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SUMMARY:Mash-Up Altman al Palazzo delle Esposizioni
DESCRIPTION:Il Cinema di Palazzo Esposizioni Roma festeggia il centesimo anniversario dalla nascita di un gigante della storia del cinema\, Robert Altman\, con un’ampia selezione della sua straordinaria produzione registica. \n\n\n\nIl leggendario concertatore di quel cinema corale – capace di tenere in piedi decine di storie e personaggi nella stessa pellicola – che il pubblico e la critica mondiali hanno amato in capolavori quali Mash\, Nashville\, I protagonisti\, America oggi\, Gosford Park\, Radio America. \n\n\n\nLo sperimentatore analitico che\, anche quando lasciava il caos della società\, sapeva scendere con la cinepresa nelle profondità di singole esistenze\, mettendo in scena con originalità visionaria la frammentazione dell’identità\, soprattutto femminile. Si pensi all’ideale trilogia sulle donne\, rappresentata da Quel freddo giorno nel parco\, Images\, Tre donne\, Jimmy Dean\, Jimmy Dean. L’innovatore onnivoro che attraversava i generi classici sancendo la fine dei loro miti ed eroi fondanti\, pensiamo\, ad esempio\, al western nebbioso di pioggia e fumi d’oppio de I compari\,al noir de Il lungo addio\, con un Marlowe che smarrisce il senso dell’indagine e perfino il gatto\, alle istantanee di vita quotidiana dei rapinatori in Gang. \n\n\n\nLa riflessione critica sul mondo contemporaneo che Altman propone è spietata\, registra una società irreversibilmente smarrita tra profitto e consumo. Il suo rapporto con il pubblico è senza compromessi ed esige un approccio non convenzionale. Non vuole un automa imbambolato davanti alla tv\, lo spettatore deve porsi domande e cercare connessioni nelle sue narrazioni\, sempre imprevedibili\, episodiche\, irriverenti\, ricche di dialoghi irrilevanti e immagini frammentarie. \n\n\n\nAltman ci invita a trovare autonomamente un senso\, a bucare la superficie della vita – carnevale grottesco e rumorosissimo – e rintracciare il filo dell’esistenza. Non concede un epilogo rassicurante\, dobbiamo trovarlo da soli\, usciti dalla sala\, nelle nostre vite. \n\n\n\nIl titolo della rassegna è un gioco tra il suo capolavoro intramontabile – caricatura spietata della guerra – e la tecnica di composizione musicale utilizzata oggi\, che unisce due o più canzoni preesistenti. In un momento spaventoso come quello attuale\, nel mix tragico e assordante di slogan bellici\, voci sovrapposte\, cantilene pubblicitarie\, suonerie di cellulari e notifiche dei social\, questo grande maestro ci ammonisce ancora di non perderci e restare umani. \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nPalazzo Esposizioni Roma – Sala Cinema \n\n\n\nscalinata di via Milano 9 a\, Roma \n\n\n\nINGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI CON PRENOTAZIONE CONSIGLIATA \n\n\n\nÈ possibile prenotare su www.palazzoesposizioniroma.it dalle ore 9.00 del giorno precedente fino a due ore prima della proiezione.
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SUMMARY:“Le nozze di Figaro" a Fortezza Est
DESCRIPTION:Torna la lirica scanzonata e irriverente de “I Tre Barba” in scena dal 20 al 22 novembre 2025” a Fortezza Est con “Le nozze di Figaro”. Lorenzo de Liberato\, Alessio Esposito e Lorenzo Garufo anche in questa stagione portano in scena l’opera lirica in versione popolare e rivisitata\, giocando al limite della scorrettezza con la poesia operistica\, stritolando l’eleganza mozartiana e concludendo la loro personalissima trilogia dapontiana con una “last dance” imperdibile.    \n\n\n\nL’opera si sviluppa in quattro atti e ruota attorno alle trame del Conte d’Almaviva\, invaghito della cameriera della Contessa\, Susanna\, alla quale cerca di imporre lo ius primae noctis\, proprio il giorno delle nozze tra la cameriera e Figaro\, servo factotum del Conte stesso. La vicenda si svolge in un intreccio serrato e folle\, in cui le astuzie delle donne e le gelosie degli uomini si contrappongono nel corso di una giornata di passione travolgente\, piena di eventi sia drammatici che comici\, e nella quale alla fine i “servi” si dimostrano più signori e intelligenti dei loro padroni.  \n\n\n\nL’intreccio raccontato da Da Ponte ne “Le Nozze di Figaro” è tra i più complessi e farraginosi prodotti dal celebre librettista. L’adattamento si è concentrato sul semplificare il continuo susseguirsi di inganni\, stratagemmi ed espedienti narrativi\, per restituire al pubblico una struttura più semplice e leggibile\, suddivisa in tre capitoli e un epilogo\, dando così la possibilità al trio di dedicarsi alla costruzione di scatole comiche\, che si montano e si smontano con ritmo frenetico. Il tutto racchiuso in un ambiente dalle tinte fosche\, thriller\, per creare\, come di consueto\, un contrasto comico esilarante. \n\n\n\nCon il loro consueto stile ironico e grottesco\, i Tre Barba trasformano l’opera di Mozart e Da Ponte\, in un paradossale “dramma della gelosia”\, con tinte “crime” e “underground” a fare da atmosfera ad un’intricatissima corsa contro il tempo\, dove la passione smodata si trasforma persino in pericolo. \n\n\n\nOrario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30 \n\n\n\nbiglietto unico 14.00€ \n\n\n\nAbbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli  70€ \n\n\n\nwww.fortezzaest.com \n\n\n\ninfo e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com \n\n\n\n| whatsapp 329.8027943| 349.4356219
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SUMMARY:Roma Arte in Nuvola - Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea
DESCRIPTION:Torna uno degli eventi più attesi del panorama artistico italiano: Roma Arte in Nuvola – Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea\, giunta quest’anno alla sua quinta edizione. Dal 21 al 23 novembre 2025 gli spazi de La Nuvola\, progettata da Massimiliano Fuksas\, ospitano un programma ricco di mostre\, talk\, eventi e performance in cui artisti\, galleristi\, curatori e appassionati d’arte potranno incontrarsi e confrontarsi\, in uno dei principali appuntamenti culturali dell’autunno. \n\n\n\nIdeata e organizzata da Alessandro Nicosia\, con la direzione artistica di Adriana Polveroni e promossa da EUR S.p.A.\, Roma Arte in Nuvolasi avvale della partecipazione attiva del Ministero della Cultura\, di Roma Capitale e della Regione Lazio e del Patrocinio del Dicastero per l’Evangelizzazione della Città del Vaticano\, ed è organizzata e prodotta da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare con Costruire Cultura. \n\n\n\nDopo il successo della scorsa edizione – che ha registrato oltre 38.000 visitatori – l’edizione 2025 si presenta ancora più ricca di contenuti\, con una proposta culturale trasversale\, in continua crescita\, indirizzata ad un pubblico sempre più ampio e diversificato.  \n\n\n\nCome sottolinea Alessandro Nicosia – Abbiamo voluto che Roma\, dove da anni mancava una fiera\, colmasse un vuoto di proposta\, affacciandosi sulla scena nazionale e internazionale\, con una specifica piattaforma dedicata all’incontro tra arte moderna e contemporanea e a nuove proposte artistiche\, con l’obiettivo di rivestire un ruolo propulsore nei confronti del Mezzogiorno e di tutta l’area mediterranea. \n\n\n\nRoma Arte in Nuvola intende diversificarsi dalle altre fiere italiane\, presentandosi non solo come una rassegna dedicata al mercato dell’arte\, ma come un appuntamento culturale con un’ampia offerta di mostre ed eventi\, in cui le istituzioni sono chiamate a partecipare attivamente\, contribuendo a creare un’identità nuova e originale. È proprio questo dialogo tra mercato\, cultura e istituzioni a rendere Roma Arte in Nuvola un evento unico nel panorama nazionale. \n\n\n\nOltre 140 espositori\, con un’offerta che spazia dall’arte moderna a quella contemporanea\, un’ampia selezione che intende offrire al pubblico una panoramica a tutto tondo sullo scenario artistico\, dalle avanguardie storiche fino alle più recenti espressioni artistiche\, in cui accanto alle gallerie di lunga tradizione\, si affacciano nuove realtà emergenti\, portatrici di linguaggi innovativi. \n\n\n\nL’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali partecipa alla quinta edizione di Roma Arte in Nuvola\, con la mostra Le acquisizioni della Galleria d’Arte Moderna dal 2012 ad oggi. Opere dalle collezioni della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Attraverso una selezione di opere provenienti dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma\, la mostra mette in evidenza l’incremento della collezione che – con le acquisizioni e le donazioni degli ultimi anni – si è arricchita di opere di artisti come Marcello Avenali\, Rolando Monti\, Lamberto Pignotti\, Guido Strazza\, Emma Quilici Buzzacchi\, Giuliana Caporali\, Elisabetta Pasqualin Miresi ed Elisa Montessori. \n\n\n\nTra i progetti speciali che animano la quinta edizione di Roma Arte in Nuvola tre mostre\, la prima dedicata a Gino Marotta\, Universo Naturale-Artificiale (in Nuvola)\, curata da Andrea Viliani e realizzata in collaborazione con l’Archivio Gino Marotta. In esposizione una selezione di figure delle serie dei Rilievi e dei Metacrilati\, rappresentative dell’universo poetico dell’artista.  \n\n\n\nL’omaggio a Mario Airò con la mostra Tra acqua e luce\, curata da Adriana Polveroni\, intende celebrare uno dei maggiori esponenti di quella generazione di artisti che si sono affermati a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Una selezione di opere che hanno come tratto dominante la luce\, da Aurora (2003)\, a Ottava di Cadmio e un grande Laser\, a cui si aggiunge una poetica installazione in cui l’acqua è protagonista\, Modellare l’acqua\, prestata dalla Fondazione Menegaz di Castelbasso (Teramo). \n\n\n\nFabrizio Clerici è al centro della mostra Ultra Memoriam. L’immaginario fantastico tra Archivi e Collezioni\, a cura di Giulia Tulino e realizzata in collaborazione con l’Archivio Fabrizio Clerici.Un viaggio nel cuore dell’immaginario fantastico di Clerici\, maestro del Novecento\, capace di intrecciare pittura\, architettura e scenografia in una visione sospesa tra sogno e memoria. \n\n\n\nAmpio spazio viene dedicato anche alla fotografia\, con la rassegna collettiva Immagini Impossibili\, curata da Arianna Catania\, una selezione di opere di alcuni dei più celebri fotografi dedicate ad un unico tema: superare i limiti del visibile. Con oltre cinquanta opere di trentatré artisti italiani e internazionali\, Immagini Impossibili si propone di indagare sul potenziale espressivo della fotografia contemporanea\, quando si affranca dalla funzione documentaria per diventare spazio di sperimentazione\, finzione e meraviglia. \n\n\n\nLa Repubblica di Corea è il paese scelto come ospite per questa edizione\, con la mostra Fever State\, parte del progetto Anno degli Scambi Culturali Corea–Italia 2024–2025\, istituito per celebrare il 140º anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Repubblica di Corea e l’Italia. In mostra non solo l’arte contemporanea del Paese asiatico\, con nomi già noti nel panorama internazionale\, ma anche le pratiche innovative e il talento emergente di giovani artisti coreani\, in uno scambio culturale e artistico tra i due Paesi. Sei gli artisti invitati a rappresentare i linguaggi espressivi della Corea\, Yun Choi\, Jongwan Jang\, Minhoon Kim\, Yuja Kim\, Yanghee Lee e Kai Oh\, che esplorano le intersezioni tra tradizione e contemporaneità\, tra materia e digitale\, tra memoria personale e immaginario collettivo.  \n\n\n\nCon le Residenze Reali Sabaude del Piemonte\, si presenta un viaggio attraverso immagini evocative su alcune delle principali Regge italiane dichiarate “Patrimonio dell’Umanità” dall’Unesco\, un unicum culturale che il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude con sede alla prestigiosa Reggia di Venaria ha il compito di valorizzare come sistema. \n\n\n\nSi rinnova anche quest’anno la partecipazione della DGCC – Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura\, che sarà presente a Roma Arte in Nuvola\, con un proprio spazio istituzionale dedicato alla presentazione di tutte le iniziative attivate a sostegno del sistema dell’arte contemporanea italiana e dei giovani artisti\, in ambito nazionale e internazionale. Durante i tre giorni della fiera sarà possibile approfondire la conoscenza delle piattaforme promosse dalla DGCC che raccolgono censimenti e mappature delle varie forme di arte e di architettura contemporanea. Presenti anche la DGA – Direzione Generale Archivi e l’Istituto Centrale per la Grafica\, con isole informative e una selezione di opere. \n\n\n\nIl MUCIV – Museo delle Civiltà di Roma esporrà una delle grandi vetrine storiche in legno e vetro già appartenenti al Museo Geologico d’Italia\, che dallo scorso ottobre compongono il progetto di riallestimento\, nel Salone delle Scienze del MUCIV\, delle collezioni paleontologiche e lito-mineralogiche di ISPRA-Istituto per la Ricerca e la protezione Ambientale.  \n\n\n\nLa vetrina conterrà\, oltre a antichi reperti fossili\, un omaggio all’artista contemporaneo Gino Marotta\, approfondendo così la riflessione dell’artista sul rapporto fra naturale e artificiale ed evocando al contempo la compresenza nelle camere delle meraviglie (wunderkammer) barocche — che precedettero i musei scientifici contemporanei — sia dei cosiddetti naturalia (reperti naturalistici) che dei cosiddetti artificialia (manufatti umani).  \n\n\n\nIl MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo prende parte a questa quinta edizione con due opere in prestito\, una scultura in gesso di Giulio Paolini\, Tre per Tre (Ognuno è l’altro o nessuno)\, (1998-1999) e Aurora (2003) di Mario Airò\, un’installazione luminosa in cui la luce evoca i diversi momenti dell’aurora. \n\n\n\nProviene dalla GNAMC – Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea l’opera di Emilio Isgrò\, Isgrò cancella Isgrò (2024)\, mentre il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale conferma la sua partecipazione con il prestito dell’opera di Fausto Melotti\, La sequenza (1971).  \n\n\n\nAd arricchire ulteriormente l’esperienza del pubblico\, un articolato programma culturale tra performance\, talk e incontri\, che intendeconsolidare il ruolo della fiera come spazio culturale aperto e vitale e punto di riferimento per la scena artistica contemporanea romana e non solo.  \n\n\n\nTra le performance previste\, Landfall\, di Sonia Andresano\, curata da Adriana Polveroni\, in cui l’artista intende indagare il rapporto tra equilibrio e tensione\, attraverso un’azione corale\, in cui i performer mettono in scena una metafora della relazione tra individuo e collettività. Sempre a cura di Adriana Polveroni\, Try la performance di Marilisa Cosello che rappresenta un progetto sulla mitologia del corpo e sulla decontestualizzazione come dispositivo critico. In Missione Space Y di Filippo Riniolo\, il pubblico è chiamato ad assistere ad un dialogo tra l’artista\, di ritorno da un’immaginaria missione lunare e il giornalista Corrado Formigli. L’occasione dell’intervista rappresenta un invito al pubblico a riflettere concretamente sull’impatto delle esplorazioni spaziali.L’Eternità di Alix Boillot (Parigi\, 1992) è una performance curata da Isabella Vitale\, volta a indagare il pianto umano inteso come ciclo eterno dell’acqua. \n\n\n\nTra i talk previsti per questa quinta edizione della fiera\, Today is not Today: esperienze immersive d’artista per visore VR una conversazione tra Marco Senaldi e Valerio Borgonuovo\, in cui viene presentata “Today is not Today”\, piattaforma digitale per l’arte e la didattica dell’arte\, e un incontro dedicato ai giovani collezionisti\, con un approfondimento per tracciarne un profilo e indagarne gli interessi. \n\n\n\nBanca Ifis si conferma anche per questa edizione main sponsor della manifestazione\, sostenendo con continuità un progetto che mette l’arte al centro del dibattito culturale e sociale. \n\n\n\nSi arricchisce la proposta esterna alla Nuvola\, con un programma sempre più ricco che comprende anche studio visit: un pubblico di addetti ai lavori\, tra cui collezionisti\, curatori\, saranno accompagnati a conoscere gli atelier di alcuni artisti. \n\n\n\nOrari \n\n\n\ndalle ore 10:30 alle ore 20:30 \n\n\n\nInfo \n\n\n\n06 85353031  \n\n\n\nromaarteinnuvola.eu \n\n\n\nInfo@artenuvola.eu \n\n\n\n@romaarteinnuvola  #romaarteinnuvola \n\n\n\nPrevendite \n\n\n\n892101 \n\n\n\nwww.ticketone.it \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nIntero € 15\,00 \n\n\n\nRidotto under 26 e over 65 € 10\,00
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SUMMARY:"Ville e giardini di Roma: una corona di delizie" a Palazzo Braschi
DESCRIPTION:Roma vanta un patrimonio di giardini storici ineguagliabile\, che comprende ben quaranta complessi\, tra antiche ville nobiliari divenute pubbliche\, passeggiate e giardini eclettici di inizi Novecento. A ripercorrere per la prima volta lo sviluppo dell’arte dei giardini\, dal XVI alla seconda metà del XX secolo\, la mostra Ville e giardini di Roma: una corona di delizie\, dal 21 novembre al 12 aprile 2026 al Museo di Roma a Palazzo Braschi. \n\n\n\nI giardini storici erano uno status symbol di potere\, di cultura e di raffinatezza e anche strumento di propaganda di pontefici\, principi e cardinali proprietari di questi complessi. La mostra ne ripercorre la storia fino alla loro trasformazione in giardini pubblici “per i piaceri del popolo”. Attraverso 190 opere\, tra dipinti e vedute\, in molti casi inedite\, sarà possibile conoscere l’aspetto originario di ville e giardini oggi scomparsi o totalmente rimaneggiati. Le opere esposte mostrano la fortuna dei giardini romani nell’immaginario pittorico\, il loro utilizzo come fondale scenografico per feste\, per celebrazioni e per esibizioni del potere. \n\n\n\nTra le opere più significative si citano le molte rappresentazioni di Villa Borghese\, certamente la più amata e frequentata dagli artisti\, o di Villa Medici\, che i pensionnaires predilegevano come soggetto. Interessante è anche la selezione di dipinti dedicati a ville scomparse\, come Villa Ludovisi o Villa Montalto Peretti\, che permettono al visitatore di comprendere l’enorme perdita di un patrimonio di arte e natura. \n\n\n\nIn mostra\, oltre a numerose opere dalle collezioni capitoline\, sono esposti prestiti da prestigiosi musei italiani e internazionali\, tra i quali il Musée d’Orsay di Parigi\, il Musée national du Château de Fontainebleau\, lo Statens Museum for Kunst di Copenhagen\, la Národní Galerie di Praga\, il Musée cantonal des Beaux-Artsdi Losanna\, i Musées royaux des Beaux-Arts di Bruxelles\, i Musei e la Biblioteca Vaticani\, la Galleria degli Uffizi di Firenze\, il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli\, l’Archivio di Stato di Roma\, l’Accademia dei Lincei\, l’Accademia di San Luca e altre collezioni pubbliche e private. \n\n\n\nL’esposizione è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. A cura di Alberta Campitelli\, Alessandro Cremona\, Federica Pirani\, Sandro Santolinicon il supporto di un Comitato scientifico internazionale composto da Vincenzo Cazzato\, Barbara Jatta\, Sabine Frommel\, Denis Ribouillault\, Claudio Strinati. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Con il contributo di Euphorbia Srl Cultura del Paesaggio. Catalogo edito da L’Erma di Bretschneider.
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SUMMARY:Rassegna Musique Royale alla Reggia di Monza
DESCRIPTION:Proseguiranno nelle prossime settimane gli appuntamenti della rassegna Musique Royale\, ciclo di eventi a misura di grandi e bambini organizzati nei meravigliosi spazi della Reggia di Monza dall’associazione culturale Musicamorfosi e dall’Orchestra Canova\, con il contributo di Regione Lombardia e del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza\, il supporto di Acinque e Banco Desio\, il sostegno di Fondazione Cariplo e Fondazione della Comunità di Monza e Brianza e il patrocinio del Comune di Monza. \n\n\n\nVenerdì 21 novembre (doppio set alle ore 19 e 21\, ingresso 10/15 euro\, prevendita on line su www.mailticket.it/spettacolo/39018/momi-maiga-inno-alla-pace) il Teatro di Corte della Reggia di Monza ospiterà l’esibizione del Momi Maiga Quartet\, formazione composta da Momi Maiga (kora\, voce)\, Carlos Montfort (violino\, voce)\, Aleix Tobias (batteria\, percussioni) e Marçal Ayats violoncello\, voce). Musicista\, compositore e cantante senegalese (da anni residente in Spagna)\, Momi Maiga è una delle voci più originali della nuova generazione di artisti dell’Africa occidentale. Cresciuto in una rinomata famiglia di griot\, ha iniziato a suonare la kora (l’arpa africana) all’età di sei anni e da allora ha sviluppato un linguaggio musicale unico che fonde le tradizioni Mandé con il jazz\, il flamenco e la musica classica. Dotato di una notevole presenza scenica e di una grande capacità comunicativa\, ha girato l’Europa in tournée e ha collaborato con artisti come Youssou N’Dour\, Jordi Savall\, Seckou Keita e Amaro Freitas. Kairo\, il suo ultimo lavoro discografico (uscito nel 2024)\, che significa pace\, è stato premiato come miglior album non catalano agli Enderrock Awards 2025.  \n\n\n\nMartedì 25 novembre\, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne\, il Salone da Ballo della Reggia di Monza sarà la suggestiva cornice del laboratorio “Coro a coro” per sole voci femminili curato dalla cantautrice e polistrumentista salentina Rachele Andrioli (ore 20.30\, ingresso con libera donazione\, prenotazione su www.eventbrite.it/e/biglietti-voce-olimpica-rachele-andrioli-1851991629819): le partecipanti al workshop apprenderanno nozioni di tecnica vocale e scopriranno la forza terapeutica del canto e il fascino della polifonia. Il tutto all’insegna della condivisione\, dell’inclusione e della tolleranza\, nel rispetto di lingue e tradizioni sonore distanti dalle nostre. In un’epoca come quella attuale\, caratterizzata da timori\, incertezze\, paure\, diffidenza e apatia\, “Coro a coro” vuole essere un piccolo argine dove la musica costruisce ponti\, accoglie e lenisce. \n\n\n\nRachele Andrioli è uno dei talenti emergenti della nuova scena italiana: si esibisce\, in Italia e all’estero\, con progetti in solo e con diverse formazioni (di world music\, jazz e classica)\, collaborando con importanti artisti internazionali quali Arto Lindsay\, Piers Faccini\, Rocco Nigro\, Baba Sissoko e Roopa Mahadevan.  \n\n\n\nSi cambierà decisamente registro sabato 29 novembre con Palandrana e Zamberlucco\, intermezzo comico del compositore Alessandro Scarlatti\, protagonisti l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano\, il tenore Luca Cervoni e il baritono Giacomo Nanni\, in programma al Teatro di Corte della Reggia di Monza (ore 20.30\, ingresso 10 euro; prevendita on line su www.mailticket.it/spettacolo/39007/un-cappotto-per-due-palandrana-e-zamberlucco). Travestimenti\, equivoci\, imbrogli e ingenuità con la regia di Andrea Taddei: in occasione del 300° anniversario dalla morte di Alessandro Scarlatti\, l’Orchestra Canova porterà in scena le vicende della vecchia vedova Palandrana\, che seduce il giovane aitante Zamberlucco\, secondo i topoi della commedia settecentesca. Il ruolo di Palandrana sarà interpretato en travesti dal tenore Luca Cervoni\, apprezzato interprete di ruoli comici barocchi\, mentre il baritono Giacomo Nanni\, recente vincitore del concorso AsLiCo per Dulcamara ne L’Elisir d’amore\, sarà Zamberlucco. Una curiosità: le scene e i costumi dello spettacolo (che verrà replicato sabato 6 dicembre alle ore 17) saranno curati dagli allievi dell’indirizzo di scenografia del liceo artistico della Villa Reale “Nanni Valentini” di Monza (il 26 e il 27 novembre lo spettacolo andrà in scena per gli studenti delle scuole).  \n\n\n\nQuest’anno\, il concerto di Natale\, intitolato Luce d’inverno\, è in agenda sabato 20 dicembre nel Teatro di Corte (ore 18.30\, ingresso 10/15 euro\, prevendita su www.mailticket.it/evento/49915/luce-dinverno)\, ancora con l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano. Il programma ruota intorno alla musica di Georg Friedrich Händel e ai suoi Concerti Grossi\, di cui verrà eseguita una selezione nella versione con oboi\, in equilibrio tra slancio e compostezza. È in questo paesaggio sonoro\, segnato da trasparenze e contrasti\, che si inserisce la prima assoluta del Concerto per violoncello e orchestra del giovane (classe 2000) e pluripremiato compositore piacentino Davide Tramontano: una pagina nuova che\, come la luce invernale\, scava nel dettaglio e invita a un ascolto più attento.                                   \n\n\n\nInfine\, per l’ultimo appuntamento dell’anno di Musique Royale e nell’ambito della seguitissima rassegna per l’infanzia Teatrino Piccino\, domenica 21 dicembre (ore 11\, 15 e 16.30\, ingresso 5/7 euro\, prevendita inclusa)\, il Teatro di Corte ospiterà lo spettacolo C’era una volta Natale…\, indicato per bambini a partire dai tre anni di età e portato in scena da Beatrice Marzorati e Davide Scaccianoce della Compagnia Equivochi. Stressato a causa dei preparativi in vista delle feste\, Babbo Natale vorrebbe fuggire lontano\, prendendosi una vacanza\, ma il suo fedele Folletto riuscirà a convincerlo a restare\, ricordandogli la vera essenza del Natale… \n\n\n\nMaggiori info: www.musicamorfosi.it/musique-royale; reggiadimonza.it
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SUMMARY:"IL SOGNO DEL DIAVOLO" all'Ar.Ma Teatro
DESCRIPTION:In un Giappone sospeso tra mito e realtà\, un Onmyōji — maestro di arti esoteriche\, magia ed esorcismo — si addentra nelle rovine di un antico tempio ormai corrotto dalle forze oscure. Qui si cela uno Yokai\, un demone antico nato dall’odio\, dal dolore e dall’oblio umano\, che ha strappato alla sua vita ogni affetto. Tra rituali\, inganni\, battaglie interiori e duelli letali\, il protagonista combatte non solo contro il male esterno\, ma anche contro l’oscurità dentro di sé. Un viaggio spirituale ispirato al teatro giapponese tradizionale\, contaminato da suggestioni manga e cultura pop nipponica.  \n\n\n\nIL SOGNO DEL DIAVOLO esplora il confine tra visibile e invisibile\, tra mito e umanità. La scena\, che attinge elementi dal teatro Nō e dal Kabuki\, è uno spazio rituale dove il corpo diventa il primo strumento narrativo. Movimenti lenti e rotture improvvise raccontano un conflitto interiore che si riflette in scontri coreografici ispirati ad anime come Demon Slayer e Jujutsu Kaisen Non esiste una vittoria assoluta sulla propria oscurità: la vera forza è riconoscerla\, accettarla\, trasformarla. Come nell’arte del kintsugi\, le crepe diventano oro: ogni ferita diventa luce.  \n\n\n\nE’ uno spettacolo adatto a tutti\, un’esperienza immersiva che intrattiene e al contempo\, porta dietro una riflessione sulla fragilità: si parla di resilienza\, di ostacoli personali da superare\, di trovare la forza per risolvere i problemi e di cercarla anche con l’aiuto degli altri. IL SOGNO DEL DIAVOLO affronta anche\, metaforicamente\, il tema della depressione\, di come si cade ma anche del modo in cui se ne può uscire\, magari con strumenti potenti come l’arte e la creatività. \n\n\n\nDi Gabriele Forte – regia Francesco Bazzurri – con: Gabriele Forte\, Giulia Curti\, Valerio Aulicino e Ludovica Mazza \n\n\n\nvenerdì 21 novembre ore 20:30 \n\n\n\nsabato 22 novembre ore 20:30 \n\n\n\ndomenica 23 novembre ore 17:30
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SUMMARY:“Tragicommedia della Genesi” al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Venerdì 21 novembre 2025\, alle ore 21\, al Teatro Garage è in scena lo spettacolo “Tragicommedia della Genesi”\, di e con Matteo Pipitone. Il titolo fa parte della sezione “Progetto da Salotto”\, un ciclo di spettacoli con allestimenti agili che si possono facilmente rappresentare in piccoli spazi come\, appunto\, un salotto\, nato da un’idea di Alessandra Frabetti. \n\n\n\n      Lo spettacolo torna alla Sala Diana dopo il successo dell’anno scorso e le numerose richieste di replica da parte del pubblico del Teatro Garage. \n\n\n\nProtagonista di “Tragicommedia della Genesi” è la figura di Caino\, uno dei più grandi “simboli del male” secondo la tradizione giudaico-cristiana. In un breve monologo dal ritmo nervoso\, si presenta in scena con l’aria di chi non ha nulla di cui sentirsi in colpa. Il pubblico in sala diventerà una sorta di giuria che valuterà i fatti\, stavolta raccontati\, in via del tutto eccezionale\, dal suo punto di vista. \n\n\n\nPrima di arrivare al racconto del celeberrimo omicidio del fratello\, Caino però decide di raccontare i fatti della Genesi precedenti alla morte di Abele\, in modo irriverente\, ai limiti del dissacrante. Egli si prende gioco di tutti i personaggi\, Dio compreso\, poiché di quei personaggi conosce vita\, morte\, miracoli e anche ridicoli difetti\, i quali vengono raccontati con il viscerale piacere di chi sta finalmente rovesciando e ridicolizzato i simboli intoccabili della tradizione biblica. \n\n\n\nNella seconda parte dello spettacolo si racconta l’omicidio vero e proprio e i toni cambiano\, diventando tragici e\, a tratti\, disperati. Dopo aver raccontato il fatto nudo e crudo senza fronzoli\, Caino sottopone una riflessione al pubblico\, tirandolo inaspettatamente in causa e congedandolo dopo aver instillato nei presenti il dubbio che forse essi\, quando scelgono di compiere il male\, sono di gran lunga peggiori di lui. \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità. \n\n\n\nInformazioni: www.teatrogarage.it\, info@teatrogarage.it\, 010 511447.
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SUMMARY:"Io e Mia Sorella" al Teatro Hamlet per il progetto "RUN"
DESCRIPTION:Teatro Hamlet APS presenta il progetto “RUN – il Festival che fugge dal Centro” con la Direzione Artistica di GINA MERULLA. Dal 1° settembre al 30 Novembre 2025 presso il Teatro Hamlet (via Alberto da Giussano 13\, Roma) e il Teatro Sala Vignoli (via Bartolomeo d’Alviano 1\, Roma) si susseguiranno spettacoli dal vivo e laboratori didattici. \n\n\n\nLa sezione performativa del Festival si aprirà il 12 settembre con “L’eredità di Edipo”\, grande classico greco di Sofocle\, seguito il 14 settembre dallo spettacolo musicale “Mata Hari” interpretato da Natalia Simonova. Il giorno 21 settembre sarà in scena invece “Io e mia sorella” di Sabrina Biagioli che affronterà fra risate e lacrime la tematica della sindrome di Down. \n\n\n\nIl 12 ottobre sarà il turno di un esperimento teatrale che coniuga tecnologia e arte scenica: “Segnale d’allarme” a cura di ELIO GERMANO porterà in sala la realtà virtuale in cui lo spettatore verrà immerso attraverso un visore 3D. \n\n\n\nIl 19 ottobre il festival darà voce al teatro comico con lo spettacolo della coinvolgente CINZIA LEONE e il suo “Mamma sei sempre nei miei pensieri\, spostati!”. \n\n\n\nIl 26 ottobre sarà dedicato a “Semplicemente Pasolini” di Patrizia Casagrande\, tributo al grande Pier Paolo Pasolini. \n\n\n\nNovembre inizierà all’insegna dei testi più famosi di Shakespeare con lo spettacolo “Il Bardo: viaggio nell’ignoto” in scena il giorno 2 con la regia di Gina Merulla. \n\n\n\nIl 9 novembre RUN ci porterà alla scoperta del mito di Ulisse attraverso la comicità di ROCCO CIARMOLI e LAURA DE MARCHI con “Ulisse e le donne”. \n\n\n\nIl 23 novembre il festival porgerà il suo omaggio al teatro dell’assurdo ed al suo precursore Karl Valentincon lo spassoso spettacolo di FABRIZIO FERRARI ”Tingel Tangel”. \n\n\n\nInfine il 30 novembre la chiusura del festival sarà affidata ad una storia senza tempo e di grande impatto emotivo: “Il Volto di Otello” con Mamadou Dioume e Fabrizio Ferrari; il grande classico di Shakespeare Otello in una particolare rivisitazione di Gina Merulla. \n\n\n\nA corredo del festival\, il Progetto Multicultura dal 1° all’8 settembre porterà in scena lo spettacolo “IlQuarto Vuoto” interpretato dal MAESTRO MAMADOU DIOUME\, attore e collaboratore di Peter Brook. Questo particolare progetto prevede 8 repliche multilingue dello spettacolo (arabo\, cinese\, francese\, inglese\, rumeno\, senegalese\, spagnolo e tedesco). \n\n\n\nIl 9 settembre infine avrà inizio la fase del progetto dedicata ai laboratori didattici che vedranno coinvolti bambini e anziani con il laboratorio “Nonni e nipoti” (tutti i martedì alle 17) e il “Laboratorio di improvvisazione per stranieri” (tutti i lunedì alle 18). \n\n\n\nTutti gli eventi sono a ingresso libero. \n\n\n\nll progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura \n\n\n\nInformazioni e contatti: Teatro Hamlet APS – Via Alberto da Giussano 13 Roma Tel. 0641734901 – 3334313086 Sito: www.teatrohamlet.it \n\n\n\nCome raggiungere il Teatro Sala Vignoli: Metro C Pigneto – Tram 5\,14\,19 – Bus 50\,81\,105\,412\,N11 – Pista ciclabile Prenestina
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SUMMARY:Jim Porto all'AlexanderPlatz Jazz Club
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, venerdì 21 novembre\, Jim Porto con il suo trio con ospite Robertinho Bastos\, percussioni. Il pianista compositore e cantante Jim Porto sono nati nella città di Rio Grande (Brasile). Jim inizia a suonare il pianoforte a casa dei suoi vicini all’età di 6 anni. Poiché viveva in una famiglia numerosa\, suo padre\, non potendo acquistare un pianoforte\, decise di noleggiarne uno per la felicità del figlio autodidatta. Jim continua il suo sogno con la musica\, sapeva cosa voleva\, ha iniziato a suonare più tardi con band locali nella sua città.A 18 anni si trasferì a Rio de Janeiro\, dove iniziò a sostituire i pianisti disoccupati nella vita notturna di Rio\, alternando il lavoro con quello presso una compagnia aerea. Successivamente\, mentre suonava in un piano bar\, incontrò un gruppo di turisti italiani entusiasti della sua bossa/jazz e dello swing… e gli presentarono Sandro Melaranci\, proprietario dell’allora Manuia (locale frequentato da personaggi famosi a Roma\, ritrovo di musicisti e artisti di fama\, nonché di personaggi di passaggio del mondo artistico).Jim si trasferì a Roma dove diventò l’attrazione del Manuia\, richiamando gli appassionati della musica brasiliana e del suo stile bossa/jazz\, dove rimase per 6 anni… con molte jam session con artisti famosi come Djavan Alcione e molti altri\, fino a quando registrò il suo primo album con una partecipazione speciale in alcuni brani del famoso trombettista americano Chet Baker…Da allora Jim Porto non si è più fermato\, continua il suo viaggio con i suoi spettacoli in tutta Italia e nel mondo\, Europa\, USA\, Asia\, Africa\, partecipando ad importanti eventi e rinomati festival jazz come Umbria Jazz (Italia)\, Tabarka Festival (Tunisia)\, International Jazz New Delhi Festival Praia (Capo Verde)\, Jazz Festival Cape Town (Sudafrica)\, Theatre Tata Mumbai (India) con grande riscontro\, passando per diversi jazz club in giro per il mondo come Blue Note a Milano(dove ha registrato un album dal vivo “Live at Blue Note Milan”).La sua musica arrivò in Brasile attraverso le colonne sonore delle soap opera e comparve anche in alcuni titoli di testa di soap opera brasiliane in Italia. Jim Porto canta l’inno nazionale prima dell’ultimo Mondiale in Brasile allo Stadio Olimpico di Roma\, in una partita amichevole tra Brasile e Italia\, alla presenza di oltre 60.000 persone\, oltre alla trasmissione in diretta video dell’evento. Jim Porto continua a mostrarci questo Brasile con il suo pianoforte e la sua voce. Nella sua lunga carriera… con la sua musica\, questo Brasile che non smette mai di sorprenderci. \n\n\n\n                                                                                                                                                                                     Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,30 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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SUMMARY:"I cioccolatini di Olga" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Con I cioccolatini di Olga\, in scena al TeatroBasilica dal 21 al 23 novembre\, approda a Roma uno dei lavori più intensi e stratificati di Galleria Toledo\, liberamente ispirato a L’orgia di Praga di Philip Roth. Nella drammaturgia e regia di Laura Angiulli\, l’opera ritrova la vibrazione profonda di un autore che ha saputo trasformare il tema dell’appartenenza—alle radici\, alla memoria\, alla propria storia—nel motore segreto di una narrazione sempre inquieta\, sempre in cerca di sé. \n\n\n\nNote di Laura Angiulli \n\n\n\nSe la formazione e i più generali caratteri culturali di Philip Roth fanno riferimento al Nord Est di quell’America della quale fin dall’infanzia lui assume in proprio i tratti\, le consuetudini\, le passioni giovanili proprie di certa popolazione immigrata di più o meno recente generazione -proficuamente insediata in quel contesto d’America – è anche vero che il richiamo delle radici resta forte\, e insiste sulle scelte di vita e letterarie dell’autore\, e non di rado nell’ampio peregrinare della scrittura lo riporta  indietro\, in un andare a ritroso  attraverso le generazioni. \n\n\n\nL’orgia di Praga\, apparentemente un’operina\, pulsa del desiderio d’appartenenza e condivisione. \n\n\n\nC’è il riconoscimento di una distanza avvertita e sofferta dal soggetto scrivente\, per caso portato dagli eventi in quella terra della sua antica origine\, al tempo ancora oppressa dalla violenza della dominazione sovietica.  \n\n\n\nLe figure\, faticosamente\, stentatamente si aggirano sulla scena dell’opera\, quasi fantasmi nella nebbia offuscante di un diritto di sopravvivenza tanto reclamato quanto negato\, e pure si stagliano per la nettezza della rappresentazione\, e si fanno elementi di configurazione di un più ampio spaccato umano che può facilmente essere assunto a segno di una mortificante conduzione di vita\, quasi negazione della vita stessa.  \n\n\n\nLa scelta   di trarre un’idea di messinscena dagli umori de L’orgia di Praga si lega idealmente alla già consumata esperienza – da parte dell’autrice/regista-  che fu nella traslazione teatrale del romanzo “Le braci”di Sandor Marai felicemente portata alla scena\, e al desiderio ancora una volta presente di appuntare lo sguardo su quell’ampio versante d’Europa drammaticamente segnato da espropriazioni di territori e caratteri\, di culture\, di logos; un’ulteriore occasione di riflessione che pure nel mutato contesto storico-politico degli ultimi decenni cerca di cogliere\, nelle leggibili contraddizioni del presente\, le tracce di un passato la cui drammaticità non è ancora affidata alla polvere del tempo.                                                                                           \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo
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LOCATION:Teatro Basilica\, Piazza di Porta San Giovanni\, 10\, Roma\, 00185\, Italia
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SUMMARY:" LA CERIMONIA DEL MASSAGGIO" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Sarà in scena dal 21 al 23 novembre al Teatro di Villa Lazzaroni lo spettacolo LA CERIMONIA DEL MASSAGGIO di Alan Bennet\, con Gianluca Ferratoper la regia di Roberto Piana e Angelo Curci. \n\n\n\nPadre Geoffrey Jolliffe pratica il sacerdozio in virtù di un solido e personalissimo compromesso tra fede e sessualità. Ma quando il caro estinto da commemorare è Clive\, massaggiatore “dei vip” dal tocco miracoloso\, la funzione religiosa diventa per Padre Geoffrey un’immersione nelle sue stesse profondità\, nel desiderio e nell’istinto\, questioni che gli sono oscure\, o quasi\, avendo avuto lui stesso \n\n\n\nincontri intimi con Clive\, lui come – a quanto pare – gran parte della fauna mondana e dissoluta che popola la chiesa per l’occasione. \n\n\n\nUn dubbio sulla causa della morte del massaggiatore getta un’ombra sulla celebrazione: il rischio di essere stati contagiati da una malattia infettiva durante quelle sedute “taumaturgiche” stringe prete e convenuti nella morsa del panico. \n\n\n\nDopo Tutto Sua Madre del francese Guillaume Gallienne\, Gianluca Ferrato\, ancora una volta diretto da Roberto Piana\, atterra nel mondo del grande Alan Bennett\, autore di elegante e sottile perfidia\, che ne La cerimonia del massaggio mescola sacro e profano\, corpo e spirito\, cinismo e pìetas con la sapienza di un grande narratore e la leggerezza di un enfant terrible. \n\n\n\nDalle pagine del romanzo breve di Bennett\, un po’ black comedy e un po’ pamphlet satirico\, un monologo torrenziale\, tragicomico e irriverente che è anche e soprattutto la parabola di un uomo che fronteggia\, esplora e infine accoglie il desiderio carnale\, trovandogli un posto dentro di sé dopo aver attraversato l’imbarazzo\, la paura e in un certo senso anche la morte. Commedia e dramma si rincorrono e si prendono in giro a vicenda in una scrittura\, come sempre in Bennett\, pungente e raffinata.
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LOCATION:Teatro di Villa Lazzaroni\, Via Appia Nuova\, 522\, Roma\, 00181\, Italia
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SUMMARY:"LA MIA PRIMA SIGARETTA" al Piccolo Teatro Carlo Goldoni
DESCRIPTION:“Mi colse un’inquietudine enorme”. Pensai: “Giacché mi fa male non fumerò mai piú\, ma prima voglio farlo per l’ultima volta”. Questo affermava Zeno Cosini nel romanzo di Svevo che ha profondamente segnato la letteratura del Novecento. Lo spettacolo parte da lì\, da chi ostinatamente cerca di contrastare una forma di dipendenza che\, da sempre\, ha rappresentato il passaporto per diventare adulti\, la prima emozione da vizio\, l’indispensabile convitato alla conversazione seria o faceta.Nello spettacolo è lei la protagonista vera che parla attraverso alcuni personaggi che hanno fatto la storia della cultura\, dell’arte\, della politica e che le renderanno omaggio\, ringraziandola per aver contribuito a farli diventare così come li ricordiamo; coraggiosi\, anticonformisti\, geniali. \n\n\n\nE in questo suo viaggiare la sigaretta si ritroverà sulle labbra di un uomo che\, ostinatamente\, ha deciso invece\, nella sua vita\, di non farsi tentare da quel male\, presunto tale\, facendo prevalere la proibizione al desiderio di provare a capire il senso mistico di una boccata di fumo di sigaretta.Dopo aver visto lo spettacolo\, cambierà idea? \n\n\n\nLa mia prima sigaretta: Da un’idea di Claudio Nicolini – Con Andrea Bruno\, Cristiano Roncaccia\, Giovanna Coviello\, Valeria Pistillo – Scenografia: Antonietta Corrado –  Regia: Claudio Nicolini \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\nIntero – € 15\,00 + € 3\,00 tessera associativa \n\n\n\nRidotto – € 12\,00 + € 3\,00 tessera associativa
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LOCATION:Piccolo Teatro Carlo Goldoni\, Piazza di Donna Olimpia\, 5 Scala F Int.6\, Roma\, ITA\, 00152\, Italy
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SUMMARY:"RIVOLUZIONE RIDICOLA" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Torna in scena lo spettacolo “Rivoluzione Ridicola-Storia di un artista di strada” scritto da Sara Baccarini e Salvatore Fazio\, diretto da Simona Fioravanti e interpretato da Yari Croce. Uno sguardo\, un’emozione\, un sorriso. Vi siete mai chiesti cosa cerca un artista di strada quando si esibisce? Dietro a tutti i sacrifici\, rinunce e difficoltà\, cosa lo fa andare avanti? Cosa lo fa sentire riconosciuto? Una storia di vita vissuta\, una storia d’amore\, che vive grazie a uno sguardo\, un’emozione e un sorriso. \n\n\n\nSpettacolo emozionante e delicato\, denso di tutte quelle sfumature che colorano le vicissitudini di un artista\, ma pretesto per raccontare la vita di tutti coloro che tra difficoltà e problemi quotidiani amano comunque sognare e saper andare avanti\, mettendo prima di tutto il rispetto per gli altri e per se stessi\, per la propria dignità i propri affetti il proprio lavoro\, affrontando sempre tutto con il sorriso! Uno spaccato di vita italiana adatto a tutti\, adulti e bambini\, per l’adattamento e la regia di Simone Fioravanti\, interpretato da Yari Croce. Viene portato sotto i riflettori uno spettacolo sognante\, ben raccontato e scandito da bellissime musiche\, che si alterneranno a momenti di pura recitazione e ad altri più visivi legati al mondo della magia\, della giocoleria e della clownerie. Le battute si coloreranno di bolle di sapone di personaggi iconici come il Clown\, Charlie Chaplin\, il Capitano Jack Sparrow e tanto altro da scoprire. Un’ora e mezza da non perdere\, che vi regalerà una gran dose di felicità da custodire nel cuore. \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\nIntero: 13.00 Ridotto: 10.00 -prevista tessera associativa- \n\n\n\nda venerdì a domenica ore 21 \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847
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LOCATION:Teatro Trastevere\, Via Jacopa de Settesoli\, 3\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"Antigone" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Antigone è nel destino del Teatro di ogni tempo. \n\n\n\nÈ uno dei modelli archetipici che ci accompagnano a prescindere dalla nostra storia\, cultura\, religione\, visione. \n\n\n\nÈ filosofia scesa intorno a noi\, che ci cammina accanto\, che ci chiede\, che ci ascolta.  \n\n\n\nÈ una delle prove del nostro essere umani\, una di quelle poche che abbiamo scelto di portarci attraverso i secoli\, per affermarci e riconoscerci. \n\n\n\nPer consolarci\, promettendo a noi stessi di averne cura. \n\n\n\nL’abbiamo evocata\, immaginata\, misurata al nostro poco. L’abbiamo trattenuta\, pregata\, liberata nel cuore. \n\n\n\nL’abbiamo raccontata\, ogni volta che abbiamo potuto. \n\n\n\nL’abbiamo riscritta con le parole nuove che abbiamo imparato vivendo\, morendo nel quotidiano fallire\, sapendo che ogni variazione è già Teatro. \n\n\n\nCome quando lo spettacolo incontra un altro palcoscenico oltre quello del debutto\, \n\n\n\nla misura\, l’accordo\, la messa in voce di suoni e corpi\, si conclamano dallo spazio successivo a quello della prima. \n\n\n\nLe parole sono in movimento\, avanti e indietro e intorno al punto di percezione di quando siamo spettatori. \n\n\n\nCome quando lo spettacolo incontra un’altra platea oltre quella del debutto.  \n\n\n\nIl dono che portiamo è una promessa e quella di Anouilh è un’Antigone che ci parla da così vicino che quasi quasi potremmo abbracciarla. \n\n\n\nLa sentiamo dire di noi in tutte le lingue\, e capiamo tutto\, ogni sfumatura\, silenzio\, respiro. \n\n\n\nDi Antigone\, Anouilh\, non ha riscritto le parole\, ha scritto la voce. \n\n\n\nAntigone o della disputa della ragione\, delle ragioni.  \n\n\n\nDi quelle trasversali\, dimesse dall’identità individuale a favore di un corpo-coro che le comprenda tutte. \n\n\n\nOltre l’appartenenza\, l’anagrafica\, il genere\, sono parole che vengono da noi stessi: le ascoltiamo nella nostra stessa voce: siamo Antigone e Creonte insieme\, o lo siamo già stati più volte\, di più in certe fasi della vita e meno in altre e viceversa o in alternanza. \n\n\n\nLe leggi devono regolare il vivere o la vita dovrebbe regolare le leggi che regolano la vita? Uno di fronte all’altro\, a farsi carico di una ragione giusta\, di una giustizia\, o di un’altra giustizia\, incontriamo noi di fronte a noi\, a scegliere le domande da infilare nelle tasche del tempo\, dell’età\, della speranza; ad aspettare le risposte che il tempo\, guardandoci\, sceglierà di farci dire. \n\n\n\nPenso a questo testo come a un soliloquio a più voci. Una confessione intima e segreta\, nella verità vera\, scomoda\, incapace\, parziale\, che ci dice che la nostalgia del vivere è precedente a tutti noi\, perché sappiamo da sempre che quel corpo insepolto siamo noi mentre siamo ancora vivi. \n\n\n\nAnche per questo\, ho distribuito i ruoli in due modalità diverse e complementari.  \n\n\n\nAlcuni personaggi corrispondono a se stessi\, altri al proprio riflesso. \n\n\n\nAntigone e Creonte\, come di fronte a uno specchio: chi è Antigone è il riflesso di Creonte e chi è Creonte è il riflesso di Antigone. \n\n\n\nANTIGONE di Jean Anouilh  traduzione Andrea Rodighiero\, personaggi e interpretiSilvia Battaglio – ISMENE e IL MESSAGGEROIlaria Drago – EMONE e GUARDIEManuela Kustermann – LA NUTRICE e CORORoberto Latini – ANTIGONEFrancesca Mazza – CREONTE
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LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, 00152\, Italia
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SUMMARY:Satyricon di Petronio al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, da venerdì 21 novembre a domenica 7 dicembre\, Satyricon di Petronio\, adattamento e regia Francesco Polizzi\, con\, Francesco Polizzi\, Andrea Lami\, Giuseppe Coppola\, Greta Polinori\, Andrea De Luca\, Vittoria Vitiello\, Paolo Oppedisano. Una suggestiva trasposizione teatrale dell’avvincente romanzo di Petronio\, Il capolavoro della letteratura latina\, da cui Fellini trasse il suo celebre film Fellini Satyricon. Scritta nel I sec. d.C.\, l’opera costituisce un potente affresco della Roma imperiale\, con i suoi eccessi e le sue bellezze infernali\, attraverso una sequenza di storie e personaggi\, che mescola divinità e popolino\, straccioni\, nobili e arricchiti\, filosofi\, prostitute e raffinati poeti. Una raffigurazione fantasiosa che restituisce appieno il ritratto di una civiltà sull’orlo della decadenza che\, per molti versi\, ricorda da vicino la nostra. \n\n\n\n NOTE DI REGIA \n\n\n\nL’opera\, scritta nel I sec. d.C.\, è incentrata sulle vicissitudini di Encolpio\, un giovane studente di retorica colto e sfaccendato\, del suo efebico servo Gìtone\, col quale intrattiene un’intensa relazione\, e dell’infido amico-nemico Ascilto. La narrazione si apre in una Graeca urbs della Campania (probabilmente Napoli)\, dove i protagonisti vengono coinvolti in diverse peripezie\, fino a giungere nella casa di Trimalcione\, un rozzo ed eccentrico liberto arricchitosi immensamente con l’attività commerciale\, dove i tre giovani si trovano invitati a uno dei suoi sfarzosi e luculliani banchetti. Qui s’apre la scena della famigerata Coena Trimalchionis che\, occupando quasi la metà dell’intero scritto pervenutoci\, costituisce la parte centrale dell’opera. Al convivio sono ospiti\, oltre ai tre giovani\, vari personaggi dello stesso ceto sociale del padrone di casa. La portata del cibo è spettacolare e altamente coreografica\, accompagnata dai giochi acrobatici della servitù e dai racconti tra i commensali. I convitati intrattengono poi una lunga conversazione\, che tocca i più svariati argomenti: la ricchezza e gli affari di Trimalcione\, l’inopportunità dei bagni\, la funzione sociale dei riti funebri\, le condizioni climatiche e l’agricoltura\, la religione e i giovani\, i giochi pubblici\, i disturbi intestinali\, il valore del vetro\, il fato\, i monumenti funebri\, i diritti umani degli schiavi. Il tutto offre uno spaccato vivace e colorato\, non senza punte di chiara volgarità\, della vita di quel particolare ceto sociale. La trasposizione teatrale mette in scena l’originale sequenza di storie\, personaggi e parodie che mescola divinità e popolino\, straccioni e arricchiti\, filosofi\, prostitute e raffinati poeti. Attraverso le vicende di Encolpio e Ascilto si dipanano in dieci quadri gli eccessi e le bellezze infernali della Roma imperiale. Seguendo liberamente i frammenti del Satyricon di Petronio\, la messa in scena gioca con stili e registri differenti\, in un pastiche che intreccia melodramma e farsa\, l’avanspettacolo all’epos classico\, fornendo l’affresco di una civiltà sull’orlo della decadenza\, che ricorda da vicino la nostra. (Francesco Polizzi) \n\n\n\ne-mail: info@teatroarcobaleno.it – sito: www.teatroarcobaleno.it \n\n\n\nORARIO SPETTACOLI \n\n\n\nVenerdì 7 e sabato 8 novembre ore 21\,00 – domenica 9 novembre ore 17\,30 \n\n\n\nVenerdì 14 e sabato 15 novembre ore 21\,00 – domenica 16 novembre ore 17\,30 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 23\,00 – Ridotto € 19\,00 (Over 65\, CRAL\, Associazioni convenzionate) – Ridotto studenti € 15\,00
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LOCATION:Teatro Arcobaleno\, Via F. Redi 1/a\, Roma\, Italia\, 00161\, Italia
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SUMMARY:“Anelito” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Un’inedita esperienza poetico-performativa di Emanuela Cadrini e Carlo Delli Colli prende vita al Teatro Comunale Veroli che apre le sue porte ad un evento unico nel suo genere: “Anelito”\, un’operazione poetico-artistica e performativa che rappresenta un unicum nella stagione teatrale 25/26\, introducendo un linguaggio nuovo\, fluido e trasversale\, in cui le arti si fondono e si contaminano. Per la prima volta sul palcoscenico verolano\, il pubblico sarà invitato a partecipare a una esperienza sensoriale e partecipativa che supera le convenzioni dello spettacolo teatrale tradizionale. Anelito non è una rappresentazione da guardare\, ma un processo vivo che si costruisce nel momento stesso in cui accade\, un’opera che si trasforma insieme al luogo\, all’artista e agli spettatori. Nato nel 2023\, come ricerca poetico-performativa\, “Anelito” esplora il modo in cui vissuto\, arte\, emozioni e inconscio possono dialogare e rispecchiarsi\, generando un presente che è memoria e proiezione insieme. La performance intreccia poesia\, interpretazione attoriale\, musica elettronica\, pittura gestuale ed espressione corporea\, creando un tessuto artistico in continua metamorfosi. \n\n\n\nCiò che accade sul palco è sempre diverso: ogni replica è in realtà una nuova nascita\, un incontro irripetibile determinato dalle energie del momento\, dalle suggestioni del luogo e dalle risposte emotive del pubblico. Lo spettatore non è semplice osservatore\, ma parte integrante del processo creativo\, un co-autore inconsapevole che contribuisce\, con la propria presenza e sensibilità\, alla ridefinizione costante del progetto. \n\n\n\nNon potete perdere questo evento unico e irripetibile sabato 22 novembre alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 5.00 \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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SUMMARY:"AUTlook" di e con Emanuele Santoro a Teatrocittà
DESCRIPTION:“Papà…””Ti ascolto.” – “Un mio compagno a volte si comporta un po’ da matto.” – “Anche tu\, Tommaso. Anch’io…” – “Ma lui dà di matto in classe\, davanti a tutti.” – “Spiegati meglio.” – “Boh\, ogni tanto si alza di scatto\, si agita e fa le vocine da cartone animato!” – “Mh. E quindi?” – “Niente. Poi si calma. È quello autistico.” – “È tuo amico? Voglio dire\, ci parli? Ci giochi?” – “Poco. Passa molto tempo a leggere\, per i fatti suoi.” – “Meglio che stare sul cellulare\, direi.” – “È un testina (molto intelligente\, ndr.)\, sa un sacco di cose.” \n\n\n\n Per il compagno di Tommaso\, una luce troppo forte\, uno strillo (anche giocoso) o il volume delle voci in generale\, un compagno che gli bussa sulla spalla\, il colore di una maglietta\, uno sguardo prolungato\, lo spostamento di banco\, di un mobile nell’aula o un compito particolarmente impegnativo (ma anche uno per lui ripetitivo se non banale…) possono rappresentare una fonte di grande stress. Disagio\, tensione\, malessere che il ragazzino cerca di controllare finché può\, perché non vuole infastidire i compagni e apparire come “quello strano”. Disagio che vorrebbe comunicare ma non trova le parole giuste\, o le trova ma non gli escono. Ed ecco che (può essere) inizia a sfarfallare (agitare le mani) e/o a fare le vocine. In realtà sta solo cercando di comunicare\, a modo suo. Ma Tommaso queste cose non le sa. Lui sa solo che il suo compagno è autistico. \n\n\n\nAUTlook è uno sguardo all’autismo che cerca lo sguardo dell’autismo. Di storie come quella che raccontiamo ce ne sono tante\, tante quante sono le variabili di funzionamento di una persona con disturbo dello spettro autistico. Questa è una\, ed è una storia vera. Il racconto di un figlio e di una madre che ci parla di paure e insicurezze ma anche di coraggio e determinazione\, di sconfitte e frustrazioni ma anche di fiducia\, determinazione e conquiste. Una storia che ci permette di conoscere questa neurodivergenza e ci offre gli strumenti per rivalutare il significato di parole come diversità e normalità. Su quest’ultima possiamo mettere il sigillo della certezza: è un concetto statistico. Sull’altra possiamo ancora lavorare. (E. S.) \n\n\n\n“Odiavo le svolte a sinistra. Per me era semplice: svoltare a sinistra era “stupido”\, svoltare a destra era “giusto”. Non so più il perché\, ma a quel tempo era una mia convinzione. Ogni volta che mettevano la freccia a sinistra era come se mi stessero dicendo che ero stupido.” \n\n\n\n“Io volevo solo essere come gli altri\, ma non ci riuscivo.” \n\n\n\nHa detto la stampa: \n\n\n\n“Emanuele Santoro ci restituisce una versione convincente di questa storia anche nel cercare una resa vocale e gestuale che non risultasse artificiosa nel suo fraseggio spiccante e spezzato allo stesso tempo. Così come Lorella De Luca è una madre che\, in retrospettiva\, con la calma di una disperazione guarita può rendere la sua testimonianza piana e consolante (…)” M. C. – L’Osservatore\, 22.03.25  \n\n\n\nHanno detto gli spettatori:  \n\n\n\nNOTA: Commenti che il pubblico ha lasciato su un quaderno all’uscita dalla sala teatro o inviato tramite e-mail o messaggio: \n\n\n\n“Interessante\, emozionante\, profondo. Bravissimi!” (Sonia) \n\n\n\n“Un’interpretazione molto intensa. Un omaggio profondo a coloro che non riescono a comunicare le loro esigenze\, la loro unicità e ai genitori che vivono questa esperienza così complessa accanto ai loro figli.” (J. A.) \n\n\n\n“Lo spettacolo è riuscito\, con sensibilità e con la tecnica teatrale\, a far entrare il pubblico nel mondo dell’autismo\, nelle sue sfaccettature e\, soprattutto\, nella sua essenza. Ringrazio l’autore perché è riuscito a rendere\, in modo egregio\, il complesso\, complicato mondo della neurodivergenza.” (Dott.ssa Anna Saito – Psichiatra e psicoterapeuta) \n\n\n\n“Uno spettacolo davvero bello ed emozionante\, un attore bravissimo.  Ci sono tante parole per definire il tutto.” (P.L.)  \n\n\n\n“Da ex insegnante\, uno spettacolo di grande valore che ogni scuola dovrebbe proporre a suoi allievi!” (G. P.) \n\n\n\n“Emanuele bravissimo e pure Lorella. Grazie per la bella esperienza\, è storia che tocca tutti. Tutti ma proprio tutti hanno un percorso di adattamento che risuona. Insomma\, bello\, sono felice di esserci stata.”  (E. G.)
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SUMMARY: Migrazioni Sonore - Il messaggio universale della musica e le nuove cittadinanze
DESCRIPTION:Da sabato 22 novembre a sabato 20 dicembre 2025\, il Festival Popolare Italiano ideato e diretto da Stefano Saletti\, prosegue il suo cammino al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma con il progetto Migrazioni Sonore – Il messaggio universale della musica e le nuove cittadinanze\, un percorso dedicato alla musica come linguaggio universale e ponte tra culture. Gli otto concerti con inizio alle ore 20.30\, saranno preceduti alle ore 19.30 dalle Conversazioni in musica curate dalla rivista specializzata BlogFoolk\, che mettono in dialogo artisti\, giornalisti e comunità provenienti da diverse aree del mondo. Il costo del biglietto\, 6 euro\, comprende anche la visita al museo (ultimo ingresso ore 18.30) \n\n\n\nIl viaggio si apre sabato 22 novembre con Moni Ovadia\, Giovanni Seneca e Anissa Gouizi in Rotte mediterranee\, un recital basato sull’intreccio di racconti e canzoni popolari dell’area mediterranea e composizioni originali di Giovanni Seneca. Il Mare torna a essere un ponte tra le sue sponde\, a collegare mondi un tempo strettamente legati e che continuano a mantenersi in contatto\, grazie a quanti credono alla cultura come strumento di comunicazione per il dialogo tra i popoli. Il Mediterraneo non è solo un luogo geografico\, è un’atmosfera\, un paesaggio. I canti presentano elementi nelle lingue locali: bulgaro\, serbo\, greco\, ladino\, turco e vari dialetti italiani. Si tratta dunque di un repertorio plurilingue\, in cui talora una stessa melodia accompagna testi in lingue diverse\, talora una stessa canzone si compone di strofe in varie parlate. Musiche e canti ispirati alle diverse culture del mediterraneo e al dialogo tra i popoli; partendo dall’Italia si parte per un viaggio che tocca Spagna\, Nord Africa\, Grecia e arriva fino ai Balcani. \n\n\n\nCome ad aprire finestre sul mediterraneo Moni Ovadia e Giovanni Seneca\, assieme alla cantante e percussionista italo-algerina Anissa Gouizi\, fondono musica\, canto e parole in una originale forma di concerto teatrale. \n\n\n\nIl programma prosegue giovedì 27 novembre con La Vuelta dei SuRealistas\, un’esplosione di ritmi sudamericani e mediterranei in cui la band argentina-toscana fonde cumbia\, son\, rock e poesia in un inno alla vita e alla diversità. \n\n\n\nGiovedì 4 dicembre il Pejman Tadayon Ensemble propone La musica e la poetica dei mistici Sufi: da Rumi a Omar Khayyam\, un concerto che intreccia suono\, danza e poesia della tradizione persiana\, mentre sabato 6 dicembre il gruppo internazionale Nubras porta sul palco l’energia dell’intreccio di sonorità romene\, spagnole e mediterranee. \n\n\n\nGiovedì 11 dicembre è la volta di Ziad Trabelsi & Gabriele Coen: Dialoghi di pace\, un incontro tra musiche arabe\, ebraiche e cristiane nel segno del dialogo e dell’improvvisazione jazzistica\, seguito sabato 13 dicembre da Maluf System: Eddiwen\, Canzoniere tunisino\, progetto di Marzouk Mejri e Salvatore Morra che reinterpreta le antiche suite urbane del maluf tunisino in chiave contemporanea. \n\n\n\nLa settimana successiva\, giovedì 18 dicembre\, protagonista è l’Orchestra Multietnica di Arezzo diretta da Enrico Fink in un concerto-corale con trenta musicisti di provenienze diverse\, dal Mediterraneo all’Asia\, dal Sudamerica all’Europa\, in un autentico mosaico di suoni e storie. \n\n\n\nChiude sabato 20 dicembre Banda Ikona e Baobab Ensemble in Sacro Mediterraneo\, diretti da Stefano Saletti con le voci di Yasemin Sannino\, Gabriella Aiello e Barbara Eramo\, insieme a Gabriele Coen\, Mario Rivera\, Eugenio Saletti e Arnaldo Vacca e le voci e gli strumenti del Baobab Ensemble. Un viaggio spirituale tra le sponde del mare comune\, dalla Puglia ai Balcani\, dalla Grecia al Maghreb\, cantato in Sabir\, la lingua franca del Mediterraneo\, per riscoprire il senso profondo del dialogo tra i popoli. \n\n\n\nOgni concerto sarà preceduto\, alle ore 19.30\, dalle Conversazioni in musica (incontri di giornalisti\, studiosi e musicisti con gli artisti del festival) a cura di Blogfoolk Magazine\, autorevole settimanale dedicato alle musiche popolari\, world e folk\, curate dal direttore editoriale Salvatore Esposito\, da Stefano Saletti ed Elisabetta Malantrucco (Rai Radio Techete’).  \n\n\n\nIl ciclo si apre sabato 22 novembre con Tra le mie corde\, incontro/concerto di Mauro Palmas e Giacomo Vardeu. \n\n\n\nGiovedì 4 dicembre\, la conversazione Iran tra tradizione e modernità vedrà protagonista Pejman Tadayon\, che racconterà la sua esperienza artistica tra Oriente e Occidente. Sabato 6 dicembre\, Le tre R: Rom\, Rumena\, Romana\, incontro con Roxana Ene\, voce del Nubras ensemble\, per esplorare le radici e le contaminazioni tra le culture attraverso la musica. Giovedì 11 dicembre\, si terrà il Premio BlogFoolk 2025 quest’anno assegnato a “Onde” di Maria Mazzotta. Sabato 13 dicembre\, Le scale\, gli strumenti e gli stili del Maluf\, con Marzouk Mejri e Salvatore Morra\, offrirà un approfondimento sulla musica tunisina e i suoi linguaggi modali. Giovedì 18 dicembre\, alle ore 19.30\, L’incontro possibile tra culture\, religioni e tradizioni differenti\, con Enrico Fink sarà un momento di confronto sui temi del dialogo e dell’inclusione attraverso la musica. Infine\, sabato 20 dicembre\, alle ore 19.30\, Diritti e nuove cittadinanze concluderà il ciclo con una riflessione sul ruolo della cultura e dell’arte nella costruzione di nuove cittadinanze. \n\n\n\nAnche questa edizione gode della media partnership di Rai Radio Techete’ che\, con la cura di Elisabetta Malantrucco\, realizzerà una serie di puntate dedicate ai concerti e agli artisti protagonisti della rassegna. \n\n\n\nIl progetto Migrazioni Sonore\, promosso da Roma Capitale\, è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in occasione del Giubileo 2025 in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nIL FESTIVAL POPOLARE ITALIANO. Ideato e diretto da Stefano Saletti (polistrumentista e compositore\, alla guida della Banda Ikona e di diversi ensemble internazionali di world music)\, il festival è nato nel centro di accoglienza Baobab a Roma nel 2015\, alla sua chiusura si è trasferito al Teatro Villa Pamphilj dove si è svolto per cinque edizioni\, poi nello storico Teatro Verde e dal 2023 al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. Nelle edizioni precedenti ha visto la partecipazione dei più rappresentativi esponenti della musica popolare non solo italiana. Il Festival Popolare italiano appartiene alla Rete Italiana della World Music\, un’associazione che riunisce operatori\, musicisti e oltre 25 festival di tutte le regioni d’Italia. Missione della Rete è supportare il mondo della world music italiana e contribuire alla diffusione di un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo per il nostro Paese in cui la musica è strumento di costruzione della propria identità culturale\, ma anche di conoscenza e di contaminazione con le altre culture del Mediterraneo\, e quindi fonte di innovazione. \n\n\n\nMIGRAZIONI SONORE. Festival Popolare Italiano 12a Ed. Da sabato 22 novembre a sabato 20 dicembre 2025 \n\n\n\nDirezione Artistica: Stefano Saletti | Organizzazione generale: Associazione Ikona / Ikona Concerti. In collaborazione con: BlogFoolk |Il Festival Popolare Italiano fa parte della Rete Italiana World Music. \n\n\n\nMedia Partner: Rai Radio Techete’  \n\n\n\nMuseo Nazionale degli Strumenti Musicali – Direttrice: Arch. Sonia Martone \n\n\n\nInfo & prenotazioni: Tel: 067014796 – Mail: dms-rm.museostrumenti@cultura.gov.it \n\n\n\nIngresso: 6 euro comprensivo di visita al Museo \n\n\n\nMIGRAZIONI SONORE  – calendario dettagliato \n\n\n\nsabato 22 Novembre 2025 – ore 20.30 – Rotte mediterranee. MONI OVADIA/GIOVANNI SENECA/ANISSA GOUIZI: Moni Ovadia: voce; Giovanni Seneca: chitarre; Anissa Gouizi: voce \n\n\n\nRotte mediterranee è un recital basato sull’intreccio di racconti e canzoni popolari dell’area mediterranea e composizioni originali di Giovanni Seneca. Il Mare torna a essere un ponte tra le sue sponde\, a collegare mondi un tempo strettamente legati e che continuano a mantenersi in contatto\, grazie a quanti credono alla cultura come strumento di comunicazione per il dialogo tra i popoli. Il Mediterraneo non è solo un luogo geografico\, è un’atmosfera\, un paesaggio. I canti presentano elementi nelle lingue locali: bulgaro\, serbo\, greco\, ladino\, turco e vari dialetti italiani. Si tratta dunque di un repertorio plurilingue\, in cui talora una stessa melodia accompagna testi in lingue diverse\, talora una stessa canzone si compone di strofe in varie parlate. Musiche e canti ispirati alle diverse culture del mediterraneo e al dialogo tra i popoli; partendo dall’Italia si parte per un viaggio che tocca Spagna\, Nord Africa\, Grecia e arriva fino ai Balcani. Come ad aprire finestre sul mediterraneo Moni Ovadia & Giovanni Seneca assieme alla cantante e percussionista italo-algerina Anissa Gouizi\, fondono musica\, canto e parole in una originale forma di concerto teatrale. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Tra le mie corde: Mauro Palmas con Giacomo Vardeu. A cura di Salvatore Esposito (BlogFoolk) \n\n\n\ngiovedì 27 Novembre 2025 – ore 20.30 – Il suono del Sur tra Argentina e Toscana   \n\n\n\nSUREALISTAS: “La Vuelta”: Jeremías Cornejo: voce\, chitarra\, ukulele; Joaquín Cornejo: voce\, tastiera; Iacopo Schiavo: voce\, chitarra elettrica; Mauro La Mancusa: tromba\, percussioni; Sigi Beare: sax tenore\, percussioni; Matteo Bonti: basso; Pietro Borsò: batteria; Laura Falanga: percussioni \n\n\n\nNelle loro vene scorrono Argentina e Sicilia\, Pisa e Livorno… e persino un pizzico di Bosnia. I loro cuori pulsano al ritmo delle clavi afroamericane\, tra cumbia e son\, MPB e bossanova. E i loro sogni d’adolescenza\, pronti a tornare alla riscossa\, sono pieni di rock e psichedelia\, cantautorato e letteratura. I SuRealistas sono una vera band. Nessun leader: il loro simbolo non è una piramide ma un cerchio\, capace di racchiudere più idee\, più voci e più colori. \n\n\n\n«La vita è l’arte dell’incontro»\, diceva Vinícius de Morães: e dall’incontro tra tanti sogni è nato il sogno dei SuRealistas\, popolato di canzoni originali e al tempo stesso radicate nella tradizione sudamericana. Dopo svariati europei\, 4 album di inediti le priorità dei SuRealistas sono chiare: tenere gli occhi sempre aperti sul mondo e i piedi sempre pronti a danzare.  \n\n\n\nQuesta è la chiave del loro realismo\, magico e surreale\, ove «Sur» non significa solo Sudamerica ma anche sud del mondo e periferia\, minoranza e diversità\, una natura sull’orlo del collasso e un mondo che non sa bene dove va. Il loro concerto è un inno alla vita\, al canto e alla danza. \n\n\n\nGiovedì 4 Dicembre 2025 – ore 20.30 – La musica e la poetica dei mistici Sufi: da Rumi a Omar Khayyam \n\n\n\nPEJMAN TADAYON ENSEMBLE: Pejman Tadayon: canto\, oud\, saz\, ney\, kamanceh; Simone Pulvano: percussioni; Massimiliano Barbaliscia: santur; Francesco Monti: viella; Federico Pascucci: ney e clarinetto turco \n\n\n\nCreato nel marzo 2013\, il Pejman Tadayon Ensemble è il primo progetto in Italia ad aver fuso le discipline che meglio esprimono\, dal punto di vista artistico\, l’essenza del Sufismo (musica\, danza e poesia). Fondato e diretto dal musicista e compositore persiano Pejman Tadayon\, l’ensemble propone un’alchimia di suoni\, coreografie e testi\, ispirati alla vita e alle opere dei più rappresentativi esponenti di questa corrente mistico-filosofica. I poemi di Jalaluddin Rumi\, Hafez e Omar Khayyam\, condensati nelle liriche che meglio rappresentano la ricerca spirituale e la tensione verso il divino dei tre mistici sufi\, sono cantati in lingua originale e recitati nella versione tradotta. La bellezza e la sacralità dei loro versi vengono scandite dagli strumenti originali della tradizione persiana: ney\, oud\, kamanceh\, santur\, tombak\, daf.  \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Iran tra tradizione e modernità: Pejman Tadayon. A cura di Stefano Saletti ed Elisabetta Malantrucco (Rai Radio Techete’) \n\n\n\nSabato 6 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Il ritmo dei Balcani \n\n\n\nNUBRAS: Roxana Ene: voce; Giulia Anita Bari: violino; Carla Mulas González: violino; Giorgio Gadotti: sax alto e gajda; Nino Conte: fisarmonica; Giovanni Lo Cascio: percussioni \n\n\n\nUn ensemble internazionale unico nel suo genere\, riconosciuto per la straordinaria capacità di fondere l’eleganza della musica da camera con l’estetica folk del Sud Italia e dei Balcani. Il progetto riunisce musicisti provenienti da Italia\, Spagna e Romania\, creando un’esperienza sonora che intreccia tradizione e innovazione in un dialogo musicale senza confini. \n\n\n\nIl cuore di NUBRAS è il trio d’archi\, che incarna la raffinatezza della musica classica\, integrandosi con i ritmi e le melodie pulsanti della fisarmonica di Nino Conte e il sax e la gajda di Giorgio Gadotti\, che evocano i suoni vibranti del Mediterraneo e dell’Europa dell’Est. La voce potente di Roxana Ene\, artista italo-romena di origine Rom che ha all’attivo una lunga collaborazione con Moni Ovadia\, dona profondità e autenticità. A completare l’ensemble\, le percussioni di Giovanni Lo Cascio\, figura storica della world music italiana\, che apportano energia travolgente e virtuosismo. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Le tre R: Rom\, Rumena\, Romana: Roxana Ene. A cura di Salvatore Esposito \n\n\n\nGiovedì 11 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Dialoghi di pace \n\n\n\nZIAD TRABELSI E GABRIELE COEN: Ziad Trabelsi: oud\, live electronics\, voce; Gabriele Coen: clarinetti\, sax soprano; Marco Loddo: contrabbasso; Simone Pulvano: percussioni \n\n\n\nUna serata all’insegna del dialogo tra le diverse culture e religioni che da sempre animano il nostro mare\, dalla musica araba ed ebraica alla tradizione cristiana\, attingendo alla musica tradizionale ma anche proponendo proprie composizioni originali che guardano al mondo della moderna improvvisazione jazzistica e della world music. Il repertorio tradizionale arabo e quello ebraico sefardita vengono riproposti nell’ottica della moderna improvvisazione etnica e jazzistica in un progetto davvero unico e originale che vede coinvolti i nomi più prestigiosi della scena world jazz italiana: Ziad Trabelsi\, membro storico dell’Orchestra di Piazza Vittorio e recente fondatore della Babelnova Orchestra e Gabriele Coen\, sassofonista virtuoso capace di esplorare la tradizione del jazz\, della musica klezmer e della world music. Con loro il contrabbassista Marco Loddo e il percussionista Simone Pulvano. Il concerto è l’occasione per la presentazione ufficiale del disco “Dialoghi” uscito il 7 novembre per la Moonlight Records. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Premio BlogFoolk 2025: Maria Mazzotta\, Ziad Trabelsi e Gabriele Coen. A cura di Salvatore Esposito \n\n\n\nSabato 13 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Eddiwen\, Canzoniere tunisino \n\n\n\nMALUF SYSTEM: Marzouk Mejri: voce\, darbouka\, ney\, zukra; Salvatore Morra: chitarra\, oud \n\n\n\nMaluf System di Morra & Mejri è un movimento post-revival della musica maluf\, uno dei generi urbani più complessi della Tunisia. Il progetto esplora la rinascita del maluf nei contesti migratori\, i suoi cambiamenti nella natura\, le sue nuove trasmissioni e diffusioni\, e promuove l’integrazione e l’identificazione musicale transnazionale di alcuni musicisti tunisini. Attraverso la registrazione dell’album “Eddiwen” con la casa discografica Liburia Records (2024)\, basato su scale modali arabo-tunisine (come mazmoum\, rast dhil\, asba’in) e mescolando strumenti musicali di diversi generi tunisini (oud tunisino\, ney\, darbuka\, tar\, bendir\, zokra\, clarinetto\, shqashiq) con strumenti a pizzico del nord del Mediterraneo\, come la chitarra\, mandolino\, Maluf System ricrea un mondo sonoro che spazia dal tradizionale ensemble (jawk) alle banda del Bey ottomano di Tunisi\, fino alle influenze africane. Che si tratti delle canzoni delle suite (nuba)\, di una particolare melodia\, ritmo o strumento musicale\, in arabo classico e dialetto tunisino\, questi idiomi dell’identità arabo tunisina consentono ai migranti di connettersi con gli altri\, generando un’esperienza condivisa. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Le scale\, gli strumenti e gli stili del Maluf: Marzouk Mejri e Salvatore Morra. A cura di Stefano Saletti e Salvatore Esposito  \n\n\n\nGiovedì 18 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Pluralità\, confronto e mescolanza \n\n\n\nORCHESTRA MULTIETNICA DI AREZZO diretta da Enrico Fink: Enrico Fink; Luca Roccia Baldini; Massimo Ferri; Massimiliano Dragoni; Mariel Tahiraj; Gianni Micheli; Leila Sampaoli; Emad Shuman; Paola Scoppa; Madoka Funatsu; Auro Neri; Saverio Zacchei; Raffaella Farina; Daniel Boeke \n\n\n\nCostituita nel 2007 l’OMA ha tracciato in questi anni di concerti\, spettacoli teatrali e laboratori in tutta Italia un percorso di culture e di tradizioni. Un percorso di pace\, di nomadismo e di amore per le proprie radici. L’attuale formazione è costituita da circa 30 musicisti provenienti da Albania\, Palestina\, Libano\, Nigeria\, Costa d’Avorio\, Argentina\, Colombia\, Bangladesh\, Giappone\, Romania\, Russia\, Svizzera e dalle più svariate regioni italiane e propone un repertorio che spazia dalla tradizione araba a quella ebraica\, dal Mediterraneo all’est Europa\, dal Bangladesh al Sudamerica\, offrendo al pubblico una vera e propria festa di suoni e di colori. \n\n\n\nNegli anni ha collaborato con Paolo Benvegnù\, Stefano “Cisco” Bellotti\, Raiz\, Moni Ovadia\, Filippo Graziani\, Erriquez e Finaz (Bandabardò)\, Shel Shapiro\, Frank London\, Dario Brunori\, Amanda Sandrelli\, Ottavia Piccolo\, Stefano Massini\, Ginevra Di Marco\, Santino Spinelli\, Modena City Ramblers. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – L’incontro possibile tra culture\, religioni e tradizioni differenti: Enrico Fink. A cura di Stefano Saletti \n\n\n\nSabato 20 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Sacro Mediterraneo \n\n\n\nBANDA IKONA E BAOBAB ENSEMBLE: Yasemin Sannino: voce; Gabriella Aiello: voce; Barbara Eramo: voce; Stefano Saletti: voce\, bouzouki\, oud\, chitarra; Gabriele Coen: clarinetto\, sax soprano; Mario Rivera: basso acustico; Eugenio Saletti: chitarra\, bouzouki\, saltzouki; Arnaldo Vacca: percussioni; Baobab Ensemble: voci e strumenti  \n\n\n\nUn viaggio musicale che attraversa le sponde del Mediterraneo per raccontarne l’anima comune\, le influenze e le connessioni culturali. Con strumenti come il bouzouki\, l’oud\, il saz e la chitarra battente\, Stefano Saletti dirige un grande gruppo formato dalla Banda Ikona\, le Voci del Mediterraneo e il Baobab Ensemble dando vita a brani originali ispirati a miti\, ballate e melodie popolari\, cantati in Sabir\, l’antica lingua franca dei porti. Il nuovo lavoro “Mediterranima” è un disco che intreccia suoni e storie\, colonna sonora di un viaggio immaginario che esplora la bellezza e la complessità del nostro tempo\, con l’arte come antidoto all’odio. L’album nel 2025 è entrato nella cinquina delle Targhe Tenco come miglior album in dialetto e lingue minoritarie\, è arrivato al n.4 della World Music Charts Europe e nella classifica della Transglobal World Music charts.  \n\n\n\nUn concerto che unisce passato e presente per riscoprire il senso profondo del dialogo mediterraneo. Dalla tradizione popolare pugliese e del Sud alle melodie balcaniche\, da quella greca a quelle arabe e sefardite\, fino ad arrivare al recupero dell’antica lingua del mare\, il Sabir\, la lingua dei pescatori e dei marinai che unisce parole dall’italiano\, dal francese\, dallo spagnolo e dall’arabo che da sempre utilizzano nelle composizioni originali. Sul palco alcune delle più importanti esponenti della vocalità femminile della musica popolare: la cantante italoturca Yasemin Sannino\, Gabriella Aiello\, Fabia Salvucci\, Barbara Eramo. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Diritti e nuove cittadinanze. A cura di Stefano Saletti ed Elisabetta Malantrucco
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SUMMARY:“Van Gogh Flamenco”\, al Campo Teatrale di Milano
DESCRIPTION:Dopo Monterotondo\, Roma ed Atene\, debutta al Campo Teatrale di Milano\, sabato 22 novembre (ore 21:00)\, e presso la Sala Teatrale Fabbretti di Prato\, sabato 29 novembre (ore 21:00)\,  “Van Gogh Flamenco”\, spettacolo scritto e diretto da Manfredi Gelmetti. \n\n\n\nUn progetto originale e suggestivo\, poetico\, delicato\, ricco di musica piena di energia\, dalla Pizzica di San Vito liberatrice\, alle note forti del Flamenco\, per raccontare una vita diﬃcile\, ma piena di arte. Un artista complesso come Van Gogh\, uomo inquieto e malato\, che cercava il rapporto con la realtà attraverso la pittura\, con le sue visioni\, con i suoi colori. Dipingere per vivere\, per sentire\, per pensare\, questo il suo cammino. Non completamente apprezzato in vita\, ha proseguito\, fin dove possibile la sua esistenza\, aﬀogando nei colori e decidendo di fare della pittura il proprio riscatto\, la propria terapia\, la propria ragione di vita. Inseguendo un suo concetto di eternità. \n\n\n\nLa performance “Flamenco Van Gogh” sceglie lo strumento della danza e della musica per far esplodere la luce che si cela dietro l’angoscia e l’inquietudine dell’uomo. Sentimenti ed emozioni che arrivano al pubblico anche attraverso le parole di Van Gogh che raccontò molto di sè nelle lettere al fratello\, trasmesse dal protagonista ed autore\, Manfredi Gelmetti\, attore e danzatore. \n\n\n\n“Il teatro permette di raccontare storie perché il teatro è vita e ci racconta la vita. Van Gogh è stato un uomo diﬃcile\, angosciato” _ annota Manfredi Gelmetti. “Un infelice che\, suo malgrado\, procurava infelicità. Eppure\, quanto amore c’era dentro di lui: quanto amore per gli altri\, per la vita\, per l’arte. Van Gogh insegna a non soﬀocare dentro\, a tirare fuori il proprio mondo interiore a qualunque costo”.
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SUMMARY:"Breve Incontro - Still Life” al Teatro IF
DESCRIPTION:“Still Life” di Noël Coward è solo il punto di partenza: in un caffè della stazione di un piccolo villaggio si racconta l’amore\, la solitudine e le scelte di vita\, la ricerca della felicità e il significato che essa occupa nelle giornate di ognuno. \n\n\n\nÈ una commedia delicata e riflessiva\, che mette in luce le sfumature delle relazioni umane e il desiderio di “relazione”. \n\n\n\nUn desiderio vivo novant’anni fa come oggi! \n\n\n\ncon Alfonso Balsamo\, Marco Guerzoni\, Giorgio Iacono\, Silvia Lombardi\, Alessandra Mocci\, Maria Mollicone\, Flavia Moretti\, Ilaria Nardoni – Costumi di Lucia Tarquini e Maria MolliconeDrammaturgia e regia di Emiliano Metalli  – Compagnia Teatrale “i disAccordi” \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nBiglietti disponibili al link:https://www.ticket.it/teatro/evento/breve-incontro.aspx
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SUMMARY:“LA DISTANZA DALLA LUNA” con Marco Bocci e Fabrizio Sabatucci
DESCRIPTION:Il recital ispirato a Papa Celestino V\, prodotto da ASSOPROF – Associazione di Professionisti Mentana – Lazio\, mette in scena\, con parole di sorprendente modernità\, il coraggio della rinuncia e la forza della speranza in un’epoca segnata da conflitti e fragilità\, ricevendo l’apprezzamento del Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati\, Federico Mollicone. \n\n\n\nCi sono momenti della storia che tornano a farsi sentire con una forza che attraversa i secoli. “La distanza dalla luna”\, il nuovo recital teatral-musicale con musiche e regia di Davide Cavuti e interpretato da Marco Bocci e Fabrizio Sabatucci\, nasce proprio da uno di questi momenti: la rinuncia al pontificato di Papa Celestino V\, avvenuta il 13 dicembre 1294 durante un concistoro destinato a segnare in modo indelebile la storia della Chiesa.Lo spettacolo\, prodotto da ASSOPROF – Associazione di Professionisti Mentana – Lazio\, andrà in scena sabato 22 novembre alle ore 21:00 al Teatro A. Di Iorio di Atessa e domenica 23 novembre alle ore 18:00 al Teatro Gennaro Finamore di Gessopalena\, entrambi in provincia di Chieti. Questi appuntamenti offriranno al pubblico l’opportunità di assistere a un’opera che affonda le radici nel messaggio universale di pace lasciato in eredità da Celestino V\, trasformandolo in un racconto capace di parlare con sorprendente lucidità al nostro presente\, segnato da tensioni\, conflitti e fragilità. \n\n\n\nIl recital prende avvio dal dialogo simbolico tra Papa Celestino V e Papa Bonifacio VIII\, restituendo la complessità di un passaggio epocale attraverso una drammaturgia che alterna parola\, musica\, riflessione e immagini poetiche. Al centro\, il testo originale della rinuncia – giunto sino a noi grazie alla bolla analoga di Bonifacio VIII – emerge in tutta la sua potenza: «Io Papa Celestino V\, spinto da legittime ragioni\, per umiltà e debolezza del mio corpo e la malignità della Plebe […] abbandono liberamente e spontaneamente il Pontificato…».Il regista Davide Cavuti\, che firma anche le musiche (alla chitarra Franco Finucci)\, trasforma queste parole in un tessuto narrativo vibrante\, affidato alla sensibilità scenica di Marco Bocci e Fabrizio Sabatucci\, che danno vita a figure sospese tra storia e contemporaneità. Il pubblico è accompagnato anche dentro un’altra dimensione del racconto: quella di uomini e donne costretti alla violenza\, al disagio\, alla privazione della libertà. Ma\, insieme a queste ombre\, si accende una luce: la speranza\, che diventa gesto di libertà e promessa di futuro. Lo spettacolo si rivela così un affresco umano che restituisce la naturalità dei tratti più autentici dei personaggi\, invitando a custodire ciò che Shakespeare definiva “la sostanza dei sogni”\, spazio essenziale per la vita dell’individuo e della collettività.A testimoniarlo sono le parole degli interpreti. Marco Bocci racconta: «Lo spettacolo “La distanza dalla luna” racconta un messaggio di pace lungo 700 anni\, vale a dire da quando il primo Papa Celestino V nell’anno 1343 abdicò al pontificato. Con me in scena ci sarà Fabrizio Sabatucci e il maestro Davide Cavuti alla regia e alle musiche». Gli fa eco Fabrizio Sabatucci: «Questo spettacolo vuole essere un megafono per la pace in un mondo di guerra e sangue ancora troppo lontano dalla serenità\, dalla fratellanza e dalla solidarietà tra i popoli; lontano come la distanza dalla luna».Il valore culturale e civile dello spettacolo è stato riconosciuto anche dal Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati\, Federico Mollicone\, che dichiara: «È con profonda convinzione che saluto e sostengo il recital teatral-musicale “La distanza dalla luna”\, un’opera che si inserisce con forza e originalità nel solco della grande tradizione del teatro italiano\, capace di intrecciare parola\, musica e riflessione civile in una forma viva e accessibile a tutti. Mi complimento quindi con gli attori Marco Bocci e Fabrizio Sabatucci e il regista Davide Cavuti. Continuare a investire nell’arte significa investire nella libertà\, nella dignità e nella speranza della nostra comunità nazionale.» \n\n\n\n“La distanza dalla luna” si conferma così come un’opera che intreccia storia\, attualità\, poesia e impegno civile\, restituendo al teatro il suo ruolo più alto: illuminare il presente e nutrire la coscienza collettiva. \n\n\n\n \n\n\n\nINFORMAZIONI• sabato 22 novembre ore 21:00 Teatro A. Di Iorio | Atessa (CH) | Piazza Municipio 1 | info@comunediatessa.it \n\n\n\n• domenica 23 novembre ore 18:00 Teatro Gennaro Finamore | Gessopalena (CH) | Via Giacomo Matteotti\, 24B | 0872 988112 \n\n\n\n• “La distanza dalla luna” è un progetto di ASSOPROF – Associazione di Professionisti Mentana – Lazio
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SUMMARY: "La rivoluzione della luna" di Andrea Camilleri al Teatro Biondo Di Palermo
DESCRIPTION:Proseguono\, domenica 23 novembre alle ore 11.00 nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo\, le Colazioni d’autore curate da Vincenzo Pirrotta e dedicate quest’anno ad Andrea Camilleri in occasione del centenario della nascita. \n\n\n\nL’iniziativa\, realizzata in collaborazione con Sellerio editore\, si inserisce nel programma del “Centenario Camilleri” promosso dal Fondo Andrea Camilleri con il Comitato Nazionale “Camilleri 100”. \n\n\n\nA partire dalle 10.15 sarà possibile intrattenersi nel foyer della Sala Strehler per fare colazione e dialogare con lo stesso Pirrotta\, che alle 11.00 in punto darà il via alla lettura di alcuni brani tratti da La rivoluzione della luna\, un romanzo storico nel quale Camilleri ricostruisce la vicenda di Eleonora De Moura\, divenuta governatrice della Sicilia per un breve periodo nel 1677\, succedendo al marito Carlo III. \n\n\n\nL’operato di Eleonora rimane un esempio di buon governo rivolto in particolare al riscatto della condizione femminile.  \n\n\n\nIl biglietto\, comprensivo di colazione e letture\, costa 10 euro\, è prevista una card per 4 ingressi al costo di 35 euro. \n\n\n\nPrevendite al Botteghino del Teatro Biondo e su www.vivaticket.com. \n\n\n\n___________________ \n\n\n\nColazioni d’autore \n\n\n\na cura di Vincenzo Pirrotta \n\n\n\nin collaborazione con Sellerio  \n\n\n\ni prossimi appuntamenti \n\n\n\nSala Strehler\, domenica 23 novembre ore 11.00 \n\n\n\nLa rivoluzione della luna \n\n\n\nCamilleri e il romanzo storico \n\n\n\nSala Strehler\, domenica 30 novembre ore 11.00 \n\n\n\nTrilogia delle metamorfosi \n\n\n\ntesti tratti da Maruzza Musumeci\, Il casellante\, Il sonaglio \n\n\n\nSala Strehler\, domenica 7 dicembre ore 11.00 \n\n\n\nLe vichinghe volanti \n\n\n\ne altre storie d’amore a Vigàta \n\n\n\ningresso alle colazioni a partite dalle ore 10.15 \n\n\n\nposto unico colazione + lettura 10 euro \n\n\n\nbiscotti artigianali offerti da Tumminello
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LOCATION:Teatro Biondo\, Via Roma\, 258\, Palermo\, IT\, 90133\, Italia
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SUMMARY: “Las Mariposas. Storia delle sorelle Mirabal” al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Domenica 23 novembre alle ore 11.30\, il Teatro Villa Pamphilj ospita “Las Mariposas. Storia delle sorelle Mirabal”\, spettacolo che anticipa e celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre). Una produzione Accademia Teatrale Mario Brusa\, con Barbara Bazzea\, Elena Valente\, Angela Brusa\, Deborah Bernuzzi e Anita Cedroni nel ruolo di Mamà e le musiche originali eseguite dal vivo di Massimo Lajolo. La sceneggiatura – liberamente tratta dal romanzo “Il tempo delle farfalle” di Julia Alvarez – e la regia sono di Anita Cedroni. Las Mariposas è la storia delle quattro sorelle Mirabal\, nate e cresciute nell’ Isola di Santo Domingo durante la terribile dittatura del generale Trujillo. Le ragazze sposano la causa della liberazione della patria e si arruolano con i loro mariti tra le file dei guerriglieri con il nome di Mariposas (farfalle). Di ritorno da una visita al carcere\, dove sono prigionieri i mariti\, vengono barbaramente uccise il 25 novembre 1960\, data che oggi segna la ricorrenza mondiale contro la violenza sulle donne. Una sola delle quattro sorelle sopravvive\, Dedé\, la meno impegnata politicamente. Con la narrazione dei suoi ricordi ancora vivi e dolenti\, sola a sopportare tutto il dolore di quella tragedia\, anche Dedé si unisce al sacrificio delle sorelle. \n\n\n\nSi segnala inoltre che sabato 22 novembre alle ore 11.30 (ingresso gratuito) il Teatro ospiterà la presentazione del volume “Paesaggi musicali dalla Palestina”\, a cura di Francesco Saverio Galtieri e pubblicato da Gesualdo Edizioni nella collana didattica Fare per capire\, con prefazione del pedagogista Mario Piatti. Interverranno Andrea Satta\, Valeriano Solfiti\, Anna Maria Piccoli e Sonia Russino.Il libro raccoglie proposte didattico-musicali ispirate alla Palestina e nate dal lavoro di undici musicisti e docenti da tutta Italia\, con l’obiettivo di offrire alle scuole italiane un percorso educativo che unisce musica e conoscenza culturale. Il progetto sostiene il Centro del Mosaico di Gerico\, realtà che promuove lavoro e formazione per giovani – in gran parte donne – attraverso l’arte del mosaico. La collana Fare per capire è promossa dal Polo di Formazione Continua\, che riunisce la Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia\, l’Associazione internazionale Musica in Culla – Music in Crib e l’Associazione Orff-Schulwerk Italiano. \n\n\n\nNel fine settimana\, si segnala inoltre la quinta edizione della “Festa dell’Arte a Monteverde”\, promossa da Libreria Raponi\, Kulturjam Edizioni e Teatro Villa Pamphilj con il patrocinio del Municipio XII di Roma. Presso Agorart Centro Culturale (via Clivio Rutario 53) saranno esposte opere di numerosi artisti e una sezione speciale sarà dedicata a Cristiano Rea con i disegni realizzati per il cinquantenario della strage di Piazza Fontana. Il programma\, curato da Federico Raponi\, prevede due giornate di incontri letterari\, presentazioni di libri e la proiezione del video Bla\, bla\, bla – A tu per tu con Cristiano Rea\, a cura di Kulturjam.it. Per informazioni e prenotazioni: festadellartemonteverde@gmail.com. \n\n\n\nIl Teatro Villa Pamphilj\, con la direzione artistica di Veronica Olmi\, è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura\, con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura.La programmazione dei Teatri in Comune 2024-2025 è finanziata dall’Unione Europea – Next Generation EU\, nell’ambito del PNRR\, e rientra tra gli interventi “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma\, dal centro alla periferia\, al fine di favorire la fruizione turistica nel periodo giubilare” (PNRR – M1C3-Inv.4.3 Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici).
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SUMMARY:"Wet Floor" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Domenica 23 novembre all’Altrove Teatro Studio va in scena WET FLOOR\, spettacolo scritto da Fabio Pisano e diretto da Maria Assunta Calvisi. \n\n\n\nBen è un giornalista rampante\, sicuro di sé\, Ruth è un signore delle pulizie intento a pulire il pavimento. Con la scusa del pavimento bagnato\, Ruth costringerà Ben ad uno strano confronto fino a mostrare le sue vere intenzioni: sequestrarlo e punirlo per aver diffuso informazioni scorrette sul suo conto che hanno causato il crollo della sua vita (licenziamento\, divorzio). Il rapimento ben presto verrà reso pubblico su una piattaforma web dove i lettori saranno invitati a decidere della sorte del giornalista. La massa degli utenti si scatenerà\, dando il peggio di sé e inneggiando alla morte di Ben. Mentre le forze speciali sono pronte a fare irruzione\, verità e finzione continuano a confondersi per portare ad un finale inatteso. \n\n\n\nIl testo\, scritto nel 2018 dal pluripremiato giovane drammaturgo Fabio Pisano\, pone la attualissima questione dell’informazione e della veridicità delle notizie che\, non solo nel giornalismo ma specialmente nei social\, vengono amplificate\, spesso senza una verifica seria\, generando\, talvolta\, drammi irreparabili. \n\n\n\nBiglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€ \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: \n\n\n\n telefono 3518700413 \n\n\n\n email ipensieridellaltrove@gmail.com
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SUMMARY:"Ho vissuto il mio tempo come uno straniero" al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Continua con grande successo la stagione teatrale 25/26 al Teatro Comunale Veroli che vedrà in scena domenica 23 novembre una pièce che vuole essere anche un tributo alla carriera: Amedeo di Sora\, infatti\, con questo spettacolo intende celebrare i cinquant’anni della sua attività teatrale iniziata nel 1975.  \n\n\n\nVerranno ripercorse alcune tappe significative della sua carriera di attore e regista con la complicità di attori e musicisti con i quali ha collaborato nel corso degli anni. Saranno proposti al pubblico momenti significativi e rappresentativi di teatro e di teatro canzone\, perle di una collana lunga e preziosa\, di un viaggio condiviso con tanti spettatori\, allievi e compagni di strada sempre alla ricerca di un “contatto” profondo e di un teatro “vitale” e “necessario”.  \n\n\n\nIl risultato è un evento di grande fascino evocativo e di elevato livello artistico che non potete perdere.  \n\n\n\nVi aspettiamo domenica 23 novembre alle ore 18.00 con apertura botteghino alle ore 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00 \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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SUMMARY:ETC di Geo Florenti a StudioG
DESCRIPTION:Geo Florenti presenta a StudioG di Roma dell’architetto Giada Calcagno un nuovo progetto performativo dal titolo ETC\, perennemente contemporaneo\, a cura di Giuseppe Stagnitta. Il progetto sarà visibile tutti i giorni dalle ore 10\,00 alle ore 19\,00 dal 24 ottobre 2025 al 7 gennaio 2026. \n\n\n\nEtc è l’immaginario ciclico in cui tutto si ripete e tutto si annulla in modo perpetuo (perennemente contemporaneo)\, è un’idea che ci suggerisce che il presente nel momento in cui accade è già finito e passato. La ciclicità del divenire\, in cui il nuovo che dovrà ancora accadere\, nel momento in cui accade (l’istante appena creato) diventa obsoleto\, compresa questa performance che può essere ripetuta all’infinito e come tutte le derivazioni in cui è possibile applicare l’idea che esprime la parola ETC\, come vedremo in mostra. \n\n\n\nNuovo progetto dell’artista Geo Florenti\, concentrato da tempo sulla riflessione tra creazione artistica e ricerca scientifica\, dove la poetica con la sua azione si evolve in poetica dell’utilità dando soluzioni pratiche e reali\, che propone una serie di idee che trovano il loro senso nell’apparente nonsenso. \n\n\n\nQuanto è antica la foto digitale? \n\n\n\n“In base all’opera esposta e alla tecnica e agli strumenti utilizzati per realizzarla (solo vegetazione)\, posso affermare che quest’opera poteva essere realizzata anche il giorno 8\, il primo dopo i 7 della Creazione. Ed è così che ho incontrato Dio\, a modo mio\, per uno scatto”\, scrive Florenti. \n\n\n\nLa foto di Dio è un’opera concettualmente fotografica\, un vero e proprio ritratto realizzato come una stampa digitale\, con dei mezzi possibili anche migliaia di anni fa\, all’inizio dei tempi\, dove l’artista riproduce con soli materiali vegetali uno schema digitale utilizzato oggi.  \n\n\n\nSchema di informazioni\, simile al sistema del codice binario che caratterizza l’universo digitale\, che mette in comunicazione in modo preciso e puntuale chi recepisce il volto da ritrarre\, attraverso un modulo che ricorda la divisione in pixel della macchina fotografica digitale e chi realizza fisicamente l’immagine sul foglio che ricorda la stampa digitale.  \n\n\n\n“Come ho anticipato\, continua l’artista\, ed il motivo principale per il quale ho scelto di creare quest’opera con questo soggetto\, ovvero Dio\, non è per il fatto che sono diventato religioso o cerco di attribuirmi un primato\, la prima foto di Dio (in formato fototessera) è stata concepita per essere posizionata sotto un ponte in mezzo ai barboni. Ho chiamato questa installazione (ponte\, sottoponte\, barboni e opera)\, God Station. Luogo che potrebbe diventare più chiesa delle chiese”. \n\n\n\nQuesta sua idea in movimento non è stata pensata per un motivo preciso e non serve in concreto a nulla\, e questo va in netta contrapposizione con la poetica di Florenti che si esprime in poetica dell’utilità dando soluzioni pratiche e reali\, una vera insensatezza come la stessa mostra e tutta l’arte in genere. Il nonsenso acquisisce in questo modo una sua idea precisa di senso sia dell’arte che della vita: per lui l’arte è vita. \n\n\n\nCoerente con le sue scelte\, che sono orientate più sulle azioni umanitarie e per cui utili e necessarie\, in cui l’arte diventa un’azione risolutiva dell’essere umano per l’essere umano\, l’azione artistica diventa un contributo reale allo sviluppo tecnologico e umanitario dando uno spiraglio di luce all’oscurantismo generalizzato che caratterizza il nostro momento storico. \n\n\n\nBiografia  \n\n\n\nGeo Florenti è artista/innovatore di Tecnologie Energetiche\, si contraddistingue nel panorama artistico per la realizzazione di istallazioni di luce a consumo zero\, applicate ad illuminare le opere d’arte nei musei. Esordisce nel 2007\, alla Galleria Nazionale di Arte Antica di Roma\, presentato da Claudio Strinati\, Soprintendente al Polo Museale Romano\, dove l’artista ha illuminato Giovanni Battista del Caravaggio e La Danzatrice del Canova. Nel 2008\, insieme alla Soprintendenza alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea ha illuminato un’intera area del Museo H.C.Andersen di Roma\, verificando che era possibile illuminare i musei\, le opere\, senza influire sui consumi di energia. Negli anni ha illuminato principalmente opere in spazi istituzionali\, sperimentando su opere di Michelangelo\, Leonardo\, Caravaggio\, Canova\, Bernini\, Rembrandt\, Gentileschi\, Vouet\, Balla\, Man Ray\, ma anche collaborando con artisti contemporanei come Michelangelo Pistoletto. Con le sue istallazioni ha anticipato quello che due anni fa circa\, sulla prestigiosa Nature\, è stato definito SolarIndoor\, ovvero il fotovoltaico applicato alla luce artificiale per generare energia. Nel 2021 ha ideato Palazzo Hybrid\, un progetto per la conversione dei sistemi e delle tecnologie energetiche negli edifici\, in collaborazione con la Divisione Smart Energy di ENEA e la Scuola del Design del Politecnico di Milano. Attualmente è impegnato nell’individuazione di tecnologie energetiche basate principalmente sull’uso innovativo delle risorse. Collabora con la Facoltà di Ingegneria La Sapienza.
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SUMMARY:"Marco Giunio Bruto: eroe o traditore?" al Teatro Parioli
DESCRIPTION:Dopo il grande successo del processo a Sergio Marchionne andato in scena al Teatro dei Filodrammatici di Milano nell’ottobre scorso\, una nuova “provocazione” apre la stagione romana de La Storia a Processo\, il format ideato e curato da a Elisa Greco\, in scena lunedì 24 novembre alle ore 20.30 al Teatro Parioli Costanzo di Roma. \n\n\n\nProtagonista della serata un personaggio storico diventato icona perché incarna una delle tensioni più universali e drammatiche della storia umana: quella tra lealtà personale e dovere politico\, tra amicizia e ideali. La celebre frase “Tu quoque\, fili mi”\, pronunciata da Giulio Cesare in punto di morte\, sebbene non storicamente certa\, è diventata una delle più potenti della cultura occidentale\, facendo entrare Marco Giunio nell’immaginario collettivo come emblema del tradimento e del rimorso.  \n\n\n\nMarco Giunio Bruto: eroe o traditore? \n\n\n\n“Una scelta insolita rivolta ad un personaggio che potremo dire già condannato dalla Storia–commenta l’autrice Elisa Greco – e per questo è ancora più interessante portarne alla luce non solo le gesta ma le più profonde motivazioni Cosa possono rappresentare ancora oggi   le 23 coltellate dei cesaricidi guidati da Bruto al grido di “sic semper tyrannis”?   Soprattutto quale sarà il verdetto del pubblico chiamato ad esprimersi con la serenità e la lucidità del distacco del Tempo.   \n\n\n\nNonostante i fatti risalgano a oltre 2mila anni fa è difficile decidere se Bruto sia un eroe o un traditore. Tale ambiguità ha però avuto la forza di renderlo eterno: ogni epoca\, ogni potere\, può proiettare sul suo gesto politico estremo le proprie domande su libertà\, tirannia e legittimità. Nel tempo Bruto è diventato simbolo della ribellione contro l’autorità assoluta; dal Rinascimento in poi\, è stato reinterpretato come simbolo del cittadino che antepone la repubblica al tiranno. Ma il dilemma che lo rende ancora una figura attuale è la domanda che ogni epoca si pone: fino a che punto è giusto sacrificare i legami personali per un ideale politico o morale? \n\n\n\nAttraverso un dibattimento intenso e appassionato\, le ragioni di Accusa e Difesa si scontreranno facendo emergere l’avvincente complessità del protagonista. In equilibrio tra rigore e leggerezza\, ironia e serietà\, le parti si sfideranno a colpi di provocazioni\, trascinando il pubblico ora nell’adesione alla condanna\, ora all’assoluzione.  \n\n\n\nIntrodotti da Elisa Greco\, ideatrice e curatrice del format sul palco del Teatro Parioli Costanzo trasformato in aula di Tribunale\, si confronteranno\, con la guida della Presidente della Corte Paola Roja\, attuale Presidente Corte di Assise di Roma il Pubblico Ministero Fabrizio Gandini\, Consigliere Corte Suprema di Cassazione e l’Avvocato difensore il Vice Ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. \n\n\n\nMarco Giunio Bruto sarà interpretato da Roberto Giacobbo\, giornalista\, divulgatore e grande appassionato di storia antica. \n\n\n\nLe tesi a confronto saranno rispettivamente avvalorate dai testimoni: per l’accusa saranno sul palco Antonio Punzi\, Professore di Filosofia del diritto alla Luiss Guido Carli e Flavia Fratello\, giornalista del TgLa7\, mentre la difesa sarà affidata alle testimonianze di Giancarlo Loquenzi\, giornalista e conduttore di Zapping su Rai Radio 1 e Giulia Silvia Ghia storica dell’Arte\, Assessore alla cultura del I° Municipio Roma.  A completare il quadro degli interventi l ci sarà la partecipazione dell’avvocato Gaetano Mungari \n\n\n\nColpevole o innocente? \n\n\n\nAl pubblico\, come sempre\, il compito di esprimere con una propria votazione il verdetto a cui si aggiungerà la giuria social espressa da Radio Luiss. \n\n\n\nSi ringrazia per il prezioso sostegno DATASTAMPA. \n\n\n\nLa Storia a Processo!  Il format che cambia la Storia. \n\n\n\nIl format\, ideato e curato da Elisa Greco (tutelato da copy)\, giunto alla sua diciannovesima edizione\, Premio Gibaldone 2024\, con varie programmazioni – tra cui quelle di Roma e Milano – incontra di anno in anno un interesse sempre vivo nel pubblico. \n\n\n\nIn teatro\, sul palcoscenico trasformato in aula di tribunale\, sono chiamati a processo Personaggi che\, per le loro luci e le loro ombre\, hanno segnato la Storia\, perché siano giudicati dal pubblico attraverso un “processo”. Sono magistrati\, avvocati\, politici e giornalisti\, che assumono i ruoli di accusatori\, legali della Difesa e testimoni\, dando vita\, a braccio\, a un dibattimento che si delinea tra l’ironico e il serio\, tra il divertente e l’approfondimento\, tra il leggero e l’arguto\, senza mai diventare né banale né pesante. Al termine del dibattimento è il pubblico\, nel ruolo di giuria popolare\, a esprimere con una propria votazione il verdetto. È una circolarità di tesi contrapposte\, idee e suggestioni tra palcoscenico e platea\, che\, come sottolinea la curatrice\, in passato ha portato spesso a verdetti al di fuori dei pronostici.
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SUMMARY:"Quelli che restano" al Cometa Off
DESCRIPTION:Cosa resta\, quando qualcuno se ne va? È da questa domanda che prende corpo QUELLI CHE RESTANO\, il nuovo progetto teatrale firmato da Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci\, uno spettacolo che indaga il lutto\, il branco\, le famiglie e le assenze. Lo spettacolo\, con la regia di Davide Celona\, vede in scena Marta Ferrarini\, Leonardo Lutrario\, Luca Molinari ed Emanuela Vinci. La supervisione drammaturgica è di Giovanni Bonacci. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Cometa il 24 e 25 novembre 2025.  \n\n\n\nSINOSSI \n\n\n\nUn gruppo di quattro amici – Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo – si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo\, il loro quinto\, che si è appena suicidato. La ferita di essere stati cacciati dalla camera mortuaria dalla famiglia dell’amico porta questi giovani adulti a riflettere su una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa un’esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n\n\n\n\nORIGINE \n\n\n\nNoi siamo il risultato delle presenze e delle assenze della nostra vita e spesso le persone a cui ci leghiamo portano delle ferite simili alle nostre. \n\n\n\nIl progetto nasce infatti dalla riflessione delle autrici sulla loro esperienza di figlie\, dei padri e delle madri\, e di cosa abbia significato la loro presenza o la loro assenza. \n\n\n\nCosa significa quindi essere figli? Qual è l’eredità che le nostre famiglie ci lasciano? E quanto questa viene sporcata dalla società? \n\n\n\nLo spettacolo è l’opera prima di Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci ed è uno dei cinque progetti vincitori della sezione Teatro del bando “Labor Work” di DiscoLazio\, indetto da Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini. \n\n\n\n\n\n\n\nNOTE DI MARTA FERRARINI ED EMANUELA VINCI \n\n\n\nI quattro protagonisti affrontano la perdita di un amico\, un evento traumatico che li costringe\, in qualche modo\, a dover stare nel dolore. \n\n\n\nStare nel dolore significa guardarsi dentro e finire per ritrovare tutto il marcio\, e nel caso di Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo\, il marcio ha il volto delle loro famiglie… e forse anche di quella di Milo. \n\n\n\nIl linguaggio sperimentale ricerca questa complessità\, a partire dalla struttura drammaturgica. La storia si sviluppa su due piani diversi di narrazione che si intrecciano: il primo è quello del presente\, in cui si vedranno i personaggi vivere\, passo per passo\, l’ora che precede il funerale dell’amico; il secondo è un piano di astrazione\, in cui in scena prendono vita momenti del passato e movimenti interiori dei protagonisti. \n\n\n\nI personaggi si muovono\, quindi\, dentro ferite ereditarie\, ma anche dentro un’ostinata ricerca di senso e di appartenenza. Il loro legame prende la forma di un branco: un luogo comodo\, in cui imparano a sopravvivere. \n\n\n\nQui si scoprono vulnerabili e si riconoscono nel compagno. Non sono né eroi né vittime: sono umani\, contraddittori\, sono quelli che restano. \n\n\n\nNonostante i temi trattati\, il tono e lo stile sono dissacranti e puntano a far vivere allo spettatore una montagna russa emotiva. Alla parola si uniscono corpo e musica come medium evocativi\, in modo da indagare sfumature diverse. \n\n\n\nUn gruppo di ragazzi\, un posto vuoto e il silenzio che fa più rumore delle parole. QUELLI CHE RESTANO è il racconto di chi resta\, perché andarsene non è concesso a tutti. \n\n\n\nBIO DEL COLLETTIVO \n\n\n\nEmanuela Vinci e Marta Ferrarini si conoscono durante il biennio di formazione teatrale presso Officina delle Arti Pier Pasolini\, dove stringono una forte amicizia da cui poi nasce un sodalizio artistico fondato su una comunione di intenti. Condividono una visione affine su cosa significhi fare arte\, sull’uso di un linguaggio teatrale aperto a diverse contaminazioni e sulla necessità di trattare temi intimi\, ma anche collettivi e politici. \n\n\n\nMarta Ferrarini\, Milano classe 2000. Si avvicina al mondo dello spettacolo grazie alla danza e al musical\, dal 2015 studia canto e pianoforte. Comincia a formarsi nella recitazione presso STM a Novara con Elena Ferrari\, dal 2021 studia drammaturgia antica e frequenta il Laboratorio di Alta Formazione teatrale dell’università Cattolica di Milano con Christian Poggioni ed Ermelinda Cakalli. Entra a far parte della compagnia Kerìs\, portando in scena testi di teatro antico in vari teatri di Milano e nel carcere di Opera. Frequenta poi vari workshop tra cui un corso intensivo di regia e un seminario di schiera con Gabriele Vacis. Nel dicembre 2024 si diploma nel biennio della sezione teatro di “Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini” a Roma\, dopo aver lavorato con professionisti quali Massimo Venturiello\, Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Armando Pugliese\, Maria Letizia Gorga e tanti altri. Nel 2025 vince il bando “Labor Work” indetto dalla stessa scuola\, e scrive un testo che porterà in scena a fine 2025. \n\n\n\nEmanuela Vinci nasce a Palermo nella Pasqua del 1999. Da bambina ha studiato danza per diversi anni. Durante il primo anno di liceo ha iniziato a studiare canto e ha continuato anche dopo la fine delle superiori\, avvenuta nel 2018\, quando si è diplomata al liceo artistico in scenografia. Una volta terminato il liceo\, oltre a continuare lo studio del canto\, ha iniziato a fare diverse masterclass e ha frequentato il laboratorio del Teatro Mediterraneo Occupato\, diretto da Maurizio Spicuzza. Durante quegli anni ha portato in scena spettacoli di vari autori\, da Pinter a Massini. Successivamente ha anche studiato con Filippo Luna e Virginia Alba\, due attori palermitani a cui deve molto. Nel 2022 si presenta al Premio Hystrio e arriva in finale. Lo stesso anno è entrata a Officina Pasolini\, a Roma. Durante gli anni di Officina Pasolini ha avuto l’onore di essere diretta da professionisti come Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Massimo Venturiello\, Paolo Coletta\, Francesco Giuffrè e di lavorare con altrettanti professionisti come Maria Letizia Gorga\, Francesco Brandi e Armando Pugliese. Nel 2024 ha preso il diploma e successivamente ha vinto un bando indetto dalla Regione Lazio per Officina Pasolini\, insieme alla sua collega\, con la quale ha scritto un progetto che nasce da una comune necessità\, nell’ottica di riuscire a parlare ai giovani e alle giovani come loro. \n\n\n\n\n\n\n\nREGIA DAVIDE CELONA \n\n\n\nAttore\, danzatore\, cantante e performer. Diplomato alla Scuola Teatro Arsenale di Milano e successivamente alla Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi. \n\n\n\nDurante il suo percorso di formazione ha incontrato registi come Emma Dante\, Societas Raffaello Sanzio\, Ricci/Forte\, Claudio Tolcachir\, Gabriele Vacis\, Mariangela Gualtieri\, Davide Enia\, Roberta Carreri\, John Strasberg. \n\n\n\nDal 2010 entra a far parte della Compagnia SudCostaOccidentale diretta da Emma Dante portando nella scena nazionale ed internazionale spettacoli quali “Anastasia\, Genoveffa e Cenerentola”\, “Gli alti e bassi di Biancaneve”\, “Tre favole per un addio”\, “Fable pour un adieu”\, “Scarpette rotte”\, “Il canto della sirena”\, “Verso Medea”\, “La Trilogia degli occhiali -Il castello della Zisa”\, “Le sorelle Macaluso”\, spettacolo vincitore del premio UBU nel 2014\, “Bestie di scena”\, “Re Chicchinella” attualmente in scena. \n\n\n\nNel 2023 prende parte al progetto “VajontS23” regia di Marco Paolini. È coreografo per “Operetta Burlesca”\, “Extramoenia”\, “La bella Rosaspina addormentata” regia di Emma Dante. \n\n\n\nConduce workshop e masterclass di formazione per attori\, danzatori e cantanti in diversi spazi quali la Vicaria a Palermo\, l’Atelier del Teatro e delle Arti\, MTS Scuola di Musical e Campo Teatrale a Milano\, La Comédie de Geneve in Svizzera. \n\n\n\nINTERPRETI \n\n\n\nLeonardo Alberto Lutrario attore classe 1998. Dopo aver mosso i primi passi al Teatro 7 con Marco Zadra\, ha completato un triennio di recitazione presso l’ASC Teatro della Dodicesima\, sotto la direzione di Marco Tempèra e Alberto Bellandi. Ha arricchito il suo percorso partecipando a numerosi workshop intensivi (Scaletta e Carrozzerie N.O.T.) con figure di spicco della scena contemporanea\, tra cui Fabiana Iacozzilli\, Rafael Spregelburd (Novoli\, Lecce)\, Franco Mannella\, Federica Santoro\, Stefano Patti e Daniele Parisi.Ha calcato le scene di teatri romani come il Teatro Palladium con Il circo dell’apparenza (da Il Berretto a Sonagli\, regia di Marco Tempèra)\, il Teatro Cometa Off con Nelle due mani di Roberto Staglianò\, e Villa Torlonia con la lettura Lavanderia Calzino Perso diretta da Mauro Santopietro per l’Onstage Festival. Ha inoltre preso parte allo spettacolo L’Italia questo bel paese\, tratto dai monologhi di Mattia Torre\, presentato sia a Roma che al Teatro Rossini di Gioia del Colle. \n\n\n\nLuca Molinari nasce a Roma il 20 luglio del 1993. Si diploma presso l’Accademia d’Arte Drammatica Link Academy nel 2015. Debutta a teatro sempre nel 2015 con L’Odissea con la regia di Vincenzo Manna e Andrea Baracco. Da lì in avanti avrà occasione di essere protagonista di numerose rappresentazioni teatrali quali: DNA di Dennis Kelly\, Mary Stuart\, Antigone\, La Tempesta di W. Shakespeare solo per citarne alcuni.  Nel 2017 prende il ruolo da protagonista di Manuel nel film Le grida del silenzio\, nel 2018 collabora da protagonista di puntata in Don Matteo 11. Calca i palchi d’Italia in veste anche di musicista classificandosi finalista al concorso Sanremo Trend nel 2021 in band\, sul palco dell’Ariston. Dal 2022 ha prestato la sua voce per alcuni film debuttando di fatto come doppiatore.
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SUMMARY:"QUELLI CHE RESTANO" al Cometa Off
DESCRIPTION:Cosa resta\, quando qualcuno se ne va? È da questa domanda che prende corpo QUELLI CHE RESTANO\, il nuovo progetto teatrale firmato da Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci\, uno spettacolo che indaga il lutto\, il branco\, le famiglie e le assenze. Lo spettacolo\, con la regia di Davide Celona\, vede in scena Marta Ferrarini\, Leonardo Lutrario\, Luca Molinari ed Emanuela Vinci. La supervisione drammaturgica è di Giovanni Bonacci. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Cometa il 24 e 25 novembre 2025.  \n\n\n\nSINOSSI \n\n\n\nUn gruppo di quattro amici – Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo – si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo\, il loro quinto\, che si è appena suicidato. La ferita di essere stati cacciati dalla camera mortuaria dalla famiglia dell’amico porta questi giovani adulti a riflettere su una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa un’esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n\n\n\n\nORIGINE \n\n\n\nNoi siamo il risultato delle presenze e delle assenze della nostra vita e spesso le persone a cui ci leghiamo portano delle ferite simili alle nostre. \n\n\n\nIl progetto nasce infatti dalla riflessione delle autrici sulla loro esperienza di figlie\, dei padri e delle madri\, e di cosa abbia significato la loro presenza o la loro assenza. \n\n\n\nCosa significa quindi essere figli? Qual è l’eredità che le nostre famiglie ci lasciano? E quanto questa viene sporcata dalla società? \n\n\n\nLo spettacolo è l’opera prima di Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci ed è uno dei cinque progetti vincitori della sezione Teatro del bando “Labor Work” di DiscoLazio\, indetto da Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini. \n\n\n\n\n\n\n\nNOTE DI MARTA FERRARINI ED EMANUELA VINCI \n\n\n\nI quattro protagonisti affrontano la perdita di un amico\, un evento traumatico che li costringe\, in qualche modo\, a dover stare nel dolore. \n\n\n\nStare nel dolore significa guardarsi dentro e finire per ritrovare tutto il marcio\, e nel caso di Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo\, il marcio ha il volto delle loro famiglie… e forse anche di quella di Milo. \n\n\n\nIl linguaggio sperimentale ricerca questa complessità\, a partire dalla struttura drammaturgica. La storia si sviluppa su due piani diversi di narrazione che si intrecciano: il primo è quello del presente\, in cui si vedranno i personaggi vivere\, passo per passo\, l’ora che precede il funerale dell’amico; il secondo è un piano di astrazione\, in cui in scena prendono vita momenti del passato e movimenti interiori dei protagonisti. \n\n\n\nI personaggi si muovono\, quindi\, dentro ferite ereditarie\, ma anche dentro un’ostinata ricerca di senso e di appartenenza. Il loro legame prende la forma di un branco: un luogo comodo\, in cui imparano a sopravvivere. \n\n\n\nQui si scoprono vulnerabili e si riconoscono nel compagno. Non sono né eroi né vittime: sono umani\, contraddittori\, sono quelli che restano. \n\n\n\nNonostante i temi trattati\, il tono e lo stile sono dissacranti e puntano a far vivere allo spettatore una montagna russa emotiva. Alla parola si uniscono corpo e musica come medium evocativi\, in modo da indagare sfumature diverse. \n\n\n\nUn gruppo di ragazzi\, un posto vuoto e il silenzio che fa più rumore delle parole. QUELLI CHE RESTANO è il racconto di chi resta\, perché andarsene non è concesso a tutti. \n\n\n\nBIO DEL COLLETTIVO \n\n\n\nEmanuela Vinci e Marta Ferrarini si conoscono durante il biennio di formazione teatrale presso Officina delle Arti Pier Pasolini\, dove stringono una forte amicizia da cui poi nasce un sodalizio artistico fondato su una comunione di intenti. Condividono una visione affine su cosa significhi fare arte\, sull’uso di un linguaggio teatrale aperto a diverse contaminazioni e sulla necessità di trattare temi intimi\, ma anche collettivi e politici. \n\n\n\nMarta Ferrarini\, Milano classe 2000. Si avvicina al mondo dello spettacolo grazie alla danza e al musical\, dal 2015 studia canto e pianoforte. Comincia a formarsi nella recitazione presso STM a Novara con Elena Ferrari\, dal 2021 studia drammaturgia antica e frequenta il Laboratorio di Alta Formazione teatrale dell’università Cattolica di Milano con Christian Poggioni ed Ermelinda Cakalli. Entra a far parte della compagnia Kerìs\, portando in scena testi di teatro antico in vari teatri di Milano e nel carcere di Opera. Frequenta poi vari workshop tra cui un corso intensivo di regia e un seminario di schiera con Gabriele Vacis. Nel dicembre 2024 si diploma nel biennio della sezione teatro di “Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini” a Roma\, dopo aver lavorato con professionisti quali Massimo Venturiello\, Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Armando Pugliese\, Maria Letizia Gorga e tanti altri. Nel 2025 vince il bando “Labor Work” indetto dalla stessa scuola\, e scrive un testo che porterà in scena a fine 2025. \n\n\n\nEmanuela Vinci nasce a Palermo nella Pasqua del 1999. Da bambina ha studiato danza per diversi anni. Durante il primo anno di liceo ha iniziato a studiare canto e ha continuato anche dopo la fine delle superiori\, avvenuta nel 2018\, quando si è diplomata al liceo artistico in scenografia. Una volta terminato il liceo\, oltre a continuare lo studio del canto\, ha iniziato a fare diverse masterclass e ha frequentato il laboratorio del Teatro Mediterraneo Occupato\, diretto da Maurizio Spicuzza. Durante quegli anni ha portato in scena spettacoli di vari autori\, da Pinter a Massini. Successivamente ha anche studiato con Filippo Luna e Virginia Alba\, due attori palermitani a cui deve molto. Nel 2022 si presenta al Premio Hystrio e arriva in finale. Lo stesso anno è entrata a Officina Pasolini\, a Roma. Durante gli anni di Officina Pasolini ha avuto l’onore di essere diretta da professionisti come Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Massimo Venturiello\, Paolo Coletta\, Francesco Giuffrè e di lavorare con altrettanti professionisti come Maria Letizia Gorga\, Francesco Brandi e Armando Pugliese. Nel 2024 ha preso il diploma e successivamente ha vinto un bando indetto dalla Regione Lazio per Officina Pasolini\, insieme alla sua collega\, con la quale ha scritto un progetto che nasce da una comune necessità\, nell’ottica di riuscire a parlare ai giovani e alle giovani come loro. \n\n\n\n\n\n\n\nREGIA DAVIDE CELONA \n\n\n\nAttore\, danzatore\, cantante e performer. Diplomato alla Scuola Teatro Arsenale di Milano e successivamente alla Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi. \n\n\n\nDurante il suo percorso di formazione ha incontrato registi come Emma Dante\, Societas Raffaello Sanzio\, Ricci/Forte\, Claudio Tolcachir\, Gabriele Vacis\, Mariangela Gualtieri\, Davide Enia\, Roberta Carreri\, John Strasberg. \n\n\n\nDal 2010 entra a far parte della Compagnia SudCostaOccidentale diretta da Emma Dante portando nella scena nazionale ed internazionale spettacoli quali “Anastasia\, Genoveffa e Cenerentola”\, “Gli alti e bassi di Biancaneve”\, “Tre favole per un addio”\, “Fable pour un adieu”\, “Scarpette rotte”\, “Il canto della sirena”\, “Verso Medea”\, “La Trilogia degli occhiali -Il castello della Zisa”\, “Le sorelle Macaluso”\, spettacolo vincitore del premio UBU nel 2014\, “Bestie di scena”\, “Re Chicchinella” attualmente in scena. \n\n\n\nNel 2023 prende parte al progetto “VajontS23” regia di Marco Paolini. È coreografo per “Operetta Burlesca”\, “Extramoenia”\, “La bella Rosaspina addormentata” regia di Emma Dante. \n\n\n\nConduce workshop e masterclass di formazione per attori\, danzatori e cantanti in diversi spazi quali la Vicaria a Palermo\, l’Atelier del Teatro e delle Arti\, MTS Scuola di Musical e Campo Teatrale a Milano\, La Comédie de Geneve in Svizzera. \n\n\n\nINTERPRETI \n\n\n\nLeonardo Alberto Lutrario attore classe 1998. Dopo aver mosso i primi passi al Teatro 7 con Marco Zadra\, ha completato un triennio di recitazione presso l’ASC Teatro della Dodicesima\, sotto la direzione di Marco Tempèra e Alberto Bellandi. Ha arricchito il suo percorso partecipando a numerosi workshop intensivi (Scaletta e Carrozzerie N.O.T.) con figure di spicco della scena contemporanea\, tra cui Fabiana Iacozzilli\, Rafael Spregelburd (Novoli\, Lecce)\, Franco Mannella\, Federica Santoro\, Stefano Patti e Daniele Parisi.Ha calcato le scene di teatri romani come il Teatro Palladium con Il circo dell’apparenza (da Il Berretto a Sonagli\, regia di Marco Tempèra)\, il Teatro Cometa Off con Nelle due mani di Roberto Staglianò\, e Villa Torlonia con la lettura Lavanderia Calzino Perso diretta da Mauro Santopietro per l’Onstage Festival. Ha inoltre preso parte allo spettacolo L’Italia questo bel paese\, tratto dai monologhi di Mattia Torre\, presentato sia a Roma che al Teatro Rossini di Gioia del Colle. \n\n\n\nLuca Molinari nasce a Roma il 20 luglio del 1993. Si diploma presso l’Accademia d’Arte Drammatica Link Academy nel 2015. Debutta a teatro sempre nel 2015 con L’Odissea con la regia di Vincenzo Manna e Andrea Baracco. Da lì in avanti avrà occasione di essere protagonista di numerose rappresentazioni teatrali quali: DNA di Dennis Kelly\, Mary Stuart\, Antigone\, La Tempesta di W. Shakespeare solo per citarne alcuni.  Nel 2017 prende il ruolo da protagonista di Manuel nel film Le grida del silenzio\, nel 2018 collabora da protagonista di puntata in Don Matteo 11. Calca i palchi d’Italia in veste anche di musicista classificandosi finalista al concorso Sanremo Trend nel 2021 in band\, sul palco dell’Ariston. Dal 2022 ha prestato la sua voce per alcuni film debuttando di fatto come doppiatore.
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SUMMARY:Sabato\, domenica e lunedì. La mostra 1959-2025 al Teatro Argentina
DESCRIPTION:In occasione del debutto dello spettacolo Sabato\, domenica e lunedì\, il Teatro di Roma\, in collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo\, presenta Sabato\, domenica e lunedì. La mostra 1959-2025\, una esposizione a cura di Serena Schioppa\, con la consulenza storico-artistica Maria Procino\, dedicata alla storia e alla fortuna della celebre commedia eduardiana\, dal suo debutto nel 1959 fino a oggi. \n\n\n\nAttraverso pannelli\, immagini\, costumi e oggetti di scena\, il percorso espositivo\, che abiterà la Sala Squarzina del Teatro Argentina dal 25 novembre al 4 gennaio\, per tutte le rappresentazioni dello spettacolo diretto da Luca De Fusco\, ne ricostruisce la genesi e la diffusione internazionale\, rendendo omaggio non solo a Eduardo De Filippo\, ma anche all’eredità artistica di Luca De Filippo\, a dieci anni dalla sua scomparsa. \n\n\n\nLa raccolta genera un unico filo conduttore narrativo\, dalle locandine ai costumi\, ai documenti\, dando vita a una esplorazione che non vuole essere solo cronologica\, ma offrire l’universo del drammaturgo che nelle sue opere\, travalicando spazi e tempi\, fa della famiglia lo specchio della condizione umana. \n\n\n\nLa selezione delle locandine più significative crea una piccola galleria che documenta le messe in scena di “Sabato\, domenica e lunedì “\,dal Teatro San Ferdinando di Napoli fino alle rappresentazioni all’estero\, mentre con i costumi prendono vita alcuni dei personaggi che\, insieme agli oggetti originali esposti e ai documenti\, accompagnano i visitatori\, in un viaggio magico\, alla scoperta della storia della famiglia Priore e del ragù cucinato in scena che\, come ricordava Luca\, divenne “Una grande lezione di cucina e di teatro che mio padre preparò coinvolgendoci tutti in varie prove”. Infine\, una carrellata di immagini fotografiche restituisce i vari momenti dell’opera e gli artisti che le hanno dato vita sul palcoscenico. \n\n\n\nA Luca De Filippo\, scomparso dieci anni fa eppure ancora così vivo come uomo e artista\, è\, inoltre\, dedicato uno dei focus dell’allestimento: una selezione di foto e documenti lo raccontano in scena nel 1969 e sul set del film del 1990 diretto da Lina Wertmuller in cui recitava\, insieme a Sophia Loren\, il dramma di una coppia che cerca di ritrovarsi e superare i silenzi\, i malintesi\, le abitudini che li hanno allontanati. “Per me tutto è vita\, – dichiarava Luca – fuori e dentro il palcoscenico. Direi che il teatro porta alla vita e la vita al teatro. Non si possono scindere le due cose. La vita va vissuta con le sue gioie e i suoi drammi”. \n\n\n\nSabato\, domenica e lunedì. La mostra 1959-2025 \n\n\n\na cura di Serena Schioppa \n\n\n\nconsulenza storico-artistica Maria Procino \n\n\n\nsi ringrazia \n\n\n\nArchivio Fotografico CSC – Cineteca Nazionale \n\n\n\nArchivio Contemporaneo Gabinetto Vieusseux \n\n\n\nArchivio fotografico Fabio Donato \n\n\n\nCanzanella Costumi \n\n\n\nCentro studi e documentazione del Teatro di Roma \n\n\n\nMuseo Biblioteca dell’Attore di Genova – Fondo Gastone Bosio \n\n\n\nEredi Eduardo e Luca De Filippo \n\n\n\nDavide Canzanella \n\n\n\nFabio Desideri \n\n\n\nFabio Donato \n\n\n\nAntonella Felicioni \n\n\n\nBenedetta Gallerini \n\n\n\nGian Domenico Ricaldone \n\n\n\nproduzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale \n\n\n\nin collaborazione con Fondazione Eduardo De Filippo \n\n\n\ningresso libero
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LOCATION:Teatro Argentina\, Largo di Torre Argentina\, 52\, Roma\, 00186\, Italia
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