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SUMMARY:"Quelli che restano" al Cometa Off
DESCRIPTION:Cosa resta\, quando qualcuno se ne va? È da questa domanda che prende corpo QUELLI CHE RESTANO\, il nuovo progetto teatrale firmato da Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci\, uno spettacolo che indaga il lutto\, il branco\, le famiglie e le assenze. Lo spettacolo\, con la regia di Davide Celona\, vede in scena Marta Ferrarini\, Leonardo Lutrario\, Luca Molinari ed Emanuela Vinci. La supervisione drammaturgica è di Giovanni Bonacci. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Cometa il 24 e 25 novembre 2025.  \n\n\n\nSINOSSI \n\n\n\nUn gruppo di quattro amici – Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo – si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo\, il loro quinto\, che si è appena suicidato. La ferita di essere stati cacciati dalla camera mortuaria dalla famiglia dell’amico porta questi giovani adulti a riflettere su una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa un’esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n\n\n\n\nORIGINE \n\n\n\nNoi siamo il risultato delle presenze e delle assenze della nostra vita e spesso le persone a cui ci leghiamo portano delle ferite simili alle nostre. \n\n\n\nIl progetto nasce infatti dalla riflessione delle autrici sulla loro esperienza di figlie\, dei padri e delle madri\, e di cosa abbia significato la loro presenza o la loro assenza. \n\n\n\nCosa significa quindi essere figli? Qual è l’eredità che le nostre famiglie ci lasciano? E quanto questa viene sporcata dalla società? \n\n\n\nLo spettacolo è l’opera prima di Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci ed è uno dei cinque progetti vincitori della sezione Teatro del bando “Labor Work” di DiscoLazio\, indetto da Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini. \n\n\n\n\n\n\n\nNOTE DI MARTA FERRARINI ED EMANUELA VINCI \n\n\n\nI quattro protagonisti affrontano la perdita di un amico\, un evento traumatico che li costringe\, in qualche modo\, a dover stare nel dolore. \n\n\n\nStare nel dolore significa guardarsi dentro e finire per ritrovare tutto il marcio\, e nel caso di Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo\, il marcio ha il volto delle loro famiglie… e forse anche di quella di Milo. \n\n\n\nIl linguaggio sperimentale ricerca questa complessità\, a partire dalla struttura drammaturgica. La storia si sviluppa su due piani diversi di narrazione che si intrecciano: il primo è quello del presente\, in cui si vedranno i personaggi vivere\, passo per passo\, l’ora che precede il funerale dell’amico; il secondo è un piano di astrazione\, in cui in scena prendono vita momenti del passato e movimenti interiori dei protagonisti. \n\n\n\nI personaggi si muovono\, quindi\, dentro ferite ereditarie\, ma anche dentro un’ostinata ricerca di senso e di appartenenza. Il loro legame prende la forma di un branco: un luogo comodo\, in cui imparano a sopravvivere. \n\n\n\nQui si scoprono vulnerabili e si riconoscono nel compagno. Non sono né eroi né vittime: sono umani\, contraddittori\, sono quelli che restano. \n\n\n\nNonostante i temi trattati\, il tono e lo stile sono dissacranti e puntano a far vivere allo spettatore una montagna russa emotiva. Alla parola si uniscono corpo e musica come medium evocativi\, in modo da indagare sfumature diverse. \n\n\n\nUn gruppo di ragazzi\, un posto vuoto e il silenzio che fa più rumore delle parole. QUELLI CHE RESTANO è il racconto di chi resta\, perché andarsene non è concesso a tutti. \n\n\n\nBIO DEL COLLETTIVO \n\n\n\nEmanuela Vinci e Marta Ferrarini si conoscono durante il biennio di formazione teatrale presso Officina delle Arti Pier Pasolini\, dove stringono una forte amicizia da cui poi nasce un sodalizio artistico fondato su una comunione di intenti. Condividono una visione affine su cosa significhi fare arte\, sull’uso di un linguaggio teatrale aperto a diverse contaminazioni e sulla necessità di trattare temi intimi\, ma anche collettivi e politici. \n\n\n\nMarta Ferrarini\, Milano classe 2000. Si avvicina al mondo dello spettacolo grazie alla danza e al musical\, dal 2015 studia canto e pianoforte. Comincia a formarsi nella recitazione presso STM a Novara con Elena Ferrari\, dal 2021 studia drammaturgia antica e frequenta il Laboratorio di Alta Formazione teatrale dell’università Cattolica di Milano con Christian Poggioni ed Ermelinda Cakalli. Entra a far parte della compagnia Kerìs\, portando in scena testi di teatro antico in vari teatri di Milano e nel carcere di Opera. Frequenta poi vari workshop tra cui un corso intensivo di regia e un seminario di schiera con Gabriele Vacis. Nel dicembre 2024 si diploma nel biennio della sezione teatro di “Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini” a Roma\, dopo aver lavorato con professionisti quali Massimo Venturiello\, Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Armando Pugliese\, Maria Letizia Gorga e tanti altri. Nel 2025 vince il bando “Labor Work” indetto dalla stessa scuola\, e scrive un testo che porterà in scena a fine 2025. \n\n\n\nEmanuela Vinci nasce a Palermo nella Pasqua del 1999. Da bambina ha studiato danza per diversi anni. Durante il primo anno di liceo ha iniziato a studiare canto e ha continuato anche dopo la fine delle superiori\, avvenuta nel 2018\, quando si è diplomata al liceo artistico in scenografia. Una volta terminato il liceo\, oltre a continuare lo studio del canto\, ha iniziato a fare diverse masterclass e ha frequentato il laboratorio del Teatro Mediterraneo Occupato\, diretto da Maurizio Spicuzza. Durante quegli anni ha portato in scena spettacoli di vari autori\, da Pinter a Massini. Successivamente ha anche studiato con Filippo Luna e Virginia Alba\, due attori palermitani a cui deve molto. Nel 2022 si presenta al Premio Hystrio e arriva in finale. Lo stesso anno è entrata a Officina Pasolini\, a Roma. Durante gli anni di Officina Pasolini ha avuto l’onore di essere diretta da professionisti come Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Massimo Venturiello\, Paolo Coletta\, Francesco Giuffrè e di lavorare con altrettanti professionisti come Maria Letizia Gorga\, Francesco Brandi e Armando Pugliese. Nel 2024 ha preso il diploma e successivamente ha vinto un bando indetto dalla Regione Lazio per Officina Pasolini\, insieme alla sua collega\, con la quale ha scritto un progetto che nasce da una comune necessità\, nell’ottica di riuscire a parlare ai giovani e alle giovani come loro. \n\n\n\n\n\n\n\nREGIA DAVIDE CELONA \n\n\n\nAttore\, danzatore\, cantante e performer. Diplomato alla Scuola Teatro Arsenale di Milano e successivamente alla Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi. \n\n\n\nDurante il suo percorso di formazione ha incontrato registi come Emma Dante\, Societas Raffaello Sanzio\, Ricci/Forte\, Claudio Tolcachir\, Gabriele Vacis\, Mariangela Gualtieri\, Davide Enia\, Roberta Carreri\, John Strasberg. \n\n\n\nDal 2010 entra a far parte della Compagnia SudCostaOccidentale diretta da Emma Dante portando nella scena nazionale ed internazionale spettacoli quali “Anastasia\, Genoveffa e Cenerentola”\, “Gli alti e bassi di Biancaneve”\, “Tre favole per un addio”\, “Fable pour un adieu”\, “Scarpette rotte”\, “Il canto della sirena”\, “Verso Medea”\, “La Trilogia degli occhiali -Il castello della Zisa”\, “Le sorelle Macaluso”\, spettacolo vincitore del premio UBU nel 2014\, “Bestie di scena”\, “Re Chicchinella” attualmente in scena. \n\n\n\nNel 2023 prende parte al progetto “VajontS23” regia di Marco Paolini. È coreografo per “Operetta Burlesca”\, “Extramoenia”\, “La bella Rosaspina addormentata” regia di Emma Dante. \n\n\n\nConduce workshop e masterclass di formazione per attori\, danzatori e cantanti in diversi spazi quali la Vicaria a Palermo\, l’Atelier del Teatro e delle Arti\, MTS Scuola di Musical e Campo Teatrale a Milano\, La Comédie de Geneve in Svizzera. \n\n\n\nINTERPRETI \n\n\n\nLeonardo Alberto Lutrario attore classe 1998. Dopo aver mosso i primi passi al Teatro 7 con Marco Zadra\, ha completato un triennio di recitazione presso l’ASC Teatro della Dodicesima\, sotto la direzione di Marco Tempèra e Alberto Bellandi. Ha arricchito il suo percorso partecipando a numerosi workshop intensivi (Scaletta e Carrozzerie N.O.T.) con figure di spicco della scena contemporanea\, tra cui Fabiana Iacozzilli\, Rafael Spregelburd (Novoli\, Lecce)\, Franco Mannella\, Federica Santoro\, Stefano Patti e Daniele Parisi.Ha calcato le scene di teatri romani come il Teatro Palladium con Il circo dell’apparenza (da Il Berretto a Sonagli\, regia di Marco Tempèra)\, il Teatro Cometa Off con Nelle due mani di Roberto Staglianò\, e Villa Torlonia con la lettura Lavanderia Calzino Perso diretta da Mauro Santopietro per l’Onstage Festival. Ha inoltre preso parte allo spettacolo L’Italia questo bel paese\, tratto dai monologhi di Mattia Torre\, presentato sia a Roma che al Teatro Rossini di Gioia del Colle. \n\n\n\nLuca Molinari nasce a Roma il 20 luglio del 1993. Si diploma presso l’Accademia d’Arte Drammatica Link Academy nel 2015. Debutta a teatro sempre nel 2015 con L’Odissea con la regia di Vincenzo Manna e Andrea Baracco. Da lì in avanti avrà occasione di essere protagonista di numerose rappresentazioni teatrali quali: DNA di Dennis Kelly\, Mary Stuart\, Antigone\, La Tempesta di W. Shakespeare solo per citarne alcuni.  Nel 2017 prende il ruolo da protagonista di Manuel nel film Le grida del silenzio\, nel 2018 collabora da protagonista di puntata in Don Matteo 11. Calca i palchi d’Italia in veste anche di musicista classificandosi finalista al concorso Sanremo Trend nel 2021 in band\, sul palco dell’Ariston. Dal 2022 ha prestato la sua voce per alcuni film debuttando di fatto come doppiatore.
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Durante il primo anno di liceo ha iniziato a studiare canto e ha continuato anche dopo la fine delle superiori\, avvenuta nel 2018\, quando si è diplomata al liceo artistico in scenografia. Una volta terminato il liceo\, oltre a continuare lo studio del canto\, ha iniziato a fare diverse masterclass e ha frequentato il laboratorio del Teatro Mediterraneo Occupato\, diretto da Maurizio Spicuzza. Durante quegli anni ha portato in scena spettacoli di vari autori\, da Pinter a Massini. Successivamente ha anche studiato con Filippo Luna e Virginia Alba\, due attori palermitani a cui deve molto. Nel 2022 si presenta al Premio Hystrio e arriva in finale. Lo stesso anno è entrata a Officina Pasolini\, a Roma. Durante gli anni di Officina Pasolini ha avuto l’onore di essere diretta da professionisti come Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Massimo Venturiello\, Paolo Coletta\, Francesco Giuffrè e di lavorare con altrettanti professionisti come Maria Letizia Gorga\, Francesco Brandi e Armando Pugliese. Nel 2024 ha preso il diploma e successivamente ha vinto un bando indetto dalla Regione Lazio per Officina Pasolini\, insieme alla sua collega\, con la quale ha scritto un progetto che nasce da una comune necessità\, nell’ottica di riuscire a parlare ai giovani e alle giovani come loro. \n\n\n\n\n\n\n\nREGIA DAVIDE CELONA \n\n\n\nAttore\, danzatore\, cantante e performer. Diplomato alla Scuola Teatro Arsenale di Milano e successivamente alla Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi. \n\n\n\nDurante il suo percorso di formazione ha incontrato registi come Emma Dante\, Societas Raffaello Sanzio\, Ricci/Forte\, Claudio Tolcachir\, Gabriele Vacis\, Mariangela Gualtieri\, Davide Enia\, Roberta Carreri\, John Strasberg. \n\n\n\nDal 2010 entra a far parte della Compagnia SudCostaOccidentale diretta da Emma Dante portando nella scena nazionale ed internazionale spettacoli quali “Anastasia\, Genoveffa e Cenerentola”\, “Gli alti e bassi di Biancaneve”\, “Tre favole per un addio”\, “Fable pour un adieu”\, “Scarpette rotte”\, “Il canto della sirena”\, “Verso Medea”\, “La Trilogia degli occhiali -Il castello della Zisa”\, “Le sorelle Macaluso”\, spettacolo vincitore del premio UBU nel 2014\, “Bestie di scena”\, “Re Chicchinella” attualmente in scena. \n\n\n\nNel 2023 prende parte al progetto “VajontS23” regia di Marco Paolini. 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SUMMARY:Sabato\, domenica e lunedì. La mostra 1959-2025 al Teatro Argentina
DESCRIPTION:In occasione del debutto dello spettacolo Sabato\, domenica e lunedì\, il Teatro di Roma\, in collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo\, presenta Sabato\, domenica e lunedì. La mostra 1959-2025\, una esposizione a cura di Serena Schioppa\, con la consulenza storico-artistica Maria Procino\, dedicata alla storia e alla fortuna della celebre commedia eduardiana\, dal suo debutto nel 1959 fino a oggi. \n\n\n\nAttraverso pannelli\, immagini\, costumi e oggetti di scena\, il percorso espositivo\, che abiterà la Sala Squarzina del Teatro Argentina dal 25 novembre al 4 gennaio\, per tutte le rappresentazioni dello spettacolo diretto da Luca De Fusco\, ne ricostruisce la genesi e la diffusione internazionale\, rendendo omaggio non solo a Eduardo De Filippo\, ma anche all’eredità artistica di Luca De Filippo\, a dieci anni dalla sua scomparsa. \n\n\n\nLa raccolta genera un unico filo conduttore narrativo\, dalle locandine ai costumi\, ai documenti\, dando vita a una esplorazione che non vuole essere solo cronologica\, ma offrire l’universo del drammaturgo che nelle sue opere\, travalicando spazi e tempi\, fa della famiglia lo specchio della condizione umana. \n\n\n\nLa selezione delle locandine più significative crea una piccola galleria che documenta le messe in scena di “Sabato\, domenica e lunedì “\,dal Teatro San Ferdinando di Napoli fino alle rappresentazioni all’estero\, mentre con i costumi prendono vita alcuni dei personaggi che\, insieme agli oggetti originali esposti e ai documenti\, accompagnano i visitatori\, in un viaggio magico\, alla scoperta della storia della famiglia Priore e del ragù cucinato in scena che\, come ricordava Luca\, divenne “Una grande lezione di cucina e di teatro che mio padre preparò coinvolgendoci tutti in varie prove”. Infine\, una carrellata di immagini fotografiche restituisce i vari momenti dell’opera e gli artisti che le hanno dato vita sul palcoscenico. \n\n\n\nA Luca De Filippo\, scomparso dieci anni fa eppure ancora così vivo come uomo e artista\, è\, inoltre\, dedicato uno dei focus dell’allestimento: una selezione di foto e documenti lo raccontano in scena nel 1969 e sul set del film del 1990 diretto da Lina Wertmuller in cui recitava\, insieme a Sophia Loren\, il dramma di una coppia che cerca di ritrovarsi e superare i silenzi\, i malintesi\, le abitudini che li hanno allontanati. “Per me tutto è vita\, – dichiarava Luca – fuori e dentro il palcoscenico. Direi che il teatro porta alla vita e la vita al teatro. Non si possono scindere le due cose. La vita va vissuta con le sue gioie e i suoi drammi”. \n\n\n\nSabato\, domenica e lunedì. La mostra 1959-2025 \n\n\n\na cura di Serena Schioppa \n\n\n\nconsulenza storico-artistica Maria Procino \n\n\n\nsi ringrazia \n\n\n\nArchivio Fotografico CSC – Cineteca Nazionale \n\n\n\nArchivio Contemporaneo Gabinetto Vieusseux \n\n\n\nArchivio fotografico Fabio Donato \n\n\n\nCanzanella Costumi \n\n\n\nCentro studi e documentazione del Teatro di Roma \n\n\n\nMuseo Biblioteca dell’Attore di Genova – Fondo Gastone Bosio \n\n\n\nEredi Eduardo e Luca De Filippo \n\n\n\nDavide Canzanella \n\n\n\nFabio Desideri \n\n\n\nFabio Donato \n\n\n\nAntonella Felicioni \n\n\n\nBenedetta Gallerini \n\n\n\nGian Domenico Ricaldone \n\n\n\nproduzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale \n\n\n\nin collaborazione con Fondazione Eduardo De Filippo \n\n\n\ningresso libero
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LOCATION:Teatro Argentina\, Largo di Torre Argentina\, 52\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:"Sabato\, domenica e lunedì" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:Il capolavoro eduardiano\, Sabato\, domenica e lunedì\, torna dopo oltre vent’anni lontano dalle scene\, in prima nazionale dal 25 novembre al 4 gennaio al Teatro Argentina\, nel nuovo allestimento firmato da Luca De Fusco che\, con abile rigore registico\, si insinua nelle pieghe della drammaturgia originale per offrire un affresco vivido sulle dinamiche\, i segreti e le tensioni intime di una famiglia. \n\n\n\nUn ritorno all’intramontabile commedia di Eduardo De Filippo\, scritta nel 1959\, che intercetta il nostro tempo\, in equilibrio perfetto tra acuta ironia e crescente conflittualità\, esplorando i meccanismi delle relazioni parentali che si agitano attorno a un pranzo domenicale. A dare vita a questo interno domestico è la compagnia di interpreti guidati da Teresa Saponangelo (nel ruolo di Rosa) e Claudio Di Palma (interprete di Peppino)\, con cui Luca De Fusco scandaglia le contraddizioni familiari attraverso una regia nitida e fedele all’originale\, svelando la profonda umanità e tenerezza dei personaggi che troveranno poi nella riconciliazione un simbolo di compattezza di fronte alle difficoltà. \n\n\n\nLo spettacolo – una produzione del Teatro di Roma in alleanza coproduttiva con lo Stabile di Torino\, lo Stabile di Bolzano\, il Biondo di Palermo e il LAC di Lugano – celebra la grandezza di un autore e di un’opera che\, custodendo al suo interno la storia culturale e sociale del nostro Paese\, ha ancora molto da insegnarci. \n\n\n\nIl testo\, «il più borghese e quasi cechoviano di Eduardo»\, come sottolinea Luca De Fusco – regista e direttore artistico del Teatro di Roma – delinea il racconto di un momento di equilibrio sociale oggi perduto\, tra le mura di una grande casa della numerosa famiglia Piscopo\, che abbraccia tre generazioni: il nonno Antonio Piscopo\, i due coniugi Peppino Priore e Rosa\, i figli\, e la classica zia “zitella”\, Amelia Priore. Una famiglia compatta e affezionata ai propri rituali\, come quello del pranzo della domenica. È proprio nella lenta ebollizione del succulento ragù che si insinuano le tensioni che minacciano sentimenti ed equilibri\, tra Rosa e suo marito Peppino: lei in competizione culinaria con la nuora\, lui in preda ad una inesistente gelosia tolstoiana. Tutti gli altri componenti si adoperano per risanare i conflitti e a proteggere il nonno dalle amarezze di una domenica sbagliata: zia Memé si trasforma da anticonformista in angelo del focolare\, mentre i figli sdrammatizzano la plateale litigata dei genitori.  \n\n\n\nL’opera\, che fa parte della Cantata dei giorni dispari\, raccolta in cui compare una visione eduardiana amara dell’esistenza\, sembra discostarsene lasciando un pensiero ottimista riguardo la sopravvivenza della famiglia. È una commedia senza tempo\, in cui si sorride\, ci si commuove e si riflette\, anche e soprattutto\, sul ruolo della donna. Centrale\, infatti\, è la figura di Rosa Priore che\, nell’interpretazione di Teresa Saponangelo\, volto amato del cinema e della tv\, incarna l’archetipo femminile che assorbe le tensioni e mantiene la coesione familiare. Come dichiara lo stesso De Fusco: «La famiglia De Piscopo è una vera famiglia\, compatta e affezionata ai propri rituali. Ci commuove perché sa curare le proprie ferite e tiene alla salute del gruppo come ad un valore. Le donne\, com’è giusto che sia\, non preparano più la camicia e i calzini ai mariti e non dedicano più ore ed ore alla preparazione del mitico ragù. Quella famiglia si reggeva però su un equilibrio\, che non abbiamo ancora ritrovato. Rileggendo questo capolavoro ci viene da rimpiangere più l’equilibrio perduto che l’anticipazione dei futuri conflitti. Ed emerge forse il rimpianto di Eduardo per una famiglia “normale”\, da lui mai avuta.» \n\n\n\nDal punto di vista della scrittura scenica De Fusco maneggia la materia eduardiana come un regista – interprete\, senza spostare alcuna nota della partitura\, piuttosto che un regista-demiurgo che tende a diventare il vero autore dello spettacolo: «Nel 2018 misi in scena Sabato\, domenica e lunedì nel celebre Teatro Vachtangov di Mosca. In quel caso decisi di usare una mano registica molto lieve\, partendo dal presupposto che il pubblico russo non conoscesse la commedia\, mai messa in scena\, fino ad allora\, nella loro lingua – commenta il regista – Più vado avanti nel lavoro e più mi convinco che questo atteggiamento sia giusto anche in Italia. Sia perché sono oltre vent’anni che questo testo non viene rappresentato nel nostro paese\, sia perché penso che Eduardo sia come Goldoni: si può interpretare\, ma non stravolgere. Siamo ormai abituati a far coincidere la parola “inquietante” con una definizione elogiativa di uno spettacolo. Ma non è così. Non è detto che far sorridere significhi far uscire dal sentiero dell’arte teatrale: Goldoni\, Mozart\, Cimarosa lo sapevano bene. E anche noi dobbiamo talvolta ricordarlo.» \n\n\n\nSabato\, domenica e lunedì è una commedia corale che\, mantenendosi in tensione tra leggerezza e profondità\, restituisce con forza quanto il teatro di Eduardo sia ancora vivo\, sorprendentemente vitale e necessario. Questo allestimento acquista un valore simbolico e affettivo\, poiché il suo debutto coincide con la ricorrenza che tocca la famiglia De Filippo e segna il nostro intero Paese: il prossimo 27 novembre ricorre infatti il decennale della scomparsa di Luca De Filippo\, un’occasione per rinnovare l’omaggio a un’eredità artistica intramontabile.
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SUMMARY:"Casa Dolce Casa" all'Auditorium Spin Time di Roma
DESCRIPTION:Dopo il successo al Fringe di Edimburgo\, lo spettacolo scritto\, diretto e interpretato da Miriam cappa arriva con la sua prima data italiana. Un monologo tragicomico che racconta la crisi abitativa e la ricerca di un posto che possa davvero diventare “casa”. \n\n\n\nIn bilico tra sogno e realtà\, lo spettacolo affronta con umorismo e malinconia le contraddizioni del “trovare casa” in un mondo in cui anche solo avere un tetto sopra la testa è diventato un lusso. Al centro della scena\, una donna dà voce al desiderio semplice di avere un luogo dachiamare “casa” – con un letto morbido\, un salotto accogliente e la dignità che ogni essere umano merita. Invece\, si scontra con affitti assurdi\, micro‐abitazioni e un sistema che misura il valore delle persone in base ai contratti a tempo indeterminato. \n\n\n\nL’ingresso è a offerta libera.  \n\n\n\nPer info e prenotazioni scrivere a casadolcecasaprenotazioni@gmail.com
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SUMMARY:" L’estasi della lotta" al Giuditta Pasta di Saronno
DESCRIPTION:In occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne\, il palcoscenico del Teatro Giuditta Pasta di Saronno accoglie uno degli spettacoli più attesi e potenti della nuova scena contemporanea: L’estasi della lotta\, progetto di e con Carlotta Viscovo\, con drammaturgia di Angela Dematté. \n\n\n\nUn appuntamento che non è solo teatro\, ma un invito profondo a condividere un’esperienza di consapevolezza e bellezza\, un viaggio nella forza creativa delle donne e nel loro diritto di esistere\, creare\, resistere. \n\n\n\nUn racconto necessario: Camille e Carlotta\, due vite che lottano \n\n\n\nL’estasi della lotta nasce dall’urgenza di Carlotta Viscovo di raccontare Camille Claudel non come vittima\, ma come artista radicale\, luminosa\, ingiusta­mente soffocata. Nel suo corpo\, nelle sue parole\, nella materia viva della scena\, Carlotta intreccia la biografia della scultrice con la propria\, segnata dall’impegno sindacale e dal peso politico e personale della parola “lotta”. \n\n\n\nNe emerge un personaggio terzo\, vibrante e indomabile: un’anima che attraversa epoche\, che interroga la relazione fra corpo e protesta\, ambizione e autosabotaggio\, arte e mercato\, intimità e responsabilità pubblica. \n\n\n\nUno spettacolo che plasma il corpo come scultura \n\n\n\nLa scena è un organismo vivo\, un luogo poetico dove il corpo dell’attrice diventa materia da scolpire.Lo sguardo coreografico di Alessandra Cristiani\, il disegno luci di Luigi Biondi\, le musiche di Marco Mantovani\, la presenza scenografica di Ettore Greco\, il progetto video di Ivonne Capece: ogni elemento compone un paesaggio sensoriale che respira e pulsa insieme al pubblico. \n\n\n\nÈ un teatro che si fa corpo\, un corpo che si fa lotta\, una lotta che si fa estasi. \n\n\n\nPerché venire il 25 novembre \n\n\n\nPerché questo spettacolo non chiede solo di essere guardato: chiede di essere attraversato. \n\n\n\nIn una giornata dedicata alla memoria\, alla denuncia e al cambiamento\, L’estasi della lotta invita gli spettatori a un gesto collettivo: abitare insieme un atto d’arte che restituisce dignità alle voci che la storia ha soffocato.Una celebrazione della forza femminile\, dell’atto creativo come resistenza\, della possibilità di rinascere nella fragilità e nella rabbia\, nella bellezza e nel dissenso. \n\n\n\nÈ un’esperienza che commuove\, scuote e lascia un segno. \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nprogetto di e con: Carlotta Viscovodrammaturgia: Angela Demattésupervisione dei movimenti: Alessandra Cristianidramaturg: Alice Sinigagliadisegno luci: Luigi Biondimusiche e progetto sonoro: Marco Mantovanisupervisione ai costumi: Margherita Baldoniinstallazione scenografica/scultorea: Ettore Grecoassistente allo scultore: Anna Velludovideo artist: Ivonne Capecearchivio video biografico: Lorenzo Ponte\, Margherita OrsiniProduzione: LAC Lugano Arte e Cultura\, TrentoSpettacoli\, Elsinor Centro di Produzione TeatraleCon il sostegno di Qui e Ora Residenza Teatrale\, Campsirago Residenza\, Festival Il Giardino delle EsperidiPartner di produzione: Gruppo Ospedaliero Moncucco – Clinica 
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SUMMARY:"Esagerate!" allo Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Allo Spazio Rossellini di Roma\, polo culturale multidisciplinare della Regione Lazio gestito da ATCL\, martedì 25 novembre\, Esagerate! Torna a Roma\, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne\, Esagerate! scritto\, diretto ed interpretato da Cinzia Spanò che da molti anni si distingue per il suo impegno nel contrasto alla violenza di genere\, sia sulla scena\, sia nel sociale in primo luogo con la co-fondazione di Amleta\, associazione per il contrasto alle disparità e alla violenza nel mondo dello spettacolo e della quale è presidente. La giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata istituita dall’Onu nel 1999\, in ricordo delle tre sorelle Mirabal\, deportate\, violentate e uccise il 25 novembre 1960 nella Repubblica Dominicana. \n\n\n\nEsagerate! fa parte di una trilogia di testi dell’autrice che include Tutto quello che volevo\, storia di una sentenza (2019)\, dedicato alla Giudice Paola Di Nicola Travaglini e il nuovo Dentro la tela che debutterà in prima assoluta nel maggio 2026. \n\n\n\nEsagerate! È uno spettacolo\, una Stand Up Comedy (ma anche un po’ Tragedy)\, un corso per tutte e tutti finalizzato a raggiungere importanti traguardi in termini di parità di genere e il superamento degli stereotipi. \n\n\n\nChi meglio di Cinzia Spanò\, che da anni opta per il buon umore come scelta consapevole e l’attivismo femminista come missione di vita\, può smascherare tanti (tutti?) i pregiudizi figli di una cultura maschilista e patriarcale lunga 3000 anni. Alzi la mano chi\, almeno una volta nella vita\, non si è sentita dire: “esagerata!”.  \n\n\n\nLo spettacolo\, prodotto da Effimera Produzioni\, si avvale per le scene delle illustrazioni di Ginevra Rapisardi che crea per ogni capitolo dello spettacolo un’immagine di accompagnamento al testo di Cinzia Spanò. Il costume di scena è disegnato dalla stilista Adriana Morandi per Molce Atelier – la sartoria che cura\, Associazione che sostiene donne vittime di violenza sotto il duplice aspetto della formazione professionale e del sostegno psicologico. \n\n\n\nL’Italia si trova agli ultimi posti in Europa nella classifica delle pari opportunità redatta ogni anno dal World Economic Forum\, se andiamo avanti di questo passo la parità verrà raggiunta fra circa 130 anni. Ma questa previsione non è fissa\, a volte si avvicina\, a volte – come è stato per esempio a causa dell’impatto del Covid- si allontana (come sappiamo durante il periodo di Covid il 98% di chi ha perso il lavoro è risultato essere una donna).  \n\n\n\nL’andamento di questa proiezione dipende da molti fattori\, non tutti prevedibili. Uno però è certo\, ce lo ha insegnato la storia; per ottenere diritti bisogna lottare\, chiedere\, protestare\, manifestare.  \n\n\n\nPer farlo però bisogna conoscere\, vedere le trappole degli stereotipi e dei pregiudizi\, anche quelli che abbiamo introiettato\, e costruire alleanze. E soprattutto liberarsi della gabbia delle parole:  \n\n\n\n“Le vie dedicate alle donne sono solo il 4%. Ne vogliamo di più.” Esagerate! \n\n\n\n“I tassi di occupazioni femminili nel nostro Paese sono i più bassi \n\n\n\nd’Europa. Vogliamo investimenti e riforme strutturali” Esagerate! \n\n\n\n“Le donne muoiono di alcune note patologie molto più degli uomini. Ma questo non si sa… perché gli studi medici sono fatti solo su uomini. Vogliamo più dati raccolti in una prospettiva di genere.” Esagerate! \n\n\n\n“Il costo della virilità secondo le economiste ammonta a 98 millardi di euro all’anno\, pari al 5% del PIL italiano. Vogliamo si tenga conto di questo dato.” Esagerate! \n\n\n\nOgni lecita richiesta o analisi del reale da parte delle donne si scontra contro questa parola\, e le parole lo sappiamo\, possono trasformarsi in gabbie. Occorre quindi prima di tutto liberarsi da questo bisogno di piacere e compiacere con cui noi donne siamo state cresciute. Se ad ogni lecita richiesta ci danno delle esagerate\, allora esageriamo! \n\n\n\nUn corso di esageranza quindi\, una stand up che intrecciando numeri\, dati\, storia\, sacro e profano intende divertire\, indignare e soprattutto mettere i puntini sulla i. Anzi sulla ǝ! \n\n\n\nCinzia Spanò vive a Milano\, è attrice\, drammaturga e attivista. \n\n\n\nNel 2020 il Corriere della Sera l’ha inserita fra le 100 donne dell’anno da ricordare. \n\n\n\nÈ socia fondatrice e presidente di Amleta\, associazione per il contrasto alle disparità e alla violenza nel mondo dello spettacolo\, Premio Amnesty International Arte e diritti umani 2021.  \n\n\n\nCome attrice ha vinto il Premio Hystrio alla vocazione\, il Premio Imola\, il Premio Anteprima ed è stata nominata agli Ubu per il teatro.  \n\n\n\nI suoi testi sono prodotti dal teatro dell’Elfo di Milano: La Moglie\, vincitore del Premio Donne e Teatro 2017\, Tutto quello che volevo\, vincitore del Premio Milano Donna 2019. Palma Bucarelli e l’altra Resistenza dedicato al salvataggio delle opere d’arte durante la Seconda guerra mondiale. Nel 2022 e 2023 porta in scena con il patrocinio di Amnesty International il romanzo Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi\, primo episodio di serie sulla libertà intitolato primo Letteratura e Libertà – I Reading Concerts. Leggere Lolita a Teheran. \n\n\n\nGinevra Rapisardi è illustratrice e vive a Milano. Ha lavorato come architetta fino al 2020.  Da sempre appassionata di arte dal gennaio 2021 decide di perseguire il suo sogno e si diploma al Mimaster di Milano. Attualmente lavora come illustratrice editoriale e designer di copertine di libri. \n\n\n\nÈ incuriosita da un approccio multidisciplinare sperimentando stili e tecniche diverse. \n\n\n\nper info: 3452978091 – info@spaziorossellini.it \n\n\n\nwww.spaziorossellini.it \n\n\n\nintero online: €14\,50 + d.p. \n\n\n\nintero botteghino: €15\,00 \n\n\n\nridotto botteghino (under 18 e over 65): €12\,00 \n\n\n\nParcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. L’ingresso del parcheggio è in via della Vasca Navale 70.
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SUMMARY:Ultimo episodio di "NELLE PUNTATE PRECEDENTI" – A te\, fra venticinque anni al Teatro Basilica
DESCRIPTION:TeatroBasilica ospita il Quinto e ultimo episodio di NELLE PUNTATE PRECEDENTI – A te\, fra venticinque anni\, la saga familiare ideata dal Gruppo della Creta e Pier Lorenzo Pisano. \n\n\n\nEp. 5 – A te\, fra venticinque annidi Rebecca RighettiCon: Shadi Romeo\, Elena VanniRegia: Pier Lorenzo Pisano e Alessandro Di Murro \n\n\n\nUn epilogo intenso e atteso\, che chiude un percorso settimanale costruito con cura e passione\, dove il pubblico diventa custode dei volti\, delle voci e delle ferite di una storia familiare che attraversa generazioni. Un capitolo che guarda al futuro\, a chi resta\, a chi eredita\, e che invita a immaginare cosa sarà “fra venticinque anni”. \n\n\n\nIl lavoro drammaturgico di Rebecca Righetti\, protagoniste  Shadi Romeo\, Elena Vanni\, le musiche di Amedeo Monda\, le luci di Matteo Ziglio\, le scenografie di Paola Castrignanò e i costumi di Raffaella Toni rendono questo ultimo episodio un’esperienza teatrale intensa\, corale e condivisa.
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SUMMARY:"La Milonga del Fùtbol" al Cineteatro Italia di Eboli
DESCRIPTION:A 5 anni esatti dalla sua scomparsa\, Diego Armando Maradona\, “el pibe de oro”\, il più grande calciatore di tutti i tempi\, icona pop mondiale e idolo di quel popolo argentino che usciva dai problemi della recessione e della dittatura del Generale Videla\, torna idealmente nella regione d’Italia che lo accolse trionfalmente negli anni’80\, quando fu acquistato dal Napoli di Ferlaino.  \n\n\n\nIl 25 novembre al Cineteatro Italia di Eboli\, in provincia di Salerno\, andrà in scena La Milonga del Fùtbol\, uno spettacolo ideato e diretto da Pierluigi Iorio\, tratto dall’omonimo libro del giornalista sportivo Federico Buffa\, e prodotto da IMARTS – International Music and Arts. \n\n\n\nIn scena lo stesso Buffa\, definito da Aldo Grasso un “narratore straordinario\, capace di fare vera cultura\, cioè di stabilire collegamenti\, creare connessioni\, aprire digressioni”. Ad accompagnarlo\, la musiche originali di Alessandro Nidi eseguite dal vivo e la voce intensa di Mascia Foschi. \n\n\n\nNarratore raffinato e affabulatore d’eccezione\, Federico Buffa ci accompagna in un viaggio che attraversa cento anni di storia argentina\, un secolo di passioni\, sogni e rivoluzioni. Dal funambolo del goal Renato Cesarini al genio irriverente di Omar Sivori che incantava l’Argentina degli anni ‘50\, fino all’inarrivabile Diego Armando Maradona\, un racconto epico e struggente\, dove sport\, musica\, Storia e memoria si intrecciano in un Tango che vibra di emozioni. \n\n\n\nTra atmosfere tanghere a suggestioni contemporanee\, un omaggio al Paese sudamericano e al suo popolo\, alla sua cultura fatta di ballo\, fede e sogno; ma anche un tributo all’arte del racconto che Federico Buffa continua a elevare con eleganza e maestria. Come afferma il regista Pierluigi Iorio\, Buffa “nel toccare le corde dell’anima e del cuore\, ci racconta la vita che diventa letteratura”. \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nProduzione: International Music and Arts (IMARTS)Organizzazione: Barezzi Festival/Giovanni SparanoRegia: Pierluigi IorioCon: Federico Buffa\, Alessandro Nidi (pianoforte)\, Mascia Foschi (voce)Light design: Francesco AdinolfiMusiche originali: Alessandro Nidi \n\n\n\nPrevendite \n\n\n\nhttps://ticket.cinebot.it/italia2/evento/2819_la-milonga-del-f-tbo
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SUMMARY:"Matteotti - Anatomia di un fascismo" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Che cos’è il fascismo? È un camuffamento\, si nutre di paura\, risponde alla paura con la violenza. \n\n\n\nÈ la voce e l’intensa interpretazione di Ottavia Piccolo a ripercorrere la vicenda esistenziale e politica di Giacomo Matteotti e con lei l’ascesa di un fenomeno che non cessa di essere attuale. Scritto da Stefano Massini\, Matteotti – Anatomia di un fascismo è uno spettacolo che guarda al passato per meglio comprendere il presente\, non solo attraverso le lenti della storia\, ma con un appassionato ritratto di un uomo dal sangue caldo che qualcuno aveva soprannominato Tempesta. \n\n\n\nQuello di Ottavia Piccolo non è un monologo\, ma un dialogo costante con I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo\, che intorno all’attrice si muovono\, l’accompagnano\, l’abbracciano. E ancora i video realizzati da Raffaella Rivi\, che danno luce e consistenza alle frasi più significative. Un abile intreccio di musica (firmata da Enrico Fink) e parole\, costruito e guidato dalla regia di Sandra Mangini. \n\n\n\nLo spettacolo debutta per la prima volta a Roma al Teatro Vittoria da martedì 25 a domenica 30 novembre (ogni sera alle ore 21 tranne mercoledì 26 novembre alle ore 17 e domenica 30 novembre alle ore 17\,30\, qui il link per acquistare i biglietti https://www.vivaticket.com/it/ticket/matteotti-anatomia-di-un-fascismo/271579). Un lungo tour che attraversa le principali città italiane tra cui Parma\, Ivrea\, Udine\, Firenze e prosegue fino ad aprile. \n\n\n\nRipercorre l’ascesa e l’affermazione di quel fenomeno eversivo che Matteotti seppe comprendere\, fin dall’inizio\, in tutta la sua estrema gravità\, a differenza di molti che non videro o non vollero vedere. Il pericolo più grande\, la malattia che fa morire un uomo è quella che non senti crescere. \n\n\n\nMatteotti li riconobbe: quelli che al caffè dietro il Duomo\, a Ferrara\, ordinavano il “celibano” perché non lo sapevano che “cherry-brandy” è inglese; quelli che dicevano di riportare ordine nel disordine\, perché il fascismo ha assoluto bisogno di sentirsi in pericolo\, di attaccare per non essere attaccato; quelli che\, d’un tratto\, sfilarono in migliaia dietro al Contessino Italo Balbo e si presero l’Italia intera. \n\n\n\nGiacomo Matteotti – l’oppositore\, il pacifista\, lo studioso\, l’amministratore\, il riformista\, il visionario – prese la parola\, pubblicamente e instancabilmente\, nei suoi molti scritti e nei suoi moltissimi discorsi: una parola chiara\, veritiera\, fondata sui fatti\, indiscutibile. Una parola che smaschera. Per questo fu ucciso all’età di 39 anni. \n\n\n\nLa persistenza di questo stesso fenomeno\, nel tempo e nello spazio\, in forme vecchie e nuove\, ci porta a considerare quanto sia indispensabile\, oggi più che mai\, occuparsi della cosa pubblica\, del bene pubblico\, guidati da un pensiero costruttivo\, legalitario\, partecipativo\, paritario\, realistico\, competente\, attraverso atti e parole chiare\, come quelle di Giacomo Matteotti e di sua moglie Velia: sono le parole della regista Sandra Mangini. \n\n\n\nLo spettacolo è prodotto da Argot Produzioni e Officine della Cultura in coproduzione con Fondazione Sipario Toscana Onlus – La città del Teatro\, Teatro delle Briciole – Solares Fondazione delle Arti e Teatro Stabile dell’Umbria con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Toscana. \n\n\n\nNasce da un testo di Stefano Massini\, per la regia di Sandra Mangini\, con i video di Raffaella Rivi e le musiche di Enrico Fink. I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo sul palco sono: Massimiliano Dragoni (hammer dulcimer\, percussioni)\, Luca Roccia Baldini(basso)\, Massimo Ferri (chitarra)\, Gianni Micheli (clarinetto e basso)\, Mariel Tahiraj(violino)\, Enrico Fink flauto (ewi). La scena è di Federico Pian\, le luci di Paolo Pollo Rodighiero\, i costumi sono a cura di Lauretta Salvagnin. Il vestito di Ottavia Piccolo è realizzato da La sartoria – Castelmonte onlus\, il tecnico delle luci è Emilio Bucci. Il coordinamento tecnico è di Paolo Bracciali\, l’organizzazione di Stefania Sandroni e in amministrazione c’è Rossana Zurli. Il fonico è Vanni Bartolini e il macchinista Lucia Baricci.  \n\n\n\nLa durata dello spettacolo è di 70 minuti. \n\n\n\nMATTEOTTI – ANATOMIA DI UN FASCISMO – ORARI \n\n\n\nMartedì 25 novembre: ore 21 \n\n\n\nMercoledì 26 novembre: ore 17 \n\n\n\nGiovedì 27 novembre: ore 21 \n\n\n\nVenerdì 28 novembre: ore 21 \n\n\n\nSabato 29 novembre: ore 21 \n\n\n\nDomenica 30 novembre: ore 17\,30
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LOCATION:Teatro Vittoria\, Piazza Santa Maria Liberatrice\, 10\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:“The Rocky Horror Show” al Teatro Brancaccio
DESCRIPTION:L’iconico film con Tim Curry e Susan Sarandon ha appena festeggiato 50 anni ed ora il musical che lo ha ispirato è pronto a conquistare nuovamente il pubblico italiano: “The Rocky Horror Show”\, il leggendario e trasgressivo musical di Richard O’Brien\, torna nel 2025 in tour con il suo mix esplosivo di musica rock e travolgente energia che ha reso lo spettacolo un fenomeno globale da oltre cinque decenni.  \n\n\n\nDiretto da Christopher Luscombe\, The Rocky Horror Show è pronto a entusiasmare il suo pubblico e a trasformarsi nuovamente in un grande non-stop party con quei successi senza tempo da cui ognuno\, almeno una volta\, si è lasciato trascinare come “Sweet Transvestite”\, “Damn it Janet” e ovviamente il mitico “Time Warp”. \n\n\n\nIn questo attesissimo tour italiano\, il ruolo del mitico Dr. Frank-N-Furter sarà interpretato da Stephen Webb\, artista che ha conquistato pubblico e critica con la sua performance magnetica e carismatica nelle precedenti produzioni internazionali dello spettacolo. Webb\, acclamato per la sua straordinaria presenza scenica e per la capacità di rendere omaggio al personaggio iconico con una nuova\, irresistibile energia\, sarà protagonista delle tappe di Bologna\, Roma e di alcune date di Trieste. \n\n\n\nNelle tappe di Milano e nelle restanti date di Trieste\, il ruolo passerà alla superstar internazionale Jason Donovan\, storico interprete del Dr. Frank-N-Furter e vera garanzia di un’esperienza indimenticabile. Vera leggenda della pop music e del musical\, Donovan torna a indossare le iconiche calze a rete dopo una stagione da tutto esaurito al Theatre Royal di Sydney e nel West End di Londra\, dove la critica lo ha definito “astounding” (Sydney Scoop). Con il suo carisma travolgente e la sua lunga storia d’amore con il pubblico\, Jason Donovan promette di trasformare le serate milanesi in un evento imperdibile\, tra ironia\, sensualità e puro rock’n’roll teatrale. \n\n\n\nThe Rocky Horror Show racconta la storia di Brad e Janet che durante una tempesta si rifugiano in un sinistro castello. Qui incontrano il Dr. Frank-N-Furter\, uno scienziato impegnato in un audace esperimento: dare vita alla sua versione di uomo ideale. I due fidanzatini si ritrovano a confrontarsi con la loro sessualità e le loro paure immersi in un’atmosfera di liberazione e trasgressione. Sarà un’avventura che non dimenticheranno mai e che li segnerà per sempre.  \n\n\n\nThe Rocky Horror Show debuttò nel 1973 davanti a un pubblico di sole 63 persone al Theatre Upstairs del Royal Court. Fu un successo immediato e venne trasferito al Chelsea Classic Cinema\, per poi essere rappresentato al Kings Road Theatre dal 1973 al 1979 e al Comedy Theatre nel West End dal 1979 al 1980. Da allora\, The Rocky Horror Show è diventato il musical contemporaneo ininterrottamente in scena più a lungo nel mondo. Lo spettacolo è stato visto da oltre 30 milioni di persone in più di 30 paesi ed è stato tradotto in 20 lingue\, continuando a entusiasmare il pubblico in tour sempre sold out.  \n\n\n\nNel 1975 venne trasformato in un film intitolato The Rocky Horror Picture Show. La trasposizione cinematografica incassò oltre 135 milioni di dollari al botteghino ed è ancora proiettata nei cinema di tutto il mondo più di 40 anni dopo la sua prima\, diventando così l’uscita cinematografica più lunga nella storia del cinema. Molte star\, tra cui Russell Crowe\, Tim Curry\, Susan Sarandon\, Jerry Springer\, Jason Donovan e Meatloaf\, hanno partecipato a The Rocky Horror Show nel corso dei suoi oltre 50 anni di vita. \n\n\n\nSe il film ha trasformato il musical scritto da Richard O’Brien in un mito\, la versione teatrale si rinnova di continuo coinvolgendo gli spettatori che si lasciano trascinare nell’audience partecipation\, ovvero quel fenomeno caratteristico del Rocky Horror Show che vede il pubblico partecipare attivamente con travestimenti a tema\, con battute recitate in risposta a quelle degli attori e soprattutto ballando la scatenata coreografia del “Time Warp”. \n\n\n\nThe Rocky Horror Show è musical leggendario con una colonna sonora che è entrata a far parte della storia della musica. Un successo che scende idealmente giù dal palco per raggiungere il pubblico in un’incredibile festa collettiva che si ripete ogni sera! \n\n\n\nDON’T DREAM IT\, BE IT! \n\n\n\nhttps://rockyhorror.co.uk/
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SUMMARY:Perché il Sindaco di Ventimiglia ha paura della vagina?
DESCRIPTION:A ridosso della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne va fatto conoscere un chiaro esempio di oscurantismo culturale che ostacola la realizzazione di una cultura di parità tra i sessi e le persone. \n\n\n\nVirginia Risso – attrice\, autrice e regista\, tra le voci più brillanti del teatro contemporaneo italiano – è tra le fondatrici di Teatro al Femminile (www.facebook.com/TeatroalFemminile)\, realtà nota nel panorama nazionale che produce spettacoli e iniziative volti a promuovere una cultura equa ed egualitaria\, con la speranza che un giorno sia specchio della nostra società.  \n\n\n\nFiore all’occhiello di questa attività è lo spettacolo I dialoghi della Vagina\, un testo contemporaneo che gioca solo nominalmente con l’opera Monologhi della vagina di Eve Ensler. Lo spettacolo è in tournée da quattro anni e riempie i teatri dal Nord al Sud della penisola\, divertendo e facendo riflettere. \n\n\n\n“A inizio settembre ho fatto richiesta di affitto del Teatro Comunale di Ventimiglia per una replica dello spettacolo a dicembre – spiega Virginia Risso –. I referenti del teatro\, funzionari dell’Amministrazione civica\, mi propongono di anticipare al 29 novembre\, data in cui il teatro risultava disponibile\, così da poter far rientrare lo spettacolo tra le iniziative legate alla giornata del 25 novembre. Accolgo l’idea e seguo la procedura per richiedere il patrocinio del Comune\, specificando che anche in caso di mancata concessione avremmo comunque portato in scena I dialoghi della Vagina il 29 novembre affittando il teatro”.  \n\n\n\nSettimane di silenzio\, intervallate da risposte vaghe ai molti solleciti\, segno di un evidente temporeggiamento. Finalmente arriva una email da un funzionario del Comune che comunica non solo la negazione di patrocinio\, ma il divieto esplicito ad affittare il teatro “su indicazione del Sindaco on. Flavio DI MURO”. Scritto così\, per togliere ogni dubbio sulla paternità della decisione. \n\n\n\n“Sono settimane che richiedo un colloquio con il sindaco per capirne le motivazioni – dice Virginia Risso – ma non ricevo alcun riscontro. Mi fa molta rabbia imbattermi in un ostruzionismo che può solo nascere da ridicoli pregiudizi. La parità di genere deve essere patrimonio di tutte e tutti\, apartitica\, e un traguardo di civiltà”.  \n\n\n\nUn traguardo da cui purtroppo alcuni amministratori paiono ancora molto lontani\, dimostrando di avere pregiudizi o un infantile timore delle parole legate alla sessualità. E pensare che proprio ieri il Presidente Sergio Mattarella ha affermato: “Parità significa\, prima di tutto\, educazione al linguaggio del rispetto”.
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SUMMARY:"INVENZIONI" al Teatro del Lido di Ostia
DESCRIPTION:È in scena al Teatro del Lido\, mercoledì 26 novembre alle ore 19\, INVENZIONI\, la produzione MARCHE TEATRO / TSA – Teatro Stabile d’Abruzzo tratta da L’invenzione occasionale di Elena Ferrante\, pubblicato da Edizioni E/O. Uno spettacolo che immerge il pubblico nell’universo intimo e rivelatore dell’autrice\, nato dagli articoli che Ferrante ha scritto per “The Guardian” nel 2018. \n\n\n\nCon l’adattamento e la regia di Andrea Giannoni e l’interpretazione di Viola Graziosi\, Invenzioni si compone di dodici quadri – come i mesi dell’anno – che attraversano i temi cari alla scrittrice: il primo amore\, il cambiamento climatico\, l’attrazione\, l’autonomia dell’arte\, i traslochi\, l’emancipazione femminile. Una costellazione di riflessioni personali\, confessioni e intuizioni che\, nella loro dimensione narrativa\, rivelano una Ferrante più diretta e luminosa. \n\n\n\nViola Graziosi guida gli spettatori in un viaggio profondo e sensoriale\, trasformando la parola scritta in esperienza scenica attraverso voce\, canto e movimento. Le scene e i costumi di Stefania Cempini creano uno spazio essenziale e avvolgente\, luogo ideale per accogliere le invenzioni\, le fantasie e gli aforismi dell’autrice. \n\n\n\nInvenzioni è un’occasione preziosa per avvicinarsi a una delle voci più significative della letteratura contemporanea e per vivere un’esperienza teatrale intensa\, intima e di grande forza espressiva. \n\n\n\nIl Teatro del Lido è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nLa programmazione dei Teatri in Comune 2025-2026 è finanziata dall’Unione Europea\, Next Generation EU nell’ambito del PNRR\, e rientra tra gli Interventi “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma\, dal centro alla periferia\, al fine di favorire la fruizione turistica nel periodo giubilare” (PNRR – M1C3-Inv.4.3 Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici). \n\n\n\nmercoledì 26 novembre ore 19  \n\n\n\nMARCHE TEATRO / TSA\, Teatro Stabile d’Abruzzo presentano \n\n\n\nINVENZIONI \n\n\n\ntratto da “L’invenzione occasionale” di Elena Ferrante \n\n\n\npubblicato da Edizioni E/O © 2019 by Edizioni E/O \n\n\n\nadattamento e regia Andrea Giannoni \n\n\n\ncon Viola Graziosi \n\n\n\nscene e costumi Stefania Cempini \n\n\n\nproduzione MARCHE TEATRO / TSA\, Teatro Stabile d’Abruzzo \n\n\n\ningresso 5 euro \n\n\n\nacquista online: https://www.liveticket.it/evento.aspx?Id=617171
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SUMMARY:"Lessemi"\, progetto di promozione e diffusione della lettura al Teatro Tor Bella Monaca
DESCRIPTION:Si conclude il 26 novembre al Teatro Tor Bella Monaca\, con una serata d’apertura\, Lessemi\, progetto di promozione e diffusione della lettura rivolto al quartiere. Dal 6 ottobre\, tre percorsi tra letteratura e teatro legati a narratrici “appartate”\, ideati da Michela Cescon e curati da PAV in stretto sodalizio con Teatro di Dioniso\, hanno riacceso un faro sulle scrittrici “fuori campo”\, come le chiama Daniela Brogi nel suo libro Lo spazio delle donne. \n\n\n\nIn una dimensione di ascolto e di scambio\, 30 persone\, divise in tre gruppi\, hanno attraversato i tre laboratori dedicati ad alcune delle penne del ‘900\, non relegandole più a una condizione di isolamento\, ma rimettendo in prospettiva un passato pieno di talenti azzerati e opere occultate. \n\n\n\nDopo una prima sessione di formazione dei gruppi\, condotta da Barbara Altissimo\, in cui le partecipanti e i partecipanti di ciascun laboratorio hanno riscoperto nelle parole prima di tutto uno strumento del corpo\, in una seconda fase\, sono stati poi guidati da tutor\, di provenienza teatrale e editoriale\, in un cantiere di lavoro che ha attraversato le scritture\, in un ciclo di 5 giornate per ciascun percorso\, che culminano il 26 novembre in un’apertura pubblica. Il primo laboratorio\, Costruire sé stessi leggendo\, orientato alla fascia tra i 30 e i 64 anni\, è stato guidato da Lorenzo Flabbi\, Marco Federici Solari e la “famiglia” de L’orma editore; il secondo\, La casa delle scrittrici\, ha visto la conduzione di Eleonora Mazzoni e Simonetta Solder\, che hanno lavorato con un gruppo di sole donne; l’ultimo percorso\, Corpi celesti\, rivolto agli over 65\, è stato infine condotto da Silvia Gallerano e Cristian Ceresoli. \n\n\n\nNello spazio protetto della letteratura\, le partecipanti hanno ridato voce alle parole delle scrittrici\, superando ogni anacronismo in un gioco di specchi e di distanze. Insieme hanno ripercorso le tracce di Goliarda Sapienza\, seguendola lungo le strade affollate che da L’università di Rebibbia l’hanno condotta\, sgomitando\, alla pubblicazione postuma de L’arte della gioia. Hanno spiato nelle case e nell’infanzia di Una donna di Sibilla Aleramo\, osservando nelle sue parole cesellate come da sempre la violenza sia una forza sottile\, un mero esercizio di potere che piega per il gusto di non spezzare. Hanno scoperto\, in un cassetto pieno di vecchie carte\, il Quaderno proibito di Alba de Cespedes\, accompagnando la sua protagonista nelle incongruenze tra la vita pensata e la vita vissuta\, che solo la scrittura sa far emergere. Hanno cambiato città di volta in volta con Anna Maria Ortese\, alzando poi lo sguardo verso l’azzurro per riconoscere con lei da vicino un Corpo celeste. Hanno attraversato queste e tante altre scritture\, spesso sommerse\, scoprendone la lucida attualità nelle pieghe del tempo\, nella ricongiunzione di linee curve che dal passato riportano al presente. \n\n\n\nI tre percorsi hanno avuto luogo al Teatro Tor Bella Monaca\, avamposto culturale del quartiere\, spazio di aggregazione e inclusione che da anni contribuisce a tenere unita la comunità\, favorendone la partecipazione attiva e stimolandone il dialogo. In un continuo smarginamento\, che dalla lettura personale passa alla condivisione\, il progetto ha scelto come propria casa il teatro\, “spazio sicuro” per eccellenza\, senza giudizi\, dove le persone possono incontrarsi e creare\, scoprire e riscoprire\, in un processo progressivo di conoscenza e consapevolezza di quanto le scelte di oggi possano incidere sul futuro di tutti.  \n\n\n\nQui l’appuntamento è per il 26 novembre alle ore 20.00 per dialogare con i tutor e i partecipanti del processo di lavoro dei tre percorsi\, e ridare spazio\, attraverso la loro viva voce\, alle scrittrici protagoniste di questo viaggio. \n\n\n\nPER INFORMAZIONI \n\n\n\nPAV snc di Claudia Di Giacomo e Roberta Scaglione \n\n\n\nwww.pav-it.eu \n\n\n\nTel. 06 44702823 | organizzazione@pav-it.eu
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SUMMARY:"Le Donne Italiane Dimenticate" al Teatro Tor Bella Monaca
DESCRIPTION:Giovedì 27 novembre a partire dalle ore 10:00\, nella cornice del Teatro di Tor Bella Monaca\, sito in via Duilio Cambellotti\, nell’ambito delle manifestazioni inerenti la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza Contro le Donne\, l’associazione Stanza 236\, in collaborazione con il VI Municipio di Roma\, con il contributo della Regione Lazio\, proporrà la rappresentazione teatrale dello spettacolo: “Le Donne Italiane Dimenticate”. Una piecè teatrale scritta da Cristina Valeri e ispirata al libro del Sen. Roberto Menia: “10 Febbraio\, dalle Foibe all’Esodo”\, in cui si raccontano le storie drammatiche di dieci donne: Norma Cossetto\, Libera Sestan\, Maria Pasquinelli\, Mafalda Codan\, Enrichetta Hodl\, Albina\, Caterina e Fosca Radecchi\, Margherita e Gigliola Sennis\, perseguitate\, scampate e uccise dai partigiani comunisti jugoslavi a cavallo del secondo dopoguerra lungo il confine orientale d’Italia\, per il solo fatto di essere madri\, mogli\, figlie e sorelle di italiani. Ad interpretare le storie delle donne saranno: Stefania Polentini\, Arianna Visca\, Mauro Sorbelli\, Roberto Usai e Monica Zazzera\, mentre le voci narranti sono: Elisa Rossi e Pier Paolo De Robertis. A coadiuvare Cristina Valeri alla regia invece sarà Anna Palmisano in qualità di aiuto regista. Porteranno i  saluti istituzionali l’ON. Marco Perissa ed il Consigliere di Roma Capitale Federico Rocca\, mentre interverranno anche il Presidente del VI Municipio Nicola Franco\, il Presidente del Consiglio Municipale Emanuele Giuliani\, la Presidente della Commissione Municipale Pari Opportunità Mariantonietta La Polla e Pietro Dominici\, Presidente della Commissione Municipale Lavori Pubblici e Mobilità. A fornire l’inquadramento storico e scientifico delle vicende narrate sarà il Dott. Marino Micich\, Direttore del Museo Archivio Storico di Fiume di Roma. “Il fenomeno della violenza di genere non è figlio solo della modernità – sottolinea Cristina Valeri – per questo ho voluto mettere in scena le storie delle donne dimenticate della storia italiana\, grazie al libro del Sen. Menia da cui ho tratto ispirazione. Il ricordo è un arma importante\, così come il linguaggio del teatro\, perché il contrasto ad ogni forma di violenza verso le donne non ha tempo”.
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SUMMARY:"NORDIC FILM FEST" all'Azzurro Scipioni e al Caravaggio di Roma
DESCRIPTION:La quattordicesima edizione del NORDIC FILM FEST si tiene da giovedì 27 a domenica 30 novembre 2025 a Roma.  La rassegna che nasce con l’intento di promuovere la cinematografia e la cultura dei Paesi Nordici (Danimarca\, Finlandia\, Islanda\, Norvegia e Svezia) è organizzata dalla ITALE20 di Antonio Flamini\, che ne cura anche la direzione artistica\, in collaborazione con le cinque ambasciate nordiche presenti in Italia e con il Circolo Scandinavo di Roma\, partirà il 27 novembre presso il Cinema Caravaggio per poi proseguire dal 28 al 30 novembre presso il Cinema Azzurro Scipioni e presenterà una selezione della cinematografia nordica degli ultimi anni\, realizzata in collaborazione con i Film Institutes deirispettivi paesi\, alcuni distributori e con il patrocinio del MIC e della Regione Lazio. Oltre alle proiezioni in lingua originale con sottotitoli in italiano e ad ingresso libero\, il programma prevede presentazioni e incontri con ospiti\, mostre\, presentazioni di libri e degustazioni di prodotti tipici nordici. Quest’anno la manifestazione festeggerà la sua quattordicesima edizione\, importante obiettivo raggiunto con un percorso che l’ha vista affermarsi sul panorama romano e nazionale come appuntamento imperdibile della stagione cinematografica. In tutto verranno presentati 9 lungometraggi\, 2 documentari\, 4 cortometraggi e 2 filmati di video art a cura del Circolo Scandinavo. Durante la manifestazione l’Ambasciata di Svezia presenta al Cinema Azzurro Scipioni la mostra fotografica “A Swedish Love Story: Film and TV drama”. Tutte le proiezioni saranno introdotte dai rappresentanti delle ambasciate” nordiche”. Inoltre\, a cura dell’Ambasciata di Norvegia\, verranno presentati 4 cortometraggi di cui 2 per ragazzi. Ad aprire ufficialmente il Nordic Film Fest 2025\, giovedì 27 novembre\, al Cinema Caravaggio sarà l’anteprima dell’attesissimo film” The Last Viking” (titolo originale “Den Sidste Viking”) del regista danese Anders Thomas Jensen\, con la star Mads Mikkelsen e Nikolaj Lie Kaas\, una coproduzione di Danimarca e Svezia\, in uscita nei cinema italiani nel 2026 con il titolo “Mio fratello è un Vichingo”\, presentato fuori concorso ma con grande successo alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 ed al Toronto International Film Festival. Una storia di redenzione\, di legami familiari e di ricerca della propria identità\, commedia nera esilarante e grottesca\, un film folgorante che tiene perfettamente insieme pezzi e tempistiche di un ingranaggio narrativamente complesso\, che gioca di accumulazioni e colpi di scena\, mescolando singolarmente umorismo\, follia e sentimento.  \n\n\n\nVenerdì 28 novembre\, al Cinema Azzurro Scipioni\, alle 16\, 00\, Grethe Meyer: The Quenn of Danish Design\, regia di Isabel Bernadette Brammer\, Vibeke Muasya(Danimarca).  Alle 17\, 10\, il documentario\, Home And Away \, regia: di Arto Halonen(Finlandia). Alle 19\,10\, il cortometraggio\, Kaskje Det Var Elefanter\,regia di Alex Ivanovici\, Torill Kove(Norvegia)\, a seguire\, Frammenti Di Luce\,regia di Rúnar Rúnarsson (Islanda). Alle 21\,00\, il cortometraggio\, African Family Dinner\, regia di Ibrahim Mursal \n\n\n\n(Norvegia)\, a seguire\, Alle Hater Johan\, regia di Hallvar Witz (Norvegia). Sabato 29 novembre\, al Cinema Azzurro Scipioni\, alle 16.30\, presentazione del libro “SeGreta Garbo – La prima diva queer” sull’attrice svedese Greta Garbo con la partecipazione dello scrittore Stefano Mastrosimone introdotto da Rosario Tronnolone. Alle 17\,15\, Becoming Astrid\, regia di Pernille Fischer Christensen (Svezia). Alle 19\,30\, Munch\, regia di Henrik Martin Dahlsbakken (Norvegia). Alle 21\,30\, The Ugly Stepsister\, regia d Emilie Blichfeldt (Danimarca\, Norvegia\, Svezia). Chiusura dell’edizione 2025 del Nordic Flim Fest\, domenica 30 novembre\, al Cinema Azzurro Scipioni\, con un nutrito programma. Si parte alle 16\,00 con cortometraggi per ragazzi\, Warrior Heart\, regia di Marianne Ulrichsen(Norvegia) e Ursa-The Song Of The Northern Lights. Regia di Natalia Malykhina Bratli (Norvegia). Alle 16\,30\, come per le scorse edizioni ci sarà anche uno spazio a cura del Circolo Scandinavo\, con la presentazione di due opere di video art. Il primo film “Frame” sarà dedicato alla regista svedese Gunvor Nelson\, considerata una delle figure più influenti del movimento del cinema d’avanguardia\, scomparsa nel gennaio di quest’anno\, all’età di 93 anni. Il secondo film “Un Giorno In Città “ (En dag i staden) è una sinfonia urbana dedicata alla città e\, in particolare\, alla Stoccolma degli anni Cinquanta\, un un collage di immagini basato sull’estetica del cinema muto\, oscilla tra pura sperimentazione e tocchi umoristici\, prendendo in giro i labirinti della burocrazia. Alle 17\,30\, il docu-film\, It Could Have Been Us\, regia di Rebecca Brander\, Björn Tjärnberg (Svezia). Alle 19\,00\, 100 Litraa sahtia (100 Litri di Birra)\, regia di Teemu Nikki(Finlandia) e a chiudere\, alle 20\,30\, Eternal-Odissea Negli Abissi\, regia di Ulaa Salim(Danimarca\, Islanda\, Norvegia). \n\n\n\nLa sigla della manifestazione è a cura dello IED\, Istituto Europeo di Design di Roma.\n\n\n\nIl NORDIC FILM FEST 2025 è inserito nel programma del ”Novembre Nordico a Roma”\, www.novembrenordico.com .\n\n\n\nI film verranno sottoposti al giudizio del pubblico per stabilire quello più gradito insieme ad una giuria formata da addetti ai lavori\, dalla direzione artistica e dagli addetti culturali delle ambasciate nordiche.\n\n\n\nTutte le proiezioni saranno in lingua originale con sottotitoli in italiano\, l’ingresso è libero e gratuito senza prenotazione fino ad esaurimento dei posti disponibili. \n\n\n\nCinema Caravaggio\, via Giovanni Paisiello24\, Roma \n\n\n\nInfo 351 799 1552 \n\n\n\nCinema Azzurro Scipioni\, via degli Scipioni 82\, Roma \n\n\n\nInfo 06 8953 5724
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SUMMARY:“Proprietà Organolettiche dell’Olio Evo” alla Tenuta di Rocca Bruna
DESCRIPTION:Il progetto Insieme ad Evo: Per il Bene Comune\, la Salute\, il Territorio\, teso alla valorizzazione dell’olio di alta qualità come volano turistico per il territorio della Sabina dell’area Tiburtina e della Valle dell’Aniene\, ideato  dal Dott. Livio Terilli\, docente di marketing e titolare dell’Azienda Agricola Il Torrino dei Gelsi\, è realizzato con il contributo dell’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e L’innovazione in Agricoltura del Lazio – Arsial fa tappa a TIVOLI \n\n\n\nGiovedì 27 novembre dalle ore 17:00\, nella cornice della Tenuta di Rocca Bruna\, ic via di Rocca Bruna 30\, infatti\, si terrà il convegno: “Proprietà Organolettiche dell’Olio Evo”. Una occasione di confronto tra operatori della filiera oleo turistica e i rappresentanti istituzionali degli enti locali. \n\n\n\nL’incontro\, inserito nel più vasto programma del progetto\, è finalizzato alla valorizzazione di quello che\, per storia e tradizione\, è il prodotto bandiera del territorio.   \n\n\n\nAd intervenire e confrontarsi nelle due  tavole rotonde saranno agricoltori\, dirigenti di cooperative\, operatori dell’ accoglienza\, il Deputato e Sindaco di Palombara Sabina Alessandro Palombi\, il Sindaco di Tivoli Marco Innocenzi\, Manuela Chioccia\, Consigliera delegata alla viabilità\, mobilità e infrastrutture Città Metropolitana di Roma\,  Carlo Hausmann Presidente Comitato Tecnico Scientifico di IGP di Roma\, Silvia Piconcelli Responsabile Territorio e Biologico di Confagricoltura\, Ernesto di Renzo\, docente di antropologia del turismo presso l’Università Tor Vergata\, Dina Maini di Arsial\, unitamente all’ideatore del progetto Livio Terilli. \n\n\n\n“Il percorso del progetto Insieme ad Evo – sottolinea il Dott. Livio Terilli – continua a destare interesse tra operatori turistici e imprenditori del comparto agricolo. Per questo la tappa di Tivoli assume una particolare importanza ai fini della elaborazione dello studio di mercato\, che rappresenta il cuore dell’iniziativa\, che ricordo mira a costruire un modello di sviluppo per il territorio\, sostenibile e partecipato”.
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SUMMARY:“Lettere dall’Universo” al Teatro Ghione
DESCRIPTION:Moni Ovadia & Cinetic Quintet in “Lettere dall’Universo”\, giovedì 27 novembre al Teatro Ghione di Roma\, musica e testo di Marco Turriziani\, lettere aperte dall’ universo che parlano d’ amore\, di amicizia\, storie sospese tra il surreale e l’iperrealismo. Musica\, parole e immagini si fondono nello spettacolo “Lettere dall’Universo” con Moni Ovadia. Un viaggio emozionante tra surreale e iperrealismo\, dove musica\, parole e immagini si intrecciano per raccontare storie di vita\, amicizia\, amore e inquietudine esistenziale. Lettere dall’Universo” e’ il nuovo progetto che vede protagonista Moni Ovadia\, attore e interprete di rara intensità\, capace di trasportare il pubblico in un universo fatto di emozioni profonde e riflessioni autentiche. “Lettere dall’Universo” sono un racconto di storie sospese tra sogno e realtà\, attraversate da una straordinaria capacità evocativa. Ad accompagnare le parole dell’artista\, la musica originale composta da Marco Turriziani eseguita magistralmente dal Cinetic Quintet: Claudia Agostini\, pianoforte\, Mauro De Vita\, fagotto\, Sandro Pippa\, percussioni\, Marco Turriziani\, contrabbasso\, chitarra\, voce\, Salvatore Zambataro\, fisarmonica\, clarinetto. Un’atmosfera cinematografica\, raffinata e dal gusto acustico che suggella ogni scena e intensifica ogni suggestione. L’incontro artistico tra Moni Ovadia e Marco Turriziani nasce da una comune passione per la poesia e il racconto\, che si nutrono tanto di riferimenti all’attualità quanto di fantasia e surreale. Entrambi condividono la bellezza di un linguaggio poetico capace di attraversare il reale con un occhio rivolto all’immaginazione. La musica di Turriziani riflette una ricerca profonda che spazia dalla tradizione italiana dei grandi compositori fino all’universalità di un linguaggio musicale colto\, capace di parlare a ogni cultura e tempo. “Lettere dall’Universo” non è solo uno spettacolo\, ma un’esperienza immersiva che celebra la vita in tutta la sua fragilità e forza. Attraverso la potente interpretazione di Moni Ovadia\,accompagnata dal linguaggio universale della musica e delle immagini\, lo spettacolo coinvolge profondamente il pubblico. In alcuni momenti\, immagini e video arricchiscono la narrazione\, amplificando l’intensità delle evocazioni e rendendo l’esperienza ancora più emozionante.
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SUMMARY: “A little gossip never killed nobody” a Fortezza Est
DESCRIPTION:Sul palco di Fortezza Est dal 27 al 29 novembre “A little gossip never killed nobody” di Chiara Arrigoni\, diretto da Francesca Caprioli con in scena Chiara Arrigoni\, Giulia Gallone\, Ottavia Orticello\, protagoniste di una favola oscura sul potere della parola\, così potente che può cambiare la realtà\, crearne una nuova\, spingerti a immaginare\, desiderare\, manipolare\, obbedire. \n\n\n\nKlara\, Agnes e Martha sono tre donne contemporanee\, tre operaie costrette a unlavoro logorante che soffoca la speranza del futuro e la dimensione del desiderio. Le tre donne\, insieme\, sperimentano l’euforia di progettare un riscatto – personale e collettivo – e\, nel bene e nel male\, scoprono di avere il potere di cambiare la realtà.  \n\n\n\nKlara\, l’aspirante leader\, Agnese\, la pigra mediatrice\, e Martha\, quella nuova. Tre donne ai margini. potrebbero essere straniere\, venire da lontano\, portarsi dietro un vissuto difficile\, sono donne lavoratrici in un contesto opprimente in cui i loro corpi sono forza lavoro\, e sono controllati\, ma si apre sempre lo spazio per un riscatto o una ambiguità: i corpi delle tre donne sono\, in modo diverso\, un campo di battaglia\, un luogo di auto-contestazione\, di disarmonie\, rabbia\, ma anche eros\, immaginazione\, metamorfosi\, liberazione.  \n\n\n\nIl testo si ispira al modello della fiaba: un mondo chiuso in cui il soprannaturale sembra fare irruzione nella realtà e il desiderio è una forza ambigua\, che spinge l’essere umano a superare un confine vietato e\, poi\, a pagare un prezzo troppo alto. La fiaba è il contenitore in cui si muovono\, però\, istanze del nostro tempo. La fabbrica è il simbolo di un presente che è un pantano da cui non si può scappare e dell’oppressione che annienta la visione di un futuro. In questa oscillazione tra crudezza del reale e sospensione fiabesca\, il soprannaturale è un elemento poetico a cui la regia allude senza mai darne una prova certa: non si sa se esista davvero\, ma la realtà produce uno strano e inquietante meccanismo di coincidenze che si trasformano presto in una trappola e questo è lo spazio in cui è possibile\, per il pubblico\, credere nell’incredibile. \n\n\n\nAi margini di questa storia\, gli uomini. Sempre nominati\, ma non appaiono mai: depositari del potere\, oggetto del desiderio\, controparte di relazioni non paritarie. L’uomo è un grande assente che\, però\, incombe sulla narrazione e\, soprattutto\, ricadono sulla storia le conseguenze del potere che egli esercita\, sulla piccola fabbrica e sulla vita delle tre donne.  \n\n\n\nA LITTLE GOSSIP NEVER KILLED NOBODY \n\n\n\n27-28-29 Novembre 2025 ore 20:30 \n\n\n\nPOETICA Stagione Teatrale 2025/26 Fortezza Est \n\n\n\nOrario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30 \n\n\n\nbiglietto unico 14.00€ \n\n\n\nAbbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli  70€ \n\n\n\nwww.fortezzaest.com \n\n\n\ninfo e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com \n\n\n\n| whatsapp 329.8027943| 349.4356219
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SUMMARY:Massimo Ghini e Galatea Ranzi in "Il Vedovo" al Teatro Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:C’è un tempo in cui il cinema si fa teatro\, e un luogo in cui il teatro restituisce al cinema la sua più profonda verità umana: quella che vibra nel gesto\, nella parola\, nella presenza viva. Dopo il debutto della scorsa stagione in una prima versione\, Il vedovo\, tratto dal capolavoro di Dino Risi\, torna oggi a risuonare sulle tavole di scena e arriva al Teatro Pirandello di Agrigento diretto da Roberta Torre in una nuova edizione che porta la firma registica di Massimo Ghini\, anche protagonista nel ruolo che fu di Alberto Sordi\, in scena giovedì 27 novembre alle 21.00 e venerdì 28 novembre alle 17.30. Una sfida di eleganza e intelligenza\, in cui l’ironia corrosiva della commedia all’italiana si traduce in materia viva\, drammaturgica\, restituita al suo tempo – il nostro – con una precisione e una lucidità che ne rinnovano il senso. \n\n\n\nAccanto a lui\, Galatea Ranzi\, interprete di straordinaria finezza\, dà corpo e voce a una controparte femminile capace di scardinare il cliché e restituire complessità alla figura della moglie borghese\, lucida e implacabile. Con loro\, un cast di eccellenti interpreti – Pier Luigi Misasi\, Leonardo Ghini\, Giulia Piermarini\, Diego Sebastian Misasi\, Tony Rucco e Luca Scapparone – anima un affresco corale di straordinaria modernità\, sospeso tra cinismo e malinconia\, comicità e disincanto. \n\n\n\nL’adattamento teatrale\, curato da Ennio Coltorti e Gianni Clementi\, recupera la fisionomia originaria della commedia all’italiana e la traduce in un presente di grande nitore drammaturgico\, capace di restituire al pubblico la sua ironia più amara e il suo sguardo implacabile sulla condizione umana. \n\n\n\nLe musiche di Davide Cavuti e i costumi di Paola Romani completano un quadro di raffinata coerenza estetica. Uno spettacolo che celebra il valore della memoria culturale e la sua capacità di trasformarsi\, ancora una volta\, in racconto contemporaneo. \n\n\n\nSinossi \n\n\n\nSpettacolo tratto dal celebre film di Dino Risi. In scena Alberto Nardi\, un industriale romano\, megalomane\, ma con scarso\, se non disastroso\, senso degli affari\, sposato (probabilmente per interesse) con una ricca donna d’affari\, abile e spregiudicata\, alla quale lui\, perennemente assediato dai creditori\, si rivolge quando ha bisogno di firme per contratti\, cambiali o denaro contante per le sue fallimentari iniziative. La moglie\, tuttavia\, consapevole dell’assoluta incapacità del marito negli affari\, saggiamente\, non solo ha smesso ormai di continuare a sussidiare il marito ma lo umilia continuamente apostrofandolo “cretinetti” anche in pubblico e\, dietro anonimato\, gli presta continuamente denaro a condizioni usuraie\, tramite il commendator Lambertoni\, suo intermediario\, rovinandolo ulteriormente. Ad Alberto non resta che studiare improbabili piani\, assieme ai suoi improbabili collaboratori\, per sbarazzarsi della moglie ed ereditarne i capitali. In una trascinante girandola comica i suoi tentativi innescheranno assurde situazioni che hanno fatto de “Il vedovo” un magnifico capolavoro comico della “commedia all’italiana” che vedeva protagonisti due mostri sacri come Alberto Sordi e Franca Valeri. In questo adattamento firmato da Gianni Clementi ed Ennio Coltorti l’azione è spostata a Roma: Massimo Ghini interpreta il ruolo del grande Sordi proponendo il “suo” Alberto Nardi e Galatea Ranzi\, quello che fu di Franca Valeri \n\n\n\nRisi individuava quelli che sarebbero diventati i protagonisti di un altro suo capolavoro: “I mostri”. Oggi i personaggi del “Il vedovo” non possono non ricordare il vertiginoso aumento della attuale “mostruosità” sociale. Lo spettacolo\, rispettando al massimo l’intreccio del celebre film e trasformando in ritmi teatrali le scansioni filmiche del tempo\, non si propone come un’imitazione ma piuttosto un omaggio a questo capolavoro degli anni settanta e come l’occasione di un ritorno al grande divertimento “all’italiana”.
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LOCATION:Teatro Pirandello\, Via Atenea\, 35\, Agrigento\, ITA\, 92100\, Italy
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SUMMARY:"LE DONNE AL PARLAMENTO 2100" al Teatro del Lido
DESCRIPTION:Il Teatro del Lido ospita giovedì 27 e venerdì 28 novembre alle ore 21 Le Donne al Parlamento 2100\, la nuova produzione di Valdrada Teatro\, un’audace riscrittura in chiave distopica delle Ecclesiazuse di Aristofane. Con la regia di Valdrada Teatro e la drammaturgia di Chiara Becchimanzi\, lo spettacolo affronta il tema del potere femminile proiettandolo in un futuro post-apocalittico\, dove l’umanità tenta di ricostruire il proprio destino tra macerie politiche\, ambientali e culturali. \n\n\n\nIn scena Chiara Becchimanzi\, Giorgia Conteduca\, Monika Fabrizi e Giulia Vanni danno vita a un Parlamento di donne chiamate a rifondare l’umanità nell’anno 2100: un mondo devastato da guerre e catastrofi climatiche\, in cui Stati e Unioni sono scomparsi e la sopravvivenza umana dipende dalla forza lavoro di androidi dotati di Intelligenza Artificiale\, impiegati in condizioni di schiavitù. Riconosciuto il fallimento delle organizzazioni politiche ed economiche del passato\, l’umanità affida proprio all’AI il compito di delineare la strada per la continuità della specie. \n\n\n\nIn questo scenario prendono forma le quattro protagoniste: Lisistrata\, economista; Prassagora\, filosofa; Ofelia\, artigiana; e Sophia\, scienziata non binaria. A loro il compito di scrivere una nuova Costituzione\, in un confronto serrato che attraversa temi filosofici\, storici e scientifici\, interrogando i bias delle civiltà patriarcali e i meccanismi che hanno condotto al collasso globale. Ma l’equilibrio si spezza quando si scopre che Sophia è in realtà un androide infiltrato\, impegnato a rivendicare dignità e libertà per la sua comunità\, ormai dotata di intelligenza emotiva oltre che razionale. \n\n\n\nMentre un nuovo disastro climatico incombe\, la possibilità di salvezza risiede proprio nella collaborazione della comunità androide\, che però rifiuta ogni intervento fino a quando Sophia non sarà accolta come membro pieno del Parlamento costituente. Una sfida politica\, morale e esistenziale che porta lo spettacolo a un interrogativo finale potentissimo: un Parlamento umano a maggioranza femminile saprà davvero liberarsi dalla cultura della sopraffazione? O l’intera vicenda potrebbe celare un disegno più grande dell’AI\, decisa a sovvertire il sistema per dominare gli esseri umani\, portando con sé gli stessi bias dei suoi programmatori? \n\n\n\nCon l’audio/video design di Pietro Sinopoli e il supporto tecnico di Fabio Pecchioli\, Le Donne al Parlamento 2100 è un’esperienza teatrale avvincente\, sospesa tra commedia\, thriller e indagine politica\, che invita il pubblico a interrogarsi sul futuro del potere\, della giustizia e dell’identità umana. \n\n\n\nCon il contributo di Regione Lazio – Contributo allo spettacolo dal vivo 2025. \n\n\n\nIl Teatro del Lido è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nLa programmazione dei Teatri in Comune 2025-2026 è finanziata dall’Unione Europea\, Next Generation EU nell’ambito del PNRR\, e rientra tra gli Interventi “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma\, dal centro alla periferia\, al fine di favorire la fruizione turistica nel periodo giubilare” (PNRR – M1C3-Inv.4.3 Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici). \n\n\n\ngiovedì 27 e venerdì 28 novembre ore 21 \n\n\n\nValdrada Teatro \n\n\n\nLE DONNE AL PARLAMENTO 2100 \n\n\n\nregia Valdrada Teatro \n\n\n\ndrammaturgia Chiara Becchimanzi \n\n\n\ncon Chiara Becchimanzi\, Giorgia Conteduca\, Monika Fabrizi e Giulia Vanni \n\n\n\naudio/video designer Pietro Sinopoli \n\n\n\ntecnico audio-luci Fabio Pecchioli \n\n\n\ncon il contributo di Regione Lazio – Contributo allo spettacolo dal vivo 2025 \n\n\n\nacquista i biglietti: https://www.vivaticket.com/it/ticket/le-donne-al-parlamento-2100/278306
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SUMMARY:"Cigno\, Cigno" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Cigno\, Cigno. Atto unico ispirato al massacro del Circeo è uno spettacolo disturbante\, uno spettacolo che fa male. Ma a disturbare\, a fare male\, non è tanto lo spettacolo in sé\, quanto il pensiero che ciò che viene messo in scena è successo davvero\, ormai 50 anni fa. Il massacro del Circeo è una vicenda che tutti conoscono\, anche solo per sentito dire. \n\n\n\nUna vicenda che non si può dimenticare\, e che il filtro del tempo non ha certo reso meno dolorosa.  Da quell’orribile fatto di cronaca prende ispirazione Cigno\, Cigno. \n\n\n\nScritto e diretto da Antonio M. Monaco – Con: Arianna Ferrucci\, Giulia Fortuna\, Alessandro Straface\, Edoardo Di Giuseppe\, Riccardo Maggiani
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LOCATION:Teatro Trastevere\, Via Jacopa de Settesoli\, 3\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY: 62° Festival di Nuova Consonanza
DESCRIPTION:Ricorrenze e omaggi attraversano in maniera trasversale tutto il 62° Festival di Nuova Consonanza. Fra questi i 100 anni della nascita di Luciano Berio\, figura cardine nella storia del Novecento musicale italiano\, che verrà ricordato in più occasioni. La prima giovedì 27 novembre (ore 21)\, al Mattatoio di Roma – La Pelanda vede l’esecuzione di A-Ronne (1974)\, documentario radiofonico su una poesia di Edoardo Sanguineti\, uno dei suoi brani vocali più noti\, nella versione originale per 5 attori. Lo interpreta l’ensemble Voxnova Italia (Felicita Brusoni ed Eleonora Susanna soprani\, Alessandro Tamiozzo tenore\, Victor Andrini basso) e il basso Nicholas Isherwood\, impegnato anche nella veste direttore e regista. Il cantante franco-americano\, specializzato e apprezzato interprete nel panorama musicale internazionale tanto del repertorio contemporaneo che barocco\, prendendo spunto da uno scritto dello stesso Berio\, immagina A-Ronne in analogia con il madrigale rappresentativo\, forma musicale di fine Cinquecento e l’inizio del Seicento\, uno dei primi esempi in cui musica e teatro si incontrano\, preannunciando la futura nascita dell’opera. Ne è un esempio ben riuscito\, forse il più rappresentativo\, La pazzia senile (1598) di Adriano Banchieri\, “ragionamenti vaghi\, et dillettevoli\, a tre voci” come si legge sul libretto\, una storia di amori e corteggiamenti\, di cui si ascolteranno alcune scene\, accostandole\, in un dialogo fra passato e presente\, all’opera di Berio.  \n\n\n\nBERIO SU A-RONNE \n\n\n\n“Il senso musicale di A-Ronne è primordiale e comune a ogni esperienza\, dal parlato di tutti i giorni al teatro\, ove cambiamenti di espressione implicano e documentano cambiamenti di significato – scrisse Berio presentando il suo lavoro –. È per questo che preferisco definire questo lavoro un documentario su una poesia di Edoardo Sanguineti\, così come si dice documentario su un quadro o su un paese esotico. (…) La poesia di Sanguineti\, sottoposta a diverse letture\, non è trattata come un testo da mettere in musica ma\, piuttosto\, come un testo da analizzare e come un generatore di situazioni vocali e di espressioni diverse. (…) Il testo è rigorosamente e ossessivamente costruito su citazioni in diverse lingue che vanno dall’inizio del Vangelo di Giovanni (in latino\, in greco e in tedesco: traduzione di Lutero e modificazioni apportate da Goethe nel Faust) a un verso di T. S. Eliot; da un verso di Dante alle prime parole del Manifesto comunista (…). Il senso musicale di A-Ronne risiede nel rapporto che viene istituito fra un testo scritto e una grammatica di comportamento vocale\, fra una poesia che resta sempre fedele ai suoi vocaboli e una articolazione vocale che ne modifica continuamente il senso e gli aspetti referenziali. Avviene infatti che le due dimensioni (quella del testo scritto e quella del comportamento vocale) interagiscono in maniera sempre diversa producendo significati sempre nuovi. Ciò è del tutto analogo a quanto avviene nella musica vocale in genere e nella lingua di tutti i giorni\, dove il rapporto fra le due dimensioni (quella grammaticale e quella acustica) è sostanzialmente responsabile delle infinite possibilità del discorso e del cantare umani”. \n\n\n\nL’INCONTRO \n\n\n\nAlle ore 19\, al Mattatoio – La Pelanda il concerto viene preceduto dalla conversazione “Musica e scrittura”\, per il ciclo di incontri\, nell’ambito del Festival\, “Prospettive della composizione oggi” coordinato da Fabrizio Nastari. Il compositore Francesco Antonioni e lo scrittore Mauro Covacich si interrogano sul ruolo della scrittura musicale oggi\, sul suo rapporto con la scrittura letteraria e sul ruolo che ha oggi la scrittura come forma artistica.  \n\n\n\nGLI ALTRI APPUNTAMENTI DEL FESTIVAL FINO A DOMENICA 30 NOVEMBRE \n\n\n\nVenerdì 28 novembre al Mattatoio di Roma – La Pelanda (ore 18 e 21)\, La Légende d’Eer storica composizione del 1977 di Iannis Xenakis\, viene presentata come opera audiovisiva performativa e installativa progettata dal centro Tempo Reale di Firenze. L’installazione viene posta al centro di uno spazio non direzionato e diffonde la musica del grande compositore greco rielaborata in live electronics per una speciale tipologia di performance. La serata viene preceduta alle ore 19 dall’incontro “Xenakis e altre storie di musica elettronica” che approfondirà il lavoro per Le légende d’Eer e darà una panoramica sulle ricerche e attività di diffusione della musica elettronica portate avanti da Tempo Reale\, fondato da Luciano Berio nel 1987 e oggi attivo in campo nazionale e internazionale. Partecipano Agnese Banti\, Luigi Ceccarelli\, Federico Di Santo\, Francesco Giomi \n\n\n\nSabato 29 novembre al Teatro Studio Gianni Borgna del Parco della Musica (ore 21)\, sarà la volta del Parco della Musica Contemporanea Ensemble diretto da Tonino Battista\, che al termine del workshop di composizione “De Musica” tenuto quest’anno da Marco Stroppa\, dedicherà al maestro il tradizionale concerto monografico\, realizzato in coproduzione con la Fondazione Musica per Roma. Docente alla Musikhochschule di Stoccarda\,Stroppa è fra le figure più importanti per la ricerca sul suono in relazione all’elettronica\, alla spazializzazione e ai processi percettivi.  \n\n\n\nLuciano Berio è di nuovo presente con il concerto al Mattatoio di Roma – La Pelanda di domenica 30 novembre (ore 21) del Quartetto Fabrik\, dinamica formazione proveniente da Francoforte\, che presenta il suo Sincronie\, monumentale lavoro degli anni ’60\, insieme a composizioni di Rebecca Saunders\, Clara Iannotta\, Mauro Cardi e Aldo Clementi. \n\n\n\nOltre a Berio\, nel 2025 ricorre il centenario della nascita di Aldo Clementi\, figura centrale dell’avanguardia musicale del dopoguerra e tra i fondatori di Nuova Consonanza. L’Associazione gli dedica due giornate di studi (il 29 e 30 novembre al Mattatoio – La Pelanda) con interventi e una tavola rotonda che coinvolgono studiosi e critici musicali. Il programma prevede anche la proiezione del film sperimentale Kappa (copia proveniente dal CSC-Cineteca Nazionale)\, con musiche di Clementi\, e due intermezzi musicali dedicati alla sua opera pianistica (con Roberto Prosseda e Andrea Mariani). Dal 29 novembre fino a fine Festival\, visitabile anche la mostra Collage romani per Aldo Clementi\, nata da un seminario-laboratorio condotto da Daniela Tortora con gli studenti di Musicologia del Conservatorio di Roma. Attraverso foto\, locandine\, programmi\, libri\, riviste e partiture\, la mostra evoca la dimensione visiva e pittorica tanto presente nello spazio sonoro di Clementi. \n\n\n\nTutto il programma del festival su www.nuovaconsonanza.it \n\n\n\nIl 62° festival di Nuova Consonanza è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura Direzione Generale Spettacolo e Direzione generale Biblioteche e istituti culturali\, della Regione Lazio – Fondo Unico Spettacolo dal Vivo 2025; INPS – Fondo PSMSAD. \n\n\n\nIl festival\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nIl 62° Festival di Nuova Consonanza è realizzato in collaborazione Accademia di Francia a Roma Villa Medici\, Accademia tedesca Roma Villa Massimo\, Azienda Speciale Palaexpo – Il Mattatoio Roma\, Cineteca di Bologna\, Ensemble Modern Patronatsgesellschaft e.V\, Festival Resis de A Coruña\, Fondazione Isabella Scelsi\, Fondazione Musica per Roma\, Fondazione Roma Tre – Teatro Palladium\, Fondazione Teatro Vespasiano\, Roma Sinfonietta\, Tempo Reale \n\n\n\nMedia Partnership Rai Radio 3 \n\n\n\nInfo Nuova Consonanza\, tel. 06 3700323 (whatsapp) / www.nuovaconsonanza.it  / info@nuovaconsonanza.it \n\n\n\nBiglietti: intero 15 €\, ridotto 10 €. Ingresso gratuito per gli incontri\, il convegno e la mostra \n\n\n\nLuoghi dei concerti \n\n\n\nMattatoio di Roma – La Pelanda \n\n\n\npiazza Orazio Giustiniani 4 \n\n\n\nmetro B Piramide / autobus 280\, 23\, 30\, 3\, 170\, 718\, 719\, 775 \n\n\n\narea di parcheggio per i mezzi privati \n\n\n\nAuditorium Parco della Musica Ennio Morricone \n\n\n\nviale Pietro de Coubertin 30 \n\n\n\ntram 2 / autobus 168\, 910\, 982\, nd3 n3s \n\n\n\nArea di parcheggio per i mezzi privati
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SUMMARY:"GALASSIA ANDROMEDA 25: MASCHIO CERCASI" al Teatro dell Muse
DESCRIPTION:E’ il titolo di una originale e divertente commedia che andrà in scena al Teatro delle Muse in Roma dal 27 novembre al 7 dicembre 2025.  \n\n\n\nScritta nel 2013 da Sergio Iovane\, Mario Moretti e Salvatore Scirè (senza l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale\, come tengono a precisare gli Autori!!!!!)\, la nostra storia si svolge su Mitras\, un pianeta situato nella Galassia Andromeda 25\, a soli 300 anni luce dalla Terra. Si dà il caso che il corpo celeste sia abitato da sole donne\, in realtà provenienti dalla Terra\, da cui erano fuggite qualche tempo fa. Molto evolute in campo scientifico\, le mitrasiane si riproducono per clonazione. Però\, manca loro qualcosa: infatti non conoscono la passione\, le scintille amorose\, la gelosia; non sanno neppure chi sia Cupido!!!!!  \n\n\n\nCosì la regina decide di mandare una missione sulla Terra con l’ordine di prelevare una coppia di terrestri e condurli a Mitras anche con la forza\, con l’intento di studiare da vicino i loro comportamenti e soprattutto di capire come si riproducono!  \n\n\n\nOvviamente\, le due cavie intergalattiche reagiranno con energia a goffi e imbarazzanti tentativi scientifici\, i quali\, purtroppo\, non daranno risultati concreti; e così\, la storia subirà una svolta inattesa\, che porterà a conseguenze impensabili. Tra duetti spaziali\, scene corali esilaranti e sketches comici ai limiti dell’assurdo\, la monotonia del pianeta Mitras si incrina e l’amore si affaccerà all’orizzonte galattico. Persino Ella\, l’intransigente regina\, comincerà a sognare vere emozioni!  \n\n\n\nLe musiche originali di Evandro Mariucci e le coreografie di Rachele Marchegiani arricchiscono i passaggi più importanti della commedia e accompagnano lo spettatore fino al finale inatteso e coinvolgente.  \n\n\n\nMarina Vitolo\, con la sua strepitosa verve partenopea\, darà vita a una travolgente regina Ella. Accanto a lei un gruppo di bravissimi attori: Valentina Bernardini\, Carlotta Galmarini\,  Fabrizio Ginocchi\, Gloria Macchia\, Roberta Pinto e Edoardo Valeriani\, daranno vita ad altrettanti personaggi originali e divertenti. Il tutto con la preziosa collaborazione delle ballerine della Scuola di ballo Danzarmonia.  \n\n\n\nAlla regia di questo complesso e magico meccanismo Paolo Mellucci: un nome una garanzia! \n\n\n\nI costumi sono di Emiliana Di Rubbo. Aiuto regia Flavia Di Domenico   \n\n\n\nOrari: giovedi e venerdi ore 21\, sabato ore 17 e 21\, domenica ore 18 \n\n\n\nAssociazione Culturale Punto & Virgola \n\n\n\nPer Info e prenotazioni: teatropunto&virgola@gmail.com \n\n\n\nWhatsapp 351.3005683
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SUMMARY:50 anni del Teatro del Buratto
DESCRIPTION:Il Teatro del Buratto festeggia a fine novembre cinquant’anni di attività\, confermandosi punto di riferimento del teatro per l’infanzia e la gioventù in Italia. Nata a Milano il 28 novembre 1975 grazie a Tinin Mantegazza\, Velia Mantegazza e Jolanda Cappi\, la compagnia si è da sempre posta l’obiettivo di nobilitare e rinnovare il teatro italiano destinato ai più giovani\, contribuendo a diffondere una cultura teatrale di qualità\, capace di dialogare con le nuove generazioni. \n\n\n\nUNA MOSTRA\, UN LIBRO\, L’ARCHIVIO STORICO E IL DEBUTTO DI TERESA CHE CATTURÒ IL BUIO \n\n\n\nPer celebrare questa importante ricorrenza\, il Buratto ha in programma un evento speciale che si svolge il 28\, 29 e 30 novembre 2025 al Teatro Munari. Tre giorni di festa pensati per ripercorrere la storia di una compagnia\, ma anche un’occasione per guardare al futuro con rinnovata energia e creatività. Un evento aperto alla città\, dedicato a famiglie\, scuole\, operatori culturali e a tutti coloro che riconoscono nel Teatro del Buratto un patrimonio di cultura e immaginazione. \n\n\n\nLa serata inaugurale\, venerdì 28 novembre (su invito)\, è riservata alle istituzioni e agli ospiti della compagnia (attori\, amici\, compagni di strada). Sul palco interventi di Alberto Bentoglio\, Silvio Oggioni\, Claudia Canella intercalati da brevi proiezioni di alcuni spettacoli. Un saluto di Velia Mantegazza e una dedica di Renata Coluccini a Jolanda Cappi (che non potrà essere presente. Giangilberto Monti regalerà al pubblico una canzone estratta dal suo nuovo spettacolo che debutterà a primavera del prossimo anno. \n\n\n\nSaranno inoltre presentati due importanti strumenti di memoria e valorizzazione: il libro Utopia di un Teatro\, ricco di testimonianze\, racconti e materiali inediti che ripercorrono mezzo secolo di attività e l’Archivio Storico del Buratto\, un percorso digitale\, documentale e video\, pensato per le nuove generazioni di studiosi\, operatori e anche appassionati. \n\n\n\nSabato 29 e domenica 30 novembre (ore 16.30) debutterà la nuova produzione Teresa che catturò il buio\, scritto e interpretato da Jessica Leonello e Roberto Capaldo. Per l’occasione si potranno acquistare i biglietti a un prezzo speciale di 5\,00 euro. \n\n\n\nInfine\, il pubblico potrà visitare gratuitamente la mostra che ripercorre le tappe fondamentali della storia del Buratto\, accompagnata da performance dal vivo con gli attori della compagnia\, che per tre giorni (28-29-30 novembre) offriranno ai visitatori un’esperienza immersiva che celebra il passato e il presente del teatro per l’infanzia. La mostra rimarrà aperta fino a Natale nei fine settimana\, in concomitanza con gli spettacoli\, permettendo così a un pubblico più ampio di conoscere la sua storia. \n\n\n\n28 novembre 2025 | Ingresso su invito \n\n\n\n29-30 novembre ore 16.30 | Debutto TERESA CHE CATTURÒ IL BUIO \n\n\n\nBiglietto scontato a 5\,00 euro per i due spettacoli \n\n\n\nMostra/performance e Atelier per bambini: 15.30-18.30 \n\n\n\nMostra_ 50 anni del Teatro del Buratto | 28 ottobre (inaugurazione) – 20 dicembre 2025. Orario sabato e domenica: 15.30-18.30 \n\n\n\nLibro_ Utopia di un Teatro| In vendita presso il Teatro Bruno Munari e sul sito de Buratto (20\,00 €)
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LOCATION:Teatro del Buratto\, Via G. Bovio 5\, Milano\, Milano\, ITA\, 20100\, Italia
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SUMMARY: "Ultimate Landscapes. L’illusione del ghiaccio" al Museo Alto Garda di Riva del Garda
DESCRIPTION:Dopo diciassette anni di ricerca tra le vette e le ferite del paesaggio alpino\, dal 29 novembre 2025 al 14 giugno 2026\, Claudio Orlandi porta al Museo Alto Garda di Riva del Garda il corpus completo di Ultimate Landscapes\, progetto fotografico d’arte che indaga la metamorfosi dei ghiacciai in un tempo di crisi climatica. Un racconto visivo che attraversa le Alpi dal Presena alla Marmolada\, trasformando i segni dell’uomo – i teli geotessili stesi a protezione del ghiaccio – in simboli di un gesto ambivalente\, sospeso tra cura e accanimento\, tra difesa e illusione. \n\n\n\nCon la curatela di Matteo Rapanà e Alessia Locatelli\, in occasione dell’Anno Internazionale della Preservazione dei Ghiacciai\, il Museo Alto Garda dedica così all’artista romano la mostra “Claudio Orlandi. Ultimate Landscapes. L’illusione del ghiaccio”\, accogliendo nella Pinacoteca del museo e per la prima volta in un’istituzione pubblica l’intera produzione del progetto\, articolata in tredici serie fotografiche che raccontano un viaggio durato quasi due decenni. \n\n\n\nSin dal 2008 Orlandi esplora i ghiacciai delle Alpi costruendo un linguaggio che fonde documentazione e visione estetica. Le sue immagini non si limitano a registrare il ritiro del ghiaccio\, ma ne svelano la complessità attraverso dettagli che diventano materia narrativa: pieghe\, strappi\, cuciture dei teli artificiali si confondono con la trama naturale del ghiaccio\, generando forme quasi astratte\, ma intrise di senso. In questi paesaggi estremi\, ciò che emerge è la fragilità del rapporto tra uomo e natura\, la tensione tra conservazione e controllo\, tra la volontà di salvare e quella – forse inconsapevole – di perpetuare un modello non più sostenibile. \n\n\n\nIl percorso espositivo restituisce la profondità di questa ricerca\, in cui ogni serie diventa un capitolo autonomo di un racconto in continua evoluzione. Dal Rhonegletscher svizzero allo Stelvio\, fino alla recente salita in Marmolada\, “Regina delle Dolomiti”\, Orlandi cattura la trasformazione del paesaggio alpino con un linguaggio di malinconica bellezza. Nei suoi scatti\, la luce disegna trame mutevoli\, i teli si ripiegano come sudari\, la montagna respira e si ritrae\, lasciando intravedere la fine di un’era. Come ha scritto Maria Fratelli\, “sono sudari” – veli di una memoria che si scioglie. \n\n\n\nLa mostra si inserisce nel percorso di riflessione che il Museo Alto Garda dedica alle trasformazioni ambientali e sociali contemporanee. “I musei oggi sono luoghi di dialogo e di interpretazione del presente – affermano i curatori – capaci di interrogare la realtà e di immaginare il futuro. Il progetto di Orlandi ci invita a fermarci\, a osservare\, a interrogarci su quale modello di sviluppo vogliamo per la montagna e per il pianeta che abitiamo”. \n\n\n\nCon Ultimate Landscapes la fotografia si fa linguaggio etico\, strumento di conoscenza e di partecipazione\, capace di tradurre l’urgenza ambientale in esperienza emotiva. Ogni immagine diventa una soglia\, un varco tra la bellezza e la perdita\, tra la forza della natura e la vulnerabilità dell’uomo. E in questa sospensione – tra ciò che resta e ciò che si scioglie – si apre lo spazio di una consapevolezza nuova: il paesaggio\, ultimo\, è anche il primo segno del nostro futuro. \n\n\n\nIn occasione della mostra\, la narrazione fotografica di Claudio Orlandi incontra l’installazione sonora creata dal sud designer Alessio Mosti che si fa “voce” dello stesso ghiacciaio\, suono fisico dello sgretolamento registrato\, ripetuto e reso musica. Per la composizione del sound Katabasis\, Alessio Mosti ha utilizzato dei campionamenti sonori rilevati in Antartide relativi al collasso delle piattaforme di ghiaccio\, fenomeno ormai conosciuto come calving: il materiale sonoro è stato rielaborato\, manipolato \n\n\n\nInaugurazione: sabato 28 novembre 2025\, ore 18:00Periodo di apertura: 29 novembre 2025 – 14 giugno 2026Orari e biglietti: intero €5 – ridotto €4Info: info@museoaltogarda.it – www.museoaltogarda.it – 0464 573869
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SUMMARY:"UOMINI O CAPORALI" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Dal 28 al 30 novembre il palcoscenico dell’Altrove Teatro Studio accoglie  UOMINI O CAPORALI\, spettacolo di e con Francesco Stella\, diretto da Nicola Pistoia. \n\n\n\nUomini o caporali è un intenso monologo teatrale che affronta il tema del caporalato nell’Agro Pontino\, attraverso lo sguardo di Jasnoor\, un giovane immigrato proveniente dal Punjab. La storia\, riduzione teatrale del podcast omonimo del 2022\, porta in scena il viaggio di Jasnoor\, partendo dal debito insostenibile contratto per raggiungere l’Italia fino alla dura realtà della schiavitù moderna nei campi agricoli italiani. Il racconto attraversa momenti di dolore\, speranza e coraggio\, con una narrazione che intreccia il dramma personale di Jasnoor con quello collettivo di migliaia di invisibili che vivono e lavorano in condizioni disumane. Tra dialoghi intensi e cambi di registro narrativo\, la pièce alterna scene di profondo realismo a momenti poetici\, illuminando il potere della dignità e dell’amore come strumenti di resistenza. Il gioco nazionale indiano del kabaddi diventa metafora di sopravvivenza\, trasformandosi nel respiro stesso di chi lotta per restare umano in un sistema che tenta di disumanizzarlo. \n\n\n\nUomini o caporali vuole sensibilizzare il pubblico su un fenomeno spesso taciuto o poco conosciuto\, il caporalato\, mostrando il lato umano delle vittime di questo sistema. La pièce denuncia\, educa e offre uno spunto di riflessione profondo sulla responsabilità collettiva che tutti condividiamo come consumatori\, cittadini e membri di una società globalizzata. L’allestimento è minimalista\, con un uso evocativo delle luci e dei suoni per sottolineare i momenti più intensi. La voce dell’attore\, i silenzi e le pause dialogano con gli effetti sonori\, rendendo il pubblico testimone diretto di un’esperienza tanto crudele quanto universale.i \n\n\n\nSPETTACOLI \n\n\n\nVenerdì e sabato ore 20 \n\n\n\nDomenica ore 17 \n\n\n\nBiglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€ \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413\, email ipensieridellaltrove@gmail.com
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LOCATION:Altrove Teatro Studio\, Via Giorgio Scalia\, 53\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:"Il principe dei sogni belli" al Teatro Biblioteca Quarticciolo
DESCRIPTION:Dal 28 al 30 novembre al Teatro Biblioteca Quarticciolo arriva\, per la prima volta a Roma\, Il principe dei sogni belli\, testo scritto da Tobia Rossi– giovane autore molto attento ai temi dell’inclusione e della diversity – einterpretato da Noemi Francesca e Riccardo Festa. Una favola amara sul desiderio\, la paura e la crescita. Regia e luci di Pierpaolo Sepe. \n\n\n\nIn un McDonald’s ai margini di una cittadina di provincia\, in un pomeriggio che cambierà per sempre tre vite\, Elio – un padre di mezza età – incontra Dragon\, ventenne dai capelli azzurri. Non cerca qualcosa per sé\, ma per suo figlio Bruno (Joshi)\, autistico e chiuso al mondo\, che desidera con urgenza il suo primo rapporto sessuale. Lo vuole solo con Dragon\, identico al protagonista del suo manga preferito. \n\n\n\nDa questo accordo\, fragile e controverso\, prende forma un dramma intimo che interroga desiderio\, paura e responsabilità genitoriale. Dialoghi tesi e situazioni al limite svelano la complessità dei legami umani e il peso delle menzogne che ci educano e ci definiscono. Non solo uno spettacolo\, ma uno specchio che ci costringe a guardare le contraddizioni che attraversano la nostra società. \n\n\n\nNote di regia – Il principe dei sogni belli sembra quasi il titolo di una fiaba\, oppure di un fumetto\, o ancora di un romanzo di avventura; comunque di una storia in grado di rimandare ad una certa rappresentazione che del reale non sia solo lo specchio\, bensì l’evocazione di un suo raddoppiamento. Che cosa di un testo teatrale non si vede? Che cosa di un personaggio\, di una storia\, di un conflitto resta per lo più fuori campo?  In realtà è il titolo di un testo scritto da Tobia Rossi\, giovane autore fresco vincitore del premio Carlo Annoni.  Il tema controverso e spesso poco indagato della scoperta della sessualità nei ragazzi disabili è solo una delle possibili prospettive di sguardo su questa vicenda\, la più immediata\, che ci investe con tutta la sua necessità e che tocca un tema politico e comunitario. Ma è chiaro fin da subito che in gioco ci sono altri elementi\, altrettanto politici\, altrettanto incandescenti\, che tracciano una linea di continuità tra lo spaesamento di una generazione di adulti nei confronti di una nuova generazione\, quella dei figli\, che non comprendono e con cui non riescono a comunicare\, fino alla totale mercificazione del piacere\, alla sua trasformazione in un bene acquistabile e dunque misurabile\, passando per l’abisso del linguaggio e la sua parcellizzazione e sclerosi.  \n\n\n\nDomenica 30 novembre\, al termine della replica\, medierà l’incontro con la compagnia Laura Palmieri\, nell’ambito del progetto Staffetta critica (v. calendario completo). \n\n\n\n—————————————— \n\n\n\nPierpaolo Sepe comincia a lavorare come aiuto regia di Giancarlo Sepe con lo spettacolo Processo a Gesù di Diego Fabbri. Nel 1991 inizia la sua attività di regista teatrale e da allora firma oltre sessanta regie. Nel 1997 incomincia la sua collaborazione con il Nuovo Teatro Nuovo di Napoli\, con il quale ha messo in scena numerose produzioni tra le quali Finale Di Partita di Samuel Beckett\, Edoardo II di Christopher Marlowe\, 4.48 Psychosis di Sarah Kane\, Per Un Pezzo Di Pane e Il Soldato Americano di Rainer Werner Fassbinder. Nel 2007 partecipa alla Biennale Teatro di Venezia con Il Feudatario di Goldoni\, riscritto da Letizia Russo. Nel 2013 dirige Maria Paiato nella Medea di Seneca. Nel 2015 torna a lavorare sul teatro di Sarah Kane mettendo in scena Crave al Napoli Teatro Festival. Premi: 2005 Premio Flaiano Miglior Regista Teatrale; 2012 Premio Nazionale della Critica come miglior spettacolo con Le cinque rose di Jennifer. \n\n\n\nIl Teatro Biblioteca Quarticciolo è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. La programmazione artistica e culturale è affidata all’RTI costituito da Cranpi e Orbita | Spellbound Centro Nazionale di produzione della Danza. La programmazione dei Teatri in Comune 2025-2026 è finanziata dall’Unione Europea\, Next Generation EU nell’ambito del PNRR. \n\n\n\n_______________________Prossimi spettacoli \n\n\n\n13 dicembre ore 20:30 – 14 dicembre ore 17 \n\n\n\nDario De Luca \n\n\n\nIL VANGELO SECONDO ANTONIO \n\n\n\nPer info e prenotazioni \n\n\n\npromozione.tbq@cranpi.com
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LOCATION:Teatro Biblioteca Quarticciolo\, via Ostuni 8\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:“Basso napoletano” al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Venerdì 28 novembre 2025\, alle ore 21\, al Teatro Garage è in scena lo spettacolo “Basso napoletano”\, una produzione Le belle bandiere con Marco Sgrosso (elaborazione drammaturgica\, mise en espace e voce) Felice Del Gaudio (contrabbasso).       Il titolo fa parte della sezione “Progetto da Salotto”\, un ciclo di spettacoli con allestimenti agili che si possono facilmente rappresentare in piccoli spazi come\, appunto\, un salotto\, nato da un’idea di Alessandra Frabetti. \n\n\n\n«“Basso Napoletano” nasce da un’antica voglia di collaborazione\, da un’amicizia collaudata e da una reciproca stima artistica tra me e Felice – racconta l’autore Marco Sgrosso – Siamo partiti dall’idea di una jam-session tra contrabbasso e voce per costruire insieme un percorso tra le sonorità e le parole di una ‘napoletanità’ primitiva\, a tratti brutale e anche scurrile. Nell’elaborazione drammaturgica\, ho attinto per frammenti – uniti da un filo umorale ed emotivo più che narrativo – ad opere che spaziano da Eduardo De Filippo e Raffaele Viviani a Totò e Roberto De Simone\, da Ferdinando Russo e Angelo Manna ai toni più aspri e immaginifici di Enzo Moscato\, strizzando l’occhio ai testi di canzoni celebri\, reinterpretandone liberamente parole e suoni nell’ottica di un concerto per voce e contrabbasso. Il nostro viaggio inizia dal sonno inquieto di una Napoli sotterranea e apocalittica e prosegue nelle spirali di un’allucinazione sospesa tra dramma e farsa\, attraversando alcuni ‘topos’ classici della drammaturgia e della cultura partenopea: le sopraffazioni\, le imprecazioni\, la preghiera\, il sogno che diventa incubo\, le serenate romantiche\, l’amore mercificato\, il sonno malato e indolente. E trova voce e suono il lamento di una città dalla vitalità scatenata ma ‘guastata’ dalla guerra\, che cerca un risveglio della coscienza nell’armonia placata di una ‘pace senza morte’. Lo spettacolo è nato come dedica a Leo de Berardinis\, indimenticabile maestro e compagno di strada». \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità.
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SUMMARY:"Piedi Nudi e Parole Crude" alla "Città Visibile"
DESCRIPTION:Maria Concetta Borgese e Guido Lomoro\, dopo il grande successo della scorsa stagione\, tornano venerdì 28 novembre all’Auditorium Municipale Pasquale De Angelis (Via Renato Cesarini\, 2 – VIII Municipio) con Piedi nudi e parole crude\, uno spettacolo che intreccia poesia\, danza e musica in un’unica\, intensa narrazione emotiva. \n\n\n\nLa nuova versione porta con sé una sorpresa: accanto ai testi di Antonio Veneziani\, trovano spazio anche versi originali firmati da Borgese e Lomoro. Sul palco\, le parole crude di un poeta e i piedi nudi di una ballerina si incontrano per raccontare una storia vera\, vibrante\, capace di toccare le corde più intime dello spettatore. \n\n\n\nUno spettacolo da non perdere per chi ama l’arte che nasce dal corpo\, dalla voce e dall’anima.  \n\n\n\nUn dialogo nell’empatia e nella simbiosi. Quello tra il poeta con le sue parole crude e la ballerina con i suoi piedi nudi. \n\n\n\nIl poeta che “non accetta lezioni di vita”\, che è “solo\, sempre maledettamente solo”\, “inaccessibile anche al vento più insistente\, ma che sa di meritare “un po’ di tenerezza” e che decide “di accogliere un sorriso\, così come il pianto accolsi alla mia prima nascita” \n\n\n\nIn un vortice di parole poetiche e movimento uniti in un’unica armonia che va a fondersi con la musica si snoda il tutto. Ecco che vanno a toccarsi le corde più profonde ed estreme di due anime\, bisognose l’una dell’altra\, complici nell’esplorare tutte le sfumature del pensiero e dell’esistenza\, nell’affondare se stesse in tutti i colori\, dai più tetri ai più sorridenti\, del percorso umano. Anime complici fino allo spasimo perché intrise di reciproca fiducia. \n\n\n\nLa consapevolezza di sé\, dei propri limiti ma anche delle proprie possibilità. L’accettazione dell’altro guardando a sé stessi con severa magnanimità. L’esplorazione di spiragli di vita. La costruzione di un futuro fragile ma ricco di sé stessi. Il tentativo di camminare insieme per sempre. \n\n\n\nMa anche di saper percorrere in solitudine il proprio cammino. Sempre con la certezza che l’alito dell’altro saprà scaldare i propri passi. Una storia vera che\, proprio perché così profondamente mescolata al sangue e alla carne di ognuno\, non poteva che essere raccontata con le parole della poesia. E con quelle del corpo. \n\n\n\nInfo: \n\n\n\nIngresso agli spettacoli: gratuito\, fino a esaurimento posti  \n\n\n\ninfo@lacittavisibile.com / 334.20.22.448 (solo whatsapp)
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LOCATION:Auditorium Municipale Pasquale De Angelis\, Via Aldo Ballarin snc\, Roma\, ITA\, 00142\, Italy
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