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SUMMARY:“Due dozzine di rose scarlatte” al Teatro Musco di Catania
DESCRIPTION:Dalla raffinata penna di Aldo De Benedetti\, torna in scena uno dei capisaldi della commedia brillante italiana nella versione diretta da Giampaolo Romania. Dal 3 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026\, TOTI MANCUSO e TOTINO LA MANTIA saranno gli irresistibili protagonisti di “Due dozzine di rose scarlatte”. Prodotto dall’associazione culturale Progetto Teatrando\, lo spettacolo rientra nella nuova stagione al Teatro Musco di Catania con la direzione artistica di Francesca Ferro. \n\n\n\nBinomio artistico che nasce da una lunga esperienza nel teatro popolare e nelle piazze siciliane\, arricchendo il loro bagaglio con tanta televisione e tanto cinema\, TOTI MANCUSO e TOTINO LA MANTIA donano alla messinscena di “Due dozzine di rose scarlatte” una freschezza inattesa. Al loro fianco – straordinarie – Mariarita Sgarlato ed Elena Melardi. \n\n\n\nLa trama gioca tra equivoci e seduzione\, ritraendo con grazia la monotonia coniugale e tratteggiando con delicatezza emozioni universali come l’amore\, la gelosia e il desiderio di ciò che evade dalla routine. L’umorismo diventa così veicolo per indagare con leggerezza le sfumature dell’animo umano\, mantenendo però la compostezza e la garbatezza dell’originale. Con le sue rose scarlatte e i fraintendimenti\, la vicenda si trasforma\, pertanto\, in un’atmosfera di risate e tenerezza\, capace di parlare a un pubblico ampio\, sensibile e desideroso di divertirsi. \n\n\n\nLa qualità performativa di TOTI & TOTINO amplificano magistralmente la delicata ironia di un testo anni Trenta che continua a parlare al presente: ritmo\, gag improvvisate\, scambi arguti e quella capacità di coinvolgere la platea che li ha resi amati in tutta la Sicilia. Il risultato è un intrattenimento mai esibito\, per un’esperienza di teatro piacevole\, sorridente e al tempo stesso riflessiva. In sintesi\, uno spettacolo originale fatto di risate eleganti\, divertimento autentico\, momenti di condivisione e semplicità. Un’ora e mezza di leggerezza\, senza perdere spessore\, per ricordarci quanto basti poco – una rosa\, un fraintendimento – per accendere desideri\, risvegliare speranze e ritrovare\, anche solo per una sera\, il piacere di sorridere di noi stessi. \n\n\n\nBotteghino presso il Teatro Abc \n\n\n\nVia Pietro Mascagni\, 94 – 95129 Catania (CT) \n\n\n\nInfo: tel +39 095 538188 / cell +39 333 7781632 \n\n\n\nOrari biglietteria: da lunedì a sabato dalle 16 alle 20 – giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 \n\n\n\nLink per acquisto biglietti spettacoli: https://teatroabc.eu/spettacoli-teatro-musco/
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LOCATION:Teatro Angelo Musco\, Via Umberto I\, 312\, Cartania\, ITA\, 95129\, Italy
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SUMMARY:"Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts” all'Ara Pais
DESCRIPTION:Sarà ospitata a Roma\, al Museo dell’Ara Pacis\, da giovedì 4 dicembre 2025 a domenica 3 maggio 2026\, la grande mostra“Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, coprodotta e organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e daMondoMostre\, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. Radio Partner Dimensione Suono Soft. Mobilty Partner Atac. \n\n\n\nL’esposizione\, a cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi\, riunisce 52 capolavori provenienti dal Detroit Institute of Arts\, uno dei più importanti musei degli Stati Uniti\, e rappresenta un’occasione straordinaria per ammirare una selezione unica di opere dei grandi maestri dell’arte moderna europea tra Otto e Novecento. \n\n\n\nIl percorso\, articolato in quattro sezioni\, accompagna il visitatore dalle origini dell’Impressionismo fino alle avanguardie del primo Novecento\, presentando dipinti di Courbet\, Renoir\, Degas\, Cézanne\, Van Gogh\, Matisse\, Picasso\, Modigliani\, Kandinskij\, Beckmann e di molti altri protagonisti dell’arte europea. La mostra racconta la nascita e l’evoluzione della pittura moderna\, il dialogo fra luce e colore\, natura e città\, realtà e astrazione\, e le sperimentazioni che hanno ridefinito il linguaggio artistico del XX secolo. Tra le altre\, in esposizione Donna in poltrona (1874) di Pierre-Auguste Renoir — immagine scelta per la campagna di comunicazione e il visual ufficiale della mostra — eBagnanti (1879-1880) di Paul Cézanne\, opere che esemplificano in modo magistrale la ricerca sulla figura\, la luce e la costruzione dello spazio pittorico. \n\n\n\nCon “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”\, i grandi maestri europei compiono idealmente il viaggio inverso rispetto a quello che li portò nei musei americani\, tornando a dialogare con il pubblico europeo in un percorso di straordinaria bellezza e intensità. \n\n\n\nIl Detroit Institute of Arts (DIA)\, fondato alla fine del XIX secolo\, ospita oggi una collezione di oltre 65.000 opere che spaziano dall’arte antica a quella contemporanea\, divenne infatti\, già nei primi decenni del ‘900 un importante punto di riferimento per il collezionismo delle avanguardie artistiche europee negli Stati Uniti. \n\n\n\nINFO DEGAS – MATISSE – PICASSO – RENOIR – VAN GOGHIMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of ArtsA cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi4 Orari Tutti i giorni 9.30-19.3024 e 31 dicembre 9.30-14.001° gennaio 2026 11.00-20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura1° maggio e 25 dicembreBiglietto “solo Mostra”: intero € 15\,00 – ridotto € 13\,00.Prevendita: € 1\,00 Per maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)www.arapacis.it  www.museiincomune.it  www.mondomostre.it 
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SUMMARY:Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts all'Ara Pais
DESCRIPTION:Un avvio travolgente per Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, la mostra ospitata al Museo dell’Ara Pacis (fino al 3 maggio 2026)\, che nei primi quattro giorni di apertura ha registrato 8.830 visitatori\, confermandosi subito tra gli appuntamenti culturali più seguiti della stagione con oltre 2.000 visitatori al giorno e un picco di 3.000 la domenica 7 dicembre. \n\n\n\nUn risultato che testimonia\, ancora una volta\, la centralità di Roma come capitale internazionale dell’arte e della bellezza e la capacità dei suoi musei di attrarre pubblico diverso per età\, provenienza e interessi. L’entusiasmo con cui cittadine\, cittadini e turisti stanno rispondendo all’esposizione dimostra quanto la proposta culturale della città sia un motore vivo di partecipazione\, conoscenza e crescita collettiva. \n\n\n\n«Questi numeri – 8.830 ingressi in quattro giorni – sono il segnale forte di una comunità che vuole vivere i musei e riconosce nella cultura un’esperienza condivisa\, accessibile e necessaria. Il Museo dell’Ara Pacis si conferma uno spazio capace di unire qualità scientifica\, attrattività e apertura al grande pubblico»\, dichiara Massimiliano Smeriglio Assessore alla Cultura di Roma Capitale. \n\n\n\nLa mostra “Impressionismo e oltre” accompagna i visitatori in un percorso tra capolavori e protagonisti\, offrendo un’occasione preziosa per riscoprire uno dei momenti più fertili della storia dell’arte e le sue evoluzioni\, in dialogo con uno dei luoghi simbolo della Roma contemporanea. \n\n\n\nRoma Capitale invita il pubblico a continuare a partecipare e a programmare la visita\, contribuendo a rendere la cultura un elemento quotidiano della vita cittadina\, capace di generare valore\, turismo di qualità e nuove opportunità per il territorio. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nA cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi \n\n\n\n4 dicembre 2025 – 3 maggio 2026 \n\n\n\nOrari  \n\n\n\nTutti i giorni 9.30-19.3024 e 31 dicembre 9.30-14.001° gennaio 2026 11.00-20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nBiglietto “solo Mostra”: intero € 15\,00 – ridotto € 13\,00 \n\n\n\nPrevendita: € 1\,00 \n\n\n\nPer maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) \n\n\n\nwww.arapacis.it  www.museiincomune.it  www.mondomostre.it
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SUMMARY:"Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts" al Museo dell'Ara Pacio
DESCRIPTION:Dal Detroit Institute of Arts arriva al Museo dell’Ara Pacis una selezione straordinaria di cinquantadue capolavori\, dei grandi maestri dell’arte europea dal XIX al XX secolo. In mostra i pionieri dell’impressionismo Degas e Renoir\, i protagonisti delle avanguardie parigine Matisse e Picasso\, passando per le innovazioni di Van Gogh e infine arrivando agli sperimentatori dell’arte tedesca come Kandinsky e Beckmann. \n\n\n\nDa giovedì 4 dicembre 2025 a domenica 3 maggio 2026\, il Museo dell’Ara Pacis ospita la grande mostra Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, coprodotta e organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da MondoMostre\, con il supporto diZètema Progetto Cultura. Radio Partner Dimensione Suono Soft\, Mobility Partner Atac e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. \n\n\n\nL’esposizione\, curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi\, presenta gli straordinari dipinti provenienti dal Detroit Institute of Arts\, una delle maggiori istituzioni museali degli Stati Uniti.  \n\n\n\nLa selezione riunita al Museo dell’Ara Pacis comprende un insieme di capolavori europei realizzati tra gli anni Quaranta dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento\, alcuni dei quali entrati nelle collezioni del museo statunitense già poco dopo la loro esecuzione e oggi finalmente in Italia\, che documentano una fase cruciale della storia dell’arte\, attraversata da trasformazioni profonde che contribuirono a ridefinire il linguaggio pittorico moderno. Attraverso il dialogo tra luce e colore\, natura e città\, realtà e astrazione\, la mostra ripercorre un arco temporale in cui la pittura europea mette in discussione i modelli accademici e\, sperimentando nuove modalità di osservazione\, apre la strada alle rivoluzioni artistiche del Novecento. \n\n\n\n«Da domani 4 dicembre al Museo dell’Ara Pacis si apre la grande mostra “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”\, uno dei musei più prestigiosi degli Stati Uniti. Un’occasione unica per apprezzare uno degli snodi artistici più importanti della storia pittorica. Ci sono passaggi della storia delle arti figurative che hanno cambiato per sempre il nostro modo di intendere la raffigurazione\, la luce\, i colori\, l’irrompere del paesaggio cosiddetto ‘en plein air’. L’impressionismo è stato questo: un’evoluzione pittorica\, una piccola rivoluzione\, che ha sfidato convenzioni e canoni\, dando corpo con la sua pittura ad un movimento composto da artisti da una sensibilità visiva fino ad allora sconosciuta: da Pierre-Auguste Renoir a Edgar Degas\, da Paul Cézanne a Camille Pissarro. L’esposizione riunisce 52 opere provenienti dal Detroit Institute of Arts e c’è tempo fino al 3 maggio per godere di questa opportunità che ci racconta anche come\, per la prima volta\, è cambiato il rapporto pittorico tra natura e città»\, così l’assessore alla Cultura di Roma Capitale\,Massimiliano Smeriglio. \n\n\n\nLa mostra si apre con il rinnovamento dell’arte francese a partire dalla metà del XIX secolo\, quando realisti e impressionisti si concentrano sulla rappresentazione della vita moderna\, sulla verità del quotidiano e sulla resa immediata della percezione della luce. È il momento in cui la pittura europea comincia a mettere in discussione i codici tradizionali e a interrogare il rapporto tra percezione e realtà\, inaugurando una trasformazione profonda che porterà\, nel giro di pochi decenni\, alle avanguardie del primo Novecento. Seguendo l’invito di Charles Baudelaire\, a rivolgere lo sguardo alla vita contemporanea\, i pittori francesi trovano nella modernità urbana e nella luce naturale la materia nuova della loro ricerca. \n\n\n\nLa prima sezione\, ricca di opere emblematiche\, restituisce con chiarezza questo passaggio epocale attraverso cinque dipinti diEdgar Degas\, il celebre Bagnanti di Paul Cézanne e il raffinatoDonna in poltrona (1874) di Pierre-Auguste Renoir\, scelto come visual della mostra\, ai quali si affiancano due opere più tarde diPissarro e Alfred Sisley e un dipinto di Max Liebermann che\, pur realizzato nel 1916\, testimonia la persistenza e la vitalità della poetica impressionista oltre i confini della Francia. \n\n\n\nIl racconto espositivo prosegue con le ricerche sviluppate dopo il 1886\, anno dell’ultima mostra impressionista\, quando la pittura francese si avvia verso una crescente solidificazione della visione\, una costruzione più stabile della forma e una trasformazione del colore in elemento espressivo autonomo. La Sainte-Victoire di Cézanne esposta\, databile ai primi Novecento\, mostra con evidenza questa evoluzione; mentre\, le opere di Renoir restituiscono un artista profondamente trasformato dalla rilettura della tradizione. I due dipinti di Vincent Van Gogh interpretano la realtà attraverso una pennellata ritmica e vibrante\, comunicando con forza lo stato emotivo dell’artista. In questi anni\, come osservava il critico inglese Roger Fry coniando il termine “postimpressionismo”\, l’opera d’arte si emancipa dal rapporto diretto con il reale e si configura come un’armonia autonoma\, parallela al mondo visibile. \n\n\n\nLa parte centrale del percorso è dedicata alla Parigi dei primi due decenni del Novecento\, quando la capitale francese si afferma come centro artistico mondiale e vede emergere figure decisive comePablo Picasso e Henri Matisse. Le sei opere di Picasso esposte in mostra restituiscono la complessità del suo percorso: un dipinto del periodo rosa\, due della fase cubista e tre ritratti di donne sedute\, dipinti dopo il 1920\, segnano tappe fondamentali della sua maturità. I tre dipinti di Matisse\, realizzati tra il 1916 e il 1919\, testimoniano invece un’evoluzione sorprendente\, dal rigore geometrico delle prime ricerche a una pennellata più sensuale e dilatata\, influenzata dall’opera di Renoir. Completano questo panorama parigino le opere cubiste di María Blanchard\, unica artista donna presente nella selezione proveniente dal DIA\, e di Juan Gris\, insieme ai dipinti espressionisti di Amedeo Modigliani e Chaïm Soutine\, figure centrali della Scuola di Parigi. \n\n\n\nIn chiusura una ricca selezione dedicata all’avanguardia tedesca\, acquisita dal Detroit Institute of Arts grazie alla lungimiranza del suo direttore Wilhelm R. Valentiner\, in carica tra il 1924 e il 1945\, e al sostegno di importanti mecenati. Tre dipinti — di Max Pechstein\, Wassily Kandinsky e Lyonel Feininger — appartengono ai grandi movimenti d’anteguerra\, Die Brücke e il Blaue Reiter. La maggior parte delle opere risale infatti al dopoguerra e restituisce la drammaticità della Germania sconfitta\, raccontata attraverso la durezza delle figure di Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff\, e attraverso i lavori intensi di Emil Nolde\, Oskar Kokoschka e Max Beckmann\, il cui Autoritratto del 1945 riflette l’incertezza profonda dell’artista e del suo Paese nel difficile momento successivo al conflitto. \n\n\n\nCon Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, Roma accoglie un nucleo di opere che raramente lascia gli Stati Uniti\, un viaggio attraverso cinquant’anni di creatività europea che riunisce i protagonisti della modernità. Una mostra che non solo restituisce la ricchezza delle collezioni americane\, ma ricostruisce l’intreccio di visioni\, sperimentazioni e rivoluzioni che hanno definito la pittura tra Ottocento e Novecento europeo. \n\n\n\nNell’ottica di rendere i musei luoghi aperti per tutti e nell’intento di favorire l’inclusione e la partecipazione alla vita culturale della città\, laSovrintendenza Capitolina prosegue nel suo impegno di dotare anche le mostre temporanee di servizi che rispondano alle diverse esigenze della cittadinanza\, attraverso un potenziamento continuo degli strumenti di accessibilità. La mostra Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts è progettata pertanto per essere accessibile attraverso percorsi multisensoriali\, visite integrate\, laboratori creativi. I dispositivi di accessibilità e i video LIS sottotitolati\, posizionati all’interno del percorso mostra\, sono stati realizzati in collaborazione con l’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza e Rai Pubblica Utilità. Per tutto il periodo di apertura dell’esposizione è inoltre previsto un servizio di visite tattili e visite con interpreti LIS gratuite\, in collaborazione con il Dipartimento Politiche sociali e Salute – Direzione Servizi alla Persona di Roma Capitale\, la Cooperativa Segni d’Integrazione Lazio e Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nDEGAS – MATISSE – PICASSO – RENOIR – VAN GOGH \n\n\n\nIMPRESSIONISMO e oltre.Capolavori dal Detroit Institute of Arts \n\n\n\nA cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi \n\n\n\nOrari  \n\n\n\nTutti i giorni 9.30-19.3024 e 31 dicembre 9.30-14.001° gennaio 2026 11.00-20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nBiglietto “solo Mostra”: intero € 15\,00 – ridotto € 13\,00 \n\n\n\nPrevendita: € 1\,00 \n\n\n\nPer maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) \n\n\n\nwww.arapacis.it  www.museiincomune.it  www.mondomostre.it \n\n\n\nLe prevendite (anche biglietti OPEN) sono disponibili a QUESTO LINK
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SUMMARY:"IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts" all'Ara Pais
DESCRIPTION:Quaranta giorni dall’apertura\, la mostra IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, in corso al Museo dell’Ara Pacis fino al 3 maggio 2026\, registra un risultato straordinario: 50.000 visitatoriin 40 giorni\, con una media di 1.250 presenze al giorno e unaproiezione di 180.000 visitatori a fine mostra. \n\n\n\nUn dato che conferma l’attrattività dell’offerta espositiva romana e il forte interesse del pubblico per un progetto che porta in Italia una selezione rara: 52 capolavori del Detroit Institute of Arts\, con opere di Degas\, Renoir\, Cézanne\, Van Gogh\, Matisse\, Picasso e una significativa sezione dedicata alle avanguardie europee\, fino all’area tedesca con autori come Kandinsky e Beckmann. \n\n\n\nLa mostra\, curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi\, è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\,coprodotta e organizzata da Sovrintendenza Capitolina e MondoMostre\, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nUn percorso tra Ottocento e Novecento: dalla modernità alla rivoluzione delle avanguardie \n\n\n\nIl progetto espositivo accompagna i visitatori lungo un arco temporale che va dalla metà dell’Ottocento ai primi decenni del Novecento\, raccontando la nascita di un nuovo sguardo sul reale e la progressiva emancipazione del colore e della forma\, fino alle sperimentazioni che definiscono la modernità. \n\n\n\nAccessibilità e servizi al pubblico \n\n\n\nIn linea con l’impegno per una fruizione sempre più inclusiva\, la mostra propone strumenti e attività dedicati (tra cui contenuti e percorsi accessibili). \n\n\n\nINFORMAZIONI MOSTRA \n\n\n\nIMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of ArtsSede: Museo dell’Ara Pacis – Spazio espositivo\, Via di Ripetta 180 / Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli)\, RomaDate: 4 dicembre 2025 – 3 maggio 2026Orari: tutti i giorni 9.30–19.30; 24 e 31 dicembre 9.30–14.00; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura; chiuso 25 dicembre e 1° maggioBiglietti (solo mostra): intero €15; ridotto €13; prevendita €1 \n\n\n\nLe prevendite (e biglietti OPEN) sono disponibili a QUESTO LINK
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SUMMARY:"Ad Vacuum" di Antonio Tropiano a Prosa_contemporanea
DESCRIPTION:Il 4 dicembre 2025 alle ore 18.00 PROSA_contemporanea presenta la mostra personale Ad Vacuum di Antonio Tropiano a cura di Alberto Dambruoso: in esposizione 7 sculture che fondono etica ed estetica\, pensieri e riflessioni profonde sull’uomo e sulla società in cui oggi viviamo.  \n\n\n\nAd Vacuum (Verso il vuoto) intende riflettere la sua concezione del fare scultura. Per millenni\, sostiene l’artista\, l’uomo si è domandato se in natura potesse esistere il vuoto e di cosa fosse non-composto. Secondo Tropiano il vuoto non è assenza di materia o mancanza di esistenza come sosteneva Aristotele ma\, al contrario\, è il luogo dove tutto è contenuto\, dove ogni cosa ha la possibilità di incontrare qualsiasi altra e mutare assieme ad essa\, divenendo così\, secondo una felice locuzione trovata dall’artista\, “il nascondiglio dell’eventuale”. \n\n\n\n\n\n\n\nAntonio Tropiano è senza dubbio uno degli artisti che maggiormente mi ha colpito negli ultimi anni. Ritengo che la sua ricerca artistica sia un unicum nel panorama artistico italiano e che le sue opere siano dotate di una straordinaria forza comunicativa tali da sollecitare nello spettatore molte riflessioni. Ho già avuto modo di scrivere sul suo lavoro qualche anno fa in occasione di una sua mostra personale al Museo Marca di Catanzaro e sono felice di tornare ad esprimermi sulla sua ricerca per questa sua prima personale romana. Tropiano\, che tra l’altro non ama essere definito artista\, termine oggi troppo generico che spesso coincide piuttosto con quello di creativo (cosa ben diversa dall’artista che è un creatore)\, è uno sculture giunto non più giovanissimo ai palcoscenici dell’arte contemporanea ma che ha saputo imporsi in tempi brevissimi all’attenzione di molti addetti ai lavori\, compreso il sottoscritto. Ci è riuscito non per le relazioni amicali o interessate con galleristi\, critici\, giornalisti che ne hanno promosso così le sue opere\, come spesso succede oggi (con artisti più impegnati al telefono che a produrre opere)\, ma per la grande forza espressiva dei suoi lavori e per quel senso di stupore che suscitano le sue opere sia in termini esecutivi (di tekné) sia formali. Si potrebbe definirlo uno scultore anacronista dal momento che\, infischiandosene della tecnologia che potrebbe facilitare le varie fasi di sbozzatura ma anche di rifinitura dei materiali lignei di cui si serve per realizzare le sue sculture\, opera ancora come facevano gli scultori del passato ovvero servendosi degli utensili classici che richiedono forza e pazienza.  Anche il luogo che ha scelto per creare (Santa Caterina dello Jonio\, località balneare della costa calabrese)\, lontano dai grandi centri dell’arte contemporanea come Milano\, Roma e Napoli è indicativo di una personalità non adusa ai riflettori e al chiasso delle grandi città ma che\, al contrario\, preferisce la quiete e un certo isolamento ritenuti necessari per la sua pratica artistica.   \n\n\n\nLe sue opere nascono tutte dal concetto greco di “symbolon” (che significa mettere insieme le cose\, tenerle unite)\, e diventano metafore della condizione esistenziale dell’uomo e più in generale del mondo e della società in cui viviamo.  Il ricorso ad una forma di linguaggio (simbolo) che unisce il visibile all’invisibile è quindi uno dei tratti caratteristici del suo modus operandi. Questo aspetto\, legato al linguaggio metaforico\, va messo in relazione anche ai trascorsi di Tropiano\, che ha avuto una formazione da filologo medievale e rinascimentale\, avvezzo quindi a scovare i significati più reconditi e finanche segreti\, celati nei manoscritti antichi. Una delle chiavi d’accesso alle sue opere si trova nei titoli che Tropiano dà alle sue sculture. In principio è dunque il verbo\, il punto di partenza dal quale muove la sua ricerca. E’ la curiosità di scoprire l’origine dei diversi lemmi\, dei detti popolari\, delle lingue antiche che hanno\, fin dalla tenera età\, interessato l’artista. “È dalle parole che parto” – afferma lo scultore – “quando do abbrivio ad una scultura: negli interstizi del termine rintraccio infatti quella modulazione dei significati\, quel tessuto connettivo concettuale che informa la figura scelta”.  \n\n\n\n“Ad Vacuum” (Verso il vuoto) il titolo che Tropiano ha dato alla sua mostra\, intende riflettere la sua concezione del fare scultura. Per millenni\, sostiene l’artista\, l’uomo si è domandato se in natura potesse esistere il vuoto e di cosa fosse non-composto. Secondo Tropiano il vuoto non è assenza di materia o mancanza di esistenza come sosteneva Aristotele ma\, al contrario\, è il luogo dove tutto è contenuto\, dove ogni cosa ha la possibilità di incontrare qualsiasi altra e mutare assieme ad essa\, divenendo così\, secondo una felice locuzione trovata dall’artista\, “il nascondiglio dell’eventuale”. Nell’immaginario comune\, dice Tropiano\, la vacuità è sinonimo di inutilità\, di mancanza di significato e di funzione; e una cosa è “a vuoto” quando non corrisponde alla sua finalità o\, peggio\, non qualifica la sua esistenza. “Nella scultura” – afferma Tropiano – “le cose sono assai differenti: lavorando “per levare”  la figura che rimane rappresenta senz’altro il pieno (statua/statuere= collocare\, occupare uno spazio)\, mentre le schegge che cadono sotto i colpi dello scalpello sono la vera carne del vuoto: perché contengono in sé tutte le figure che non sono state scelte dall’artista (nelle quali sarebbero state invece il ‘pieno’ o come si dice in gergo il ‘buono’). Se ne deduce quindi che il vuoto per uno scultore è quel luogo delle cose in cui tutto esiste per compiere la libertà del suo gesto”. \n\n\n\nIn mostra l’artista presenta sette sculture\, alcune di queste realizzate nell’ultimo anno e una dal titolo “Se questo ha un uomo” realizzata appositamente per la mostra.  \n\n\n\n“Cenoscopio”\, dal greco Kenos (vuoto) e Scopeo (guardare) è una scultura realizzata nel corso del corrente anno che si presenta come un sacchetto di carta per il pane al cui interno\, sul fondo\, l’artista ha inserito una lente d’ingrandimento. Lo spettatore è dunque invitato a guardare dentro\, nel vuoto. In realtà anche se non contiene nulla\, il sacchetto non perde la sua essenza che non è mai e solo la sua funzione\, ovvero quella di contenere. Il vuoto quindi non è assenza\, ma essenza del contenere.  \n\n\n\nL’opera dal titolo “Funambolo”\, anch’essa realizzata nel corso del 2025 è una scultura che si presenta con le sembianze di un torso umano acefalo che allarga le braccia formando un perfetto asse longitudinale. L’uomo senza volto in quanto rappresenta tutti i possibili uomini impugna sulla mano di destra un ciuccio mentre in quella di destra trattiene un chiodo. Cosa ci vuole significare l’artista con quest’opera? Che dal primo vagito (ciuccio) all’ultimo respiro (il chiodo della croce) l’uomo incede lungo il sentiero degli propri giorni come se stesse in bilico continuo sul voto dell’irrealizzato\, del non accaduto\, del futuro. Come accade al funambolo che trova un equilibrio sul margine della caduta.  \n\n\n\nAnche l’opera dal titolo “Telestiké” è stata realizzata nel corso del corrente anno. Nel mondo greco venivano chiamate così alcune piccole sculture femminili che contenevano all’interno un messaggio per gli dei. Durante le cerimonie dei misteri eleusini venivano bruciate per far arrivare col fumo il messaggio al cielo. Tropiano ha individuato con questa scultura una corrispondenza con la sua anima che ha sempre immaginato come una donna gravida pregna di tutte le parole che non conosce e dei colpi di scalpello ancora non dati. Questo è il motivo per il quale essa è cava e ricoperta all’interno di migliaia di versi\, parole e citazioni dei poeti e scrittori di ogni epoca e civiltà. \n\n\n\n“Edenismi” è una scultura del 2024 ricavata da un noce e che riproduce un’enorme foglia di fico rinsecchita. La riflessione apportata da Tropiano con questa scultura riguarda ciò che sta accadendo negli ultimi anni con l’informazione globale dove non si riesce più distinguere il vero dal falso (fake news) soprattutto dopo l’introduzione dell’IA. Scrive Tropiano a proposito di quest’opera: “In una stagione in cui perfino una foto di guerra ci ricorda come sia sempre più difficile distinguere il vero dal falso\, la biblica foglia di fico escogitata per dissimulare la verità (verecondia\, ovvero paura del vero) non ha più alcuna funzione avendo perso la sua utilità. E come ogni strumento in disuso si è rattrappita”.  \n\n\n\n“Appendihabitat” è una scultura realizzata nel 2019 durante la pandemia da Sars Covid 19 e nasce da una considerazione di Tropiano su quel periodo di condizionamenti e di privazioni. La scultura si presenta con le fattezze di un alveare appeso su un appendiabiti. L’alveare rappresenta la comunità che in quel periodo di necessità si era compattata aiutandosi reciprocamente\, ma appena terminato il momento del bisogno con la stessa facilità con la quale si era unita si è disfatta facendo prevalere i singoli interessi. “Si è smesso di cantare e di abbracciarsi” – ricorda Tropiano –  “e il nostro senso di comunione ha fatto la fine di un impermeabile che\, appena spiovuto è finito nell’appendiabiti”.  \n\n\n\n“Metà Morfosi” è una scultura realizzata nel 2021 che indica già nel titolo il suo status: un cambiamento avvenuto solo per metà del corpo. In quest’opera Tropiano apporta una riflessione sull’attuale società ipertecnologicizzata e iperconnesa dove tutti si sentono il dovere di dire la loro\, apponendo like di consenso anche sulle cose più banali ed effimere. Il pollice all’insù è diventato per Tropiano un’enorme chela di granchio\, una mutazione genetica abnorme e grottesca che porta lo spettatore a riflettere sulla condizione dell’uomo d’oggi.  \n\n\n\n“Se questo ha un uomo” è il titolo dell’ultima scultura realizzata\, come già detto più sopra\, appositamente per la mostra. Dalla base di un’enorme testa di gorilla penzolano\, come un vecchio orologio a cucù\, dei pendoli sonanti che scandiscono il tempo. Quest’opera nasce dalla riflessione intorno ai cambiamenti climatici causati dall’uomo. La scienza ha dimostrato come già diversi parametri siano stati superati e siano diventati dei “punti di non ritorno”. Così l’uomo che s’ingegna a possedere il tempo dimentica che questo è fatto  solo di punti di non ritorno. \n\n\n\nEtica ed estetica\, pensieri e riflessioni profonde sull’uomo e sulla società in cui oggi viviamo\, temi importanti come la verità o la falsità delle cose di cui siamo oramai solo inermi spettatori. Sono questi elencati\, alcuni dei temi di fondo che emergono dalle sue sculture. Antonio Tropiano con questa mostra ha inteso   renderci consapevoli dei tanti campanelli d’allarme che sono già suonati e che in tanti fanno finta di non sentire. Queste opere non sono solo belle esteticamente ma sono anche crude\, vere\, un pugno allo stomaco per i benpensanti e per coloro che pensano che tutto vada bene. Tropiano ci invita ad aprire gli occhi e fare qualcosa prima che l’uomo sparisca e che ritorni un primate.  Perché se questo è un uomo o se questo ha un uomo c’è davvero poca differenza. 
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SUMMARY:Anzian Prodige al Teatro Torlonia
DESCRIPTION:Una donna alla soglia dei cinquant’anni è la protagonista di Anzian Prodige\, assolo comico di e con Luisa Merloni\, che dal 4 al 7 dicembre\, al Teatro Torlonia\, presenta e anima un manifesto o\, meglio\, un libretto di istruzioni\, sulla capacità di invecchiare e affrontare il tempo che passa nel miglior modo possibile. \n\n\n\nUn’analisi sincera e frizzante su cosa voglia dire per una donna crescere ed entrare nel mondo degli “anta”\, in una società improntata\, anche economicamente\, sempre più sull’apparenza\, la perfezione\, e la giovinezza ad ogni costo.  \n\n\n\n«Il nostro paese invecchia\, ma attenzione\, questa è una buona notizia per una femminista – commenta Luisa Merloni – Ma cosa succede a una donna allo scoccare dei cinquant’anni? Nessuno lo sa\, perché nessuno ne parla. La donna sparisce dai radar del marketing\, ma proprio in quel momento può nascere una prima cellula rivoluzionaria. Può la seconda parte della vita essere la migliore? Certo che no\, ma di sicuro è il momento propizio per conquistare i mezzi di produzione. Il passaggio dalla recitazione alla scrittura ha seguito la domanda\, come si inserisce il comico nelle drammaturgie contemporanee? Il procedimento che ho utilizzato di più è stata l’ibridazione dei vari codici della comicità\, dal clown alla stand up comedy\, dalla maschera al cabaret: nel passaggio a volte repentino dall’uno all’altro la scena apre al pubblico\, lo interroga direttamente sulle tante questioni che il testo presenta. Della comicità resta forte la relazione tra autrice e spettatore\, come se ogni dietro ogni parola che i personaggi/persone dicono ci sia una risatina\, uno sguardo sornione lanciato direttamente allo spettatore. Il pubblico è reso un complice e proprio per questo reso responsabile\, seppur ridendo\, cioè chiamato a rispondere alle difficoltà del presente.» \n\n\n\nLuisa Merloni con il suo stile ironico\, diretto\, da stand up comedian dialoga direttamente con il pubblico lasciando le tracce per una piccola “rivoluzione” sociale e culturale\, svincolata dagli stereotipi e dai preconcetti\, liberando la donna da qualsiasi limite di età. \n\n\n\nLuisa Merloni \n\n\n\nNel 2001 fonda insieme alla regista Manuela Cherubini la compagnia PsicopompoTeatro iniziando un percorso professionale e di ricerca che si incentra soprattutto sulla diffusione del teatro di prosa contemporaneo\, con uno sguardo particolare al teatro spagnolo e argentino. Partecipa come attrice a diversi spettacoli tra cui\, Hamelin di Juan Mayorga\, per la regia di Manuela Cherubini\, vincitore del premio UBU 2008 come migliore novità straniera. Nel 2010 partecipa a Bizarra di Rafael Spregelburd vincitore del premio UBU 2010 come migliore novità straniera. Dal 2015 decide di rovinarsi definitivamente la vita iniziando a scrivere e mettere in scena degli spettacoli dal forte taglio comico ma anche con una evidente disperazione sotterranea. Il primo\, Farsi fuori (2017)\, è finalista al premio Inbox 2019. Da questo testo è tratto il film Beata te (2022). Aristotele’s bermuda (2021) è il suo primo spettacolo da solista\, Anzian prodige (2023) il secondo. Debutta a dicembre 2023 il suo secondo testo di prosa Lei non sa cosa vuole (2023) che la vede interprete al fianco di Daniele Natali\, cpn la regia di Manuela Cherubini. \n\n\n\n         Fondazione Teatro di Roma _www.teatrodiroma.net \n\n\n\nBiglietteria: tel. +39 06 877 522 10 – biglietteriaindia@teatrodiroma.net _ \n\n\n\nBiglietti: €18\, ridotto €12 \n\n\n\nOrari spettacolo: tutte le sere ore 20.00 I domenica ore 18.00  \n\n\n\nDurata spettacolo: 60 minuti
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SUMMARY:“EAT - Enogastronomia a Teatro” a Spoleto
DESCRIPTION: Dal 4 al 7 dicembre 2025 torna a Spoleto “EAT – Enogastronomia a Teatro”\, la quarta edizione\, organizzata da Anna7Poste Eventi&Comunicazione Srl in collaborazione con il Comune di Spoleto e supportata da Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto e Monini S.p.A.\, il festival che crea un connubio unico tra cibo e cultura\, e in cui i sapori diventeranno linguaggio\, gesto\, memoria\, spettacolo.  \n\n\n\nQuattro giorni in cui degustazioni\, cibo\, performance e musica si ritroveranno in scena a Spoleto con l’obiettivo di divulgare la promozione e la difesa delle eccellenze enogastronomiche locali e nazionali\, in sedi suggestive e inusuali come il Teatro Caio Melisso e il Teatrino delle 6\, importanti luoghi di cultura attraverso cui far conoscere le produzioni teatrali emergenti e far vivere al pubblico un’esperienza unica. \n\n\n\nLunedì 24 novembre a Palazzo Mauri a Spoleto\, nel corso della conferenza stampa di presentazione\, sono stati illustrati il programma e le novità\, che uniscono la cultura del cibo a performance teatrali e/o musicali. Sono intervenuti Giovanni Angelini Paroli\, assessore al turismo e allo sviluppo economico del Comune di Spoleto\, e l’organizzatrice Anna Setteposte. \n\n\n\n“EaT\, come abbiamo sottolineato anche in passato – ha dichiarato l’assessore Angelini Paroli -\, è un evento che rappresenta ormai un punto fermo della nostra programmazione\, con una capacità di dare valore alla nostra cultura enogastronomica e agroalimentare molto originale\, competente e suggestiva. Tenere insieme luoghi della cultura e arte culinaria permette di porre l’accento su due delle peculiarità più caratterizzanti del nostro territorio. Possiamo vivere il teatro quale luogo di incontro e conoscenza non solo della cultura\, ma anche della nostra enogastronomia”. \n\n\n\n“Questa è un’edizione diversa rispetto agli anni passati\, non solo perché saremo in pieno clima natalizio\, ma soprattutto per il programma che segna una crescita importante della manifestazione” ha affermato Setteposte per poi aggiungere: “Sarà un’edizione con molte novità\, seguendo una formula già collaudata\, che saprà coinvolgere il pubblico in maniera divertente e molto interessante. Avremo spettacoli a teatro dedicati ai bambini con ‘Shakespeare a colazione’\, il ritorno dei Food Ensemble\, questa volta con lo chef Tommaso Tonioni\, lo spettacolo ‘A Tavola’ prodotto da EaT e scritto da Guido Farinelli sull’arte dell’apparecchiare la tavola e questo rito come forma di racconto. Avremo un confronto tra il Trebbiano Spoletino e i trebbiani d’Italia\, tre appuntamenti con una cena clandestina e due spettacoli con i volti televisivi Vito e Niccolò Califano”. \n\n\n\nA inaugurare la kermesse\, giovedì 4 dicembre (Teatro Caio Melisso\, ore 20)\, sarà “Mama I’m Coming Home” con Alessandro Sesti e Debora Contini\, in anteprima nazionale. Lo spettacolo\, durante il quale si potranno assaggiare alcuni dei piatti tipici dell’Umbria contadina\, quella cucina semplice che è sinonimo di casa\, di famiglia\, di calore\, racconta attraverso una storia personale l’universalità del rapporto madre-figlio/a. Ci si addentrerà in cosa significa essere una madre cresciuta durante il boom economico\, ma soprattutto\, una donna che ha vissuto la propria infanzia in un’Italia dove il timore di Dio e il patriarcato più nocivo erano considerati la normalità.  \n\n\n\nTra le novità di questa quarta edizione ci sarà anche la prima produzione targata “Eat – Enogastronomia a teatro”: “A Tavola!” (domenica 7 dicembre\, Teatro Caio Melisso ore 18.30)\, spettacolo che vuole mettere in scena il rito della tavola a 360°. Tra ironia e poesia\, il sipario si aprirà sul rito antico del “mangiare insieme e apparecchiare”\, capace di rafforzare i legami e di dare forma alla memoria collettiva. Un viaggio quindi ironico e poetico intorno alla tavola\, tra piatti\, tovaglie e ospiti in arrivo. Due attori e una Vigilia che sta per cominciare: mentre attendono\, Amedeo e Piero preparano la tavola e discutono di oggetti\, gesti e significati nascosti. Lo spettacolo guida il pubblico dalle mense dei patrizi romani alle tavole moderne\, svelando come ogni gesto e utensile — dal cucchiaio primordiale alla “diabolica” forchetta\, fino al coltello di Richelieu — racconti l’evoluzione del gusto e delle buone maniere. Tra preparativi natalizi e riflessioni sul convivio\, “A Tavola!” celebra la mise en place come arte dell’accoglienza: un gesto che trasforma ogni tavola in uno spazio di bellezza\, cura e condivisione. Perché apparecchiare non è solo preparare una tavola\, ma anche un atto di cura verso chi si ama. Con Guido Farinelli\, autore dei testi\, Gabriele Furnari Falanga e Angelo Barone. Drammaturgia Giacomo Ballarè e regia Davide Gasparrini.  \n\n\n\nAltra novità\, uno spettacolo dedicato ai bambini dai 5 ai 10 anni intitolato “Shakespeare a colazione” (domenica 7 dicembre\, Teatro Caio Melisso ore 10.45)\, ispirato alla formula del celebre “Shakespeare for Breakfast” del Fringe Festival di Edimburgo. In una divertente e brillante matinée\, cinque attori portano in scena i personaggi più amati del teatro elisabettiano – da Iago a Lady Anna\, da Ariel a Shylock – tra dialoghi\, sonetti e momenti di pura comicità. Una sgangherata compagnia di girovaghi accompagna il pubblico in un viaggio tra sogni\, amori e malintesi tratti da opere come “Il Mercante di Venezia”\, “Molto rumore per nulla”\, “Sogno di una notte di mezza estate” e “Pene d’amor perdute”\, mentre viene servita una vera colazione con latte\, succhi di frutta\, cappuccino e torte. Testo originale a cura di Perelandra (iniziativa gratuita realizzata con il contributo del Gal Valle Umbra e Sibillini).  \n\n\n\nLa seconda giornata\, venerdì 5 dicembre\, è caratterizzata da due appuntamenti. Si inizia con “Emozioni da bere. Il primo cocktail show sulle emozioni” (Teatro Caio Melisso\, ore 19). Un format unico\, un viaggio nelle emozioni umane\, un aperitivo durante il quale si ride\, si riflette\, si gioca e si brinda. “Cocktail emotivi” realizzati ad hoc\, ognuno ispirato a un’emozione diversa. Regia\, drammaturgia e interpretazione: Daniele Vagnozzi; supervisione alla regia: Alessandro Savarese. Costume e oggetti di scena: Stefania Cempini; ideazione cocktail: Sebastian Lombardo / Raval. Produzione Marche Teatro. \n\n\n\nA seguire il one man show “L’altezza delle lasagne. Monologo di sopravvivenza gastronomica” di Vito\, comico bolognese noto anche per la sua passione culinaria (Teatro Caio Melisso\, ore 21.15). Lo spettacolo scritto da Francesco Freyrie e Andrea Zalone\, ideale per chi ama cimentarsi ai fornelli\, è un excursus esilarante e spietato sul malsano e preverso rapporto tra l’uomo e il piano cottura. \n\n\n\nRicca di appuntamenti la giornata di sabato 6 dicembre. Si inizia con la tavola rotonda organizzata e a cura del Gal Valle Umbra e Sibillini dal titolo “Origine e qualità degli alimenti. Il ruolo dei Consorzi di tutela nell’era dell’AI” (Teatro Caio Melisso\, ore 10.30). Il consumatore attento e consapevole cerca sempre garanzie sull’origine e sulla qualità degli alimenti. In questo ambito applicazioni\, motori di ricerca e Intelligenza artificiale si stanno sostituendo al valore dell’etichetta. I Consorzi di Tutela hanno la l’obbligo di ribadire il loro ruolo istituzionale di garanzia di qualità delle produzioni\, a tutela di chi produce e si chi consuma\, salvaguardando il valore dei marchi europei. Interverranno: Andrea Sisti\, sindaco di Spoleto\, Pietro Bellini\, presidente Gal Valle Umbra e Sibillini e presidente Consorzio di tutela Prosciutto di Norcia; Paolo Bartoloni\, presidente Consorzio Tutela Vini Montefalco; Marco Fornaciari da Passano\, professore dipartimento di ingegneria civile ed ambientale Università degli studi di Perugia; Devis Cruciani\, amministratore Unico del Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria; Zefferino Monini\, presidente Olio Monini Spa. A moderare sarà il giornalista Maurizio Pescari. \n\n\n\nA seguire “Cibo angelico” (Fattoria Sociale\, Loc. Protte n.27\, ore 12). In scena Mariella Fabbris narra storie provengono dalle pagine di Antonio Tabucchi e Nico Orengo\, e che invitano a riscoprire le cose buone e semplici\, reimparando magari ciò che è stato dimenticato nel rapporto con la natura. Lettere\, poesia\, teatro e cucina. Di e con Mariella Fabbris. In collaborazione con Fattoria Sociale. Spettacolo e degustazione di gnocchi (gnocchi al pomodoro – gnocchi al pesto – gnocchi ai tre formaggi – gnocchi dolci). \n\n\n\n“La ultima vez” (L’ultima volta) di Gabriella Salvaterra (Teatrino delle 6\, ore 12.45; in replica lo stesso giorno alle 19.45; e domenica 7 alle 12.30) è invece una cena clandestina che si propone di celebrare la meraviglia di un eterno nuovo inizio. Questo spettacolo supera i limiti tradizionali del teatro\, integrando in un’esperienza poetica il cibo\, la narrazione\, la musica e la memoria dei nostri corpi: “Quando le persone si riuniscono attorno ad un tavolo molto spesso parlano delle loro vite\, ma non capisco perché quasi sempre parlano delle loro prime volte. Questa notte propongo il contrario; ricordare\, celebrare le ultime volte della nostra vita\, perché per me sono le più belle e le più importanti”. Quest’opera è erede di un lavoro che per molti anni Gabriella Salvaterra ha sviluppato con il Teatro de los Sentidos\, indagando la relazione tra gusto e memoria\, e i semplici e profondi rituali che segnano la nostra vita. \n\n\n\nCon “La rivincita del Trebbiano” (Teatro Caio Melisso\, ore 16.45) il pomeriggio è in programma anche una degustazione guidata a cura dei giornalisti enogastronomici Antonio Boco e Giuseppe Carrus. Da varietà bistratta\, derisa\, camuffata\, ritenuta buona solo per quantità e prodotti da taglio\, a uva capace di vini contemporanei e attraenti\, ad alto tasso di originalità e dalle molteplici declinazioni. Ecco allora che il sipario si aprirà per il Trebbiano\, anzi per i Trebbiani. In degustazione: Antonio Camillo | IGP Toscana Procanico 2024; Cantina Ninni | DOC Spoleto Trebbiano Spoletino Misluli 2024; Cantina Antonelli | DOC Spoleto Trebbiano Spoletino Vigna Tonda 2024; Valentini | DOC Trebbiano d’Abruzzo 2024; Francesco Guccione | IGP Terre Siciliane Trebbiano 2024; Monteraponi | IGP Toscana Trebbiano 2023; Marangona | DOP Lugana Cemento 2022. \n\n\n\nLa giornata si concluderà con l’atteso ritorno dei Food Ensemble con “Il concerto che puoi mangiare” (Teatro Caio Melisso\, ore 21). Il primo concerto che si può assaggiare si unirà questa volta allo chef Tommaso Tonioni per una collaborazione irripetibile. Per questa edizione verrà ideato un piatto inedito\, creato appositamente per la serata e svelato in anteprima durante la performance. Nel pieno stile Food Ensemble\, il piatto diventerà musica: suoni\, aromi e movimenti della preparazione si trasformeranno in una nuova traccia\, che dopo l’evento sarà pubblicata e ascoltabile in streaming. Un’esperienza che unisce gusto e suono in un’unica performance multisensoriale. Selezione vini a cura de Il Garage del Vino. \n\n\n\nL’ultima giornata di EaT\, domenica 7 dicembre\, inizierà con una matinée al cinema\, tra colazione e proiezione del film “Il gusto delle cose” (Sala Pegasus\, ore 10.30). Un film di Tran Anh Hung che segna una svolta nel sottogenere cibo-cinema: non più competizione ma condivisione di sapere. Sul finire del XIX secolo in Francia Eugenie\, cuoca sopraffina\, e Dodin-Bouffant\, famoso gastronomo\, lavorano fianco a fianco da vent’anni. Il loro è un rapporto di reciproca fiducia che progressivamente si è trasformato in una relazione sentimentale. Eugenie però si ritrae dinanzi all’idea che si consolidi in un matrimonio. Lui però non ha intenzione di arrendersi e si muove\, per ottenere il risultato desiderato\, sul terreno che li accomuna: la cucina. \n\n\n\nIn contemporanea è in programma anche lo spettacolo per bambini “Shakespeare a colazione” (Teatro Caio Melisso\, ore 10.45).  \n\n\n\nCon lo spettacolo ironico e scanzonato “Mangiare tutto” (Teatro Caio Melisso\, ore 16.30)\, l’attore e cuoco Niccolò Califano\, reduce dal programma Sky Masterchef\, e lo scrittore e drammaturgo Matteo Cavezzali\, racconteranno poi la passione/patologia che colpisce ogni italiano: la mania per la cucina. Gli italiani infatti hanno una vera e propria ossessione per il cibo. A colazione parlano di cosa mangiare a pranzo\, a pranzo di cosa mangiare a cena\, a cena iniziano a progettare i pasti del giorno seguente. Dalle liti per la miglior ricetta\, alle battaglie per la “vera” tradizione\, dalla gara a chi ha avuto la nonna come cuoca migliore\, dalle abbuffate per Natale e per i matrimoni\, fino alla nuova passione per la cucina etnica e giapponese. Con un solo imperativo: “mangiare tutto!”. In scena con Califano\, Andrea Sciamanna. \n\n\n\nIl finale della quattro giorni spoletina sarà poi con la prima produzione targata EaT “A tavola!” (Teatro Caio Melisso\, ore 18.30). \n\n\n\nAttori\, musicisti\, cuochi e spettatori si ritroveranno così nuovamente insieme a Spoleto per sedersi ancora allo stesso tavolo\, tra cibo e performance. Lo spazio del teatro e non solo\, grazie ad un ricco programma di appuntamenti\, tornerà ad essere condiviso interamente\, in una chiave di esclusiva convivialità. \n\n\n\nNel Settecento il teatro non era soltanto palcoscenico di arti e spettacolo\, ma un luogo vivo\, sociale\, in cui si mangiava\, si brindava e si festeggiava insieme. Con EaT questo spirito torna a rivivere: il teatro ridiventa spazio di incontro e condivisione\, dove cultura e gusto si intrecciano per restituire al pubblico l’esperienza autentica di un tempo. \n\n\n\nBiglietti in vendita su circuito Ticket Italia.  \n\n\n\nEat – Enogastronomia a Teatro \n\n\n\nwww.eatspoleto.it  \n\n\n\nEmail: info@eatspoleto.it
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SUMMARY:“Samar - folie à la sicilienne” a Fortezza Est
DESCRIPTION:Debutta a Fortezza Est dal 4 al 6 dicembre “Samar – folie à la sicilienne” uno spettacolo di canti\, rime e testi scritti o recuperati da Giovanni Alfieri e Sergio Beercock\, in scena con un esperimento di teatro partecipativo\, radicato nel suono\, che invita a ripensare la comunità\, la cura e il tempo. \n\n\n\nSAMAR è un rituale di teatro musicale che festeggia\, nostro malgrado\, il lutto delle tradizioni: “Un popolo muore quando gli tagliate la lingua”. Buio. SAMAR è una veglia performativa\, un’esperienza teatrale collettiva che si consuma di notte\, intorno a una tavola\, tra il racconto e il canto\, tra il rito e la presenza. Il titolo stesso\, tratto dall’arabo “samàr”\, evoca la parola detta nella notte\, la narrazione che si prolunga fino all’alba\, nella condivisione di storie. \n\n\n\nDue compàri accolgono convitati e convitate ad una tavolata con pane e vino. Fra un brindisi e un temporale improvviso\, la notte si trasforma in una evocazione poetica di antichi fools mediterranei e orlandi furiosi\, canti di galera e parodie religiose. Fra i canti tradizionali e l’elettronica dal vivo si dispiega un duello all’ultimo sangue\, folle e ubriaco: il semplice banchetto diventa una briscola apocalittica fra pupo tradizionale e puparo contemporaneo\, dove il puparo finisce per rompere il pupo per eccesso di entusiasmo \n\n\n\nLa voce e il corpo dei performer\, affiancati da strumenti tradizionali (tamburo a cornice\, friscaletto\, marranzano) e da un tessuto sonoro elettronico elaborato dal vivo\, generano un paesaggio immersivo\, in cui convivono passato e presente\, oralità arcaica e tecnologia. La narrazione si rigenera ogni sera\, affidata anche all’ascolto delle storie vere raccolte in anni di interviste a donne e uomini del Sud\, le cui voci entrano in scena sotto forma di registrazioni originali\, riportando alla luce memorie dimenticate e formule rituali. \n\n\n\nSAMAR non è solo uno spettacolo\, ma un patto: ogni spettatore è invitato a prendere parte attiva\, offrendo un gesto\, un dono\, un detto\, un canto\, un brindisi: un frammento di sé. Pane e vino diventano strumenti di connessione\, piccoli sacramenti laici che sigillano un legame: diventare compàri e comàri\, per la durata di una notte\, o forse per sempre. \n\n\n\nSAMAR – folie à la sicilienne –  \n\n\n\n4-5-6 dicembre 2025 ore 20:30 \n\n\n\nPOETICA Stagione Teatrale 2025/26 Fortezza Est \n\n\n\nOrario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30 \n\n\n\nbiglietto unico 14.00€ \n\n\n\nAbbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli  70€ \n\n\n\nwww.fortezzaest.com \n\n\n\ninfo e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com \n\n\n\n| whatsapp 329.8027943| 349.4356219
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LOCATION:Fortezza Est\, via Francesco Laparelli\, 62\, Roma\, Italia
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SUMMARY:“Tutto è possibile” al Nuovo Teatro Orione
DESCRIPTION:Ridere fa bene e serve a far del bene\, questo è lo scopo di “Tutto è possibile” lo spettacolo che unisce comicità e impegno sociale\, per la raccolta fondi a favore della Parrocchia di Ognissanti\, che andrà in scena il prossimo giovedì 4 dicembre alle ore 21.00\, al Nuovo Teatro Orione\, a Via Tortona\, nel quartiere Appio-Latino della capitale. \n\n\n\nUno spettacolo brillante\, dove la comicità la farà da padrona di e con Carla Carfagna e Caterina Boccardi\, la regia di Grazia Rita Visconti e la travolgente partecipazione straordinaria di uno dei volti più noti della comicità romana: Maurizio Battista. \n\n\n\nTutto è possibile è la storia dell’aspirante regista Chiara (interpretata da Caterina Boccardi) e dell’aspirante sceneggiatrice Silvia (interpretata da Carla Carfagna)\, con una passione travolgente per il cinema. Cresciute guardando film che le hanno ispirate a raccontare storie e che hanno un sogno comune: realizzare un film indipendente che tocchi il cuore delle persone. \n\n\n\nLe due donne\, amiche da sempre\, vivono a Roma\, dove tutti sembrano aver rinunciato ai propri sogni. Ma loro non si arrendono! \n\n\n\nIniziano così a scrivere la sceneggiatura del loro film. Man mano che il progetto prende forma\, Silvia e Chiara affrontano numerose sfide e tante problematiche: finanziamenti inesistenti\, location che saltano all’ultimo minuto\, attori che si ritirano e momenti di puro sconforto. Ma è proprio nei momenti più bui che le due donne scoprono la vera essenza del cinema: la capacità di unire le persone\, di farle ridere\, piangere e riflettere. \n\n\n\nIl film diventa una metafora della loro vita: ogni scena è una vittoria\, ogni errore un’opportunità per imparare. E mentre il sogno sembra sempre più lontano\, Silvia e Chiara si rendono conto che il vero film non è solo quello che stanno realizzando\, ma il percorso che stanno facendo insieme\, le persone che stanno incontrando e le esperienze che stanno vivendo. \n\n\n\n“Tutto è possibile” vuole essere un omaggio a tutti coloro che\, nonostante le difficoltà\, continuano a credere nei propri sogni e a lottare per realizzarli. È una storia di passione\, amicizia e determinazione\, che dimostra come il cinema possa essere non solo un mezzo di intrattenimento\, ma anche un modo per raccontare storie che toccano il cuore delle persone. \n\n\n\nGuest star della serata Luigi Fontana\, cantautore\, arrangiatore e scrittore\, figlio dell’indimenticabile ed ultra celebre cantante e compositore italiano Jimmy Fontana. \n\n\n\nL’intero incasso della serata sarà devoluto alla Casa di Accoglienza e alle attività caritative  della Parrocchia Ognissanti. \n\n\n\nUn evento che unirà il valore della comicità con l’impegno per il sociale\, dove la risata diventerà il filo conduttore della solidarietà a favore di una realtà che accoglie tante persone bisognose nella casa di accoglienza e nel centro di ascolto ma anche tanti giovani in un oratorio sempre aperto a ragazzi e famiglie. \n\n\n\nBrevi info sulla Chiesa e Parrocchia di Ognissanti \n\n\n\nLa parrocchia di Ognissanti è affidata ai figli della Divina Provvidenza. Il 7 marzo 1965\, in questa parrocchia venne celebrata da Papa Paolo VI la prima messa in lingua italiana. Fu un momento storico\, che segnò il passaggio dalla lingua latina\, utilizzata per le celebrazioni liturgiche\, alle lingue nazionali\, in linea con le indicazioni del Concilio Vaticano II. Unica chiesa fondata direttamente da San Luigi Orione. Grafica: Lorella Gobbo Carrer Foto e riprese video: Silvano Ceccarelli \n\n\n\nBiglietti acquistabili su Vivaticket: https://www.vivaticket.com/it/ticket/tutto-e-possibile/285037 \n\n\n\nPer info e prenotazioni WhatsApp 3206705227 \n\n\n\nPlatea 20 euro; Galleria 15 euro; Bambini e ragazzi inferiori a 14 anni 10 euro
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SUMMARY:Cinzia Tedesco all'Alexanderplatz con le Donne del Jazz
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, giovedì 4 dicembre\, le Donne del Jazz\,un progetto ideato da Cinzia Tedesco per omaggiare le vite e le voci di alcune tra le più grandi jazz vocalist di tutti i tempi. Un viaggio tra racconti e musica\, aneddoti e standard internazionali riproposti dalla Tedesco con la sua potente e raffinata vocalità e originalità musicale\, con gli arrangiamenti del maestro Pino Jodice. Cinzia Tedesco canta il jazz delle donne di talento delle comunità black\, donne che trovarono il palco e la musica come unico spazio di affermazione di diritti negati e la loro vera rivincita. Con Ettore Carucci al pianoforte\, Marco Loddo al contrabasso e Pietro Iodice alla batteria\, la voce della Tedesco fa risuonare le ‘note nere’ che hanno fatto la storia del jazz\, ricordando tra le tante stelle quella di Ella Fitzgerald\, Sarah Vaughan\, Billie Holiday e Nina Simone. Partendo dalle storie della New Orleans e di New York tra gli anni ’30 e ’50\, quando le ragazze ballavano il charleston e la radio proponeva solo voci ‘bianche’\, anni del razzismo dichiarato\, delle sparatorie fra gangs rivali e degli uomini con le fiaschette di whisky nelle tasche dei calzoni\, questo quartetto di musicisti di altissimo livello presenta grandi melodie e standard tanto amati dal pubblico del jazz e non solo\, con la voce della Tedesco che ricorda le Donne del Jazz\, cresciute per strada tra povertà e discriminazioni\, ma che sul palco incantavano il pubblico della ricca borghesia bianca. Da artista Ambasciatrice della rete Inclusione Donna\, la Tedesco\, con questo progetto\, mette la sua voce al servizio di un momento musicale e narrativo originale e che ricorda il passato guardando con fiducia al futuro. \n\n\n\n                                                                                                                                                                                    Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,30 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp)
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SUMMARY:In casa con Claude 2.0 al Teatro Belli
DESCRIPTION:Sarà in scena dal 4 al 7 dicembre 2025 al Teatro Belli di Roma\, In casa con Claude 2.0\, spettacolo teatrale liberamente tratto da Being at home with Claude di René Daniel Dubois\, adattamento e regia di Giuseppe Bucci\, con Matteo Santorum ed Enrico Sortino. \n\n\n\nUn serrato interrogatorio tra un commissario di polizia e un giovane escort omosessuale\, dalla vita borderline. Il ragazzo si è autoaccusato dell’efferato delitto di un altro giovane e tuttavia si rifiuta ostinatamente di spiegare (soprattutto a se stesso) il come e il perché del suo terribile gesto.  Il commissario\, dai tratti umani ma incatenato a ostinati pregiudizi\, non mollerà e il finale rivelerà un inaspettato e sconvolgente segreto. \n\n\n\nUn dramma visionario e adrenalinico che scava a fondo nei sentimenti e negli abissi dell’animo umano e nelle feroci conseguenze del pregiudizio e della emarginazione che ancora divorano le nostre società. Uno spettacolo in cui la morte\, l’amore\, la rabbia\, il dolore sono espressi con feroce intensità. \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nIl testo di René-Daniel Dubois\, scritto negli anni Ottanta ma ambientato nei ’60 è un forte testo di denuncia contro la impietosa emarginazione degli omosessuali\, ancor più se relegati ai margini dalla prostituzione o dal consumo di droghe. Affronta molto in profondità la questione dell’accettazione di se stessi e del desiderio di amare e sentirsi amati quando non si ritiene di averne diritto perché sporchi o sbagliati. Yves è solo un ragazzo disincantato e incattivito dai pregiudizi della società convinto di non essere in grado di sostenere una storia d’amore e di non meritare l’amore di un altro ragazzo come lui… un suo riflesso e per questo quello ciò che commette lo commette soprattutto contro se stesso. \n\n\n\nHo deciso di rivoluzionare il testo originale eliminando tutte le connotazioni storiche e geografiche per evidenziare quanto queste tematiche\, legate alla omosessualità\, alla negazione dei diritti\, alla emarginazione siano ancora oggi così attuali. \n\n\n\nIn alcune parti del mondo l’omosessualità è ancora criminalizzata e punita in maniera atroce\, ma anche nel nostro “occidente” o nella nostra Italia è ancora così presente una ostile omofobia che continua a condizionare e rovinare la consapevolezza affettiva\, sessuale e sociale di moltissimi giovani. \n\n\n\nHo messo in scena “In casa con Claude” perché\, in un percorso ultra decennale di impegno sociale\, mi sono rispecchiato molto nelle tematiche di Dubois. Alcune vicende personali dolorose mi hanno permesso di arrivare decisamente in fondo alle questioni e ai sentimenti provati dai personaggi consentendomi di fare un lavoro sugli attori molto viscerale ed empatico. \n\n\n\nEnrico Sortino\, attore esperto e sensibile diventa per me un Ispettore ancora più spietato nella sua caccia alla verità ma anche una sorta di società/padre (capace alla fine di comprendere?) contro la quale il ragazzo si scaglia soprattutto perché si sente rifiutato\, non capito.  \n\n\n\nMatteo Santorum è un giovane talento dalla sensibilità acutissima. La sua capacità di scendere in profondità e di connettersi con le emozioni da raccontare mi ha convinto a riportare ancora una volta in scena il personaggio di Yves sicuro che ne avrei avuto una versione ancora più sincera e vibrante.  \n\n\n\nBIOGRAFIE \n\n\n\nGiuseppe Bucci (autore e regista) \n\n\n\n(Vive tra Napoli e Roma) è autore e regista. Si forma e lavora come attore con Carlo Cerciello (“Il contagio” storico adattamento teatrale di “Cecità” del Nobel Josè Saramago)\, Walter Manfrè (“La confessione”)\, Francesco Silvestri\, Michele Monetta e al cinema con Mario Martone e Francesco Rosi. In teatro è stato il primo regista portare a Roma e Napoli il dramma “Tom a la ferme” di Michel Marc Bouchad (con Salvatore Langella e Lorenzo Balducci) reso famosissimo dal film di Xavier Dolan e un adattamento in monologo di “Orlando” di Virginia Woolf. \n\n\n\nAl cinema\, nei suoi corti ha diretto Rosaria De Cicco in una pluripremiata versione di “Voce Umana” di Cocteau in chiave lesbo (“La voce di Laura”)\, Paolantoni e Patrizio Rispo in veste drammatica in “Luigi e Vincenzo” (finalista Outfest Los Angeles) e “frammenti di Scannasurice” da Enzo Moscato con una altrettanto decorata Imma Villa. “In casa con Claude” va in scena\, apprezzatissimo\, dal 2020 con cast spesso rinnovati in cerca di giovani talenti da far conoscere. \n\n\n\nMatteo Santorum (attore) \n\n\n\nNato a Riva del Garda (TN) è un giovane attore emergente che vanta\, nella sua formazione\, la frequentazione della prestigiosa “Royal Drama Academy” (RADA) di Londra. \n\n\n\nDopo alcune esperienze da protagonista a teatro\, approda in Tv e viene conosciuto dal grande pubblico nel ruolo di Jacopo Leone nella fiction Rai “Un posto al sole”.  \n\n\n\nIl suo percorso nelle fiction prosegue con “Piazza Fontana\, io ricordo” regia di F. Miccichè su Rai1 e “Erasmus\, plus stories” su Rai2. \n\n\n\nNel 2021 l’esordio al cinema\, nel ruolo di Olmo\, con “Non tutto è perduto” di Francesco Bellomo. Nel 2024 è tra i coprotagonisti nella serie di successo con Lunetta Savino “Libera” di Gianluca Mazzella\, nel ruolo di Elia\, che riprenderà nel 2026 in “Libera 2”  \n\n\n\nNel dicembre 2025 è nel cast principale\, nel ruolo di Lorenzo\, di un’altra serie targata Rai\, “L’appartamento sold out” regia di Francesco Apolloni e Giulio Manfredonia  \n\n\n\nEnrico Sortino (attore) \n\n\n\nÉ un attore di cinema e teatro\, regista\, conduttore televisivo.  Approfondisce il lavoro attoriale insieme a Ivana Chubbuck e Jan Fabre. Nel 2012 pubblica la sua opera prima\, Sette volte un uomo – I sette peccati capitali\, Premio editoriale “Talent Tales”. \n\n\n\nNel 2013 fonda la compagnia “Vuccirìa Teatro”\, con la quale porta in scena spettacoli di drammaturgia inedita in scena sia in Italia e all’estero. \n\n\n\nLavora con Declan Donnellan\, Nick Ormerod\, Oskaras Koršunovas e Álex Rigola e in Italia con Elio Germano\, Giuliano Peparini\, Claudio Baglioni\, Gabriele Cipollitti\, Aliosha Massine.Al cinema è tra i protagonisti in “Rayana” di Vincent Navarra\, “Transfert” di Massimiliano Russo\, “Gli Astronomi”di Diego Ronsisvalle\, “Die Normannen–Herrscher von Sizilien’ di Klaus T. Steindl.In tv è nel cast della sesta stagione de ‘Il commissario Rex’\, nella sesta stagione di ‘Squadra antimafia’ e nell’ottava stagione di ‘Amore criminale’. Nel 2026/2027 interpreterà Brutus nel film ‘The Resurrection of the Christ’ diretto da Mel Gibson.
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LOCATION:Teatro Belli di Antonio Salines\, piazza Santa Apollonia\, 11a\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"Life Is Life"\, 2 episodio al Teatro Parioli
DESCRIPTION:Con Life Is Life\, il Teatro Parioli Costanzo prosegue ufficialmente la sua stagione teatrale 2025–26 con la direzione artistica firmata da Massimiliano Bruno\, confermando la vocazione del Parioli come luogo di incontro tra tradizione e innovazione\, teatro popolare e scrittura contemporanea. Dopo il grande successo del primo episodio\, la stagione prosegue dal 4 al 14 dicembre con il debutto del secondo capitolo di questo progetto inedito e ambizioso: una serie a teatro in quattro episodi\, scritta da Bruno insieme a Sara Baccarini\, Emilia Bruno\, Filippo Gentile e Daniele Locci\, e prodotta dal Nuovo Teatro Parioli. \n\n\n\nUn format che rinnova e approfondisce il legame tra la serialità e la scena dal vivo: quattro episodi autonomi ma collegati\, distribuiti da novembre a marzo\, con giovani interpreti\, diversa in ogni capitolo.Una struttura narrativa che porta nel teatro lo spirito dell’attesa e della continuità tipico delle grandi storie seriali\, ma restituito alla dimensione unica dell’incontro in sala. È un modo diverso di abitare il teatro — non più come un evento unico e irripetibile\, ma come un appuntamento da seguire nel tempo\, episodio dopo episodio\, come si segue una grande storia condivisa. In questo senso\, Life Is Life non è semplicemente la prosecuzione dello spettacolo inaugurale: è il manifesto della nuova visione artistica di Bruno\, che intende trasformare il Parioli in una casa accogliente\, viva\, aperta alle giovani generazioni e alle nuove scritture. \n\n\n\nIl progetto: un racconto seriale per il palcoscenico \n\n\n\nCon Life Is Life\, Bruno immagina un teatro che dialoga con la città e con il suo pubblico in modo nuovo: la forma episodica diventa uno strumento per costruire continuità emotiva\, per stimolare la memoria e la curiosità dello spettatore. Ogni episodio ha un proprio tono e un proprio sguardo – ora comico\, ora surreale\, ora malinconico – ma tutti concorrono a formare un unico universo narrativo\, in cui i personaggi cambiano\, crescono e si rivelano nel tempo. \n\n\n\nAl centro della storia c’è Ofelia\, un’aliena precipitata sulla Terra che\, nel tentativo di comprendere la nostra specie\, si iscrive a un’accademia di recitazione. Attraverso il teatro – luogo in cui si finge per essere sinceri – scopre le contraddizioni\, le fragilità e la tenerezza dell’essere umano. Dietro la leggerezza della commedia\, Life Is Life affronta temi universali: la solitudine\, il desiderio di essere compresi\, la ricerca di senso\, il ruolo della donna\, la fede e il bisogno di appartenenza. \n\n\n\nBruno gioca con l’idea della serialità per rovesciare la consuetudine teatrale: non uno spettacolo da consumare\, ma un percorso da seguire\, che cresce insieme a chi lo guarda. La stagione 2025–26 del Parioli inizia così\, con un esperimento coraggioso e affettuoso: un teatro che invita a tornare\, ricordare\, aspettare il prossimo episodio. \n\n\n\nDichiarazioni di Massimiliano Bruno \n\n\n\nIdeatore e regista di “Life Is Life”\, direttore artistico del Teatro Parioli Costanzo \n\n\n\n«Life Is Life è un tentativo di portare a teatro la forma della sitcom\, un genere che solitamente non appartiene al linguaggio teatrale perché siamo abituati a vederlo in televisione da oltre cinquant’anni\, declinato dagli italiani\, dagli americani e un po’ in tutto il mondo. In questo caso\, invece\, si tratta di un esperimento di contaminazione tra teatro e televisione: uno spettacolo che conserva la familiarità e il ritmo di una serie TV — quella sensazione di potersi accomodare sul divano e godersi qualcosa di piacevole — ma che\, al tempo stesso\, invita il pubblico a vivere quell’esperienza dal vivo\, a teatro.» \n\n\n\n«Per farlo mi sono avvalso di un’équipe di autori e registi\, tutti molto giovani\, che mi hanno dato una linfa vitale per poter tirare fuori anche tematiche molto contemporanee\, molto vicine a quello che sta succedendo nel mondo adesso.» \n\n\n\n«L’idea è nata alcuni anni fa: inizialmente era un progetto pensato per la televisione — e chissà\, forse un giorno lo realizzerò anche lì — ma che quest’estate abbiamo deciso di sviluppare per il teatro\, insieme a Baccarini\, Locci\, Emilia Bruno\, Filippo Gentile e Maurizio Lops”. \n\n\n\n«La messa in scena è volutamente al servizio dello spettatore: vogliamo innanzitutto divertire e conquistare il pubblico con la bellezza dei personaggi\, con la loro profondità e\, perché no\, con un po’ di politicamente scorretto\, per dire come la pensiamo sul mondo.» \n\n\n\n«Anche se la protagonista è un’extraterrestre\, Lifesy Life non è un racconto di fantascienza\, ma una commedia pura. Una commedia interpretata da attrici e attori giovanissimi\, già in piena ascesa professionale: volti che lavorano da tempo\, ma con l’energia e l’età giusta per raccontare questa storia ambientata tra la Roma Sud di un palazzo che affaccia sulla Conad e un’accademia di recitazione\, dove i protagonisti cercano di farsi strada e conquistare il proprio spazio nel mondo dello spettacolo.» \n\n\n\nCosa è successo nella prima puntata?  \n\n\n\nRoma\, 2025\, settembre. Una navicella spaziale cade sulla Terra. Nuda e disorientata\, un’aliena si guarda intorno e cammina senza meta\, incantata dalla luce e dal rumore. La trovano tre coinquilini poco più che trentenni\, ai margini della società: un complottista paranoico\, una ragazza enigmatica che sembra sapere più di quanto dice e un aspirante attore troppo concentrato su sé stesso per accorgersi che qualcosa di straordinario sta accadendo proprio sotto ai suoi occhi. La portano a casa\, la chiamano Ofelia. Non sanno che\, da quel momento\, per loro cambierà tutto. Da Urano a Roma Sud\, dal silenzio siderale alla confusione dell’umanità\, la nostra protagonista si vedrà costretta ad ambientarsi su questo strambo e affollato pianeta\, e quale contesto migliore\, se non un’accademia di recitazione? Il teatro\, quel luogo in cui ognuno può essere sé stesso fingendo di essere altro\, le permetterà di comprendere a pieno le contraddizioni di questa nostra bizzarra specie. Attraverso le prove\, le rivalità\, gli sfoghi e i sogni dei giovani artisti che incontrerà\, Ofelia capirà che niente è più assurdo\, violento\, tenero\, carnale e poetico dell’essere umano. In una società dove ognuno urla ma nessuno ascolta\, una ragazza venuta da un altro pianeta ci obbliga a guardarci allo specchio. E ci fa una domanda semplice: che razza di pianeta è questo? \n\n\n\nEpisodio 2 \n\n\n\n4–14 dicembre 2025Scritto da Massimiliano Bruno con Sara Baccarini\, Emilia Bruno\, Filippo Gentile e Daniele LocciRegia di Filippo Gentilecon Sara Baccarini\, Gabriele Bax\, Carlotta De Cesaris\, Mariachiara Di Mitri\, Daniele Locci\, Filippo Maria Macchiusi\, Alessandro Mauthe\, Marianna Menga\, Dafne Montalbano\, Alessandro Nistri\, Cecile Ngo Noug\, Marco Todisco\, Chiara TronMusiche Roberto ProcacciniCostumi Monica RosiniScenografia Alessandro ChitiDirezione Palco Andrea CecchiniDirezione Musicale Carlotta TommasiSound Design Raniero TerribiliDisegno Luci Mirco Maria ColettiOrganizzazione Carmela AngeliniProduzione Esecutiva Enzo GentileProduzione Nuovo Teatro Parioli \n\n\n\nLa storia prosegue dall’episodio precedente… \n\n\n\nCi ritroviamo all’Accademia di recitazione\, dove la vita di Ofelia e dei suoi compagni continua tra prove\, sogni e nuove tensioni. Le dinamiche all’interno della scuola si fanno sempre più intense: verità nascoste e identità da reinventare si intrecciano in un continuo gioco tra realtà e finzione. Ma tutto viene sconvolto dall’arrivo di un personaggio misterioso: sarà un alleato o un nemico? \n\n\n\nLife is life è una commedia brillante\, ironica e surreale che fa ridere tanto e pensare ancora di più. Tra situazioni paradossali e personaggi indimenticabili\, lo spettacolo usa l’umorismo per affrontare temi enormi come il sesso\, la religione\, il ruolo della donna\, la solitudine e il bisogno disperato di essere capiti. Una favola comica e aliena che ride dell’umanità…ma con infinita tenerezza! \n\n\n\nScopri come continua nel terzo episodio… \n\n\n\nOrari Repliche  \n\n\n\nGio04/12/202521:00Ven05/12/202521:00Sab06/12/202519:00Dom07/12/202517:00Mar09/12/202521:00Mer10/12/202521:00Gio11/12/202521:00Ven12/12/202521:00Sab13/12/202521:00Dom14/12/202517:00\n\n\n\n\n\n\n\nEpisodio 3 \n\n\n\n22 gennaio – 1° febbraio 2026Un progetto di Massimiliano BrunoScritto da Massimiliano Bruno ìcon Sara Baccarini\, Emilia Bruno\, Filippo Gentile e Daniele LocciRegia di Sara Baccarinicon Sara Baccarini\, Gabriele Bax\, Carlotta De Cesaris\, Mariachiara Di Mitri\, Daniele Locci\, Caterina Lucente\, Filippo Maria Macchiusi\, Marianna Menga\, Chiara Mercurio\, Dafne Montalbano\, Alessandro Nistri\, Marco Todisco\, Chiara TronMusiche Roberto ProcacciniCostumi Monica RosiniScenografia Alessandro ChitiDirezione Palco Andrea CecchiniDirezione Musicale Carlotta TommasiSound Design Raniero TerribiliDisegno Luci Mirco Maria ColettiOrganizzazione Carmela AngeliniProduzione Esecutiva Enzo GentileProduzione Nuovo Teatro Parioli \n\n\n\nLe relazioni si complicano\, le certezze si dissolvono. La commedia vira verso il mistero\, lambisce il surreale e poi improvvisamente fa ridere di nuovo. Un episodio che ribalta tutte le carte\, dove nulla è come sembra e ogni dettaglio conta. \n\n\n\nEpisodio 4 — Conclusione \n\n\n\n19–29 marzo 2026Un progetto di Massimiliano BrunoScritto da Massimiliano Bruno con Sara Baccarini\, Emilia Bruno\, Filippo Gentile e Daniele LocciRegia di Maurizio Lopscon Sara Baccarini\, Gabriele Bax\, Carlotta De Cesaris\, Mariachiara Di Mitri\, Daniele Locci\, Filippo Maria Macchiusi\, Marianna Menga\, Chiara Mercurio\, Dafne Montalbano\, Alessandro Nistri\, Marco Todisco\, Chiara TronMusiche Roberto ProcacciniCostumi Monica RosiniScenografia Alessandro ChitiDirezione Palco Andrea CecchiniDirezione Musicale Carlotta TommasiSound Design Raniero TerribiliDisegno Luci Mirco Maria ColettiOrganizzazione Carmela AngeliniProduzione Esecutiva Enzo GentileProduzione Nuovo Teatro Parioli \n\n\n\nAlla fine\, tutte le trame si intrecciano\, le domande trovano risposta\, i nodi si sciolgono… o forse si trasformano in nuovi enigmi. È proprio allora che Ofelia si ferma e si chiede: che razza di pianeta è questo? Solo chi avrà seguito ogni episodio potrà cogliere appieno la complessità e l’emozione di un finale esplosivo\, ricco di poesia\, humour e verità inaspettate. \n\n\n\nCon Life Is Life\, Massimiliano Bruno e firma un progetto di quattro episodi e una sola grande storia: un viaggio ironico e poetico nell’assurdità dell’essere umano\, che trasforma la platea in comunità e lo spettatore in parte attiva del racconto. \n\n\n\nIn un tempo dominato dalla velocità e dall’oblio\, Life Is Life restituisce al teatro il suo ritmo naturale: quello dell’attesa\, dell’ascolto\, del ritorno. Un invito a seguirne il percorso\, episodio dopo episodio\, perché – come nella vita – ogni frammento svela un nuovo inizio.
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SUMMARY:"SUORE FUORI CONTROLLO" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Debutta al Teatro de’ Servi\, dal 26 dicembre all’11 gennaio\, SUORE FUORI CONTROLLO\, il nuovo spettacolo diretto da Luca Ferrini\, tutto da ridere. \n\n\n\nDue poliziotti sono appostati in una camera di motel per un’operazione di polizia che si svolgerà nella stanza attigua. Dovranno registrare\, con spie e telecamere nascoste\, l’incontro tra due suore\, sospettate di furto ai danni di una congregazione religiosa\, ed una commercialista\, collaboratrice della polizia\, che consegnando loro i soldi dovrà farle cogliere in flagranza di reato.  \n\n\n\nL’operazione si rivelerà completamente fallimentare\, tutto quello che potrà andare storto lo farà e la situazione precipiterà in un caos totale.   \n\n\n\nLa confusione su chi si trovi in quale stanza\, chi venga registrato\, chi abbia preso i soldi\, chi sia un killer e perché la contabile continui a togliersi i vestiti inesorabilmente travolgerà l’atmosfera poliziesca facendola virare freneticamente verso quella della comicità più travolgente. \n\n\n\nUna commedia degli equivoci\, travolgente\, in cui identità confuse\, imprevisti e malintesi si trasformano in una sequenza di gag irresistibili\, con l’assurdo che regna sovrano dall’inizio alla fine. \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrario spettacoli \n\n\n\nda martedì a venerdì ore 21 \n\n\n\nsabato ore 17.30 e ore 21 \n\n\n\ndomenica ore 17.30 \n\n\n\nBiglietti 25€ \n\n\n\nSpeciale 31 dicembre 2025 \n\n\n\n_________________________ \n\n\n\nFormula Happy Hour – €50 \n\n\n\nOre 19.30 Aperitivo in teatro + ore 20 spettacolo (termine evento ore 21.30) \n\n\n\n________________________ \n\n\n\nFormula Bollicine – 60€ \n\n\n\nSold-out
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SUMMARY:"Matilda il Musical" al Teatro Sistina
DESCRIPTION:Al Teatro Sistina lo spettacolo di Natale perfetto per tutta la famiglia che farà battere il cuore agli spettatori di tutte le età: dopo il grande successo di pubblico e critica delle scorse Stagioni\, torna a grande richiesta\, nella nuovissima edizione\, “Matilda il Musical“\, firmato Massimo Romeo Piparo\, che si arricchisce della presenza di due grandi interpreti\, Sebastiano Somma e Roberta Lanfranchi. Il carismatico attore\, al suo debutto nel Musical\, vestirà i panni en travestidella Signorina Trinciabue (il ruolo interpretato da Emma Thompson nel film del 2022)\, la terribile preside della scuola frequentata da Matilda\, una donna arcigna e cattiva che terrorizza studenti e insegnanti. Al suo fianco\, un attesissimo ritorno: Roberta Lanfranchi torna sul palcoscenico del Teatro Sistina nel ruolo dell’indimenticabile maestra Dolcemiele. Con loro\, l’irresistibile Gianmarco Pozzoli\, che darà vita al cinico e goffo papà di Matilda e\, nel ruolo del titolo\, Giulia Chiovelli\, figlia d’arte e bimba prodigio\, perfezionatasi all’Accademia del Sistina\, che ha già incantato il pubblico nelle precedenti Stagioni. Un cast di 30 artisti\, tra gli altri\, Elena Mancuso\, Matteo Guma\, Ilaria Fioravanti\, Giovanni Papagni\, oltre a straordinari giovani talenti. A guidare l’emozione della musica dal vivo sarà la Direzione Musicale del Maestro Emanuele Friello\, con l’orchestra diretta da Federico Zylka.  \n\n\n\nIn scena per le feste di Natale\, da giovedì 4 dicembre al 4 gennaio 2026\, lo spettacolo è basato sull’omonimo romanzo di Roald Dahl\, uno dei libri più amati da tre generazioni\, divenuto esilarante film grazie a Danny De Vito e consacrato su Netflix nella versione musical. \n\n\n\n“Per molto tempo mi sono interrogato circa il grandissimo successo di “Matilda il Musical” nel West end londinese\, fin quando scelsi nel 2015 di vederlo pur con qualche riserva”\,dichiara Massimo Romeo Piparo. “Ebbene da quella sera ho eletto Matilda uno dei miei musical preferiti\, tornando a rivederlo altre tre volte. Una storia universale (tant’è che potrebbe essere ambientato ovunque da Londra a Roma\, Da Tokyo a Sidney) che ha come eroine due figure femminili tanto attuali al giorno d’oggi: una bambina e una maestra. E contemporaneamente altre due donne anti-eroine\, due figure negative come una madre “sbagliata” e una Preside che stravolge il proprio ruolo di educatrice trasformandosi in aguzzino di giovani adolescenti. Con al centro un’unica figura maschile – quella del padre cinico e sprezzante di Matilda- che diventa zimbello in mezzo a tanta malvagità femminile. Ecco\, in questo racconto\, grazie allo sguardo attento e pungente di Roald Dahl\, ci si ritrova buona parte delle grandi carenze contemporanee: l’educazione scolastica\, il rapporto familiare\, le dinamiche maschili\, il potere disumanizzante della televisione. Matilda il Musical andrebbe fatto vedere in tutte le scuole di ogni grado\, bisognerebbe portarci tutti i genitori di oggi ma anche quelli futuri convincendoli a trascorrere due ore immersi in questo racconto musicale che “rende migliori”. E proprio questo è l’auspicio mio personale: far cogliere la possibilità- forse l’ultima- di ripensare seriamente il ruolo di educatrici e educatori di chi si ritrova protagonista di quelli che restano sempre i due pilastri fondamentali della formazione dell’individuo: la Scuola e la famiglia.”  \n\n\n\nAl centro della storia una ragazzina dall’intelligenza vivace e dotata di superpoteri che attraverso la passione per la lettura e per i libri riesce a “distrarsi” da una vita fatta di soprusi e angherie: coltivando storie e racconti\, Matilda riesce a incontrare sul proprio cammino due donne preziose- una maestra e una libraia -che la “salvano” e si fanno salvare a loro volta- da una triste rassegnazione. Lo spettacolo offre al pubblico l’occasione di divertirsi e riflettere allo stesso tempo: la “lezione” che\, con il sorriso\, Matilda darà agli spettatori\, soprattutto a quelli più giovani\, è proprio di credere sempre in sé stessi e di avere coraggio\, anche quando qualcuno fa di tutto per metterci in difficoltà. Con la sua genialità\, ma anche con l’ingenuità e le insicurezze tipiche dell’adolescenza\, la protagonista nata dalla fantasia di Roald Dahl -autore anche de La Fabbrica di Cioccolato- è l’esempio di quanto la propria “diversità” sia un valore da apprezzare. Amicizia\, amore\, rispetto sono gli ingredienti principali di una ricetta infallibile che da oltre dieci anni riempie i Teatri di mezzo mondo\, e poi la musica\, con la sua energia contagiosa\, a scandire una storia scritta magistralmente: tutto questo è “Matilda”\, che nel periodo più magico dell’anno\, sarà in scena per raccontare una vicenda esemplare e ricca di valori positivi. \n\n\n\nLo spettacolo\, con il libretto di Dennis Kelly e musiche e testi di Tim Minchin\, è stato messo in scena in Gran Bretagna per la prima volta nel 2010\, e da allora continua a girare il mondo\, da Londra a New York\, vincendo più di 55 premi – tra cui ben sette Olivier Awards© (record nella storia degli “oscar” del West End)\, e cinque “Tony Awards”. \n\n\n\nLa trama: Matilda è una bambina brillante e intelligente\, appassionata di libri e curiosa di conoscere ogni cosa\, ma in famiglia vive una vita infelice perché non viene amata né compresa dai genitori e dal fratello. La bambina ha un potere speciale e misterioso che custodisce come un segreto: riesce infatti a far muovere gli oggetti con la sola forza del pensiero. Per farsi notare\, spesso Matilda pianifica scherzi e marachelle\, ma la sua vita non è facile e presto capisce che dovrà imparare a sopravvivere\, in famiglia così come a scuola. L’unica sua ‘alleata’ è Dolcemiele\, la maestra che le dimostra affetto e comprensione e che apprezza il suo talento straordinario. Insieme si coalizzeranno per contrastare le malefatte della perfida Signorina Trinciabue\, la cattivissima preside della scuola ossessionata dal controllo e dalla disciplina. \n\n\n\nwww.peeparrow.com \n\n\n\nwww.ilsistina.it \n\n\n\nFb: Teatro Sistina / PeepArrow Massimo Romeo Piparo \n\n\n\nIg: teatrosistina /peeparrow_entertainment \n\n\n\nTik Tok: teatrosistina \n\n\n\nMATILDA IL MUSICAL \n\n\n\ndi Roald Dahl \n\n\n\nMusiche e Liriche Tim Minchin \n\n\n\nLibretto Dennis Kelly \n\n\n\nVersione italiana di Massimo Romeo Piparo \n\n\n\nProdotto da PeepArrow Entertainment in collaborazione con il Teatro Sistina \n\n\n\nDirezione Musicale Emanuele Friello \n\n\n\nDirezione d’orchestra Federico Zylka \n\n\n\nCoreografie Billy Mitchell \n\n\n\nDisegno luci Umile Vainieri \n\n\n\nSuono Stefano Gorini \n\n\n\ncon \n\n\n\nSEBASTIANO SOMMA nel ruolo della Preside Trinciabue \n\n\n\nROBERTA LANFRANCHI nel ruolo della maestra Dolcemiele \n\n\n\nGIANMARCO POZZOLI nel ruolo del papà di Matilda \n\n\n\nGiulia Chiovelli – Matilda \n\n\n\nElena Mancuso – la mamma di Matilda \n\n\n\nMatteo Guma – Dottore/Sergei/Escapologo \n\n\n\nIlaria Fioravanti – Mrs. Phelps \n\n\n\nGiovanni Papagni – Michael \n\n\n\nPaolo Giammona – Rodrigo \n\n\n\nFatima Rosati – Acrobata \n\n\n\nAureliano Avogadro – Tommy/Eric \n\n\n\nMaria Vittoria Balzarelli – Ortensia/Alice \n\n\n\nAurora Biddittu – Amanda \n\n\n\nAlessia Conte – Bruce \n\n\n\nAnnalisa Costanzo – Ortensia/Amanda \n\n\n\nEhsan Fakeri – Nigel \n\n\n\nGreta Fronzi – Alice/Amanda  \n\n\n\nRiccardo Gallo – Eric/Nigel \n\n\n\nAdele Gatti – Alice/cover Matilda \n\n\n\nAlessandro Pennisi – Tommy/Eric \n\n\n\nEmma Remelli – Violetta \n\n\n\nViola Sabaini – Violetta/Ortensia \n\n\n\nMicol Sergi – Bruce \n\n\n\nEnsemble \n\n\n\nBenjamin Bemporad \n\n\n\nMattia Di Marco \n\n\n\nSilvia Giacobbe \n\n\n\nPaolo Giammona \n\n\n\nGinevra Grossi \n\n\n\nClara Intorre \n\n\n\nFatima Rosati \n\n\n\nRoberto Torri \n\n\n\nLucrezia Zizzo \n\n\n\nORCHESTRA DAL VIVO \n\n\n\nFederico Zylka – Direttore musicale associato / Tastiera 2 \n\n\n\nMatteo Libutti – Tastiera 1 \n\n\n\nDavid Giacomini – Chitarre \n\n\n\nStefano Nunzi – Basso e Contrabbasso \n\n\n\nSimone Macram – Batteria e Percussioni
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SUMMARY:"SEI TU"\, la compagnia di danza  FUSIONWORK al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Nuovo appuntamento con la danza al Teatro di Villa Lazzaroni. Venerdì 5 e sabato 6 dicembre la Compagnia di danza FUSIONWORK porterà in scena lo spettacolo SEI TU\, coreografie di Giorgia Angiolosanto\, Serena Zanobi\, Laura Sodano\, regia d iAlessia Tona\, testi di Federica Bordin con Giorgia Angiolosanto\, Serena Zanobi\, Laura Sodano\, Alessia Tona\, Marco Masiello\, Laura Rustichelli\, Martina Luciano\, Benedetta Carbone\, Ilenia Berto\, Elena Valentini. \n\n\n\nTre vite qualunque\, tre donne qualunque\, che tremano\, temono\, celano e mentono. Mentono con il mondo intero\, con se stesse fino ad arrivare all’istante in cui la menzogna è talmente forte da prendere il sopravvento: il rischio più grande è quello di cadere nell’oblio di se stesse. Un espediente anestetico per sfuggire alla sofferenza. Solo il dolore torna prepotentemente a ricordarti che esisti. Ma c’è un luogo nel quale ogni maschera cade e ogni menzogna viene smentita\, ci sarà sempre uno specchio ad attenderti\, se avrai il coraggio di rifletterti in esso. \n\n\n\nL’oblio di se stessi diviene quasi un dolce richiamo\, un anestetico espediente per sfuggire alla sofferenza. In mezzo a questo nulla\, potrebbe quasi consumarsi tutto il tempo\, se non fosse per quel dolore\, che prepotentemente ritorna a ricordarti che esisti. Esisti e dunque ricominci a muoverti\, in quell’intricato labirinto di bugie con indosso la maschera che ti sei costruita… ora fatichi a trovare un varco\, ora inciampi. Le tue gambe divengono più pesanti ad ogni passo\, i tuoi passi divengono corsa straziante\, ma non puoi più fermarti\, ora non puoi più… ora sai che esiste un luogo nel quale ogni maschera cade e ogni menzogna viene smentita\, ti mostrerà chi eri prima di smarrirti e al tempo stesso la persona che sei diventata\, ti permetterà di leggerti dentro senza giudizi e senza riserve… ora sai che ci sarà sempre uno specchio ad attenderti\, se solo\, in esso\, tu avrai il coraggio di rifletterti”.
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SUMMARY:"White Entropy”\, personale di Jacopo di Cera
DESCRIPTION:Tra le iniziative dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\, “White Entropy”\, mostra personale del fotografo e digital artist Jacopo Di Cera a cura di Massimo Ciampa\, al PhotoSquare di Milano Malpensa dal 4 dicembre 2025 al 31 marzo 2026\, trasforma il paesaggio in esperienza sensibile tra arte\, fotografia e sostenibilità. Un percorso di fotografie zenitali in grande formato\, realizzate tra Alpe di Siusi\, Monte Bianco\, Val di Fassa\, Val Badia\, Roccaraso\, Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio\, in cui il manto nevoso si scompone in trame quasi astratte\, segni di passaggi\, ferite e riscritture del paesaggio\, trasformando l’area aeroportuale in un osservatorio sospeso\, dove il bianco diventa materia di riflessione sul nostro rapporto con la natura e con il tempo. \n\n\n\n“White Entropy” conduce attraverso 23 opere di grande formato in un viaggio che dal candore assoluto dei paesaggi dell’arco alpino arriva alla presenza sempre più evidente dell’uomo. Il percorso passa dalla purezza iniziale all’apparire di figure minime\, fino alla folla che trasforma la montagna in superficie vulnerabile. Tracce\, solchi e ferite rivelano un territorio consumato\, dove la memoria del ghiaccio si assottiglia. Dietro il percorso di “White Entropy”\, ospitato nello scalo lombardo crocevia internazionale per milioni di passeggeri in transito ogni giorno\, si apre uno spazio inatteso: un territorio fragile\, quasi sacro\, in cui l’immagine zenitale dei ghiacchiai diventa un pavimento su cui camminare\, da attraversare con consapevolezza e responsabilità\, per narrare visivamente l’impatto ambientale e il senso cosmico dell’irreversibilità che governa ogni trasformazione. \n\n\n\nUna grande superficie di delicata carta fotografica si stende a terra e sulla sua pelle è stampata una visione dall’alto del ghiacciaio del massiccio del Monte Bianco. E poi accade ciò che non ci si aspetta in un luogo espositivo: si cammina. Ogni passo lascia un segno\, una lacerazione. Ogni traccia inciso\, consuma\, deteriora. Come per i ghiacciai\, che sotto il peso dell’uomo si assottigliano\, arretrano\, cambiano per sempre. È l’installazione site-specific che rende fisico e sensoriale il tema dello scioglimento dei ghiacciai e che coinvolge direttamente il visitatore nel processo di deterioramento\, rendendo palpabile la responsabilità collettiva. Il gesto\, semplice e quotidiano\, diventa rivelazione: non si può tornare indietro\, né ripristinare ciò che è stato consumato. La fotografia si anima proprio mentre si degrada\, la fragilità diventa voce\, il suo dissolversi diventa essa stessa narrazione. \n\n\n\nL’installazione rovescia così lo sguardo zenitale delle fotografie\, trasformandosi in un altare ribaltato che muta con il passaggio dei visitatori e la mostra in toto racconta una Terra fragile ma ancora portatrice di speranza\, indicando un possibile nuovo equilibrio tra uomo e ambiente. \n\n\n\nIl Monte Bianco è molto più di una vetta: è un simbolo europeo\, un mito alpino. Chiamato un tempo Mont Maudit – “Monte Maledetto” – a causa della sua fama di massiccio inaccessibile\, temuta e quasi soprannaturale\, nel 1786 Jacques Balmat e Michel-Gabriel Paccard raggiungono per la prima volta la cima\, sancendo la nascita ufficiale dell’alpinismo moderno. Oggi continua ad affascinare\, ma anche a preoccupare. Il suo ghiacciaio\, il Brenva\, è arretrato di 200 metri negli ultimi 20 anni: un termometro naturale del cambiamento climatico. “White Entropy” mette a sistema queste storie\, questi record\, queste fragilità attraverso un contatto diretto: il pubblico poggia i piedi proprio su quel paesaggio che ha segnato la storia dell’alpinismo e che oggi porta i segni della sua lenta dissoluzione. \n\n\n\nL’Assessore alla Cultura Francesca Caruso commenta: «Questa esposizione mostra con grande chiarezza quanto sia cambiato il nostro rapporto con la montagna e quanto le nostre azioni pesino sul paesaggio. È una riflessione che si inserisce pienamente nel percorso dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 che i territori e coinvolge le comunità attraverso progetti\, come questo\, che raccontano identità\, luoghi e patrimoni legati ai Giochi. Portare la mostra all’aeroporto di Malpensa significa inserirla nel flusso quotidiano di migliaia di persone\, in un luogo dove il messaggio arriva senza filtri. La cultura serve anche a questo: a farci vedere meglio ciò che consideriamo di conoscere già». \n\n\n\n«È per noi un vero onore ospitare\, qui all’aeroporto di Milano Malpensa\, una mostra così suggestiva dedicata al tema della montagna\, proprio mentre ci prepariamo ad accogliere gli atleti in transito per i prossimi Giochi Olimpici invernali. Saremo qui per dare il benvenuto non solo agli atleti\, ma anche agli spettatori ea tutti i passeggeri – dichiara Riccardo Kustermann\, Direttore Progetto Olimpico e Paralimpico presso SEA Aeroporti di Milano – Ci auguriamo che questa splendida esposizione di Jacopo Di Cera sappia emozionare e ispirare tutti coloro che condividono la passione per la montagna». \n\n\n\nInserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\, la mostra è promossa da SEA Milan Airports e realizzata da GLAC Consulting con la collaborazione di Deodato Arte. Media partner della rivista Artuu. L’artista Jacopo Di Cera – rappresentato da Deodato Arte – sarà inoltre protagonista di una mostra personale all’interno della sede principale della galleria nel gennaio 2026.Jacopo Di Cera\, nato a Milano nel 1981\, dopo l’esperienza nella comunicazione si trasferisce a Roma e si dedica alla fotografia studiando con maestri internazionali. Nel 2010 vince il concorso National Geographic. Nel 2016 sviluppa il “Fotomaterismo” con Fino alla Fine del Mare\, esposto al PAN di Napoli\, Paris Photo\, MIA Fair\, Les Rencontres d’Arles\, Paratissima e Ginevra Atelier Photo. Nel 2017 partecipa alla Biennale di Venezia\, presenta opere sull’imbarcazione Edipo Re di Pasolini e alla Galleria Accorsi. Seguono Il Rumore dell’Assenza\, MiRo e il progetto con droni Sospesi. Dal 2020 esplora l’arte digitale con Infinity e altre opere esposte a Roma\, Milano\, Miami\, New York\, Dubai\, Lisbona e Parigi. Nel 2024 rappresenta l’Italia alla Dubai Art Fair\, dove nel 2025 realizza l’installazione principale Retreat. Le sue opere\, tra fotografia e digitale\, sono presenti in gallerie e collezioni private nazionali e internazionali. \n\n\n\nWhite Entropy di Jacopo Di CeraA cura di Massimo Ciampa Dal 5 dicembre 2025 al 31 marzo 2026 Inaugurazione: giovedì 4 dicembre ore 12  \n\n\n\nIngresso libero
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SUMMARY:Nuovi allestimenti al Museo di Roma a Palazzo Braschi
DESCRIPTION:Venerdì 5 dicembre 2025\, alle ore 17.00\, il Museo di Roma – Palazzo Braschi presenterà al pubblico i nuovi allestimenti della Sala delle Muse e della Sala delle Pittrici\, due ambienti che riportano alla luce opere a lungo conservate nei depositi e che tornano oggi visibili all’interno del rinnovato percorso museale. \n\n\n\nL’evento inaugurale sarà accompagnato da un concerto per arpa e clarinetto a cura del Duo “Immaginaire” – Francesca Lisanti ed Elisa Bellisario – pensato in dialogo con i temi dell’armonia\, della creatività e della sensibilità femminile che animano la nuova Sala delle Pittrici. \n\n\n\nLa Sala delle Muse ospita ora il prezioso ciclo rinascimentale raffigurante Apollo e le Muse\, proveniente dalla villa di Leone X alla Magliana\, oggi sede dell’Ospedale dei Cavalieri di Malta. Gli affreschi – attribuiti a Gerino da Pistoia e databili intorno al 1513 – furono ritrovati nell’Ottocento e successivamente staccati dal muro per ragioni conservative. Entrati nelle collezioni capitoline e poi nel Museo di Roma\, rimasero per decenni in deposito dopo una prima fase di esposizione pubblica. Il loro ritorno in sala rappresenta un passaggio fondamentale nella valorizzazione del patrimonio del museo: un’opera chiave per comprendere la cultura pittorica romana dell’inizio Cinquecento\, ora nuovamente fruibile dal grande pubblico. \n\n\n\nAl terzo piano\, la Sala delle Pittrici è stata riallestita per valorizzare il contributo delle artiste attive a Roma tra XVII e XIX secolo\, proseguendo il percorso avviato con la mostraRoma Pittrice. Le opere esposte restituiscono voce e visibilità a protagoniste del mondo dell’arte spesso tenute troppo a lungo ai margini della storia. \n\n\n\nArricchiscono la sala due importanti opere in comodato d’uso dalla collezione della storica dell’arte Alessandra Masu: Aurora di Artemisia Gentileschi\, unica opera dell’artista presente nelle collezioni capitoline\, e un Capriccio della pittrice genovese Maria Luisa Raggi. \n\n\n\nL’esposizione di opere così rilevanti e per molti anni invisibili rappresenta un’occasione importante per rilanciare il percorso permanente del Museo di Roma\, affiancandolo alle mostre temporanee che negli ultimi anni ne hanno costituito il maggiore richiamo. \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\nOre 17.00\, Sala delle PittriciIntervengono: \n\n\n\n\nMonica Lucarelli\, Assessora alle Attività Produttive e Pari Opportunità\n\n\n\nIlaria Miarelli Mariani\, Direttrice della Direzione Musei Civici\n\n\n\nAlessandra Masu\, Presidente dell’associazione culturale “Artemisia Gentileschi”\n\n\n\n\nA seguire – Concerto del Duo “Immaginaire”Francesca Lisanti – arpaElisa Bellisario – clarinetto \n\n\n\nL’evento è a ingresso libero fino a esaurimento posti.www.museodiroma.it
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LOCATION:Palazzo Braschi\, piazza San Pantaleo\, 10 - piazza Navona\, 2 \, Roma\, Italia
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SUMMARY:"QUANDO ARRIVA BRISEIDE" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Debutta all’Altrove Teatro Studio\, dal 5 al 7 dicembre\, QUANDO ARRIVA BRISEIDE\, spettacolo scritto dalla sensibile penna di Federico Malvaldi. \n\n\n\n Un ristorante in una piccola città universitaria. Tre ragazzi immobilizzati nel loro presente. Un tempo fatto di attese\, sogni infranti e amori complicati: tutto avvolto dall’incertezza per un futuro che non promette punti di riferimento o ancore di salvezza. Gabriele gestisce l’ormai ex ristorante di famiglia. Andrea aspetta che Gabriele si accorga di lui. Giulia arriva\, assunta dagli stessi ragazzi\, a destabilizzare un equilibrio già molto precario. Un’amicizia morbosa\, di tenerezze e violenza\, la cui crisi viene innescata dall’arrivo di una Briseide contemporanea\, schiava del suo tempo e delle paure che lo abitano. Le economie scarseggiano e la crisi sembra avere la meglio. È attraverso il vano tentativo di salvare un ristorante in caduta libera che i tre ragazzi stringono nuove relazioni\, fortemente compromesse da un luogo di lavoro che vive di coordinate tutte sue\, in cui la vita – come dice lo stesso Gabriele – rischia di apparire atrofizzata e irreale. Lo spettacolo narra la storia di chi non ha capito nulla di questa vita\, perché tutto sembra andare nel verso contrario. E allora restiamo lì\, immobilizzati in qualcosa che non ci appartiene ma che ci facciamo andare bene\, cercando comunque di trovare un sorriso\, almeno ogni tanto\, in un modo o nell’altro. \n\n\n\nUna struttura di tubi in PVC contorna l’interno e l’esterno del ristorante. Sul centro-sinistra del palco una cucina\, approssimativa e traballante: un tavolo contornato dal cartone che funge da bancone e fornello (elettrico)\, una “cappa da cucina” sospesa ad un filo da pesca e un rubinetto anch’esso sospeso; delle cassette d’acqua che all’occorrenza diventano sedie dove poggiarsi e mangiare. Se l’interno è posticcio e caotico\, l’esterno è vuoto diventando lo spazio in cui si innescano processi relazionali non strettamente legati al luogo di lavoro. La recitazione\, così come i movimenti degli attori (cucinare davvero)\, pretendono di raccontare naturalisticamente le problematiche lavorative che si riversano nelle vite dei personaggi. La luce tende ai toni cupi: rappresentativa degli animi tormentati di Gabriele\, Andrea e Giulia\, i co-protagonisti dell’opera. I tagli di luce e i piombi enfatizzano allegoricamente i sentimenti travagliati dei tre in scena. Uno dei sensi protagonisti sarà l’olfatto che aiuta lo spettatore a immergersi nella cucina. \n\n\n\nSPETTACOLI \n\n\n\nVenerdì e sabato ore 20 \n\n\n\nDomenica ore 17 \n\n\n\nBiglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€ \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413\, email ipensieridellaltrove@gmail.com
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LOCATION:Altrove Teatro Studio\, Via Giorgio Scalia\, 53\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:"Bim Bum Bam Party" al Nuovo Teatro Orione
DESCRIPTION:Il mitico format di Bim Bum Bam arriva a teatro coinvolgendo i palcoscenici dei teatri più prestigiosi d’Italia. Una produzione Dimensione Eventi su licenza ufficiale RTI Mediaset. Con la media partnership di Radio Animati.  \n\n\n\nA condurre la serata Uan\, con la voce storica live di Pietro Ubaldi\, accompagnato da due dei volti storici del programma – Manuela Blanchard e Marco Bellavia – e da una band live. \n\n\n\nSpecial guest star\, nonché direttore musicale dello spettacolo\, il Maestro Enzo Draghi\, autore di innumerevoli sigle tv tra le quali proprio quella di “Bim Bum Bam”. \n\n\n\nUan è convinto che il suo juke-box si sia rotto perché il suo pubblico non lo ascolta più. \n\n\n\nI suoi amici\, i suoi tanto cari bambini\, sono cresciuti e\, alle prese con i problemi dell’età adulta\, hanno smesso di sognare non riuscendo più a sentire le emozioni. \n\n\n\nLa missione di Uan diventa quindi quella di riportare ai grandi la spensieratezza dell’infanzia\, far vivere il senso puro di leggerezza nel cuore che solo i bimbi hanno\, in una serata piena di ricordi\, un vero e proprio tuffo indietro nel tempo\, alla fine dei mitici anni ’80.  \n\n\n\nUna cameretta colorata\, tappezzata di poster di Madonna e Michael Jackson. Le quattro del pomeriggio. Tutto pronto per la merenda. Sul televisore acceso parte la sigla di “Bim Bum Bam”. L’aria risuona di musica e risate. E torna l’allegria.  \n\n\n\nIl pubblico verrà coinvolto con giochi\, sketch e tanta musica\, in un racconto che farà viaggiare i presenti nel tempo tornando all’infanzia. \n\n\n\nUno dei momenti più interattivi il karaoke corale sulle sigle dei cartoni animati più amati\, da “Occhi di Gatto” a “Kiss me Licia” da “Mila e Shiro” e “Creamy” fino a “Pollon combina guai”.  \n\n\n\nEnzo Draghi e la sua band faranno scatenare sulle note di “Lupin l’incorreggibile Lupin”\, “I Puffi sanno”\, “Le Tartarughe Ninja” e il medley dei brani dei Bee Hive.  \n\n\n\nUan in versione speciale disc jockey farà infine alzare il pubblico in sala e ballare sulle note di brani che hanno fatto storia come “Gioca Jouer”\, “Il Ballo del qua qua” e “Tuca tuca”. \n\n\n\nLa scenografia dello spettacolo è a cura di Francesco Fassone\, il testo di Step Minotti\, mentre la regia è a cura di Claudio Insegno\, che dichiara: “Scrivere lo spettacolo è stato davvero molto stimolante perché ho trovato una squadra di professionisti simpatici e propositivi. Riunione dopo riunione è come se avessimo davvero acceso una macchina che ci ha portato indietro nel tempo\, risvegliando ricordi e sensazioni di tanti anni fa\, in una meravigliosa e affettuosa operazione nostalgia.” \n\n\n\nINFO BIGLIETTI  \n\n\n\nI biglietti sono in vendita: on-line su www.ticketone.itin tutti i punti vendita affiliati Ticket One  Per maggiori informazioni contattare Dimensione Eventi all’indirizzo e-mail biglietteria@dimensioneeventi.it  www.dimensioneeventi.it FB /dimensioneeventi.itIG /dimensioneeventi
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LOCATION:Nuovo Teatro Orione\, Via Tortona\, 7\, Roma\, 00183\, Italia
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SUMMARY:"EXITO!" al Centro Culturale Artemia
DESCRIPTION:Arriva in scena EXITO!\, la nuova e travolgente commedia scritta e diretta da Francesca Gambini\, con PAOLA CASALE\, un viaggio esilarante tra entusiasmi\, goffi slanci e imperdibili fallimenti che si trasformano – sempre – in un successo. \n\n\n\nEXITO! è una produzione che unisce ironia\, ritmo e una profonda osservazione del nostro tempo\, raccontando con leggerezza il bisogno universale di reinventarsi. Lo spettacolo si rivolge a un pubblico ampio\, capace di riconoscersi nei piccoli e grandi inciampi della protagonista. \n\n\n\nLo spettacolo \n\n\n\nGiulia è una donna alla soglia dei suoi “nuovi anni”\, che non rivelerà mai\, nemmeno sotto tortura. Travolta dalla voglia di rimettersi in gioco\, decide di provare tutto ciò che non ha mai fatto: speed date\, lezioni di guida\, colloqui di lavoro e qualunque avventura le permetta di sentirsi di nuovo al centro del mondo. \n\n\n\nCon entusiasmo\, incoscienza e un’inconfondibile essenza da Boomer\, Giulia si tuffa nella vita scoprendo che ogni esperienza può diventare un piccolo disastro… o una comicissima rivelazione. Perché – come recita il saggio – “Comunque vada sarà un successo”. E con il suo amuleto portafortuna a guidarla\, nulla è davvero impossibile. \n\n\n\nE così\, tra risate\, inciampi e illuminazioni improvvise… EXITO! Giulia… EXITO! \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nDi Francesca Gambini \n\n\n\nCon PAOLA CASALE \n\n\n\nCon la partecipazione di Rebecca D’Angelo \n\n\n\nIngresso spettacolo: €14 \n\n\n\nTessera nuovi soci: €3 \n\n\n\nINFO UTILI: \n\n\n\nInfo e prenotazioni: +39 334 159 8407 (anche via SMS e/o WhatsApp)
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LOCATION:Centro Culturale Artemia\, Via Amilcare Cucchini\, 38\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Laboratori Permanenti: le attività di dicembre
DESCRIPTION:Venerdì 5 dicembre alle ore 21.00 al Teatro La Fenice di Arsoli (Rm) in scena ANNUNCIO RITARDO una produzione Laboratori Permanenti\, testo di Giorgia Francozzi\, con Giancarlo Baglioni\, Vittorio Augusto Cesarini e la regia di Caterina Casini. \n\n\n\nContinuano gli appuntamenti di NUOVI ORIZZONTI\, la rassegna di teatro contemporaneo del Comune di Monterchi. \n\n\n\nSabato 6 DICEMBRE alle ore 21.00 in scena la Compagnia di Arti e Mestieri di Pordenone con L’ULTIMA LETTERA DI ORIANA FALLACI A PIER PAOLO PASOLINI con Bruna Braidotti e Sandro Buzzatti\, musiche di Nicola Milan. \n\n\n\nUn recital musicale tratto dalla lettera che Oriana Fallaci dedicò a Pier Paolo Pasolini dopo la sua morte\, un ultimo saluto ma anche la reazione al giudizio di Pasolini sul libro “Lettera a un bambino mai nato”. \n\n\n\nProcede con successo la tournée dello spettacolo COSIMO I E VASARI\, L’IDEA DI TOSCANA  \n\n\n\nSi tratta di un progetto per noi molto importante: un’opera realizzata lo scorso anno per il Comune di Pieve Santo Stefano nell’ambito del bando per le celebrazioni dei 450 anni della morte di Cosimo I dei Medici e di Giorgio Vasari con il contributo della Regione Toscana\, e che conta diverse repliche con un grande interesse di pubblico. \n\n\n\nUna produzione di Laboratori Permanenti su testo e regia di Caterina Casini\, in scena Andrea Bucci\, Mauro Silvestrini e Lavinia Lazzaro; la ricerca storica a cura di Michele Casini\, collaborazione alla scenografia di Svetlana Mikova\, tecnico Roberto Marcellini; con la collaborazione di Lorenzo Boschi\, Giuliana Gattari\, Associazione Alla Corte de’ Medici e Misericordia di Sansepolcro. \n\n\n\nCOSIMO I E VASARI\, L’IDEA DI TOSCANA sarà in scena nelle seguenti date e luoghi: \n\n\n\n–      venerdì 12 e sabato 13 dicembre ore 21.00\, domenica 14 dicembre ore 17:30 al Teatro Tor Bella Monaca di Roma (info qui https://www.teatriincomune.roma.it/events/cosimo-i-e-vasari-l-idea-di-toscana/) \n\n\n\n–      mercoledì 17 dicembre alle ore 10.30 al Teatro Comunale di Monterchi\, per la rassegna NUOVI ORIZZONTI\, con una matinée dedicata questa volta agli allievi delle medie di 1° e 2° grado di Monterchi. \n\n\n\n–    giovedì 18 dicembre alle ore 10.30 al Teatro G. Papini di Pieve Santo Stefano\, per la rassegna METAMORFOSI\, in matinée per gli studenti.
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SUMMARY:Lunaria a Levante 2026\,  prosa\, musica\, percorsi spettacolari e teatro per bambini in tutta Genova
DESCRIPTION:              \n\n\n\n\n\n\n\n“Lunaria a Levante”\, tradizionale rassegna invernale di prosa e musica a cura di Lunaria Teatro\, si appresta a tornare anche quest’anno con un programma intenso\, poetico e profondamente umano\, capace di attraversare epoche\, linguaggi e sensibilità diversi\, così come diversi sono i palchi scelti come sede degli spettacoli in agenda dal 6 dicembre 2025 al 16 maggio 2026: da Palazzo Ducale al Carlo Felice\, dal Museo di Arte Orientale Edoardo Chiossone al Teatro Instabile\, passando per il piccolo Teatro Iqbal di Castelletto e per le rappresentazioni itineranti in alcuni degli angoli più suggestivi di Genova. \n\n\n\nL’inizio sarà appunto al Chiossone\, sabato 6 dicembre\, con “I monologhi dell’atomica”\, reading di e con Elena Arvigo tratto da “Preghiera per Cernobyl” del Nobel per la letteratura Svetlana Aleksievich e da “Nagasaki”\, di Kyoko Hayashi: due immani tragedie nucleari rivissute attraverso le parole di altrettante donne che ancora ne portano i segni. E se Aleksievich non parla tanto del disastro in sé quanto delle impressioni e dei sentimenti delle persone che hanno toccato con mano l’ignoto\, Hayashi è essa stessa una sopravvissuta del bombardamento di Nagasaki e dunque testimone diretta di ciò che accadde quel giorno e\, soprattutto\, di cosa abbia significato sopravvivere. A seguire lo spettacolo\, vincitore del Premio Le maschere del teatro italiano 2023 come miglior monologo\, una visita guidata al museo che custodisce la più importante collezione di arte orientale italiana\, oltre alla mostra temporanea “Hiroshima Appeals. Messaggi di pace” curata da Miki Shimokawa. \n\n\n\nSabato 17 gennaio ci si sposterà alla Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale per un “Omaggio a Andrea Camilleri”\, maestro della parola e della regia celebrato\, nel centenario della nascita\, una performance che ne ripercorre le suggestioni letterarie e poetiche: Daniela Ardini\, Pietro Montandon – già interprete della fortunata produzione Lunaria Teatro tratta da “Maruzza Musumeci” – e Paolo Portesine ci condurranno tra le pagine dei romanzi più importanti e dei racconti brevi\, evocando alcune delle tematiche camilleriane più care\, tra cui il mare e la Sicilia. \n\n\n\nMusica protagonista sabato 31 gennaio all’Auditorium Montale del Carlo Felice grazie a “To love the land”\, concerto di Michela Centanaro accompagnata dalla cantante Maria Giulia Mensa\, dal pianista Guido Licastro\, dalla violoncellista Delfina Parodi e dalla voce recitante di Franco Avran: si partirà letteralmente da un respiro\, “Breath” dei Pink Floyd\, per quello che sarà un viaggio tra suoni che profumano di terra\, di pioggia e di stelle\, tra la voce degli alberi e il suono silenzioso del cielo\, lanciando un grido di allarme sulle sorti del nostro pianeta.  \n\n\n\nAltro genere e altra location\, sabato 21 e domenica 22 marzo al Teatro Instabile di via Cecchi\, per “Il fu Mattia Pascal”\, capolavoro di Luigi Pirandello che rivive nell’esibizione di un unico eccezionale interprete\, ancora Pietro Montandon\, capace\, grazie anche alla regia di Daniela Ardini e a un raffinato lavoro scenico\, di esplorare le sfumature psicologiche del protagonista mantenendo intatta la vitalità e l’umorismo del testo originale. \n\n\n\nSabato 18 aprile si tornerà al Museo Chiossone per un altro reading\, “Quel che affidiamo al vento”\, tratto dal romanzo di Laura Imai Messina. Daniela Ardini\, Pietro Montandon e Alma Poli ci porteranno nel giardino di Bell Gardia\, sul fianco scosceso di Kujira-yama\, la “Montagna della Balena”\, dove un telefono non collegato permette di parlare con chi non c’è più. Un luogo in cui\, ogni anno\, migliaia di persone provenienti da tutto il Giappone convergono nella speranza di ristabilire un contatto con i loro cari defunti. Anche in questo caso è prevista una visita guidata al museo a conclusione dello spettacolo. \n\n\n\nIl cartellone principale si chiuderà sabato 16 maggio\, in un luogo ancora in via di definizione\, con “La bocca del lupo”\, spettacolo itinerante tratto dal romanzo di Remigio Zena ambientato nei luoghi reali della Genova del 1887: una produzione che fonde verismo e commedia\, raccontando la vita della Bricicca e delle sue figlie nel quartiere popolare della Pece Greca\, con una visita guidata a cura di Genova Insieme. In scena Alice Bignone\, Rita Castaldo\, Anna Nicora\, Alma Poli\, Paolo Portesine e i partecipanti al laboratorio teatrale di Anna Nicora. \n\n\n\nCompletano il programma di Lunaria a Levante 2026 due percorsi spettacolari a ingresso libero curati dalla storica Marcella Rossi Patrone – l’11 aprile “La via romana di Quarto” ed il 2 maggio “Nel cuore di un borgo marinaro: via Antica Romana di Quinto” – e gli spettacoli per bambini al piccolo Teatrino Iqbal dell’Istituto Comprensivo Castelletto\, presso la scuola Maria Mazzini di corso Firenze: il 13 dicembre “La magia della stella di Natale” con Fiona Dovo e Valentina Reggio; il 10 gennaio “Un brutto anatroccolo” con Francesca Giacardi e Maria Teresa Giachetta; ed il 28 febbraio “Il gatto dagli stivali” con Daniele De Bernardi. \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni: tel. 010.2477045\, email info@lunariateatro.it\, www.lunariateatro.it. \n\n\n\nLunaria a Levante è un progetto di Lunaria Teatro. Si ringrazia per il sostegno il Comune di Genova e\, per la preziosa collaborazione\, l’Istituto Comprensivo Castelletto Genova\, l’Associazione Guide Turistiche della Liguria\, i Musei Nazionali di Genova\, il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone e Coop Liguria. \n\n\n\nLUNARIA A LEVANTE 2026 \n\n\n\nSpettacoli principali \n\n\n\nMuseo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone \n\n\n\nSabato 6 dicembre ore 16 \n\n\n\nREADING \n\n\n\nI MONOLOGHI DELL’ATOMICA \n\n\n\nda Preghiera per Cernobyl di Svetlana Aleksievich (Nobel per la letteratura 2015) e Nagasaki di Kyoko Hayashi \n\n\n\ndi e con Elena Arvigo \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPremio Le maschere del teatro italiano 2023 come miglior \n\n\n\nmonologo \n\n\n\nSeguito da visita guidata al Museo \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto* 13 euro\, under 26 8 euro\, under 13 7 euro. \n\n\n\n* Over 65\, Soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, possessori Green Card \n\n\n\nPalazzo Ducale\, Sala del Minor Consiglio \n\n\n\nSabato 17 gennaio ore 18 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nOMAGGIO A ANDREA CAMILLERI \n\n\n\ncon Daniela Ardini\, Pietro Mondandon\, Paolo Portiesine \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto* 13 euro\, under 26 8 euro\, under 13 7 euro. \n\n\n\n* Over 65\, Soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, possessori Green Card \n\n\n\nTeatro Carlo Felice\, Auditorium Montale \n\n\n\nSabato 31 gennaio ore 21 \n\n\n\nMUSICA \n\n\n\nTO LOVE THE LAND \n\n\n\nconcerto di Michela Centanaro \n\n\n\ncon Maria Giulia Mensa (voce)\, Guido Licastro (pianoforte)\, Delfina Parodi (violoncello)\, Franco Avran (voce recitante) \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto under 13 7 euro. \n\n\n\nTeatro Instabile \n\n\n\nSabato 21 marzo ore 21\, domenica 22 marzo ore 17 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nIL FU MATTIA PASCAL \n\n\n\ncon Pietro Montandon \n\n\n\nscene Giorgio Panni\, Giacomo Rigalza \n\n\n\nregia Daniela Ardini \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto* 13 euro\, under 26 8 euro\, under 13 7 euro. \n\n\n\n* Over 65\, Soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, possessori Green Card \n\n\n\nMuseo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone \n\n\n\nSabato 18 aprile ore 16 \n\n\n\nREADING \n\n\n\nQUEL CHE AFFIDIAMO AL VENTO \n\n\n\ndi Laura Imai Messina \n\n\n\ncon Daniela Ardini\, Pietro Montandon\, Alma Poli \n\n\n\nSeguito da visita guidata al Museo \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria \n\n\n\nPrezzi: in via di definizione \n\n\n\nLuogo in via di definizione \n\n\n\nSabato 16 maggio\, tre turni ore 15\, 16:30 e 18 \n\n\n\nSPETTACOLO ITINERANTE \n\n\n\nLA BOCCA DEL LUPO \n\n\n\ndi Remigio Zena \n\n\n\nda un’idea di Daniela Ardini \n\n\n\nin collaborazione con Paolo Portesine \n\n\n\ncon Alice Bignone\, Rita Castaldo\, Anna Nicora\, Alma Poli\, Paolo Portesine \n\n\n\ne il gruppo del laboratorio di teatro diretto da Anna Nicora \n\n\n\nIdeazione spazi e costumi Giorgio Panni\, Giacomo Rigalza \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPrezzi: biglietto intero 15 euro\, ridotto* 13 euro\, under 26 8 euro\, under 13 7 euro. \n\n\n\n* Over 65\, Soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, possessori Green Card \n\n\n\nPercorsi spettacolari \n\n\n\na cura della storica Marcella Rossi Patrone \n\n\n\ncon la partecipazione degli attori di Lunaria Teatro \n\n\n\nQuarto\, sabato 11 aprile ore 14:30 \n\n\n\nLA VIA ROMANA DI QUARTO \n\n\n\nTagliato dalla moderna viabilità\, questo antichissimo percorso si snoda ai piedi della collina di Apparizione fino all’abitato di Sturla\, con al centro la medievale chiesa di San Giovanni Battista. Le antiche case contadine\, le ville nobiliari\, l’Ospitale di San Giacomo sono oggi circondati dai moderni edifici\, ma non perdono il loro fascino. \n\n\n\nIngresso libero\, offerta gradita.  \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria tel. 0102477045. Si consigliano scarpe comode \n\n\n\nQuinto\, sabato 2 maggio ore 14:30 \n\n\n\nNEL CUORE DI UN BORGO MARINARO: VIA ANTICA ROMANA DI QUINTO \n\n\n\nLungo questa via sorsero la chiesa di San Pietro e le prime case di Quinto\, borgo di pescatori alle falde del monte Moro. Il percorso toccava un luogo ideale per il commercio. La storia locale si concentr. tra questa strada ed il mare. Un tempo era divisa in via Romana della Pianata ed in via Romana Ginevra. \n\n\n\nIngresso libero\, offerta gradita.  \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria tel. 0102477045. Si consigliano scarpe comode \n\n\n\nSpettacoli per bambini \n\n\n\nTeatrino Iqbal Scuola Maria Mazzini\, Istituto Comprensivo Castelletto \n\n\n\nSabato 13 dicembre ore 15 \n\n\n\nPER BAMBINI DAI 4 ANNI \n\n\n\nLA MAGIA DELLA STELLA DI NATALE \n\n\n\ncon Fiona Dovo\, Valentina Reggio \n\n\n\ntesto e regia Fiona Dovo \n\n\n\nproduzione Teatro delle Formiche \n\n\n\nLe fate Luna e Sole scoprono che la stella luminosa che guida Babbo Natale nella notte della vigilia è stata rubata dal Grinch. Nel viaggio per recuperarla incontrano vari personaggi. \n\n\n\nPrezzi: biglietto unico 7 euro \n\n\n\nTeatrino Iqbal Scuola Maria Mazzini\, Istituto Comprensivo Castelletto \n\n\n\nSabato 10 gennaio ore 15 \n\n\n\nPER BAMBINI DAI 4 ANNI \n\n\n\nUN BRUTTO ANATROCCOLO \n\n\n\ndalla fiaba di Hans Christian Andersen \n\n\n\ncon Francesca Giacardi\, Maria Teresa Giachetta \n\n\n\nscene e costumi Valentina Albino \n\n\n\nregia Antonio Tancredi \n\n\n\nproduzione Compagnia Cattivi Maestri \n\n\n\nChi è quell’anatroccolo che scappa dalla sua fattoria\, che corre\, inciampa\, si nasconde? Perché scappa? Il mondo fuori è così grande\, forse troppo grande per lui. Ce la farà? \n\n\n\nPrezzi: biglietto unico 7 euro \n\n\n\nTeatrino Iqbal Scuola Maria Mazzini\, Istituto Comprensivo Castelletto \n\n\n\nSabato 28 febbraio ore 15 \n\n\n\nPER BAMBINI DAI 3 ANNI \n\n\n\nIL GATTO DAGLI STIVALI \n\n\n\ncon Daniele De Bernardi \n\n\n\nproduzione Teatrino dell’Erba Matta\, Associazione Trombe e Tamburi \n\n\n\nPiccole figure in terracotta che\, nelle coloratissime strutture in legno\, si muovono azionate da fili che danno spazio e vita alla favola. \n\n\n\nPrezzi: biglietto unico 7 euro \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni \n\n\n\nLunaria Teatro \n\n\n\nTel. +39 010 2477045 \n\n\n\nwww.lunariateatro.it \n\n\n\ninfo@lunariateatro.it
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SUMMARY:Gran Natale di Corinaldo
DESCRIPTION:Dal 6 dicembre al 6 gennaio\, Corinaldo (AN) uno dei sette borghi più belli d’Italia – riconoscimento che ne ha consacrato l’identità già nel 2007 – si veste di festa e trasforma il centro storico in un paesaggio in cui il Natale diventa esperienza\, incontro\, comunità. Un racconto festivo che si riaccende in un borgo dove luci\, voci e tradizioni si intrecciano tra i mattoni antichi\, le scalinate\, i passaggi silenziosi e mura medievali nel cuore delle Marche. \n\n\n\nQuest’anno il Gran Natale torna quindi a trasformare Corinaldo in un piccolo universo sospeso tra storia e incanto. Con l’inaugurazione\, in programma domenica 30 novembre\, si accenderà il grande albero\, le luminarie e l’intero borgo vestito di luce\, aprendo ufficialmente un mese in cui tradizione e meraviglia si intrecciano in un percorso condiviso che unisce abitanti e visitatori. È l’inizio di un tempo poetico\, dove emozione e ritualità convivono e rinnovano l’anima antica di questo luogo. \n\n\n\nIl cuore pulsante degli eventi prende forma nel ponte dell’Immacolata\, dal 6 all’8 dicembre\, e prosegue nelle domeniche 14 e 21 dicembre\, quando le vie del borgo si animano di spettacoli itineranti\, musica dal vivo\, performance circensi\, laboratori creativi per i più piccoli e il Mercatino di Natale\, scrigno di sapori\, saperi e artigianato che raccontano il territorio meglio di qualsiasi libro. È un mercatino inclusivo e partecipato\, pensato come uno spazio di incontro e relazione\, dove ogni banco diventa storia\, memoria e comunità. \n\n\n\nTra le novità più attese\, la pista di pattinaggio su ghiaccio allestita a fianco della  scenografica Porta del Mercato: un luogo abbracciato dalla cinta muraria medievale – tra le meglio conservate delle Marche – destinato a diventare uno degli scorci più fotografati del Natale corinaldese. \n\n\n\nAccanto agli eventi all’aperto\, la cultura assume un ruolo centrale: il Teatro C. Goldoni ospiterà spettacoli di prosa e concerti\, mentre la Biblioteca Comunale accoglierà i piccoli lettori con letture animate e laboratori dedicati alla fantasia.Gli amanti dell’arte potranno esplorare la mostra “Mirabilia Marche”\, dedicata a Claudio Ridolfi e al Seicento marchigiano\, e la mostra fotografica del 40° Concorso “Mario Carafòli”\, due appuntamenti che intrecciano memoria\, talento e identità territoriale. \n\n\n\nIn questo viaggio diffuso non mancano le tradizioni più amate: la Casa di Babbo Natale\, il presepe artistico-meccanico della Contrada di Santa Apollonia\, e gli allestimenti luminosi che ogni anno trasformano il borgo in un mosaico di scorci inediti e incantesimi visivi. \n\n\n\nA chiudere il calendario\, come da tradizione\, la Festa della Befana del 6 gennaio\, nella Contrada di Madonna del Piano: un pomeriggio dedicato ai giochi\, ai dolci\, ai sorrisi dei bambini\, alla musica e alla gioia semplice che definisce l’identità più genuina della comunità corinaldese. \n\n\n\nIl Natale di Corinaldo diventa così un viaggio nell’essenza delle feste: un invito a ritrovare il valore del tempo condiviso\, ad abitare la bellezza delle piccole cose\, a lasciarsi sorprendere da un borgo che ogni anno si rinnova senza mai perdere la sua autenticità. \n\n\n\nIngresso gratuito.  \n\n\n\nInfo Ufficio Turistico IAT Corinaldo tel. 071 7978636 – iat1@corinaldo.it
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SUMMARY:“Natale In Arte” a Piazza Testaccio
DESCRIPTION:La storica Associazione Cento Pittori Via Margutta debutta per la prima volta a Testaccio\, con la mostra diffusa “Natale In Arte”dal 6 all’8 dicembre 2025\, a Piazza Testaccio\, in uno dei quartieri più caratteristici\, storici e autentici di Roma. \n\n\n\nAl classico “taglio del nastro della manifestazione” il 6 dicembre alle ore 16.00 saranno presenti\, la Presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli e il Presidente della Commissione VII Patrimonio e Politiche Abitative di Roma Capitale\, Yuri Trombetti. \n\n\n\nConosciuto per la sua ricca tradizione popolare\, il suo ambiente vivace e la forte identità legata alla storia e alla cultura romana\, questo quartiere rappresenta un vero gioiello nascosto nel cuore della Città Eterna. \n\n\n\nL’Associazione Cento Pittori Via Margutta ha scelto questo quartiere per onorare il cuore di Roma e la sua storia nel periodo natalizio. Dopo oltre 70 anni di attività\, è stata organizzata una importante manifestazione artistica in Piazza Testaccio\, cuore pulsante del quartiere. Una tre giorni di arte pubblica che ben si sposa con le caratteristiche uniche di questa Piazza e della sua comunità. \n\n\n\nPasseggiando nella splendida piazza\, il pubblico sarà accolto da un susseguirsi di opere d’arte che raccontano storie\, emozioni e vissuti a tema Natale e non solo che potranno essere ammirate dal pubblico sulle classiche e storiche strutture espositive\, costituite da un cavalletto sormontato da ombrellone. \n\n\n\nI visitatori avranno l’opportunità di dialogare e confrontarsi con i protagonisti di questa manifestazione\, nei tre giorni della manifestazione dalle 10 alle 20. \n\n\n\nTestaccio è da sempre un quartiere di tradizione e gastronomia ma è anche un quartiere che si rinnova\, al passo con i tempi\, dove antico e moderno dialogano amabilmente. Il quartiere mantiene ancora il suo carattere originale con trattorie tipiche\, pub accoglienti e locali storici frequentati dai romani e dai visitatori\, alla ricerca di un’esperienza genuina e autentica. Le sue strade rappresentano un vero e proprio museo a cielo aperto\, dove l’artigianato\, la cucina e l’arte si intrecciano quotidianamente. \n\n\n\nTestaccio è anche sede di grandi eventi\, concerti e manifestazioni culturali\, grazie alla sua viva atmosfera e alla forte comunità artistica. \n\n\n\nEd è per questo che i Cento Pittori Via Margutta hanno scelto Piazza Testaccio\, per la sua valenza artistica e culturale\, per la sua indubbia vitalità e veracità. \n\n\n\nTutto questo è stato reso possibile grazie al prezioso contributo del Presidente dei Cento Pittori Antonio Servillo\, del Vice Presidente dei Paola Minissale\, del segretario particolare Maurizio Baiocchini e dei Consiglieri Silvano Fabrizio\, Angelo Colazingari\, Roberto Fantini\, Pino Tersigni e di Maria Cristina Lucidi. \n\n\n\nDurante l’inaugurazione verrà conferito il Premio alla Carriera e la carica di Socio Onorario all’artista Alfiero De Dominicis\, che con i suoi meriti artistici ha contribuito alla valorizzazione dell’Associazione. \n\n\n\nUn ringraziamento particolare va a Yuri Trombetti Presidente della Commissione VII Patrimonio e Politiche Abitative di Roma Capitale\, per l’attività svolta per la riuscita della manifestazione. \n\n\n\nL’esposizione diffusa ha ottenuto il patrocinio della Regione Lazioe della ICAS Intergruppo parlamentare Cultura Arte e Sport. \n\n\n\nSi ringraziano per la collaborazione MDS Express Courier\, Il pane di San Saba\, Caf Italia Sede Periferica 603\, Vertecchi per l’Arte\, Ottica la Fege\, Galleria Vittoria. \n\n\n\nVi aspettiamo a Piazza Testaccio! \n\n\n\nNatale in Arte \n\n\n\nI Cento Pittori Via Margutta a Piazza Testaccio \n\n\n\n6-7-8 dicembre 2025  dalle 10 alle 20
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SUMMARY:Alessio Lega ed Enrico Intra omaggiano Enzo Jannacci alla Camera del Lavoro di Milano
DESCRIPTION:Come fuori programma della XXXI edizione dell’Atelier Musicale\, l’associazione culturale Secondo Maggio presenta uno spettacolo dedicato al mondo di Enzo Jannacci\, ideato e interpretato da Alessio Lega con il suo trio e in programma sabato 6 dicembre alla Camera del Lavoro di Milano (inizio live ore 17.30\, ingresso libero fino a esaurimento posti)\, con la partecipazione straordinaria del pianista Enrico Intra. \n\n\n\nCantautore dal forte impegno sociale ed esistenziale\, Lega è anche interprete di canzoni popolari e di autori italiani del passato e realizza adattamenti in traduzione italiana di pagine di Brel\, Brassens e Ferré. Nel 2004\, nel suo esordio discografico con il cd Resistenza e amore\, ha vinto la Targa Tenco (nel 2019 ha fatto il bis nella categoria “interpreti di canzoni non proprie”). Questa volta il suo sguardo si rivolge a Enzo Jannacci come figura di cantore delle vite degli ultimi\, di artista dall’immaginazione surreale\, di protagonista di una Milano della canzone che era culturalmente vivacissima. \n\n\n\nIl programma che Lega proporrà con Rocco Marchi alle tastiere e Guido Baldoni alla fisarmonica\, sul palco dell’auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro\, riprende integralmente quello\, ormai storico\, che nel 1964 consacrò Jannacci: 22 canzoni\, concepito per lui da Dario Fo\, andato in scena al Teatro Gerolamo e poi documentato su disco. Un recupero storico straordinario\, che si arricchirà della significativa  testimonianza di Pietro Colaprico\, giornalista e scrittore\, oggi direttore dello storico teatro milanese Gerolamo\, oltre che autore di diversi romanzi\, tra cui i racconti del maresciallo Binda\, con i primi tre volumi scritti a quattro mani con Pietro Valpreda. Colaprico è anche l’inventore del termine “Tangentopoli”. \n\n\n\nAltrettanto importante sarà l’intervento di Enrico Intra\, uno dei grandi maestri europei del jazz\, che di Jannacci era amico e con cui\, fin dalla nascita del Derby Club (fondato proprio da Intra\, nel 1962\, con il nome di Intra’s Derby Club) ha più volte collaborato\, anche in epoche recenti. \n\n\n\nQuello di sabato 6 dicembre sarà\, dunque\, un concerto-spettacolo che mantiene viva\, senza alcuna retorica\, la memoria di una grande personalità della canzone d’autore italiana. \n\n\n\n  \n\n\n\n  \n\n\n\nSabato 6 dicembre 2025\, ore 17.30 \n\n\n\nAuditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro\, corso di Porta Vittoria 43\, Milano. \n\n\n\nFuori Atelier – Jannacci e la “sua” Milano \n\n\n\nAlessio Lega (chitarra e voce)\, Rocco Marchi (tastiere)\, Gudio Baldoni (fisarmonica). \n\n\n\nCon la partecipazione straordinaria di Enrico Intra (pianoforte). \n\n\n\nInterverrà  lo scrittore Piero Colaprico\, direttore del Teatro Gerolamo. \n\n\n\n Programma \n\n\n\nOhè sunt chi (Dario Fo – Enzo Jannacci); \n\n\n\nMa mi (Giorgio Strehler – Fiorenzo Carpi); \n\n\n\nQuella cosa in Lombardia (Franco Fortini – Fiorenzo Carpi); \n\n\n\nQualcosa da aspettare (Fausto Amodei); \n\n\n\nSopra i vetri (Dario Fo – Fiorenzo Carpi); \n\n\n\nLa luna è una lampadina (Dario Fo – Fiorenzo Carpi); \n\n\n\nE l’era tardi (Enzo Jannacci); \n\n\n\nLa forza dell’amore (Dario Fo – Enzo Jannacci); \n\n\n\nVeronica (Dario Fo/Sandro Ciotti – Enzo Jannacci); \n\n\n\nL’Armando (Dario Fo – Enzo Jannacci); \n\n\n\nAveva un taxi nero (Dario Fo – Fiorenzo Carpi); \n\n\n\nPrete Liprando e il giudizio di Dio (Dario Fo – Enzo Jannacci); \n\n\n\nSei minuti all’alba (Dario Fo – Enzo Jannacci); \n\n\n\nSfiorisci bel fiore (Enzo Jannacci); \n\n\n\nEl purtava i scarp del tennis (Enzo Jannacci). \n\n\n\nIn occasione del concerto verrà presentato il libro di Alessio Lega e Giangilberto Monti Strà Milano\, lo stradario cantato della città (Altreconomia). \n\n\n\nIngresso libero fino a esaurimento posti. \n\n\n\nPer informazioni: 348-3591215 02-5455428. \n\n\n\nEmail: secondomaggio@alice.it\, eury@iol.it; \n\n\n\nOn line: www.secondomaggio.org
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SUMMARY:"Il Gioco dell’Oca" all'Ar.Ma Teatro
DESCRIPTION:“Capovolgi il quadro e il cielo cade a terra!” \n\n\n\nDa questa immagine poetica nasce la ricerca artistica di Questione di Prospettiva\, un percorso che invita a guardare il mondo da angolazioni inattese\, mettendo in dialogo emozioni\, musica e narrazione. \n\n\n\nIl 6 dicembre 2025 debutta in prima assoluta all’Ar.Ma Teatro Il Gioco dell’Oca\, un concerto–racconto che intreccia parole\, armonie e suggestioni visive. Una nuova creazione originale che conduce lo spettatore in un viaggio delicato e profondo\, fatto di incontri\, memorie e sguardi che cambiano. \n\n\n\nLo spettacolo prende vita grazie alla collaborazione di un ensemble affiatato\, accomunato dal desiderio di esplorare la bellezza delle piccole storie: \n\n\n\nI musicisti\n\n\n\n\nPaola Antonelli – voce\n\n\n\nAntonella Loddo – violoncello\n\n\n\nFabio Pratesi – chitarra\n\n\n\n\nLe attrici\n\n\n\n\nGreta Bonetti\n\n\n\nMaria Raffaella Pisanu\n\n\n\n\nLa visione registica e istrionica di Maria Raffaella Pisanu\, la presenza elegante di Greta Bonetti\, i colori scenici di Melita Olmeda\, la voce profonda del violoncello di Antonella Loddo\, gli arrangiamenti di Vittorio Giannelli e le armonie di Fabio Pratesi costruiscono un linguaggio poetico capace di unire teatro e musica. \n\n\n\nA cucire l’intero percorso\, i versi di Paola Antonelli\, da sempre “cantastorie” nel cuore e nella visione artistica. \n\n\n\nCosì\, quando questa compagnia di viaggio ha incrociato il volo delle oche\, è nato Il Gioco dell’Oca\, invito simbolico a cambiare prospettiva e ritrovare il proprio passo narrativo. \n\n\n\n\n\n\n\nINFORMAZIONI PER IL PUBBLICO\n\n\n\nDebutto: 6 dicembre 2025 \n\n\n\nOra: 20:30 \n\n\n\nPrenotazione obbligatoria
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SUMMARY:“A Christmas Carol” al Teatro Ghione
DESCRIPTION:Al Teatro Ghione di Roma\, dal 6 all’ 8 dicembre\, A Christmas Carol\, di Charles Dickens\, regia di Valentina Cognatti\, con\, Gigi Palla\, Stefano Annunziato\, Cristiano Arsì\, Serena Borrelli\, Luca Borri\, Andrea Carpiceci\, Martina Granata\, Martina Grandin\, Patrick Passini\, Michelangelo Raponi\, Francesco Savi\, Alice Staccioli e il coro Margot Acting School. Tratto da uno dei più celebri e commoventi racconti di Charles Dickens\, “A Christmas Carol” è lo spettacolo di Natale proposto da Margot Theatre. La neve\, il freddo\, il fascino e il degrado della Londra vittoriana\, dominata dalla povertà\, dalla misera\, dall’analfabetismo si costruiscono sulla scena tra musiche e atmosfere suggestive\, che emozionano il pubblico e lo portano a riflettere sulle contraddizioni di un’epoca passata\, evocando\, nei colori e nelle immagini\, simboli e scenari che hanno reso nei secoli il “Canto di Natale” una delle storie più conosciute e amate della letteratura europea. Uno spettacolo per tutte le età: insieme una storia poetica e divertente sulla possibilità di cambiare il proprio destino\, una riflessione sull’uomo e sul difficile rapporto con il tempo tra il ricordo del passato\, l’accettazione del presente e le aspirazioni del futuro e una denuncia all’ipocrisia della società vittoriana nel nitido affresco di una Londra avvolta nel gelo di dicembre. Ma\, soprattutto\, è uno spettacolo sul Natale\, sul suo significato e sulla magia ineludibile che sprigiona\, capace di produrre su un pubblico di qualsiasi età\, formazione e provenienza un sorriso di commozione inevitabile e universale\, lo stesso sorriso nel quale sembra nascondersi il segreto del fascino profondo e sincero di questo racconto. \n\n\n\nbiglietti apartire da 24euro
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LOCATION:Teatro Ghione\, Via delle Fornaci\, 37\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"Harry Potter e i Doni della Morte" in concerto all'Auditorium Conciliazione di Roma e al Teatro Arcimboldi di Milano
DESCRIPTION:L’ultimo e più atteso capitolo della saga letteraria più amata arriva per la prima volta in Italia come non lo avete mai sentito.Harry Potter Film Concert Series presenta Harry Potter e i Doni della Morte™ – Parte 1 in Concerto\, il settimo e penultimo film\, sabato 6 (ore 20.30) e domenica 7 dicembre (ore 15.00 e ore 20.30) all’Auditorium Conciliazione di Roma e sabato 27 (ore 20.30) e domenica 28 dicembre (ore 15.00 e ore 19.30) al TAM Teatro Arcimboldi di Milano. \n\n\n\nL’Orchestra Italiana del Cinema\, con una straordinaria formazione di 80 musicisti\, eseguirà dal vivo l’indimenticabile colonna sonora di Alexandre Desplat in perfetto sincrono con la proiezione dell’intero film\, in alta definizione su uno schermo di 12 metri e con i dialoghi in italiano.Le date italiane sono presentate in esclusiva nazionale da Music Village/Forum Studios con la produzione esecutiva di Marco Patrignani\, fondatore e presidente dell’Orchestra Italiana del Cinema. \n\n\n\nUn evento in anteprima assoluta per l’Italia\, in attesa del Roma Film Music Festival\, la manifestazione internazionale dedicata al mondo delle colonne sonore e ai suoi protagonisti che vedrà la sua quinta edizione a Roma nel marzo 2026. \n\n\n\nHarry Potter Film Concert Series è un progetto ideato da Warner Bros. DiscoveryGlobal Themed Entertainment e CineConcerts\, ed è l’unica tournée ufficiale che celebra a livello globale i film della saga. Dal debutto mondiale di Harry Potter e la Pietra Filosofale™ in Concerto nel 2016\, oltre 3 milioni di spettatori in più di 48 Paesihanno vissuto la magia di questa straordinaria esperienza\, con oltre 2.973 performance programmate entro il 2025. \n\n\n\n“Con Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 ci avviciniamo al culmine di un viaggio straordinario che ha segnato profondamente anche la storia della nostra orchestra”: dichiara Marco Patrignani. “Siamo orgogliosi di far parte di questo progetto ufficiale\, che ha incantato milioni di spettatori nel mondo\, e che continua con entusiasmo il suo percorso verso la quinta edizione del Roma Film Music Festival\, in programma a marzo 2026”. \n\n\n\nIn questo capitolo\, che avvicina il pubblico alla fine\, nuova luce colpisce dettagli\, personaggi ed eventi che già si pensava di conoscere\, rivelandone segreti e significati profondi. Harry\, Ron ed Hermione partono per una missione: trovare e distruggere gli Horcrux\, la chiave del potere di Voldemort. Da soli e in fuga\, i tre amici devono contare l’uno sull’altro più che mai… ma le Forze Oscure minacciano di dividerli. \n\n\n\nVincitore dell’International Film Music Critics Award (IFMCA)\, del World Soundtrack Award e del Satellite Award per la Miglior Colonna Sonora Originale\, il compositore premio Oscar Alexandre Desplat (Grand Budapest Hotel\, Il Discorso del Re\, Philomena) ha creato una colonna sonora intensa e raffinata che trasporta il pubblico nel cuore delle avventure di Harry mentre ha inizio la tanto temuta guerra nel mondo magico. \n\n\n\nJustin Freer\, presidente di CineConcerts e produttore/direttore della Harry Potter Film Concert Series\, commenta: “la saga cinematografica di Harry Potter è un fenomeno culturale irripetibile che continua a incantare milioni di fan in tutto il mondo. Siamo felici di offrire al pubblico\, per la prima volta\, l’opportunità di ascoltare dal vivo le musiche premiate della saga mentre il film viene proiettato sul grande schermo. Un evento davvero indimenticabile”. \n\n\n\nBrady Beaubien\, produttore di CineConcerts\, aggiunge: “Harry Potter è sinonimo di emozione in tutto il mondo. Speriamo che\, attraverso l’esecuzione dal vivo di questa musica straordinaria insieme al film completo\, il pubblico continui a celebrare il mondo magico”. \n\n\n\nI biglietti sono in vendita su Ticketone.
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SUMMARY:"Le cose che restano" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Al TeatroBasilica il 6 dicembre alle ore 21:00 e il 7 dicembre alle 16:30 va in scena Le cose che restano\, spettacolo ideato e diretto da Alessandro Businaro\, con drammaturgia di Stefano Fortin e le interpretazioni di Grazia Capraro e Vassilij Gianmaria Mangheras. \n\n\n\nLa memoria rappresenta da sempre\, nella percezione comune\, uno dei tratti distintivi dell’essere umano. La nostra identità in perenne costruzione e mutamento si poggia infatti su un continuo processo di rievocazione\, riformulazione o cancellazione del passato. La sua struttura ci rende ciò che siamo nel tempo\, nel nostro essere qui e ora\, in balia di un movimento altalenante tra ricordo e dimenticanza. Una sommersione continua di persone\, oggetti e sentimenti. A raccontare in scena questa fragilità nel nostro rapporto col passato è una coppia\, Lui e Lei\, unita (e separata) da un tavolo con al centro una torta. Due persone che si parlano\, guardano\, giocano\, due \n\n\n\npersone che si scontrano e riappacificano su un palcoscenico in cui il tempo si liquefa ed è difficile distinguere tra il piano reale del presente\, quello del ricordo e quello della semplice immaginazione. Chi sta parlando a chi? Quello che stiamo vedendo accade realmente o è il tentativo di ricordare (o dimenticare) qualcosa?  \n\n\n\nNote di regia: \n\n\n\nHo iniziato a lavorare su “Le cose che restano” ormai otto anni fa\, guidato dalla volontà di raccontare il processo faticoso di chi si trova a dover elaborare una perdita improvvisa e lacerante\, come quella causata dal suicidio della persona con cui si condivide il presente e si progetta il futuro. L’input iniziale non è stato il desiderio di ricerca antropologica o sociale\, ma piuttosto\, come spesso accade nei miei lavori\, l’esperienza in prima persona di un evento che ho potuto osservare da vicino e che mi ha spinto ad addentrarmi in questa lunga ricerca sotterranea. come dicevo\, il lavoro per arrivare a questa anteprima ha visto diverse tappe di studio e di ricerca. Nel 2016\, con l’aiuto dell’autrice Irene Gandolfi e dell’attrice Grazia Capraro\, lavorammo per quasi un anno su una prima stesura drammaturgica\, che ci permise di capire che Naufragio non era solo un lavoro sul superamento del lutto\, ma anche qualcosa di più stratificato\, che portava con sé un ventaglio di temi\, a volte contraddittori. Nell’arco degli anni (con un accento importante negli ultimi mesi) questi temi si sono ancora di più specificati e\, grazie al lavoro con il drammaturgo e dramaturg Stefano Fortin (con cui collaboro regolarmente dal 2019) e grazie anche al contributo sul palco degli attori\, posso dire che il Naufragio che vedrete in scena è uno spettacolo riguardante i riti familiari\, il linguaggio in codice dell’amore\, la paura di sparire e le difficoltà del dimenticare. Temi quasi sconnessi\, che tuttavia si nutrono a vicenda. Lo spettacolo si presenta come il viaggio di una donna che tenta di mettere in scena frammenti di passato\, confusi con situazioni ipotetiche mai davvero accadute\, ma forse \n\n\n\nauspicate. Un viaggio all’interno di una cucina essenziale durante una giornata di festeggiamenti\, una cucina bianca come il mondo prima di una ferita\, in cui sono presenti una torta\, un caffè che non sale mai e una pioggia costante fuori dalla casa\, una pioggia che rischia di inondare tutto. Alessandro Businaro \n\n\n\nNote di drammaturgia \n\n\n\nALE COSE CHE RESTANO è un testo che si sviluppa a partire da un lavoro drammaturgico realizzato nel 2016 da Alessandro Businaro e Irene Gandolfi. Tenendo presente questo dato di partenza si può dire\, in un certo senso\, che la scrittura di questa versione di Le cose che restano ha preso alla lettera il proprio titolo. Il presente lavoro drammaturgico\, infatti\, è nato dalla narrazione di uno spettacolo che personalmente non avevo visto e\, attraverso un lavoro preliminare sul ricordo del regista e su quanto io stesso riuscivo a trattenere di tale racconto del passato\, ha preso forma una nuova versione del testo: proprio come avviene nei naufragi\, in cui non si può salvare tutto ciò che si trova sulla nave ma si riesce a portare con sé solo dei frammenti\, a volte nemmeno quelli che potrebbero essere considerati i più importanti.  \n\n\n\nBPaul Ricoeur\, pensatore francese del secondo Novecento\, ha dedicato una cospicua parte della propria produzione all’ analisi linguistica e filosofica del concetto di tempo. Tra i diversi testi (di cui Tempo e racconto è sicuramente il più poderoso e conosciuto)\, esiste un volumetto compatto e incisivo\, dal titolo Ricordare\, dimenticare\, perdonare: ‘enigma del passato. Ebbene\, questa versione di LE COSE CHE RESTANO per quanto attiene alla drammaturgia – ruota attorno a questi tre verbi fondamentali\, la cui presenza (più o meno evidente) è disseminata nelle parti che articolano il testo. Non esiste ricordo senza dimenticanza\, né l’azione della memoria ha un vero e proprio senso per l’individuo se non porta\, in qualche modo\, a ciò che siamo soliti chiamare – spesso purtroppo intendendolo in un vago senso sentimentale – «perdono». Al di là dell’ evento tragico cui il testo direttamente si riferisce\, infatti\, è questo credo il valore più intimo di un meccanismo\, quello mnemonico\, sul quale la nostra identità si fonda non solo perché senza memoria (e/o dimenticanza) non ci sarebbe possibile sapere con chiarezza chi siamo e da dove veniamo\, ma anche e soprattutto perché il nostro stare nel presente e il nostro pensare e immaginare il futuro affondano nella necessità di perdonare ciò che ci è già successo\, più o meno traumatico che sia . \n\n\n\nCPerdonare\, dunque\, ma anche dimenticare. Aleida Assmann ha codificato\, nel suo saggio sui Sette modi per dimenticare\, una casistica precisa di quella che si potrebbe definire una mnemotecnica al contrario\, un’arte dell’oblio che\, proprio come lo sforzo di ricordare\, è un agire che ci richiede molti sforzi\, spesso del tutto inutili. Di questi sette modi\, LE COSE CHE RESTANO ne sceglie quattro che\, nel flusso continuo della ricostruzione messa in atto dalla protagonista femminile\, concorrono alla costruzione di una memoria\, di un’identità e di un tentativo di perdono: nascondere\, sovrascrivere\, neutralizzare\, perdere. Queste quattro azioni – che il pensiero monologante della protagonista tenta di evocare\, superare e tenere assieme – si susseguono e si mischiano continuamente\, collassando ognuna nell’ altra\, cosi come precipitano l’uno dentro l’altro i diversi ricordi che il pensiero\, posto davanti a sé stesso\, si trova a dover affrontare\, «moltiplicando istanti dentro singoli istanti». Da qui deriva il tempo fuor sesto di Naufragio\, che concentra in un’ora una vita intera\, passata e futura. \n\n\n\nDLE COSE CHE RESTANO è dedicato alla memoria di M.P. cui si è voluto rendere omaggio nascondendo all’ interno del testo un breve passaggio di una sua canzone. Stefano Fortin \n\n\n\n INFORMAZIONI \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo \n\n\n\nemail: info@teatrobasilica.com \n\n\n\ntelefono: +39 392 9768519 \n\n\n\nOrario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30.
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