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SUMMARY:AQVA: in mostra alla Biblioteca Apostolica Vaticana
DESCRIPTION:Dal 25 settembre 2026 la Biblioteca Apostolica Vaticana apre al pubblico AQVA\, primo capitolo di Catastrofe e Meraviglia\, il nuovo ciclo espositivo quinquennale che mette in dialogo il patrimonio custodito nei secoli con i linguaggi della contemporaneità. Protagonisti della mostra sono tre creativi contemporanei – l’artista JR\, il tipografo Bill Moran e lo chef Fulvio Pierangelini – chiamati a confrontarsi con il patrimonio e gli ambienti della Biblioteca intorno all’acqua\, osservata nella sua duplice natura di minaccia e risorsa. Un progetto che segna un nuovo capitolo della centenaria missione di conservazione e divulgazione della Biblioteca Vaticana e propone una riflessione ampia e interdisciplinare sugli elementi naturali come specchio delle paure e delle speranze dell’umanità. La mostra è realizzata in collaborazione istituzionale con Fondazione Roma e con il sostegno di Intesa Sanpaolo. \n\n\n\nConcepito come un viaggio attraverso le minacce che da sempre insidiano il patrimonio librario – dall’acqua al fuoco\, dalla luce agli insetti fino all’intervento umano – il ciclo pluriennale invita il pubblico a superare la dimensione della paura per scoprire nuove possibilità di lettura e di creazione. Gli stessi elementi che rappresentano una minaccia per la memoria collettiva diventano quindi allegoria universale delle grandi inquietudini dell’uomo di fronte a tutto ciò che sfugge al suo controllo. \n\n\n\nIl primo appuntamento\, AQVA\, si concentra sull’ambivalenza dell’acqua: elemento generatore di vita e\, al contempo\, forza distruttrice. Il percorso espositivo si sviluppa come un’esperienza immersiva che intreccia storia\, scienza e linguaggi contemporanei\, guidando il visitatore da una percezione iniziale di minaccia verso una progressiva riconciliazione con l’elemento naturale\, tema quanto mai centrale nel contesto della crisi climatica globale che il pianeta sta attraversando. L’apertura del percorso è affidata all’installazione monumentale Diluvium dell’artista JR\, allestita sulla facciata cinquecentesca\, potente evocazione della vulnerabilità del sapere e della memoria. Il visitatore esplora poi i legami tra il patrimonio plurisecolare della Vaticana\, il mondo acquatico e le creazioni contemporanee di Bill Moran e Fulvio Pierangelini\, fino alla suggestiva Sala Barberini\, trasformata in spazio di contemplazione. \n\n\n\nCuore scientifico e simbolico della mostra è l’Aquatilium animalium historia di Ippolito Salviani (1557)\, capolavoro che unisce sapere scientifico\, arte calcografica e cultura gastronomica\, presentato in due esemplari di straordinario pregio. «La mostra AQVA è anche l’occasione per celebrare i 470 anni dalla pubblicazione\, che avvenne per iniziativa e a spese della Biblioteca Vaticana\, del bellissimo trattato sui pesci del medico Ippolito Salviani\, finito di stampare a Roma nel 1557» afferma don Giacomo Cardinali\, Vice Prefetto e Commissario delle Attività Espositive. \n\n\n\nAl suo fianco\, una selezione eccezionale di manoscritti\, libri a stampa\, incisioni e oggetti provenienti dalle collezioni vaticane racconta il rapporto millenario tra acqua e conoscenza: dal De re coquinaria di Apicio ai racconti di viaggio di Giovanni Battista Ramusio\, fino ai bestiari marini e alle curiosità numismatiche legate al mondo acquatico. \n\n\n\n«Nella convinzione che\, di fronte alle paure\, sia più saggio fermarsi e affrontarle\, ci siamo affidati a tre creativi dall’ingegno straordinario\, scoprendo orizzonti inattesi proprio in ciò che abitualmente ci atterrisce»\, continua don Giacomo Cardinali. \n\n\n\nA dialogare con questo patrimonio sono stati quindi chiamati tre protagonisti della scena contemporanea: JR firma due installazioni site-specific dal forte impatto visivo ed emotivo che interrogano il rapporto tra natura e cultura. «C’è qualcosa di quasi mistico nei libri. Questi oggetti fragili racchiudono i pensieri del mondo; trasportano voci\, storie e conoscenze attraverso i secoli. La loro forza è immensa\, così come la loro vulnerabilità: la carta non oppone resistenza agli elementi. Portando un’onda nella Biblioteca Vaticana\, DILUVIUM e UNDAE mettono a confronto questo paradosso. Che cosa può sopravvivere e che cosa scegliamo di preservare?» afferma JR. \n\n\n\nBill Moran attraverso i suoi LetterfFish trasforma la tipografia in linguaggio visivo\, dando vita a creature marine composte da lettere\, numeri e segni paragrafematici. «Il privilegio di realizzare un’opera per la Biblioteca Vaticana mi ha permesso di unire il passato al presente\, affiancando le attrezzature tipografiche tradizionali della mia famiglia e i caratteri in legno d’epoca per creare nuovi LetterFish originali.» sostiene Bill Moran. \n\n\n\nFulvio Pierangelini esplora il legame tra acqua\, cucina e memoria attraverso racconti gastronomici inediti – vere e proprie dichiarazioni d’amore per la materia prima\, osservata e trattata con rispetto e dedizione\, e condita con un filo di sofisticata ironia. «Sono molto felice di essere parte di questo progetto e dell’agenda ad esso collegata – spiega lo chef Fulvio Pierangelini – Nell’una e nell’altra racconterò storie e ricette di pesci scovati in uno splendido testo che questa preziosa biblioteca custodisce con infinita cura e saggezza.» \n\n\n\nUn’ulteriore sezione\, dedicata al Laboratorio di Restauro della Biblioteca Vaticana\, chiude il percorso espositivo. L’acqua rivela ancora una volta la sua duplice natura: causa di degrado\, ma anche strumento fondamentale per la conservazione e la rigenerazione dei materiali librari. \n\n\n\nAQVA\, curata da don Giacomo Cardinali\, Simona De Crescenzo\, Francesca Giannetto e Delio Proverbio\, si configura così non solo come una mostra\, ma come la prima tappa di un progetto culturale capace di connettere discipline\, epoche e sensibilità diverse\, offrendo al pubblico una riflessione profonda sul fragile equilibrio tra catastrofe e meraviglia\, e un contributo importante alla consapevolezza del nostro rapporto con la natura\, tanto più attuale e urgente quanto è critico il momento che stiamo vivendo. \n\n\n\nLa mostra sarà visitabile dal 25 settembre 2026 fino al prossimo 14 maggio 2027\, il venerdì e il sabato secondo specifico calendario. Seguiranno presto maggiori informazioni. \n\n\n\nAlcune informazioni sulla Biblioteca Apostolica Vaticana \n\n\n\nLa Biblioteca Apostolica Vaticana è un’istituzione antica\, luogo di conservazione e di ricerca appartenente al Papa e in stretto rapporto con il governo e il ministero della Sede Apostolica. \n\n\n\nDallo Scrinium attestato fin dal sec. IV\, la Vaticana inizia la sua storia moderna con Niccolò V\, che intorno alla metà del ‘400 decise di aprire le collezioni librarie papali agli uomini dotti (“pro communi doctorum virorum commodo”\, Breve del 30 aprile 1451)\, e con Sisto IV\, che diede un assetto più stabile all’organizzazione della Biblioteca con la Bolla Ad decorem militantis Ecclesiae del 15 giugno 1475. \n\n\n\nDa sempre le sue ingenti collezioni costituite da manoscritti\, materiale d’archivio\, volumi a stampa antichi e moderni\, monete e medaglie\, stampe e disegni\, materiale cartografico e fotografico sono aperte a studiosi qualificati di tutto il mondo senza distinzione di razza\, religione\, provenienza e cultura. La Biblioteca è specializzata nell’ambito delle discipline filologiche e storiche e\, retrospettivamente\, anche teologiche\, giuridiche e scientifiche. \n\n\n\nIl progetto espositivo Catastrofe e Meraviglia e la mostra inaugurale AQVA sono resi possibili grazie alla collaborazione istituzionale con la Fondazione Roma e al sostegno di Intesa Sanpaolo\, partner strategici delle iniziative culturali della Biblioteca Apostolica Vaticana. \n\n\n\nIn particolare\, la Biblioteca Apostolica Vaticana e la Fondazione Roma hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che sancisce l’avvio di un gemellaggio triennale tra le due istituzioni\, fondato su una visione condivisa e su una comune missione di valorizzazione\, tutela e divulgazione del patrimonio culturale e artistico. Un sentito ringraziamento va al Presidente della Fondazione Roma\, Franco Parasassi\, per la sensibilità dimostrata nel sostenere il progetto e nel rafforzare il dialogo tra le istituzioni. \n\n\n\n«Collaborare con una istituzione culturale così prestigiosa è per noi motivo di profondo orgoglio\, ma soprattutto un atto di responsabilità verso la collettività – afferma Franco Parasassi\, Presidente di Fondazione Roma – Il gemellaggio triennale con la Biblioteca Apostolica Vaticana non rappresenta solo un sodalizio d’eccellenza\, ma la realizzazione di una visione comune: rendere il patrimonio artistico e culturale una risorsa disponibile\, capace di ispirare\, dialogare con il presente e stimolare una profonda riflessione sul nostro futuro. Con iniziative straordinarie come “AQVA. Catastrofe e Meraviglia” contribuiamo con convinzione a promuovere la nostra comune missione di custodi e divulgatori di cultura\, affinché continui ad essere sempre un bene accessibile per tutti.» \n\n\n\nLa mostra AQVA rinnova inoltre la consolidata partnership con Intesa Sanpaolo\, già protagonista del progetto giubilare e confermata come partner fondamentale per lo sviluppo delle iniziative espositive della Biblioteca Apostolica Vaticana. \n\n\n\nStefano Lucchini afferma: «Sostenere un progetto come “AQVA” è per Intesa Sanpaolo un grande onore: significa contribuire a rendere vivo e accessibile un patrimonio straordinario\, favorendo il dialogo tra la memoria custodita dalla Biblioteca Apostolica Vaticana e i linguaggi della contemporaneità. È una collaborazione che esprime pienamente il nostro impegno per la cultura\, il sociale\, l’ambiente\, come strumenti di conoscenza. Sono le grandi sfide del presente per accompagnare i giovani a guardare con consapevolezza il futuro.» \n\n\n\nLa mostra sarà visitabile dal 25 settembre al 14 maggio\, solo nei giorni di venerdì e sabato\, secondo orari e calendario specifici consultabili sul sito ufficiale della mostra. Il venerdì vengono effettuate le visite speciali: un tour serale privato guidato dal personale della Biblioteca\, dalle ore 18.00 alle ore 20.00. Il sabato la mostra sarà aperta al pubblico con visite ordinarie con audioguida e organizzate in slot orari contingentati. La prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata almeno 48 ore prima della visita. (I biglietti saranno acquistabili su ticket.it \n\n\n\nInfo e dettagli: www.catastrofeemeraviglia.it 
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SUMMARY:“DRAMMATURGIE DEL DESTINO - Le donne fra scritture della scena e della vita”
DESCRIPTION:Dal 25 settembre al 9 dicembre si svolge fra Roma\, Torino e Nuoro\, “DRAMMATURGIE DEL DESTINO – Le donne fra scritture della scena e della vita” con sottotitolo “Da Grazia Deledda alla drammaturgia contemporanea”\, un progetto speciale a cura di Il Mutamento Zona Castalia ETS\, associazione con sede a Torino\, ideato e diretto da Chiara Crupi\, codirettrice artistica de Il Mutamento (con Luca Vonella e Giordano Amato)\, studiosa di teatro\, filmmaker\, e dottore di ricerca in “Storia teoria e tecnica del teatro e dello spettacolo – nuove tecnologie digitali per la ricerca sullo spettacolo”. L’iniziativa è realizzata con il contributo del Ministero della Cultura – Dipartimento per le Attività Culturali – Direzione Generale Spettacolo e di Regione Piemonte\, in collaborazione con Città di Torino\, Biblioteche Civiche Torinesi\, Sardegna Teatro\, Teatro Eliseo di Nuoro\, Teatro Basilica di Roma\, Teatro Abraxa di Roma\, Teatro a Canone\, ASD NAD\, Università di Roma Tre (DAMS)\, Fondazione Barba Varley\, Fondazione Fo-Rame. \n\n\n\nA cento anni dal conferimento del Premio Nobel per la Letteratura alla prima\, e tuttora unica\, donna italiana\, Grazia Deledda\, la rassegna internazionale di voci femminili nel teatro\, workshop e incontri in tre Regioni e altrettante città italiane rende omaggio alla sua figura tenace e straordinaria\, al suo contrastato cammino di autodeterminazione\, esempio virtuoso per molte donne autrici\, registe e interpreti del nostro presente. Dichiara la direttrice artistica Chiara Crupi: «La scrittura delle donne è\, per la sua natura\, genesi e storia\, un cammino di autodeterminazione. La vicenda di Grazia Deledda mette in luce questo percorso e offre un esempio concreto attraverso la “scrittura” della sua vita: dagli studi interrotti alla formazione da autodidatta in Sardegna fino al suo passaggio a Roma e al conferimento del Premio Nobel per la Letteratura. Il tempo in cui visse non fu gentile né favorevole al suo riconoscimento: le fu impedito di studiare regolarmente come accadeva di norma alle donne della sua generazione (ha frequentato fino alla quarta elementare)\, dovette affrontare ostacoli\, svalutazione\, sfiducia e nel migliore dei casi indifferenza\, sia da parte della famiglia che da parte di molti colleghi uomini. In quegli anni il ruolo femminile nella cultura era confinato alla ben nota agiografia-prigione di “angelo del focolare”\, mentre gli spazi ufficiali erano difficili da raggiungere quando non del tutto preclusi. La critica alle opere di Deledda è stata a lungo avara e limitante. Ancora oggi il suo profilo resta incredibilmente marginale negli studi e nei programmi scolastici (le ultime indicazioni nazionali la includono finalmente nel programma dei licei ma nelle antologie il suo nome è ancora confinato ai margini oppure assente) nonostante la sua opera letteraria e il riconoscimento del Nobel. Tutto questo non stupisce\, ma fa riflettere». \n\n\n\nIl vasto programma della rassegna intende riflettere sul tema del femminile e sulla narrazione del tema stesso nella cultura contemporanea\, e lo farà con 9 spettacoli\, un reading\, 3 proiezioni di film\, un focus sulle nuove generazioni di artiste teatrali realizzato tramite call\, un workshop internazionale a Roma esteso su tre giornate\, confronti con studiose/i e non ultimo\, un incontro con attrici e registe delMagdalena Project per festeggiare i 40 anni della rete internazionale di donne di teatro contemporaneo\, fondata nel 1986 nel Galles per dare visibilità e occasioni di confronto e collaborazione a donne impegnate nelle arti performative\, ad artiste\, registe\, attrici\, performer\, studiose e pedagoghe del teatro.  \n\n\n\nL’auspicio di “Drammaturgie del destino” è creare vasi comunicanti fra le esperienze delle diverse generazioni. Per questo\, a voci giovani si affiancheranno presenze esperte di attrici come Julia Varley\, Iben Nagel Rasmussen\, Laura Curino\, Ana Woolf\, Sandra Pasini: attrici\, registe che hanno superato barriere\, visibili e invisibili quanto restrittive. Artiste che lasciano traccia di valori che possono essere trasmessi a chi verrà dopo di noi. \n\n\n\nIL PROGRAMMA:  \n\n\n\nRoma\, 25-27 settembre Teatro Basilica / 28-30 settembre – Teatro Abraxa \n\n\n\nLa rassegna “Drammaturgie del destino” si apre a Roma\, al Teatro Basilica\, dove venerdì 25 settembre alle 19.30 sarà proiettato il film “Women in Action – immagini e storie da Transit-Festival Internazionale di Donne nel Teatro”\, una produzione Odin Teatret Film\, un documentario che intreccia storie di attrici\, registe\, donne di teatro da tutto il mondo\, ognuna delle quali agisce a partire dal proprio contesto sociale\, professionale\, politico\, e in relazione alla propria esperienza individuale. La regia è di Chiara Crupi\, che ha lavorato come filmmaker all’Odin Teatret dal 2010 al 2019\, collaborando con Odin Teatret Film e gli archivi dell’Odin (OTA) e realizzando diverse regie di documentari sul teatro. L’ingresso è gratuito (per prenotazioni: info@ilmutamento.org). Il film sarà proiettato anche a Torino presso la Biblioteca Civica Don Milani\, in data da definire. \n\n\n\nSi prosegue sabato 26 settembre\, ancora al Teatro Basilica: alle 21.00 va in scena “Ed eravamo felici – Una storia di naufragi”\, interpretato e diretto da Ana Woolf\, regista e pedagoga argentina\, che dal 2006 affianca Eugenio Barba come assistente alla regia e traduttrice delle sue opere e di importanti testi di antropologia teatrale. Attraverso il personaggio di Niki\, la pièce attraversa il tema del naufragio\, della memoria e della ricerca di una possibile nuova terra\, in un intreccio di poesia\, leggerezza e riflessione sull’esistenza. Al termine dello spettacolo\, le autrici del testo Ana Woolf e Letizia Quintavalladialogheranno con il pubblico. \n\n\n\nSi torna al Teatro Basilica la domenica 27 settembre\, alle 19.00\, per lo spettacolo “I maltagliati”\, di e con Sandra Pasini\, nei panni di una donna anziana\, che nella sua cucina prepara un piatto di pasta e\, accompagnata dalla radio e dai canti popolari\, ripercorre la propria vita\, trasformando il quotidiano in uno spazio di memoria. Co-fondatrice e direttrice artistica della compagnia danese d’adozione Teatret OM\, fondata nel 1989 a Roma\, Sandra Pasini sviluppa da oltre quarant’anni un percorso artistico poliedrico tra teatro fisico\, clownerie\, performance site-specific\, musica\, parate e teatro di strada. I suoi spettacoli sono stati rappresentati in numerosi paesi d’Europa\, oltre che in Nuova Zelanda\, Medio Oriente\, India\, Stati Uniti e America Latina. Dal 1993 fa parte de Il Ponte dei Venti\, gruppo internazionale guidato da Iben Nagel Rasmussen dell’Odin Teatret. Al termine dello spettacolo\, il pubblico incontrerà Sandra Pasini e Ana Woolf\, co-regista dello spettacolo. \n\n\n\nDal 28 al 30 settembre\, negli spazi del Teatro Abraxa – Sala polivalente dell’Associazione Villa Flora(Via Portuense 610\, Roma – entrata da Via Giuseppe D’Avarna)\, dalle 14.00 alle 18.00\, Sandra Pasini e Ana Woolf condurranno il workshop internazionale “La radice del vento”\, rivolto ad attori\, danzatori\, musicisti e aperto anche a non professionisti. Un’occasione per esplorare la relazione tra terra e aria attraverso corpo e voce\, integrando elementi della tradizione orientale\, tra cui il metodo di Tadashi Suzuki\, e le pratiche occidentali sviluppate da Iben Nagel Rasmussen e trasmesse attraverso le pratiche de Il Ponte dei Venti\, il gruppo internazionale guidato dal 1993 da Iben Nagel Rasmussen dell’Odin Teatret. \n\n\n\nLa call “Focus nuove generazioni”: scadenza il 15 ottobre \n\n\n\nA Roma si svolgerà anche un evento focalizzato sulle nuove generazioni\, uno spazio di dialogo e di presentazione con giovani artiste di teatro\, per il quale è aperta una call\, con scadenza il 15 ottobre. Il progetto “Focus nuove generazioni” vuole affiancare alle produzioni di spettacoli di e con donne artiste\, un luogo di osservazione su artiste/i giovanissime/i che si esprimono sul tema del femminile. Con questo intento si organizzerà l’evento a Roma per dare spazio a queste voci e metterle in dialogo con artiste esperte. I progetti artistici selezionati che parteciperanno alla Call avranno uno spazio per presentare la propria idea o la sua realizzazione e confrontarsi con artiste professioniste\, studiose ed esperte del settore sugli stessi temi. I temi-chiave sono l’autodeterminazione nell’arte declinata al femminile e l’identità di genere. A moderare il confronto sarà Chiara Crupi. La rivista online Liminateatri\, ideata e diretta da Letizia Bernazza\, mediapartner del progetto\, sarà presente e parteciperà al dibattito dialogando con le giovani artiste. La partecipazione alla call e all’evento è gratuita. Eventuali spese di viaggio\, vitto e alloggio sono a carico delle artiste e non saranno rimborsate dall’organizzazione (per inviare la propria adesione\, un form da compilare. Per informazioni: info@ilmutamento.org).  \n\n\n\nGli eventi a Nuoro: dal 13 ottobre al 2 novembre \n\n\n\nDal 12 ottobre al 2 novembre “Drammaturgie del destino” si sposta a Nuoro\, città natale di Grazia Deledda\, dove si terrà un incontro di studi e riflessioni su Grazia Deledda\, visioni di film e alcuni spettacoli dal taglio autobiografico\, in cui le artiste stesse rifletteranno sul proprio ruolo di artiste prendendo possesso di figure sceniche in cui i contorni tra l’identità dell’attrice e i personaggi sono sfumati.  \n\n\n\nLunedì 12 ottobre\, presso l’Auditorium dell’ISRE Giovanni Lilliu\, un incontro con studiosi universitari e operatori culturali su Grazia Deledda\, con particolare approfondimento della drammaturgia. \n\n\n\nMartedì 13 ottobre al Teatro Eliseo di Nuoro (ore 20.30) andrà in scena lo spettacolo “I coralli della memoria”\, interpretato e diretto da Iben Nagel Rasmussen\, storica attrice dell’Odin Teatret fondato da Eugenio Barba. Un lavoro che attraversa memoria personale e memoria collettiva\, intrecciando esperienze\, immagini e frammenti di vita con il percorso artistico dell’attrice. Un viaggio nella memoria come materia viva\, capace di conservare\, trasformare e riunire nel tempo persone\, incontri e tracce dell’esperienza. A seguire\, incontro con l’artista. Lunedì 2 novembre\, ancora al Teatro Eliseo di Nuoro (ore 20.30)\, Laura Curino\, tra le voci più autorevoli del teatro di narrazione italiano\, interpreta “La diva della Scala”. Protagonista è Laura\, che prende la difficile decisione di diventare un’artista e di scalare le ardue vette dell’arte. Decine di personaggi si avvicendano nel racconto a deviarla o a sostenerla\, in un susseguirsi di episodi paradossali. Dopo lo spettacolo\, Laura Curino dialogherà con il pubblico. Negli stessi giorni (in date che saranno successivamente comunicate) si presenteranno le proiezioni audiovisive: “Non ti uccisero a colpi di spillo. Grazia Deledda nell’intimo segreto del grande sogno”\, (2022) Prod. ISTASAC e Rete Parri\, per le scuole; “Il training e le figure. Conversazione con Iben Nagel Rasmussen”\, un film con la regia e il montaggio di Chiara Crupi sull’esperienza pedagogica e di attrice di Iben Nagel Rasmussen\, nell’intervista di Virginie Magnat\, prod. Social Sciences and Humanities Research Council of Canada in collaborazione con Odin Teatret (12 ottobre\, Auditorium della Biblioteca Satta\, ora da definire). \n\n\n\nSono inoltre in programma in date\, luoghi e orari da definire: un reading dedicato a Grazia Deledda e uno spettacolo di Antonella Usai. Collabora alla sessione sarda il Teatro Eliseo di Nuoro in dialogo con diverse istituzioni culturali nuoresi. \n\n\n\nGli eventi a Torino: anticipazioni \n\n\n\nA Torino\, Il Mutamento Zona Castalia ETS organizzerà per “Drammaturgie del destino” lunedì 26 ottobre(in luogo da definire) un Incontro con attrici e registe del Magdalena Project per i 40 anni della rete. The Magdalena Project\, in tutti i continenti\, ha organizzato e realizzato festival\, incontri\, laboratori e residenze\, condiviso pratiche artistiche e pedagogiche\, sviluppato ricerche sul corpo\, sulla voce e sulla presenza scenica e politica del teatro per dare voce e visibilità alle donne di teatro. Uno degli spazi di espressione della rete è stata la rivista internazionale\, pubblicata annualmente dal 1996 al 2008\, «The Open Page»\, di cui Julia Varley è stata la co-fondatrice e la principale redattrice\, un periodico dedicato al lavoro\, ai pensieri e alle visioni delle donne sul teatro contemporaneo. L’incontro\, a cura di Chiara Crupi e con la partecipazione dell’Odin Teatret\, sarà l’occasione anche per ripercorrere le sue tracce. L’ingresso è gratuito; prenotazioni scrivendo a info@ilmutamento.org. \n\n\n\nSabato 28 novembre nel quartiere di Falchera andrà in scena “Ricette immorali”\, ideato e interpretato da Brigitte Cirla\, direttrice artistica della compagnia professionale di teatro musicale con sede a Marsiglia Voix Polyphoniques. Lo spettacolo\, accompagnato dalle musiche di Sébastien Béranger\, è basato sull’omonimo libro di Manuel Vásquez Montalbán\, e prende spunto anche dai testi di Topor\, Li Po\, Baudelaire. Dopo lo spettacolo si terrà un breve incontro con gli artisti Brigitte Cirla e Sébastien Béranger. \n\n\n\nSono in programma a Torino\, inoltre\, altri due spettacoli – in via di definizione – e la proiezione del film “Women in Action” di Chiara Crupi\, presso la Biblioteca Civica Don Milani\, nel mese di ottobre (le date saranno comunicate successivamente). \n\n\n\nIl progetto “Drammaturgie del destino” ha ricevuto l’adesione di: Fondazione Barba Varley\, Fondazione FO-Rame\, Valentina Venturini (DAMS Roma Tre)\, Laura Fortini (Univ. Roma Tre) Maria Serena Sapegno (Laboratorio di studi femministi Sguardisulledifferenze) Sapienza Università di Roma\, Roberto Puggioni (Dip. Lettere\, Lingue e Beni culturali Univ. di Cagliari) e sono in via di definizione incontri teorici e di studio in tutte le città coinvolte.  \n\n\n\nInfo biglietteria eventi al Teatro Basilica – Piazza di S. Giovanni in Laterano\, 10\, 00185 Roma RM \n\n\n\nBiglietto intero € 15 – Biglietto ridotto € 12 (studenti\, over 65\, persone con disabilità e accompagnatori). Gratuito: bambini fino a 3 anni che non occupano un posto a sedere. \n\n\n\nBiglietti acquistabili in teatro prima dello spettacolo e in prevendita su circuito LiveTicket(https://www.liveticket.it/ilmutamento) \n\n\n\nWorkshop internazionale LA RADICE DEL VENTO rivolto ad attori\, danzatori\, musicisti\, aperto anche a non professionisti presso Abraxa Teatro – Sala polivalente dell’Associazione Villa Flora\, Roma\, Via Portuense 610\, Roma (entrata da Via Giuseppe D’Avarna) dal 28 al 30 settembre. \n\n\n\nIl workshop si svolgerà al raggiungimento di un minimo di 10 partecipanti e di un massimo di 20. \n\n\n\nCosto: € 150. Iscrizioni compilando il presente form e allegando una breve lettera di motivazione. \n\n\n\nInfo: formazione@ilmutamento.org \n\n\n\nInfo biglietteria su Nuoro e Torino prossimamente sul circuito LiveTicket. \n\n\n\nInfo generali: https://ilmutamento.org/project/drammatugiedeldestino/
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SUMMARY:Trianon Viviani\, dieci appuntamenti con la danza contemporanea
DESCRIPTION:La rassegna si apre\, quindi\, il 25 settembre con il debutto di Samia\, che prende spunto dalla storia vera di Samia Yusuf Omar\, la giovane atleta somala morta nelle acque di Lampedusa mentre cercava di raggiungere l’Europa per qualificarsi alle Olimpiadi. Adriano Bolognino\, che firma la coreografia\, porta in scena i corpi di sei performers diversi per rappresentare quella di una vita spezzata\, simbolo di una disuguaglianza ed emergenza del nostro presente\, dove la libertà di scegliere chi vuoi essere in molti paesi è ancora negato. In scena Giovanni Karol Borriello\, Laura Miotti\, Laura Dell’Agnese\, Raffaella Esposito\, Ines Giorgiutti\, Cristina Roggerini. I costumi sono di Rosaria Di Maro con lavori dello stesso Bolognino\, le musiche originali di Vito Pizzo\, eccetto la traccia finale A Winged Victory for the Sullen – Adios\, Florida\, le luci di Gianluca Sacco. La produzione è di Körper | centro nazionale di produzione della danza\, Rum för dans e Orsolina28\, con il supporto di Ministero della Cultura\, Regione Campania\, Iic Colonia\, Staatstheater darmstadt – Hessisches Staatsballett\, Nid platform. \n\n\n\nSi prosegue sabato 26 settembre con Storie di carta del coreografo Simone Liguori\, che si ispira alle battute finale de I custodi del libro di Geraldine Brooks\, un romanzo che racconta la vicenda di un manoscritto prezioso\, l’Haggadah di Sarajevo\, sopravvissuto alla guerra grazie al coraggio di un bibliotecario musulmano. A questa storia si affianca quella di Hanta\, il protagonista di Una solitudine troppo rumorosa di Bohumil Hrabal\, costretto per mestiere a schiacciare libri destinati al macero\, ma capace di intravedere nei frammenti di carta un’inesauribile forma di resistenza. Da qui prende vita Storie di carta\, uno spettacolo di teatro-danza che attraversa le tracce della memoria scritta per riflettere sul valore della cultura e sulla fragilità della libertà di parola\, declinando questi concetti in un linguaggio coreografico dove la materia dei libri diventa corpo\, gesto\, memoria. La drammaturgia è firmata da Eirene Campagnacon la produzione di associazione Campania danza e la direzione artistica di Antonella Iannone. \n\n\n\nDomenica 27 settembre è la volta di Keywords n° 19 o il Metodo del caso\, con il concept e la coreografia di Gabriella Stazio\, prodotto da Movimento danza e dalla Regione Campania. Lo spettacolo nasce da un gioco semplice e imprevedibile: in scena ci sono alcune scatole trasparenti che contengono biglietti con parole chiave. Lo speaker – la stessa coreografa Stazio – li estrae uno alla volta\, in maniera del tutto casuale\, e li legge ad alta voce. Ogni parola diventa un innesco immediato che i danzatori trasformano in azione\, movimento\, suono o relazione spaziale. Ciò che il pubblico vede è una composizione sempre diversa e irripetibile: nessuno – nemmeno chi è in scena – può sapere come andrà a finire. Le parole chiave non sono comandi rigidi\, ma stimoli che possono tradursi in movimenti\, atmosfere sonore\, relazioni spaziali o piccoli “siparietti” già esplorati e sviluppati grazie a un processo compositivo tra la coreografa e i danzatori durante le prove. Non si tratta quindi di improvvisazione pura\, ma di una scrittura che lascia al caso lo spazio per ridefinire il percorso creativo. In scena Luigi De Stefano\, Sonia Di Gennaro\, Christian Pellino. Le musiche e il sound design sono a cura di Francesco Giangrande e le luci e la fonica di Alessandro Messina. \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre torna la compagnia Körper con On the road che racconta il cammino dei giovani interpreti di Körper Young\, progetto fortemente voluto da Gennaro Cimmino. Un viaggio nella versatilità del gesto\, dove ogni tappa chiede di ascoltare il sottotesto che muove chi lo compie. Due luoghi\, due storie\, due soste e due ripartenze scandiscono l’itinerario di una sola serata. La prima tappa Last movement of Hope è un’attesa. Un gesto che si ripete ogni giorno\, un tempo sospeso in cui immobilità e movimento coesistono. Un’attesa piena\, viva\, un confine che respira e proprio in quella sospensione si rivela una nuova profondità di ciò che si sta diventando. Questa prima parte dello spettacolo è a cura di Adriano Bolognino\, l’assistente alla coreografia è Rosaria Di Maro\, con Gabriella Luongo e Giorgia Mattiello\, le musiche di Giuseppe Villarosa. La seconda tappa\, Ruta de pedra e de agua\, è un cammino fisico. Otto donne camminano senza sapere da dove vengono né dove stanno andando: zaini pesanti\, fiato corto\, passi che si ripetono finché il ritmo non si trasforma in respiro e il respiro in presenza. Lungo la strada imparano a spogliarsi di ciò che non serve scoprendo che il senso non abita la meta\, ma la leggerezza di chi sa lasciare andare. La coreografia è di Marianna Moccia e vede in scena Emanuela Aprea\, Angela Bruno\, Teresa De Angelis\, Rossella Furlan\, Giovanna Ferrara\, Gabriella Luongo\, Giorgia Mattiello\, Martina Robustelli. Le musiche sono Vito Pizzo\, Julia Primicile Carafa\, Einstürzende Neubauten e il disegno luci di Flavio Ferruzzi. \n\n\n\nSabato 3 ottobre\, Fabrizio Varriale è protagonista di Cervus. La morte e la primavera\, di cui cura l’ideazione\, la scrittura scenica\, la coreografia\, la danza e la voce. Lo spettacolo è liberamente ispirato a Diari di Vaslav Nijinsky\, un monologo biografico che narra la forza e la fragilità dell’animo umano e della mente visionaria del danzatore e coreografo di origini polacche\, emblema della storia della danza del Novecento. Alle soglie della sua malattia mentale\, Nijinsky iniziò a scrivere i quaderni\, finiti in quarantacinque giorni\, tra il gennaio e marzo del 1919\, raccontando degli accadimenti vissuti e tormentati della sua vita. In questo monologo di corpo e voce\, Varriale riscrive\, attraverso i segni della scena\, alcuni eventi del dramma interiore di Nijinsky: la sua vita affettiva\, la ricerca di Dio\, il sacrificio\, la malattia mentale\, la danza come preghiera e rituale di impossibile salvezza. In scena\, con il corpo che si fa racconto e rito\, Nijinsky\, attraverso atti visionari\, si immedesima nella figura immaginaria di un cervo\, che diviene archetipo spirituale\, messaggero tra il mondo umano e quello divino\, simbolo della connessione primordiale e istintiva tra uomo e natura\, tra conscio e inconscio\, forza selvaggia\, ancestrale\, sacrale e ciclica\, il cui sacrificio danzato\, come nel Sacre du Printemps di Stravinskij\, è necessario per la liberazione della primavera. In questa chiave drammaturgica\, i segni sono specchio di una condizione umana\, echi di narrazione e demoni interiori che avvolgono la figura di Nijinsky e il suo desiderio di dare un senso alla vita e alla morte. Oltre a Varriale\, il violoncellista Marco Di Palo. La drammaturgia testuale è di Giuseppe Pompameo\, l’assistente alla coreografia e alla scrittura scenica è Chiara Alborino\, le musiche sono di Igor’ Stravinskij e il disegno luci di Libero De Martino. La produzione è di Akerusia danza\, con la direzione e il coordinamento di Elena D’Aguanno. \n\n\n\nDomenica 4 ottobre la compagnia Dissonanzen presenta Switched-on-Suites/reloaded\, con l’ideazione\, la regia e la coreografia di Alessandra Petitti. La dramaturg è Serena D’Altispitta. Il disegno luci nasce da un’idea di Pasquale Mari. Le Suites per violoncello solo di Johann Sebastian Bach sono scomposte\, incarnate e danzate\, in uno spettacolo che fonda la propria drammaturgia su Le passioni dell’anima di Cartesio. Le passioni umane sono scansionate dal linguaggio multimediale\, dalla ricerca cartesiana della danza di Alessandra Petitti\, nel cosmo sonoro bachiano con le elaborazioni musicali e le creazioni video di Marco Schiavoni\, in omaggio alla geniale musicista elettronica Wendy Carlos e al suo Switched-on Bach. Il lavoro parte da un’idea di esecuzione e di visualizzazione delle Suites in una sorta di fisiologia musicale che trova naturale un parallelo col testo cartesiano. La coreografia mette in scena un esperimento: in un luogo presente passato e futuro\, si cerca di stabilire il confine tra il corpo e l’anima che lo abita\, tra il gesto e la passione che lo ha generato\, tra il suono e la nota che lo ha scritto. A distanza di 26 anni\, Petitti e Schiavoni hanno deciso di crearne una versione “reloaded” in dialogo con le nuove tecnologie digitali\, con la seconda danzatrice Sara Lupoli e la violoncellista in live Manuela Albano. \n\n\n\nSi continua venerdì 9 ottobre con Pietas\, coreografato e diretto da Antonello Tudisco\, con la drammaturgia di Vincenzo Ambrosino e Domenico Ingenito. Lo spettacolo prende spunto da una domanda: cosa accadrebbe se l’umanità smarrisse il sentimento di pietà? Pietas è strutturato come una parabola frammentata\, in cui il motore dell’azione è il pianto misterioso di un bambino\, di cui i danzatori cercano istintivamente e inutilmente l’origine. La ricerca li porta ad attraversare tre stazioni dolorose che rappresentano altrettanti momenti di pietà negata verso tre personaggi: una madre malata terminale\, un homeless pestato di botte nell’indifferenza generale\, il poeta Pier Paolo Pasolini massacrato in circostanze\, a parere di molti\, ancora oscure dopo molti anni. Lo spettacolo si ispira alla poetica di Pasolini e in particolare a quella visione “miracolosa” e “religiosa” del mondo pur lontana da un’impostazione confessionale\, come il poeta stesso dichiara in una famosa intervista. In scena Gerardo Di Pietro\, Lia Gusein Zade\, Gaetano Montecasino\, Gerardo Pastore\, Valeria Petroni\, Francesco Russo e con la partecipazione di Romeo Massimo Vollero. Il disegno luci è di Giuseppe Di Lorenzo\, la scenografia di Rosita Vallefuoco\, i costumi di Gina Oliva\, le musiche di Chiara Mallozzi e il video di Loredana Antonelli. Lia Gusein Zade e Gaetano Montecasino hanno collaborato alla coreografia. La produzione è firmata da Interno5\, con il sostegno di Mic e Regione Campania e la coproduzione di Le Grrranit – scène nationale de Belfort\, residenze artistiche presso teatro Area Nord di Napoli\, cooperative SN di Belfort. \n\n\n\nSabato 10 ottobre Akerusia danza presenta MO·ṢÀI·CO… Frammenti di…\, ideato da Elena D’Aguanno e Paola Rivazio\, con la coreografia di Marcella Martusciello e la stessa D’Aguanno\, che firma anche la direzione artistica e la regia. Tasselli di forme in movimento che tagliano l’aria\, accompagnati da ritmi e composizioni\, creano linguaggi\, dialoghi visivi e cinetici e formano simbolismo e narrazione. Tessere di forme che tagliano lo spazio\, dove il movimento lento e continuo dato dalla creatività dell’artista esprime emozioni e narrazioni attraverso linguaggi di forme e colori. MO·ṢÀI·CO fa dello “scarto” uno dei suoi punti di forza più potenti. Così come nel mosaico\, non tutti i pezzi diventano parte del disegno e le tessere sono create e tagliate nella fase di composizione\, così le danzatrici\, tessere di mosaico\, si uniscono\, si compongono in un gioco di incastri casuali\, quasi a cercare una possibilità infinita di forme\, combinazioni e significati. MO·ṢÀI·CO è anche un insieme intricato di strade\, di possibili passaggi\, un labirinto in cui è facile perdere l’orientamento\, che non ha un solo punto di arrivo\, in cui non c’è una sola soluzione precostituita. Le musiche originali sono di Julia Primicile Carafa\, le scene e le luci di Ciro Di Matteo e i costumi di Leandro Fabbri. \n\n\n\nDomenica 11 ottobre va in scena In to Reveal\, con la coreografia di Francesco Annarumma e le musiche di Ludwig van Beethoven. In scena Flavio Altieri\, Monica Cristiano\, Raffaele Iorio\, Monia L’Abbate\, Sarah Nasti\, Carmine Olivazzi\, Martina Piscitelli e Giada Tibaldi. Il palcoscenico diventa spazio di incontro\, apprendimento e trasformazione\, dove la nuova generazione entra nel cuore della compagnia e ne condivide il linguaggio\, la disciplina e la visione artistica. La produzione nasce come progetto dedicato alle giovani leve: un ponte tra aspirazione e realtà\, tra percorso formativo e mondo professionale. I giovani interpreti si confrontano con l’esperienza dei danzatori affermati\, scoprendo il valore dell’ensemble\, della responsabilità scenica e della creazione collettiva. Attraverso il movimento\, In to Reveal racconta l’unione: tra generazioni\, tra energia nuova ed esperienza consolidata\, tra individualità che si riconoscono parte di un unico corpo poetico. Un inno alla crescita\, alla condivisione e alla passione di chi sogna di danzare in una compagnia. Un’esperienza dedicata ai giovani che sognano di trasformare il proprio talento in professione\, celebrando la forza della gioventù e la bellezza del danzare insieme. La produzione è della Arb dance company con la direzione artistica di Annamaria Di Maio. \n\n\n\nLa rassegna si conclude martedì 13 ottobre con Danze ardenti su coreografia di Chiara Alborino. Assoli\, duetti\, trii e parti corali nascono dal percorso sviluppato attraverso una prima fase di improvvisazione e una seconda legata alla focalizzazione e alla composizione coreografica. Emersione di danze originali basate sull’unicità e sull’ardore di ogni singolo individuo in un organico susseguirsi di quadri ispirati a suggestioni sonore diverse\, da Sogno di una notte di mezza estate a Meredith Monk\, da Gabriel Fauré ad Antonio Vivaldi. In scena i performers allievi di Corpo Unico (ciclo di danza inclusiva della Scuola elementare del teatro | conservatorio popolare per le arti della scena ideato e diretto da Davide Iodice). Le luci sono di Antonio Minichini. Assistente alla coreografia Ester Palmieri. La produzione è firmata da Akerusia danza. \n\n\n\nTutti gli spettacoli sono alle 20. \n\n\n\nIl Trianon Viviani si avvale del sostegno della Regione Campania\, la Città metropolitana di Napoli e il Ministero della Cultura\, con il patrocinio di Rai Campania. \n\n\n\nBiglietti\, abbonamenti e informazioni\n\n\n\nBiglietto di posto unico al prezzo di 5 euro. La sottoscrizione della card TrianonDanza consente di assistere a tutti gli spettacoli a 15 euro. \n\n\n\nIl botteghino è aperto dal martedì al sabato\, dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi\, dalle 10 alle 13:30. Telefono 081 0128663\, email boxoffice@teatrotrianon.org.
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SUMMARY:"UN’ALTRA PARTE" al Cometa Off con Lucio Patanè
DESCRIPTION:Sarà in scena dal 25 al 27 Settembre al Teatro Cometa Off lo spettacolo UN’ALTRA PARTE scritto e interpretato da Lucio Patanè\, che ne ha curato anche le musiche\, arrangiamento ed esecuzione di Francesco Marino\, luci e direzione tecnica di Ruggero Scambia\, regia di Mario Pizzuti. \n\n\n\nUna sedia su una spiaggia\, il tempo indefinito della nostalgia\, le atrocità di una guerra\, l’infanzia rubata\, un orsacchiotto\, un bar e i suoi avventori\, i ricordi scambiati per vita quotidiana. E’ la vita di un uomo qualsiasi\, vittima di una guerra qualsiasi. \n\n\n\nUn uomo senza nome che si racconta abbattendo le barriere temporali. Perché il passato\, per quanto doloroso\, non è una pietra da rimuovere\, ma si può metabolizzarne le ferite solo lasciandolo confluire nel presente. \n\n\n\nE’ la “follia” di un adulto che guarda gli altri\, le cose\, con gli occhi di un bambino: non con rassegnazione\, ma con un incantato distacco; “giudice” imparziale delle proprie e altrui debolezze\, ma proprio per questo capace di accogliere dentro di sé il policromo mondo che lo circonda con umana compassione e comprensione.  \n\n\n\nUn’altra parte è il luogo di chi si è dovuto sradicare abbandonando luoghi e affetti\, un’altra parte è il luogo interiore di chi è rimasto \,ma si è visto portare via tutto. \n\n\n\nPer sua naturale concezione questo atto unico non fa riferimenti precisi a luoghi e periodi storici. Qui\, il peso del passato\, galleggia e si riverbera nel racconto dell’adulto bambino e nei personaggi da lui evocati.
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SUMMARY:Una Striscia Di Terra Feconda Festival
DESCRIPTION:Il festival Una Striscia Di Terra Feconda si terrà dal 25 settembre al 25 ottobre\, alla Casa del Jazz\, al Museo Macro e al Teatro Tor Bella Monaca\, a Roma. \n\n\n\nIl festival di jazz e musiche improvvisate Una Striscia di Terra Feconda\, fondato e diretto da Paolo Damiani e da Armand Meignan\, è nato nel 1998 per promuovere innovazione e ricerca\, valorizzando la diversità musicale e coinvolgendo non solo artisti assai noti ma anche nuovi talenti\,   invitati ad esibirsi in contesti di notevole prestigio \, grazie al Premio Siae e alle residenze: 4-5 artisti- spesso senza mai essersi incontrati prima \, provano per 3-4 giorni le loro composizioni\, creando così’ nuovi gruppi e repertori\, a volte registrati su disco e diffusi grazie a Radio3; l’obiettivo è sostenere forme e linguaggi musicali contemporanei\, sperimentali\, ibridi\, che vadano oltre i generi tradizionali\, promuovendo anche l’incontro tra musica e altre discipline- letteratura\, video\, danza- verso l’interdisciplinarietà.  \n\n\n\n Il festival esiste quindi per sostenere e valorizzare la cultura musicale del jazz più sperimentale\, favorendo l’accesso e la partecipazione ad eventi di alta qualità.   Attraverso una serie di azioni mirate\, intende sviluppare una proposta culturale che coinvolga il pubblico più vario e al tempo stesso sia in grado di attrarre nuove generazioni\, promuovendo il jazz contemporaneo e le musiche improvvisate come patrimonio culturale vivo e dinamico. La manifestazione rappresenta da decenni un modello di approccio artigianale all’azione culturale\, ogni concerto e’ un pezzo unico\, progettato in piccola scala e che deve poter esistere accanto ai grandi eventi. Incarniamo una diversità molto piu’ ricca di quella promessa da algoritmi che ne ignorano spessore e poetica\, privilegiando i tempi medio-lunghi della creazione artistica e oltre le logiche dello sbigliettamento\, dei grandi numeri\, delle visualizzazioni su Spotify.  \n\n\n\nNel 2026 i concerti si svolgeranno a Roma presso la Casa del Jazz\, il Museo Macro\, il Teatro Tor Bella Monaca\, ma anche nel Lazio\, a Santa Marinella\, all’Auditorium ‘R. Trenta’ di Velletri e al Conservatorio Licinio Refice di Frosinone. \n\n\n\nDopo le due anteprime di Santa Marinella\, con l’Anno che verrà\, presentato dal trio Servillo\, Girotto\, Mangalavite e Canto Conte con Ilaria Pilar Potassini & Angelo Valori & Medit Orchestra\, il festival prende il via ufficialmente\, venerdì 25 settembre\, alle 19\,30\, alla Casa del Jazz di Roma con il trio Riessler\, Melozzi e Riessler. Il trio riunisce tre voci distintive della musica europea contemporanea: Enrico Melozzi (violoncello)\, Michael Riessler (clarinetto basso) e Lorenzo Riessler (batteria). All’inizio della sua carriera\, Melozzi ha lavorato a stretto contatto con Riessler come suo assistente\, in un periodo in cui Michael Riessler era già una figura artistica affermata. Questa storia condivisa ha creato una profonda intesa musicale e un’interazione altamente intuitiva. Radicato nel jazz\, nella musica contemporanea e nell’improvvisazione\, il trio si muove con naturalezza tra composizione e spontaneità. La combinazione di violoncello\, clarinetto basso e batteria apre un ampio spettro espressivo\, da trame liriche a passaggi ritmicamente intensi\, riflettendo anche il percorso artistico di Melozzi come direttore musicale\, dal Festival di Sanremo fino a dirigere al Teatro alla Scala. Sabato 26 settembre\, alle 19\,30\, alla Casa del Jazz\, Roberto Gatto Trio con Marco Molendini in Around Miles and Trane. Miles Davis e John Coltrane: due geni della musica\, due inventori immaginifici\, due simboli di un’America creativa\, due amici legati da una storia profondamente connessa. Per rievocare la loro forza contagiosa\, tutt’ora fortemente evocativa\, Roberto Gatto e Marco Molendini uniscono musica e parole\, suoni e storie in un viaggio libero\, costruito per rendere omaggio a quei due maestri del jazz con gli occhi e le orecchie di oggi. Una produzione originale per questa edizione di Una Striscia di Terra Feconda. Un doppio appuntamento per domenica 27 settembre: in mattinata. Alle 11\,00\, alla Casa del Jazz\, Ludus Gradus\, Cerchi Concentrici. Indagini disegnate e partiture musicali dialogano nell’architettura del qui e ora. Ludus Gravis è un ensemble di soli contrabbassi dedito alla ricerca e all’esplorazione di nuova musica. È nato dall’incontro tra Stefano Scodanibbio e Daniele Roccato e fin dal suo debutto nel 2010 ha rappresentato un’autentica novità nel panorama musicale contemporaneo\, attirando l’attenzione dei maggiori compositori e ricevendo inviti dai più prestigiosi festival musicali europei. Alle 18\,00\, sempre alla Casa del Jazz\, Lorenzo Simoni Quartet con Javier Girotto. Lorenzo Simoni\, Vittorio Solimene\, Giulio Scianatico e Fabrizio Doberti incontrano Javier Girotto\, sassofonista argentino di fama internazionale\, dando vita ad un quintetto inedito. Non si tratta di un semplice quartetto con ospite bensì di un vero e proprio gruppo con un suo repertorio ed una sua identità. Il sassofonista argentino è affiancato da un quartetto pluripremiato\, attivo dal 2022 e formato da alcuni dei migliori musicisti del panorama nazionale. In repertorio saranno presenti composizioni edite ed inedite di Girotto e Simoni. Doppio appuntamento\, venerdì 2 ottobre\, alla Casa del Jazz\, alle 19\,30\, Sarah Chaksad Quartet. Da oltre dieci anni Sarah Chaksad è una delle voci più interessanti del jazz europeo\, distinguendosi con i suoi ensemble di medie e grandi dimensioni. Sassofonista e compositrice svizzera\, ha conquistato il pubblico e la critica internazionale grazie a produzioni originali e concerti di grande impatto. Con il suo nuovo quartetto\, Sarah Chaksad apre un nuovo capitolo del proprio percorso artistico\, presentando composizioni e arrangiamenti inediti. A seguire\, A forza di essere vento con Maria Laura Baccarini\, voce e Hélène Labarrière\, contrabbasso.Fabrizio De André non ha avuto modo di attraversare il confine verso il terzo millennio\, se n’è andato poco prima. E chissà cosa avrebbe scritto se avesse potuto osservare le trasformazioni di questo mondo… il concerto e’ interamente basato su canzoni di Fabrizio De André. Un duo: contrabbasso e voce umana. Solo corde\, per lasciare alla profondità delle parole tutto il suo spazio. Ancora un doppio appuntamento\, sabato 3 ottobre\, alla Casa del Jazz. Alle 19\,30\, Residenza “Una Striscia di Insulae Mediterranee” (bando di concorso nazionale) Gruppo Under 35: vincitore VMV Trio feat. Laurent Dehors. Il VMV Trio nasce dall’incontro di tre giovani musicisti pugliesi: Vincenzo Di Gioia (‘03) al sax alto\, Marco Cutillo (’01) alla chitarra e Vito Tenzone (‘99) alla batteria\, fra i più talentuosi e promettenti musicisti pugliesi della loro generazione. Il Trio si concentra sulla ricerca\, attraverso perlopiù composizioni originali\, di sonorità personali e identificative\, vicine al mondo del jazz contemporaneo e della musica da film. Ospite del trio il clarinettista Laurent Dehors. A seguire\, Jacky Molard Quartet. Dopo oltre trent’anni trascorsi a rinnovare profondamente la musica popolare bretone\, aprendola alle infinite suggestioni delle musiche del mondo\, il violinista Jacky Molard ha dato vita a un quartetto insieme a Hélène Labarrière (contrabbasso)\, Yannick Jory (sassofoni) e Janick Martin (fisarmonica). I quattro musicisti provengono da percorsi artistici molto diversi e continuano a sviluppare la propria attività in ambiti eterogenei\, dal jazz alla musica tradizionale\, dalla classica alla danza contemporanea. Proprio dall’incontro tra queste esperienze nasce un linguaggio musicale originale\, in cui ciascuno accoglie e trasforma il mondo sonoro dell’altro\, contribuendo a un’identità collettiva unica. Nuovo doppio appuntamento\, domenica 4 ottobre\, alla Casa del Jazz. Alle 18\,00\, Thomas Lasca Quartet ospite Javier Girotto “Prime Parole”. Prime Parole è il primo progetto da solista del giovane chitarrista marchigiano Thomas Lasca\, affiancato da Emilio Marinelli (pianoforte e synth) e da Andrea Elisei (batteria e drumpad). Dopo diversi lavori discografici come co-leader e sideman\, Lasca decide di dare forma ad un sound che negli anni si è plasmato attraverso tutte sue composizioni originali ed inedite. Per fare ciò si avvale di una formazione piuttosto particolare dove il ruolo del basso viene diviso tra la chitarra e il piano\, con la batteria che fa da collante e da motore ritmico del gruppo. Per impreziosire la vena melodica dei brani Lasca si affida al sax soprano e baritono di Javier Girotto\, ovvero una delle personalità più importanti e forti del panorama jazzistico e non solo nazionale ed internazionale. A seguire\, Canto Conte Trio\, Ilaria Pilar Patassini interpreta le canzoni di Paolo Conte.Canto Conte è il nuovo progetto di Ilaria Pilar Patassini\, qui in veste di interprete e ideatrice\, dedicato a una rilettura del mondo delle canzoni Paolo Conte e che ha avuto un grande riscontro a livello di critica tanto da risultare finalista della cinquina del Premio Tenco 2025 nella categoria Miglior Interprete. Nella versione in trio\, Pilar presenta il progetto Canto Conte in una veste essenziale e intensa\, accompagnata da Simone Sansonetti alla chitarra e da Andrea Colella al contrabbasso. Un live che restituisce la ricchezza di sfumature\, l’ironia sottile e la profondità poetica dell’universo di Paolo Conte. Mercoledì 7 ottobre\, alle 21\,00\, al Teatro di Tor Bella Monaca\, il duo Javier Girotto e Vince Abbracciante. Non è certo la prima volta che il jazz e le tradizioni argentine s’innamorano fino a finire in un abbraccio vigoroso\, simile a un tango impetuoso e improvviso. Non è neanche la prima volta che la fisarmonica\, strumento popolare (se si puo dire)\, che porta nel suo corpo l’eco di un misto di tutti i folclori del mondo\, s’imbaldanzisce per uscire con delizia dal suo universo tradizionale. Ma l’italiano Vince Abbracciante (giovane nuovo talento della fisarmonica) e l’argentino Javier Girotto\, lirici e molto melodici\, cercando sempre conversazioni intimiste\, hanno la sensibilità e il talento di alzare questo esercizio di «stile» al suo grado più alto di compimento estetico e di poesia sentimentale. Insieme i due artisti propongono una musica originale\, regalando «nuovi ponti tra il jazz\, il folclore\, il tango»\, Improvvisazione libera e scrittura neoclassica con stralci malinconici e raffinatezza espressiva del loro universo musicale che si rivolge tanto all’anima quanto al pensiero introspettivo. Giovedì 8 ottobre\, alle 19\,30\, ritorno alla Casa del Jazz\, con un doppio appuntamento\, Il Premio SIAE Top Jazz\, un riconoscimento nato dalla collaborazione tra la SIAE e il prestigioso mensile Musica Jazz per valorizzare i migliori talenti e i vincitori del celebre referendum Top Jazz. Il trombettista toscano Jacopo Fagioli\, vincitore del premio “Nuovo Talento” al Top Jazz 2025\, presenterà Dialogue \, il suo secondo album da leader. Alla guida di un quartetto con Davide Strangio (chitarra)\, Amedeo Verniani (contrabbasso) e Mattia Galeotti (batteria)\, Fagioli propone un suono contemporaneo con incursioni elettroniche\, dove la scrittura rigorosa si fonde all’improvvisazione pura. Il progetto esplora il concetto di dialogo come confronto su temi complessi quali potere\, crisi climatica e identità. A seguire\, Ambrosetti\, Angeleri\, Esposito trio. Il sodalizio tra il pianista Claudio Angeleri\, il flicornista Franco Ambrosetti e il bassista Marco Esposito nasce negli anni Novanta come colonna sonora di diversi progetti multidisciplinari in cui l’improvvisazione si intreccia con la letteratura\, il teatro e la luce grazie al contributo di diversi artisti. Le musiche originali\, a firma di Angeleri e Ambrosetti\, insieme ad una selezione di alcune composizioni di Thelonious Monk e standards del jazz costituiscono il repertorio. Sabato 10 ottobre\, alle 19\,30\, alla Casa del Jazz\, Franco D’Andrea\, piano solo. Con oltre 160 dischi incisi in Italia e all’estero e 20 premi Top Jazz vinti nella sua carriera\, Franco D’Andrea è ormai considerato uno dei migliori pianisti contemporanei e rappresenta l’eccellenza che il jazz italiano ha saputo partorire negli ultimi 50 anni.  L’iridescente arte di Franco D’Andrea è un poliedro tendente alla sfera. L’oceanica immensità della sua costante ricerca di un linguaggio personale all’interno della tradizione jazzistica trova in questa quasi un’ora di musica in piano solo una rappresentazione adamantina. Una straordinaria panoramica sul suo pensiero musicale libero da manierismi di sorta e costantemente alla ricerca di un’espressività autentica e profonda. Musica di una caparbietà gentile\, appuntita\, magmatica\, scattante e raffinata. Travolgente e coerente allo stesso tempo. Mirabilmente in bilico tra Apollo e Dioniso. Intensamente personale\, completamente jazz. ll piano solo rappresenta nel jazz – afferma Franco D’Andrea – una delle occasioni più adatte per ricercare\, improvvisando\, nuove combinazioni musicali\, con esiti imprevedibili. In un’epoca in cui nella maggior parte dei casi si maneggiano forme\, estetica e arte con i guanti dell’anatomopatologo a proteggersi dalla formalina\, Franco e la sua musica sono una delle luci più forti in una notte buia. Un faro da seguire per superare un mare scuro e viscoso in bonaccia. Domenica 11 ottobre\, alle 18\,00\, alla Casa del Jazz\, Alta Formazione Jazz\, tre progetti nati dalla collaborazione con importanti istituzioni formative. Nel corso della serata si avvicenderanno tre formazioni. In apertura\, il debutto di “Wildflowers”\, un prestigioso ensemble nato dalla collaborazione con il Conservatorio di Musica “G. Martucci” di Salerno\, con\,Elena Paparusso voce\, Mario Sacchettino voce\, Pasquale Geremia sassofono tenore\, Giada De Priscochitarra\, Carmine Storzillo pianoforte\, Christian Trotta basso elettrico e Riccardo Leone batteria. Il nome evocativo\, oltre a richiamare la spontaneità dei fiori selvatici\, rende omaggio a uno dei brani manifesto di Wayne Shorter\, tra i più grandi e rivoluzionari compositori della storia del jazz. Questo tributo ideale si lega profondamente al cuore del progetto\, formato da alcuni dei migliori talenti dell’Istituto: musicisti in parte già avviati alla professione che\, pur condividendo una solida radice accademica comune\, hanno saputo intraprendere e coltivare direzioni stilistiche uniche e personali. Il repertorio della serata sarà interamente costruito sulle composizioni originali scritte dagli stessi studenti\, scelta volta a valorizzare la ricerca espressiva e l’originalità di ciascun componente. “Wildflowers” diventa così l’espressione di una cornice ampia e inclusiva: un linguaggio artistico capace di accogliere\, valorizzare e far fiorire le sfumature irripetibili di ogni singola identità\, valorizzando il talento creativo delle nuove generazioni di musicisti formate dal Conservatorio di Musica “G. Martucci” di Salerno. A seguire\, Roberto Ottaviano Chansons en trois couleurs\, in collaborazione con il Conservatorio di Musica N. Piccinni di Bari. Chanson en trois couleurs nasce dall’idea che esista una sottile linea transalpina capace di unire\, al di là dei confini geografici\, lo spirito di alcuni fra i più grandi musicisti francesi e italiani. È una terra comune fatta di lirismo\, di eleganza e di una naturale vocazione cinematografica della scrittura musicale: composizioni che raccontano storie\, evocano paesaggi\, custodiscono memorie e aprono nuovi orizzonti. Attraverso le musiche di Henri Texier\, Enrico Rava\, Aldo Romano\, Roberto Gatto\, Michel Portal\, Enrico Pieranunzi ed altri autori che hanno segnato questo percorso\, il progetto rende omaggio a una tradizione musicale che ha saputo intrecciare il jazz europeo con la cultura mediterranea. A chiudere la serata\, Rosario Giuliani Hammond Jazz trio\, in collaborazione con Saint Louis College of Music. Un progetto che nasce tra le aule del Saint Louis College of Music e prende vita sul palco grazie all’incontro tra esperienza\, formazione e creatività. Il Rosario Giuliani “Organ Trio” rappresenta il risultato di un percorso artistico sviluppato sotto la guida di Rosario Giuliani\, tra i più autorevoli sassofonisti del panorama jazz italiano e internazionale. Il concerto propone un repertorio che alterna composizioni originali di Rosario Giuliani a una selezione di standard della tradizione jazz\, rivisitati attraverso arrangiamenti originali pensati per una formazione che valorizza il timbro caldo e inconfondibile dell’organo Hammond\, strumento simbolo della storia del jazz\, del soul e del blues. Martedì 13 ottobre\, alle 21\,00\, al Teatro Tor Bella Monaca\, Gabriele Coen/ Donatella Patino Quintet “Respiro”. Il concerto ripercorre\, insieme alla rilettura coreografica di Donatella Patino “Respiro\, musica e danza in dialogo” le tappe più importanti della attività compositiva di Gabriele Coen\, ma anche le musiche per il teatro e la danza. In questa formazione la musica si arricchisce dell’interpretazione improvvisativa e coreografica che esplora i simbolismi legati all’atto del respiro. Un dialogo continuo in cui suono e movimento si scambiano costantemente il ruolo di guida creando suggestioni e paesaggi sonori coinvolgenti.  Ogni respiro è un tempo. Ogni suono è spazio d’ascolto. Donatella Patino collabora da tempo con Gabriele Coen\, interessato al lavoro sull’intercodice con particolare attenzione all’Incontro tra suono e gesto. Domenica 18 ottobre\,alle 18\,00\, all’Auditorium ‘R. Trenta’ di Velletri\, Note di Piacere\, tratto da Il Piacere\, di Gabriele D’Annunzio\, con Barbara Bovoli. voce narrante e Paolo Damiani contrabbasso\, e composizioni. Lo spettacolo vuole fuggire la canonica forma del reading\, fa propria l’improvvisazione tipica della jam session jazz\, diventa un dialogo tra voce e note\, un happening ogni sera diverso\, ogni concerto\, un’esperienza unica. Sabato 24 ottobre\, alle 18\,00\, ingresso gratuito\, al Conservatorio Licinio Refice di Frosinone\, Paolo Damiani “Last Land Band”. Il nuovo progetto di Paolo Damiani propone un repertorio in bilico tra jazz e canzone\, caratterizzato da splendide melodie composte non solo dai tre solisti ma anche da autori come Charles Mingus (Good bye pork pie hat)\, Rodriguez (Rabo de nube)\, Ramirez (Alfonsina y el mar)\, Jony Mitchell (A case of you)\, Haden (Song for Che) \, nonché brani dei Beatles e di De Andre’. Paolo Damiani e Antonio Jasevoli suonano e registrano insieme da tempo; incontro improbabile sulla carta\, solitamente i due si muovono in ambiti assai diversi: il contrabbassista ha inventato un linguaggio originale ed europeo\, spostando l’estetica jazz in contesti non tradizionali\, il chitarrista ha elaborato la grande lezione del miglior Rock (Cream\, Hendrix\, Beck…) attraverso la conoscenza e la pratica del linguaggio jazzistico e della musica classica sviluppando una personalissima poetica che attraversa territori diversi. In questo nuovo progetto hanno coinvolto Elena Paparusso\, tra le più emozionanti voci del jazz italiano\, in grado di muoversi agilmente nei territori della canzone così come della sperimentazione. Chiusura di Una Striscia Di Terra Feconda\, domenica 25 ottobre\, alle 17\,00\, con un doppio appuntamento\, a ingresso gratuito\, al Museo Macro. Ad aprire il duo composto da Mederic Collignon\, tromba e Christophe Monniot\, sassofono. L’uno sembra avere lo strumento più malinconico e introspettivo\, l’altro apparentemente l’utensile più brillante e dall’espressione più solare\, ma sono tutto tranne che due artisti “classici” e ben ordinati nei cassetti del suono e dell’espressione: possono mutare aspetto in piena libertà̀\, con agilità e flessibilità. La loro complicità dura da diversi decenni\, attraverso ogni sfumatura del jazz e delle musiche elettriche o sinfoniche. Il loro vocabolario è prolisso e consente una libertà totale\, delineando contorni interiorizzati di una riservatezza marcata o i raggi di un’espressività traboccante. Libertà\, libertà e ancora libertà! Ma con il legame che li unisce come le ali di un uccello\, senza mai mollare la tensione tra loro. Talvolta una campana indiana\, talvolta un flauto armonico (overtone)\, certi suoni appariranno come foto di viaggi in mezzo alle impennate di energia. A seguire\, Eric Sèva e Daniel Zimmerman\, due solisti d’eccezione che hanno deciso di prolungare la loro esperienza comune esplorando una formula intimista e del tutto inedita: il duo sax baritono / trombone\, una combinazione di suoni che sprigiona una vibrazione calda\, profonda e potente… Il repertorio attinge a un folklore immaginario comune\, dove si intrecciano composizioni originali e molteplici musiche popolari del XX secolo e soprattutto di tutto il mondo.  \n\n\n\nLa manifestazione è ritenuta dalla critica specializzata tra le più originali e innovative in Europa\, nella graduatoria nazionale relativa alla Qualità’ Artistica dei 19 Festival storici\, stilata dal Ministero della Cultura\, Una striscia di terra feconda risulta al secondo posto in Italia. Nel 2022 il festival ha vinto il Premio Gender Equality assegnato dalla Federazione nazionale del jazz italiano\, per la consistente presenza di artiste donne nel programma.  \n\n\n\nLa rassegna fa parte delle più importanti reti europee di jazz\, EJN e I-JAZZ. \n\n\n\nDiverse prestigiose istituzioni italiane sostengono il festival: il Ministero della Cultura \, la la Regione Lazio\, il Comune di Roma (Municipio II)\, Zetema\, la SIAE (main sponsor)\, la Fondazione Musica per Roma – Auditorium Parco della Musica\, la Casa del Jazz\, Institut Français in Italia- Ambasciata Francese a Roma\, la Fondazione Nuovi Mecenati\, Goethe Institut\, il Museo Macro\, RAI Radio 3 (media partner)\, il Centro di Produzione Insulae Lab\, MIDJ\, Puglia Sounds\, Azienda Speciale PalaEXPO\, Promu\, Musica Jazz\, il Teatro di Tor Bella Monaca\, I-jazz\, il Conservatorio di Salerno\, il Conservatorio di Bari\, il Conservatorio di Frosinone\, la Scuola Saint Louis\, i Comuni di Santa Marinella e Velletri \n\n\n\nINFO: 349 2643452
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SUMMARY:Le forme del jazz a venire al Lido di Ravenna
DESCRIPTION:Torna in scena a Ravenna la manifestazione musicale Le forme del jazz a venire\, organizzata da Jazz Network ETS con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori\, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”\, dedicato alla valorizzazione degli artisti under 35. La seconda edizione dell’iniziativa\, che si svolgerà nell’arco di due fine settimana (25-26 settembre e 2-3 ottobre)\, darà visibilità a gruppi jazz composti da giovanissimi musicisti emergenti il cui talento è tale da poter aprire loro le porte della scena professionale più elevata. \n\n\n\nL’età media degli artisti coinvolti in “Le forme del jazz a venire” è di 29 anni. E a mettere in ulteriore risalto l’elemento anagrafico contribuisce anche la location che ospiterà i concerti (tutti a ingresso gratuito): il Cisim di Lido Adriano\, col suo valore aggiunto di centro di aggregazione giovanile. \n\n\n\nI gruppi in cartellone sono tutti trii\, guidati da giovani leader dagli orientamenti musicali già ben delineati: le cantanti Lisa Manara e Ada Flocco\, il chitarrista Francesco Merli e il pianista Vincenzo Bosco. Il loro approccio al jazz è consapevole e informato delle vicende storiche della musica afroamericana ma contemporaneamente è aperto all’ispirazione che proviene dalle musiche di altri continenti oltre che dai linguaggi popolari. \n\n\n\n“Le forme del jazz a venire” esordisce venerdì 25 settembre con il trio della cantante Lisa Manara. Sostenuta da una strumentazione inconsueta (lachitarra di Fabio Mazzini e la batteria di Paolo Rubboli)\, la vocalist imolese proporrà “Capo Verde\, canta l’incontro”\, progetto che si ispira alle musiche interpretate da Cesária Évora\, elegante ambasciatrice della musica di Capo Verde nel mondo. Nella scaletta trovano spazio anche brani di cantautori contemporanei quali Mayra Andrade e Bonga. Un viaggio sonoro che è un crogiolo di esperienze e culture differenti\, fra tradizione latino-europea e antiche radici africane. \n\n\n\nLa programmazione del primo fine settimana sarà completata\, sabato 26 settembre\, dall’esibizione del chitarrista Francesco Merli. Il trio del musicista imolese\, come le altre formazioni da lui create\, evidenzia una sconfinata passione per le sonorità afroamericane\, spaziando dallo swing al funk. \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre\, con il concerto di Ada Flocco\, prenderà il via il secondo fine settimana di “Le forme del jazz a venire”. Assieme alla Flocco\, nel suo trio “Trame”\, troviamo il contrabbassista Andrea Esperti e il chitarrista Saverio Zura\, che è una presenza musicale assidua al fianco della cantante abruzzese in diversi contesti. \n\n\n\nIl trio del pianista Vincenzo Bosco salirà sul palco per la serata conclusiva\, sabato 3 ottobre. Bosco è attratto dai materiali musicali che hanno una storia da raccontare\, e così è anche nel progetto “Loom” che eseguirà in questa occasione. Tramite l’improvvisazione\, il pianista infonde la propria personalità nelle varie estetiche musicali che lo ispirano. \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\nVenerdì 25 settembre \n\n\n\nRavenna\, Cisim di Lido Adriano\, ore 21:30 \n\n\n\nLISA MANARA TRIO \n\n\n\n“Capo Verde\, canta l’incontro” \n\n\n\nLisa Manara – voce; Fabio Mazzini – chitarra; Paolo Rubboli – batteria \n\n\n\nSabato 26 settembre \n\n\n\nRavenna\, Cisim di Lido Adriano\, ore 21:30 \n\n\n\nFRANCESCO MERLI TRIO \n\n\n\n“Zughé” \n\n\n\nFrancesco Merli – chitarra; Sergio Mariotti – contrabbasso; Tommaso Stanghellini – batteria \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre \n\n\n\nRavenna\, Cisim di Lido Adriano\, ore 21:30 \n\n\n\nADA FLOCCO TRIO \n\n\n\n“Trame” \n\n\n\nAda Flocco – voce\, effetti; Saverio Zura – chitarra\, effetti; Andrea Esperti – contrabbasso\, effetti \n\n\n\nSabato 3 ottobre \n\n\n\nRavenna\, Cisim di Lido Adriano\, ore 21:30 \n\n\n\nVINCENZO BOSCO TRIO \n\n\n\n“Loom” \n\n\n\nVincenzo Bosco – pianoforte; Raffaele Guandalini – contrabbasso; Francesco Benizio – batteria \n\n\n\nInformazioni\n\n\n\nJazz Network\, tel. 0544 405666\, e-mail: info@jazznetwork.it\,  \n\n\n\nwebsite: www.leformedeljazzavenire.it \n\n\n\nIngresso gratuito
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SUMMARY:"Marina Bindella. Cosmografie" all'Aranciera di Villa Borghese
DESCRIPTION:L’esposizione raccoglie circa quaranta opere — tra dipinti\, xilografie\, acquerelli e grandi installazioni polittiche — che documentano gli sviluppi più recenti della ricerca di Marina Bindella. \n\n\n\nFondata sull’indagine del segno come principio generativo della forma\, della luce e dello spazio\, la mostra presentalavori realizzati dal 2020 a oggi\, accanto ad alcuni significativi affondi in periodi precedenti\, includendo anche una selezione di libri d’artista. Il percorso attraversa serie e nuclei tematici legati alle origini della materia\, alla struttura dell’universo\, alla percezione del tempo e alle potenzialità generative del segno.
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LOCATION:Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese\, Via Fiorello La Guardia\, 6 e viale dell’Aranciera\, 4\, Roma\, ITA\, 00197\, Italia
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SUMMARY:"La materia della vita"\, personale di Antonio Barbieri a Certaldo
DESCRIPTION:Dal 26 settembre all’8 febbraio le sale storiche di Palazzo Pretorio a Certaldo (FI) saranno abitate dalla nuova personale di Antonio Barbieri La materia della vita\, a cura di Davide Sarchioni.  \n\n\n\nQuando la tèchne incontra il logos\, la tecnologia torna a essere ciò che era all’origine: uno strumento nelle mani dell’uomo\, capace di trasformare la materia in pensiero e il gesto in poesia. È nelle mani dello scultore Antonio Barbieri che questa origine si riattiva – tra forme naturali\, macchine evolute e immaginazione – nel nuovo progetto espositivo negli spazi medioevali di uno dei palazzi storici della Toscana\, oggi casa del contemporaneo\, tra le architetture e gli affreschi della ex sede del Vicariato fiorentino.  \n\n\n\nCosa accadrebbe se fosse possibile vedere ciò che i nostri occhi non possono percepire? Se i dati\, gli algoritmi e le relazioni invisibili che governano la crescita di una pianta\, l’evoluzione delle specie o l’organizzazione della materia potessero assumere una forma fisica? È da questa domanda che prende avvio la ricerca di Antonio Barbieri\, una delle più originali nel panorama artistico italiano della sua generazione\, che nel tempo ha sviluppato un linguaggio autonomo e riconoscibile\, in un territorio di confine nel quale scultura\, scienza e tecnologia convivono e si alimentano reciprocamente. \n\n\n\nScanner e sistemi di acquisizione dati\, fotogrammetrie e algoritmi\, modellazione e stampa 3D sono strumenti e processi attraverso cui l’artista amplia le proprie capacità di osservazione\, acquisendo e interpretando informazioni che sfuggirebbero all’esperienza diretta. È l’artista che crea l’algoritmo e poi attraverso il gesto creativo lo interpreta\, lo scompone e lo trasforma. La tecnologia torna così ad essere subordinata al fare artistico\, riaprendo a Palazzo Pretorio il secolare dialogo tra tecnica e creazione. Attraverso la sua sapiente manualità\, ciò che appartiene alla dimensione invisibile acquista corpo e viene tradotto in forme vibranti e poetiche. Barbieri modella\, assembla e dipinge a mano le proprie sculture in un confronto diretto con le qualità fisiche dei materiali: la centralità del fare si estende fino alla progettazione di alcuni degli stessi strumenti impiegati nella ricerca\, ideati o modificati dall’artista in funzione delle specifiche esigenze del lavoro.  \n\n\n\nDa questi processi nascono presenze complesse\, sospese tra naturale e artificiale\, realtà biologica e potenzialità immaginativa\, che evocano ramificazioni vegetali\, coralli\, microrganismi\, fossili o creature sconosciute quasi provenissero da un passato lontano e primigenio e\, nello stesso tempo\, appartenere a una dimensione futuribile. Esse non riproducono la natura ma ne interpretano le regole profonde e ne esplorano le potenzialità formali\, poiché ogni opera nasce da un processo creativo irripetibile durante il quale l’artista\, durante il suo operare\, accoglie lo stupore e il senso di meraviglia suscitati dalla continua scoperta. \n\n\n\nInnestandosi negli spazi di Palazzo Pretorio\, La materia della vita attraversa differenti livelli di organizzazione del vivente: dagli alberi filogenetici alle strutture generate dall’elaborazione di dataset biologici\, dalle Chimere\, nate dalla fusione di elementi appartenenti a organismi differenti\, fino alle opere che integrano sistemi robotici e processi generativi. La mostra presenta un corpus di lavori inediti e site-specific pensati per i diversi ambienti del Palazzo\, che non restituiscono l’immagine di una natura immobile\, ma di un universo in continuo divenire\, nel quale forme\, relazioni e trasformazioni rendono percepibili le connessioni profonde che attraversano il mondo vivente e trovano nella materia nuove formulazioni plastiche.  \n\n\n\nNel confronto continuo tra uomo e macchina\, tra innovazione e tradizione\, tra precisione scientifica e sensibilità artistica\, il lavoro di Barbieri ruota attorno alla possibilità di un rinnovamento della scultura nell’era tecnologica e digitale\, dove l’innovazione non coincide con l’abbandono della manualità\, ma con l’ampliamento delle modalità attraverso cui la materia può essere pensata e trasformata. Come la prospettiva nel Quattrocento contribuì a ridefinire la rappresentazione dello spazio\, le tecnologie contemporanee estendono oggi il campo del visibile e\, con esso\, gli strumenti attraverso cui l’artista può interrogare la forma. Non si tratta di sovrapporre due rivoluzioni lontane\, ma di osservare come il mutamento degli strumenti della conoscenza abbia continuamente aperto\, nella storia dell’arte\, nuovi territori per l’immagine e per la scultura.  \n\n\n\nIl progetto\, concepito appositamente per gli ambienti del Palazzo che negli ultimi anni ha aperto un’importante finestra sull’arte contemporanea con le mostre di Vincenzo Marsiglia\, Thomas Lange\, Valentina Palazzari\, Oliviero Rainaldi e Alfredo Rapetti Mogol\, è organizzato da Exponent in collaborazione con la galleria NM Contemporary – Monaco con il patrocinio del Comune di Certaldo e del Consiglio Regionale della Regione Toscana. \n\n\n\nOrario:Da settembre a ottobre: 10:00-13:00 e 14:30-19:00Da novembre a febbraio: 10:00-13:00 e 14:30-16:30Martedì: chiusuraSabato e domenica: 10:00-13:00 e 14:30-17:30Info: 0571 661219Mostra a cura di: Davide SarchioniCoordinamento e progetto di allestimento: Exponent S.r.l.
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LOCATION:Palazzo Pretorio\, Piazzetta del Vicariato\, 4\, Certaldo (FI)\, ITA\, 50052\, Italy
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SUMMARY:“ENEIDE – Teatro della Migrazione alla SALA RAFFAELLO
DESCRIPTION:Con TREGUA si conclude il percorso di “ENEIDE – Teatro della Migrazione”\, un progetto che ha riletto il viaggio di Enea in chiave contemporanea. Dopo l’approdo e la guerra\, il racconto giunge al momento decisivo: quello in cui occorre immaginare come ricostruire dopo la distruzione. In scena i canti XI e XII del poema virgiliano. \n\n\n\nCome può nascere una città sulle rovine del nemico? Come può una comunità guardare al futuro dopo aver attraversato il conflitto? Attraversando il canto finale dell’Eneide\, TREGUA conduce il pubblico nel cuore della tensione tra destino e vendetta\, tra giustizia e compassione\, ponendo una riflessione sulla possibilità della riconciliazione e sul difficile cammino verso la pace. \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nDopo Eneide / Approdo ed Eneide / Guerra\, l’ultimo capitolo del progetto Eneide. Teatro della migrazione 2026 affronta una domanda antica e necessaria: come può nascere una città sulle rovine del nemico? Come può una comunità immaginare il futuro dopo aver attraversato la distruzione? \n\n\n\nEneide / Tregua attraversa il canto finale del poema di Virgilio per condurci nel cuore del conflitto tra destino e vendetta\, tra giustizia e compassione. Enea e Turno si affrontano nell’ultimo duello mentre uomini e dei assistono all’epilogo di una lunga catena di sangue. Attorno a loro si accumulano morti\, promesse infrante\, desideri di rivalsa\, generazioni spezzate dalla guerra. Tutto sembra spingere verso l’inevitabilità della violenza. Eppure\, proprio nel momento della vittoria\, emerge una domanda più profonda: che cosa resta quando la guerra è finita? \n\n\n\nAttraverso una scrittura essenziale\, cinque voci in scena e immagini poetiche di forte potenza evocativa\, il poema di Virgilio si trasforma in una riflessione contemporanea sulla riconciliazione\, sull’identità e sul difficile cammino della pace. I personaggi sembrano emergere da un paesaggio di macerie\, sospesi tra memoria e destino\, tra il peso del passato e la responsabilità del futuro. Le loro parole attraversano il mito per parlare direttamente al nostro tempo\, un tempo ancora segnato da confini\, guerre\, migrazioni e ferite collettive. \n\n\n\nIn questo ultimo capitolo della trilogia\, Enea non è soltanto l’eroe vincitore chiamato a fondare una nuova civiltà: è un uomo costretto a scegliere quale mondo lasciare dopo la guerra. Turno non è soltanto il nemico sconfitto: è il volto umano di ogni sconfitta\, di ogni patria perduta\, di ogni storia destinata a essere cancellata dai vincitori. \n\n\n\nLa tregua del titolo non coincide con la fine del conflitto. È piuttosto uno spazio fragile e necessario in cui immaginare una convivenza possibile e riconoscere nell’altro la propria medesima umanità. \n\n\n\nMatteo Tarasco  \n\n\n\nIL PROGETTO \n\n\n\nNon è solo teatro\, è un cantiere di umanità dove l’antico esodo di Enea incontra le rotte dei migranti di oggi\, richiamando alla mente le drammatiche immagini che arrivano dai confini di Ceuta\, in Spagna\, dove il desiderio di un futuro si scontra con la rigidità delle frontiere. A Roma\, tra le mura della Sala Raffaello a Villa Fiorelli\, prende vita per il secondo anno consecutivo “ENEIDE – Teatro della Migrazione”\, un laboratorio teatrale interculturale e multidisciplinare che\, dal 17 agosto al 26 settembre 2026\, trasformerà il mito di Virgilio in un’esperienza di viva attualità. \n\n\n\nL’obiettivo è creare uno spazio di crescita professionale e umana dove la formazione teatrale diventa uno strumento concreto di inclusione e riscatto per giovani artisti provenienti da contesti spesso marginalizzati. \n\n\n\nQuesta iniziativa si qualifica propriamente come un esperimento di riflessione costante tra passato e presente: un percorso dove il poema classico diventa una chiave di lettura per analizzare le “nuove geografie” dell’accoglienza.  \n\n\n\n“Ogni episodio rilegge il poema di Virgilio alla luce delle migrazioni contemporanee – spiega Matteo Tarasco – restituendo al mito la sua funzione originaria: raccontare la condizione universale di chi cerca un luogo dove vivere in pace.”  Il progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. È l’atteso sequel del percorso iniziato nell’estate del 2025. Se la prima edizione aveva esplorato la fuga da una Troia in fiamme\, il 2026 segna il momento cruciale dell’arrivo e della costruzione di una nuova appartenenza. \n\n\n\nIl cuore dell’operazione risiede nella sperimentazione teatrale come strumento di formazione: trenta giovani performer under 35\, italiani e migranti\, partecipano a un laboratorio intensivo di 45 giorni che spazia dalla drammaturgia collettiva alla vocalità multilingue. Gli spettacoli in programma – Approdo\, Guerra e Tregua – rappresentano la restituzione pubblica di un quadro generale di crescita professionale. \n\n\n\nIl sipario si alzerà ufficialmente il 29 agosto con “Approdo”\, la prima tappa performativa che segna il culmine del primo modulo del laboratorio. In questo appuntamento inaugurale\, i trenta performer porteranno in scena un Enea che non sbarca solo sulle rive del Lazio\, ma arriva direttamente nel nostro presente attraversato da esili e nuove appartenenze. Il significato profondo di “Approdo” risiede nel guardare all’Eneide come a un’opera ancora capace di parlare all’oggi\, intrecciando il mito antico con le storie contemporanee dei ragazzi in scena. Grazie all’uso delle lingue madri e a una messa in scena corale e fisica\, lo spettacolo punta a un’accessibilità totale\, rendendo il messaggio di accoglienza e memoria comprensibile a tutti. \n\n\n\nPer chi desidera partecipare a questo viaggio\, l’ingresso è libero e gratuito presso la Sala Raffaello. È possibile assistere alle tre tappe performative – 29 agosto APPRODO\, 12 settembre GUERRA e 26 settembre TREGUA – prenotando il proprio posto tramite l’Associazione Culturale IGLOO. Ogni serata sarà arricchita da buffet multiculturali per stimolare il dialogo tra artisti e cittadinanza.  \n\n\n\nIn questo contesto\, la scelta della location è densa di significato. Il progetto abita la cornice della Sala Raffaello (situata all’interno della Chiesa dei Santi Fabiano e Venanzio a Villa Fiorelli\, in un quartiere semicentrale e multiculturale) e risponde alla volontà di attivare nuove geografie culturali urbane\,valorizzando i legami tra memoria storica e nuove cittadinanze. Se Enea cercava una terra dove gettare le basi di un nuovo inizio\, questo quartiere multiculturale appare oggi come l’approdo naturale per una moderna epopea urbana\, trasformando una piazza storica in una potente metafora contemporanea del viaggio e dell’accoglienza. \n\n\n\nSTAFF – La direzione artistica e la conduzione del laboratorio sono affidate a Matteo Tarasco\, regista teatrale di rilievo internazionale\, con esperienze in ambito accademico e interculturale\, tra cui Harvard University e LAMDA di Londra. L’organizzazione generale è curata da Massimo Di Rollo\, esperto in gestione di eventi culturali e progettazione. Per garantire qualità artistica il team sarà interamente formato da professionisti del settore\, tra cui un assistente alla regia\, un mediatore culturale con competenze nella facilitazione linguistica e inclusiva\, e uno staff tecnico composto da operatori audio/video e tecnici luci.  \n\n\n\nCURRICULUM PROFESSIONALE – Ass. Cult. IGLOO si è affermata come una nuova e vivace realtà nel panorama teatrale romano. In pochissimo tempo\, l’associazione ha prodotto tre spettacoli di grande spessore: “Gli Atti Unici” di Anton Čechov a maggio 2025\, la tragicomica commedia in romanesco “Alcazar” di Gianni Clementi a marzo 2025\, e una sorprendente versione di “Molto Rumore per Nulla” di Shakespeare a giugno 2024\, che ha conquistato pubblico e critica\, vincendo numerosi premi.
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SUMMARY:‘Note d’autunno. La libertà di dimenticare il tempo a Capodimonte’
DESCRIPTION:Sabato 26 settembre\, ore 20 in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (ingresso al Museo 1 euro\, accesso nel salone delle feste fi no ad esaurimento posti). Con ‘Settecento in danza’ si esibiranno il Quintetto dell’Accademia Sannita e un chitarrista dell’Ensemble\, eseguendo musiche di Boccherini. \n\n\n\n‘Portare in viaggio al di là di ogni confine di spazio e tempo è da sempre una delle grandi capacità della musica: è nostra missione come Ensemble valorizzare le radici storiche di questo potere e\, al contempo\, crearne attimi di evocazione contemporanea – dichiara il maestro Sauer – Con questo spirito presentiamo un programma che esalta il dialogo tra i grandi compositori tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento\, sempre con Napoli\, musa creatrice\, al centro. Siamo estremamente orgogliosi e felici degli artisti d’eccezione che si esibiranno con noi nella rassegna. La Sala delle feste di Capodimonte ne è la cornice storica perfetta e ringraziamo il Museo e il Direttore Schmidt per la rinnovata collaborazione in occasione di questa importante iniziativa.’ \n\n\n\nOttobre di grande musica e prestigiosi interpreti nel Salone delle feste con ‘Note d’autunno. La libertà di dimenticare il tempo a Capodimonte’\, viaggio attraverso la cultura napoletana tra ‘700 e ‘800 e i suoi legami europei: quattro preziosi concerti (10\, 18\, 25\, 31 ottobre\, ore 17) preceduti da una anteprima (26 settembre\, ore 20) compongono il programma di una nuova rassegna presentata dall’Ensemble Mercadante diretto da Benedikt Sauer\, in collaborazione con il Museo e Real Bosco di Capodimonte (ingresso incluso nel biglietto del museo accesso in sala fino ad esaurimento posti). Il concerto di apertura\, sabato 10 ottobre\, vedrà protagonista Carlo Vistoli\, uno dei più grandi controtenori al mondo. \n\n\n\nIl repertorio di ‘Note d’autunno’ spazia dai massimi autori di scuola napoletana attivi presso le corti estere quali Paisiello\, Cimarosa\, Traetta\, Araja\, a personalità di aree diverse dell’Europa come Mysliveček\, Lucchesi e Wranitzky\, con tributi agli immensi Mozart\, Haydn\, Beethoven (in un’anticipazione del bicentenario della morte\,che ricorrerà nel 2027)\, Schubert\, Mendelssohn\, Rossini e Donizetti. \n\n\n\n“Il salone dalle feste della Reggia di Capodimonte è tornato ad essere uno dei luoghi della grande musica a Napoli –sottolinea Eike Schmidt\, Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte – Siamo felici di proporre ai nostri visitatori e a tutti gli appassionati un programma di alto profilo\, frutto della felice collaborazione con l’Ensemble Mercadante diretto da Benedikt Sauer. Al centro di questo viaggio\, proprio i compositori\, poeti\, pittori\, che furono ammaliati dalla in città ai tempi del Grand Tour.” \n\n\n\nImmagine simbolo della rassegna è un particolare del celebre dipinto ‘Pescatori’ (1829) di Oreste Kiprenski\, capolavoro del romanticismo russo rientrato da pochi anni a Capodimonte (sala 22) da Palazzo Reale\, un’opera centrale nel rapporto dell’artista con la città e il Vesuvio. ‘La libertà di dimenticare il tempo”\, sottotitolo scelto per il programma\, è quella sensazione descritta nelle Memorie da Hector Berlioz e che il compositore (compagno di viaggio di Mendelssohn in Italia) sperimentò sicuramente anche a Napoli. \n\n\n\nCONCERTI NOTE D’AUTUNNO ORE 17.00 SALONE DELLE FESTE\n\n\n\nL’APERTURA \n\n\n\nSabato 10 ottobre\, ore 17 — Deliri\, sospiri… accenti\, contenti!\n\n\n\nBrani di Mozart\, Paisiello\, Mysliveček\, Gluck\, Rossini. \n\n\n\nIn scena Carlo Vistoli con Ensemble Mercadante diretto da Benedikt Sauer \n\n\n\nManca da Napoli da dieci anni uno dei più grandi controtenori attivi sulla scena mondiale\, oggi all’apice della carriera\, con recenti apparizioni a Salisburgo\, Roma e alla Scala. L’inizio è affidato al giovane Mozart: Ascanio inAlba con Ouverture\, introduzione e \n\n\n\nun’Aria (Ah di sì nobil alma)\, seguito dall’Aria di Farnace da Mitridate. Mozart a Milano incontrò ed ascoltò Paisiello in “Sismano nel Mogol“\, a poche settimane dalla prima della terza opera milanese mozartiana\, Lucio Silla. La Sinfonia come tale\, seppure in prestito da altre opere (Montezuma\, Olimpia\, Il tamburo)\, risulta inedita\, e la sua esecuzione è parte di un progetto di recupero dell’opera da parte dell’Ensemble. Sempre dalle influenze \n\n\n\ndell’opera seria italiana proviene l’Aria da concerto “Ombra felice” K255. Seguirà un percorso internazionale dedicato ai grandi compositori che hanno incrociato le loro strade: di Mysliveček\, amico di Mozart e legato a Napoli dal 1767 al 1778\, ascolteremo un’Aria da “L’Olimpiade”. Egli fu in quel frangente responsabile della prima esecuzionelocale della \n\n\n\nnota opera “Orfeo ed Euridice” di Gluck nel 1774. Di quest’opera si ascolterà l’iconica Aria “Che farò senz’Euridice”. Autore di connessione è ancora una volta Mozart con la Ciaccona dell’Idomeneo. Il concerto si concluderà con Rossini\, che fu molto attivo a Napoli\, la Sinfonia di “Tancredi” e la scena del protagonista\, ruolo nel quale Carlo Vistoli ha debuttato in primavera al Teatro dell’Opera di Roma (“Di tanti palpiti”). \n\n\n\nDomenica 18 ottobre\, ore 17 — Quando Mendelssohn passò per Napoli\n\n\n\nSchubert\, Rossini\, Donizetti\, Mendelssohn – In scena con l’Ensemble sarà il soprano campano Francesca Manzo. \n\n\n\nDomenica 25 ottobre\, ore 17 sarà la volta di un nuovo crocevia musicale\, con Beethoven al centro del programma e l’esibizione del violoncellista Francesco Parente. Brani anche di Lucchesi\, Wranitzky (con ‘l Ouverture “Das Fest der Lazzaroni”\, ispirata proprio al golfo di Napoli)\, Haydn. \n\n\n\nConcluderà la rassegna il concerto di sabato 31 ottobre\, ore 17 dedicato agli autori \n\n\n\nattivi presso la corte di Caterina la Grande di Russia (Bortniansky\, Traetta\, con arie in parte inedite\, Cimarosa\, Paisiello) con la partecipazione di Mara Gaudenzi\, mezzosoprano in forte ascesa\, forte dei recenti successi pesaresi e degli imminenti impegni presso il Teatro alla Scala di Milano. \n\n\n\nCalendario – Note d’autunno a Capodimonte\n\n\n\n26 settembre\, ore 20 — Anteprima: Il Settecento in danza \n\n\n\nBoccherini \n\n\n\nQuintetto dell’Accademia Sannita \n\n\n\n10 ottobre\, ore 17 — Deliri\, sospiri… accenti\, contenti! — Carlo Vistoli \n\n\n\nMozart\, Paisiello\, Mysliveček\, Gluck\, Rossini \n\n\n\nCarlo Vistoli\, Ensemble Mercadante\, Benedikt Sauer \n\n\n\n18 ottobre\, ore 17 — Quando Mendelssohn passò per Napoli \n\n\n\nSchubert\, Rossini\, Donizetti\, Mendelssohn \n\n\n\nFrancesca Manzo\, Ensemble Mercadante\, Benedikt Sauer \n\n\n\n25 ottobre\, ore 17 — Crocevia della forma — Beethoven \n\n\n\nLucchesi\, Wranitzky\, Haydn\, Beethoven \n\n\n\nFrancesco Parente\, Ensemble Mercadante\, Benedikt Sauer \n\n\n\n31 ottobre\, ore 17 — Napoli alla corte di Caterina la Grande \n\n\n\nBortniansky\, Traetta\, Cimarosa\, Paisiello\, Mozart \n\n\n\nMara Gaudenzi\, Ensemble Mercadante\, Benedikt Sauer \n\n\n\nwww.ensemblemercadante.org/capodimont \n\n\n\nPrenotazioni:\n\n\n\nhttps://notedautunno10ottobre.eventbrite.ithttps://notedautunno18ottobre.eventbrite.ithttps://notedautunno25ottobre.eventbrite.ithttps://notedautunno31ottobre.eventbrite.it \n\n\n\nIngresso incluso nel biglietto del museo\, accesso in sala fino ad esaurimento posti
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LOCATION:Museo di Capodimonte\, Via Lucio Amelio 2\, Napoli\, ITA\, Italy
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SUMMARY:KPOP IDOL SHOW - Tributo Live e Meet & Greet al Teatro Orione
DESCRIPTION:Il ritmo travolgente\, l’energia e i colori del pop coreano sono pronti a conquistare il cuore della Capitale. Sabato 26 settembre 2026\, alle ore 20:30\, il Nuovo Teatro Orione aprirà le sue porte a un appuntamento unico nel suo genere: debutta infatti il KPOP IDOL SHOW – Tributo Live e Meet & Greet\, un evento speciale nato dalla collaborazione tra il Nuovo Teatro Orione\, Never Seen SRL e Feste Spettacolo. \n\n\n\nConcepito come un vero e proprio viaggio nell’universo visivo e musicale che sta spopolando a livello globale\, lo spettacolo si propone come un tributo artistico interamente ispirato alle atmosfere del celebre successo internazionale “K-Pop: Demon Hunters”.  \n\n\n\nA dare vita a questa magica avventura sarà un gruppo di straordinari talenti del panorama artistico\, pronti a ricreare l’inconfondibile dinamismo delle iconiche performance coreane. Le potenti voci protagoniste di Eleonora Segaluscio\, Simona Foschetti ed Emanuela Saccardi guideranno la narrazione musicale\, impreziosita dalla partecipazione straordinaria di Claudia Portale. Ad assicurare la spettacolarità visiva dello show ci penserà un cast di performer d’eccezione composto Salvatore Iavarone\, Andrei De Guia\, Austin De Guia\, Alessio Petrolati e Luca Caraffa. \n\n\n\nMa le sorprese non si esauriranno con il calare del sipario. Al termine dello spettacolo\, il pubblico avrà l’opportunità di incontrare di persona gli artisti. Grandi e piccini potranno così scattare una foto ricordo insieme ai protagonisti direttamente sul posto\, immortalando l’energia e le emozioni di una serata indimenticabile pensata per far sognare tutta la famiglia. \n\n\n\nI biglietti per l’evento sono già disponibili in formato E-Ticket sulla piattaforma ufficiale Vivaticket e presso tutti i rivenditori autorizzati.  \n\n\n\nInfo:  \n\n\n\nDettagli dell’evento: \n\n\n\nBiglietti online: Vivaticket
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LOCATION:Nuovo Teatro Orione\, Via Tortona\, 7\, Roma\, 00183\, Italia
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SUMMARY:“Saggezza” a Palazzo Altemps
DESCRIPTION:Il tutto dentro un’immaginaria schola di filosofia romana che prende corpo all’interno del cortile di Palazzo Altemps. \n\n\n\nLa performance è nata da una domanda:  il pensiero di uomini vissuti duemila anni fa può esserci ancora d’aiuto? \n\n\n\nLa risposta si troverà durante la serata\, gli spettatori potranno interrogare questi uomini antichi\, confrontandosi con le grandi questioni dell’esistenza. \n\n\n\nPlinio il Vecchio e Muzio Scevola\, Seneca\, Marco Attilio Regolo\, Cicerone hanno un denominatore comune: sono tutti uomini che sono stati messi davanti al pericolo\, alla sofferenza\, alla responsabilità. Alla morte. \n\n\n\nA interpretarli Sergio Basile\, Gianluigi Fogacci\, Pietro Faiella\, Lorenzo Parrotto\, Yuri Napoli. \n\n\n\nAnche l’architettura di Palazzo Altemps sarà parte della drammaturgia dello spettacolo grazie a videomapping\, interventi di luce\, effetti sonori e parole latine che appariranno sulle superfici del cortile. \n\n\n\nLo spettacolo\, scritto da Sergio Basile e diretto da Yuri Napoli è ispirato al saggio Saggezza di Michel Onfray. \n\n\n\nFigure antiche per il mondo futuro\, in programma sabato 26 settembre 2026 alle ore 20:30\, nel Museo Nazionale Romano\, Palazzo Altemps. \n\n\n\n Lo spettacolo ha il contributo del Ministero della Cultura – Teatro. In collaborazione con il Museo Nazionale Romano in occasione delle Giornate  Europee del Patrimonio. Con l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo.
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SUMMARY:I Legnanesi al Teatro Giuditta Pasta
DESCRIPTION:Ci sono spettacoli che fanno ridere. E poi ci sono spettacoli che\, appena si alza il sipario\, fanno sentire il pubblico immediatamente a casa. È quello che accade ogni volta che arrivano I Legnanesi\, e il Teatro Giuditta Pasta di Saronno è pronto ad accoglierli con due appuntamenti che aprono la stagione teatrale all’insegna della grande tradizione della comicità lombarda: sabato 26 settembre alle 20.45 e domenica 27 settembre alle 16.00 con Promessa d’amore\, la nuova esilarante commedia della storica compagnia.  \n\n\n\nDa oltre 75 anni Teresa\, Mabilia e Giovanni fanno parte dell’immaginario di intere generazioni. Nati nel 1949 dalla genialità di Felice Musazzi\, I Legnanesi sono oggi la compagnia di teatro popolare più longeva d’Italia e continuano a riempire i principali teatri del Paese con uno stile inconfondibile: un irresistibile intreccio di dialetto\, italiano\, satira di costume\, affetto familiare e comicità dal ritmo travolgente. Sul palco tornano Antonio Provasio\, Enrico Dalceri e Italo Giglioli\, custodi di una tradizione che continua a rinnovarsi senza perdere la propria anima.  \n\n\n\nQuesta volta basta una semplice domanda per far esplodere il caos: e se Teresa e Giovanni non fossero mai stati sposati? Una banale pratica comunale\, un errore di scartoffie\, una notizia capace di mandare all’aria quarant’anni di matrimonio e di trasformare il cortile più famoso della Lombardia in una girandola di equivoci\, colpi di scena e risate. Ma dietro la comicità\, come sempre accade con I Legnanesi\, c’è qualcosa di più: un omaggio ad Alessandro Manzoni e alla sua capacità di raccontare il cuore umano\, perché – come ricorda lo spettacolo – il cuore è davvero un guazzabuglio.  \n\n\n\nPromessa d’amore è la versione in prosa del grande successo I Promossi Sposi: mantiene intatta la storia\, i personaggi e i tempi comici della compagnia\, concentrando tutta la forza dello spettacolo sulla recitazione\, sugli irresistibili dialoghi e sulla straordinaria chimica del trio protagonista. Regia di Antonio Provasio\, testi di Mitia Del Brocco\, scenografie e costumi di Enrico Dalceri.  \n\n\n\nA Saronno il ritorno dei Legnanesi è ormai un appuntamento atteso e amato\, capace di richiamare un pubblico affezionato che attraversa generazioni. Per due giorni il Teatro Giuditta Pasta diventa il cortile della famiglia Colombo: un luogo dove si ride di tutto\, ci si riconosce nei piccoli vizi quotidiani e si riscopre quella comicità popolare che sa parlare\, ancora oggi\, a spettatori di ogni età. \n\n\n\nDue repliche\, un solo consiglio: prepararsi a ridere. Perché quando arrivano I Legnanesi\, il teatro diventa una festa. \n\n\n\nSabato 26 settembre 2026 | ore 20.45Domenica 27 settembre 2026 | ore 16.00I LEGNANESI in PROMESSA D’AMORECon Antonio Provasio\, Enrico Dalceri e Italo GiglioliRegia Antonio ProvasioTesti Mitia Del BroccoScene\, costumi e musiche Enrico DalceriProduzione Chi.Te.Maspettacolo programmato in collaborazione con MyNinaSpettacoli \n\n\n\nBiglietti €42 \n\n\n\nINFO E PRENOTAZIONI:biglietteria teatro: merc. e sab. 9.30-12.30tel: 02 9670 2127whatsapp: 328 667 3487biglietteria@teatrogiudittapasta.itwww.teatrogiudittapasta.it
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SUMMARY:The Best of(f) al Centrale Preneste Art Factory
DESCRIPTION:Prosegue Centrale Preneste Art Factory\, la rassegna ideata da Ruotalibera Teatro con la direzione artistica di Tiziana Lucattini\, un’officina culturale per infanzia\, giovani e comunità. Sul palco di Centrale Preneste Teatro nel Municipio V di Roma Capitale\, sabato 26 settembre alle 21.00\, è atteso Claudio Morici con il suo “The Best of(f)”. \n\n\n\nScrittore\, attore teatrale\, podcaster e infine performer comico a Italia’s Got Talent e Propaganda Live\, Claudio Morici si mette davanti a un leggio e propone il meglio del suo repertorio breve insieme a nuove divertentissime narrazioni. Dai monologhi ambientati nel futuro\, alle “tecniche di rimorchio per genitore single con neonato”\, dai consigli ai giovani scrittori per non pubblicare\, fino ad arrivare alla gentrizzazione della Luna e alle invettive contro l’INPS. Tutti pezzi andati in scena nei peggiori baretti di Roma Est\, così come nei migliori teatri di tutta Italia. \n\n\n\nIngresso gratuito con prenotazione obbligatoria on line su https://centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi/ o scrivendo a info@ruotalibera.euo ingresso diretto il giorno dello spettacolo previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nCentrale Preneste Art Factory prosegue fino al 4 dicembre e ospita artisti e compagnie noti al grande pubblico\, proposte under 35 e spettacoli dedicati a bambini e famiglie in un programma che mette in dialogo linguaggi e generazioni diverse e fa del teatro un luogo di incontro\, partecipazione e condivisione. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nPercorso sostenibile: Autobus: 81 – 112 – 213 – 312 – 409 – 545 Tram: 5 – 14 – 19 Fermata Giussano – Metro C (Pigneto/Malatesta) \n\n\n\nINGRESSO LIBERO con prenotazione obbligatoria \n\n\n\nInformazioni: 06 27801063 lun / ven 10.00 – 17.00 – info@ruotalibera.eu – www.centraleprenesteteatro.it \n\n\n\nPrenotazioni: https://centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi/ o info@ruotalibera.eu \n\n\n\nFB: www.facebook.com/CentralePrenesteTeatro \n\n\n\nIG: www.instagram.com/centralepreneste/
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SUMMARY:Al via la nuova stagione del Piccolo Teatro di Prova della Compagnia della Farsa
DESCRIPTION:Riapre i battenti il Piccolo Teatro di Prova\, uno dei teatri più piccoli d’Italia che\, dopo aver fatto molto parlare di sé per essere nato all’interno di una vecchia falegnameria all’Alessandrino\, si prepara a una stagione ricca di novità. Dalla pialla al palcoscenico: lo spazio culturale ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per ripartire con entusiasmo e lancia il suo nuovo cartellone\, firmato dalla Compagnia della Farsa. I due giovani fondatori\, gli attori Luca Pennacchioni e Claudia Spedaliere\, che fin dal primo momento hanno scommesso sulla rigenerazione della periferia attraverso l’arte scenica\, inaugurano la stagione con una speciale iniziativa solidale: “Sedia per due”\, un patto di generosità dedicato a tutta la comunità. Ispirata al celebre cult cinematografico Una poltrona per due\, l’iniziativa permette a chiunque di acquistare una poltrona “simbolica”\, apponendovi il proprio nome ma lasciandola a disposizione di chi vorrebbe assistere a uno spettacolo ma non può permettersi il costo del biglietto. Una sedia che diventa così «metà tua e metà del quartiere»\, simbolo concreto di riscatto sociale\, appartenenza alle radici di una comunità che si muove\, si sostiene. Sulla seduta prescelta verrà incisa una targhetta con il nome del donatore: quel posto accoglierà giovani\, anziani o residenti in difficoltà\, trasformando ogni sostenitore in un vero e proprio custode della cultura.  \n\n\n\nLa rassegna: “Comici al Piccolo”  \n\n\n\nIl cartellone dei prossimi mesi vedrà alternarsi sul palco commedie brillanti\, monologhi d’autore e serate di satira in una dimensione raccolta e suggestiva\, capace di annullare la barriera tra attore e pubblico\, dove risate e respiri risuonano vicini come nel salotto di casa. La rassegna\, intitolata “Comici al Piccolo”\, partirà il 26 e 27 settembre con la stessa Compagnia della Farsa in “Sfratto d’amore”\, per la regia di Vittorio Rombolà. Un appartamento che è insieme casa e palcoscenico. Tra terapie di coppia a pagamento e liti mai davvero risolte\, il pubblico scopre che ciò che succede in scena è quello che succede ogni giorno. È il primo testo originale scritto e portato in scena dalla Compagnia della Farsa\, dopo anni di regie e interpretazioni di altri autori. Il 4\, 18 ottobre e 22 novembre e 20 dicembre sarà sul palco il comico Dani Bra. Quattro serate all’insegna della grande comicità romana. Il 10 ottobre\, il 14 novembre e il 6 dicembre sarà la volta della cantante Giò di Sarno\, che intreccia la grande tradizione musicale napoletana e romana con momenti di intensa recitazione. Il 25 ottobre e il 21 marzo arriva l’energia del comico Claudio Sciara\, tra battute taglienti e uno sguardo acuto e dissacrante sul quotidiano. Il 7 e 8 novembre l’attrice Alessandra Merico\, in un mix esplosivo di alto e basso\, cultura\, trash e stereotipi di genere. Il 15 novembre l’attore Giorgio Gori con un tributo ai grandi “Giorgio racconta Walter e Chiari si offende”. Il 29 novembre il duo comico I Sequestrattori\, Christian Generosi e Barbara Boscolo\, una delle coppie comiche più amate della scena italiana\, con un passato da protagonisti a Zelig\, Zelig Off e Sabato Italiano su Rai 1. La prima parte della stagione si chiude con Gaspare di Stefano\, 12 e 13 dicembre\, in un esilarante e surreale viaggio tra note rubate e colpi di scena con “Gigi\, ma che jazz fai?!”. Da novembre a febbraio arriva anche il teatro per bambini a cura di Giovanna Cappuccio. Nel 2027 sul palco\, invece\, si avvicenderanno Mago Auro\, Welcomedy\, Roberto Ranelli\, Trio Vita\, Morte e Miracoli\, Marco Capretti e Beba Albanesi\, Salvatore Mazza\, Enzo Casertano e Alessandra Merico\, Marina Vitolo e il ritorno della Compagnia della Farsa. 
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LOCATION:Piccolo Teatro di Prova della compagnia della Farsa\, Via del Campo\, 16\, Roma\, ITA\, 00172\, Italy
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SUMMARY:Picnic Musicali" firmati Tolfa Jazz.
DESCRIPTION:Domenica 27 settembre i Monti della Tolfa tornano ad accendersi di energia con una nuova e attesissima edizione dei“Picnic Musicali” firmati Tolfa Jazz. \n\n\n\nSi tratta di un appuntamento unico e completamente eco-sostenibile (aderente alla rete nazionale Jazz Takes the Green) pensato per unire le persone attraverso la natura\, la grande musica e i sapori del territorio. Il programma di quest’anno è particolarmente ricco e accessibile a tutti: si parte la mattina con cinque escursioni guidate alternative (a piedi e in MTB) e laboratori creativi di teatro e musica\, per poi proseguire con un grande pranzo a base di prodotti tipici locali e culminare alle ore 15:00 con il travolgente concerto dell’Orchestralunata. \n\n\n\nL’evento vede la sinergia istituzionale di partner come la Regione Lazio\, il Comune di Tolfa\, Cittaslow International e il prezioso supporto della consigliera regionale Micol Grasselli. \n\n\n\nIn allegato inviamo il comunicato stampa completo\, il programma dettagliato della giornata con le relative quote di partecipazione e alcune immagini ad alta risoluzione libere da diritti per l’uso editoriale. \n\n\n\nRicordiamo che per partecipare le prenotazioni sono obbligatorie e chiuderanno venerdì 25 settembre.
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SUMMARY:LA SCUOLA VOLONTÉ ALLA ROME FUTURE WEEK! 
DESCRIPTION:La Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté partecipa alla Rome Future Week\, in programma fino al 27 settembre 2026\, con due appuntamenti dedicati alla formazione cinematografica e alle opportunità professionali per le nuove generazioni. La manifestazione\, che quest’anno ha scelto il tema “Materia prima”\, pone al centro l’innovazione culturale e tecnologica\, offrendo un’occasione di confronto sul futuro del settore audiovisivo. \n\n\n\nIl primo appuntamento si è svolto lunedì 21 settembre alla Casa del Cinema\, nell’ambito dell’evento “Frame: cinema al futuro”. Il panel “Lazio\, terra di cinema” ha visto la partecipazione di Simone Isola\, produttore e responsabile del corso di Organizzazione della produzione della Scuola Volonté; Lorenza Lei\, Amministratrice Delegata della Roma Lazio Film Commission; Tiziana Petucci\, Direttrice della Direzione regionale Sviluppo economico\, Attività produttive e Ricerca e Autorità di Gestione del POR FESR Lazio. \n\n\n\nL’incontro ha approfondito il rapporto tra produzione\, formazione e sviluppo dell’industria audiovisiva\, con particolare attenzione ai programmi regionali a sostegno del cinema. Tra le opportunità presentate\, il bando di selezione per il Triennio formativo 2026/29 della Scuola Volonté\, che offre un percorso di formazione pubblica e gratuita rivolto a giovani under 29 desiderosi di intraprendere una carriera nel mondo del cinema. Le candidature sono aperte fino al 15 ottobre 2026. \n\n\n\nIl secondo appuntamento si terrà giovedì 24 settembre\, a partire dalle ore 10\, presso la RUFA – Rome University of Fine Arts (via Giuseppe Libetta 7\, Roma) e sarà dedicato ai giovani interessati al mondo della recitazione. \n\n\n\nIl talk\, dal titolo “Self-tape e showreel professionali: come prepararli al meglio”\, offrirà ai partecipanti l’opportunità di conoscere il percorso formativo di Recitazione della Scuola Volonté per il Triennio 2026/29 e di approfondire tecniche e strumenti per realizzare video di presentazione efficaci\, utili sia per candidarsi alle selezioni della Scuola sia per proporsi in altri contesti professionali. \n\n\n\nA condividere competenze ed esperienze saranno Laura Muccino\, casting director e responsabile didattica del corso di Recitazione; Marilena Anniballi\, attrice ed ex allieva del corso; ed Eros Achiardi\, curatore delle attività didattiche della Scuola Volonté. \n\n\n\nI due appuntamenti rappresentano un’occasione per avvicinare le nuove generazioni alle professioni del cinema e far conoscere l’offerta formativa della Scuola Volonté\, che attraverso il nuovo Triennio 2026/29 rinnova il proprio impegno nella formazione di professionisti del settore audiovisivo. \n\n\n\nPer consultare il bando di selezione al Triennio 2026/29 della Scuola Volonté: \n\n\n\nhttps://www.scuolavolonte.it/pubblicato-il-bando-per-iscriversi-alla-volonte-triennio-2026-29/
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SUMMARY:ASTOR - Un secolo di tango al Teatro Olimpico
DESCRIPTION:La nuova stagione della danza dell’Accademia Filarmonica Romana si apre mercoledì 30 settembre (ore 20.30) al Teatro Olimpico\, con l’allestimento rinnovato\, intenso e coinvolgente\, di ASTOR – Un secolo di tango\, spettacolo del Balletto di Roma dedicato ad Astor Piazzolla\, in scena fino a venerdì 2 ottobre. \n\n\n\nProssimo allo straordinario traguardo delle 100 recite tra Italia e l’estero\, lo spettacolo si presenta in una versione originale che attraversa la vita e l’universo artistico del maestro: la sua musica\, gli incontri e le esperienze che ne hanno alimentato la straordinaria creatività\, contribuendo a trasformarlo in una leggenda e nel simbolo di una nuova idea di musica. \n\n\n\nA guidare questo percorso\, nato dal concept di Luciano Carratoni e con la regia dell’argentinoCarlos Branca\, sono la musica dal vivo di Mario Stefano Pietrodarchi\, al bandoneón e alla fisarmonica\, la voce narrante di Vincenzo Bocciarelli e la presenza di Leonardo e Cristina Elias\, interpreti della tradizione più autentica del tango\, insieme agli otto Solisti del Balletto di Roma. \n\n\n\nNato nel 2021 in occasione del centenario della nascita di Piazzolla\, ASTORracconta un viaggio. Ambientato simbolicamente in un porto\, un luogo sospeso tra partenze e approdi\, tra onde e vento\, dove chi parte porta con sé il desiderio di trovare una nuova terra e una nuova possibilità di rinascita. È il viaggio compiuto dai genitori di Piazzolla dall’Italia nei primi del Novecento\, ma anche quello\, universale\, di tutti coloro che nel viaggio hanno cercato e continuano a cercare una nuova speranza. \n\n\n\nIl vento e il mare diventano così la musica invisibile che accompagna Piazzolla per tutta la vita\, sospingendone la ricerca dall’Argentina agli Stati Uniti fino all’Europa\, attraverso l’esplorazione e la contaminazione di linguaggi musicali differenti. Da questo incessante processo di ricerca nasce ilTango Nuevo\, una rivoluzione capace di fondere tradizione e innovazione\, memoria e libertà. \n\n\n\nFiglio di migranti italiani\, Piazzolla reinterpreta la tradizione trasformandola in ricerca\, sperimentazione e modernità\, lasciando alla storia un’idea di libertà di cui l’arte\, da sempre\, si nutre. Una creatività inizialmente ostacolata nella sua Argentina\, ma destinata a essere riconosciuta e celebrata in ogni parte del mondo. \n\n\n\nÈ da questa visione che nasce il nuovo allestimento del Balletto di Roma\, da sempre impegnato nell’esplorazione e nella contaminazione dei linguaggi della danza. La coreografia di Valerio Longo mette in relazione la tradizione del tango con la danza contemporanea non attraverso la riproduzione delle sue forme iconiche\, ma lasciandosi guidare dalla musica di Piazzolla e dagli arrangiamenti originali di Luca Salvadori.Il suo linguaggio coreografico diventa così il punto d’incontro tra due mondi: il gesto della tradizione si apre alla libertà del movimento\, mentre la contemporaneità ritrova nella tradizione una materia viva da trasformare. \n\n\n\nI costumi di Silvia Califano e le luci di Carlo Cerri accompagnano il pubblico in una dimensione scenica senza tempo e senza confini\, dove musica\, danza e teatro si incontrano e gli abbracci del Tango Nuevo diventano il simbolo di nuovi incontri\, nuove speranze e nuove visioni\, verso un possibile Nuevo Mundo. \n\n\n\nASTOR – Un secolo di Tango\, dopo il debutto a Roma\, sarà in scenail 30 ottobre al Teatro San Domenico di Crema e in tournée in altri teatri italiani. \n\n\n\nLa produzione Astor – Un secolo di Tango gode del patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia.
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LOCATION:Teatro Olimpico\, Piazza Gentile da Fabriano\, 17\, Roma\, 00196\, Italia
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SUMMARY:"WONDERFUL” di Moreno Bond ala SIArt Gallery
DESCRIPTION:In un Palazzo di fine Ottocento\, incastonato tra antichi archi romani e la rigogliosa efflorescenza di Piazza Cairoli\, si inaugura martedì 29 Settembre 2026 uno nuovo spazio culturale e artistico d’eccezione che ospita il nuovo progetto artistico della dottoressa Sylvia Irrazabal; la Galleria romana SIArt Gallery\, destinata alla scoperta\, promozione e valorizzazione dei talenti artistici nazionali ed internazionali. \n\n\n\nIn Via di S. Maria de’ Calderari\, 22-23 nel cuore della capitale\, l’associazione culturale SIArt Cultural Network – da anni impegnata nella promozione dell’arte come linguaggio universale capace di unire culture\, generazioni e visioni – ha trovato il suo centro operativo di incontro\, produzione\, esposizione e dialogo per scambi culturali d’eccellenza. Nasce così – dalla passione creativa della dottoressa Sylvia Irrazabal\, più volte Commissaria alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia e con una importante carriera di incarichi internazionali di prestigio in campo culturale – la SIArt Gallery dove prenderanno corpo sin d’ora e nei prossimi mesi numerose mostre\, incontri e dibattiti tutti incentrati sul tema artistico e culturale. Mostra inaugurale d’eccezione “WONDERFUL” del Maestro Moreno Bondi. Solo invito martedì 29 Settembre alle ore 18.30 via Santa Maria de’ Calderari 22-23 \n\n\n\nAlla protagonista assoluta di questa iniziativa\, la dottoressa Sylvia Irrazabal\, chiediamo: \n\n\n\nCosa ha motivato la location del progetto creativo SIArt Gallery? \n\n\n\nL’idea di uno spazio autonomo dove poter estrinsecare in piena libertà tutte le potenzialità creative\, organizzative e propositive ci è sempre stata molto cara. Ora grazie all’ospitalità offerta da questo Spazio Culturale e Artistico d’eccezione nel Palazzo ottocentesco di Via Arenula 21 a due passi da via Giulia e da Campo dei Fiori e nell’immediate vicinanze de Ghetto Ebraico di Roma\, la sede di Via Santa Maria de’ Calderari 22 – 23 ci è apparsa subito una occasione unica e preziosa per realizzare questa idea; una idea di libertà artistica e letteraria e di dialogo aperto in grado di offrire uno spaccato dell’arte contemporanea nel panorama italiano e internazionale. Di fronte a crescenti conflitti del mondo attuale\, è fondamentale mantenere viva la fiamma dell’impegno artistico per la pace e di un dialogo culturale senza confini e senza barriere per promuovere solidarietà e comprensione perché l’arte nelle sue varie espressioni ha un potere straordinario di trasformazione\, resistenza e dialogo. \n\n\n\nCosa accadrà martedì 29 settembre in Via S Maria de’ Calderari?  \n\n\n\nDue eventi d’eccezione avranno luogo alla SiArt Gallery. Si inaugurerà questa nuova galleria SiArt di quattro arcate nel cuore di Roma alla quale sarà invitata la musa di Andy Warhol\, la splendida madrina del Pop e grande stilista di fama internazionale Regina Schrecker. Ci sarà quindi il lancio di una Mostra d’eccezione dal titolo “WONDERFUL” del grande Maestro Moreno Bondi\, una personalità artistica e accademica di livello straordinario capace di far dialogare le rigorose tecniche del Seicento con la sensibilità contemporanea. Moreno Bondi nato a Carrara\, patria del marmo e della scultura é cresciuto in una Toscana culla del Rinascimento; ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionali imponendosi come un’eccellenza artistica italiana nel mondo. Il suo lavoro ha sollecitato l’interesse di Vittorio Sgarbi che lo ha invitato alla 54ma BIENNALE DI VENEZIA\, mentre le pubblicazioni a lui dedicate portano le firme autorevoli di Antonio Paolucci\, Claudio Strinati\, Bert Treffers\, Marco Bussagli\, Giovanni Faccenda\, Rossella Vodret\, Janus. È titolare della Cattedra di Tecniche Pittoriche presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e del Master post lauream biennale per l’ Insegnamento delle Discipline Pittoriche. La conoscenza approfondita della pittura di Caravaggio\, la rappresentazione dei corpi potenti ammantati dal suggestivo contrasto luce-ombra\, evocano l’accostamento fra il genio seicentesco e Bondi\, che in maniera attuale elabora l’antico reinterpretandolo attraverso il filtro della contemporaneità\, ponendosi come un “nuovo Caravaggio moderno”. Nella sua “Venere Pop” simbolo di questa Mostra\, Moreno Bondi\, ispirandosi alla corrente pop\, concretizza un’interpretazione moderna dell’icona classica\, arricchita da tatuaggi giapponesi e resa in modo iper realistico in una ricerca innovativa del colore. Ma non vogliamo svelare tutte le meraviglie che stupiranno i nostri invitati in questa Personale di Moreno Bondi dal titolo appunto “WONDERFUL”. \n\n\n\nAl di là di questo evento d’eccezione\, come vede la proiezione futura del suo progetto SIArt ? \n\n\n\nL’Associazione Culturale SIArt nasce come network internazionale d’eccellenza con l’obiettivo di proporsi come un centro dinamico di produzione\, esposizione e dialogo artistico\, con sede a Roma ma con respiro internazionale. La nuova sede operativa offertaci di Via Santa Maria de’ Calderari 22 e 23 rappresenta per tutti noi una sfida ma anche una grande opportunità importante per sviluppare spazi di dialogo e libertà e porsi come un ponte tra Roma e il mondo\, tra artisti affermati ed emergenti\, tra tradizione e sperimentazione in campo artistico\, culturale e letterario. Spetta ora a tutti noi il compito di unire le forze per rendere concreti ed efficaci gli impegni che già ci si profilano all’orizzonte con un percorso serio e professionale in grado di rendere questa realtà operativa un punto di riferimento d’eccellenza a Roma e nel panorama italiano e internazionale.
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SUMMARY:"Passeggiando con la storia" a Monte Ciocci
DESCRIPTION:Martedì 29 settembre terzo e ultimo appuntamento della rassegna “Passeggiando con la storia“\, che racconta Roma attraverso un’esperienza che intreccia memoria\, cultura e spettacolo dal vivo. L’iniziativa propone un format originale che unisce itinerari culturali guidati attraverso alcuni dei quartieri di Roma e rappresentazioni teatrali all’aperto\, per raccontare la città\, i suoi luoghi e le sue storie attraverso il linguaggio del teatro. La direzione artistica è a cura di Fabrizio Sabatucci\, che firma anche la regia insieme a Fabrizio Giannini. \n\n\n\nUn progetto che restituisce ai quartieri il ruolo di protagonisti\, trasformando strade\, piazze e luoghi simbolo della Capitale in palcoscenici a cielo aperto. \n\n\n\nLa rassegna si conclude con la retrospettiva su Nino Manfredi. La location prescelta\, Belvedere Ettore Scola (Parco di Monte Ciocci)\, corrisponde all’area in cui furono effettuate le riprese del film Brutti\, sporchi e cattivi di Ettore Scola\, di cui nel 2026 ricorre il cinquantesimo anniversario.  \n\n\n\nSulle tracce di Nino è un viaggio teatrale tra comicità\, dramma e musica dedicato a Nino Manfredi. Lo spettacolo è guidato dal Maestro di Recitazione (Fabrizio Sabatucci)\, personaggio inventato severo e affettuoso\, da una Voce Narrante (Fabrizio Giannini) e da un ensemble di musicisti dal vivo. Il Maestro prende per mano un giovane Nino evocato in scena\, raccontandone gli esordi all’Accademia\, l’incontro con il metodo di Orazio Costa\, il lavoro nella compagnia Maltagliati-Gassman\, i primi passi tra radio\, doppiaggio e teatro di rivista.  \n\n\n\nSfilano i suoi personaggi più importanti: Giacomo di Pane e cioccolata\, Geppetto delle Avventure di Pinocchio televisive\, Antonio di C’eravamo tanto amati\, Giacinto Mazzatella di Brutti\, sporchi e cattivi\, il brigadiere Saturnino Fogliani di Linda e il brigadiere e il commissario Franco Amidei di Un commissario a Roma. La scelta di Monte Ciocci lega memoria cinematografica e rappresentazione teatrale; nel finale\, il pubblico è invitato a cantare insieme al cast\, ricordando un artista che ha saputo essere uno di famiglia per più generazioni. \n\n\n\nItinerario della Visita Guidata (“Monte Ciocci”) a cura di ILove Rome \n\n\n\nL’esplorazione urbana è curata in partnership tecnica con ILove Rome\, che impiega guide abilitate e sistemi di audioguida per fornire un inquadramento storico rigoroso prima delle performance. La responsabile dell’attività culturale è Laura Scoccia. \n\n\n\nIl percorso è focalizzato sulla lettura dello sviluppo urbano attraverso la filmografia di Manfredi.L’itinerario esamina la trasformazione delle periferie\, documentando la transizione dalle antiche baraccopoli all’assetto contemporaneo. Prevede sei tappe (Ingresso Monte Ciocci\, Affaccio su Valle Aurelia\, Valle dell’Inferno\, Percorso lineare di trasformazione urbana\, Affaccio su San Pietro\, Belvedere Ettore Scola). \n\n\n\nLa partecipazione agli eventi è gratuita. Le passeggiate storiche (della durata di 90 minuti) richiedono la prenotazione obbligatoria e prevedono fino a circa 100 partecipanti per evento. Gli spazi teatrali all’aperto (con 200 posti a sedere) sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.  \n\n\n\nMartedì 29 settembre 2026 \n\n\n\nBelvedere Ettore Scola (Parco di Monte Ciocci) \n\n\n\nInizio visita guidata ore 18:30; Inizio spettacolo teatrale ore 21:00 \n\n\n\nIngresso gratuito. Visita guidata su prenotazione; spettacolo a ingresso libero (200 sedute mobili posizionate nell’anfiteatro naturale) \n\n\n\nPrenotazione obbligatoria \n\n\n\npasseggiandoconlastoria.it \n\n\n\nPer informazioni \n\n\n\ninfo@passeggiandoconlastoria.it \n\n\n\nTel. 06.97624747
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SUMMARY:Wonderful di Moreno Bondi dal 29 settembre alla Galleria Siart di Roma
DESCRIPTION:Si inaugura martedì 29 Settembre 2026 uno nuovo spazio culturale e artistico d’eccezione che ospita il nuovo progetto artistico della dottoressa Sylvia Irrazabal; la Galleria romana SIART Gallery\, destinata alla scoperta\, promozione e valorizzazione dei talenti artistici nazionali ed internazionali. \n\n\n\nIn Via di S. Maria de’ Calderari\, 22-23 nel cuore della capitale\, l’associazione culturale SIArt Cultural Network – da anni impegnata nella promozione dell’arte come linguaggio universale capace di unire culture\, generazioni e visioni – ha trovato il suo centro operativo di incontro\, produzione\, esposizione e dialogo per scambi culturali d’eccellenza. Nasce così – dalla passione creativa della dottoressa Sylvia Irrazabal\, più volte Commissaria alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia e con una importante carriera di incarichi internazionali di prestigio in campo culturale – la SIART Gallery dove prenderanno corpo sin d’ora e nei prossimi mesi numerose mostre\, incontri e dibattiti tutti incentrati sul tema artistico e culturale. \n\n\n\nDottoressa Irrazabal come è avvenuta la scelta delle opere del Maestro Moreno Bondi per inaugurare la sua nuova galleria? \n\n\n\nDa sempre abbiamo privilegiato – assieme al professor Alfio Borghese – il dialogo e il confronto sull’arte contemporanea nella loro articolazione diversificata e poliedrica con caratteristiche concettuali e tecniche d’espressione differenti dalla pittura alla scultura alla digital art e  alle tecniche più innovative attraverso le quali il contenuto culturale\, sociale\, politico ed esistenziale si esprime con una maggiore comprensibilità dell’opera. In questa Mostra di Moreno Bondi si compie la parabola di  immergersi in quello che è stato definito “iperrealismo metafisico neo caravaggesco” per stupirsi di fronte a qualcosa che è inedito\, sconvolgente ma mai dissacrante\, raffinato senza indulgere nella leziosità. Nessun lavoro di Bondi si ripete in un vacuo compiacimento anche se tutti portano la sua inconfondibile cifra stilistica. Un florilegio di opere Un’esposizione imperdibile  che speriamo possa soddisfare la voglia di successo conclamato per il pubblico di collezionisti nazionali e internazionali e per opere straordinarie di grande attrazione per grandi critici come Vittorio Sgarbi che le ha volute alla Biennale di Venezia\, mentre le pubblicazioni dedicate alle opera di Moreno portano le firme autorevoli di Antonio Paolucci\, Claudio Strinati\, Bert Treffers\,\, Marco Bussagli\, Giovanni Faccenda\, Rossella Vodret\, Janus. \n\n\n\nQuale l’opera simbolo di questo discorso? \n\n\n\nCome sottolinea il critico d’arte professor Alfio BORGHESE “Bondi riesce a spogliare la scultura classica dalla sacralità e la tatua come corpo moderno e vivo\, nel quale pulsa vita e colore naturale e poi la veste di contemporaneo con i  jeans provocando stupore\, disappunto e anche approvazione mettendo in discussione l’attuale concetto di bellezza e identità”. Nella sua “Venere Pop” simbolo di questa Mostra\, Moreno Bondi\, ispirandosi alla corrente pop\, concretizza un’interpretazione moderna dell’icona classica\, arricchita da tatuaggi giapponesi e resa in modo iper realistico in una ricerca innovativa del colore. In questa nuova fase pittorica\, Moreno Bondi\, ispirandosi alla corrente pop\, culmina in una ricerca innovativa del colore\, sempre vibrante e dinamico in ogni suo dipinto e dove il contrasto e la saturazione dei toni diventano protagonisti indiscussi non senza una sottile dose di ironia. \n\n\n\n         Ma oltre alla Venere POP quali son le opere più attrattive di questa Mostra WONDERFUL? \n\n\n\nOltre alle bellezze greco-romane\, trascinate dentro a una nuova mitologia\, sicuramente è nella Serie CARAVAGGIO Pop che si ritrova l’intensità emotiva caravaggesca con l’allegria e il dinamismo dei toni pop. Ma è nella Serie WONDERFUL che da titolo alla Mostra\, che Moreno\, fonde liberamente elementi astratti e rappresentazione antropomorfa o oggettuale\, trattando mirabilmente la “figura” non come specchio fedele della realtà\, ma come un codice o un’idea visuale. Il  Maestro utilizza la pittura in modo autocosciente: il quadro non simula una finestra sul mondo\, ma riflette sui meccanismi stessi della visione\, sull’uso della tecnologia e sulla manipolazione delle immagini digitali\, evocando dinamiche psicologiche complesse. Bondi  incarna così alla perfezione l’evoluzione dell’arte post-figurativa contemporanea attraverso un dialogo simbiotico tra memoria classica ed elementi di forte rottura concettuale. Il nostro critico Alfio BORGHESE recita in proposito ”Bondi osa interrogare\, rappresentare e provocare con eleganza\, stile e gusto raffinato proprio di chi non si accontenta solo di dipingere ma con maestria artigianale e lavorio geniale si ferma e miscela il colore per capacitare l’arte in linguaggio artistico”. \n\n\n\nLa SIArt Cultural Network oltre alla parte espositiva della SIART Gallery\, ha altri eventi già in preparazione? \n\n\n\nLa SIART Cultural Network ha già in programma un incontro mercoledì 14 ottobre prossimo dedicato all’arte di rinascere dopo le ferite delle violenze di genere: un Incontro che vedrà impegnati artisti\, imprenditori e autorevoli esperti legali\, L’incontro sarà coordinato dall’Avvocato Monica Caruso\, Responsabile Dipartimento Famiglia dell’Associazione Dignità e Libertà Forense\, Componente dell’Associazione Giuriste di Genere per la Tutela della Violenza e Consulente Scientifico su tali aspetti al Parlamento Europeo. Interverranno l’Arch. Fiona Sartoretto Verna\, imprenditrice ed artista plastico\, ed  l’Artist Manager Diego Stella\, docente e formatore\, pittore ed artista poliedrico.
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LOCATION:SIArt Gallery\, Via Santa Maria De' Calderari\, 22\, Roma\, ITA\, 00186\, Italy
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SUMMARY:Praemium  Imperiale 2026
DESCRIPTION:La Japan Art Association ha annunciato in contemporanea a Tokyo\, Parigi\, Roma\, Berlino\, New York e Londra i vincitori della trentasettesima edizione del Praemium Imperiale: Jenny Holzer (Stati Uniti d’America) per la pittura\, Andy Goldsworthy(Regno Unito) per la scultura\, Daniel Libeskind (Stati Uniti d’America\, nato in Polonia) per l’architettura\, Herbert Blomstedt (Svezia\, nato negli Stati Uniti d’America) per la musica e Cate Blanchett (Australia) per il teatro/cinema. \n\n\n\nQuesti cinque straordinari artisti sono premiati per i risultati conseguiti\, per l’influenza da essi esercitata sul mondo dell’arte a livello internazionale e per il contributo dato alla comunità mondiale con la loro attività. \n\n\n\nL’artista statunitense Jenny Holzer ha fatto del linguaggio nello spazio pubblico il fulcro della sua ricerca\, attraverso manifesti\, proiezioni luminose\, insegne elettroniche\, incisioni e installazioni. Le sue opere\, presentate in luoghi come Times Square\, la Biennale di Venezia\, il Guggenheim e il Louvre Abu Dhabi\, affrontano potere\, guerra\, violenza\, memoria e diritti umani.  \n\n\n\nTra i protagonisti della scultura contemporanea\, il britannico Andy Goldsworthy realizza installazioni e opere effimere e monumentali\, esplorando il rapporto tra uomo\, natura\, territorio e scorrere del tempo; le sue opere permanenti sono presenti in importanti istituzioni internazionali\, dalla National Gallery of Art di Washington allo Storm King Art Center.Architetto polacco naturalizzato statunitense\, Daniel Libeskind è una figura di riferimento dell’architettura contemporanea\, noto per la sua capacità di esprimere la memoria storica attraverso architetture dai tratti inconfondibili\, caratterizzate da angolazioni distintive e composizioni spaziali innovative. I suoi progetti gli sono valsi riconoscimenti di prestigio\, tra cui la Medaglia Goethe\, l’Hiroshima Art Prize e il Premio Dresda per la pace. \n\n\n\nHerbert Blomstedt\, direttore d’orchestra svedese nato negli Stati Uniti\, è apprezzato per la sua capacità di coniugare rigore analitico\, fedeltà alla partitura\, appassionata intensità espressiva e profonda umanità. Dal debutto nel 1954 con la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra\, ha guidato prestigiose formazioni\, tra cui la Staatskapelle di Dresda\, la San Francisco Symphony e la Gewandhausorchester di Lipsia.  \n\n\n\nAttrice australiana di straordinaria versatilità\, Cate Blanchett – ambasciatrice globale dell’UNHCR – ha raggiunto la fama internazionale con Elizabeth (1998) e ha costruito una carriera tra cinema\, teatro e televisione che le ha portato due Oscar e numerosi altri importanti premi. \n\n\n\nCiascuno dei vincitori nelle cinque categorie riceverà un premio di 15 milioni di yen (circa 81.000 euro)\, un diploma e una medaglia. La cerimonia di premiazione si terrà a Tokyo il prossimo 28 ottobre\, presieduta dal Principe Hitachi\, Patrono onorario della Japan Art Association.Istituito nel 1988 per celebrare il centenario della Japan Art Association\, il Praemium Imperialeonora la memoria del compianto Principe Takamatsu\, che ha ricoperto il ruolo di Patrono onorario dell’Associazione per 58 anni. Spesso definito come il ‘Nobel per le Arti’\, il riconoscimento premia individui o gruppi i cui risultati hanno avuto una profonda influenza internazionale nei rispettivi campi. Sono cinque i premi che ogni anno\, come riconoscimento tangibile al valore universale dell’arte\, rendono il dovuto onore alle personalità di maggior rilievo internazionale nella pittura\, nella scultura\, nell’architettura\, nella musica e nel teatro/cinema.  I vincitori del 2026 andranno ad aggiungersi ai 185 artisti già insigniti del Premio\, tra i quali gli italiani Umberto Mastroianni\, Federico Fellini\, Arnaldo Pomodoro\, Gae Aulenti\, Renzo Piano\, Luciano Berio\, Giuliano Vangi\, Mario Merz\, Claudio Abbado\, Enrico Castellani\, Maurizio Pollini\, Sophia Loren\, Cecco Bonanotte\, Michelangelo Pistoletto\, Giuseppe Penone\, Riccardo Muti e Giulio Paolini. \n\n\n\nLa Japan Art Association è la più antica fondazione culturale del Giappone. Costituita nel 1887\, organizza mostre d’arte e gestisce l’Ueno Royal Museum\, situato nel Parco di Ueno a Tokyo. La carica di Patrono onorario della Japan Art Association è sempre stata ricoperta da membri della Casa Imperiale: prima dal Principe Arisugawa e\, dal 1987\, dal Principe Hitachi\, fratello minore dell’Imperatore emerito Akihito. Il Praemium Imperiale fu istituito nel 1988\, per celebrare il centenario della Japan Art Association\, realizzando il desiderio del compianto Principe Takamatsu (1905-1987) “di contribuire a valorizzare e promuovere le culture e le arti del mondo”. Ogni anno\, appositi Comitati di nomina presieduti dai Consiglieri internazionali del Premio presentano le liste dei candidati nelle cinque discipline. La scelta finale spetta ai Comitati di selezione della Japan Art Association\, che per ogni categoria selezionano un vincitore\, il quale riceve l’approvazione dal Consiglio di amministrazione dell’Associazione. Gli attuali Consiglieri internazionali sono: Lamberto Dini (ex Presidente del Consiglio\, per l’Italia)\, Klaus-Dieter Lehmann (ex Presidente del Goethe-Institut\, per la Germania)\, Lord Patten of Barnes (ex Cancelliere dell’Università di Oxford\, per il Regno Unito)\, Jean-Pierre Raffarin (ex Primo Ministro\, per la Francia) e Hillary Rodham Clinton (ex Segretario di Stato\, per gli Stati Uniti d’America). Nella conferenza stampa dell’8 settembre Lamberto Dini e Jean-Pierre Raffarin hanno annunciato che concluderanno ufficialmente il loro mandato come Consiglieri internazionali e presentato i nuovi Consiglieri internazionali: Paolo Gentiloni (ex Presidente del Consiglio) per l’Italia e Patricia Barbizet (Presidente dell’Afep) per la Francia. I Consiglieri dimissionari François Pinault (Presidente della Pinault Foundation of Contemporary Art) e David Rockefeller Jr. (imprenditore e filantropo) sostengono il Praemium Imperiale come Consiglieri onorari. La solenne Cerimonia di premiazione\, sotto l’egida del Principe e della Principessa Hitachi\, è uno degli eventi culminanti del calendario culturale del Giappone.  \n\n\n\nLa Borsa di Studio del Praemium Imperiale 2026 per Giovani Artisti è stata assegnata a La Source Garouste (Francia). L’annuncio e il conferimento della Borsa hanno avuto luogo l’8 settembre a Parigi\, nel corso della conferenza stampa presieduta dal Consigliere internazionale uscente Jean-Pierre Raffarin e dalla nuova Consigliera internazionale Patricia Barbizet. L’associazione La Source Garouste ha ricevuto un diploma e un contributo di 5 milioni di yen (circa 27.000 euro).  La Borsa di Studio del Praemium Imperiale è stata istituita nel 1997 per sostenere e incoraggiare i giovani artisti\, in linea con gli obiettivi delle attività della Japan Art Association. Sono eleggibili giovani promettenti artisti o organizzazioni che contribuiscono attivamente allo sviluppo di nuovi talenti. Gli artisti devono essere professionisti o in formazione. A rotazione ciascun Consigliere internazionale\, consultandosi con il proprio comitato\, seleziona il destinatario della Borsa di studio e lo comunica alla Japan Art Association\, che lo approva. Il premio è conferito contestualmente all’annuncio del Praemium Imperiale nel Paese del Consigliere cui spetta la segnalazione.  Tra i precedenti vincitori della Borsa di Studio del Praemium Imperiale per Giovani Artisti figurano organizzazioni del Vietnam\, di Cuba\, del Venezuela\, del Benin\, del Myanmar\, della Malesia\, del Libano e dell’Indonesia. Tra gli altri sono state premiate le italiane Scuola di Alta Formazione dell’Istituto Centrale per il Restauro\, JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia\, Orchestra Giovanile Italiana e De Sono Associazione per la Musica. \n\n\n\nInfo: www.praemiumimperiale.org\,  \n\n\n\nwww.instagram.com/praemiumimperiale/\, www.facebook.com/praemiumimperiale/ 
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SUMMARY:Dal mito al rito. Lo sguardo ‘sacro’ delle donne”\, ha chiuso la XVI l'edizione di Naxos Legge Festival
DESCRIPTION:I \n\n\n\n\n\n\n\nl dialogo tra esperienze\, culture e tradizioni religiose diverse ha caratterizzato “Dal mito al rito. Lo sguardo ‘sacro’ delle donne”\, l’appuntamento che questa sera\, al Don Vittorio Resort di Trappitello\, ha concluso la XVI edizione di NaxosLegge Festival delle narrazioni\, della lettura e del libro\, diretto da Fulvia Toscano. \n\n\n\nL’incontro\, inserito nella sezione “Le donne non perdono il filo”\, coordinata da Marinella Fiume\, ha ospitato il Premio ai saperi delle donne\, quest’anno caratterizzato da un forte valore interreligioso e interculturale. \n\n\n\nA ricevere il riconoscimento sono state Noemi Scarpa\, Haifa Alsakkaf\, Ilenya Goss\, Elena Lea Bartolini De Angeli\, Anna Maria Shinnyo Marradi e Svamini Shuddhananda Giri\, protagoniste di percorsi spirituali\, culturali e professionali differenti\, accomunate dall’impegno nel dialogo\, nella conoscenza e nel confronto tra tradizioni diverse. \n\n\n\nEcco\, in sintesi\, i profili delle premiate: \n\n\n\nNoemi Scarpa\, monaca benedettina\, dal 2014 è Madre Abbadessa della comunità monastica di Bastia Umbra. Laureata in Teologia e psicologia clinica\, dal 2018 rappresenta il monachesimo benedettino femminile italiano nella Communio Internationalis Benedictinarum. \n\n\n\nHaifa Alsakkaf\, fondatrice e direttrice dell’organizzazione Good World Citizen e docente presso l’Istituto Italiano per gli Studi Islamici e Umanistici BAYAN\, si occupa nei suoi studi di dialogo interculturale e interreligioso e di valorizzazione del patrimonio culturale degli immigrati di seconda generazione in Italia. \n\n\n\nIlenya Goss\, pastora valdese e teologa\, è attiva nel campo della Teologia sistematica e dell’etica ed è presidente della Commissione per i problemi etici posti dalla scienza delle chiese valdesi\, metodiste e battiste in Italia. Il suo intervento ha affrontato il tema della leadership femminile nel Cristianesimo della Riforma. \n\n\n\nElena Lea Bartolini De Angeli\, membro del Direttivo della Sinagoga Progressiva Lev Chadash di Milano\, è docente di Ebraismo ed Ermeneutica Ebraica presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano ed è da anni impegnata nel dialogo interreligioso a livello nazionale e internazionale. \n\n\n\nAnna Maria Shinnyo Marradi\, fondatrice e abate del tempio Sōtō Zen Shinnyoji di Firenze\, è maestra missionaria del Sōtō Zen\, ministro di culto dello Stato italiano e membro del DIM – Dialogo Interreligioso Monastico Italia. \n\n\n\nSvamini Shuddhananda Giri\, vicepresidente dell’Unione Induista Italiana\, è impegnata nell’insegnamento dello Yoga\, nel dialogo interreligioso e nella promozione della pace. \n\n\n\nNel corso della serata è stato inoltre conferito un riconoscimento alla Casa delle Donne di Ragusa\, nel decennale della fondazione. Nata nel 2016 per iniziativa delle socie fondatrici Lisa Iudice e Gianna Dimartino\, è stata la prima Casa delle Donne in Sicilia e opera nel contrasto alla violenza di genere\, nell’ascolto e nel sostegno alle donne e nella promozione dell’autonomia femminile. All’incontro sono intervenute Lisa Iudice e Gianna Dimartino. \n\n\n\nI saluti sono stati affidati a Maria Rita Sabato\, Maria Pia Luca’ e Fulvia Toscano. Ha introdotto Marinella Fiume\, mentre a moderare sono state Alessandra Caruso e Fulvia Toscano. Presente anche l’artista Stefania Pennacchio. \n\n\n\nL’appuntamento\, realizzato in collaborazione con Altra metà e la Consulta delle donne di Giardini Naxos\, ha chiuso il percorso della XVI edizione di NaxosLegge dedicata al tema “Mythos. La sfida del pensiero mitico”.
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SUMMARY: Elisa Montessori. Nel corso del tempo al Casino dei Principi a Villa Torlonia
DESCRIPTION:Dal 30 settembre 2026 al 28 febbraio 2027 al Casino dei Principi – Musei di Villa Torlonia viene presentata la mostra Elisa Montessori. Nel corso del tempo\, un’ampia rassegna che testimonia l’intero arco del lavoro dell’artista nata a Genova nel 1931. \n\n\n\nIl progetto espositivo\, firmato dalla stessa Montessori con la co-curatela di Alessandra Mammì e Federica Pirani\, è promosso da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria –Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, in collaborazione con la Galleria Monitor. Organizzazione e servizi museali di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nPiù vicino all’autobiografia – come lo definisce la Montessori – che a un metodo espositivo cronologico\, il percorso che accompagna il visitatore lungo le sale è immaginato dall’artista come una sorta di autoritratto\, un’opera totale che si snoda attraverso ricostruzioni\, installazioni e i passaggi cruciali della sua vita e della sua ricerca\, avvicinando e mettendo a confronto opere diverse per tecnica\, data e dimensioni ma unite da sottili connessioni linguistiche\, artistiche\, scientifiche\, poetiche. \n\n\n\nA presentare questi complessi aspetti saranno oltre un centinaio di opere tra olii\, disegni\, libri; alcuni importanti prestiti da collezioni pubbliche e private; interventi site specific dell’artista. \n\n\n\nA corredo\, inoltre\, vengono riproposti: il film documentario Montessori (2004)\, girato da Francesco Vaccaro che documenta il metodo di lavoro dell’artista; il video documentarioElisa Montessori (2020)\, presentato da Monitor\, con l’intervista a cura di Davide Ferri e la regia di Mario Poeta; la videointervista Gli amici di Titina Maselli | Elisa Montessori (2025) a cura di Federica Pirani e Claudio Crescentini\, realizzata in occasione della grande antologica su Titina Maselli tenutasi lo scorso anno a Roma. \n\n\n\nUn viaggio\, dunque\, all’interno della articolata ed elaborata produzione di Elisa Montessori\, iniziata a Roma nell’immediato dopoguerra e cresciuta nel corso del tempo in dialogo con tutte le ricerche visive contemporanee\, ma sempre in totale autonomia di pensiero\, linguaggio e tecnica. L’amore per la letteratura\, lo studio della filosofia\, l’interesse per la cultura orientale e gli approfondimenti scientifici\, uniti a una versatile sperimentazione tecnica che va dalla ceramica al mosaico\, dal classico olio su tela all’uso di ogni tipo di carta e pigmento\, rendono Elisa Montessori una testimone complessa e completa del suo tempo. Un tempo che occupa oltre settanta anni di carriera e una immensa ed eclettica produzione di lavori. \n\n\n\nLa mostra è accompagnata dalla pubblicazione\, a cura di Silvana Editoriale\, del primo catalogo scientifico dedicato a Elisa Montessori\, con un’ampia intervista biografica\, saggi di studiosi di diverse discipline a testimonianza della complessità culturale del lavoro dell’artista\, apparati bio-bibliografici e una nutrita antologia critica.
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SUMMARY:Conferenza stampa Teatro Palladium
DESCRIPTION:La presentazione si terrà mercoledì 30 settembre 2026\, alle ore 11.00\, nella sede del Palladium in p.za Bartolomeo Romano 8\, Roma. \n\n\n\n“Accordi” è la parola che attraversa e racconta la nuova stagione: oltre alla sua dimensione artistica\, Accordi è un invito a riflettere sui temi del presente e sulla possibilità di costruire relazioni\, connessioni\, incontri in un momento socialmente e politicamente difficile\, in cui sembra prevalere il segno del contrasto insanabile \n\n\n\nUn messaggio che parte da un palcoscenico che conferma la propria vocazione a essere luogo di dialogo tra discipline\, linguaggi e arti\, mettendo in rapporto esperienze e forme espressive differenti. \n\n\n\nInterverranno:Massimiliano Fiorucci – Magnifico Rettore dell’Università Roma TreAlberto Attanasio – Direttore Generale dell’Università Roma TreRiccardo Chiaradonna – Presidente della Fondazione Roma Tre Teatro Palladium \n\n\n\nMaya Vetri  – Capostaff dell’Assessorato alla Cultura di Roma CapitaleAmedeo Ciaccheri – Presidente del Municipio VIII di Roma Capitalegli artisti protagonisti della nuova stagione \n\n\n\nSaranno presenti anche i consiglieri di amministrazione della Fondazione Roma Tre Teatro Palladium: Giandomenico Celata\, Sergio Giuliani\, Maddalena Pennacchia e Christian Uva. \n\n\n\nLa conferenza sarà inoltre un’occasione per organizzare interviste con gli artisti della nuova stagione e con i relatori presenti. \n\n\n\nSeguirà aperitivo con light lunch.
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SUMMARY:Romics d’Oro a Simone Legno
DESCRIPTION:Simone Legno\, artista romano conosciuto a livello internazionale\, co-fondatore e direttore creativo di tokidoki\, sarà celebrato con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics\, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma. \n\n\n\nNel 2005 Simone Legno fonda tokidoki\, brand internazionale diventato un fenomeno globale della cultura pop contemporanea. Profondamente legato alla cultura giapponese\, Legno sceglie per il progetto il nome tokidoki\, che significa “a volte”\, ispirandosi all’idea che incontri e coincidenze possano cambiare il corso della vita. Nato dalla visione condivisa di Legno insieme agli imprenditori Pooneh Mohajer e Ivan Arnold\, tokidoki ha conquistato negli anni una vasta comunità di appassionati in tutto il mondo grazie ai suoi personaggi iconici\, al suo immaginario colorato e riconoscibile e a una straordinaria capacità di dialogare con mondi e pubblici diversi. \n\n\n\nIl suo lavoro è stato celebrato attraverso rassegne culturali e mostre museali in diverse località del mondo\, tra cui l’iconica “Kawaiimpressionism Solo Art Exhibition by Simone Legno” a Singapore\, che hanno messo in luce l’impatto del lavoro dell’artista sull’arte contemporanea\, sul design e sulla cultura popolare. Simone Legno ha creato personaggi divenuti simboli della cultura pop e sviluppato collaborazioni con alcuni dei più importanti brand internazionali\, tra cui Karl Lagerfeld\, Barbie\, Marvel\, Hello Kitty\, McDonald’s\, Uniqlo\, Levi’s\, Xbox e Sephora. Nel tempo\, ha ampliato il proprio universo creativo attraverso un’ampia gamma di prodotti che spaziano dall’abbigliamento agli accessori\, dal toy design al lifestyle. \n\n\n\nLa sua capacità di creare personaggi in grado di superare confini culturali e generazionali è stata riconosciuta anche da importanti istituzioni internazionali. Tra i progetti più recenti figurano Luce\, mascotte ufficiale del Giubileo 2025 realizzata in collaborazione con il Vaticano\, Nipponina\, mascotte realizzata per il 160° anniversario dei rapporti tra Italia e Giappone e Italia-chan\, mascotte ufficiale italiana per Expo 2025 Osaka. \n\n\n\nNel settore dell’animazione con la serie Mermicorno: Starfall\, Simone Legno ha contribuito allo sviluppo del concept\, dei personaggi e della narrazione. Ospite di musei\, università e conferenze internazionali\, è oggi considerato una delle figure più influenti nel panorama contemporaneo dell’illustrazione\, del character design e della cultura pop internazionale. \n\n\n\nIn occasione della 37^ edizione di Romics\, Simone Legno incontrerà il pubblico in un appuntamento dedicato alla sua carriera e alla nascita del suo universo narrativo\, raccontando il percorso che lo ha portato da Roma ai palcoscenici internazionali.
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SUMMARY:Premio a Paola Barbato alla 37^ edizione di Romics
DESCRIPTION:Paola Barbato sarà celebrata con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics\, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma. \n\n\n\nNata a Milano nel 1971\, bresciana d’adozione e residente a Verona\, Barbato è scrittrice e sceneggiatrice. Dal 1999 firma le storie di Dylan Dog per Sergio Bonelli Editore\, contribuendo all’evoluzione di uno dei personaggi più iconici del fumetto italiano. Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerosi altri progetti\, tra cui la serie 10 ottobre e la miniserie Ut disegnata da Corrado Roi\, affermandosi per una scrittura capace di unire tensione narrativa\, introspezione psicologica e indagine sulle zone più oscure dell’animo umano. \n\n\n\nScrittrice e sceneggiatrice di rara versatilità\, il suo percorso artistico attraversa con successo linguaggi\, pubblici e forme narrative diverse. Dalle sceneggiature per il fumetto alle opere di narrativa per bambini\, ragazzi e adulti\, fino ai progetti per cinema e teatro con la straordinaria capacità di dare vita a storie coinvolgenti\, affrontando temi complessi con sensibilità\, profondità e originalità. \n\n\n\nParallelamente al fumetto ha sviluppato un intenso percorso nella narrativa. Per Rizzoli ha pubblicato Bilico\, Mani nude e Il filo rosso. Mani nude\, vincitore del Premio Scerbanenco\, è stato adattato nell’omonimo film diretto da Mauro Mancini\, con Alessandro Gassmann e Francesco Gheghi. Con Edizioni Piemme ha pubblicato Non ti faccio niente\, la trilogia composta da Io so chi sei\, Zoo e Vengo a prenderti\, seguita da L’ultimo ospite\, La cattiva strada e Il dono. Nel 2024 entra nel catalogo Neri Pozza con La Torre d’Avorio\, a cui segue nel 2025 Cuore capovolto. \n\n\n\nDal 2019 scrive inoltre per bambini e ragazzi con Il Battello a Vapore e dal 2025 è autrice della serie Villa Ombrosa. La sua attività si estende anche alla televisione: nel 2009 ha scritto la fiction Nel nome del male per Sky. \n\n\n\nDurante la 37^ edizione di Romics\, Paola Barbato incontrerà il pubblico e ripercorrerà la sua carriera\, dagli oltre venticinque anni di lavoro su Dylan Dog alla narrativa thriller\, fino alle più recenti esperienze nella letteratura per ragazzi.
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SUMMARY:Sir Ian Livingstone ospite della 37a edizione di Comics
DESCRIPTION:Sir Ian Livingstone\, tra le figure più influenti nella storia del gioco e dell’intrattenimento interattivo\, sarà celebrato con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics\, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma. \n\n\n\nCo-fondatore di Games Workshop nel 1975 insieme a Steve Jackson\, Livingstone ha contribuito alla diffusione del gioco di ruolo in Europa\, portando Dungeons & Dragons nel Regno Unito e dando vita a realtà come Warhammer\, White Dwarf e Citadel Miniatures\, destinate a diventare punti di riferimento nel panorama del gioco da tavolo. \n\n\n\nNel 1982 ha rivoluzionato il mondo dei libri-game con The Warlock of Firetop Mountain\, primo volume della leggendaria collana Fighting Fantasy\, che ha venduto oltre 21 milioni di copie nel mondo. Autore di alcuni dei titoli più celebri della serie\, tra cui Deathtrap Dungeon\, City of Thieves e Freeway Fighter\, continua ancora oggi a innovare la narrazione interattiva. Proprio Freeway Fighter diventerà nel 2027 il primo Fighting Fantasy adattato come “Smart Book” in realtà aumentata\, un formato che unisce libro cartaceo e tecnologia AR. \n\n\n\nDopo l’esperienza in Games Workshop è stato tra i protagonisti della nascita di Eidos Interactive\, contribuendo al lancio di franchise che hanno fatto la storia dei videogiochi\, come Tomb Raider\, Hitman e Deus Ex. \n\n\n\nNel corso della sua carriera ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali\, tra cui il BAFTA Special Award\, l’ingresso nella UK Video Games Hall of Fame e\, nel 2022\, la nomina a Cavaliere della Corona Britannica per il suo contributo all’industria dei videogiochi. \n\n\n\nIn occasione della 37^ edizione di Romics\, Ian Livingstone incontrerà il pubblico in un appuntamento dedicato alla sua carriera\, ripercorrendo le tappe di un percorso che ha contribuito a trasformare il mondo del gioco\, dai libri-game ai videogiochi\, fino alle più recenti sperimentazioni nel campo della narrazione interattiva. Un’occasione unica per incontrare uno dei grandi protagonisti che hanno definito l’immaginario ludico contemporaneo e continuano ancora oggi a ispirare autori\, sviluppatori e appassionati in tutto il mondo. \n\n\n\nLa partecipazione di Sir Ian Livingstone è resa possibile grazie alla collaborazione con Structura.
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SUMMARY:"Solo le cose fragili resistono in eterno" a cura della Fondazione Fendi
DESCRIPTION:La fragilità come valore dell’esistenza\, per riscoprirci “forti” solo della nostra umanità\, in un presente che tende a farci dimenticare la profondità del nostro mondo interiore\, la bellezza dell’aprirsi all’altro\, la potenza della gentilezza. Prosegue nel segno della suggestione poetica e dello sguardo sull’uomo il lavoro artistico della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti con il nuovo action set di Raffaele Curi dal titolo “Solo le cose fragili resistono in eterno“. L’installazione\, visitabile fino ad ottobre negli spazi di rhinoceros\, lo splendido palazzo nel cuore di Roma progettato da Jean Nouvel per Alda Fendi come luogo di scambio intellettuale e artistico\, si configura come il “secondo tempo” della “Preghiera per andare in Paradiso con gli asinelli” – Omaggio a Francis Jammes\, progetto ideato e curato da Curi che ha debuttato nel novembre dello scorso anno. In quell’occasione l’artista esplicitava attraverso una fusione di linguaggi la necessità di tornare alla bontà genuina rappresentata dalla figura antica dell’asinello\, celebrata magnificamente dalle parole del poeta Francis Jammes. Ora\, ripercorrendo quello stesso cammino\, Curi fa un ulteriore passo in avanti\, sottolineando l’urgenza di valorizzare la fragilità e la leggerezza\, nomi – e doti – dal sapore tutto femminile\, che arricchiscono l’esistenza di ognuno di noi. Con il sostegno di Alda Fendi\, Curi ha dunque concepito per i 4 piani di rhinoceros un percorso che conduce verso la verità più profonda della vita umana\, rendendo omaggio alla vulnerabilità e alla delicatezza\, nel rispetto di se stessi e degli altri\, e ricordando la forza del sogno\, dell’immaginazione\, del desiderio e della poesia. I riferimenti\, come in una sequenza ininterrotta\, ritornano: c’è Francis Jammes\, con la profondità delle sue liriche\, ma c’è anche il pensiero di Nietzsche e di Shakespeare\, così come l’esperienza artistica di grandi nomi quali Osvaldo Licini e Fujiko Nakaya. \n\n\n\n“Solo le cose fragili resistono in eterno. La fragilità è un’esclusiva delle persone più argute e degli artisti. Fragile\, apparentemente fragile\, forte\, apparentemente forte\, sono moti dell’anima. Tutti siamo forti\, tutti siamo fragili\, dalla forza viene la fragilità\, dalla fragilità la forza. E sono tutti nomi al femminile\, fragilità\, forza\, intuizione. La leggerezza è femmina“\, spiega Raffaele Curi\, “Fragili come Jammes\, le Amalassunte di Osvaldo Licini\, la nebbia di Fujiko Nakaya\, e le uova dei Pirenei. I Pirenei dove Jammes era considerato un poeta per semplici\, per contadini\, per ingenui. Ma la leggerezza e la semplicità non costituiscono la base dei poeti o dei contadini\, ma la base per una visione assolutamente divina. Siate semplici e raggiungerete la gloria\, è il grido in fondo della parabola ancestrale ed eterna\, e della leggerezza dettata dalla sacra Bibbia“. \n\n\n\nL’action set si apre subito con una citazione dal Riccardo III di Shakespeare: “Domani nella battaglia pensa a me”\, poi lo sguardo viene intercettato da una gigantografia dei Pirenei: con questa immagine di freschezza e libertà\, il richiamo a Francis Jammes\, noto anche come “il poeta dei Pirenei”\, dà inizio al nuovo tema conduttore del progetto sugli asinelli\, la leggerezza. Il percorso prosegue con un’ulteriore celebrazione di ciò che non è materia\, ma solo spiritualità e fantasia\, attraverso l’arte di un grande artista del Novecento: sospese dal soffitto\, appaiono al pubblico come leggere epifanie molteplici sagome delle Amalassunte di Osvaldo Licini che fluttuano delicatamente nello spazio come mosse dal vento mentre in sottofondo risuona il brano “Come nave in mezzo all’onde”\, tratto dal Siface di Nicola Porpora\, interpretato dal celebre mezzosoprano Cecilia Bartoli. Per richiamare il ruolo centrale che il cromatismo riveste nelle poetiche opere di Licini\, a illuminare l’installazione sono i sette colori dell’arcobaleno\, dal rosso al violetto\, passando per l’arancio\, il giallo il verde\, l’azzurro e l’indaco\, che si rincorrono come in un ciclo eterno\, intervallati da un’intensa luce bianca abbagliante. Qui\, nel contrasto tra luce e colore\, le parole di Friedrich Nietzsche diventano protagoniste: “Gli uomini dai pensieri profondi provano nei rapporti con gli altri\, l’impressione di essere dei commedianti\, perché quando vogliono essere compresi\, devono fingere di essere superficiali“. Il cavedio accoglie proiezioni delle affascinanti “sculture di nebbia” dell’artista giapponese Fujiko Nakaya\, e a chiudere idealmente il percorso\, arricchito da una avvolgente colonna sonora\, i ripiani delle teche occupati da un cartone con tre uova timbrate\, ognuna con la scritta “Pirenei”. \n\n\n\nL’installazione di Curi\, ancora una volta\, offre un punto di vista “altro” sulla nostra esistenza\, rendendo omaggio a ciò che forse nella frenesia del mondo contemporaneo sfugge all’occhio più distratto\, ma che non per questo ha meno valore: la leggerezza come fragilità e insieme forza\, la bellezza del mondo interiore di ciascuno di noi: un progetto che rispecchia pienamente l’impegno della Fondazione Alda Fendi nel valorizzare presso il pubblico l’arte contemporanea come strumento di pensiero e bellezza. \n\n\n\nFondazione Alda Fendi – Esperimenti \n\n\n\n“SOLO LE COSE FRAGILI RESISTONO IN ETERNO” \n\n\n\ndi Raffaele Curi \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nOrario apertura: tutti i giorni dalle 11 alle 19 \n\n\n\n+39 340 6430435 \n\n\n\ngallery@rhinocerosroma.com \n\n\n\nrhinocerosroma.com \n\n\n\nIG: rhinocerosroma
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