n\n\n\nFilm anomalo per la sua epoca\, sospeso tra committenza politica e ricerca autoriale\, Panni sporchi continua a interrogare il presente con la forza del suo sguardo sulle forme dell’esclusione e sulle vite che abitano gli spazi di transito delle grandi città. Il remaster e il Quaderno offrono una nuova occasione per incontrare uno dei lavori più intensi e dimenticati del cinema di Giuseppe Bertolucci.
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SUMMARY:"Fuori Programma" festival internazionale di danza contemporanea a Roma
DESCRIPTION:Con 5 anteprime\, 5 prime assolute e 2 prime italiane\, dal 21 giugno al 10 luglio torna Fuori Programma\, il festival internazionale di danza contemporanea della Capitale giunto alla sua XI edizione. Prodotto dal Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita | Spellbound con la direzione artistica di Valentina Marini\, oltre 20 giorni fra spettacoli\, prove aperte\, incontri e laboratori tra gli spazi del Teatro India\, Palazzo Farnese e Teatro Biblioteca Quarticciolo. Una programmazione densa e articolata che presenta più spettacoli al giorno\, a partire dal tramonto\, per una vera immersione nei più avanzati territori coreografici. \n\n\n\nProtagonisti di questa edizione: Michele Di Stefano e Lorenzo Bianchi Hoesch/mk\, Ilyes Triki\, Hamdi Dridi\, David Zagari\, Roberto Tedesco\, Yared Tilahun Cederlund e Joanna Holewa Chrona\, Mauro Astolfi/Spellbound Contemporary Ballet\, Cristiana Morganti & Emanuele Soavi\, Maguy Marin/MM Contemporary Dance Company\, Alessandra Cristiani\, Thomas Bradley\, Sita Ostheimer\, gruppo nanou\, Loredana Parrella/Twain Physical Dance Theatre\, Simon Le Borgne\, Nicola Galli\, YoY Performing Arts\, IVONA\, Michele Ifigenia/Tyche. \n\n\n\nNell’anno del Mediterraneo\, il Festival vuole celebrare il corpo come materia magmatica che agita la terra. Un corpo fragile e\, al tempo stesso\, resistente\, che danza sul crinale delle oscillazioni del presente\, tra tensione e possibilità liberatorie. Una linfa sensibile che si fonde agli spazi che attraversa\, inondandoli di travolgente vitalità. \n\n\n\nFuori Programma 2026 è un progetto di ORBITA|Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza\, con il contributo di Ministero della Cultura\, Regione Lazio e Residenze artistiche. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico “Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno”in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Il festival è inoltre realizzato in collaborazione con ATCL\, Teatro di Roma–Teatro Nazionale\, Teatro Biblioteca Quarticciolo\, Palazzo Farnese. Forte presenza di firme coreografiche francesi grazie al supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea e del Programma International de Diffusion Artistique (PIDA)/Institut Francais.  \n\n\n\nPrimi Tempi è in co-programmazione con Dominio Pubblico. \n\n\n\n*** \n\n\n\nIl festival inizia il 21 giugno con la residenza artistica di Vittorio Pagani\,nell’ambito del programma “Artisti in Orbita”\, sostenuto di MIC e Regione Lazio\, con prova aperta del progetto Records – per la prima volta nella Storia il 30 Giugno al Teatro Biblioteca Quarticciolo. Il 28 giugno torna al Teatro India l’appuntamento Primi Tempi\, co-programmato con Dominio Pubblico\, con la presentazione di tre progetti in formato studio di giovani artisti: Alice D’Urso (Ingresso libero)\, Emilia Quiñones (Lupo di mare) e Francesco Paolino (Muga). \n\n\n\nIl 2 luglio a Palazzo Farnese va in scena la Prima Assoluta diVeduta_Atlante Mediterraneo\, una versione speciale del progetto di indagine immersiva del paesaggio\, nato nel 2016 e adattabile a qualsiasi orizzonte urbano\, firmato dal Leone d’Argento Michele Di Stefano e dal pluripremiato gruppo mk\, che per l’occasione incontra i performer diSpellbound Contemporary Ballet e Ilyes Triki\, già collaboratore di Orbita |Spellbound in precedenti progetti di gemellaggio culturale. Tra danza\, cinema\, musica e land-art\, una performance fruita in cuffia dal pubblico affacciato da un punto panoramico della città. Veduta_Atlante Mediterraneoè un progetto di mk e il Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita|Spellbound che segna un ulteriore sviluppo di un progetto che ha riscosso un grandissimo successo nella versione VEDUTA>Roma che\, nelle ultime tre edizioni del festival\, ha consentito al pubblico di Fuori Programma di attraversare luoghi d’eccezione e guardare alla città con occhi reincantati. La performance  – che interpreta il paesaggio come luogo dinamico di stratificazioni culturali ed equivoci antropologici  – sarà fruibile in tre momenti diversi al tramonto\, in uno dei luoghi più belli di Roma\, grazie al partenariato con Institut français Italia e Ambasciata di Francia in Italia e la collaborazione con l’Accademia di Ungheria. \n\n\n\nTre spettacoli diversi segnano invece la programmazione del 4 luglio al Teatro India. Si parte al tramonto con la Prima Assoluta di Between the lines del coreografo e danzatore franco-tunisino Ilyes Triki\, un duetto che esplora le cicatrici invisibili delle nostre vite moderne\, in cui l’eccesso di informazioni ipnotizza le menti\, soffoca i corpi e indebolisce il legame fondamentale tra corpo\, mente e anima. Si prosegue poi con la Prima Italiana di Soul(s) power di Hamdi Dridi\, la cui estetica e pratica coreografica trasformano il palcoscenico in un universo vivace fatto di musica e danze urbane\, segnate da quella fisicità gioiosa\, suo marchio di fabbrica. La serata si chiude con un’altra Prima Italiana\, quella di Le Piquet\, un solo di David Zagari che\, evocando l’immaginario di un astronauta bloccato sulla superficie di un pianeta arido\, indaga la relazione fra la forza di gravità e il corpo. \n\n\n\nSono ben quattro i progetti che il Festival presenta al pubblico il 5 luglio\, sempre al Teatro India\, a partire dall’anteprima di Triple Trip di Roberto Tedesco con\, in scena\, i danzatori di Spellbound Contemporary Ballet. Triple Trip è parte del programma di ospitalità coreografiche di Spellbound che questo anno si rivolge ad un giovane\, ma talentuoso\, autore come Tedesco che tratteggia un triplice viaggio\, come se lo spazio custodisse più tempi nello stesso istante. Le azioni sono indipendenti e inconsapevoli le une delle altre\, fino a quando i vari piani si intrecciano\, dando vita a uno spaziotempo unico che contempla in sé ogni possibilità. Subito dopo è la volta di Waterkind\, un duetto firmato da Land Before Time\, ovvero il progetto che unisce i coreografi Joanna Holewa Chrona e Yared Tilahun Cederlund. Ispirata ai movimenti dell’acqua\, ai suoi flussi\, alle sue correnti e alle sue forme mutevoli\, la performance – che unisce coreografia\, deejaying e freestyle – si concentra sull’interazione e la connessione tra due corpi senza contatto fisico diretto. Ancora un’anteprima\, subito a seguire: si tratta di Ghostland\, nuovo lavoro del coreografo e cofondatore di Spellbound Mauro Astolfi\, un artista che spesso ribalta significanti e prospettive. In questo caso il “fantasma non viene da altrove: è il corpo perfettamente integrato\, efficiente\, produttivo”; e la “terra dei fantasmi” è quella in cui “restare visibili può significare diventare invisibili a sé stessi\, mentre chi tenta di emergere incrina l’equilibrio\, mette a nudo la fragilità del sistema” come sottolinea lo stesso Astolfi\, che definisce la sua Ghostland come “Un territorio abitato da corpi reali che rischiano di diventare ombre”. A chiudere la programmazione del 5 luglio\, This is a premiere\, coreografia che vede per la prima volta insieme Cristiana Morganti & Emanuele Soavi. La prima\, protagonista di lunga data del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch\, da molti anni ormai coreografa indipendente; il secondo\, influenzato da William Forsythe e Jiří Kylián\, che da quattordici anni dirige la sua compagnia Emanuele Soavi incompany a Colonia. Il lavoro è una riflessione genuina e divertente sul coraggio\, la paura e la sopravvivenza artistica. \n\n\n\nIl 6 luglio appuntamento imperdibile al Teatro India con due lavori storici di un’artista che non ha bisogno di molte presentazioni\, la coreografa francese Leone d’Oro alla Biennale Danza Maguy Marin che porta in scena alcuni danzatori della MM Contemporary Dance Company. Si inizia con Duo d’Eden\, un pezzo di rara bellezza poetica creato nel 1986\, in cui le figure archetipiche di Adamo ed Eva sono immersi in un percorso di sensualità\, eros\, difesa\, attacco\, in un mondo non così tranquillo\, sicuro e idilliaco. La seconda coreografia di Maguy Marin è invece Grosse Fugue\, personalissima rilettura della musica di Ludwig van Beethoven\, ormai considerata una pietra miliare del rapporto tra musica classica e danza contemporanea. Dopo i due lavori di repertorio di Maguy Marin\, il Teatro India ospita la Prima Assoluta di Shadow di Alessandra Cristiani\, una performance ispirata al nikutai\, quel paesaggio interiore rianimato e ricercato dalle figure più enigmatiche e poetiche della danza Butō. \n\n\n\nAd aprire le danze\, è il caso di dire\, il 7 luglio al Teatro India sarà invece la Prima Assoluta di Playwork del coreografo e danzatore Thomas Bradley con la formazione PLAYWORK-GROUP\, uno studio sui sistemi coreografici e sul loro funzionamento attraverso l’interazione di quattro performer. La parte centrale della serata è affidata invece a due pezzi che la coreografa Sita Ostheimer firma per la MiR Dance Company: il primo\, Hasard è una coreografia che interseca corpo\, luce e suono in un dialogo intenso\, trasportando il pubblico non solo nell’universo di Maurice Ravel ma soprattutto in un’esperienza sospesa tra energia travolgente e profondità emotiva. Ravel ritorna con il suo celebre Boléro incarnato\, nel pezzo seguente\, dalla MiR Dance Company in un vortice di ritmo e tensione che cattura i sensi fin dal primo battito e guida i danzatori in un crescendo inarrestabile\, fino all’esaurimento\, dove emergono fragilità\, cadute e la forza di rialzarsi. Il programma del 7 luglio si chiude con il ritorno di gruppo nanou che dopo il successo di redrum — Premio Ubu 2024 come Miglior Spettacolo di Danza – presenta adesso goldroom\, secondo capitolo di Overlook Hotel\, un ciclo di lavori che indaga la relazione tra corpo\, immagine e memoria attraverso installazioni coreografiche\, autonome e interconnesse\, in cui convivono riprese in diretta e materiali registrati\, immagini video\, allucinazioni\, presenze disturbanti. Lo spettacolo\, presentato in collaborazione con A.T.C.L.\, sarà in replica il giorno seguente. \n\n\n\nOltre alla replica di goldroom di gruppo nanou\, l’8 luglio al Teatro India il festival accoglie ancora una volta Michele Di Stefano con l’anteprima di Smoking Rooms\, uno spettacolo che riproduce l’atmosfera sospesa di luoghi nei quali i corpi vengono convocati per una prossimità̀ forzata: una sala d’attesa\, l’anticamera di un ufficio\, il dietro le quinte di un teatro. Uno spazio sospeso e liminale che rimanda a un’altrove in cui avviene l’azione principale\, evocata dal suono e dal continuo via vai dei performer tra dentro e fuori\, un luogo di stallo che svela fragilità intrinseca in ogni piccola collettività temporanea. \n\n\n\nTre sono i progetti che danno forma alla programmazione del 9 luglio\, sempre al Teatro India. Il primo è il debutto di Altredirezioni\, un lavoro firmato da una delle voci più originali e incisive della danza contemporanea italiana\, la coreografa Loredana Parrella\, direttrice artistica di Twain Physical Dance Theatre. Il lavoro è un vero e proprio manifesto fisico che celebra i vent’anni di ricerca coreografica attraverso la rilettura tre duetti iconici della compagnia. Il secondo è Ad Libitumdell’artista francese Simon Le Borgne\, un’opera coreografica e musicale densa di emozioni crude e primitive. Infine\, in collaborazione con A.T.C.L.\, l’anteprima del nuovo lavoro di Nicola Galli\, dall’evocativo titolo Diluvio. In un tempo segnato da profonde fratture e dalla fragilità dei legami sociali\, la performance\, ispirata al romanzo Il signore delle mosche di William Golding\, indaga il naufragio quale condizione del presente\, attraversando ciò che resta delle macerie del mondo e invitando a ripensare collettivamente il nostro vivere. Si replica il giorno seguente. \n\n\n\nL’ultimo giorno di Fuori Programma 2026\, il 10 luglio al Teatro India\, si apre con un’esclusiva per Fuori Programma: Tactile appointment – exclusive immersion in Indian Ocean\, un progetto radicale e un manifesto artistico nato dall’incontro tra YoY Performing Arts\, IVONA e Michele Ifigenia/Tyche\, che – in un mondo dominato da distanze e polarizzazioni – celebra\, con un chiaro significato politico\, il potenziale trasformativo della collaborazione e la ricchezza della contaminazione. Prima della replica del lavoro di Nicola Galli\, invece\, sarà la volta di Gush is Great\, coreografia dell’inedito collettivo Production Xx che riunisce sei tra gli artisti e artiste emergenti più in vista della danza contemporanea. In un’atmosfera cruda e poetica\, con un paesaggio sonoro che oscilla tra pop inglese\, romanticismo francese\, rumori di insetti e caos\, Gush is Great è una ribellione contro le assurdità del mondo odierno. \n\n\n\nIl programma dell’XI edizione del festival Fuori Programma si completa con alcuni progetti differenti:  le Esplorazioni Urbane il 22 e 23 Giugno a cura di Associazione CentroCelle; il workshop a cura di Teatro e critica dal titolo Lo sguardo performativo; il laboratorio Audizione Forget Diplomacy condotto il 4 e 5 Luglio al Teatro India dalla coreografa Irene Russolillo e rivolto a performer; l’installazione multimediale e interattivaEco realizzata da studenti e studentesse dell’Accademia delle Belle Arti di Roma\, visitabile liberamente dal 4 al 10 luglio al Teatro India. \n\n\n\nCALENDARIO \n\n\n\nDal 21 al 30 giugno \n\n\n\nResidenza con prova aperta il 30 giugno ore 18.30Vittorio Pagani / codeduomo Records – per la prima volta nella StoriaTeatro Biblioteca Quarticciolo \n\n\n\n22 e 23 giugno \n\n\n\nAssociazione CentroCelleEsplorazioni UrbaneParco Tor Tre Teste Alessandrino\, ore 18 \n\n\n\n28 giugno  \n\n\n\nPrimi tempi \n\n\n\nTre progetti in formato studio in co-programmazione con Dominio Pubblico \n\n\n\n\nAlice D’Urso Ingresso libero\n\n\n\nEmilia Quiñones Lupo di mare\n\n\n\nFrancesco Paolino Muga\n\n\n\n\nTeatro India – Sala B\, ore 20 \n\n\n\nDal 30 giugno al 10 Luglio \n\n\n\nTeatro & CriticaLo sguardo performativo/Laboratorio scritturaTeatro India \n\n\n\n2 luglio \n\n\n\nMichele Di Stefano e Lorenzo Bianchi Hoesch / mk – Orbita|Spellbound Centro Nazionale di Produzione della DanzaVeduta_Atlante MediterraneoPalazzo FarnesePrima assolutaTre ingressi: 18.30 – 19.30 – 20.30In partenariato con Institut français Italia e Ambasciata di Francia in Italia e in collaborazione con Accademia di Ungheria. \n\n\n\n4 luglio \n\n\n\n\n14.00>18.00Irene RussolilloForget Diplomacy-Laboratorio AudizioneTeatro India – Sala B\n\n\n\n19.00Ilyes Triki/Al Badil – L’alternative culturelle Between the linesTeatro India – Sala BPrima assoluta\n\n\n\n19.45Hamdi Dridi / Cie Chantiers Publics Soul(s) power Teatro India – ArenaPrima italianaCon il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea\n\n\n\n21.15David Zagari / Hypercorps Le PiquetTeatro India – Sala Oceano IndianoPrima italiana\n\n\n\n\n5 luglio \n\n\n\n\n14.00>18.00Irene RussolilloForget Diplomacy-Laboratorio AudizioneTeatro India – Sala B\n\n\n\n19.45Roberto Tedesco / Spellbound Contemporary Ballet Triple TripTeatro India – ArenaAnteprima\n\n\n\nMauro Astolfi / Spellbound Contemporary BalletGhostlandTeatro India – ArenaAnteprima\n\n\n\n20.15Yared Tilahun Cederlund and Joanna Holewa Chrona / Land before time WaterkindTeatro India – Arena\n\n\n\n21.15Cristiana Morganti & Emanuele Soavi / ES incompany This is a premiere  Teatro India – Sala A\n\n\n\n\n6 luglio \n\n\n\n\n19.45Maguy Marin / MM Contemporary Dance Company Duo d’Eden | Grosse FugueTeatro India – Arena\n\n\n\n21.15Alessandra Cristiani / PinDocShadow Trilogia_The body itself: Shadow\, Crisis\, Bad IntentionsTeatro India – Sala BPrima assoluta\n\n\n\n\n7 luglio \n\n\n\n\n19.45  Thomas Bradley / PLAYWORK-GROUP PLAYWORKTeatro India – ArenaPrima assoluta\n\n\n\n20.15Sita Ostheimer / MiR Dance Company Hasard & BoleroTeatro India – Arena\n\n\n\ndalle 21.15 gruppo nanou goldroomTeatro India – Sala Oceano IndianoIn collaborazione con ATCL\n\n\n\n\n8 luglio \n\n\n\n\n19.45Michele Di Stefano/mk Smoking roomsTeatro India – ArenaAnteprima\n\n\n\ndalle 21.15 gruppo nanou  goldroomTeatro India – Sala Oceano IndianoIn collaborazione con ATCL\n\n\n\n\n9 luglio \n\n\n\n\n19.00 Loredana Parrella / Twain Physical Dance TheatreAltredirezioniTeatro India – Progetto itinerantePrima assoluta\n\n\n\n19.45Simon Le Borgne / Le Gymnase CDCNAd Libitum  Teatro India – ArenaCon il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea. Spettacolo sostenuto da una rete di 10 festival italiani attraverso PIDA (Programme International de Diffusion Artistique) – Institut Francais\n\n\n\n21.15Nicola Galli / TIR Danza – Orbita | Spellbound Centro Nazionale di Produzione della DanzaDiluvioTeatro India – Sala BAnteprimaIn collaborazione con ATCL\n\n\n\n\n10 luglio \n\n\n\n\n19.00 YoY Performing Arts\, IVONA\, Michele Ifigenia/TycheTactile appointment – exclusive immersion in Indian OceanTeatro India – Sala Oceano Indiano\n\n\n\n19.45 Production XxGush is great Teatro India – ArenaCon il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea\n\n\n\n21.15 Nicola Galli / TIR Danza – Orbita | Spellbound Centro Nazionale di Produzione della DanzaDiluvioTeatro India – Sala BIn collaborazione con ATCL\n\n\n\n\nInfo e prenotazioni \n\n\n\nfuoriprogramma.prenotazioni@gmail.com \n\n\n\n+39 329 550 8072 (lun – ven 11/16)
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SUMMARY:Thanda Choir al Castello Sforzesco di Milano
DESCRIPTION:Da uno slum di Città del Capo alla nomination agli Oscar fino ai palchi internazionali: la parabola del Thanda Choir\, per la prima volta in Italia\, è un esempio di cambiamento e riscatto sociale. Nel segno della musica \n\n\n\nPer la Festa della Musica\, in programma domenica 21 giugno\, nel Cortile delle Armi del Castello Sforzesco di Milano si esibirà un ensemble del tutto speciale: il Thanda Choir in arrivo dal Sudafrica (inizio live ore 21\, ingresso libero con prenotazione obbligatoria su www.mailticket.it/evento/53476/spande-amore e libera donazione a favore dei progetti musicali di Natur&-Onlus di Seveso). Organizzato dall’associazione culturale Musicamorfosi\, il concerto rientra nella programmazione della rassegna itinerante Suoni Mobili\, che porta la musica del mondo nelle province di Milano\, Como\, Lecco\, Monza e Brianza e oltre\, ed è una sorta di anteprima di Milano La Città che Sale\, il festival che animerà il capoluogo lombardo\, dal centro alle periferie\, tra luglio e agosto nel segno della musica\, dell’aggregazione e dell’inclusione sociale. \n\n\n\nCreato nel 2023 da due giovani musicisti di Johannesburg in uno dei più grandi slum del mondo (il quartiere Khayelitsha\, nella periferia di Città del Capo\, abitato da oltre un milione di persone)\, il Thanda Choir non è solo un insieme di giovani voci\, ma un progetto di cambiamento\, formazione e riscatto sociale e\, al tempo stesso\, una testimonianza della forza dello spirito umano e del potere della musica. La sua missione è quella di aiutare i ragazzi a sviluppare non solo le proprie capacità vocali e i propri talenti\, ma anche la fiducia in sé stessi e i rapporti con gli altri\, fornendo loro un rifugio sicuro pur nel difficile contesto di povertà e criminalità in cui i giovani musicisti vivono: non a caso\, Thanda significa amore in lingua isiXhosa e il suo nome riflette la volontà di ispirare e diffondere connessione e compassione. \n\n\n\nIl Thanda Choir mescola sonorità tradizionali africane con stili contemporanei e ha avuto una rapida ascesa anche a livello internazionale: già a pochi mesi dalla sua formazione\, nel dicembre del 2023\, ha aperto il tour internazionale di Dave Matthews di fronte a oltre 6.000 spettatori a Città del Capo; nel 2025\, inoltre\, ha ricevuto una nomination agli Oscar insieme al celebre compositore britannico John Powell per la colonna sonora del cortometraggio The last ranger. Quest’anno il gruppo intraprenderà la sua prima tournée europea e l’esibizione a Milano sarà la prima assoluta in Italia. \n\n\n\nRadio Popolare\, che quest’anno festeggia i suoi primi cinquant’anni di vita\, è media partner della serata. Nell’ambito delle eventi organizzati per festeggiare il cinquantesimo compleanno\, l’emittente milanese ha adottato i coristi del Thanda Choir come “tutor spirituali” dell’iniziativa che martedì 23 giugno\, dalle ore 20 in poi\, vedrà esibirsi cinque cori (composti ognuno da almeno 50 ascoltatori) in altrettante piazze della periferia milanese (maggiori info su www.radiopopolare.it). Da segnalare\, infine\, che in occasione del concerto del 21 giugno il Magic Bus di Musicamorfosi porterà il Thanda Choir da Monza al Castello Sforzesco di Milano in compagnia e con il tutoraggio degli ascoltatori di Radio Popolare che prenoteranno il passaggio di andata e ritorno. Tutte le info sul sito www.musicamorfosi.it 
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SUMMARY:Musica e Danza amata con i Munedaiko e un insolito quartetto di viole per la musica d'oggi
DESCRIPTION:Un weekend all’insegna della musica contemporanea e classica\, delle danze afrocaraibiche e latinoamericane\, e della tradizione millenaria del Taiko\, i tamburi tradizionali giapponesi. È quanto offrono i Giardini della Filarmonica\, il festival estivo dell’Accademia Filarmonica Romana\, sabato 20 e domenica 21 giugno\, nel verde di via Flaminia 118. \n\n\n\nSabato il Festival dà spazio agli amatori e dilettanti (nel senso nobile del termine) che suonano non per professione ma per passione\, ritornando alle radici dell’Accademia Filarmonica\, nata nel 1821 per volontà di alcuni nobili dilettanti romani. In Sala Casella (ore 20) il concerto dell’Orchestra Classica della Scuola Popolare di Musica di Testaccio\, diretta da Massimo Munari\, cui segue nei Giardini (ore 21.30) lo spettacolo Danzando fra le culture che mette in relazione tradizioni afrocaraibiche\, latinoamericane e mediterranee. \n\n\n\nDomenica\, a grande richiesta\, tornano nei Giardini (ore 21.30) i Munedaiko\, gruppo formato dai tre fratelli Mugen\, Naomitsu e Tokinari Yahiro\, che tramanda la pratica millenaria del Taiko\, i tradizionali tamburi giapponesi\, dal suono potente e ancestrale. Precede lo spettacolo\, in Sala Casella (ore 20)\, una insolita formazione di quartetto di viole\, con Luca Sanzò\, violista di lunga esperienza\, insieme a tre giovani talenti Simona Ruisi\, Michela Marchiana e Mara Badalamenti\, che esplora la scrittura contemporanea per questo strumento\, con l’esecuzione di brani di Daniele Carnini (in prima assoluta)\, Francesco Giore e Giona Mason. \n\n\n\nSABATO 20 GIUGNO – MUSICA E DANZA AMATA \n\n\n\nI primi concerti di Musica Amata si sono tenuti con successo e partecipazione di pubblico al festival estivo del 2021\, per ricordare\, in occasione dei festeggiamenti del bicentenario dell’Accademia Filarmonica Romana (1821-2021)\, le origini dell’istituzione\, nata come associazione di appassionati e virtuosi “dilettanti di musica”. Una nobile passione che fortunatamente ancora oggi vive e che viene ricordata anche quest’anno. Si ritrovano sul palco\, dunque\, musicisti non di professione (medici\, ingegneri\, docenti universitari…)\, con approfonditi studi musicali e diplomi in strumento\, uniti dall’amore per la musica\, interpreti ‘dilettanti’ nel senso positivo del termine\, un fenomeno che ha segnato buona parte della storia della musica\, stimolando la produzione di nuovi lavori\, alcuni dei quali divenuti veri capolavori. Il primo appuntamento della giornata (ore 20) è con l’Orchestra Classica della Scuola Popolare di Musica di Testaccio\, diretta da Massimo Munari. L’orchestra utilizza un repertorio d’autore e arrangiamenti scelti o creati appositamente per l’orchestra\, con un lavoro didattico che prevede prove di sezione ed esercitazioni collettive. Vario il programma proposto per questa occasione con musiche di Hindemith\, de Grandval\, Beethoven\, Mozart e Fauré e la prima esecuzione assoluta Restitutio – Omaggio a Mozart dello stesso Munari. \n\n\n\nSegue nei Giardini (ore 21.30) Danzando tra culture uno spettacolo di musica e danza che celebra il dialogo interculturale; la proposta accompagna il pubblico in un viaggio tra Cuba\, Messico\, Colombia\, Perù e Italia\, mettendo in relazione tradizioni afrocaraibiche\, latinoamericane e mediterranee in una narrazione scenica\, in cui si intrecciano danze tradizionali\, musica dal vivo e coreografie ispirate a rituali e feste popolari\, valorizzando il patrimonio immateriale dei popoli rappresentati. \n\n\n\nDOMENICA 21 GIUGNO: QUARTETTO DI VIOLE E MUNEDAIKO \n\n\n\nUna formazione senz’altro particolare\, rara eppure sorprendentemente efficace nelle sue potenzialità espressive: è il Quartetto di viole che suonerà in Sala Casella (ore 20)\, con Luca Sanzò\, violista di lunga esperienza\, interprete di riferimento per la musica d’oggi\, insieme a tre giovani talenti\, le quali hanno studiato e si sono perfezionate con Sanzò: Simona Ruisi\, Michela Marchiana e Mara Badalamenti. In linea con la duplice missione di valorizzare la viola come strumento musicale e di promuovere la musica contemporanea\, l’incontro si arricchisce della conversazione con i compositori dei pezzi in programma: Daniele Carnini\, di cui si ascolterà in prima assoluta Rappel à l’ordre\, Francesco Giore e Giona Mason. Verrà\, infine\, approfondito il ruolo centrale della viola nel processo creativo\, mettendo in luce come le caratteristiche timbriche ed espressive dello strumento influenzino in modo significativo il linguaggio e le scelte compositive. \n\n\n\n“La vibrazione è l’origine della vita. Il suono e la vibrazione del taiko sono in grado di scuotere le fondamenta del cuore umano. Se ascoltiamo attentamente\, il nostro stesso cuore batte in modo ritmico”. Il weekend ai Giardini si completa con gli spettacolari tamburi giapponesi di Munedaiko (ore 21.30)\, formazione nata nel 2014 per volontà del percussionista Mugen Yahiro\, con l’intento di promuovere e valorizzare lo strumento in Italia e in Europa\, e diffonderne la pratica. La vibrazione del tamburo facilita il risveglio dell’energia vitale presente in ognuno di noi e il contesto open air offerto dallo scenario dei Giardini permetterà di unirsi al respiro del creato rievocato dal ritmo percussivo dei musicisti e di beneficiare dell’emozione di una musica dal sapore ancestrale. Un concerto suggestivo\, orientato allo stupore\, che si avvarrà della preparazione fisica e spirituale di Mugen Yahiro\, dei fratelli Naomitsu e Tokinari Yahiro. \n\n\n\nTutto il programma del festival\, fino al 2 luglio\, sul sito filarmonicaromana.org
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SUMMARY: III° edizione del Premio Modigliani
DESCRIPTION:Nella suggestiva cornice della Fondazione D’Arc\, in Via dei Cluniacensi 128 a Roma\, si svolgerà\, domenica 21 giugno a partire dalle ore 20.00 la III° edizione del Premio Modigliani – Linguaggi Contemporanei\, Cultura e Società – ideato e promosso dall’Istituto Aniene di Roma e dalla Fondazione Amedeo Modigliani –  che in questa edizione sarà affiancato dal progetto Back to Fashion\, iniziativa dedicata alla valorizzazione della moda contemporanea e al rilancio del ruolo della Capitale come luogo di incontro tra cultura\, creatività e innovazione\, con il patrocinio dell’Assessorato ai Grandi Eventi\, Sport\, Turismo e Moda di Roma Capitale\, del Municipio IV di Roma Capitale e il CNA Federmoda. \n\n\n\nLa Fondazione Amedeo Modigliani rinnova il proprio impegno nella promozione della cultura e della creatività attraverso il Premio Fondazione Amedeo Modigliani\, uno dei principali appuntamenti dedicati alla valorizzazione dell’arte contemporanea. \n\n\n\nAccanto a questo storico riconoscimento\, dedicato principalmente alle arti visive e alla produzione artistica contemporanea\, la Fondazione in collaborazione con l’Istituto Aniene di Roma promuove da tre anni anche il Premio Modigliani – Linguaggi Contemporanei\, Cultura e Società. \n\n\n\nL’Istituto Aniene è da sempre impegnato nella valorizzazione dei linguaggi creativi contemporanei\, tra cui la moda\, attraverso il dipartimento dedicato dell’indirizzo di studio come Sistema Moda “Micol Fontana”; tale dimensione rappresenta un elemento di continuità tra la mission educativa dell’Istituto e il progetto del Premio Modigliani e Back to Fashion – Roma\, contribuendo a costruire un dialogo concreto tra formazione\, cultura e industria creativa. \n\n\n\nL’iniziativa rappresenta un’estensione del progetto culturale della Fondazione e nasce con l’obiettivo di valorizzare personalità che\, attraverso il proprio percorso umano e professionale\, contribuiscono in modo significativo alla crescita culturale e sociale della collettività. Il Premio riconosce figure provenienti dal mondo delle arti performative\, della moda\, dello sport\, della cultura\, dell’informazione\, delle istituzioni e dell’impegno sociale\, ampliando il concetto di creatività ai molteplici linguaggi che caratterizzano la società contemporanea. \n\n\n\nAttraverso questi due appuntamenti\, la Fondazione Amedeo Modigliani e l’Istituto Aniene confermano la propria volontà di promuovere non solo l’arte nelle sue forme tradizionali\, ma anche i linguaggi contemporanei che contribuiscono a interpretare e raccontare il nostro tempo\, creando un ponte tra patrimonio culturale\, società e nuove visioni creative. \n\n\n\nIl neonato progetto “Back to Fashion” nasce come una realtà che unisce le scuole di moda\, non solo del territorio romano ma con l’obiettivo di estendere progressivamente la propria rete a tutte le accademie e istituti fashion del Paese. \n\n\n\nIn un mondo in cui tutto corre veloce e le tendenze si consumano rapidamente\, Back to Fashion sceglie consapevolmente di fermarsi. Di tornare all’essenza. Di ripartire dalle competenze\, dalla tecnica\, dalla cultura del progetto e dalla visione dei ragazzi che rappresentano il futuro della moda italiana.  \n\n\n\nPerché il rilancio del sistema moda passa inevitabilmente dalla formazione\, dall’etica professionale e dalla valorizzazione del merito. E Back to Fashion si propone come ponte tra scuola e industria\, tra creatività e impresa\, tra tradizione e innovazione. \n\n\n\nLa conduzione della serata è affidata alla celebre attrice\, showgirl\, ballerina Nathaly Caldonazzo. \n\n\n\nDurante la serata i Premi Modigliani saranno assegnati: \n\n\n\n\nalla memoria: allo stilista Valentino Garavani;\n\n\n\nper la moda:  allo stilista Guillermo Mariotto;\n\n\n\nper la danza: al ballerino Tommaso Stanzani;\n\n\n\nper l’impegno sul territorio: al Presidente del IV Municipio Massimiliano Umberti;\n\n\n\nper la promozione internazionale della Città di Roma: all’Assessore Alessandro Onorato;\n\n\n\nper l’impegno sociale: all’Associazione onlus Modelli si Nasce.\n\n\n\n\nAd impreziosire la serata per il progetto Back to Fashion\, in collaborazione con l’Istituto Aniene sfileranno le creazioni di prestigiose Accademie e Istituti Moda nazionali: Istituto Aniene\, MAM Maiani Accademia Moda\, ITS Academy Sistema Moda\, Istituto Moda Sgrigna\, S.M.A. Scuola Moda e Arte e Istituto Moda Burgo Roma. \n\n\n\nL’Istituto Aniene presenterà la collezione “Remember Valentino”\, un omaggio al Maestro Valentino\, figura iconica che ha reso il rosso un simbolo eterno dell’eleganza e dell’alta moda italiana nel mondo.  \n\n\n\nLa collezione si ispira al celebre “Rosso Valentino”\, tonalità divenuta emblema del fashion system internazionale\, reinterpretandolo in chiave contemporanea attraverso linee sofisticate\, volumi couture e dettagli che richiamano la tradizione sartoriale romana. \n\n\n\n“Remember Valentino” vuole essere non solo un tributo stilistico\, ma un atto d’amore verso la grande storia della couture italiana\, riaffermando Roma come culla di creatività\, maestria artigianale e bellezza senza tempo. \n\n\n\nMAM Maiani Accademia Moda\, presenterà la collezione “Bianchi Contaminati”\, realizzata dagli studenti della Maiani Accademia Moda grazie alla collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica delle Filippine in Italia\, che ha donato la preziosa organza di piña\, fibra ricavata dalle foglie dell’ananas e simbolo della tradizione tessile filippina\, la cui lavorazione è riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Le diverse sfumature del bianco\, dall’écru al panna\, dialogano con scarti di banner pubblicitari trasformati attraverso la raffinata tecnica giapponese del kirigami\, dando vita a dettagli decorativi ispirati a farfalle\, stelle e fiori. Una collezione che unisce creatività\, sostenibilità e ricerca\, conferendo agli abiti un carattere leggero\, impalpabile e onirico. \n\n\n\nITS Academy Sistema Moda presenterà la collezione Hi-Tech Couture\, realizzata dagli stilisti dell’ITS Academy Sistema Moda del Lazio. La collezione rappresenta l’incontro tra tradizione\, innovazione e sostenibilità\, attraverso creazioni interamente digitali sviluppate con tecnologie di stampa 3D. Ispirata al lavoro pionieristico della stilista Iris van Herpen\, la collezione esplora nuove forme espressive e materiali innovativi\, proponendo una visione futuristica della moda. \n\n\n\nIstituto Moda Sgrigna presenterà la nuova collezione\, un progetto che va oltre la ricerca estetica e oltre le tendenze del momento\, per mettere al centro la costruzione del capo\, la precisione del modellismo\, la qualità della confezione e la cultura del saper fare. La collezione nasce dall’incontro tra creatività e tecnica\, dimostrando come la moda più autentica non sia soltanto espressione di stile\, ma anche il risultato di conoscenze profonde e competenze professionali consolidate. Attraverso dettagli costruttivi\, volumi studiati\, finiture impeccabili e lavorazioni artigianali\, gli studenti hanno interpretato il valore della sartoria contemporanea\, dando vita a capi che esprimono identità\, innovazione e qualità. \n\n\n\nS.M.A. Scuola Moda e Arte presenterà una collezione ispirata dalla Magna Grecia e dalle radici culturali della città di Taranto\, trasformando storia\, mito e identità in creazioni contemporanee di grande impatto. Un dialogo tra passato e presente\, dove la maestosità del mondo ellenico incontra l’eleganza dell’alta moda. Le tonalità dell’avorio\, del bianco luce\, dell’oro solare\, del nero profondo\, della terracotta e del rosso borgogna accompagnano una narrazione fatta di forme\, dettagli e lavorazioni sartoriali che richiamano l’eredità di una civiltà millenaria. Più di una semplice collezione\, questo progetto rappresenta un omaggio alla cultura mediterranea e alla tradizione artigianale italiana\, dimostrando come la moda possa diventare linguaggio\, memoria e innovazione. \n\n\n\nIstituto Moda Burgo Roma presenta una selezione di outfit\, che esplora il dialogo tra struttura e leggerezza\, tra rigore progettuale e libertà espressiva. Volumi scolpiti\, drappeggi\, trasparenze\, ricami e lavorazioni materiche si alternano in un racconto che mette al centro la ricerca sulla silhouette e il rapporto tra corpo\, spazio e movimento. \n\n\n\nOgni creazione interpreta la moda come sintesi di tecnica e visione\, dove il sapere sartoriale incontra la sperimentazione contemporanea per dare vita a forme capaci di comunicare identità ed emozione. \n\n\n\nUna serata-evento che vuole premiare chi contribuisce giornalmente ed in modo significativo alla crescita culturale e sociale della collettività\, in tutti i campi. \n\n\n\nSi ringraziano i partner della serata: CAT ITALIA\,  CLARENCE MANAGEMENT e PIXELC3.
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SUMMARY:"Scolpire la Luce" alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna
DESCRIPTION:Dopo dieci anni dall’ultima mostra romana ai Mercati di Traiano e cinque da quella a Palazzo Reale di Milano\, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea dedica a Pablo Atchugarry (Montevideo 1954) – artista uruguaiano di nascita e italiano di adozione – la mostra Scolpire la Luce\, a cura di Gabriele Simongini\, in programma dal 19 maggio al 21 giugno 2026. \n\n\n\nMaestro della tecnica scultorea “per forza di levare”\, secondo la celebre definizione di Michelangelo Buonarroti\, Atchugarry lavora personalmente il marmo\, prediligendo in particolare lo statuario di Carrara. La sua pratica si radica nella tradizione plastica occidentale di ascendenza classica\, ma si apre a una visione profondamente spirituale della forma: per lui\, infatti\, la scultura è “interrogazione interiore\, preghiera\, invocazione\, ricerca dell’infinito”. \n\n\n\nPer Atchugarry l’atto dello scolpire è un gesto radicale e necessario\, fondato sulla centralità della mano e sul confronto diretto con la difficoltà tecnica e materiale. Ogni opera nasce come sfida e come ricerca di equilibrio tra permanenza e movimento\, memoria e contemporaneità. \n\n\n\nLe sue opere si distinguono per forme metamorfiche\, talvolta quasi aerodinamiche\, che evocano tracce astratte di alberi\, colonne\, fiamme\, corpi\, panneggi e architetture\, conducendo lo sguardo verso l’alto e suggerendo un’esperienza contemplativa e rigenerante.  \n\n\n\nCome sottolinea la direttrice della GNAMC\, Renata Cristina Mazzantini\, nel suo testo pubblicato in catalogo: «Nelle sue sculture\, la durezza del marmo si ammorbidisce: un fitto susseguirsi di fenditure “disciplinate” che solcano i volumi in profondità\, ne sfalda la granitica compattezza. Creando ritmo e movimento attraverso l’alternarsi di luci e di ombre\, l’artista dona alle sculture allo stesso tempo rigore e levità. Una sorta di “leggerezza ordinata”\, che ricorda solo apparentemente la plissettatura\, in quanto simbolo di sofisticata eleganza». \n\n\n\nE come osserva il curatore Gabriele Simongini nel suo saggio in catalogo: «Guardando le sculture di Atchugarry dobbiamo sollevare il viso e gli occhi provando una gioia primordiale\, istintiva\, perché queste opere sono piene di una luce originaria\, quella luce totale a cui tutti tendiamo magari inconsapevolmente […] ogni opera di Atchugarry non è chiusa e conclusa in sé stessa ma possiede una carica dinamica potenziale\, intima e interna\, che potrebbe portarla a sbocciare nello spazio con le sue infiorescenze». \n\n\n\nL’esposizione riunisce cinquantacinque sculture\, offrendo un’ampia panoramica della ricerca dell’artista che ripercorre gli ultimi trent’anni della sua attività.  \n\n\n\nPer l’occasione Atchugarry donerà al museo “Splendore”\, un’importante opera in marmo bianco (cm. 164x35x29)\, appositamente concepita e realizzata per entrare nella collezione della GNAMC. \n\n\n\nLa mostra si apre con tre monumentali sculture collocate sulla scalinata del museo: Search of the Future (2018)\, Viaje hacia los sueños (2024) e Albero della vita (2024)\, caratterizzate da un intenso dialogo tra materia e luce\, che evoca temi di crescita\, viaggio e tensione verso il futuro. \n\n\n\nAccanto ai celebri marmi\, la mostra include opere in legno ricavate da tronchi di ulivi secolari\, in alabastro\, in bronzo smaltato e in acciaio\, materiali attraverso cui l’artista esplora differenti modalità espressive: dall’intimità organica delle forme sinuose dei tronchi scolpiti al potente aerodinamismo dei bronzi\, fino alle grandi sculture ambientali in acciaio che dialogano con luce\, aria e paesaggio.  \n\n\n\nIl percorso espositivo si arricchisce eccezionalmente di quattro sculture inserite negli spazi della collezione permanente\, dove le opere dell’artista instaurano inediti dialoghi con maestri fondamentali dell’arte moderna quali Jean Arp\, Lucio Fontana\, Alberto Giacometti e Henry Moore. Un confronto che evidenzia affinità\, distanze e continuità tra epoche diverse\, riaffermando il valore della tradizione come spazio di relazione viva tra passato e presente. \n\n\n\nIn occasione della mostra saranno pubblicati due cataloghi (Allemandi Editore): il primo con le fotografie di tutte le opere in mostra\, il saggio del curatore e i testi di David Anfam e Arnau Puig\, oltre a un’ampia antologia critica e alla biografia; il secondo con le fotografie delle opere e dell’allestimento nelle sale del Museo. \n\n\n\nLa mostra ha ricevuto il patrocinio di IILA\, Istituto Italo-Latino Americano\, è organizzata in collaborazione con la Galleria Contini e con il sostegno di Gruppo Euromobil. \n\n\n\n*** \n\n\n\nNota biografica | Pablo Atchugarry (Montevideo 1954) \n\n\n\nIncoraggiato fin da giovane allo studio delle arti dalla famiglia\, Pablo Atchugarry si accosta inizialmente alla pittura\, esponendo per la prima volta a Montevideo nel 1972. Negli anni successivi partecipa a numerose rassegne in Uruguay e in Brasile.  \n\n\n\nDopo essersi avvicinato alla ricerca scultorea attraverso diversi materiali tra cui il cemento\, il ferro e il legno\, a partire dal 1977 intraprende un viaggio in Europa. In Italia\, dopo aver visitato Carrara\, scopre il marmo nel 1979 e\, in seguito alla sua prima personale italiana tenutasi a Lecco nel 1978\, decide di stabilirsi definitivamente nella città lombarda.  \n\n\n\nA vent’anni dal suo arrivo in Italia\, nel 2001 la città di Milano gli dedica una retrospettiva a Palazzo Isimbardi (Le infinite evoluzioni del marmo); lo stesso anno l’artista inizia a lavorare al suo monumentale Obelisco del Terzo Millennio\, scultura in marmo di Carrara destinata al comune di Manzano in provincia di Udine.  \n\n\n\nNel 2002 la città di Carrara lo insignisce del prestigioso Premio Michelangelo. L’anno successivo rappresenta l’Uruguay alla cinquantesima edizione della Biennale di Venezia.  \n\n\n\nAll’inizio del 2007 apre la Fundación Pablo Atchugarry a Manantiales in Uruguay\, con l’obiettivo di promuovere le arti e creare un luogo di incontro per artisti.  \n\n\n\nTra il 2015 e il 2016 gli viene dedicata un’importante retrospettiva presso i Mercati di Traiano\, Museo dei Fori Imperiali di Roma (Pablo Atchugarry. Città Eterna\, eterni marmi).  \n\n\n\nA cavallo fra il 2021 e il 2022 gli viene dedicata una grande mostra nella Sala delle Cariatidi\, a Palazzo Reale\, a Milano.  \n\n\n\nNel 2022 inaugura il MACA\, Museo di Arte Contemporanea Atchugarry\, opera dell’architetto Carlos Ott. Numerose opere dello scultore sono state esposte presso musei e istituzioni pubbliche\, fra cui il Frost Art Museum\, Miami (USA)\, il Groeninge Museum\, Brugge (Belgio)\, la Lewis Family Foundation\, Boston (USA)\, il Museo della FAO\, Roma (Italia)\, il Museo Fran Daurel\, Barcellona (Spagna)\, il Museo Nacional de Artes Visuales di Montevideo (Uruguay)\, il Museo Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires (Argentina)\, il Muscarelle Museum\, Williamsburg (USA)\, il Norfolk Museum\, Virginia (USA)\, il Pérez Art Museum\, Miami (USA) e la Raccolta Lercaro di Bologna (Italia).
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LOCATION:Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea\, Viale delle Belle Arti 131\, Roma\, ITA\, Italy
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SUMMARY:"Tacet" di Jacopo Giacomoni all'Arsenale di Venezia
DESCRIPTION:Più che un testo\, una partitura teatrale del silenzio. Non ci sono scene\, costumi o quinte: solo sei performer\, metronomi e leggii\, strumenti minimi per sondare il tempo e farlo percepire come materia viva ed esperienza condivisa. Dopo l’anteprima in forma di lettura scenica lo scorso anno\, Tacet di Jacopo Giacomoni\, testo vincitore di Biennale College Drammaturgia 2024-25 e del Premio Riccione 2025\, viene portato a compimento e presentato con la regia di Silvia Costa in prima assoluta alla Biennale Teatro 2026. Il debutto è previsto sabato 20 giugno alle 19 (replica domenica 21 alle 21)\, all’Arsenale Tese dei Soppalchi\, in una coproduzione tra La Biennale di Venezia\, Cranpi\, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa\, con il contributo di MiC – Ministero della Cultura\, il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Santiago e il sostegno del Teatro Biblioteca Quarticciolo. \n\n\n\nTra filosofia\, metafisica e matematica\, Tacet nasce dall’idea che la drammaturgia sia una cartografia temporale\, un sestante per un viaggio nelle diverse grane del tempo\, una mappa per attraversare secondi e pause che solo il teatro sa concedere. È una sinfonia teatrale composta da quattro movimenti più un interludio che giocano con il metronomo\, alla ricerca di cosa significhi stare insieme in silenzio\, dentro a un minuto\, dentro a un teatro.  \n\n\n\nLa scena diventa un laboratorio dove il silenzio è desiderato\, misurato\, guardato\, esposto\, sezionato. Parole\, gesti\, pulsazioni e respiri si tendono verso gli istanti di vuoto che precederanno l’applauso. Gli interpreti lavorano con il suono e la voce\, entrando dentro la struttura e ricamandoci sopra\, creando segni che entrano ed escono dai pentagrammi del silenzio. Ciascuno rappresenta un minuto di silenzio in un luogo determinato\, in un momento della storia. Uno solo ha il ruolo di metronomo\, scandisce il tempo che scorre\, mentre gli altri parlano di silenzi\, li espongono come se fossero opere di un museo\, mettono in dialogo tempi e luoghi lontani\, rendono “osservabili” silenzi della storia e silenzi privati: la silent parade del 1917\, il silenzio di un fossile\, quello tra il canto degli uccelli\, quello di due tifosi confusi allo stadio\, di uno spartito muto\, di una casa abbandonata\, di una pausa dei Nirvana… \n\n\n\nTacet è un coro di silenzi che attraversa rituali personali e collettivi – come il minuto di raccoglimento negli stadi\, in parlamento\, in classe – e si articola secondo una geometria precisa: sei linee che si incontrano\, si sovrappongono o procedono parallele\, in una sincronicità teatrale di eventi storici e silenzi quotidiani. La forza dello spettacolo risiede nella frizione matematica di sei orologi\, sei cuori che battono insieme\, sotto gli occhi degli spettatori\, creando una presenza che sospende il tempo e lo rende percepibile nella sua essenza. \n\n\n\nTacet invita a sperimentare\, a guardare il silenzio come materia scenica\, a vivere il tempo insieme agli interpreti\, in un’esperienza immersiva\, precisa e radicale\, dove il teatro diventa un osservatorio sul presente e un laboratorio di durata\, memoria e ascolto. \n\n\n\n«Paradossalmente in Tacet non c’è silenzio – spiega Silvia Costa – Il silenzio è un’idea da raggiungere\, di cui si parla\, si racconta per esempi\, fatti storici\, citazioni. È qualcosa che diventa auspicabile\, un desiderio forse per smettere di sentire il fuori di noi e iniziare a percepirci come singoli. L’idea di un silenzio comune esige la responsabilità unica e personale di ciascuno spettatore\, per creare il proprio silenzio da condividere con quello delle persone attorno. Ciascuno è come uno strumento\, e si deve sintonizzare sulle note silenti degli altri. Alla ricerca di questo silenzio e di un tempo che vuole essere misurato\, nel piccolissimo (microsecondi) e nel macro (i secoli\, le ere) credo si tocchi un altro tipo di concentrazione nello spettatore\, una tangibilità del tempo che si passa insieme. Il tempo passa e lo si sente passare». \n\n\n\n«Tacet – aggiunge Jacopo Giacomoni – è un insieme di silenzi attorno a uno dei pochi riti laici che ci sono rimasti\, il minuto di silenzio. È un museo di silenzi\, un osservatorio di silenzi\, dove il silenzio non c’è mai. È un sovrapporsi di vuoti mancati attraverso i numeri che scandiscono la durata\, teso verso un gesto collettivo da compiere insieme agli spettatori». \n\n\n\nIn scena\, accanto a Silvia Costa e Jacopo Giacomoni\, ci sono Gaia Ginevra Giorgi\, Dylan Guzowski\, Elena Rivoltini\, Matto Zoppi. Le musiche sono di Nicola Ratti\, le luci di Andrea Sanson e le sculture di scena di Plastikart Zimmermann & Amoroso. \n\n\n\n_________________ \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nQuando ho ricevuto il testo di Jacopo e ho visto la scelta grafica di impaginazione\, ho immediatamente pensato che non fosse un testo teatrale (e me ne sono rallegrata)\, ma una partitura\, un oggetto da orchestrare più che da dirigere; un dispositivo che\, come la musica\, si basa su unità di tempo\, incastri sonori\, accelerazioni\, pause e silenzi. Molti minuti di silenzio. \n\n\n\nIn Tacet non ci sono scene\, ma movimenti. Per ciascuno ho sentito che\, come in una sinfonia\, ogni sezione aveva un suo tempo\, allegro – adagio\, veloce\, e bisognava connotarlo diversamente\, far si che ogni sezione fosse autonoma ma parte di un tutto\, di una scultura complessiva del tempo. \n\n\n\nTacet mette alla prova il performer\, è una sperimentazione continua sotto gli occhi degli spettatori\, perché richiede una precisione\, al secondo\, al millesimo di secondo\, mentre noi siamo presenze che sfuggono al tempo\, che cercano un altro tempo\, fuori dal reale\, sopra ad un palco\, dentro a un corpo. In questo sta la forza di Tacet\, nella frizione matematica di sei orologi che scandiscono un tempo organico. Sei cuori che battono e tengono il tempo. \n\n\n\nPer questo motivo in scena ci sono presenze che con il tempo ci lavorano. Artiste e artisti con pratiche legate al suono e all’uso della loro voce. Perché avevo bisogno di riempire la scena di corpi pronti a sperimentare\, a entrare dentro una struttura e ricamarci sopra\, linee che entrassero e uscissero dai ranghi\, dai pentagrammi. \n\n\n\nNon c’è bisogno di scene o di costumi\, Tacet avviene in uno studio più che su palco. Non servono quinte armate o cieli neri. Servono sedie\, microfoni\, registratori\, casse e leggii. Servono metronomi. Orologi\, click all’orecchio. Strumenti per sondare il tempo. Serve contare\, dare informazioni\, dire frasi che altri hanno detto\, riattualizzare un tempo storico\, raccontare un tempo che non si può esperire se non standoci dentro\, facendolo passare veramente. \n\n\n\nNon è semplice immaginare un ambiente sonoro per un tale lavoro. Cosa si può sentire durante uno spettacolo che parla di silenzio? Anche la musica è strutturata attorno al tempo e alla sua scansione. Nel momento in cui il suono diventa musica lo fa condensandosi attorno a delle pulsazioni\, marcando punti e secondi\, procedendo ciclicamente. Con Nicola abbiamo pensato di collocare ogni movimento in una stanza. Come se ogni volta ci trovassimo in un nuovo luogo con il suo proprio tempo scandito\, dentro una radio\, in un museo\, dentro a un corpo\, in un laboratorio. Silvia Costa \n\n\n\n \n\n\n\n _______________________ \n\n\n\nDA DOVE VIENE TACET \n\n\n\nTempo fa ho trovato un libro che cercavo da molti anni. Si chiama Cartografie del tempo ed è una raccolta di mappe che non descrivono lo spazio\, ma\, appunto\, il tempo. Si potrebbero chiamare così anche le drammaturgie\, che in fondo sono mappe per attori e spettatori che servono a esplorare la materia centrale del teatro\, che è sempre il tempo. Sono cartine che permettono un viaggio attraverso la durata\, le diverse grane con cui scorrono i secondi\, che permettono un’esperienza temporale che\, nella vita\, solo il teatro può concederci. \n\n\n\nLa prima rappresentazione meccanica del silenzio sono sei linee frastagliate – tre secondi di guerra e tre secondi di pace divisi dal cessate il fuoco dellʼarmistizio – che scompaiono nel bianco per poi ricomparire dritte e parallele come un pentagramma. È una registrazione sonora dell’attività dell’artiglieria sul fronte della Mosella\, poco prima e poco dopo le 11:00 dellʼ11 novembre 1918. Durante la Prima Guerra mondiale nasce anche il “minuto di silenzio”\, il rito laico che ancora oggi celebriamo per commemorare l’assenza di qualcuno. Un minuto che sospende stadi\, classi\, parlamenti\, piazze\, che viene osservato\, interrotto\, applaudito\, fischiato. Le sei linee di quella registrazione che procedono attraverso il tempo sono anche gli interpreti di Tacet: sei strade lungo le rappresentazioni del silenzio che si intrecciano\, si sovrappongono o procedono parallele in balia della sincronicità teatrale. Tacetnasce da qui\, dal tentativo di capire come\, in quel minuto\, si possa stare in silenzio\, insieme\, in un teatro. Jacopo Giacomoni \n\n\n\nJacopo Giacomoni. Laureato in Filosofia con una tesi sull’esistenza dei personaggi fittizi\, lavora come drammaturgo e performer. Nel 2025 vince la 58ª edizione del Premio Riccione con il testo Tacet\, che nel 2024 aveva vinto il Bando Autori di Biennale Teatro. Nel 25/26 è fellow di Scuola Piccola Zattere. Nel 2023 vince la menzione speciale Franco Quadri della 57ª edizione del Premio Riccione con il testo È solo un lungo tramonto. Dal 2024 è dramaturg di Mittelfest. Porta avanti una ricerca strutturalista sulla drammaturgia\, progettando ordigni spettacolari che accolgono la partecipazione del pubblico e il caso\, cercando di costruire esperienze teatrali ludico-rituali che inneschino cortocircuiti con il tempo e lo sguardo di spettatori e performer. Negli ultimi lavori ha creato dei parassiti drammaturgici che aggrediscono organismi testuali già esistenti\, un dispositivo teatrale per eleggere la più grande tragedia dell’umanità\, un ufficio teatrale per la celebrazione di un funerale in scena\, un gioco per rivivere da zero una seconda vita sul palcoscenico\, un esperimento di hauntology teatrale sulla perdita della memoria del padre. Come performer fonde il suo percorso di attore a quello di sassofonista\, in una continua esplorazione nel campo dell’improvvisazione libera e dei suoni non idiomatici.  \n\n\n\nSilvia Costa. Diplomata in Arti Visive e dello Spettacolo all’Università IUAV di Venezia. Nel 2006 inizia a lavorare come attrice nella produzione Hey Girl! con la Compagnia teatrale Societas Raffaello Sanzio fondata da Romeo Castellucci\, di cui diventa collaboratrice artistica per la maggior parte delle creazioni teatrali e operistiche del regista cesenate. Parallelamente porta avanti i suoi progetti artistici\, sviluppando dal 2007 un tipo di teatro visivo e poetico\, nutrito da una profonda riflessione intorno al ruolo delle immagini\, al loro senso e potere sullo spettatore. Di volta in volta autrice\, regista\, interprete e scenografa\, Silvia Costa è un’artista proteiforme che utilizza questi diversi ambiti estetici per approfondire la sua ricerca teatrale. Nel 2013 è finalista del Premio Scenario con Quello che di più grande l’uomo ha realizzato sulla terra\, creazione presentata nel 2014 al Théâtre de Gennevilliers\, con cui iniziano le sue prime apparizioni come regista nei teatri francesi dove si instaura una collaborazione costante. Silvia Costa è stata artista associata al Teatro dell’Arte alla Triennale di Milano dal 2017 al 2019 e al Centre Dramatique National d’Angers nel 2019. Dal 2020\, fa parte de l’ensemble pluridisciplinaire de la Comédie de Valence. Nel 2019 Silvia Costa inizia a creare le sue proprie regie anche per il mondo dell’opera. Nel luglio 2022 è stata insignita del prestigioso titolo di Chevalier des Arts et des Lettres da Ministero della Cultura Francese. \n\n\n\nCranpi nasce nel 2015 come un progetto vivace dedicato al teatro contemporaneo\, dove produzione\, curatela e formazione si intrecciano per accompagnare artisti e compagnie in percorsi di crescita e ricerca. Guidata da Antonino Pirillo e Giorgio Andriani e sostenuta dal Ministero della Cultura (MiC)\, coltiva uno sguardo attento ai linguaggi del presente e alle loro contaminazioni. Accanto alle collaborazioni con numerose realtà della scena italiana\, dà vita a progetti come il festival Sempre più Fuori e fATTI\, pensato per le nuove generazioni. Un lavoro che prosegue anche nella direzione del Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma\, con l’idea di un teatro vivo\, aperto e in dialogo con la comunità. \n\n\n\n_____________________ \n\n\n\nTACET tournée 2026 \n\n\n\n10 luglio Pergine Festival\, Pergine Valsugana (TN) \n\n\n\n23 luglio Kilowatt Festival\, Sansepolcro (AR) \n\n\n\n23 agosto BMotion\, Bassano del Grappa (VI) \n\n\n\n6-11 ottobre Piccolo Teatro Studio Melato\, Milano \n\n\n\nDurata 60′
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SUMMARY:“Fabrizio e Maria” il nuovo romanzo di Caterina Boccardi
DESCRIPTION:Sarà presentato sabato 20 giugno\, alle ore 18.00 all’Accademia Professione Artista a Via dei Sabelli 213 a Roma\, “Fabrizio e Maria” il nuovo romanzo dell’attrice e autrice Caterina Boccardi\, edito da Cantera Edizioni. \n\n\n\nIl romanzo chiude la “La trilogia di C” dell’autrice che ha già pubblicato\, con successo\, “Aria Soffio” e “Complici”\, con la medesima casa editrice\, entrambi vincitori della menzione speciale nel concorso internazionale Casa Sanremo Writers con la Presidente della giuria\, la giornalista e scrittrice Laura Delli Colli. \n\n\n\nLe tre opere hanno come comune denominatore il tema dell’amore\, analizzato e raccontato da prospettive differenti e sorprendenti\, offrendo al lettore un viaggio attraverso sfumature emotive e relazionali coinvolgenti e\, spesso\, inaspettate. \n\n\n\nLa prefazione è a cura del Dottor Marco Giunio De Sanctis\, Presidente del CIP – Comitato Italiano Paralimpico\, che sarà anche il moderatore della presentazione\, avendo\, con entusiasmo\, sposato il nuovo progetto della Boccardi che\, come ex atleta agonista di nuoto sincronizzato\, ha sempre trovato nello sport la sua fonte di ispirazione e di felicità. \n\n\n\n“Fabrizio e Maria” è un romanzo profondamente autobiografico\, un racconto intimo\, che rivela il privato\,  a pochi noto\,  dell’autrice ma che\,  fondamentalmente\,  esplora il tema dell’amore\, della sofferenza e della forza delle donne. La Boccardi\, con la sua scrittura intensa e appassionata\, ci racconta una storia che ci fa riflettere sulla vita e sui nostri sogni. \n\n\n\nPerché come la stessa dichiara: “Quanto è bello sognare a occhi aperti\, rimettere tutto in discussione\, i sentimenti\, i rapporti e l’amore senza dare nulla per scontato né porre limiti a quello che potrebbe accadere il giorno dopo\, lasciare che la propria vita sia sempre aperta ai cambiamenti e alle novità. Non è forse questo il sale della vita? \n\n\n\nQuel pizzico di follia che è più sano della monotona e fredda razionalità\, che spesso \n\n\n\nci ingabbia nelle sue regole?”. \n\n\n\nCome\, invece\, dichiara il Dottor Marco Giunio De Sanctis\, nella prefazione: “Desidero concludere questa mia breve prefazione con il valore più importante per Caterina\, l’amore che tutto muove stimola\, unico nel superare ogni più forte sofferenza\, parte integrante della vita\, come insita nella nostra natura è qualunque forma di disabilità\, fisica\, intellettiva\, sensoriale\, pronta ad aggredirci prima o poi nel nostro lasso temporale. Pertanto un essere umano ha l’animo tanto più grande quanto più grande è l’ostacolo che in vita deve sormontare.” \n\n\n\nAlla presentazione sono attesi personaggi dello spettacolo e della cultura\, colleghi\, amici ed estimatori dell’autrice e attrice. \n\n\n\nIl romanzo sarà successivamente presentato ufficialmente anche a La Spezia\, dal Prefetto Andrea Cantadori\, in sede istituzionale. \n\n\n\nBreve bio di Caterina Boccardi \n\n\n\nCaterina Boccardi è un’attrice\, scrittrice e istruttrice di nuoto sincronizzato. La sua formazione è trasversale e abbraccia l’arte\, lo sport e le neuroscienze. \n\n\n\nDopo la laurea in Scienze della Comunicazione ha conseguito un Master in PNL (Programmazione neurolinguistica). Ha sempre fatto della comunicazione uno stile di vita. \n\n\n\nNel 2021 ha ottenuto il Premio Vincenzo Crocitti 2021 come attrice e scrittrice. \n\n\n\nHa all’attivo diversi romanzi\, tra cui “Aria Soffio” da cui è nato lo spettacolo teatrale Amò\, andato in scena al Teatro Cometa Off a giugno 2023. \n\n\n\nCaterina spazia dall’acqua alla scrittura e alla recitazione\, passando per il teatro\, la televisione ed il cinema con quella naturalezza che guida i talenti e le personalità più versatili. \n\n\n\nDa ultimo è stata protagonista al teatro Anfitrione con lo spettacolo “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare\, diretto da Gianfranco Teodoro\,  con un doppio ruolo quello di Ippolita e Titania.  \n\n\n\nIl suo ultimo lavoro cinematografico è la serie “Lo Psicologo” con Alessandro Haber\, protagonista della serie dove interpreta un ruolo unico e coinvolgente prodotto dalla Golden Boys produzioni con la regia di Enrico Pittari. \n\n\n\nCantera Edizioni \n\n\n\nLa Cantera Edizioni è una Casa Editrice nata dall’esigenza di creare opportunità per Autori emergenti e lanciare sul mercato proposte inedite. È attiva nella realizzazione di proposte di editoria\, corsi di scrittura\, promozione ed eventi culturali. \n\n\n\nOltre alle sezioni Narrativa\, Saggistica\, Poesia\, gestisce anche Edizioni E-Book delle opere. \n\n\n\nLa Cantera Edizioni fa parte del gruppo Golden Boys di Enrico Pittari e Salvio Simeoli ha già pubblicato per Caterina Boccardi “Complici” e “Aria Soffio”.
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SUMMARY:"Storie sotto gli alberi" al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Sabato 20 e domenica 21 prosegue\, negli spazi all’aperto del Teatro Villa Pamphilj di Roma\, la quinta edizione di Storie sotto gli alberi\, la rassegna di teatro per le nuove generazioni dedicata al pubblico dei più piccoli e alle famiglie. Sotto la direzione artistica di Andrea Calabretta\, la rassegna porta nel verde del teatro favole\, storie e racconti antichi e moderni\, affidati a cantastorie e compagnie capaci di incantare il giovane pubblico con parole\, oggetti e immagini amate anche dai grandi.Tutti gli spettacoli andranno in scena alle ore 17.30; si raccomanda al pubblico di arrivare entro le ore 17. L’ingresso è di 7 euro ed è consigliata la prenotazione. \n\n\n\nSabato 20 giugno in programma I Tre porcellini della Compagnia Tieffeu di Perugia\, una fiaba teatrale raccontata con pupazzi e ombrelli\,con Giancarlo Vulpes e  i pupazzi di Ada Mirabassi che riprende il celebre racconto dei tre porcellini in una forma semplice e adatta ai più piccoli. Età consigliata: dai 3 anni.L’ombrello\, contenitore della fiaba dove escono fuori i personaggi\, si trasforma in casa\, luogo di protezione ma al tempo stesso luogo di scontro tra i protagonisti\, i porcellini e il lupo antagonista. Quella dei tre porcellini è una fiaba che affronta il tema della crescita. I tre porcellini sono la rappresentazione del bambino che cresce\, passando attraverso gli errori e le brutte esperienze. Essa insegna in maniera semplice quanto sia importante impegnarsi senza pigrizia in ciò che si fa per poter sfuggire ai pericoli che la vita futura può provocare.Domenica 21 giugno arriva I musicanti di Brema raccontano del Teatro Bertolt Brecht di Formia\, con Chiara Laudani e Maurizio Stammati\,che cura anche l’adattamento insieme aPompeo Perroneoltre che la regia. Icostumi sono di Dora Ricca\, lascenografia di Marco Mastantuono\, lemusiche di Domenico De Luca.  Quattro animali in fuga contro i soprusi e le prepotenze degli umani ma poi la soluzione è: “l’unione fa la forza”. Metafora del presente con risvolti attualissimi\, lo spettacolo\, raccontato con tecniche miste e con musica dal vivo\, riflette sulla fuga e sull’approdo\, sull’amicizia e il sopruso con uno sguardo all’utopia di un luogo dove tutto si fa più giusto e libero. Sono tante le domande che nascono dalla visione di questo spettacolo: È giusto liberarsi degli affetti quando diventano vecchi e non più “produttivi”? È giusto sognare un posto migliore dove poter vivere senza sentirsi schiavi ma semplicemente seguendo le proprie aspirazioni? La gattina poetessa Emily ed il gallo pittore Chagall riusciranno a raggiungere i loro amici a Brema o si accontenteranno della casa nel bosco? Età consigliata: dai 5 anni. \n\n\n\nCome sottolinea la Direzione Artistica:“A giugno\, a Villa Pamphilj\, comincia la bella stagione: la stagione delle storie! Sì\, a giugno gli alberi della villa più bella di Roma fruttificano. Ma sono frutti assai speciali: sono storie! E passeggiando per il parco potremo incontrare topi incantati\, belle dormienti\, lupi\, porcellini\, una banda di animali\, briganti e…A giugno\, sotto gli alberi di Villa Pamphilj\, fioriscono le storie.5 giorni\, 5 storie\, 5 modi diversi di raccontare: burattini\, voci\, musica\, corpi\, suoni\, odori.5 percorsi per stupirsi e perdersi nelle storie. Pochi kilowatt\, tante idee.Bassissimo impatto ambientale\, (quasi-zero)\, altissimo impatto culturale.Storie sotto gli alberi\, è rivolto a tutti coloro che dell’infanzia mantengono intatta la voglia di stupirsi. Aprite gli occhi\, spalancate le orecchie\, dilatate le narici e prestateci attenzione\, ve la restituiremo con gli interessi.” \n\n\n\nIl Teatro Villa Pamphilj\, con la direzione artistica di Veronica Olmi\, è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura.
URL:https://quartapareteroma.it/event/storie-sotto-gli-alberi-al-teatro-villa-pamphilj-3/
LOCATION:Teatro Villa Pamphilj\, P.zza S. Pancrazio 9/a\, Roma\, 00164\, Italia
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