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SUMMARY:"Panni sporchi" di Giuseppe Bertolucci a Bologna
DESCRIPTION:Lunedì 22 giugno\, alle ore 14.30\, presso l’Auditorium del DAMS Lab\, il 40° Festival Il Cinema Ritrovato di Bologna ospita la presentazione del nuovo remaster di Panni sporchi(1980) di Giuseppe Bertolucci\, realizzato dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico in collaborazione con Norne Legacy. \n\n\n\nLa proiezione sarà accompagnata dalla presentazione del secondo volume della collana Quaderni AAMOD\, dedicato al film e pubblicato da Effigi. Interverranno Vincenzo Vita\, presidente AAMOD\, Gabriele Ragonesi\, curatore del volume\, Paola Scarnati\, e Luca Ricciardi\, che illustrerà il progetto di remaster e le riflessioni che ne hanno guidato l’intervento. Il film verrà proiettato in replica anche il 25 giugno\, alle ore 15:30 al Cinema Europa (via Pietralata 55). \n\n\n\nProdotto dall’Unitelefilm nell’ambito della serie Un autore\, una città\, Panni sporchi rappresenta uno dei passaggi decisivi nel percorso di Giuseppe Bertolucci verso il documentario. Ambientato nella Stazione Centrale di Milano\, il film attraversa il mondo degli emarginati che ne abitano gli spazi attraverso una struttura originale e rigorosa: un dizionario per immagini composto da 35 lemmi\, da “alba” a “violenza”\, in cui i protagonisti raccontano e mettono in scena sé stessi\, restituendo un ritratto umano\, sociale e politico della marginalità urbana. \n\n\n\nLa copia presentata al Cinema Ritrovato nasce dalla scansione 2K del negativo originale 16mm conservato dall’AAMOD e da un successivo intervento di remaster digitale realizzato da Norne Legacy. \n\n\n\nLa presentazione sarà anche l’occasione per inaugurare il secondo numero dei Quaderni AAMOD\, collana ideata da Paola Scarnati nel 2024 come spazio di esplorazione e attraversamento delle opere conservate dall’Archivio. Realizzato in collaborazione con la Fondazione Bernardo Bertolucci e grazie anche alla documentazione conservata presso l’Archivio del Festival dei Popoli di Firenze e la Cineteca di Bologna\, il volume dedicato a Panni sporchi ricostruisce la storia del film attraverso saggi\, testimonianze e una ricca selezione di materiali d’archivio: documenti di lavorazione\, corrispondenze\, materiali relativi alla vittoria al Festival dei Popoli\, rassegna stampa e tracce della documentazione sonora e fotografica. \n\n\n\nFilm anomalo per la sua epoca\, sospeso tra committenza politica e ricerca autoriale\, Panni sporchi continua a interrogare il presente con la forza del suo sguardo sulle forme dell’esclusione e sulle vite che abitano gli spazi di transito delle grandi città. Il remaster e il Quaderno offrono una nuova occasione per incontrare uno dei lavori più intensi e dimenticati del cinema di Giuseppe Bertolucci.
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SUMMARY:"Fuori Programma" festival internazionale di danza contemporanea a Roma
DESCRIPTION:Con 5 anteprime\, 5 prime assolute e 2 prime italiane\, dal 21 giugno al 10 luglio torna Fuori Programma\, il festival internazionale di danza contemporanea della Capitale giunto alla sua XI edizione. Prodotto dal Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita | Spellbound con la direzione artistica di Valentina Marini\, oltre 20 giorni fra spettacoli\, prove aperte\, incontri e laboratori tra gli spazi del Teatro India\, Palazzo Farnese e Teatro Biblioteca Quarticciolo. Una programmazione densa e articolata che presenta più spettacoli al giorno\, a partire dal tramonto\, per una vera immersione nei più avanzati territori coreografici. \n\n\n\nProtagonisti di questa edizione: Michele Di Stefano e Lorenzo Bianchi Hoesch/mk\, Ilyes Triki\, Hamdi Dridi\, David Zagari\, Roberto Tedesco\, Yared Tilahun Cederlund e Joanna Holewa Chrona\, Mauro Astolfi/Spellbound Contemporary Ballet\, Cristiana Morganti & Emanuele Soavi\, Maguy Marin/MM Contemporary Dance Company\, Alessandra Cristiani\, Thomas Bradley\, Sita Ostheimer\, gruppo nanou\, Loredana Parrella/Twain Physical Dance Theatre\, Simon Le Borgne\, Nicola Galli\, YoY Performing Arts\, IVONA\, Michele Ifigenia/Tyche. \n\n\n\nNell’anno del Mediterraneo\, il Festival vuole celebrare il corpo come materia magmatica che agita la terra. Un corpo fragile e\, al tempo stesso\, resistente\, che danza sul crinale delle oscillazioni del presente\, tra tensione e possibilità liberatorie. Una linfa sensibile che si fonde agli spazi che attraversa\, inondandoli di travolgente vitalità. \n\n\n\nFuori Programma 2026 è un progetto di ORBITA|Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza\, con il contributo di Ministero della Cultura\, Regione Lazio e Residenze artistiche. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico “Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno”in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Il festival è inoltre realizzato in collaborazione con ATCL\, Teatro di Roma–Teatro Nazionale\, Teatro Biblioteca Quarticciolo\, Palazzo Farnese. Forte presenza di firme coreografiche francesi grazie al supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea e del Programma International de Diffusion Artistique (PIDA)/Institut Francais.  \n\n\n\nPrimi Tempi è in co-programmazione con Dominio Pubblico. \n\n\n\n*** \n\n\n\nIl festival inizia il 21 giugno con la residenza artistica di Vittorio Pagani\,nell’ambito del programma “Artisti in Orbita”\, sostenuto di MIC e Regione Lazio\, con prova aperta del progetto Records – per la prima volta nella Storia il 30 Giugno al Teatro Biblioteca Quarticciolo. Il 28 giugno torna al Teatro India l’appuntamento Primi Tempi\, co-programmato con Dominio Pubblico\, con la presentazione di tre progetti in formato studio di giovani artisti: Alice D’Urso (Ingresso libero)\, Emilia Quiñones (Lupo di mare) e Francesco Paolino (Muga). \n\n\n\nIl 2 luglio a Palazzo Farnese va in scena la Prima Assoluta diVeduta_Atlante Mediterraneo\, una versione speciale del progetto di indagine immersiva del paesaggio\, nato nel 2016 e adattabile a qualsiasi orizzonte urbano\, firmato dal Leone d’Argento Michele Di Stefano e dal pluripremiato gruppo mk\, che per l’occasione incontra i performer diSpellbound Contemporary Ballet e Ilyes Triki\, già collaboratore di Orbita |Spellbound in precedenti progetti di gemellaggio culturale. Tra danza\, cinema\, musica e land-art\, una performance fruita in cuffia dal pubblico affacciato da un punto panoramico della città. Veduta_Atlante Mediterraneoè un progetto di mk e il Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita|Spellbound che segna un ulteriore sviluppo di un progetto che ha riscosso un grandissimo successo nella versione VEDUTA>Roma che\, nelle ultime tre edizioni del festival\, ha consentito al pubblico di Fuori Programma di attraversare luoghi d’eccezione e guardare alla città con occhi reincantati. La performance  – che interpreta il paesaggio come luogo dinamico di stratificazioni culturali ed equivoci antropologici  – sarà fruibile in tre momenti diversi al tramonto\, in uno dei luoghi più belli di Roma\, grazie al partenariato con Institut français Italia e Ambasciata di Francia in Italia e la collaborazione con l’Accademia di Ungheria. \n\n\n\nTre spettacoli diversi segnano invece la programmazione del 4 luglio al Teatro India. Si parte al tramonto con la Prima Assoluta di Between the lines del coreografo e danzatore franco-tunisino Ilyes Triki\, un duetto che esplora le cicatrici invisibili delle nostre vite moderne\, in cui l’eccesso di informazioni ipnotizza le menti\, soffoca i corpi e indebolisce il legame fondamentale tra corpo\, mente e anima. Si prosegue poi con la Prima Italiana di Soul(s) power di Hamdi Dridi\, la cui estetica e pratica coreografica trasformano il palcoscenico in un universo vivace fatto di musica e danze urbane\, segnate da quella fisicità gioiosa\, suo marchio di fabbrica. La serata si chiude con un’altra Prima Italiana\, quella di Le Piquet\, un solo di David Zagari che\, evocando l’immaginario di un astronauta bloccato sulla superficie di un pianeta arido\, indaga la relazione fra la forza di gravità e il corpo. \n\n\n\nSono ben quattro i progetti che il Festival presenta al pubblico il 5 luglio\, sempre al Teatro India\, a partire dall’anteprima di Triple Trip di Roberto Tedesco con\, in scena\, i danzatori di Spellbound Contemporary Ballet. Triple Trip è parte del programma di ospitalità coreografiche di Spellbound che questo anno si rivolge ad un giovane\, ma talentuoso\, autore come Tedesco che tratteggia un triplice viaggio\, come se lo spazio custodisse più tempi nello stesso istante. Le azioni sono indipendenti e inconsapevoli le une delle altre\, fino a quando i vari piani si intrecciano\, dando vita a uno spaziotempo unico che contempla in sé ogni possibilità. Subito dopo è la volta di Waterkind\, un duetto firmato da Land Before Time\, ovvero il progetto che unisce i coreografi Joanna Holewa Chrona e Yared Tilahun Cederlund. Ispirata ai movimenti dell’acqua\, ai suoi flussi\, alle sue correnti e alle sue forme mutevoli\, la performance – che unisce coreografia\, deejaying e freestyle – si concentra sull’interazione e la connessione tra due corpi senza contatto fisico diretto. Ancora un’anteprima\, subito a seguire: si tratta di Ghostland\, nuovo lavoro del coreografo e cofondatore di Spellbound Mauro Astolfi\, un artista che spesso ribalta significanti e prospettive. In questo caso il “fantasma non viene da altrove: è il corpo perfettamente integrato\, efficiente\, produttivo”; e la “terra dei fantasmi” è quella in cui “restare visibili può significare diventare invisibili a sé stessi\, mentre chi tenta di emergere incrina l’equilibrio\, mette a nudo la fragilità del sistema” come sottolinea lo stesso Astolfi\, che definisce la sua Ghostland come “Un territorio abitato da corpi reali che rischiano di diventare ombre”. A chiudere la programmazione del 5 luglio\, This is a premiere\, coreografia che vede per la prima volta insieme Cristiana Morganti & Emanuele Soavi. La prima\, protagonista di lunga data del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch\, da molti anni ormai coreografa indipendente; il secondo\, influenzato da William Forsythe e Jiří Kylián\, che da quattordici anni dirige la sua compagnia Emanuele Soavi incompany a Colonia. Il lavoro è una riflessione genuina e divertente sul coraggio\, la paura e la sopravvivenza artistica. \n\n\n\nIl 6 luglio appuntamento imperdibile al Teatro India con due lavori storici di un’artista che non ha bisogno di molte presentazioni\, la coreografa francese Leone d’Oro alla Biennale Danza Maguy Marin che porta in scena alcuni danzatori della MM Contemporary Dance Company. Si inizia con Duo d’Eden\, un pezzo di rara bellezza poetica creato nel 1986\, in cui le figure archetipiche di Adamo ed Eva sono immersi in un percorso di sensualità\, eros\, difesa\, attacco\, in un mondo non così tranquillo\, sicuro e idilliaco. La seconda coreografia di Maguy Marin è invece Grosse Fugue\, personalissima rilettura della musica di Ludwig van Beethoven\, ormai considerata una pietra miliare del rapporto tra musica classica e danza contemporanea. Dopo i due lavori di repertorio di Maguy Marin\, il Teatro India ospita la Prima Assoluta di Shadow di Alessandra Cristiani\, una performance ispirata al nikutai\, quel paesaggio interiore rianimato e ricercato dalle figure più enigmatiche e poetiche della danza Butō. \n\n\n\nAd aprire le danze\, è il caso di dire\, il 7 luglio al Teatro India sarà invece la Prima Assoluta di Playwork del coreografo e danzatore Thomas Bradley con la formazione PLAYWORK-GROUP\, uno studio sui sistemi coreografici e sul loro funzionamento attraverso l’interazione di quattro performer. La parte centrale della serata è affidata invece a due pezzi che la coreografa Sita Ostheimer firma per la MiR Dance Company: il primo\, Hasard è una coreografia che interseca corpo\, luce e suono in un dialogo intenso\, trasportando il pubblico non solo nell’universo di Maurice Ravel ma soprattutto in un’esperienza sospesa tra energia travolgente e profondità emotiva. Ravel ritorna con il suo celebre Boléro incarnato\, nel pezzo seguente\, dalla MiR Dance Company in un vortice di ritmo e tensione che cattura i sensi fin dal primo battito e guida i danzatori in un crescendo inarrestabile\, fino all’esaurimento\, dove emergono fragilità\, cadute e la forza di rialzarsi. Il programma del 7 luglio si chiude con il ritorno di gruppo nanou che dopo il successo di redrum — Premio Ubu 2024 come Miglior Spettacolo di Danza – presenta adesso goldroom\, secondo capitolo di Overlook Hotel\, un ciclo di lavori che indaga la relazione tra corpo\, immagine e memoria attraverso installazioni coreografiche\, autonome e interconnesse\, in cui convivono riprese in diretta e materiali registrati\, immagini video\, allucinazioni\, presenze disturbanti. Lo spettacolo\, presentato in collaborazione con A.T.C.L.\, sarà in replica il giorno seguente. \n\n\n\nOltre alla replica di goldroom di gruppo nanou\, l’8 luglio al Teatro India il festival accoglie ancora una volta Michele Di Stefano con l’anteprima di Smoking Rooms\, uno spettacolo che riproduce l’atmosfera sospesa di luoghi nei quali i corpi vengono convocati per una prossimità̀ forzata: una sala d’attesa\, l’anticamera di un ufficio\, il dietro le quinte di un teatro. Uno spazio sospeso e liminale che rimanda a un’altrove in cui avviene l’azione principale\, evocata dal suono e dal continuo via vai dei performer tra dentro e fuori\, un luogo di stallo che svela fragilità intrinseca in ogni piccola collettività temporanea. \n\n\n\nTre sono i progetti che danno forma alla programmazione del 9 luglio\, sempre al Teatro India. Il primo è il debutto di Altredirezioni\, un lavoro firmato da una delle voci più originali e incisive della danza contemporanea italiana\, la coreografa Loredana Parrella\, direttrice artistica di Twain Physical Dance Theatre. Il lavoro è un vero e proprio manifesto fisico che celebra i vent’anni di ricerca coreografica attraverso la rilettura tre duetti iconici della compagnia. Il secondo è Ad Libitumdell’artista francese Simon Le Borgne\, un’opera coreografica e musicale densa di emozioni crude e primitive. Infine\, in collaborazione con A.T.C.L.\, l’anteprima del nuovo lavoro di Nicola Galli\, dall’evocativo titolo Diluvio. In un tempo segnato da profonde fratture e dalla fragilità dei legami sociali\, la performance\, ispirata al romanzo Il signore delle mosche di William Golding\, indaga il naufragio quale condizione del presente\, attraversando ciò che resta delle macerie del mondo e invitando a ripensare collettivamente il nostro vivere. Si replica il giorno seguente. \n\n\n\nL’ultimo giorno di Fuori Programma 2026\, il 10 luglio al Teatro India\, si apre con un’esclusiva per Fuori Programma: Tactile appointment – exclusive immersion in Indian Ocean\, un progetto radicale e un manifesto artistico nato dall’incontro tra YoY Performing Arts\, IVONA e Michele Ifigenia/Tyche\, che – in un mondo dominato da distanze e polarizzazioni – celebra\, con un chiaro significato politico\, il potenziale trasformativo della collaborazione e la ricchezza della contaminazione. Prima della replica del lavoro di Nicola Galli\, invece\, sarà la volta di Gush is Great\, coreografia dell’inedito collettivo Production Xx che riunisce sei tra gli artisti e artiste emergenti più in vista della danza contemporanea. In un’atmosfera cruda e poetica\, con un paesaggio sonoro che oscilla tra pop inglese\, romanticismo francese\, rumori di insetti e caos\, Gush is Great è una ribellione contro le assurdità del mondo odierno. \n\n\n\nIl programma dell’XI edizione del festival Fuori Programma si completa con alcuni progetti differenti:  le Esplorazioni Urbane il 22 e 23 Giugno a cura di Associazione CentroCelle; il workshop a cura di Teatro e critica dal titolo Lo sguardo performativo; il laboratorio Audizione Forget Diplomacy condotto il 4 e 5 Luglio al Teatro India dalla coreografa Irene Russolillo e rivolto a performer; l’installazione multimediale e interattivaEco realizzata da studenti e studentesse dell’Accademia delle Belle Arti di Roma\, visitabile liberamente dal 4 al 10 luglio al Teatro India. \n\n\n\nCALENDARIO \n\n\n\nDal 21 al 30 giugno \n\n\n\nResidenza con prova aperta il 30 giugno ore 18.30Vittorio Pagani / codeduomo Records – per la prima volta nella StoriaTeatro Biblioteca Quarticciolo \n\n\n\n22 e 23 giugno \n\n\n\nAssociazione CentroCelleEsplorazioni UrbaneParco Tor Tre Teste Alessandrino\, ore 18 \n\n\n\n28 giugno  \n\n\n\nPrimi tempi \n\n\n\nTre progetti in formato studio in co-programmazione con Dominio Pubblico \n\n\n\n\nAlice D’Urso Ingresso libero\n\n\n\nEmilia Quiñones Lupo di mare\n\n\n\nFrancesco Paolino Muga\n\n\n\n\nTeatro India – Sala B\, ore 20 \n\n\n\nDal 30 giugno al 10 Luglio \n\n\n\nTeatro & CriticaLo sguardo performativo/Laboratorio scritturaTeatro India \n\n\n\n2 luglio \n\n\n\nMichele Di Stefano e Lorenzo Bianchi Hoesch / mk – Orbita|Spellbound Centro Nazionale di Produzione della DanzaVeduta_Atlante MediterraneoPalazzo FarnesePrima assolutaTre ingressi: 18.30 – 19.30 – 20.30In partenariato con Institut français Italia e Ambasciata di Francia in Italia e in collaborazione con Accademia di Ungheria. \n\n\n\n4 luglio \n\n\n\n\n14.00>18.00Irene RussolilloForget Diplomacy-Laboratorio AudizioneTeatro India – Sala B\n\n\n\n19.00Ilyes Triki/Al Badil – L’alternative culturelle Between the linesTeatro India – Sala BPrima assoluta\n\n\n\n19.45Hamdi Dridi / Cie Chantiers Publics Soul(s) power Teatro India – ArenaPrima italianaCon il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea\n\n\n\n21.15David Zagari / Hypercorps Le PiquetTeatro India – Sala Oceano IndianoPrima italiana\n\n\n\n\n5 luglio \n\n\n\n\n14.00>18.00Irene RussolilloForget Diplomacy-Laboratorio AudizioneTeatro India – Sala B\n\n\n\n19.45Roberto Tedesco / Spellbound Contemporary Ballet Triple TripTeatro India – ArenaAnteprima\n\n\n\nMauro Astolfi / Spellbound Contemporary BalletGhostlandTeatro India – ArenaAnteprima\n\n\n\n20.15Yared Tilahun Cederlund and Joanna Holewa Chrona / Land before time WaterkindTeatro India – Arena\n\n\n\n21.15Cristiana Morganti & Emanuele Soavi / ES incompany This is a premiere  Teatro India – Sala A\n\n\n\n\n6 luglio \n\n\n\n\n19.45Maguy Marin / MM Contemporary Dance Company Duo d’Eden | Grosse FugueTeatro India – Arena\n\n\n\n21.15Alessandra Cristiani / PinDocShadow Trilogia_The body itself: Shadow\, Crisis\, Bad IntentionsTeatro India – Sala BPrima assoluta\n\n\n\n\n7 luglio \n\n\n\n\n19.45  Thomas Bradley / PLAYWORK-GROUP PLAYWORKTeatro India – ArenaPrima assoluta\n\n\n\n20.15Sita Ostheimer / MiR Dance Company Hasard & BoleroTeatro India – Arena\n\n\n\ndalle 21.15 gruppo nanou goldroomTeatro India – Sala Oceano IndianoIn collaborazione con ATCL\n\n\n\n\n8 luglio \n\n\n\n\n19.45Michele Di Stefano/mk Smoking roomsTeatro India – ArenaAnteprima\n\n\n\ndalle 21.15 gruppo nanou  goldroomTeatro India – Sala Oceano IndianoIn collaborazione con ATCL\n\n\n\n\n9 luglio \n\n\n\n\n19.00 Loredana Parrella / Twain Physical Dance TheatreAltredirezioniTeatro India – Progetto itinerantePrima assoluta\n\n\n\n19.45Simon Le Borgne / Le Gymnase CDCNAd Libitum  Teatro India – ArenaCon il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea. Spettacolo sostenuto da una rete di 10 festival italiani attraverso PIDA (Programme International de Diffusion Artistique) – Institut Francais\n\n\n\n21.15Nicola Galli / TIR Danza – Orbita | Spellbound Centro Nazionale di Produzione della DanzaDiluvioTeatro India – Sala BAnteprimaIn collaborazione con ATCL\n\n\n\n\n10 luglio \n\n\n\n\n19.00 YoY Performing Arts\, IVONA\, Michele Ifigenia/TycheTactile appointment – exclusive immersion in Indian OceanTeatro India – Sala Oceano Indiano\n\n\n\n19.45 Production XxGush is great Teatro India – ArenaCon il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea\n\n\n\n21.15 Nicola Galli / TIR Danza – Orbita | Spellbound Centro Nazionale di Produzione della DanzaDiluvioTeatro India – Sala BIn collaborazione con ATCL\n\n\n\n\nInfo e prenotazioni \n\n\n\nfuoriprogramma.prenotazioni@gmail.com \n\n\n\n+39 329 550 8072 (lun – ven 11/16)
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SUMMARY:Thanda Choir al Castello Sforzesco di Milano
DESCRIPTION:Da uno slum di Città del Capo alla nomination agli Oscar fino ai palchi internazionali: la parabola del Thanda Choir\, per la prima volta in Italia\, è un esempio di cambiamento e riscatto sociale. Nel segno della musica \n\n\n\nPer la Festa della Musica\, in programma domenica 21 giugno\, nel Cortile delle Armi del Castello Sforzesco di Milano si esibirà un ensemble del tutto speciale: il Thanda Choir in arrivo dal Sudafrica (inizio live ore 21\, ingresso libero con prenotazione obbligatoria su www.mailticket.it/evento/53476/spande-amore e libera donazione a favore dei progetti musicali di Natur&-Onlus di Seveso). Organizzato dall’associazione culturale Musicamorfosi\, il concerto rientra nella programmazione della rassegna itinerante Suoni Mobili\, che porta la musica del mondo nelle province di Milano\, Como\, Lecco\, Monza e Brianza e oltre\, ed è una sorta di anteprima di Milano La Città che Sale\, il festival che animerà il capoluogo lombardo\, dal centro alle periferie\, tra luglio e agosto nel segno della musica\, dell’aggregazione e dell’inclusione sociale. \n\n\n\nCreato nel 2023 da due giovani musicisti di Johannesburg in uno dei più grandi slum del mondo (il quartiere Khayelitsha\, nella periferia di Città del Capo\, abitato da oltre un milione di persone)\, il Thanda Choir non è solo un insieme di giovani voci\, ma un progetto di cambiamento\, formazione e riscatto sociale e\, al tempo stesso\, una testimonianza della forza dello spirito umano e del potere della musica. La sua missione è quella di aiutare i ragazzi a sviluppare non solo le proprie capacità vocali e i propri talenti\, ma anche la fiducia in sé stessi e i rapporti con gli altri\, fornendo loro un rifugio sicuro pur nel difficile contesto di povertà e criminalità in cui i giovani musicisti vivono: non a caso\, Thanda significa amore in lingua isiXhosa e il suo nome riflette la volontà di ispirare e diffondere connessione e compassione. \n\n\n\nIl Thanda Choir mescola sonorità tradizionali africane con stili contemporanei e ha avuto una rapida ascesa anche a livello internazionale: già a pochi mesi dalla sua formazione\, nel dicembre del 2023\, ha aperto il tour internazionale di Dave Matthews di fronte a oltre 6.000 spettatori a Città del Capo; nel 2025\, inoltre\, ha ricevuto una nomination agli Oscar insieme al celebre compositore britannico John Powell per la colonna sonora del cortometraggio The last ranger. Quest’anno il gruppo intraprenderà la sua prima tournée europea e l’esibizione a Milano sarà la prima assoluta in Italia. \n\n\n\nRadio Popolare\, che quest’anno festeggia i suoi primi cinquant’anni di vita\, è media partner della serata. Nell’ambito delle eventi organizzati per festeggiare il cinquantesimo compleanno\, l’emittente milanese ha adottato i coristi del Thanda Choir come “tutor spirituali” dell’iniziativa che martedì 23 giugno\, dalle ore 20 in poi\, vedrà esibirsi cinque cori (composti ognuno da almeno 50 ascoltatori) in altrettante piazze della periferia milanese (maggiori info su www.radiopopolare.it). Da segnalare\, infine\, che in occasione del concerto del 21 giugno il Magic Bus di Musicamorfosi porterà il Thanda Choir da Monza al Castello Sforzesco di Milano in compagnia e con il tutoraggio degli ascoltatori di Radio Popolare che prenoteranno il passaggio di andata e ritorno. Tutte le info sul sito www.musicamorfosi.it 
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SUMMARY:Musica e Danza amata con i Munedaiko e un insolito quartetto di viole per la musica d'oggi
DESCRIPTION:Un weekend all’insegna della musica contemporanea e classica\, delle danze afrocaraibiche e latinoamericane\, e della tradizione millenaria del Taiko\, i tamburi tradizionali giapponesi. È quanto offrono i Giardini della Filarmonica\, il festival estivo dell’Accademia Filarmonica Romana\, sabato 20 e domenica 21 giugno\, nel verde di via Flaminia 118. \n\n\n\nSabato il Festival dà spazio agli amatori e dilettanti (nel senso nobile del termine) che suonano non per professione ma per passione\, ritornando alle radici dell’Accademia Filarmonica\, nata nel 1821 per volontà di alcuni nobili dilettanti romani. In Sala Casella (ore 20) il concerto dell’Orchestra Classica della Scuola Popolare di Musica di Testaccio\, diretta da Massimo Munari\, cui segue nei Giardini (ore 21.30) lo spettacolo Danzando fra le culture che mette in relazione tradizioni afrocaraibiche\, latinoamericane e mediterranee. \n\n\n\nDomenica\, a grande richiesta\, tornano nei Giardini (ore 21.30) i Munedaiko\, gruppo formato dai tre fratelli Mugen\, Naomitsu e Tokinari Yahiro\, che tramanda la pratica millenaria del Taiko\, i tradizionali tamburi giapponesi\, dal suono potente e ancestrale. Precede lo spettacolo\, in Sala Casella (ore 20)\, una insolita formazione di quartetto di viole\, con Luca Sanzò\, violista di lunga esperienza\, insieme a tre giovani talenti Simona Ruisi\, Michela Marchiana e Mara Badalamenti\, che esplora la scrittura contemporanea per questo strumento\, con l’esecuzione di brani di Daniele Carnini (in prima assoluta)\, Francesco Giore e Giona Mason. \n\n\n\nSABATO 20 GIUGNO – MUSICA E DANZA AMATA \n\n\n\nI primi concerti di Musica Amata si sono tenuti con successo e partecipazione di pubblico al festival estivo del 2021\, per ricordare\, in occasione dei festeggiamenti del bicentenario dell’Accademia Filarmonica Romana (1821-2021)\, le origini dell’istituzione\, nata come associazione di appassionati e virtuosi “dilettanti di musica”. Una nobile passione che fortunatamente ancora oggi vive e che viene ricordata anche quest’anno. Si ritrovano sul palco\, dunque\, musicisti non di professione (medici\, ingegneri\, docenti universitari…)\, con approfonditi studi musicali e diplomi in strumento\, uniti dall’amore per la musica\, interpreti ‘dilettanti’ nel senso positivo del termine\, un fenomeno che ha segnato buona parte della storia della musica\, stimolando la produzione di nuovi lavori\, alcuni dei quali divenuti veri capolavori. Il primo appuntamento della giornata (ore 20) è con l’Orchestra Classica della Scuola Popolare di Musica di Testaccio\, diretta da Massimo Munari. L’orchestra utilizza un repertorio d’autore e arrangiamenti scelti o creati appositamente per l’orchestra\, con un lavoro didattico che prevede prove di sezione ed esercitazioni collettive. Vario il programma proposto per questa occasione con musiche di Hindemith\, de Grandval\, Beethoven\, Mozart e Fauré e la prima esecuzione assoluta Restitutio – Omaggio a Mozart dello stesso Munari. \n\n\n\nSegue nei Giardini (ore 21.30) Danzando tra culture uno spettacolo di musica e danza che celebra il dialogo interculturale; la proposta accompagna il pubblico in un viaggio tra Cuba\, Messico\, Colombia\, Perù e Italia\, mettendo in relazione tradizioni afrocaraibiche\, latinoamericane e mediterranee in una narrazione scenica\, in cui si intrecciano danze tradizionali\, musica dal vivo e coreografie ispirate a rituali e feste popolari\, valorizzando il patrimonio immateriale dei popoli rappresentati. \n\n\n\nDOMENICA 21 GIUGNO: QUARTETTO DI VIOLE E MUNEDAIKO \n\n\n\nUna formazione senz’altro particolare\, rara eppure sorprendentemente efficace nelle sue potenzialità espressive: è il Quartetto di viole che suonerà in Sala Casella (ore 20)\, con Luca Sanzò\, violista di lunga esperienza\, interprete di riferimento per la musica d’oggi\, insieme a tre giovani talenti\, le quali hanno studiato e si sono perfezionate con Sanzò: Simona Ruisi\, Michela Marchiana e Mara Badalamenti. In linea con la duplice missione di valorizzare la viola come strumento musicale e di promuovere la musica contemporanea\, l’incontro si arricchisce della conversazione con i compositori dei pezzi in programma: Daniele Carnini\, di cui si ascolterà in prima assoluta Rappel à l’ordre\, Francesco Giore e Giona Mason. Verrà\, infine\, approfondito il ruolo centrale della viola nel processo creativo\, mettendo in luce come le caratteristiche timbriche ed espressive dello strumento influenzino in modo significativo il linguaggio e le scelte compositive. \n\n\n\n“La vibrazione è l’origine della vita. Il suono e la vibrazione del taiko sono in grado di scuotere le fondamenta del cuore umano. Se ascoltiamo attentamente\, il nostro stesso cuore batte in modo ritmico”. Il weekend ai Giardini si completa con gli spettacolari tamburi giapponesi di Munedaiko (ore 21.30)\, formazione nata nel 2014 per volontà del percussionista Mugen Yahiro\, con l’intento di promuovere e valorizzare lo strumento in Italia e in Europa\, e diffonderne la pratica. La vibrazione del tamburo facilita il risveglio dell’energia vitale presente in ognuno di noi e il contesto open air offerto dallo scenario dei Giardini permetterà di unirsi al respiro del creato rievocato dal ritmo percussivo dei musicisti e di beneficiare dell’emozione di una musica dal sapore ancestrale. Un concerto suggestivo\, orientato allo stupore\, che si avvarrà della preparazione fisica e spirituale di Mugen Yahiro\, dei fratelli Naomitsu e Tokinari Yahiro. \n\n\n\nTutto il programma del festival\, fino al 2 luglio\, sul sito filarmonicaromana.org
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SUMMARY: III° edizione del Premio Modigliani
DESCRIPTION:Nella suggestiva cornice della Fondazione D’Arc\, in Via dei Cluniacensi 128 a Roma\, si svolgerà\, domenica 21 giugno a partire dalle ore 20.00 la III° edizione del Premio Modigliani – Linguaggi Contemporanei\, Cultura e Società – ideato e promosso dall’Istituto Aniene di Roma e dalla Fondazione Amedeo Modigliani –  che in questa edizione sarà affiancato dal progetto Back to Fashion\, iniziativa dedicata alla valorizzazione della moda contemporanea e al rilancio del ruolo della Capitale come luogo di incontro tra cultura\, creatività e innovazione\, con il patrocinio dell’Assessorato ai Grandi Eventi\, Sport\, Turismo e Moda di Roma Capitale\, del Municipio IV di Roma Capitale e il CNA Federmoda. \n\n\n\nLa Fondazione Amedeo Modigliani rinnova il proprio impegno nella promozione della cultura e della creatività attraverso il Premio Fondazione Amedeo Modigliani\, uno dei principali appuntamenti dedicati alla valorizzazione dell’arte contemporanea. \n\n\n\nAccanto a questo storico riconoscimento\, dedicato principalmente alle arti visive e alla produzione artistica contemporanea\, la Fondazione in collaborazione con l’Istituto Aniene di Roma promuove da tre anni anche il Premio Modigliani – Linguaggi Contemporanei\, Cultura e Società. \n\n\n\nL’Istituto Aniene è da sempre impegnato nella valorizzazione dei linguaggi creativi contemporanei\, tra cui la moda\, attraverso il dipartimento dedicato dell’indirizzo di studio come Sistema Moda “Micol Fontana”; tale dimensione rappresenta un elemento di continuità tra la mission educativa dell’Istituto e il progetto del Premio Modigliani e Back to Fashion – Roma\, contribuendo a costruire un dialogo concreto tra formazione\, cultura e industria creativa. \n\n\n\nL’iniziativa rappresenta un’estensione del progetto culturale della Fondazione e nasce con l’obiettivo di valorizzare personalità che\, attraverso il proprio percorso umano e professionale\, contribuiscono in modo significativo alla crescita culturale e sociale della collettività. Il Premio riconosce figure provenienti dal mondo delle arti performative\, della moda\, dello sport\, della cultura\, dell’informazione\, delle istituzioni e dell’impegno sociale\, ampliando il concetto di creatività ai molteplici linguaggi che caratterizzano la società contemporanea. \n\n\n\nAttraverso questi due appuntamenti\, la Fondazione Amedeo Modigliani e l’Istituto Aniene confermano la propria volontà di promuovere non solo l’arte nelle sue forme tradizionali\, ma anche i linguaggi contemporanei che contribuiscono a interpretare e raccontare il nostro tempo\, creando un ponte tra patrimonio culturale\, società e nuove visioni creative. \n\n\n\nIl neonato progetto “Back to Fashion” nasce come una realtà che unisce le scuole di moda\, non solo del territorio romano ma con l’obiettivo di estendere progressivamente la propria rete a tutte le accademie e istituti fashion del Paese. \n\n\n\nIn un mondo in cui tutto corre veloce e le tendenze si consumano rapidamente\, Back to Fashion sceglie consapevolmente di fermarsi. Di tornare all’essenza. Di ripartire dalle competenze\, dalla tecnica\, dalla cultura del progetto e dalla visione dei ragazzi che rappresentano il futuro della moda italiana.  \n\n\n\nPerché il rilancio del sistema moda passa inevitabilmente dalla formazione\, dall’etica professionale e dalla valorizzazione del merito. E Back to Fashion si propone come ponte tra scuola e industria\, tra creatività e impresa\, tra tradizione e innovazione. \n\n\n\nLa conduzione della serata è affidata alla celebre attrice\, showgirl\, ballerina Nathaly Caldonazzo. \n\n\n\nDurante la serata i Premi Modigliani saranno assegnati: \n\n\n\n\nalla memoria: allo stilista Valentino Garavani;\n\n\n\nper la moda:  allo stilista Guillermo Mariotto;\n\n\n\nper la danza: al ballerino Tommaso Stanzani;\n\n\n\nper l’impegno sul territorio: al Presidente del IV Municipio Massimiliano Umberti;\n\n\n\nper la promozione internazionale della Città di Roma: all’Assessore Alessandro Onorato;\n\n\n\nper l’impegno sociale: all’Associazione onlus Modelli si Nasce.\n\n\n\n\nAd impreziosire la serata per il progetto Back to Fashion\, in collaborazione con l’Istituto Aniene sfileranno le creazioni di prestigiose Accademie e Istituti Moda nazionali: Istituto Aniene\, MAM Maiani Accademia Moda\, ITS Academy Sistema Moda\, Istituto Moda Sgrigna\, S.M.A. Scuola Moda e Arte e Istituto Moda Burgo Roma. \n\n\n\nL’Istituto Aniene presenterà la collezione “Remember Valentino”\, un omaggio al Maestro Valentino\, figura iconica che ha reso il rosso un simbolo eterno dell’eleganza e dell’alta moda italiana nel mondo.  \n\n\n\nLa collezione si ispira al celebre “Rosso Valentino”\, tonalità divenuta emblema del fashion system internazionale\, reinterpretandolo in chiave contemporanea attraverso linee sofisticate\, volumi couture e dettagli che richiamano la tradizione sartoriale romana. \n\n\n\n“Remember Valentino” vuole essere non solo un tributo stilistico\, ma un atto d’amore verso la grande storia della couture italiana\, riaffermando Roma come culla di creatività\, maestria artigianale e bellezza senza tempo. \n\n\n\nMAM Maiani Accademia Moda\, presenterà la collezione “Bianchi Contaminati”\, realizzata dagli studenti della Maiani Accademia Moda grazie alla collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica delle Filippine in Italia\, che ha donato la preziosa organza di piña\, fibra ricavata dalle foglie dell’ananas e simbolo della tradizione tessile filippina\, la cui lavorazione è riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Le diverse sfumature del bianco\, dall’écru al panna\, dialogano con scarti di banner pubblicitari trasformati attraverso la raffinata tecnica giapponese del kirigami\, dando vita a dettagli decorativi ispirati a farfalle\, stelle e fiori. Una collezione che unisce creatività\, sostenibilità e ricerca\, conferendo agli abiti un carattere leggero\, impalpabile e onirico. \n\n\n\nITS Academy Sistema Moda presenterà la collezione Hi-Tech Couture\, realizzata dagli stilisti dell’ITS Academy Sistema Moda del Lazio. La collezione rappresenta l’incontro tra tradizione\, innovazione e sostenibilità\, attraverso creazioni interamente digitali sviluppate con tecnologie di stampa 3D. Ispirata al lavoro pionieristico della stilista Iris van Herpen\, la collezione esplora nuove forme espressive e materiali innovativi\, proponendo una visione futuristica della moda. \n\n\n\nIstituto Moda Sgrigna presenterà la nuova collezione\, un progetto che va oltre la ricerca estetica e oltre le tendenze del momento\, per mettere al centro la costruzione del capo\, la precisione del modellismo\, la qualità della confezione e la cultura del saper fare. La collezione nasce dall’incontro tra creatività e tecnica\, dimostrando come la moda più autentica non sia soltanto espressione di stile\, ma anche il risultato di conoscenze profonde e competenze professionali consolidate. Attraverso dettagli costruttivi\, volumi studiati\, finiture impeccabili e lavorazioni artigianali\, gli studenti hanno interpretato il valore della sartoria contemporanea\, dando vita a capi che esprimono identità\, innovazione e qualità. \n\n\n\nS.M.A. Scuola Moda e Arte presenterà una collezione ispirata dalla Magna Grecia e dalle radici culturali della città di Taranto\, trasformando storia\, mito e identità in creazioni contemporanee di grande impatto. Un dialogo tra passato e presente\, dove la maestosità del mondo ellenico incontra l’eleganza dell’alta moda. Le tonalità dell’avorio\, del bianco luce\, dell’oro solare\, del nero profondo\, della terracotta e del rosso borgogna accompagnano una narrazione fatta di forme\, dettagli e lavorazioni sartoriali che richiamano l’eredità di una civiltà millenaria. Più di una semplice collezione\, questo progetto rappresenta un omaggio alla cultura mediterranea e alla tradizione artigianale italiana\, dimostrando come la moda possa diventare linguaggio\, memoria e innovazione. \n\n\n\nIstituto Moda Burgo Roma presenta una selezione di outfit\, che esplora il dialogo tra struttura e leggerezza\, tra rigore progettuale e libertà espressiva. Volumi scolpiti\, drappeggi\, trasparenze\, ricami e lavorazioni materiche si alternano in un racconto che mette al centro la ricerca sulla silhouette e il rapporto tra corpo\, spazio e movimento. \n\n\n\nOgni creazione interpreta la moda come sintesi di tecnica e visione\, dove il sapere sartoriale incontra la sperimentazione contemporanea per dare vita a forme capaci di comunicare identità ed emozione. \n\n\n\nUna serata-evento che vuole premiare chi contribuisce giornalmente ed in modo significativo alla crescita culturale e sociale della collettività\, in tutti i campi. \n\n\n\nSi ringraziano i partner della serata: CAT ITALIA\,  CLARENCE MANAGEMENT e PIXELC3.
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SUMMARY:"Scolpire la Luce" alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna
DESCRIPTION:Dopo dieci anni dall’ultima mostra romana ai Mercati di Traiano e cinque da quella a Palazzo Reale di Milano\, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea dedica a Pablo Atchugarry (Montevideo 1954) – artista uruguaiano di nascita e italiano di adozione – la mostra Scolpire la Luce\, a cura di Gabriele Simongini\, in programma dal 19 maggio al 21 giugno 2026. \n\n\n\nMaestro della tecnica scultorea “per forza di levare”\, secondo la celebre definizione di Michelangelo Buonarroti\, Atchugarry lavora personalmente il marmo\, prediligendo in particolare lo statuario di Carrara. La sua pratica si radica nella tradizione plastica occidentale di ascendenza classica\, ma si apre a una visione profondamente spirituale della forma: per lui\, infatti\, la scultura è “interrogazione interiore\, preghiera\, invocazione\, ricerca dell’infinito”. \n\n\n\nPer Atchugarry l’atto dello scolpire è un gesto radicale e necessario\, fondato sulla centralità della mano e sul confronto diretto con la difficoltà tecnica e materiale. Ogni opera nasce come sfida e come ricerca di equilibrio tra permanenza e movimento\, memoria e contemporaneità. \n\n\n\nLe sue opere si distinguono per forme metamorfiche\, talvolta quasi aerodinamiche\, che evocano tracce astratte di alberi\, colonne\, fiamme\, corpi\, panneggi e architetture\, conducendo lo sguardo verso l’alto e suggerendo un’esperienza contemplativa e rigenerante.  \n\n\n\nCome sottolinea la direttrice della GNAMC\, Renata Cristina Mazzantini\, nel suo testo pubblicato in catalogo: «Nelle sue sculture\, la durezza del marmo si ammorbidisce: un fitto susseguirsi di fenditure “disciplinate” che solcano i volumi in profondità\, ne sfalda la granitica compattezza. Creando ritmo e movimento attraverso l’alternarsi di luci e di ombre\, l’artista dona alle sculture allo stesso tempo rigore e levità. Una sorta di “leggerezza ordinata”\, che ricorda solo apparentemente la plissettatura\, in quanto simbolo di sofisticata eleganza». \n\n\n\nE come osserva il curatore Gabriele Simongini nel suo saggio in catalogo: «Guardando le sculture di Atchugarry dobbiamo sollevare il viso e gli occhi provando una gioia primordiale\, istintiva\, perché queste opere sono piene di una luce originaria\, quella luce totale a cui tutti tendiamo magari inconsapevolmente […] ogni opera di Atchugarry non è chiusa e conclusa in sé stessa ma possiede una carica dinamica potenziale\, intima e interna\, che potrebbe portarla a sbocciare nello spazio con le sue infiorescenze». \n\n\n\nL’esposizione riunisce cinquantacinque sculture\, offrendo un’ampia panoramica della ricerca dell’artista che ripercorre gli ultimi trent’anni della sua attività.  \n\n\n\nPer l’occasione Atchugarry donerà al museo “Splendore”\, un’importante opera in marmo bianco (cm. 164x35x29)\, appositamente concepita e realizzata per entrare nella collezione della GNAMC. \n\n\n\nLa mostra si apre con tre monumentali sculture collocate sulla scalinata del museo: Search of the Future (2018)\, Viaje hacia los sueños (2024) e Albero della vita (2024)\, caratterizzate da un intenso dialogo tra materia e luce\, che evoca temi di crescita\, viaggio e tensione verso il futuro. \n\n\n\nAccanto ai celebri marmi\, la mostra include opere in legno ricavate da tronchi di ulivi secolari\, in alabastro\, in bronzo smaltato e in acciaio\, materiali attraverso cui l’artista esplora differenti modalità espressive: dall’intimità organica delle forme sinuose dei tronchi scolpiti al potente aerodinamismo dei bronzi\, fino alle grandi sculture ambientali in acciaio che dialogano con luce\, aria e paesaggio.  \n\n\n\nIl percorso espositivo si arricchisce eccezionalmente di quattro sculture inserite negli spazi della collezione permanente\, dove le opere dell’artista instaurano inediti dialoghi con maestri fondamentali dell’arte moderna quali Jean Arp\, Lucio Fontana\, Alberto Giacometti e Henry Moore. Un confronto che evidenzia affinità\, distanze e continuità tra epoche diverse\, riaffermando il valore della tradizione come spazio di relazione viva tra passato e presente. \n\n\n\nIn occasione della mostra saranno pubblicati due cataloghi (Allemandi Editore): il primo con le fotografie di tutte le opere in mostra\, il saggio del curatore e i testi di David Anfam e Arnau Puig\, oltre a un’ampia antologia critica e alla biografia; il secondo con le fotografie delle opere e dell’allestimento nelle sale del Museo. \n\n\n\nLa mostra ha ricevuto il patrocinio di IILA\, Istituto Italo-Latino Americano\, è organizzata in collaborazione con la Galleria Contini e con il sostegno di Gruppo Euromobil. \n\n\n\n*** \n\n\n\nNota biografica | Pablo Atchugarry (Montevideo 1954) \n\n\n\nIncoraggiato fin da giovane allo studio delle arti dalla famiglia\, Pablo Atchugarry si accosta inizialmente alla pittura\, esponendo per la prima volta a Montevideo nel 1972. Negli anni successivi partecipa a numerose rassegne in Uruguay e in Brasile.  \n\n\n\nDopo essersi avvicinato alla ricerca scultorea attraverso diversi materiali tra cui il cemento\, il ferro e il legno\, a partire dal 1977 intraprende un viaggio in Europa. In Italia\, dopo aver visitato Carrara\, scopre il marmo nel 1979 e\, in seguito alla sua prima personale italiana tenutasi a Lecco nel 1978\, decide di stabilirsi definitivamente nella città lombarda.  \n\n\n\nA vent’anni dal suo arrivo in Italia\, nel 2001 la città di Milano gli dedica una retrospettiva a Palazzo Isimbardi (Le infinite evoluzioni del marmo); lo stesso anno l’artista inizia a lavorare al suo monumentale Obelisco del Terzo Millennio\, scultura in marmo di Carrara destinata al comune di Manzano in provincia di Udine.  \n\n\n\nNel 2002 la città di Carrara lo insignisce del prestigioso Premio Michelangelo. L’anno successivo rappresenta l’Uruguay alla cinquantesima edizione della Biennale di Venezia.  \n\n\n\nAll’inizio del 2007 apre la Fundación Pablo Atchugarry a Manantiales in Uruguay\, con l’obiettivo di promuovere le arti e creare un luogo di incontro per artisti.  \n\n\n\nTra il 2015 e il 2016 gli viene dedicata un’importante retrospettiva presso i Mercati di Traiano\, Museo dei Fori Imperiali di Roma (Pablo Atchugarry. Città Eterna\, eterni marmi).  \n\n\n\nA cavallo fra il 2021 e il 2022 gli viene dedicata una grande mostra nella Sala delle Cariatidi\, a Palazzo Reale\, a Milano.  \n\n\n\nNel 2022 inaugura il MACA\, Museo di Arte Contemporanea Atchugarry\, opera dell’architetto Carlos Ott. Numerose opere dello scultore sono state esposte presso musei e istituzioni pubbliche\, fra cui il Frost Art Museum\, Miami (USA)\, il Groeninge Museum\, Brugge (Belgio)\, la Lewis Family Foundation\, Boston (USA)\, il Museo della FAO\, Roma (Italia)\, il Museo Fran Daurel\, Barcellona (Spagna)\, il Museo Nacional de Artes Visuales di Montevideo (Uruguay)\, il Museo Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires (Argentina)\, il Muscarelle Museum\, Williamsburg (USA)\, il Norfolk Museum\, Virginia (USA)\, il Pérez Art Museum\, Miami (USA) e la Raccolta Lercaro di Bologna (Italia).
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SUMMARY:"Tacet" di Jacopo Giacomoni all'Arsenale di Venezia
DESCRIPTION:Più che un testo\, una partitura teatrale del silenzio. Non ci sono scene\, costumi o quinte: solo sei performer\, metronomi e leggii\, strumenti minimi per sondare il tempo e farlo percepire come materia viva ed esperienza condivisa. Dopo l’anteprima in forma di lettura scenica lo scorso anno\, Tacet di Jacopo Giacomoni\, testo vincitore di Biennale College Drammaturgia 2024-25 e del Premio Riccione 2025\, viene portato a compimento e presentato con la regia di Silvia Costa in prima assoluta alla Biennale Teatro 2026. Il debutto è previsto sabato 20 giugno alle 19 (replica domenica 21 alle 21)\, all’Arsenale Tese dei Soppalchi\, in una coproduzione tra La Biennale di Venezia\, Cranpi\, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa\, con il contributo di MiC – Ministero della Cultura\, il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Santiago e il sostegno del Teatro Biblioteca Quarticciolo. \n\n\n\nTra filosofia\, metafisica e matematica\, Tacet nasce dall’idea che la drammaturgia sia una cartografia temporale\, un sestante per un viaggio nelle diverse grane del tempo\, una mappa per attraversare secondi e pause che solo il teatro sa concedere. È una sinfonia teatrale composta da quattro movimenti più un interludio che giocano con il metronomo\, alla ricerca di cosa significhi stare insieme in silenzio\, dentro a un minuto\, dentro a un teatro.  \n\n\n\nLa scena diventa un laboratorio dove il silenzio è desiderato\, misurato\, guardato\, esposto\, sezionato. Parole\, gesti\, pulsazioni e respiri si tendono verso gli istanti di vuoto che precederanno l’applauso. Gli interpreti lavorano con il suono e la voce\, entrando dentro la struttura e ricamandoci sopra\, creando segni che entrano ed escono dai pentagrammi del silenzio. Ciascuno rappresenta un minuto di silenzio in un luogo determinato\, in un momento della storia. Uno solo ha il ruolo di metronomo\, scandisce il tempo che scorre\, mentre gli altri parlano di silenzi\, li espongono come se fossero opere di un museo\, mettono in dialogo tempi e luoghi lontani\, rendono “osservabili” silenzi della storia e silenzi privati: la silent parade del 1917\, il silenzio di un fossile\, quello tra il canto degli uccelli\, quello di due tifosi confusi allo stadio\, di uno spartito muto\, di una casa abbandonata\, di una pausa dei Nirvana… \n\n\n\nTacet è un coro di silenzi che attraversa rituali personali e collettivi – come il minuto di raccoglimento negli stadi\, in parlamento\, in classe – e si articola secondo una geometria precisa: sei linee che si incontrano\, si sovrappongono o procedono parallele\, in una sincronicità teatrale di eventi storici e silenzi quotidiani. La forza dello spettacolo risiede nella frizione matematica di sei orologi\, sei cuori che battono insieme\, sotto gli occhi degli spettatori\, creando una presenza che sospende il tempo e lo rende percepibile nella sua essenza. \n\n\n\nTacet invita a sperimentare\, a guardare il silenzio come materia scenica\, a vivere il tempo insieme agli interpreti\, in un’esperienza immersiva\, precisa e radicale\, dove il teatro diventa un osservatorio sul presente e un laboratorio di durata\, memoria e ascolto. \n\n\n\n«Paradossalmente in Tacet non c’è silenzio – spiega Silvia Costa – Il silenzio è un’idea da raggiungere\, di cui si parla\, si racconta per esempi\, fatti storici\, citazioni. È qualcosa che diventa auspicabile\, un desiderio forse per smettere di sentire il fuori di noi e iniziare a percepirci come singoli. L’idea di un silenzio comune esige la responsabilità unica e personale di ciascuno spettatore\, per creare il proprio silenzio da condividere con quello delle persone attorno. Ciascuno è come uno strumento\, e si deve sintonizzare sulle note silenti degli altri. Alla ricerca di questo silenzio e di un tempo che vuole essere misurato\, nel piccolissimo (microsecondi) e nel macro (i secoli\, le ere) credo si tocchi un altro tipo di concentrazione nello spettatore\, una tangibilità del tempo che si passa insieme. Il tempo passa e lo si sente passare». \n\n\n\n«Tacet – aggiunge Jacopo Giacomoni – è un insieme di silenzi attorno a uno dei pochi riti laici che ci sono rimasti\, il minuto di silenzio. È un museo di silenzi\, un osservatorio di silenzi\, dove il silenzio non c’è mai. È un sovrapporsi di vuoti mancati attraverso i numeri che scandiscono la durata\, teso verso un gesto collettivo da compiere insieme agli spettatori». \n\n\n\nIn scena\, accanto a Silvia Costa e Jacopo Giacomoni\, ci sono Gaia Ginevra Giorgi\, Dylan Guzowski\, Elena Rivoltini\, Matto Zoppi. Le musiche sono di Nicola Ratti\, le luci di Andrea Sanson e le sculture di scena di Plastikart Zimmermann & Amoroso. \n\n\n\n_________________ \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nQuando ho ricevuto il testo di Jacopo e ho visto la scelta grafica di impaginazione\, ho immediatamente pensato che non fosse un testo teatrale (e me ne sono rallegrata)\, ma una partitura\, un oggetto da orchestrare più che da dirigere; un dispositivo che\, come la musica\, si basa su unità di tempo\, incastri sonori\, accelerazioni\, pause e silenzi. Molti minuti di silenzio. \n\n\n\nIn Tacet non ci sono scene\, ma movimenti. Per ciascuno ho sentito che\, come in una sinfonia\, ogni sezione aveva un suo tempo\, allegro – adagio\, veloce\, e bisognava connotarlo diversamente\, far si che ogni sezione fosse autonoma ma parte di un tutto\, di una scultura complessiva del tempo. \n\n\n\nTacet mette alla prova il performer\, è una sperimentazione continua sotto gli occhi degli spettatori\, perché richiede una precisione\, al secondo\, al millesimo di secondo\, mentre noi siamo presenze che sfuggono al tempo\, che cercano un altro tempo\, fuori dal reale\, sopra ad un palco\, dentro a un corpo. In questo sta la forza di Tacet\, nella frizione matematica di sei orologi che scandiscono un tempo organico. Sei cuori che battono e tengono il tempo. \n\n\n\nPer questo motivo in scena ci sono presenze che con il tempo ci lavorano. Artiste e artisti con pratiche legate al suono e all’uso della loro voce. Perché avevo bisogno di riempire la scena di corpi pronti a sperimentare\, a entrare dentro una struttura e ricamarci sopra\, linee che entrassero e uscissero dai ranghi\, dai pentagrammi. \n\n\n\nNon c’è bisogno di scene o di costumi\, Tacet avviene in uno studio più che su palco. Non servono quinte armate o cieli neri. Servono sedie\, microfoni\, registratori\, casse e leggii. Servono metronomi. Orologi\, click all’orecchio. Strumenti per sondare il tempo. Serve contare\, dare informazioni\, dire frasi che altri hanno detto\, riattualizzare un tempo storico\, raccontare un tempo che non si può esperire se non standoci dentro\, facendolo passare veramente. \n\n\n\nNon è semplice immaginare un ambiente sonoro per un tale lavoro. Cosa si può sentire durante uno spettacolo che parla di silenzio? Anche la musica è strutturata attorno al tempo e alla sua scansione. Nel momento in cui il suono diventa musica lo fa condensandosi attorno a delle pulsazioni\, marcando punti e secondi\, procedendo ciclicamente. Con Nicola abbiamo pensato di collocare ogni movimento in una stanza. Come se ogni volta ci trovassimo in un nuovo luogo con il suo proprio tempo scandito\, dentro una radio\, in un museo\, dentro a un corpo\, in un laboratorio. Silvia Costa \n\n\n\n \n\n\n\n _______________________ \n\n\n\nDA DOVE VIENE TACET \n\n\n\nTempo fa ho trovato un libro che cercavo da molti anni. Si chiama Cartografie del tempo ed è una raccolta di mappe che non descrivono lo spazio\, ma\, appunto\, il tempo. Si potrebbero chiamare così anche le drammaturgie\, che in fondo sono mappe per attori e spettatori che servono a esplorare la materia centrale del teatro\, che è sempre il tempo. Sono cartine che permettono un viaggio attraverso la durata\, le diverse grane con cui scorrono i secondi\, che permettono un’esperienza temporale che\, nella vita\, solo il teatro può concederci. \n\n\n\nLa prima rappresentazione meccanica del silenzio sono sei linee frastagliate – tre secondi di guerra e tre secondi di pace divisi dal cessate il fuoco dellʼarmistizio – che scompaiono nel bianco per poi ricomparire dritte e parallele come un pentagramma. È una registrazione sonora dell’attività dell’artiglieria sul fronte della Mosella\, poco prima e poco dopo le 11:00 dellʼ11 novembre 1918. Durante la Prima Guerra mondiale nasce anche il “minuto di silenzio”\, il rito laico che ancora oggi celebriamo per commemorare l’assenza di qualcuno. Un minuto che sospende stadi\, classi\, parlamenti\, piazze\, che viene osservato\, interrotto\, applaudito\, fischiato. Le sei linee di quella registrazione che procedono attraverso il tempo sono anche gli interpreti di Tacet: sei strade lungo le rappresentazioni del silenzio che si intrecciano\, si sovrappongono o procedono parallele in balia della sincronicità teatrale. Tacetnasce da qui\, dal tentativo di capire come\, in quel minuto\, si possa stare in silenzio\, insieme\, in un teatro. Jacopo Giacomoni \n\n\n\nJacopo Giacomoni. Laureato in Filosofia con una tesi sull’esistenza dei personaggi fittizi\, lavora come drammaturgo e performer. Nel 2025 vince la 58ª edizione del Premio Riccione con il testo Tacet\, che nel 2024 aveva vinto il Bando Autori di Biennale Teatro. Nel 25/26 è fellow di Scuola Piccola Zattere. Nel 2023 vince la menzione speciale Franco Quadri della 57ª edizione del Premio Riccione con il testo È solo un lungo tramonto. Dal 2024 è dramaturg di Mittelfest. Porta avanti una ricerca strutturalista sulla drammaturgia\, progettando ordigni spettacolari che accolgono la partecipazione del pubblico e il caso\, cercando di costruire esperienze teatrali ludico-rituali che inneschino cortocircuiti con il tempo e lo sguardo di spettatori e performer. Negli ultimi lavori ha creato dei parassiti drammaturgici che aggrediscono organismi testuali già esistenti\, un dispositivo teatrale per eleggere la più grande tragedia dell’umanità\, un ufficio teatrale per la celebrazione di un funerale in scena\, un gioco per rivivere da zero una seconda vita sul palcoscenico\, un esperimento di hauntology teatrale sulla perdita della memoria del padre. Come performer fonde il suo percorso di attore a quello di sassofonista\, in una continua esplorazione nel campo dell’improvvisazione libera e dei suoni non idiomatici.  \n\n\n\nSilvia Costa. Diplomata in Arti Visive e dello Spettacolo all’Università IUAV di Venezia. Nel 2006 inizia a lavorare come attrice nella produzione Hey Girl! con la Compagnia teatrale Societas Raffaello Sanzio fondata da Romeo Castellucci\, di cui diventa collaboratrice artistica per la maggior parte delle creazioni teatrali e operistiche del regista cesenate. Parallelamente porta avanti i suoi progetti artistici\, sviluppando dal 2007 un tipo di teatro visivo e poetico\, nutrito da una profonda riflessione intorno al ruolo delle immagini\, al loro senso e potere sullo spettatore. Di volta in volta autrice\, regista\, interprete e scenografa\, Silvia Costa è un’artista proteiforme che utilizza questi diversi ambiti estetici per approfondire la sua ricerca teatrale. Nel 2013 è finalista del Premio Scenario con Quello che di più grande l’uomo ha realizzato sulla terra\, creazione presentata nel 2014 al Théâtre de Gennevilliers\, con cui iniziano le sue prime apparizioni come regista nei teatri francesi dove si instaura una collaborazione costante. Silvia Costa è stata artista associata al Teatro dell’Arte alla Triennale di Milano dal 2017 al 2019 e al Centre Dramatique National d’Angers nel 2019. Dal 2020\, fa parte de l’ensemble pluridisciplinaire de la Comédie de Valence. Nel 2019 Silvia Costa inizia a creare le sue proprie regie anche per il mondo dell’opera. Nel luglio 2022 è stata insignita del prestigioso titolo di Chevalier des Arts et des Lettres da Ministero della Cultura Francese. \n\n\n\nCranpi nasce nel 2015 come un progetto vivace dedicato al teatro contemporaneo\, dove produzione\, curatela e formazione si intrecciano per accompagnare artisti e compagnie in percorsi di crescita e ricerca. Guidata da Antonino Pirillo e Giorgio Andriani e sostenuta dal Ministero della Cultura (MiC)\, coltiva uno sguardo attento ai linguaggi del presente e alle loro contaminazioni. Accanto alle collaborazioni con numerose realtà della scena italiana\, dà vita a progetti come il festival Sempre più Fuori e fATTI\, pensato per le nuove generazioni. Un lavoro che prosegue anche nella direzione del Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma\, con l’idea di un teatro vivo\, aperto e in dialogo con la comunità. \n\n\n\n_____________________ \n\n\n\nTACET tournée 2026 \n\n\n\n10 luglio Pergine Festival\, Pergine Valsugana (TN) \n\n\n\n23 luglio Kilowatt Festival\, Sansepolcro (AR) \n\n\n\n23 agosto BMotion\, Bassano del Grappa (VI) \n\n\n\n6-11 ottobre Piccolo Teatro Studio Melato\, Milano \n\n\n\nDurata 60′
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LOCATION:Arsenale Tese dei Soppalchi\, Campo de la Tana\, 2169\, Venezia\, ITA\, 30122\, Italy
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SUMMARY:“Fabrizio e Maria” il nuovo romanzo di Caterina Boccardi
DESCRIPTION:Sarà presentato sabato 20 giugno\, alle ore 18.00 all’Accademia Professione Artista a Via dei Sabelli 213 a Roma\, “Fabrizio e Maria” il nuovo romanzo dell’attrice e autrice Caterina Boccardi\, edito da Cantera Edizioni. \n\n\n\nIl romanzo chiude la “La trilogia di C” dell’autrice che ha già pubblicato\, con successo\, “Aria Soffio” e “Complici”\, con la medesima casa editrice\, entrambi vincitori della menzione speciale nel concorso internazionale Casa Sanremo Writers con la Presidente della giuria\, la giornalista e scrittrice Laura Delli Colli. \n\n\n\nLe tre opere hanno come comune denominatore il tema dell’amore\, analizzato e raccontato da prospettive differenti e sorprendenti\, offrendo al lettore un viaggio attraverso sfumature emotive e relazionali coinvolgenti e\, spesso\, inaspettate. \n\n\n\nLa prefazione è a cura del Dottor Marco Giunio De Sanctis\, Presidente del CIP – Comitato Italiano Paralimpico\, che sarà anche il moderatore della presentazione\, avendo\, con entusiasmo\, sposato il nuovo progetto della Boccardi che\, come ex atleta agonista di nuoto sincronizzato\, ha sempre trovato nello sport la sua fonte di ispirazione e di felicità. \n\n\n\n“Fabrizio e Maria” è un romanzo profondamente autobiografico\, un racconto intimo\, che rivela il privato\,  a pochi noto\,  dell’autrice ma che\,  fondamentalmente\,  esplora il tema dell’amore\, della sofferenza e della forza delle donne. La Boccardi\, con la sua scrittura intensa e appassionata\, ci racconta una storia che ci fa riflettere sulla vita e sui nostri sogni. \n\n\n\nPerché come la stessa dichiara: “Quanto è bello sognare a occhi aperti\, rimettere tutto in discussione\, i sentimenti\, i rapporti e l’amore senza dare nulla per scontato né porre limiti a quello che potrebbe accadere il giorno dopo\, lasciare che la propria vita sia sempre aperta ai cambiamenti e alle novità. Non è forse questo il sale della vita? \n\n\n\nQuel pizzico di follia che è più sano della monotona e fredda razionalità\, che spesso \n\n\n\nci ingabbia nelle sue regole?”. \n\n\n\nCome\, invece\, dichiara il Dottor Marco Giunio De Sanctis\, nella prefazione: “Desidero concludere questa mia breve prefazione con il valore più importante per Caterina\, l’amore che tutto muove stimola\, unico nel superare ogni più forte sofferenza\, parte integrante della vita\, come insita nella nostra natura è qualunque forma di disabilità\, fisica\, intellettiva\, sensoriale\, pronta ad aggredirci prima o poi nel nostro lasso temporale. Pertanto un essere umano ha l’animo tanto più grande quanto più grande è l’ostacolo che in vita deve sormontare.” \n\n\n\nAlla presentazione sono attesi personaggi dello spettacolo e della cultura\, colleghi\, amici ed estimatori dell’autrice e attrice. \n\n\n\nIl romanzo sarà successivamente presentato ufficialmente anche a La Spezia\, dal Prefetto Andrea Cantadori\, in sede istituzionale. \n\n\n\nBreve bio di Caterina Boccardi \n\n\n\nCaterina Boccardi è un’attrice\, scrittrice e istruttrice di nuoto sincronizzato. La sua formazione è trasversale e abbraccia l’arte\, lo sport e le neuroscienze. \n\n\n\nDopo la laurea in Scienze della Comunicazione ha conseguito un Master in PNL (Programmazione neurolinguistica). Ha sempre fatto della comunicazione uno stile di vita. \n\n\n\nNel 2021 ha ottenuto il Premio Vincenzo Crocitti 2021 come attrice e scrittrice. \n\n\n\nHa all’attivo diversi romanzi\, tra cui “Aria Soffio” da cui è nato lo spettacolo teatrale Amò\, andato in scena al Teatro Cometa Off a giugno 2023. \n\n\n\nCaterina spazia dall’acqua alla scrittura e alla recitazione\, passando per il teatro\, la televisione ed il cinema con quella naturalezza che guida i talenti e le personalità più versatili. \n\n\n\nDa ultimo è stata protagonista al teatro Anfitrione con lo spettacolo “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare\, diretto da Gianfranco Teodoro\,  con un doppio ruolo quello di Ippolita e Titania.  \n\n\n\nIl suo ultimo lavoro cinematografico è la serie “Lo Psicologo” con Alessandro Haber\, protagonista della serie dove interpreta un ruolo unico e coinvolgente prodotto dalla Golden Boys produzioni con la regia di Enrico Pittari. \n\n\n\nCantera Edizioni \n\n\n\nLa Cantera Edizioni è una Casa Editrice nata dall’esigenza di creare opportunità per Autori emergenti e lanciare sul mercato proposte inedite. È attiva nella realizzazione di proposte di editoria\, corsi di scrittura\, promozione ed eventi culturali. \n\n\n\nOltre alle sezioni Narrativa\, Saggistica\, Poesia\, gestisce anche Edizioni E-Book delle opere. \n\n\n\nLa Cantera Edizioni fa parte del gruppo Golden Boys di Enrico Pittari e Salvio Simeoli ha già pubblicato per Caterina Boccardi “Complici” e “Aria Soffio”.
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SUMMARY:"Storie sotto gli alberi" al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Sabato 20 e domenica 21 prosegue\, negli spazi all’aperto del Teatro Villa Pamphilj di Roma\, la quinta edizione di Storie sotto gli alberi\, la rassegna di teatro per le nuove generazioni dedicata al pubblico dei più piccoli e alle famiglie. Sotto la direzione artistica di Andrea Calabretta\, la rassegna porta nel verde del teatro favole\, storie e racconti antichi e moderni\, affidati a cantastorie e compagnie capaci di incantare il giovane pubblico con parole\, oggetti e immagini amate anche dai grandi.Tutti gli spettacoli andranno in scena alle ore 17.30; si raccomanda al pubblico di arrivare entro le ore 17. L’ingresso è di 7 euro ed è consigliata la prenotazione. \n\n\n\nSabato 20 giugno in programma I Tre porcellini della Compagnia Tieffeu di Perugia\, una fiaba teatrale raccontata con pupazzi e ombrelli\,con Giancarlo Vulpes e  i pupazzi di Ada Mirabassi che riprende il celebre racconto dei tre porcellini in una forma semplice e adatta ai più piccoli. Età consigliata: dai 3 anni.L’ombrello\, contenitore della fiaba dove escono fuori i personaggi\, si trasforma in casa\, luogo di protezione ma al tempo stesso luogo di scontro tra i protagonisti\, i porcellini e il lupo antagonista. Quella dei tre porcellini è una fiaba che affronta il tema della crescita. I tre porcellini sono la rappresentazione del bambino che cresce\, passando attraverso gli errori e le brutte esperienze. Essa insegna in maniera semplice quanto sia importante impegnarsi senza pigrizia in ciò che si fa per poter sfuggire ai pericoli che la vita futura può provocare.Domenica 21 giugno arriva I musicanti di Brema raccontano del Teatro Bertolt Brecht di Formia\, con Chiara Laudani e Maurizio Stammati\,che cura anche l’adattamento insieme aPompeo Perroneoltre che la regia. Icostumi sono di Dora Ricca\, lascenografia di Marco Mastantuono\, lemusiche di Domenico De Luca.  Quattro animali in fuga contro i soprusi e le prepotenze degli umani ma poi la soluzione è: “l’unione fa la forza”. Metafora del presente con risvolti attualissimi\, lo spettacolo\, raccontato con tecniche miste e con musica dal vivo\, riflette sulla fuga e sull’approdo\, sull’amicizia e il sopruso con uno sguardo all’utopia di un luogo dove tutto si fa più giusto e libero. Sono tante le domande che nascono dalla visione di questo spettacolo: È giusto liberarsi degli affetti quando diventano vecchi e non più “produttivi”? È giusto sognare un posto migliore dove poter vivere senza sentirsi schiavi ma semplicemente seguendo le proprie aspirazioni? La gattina poetessa Emily ed il gallo pittore Chagall riusciranno a raggiungere i loro amici a Brema o si accontenteranno della casa nel bosco? Età consigliata: dai 5 anni. \n\n\n\nCome sottolinea la Direzione Artistica:“A giugno\, a Villa Pamphilj\, comincia la bella stagione: la stagione delle storie! Sì\, a giugno gli alberi della villa più bella di Roma fruttificano. Ma sono frutti assai speciali: sono storie! E passeggiando per il parco potremo incontrare topi incantati\, belle dormienti\, lupi\, porcellini\, una banda di animali\, briganti e…A giugno\, sotto gli alberi di Villa Pamphilj\, fioriscono le storie.5 giorni\, 5 storie\, 5 modi diversi di raccontare: burattini\, voci\, musica\, corpi\, suoni\, odori.5 percorsi per stupirsi e perdersi nelle storie. Pochi kilowatt\, tante idee.Bassissimo impatto ambientale\, (quasi-zero)\, altissimo impatto culturale.Storie sotto gli alberi\, è rivolto a tutti coloro che dell’infanzia mantengono intatta la voglia di stupirsi. Aprite gli occhi\, spalancate le orecchie\, dilatate le narici e prestateci attenzione\, ve la restituiremo con gli interessi.” \n\n\n\nIl Teatro Villa Pamphilj\, con la direzione artistica di Veronica Olmi\, è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura.
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SUMMARY:Estrò Retrò\, esposizione di arte orafa 1900 – 1960” al Roberto Di Costanzo Atelier
DESCRIPTION:Nel suggestivo centro storico di Bracciano\, all’interno del Roberto Di Costanzo Atelier\, nei giorni del 20 e 21 giugno prossimi\, dalle ore 17.00\, verrà ospitata l’esposizione “Estrò Retrò\, esposizione di arte orafa 1900 – 1960”\, un evento irrinunciabile per i cultori del design del gioiello\, a cura di Massimiliano Orrù. \n\n\n\nL’Atelier del maestro Roberto Di Costanzo\, pittore\, illustratore\, ritrattista e professore accademico\, celebra il primo anno dall’apertura ospitando la collezione di gioielli d’epoca dello stimato antiquario Giuseppe De Salvo; nella due giorni saranno presentati pezzi unici di grandi firme di arte orafa famosi in tutte il mondo tra cui  Monet\, Trifari\, Napier\, Stanley Hagler\, Ciner N.Y Askew London\, Hattie Carnegie e Miriam Haskell. \n\n\n\nTra i gioielli in esposizione\, si potranno ammirare gioielli iconici\, come la straordinaria collana in vetro di Stanley Hagler uno dei più famosi designer del ‘900\, degli orecchini Christian Dior degli anni ‘70\, un anello dell’ultracelebre disegnatore statunitense Kenneth Jay Lane\, gioielli in vetro del maestro vetraio Archimede Seguso disegnati per Chanel tra il 1950 e il 1960\, una collana degli anni ’50 di Elsa Schiaparelli\, una collana in vetro di Coppola e Toppo\, collane e spille di Trifari e alcuni  gioielli Valentino\, sempre vintage.  Un caleidoscopio prezioso e colorato per estimatori\, collezionisti o semplicemente per gli amanti dei preziosi e sofisticati bijoux. \n\n\n\nLe opere del maestro ad inchiostro\, gessetto e sanguigna\, tributo alla bellezza classica del volto\, dialogheranno con la collezione di  gioielli classici e originali in pietre dure e semipreziose\, dallo stile barocco\, borbonico\, déco\, liberty\, fino alla bigiotteria eccentrica e di assoluto impatto visivo\, realizzata in resina\,  di Marion Godart. \n\n\n\nCome lo stesso Giuseppe De Salvo dichiara\, con non poca emozione: “Scegliamo con cura e dedizione ogni gioiello delle nostre collezioni che viene analizzato per originalità\, stato di conservazione\, autenticità della firma e del periodo”. \n\n\n\nNel suo nuovo studio\, immerso in una atmosfera nostalgica ed aristocratica\, l’artista ritrae dal vivo su commissione\, principalmente ad inchiostro di china\, restituendo valore alla pregevolezza italiana del disegno. \n\n\n\nDopo il grande successo del suo primo atelier inaugurato in via Giulia 111 a Roma nel 2019\, ed il secondo a Palazzo Massimo\, nella centralissima via dell’Orso\, Roberto Di Costanzo mantiene la sua missione didattica e culturale a Bracciano\, sul romantico lago\, attraverso corsi di ritratto\, di disegno del paesaggio\, nudo artistico\, pittura ad olio\, attualizzando e rinnovando l’interesse internazionale per l’arte figurativa in forte crescita. \n\n\n\nLo spazio artistico di due piani con alti soffitti lignei\, ed una parete interamente in pietra ambisce ad essere sede di incontro e confronto tra appassionati di arte\, collezionisti ed estimatori del disegno attraverso salotti culturali\, presentazioni di libri ed eventi su temi artistici; al piano superiore lo spazio dedicato alla pittura ad olio ed al disegno della scultura\, rievocano il sapore degli studi d’arte ottocenteschi e delle affascinanti gipsoteche. \n\n\n\nBreve Bio di Estrò Retrò \n\n\n\nLa bottega vintage\, di Giuseppe De Salvo si trova a Reggio Calabria. Cadetto di una famiglia di antiquari rinomati in città\, cresciuto a pane e antichità\, ha arricchito la propria competenza nei trent’anni trascorsi nel mercato mitteleuropeo con base a Milano\, con numerose partecipazioni alle più grandi mostre in Italia e in Europa e grandi scoperte di pezzi rari pubblicati su giornali a tiratura nazionale. \n\n\n\nPer lui ogni oggetto non ha segreti riconoscendone il periodo\, lo stile e l’autore\, tanto il “pezzo” antico che il gioiello vintage che l’oggetto di grandi designer del modernariato del XX secolo. \n\n\n\nBreve Bio Roberto Di Costanzo \n\n\n\nDopo gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma\, si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia in costume\, scenografia e arredamento per il cinema\, da quindici anni si propone al pubblico italiano ed internazionale\, attraverso una costante ricerca artistica ed accademica in ambito anatomico ed architettonico. \n\n\n\nVanta collaborazioni\, per il live drawing\, con prestigiosi luxury brand\, quali Aurora e Dolce & Gabbana\,  e con la maison Anna Fendi . Le sue opere figurano in collezioni private\, in gallerie nazionali\, e nel prestigioso studio di interior design “THESIGN”. \n\n\n\nUna carriera artistica quella del Di Costanzo che lo ha portato ad esporre le sue opere in prestigiose gallerie e luoghi istituzionali italiani ed esteri\, quali l’Espace Cardin di Parigi\, alla Casa dell’Architettura di Roma\, all’Istituto di Cultura Francese Centre Saint-Louis\, alla 71sima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e\, da ultimo\, nel complesso di Palazzo Valdina della Camera dei Deputati. \n\n\n\nHa presentato numerosi libri illustrati ed ha collaborato  come illustratore per numerose case editrici italiane ed estere. \n\n\n\nAd oggi\, inoltre\, è docente presso l’Accademia Italiana di Roma di “Iconografia e disegno anatomico”\,  presso l’Accademia del Lusso di Roma di “Storia del costume” ed è professore di “tecniche del disegno” presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. \n\n\n\nMassimiliano Orrù Eventi \n\n\n\nMassimiliano Orrù\, event manager con consolidata esperienza nell’organizzazione e nella gestione di eventi culturali\, aziendali e privati. Con un approccio creativo e strategico\, cura ogni fase del progetto\, dalla pianificazione alla realizzazione\, garantendo attenzione ai dettagli e soluzioni personalizzate. Ha collaborato con realtà pubbliche e  private\, distinguendosi per competenza affidabilità e capacità. \n\n\n\n“Un evento ben riuscito non è solo organizzato: è sentito\, vissuto\, ricordato”. \n\n\n\nInfo: \n\n\n\nEstrò Retrò\, esposizione di arte orafa 1900 – 1960 \n\n\n\nRoberto Di Costanzo Atelier – Via Giuseppe Palazzi 8 – Bracciano \n\n\n\nOpening sabato 20 Giugno 17.00 – 21.00 \n\n\n\nDomenica 21 Giugno 10.00-13.00 ; 16.00-20.00 \n\n\n\nInfo: +393334685413
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SUMMARY:Festa della Musica a Ferrara
DESCRIPTION:Anche la città di Ferrara è presente nel programma ufficiale della Festa della Musica 2026\, manifestazione promossa dal  Ministero della Cultura che include 757 città e più di 14.000 artisti. Il Conservatorio G. Frescobaldi sabato 20 e domenica 21 giugno\, in occasione di questa giornata interamente dedicata alla Musica\, organizza sette concerti per aprirsi alla città di Ferrara e far risuonare alcuni dei luoghi museali e artistici con cui collabora\,  concludendo la giornata di sabato 20 giugno in piazzetta Sant’Anna nei pressi dell’ingresso principale dell’Auditorium del Frescobaldi\, attualmente in restauro. \n\n\n\nLa giornata di sabato 20 giugno inizia alle ore 10.00\, presso il Torrione Jazz Club con il concerto dal titolo Jazz Futures\, a cura di Roberto Manuzzi\, che vede protagonisti gli studenti delle classi di musica di insieme jazz\, offrendo al pubblico uno spaccato vivo e articolato del percorso formativo degli studenti del Conservatorio. Il programma si sviluppa attraverso tre progetti distinti\, ciascuno espressione di una fase diversa del percorso accademico e di una precisa identità artistica. Duke and Monk\, affidato agli studenti del triennio\, rende omaggio a tre figure fondamentali della storia del jazz – Duke Ellington\, Thelonious Monk e Charles Mingus – esplorandone linguaggi e poetiche attraverso una rilettura consapevole e personale. Il repertorio\, ricco di contrasti e raffinatezze armoniche\, diventa terreno di confronto tra tradizione e interpretazione contemporanea. Con The Shorter Distance\, progetto degli studenti del biennio\, lo sguardo si sposta verso sonorità più moderne\, tra lirismo e ricerca timbrica. Le musiche di Pat Metheny e Kenny Wheeler offrono un contesto espressivo in cui la dimensione melodica si intreccia con atmosfere sospese e una forte sensibilità per il colore sonoro\, valorizzata anche dalla presenza della voce. Chiude il programma To Phil Woods\, with Love\, omaggio a uno dei più grandi sassofonisti del Novecento\, affidato a un ensemble di sax che riunisce studenti di diversi livelli. Il progetto mette in luce energia\, interplay e profondità espressiva\, restituendo la vitalità di un linguaggio jazzistico sempre attuale. \n\n\n\nLa giornata prosegue alle 17.00 nel giardino della Biblioteca Ariostea dove il Frescobaldi Vocal Ensemble\, guidato da Marta Raviglia\, sarà protagonista di una performance che unisce scrittura musicale e improvvisazione\, all’interno di un percorso formativo che mette al centro la voce come strumento espressivo e creativo. Il programma prevede l’esecuzione di due brani strutturati\, Ooh Yah di Bob Stoloff e Passage di Meredith Monk\, accanto a momenti di improvvisazione collettiva che valorizzano l’ascolto reciproco\, la sperimentazione e la libertà espressiva. L’ensemble è composto da Letizia Baroncelli\, Dewi Franz\, Francesca Fucci\, Enrico Giorgetti\, Gabriela Mendez\, Elena Maria Giovanna Pinna\, Paola Andrea Viaggi e Wenze Yu\, tutte e tutti in veste di performer.  \n\n\n\nInfine alle 19.00 in Piazzetta Sant’Anna proprio in prossimità dell’ingresso dell’Auditorium del Frescobaldi\, in fase di restauro\, si esibirà la Frescobanda\, banda musicale del Conservatorio diretta da Federico Cavalieri\, studente di direzione d’orchestra. Il programma musicale proposto dalla Frescobanda si configura come un affascinante viaggio tra tradizione bandistica e grande repertorio operistico italiano\, intrecciando pagine originali per banda e celebri trascrizioni. Ad aprire il concerto è Millemiglia\, marcia brillante di Franco Benzi\, che introduce immediatamente il pubblico in un clima festoso e dinamico\, tipico della migliore tradizione bandistica. A seguire\, la Sinfonia da Oberto\, Conte di San Bonifacio di Giuseppe Verdi\, proposta nella trascrizione di Marco Tamanini\, restituisce la forza drammatica e l’intensità teatrale degli esordi verdiani in una veste orchestrale dal grande impatto sonoro. Il percorso prosegue con l’Intermezzo sinfonico da Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni\, trascritto da Federico Cavalieri: una pagina di intensa liricità che rappresenta uno dei momenti più celebri del repertorio operistico italiano\, capace di evocare atmosfere sospese e profondamente emotive. Il cuore del programma è dedicato alla produzione di Pellegrino Neri\, con la marcia religiosa Santa Cecilia\, la vivace Polka e il valzerFuochi di paglia\, tutti presentati nelle trascrizioni di Federico Cavalieri. Questi brani mettono in luce la varietà espressiva della scrittura bandistica\, spaziando dal carattere solenne a quello brillante e leggero. A chiudere il concerto\, ancora una pagina di Franco Benzi con Ferrara\, marcia brillante che rende omaggio alla città e al suo spirito\, suggellando il programma con energia e senso di appartenenza. \n\n\n\nDomenica 21 giugno alle 17.00 in Pinacoteca a Palazzo dei Diamanti\, concerto di musica antica dal titolo Musica alla corte di Francia. Il programma propone un percorso tra Sei e Settecento nella musica francese e nordeuropea\, tra teatro\, danza e scrittura strumentale. Al centro\, La mort de Didon di Michel Pignolet de Monteclair rielabora il mito virgiliano con intensa espressività\, alternando recitativi e momenti lirici.La musica esalta la parola\, restituendo il dramma con eleganza tipicamente francese. Seguono le pagine di Jean-Marie Leclair\, dove la scrittura violinistica unisce grazia coreutica e raffinatezza formale. Forlane e Menuets mostrano equilibrio\, simmetria e ricchezza ornamentale. Chiude il Concerto op. 5 n. 1 di Willem de Fesch\, esempio di gusto cosmopolita tra Europa e Inghilterra. La struttura alterna episodi lirici e brillanti fino alla vivace Giga finale. Protagonista è il Concentus Musicus Fe’Antica del Conservatorio di Ferrara. L’ensemble unisce voci e strumenti storici in una lettura filologica. \n\n\n\nAlle 19.00 al Museo Archeologico\, eccezionalmente aperto per l’occasione fino alle 21.00\, l’ensemble di chitarre del Frescobaldi rende omaggio al Maestro Roberto Frosali\, (1940–2023) chè è stato un importante chitarrista e docente\, attivo tra concertismo e didattica. Apprezzato per il suono elegante e il fraseggio raffinato\, si è esibito come solista e con il Trio Chitarristico Italiano\, ottenendo riconoscimenti anche da Andrés Segovia.Ha lasciato un’ampia discografia e\, soprattutto\, un’eredità didattica significativa: per 40 anni ha insegnato al Conservatorio di Ferrara\, formando generazioni di musicisti oggi attivi in tutto il mondo.Fondatore di una vera “scuola chitarristica”\, ha trasmesso la ricerca del “bel suono” unita a sensibilità ed eleganza umana. La sua figura resta un punto di riferimento artistico e culturale\, ricordato con riconoscenza attraverso la musica e i suoi allievi. \n\n\n\nInfine alle 20.30 di nuovo in Pinacoteca il coro\, il coro giovanile e gli archi del Frescobaldi propone un ampio e suggestivo viaggio nella coralità tra Novecento e contemporaneità\, attraversando linguaggi\, stili e suggestioni molto diversi tra loro\, ma uniti dalla centralità della voce come strumento espressivo e collettivo. La prima parte\, affidata al Coro del Conservatorio Frescobaldi\, si apre con Sing gently di Eric Whitacre\, una pagina intensa e meditativa che invita all’ascolto reciproco e alla delicatezza del canto condiviso. Segue The times they are a-changin’ di Bob Dylan\, in un arrangiamento corale che trasforma il celebre brano in un inno corale di forte impatto emotivo e civile. Con Ecce novum di Ola Gjeilo\, per coro\, archi e pianoforte\, il linguaggio contemporaneo si arricchisce di una dimensione spirituale luminosa\, sospesa tra minimalismo e tradizione. Chiude la sezione Java Jive\, vivace brano a cappella che introduce una dimensione più leggera e ritmica\, mostrando la versatilità dell’ensemble. \n\n\n\nLa seconda parte vede protagonista il Coro Giovanile Frescobaldi\, impegnato in un repertorio che alterna raffinatezza e varietà stilistica. Le composizioni di Benjamin Britten\, The birds e Corpus Christi Carol\, offrono un esempio di scrittura corale elegante e suggestiva\, capace di evocare atmosfere ora descrittive\, ora profondamente intime. A conclusione\, A Little Jazz Mass di Bob Chilcott rappresenta un brillante incontro tra la forma liturgica e il linguaggio jazz\, con ritmi vivaci e armonie coinvolgenti. \n\n\n\nSotto la direzione di Mauro Marchetti e con il supporto del pianoforte e degli archi\, il concerto restituisce un’immagine viva e dinamica del lavoro corale del Conservatorio\, mettendo in luce l’impegno\, la sensibilità e la crescita artistica di un ampio gruppo di giovani musicisti. Un’esperienza sonora che unisce tradizione e contemporaneità\, rigore e creatività. \n\n\n\nProgramma completo sul sito www.consfe.it
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SUMMARY:L'Orchestra di Gamelan ai Giardini della Filarmonica
DESCRIPTION:Per la prima volta fa il suo ingresso ai Giardini della Filarmonica\, festival estivo dell’Accademia Filarmonica Romana\, un’Orchestra di Gamelan indonesiana\, grazie a un laboratorio degli studenti dell’Università La Sapienza che ha approfondito le tradizioni musicali delle isole di Bali e Giava. L’appuntamento è per venerdì 19 giugno (ore 21.30) nel verde dei Giardini dell’istituzione romana\, in via Flaminia 118\, per la seconda giornata di Festival. Ad aprirla\, in Sala Casella (ore 20)\, il concerto Architetture sonore che conclude l’anno accademico del Master di interpretazione della musica contemporanea del Conservatorio Santa Cecilia di Roma. \n\n\n\nUN’ORCHESTRA DI GAMELAN NEI GIARDINI \n\n\n\nSi lega a un recente progetto dell’Università La Sapienza di Roma quello di dare vita a una Orchestra di Gamelan\, grazie alla collaborazione fra l’Ambasciata della Repubblica di Indonesia presso la Santa Sede e il Dipartimento di Scienze documentarie\, linguistico-filologiche e geografiche dell’Università capitolina\, con il coordinamento scientifico dell’etnomusicologo Giovanni Giuriati. Il gamelan è un’antica forma d’arte originaria di Giava e Bali; gli ensemble\, formati principalmente da strumenti a percussione\, si esibiscono tradizionalmente all’aperto in occasione di cerimonie nei templi dei villaggi\, matrimoni e funerali\, oppure accompagnando spettacoli di danza\, opere teatrali e teatro delle marionette. In questo concerto\, risuoneranno nei Giardini risonanze di gong e metallofoni\, tessendo incastri polifonici ipnotici e di grande suggestione\, dando al pubblico un esempio del karawitan\, la complessa arte giavanese di suonare gli strumenti del gamelan. Si ascolteranno per l’occasione vari repertori\, da quelli più tradizionali fino a quelli di carattere più popolare\, diffusi in aree rurali\, per rendere un’idea della varietà di stili\, repertori e tecniche esecutive che sono presenti oggigiorno nell’ampio e variegato panorama della musica giavanese\, in continuo fermento e innovazione. Protagonisti gli studenti della Sapienza\, che attraverso il laboratorio sono stati guidati\, insieme ai loro docenti\, alla scoperta delle tradizioni musicali dell’isola di Giava da Yohannes Subowo\, docente dell’Institut Seni Indonesia di Yogyakarta\, una delle più antiche e prestigiose accademie artistiche dell’Indonesia. \n\n\n\nARCHITETTURE SONORE \n\n\n\nIn Sala Casella\, alle ore 20\, gli allievi del Master di II livello in interpretazione della musica contemporanea del Conservatorio Santa Cecilia di Roma sono i protagonisti del concerto Architetture sonore. Sara Paone (mezzosoprano)\, Francesco Melis (violino)\, Lavinia Intili (chitarra)\, Bin Lixiang Bin (pianoforte) e i tre fisarmonicisti Eugenio De Rose\, Matteo Tordiglione e Francesco Venneri si cimentano con lavori del XX e XXI secolo mettendo a frutto l’esperienza del percorso formativo del master. Fra le composizioni piace segnalare anche il nuovo pezzo Ben poco tempo lontano per voce femminile e pianoforte di Lorenzo Marino\, vincitore del Premio Valentino Bucchi di composizione del 2025\, la cui finale si è svolta proprio in Sala Casella\, grazie alla collaborazione fra la Filarmonica e la Fondazione Valentino Bucchi. \n\n\n\nGLI ALTRI APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA (FINO A DOMENICA 21 GIUGNO) \n\n\n\nAnche quest’anno non mancherà Musica Amata\, cui si affianca come novità il progetto di Danza Amata. Il Festival dà spazio agli amatori e dilettanti (nel senso nobile del termine) che suonano e danzano non per professione ma per passione\, ritornando alle radici dell’Accademia Filarmonica\, nata nel 1821 per volontà di alcuni nobili dilettanti romani. Il 20 giugno\, dunque\, il concerto dell’Orchestra Classica della Scuola Popolare di Musica di Testaccio\, diretta da Massimo Munari\, cui segue nei Giardini una performance di danza che mette in relazione tradizioni afrocaraibiche\, latinoamericane e mediterranee. \n\n\n\nA grande richiesta\, il 21 giugno\, tornano nei Giardini i Munedaiko\, gruppo formato dai tre fratelli Mugen\, Naomitsu e Tokinari Yahiro\, che tramanda la pratica millenaria del Taiko\, i tradizionali tamburi giapponesi\, dal suono potente e ancestrale. In Sala Casella una insolita formazione di quartetto di viole\, con Luca Sanzò\, violista di lunga esperienza\, insieme a tre giovani talenti Simona Ruisi\, Michela Marchiana e Mara Badalamenti\, esplora la scrittura contemporanea per questo strumento\, con l’esecuzione di brani di Daniele Carnini (in prima assoluta)\, Francesco Giore e Giona Mason. \n\n\n\n“Il Festival\, quest’anno dal titolo “Radici” – racconta il direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana Domenico Turi – sarà come un lungo viaggio. Un’esplorazione profonda di ciò che ci tiene ancorati\, di ciò che ci forma e\, spesso\, di ciò che rimane invisibile ma essenziale. Le radici sono tradizioni scritte e orali\, suoni ancestrali\, lingue e ritmi che attraversano generazioni e luoghi. Ma le radici sono anche ciò che non si vede. Sono le esperienze intime\, le emozioni nascoste\, le storie personali che plasmano ogni individuo. Come le radici di un albero\, si sviluppano sotto la superficie: silenziose\, complesse\, fondamentali. Questo festival invita a portare alla luce queste dimensioni\, trasformandole in espressione artistica”.  \n\n\n\nBiglietti: Architetture sonore 5\,50 euro\, Orchestra Gamelan 12\,50 euro (comprensivi di prevendita).  \n\n\n\nInfo: tel. 342 9550100\, promozione@filarmonicaromana.org   \n\n\n\nVENERDÌ 19 GIUGNO  \n\n\n\nSALA CASELLA ore 20 \n\n\n\nARCHITETTURE SONORE \n\n\n\nSara Paone mezzosoprano \n\n\n\nFrancesco Melis violino \n\n\n\nLavinia Intili chitarra \n\n\n\nLixiang Bin pianoforte \n\n\n\nEugenio De Rose\, Matteo Tordiglione\, Francesco Venneri fisarmonica \n\n\n\nReginald Smith-Brindle 5 Sketches per violino e chitarraMarcin Błażewicz Nights full of sins per violino e fisarmonica (Melis\, Tordiglione) \n\n\n\nSofija Gubajdulina De Profundis per fisarmonica (Tordiglione)Lorenzo Marino Ben poco tempo lontano per voce femminile e pianoforte (prima esecuzione assoluta) \n\n\n\nJohn Cage Flower per voce e pianoforte Arne Nordheim Flashing per fisarmonica (Venneri) \n\n\n\nKrzysztof Olczak Maestoso mesto per 3 fisarmoniche \n\n\n\nFabio Massimo Capogrosso Light and Shadows per trio di fisarmoniche  \n\n\n\nIn collaborazione con il Master di II livello in interpretazione della musica contemporanea  \n\n\n\ndel Conservatorio Santa Cecilia di Roma \n\n\n\nGIARDINI ore 21.30 \n\n\n\nINDONESIA: ORCHESTRA DI GAMELAN \n\n\n\nKARAWITAN \n\n\n\nOrchestra di Gamelan \n\n\n\nIlaria Meloni\, Francesco de Bellis\, Federico Rossi\, Daniele Zappatore\, Francesco Fioravanti\, Beatrice Fioravanti\, Alessio Cavaliere\, Marta Perrotta\, Mahroo Jafari Ranjbar\, Mahla Jafari Ranjbar\, Francesca d’Alessandro\, Michelangelo Rinaldi\, Giovanni Giuriati\, Gabriella Santini\, Michela Piergentili\, Fiorella Cardinale \n\n\n\nIn collaborazione con Ambasciata della Repubblica di Indonesia presso la Santa Sede e con Sapienza Università di Roma \n\n\n\nAcquisto on line su https://www.vivaticket.com/it/tour/i-giardini-della-filarmonica/4832 \n\n\n\nTutto il programma del festival\, fino al 2 luglio\, sul sito filarmonicaromana.org
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SUMMARY:Al via il Labro Festival in provincia di Rieti
DESCRIPTION:Torna il Labro Festival\, dal 19 giugno al 28 giugno 2026\, un viaggio straordinario tra musica\, teatro\, grandi omaggi e illusionismo\, nello scenario del borgo medievale di Labro\, il “borgo di pietra”\, in provincia di Rieti\, valorizzando l’identità culturale di Labro come crocevia di arte\, natura e storia. Il Festival\, ideato e sviluppato dal direttore artistico Piero Fasciolo più di dieci anni fa\, rivive dal 2025 con la direzione artistica e organizzativa di Jobel\, realtà culturale internazionale con base nella provincia di Rieti fondata nel 2000 e diretta dal regista Lorenzo Cognatti. Il Festival\, inoltre\, si arricchisce della qualità e varietà degli eventi promossi dalla società di produzione Vela Classica che gestisce il Teatro Ghione\, portando a Labro eccellenze del panorama dello spettacolo italiano. Il progetto artistico del Labro Festival 2026 nasce con l’obiettivo di ridefinire lo spazio culturale di Piazza Nobili Vitelleschi\, trasformandolo in un palcoscenico a cielo aperto capace di far dialogare memoria storica\, innovazione e linguaggi multidisciplinari. Il cartellone di quest’anno si articola attraverso una programmazione eterogenea che spazia dalla grande musica sinfonica al teatro di narrazione\, dalla comicità lirica fino all’illusionismo contemporaneo. Sotto il segno del ricordo e della celebrazione dei grandi geni del Novecento e della contemporaneità\, il festival si propone come un’esperienza culturale immersiva\, accessibile e di altissimo profilo qualitativo. \n\n\n\nSi comincia venerdì 19 giugno con uno spettacolo di circo teatro a cura della compagnia Materia Viva\, importante realtà di circo contemporaneo in Italia\, dal titolo “Incontri”: aerea\, danza\, contorsionismo e magia per raccontare la poesia del momento in cui la solitudine si buca e lascia entrare la vita. Sabato 20 giugno la piazza si animerà con la musica travolgente dell’Anonima Armonisti\, settetto vocale a cappella\, canto armonizzato a più voci privo di accompagnamento musicale\, con un repertorio che spazia dalla musica leggera al canto popolare italiano e no\, dai classici vintage ai più recenti successi del pop\, del rock e dell’elettronica. Domenica 21 giugno è la volta del teatro con il Concerto-Racconto “In viaggio con Ulisse”: spettacolo prodotto da Arnia Centro Artistico con sede nel cuore della Sicilia\, in collaborazione con Jobel\, per raccontare il viaggio più famoso di tutti i tempi tra brani originali e riflessioni attuali. Lunedì 22 giugno\, spazio al teatro di narrazione\, con Pino Strabioli\, in “Sempre fiori\, mai un fioraio” Omaggio a Paolo Poli. Un delicato e irriverente omaggio al genio di Paolo Poli. Tratto dall’omonimo volume edito da Rizzoli\, lo spettacolo nasce dai racconti intimi raccolti da Strabioli (già complice di Poli in scena e in televisione). La pièce attraversa il Novecento con leggerezza e sfrontatezza\, offrendo una lezione di pensiero libero tra infanzia\, amori\, guerra e letteratura. Martedì 23 giugno\, varietà\, comicità e illusionismo\, Abracadabra presenta: Crazy Magic Show\, con il Magico Alivernini\, Isabella e Guido dei Disguido e Monsieur David. Una serata dedicata alla meraviglia e all’intrattenimento trasversale. Il format unisce la comicità magica\, il visual comedy dei Disguido e il teatro del corpo e delle mani di Monsieur David\, offrendo una performance dinamica e adatta a un pubblico intergenerazionale. Mercoledì 24 giugno\, miti e leggende della canzone d’autore italiana\, Nel Mondo di Lucio Battisti\, con Roberto Pambianchi & Band. Un viaggio emozionale nel repertorio del più grande innovatore della musica leggera italiana. Lo show fonde l’esecuzione live dei successi intergenerazionali di Battisti con una narrazione avvincente e proiezioni visive storiche\, restituendo la modernità senza tempo del sodalizio Battisti-Mogol. Giovedì 25 giugno\, la grande tradizione classica e la comicità lirica\, Tre Tenori e un Intruso\, con la Compagnia Italiana di Operette. Un perfetto innesto tra il Bel Canto e la commedia dell’arte. Le arie d’opera più celebri della tradizione internazionale vengono destrutturate dalle incursioni comiche dell’Intruso\, creando un ritmo teatrale travolgente che avvicina l’opera lirica a una platea vasta e diversificata. Venerdì 26 giugno\, spazio alle colonne sonore\, C’Era una Volta Morricone con l’Orchestra Mavra diretta dal Maestro Piero Gallo. Un tributo monumentale al Premio Oscar Ennio Morricone. Il programma affianca capolavori epici e immortali (Gabriel’s Oboe\, C’era una volta il West) a perle rare e sofisticate della sua sterminata produzione (Ostinazione al limone\, Le foto proibite di una signora per bene)\, esaltando la genialità artigianale e la capacità del compositore di scolpire la materia sonora. Sabato 27 giugno\, secondo appuntamento con  miti e leggende della canzone d’autore italiana\, Omaggio al Maestro\, Concerto tributo a Franco Battiato. Un’esplorazione intima e mistica dell’universo poetico e filosofico di Franco Battiato. Dalle sonorità avanguardistiche di Centro di gravità permanente alla sacralità lirica de La cura\, il concerto celebra l’autenticità e l’eredità spirituale del cantautore siciliano attraverso arrangiamenti raffinati. Chiusura di Labro Festival 2026\, domenica 28 giugno\, I Beatles a Roma & Orchestra Arios presentano: A Beatles’ Orchestra-Lennon & McCartney\, direzione del M° Daniele Viri\, la band composta da Simone Mariani (chitarra/voce)\, Francesco Luz (chitarra/voce)\, Matteo Palladini (basso/voce)\, Manuel Murgano (piano/tastiere)\, Francesco Pradella (batteria/percussioni). Un progetto che unisce la potenza del rock e la profondità sinfonica. L’opera esplora l’intera parabola creativa del duo Lennon-McCartney\, sia negli anni d’oro con i Fab Fuor sia nelle rispettive carriere soliste. Il costante dialogo tra la live band e l’orchestra sinfonica offre una riscrittura colta e immersiva di un patrimonio musicale universale. \n\n\n\nTutte le serate svolgono presso Piazza Nobili Vitelleschi alle ore 21:00 \n\n\n\nIngresso gratuito.  \n\n\n\nInfo: Comune di Labro – Telefono: 0746 636134 \n\n\n\nFacebook e Instagram: Labro Festival  /  \n\n\n\nIl Labro Festival è parte del finanziamento Pnrr ottenuto dal Comune di Labro a valere sulla misura M1C3 – Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi” del Ministero della Cultura all’interno dell’iniziativa europea NextGenerationEU
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SUMMARY:XXXIV edizione Lago d'Iseo Jazz
DESCRIPTION:Sette concerti tra Iseo\, Predore e Palazzolo sull’Oglio con la presenza di alcuni dei più noti jazzisti italiani e di giovani talenti in ascesa. Il live inaugurale venerdì 19 giugno a Iseo con il gruppo del sassofonista Gianni Denitto. Ingresso libero a tutti gli eventi \n\n\n\nIl festival Lago d’Iseo Jazz-La Casa del Jazz Italiano vara la XXXIV edizione che\, oltre alla sede storica di Iseo (Bs) e a quella\, ormai perfettamente integrata nella rassegna\, di Palazzolo sull’Oglio (Bs)\, si sposta anche a Predore\, sulla sponda bergamasca del Sebino\, grazie alla collaborazione con l’Accademia Tadini di Lovere\, mantenendo il patrocinio di MIDJ\, l’associazione che raggruppa i musicisti italiani di Jazz\, oltre alla pluriennale collaborazione con Rai Radio Tre quale media partner dell’iniziativa\, che darà vita alla consueta e apprezzatissima trasmissione dedicata all’antologia del festival.  \n\n\n\nLa manifestazione pone come sempre la musica al primo posto e lo fa in splendidi contesti ambientali: sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea di Iseo\, con tre chiese una di fronte all’altra; nel Parco delle Tre Ville di Palazzolo sull’Oglio\, luogo altamente suggestivo e di grande impatto naturalistico; nel bellissimo auditorium costruito nella Chiesa di San Giovanni Battista a Predore e nella superba ambientazione del grande prato-solarium del Sassabenek\, di nuovo a Iseo. Da quest’anno\, la parte organizzativa viene assunta\, oltre che dallo Sviluppo Turistico Lago D’Iseo\, anche dall’associazione culturale Secondo Maggio\, da trentadue anni promoter a Milano della prestigiosa rassegna Atelier Musicale.  \n\n\n\nI concerti della XXXIV edizione\, come sempre aperti da un’agile guida all’ascolto che integra culturalmente la proposta musicale\, presentano la consueta ed equilibrata presenza tra grandi personalità della scena jazzistica nazionale e talenti emergenti\, progetti speciali e una grande varietà stilistica. Due appuntamenti sono legati al centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane: il primo\, con protagonista il quintetto di Marco Mariani\, unisce diverse generazioni di musicisti\, tutti legati dalla comune esperienza ai milanesi Civici Corsi di Jazz\, per esplorare la musica del famoso quintetto davisiano degli anni Sessanta. Il secondo prevede un progetto speciale di un grande “musicista per musicisti” quale Paolo Birro\, che in piano solo esplorerà composizioni che fanno parte di tutto l’arco creativo del sassofonista americano. L’esperienza policulturale di Gianni Denitto entrerà in gioco nel concerto di apertura\, in cui il suo gruppo di giovani musicisti suonerà pagine di grande varietà e brillantezza compositiva\, mentre al mondo contemporaneo si indirizza la Freak Machine di uno dei maggiori trombettisti e autori del jazz europeo: Giovanni Falzone. Due singolari concerti saranno poi quelli di Claudio Angeleri\, pianista e compositore di grande fama\, che porterà il mondo del pop all’interno di un linguaggio modern mainstream\, e della pianista Eugenia Canale\, di formazione classica e jazzistica\, che eseguirà i principali temi della Turandot pucciniana rivestendoli del linguaggio di vari stili del jazz. Infine\, dopo aver festeggiato i suoi novant’anni la scorsa estate proprio su uno dei palchi del festival\, Enrico Intra tornerà di nuovo protagonista\, duettando con nuovi e formidabili talenti del jazz italiano con cui recentemente ha inciso un album per l’etichetta Alfamusic.  \n\n\n\nL’incontro di stili e generazioni diverse e l’assoluta varietà di proposte rappresentano\, nel loro insieme\, un cartellone unico\, che si può ascoltare solo sulle sponde del Sebino. Conosciamo meglio più da vicino il programma e i protagonisti. Con il gruppo del sassofonista Gianni Denitto\, autore del disco The Shadow Line (classificato tra i 100 migliori album jazz del 2025 dalla rivista Jazzit)\, prende il via venerdì 19 giugno a Iseo\, sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea\, la nuova edizione del festival. La proposta di Denitto trae ispirazione dall’omonimo romanzo scritto nel 1917 da Joseph Conrad: la musica è stata\, infatti\, composta pensando a un viaggio simbolico che attraversa le tappe dell’esperienza umana\, tra grandezza e miseria. Come nel testo di Conrad\, la “linea d’ombra” rappresenta un limite da sfidare e superare: il passaggio dalla giovinezza alla consapevolezza\, ma anche il coraggio di oltrepassare i confini di ciò che ci definisce\, per entrare in una dimensione nuova e trasformativa. Per realizzare questo progetto\, Denitto ha scelto alcune delle migliori promesse del jazz italiano\, a cui ha affidato arrangiamenti articolati e brillanti\, in una linea decisamente legata al mainstream contemporaneo. Sassofonista di formazione classica e jazz\, Denitto ha sviluppato nel tempo un fecondo rapporto con la musica elettronica\, trovando una singolare sintesi con il suono acustico. Ha poi collaborato con musicisti di diverse tradizioni culturali\, dall’Africa all’India\, portando nel suo linguaggio spunti provenienti da un vasto universo sonoro\, svolgendo nel contempo attività di insegnamento in accademie e conservatori di varie parti del mondo. Come strumentista\, ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica della Rai per la sua competenza nella musica eurocolta\, mentre nel jazz è stato al fianco di artisti rilevanti quali Billy Cobham\, Francesco Cafiso\, Fabrizio Bosso\, Miroslav Vitous\, Flavio Boltro e Tullio De Piscopo (ma non solo)\, esibendosi in numerosi festival italiani e internazionali. Attualmente è vicepresidente di MIDJ e la sua presenza a Lago D’Iseo Jazz risponde alla duplice esigenza di portare nel nostro festival artisti riconosciuti e giovani talenti emergenti.  \n\n\n\nIl giorno dopo\, sabato 20 giugno\, sempre a Iseo (Bs)e sempre sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea\, sarà la volta del nuovo\, entusiasmante trio del trombettista Giovanni Falzone. Con la Freak Machine il musicista siciliano propone un jazz nel quale si utilizzano materiali provenienti da un vasto universo sonoro che comprende il punk\, il funky\, il rock\, la musica eurocolta contemporanea e l’elettronica per realizzare una serie di brani\, più o meno strutturati\, che favoriscono l’improvvisazione aperta e legata al dialogo collettivo del trio. Il progetto nasconde anche la più profonda riflessione sul rapporto dell’uomo odierno con la tecnologia\, come del resto alcuni pezzi in repertorio ben evidenziano\, a partire da L’uomo robot. La varietà di colori messi in gioco da Falzone\, compreso un utilizzo straniante della voce\, le qualità di superbo improvvisatore e di eccellente strumentista del leader\, la competenza e la sensibilità dei suoi partner\, con i quali lavora in maniera empatica\, fanno della Freak Machine un gruppo dall’eccellente interplay e dalle sorprendenti traiettorie sonore. Del resto\, Andrea Bruzzone\, classe 1988\, è musicista di esperienza\, che vanta collaborazioni in vari contesti jazzistici\, dal piccolo gruppo alla big band (anche con Fabrizio Bosso\, Roberto Cecchetto\, Alberto Mandarini e Pino Jodice) e la vittoria nella International Percussion Competition del 2015. Giuseppe La Grutta\, nato nel 1996\, spazia invece dal funk al soul e al rock classico e con la sua band ha aperto quattro concerti-evento di Elio e le Storie Tese tra il 2022 e il 2025. Giovanni Falzone è\, come noto\, uno dei più creativi e completi jazzisti italiani\, con una formazione sia classica sia jazz: nel primo ambito ha avuto un percorso orchestrale di altissimo livello\, diretto da bacchette quali Riccardo Chailly\, Giuseppe Sinopoli e Carlo Maria Giulini. Nel jazz vanta una carriera di leader che lo ha portato a incidere una ventina di dischi e a vincere premi importanti tra cui il Django d’Or e\, in varie categorie\, diversi Top Jazz della rivista Musica Jazz. Ha collaborato con grandi artisti italiani e internazionali\, da Giorgio Gaslini a Kenny Werner\, da Enrico Pieranunzi a Jim Black\, da Rita Marcotulli a Jeff Ballard\, per citarne solo alcuni\, suonando nei più prestigiosi festival nazionali e internazionali. Docente richiestissimo\, alterna l’attività di insegnamento a quella di solista e compositore e in questo concerto ci proporrà una musica al di fuori dagli abituali schemi e dall’inusuale scenografia sonora. \n\n\n\nGiovedì 25 giugno\, il lido Sassabanek di Iseo (Bs)ospiterà due concerti: quello del quintetto del trombettista Marco Mariani e quello del sestetto del pianista Claudio Angeleri. Quest’anno\, come detto\, ricorre il centenario della nascita di Miles Davis\, figura chiave nella storia del Jazz e della musica del Novecento\, che vide la luce ad Alton\, nell’Illinois\, il 26 maggio del 1926. A questo straordinario artista dedica il suo nuovo progetto Marco Mariani\, che nel suo percorso musicale ha già realizzato programmi originali anche su altre grandi personalità della tromba e della composizione jazz. La novità di questo tributo a Davis è dovuta al fatto che i riferimenti sono i brani registrati con lo storico quintetto degli anni Sessanta\, quello con Shorter\, Hancock\, Carter e Williams\, formazione iconica della storia jazzistica che portò la concezione modale a un punto estremo di realizzazione e\, quindi\, la proposta di Mariani farà rivivere\, con la sensibilità contemporanea\, pagine importanti ma poco esplorate. Marco Mariani si è diplomato sia in tromba classica sia in tromba Jazz ed è solista della Civica Jazz Band di Enrico Intra\, della Artchipel Orchestra di Ferdinando Faraò\, della Montecarlo Night di Nick The Nightfly e della Swing Band di Paolo Tomelleri\, oltre a dirigere da anni il Bocconi Jazz Business Unit dell’Università Bocconi. Docente apprezzato ai Civici Corsi di Jazz (di cui fu studente)\, ha scritto con Emilio Soana tre metodi didattici per tromba jazz ed è musicista che unisce alla profonda conoscenza del moderno trombettismo jazzistico la predilezione per il Miles Davis elettrico quanto per l’improvvisazione radicale nell’ambito della noise music. Anche i musicisti con cui si presenta a Iseo sono tutti legati ai Civici Corsi di Jazz di Milano\, a cominciare da Rudi Manzoli\, prima studente e oggi docente della prestigiosa scuola milanese\, tenorista di esperienza e vasta conoscenza linguistica\, mentre diplomati dei Civici sono la contrabbassista Margherita Carbonell\, anch’essa con la doppia preparazione classica e jazzistica\, già partner di Enrico Intra in ambito concertistico e discografico\, e il batterista Daniele Delfino\, una nuova realtà del drumming italiano. In fase di diploma al biennio di specializzazione è invece il pianista Samuele Lindo.  \n\n\n\nPoi sarà la volta del sestetto del pianista e compositore Claudio Angeleri\, affiancato da Paola Milzani (voce )\, Gabriele Comeglio (sassofoni)\, Michele Gentilini (chitarra)\, Marco Esposito (basso elettrico) e Matteo Milesi (batteria). Per Lago D’Iseo Jazz\, il musicista bergamasco presenterà un progetto nato nel 2001 e coronato da grande successo: From Be to Pops nasce dall’idea di portare nel jazz di impronta contemporary mainstream una serie di brani provenienti dalla canzone italiana\, da quel pop che è il corrispondente nazionale dei grandi evergreen americani. In sostanza\, un concerto che ha in programma celebri canzoni scritte da autori quali Gino Paoli\, Fabio Concato\, Bruno Martino\, Pino Donaggio\, Roby Facchinetti e Carlo Alberto Rossi e rese celebri da grandi interpreti nazionali e internazionali tra cui Mina\, Ornella Vanoni\, Joao Gilberto\, Gilberto Gil ed Elvis Presley. Si tratta di melodie straordinarie\, diventate degli evergreen che hanno attraversato i generi giungendo anche al jazz\, grazie alle versioni di Michel Petrucciani\, Toots Thielemans\, Mike Stern\, Chet Baker e molti altri. Gli arrangiamenti mantengono fede alla riconoscibilità delle linee melodiche\, pur introducendo elementi originali caratteristici della penna di Claudio Angeleri\, ora più pop e funk\, ora più bebop e bluesy. Panista\, compositore\, docente e organizzatore\, Angeleri è una delle personalità più versatili della scena del jazz nazionale e guarda alla tradizione moderna del jazz per attualizzarla\, grazie alle sue qualità compositive e di arrangiatore. Per questo concerto propone il suo gruppo più longevo\, con il sassofonista Gabriele Comeglio\, polistrumentista di alto livello e anche arrangiatore attivo sia nell’ambito jazz sia in quello pop (tra gli altri\, ha arrangiato anche per Mina); c’è poi la versatile cantante bresciana Paola Milzani\, che spazia con personalità dal jazz alla musica classica\, dal pop al gospel\, quindi il bassista elettrico Marco Esposito\, da sempre partner di Angeleri. Infine\, ci sono il raffinato batterista Matteo Milesie\, come nuovo innesto\, Michele Gentilinialla chitarra\, che porta colori rock e funk all’interno del suo linguaggio. Il concerto propone\, quindi\, una musica di grande effetto\, che unisce la riconoscibilità di pezzi da tutti amati al jazz di matrice contemporanea\, ma radicato nella storia moderna di questa musica. \n\n\n\nVenerdì 26 giugno il festival si sposterà a Predore (Bg) per il concerto dell’Enrico Intra Group all’auditorium civico San Giovanni Battista. Dopo aver festeggiato il traguardo dei novant’anni nella scorsa edizione del festival\, di cui è testimonial musicale\, Enrico Intra continua a stupirci per la sua vitalità straordinaria e per l’attenzione che rivolge alle nuove generazioni di musicisti. Questa volta\, nell’inedita e splendida cornice dell’auditorium di Predore\, presenta il suo ultimo progetto\, che ha appena visto la luce in un disco dell’etichetta romana Alfamusic\, titolato come questo concerto: IN-TRA In Duo. Si tratta di un insieme di duetti\, ma non solo\, realizzati con alcuni giovani jazzisti italiani di grande talento\, all’insegna del dialogo generazionale tipico del festival\, e in particolare di questa edizione\, qui fondato sulla musica del pianista e compositore milanese\, attualissima nelle forme e originale nel suo rapporto con la musica europea contemporanea. L’attenzione al suono e la presenza di cellule ritmiche o melodiche alla base delle composizioni caratterizzano le pagine del carismatico Maestro\, fornendo un materiale insolito e di grande stimolo per realizzare improvvisazioni fuori dagli schemi\, basate su un forte interplay che richiede creatività e capacità di trovare singolari strade espressive. Il talento dei giovani artisti al suo fianco è ben evidente nella musica del Cd\, che mette in luce la maturità con cui si muovono su un terreno inusuale\, dialogando con coerenza e spregiudicatezza con il pianoforte. Se di Intra conosciamo tutti lo straordinario e variegato percorso artistico\, che fa di lui una delle più significative voci del jazz europeo fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso\, occorre sottolineare le qualità dei suoi partner\, a cominciare dalla versatilità della cantante Lucia Filaci\, la cui voce spazia con facilità su tutti i registri\, e dalla padronanza tecnica e sensibilità espressiva di Arabella Rustico al contrabbasso. Quindi la tromba di Giacomo Serino si distingue per la modernità del linguaggio\, il sassofono di Vittorio Cuculo per la conoscenza profonda della storia e la batteria di Daniel Besthorn per il senso del colore. Dopo il trionfale debutto lo scorso dicembre alla Casa del Jazz di Roma e l’invito al festival Jazz e Donna di Lucca\, il gruppo ha nella rassegna iseana un’altra tappa fondamentale del suo percorso artistico. \n\n\n\nLa XXXIV edizione del festival si concluderà sabato 27 giugno a Palazzolo sull’Oglio con due concerti nella bellissima cornice del Parco delle Tre Ville che vedranno impegnati\, rispettivamente\, Paolo Birro in piano solo e il quartetto di Eugenia Canale. Per il centenario della nascita di John Coltrane\, gli organizzatori di Lago D’Iseo Jazz hanno commissionato a Paolo Birro un omaggio dedicato alle composizioni del sassofonista afroamericano\, una delle più rilevanti personalità dell’intera storia del jazz. Pensando al dedicatario\, un percorso in piano solo potrà sembrare strano\, eppure\, svincolato dal suono del sassofono\, il mondo musicale coltraniano ci apparirà in una veste differente\, aperto a nuove suggestioni\, in grado di evidenziare le qualità compositive del musicista di Hamlet\, North Carolina\, la città dove nacque il 23 settembre di un secolo fa. Il mondo compositivo di Coltrane verrà affrontato attraverso la tipologia dei brani: ci saranno pezzi legati alla più ampia ricerca armonica\, quelli di carattere tonale-modale\, altri che guardano alla musica extraoccidentale fino alle pagine dell’ultimo periodo\, quello aperto alle linee espressive più radicali degli anni Sessanta. Questa è una vera novità\, perché è rarissimo che l’universo coltraniano sia affrontato a tutto tondo: per realizzare un simile progetto occorreva un musicista di grande cultura e profondità espressiva\, un artista senza pregiudizi\, capace di portare nel suo linguaggio spunti provenienti da tutta la storia di Coltrane\, cogliendo però con precisione i legami tra le varie fasi del suo cammino artistico. “Musicista per musicisti”\, Paolo Birro si è diplomato prima in piano classico (nel 1987)\, poi in pianoforte jazz\, quando già era una figura di primo piano della scena nazionale. Pianista essenziale\, sa trasmettere emozioni attraverso un modo di suonare che va sempre al cuore della musica\, come ben sanno i grandi musicisti che lo hanno voluto al loro fianco\, da Enrico Rava a Lee Konitz\, da Pietro Tonolo a Claudio Fasoli e\, ancora\, Buddy De Franco\, Bobby Watson\, Mauro Negri\, Johnny Griffin\, Sandro Gibellini e tanti altri. Birro ha suonato in numerosi festival e rassegne in Italia e all’estero e come didatta ha insegnato nelle più prestigiose istituzioni didattiche italiane. Attualmente è docente al Conservatorio di Vicenza.  \n\n\n\nInfine spazio alla pianista e compositrice Eugenia Canale e al suo Rebus Quartet\, completato da Guido Bombardieri (sassofono e clarinetto)\, Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso) e Roberto Paglieri (batteria). Turandot\, l’ultima opera di Giacomo Puccini\, che come tutti sappiamo il Maestro non terminò\, è al centro della musica di questa formazione\, che ha pubblicato per l’etichetta Abeat la sua versione per quartetto jazz di alcune arie del capolavoro pucciniano\, tra cui la celeberrima Nessun dorma. Lo sguardo dei jazzisti all’opera non è nuovo\, ma qui l’originalità risiede nell’aver elaborato le arie seguendo parte dell’articolato percorso storico del jazz\, quindi riproponendole attraverso rimandi a stili quali il Bebop\, il New Orleans\, la libera improvvisazione\, il funky-blues e altri ancora. Una varietà ottenuta agendo sulla componente ritmica e timbrica dei pezzi e lasciando inalterata\, e riconoscibile\, la parte armonica e quella melodica\, a dimostrazione della modernità della concezione musicale di Puccini. L’occasione di ascoltare questa versione jazzistica di un capolavoro della storia del melodramma è\, quindi\, un evento importante. Eugenia Canale\, pianista di doppia formazione (classica e jazzistica)\, è uno dei nuovi volti del jazz italiano al femminile e svolge attività sia in ambito eurocolto\, soprattutto nella dimensione cameristica\, sia in quello jazzistico. Dotata di sicura tecnica\, di un linguaggio elegante e comunicativo e di uno swing coinvolgente\, si è circondata di musicisti di assoluta esperienza\, a cominciare da Guido Bombardieri\, eclettico clarinettista e sassofonista\, la cui lunga carriera lo ha visto al fianco di musicisti italiani e internazionali di primissimo piano. Tito Mangialajo Rantzer è un contrabbassista molto richiesto\, soprattutto dagli esponenti della scena jazzistica più legata alla libera improvvisazione\, ma vanta una solida esperienza in tutti gli stili del jazz. Infine\, Roberto Paglieri è un batterista funzionale\, dallo swing leggero ed efficace\, che è stato al fianco di Franco Cerri nell’ultimo periodo di attività del grande chitarrista\, di cui quest’anno si ricordano i cento anni dalla nascita. \n\n\n\n  \n\n\n\nLAGO D’ISEO JAZZ-LA CASA DEL JAZZ ITALIANO \n\n\n\nDAL 19 AL 27 GIUGNO 2026 – Il programma della XXXIV edizione \n\n\n\nVenerdì 19 giugno  \n\n\n\nIseo (Bs)\, sagrato della Pieve di Sant’Andrea\, ore 21 \n\n\n\nGianni Denitto \n\n\n\nThe Shadow Line \n\n\n\nGianni Denitto (sassofoni)\, Matilde Gori (tromba)\, Didier Yon (trombone)\, Alessandro Rosin (contrabbasso\, Gabriele Peretti (batteria) \n\n\n\nSabato 20 giugno  \n\n\n\nIseo (Bs)\, sagrato della Pieve di Sant’Andrea\, ore 21 \n\n\n\nGiovanni Falzone Freak Machine  \n\n\n\nGiovanni Falzone (tromba\, voce\, elettronica)\, Giuseppe La Grutta (basso elettrico)\, Andrea Bruzzone (batteria) \n\n\n\n  \n\n\n\nGiovedì 25 giugno \n\n\n\nIseo (Bs)\, lido di Sassabanek\, ore 21 \n\n\n\nMarco Mariani Quintetto \n\n\n\nCento anni di Miles Davis – La musica del secondo quintetto \n\n\n\nMarco Mariani (tromba)\, Rudi Manzoli (sax tenore)\, Samuele Lindo (pianoforte e tastiere)\, \n\n\n\nMargherita Carbonell (contrabbasso)\, Daniele Delfino (batteria) \n\n\n\n  \n\n\n\nClaudio Angeleri Sestetto \n\n\n\nFrom Be to Pops \n\n\n\nClaudio Angeleri (pianoforte)\, Paola Milzani (voce )\, Gabriele Comeglio (sassofoni)\, \n\n\n\nMichele Gentilini (chitarra)\, Marco Esposito (basso elettrico)\, Matteo Milesi (batteria) \n\n\n\n  \n\n\n\nVenerdì 26 giugno \n\n\n\nPredore (Bg)\, auditorium civico San Giovanni Battista\, ore 21 \n\n\n\nEnrico Intra Group \n\n\n\nIN-TRA In Duo \n\n\n\nEnrico Intra (pianoforte)\, Lucia Filaci (voce)\, Giacomo Serino (tromba)\, Vittorio Cuculo (sassofoni)\, Arabella Rustico (contrabbasso)\, Daniel Besthorn (batteria) \n\n\n\n  \n\n\n\nSabato 27 giugno \n\n\n\nPalazzolo sull’Oglio (Bs)\, Parco delle Tre Ville\, ore 21 \n\n\n\nEugenia Canale Rebus Quartet \n\n\n\nTurandot \n\n\n\nEugenia Canale (pianoforte)\, Guido Bombardieri (sassofono e clarinetto)\, Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso)\, Roberto Paglieri (batteria) \n\n\n\n  \n\n\n\nPaolo Birro piano solo \n\n\n\nTributo a John Coltrane nel centenario della nascita (progetto speciale del festival) \n\n\n\nPaolo Birro (pianoforte) \n\n\n\n  \n\n\n\nTutti i concerti sono a ingresso libero.  \n\n\n\nDirezione artistica e introduzione ai concerti: Maurizio Franco. \n\n\n\nOrganizzazione: associazione culturale Secondo Maggio – Sviluppo Turistico Lago D’Iseo Sassabanek. \n\n\n\nAmplificazione e luci: CDpM Sound and Light. \n\n\n\nLago d’Iseo Jazz utilizza pianoforti San Michele e batterie Le Soprano. \n\n\n\nMedia partner: Rai Radio Tre. \n\n\n\nCon il patrocinio di MIDJ\, Musicisti Italiani di Jazz
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SUMMARY:Alessandra D'Alessandro e  Il Di Majo-Ugolini Quintet al Garbatella Jazz Festival
DESCRIPTION:La ventesima edizione del Garbatella Jazz Festival\, organizzato da Cara Garbatella e Villetta Social Lab\, con il patrocinio del Municipio Roma VIII\, con la direzione artistica di Pasquale Innarella\, prosegue\, venerdì 19 giugno. Il primo concerto alle 20\,30 con Alessandra D’Alessandro “Xenia”. “Xenia” è un progetto originale ideato dalla batterista e leader della band Alessandra D’Alessandro\, con l’intento di fondere i vari mondi musicali che compongono il suo background: dal punk rock al jazz\, dall’hip hop all’improvvisazione radicale\, in un racconto che coniuga le diverse identità musicali e personali di ogni musicista del progetto. Il secondo concerto della serata\, alle 22\,00\, Di Majo-Ugolini Quintet “Tribute to Horace Silver”. Un omaggio ad un compositore tra i più originali ed eclettici del panorama jazz del periodo hard bop. Il repertorio è caratterizzato da un’alternanza tra ritmi latini\, swing\, funk e soul che offrono possibilità di espressione alle differenti personalità dei componenti del quintetto. \n\n\n\nÈ previsto servizio di ristorazione e bar \n\n\n\nINGRESSO GRATUITO \n\n\n\nINFO E PRENOTAZIONI: 388 9925715 \n\n\n\nWWW.CARAGARBATELLA.It
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SUMMARY:“Macbeth – Atto di Sangue” a Verona
DESCRIPTION: -Nel cuore della fortino medievale di Castelvecchio a Verona Casa Shakespeare presenta “Macbeth – Atto di Sangue”\, una nuova produzione originale site-specific concepita come evento speciale di SHAKESPEARE 2026 e inserita nel programma delle Olimpiadi Culturali 2026. \n\n\n\nL’intera azione si svolge in un unico spazio: la camera da letto di Macbeth e Lady Macbeth\, luogo mentale prima ancora che fisico\, dove desiderio di potere\, coscienza e rovina si consumano sotto gli occhi del pubblico. Il rapporto tra Macbeth e Lady Macbeth si trasforma progressivamente in uno spazio di seduzione\, potere e distruzione reciproca. \n\n\n\nIn un ambiente unico e ravvicinato\, Macbeth – Atto di Sangue mette in scena la progressiva dissoluzione di una coppia divorata dall’ambizione. Il pubblico assiste da vicino a un rituale di potere e coscienza dove desiderio\, violenza e identità si intrecciano senza possibilità di fuga. \n\n\n\nLa lingua originale di Shakespeare convive con una scrittura italiana contemporanea fatta di confessioni\, visioni interiori e tensioni emotive\, dando vita a una performance bilingue dove il confine tra tragedia classica ed esperienza psicologica si dissolve. \n\n\n\nLa figura di Banquo si trasforma in una presenza di coscienza: una voce che attraversa l’intera performance incarnando memoria\, destino e colpa all’interno della mente di Macbeth. \n\n\n\nLa regia di Lucia Messina attraversa Macbeth come una tragedia dell’intimità e del desiderio\, dove il potere nasce all’interno della relazione tra Macbeth e Lady Macbeth\, trasformando la loro unione in un luogo di ambizione\, seduzione e rovina condivisa. \n\n\n\n«Macbeth è un eroe della discesa»\, scrive la regista nelle note di regia. «Un uomo che sceglie di ignorare la coscienza nel tentativo di ridefinire il proprio destino». \n\n\n\nL’adattamento concentra simbolicamente l’azione nella camera da letto di Macbeth e Lady Macbeth\, luogo mentale prima ancora che fisico\, spazio della decisione\, della proiezione e della colpa. \n\n\n\nLa scelta di un Macbeth maturo\, richiama la tradizione interpretativa inaugurata da David Garrick e restituisce al personaggio una tensione tragica nuova: quella dell’ultima possibilità\, del desiderio di potere come estrema affermazione di sé. \n\n\n\nConcepito esclusivamente per il Cortile del Mastio di Castelvecchio\, lo spettacolo nasce in relazione diretta con la fortino medievale e può esistere soltanto a Verona. \n\n\n\nLa drammaturgia originale è scritta da Andrea de Manincor\, attore e autore\, attraverso un processo di scrittura in costante evoluzione\, costruito nel confronto continuo tra testo shakespeariano\, regia e spazio performativo. \n\n\n\n“Macbeth – Atto di Sangue” debutta a Verona dal 18 al 21 giugno 2026 come produzione speciale di Casa Shakespeare nell’ambito del SHAKESPEARE 2026. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nRegia e adattamento: Lucia Messina \n\n\n\nAdattamento e drammaturgia: Andrea de Manincor \n\n\n\nProduzione: Casa Shakespeare \n\n\n\nCast: Solimano Pontarollo\, Katia Mirabella\, Francesco Martucci \n\n\n\nCostumi: Caterina Duzzi \n\n\n\nScenografia: Simone Tessari \n\n\n\nFoto: Giuliano Bellagio \n\n\n\nTecnico: Edoardo Dal Bon \n\n\n\nDisegno luci: Francesco Bertolini \n\n\n\nDurata: 1 ora \n\n\n\nSpettacolo: in costume. \n\n\n\nPerformance bilingue in italiano e inglese. Sovratitoli. \n\n\n\nINFORMAZIONI UTILI \n\n\n\nI posti non sono numerati. L’acquisto è esclusivamente online. \n\n\n\nContenuti sensibili. Pubblico consigliato: 14+ \n\n\n\nAccesso per disabili\, maggiori informazioni a web@casashakespeare.it o al 3400523801. \n\n\n\nPer ricevere accrediti stampa e inviti per creator scrivere a web@casashakespeare.it \n\n\n\nBIGLIETTERIA ONLINE \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/ticket/macbeth-atto-di-sangue/304092 \n\n\n\nNOTE DI REGIA di Lucia Messina \n\n\n\nMacbeth è un’epopea oscura che non racconta l’ascesa di un eroe\, bensì la sua discesa. Un eroe “nero” che vota sé stesso al perseguimento di un obiettivo nefasto\, sacrilego. \n\n\n\nMacbeth è l’uomo che agisce in preda all’ambizione\, ignorando i richiami della coscienza. \n\n\n\nMacbeth è attaccamento al potere\, in quanto potere esistenziale. \n\n\n\nIl Poter Essere secondo volontà umana\, a prescindere dalle leggi superiori che regolano il Tutto.Macbeth sceglie di credere alle profezie delle streghe\, creando un ponte senza ritorno tra la realtà e l’illusione. \n\n\n\nMacbeth è affiancato da un alter ego femminile che si fa promotore\, assieme a lui\, di una corsa scellerata verso il soddisfacimento delle proprie pulsioni. \n\n\n\nUn’unione uomo-donna votata a cavalcare assieme nelle lande del potere. \n\n\n\nUn potere che promette successi\, ma semina rovina. \n\n\n\nUn potere che diventa solitudine\, separazione\, disgregando ogni tipo di unione possibile\, financo quella della coscienza. \n\n\n\nMacbeth è un angelo caduto.Pronto a tutto\, pur di ascendere. \n\n\n\nMacbeth innesca la follia del Ribelle\, destinato\, prima o poi\, a soccombere negli Inferi della coscienza. \n\n\n\nUn adattamento dell’opera che concentra tutta l’azione nella camera da letto di Macbeth e della sua Lady. Luogo della coscienza\, in cui tutto avviene. \n\n\n\nLuogo in cui ognuno di noi si trova a elaborare avvenimenti\, a immaginare possibilità. Luogo in cui sta a noi scegliere quali voci ascoltare e discernere qual è la via che sentiamo di percorrere. \n\n\n\nLuogo in cui\, a volte\, ci ritroviamo di fronte a enigmi sempre uguali a cui\, nostro malgrado\, diamo sempre le stesse risposte. \n\n\n\nNOTE DRAMMATURGIA di Andrea de Manincor \n\n\n\n“Ieri ci siamo trovati con Lucia. Mi ha restituito\, ridato alcuni ulteriori suggerimenti dopo essersi letta il testo e quindi anch’io adesso sto tornando sul testo\, anche sull’inizio e su determinati snodi che potranno essere importanti. \n\n\n\nDiciamo la cosa più rilevante che abbiamo riscontrato di poter partire anche  drammaturgicamente dall’idea di non anticipare ciò che accade. Cioè nel senso che Macbeth parte come l’uomo di successo che non deve chiedere mai perché brucia tutte le tappe. E quindi l’inizio è evocativo di un successo già avvenuto?\, possibile?\, comunque questo è. \n\n\n\nIl terzo personaggio: Who. Who sarà veramente lo ‘spirito’ di Banquo. Nel senso che sarà colui che\, da spirito di Banquo\, conosce già la storia ma non anticiperà nulla. Come se ciò che vediamo realizzarsi sotto i nostri occhi siano due presenti\, cioè due realtà che vivono nel presente: quella di Macbeth e Lady Macbeth e quella di Banquo che è già stato ovviamente ucciso\, ma noi non sappiamo ancora che lui parlerà le parole di Banquo. Quindi sembra che tutto debba ancora accadere e parlerà poi le parole e le battute di altri personaggi\, Macduff?\, Malcolm?\, Ross?\, ecco.  \n\n\n\nL’inizio\, cioè la suggestione dell’inizio: la\, nudità\, o comunque la possibilità di incontrare Macbeth e Lady Macbeth\, proprio all’inizio\, in una sorta di lotta\, lotta amorosa o di azione amorosa\, evocativa di una lotta e di un… e di un rapporto anche d’amore che sta avvenendo. \n\n\n\nEcco\, quindi: giochiamo tutto su questa idea sempre del letto che diventa veramente il… luogo delle… decisioni dei due\, e non solo dei due. Ecco\, quindi lavoreremo su questa roba qua.” \n\n\n\nSHAKESPEARE 2026 \n\n\n\nLa rassegna annuale interamente dedicata al Bardo\, con appuntamenti ogni mese tra teatro\, incontri e cultura. Un programma diffuso che attraversa il territorio veneto con uno sguardo internazionale\, mettendo in dialogo luoghi\, persone e visioni contemporanee.Da oltre dieci anni\, Casa Shakespeare porta in scena l’opera di Shakespeare rendendola viva\, accessibile\, necessaria. \n\n\n\nLa nostra missione è chiara: promuovere inclusività e accessibilità\, perché Shakespeare non appartiene a pochi\, ma è patrimonio di tutti. \n\n\n\n[Link: https://casashakespeare.it/shakespeare-2026-verona ] \n\n\n\nLOCATION \n\n\n\nIl Cortile del Mastio di Castelvecchio\, nel cuore del nucleo trecentesco di Verona\, è uno degli spazi storici più significativi della città. Dominato dall’imponente Torre del Mastio (1376)\, il cortile separa l’antica Reggia Scaligera dalla piazza d’armi del castello e custodisce il celebre intervento museografico di Carlo Scarpa\, considerato uno dei capolavori dell’architettura museale del Novecento. \n\n\n\nIl complesso di Castelvecchio fa parte del sito di Verona riconosciuto Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2000 per il suo eccezionale valore storico\, artistico e urbanistico. \n\n\n\nLa scelta del Cortile del Mastio come sede di “Macbeth – Atto di Sangue” assume un valore non soltanto scenografico\, ma profondamente drammaturgico: la struttura medievale\, i percorsi fortificati e la materia architettonica del castello diventano parte integrante dell’esperienza performativa. \n\n\n\nLa produzione si inserisce inoltre in un momento simbolico per la città e per il museo stesso: il 2026 segna infatti il centenario dell’inaugurazione del Museo Civico di Castelvecchio\, aperto il 25 aprile 1926. \n\n\n\n[Link: https://museodicastelvecchio.comune.verona.it/ ] \n\n\n\nPARTNER \n\n\n\nMain sponsor Magis.Con il sostegno di Confartigianato Imprese Verona.Con il patrocinio della Camera di Commercio di Verona\, della Regione del Veneto\, della Provincia di Verona e del Comune di Verona. \n\n\n\nAICS Verona in scena [link: https://www.instagram.com/veronainscena/ 
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SUMMARY:“Lungomare da leggere” sul lungomare di di Marina di Massa
DESCRIPTION:Giunto alla sua quinta edizione\, “Lungomare da leggere”\, realizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara e curato da Marco Vichi\, con il patrocinio del Comune di Massa\, della Provincia di Massa Carrara e della Regione Toscana e con la compartecipazione della Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, immergerà nuovamente il lungomare di Marina di Massa nella letteratura e nella narrazione. \n\n\n\n“Narrare accompagna la nostra vita\, anche quando non ce ne accorgiamo. Tutto è “racconto”\, e quando non raccontiamo agli altri lo facciamo a noi stessi. Parafrasando William Shakespeare\, potremmo affermare che siamo fatti della stessa materia del narrare. L’uomo non può esistere senza il narrare\, ma a dire il vero\, nemmeno la narrazione può esistere senza l’uomo. Ascoltando le storie impariamo molte cose su noi stessi e su ciò che ci circonda\, un po’ alla volta il mondo ci appare meno oscuro e ci orientiamo meglio nella foresta della vita. Crescere leggendo aiuta ad affrontare la vita con altri occhi: chi legge romanzi fa un viaggio nell’animo umano\, attraversa inesauribili vite intrise di mistero e di magia\, capaci di lasciare dentro di noi esperienze sentimentali potenti e profonde\, e soprattutto vere”\, Marco Vichi\, curatore Lungomare da leggere \n\n\n\nAd anticipare le quattro serate\, il 13 giugno alle 18.30 nella cornice di Palazzo Binelli a Carrara\, si terrà una preview dedicata a un “Tris di noir” con Gian Andrea Cerone\, Leonardo Gori e Marco Vichi. I tre autori presenteranno i loro ultimi libri: L’incertezza del domani di Gian Andrea Cerone\, in uscita il prossimo giugno\, nuovo capitolo della saga del commissario Mario Mandelli\, I girasoli di Odessa di Leonardo Gori con protagonista il colonnello Bruno Arcieri e Notti nere di Marco Vichi ultima avventura del commissario Bordelli. \n\n\n\nNei giorni dal 18 al 21 giugno il cuore della manifestazione si svilupperà poi tra Piazza Betti e Villa Cuturi\, con un programma che intreccia incontri con autori\, letture ad alta voce e attività pensate per tutte le età. Grande attenzione sarà dedicata ai più piccoli e alle famiglie\, protagonisti ogni sera in piazza Betti di una piccola area attrezzata per ospitare più punti con laboratori creativi e letture partecipate: dalla costruzione simbolica della “barchetta” del festival alla creazione di volti e conchiglie per un grande murales collettivo\, fino alle suggestioni del kamishibai\, antico teatro di carta giapponese. Il tema scelto per quest’anno è la “diversità”\, intesa come ricchezza di voci\, esperienze e sguardi che la letteratura è in grado di accogliere e raccontare. \n\n\n\nCome sempre saranno protagonisti anche i ragazzi delle magliette azzurre\, studenti delle scuole superiori della provincia\, che aderiscono all’iniziativa ideata in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale di Massa Carrara.  \n\n\n\nFondamentale per arricchire l’immersione nel mondo della lettura e della narrativa che il festival intende offrire sarà anche in questa edizione la collaborazione con LaAV Letture ad Alta Voce Circolo di Massa\, che quest’anno aprirà le serate leggendo alcuni brani tratti dai libri dell’autore ospite. \n\n\n\nVilla Cuturi\, il cuore della manifestazione\, ospiterà gli incontri con gli autori e le letture dal vivo. \n\n\n\nSi parte infatti il 18 giugno alle ore 20.45 con le letture tratte dal libro Ragazze che scrivono poesie di Alba Donati\, prima autrice in programma. Dopo l’inaugurazione dell’evento\, la poetessa in dialogo con Cristina Sanna Passino presenterà la sua antologia appassionata che dà voce alla forza creativa delle giovani poetesse esplorando la loro capacità di trasformare il vissuto in versi autentici. \n\n\n\nVenerdì 19 giugno è la volta di Nadia Terranova che\, alle 21.30 insieme a Ilaria Borghini\, presenterà Quello che so di te. L’incontro\, che sarà anticipato dalle letture di LaAV\, partirà dal suo ultimo romanzo\, un’esplorazione nella propria storia familiare fra memoria collettiva e verità individuale\, per poi ricordare anche Gli anni al contrario\, importante esordio di Nadia Terranova che è stato recentemente ristampato da Guanda. \n\n\n\nSabato 20 giugno la serata sarà un omaggio ad Andrea Camilleri con Luca Crovi e Giancarlo De Cataldo. Nel 2025 anno in cui è stato celebrato il centenario della nascita di Andrea Camilleri\, Luca Crovi\, grande esperto di gialli e noir\, ha restituito nel libro Andrea Camilleri. Una storia un ritratto affettuoso e documentatissimo che restituisce il “mosaico Camilleri”: non solo il creatore di Montalbano\, ma il regista\, l’intellettuale\, lo scrittore. Con questa serata Lungomare da leggere partecipa alle celebrazioni del centenario Camilleri promosso dal fondo Andrea Camilleri con il Comitato Nazionale Camilleri 100. Ad aprire la serata anche in questo caso una lettura curata dall’attore e direttore del teatro Animosi di Carrara Tindaro Granata. \n\n\n\nDomenica 21 giugno si conclude il festival con Agnese Pini. Dopo le letture dal vivo tratte dal suo ultimo romanzo La verità è un fuoco\, la direttrice di QN Quotidiano Nazionale presenterà la sua opera in dialogo con Ilaria Borghini: un’inchiesta narrativa coraggiosa che partendo dall’esperienza personale scava nella cronaca e nella memoria per riflettere sulla responsabilità della parola e della verità storica civile. \n\n\n\nTutti gli eventi sono a ingresso libero e gratuito.  \n\n\n\nProgramma completo su www.lungomaredaleggere.it \n\n\n\nQuesta edizione è resa possibile grazie a: \n\n\n\nPromotore: Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara  \n\n\n\nPatrocinio: Comune di Massa\, Provincia di Massa Carrara\, Regione Toscana \n\n\n\nCompartecipazione: Camera di Commercio Toscana Nord Ovest \n\n\n\nSponsor: Chean \n\n\n\nSponsor tecnico: Federalberghi Costa Apuana\, Fonteviva
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SUMMARY:Festa della Lettura 2026 all'Ex Dogana
DESCRIPTION:Dal 18 al 21 giugno all’Ex Dogana la terza edizione della manifestazione inserita nella Festa della Lettura 2026 del Municipio II. Oltre venti editori\, autori\, reading e spettacoli per celebrare la vitalità della piccola editoria italiana ericordare Plinio Perilli\, intellettuale e scrittore che ne fece una delle sue più convinte battaglie culturali. \n\n\n\nSaranno quattro giorni interamente dedicati ai libri\, alle idee e all’editoria indipendente quelli che dal 18 al 21 giugno animeranno gli spazi dell’Ex Dogana – The Social Hub di San Lorenzo con la terzaedizione di Fogli(e) in Fiera\, la manifestazione dedicata alla piccola e media editoria indipendente inserita nel programma della Festa della Lettura 2026 del Municipio II di Roma Capitale. \n\n\n\nL’iniziativa\, organizzata dall’associazione Il Talento di Roma – fondata e presieduta da Chiara Mazza – in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Municipio II di Roma Capitale\, rappresenta uno degli appuntamenti centrali della Festa della Lettura\, la rassegna che per tutta la primavera e l’inizio dell’estate sta trasformando il territorio municipale in un grande laboratorio culturale diffuso attraversoincontri\, spettacoli\, gruppi di lettura\, presentazioni editoriali e percorsi interdisciplinari dedicati al temadell’edizione 2026: Parole oltre ogni confine. \n\n\n\nNata con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale rappresentato dagli editori indipendenti\, Fogli(e) in Fiera riunirà per quattro giorni decine di realtà editoriali\, autori\, giornalisti\, artisti\, lettori e operatori culturali\, offrendo al pubblico la possibilità di conoscere cataloghi\, collane e progetti che contribuisconoquotidianamente alla pluralità del panorama librario italiano. \n\n\n\nTra le case editrici presenti figurano Alterego\, Argento Dorato\, Astro Edizioni\, Controversi\, Croce Edizioni\, Edizioni Botteghe Invisibili\, Edizioni dell’Ippogrifo\, Ensemble\, Edizioni Il Lupo\, Entheos\,Exòrma\, Future Fiction\, Gagio Edizioni\, Giazira Scritture\, Graphe Edizioni\, Graphofeel\, Il Piroscafo\, Il Ramo e la Foglia\, Kaba Edizioni\, Kulturjam\, Lorusso Editore\, Mauvais Livres\, Paesi Edizioni\, RogasEdizioni\, Rubbettino\, Serradifalco Editore\, TAB Edizioni e Voland\, accanto a numerose altre realtàdel settore che contribuiscono alla ricchezza e alla varietà del panorama editoriale indipendente italiano. Una presenza che restituisce pienamente la bibliodiversità del settore\, mettendo in dialogo piccole case editrici di ricerca e realtà editoriali più strutturate\, accomunate da una forte identità culturale e dacataloghi capaci di esplorare linguaggi\, generi e prospettive differenti. Accanto agli editori saranno inoltre presenti associazioni culturali\, realtà del terzo settore\, collettivi e progetti impegnati nellapromozione della lettura\, della partecipazione culturale e dei diritti civili\, tra cui Amnesty International\,FuoriRiga –attiva dal 2014 presso l’Istituto Penale per i Minorenni di Casal del Marmo di Roma\, dove gestisce la biblioteca e sviluppa progetti culturali rivolti ai giovani detenuti –\, Pagina Bianca Docx\, l’associazione Lauro Editore\, Scaduto Studio Creativo e il collettivo Amici Lettori e Scrittori\,contribuendo ad ampliare ulteriormente il dialogo tra editoria\, cittadinanza attiva\, diritti\, creatività e pratiche culturali condivise. \n\n\n\nAccanto agli stand editoriali\, la manifestazione proporrà un fitto calendario di appuntamenti che intrecciano letteratura\, teatro\, musica\, giornalismo\, poesia e arti performative\, offrendo un ampiosguardo sulle forme della produzione culturale \n\n\n\ncontemporanea. La programmazione delle quattro giornate apre inoltre il dialogo tra il mondo del libro\, le altre arti e il territorio\, valorizzando esperienze culturali capaci di coinvolgere pubblici differenti e di favorire l’incontro tra linguaggi espressivi diversi. \n\n\n\nL’edizione 2026 di Fogli(e) in Fiera è inoltre idealmente dedicata a Plinio Perilli\, poeta\, scrittore\, critico letterario e giornalista tra le figure più autorevoli e originali della cultura italiana contemporanea\, recentemente scomparso. Autore di una vasta produzione poetica\, narrativa e saggistica\, Perilli ha attraversato per decenni il panorama culturale italiano collaborando con quotidiani\, riviste\, istituzioni efestival\, ma soprattutto scegliendo di affiancare costantemente il mondo dell’editoria indipendente\,sostenendo autori\, editori e progetti culturali spesso lontani dai grandi circuiti commerciali. Una scelta culturale e professionale coerente con la sua idea di letteratura come spazio di libertà\, ricerca e confronto\, che rende particolarmente significativa la decisione degli organizzatori di dedicare simbolicamente a lui questa edizione della manifestazione. \n\n\n\nA rendere concreta questa dedica sarà uno degli appuntamenti più significativi dell’intero programma: il 18giugno alle 20.30 si terrà Omaggio a Plinio Perilli\, incontro moderato dalla giornalista di Rai 1 Carmen Di Stasio che riunirà scrittori\, poeti\, giornalisti e protagonisti della vita culturale italiana che hanno condiviso con Perilli percorsi professionali e rapporti di amicizia. Tra gli interventi sono previsti quelli di Eraldo Affinati\, Maria Jatosti\, Francesco Paolo Memmo\, Gabriella Sica\, Marco Palladini e Lucianna Argentino e  Giuliano Compagno\, insieme ad altri ospiti che contribuiranno a restituire il ritratto di uno degli intellettuali più autorevoli e generosi della scena culturale contemporanea. Attraverso testimonianze\, letture e ricordi\, l’appuntamento renderà omaggio a un autore che ha lasciato un segno profondo nella cultura italiana eche ha fatto della vicinanza agli editori di ricerca e alle realtà culturali indipendenti una delle cifre più riconoscibili del proprio percorso. \n\n\n\nParticolarmente atteso anche l’incontro del 19 giugno dedicato alla presentazione del sesto numero della rivista Barrio\, intitolato Viva lo sport?\, che vedrà la partecipazione di Boris Sollazzo\, Sandro Bonvissuto\, Andrea Bosca\, Giorgio Marasco\, Andrea Bindi\, Alessandro Nizegorodcew\, Marianna Saponara e altri autori e collaboratori della rivista. Un’occasione per riflettere sullo sport come fenomeno culturale\, sociale e narrativo\, ben oltre la sua dimensione agonistica. \n\n\n\nFogli(e) in Fiera apre inoltre il proprio programma al dialogo con altre arti e con il territorio\, superando i confini tradizionali della presentazione libraria. Ne sono esempio il reading musicale del 18 giugno alle 18.30 tratto da A Bologna con Francesco Guccini. Geografia poetica all’ombra delle Torri di Matteo Chiavarone (Giulio Perrone Editore)\, con la partecipazione del musicista Claudio Mancini; lapresentazione con laboratorio per bambini dai 4 anni\, il 21 giugno alle 16.00\, del libro Il Grande Libro dei Tarli (Exòrma Edizioni)\, a cura di Tommaso Lisa; Pagine di Tango\, il 20 giugno alle 19.00\, con Mimma Mercurio\, Mariano Navone e la Compañia Meditango e il concerto del Coro del MercatoTrieste del 21 giugno alle 18.00\, diretto dal M.° Fabrizio Adriano Neri\, con Edina Back al pianoforte e Nino Testa al violoncello. \n\n\n\nAccanto alla dimensione letteraria e artistica\, Fogli(e) in Fiera conferma anche una particolare attenzione ai temi sociali\, politici e civili che attraversano il dibattito contemporaneo. Ne sono testimonianza la presentazione\, il 19 giugno alle 18.30\, del volume Una nuova idea di Paese diGiovanni Marconi (Rubbettino)\, occasione di riflessione sulle prospettive del sistema politico e sociale italiano; l’incontro dedicato a Romarcobaleno di Francesco Angeli (Giulio Perrone Editore)\, inprogramma il 20 \n\n\n\ngiugno alle 20.30\, nella giornata del Roma Pride; e soprattutto l’evento conclusivo della manifestazione\, Risposta repressiva\, promosso da Amnesty International Italia il 21 giugno alle20.30\, con Giacomo Stallone\, Federica Sabatini e Laura Renzi\, incentrato sul tema della criminalizzazione del diritto di protesta e il rapporto tra diritti civili\, libertà di espressione e partecipazione democratica. \n\n\n\nFogli(e) in Fiera rappresenta inoltre uno snodo centrale all’interno del più ampio calendario della Festa della Lettura\, che continuerà ad animare il territorio municipale anche dopo la conclusione della fiera.Parallelamente agli appuntamenti dell’Ex Dogana proseguiranno\, infatti\, le iniziative diffuse della manifestazione\, a partire dalla rassegna Sconfinamenti teatrali\, ospitata nei lotti del Tiburtino IInell’ambito delle celebrazioni per il centenario del quartiere\, con gli spettacoli Brigantesse – Storie d’amore e di fucile di Andrea Del Monte (20 giugno)\, La vita ha ragione\, in ogni caso\, con Antonella Civale e Cesare Botta (21 giugno)\, Flaiano a Teatro\, a cura di Rogas Edizioni (25 giugno)con Alessandro Carlomusto e Luca Fazzolari e Puzzle Pasolini (28 giugno)\, spettacolo scritto e interpretato da Andrea Del Monte e tratto dall’omonimo libro uscito con Ensemble. \n\n\n\nIl programma della Festa della Lettura proseguirà inoltre\, sempre il 20 giugno\, con il gruppo di lettura Storia d’acqua a Villa Giulia\, realizzato in collaborazione con la Divisione FAO WASAG e dedicato al volume Oltre la corrente (Laterza) di Lorenzo Colantoni presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Nella stessa giornata\, al Museo dei Bersaglieri di Porta Pia\, si terrà la presentazione di Storie di comando di Andrea Santangelo (Salerno Editrice)\, mentre il 27 giugno avrà luogo la prima visita guidata del percorso gramsciano nel Municipio II realizzata in collaborazione con la Fondazione Gramsci\, a ricordo del grande intellettuale che visse proprio in questo territorio. \n\n\n\nA raccogliere idealmente il testimone di Fogli(e) in Fiera sarà infine Salotto Indipendente\, ciclo di incontri ospitato dal 22 al 30 giugno presso la Casetta dei Pini di Villa Massimo – luogo che il 17giugno ospiterà anche La tempesta silenziosa – e che proseguirà il dialogo tra autori\, editori\, operatori culturali e lettori oltre le giornate dell’Ex Dogana. \n\n\n\nTra libri\, arti\, territorio e impegno civile\, Fogli(e) in Fiera restituisce dunque l’immagine di una cultura capace di costruire relazioni\, generare confronto e attraversare i confini tra linguaggi e comunità differenti. \n\n\n\nTutto il programma della manifestazione è consultabile qui.
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SUMMARY:"ROSSINI INTERNATIONAL EXCELLENCE AWARD" alla Sala Italia dell'una
DESCRIPTION:L’Associazione A.GI.MUS. – Sezione Luigi e Gioachino Rossini organizza il concerto straordinario del Prof. Mario Pio Amico\, eseguito al pianoforte\, dedicato a musiche del compositore Gioachino Rossini\, e per l’occasione presenta la II Edizione del Premio “ROSSINI INTERNATIONAL EXCELLENCE AWARD\, che si svolgeranno Giovedì 18 giugno 2026 alle ore 18\,45 (si raccomanda la puntualità)\, presso la Sala Italia dell’UNAR in Via Ulisse Aldrovandi 16 e 16/b (ascensore) (Quartiere Parioli) Roma. \n\n\n\nDopo il concerto\, sulla terrazza dell’Unar\, saranno eseguite danze di tradizione ottocentesca su musiche di Gioachino Rossini\, a cura della Società di Danza Roma Centro\, ed a seguire il Percorso Rossini Gourmet\, ideato ed organizzato dalla project manager Maria Rosa Borsetti. \n\n\n\nIl ROSSINI INTERNATIONAL EXCELLENCE AWARD è una manifestazione volta a promuovere talenti straordinari che si sono contraddistinti nell’ambito delle arti\, scienze\, cultura\, imprenditoria\, solidarietà\, enogastronomia e valorizzazione del territorio italiano ed è organizzato dall’Associazione A.GI.MUS. – Sezione Luigi e Gioacchino Rossini\, e nasce dal desiderio di celebrare la Famiglia Rossini\, ed\, in particolar modo i suoi due membri più illustri\, i cugini Gioachino e Luigi. Il primo senza bisogno di presentazioni ed il secondo un importante incisore indicato come l’erede di G.B. Piranesi. \n\n\n\nObiettivo della sezione è la promozione della bellezza e della cultura in tutte le sue forme espressive\, non solo quelli in cui eccellevano i due cugini\, nonché la valorizzazione della storia e del patrimonio artistico\, culturale e naturalistico del Bel Paese\, che con la sua storia\, le sue tradizioni\, anche sotto il profilo enogastronomia – una delle celebri passioni di Gioachino – è stato fonte inesauribile di ispirazione per la loro produzione artistica. Questo evento sarà anche occasione per presentare le linee guida del ROSSINI INTERNATIONAL EXCELLENCE AWARD che conferirà a novembre\, nella sua II Edizione\, i primi riconoscimenti a produttori\, chef e testimonial che si sono distinti nella valorizzazione del patrimonio agroalimentare italiano\, oltre a varie personalità nei vari ambiti dello scenario nazionale.L’evento del 18 giugno 2026 sarà presentato dalla Dr.ssa Noemi Scopelliti\, Presidente di A.GI.MUS Sezione “Luigi e Gioachino Rossini” ETS\, nonché Consigliere UNAR e Segretario Generale dell’Associazione della  Tuscia. \n\n\n\nProgramma del 18 giugno 2026: \n\n\n\nore 18\,30 Accrediti stampa welcome drink con il cocktail Rossini offerto dal Santero.  \n\n\n\nOre 19.00 – Presentazione Premio Rossini International Excellence Award \n\n\n\nOre 19.30 – Concerto Rossini del Prof. Mario Pio Amico \n\n\n\nOre 20.30 – Esibizione del gruppo per le danze storiche della Società di Danza Roma Centro. \n\n\n\nDalle ore 21\,00 alle 22\,00 – Degustazioni con il Percorso Rossini GourmetL’evento è sostenuto e patrocinato da: Rotary Distretto 2080\, Rotary Club Roma Ara Pacis Augustae\, Rotary Club Roma Cristoforo Colombo\, Rotary Club Pesaro Rossini\, L’Union\, Rome Accueil\, Piemontesi a Roma – Famija Piemontèisa e Associazione della Tuscia.Sponsor tecnici e main sponsor dell’evento: Circolo Roma Centro Societàdi Danza\, Corrado Garofalo Consulente Finanziario\, Giorgia De Cristofaro Consulente Immobiliare\, Be Insured Studio di consulenza assicurativa\, SentirSi Apparecchi Acustici\, Assobar Associazione Esercenti Pubblici Esercizi di Roma e Provincia\, Pasticceria Mena\, Caffè Mokarabia\, Azienda Agricola Zappitello\, Azienda Alfina\, Gelateria Millenium\, 958 Santero\, Gerardo Di Nola\, Aziende vinicole della Strada dei Vini Etrusco Romana\, Maria Rosa Borsetti Project Manager\, Studio Scopelliti – Ugolini. \n\n\n\nI Premiati della Prima edizione del Premio (19 dicembre 2025) \n\n\n\nPer l’Arte e la Musica: \n\n\n\n– Claudio Strinati\, storico dell’arte \n\n\n\n– Mario Dal Bello\, storico\, critico delle arti e saggista \n\n\n\n– Yuri Takenaka\, soprano \n\n\n\n– David Ciavarella\, tenore \n\n\n\n– Erika Nakanishi\, soprano \n\n\n\n– Alfredo Santoloci\, direttore d’orchestra \n\n\n\n– Brian Meloni Lebano\, arpista \n\n\n\n– Aida Abdullaeva\, Presidente Associazione “Progetto Angeli”Per la Cultura e Solidarietà: \n\n\n\n– Fabrizio Romano\, Ministro Plenipotenziario \n\n\n\n– Peppone Calabrese\, Fabio Gallo e Margherita Granbassi\, conduttori Linea Verde Rai1 \n\n\n\n– Paolo Mariani\, Presidente Rotary Club Pesaro Rossini \n\n\n\n– Barbara De Angelis\, chirurgo plastico \n\n\n\n– Luigi Di Michele\, imprenditore \n\n\n\n– Alberto Zambon\, imprenditore \n\n\n\nPer l’Enogastronomia: \n\n\n\n– Antonio Ventura Coburgo de Gnon\, cultore del buon mangiare \n\n\n\n– Giuseppe Fatati\, già presidente ADI – Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica \n\n\n\nIL PERCORSO ROSSINI GOURMET DEL 18 GIUGNO 2026  \n\n\n\nProtagonista della presentazione sarà il “percorso gourmet”\, ideato e firmato dalla manager Maria Rosa Borsetti\, che trasforma ingredienti d’eccellenza in esperienze sensoriali inedite\, con un percorso food&wine con il gelato al vino Calcaia dell’Azienda vinicola Barberani\, realizzato dalla Gelateria Millenium di Roma\, muffin al formaggio e la mini pizzetta Rossini by Pasticceria Menaabbinata al vino Ciliegiolo di Narni e Amelia\, ed Olio Umbro e composte d’eccellenza  \n\n\n\nAl centro dell’evento due creazioni in anteprima assoluta:  \n\n\n\n1. *Gelato gourmet al Calcaia di Barberani* realizzato dalla Gelateria Millenium: un dessert audace che nasce dall’utilizzo della “muffa nobile” tipica del formaggio Calcaia\, reinterpretata in chiave dolce. Un omaggio all’innovazione enogastronomica umbra laziale che sposa tradizione e ricerca.  \n\n\n\n2. *Mini Pizzetta Rossini by Pasticceria Mena*: rivisitazione salata del dolce simbolo di Pesaro\, servita in abbinamento al vino *Ciliegiolo di Narni e Amelia* delle aziende Pizzogallo\, Mazzocchi\, Zanchi e Ruffo\, socie della Strada dei vini etrusco romana.. Il vitigno autoctono umbro-laziale\, con le sue note di frutti rossi e spezie\, esalta la rotondità della mozzarella e la sapidità della salsa Rossini\, creando un pairing territoriale di grande impatto.  \n\n\n\n3. degustazione di olio e confetture dell’Azienda Agricola Zappitello in abbinamento ai formaggi dell’Azienda Alfina.  \n\n\n\n“Con questo percorso gourmet vogliamo raccontare l’Italia attraverso i suoi ingredienti più autentici e coraggiosi_ – dichiara *Maria Rosa Borsetti*\, ideatrice del format\, consulente della Strada dei vini etrusco romana in Umbria– Dal Calcaia di Barberani al Ciliegiolo di Narni-Amelia\, passando per la Pizzetta Rossini: è un viaggio che unisce Marche\, Umbria e Lazio in un unico filo rosso del gusto. Il Premio Rossini nasce per valorizzare chi osa innovare partendo dalla tradizione”.  \n\n\n\nL’evento è ad invito. \n\n\n\nPrenotazione obbligatoria da effettuarsi tramite SMS o Whatsapp al cell. 349.548 7626 (Dott. Francesco Ugolini) \n\n\n\nPer ulteriori informazioni e/o contatti rivolgersi email:agimus.sezionerossini@gmail.com 
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SUMMARY:Suoni Mobili\, si riparte!
DESCRIPTION:La XVII stagione della manifestazione itinerante organizzata dall’associazione Musicamorfosi e promossa dal Consorzio Brianteo Villa Greppi sarà inaugurata in Brianza dalla Rusty Brass e dai performer del collettivo DANCEHAUSpiù. Poi il festival si sposterà per due sere a Bollate con il format dei Notturni e quindi al Castello Sforzesco di Milano per il debutto italiano del ThandaChoir\, giovanissimo gruppo vocale che da uno slum sudafricano è arrivato a sfiorare l’Oscar   \n\n\n\n Un nuovo e lunghissimo viaggio in musica tra classica\, folk\, tango\, jazz\, fado\, cantautorato\, samba e molto altro: è pronta a ripartire la carovana di Suoni Mobili\, la manifestazione itinerante organizzata dall’associazione culturale Musicamorfosi (diretta da Saul Beretta) e promossa dal Consorzio Brianteo Villa Greppi che anima le estati della Brianza monzese e di quella lecchese e che\, sempre più spesso\, “sconfina” festosamente tra le province di Milano e Como\, con ulteriori e frequenti incursioni in nuovi territori. Quella di quest’anno sarà la XVII edizione\, che prenderà ufficialmente il via il prossimo mercoledì 17 giugno a Desio (Mb) e che\, in occasione delle prime date della nuova stagione\, si sposterà poi in due location prestigiose: Villa Arconati a Bollate (Mi) e il Castello Sforzesco di Milano.  \n\n\n\nPiù nel dettaglio\, mercoledì 17 giugno\, nell’ambito de I mercoledì di Desio (appuntamenti infrasettimanali caratterizzati da un ricco programma di iniziative diffuse di musica e intrattenimento)\, il centro della cittadina brianzola(tra piazza Conciliazione\, via Garibaldi e via Italia) sarà animato\, a partire dalle ore 21\, da una parata musicale e danzante che vedrà protagonisti gli ottoni “arrugginiti” della Rusty Brass\, esuberante formazione a suo agio con un’infinità di generi musicali e sonorità\, dal funk al rock\, dai ritmi balcanici alle incursioni nella tradizione classica\, dal jazz di New Orleans al folklore messicano\, e dai performer della compagnia DANCEHAUSpiù diretti da Matteo Bittante (con la coreografia di Sara Pezzolo). I suoni e le musiche più disparate si intrecceranno con i movimenti dei danzatori\, i loro ritmi e i loro gesti provenienti da tradizioni lontane\, trasformando il centro di Desio in un palcoscenico multiculturale\, dove si incontreranno simbolicamente popoli e genti di ogni latitudine\, eredità dei Giochi olimpici dello scorso inverno. In programma anche due spettacoli di danza aerea\, disciplina che combina l’estetica della danza e il rigore della ginnastica con la magia delle arti circensi\, con gli acrobati e i ballerini dell’associazione La Clé de l’Art (alle ore 21.30 e 22.30). \n\n\n\nVenerdì 19 e sabato 20 giugno ci si sposterà nella magnifica Villa Arconati di Castellazzo di Bollate: la “piccola Versailles lombarda” ospiterà i Notturni\, l’evento site-specific organizzato da Musicamorfosi\, maratona di performance no-stop (dalle ore 18.30 alle 23)in cui musica dal vivo\, suoni e danze si intrecceranno in un’elettrizzante esperienza caleidoscopica. Una doppia (e magica) serata da vivere nel Giardino – e non solo – di una delle più belle e maestose ville di delizia del Milanese\, in compagnia di Mary Poppins\, Pierino e il Lupo e Wolfgang Amadeus Mozart\, che diventeranno personaggi in carne ed ossa\, pronti a dischiudere le porte di un mondo di scoperte e meraviglie. Due serate nel corso delle quali l’incanto e lo stupore andranno di pari passo con la divulgazione culturale e con la possibilità di vivere la grande musica classica in un ambiente straordinario e avvolgente. Il tutto insieme all’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano\, al soprano Barbara Massaro\, a Nicoletta Tiberini (voce recitante)\, al musicista e divulgatore musicale Martino Dondi\, alla violinista Martina Cicciò\, al clavicembalista Lorenzo Zandonella Callagher\, agli insegnanti della Swinguys Academy\, alla danzatrice Clelia Fumanelli e non solo. \n\n\n\nInfine\, il primo weekend della nuova edizione di Suoni Mobili si concluderà\, domenica 21 giugno\, nel Cortile delle Armi del Castello Sforzesco di Milano: qui\, in occasione della Festa della Musica\, si esibirà ilThandaChoir in arrivo dal Sudafrica (inizio live ore 21\, ingresso libero con prenotazione obbligatoria su www.mailticket.it/evento/53476/spande-amore e libera donazione a favore dei progetti musicali di Natur&-Onlus di Seveso). Creato nel 2023 da due giovani musicisti di Johannesburg in uno dei più grandi slum del mondo (il quartiere Khayelitsha\, nella periferia di Città del Capo\, abitato da oltre un milione di persone)\, il ThandaChoir non è solo un insieme di giovani voci\, ma un progetto di cambiamento\, formazione e riscatto sociale e\, al tempo stesso\, una testimonianza della forza dello spirito umano e del potere della musica. La sua missione è quella di aiutare i ragazzi a sviluppare non solo le proprie capacità vocali e i propri talenti\, ma anche la fiducia in sé stessi e i rapporti con gli altri\, fornendo loro un rifugio sicuro pur nel difficile contesto di povertà e criminalità in cui i giovani musicisti vivono: non a caso\, Thanda significa amore in lingua isiXhosa e il suo nome riflette la volontà di ispirare e diffondere connessione e compassione. \n\n\n\nIl ThandaChoir mescola sonorità tradizionali africane con stili contemporanei e ha avuto una rapida ascesa anche a livello internazionale: già a pochi mesi dalla sua formazione\, nel dicembre del 2023\, ha aperto il tour internazionale di Dave Matthews di fronte a oltre 6.000 spettatori a Città del Capo; nel 2025\, inoltre\, ha ricevuto una nomination agli Oscar insieme al celebre compositore britannico John Powell per la colonna sonora del cortometraggio The last ranger. Quest’anno il gruppo intraprenderà la sua prima tournée europea e l’esibizione a Milano sarà la prima assoluta in Italia. \n\n\n\nLa XVII edizione di Suoni Mobili proporrà performance\, live\, esibizioni\, laboratori\, happening e molto altro fino a Ferragosto\, fedele al claim “Ogni giorno un concerto\, ogni concerto un luogo da scoprire”. \n\n\n\nMaggiori info\, calendario\, programma in costante aggiornamento e modalità di accesso agli eventi su www.suonimobili.it e www.musicamorfosi.it 
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SUMMARY:Continua "Attraversamenti Multipli" a Tor Fiscale
DESCRIPTION:Dal 17 al 20 giugno quattro nuove giornate di danza\, teatro\, musica e site specific abitano la natura urbana del parco\, tra cui > la finestra internazionale con l’anteprima nazionale di Say something della francese Cie MF (giovedì 18) e Dance invasion dei belgi Poetic Punkers (venerdì 19)\, accanto a due prime nazionali: Sweet dreams di Margine Operativo e Twain (mercoledì 17) e Mykestesia di Melluso e Pipia / Pin Doc (sabato 20). > la traiettoria dedicata alla giovane danza d’autore Under 35\, con Veronica Parlagreco\, Melluso e Pipia e Francesca Santamaria\, presente con l’installazione GOOD VIBES ONLY\, il beta test di Good vibes only e la videodanza This present is for you con Pietro Angelini e Vittorio Pagani. > i formati performativi e i site specific di Alessandro Carboni (mercoledì 17) e Giorgina Pi / Bluemotion (giovedì 18)\, e la video live performance In_Between di Liz + FLxER\, ogni sera dalle h 21. > la musica dal vivo con i concerti di Riccardo Gola (giovedì 18)\, Stefano Pilia (venerdì 19) e Mondocane & Walter Laureti (sabato 20)\, e il teatro di Dimore Creative con Ecologia capitalista (mercoledì 17). \n\n\n\nIL BIGLIETTO GIORNALIERO SI PUÒ ACQUISTARE: ONLINE su Marte Ticket   \n\n\n\nAlla Biglietteria del Festival nei giorni degli eventi:La Biglietteria si trova all’entrata principale del PARCO DI TORRE DEL FISCALE\,Via Dell’Acquedotto Felice 120\, RomaÈ aperta tutti i GIORNI DEGLI EVENTI (apre 1 ora prima dell’inizio degli spettacoli) \n\n\n\nMOBILITÀ SOSTENIBILE – COME RAGGIUNGERE IL PARCO DI TORRE DEL FISCALE  \n\n\n\nPer chi raggiunge Il Parco di Torre del Fiscale con mezzi pubblici: Metro linea A fermata “Porta Furba”  \n\n\n\nIn bicicletta è raggiungibile attraverso la pista ciclabile della via Tuscolana e del Parco dell’Appia Antica. \n\n\n\nIl Parco di Torre del Fiscale è dotato di due parcheggi gratuiti: un parcheggio all’ingresso principale in via dell’Acquedotto Felice 120 dove si trova anche l’info-point e la Biglietteria del Festival e un parcheggio all’entrata in Via di Torre Branca snc (difronte ai n. 104 – 106). \n\n\n\nwww.attraversamentimultipli.it
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SUMMARY:"Umani troppo umani (oggi)" a Palazzo Braschi
DESCRIPTION:Dal 17 al 30 giugno 2026\, le sale al piano terra del Museo di Roma a Palazzo Braschi ospitano la mostra collettiva Umani troppo umani (oggi)\, che riunisce una selezione di opere realizzate dagli studenti del Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Roma. \n\n\n\nL’iniziativa è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è organizzata da Anna Maiorano per l’Accademia di Belle Arti di Roma con i testi critici di Livia Romano. Il progetto viene presentato in anteprima martedì 16 giugno alle ore 19.00 con la messa in scena dell’azione performativaIl cuscino della sposa\, diretta da Paola Ricci. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nLa mostra nasce da una riflessione condivisa attorno a una domanda urgente e complessa: quale valore attribuiamo oggi alla vita umana nel contesto storico e sociale contemporaneo? Attraverso linguaggi eterogenei\, nelle loro opere studentesse e studenti indagano la dialettica tra la dimensione sacra dell’esistenza e i processi di progressiva ridefinizione del suo valore\, spesso mediati dalla prevalenza di dinamiche economiche e sociopolitiche globali difficilmente affrontabili. \n\n\n\nIl titolo della mostra Umani troppo umani (oggi) richiama\, in chiave attuale\, una condizione profondamente radicata nella contemporaneità: l’essere umano come luogo di fragilità\, precarietà e contraddizione. Le opere in mostra si configurano come dispositivi critici capaci di interrogare lo spettatore\, aprendo uno spazio di riflessione sul rapporto tra dignità\, corpo\, identità e riconoscimento. \n\n\n\nIl percorso espositivo si articola come una mappa di pratiche artistiche che restituiscono la complessità del presente\, evidenziando come la nozione di “sacro” si trasformi e si ridefinisca nel tempo\, senza perdere la propria forza simbolica e interrogativa. Saranno esposte 18 opere – dalla pittura alla scultura\, dal video alla performance – di Giulia Battista\, Federica Bonomi\, Lisa Di Pietro\, Sabino de Nichilo\, Giuseppe Antonio Lo Presti\, Sara Marcelletti\, Giulio Martellotti\, Alessia Pagano\, Letizia Paoletti\, Valerio Pilotti\, G. Gabriella Pitarresi\, Andrea Rupolo\, Michelangelo Torretti\, Emanuele Zaccari\, Liu Yanran. \n\n\n\nIn occasione della presentazione della mostra (martedì 16 giugno alle ore 19.00)\, l’azione performativa Il cuscino della sposa mette in scena un rituale che invita il pubblico a prenderne parte. Si esibiranno Isabella Abbate\, Ginevra Angiuli\, Nicole De Napoli\, Aurelia Di Iorio\, Marta Fornaini\, Simona Giuliani\, Martina Sarubbi. Tecnico del suono: Chiara Stella Landi. Costumista: G. Gabriella Pitarresi. \n\n\n\nINFO MOSTRA \n\n\n\nMostra: Umani troppo umani (oggi). Mostra degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma  \n\n\n\nDove: Museo di Roma a Palazzo Braschi – Sale al piano terra. Piazza San Pantaleo\, 10 e piazza Navona\, 2 – Roma \n\n\n\nQuando: 17-30 giugno 2026 \n\n\n\nOrari: Dal martedì alla domenica ore 10.00-19.00. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Chiuso il lunedì. \n\n\n\nBiglietti: Ingresso gratuito \n\n\n\nPromotori: Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali \n\n\n\nOrganizzazione: Prof.ssa Anna Maiorano per l’Accademia di Belle Arti di Roma \n\n\n\nServizi museali: Zètema Progetto Cultura \n\n\n\nInfo: 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00) www.museodiroma.it; www.museiincomuneroma.it   
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LOCATION:Palazzo Braschi\, piazza San Pantaleo\, 10 - piazza Navona\, 2 \, Roma\, Italia
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SUMMARY:“Schermi di Piombo”\, il cinema all'Eur Social Park
DESCRIPTION:La storia prende vita con  la rassegna “Schermi di Piombo”\, il grande cinema che racconta l’Italia nella location Eur Social Park a Roma.  Per il secondo anno consecutivo “Schermi di Piombo. Ombre e poteri l’Italia dietro le quinte”\, torna a parlare alla platea ma questa volta con un focus sugli anni ’90 e 2000\, decenni cruciali durante i quali sono state ridefinite le dinamiche del potere\, della corruzione e della coscienza collettiva. Dall’idea di Leonardo Scuderi\, che cura la direzione artistica\, e in collaborazione con la giornalista d’inchiesta Angela Camuso\, dopo il grande successo registrato lo scorso anno (dedicato agli anni ’70 e ’80) la rassegna\, che vanta il patrocinio di Roma Capitale e si realizza in collaborazione con Eur Spa e con la media partner di Eur District\, si prepara ogni martedì ad accogliere esperti e protagonisti per un talk che precede la proiezione. Sul palco il 16 giugno saliranno  Sigfrido Ranucci\, Roberto Morassut\, Alda D’Eusanio\, per dialogare in un talk con la giornalista Camuso e lasciare poi spazio alla proiezione del film “Il Portaborse”\, pellicola del 1991 diretta da Daniele Lucchetti con un super cast\, da Nanni Moretti a Silvio Orlando ad Angela Finocchiaro\, che narra il tema della corruzione a cavallo degli anni ottanta e novanta. Il film è uscito nelle sale\, casualmente\, poco tempo prima dell’inchiesta Mani Pulite\, che sarà l’argomento affrontato il prossimo 23 giugno.  \n\n\n\nINFORMAZIONI UTILI:  \n\n\n\nModalità: Ingresso gratuito e libero fino a esaurimento posti. Info: www.eursocialpark.it
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LOCATION:Eur Social Park\, Viale di Val Fiorita\, Roma\, 00144\, Italy
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SUMMARY:Hystrio Festival all'Elfo Puccini di Milano
DESCRIPTION:Dal 15 al 20 settembre 2026 torna a Milano\, al Teatro Elfo Puccini\, Hystrio Festival\, la quinta edizione diretta da Claudia Cannella e organizzata da Hystrio – Associazione per la diffusione della cultura teatrale. \n\n\n\nLa ipervetrina della scena under 35 festeggia il suo primo lustro di attività: un’azione di scouting che dura tutto l’anno e che nella settimana del festival trova la sua più naturale espressione. Il lavoro di ricerca\, di visione e incontro impegna insieme la direzione\, la redazione\, le collaboratrici e i collaboratori del trimestrale Hystrio\, che – fondata nel 1988 – resta ad oggi una delle pochissime riviste cartacee specializzate in teatro. \n\n\n\nCirca 50 fra critici e studiosi di teatro viaggiano da nord a sud della penisola per vedere teatro e\, fra le numerose visioni\, provano a intercettare nuovi spettacoli firmati da giovani artisti/e o compagnie. I migliori dieci fra quelli di teatro indipendente – non finanziati da TRIC o da Teatri Nazionali – salgono sull’importante palcoscenico milanese a Hystrio Festival\, componendo così una vera e propria ‘top 10’ del teatro under 35 italiano. Una ipervetrina\, appunto\, che pone le opere di giovani artisti e artiste all’attenzione del pubblico e di operatori e operatrici del mercato teatrale nazionale\, in un contesto di adeguata visibilità.  \n\n\n\nLa quinta edizione proporrà anche quest’anno: una rosa di 10 spettacoli\, 5 letture sceniche in collaborazione con Situazione Drammatica/Progetto Il copione\, la mise en espace del testo vincitore del Premio Hystrio Scritture di Scena\, un incontro dedicato agli artisti under 35 e alle loro relazioni con il sistema teatrale italiano\, le audizioni dei finalisti del Premio Hystrio alla Vocazione\, e la serata finale con la consegna dei Premi Hystrio 2026. \n\n\n\nIl programma del Hystrio Festival 2026 sarà consultabile a partire dal prossimo 29 giugno alla pagina dedicata sul sito dell’associazione (hystrio.it/festival). È attiva a partire dal 10 giugno una promozione speciale temporanea\, il Carnet Early Bird da 3 spettacoli\, una formula ottimale per chi desidera assicurarsi l’accesso a tre spettacoli del festival a un prezzo agevolato\, prima della pubblicazione del programma ufficiale prevista per il 29 giugno. Il carnet è personale\, valido per tre ingressi ed è utilizzabile esclusivamente per la programmazione diHystrio Festival 2026\, dal 15 al 20 settembre. Chi ha acquistato il carnet\, potrà accedere al proprio account sul portale di biglietteria del Teatro Elfo Puccini e selezionare entro il 15 luglioi tre spettacoli di proprio interesse tra quelli disponibili. Per ulteriori informazioni è possibile scrivere alla biglietteria all’indirizzo biglietteria@elfo.org oppure visitare il sito ufficiale di Hystrio Festival. \n\n\n\nHYSTRIO FESTIVALquinta edizionedirezione artistica di Claudia Cannella \n\n\n\nPromozione speciale CARNET EARLY BIRD* al link: \n\n\n\nhttps://ticket.elfo.org/selection/subscription?productId=10228684957795 \n\n\n\n* Il carnet è personale\, valido per tre ingressi e utilizzabile esclusivamente per la programmazione di Hystrio Festival 2026. \n\n\n\n10 giugno – 24 giugno: vendita carnet Early Bird \n\n\n\n29 giugno: pubblicazione del programma \n\n\n\n29 giugno – 15 luglio: scelta dei 3 spettacoli tramite il portale di biglietteria del Teatro Elfo Puccini \n\n\n\nwww.hystrio.it
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LOCATION:Teatro Elfo Puccini\, Corso Bueno Aires\, 33\, Milano\, ITA\, 20124\, Italia
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SUMMARY:“Nomen dulce” all'Abbazia di Pomposa
DESCRIPTION:Domenica 14 giugno alle ore 17.00\, nella suggestiva cornice dell’Abbazia di Pomposa\, si terrà il concerto dal titolo “Nomen dulce”: un viaggio musicale attraverso il Seicento e il primo Settecento europeo\, tra spiritualità\, bellezza sonora e dialogo ecumenico tra tradizioni diverse. \n\n\n\nL’evento\, organizzato dalla Parrocchia di Santa Maria Assunta in Pomposa\, dall’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio e dal Conservatorio G. Frescobaldi di Ferrara\, con la partecipazione degli studenti e dei docenti impegnati nei progetti di musica antica\, rientra nel programma delle celebrazioni per il millenario della fondazione dell’Abbazia di Pomposa. \n\n\n\nIl programma si apre con la grande pagina organistica di Girolamo Frescobaldi\, tratta dalla “Messa della Madonna” dei Fiori Musicali (1635): la “Toccata avanti la Messa”\, il “Kyrie–Christe–Kyrie”\, la “Canzon dopo la Pistola” e il celebre “Ricercar con l’obligo di cantar la quinta parte senza toccarla”\, alternati al canto gregoriano dell’Ordinarium Missae (Missa IX “Cum jubilo”)\, in un raffinato gioco di alternatim tra organo e voce. \n\n\n\nSegue la spiritualità intima del barocco tedesco di Heinrich Schütz con il mottetto “O Jesu nomen dulce” SWV 308: una pagina di intensa devozione affidata alla voce del soprano e all’organo. \n\n\n\nIl percorso prosegue con Johann Sebastian Bach: il corale “Wer nur den lieben Gott läßt walten” BWV 434\, alternato ai Preludi BWV 690 e 691\, fino alle pagine del Magnificat BWV 243 (“Et exsultavit spiritus meus”\, “Quia fecit mihi magna”)\, testimonianza della piena maturità bachiana tra slancio teatrale e profondità teologica. Dalla Cantata BWV 147\, “Herz und Mund und Tat und Leben”\, sarà eseguita l’aria “Bereite dir\, Jesu\, noch itzo die Bahn” per soprano\, violino e continuo. \n\n\n\nLa conclusione è affidata alla magnificenza orchestrale di Georg Friedrich Händel con il Concerto op. 4 n. 2 in si bemolle maggiore per organo e orchestra\, esempio emblematico del virtuosismo organistico e della scrittura concertante del grande maestro sassone. \n\n\n\nInterpreti della serata saranno i soprano Sara Galli e Kahila Suarez Franchini\, il basso Ma Zhenyi\, all’organo  solo Devid Pavanati e Anna Govoni\, con il contributo strumentale del Concentus Musicus Fè Antica: Alexander Pastuszynski e Roberta Scabbia (violini)\, Elisa Facchini (viola)\, Nicole Leali (violoncello)\, oltre a Devid Pavanati (cembalo). \n\n\n\n“Nomen dulce” diventa così non solo un titolo\, ma un filo conduttore teologico e musicale: il “dolce nome” di Cristo attraversa i secoli e le scuole compositive\, unendo la severità della polifonia romana\, la mistica luterana e la teatralità barocca in un’unica visione europea della fede e dell’arte. Un concerto che restituisce vita e respiro a pagine immortali\, valorizzate dalla sensibilità esecutiva degli interpreti e dalla straordinaria acustica dell’Abbazia di Pomposa\, luogo simbolico della tradizione spirituale e musicale del territorio. \n\n\n\nIngresso libero senza prenotazione. Programma completo degli eventi del Millenario \n\n\n\n www.millenarioabbazia.org.
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LOCATION:Abbazia di Pomposa\, Via Pomposa Centro\, 12\, Codigoro (FE)\, ITA\, 44021\, Italy
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SUMMARY:28° Suq Festival – Teatro del dialogo a Genova
DESCRIPTION:“Attraversare i confini” è il tema del 28° Suq Festival – Teatro del dialogo\, in programma a Genova da domenica 14 a mercoledì 24 giugno 2026\, con un’anteprima sabato 13 giugno a bazar chiuso. La scenografia colorata ideata da Luca Antonucci\, che sin dalle origini è la casa del Suq\, sarà allestita sotto il tendone di Piazza delle Feste al Porto Antico\, sede centrale del festival\, che si svolge anche in altri luoghi limitrofi. Il Suq\, fondato nel 1999 da Valentina Arcuri e Carla Peirolero\, ha da allora la direzione artistica di Carla Peirolero che quest’anno è affiancata in questo ruolo da Bintou Ouattara. Danzatrice e attrice nata in Burkina Faso\, Ouattara nel suo paese originario è conosciuta per avere sviluppato una carriera teatrale e televisiva di risalto. Da oltre 10 anni vive in Italia dove fa parte della Compagnia Piccoli Idilli\, un lungo periodo durante il quale ha spesso collaborato con il Suq\, una realtà di consolidata tradizione interculturale e multidisciplinare\, a cui offrirà lo sguardo della sua esperienza artistica e umana a cavallo fra due mondi. \n\n\n\nAl centro del Festival il teatro con una rassegna che si compone di 10 titoli\, di cui 3 prime nazionali\, \n\n\n\nIn questa edizione del Suq\, i confini si attraversano per esplorare le culture di Paesi come Iran\, Marocco\, Libano\, Algeria\, Brasile\, conoscere la realtà dei sordi con uno spettacolo con sovratitoli per udenti\, trattare il mondo di chi rifiuta la logica binaria applicata al genere. La guerra\, i sogni\, l’identità sono alcuni fra i temi degli spettacoli\, molti dei quali uniscono modalità espressive diverse\, mescolando recitazione\, musica e danza. \n\n\n\nPER TUTTI GLI SPETTACOLI: https://www.suqgenova.it/suq-festival/rassegna-teatro-del-dialogo-2026/ \n\n\n\nLa cultura come strumento per attraversare quelle frontiere che ora paiono inaccessibile e travagliate dai conflitti. In questa direzione andranno anche le iniziative di musica\, incontri\, danze\, workshop\, il bazar e le cucine del mondo. Importanti le attività di EcoSuq dedicate alla sostenibilità ambientale\, in un festival totalmente #plasticfree.  \n\n\n\nMUSICA.  \n\n\n\nTrascinante\, il 14\, dalla Francia il gruppo Bal o Gadjo\, la musica per danzare\, tra groove\, trance\, slanci polifonici; Oumy dal Senegal: la voce del Sahel\, rapper-cantante e attivista arriva al Suq il 17\, con la sua band; sempre dall’Africa\, dal Mozambico\, la giovanissima cantautrice  Osvalda Nhacune (il 20) voce straordinaria che ricorda quella di Makeba; liguri ma conosciute a livello internazionale sono le artiste del quartetto Alter Echo\, che intreccia sonorità barocche al rock\, attraversando epoche e generi; per la Festa della Musica\, il 21\, è previsto il concerto de  La Nuova Zena\,  community che promuove l’ecosistema musicale e creativo delle nuove e seconde generazioni\, rappresentanti di diverse influenze musicali e transnazionali. \n\n\n\nINCONTRI  \n\n\n\nSi comincia in apertura con un omaggio a Goffredo Fofi\, a quasi un mese dalla morte (luglio ’25)\, legato al Suq da affettuosa amicizia\, e idealmente a lui sarà dedicato il Festival; verranno condivise col pubblico le immagini e qualche stralcio sonoro dei suoi interventi\, nei diversi anni\, per ricordarlo insieme ad alcuni ospiti. Tre libri di recentissima uscita: Loris De Filippi\, il 15\, presenta “E ancora chiediamo perdono – Una testimonianza da Gaza” (ed. Mondadori);  De Filippi\, ha prestato servizio come Health Specialist per Unifef a Gaza\, dove si è occupato del supporto alle cure pediatriche con particolare attenzione alle unità di terapia intensiva neonatale. Con uno sguardo diretto e senza retorica\, restituisce voce a chi resiste ogni giorno tra dolore e dignità\, ricordando che senza giustizia non può esserci pace\, ma solo tregua.  Marco Aime\, il 18\, presenta Ritratto di una onesta utopia. La vita e l’eredità di Thomas Sankara (Bollati Boringhieri) dedicato alla figura dell’indimenticato Presidente del Burkina Faso\, padre di tante riforme importanti\, morto assassinato alla fine degli anni ’80. Maria Pace Ottieri\, il 19\, con La prima volta che siamo stati bianchi (Sellerio) racconta la storia di un incontro tra un re e gran sacerdote africano con un gruppo di europei che attraverso di lui scoprono la religione Vudu là dove è nata\, in Dahomey\, oggi Benin\, nell’Africa Occidentale \n\n\n\nECOSUQ  \n\n\n\nGli incontri di EcoSuq\, che ha il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica\, spaziano dai temi della Sostenibilità a tavola\, a Come costruire una città per bambini\, dalla Campagna per lo Stop alle pubblicità fossili alle buone regole della Raccolta differenziata. Tra i laboratori\,  Partecipastory\, in collaborazione con Università di Genova\, attraverso il gioco insegna una relazione sensoriale con le piante\, mentre  In viaggio tra spezie e racconti    fa partecipare bambine e bambini alla creazione di una personale miscela di spezie\, un vero e proprio “curry” unico da portare con sé. In linea con il contrasto allo spreco\, ci sarà al Suq un corner per la Raccolta di occhiali usati\, per sostenere un progetto dell’impresa Occhialeria Sociale per rendere la vista accessibile a tutti.  \n\n\n\nSHOWCOOKING  \n\n\n\nFare le empanadas a cura di Mi Rico Perù\, per insegnare a cucinare le specialità gastronomiche peruviane a bambine e bambine  \n\n\n\nShowcooking dedicato alla cucina iraniana\, soprattutto alla pasticceria\, a cura di Chef Kumalé \n\n\n\nRASSEGNA TEATRALE  \n\n\n\nSabato 13 giugno\, h.21 l’anteprima del Festival a bazar chiuso vede protagonista Ascanio Celestini con “Poveri cristi”\, in scena con Gianluca Casadei alla fisarmonica. Punto di riferimento del teatro civile\, Celestini prosegue nel suo impegno instancabile e ultra decennale per dare voce agli ultimi con uno spettacolo ambientato nella periferia di Roma\, simile a tante altre del mondo\, dove si intrecciano le vite di tanti poveri cristi. A ogni replica sceglie una manciata di storie a scelta fra Giobbe\, magazziniere analfabeta che sistema la merce senza sapere leggere una parola; la Vecchia che insegna alla Prostituta che per il sapere e la cultura non serve il denaro perché le biblioteche sono gratis; Joseph\, che prima di arrivare in Italia è stato seppellitore\, schiavo\, naufrago\, detenuto\, facchino e barbone; e poi il Razzista\, la Donna Impiccata\, lo Zingaro id otto anni che fuma una sigaretta dietro l’altra… \n\n\n\nLunedì 15 giugno\, h.21\, in Piazza delle Feste va in scena “Under the Flesh”\, un appuntamento particolarmente significativo proprio perché arriva dal Libano. Al Suq arriva l’artista libanese Bassam Abou Diab\, attore\, danzatore e coreografo\, che fonde Dabke\, danza popolare e narrazione. Ha diretto e co-creato opere come “Palestinian Karma”\, “The Siege”\, “Home e Alterations”. In “Under the Flesh” indaga il modo in cui il corpo reagisce quando è esposto alla guerra\, alla minaccia costante e alla paura della morte. Danza e parole si intreccino alla musica del performer Ali Hout. \n\n\n\nMartedì 16 giugno\, h.21\, La Claque del Teatro della Tosse ospita lo spettacolo “Pas moi” di e con Diana Anselmo\, sul palco con Daniel Bongioanni e Antonio Dominelli\, rappresentanti della nuova scena giovane under 35. È una lecture performance senza suono\, condotta nella Lis – Lingua dei segni da due persone sorde\, con i sovratitoli per udenti. Il dialogo\, che oscilla tra riflessione teorica e conversazione informale\, è reso accessibile al pubblico non segnante attraverso proiezioni testuali sovversive della gerarchia fonocentrica del linguaggio: la sordità\, da malattia\, viene interpretata come identità culturale e linguistica. \n\n\n\nMercoledì 17 giugno\, h.21\, ancora nella Claque del Teatro della Tosse\, secondo spettacolo di un autore e interprete under 35: “Ceci n’est pas Omar” prodotto da CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia\, vede in scena Omar Giorgio Makhloufi\, autore del testo insieme a Diana Dardi (1996). È un atto di drammaturgia fisica. Un ragazzo\, italiano\, di origini algerine e arbereshe\, ingaggia un corpo a corpo pubblico con la propria identità. Un post Facebook lo informa casualmente del decesso della nonna algerina mai conosciuta: questa scoperta lo catapulta nell’intricata storia familiare di migrazioni e relazioni mancate. \n\n\n\nGiovedì 18 giugno\, h.21 si torna sul palco del Suq al Porto Antico per “DK Radio – Funeral Party” della Compagnia Tony Clifton Circus\, “una delle formazioni più corrosive del panorama teatrale italiano\, maestri di una clownerie surreale ed esplosiva” (Graziano Graziani). Due personaggi vivono in un’auto ferma da sempre\, al centro della scena. Intorno a loro\, isolato in una cabina radiofonica collocata fra il pubblico in platea\, trasmette DJ Groucho Marx su DK RADIO. La radio è il loro filo col mondo. Aspettano\, finché lo spazio esplode in musica e movimento\, travolgendo gli spettatori in una danza collettiva. Ne sono autori e interpreti Iacopo Fulgi\, regista\, autore e attore; Enzo Palazzoni\, musicista. \n\n\n\nVenerdì 19 giugno\, h.21\, sull’Isola delle Chiatte al Porto Antico\, prima nazionale di “Si son fatte le due”\, una produzione Scarti Centro di Produzione Teatrale di Innovazione\, ideato\, diretto e interpretato da Chiara Fenizi e Julieta Marocco (Premio PimOFF per il teatro contemporaneo con “Lei Lear”). Al centro c’è un universo femminile che sceglie il gioco\, il nonsense e il grottesco come strumenti per interrogare i paradossi del nostro tempo. La scena diventa una festa: uno spazio effimero\, sospeso\, una pista da ballo simbolica dove il corpo e la parola tentano di immaginare un altrove possibile\, lontano dalle logiche produttive e dall’urgenza del senso. In questo luogo instabile\, due figure identiche parlano all’unisono\, si moltiplicano\, si riflettono l’una nell’altra fino a perdere i confini dell’identità. \n\n\n\nSabato 20 giugno\, h.21\, sull’Isola delle Chiatte al Porto Antico\, prima nazionale di “Ragazza blu” del Teatro dell’Argine. Nasce dalla scrittura e dai ricordi di Sanam Naderi\, autrice e attrice di origini iraniane. La piccola Sanam insegue il suo sogno — andare allo stadio a vedere una partita di calcio — con tutta la forza di un’adolescente appassionata. Ma andare allo stadio è un atto proibito alle ragazze e alle donne nella Repubblica Islamica\, punibile con grande severità. “Ragazza Blu” è la storia di questo sogno e della lotta per realizzarlo; ma porta con sé\, fin dal titolo\, anche l’eco della storia terribile di Sahar Khodaiari\, nota come “Blue Girl”. Tifosa iraniana dell’Esteghlal FC\, squadra di calcio di Teheran con maglia blu\, Sahar si diede fuoco nel 2019 per protestare contro il divieto per le donne di entrare negli stadi. \n\n\n\nDomenica 21\, h.16 e lunedì 22 giugno h.10.30\, sul palco del Suq\, il griot contemporaneo Abderrahim El Hadiri è il protagonista di “Parole sulla sabbia”\, spettacolo “tout public”\, di Claudio Simeone. Racconta l’incontro con un cantastorie dalla leggendaria Jemaa El Fna\, la piazza di Marrakech dove\, all’imbrunire\, le storie circolano nell’aria come spezie profumate e musica vibrante. Sul palco\, Abderrahim El Hadiri\, narratore e attore marocchino dall’esperienza profonda nella tradizione orale\, dà vita ai racconti tramandati di generazione in generazione\, mescolando storie popolari\, miti\, filastrocche e figure del Mediterraneo. \n\n\n\nDomenica 21 giugno\, h.21\, sull’Isola delle Chiatte al Porto Antico\, va in scena “Confini” di Instabili vaganti\, un lavoro che dall’Italia\, grazie al progetto Beyond Borders\, ha viaggiato verso Americhe\, Asia\, Medio Oriente. Fondata da Anna Dora Dorno e da Nicola Pianzola (ambedue performer e rispettivamente regista e drammaturgo)\, la Compagnia ha collezionato premi nazionali e internazionali\, tra cui la nomination ai Total Theatre Awards Festival di Edimburgo 2014 e 4 Premi ai Saint Muse Academy Awards in Mongolia. Lo spettacolo nasce dalla ricerca attorno al tema del “confine”. Gli elementi performativi tradizionali e rituali provenienti da differenti culture\, attualizzati attraverso il teatro e la danza contemporanea. \n\n\n\nMartedì 23\, h.21 e mercoledì 24 giugno h.19 e h.21\, nella Claque del Teatro della Tosse\, prima nazionale di “Ballata della donna e del soldato. Versi e canzoni contro la guerra\, da Bertolt Brecht e altre autrici e autori”\, nuova produzione di Suq Festival e Teatro con Sara Cianfriglia\, Irene Lamponi\, Bintou Ouattara\, e Carla Peirolero\, con la cura drammaturgica e la regia di Eva Cambiale. Di fronte all’orrore dei conflitti in corso\, la Compagnia del Suq sceglie di dare voce a un testimone lucidissimo del Novecento\, Bertolt Brecht\, uomo di teatro e di impegno politico\, la cui poesia lascia ancora oggi il segno. \n\n\n\n# ilteatrofabene Torna per il sesto anno l’iniziativa con Coop Liguria\, legata alla vendita dei biglietti. Ciascun biglietto venduto fa aumentare una donazione destinata ad una Associazione del territorio impegnata in progetti solidali \n\n\n\nI biglietti sono acquistabili su Vivaticket e durante il festival anche alla biglietteria del Suq
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SUMMARY:Germogli\, torna per il 6° anno al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Torna\, per il 6° anno\, Germogli\, programma di residenze creative de Teatro Trastevere\, dedicato a tutti quei progetti artistici non ancora compiuti\, \n\n\n\nGermogli prova a essere un’opportunità per le compagnie indipendenti\, \n\n\n\nin continuità con lo spirito del Teatro Trastevere votato all’accoglienza e alla promozione delle idee artistiche. \n\n\n\nTre saranno le compagnie scelte\, di cui una accederà a una residenza annuale e un premio produzione. Germogli è anche un invito a coltivare l’arte degli altri. C’è spazio\, infatti\, anche per addetti ai lavori e semplici curiosi\, per scrutare il processo creativo e costruire insieme il teatro che sarà.Vorremmo quest’anno\, inoltre\, incrementare la nostra offerta con una serie di workshop gratuiti\, incentrati su aspetti produttivi e tecnici del teatro indipendente\, per fornire le conoscenze necessarie e rendere i progetti in fieri sempre più qualitativamente interessanti \n\n\n\nSEZIONE A – LE RESIDENZE \n\n\n\nDI COSA SI TRATTA\n\n\n\nUn percorso di RICERCA\, sia del Teatro Trastevere che degli artisti coinvolti\, per sfruttare il periodo morbido dell’estate\, lavorando alla cura dei progetti e alla creazione di nuovi rapporti con il pubblico. \n\n\n\nI germogli simboleggiano l’inizio di un processo vitale\, sano e naturale: le stesse caratteristiche che cerchiamo negli artisti che ci auguriamo inviino le loro candidature. Il Teatro sarà aperto a compagnie e singoli interpreti che abbiano la necessità di elaborare nuovi contenuti\, iniziando a dare una forma concreta al proprio elaborato creativo. Saranno offerte 50 ore di RESIDENZA CREATIVA (dal 1° luglio al 6 ottobre). \n\n\n\nI progetti selezionati dalla direzione del Teatro Trastevere entro il 1 Luglio beneficeranno quindi di: \n\n\n\n\nAccesso al teatro in orari da concordare e organizzare con le altre compagnie\, diluendolo nei diversi mesi di disponibilità\, con utilizzo di luci di servizio/impianto audio.\n\n\n\n\n\nTutoraggio durante le prove delle seguenti figure professionali: Light Designer\, Autori\, Registi\, Costumisti\, Formatori\, in modo da avere un supporto alla creazione dell’opera \n\n\n\n\ncompleta\, iniziando a dare forma ai vari aspetti dell’operazione artistica. \n\n\n\n\nUfficio stampa dedicato al progetto Germogli.\n\n\n\n\n\nVideo a camera fissa della restituzione.\n\n\n\n\nI COLTIVATORI \n\n\n\nNel periodo di residenza saranno coinvolti semplici spettatori e addetti ai lavori per osservare il racconto che verrà fatto durante il work in progress\, e per raccogliere suggestioni\, commenti e idee sul percorso che le compagnie svolgeranno. \n\n\n\nSe desiderate diventare CURATORI DELL’OPERA e forgiatori del materiale malleabile in mano agli artisti\, vi basterà comunicare la vostra adesione per il Progetto Germogli al numero 3283546847\, oppure via mail a selezione@teatrotrastevere.it. \n\n\n\nCercheremo\, inoltre\, nei periodi di residenza di tessere relazioni e opportunità di scambio tra le compagnie selezionate\, proprio per stemperare l’idea del contest in favore di un più fertile confronto e aiuto reciproco. \n\n\n\nCOME FACCIO A PARTECIPARE \n\n\n\nPartecipare è molto semplice! Basta inviare\, entro il 27 Giugno 2026\, il tuo progetto inedito a selezione@teatrotrastevere.it\, con una breve descrizione e il curriculum vitae della Compagnia\, rispettando i seguenti contenuti e allegati: \n\n\n\n\nscheda di presentazione dell’artista/autore/gruppo.\n\n\n\n\n\nscheda artistica del progetto (materiali video o fotografici già realizzati).\n\n\n\n\n\ninfo e link relativi a produzioni e/o progetti precedenti dello stesso artista/autore/gruppo.\n\n\n\n\n\ncontatti mail e telefonici.\n\n\n\n\nIl criterio fondamentale sarà la coerenza con la LINEA ARTISTICA del Teatro Trastevere\, votata all’innovazione\, alla contemporaneità e a un teatro pensato per il pubblico\, capace di generare interazione e partecipazione. Verranno scelti un numero massimo di 3 progetti\, per poter garantire a ognuno la giusta cura e attenzione. Ci riserviamo\, inoltre\, la possibilità di proporre ai partecipanti in linea con il nostro spirito\, ma non selezionati\, diversi tipi di collaborazioni (inserimento in stagione\, co-produzione\, varie modalità di sostegno\, etc.). \n\n\n\nE POI? \n\n\n\nTra le 3 proposte\, che avranno avuto accesso alle residenze\, verrà scelta\, con l’aiuto dei sopracitati “Coltivatori” (appassionati teatrali che in qualche modo e maniera ruotano attorno alla nostra comunità teatrale)\, la compagnia che avrà la possibilità di sviluppare\, fino a Giugno ‘27\, il proprio progetto potendo usufruire gratuitamente di: \n\n\n\nSala prove. \n\n\n\nConsulenza artistica e burocratica. \n\n\n\nInserimento da parte del Teatro Trastevere in bandi e progetti. \n\n\n\nPremio Produzione di 600€. \n\n\n\nDebutto nel cartellone del Teatro Trastevere nella Primavera ‘27. \n\n\n\nLa scelta avverrà nella serata-restituzione\, fissata per il 6 Ottobre prossimo\,  quando i 3 progetti selezionati saranno chiamati a mettere in scena un estratto del proprio lavoro\, che dovrà avere una durata di massimo 25 minuti circa. \n\n\n\nOltre alla qualità artistica che verrà valutata in sede di restituzione\, a orientare la scelta dei “Coltivatori” saranno i modi e le modalità attraverso le quali artisti e compagnie riusciranno a raccontare il processo creativo in atto (sessioni aperte\, uso dei social network\, materiale fotografico\, video\, allestimento del foyer durante il periodo di residenze\, interventi artistici\, etc. etc. etc.). Ci piacerebbe\, inoltre\, che tale progetto artistico e sociale cercasse punti di contatto con il territorio di riferimento. I rapporti da instaurare sarebbero lunghi da elencare: ovviamente però\, se il Rione beneficiasse dei valori che si creano all’interno degli innumerevoli spazi creativi sparsi per Trastevere\, sicuramente diventerebbe meta di forte interesse culturale  \n\n\n\nMA SI PAGA? \n\n\n\nPer gli artisti non è previsto alcun pagamento. Ci sarà una piccola quota di accesso\, solo per il pubblico che prenderà parte alla serata-restituzione\, ma non sarà una cifra insormontabile! Forse non sarà uno spettacolo perfettamente impacchettato\, ma crediamo che mostrare il PROCESSO sia più importante della performance finale in senso stretto. L’incasso della serata di restituzione sarà diviso tra le 3 compagnie e il Teatro Trastevere in parti uguali. \n\n\n\nSEZIONE B – I WORKSHOP \n\n\n\nDI CHE SI TRATTA. \n\n\n\nAll’interno del progetto Germogli vorremmo proporre una serie di workshop con esperti del settore\, destinati a toccare vari aspetti della produzione di uno spettacolo indipendente. A volte\, infatti\, nelle piccole produzioni ci si trova a ricoprire più di un ruolo\, e la mancanza delle competenze specifiche può pregiudicarne la riuscita. Questa serie di workshop gratuiti vuole essere un’offerta del Teatro Trastevere per tutti gli artisti che si trovano alle prese con aspetti della messinscena per cui ancora non hanno sviluppato una competenza specifica. I singoli seminari saranno di 4 ore ciascuno\, si svolgeranno nel mese di settembre\, e avranno ognuno un argomento specifico. In particolare\, abbiamo pensato ai seguenti settori:  \n\n\n\nIlluminotecnica. \n\n\n\nScenografia. \n\n\n\nPromozione online. \n\n\n\nAmministrazione. \n\n\n\nRegia. \n\n\n\nSceneggiatura \n\n\n\nDate e nomi dei docenti verranno forniti nel mese di luglio\, e le candidature saranno aperte fino alla data del workshop per un massimo di 20 partecipanti. Priorità verrà data a tutti gli artisti che parteciperanno con uno spettacolo alla Sezione A del Bando\, indipendentemente dall’esito della selezione. \n\n\n\nINGRESSO RISERVATO AI SOCI \n\n\n\ninfo@teatrotrastevere.it \n\n\n\n06 5814004 \n\n\n\n3283546847 \n\n\n\n#ilpostodelleidee \n\n\n\nhttps://www.facebook.com/teatrotrastevere
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LOCATION:Teatro Trastevere\, Via Jacopa de Settesoli\, 3\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:The Trullo Sequence\, performance site-specific 
DESCRIPTION:La danza urbana abita i limiti della città\, trasformandoli in palcoscenico. Gli spazi condivisi diventano luoghi di racconto\, i gesti quotidiani si fanno linguaggio coreografico\, le relazioni che animano un quartiere emergono come materia viva della scena. Tra architetture popolari\, cortili\, passaggi e spazi comuni del Lotto 8 al Trullo – nella periferia sud-ovest di Roma – sabato 13 giugno alle ore 19.00 prende forma The Trullo Sequence\, performance site-specific ideata da Sil Marti nell’ambito di Pillole Urbane e della settimana del Roma Borgata Festival al Trullo. Frutto di una residenza artistica sviluppata nel quartiere dall’8 al 13 giugno\, il progetto trasforma il tessuto urbano in un luogo di osservazione\, ascolto e partecipazione. Non un intervento calato dall’alto\, ma un processo che nasce dal dialogo con il territorio\, con le sue architetture\, i suoi abitanti e le dinamiche che ogni giorno ne definiscono l’identità: cuore della mission del Roma Borgata Festival e della sua direttrice artistica\, Alessandra Muschella. \n\n\n\nThe Trullo Sequence indaga le dinamiche del quotidiano e quelle azioni apparentemente invisibili che costruiscono la vita collettiva: la cura\, il lavoro\, l’incontro\, l’attesa\, la convivenza. I corpi dei performer emergono nello spazio\, lo attraversano e progressivamente vi si dissolvono\, facendo affiorare la complessità delle relazioni che abitano il quartiere e ridefinendo il Lotto 8 come paesaggio condiviso\, insieme intimo e pubblico. \n\n\n\nLa performance invita il pubblico a prendere parte a un’esperienza condivisa in cui i confini tra osservatore e spazio osservato si fanno più fluidi. Le architetture quotidiane diventano scenografia naturale\, mentre la danza costruisce nuove prospettive da cui guardare luoghi spesso percepiti soltanto come spazi di passaggio. Ne emerge una mappa sensibile del quartiere\, capace di raccontarne memorie\, fragilità\, energie e possibilità. \n\n\n\nIl lavoro si articola in cinque sequenze coreografiche che accompagnano il pubblico lungo differenti punti di vista sul Lotto 8. Pelle Pubblica apre l’esperienza attraverso una dimensione di ascolto reciproco e presenza collettiva; Architetture della Cura trasforma i gesti quotidiani in una coreografia della relazione; Scacchiera indaga il dialogo e il confronto tra i corpi; Del Ventoattraversa i temi della memoria e del movimento; Sul Margine esplora il confine come spazio di libertà e trasformazione. \n\n\n\nAttraverso la progressiva articolazione dello sguardo e del movimento\, The Trullo Sequencecostruisce una riflessione sul rapporto tra individuo e ambiente urbano\, mostrando come i margini della città possano diventare luoghi di produzione culturale\, incontro e immaginazione collettiva. Il progetto è a cura di ACSD KODANCE/&KO. Concept\, regia e coreografia di Sil Marti\, con l’assistenza coreografica di Giulia Federico. \n\n\n\nLOT8 / THE TRULLO SEQUENCE13 giugno 2025\, ore 19ATER Lotto 8 – Quartiere Trullo\, Roma \n\n\n\nA cura di ACSD KODANCE/&KOConcept\, regia e coreografia: Sil MartiAssistente coreografa: Giulia Federico
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SUMMARY:"Storie sotto gli alberi" al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Da sabato 13 giugno 2026\, negli spazi all’aperto del Teatro Villa Pamphilj di Roma\, prende il via la quinta edizione di Storie sotto gli alberi\, la rassegna di teatro per le nuove generazioni dedicata al pubblico dei più piccoli e alle famiglie. Sotto la direzione artistica di Andrea Calabretta\, la rassegna porta nel verde del teatro favole\, storie e racconti antichi e moderni\, affidati a cantastorie e compagnie capaci di incantare il giovane pubblico con parole\, oggetti e immagini amate anche daigrandi.Tutti gli spettacoli andranno in scena alle ore 17.30; si raccomanda al pubblico di arrivare entro le ore 17. L’ingresso è di 7 euro ed è consigliata la prenotazione. \n\n\n\nSi comincia sabato 13 giugno con La bella addormentata della Compagnia Florian Metateatro di Pescara\, spettacolo liberamente ispirato alle fiabe di Perrault e Grimm\, che racconta il battesimo della principessina e l’arrivo delle fate del regno\, ciascuna chiamata a donarle bellezza\, saggezza e talento\, fino all’incantesimo che dà avvio alla celebre storia. Età consigliata: dai 4 anni.Domenica 14 giugno sarà la volta de Il magico pifferaio della Compagnia I Teatrini di Napoli\, spettacolo itinerante ispirato alla fiaba del Pifferaio Magico\, che trasforma lo spazio scenico nella città di Hamelin e invita i bambini a immaginare una città migliore. Età consigliata: dai 5 anni.Sabato 20 giugno in programma Tre porcellini della Compagnia Tieffeu di Perugia\, una fiaba teatrale con attori\, ombrelli e pupazzi\, che riprende il celebre racconto dei tre porcellini in una forma semplice e adatta ai più piccoli. Età consigliata: dai 3 anni.Domenica 21 giugno arriva I musicanti di Brema del Teatro Bertolt Brecht di Formia\, adattamento della celebre fiaba che mette in scena quattro animali in fuga dai soprusi degli umani\, trasformando il viaggio verso Brema in un racconto sul valore dell’amicizia. Età consigliata: dai 5 anni.Chiude la rassegna\, domenica 28 giugno\, Cracrà Punk della Compagnia Fontemaggiore di Perugia\, spettacolo di teatro di figura con burattini che racconta la storia di Bebè\, ragazzo appassionato di musica punk\, cresciuto con Ada\, la signora Morte\, e in viaggio alla ricerca delle proprie origini. Età consigliata: dai 5 anni. \n\n\n\nCome sottolinea la Direzione Artistica:“A giugno\, a Villa Pamphilj\, comincia la bella stagione: la stagione delle storie! Sì\, a giugno gli alberi della villa più bella di Roma fruttificano. Ma sono frutti assai speciali: sono storie! E passeggiando per il parco potremo incontrare topi incantati\, belle dormienti\, lupi\, porcellini\, una banda di animali\, briganti e…A giugno\, sotto gli alberi di Villa Pamphilj\, fioriscono le storie.5 giorni\, 5 storie\, 5 modi diversi di raccontare: burattini\, voci\, musica\, corpi\, suoni\, odori.5 percorsi per stupirsi e perdersi nelle storie. Pochi kilowatt\, tante idee.Bassissimo impatto ambientale\, (quasi-zero)\, altissimo impatto culturale.Storie sotto gli alberi\, è rivolto a tutti coloro che dell’infanzia mantengono intatta la voglia di stupirsi. Aprite gli occhi\, spalancate le orecchie\, dilatate le narici e prestateci attenzione\, ve la restituiremo con gli interessi.” \n\n\n\nIl Teatro Villa Pamphilj\, con la direzione artistica di Veronica Olmi\, è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nsabato 13 giugno ore 17.30 \n\n\n\nLA BELLA ADDORMENTATA \n\n\n\ncon Serena Di Gregorio e Alessio Tessitoreregia Mario Fracassidrammaturgia Mario Fracassi\, Flavia Valoppi\, Alessio Tessitoretecnica Renato Barattucciscena Tiziana Taucci e Fabrizio Paluzzimarionette Wally e Lara Di Luzio per Arteateoggetti di scena e costumi Miriam Di Domenicoproduzione Florian Metateatro – Centro di Produzione Teatrale \n\n\n\nliberamente ispirato alle fiabe di Perrault e Grimmteatro d’attore e di figuraEtà consigliata: dai 4 anni \n\n\n\nUn castello dalle mille finestre\, nella corte un re e una regina sopra le righe sono alle prese col desiderio finora inesaudito: avere un figlio! In un tourbillion frenetico\, nella reggia si alternano stravaganti figure\, scienziati ciarlatani e artigiani imbroglioni\, ma la risposta della regina all’ansia crescente del re sarà sempre la stessa: niente\, non succede niente\, non ci sono segni di gravidanza. Alla fine potrà di più il sincero desiderio materno\, e Rosaspina nascerà\, con l’incredibile destino scolpito nel nome. Uno spettacolo multiforme\, che alterna sapientemente la farsa rutilante con le atmosfere fatate\, la narrazione col teatro di figura\, per raccontare una storia senza tempo che affonda le radici in un’antica tradizione orale conosciuta in tutto il mondo. \n\n\n\nIn tournée dal 2012\, ha affascinato i bambini di tutta Italia che rimangono rapiti dalla comicità delle situazioni e dei tanti personaggi\, ammaliati dalla dolcezza delle fate sognanti\, intimoriti dalla comparsa dalla terribile Kandisha\, la strega del maleficio. E il pubblico adulto non potrà fare a meno di rispecchiarsi nelle ansie e paure dei protagonisti\, che sono quelle di tutti genitori alle prese con la fragilità di una nuova vita e con i pericoli che possono minacciarla. Tutto si svolge nel segno della semplicità e del gioco teatrale\, basta poco per dar vita a mondi fantastici\, potrebbe succedere anche nella nostra cameretta. ‘Si può fare’ cantano i narratori\, due matasse di lana bianca diventano una tenera principessa e un principe guascone\, e saranno loro a districare la storia e ritrovare finalmente la luce. \n\n\n\ndomenica 14 giugno ore 17.30 \n\n\n\nIL MAGICO PIFFERAIO \n\n\n\nuno spettacolo di Giovanna Facciolo \n\n\n\ndai F.lli Grimm \n\n\n\nCompagnia I Teatrini di Napoli \n\n\n\ncon Adele Amato de Serpis\, Ciro Esposito\, Monica Costigliola\, Chiara Vitiello\, Alessandro Esposito \n\n\n\ncostumi e scene di Anna Radetich e Monica Costigliola \n\n\n\nregia di Giovanna Facciolo \n\n\n\nEtà consigliata: dai 5 anni \n\n\n\nL’allarme è grande e i topi dappertutto. Due banditori diffondono a suon di tamburo la notizia in lungo e in largo e una giovane donna\, portavoce del malcontento generale\, sollecita il pubblico a seguirla al palazzo del Sindaco\, per pretendere una soluzione. Arrivato per liberare la città dall’invasione dei topi\, simbolo di incuria e inciviltà\, si presenta uno strano personaggio: un suonatore di flauto. Lui\, che sogna una città migliore\, saprà sfidare l’inadempienza dei governanti e gli interessi dei più furbi\, col potere della sua musica. Seguendolo\, si incontreranno figure ambigue e grottesche\, furbe e maldestre\, che con divertente ironia\, rappresentano i “difetti più comuni” del nostro tempo\, causa dell’invivibilità dei nostri luoghi. Ma\, alla fine\, col suo flauto magico\, il Pifferaio suonerà una nuova musica che condurrà i bambini in un luogo incantato\, dove far nascere una nuova città\, una città ideale che parta proprio dai loro bisogni.  \n\n\n\nUna città a misura di bambino. E questo luogo\, sarà un prato\, dove ognuno di loro potrà lasciare un pensiero\, un desiderio\, una visione che\, come un mattone\, formerà le fondamenta di un nuovo modo di vivere\, un nuovo modo di pensare il mondo. \n\n\n\nsabato 20 giugno ore 17.30 \n\n\n\nI TRE PORCELLINI  \n\n\n\nFiaba teatrale raccontata con pupazzi e ombrelli \n\n\n\ncon Giancarlo Vulpes \n\n\n\npupazzi di Ada Mirabassi \n\n\n\nCompagnia Tieffeu di Perugia \n\n\n\nEtà consigliata: dai 3 anni \n\n\n\nL’ombrello\, contenitore della fiaba dove escono fuori i personaggi\, si trasforma in casa\, luogo di protezione ma al tempo stesso luogo di scontro tra i protagonisti\, i porcellini e il lupo antagonista. Quella dei tre porcellini è una fiaba che affronta il tema della crescita. I tre porcellini sono la rappresentazione del bambino che cresce\, passando attraverso gli errori e le brutte esperienze. Essa insegna in maniera semplice quanto sia importante impegnarsi senza pigrizia in ciò che si fa per poter sfuggire ai pericoli che la vita futura può provocare. \n\n\n\ndomenica 21 giugno ore 17.30 \n\n\n\nI MUSICANTI DI BREMA RACCONTANO \n\n\n\nadattamento di Pompeo Perrone e Maurizio Stammaticon Maurizio Stammati\, Chiara Laudanicostumi Dora Riccascenografia Marco Mastantuonomusiche di Domenico De Lucaregia Maurizio StammatiProduzione Teatro Bertolt Brecht\, Formia \n\n\n\nEtà consigliata: dai 5 anni \n\n\n\nQuattro animali in fuga contro i soprusi e le prepotenze degli umani ma poi la soluzione è: “l’unione fa la forza”. Metafora del presente con risvolti attualissimi\, lo spettacolo\, raccontato con tecniche miste e con musica dal vivo\, riflette sulla fuga e sull’approdo\, sull’amicizia e il sopruso con uno sguardo all’utopia di un luogo dove tutto si fa più giusto e libero. Sono tante le domande che nascono dalla visione di questo spettacolo: È giusto liberarsi degli affetti quando diventano vecchi e non più “produttivi”? È giusto sognare un posto migliore dove poter vivere senza sentirsi schiavi ma semplicemente seguendo le proprie aspirazioni? La gattina poetessa Emily ed il gallo pittore Chagall riusciranno a raggiungere i loro amici a Brema o si accontenteranno della casa nel bosco? \n\n\n\ndomenica 28 giugno ore 17.30 \n\n\n\nCRACRÀ PUNK \n\n\n\nburattini e scene Marco Lucci\, Sig.Formicolacostumi Mauro Mesina\, Ki Hyoung Huiluci Pino Bernabei\, Luigi Proietti \n\n\n\ncon Marco Luccitesto e regia Gigio Brunello \n\n\n\nCompagnia Fontemaggiore di Perugia \n\n\n\nEtà consigliata: dai 5 anni \n\n\n\nUn aereo attraversa il cielo sopra il castello di re Punch III e della regina Giuditta\, è la cicogna Tiresia che finalmente porta il principino. “Ma perché non atterra? Dove va?” L’aereo vola tra le nuvole\, la cicogna si è addormentata sui comandi e si risveglierà con un botto al Polo Nord\, ma senza il fagotto. Poco distante da lì\, Ada –la signora Morte-\, avvolta nel suo elegante vestito bianco\, nota un neonato abbandonato fra la neve. Sulle prime prova ad ignorarlo\, ma il suo cuore inizia a battere come non aveva mai fatto prima\, si avvicina e lentamente si abbandona al suo sogno: diventare mamma. Tiresia si beccherà invece una maledizione per cui tornerà dal Polo senza parole per spiegarsi\, capace solo di fare Cra Cra. Intanto il tempo passa tra giochi sulla neve\, indovinelli\, ninne nanne e Bebè diventa un ragazzo\, appassionato di musica Punk. Insieme alla cresta blu sorge in testa la domanda finora evitata: chi è suo padre? Ada non ha una risposta pronta e per tenerlo con sé inventa una storia impossibile. Da quel momento per Bebè non rimane che partire in cerca dei genitori: attraverserà il mare\, farà tornare il sorriso sulle labbra della regina e in mezzo a una burrasca incontrerà la cicogna Tiresia\, l’unica in grado di rivelare la verità e indicargli la strada. \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: \n\n\n\nOrari segreteria: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19 \n\n\n\ntel 06 5814176   – scuderieteatrali@gmail.com  Biglietti: 7 euro – consigliata la prenotazione
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SUMMARY:“Aperitivo su tela” all'Art Forum Würth di Capena
DESCRIPTION:L’Art Forum Würth Capena\, presenta\, “Aperitivo su tela”\, sabato 13 giugno 2026\, dalle ore 17:30 alle ore 20:30\, nella suggestiva cornice del Chiostro dell’Arte\, il cortile interno della sede espositiva. \n\n\n\nNel cuore dello spazio espositivo\, un aperitivo diventa l’occasione per mettersi all’opera con pennelli e colori\, vivendo un’esperienza immersiva sospesa tra convivialità e ispirazione. I partecipanti troveranno nella mostra “Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth” una ricca fonte di suggestioni\, in un percorso che\, attraverso lo sguardo di grandi protagonisti dell’arte del Novecento e contemporanea\, propone una riflessione ampia e sfaccettata sulla rappresentazione del corpo. \n\n\n\n“Aperitivo su tela” si configura così come un’opportunità per avvicinarsi all’arte in modo informale e coinvolgente\, favorendo al tempo stesso la condivisione e lo scambio\, in un dialogo creativo tra opera e osservatore: 39 artisti e oltre 50 opere che diventano fonte di ispirazione per un’esperienza unica e partecipativa. \n\n\n\nCosto di partecipazione all’”Aperitivo su Tela”: 32€ (comprensivo di visita guidata\, aperitivo e materiali). Prenotazione obbligatoria entro giovedì 11 giugno:tel. 06/90103800 | cell: 3317541611 | mail: art.forum@wuerth.it \n\n\n\nDalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth \n\n\n\nIn occasione del suo ventesimo anniversario\, l’Art Forum Würth Capena presenta “Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth”\, una grande collettiva che riunisce oltre 50 opere\, realizzate tra il 1888 e il 2020\, di una ricca selezione di artisti internazionali\, tra i quali Hans (Jean) Arp\, Magdalena Abakanowicz\, Georg Baselitz\, Fernando Botero\, Francesco Clemente\, Giorgio de Chirico\, Jan Fabre\, Antony Gormley\, Alex Katz\, Arnulf Rainer\, Marc Quinn e Andy Warhol. Dipinti\, sculture\, fotografie\, collage e stampe compongono un racconto articolato e corale che attraversa più di un secolo di storia dell’arte\, permettendo di osservare come il corpo umano sia diventato specchio\, simbolo e misura dei mutamenti culturali e sensibili della modernità. \n\n\n\nLa mostra accosta artisti lontani per epoca\, linguaggi e poetiche\, creando dialoghi inaspettati e contrasti stimolanti che aprono nuove prospettive sulla rappresentazione della figura umana. All’interno di questa trama visiva\, l’esposizione si articola in diverse dimensioni tematiche che mettono in luce il corpo come origine\, simbolo\, teatro dell’interiorità\, gesto e infine idea: una chiave privilegiata per leggere le grandi trasformazioni culturali del Novecento e del nostro presente.  \n\n\n\nArtisti in mostra:  \n\n\n\nMagdalena Abakanowicz\, Horst Antes\, Hans (Jean) Arp\, Georg Baselitz\, Walter Becker\, Fernando Botero\, Louise Bourgeois\, Günter Brus\, Sandro Chia\, Francesco Clemente\, Giorgio De Chirico\, Ugo Dossi\, Jan Fabre\, Rainer Fetting\, Katsura Funakoshi\, Antony Gormley\, Sabine Hoffmann\, Alfred Hrdlicka\, Edita Kadirić\, Alex Katz\, Jürgen Klauke\, Andreas Lau\, Alberto Magnelli\, Harding Meyer\, Albert Oehlen\, A. R. Penck\, Peter Pongratz\, Marc Quinn\, Arnulf Rainer\, Antonio Saura\, Kazuo Shiraga\, Wilhelm Thöny\, Wilhelm Trübner\, Lun Tuchnowski\, Antoni Tàpies\, Andy Warhol\, Lambert Maria Wintersberger\, Walter Wörn\, Klaus Zylla. \n\n\n\nIngresso gratuito alla mostra “Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth” \n\n\n\nOrario di apertura al pubblico:  \n\n\n\nlunedì – venerdì: 10.00 – 17.00 \n\n\n\nsabato e domenica aperto per eventi e laboratori creativi \n\n\n\nfestivi chiuso \n\n\n\nInformazioni \n\n\n\nTel. 06/90103800 | cell: 3317541611  \n\n\n\nmail: art.forum@wuerth.it \n\n\n\nwww.artforumwuerth.it  
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