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SUMMARY:“Anelito” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Un’inedita esperienza poetico-performativa di Emanuela Cadrini e Carlo Delli Colli prende vita al Teatro Comunale Veroli che apre le sue porte ad un evento unico nel suo genere: “Anelito”\, un’operazione poetico-artistica e performativa che rappresenta un unicum nella stagione teatrale 25/26\, introducendo un linguaggio nuovo\, fluido e trasversale\, in cui le arti si fondono e si contaminano. Per la prima volta sul palcoscenico verolano\, il pubblico sarà invitato a partecipare a una esperienza sensoriale e partecipativa che supera le convenzioni dello spettacolo teatrale tradizionale. Anelito non è una rappresentazione da guardare\, ma un processo vivo che si costruisce nel momento stesso in cui accade\, un’opera che si trasforma insieme al luogo\, all’artista e agli spettatori. Nato nel 2023\, come ricerca poetico-performativa\, “Anelito” esplora il modo in cui vissuto\, arte\, emozioni e inconscio possono dialogare e rispecchiarsi\, generando un presente che è memoria e proiezione insieme. La performance intreccia poesia\, interpretazione attoriale\, musica elettronica\, pittura gestuale ed espressione corporea\, creando un tessuto artistico in continua metamorfosi. \n\n\n\nCiò che accade sul palco è sempre diverso: ogni replica è in realtà una nuova nascita\, un incontro irripetibile determinato dalle energie del momento\, dalle suggestioni del luogo e dalle risposte emotive del pubblico. Lo spettatore non è semplice osservatore\, ma parte integrante del processo creativo\, un co-autore inconsapevole che contribuisce\, con la propria presenza e sensibilità\, alla ridefinizione costante del progetto. \n\n\n\nNon potete perdere questo evento unico e irripetibile sabato 22 novembre alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 5.00 \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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SUMMARY:"AUTlook" di e con Emanuele Santoro a Teatrocittà
DESCRIPTION:“Papà…””Ti ascolto.” – “Un mio compagno a volte si comporta un po’ da matto.” – “Anche tu\, Tommaso. Anch’io…” – “Ma lui dà di matto in classe\, davanti a tutti.” – “Spiegati meglio.” – “Boh\, ogni tanto si alza di scatto\, si agita e fa le vocine da cartone animato!” – “Mh. E quindi?” – “Niente. Poi si calma. È quello autistico.” – “È tuo amico? Voglio dire\, ci parli? Ci giochi?” – “Poco. Passa molto tempo a leggere\, per i fatti suoi.” – “Meglio che stare sul cellulare\, direi.” – “È un testina (molto intelligente\, ndr.)\, sa un sacco di cose.” \n\n\n\n Per il compagno di Tommaso\, una luce troppo forte\, uno strillo (anche giocoso) o il volume delle voci in generale\, un compagno che gli bussa sulla spalla\, il colore di una maglietta\, uno sguardo prolungato\, lo spostamento di banco\, di un mobile nell’aula o un compito particolarmente impegnativo (ma anche uno per lui ripetitivo se non banale…) possono rappresentare una fonte di grande stress. Disagio\, tensione\, malessere che il ragazzino cerca di controllare finché può\, perché non vuole infastidire i compagni e apparire come “quello strano”. Disagio che vorrebbe comunicare ma non trova le parole giuste\, o le trova ma non gli escono. Ed ecco che (può essere) inizia a sfarfallare (agitare le mani) e/o a fare le vocine. In realtà sta solo cercando di comunicare\, a modo suo. Ma Tommaso queste cose non le sa. Lui sa solo che il suo compagno è autistico. \n\n\n\nAUTlook è uno sguardo all’autismo che cerca lo sguardo dell’autismo. Di storie come quella che raccontiamo ce ne sono tante\, tante quante sono le variabili di funzionamento di una persona con disturbo dello spettro autistico. Questa è una\, ed è una storia vera. Il racconto di un figlio e di una madre che ci parla di paure e insicurezze ma anche di coraggio e determinazione\, di sconfitte e frustrazioni ma anche di fiducia\, determinazione e conquiste. Una storia che ci permette di conoscere questa neurodivergenza e ci offre gli strumenti per rivalutare il significato di parole come diversità e normalità. Su quest’ultima possiamo mettere il sigillo della certezza: è un concetto statistico. Sull’altra possiamo ancora lavorare. (E. S.) \n\n\n\n“Odiavo le svolte a sinistra. Per me era semplice: svoltare a sinistra era “stupido”\, svoltare a destra era “giusto”. Non so più il perché\, ma a quel tempo era una mia convinzione. Ogni volta che mettevano la freccia a sinistra era come se mi stessero dicendo che ero stupido.” \n\n\n\n“Io volevo solo essere come gli altri\, ma non ci riuscivo.” \n\n\n\nHa detto la stampa: \n\n\n\n“Emanuele Santoro ci restituisce una versione convincente di questa storia anche nel cercare una resa vocale e gestuale che non risultasse artificiosa nel suo fraseggio spiccante e spezzato allo stesso tempo. Così come Lorella De Luca è una madre che\, in retrospettiva\, con la calma di una disperazione guarita può rendere la sua testimonianza piana e consolante (…)” M. C. – L’Osservatore\, 22.03.25  \n\n\n\nHanno detto gli spettatori:  \n\n\n\nNOTA: Commenti che il pubblico ha lasciato su un quaderno all’uscita dalla sala teatro o inviato tramite e-mail o messaggio: \n\n\n\n“Interessante\, emozionante\, profondo. Bravissimi!” (Sonia) \n\n\n\n“Un’interpretazione molto intensa. Un omaggio profondo a coloro che non riescono a comunicare le loro esigenze\, la loro unicità e ai genitori che vivono questa esperienza così complessa accanto ai loro figli.” (J. A.) \n\n\n\n“Lo spettacolo è riuscito\, con sensibilità e con la tecnica teatrale\, a far entrare il pubblico nel mondo dell’autismo\, nelle sue sfaccettature e\, soprattutto\, nella sua essenza. Ringrazio l’autore perché è riuscito a rendere\, in modo egregio\, il complesso\, complicato mondo della neurodivergenza.” (Dott.ssa Anna Saito – Psichiatra e psicoterapeuta) \n\n\n\n“Uno spettacolo davvero bello ed emozionante\, un attore bravissimo.  Ci sono tante parole per definire il tutto.” (P.L.)  \n\n\n\n“Da ex insegnante\, uno spettacolo di grande valore che ogni scuola dovrebbe proporre a suoi allievi!” (G. P.) \n\n\n\n“Emanuele bravissimo e pure Lorella. Grazie per la bella esperienza\, è storia che tocca tutti. Tutti ma proprio tutti hanno un percorso di adattamento che risuona. Insomma\, bello\, sono felice di esserci stata.”  (E. G.)
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SUMMARY: Migrazioni Sonore - Il messaggio universale della musica e le nuove cittadinanze
DESCRIPTION:Da sabato 22 novembre a sabato 20 dicembre 2025\, il Festival Popolare Italiano ideato e diretto da Stefano Saletti\, prosegue il suo cammino al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma con il progetto Migrazioni Sonore – Il messaggio universale della musica e le nuove cittadinanze\, un percorso dedicato alla musica come linguaggio universale e ponte tra culture. Gli otto concerti con inizio alle ore 20.30\, saranno preceduti alle ore 19.30 dalle Conversazioni in musica curate dalla rivista specializzata BlogFoolk\, che mettono in dialogo artisti\, giornalisti e comunità provenienti da diverse aree del mondo. Il costo del biglietto\, 6 euro\, comprende anche la visita al museo (ultimo ingresso ore 18.30) \n\n\n\nIl viaggio si apre sabato 22 novembre con Moni Ovadia\, Giovanni Seneca e Anissa Gouizi in Rotte mediterranee\, un recital basato sull’intreccio di racconti e canzoni popolari dell’area mediterranea e composizioni originali di Giovanni Seneca. Il Mare torna a essere un ponte tra le sue sponde\, a collegare mondi un tempo strettamente legati e che continuano a mantenersi in contatto\, grazie a quanti credono alla cultura come strumento di comunicazione per il dialogo tra i popoli. Il Mediterraneo non è solo un luogo geografico\, è un’atmosfera\, un paesaggio. I canti presentano elementi nelle lingue locali: bulgaro\, serbo\, greco\, ladino\, turco e vari dialetti italiani. Si tratta dunque di un repertorio plurilingue\, in cui talora una stessa melodia accompagna testi in lingue diverse\, talora una stessa canzone si compone di strofe in varie parlate. Musiche e canti ispirati alle diverse culture del mediterraneo e al dialogo tra i popoli; partendo dall’Italia si parte per un viaggio che tocca Spagna\, Nord Africa\, Grecia e arriva fino ai Balcani. \n\n\n\nCome ad aprire finestre sul mediterraneo Moni Ovadia e Giovanni Seneca\, assieme alla cantante e percussionista italo-algerina Anissa Gouizi\, fondono musica\, canto e parole in una originale forma di concerto teatrale. \n\n\n\nIl programma prosegue giovedì 27 novembre con La Vuelta dei SuRealistas\, un’esplosione di ritmi sudamericani e mediterranei in cui la band argentina-toscana fonde cumbia\, son\, rock e poesia in un inno alla vita e alla diversità. \n\n\n\nGiovedì 4 dicembre il Pejman Tadayon Ensemble propone La musica e la poetica dei mistici Sufi: da Rumi a Omar Khayyam\, un concerto che intreccia suono\, danza e poesia della tradizione persiana\, mentre sabato 6 dicembre il gruppo internazionale Nubras porta sul palco l’energia dell’intreccio di sonorità romene\, spagnole e mediterranee. \n\n\n\nGiovedì 11 dicembre è la volta di Ziad Trabelsi & Gabriele Coen: Dialoghi di pace\, un incontro tra musiche arabe\, ebraiche e cristiane nel segno del dialogo e dell’improvvisazione jazzistica\, seguito sabato 13 dicembre da Maluf System: Eddiwen\, Canzoniere tunisino\, progetto di Marzouk Mejri e Salvatore Morra che reinterpreta le antiche suite urbane del maluf tunisino in chiave contemporanea. \n\n\n\nLa settimana successiva\, giovedì 18 dicembre\, protagonista è l’Orchestra Multietnica di Arezzo diretta da Enrico Fink in un concerto-corale con trenta musicisti di provenienze diverse\, dal Mediterraneo all’Asia\, dal Sudamerica all’Europa\, in un autentico mosaico di suoni e storie. \n\n\n\nChiude sabato 20 dicembre Banda Ikona e Baobab Ensemble in Sacro Mediterraneo\, diretti da Stefano Saletti con le voci di Yasemin Sannino\, Gabriella Aiello e Barbara Eramo\, insieme a Gabriele Coen\, Mario Rivera\, Eugenio Saletti e Arnaldo Vacca e le voci e gli strumenti del Baobab Ensemble. Un viaggio spirituale tra le sponde del mare comune\, dalla Puglia ai Balcani\, dalla Grecia al Maghreb\, cantato in Sabir\, la lingua franca del Mediterraneo\, per riscoprire il senso profondo del dialogo tra i popoli. \n\n\n\nOgni concerto sarà preceduto\, alle ore 19.30\, dalle Conversazioni in musica (incontri di giornalisti\, studiosi e musicisti con gli artisti del festival) a cura di Blogfoolk Magazine\, autorevole settimanale dedicato alle musiche popolari\, world e folk\, curate dal direttore editoriale Salvatore Esposito\, da Stefano Saletti ed Elisabetta Malantrucco (Rai Radio Techete’).  \n\n\n\nIl ciclo si apre sabato 22 novembre con Tra le mie corde\, incontro/concerto di Mauro Palmas e Giacomo Vardeu. \n\n\n\nGiovedì 4 dicembre\, la conversazione Iran tra tradizione e modernità vedrà protagonista Pejman Tadayon\, che racconterà la sua esperienza artistica tra Oriente e Occidente. Sabato 6 dicembre\, Le tre R: Rom\, Rumena\, Romana\, incontro con Roxana Ene\, voce del Nubras ensemble\, per esplorare le radici e le contaminazioni tra le culture attraverso la musica. Giovedì 11 dicembre\, si terrà il Premio BlogFoolk 2025 quest’anno assegnato a “Onde” di Maria Mazzotta. Sabato 13 dicembre\, Le scale\, gli strumenti e gli stili del Maluf\, con Marzouk Mejri e Salvatore Morra\, offrirà un approfondimento sulla musica tunisina e i suoi linguaggi modali. Giovedì 18 dicembre\, alle ore 19.30\, L’incontro possibile tra culture\, religioni e tradizioni differenti\, con Enrico Fink sarà un momento di confronto sui temi del dialogo e dell’inclusione attraverso la musica. Infine\, sabato 20 dicembre\, alle ore 19.30\, Diritti e nuove cittadinanze concluderà il ciclo con una riflessione sul ruolo della cultura e dell’arte nella costruzione di nuove cittadinanze. \n\n\n\nAnche questa edizione gode della media partnership di Rai Radio Techete’ che\, con la cura di Elisabetta Malantrucco\, realizzerà una serie di puntate dedicate ai concerti e agli artisti protagonisti della rassegna. \n\n\n\nIl progetto Migrazioni Sonore\, promosso da Roma Capitale\, è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in occasione del Giubileo 2025 in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nIL FESTIVAL POPOLARE ITALIANO. Ideato e diretto da Stefano Saletti (polistrumentista e compositore\, alla guida della Banda Ikona e di diversi ensemble internazionali di world music)\, il festival è nato nel centro di accoglienza Baobab a Roma nel 2015\, alla sua chiusura si è trasferito al Teatro Villa Pamphilj dove si è svolto per cinque edizioni\, poi nello storico Teatro Verde e dal 2023 al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. Nelle edizioni precedenti ha visto la partecipazione dei più rappresentativi esponenti della musica popolare non solo italiana. Il Festival Popolare italiano appartiene alla Rete Italiana della World Music\, un’associazione che riunisce operatori\, musicisti e oltre 25 festival di tutte le regioni d’Italia. Missione della Rete è supportare il mondo della world music italiana e contribuire alla diffusione di un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo per il nostro Paese in cui la musica è strumento di costruzione della propria identità culturale\, ma anche di conoscenza e di contaminazione con le altre culture del Mediterraneo\, e quindi fonte di innovazione. \n\n\n\nMIGRAZIONI SONORE. Festival Popolare Italiano 12a Ed. Da sabato 22 novembre a sabato 20 dicembre 2025 \n\n\n\nDirezione Artistica: Stefano Saletti | Organizzazione generale: Associazione Ikona / Ikona Concerti. In collaborazione con: BlogFoolk |Il Festival Popolare Italiano fa parte della Rete Italiana World Music. \n\n\n\nMedia Partner: Rai Radio Techete’  \n\n\n\nMuseo Nazionale degli Strumenti Musicali – Direttrice: Arch. Sonia Martone \n\n\n\nInfo & prenotazioni: Tel: 067014796 – Mail: dms-rm.museostrumenti@cultura.gov.it \n\n\n\nIngresso: 6 euro comprensivo di visita al Museo \n\n\n\nMIGRAZIONI SONORE  – calendario dettagliato \n\n\n\nsabato 22 Novembre 2025 – ore 20.30 – Rotte mediterranee. MONI OVADIA/GIOVANNI SENECA/ANISSA GOUIZI: Moni Ovadia: voce; Giovanni Seneca: chitarre; Anissa Gouizi: voce \n\n\n\nRotte mediterranee è un recital basato sull’intreccio di racconti e canzoni popolari dell’area mediterranea e composizioni originali di Giovanni Seneca. Il Mare torna a essere un ponte tra le sue sponde\, a collegare mondi un tempo strettamente legati e che continuano a mantenersi in contatto\, grazie a quanti credono alla cultura come strumento di comunicazione per il dialogo tra i popoli. Il Mediterraneo non è solo un luogo geografico\, è un’atmosfera\, un paesaggio. I canti presentano elementi nelle lingue locali: bulgaro\, serbo\, greco\, ladino\, turco e vari dialetti italiani. Si tratta dunque di un repertorio plurilingue\, in cui talora una stessa melodia accompagna testi in lingue diverse\, talora una stessa canzone si compone di strofe in varie parlate. Musiche e canti ispirati alle diverse culture del mediterraneo e al dialogo tra i popoli; partendo dall’Italia si parte per un viaggio che tocca Spagna\, Nord Africa\, Grecia e arriva fino ai Balcani. Come ad aprire finestre sul mediterraneo Moni Ovadia & Giovanni Seneca assieme alla cantante e percussionista italo-algerina Anissa Gouizi\, fondono musica\, canto e parole in una originale forma di concerto teatrale. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Tra le mie corde: Mauro Palmas con Giacomo Vardeu. A cura di Salvatore Esposito (BlogFoolk) \n\n\n\ngiovedì 27 Novembre 2025 – ore 20.30 – Il suono del Sur tra Argentina e Toscana   \n\n\n\nSUREALISTAS: “La Vuelta”: Jeremías Cornejo: voce\, chitarra\, ukulele; Joaquín Cornejo: voce\, tastiera; Iacopo Schiavo: voce\, chitarra elettrica; Mauro La Mancusa: tromba\, percussioni; Sigi Beare: sax tenore\, percussioni; Matteo Bonti: basso; Pietro Borsò: batteria; Laura Falanga: percussioni \n\n\n\nNelle loro vene scorrono Argentina e Sicilia\, Pisa e Livorno… e persino un pizzico di Bosnia. I loro cuori pulsano al ritmo delle clavi afroamericane\, tra cumbia e son\, MPB e bossanova. E i loro sogni d’adolescenza\, pronti a tornare alla riscossa\, sono pieni di rock e psichedelia\, cantautorato e letteratura. I SuRealistas sono una vera band. Nessun leader: il loro simbolo non è una piramide ma un cerchio\, capace di racchiudere più idee\, più voci e più colori. \n\n\n\n«La vita è l’arte dell’incontro»\, diceva Vinícius de Morães: e dall’incontro tra tanti sogni è nato il sogno dei SuRealistas\, popolato di canzoni originali e al tempo stesso radicate nella tradizione sudamericana. Dopo svariati europei\, 4 album di inediti le priorità dei SuRealistas sono chiare: tenere gli occhi sempre aperti sul mondo e i piedi sempre pronti a danzare.  \n\n\n\nQuesta è la chiave del loro realismo\, magico e surreale\, ove «Sur» non significa solo Sudamerica ma anche sud del mondo e periferia\, minoranza e diversità\, una natura sull’orlo del collasso e un mondo che non sa bene dove va. Il loro concerto è un inno alla vita\, al canto e alla danza. \n\n\n\nGiovedì 4 Dicembre 2025 – ore 20.30 – La musica e la poetica dei mistici Sufi: da Rumi a Omar Khayyam \n\n\n\nPEJMAN TADAYON ENSEMBLE: Pejman Tadayon: canto\, oud\, saz\, ney\, kamanceh; Simone Pulvano: percussioni; Massimiliano Barbaliscia: santur; Francesco Monti: viella; Federico Pascucci: ney e clarinetto turco \n\n\n\nCreato nel marzo 2013\, il Pejman Tadayon Ensemble è il primo progetto in Italia ad aver fuso le discipline che meglio esprimono\, dal punto di vista artistico\, l’essenza del Sufismo (musica\, danza e poesia). Fondato e diretto dal musicista e compositore persiano Pejman Tadayon\, l’ensemble propone un’alchimia di suoni\, coreografie e testi\, ispirati alla vita e alle opere dei più rappresentativi esponenti di questa corrente mistico-filosofica. I poemi di Jalaluddin Rumi\, Hafez e Omar Khayyam\, condensati nelle liriche che meglio rappresentano la ricerca spirituale e la tensione verso il divino dei tre mistici sufi\, sono cantati in lingua originale e recitati nella versione tradotta. La bellezza e la sacralità dei loro versi vengono scandite dagli strumenti originali della tradizione persiana: ney\, oud\, kamanceh\, santur\, tombak\, daf.  \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Iran tra tradizione e modernità: Pejman Tadayon. A cura di Stefano Saletti ed Elisabetta Malantrucco (Rai Radio Techete’) \n\n\n\nSabato 6 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Il ritmo dei Balcani \n\n\n\nNUBRAS: Roxana Ene: voce; Giulia Anita Bari: violino; Carla Mulas González: violino; Giorgio Gadotti: sax alto e gajda; Nino Conte: fisarmonica; Giovanni Lo Cascio: percussioni \n\n\n\nUn ensemble internazionale unico nel suo genere\, riconosciuto per la straordinaria capacità di fondere l’eleganza della musica da camera con l’estetica folk del Sud Italia e dei Balcani. Il progetto riunisce musicisti provenienti da Italia\, Spagna e Romania\, creando un’esperienza sonora che intreccia tradizione e innovazione in un dialogo musicale senza confini. \n\n\n\nIl cuore di NUBRAS è il trio d’archi\, che incarna la raffinatezza della musica classica\, integrandosi con i ritmi e le melodie pulsanti della fisarmonica di Nino Conte e il sax e la gajda di Giorgio Gadotti\, che evocano i suoni vibranti del Mediterraneo e dell’Europa dell’Est. La voce potente di Roxana Ene\, artista italo-romena di origine Rom che ha all’attivo una lunga collaborazione con Moni Ovadia\, dona profondità e autenticità. A completare l’ensemble\, le percussioni di Giovanni Lo Cascio\, figura storica della world music italiana\, che apportano energia travolgente e virtuosismo. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Le tre R: Rom\, Rumena\, Romana: Roxana Ene. A cura di Salvatore Esposito \n\n\n\nGiovedì 11 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Dialoghi di pace \n\n\n\nZIAD TRABELSI E GABRIELE COEN: Ziad Trabelsi: oud\, live electronics\, voce; Gabriele Coen: clarinetti\, sax soprano; Marco Loddo: contrabbasso; Simone Pulvano: percussioni \n\n\n\nUna serata all’insegna del dialogo tra le diverse culture e religioni che da sempre animano il nostro mare\, dalla musica araba ed ebraica alla tradizione cristiana\, attingendo alla musica tradizionale ma anche proponendo proprie composizioni originali che guardano al mondo della moderna improvvisazione jazzistica e della world music. Il repertorio tradizionale arabo e quello ebraico sefardita vengono riproposti nell’ottica della moderna improvvisazione etnica e jazzistica in un progetto davvero unico e originale che vede coinvolti i nomi più prestigiosi della scena world jazz italiana: Ziad Trabelsi\, membro storico dell’Orchestra di Piazza Vittorio e recente fondatore della Babelnova Orchestra e Gabriele Coen\, sassofonista virtuoso capace di esplorare la tradizione del jazz\, della musica klezmer e della world music. Con loro il contrabbassista Marco Loddo e il percussionista Simone Pulvano. Il concerto è l’occasione per la presentazione ufficiale del disco “Dialoghi” uscito il 7 novembre per la Moonlight Records. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Premio BlogFoolk 2025: Maria Mazzotta\, Ziad Trabelsi e Gabriele Coen. A cura di Salvatore Esposito \n\n\n\nSabato 13 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Eddiwen\, Canzoniere tunisino \n\n\n\nMALUF SYSTEM: Marzouk Mejri: voce\, darbouka\, ney\, zukra; Salvatore Morra: chitarra\, oud \n\n\n\nMaluf System di Morra & Mejri è un movimento post-revival della musica maluf\, uno dei generi urbani più complessi della Tunisia. Il progetto esplora la rinascita del maluf nei contesti migratori\, i suoi cambiamenti nella natura\, le sue nuove trasmissioni e diffusioni\, e promuove l’integrazione e l’identificazione musicale transnazionale di alcuni musicisti tunisini. Attraverso la registrazione dell’album “Eddiwen” con la casa discografica Liburia Records (2024)\, basato su scale modali arabo-tunisine (come mazmoum\, rast dhil\, asba’in) e mescolando strumenti musicali di diversi generi tunisini (oud tunisino\, ney\, darbuka\, tar\, bendir\, zokra\, clarinetto\, shqashiq) con strumenti a pizzico del nord del Mediterraneo\, come la chitarra\, mandolino\, Maluf System ricrea un mondo sonoro che spazia dal tradizionale ensemble (jawk) alle banda del Bey ottomano di Tunisi\, fino alle influenze africane. Che si tratti delle canzoni delle suite (nuba)\, di una particolare melodia\, ritmo o strumento musicale\, in arabo classico e dialetto tunisino\, questi idiomi dell’identità arabo tunisina consentono ai migranti di connettersi con gli altri\, generando un’esperienza condivisa. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Le scale\, gli strumenti e gli stili del Maluf: Marzouk Mejri e Salvatore Morra. A cura di Stefano Saletti e Salvatore Esposito  \n\n\n\nGiovedì 18 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Pluralità\, confronto e mescolanza \n\n\n\nORCHESTRA MULTIETNICA DI AREZZO diretta da Enrico Fink: Enrico Fink; Luca Roccia Baldini; Massimo Ferri; Massimiliano Dragoni; Mariel Tahiraj; Gianni Micheli; Leila Sampaoli; Emad Shuman; Paola Scoppa; Madoka Funatsu; Auro Neri; Saverio Zacchei; Raffaella Farina; Daniel Boeke \n\n\n\nCostituita nel 2007 l’OMA ha tracciato in questi anni di concerti\, spettacoli teatrali e laboratori in tutta Italia un percorso di culture e di tradizioni. Un percorso di pace\, di nomadismo e di amore per le proprie radici. L’attuale formazione è costituita da circa 30 musicisti provenienti da Albania\, Palestina\, Libano\, Nigeria\, Costa d’Avorio\, Argentina\, Colombia\, Bangladesh\, Giappone\, Romania\, Russia\, Svizzera e dalle più svariate regioni italiane e propone un repertorio che spazia dalla tradizione araba a quella ebraica\, dal Mediterraneo all’est Europa\, dal Bangladesh al Sudamerica\, offrendo al pubblico una vera e propria festa di suoni e di colori. \n\n\n\nNegli anni ha collaborato con Paolo Benvegnù\, Stefano “Cisco” Bellotti\, Raiz\, Moni Ovadia\, Filippo Graziani\, Erriquez e Finaz (Bandabardò)\, Shel Shapiro\, Frank London\, Dario Brunori\, Amanda Sandrelli\, Ottavia Piccolo\, Stefano Massini\, Ginevra Di Marco\, Santino Spinelli\, Modena City Ramblers. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – L’incontro possibile tra culture\, religioni e tradizioni differenti: Enrico Fink. A cura di Stefano Saletti \n\n\n\nSabato 20 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Sacro Mediterraneo \n\n\n\nBANDA IKONA E BAOBAB ENSEMBLE: Yasemin Sannino: voce; Gabriella Aiello: voce; Barbara Eramo: voce; Stefano Saletti: voce\, bouzouki\, oud\, chitarra; Gabriele Coen: clarinetto\, sax soprano; Mario Rivera: basso acustico; Eugenio Saletti: chitarra\, bouzouki\, saltzouki; Arnaldo Vacca: percussioni; Baobab Ensemble: voci e strumenti  \n\n\n\nUn viaggio musicale che attraversa le sponde del Mediterraneo per raccontarne l’anima comune\, le influenze e le connessioni culturali. Con strumenti come il bouzouki\, l’oud\, il saz e la chitarra battente\, Stefano Saletti dirige un grande gruppo formato dalla Banda Ikona\, le Voci del Mediterraneo e il Baobab Ensemble dando vita a brani originali ispirati a miti\, ballate e melodie popolari\, cantati in Sabir\, l’antica lingua franca dei porti. Il nuovo lavoro “Mediterranima” è un disco che intreccia suoni e storie\, colonna sonora di un viaggio immaginario che esplora la bellezza e la complessità del nostro tempo\, con l’arte come antidoto all’odio. L’album nel 2025 è entrato nella cinquina delle Targhe Tenco come miglior album in dialetto e lingue minoritarie\, è arrivato al n.4 della World Music Charts Europe e nella classifica della Transglobal World Music charts.  \n\n\n\nUn concerto che unisce passato e presente per riscoprire il senso profondo del dialogo mediterraneo. Dalla tradizione popolare pugliese e del Sud alle melodie balcaniche\, da quella greca a quelle arabe e sefardite\, fino ad arrivare al recupero dell’antica lingua del mare\, il Sabir\, la lingua dei pescatori e dei marinai che unisce parole dall’italiano\, dal francese\, dallo spagnolo e dall’arabo che da sempre utilizzano nelle composizioni originali. Sul palco alcune delle più importanti esponenti della vocalità femminile della musica popolare: la cantante italoturca Yasemin Sannino\, Gabriella Aiello\, Fabia Salvucci\, Barbara Eramo. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Diritti e nuove cittadinanze. A cura di Stefano Saletti ed Elisabetta Malantrucco
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SUMMARY:“Van Gogh Flamenco”\, al Campo Teatrale di Milano
DESCRIPTION:Dopo Monterotondo\, Roma ed Atene\, debutta al Campo Teatrale di Milano\, sabato 22 novembre (ore 21:00)\, e presso la Sala Teatrale Fabbretti di Prato\, sabato 29 novembre (ore 21:00)\,  “Van Gogh Flamenco”\, spettacolo scritto e diretto da Manfredi Gelmetti. \n\n\n\nUn progetto originale e suggestivo\, poetico\, delicato\, ricco di musica piena di energia\, dalla Pizzica di San Vito liberatrice\, alle note forti del Flamenco\, per raccontare una vita diﬃcile\, ma piena di arte. Un artista complesso come Van Gogh\, uomo inquieto e malato\, che cercava il rapporto con la realtà attraverso la pittura\, con le sue visioni\, con i suoi colori. Dipingere per vivere\, per sentire\, per pensare\, questo il suo cammino. Non completamente apprezzato in vita\, ha proseguito\, fin dove possibile la sua esistenza\, aﬀogando nei colori e decidendo di fare della pittura il proprio riscatto\, la propria terapia\, la propria ragione di vita. Inseguendo un suo concetto di eternità. \n\n\n\nLa performance “Flamenco Van Gogh” sceglie lo strumento della danza e della musica per far esplodere la luce che si cela dietro l’angoscia e l’inquietudine dell’uomo. Sentimenti ed emozioni che arrivano al pubblico anche attraverso le parole di Van Gogh che raccontò molto di sè nelle lettere al fratello\, trasmesse dal protagonista ed autore\, Manfredi Gelmetti\, attore e danzatore. \n\n\n\n“Il teatro permette di raccontare storie perché il teatro è vita e ci racconta la vita. Van Gogh è stato un uomo diﬃcile\, angosciato” _ annota Manfredi Gelmetti. “Un infelice che\, suo malgrado\, procurava infelicità. Eppure\, quanto amore c’era dentro di lui: quanto amore per gli altri\, per la vita\, per l’arte. Van Gogh insegna a non soﬀocare dentro\, a tirare fuori il proprio mondo interiore a qualunque costo”.
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SUMMARY:"Breve Incontro - Still Life” al Teatro IF
DESCRIPTION:“Still Life” di Noël Coward è solo il punto di partenza: in un caffè della stazione di un piccolo villaggio si racconta l’amore\, la solitudine e le scelte di vita\, la ricerca della felicità e il significato che essa occupa nelle giornate di ognuno. \n\n\n\nÈ una commedia delicata e riflessiva\, che mette in luce le sfumature delle relazioni umane e il desiderio di “relazione”. \n\n\n\nUn desiderio vivo novant’anni fa come oggi! \n\n\n\ncon Alfonso Balsamo\, Marco Guerzoni\, Giorgio Iacono\, Silvia Lombardi\, Alessandra Mocci\, Maria Mollicone\, Flavia Moretti\, Ilaria Nardoni – Costumi di Lucia Tarquini e Maria MolliconeDrammaturgia e regia di Emiliano Metalli  – Compagnia Teatrale “i disAccordi” \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nBiglietti disponibili al link:https://www.ticket.it/teatro/evento/breve-incontro.aspx
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SUMMARY:“LA DISTANZA DALLA LUNA” con Marco Bocci e Fabrizio Sabatucci
DESCRIPTION:Il recital ispirato a Papa Celestino V\, prodotto da ASSOPROF – Associazione di Professionisti Mentana – Lazio\, mette in scena\, con parole di sorprendente modernità\, il coraggio della rinuncia e la forza della speranza in un’epoca segnata da conflitti e fragilità\, ricevendo l’apprezzamento del Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati\, Federico Mollicone. \n\n\n\nCi sono momenti della storia che tornano a farsi sentire con una forza che attraversa i secoli. “La distanza dalla luna”\, il nuovo recital teatral-musicale con musiche e regia di Davide Cavuti e interpretato da Marco Bocci e Fabrizio Sabatucci\, nasce proprio da uno di questi momenti: la rinuncia al pontificato di Papa Celestino V\, avvenuta il 13 dicembre 1294 durante un concistoro destinato a segnare in modo indelebile la storia della Chiesa.Lo spettacolo\, prodotto da ASSOPROF – Associazione di Professionisti Mentana – Lazio\, andrà in scena sabato 22 novembre alle ore 21:00 al Teatro A. Di Iorio di Atessa e domenica 23 novembre alle ore 18:00 al Teatro Gennaro Finamore di Gessopalena\, entrambi in provincia di Chieti. Questi appuntamenti offriranno al pubblico l’opportunità di assistere a un’opera che affonda le radici nel messaggio universale di pace lasciato in eredità da Celestino V\, trasformandolo in un racconto capace di parlare con sorprendente lucidità al nostro presente\, segnato da tensioni\, conflitti e fragilità. \n\n\n\nIl recital prende avvio dal dialogo simbolico tra Papa Celestino V e Papa Bonifacio VIII\, restituendo la complessità di un passaggio epocale attraverso una drammaturgia che alterna parola\, musica\, riflessione e immagini poetiche. Al centro\, il testo originale della rinuncia – giunto sino a noi grazie alla bolla analoga di Bonifacio VIII – emerge in tutta la sua potenza: «Io Papa Celestino V\, spinto da legittime ragioni\, per umiltà e debolezza del mio corpo e la malignità della Plebe […] abbandono liberamente e spontaneamente il Pontificato…».Il regista Davide Cavuti\, che firma anche le musiche (alla chitarra Franco Finucci)\, trasforma queste parole in un tessuto narrativo vibrante\, affidato alla sensibilità scenica di Marco Bocci e Fabrizio Sabatucci\, che danno vita a figure sospese tra storia e contemporaneità. Il pubblico è accompagnato anche dentro un’altra dimensione del racconto: quella di uomini e donne costretti alla violenza\, al disagio\, alla privazione della libertà. Ma\, insieme a queste ombre\, si accende una luce: la speranza\, che diventa gesto di libertà e promessa di futuro. Lo spettacolo si rivela così un affresco umano che restituisce la naturalità dei tratti più autentici dei personaggi\, invitando a custodire ciò che Shakespeare definiva “la sostanza dei sogni”\, spazio essenziale per la vita dell’individuo e della collettività.A testimoniarlo sono le parole degli interpreti. Marco Bocci racconta: «Lo spettacolo “La distanza dalla luna” racconta un messaggio di pace lungo 700 anni\, vale a dire da quando il primo Papa Celestino V nell’anno 1343 abdicò al pontificato. Con me in scena ci sarà Fabrizio Sabatucci e il maestro Davide Cavuti alla regia e alle musiche». Gli fa eco Fabrizio Sabatucci: «Questo spettacolo vuole essere un megafono per la pace in un mondo di guerra e sangue ancora troppo lontano dalla serenità\, dalla fratellanza e dalla solidarietà tra i popoli; lontano come la distanza dalla luna».Il valore culturale e civile dello spettacolo è stato riconosciuto anche dal Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati\, Federico Mollicone\, che dichiara: «È con profonda convinzione che saluto e sostengo il recital teatral-musicale “La distanza dalla luna”\, un’opera che si inserisce con forza e originalità nel solco della grande tradizione del teatro italiano\, capace di intrecciare parola\, musica e riflessione civile in una forma viva e accessibile a tutti. Mi complimento quindi con gli attori Marco Bocci e Fabrizio Sabatucci e il regista Davide Cavuti. Continuare a investire nell’arte significa investire nella libertà\, nella dignità e nella speranza della nostra comunità nazionale.» \n\n\n\n“La distanza dalla luna” si conferma così come un’opera che intreccia storia\, attualità\, poesia e impegno civile\, restituendo al teatro il suo ruolo più alto: illuminare il presente e nutrire la coscienza collettiva. \n\n\n\n \n\n\n\nINFORMAZIONI• sabato 22 novembre ore 21:00 Teatro A. Di Iorio | Atessa (CH) | Piazza Municipio 1 | info@comunediatessa.it \n\n\n\n• domenica 23 novembre ore 18:00 Teatro Gennaro Finamore | Gessopalena (CH) | Via Giacomo Matteotti\, 24B | 0872 988112 \n\n\n\n• “La distanza dalla luna” è un progetto di ASSOPROF – Associazione di Professionisti Mentana – Lazio
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SUMMARY: "La rivoluzione della luna" di Andrea Camilleri al Teatro Biondo Di Palermo
DESCRIPTION:Proseguono\, domenica 23 novembre alle ore 11.00 nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo\, le Colazioni d’autore curate da Vincenzo Pirrotta e dedicate quest’anno ad Andrea Camilleri in occasione del centenario della nascita. \n\n\n\nL’iniziativa\, realizzata in collaborazione con Sellerio editore\, si inserisce nel programma del “Centenario Camilleri” promosso dal Fondo Andrea Camilleri con il Comitato Nazionale “Camilleri 100”. \n\n\n\nA partire dalle 10.15 sarà possibile intrattenersi nel foyer della Sala Strehler per fare colazione e dialogare con lo stesso Pirrotta\, che alle 11.00 in punto darà il via alla lettura di alcuni brani tratti da La rivoluzione della luna\, un romanzo storico nel quale Camilleri ricostruisce la vicenda di Eleonora De Moura\, divenuta governatrice della Sicilia per un breve periodo nel 1677\, succedendo al marito Carlo III. \n\n\n\nL’operato di Eleonora rimane un esempio di buon governo rivolto in particolare al riscatto della condizione femminile.  \n\n\n\nIl biglietto\, comprensivo di colazione e letture\, costa 10 euro\, è prevista una card per 4 ingressi al costo di 35 euro. \n\n\n\nPrevendite al Botteghino del Teatro Biondo e su www.vivaticket.com. \n\n\n\n___________________ \n\n\n\nColazioni d’autore \n\n\n\na cura di Vincenzo Pirrotta \n\n\n\nin collaborazione con Sellerio  \n\n\n\ni prossimi appuntamenti \n\n\n\nSala Strehler\, domenica 23 novembre ore 11.00 \n\n\n\nLa rivoluzione della luna \n\n\n\nCamilleri e il romanzo storico \n\n\n\nSala Strehler\, domenica 30 novembre ore 11.00 \n\n\n\nTrilogia delle metamorfosi \n\n\n\ntesti tratti da Maruzza Musumeci\, Il casellante\, Il sonaglio \n\n\n\nSala Strehler\, domenica 7 dicembre ore 11.00 \n\n\n\nLe vichinghe volanti \n\n\n\ne altre storie d’amore a Vigàta \n\n\n\ningresso alle colazioni a partite dalle ore 10.15 \n\n\n\nposto unico colazione + lettura 10 euro \n\n\n\nbiscotti artigianali offerti da Tumminello
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SUMMARY: “Las Mariposas. Storia delle sorelle Mirabal” al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Domenica 23 novembre alle ore 11.30\, il Teatro Villa Pamphilj ospita “Las Mariposas. Storia delle sorelle Mirabal”\, spettacolo che anticipa e celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre). Una produzione Accademia Teatrale Mario Brusa\, con Barbara Bazzea\, Elena Valente\, Angela Brusa\, Deborah Bernuzzi e Anita Cedroni nel ruolo di Mamà e le musiche originali eseguite dal vivo di Massimo Lajolo. La sceneggiatura – liberamente tratta dal romanzo “Il tempo delle farfalle” di Julia Alvarez – e la regia sono di Anita Cedroni. Las Mariposas è la storia delle quattro sorelle Mirabal\, nate e cresciute nell’ Isola di Santo Domingo durante la terribile dittatura del generale Trujillo. Le ragazze sposano la causa della liberazione della patria e si arruolano con i loro mariti tra le file dei guerriglieri con il nome di Mariposas (farfalle). Di ritorno da una visita al carcere\, dove sono prigionieri i mariti\, vengono barbaramente uccise il 25 novembre 1960\, data che oggi segna la ricorrenza mondiale contro la violenza sulle donne. Una sola delle quattro sorelle sopravvive\, Dedé\, la meno impegnata politicamente. Con la narrazione dei suoi ricordi ancora vivi e dolenti\, sola a sopportare tutto il dolore di quella tragedia\, anche Dedé si unisce al sacrificio delle sorelle. \n\n\n\nSi segnala inoltre che sabato 22 novembre alle ore 11.30 (ingresso gratuito) il Teatro ospiterà la presentazione del volume “Paesaggi musicali dalla Palestina”\, a cura di Francesco Saverio Galtieri e pubblicato da Gesualdo Edizioni nella collana didattica Fare per capire\, con prefazione del pedagogista Mario Piatti. Interverranno Andrea Satta\, Valeriano Solfiti\, Anna Maria Piccoli e Sonia Russino.Il libro raccoglie proposte didattico-musicali ispirate alla Palestina e nate dal lavoro di undici musicisti e docenti da tutta Italia\, con l’obiettivo di offrire alle scuole italiane un percorso educativo che unisce musica e conoscenza culturale. Il progetto sostiene il Centro del Mosaico di Gerico\, realtà che promuove lavoro e formazione per giovani – in gran parte donne – attraverso l’arte del mosaico. La collana Fare per capire è promossa dal Polo di Formazione Continua\, che riunisce la Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia\, l’Associazione internazionale Musica in Culla – Music in Crib e l’Associazione Orff-Schulwerk Italiano. \n\n\n\nNel fine settimana\, si segnala inoltre la quinta edizione della “Festa dell’Arte a Monteverde”\, promossa da Libreria Raponi\, Kulturjam Edizioni e Teatro Villa Pamphilj con il patrocinio del Municipio XII di Roma. Presso Agorart Centro Culturale (via Clivio Rutario 53) saranno esposte opere di numerosi artisti e una sezione speciale sarà dedicata a Cristiano Rea con i disegni realizzati per il cinquantenario della strage di Piazza Fontana. Il programma\, curato da Federico Raponi\, prevede due giornate di incontri letterari\, presentazioni di libri e la proiezione del video Bla\, bla\, bla – A tu per tu con Cristiano Rea\, a cura di Kulturjam.it. Per informazioni e prenotazioni: festadellartemonteverde@gmail.com. \n\n\n\nIl Teatro Villa Pamphilj\, con la direzione artistica di Veronica Olmi\, è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura\, con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura.La programmazione dei Teatri in Comune 2024-2025 è finanziata dall’Unione Europea – Next Generation EU\, nell’ambito del PNRR\, e rientra tra gli interventi “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma\, dal centro alla periferia\, al fine di favorire la fruizione turistica nel periodo giubilare” (PNRR – M1C3-Inv.4.3 Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici).
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LOCATION:Teatro Villa Pamphilj\, P.zza S. Pancrazio 9/a\, Roma\, 00164\, Italia
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SUMMARY:"Wet Floor" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Domenica 23 novembre all’Altrove Teatro Studio va in scena WET FLOOR\, spettacolo scritto da Fabio Pisano e diretto da Maria Assunta Calvisi. \n\n\n\nBen è un giornalista rampante\, sicuro di sé\, Ruth è un signore delle pulizie intento a pulire il pavimento. Con la scusa del pavimento bagnato\, Ruth costringerà Ben ad uno strano confronto fino a mostrare le sue vere intenzioni: sequestrarlo e punirlo per aver diffuso informazioni scorrette sul suo conto che hanno causato il crollo della sua vita (licenziamento\, divorzio). Il rapimento ben presto verrà reso pubblico su una piattaforma web dove i lettori saranno invitati a decidere della sorte del giornalista. La massa degli utenti si scatenerà\, dando il peggio di sé e inneggiando alla morte di Ben. Mentre le forze speciali sono pronte a fare irruzione\, verità e finzione continuano a confondersi per portare ad un finale inatteso. \n\n\n\nIl testo\, scritto nel 2018 dal pluripremiato giovane drammaturgo Fabio Pisano\, pone la attualissima questione dell’informazione e della veridicità delle notizie che\, non solo nel giornalismo ma specialmente nei social\, vengono amplificate\, spesso senza una verifica seria\, generando\, talvolta\, drammi irreparabili. \n\n\n\nBiglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€ \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: \n\n\n\n telefono 3518700413 \n\n\n\n email ipensieridellaltrove@gmail.com
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LOCATION:Altrove Teatro Studio\, Via Giorgio Scalia\, 53\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:"Ho vissuto il mio tempo come uno straniero" al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Continua con grande successo la stagione teatrale 25/26 al Teatro Comunale Veroli che vedrà in scena domenica 23 novembre una pièce che vuole essere anche un tributo alla carriera: Amedeo di Sora\, infatti\, con questo spettacolo intende celebrare i cinquant’anni della sua attività teatrale iniziata nel 1975.  \n\n\n\nVerranno ripercorse alcune tappe significative della sua carriera di attore e regista con la complicità di attori e musicisti con i quali ha collaborato nel corso degli anni. Saranno proposti al pubblico momenti significativi e rappresentativi di teatro e di teatro canzone\, perle di una collana lunga e preziosa\, di un viaggio condiviso con tanti spettatori\, allievi e compagni di strada sempre alla ricerca di un “contatto” profondo e di un teatro “vitale” e “necessario”.  \n\n\n\nIl risultato è un evento di grande fascino evocativo e di elevato livello artistico che non potete perdere.  \n\n\n\nVi aspettiamo domenica 23 novembre alle ore 18.00 con apertura botteghino alle ore 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00 \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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LOCATION:Teatro Comunale di Veroli\, Via Lucio Alfio\, 5\, Veroli (FR)\, ITA\, Italia
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SUMMARY:ETC di Geo Florenti a StudioG
DESCRIPTION:Geo Florenti presenta a StudioG di Roma dell’architetto Giada Calcagno un nuovo progetto performativo dal titolo ETC\, perennemente contemporaneo\, a cura di Giuseppe Stagnitta. Il progetto sarà visibile tutti i giorni dalle ore 10\,00 alle ore 19\,00 dal 24 ottobre 2025 al 7 gennaio 2026. \n\n\n\nEtc è l’immaginario ciclico in cui tutto si ripete e tutto si annulla in modo perpetuo (perennemente contemporaneo)\, è un’idea che ci suggerisce che il presente nel momento in cui accade è già finito e passato. La ciclicità del divenire\, in cui il nuovo che dovrà ancora accadere\, nel momento in cui accade (l’istante appena creato) diventa obsoleto\, compresa questa performance che può essere ripetuta all’infinito e come tutte le derivazioni in cui è possibile applicare l’idea che esprime la parola ETC\, come vedremo in mostra. \n\n\n\nNuovo progetto dell’artista Geo Florenti\, concentrato da tempo sulla riflessione tra creazione artistica e ricerca scientifica\, dove la poetica con la sua azione si evolve in poetica dell’utilità dando soluzioni pratiche e reali\, che propone una serie di idee che trovano il loro senso nell’apparente nonsenso. \n\n\n\nQuanto è antica la foto digitale? \n\n\n\n“In base all’opera esposta e alla tecnica e agli strumenti utilizzati per realizzarla (solo vegetazione)\, posso affermare che quest’opera poteva essere realizzata anche il giorno 8\, il primo dopo i 7 della Creazione. Ed è così che ho incontrato Dio\, a modo mio\, per uno scatto”\, scrive Florenti. \n\n\n\nLa foto di Dio è un’opera concettualmente fotografica\, un vero e proprio ritratto realizzato come una stampa digitale\, con dei mezzi possibili anche migliaia di anni fa\, all’inizio dei tempi\, dove l’artista riproduce con soli materiali vegetali uno schema digitale utilizzato oggi.  \n\n\n\nSchema di informazioni\, simile al sistema del codice binario che caratterizza l’universo digitale\, che mette in comunicazione in modo preciso e puntuale chi recepisce il volto da ritrarre\, attraverso un modulo che ricorda la divisione in pixel della macchina fotografica digitale e chi realizza fisicamente l’immagine sul foglio che ricorda la stampa digitale.  \n\n\n\n“Come ho anticipato\, continua l’artista\, ed il motivo principale per il quale ho scelto di creare quest’opera con questo soggetto\, ovvero Dio\, non è per il fatto che sono diventato religioso o cerco di attribuirmi un primato\, la prima foto di Dio (in formato fototessera) è stata concepita per essere posizionata sotto un ponte in mezzo ai barboni. Ho chiamato questa installazione (ponte\, sottoponte\, barboni e opera)\, God Station. Luogo che potrebbe diventare più chiesa delle chiese”. \n\n\n\nQuesta sua idea in movimento non è stata pensata per un motivo preciso e non serve in concreto a nulla\, e questo va in netta contrapposizione con la poetica di Florenti che si esprime in poetica dell’utilità dando soluzioni pratiche e reali\, una vera insensatezza come la stessa mostra e tutta l’arte in genere. Il nonsenso acquisisce in questo modo una sua idea precisa di senso sia dell’arte che della vita: per lui l’arte è vita. \n\n\n\nCoerente con le sue scelte\, che sono orientate più sulle azioni umanitarie e per cui utili e necessarie\, in cui l’arte diventa un’azione risolutiva dell’essere umano per l’essere umano\, l’azione artistica diventa un contributo reale allo sviluppo tecnologico e umanitario dando uno spiraglio di luce all’oscurantismo generalizzato che caratterizza il nostro momento storico. \n\n\n\nBiografia  \n\n\n\nGeo Florenti è artista/innovatore di Tecnologie Energetiche\, si contraddistingue nel panorama artistico per la realizzazione di istallazioni di luce a consumo zero\, applicate ad illuminare le opere d’arte nei musei. Esordisce nel 2007\, alla Galleria Nazionale di Arte Antica di Roma\, presentato da Claudio Strinati\, Soprintendente al Polo Museale Romano\, dove l’artista ha illuminato Giovanni Battista del Caravaggio e La Danzatrice del Canova. Nel 2008\, insieme alla Soprintendenza alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea ha illuminato un’intera area del Museo H.C.Andersen di Roma\, verificando che era possibile illuminare i musei\, le opere\, senza influire sui consumi di energia. Negli anni ha illuminato principalmente opere in spazi istituzionali\, sperimentando su opere di Michelangelo\, Leonardo\, Caravaggio\, Canova\, Bernini\, Rembrandt\, Gentileschi\, Vouet\, Balla\, Man Ray\, ma anche collaborando con artisti contemporanei come Michelangelo Pistoletto. Con le sue istallazioni ha anticipato quello che due anni fa circa\, sulla prestigiosa Nature\, è stato definito SolarIndoor\, ovvero il fotovoltaico applicato alla luce artificiale per generare energia. Nel 2021 ha ideato Palazzo Hybrid\, un progetto per la conversione dei sistemi e delle tecnologie energetiche negli edifici\, in collaborazione con la Divisione Smart Energy di ENEA e la Scuola del Design del Politecnico di Milano. Attualmente è impegnato nell’individuazione di tecnologie energetiche basate principalmente sull’uso innovativo delle risorse. Collabora con la Facoltà di Ingegneria La Sapienza.
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SUMMARY:"Marco Giunio Bruto: eroe o traditore?" al Teatro Parioli
DESCRIPTION:Dopo il grande successo del processo a Sergio Marchionne andato in scena al Teatro dei Filodrammatici di Milano nell’ottobre scorso\, una nuova “provocazione” apre la stagione romana de La Storia a Processo\, il format ideato e curato da a Elisa Greco\, in scena lunedì 24 novembre alle ore 20.30 al Teatro Parioli Costanzo di Roma. \n\n\n\nProtagonista della serata un personaggio storico diventato icona perché incarna una delle tensioni più universali e drammatiche della storia umana: quella tra lealtà personale e dovere politico\, tra amicizia e ideali. La celebre frase “Tu quoque\, fili mi”\, pronunciata da Giulio Cesare in punto di morte\, sebbene non storicamente certa\, è diventata una delle più potenti della cultura occidentale\, facendo entrare Marco Giunio nell’immaginario collettivo come emblema del tradimento e del rimorso.  \n\n\n\nMarco Giunio Bruto: eroe o traditore? \n\n\n\n“Una scelta insolita rivolta ad un personaggio che potremo dire già condannato dalla Storia–commenta l’autrice Elisa Greco – e per questo è ancora più interessante portarne alla luce non solo le gesta ma le più profonde motivazioni Cosa possono rappresentare ancora oggi   le 23 coltellate dei cesaricidi guidati da Bruto al grido di “sic semper tyrannis”?   Soprattutto quale sarà il verdetto del pubblico chiamato ad esprimersi con la serenità e la lucidità del distacco del Tempo.   \n\n\n\nNonostante i fatti risalgano a oltre 2mila anni fa è difficile decidere se Bruto sia un eroe o un traditore. Tale ambiguità ha però avuto la forza di renderlo eterno: ogni epoca\, ogni potere\, può proiettare sul suo gesto politico estremo le proprie domande su libertà\, tirannia e legittimità. Nel tempo Bruto è diventato simbolo della ribellione contro l’autorità assoluta; dal Rinascimento in poi\, è stato reinterpretato come simbolo del cittadino che antepone la repubblica al tiranno. Ma il dilemma che lo rende ancora una figura attuale è la domanda che ogni epoca si pone: fino a che punto è giusto sacrificare i legami personali per un ideale politico o morale? \n\n\n\nAttraverso un dibattimento intenso e appassionato\, le ragioni di Accusa e Difesa si scontreranno facendo emergere l’avvincente complessità del protagonista. In equilibrio tra rigore e leggerezza\, ironia e serietà\, le parti si sfideranno a colpi di provocazioni\, trascinando il pubblico ora nell’adesione alla condanna\, ora all’assoluzione.  \n\n\n\nIntrodotti da Elisa Greco\, ideatrice e curatrice del format sul palco del Teatro Parioli Costanzo trasformato in aula di Tribunale\, si confronteranno\, con la guida della Presidente della Corte Paola Roja\, attuale Presidente Corte di Assise di Roma il Pubblico Ministero Fabrizio Gandini\, Consigliere Corte Suprema di Cassazione e l’Avvocato difensore il Vice Ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. \n\n\n\nMarco Giunio Bruto sarà interpretato da Roberto Giacobbo\, giornalista\, divulgatore e grande appassionato di storia antica. \n\n\n\nLe tesi a confronto saranno rispettivamente avvalorate dai testimoni: per l’accusa saranno sul palco Antonio Punzi\, Professore di Filosofia del diritto alla Luiss Guido Carli e Flavia Fratello\, giornalista del TgLa7\, mentre la difesa sarà affidata alle testimonianze di Giancarlo Loquenzi\, giornalista e conduttore di Zapping su Rai Radio 1 e Giulia Silvia Ghia storica dell’Arte\, Assessore alla cultura del I° Municipio Roma.  A completare il quadro degli interventi l ci sarà la partecipazione dell’avvocato Gaetano Mungari \n\n\n\nColpevole o innocente? \n\n\n\nAl pubblico\, come sempre\, il compito di esprimere con una propria votazione il verdetto a cui si aggiungerà la giuria social espressa da Radio Luiss. \n\n\n\nSi ringrazia per il prezioso sostegno DATASTAMPA. \n\n\n\nLa Storia a Processo!  Il format che cambia la Storia. \n\n\n\nIl format\, ideato e curato da Elisa Greco (tutelato da copy)\, giunto alla sua diciannovesima edizione\, Premio Gibaldone 2024\, con varie programmazioni – tra cui quelle di Roma e Milano – incontra di anno in anno un interesse sempre vivo nel pubblico. \n\n\n\nIn teatro\, sul palcoscenico trasformato in aula di tribunale\, sono chiamati a processo Personaggi che\, per le loro luci e le loro ombre\, hanno segnato la Storia\, perché siano giudicati dal pubblico attraverso un “processo”. Sono magistrati\, avvocati\, politici e giornalisti\, che assumono i ruoli di accusatori\, legali della Difesa e testimoni\, dando vita\, a braccio\, a un dibattimento che si delinea tra l’ironico e il serio\, tra il divertente e l’approfondimento\, tra il leggero e l’arguto\, senza mai diventare né banale né pesante. Al termine del dibattimento è il pubblico\, nel ruolo di giuria popolare\, a esprimere con una propria votazione il verdetto. È una circolarità di tesi contrapposte\, idee e suggestioni tra palcoscenico e platea\, che\, come sottolinea la curatrice\, in passato ha portato spesso a verdetti al di fuori dei pronostici.
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SUMMARY:"Quelli che restano" al Cometa Off
DESCRIPTION:Cosa resta\, quando qualcuno se ne va? È da questa domanda che prende corpo QUELLI CHE RESTANO\, il nuovo progetto teatrale firmato da Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci\, uno spettacolo che indaga il lutto\, il branco\, le famiglie e le assenze. Lo spettacolo\, con la regia di Davide Celona\, vede in scena Marta Ferrarini\, Leonardo Lutrario\, Luca Molinari ed Emanuela Vinci. La supervisione drammaturgica è di Giovanni Bonacci. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Cometa il 24 e 25 novembre 2025.  \n\n\n\nSINOSSI \n\n\n\nUn gruppo di quattro amici – Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo – si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo\, il loro quinto\, che si è appena suicidato. La ferita di essere stati cacciati dalla camera mortuaria dalla famiglia dell’amico porta questi giovani adulti a riflettere su una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa un’esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n\n\n\n\nORIGINE \n\n\n\nNoi siamo il risultato delle presenze e delle assenze della nostra vita e spesso le persone a cui ci leghiamo portano delle ferite simili alle nostre. \n\n\n\nIl progetto nasce infatti dalla riflessione delle autrici sulla loro esperienza di figlie\, dei padri e delle madri\, e di cosa abbia significato la loro presenza o la loro assenza. \n\n\n\nCosa significa quindi essere figli? Qual è l’eredità che le nostre famiglie ci lasciano? E quanto questa viene sporcata dalla società? \n\n\n\nLo spettacolo è l’opera prima di Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci ed è uno dei cinque progetti vincitori della sezione Teatro del bando “Labor Work” di DiscoLazio\, indetto da Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini. \n\n\n\n\n\n\n\nNOTE DI MARTA FERRARINI ED EMANUELA VINCI \n\n\n\nI quattro protagonisti affrontano la perdita di un amico\, un evento traumatico che li costringe\, in qualche modo\, a dover stare nel dolore. \n\n\n\nStare nel dolore significa guardarsi dentro e finire per ritrovare tutto il marcio\, e nel caso di Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo\, il marcio ha il volto delle loro famiglie… e forse anche di quella di Milo. \n\n\n\nIl linguaggio sperimentale ricerca questa complessità\, a partire dalla struttura drammaturgica. La storia si sviluppa su due piani diversi di narrazione che si intrecciano: il primo è quello del presente\, in cui si vedranno i personaggi vivere\, passo per passo\, l’ora che precede il funerale dell’amico; il secondo è un piano di astrazione\, in cui in scena prendono vita momenti del passato e movimenti interiori dei protagonisti. \n\n\n\nI personaggi si muovono\, quindi\, dentro ferite ereditarie\, ma anche dentro un’ostinata ricerca di senso e di appartenenza. Il loro legame prende la forma di un branco: un luogo comodo\, in cui imparano a sopravvivere. \n\n\n\nQui si scoprono vulnerabili e si riconoscono nel compagno. Non sono né eroi né vittime: sono umani\, contraddittori\, sono quelli che restano. \n\n\n\nNonostante i temi trattati\, il tono e lo stile sono dissacranti e puntano a far vivere allo spettatore una montagna russa emotiva. Alla parola si uniscono corpo e musica come medium evocativi\, in modo da indagare sfumature diverse. \n\n\n\nUn gruppo di ragazzi\, un posto vuoto e il silenzio che fa più rumore delle parole. QUELLI CHE RESTANO è il racconto di chi resta\, perché andarsene non è concesso a tutti. \n\n\n\nBIO DEL COLLETTIVO \n\n\n\nEmanuela Vinci e Marta Ferrarini si conoscono durante il biennio di formazione teatrale presso Officina delle Arti Pier Pasolini\, dove stringono una forte amicizia da cui poi nasce un sodalizio artistico fondato su una comunione di intenti. Condividono una visione affine su cosa significhi fare arte\, sull’uso di un linguaggio teatrale aperto a diverse contaminazioni e sulla necessità di trattare temi intimi\, ma anche collettivi e politici. \n\n\n\nMarta Ferrarini\, Milano classe 2000. Si avvicina al mondo dello spettacolo grazie alla danza e al musical\, dal 2015 studia canto e pianoforte. Comincia a formarsi nella recitazione presso STM a Novara con Elena Ferrari\, dal 2021 studia drammaturgia antica e frequenta il Laboratorio di Alta Formazione teatrale dell’università Cattolica di Milano con Christian Poggioni ed Ermelinda Cakalli. Entra a far parte della compagnia Kerìs\, portando in scena testi di teatro antico in vari teatri di Milano e nel carcere di Opera. Frequenta poi vari workshop tra cui un corso intensivo di regia e un seminario di schiera con Gabriele Vacis. Nel dicembre 2024 si diploma nel biennio della sezione teatro di “Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini” a Roma\, dopo aver lavorato con professionisti quali Massimo Venturiello\, Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Armando Pugliese\, Maria Letizia Gorga e tanti altri. Nel 2025 vince il bando “Labor Work” indetto dalla stessa scuola\, e scrive un testo che porterà in scena a fine 2025. \n\n\n\nEmanuela Vinci nasce a Palermo nella Pasqua del 1999. Da bambina ha studiato danza per diversi anni. Durante il primo anno di liceo ha iniziato a studiare canto e ha continuato anche dopo la fine delle superiori\, avvenuta nel 2018\, quando si è diplomata al liceo artistico in scenografia. Una volta terminato il liceo\, oltre a continuare lo studio del canto\, ha iniziato a fare diverse masterclass e ha frequentato il laboratorio del Teatro Mediterraneo Occupato\, diretto da Maurizio Spicuzza. Durante quegli anni ha portato in scena spettacoli di vari autori\, da Pinter a Massini. Successivamente ha anche studiato con Filippo Luna e Virginia Alba\, due attori palermitani a cui deve molto. Nel 2022 si presenta al Premio Hystrio e arriva in finale. Lo stesso anno è entrata a Officina Pasolini\, a Roma. Durante gli anni di Officina Pasolini ha avuto l’onore di essere diretta da professionisti come Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Massimo Venturiello\, Paolo Coletta\, Francesco Giuffrè e di lavorare con altrettanti professionisti come Maria Letizia Gorga\, Francesco Brandi e Armando Pugliese. Nel 2024 ha preso il diploma e successivamente ha vinto un bando indetto dalla Regione Lazio per Officina Pasolini\, insieme alla sua collega\, con la quale ha scritto un progetto che nasce da una comune necessità\, nell’ottica di riuscire a parlare ai giovani e alle giovani come loro. \n\n\n\n\n\n\n\nREGIA DAVIDE CELONA \n\n\n\nAttore\, danzatore\, cantante e performer. Diplomato alla Scuola Teatro Arsenale di Milano e successivamente alla Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi. \n\n\n\nDurante il suo percorso di formazione ha incontrato registi come Emma Dante\, Societas Raffaello Sanzio\, Ricci/Forte\, Claudio Tolcachir\, Gabriele Vacis\, Mariangela Gualtieri\, Davide Enia\, Roberta Carreri\, John Strasberg. \n\n\n\nDal 2010 entra a far parte della Compagnia SudCostaOccidentale diretta da Emma Dante portando nella scena nazionale ed internazionale spettacoli quali “Anastasia\, Genoveffa e Cenerentola”\, “Gli alti e bassi di Biancaneve”\, “Tre favole per un addio”\, “Fable pour un adieu”\, “Scarpette rotte”\, “Il canto della sirena”\, “Verso Medea”\, “La Trilogia degli occhiali -Il castello della Zisa”\, “Le sorelle Macaluso”\, spettacolo vincitore del premio UBU nel 2014\, “Bestie di scena”\, “Re Chicchinella” attualmente in scena. \n\n\n\nNel 2023 prende parte al progetto “VajontS23” regia di Marco Paolini. È coreografo per “Operetta Burlesca”\, “Extramoenia”\, “La bella Rosaspina addormentata” regia di Emma Dante. \n\n\n\nConduce workshop e masterclass di formazione per attori\, danzatori e cantanti in diversi spazi quali la Vicaria a Palermo\, l’Atelier del Teatro e delle Arti\, MTS Scuola di Musical e Campo Teatrale a Milano\, La Comédie de Geneve in Svizzera. \n\n\n\nINTERPRETI \n\n\n\nLeonardo Alberto Lutrario attore classe 1998. Dopo aver mosso i primi passi al Teatro 7 con Marco Zadra\, ha completato un triennio di recitazione presso l’ASC Teatro della Dodicesima\, sotto la direzione di Marco Tempèra e Alberto Bellandi. Ha arricchito il suo percorso partecipando a numerosi workshop intensivi (Scaletta e Carrozzerie N.O.T.) con figure di spicco della scena contemporanea\, tra cui Fabiana Iacozzilli\, Rafael Spregelburd (Novoli\, Lecce)\, Franco Mannella\, Federica Santoro\, Stefano Patti e Daniele Parisi.Ha calcato le scene di teatri romani come il Teatro Palladium con Il circo dell’apparenza (da Il Berretto a Sonagli\, regia di Marco Tempèra)\, il Teatro Cometa Off con Nelle due mani di Roberto Staglianò\, e Villa Torlonia con la lettura Lavanderia Calzino Perso diretta da Mauro Santopietro per l’Onstage Festival. Ha inoltre preso parte allo spettacolo L’Italia questo bel paese\, tratto dai monologhi di Mattia Torre\, presentato sia a Roma che al Teatro Rossini di Gioia del Colle. \n\n\n\nLuca Molinari nasce a Roma il 20 luglio del 1993. Si diploma presso l’Accademia d’Arte Drammatica Link Academy nel 2015. Debutta a teatro sempre nel 2015 con L’Odissea con la regia di Vincenzo Manna e Andrea Baracco. Da lì in avanti avrà occasione di essere protagonista di numerose rappresentazioni teatrali quali: DNA di Dennis Kelly\, Mary Stuart\, Antigone\, La Tempesta di W. Shakespeare solo per citarne alcuni.  Nel 2017 prende il ruolo da protagonista di Manuel nel film Le grida del silenzio\, nel 2018 collabora da protagonista di puntata in Don Matteo 11. Calca i palchi d’Italia in veste anche di musicista classificandosi finalista al concorso Sanremo Trend nel 2021 in band\, sul palco dell’Ariston. Dal 2022 ha prestato la sua voce per alcuni film debuttando di fatto come doppiatore.
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DESCRIPTION:Cosa resta\, quando qualcuno se ne va? È da questa domanda che prende corpo QUELLI CHE RESTANO\, il nuovo progetto teatrale firmato da Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci\, uno spettacolo che indaga il lutto\, il branco\, le famiglie e le assenze. Lo spettacolo\, con la regia di Davide Celona\, vede in scena Marta Ferrarini\, Leonardo Lutrario\, Luca Molinari ed Emanuela Vinci. La supervisione drammaturgica è di Giovanni Bonacci. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Cometa il 24 e 25 novembre 2025.  \n\n\n\nSINOSSI \n\n\n\nUn gruppo di quattro amici – Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo – si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo\, il loro quinto\, che si è appena suicidato. La ferita di essere stati cacciati dalla camera mortuaria dalla famiglia dell’amico porta questi giovani adulti a riflettere su una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa un’esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n\n\n\n\nORIGINE \n\n\n\nNoi siamo il risultato delle presenze e delle assenze della nostra vita e spesso le persone a cui ci leghiamo portano delle ferite simili alle nostre. \n\n\n\nIl progetto nasce infatti dalla riflessione delle autrici sulla loro esperienza di figlie\, dei padri e delle madri\, e di cosa abbia significato la loro presenza o la loro assenza. \n\n\n\nCosa significa quindi essere figli? Qual è l’eredità che le nostre famiglie ci lasciano? E quanto questa viene sporcata dalla società? \n\n\n\nLo spettacolo è l’opera prima di Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci ed è uno dei cinque progetti vincitori della sezione Teatro del bando “Labor Work” di DiscoLazio\, indetto da Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini. \n\n\n\n\n\n\n\nNOTE DI MARTA FERRARINI ED EMANUELA VINCI \n\n\n\nI quattro protagonisti affrontano la perdita di un amico\, un evento traumatico che li costringe\, in qualche modo\, a dover stare nel dolore. \n\n\n\nStare nel dolore significa guardarsi dentro e finire per ritrovare tutto il marcio\, e nel caso di Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo\, il marcio ha il volto delle loro famiglie… e forse anche di quella di Milo. \n\n\n\nIl linguaggio sperimentale ricerca questa complessità\, a partire dalla struttura drammaturgica. La storia si sviluppa su due piani diversi di narrazione che si intrecciano: il primo è quello del presente\, in cui si vedranno i personaggi vivere\, passo per passo\, l’ora che precede il funerale dell’amico; il secondo è un piano di astrazione\, in cui in scena prendono vita momenti del passato e movimenti interiori dei protagonisti. \n\n\n\nI personaggi si muovono\, quindi\, dentro ferite ereditarie\, ma anche dentro un’ostinata ricerca di senso e di appartenenza. Il loro legame prende la forma di un branco: un luogo comodo\, in cui imparano a sopravvivere. \n\n\n\nQui si scoprono vulnerabili e si riconoscono nel compagno. Non sono né eroi né vittime: sono umani\, contraddittori\, sono quelli che restano. \n\n\n\nNonostante i temi trattati\, il tono e lo stile sono dissacranti e puntano a far vivere allo spettatore una montagna russa emotiva. Alla parola si uniscono corpo e musica come medium evocativi\, in modo da indagare sfumature diverse. \n\n\n\nUn gruppo di ragazzi\, un posto vuoto e il silenzio che fa più rumore delle parole. QUELLI CHE RESTANO è il racconto di chi resta\, perché andarsene non è concesso a tutti. \n\n\n\nBIO DEL COLLETTIVO \n\n\n\nEmanuela Vinci e Marta Ferrarini si conoscono durante il biennio di formazione teatrale presso Officina delle Arti Pier Pasolini\, dove stringono una forte amicizia da cui poi nasce un sodalizio artistico fondato su una comunione di intenti. Condividono una visione affine su cosa significhi fare arte\, sull’uso di un linguaggio teatrale aperto a diverse contaminazioni e sulla necessità di trattare temi intimi\, ma anche collettivi e politici. \n\n\n\nMarta Ferrarini\, Milano classe 2000. Si avvicina al mondo dello spettacolo grazie alla danza e al musical\, dal 2015 studia canto e pianoforte. Comincia a formarsi nella recitazione presso STM a Novara con Elena Ferrari\, dal 2021 studia drammaturgia antica e frequenta il Laboratorio di Alta Formazione teatrale dell’università Cattolica di Milano con Christian Poggioni ed Ermelinda Cakalli. Entra a far parte della compagnia Kerìs\, portando in scena testi di teatro antico in vari teatri di Milano e nel carcere di Opera. Frequenta poi vari workshop tra cui un corso intensivo di regia e un seminario di schiera con Gabriele Vacis. Nel dicembre 2024 si diploma nel biennio della sezione teatro di “Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini” a Roma\, dopo aver lavorato con professionisti quali Massimo Venturiello\, Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Armando Pugliese\, Maria Letizia Gorga e tanti altri. Nel 2025 vince il bando “Labor Work” indetto dalla stessa scuola\, e scrive un testo che porterà in scena a fine 2025. \n\n\n\nEmanuela Vinci nasce a Palermo nella Pasqua del 1999. Da bambina ha studiato danza per diversi anni. Durante il primo anno di liceo ha iniziato a studiare canto e ha continuato anche dopo la fine delle superiori\, avvenuta nel 2018\, quando si è diplomata al liceo artistico in scenografia. Una volta terminato il liceo\, oltre a continuare lo studio del canto\, ha iniziato a fare diverse masterclass e ha frequentato il laboratorio del Teatro Mediterraneo Occupato\, diretto da Maurizio Spicuzza. Durante quegli anni ha portato in scena spettacoli di vari autori\, da Pinter a Massini. Successivamente ha anche studiato con Filippo Luna e Virginia Alba\, due attori palermitani a cui deve molto. Nel 2022 si presenta al Premio Hystrio e arriva in finale. Lo stesso anno è entrata a Officina Pasolini\, a Roma. Durante gli anni di Officina Pasolini ha avuto l’onore di essere diretta da professionisti come Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Massimo Venturiello\, Paolo Coletta\, Francesco Giuffrè e di lavorare con altrettanti professionisti come Maria Letizia Gorga\, Francesco Brandi e Armando Pugliese. Nel 2024 ha preso il diploma e successivamente ha vinto un bando indetto dalla Regione Lazio per Officina Pasolini\, insieme alla sua collega\, con la quale ha scritto un progetto che nasce da una comune necessità\, nell’ottica di riuscire a parlare ai giovani e alle giovani come loro. \n\n\n\n\n\n\n\nREGIA DAVIDE CELONA \n\n\n\nAttore\, danzatore\, cantante e performer. Diplomato alla Scuola Teatro Arsenale di Milano e successivamente alla Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi. \n\n\n\nDurante il suo percorso di formazione ha incontrato registi come Emma Dante\, Societas Raffaello Sanzio\, Ricci/Forte\, Claudio Tolcachir\, Gabriele Vacis\, Mariangela Gualtieri\, Davide Enia\, Roberta Carreri\, John Strasberg. \n\n\n\nDal 2010 entra a far parte della Compagnia SudCostaOccidentale diretta da Emma Dante portando nella scena nazionale ed internazionale spettacoli quali “Anastasia\, Genoveffa e Cenerentola”\, “Gli alti e bassi di Biancaneve”\, “Tre favole per un addio”\, “Fable pour un adieu”\, “Scarpette rotte”\, “Il canto della sirena”\, “Verso Medea”\, “La Trilogia degli occhiali -Il castello della Zisa”\, “Le sorelle Macaluso”\, spettacolo vincitore del premio UBU nel 2014\, “Bestie di scena”\, “Re Chicchinella” attualmente in scena. \n\n\n\nNel 2023 prende parte al progetto “VajontS23” regia di Marco Paolini. È coreografo per “Operetta Burlesca”\, “Extramoenia”\, “La bella Rosaspina addormentata” regia di Emma Dante. \n\n\n\nConduce workshop e masterclass di formazione per attori\, danzatori e cantanti in diversi spazi quali la Vicaria a Palermo\, l’Atelier del Teatro e delle Arti\, MTS Scuola di Musical e Campo Teatrale a Milano\, La Comédie de Geneve in Svizzera. \n\n\n\nINTERPRETI \n\n\n\nLeonardo Alberto Lutrario attore classe 1998. Dopo aver mosso i primi passi al Teatro 7 con Marco Zadra\, ha completato un triennio di recitazione presso l’ASC Teatro della Dodicesima\, sotto la direzione di Marco Tempèra e Alberto Bellandi. Ha arricchito il suo percorso partecipando a numerosi workshop intensivi (Scaletta e Carrozzerie N.O.T.) con figure di spicco della scena contemporanea\, tra cui Fabiana Iacozzilli\, Rafael Spregelburd (Novoli\, Lecce)\, Franco Mannella\, Federica Santoro\, Stefano Patti e Daniele Parisi.Ha calcato le scene di teatri romani come il Teatro Palladium con Il circo dell’apparenza (da Il Berretto a Sonagli\, regia di Marco Tempèra)\, il Teatro Cometa Off con Nelle due mani di Roberto Staglianò\, e Villa Torlonia con la lettura Lavanderia Calzino Perso diretta da Mauro Santopietro per l’Onstage Festival. Ha inoltre preso parte allo spettacolo L’Italia questo bel paese\, tratto dai monologhi di Mattia Torre\, presentato sia a Roma che al Teatro Rossini di Gioia del Colle. \n\n\n\nLuca Molinari nasce a Roma il 20 luglio del 1993. Si diploma presso l’Accademia d’Arte Drammatica Link Academy nel 2015. Debutta a teatro sempre nel 2015 con L’Odissea con la regia di Vincenzo Manna e Andrea Baracco. Da lì in avanti avrà occasione di essere protagonista di numerose rappresentazioni teatrali quali: DNA di Dennis Kelly\, Mary Stuart\, Antigone\, La Tempesta di W. Shakespeare solo per citarne alcuni.  Nel 2017 prende il ruolo da protagonista di Manuel nel film Le grida del silenzio\, nel 2018 collabora da protagonista di puntata in Don Matteo 11. Calca i palchi d’Italia in veste anche di musicista classificandosi finalista al concorso Sanremo Trend nel 2021 in band\, sul palco dell’Ariston. Dal 2022 ha prestato la sua voce per alcuni film debuttando di fatto come doppiatore.
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SUMMARY:Sabato\, domenica e lunedì. La mostra 1959-2025 al Teatro Argentina
DESCRIPTION:In occasione del debutto dello spettacolo Sabato\, domenica e lunedì\, il Teatro di Roma\, in collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo\, presenta Sabato\, domenica e lunedì. La mostra 1959-2025\, una esposizione a cura di Serena Schioppa\, con la consulenza storico-artistica Maria Procino\, dedicata alla storia e alla fortuna della celebre commedia eduardiana\, dal suo debutto nel 1959 fino a oggi. \n\n\n\nAttraverso pannelli\, immagini\, costumi e oggetti di scena\, il percorso espositivo\, che abiterà la Sala Squarzina del Teatro Argentina dal 25 novembre al 4 gennaio\, per tutte le rappresentazioni dello spettacolo diretto da Luca De Fusco\, ne ricostruisce la genesi e la diffusione internazionale\, rendendo omaggio non solo a Eduardo De Filippo\, ma anche all’eredità artistica di Luca De Filippo\, a dieci anni dalla sua scomparsa. \n\n\n\nLa raccolta genera un unico filo conduttore narrativo\, dalle locandine ai costumi\, ai documenti\, dando vita a una esplorazione che non vuole essere solo cronologica\, ma offrire l’universo del drammaturgo che nelle sue opere\, travalicando spazi e tempi\, fa della famiglia lo specchio della condizione umana. \n\n\n\nLa selezione delle locandine più significative crea una piccola galleria che documenta le messe in scena di “Sabato\, domenica e lunedì “\,dal Teatro San Ferdinando di Napoli fino alle rappresentazioni all’estero\, mentre con i costumi prendono vita alcuni dei personaggi che\, insieme agli oggetti originali esposti e ai documenti\, accompagnano i visitatori\, in un viaggio magico\, alla scoperta della storia della famiglia Priore e del ragù cucinato in scena che\, come ricordava Luca\, divenne “Una grande lezione di cucina e di teatro che mio padre preparò coinvolgendoci tutti in varie prove”. Infine\, una carrellata di immagini fotografiche restituisce i vari momenti dell’opera e gli artisti che le hanno dato vita sul palcoscenico. \n\n\n\nA Luca De Filippo\, scomparso dieci anni fa eppure ancora così vivo come uomo e artista\, è\, inoltre\, dedicato uno dei focus dell’allestimento: una selezione di foto e documenti lo raccontano in scena nel 1969 e sul set del film del 1990 diretto da Lina Wertmuller in cui recitava\, insieme a Sophia Loren\, il dramma di una coppia che cerca di ritrovarsi e superare i silenzi\, i malintesi\, le abitudini che li hanno allontanati. “Per me tutto è vita\, – dichiarava Luca – fuori e dentro il palcoscenico. Direi che il teatro porta alla vita e la vita al teatro. Non si possono scindere le due cose. La vita va vissuta con le sue gioie e i suoi drammi”. \n\n\n\nSabato\, domenica e lunedì. La mostra 1959-2025 \n\n\n\na cura di Serena Schioppa \n\n\n\nconsulenza storico-artistica Maria Procino \n\n\n\nsi ringrazia \n\n\n\nArchivio Fotografico CSC – Cineteca Nazionale \n\n\n\nArchivio Contemporaneo Gabinetto Vieusseux \n\n\n\nArchivio fotografico Fabio Donato \n\n\n\nCanzanella Costumi \n\n\n\nCentro studi e documentazione del Teatro di Roma \n\n\n\nMuseo Biblioteca dell’Attore di Genova – Fondo Gastone Bosio \n\n\n\nEredi Eduardo e Luca De Filippo \n\n\n\nDavide Canzanella \n\n\n\nFabio Desideri \n\n\n\nFabio Donato \n\n\n\nAntonella Felicioni \n\n\n\nBenedetta Gallerini \n\n\n\nGian Domenico Ricaldone \n\n\n\nproduzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale \n\n\n\nin collaborazione con Fondazione Eduardo De Filippo \n\n\n\ningresso libero
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SUMMARY:"Sabato\, domenica e lunedì" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:Il capolavoro eduardiano\, Sabato\, domenica e lunedì\, torna dopo oltre vent’anni lontano dalle scene\, in prima nazionale dal 25 novembre al 4 gennaio al Teatro Argentina\, nel nuovo allestimento firmato da Luca De Fusco che\, con abile rigore registico\, si insinua nelle pieghe della drammaturgia originale per offrire un affresco vivido sulle dinamiche\, i segreti e le tensioni intime di una famiglia. \n\n\n\nUn ritorno all’intramontabile commedia di Eduardo De Filippo\, scritta nel 1959\, che intercetta il nostro tempo\, in equilibrio perfetto tra acuta ironia e crescente conflittualità\, esplorando i meccanismi delle relazioni parentali che si agitano attorno a un pranzo domenicale. A dare vita a questo interno domestico è la compagnia di interpreti guidati da Teresa Saponangelo (nel ruolo di Rosa) e Claudio Di Palma (interprete di Peppino)\, con cui Luca De Fusco scandaglia le contraddizioni familiari attraverso una regia nitida e fedele all’originale\, svelando la profonda umanità e tenerezza dei personaggi che troveranno poi nella riconciliazione un simbolo di compattezza di fronte alle difficoltà. \n\n\n\nLo spettacolo – una produzione del Teatro di Roma in alleanza coproduttiva con lo Stabile di Torino\, lo Stabile di Bolzano\, il Biondo di Palermo e il LAC di Lugano – celebra la grandezza di un autore e di un’opera che\, custodendo al suo interno la storia culturale e sociale del nostro Paese\, ha ancora molto da insegnarci. \n\n\n\nIl testo\, «il più borghese e quasi cechoviano di Eduardo»\, come sottolinea Luca De Fusco – regista e direttore artistico del Teatro di Roma – delinea il racconto di un momento di equilibrio sociale oggi perduto\, tra le mura di una grande casa della numerosa famiglia Piscopo\, che abbraccia tre generazioni: il nonno Antonio Piscopo\, i due coniugi Peppino Priore e Rosa\, i figli\, e la classica zia “zitella”\, Amelia Priore. Una famiglia compatta e affezionata ai propri rituali\, come quello del pranzo della domenica. È proprio nella lenta ebollizione del succulento ragù che si insinuano le tensioni che minacciano sentimenti ed equilibri\, tra Rosa e suo marito Peppino: lei in competizione culinaria con la nuora\, lui in preda ad una inesistente gelosia tolstoiana. Tutti gli altri componenti si adoperano per risanare i conflitti e a proteggere il nonno dalle amarezze di una domenica sbagliata: zia Memé si trasforma da anticonformista in angelo del focolare\, mentre i figli sdrammatizzano la plateale litigata dei genitori.  \n\n\n\nL’opera\, che fa parte della Cantata dei giorni dispari\, raccolta in cui compare una visione eduardiana amara dell’esistenza\, sembra discostarsene lasciando un pensiero ottimista riguardo la sopravvivenza della famiglia. È una commedia senza tempo\, in cui si sorride\, ci si commuove e si riflette\, anche e soprattutto\, sul ruolo della donna. Centrale\, infatti\, è la figura di Rosa Priore che\, nell’interpretazione di Teresa Saponangelo\, volto amato del cinema e della tv\, incarna l’archetipo femminile che assorbe le tensioni e mantiene la coesione familiare. Come dichiara lo stesso De Fusco: «La famiglia De Piscopo è una vera famiglia\, compatta e affezionata ai propri rituali. Ci commuove perché sa curare le proprie ferite e tiene alla salute del gruppo come ad un valore. Le donne\, com’è giusto che sia\, non preparano più la camicia e i calzini ai mariti e non dedicano più ore ed ore alla preparazione del mitico ragù. Quella famiglia si reggeva però su un equilibrio\, che non abbiamo ancora ritrovato. Rileggendo questo capolavoro ci viene da rimpiangere più l’equilibrio perduto che l’anticipazione dei futuri conflitti. Ed emerge forse il rimpianto di Eduardo per una famiglia “normale”\, da lui mai avuta.» \n\n\n\nDal punto di vista della scrittura scenica De Fusco maneggia la materia eduardiana come un regista – interprete\, senza spostare alcuna nota della partitura\, piuttosto che un regista-demiurgo che tende a diventare il vero autore dello spettacolo: «Nel 2018 misi in scena Sabato\, domenica e lunedì nel celebre Teatro Vachtangov di Mosca. In quel caso decisi di usare una mano registica molto lieve\, partendo dal presupposto che il pubblico russo non conoscesse la commedia\, mai messa in scena\, fino ad allora\, nella loro lingua – commenta il regista – Più vado avanti nel lavoro e più mi convinco che questo atteggiamento sia giusto anche in Italia. Sia perché sono oltre vent’anni che questo testo non viene rappresentato nel nostro paese\, sia perché penso che Eduardo sia come Goldoni: si può interpretare\, ma non stravolgere. Siamo ormai abituati a far coincidere la parola “inquietante” con una definizione elogiativa di uno spettacolo. Ma non è così. Non è detto che far sorridere significhi far uscire dal sentiero dell’arte teatrale: Goldoni\, Mozart\, Cimarosa lo sapevano bene. E anche noi dobbiamo talvolta ricordarlo.» \n\n\n\nSabato\, domenica e lunedì è una commedia corale che\, mantenendosi in tensione tra leggerezza e profondità\, restituisce con forza quanto il teatro di Eduardo sia ancora vivo\, sorprendentemente vitale e necessario. Questo allestimento acquista un valore simbolico e affettivo\, poiché il suo debutto coincide con la ricorrenza che tocca la famiglia De Filippo e segna il nostro intero Paese: il prossimo 27 novembre ricorre infatti il decennale della scomparsa di Luca De Filippo\, un’occasione per rinnovare l’omaggio a un’eredità artistica intramontabile.
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SUMMARY:"Casa Dolce Casa" all'Auditorium Spin Time di Roma
DESCRIPTION:Dopo il successo al Fringe di Edimburgo\, lo spettacolo scritto\, diretto e interpretato da Miriam cappa arriva con la sua prima data italiana. Un monologo tragicomico che racconta la crisi abitativa e la ricerca di un posto che possa davvero diventare “casa”. \n\n\n\nIn bilico tra sogno e realtà\, lo spettacolo affronta con umorismo e malinconia le contraddizioni del “trovare casa” in un mondo in cui anche solo avere un tetto sopra la testa è diventato un lusso. Al centro della scena\, una donna dà voce al desiderio semplice di avere un luogo dachiamare “casa” – con un letto morbido\, un salotto accogliente e la dignità che ogni essere umano merita. Invece\, si scontra con affitti assurdi\, micro‐abitazioni e un sistema che misura il valore delle persone in base ai contratti a tempo indeterminato. \n\n\n\nL’ingresso è a offerta libera.  \n\n\n\nPer info e prenotazioni scrivere a casadolcecasaprenotazioni@gmail.com
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SUMMARY:" L’estasi della lotta" al Giuditta Pasta di Saronno
DESCRIPTION:In occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne\, il palcoscenico del Teatro Giuditta Pasta di Saronno accoglie uno degli spettacoli più attesi e potenti della nuova scena contemporanea: L’estasi della lotta\, progetto di e con Carlotta Viscovo\, con drammaturgia di Angela Dematté. \n\n\n\nUn appuntamento che non è solo teatro\, ma un invito profondo a condividere un’esperienza di consapevolezza e bellezza\, un viaggio nella forza creativa delle donne e nel loro diritto di esistere\, creare\, resistere. \n\n\n\nUn racconto necessario: Camille e Carlotta\, due vite che lottano \n\n\n\nL’estasi della lotta nasce dall’urgenza di Carlotta Viscovo di raccontare Camille Claudel non come vittima\, ma come artista radicale\, luminosa\, ingiusta­mente soffocata. Nel suo corpo\, nelle sue parole\, nella materia viva della scena\, Carlotta intreccia la biografia della scultrice con la propria\, segnata dall’impegno sindacale e dal peso politico e personale della parola “lotta”. \n\n\n\nNe emerge un personaggio terzo\, vibrante e indomabile: un’anima che attraversa epoche\, che interroga la relazione fra corpo e protesta\, ambizione e autosabotaggio\, arte e mercato\, intimità e responsabilità pubblica. \n\n\n\nUno spettacolo che plasma il corpo come scultura \n\n\n\nLa scena è un organismo vivo\, un luogo poetico dove il corpo dell’attrice diventa materia da scolpire.Lo sguardo coreografico di Alessandra Cristiani\, il disegno luci di Luigi Biondi\, le musiche di Marco Mantovani\, la presenza scenografica di Ettore Greco\, il progetto video di Ivonne Capece: ogni elemento compone un paesaggio sensoriale che respira e pulsa insieme al pubblico. \n\n\n\nÈ un teatro che si fa corpo\, un corpo che si fa lotta\, una lotta che si fa estasi. \n\n\n\nPerché venire il 25 novembre \n\n\n\nPerché questo spettacolo non chiede solo di essere guardato: chiede di essere attraversato. \n\n\n\nIn una giornata dedicata alla memoria\, alla denuncia e al cambiamento\, L’estasi della lotta invita gli spettatori a un gesto collettivo: abitare insieme un atto d’arte che restituisce dignità alle voci che la storia ha soffocato.Una celebrazione della forza femminile\, dell’atto creativo come resistenza\, della possibilità di rinascere nella fragilità e nella rabbia\, nella bellezza e nel dissenso. \n\n\n\nÈ un’esperienza che commuove\, scuote e lascia un segno. \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nprogetto di e con: Carlotta Viscovodrammaturgia: Angela Demattésupervisione dei movimenti: Alessandra Cristianidramaturg: Alice Sinigagliadisegno luci: Luigi Biondimusiche e progetto sonoro: Marco Mantovanisupervisione ai costumi: Margherita Baldoniinstallazione scenografica/scultorea: Ettore Grecoassistente allo scultore: Anna Velludovideo artist: Ivonne Capecearchivio video biografico: Lorenzo Ponte\, Margherita OrsiniProduzione: LAC Lugano Arte e Cultura\, TrentoSpettacoli\, Elsinor Centro di Produzione TeatraleCon il sostegno di Qui e Ora Residenza Teatrale\, Campsirago Residenza\, Festival Il Giardino delle EsperidiPartner di produzione: Gruppo Ospedaliero Moncucco – Clinica 
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LOCATION:Teatro Giuditta Pasta\, Via 1 Maggio snc\, Saronno (VA)\, ITA\, 21047\, Italia
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SUMMARY:"Esagerate!" allo Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Allo Spazio Rossellini di Roma\, polo culturale multidisciplinare della Regione Lazio gestito da ATCL\, martedì 25 novembre\, Esagerate! Torna a Roma\, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne\, Esagerate! scritto\, diretto ed interpretato da Cinzia Spanò che da molti anni si distingue per il suo impegno nel contrasto alla violenza di genere\, sia sulla scena\, sia nel sociale in primo luogo con la co-fondazione di Amleta\, associazione per il contrasto alle disparità e alla violenza nel mondo dello spettacolo e della quale è presidente. La giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata istituita dall’Onu nel 1999\, in ricordo delle tre sorelle Mirabal\, deportate\, violentate e uccise il 25 novembre 1960 nella Repubblica Dominicana. \n\n\n\nEsagerate! fa parte di una trilogia di testi dell’autrice che include Tutto quello che volevo\, storia di una sentenza (2019)\, dedicato alla Giudice Paola Di Nicola Travaglini e il nuovo Dentro la tela che debutterà in prima assoluta nel maggio 2026. \n\n\n\nEsagerate! È uno spettacolo\, una Stand Up Comedy (ma anche un po’ Tragedy)\, un corso per tutte e tutti finalizzato a raggiungere importanti traguardi in termini di parità di genere e il superamento degli stereotipi. \n\n\n\nChi meglio di Cinzia Spanò\, che da anni opta per il buon umore come scelta consapevole e l’attivismo femminista come missione di vita\, può smascherare tanti (tutti?) i pregiudizi figli di una cultura maschilista e patriarcale lunga 3000 anni. Alzi la mano chi\, almeno una volta nella vita\, non si è sentita dire: “esagerata!”.  \n\n\n\nLo spettacolo\, prodotto da Effimera Produzioni\, si avvale per le scene delle illustrazioni di Ginevra Rapisardi che crea per ogni capitolo dello spettacolo un’immagine di accompagnamento al testo di Cinzia Spanò. Il costume di scena è disegnato dalla stilista Adriana Morandi per Molce Atelier – la sartoria che cura\, Associazione che sostiene donne vittime di violenza sotto il duplice aspetto della formazione professionale e del sostegno psicologico. \n\n\n\nL’Italia si trova agli ultimi posti in Europa nella classifica delle pari opportunità redatta ogni anno dal World Economic Forum\, se andiamo avanti di questo passo la parità verrà raggiunta fra circa 130 anni. Ma questa previsione non è fissa\, a volte si avvicina\, a volte – come è stato per esempio a causa dell’impatto del Covid- si allontana (come sappiamo durante il periodo di Covid il 98% di chi ha perso il lavoro è risultato essere una donna).  \n\n\n\nL’andamento di questa proiezione dipende da molti fattori\, non tutti prevedibili. Uno però è certo\, ce lo ha insegnato la storia; per ottenere diritti bisogna lottare\, chiedere\, protestare\, manifestare.  \n\n\n\nPer farlo però bisogna conoscere\, vedere le trappole degli stereotipi e dei pregiudizi\, anche quelli che abbiamo introiettato\, e costruire alleanze. E soprattutto liberarsi della gabbia delle parole:  \n\n\n\n“Le vie dedicate alle donne sono solo il 4%. Ne vogliamo di più.” Esagerate! \n\n\n\n“I tassi di occupazioni femminili nel nostro Paese sono i più bassi \n\n\n\nd’Europa. Vogliamo investimenti e riforme strutturali” Esagerate! \n\n\n\n“Le donne muoiono di alcune note patologie molto più degli uomini. Ma questo non si sa… perché gli studi medici sono fatti solo su uomini. Vogliamo più dati raccolti in una prospettiva di genere.” Esagerate! \n\n\n\n“Il costo della virilità secondo le economiste ammonta a 98 millardi di euro all’anno\, pari al 5% del PIL italiano. Vogliamo si tenga conto di questo dato.” Esagerate! \n\n\n\nOgni lecita richiesta o analisi del reale da parte delle donne si scontra contro questa parola\, e le parole lo sappiamo\, possono trasformarsi in gabbie. Occorre quindi prima di tutto liberarsi da questo bisogno di piacere e compiacere con cui noi donne siamo state cresciute. Se ad ogni lecita richiesta ci danno delle esagerate\, allora esageriamo! \n\n\n\nUn corso di esageranza quindi\, una stand up che intrecciando numeri\, dati\, storia\, sacro e profano intende divertire\, indignare e soprattutto mettere i puntini sulla i. Anzi sulla ǝ! \n\n\n\nCinzia Spanò vive a Milano\, è attrice\, drammaturga e attivista. \n\n\n\nNel 2020 il Corriere della Sera l’ha inserita fra le 100 donne dell’anno da ricordare. \n\n\n\nÈ socia fondatrice e presidente di Amleta\, associazione per il contrasto alle disparità e alla violenza nel mondo dello spettacolo\, Premio Amnesty International Arte e diritti umani 2021.  \n\n\n\nCome attrice ha vinto il Premio Hystrio alla vocazione\, il Premio Imola\, il Premio Anteprima ed è stata nominata agli Ubu per il teatro.  \n\n\n\nI suoi testi sono prodotti dal teatro dell’Elfo di Milano: La Moglie\, vincitore del Premio Donne e Teatro 2017\, Tutto quello che volevo\, vincitore del Premio Milano Donna 2019. Palma Bucarelli e l’altra Resistenza dedicato al salvataggio delle opere d’arte durante la Seconda guerra mondiale. Nel 2022 e 2023 porta in scena con il patrocinio di Amnesty International il romanzo Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi\, primo episodio di serie sulla libertà intitolato primo Letteratura e Libertà – I Reading Concerts. Leggere Lolita a Teheran. \n\n\n\nGinevra Rapisardi è illustratrice e vive a Milano. Ha lavorato come architetta fino al 2020.  Da sempre appassionata di arte dal gennaio 2021 decide di perseguire il suo sogno e si diploma al Mimaster di Milano. Attualmente lavora come illustratrice editoriale e designer di copertine di libri. \n\n\n\nÈ incuriosita da un approccio multidisciplinare sperimentando stili e tecniche diverse. \n\n\n\nper info: 3452978091 – info@spaziorossellini.it \n\n\n\nwww.spaziorossellini.it \n\n\n\nintero online: €14\,50 + d.p. \n\n\n\nintero botteghino: €15\,00 \n\n\n\nridotto botteghino (under 18 e over 65): €12\,00 \n\n\n\nParcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. L’ingresso del parcheggio è in via della Vasca Navale 70.
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SUMMARY:Ultimo episodio di "NELLE PUNTATE PRECEDENTI" – A te\, fra venticinque anni al Teatro Basilica
DESCRIPTION:TeatroBasilica ospita il Quinto e ultimo episodio di NELLE PUNTATE PRECEDENTI – A te\, fra venticinque anni\, la saga familiare ideata dal Gruppo della Creta e Pier Lorenzo Pisano. \n\n\n\nEp. 5 – A te\, fra venticinque annidi Rebecca RighettiCon: Shadi Romeo\, Elena VanniRegia: Pier Lorenzo Pisano e Alessandro Di Murro \n\n\n\nUn epilogo intenso e atteso\, che chiude un percorso settimanale costruito con cura e passione\, dove il pubblico diventa custode dei volti\, delle voci e delle ferite di una storia familiare che attraversa generazioni. Un capitolo che guarda al futuro\, a chi resta\, a chi eredita\, e che invita a immaginare cosa sarà “fra venticinque anni”. \n\n\n\nIl lavoro drammaturgico di Rebecca Righetti\, protagoniste  Shadi Romeo\, Elena Vanni\, le musiche di Amedeo Monda\, le luci di Matteo Ziglio\, le scenografie di Paola Castrignanò e i costumi di Raffaella Toni rendono questo ultimo episodio un’esperienza teatrale intensa\, corale e condivisa.
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SUMMARY:"La Milonga del Fùtbol" al Cineteatro Italia di Eboli
DESCRIPTION:A 5 anni esatti dalla sua scomparsa\, Diego Armando Maradona\, “el pibe de oro”\, il più grande calciatore di tutti i tempi\, icona pop mondiale e idolo di quel popolo argentino che usciva dai problemi della recessione e della dittatura del Generale Videla\, torna idealmente nella regione d’Italia che lo accolse trionfalmente negli anni’80\, quando fu acquistato dal Napoli di Ferlaino.  \n\n\n\nIl 25 novembre al Cineteatro Italia di Eboli\, in provincia di Salerno\, andrà in scena La Milonga del Fùtbol\, uno spettacolo ideato e diretto da Pierluigi Iorio\, tratto dall’omonimo libro del giornalista sportivo Federico Buffa\, e prodotto da IMARTS – International Music and Arts. \n\n\n\nIn scena lo stesso Buffa\, definito da Aldo Grasso un “narratore straordinario\, capace di fare vera cultura\, cioè di stabilire collegamenti\, creare connessioni\, aprire digressioni”. Ad accompagnarlo\, la musiche originali di Alessandro Nidi eseguite dal vivo e la voce intensa di Mascia Foschi. \n\n\n\nNarratore raffinato e affabulatore d’eccezione\, Federico Buffa ci accompagna in un viaggio che attraversa cento anni di storia argentina\, un secolo di passioni\, sogni e rivoluzioni. Dal funambolo del goal Renato Cesarini al genio irriverente di Omar Sivori che incantava l’Argentina degli anni ‘50\, fino all’inarrivabile Diego Armando Maradona\, un racconto epico e struggente\, dove sport\, musica\, Storia e memoria si intrecciano in un Tango che vibra di emozioni. \n\n\n\nTra atmosfere tanghere a suggestioni contemporanee\, un omaggio al Paese sudamericano e al suo popolo\, alla sua cultura fatta di ballo\, fede e sogno; ma anche un tributo all’arte del racconto che Federico Buffa continua a elevare con eleganza e maestria. Come afferma il regista Pierluigi Iorio\, Buffa “nel toccare le corde dell’anima e del cuore\, ci racconta la vita che diventa letteratura”. \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nProduzione: International Music and Arts (IMARTS)Organizzazione: Barezzi Festival/Giovanni SparanoRegia: Pierluigi IorioCon: Federico Buffa\, Alessandro Nidi (pianoforte)\, Mascia Foschi (voce)Light design: Francesco AdinolfiMusiche originali: Alessandro Nidi \n\n\n\nPrevendite \n\n\n\nhttps://ticket.cinebot.it/italia2/evento/2819_la-milonga-del-f-tbo
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SUMMARY:"Matteotti - Anatomia di un fascismo" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Che cos’è il fascismo? È un camuffamento\, si nutre di paura\, risponde alla paura con la violenza. \n\n\n\nÈ la voce e l’intensa interpretazione di Ottavia Piccolo a ripercorrere la vicenda esistenziale e politica di Giacomo Matteotti e con lei l’ascesa di un fenomeno che non cessa di essere attuale. Scritto da Stefano Massini\, Matteotti – Anatomia di un fascismo è uno spettacolo che guarda al passato per meglio comprendere il presente\, non solo attraverso le lenti della storia\, ma con un appassionato ritratto di un uomo dal sangue caldo che qualcuno aveva soprannominato Tempesta. \n\n\n\nQuello di Ottavia Piccolo non è un monologo\, ma un dialogo costante con I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo\, che intorno all’attrice si muovono\, l’accompagnano\, l’abbracciano. E ancora i video realizzati da Raffaella Rivi\, che danno luce e consistenza alle frasi più significative. Un abile intreccio di musica (firmata da Enrico Fink) e parole\, costruito e guidato dalla regia di Sandra Mangini. \n\n\n\nLo spettacolo debutta per la prima volta a Roma al Teatro Vittoria da martedì 25 a domenica 30 novembre (ogni sera alle ore 21 tranne mercoledì 26 novembre alle ore 17 e domenica 30 novembre alle ore 17\,30\, qui il link per acquistare i biglietti https://www.vivaticket.com/it/ticket/matteotti-anatomia-di-un-fascismo/271579). Un lungo tour che attraversa le principali città italiane tra cui Parma\, Ivrea\, Udine\, Firenze e prosegue fino ad aprile. \n\n\n\nRipercorre l’ascesa e l’affermazione di quel fenomeno eversivo che Matteotti seppe comprendere\, fin dall’inizio\, in tutta la sua estrema gravità\, a differenza di molti che non videro o non vollero vedere. Il pericolo più grande\, la malattia che fa morire un uomo è quella che non senti crescere. \n\n\n\nMatteotti li riconobbe: quelli che al caffè dietro il Duomo\, a Ferrara\, ordinavano il “celibano” perché non lo sapevano che “cherry-brandy” è inglese; quelli che dicevano di riportare ordine nel disordine\, perché il fascismo ha assoluto bisogno di sentirsi in pericolo\, di attaccare per non essere attaccato; quelli che\, d’un tratto\, sfilarono in migliaia dietro al Contessino Italo Balbo e si presero l’Italia intera. \n\n\n\nGiacomo Matteotti – l’oppositore\, il pacifista\, lo studioso\, l’amministratore\, il riformista\, il visionario – prese la parola\, pubblicamente e instancabilmente\, nei suoi molti scritti e nei suoi moltissimi discorsi: una parola chiara\, veritiera\, fondata sui fatti\, indiscutibile. Una parola che smaschera. Per questo fu ucciso all’età di 39 anni. \n\n\n\nLa persistenza di questo stesso fenomeno\, nel tempo e nello spazio\, in forme vecchie e nuove\, ci porta a considerare quanto sia indispensabile\, oggi più che mai\, occuparsi della cosa pubblica\, del bene pubblico\, guidati da un pensiero costruttivo\, legalitario\, partecipativo\, paritario\, realistico\, competente\, attraverso atti e parole chiare\, come quelle di Giacomo Matteotti e di sua moglie Velia: sono le parole della regista Sandra Mangini. \n\n\n\nLo spettacolo è prodotto da Argot Produzioni e Officine della Cultura in coproduzione con Fondazione Sipario Toscana Onlus – La città del Teatro\, Teatro delle Briciole – Solares Fondazione delle Arti e Teatro Stabile dell’Umbria con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Toscana. \n\n\n\nNasce da un testo di Stefano Massini\, per la regia di Sandra Mangini\, con i video di Raffaella Rivi e le musiche di Enrico Fink. I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo sul palco sono: Massimiliano Dragoni (hammer dulcimer\, percussioni)\, Luca Roccia Baldini(basso)\, Massimo Ferri (chitarra)\, Gianni Micheli (clarinetto e basso)\, Mariel Tahiraj(violino)\, Enrico Fink flauto (ewi). La scena è di Federico Pian\, le luci di Paolo Pollo Rodighiero\, i costumi sono a cura di Lauretta Salvagnin. Il vestito di Ottavia Piccolo è realizzato da La sartoria – Castelmonte onlus\, il tecnico delle luci è Emilio Bucci. Il coordinamento tecnico è di Paolo Bracciali\, l’organizzazione di Stefania Sandroni e in amministrazione c’è Rossana Zurli. Il fonico è Vanni Bartolini e il macchinista Lucia Baricci.  \n\n\n\nLa durata dello spettacolo è di 70 minuti. \n\n\n\nMATTEOTTI – ANATOMIA DI UN FASCISMO – ORARI \n\n\n\nMartedì 25 novembre: ore 21 \n\n\n\nMercoledì 26 novembre: ore 17 \n\n\n\nGiovedì 27 novembre: ore 21 \n\n\n\nVenerdì 28 novembre: ore 21 \n\n\n\nSabato 29 novembre: ore 21 \n\n\n\nDomenica 30 novembre: ore 17\,30
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SUMMARY:“The Rocky Horror Show” al Teatro Brancaccio
DESCRIPTION:L’iconico film con Tim Curry e Susan Sarandon ha appena festeggiato 50 anni ed ora il musical che lo ha ispirato è pronto a conquistare nuovamente il pubblico italiano: “The Rocky Horror Show”\, il leggendario e trasgressivo musical di Richard O’Brien\, torna nel 2025 in tour con il suo mix esplosivo di musica rock e travolgente energia che ha reso lo spettacolo un fenomeno globale da oltre cinque decenni.  \n\n\n\nDiretto da Christopher Luscombe\, The Rocky Horror Show è pronto a entusiasmare il suo pubblico e a trasformarsi nuovamente in un grande non-stop party con quei successi senza tempo da cui ognuno\, almeno una volta\, si è lasciato trascinare come “Sweet Transvestite”\, “Damn it Janet” e ovviamente il mitico “Time Warp”. \n\n\n\nIn questo attesissimo tour italiano\, il ruolo del mitico Dr. Frank-N-Furter sarà interpretato da Stephen Webb\, artista che ha conquistato pubblico e critica con la sua performance magnetica e carismatica nelle precedenti produzioni internazionali dello spettacolo. Webb\, acclamato per la sua straordinaria presenza scenica e per la capacità di rendere omaggio al personaggio iconico con una nuova\, irresistibile energia\, sarà protagonista delle tappe di Bologna\, Roma e di alcune date di Trieste. \n\n\n\nNelle tappe di Milano e nelle restanti date di Trieste\, il ruolo passerà alla superstar internazionale Jason Donovan\, storico interprete del Dr. Frank-N-Furter e vera garanzia di un’esperienza indimenticabile. Vera leggenda della pop music e del musical\, Donovan torna a indossare le iconiche calze a rete dopo una stagione da tutto esaurito al Theatre Royal di Sydney e nel West End di Londra\, dove la critica lo ha definito “astounding” (Sydney Scoop). Con il suo carisma travolgente e la sua lunga storia d’amore con il pubblico\, Jason Donovan promette di trasformare le serate milanesi in un evento imperdibile\, tra ironia\, sensualità e puro rock’n’roll teatrale. \n\n\n\nThe Rocky Horror Show racconta la storia di Brad e Janet che durante una tempesta si rifugiano in un sinistro castello. Qui incontrano il Dr. Frank-N-Furter\, uno scienziato impegnato in un audace esperimento: dare vita alla sua versione di uomo ideale. I due fidanzatini si ritrovano a confrontarsi con la loro sessualità e le loro paure immersi in un’atmosfera di liberazione e trasgressione. Sarà un’avventura che non dimenticheranno mai e che li segnerà per sempre.  \n\n\n\nThe Rocky Horror Show debuttò nel 1973 davanti a un pubblico di sole 63 persone al Theatre Upstairs del Royal Court. Fu un successo immediato e venne trasferito al Chelsea Classic Cinema\, per poi essere rappresentato al Kings Road Theatre dal 1973 al 1979 e al Comedy Theatre nel West End dal 1979 al 1980. Da allora\, The Rocky Horror Show è diventato il musical contemporaneo ininterrottamente in scena più a lungo nel mondo. Lo spettacolo è stato visto da oltre 30 milioni di persone in più di 30 paesi ed è stato tradotto in 20 lingue\, continuando a entusiasmare il pubblico in tour sempre sold out.  \n\n\n\nNel 1975 venne trasformato in un film intitolato The Rocky Horror Picture Show. La trasposizione cinematografica incassò oltre 135 milioni di dollari al botteghino ed è ancora proiettata nei cinema di tutto il mondo più di 40 anni dopo la sua prima\, diventando così l’uscita cinematografica più lunga nella storia del cinema. Molte star\, tra cui Russell Crowe\, Tim Curry\, Susan Sarandon\, Jerry Springer\, Jason Donovan e Meatloaf\, hanno partecipato a The Rocky Horror Show nel corso dei suoi oltre 50 anni di vita. \n\n\n\nSe il film ha trasformato il musical scritto da Richard O’Brien in un mito\, la versione teatrale si rinnova di continuo coinvolgendo gli spettatori che si lasciano trascinare nell’audience partecipation\, ovvero quel fenomeno caratteristico del Rocky Horror Show che vede il pubblico partecipare attivamente con travestimenti a tema\, con battute recitate in risposta a quelle degli attori e soprattutto ballando la scatenata coreografia del “Time Warp”. \n\n\n\nThe Rocky Horror Show è musical leggendario con una colonna sonora che è entrata a far parte della storia della musica. Un successo che scende idealmente giù dal palco per raggiungere il pubblico in un’incredibile festa collettiva che si ripete ogni sera! \n\n\n\nDON’T DREAM IT\, BE IT! \n\n\n\nhttps://rockyhorror.co.uk/
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SUMMARY:Perché il Sindaco di Ventimiglia ha paura della vagina?
DESCRIPTION:A ridosso della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne va fatto conoscere un chiaro esempio di oscurantismo culturale che ostacola la realizzazione di una cultura di parità tra i sessi e le persone. \n\n\n\nVirginia Risso – attrice\, autrice e regista\, tra le voci più brillanti del teatro contemporaneo italiano – è tra le fondatrici di Teatro al Femminile (www.facebook.com/TeatroalFemminile)\, realtà nota nel panorama nazionale che produce spettacoli e iniziative volti a promuovere una cultura equa ed egualitaria\, con la speranza che un giorno sia specchio della nostra società.  \n\n\n\nFiore all’occhiello di questa attività è lo spettacolo I dialoghi della Vagina\, un testo contemporaneo che gioca solo nominalmente con l’opera Monologhi della vagina di Eve Ensler. Lo spettacolo è in tournée da quattro anni e riempie i teatri dal Nord al Sud della penisola\, divertendo e facendo riflettere. \n\n\n\n“A inizio settembre ho fatto richiesta di affitto del Teatro Comunale di Ventimiglia per una replica dello spettacolo a dicembre – spiega Virginia Risso –. I referenti del teatro\, funzionari dell’Amministrazione civica\, mi propongono di anticipare al 29 novembre\, data in cui il teatro risultava disponibile\, così da poter far rientrare lo spettacolo tra le iniziative legate alla giornata del 25 novembre. Accolgo l’idea e seguo la procedura per richiedere il patrocinio del Comune\, specificando che anche in caso di mancata concessione avremmo comunque portato in scena I dialoghi della Vagina il 29 novembre affittando il teatro”.  \n\n\n\nSettimane di silenzio\, intervallate da risposte vaghe ai molti solleciti\, segno di un evidente temporeggiamento. Finalmente arriva una email da un funzionario del Comune che comunica non solo la negazione di patrocinio\, ma il divieto esplicito ad affittare il teatro “su indicazione del Sindaco on. Flavio DI MURO”. Scritto così\, per togliere ogni dubbio sulla paternità della decisione. \n\n\n\n“Sono settimane che richiedo un colloquio con il sindaco per capirne le motivazioni – dice Virginia Risso – ma non ricevo alcun riscontro. Mi fa molta rabbia imbattermi in un ostruzionismo che può solo nascere da ridicoli pregiudizi. La parità di genere deve essere patrimonio di tutte e tutti\, apartitica\, e un traguardo di civiltà”.  \n\n\n\nUn traguardo da cui purtroppo alcuni amministratori paiono ancora molto lontani\, dimostrando di avere pregiudizi o un infantile timore delle parole legate alla sessualità. E pensare che proprio ieri il Presidente Sergio Mattarella ha affermato: “Parità significa\, prima di tutto\, educazione al linguaggio del rispetto”.
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SUMMARY:"INVENZIONI" al Teatro del Lido di Ostia
DESCRIPTION:È in scena al Teatro del Lido\, mercoledì 26 novembre alle ore 19\, INVENZIONI\, la produzione MARCHE TEATRO / TSA – Teatro Stabile d’Abruzzo tratta da L’invenzione occasionale di Elena Ferrante\, pubblicato da Edizioni E/O. Uno spettacolo che immerge il pubblico nell’universo intimo e rivelatore dell’autrice\, nato dagli articoli che Ferrante ha scritto per “The Guardian” nel 2018. \n\n\n\nCon l’adattamento e la regia di Andrea Giannoni e l’interpretazione di Viola Graziosi\, Invenzioni si compone di dodici quadri – come i mesi dell’anno – che attraversano i temi cari alla scrittrice: il primo amore\, il cambiamento climatico\, l’attrazione\, l’autonomia dell’arte\, i traslochi\, l’emancipazione femminile. Una costellazione di riflessioni personali\, confessioni e intuizioni che\, nella loro dimensione narrativa\, rivelano una Ferrante più diretta e luminosa. \n\n\n\nViola Graziosi guida gli spettatori in un viaggio profondo e sensoriale\, trasformando la parola scritta in esperienza scenica attraverso voce\, canto e movimento. Le scene e i costumi di Stefania Cempini creano uno spazio essenziale e avvolgente\, luogo ideale per accogliere le invenzioni\, le fantasie e gli aforismi dell’autrice. \n\n\n\nInvenzioni è un’occasione preziosa per avvicinarsi a una delle voci più significative della letteratura contemporanea e per vivere un’esperienza teatrale intensa\, intima e di grande forza espressiva. \n\n\n\nIl Teatro del Lido è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nLa programmazione dei Teatri in Comune 2025-2026 è finanziata dall’Unione Europea\, Next Generation EU nell’ambito del PNRR\, e rientra tra gli Interventi “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma\, dal centro alla periferia\, al fine di favorire la fruizione turistica nel periodo giubilare” (PNRR – M1C3-Inv.4.3 Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici). \n\n\n\nmercoledì 26 novembre ore 19  \n\n\n\nMARCHE TEATRO / TSA\, Teatro Stabile d’Abruzzo presentano \n\n\n\nINVENZIONI \n\n\n\ntratto da “L’invenzione occasionale” di Elena Ferrante \n\n\n\npubblicato da Edizioni E/O © 2019 by Edizioni E/O \n\n\n\nadattamento e regia Andrea Giannoni \n\n\n\ncon Viola Graziosi \n\n\n\nscene e costumi Stefania Cempini \n\n\n\nproduzione MARCHE TEATRO / TSA\, Teatro Stabile d’Abruzzo \n\n\n\ningresso 5 euro \n\n\n\nacquista online: https://www.liveticket.it/evento.aspx?Id=617171
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SUMMARY:"Lessemi"\, progetto di promozione e diffusione della lettura al Teatro Tor Bella Monaca
DESCRIPTION:Si conclude il 26 novembre al Teatro Tor Bella Monaca\, con una serata d’apertura\, Lessemi\, progetto di promozione e diffusione della lettura rivolto al quartiere. Dal 6 ottobre\, tre percorsi tra letteratura e teatro legati a narratrici “appartate”\, ideati da Michela Cescon e curati da PAV in stretto sodalizio con Teatro di Dioniso\, hanno riacceso un faro sulle scrittrici “fuori campo”\, come le chiama Daniela Brogi nel suo libro Lo spazio delle donne. \n\n\n\nIn una dimensione di ascolto e di scambio\, 30 persone\, divise in tre gruppi\, hanno attraversato i tre laboratori dedicati ad alcune delle penne del ‘900\, non relegandole più a una condizione di isolamento\, ma rimettendo in prospettiva un passato pieno di talenti azzerati e opere occultate. \n\n\n\nDopo una prima sessione di formazione dei gruppi\, condotta da Barbara Altissimo\, in cui le partecipanti e i partecipanti di ciascun laboratorio hanno riscoperto nelle parole prima di tutto uno strumento del corpo\, in una seconda fase\, sono stati poi guidati da tutor\, di provenienza teatrale e editoriale\, in un cantiere di lavoro che ha attraversato le scritture\, in un ciclo di 5 giornate per ciascun percorso\, che culminano il 26 novembre in un’apertura pubblica. Il primo laboratorio\, Costruire sé stessi leggendo\, orientato alla fascia tra i 30 e i 64 anni\, è stato guidato da Lorenzo Flabbi\, Marco Federici Solari e la “famiglia” de L’orma editore; il secondo\, La casa delle scrittrici\, ha visto la conduzione di Eleonora Mazzoni e Simonetta Solder\, che hanno lavorato con un gruppo di sole donne; l’ultimo percorso\, Corpi celesti\, rivolto agli over 65\, è stato infine condotto da Silvia Gallerano e Cristian Ceresoli. \n\n\n\nNello spazio protetto della letteratura\, le partecipanti hanno ridato voce alle parole delle scrittrici\, superando ogni anacronismo in un gioco di specchi e di distanze. Insieme hanno ripercorso le tracce di Goliarda Sapienza\, seguendola lungo le strade affollate che da L’università di Rebibbia l’hanno condotta\, sgomitando\, alla pubblicazione postuma de L’arte della gioia. Hanno spiato nelle case e nell’infanzia di Una donna di Sibilla Aleramo\, osservando nelle sue parole cesellate come da sempre la violenza sia una forza sottile\, un mero esercizio di potere che piega per il gusto di non spezzare. Hanno scoperto\, in un cassetto pieno di vecchie carte\, il Quaderno proibito di Alba de Cespedes\, accompagnando la sua protagonista nelle incongruenze tra la vita pensata e la vita vissuta\, che solo la scrittura sa far emergere. Hanno cambiato città di volta in volta con Anna Maria Ortese\, alzando poi lo sguardo verso l’azzurro per riconoscere con lei da vicino un Corpo celeste. Hanno attraversato queste e tante altre scritture\, spesso sommerse\, scoprendone la lucida attualità nelle pieghe del tempo\, nella ricongiunzione di linee curve che dal passato riportano al presente. \n\n\n\nI tre percorsi hanno avuto luogo al Teatro Tor Bella Monaca\, avamposto culturale del quartiere\, spazio di aggregazione e inclusione che da anni contribuisce a tenere unita la comunità\, favorendone la partecipazione attiva e stimolandone il dialogo. In un continuo smarginamento\, che dalla lettura personale passa alla condivisione\, il progetto ha scelto come propria casa il teatro\, “spazio sicuro” per eccellenza\, senza giudizi\, dove le persone possono incontrarsi e creare\, scoprire e riscoprire\, in un processo progressivo di conoscenza e consapevolezza di quanto le scelte di oggi possano incidere sul futuro di tutti.  \n\n\n\nQui l’appuntamento è per il 26 novembre alle ore 20.00 per dialogare con i tutor e i partecipanti del processo di lavoro dei tre percorsi\, e ridare spazio\, attraverso la loro viva voce\, alle scrittrici protagoniste di questo viaggio. \n\n\n\nPER INFORMAZIONI \n\n\n\nPAV snc di Claudia Di Giacomo e Roberta Scaglione \n\n\n\nwww.pav-it.eu \n\n\n\nTel. 06 44702823 | organizzazione@pav-it.eu
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LOCATION:Teatro Tor Bella Monaca\, Via Bruno Cirino\, 5\, Roma\, RM\, 00133\, Italia
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SUMMARY:"Le Donne Italiane Dimenticate" al Teatro Tor Bella Monaca
DESCRIPTION:Giovedì 27 novembre a partire dalle ore 10:00\, nella cornice del Teatro di Tor Bella Monaca\, sito in via Duilio Cambellotti\, nell’ambito delle manifestazioni inerenti la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza Contro le Donne\, l’associazione Stanza 236\, in collaborazione con il VI Municipio di Roma\, con il contributo della Regione Lazio\, proporrà la rappresentazione teatrale dello spettacolo: “Le Donne Italiane Dimenticate”. Una piecè teatrale scritta da Cristina Valeri e ispirata al libro del Sen. Roberto Menia: “10 Febbraio\, dalle Foibe all’Esodo”\, in cui si raccontano le storie drammatiche di dieci donne: Norma Cossetto\, Libera Sestan\, Maria Pasquinelli\, Mafalda Codan\, Enrichetta Hodl\, Albina\, Caterina e Fosca Radecchi\, Margherita e Gigliola Sennis\, perseguitate\, scampate e uccise dai partigiani comunisti jugoslavi a cavallo del secondo dopoguerra lungo il confine orientale d’Italia\, per il solo fatto di essere madri\, mogli\, figlie e sorelle di italiani. Ad interpretare le storie delle donne saranno: Stefania Polentini\, Arianna Visca\, Mauro Sorbelli\, Roberto Usai e Monica Zazzera\, mentre le voci narranti sono: Elisa Rossi e Pier Paolo De Robertis. A coadiuvare Cristina Valeri alla regia invece sarà Anna Palmisano in qualità di aiuto regista. Porteranno i  saluti istituzionali l’ON. Marco Perissa ed il Consigliere di Roma Capitale Federico Rocca\, mentre interverranno anche il Presidente del VI Municipio Nicola Franco\, il Presidente del Consiglio Municipale Emanuele Giuliani\, la Presidente della Commissione Municipale Pari Opportunità Mariantonietta La Polla e Pietro Dominici\, Presidente della Commissione Municipale Lavori Pubblici e Mobilità. A fornire l’inquadramento storico e scientifico delle vicende narrate sarà il Dott. Marino Micich\, Direttore del Museo Archivio Storico di Fiume di Roma. “Il fenomeno della violenza di genere non è figlio solo della modernità – sottolinea Cristina Valeri – per questo ho voluto mettere in scena le storie delle donne dimenticate della storia italiana\, grazie al libro del Sen. Menia da cui ho tratto ispirazione. Il ricordo è un arma importante\, così come il linguaggio del teatro\, perché il contrasto ad ogni forma di violenza verso le donne non ha tempo”.
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SUMMARY:"NORDIC FILM FEST" all'Azzurro Scipioni e al Caravaggio di Roma
DESCRIPTION:La quattordicesima edizione del NORDIC FILM FEST si tiene da giovedì 27 a domenica 30 novembre 2025 a Roma.  La rassegna che nasce con l’intento di promuovere la cinematografia e la cultura dei Paesi Nordici (Danimarca\, Finlandia\, Islanda\, Norvegia e Svezia) è organizzata dalla ITALE20 di Antonio Flamini\, che ne cura anche la direzione artistica\, in collaborazione con le cinque ambasciate nordiche presenti in Italia e con il Circolo Scandinavo di Roma\, partirà il 27 novembre presso il Cinema Caravaggio per poi proseguire dal 28 al 30 novembre presso il Cinema Azzurro Scipioni e presenterà una selezione della cinematografia nordica degli ultimi anni\, realizzata in collaborazione con i Film Institutes deirispettivi paesi\, alcuni distributori e con il patrocinio del MIC e della Regione Lazio. Oltre alle proiezioni in lingua originale con sottotitoli in italiano e ad ingresso libero\, il programma prevede presentazioni e incontri con ospiti\, mostre\, presentazioni di libri e degustazioni di prodotti tipici nordici. Quest’anno la manifestazione festeggerà la sua quattordicesima edizione\, importante obiettivo raggiunto con un percorso che l’ha vista affermarsi sul panorama romano e nazionale come appuntamento imperdibile della stagione cinematografica. In tutto verranno presentati 9 lungometraggi\, 2 documentari\, 4 cortometraggi e 2 filmati di video art a cura del Circolo Scandinavo. Durante la manifestazione l’Ambasciata di Svezia presenta al Cinema Azzurro Scipioni la mostra fotografica “A Swedish Love Story: Film and TV drama”. Tutte le proiezioni saranno introdotte dai rappresentanti delle ambasciate” nordiche”. Inoltre\, a cura dell’Ambasciata di Norvegia\, verranno presentati 4 cortometraggi di cui 2 per ragazzi. Ad aprire ufficialmente il Nordic Film Fest 2025\, giovedì 27 novembre\, al Cinema Caravaggio sarà l’anteprima dell’attesissimo film” The Last Viking” (titolo originale “Den Sidste Viking”) del regista danese Anders Thomas Jensen\, con la star Mads Mikkelsen e Nikolaj Lie Kaas\, una coproduzione di Danimarca e Svezia\, in uscita nei cinema italiani nel 2026 con il titolo “Mio fratello è un Vichingo”\, presentato fuori concorso ma con grande successo alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 ed al Toronto International Film Festival. Una storia di redenzione\, di legami familiari e di ricerca della propria identità\, commedia nera esilarante e grottesca\, un film folgorante che tiene perfettamente insieme pezzi e tempistiche di un ingranaggio narrativamente complesso\, che gioca di accumulazioni e colpi di scena\, mescolando singolarmente umorismo\, follia e sentimento.  \n\n\n\nVenerdì 28 novembre\, al Cinema Azzurro Scipioni\, alle 16\, 00\, Grethe Meyer: The Quenn of Danish Design\, regia di Isabel Bernadette Brammer\, Vibeke Muasya(Danimarca).  Alle 17\, 10\, il documentario\, Home And Away \, regia: di Arto Halonen(Finlandia). Alle 19\,10\, il cortometraggio\, Kaskje Det Var Elefanter\,regia di Alex Ivanovici\, Torill Kove(Norvegia)\, a seguire\, Frammenti Di Luce\,regia di Rúnar Rúnarsson (Islanda). Alle 21\,00\, il cortometraggio\, African Family Dinner\, regia di Ibrahim Mursal \n\n\n\n(Norvegia)\, a seguire\, Alle Hater Johan\, regia di Hallvar Witz (Norvegia). Sabato 29 novembre\, al Cinema Azzurro Scipioni\, alle 16.30\, presentazione del libro “SeGreta Garbo – La prima diva queer” sull’attrice svedese Greta Garbo con la partecipazione dello scrittore Stefano Mastrosimone introdotto da Rosario Tronnolone. Alle 17\,15\, Becoming Astrid\, regia di Pernille Fischer Christensen (Svezia). Alle 19\,30\, Munch\, regia di Henrik Martin Dahlsbakken (Norvegia). Alle 21\,30\, The Ugly Stepsister\, regia d Emilie Blichfeldt (Danimarca\, Norvegia\, Svezia). Chiusura dell’edizione 2025 del Nordic Flim Fest\, domenica 30 novembre\, al Cinema Azzurro Scipioni\, con un nutrito programma. Si parte alle 16\,00 con cortometraggi per ragazzi\, Warrior Heart\, regia di Marianne Ulrichsen(Norvegia) e Ursa-The Song Of The Northern Lights. Regia di Natalia Malykhina Bratli (Norvegia). Alle 16\,30\, come per le scorse edizioni ci sarà anche uno spazio a cura del Circolo Scandinavo\, con la presentazione di due opere di video art. Il primo film “Frame” sarà dedicato alla regista svedese Gunvor Nelson\, considerata una delle figure più influenti del movimento del cinema d’avanguardia\, scomparsa nel gennaio di quest’anno\, all’età di 93 anni. Il secondo film “Un Giorno In Città “ (En dag i staden) è una sinfonia urbana dedicata alla città e\, in particolare\, alla Stoccolma degli anni Cinquanta\, un un collage di immagini basato sull’estetica del cinema muto\, oscilla tra pura sperimentazione e tocchi umoristici\, prendendo in giro i labirinti della burocrazia. Alle 17\,30\, il docu-film\, It Could Have Been Us\, regia di Rebecca Brander\, Björn Tjärnberg (Svezia). Alle 19\,00\, 100 Litraa sahtia (100 Litri di Birra)\, regia di Teemu Nikki(Finlandia) e a chiudere\, alle 20\,30\, Eternal-Odissea Negli Abissi\, regia di Ulaa Salim(Danimarca\, Islanda\, Norvegia). \n\n\n\nLa sigla della manifestazione è a cura dello IED\, Istituto Europeo di Design di Roma.\n\n\n\nIl NORDIC FILM FEST 2025 è inserito nel programma del ”Novembre Nordico a Roma”\, www.novembrenordico.com .\n\n\n\nI film verranno sottoposti al giudizio del pubblico per stabilire quello più gradito insieme ad una giuria formata da addetti ai lavori\, dalla direzione artistica e dagli addetti culturali delle ambasciate nordiche.\n\n\n\nTutte le proiezioni saranno in lingua originale con sottotitoli in italiano\, l’ingresso è libero e gratuito senza prenotazione fino ad esaurimento dei posti disponibili. \n\n\n\nCinema Caravaggio\, via Giovanni Paisiello24\, Roma \n\n\n\nInfo 351 799 1552 \n\n\n\nCinema Azzurro Scipioni\, via degli Scipioni 82\, Roma \n\n\n\nInfo 06 8953 5724
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SUMMARY:“Proprietà Organolettiche dell’Olio Evo” alla Tenuta di Rocca Bruna
DESCRIPTION:Il progetto Insieme ad Evo: Per il Bene Comune\, la Salute\, il Territorio\, teso alla valorizzazione dell’olio di alta qualità come volano turistico per il territorio della Sabina dell’area Tiburtina e della Valle dell’Aniene\, ideato  dal Dott. Livio Terilli\, docente di marketing e titolare dell’Azienda Agricola Il Torrino dei Gelsi\, è realizzato con il contributo dell’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e L’innovazione in Agricoltura del Lazio – Arsial fa tappa a TIVOLI \n\n\n\nGiovedì 27 novembre dalle ore 17:00\, nella cornice della Tenuta di Rocca Bruna\, ic via di Rocca Bruna 30\, infatti\, si terrà il convegno: “Proprietà Organolettiche dell’Olio Evo”. Una occasione di confronto tra operatori della filiera oleo turistica e i rappresentanti istituzionali degli enti locali. \n\n\n\nL’incontro\, inserito nel più vasto programma del progetto\, è finalizzato alla valorizzazione di quello che\, per storia e tradizione\, è il prodotto bandiera del territorio.   \n\n\n\nAd intervenire e confrontarsi nelle due  tavole rotonde saranno agricoltori\, dirigenti di cooperative\, operatori dell’ accoglienza\, il Deputato e Sindaco di Palombara Sabina Alessandro Palombi\, il Sindaco di Tivoli Marco Innocenzi\, Manuela Chioccia\, Consigliera delegata alla viabilità\, mobilità e infrastrutture Città Metropolitana di Roma\,  Carlo Hausmann Presidente Comitato Tecnico Scientifico di IGP di Roma\, Silvia Piconcelli Responsabile Territorio e Biologico di Confagricoltura\, Ernesto di Renzo\, docente di antropologia del turismo presso l’Università Tor Vergata\, Dina Maini di Arsial\, unitamente all’ideatore del progetto Livio Terilli. \n\n\n\n“Il percorso del progetto Insieme ad Evo – sottolinea il Dott. Livio Terilli – continua a destare interesse tra operatori turistici e imprenditori del comparto agricolo. Per questo la tappa di Tivoli assume una particolare importanza ai fini della elaborazione dello studio di mercato\, che rappresenta il cuore dell’iniziativa\, che ricordo mira a costruire un modello di sviluppo per il territorio\, sostenibile e partecipato”.
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SUMMARY:“Lettere dall’Universo” al Teatro Ghione
DESCRIPTION:Moni Ovadia & Cinetic Quintet in “Lettere dall’Universo”\, giovedì 27 novembre al Teatro Ghione di Roma\, musica e testo di Marco Turriziani\, lettere aperte dall’ universo che parlano d’ amore\, di amicizia\, storie sospese tra il surreale e l’iperrealismo. Musica\, parole e immagini si fondono nello spettacolo “Lettere dall’Universo” con Moni Ovadia. Un viaggio emozionante tra surreale e iperrealismo\, dove musica\, parole e immagini si intrecciano per raccontare storie di vita\, amicizia\, amore e inquietudine esistenziale. Lettere dall’Universo” e’ il nuovo progetto che vede protagonista Moni Ovadia\, attore e interprete di rara intensità\, capace di trasportare il pubblico in un universo fatto di emozioni profonde e riflessioni autentiche. “Lettere dall’Universo” sono un racconto di storie sospese tra sogno e realtà\, attraversate da una straordinaria capacità evocativa. Ad accompagnare le parole dell’artista\, la musica originale composta da Marco Turriziani eseguita magistralmente dal Cinetic Quintet: Claudia Agostini\, pianoforte\, Mauro De Vita\, fagotto\, Sandro Pippa\, percussioni\, Marco Turriziani\, contrabbasso\, chitarra\, voce\, Salvatore Zambataro\, fisarmonica\, clarinetto. Un’atmosfera cinematografica\, raffinata e dal gusto acustico che suggella ogni scena e intensifica ogni suggestione. L’incontro artistico tra Moni Ovadia e Marco Turriziani nasce da una comune passione per la poesia e il racconto\, che si nutrono tanto di riferimenti all’attualità quanto di fantasia e surreale. Entrambi condividono la bellezza di un linguaggio poetico capace di attraversare il reale con un occhio rivolto all’immaginazione. La musica di Turriziani riflette una ricerca profonda che spazia dalla tradizione italiana dei grandi compositori fino all’universalità di un linguaggio musicale colto\, capace di parlare a ogni cultura e tempo. “Lettere dall’Universo” non è solo uno spettacolo\, ma un’esperienza immersiva che celebra la vita in tutta la sua fragilità e forza. Attraverso la potente interpretazione di Moni Ovadia\,accompagnata dal linguaggio universale della musica e delle immagini\, lo spettacolo coinvolge profondamente il pubblico. In alcuni momenti\, immagini e video arricchiscono la narrazione\, amplificando l’intensità delle evocazioni e rendendo l’esperienza ancora più emozionante.
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