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SUMMARY:Si conclude l'ESTATE FIESOLANA al Teatro Romano di Fiesole
DESCRIPTION:Dallla prossima settimana saranno in scena sul palco fiesolano gli ultimi appuntamenti di ESTATE FIESOLANA\, il festival organizzato anche per questa edizione da PRG S.r.l. e Associazione Music Pool – aggiudicatarie per la gestione del festival dal bando indetto dal Comune di Fiesole – unitamente alla Amministrazione Comunale di Fiesole. \n\n\n\nDopo una programmazione iniziata il 9 giugno si sono susseguite in continuità serate di prosa\, teatro classico\, musica leggera\, jazz e d’autore\, italiana ed internazionale\, hanno trovato spazio la danza classica e contemporanea e le Orchestre nelle varie formazioni\, oltre alla consueta rassegna cinematografica curate dalla Fondazione Stensen. \n\n\n\nLe proposte del cartellone sono rese possibili grazie al contributo del Comune di Fiesole\, della Fondazione CR Firenze\, della Regione Toscana\, della Città Metropolitana e del Ministero della Cultura\, in collaborazione con Autolinee Toscane\, oltre al sostegno delle aziende toscane Dorin\, Chianti Banca\, Unicoop Firenze\, Sammontana\, Publiacqua e Uovo del Casentino. \n\n\n\nArrivederci alla prossima edizione\, la numero 80! \n\n\n\nInizio spettacoli ore 21 \n\n\n\nMartedì 8 Settembre  \n\n\n\nALLA SCOPERTA DI MORRICONE – ENSEMBLE SYMPHONY ORCHESTRA DIRETTA DA GIACOMO LOPRIENO \n\n\n\nLEGGI QUI https://www.bitconcerti.it/alla-scoperta-di-morricone-estate-fiesolana-2026.html \n\n\n\nMercoledì 9 Settembre \n\n\n\nMASSIMO RECALCATI – GENITORI OGGI\, UN MESTIERE IMPOSSIBILE \n\n\n\nLeggi qui https://www.bitconcerti.it/massimo-recalcati-estate-fiesolana.html \n\n\n\nVenerdì 11 Settembre  \n\n\n\nVOGLIO VEDERTI DANZARE – IL CONCERTO – OMAGGIO A FRANCO BATTIATO \n\n\n\nLeggi qui https://www.bitconcerti.it/voglio-vederti-danzare-estate-fiesolana-2026.html \n\n\n\nINFORMAZIONI GENERALI \n\n\n\nIngresso al teatro ore 20.00 \n\n\n\nBar all’interno dell’area del teatro aperto fino al termine dello spettacolo.
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SUMMARY:Human Rights Film Fest a Roma
DESCRIPTION:Human Rights Film Fest torna a Roma per la seconda edizione dal 9 al 13 settembre 2026 con un programma ricco di proiezioni\, incontri e ospiti internazionali. Ideato da Iuliia Vdovina e organizzato da Ars Mundi APS\, il festival trasformerà ancora una volta il Parco del Torrione Prenestino in uno spazio aperto di confronto\, partecipazione e dialogo\, dove il cinema diventa strumento di conoscenza\, memoria e difesa dei diritti umani.L’edizione 2026 propone cinque serate tematiche dedicate a Palestina\, Sudan\, Afghanistan\, Myanmar e ai diritti dei popoli indigeni dell’Amazzonia\, con documentari premiati nei principali festival internazionali\, incontri con giornalisti\, registi\, ricercatori e difensori dei diritti umani\, oltre al SHORTS FOR RIGHTS – Concorso Internazionale di Cortometraggi per i Diritti Umani.La call internazionale ha raccolto oltre 180 cortometraggi provenienti da più di 50 Paesi\, confermando la crescente rilevanza internazionale del festival e offrendo uno sguardo sulle principali questioni sociali e politiche del nostro tempo. I dieci cortometraggi finalisti saranno proiettati durante il festival e il 12 settembre saranno annunciati i vincitori. Il festival si aprirà mercoledì 9 settembre con una serata dedicata alla Palestina. Dopo la presentazione ufficiale della manifestazione\, il talk “Palestina oggi: vivere\, resistere\, testimoniare” riunirà la scrittrice italo-palestinese Sarah Mustafa\, l’attivista Maya Issa e rappresentanti di Amnesty International Italia per un confronto sulla situazione attuale\, il ruolo della testimonianza e la difesa dei diritti umani.La serata proseguirà con la proiezione dei cortometraggi finalisti del SHORTS FOR RIGHTS – Concorso Internazionale di Cortometraggi per i Diritti Umani: Between Sky and Sea di Ismail Abu Hatab (Palestina\, 2025)\, un’opera prevalentemente priva di parole che documenta la vita quotidiana durante lo sfollamento a Gaza nel 2024; Every Grain of Dirt di Aya Chouaib e Julie Mallat(Libano\, 2026)\, girato nel Sud del Libano tra sfollamenti\, guerra e resistenza di chi sceglie di rimanere nella propria terra; e il film d’animazione OPEN UP! di Nyul Stella Vivien (Ungheria\, 2026)\, che affronta il tema della tratta di esseri umani attraverso il punto di vista del responsabile.A seguire saranno proiettati A State of Passion di Carol Mansour e Muna Khalidi (2024)\, intenso ritratto del medico palestinese Ghassan Abu Sittah durante la guerra a Gaza\, e Gli Accampamenti di Kei Pritsker e Michael T. Workman(2025)\, documentario dedicato alle mobilitazioni studentesche internazionali a sostegno di Gaza. Giovedì 10 settembre il festival accenderà i riflettori sul Sudan\, al centro di una delle più gravi e meno raccontate crisi umanitarie del nostro tempo. Il talk “La guerra dimenticata: società civile\, diritti umani e futuro” vedrà la partecipazione di Riccardo Noury\, portavoce di Amnesty International Italia\, Adam Boschi\, rappresentante della comunità sudanese di Roma e dell’attivista indipendente Yasmine Accardo\, per approfondire il conflitto in corso e le sue conseguenze sulla popolazione civile.La serata proseguirà con la proiezione dei cortometraggi finalisti del SHORTS FOR RIGHTS: Feel It From My Words di John RG Lacey (Nuova Zelanda\, 2025)\, che racconta attraverso una performance personale il viaggio di un musicista costretto a fuggire dal proprio Paese e a confrontarsi con il mondo del traffico di esseri umani; Coal Diggers of India di Ashutosh Popat Jare (India\, 2025)\, che porta lo spettatore nelle miniere di Jharia\, dove intere comunità continuano a vivere e lavorare su un territorio minacciato da incendi sotterranei che bruciano da oltre un secolo; e Beach Inna Bondage: The Fight for Jamaica’s Coastline di Emiel Martens ed Elsie Vermeer (Giamaica/Pausi Bassi\, 2026)\, dedicato alla mobilitazione contro la privatizzazione delle coste della Giamaica.La serata proseguirà con la proiezione di Onwards! (Giddam!) di Hamad Gamal e Sarah Bachellerie (2025)\, dedicato alla rivoluzione sudanese e alle speranze di cambiamento della società civile\, e di Khartoum di Anas Saeed\, Rawia Alhag\, Ibrahim Snoopy\, Timeea Mohamed Ahmed e Philip Cox (2025)\, un intenso racconto corale sulla guerra e sull’esilio\, presentato e premiato nei principali festival internazionali.Venerdì 11 settembre sarà dedicato all’Afghanistan\, con un approfondimento sulla condizione delle donne e della società civile. Interverranno Simona Lanzoni (Fondazione Pangea)\, la regista afghana Alka Sadat in collegamento\, l’attivista e giornalista afghana Rahel Saya e Francesca Patrizi\, rappresentante del CISDA – Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane. Accanto alla lettura di Rahel Saya\, saranno proiettati i cortometraggi finalisti del SHORTS FOR RIGHTS: Melatonin di Hannaneh Daliri (Iran\, 2026)\, che affronta attraverso lo sguardo di un adolescente temi legati al trauma\, alla paura e alle conseguenze degli abusi; Those Who Lit Their Own Light di Mehrubon Alizoda (Uzbekistan\, 2025)\, che segue il percorso di una giovane donna cieca alle prese con il rifiuto familiare e la pressione sociale; Completely Different\, Exactly the Same di Marianna Giorgia Marchesini (Italia/Montenegro\, 2025)\, che attraverso la storia di un’attivista femminista nei Balcani affronta i temi del patriarcato\, dei nazionalismi e della solidarietà; e The Odds of Survival di Amir Hossien Noroozi (Iran\, 2025)\, che racconta le scelte impossibili di un padre che cerca di proteggere i propri figli durante i bombardamenti.La serata proseguirà con The Female Voice of Afghanistan: Life After Life di Andreas Rochholl\, Yalda Yazdani e Sebastian Leitner (2022)\, un documentario che segue alcune cantanti afghane negli ultimi giorni di libertà prima del ritorno dei talebani al potere\, trasformandosi nella testimonianza di un mondo destinato a scomparire e del silenziamento delle voci femminili in Afghanistan\, e Writing Hawa di Najiba Noori (2024)\, pluripremiato documentario che racconta il percorso di emancipazione di tre generazioni di donne afghane\, mostrando come il ritorno dei talebani abbia spezzato sogni e conquiste\, ma non il desiderio di libertà e autodeterminazione. Sabato 12 settembre il festival celebrerà la cerimonia di premiazione del Concorso Internazionale di Cortometraggi\, seguita dalla proiezione delle opere vincitrici. La serata proseguirà con il focus dedicato al Myanmar\, attraverso il talk “Birmania: vite sospese\, diritti negati”\, con la partecipazione di Albertina Soliani\, già senatrice e presidente onoraria dell’Associazione per l’Amicizia Italia-Birmania\, e di Naw Susanna Hla Hla Soe\, già Ministra del Governo di Unità Nazionale del Myanmar\, (in collegamento). A seguire saranno proiettati Thabyay: Creative Resistance in Myanmar di Jeanne Hallacy (2025)\, che segue quattro attivisti e artisti birmani impegnati a contrastare la dittatura militare attraverso poesia\, musica e arti visive\, mostrando il potere della creatività come forma di resistenza non violenta\, e Song of Souls di Sai Naw Kham (2023)\, intenso ritratto dello Stato Shan\, dove una celebre cantante popolare intreccia i propri canti alle tradizioni\, ai rituali e alle ferite di un territorio segnato da oltre sessant’anni di conflitto\, trasformando la memoria culturale in un atto di resilienza.  L’ultima giornata\, il 13 settembre\, sarà dedicata ai diritti dei popoli indigeni e alla tutela dell’Amazzonia. Il talk “Voci dalla foresta: resistenza e autodeterminazione dei popoli indigeni” vedrà la partecipazione di Francesca Casella\, la direttrice di Survival International Italia e del giornalista Paolo Venezia. La serata proseguirà con la proiezione delle testimonianze del progetto Voci Indigene\, seguite da Holding Up the Sky di Pieter Van Eecke (2023)\, un intenso ritratto del leader e sciamano yanomami Davi Kopenawa\, che intreccia la sua battaglia per difendere la foresta amazzonica e il suo popolo dalla devastazione causata dall’estrazione illegale dell’oro con una profonda riflessione sul rapporto tra umanità e natura. A chiudere il festival sarà I nemici del popolo di Andrea Marinelli (2026)\, ambientato nell’Amazzonia ecuadoriana\, un documentario che racconta l’impatto dello sfruttamento petrolifero sulle comunità indigene e sull’ambiente\, dando voce a chi continua a difendere il proprio territorio e i diritti delle popolazioni locali nonostante minacce e pressioni. Oltre alle proiezioni e agli incontri\, il pubblico potrà vivere il festival anche attraverso un’area food\, aperta ogni sera dalle 18.00 a mezzanotte\, curata da Cooperativa Sociale Barikamà e con il coinvolgimento di diverse comunità internazionali presenti a Roma. Pensata per accompagnare il pubblico dall’aperitivo alla cena\, l’area proporrà una selezione di piatti preparati con ingredienti provenienti dagli orti biologici della cooperativa Barikama\, insieme a bevande analcoliche\, birre\, vini e cocktail.  Attraverso queste collaborazioni\, il festival si conferma uno spazio di dialogo tra cinema\, società civile e comunità locali\, promuovendo una cultura dei diritti umani capace di creare connessioni tra territori\, esperienze e generazioni.Human Rights Film Fest è organizzato da Ars Mundi APS e promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura”. Human Rights Film Fest è un progetto sociale che trasforma spazi urbani periferici in luoghi di cultura e partecipazione.
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SUMMARY:Cadenze Letterarie a Notti di Cinema a Piazza Vittorio
DESCRIPTION:Il 9 settembre alle ore 19:30 Cadenze Letterarie torna a Roma e porta il suo modo di raccontare i libri sul palco di Notti di Cinema a Piazza Vittorio\, all’interno della programmazione di CineVillage Roma. \n\n\n\nMercoledì 9 settembre 2026 alle ore 19:30\, nei Giardini Nicola Calipari di Piazza Vittorio Emanuele II\, Cadenze Letterarie proporrà un nuovo incontro a ingresso libero nel quale letteratura\, dialogo\, letture artistiche\, musica dal vivo e arti visive si incontreranno intorno a un unico tema. \n\n\n\nAl centro della serata ci sarà Ombre e Luci di un Cammino di Dino Tropea\, pubblicato da Laura Capone Editore. Un libro attraversato da memoria\, esperienze\, cadute e ripartenze\, dedicato anche alla memoria dell’artista Cristoforo Russo\, scomparso prematuramente nel 2024. \n\n\n\nDa queste pagine nascerà il confronto di Piazza Vittorio: non soltanto una presentazione del volume\, ma un percorso intorno alle assenze\, alle esperienze che trasformano\, alla consapevolezza e alla possibilità di ricominciare. \n\n\n\nA guidare il pubblico attraverso i diversi momenti della serata saranno Sergio Mingrone e Maria Grazia Imbimbo\, chiamati a mantenere il filo tra il libro\, gli interventi e i linguaggi artistici. \n\n\n\nSergio Mingrone accompagnerà il confronto mettendo in relazione i diversi passaggi dell’incontro e favorendo il dialogo tra i protagonisti. \n\n\n\nMaria Grazia Imbimbo contribuirà alla conduzione e alla lettura dei temi dell’opera\, accompagnando il pubblico nel passaggio dalla pagina alle riflessioni che il libro può generare. \n\n\n\nImmacolata Savarese porterà il proprio contributo sui temi umani del racconto e parteciperà anche alla dimensione interpretativa della serata attraverso alcune letture tratte dall’opera. \n\n\n\nSonia Buscemi\, psicologa\, affronterà invece le risonanze emotive legate a memoria\, perdita\, cadute e ripartenze\, offrendo una chiave di approfondimento coerente con il percorso umano raccontato nel libro. \n\n\n\nValentina Spagnolo\, direttrice di Nuovaera Magazine\, entrerà nel dialogo attraverso il rapporto tra parola e immagine e accompagnerà il maestro Salvatore Fazio nella presentazione dell’opera realizzata per l’occasione. \n\n\n\nCinque presenze con funzioni differenti\, dunque\, ma unite dalla stessa intenzione: trasformare il libro in uno spazio di confronto e non in una semplice successione di interventi. \n\n\n\nAlla conversazione si affiancherà la voce di Francesca Stajano Briganti\, attrice già presente nel percorso di Cadenze Letterarie\, che interpreterà alcuni passaggi di Ombre e Luci di un Cammino. \n\n\n\nAccanto a lei\, anche Immacolata Savarese porterà la parola scritta fuori dalla pagina attraverso la lettura. \n\n\n\nIl loro contributo nasce da uno dei principi del format: un testo può essere spiegato\, ma può anche essere ascoltato e percepito diversamente quando una voce gli restituisce ritmo\, silenzi ed emozione. \n\n\n\nLa componente musicale sarà affidata a Melissa Nasti e la mamma Roberta\, Le Nasti Girls\, presenza già riconoscibile in diverse tappe di Cadenze Letterarie. \n\n\n\nIl loro ruolo non sarà quello di creare un semplice intervallo musicale. I brani saranno inseriti nel percorso della serata e scelti in relazione alle atmosfere e ai temi affrontati. \n\n\n\nÈ proprio questa relazione tra parola e musica ad aver caratterizzato le loro precedenti partecipazioni: la musica entra nel racconto e diventa un altro modo di interpretarne il contenuto. \n\n\n\nLe arti visive saranno rappresentate dal maestro Salvatore Fazio\, che ha accompagnato diverse tappe di Cadenze Letterarie con opere messe in relazione con i libri e con i temi affrontati. \n\n\n\nNel corso di questo percorso Fazio ha realizzato anche un’opera dedicata alla stessa Cadenze Letterarie\, traducendo visivamente l’incontro fra letteratura\, musica e arti. \n\n\n\nA Piazza Vittorio presenterà un nuovo lavoro\, intitolato anch’esso Ombre e Luci di un Cammino e creato appositamente per il libro di Dino Tropea. \n\n\n\nSarà Valentina Spagnolo a dialogare con lui\, accompagnando il pubblico nel passaggio dalla scrittura all’immagine e nel racconto di come suggestioni\, emozioni e temi letterari possano diventare materia pittorica. \n\n\n\nAnche in questo caso\, quindi\, l’opera non sarà una presenza decorativa sul palco\, ma una vera interpretazione del libro attraverso un linguaggio differente. \n\n\n\nL’appuntamento si svolgerà nell’ambito di Notti di Cinema a Piazza Vittorio\, nella programmazione di CineVillage Roma. \n\n\n\nL’arrivo di Cadenze Letterarie in questo spazio è stato possibile anche attraverso il dialogo con il regista Riccardo Ferrero\, che ha aperto al progetto uno spazio all’interno della manifestazione romana. \n\n\n\nPortare un libro in una piazza e in un contesto legato al cinema significa anche provare a raggiungere persone che normalmente non sceglierebbero una tradizionale presentazione letteraria. \n\n\n\nPer una sera\, dunque\, Piazza Vittorio entrerà direttamente nel racconto\, diventando il luogo nel quale libro\, parola\, psicologia\, interpretazione\, musica e pittura potranno incontrare la città. \n\n\n\nLa scelta dei Giardini Nicola Calipari avrà inoltre per Dino Tropea un significato personale\, legato al ricordo della vicenda che seguì professionalmente nella notte del 4 marzo 2005. In una serata dedicata anche alla memoria e a ciò che rimane delle persone\, il nome di Nicola Calipari acquisterà così una risonanza particolare\, senza bisogno di retorica. \n\n\n\nMercoledì 9 settembre 2026 – ore 19:30Piazza Vittorio Emanuele II – Giardini Nicola Calipari\, RomaIngresso libero
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SUMMARY:“L’ultimo spettacolo” al Festival Internazionale di Taormina
DESCRIPTION:Roberto Lipari arriva il 9 settembre al Teatro Antico di Taormina con “L’ultimo spettacolo”\, nell’ambito del Festival Internazionale Taormina Arte 2026\, con la direzione artistica di Simona Celi. \n\n\n\nIl nuovo monologo “L’ultimo spettacolo”\, prodotto dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia\, nasce da una domanda: se per un comico la prima volta sul palco non si scorda mai\, cosa accade quando arriva l’ultima? Sarà la più divertente\, la più surreale\, la più personale? Da qui prende forma un monologo in cui Lipari conduce il pubblico in un viaggio introspettivo e\, per la prima volta\, parla della propria vita\, dei paradossi della quotidianità\, dei dubbi e dei sogni. \n\n\n\nSenza rinunciare allo sguardo sulla società e sulle generazioni\, lo spettacolo procede tra risate\, riflessioni e interrogativi\, fino alla domanda che accompagna l’intero racconto: sarà davvero questo l’ultimo spettacolo?Il testo è scritto da Roberto Lipari con Ignazio Rosato ed è prodotto e distribuito da Tramp Management.Comico\, attore\, autore e regista siciliano\, Roberto Lipari si è imposto nel 2016 vincendo il talent “Eccezionale Veramente” su La7. \n\n\n\nNella stagione 2016/2017 è entrato nel cast di Colorado\, tornando poi a “Eccezionale Veramente” come co-conduttore. Dal 2019 fa parte di Striscia la Notizia come inviato e\, dal 2021\, anche come conduttore al fianco di Sergio Friscia. Nel 2022 ha partecipato al ritorno di Zelig\, mentre dal 2023 è nel cast di Only Fun – Comico Show\, di cui è componente fisso anche nella stagione 2025/2026.Parallelamente alla televisione\, Lipari ha sviluppato un percorso cinematografico come autore\, interprete e regista. Nel 2019 è autore e protagonista di “Tuttapposto”; nel 2023 firma “So tutto di te”\, nel quale è protagonista\, sceneggiatore e regista\, con Leo Gullotta nel cast; nel 2026 torna sul grande schermo con “Cena di Classe”\, di cui è tra gli sceneggiatori e i protagonisti. \n\n\n\nIl suo precedente spettacolo “E ho detto tutto” è diventato anche un one man show per la prima serata di Italia 1. \n\n\n\n \n\n\n\nLINK BIGLIETTI ON LINE \n\n\n\nhttps://www.ticketone.it/event/roberto-lipari-lultimo-spettacolo-teatro-antico-di-taormina-21981211 \n\n\n\nhttps://www.ctbox.it/C1/6209/Content.aspx/Eventi/ROBERTO_LIPARI_in_%22LULTIMO_SPETTACOLO%22_09_09_2026
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SUMMARY:"Visioni di Roma" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:A cento anni dalla nascita\, l’eredità artistica\, politica e umana di Dario Fo torna sul palcoscenico per inaugurare “Visioni di Roma“\, rassegna cittadina di teatro\, musica e poesia in programma dal 9 al 20 settembre 2026 presso il Teatro de’ Servi\, con la direzione artistica di Pino Strabioli. Ad aprire il cartellone\, mercoledì 9 settembre\, sarà lo stesso Strabioli con “Stasera Fo“\, uno spettacolo-evento da lui ideato e interpretato. tra i volti protagonisti della rassegna ci saranno tra gli altri anche Paola Minaccioni\, Iaia Forte\, Ariele Vincenti\, Manuela Zero\, Simone Avincola. \n\n\n\n«Celebrare il centenario di Dario Fo non è solo un atto di memoria\, ma un’immersione in un teatro civile che conserva intatta la sua graffiante attualità – sottolinea Pino Strabioli –. Porteremo in scena la satira\, l’impegno e la libertà creativa di un Premio Nobel che ha scardinato le regole del palcoscenico\, senza mai dimenticare la figura centrale di Franca Rame\, fulcro imprescindibile di questo straordinario sodalizio umano e artistico».  \n\n\n\nL’apertura dedicata al Maestro delinea l’impianto narrativo dell’intero spettacolo: una drammaturgia che intreccia racconti\, materiale di repertorio con filmati rari e letture sceniche\, offrendo uno spaccato della vita irriverente e poetica di Fo e restituendo al pubblico la potenza della sua voce civile.  \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Sotto la guida organizzativa di Adarte S.r.l.s. e La Bilancia Soc. Coop.\, il festival si articola in undici spettacoli e due laboratori formativi gratuiti\, uniti da un preciso filo conduttore: far dialogare la tradizione letteraria del passato con le complesse tematiche sociali del presente\, tracciando una mappatura dell’identità culturale cittadina e nazionale.  \n\n\n\nSeguendo questa linea editoriale\, il cartellone si sviluppa su un doppio binario. Da un lato\, il recupero del patrimonio storico\, che vedrà in scena il reading “Lettera a Matilda” sull’opera di Andrea Camilleri (10 settembre) con Andrea Verticchio\, diretto da Luca Ferrini e l’esplorazione della lingua di Giuseppe Gioachino Belli con Paola Minaccioni in “Urlo di Roma” (13 settembre). Il ritratto della Capitale proseguirà con la figura di Trilussa raccontata da Ariele Vincenti (17 settembre) ne “La tovaglia di Trilussa” e si chiuderà con Iaia Forte\, interprete delle pagine de “La Storia” di Elsa Morante (20 settembre). Completano questa sezione gli omaggi alla romanità musicale e popolare\, con il concerto della Rino Gaetano Band (16 settembre)\, l’esibizione del cantautore Avincola (19 settembre) nel concerto-narrazione “Come er sole quanno piove” e il monologo di e con Ariele Vincenti\, “Ago – capitano silenzioso”\, dedicato ad Agostino Di Bartolomei\, storico capitano della Roma (17 settembre).  \n\n\n\nDall’altro lato\, il festival si cala nelle urgenze della società contemporanea attraverso tre testi di nuova drammaturgia: “Petrolio – una storia a colori” affronta senza retorica il dibattito sull’assistenza sessuale per le persone con disabilità (11 settembre). In scena Andrea Lintozzi\, Alessio Di Clemente (anche regista) e Beatrice Gattai; “Studio per diario di un narcisista perbene” di e con Vince Vivenzio\, scandaglia il ciclo dell’abuso psicologico e della manipolazione affettiva (12 settembre); “Brotti” con Manuela Zero\, diretta da Davide Santi\, analizza gli stereotipi sull’estetica proponendo una riflessione sui corpi femminili non standardizzati (18 settembre).  \n\n\n\n«Con “Visioni di Roma” abbiamo voluto costruire un dispositivo culturale che sfugga all’effetto nostalgia – dichiara Pino Strabioli –. Il teatro ha il dovere di essere uno specchio del proprio tempo: per questo\, accanto ai grandi maestri come Fo o Camilleri\, abbiamo inserito spettacoli che parlano di disabilità\, di violenza relazionale e di accettazione del corpo. Affinché questo dialogo sia uno strumento di partecipazione reale\, abbiamo garantito una politica di accessibilità rigorosa\, con biglietti a 5 euro\, ingressi gratuiti per le fasce fragili e laboratori aperti alla cittadinanza\, oltre alla sottotitolazione live a richiesta per il pubblico non udente Il nostro obiettivo è riportare la comunità al centro dello spazio teatrale». \n\n\n\nPROGRAMMA SPETTACOLI \n\n\n\n9 settembre ore 21 \n\n\n\nSTASERA FO \n\n\n\ndi e con Pino Strabioli \n\n\n\nSpettacolo-evento per celebrare il centenario di Dario Fo. Tra racconti\, filmati rari e letture sceniche\, Pino Strabioli – attore\, regista e conduttore televisivo\, voce autorevole della memoria del teatro italiano – ripercorre la vita irriverente e poetica del grande maestro\, premio Nobel per la letteratura. Sul palco si alternano parole\, musica e memoria civile\, in un viaggio che attraversa satira\, impegno e libertà creativa. Lo spettacolo rende omaggio anche al sodalizio artistico e umano con Franca Rame\, figura centrale dell’opera di Fo. Un evento emozionante e ironico\, capace di far rivivere tutta l’attualità del loro teatro civile. \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\n10 settembre ore 21 \n\n\n\nLETTERA A MATILDA  \n\n\n\ndi Andrea Camilleri  \n\n\n\ncon Andrea Verticchio \n\n\n\nregia di Luca Ferrini \n\n\n\nReading teatrale dedicato al romanzo autobiografico di Andrea Camilleri\, nel centenario della nascita dell’autore. Camilleri sta scrivendo quando la pronipote Matilda si intrufola sotto il tavolo a giocare; nasce così la lettera che ripercorre una vita intera con l’intelligenza del cuore. Un viaggio attraverso la storia italiana del Novecento\, dal fascismo al dopoguerra\, dal ’68 alla passione per il teatro. Camilleri non si presenta come uomo senza colpe ma racconta la sua storia con onestà: gli errori\, le disillusioni\, le passioni\, la moglie Rosetta\, la scrittura. Un’eredità preziosa: la lanterna del dubbio e la capacità di interrogarsi sul mondo. Il reading celebra la voce intima\, politica\, immaginifica e ironica di un narratore di anime\, costruttore di mondi\, artigiano della parola. \n\n\n\n11 settembre ore 21 \n\n\n\nPETROLIO – UNA STORIA A COLORI  \n\n\n\ndi Beatrice Gattai \n\n\n\ncon Andrea Lintozzi\, Alessio Di Clemente e Beatrice Gattai \n\n\n\nregia di Alessio Di Clemente \n\n\n\nSpettacolo dedicato al tema della disabilità\, prodotto da PaT – Passi Teatrali). Tre personaggi – una prostituta\, un uomo in crisi nel desiderio di paternità\, un giovane ragazzo con disabilità – si confrontano sui temi dell’assistenza sessuale alle persone con handicap\, dell’utero in affitto\, della legalizzazione della prostituzione. Petrolio non prende posizione: dà voce. Testo finalista al Premio Hystrio Scritture di Scena (27ª edizione); Premio Miglior Monologo e Miglior Attrice nella 1ª edizione della Rassegna «Laccio Rosso – Stop al femminicidio».  \n\n\n\n12 settembre ore 21 \n\n\n\nSTUDIO PER DIARIO DI UN NARCISISTA PERBENE  \n\n\n\n di e con Vince Vivenzio \n\n\n\na cura di Pino Strabioli \n\n\n\nÈ un viaggio teatrale nella memoria e nelle relazioni\, un primo sguardo dentro l’universo dello spettacolo Diario di un Narcisista Perbene.  \n\n\n\nAttraverso lettere intime\, frammenti autobiografici\, poesia\, musica e parole\, il protagonista torna all’origine della propria storia per interrogarsi su ciò che abbiamo imparato a chiamare amore: il desiderio\, il possesso\, la paura\, la violenza\, il bisogno di essere scelti. Quanto di ciò che siamo scegliamo davvero? \n\n\n\nE quanto\, invece\, abbiamo imparato? Lo spettacolo nasce dal desiderio di attraversare la mente del manipolatore senza assolverlo e senza condannarlo\, mostrando il terreno umano da cui può prendere forma una relazione tossica. E forse\, prima ancora di incontrare il narcisista\, bisogna conoscere il bambino che è stato. \n\n\n\n13 settembre ore 17:30 \n\n\n\nURLO DI ROMA  \n\n\n\ndi e con Paola Minaccioni \n\n\n\nVoce e anima per Giuseppe Gioachino Belli. Una serata dedicata alla lingua romana in cui si dà voce all’anima della Capitale\, attraverso l’opera del suo massimo poeta. Grazie alle note e alla poesia gli spettatori compiono un vero e proprio viaggio nella cultura romana\, così variegata e contraddittoria\, altissima e popolare\, che racconta la condizione umana universale\, valicando i confini territoriali. Uno spettacolo che fa interagire Roma con il pubblico del nostro Paese\, con i suoni e la lingua – Roma Capitale d’Italia\, Roma «città di sempre solenne ricordanza» e al tempo stesso «stalla e chiavica der monno». \n\n\n\n16 settembre ore 21 \n\n\n\nCONCERTO OMAGGIO A RINO GAETANO  \n\n\n\ncon la Rino Gaetano Band \n\n\n\nLa Rino Gaetano Band è il progetto musicale che porta avanti\, dal 1999\, l’eredità del cantautore calabro-romano\, sotto la guida di Alessandro Gaetano (nipote di Rino\, voce e chitarra) con musicisti di lunga esperienza: Marco Rovinelli (batteria)\, Alberto Lombardi (chitarra elettrica)\, Michele Amadori (tastiere)\, Ivan Almadori (voce e chitarra acustica)\, Fabio Fraschini (basso). La band ha calcato palchi prestigiosi (Festival di Sanremo 2007\, Concerto del 1° Maggio a Roma\, Auditorium Conciliazione\, Auditorium Parco della Musica) e cura il «Rino Gaetano Day»\, alla XV edizione. Nel 2024 ha inaugurato la mostra dedicata al cantautore al Museo di Roma in Trastevere insieme a Riccardo Cocciante. Una serata-omaggio alla romanità musicale di Rino\, capace di parlare a tutte le generazioni con ironia\, poesia e umanità. \n\n\n\n17 settembre ore 19 \n\n\n\nLA TOVAGLIA DI TRILUSSA   \n\n\n\ndi e con Ariele Vincenti e con Pino Cangialosi al pianoforte \n\n\n\nSpettacolo dedicato alla figura del poeta romano Trilussa. Remo\, immaginario custode dello Zoo di Roma\, diventato amico del poeta durante le lunghe passeggiate tra le gabbie degli animali\, una sera viene invitato da Trilussa per la prima volta a cena in un’osteria. Tra bicchieri di vino e atmosfere «di una volta»\, in un giorno tanto particolare quanto malinconico\, si racconta l’avventurosa vita del poeta incrociata alla sua Roma. \n\n\n\n17 settembre ore 21 \n\n\n\nAGO – CAPITANO SILENZIOSO  \n\n\n\ndi e con Ariele Vincenti \n\n\n\nMonologo della durata di un’ora dedicato ad Agostino Di Bartolomei\, capitano simbolo della Roma dello scudetto 1983. Un viaggio nell’Italia dei bar dello sport\, delle partite sui prati\, dei cinematografi\, raccontato da un ex Ultrà cresciuto nella stessa borgata di Tor Marancia\, amico d’infanzia di Ago. Lo spettacolo restituisce la dimensione umana di un anti-eroe sportivo: garbato\, riflessivo\, silenzioso\, lontanissimo dal calcio «sbraitato» di oggi. Una pagina di Roma popolare e di etica sportiva\, dedicata a chi rispetta coloro che non hanno mai sporcato la coscienza né con azioni né con parole. \n\n\n\n18 settembre ore 21 \n\n\n\nBROTTI – di Manuela Zero e Davide Santi  \n\n\n\ncon Manuela Zero  \n\n\n\nCecilia Drago – violino \n\n\n\nMartino Panna – chitarra \n\n\n\nLucia Libassi – violoncello \n\n\n\nregia Davide Santi \n\n\n\nSpettacolo di narrazione e teatro civile dedicato alla figura femminile romana e ai suoi corpi imperfetti e bellissimi («brotti»\, nel romanesco antico\, indica i corpi non standardizzati ma profondamente veri). Sostenuto da una mood-board visiva originale e da un disegno luci dedicato\, lo spettacolo si propone come riflessione contemporanea sull’estetica\, sulla rappresentazione del corpo femminile e sulla romanità popolare\, in dialogo con le arti visive e con la cultura del corpo della Capitale. \n\n\n\n19 settembre ore 21 \n\n\n\nCOME ER SOLE QUANNO PIOVE  \n\n\n\ncon Avincola \n\n\n\nConcerto-narrazione di e con Avincola\, cantautore romano definito da Morgan «uno dei più bravi cantautori della scena contemporanea» e da Rolling Stone «il cantore delle piccole cose». Ha collaborato con Pasquale Panella\, Fiorello\, Freak Antoni\, Morgan\, Riccardo Sinigallia; ha partecipato al Festival di Sanremo 2021 ed è autore del docufilm «Stefano Rosso: l’ultimo romano» (Premio Pivi SIAE e Premio MEI Cinema). Il concerto «Come er sole quanno piove» è un attraversamento di Roma luminosa ed evanescente fino ai vicoli più nascosti e affascinanti\, attraverso una selezione di brani propri e di Antonello Venditti\, Gigi Proietti\, Luigi Magni\, Armando Trovajoli\, Stefano Rosso\, Franco Califano\, intrecciati con le poesie di Trilussa e di Belli. \n\n\n\n20 settembre ore 17:30 \n\n\n\nIAIA FORTE LEGGE “LA STORIA” DI ELSA MORANTE \n\n\n\ncon Iaia Forte \n\n\n\nSiamo nella Roma della Seconda guerra mondiale e dell’immediato dopoguerra. Sapientemente\, attraverso una lettura al tempo stesso realistica e poetica\, Iaia Forte ci guida tra i quartieri martoriati dai bombardamenti e nelle borgate di periferia affollate dai nuovi e vecchi poveri. Racconta la miseria e gli orrori della guerra in un linguaggio volutamente accessibile a tutti. A questo romanzo\, pensato e scritto in tre anni\, dal 1971 al 1974\, la Morante ha consegnato la sua idea di Storia\, considerata “uno scandalo che dura da diecimila anni”. Cieca e immutabile. Incapace di rispondere alle leggi del progresso e a quelle di una giustizia superiore\, una Storia che si sostanzia di ingiustizie\, prevaricazioni e follie omicide. E a pagare sono sempre loro: i deboli\, gli indifesi. \n\n\n\nLABORATORI \n\n\n\nLABORATORIO «ROMA IN SCENA: RACCONTARE LA CITTÀ ATTRAVERSO IL TEATRO» – tenuto da Luca Ferrini (13 settembre ore 10) \n\n\n\nMasterclass gratuita di tre ore dedicata all’esplorazione di Roma come spazio narrativo e performativo. Attraverso esercizi di scrittura scenica\, improvvisazione e lettura urbana\, i partecipanti lavoreranno sui luoghi simbolici e invisibili della città\, trasformandoli in azione teatrale. Il laboratorio unirà memoria personale\, osservazione del paesaggio urbano e tecniche attoriali contemporanee. Aperto ad attori\, autori\, performer e cittadinanza interessata alla relazione tra corpo\, voce e spazio pubblico (max 30 partecipanti\, priorità under 35 e residenti nei municipi periferici). \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\nLABORATORIO «CORPI\, SUONI E VISIONI: PRATICHE PERFORMATIVE CONTEMPORANEE A ROMA» – tenuto da Ariele Vincenti (20 settembre ore 10) \n\n\n\nLaboratorio intensivo gratuito di tre ore dedicato alle arti performative dal vivo tra movimento\, parola e musica. Partendo dall’esperienza culturale di Roma\, i partecipanti sperimenteranno tecniche di composizione istantanea\, presenza scenica e interazione con il pubblico. Attraverso esercizi individuali e collettivi verranno create brevi azioni performative ispirate ai linguaggi della scena contemporanea. Aperto ad artisti\, studenti e appassionati interessati alla contaminazione tra teatro\, danza e performance art (max 30 partecipanti). \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\nprezzo biglietti 5€ – laboratori a ingresso gratuito \n\n\n\nprenotazione obbligatoria al numero 06.6795130 – su whatsapp +39 3357834146 \n\n\n\nemail info@teatroservi.it \n\n\n\n https://www.teatroservi.it  https://adarteventi.it
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SUMMARY:I Katadeo in concerto a Catania
DESCRIPTION:Giovedì 10 settembre\, la cooperativa sociale Prospettiva\, del quartiere periferico catanese di San Giovanni Galermo\, ospita\, a partire dalle ore 15\, workshop e a seguire il concerto della band elettronica etnea Katadeo\, terzo appuntamento dell’edizione 2026 de“I codici della strada”\, progetto culturale e sociale presentato dall’associazione temporanea di scopo fra l’associazione culturale Zo e la Cooperativa Prospettiva in calendario fino a dicembre.“I codici della strada” è sostenuto da “Palcoscenico Catania. La bellezza senza confini 2026”\, il progetto promosso dal Comune di Catania nell’ambito dell’accordo di programma con il Ministero della Cultura che porta spettacoli dal vivo\, laboratori e attività partecipative – per rendere la cultura uno strumento di inclusione\, crescita e coesione sociale – in tutti i quartieri cittadini con particolare attenzione alle periferie e alle aree più fragili. \n\n\n\nI Katadeo – Marilena Sorbello Mavàra voce e sintetizzatore\, Kristian Kouyatè percussioni ed elettronica\, Quarolli basso elettrico – sono un’esplosione di elettronica\, afro\, funk e house con radici mediterranee e lingua siciliana. Un concerto energico e immersivo che unisce tradizione e sperimentazione\, trasformando il palco in uno spazio ritmico e contemporaneo. \n\n\n\nTeatro\, musica\, danza e arti performative sono protagonisti del ricco calendario di eventi e laboratori de “I Codici della strada”\, dedicati soprattutto ai giovani e alle fasce più vulnerabili\, per favorire creatività\, partecipazione e senso di comunità e cominciati a luglio con il lavoro su voce e percussioni di Antonio Contarino e quello sul “drum circle” di Francesco Fasanaro. Il progetto multidisciplinare interviene nei quartieri periferici catanesi di San Giovanni Galermo\, e quest’anno anche a Monte Po\, per trasformare i linguaggi quotidiani in strumenti di indagine sociale e inclusione attraverso il tema dell’amore. \n\n\n\nIl progetto si basa su un forte radicamento territoriale: a San Giovanni Galermo le attività degli scorsi anni hanno coinvolto circa 500 partecipanti\, registrando un tasso di soddisfazione del 93% e oltre il 70% di miglioramento delle relazioni sociali. Forte di questi dati e delle reti stabili create con le scuole e il sociale\, l’obiettivo è ora estendere l’intervento al quartiere di Monte Po. \n\n\n\nI prossimi due appuntamenti di settembre de “I codici della strada”\, infatti\, saranno ospitati dal Centro servizi di Monte Po del Comune di Catania\, in via Lionardo Vigo 43. Si tratta de “Le imprese di Orlando per amore di Angelica”\, spettacolo di Opera dei Pupi di stile catanese della compagnia Fratelli Napoli\, in calendario venerdì 18 settembre\, alle 18; e “Stidda brillantina”\, recupero e elaborazione della tradizione musicale e orale siciliana a cura della cantante e polistrumentista folk Simona Di Gregorio. Alle 15 il workshop e a seguire il concerto con Di Gregorio (voce\, fisarmonica\, bendir\, kalimba) che sarà affiancata da Pasqualino Cacciola (bandolim\, banjo\, chitarra)\, Giuliano Gerardi (chitarra manouche) e Roberto Stimoli (chitarra 7 corde\, clarinetto). \n\n\n\nInfo: telefono 0958168912 da lunedì a venerdì\, dalle 10 alle 13.
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SUMMARY:con-vivere Carrara Festival edizione 2026
DESCRIPTION:’edizione 2026 di con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, si terrà dal 10 al 13 settembre. Il festival ha avuto come suo fondatore e curatore per quattordici edizioni Remo Bodei. Dal 2020 il festival si avvale della collaborazione di un consulente scientifico\, di alto profilo\, scelto ogni anno sulla base del tema: Chiara Saraceno ha curato l’edizione “diritti”\, Telmo Pievani il programma 2021 dedicato a “cura”\, Maurizio Ferraris l’edizione 2022 “tracce”\, Laura Boella l’edizione 2023 “umanità”\, Mauro Ceruti l’edizione 2024 “cambiamento\, Luigina Mortari l’edizione 2025 “plurale”.  \n\n\n\nL’edizione 2026 avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata. La direzione del Festival è come negli anni scorsi di Emanuela Mazzi. \n\n\n\nLa scelta del tema porterà a riflettere su cosa significhi oggi vivere insieme nel mondo. Vivere e “abitare” il mondo si esprime attraverso azioni diverse — politiche\, morali\, etiche ed estetiche — che riguardano il nostro modo di stare sulla terra. Abitare\, infatti\, non significa solo possedere una casa\, ma praticare in modo consapevole e libero la cittadinanza\, prendendosi cura degli altri e dell’ambiente. Al centro di questa riflessione c’è una nuova idea del rapporto tra l’uomo e lo spazio\, fondata sulla responsabilità. Il mondo non è un semplice contenitore da sfruttare senza limiti per soddisfare desideri individuali. È invece uno spazio di relazioni e di interdipendenza\, che ci chiama a rispondere delle nostre azioni e del modo in cui ci rapportiamo a ciò che ci circonda. È un campo di creatività e di immaginazione che siamo chiamati a riempire di nuove parole.  \n\n\n\nL’immagine scelta per questa edizione focalizza l’attenzione su un nido e sul suo artefice e abitante\, un uccello tessitore. Il nido non è solo un guscio\, un riparo\, è un gesto. Come l’uccello tessitore sceglie con cura ogni filo per creare un rifugio sospeso\, così l’abitare è l’espressione più alta della cura: un atto paziente che trasforma uno spazio in un riparo\, un luogo significativo o uno spazio condiviso. Un’esigenza che accomuna ogni specie\, ogni essere vivente. Abitare significa così riconoscersi parte di una trama collettiva\, umana e non umana. \n\n\n\nElena Granata \n\n\n\nElena Granata è professoressa di Urbanistica al Politecnico di Milano\, dove si occupa di città\, ambiente e nuove forme di abitare. È vicepresidente della Scuola di Economia Civile. È stata Senior Expert in Urban Studies\, staff Sherpa della Presidenza del Consiglio presso il G20. Il suo percorso di ricerca si muove tra città e città\, tra paesaggi e paesaggi\, dalle architetture contemporanee ai progetti di spazio pubblico\, dai progetti di adattamento climatico alla rigenerazione urbana.  \n\n\n\nTra i suoi libri: Biodivercity. Città aperte\, creative e sostenibili che cambiano il mondo (2019). Ecolove. Perché i nuovi ambientalisti non sanno ancora di esserlo (2022\, con Fiore de Lettera); Placemaker. Gli inventori dei luoghi che abiteremo (2021); Il senso delle donne per la città (2023)\, La città è di tutti. Ciò che ha valore non ha prezzo (2026). \n\n\n\ncon-vivere Carrara Festival\, che ad ogni edizione registra più di 25.000 presenze\, nasce allo scopo di analizzare e condividere i temi legati alla convivenza fra identità e diversità culturali\, religiose\, politiche nell’ambito della società attuale. Ogni anno il quadro generale rappresentato dal festival con-vivere viene approfondito secondo un taglio specifico e sviluppato in un ricco programma che prevede solitamente oltre settanta appuntamenti fra conferenze\, dibattiti e confronti diretti con specialisti di livello nazionale e internazionale\, integrati e coordinati con mostre\, spettacoli teatrali\, laboratori\, rassegne di cinema\, musica e gastronomia. \n\n\n\nIl festival è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo. \n\n\n\nwww. con-vivere.it
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SUMMARY:L’ombra di Talete al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Giovedì 10 settembre al Teatro Villa Pamphilj di Roma alle ore 18 va in scena L’ombra di Talete\, uno spettacolo di Enrico Ferraro\, con Valeriano Solfiti\, le musiche di Carlo Amato e l’aiuto regia di Valerio Bucci e Anna Maria Piccoli. \n\n\n\nIl biglietto costa 5 euro; l’ingresso è gratuito per gli insegnanti di ogni ordine e grado. \n\n\n\nNel 585 a.e.v. (ante era vulgarem) la Luna si frappose tra il Sole e la Terra e in un attimo il giorno divenne notte: in quell’attimo la battaglia tra i guerrieri Lidi e i cavalieri Medi s’interruppe bruscamente e i due eserciti cessarono di combattere. \n\n\n\nTalete predisse agli Ioni l’arrivo di quell’ombra di Luna. Ed è sempre con un’ombra che egli sbalordì i sacerdoti egizi misurando l’inaccessibile altezza della piramide di Cheope. In quelle ombre Talete seppe osservare qualcosa d’invisibile ai più\, forse qualcosa che è realmente invisibile e che si può solo immaginare. \n\n\n\nA partire da esperienze di vita e ricerche personali e professionali\, un matematico ripercorre la vicenda che ha portato Talete a sfidare la porta di accesso al mondo degli dei e a “vedere” attraverso l’ombra “tutti i triangoli del mondo”. \n\n\n\nLa narrazione viene condotta da un attore-scienziato che si avvale degli strumenti teatrali\, luci\, musiche e scenografia per accompagnare e rendere coinvolgente il racconto\, che spazia tra concetti concreti e astratti\, e restituisce una visione che non solo è accessibile a un pubblico non esperto\, ma\, attraverso i meccanismi di invenzione e suggestione propri del teatro\, rende comprensibile e appassionante l’argomento. \n\n\n\nL’ombra di Talete fa parte di “Science Fiction – la scienza a teatro”\, un progetto ideato da Effetto Joule Teatro e sviluppato con la collaborazione di scienziati\, attori\, registi\, insegnanti e formatori\, per rendere accessibili\, attraverso il linguaggio teatrale\, temi e concetti scientifici e matematici. L’appuntamento prevede anche una dimensione di incontro e confronto\, pensata in particolare per insegnanti\, come occasione per condividere il valore del teatro nella divulgazione scientifica e nella trasmissione del sapere. La produzione è del Teatro Verde/Teatro Villa Pamphilj/Malalingua Roma. \n\n\n\nIl Teatro Villa Pamphilj\, con la direzione artistica di Veronica Olmi\, è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nScience Fiction – la scienza a teatro \n\n\n\nCi sono rami della scienza difficili da divulgare\, difficili da spiegare a chi non ha dimestichezza con quello specifico linguaggio – il che coincide spesso con anni e anni di studio – eppure intrisi di profonda bellezza. \n\n\n\nScience Fiction è un progetto che nasce dalla collaborazione tra scienziati\, attori\, registi\, insegnanti e formatori del settore creativo per liberare la scienza dall’idea di essere argomento solo per tecnici\,affrontata dal resto del mondo in poche ore durante il ciclo scolastico e per il resto della vita recepita giusto in qualche notizia sensazionalistica. Un format di proposte teatrali a tema scientifico e matematico che punta a rendere accessibile a chiunque\, anche a chi proprio non capisce\, temi econcetti che nell’immaginario collettivo risultano inaccessibili e che invece possono essere affascinanti\, umanistici\, letterari\, e anche poetici o comici. \n\n\n\nDietro ogni storia di scienza e di scienziati ci sono vite incredibili\, sogni\, visioni inimmaginabili\, iperboli\, fallimenti e miserie che hanno avuto il potere di cambiare le nostre vite\, le vite di tutta l’umanità\, generando scoperte\, rivoluzioni e progresso. Queste storie meritano di essere raccontate\, e Science Fiction si avvale proprio del linguaggio teatrale per allargare\, nella formula più semplice e arcaica\, la dimensione della scienza a quella della comunità e viceversa. Due linguaggi differenti chetrovano una sintesi comune: un racconto\, una suggestione. \n\n\n\nEffetto Joule Teatro \n\n\n\nNata nel 2017 dal fortunato incontro di varie figure professionali nello spazio del Teatro Villa Pamphilj\, la compagnia ha all’attivo\, oltre al Format Science Fiction\, gli spettacoli “55 minuti e 20 secondi”(2017)\, “Il sogno di Gagarin” (2020)\, la collaborazione al format video “Anarchy In The U Kitchen” (2020) e il Festival “Fisici da spiaggia” (2021) \n\n\n\nEnrico Ferraro\, laureato in fisica e con un dottorato in bioinformatica\, insegna attualmentematematica in un liceo classico di Roma. Si interessa di didattica\, divulgazione scientifica e disviluppo del pensiero umano\, dalla nascita all’età adulta\, compartecipando nella presidenzadell’associazione di volontariato AGAVE per la tutela e promozione della salute mentale e delbenessere delle persone. Dal 2024 è presidente della Consulta per la salute mentale della ASLRoma1. \n\n\n\nValeriano Solfiti\, regista\, autore\, attore\, formatore. Formato alla scuola Teatro Azione\, per oltre un decennio ha girato l’Italia portando in scena “Garrincha – l’angelo dalle gambe storte”. Collabora dal 2013 con il Teatro Villa Pamphilj nell’attività di gestione\, formazione e programmazione dello spazio ein collaborazione con il Teatro Verde cura il laboratorio teatrale dedicato agli adolescenti Master Verde. \n\n\n\nValerio Bucci\, autore\, regista\, attore\, burattinaio\, tecnico. nasce nel 1997 e fonda nel 2014 ilCollettivo Teatrale Peter Pan\, un collettivo teatrale allora under 20 con il quale dirige\, interpreta escrive Peter Pan\, Sei personaggi e XX è finita la guerra. Dal 2018 è parte attiva della compagnia del Teatro Verde. Nel 2023 nella cornice del festival Pillole a Fortezza Est firma la regia del corto “Gli altri rivoluzionari”\, nel 2024 vincitore della residenza didattica universitaria “Vestiti della vostra pelle” acura di Andrea Cosentino e in collaborazione con il dipartimento SARAS dell’Università La Sapienza – Roma Uno. \n\n\n\nAnna Maria Piccoli\, ricercatrice\, esperta in metodologie di formazione formali e non formali a livelloeuropeo\, formatrice\, organizzatrice\, autrice e occasionalmente performer è attiva sul fronte dellapromozione culturale dalla fine degli anni ’80. Dal 2020 porta avanti con Carlo Amato (Tetes de Bois) il progetto Anarchy In The U Kitchen. \n\n\n\nCarlo Amato\, musicista\, compositore e produttore. Bassista\, autore e membro fondatore del gruppofolk-rock Tetes de Bois con cui condivide oltre trent’anni di attività\, dischi\, concerti\, festival e progetti. \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: \n\n\n\nTeatro Villa Pamphilj Largo 3 giugno 1849 | 00164 Roma(ingresso Via di San Pancrazio 10 – P.zza S. Pancrazio 9/a)Orari segreteria: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19tel 06 5814176 – scuderieteatrali@gmail.comBiglietti: 5 euro – gratuito per insegnanti di ogni ordine e grado
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SUMMARY:Con-vivere Carrara Festival 2026
DESCRIPTION:Tra gli eventi dell’edizione numero ventuno di Con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, che avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata\, anche la mostra “Con-testi. Abitare a fumetti”\, che sarà inaugurata a Palazzo Binelli\, a Carrara giovedì 10 settembre alle ore 19.30.  L’esposizione di opere originali\, selezionate dal giornalista Riccardo Corbò\, vuole mostrare diverse visioni del fumetto contemporaneo sul concetto di “abitare”.   \n\n\n\nDa diversi anni il fumetto è uscito dal classico alveo di “letteratura di evasione” e di semplice intrattenimento\, spesso per l’infanzia.  Sono molti gli autori che lo usano come forma d’arte pura\, per raccontare il nostro presente\, per indagare nei sentimenti\, nella psicologia e nella società. Per inventare un altrove che serve come specchio distorto della nostra realtà. Abbiamo voluto quindi ragionare attorno a quei fumetti che contengono il concetto dell’abitare.  “Abitare” non solo passivamente un luogo\, ma anche prendersene cura. Abitare la propria casa\, ma anche la propria città; il centro storico e le periferie; i monumenti e i luoghi abbandonati da recuperare e occupare. L’abitazione come luogo fisico ma anche luogo della propria anima\, e nel senso più ampio del termine anche il nostro pianeta\, “abitarlo” avendo ben presente la distinzione dallo “sfruttarlo”. \n\n\n\nRita Petruccioli\, che con la sua installazione “Sisterhood in the Neighborhood. Detoxing Public Space From Patriarchy” progettata insieme ad ActionAid Italia e coordinata dalle RebelArchitette (ideata per la Biennale di Venezia del 2021) racconta il presente reale\, la società attuale\, l’abitare negli spazi cittadini e il loro utilizzo e riutilizzo per scopi etici e sociali. L’installazione è il racconto a fumetti di cinque realtà individuate da ActionAid sul territorio italiano che propongono visioni alternative del potere\, delle relazioni e delle comunità\, costruendo spazi di partecipazione\, inclusione e cittadinanza attiva e un’alternativa femminista sul territorio.  In mostra anche le tavole da “Medea”\, la recente graphic novel dell’autrice che mostra esempi di città e architetture classiche riviste in chiave fantascientifica e fantasy. \n\n\n\nRoberto Grossi\, architetto\, illustratore e autore di fumetti\, con le pagine tratte dal suo reportage grafico “La grande rimozione” racconta l’abitare il pianeta\, l’abuso e la distruzione dell’uomo sulle sue risorse. Un libro che combina magistralmente storia\, scienza\, politica e vita personale restituendo uno sguardo inedito su un’epoca segnata dall’emergenza climatica. Una selezione di tavole da altre due sue opere “Il grande Prato” e “Cassadritta” ci raccontano tramite margini una storia di periferia urbana\, tra innocenza e degrado e l’avanzare della cementificazione che crea “non luoghi” alienanti più che abitativi. \n\n\n\nIl Collettivo Viscosa\, formato da artiste giovanissime\, porta la loro visione fresca e dirompente\, nuova\, innovativa del prendersi cura del proprio spazio abitativo fisico\, come di quello psicologico e spirituale\, pubblicata in autoproduzioni e fanzine. Il Collettivo Viscosa è un gruppo indipendente di giovani artiste\, illustratrici e fumettiste nato nel 2022\, vincitore del premio come miglior realtà indipendente all’ARF! Festival 2025\, si distingue per l’autoproduzione di storie che esplorano tematiche sociali e personali con stili variegati. \n\n\n\nLorenzo Ceccotti LRNZ nella sua trilogia di graphic novel “Geist maschine”\, dai richiami manga\, allo stesso tempo naturalistica e tecnologica\, ci mostra come potrebbe abitare l’uomo in un futuro o presente distopico post apocalittico\, dove i nostri luoghi abituali cambiano uso e prospettiva\, con un eccezione “world building” autoriale \n\n\n\nUn raggio molto ampio di stili di disegno e di scrittura\, che permetteranno al pubblico di conoscere o approfondire opere della contemporanea letteratura disegnata\, di maggiore successo nell’attuale scena editoriale e creativa italiana. \n\n\n\nUno spazio della mostra\, curato da Agnese Leone docente della Scuola di fumetto e illustrazione\, sarà dedicato a un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara\, che attraverso i loro fumetti\, indagheranno la fragilità psicologica e il peso delle aspettative sociali\, il valore della comunità e del cohousing opposti all’individualismo urbano e la ricerca della propria identità per imparare ad abitare sé stessi e il proprio spazio nel mondo. Sei differenti e giovani visioni: Elisa Armanti\, Ginevra Barabesi\, Ray Casciari\, Angelica Giovannelli\, Safia Hariti\, Sigrid Mauroner. \n\n\n\nCon-vivere Carrara Festival: “Abitare”\, dal 10 settembre al 17 ottobre 2026 a Palazzo Binelli\, Carrara \n\n\n\nTutti gli eventi in programma sono ad ingresso libero e gratuito \n\n\n\nwww. con-vivere.it; Fb con-vivere Carrara Festival; IG con_vivere \n\n\n\nIl festival con-vivere è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo Onlus \n\n\n\nCon il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco \n\n\n\nCon il patrocinio di: Regione Toscana\, Commissione Regionale Pari Opportunità della Toscana\, Provincia di Massa Carrara \n\n\n\nCon la collaborazione di: Ufficio scolastico territoriale Ambito di Massa Carrara \n\n\n\nCon il contributo di: Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Porti di La Spezia e Marina di Carrara \n\n\n\nPremium Supporter: Fhp Carrara Terminal \n\n\n\nMain Sponsor: BPER Banca \n\n\n\nSponsor Midi: Chean Srl\, Coop Firenze\, Generali Assicurazioni\, Marmo Canaloni Carrara \n\n\n\nSponsor: Cooperativa Cavatori Gioia\, MaxMarmi\, S.T. Segagioni\, Aziende del porto di Marina di Carrara (MDC Terminal\, San Colombano Costruzioni SpA\, Gruppo Grendi\, T-Bulk\, Vittorio Bogazzi e Figli Spa\, Piero De Gasperis & C. srl\, Dusty Srl\, Semp Srl) \n\n\n\nSponsor tecnico: Nausicaa SpA\, Fonteviva\, Federalberghi Costa Apuana\, RetiAmbiente Carrara \n\n\n\nMediapartner: QN La Nazione
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SUMMARY:con-vivere Carrara Festival 2026
DESCRIPTION:L’edizione numero ventuno di con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, si terrà dal 10 al 13 settembre 2026\, e avrà come tema “abitare”. Accanto alle conferenze e ai dialoghi\, il programma accompagnerà il pubblico in un percorso che intreccia musica\, racconto\, ironia e riflessioni sul contemporaneo. \n\n\n\nÈ stata scelta la forma della “conferenza spettacolo” per esplorare l’abitare nelle sue declinazioni più urgenti e concrete. Alvar AAltissimo\, uno dei più interessanti e innovativi osservatori del mondo dell’architettura\, presenta\, giovedì 10 settembre ore 20.30\, Cortile Istituto Figlie di Gesù\, lo spettacolo Città Urgenti. Progetti urbani per risolvere i problemi della contemporaneità (uno alla volta). I 7 progetti urbani rispondono a 7 problematiche urgenti della contemporaneità: nascono così altrettante visioni di città distopiche\, scenari di vicende grottesche e situazioni surreali vissute da abitanti resilienti. Durante lo spettacolo si alterneranno Alvar Aaltissimo (alias di Fabrizio Esposito) e Filosofia Coatta (alias di Giulio Armeni)\, accompagnati dalla colonna sonora originale composta da Elia Pirrello.  \n\n\n\nCon lo spettacolo Lo sguardo del capitano. Il significato di essere eroi(venerdì 11 settembre ore 20.30\, Corso Rosselli)\, con Paolo Colombo e i disegni dal vivo di Michele Tranquillini\, attraverso parole\, immagini e musica emotiva\, il pubblico verrà trasportato nell’Antartide del 1914\, al fianco di Ernest Shackleton e del suo equipaggio\, protagonisti di una delle più straordinarie avventure di sopravvivenza della storia moderna. Quando la nave Endurance rimane intrappolata nei ghiacci e ogni piano sembra crollare\, Shackleton compie la scelta che lo renderà una leggenda: rinunciare alla conquista per salvare tutti i suoi uomini. Mentre Paolo Colombo dà voce a questa incredibile odissea\, raccontando una potente riflessione sul coraggio e sulla capacità umana di resistere anche nei momenti più oscuri\, Michele Tranquillini crea dal vivo immagini e suggestioni che prendono forma davanti agli occhi degli spettatori (Main Sponsor evento: FHP Terminal Carrara).  \n\n\n\nI format di “parole e musica” e di spettacolo racconteranno l’abitare il tempo: abitare non significa solo occupare uno spazio geografico\, ma anche riconoscersi dentro una storia collettiva\, nei decenni che hanno plasmato la nostra identità\, i nostri costumi e le nostre emozioni\, in un costante dialogo tra generazioni. \n\n\n\nGiovedì 10 settembre\, ore 21.00\, Corso Rosselli\, Liberidì Liberidà\, un monologo teatrale di e con Sabina Guzzanti\, una satira tagliente che unisce stand-up comedy e critica sociale e che riflette sulla libertà in un’epoca di cambiamenti e incertezze\, mescolando politica\, lavoro e tecnologia\, e invitando gli spettatori a soffermarsi su cosa significhi essere veramente liberi. \n\n\n\nLe emozioni che abbiamo vissuto. Gli anni ’60: quando tutto sembrava possibile (venerdì 11 settembre\, ore 21.45\, Piazza Alberica) con Walter Veltroni accompagnato al pianoforte da Gabriele Rossi. Guidati dalla narrazione coinvolgente di Walter Veltroni rivivremo i contrasti violenti e i fatti storici memorabili che hanno segnato un decennio indimenticabile: lo sbarco sulla Luna\, gli assassini di Martin Luther King e dei Kennedy\, il Vietnam\, la Televisione nelle case e il Terrorismo. Un filo rosso di storia personale e familiare terrà insieme la cronaca\, gli oggetti del desiderio consumistico\, la musica e le immagini d’epoca (con video spesso inediti). \n\n\n\n’80 contro ’90\, presenterà (sabato 12 settembre\, ore 21.00\, Corso Rosselli) invece una furiosa disfida fra Ema Stokholma e Gino Castaldo. La battaglia si sviluppa senza esclusione di colpi tra generazioni diverse e passioni comuni\, usando musiche\, film\, pezzi di storia e d’arte: si parlerà di Chernobyl\, Aids\, Macintosh e tantissimo altro con l’ausilio di foto\, video\, file musicali e oggetti simbolici. Alla fine\, sarà il pubblico in piazza a votare e decretare il decennio vincitore (Main Sponsor evento BPER). \n\n\n\nGli appuntamenti musicali di questa edizione per esplorare l’abitare inteso come “relazione e contatto”. Dalla necessità di abitare lo spazio fisico del live e della piazza per ritrovare connessioni umane autentiche oltre gli schermi digitali\, è quanto ci propone Irene Fornaciari & The Groove Aviators in Soul connections (giovedì 10 settembre\, ore 22\,00\, Piazza Alberica). La band offre uno show adrenalinico dove il Soul e l’R’nB sono le radici che si connettono con altri stili e impennate rock\, generando un rito collettivo fatto di corpi che ballano e si relazionano dal vivo. \n\n\n\nSabato 12 settembre\, ore 22\,00\, in Piazza Alberica\, sarà la volta di Michele Bravi in Commedia Musicale Tour. Un appuntamento imperdibile che unisce la sensibilità interpretativa di Michele Bravi alla magia della performance live\, dove la musica si fa racconto scenico e abita la piazza attraverso l’emozione pura della sua voce e delle sue canzoni. Domenica 13 settembre doppio appuntamento con il consueto concerto lirico alle 20.30 in Duomo a cura del Circolo Amici della Lirica Pier Paolo Stahnke\, dal titolo Parigi\, o cara. Le città del melodramma\, mentre alle 21.30 inpiazza Alberica\, il festival chiuderà con il concerto Unplugged di Fabio Concato\, una delle più belle certezze della nostra musica d’autore e un grande interprete della scena musicale italiana\, che crede ancora nella poesia adagiata su armonie non banali\, che hanno\, a tratti\, una “stretta familiarità” con il jazz. “Domenica bestiale”\, “Fiore di Maggio”\, “Guido piano”\, “Rosalina”\, sono solo alcune delle canzoni del recital\, improntato sulla musica e sulla parola\, tra il serio ed il faceto e nel quale non mancheranno altre gradite sorprese.  \n\n\n\nSponsor e partner \n\n\n\nIl festival è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo Onlus \n\n\n\nCon il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco \n\n\n\nCon il patrocinio e il contributo: Regione Toscana \n\n\n\nCon il patrocinio: Commissione Regionale Pari Opportunità della Toscana\, Provincia di Massa Carrara \n\n\n\nCon la collaborazione di: Ufficio scolastico territoriale Ambito di Massa Carrara \n\n\n\nCon il contributo di: Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Porti della Spezia e Marina di Carrara\, ERP Edilizia Residenziale Pubblica Massa Carrara \n\n\n\nPremium Supporter: FHP Carrara Terminal \n\n\n\nMain Sponsor: BPER Banca \n\n\n\nSponsor Midi: Chean Srl\, UniCoop Firenze\, Generali Assicurazioni\, Marmo Canaloni Carrara \n\n\n\nSponsor: Cooperativa Cavatori Gioia\, MaxMarmi\, S.T. Segagioni\, Aziende del porto di Marina di Carrara (MDC Terminal\, San Colombano Costruzioni SpA\, Gruppo Grendi\, T-Bulk\, Vittorio Bogazzi e Figli Spa\, Piero De Gasperis & C. srl\, Dusty Srl\, Semp Srl) \n\n\n\nSponsor tecnico: Nausicaa SpA\, Fonteviva\, Federalberghi Costa Apuana\, RetiAmbiente Carrara \n\n\n\nMediapartner: Rai Cultura\, QN La Nazione \n\n\n\nTutti gli eventi in programma sono ad ingresso libero e gratuito \n\n\n\nwww. con-vivere.it; Fb con-vivere Carrara Festival; IG con_vivere
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SUMMARY:“Il suono del mare” al TAN di Napoli
DESCRIPTION:Sarà Marco Zurzolo con il concerto “Il suono del mare” a chiudere\, giovedì 10 settembre alle ore 21.00\, la rassegna “Estate in Musica” del Teatro Area Nord di Napoli. Un ultimo appuntamento che affida alla musica e al sax di Zurzolo il racconto di un Mediterraneo fatto di incontri\, contaminazioni e appartenenze. Al centro del concerto c’è l’idea della musica come linguaggio universale\, capace di mettere in relazione suoni e culture differenti e di trasformare la diversità in uno spazio comune. “Il suono del mare” nasce da una riflessione profondamente legata alla terra e all’identità musicale di Marco Zurzolo. Ogni luogo possiede i propri suoni\, capaci di raccontarne la storia e l’appartenenza; è attraverso la musica che questi suoni possono incontrarne altri\, diversi ma affini\, dando vita a nuove forme di relazione. Una concezione della musica che Zurzolo sintetizza in una parola: aggregazione. In questo viaggio il mare assume un valore centrale: non confine che separa\, ma elemento d’incontro e di fusione\, via attraverso la quale raggiungere nuovi porti\, nuovi incontri e nuove culture. Il concerto diventa così un viaggio musicale nel quale la contaminazione rappresenta la possibilità di aprire confini e orizzonti. Con “Il suono del mare”\, il Teatro Area Nord saluta dunque la rassegna Estate in Musica\, scegliendo per il suo appuntamento conclusivo un progetto che fa dell’incontro tra culture e della pluralità dei linguaggi la propria cifra poetica.
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SUMMARY:Inti-Illimani Histórico al Parco Schuster a San Paolo
DESCRIPTION:Gli Inti-Illimani Histórico tornano in Europa con una tournée che farà tappa in Svizzera\, Germania\, Svezia\, Spagna e Italia. Giovedì 10 settembre il gruppo sarà protagonista a Roma\, al Parco Schuster\, per l’unica data italiana del tour\, in esclusiva\, nell’ambito del percorso che accompagnerà la storica formazione cilena verso il sessantesimo anniversario\, nel 2027.Sul palco saliranno Horacio Salinas\, compositore e direttore musicale dal 1967\, José Seves\, cantante e compositore\, e Horacio Durán\, maestro del charango: tre protagonisti del nucleo storico e creativo degli Inti-Illimani. Con loro si esibiranno Pedro Villagra ai fiati\, Fernando Julio al contrabbasso\, Danilo Donoso alle percussioni e Cristián Mancilla\, polistrumentista. Fondati nel 1967\, gli Inti-Illimani sono riconosciuti come una delle più autorevoli espressioni della musica latino-americana e della world music. La loro storia\, segnata anche dai lunghi anni dell’esilio\, ha trasformato la musica in uno strumento di dialogo\, memoria e libertà\, conquistando il pubblico di ogni continente. Nel corso di quasi sessant’anni di carriera hanno consegnato alla storia della musica brani come Alturas\, Vuelvo\, Samba Landó ed El Mercado Testaccio\, oltre alla celebre interpretazione di El pueblo unido jamás será vencido\, divenuta uno dei simboli musicali della libertà e della resistenza civile.Dall’esilio ai più prestigiosi palcoscenici del mondo\, gli Inti-Illimani hanno trasformato la loro vicenda artistica in un patrimonio universale. Il concerto di Roma sarà una nuova pagina di questa storia. Un viaggio iniziato quasi sessant’anni fa e che continua a unire popoli\, culture e generazioni. \n\n\n\nINGRESSO 25 euro \n\n\n\nINFO: 392 0733052 /351 505 7608
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SUMMARY:Cento anni del Barcarolo romano: omaggio a Romolo Balzani  al Teatro Marconi
DESCRIPTION:Un brano storico\, un classico della romanità\, che racconta la vita di una città e il lento scorrere del fiume Tevere. In occasione dei 100 anni del “Barcarolo Romano”\, scritto nel 1926 da Romolo Balzani e Pio Pizzicaria e vincitore della storica gara musicale di San Giovanni dello stesso anno\, il Maestro Paolo Gatti torna in scena con un tributo che ripercorre le sonorità\, la storia e la memoria collettiva della Capitale.  \n\n\n\nDal 10 al 13 settembre 2026 il viaggio simbolico a ritroso nel tempo sarà ospite del Teatro Marconi. Come sempre fiero di portare in scena le sue origini il musicista Paolo Gatti ha fondato la sua eclettica formazione sul Corso di Composizione al Conservatorio di Santa Cecilia e sullo studio della chitarra classica guidato da Maestri del calibro di Guglielmo Paparano\, Gianni Nucci\, Bruno Battisti Da Mario\, Francesco Romano\, Enry Rivas (allievo di Alirio Diaz) e Carlo Esposito (già direttore dell’orchestra di musica leggera della RAI Radio Uno per l’armonia principale).  \n\n\n\nLa sua carriera comincia giovanissimo: a soli 15 anni muove i primi passi sullo storico palco del Folkstudio di Via Garibaldi\, fondato da Giancarlo Cesaroni\, debuttando al fianco di giovani promesse destinate a fare la storia della musica italiana\, come Antonello Venditti e Francesco De Gregori. Nel 1973\, spinto da una viscerale passione per le melodie e la tradizione capitolina\, pubblica per la IT/RCA l’album “Due Gatti pe’ Roma” e partecipa al Cantagiro Show nella sezione dedicata al folk. Dal 1984 si afferma come instancabile compositore ed esecutore di commenti sonori per il teatro\, il cinema e la televisione. Nel corso di un cinquantennio di carriera ha collaborato con una galassia di registi e interpreti straordinari: da Ennio Morricone a Carlo Lizzani\, Nikita Mikhalkov\, Giuseppe Patroni Griffi\, Maurizio Scaparro\, fino ad attori immortali del panorama italiano come Fiorenzo Fiorentini\, Enrico Montesano\, Flavio Bucci\, Nando Gazzolo\, Aldo e Carlo Giuffré\, Lina Sastri\, Valeria Valeri\, Paolo Ferrari\, Pino Micol\, Anna Mazzamauro\, Paola Quattrini\, Sergio Rubini\, Lando Fiorini\, Lia Tanzi e Beppe Pambieri\, solo per citarne alcuni. In occasione di questa ricorrenza sul palco Paolo Gatti si esibirà con Sharon Alessandri. “Il  progetto\, promosso da Roma Capitale\, è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura”.  \n\n\n\nInfo e prenotazioni : 06.5757488 – teatropetrolinitestaccio@gmail.com
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LOCATION:Teatro Marconi\, Viale Gugliemo Marconi\, 698/E\, Roma\, RM\, 00146\, Italia
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SUMMARY:con-vivere Carrara Festival 2026
DESCRIPTION:L’edizione numero ventuno di con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, si terrà dal 10 al 13 settembre 2026. Il festival ha avuto come fondatore e curatore per quattordici edizioni Remo Bodei e dal 2020 si avvale della collaborazione di un consulente scientifico scelto ogni anno sulla base del tema: Chiara Saraceno ha curato l’edizione “diritti”\, Telmo Pievani “cura” nel 2021\, Maurizio Ferraris “tracce” nel 2022\, Laura Boella “umanità” nel 2023\, Mauro Ceruti “cambiamento” nel 2024 e Luigina Mortari “plurale” nel 2025. L’edizione 2026 avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata. La direzione del festival è\, come negli anni scorsi\, di Emanuela Mazzi. \n\n\n\nTra gli ospiti protagonisti di questa edizione: Stefano Bartezzaghi\, Mariasole Bianco\, Laura Boella\, Paola Bonfante\, Barbara Carnevali\, Sarah Gainsforth\, Franco La Cecla\, Simone Pollo\, Andrea Staid\, Beatrice Zerbini e molti altri. In programma la musica di Irene Fornaciari\, Michele Bravi e Rocco Papaleo con la sua band; appuntamenti imperdibili di con-vivere 2026 anche gli incontri con Paolo Colombo\, Walter Veltroni\, Gino Castaldo ed Ema Stokholma. \n\n\n\nCostituiranno il programma di questa edizione conferenze\, incontri\, spettacoli di parola e musica\, passeggiate tematiche\, mostre\, laboratori per tutte le età\, appuntamenti dedicati al cibo\, alla salute\, alla scuola e alla partecipazione civica. Il tema dell’abitare attraverserà discipline e linguaggi diversi\, dalla filosofia all’urbanistica\, dalla pedagogia all’arte\, dalla sociologia alla storia e alla scienza\, con uno sguardo ampio sul nostro modo di stare al mondo e di prenderci cura degli spazi\, delle relazioni e dell’ambiente. Questo attraverso i luoghi della città che vengono risemantizzati nei giorni della manifestazione. In questo modo il festival stesso diventa l’esempio pratico di cosa significhi “abitare”. Non si assiste al festival\, lo si abita attraverso la città. \n\n\n\nIl quadro tematico che orienta questa edizione prende avvio dalla riflessione proposta da Elena Granata: vivere e “abitare” il mondo si esprime attraverso azioni politiche\, morali\, etiche ed estetiche che riguardano il nostro modo di stare sulla terra. Abitare non significa infatti soltanto possedere una casa\, ma praticare in modo consapevole e libero la cittadinanza\, prendendosi cura degli altri e dell’ambiente. Al centro di questa riflessione si colloca una nuova idea del rapporto tra l’uomo e lo spazio\, fondata sulla responsabilità. Il mondo non è un semplice contenitore da sfruttare senza limiti per soddisfare desideri individuali\, ma uno spazio di relazioni e di interdipendenza\, che ci chiama a rispondere delle nostre azioni e del modo in cui ci rapportiamo a ciò che ci circonda. \n\n\n\nGli incontri di parola \n\n\n\nGli incontri di parola di con-vivere 2026 esploreranno il tema dell’abitare nelle sue molte dimensioni\, interrogandoci su come costruire luoghi più giusti\, più vivibili e più umani: \n\n\n\n\nRipensare gli spazi: la casa e la città;\n\n\n\nCustodire il futuro: il pianeta;\n\n\n\nla cura come “linguaggio” dell’abitare.\n\n\n\n\nAd aprire il festival\, il 10 settembre\, sarà la consulente scientifica Elena Granata\, con la conferenza inaugurale dedicata al tema di questa edizione. Una riflessione che esplora la profondità del tema dell’abitare e le sue molte sfaccettature. Abitare è molto più che avere una casa: è avere un posto nel mondo\, relazioni di prossimità\, città accoglienti; è radicamento e relazione con la natura e con il pianeta. Abitare come dimensione progettuale\, che ha a che fare con la domanda: come vogliamo ancora vivere insieme? \n\n\n\nLa prima pista tematica invita a ridisegnare i confini degli spazi urbani\, osservati non più come semplici aggregati di cemento\, ma come luoghi da ripensare in chiave ecologica\, educativa e sociale. Riccardo Bosi\, pediatra impegnato sul campo in contesti di marginalità sociale\, migrazione e vulnerabilità minorile\, con I desaparecidos delle nostre città\, affronterà il tema dell’infanzia espulsa dagli spazi urbani contemporanei\, interrogandosi sulla possibilità di ridisegnare città più ospitali per i bambini e\, dunque\, per tutti. Sarah Gainsforth\, in Oltre la rendita. Il valore del vuoto\, proporrà una riflessione sulla crisi abitativa e sul significato ecologico\, urbano e collettivo degli spazi non edificati\, sottratti alle logiche della rendita e restituiti alla vita comune. La biologa vegetale Paola Bonfante\, con Piante in città\, rifletterà sul ruolo delle piante negli scenari urbani presenti e futuri\, non solo come elementi decorativi ma come sistemi viventi capaci di connettere atmosfera\, suolo e qualità della vita. Annalisa Metta\, architetta del paesaggio\, interverrà sul tema del paesaggio\, visto non come un luogo\, ma come una “danza” incessante di corpi\, materie\, pratiche\, desideri\, umani e non umani\, che senza tregua si accostano\, sfiorano\, sovrappongono\, generando aderenze e attriti\, inciampi e abbracci. \n\n\n\nÈ molto difficile oggi “sfuggire” alla città\, in senso reale e metaforico. La città ha invaso il mondo\, che è divenuto un’immensa distesa metropolitana e\, nello stesso tempo\, il mondo intero è tutto quanto dentro la città. La filosofaAnna Lazzarini\, con Abitare la città-mondo\, mostrerà come la città sia oggi il luogo in cui si condensano le contraddizioni e la complessità del mondo contemporaneo.  \n\n\n\nLa dimensione internazionale appare evidente anche se si volge lo sguardo alle città coinvolte in conflitti. La guerra contemporanea si combatte sempre più dentro le città. Perché ciò avviene? Quali ne sono le conseguenze? L’intervento di Francesco Chiodelli (docente di geografia economico-politica)\, Città in guerra\, analizzerà l’urbanizzazione dei conflitti armati\, mostrando come anche le guerre apparentemente più lontane hanno un impatto profondo sulla vita quotidiana nelle nostre città.  \n\n\n\nLa seconda pista tematica allarga lo sguardo alla dimensione globale e alle grandi sfide dell’Antropocene. Lo sguardo dall’esterno sul pianeta\, acquisito dalla rivoluzione spaziale moderna\, costringe a ripensare geopolitica e globalizzazione: ne parlerà il filosofo Matteo Vegetti in La crisi dello spazio contemporaneo. \n\n\n\nLa filosofa Laura Boella\, in Su che pianeta abitiamo? Terra\, Globo\, Cloud\, Web e Bots e il senso di realtà\, riprenderà la provocazione di Bruno Latour per interrogarsi sui mondi contraddittori in cui viviamo\, tra geografia\, tecnologia\, esperienza e immaginazione. \n\n\n\nSi guarda poi al pianeta attraverso la lente della responsabilità. Il filosofo morale Simone Pollo\, con Simpatia per il futuro. È ancora possibile il progresso nell’Antropocene?\, porterà il pubblico dentro una riflessione etica sul futuro\, sul progresso e sulla condizione ecologica del presente. Stefano Bartezzaghi\, semiologo\, e Mariasole Bianco\, biologa marina\, nello spettacolo Cruciverba volant. Abitare il mare\, uniranno divulgazione e gioco per affrontare in modo originale i temi della sostenibilità marina (evento realizzato con il contributo dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale).  \n\n\n\nLa terza area di approfondimento elegge la cura a principio fondativo del vivere insieme e a linguaggio attraverso cui ripensare l’abitare. \n\n\n\nAprirsi alla dimensione della cura vuol dire volgere innanzitutto lo sguardo alla dimensione intimistica e interiore. La poetessa Beatrice Zerbini\, con Abitarsi\, offrirà un reading poetico sul coraggio di abitare la propria vita e di fare spazio alla propria voce nel mondo.  \n\n\n\nL’economista Stefano Zamagni\, con Convivenza abitativa e singolarismo. Una contraddizione pragmatica\, analizzerà l’incompatibilità tra l’estremizzazione dell’individualismo e ogni autentica forma di convivenza. Il sociologo Stefano Laffi\, in Immaginarsi insieme\, si concentrerà sulle dinamiche sociali divisive del presente e sulla necessità di ritrovare universali biografici condivisi: quelle esperienze fondamentali\, tappe esistenziali e passaggi emotivi che accomunano la vita di ogni essere umano\, indipendentemente dalle differenze sociali\, economiche o culturali\, per vivere insieme senza cedere all’isolamento e per salvaguardare la capacità di immaginare il futuro.  \n\n\n\nIl nostro modo attuale di abitare il mondo non può quindi essere quello che adotteremo nel futuro: abbiamo già compromesso la maggior parte degli ecosistemi naturali e se continuiamo a pensare solo ai bisogni della nostra specie rischiamo di perdere la sola possibilità che abbiamo di abitare il pianeta Terra. All’omogeneità\, ci spiegherà l’antropologo Andrea Staid (in La casa multinaturalista del futuro) le città del futuro dovranno sostituire la ricchezza della diversità in tutte le sue forme; le superfici organiche dovranno invadere\, colonizzare\, riconquistare quelle minerali\, creando varchi per la varietà della vita.  \n\n\n\nUn approccio più concreto legato a un nuovo modo di progettare saranno rivolti i due interventi di Franco La Cecla e Barbara Carnevali. L’antropologo Franco La Cecla\, con Addomesticare l’architettura. Come l’Occidente ha distrutto l’abitare\, proporrà una critica dei modelli uniformanti dell’architettura contemporanea e una riflessione sulla necessità di rispettare le diverse culture dell’abitare. La filosofa Barbara Carnevali\, in Oggetti che emancipano. Del design come educazione e come politica\, partirà dall’intuizione di Maria Montessori per mostrare come il design possa avere una funzione educativa ed emancipatrice.  \n\n\n\nDue conversazioni offriranno lo spunto per due focus di approfondimento. Il giornalista Filippo Lubrano\, nella conversazione Infondata sul lavoro. Cosa faremo se l’AI ci sostituirà in tutto o quasi?\, affronterà una delle domande più urgenti del nostro tempo\, legata al rapporto tra automazione\, identità e organizzazione sociale. Il giornalista Alessandro Mantovani\, in un’epoca che pretende di dominare lo spazio attraverso mappe e dispositivi digitali\, in Nei labirinti contemporanei affronterà il tema del labirinto come simbolo dell’enigma e dello smarrimento. \n\n\n\nGli spettacoli \n\n\n\nAnche il programma serale accompagnerà il pubblico in un percorso che intreccia musica\, racconto\, ironia e riflessioni sul contemporaneo. \n\n\n\nAbbiamo scelto la forma della “conferenza spettacolo” per esplorare l’abitare nelle sue declinazioni più urgenti e concrete. I 7 progetti urbani firmati Alvar Aaltissimo in Città urgenti (giovedì 10 settembre)\, rispondono a 7 problematiche urgenti della contemporaneità: nascono così altrettante visioni di città distopiche\, scenari di vicende grottesche e situazioni surreali vissute da abitanti resilienti. Durante lo spettacolo si alterneranno Alvar Aaltissimo (alias Fabrizio Esposito) e Filosofia coatta (alias Giulio Armeni)\, tra progetti distopici e racconti ironici. \n\n\n\nLo sguardo del capitano. Il significato di essere eroi (venerdì 11 settembre) con Paolo Colombo e i disegni dal vivo di Michele Tranquillini\, attraverso parole\, immagini e musica emotiva\, il pubblico verrà trasportato nell’Antartide del 1914\, al fianco di Ernest Shackleton e del suo equipaggio\, protagonisti di una delle più straordinarie avventure di sopravvivenza della storia moderna. Quando la nave Endurance rimane intrappolata nei ghiacci e ogni piano sembra crollare\, Shackleton compie la scelta che lo renderà una leggenda: rinunciare alla conquista per salvare tutti i suoi uomini. Mentre Paolo Colombo dà voce a questa incredibile odissea\, raccontando una potente riflessione sul coraggio e sulla capacità umana di resistere anche nei momenti più oscuri\, Michele Tranquillini crea dal vivo immagini e suggestioni che prendono forma davanti agli occhi degli spettatori (Main Sponsor evento FHP Terminal Carrara). \n\n\n\nI format di “parole e musica” racconteranno l’abitare il tempo: abitare non significa solo occupare uno spazio geografico\, ma anche riconoscersi dentro una storia collettiva\, nei decenni che hanno plasmato la nostra identità\, i nostri costumi e le nostre emozioni\, in un costante dialogo tra generazioni. \n\n\n\nLe emozioni che abbiamo vissuto. Gli anni ’60: quando tutto sembrava possibile (venerdì 11 settembre) con Walter Veltroni accompagnato al pianoforte da Gabriele Rossi. Guidati dalla narrazione coinvolgente di Walter Veltroni rivivremo i contrasti violenti e i fatti storici memorabili che hanno segnato un decennio indimenticabile: lo sbarco sulla Luna\, gli assassini di Martin Luther King e dei Kennedy\, il Vietnam\, la Televisione nelle case e il Terrorismo. Un filo rosso di storia personale e familiare terrà insieme la cronaca\, gli oggetti del desiderio consumistico\, la musica e le immagini d’epoca (con video spesso inediti). \n\n\n\n’80 contro ’90\, presenterà (sabato 12 settembre) invece una furiosa disfida fra Ema Stokholma e Gino Castaldo. La battaglia si sviluppa senza esclusione di colpi tra generazioni diverse e passioni comuni\, usando musiche\, film\, pezzi di storia e d’arte: si parlerà di Chernobyl\, Aids\, Macintosh e tantissimo altro con l’ausilio di foto\, video\, file musicali e oggetti simbolici. Alla fine\, sarà il pubblico in piazza a votare e decretare il decennio vincitore (Main Sponsor evento BPER). \n\n\n\nGli appuntamenti musicali di questa edizione per esplorare l’abitare inteso come “relazione e contatto”. Dalla necessità di abitare lo spazio fisico del live e della piazza per ritrovare connessioni umane autentiche oltre gli schermi digitali\, è quanto ci propone Irene Fornaciari & The Groove Aviators in Soul connections (giovedì 10 settembre). La band offre uno show adrenalinico dove il Soul e l’R’nB sono le radici che si connettono con altri stili e impennate rock\, generando un rito collettivo fatto di corpi che ballano e si relazionano dal vivo. \n\n\n\nDoppio appuntamento serale giovedì 10 con Liberidi Liberida di Sabina Guzzanti\, che con la sua ironia tagliente e critica sociale\, riflette sulla libertà in un’epoca di cambiamenti e incertezze\, mescolando politica\, lavoro e tecnologia\, e invitando gli spettatori a soffermarsi su cosa significhi essere veramente liberi. \n\n\n\nSabato 12 settembre sarà la volta di Michele Bravi in concerto alle 22.15 in piazza Alberica. Un appuntamento imperdibile che unisce la sensibilità interpretativa di Michele Bravi alla magia della performance live\, dove la musica si fa racconto scenico e abita la piazza attraverso l’emozione pura della sua voce e delle sue canzoni. \n\n\n\nDomenica 13 settembre alle 21.30 in piazza Alberica il festival chiuderà come sempre con un momento di festa con lo show di Rocco Papaleo\, “Perdere tempo mi viene facile”: uno spettacolo in cui comicità\, poesia\, racconto e musica si intrecciano e coesistono in un equilibrio naturale. La musica sarà accompagnatrice di ogni passaggio scenico\, diventando presenza narrativa\, atmosfera e dialogo continuo con la parola. Perdere tempo mi viene facile è anche il titolo dell’autobiografia di Papaleo: una vera e propria dichiarazione d’intenti e una provocazione contro la frenesia della produttività a tutti i costi. \n\n\n\nIl programma creativo \n\n\n\nVenire a Carrara nei giorni di con-vivere vorrà dire\, anche quest’anno\, immergersi in un’atmosfera fatta di riflessione\, approfondimento\, creatività e partecipazione. Il programma sarà articolato in una pluralità di proposte: mostre\, conferenze itineranti\, laboratori per tutti\, appuntamenti dedicati alla cucina\, eventi con le scuole\, iniziative sul territorio e momenti di incontro promossi da associazioni e istituzioni locali. \n\n\n\nTra le mostre\, Con_testi. Abitare a fumetti a cura di Riccardo Corbò sarà allestita nelle sale di Palazzo Binelli. Esporranno: Collettivo Viscosa\, LRNZ Lorenzo Ceccotti\, Roberto Grossi\, Rita Petruccioli. Da diversi anni il fumetto è uscito dal classico alveo di “letteratura di evasione” e di semplice intrattenimento\, spesso per l’infanzia.  Sono molti gli autori che lo usano come forma d’arte pura\, per raccontare il nostro presente\, per indagare nei sentimenti\, nella psicologia e nella società. Per inventare un altrove che serve come specchio distorto della nostra realtà. Abbiamo voluto quindi ragionare attorno a quei fumetti che contengono il concetto dell’abitare. “Abitare” non solo passivamente un luogo\, ma prendersene cura: la propria casa\, ma anche la propria città; il centro storico e le periferie; i monumenti e i luoghi abbandonati da recuperare e occupare; l’abitazione come luogo fisico ma anche luogo della propria anima; e nel senso più ampio del termine il nostro pianeta\, “abitarlo” avendo ben presente la distinzione dallo “sfruttarlo”. Rita Petruccioli espone la sua installazione “Sisterhood in the Neighborhood. Detoxing Public Space From Patriarchy”\, mentre Roberto Grossi le pagine tratte dal suo reportage a fumetti “La grande rimozione”; il Collettivo Viscosa\, formato da artiste giovanissime\, porta la loro visione fresca e dirompente\, Lorenzo Ceccotti LRNZ nella sua trilogia di graphic novel “Geist maschine” ci mostra come potrebbe abitare l’uomo in un futuro o presente distopico post apocalittico\, dove i nostri luoghi abituali cambiano uso e prospettiva. Un raggio molto ampio di stili di disegno e di scrittura\, che permetteranno al pubblico di conoscere o approfondire opere della contemporanea letteratura disegnata\, di maggiore successo nell’attuale scena editoriale e creativa italiana. Uno spazio della mostra\, curato da Agnese Leone\, sarà dedicato a un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti\, che attraverso i loro fumetti\, indagheranno la fragilità psicologica e il peso delle aspettative sociali\, il valore della comunità e del cohousing opposti all’individualismo urbano\, la ricerca della propria identità per imparare ad abitare sé stessi e il proprio spazio nel mondo.  \n\n\n\nSponsor e partner \n\n\n\nIl festival è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo Onlus \n\n\n\nCon il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco \n\n\n\nCon il patrocinio di: Regione Toscana\, Commissione Regionale Pari Opportunità della Toscana\, Provincia di Massa Carrara \n\n\n\nCon la collaborazione di: Ufficio scolastico territoriale Ambito di Massa Carrara \n\n\n\nCon il contributo di: Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Porti di La Spezia e Marina di Carrara \n\n\n\nPremium Supporter: Fhp Carrara Terminal \n\n\n\nMain Sponsor: BPER Banca \n\n\n\nSponsor Midi: Chean Srl\, Coop Firenze\, Generali Assicurazioni\, Marmo Canaloni Carrara \n\n\n\nSponsor: Cooperativa Cavatori Gioia\, MaxMarmi\, S.T. Segagioni\, Aziende del porto di Marina di Carrara (MDC Terminal\, San Colombano Costruzioni SpA\, Gruppo Grendi\, T-Bulk\, Vittorio Bogazzi e Figli Spa\, Piero De Gasperis & C. srl\, Dusty Srl\, Semp Srl) \n\n\n\nSponsor tecnico: Nausicaa SpA\, Fonteviva\, Federalberghi Costa Apuana\, RetiAmbiente Carrara \n\n\n\nMediapartner: QN La Nazione \n\n\n\nTutti gli eventi in programma sono ad ingresso libero e gratuito \n\n\n\nwww. con-vivere.it; Fb con-vivere Carrara Festival; IG con_vivere
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SUMMARY:District Dance Festival a Roma
DESCRIPTION:Dal 10 al 13 settembre quattro giornate di danza contemporanea e performance tra teatri\, piazze e parchi di Roma\, con compagnie affermate\, giovani autori e nuove traiettorie della scena italiana. \n\n\n\nRoma torna a essere attraversata dalla danza con la nuova edizione di District Dance Festival\, la rassegna a cura di Compagnia Atacama diretta da Patrizia Cavola e Ivan Truol\, che dal 2022 porta nella capitale una programmazione dedicata alla danza contemporanea e alla performance site-specific. Dal 10 al 13 settembre 2026\, il festival costruisce un itinerario tra Centrale Preneste Teatro\, Piazza dei Mirti\, Parco Sangalli e Teatro Villa Lazzaroni\, scegliendo di portare la danza nei teatri ma anche in luoghi inconsueti della scena e di metterla in relazione diretta con la città\, i quartieri e altri spazi urbani. \n\n\n\nCompagnie consolidate\, giovani autori e autrici\, performer e progetti di ricerca provenienti da diverse aree della scena italiana compongono una geografia artistica che attraversa Lazio\, Lombardia\, Toscana\, Veneto\, Marche\, Friuli Venezia Giulia e Puglia\, insieme a percorsi individuali sviluppati tra danza\, performance e arti visive. Il programma attraversa temi profondamente legati al presente: la condizione dell’individuo contemporaneo\, il confine e l’identità\, il bisogno di appartenenza\, la memoria\, il paesaggio e il rapporto con l’ambiente. Attraverso questi temi\, la danza esplora il rapporto tra singolo e comunità\, tra limite e trasformazione. \n\n\n\nIl festival prende il via giovedì 10 settembre alle ore 21:00 al Centrale Preneste Teatro\, con due lavori che condividono una riflessione sul corpo\, sulla trasformazione e sulla condizione dell’individuo. Mandala Dance Company presenta Stone\, nuova produzione 2026\, con concept\, coreografia e regia di Paola Sorressa. La pietra è il centro materico e simbolico di un rito coreografico che attraversa corpo\, natura e spiritualità. Sette pietre accompagnano un percorso di iniziazione e trasformazione\, richiamando l’immaginario dei giardini Zen giapponesi e diventando progressivamente un totem finale\, immagine di una possibile completezza. L’ostacolo\, da elemento da superare\, diventa materia attraverso cui trasformarsi.A seguire\, Compagnia Atacama porta in scena L’Ultimo Uomo\, ideazione\, coreografia e regia di Patrizia Cavola e Ivan Truol. Ispirato a La società della stanchezza di Byung-Chul Han\, lo spettacolo guarda all’individuo contemporaneo immerso in una società fondata sulla prestazione\, sulla competizione e sull’ottimizzazione permanente del tempo. Iperattività e multitasking si trasformano progressivamente in forme di autosfruttamento fino all’esaurimento. Il corpo scenico diventa il luogo in cui rendere visibile questa tensione e interrogare la direzione verso cui si muove la contemporaneità.Venerdì 11 settembre alle ore 17:15\, il festival si sposta in Piazza dei Mirti\, portando la danza direttamente nello spazio urbano con tre lavori che affrontano\, da prospettive differenti\, il rapporto tra corpo\, architettura e identità. \n\n\n\nCon Anime\, Compagnia Atacama parte dal concetto di abitare. La coreografia di Patrizia Cavola e Ivan Truol si costruisce in relazione allo spazio\, ai suoi pieni e vuoti\, ai livelli e alle distanze. Il luogo non è uno sfondo\, ma una componente attiva dell’opera: ogni contesto ne influenza la forma e permette alla memoria del territorio di entrare nella creazione.Segue PATAPHYSICIEN di Compagnia Fabula Saltica\, con regia di Mattia Chiarelli. Un lavoro attraversato da immagini materiche e visionarie\, in cui il corpo emerge dalla materia per affrontare una ricerca sull’identità\, sul riconoscimento di sé e sulla difficoltà di liberarsi dalle proprie prigioni. La creazione nasce all’interno del progetto Giovani Autori under 25\, sostenuto da MiC e Regione del Veneto\, e testimonia l’attenzione del festival verso le nuove generazioni della scena. Chiude la giornata HUNT CDC Young Project con Free Wall\, concept e coreografia di Giosy Sampaolo: il muro diventa una figura ambivalente\, confine e protezione\, separazione ma anche possibilità di superamento. Nato come laboratorio coreografico dedicato alla nuova generazione di danzatori under 30 residenti nelle Marche\, il lavoro arriva al festival nella sua forma definitiva dopo un primo studio presentato nel 2025. È proprio attraverso lavori come Free Wall che emerge una delle direttrici di District Dance Festival: mettere in relazione esperienze consolidate e nuove traiettorie\, creando uno spazio di confronto tra generazioni e differenti vocabolari coreografici. \n\n\n\nSabato 12 settembre il festival prosegue a Parco Sangalli\, accentuando il dialogo tra danza e spazio pubblico. Qui la scena si confronta con l’ambiente\, con lo sguardo dello spettatore e con una diversa idea di prossimità. Compagnia Arearea presenta Dancing FOUR Peace\, ideazione di Marta Bevilacqua. Nato per adattarsi a spazi non convenzionali\, il lavoro attraversa equilibri dinamici\, emotivi e architettonici\, intrecciando la danza alla poesia di Ingeborg Bachmann\, Wisława Szymborska\, Salvatore Quasimodo\, Giuseppe Ungaretti e Bertolt Brecht. Con Dreaming Box-Solo\, Compagnia Adarte\, concept e coreografia di Francesca Lettieri\, il sogno diventa una materia viva e generativa. Un’esplorazione della bellezza nella sua dimensione più intensa ma anche instabile\, in uno spazio sospeso in cui il corpo attraversa estasi e trasformazione. Chiude la giornata ResExtensa Dance Company con L’Altro\, creazione di Gianni Wers. Il lavoro affronta il conflitto tra individualismo e bisogno di accettazione attraverso il simbolo di un giaccone conteso: oggetto di protezione\, status e identità\, diventa il terreno di una lotta per il riconoscimento. Il linguaggio fisico fonde danza contemporanea e house dance per mettere in scena la tensione tra relazione e competizione. \n\n\n\nDomenica 13 settembre\, ultima giornata del festival\, il programma si apre alle ore 10:00 al Teatro Villa Lazzaroni\, con uno sguardo rivolto anche alle nuove generazioni di pubblico.Valeria Loprieno e Giovanna Rovedo presentano La Regina senza Nevi – e se non fosse più lei la cattiva della storia?\, con le stesse autrici in scena. La fiaba di Andersen viene riscritta alla luce della crisi climatica: il viaggio di Gerda alla ricerca di Kay diventa un percorso attraverso un pianeta sottoposto a sfruttamento e surriscaldamento. La Regina delle Nevi non è più semplicemente la figura antagonista\, ma la custode di un mondo che rischia di scomparire. Movimento\, testo e immagini costruiscono una narrazione accessibile ai più giovani\, attraversata da una precisa dimensione ecologica e civile. \n\n\n\nNel pomeriggio di domenica 13 settembre il festival torna al Parco Sangalli\, presso l’Ex Bocciodromo\, con tre lavori che ampliano ulteriormente la riflessione sul rapporto tra corpo\, ambiente\, memoria e percezione. Compagnia Déjà Donné presenta Quasi niente n.1\, di Elia Pangaro e Alexander de Vries. Partendo dal margine minimo che consente a un corpo di non cadere\, di sostenersi\, di non farsi male\, le azioni diventano strutture attraverso cui mettersi alla prova e costruire una relazione. Segue LYNX LYNX\, performance di Compagnia Aurelio Di Virgilio – Movimento Danza\, prodotta da Pollinaria. La performance nasce da una ricerca sul territorio e dalle figure animali estinte\, mitologiche o in via d’estinzione. La lince appenninica\, sospesa tra presenza documentata e immaginario collettivo\, diventa una figura attraverso cui interrogare ecologia\, memoria e scomparsa.A chiudere il District Dance Festival 2026 è Contrappunti dall’Oceano di Livia Bartolucci. Attraverso il movimento e una tecnologia immersiva audio 360\, il lavoro accompagna il pubblico in un’esperienza percettiva che evoca la vastità\, la quiete e l’imprevedibilità dell’oceano. Lo sguardo e l’ascolto vengono spostati oltre le consuete cornici di percezione\, in un percorso che invita ad abbandonare temporaneamente ciò che è conosciuto per aprirsi all’ignoto.  \n\n\n\nL’edizione 2026 attraversa in particolare il Municipio V\, grazie alla collaborazione e al patrocinio del Municipio\, costruendo un percorso che si inscrive nei quartieri di Prenestino-Labicano\, Centocelle e Torpignattara. A questo itinerario si aggiunge\, in continuità con le edizioni precedenti\, il Municipio VII\, con il Teatro di Villa Lazzaroni\, ampliando la geografia del festival e consolidando un dialogo tra territori diversi della città. \n\n\n\nQuattro giornate\, luoghi differenti e una pluralità di linguaggi compongono un festival che invita ad abitare temporaneamente la città attraverso il corpo e la performance. Teatri\, piazze e parchi diventano luoghi in cui osservare i corpi entrare in relazione con ciò che li circonda. È qui che si concentra la sfida di District Dance Festival 2026: portare la danza contemporanea fuori dai suoi confini abituali senza rinunciare alla complessità della ricerca artistica\, creando occasioni di incontro tra opere\, artisti\, territori e pubblici differenti e trasformando gli spazi quotidiani in luoghi di ascolto\, relazione e immaginazione.Tutte le informazioni sul sito: www.compagniaatacama.it/district-dance-festival-24-2/
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SUMMARY:“10 Years Together" al Monk Jazz Club di Catania
DESCRIPTION:Parlando con i quattro soci attuali dell’associazione Algos di Catania – Dino Rubino\, Nello Toscano\, Giuseppe Privitera e Francesca Santangelo – della loro creatura musicale\, il Monk Jazz Club di piazza Scammacca nel cuore della città etnea\, l’avventura del jazz club più importante della Sicilia orientale sembra cominciata “ieri” e invece sono passati dieci anni. Un decennio avviato per la precisione il 17 febbraio 2017 e che in questi giorni viene celebrato con un programma di quattro giorni\, dal 10 al 13 settembre\, chiamato “10 Years Together”.  \n\n\n\nDieci anni insieme con la migliore musica afro-americana: «Sono stati dieci anni intensi\, dieci anni in cui sono successe tante cose tra gioie e dolori – commenta il pianista e trombettista Dino Rubino che di Algos è presidente e del Monk Jazz Club è direttore artistico -. E quello che possiamo dire è che 10 anni dopo siamo ancora qui. Questo vuol dire che alla fine c’è ancora voglia di continuare a credere nella bellezza\, cercare di nutrirci di cose belle\, perché poi sostanzialmente il Monk esiste per questo: fare cose belle e stare insieme. Il bilancio del decennio è assolutissimamente positivo solo per il fatto che siamo ancora qua e continuiamo ad esserci con la voglia di fare. Finita la festa di quattro giorni per il decennale\, dal 9 ottobre comincia la stagione che chiude il 2026 e\, nel frattempo stiamo già programmando la stagione per il 2027 con un sacco di belle cose». \n\n\n\nIl programma di “10 Years Together” comincia il 10 settembre alle 19 con l’inaugurazione della mostra fotografica “Echoes. Ten years of jazz at Monk” di Alessia Spampinato. Alle 20.30 comincia la musica dal vivo con il trio Egápē formato dal pianista Gabriele Santangelo\, dal bassista Ephiel Carbone e dal batterista Peppe Vecchio. Alle 21\, dopo il successo ottenuto alla chiusura di “Jazz in vigna”\, la stagione estiva del Monk a Santa Venerina\, torna il concerto “Still me” di Dino Rubio insieme con Francesco Cerra alla chitarra\, Tony Pinzone al basso e Enzo Zirilli alla batteria. «Chiudere il festival a Santa Venerina è diventata per me ormai una consuetudine che\, devo dire\, mi piace molto – commenta Rubino -. Quest’anno è stato particolarmente divertente perché ho condiviso il palco con i giovani Cerra e Pinzone che sono stati miei studenti al Conservatorio. Un concerto molto vario\, tra cover di musica rock\, jazz\, improvvisazione\,  swing. La musica che mi appartiene alla fine». Gli eventi del 10 settembre sono a ingresso gratuito così come quelli del giorno dopo\, 11 settembre. Si inizia con la mostra fotografica di Alessia Spampinato dalle 16 alle 18 e dalle 19 alle 20.30. Alle 19 inizia il set di programmazione musicale di Andrea Privitera. Alle 21\, poi\, il concerto del Monkies Quartet formato da Dino Rubino al pianoforte\, Giuseppe Asero (ex socio Monk) al sassofono\, da Nello Toscano al contrabbasso e da Peppe Tringali alla batteria. «Una bella rimpatriata fra amici di sempre» commenta Rubino. \n\n\n\nE parlando di rimpatriate\, lo spirito è quello dell’evento principale di sabato 12 settembre\, il concerto del trio formato da Salvatore Bonafede al pianoforte\, da Nello Toscano al contrabbasso e Mimmo Cafiero alla batteria. Rubino: «Nello\, Salvatore e Mimmo hanno iniziato a fare dei concerti negli Anni 90\, un trio che in Sicilia ha avuto una bella parabola. “10 years together” è una festa in cui stiamo cercando di riproporre tutto quello che di bello c’è stato e tutto quello che di bello potrà esserci\, un sunto di tante cose\, di affetti\, di storia passata\, storia presente». Il concerto ha un ingresso di € 10 e fa parte di “Cantieri d’arte. Alle periferie del centro”\, programma sostenuto da “Palcoscenico Catania. La bellezza senza confini 2026”\, il progetto del Comune di Catania che porta la cultura nelle periferie e nelle alle aree più fragili della città\, finanziato a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura. La giornata del 12 settembre prevede anche la mostra di Alessia Spampinato e la performance di piano solo di Daniele Salomone alle ore 19.  \n\n\n\nIl programma di “10 years together” si chiude domenica 13 settembre con la mostra fotografica di Alessia Spampinato\, dalle 16 alle 18 e dalle 19 alle 20.30\, con le selezioni musicali di Pillin alle 19 e con il concerto-recitato “Mizzica\, questo è jazz” con il sassofonista Rino Cirinnà\, il pianista Peppe Arezzo e il batterista Andrea Liotta\, ospite speciale alla voce recitante l’attore modicano Andrea Tidona. Lo spettacolo\, scritto da Marina Romeo e diretto da Alessandro Machìa\, narra\, insieme\, la Sicilia\, l’emigrazione e la nascita del jazz. Rubino: «Ci sembrava bello chiudere con una cosa che fosse un po’ diversa». Il concerto ha un ingresso di € 10 e fa parte di “Cantieri d’arte. Alle periferie del centro”\, programma sostenuto da “Palcoscenico Catania. La bellezza senza confini 2026”. \n\n\n\nTerminato “10 years together”\, neanche un mese dopo parte la stagione che chiude la programmazione 2026 del Monk. Si inizia venerdì 9 e sabato 10 ottobre con il concerto Blue Island Echoes\, con Francesco Cafiso al sassofono\, Dino Rubino alla tromba\, Nello Toscano al contrabbasso e Enzo Zirilli alla batteria. Rubino: «Un quartetto che esiste da anni e che una volta si chiamava Island Blue Quartet. Faremo un repertorio con brani di Francesco\, miei\, e di Nello. Abbiamo inciso circa sei dischi con Francesco\, c’è una affinità musicale decennale e quindi ci piaceva che fosse Francesco ad aprire il festival». \n\n\n\nLa stagione proseguirà il 30-31 ottobre con “Introducing Antonio Scannapieco”\, concerto incentrato sul giovane trombettista salernitano (figlio del noto contrabbassista Tommaso)\, che suonerà con Geremia Pasquale al sassofono tenore\, Guglielmo Santimone al pianoforte\, Giulio Scianatico al contrabbasso e Angelo Gregorio alla batteria. Il 🗓️6 e 7 novembre arriva al Monk “Flamingo”\, progetto discografico del chitarrista etneo Carlo Proto\, pubblicato dalla Jazzy Records di Giovanni Mazzarino che lo affiancherà al pianoforte\, insieme con Tommaso Pugliese al contrabbasso\, Francesco Scopelliti alla batteria e Giovanna Magro alla voce. Il 🗓️20 e 21 novembre torna in Sicilia il sassofonista norvegese Karl Seglem (sax tenore\, corno di capra\, voce e poesie) il quale con Dag-Filip Roaldsnes al pianoforte\, Hallvard Gaatdløs al basso e voce e Kåre Opheim alla batteria e voce\, proporrà la sua consueta fusione fra jazz e world music. \n\n\n\n🗓️Il 4 e 5 dicembre sul palco del Monk arriva “Here and now”\, progetto discografico del chiarrista viterbese Alessandro Iachini che suonerà al Monk con Domenico Sanna al pianoforte\, Giulio Scarpato al basso e Luca Gallo alla batteria\, disco sostenuto dal Nuovo Imaie. 🗓️La stagione 2026 si chiuderà il 18 e 19 dicembre con “South side”\, progetto inedito\, basato sulla musica  latinoamericana\, di Alessandro Presti alla tromba\, Roberto Taufic alla chitarra e Nello Toscano al contrabbasso. \n\n\n\nL’abbonamento\, che non comprende il primo concerto in cartellone\, ha un costo di € 120. L’abbonamento è acquistabile on line su https://www.ciaotickets.com/it/location/monk-jazz-club-catania L’abbonamento può essere acquistato con Scalapay\, 18App\, Carta della Cultura Giovani\, Carta del merito e Carta del Docente. Per gli abbonati alla nuova stagione\, il biglietto del concerto “Blue Island Echoes” con Francesco Cafiso – € 32 – avrà un prezzo speciale di € 15. Info alla e-mail prenotazioni@monkjazzclub.it o al telefono 3755249597.
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SUMMARY:Nasce Libreria Sotterranea a Tor Pignatta
DESCRIPTION:Nasce Libreria Sotterranea\, un nuovo spazio indipendente nel cuore di Tor Pignattara a Roma dedicato ai libri e agli immaginari solitamente relegati ai margini. Un progetto costruito nel corso di mesi di lavoro e pensato come un inedito punto di riferimento per chi cerca letteratura fantastica in tutte le sue forme – dall’horror alla fantascienza\, dal fantasy al weird\, fino al fumetto e alla saggistica – e tutto ciò che vive nelle zone di confine tra narrativa\, cultura popolare e pensiero radicale. \n\n\n\nLibreria Sotterranea nasce dall’esperienza maturata da D Editore\, casa editrice indipendente che da anni lavora tra cultura anarchica\, esoterismo e narrativa fantastica\, dai progetti Oblivion\, la fiera del fantastico che si tiene ogni anno a Roma\, e Intermundia\, la collana della casa editrice dedicata alla letteratura di genere. L’obiettivo di Libreria Sotterranea è tradurre questa esperienze  in un luogo fisico\, aperto alla città e alle comunità che ruotano intorno ai libri\, al fantastico e alle culture indipendenti. Non soltanto una libreria\, dunque\, ma uno spazio da attraversare\, un luogo in cui entrare per cercare un libro e uscire con una storia\, un’idea\, un autore sconosciuto o magari una nuova ossessione. \n\n\n\nL’EVENTO INAUGURALE  \n\n\n\nL’inaugurazione si terrà domenica 11 settembre dalle 16.30 fino a tarda sera in libreria\, in via di Tor Pignattara 191. Per l’occasione\, il nuovo spazio ospiterà 3 panel condotti da alcuni dei principali esperti italiani degli immaginari fantascientifici\, horror e fantasy. Ecco il programma della serata: \n\n\n\n16.30: Le due torri\, con: Roberto Arduini\, Cecilia Barella e Luca Tognocchi \n\n\n\nPer capire perché Tolkien è ancora oggi così fondamentale e cosa possiamo imparare oggi all’alba della distruzione totale… \n\n\n\n17.30: La fantascienza è politica\, con: Francesco Verso\, Veronica De Simone e Stefano Tevini \n\n\n\nPer guardare oltre il presente e capire come evitare con le nostre azioni\, oggi\, quella distruzione totale di cui tutti oggi parliamo. \n\n\n\n18.30. Prendete e mangiatene tutti\, con: Paolo Di Orazio\, Valeria Biuso ed Elia Bonci \n\n\n\nTra incubi\, ossessioni\, corpi deformati e cose che aspettano nell’oscurità\, mentre tutto attorno a noi sembra collassare… \n\n\n\nL’inaugurazione proseguirà con musica e un buffet offerto da Oblivion\, per trasformare l’apertura della libreria in una vera festa di comunità. \n\n\n\nLibreria Sotterranea rappresenta un nuovo passo all’interno di un percorso iniziato con D Editore e cresciuto attraverso una rete di progetti dedicati alla cultura indipendente e all’immaginario contemporaneo. La nascita di Libreria Sotterranea si inserisce infatti in un ecosistema che comprende la casa editrice D Editore\, la collana Intermundia e la fiera Oblivion. \n\n\n\n«Abbiamo lavorato per costruire un luogo che non fosse semplicemente un punto vendita\, ma una porta d’accesso a un universo\, un luogo in cui il fantastico non fosse considerato una nicchia\, ma uno strumento per guardare il mondo da una prospettiva diversa. Libreria Sotterranea nasce esattamente da questa esigenza: creare uno spazio in cui incontrarsi\, scoprire storie e immaginare altri mondi». \n\n\n\nEmmanuele Pilia\, direttore editoriale
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SUMMARY:II edizione "Liberi sulla Carta" a Borghetto San Carlo
DESCRIPTION:Dopo il successo della sua prima edizione romana\, Liberi sulla Carta torna dall’11 al 13 settembre al Borghetto San Carlo con un festival ancora più grande e con un’idea precisa al centro della sua quindicesima edizione: la cultura fa stare bene. In un tempo in cui si parla sempre più di benessere psicologico\, qualità delle relazioni e bisogno di ritrovare spazi di comunità\, la manifestazione sceglie di affidare proprio alla cultura una nuova responsabilità. Nasce così #Tifastarebene\, il tema scelto per il 2026: un invito a vivere libri\, incontri e spettacoli non soltanto come appuntamenti culturali\, ma come esperienze capaci di generare benessere\, relazioni e senso di appartenenza. \n\n\n\nDopo aver riportato nella Capitale una delle principali manifestazioni dedicate all’editoria indipendente italiana\, il festival conferma il Borghetto San Carlo come propria casa romana e rilancia con un’importante novità: il raddoppio degli spazi dedicati agli editori indipendenti\, cuore della manifestazione fin dalla sua nascita\, insieme a un programma ancora più ricco di incontri\, spettacoli\, formazione ed esperienze sul territorio. \n\n\n\nLa scelta del Borghetto San Carlo rappresenta molto più di una semplice location. Restituito alla città e oggi luogo di incontro immerso nel verde della Giustiniana\, questo spazio interpreta perfettamente la visione del festival: costruire comunità attraverso i libri\, favorire nuove relazioni tra persone\, autori ed editori e dimostrare come la cultura possa essere un’esperienza da vivere insieme. Qui la lettura incontra il paesaggio\, il dialogo si intreccia con la natura e il festival diventa un tempo condiviso\, non soltanto una successione di appuntamenti. Un intreccio di letteratura\, spettacolo\, formazione\, territorio ed enogastronomia\, per tre giorni in cui la cultura esce dalle pagine dei libri per trasformarsi in un’esperienza collettiva. Perché leggere fa stare bene. \n\n\n\nAnche quest’anno tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito. La formula del 2025 viene confermata e ampliata: ogni pomeriggio il Borghetto ospiterà presentazioni di libri\, dialoghi e incontri dedicati alla cultura e all’attualità\, mentre le serate saranno animate da reading e spettacoli. Torneranno inoltre il workshop di scrittura creativa della Scuola Omero\, il Premio Arthè dedicato ai racconti brevi\, gli stand enogastronomici aperti a pranzo e cena e un calendario ancora più ricco di attività diffuse tra escursioni\, visite guidate ed esperienze sul territorio. \n\n\n\n«Lo scorso anno abbiamo ribadito che un festival può diventare molto più di un luogo dove si presentano libri: può trasformarsi in una comunità temporanea fatta di incontri\, dialoghi e persone che condividono il piacere di ascoltare e confrontarsi – commenta il direttore artistico Fabrizio Moscato –. Da quell’esperienza nasce #Tifastarebene. Crediamo che la cultura abbia oggi una responsabilità importante: creare spazi in cui stare bene insieme\, rallentare\, riflettere\, immaginare il futuro e costruire relazioni. È questo lo spirito con cui abbiamo pensato la nuova edizione di Liberi sulla Carta.» \n\n\n\nIn attesa del programma ufficiale\, sono già tanti gli ospiti e le ospiti che hanno confermato la loro partecipazione a Liberi sulla Carta 2026: l’attore e scrittore Ascanio Celestini che con il libro “Pasolini. Una vita\, anzi due” ricorderà il poeta e regista ucciso nel 1975; la cantante Syria omaggerà Gabriella Ferri con lo spettacolo “Perché non canti piú”; non mancheranno momenti di riflessione come quello previsto con la scrittrice e filosofa Ilaria Gaspari\, che parlerà del ritrovato romanzo ottocentesco “Un martirio”\, di Regina di Luanto (pseudonimo di Anna Guendalina Lipparini); Stefano Petrocchi\, che presenterà “Romanzo Privato”\, affascinante ritratto della figura di Maria Bellonci\, scrittrice e organizzatrice del Premio Strega\, mentre il misterioso recensore mascherato Johnny Palomba\, a 25 anni dalle sue Recinzioni\, tornerà a regalarci momenti di divertimento imperdibili. Temi di grande attualità quelli che chiudono la prima carrellata di ospiti già confermati: “Maschi\, si salvi chi può” dell’attore\, sceneggiatore e scrittore Marco Bonini e “Una nuova idea di paese. Dal probabile declino alla possibile rinascita” di Giovanni Marconi per accendere l’attenzione sulla nostra società. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura\, è vincitore dell’Avviso Pubblico “Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno”\, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.  \n\n\n\nOrari: Venerdì 11 settembre: dalle 17:00 fino alle 23:00. Sabato 12 settembre e Domenica 13 settembre: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 fino alle 23:00 \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nSito ufficiale: www.liberisullacarta.itEmail: info@liberisullacarta.it \n\n\n\nCome arrivare: Treno: FL3\, fermata La GiustinianaAutobus: linee 021\, 032\, 024In auto: uscita 3 GRA Cassia Bis\, direzione Viterbo
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SUMMARY:“EX ASTRIS\, SCIENTIA – La Galassia Umana” a Roma
DESCRIPTION:Dal 11 al 20 settembre torna il festival di Imprenditori di Sogni tra astronomia\, teatro\, musica e mito \n\n\n\nDal 11 al 20 settembre 2026 arriva a Roma “EX ASTRIS\, SCIENTIA – La Galassia Umana”\, il festival ideato da Yuri Napoli\, direttore artistico di Imprenditori di Sogni\, giunto alla sua settima edizione. \n\n\n\nUn percorso culturale che intreccia astronomia\, teatro\, musica\, arte\, letteratura e racconto del cosmo\, con appuntamenti ospitati tra l’Auditorium delle Fornaci e il Teatro Ghione\, nel territorio del Municipio XIII. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nRealizzata da Imprenditori di Sogni\, la manifestazione si avvale della collaborazione dell’Accademia delle Stelledi Paolo Colona\, realtà impegnata nella divulgazione astronomica e scientifica. \n\n\n\n\n\n\n\nUn viaggio nella galassia umana\n\n\n\n“EX ASTRIS\, SCIENTIA – La Galassia Umana” nasce come un viaggio tra le stelle e l’essere umano: il cielo osservato dalla scienza\, raccontato dal mito\, attraversato dalla musica e custodito dalla letteratura. \n\n\n\nIl festival propone un dialogo tra discipline diverse\, mettendo insieme conferenze astronomiche\, spettacoli teatrali\, osservazioni al telescopio e concerti-spettacolo. L’obiettivo è restituire al pubblico un’esperienza accessibile\, poetica e scientificamente fondata\, capace di parlare a tutte le generazioni. \n\n\n\nDall’archeoastronomia all’arte\, da Giotto a Van Gogh\, da Omero a Dante\, fino alla grande avventura spaziale di Jurij Gagarin\, il primo uomo nello spazio: ogni appuntamento compone un frammento di una più ampia riflessione sulla relazione tra l’uomo e l’universo. \n\n\n\n\n\n\n\nIl programma all’Auditorium delle Fornaci\n\n\n\nLa prima parte della manifestazione si svolgerà dall’11 al 13 settembre presso l’Auditorium delle Fornaci\, in Via delle Fornaci 161\, con conferenza a tema astronomico il pomeriggio e spettacolo serale a seguire.  \n\n\n\nOgni giornata si aprirà alle ore 17:30 con una conferenza astronomica a cura di Paolo Colona: \n\n\n\n11 settembre\, ore 17:30L’architettura del Cosmo. Alla scoperta dell’archeoastronomia \n\n\n\n12 settembre\, ore 17:30L’astronomia nell’arte. Da Giotto a Van Gogh \n\n\n\n13 settembre\, ore 17:30L’astronomia e i classici. Un viaggio astronomico nella letteratura\, da Omero a Dante \n\n\n\nNel 2026 ricorrono i 65 anni dal volo di Jurij Gagarin\, il primo uomo a vedere la Terra dallo spazio. A questa soglia simbolica il festival dedica lo spettacolo che andrà in scena per tutti e tre i giorni alle ore 21:00\, sempre l’Auditorium delle Fornaci: La Colazione di Jurij Gagarin – Il Primo Uomo nello Spazio\, spettacolo teatrale dedicato alla figura di Gagarin\, alla memoria della prima missione umana nello spazio e alla dimensione profondamente umana dell’impresa cosmica. Nel cast Matteo Caranfa e Sara Colafranceschi con la regia di Yuri Napoli. \n\n\n\nDopo gli spettacoli dell’11\, 12 e 13 settembre\, il pubblico potrà partecipare a seguire a momenti di osservazione del cielo al telescopio\, accompagnati dalla guida scientifica dell’Accademia delle Stelle. \n\n\n\n\n\n\n\nIl gran finale al Teatro Ghione\n\n\n\nLa manifestazione si concluderà al Teatro Ghione con “Sotto lo stesso Cielo – La Galassia Umana”\, concerto-spettacolo in programma il 19 settembre alle ore 21:00 e il 20 settembre alle ore 18:00. \n\n\n\nLo spettacolo intreccia musica classica\, narrazione e astronomia poetica\, conducendo il pubblico in un viaggio tra i grandi miti antichi\, i classici della musica e la contemplazione simbolica del cielo. \n\n\n\nIn scena Yuri Napoli\, con la direzione musicale di Lorenzo Porzio con l’Orchestra d’Archi “Roma Virtuosi”. \n\n\n\n\n\n\n\nCalendario sintetico\n\n\n\n11 settembre – Auditorium delle FornaciOre 17:30 – Conferenza: L’architettura del Cosmo. Alla scoperta dell’archeoastronomiaOre 21:00 – La Colazione di Jurij Gagarin – Il Primo Uomo nello SpazioA seguire: osservazione al telescopio \n\n\n\n12 settembre – Auditorium delle FornaciOre 17:30 – Conferenza: L’astronomia nell’arte. Da Giotto a Van GoghOre 21:00 – La Colazione di Jurij Gagarin – Il Primo Uomo nello SpazioA seguire: osservazione al telescopio \n\n\n\n13 settembre – Auditorium delle FornaciOre 17:30 – Conferenza: L’astronomia e i classici. Un viaggio astronomico nella letteratura\, da Omero a DanteOre 21:00 – La Colazione di Jurij Gagarin – Il Primo Uomo nello SpazioA seguire: osservazione al telescopio \n\n\n\n19 settembre – Teatro GhioneOre 21:00 – Sotto lo stesso Cielo – La Galassia UmanaConcerto-spettacolo con Lorenzo Porzio e Yuri Napoli \n\n\n\n20 settembre – Teatro GhioneOre 18:00 – Sotto lo stesso Cielo – La Galassia UmanaConcerto-spettacolo con Lorenzo Porzio e Yuri Napoli \n\n\n\n\n\n\n\nInformazioni e prenotazioni\n\n\n\nTutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.Le informazioni complete e le istruzioni per prenotarsi gratuitamente sono disponibili sul sito: \n\n\n\nwww.idsculture.com \n\n\n\nLuoghi:Auditorium delle Fornaci – Via delle Fornaci 161\, RomaTeatro Ghione – Roma\, Municipio XIII
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SUMMARY:“Per Chi Crea - Parole Liberate”\, Festival Musicale a Cuneo
DESCRIPTION:“Per Chi Crea – Parole Liberate” è un festival musicale articolato in due serate\, organizzato dall’etichetta Baracca & Burattini di Paolo Bedini con il sostegno di MIC e SIAE. L’evento si terrà nella cornice di Art.27 Expo (Cuneo\, 11/13 settembre)\, la più importante manifestazione italiana interamente dedicata alla valorizzazione delle produzioni carcerarie. \n\n\n\nIl Festival “Per Chi Crea – Parole Liberate” vedrà alternarsi sul palco quattro gruppi under 35 tra i più interessanti emersi negli ultimi anni. Venerdì 11 settembre alle ore 18 apre la rassegna Dimaggio\, nome d’arte del cantautore leccese Riccardo Roma\, classe 2003: oltre cinquanta live e una scrittura che si muove tra malinconia e ironia. Alle ore 19 saranno on stage i Perla-Chaise\, trio livornese poco più che ventenne che nel giugno scorso ha pubblicato l’esordio “Vite di quieta disperazione”\, tra alternative rock\, psichedelia e cantautorato. Domenica 13 settembre – dopo l’intervento nell’area meeting del regista Armando Punzo\, fondatore della Compagnia della Fortezza nella Casa di Reclusione di Volterra – toccherà ad Alvise Nodale (ore 18)\, cantautore e polistrumentista carnico che canta prevalentemente in friulano e con “Gotes” è entrato nella cinquina della Targa Tenco 2025 per gli album in dialetto. Alle ore 19\, chiuderà l’evento L’Isola dei Cipressi Viventi\, progetto dark elettronico fondato dal cantautore veneziano Giovanni Fruzzetti\, autore dell’album d’esordio “Elettricità”. \n\n\n\nTutti gli artisti coinvolti hanno partecipato o parteciperanno al progetto musicale\, culturale e sociale “Parole Liberate”\, nato da un bando creato dall’omonima associazione ed emanato dal Ministero della Giustizia. L’iniziativa propone ogni anno a detenute e detenuti di scrivere un testo destinato a diventare canzone grazie al contributo di molti protagonisti della scena musicale italiana e non solo\, e prevede\, insieme alla pubblicazione di un disco\, la partecipazione dei musicisti a presentazioni e concerti che si svolgono dentro e fuori le carceri. \n\n\n\nI brani scelti nelle ultime due edizioni sono stati raccolti in due album realizzati da Baracca & Burattini\, “Parole Liberate Volume 1” e “Parole Liberate Volume 2”: presentati presso la sala stampa della Camera dei Deputati\, hanno vinto il Premio Lunezia 2022 e il Cremona Award 2024\,  e si sono classificati al secondo e terzo posto alle Targhe Tenco nella sezione album a progetto.  \n\n\n\n“Parole Liberate Volume 3” sarà pubblicato a fine anno e include il testo vincitore scelto dalla giuria dell’ultima edizione del Premio: “Vieni a cercarmi” di Elena Scaini. Nella notte tra il 2 e il 3 marzo 2025\, Elena ha posto fine alla sua esistenza suicidandosi all’interno del carcere di Mantova. \n\n\n\nGli Artisti \n\n\n\nI Perla-Chaise si formano a Livorno nel 2025 con Jacopo Fusario (cantante\, chitarrista e autore) Davide Fabrini (basso) e Andrea Bellini (batterista). Nonostante la giovane età (poco più che ventenni) il cantante ed il batterista hanno già fatto parte di un gruppo (i Synesthesia\, che però cantavano in inglese) con un album e numerosi concerti all’attivo.  Il primo album “Vite di quieta disperazione” è stato pubblicato a giugno 2026 per “Baracca e Burattini” e spazia tra le sonorità dell’alternative rock\, la psichedelia e il cantautorato. Il nome Perla-Chaise si rifà al famoso cimitero Père Lachaise di Parigi (il più visitato al mondo) che ospita le spoglie di Jim Morrison\, Amedeo Modigliani\, Edith Piaf\, Oscar Wilde e Chopin\, Maria Callas\, Marcel Proust\, Honoré de Balzac\, Molière e molti altre celebrità. \n\n\n\nDimaggio\, è un cantautore leccese classe 2003\, trasferitosi a Milano per proseguire gli studi di canto al Conservatorio di Bergamo. La sua musica si muove tra malinconia e ironia\, con un linguaggio diretto e viscerale che riflette la complessità delle emozioni umane. Il nome Dimaggio nasce dal bisogno di rinascita: “A maggio si sta bene”. L’8 novembre 2024 pubblica “A me non serve niente”. Dopo la pubblicazione di alcuni singoli e più di 50 live in tutta l’Italia il suo Ep di debutto\, è stato accolto con calore da pubblico e critica. Il videoclip del singolo “Le nonne e le chiese” che ha anticipato l’EP\, è stato selezionato da MTV Music per la playlist TOP 10 & Rotazioni Speciali. \n\n\n\nAlvise Nodale\, cantautore\, compositore e poli-strumentista carnico classe 1995 si esibisce prevalentemente in friulano. Il suo album ‘Gotes’ è stato scelto\, da una giuria di 300 giornalisti\, per le 5 nomination (album in dialetto) della Targa Tenco 2025. Ha pubblicato diversi album oltre a partecipare in altre produzioni. Vincitore dell’Acoustic Guitar Meeting\, del Premio Andrea Parodi e secondo classificato al Premio Lunezia. \n\n\n\nL’Isola dei Cipressi Viventi è un progetto dark elettronico fondato dal cantautore veneziano Giovanni Fruzzetti nel 2020. Dal 2020 collabora con il produttore Alessandro Sportelli\, già attivo nel settore con numerosi progetti di musica alternativa. Tra questi Prozac+\, Sick Tamburo\, Fluxus\, Nada\, Negazione\, Dome la Muerte. Il progetto quindi sposta il suo fulcro a Pisa nello studio di Alessandro. Successivamente entrano nel progetto il batterista Daniele Buffoni e la tastierista e cantante Noemi Belliti. Giovanni Fruzzetti e Daniele Buffoni sono anche due dei tre elementi che accompagnano Angela Baraldi in tour. Dopo l’uscita dei due singoli Petrolio e Auto Tune\, accompagnati dai rispettivi video ufficiali\, nel 2021 e nel 2022\, l’isola dei cipressi viventi pubblica per l’etichetta Furious Party il suo album di debutto “Elettricità”\, frutto di una lunga ricerca artistica. Il nome “L’isola dei cipressi viventi” è ispirato dal dipinto “L’isola dei morti” di Böcklin. \n\n\n\nIl progetto ‘Per Chi Crea’ PAROLE LIBERATE è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE\, nell’ambito del programma ‘Per Chi Crea’. \n\n\n\nwww.baraccaeburattini.eu
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SUMMARY:Teatro campestre al Parco Archeologico di Gabii
DESCRIPTION:Per la prima volta il Parco archeologico di Gabii accoglie una rassegna musicale e si apre al pubblico attraverso la realizzazione di un suggestivo Teatro campestre\, una struttura appositamente progettata per ospitare spettacoli dal vivo in dialogo con il paesaggio\, la storia e la memoria archeologica del luogo. \n\n\n\nÈ questa la grande novità dell’edizione 2026 di Fortuna in Musica\, il festival nato dal legame profondo con il Santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina che quest’anno amplia il proprio percorso fino a Gabii\, creando una connessione ideale tra due straordinari luoghi del Lazio antico\, accomunati da una storia millenaria e da un patrimonio culturale di eccezionale valore\, gestiti dai Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii\, istituto autonomo del Ministero della Cultura. \n\n\n\nIl Teatro campestre diventa così il nuovo elemento caratterizzante del festival: uno spazio effimero ma fortemente evocativo\, contemporaneo ma realizzato con materiali ‘senza tempo’\, che permetterà al pubblico di vivere un’esperienza unica all’interno di un luogo al centro di una grande sfida di rinnovamento in chiave di accessibilità e la valorizzazione\, dove musica\, archeologia e paesaggio si intrecciano in un racconto comune. \n\n\n\nFortuna in Musica 2026 porta avanti la vocazione originaria: valorizzare il patrimonio attraverso il linguaggio universale della musica\, creando nuove modalità di fruizione dei luoghi della cultura e restituendo agli spazi archeologici una dimensione viva e partecipata. \n\n\n\nDopo il grande successo dell’appuntamento inaugurale del 6 settembre\, la rassegna prosegue l’11 settembre alle 19:30 al Parco archeologico di Gabii\, dove il Teatro campestre ospiterà il concerto del Simone Prattico – Oriundo Quartet\, guidato dal batterista e compositore Simone Prattico. \n\n\n\nA chiudere la rassegna\, sempre al Teatro campestre di Gabii\, sarà il 12 settembre\, ore 19:30\, il concerto di Javier Girotto & Aires Tango\, protagonisti del progetto 30\, con cui celebrano trent’anni di attività artistica. \n\n\n\nGabii e Praeneste rappresentano due tra le principali città e i più vitali centri culturali del Lazio antico. Fondate prima di Roma\, rispettivamente al XII e al XXIII miglio della via Praenestina\, raccontano le fasi monarchiche e repubblicane della storia antica\, mentre gli importanti santuari testimoniano il culto di due potenti divinità femminili: Giunone Gabina e Fortuna Primigenia. \n\n\n\nNato nel Santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina\, il festival valica dunque quest’anno i confini del proprio luogo identitario per costruire un nuovo dialogo con il Parco archeologico di Gabii\, uno dei siti più importanti della campagna romana\, attraverso un progetto che unisce tutela\, valorizzazione e produzione culturale. \n\n\n\nDichiarazioni della DIRETTRICE DEI MUSEI E PARCHI ARCHEOLOGICI DI PRAENESTE E GABII\, MARTINA ALMONTE \n\n\n\n“Abbiamo invocato la dea Fortuna come nume tutelare del festival\, una rassegna di eventi che si prefigge di unire idealmente non solo le aree archeologiche delle due antiche città latine\, ma anche le comunità dei residenti. Alla dea Fortuna non era infatti solo dedicato il santuario di Praeneste\, ma il suo culto era associato anche a quello di Giunone Gabina\, come attestano iscrizioni su cippi oggi conservate al Museo Nazionale Romano.” \n\n\n\nIl Parco archeologico di Gabii si trova a circa venti chilometri a est della Capitale\, inserito in un’ampia area incontaminata della campagna romana. Secondo Plutarco\, proprio a Gabii Romolo e Remo sarebbero stati educati e avviati alla scrittura. Dalla fine del XVIII secolo il sito è stato al centro di importanti campagne di ricerca nazionali e internazionali che hanno restituito testimonianze di straordinario valore. Gli eccezionali materiali rinvenuti sono oggi conservati in parte al Museo del Louvre e in parte a Roma\, presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e il Museo Nazionale Romano. \n\n\n\nIl Teatro campestre è un’opera ambientale che nasce dall’idea di Cactus\, studio creativo fondato da Antonio Oriente e Giovanni Rago\, con l’obiettivo di applicare una logica circolare: grazie al riuso di materiali presenti nel Parco viene costruito un luogo accogliente per eventi\, incontri e relazioni spontanee\, in dialogo con il contesto archeologico e paesaggistico. \n\n\n\nL’installazione è stata realizzata da GRRIZ\, studio di architettura\, arte e design fondato da Luigi Greco e Mattia Paco Rizzi\, noto per i suoi interventi di microarchitettura applicata nello spazio pubblico\, realizzati in Italia e all’estero e presentati anche alla Biennale di Architettura di Venezia e al MAXXI di Roma. Interamente reversibile e costruita con balle di fieno\, la struttura è un’opera di land art e al contempo uno spazio d’ascolto temporaneo\, a destinazione polifunzionale\, pensato per accogliere eventi\, letture pubbliche e laboratori\, al fine di restituire al Parco archeologico di Gabii una rinnovata vocazione allo spettacolo dal vivo\, favorendo un dialogo virtuoso tra patrimonio archeologico\, paesaggio e comunità. \n\n\n\nIl programma musicale: i prossimi appuntamenti  \n\n\n\nLa programmazione di Fortuna in Musica 2026 accompagna questo nuovo percorso attraverso tre appuntamenti che attraversano linguaggi differenti\, dalla musica popolare alla ricerca jazz contemporanea\, fino alla contaminazione tra jazz e tradizione argentina. \n\n\n\nDunque dopo l’appuntamento del 6 settembre con Circo Diatonico – Acrobazie\, ritmo ed emozioni dello spettacolo viaggiante\, progetto dell’organettista campana Clara Graziano\, il programma continua l’11 e il 12 settembre. \n\n\n\nL’11 settembre\, il Teatro campestre del Parco archeologico di Gabii ospiterà il Simone Prattico – Oriundo Quartet\, guidato dal batterista e compositore Simone Prattico\, musicista riconosciuto dalla critica come interprete di rara versatilità e dalla forte vocazione internazionale. Il suo stile nasce dall’incontro tra cultura mediterranea e musica afroamericana\, dando vita a una personale ricerca sonora fatta di groove ibridi e contaminazioni ritmiche. Dopo l’uscita dell’album Oriundo\, accolto con grande interesse dalla critica internazionale\, Simone Prattico presenta un quartetto composto da Hermon Mehari alla tromba\, Leo Montana al pianoforte e Acelino de Paula al basso. L’ensemble propone un viaggio musicale tra jazz contemporaneo e afro-funk\, un intreccio di atmosfere tribali\, energia ritmica e sensibilità melodica. \n\n\n\nA chiudere il festival\, sempre al Teatro campestre di Gabii\, il 12 settembre\, saranno Javier Girotto & Aires Tango\, protagonisti del progetto 30\, con cui celebrano tre decenni di attività artistica. Javier Girotto al sax soprano\, Marco Siniscalco al basso elettrico\, Alessandro Gwis al pianoforte e Francesco De Rubeis alla batteria e alle percussioni formano una delle realtà più originali del panorama jazz contemporaneo italiano. Nato nel 1994 da un’idea di Girotto\, il gruppo ha saputo fondere le proprie radici musicali argentine con le forme espressive del jazz\, costruendo negli anni un linguaggio personale in continua evoluzione. Il progetto 30 nasce dal desiderio di celebrare un traguardo importante: trent’anni di musica insieme\, quasi mille palchi condivisi tra festival e rassegne in tutto il mondo\, incontri\, viaggi e momenti di vita vissuta intensamente. Le composizioni del disco sono dedicate ai luoghi e ai momenti più significativi della storia degli Aires Tango\, in un percorso nato durante il periodo della pandemia e oggi simbolo della ripartenza e della continuità artistica del gruppo. \n\n\n\nCon l’edizione 2026\, Fortuna in Musica rafforza così la propria identità come progetto capace di costruire un dialogo autentico tra patrimonio culturale e contemporaneità\, trasformando i luoghi della storia in spazi vivi di incontro\, ascolto e partecipazione di comunità. \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\nhttps://portale.museiitaliani.it/b2c/buyTicketless/38f255ff-ae5c-45ff-b1dc-2767e57adcd2/6153 \n\n\n\nCosto del biglietto: 1 euro \n\n\n\nDove e quando: \n\n\n\n6 settembre 2026\, ore 19:30\, Santuario della Fortuna Primigenia – Piazza della Cortina\, Palestrina (RM) \n\n\n\n11 – 12 settembre 2026\, ore 19:30\, Parco archeologico di Gabii – Via Prenestina nuova\, km 19\,300 \n\n\n\nMaggiori informazioni: https://gabiipraeneste.cultura.gov.it/
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SUMMARY:PERFORMATIVE invade Palazzo Ardinghelli  tra arte\, musica contemporanea\, danza\, poesia\, teatro\, elettronica
DESCRIPTION:Per tre giorni il MAXXI L’Aquila si trasforma in un laboratorio aperto dedicato alla performance contemporanea: dall’11 al 13 settembre torna per la sesta edizione il festival Performative\, che porta negli spazi di Palazzo Ardinghelli artisti italiani e internazionali\, performance dal vivo\, concerti\, installazioni\, incontri e progetti partecipativi completamente gratuiti. \n\n\n\nCurato da Fanny Borel e Oscar Pizzo e realizzato grazie al sostegno di ALES S.p.A. con il patrocinio del Comune dell’Aquila\, il festival si rinnova con il tema COMBINATORIE pensato per celebrare la commistione tra i diversi linguaggi artistici\, invitando il pubblico a costruire il proprio personale percorso tra gli eventi e gli spazi del Museo. \n\n\n\nPer la prima volta\, infatti\, Palazzo Ardinghelli diventa il cuore unico e pulsante della manifestazione: un palcoscenico diffuso in cui si susseguono oltre 50 appuntamenti\, tra musica contemporanea\, danza\, poesia\, teatro\, videoarte e sperimentazione scenica. Performative 06 si offre al pubblico con un programma culturale ampio e variegato\, pensato per una fruizione libera e personale dell’esperienza scenica; il pubblico è infatti invitato a costruire il proprio percorso tra le sale del Museo\, scegliendo tra i diversi appuntamenti da seguire e modulando i tempi della visita\, senza itinerari prestabiliti né necessità di prenotazione\, grazie ad un continuo flusso di performance -f alcune anche in contemporanea – che dalla mattina alla sera abitano il museo.  \n\n\n\nIn programma alcuni importanti omaggi: da Philip Glass\, gigante del minimalismo musicale\, che nel 2027 compirà 90 anni\, al compositore\, pianista e artista visivo Daniele Lombardi a 80 anni dalla sua nascita\, a Ziad Antar\, videoartista e fotografo libanese. \n\n\n\nAccanto alle opere di vere icone dell’arte e della musica – John Cage\, Jimmie Durham – e di affermati artisti quali Lucinda Childs\, Shirin Neshat\, Steve Reich\, Hiroshi Sugimoto\, Achille Perilli\, Giorgio Battistelli\, Toti Scialoja\, Jacob TV\, Michele Pogliani\, trovano spazio proposte di artisti di nuova generazione come Anagoor\, Pierre Jodlowski\, Andrea Riccio\, Camilla Barbarito\, Matteo Di Genova\, Bedirhan Dehmen\, Rä di Martino\, Sirine Fattouh\, Vittorio Montalti\, Diana Anselmo\, dj Trixie tra gli altri. \n\n\n\nPerformative 06 propone anche momenti di approfondimento sui temi del contemporaneo con protagonisti della scena culturale e artistica italiana e internazionale come Valerio Aprea\, Ziad Antar\, Giorgio Battistelli\, Andrea Cortellessa\, Roberta Vacca\, Vittorio Montalti e Flavia Massimo\, Marco Brandizzi\, Diana Anselmo\, Simone Gozzano. Ampio lo spazio riservato a opere video\, molte delle quali provenienti dalla collezione MAXXI. Arricchiscono poi il festival alcuni interventi espositivi che propongono al visitatore le partiture visivo-musicali di Daniele Lombardi e le fotografie di archivio del Living Theatre.  \n\n\n\nUna perla rara la “Sala dei Metronomi” nella quale sarà possibile godere dell’ascolto del Poema sinfonico per 100 metronomi di György Ligeti nell’allestimento originale previsto dall’autore. \n\n\n\nPerformative 06 conferma\, la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila\, rafforza quella con il Conservatorio Statale di Musica “A. Casella” e inaugura quella con il Teatro Stabile d’Abruzzo e l’Università degli Studi dell’Aquila partner di un progetto di workshop di Slam Poetry a cura di Matteo Di Genova ed Eleonora Fisco\, e del workshop di Ariele Vincenti che trae ispirazione dalle poesie di Toti Scialoja.  \n\n\n\nPERFORMATIVE 06 \n\n\n\nIl Programma \n\n\n\nVenerdì 11 settembre alle 20 il festival apre con un’anteprima nella corte del Museo affidata al compositore Giorgio Battistelli e al suo Il combattimento tra Orazi e Curiazi. A seguire\, il duo Metonimia\, formato da Carlo Giampaolini e Matteo Leoncini\, presenta sempre nella corte il live set immersivo Contiguo continuo. \n\n\n\nSabato 12 settembre la giornata inizia con una nuova esecuzione de Il combattimento tra Orazi e Curiazi.  \n\n\n\nDalle 15 ciascuno potrà esplorare le sale di Palazzo Ardinghelli creando un proprio percorso – senza un programma prestabilito o un itinerario obbligatorio – attraverso le tantissime performance che si susseguono e si alternano nelle sale del Museo per l’intera durata del festival\, scegliendo in totale autonomia come viverle\, anche entrando e uscendo più volte nelle due giornate\, riscoprendo gli spazi del museo interamente dedicato al festival. \n\n\n\nSul mezzanino\, il video della Collezione MAXXI Arte di Vladimir Nikolić mette in relazione il corpo dell’artista con le immagini digitali della nostra quotidianità. \n\n\n\nI celebri 12 Études di Philip Glass prendono vita invece\, tra musica\, danza e videoarte\, attraverso una selezione di lavori di Lucinda Childs\, Anagoor\, Shintaro Hirahara\, Philip Miller\, Llewellyn Mnguni\, Shirin Neshat\, Michele Pogliani\, Hiroshi Sugimoto prodotto da MP3 Dance Project e Change Performing Arts. \n\n\n\nLa ricerca musicale contemporanea è al centro anche di Time & Money di Pierre Jodlowski e Silence Must Bedi Thierry De Mey\, entrambi eseguiti da Giulia Lo Giudice; in Temazcal di Javier Álvarez\, interpretato da Vittoria Di Grazia\, il suono delle maracas si intreccia con i materiali elettronici in un paesaggio ritmico attraversato da culture\, tempi e luoghi differenti. Andrea Riccio\, tra i nomi più originali del giovane pianismo italiano\, interpreta le leggendarie Sonatas & Interludes di John Cage.  \n\n\n\nA ottant’anni dalla nascita\, il festival rende inoltre omaggio a Daniele Lombardi\, protagonista della riscoperta delle avanguardie musicali del Novecento: è di nuovo Andrea Riccio ad eseguire in prima assoluta due sue composizioni\, mentre alcune tra le più significative partiture visivo-musicali del ciclo Costellazioni sono presentate negli spazi del Museo. Il programma comprende anche Drumming di Steve Reich\, eseguito dagli studenti del Conservatorio Statale di Musica “A. Casella” dell’Aquila\, e Toccata di Francesco Filidei\, affidata ad Andrea Riccio. Completa questo nucleo Popular Context di Matthew Shlomowitz che combina suoni quotidiani\, registrazioni e musica in un’esperienza ironica e sorprendente. \n\n\n\nLa seconda delle grandi sale barocche del piano nobile ospita in loop il potente video A Proposal for a New International Genuflexion in Promotion of World Peace\, in cui l’artista Jimmie Durham performa una sorta di rito gestuale\, una azione universale di pace e perdono. \n\n\n\nNella Sala della Voliera\, live nella giornata di sabato\, l’ensemble del Conservatorio “A. Casella” presenta Three Tales di Steve Reich e Beryl Korot\, opera multimediale articolata intorno a tre momenti cruciali della storia del progresso scientifico – Hindenburg\, Bikini e Dolly – e interpreta Attica di Frederic Rzewski\, potente denuncia della violenza istituzionale e omaggio alle voci degli oppressi. \n\n\n\nIl percorso include inoltre due video della Collezione MAXXI: August di Rä di Martino ed Entre les ruines di Sirine Fattouh e una selezione di fotografie tratte dall’archivio del Living Theatre\, conservato nella collezione del MAXXI.  \n\n\n\nNella Sala Video sono presentati PIC di Luigi Ceccarelli\, Fortunato Depero e Achille Perilli\, e The News di Jacob TV\, opera multimediale che combina musica dal vivo e frammenti video attraverso la tecnica degli speech grooves\, trasformando le voci della comunicazione televisiva in composizione musicale. \n\n\n\nUn centinaio di metronomi abita un’intera sala in cui dialogano l’affascinante Poema sinfonico per 100 metronomi di György Ligeti e il video Metronome di Ziad Antar artista libanese a cui è dedicato anche un focus che raccoglie suoi lavori video su performance musicali e ritmiche: La Marcia Turca\, The Little Boat (Il Était un…)\,Tambourro\, e WA.  \n\n\n\nNella Sala Polifunzionale del Museo prende vita il progetto di Camilla Barbarito con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila La foresta di voci a cura di Gianni Moretti e Silvano Manganaro: un laboratorio performativo dedicato alla voce come strumento di relazione e presenza corporea\, in cui improvvisazione\, ritmo e armonia collettiva trasformano lo spazio e coinvolgono il pubblico. \n\n\n\nLa collaborazione con l’Università degli Studi dell’Aquila e il Teatro Stabile d’Abruzzo trova espressione nei progetti Nel nonsense la parola è alla prova del nulla di Matteo Di Genova ed Eleonora Fisco\, laboratorio di poetry slam e spoken word poetry ispirato alle filastrocche surreali di Toti Scialoja\, e Carpa che ama l’arpa del regista Ariele Vincenti\, che dalle poesie di Scialoja fa emergere uno zoo di gesti e vocalità strambe e perplesse. \n\n\n\nDa Piazza Santa Maria Paganica parte nel pomeriggio di sabato la performance collettiva itinerante La conferenza degli uccelli di Bedirhan Dehmen e Silvia Di Gregorio. Ideato da Silvia Di Gregorio il progetto porta in scena l’omonimo poema persiano di Farid al-Din ‘Attar attraverso la restituzione di laboratori partecipati di danza\, teatro e creazione di maschere. La serata di sabato prosegue in piazza con il set di dj Trixie\, che intreccia house\, elettronica e sonorità contemporanee tra ritmo e sperimentazione. \n\n\n\nDomenica 13 settembre Oscar Pizzo omaggia il compositore d’avanguardia Cornelius Cardew con una intensa esecuzione di For Cornelius di Alvin Curran. Nella stessa giornata in programma anche due con-formance\, momenti a metà tra conferenza e performance: Autoritratto in tre atti di Diana Anselmo che esplora il tema dello sguardo attraverso l’esperienza del proprio corpo (con servizio di interpretariato LIS) e Il (vero) problema di questo paese di Valerio Aprea\, monologo paradossale sui mali d’Italia che sfocia in una riflessione comica sulla realtà del Paese.  \n\n\n\nCompletano il programma gli incontri tra pubblico\, artisti\, curatori e ospiti\, che in questa edizione coinvolgono Ziad Antar\, Giorgio Battistelli\, Andrea Cortellessa\, Roberta Vacca\, Vittorio Montalti e Flavia Massimo\, Marco Brandizzi\, Diana Anselmo\, Simone Gozzano.
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SUMMARY:Al Teatro Basilica "RENT  - Il Musical 30° anniversario"
DESCRIPTION:In occasione del trentesimo anniversario del musical premio Pulitzer RENT di Jonathan Larson\, Romeway Company riporta in scena il suo adattamento italiano inedito\, con cui la compagnia ha debuttato due anni fa con 4 date sold out e pluripremiato ai BroadwayWorld Awards Italia tra cui miglior musical e miglior regia\, dall’11 al 13 settembre al TeatroBasilica di Roma. \n\n\n\nUna New York dell’inizio degli anni ‘90 ci mostra senza pudore l’intolleranza verso chi ha contratto l’AIDS\, la tossicodipendenza ed i senzatetto\, ma anche la fratellanza\, l’amore e la speranza che possono germogliare tra il cemento di questa città. Un’opera rock intensa e imperdibile\, intrisa di temi universali e personaggi indimenticabili\, nonché canzoni che hanno fatto la storia del musical nel mondo. \n\n\n\nMentre viene annunciato il ritorno di Rent sui grandi palchi di Broadway e del West End in occasione di questa ricorrenza storica\, anche Roma avrà modo di assistere allo show dall’11 al 13 settembre nella splendida cornice del TeatroBasilica\, storica location nel cuore di Piazza San Giovanni. Un riadattamento italiano completo e fedele\, che ha già guadagnato l’entusiasmo degli appassionati al suo debutto\, torna senza variazioni ma con l’aggiunta di nuovi membri dell’ensemble e un coro professionale\, per una messa in scena ancora più ricca\, immersiva e suggestiva. \n\n\n\nNel main cast tornano i componenti storici della compagnia\, ormai acclamati anche negli altri loro spettacoli all’attivo. Mirko Basile come Mark\, affiancato da Giovanni Alaimo come Roger; Mimi è Maria Vittoria Piconi\, mentre Joanne e Maureen sono interpretate rispettivamente da Irene Egidi e Tiziana De Amicis. Eric Paterniani ricopre il ruolo dell’antagonista Benny. Andrea Stocchino è Collins mentre Jacopo Bargnesi Hassan ritorna dal Regno Unito per una apparizione straordinaria nel ruolo di Angel. Nell’ensemble Matteo Di Pinto\, Harris Donninelli\, Beatrice Melessim Esmel\, Sara Ferretti\, Federico Giannetti\, Veronica Nolte\, Riccardo Valente e Beatrice Zorzan. \n\n\n\nLo spettacolo vede anche la partecipazione straordinaria di alcuni membri del coro Vocal Oddity\, che canteranno in scena insieme al resto del cast per tutte le serate. \n\n\n\nNel comparto tecnico torna Eric Paterniani alla regia\, Veronica Nolte come aiuto regia e scenografa\, Mirko Basile alla direzione musicale\, Irene Egidi alla direzione corale e coreografica e Giuseppina di Giannantonio ai costumi.
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LOCATION:Teatro Basilica\, Piazza di Porta San Giovanni\, 10\, Roma\, 00185\, Italia
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SUMMARY:Cinema all’aperto sotto una polvere di stelle al Torrino
DESCRIPTION:Dall’11 al 14 settembre l’area esterna dell’ex Stardust Village torna a essere un luogo di incontro e cultura. Ospiti Christian Marazziti\, Michela Andreozzi\, Pilar Fogliati e Giuseppe Gandini. \n\n\n\nQuattro serate di cinema italiano\, incontri con registi e interpreti e un’arena all’aperto pronta ad accogliere gratuitamente il pubblico del Municipio Roma IX e non solo. \n\n\n\nDall’11 al 14 settembre 2026 torna Cinema all’aperto sotto una polvere di stelle\, la rassegna cinematografica che riaccende simbolicamente le luci dell’ex Stardust Village e restituisce temporaneamente alla cittadinanza uno dei luoghi più riconoscibili e significativi del quartiere. \n\n\n\nNell’area esterna dell’ex cinema\, in via del Pianeta Terra 4\, sarà allestita un’arena con 150 posti a sedere e un grande schermo professionale. Ogni sera\, alle ore 21.00\, sarà proiettata una commedia italiana accompagnata dalla presenza dei rispettivi autori e autrici\, che incontreranno il pubblico e dialogheranno sui film e sui temi affrontati. \n\n\n\nGli incontri saranno condotti e moderati dal critico cinematografico Francesco di Brigida. \n\n\n\n«Investire sullo sviluppo della cultura cinematografica\, come già iniziato con le attività svolte e che continuano a svolgersi al Casale della Massima\, è una delle prerogative di questo Municipio»\, dichiara la presidente del Municipio Roma IX Titti Di Salvo. “Gli eventi cinematografici nelle aree all’aperto dello Stardust\, nelle more del riaffidamento con un bando europeo\, permettono di riqualificare e utilizzare per la collettività un bene comune da sempre apprezzato dalla popolazione del territorio. In questo senso voglio ringraziare la presidente della Commissione Cultura Capitolina\, Erica Battaglia\, per averci aiutato a creare\, attraverso la realizzazione di questa arena\, una nuova opportunità culturale e sociale per il territorio”. \n\n\n\nIL PROGRAMMA \n\n\n\nVenerdì 11 settembre \n\n\n\nPrendiamoci una pausaOspite: Christian Marazziti\, regista e interprete del film \n\n\n\nSabato 12 settembre \n\n\n\nUnicorniOspite: Michela Andreozzi\, regista e interprete del film \n\n\n\nDomenica 13 settembre \n\n\n\nRomanticheOspite: Pilar Fogliati\, regista e interprete del film \n\n\n\nLunedì 14 settembre \n\n\n\nTre storie in bottigliaOspite: Giuseppe Gandini\, regista del film\, insieme ad altri interpreti del cast \n\n\n\nLa commedia\, nelle sue forme più contemporanee\, d’autore e satiriche\, è il filo conduttore di questa edizione. Una scelta che nasce dalla volontà di offrire al pubblico uno spazio di leggerezza intelligente\, condivisione e riflessione: il sorriso come occasione per ritrovarsi\, osservare le contraddizioni del presente e riscoprire il valore collettivo dell’esperienza cinematografica. \n\n\n\nCinema all’aperto sotto una polvere di stelle non è soltanto una rassegna\, ma un gesto di riappropriazione culturale e simbolica. Dopo la chiusura dello Stardust Village\, avvenuta nell’ottobre 2024\, l’iniziativa intende mantenere vivo il legame tra questo luogo e la comunità\, in attesa della sua futura trasformazione in un polo culturale multifunzionale. \n\n\n\nLo Stardust ha rappresentato per anni un importante punto di riferimento per il Torrino e per l’intero Municipio Roma IX. Tornare ad abitarne gli spazi attraverso il cinema significa riattivarne la memoria e riaffermare il ruolo della cultura come strumento di aggregazione\, cittadinanza attiva e dialogo tra le generazioni. \n\n\n\nL’iniziativa\, realizzata dall’Associazione Culturale Marte 2010\, è promossa e sostenuta dal Municipio Roma IX. \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nCinema all’aperto sotto una polvere di stelle \n\n\n\nDall’11 al 14 settembre 2026 – Inizio incontri e proiezioni: ore 21.00Area esterna dell’ex Stardust Village – Via del Pianeta Terra 4 – Municipio Roma IXIngresso gratuito – 150 posti disponibili \n\n\n\nProgramma\, approfondimenti e prenotazioni:www.marte2010.net/stardust-2026 \n\n\n\nCONTATTI \n\n\n\nAssociazione Culturale Marte 2010E-mail: produzione@marte2010.netTel. 334 202 2448 \n\n\n\nhttps:www.marte2010.net
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SUMMARY:Alessio Boni in scena con “Katabasis” al Teatro della Nike a Giardini Naxos
DESCRIPTION:Sarà Alessio Boni il protagonista dei due appuntamenti centrali della sesta edizione di “Interpretare l’Antico”\, la rassegna organizzata dalla Rete Latitudini al Teatro della Nike\, grazie al sostegno del Parco archeologico di Naxos Taormina\, con la direzione artistica di Gigi Spedale: la suggestiva alba teatrale in programma sabato 12 settembre alle 6 del mattino\, seguita alle 20:30 dalla presentazione del film Don Chisciotte.  \n\n\n\nIn scena “Katabasis”\, dal VI libro dell’Eneide di Publio Virgilio Marone\, con le musiche dal vivo di Franca Bongiovanni\, drammaturgia e messa in scena dello stesso Alessio Boni. La produzione è di Statale 114\, con distribuzione Rete Latitudini. \n\n\n\nIl cuore dello spettacolo è la discesa agli Inferi di Enea\, uno dei momenti centrali del poema virgiliano. Il viaggio attraversa la grotta della Sibilla\, lo Stige e Caronte\, l’incontro con Didone e quello con Anchise\, fino alle Porte del Sonno. Una katabasis\, una discesa nel mondo dei morti\, che conduce Enea attraverso le tenebre e il confronto con la memoria\, la morte e il fato. \n\n\n\nA rendere ancora più particolare l’appuntamento sarà la scelta dell’alba\, con il Teatro della Nike del parco archeologico di Naxos affacciato sul mare a fare da scenario alla parola di Virgilio e alla musica dal vivo. “Katabasis” prosegue così il percorso di “Interpretare l’Antico”\, che nella sua sesta edizione mette in relazione i miti e i testi della tradizione classica con i linguaggi e la sensibilità della creazione contemporanea. \n\n\n\nLa giornata del 12 settembre proseguirà poi con gli altri eventi realizzati al Parco archeologico di Naxos Taormina\, in collaborazione con NaxosLegge. Alle 17.45 è in programma “Archetipi\, dall’Epos al Romanzo. Iliade. Poema della forza\, poema della debolezza?”\, conversazione con Isabella Bignozzi\, Corrado d’Elia e Francesco Morosi\, moderata da Daniela Sessa. Alle 19.00 “Con e Contro Don Chisciotte”\, con Giuseppe Conte in dialogo con Fulvia Toscano. Alle 19.15\, Marco Giorgetti\, direttore del Teatro Stabile di Catania\, e Charles Chemin\, direttore artistico del Watermill Center di New York\, presenteranno DON Q\, il progetto internazionale tra gli ultimi concepiti da Bob Wilson insieme a Mikhail Baryshnikov. Alle 20.30 sarà poi proiettato il film “Don Chisciotte” di Fabio Segatori\, con Alessio Boni\, produzione Baby Films\, alla presenza del regista e dello stesso Boni\, con la moderazione di Gigi Spedale. \n\n\n\nI due appuntamenti\, che vedono protagonista Alessio Boni\, sono sostenuti da Delta Hotels by Marriott Giardini Naxos. \n\n\n\n“Interpretare l’Antico” è realizzata con il sostegno del Parco archeologico di Naxos\, della Regione Siciliana\, attraverso gli Assessorati dei Beni culturali e dell’Identità siciliana e del Turismo\, dello Sport e dello Spettacolo\, e dell’ERSU di Messina. Collaborano NaxosLegge e il DAMS dell’Università di Messina. La rassegna è patrocinata del Comune di Giardini Naxos. \n\n\n\nIl programma teatrale si concluderà domenica 13 settembre alle 21.00 con lo spettacolo “Nel ventre”\, dall’omonimo romanzo di Sergio Claudio Perroni\, con Stefano Panzeri\, regia di Andrea Paolucci e Stefano Panzeri\, produzione Teatro dell’Argine\, organizzato in collaborazione con il festival NaxosLegge. \n\n\n\nPer “Katabasis” è previsto un biglietto unico di 15 euro. La proiezione del film “Don Chisciotte” è a ingresso gratuito. Per “Nel ventre” ingresso unico di 5 euro. \n\n\n\n Prevendite su www.liveticket.it/latitudinirete.  \n\n\n\nIl botteghino apre 30 minuti prima dell’inizio degli spettacoli.
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SUMMARY:Centrale Preneste Art Factory
DESCRIPTION:A Centrale Preneste Teatro (Via Alberto da Giussano\, 58) nel Municipio V di Roma Capitale\, dal 12 settembre al 4 dicembre 2026\, c’è Centrale Preneste Art Factory\, un’officina culturale per infanzia\, giovani e comunità. Un nuovo progetto culturale per bambini\, giovani e famiglie: 21 compagnie nazionali\, tre rassegne e un teatro sempre più aperto alla comunità e al territorio. Con Centrale Preneste Art Factory il teatro diventa un laboratorio permanente di cultura\, partecipazione e inclusione sociale dove al centro ci sono le giovani generazioni e le famiglie.  La manifestazione si articola in tre differenti rassegne che coinvolgono pubblici diversi e favoriscono l’incontro tra generazioni artistiche: “Next Stage – La scena che cambia\, le voci che emergono” ospita cinque compagnie under 35\, offrendo spazio ai nuovi linguaggi della scena contemporanea e sostenendo il talento emergente. “Voci d’Autore – Storie e visioni della scena contemporanea”\, con protagoniste otto compagnie nazionali composte da artisti affermati\, per offrire al pubblico una proposta culturale di alto livello e promuovere il dialogo tra esperienze artistiche differenti. E\, infine\, la programmazione dedicata ai più piccoli prende vita con “Infanzie in Gioco – Il teatro come scoperta\, gioco e immaginazione condivisa”\, la rassegna domenicale che coinvolgerà otto compagnie nazionali\, offrendo occasioni di incontro e condivisione tra bambini\, famiglie e territorio. \n\n\n\nIn totale saranno 21 le compagnie ospiti\, protagoniste di una stagione che unisce qualità artistica\, ricerca contemporanea e attenzione alla dimensione sociale della cultura. \n\n\n\nGli ospiti di “Voci d’Autore” sono Marco Baliani\, Claudio Morici\, Giorgia Trasselli\, Andrea Cosentino\, Officina Dinamo–Fucina Creativa\, Giovanna Mori e Jacob Olesen\, Frosini/Timpano e il Teatro dei Limoni. Per “Next Stage” sono attesi Compagnia Vaccaro\, MAT – Movimenti artistici trasversali\, Bam Teatro\, Pallaksch e Niccolò Fettarappa. E\, infine\, per la sezione “Infanzie in gioco” oltre alla compagnia residente a Ruotalibera Teatro ci sono la Feet Theatre Company\, l’Associazione Pilar Ternera\, Teatri di Carta\, Hangar Teatro e Teatro Florian. \n\n\n\nGli eventi sono tutti a ingresso gratuito come precisa Tiziana Lucattini\, direttrice artistica della manifestazione: “La gratuità delle attività rappresenta una scelta concreta per rendere il teatro davvero accessibile a tutte e tutti. Con Centrale Preneste Art Factory vogliamo evidenziare il ruolo del teatro come spazio pubblico aperto capace di costruire comunità attraverso l’arte\, la partecipazione e la condivisione”. \n\n\n\nPrenotazione obbligatoria on line su https://centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi/ oppure via mail scrivendo a info@ruotalibera.eu o ingresso diretto il giorno dello spettacolo previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nCentrale Preneste Art Factory prende il via sabato 12 settembre alle 21.00 con la sezione “Voci d’Autore – Storie e visioni della scena contemporanea” che ospita “Quando gli dei erano tanti”\, dedicato alle scritture di Roberto Calasso di e con Marco Baliani\, regia di Maria Maglietta\, una produzione Casa degli Alfieri. Come Ismaele nell’incipit del Moby Dick di Melville\, quando l’orizzonte si incupisce e la percezione del mondo si offusca\, è tempo di salpare\, di uscire dalla gabbia dei giorni per aprirsi verso l’ignoto. E se il mare oceano non è lì a portata di corpo\, le pagine di Roberto Calasso fanno viaggiare lo stesso\, salpando in altri lidi. Grotte\, boschi\, mari\, scogli\, la natura tutta parla con le voci potenti degli Dei che l’hanno abitata\, e che sono ancora lì\, nascosti alla nostra vista assetata solo di merci e votata al consumo della natura stessa. Sono ancora lì anche quando ai boschi si sostituisce l’intrico di una metropoli\, o di strade brulicanti di esistenze in corsa. Anche lì\, a saperle ascoltare\, ci sono voci antiche che ci parlano. Sono ancora lì a ricordarci del tempo in cui il frondire delle foglie aveva una voce\, un ascolto e una necessità. \n\n\n\nTutti gli eventi sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria on line su https://centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi/ o scrivendo a info@ruotalibera.eu o ingresso diretto il giorno dello spettacolo previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
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SUMMARY:“Il Tevere in Musica. Omaggio a Ennio Morricone”
DESCRIPTION:Le colonne sonore che da Roma hanno attraversato il cinema e conquistato il mondo tornano a risuonare lungo il fiume che lambisce Trastevere\, il quartiere in cui Ennio Morricone nacque e crebbe. Sabato 12 settembre 2026\, a partire dalle ore 18:30\, il Tevere diventerà un grande palcoscenico a cielo aperto per “Il Tevere in Musica. Omaggio a Ennio Morricone”\, il concerto-spettacolo gratuito\, ospitato su un battello che danzerà nel tratto fluviale del Tevere all’altezza di Ponte Sant’Angelo Lungotevere Tor di Nona\, ricondurrà simbolicamente la musica del Maestro nei luoghi da cui tutto ebbe inizio.  \n\n\n\nSul battello la Piccola Sinfonica Romana\, ensemble di 20 elementi formato da storici professori d’orchestra che hanno accompagnato Morricone nel corso delle sue tournée internazionali\, eseguirà dal vivo alcune delle colonne sonore più celebri della storia del cinema: da C’era una volta il West a Mission\, da Nuovo Cinema Paradiso a Per un pugno di dollari\, fino a La ballata di Sacco e Vanzetti e Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto.  \n\n\n\nUn repertorio entrato nella memoria collettiva e capace di superare confini\, lingue e generazioni\, affidato proprio ad alcuni dei musicisti che con il Maestro hanno condiviso palcoscenici e tournée in tutto il mondo. A dirigerli sarà Emanuele Bossi\, con Eunice Cangianiello nel ruolo di primo violino.  \n\n\n\nIl legame di Ennio Morricone con Roma è stato profondo e indissolubile. La Capitale non è stata soltanto la città in cui è nato e ha scelto di vivere\, ma il luogo della sua formazione\, il laboratorio della sua ricerca musicale\, la musa che ne ha accompagnato l’immaginario e\, infine\, la custode della sua memoria. Anche quando Hollywood gli aprì le porte e le sue composizioni raggiunsero ogni parte del mondo\, Morricone rimase legato alla sua città\, facendone il centro umano e creativo di un percorso artistico irripetibile.  \n\n\n\nÈ proprio questo rapporto a costituire il cuore dello spettacolo: la musica torna nel paesaggio che ha contribuito a generarla\, con il Tevere come palcoscenico\, Castel Sant’Angelo come scenografia e Roma interprete di un racconto che unisce le origini trasteverine del Maestro alla dimensione universale della sua opera.  \n\n\n\nAd accompagnare il percorso musicale\, della durata di circa 90 minuti\, sarà la voce narrante di Giuseppe Liuzzo\, che intreccerà alle esecuzioni aneddoti\, chiavi di lettura e raccordi drammaturgici\, restituendo al pubblico non soltanto il compositore celebrato in tutto il mondo\, ma anche l’uomo e il suo rapporto con Roma.  \n\n\n\nIl pubblico potrà assistere liberamente e gratuitamente allo spettacolo dalle due sponde del fiume\, seguendo il concerto eseguito a bordo del battello-palcoscenico.   \n\n\n\n“Il Tevere in Musica. Omaggio a Ennio Morricone” è un progetto ideato e prodotto da Argot Produzioni\, realizzato in collaborazione con The Voyager S.r.l.\, con il management artistico di Effegi Live. Il progetto\, promosso da Roma Capitale\, è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina\, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.  \n\n\n\nINFORMAZIONI AL PUBBLICO  Durata: circa 90 minuti  Luogo: Lungotevere Tor di Nona – fiume Tevere\, banchine di Castel Sant’Angelo e Ponte Sant’Angelo\, Roma  Ingresso: gratuito e ad accesso libero dalle sponde del fiume Orchestra: Piccola Sinfonica Romana\, ensemble di 20 elementi  Direttore d’orchestra: Emanuele Bossi  Voce narrante: Giuseppe Liuzzo Primo Violino: Eunice Cangianiello  Violini 1: Giulia Pavan\, Aleandro Diaferia\, Alain Manieri  Violini 2: Plamena Krumova\, Adele Napoli\, Alberto Caponi   Viole: Stefano Azzolina\, Gisella Horvat Violoncelli: Benedetta Chiari\, Rossella Zampiron  Contrabasso: Diego di Paolo  Oboe: Paolo Verrecchia   Flauto: Giuseppe Di Liddo   Tromba: Remo D’Ippolito   Corno: Rino Pecorelli   Batteria: Alessandro Marzi  Pianoforte: Gianni Ferretti Fotografia: Ilaria YralihManagement artistico: Effegi LivePartner: The Voyager S.r.l. \n\n\n\niltevereinmusica@gmail.com   \n\n\n\n  Tel. 375 53 52 595
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SUMMARY:“ENEIDE – Teatro della Migrazione” alla Sala Raffaello di Roma
DESCRIPTION:Prosegue il progetto teatrale interculturale “ENEIDE – Teatro della Migrazione” con lo spettacolo “Guerra”\, restituzione in scena del secondo modulo del laboratorio under 35. Sarà allestito il 12 settembre (alle ore 20 e in replica alle ore 22) presso la Sala Raffaello di Roma. È l’atteso sequel del percorso iniziato nell’estate del 2025. \n\n\n\nIl nuovo appuntamento rilegge i canti IX e X dell’Eneide\, riflettendo sul conflitto come momento decisivo del mito e occasione per interrogarsi sul prezzo della pace\, della convivenza e della costruzione di un futuro comune. La serata sarà arricchita da un buffet multiculturale per stimolare il dialogo tra artisti e cittadinanza.  \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nEneide / Guerra non racconta soltanto uno scontro tra eserciti per il dominio di un territorio\, ma cerca di porre luce sull’insensatezza di ogni scontro armato\, nell’antichità\, ora e sempre; racconta l’illusione che la violenza possa generare ordine\, giustizia o futuro; è una riflessione sull’insensatezza della guerra\, nell’antichità come nel presente\, e sulla tragica ripetizione di un gesto che gli uomini continuano a compiere pur conoscendone il prezzo. \n\n\n\nEnea è finalmente approdato alla terra promessa. Il viaggio è terminato\, ma la prova più difficile deve ancora cominciare. Per fondare una città\, per costruire una patria\, dovrà attraversare il sangue. Dall’altra parte Turno combatte per difendere la propria terra\, il proprio popolo\, il proprio destino da colui che considera un invasore.  \n\n\n\nEntrambi credono di avere ragione. Entrambi sono convinti di obbedire a una necessità più grande di loro e proprio in questa convinzione\, come sempre nella Storia antica e presente\, si annida la tragedia della guerra. \n\n\n\nAl centro della vicenda emergono le figure di Pallante e Lauso\, giovani\, coraggiosi\, generosi. La loro morte interrompe il futuro prima ancora che possa compiersi. Diventano il volto universale di tutte le vite sacrificate alle ragioni della Storia\, della politica\, dell’ambizione e dell’orgoglio degli adulti. Attraverso di loro Virgilio ci ricorda che ogni guerra viene combattuta in nome di ideali astratti ma si misura sempre sui corpi smembrati dei figli. \n\n\n\nAttraverso cinque voci\, immagini essenziali e una lingua poetica contemporanea\, i canti IX e X dell’Eneide si trasformano in una meditazione sul conflitto\, sull’eroismo e sul prezzo che ogni guerra pretende. Nessuno combatte davvero contro uno straniero: ogni nemico porta il nostro stesso volto. La guerra appare allora per ciò che è sempre stata: una promessa di gloria che lascia dietro di sé soltanto assenze\, nomi perduti e padri che sopravvivono ai figli.  \n\n\n\nIl poema di Virgilio diventa così una domanda rivolta al presente: quante volte ancora dovremo chiamare destino ciò che dovremmo invece chiamare scelta? \n\n\n\nMatteo Tarasco  \n\n\n\nIL PROGETTO \n\n\n\nNon è solo teatro\, è un cantiere di umanità dove l’antico esodo di Enea incontra le rotte dei migranti di oggi\, richiamando alla mente le drammatiche immagini che arrivano dai confini di Ceuta\, in Spagna\, dove il desiderio di un futuro si scontra con la rigidità delle frontiere. A Roma\, tra le mura della Sala Raffaello a Villa Fiorelli\, prende vita per il secondo anno consecutivo “ENEIDE – Teatro della Migrazione”\, un laboratorio teatrale interculturale e multidisciplinare che\, dal 17 agosto al 26 settembre 2026\, trasformerà il mito di Virgilio in un’esperienza di viva attualità. \n\n\n\nL’obiettivo è creare uno spazio di crescita professionale e umana dove la formazione teatrale diventa uno strumento concreto di inclusione e riscatto per giovani artisti provenienti da contesti spesso marginalizzati. \n\n\n\nQuesta iniziativa si qualifica propriamente come un esperimento di riflessione costante tra passato e presente: un percorso dove il poema classico diventa una chiave di lettura per analizzare le “nuove geografie” dell’accoglienza.  \n\n\n\n“Ogni episodio rilegge il poema di Virgilio alla luce delle migrazioni contemporanee – spiega Matteo Tarasco – restituendo al mito la sua funzione originaria: raccontare la condizione universale di chi cerca un luogo dove vivere in pace.”  Il progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. È l’atteso sequel del percorso iniziato nell’estate del 2025. Se la prima edizione aveva esplorato la fuga da una Troia in fiamme\, il 2026 segna il momento cruciale dell’arrivo e della costruzione di una nuova appartenenza. \n\n\n\nIl cuore dell’operazione risiede nella sperimentazione teatrale come strumento di formazione: trenta giovani performer under 35\, italiani e migranti\, partecipano a un laboratorio intensivo di 45 giorni che spazia dalla drammaturgia collettiva alla vocalità multilingue. Gli spettacoli in programma – Approdo\, Guerra e Tregua – rappresentano la restituzione pubblica di un quadro generale di crescita professionale. \n\n\n\nIl sipario si alzerà ufficialmente il 29 agosto con “Approdo”\, la prima tappa performativa che segna il culmine del primo modulo del laboratorio. In questo appuntamento inaugurale\, i trenta performer porteranno in scena un Enea che non sbarca solo sulle rive del Lazio\, ma arriva direttamente nel nostro presente attraversato da esili e nuove appartenenze. Il significato profondo di “Approdo” risiede nel guardare all’Eneide come a un’opera ancora capace di parlare all’oggi\, intrecciando il mito antico con le storie contemporanee dei ragazzi in scena. Grazie all’uso delle lingue madri e a una messa in scena corale e fisica\, lo spettacolo punta a un’accessibilità totale\, rendendo il messaggio di accoglienza e memoria comprensibile a tutti. \n\n\n\nPer chi desidera partecipare a questo viaggio\, l’ingresso è libero e gratuito presso la Sala Raffaello. È possibile assistere alle tre tappe performative – 29 agosto APPRODO\, 12 settembre GUERRA e 26 settembre TREGUA – prenotando il proprio posto tramite l’Associazione Culturale IGLOO. Ogni serata sarà arricchita da buffet multiculturali per stimolare il dialogo tra artisti e cittadinanza.  \n\n\n\nIn questo contesto\, la scelta della location è densa di significato. Il progetto abita la cornice della Sala Raffaello (situata all’interno della Chiesa dei Santi Fabiano e Venanzio a Villa Fiorelli\, in un quartiere semicentrale e multiculturale) e risponde alla volontà di attivare nuove geografie culturali urbane\,valorizzando i legami tra memoria storica e nuove cittadinanze. Se Enea cercava una terra dove gettare le basi di un nuovo inizio\, questo quartiere multiculturale appare oggi come l’approdo naturale per una moderna epopea urbana\, trasformando una piazza storica in una potente metafora contemporanea del viaggio e dell’accoglienza. \n\n\n\nSTAFF – La direzione artistica e la conduzione del laboratorio sono affidate a Matteo Tarasco\, regista teatrale di rilievo internazionale\, con esperienze in ambito accademico e interculturale\, tra cui Harvard University e LAMDA di Londra. L’organizzazione generale è curata da Massimo Di Rollo\, esperto in gestione di eventi culturali e progettazione. Per garantire qualità artistica il team sarà interamente formato da professionisti del settore\, tra cui un assistente alla regia\, un mediatore culturale con competenze nella facilitazione linguistica e inclusiva\, e uno staff tecnico composto da operatori audio/video e tecnici luci.  \n\n\n\nCURRICULUM PROFESSIONALE – Ass. Cult. IGLOO si è affermata come una nuova e vivace realtà nel panorama teatrale romano. In pochissimo tempo\, l’associazione ha prodotto tre spettacoli di grande spessore: “Gli Atti Unici” di Anton Čechov a maggio 2025\, la tragicomica commedia in romanesco “Alcazar” di Gianni Clementi a marzo 2025\, e una sorprendente versione di “Molto Rumore per Nulla” di Shakespeare a giugno 2024\, che ha conquistato pubblico e critica\, vincendo numerosi premi.
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SUMMARY:“Aliasing” doppia personale per Suren Dorfmnn ed Emanuele Zaccaria
DESCRIPTION:La pittura\, con tutta la sua potenza immaginifica\, e il suo rapporto problematico con la realtà\, in un’epoca sempre più bombardata di immagini\, accomuna la ricerca di due artisti di vent’anni\, Suren Dorfmann ed Emanuele Zaccari\, che si cimentano nella loro prima prova espositiva in una doppia personale intitolata “Aliasing” e ospitata a Casa Vuota in via Maia 12 a Roma\, a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo. La mostra siinaugura mercoledì 8 luglio alle ore 18 e\, dopo l’inaugurazione\, si può visitare su appuntamento fino al 13 settembre 2026\, prenotando ai numeri 3928918793 o 3284615638 oppure all’email vuotacasa@gmail.com. \n\n\n\nA ciascuno dei due giovani artisti\, legati da un rapporto di amicizia\, viene dedicata una stanza di Casa Vuota e Dorfmann e Zaccari abitano la stanza a loro assegnata presentando un ciclo di lavori autonomo\, progettato nella forma di un intervento site specific. Il pubblico è chiamato a confrontarsi con il lavoro di ciascun artista\, mentre nel passaggio da una stanza all’altra\, a completamento del percorso espositivo\, si trova di fronte a un’installazione realizzata a quattro mani\, con il titolo “Smussatura” (2026)\, che rimodula la volumetria della casa fondendo segno inciso e luce. \n\n\n\nIl filo conduttore fra i due artisti è spiegato dai curatori Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo\, che scrivono: «Prelevando dal linguaggio dell’elettronica un temine tecnico – aliasing – che definisce la presenza di un errore nello spettro armonico di un segnale campionato\, il titolo della mostra vuole descrivere una particolare condizione dell’esperienza estetica contemporanea. Nel parossismo esasperato di una trasmissione di dati e di una elaborazione di visioni tendenti programmaticamente a una sempre maggiore qualità e quantità delle informazioni veicolate e processate\, questa esperienza estetica peculiare si fa carico della possibilità di un disturbo\, tanto nel campionamento della frequenza quanto nella sua decodifica. Errori e distorsioni diventano fattori connaturati e strutturali\, da annoverare fra le possibilità concrete della visione e dei suoi fallimenti. Nell’impossibilità di controllare tutto\, sembrano dire Dorfmann e Zaccari\, il compito dell’arte è duplice: da una parte abbracciare l’errore e la fallibilità\, dall’altra esaltarne il potere generativo\, distorcente\, visionario\, portentoso e disturbante». \n\n\n\nUn deciso bianco e nero e un segno rapido\, vivace e costruito su livelli successivi sono gli elementi caratterizzanti il lavoro di Suren Dorfmann\, che si esercita sia in opere di piccolo formato\, sia in interventi ambientali di grandi dimensioni. Sono due le opere costruite su misura per lo spazio di Casa Vuota. Il primo\, intitolato “Muffa” (2026) è un lavoro minimale\, interstiziale e usa l’intera parete come supporto su cui lavorare in modo mimetico e sfidante\, andando a colmare i buchi e gli strappi già presenti nella carta da parati con degli interventi disegnati che sembrano fuoriuscire da chissà quale regione remota\, rivelando una realtà altra e facendo del difetto un’opportunità. “Troppo poco vuoto” (2026) è invece un grande dipinto leggero e stratificato\, che – addizionando strati su strati di tessuti lavorati con inchiostro di china – immagina un bosco dischiuso inaspettatamente nel cuore della casa. Si aggiungono due piccole opere su legno\, anch’esse di ispirazione botanica e paesaggistica: due dittici sospesi tra pittura e disegno\, lavorati in un prezioso e minuzioso dosaggio di ombre e luci\, con una tecnica mista che mescola sapientemente il transfer fotografico\, il carboncino\, la tempera e il pennarello acrilico. \n\n\n\n«Il fulcro della mia ricerca – racconta Dorfmann – riguarda le stratificazioni di piani differenti della realtà che\, intersecandosi o sovrapponendosi\, ne modificano la percezione. Alcuni tra gli elementi indagati sono l’interno e l’esterno\, il presente e la memoria\, l’immagine fotografica e il disegno\, il verticale e l’orizzontale. L’attenzione al dettaglio e alla ripetizione permette di cogliere differenze impercettibili. I soggetti selezionati sono tratti da fotografie\, disegni o incisioni che hanno un legame diretto con la mia esperienza personale\, ma essendo immagini essenziali si possono riferire a qualsiasi fruitore. Sono lavori di meditazione e immersione e\, nonostante le differenze di dimensione\, medium e supporto\, hanno in comune la stratificazione\, che sia tra diversi tessuti\, stampe e fotografie o disegno e carta da parati». \n\n\n\nPrediligendo in questa fase della sua ricerca la pittura a olio su tela\, ma aperto anche alla sperimentazione di altri linguaggi\, come per esempio il video\, è proprio dal video che Emanuele Zaccari trae ispirazione per la serie di quattordici dipinti\, identici per dimensioni e formato\, che sceglie di presentare con un allestimento rigoroso e lineare – quasi filmico – a Casa Vuota. Prendono spunto da fotogrammi di filmati amatoriali di provenienza diversa e girati tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta\, appartenenti dunque a un periodo molto precedente rispetto alla vita del giovane artista (nato nel 2005)\, di cui Zaccari ha potuto avere un’esperienza soltanto derivata\, mediata e mai diretta. La cultura e la tecnologia a essi sottese sono al centro di quello che l’artista descrive come «un fenomeno nostalgico indiretto\, una nostalgia forse rafforzata dalla mia esperienza mediata». \n\n\n\nEmanuele Zaccari riflette sui rapporti fra le differenti tecnologie e i diversi media\, partendo dalla stampa\, dalla fotografia e dal video fino ad arrivare alle tecnologie digitali e all’intelligenza artificiale. «Trovo importante – sottolinea – evidenziare e riflettere sulla presenza del filtro digitale\, cioè di quell’elemento sempre più presente fra noi e il fenomeno che percepiamo\, che comporta una fruizione derivata e non immediata dell’immagine. Mi interessa porre l’attenzione su elementi strutturalmente interni all’immagine\, che si distaccano da essa ponendosi su un altro piano\, fra l’osservatore e l’oggetto artistico\, e creando una distanza che può portare alla riflessione». Il mondo descritto dall’artista nella sua pittura\, attraverso la metabolizzazione delle immagini preesistenti\, estrapola e rende significativi fotogrammi di un flusso indiscriminato\, ormai inconsapevole di sé\, dando loro una vita nuova e disordinata e lasciando all’osservatore il compito di ricomporre una narrazione disarticolata\, fatta di memorie infantili\, reminiscenze militaresche\, piccoli gesti di tenerezza quotidiana\, spunti casuali e suggestioni di sapore vagamente distopico. \n\n\n\nSuren Dorfmann (2005) nasce a Roma e si trasferisce a Rapolano Terme\, in provincia di Siena. Studia pittura all’Accademia di belle arti di Roma. A partire dal 2023 partecipa ad alcune mostre collettive. La sua ricerca pittorica è in dialogo con la grafica e si focalizza sulla trasposizione del concetto in illustrazione\, con attenzione al contesto storico-culturale. È del 2026 la personale “Riccio nella nebbia” al Palazzo Pretorio di Rapolano Terme\, a cura di Francesca Nonne. \n\n\n\nEmauele Zaccari (2005) nasce a Roma\, la città dove vive\, dopo avere abitato per alcuni anni sull’isola di Mahè\, nelle Seychelles. Ha studiato alla Scuola romana del fumetto e attualmente frequenta il corso di pittura all’Accademia di belle arti di Roma. Nel 2026 espone al Museo di Roma a Palazzo Braschi nella mostra collettiva “Umani troppo umani (oggi)”\, curata da Anna Maiorano\, con testi di Livia Romano.
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SUMMARY: “Atlante della sete” allo Spazio Messina di Milano
DESCRIPTION:Domenica 13 settembre alle ore 18.00\, presso lo Spazio Messina\, Alessandro Zannier presenta “Atlante della sete”\, una grande opera dedicata alla futura crisi idrica mondiale\, in un incontro che mette in relazione arte\, dati ambientali\, musica e divulgazione. \n\n\n\nA dialogare con l’artista sarà Fortunato D’Amico\, curatore d’arte indipendente\, architetto\, docente e giornalista\, da anni impegnato nella ricerca sui rapporti tra arte\, scienza\, ambiente e società. D’Amico ha curato numerosi progetti espositivi e multidisciplinari e ha sviluppato una particolare attenzione ai temi della sostenibilità e delle trasformazioni contemporanee. \n\n\n\nL’incontro sarà accompagnato da una breve performance musicale di Ottodix\, alias musicale di Zannier\, con Loris Sovernigo al piano synth. Durante il talk verranno illustrate alcune delle modalità con cui Zannier trasforma i dati statistici ambientali in immagini\, animazioni e suoni attraverso processi di sonificazione. \n\n\n\nAl centro di “Atlante della sete” ci sono due grandi sfere: una restituisce la Terra privata dei mari\, mostrando le catene montuose sottomarine come un paesaggio lunare e arido; l’altra rappresenta soltanto il sistema planetario degli oceani\, una fragile superficie azzurra che sembra sul punto di frantumarsi. Al centro\, una piccola biglia trasparente rappresenta la quantità esigua di acqua dolce disponibile sul pianeta\, risorsa destinata a diventare sempre più strategica e potenzialmente causa di nuovi conflitti. \n\n\n\nZannier\, artista concettuale e musicista\, lavora da anni sul rapporto tra ambiente\, scienza\, big data e sistemi complessi\, sviluppando progetti nei quali arti visive e musica diventano strumenti di lettura delle trasformazioni del pianeta. \n\n\n\nDurante l’incontro sarà inoltre proposto un breve set tratto da “Cerebro_Mundi”\, il nono concept album di Ottodix\, pubblicato nel 2026\, dedicato al rapporto tra cervello umano e “cervello planetario”\, con particolare attenzione alle interconnessioni tra sistemi naturali e artificiali. \n\n\n\nL’appuntamento conclude la mostra La misura dell’UNO\, promossa dal Movimento Arte Etica e organizzata da ARTantide Gallery. \n\n\n\nAlessandro ZannierNato a Treviso nel 1971\, Alessandro Zannier è un artista concettuale che lavora tra arti visive e musica\, tra scienza\, ambiente e big data con opere e concerti dal taglio multimediale e divulgativo. Ha esposto in personali e collettive internazionali\, in tre edizioni della Biennale Italia-Cina\, alla Biennale di Curitiba 2019\, al CAFA Museum di Pechino e in due Biennali di Venezia consecutive 2021/2022 (Architettura – Padiglione Italia e Arte – Padiglione Camerun). \n\n\n\nIl suo progetto “ENT” di installazioni gemelle che incrociano dati ambientali tra l’Italia e i 6 continenti\, iniziato tra Venezia e la Nuova Zelanda\, si è concluso negli Stati Uniti dove è stato esposto al New York Institute of Technology supportato dall’Istituto di Cultura Italiana di New York col supporto del curatore internazionale e architetto Alessandro Melis. \n\n\n\nCollabora con atenei e istituti di ricerca con operazioni artistiche e sonore che indagano i sistemi complessi e le correlazioni tra natura\, dati e società.Ha pubblicato 9 concept album\, due raccolte e un libro con l’alias Ottodix\, considerato un progetto storico della musica electro-alternative italiana\, che oggi invade spazi culturali e museali con concerti che trattano di scienza\, filosofia e ambientalismo. \n\n\n\nLa sua recente “Escalation><Involution” una grande installazione immersiva video e sonora sul crescendo esponenziale delle criticità climatiche correlate all’impoverimento culturale dell’Occidente\, è stata esposta nel 2025 al M9 – Museo del ‘900 di Mestre\, come parte contemporanea della mostra sull’Impressionismo “Arte Salvata” raccolta di capolavori sopravvissuti al bombardamento di Le Havre in Francia. \n\n\n\nNel 2026 pubblica Cerebro_Mundi\, nono concept album a nome Ottodix\, raccolta dedicata al cervello umano e a quello planetario\, tra habitat e sistemi complessi. \n\n\n\nL’artista rappresenterà l’Italia alla Biennale di Durazzo 2026 in Albania dal 1 ottobre. \n\n\n\nDal 2016 aderisce al Movimento Arte Etica e lavora con ARTantide Gallery. \n\n\n\nInfo: \n\n\n\nDomenica 13 settembre 2026\, ore 18.00Fabbrica del Vapore – Spazio Messina\, Milano \n\n\n\nAlessandro Zannier – “Atlante della sete”Talk + performance musicale di OttodixCon Fortunato D’Amico\, curatore d’arte indipendente\, architetto\, docente e giornalistaCon Loris Sovernigo (piano synth)Introduce Paolo Mozzo\, ARTantide Gallery – Movimento Arte Etica \n\n\n\nA chiusura vi saluteremo con un aperitivo conviviale \n\n\n\nPer partecipare è richiesta la registrazione e la conferma della presenza:REGISTRATI E CONFERMA LA TUA PRESENZA
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