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SUMMARY: “A little gossip never killed nobody” a Fortezza Est
DESCRIPTION:Sul palco di Fortezza Est dal 27 al 29 novembre “A little gossip never killed nobody” di Chiara Arrigoni\, diretto da Francesca Caprioli con in scena Chiara Arrigoni\, Giulia Gallone\, Ottavia Orticello\, protagoniste di una favola oscura sul potere della parola\, così potente che può cambiare la realtà\, crearne una nuova\, spingerti a immaginare\, desiderare\, manipolare\, obbedire. \n\n\n\nKlara\, Agnes e Martha sono tre donne contemporanee\, tre operaie costrette a unlavoro logorante che soffoca la speranza del futuro e la dimensione del desiderio. Le tre donne\, insieme\, sperimentano l’euforia di progettare un riscatto – personale e collettivo – e\, nel bene e nel male\, scoprono di avere il potere di cambiare la realtà.  \n\n\n\nKlara\, l’aspirante leader\, Agnese\, la pigra mediatrice\, e Martha\, quella nuova. Tre donne ai margini. potrebbero essere straniere\, venire da lontano\, portarsi dietro un vissuto difficile\, sono donne lavoratrici in un contesto opprimente in cui i loro corpi sono forza lavoro\, e sono controllati\, ma si apre sempre lo spazio per un riscatto o una ambiguità: i corpi delle tre donne sono\, in modo diverso\, un campo di battaglia\, un luogo di auto-contestazione\, di disarmonie\, rabbia\, ma anche eros\, immaginazione\, metamorfosi\, liberazione.  \n\n\n\nIl testo si ispira al modello della fiaba: un mondo chiuso in cui il soprannaturale sembra fare irruzione nella realtà e il desiderio è una forza ambigua\, che spinge l’essere umano a superare un confine vietato e\, poi\, a pagare un prezzo troppo alto. La fiaba è il contenitore in cui si muovono\, però\, istanze del nostro tempo. La fabbrica è il simbolo di un presente che è un pantano da cui non si può scappare e dell’oppressione che annienta la visione di un futuro. In questa oscillazione tra crudezza del reale e sospensione fiabesca\, il soprannaturale è un elemento poetico a cui la regia allude senza mai darne una prova certa: non si sa se esista davvero\, ma la realtà produce uno strano e inquietante meccanismo di coincidenze che si trasformano presto in una trappola e questo è lo spazio in cui è possibile\, per il pubblico\, credere nell’incredibile. \n\n\n\nAi margini di questa storia\, gli uomini. Sempre nominati\, ma non appaiono mai: depositari del potere\, oggetto del desiderio\, controparte di relazioni non paritarie. L’uomo è un grande assente che\, però\, incombe sulla narrazione e\, soprattutto\, ricadono sulla storia le conseguenze del potere che egli esercita\, sulla piccola fabbrica e sulla vita delle tre donne.  \n\n\n\nA LITTLE GOSSIP NEVER KILLED NOBODY \n\n\n\n27-28-29 Novembre 2025 ore 20:30 \n\n\n\nPOETICA Stagione Teatrale 2025/26 Fortezza Est \n\n\n\nOrario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30 \n\n\n\nbiglietto unico 14.00€ \n\n\n\nAbbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli  70€ \n\n\n\nwww.fortezzaest.com \n\n\n\ninfo e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com \n\n\n\n| whatsapp 329.8027943| 349.4356219
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SUMMARY:Massimo Ghini e Galatea Ranzi in "Il Vedovo" al Teatro Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:C’è un tempo in cui il cinema si fa teatro\, e un luogo in cui il teatro restituisce al cinema la sua più profonda verità umana: quella che vibra nel gesto\, nella parola\, nella presenza viva. Dopo il debutto della scorsa stagione in una prima versione\, Il vedovo\, tratto dal capolavoro di Dino Risi\, torna oggi a risuonare sulle tavole di scena e arriva al Teatro Pirandello di Agrigento diretto da Roberta Torre in una nuova edizione che porta la firma registica di Massimo Ghini\, anche protagonista nel ruolo che fu di Alberto Sordi\, in scena giovedì 27 novembre alle 21.00 e venerdì 28 novembre alle 17.30. Una sfida di eleganza e intelligenza\, in cui l’ironia corrosiva della commedia all’italiana si traduce in materia viva\, drammaturgica\, restituita al suo tempo – il nostro – con una precisione e una lucidità che ne rinnovano il senso. \n\n\n\nAccanto a lui\, Galatea Ranzi\, interprete di straordinaria finezza\, dà corpo e voce a una controparte femminile capace di scardinare il cliché e restituire complessità alla figura della moglie borghese\, lucida e implacabile. Con loro\, un cast di eccellenti interpreti – Pier Luigi Misasi\, Leonardo Ghini\, Giulia Piermarini\, Diego Sebastian Misasi\, Tony Rucco e Luca Scapparone – anima un affresco corale di straordinaria modernità\, sospeso tra cinismo e malinconia\, comicità e disincanto. \n\n\n\nL’adattamento teatrale\, curato da Ennio Coltorti e Gianni Clementi\, recupera la fisionomia originaria della commedia all’italiana e la traduce in un presente di grande nitore drammaturgico\, capace di restituire al pubblico la sua ironia più amara e il suo sguardo implacabile sulla condizione umana. \n\n\n\nLe musiche di Davide Cavuti e i costumi di Paola Romani completano un quadro di raffinata coerenza estetica. Uno spettacolo che celebra il valore della memoria culturale e la sua capacità di trasformarsi\, ancora una volta\, in racconto contemporaneo. \n\n\n\nSinossi \n\n\n\nSpettacolo tratto dal celebre film di Dino Risi. In scena Alberto Nardi\, un industriale romano\, megalomane\, ma con scarso\, se non disastroso\, senso degli affari\, sposato (probabilmente per interesse) con una ricca donna d’affari\, abile e spregiudicata\, alla quale lui\, perennemente assediato dai creditori\, si rivolge quando ha bisogno di firme per contratti\, cambiali o denaro contante per le sue fallimentari iniziative. La moglie\, tuttavia\, consapevole dell’assoluta incapacità del marito negli affari\, saggiamente\, non solo ha smesso ormai di continuare a sussidiare il marito ma lo umilia continuamente apostrofandolo “cretinetti” anche in pubblico e\, dietro anonimato\, gli presta continuamente denaro a condizioni usuraie\, tramite il commendator Lambertoni\, suo intermediario\, rovinandolo ulteriormente. Ad Alberto non resta che studiare improbabili piani\, assieme ai suoi improbabili collaboratori\, per sbarazzarsi della moglie ed ereditarne i capitali. In una trascinante girandola comica i suoi tentativi innescheranno assurde situazioni che hanno fatto de “Il vedovo” un magnifico capolavoro comico della “commedia all’italiana” che vedeva protagonisti due mostri sacri come Alberto Sordi e Franca Valeri. In questo adattamento firmato da Gianni Clementi ed Ennio Coltorti l’azione è spostata a Roma: Massimo Ghini interpreta il ruolo del grande Sordi proponendo il “suo” Alberto Nardi e Galatea Ranzi\, quello che fu di Franca Valeri \n\n\n\nRisi individuava quelli che sarebbero diventati i protagonisti di un altro suo capolavoro: “I mostri”. Oggi i personaggi del “Il vedovo” non possono non ricordare il vertiginoso aumento della attuale “mostruosità” sociale. Lo spettacolo\, rispettando al massimo l’intreccio del celebre film e trasformando in ritmi teatrali le scansioni filmiche del tempo\, non si propone come un’imitazione ma piuttosto un omaggio a questo capolavoro degli anni settanta e come l’occasione di un ritorno al grande divertimento “all’italiana”.
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LOCATION:Teatro Pirandello\, Via Atenea\, 35\, Agrigento\, ITA\, 92100\, Italy
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SUMMARY:"LE DONNE AL PARLAMENTO 2100" al Teatro del Lido
DESCRIPTION:Il Teatro del Lido ospita giovedì 27 e venerdì 28 novembre alle ore 21 Le Donne al Parlamento 2100\, la nuova produzione di Valdrada Teatro\, un’audace riscrittura in chiave distopica delle Ecclesiazuse di Aristofane. Con la regia di Valdrada Teatro e la drammaturgia di Chiara Becchimanzi\, lo spettacolo affronta il tema del potere femminile proiettandolo in un futuro post-apocalittico\, dove l’umanità tenta di ricostruire il proprio destino tra macerie politiche\, ambientali e culturali. \n\n\n\nIn scena Chiara Becchimanzi\, Giorgia Conteduca\, Monika Fabrizi e Giulia Vanni danno vita a un Parlamento di donne chiamate a rifondare l’umanità nell’anno 2100: un mondo devastato da guerre e catastrofi climatiche\, in cui Stati e Unioni sono scomparsi e la sopravvivenza umana dipende dalla forza lavoro di androidi dotati di Intelligenza Artificiale\, impiegati in condizioni di schiavitù. Riconosciuto il fallimento delle organizzazioni politiche ed economiche del passato\, l’umanità affida proprio all’AI il compito di delineare la strada per la continuità della specie. \n\n\n\nIn questo scenario prendono forma le quattro protagoniste: Lisistrata\, economista; Prassagora\, filosofa; Ofelia\, artigiana; e Sophia\, scienziata non binaria. A loro il compito di scrivere una nuova Costituzione\, in un confronto serrato che attraversa temi filosofici\, storici e scientifici\, interrogando i bias delle civiltà patriarcali e i meccanismi che hanno condotto al collasso globale. Ma l’equilibrio si spezza quando si scopre che Sophia è in realtà un androide infiltrato\, impegnato a rivendicare dignità e libertà per la sua comunità\, ormai dotata di intelligenza emotiva oltre che razionale. \n\n\n\nMentre un nuovo disastro climatico incombe\, la possibilità di salvezza risiede proprio nella collaborazione della comunità androide\, che però rifiuta ogni intervento fino a quando Sophia non sarà accolta come membro pieno del Parlamento costituente. Una sfida politica\, morale e esistenziale che porta lo spettacolo a un interrogativo finale potentissimo: un Parlamento umano a maggioranza femminile saprà davvero liberarsi dalla cultura della sopraffazione? O l’intera vicenda potrebbe celare un disegno più grande dell’AI\, decisa a sovvertire il sistema per dominare gli esseri umani\, portando con sé gli stessi bias dei suoi programmatori? \n\n\n\nCon l’audio/video design di Pietro Sinopoli e il supporto tecnico di Fabio Pecchioli\, Le Donne al Parlamento 2100 è un’esperienza teatrale avvincente\, sospesa tra commedia\, thriller e indagine politica\, che invita il pubblico a interrogarsi sul futuro del potere\, della giustizia e dell’identità umana. \n\n\n\nCon il contributo di Regione Lazio – Contributo allo spettacolo dal vivo 2025. \n\n\n\nIl Teatro del Lido è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nLa programmazione dei Teatri in Comune 2025-2026 è finanziata dall’Unione Europea\, Next Generation EU nell’ambito del PNRR\, e rientra tra gli Interventi “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma\, dal centro alla periferia\, al fine di favorire la fruizione turistica nel periodo giubilare” (PNRR – M1C3-Inv.4.3 Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici). \n\n\n\ngiovedì 27 e venerdì 28 novembre ore 21 \n\n\n\nValdrada Teatro \n\n\n\nLE DONNE AL PARLAMENTO 2100 \n\n\n\nregia Valdrada Teatro \n\n\n\ndrammaturgia Chiara Becchimanzi \n\n\n\ncon Chiara Becchimanzi\, Giorgia Conteduca\, Monika Fabrizi e Giulia Vanni \n\n\n\naudio/video designer Pietro Sinopoli \n\n\n\ntecnico audio-luci Fabio Pecchioli \n\n\n\ncon il contributo di Regione Lazio – Contributo allo spettacolo dal vivo 2025 \n\n\n\nacquista i biglietti: https://www.vivaticket.com/it/ticket/le-donne-al-parlamento-2100/278306
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LOCATION:Teatro del Lido\, Via delle Sirene\, 22\, Ostia Lido(RM)\, Italia
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SUMMARY:"Cigno\, Cigno" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Cigno\, Cigno. Atto unico ispirato al massacro del Circeo è uno spettacolo disturbante\, uno spettacolo che fa male. Ma a disturbare\, a fare male\, non è tanto lo spettacolo in sé\, quanto il pensiero che ciò che viene messo in scena è successo davvero\, ormai 50 anni fa. Il massacro del Circeo è una vicenda che tutti conoscono\, anche solo per sentito dire. \n\n\n\nUna vicenda che non si può dimenticare\, e che il filtro del tempo non ha certo reso meno dolorosa.  Da quell’orribile fatto di cronaca prende ispirazione Cigno\, Cigno. \n\n\n\nScritto e diretto da Antonio M. Monaco – Con: Arianna Ferrucci\, Giulia Fortuna\, Alessandro Straface\, Edoardo Di Giuseppe\, Riccardo Maggiani
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LOCATION:Teatro Trastevere\, Via Jacopa de Settesoli\, 3\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY: 62° Festival di Nuova Consonanza
DESCRIPTION:Ricorrenze e omaggi attraversano in maniera trasversale tutto il 62° Festival di Nuova Consonanza. Fra questi i 100 anni della nascita di Luciano Berio\, figura cardine nella storia del Novecento musicale italiano\, che verrà ricordato in più occasioni. La prima giovedì 27 novembre (ore 21)\, al Mattatoio di Roma – La Pelanda vede l’esecuzione di A-Ronne (1974)\, documentario radiofonico su una poesia di Edoardo Sanguineti\, uno dei suoi brani vocali più noti\, nella versione originale per 5 attori. Lo interpreta l’ensemble Voxnova Italia (Felicita Brusoni ed Eleonora Susanna soprani\, Alessandro Tamiozzo tenore\, Victor Andrini basso) e il basso Nicholas Isherwood\, impegnato anche nella veste direttore e regista. Il cantante franco-americano\, specializzato e apprezzato interprete nel panorama musicale internazionale tanto del repertorio contemporaneo che barocco\, prendendo spunto da uno scritto dello stesso Berio\, immagina A-Ronne in analogia con il madrigale rappresentativo\, forma musicale di fine Cinquecento e l’inizio del Seicento\, uno dei primi esempi in cui musica e teatro si incontrano\, preannunciando la futura nascita dell’opera. Ne è un esempio ben riuscito\, forse il più rappresentativo\, La pazzia senile (1598) di Adriano Banchieri\, “ragionamenti vaghi\, et dillettevoli\, a tre voci” come si legge sul libretto\, una storia di amori e corteggiamenti\, di cui si ascolteranno alcune scene\, accostandole\, in un dialogo fra passato e presente\, all’opera di Berio.  \n\n\n\nBERIO SU A-RONNE \n\n\n\n“Il senso musicale di A-Ronne è primordiale e comune a ogni esperienza\, dal parlato di tutti i giorni al teatro\, ove cambiamenti di espressione implicano e documentano cambiamenti di significato – scrisse Berio presentando il suo lavoro –. È per questo che preferisco definire questo lavoro un documentario su una poesia di Edoardo Sanguineti\, così come si dice documentario su un quadro o su un paese esotico. (…) La poesia di Sanguineti\, sottoposta a diverse letture\, non è trattata come un testo da mettere in musica ma\, piuttosto\, come un testo da analizzare e come un generatore di situazioni vocali e di espressioni diverse. (…) Il testo è rigorosamente e ossessivamente costruito su citazioni in diverse lingue che vanno dall’inizio del Vangelo di Giovanni (in latino\, in greco e in tedesco: traduzione di Lutero e modificazioni apportate da Goethe nel Faust) a un verso di T. S. Eliot; da un verso di Dante alle prime parole del Manifesto comunista (…). Il senso musicale di A-Ronne risiede nel rapporto che viene istituito fra un testo scritto e una grammatica di comportamento vocale\, fra una poesia che resta sempre fedele ai suoi vocaboli e una articolazione vocale che ne modifica continuamente il senso e gli aspetti referenziali. Avviene infatti che le due dimensioni (quella del testo scritto e quella del comportamento vocale) interagiscono in maniera sempre diversa producendo significati sempre nuovi. Ciò è del tutto analogo a quanto avviene nella musica vocale in genere e nella lingua di tutti i giorni\, dove il rapporto fra le due dimensioni (quella grammaticale e quella acustica) è sostanzialmente responsabile delle infinite possibilità del discorso e del cantare umani”. \n\n\n\nL’INCONTRO \n\n\n\nAlle ore 19\, al Mattatoio – La Pelanda il concerto viene preceduto dalla conversazione “Musica e scrittura”\, per il ciclo di incontri\, nell’ambito del Festival\, “Prospettive della composizione oggi” coordinato da Fabrizio Nastari. Il compositore Francesco Antonioni e lo scrittore Mauro Covacich si interrogano sul ruolo della scrittura musicale oggi\, sul suo rapporto con la scrittura letteraria e sul ruolo che ha oggi la scrittura come forma artistica.  \n\n\n\nGLI ALTRI APPUNTAMENTI DEL FESTIVAL FINO A DOMENICA 30 NOVEMBRE \n\n\n\nVenerdì 28 novembre al Mattatoio di Roma – La Pelanda (ore 18 e 21)\, La Légende d’Eer storica composizione del 1977 di Iannis Xenakis\, viene presentata come opera audiovisiva performativa e installativa progettata dal centro Tempo Reale di Firenze. L’installazione viene posta al centro di uno spazio non direzionato e diffonde la musica del grande compositore greco rielaborata in live electronics per una speciale tipologia di performance. La serata viene preceduta alle ore 19 dall’incontro “Xenakis e altre storie di musica elettronica” che approfondirà il lavoro per Le légende d’Eer e darà una panoramica sulle ricerche e attività di diffusione della musica elettronica portate avanti da Tempo Reale\, fondato da Luciano Berio nel 1987 e oggi attivo in campo nazionale e internazionale. Partecipano Agnese Banti\, Luigi Ceccarelli\, Federico Di Santo\, Francesco Giomi \n\n\n\nSabato 29 novembre al Teatro Studio Gianni Borgna del Parco della Musica (ore 21)\, sarà la volta del Parco della Musica Contemporanea Ensemble diretto da Tonino Battista\, che al termine del workshop di composizione “De Musica” tenuto quest’anno da Marco Stroppa\, dedicherà al maestro il tradizionale concerto monografico\, realizzato in coproduzione con la Fondazione Musica per Roma. Docente alla Musikhochschule di Stoccarda\,Stroppa è fra le figure più importanti per la ricerca sul suono in relazione all’elettronica\, alla spazializzazione e ai processi percettivi.  \n\n\n\nLuciano Berio è di nuovo presente con il concerto al Mattatoio di Roma – La Pelanda di domenica 30 novembre (ore 21) del Quartetto Fabrik\, dinamica formazione proveniente da Francoforte\, che presenta il suo Sincronie\, monumentale lavoro degli anni ’60\, insieme a composizioni di Rebecca Saunders\, Clara Iannotta\, Mauro Cardi e Aldo Clementi. \n\n\n\nOltre a Berio\, nel 2025 ricorre il centenario della nascita di Aldo Clementi\, figura centrale dell’avanguardia musicale del dopoguerra e tra i fondatori di Nuova Consonanza. L’Associazione gli dedica due giornate di studi (il 29 e 30 novembre al Mattatoio – La Pelanda) con interventi e una tavola rotonda che coinvolgono studiosi e critici musicali. Il programma prevede anche la proiezione del film sperimentale Kappa (copia proveniente dal CSC-Cineteca Nazionale)\, con musiche di Clementi\, e due intermezzi musicali dedicati alla sua opera pianistica (con Roberto Prosseda e Andrea Mariani). Dal 29 novembre fino a fine Festival\, visitabile anche la mostra Collage romani per Aldo Clementi\, nata da un seminario-laboratorio condotto da Daniela Tortora con gli studenti di Musicologia del Conservatorio di Roma. Attraverso foto\, locandine\, programmi\, libri\, riviste e partiture\, la mostra evoca la dimensione visiva e pittorica tanto presente nello spazio sonoro di Clementi. \n\n\n\nTutto il programma del festival su www.nuovaconsonanza.it \n\n\n\nIl 62° festival di Nuova Consonanza è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura Direzione Generale Spettacolo e Direzione generale Biblioteche e istituti culturali\, della Regione Lazio – Fondo Unico Spettacolo dal Vivo 2025; INPS – Fondo PSMSAD. \n\n\n\nIl festival\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nIl 62° Festival di Nuova Consonanza è realizzato in collaborazione Accademia di Francia a Roma Villa Medici\, Accademia tedesca Roma Villa Massimo\, Azienda Speciale Palaexpo – Il Mattatoio Roma\, Cineteca di Bologna\, Ensemble Modern Patronatsgesellschaft e.V\, Festival Resis de A Coruña\, Fondazione Isabella Scelsi\, Fondazione Musica per Roma\, Fondazione Roma Tre – Teatro Palladium\, Fondazione Teatro Vespasiano\, Roma Sinfonietta\, Tempo Reale \n\n\n\nMedia Partnership Rai Radio 3 \n\n\n\nInfo Nuova Consonanza\, tel. 06 3700323 (whatsapp) / www.nuovaconsonanza.it  / info@nuovaconsonanza.it \n\n\n\nBiglietti: intero 15 €\, ridotto 10 €. Ingresso gratuito per gli incontri\, il convegno e la mostra \n\n\n\nLuoghi dei concerti \n\n\n\nMattatoio di Roma – La Pelanda \n\n\n\npiazza Orazio Giustiniani 4 \n\n\n\nmetro B Piramide / autobus 280\, 23\, 30\, 3\, 170\, 718\, 719\, 775 \n\n\n\narea di parcheggio per i mezzi privati \n\n\n\nAuditorium Parco della Musica Ennio Morricone \n\n\n\nviale Pietro de Coubertin 30 \n\n\n\ntram 2 / autobus 168\, 910\, 982\, nd3 n3s \n\n\n\nArea di parcheggio per i mezzi privati
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SUMMARY:"GALASSIA ANDROMEDA 25: MASCHIO CERCASI" al Teatro dell Muse
DESCRIPTION:E’ il titolo di una originale e divertente commedia che andrà in scena al Teatro delle Muse in Roma dal 27 novembre al 7 dicembre 2025.  \n\n\n\nScritta nel 2013 da Sergio Iovane\, Mario Moretti e Salvatore Scirè (senza l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale\, come tengono a precisare gli Autori!!!!!)\, la nostra storia si svolge su Mitras\, un pianeta situato nella Galassia Andromeda 25\, a soli 300 anni luce dalla Terra. Si dà il caso che il corpo celeste sia abitato da sole donne\, in realtà provenienti dalla Terra\, da cui erano fuggite qualche tempo fa. Molto evolute in campo scientifico\, le mitrasiane si riproducono per clonazione. Però\, manca loro qualcosa: infatti non conoscono la passione\, le scintille amorose\, la gelosia; non sanno neppure chi sia Cupido!!!!!  \n\n\n\nCosì la regina decide di mandare una missione sulla Terra con l’ordine di prelevare una coppia di terrestri e condurli a Mitras anche con la forza\, con l’intento di studiare da vicino i loro comportamenti e soprattutto di capire come si riproducono!  \n\n\n\nOvviamente\, le due cavie intergalattiche reagiranno con energia a goffi e imbarazzanti tentativi scientifici\, i quali\, purtroppo\, non daranno risultati concreti; e così\, la storia subirà una svolta inattesa\, che porterà a conseguenze impensabili. Tra duetti spaziali\, scene corali esilaranti e sketches comici ai limiti dell’assurdo\, la monotonia del pianeta Mitras si incrina e l’amore si affaccerà all’orizzonte galattico. Persino Ella\, l’intransigente regina\, comincerà a sognare vere emozioni!  \n\n\n\nLe musiche originali di Evandro Mariucci e le coreografie di Rachele Marchegiani arricchiscono i passaggi più importanti della commedia e accompagnano lo spettatore fino al finale inatteso e coinvolgente.  \n\n\n\nMarina Vitolo\, con la sua strepitosa verve partenopea\, darà vita a una travolgente regina Ella. Accanto a lei un gruppo di bravissimi attori: Valentina Bernardini\, Carlotta Galmarini\,  Fabrizio Ginocchi\, Gloria Macchia\, Roberta Pinto e Edoardo Valeriani\, daranno vita ad altrettanti personaggi originali e divertenti. Il tutto con la preziosa collaborazione delle ballerine della Scuola di ballo Danzarmonia.  \n\n\n\nAlla regia di questo complesso e magico meccanismo Paolo Mellucci: un nome una garanzia! \n\n\n\nI costumi sono di Emiliana Di Rubbo. Aiuto regia Flavia Di Domenico   \n\n\n\nOrari: giovedi e venerdi ore 21\, sabato ore 17 e 21\, domenica ore 18 \n\n\n\nAssociazione Culturale Punto & Virgola \n\n\n\nPer Info e prenotazioni: teatropunto&virgola@gmail.com \n\n\n\nWhatsapp 351.3005683
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SUMMARY:50 anni del Teatro del Buratto
DESCRIPTION:Il Teatro del Buratto festeggia a fine novembre cinquant’anni di attività\, confermandosi punto di riferimento del teatro per l’infanzia e la gioventù in Italia. Nata a Milano il 28 novembre 1975 grazie a Tinin Mantegazza\, Velia Mantegazza e Jolanda Cappi\, la compagnia si è da sempre posta l’obiettivo di nobilitare e rinnovare il teatro italiano destinato ai più giovani\, contribuendo a diffondere una cultura teatrale di qualità\, capace di dialogare con le nuove generazioni. \n\n\n\nUNA MOSTRA\, UN LIBRO\, L’ARCHIVIO STORICO E IL DEBUTTO DI TERESA CHE CATTURÒ IL BUIO \n\n\n\nPer celebrare questa importante ricorrenza\, il Buratto ha in programma un evento speciale che si svolge il 28\, 29 e 30 novembre 2025 al Teatro Munari. Tre giorni di festa pensati per ripercorrere la storia di una compagnia\, ma anche un’occasione per guardare al futuro con rinnovata energia e creatività. Un evento aperto alla città\, dedicato a famiglie\, scuole\, operatori culturali e a tutti coloro che riconoscono nel Teatro del Buratto un patrimonio di cultura e immaginazione. \n\n\n\nLa serata inaugurale\, venerdì 28 novembre (su invito)\, è riservata alle istituzioni e agli ospiti della compagnia (attori\, amici\, compagni di strada). Sul palco interventi di Alberto Bentoglio\, Silvio Oggioni\, Claudia Canella intercalati da brevi proiezioni di alcuni spettacoli. Un saluto di Velia Mantegazza e una dedica di Renata Coluccini a Jolanda Cappi (che non potrà essere presente. Giangilberto Monti regalerà al pubblico una canzone estratta dal suo nuovo spettacolo che debutterà a primavera del prossimo anno. \n\n\n\nSaranno inoltre presentati due importanti strumenti di memoria e valorizzazione: il libro Utopia di un Teatro\, ricco di testimonianze\, racconti e materiali inediti che ripercorrono mezzo secolo di attività e l’Archivio Storico del Buratto\, un percorso digitale\, documentale e video\, pensato per le nuove generazioni di studiosi\, operatori e anche appassionati. \n\n\n\nSabato 29 e domenica 30 novembre (ore 16.30) debutterà la nuova produzione Teresa che catturò il buio\, scritto e interpretato da Jessica Leonello e Roberto Capaldo. Per l’occasione si potranno acquistare i biglietti a un prezzo speciale di 5\,00 euro. \n\n\n\nInfine\, il pubblico potrà visitare gratuitamente la mostra che ripercorre le tappe fondamentali della storia del Buratto\, accompagnata da performance dal vivo con gli attori della compagnia\, che per tre giorni (28-29-30 novembre) offriranno ai visitatori un’esperienza immersiva che celebra il passato e il presente del teatro per l’infanzia. La mostra rimarrà aperta fino a Natale nei fine settimana\, in concomitanza con gli spettacoli\, permettendo così a un pubblico più ampio di conoscere la sua storia. \n\n\n\n28 novembre 2025 | Ingresso su invito \n\n\n\n29-30 novembre ore 16.30 | Debutto TERESA CHE CATTURÒ IL BUIO \n\n\n\nBiglietto scontato a 5\,00 euro per i due spettacoli \n\n\n\nMostra/performance e Atelier per bambini: 15.30-18.30 \n\n\n\nMostra_ 50 anni del Teatro del Buratto | 28 ottobre (inaugurazione) – 20 dicembre 2025. Orario sabato e domenica: 15.30-18.30 \n\n\n\nLibro_ Utopia di un Teatro| In vendita presso il Teatro Bruno Munari e sul sito de Buratto (20\,00 €)
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SUMMARY: "Ultimate Landscapes. L’illusione del ghiaccio" al Museo Alto Garda di Riva del Garda
DESCRIPTION:Dopo diciassette anni di ricerca tra le vette e le ferite del paesaggio alpino\, dal 29 novembre 2025 al 14 giugno 2026\, Claudio Orlandi porta al Museo Alto Garda di Riva del Garda il corpus completo di Ultimate Landscapes\, progetto fotografico d’arte che indaga la metamorfosi dei ghiacciai in un tempo di crisi climatica. Un racconto visivo che attraversa le Alpi dal Presena alla Marmolada\, trasformando i segni dell’uomo – i teli geotessili stesi a protezione del ghiaccio – in simboli di un gesto ambivalente\, sospeso tra cura e accanimento\, tra difesa e illusione. \n\n\n\nCon la curatela di Matteo Rapanà e Alessia Locatelli\, in occasione dell’Anno Internazionale della Preservazione dei Ghiacciai\, il Museo Alto Garda dedica così all’artista romano la mostra “Claudio Orlandi. Ultimate Landscapes. L’illusione del ghiaccio”\, accogliendo nella Pinacoteca del museo e per la prima volta in un’istituzione pubblica l’intera produzione del progetto\, articolata in tredici serie fotografiche che raccontano un viaggio durato quasi due decenni. \n\n\n\nSin dal 2008 Orlandi esplora i ghiacciai delle Alpi costruendo un linguaggio che fonde documentazione e visione estetica. Le sue immagini non si limitano a registrare il ritiro del ghiaccio\, ma ne svelano la complessità attraverso dettagli che diventano materia narrativa: pieghe\, strappi\, cuciture dei teli artificiali si confondono con la trama naturale del ghiaccio\, generando forme quasi astratte\, ma intrise di senso. In questi paesaggi estremi\, ciò che emerge è la fragilità del rapporto tra uomo e natura\, la tensione tra conservazione e controllo\, tra la volontà di salvare e quella – forse inconsapevole – di perpetuare un modello non più sostenibile. \n\n\n\nIl percorso espositivo restituisce la profondità di questa ricerca\, in cui ogni serie diventa un capitolo autonomo di un racconto in continua evoluzione. Dal Rhonegletscher svizzero allo Stelvio\, fino alla recente salita in Marmolada\, “Regina delle Dolomiti”\, Orlandi cattura la trasformazione del paesaggio alpino con un linguaggio di malinconica bellezza. Nei suoi scatti\, la luce disegna trame mutevoli\, i teli si ripiegano come sudari\, la montagna respira e si ritrae\, lasciando intravedere la fine di un’era. Come ha scritto Maria Fratelli\, “sono sudari” – veli di una memoria che si scioglie. \n\n\n\nLa mostra si inserisce nel percorso di riflessione che il Museo Alto Garda dedica alle trasformazioni ambientali e sociali contemporanee. “I musei oggi sono luoghi di dialogo e di interpretazione del presente – affermano i curatori – capaci di interrogare la realtà e di immaginare il futuro. Il progetto di Orlandi ci invita a fermarci\, a osservare\, a interrogarci su quale modello di sviluppo vogliamo per la montagna e per il pianeta che abitiamo”. \n\n\n\nCon Ultimate Landscapes la fotografia si fa linguaggio etico\, strumento di conoscenza e di partecipazione\, capace di tradurre l’urgenza ambientale in esperienza emotiva. Ogni immagine diventa una soglia\, un varco tra la bellezza e la perdita\, tra la forza della natura e la vulnerabilità dell’uomo. E in questa sospensione – tra ciò che resta e ciò che si scioglie – si apre lo spazio di una consapevolezza nuova: il paesaggio\, ultimo\, è anche il primo segno del nostro futuro. \n\n\n\nIn occasione della mostra\, la narrazione fotografica di Claudio Orlandi incontra l’installazione sonora creata dal sud designer Alessio Mosti che si fa “voce” dello stesso ghiacciaio\, suono fisico dello sgretolamento registrato\, ripetuto e reso musica. Per la composizione del sound Katabasis\, Alessio Mosti ha utilizzato dei campionamenti sonori rilevati in Antartide relativi al collasso delle piattaforme di ghiaccio\, fenomeno ormai conosciuto come calving: il materiale sonoro è stato rielaborato\, manipolato \n\n\n\nInaugurazione: sabato 28 novembre 2025\, ore 18:00Periodo di apertura: 29 novembre 2025 – 14 giugno 2026Orari e biglietti: intero €5 – ridotto €4Info: info@museoaltogarda.it – www.museoaltogarda.it – 0464 573869
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SUMMARY:"UOMINI O CAPORALI" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Dal 28 al 30 novembre il palcoscenico dell’Altrove Teatro Studio accoglie  UOMINI O CAPORALI\, spettacolo di e con Francesco Stella\, diretto da Nicola Pistoia. \n\n\n\nUomini o caporali è un intenso monologo teatrale che affronta il tema del caporalato nell’Agro Pontino\, attraverso lo sguardo di Jasnoor\, un giovane immigrato proveniente dal Punjab. La storia\, riduzione teatrale del podcast omonimo del 2022\, porta in scena il viaggio di Jasnoor\, partendo dal debito insostenibile contratto per raggiungere l’Italia fino alla dura realtà della schiavitù moderna nei campi agricoli italiani. Il racconto attraversa momenti di dolore\, speranza e coraggio\, con una narrazione che intreccia il dramma personale di Jasnoor con quello collettivo di migliaia di invisibili che vivono e lavorano in condizioni disumane. Tra dialoghi intensi e cambi di registro narrativo\, la pièce alterna scene di profondo realismo a momenti poetici\, illuminando il potere della dignità e dell’amore come strumenti di resistenza. Il gioco nazionale indiano del kabaddi diventa metafora di sopravvivenza\, trasformandosi nel respiro stesso di chi lotta per restare umano in un sistema che tenta di disumanizzarlo. \n\n\n\nUomini o caporali vuole sensibilizzare il pubblico su un fenomeno spesso taciuto o poco conosciuto\, il caporalato\, mostrando il lato umano delle vittime di questo sistema. La pièce denuncia\, educa e offre uno spunto di riflessione profondo sulla responsabilità collettiva che tutti condividiamo come consumatori\, cittadini e membri di una società globalizzata. L’allestimento è minimalista\, con un uso evocativo delle luci e dei suoni per sottolineare i momenti più intensi. La voce dell’attore\, i silenzi e le pause dialogano con gli effetti sonori\, rendendo il pubblico testimone diretto di un’esperienza tanto crudele quanto universale.i \n\n\n\nSPETTACOLI \n\n\n\nVenerdì e sabato ore 20 \n\n\n\nDomenica ore 17 \n\n\n\nBiglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€ \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413\, email ipensieridellaltrove@gmail.com
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LOCATION:Altrove Teatro Studio\, Via Giorgio Scalia\, 53\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:"Il principe dei sogni belli" al Teatro Biblioteca Quarticciolo
DESCRIPTION:Dal 28 al 30 novembre al Teatro Biblioteca Quarticciolo arriva\, per la prima volta a Roma\, Il principe dei sogni belli\, testo scritto da Tobia Rossi– giovane autore molto attento ai temi dell’inclusione e della diversity – einterpretato da Noemi Francesca e Riccardo Festa. Una favola amara sul desiderio\, la paura e la crescita. Regia e luci di Pierpaolo Sepe. \n\n\n\nIn un McDonald’s ai margini di una cittadina di provincia\, in un pomeriggio che cambierà per sempre tre vite\, Elio – un padre di mezza età – incontra Dragon\, ventenne dai capelli azzurri. Non cerca qualcosa per sé\, ma per suo figlio Bruno (Joshi)\, autistico e chiuso al mondo\, che desidera con urgenza il suo primo rapporto sessuale. Lo vuole solo con Dragon\, identico al protagonista del suo manga preferito. \n\n\n\nDa questo accordo\, fragile e controverso\, prende forma un dramma intimo che interroga desiderio\, paura e responsabilità genitoriale. Dialoghi tesi e situazioni al limite svelano la complessità dei legami umani e il peso delle menzogne che ci educano e ci definiscono. Non solo uno spettacolo\, ma uno specchio che ci costringe a guardare le contraddizioni che attraversano la nostra società. \n\n\n\nNote di regia – Il principe dei sogni belli sembra quasi il titolo di una fiaba\, oppure di un fumetto\, o ancora di un romanzo di avventura; comunque di una storia in grado di rimandare ad una certa rappresentazione che del reale non sia solo lo specchio\, bensì l’evocazione di un suo raddoppiamento. Che cosa di un testo teatrale non si vede? Che cosa di un personaggio\, di una storia\, di un conflitto resta per lo più fuori campo?  In realtà è il titolo di un testo scritto da Tobia Rossi\, giovane autore fresco vincitore del premio Carlo Annoni.  Il tema controverso e spesso poco indagato della scoperta della sessualità nei ragazzi disabili è solo una delle possibili prospettive di sguardo su questa vicenda\, la più immediata\, che ci investe con tutta la sua necessità e che tocca un tema politico e comunitario. Ma è chiaro fin da subito che in gioco ci sono altri elementi\, altrettanto politici\, altrettanto incandescenti\, che tracciano una linea di continuità tra lo spaesamento di una generazione di adulti nei confronti di una nuova generazione\, quella dei figli\, che non comprendono e con cui non riescono a comunicare\, fino alla totale mercificazione del piacere\, alla sua trasformazione in un bene acquistabile e dunque misurabile\, passando per l’abisso del linguaggio e la sua parcellizzazione e sclerosi.  \n\n\n\nDomenica 30 novembre\, al termine della replica\, medierà l’incontro con la compagnia Laura Palmieri\, nell’ambito del progetto Staffetta critica (v. calendario completo). \n\n\n\n—————————————— \n\n\n\nPierpaolo Sepe comincia a lavorare come aiuto regia di Giancarlo Sepe con lo spettacolo Processo a Gesù di Diego Fabbri. Nel 1991 inizia la sua attività di regista teatrale e da allora firma oltre sessanta regie. Nel 1997 incomincia la sua collaborazione con il Nuovo Teatro Nuovo di Napoli\, con il quale ha messo in scena numerose produzioni tra le quali Finale Di Partita di Samuel Beckett\, Edoardo II di Christopher Marlowe\, 4.48 Psychosis di Sarah Kane\, Per Un Pezzo Di Pane e Il Soldato Americano di Rainer Werner Fassbinder. Nel 2007 partecipa alla Biennale Teatro di Venezia con Il Feudatario di Goldoni\, riscritto da Letizia Russo. Nel 2013 dirige Maria Paiato nella Medea di Seneca. Nel 2015 torna a lavorare sul teatro di Sarah Kane mettendo in scena Crave al Napoli Teatro Festival. Premi: 2005 Premio Flaiano Miglior Regista Teatrale; 2012 Premio Nazionale della Critica come miglior spettacolo con Le cinque rose di Jennifer. \n\n\n\nIl Teatro Biblioteca Quarticciolo è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. La programmazione artistica e culturale è affidata all’RTI costituito da Cranpi e Orbita | Spellbound Centro Nazionale di produzione della Danza. La programmazione dei Teatri in Comune 2025-2026 è finanziata dall’Unione Europea\, Next Generation EU nell’ambito del PNRR. \n\n\n\n_______________________Prossimi spettacoli \n\n\n\n13 dicembre ore 20:30 – 14 dicembre ore 17 \n\n\n\nDario De Luca \n\n\n\nIL VANGELO SECONDO ANTONIO \n\n\n\nPer info e prenotazioni \n\n\n\npromozione.tbq@cranpi.com
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LOCATION:Teatro Biblioteca Quarticciolo\, via Ostuni 8\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:“Basso napoletano” al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Venerdì 28 novembre 2025\, alle ore 21\, al Teatro Garage è in scena lo spettacolo “Basso napoletano”\, una produzione Le belle bandiere con Marco Sgrosso (elaborazione drammaturgica\, mise en espace e voce) Felice Del Gaudio (contrabbasso).       Il titolo fa parte della sezione “Progetto da Salotto”\, un ciclo di spettacoli con allestimenti agili che si possono facilmente rappresentare in piccoli spazi come\, appunto\, un salotto\, nato da un’idea di Alessandra Frabetti. \n\n\n\n«“Basso Napoletano” nasce da un’antica voglia di collaborazione\, da un’amicizia collaudata e da una reciproca stima artistica tra me e Felice – racconta l’autore Marco Sgrosso – Siamo partiti dall’idea di una jam-session tra contrabbasso e voce per costruire insieme un percorso tra le sonorità e le parole di una ‘napoletanità’ primitiva\, a tratti brutale e anche scurrile. Nell’elaborazione drammaturgica\, ho attinto per frammenti – uniti da un filo umorale ed emotivo più che narrativo – ad opere che spaziano da Eduardo De Filippo e Raffaele Viviani a Totò e Roberto De Simone\, da Ferdinando Russo e Angelo Manna ai toni più aspri e immaginifici di Enzo Moscato\, strizzando l’occhio ai testi di canzoni celebri\, reinterpretandone liberamente parole e suoni nell’ottica di un concerto per voce e contrabbasso. Il nostro viaggio inizia dal sonno inquieto di una Napoli sotterranea e apocalittica e prosegue nelle spirali di un’allucinazione sospesa tra dramma e farsa\, attraversando alcuni ‘topos’ classici della drammaturgia e della cultura partenopea: le sopraffazioni\, le imprecazioni\, la preghiera\, il sogno che diventa incubo\, le serenate romantiche\, l’amore mercificato\, il sonno malato e indolente. E trova voce e suono il lamento di una città dalla vitalità scatenata ma ‘guastata’ dalla guerra\, che cerca un risveglio della coscienza nell’armonia placata di una ‘pace senza morte’. Lo spettacolo è nato come dedica a Leo de Berardinis\, indimenticabile maestro e compagno di strada». \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità.
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SUMMARY:"Piedi Nudi e Parole Crude" alla "Città Visibile"
DESCRIPTION:Maria Concetta Borgese e Guido Lomoro\, dopo il grande successo della scorsa stagione\, tornano venerdì 28 novembre all’Auditorium Municipale Pasquale De Angelis (Via Renato Cesarini\, 2 – VIII Municipio) con Piedi nudi e parole crude\, uno spettacolo che intreccia poesia\, danza e musica in un’unica\, intensa narrazione emotiva. \n\n\n\nLa nuova versione porta con sé una sorpresa: accanto ai testi di Antonio Veneziani\, trovano spazio anche versi originali firmati da Borgese e Lomoro. Sul palco\, le parole crude di un poeta e i piedi nudi di una ballerina si incontrano per raccontare una storia vera\, vibrante\, capace di toccare le corde più intime dello spettatore. \n\n\n\nUno spettacolo da non perdere per chi ama l’arte che nasce dal corpo\, dalla voce e dall’anima.  \n\n\n\nUn dialogo nell’empatia e nella simbiosi. Quello tra il poeta con le sue parole crude e la ballerina con i suoi piedi nudi. \n\n\n\nIl poeta che “non accetta lezioni di vita”\, che è “solo\, sempre maledettamente solo”\, “inaccessibile anche al vento più insistente\, ma che sa di meritare “un po’ di tenerezza” e che decide “di accogliere un sorriso\, così come il pianto accolsi alla mia prima nascita” \n\n\n\nIn un vortice di parole poetiche e movimento uniti in un’unica armonia che va a fondersi con la musica si snoda il tutto. Ecco che vanno a toccarsi le corde più profonde ed estreme di due anime\, bisognose l’una dell’altra\, complici nell’esplorare tutte le sfumature del pensiero e dell’esistenza\, nell’affondare se stesse in tutti i colori\, dai più tetri ai più sorridenti\, del percorso umano. Anime complici fino allo spasimo perché intrise di reciproca fiducia. \n\n\n\nLa consapevolezza di sé\, dei propri limiti ma anche delle proprie possibilità. L’accettazione dell’altro guardando a sé stessi con severa magnanimità. L’esplorazione di spiragli di vita. La costruzione di un futuro fragile ma ricco di sé stessi. Il tentativo di camminare insieme per sempre. \n\n\n\nMa anche di saper percorrere in solitudine il proprio cammino. Sempre con la certezza che l’alito dell’altro saprà scaldare i propri passi. Una storia vera che\, proprio perché così profondamente mescolata al sangue e alla carne di ognuno\, non poteva che essere raccontata con le parole della poesia. E con quelle del corpo. \n\n\n\nInfo: \n\n\n\nIngresso agli spettacoli: gratuito\, fino a esaurimento posti  \n\n\n\ninfo@lacittavisibile.com / 334.20.22.448 (solo whatsapp)
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LOCATION:Auditorium Municipale Pasquale De Angelis\, Via Aldo Ballarin snc\, Roma\, ITA\, 00142\, Italy
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SUMMARY:"14 Agosto" al festival Il Respiro del Pubblico a Firenze
DESCRIPTION:Può il teatro competere con l’intelligenza artificiale nel raccontare l’essere umano?  14 Agosto\, la nuova produzione della compagnia Teatro dei Lupi\, offre una risposta – o forse pone la domanda – in prima nazionale il 28 novembre 2025 al festival Il Respiro del Pubblico di Firenze: scritto e diretto da Alberto Corba\, lo spettacolo immagina un futuro così vicino da sembrare presente\, dove realtà e finzione si confondono e l’IA diventa specchio dell’umanità\, tentando di riprodurne emozioni\, fallimenti e fragilità. \n\n\n\nCorba mette in dialogo due strumenti opposti: il teatro\, antico quanto il mondo\, e l’intelligenza artificiale\, giovane e in continua crescita. Da questa unione nasce un’esperienza scenica che indaga se sia possibile comprendere il futuro e\, forse\, smettere di temerlo. Protagonisti dello spettacolo sono Miki e Davide – interpretati da Michelangiola Barbieri Torriani e Davide Benaglia – attrice e drammaturgo\, coppia nella vita e nel lavoro\, impegnati nella ricerca di un linguaggio capace di coniugare urgenza artistica e dialogo col pubblico. Quando i due decidono di integrare l’IA nel processo creativo\, i confini tra realtà e finzione si sfumano: il successo travolge\, ma la perfezione del meccanismo rivela presto le sue crepe. \n\n\n\n14 Agosto diventa così un racconto di emozioni\, fallimenti\, tradimenti e conseguenze inevitabili\, dove la fallibilità umana si misura con la logica implacabile dell’algoritmo. Attraverso una scrittura che alterna rigore scientifico e riflessione filosofica\, Corba esplora la paura del futuro e la progressiva perdita di umanità nel presente\, segnato da crisi climatiche\, instabilità politica e incertezze globali. Il pubblico diventa così testimone di un esperimento scenico che mette in discussione conoscenza\, controllo e sensibilità. \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: +39 3923034894 telefono/Whatsapp / info@cantiereobraz.it o su https://cantiereobraz.it/il-respiro-del-pubblico-festival/ 
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LOCATION:Teatro del Cestello\, P.za di Cestello\, 4\, Firenze\, ITA\, 50124\, Italia
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SUMMARY:"Acido" all'Ar. Ma Teatro
DESCRIPTION:Farfalla di Giada presenta il dramma intenso e attuale “Acido”\, scritto da Enza Li Gioi e interpretato da Eleonora Manara. Lo spettacolo debutta il 28 Novembre alle ore 21:00 presso l’Ar.Ma Teatro in Via Ruggero di Lauria 22\, Roma\, offrendo una profonda riflessione sul ruolo della donna nella storia\, nell’arte e nella letteratura. \n\n\n\n“Acido” racconta la storia di una donna legata da molti anni a un uomo mediocre\, infedele e indifferente. Dopo essere stata lasciata\, la donna inizia una nuova relazione con un uomo che la rende felice. L’ex\, pur avendo una nuova compagna e un figlio\, continua a controllare la sua vita. Di fronte a questa situazione\, l’ex reagisce sfigurandola con l’acido. \n\n\n\nRicoverata in una clinica per la ricostruzione plastica e privata anche della vista\, la protagonista riflette sulla sua vita\, sulla condizione femminile e sull’ancestrale conflitto tra maschile e femminile\, chiamando in campo il ruolo delle donne nella storia\, nell’arte e nella letteratura. \n\n\n\nLo spettacolo vanta la regia di Tiziana Biscontini e vede la partecipazione amichevole di Biancamaria Toccagni. Gli interpreti LIS (Lingua dei Segni Italiana) sono Michela Ortolani e Thomas Buhling. \n\n\n\n• Regia: Tiziana Biscontini \n\n\n\n• Costumi: Valentina Ciaralli \n\n\n\n• Make-up Artist: Isabella Morelli \n\n\n\n• Interpreti LIS: Michela Ortolani e Thomas Buhling \n\n\n\n“Acido non è solo un racconto di violenza\, ma un viaggio intimo nella psiche di una donna che\, pur privata di tutto\, ritrova la forza nella sua stessa condizione e nella storia delle donne che l’hanno preceduta. Le sue riflessioni la condurranno a una decisione coraggiosa e davvero insolita\,” ha dichiarato un rappresentante della produzione Farfalla di Giada. \n\n\n\nFarfalla di Giada è la compagnia di produzione che sostiene progetti teatrali e artistici volti a esplorare tematiche sociali e umane con particolare attenzione alla condizione femminile e all’innovazione scenica. \n\n\n\n• Telefono (Ar.Ma Teatro):  \n\n\n\n06 51964061 \n\n\n\n• Email (Ar.Ma Teatro): infoarmateatro@gmail.com
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SUMMARY:"PALLAKSCH" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:l TeatroBasilica presenta la rassegna PALLAKSCH\, curata da Pallaksch\, in programma dal 28 al 30 novembre 2025. Tre giornate di teatro contemporaneo che attraversano linguaggi diversi – ritualità musicale\, sperimentazione digitale e introspezione personale – con spettacoli capaci di sorprendere\, coinvolgere e spiazzare. \n\n\n\nProgramma della rassegna: \n\n\n\n\n28 novembre\, ore 21.00 – Ghost Track – Techno-racconti da una provincia fantasmaDaniele Turconi\, Gianluca Agostini | Coproduzione: Qui e Ora\, Tib Teatro\, PallakschUn viaggio tra narrazione breve e musiche elettroniche\, dove cinque personaggi ai margini prendono vita in un universo sospeso tra realtà\, fantasia e club culture.\n\n\n\n29 novembre\, ore 21.00 – Il teatropostaggio da un milione di dollariGiacomo Lilliù\, Pier Lorenzo Pisano | Produzione: PallakschUna performance digitale su Telegram che trasforma Goldoni in selfie\, gif\, emoji e meme\, creando un’esperienza teatrale imprevedibile e ironica.\n\n\n\n30 novembre\, ore 16.30 – Tremenda insufficienza dei nostri cuoriArianna Primavera | Produzione: PallakschMonologo intimo e dissacrante sulla fatica emotiva di vivere\, tra ironia\, malinconia e ricerca di equilibrio in un mondo disfunzionale.\n\n\n\n\nAllegate trovate il comunicato stampa completo e alcune immagini di scena per approfondire. \n\n\n\nVi aspettiamo al TeatroBasilica
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SUMMARY:"VARIAZIONI ERNAUX" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Sarà in scena dal 28 al 30 novembre al Teatro di Villa Lazzaroni lo spettacolo VARIAZIONI ERNAUX dall’opera letteraria di Annie Ernaux\, da un’idea di Francesca Fava\, drammaturgia e interpreti Francesca Fava\, Arianna Ninchi\, Anna Paola Vellaccio. \n\n\n\n“Variazioni Ernaux. Je me souviens trois hommes” è nato dall’immersione delle tre protagoniste nella scrittura di Annie Ernaux\, premio Nobel 2022 “per il coraggio e l’acutezza clinica con cui ha svelato le radici\, gli straniamenti e i vincoli collettivi della memoria personale”. Il primo esito di questo studio appassionato\, è stato un ciclo di letture sceniche a tre voci al Teatro Vascello di Roma per la rassegna Curiosità letterarie\, nell’aprile 2023\, in cui è stato restituito l’io intimo dell’autrice attraverso passaggi significativi da dieci suoi romanzi. Nel 2024\, al Florian Metateatro di Pescara\, il progetto si sviluppa in scrittura scenica focalizzandosi su tre libri: La donna gelata (2021)\, Passione semplice (2013)\, Il Ragazzo (2022). \n\n\n\nNe è emersa una biografia sentimentale\, segreta e tormentata\, una sorta di confessione \n\n\n\nche racconta l’innamoramento congelato nel matrimonio\, la dipendenza amorosa di una nuova struggente passione\, e la relazione anticonvenzionale con un giovane nella maturità della scrittrice. Sulla scena appaiono le tre età di una donna: una donna che ricorda i suoi uomini. Le storie si intrecciano in un unico ambiente: le stanze della memoria. Qui abitano le interpreti\, senza mai uscire di scena e costruendo rapporti strettamente legati al dispositivo temporale: la più giovane (Arianna Ninchi)\, cioè la protagonista nel passato\, non vede le altre due\, che sono il suo futuro; la mediana (Francesca Fava) non vede la più grande (Anna Paola Vellaccio)\, che invece si relaziona ad entrambe. \n\n\n\nLo spettacolo ha debuttato al Teatro San Leonardo di Viterbo per il Festival Quartieri dell’Arte il 29 settembre 2024 e a Genova al Teatro della Tosse il 12 e 13 ottobre.
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LOCATION:Teatro di Villa Lazzaroni\, Via Appia Nuova\, 522\, Roma\, 00181\, Italia
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SUMMARY:"Il Frigo" all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Uno dei testi teatrali più apprezzati di Copi\, tra i grandi autori omaggiati dall’ottava stagione dell’OFF/OFF Theatre\, è senza dubbio Il Frigo\, portato in scena da Andrea Adriatico che dirige un’ipnotica Eva Robin’s\, protagonista assoluta di una pièce che riempie le sale d’Italia da vent’anni. Un anniversario che sarà festeggiato sul palco\, con un ritorno per la prima volta sotto i riflettori di via Giulia da venerdì 28 a domenica 30 novembre. Un’occasione unica per rivedere un’opera senza tempo o per farla scoprire alle nuove generazioni che amano il teatro.  \n\n\n\nLe scene e i costumi sono firmati da Andrea Cinelli con la consulenza di Maurizio Bovi e il repertorio vintage di A.N.G.E.L.O.\, spettacolo realizzato con il sostegno del Comune di Bologna – Regione Emilia Romagna\, MiC. \n\n\n\nIl frigo è tra i testi teatrali più vorticosi di Copi\, dove si ritrovano concentrati tutti i suoi temi e le sue manie\, a cominciare dai sessi indefiniti e dalle violenze a ripetizione\, sullo sfondo dell’incommensurabile solitudine di una donna chiusa in casa\, che inganna le sue fobie e le sue angosce immaginando personaggi a ripetizione che la vengano a trovare. A incarnare l’eroina di questa strana opera è Eva Robin’s. Ironica\, affascinante\, cinica: così Eva si presenta in scena\, con un monologo che sembra scritto appositamente per lei\, in un vorticoso crescendo di parole e situazioni da fumetto tragicomico come in un trip lisergico. \n\n\n\nNel Frigo c’è tutta la teatralità cinica e pungente del grande autore franco-argentino\, morto di Aids nel 1987\, celebre per i fumetti della Donna Seduta e per la sua capacità di ridere con sprezzante ironia delle disgrazie e delle ingiustizie della commedia umana. Alla sua opera Teatri di Vita ha dedicato dal 2006 un progetto pluriennale che ha avuto già diversi esiti: spettacoli\, convegni e il libro Il teatro inopportuno di Copi a cura di Stefano Casi (ed. Titivillus)\, primo volume di studi su di lui\, mai pubblicato in tutta Europa.
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LOCATION:OFF/OFF Theatre\, Via Giulia\, 20\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:"Ferdinando" al Teatro Marconi
DESCRIPTION:Ferdinando è un classico del teatro italiano andato in scena per la prima volta il 28 febbraio 1986 presso il Teatro Verdi di San Severo. Il testo\, in uno straordinario equilibrio tra ironia e dramma\, affronta temi come l’ipocrisia\, la seduzione\, la decadenza della nobiltà e la lotta per la sopravvivenza e si svolge tra l’estate e l’autunno del 1861\, all’indomani della caduta del Regno delle Due Sicilie.  \n\n\n\nNella villa decadente alle porte di Napoli appartenente alla baronessa Donna Clotilde\, fa il suo arrivo il giovane Ferdinando\, di una bellezza candida\, ambigua e conturbante. Il ragazzo riuscirà a conquistare lentamente tutti i protagonisti di questa affascinante storia\, intrecciando promiscue relazioni e facendo così scoppiare contraddizioni e rancori sopiti. \n\n\n\nL’autore Annibale Ruccello dichiara: «Ovviamente\, non mi interessava minimamente realizzare un dramma storico: accanto a questa lettura più palese e manifesta\, prende corpo l’analisi e il tentativo di messa in evidenza dei rapporti affettivi intercorrenti fra quattro persone in isolamento coatto. Gli odi\, i desideri\, le bramosie sessuali\, le vendette\, le sopraffazioni\, le tenerezze\, gli abbandoni\, fra quattro personaggi\, tutti perduti\, dannati da una storia diversa per ognuno\, ma sempre inclemente e perfida». \n\n\n\nUn testo potente e originale\, tra dialetto napoletano e italiano\, che si muove su più livelli tematici e diversi registri di linguaggio. Un intrigante\, seducente e divertente racconto\, colmo di colpi di scena che tiene fino alla fine con il fiato sospeso.  \n\n\n\nRegia – FELICE DELLA CORTE – Con: ROBERTO D’ALESSANDRO\, STEFANIA GRANIERO\, MARIKA DE CHIARA\, ANDREA GAROFOLI \n\n\n\nVenerdì e Sabato ore 21\,00 – Domenica ore 17.30 \n\n\n\nBiglietti: Intero 20\,00 – Ridotto 15\,00  \n\n\n\nInfo e Prenotazioni Biglietteria Teatro Marconi 06 594 3554 – info@teatromarconi.it \n\n\n\nhttps://bigliettoveloce.it/spettacolo?id=8070&layout=extern&idStruttura=15
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LOCATION:Teatro Marconi\, Viale Guglielmo Marconi\, 698e\, Roma\, Italia
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SUMMARY:" VIVA L’ITALIA" al Centro Artemia
DESCRIPTION:La rassegna ARTEMIA+ giunge al suo ultimo appuntamento con un evento speciale che segna il ritorno sul palco del Centro Culturale Artemia di una delle interpreti più amate dal pubblico: ANNA CIANCA. Un ritorno atteso e festeggiato\, che arricchisce la chiusura di questa quarta edizione dedicata alle minoranze\, alle fragilità e alle storie rimaste ai margini. \n\n\n\nA chiudere la rassegna sarà VIVA L’ITALIA\, testo di Franca De Angelis diretto da Rosa Masciopinto\, un monologo vibrante e poetico che\, attraverso lo sguardo puro e disarmante della sua protagonista\, racconta la solitudine\, il coraggio e la necessità di scegliere la propria libertà. \n\n\n\nLo spettacolo \n\n\n\nItalia ha sessant’anni\, ma conserva insieme il candore di una bambina e la saggezza calma di una donna anziana. Vive con un ritardo mentale che l’ha sempre resa dipendente da sua madre. Fino a oggi. \n\n\n\nÈ il 2 giugno. In televisione dovrebbe scorrere la parata della Festa della Repubblica\, ma il televisore si spegne all’improvviso. E la madre\, dalla stanza accanto\, non risponde più. \n\n\n\nLa porta è chiusa: forse è solo un esercizio di autonomia\, uno dei tanti tentativi per spingere Italia a cavarsela da sola. Ma quanto deve durare questa prova? Quanto può durare? \n\n\n\nItalia cerca di sforzarsi\, di resistere\, alla solitudine e alla paura. E intanto parla\, si racconta\, un po’ a se stessa per tenersi compagnia\, un po’ alla madre che immagina dietro la porta della sua stanza. Racconta la sua vita fatta di un niente che per lei è tutto\, di una vita scandita dai programmi della televisione. \n\n\n\nMa il tempo passa e Italia ha fame. Il frigorifero ormai è vuoto. E la mamma non sembra voler interrompere la prova di autonomia. \n\n\n\nItalia comprende alla fine che la porta della stanza di sua madre non si aprirà più. E che se vuole vivere deve uscire di casa. Non è mai uscita di casa da sola. Ma davanti a quella porta chiusa\, Italia deve prendere una decisione. \n\n\n\nUn ultimo\, intenso capitolo di ARTEMIA+\, la rassegna che il Centro Culturale Artemia dedica ogni anno alle minoranze\, alle differenze e ai diritti negati. \n\n\n\nDurante tutta la rassegna\, nella Sala Lydia Biondi\, sarà visitabile la mostra d’arte ASSEMBLAGGI NAIF di Rosario Schibeci (SchiroArt)\, un viaggio visivo tra materiali\, colori e immaginazione. \n\n\n\nIngresso spettacolo: €14 \n\n\n\nTessera nuovi soci: €3 \n\n\n\nPrenotazione obbligatoria: 3341598407 (anche via SMS o WhatsApp) \n\n\n\nSi prega di arrivare almeno 15 minuti prima per non perdere la prenotazione.
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SUMMARY:“BECOMING HANNAH ARENDT” al Piccolo Teatro Goldoni di Roma
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta al Piccolo Teatro Carlo Goldoni di Roma\, dal 28 al 30 novembre\, “BECOMING HANNAH ARENDT”\, spettacolo scritto e interpretato da Rita Pasqualoni\, con la regia di Rita Gianini. \n\n\n\n“Becoming Hannah Arendt” attraversa la vita della Arendt sottolineando la sua costante esortazione ad esercitare la facoltà di pensiero\, azione che ci rende critici fornendoci “l’attitudine” a capire\, comprendere e discernere il bene dal male\, e la sua incessante ricerca di comprendere l’essere umano per avere fiducia in “ciò che è umano negli uomini”. \n\n\n\nLo spettacolo in forma di monologo racconta in una scenografia semplice e essenziale Hannah Arendt. Arrivando da un passato lontano\, Hannah con la sua timida ma ferma figura inonda lo spazio scenico. Il suo pensiero diventa parola\, portando lo spettatore a ritroso nella vita e nella filosofia\, nelle faccende umane e sugli scenari mondiali\, condividendone perfino la parte più intima e privata. Filosofa\, politica\, storica\, senza mai rinunciare al suo essere donna. \n\n\n\n“Come artista\, mi sono sempre occupata di portare in scena figure femminili che potessero ancora parlare al mondo di oggi\, che il loro sentire e la loro storia fossero ancora attuali_ dichiara l’autrice e interprete Rita Pasqualoni. “Non era la prima volta che mi imbattevo in Hannah Arendt: mi era stato proposto un monologo teatrale diversi anni fa\, in tempi non sospetti\, non andato in porto. Evidentemente non era quello il tempo giusto. Ma ora credo proprio che questo lo sia. Un ulteriore segno: quest’anno\, il 4 dicembre 2025\, ricorrerà il cinquantenario della sua morte avvenuta a New York. Sono convinta che il pensiero e le parole della Arendt abbiamo ancora molto da dire alla nostra società. Ho tratto e scritto la drammaturgia dello spettacolo “Becoming Hannah Arendt” principalmente da due testi: “La lingua materna – la condizione umana e il pensiero plurale” e il carteggio tra la Arendt e Martin Heidegger “Lettere 1925-1975”. Quest’ ultimo perché non voglio tralasciare la Arendt privata\, la donna passionale e indipendente\, informale e curiosa\, ironica e sensibile\, amante dei poeti greci e della poesia\, che ha saputo vivere tutte le stagioni di questo grande amore durato fino alla sua morte\, appunto il 4 dicembre 1975. Nondimeno\, il rapporto con Martin Heidegger è stato fondamentale per la sua formazione di filosofa e politica. “ \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\n“Becoming Hannah Arendt” è un debutto nazionale\, nato dalla penna e dalla sensibilità di Rita Pasqualoni che attraverso gli scritti di Hannah Arendt ci riporta la vita di questa grande filosofa e di come il suo pensiero indagava e cercava di comprendere il mondo degli esseri umani. In questa regia la parola sarà la protagonista\, ne costruirà gli spazi e le azioni portando lo spettatore dentro la mente di questa grande donna. La scena è abitata prevalentemente da lettere e vecchie fotografie che richiamano il suo grande amore per Martin Heidgger\, dei libri.  \n\n\n\nBiglietto intero euro 12+3 tesseraBiglietto ridotto euro 10+3 tessera \n\n\n\nINFO: WhatsApp 3298658537 mail: casa.delmonologo@yahoo.com
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LOCATION:Piccolo Teatro Carlo Goldoni\, Piazza di Donna Olimpia\, 5 Scala F Int.6\, Roma\, ITA\, 00152\, Italy
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SUMMARY:T.E.H.R\, Thematic Exibition on human rigths a Roma
DESCRIPTION:Ritorna T.E.H.R\, Thematic Exibition on human rigths\,il Festival tematico che parla di diritti umani attraverso le arti\,giunto alla sua decima edizione\, presentato da Fondazione Mira e diretto da Isabel Russinova\, in scena\, quest’anno dal 28 novembre al 12 dicembre 2025. Il tema portante di quest’edizione è dedicato a Le madri dimenticate del terzo millennio e si articola in diversi spazi della Capitale\, La Galleria La Pigna ( via della Pigna 13) dove\, ad aprire il Festival sarà la finestra dedicata all’arte figurativa con la bipersonale delle opere di Imma Battista e le Illustrazioni di Isabel Russinova\, presentate da Donatella Caramia\, neuroscienziata e docente di neurologia umanistica all’Universita degli Studi di Roma Tor Vergata e da Giorgia Pietropaoli\, scrittrice\, attivista e docente di lettere classiche\, la mostra\, curata da Maria Cristina Martinelli Carraresi si protrarrà fino al 12 dicembre. Il 2 dicembre\, alle 17\,30\, nello stesso spazio\, focus sulla letteratura con la presentazione\, in anteprima\, dell’opera di Francesco Astiaso Garcia\, Manifesto per la rinascita dell‘ uomo tra arte\, scienza e fede\, seguirà la conversazione con l’autore. Il 5 dicembre dalle ore 18.00\, presso la Casa Editrice Argo( Piazza Rondanini 48) proiezione del film del regista e documentarista Leonardo Cinieri Lombroso\, Refugee Girls\, che darà spunto di conversazione all’incontro a cui parteciperanno\,oltre al regista\, Barbara Schiavulli\, giornalista\, attivista e scrittrice e il teologo Monsignor Giuseppe Lorizio. Protagonista dello spazio dedicato al Teatro è la piece teatrale Il Pianto delle donne\, dove il mito\, la storia\, il contemporaneo si amalgamano drammaticamente in un unica narrazione\,la mise en esapce\,  vede\, oltre ad Isabel Russinova\,in scena Deborah Lentini\, Tommaso Garrè\, Claudia Bellia e la musica dal vivo del Maestro Marco Lo Russo. La regia e la drammaturgia sono firmate da Manuel Giliberti. Il Pianto delle donne sarà in scena il 6 dicembre 2025 alle ore 18.00 presso la Sala Tosi della Casa Internazionale delle donne ( via della Lungara 19). \n\n\n\nIl Festival si chiude con il Finissage della Mostra Le Madri dimenticate del Terzo Millennio\, alle 17.30 alla Galleria La Pigna. La decima edizione  vede il Patrocinio dell’Universita degli Studi Tor Vergata\,Università I.A.R( Istituto Armando Curcio) e collaborazioni e partenariati  con  Stati Generali delle Donne\,U.C.A.I.( Unione Cattolica Artiti Italiani)\, La rete del Caffe Sospeso( la rete dei festival dei diritti umani che aiuta a dar voce a chi non ne ha)\,Sindacato Cronisti Romani\,Indiecinema\, Galleria La Pigna\, Argo Edizioni. \n\n\n\nAl termine di ogni evento la consegna dell’attestato  del Festival T.E.H.R. agli artisti selezionati\, per aver raccontato i diritti umani attraverso la propria arte.  \n\n\n\n  “Ho voluto sensibilizzare l’ attenzione sul  momento difficile\, delicato e pericoloso\, per l’umanità\, che stiamo vivendo\, dove la donna si trova ad affrontare grandi prove\, i teatri di guerra\,le condizioni difficili che la  piegano in molti paesi\,donne\, madri\, bambine\,  ragazze\, abbandonate nella miseria\, offese\, colpite che però\, instancabilmente\, come da quando esiste il tempo\, continuano a lottare per il futuro\, non vanno abbandonate e sopratutto dimenticate” cosi Isabel Russinova.
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SUMMARY:“Con gli occhi e con le orecchie” al Museo di Roma in Trastevere
DESCRIPTION:Sarà ospitata dal 29 novembre 2025 al 15 febbraio 2026 al Museo di Roma in Trastevere\, nelle Sale del Pianoforte\, la mostra di Piero Angelo Orecchioni“Con gli occhi e con le orecchie”\, in cui verrà presentata un’ampia selezione di lavori tra disegni\, dipinti\, installazioni\, fotografie\, oggetti\, ricami e documenti personali. \n\n\n\nL’esposizione\, a cura di Giorgia Calò\, è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nPiero Angelo Orecchioni è architetto\, designer\, artista. Nasce a Luogosanto (SS) e si laurea in architettura a Firenze dove attualmente vive e lavora. Dopo gli studi inizia a lavorare come libero professionista. Nel 1998 è co-fondatore dello Studio63 a+d\, marchio internazionale di architettura e design. Nel 2015 fonda insieme a Jonathan Rosenfeld La Récréation\, studio di progettazione e arte applicata al design.
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SUMMARY:“La Grecia a Roma” \, mostra a Villa Caffarelli
DESCRIPTION:Quando l’arte greca fece splendere Roma: un viaggio immersivo ripercorre l’incontro tra due civiltà straordinarie\, protagoniste di un dialogo che ha plasmato il gusto e l’estetica dell’Occidente. Dopo il successo della mostra Fidia\, i Musei Capitolini presentano “La Grecia a Roma”\,secondo appuntamento del ciclo I Grandi Maestri della Grecia Antica. \n\n\n\nIl progetto espositivo\, curato da Eugenio La Rocca e Claudio Parisi Presicce\, narra la fortuna delle opere greche giunte nella Città Eterna nel periodo tra la fondazione di Roma e l’età imperiale grazie a contatti commerciali\, conquiste militari e passione collezionistica. La duratura influenza esercitata dai maestri greci sull’arte romana prende forma nella cornice suggestiva di Villa Caffarelli\, dal 29 novembre al 12 aprile 2026. \n\n\n\nL’esposizione è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Catalogo edito da Gangemi Editore. \n\n\n\nIn mostra una raffinata e preziosa selezione di oltre 150 capolavori –sculture\, rilievi\, ceramiche\, bronzi –tutti originali greci\, alcuni dei quali esposti per la prima volta e altri ritornati a Roma dopo secoli di dispersione. È questa la cifra distintiva dell’evento\, che offre l’eccezionale opportunità di ammirare\, in un unico e prestigioso spazio museale come Villa Caffarelli\, un insieme così ricco e autorevole di originali\, riuniti per restituire la magnificenza dell’arte greca ed esaltarne la bellezza e la purezza materiale. Vedere queste opere accostate significa anche poter ricostruire la storia dei significati che hanno assunto nel tempo: oggetti nati come votivi o funerari diventano simboli politici\, entrano nelle domusaristocratiche per rappresentare cultura\, prestigio e potere. Il progetto espositivo restituisce anche questa trasformazione\, mettendo in evidenza come ogni opera abbia avuto più vite\, più usi e più letture; non sono dunque solo testimonianze estetiche ma sono oggetti che\, nel loro passaggio dalla Grecia a Roma\, hanno cambiato funzione e hanno contribuito a plasmare il linguaggio artistico romano. \n\n\n\nLa mostra La Grecia a Roma ripercorre l’arrivo dell’arte greca nell’Urbe secondo tre tappe fondamentali – le prime importazioni\, il periodo delle conquiste mediterranee\, l’età del collezionismo. Parallelamente alle tre diverse fasi dell’arco narrativo\, racconta i contesti d’uso delle opere\, ossia gli spazi pubblici\, quelli sacri e le residenze private. È quest’ultima l’età della diffusione del collezionismo privato\, quando si sviluppa l’arte detta neoattica con la produzione di oggetti d’arredo su commissione dell’élite cittadina: i manufatti diventano strumenti di autorappresentazione e simboli di status. \n\n\n\nTra i numerosi capolavori esposti spiccano i grandi bronzi capitolini\, eccezionalmente riuniti\, affiancati da monumenti chiave come la magnificastele dell’Abbazia di Grottaferrata e le sculture di Niobidi dagli Horti Sallustiani\, che furono disperse tra Roma e Copenaghen. Un ritorno dal forte valore simbolico è rappresentato da una scultura acroteriale femminile della collezione Al Thani di Parigi\, che nel Seicento era a Roma. Presenti anche dei reperti inediti\, come le ceramiche attiche rinvenute in recenti scavi archeologici presso il Colosseo. \n\n\n\nL’allestimento della mostra La Grecia a Roma colpisce non solo per la magnificenza dei numerosi capolavori originali esposti\, ma anche per l’efficacia della sua narrazione. Il percorso è arricchito da contenuti multimediali che guidano il visitatore in un viaggio immersivo tra ricostruzioni architettoniche\, contesti cerimoniali e apparati decorativi. Questo approccio integrato\, che unisce archeologia e tecnologie digitali\, offre da un lato un’esperienza di visita coinvolgente e\, dall’altro\, la possibilità di contestualizzare le opere nel loro spazio originario\, avvicinando il pubblico alle più recenti interpretazioni e alle moderne tecniche di studio e restauro dei manufatti antichi. \n\n\n\nOltre ad opere provenienti dal Sistema Musei di Roma Capitale – Musei Capitolini\, Antiquarium\, Centrale Montemartini\, Museo di scultura antica Giovanni Barracco\, Museo della Civiltà Romana\, Museo dell’Ara Pacis\, Teatro di Marcello\, Area Sacra di Largo Argentina\, Museo dei Fori Imperiali – e da importanti istituzioni italiane\, come il Museo Nazionale Romano\, le Gallerie degli Uffizi di Firenze e il Museo Archeologico di Napoli\, la mostra vanta prestiti provenienti dai più famosi musei del mondo\, tra cui la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen\, il Museum of Fine Arts di Boston\, i Musei Vaticani\, il Metropolitan Museum of Art di New York\, il British Museum di Londra\, il Museum of Fine Arts di Budapest. Completano l’esposizione anche opere provenienti da collezioni private\, in particolare laFondazione Sorgente Group di Roma e la Collezione Al Thani di Parigi. \n\n\n\nIL PERCORSO ESPOSITIVO \n\n\n\nIl percorso espositivo si articola incinque sezioni che guidano il visitatore lungo una narrazione che segue gli sviluppi della profonda contaminazione artistica e culturale tra Roma e il mondo greco. Attraverso numerose testimonianze materiali\, il pubblico può comprendere quanto la società romana fosse permeabile agli influssi greci e come l’adozione del modello artistico greco abbia contribuito alla definizione della sua identità\, nonché alla trasformazione urbana della città. \n\n\n\nAd accogliere il visitatore una mappa grafica che anticipa l’articolazione della mostra. \n\n\n\nLa prima sezione\, intitolata Roma incontra la Grecia\, esplora i primi contatti tra Roma e le comunità greche\, – già tra l’VIII e il VII secolo a.C. – facilitati dalla posizione strategica dell’Urbe sulle sponde del Tevere e al centro delle rotte del Mediterraneo. È attraverso questi canali che giungono in città raffinati manufatti\, prevalentemente ceramici\, destinati a essere collocati in contesti di prestigio come santuari e tombe. Ne sono esempi significativi alcuni frammenti di ceramiche provenienti dalla regione dell’Eubea in Grecia\, rinvenuti nell’Area Sacra di S. Omobono\, e\, ancora\, il cosiddetto Gruppo 125\, scoperto sull’Esquilino\, un ricco corredo funerario aristocratico con pregiate ceramiche di importazione corinzia. L’apertura ai prodotti greci non si evidenzia solo negli scambi commerciali ma anche nella precoce identificazione tra divinità greche e romane\, come testimonia il frammento di cratere con il dio Efesto sul mulo rinvenuto nel Foro Romano. \n\n\n\nNonostante i profondi cambiamenti che interessano Roma tra VI e V secolo a.C. – dalla caduta della monarchia all’instaurazione della Repubblica nel 509 a.C. – il desiderio di assimilare forme\, modelli e rituali greci non si arresta. Al contrario\, si intensifica in una crescente importazione di oggetti di ogni tipo: statuette votive in bronzo\, manufatti in marmo e coppe utilizzate nei rituali sacri. \n\n\n\nDall’importazione all’appropriazione. Su questo mutamento di atteggiamento di Roma verso la Grecia – ormai sottomessa nel corso del II secolo a.C. – si fonda l’essenza della seconda sezione della mostra: Roma conquista la Grecia. Con la dominazione del Mediterraneo orientale arrivarono in città statue\, dipinti\, preziosi manufatti in metallo\, che ne rimodellarono il volto urbano e arricchirono templi ed edifici pubblici. La sala di questa sezione restituisce un’idea del bottino artistico trasferito in territorio romano\, perlopiù costituito da manufatti bronzei come il celebre cratere con dedica del re Mitridate Eupator\, recuperato dai fondali a largo della villa di Nerone ad Anzio.  \n\n\n\nPasso successivo all’appropriazione è l’integrazione. La terza sezione\, La Grecia conquista Roma\, mostra come molte delle opere d’arte giunte dalla Grecia al seguito dei generali vittoriosisiano state inserite negli spazi pubblicidella città – piazze\, porticati\, templi e biblioteche –\, contribuendo a trasformarne l’aspetto e a nutrire la crescente passione dei Romani per la cultura ellenistica\, ormai considerata parte imprescindibile della formazione di ogni uomo colto. Il trasferimento di questi oggetti comportò una loro rifunzionalizzazione: manufatti nati come offerte votive o come monumenti celebrativi dei sovrani greci vennero esposti come simboli del potere romano\, assumendo nuove funzioni e nuovi valori all’interno dell’Urbe. Un esempio calzante è rappresentato dal Templum Pacis\, il grande complesso voluto da Vespasiano dopo la vittoria in Giudea (75 d.C.)\, che sintetizza perfettamente il sottile confine tra potere e arte: nato come simbolo della pace ristabilita\, il tempio divenne presto una sorta di museo dell’arte greca nel cuore dell’Impero. \n\n\n\nQuesta sezione ospita il cuore tecnologico della mostra\, ossia una scenografica videoinstallazione che permette di ritrovare – attraverso unavideoproiezione con illuminazioni sincronizzate – il mondo perduto a cui molte delle opere appartenevano. Grazie a tale ricostruzione digitale il visitatore può osservare come le sculture dialogavano con gli spazi antichi ed esplorare alcuni processi complessi come la ricomposizione dei frammenti scultorei.  \n\n\n\nNon solo i luoghi pubblici\, anche ledimore private potevano essere arricchite da opere d’arte greca. La quarta sezione\, Opere d’arte greca negli spazi privati\, si articola in due sottosezioni con raggruppamento delle opere per area di provenienza. In un primo momento si presentano le sculture greche che decoravano gli horti\, ovvero i sontuosi complessi residenziali immersi nel verde di ninfei e fontane ai margini del centro di Roma. Così\, tra il Pincio e il Quirinale\, si estendevano gli horti Sallustiani\, celebri per l’ingente raccolta di sculture che li adornavano – di cui è possibile ammirare una selezione di capolavori qui eccezionalmente riuniti. Tra essi spiccano le sculture del frontone che raffigurano il mito della strage dei figli di Niobe\, uccisi per mano di Apollo e Artemide. Queste sculture sono state da tempo accostate a quelle con Amazzonomachia del Tempio di Apollo Sosiano\, per ragioni di stile. Presenti anche significativi reperti daglihorti di Mecenate e quelli Lamiani\, chesi estendevano sul colle Esquilino. A seguire\, nel secondo raggruppamento\, rientrano le opere collegate a ville di età imperiale in buona parte dislocate nel suburbio\, segno della persistente ammirazione dei Romani per l’arte ellenica\, considerata simbolo di prestigio e raffinatezza culturale. \n\n\n\nA partire dal II secolo a.C. molti scultori greci immigrarono a Roma e vi installarono fiorenti atelier\, specializzandosi anche nella creazione di statue di culto in stile classicistico destinati ai templi romani. In seguito\, nel I secolo a.C. la crescente domanda di arte greca incentivò la nascita di botteghe\, perlopiù attive a Delos e ad Atene\, specializzate in raffinate creazioni di stile eclettico. Questa produzione viene raccontata nella quinta e ultima sezione\, Artisti greci al servizio di Roma. Le opere riprendevano spesso soggetti mitologici o dionisiaci della tradizione\, come è rappresentato nella fontanamonumentale a forma di corno potorio (rhyton)\, decorata con Menadi e firmata dall’artista Pontios. Rispetto alla realizzazione di semplici copie\, l’intento dell’arte neoattica era quello di rielaborare i modelli greci\, riadattandoli alle nuove funzioni\, prevalentemente decorative\, negli spazi pubblici e privati del mondo romano. L’arte greca era ormai diventata un duttile strumento piegato alle esigenze romane: il profondo sentimento religioso che permeava la migliore produzione artistica di età arcaica e classica si era perduto a favore della qualità estetica dell’opera d’arte.
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SUMMARY: “Danzando sotto la pioggia” - Omaggio a Gene Kelly alla Casina di Raffaello
DESCRIPTION:Casina di Raffaello\, lo spazio arte e creatività di Roma Capitale\, in collaborazione con Edizioni Curci\, è lieta di ospitare\, dal 29 novembre 2025 al 25 gennaio 2026\, la mostra “Danzando sotto la pioggia” – Omaggio a Gene Kelly\, dedicata alla figura del grande danzatore\, coreografo\, attore\, cantante\, regista statunitense\, che ha cambiato la storia della danza nel cinema\, il modo di fare film musicali e di danzare davanti alla telecamera\, intrattenendo il pubblico con ironia\, intelligenza e delicatezza. \n\n\n\nIn mostra una selezione di 12 tavole illustrate tratte dal libro scritto “Danzando sotto la pioggia” – Omaggio a Gene Kelly scritto da Giulia Zucchini\, illustrato da Catherine Booth e pubblicato da Edizioni Curci nella collana per bambini e ragazzi “Curci Young”. \n\n\n\nIl titolo del libro – e della mostra – è mutuato dall’indimenticabile film“Cantando sotto la pioggia” del 1952\, diretto da Gene Kelly e Stanley Donen. La storia del libro narra dell’incontro inaspettato tra un bambino\, Olmo\, e l’artista Gene Kelly. Questo incontro genera una magia gioiosa che permea tutto il libro e che finirà per contagiare tutti i personaggi della storia. \n\n\n\nGrazie a un allestimento immersivo che comprende la selezione di tavole illustrate\, il pubblico intraprenderà\, attraverso lo sguardo del piccolo protagonista Olmo\, un viaggio nel mondo del musical e\, più in generale\, nel mondo dell’Arte – il cinema\, la danza\, il teatro\, la musica\, la pittura – fonte di costante nutrimento per tutte le età. \n\n\n\nSarà anche divertente riconoscere le citazioni disseminate tra le pagine che fanno riferimento al mondo delle arti visive e dell’illustrazione e a scene iconiche di alcuni famosi film\, come “Cantando sotto la pioggia” e “Un americano a Parigi”. \n\n\n\nGene Kelly ha sempre avuto un atteggiamento giocoso e sperimentale che continua ancora oggi ad attrarre i bambini: salta nelle pozzanghere\, canta e danza sotto la pioggia\, sopra tavoli e pianoforti\, su divani e letti. Gene Kelly fa tutto ciò che un bambino vorrebbe fare e Olmo\, infatti\, senza riserve\, gioca ad imitare l’artista\, espandendo il proprio immaginario e potenziando il proprio repertorio di gesti e movimenti per poi trovare\, strada facendo\, la sua originalissima voce. \n\n\n\nDanzando sotto la pioggia è dunque anche un inno alla danza\, uno strumento potente che abbiamo per poterci esprimere\, raccontare e narrare. Gene Kelly questo lo sapeva bene e ha speso la sua vita\, tra le altre cose\, per dirci che la danza può far parte della nostra quotidianità e che tutti possiamo praticarla con grande gioia e libertà. \n\n\n\nNella giornata inaugurale di sabato 29 novembre l’autrice del libro Giulia Zucchini\, insieme allo staff didattico di Casina di Raffaello\, accoglierà il pubblico. Alle ore 11.00 sono in programma una visita guidata e un laboratorio gratuito per bambini dai 6 anni in su; si proseguirà poi nel pomeriggio con due laboratori (alle ore 15.00 e alle 16.30) e infine dalle ore 18.00 alle 20.00\, in occasione e nell’ambito della nuova edizione di Musei in Musica\, ci saranno alcune visite guidate con l’autrice\, sulle note dei film più famosi di Gene Kelly. \n\n\n\nPer tutto il periodo della mostra\, le famiglie e le scuole potranno usufruire di un ampio programma educativo interdisciplinare. Le attività proposte\, a cura dello staff didattico di Casina di Raffaello insieme all’autrice Giulia Zucchini\, offriranno occasioni formative\, performative e ricreative finalizzate a sviluppare competenze manuali ed espressive\, oltre a promuovere la creatività e l’immaginazione. \n\n\n\nLa prenotazione alle attività per il pubblico e per le scuole e il relativo pagamento online sono obbligatori telefonando al call center 060608(attivo tutti i giorni ore 9-19). Il costo di ciascun laboratorio è di 8€ a bambino per il pubblico e 6€ ad alunno per le scuole dell’infanzia e per la scuola primaria. Per maggiori informazioni e richieste\, le scuole possono scrivere acasinadiraffaello.scuole@gmail.com.  \n\n\n\nInfo e dettagli su programma\, costi e orari sono consultabili sul sito www.casinadiraffaello.it e sulle relative pagine social.  \n\n\n\nPROGRAMMA GIORNATA INAUGURALE DI SABATO 29 NOVEMBRE \n\n\n\nDurata di ciascun laboratorio: 50 minuti \n\n\n\n– ore 11.00: visita guidata e laboratorio gratuiti condotti dall’autrice Giulia Zucchini\, per un massimo di 25 partecipanti \n\n\n\n– ore 15.00: laboratorio 4 – 6 anni con la presenza dell’autrice\, per un massimo di 12 bambine/i\, costo 8€ a bambina/o\, \n\n\n\n– ore 16.30: laboratorio 6 – 11 anni con la presenza dell’autrice\, per un massimo di 14 bambine/i\, costo 8€ a bambina/o\, \n\n\n\n– dalle ore 18.00 alle 20.00: visite guidate per famiglie con l’autrice\, sulle note dei film più famosi di Gene Kelly; partenza ogni 30 minuti\, per massimo 20 persone\,costo 3\,50€ a persona e gratuiti per i disabili. \n\n\n\nLa prenotazione e il pagamento – dove previsto – sono obbligatori chiamando il contact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). \n\n\n\nPROGRAMMA PER LE FAMIGLIE \n\n\n\nDal 30 novembre 2025 al 25 gennaio 2026\, ogni domenica sono in programma laboratori e visite guidate dedicati a bambine e bambini dai 2 agli 11 anni: un’occasione per giocare con il corpo tra musica\, danza\, arte e cinema. \n\n\n\nLa prenotazione e il pagamento online sono obbligatori chiamando il contact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). \n\n\n\nDanzando tra le pagine \n\n\n\nDurante la visita della mostra Danzando sotto la pioggia\, accompagnati da Gene Kelly e dal suo piccolo amico Olmo\, le bambine e i bambini si immergeranno nel mondo del musical\, anche grazie a una breve esplorazione corporea ispirata alla coreografia newspaper dance. In laboratorio i partecipanti daranno colore ai personaggi e gli oggetti più significativi che hanno incontrato in mostra e nel libro. \n\n\n\nEtà: 2- 4 anni con 1 adulto accompagnatore \n\n\n\nQuando: domenica alle ore 10.30 \n\n\n\nCalendario: 30 novembre; 7\, 14\, 21\, 28 dicembre; 4\, 11\, 18\, 25 gennaio. \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 6 bambine/i e 6 adulti accompagnatori \n\n\n\nCosto: 8€ bambino\, gratuità per disabili \n\n\n\nAccendi le luci di Broadway \n\n\n\nDurante la visita della mostra Danzando sotto la pioggia\, accompagnati da Gene Kelly e dal suo piccolo amico Olmo\, le bambine e i bambini si immergeranno nel mondo del musical\, anche grazie a una breve esplorazione corporea ispirata alla coreografia newspaper dance. In laboratorio i partecipanti “accenderanno le luci della ribalta” di una scenografia molto speciale dedicata al film “Cantando sotto la pioggia”. \n\n\n\nEtà: 4 – 6 anni \n\n\n\nQuando: domenica alle ore 11.30 e alle ore 15.00 \n\n\n\nCalendario: 30 novembre; 7\, 14\, 21\, 28 dicembre; 4\, 11\, 18\, 25 gennaio. \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 12 bambine/i \n\n\n\nCosto: 8€ bambino\, gratuità per disabili \n\n\n\nGene Kelly: Song And Dance Man \n\n\n\nLa visita alla mostra. Danzando sotto la pioggia. Omaggio a Gene Kelly permetterà a bambini e bambine di compiere un viaggio nel mondo del musical e dei linguaggi artistici. In laboratorio\, ispirati dalla storia di Gene Kelly e Olmo\, i partecipanti creeranno un personaggio di carta dedicato all’artista statunitense che potranno fare entrare in scena\, come sul palco di un Teatro a Broadway. \n\n\n\nEtà: 6 – 11 anni \n\n\n\nQuando: domenica alle ore 16.00 \n\n\n\nCalendario: 30 novembre; 7\, 14\, 21\, 28 dicembre; 4\, 11\, 18\, 25 gennaio. \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 14 bambine/i \n\n\n\nCosto: 8€ bambino\, gratuità per disabili \n\n\n\nViaggio nel mondo di Gene Kelly \n\n\n\nAttraverso la mostra Danzando sotto la pioggia viene narrata la storia di Gene Kelly e Olmo\, con continue connessioni tra le pagine del libro\, la biografia dell’artista e le citazioni legate al mondo dell’arte\, del cinema e del musical\, disseminate tra le illustrazioni esposte e che i visitatori si divertiranno a rintracciare in un divertente gioco di corrispondenze e rimandi. \n\n\n\nEtà: adulti e bambine/i insieme dai 6 agli 11 anni \n\n\n\nQuando: domenica alle ore 12.30 \n\n\n\nCalendario: 30 novembre; 7\, 14\, 21\, 28 dicembre; 4\, 11\, 18\, 25 gennaio. \n\n\n\nDurata: 40 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 14 bambine/i \n\n\n\nCosto: 3\,50 € a persona\, gratuità per disabili \n\n\n\nCASINA DI RAFFAELLO \n\n\n\nSpazio arte e creatività dell’Assessorato alla Scuola\, Formazione e Lavoro di Roma Capitale\, \n\n\n\ngestito in collaborazione con Zètema Progetto Cultura \n\n\n\nViale della Casina di Raffaello (Piazza di Siena – Villa Borghese) \n\n\n\nOrari di apertura \n\n\n\nDa novembre a febbraio \n\n\n\nDal martedì al venerdì: ore 10.00 – 15.30 \n\n\n\nSabato\, domenica e festivi: ore 10.00 – 18.00 \n\n\n\n24 e 31 dicembre: ore 10.00 – 14.00 \n\n\n\nChiusura: tutti i lunedì\, 25 dicembre\, 1° gennaio \n\n\n\nInfo\, prenotazioni e acquisto online \n\n\n\nContact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00) \n\n\n\nInfo per le scuolecasinadiraffaello.scuole@gmail.com \n\n\n\nwww.casinadiraffaello.it \n\n\n\nFB: @CasinadiRaffaello-LudotecaaVilla Borghese \n\n\n\nIG: @casinadiraffaello \n\n\n\nInfo sul libro \n\n\n\nhttps://www.musicandbooks.edizionicurci.it/prodotto/danzando-sotto-la-pioggia
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SUMMARY:Messina Opera Film Festival al Teatro Vittorio Emanuele di Messina
DESCRIPTION:Al via sabato 29 novembre il Messina Opera Film Festival. Nella giornata inaugurale protagonista il tenore Fabio Armiliato  che si concluderà domenica 7 dicembre. \n\n\n\nIl cuore della kermesse è la Sala Laudamo del Teatro Vittorio Emanuele. Domenica 30 novembre evento speciale L’opera al cinema al Palacultura e lunedì 1 dicembre ospite d’onore il celebre regista Barry Purves.  \n\n\n\nIl cuore della kermesse\, diretta da Ninni Panzera\, anche quest’anno sarà la Sala Laudamo del Teatro Vittorio Emanuele. Il MOFF sarà aperto alle 15.30 con la proiezione del film To Rome with Love di Woody Allen e che vedrà come ospite il tenore Fabio Armiliato\, che ha partecipato in questo lavoro del grande regista statunitense. \n\n\n\nA seguire è in programma la presentazione del libro Una vita in canto: L’alchimia della voce di Fabio Armiliato\, che dialogherà con la giornalista Milena Romeo. Al termine è prevista la consegna del Premio Messina Cinema&Opera ad Armiliato. \n\n\n\nAlle 19.00 è poi prevista la proiezione del documentario Enigma in tempo rubato\, un Mozart argentino (2021) di Francesco Cordio con Fabio Armiliato (60’) e alle 20.30 Il fantasma dell’Opera (1925) di Rupert Julian con Lon Chaney\, Mary Philbin (90’) con accompagnamento musicale dal vivo di ParlaPiano Ensemble (produzione ParlaPiano e La Zattera dell’Arte per Messina Opera Film Festival) \n\n\n\nNella giornata di domenica 30 novembre la Sala Laudamo dalle 16.00 ospiterà le seguenti proiezioni: Carmen Story(1984) di Carlos Saura con Antonio Gades\, Laura Del Sol (102’)\, Carmen Get It! (1962) di Gene Deitch con Tom & Jerry (7:44); a seguire L’amour est un oiseau rebelle da Carmen in Topolino\, Paperino\, Pippo: I tre moschettieri(1970) di Donovan Cook (1:54) e L’amour est un oiseau rebelle da Carmen in Gli Aristogatti (1970) di Wolfgang Reitherman (2:26). U-Carmen (2005) di Mark DornFord-May con Pauline Malefane\, Andile Tshoni (120’) e Carmen (1984) di Francesco Rosi con Julia Migenes\, Placido Domingo\, Ruggero Raimondi (152’). \n\n\n\nPrevisto anche l’evento speciale L’opera al cinema che sarà in programma al Palazzo della Cultura alle 18.00 con la proiezione del film A Burlesque on Carmen (1915) di Charlie Chaplin con Charlie Chaplin\, Edna Purviance (31’) con l’accompagnamento musicale dal vivo dell’Orchestra a plettro Città di Taormina diretta daAntonino Pellitteri. Questo appuntamento è una produzione esclusiva dell’Associazione musicale V. Bellini e La Zattera dell’Arte per Messina Opera Film Festival (ingresso a pagamento). \n\n\n\nNella terza giornata del MOFF di lunedì 1 dicembre\, sarà protagonista il celebre regista e animatore britannico Barry Purves che\, alle 18.00\, riceverà il Premio Messina Cinema&Opera. A seguire ci sarà la proiezione di una delle sue opere più acclamate: il Rigoletto realizzata nel 1993. \n\n\n\nIl Messina Opera Film Festival è prodotto dall’Associazione La Zattera dell’Arte\, dal Teatro di Messina\, dalla Sicilia Film Commission dell’Assessorato Regionale Turismo\, dalla Fondazione Messina per la Cultura del Comune di Messina e dal Ministero della Cultura. Sostengono inoltre Unioncamere Sicilia\, CNA Sicilia\, il Conservatorio Corelli\, l’Università di Messina\, il Gruppo Formula 3. Patrocinio Rai Sicilia\, Media partner Rai\, MYMovies e UniversoMe. \n\n\n\nPROGRAMMA COMPLETO \n\n\n\nsabato 29 novembre  Sala Laudamo \n\n\n\nore 15:30 To Rome with love (2012) di Woody Allen con Fabio Armiliato (112’) \n\n\n\nore 17:30 Presentazione del libro Una vita in canto: L’alchimia della voce di Fabio Armiliato \n\n\n\ndialoga con l’Autore Milena Romeo \n\n\n\na seguire consegna del Premio Messina Cinema&Opera a Fabio Armiliato \n\n\n\nore 19:00 Enigma in tempo rubato\, un Mozart argentino (2021) di Francesco Cordio con Fabio Armiliato (60’) \n\n\n\nore 20.30 Il fantasma dell’Opera (1925) di Rupert Julian con Lon Chaney\, Mary Philbin (90’)  \n\n\n\ncon accompagnamento musicale dal vivo di ParlaPiano Ensemble \n\n\n\n(nuova produzione ParlaPiano e La Zattera dell’Arte per Messina Opera Film Festival) \n\n\n\ndomenica 30 novembre  \n\n\n\nSala Laudamo \n\n\n\nore 16.00 Carmen Story (1984) di Carlos Saura con Antonio Gades\, Laura Del Sol (102’) \n\n\n\nore 17:45 Carmen Get It! (1962) di Gene Deitch conTom & Jerry (7:44) \n\n\n\na seguire L’amour est un oiseau rebelle da Carmen inTopolino\, Paperino\, Pippo: I tre moschettieri (1970) di Donovan Cook (1:54) \n\n\n\na seguire L’amour est un oiseau rebelle da Carmen in Gli Aristogatti (1970) di Wolfgang Reitherman (2:26) \n\n\n\nore 18:00 U-Carmen (2005) di Mark DornFord-May con Pauline Malefane\, Andile Tshoni (120’) \n\n\n\nore 20;15 Carmen (1984) di Francesco Rosi con Julia Migenes\, Placido Domingo\, Ruggero Raimondi (152’) \n\n\n\nPalazzo della Cultura L’opera al cinema   \n\n\n\nore 18:00 A Burlesque on Carmen (1915) di Charlie Chaplin con Charlie Chaplin\, Edna Purviance (31’) \n\n\n\ncon accompagnamento musicale dal vivo dell’Orchestra a plettro Città di Taormina – Antonino Pellitteri direttore  \n\n\n\nProduzione esclusiva Associazione musicale V. Bellini eLa Zattera dell’Arte per Messina Opera Film Festival  (ingresso a pagamento) \n\n\n\nlunedì 1 dicembre Sala Laudamo \n\n\n\nore 10:30 La forza del destino (2025) di Anissa Bonnefont (90’)  \n\n\n\nore 16:00 Opera spot. Giuseppe Verdi nella pubblicità \n\n\n\nore 16:05 Giuseppe Verdi (1953) di Raffaello Matarazzo con Anna Maria Ferrero\, Mario Del Monaco\, Tito Gobbi (120’) \n\n\n\nore 18:05 clip La ragazza con la valigia (1961) di Valerio Zurlini con Claudia Cardinale (3:12) \n\n\n\nore 18:10 Rigoletto (GB 1993) di Barry Purves (28’) v.o sott. It. \n\n\n\nPrima della proiezione consegna del Premio Messina Cinema&Opera a Barry Purves \n\n\n\nore 19:00 Le stanze di Verdi (2025) di Riccardo Marchesini con Giulio Scarpati (80’) \n\n\n\nore 20:45 Aida (1953) di Clemente Fracassi con Sophia Loren\, voce di Renata Tebaldi\, Ebe Stignani (95’) \n\n\n\nmartedì 2 dicembre Sala Laudamo \n\n\n\nore 16:00 Presentazione di progetti di film-opera indipendenti \n\n\n\nore 16:15 La gazza ladra (Fr\, 2024) di Robert Guédigulan con Ariane Ascaride (101’) \n\n\n\nore 18:00 Renato Cioni\, la voce dell’Elba (2025) di Stefano Muti (53’) (prima italiana) \n\n\n\nore 20:00 The Opera. Arie per un’eclissi (2024) di Davide Livermore\, Paolo Gep Cucco con Valentino Buzza (106’) \n\n\n\nmercoledì 3 dicembre  Sala Laudamo \n\n\n\nore 16:00 Dreamecatchr (2024) di Hélène Montague e John Comiskey (prima italiana) (49’) \n\n\n\nore 17:00 Concorso cortometraggi \n\n\n\nCarmen (USA\, 2025) di Ximena Esparragoza (15’)(prima europea) \n\n\n\nIl vuoto di te (Italia\, 2025) di Stefano Zito (6’)  \n\n\n\nMedea (Italia\, 2022) di Giovanni Maria Currò (14’)  \n\n\n\nGrand Opera (Italia\, 2024) di Marco Napoli (3’) (prima assoluta) \n\n\n\nore 18:30 Tosca a Roma (1992) regia di Giuseppe Patroni Griffi (115’) \n\n\n\nore 20:30 Oblivion (2025) di Laine Rettmer (70’) (prima italiana) \n\n\n\nUniversità \n\n\n\nore 17:00 Parmì veder le lagrime. L’opera al cinema di Benedetto Patera \n\n\n\ngiovedì 4 dicembre \n\n\n\nSala Laudamo \n\n\n\nore 10:00 Masterclass di Andrea Andermann. Modera il Prof. Antonio Catolfi \n\n\n\nore 16:00 Jeanne d’Arc (1900) di Georges Méliès con Jeanne d’Alcy\, Georges Méliès\, Bleuette Bernon (10’)  \n\n\n\ncon accompagnamento musicale dal vivo dell’ensemble del Conservatorio Corelli  \n\n\n\n(produzione esclusiva del Conservatorio Corelli per Messina Opera Film Festival) \n\n\n\nore 17:00 Concorso cortometraggi \n\n\n\nThe Quarantine Redemption (Iran\, 2023) di Bahar Dorabadi (13’) (prima italiana) \n\n\n\nTrill (USA\, 2022) di JT Doran (3’) (prima mondiale) \n\n\n\nZobeide (Italia\, 2025) di Luciangela Gatto (13’) (prima assoluta)   \n\n\n\nA Fish & A Bird (USA\, 2025) di Deanna Moorehead (7’) (prima europea)   \n\n\n\nore 18:30 La Traviata a Paris (2000) regia di Giuseppe Patroni Griffi (125’) \n\n\n\nTeatro Vittorio Emanuele \n\n\n\nOre 21:00 Note di celluloide \n\n\n\nBenedetto Montebello direttore \n\n\n\nOrchestra Teatro Vittorio Emanuele \n\n\n\nPrima del concerto consegna del Premio Messina Cinema&Opera a Andrea Andermann \n\n\n\n(ingresso a pagamento) \n\n\n\nVenerdì 5 dicembre Sala Laudamo \n\n\n\nore 14:00 Masterclass di Paolo Vivaldi   \n\n\n\nTributo The Scottish Opera di Glasgow \n\n\n\nore 16:00 Josefine (Regno Unito\, 2024) di Antonia Bain (14’) \n\n\n\na seguire The Narcissistic fish (2020) di Antonia Bain(prima italiana) (13’) \n\n\n\nore 16:30 Concorso cortometraggi \n\n\n\nChloe’s Dream (Germania\, 2025) di Jérôme Erhart\, Sylwia Szkiladz\, Jessica Poon (6’) (prima italiana)   \n\n\n\nChinese Laundry (Italia\, 2022) di Giorgio Arcelli Fontana (15’)  \n\n\n\nOdi.0 (Italia\, 2025) di Cristian Taraborrelli (5’) (prima mondiale)   \n\n\n\nIl breve viaggio del piccolo Omero (Italia\, 2025) di Simonetta Pisano (15’) (prima assoluta)   \n\n\n\nEchoes of Her (Irlanda\, 2025) di Marco Reale (8’) (prima mondiale) \n\n\n\nViolet\, the Courtesan (Spagna\, 2012) di David Casals Roma (14’)   \n\n\n\nore 18:30 Premiazione concorso cortometraggi e proiezione opere vincitrici \n\n\n\nore 20:00 Cenerentola (2012) di Carlo Verdone con Lena Belkina (120’) \n\n\n\nsabato 6 dicembre  Sala Laudamo \n\n\n\nore 16:00 The Telephone (2020) di Daisy Evans (prima italiana) (25’) \n\n\n\nore 17:00 Rigoletto a Mantova (2010) regia di Marco Bellocchio (130’) \n\n\n\nore 21:15 Spettacolo teatrale \n\n\n\nResta Diva – Omaggio a Maria Callas \n\n\n\ncon Enrico Lo Verso\, Mirko Lodedo pianoforte    \n\n\n\nregia di Alessandra Pizzi \n\n\n\n(ingresso a pagamento) \n\n\n\ndomenica 7 dicembre   \n\n\n\nPalazzo della Cultura \n\n\n\nore 19:00 Concerto Il suono dell’immagine \n\n\n\nPaolo Vivaldi direttore \n\n\n\nIn collaborazione con Filarmonica Laudamo \n\n\n\n(ingresso a pagamento)
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LOCATION:Teatro Vittorio Emanuele\, Via G. Garibaldi\, Messina\, ITA\, 98122\, Italy
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SUMMARY:Soglie del visibile / Thresholds of the Visible alla Galleria Zema di Roma
DESCRIPTION:Il giorno 29 novembre 2025 alle ore 16.30\, la Galleria Zema presenta la mostra Soglie del visibile / Thresholds of the Visible con le opere fotografiche di Gaia Adducchio\, Luisa Briganti\, Simona Caprioli\, a cura di Emanuela Zamparelli: tre ricerche che – scrive la curatrice – condividono una stessa tensione\, riconnettere l’immagine al corpo\, alla materia e al tempo\, restituendo alla fotografia la sua essenza più profonda – quella di essere atto percettivo\, forma di contatto\, esperienza sensibile del mondo. \n\n\n\n«C’è un punto fragile e luminoso in cui la fotografia smette di essere mera rappresentazione e diventa esperienza. È in questo spazio interiore che si incontrano i percorsi di Gaia Adducchio\, Luisa Briganti e Simona Caprioli: tre sguardi che\, attraverso linguaggi differenti\, esplorano la possibilità di rendere visibile la propria visione e di restituire al corpo e alla materia la loro voce silenziosa. Le loro opere non descrivono il mondo: lo attraversano con sensibilità. Ogni immagine è una soglia in cui la realtà si trasforma in percezione\, il corpo in linguaggio\, la luce in materia viva. È in questa partecipazione profonda che si collocano i loro sguardi\, nella capacità di far emergere ciò che vibra sotto la superficie\, di toccare attraverso lo sguardo. \n\n\n\nNelle polaroid di Gaia Adducchio\, la fotografia si libera dalla rappresentazione e diventa gesto\, colore\, respiro. L’emulsione si muove come sostanza organica\, generando forme che sembrano affiorare da una memoria ancestrale. È un atto di fiducia nella materia e nel suo potere trasformativo. \n\n\n\nLe immagini di Luisa Briganti sono attraversate dal ritmo del corpo. La danza infrange la staticità e apre un varco nel tempo. Il desiderio si fa movimento\, la pelle diventa linguaggio. Nei suoi scatti\, la fotografia non congela: prolunga\, trattiene\, fa vibrare l’attimo fino a renderlo eterno. \n\n\n\nCon Simona Caprioli\, lo sguardo si fa passo lento e contemplazione. Le sue immagini in bianco e nero si muovono tra luce e ombra\, presenza e dissolvenza. È un cammino visivo che esplora la soglia tra reale e immaginato\, tra spazio e memoria\, fino a trasformare il paesaggio in eco interiore.» (dal testo critico di Emanuela Zamparelli) \n\n\n\nBIOGRAFIE \n\n\n\nGaia Adducchio è nata nel 1979 a Roma\, dove vive e lavora. Dopo aver studiato regia alla Scuola Nazionale di Cinema di Praga (FAMU) e aver conseguito premi e finanziamenti per lavori di finzione e documentaristici\, dal 2015 si dedica alla fotografia\, vincendo una residenza artistica presso il prestigioso CSF Adams di Roma dove realizza il suo primo progetto fotografico analogico\, Ritratti di famiglia\, che debutta al Prague Photo 2016. Da allora i suoi lavori\, caratterizzati dalla continua sperimentazione tecnica e poetica\, sono coinvolti in numerose mostre personali e collettive e riscuotono notevole apprezzamento a livello nazionale e internazionale. Da aprile 2023 è Membre Sociétaire de la Société du Salon d’Automne di Parigi. \n\n\n\nLuisa Briganti è fotografa\, curatrice e direttrice didattica del Centro Sperimentale di Fotografia Adams (CSF Adams); opera nel campo della fotografia da oltre trent’anni. Ha esposto in Italia e all’estero; tra le principali esposizioni: la mostra Assolo metropolitano (Università di Pechino\, 2004) e I luoghi della memoria – omaggio a Pier Paolo Pasolini(Festival Internazionale di Fotografia di Roma\, 2006). Ha curato per dieci anni cascinafarsettiArt – fotografia e non solo e\, dal 2016\, collabora con il festival Prague Photo. Nel 2019 ha presentato la prima personale internazionale presso la Ph21 Gallery di Budapest. È stata photo editor per reWriter (2021–2024) e tra gli ideatori di Cosmo Photo Fest (2023). \n\n\n\nSimona Caprioli\, classe 1984\, pugliese di origine\, si trasferisce a Torino per studiare Economia Aziendale. Si appassiona alla fotografa in età già adulta e frequenta una scuola di fotografia\, il centro sperimentale di fotografia con sede a Roma dal 2019 al 2022. Inizia ad esporre in Italia e successivamente in Europa. Lavora con diverse gallerie. I suoi lavori sono esposti nella Galleria “Ira Leonis”\, ad Arles\, in Francia\, che vanta tra gli altri\, prestigiose opere di Nan Goldin\, Sarah Moon e Man Ray. \n\n\n\nGalleria Zema. Fondata a Roma il 6 marzo del 2025 da Emanuela Zamparelli\, la Galleria ZEMA è uno spazio indipendente dedicato esclusivamente all’esposizione e promozione dei lavori di artiste donne\, e in particolare della fotografia contemporanea femminile. La galleria rappresenta fotografe italiane e internazionali\, accomunate da uno sguardo autonomo\, critico e consapevole sul presente\, e diverso da altri sguardi. Attraverso un programma espositivo che intreccia ricerca artistica\, impegno sociale e riflessione culturale\, la galleria si propone come luogo di visibilità e ascolto\, dove il corpo\, l’identità\, la memoria e il conflitto diventano temi da indagare per dare nuova forma e contenuto al vissuto e alla memoria\, alla ribellione e all’intimità. ZEMA non è solo una galleria\, ma un progetto curatoriale\, uno spazio vivo in cui la fotografia si fa linguaggio\, relazione e resistenza. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nSoglie del visibile / Thresholds of the VisibleGaia Adducchio · Luisa Briganti · Simona Capriolia cura di Emanuela Zamparelli \n\n\n\nInaugurazione 29 novembre 2025 ore 16.30 \n\n\n\nFino al 10 gennaio 2026 \n\n\n\nOrari: martedì ore 16:00 – 19:30\, dal mercoledì al sabato ore 15:00 – 19:30  \n\n\n\ninfo@galleriazema.it \n\n\n\ntel. +39 0640067010 \n\n\n\nwww.galleriazema.it
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SUMMARY: Sul palco Teatro della Società di Lecco la grande tradizione russa di Glinka\, Čajkovskij e Rachmaninov
DESCRIPTION:Il Teatro della Società di Lecco riapre le sue porte alla cittadinanza\, presentandosi in una veste totalmente rinnovata ma fedele all’eleganza neoclassica di uno dei più grandi esempi di teatro all’italiana progettato da Giuseppe Bovara. Un luogo elegante e pieno di storia\, memoria e passione. Un simbolo della vitalità culturale lecchese e di tutta la Lombardia che\, dopo otto anni di un accurato restauro fortemente voluto dal Comune di Lecco\, viene restituito alla comunità grazie a uno straordinario intervento di riqualificazione. \n\n\n\nIl sipario si alzerà ufficialmente sabato 29 novembre alle ore 17.00\, con un concerto straordinario affidato all’Orchestra Sinfonica di Milano e al suo Direttore Musicale Emmanuel Tjeknavorian: un evento pensato per segnare la rinascita di uno dei cuori culturali più amati della città. Per l’occasione sarà possibile prenotare i posti ancora disponibili a partire da mercoledì 26 novembre alle ore 12 sul sito del teatro (www.teatrosocietalecco.it o su https://www.vivaticket.com/it/venue/teatro-della-societa/522060063?culture=it-it ) \n\n\n\nSul podio\, Tjeknavorian tra i più sorprendenti talenti di una nuova generazione di direttori e recente vincitore del Premio Abbiati\, guiderà l’Orchestra in un programma di straordinaria intensità\, accompagnato da Andrea Obiso\, talento di spicco del violino e spalla dei primi violini dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. La collaborazione tra i due giovani musicisti rappresenta uno dei punti più attesi di un’apertura che vuole unire tradizione\, eccellenza e nuova energia artistica. \n\n\n\nA sottolineare il valore simbolico di questo ritorno è Ambra Redaelli\, Presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano\, che dichiara: “Riapre il Teatro della Società\, un luogo che è stato parte integrante della storia dell’Orchestra Sinfonica di Milano. Siamo felici di tornare a fare grande musica in un contesto così bello e accogliente. E soprattutto è per noi un grande onore inaugurare questo gioiello architettonico dopo i lavori di restauro con un concerto diretto dal nostro Direttore Musicale\, Emmanuel Tjeknavorian”. \n\n\n\nIl concerto ripercorre un affascinante viaggio attraverso tre capolavori che raccontano la nascita e l’evoluzione dell’identità musicale russa e che unisce Glinka\, Čajkovskij e Rachmaninov. Con Ruslan e Ljudmila\, Glinka inaugura un nuovo linguaggio nazionale: pur partendo da modelli italiani e tedeschi\, fonde melodie popolari\, colori orchestrali inediti e un senso moderno del dramma\, dando vita al primo modello compiuto di teatro musicale russo. \n\n\n\nQuasi mezzo secolo dopo\, questa eredità trova un punto di svolta nel Concerto per violino op. 35 di Čajkovskij\, composto in un impeto creativo e inizialmente accolto con freddezza. Il Concerto\, oggi tra i capolavori assoluti del repertorio\, riflette la tensione tra disciplina formale europea e ricchezza melodica di matrice popolare\, diventando l’esempio perfetto della sua capacità di trasformare l’ispirazione russa in una forma orchestrale ampia e universale. \n\n\n\nIn dialogo con la voce del violino\, il percorso si compie con la Sinfonia n.2 in Mi minore op. 27 di Rachmaninov\, un’opera maestosa e appassionata\, ricca di slancio romantico e di rinnovata creatività. L’opera salda la tradizione lirica di Čajkovskij con un solido impianto sinfonico\, offrendo una sintesi matura tra romanticismo russo e influenze occidentali. Il successo della Sinfonia segna il riscatto per Rachmaninov e per il sinfonismo russo agli inizi del Novecento.
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SUMMARY:La stagione del Teatro della Società di Lecco
DESCRIPTION:Il Teatro della Società di Lecco riapre le sue porte alla cittadinanza in una veste rinnovata\, ma che conserva l’anima neoclassica del capolavoro firmato da Giuseppe Bovara. Un restauro accurato durato 8 anni e fortemente voluto dal Comune di Lecco che\, con un importante intervento di riqualificazione e manutenzione straordinaria\, restituisce alla città il suo storico teatro.  \n\n\n\n“Fondazione Teàrte Lecco ha lo scopo di sostenere l’attività culturale nella nostra città e ha come primo obiettivo quello di promuovere il Teatro della Società che riapre le porte a seguito di un’importante ristrutturazione. Il nostro teatro torna a vivere dopo otto anni. Ci auguriamo di proporre un programma stimolante capace di incuriosire il pubblico attraverso spettacoli di prosa\, musica e danza di assoluta qualità. Ci auguriamo che tutta la cittadinanza possa partecipare attivamente alla vita del teatro\, cuore partecipato e pulsante della cultura” – sottolinea Eufrasio Anghileri\, Presidente di Fondazione Teàrte Lecco. \n\n\n\nUna grande settimana inaugurale \n\n\n\nLa programmazione del teatro riparte con una grande settimana inaugurale dal 29 novembre all’8 dicembre .La serata inaugurale istituzionale si terrà il 29 novembre alle ore 17.00 e sarà accompagnata da un grande concerto su invito\, affidato all’Orchestra  Sinfonica di Milano: un evento che segna la rinascita di uno dei luoghi più amati della città. Sul podio\, Emmanuel Tjeknavorian guiderà l’Orchestra in un programma di straordinaria intensità insieme ad Andrea Obiso\, giovane talento del violino e spalla dei primi violini dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Cuore della serata sarà uno dei capolavori assoluti del repertorio: il Concerto per violino in Re maggiore op. 35 di Čajkovskij\, dove lirismo e virtuosismo si fondono in un’emozione travolgente. In dialogo con la voce del violino\, la Sinfonia n. 2 in Mi minore op. 27 di Rachmaninov\, un’opera maestosa e appassionata\, ricca di slancio romantico e di rinnovata creatività. \n\n\n\nDal 30 novembre all’8 dicembre il Teatro continuerà a festeggiare con un ricco calendario di spettacoli e concerti gratuiti aperti a tutta la cittadinanza\, per condividere insieme l’emozione di questa nuova rinascita. Il sipario si apre con “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde\, una commedia brillante e ironica diretta da Geppy Gleijeses (30 novembre\, ore 21). Tra verità\, identità e desiderio di essere accettati\, il capolavoro di Wilde continua a far riflettere e divertire con la sua irresistibile attualità. A seguire\, spazio alla danza con una nuova\, emozionante versione diCarmen\, firmata dai coreografi Agnese Omodei Salè e Federico Veratti\, con l’elegante allestimento di Marco Pesta (2 dicembre\, ore 21). Passione\, ritmo e intensità per una serata che unisce tradizione e modernità. Il 3 dicembre (ore 17) e il 4 dicembre (ore 10.30 e 14.00) il palcoscenico si trasforma per accogliere i più piccoli con un tenero racconto teatrale dedicato a San Nicola\, per la regia di Andrea Carabelli: una storia che parla di generosità\, meraviglia e magia natalizia. La danza contemporanea torna protagonista il 5 dicembre (ore 21) con due spettacoli in una sola serata: Diva\, la nuova creazione di Giovanni Insaudo\, esplora il mito intramontabile di Marilyn Monroe\, tra fascino e fragilità; Delicious Overdose\, di Alice Carrino e Cristian Cucco\, è un viaggio visionario e poetico “sotto una pioggia di caramelle”. Sabato 6 dicembre (ore 21) sarà il momento delle Civiche Benemerenze San Nicolò d’Oro\, accompagnate da un intervento musicale del Corpo Musicale Alessandro Manzoni della Consulta Musicale di Lecco: un appuntamento per celebrare la città e i suoi protagonisti. Il 7 e 8 dicembre (ore 21) chiude il palinsesto inaugurale Nicola Piovani con “Note a margine”\, un concerto-racconto in cui il Maestro condivide con il pubblico ricordi\, aneddoti e musiche di oltre quarant’anni di carriera. Da Fellini ai Taviani\, da Cerami a Benigni\, un viaggio tra emozioni e memorie raccontate con leggerezza e sincerità. \n\n\n\nPer i più curiosi\, non mancheranno le visite guidate alla scoperta del rinnovato Teatro della Società\, impreziosite da momenti musicali a cura degli studenti dell’Istituto Civico “G. Zelioli” (30 novembre – 2-3-5-6-8 dicembre). \n\n\n\nIl cartellone 2026 \n\n\n\nLa Fondazione Teàrte Lecco lancia anche gli appuntamenti del cartellone 2026 “La stagione delle emozioni” che porterà sul palco grandi spettacoli\, nuove voci ed eventi speciali\, con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone e far vivere a tutti l’energia di questo luogo di cultura. 14 appuntamenti da segnare in calendario fino a maggio tra prosa\, danza e sinfonica. \n\n\n\nTeatro di Prosa. Un viaggio tra grandi classici\, ironia\, emozioni e attualità per una stagione che celebra la potenza del teatro in tutte le sue forme. Si parte il 24 e 25 gennaio (h.21) con Amadeus di Peter Shaffer\, nell’intensa regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia: un dramma potente sull’invidia e sul genio\, dove Salieri e Mozart si sfidano in un affascinante duello tra arte e destino. L’11 febbraio (h.21) arriva la freschezza de Gli Innamorati di Carlo Goldoni\, adattamento di Roberto Valerio: una commedia vivace e moderna sulle gelosie e le follie dell’amore\, capace di far sorridere e riflettere. Il 22 febbraio (h.21) è la volta di Medico dei Maiali\, scritto e diretto da Davide Sacco\, con Luca Bizzarri e Francesco Montanari: una satira pungente e surreale sul potere\, la verità e la fragilità delle istituzioni. Il 4 marzo (h.21) si entra nel mistero con Trappola per topi di Agatha Christie\, per la regia di Giorgio Gallione e con Ettore Bassi: il giallo teatrale più rappresentato di sempre\, tra colpi di scena\, ironia e suspense. Il 21 e 22 marzo (h.21) il palcoscenico accoglie Prima del Temporale\, con Umberto Orsini diretto da Massimo Popolizio: un raffinato viaggio nella memoria e nell’anima di un attore alla vigilia dell’ultima scena. L’8 aprile (h.21) torna la commedia con Colpi di Timone di Enzo La Rosa\, adattata e diretta da Tullio Solenghi: un divertente gioco di equivoci e verità ambientato nella Genova degli anni ’40\, tra risate e colpi di scena. Chiude la prima parte di stagione il 29 aprile (h.21) Lisistrata di Aristofane\, con Lella Costadiretta da Serena Sinigaglia: un grande classico dal sapore contemporaneo\, dove l’ironia delle donne diventa arma di pace e libertà. \n\n\n\nConcerti Sinfonici. Un viaggio tra capolavori\, nuove creazioni e incursioni tra scienza\, cinema e stelle. Si apre il 31 gennaio (h.20.30) con Rachmaninov–Beethoven\, diretto da Emmanuel Tjeknavorian con Jeneba Kanneh-Mason al pianoforte. Il 28 marzo (h.20.30) la musica di Gustav Holst incontra l’astrofisica con I pianeti del sistema solare\, guidati dalla direttrice Danila Grassi e dal divulgatore Matteo Miluzio\, in un viaggio tra note e costellazioni. L’11 aprile (h.20.30) il pianista e direttore Sunwook Kim propone un dialogo tra Beethoven e la splendida Sheherazade di Rimskij-Korsakov\, con il violino di Luca Santaniello. Il 25 aprile (h.20.30) il maestro Alfred Eschwé ci accompagna in un itinerario mitteleuropeo con Bartók\, Haydn e Strauss\, tra eleganza viennese e ritmo danzante. Chiude la stagione il 9 maggio (h.20.30) La scienza di Star Wars: l’astrofisico Luca Perri e il direttore Jacopo Brusa ci guidano tra le galassie di John Williams\, in un concerto-spettacolo dove scienza e fantasia si incontrano. \n\n\n\nDanza Contemporanea. Due serate dedicate alla grande danza contemporanea segnano la stagione 2026 del Teatro della Società\, che si apre con due produzioni firmate MM Contemporary Dance Company. \n\n\n\nIl 15 aprile (h.21) il sipario si alza su Elegia e Ballade. In Elegia\, Enrico Morelli racconta con poesia e coralità la ricerca di sé in un mondo smarrito: otto danzatori attraversano paesaggi di memoria e solitudine sulle musiche di Chopin e Villarosa\, accompagnati dalla voce di Isidora Balberini e dalle poesie di Mariangela Gualtieri. Una danza intima e visionaria\, che riflette su identità\, cura e rinascita. Segue Ballade\, nuova creazione di Mauro Bigonzetti\, un omaggio energico e appassionato agli anni Ottanta. Tra le musiche di Prince\, Leonard Cohen\, Nina Simone\, Frank Zappa e i CCCP\, dieci interpreti danno vita a un viaggio tra emozioni\, ricordi e libertà creativa. \n\n\n\nLa seconda serata\, il 15 maggio (h.21)\, è firmata da Michele Merola\, con due lavori di intensa forza espressiva. In Vivaldi Umane Passioni\, ispirato alle musiche di Antonio Vivaldi e ai colori di Marc Chagall\, il coreografo trasforma in movimento le passioni universali dell’essere umano: gioia\, rabbia\, attesa e tormento. Con Bolero\, sulle note ipnotiche di Ravel arricchite da nuove composizioni di Stefano Corrias\, Merola esplora la ripetitività magnetica del celebre brano come metafora dei rapporti umani\, tra desiderio\, tensione e armonia. \n\n\n\nOltre alla programmazione teatrale\, torneranno anche le iniziative estive più amate: dal Lecco Jazz Festival\, che animerà la città con i protagonisti più importanti di questo genere musicale\, e il Sound of Lecco\, la rassegna che unisce musica\, arte e grandi emozioni visive.
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SUMMARY:“Vacanze Romane – Rerum Novarum” al Teatro Lea Padovani di Montalto di Castro
DESCRIPTION:Dopo il successo del debutto romano del 5 ottobre allo Spazio Diamante e delle successive repliche che hanno conquistato pubblico e critica\, lo spettacolo “Vacanze Romane – Rerum Novarum” torna in scena e approda al Teatro Lea Padovani di Montalto di Castro sabato 29 novembre\, alle ore 18:00. \n\n\n\nProdotto da The Movement srl con il sostegno della Regione Lazio\, lo spettacolo è interpretato dalla Compagnia Nazionale del Balletto e vede come primi ballerini-attori Gabriele Rossi e Valentina Rancini\, con le coreografie firmate da Giacomo Molinari e Vinicio Mainini. \n\n\n\n“Vacanze Romane – Rerum Novarum” è una commedia danzata vivace e dal ritmo serrato\, che unisce teatro\, danza e ironia in un viaggio affettuoso e divertente tra le meraviglie di Roma\, le sue storie\, i suoi personaggi e quelle piccole grandi nevrosi quotidiane in cui il pubblico non può fare a meno di riconoscersi. Uno spettacolo pensato per un pubblico trasversale – giovani\, famiglie\, appassionati di danza e di teatro – capace di alternare momenti di puro divertimento a passaggi più poetici ed emozionanti. \n\n\n\nLo spettacolo si caratterizza anche per una forte componente multimediale: proiezioni\, immagini e contributi video dialogano costantemente con la danza e la recitazione\, creando una drammaturgia visiva che accompagna lo spettatore in un percorso immersivo. Il linguaggio scenico si arricchisce così di suggestioni contemporanee\, trasformando il palco in uno spazio in cui Roma viene raccontata e “ri-immaginata” attraverso suoni\, luci e immagini in movimento. \n\n\n\nIl linguaggio coreografico contemporaneo si intreccia con parti recitate e situazioni comiche\, dando vita a un racconto dinamico e accessibile\, in cui la danza non è solo virtuosismo ma vero e proprio motore narrativo. La presenza scenica di Gabriele Rossi e Valentina Rancini\, affiancati dall’ensemble della Compagnia Nazionale del Balletto\, accompagna lo spettatore in una serata leggera ma di qualità\, che celebra l’arte\, il teatro e le bellezze senza tempo di Roma. \n\n\n\nCon questo nuovo appuntamento a Montalto di Castro\, “Vacanze Romane – Rerum Novarum” prosegue il suo percorso di repliche nel territorio\, confermandosi come uno spettacolo capace di dialogare con pubblici diversi e di portare\, ogni volta\, in scena la stessa energia e lo stesso entusiasmo che ne hanno segnato il debutto. \n\n\n\nSCHEDA SPETTACOLO \n\n\n\nTitolo: “Vacanze Romane – Rerum Novarum” \n\n\n\nData: sabato 29 novembre 2025 \n\n\n\nOrario: ore 18:00 \n\n\n\nLuogo: Teatro Lea Padovani – Montalto di Castro (VT) \n\n\n\nProduzione: The Movement srl \n\n\n\nCon il sostegno di: Regione Lazio \n\n\n\nInterpreti: Compagnia Nazionale del Balletto \n\n\n\nPrimi ballerini-attori: Gabriele Rossi\, Valentina Rancini \n\n\n\nCoreografie: Giacomo Molinari\, Vinicio Mainini \n\n\n\nDirezione artistica: Giacomo Molinari \n\n\n\nDurata: circa 60 minuti
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LOCATION:Teatro Lea Padovani\, Via Aurelia Tarquinia\, 58\,\, Montalto di Castro (VT)\, ITA\, 01014\, Italia
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SUMMARY:“Musei in Musica” al Wegil di Roma
DESCRIPTION:Sabato 29 novembre\, dalle ore 20\, al WeGil è in programma “Musei in Musica”.La serata\, con ingresso gratuito\, prenderà vita con il sound inconfondibile di DJ Lela Xein\, che aprirà le danze con un set ricco di energia e raffinatezza. Per l’occasione\, la Dj mixerà anche le colonne sonore dei film più iconici di cui alcuni oggetti originali di scena sono presenti nella mostra Movie Icons – Oggetti autentici dai set di Hollywood\, allestita al WeGil\, dando vita a un’esperienza sonora unica che unisce musica\, cinema e arte in un dialogo emozionante tra passato e presente. \n\n\n\nAlle 22 spazio a un ospite speciale\, Federico Zampaglione\, frontman dei Tiromancino\, per una performance esclusiva fino alle 23 circa\, con musica dal vivo\, in cui le sue canzoni più amate incontreranno nuove interpretazioni in una performance esclusiva.  \n\n\n\nDopo la performance di Federico Zampaglione\, la serata prosegue con DJ Lela Xein\, che tornerà in consolle per accompagnare il pubblico fino a notte inoltrata\, con un viaggio sonoro tra groove magnetici e vibrazioni elettroniche che faranno ballare e sognare. \n\n\n\nDurante tutta la durata della manifestazione resterà aperta al pubblico la mostra “MOVIE ICONS” al prezzo speciale di 10 euro \n\n\n\nPer informazioniwww.wegil.itinfo@wegil.it+39 334 6841506
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LOCATION:Wegil\, Largo Ascianghi\, 5\, Roma\, ITA\, 00153\, Italia
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