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SUMMARY:Il volto di Otello al Teatro Sala Vignoli
DESCRIPTION:L’opera immortale di William Shakespeare oggi più che mai è in grado di raccontarci una discesa negli inferi\, un percorso nell’ignoto dell’animo umano\, un lento processo di avvicinamento dell’individuo alla mostruosità che è dentro di lui. \n\n\n\nLa mia regia parte da questa riflessione esplorandone tutte le possibili declinazioni. – Gina Merulla \n\n\n\nL’uomo ha inventato il concetto di “Mostro” per personificare la deformità\, la malvagità\, l’impulso atavico di distruzione ma anche per raccontare i meccanismi incomprensibili del pensiero umano che tendono ad essi. Allo stesso tempo l’uomo ha bisogno del “Mostro” per porre una distanza fra sé e l’inevitabile spietatezza della sua anima. L’essere umano ha bisogno di estirpare da sé e proiettare fuori quell’immagine spaventosa che è insostenibile da coniugare con il proprio io. Se quindi in passato avevamo mostri leggendari\, con fattezze umane o animali\, sempre deformi\, terrificanti\, trasfigurati che ci aiutavano a separare i concetti e le immagini di bene e male oggi purtroppo dobbiamo fare i conti con la consapevolezza che questa dicotomia non esiste. Oggi il mostro non ha un’immagine diversa dalla nostra e questo è insopportabilmente terrorizzante: i giornali sono pieni di “mostri” con visi ordinari\, occhi calmi\, sorrisi accoglienti; oggi i mostri non sono facili da distinguere perché appaiono “normali”. La deformità è nuovamente introiettata nell’individuo\, al suo interno\, lì dove è difficile essere vista…come in realtà è sempre stato…anche se ci ripugna l’idea\, la realtà è che basta davvero poco per far scattare il meccanismo della Mostruosità e la nostra realtà di essere umani gradualmente si distorce\, si trasforma\, si dilegua: non siamo più capaci di comprendere il mondo\, di leggerne i significati e di vivere al suo interno. \n\n\n\nQuesto accade a Otello che è sì un “Mostro” ma non più di tutti noi. \n\n\n\nUn ultimo aspetto su cui si soffermerà la mia regia è l’assenza\, o meglio la negazione\, del femminile. Desdemona sarà una silhouette\, una voce\, un’immagine\, a volte persino un suono ma mai una donna\, mai una persona. Questo perché tutto ciò che vedremo sulla scena è il risultato della percezione che Otello ha della realtà e lo spettatore non potrà fare un passo indietro cercando la realtà dei fatti perché la verità è che questa di per sé non esiste. – Gina Merulla \n\n\n\nIn scena il Maestro Mamadou Dioume attore e collaboratore di Peter Brook. Interpretò per anni in giro per il mondo il ruolo di Bhima\, il figlio del vento dalla forza prodigiosa\, nel celebre “Mahābhārata”. \n\n\n\nDopo il successo del debutto al Teatro Mercadante di Napoli in occasione del Campania Teatro Festival 2025\, e le date al Teatro Hamlet\, “Il Volto di Otello” è pronto per chiudere la rassegna del progetto “Run. Il Festival che fugge dal centro” iniziato a settembre.  \n\n\n\nll progetto è stato promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura\, ed è stato vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\n“Merulla indaga con maestria e grande sicurezza le oscurità più recondite dell’essere umano\, una discesa agli inferi\, senza paura di cadere e di farsi male\, e la platea dovrà ammettere\, anche solo tra sé e sé nel buio della sua poltrona\, che quel mostromalvagio e desideroso di distruzione è dentro ognuno di noi”. – Brainstorming Culturale \n\n\n\n“Un adattamento ben concepito quello della Merulla che coniuga danza\, musica e teatro facendo rivivere su nuove basi i personaggi shakespeariani\, anche grazie alla grande professionalità degli attori”. – Tutto Teatro \n\n\n\nTraduzione e Adattamento di Gina Merulla \n\n\n\nDa William Shakespeare – Traduzione\, Adattamento e Regia di Gina Merulla – Con Mamadou Dioume e Fabrizio Ferrari\, e con Lorenza Sacchetto\, Andrea Vellotti\, Marco Chiappini
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LOCATION:Teatro Sala Vignoli\, Via Bartolomeo d’Alviano 1 (Pigneto)\, Roma\, 00176\, Italy
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SUMMARY:Mostra cinematografica "Scoprir" al cinema Rouge et Noir di Palermo
DESCRIPTION:Torna la mostra cinematografica Scoprir\, ospitata anche quest’anno dal cinema Rouge et Noir (piazza Verdi\, 8)\, dall’1 al 5 dicembre e realizzata in collaborazione con le Ambasciate in Italia di Cile\, Colombia\, Messico\, Panama\, Perú\, Repubblica Dominicana\, Uruguay e Venezuela. \n\n\n\nIn programma due proiezioni al giorno (ore 15.30 e 17.15) per un totale di nove titoli di generi diversi\, proiettati in versione originale con sottotitoli in italiano che offriranno una panoramica cinematografica e multiculturale del mondo ispanico. \n\n\n\nSi comincia lunedì 1 dicembre (ore 15.30) con Convivenza\, del regista domenicano José Gómez de Vargas. \n\n\n\nConvivenza è un thriller dominicano in cui\, dopo la morte di uno scrittore in un condominio\, diversi vicini vengono interrogati come sospetti. Mentre aspettano la polizia\, vengono alla luce segreti\, tensioni e bugie che rivelano che uno di loro nasconde la verità. \n\n\n\nA seguire (17.15) Análogos del regista cileno Jorge Olguín.  \n\n\n\nNel cuore della Santiago urbana\, Blanca e José\, una coppia di anziani segnati dalla solitudine\, vivono aggrappati alla loro routine quotidiana\, dove la televisione è la loro unica finestra sul mondo. Blanca soffre di una malattia degenerativa e dipende completamente da José per le faccende quotidiane. Un inaspettato fenomeno astronomico provoca l’interruzione del segnale televisivo\, alterando profondamente il loro fragile equilibrio. In cerca di aiuto\, José si rivolge a Cindy\, una giovane immigrata peruviana che lavora in un magazzino del quartiere. Tuttavia\, la presenza di Cindy risveglia in Blanca dolorosi ricordi del passato\, legati alla misteriosa scomparsa di sua figlia. Quella che inizia come una semplice ricerca di connessione si trasforma in un viaggio emotivo carico di memoria\, perdita e redenzione. \n\n\n\nMartedì 2 sono in programma rispettivamente: il film spagnoloLos pequeños amores della regista Celia Rico. \n\n\n\nSenza dubbio una delle voci più suggestive del cinema spagnolo\, Celia Rico ha sviluppato la sua breve filmografia su coordinate molto marcate. Come nel suo acclamato debutto Viaje al cuarto de una madre (2017)\, questo nuovo film riunisce una madre vedova e sua figlia attorno al concetto di casa. Lo spazio rurale è fondamentale nella storia\, poiché si tratta di due donne che confrontano l’idea di casa\, legata al paese\, con l’incertezza e le difficoltà della città. Il ricongiungimento tra madre e figlia svela aspetti fondamentali delle problematiche legate alle donne rurali.  \n\n\n\nA seguire il film colombiano Los reyes del mundo della regista Laura Mora. \n\n\n\nLos reyes del mundo racconta la storia di Rá e dei suoi amici Culebro\, Nano\, Sere e Winny\, cinque giovani delle strade di Medellín che intraprendono un viaggio verso il nord della Colombia. Rá ha ricevuto la notizia che lo Stato gli restituirà alcune terre ereditate dalla sua famiglia\, perdute durante il conflitto armato. Incoraggiati dall’illusione di trovare un luogo dove ricominciare da capo\, gli amici partono insieme per un viaggio pieno di rischi\, incontri e scoperte. Lungo il percorso\, i ragazzi affrontano violenza\, disuguaglianza e abbandono\, ma trovano anche momenti di amicizia\, tenerezza e libertà. Il loro viaggio diventa una ricerca simbolica di dignità e appartenenza in un Paese che li emargina. Alla fine\, più che raggiungere una destinazione concreta\, i protagonisti sembrano raggiungere una forma di libertà interiore\, diventando – almeno per un istante – i veri “re del mondo”. \n\n\n\nMercoledì 3 dicembre si alternano il film panamense Me dicen el Panzer del regista Rodrigo Quintero Arauz. \n\n\n\nIl film narra la storia di Rommel Fernández\, un giovane del quartiere El Chorrillo di Panama City che sogna di diventare un calciatore professionista. Nonostante le difficoltà economiche e le pressioni familiari\, Rommel persevera e dimostra un grande talento nei campionati locali. Il suo impegno e la sua passione lo portano a essere scoperto e ad avere l’opportunità di giocare in Spagna\, segnando l’inizio della sua carriera come una delle figure più importanti del calcio panamense. Il film mostra le sue umili origini\, la sua determinazione e l’impatto che ha avuto sul suo paese come simbolo di superamento delle difficoltà. \n\n\n\nA seguire il film del regista uruguaiano José Luis Elizalde Una luz afuera.  \n\n\n\nLa pellicola è un thriller con protagonista Agustina\, una giovane con disabilità motorie che vive sotto il controllo di Gabriel\, un bracciante manipolatore. Intrappolata nella sua casa\, deve trovare il modo di liberarsi prima che la situazione diventi irreversibile. \n\n\n\nGiovedì 4 dicembre in programma il documentario messicano Nómadas de la 57 del regista Alberto Arnaut Estrada y José. \n\n\n\nIl documentario messicano Nomadi della 57 (2023) segue la vita di Luz de Luna\, una donna che è diventata camionista dopo essere fuggita da un matrimonio violento. Durante il suo viaggio incontra altri camionisti che\, nelle piazzole di sosta e nei ristoranti improvvisati\, cercano conforto per continuare il proprio viaggio. Il film offre uno sguardo attento sulla vita dei trasportatori\, rompendo gli stereotipi e mostrando la loro umanità al di là del lavoro che svolgono. \n\n\n\nA seguire il lungometraggio venezuelano Los herederos del regista Pablo de la Barra. \n\n\n\nIn una casa abbandonata\, Don Cristian\, 80 anni\, ha deciso di morire. Ma tutto cambia quando Camilo\, un giovane medico\, si rifugia nella casa per passare una notte\, e si scatenano una serie di enigmi che verranno risolti in modo magico e soprannaturale. Non manca l’umorismo nero che conferisce un tocco di ironia al dramma. L’arrivo di un nemico di Don Cristian svela il segreto che lo ha tenuto nascosto per 47 anni. \n\n\n\nChiude la rassegna\, venerdì 5 dicembre\, il film peruviano La casa de las galletas del regista Rodolfo Zavala Chian.  \n\n\n\nÈ un thriller psicologico che esplora le dinamiche familiari e i segreti nascosti. Juliana ha scoperto dove si trova sua madre biologica\, quindi va alla sua ricerca con l’intenzione di conoscerla e allo stesso tempo di conoscere il proprio passato. Un incidente e la parziale perdita della memoria costringono Juliana a ricostruire il suo presente e il suo passato\, con l’aiuto di fratelli che non ricorda e che nascondono un tragico evento che comincia ad affiorare dal profondo dei suoi ricordi.L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili
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LOCATION:Cinema Rouge et Noir Palermo\, P.za Giuseppe Verdi\, 8\,\, Palermo\, ITA\, 90134\, Italy
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SUMMARY:IO SONO UNA FORZA DEL PASSATO. SOLO NELLA TRADIZIONE È IL MIO AMORE
DESCRIPTION:Nel cinquantesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini\, avvenuta il 2 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia\, il Teatro di Roma dedica allo “scrittore corsaro” un trittico di eventi per scoprire e riscoprire il suo pensiero\, la sua parola\, la sua poetica\, e riflettere sull’eredità artistica e civile che ci ha lasciato. \n\n\n\nLa sua voce\, tanto poetica quanto politica\, è capace di parlare a generazioni diverse e di restituire il senso di un’arte che nasce dal corpo vivo della società. Attorno a questa visione la trilogia proposta dal Teatro di Roma si raccoglie nel titolo IO SONO UNA FORZA DEL PASSATO. SOLO NELLA TRADIZIONE È IL MIO AMORE\, tratto dal verso che Pasolini scrisse in Poesia in forma di rosa (1964). Così l’omaggio sviluppa tre momenti distinti\, unrito civile che accompagna l’autunno del cinquantenario\, tutti a ingresso libero fino a esaurimento posti\, inserendosi nel più ampio calendario di celebrazioni promosso da Roma Capitale. \n\n\n\nGli appuntamenti – il 30 ottobre al Teatro Elsa Morante\, il 3 novembre e il 1° dicembre alTeatro Argentina – tradurranno i testi e le opere di Pasolini in gesto\, verso e spettacolo\, spaziando dalla dimensione partecipativa alla ricerca drammaturgica. Tre traiettorie che si susseguono nel tempo e che si incontrano in un unico orizzonte: restituire Pasolini nella sua dimensione originaria di voce plurale e necessaria. \n\n\n\nIl primo appuntamento apre la riflessione sul potere vivo della parola pasoliniana\, coinvolgendo direttamente il territorio\, portando in scena giovedì 30 ottobre (ore 18) al Teatro Elsa Morante\, RAGAZZI DI VITA E PETROLIO. PASOLINI DALLA PAROLA ALLA SCENA\, un momento corale in cui una comunità di lettori restituisce la propria esperienza\, trasformando la pagina scritta in azione scenica e partecipazione viva.  \n\n\n\nUna lettura collettiva aperta al pubblico\, esito finale di un ciclo di incontri di lettura espressiva ad alta voce di testi pasoliniani\, tra cui Ragazzi di vita e Petrolio\, tenutisi nella Biblioteca Joyce Lussu e Biblioteca Laurentina\, sotto la guida dell’attore Paolo Minnielli\, con gli attori del Corso di perfezionamento del Teatro di Roma Lorenzo Fochesato e Giulia Sucapane e la supervisione drammaturgica di Roberto Scarpetti. \n\n\n\nIl percorso\, realizzato da Teatro di Roma in collaborazione con Biblioteche di Roma\, ha analizzato come un testo prenda vita dalla pagina scritta attraverso il corpo e la voce: un processo che dialoga profondamente con l’approccio di Pasolini\, che faceva nascere la sua scrittura dalla vita reale e dal confronto quotidiano con le borgate romane.  \n\n\n\nIl giorno immediatamente successivo alla data simbolica dell’omicidio\, il 3 novembre (ore 20)\, andrà in scena al Teatro Argentina una serata evento dal titolo 3 NOVEMBRE 1975 Oratorio per i 50 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini\, ideata da Giacomo Bisordi\, su una drammaturgia originale curata da Fabio Condemi e costruita a partire del materiale giornalistico\, cinematografico e poetico di Pasolini. Sul palco un oratorio di dieci dicitori e dicitrici che saranno riuniti nell’intento di donare al pubblico la parola di Pasolini attraverso un viaggio a ritroso\, rocambolesco\, quasi picaresco\, lungo una delle infinite tracce che il pensiero di Pasolini offre.  \n\n\n\nCome suggerisce il titolo\, l’evento\, prodotto dal Teatro di Roma\, si pone una domanda centrale partendo dall’immagine del giorno dopo l’omicidio: “E ora? Testimoni di quest’assenza\, che ne facciamo di questa eredità\, tramandataci nella forma di un impressionante corpus intellettuale\, poetico e cinematografico?” \n\n\n\nNel tentativo forse impossibile di dare una risposta\, si proverà a tratteggiare un ritratto dell’uomo\, dell’artista e dell’intellettuale interrogandoci su quanto il suo pensiero “anticonformista” possa ancora illuminare il presente e il futuro. \n\n\n\nA un mese di distanza\, lunedì 1° dicembre sempre al Teatro Argentina\, l’omaggio si conclude assumendo la forma di concerto performativo\, con Filippo Timi\, che porta in scena SCOPATE SENTIMENTALI. Esercizi di sparizione\, accompagnato dai musicistiRodrigo D’Erasmo (violinista\, compositore\, arrangiatore e polistrumentista) e Mario Conte(musicista/sperimentatore dentro e fuori la musica elettronica). \n\n\n\nUna creazione che omaggia e ritrae Pasolini come un uomo che ha scelto di essere fedele al proprio daimon\, quello spirito guida che ne ha determinato il destino. Quattro movimenti –Primavera\, Estate\, Autunno\, Inferno – per intercettare l’azione di questo spirito nella biografia di Pasolini\, spogliandolo di ogni retorica e vittimismo. Per scoprire come l’autore fosse «un poeta divorato dalle Amazzoni\, attaccato dalle Erinni\, su cui si è scagliato il fulmine di Zeus.» \n\n\n\nCalendario degli eventi \n\n\n\nTeatro Elsa Morante\, 30 ottobre 2025 ore 18 \n\n\n\nRagazzi di vita e Petrolio. Pasolini dalla parola alla scena \n\n\n\nselezione dei testi Roberto Scarpetti \n\n\n\ncon Paolo Minnielli \n\n\n\ne con gli attori del Corso di perfezionamento del Teatro di Roma Lorenzo Fochesato e Giulia Sucapane \n\n\n\nmusiche Andrea Filippucci \n\n\n\nIl progetto è realizzato dalla Fondazione Teatro di Roma in collaborazione con Biblioteche di Roma e gli incontri saranno ospitati nella Biblioteca Joyce Lussu e Biblioteca Laurentina. \n\n\n\nTeatro Argentina\, 3 novembre 2025 ore 20 \n\n\n\n3 novembre 1975 \n\n\n\nOratorio per i 50 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini \n\n\n\nideazione e regia Giacomo Bisordi \n\n\n\ndrammaturgia Fabio Condemi \n\n\n\nregista assistente Andrea Pizzalis \n\n\n\nsuono Dario Felli \n\n\n\nvideo Lorenzo Bruno \n\n\n\ncon (in o.a.) Noemi Apuzzo\, Consuelo Bartolucci\, Andrea Basile\, Marco Cavalcoli\, Vanda Colecchia\, Daria Deflorian\, Dimitri Galli Rohl\, Andrea Pizzalis\, Camilla Semino Favro\, Massimiliano Speziani \n\n\n\nassistenti alla regia Samuele Gambino\, Gilda Rinaldi Bertanza \n\n\n\nun progetto di Teatro di Roma – Teatro Nazionale \n\n\n\nTeatro Argentina\, 1 dicembre 2025 ore 20 \n\n\n\nScopate sentimentali. Esercizi di sparizione \n\n\n\nuno spettacolo di e con Filippo Timi\, Rodrigo D’Erasmo\, Mario Conte \n\n\n\ndedicato a Pier Paolo Pasolini \n\n\n\nvoce e corpo Filippo Timi \n\n\n\npercussioni\, violino e chitarra elettrica Rodrigo D’Erasmo \n\n\n\nsintetizzatori e real time electronics Mario Conte
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SUMMARY: "OLTRE ME IN ME"\, personale di  Fiona Sartoretto Verna
DESCRIPTION:Nel cuore di via Margutta\, tra storia\, arte e creatività\, un appuntamento da non mancare il Primo Dicembre alle ore 18\,30 alla Margutta Design di via Margutta 5 tra le sfavillanti luci di via MARGUTTA ILLUMINATA A FESTA!  Con una Mostra innovativa ed un’Artista unica\, in una Margutta Design che si afferma ancora una volta come una realtà autorevole e visionaria. E con due Curatori d’eccezione: l’architetto Giovanni Deidda e la dottoressa Sylvia Irrazabal. \n\n\n\nPiù di uno showroom\, più di uno studio di progettazione: Margutta Design è un luogo in cui l’idea prende forma\, la bellezza diventa spazio e la progettualità si trasforma in esperienza. Sotto la guida sensibile del Direttore Giovanni Deidda\, Margutta Design coltiva un dialogo continuo tra materia e immaginazione\, architettura e design\, che va oltre la rigorosa ricerca estetica e coraggio innovativo. Ogni ambiente è pensato come un racconto\, ogni progetto come un invito a guardare oltre ciò che appare.  \n\n\n\nEd è in questa cornice fatta di visioni e di luce\, di proporzioni e sussurri creativi\, che approda OLTRE ME IN ME\, la nuova Mostra personale di Fiona Sartoretto Verna\, Una Mostra che non si limita a essere ospitata\, ma trova in Margutta Design il suo naturale respiro: un luogo in cui l’arte può espandersi\, vibrare\, interrogare e farsi strada dentro chi osserva.  \n\n\n\nL’Artista dichiara: «Uso la bellezza per denunciare\, i colori per guarire e i materiali per raccontare il nostro fragile equilibrio con il mondo.» Con queste parole si apre il percorso espositivo che Margutta Design dedica a un’Artista la cui ricerca nasce da una tensione continua verso il bello\, le emozioni e l’essenza delle cose\, un cammino che intreccia intuizione\, memoria e una profonda attenzione verso ciò che è fragile nel nostro tempo.  \n\n\n\nFiona Sartoretto Verna\, torinese di nascita\, romana d’adozione e cittadina del mondo\, è architetto\, paesaggista e artista viaggiatrice. Ogni suo quadro diventa un’esperienza viva\, un luogo da attraversare più che da osservare. La sua poetica nasce da una tensione costante verso ciò che è fragile e mutevole nel nostro tempo\, unita a un’attenzione profonda per l’equilibrio – spesso compromesso – tra uomo e natura.  Da qui l’uso di materiali artificiali come metafora dell’invasione del sintetico nel paesaggio contemporaneo\, e l’integrazione di strumenti digitali che espandono la pittura oltre la sua dimensione tradizionale. Il percorso artistico di Fiona è segnato da esperienze internazionali che hanno plasmato il suo sguardo.Dopo la laurea in Architettura alla Sapienza di Roma\, negli Stati Uniti\, in South Carolina\, studia pittura con Aj Finley McRee\, sperimentando acrilico\, collage e contaminazioni materiche ispirate ai paesaggi della Lowcountry. Tornata in Italia\, alla Rome Universty of Fine Arts  approfondisce tecniche miste e pittura a olio con Simonetta Gagliano. Una parte significativa della sua identità creativa affonda nelle radici familiari: la nonna\, la pittrice Lea Razzetti Galvan\, le trasmette sensibilità\, intuizione e la capacità di percepire la vibrazione segreta delle cose.  \n\n\n\nCon questa Mostra  OLTRE ME IN ME\, Margutta Design accoglie così una selezione di opere che raccontano un viaggio intimo e universale: un itinerario che attraversa emozioni\, metamorfosi\, ferite e rinascite. È un racconto che parte dalla bellezza\, passa attraverso l’oscurità e ritorna alla luce\, ricordandoci che osservare è un gesto\, ma sentire è un atto. Un atto da gustare con gioia in via Margutta 5\, il 1° Dicembre prossimo! \n\n\n\nVernissage: su invito (tre appuntamenti dedicati)  \n\n\n\nContatti: mail info@marguttadesign.com/ tel. 0651849110
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SUMMARY:"Ferro" al Cinema Lux di Messina
DESCRIPTION:Lunedì 1° dicembre alle 19:00 il Cinema Lux di Messina ospiterà una serata speciale dedicata alla presentazione del cortometraggio Ferro di VRAB Pictures\, scritto e diretto da Lucilla Mininno\, prodotto da MitrArtProduction e distribuito da Prem1ere Film. \n\n\n\nLa proiezione si svolgerà alla presenza del cast\, che incontrerà il pubblico messinese per raccontare il processo creativo e le suggestioni che hanno dato vita a questo affascinante lavoro interamente ambientato nel borgo marinaro di Torre Faro e che narra la storia di due fratelli che\, alla morte del padre\, si incontrano nuovamente dopo diversi anni\, con un conto in sospeso. \n\n\n\nFerro è un racconto intenso\, in cui l’elettricità diventa simbolo delle tensioni umane: energie trattenute\, legami sospesi\, silenzi che si accumulano come cariche pronte a esplodere. A sovrastare e custodire la storia c’è il maestoso Pilone di Messina\, una presenza quasi metafisica che domina paesaggio e memoria\, diventando il luogo simbolico in cui le emozioni trovano finalmente un varco. \n\n\n\nCome una scarica compressa per anni\, Ferro racconta quel preciso momento in cui le tensioni scendono a terra\, liberando ciò che era rimasto sospeso. \n\n\n\nA dare volto e anima al corto sono Enzo Curcurù\, Enrico Roccaforte\, Francesco Zecca\, Antonino e Andrea Ioppolo\, Santi Travia\, Katia Bevacqua e Gianfranco Quero\, affiancati da Giuseppe Giamboi\, Carolina Ventriglia\, Cristiana Nicolò\, Andrea Sturniolo\, Roberto Bonaventura\, Giovanni La Fauci\, Paola Mattucci\, Puck\, Giuseppe Contarini e Ruben Capillo. \n\n\n\nCompletano il progetto le musiche originali realizzate da Stefano Barbagallo e Giovanni La Fauci\, la fotografia di Daniele Trani\, il montaggio di Morgan Maugeri e della stessa Mininno\, le scenografie e la grafica firmate da Giovanni La Fauci\, i costumi di Cinzia Preitano\, il trucco di Ivana Mirenda\, il sound design di Tobia Malagutti\, insieme al lavoro della squadra di set e produzione. \n\n\n\nLa serata offrirà\, inoltre\, un doppio appuntamento\, perché subito dopo Ferro sarà proiettato il film Spiaggia di vetro (2025) di Will Geiger che vede protagonista Claudio Castrogiovanni\, per un’esperienza cinematografica ancora più ricca e immersiva. \n\n\n\nE’ gradita la presenza della stampa. \n\n\n\n*     *     * \n\n\n\nVRAB pictures è il connubio creativo e professionale degli artisti Lucilla Mininno (script\, drama\, direction\, performance) e Giovanni La Fauci (visual\, set design\, costume\, graphics\, music). VRAB pictures opera tra Teatro\, Cinema e Arte Contemporanea. Cura e realizza opere dal vivo\, video e contaminazioni artistiche.
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SUMMARY:“Canto Libero” al Teatro Olimpico
DESCRIPTION:Good Vibrations Entertainment\n\n\n\nIl 1°\, il 2 e il 3 dicembre 2025\, alle ore 20.30\, torna il grande tributo alle canzoni Di Battisti e Mogol\, portato sul palco del Teatro Olimpico di Roma dal “Canto Libero”: non un semplice concerto ma di un grande spettacolo che ha debuttato nel 2015 con lo scopo di omaggiare il periodo d’oro della storica coppia Mogol/Battisti e che da 10 anni riempie i teatri\, palazzetti e piazze facendo registrare numeri da capogiro e continui sold out. \n\n\n\nSul palco un ensemble di musicisti affiatati e già rodati nel corso di lunghe carriere che portano avanti questo progetto con grande determinazione e ispirazione\, ma soprattutto con grande divertimento. Lo show che viene proposto va ben oltre alla semplice esecuzione di cover dei grandi classici del repertorio\, ma rilegge i brani originali mantenendo una certa aderenza e cercando di non risultare mera copia\, inserendo la propria personalità e sensibilità musicale e facendo emergere tutta l’anima blues e rock che Lucio Battisti aveva molto forte dentro di sé. \n\n\n\nCON LA BENEDIZIONE DI MOGOL \n\n\n\nCanto Libero: Dopo aver riempito piazze e teatri in giro per l’Italia e all’estero\, un grande riconoscimento del loro valore artistico arriva a fine 2015 con uno spettacolo sold out al Teatro Rossetti di Trieste che vede anche la partecipazione straordinaria di Mogol in persona\, che dà la benedizione ufficiale al Canto Libero. L’esperienza si ripete ad aprile 2017\, quando Mogol torna sul palco con la band nella data udinese per l’ennesimo sold out al Giovanni da Udine. Nel settembre 2018 Mogol è di nuovo con Canto Libero al Teatro Romano di Verona per il concerto del ventennale dalla scomparsa di Lucio. In quell’occasione non ha paura di esagerare dichiarando che la band la prossima volta dovrebbe suonare all’Arena! «Mogol dopo un concerto ci ha detto: avete suonato esattamente come avrebbe voluto Battisti – racconta il frontman di Canto Libero –. È stato uno dei più bei complimenti. Ha apprezzato gli arrangiamenti\, ha capito che abbiamo lavorato tanto e siamo riusciti a tirare fuori tutta la musica che Lucio aveva dentro: il blues\, il rock\, il soul». \n\n\n\nI TOUR NEI TEATRI \n\n\n\nUno spettacolo con alle spalle già diversi tour in teatri di prestigio come il Del Monaco di Treviso\, Il Dal Verme di Milano\, il Celebrazioni di Bologna\, il Filarmonico di Verona\, Il Ponchielli di Cremona\, il Toniolo di Mestre\, il Nuovo di Ferrara\, il Nuovo di Torino\, il Politeama Genovese\, il Goldoni di Livorno e tanti altri\, registrando quasi sempre il sold out come accaduto anche al Teatro Romano di Ostia antica nel 2020 – in occasione del festival Anthology  – e lo scorso anno\, proprio al Teatro Olimpico. \n\n\n\n«Annunciare le date teatrali – dichiara la band – è per noi sempre una grande emozione e gioia\, perché pur avendo alle spalle più di qualche tour\, quando saliamo sul palco e vi troviamo di fronte a noi c’è sempre qualcosa di magico… inoltre siamo felicissimi di poter arrivare in posti per noi nuovi\, dove siamo sicuri che l’amore per Lucio sarà fortissimo come in tutte le altre città che finora abbiamo toccato in tutti questi anni!». \n\n\n\nIl tour è prodotto dalla Good Vibrations Entertainment e le date di Roma al Teatro Olimpico sono in co-produzione con Menti Associate. \n\n\n\nLO SPETTACOLO \n\n\n\nCanto Libero nasce da Fabio “Red” Rosso «L’idea era partita da me – commenta il cantante – avevo il desiderio di omaggiare il più grande artista della musica italiana. Canto Libero non è una mera copia dell’originale\, non ci sono travestimenti per emulare e il pubblico apprezza»\, con la direzione musicale di Giovanni Vianelli. La band propone uno spettacolo che omaggia sì Battisti e Mogol\, ma che va ben oltre alla semplice esecuzione di cover dei brani dei classici del repertorio dei due: Canto Libero\, infatti\, rilegge gli originali mantenendo una certa aderenza ma cercando di non risultare semplice copia\, mettendoci la propria personalità e sensibilità musicale e facendo emergere anche tutta l’anima blues e rock che Battisti aveva. Spiega il frontman della band: «Dopo aver studiato molto la sua musica\, Battisti mi ha sorpreso ancor di più. Secondo me\, è stato il più grande artista che abbia mai attraversato il panorama musicale italiano\, per quantità e qualità di brani. “Un genio della melodia” come l’ha definito David Bowie. E poi\, io amo anche la sua voce. Quando sono sul palco\, ho grande rispetto per quel che faccio\, intendo nei suoi confronti\, e spero sempre di farlo al meglio. Di certo ci metto tutto me stesso. E spero di trasmetterlo al pubblico. È uno spettacolo studiato nei minimi dettagli\, nulla è lasciato al caso\, arrangiamenti curatissimi\, dinamiche e scenografie. Insomma\, ci abbiamo messo il cuore».  \n\n\n\nGiovanni Vianelli aggiunge: «Da parte mia non c’è nessuna intenzione di rendere “attuale” il sound delle canzoni di Lucio Battisti. Noi cerchiamo solo il sound giusto nei limiti delle nostre possibilità\, e non lo facciamo in modo attuale\, ma in modo volutamente classico: non usiamo click se non come riferimento iniziale\, nessuna sequenza\, ci sincronizziamo spontaneamente con i filmati\, suoniamo con la strumentazione del buon vecchio rock\, saliamo in dieci sul palco fregandocene delle attuali esigenze del mercato. Queste sono cose che il nostro pubblico apprezza\, e io sono totalmente d’accordo con loro! Ogni grande band apprende dalle altre ma deve andare alla ricerca del proprio sound\, altrimenti non sarà che una brutta copia\, è inevitabile. Nella nostra band ogni musicista ha il suo stile ed è amato per il suo stile. Io mi preoccupo di incanalarlo nella canzone».  \n\n\n\nLA FORMAZIONE \n\n\n\nLa voce di Fabio “Red” Rosso\, il pianoforte di Alessandro Scolz\, le chitarre di Gabriele De Leporini e Luigi Di Campo\, Alessandro Sala al basso e alla programmazione computer\, la batteria di Jimmy Bolco\, le percussioni e la batteria di Marco Vattovani\, Luca Piccolo alle tastiere\, le voci di Joy Jenkins e Michela Grilli\, e l’eccezionale tecnico del suono Jan Baruca\, con la direzione artistica di Giovanni Vianelli\, rileggono “La canzone del sole”\, “Una donna per amico”\, “Ancora tu”\, “E penso a te”… e gli altri grandi successi di Battisti che hanno fatto e fanno tuttora sognare intere generazioni. [E per chi li ha già visti: nel tour 2019 sono stati aggiunti in scaletta brani come “29 Settembre” o “Aver paura d’innamorarsi troppo” e tante alter chicche. Canto Libero ha ormai un repertorio di almeno 40 pezzi\, la scaletta quindi cambia spesso]. \n\n\n\nInfo: biglietti@teatroolimpico.it  3492378200 / www.ticketone.it \n\n\n\nOrario inizio spettacoli: 20.30 \n\n\n\nBiglietti: da €32\,20 + d.p. \n\n\n\nOrganizzazione: Menti Associate\, www.mentiassociate.com – Tel. +39 06 97602968 \n\n\n\nCanto Libero: https://www.facebook.com/band.cantolibero/?fref=ts http://www.canto-libero.it/ \n\n\n\nManagement Good Vibrations Entertainment s.r.l.: Via San Spiridione 1 – Trieste \n\n\n\nwww.good-vibrations.it \n\n\n\ngoodvibrations.eventi@gmail.com \n\n\n\nCanto Libero: \n\n\n\nhttps://www.facebook.com/band.cantolibero/?fref=ts http://www.canto-libero.it/
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SUMMARY:" La Casa di Papà" alla X edizione del Festival Afrodite Shorts
DESCRIPTION:l cortometraggio La Casa di Papà  della regista Maria Rosaria Russo – interpretato da Francesco Montanari e Mattia Manfredonia – sarà presentato in concorso alla decima edizione di Afrodite Shorts\, il festival dedicato al cinema breve al femminile\, che si terrà a Roma l’1 e  2 dicembre 2025 presso il Teatro Eduardo De Filippo\, all’interno dell’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini (Viale Antonino di S. Giuliano 782). \n\n\n\nIn dieci anni di attività\, Afrodite Shorts ha costruito una rete di collaborazioni con istituzioni\, scuole di cinema e professioniste del settore\, diventando un osservatorio privilegiato sul nuovo cinema al femminile e un laboratorio di idee\, linguaggi e visioni in continua evoluzione. \n\n\n\nIl festival è sostenuto dal MIC\, dal NuovoImaie\, dalla piattaforma Infinity+ ed ha ottenuto il patrocinio della Roma Lazio Film Commission e della SIAE. \n\n\n\nUn racconto di paternità\, dignità e amore oltre le apparenze \n\n\n\nFrancesco è un papà separato\, capace di trasformare ogni gesto quotidiano in un’avventura: una fuga improvvisata dal ristorante dei desideri del figlio\, l’incontro con bizzarre signore pronte a farsi aiutare con la spesa\, la visita alla casa che sogna di costruire\, i consigli timidi e strategici sulle prime cotte scolastiche. \n\n\n\nCon Mattia\, suo figlio\, ogni momento diventa inatteso\, buffo e speciale. Una giornata apparentemente normale si trasforma così nella loro giornata\, fatta di complicità\, leggerezza e piccole magie. \n\n\n\nMa quando\, la sera\, Francesco riaccompagna il bambino dalla madre\, la realtà emerge. Dietro l’energia inesauribile e l’entusiasmo con cui colora la vita del figlio\, Francesco nasconde una fragilità silenziosa: è un padre in gravi difficoltà economiche\, che vive nella propria auto\, lavora facendo consegne e mantiene in piedi – con tenacia e dignità – un castello di carta costruito solo per proteggere Mattia. \n\n\n\n“La Casa di Papà” è un dramedy civile che racconta l’eroismo discreto di chi lotta per non far pesare sui figli il dolore della realtà\, osservando la paternità con tenerezza\, profondità e rispetto. \n\n\n\nNote di regia – Maria Rosaria Russo \n\n\n\n“La Casa di Papà nasce dal desiderio di raccontare un eroismo quotidiano silenzioso: genitori che affrontano difficoltà profonde per non far pesare il dolore ai figli.” \n\n\n\nIl film esplora la doppia verità di Francesco: quella luminosa che offre al figlio\, fatta di leggerezza e piccole magie\, e quella nascosta\, fatta di precarietà\, solitudine e dignità. La leggerezza non è evasione: è il modo in cui Francesco sopravvive\, il suo gesto d’amore quotidiano.” \n\n\n\nBreve bio della regista Maria Rosaria Russo  \n\n\n\nAttrice\, regista e formatrice\, Maria Rosaria Russo nasce a Termoli e si forma tra Bologna e Roma\, dove vive e lavora da vent’anni. Ha collaborato con registi come Dario Argento (Occhiali neri\, 2022) e Giulio Manfredonia (Si può fare\, Tutto tutto niente niente\, La nostra terra). \n\n\n\nNel 2020 ha fondato con Giulio Manfredonia La Casa dell’Attore\, scuola-laboratorio di formazione teatrale e audiovisivo. \n\n\n\nLa Casa di Papà rappresenta una nuova tappa della sua ricerca artistica\, sempre attenta alle relazioni umane e alle storie che meritano ascolto. \n\n\n\nSCHEDA FILM \n\n\n\nTitolo: La casa di papà \n\n\n\nGenere: Dramedy – Impegno civile \n\n\n\nLingua: Italiano \n\n\n\nDurata: 19’ 59’’ \n\n\n\nPaese: Italia \n\n\n\nRegia: Maria Rosaria Russo \n\n\n\nCast: Francesco Montanari\, Mattia Manfredonia \n\n\n\nSceneggiatura: Federica Alderighi\, Valentina Capecci\, Maria Rosaria Russo \n\n\n\nProduzione: Inthelfilm\, Tadàn Produzioni\, La Casa dell’Attore \n\n\n\nIn collaborazione con: Rai Cinema \n\n\n\nDirezione della fotografia: Massimo Intoppa \n\n\n\nScenografia: Emita Frigato \n\n\n\nCostumi: Grazia Materia \n\n\n\nSuono: Michela Cupone\, Guido Mariani \n\n\n\nMontaggio: Mauro Menicocci \n\n\n\nMusiche: Emanuele Bossi\, Michele Braga \n\n\n\nA questo link è possibile visionare il trailer: https://youtu.be/kZBi2Ic5Fic
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SUMMARY:"Misura per misura" al Teatro India
DESCRIPTION:Dal 2 al 14 dicembre al Teatro India debutta in prima nazionale Misura per misura\, il classico shakespeariano adattato per la scena in una nuova versione firmata da Chiara Lagani e affidata alla regia di Giacomo Bisordi. Una produzione Teatro di Roma\, in collaborazione con il Centro Teatrale Santacristina\, che esalta il vigore e la modernità di quella che viene definita l’ultima commedia scritta dal Bardo\, ma che porta in sé i nodi irrisolti della contemporaneità: la giustizia e il suo rapporto con la violenza\, le dinamiche del potere e la validità delle leggi nella società. \n\n\n\nTornando sulla scena\, Misura per misura\, ci porta a Vienna\, una città nel caos. La guerra incombe alle sue porte e\, come spesso accade\, quando la possibilità della fine si fa più pervasiva nei pensieri delle persone\, per rovescio la fame di vita e di sesso cresce esponenzialmente\, generando una prostituzione fuori controllo col suo carico di malattie infettive e nascite “illegittime”.Il Duca – una specie di monarca assoluto che tutto può – riconosce che la sua eccessiva permissività nell’applicare la legge ha portato al disastro e decide di lasciare temporaneamente il suo ruolo al vicario Angelo\, brutale e severo applicatore della norma “lasciata sepolta troppo a lungo”. Angelo ripristina l’ordine con pugno di ferro\, iniziando a mozzare le teste di chi trasgredisce la legge\, in particolare quella che proibisce rapporti sessuali prima del matrimonio. La sua prima vittima è Claudio. Sua sorella\, Isabella – definita da Peter Brook il personaggio più bello della produzione shakespeariana – novizia di un convento\, implora il perdono. Lo otterrà a un prezzo: dare il suo consenso a un rapporto sessuale col vicario. \n\n\n\nIl cast di interpreti vede in scena (in o.a.) Vanda Colecchia (Isabella\, una novizia)\, Arne De Tremerie (Angelo\, vicario del duca)\, Dimitri Galli Rohl (Vincenzo\, duca di Vienna )\, Michele Lisi(Escalo\, prefetto di Vienna)\, Irene Mantova (Mariana\, una borghese; Suor Francisca\, la Signora Gomito\, Boia)\, Edoardo Raiola (Claudio\, suo fratello) e Francesco Russo (Lucio\, un borghese cliente di prostitute)\, un ensemble chiamato a dare corpo e voce alla conflittualità morale e politica del dramma shakespeariano. \n\n\n\nGiacomo Bisordi così commenta i temi della violenza\, della giustizia\, dell’ambiguità del testo e dell’ambivalenza del desiderio e della gelosia: «Dicono che Misura per misura sia una commedia\, l’ultima che Shakespeare abbia scritto. Dopo verranno le grandi tragedie e poi un po’ di malinconici commiati al mondo. Se problematica è la scena di ricatto in questione\, altrettanto lo è proprio il modo in cui è stato scritto\, Misura per misura. Parte come una tragedia\, spinge l’acceleratore su quello\, come a sfuggire a qualcosa che poi arriva\, implacabile: a metà\, una bella deviazione stilistica\, il tono cambia radicalmente\, si passa dal verso alla prosa spinta\, e si galoppa rapidi verso un lieto fine apparente.  \n\n\n\nUna pennellata massiccia di vernice per trasformare\, modificare\, celare quello che di buio si era fino a lì spiattellato. Perché?  Dicono anche che Misura per misura sia un testo sulla giustizia: è vero. Il buon Angelo applica la legge senza interpretarla\, quasi che la norma sia da sé equivalente alla giustizia. Verrebbe da chiedergli\, quale giustizia\, e come. Del resto\, Cesare Beccaria s’interrogava su come si possa davvero chiamare giustizia quella che passa attraverso un atto violento come una testa mozzata.  \n\n\n\nE\, poi\, se le leggi sono ingiuste\, come ci comportiamo? Dobbiamo davvero rispettarle? E quale società scrive quali leggi?  Ma guardare alla sola relazione tra legge e giustizia\, ancora non permette di afferrare il senso di questo testo\, se un senso solo lo possiede. Forse la chiave più efficace è leggerlo sotto la lente del desiderio.  \n\n\n\nUn duca che non riesce più a desiderare lascia che sia la comunità che governa a desiderare libera e senza regole; un vicario che reprime il proprio desiderio crede d’innamorarsi per la prima volta di una suora che ha rivolto invece tutto il suo desiderio a qualcosa di ultraterreno come dio.  \n\n\n\nForse questa è la prima domanda che ci viene data in carico\, che poi è la prima che apre la storia: che significa governare? Governare i propri desideri; governare una comunità. In fondo le due cose s’intrecciano\, come spesso accade tra la sfera privata e la sfera pubblica delle nostre vite.» \n\n\n\nBiglietteria: tel. +39 06 877 522 10 – biglietteriaindia@teatrodiroma.net \n\n\n\nBiglietti spettacolo: \n\n\n\n €18\, ridotto €12 \n\n\n\nOrari spettacolo:  \n\n\n\ndal 2 al 6 dicembre e 9\, 12 e 13 dicembre ore 20 I 7 e 14 dicembre ore 18 I 10 e 11 dicembre ore 19
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SUMMARY:L’Orchestra Roma Sinfonietta al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Nuovo appuntamento al Teatro di Villa Lazzaroni con l’Orchestra Roma Sinfonietta martedì 2 dicembre con il concerto Dalla Persia alla Spagna\, con Riccardo Ascani alla chitarra flamenco e Pejman Tadajon oud. Un viaggio musicale da Oriente ad Occidente che parte dalle radici arabe del Laud\, introdotto in Spagna nel IX secolo\, fino alla nascita della chitarra moderna a sei corde\, protagonista del Flamenco andaluso. \n\n\n\nFin dalla sua costituzione nel 1994 l’Associazione Roma Sinfonietta ha svolto senza soluzione di continuità un’ampia e qualificata attività di organizzazione e produzione musicale con programmi artistici aperti sui vari generi e stili musicali che popolano oggi il nostro composito universo sonoro: dal repertorio classico – sinfonico e da camera – al classici del Novecento ed ai contemporanei\, dal barocco alla musica sacra\, alla lirica\, dal jazz alla musica applicata per il cinema e alla musica etnica\, ed anche opere da camera e spettacoli teatro musicale. \n\n\n\nL’obiettivo da sempre perseguito è la diffusione della musica\, in tutte le sue forme\, presso un pubblico sempre più vasto\, coinvolgendo sempre di più i giovani e un pubblico meno abituale alla dimensione preziosa del concerto dal vivo affinché la musica diventi una parte fondamentale del patrimonio culturale di ognuno. \n\n\n\nMoltissimi gli artisti e i gruppi di fama internazionale ospiti delle loro Stagioni come: I Musici\, il Quartetto Bernini\, il Quartetto di Roma\, l’Ars Trio di Roma\, i Neri per Caso\, il trio Girotto-Servillo-Mangalavite\, il duo Bosso-Biondini\, i KlezRoym\, l’Orchestra di Piazza Vittorio\, la Parco della Musica Jazz Orchestra\, Elizabeth Norberg-Schulz\, Susanna Rigacci\, Mariella Devia\, Franco Maggio Ormezowsky\, Salvatore Accardo\, Michele Campanella\, Alexander Lonquich\, Massimiliano Damerini\, Alessandro Carbonare\, Enrico Dindo\, Sara Mingardo\, Ambrogio Sparagna\, Roberto Gatto\, Ascanio Celestini\, Gabriele Mirabassi\, Enrico Pieranunzi\, Maria Pia De Vito\, Danilo Rea.\, Francesca Dego\, Domenico Nordio Da sempre attenta alla valorizzazione dei nuovi talenti Roma Sinfonietta ha ospitato nelle sue Stagioni giovani artisti che hanno iniziato poi una brillante carriera\, come\, tra gli altri\, Jessica Pratt\, Rosa Feola\, Sergio Vitale\, Gianluca Bocchino\, Antonio Poli.
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SUMMARY:"La lezione" di Ionesco al Teatro Verga di Catania
DESCRIPTION:Sul palco Nando Paone\, Daniela Giovanetti e Valeria Almerighi\, diretti da Antonio Calenda. Lo spettacolo è una delle opere più rappresentative del grande drammaturgo e saggista\, fondatore del teatro dell’Assurdo. \n\n\n\n Secondo appuntamento della stagione “Il potere dei sogni” del Teatro Stabile di Catania con La lezione di Eugène Ionesco\, per la regia di Antonio Calenda (produzione Tradizione e Turismo – Centro di Produzione Teatrale – Teatro Sannazaro\, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, Accademia Perduta Romagna Teatri e Fattore K). \n\n\n\nLo spettacolo\, in programma al Teatro Verga da martedì 2 a domenica 7 dicembre\, vede protagonisti Nando Paone nel ruolo del professore\, Daniela Giovanetti in quello dell’allieva e Valeria Almerighi che interpreta la cameriera. \n\n\n\nNelle note di regia\, Calenda spiega: “Grande è la forza anticipatrice\, presaga\, del teatro dell’Assurdo. lonesco\, che ne è il creatore\, delinea con i suoi testi\, un affresco della contemporaneità. Un mondo che\, appena uscito dalla Seconda Guerra mondiale\, appariva come alienato e decomposto. Una delle opere più rappresentative della produzione di Eugène lonesco è La lezione. Con il suo nonsense\, attraverso una comicità paradossale\, il drammaturgo mette in scena l’irrazionalità della condizione umana e l’angoscia che opprime le esistenze”. \n\n\n\n“In quest’opera vi è un dialogo a due principale. Tra professore e allieva si instaura un rapporto amichevole\, con un continuo scambio di gentilezze e leziosità. Comincia l’interrogazione\, il professore pone alla ragazza domande di una banalità disarmante e rimane esterrefatto nel constatare come l’allieva sappia rispondere correttamente. È a questo punto che si accentua il risvolto metafisico del teatro ioneschiano. La situazione muta e l’animo dell’insegnante comincia a scaldarsi. L’iniziale reverenza lascia spazio a moti di rabbia\, che aumentano finché l’irrazionalità prende il sopravvento. Ribaltando i piani – per estensione – ciò che è irragionevole e assurdo nella condizione umana\, si esplica in questa forma drammaturgica attraverso l’abbandono di mezzi espressivi logici e razionali. Lo stesso lonesco definì la sua Leçon un ‘dramma comico’\, dove paradossi e ripetizioni portano a una totale distorsione della verità”\, conclude il regista. \n\n\n\ndal 2 al 7 dicembre 2025 | Teatro Verga \n\n\n\nLa lezione \n\n\n\ndi Eugène Ionesco \n\n\n\nregia Antonio Calenda \n\n\n\ncon Nando Paone il Professore\, Daniela Giovanetti l’Allieva \n\n\n\ne Valeria Almerighi la Cameriera \n\n\n\nscene Paola Castrignanò \n\n\n\ncostumi Giulia Barcaroli \n\n\n\ndisegno luci Luigi Della Monica \n\n\n\nproduzione Tradizione e Turismo – Centro di Produzione Teatrale – Teatro Sannazaro\, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, Accademia Perduta Romagna Teatri e Fattore K \n\n\n\nCALENDARIO RAPPRESENTAZIONI: \n\n\n\nmartedì 2 dicembre 2025 ore 20:45 \n\n\n\nmercoledì 3 dicembre 2025 ore 17:30 \n\n\n\ngiovedì 4 dicembre 2025 ore 20:45 \n\n\n\nvenerdì 5 dicembre 2025 ore 17:30 \n\n\n\nsabato 6 dicembre 2025 ore 20:45 \n\n\n\ndomenica 7 dicembre 2025 ore 17:30 \n\n\n\nPrezzi biglietti Teatro Verga  \n\n\n\n                                          prime\, sabato sera\, domenica\, festivi:                                    \n\n\n\nintero 25 euro/ridotto 20 euro \n\n\n\nRepliche: \n\n\n\nintero 20 euro/ridotto 18 euro \n\n\n\nunder 30 e universitari: 12 euro \n\n\n\nBotteghino Teatro Verga \n\n\n\nOrari: \n\n\n\nlunedì dalle 15.00 alle 19.00 dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00 domenica e festivi chiuso. \n\n\n\ntel. +39 095 7310856 \n\n\n\nabbonati@teatrostabilecatania.it \n\n\n\nhttp://www.teatrostabilecatania.it/
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SUMMARY:"La Corazzata Potëmkin" di Ejzenštejn al Festival di Nuova Consonanza
DESCRIPTION:Il Festival di Nuova Consonanza si sposta al Mattatoio di Roma – La Pelanda con un evento speciale. Martedì 2 dicembre (ore 21) in occasione del centenario de La Corazzata Potëmkin di Ejzenštejn\, il festival rende omaggio a uno dei più grandi registi di tutti i tempi. Questo film straordinario rappresenta\, secondo lo storico del cinema russo Naum Klejman\, il culmine dell’avanguardia artistica novecentesca\, perché Ejzenštejn fa dialogare le scoperte dei nuovi movimenti artistici e la tradizione classica. \n\n\n\nLa nuova colonna sonora creata dal collettivo di compositori Edison Studio\, centro di produzione tra i più affermati nel panorama della musica elettroacustica internazionale\, propone una vera e propria reinterpretazione del film (proiettato nella versione restaurata della Cineteca di Bologna) in chiave attuale attraverso la fusione di musica\, voci in lingua russa\, suoni elettroacustici e d’ambiente che svelano atmosfere\, simboli e sensi nuovi alla percezione dello spettatore. \n\n\n\nIl suono e la musica\, nella forte relazione con l’immagine mirano a restituire la potenza dei volti\, dei gesti\, delle sospensioni\, delle accelerazioni dei ritmi interni ed esterni\, nonché della dimensione profondamente umana in cui si svolge l’azione di masse e persone. La musica e il suono si intrecciano e si contrappuntano al montaggio visivo\, reinventandone in senso contemporaneo la forma audiovisiva. \n\n\n\nEDISON STUDIO \n\n\n\nCollettivo di compositori fondato nel 1993\, è composto da Mauro Cardi\, Luigi Ceccarelli\, Fabio Cifariello Ciardi e Alessandro Cipriani\, a cui recentemente si sono aggiunti Vincenzo Core e Andrea Veneri. È un centro di produzione tra i più affermati nel panorama della musica elettroacustica internazionale grazie ai numerosi premi e riconoscimenti ottenuti. Ha realizzato produzioni musicali elettroacustiche per: Cineteca di Bologna\, Biennale di Venezia e Ravenna Festival\, Milano Musica. Una delle più significative attività è la composizione\, realizzazione ed esecuzione dal vivo di colonne sonore originali per i grandi capolavori del cinema in numerosi cine-concerti in tutta Europa\, in America e Asia\, fra cui: Das Cabinet des Dr.Caligari; Inferno (Premio Speciale AITS 2011); La corazzata Potëmkin di S. Ejzenstejn\, tutti pubblicati su DVD dalla Cineteca di Bologna; Gli ultimi giorni di Pompei (premiata all’ HK5 – Rimusicazioni Festival 2003); Blackmail di A. Hitchcock\, pubblicato su Blu-Ray da ViaVision (Australia); En Dirigeable sur les Champs de Bataille. Queste reinterpretazioni sonoro-musicali di film muti\, in cui si fondono musica e sound design\, voci e ambienti sonori\, nascono da una pratica di composizione collettiva\, come documentato nel saggio Collective Composition: The Case of Edison Studio\, «Organised Sound» (Cambridge University Press\, 2005). Alle opere di Edison Studio è stato dedicato\, nel 2014\, l’ampio volume Edison Studio. Il silent film e l’elettronica in relazione intermediale\, a cura di M. M. Gazzano\, Edizioni Exòrma (Roma).  \n\n\n\nL’INCONTRO \n\n\n\nNell’ambito del ciclo di incontri “Prospettive della composizione oggi”\, alle ore 19 l’incontro con il compositore Mauro Cardi\, fra i componenti di Edison Studio. Attraverso le domande di Federico Di Santo e Fabrizio Nastari\, Cardi ripercorre alcune tappe della sua carriera come compositore: l’incontro con Donatoni\, le prime esperienze internazionali\, la scoperta dell’elettronica e dell’informatica musicale\, il ritorno al teatro musicale negli ultimi anni\, la ricerca nel campo dell’intelligenza artificiale \n\n\n\nGLI APPUNTAMENTI DEL FESTIVAL FINO A DOMENICA 7 DICEMBRE \n\n\n\nProsegue l’omaggio a Luciano Berio nel centenario della nascita\, il 3 dicembre\, con il Quartetto Prometeo\, formazione di riferimento nell’interpretazione della musica del Novecento e dei nostri giorni\, che esegue Notturno (1993) ultimo quartetto d’archi di Berio\, insieme a lavori di Sciarrino e Quattro quartetti in prima assoluta di Paolo Perezzani. \n\n\n\nLo spazio elettroacustico è un viaggio nella esplorazione delle nuove possibilità spaziali della musica elettroacustica\, grazie a una call internazionale rivolta a giovani compositori under 40. Due le serate in programma: il 5 dicembre si ascolteranno le opere più significative pervenute\, selezionate fra le 126 proposte arrivate da oltre 30 Paesi. Le caratterizzano l’uso avanzato di tecnologie immersive\, il loro valore musicale e la spazializzazione del suono come parte integrante del linguaggio artistico; in programma anche una prima esecuzione assoluta di Angelo Benedetti\, mentre il 13 dicembre il violinista Francesco D’Orazio\, apprezzato interprete della musica d’oggi\, eseguirà una prima assoluta di Maurilio Cacciatore. \n\n\n\nFra i gruppi più importanti della capitale francese\, l’ensemble Multilatérale di Parigi arriva il 7 dicembre con un programma per strumenti inusuali come il flauto contrabbasso e il clarinetto contrabbasso insieme all’elettronica\, per un concerto all’insegna della ricerca timbrica\, con un omaggio a Luigi Nono e le prime assolute di Silvia Lanzalone e Nicoletta Andreuccetti. \n\n\n\nIl 62° festival di Nuova Consonanza è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura Direzione Generale Spettacolo e Direzione generale Biblioteche e istituti culturali\, della Regione Lazio – Fondo Unico Spettacolo dal Vivo 2025; INPS – Fondo PSMSAD. \n\n\n\nIl festival\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nIl 62° Festival di Nuova Consonanza è realizzato in collaborazione Accademia di Francia a Roma Villa Medici\, Accademia tedesca Roma Villa Massimo\, Azienda Speciale Palaexpo – Il Mattatoio Roma\, Cineteca di Bologna\, Ensemble Modern Patronatsgesellschaft e.V\, Festival Resis de A Coruña\, Fondazione Isabella Scelsi\, Fondazione Musica per Roma\, Fondazione Roma Tre – Teatro Palladium\, Fondazione Teatro Vespasiano\, Roma Sinfonietta\, Tempo Reale \n\n\n\nMedia Partnership Rai Radio 3 \n\n\n\nInfo Nuova Consonanza\, tel. 06 3700323 (whatsapp) / www.nuovaconsonanza.it  / info@nuovaconsonanza.it \n\n\n\nBiglietti: intero 15 €\, ridotto 10 €. Ingresso gratuito per gli incontri\, il convegno e la mostra  \n\n\n\n::::::::::::::: \n\n\n\nLuoghi dei concerti \n\n\n\nMattatoio di Roma – La Pelanda \n\n\n\nmetro B Piramide / autobus 280\, 23\, 30\, 3\, 170\, 718\, 719\, 775 \n\n\n\narea di parcheggio per i mezzi privati \n\n\n\n::::::::::::: \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\nMATTATOIO – LA PELANDA \n\n\n\nMartedì 2 dicembre ore 21 \n\n\n\ncine-concertoLa corazzata Potëmkin (1925)Un film di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn \n\n\n\nColonna sonora live di Edison Studio \n\n\n\nMusica e sound design di Luigi Ceccarelli\, Fabio Cifariello Ciardi\, Alessandro Cipriani e Vincenzo Core \n\n\n\nEsecutori dal vivo:Andrea Veneri\, Alessandro Cipriani live electronicsGiacomo Piermatti contrabbassoVincenzo Core chitarra elettricaLuigi Ceccarelli regia del suono \n\n\n\nVoci registrate: Andrey Maslenkin e Svetlana KevralExtra foley Paolo Frati e Simone Frati
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SUMMARY:PER QUESTO MI CHIAMO GIOVANNI. Da un padre a un figlio\, la storia di Giovanni Falcone\, al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Giovanni è un bambino di Palermo. Per il suo decimo compleanno il papà gli regala una giornata molto speciale: una gita attraverso la città\, per spiegargli come mai per lui è stato scelto proprio il nome Giovanni.  \n\n\n\nTappa dopo tappa\, nel racconto prendono vita i momenti chiave della storia di Giovanni Falcone\, il suo impegno\, le vittorie\, le sconfitte\, il tragico epilogo.  \n\n\n\nGiovanni scopre che il papà non parla di cose astratte: la mafia c’è anche a scuola\, è nel ragazzino prepotente che tormenta gli altri\, è nel silenzio di complicità che ne avvolge le malefatte.  \n\n\n\nLa mafia è una nemica da combattere subito\, senza aspettare di diventare grandi\, anche se ti chiede di fare delle scelte e subirne le conseguenze.  \n\n\n\nTratto dallo splendido romanzo di Luigi Garlando e adattato per la scena dalla vivida penna di Gianni Clementi\, lo spettacolo ha la capacità di rivolgersi sia ad un pubblico di giovanissimi\, sia a quanti hanno ancora vive negli occhi le tragiche immagini della strage di Capaci. \n\n\n\nUn teatro civile che spiega con linguaggio semplice ed efficace cos’è la mafia e come la si può combattere nella vita di tutti i giorni. I fatti per essere meglio compresi non hanno bisogno solo della cronaca\, hanno bisogno di essere raccontati. Lo spettacolo grazie alla capacità di saper comunicare e suscitare forti emozioni\, rende viva la partecipazione e la commozione anche a chi quei fatti non li ha vissuti in prima persona. Un piccolo grande contributo per far camminare\, come diceva Falcone\, le idee di giustizia e libertà\, nonostante gli uomini passino\, sulle gambe di altri uomini. \n\n\n\nDi  Giovanni Clementi – liberamente ispirato al romanzo di Luigi Garlando – con Stefano Messina e Giacomo Messina – regia Stefano Messina
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SUMMARY:"La Casa di Papà"\, conquista Premio Miglior Tematica e Premio del Pubblico.
DESCRIPTION:La decima edizione di Afrodite Shorts\, il festival dedicato al cinema breve al femminile\, celebra il talento di Maria Rosaria Russo\, che con il suo cortometraggio La Casa di Papà\, conquista Premio Miglior Tematica e Premio del Pubblico. \n\n\n\nUn doppio riconoscimento che conferma la regista come una delle voci più significative del nuovo cinema breve al femminile. \n\n\n\nProdotto da Inthelfilm\, Tadàn Produzioni\, La Casa dell’Attore\, in collaborazione con Rai Cinema\, il film  vede come protagonisti Francesco Montanari e Mattia Manfredonia\, interpreti di una storia che unisce ironia\, fragilità e un’umanità che arriva dritta allo spettatore. \n\n\n\nSINOSSI  \n\n\n\nFrancesco è un padre separato che trasforma ogni momento con il figlio Mattia in un’avventura: fughe improvvisate\, incontri surreali\, piccoli consigli sulle prime cotte e progetti di una casa futura. \n\n\n\nOgni gesto quotidiano diventa speciale\, ma al calar della sera emerge la verità: Francesco vive in auto\, lavora facendo consegne e lotta per non far pesare al figlio le sue difficoltà. \n\n\n\nLa Casa di Papà è un dramedy civile che racconta l’eroismo silenzioso di chi lotta per non far pesare sui figli il dolore della realtà. Russo dirige la storia con uno sguardo maturo e sensibile\, capace di connettere emozione e riflessione universale. \n\n\n\nL’ELOGIO DI PUBBLICO E GIURIA \n\n\n\nMotivazione – Premio Miglior Tematica \n\n\n\nLa  Giuria – composta da Milena Mancini\, Valentina Bertuzzi e Giulia Grandinetti-  \n\n\n\n ha assegnato il premio a La Casa di Papà di Maria Rosaria Russo: \n\n\n\n “Per l’originalità con cui offre uno sguardo maschile su una storia che\, di solito\, ascoltiamo dalla prospettiva femminile. \n\n\n\nPer la delicatezza nel mostrare quanto il ruolo di genitore richieda\, a volte\, maschere che pesano e non appartengono. \n\n\n\nPer la forza con cui il protagonista tenta di trovare soluzioni creative\, anche quando faticose\, sfiorando continuamente il sentimento del fallimento. \n\n\n\nIl premio per la miglior tematica va a un film che ci ricorda quanto alcuni genitori siano capaci di amare senza farci percepire il prezzo che hanno pagato per farlo: Casa di Papà\, di Maria Rosaria Russo.” \n\n\n\nIl Premio del Pubblico\, invece\, sigilla l’impatto emotivo del film sulla platea\, raccontando meglio di ogni parola la sua immediatezza\, la sua verità e la sua vicinanza alle storie delle persone. \n\n\n\nLe parole della regista: \n\n\n\n“Volevo raccontare un padre che non ha superpoteri\, ma ha un amore che resiste. Un padre che protegge\, che inventa mondi\, che rende leggera una vita pesante. La sua fragilità non è una sconfitta: è la parte più vera. Se il pubblico ha sentito questo battito\, allora il film ha trovato la sua casa.” \n\n\n\n— Maria Rosaria Russo \n\n\n\nUNA REGISTA DA TENERE D’OCCHIO \n\n\n\nIn un’edizione del festival che ha registrato grande partecipazione di pubblico\, enorme affluenza alle proiezioni e una significativa presenza di professionisti\, studenti e addetti ai lavori\, il cortometraggio della regista si è distinto per maturità\, cura dello sguardo e una sensibilità rara nel raccontare il non detto. \n\n\n\nCon La Casa di Papà\, Maria Rosaria Russo firma un’opera che non solo convince\, ma resta.
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SUMMARY:Servire è Regnare: il nuovo libro di Sabrina Viti
DESCRIPTION:Servire è Regnare: A Marino Sabrina Viti presenta il suo libro dedicato alla figura di Jacopa de’Settesoli \n\n\n\nA ottocento anni dalla morte di San Francesco Sabrina Viti rievoca la figura di Jacopa de’Settesoli nelle pagine di: “Servire è Regnare – Jacopa de’Settesoli: da nobile a povera per il regno di Dio”. \n\n\n\nEdito da TAU\, il libro ripercorre la vicenda storica\, personale e spirituale di Jacopa de’Settesoli\, nobildonna del XIII Secolo che scelse la povertà evangelica\, distinguendosi come una figura centrale nella spiritualità francescana\, accanto al Santo di Assisi di cui fu amica devota\, tanto da meritare l’appellativo di “Frate Jacopa”.  \n\n\n\nL’autrice del libro è Terziaria Francescana\, nel 2013 fu insignita del premio “La Rosa d’Argento di Jacopa de’Settesoli” a Santa Maria degli Angeli\, per l’opera di assistenza e sostegno ai terremotati di Abruzzo insieme ai suoi colleghi di lavoro. A Marino inoltre\, città dove Viti risiede\, si dedica all’aiuto dei poveri ed all’animazione spirituale\, una esperienza che cresce diventando impegno nella diffusione della figura di Jacopa de’Settesoli\, di cui il libro è testimonianza. \n\n\n\nLa presentazione è fissata per sabato 6 dicembre nella prestigiosa cornice di Palazzo Colonna\, presso la Sala Consiliare del Comune di Marino\, Largo Colonna 1\, a partire dalle ore 16:30. Durante l’incontro\, patrocinato dal Comune di Marino e dall’Associazione Francescani nel Mondo APS\, a dialogare con l’autrice saranno: Valeria De Luca\, Presidente de Lo Storico Cantiere\, il Prof. Ugo Onorati\, Fabio Ciardi\, O.M.I – Prof. Istituto Teologia Vita Consacrata “Claretianum” diRoma\, Padre Alessandro Partini\, OFM – Santuario di Fontecolombo di Rieti\, Frate Paolo Maiello: OFM – Vicario Provinciale di San Francesco a Ripa di Roma\, Padre Massimo Travascio: OFM – Custode Porziuncola Santa Maria degli Angeli di Assisi. A portare i saluti istituzionali sarano invece il Sindaco di Marino Stefano Cecchi e l’Assessore alla cultura Pamela Muccini\, mentre nella veste di moderatrice sarà Giorgia Di Vito\, responsabile dell’ufficio comunicazione del Comune di Marino. \n\n\n\n“Con questo libro – dichiara Sabrina Viti – ho inteso mettere in luce una figura per troppo tempo rimasta nell’ombra\, che invece risulta essere centrale nel Terz’Ordine e unica per vicinanza\, amicizia e devozione al Santo Patrono d’Italia”.
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SUMMARY:“L’Aniene sfid(l)a la violenza” all'Istituto Aniene
DESCRIPTION:Si terrà mercoledì 3 dicembre 2025\, presso l’Istituto Aniene di Via Tiburtina 994 a Roma la giornata di sensibilizzazione “L’Aniene sfid(l)a la violenza”\, con il patrocinio del Municipio IV Roma\, un evento pensato per educare\, sensibilizzare e responsabilizzare gli studenti su temi purtroppo ancora attuali\, promuovendo una cultura del rispetto\, della legalità e della cura reciproca. \n\n\n\nAll’evento parteciperanno l’Assessore ai Lavori Pubblici e alle Infrastrutture Dottoressa Ornella Segnalini\, il Presidente IV Municipio Roma Capitale Dottor Massimiliano Umberti\, il Vice Presidente Municipio IV Roma Capitale e Assessore alla Scuola Dottoressa Annarita Leobruni\, alcuni rappresentanti della divisione anticrimine della Polizia di Stato e l’equipe del Camper Rosa\, importante presidio itinerante dedicato all’ascolto e alla prevenzione della violenza di genere\, il Commissariato San Basilio IV distretto e il gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato. \n\n\n\nParteciperanno\, inoltre\, le Associazioni Insieme a Marianna e People Take Care. \n\n\n\nSarà presente l’attore Justin De Vivo protagonista del film “40 secondi”\, premiato\, da ultimo\, alla Festa del Cinema di Roma\, che interpreta Willy Monteiro Duarte\, vittima di omicidio realmente accaduto a Colleferro nel 2020\, il volto noto della tv italiana Miriana Trevisan. Molti sono i personaggi televisivi e pubblici che hanno abbracciato il progetto e che parteciperanno all’evento come Manila Nazzaro\, Nadia Mayer\, Eva Grimaldi\, Alda D’Eusanio\, Nathaly Caldonazzo\, Manuela Arcuri e Annalisa Minetti. \n\n\n\nL’evento è rivolto agli studenti delle scuole medie e superiori del quartiere e dell’intero IV Municipio\, con il coinvolgimento attivo dei docenti\, degli educatori e delle famiglie. \n\n\n\nL’iniziativa prevede un percorso articolato in isole tematiche\, ciascuna dedicata a un diverso aspetto della violenza e nel sostegno alle vittime\, e offrirà attività formative\, laboratori esperienziali e momenti di dialogo guidati da esperti\, associazioni del territorio e professionisti del settore:  \n\n\n\nIsola 1: Violenza di genere e pari opportunità – Conduzione di esperti e volontari; testimonianze\, riflessioni\, video e materiali informativi. \n\n\n\nIsola 2: Cyberbullismo e sicurezza digitale – Riconoscere comportamenti a rischio\, strategie di protezione e uso consapevole dei social. \n\n\n\nIsola 3: Bullismo e dinamiche relazionali – Laboratori esperienziali sulle emozioni\, sui conflitti e sulla gestione dei gruppi. \n\n\n\nIsola 4: Legalità e tutela della persona – A cura della Polizia di Stato\, con la presenza del Camper Rosa\, spazio dedicato all’ascolto\, all’informazione e al confronto con gli agenti specializzati. \n\n\n\nIsola 5: Associazioni del territorio – Stand informativi\, attività guidate e testimonianze di realtà impegnate ogni giorno nella prevenzione \n\n\n\nLa violenza – nelle sue molteplici forme\, da quella fisica e psicologica a quella di genere\, digitale e domestica – rappresenta una delle problematiche sociali più diffuse e preoccupanti dei nostri tempi. Nonostante i progressi culturali e legislativi\, episodi di discriminazione\, aggressività e sopraffazione continuano a segnare profondamente la vita di molti giovani e adulti. \n\n\n\nFinalità del progetto: \n\n\n\n·       Promuovere la consapevolezza sui diversi tipi di violenza (fisica\, psicologica\, verbale\, digitale\, di genere). \n\n\n\n·       Favorire la capacità di riconoscere comportamenti a rischio e situazioni potenzialmente dannose. \n\n\n\n·       Offrire strumenti pratici e informativi per affrontare e prevenire la violenza. \n\n\n\n·       Creare spazi di dialogo tra studenti\, istituzioni e associazioni del territorio. \n\n\n\n·       Rafforzare la rete educativa tra scuole\, famiglie\, enti locali e forze dell’ordine. \n\n\n\n“L’Aniene sfid(l)a la violenza” vuole essere molto più di una semplice giornata informativa: un’occasione concreta per coinvolgere i giovani\, ascoltarli\, renderli protagonisti e aiutarli a costruire un futuro basato sul rispetto\, sulla solidarietà e sulla non violenza. \n\n\n\nUn progetto nato per i ragazzi e con i ragazzi\, nella convinzione che solo attraverso la partecipazione attiva e la collaborazione tra scuola\, istituzioni e territorio sia possibile contrastare in modo efficace ogni forma di violenza. \n\n\n\nIn allegato comunicato stampa\, locandina evento e foto significative dell’Istituto Aniene e del Camper Rosa della Polizia di Stato.
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SUMMARY:"Future Moves" a Castel Sant'Angelo
DESCRIPTION:In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità\, l’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma\, diretto ad interim da Luca Mercuri\, propone un’inedita occasione per attraversare lo spazio della Sala Paolina di Castel Sant’Angelo con il progetto Future Moves. I Musei e la Danza per i giovani\, a cura di e20danza\, il 3 dicembre alle ore 12:30 e alle 15:30. L’evento è curato da Anna Selvi. \n\n\n\nUn gruppo di adolescenti inviterà i visitatori a entrare in dialogo con il patrimonio artistico attraverso brevi itinerari di visita\, in italiano e in inglese\, pensati come piccoli percorsi di scoperta. Con narrazioni e prospettive nuove\, le loro proposte attraversano la storia dell’arte e del Castello\, attivando corpo e immaginazione\, evocando immagini e visioni attraverso il linguaggio della danza. \n\n\n\nFuture Moves si rivolge in particolare a gruppi di adolescenti – alcuni dei quali convivono con fragilità psicologiche o condizioni di vulnerabilità – introducendoli alle pratiche della danza contemporanea in contesto museale. \n\n\n\nI ragazzi si muovono e si esprimono negli spazi espositivi durante gli orari di apertura\, lasciandosi guidare da immagini\, immaginari e da un dialogo attivo con l’architettura e con le opere d’arte. Le attività\, condotte da artisti della danza con una solida esperienza interdisciplinare\, sono progettate per offrire strumenti e competenze utili ad affrontare le sfide della crescita e\, allo stesso tempo\, per creare nuove occasioni di partecipazione culturale e di incontro all’interno del museo. Pur nascendo come spazio dedicato ai giovani\, il progetto coinvolge direttamente anche il pubblico del museo\, invitato a lasciarsi sorprendere da nuovi modi di abitare e interpretare gli spazi della Sala Paolina. \n\n\n\nIl progetto si avvale inoltre del contributo di un team scientifico impegnato a esplorare nuovi ambiti di ricerca: come la danza possa incidere sul benessere\, sulla salute e sulle dinamiche sociali\, valorizzando i limiti come risorse e promuovendo definizioni plurali di bellezza ed eccellenza. Gli interpreti e coautori degli itinerari a Castel Sant’Angelo sono: Zoe Dal Cengio\, Tobia Dal Cengio\, Nicole Della Rosa\, Angela Savio\, Angelica Cione\, Maria Elena Falda\, Giorgia Peripoli\, Arianna Piazza\, Beatrice Caldieraro\, Ludovica Coni\, Sara Bedin\, Noemi Biolo\, Maria Dal Grande\, Maddalena Giacomuzzo\, Vittoria Caneva\, coordinati da Simone Baldo\, Vittoria Caneva\, Roberto Casarotto\, Giovanna Garzotto\, Hanna Kushnirenko\, Michela Negro. Future Moves è una iniziativa promossa da e20danza in collaborazione con il Comune di Vicenza\, i Musei Civici di Vicenza\, AULSS8 Berica e grazie al sostegno della Fondazione Cariverona\, Fondazione Roi e della Fondazione Monte di Pietà di Vicenza.  \n\n\n\nwww.castelsantangelo.beniculturali.it/ \n\n\n\nL’ingresso all’evento è incluso nel costo del biglietto del Museo ed è acquistabile online e in biglietteria fino a 50 posti.  \n\n\n\nBiglietti Intero € 16\,00  \n\n\n\nRidotto € 2\,00 (18-25 anni)  \n\n\n\nGratuità di legge  \n\n\n\nDurata 60 minuti \n\n\n\nPrenotazioni Call center: + 39 06 399 671 00 (lunedì-venerdì 9.00-18.00; sabato 9.00-14.00) info@coopculture.it \n\n\n\nBiglietti acquistabili sul portale museiitaliani o tramite l’App “Musei italiani” (scaricabile da App store o Google Play) \n\n\n\nUfficio Promozione e Comunicazione e URP  \n\n\n\nPantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma  \n\n\n\ndms-rm.comunicazione@cultura.gov.it
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SUMMARY:"MARANGIO COMICS"  al Traiano di Civitavecchia
DESCRIPTION:MARANGIO COMICS è uno spettacolo disabilmente comico scritto da Lello Marangio e Lino Barbieri che andrà in scena il 3 dicembre presso il Teatro Traiano di Civitavecchia ore 18\,30. \n\n\n\nNasce dall’esigenza di parlare con leggerezza ed ironia della disabilità che poi è il marchio di fabbrica di Marangio\, umorista\, autore\, scrittore ormai affermato in tutta Italia con 8 libri alle spalle\, editi fra i quali 3 che parlano integralmente della disabilità ma ne parlano con ironia. \n\n\n\nLello Marangio è disabile anch’esso\, si sposta in carrozzina ed è stato anche atleta paralimpico e per 15 anni gareggiando nelle piscine di tutta Italia attraversando anche per ben 2 volte a nuoto lo stretto di Messina. \n\n\n\nCon Marangio che recita in carrozzina sul palco\, un vero e proprio talento della comicità LINO BARBIERI artista a tutto tondo con una carriera lunghissima e straordinaria alle spalle con il quale Marangio ha creato una sintonia artistica che dura da più di 20 anni. Qui Lino Barbieri oltre ad essere attore è anche co-autore e regista. \n\n\n\nQuesto spettacolo è un inno all’inclusione e contro ogni tipo di emarginazione delle persone con disabilità; mentre Marangio si racconta attraverso la sua storia disabilmente comica e i suoi libri\, con aneddoti esilaranti che stigmatizzano in maniera divertente tutte le problematiche inerenti all’handicap che lui da anni vive in prima persona\, Lino con la sua eccezionale bravura\, un vero e proprio affabulatore\, recita monologhi di cabaret che fotografano il costume e l’attualità più pressante e poi imita\, canta balla improvvisa col pubblico offrendo così uno spettacolo socialmente divertente. \n\n\n\nIngresso gratuito fino ad esaurimento posti.
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LOCATION:Teatro Comunale Traiano\, Corso Centocelle 1\, Civitavecchia (RM)\, 00053\, Italia
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SUMMARY:Omaggio a Pippo Fava al Piccolo Teatro della Città a Catania
DESCRIPTION:Nel centenario della nascita di Giuseppe Fava\, al Piccolo Teatro della Città\, il 3 e 4 dicembre\, due pomeriggi dedicati al giornalista e scrittore con lo spettacolo ispirato alle interviste allo stesso Fava e la proiezione del documentario I Siciliani  \n\n\n\n“A che serve essere vivi se non si ha il coraggio di lottare?”. Questa frase è diventata un po’ il simbolo dell’impegno del giornalista e scrittore Giuseppe Fava per la giustizia e la verità. Nell’ambito del Centenario della nascita di Giuseppe Fava\, mercoledì 3 e giovedì 4 dicembre\, al Piccolo Teatro della Città (Catania\, via Ciccaglione\, 29) ci saranno due pomeriggi\, organizzati dalla Fondazione Giuseppe Fava\, il Teatro della Città e Artelè\, dedicati al giornalista\, scrittore e drammaturgo siciliano assassinato dalla mafia il 5 gennaio 1984. Due giornate tra teatro\, proiezioni e incontri con il docu-film I Siciliani di Giuseppe Fava e Vittorio Sindoni e lo spettacolo Le parole di Pippo con Orazio Torrisi e Angelo D’Agosta (info e biglietti 095530153). \n\n\n\nIl docu-film I Siciliani con Giuseppe Fava\, Ida Di Benedetto\, Giuseppe Pattavina\, Mariella Lo Giudice\, Tuccio Musumeci\, Turi Scalia\, Leo Gullotta (e con gli interventi di Bruno Caruso\, Ignazio Buttitta\, Nello Caramma) è un viaggio che prende spunto dalle inchiesta di Fava Processo ai Siciliani (1978)\, e racconta gli aspetti più agghiaccianti dell’isola\, come recita un articolo ritrovato su ufficiostampa.rai.it. La serie prodotta da RaiTre Sicilia (diretta da Mario Giusti) andò in onda dal 29 giugno al 25 agosto del 1980. Vittorio Sindoni dopo il 5 gennaio 1984 trasse dalle sei puntate il film Giuseppe Fava: un siciliano come me\, andato in onda diverse volte negli anni a venire.Lo spettacolo Le parole di Pippo prodotto da Associazione Città Teatro propone un viaggio tra i discorsi e le idee di Fava che non erano pensati per la scena ma che di “teatro” sono comunque grondanti. Diretto e interpretato da Orazio Torrisi e Angelo D’Agosta\, lo spettacolo è liberamente ispirato alle interviste allo stesso giornalista e scrittore.“Pippo Fava era un teatrante – dicono i due protagonisti – . La sua natura era palese per chiunque lo conoscesse o leggesse. Qualsiasi fosse la forma finale che dava alla sua espressione artistica (la pittura come la drammaturgia\, come anche le interviste e i dibattiti pubblici)\, era sempre illuminata dalla luce del teatro. Questo – continuano – il punto di partenza del percorso attraverso le parole e le idee di Pippo Fava\, intellettuale\, artista e attore. Gli editoriali dei giornali e soprattutto\, quella famosa intervista condotta da Enzo Biagi\, l’ultima della sua vita ma non sarà una messa in suffragio\, anzi\, l’esatto opposto\, ossia la dimostrazione come le parole dei grandi intellettuali continuino a essere vive\, a fare da monito e a indicare la direzione di chi vive questi giorni e quelli a venire”. \n\n\n\nProgramma dettagliato delle due giornate  \n\n\n\nMercoledì 3 dicembre 2025 \n\n\n\nOre 18 Proiezione di \n\n\n\nGaetano Falsaperla emigrante: Viaggio in treno verso la Germania. \n\n\n\nL’occasione mancata: Il fallimento della ricostruzione della Valle del Belice dopo il terremoto del gennaio 1968. \n\n\n\nLa conversazione mai interrotta: Palazzolo Acreide\, Ragusa Ibla\, Noto. \n\n\n\nAlla fine della proiezione Giuseppe Spina intervisterà Orazio Torrisi \n\n\n\nOre 20\,30-  Le parole di Pippo: spettacolo di Orazio Torrisi e Angelo D’Agosta \n\n\n\nGiovedì 4 dicembre 2025 \n\n\n\nOre 17\,30 – Le parole di Pippo: spettacolo di Orazio Torrisi e Angelo D’Agosta \n\n\n\nOre 18\,30 Proiezione di \n\n\n\nOpere buffe: Siracusa\, Priolo\, Melilli. \n\n\n\nLa rivoluzione mancata: Palma di Montechiaro. \n\n\n\nDa Villalba a Palermo: Corleone\, Villalba\, la nascita della mafia e la conquista di Palermo.Alla fine della proiezione Giuseppe Spina intervisterà Orazio Torrisi
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LOCATION:Piccolo Teatro della Città\, Via Federico Ciccaglione\, 29\, Catania\, ITA\, 95125\, Italy
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SUMMARY:"SEMBRI TUA MADRE" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:In una cucina romana\, tra il profumo del caffè e il rumore di un giradischi\, prende vita la storia di una coppia e della loro famiglia all’apparenza semplice. Battute\, ricordi e abitudini quotidiane diventano il linguaggio di un amore imperfetto ma tenace\, fatto di ironia\, pazienza e piccoli silenzi. Tutto sembra familiare\, finché qualcosa comincia a incrinarsi. \n\n\n\nSembri tua madre è un racconto di vite che si ripetono\, di gesti che ritornano\, di somiglianze che fanno paura e di verità che affiorano senza essere dette. Una commedia drammatica in cui il tempo non scorre in linea retta\, ma si piega\, si ferma\, si confonde. \n\n\n\nMi interessava raccontare come il tempo\, in una famiglia\, non passi mai davvero – spiega Bruni – ogni gesto\, ogni parola\, resta nell’aria e si ripete. È così che\, senza accorgercene\, diventiamo i nostri genitori. \n\n\n\nLa regia alterna realismo e suggestione: un unico ambiente domestico\, luci calde e oggetti che raccontano più delle parole. La musica accompagna la narrazione come un personaggio invisibile\, da Nina Simone a Taylor Swift\, evocando epoche distanti tra loro\, umori e ricordi. \n\n\n\nCon Sembri tua madre\, Francesca Bruni prosegue il percorso iniziato con Maria Antonietta – L’ultima regina di Francia\, Paolo & Francesca e Il Mostro dagli Occhi Verdi (spettacolo che ha inaugurato la stagione del Teatro Trastevere 2025)\, continuando a esplorare le relazioni umane attraverso un linguaggio teatrale che intreccia ironia\, emozione e un sottile richiamo cinematografico\, cifra stilistica ormai inconfondibile del suo teatro. Uno spettacolo che si crede semplice… finché non smette di esserlo. E che il pubblico vorrà rivedere per scoprire dove è stato ingannato. \n\n\n\nCon: Roberto Pesaresi\, Daniela Bianchi\, Francesco Della Torre\, Giulia Mataloni\, Michel Berinucci – Luci & Audio: Ruggero Scambia – Costumi & Scenografie: Senz’Arte né Parte – Video Riprese: Federico Volpi
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SUMMARY:“Due dozzine di rose scarlatte” al Teatro Musco di Catania
DESCRIPTION:Dalla raffinata penna di Aldo De Benedetti\, torna in scena uno dei capisaldi della commedia brillante italiana nella versione diretta da Giampaolo Romania. Dal 3 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026\, TOTI MANCUSO e TOTINO LA MANTIA saranno gli irresistibili protagonisti di “Due dozzine di rose scarlatte”. Prodotto dall’associazione culturale Progetto Teatrando\, lo spettacolo rientra nella nuova stagione al Teatro Musco di Catania con la direzione artistica di Francesca Ferro. \n\n\n\nBinomio artistico che nasce da una lunga esperienza nel teatro popolare e nelle piazze siciliane\, arricchendo il loro bagaglio con tanta televisione e tanto cinema\, TOTI MANCUSO e TOTINO LA MANTIA donano alla messinscena di “Due dozzine di rose scarlatte” una freschezza inattesa. Al loro fianco – straordinarie – Mariarita Sgarlato ed Elena Melardi. \n\n\n\nLa trama gioca tra equivoci e seduzione\, ritraendo con grazia la monotonia coniugale e tratteggiando con delicatezza emozioni universali come l’amore\, la gelosia e il desiderio di ciò che evade dalla routine. L’umorismo diventa così veicolo per indagare con leggerezza le sfumature dell’animo umano\, mantenendo però la compostezza e la garbatezza dell’originale. Con le sue rose scarlatte e i fraintendimenti\, la vicenda si trasforma\, pertanto\, in un’atmosfera di risate e tenerezza\, capace di parlare a un pubblico ampio\, sensibile e desideroso di divertirsi. \n\n\n\nLa qualità performativa di TOTI & TOTINO amplificano magistralmente la delicata ironia di un testo anni Trenta che continua a parlare al presente: ritmo\, gag improvvisate\, scambi arguti e quella capacità di coinvolgere la platea che li ha resi amati in tutta la Sicilia. Il risultato è un intrattenimento mai esibito\, per un’esperienza di teatro piacevole\, sorridente e al tempo stesso riflessiva. In sintesi\, uno spettacolo originale fatto di risate eleganti\, divertimento autentico\, momenti di condivisione e semplicità. Un’ora e mezza di leggerezza\, senza perdere spessore\, per ricordarci quanto basti poco – una rosa\, un fraintendimento – per accendere desideri\, risvegliare speranze e ritrovare\, anche solo per una sera\, il piacere di sorridere di noi stessi. \n\n\n\nBotteghino presso il Teatro Abc \n\n\n\nVia Pietro Mascagni\, 94 – 95129 Catania (CT) \n\n\n\nInfo: tel +39 095 538188 / cell +39 333 7781632 \n\n\n\nOrari biglietteria: da lunedì a sabato dalle 16 alle 20 – giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 \n\n\n\nLink per acquisto biglietti spettacoli: https://teatroabc.eu/spettacoli-teatro-musco/
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LOCATION:Teatro Angelo Musco\, Via Umberto I\, 312\, Cartania\, ITA\, 95129\, Italy
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SUMMARY:"Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts” all'Ara Pais
DESCRIPTION:Sarà ospitata a Roma\, al Museo dell’Ara Pacis\, da giovedì 4 dicembre 2025 a domenica 3 maggio 2026\, la grande mostra“Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, coprodotta e organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e daMondoMostre\, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. Radio Partner Dimensione Suono Soft. Mobilty Partner Atac. \n\n\n\nL’esposizione\, a cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi\, riunisce 52 capolavori provenienti dal Detroit Institute of Arts\, uno dei più importanti musei degli Stati Uniti\, e rappresenta un’occasione straordinaria per ammirare una selezione unica di opere dei grandi maestri dell’arte moderna europea tra Otto e Novecento. \n\n\n\nIl percorso\, articolato in quattro sezioni\, accompagna il visitatore dalle origini dell’Impressionismo fino alle avanguardie del primo Novecento\, presentando dipinti di Courbet\, Renoir\, Degas\, Cézanne\, Van Gogh\, Matisse\, Picasso\, Modigliani\, Kandinskij\, Beckmann e di molti altri protagonisti dell’arte europea. La mostra racconta la nascita e l’evoluzione della pittura moderna\, il dialogo fra luce e colore\, natura e città\, realtà e astrazione\, e le sperimentazioni che hanno ridefinito il linguaggio artistico del XX secolo. Tra le altre\, in esposizione Donna in poltrona (1874) di Pierre-Auguste Renoir — immagine scelta per la campagna di comunicazione e il visual ufficiale della mostra — eBagnanti (1879-1880) di Paul Cézanne\, opere che esemplificano in modo magistrale la ricerca sulla figura\, la luce e la costruzione dello spazio pittorico. \n\n\n\nCon “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”\, i grandi maestri europei compiono idealmente il viaggio inverso rispetto a quello che li portò nei musei americani\, tornando a dialogare con il pubblico europeo in un percorso di straordinaria bellezza e intensità. \n\n\n\nIl Detroit Institute of Arts (DIA)\, fondato alla fine del XIX secolo\, ospita oggi una collezione di oltre 65.000 opere che spaziano dall’arte antica a quella contemporanea\, divenne infatti\, già nei primi decenni del ‘900 un importante punto di riferimento per il collezionismo delle avanguardie artistiche europee negli Stati Uniti. \n\n\n\nINFO DEGAS – MATISSE – PICASSO – RENOIR – VAN GOGHIMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of ArtsA cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi4 Orari Tutti i giorni 9.30-19.3024 e 31 dicembre 9.30-14.001° gennaio 2026 11.00-20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura1° maggio e 25 dicembreBiglietto “solo Mostra”: intero € 15\,00 – ridotto € 13\,00.Prevendita: € 1\,00 Per maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)www.arapacis.it  www.museiincomune.it  www.mondomostre.it 
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LOCATION:Museo dell’Ara Pacis\, Via di Ripetta\, 180\, Roma\, IT\, 00186\, Italia
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SUMMARY:Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts all'Ara Pais
DESCRIPTION:Un avvio travolgente per Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, la mostra ospitata al Museo dell’Ara Pacis (fino al 3 maggio 2026)\, che nei primi quattro giorni di apertura ha registrato 8.830 visitatori\, confermandosi subito tra gli appuntamenti culturali più seguiti della stagione con oltre 2.000 visitatori al giorno e un picco di 3.000 la domenica 7 dicembre. \n\n\n\nUn risultato che testimonia\, ancora una volta\, la centralità di Roma come capitale internazionale dell’arte e della bellezza e la capacità dei suoi musei di attrarre pubblico diverso per età\, provenienza e interessi. L’entusiasmo con cui cittadine\, cittadini e turisti stanno rispondendo all’esposizione dimostra quanto la proposta culturale della città sia un motore vivo di partecipazione\, conoscenza e crescita collettiva. \n\n\n\n«Questi numeri – 8.830 ingressi in quattro giorni – sono il segnale forte di una comunità che vuole vivere i musei e riconosce nella cultura un’esperienza condivisa\, accessibile e necessaria. Il Museo dell’Ara Pacis si conferma uno spazio capace di unire qualità scientifica\, attrattività e apertura al grande pubblico»\, dichiara Massimiliano Smeriglio Assessore alla Cultura di Roma Capitale. \n\n\n\nLa mostra “Impressionismo e oltre” accompagna i visitatori in un percorso tra capolavori e protagonisti\, offrendo un’occasione preziosa per riscoprire uno dei momenti più fertili della storia dell’arte e le sue evoluzioni\, in dialogo con uno dei luoghi simbolo della Roma contemporanea. \n\n\n\nRoma Capitale invita il pubblico a continuare a partecipare e a programmare la visita\, contribuendo a rendere la cultura un elemento quotidiano della vita cittadina\, capace di generare valore\, turismo di qualità e nuove opportunità per il territorio. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nA cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi \n\n\n\n4 dicembre 2025 – 3 maggio 2026 \n\n\n\nOrari  \n\n\n\nTutti i giorni 9.30-19.3024 e 31 dicembre 9.30-14.001° gennaio 2026 11.00-20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nBiglietto “solo Mostra”: intero € 15\,00 – ridotto € 13\,00 \n\n\n\nPrevendita: € 1\,00 \n\n\n\nPer maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) \n\n\n\nwww.arapacis.it  www.museiincomune.it  www.mondomostre.it
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SUMMARY:"Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts" al Museo dell'Ara Pacio
DESCRIPTION:Dal Detroit Institute of Arts arriva al Museo dell’Ara Pacis una selezione straordinaria di cinquantadue capolavori\, dei grandi maestri dell’arte europea dal XIX al XX secolo. In mostra i pionieri dell’impressionismo Degas e Renoir\, i protagonisti delle avanguardie parigine Matisse e Picasso\, passando per le innovazioni di Van Gogh e infine arrivando agli sperimentatori dell’arte tedesca come Kandinsky e Beckmann. \n\n\n\nDa giovedì 4 dicembre 2025 a domenica 3 maggio 2026\, il Museo dell’Ara Pacis ospita la grande mostra Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, coprodotta e organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da MondoMostre\, con il supporto diZètema Progetto Cultura. Radio Partner Dimensione Suono Soft\, Mobility Partner Atac e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. \n\n\n\nL’esposizione\, curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi\, presenta gli straordinari dipinti provenienti dal Detroit Institute of Arts\, una delle maggiori istituzioni museali degli Stati Uniti.  \n\n\n\nLa selezione riunita al Museo dell’Ara Pacis comprende un insieme di capolavori europei realizzati tra gli anni Quaranta dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento\, alcuni dei quali entrati nelle collezioni del museo statunitense già poco dopo la loro esecuzione e oggi finalmente in Italia\, che documentano una fase cruciale della storia dell’arte\, attraversata da trasformazioni profonde che contribuirono a ridefinire il linguaggio pittorico moderno. Attraverso il dialogo tra luce e colore\, natura e città\, realtà e astrazione\, la mostra ripercorre un arco temporale in cui la pittura europea mette in discussione i modelli accademici e\, sperimentando nuove modalità di osservazione\, apre la strada alle rivoluzioni artistiche del Novecento. \n\n\n\n«Da domani 4 dicembre al Museo dell’Ara Pacis si apre la grande mostra “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”\, uno dei musei più prestigiosi degli Stati Uniti. Un’occasione unica per apprezzare uno degli snodi artistici più importanti della storia pittorica. Ci sono passaggi della storia delle arti figurative che hanno cambiato per sempre il nostro modo di intendere la raffigurazione\, la luce\, i colori\, l’irrompere del paesaggio cosiddetto ‘en plein air’. L’impressionismo è stato questo: un’evoluzione pittorica\, una piccola rivoluzione\, che ha sfidato convenzioni e canoni\, dando corpo con la sua pittura ad un movimento composto da artisti da una sensibilità visiva fino ad allora sconosciuta: da Pierre-Auguste Renoir a Edgar Degas\, da Paul Cézanne a Camille Pissarro. L’esposizione riunisce 52 opere provenienti dal Detroit Institute of Arts e c’è tempo fino al 3 maggio per godere di questa opportunità che ci racconta anche come\, per la prima volta\, è cambiato il rapporto pittorico tra natura e città»\, così l’assessore alla Cultura di Roma Capitale\,Massimiliano Smeriglio. \n\n\n\nLa mostra si apre con il rinnovamento dell’arte francese a partire dalla metà del XIX secolo\, quando realisti e impressionisti si concentrano sulla rappresentazione della vita moderna\, sulla verità del quotidiano e sulla resa immediata della percezione della luce. È il momento in cui la pittura europea comincia a mettere in discussione i codici tradizionali e a interrogare il rapporto tra percezione e realtà\, inaugurando una trasformazione profonda che porterà\, nel giro di pochi decenni\, alle avanguardie del primo Novecento. Seguendo l’invito di Charles Baudelaire\, a rivolgere lo sguardo alla vita contemporanea\, i pittori francesi trovano nella modernità urbana e nella luce naturale la materia nuova della loro ricerca. \n\n\n\nLa prima sezione\, ricca di opere emblematiche\, restituisce con chiarezza questo passaggio epocale attraverso cinque dipinti diEdgar Degas\, il celebre Bagnanti di Paul Cézanne e il raffinatoDonna in poltrona (1874) di Pierre-Auguste Renoir\, scelto come visual della mostra\, ai quali si affiancano due opere più tarde diPissarro e Alfred Sisley e un dipinto di Max Liebermann che\, pur realizzato nel 1916\, testimonia la persistenza e la vitalità della poetica impressionista oltre i confini della Francia. \n\n\n\nIl racconto espositivo prosegue con le ricerche sviluppate dopo il 1886\, anno dell’ultima mostra impressionista\, quando la pittura francese si avvia verso una crescente solidificazione della visione\, una costruzione più stabile della forma e una trasformazione del colore in elemento espressivo autonomo. La Sainte-Victoire di Cézanne esposta\, databile ai primi Novecento\, mostra con evidenza questa evoluzione; mentre\, le opere di Renoir restituiscono un artista profondamente trasformato dalla rilettura della tradizione. I due dipinti di Vincent Van Gogh interpretano la realtà attraverso una pennellata ritmica e vibrante\, comunicando con forza lo stato emotivo dell’artista. In questi anni\, come osservava il critico inglese Roger Fry coniando il termine “postimpressionismo”\, l’opera d’arte si emancipa dal rapporto diretto con il reale e si configura come un’armonia autonoma\, parallela al mondo visibile. \n\n\n\nLa parte centrale del percorso è dedicata alla Parigi dei primi due decenni del Novecento\, quando la capitale francese si afferma come centro artistico mondiale e vede emergere figure decisive comePablo Picasso e Henri Matisse. Le sei opere di Picasso esposte in mostra restituiscono la complessità del suo percorso: un dipinto del periodo rosa\, due della fase cubista e tre ritratti di donne sedute\, dipinti dopo il 1920\, segnano tappe fondamentali della sua maturità. I tre dipinti di Matisse\, realizzati tra il 1916 e il 1919\, testimoniano invece un’evoluzione sorprendente\, dal rigore geometrico delle prime ricerche a una pennellata più sensuale e dilatata\, influenzata dall’opera di Renoir. Completano questo panorama parigino le opere cubiste di María Blanchard\, unica artista donna presente nella selezione proveniente dal DIA\, e di Juan Gris\, insieme ai dipinti espressionisti di Amedeo Modigliani e Chaïm Soutine\, figure centrali della Scuola di Parigi. \n\n\n\nIn chiusura una ricca selezione dedicata all’avanguardia tedesca\, acquisita dal Detroit Institute of Arts grazie alla lungimiranza del suo direttore Wilhelm R. Valentiner\, in carica tra il 1924 e il 1945\, e al sostegno di importanti mecenati. Tre dipinti — di Max Pechstein\, Wassily Kandinsky e Lyonel Feininger — appartengono ai grandi movimenti d’anteguerra\, Die Brücke e il Blaue Reiter. La maggior parte delle opere risale infatti al dopoguerra e restituisce la drammaticità della Germania sconfitta\, raccontata attraverso la durezza delle figure di Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff\, e attraverso i lavori intensi di Emil Nolde\, Oskar Kokoschka e Max Beckmann\, il cui Autoritratto del 1945 riflette l’incertezza profonda dell’artista e del suo Paese nel difficile momento successivo al conflitto. \n\n\n\nCon Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, Roma accoglie un nucleo di opere che raramente lascia gli Stati Uniti\, un viaggio attraverso cinquant’anni di creatività europea che riunisce i protagonisti della modernità. Una mostra che non solo restituisce la ricchezza delle collezioni americane\, ma ricostruisce l’intreccio di visioni\, sperimentazioni e rivoluzioni che hanno definito la pittura tra Ottocento e Novecento europeo. \n\n\n\nNell’ottica di rendere i musei luoghi aperti per tutti e nell’intento di favorire l’inclusione e la partecipazione alla vita culturale della città\, laSovrintendenza Capitolina prosegue nel suo impegno di dotare anche le mostre temporanee di servizi che rispondano alle diverse esigenze della cittadinanza\, attraverso un potenziamento continuo degli strumenti di accessibilità. La mostra Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts è progettata pertanto per essere accessibile attraverso percorsi multisensoriali\, visite integrate\, laboratori creativi. I dispositivi di accessibilità e i video LIS sottotitolati\, posizionati all’interno del percorso mostra\, sono stati realizzati in collaborazione con l’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza e Rai Pubblica Utilità. Per tutto il periodo di apertura dell’esposizione è inoltre previsto un servizio di visite tattili e visite con interpreti LIS gratuite\, in collaborazione con il Dipartimento Politiche sociali e Salute – Direzione Servizi alla Persona di Roma Capitale\, la Cooperativa Segni d’Integrazione Lazio e Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nDEGAS – MATISSE – PICASSO – RENOIR – VAN GOGH \n\n\n\nIMPRESSIONISMO e oltre.Capolavori dal Detroit Institute of Arts \n\n\n\nA cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi \n\n\n\nOrari  \n\n\n\nTutti i giorni 9.30-19.3024 e 31 dicembre 9.30-14.001° gennaio 2026 11.00-20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nBiglietto “solo Mostra”: intero € 15\,00 – ridotto € 13\,00 \n\n\n\nPrevendita: € 1\,00 \n\n\n\nPer maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) \n\n\n\nwww.arapacis.it  www.museiincomune.it  www.mondomostre.it \n\n\n\nLe prevendite (anche biglietti OPEN) sono disponibili a QUESTO LINK
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SUMMARY:"IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts" all'Ara Pais
DESCRIPTION:Quaranta giorni dall’apertura\, la mostra IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts\, in corso al Museo dell’Ara Pacis fino al 3 maggio 2026\, registra un risultato straordinario: 50.000 visitatoriin 40 giorni\, con una media di 1.250 presenze al giorno e unaproiezione di 180.000 visitatori a fine mostra. \n\n\n\nUn dato che conferma l’attrattività dell’offerta espositiva romana e il forte interesse del pubblico per un progetto che porta in Italia una selezione rara: 52 capolavori del Detroit Institute of Arts\, con opere di Degas\, Renoir\, Cézanne\, Van Gogh\, Matisse\, Picasso e una significativa sezione dedicata alle avanguardie europee\, fino all’area tedesca con autori come Kandinsky e Beckmann. \n\n\n\nLa mostra\, curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi\, è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\,coprodotta e organizzata da Sovrintendenza Capitolina e MondoMostre\, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nUn percorso tra Ottocento e Novecento: dalla modernità alla rivoluzione delle avanguardie \n\n\n\nIl progetto espositivo accompagna i visitatori lungo un arco temporale che va dalla metà dell’Ottocento ai primi decenni del Novecento\, raccontando la nascita di un nuovo sguardo sul reale e la progressiva emancipazione del colore e della forma\, fino alle sperimentazioni che definiscono la modernità. \n\n\n\nAccessibilità e servizi al pubblico \n\n\n\nIn linea con l’impegno per una fruizione sempre più inclusiva\, la mostra propone strumenti e attività dedicati (tra cui contenuti e percorsi accessibili). \n\n\n\nINFORMAZIONI MOSTRA \n\n\n\nIMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of ArtsSede: Museo dell’Ara Pacis – Spazio espositivo\, Via di Ripetta 180 / Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli)\, RomaDate: 4 dicembre 2025 – 3 maggio 2026Orari: tutti i giorni 9.30–19.30; 24 e 31 dicembre 9.30–14.00; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura; chiuso 25 dicembre e 1° maggioBiglietti (solo mostra): intero €15; ridotto €13; prevendita €1 \n\n\n\nLe prevendite (e biglietti OPEN) sono disponibili a QUESTO LINK
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SUMMARY:"Ad Vacuum" di Antonio Tropiano a Prosa_contemporanea
DESCRIPTION:Il 4 dicembre 2025 alle ore 18.00 PROSA_contemporanea presenta la mostra personale Ad Vacuum di Antonio Tropiano a cura di Alberto Dambruoso: in esposizione 7 sculture che fondono etica ed estetica\, pensieri e riflessioni profonde sull’uomo e sulla società in cui oggi viviamo.  \n\n\n\nAd Vacuum (Verso il vuoto) intende riflettere la sua concezione del fare scultura. Per millenni\, sostiene l’artista\, l’uomo si è domandato se in natura potesse esistere il vuoto e di cosa fosse non-composto. Secondo Tropiano il vuoto non è assenza di materia o mancanza di esistenza come sosteneva Aristotele ma\, al contrario\, è il luogo dove tutto è contenuto\, dove ogni cosa ha la possibilità di incontrare qualsiasi altra e mutare assieme ad essa\, divenendo così\, secondo una felice locuzione trovata dall’artista\, “il nascondiglio dell’eventuale”. \n\n\n\n\n\n\n\nAntonio Tropiano è senza dubbio uno degli artisti che maggiormente mi ha colpito negli ultimi anni. Ritengo che la sua ricerca artistica sia un unicum nel panorama artistico italiano e che le sue opere siano dotate di una straordinaria forza comunicativa tali da sollecitare nello spettatore molte riflessioni. Ho già avuto modo di scrivere sul suo lavoro qualche anno fa in occasione di una sua mostra personale al Museo Marca di Catanzaro e sono felice di tornare ad esprimermi sulla sua ricerca per questa sua prima personale romana. Tropiano\, che tra l’altro non ama essere definito artista\, termine oggi troppo generico che spesso coincide piuttosto con quello di creativo (cosa ben diversa dall’artista che è un creatore)\, è uno sculture giunto non più giovanissimo ai palcoscenici dell’arte contemporanea ma che ha saputo imporsi in tempi brevissimi all’attenzione di molti addetti ai lavori\, compreso il sottoscritto. Ci è riuscito non per le relazioni amicali o interessate con galleristi\, critici\, giornalisti che ne hanno promosso così le sue opere\, come spesso succede oggi (con artisti più impegnati al telefono che a produrre opere)\, ma per la grande forza espressiva dei suoi lavori e per quel senso di stupore che suscitano le sue opere sia in termini esecutivi (di tekné) sia formali. Si potrebbe definirlo uno scultore anacronista dal momento che\, infischiandosene della tecnologia che potrebbe facilitare le varie fasi di sbozzatura ma anche di rifinitura dei materiali lignei di cui si serve per realizzare le sue sculture\, opera ancora come facevano gli scultori del passato ovvero servendosi degli utensili classici che richiedono forza e pazienza.  Anche il luogo che ha scelto per creare (Santa Caterina dello Jonio\, località balneare della costa calabrese)\, lontano dai grandi centri dell’arte contemporanea come Milano\, Roma e Napoli è indicativo di una personalità non adusa ai riflettori e al chiasso delle grandi città ma che\, al contrario\, preferisce la quiete e un certo isolamento ritenuti necessari per la sua pratica artistica.   \n\n\n\nLe sue opere nascono tutte dal concetto greco di “symbolon” (che significa mettere insieme le cose\, tenerle unite)\, e diventano metafore della condizione esistenziale dell’uomo e più in generale del mondo e della società in cui viviamo.  Il ricorso ad una forma di linguaggio (simbolo) che unisce il visibile all’invisibile è quindi uno dei tratti caratteristici del suo modus operandi. Questo aspetto\, legato al linguaggio metaforico\, va messo in relazione anche ai trascorsi di Tropiano\, che ha avuto una formazione da filologo medievale e rinascimentale\, avvezzo quindi a scovare i significati più reconditi e finanche segreti\, celati nei manoscritti antichi. Una delle chiavi d’accesso alle sue opere si trova nei titoli che Tropiano dà alle sue sculture. In principio è dunque il verbo\, il punto di partenza dal quale muove la sua ricerca. E’ la curiosità di scoprire l’origine dei diversi lemmi\, dei detti popolari\, delle lingue antiche che hanno\, fin dalla tenera età\, interessato l’artista. “È dalle parole che parto” – afferma lo scultore – “quando do abbrivio ad una scultura: negli interstizi del termine rintraccio infatti quella modulazione dei significati\, quel tessuto connettivo concettuale che informa la figura scelta”.  \n\n\n\n“Ad Vacuum” (Verso il vuoto) il titolo che Tropiano ha dato alla sua mostra\, intende riflettere la sua concezione del fare scultura. Per millenni\, sostiene l’artista\, l’uomo si è domandato se in natura potesse esistere il vuoto e di cosa fosse non-composto. Secondo Tropiano il vuoto non è assenza di materia o mancanza di esistenza come sosteneva Aristotele ma\, al contrario\, è il luogo dove tutto è contenuto\, dove ogni cosa ha la possibilità di incontrare qualsiasi altra e mutare assieme ad essa\, divenendo così\, secondo una felice locuzione trovata dall’artista\, “il nascondiglio dell’eventuale”. Nell’immaginario comune\, dice Tropiano\, la vacuità è sinonimo di inutilità\, di mancanza di significato e di funzione; e una cosa è “a vuoto” quando non corrisponde alla sua finalità o\, peggio\, non qualifica la sua esistenza. “Nella scultura” – afferma Tropiano – “le cose sono assai differenti: lavorando “per levare”  la figura che rimane rappresenta senz’altro il pieno (statua/statuere= collocare\, occupare uno spazio)\, mentre le schegge che cadono sotto i colpi dello scalpello sono la vera carne del vuoto: perché contengono in sé tutte le figure che non sono state scelte dall’artista (nelle quali sarebbero state invece il ‘pieno’ o come si dice in gergo il ‘buono’). Se ne deduce quindi che il vuoto per uno scultore è quel luogo delle cose in cui tutto esiste per compiere la libertà del suo gesto”. \n\n\n\nIn mostra l’artista presenta sette sculture\, alcune di queste realizzate nell’ultimo anno e una dal titolo “Se questo ha un uomo” realizzata appositamente per la mostra.  \n\n\n\n“Cenoscopio”\, dal greco Kenos (vuoto) e Scopeo (guardare) è una scultura realizzata nel corso del corrente anno che si presenta come un sacchetto di carta per il pane al cui interno\, sul fondo\, l’artista ha inserito una lente d’ingrandimento. Lo spettatore è dunque invitato a guardare dentro\, nel vuoto. In realtà anche se non contiene nulla\, il sacchetto non perde la sua essenza che non è mai e solo la sua funzione\, ovvero quella di contenere. Il vuoto quindi non è assenza\, ma essenza del contenere.  \n\n\n\nL’opera dal titolo “Funambolo”\, anch’essa realizzata nel corso del 2025 è una scultura che si presenta con le sembianze di un torso umano acefalo che allarga le braccia formando un perfetto asse longitudinale. L’uomo senza volto in quanto rappresenta tutti i possibili uomini impugna sulla mano di destra un ciuccio mentre in quella di destra trattiene un chiodo. Cosa ci vuole significare l’artista con quest’opera? Che dal primo vagito (ciuccio) all’ultimo respiro (il chiodo della croce) l’uomo incede lungo il sentiero degli propri giorni come se stesse in bilico continuo sul voto dell’irrealizzato\, del non accaduto\, del futuro. Come accade al funambolo che trova un equilibrio sul margine della caduta.  \n\n\n\nAnche l’opera dal titolo “Telestiké” è stata realizzata nel corso del corrente anno. Nel mondo greco venivano chiamate così alcune piccole sculture femminili che contenevano all’interno un messaggio per gli dei. Durante le cerimonie dei misteri eleusini venivano bruciate per far arrivare col fumo il messaggio al cielo. Tropiano ha individuato con questa scultura una corrispondenza con la sua anima che ha sempre immaginato come una donna gravida pregna di tutte le parole che non conosce e dei colpi di scalpello ancora non dati. Questo è il motivo per il quale essa è cava e ricoperta all’interno di migliaia di versi\, parole e citazioni dei poeti e scrittori di ogni epoca e civiltà. \n\n\n\n“Edenismi” è una scultura del 2024 ricavata da un noce e che riproduce un’enorme foglia di fico rinsecchita. La riflessione apportata da Tropiano con questa scultura riguarda ciò che sta accadendo negli ultimi anni con l’informazione globale dove non si riesce più distinguere il vero dal falso (fake news) soprattutto dopo l’introduzione dell’IA. Scrive Tropiano a proposito di quest’opera: “In una stagione in cui perfino una foto di guerra ci ricorda come sia sempre più difficile distinguere il vero dal falso\, la biblica foglia di fico escogitata per dissimulare la verità (verecondia\, ovvero paura del vero) non ha più alcuna funzione avendo perso la sua utilità. E come ogni strumento in disuso si è rattrappita”.  \n\n\n\n“Appendihabitat” è una scultura realizzata nel 2019 durante la pandemia da Sars Covid 19 e nasce da una considerazione di Tropiano su quel periodo di condizionamenti e di privazioni. La scultura si presenta con le fattezze di un alveare appeso su un appendiabiti. L’alveare rappresenta la comunità che in quel periodo di necessità si era compattata aiutandosi reciprocamente\, ma appena terminato il momento del bisogno con la stessa facilità con la quale si era unita si è disfatta facendo prevalere i singoli interessi. “Si è smesso di cantare e di abbracciarsi” – ricorda Tropiano –  “e il nostro senso di comunione ha fatto la fine di un impermeabile che\, appena spiovuto è finito nell’appendiabiti”.  \n\n\n\n“Metà Morfosi” è una scultura realizzata nel 2021 che indica già nel titolo il suo status: un cambiamento avvenuto solo per metà del corpo. In quest’opera Tropiano apporta una riflessione sull’attuale società ipertecnologicizzata e iperconnesa dove tutti si sentono il dovere di dire la loro\, apponendo like di consenso anche sulle cose più banali ed effimere. Il pollice all’insù è diventato per Tropiano un’enorme chela di granchio\, una mutazione genetica abnorme e grottesca che porta lo spettatore a riflettere sulla condizione dell’uomo d’oggi.  \n\n\n\n“Se questo ha un uomo” è il titolo dell’ultima scultura realizzata\, come già detto più sopra\, appositamente per la mostra. Dalla base di un’enorme testa di gorilla penzolano\, come un vecchio orologio a cucù\, dei pendoli sonanti che scandiscono il tempo. Quest’opera nasce dalla riflessione intorno ai cambiamenti climatici causati dall’uomo. La scienza ha dimostrato come già diversi parametri siano stati superati e siano diventati dei “punti di non ritorno”. Così l’uomo che s’ingegna a possedere il tempo dimentica che questo è fatto  solo di punti di non ritorno. \n\n\n\nEtica ed estetica\, pensieri e riflessioni profonde sull’uomo e sulla società in cui oggi viviamo\, temi importanti come la verità o la falsità delle cose di cui siamo oramai solo inermi spettatori. Sono questi elencati\, alcuni dei temi di fondo che emergono dalle sue sculture. Antonio Tropiano con questa mostra ha inteso   renderci consapevoli dei tanti campanelli d’allarme che sono già suonati e che in tanti fanno finta di non sentire. Queste opere non sono solo belle esteticamente ma sono anche crude\, vere\, un pugno allo stomaco per i benpensanti e per coloro che pensano che tutto vada bene. Tropiano ci invita ad aprire gli occhi e fare qualcosa prima che l’uomo sparisca e che ritorni un primate.  Perché se questo è un uomo o se questo ha un uomo c’è davvero poca differenza. 
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SUMMARY:Anzian Prodige al Teatro Torlonia
DESCRIPTION:Una donna alla soglia dei cinquant’anni è la protagonista di Anzian Prodige\, assolo comico di e con Luisa Merloni\, che dal 4 al 7 dicembre\, al Teatro Torlonia\, presenta e anima un manifesto o\, meglio\, un libretto di istruzioni\, sulla capacità di invecchiare e affrontare il tempo che passa nel miglior modo possibile. \n\n\n\nUn’analisi sincera e frizzante su cosa voglia dire per una donna crescere ed entrare nel mondo degli “anta”\, in una società improntata\, anche economicamente\, sempre più sull’apparenza\, la perfezione\, e la giovinezza ad ogni costo.  \n\n\n\n«Il nostro paese invecchia\, ma attenzione\, questa è una buona notizia per una femminista – commenta Luisa Merloni – Ma cosa succede a una donna allo scoccare dei cinquant’anni? Nessuno lo sa\, perché nessuno ne parla. La donna sparisce dai radar del marketing\, ma proprio in quel momento può nascere una prima cellula rivoluzionaria. Può la seconda parte della vita essere la migliore? Certo che no\, ma di sicuro è il momento propizio per conquistare i mezzi di produzione. Il passaggio dalla recitazione alla scrittura ha seguito la domanda\, come si inserisce il comico nelle drammaturgie contemporanee? Il procedimento che ho utilizzato di più è stata l’ibridazione dei vari codici della comicità\, dal clown alla stand up comedy\, dalla maschera al cabaret: nel passaggio a volte repentino dall’uno all’altro la scena apre al pubblico\, lo interroga direttamente sulle tante questioni che il testo presenta. Della comicità resta forte la relazione tra autrice e spettatore\, come se ogni dietro ogni parola che i personaggi/persone dicono ci sia una risatina\, uno sguardo sornione lanciato direttamente allo spettatore. Il pubblico è reso un complice e proprio per questo reso responsabile\, seppur ridendo\, cioè chiamato a rispondere alle difficoltà del presente.» \n\n\n\nLuisa Merloni con il suo stile ironico\, diretto\, da stand up comedian dialoga direttamente con il pubblico lasciando le tracce per una piccola “rivoluzione” sociale e culturale\, svincolata dagli stereotipi e dai preconcetti\, liberando la donna da qualsiasi limite di età. \n\n\n\nLuisa Merloni \n\n\n\nNel 2001 fonda insieme alla regista Manuela Cherubini la compagnia PsicopompoTeatro iniziando un percorso professionale e di ricerca che si incentra soprattutto sulla diffusione del teatro di prosa contemporaneo\, con uno sguardo particolare al teatro spagnolo e argentino. Partecipa come attrice a diversi spettacoli tra cui\, Hamelin di Juan Mayorga\, per la regia di Manuela Cherubini\, vincitore del premio UBU 2008 come migliore novità straniera. Nel 2010 partecipa a Bizarra di Rafael Spregelburd vincitore del premio UBU 2010 come migliore novità straniera. Dal 2015 decide di rovinarsi definitivamente la vita iniziando a scrivere e mettere in scena degli spettacoli dal forte taglio comico ma anche con una evidente disperazione sotterranea. Il primo\, Farsi fuori (2017)\, è finalista al premio Inbox 2019. Da questo testo è tratto il film Beata te (2022). Aristotele’s bermuda (2021) è il suo primo spettacolo da solista\, Anzian prodige (2023) il secondo. Debutta a dicembre 2023 il suo secondo testo di prosa Lei non sa cosa vuole (2023) che la vede interprete al fianco di Daniele Natali\, cpn la regia di Manuela Cherubini. \n\n\n\n         Fondazione Teatro di Roma _www.teatrodiroma.net \n\n\n\nBiglietteria: tel. +39 06 877 522 10 – biglietteriaindia@teatrodiroma.net _ \n\n\n\nBiglietti: €18\, ridotto €12 \n\n\n\nOrari spettacolo: tutte le sere ore 20.00 I domenica ore 18.00  \n\n\n\nDurata spettacolo: 60 minuti
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LOCATION:Teatro di Villa Torlonia\, Via Lazzaro Spallanzani\, 1A\, Roma\, ITA\, 00161\, Italia
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SUMMARY:“EAT - Enogastronomia a Teatro” a Spoleto
DESCRIPTION: Dal 4 al 7 dicembre 2025 torna a Spoleto “EAT – Enogastronomia a Teatro”\, la quarta edizione\, organizzata da Anna7Poste Eventi&Comunicazione Srl in collaborazione con il Comune di Spoleto e supportata da Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto e Monini S.p.A.\, il festival che crea un connubio unico tra cibo e cultura\, e in cui i sapori diventeranno linguaggio\, gesto\, memoria\, spettacolo.  \n\n\n\nQuattro giorni in cui degustazioni\, cibo\, performance e musica si ritroveranno in scena a Spoleto con l’obiettivo di divulgare la promozione e la difesa delle eccellenze enogastronomiche locali e nazionali\, in sedi suggestive e inusuali come il Teatro Caio Melisso e il Teatrino delle 6\, importanti luoghi di cultura attraverso cui far conoscere le produzioni teatrali emergenti e far vivere al pubblico un’esperienza unica. \n\n\n\nLunedì 24 novembre a Palazzo Mauri a Spoleto\, nel corso della conferenza stampa di presentazione\, sono stati illustrati il programma e le novità\, che uniscono la cultura del cibo a performance teatrali e/o musicali. Sono intervenuti Giovanni Angelini Paroli\, assessore al turismo e allo sviluppo economico del Comune di Spoleto\, e l’organizzatrice Anna Setteposte. \n\n\n\n“EaT\, come abbiamo sottolineato anche in passato – ha dichiarato l’assessore Angelini Paroli -\, è un evento che rappresenta ormai un punto fermo della nostra programmazione\, con una capacità di dare valore alla nostra cultura enogastronomica e agroalimentare molto originale\, competente e suggestiva. Tenere insieme luoghi della cultura e arte culinaria permette di porre l’accento su due delle peculiarità più caratterizzanti del nostro territorio. Possiamo vivere il teatro quale luogo di incontro e conoscenza non solo della cultura\, ma anche della nostra enogastronomia”. \n\n\n\n“Questa è un’edizione diversa rispetto agli anni passati\, non solo perché saremo in pieno clima natalizio\, ma soprattutto per il programma che segna una crescita importante della manifestazione” ha affermato Setteposte per poi aggiungere: “Sarà un’edizione con molte novità\, seguendo una formula già collaudata\, che saprà coinvolgere il pubblico in maniera divertente e molto interessante. Avremo spettacoli a teatro dedicati ai bambini con ‘Shakespeare a colazione’\, il ritorno dei Food Ensemble\, questa volta con lo chef Tommaso Tonioni\, lo spettacolo ‘A Tavola’ prodotto da EaT e scritto da Guido Farinelli sull’arte dell’apparecchiare la tavola e questo rito come forma di racconto. Avremo un confronto tra il Trebbiano Spoletino e i trebbiani d’Italia\, tre appuntamenti con una cena clandestina e due spettacoli con i volti televisivi Vito e Niccolò Califano”. \n\n\n\nA inaugurare la kermesse\, giovedì 4 dicembre (Teatro Caio Melisso\, ore 20)\, sarà “Mama I’m Coming Home” con Alessandro Sesti e Debora Contini\, in anteprima nazionale. Lo spettacolo\, durante il quale si potranno assaggiare alcuni dei piatti tipici dell’Umbria contadina\, quella cucina semplice che è sinonimo di casa\, di famiglia\, di calore\, racconta attraverso una storia personale l’universalità del rapporto madre-figlio/a. Ci si addentrerà in cosa significa essere una madre cresciuta durante il boom economico\, ma soprattutto\, una donna che ha vissuto la propria infanzia in un’Italia dove il timore di Dio e il patriarcato più nocivo erano considerati la normalità.  \n\n\n\nTra le novità di questa quarta edizione ci sarà anche la prima produzione targata “Eat – Enogastronomia a teatro”: “A Tavola!” (domenica 7 dicembre\, Teatro Caio Melisso ore 18.30)\, spettacolo che vuole mettere in scena il rito della tavola a 360°. Tra ironia e poesia\, il sipario si aprirà sul rito antico del “mangiare insieme e apparecchiare”\, capace di rafforzare i legami e di dare forma alla memoria collettiva. Un viaggio quindi ironico e poetico intorno alla tavola\, tra piatti\, tovaglie e ospiti in arrivo. Due attori e una Vigilia che sta per cominciare: mentre attendono\, Amedeo e Piero preparano la tavola e discutono di oggetti\, gesti e significati nascosti. Lo spettacolo guida il pubblico dalle mense dei patrizi romani alle tavole moderne\, svelando come ogni gesto e utensile — dal cucchiaio primordiale alla “diabolica” forchetta\, fino al coltello di Richelieu — racconti l’evoluzione del gusto e delle buone maniere. Tra preparativi natalizi e riflessioni sul convivio\, “A Tavola!” celebra la mise en place come arte dell’accoglienza: un gesto che trasforma ogni tavola in uno spazio di bellezza\, cura e condivisione. Perché apparecchiare non è solo preparare una tavola\, ma anche un atto di cura verso chi si ama. Con Guido Farinelli\, autore dei testi\, Gabriele Furnari Falanga e Angelo Barone. Drammaturgia Giacomo Ballarè e regia Davide Gasparrini.  \n\n\n\nAltra novità\, uno spettacolo dedicato ai bambini dai 5 ai 10 anni intitolato “Shakespeare a colazione” (domenica 7 dicembre\, Teatro Caio Melisso ore 10.45)\, ispirato alla formula del celebre “Shakespeare for Breakfast” del Fringe Festival di Edimburgo. In una divertente e brillante matinée\, cinque attori portano in scena i personaggi più amati del teatro elisabettiano – da Iago a Lady Anna\, da Ariel a Shylock – tra dialoghi\, sonetti e momenti di pura comicità. Una sgangherata compagnia di girovaghi accompagna il pubblico in un viaggio tra sogni\, amori e malintesi tratti da opere come “Il Mercante di Venezia”\, “Molto rumore per nulla”\, “Sogno di una notte di mezza estate” e “Pene d’amor perdute”\, mentre viene servita una vera colazione con latte\, succhi di frutta\, cappuccino e torte. Testo originale a cura di Perelandra (iniziativa gratuita realizzata con il contributo del Gal Valle Umbra e Sibillini).  \n\n\n\nLa seconda giornata\, venerdì 5 dicembre\, è caratterizzata da due appuntamenti. Si inizia con “Emozioni da bere. Il primo cocktail show sulle emozioni” (Teatro Caio Melisso\, ore 19). Un format unico\, un viaggio nelle emozioni umane\, un aperitivo durante il quale si ride\, si riflette\, si gioca e si brinda. “Cocktail emotivi” realizzati ad hoc\, ognuno ispirato a un’emozione diversa. Regia\, drammaturgia e interpretazione: Daniele Vagnozzi; supervisione alla regia: Alessandro Savarese. Costume e oggetti di scena: Stefania Cempini; ideazione cocktail: Sebastian Lombardo / Raval. Produzione Marche Teatro. \n\n\n\nA seguire il one man show “L’altezza delle lasagne. Monologo di sopravvivenza gastronomica” di Vito\, comico bolognese noto anche per la sua passione culinaria (Teatro Caio Melisso\, ore 21.15). Lo spettacolo scritto da Francesco Freyrie e Andrea Zalone\, ideale per chi ama cimentarsi ai fornelli\, è un excursus esilarante e spietato sul malsano e preverso rapporto tra l’uomo e il piano cottura. \n\n\n\nRicca di appuntamenti la giornata di sabato 6 dicembre. Si inizia con la tavola rotonda organizzata e a cura del Gal Valle Umbra e Sibillini dal titolo “Origine e qualità degli alimenti. Il ruolo dei Consorzi di tutela nell’era dell’AI” (Teatro Caio Melisso\, ore 10.30). Il consumatore attento e consapevole cerca sempre garanzie sull’origine e sulla qualità degli alimenti. In questo ambito applicazioni\, motori di ricerca e Intelligenza artificiale si stanno sostituendo al valore dell’etichetta. I Consorzi di Tutela hanno la l’obbligo di ribadire il loro ruolo istituzionale di garanzia di qualità delle produzioni\, a tutela di chi produce e si chi consuma\, salvaguardando il valore dei marchi europei. Interverranno: Andrea Sisti\, sindaco di Spoleto\, Pietro Bellini\, presidente Gal Valle Umbra e Sibillini e presidente Consorzio di tutela Prosciutto di Norcia; Paolo Bartoloni\, presidente Consorzio Tutela Vini Montefalco; Marco Fornaciari da Passano\, professore dipartimento di ingegneria civile ed ambientale Università degli studi di Perugia; Devis Cruciani\, amministratore Unico del Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria; Zefferino Monini\, presidente Olio Monini Spa. A moderare sarà il giornalista Maurizio Pescari. \n\n\n\nA seguire “Cibo angelico” (Fattoria Sociale\, Loc. Protte n.27\, ore 12). In scena Mariella Fabbris narra storie provengono dalle pagine di Antonio Tabucchi e Nico Orengo\, e che invitano a riscoprire le cose buone e semplici\, reimparando magari ciò che è stato dimenticato nel rapporto con la natura. Lettere\, poesia\, teatro e cucina. Di e con Mariella Fabbris. In collaborazione con Fattoria Sociale. Spettacolo e degustazione di gnocchi (gnocchi al pomodoro – gnocchi al pesto – gnocchi ai tre formaggi – gnocchi dolci). \n\n\n\n“La ultima vez” (L’ultima volta) di Gabriella Salvaterra (Teatrino delle 6\, ore 12.45; in replica lo stesso giorno alle 19.45; e domenica 7 alle 12.30) è invece una cena clandestina che si propone di celebrare la meraviglia di un eterno nuovo inizio. Questo spettacolo supera i limiti tradizionali del teatro\, integrando in un’esperienza poetica il cibo\, la narrazione\, la musica e la memoria dei nostri corpi: “Quando le persone si riuniscono attorno ad un tavolo molto spesso parlano delle loro vite\, ma non capisco perché quasi sempre parlano delle loro prime volte. Questa notte propongo il contrario; ricordare\, celebrare le ultime volte della nostra vita\, perché per me sono le più belle e le più importanti”. Quest’opera è erede di un lavoro che per molti anni Gabriella Salvaterra ha sviluppato con il Teatro de los Sentidos\, indagando la relazione tra gusto e memoria\, e i semplici e profondi rituali che segnano la nostra vita. \n\n\n\nCon “La rivincita del Trebbiano” (Teatro Caio Melisso\, ore 16.45) il pomeriggio è in programma anche una degustazione guidata a cura dei giornalisti enogastronomici Antonio Boco e Giuseppe Carrus. Da varietà bistratta\, derisa\, camuffata\, ritenuta buona solo per quantità e prodotti da taglio\, a uva capace di vini contemporanei e attraenti\, ad alto tasso di originalità e dalle molteplici declinazioni. Ecco allora che il sipario si aprirà per il Trebbiano\, anzi per i Trebbiani. In degustazione: Antonio Camillo | IGP Toscana Procanico 2024; Cantina Ninni | DOC Spoleto Trebbiano Spoletino Misluli 2024; Cantina Antonelli | DOC Spoleto Trebbiano Spoletino Vigna Tonda 2024; Valentini | DOC Trebbiano d’Abruzzo 2024; Francesco Guccione | IGP Terre Siciliane Trebbiano 2024; Monteraponi | IGP Toscana Trebbiano 2023; Marangona | DOP Lugana Cemento 2022. \n\n\n\nLa giornata si concluderà con l’atteso ritorno dei Food Ensemble con “Il concerto che puoi mangiare” (Teatro Caio Melisso\, ore 21). Il primo concerto che si può assaggiare si unirà questa volta allo chef Tommaso Tonioni per una collaborazione irripetibile. Per questa edizione verrà ideato un piatto inedito\, creato appositamente per la serata e svelato in anteprima durante la performance. Nel pieno stile Food Ensemble\, il piatto diventerà musica: suoni\, aromi e movimenti della preparazione si trasformeranno in una nuova traccia\, che dopo l’evento sarà pubblicata e ascoltabile in streaming. Un’esperienza che unisce gusto e suono in un’unica performance multisensoriale. Selezione vini a cura de Il Garage del Vino. \n\n\n\nL’ultima giornata di EaT\, domenica 7 dicembre\, inizierà con una matinée al cinema\, tra colazione e proiezione del film “Il gusto delle cose” (Sala Pegasus\, ore 10.30). Un film di Tran Anh Hung che segna una svolta nel sottogenere cibo-cinema: non più competizione ma condivisione di sapere. Sul finire del XIX secolo in Francia Eugenie\, cuoca sopraffina\, e Dodin-Bouffant\, famoso gastronomo\, lavorano fianco a fianco da vent’anni. Il loro è un rapporto di reciproca fiducia che progressivamente si è trasformato in una relazione sentimentale. Eugenie però si ritrae dinanzi all’idea che si consolidi in un matrimonio. Lui però non ha intenzione di arrendersi e si muove\, per ottenere il risultato desiderato\, sul terreno che li accomuna: la cucina. \n\n\n\nIn contemporanea è in programma anche lo spettacolo per bambini “Shakespeare a colazione” (Teatro Caio Melisso\, ore 10.45).  \n\n\n\nCon lo spettacolo ironico e scanzonato “Mangiare tutto” (Teatro Caio Melisso\, ore 16.30)\, l’attore e cuoco Niccolò Califano\, reduce dal programma Sky Masterchef\, e lo scrittore e drammaturgo Matteo Cavezzali\, racconteranno poi la passione/patologia che colpisce ogni italiano: la mania per la cucina. Gli italiani infatti hanno una vera e propria ossessione per il cibo. A colazione parlano di cosa mangiare a pranzo\, a pranzo di cosa mangiare a cena\, a cena iniziano a progettare i pasti del giorno seguente. Dalle liti per la miglior ricetta\, alle battaglie per la “vera” tradizione\, dalla gara a chi ha avuto la nonna come cuoca migliore\, dalle abbuffate per Natale e per i matrimoni\, fino alla nuova passione per la cucina etnica e giapponese. Con un solo imperativo: “mangiare tutto!”. In scena con Califano\, Andrea Sciamanna. \n\n\n\nIl finale della quattro giorni spoletina sarà poi con la prima produzione targata EaT “A tavola!” (Teatro Caio Melisso\, ore 18.30). \n\n\n\nAttori\, musicisti\, cuochi e spettatori si ritroveranno così nuovamente insieme a Spoleto per sedersi ancora allo stesso tavolo\, tra cibo e performance. Lo spazio del teatro e non solo\, grazie ad un ricco programma di appuntamenti\, tornerà ad essere condiviso interamente\, in una chiave di esclusiva convivialità. \n\n\n\nNel Settecento il teatro non era soltanto palcoscenico di arti e spettacolo\, ma un luogo vivo\, sociale\, in cui si mangiava\, si brindava e si festeggiava insieme. Con EaT questo spirito torna a rivivere: il teatro ridiventa spazio di incontro e condivisione\, dove cultura e gusto si intrecciano per restituire al pubblico l’esperienza autentica di un tempo. \n\n\n\nBiglietti in vendita su circuito Ticket Italia.  \n\n\n\nEat – Enogastronomia a Teatro \n\n\n\nwww.eatspoleto.it  \n\n\n\nEmail: info@eatspoleto.it
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SUMMARY:“Samar - folie à la sicilienne” a Fortezza Est
DESCRIPTION:Debutta a Fortezza Est dal 4 al 6 dicembre “Samar – folie à la sicilienne” uno spettacolo di canti\, rime e testi scritti o recuperati da Giovanni Alfieri e Sergio Beercock\, in scena con un esperimento di teatro partecipativo\, radicato nel suono\, che invita a ripensare la comunità\, la cura e il tempo. \n\n\n\nSAMAR è un rituale di teatro musicale che festeggia\, nostro malgrado\, il lutto delle tradizioni: “Un popolo muore quando gli tagliate la lingua”. Buio. SAMAR è una veglia performativa\, un’esperienza teatrale collettiva che si consuma di notte\, intorno a una tavola\, tra il racconto e il canto\, tra il rito e la presenza. Il titolo stesso\, tratto dall’arabo “samàr”\, evoca la parola detta nella notte\, la narrazione che si prolunga fino all’alba\, nella condivisione di storie. \n\n\n\nDue compàri accolgono convitati e convitate ad una tavolata con pane e vino. Fra un brindisi e un temporale improvviso\, la notte si trasforma in una evocazione poetica di antichi fools mediterranei e orlandi furiosi\, canti di galera e parodie religiose. Fra i canti tradizionali e l’elettronica dal vivo si dispiega un duello all’ultimo sangue\, folle e ubriaco: il semplice banchetto diventa una briscola apocalittica fra pupo tradizionale e puparo contemporaneo\, dove il puparo finisce per rompere il pupo per eccesso di entusiasmo \n\n\n\nLa voce e il corpo dei performer\, affiancati da strumenti tradizionali (tamburo a cornice\, friscaletto\, marranzano) e da un tessuto sonoro elettronico elaborato dal vivo\, generano un paesaggio immersivo\, in cui convivono passato e presente\, oralità arcaica e tecnologia. La narrazione si rigenera ogni sera\, affidata anche all’ascolto delle storie vere raccolte in anni di interviste a donne e uomini del Sud\, le cui voci entrano in scena sotto forma di registrazioni originali\, riportando alla luce memorie dimenticate e formule rituali. \n\n\n\nSAMAR non è solo uno spettacolo\, ma un patto: ogni spettatore è invitato a prendere parte attiva\, offrendo un gesto\, un dono\, un detto\, un canto\, un brindisi: un frammento di sé. Pane e vino diventano strumenti di connessione\, piccoli sacramenti laici che sigillano un legame: diventare compàri e comàri\, per la durata di una notte\, o forse per sempre. \n\n\n\nSAMAR – folie à la sicilienne –  \n\n\n\n4-5-6 dicembre 2025 ore 20:30 \n\n\n\nPOETICA Stagione Teatrale 2025/26 Fortezza Est \n\n\n\nOrario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30 \n\n\n\nbiglietto unico 14.00€ \n\n\n\nAbbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli  70€ \n\n\n\nwww.fortezzaest.com \n\n\n\ninfo e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com \n\n\n\n| whatsapp 329.8027943| 349.4356219
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SUMMARY:“Tutto è possibile” al Nuovo Teatro Orione
DESCRIPTION:Ridere fa bene e serve a far del bene\, questo è lo scopo di “Tutto è possibile” lo spettacolo che unisce comicità e impegno sociale\, per la raccolta fondi a favore della Parrocchia di Ognissanti\, che andrà in scena il prossimo giovedì 4 dicembre alle ore 21.00\, al Nuovo Teatro Orione\, a Via Tortona\, nel quartiere Appio-Latino della capitale. \n\n\n\nUno spettacolo brillante\, dove la comicità la farà da padrona di e con Carla Carfagna e Caterina Boccardi\, la regia di Grazia Rita Visconti e la travolgente partecipazione straordinaria di uno dei volti più noti della comicità romana: Maurizio Battista. \n\n\n\nTutto è possibile è la storia dell’aspirante regista Chiara (interpretata da Caterina Boccardi) e dell’aspirante sceneggiatrice Silvia (interpretata da Carla Carfagna)\, con una passione travolgente per il cinema. Cresciute guardando film che le hanno ispirate a raccontare storie e che hanno un sogno comune: realizzare un film indipendente che tocchi il cuore delle persone. \n\n\n\nLe due donne\, amiche da sempre\, vivono a Roma\, dove tutti sembrano aver rinunciato ai propri sogni. Ma loro non si arrendono! \n\n\n\nIniziano così a scrivere la sceneggiatura del loro film. Man mano che il progetto prende forma\, Silvia e Chiara affrontano numerose sfide e tante problematiche: finanziamenti inesistenti\, location che saltano all’ultimo minuto\, attori che si ritirano e momenti di puro sconforto. Ma è proprio nei momenti più bui che le due donne scoprono la vera essenza del cinema: la capacità di unire le persone\, di farle ridere\, piangere e riflettere. \n\n\n\nIl film diventa una metafora della loro vita: ogni scena è una vittoria\, ogni errore un’opportunità per imparare. E mentre il sogno sembra sempre più lontano\, Silvia e Chiara si rendono conto che il vero film non è solo quello che stanno realizzando\, ma il percorso che stanno facendo insieme\, le persone che stanno incontrando e le esperienze che stanno vivendo. \n\n\n\n“Tutto è possibile” vuole essere un omaggio a tutti coloro che\, nonostante le difficoltà\, continuano a credere nei propri sogni e a lottare per realizzarli. È una storia di passione\, amicizia e determinazione\, che dimostra come il cinema possa essere non solo un mezzo di intrattenimento\, ma anche un modo per raccontare storie che toccano il cuore delle persone. \n\n\n\nGuest star della serata Luigi Fontana\, cantautore\, arrangiatore e scrittore\, figlio dell’indimenticabile ed ultra celebre cantante e compositore italiano Jimmy Fontana. \n\n\n\nL’intero incasso della serata sarà devoluto alla Casa di Accoglienza e alle attività caritative  della Parrocchia Ognissanti. \n\n\n\nUn evento che unirà il valore della comicità con l’impegno per il sociale\, dove la risata diventerà il filo conduttore della solidarietà a favore di una realtà che accoglie tante persone bisognose nella casa di accoglienza e nel centro di ascolto ma anche tanti giovani in un oratorio sempre aperto a ragazzi e famiglie. \n\n\n\nBrevi info sulla Chiesa e Parrocchia di Ognissanti \n\n\n\nLa parrocchia di Ognissanti è affidata ai figli della Divina Provvidenza. Il 7 marzo 1965\, in questa parrocchia venne celebrata da Papa Paolo VI la prima messa in lingua italiana. Fu un momento storico\, che segnò il passaggio dalla lingua latina\, utilizzata per le celebrazioni liturgiche\, alle lingue nazionali\, in linea con le indicazioni del Concilio Vaticano II. Unica chiesa fondata direttamente da San Luigi Orione. Grafica: Lorella Gobbo Carrer Foto e riprese video: Silvano Ceccarelli \n\n\n\nBiglietti acquistabili su Vivaticket: https://www.vivaticket.com/it/ticket/tutto-e-possibile/285037 \n\n\n\nPer info e prenotazioni WhatsApp 3206705227 \n\n\n\nPlatea 20 euro; Galleria 15 euro; Bambini e ragazzi inferiori a 14 anni 10 euro
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SUMMARY:Cinzia Tedesco all'Alexanderplatz con le Donne del Jazz
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, giovedì 4 dicembre\, le Donne del Jazz\,un progetto ideato da Cinzia Tedesco per omaggiare le vite e le voci di alcune tra le più grandi jazz vocalist di tutti i tempi. Un viaggio tra racconti e musica\, aneddoti e standard internazionali riproposti dalla Tedesco con la sua potente e raffinata vocalità e originalità musicale\, con gli arrangiamenti del maestro Pino Jodice. Cinzia Tedesco canta il jazz delle donne di talento delle comunità black\, donne che trovarono il palco e la musica come unico spazio di affermazione di diritti negati e la loro vera rivincita. Con Ettore Carucci al pianoforte\, Marco Loddo al contrabasso e Pietro Iodice alla batteria\, la voce della Tedesco fa risuonare le ‘note nere’ che hanno fatto la storia del jazz\, ricordando tra le tante stelle quella di Ella Fitzgerald\, Sarah Vaughan\, Billie Holiday e Nina Simone. Partendo dalle storie della New Orleans e di New York tra gli anni ’30 e ’50\, quando le ragazze ballavano il charleston e la radio proponeva solo voci ‘bianche’\, anni del razzismo dichiarato\, delle sparatorie fra gangs rivali e degli uomini con le fiaschette di whisky nelle tasche dei calzoni\, questo quartetto di musicisti di altissimo livello presenta grandi melodie e standard tanto amati dal pubblico del jazz e non solo\, con la voce della Tedesco che ricorda le Donne del Jazz\, cresciute per strada tra povertà e discriminazioni\, ma che sul palco incantavano il pubblico della ricca borghesia bianca. Da artista Ambasciatrice della rete Inclusione Donna\, la Tedesco\, con questo progetto\, mette la sua voce al servizio di un momento musicale e narrativo originale e che ricorda il passato guardando con fiducia al futuro. \n\n\n\n                                                                                                                                                                                    Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,30 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp)
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LOCATION:Alexanderplatz Jazz Club\, Via Ostia\, 9\, Roma\, 00192\, Italia
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