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SUMMARY: Rapsodia di Terre mostra nel nuovo spazio I Love Ceramica Gallery
DESCRIPTION:Il giorno 22 settembre 2026 alle ore 18.00\, I Love Ceramica presenta\, nel nuovo spazio I Love Ceramica Gallery\, la mostra Rapsodia di Terre con le opere di Elettra Cipriani\, Franco Ciuti\, Pirjo Eronen\, Riccardo Paolucci\, a cura di Maria Grazia Morsella.  \n\n\n\nLa rapsodia è un componimento che raccoglie elementi diversi tra loro in forma libera. Nella totale libertà di espressione ogni opera in mostra si esprime con il proprio carattere: le forme organiche di Pirjo Eronen\, le porcellane di Elettra Cipriani\, le onde concettuali di Franco Ciuti\, le linee di Riccardo Paolucci.  \n\n\n\nCon cotture a legna\, sperimentazioni con gli ossidi\, astrazione delle forme\, attenzione ai dettagli\, ogni artista esprime la propria ricerca personale: come in un coro\, ogni voce si confronta con le altre\, evidenziando gli elementi di connessione e differenza.   \n\n\n\nBIOGRAFIE \n\n\n\nElettra Cipriani nasce a Firenze in una famiglia di musicisti. Durante gli anni dell’adolescenza si trasferisce a Roma dove frequenta il Liceo Artistico senza mai abbandonare la musica che sarà fondamentale nello sviluppo della sua sensibilità e creatività nonché stimolante fonte di ispirazione. Matura presto un vivo interesse per la ceramica che la porta a farne una scelta professionale. Nel 1978 avvia la sua attività di ceramista.  La consapevolezza di una scarsa attenzione dell’Arte Ceramica in Italia\, la spinge a trasmettere le sue competenze attraverso l’insegnamento\, costituendo l’Associazione Culturale L’albero di Terracotta. Numerose sono le mostre personali e le sue partecipazioni a mostre collettive: tra le più degne di nota la partecipazione alla mostra La scultura ceramica contemporanea in Italia alla Galleria Nazionale D’arte Moderna di Roma.  \n\n\n\nFranco Ciuti (Roma\, 1938)\, ha frequentato l’Istituto d’Arte avendo per maestri Pericle Fazzini e Leoncillo. L’influenza di Leoncillo ha segnato le sue prime opere esposte al Palazo delle Esposizioni in Roma nel 1961\, alla terza Mostra Nazionale d’Arte dei giovani. Seguono una serie di mostre collettive a Teroli e ad Avezzano\, dove è in compagnia di artisti come Pascali e Kounellis. La sua prima grande mostra personale\, presso la Galleria Lo Scorpio in Roma è del 1964. Seguono anni di intenso lavoro: nel 1975 espone alla Galleria I Due Mondi\, alla Galleria Ada Zunino\, alla Galleria Argentario di Trento e alla Biennale di Campione d’Italia. Nel novembre del 1985 espone a Palazzo Barberini in Roma e nel 1986 viene invitato ad esporre all’Istituto di Cultura di S. Francisco\, Ca. Rimarrà negli Stati Uniti con una serie di mostre in gallerie private e in Musei pubblici. Ritornato in Italia espone una personale all’Associazione Culturale Progetto in Roma (1995) e in una personale alla Galleria Nader di Santo Domingo. Nel 1996 espone una serie di grandi bronzi alla Galleria Framart Studio in Napoli e nello stesso anno alla Galleria Luckman Fine Art di Los Angeles. Nel 1999 espone alla galleria Varart di Firenze. Le sue ultime opere degli anni ’90 si possono definire come ” architetture imponderabili ” in cui il peso materiale tende allo stato di leggerezza o levitazione.  \n\n\n\nPirjo Eronen\, nata in Finlandia\, laureata presso l’Università di Tecnologia nella Facoltà di Arti Grafiche di Otaniemi e l’Università di Arte e design nella facoltà di design grafica in Helsinki. Negli anni Novanta ha studiato alla scuola di ceramica di Posio in Finlandia e ha proseguito gli studi presso l’istituto d’Arte per la ceramica in Faenza. Dal 1998 vive a Tolfa (Roma). Dal 2000 è membro dell’associazione Finlandese per l’arte e il design Ornamo.  Ha creato una rete di contatti fra ceramisti provenienti da Finlandia\, Norvegia e Italia e dal 2013\, in collaborazione con il Polo culturale di Tolfa e centro studi Itali-Norvegese\, ha dato la vita a manifestazioni di ceramica. La cottura a legna e il viaggio di studi in Giappone nel 2018 e la partecipazione al festival di ceramica di Sasama in Giappone nel 2019 hanno avuto un profondo impatto sulle sue opere recenti. Ha partecipato a numerose mostre in Finlandia\, Italia\, Norvegia\, Austria\, Stati Uniti\, Giappone\, Taiwan e Spagna e sue opere sono presenti nelle collezioni pubbliche: MIC di Faenza\, Museo della ceramica Yingko di Taipei\, Collezione permanente nella Prefettura di Miyagi in Giappone\, Museo della ceramica di Manises in Spagna.  \n\n\n\nRiccardo Paolucci (Busto Arsizio\, 1958)\, scultore ceramista di formazione faentina\, ha prestato la propria opera per le ceramiche “Demode’”\, la “Nova Arretina Ars” e diverse scenografie cinematografiche. Attualmente gestisce un laboratorio a Velletri dove esegue sculture e rivestimenti per committenti pubblici e privati\, offrendo la sua professionalità in consulenze e corsi di ceramica. 
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SUMMARY:BELLISSIME - VOCI DI DONNE\, RACCONTI DI CANZONI
DESCRIPTION:La musica\, i racconti e la voce di Syria aprono la stagione del Teatro de’ Servi\, dall’1 al 4 ottobre\, con BELLISSIME – VOCI DI DONNE\, RACCONTI DI CANZONI \n\n\n\nUno spettacolo di teatro-canzone interamente dedicato alle più grandi voci femminili della musica italiana dagli anni ’40 ad oggi. Attraverso aneddoti\, racconti ed esecuzioni dal vivo\, Syria\, accompagnata dalla chitarra di Massimo Germini\, ripercorre i brani iconici\, il talento e la personalità di straordinarie interpreti che hanno segnato la nostra cultura musicale\, regalando al pubblico un’esperienza intima e ricca di emozioni. \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrari spettacoli: \n\n\n\nda giovedì al sabato ore 21domenica ore 17.30 \n\n\n\nBiglietti: 25 euro
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SUMMARY:TRADIMENTI di Harold Pinter al Teatro San Leonardo di Viterbo
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta dal 22 al 25 settembre al Teatro San Leonardo di Viterbo\, TRADIMENTI di Harold Pinter con la regia di Pierpaolo Sepe. \n\n\n\n Un amore\, di solito\, viene raccontato da quando ha inizio. Harold Pinter no: sceglie di raccontarlo dalla fine. Era il 1978 quando debuttava a Londra questo testo\, oggi considerato tra i più intensi e riusciti della sua produzione\, capace di ribaltare il tempo della narrazione e restituirci una storia che si racconta all’indietro\, dal momento in cui tutto è già finito fino all’istante in cui tutto ha avuto inizio. Al centro\, una relazione clandestina. Lei\, lui e l’altro. Non sono due\, gli amanti coinvolti: c’è anche il marito\, che è insieme la persona tradita e il migliore amico dell’amante. Un triangolo\, dunque\, nella sua forma più classica\, eppure raccontato con un meccanismo che lo rende tutt’altro che scontato. Perché seguendo gli eventi a ritroso\, ciò che emerge non è tanto la trama quanto la trama sotterranea: quella fatta di sguardi trattenuti\, parole rimandate\, verità che si preferisce non dire. Il segreto\, qui\, non è un dettaglio della vicenda: ne è la sostanza. \n\n\n\nPinter costruisce così un’opera che parla d’altro pur restando fedele alla sua storia: parla di noi\, delle cose non dette\, dei silenzi che a volte pesano più di un vero tradimento. Perché forse non esiste dolore più sottile di quello che si prova ripensando a una parola mai pronunciata\, a una stanza in cui avremmo potuto dire qualcosa e non lo abbiamo fatto. \n\n\n\n“La memoria è il medesimo che la fantasia.» Giambattista Vico affida a questa intuizione una delle idee più sorprendenti della sua filosofia. Non oppone il ricordo all’invenzione. Li riconosce come appartenenti allo stesso gesto. La memoria non è un archivio. È una forza creatrice. Ogni volta che ricordiamo\, ricominciamo a immaginare. Forse è da qui che bisogna entrare in Tradimenti. Per anni questo testo è stato raccontato come una commedia sull’adulterio. Un triangolo amoroso. Un raffinato gioco borghese costruito sulla cronologia invertita. È una definizione corretta\, ma insufficiente. Pinter non racconta un tradimento. Racconta ciò che accade ai fatti quando cessano di appartenere al presente. Il passato non rimane mai fermo. Si muove insieme a noi. Ogni esperienza modifica tutte quelle che l’hanno preceduta. Ogni perdita riscrive gli anni della felicità. Ogni scoperta altera il significato di una parola pronunciata molto tempo prima. La memoria non conserva gli avvenimenti; conserva il bisogno che abbiamo di dare loro un senso. Per questo Tradimenti procede all’indietro.”– annota il regista Pierpaolo Sepe. \n\n\n\n“Non è un artificio. Non è un esercizio di stile. È il solo tempo possibile della memoria. È la fine a illuminare ciò che è stato. È la separazione a scegliere i dettagli che meritano di sopravvivere. È il rimpianto a decidere quali gesti diventeranno essenziali e quali\, invece\, scompariranno per sempre. La memoria è un montaggio. Taglia. Accorcia. Dilata. Cancella. Aggiunge. Nessun ricordo coincide con ciò che è accaduto. Ogni ricordo coincide soltanto con ciò che siamo diventati. È questa la vertigine che Pinter consegna agli attori. Emma\, Jerry e Robert non rivivono il passato. Lo ricreano. Ogni scena sembra avvicinarci alla verità\, ma accade esattamente il contrario. Più ci spostiamo verso l’origine della vicenda\, più comprendiamo che un’origine non esiste. Esistono soltanto versioni. Esistono sguardi. Esistono silenzi. Il silenzio\, in Pinter\, non è mai una pausa. È il luogo dove le parole continuano a lavorare senza essere pronunciate. È lo spazio in cui la memoria cambia forma. È lì che il ricordo diventa immaginazione. Per questo non ho mai pensato ai personaggi come a dei bugiardi. Mentono\, certo. Ma non è questo il punto. La menzogna appartiene ancora alla verità. Per mentire bisogna conoscere con precisione ciò che si vuole nascondere. I personaggi di Tradimenti\, invece\, sembrano smarrire progressivamente la possibilità stessa di distinguere ciò che è stato da ciò che avrebbero desiderato fosse stato. Il loro vero tradimento non riguarda il matrimonio. Riguarda il ricordo. Tradiscono continuamente la propria memoria per poter continuare a vivere. Ogni essere umano lo fa. Nessuno attraversa la propria esistenza portando con sé un archivio intatto. Vivere significa modificare incessantemente il racconto della propria vita. Alcuni episodi vengono dimenticati. Altri acquistano un peso che non avevano. Alcuni volti ritornano con una nitidezza inspiegabile\, mentre interi anni precipitano nell’ombra. La memoria è selettiva. Ma soprattutto è poetica. Sceglie ciò che ci serve. Non ciò che è accaduto. È qui che il teatro incontra Vico. Il teatro non è il luogo dove si ricostruiscono i fatti. È il luogo dove i fatti vengono nuovamente immaginati davanti a una comunità. Ogni sera gli attori prestano il proprio corpo a una memoria che non appartiene soltanto ai personaggi. Appartiene anche agli spettatori. Chi guarda Tradimenti non assiste al passato di Emma\, Jerry e Robert. Assiste al proprio. Ognuno riconosce un gesto dimenticato. Una telefonata mancata. Una parola detta troppo tardi. Un amore che continua a vivere soltanto perché il tempo gli ha sottratto la possibilità di essere contraddetto. Restituendo agli esseri umani ciò che credevano di avere perduto. In questa regia non mi interessa stabilire chi abbia ragione. Non mi interessa cercare il colpevole. Non credo che Pinter scriva processi morali. La sua scrittura non condanna. Espone. Lascia che siano i silenzi a completare il giudizio. Per questo anche la scena dovrà rinunciare a ogni psicologismo. Non cercherà di spiegare. Non accompagnerà il pubblico verso una conclusione. Proverà\, piuttosto\, a costruire uno spazio in cui il tempo perda la propria sicurezza. Uno spazio dove il passato continui a trasformarsi davanti ai nostri occhi. Vorrei che ogni scena avesse la consistenza di un ricordo. Nitida e insieme incompleta. Concreta e insieme irraggiungibile.” \n\n\n\nTradimenti non è solo uno spettacolo: è la prima grande produzione del Teatro San Leonardo\, realizzata grazie al sostegno della Regione Lazio. Un debutto che apre una strada nuova\, quella di una produzione all’anno pensata per affrontare tournée di respiro nazionale. \n\n\n\nLo spettacolo toccherà intanto Roma\, Acquapendente\, Narni e Capranica. In corso la definizione di molti altri teatri italiani. Un progetto che dimostra come il Teatro San Leonardo\, con la sua organizzazione\, sia pronto a misurarsi con produzioni ambiziose\, chiamando a raccolta grandi attori e grandi registi. Ma non solo: le prossime produzioni diventeranno anche occasioni di scrittura per gli allievi della scuola del teatro stesso\, che potranno così mettersi alla prova su progetti destinati a un pubblico nazionale. Un debutto che guarda già oltre sé stesso. \n\n\n\nBiglietti: tel. 3923018175 \n\n\n\n20 EURO INTERO \n\n\n\n17 EURO RIDOTTO
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LOCATION:Teatro San Leonardo\, Via Cavour\, 9\, Viterbo
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SUMMARY:"Le Belle Notti" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Ritorna “Le Belle Notti” di Gianni Clementi con la regia di Claudio Boccaccini\, la commedia di una generazione in una nuova edizione con 17 nuovi interpreti emergenti che siamo certi divertirà ancora una volta le nuove e vecchie generazioni. \n\n\n\nLe belle notti è una commedia tenera e divertente\, ma anche malinconica e crudele\, che scandaglia – senza giudicare – un’età della vita\, quella prossima ai vent’anni\, sbirciandola in due epoche diverse e per certi versi lontanissime: quella della ribellione e dell’anticonformismo della fine degli anni ’60 e quella dell’omologazione – quindi apparentemente immobile e pacificata – dell’inizio del nuovo Millennio. \n\n\n\ncon: Ginevra Abbatelli\, Mattia Aquilani\, Niccolò Bambi\, Andrea Bezziccheri\, Tommaso Bocconi\, Aurora Cataldi\, Margherita Cellini\, Chiara Di Lullo\, Samuel Fantini\, Chiara Lentini\, Ignazio Martorano\, Luca Materazzo\,Gianluca Rasulo\, Luca Salzarulo\, Camilla Scatigni\, Chiara Silano\, Giulia Toscanelli
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SUMMARY:Pausa pranzo con l'arte a Capena
DESCRIPTION:All’Art Forum Würth Capena arriva Pausa pranzo con l’arte: nove incontri per approfondire i temi e le opere della mostra “Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth”. Il primo incontro\, “Baci ad opera d’arte”\, si terrà mercoledì 23 settembre dalle 12.30 alle 13.00. Prendendo spunto da Il bacio\, scultura in marmo di Carrara realizzata da Marc Quinn e attualmente esposta in mostra\, l’appuntamento esplorerà il tema del bacio\, uno dei soggetti più universali e affascinanti della storia dell’arte. Attraversando epoche\, culture e linguaggi espressivi differenti\, il percorso racconterà come questo gesto abbia ispirato alcune delle immagini più celebri e iconiche dell’immaginario collettivo. L’incontro sarà condotto da Valentina Spagnuolo. Un percorso originale che parte dalle opere d’arte per aprirsi a racconti\, suggestioni e collegamenti inattesi con il mondo della cultura. Prende il via all’Art Forum Würth Capena “Pausa pranzo con l’arte”: nove incontri della durata di trenta minuti ispirati alla mostra “Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth”. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire al pubblico un’esperienza culturale coinvolgente durante la pausa pranzo. Non una tradizionale visita guidata\, bensì un viaggio attraverso idee\, immagini e storie che prendono avvio dalle opere esposte per spingersi oltre i confini della mostra\, creando connessioni con cinema\, musica\, letteratura\, storia e cultura contemporanea. Ogniappuntamento sarà dedicato a un tema diverso\, offrendo nuove chiavi di lettura della mostra e del tema del corpo nell’arte: dal bacio ad Adamo ed Eva\, dalla maternità alle icone di Andy Warhol\, passando per Giorgio de Chirico e la Body Art\, fino a percorsi che intrecciano arte e scienza\, il nudo femminile nell’arte e la figura del gladiatore tra antico e contemporaneo. Il primo appuntamento: Baci ad opera d’arte \n\n\n\nIn corso all’Art Forum Würth CapenaDalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth \n\n\n\nIn occasione del suo ventesimo anniversario\, l’Art Forum Würth Capena presenta “Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth”\, una grande collettiva che riunisce oltre 50 opere\, realizzate tra il 1888 e il 2020\, di una ricca selezione di artisti internazionali\, tra i quali Hans (Jean) Arp\, Magdalena Abakanowicz\, Georg Baselitz\, Fernando Botero\, Francesco Clemente\, Giorgio de Chirico\, Jan Fabre\, Antony Gormley\, Alex Katz\, Arnulf Rainer\, Marc Quinn e Andy Warhol. Dipinti\, sculture\, fotografie\, collage e stampe compongono un racconto articolato e corale che attraversa più di un secolo di storia dell’arte\, permettendo di osservare come il corpo umano sia diventato specchio\, simbolo e misura dei mutamenti culturali e sensibili della modernità. La mostra accosta artisti lontani per epoca\, linguaggi e poetiche\, creando dialoghi inaspettati e contrasti stimolanti che aprono nuove prospettive sulla rappresentazione della figura umana. All’interno di questa trama visiva\, l’esposizione si articola in diverse dimensioni tematiche che mettono in luce il corpo come origine\, simbolo\, teatro dell’interiorità\, gesto e infine idea: una chiave privilegiata per leggere le grandi trasformazioni culturali del Novecento e del nostro presente.  \n\n\n\nArtisti in mostra:  \n\n\n\nMagdalena Abakanowicz\, Horst Antes\, Hans (Jean) Arp\, Georg Baselitz\, Walter Becker\, Fernando Botero\, Louise Bourgeois\, Günter Brus\, Sandro Chia\, Francesco Clemente\, Giorgio De Chirico\, Ugo Dossi\, Jan Fabre\, Rainer Fetting\, Katsura Funakoshi\, Antony Gormley\, Sabine Hoffmann\, Alfred Hrdlicka\, Edita Kadirić\, Alex Katz\, Jürgen Klauke\, Andreas Lau\, Alberto Magnelli\, Harding Meyer\, Albert Oehlen\, A. R. Penck\, Peter Pongratz\, Marc Quinn\, Arnulf Rainer\, Antonio Saura\, Kazuo Shiraga\, Wilhelm Thöny\, Wilhelm Trübner\, Lun Tuchnowski\, Antoni Tàpies\, Andy Warhol\, Lambert Maria Wintersberger\, Walter Wörn\, Klaus Zylla. \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\nOrario di apertura al pubblico:  \n\n\n\nlunedì – venerdì: 10.00 – 17.00 \n\n\n\nsabato e domenica aperto per eventi e laboratori creativi \n\n\n\nfestivi chiuso \n\n\n\nInformazioni \n\n\n\nTel. 06/90103800 | cell: 3317541611  \n\n\n\nmail: art.forum@wuerth.it \n\n\n\nwww.artforumwuerth.it  
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SUMMARY:il Festival Internazionale di Arti di Strada di Catania
DESCRIPTION:Quattro giorni di arti\, circo\, teatro\, musica e spettacolo nelle strade e nelle piazze del cuore medievale di Catania. Dal 24 al 27 settembre torna Ursino Buskers\, il Festival Internazionale di Arti di Strada di Catania\, giunto alla sua dodicesima edizione e organizzato dall’Associazione Gammazita in collaborazione con l’associazione Momu – Mondo di Musica. \n\n\n\nNove aree spettacolo tematiche\, 44 compagnie di circo\, 90 spettacoli gratuiti al giorno\, laboratori e spettacoli per bambini e bambine con Ursino Kids\, workshop per adulti\, Street Market attorno al Castello Ursino\, esposizioni e mostre\, allestimenti\, luci e colori in tutta l’area del festival\, Street Food & Beverage. \n\n\n\nMa la dodicesima edizione porta con sé anche un messaggio preciso\, racchiuso nel manifesto “Tutta nostra la città”. Ursino Buskers nasce dodici anni fa per ricordare che Catania appartiene innanzitutto a chi la vive e la abita. Un principio che quest’anno prende forma ancora più concretamente: per la prima volta i balconi diventano aree spettacolo\, le case accolgono gli artisti\, le botteghe artigiane entrano nel percorso del Festival. \n\n\n\nLa scelta degli organizzatori è quella di raccontare un centro storico che non sia soltanto spazio di passaggio o luogo destinato alla mercificazione\, ma un luogo vivo e abitato\, nel quale una comunità continua a costruire relazioni\, cooperare e prendersi cura degli spazi. Ursino Buskers porterà così il pubblico dentro le strade\, le case e le storie dei quartieri popolari\, riaffermando attraverso l’arte il valore di una comunità aperta\, operosa e inclusiva. \n\n\n\nSi parte giovedì 24 settembre alle ore 17.00 con la Street Parade 2026: il cast artistico del Festival e le bande\, capitanate da Sambazita\, sfileranno per le vie del centro storico. La partenza è prevista da Villa Bellini e l’arrivo in Piazza Federico di Svevia\, dove si terrà la Festa di apertura in Piazza dei Libri con il concerto degli Original Sicilian Style. \n\n\n\nDal 25 al 27 settembre entrerà nel vivo il programma degli spettacoli gratuiti di Ursino Buskers 2026. \n\n\n\nTra le aree principali\, quella del Castello\, dedicata al circo\, ospiterà il contorsionista proveniente dalle strade del Ghana Richard Circus con Twist Of Art\, il clown argentino El Goma con The Atari Show\, Simone Romanò con Hop-Hop\, il giovane artista catanese Luca Lattuga con uno spettacolo di giocoleria e il Piccolo Circo Midulla Gammazita\, con i bambini e le bambine del quartiere Angeli Custodi San Cristoforo. \n\n\n\nUna delle novità di questa edizione sarà Spazio Voli – Bastiano\, nuova area dedicata al trapezio balan\, una disciplina mai vista prima a Catania\, con una struttura aerea sulla quale vengono eseguite evoluzioni acrobatiche a otto metri di altezza. La Compagnia PES\, formata da Paola Caruso e Shay Wapniaz\, porterà in scena Slam\, spettacolo di trapezio volante\, sospensione aerea\, equilibrismo e giocoleria. \n\n\n\nPiazza dei Libri sarà invece dedicata alla musica\, con gruppi siciliani come Lautari e Lero Lero\, il trio lettone Sutartronica e Hong Hong\, suonatrice di Lubu\, scacciapensieri di Taiwan\, tra le più importanti ricercatrici e studiose di questo strumento. \n\n\n\nAlla Corte della GAM\, la Corte della Galleria di Arte Moderna\, spazio soprattutto al teatro: dagli spettacoli di teatro di figura per bambini e famiglie della Compagnia Riccardo e Margherita alla mostra di Riccardo Francaviglia\, dalla Commedia dell’Arte con La Bottega dell’Attore alla stand-up e alla narrazione di Smeralda Capizzi\, fino al teatro fisico e al circo contemporaneo con Chiara Serges. \n\n\n\nDopo tre anni il Festival torna anche in Piazza Maravigna\, luogo legato alla storia dei Pupari Fratelli Napoli\, che porteranno in scena proprio sotto la loro storica bottega l’Opera dei Pupi I Giuramenti di Rinaldo. Nella stessa piazza arriveranno dall’Ungheria Onetwomany Collective\, Sophie Zoletnik e Lennart Paar\, con uno spettacolo di acrobatica aerea infuocata e fire dance\, oltre ad artisti siciliani di circo e teatro di strada. \n\n\n\nProprio nel solco di “Tutta nostra la città” si inseriscono i Balconi di Quartiere e le Botteghe Artigiane di Quartiere. \n\n\n\nLa storica murga napoletana Los Espositos – Figlia di Partenope e la Murga del Genio di Palermo porteranno tra le botteghe artigiane l’antica arte del teatro itinerante di strada coniugata alla musica e alla danza. Ci saranno inoltre le percussioni afro-brasiliane di Sambazitae quelle dal mondo di BandaCircular. Il Festival vuole così far conoscere anche le realtà che stanno scommettendo sul lavoro artigiano in Via Transito e le loro storie. \n\n\n\nCon i Balconi di Quartiere\, invece\, alcuni spettacoli entreranno direttamente nelle abitazioni: performance teatrali e poetiche\, musica rap e altre sorprese\, per ricordare che il quartiere è un luogo vivo\, abitato da una comunità che collabora e coopera alla realizzazione del Festival. \n\n\n\nL’area Laterale Castello sarà dedicata soprattutto ai più piccoli con Ursino Kids\, realizzato insieme a numerose associazioni che operano sul territorio etneo e che proporranno laboratori manuali\, artistici e di narrazione su diverse tematiche sociali. Nello stesso spazio troveranno posto anche lo swing con balli in strada\, la musica jazz manouche e tzigano e i mandolini della tradizione siciliana del primo Novecento. \n\n\n\n«Ogni spettacolo\, canto\, ballo\, sorriso\, laboratorio della dodicesima edizione di Ursino Buskers è un atto collettivo di resistenza e bellezza per ricordarci che è tutta nostra la città. Scegliete di viverla insieme a noi!»\, si legge nel manifesto dell’edizione 2026. \n\n\n\nUrsino Buskers nasce nel 2014 e ogni settembre chiama a raccolta artisti di strada provenienti da tutto il mondo per un evento gratuito e di piazza. Il Festival è anche un progetto annuale che promuove scuole\, attività artistiche e corsi all’interno del Centro Polifunzionale Midulla e nelle strade di San Cristoforo\, diventati negli anni un’alternativa per decine di bambini e ragazzi del quartiere e non. \n\n\n\nLa dodicesima edizione di Ursino Buskers è organizzata dall’associazione Gammazita\, in collaborazione con l’associazione Momu – Mondo di Musica\, con la partecipazione del Comune di Catania | Bando Periferie – Palcoscenico Catania e Catania Summer Fest. \n\n\n\nIl programma completo è disponibile sul sito di Ursino Buskers:https://www.gammazita.net/ursinobuskers/programma.html
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SUMMARY:"Tele libere" personale di Franca Buscaglia
DESCRIPTION:Dal 23 ottobre al 29 ottobre 2026\, Medina Art Gallery Roma presenta la mostra personale dell’artista Franca Buscaglia\, Tele libere\, con testo a cura di Anita Mollo\, in Via Angelo Poliziano 4-6\, Roma. L’evento di apertura si terrà venerdì 23 ottobre\, alle ore 18:00\, con la presentazione di Antonella Panico\, presso la galleria. Inoltre\, la mostra è inserita all’interno della programmazione del RAW 2026 – Rome Art Week. \n\n\n\nI lavori di Franca Buscaglia vanno dalla pittura ad olio gravida di colori per ottenere il giusto punto cromatico\, all’uso di materiali eterogenei per arrivare oggi alla “scarnificazione”\, cioè all’essenziale e sottolineare solo il proprio punto di vista espresso nella sua opera attraverso l’uso sapiente dei mezzi a sua disposizione. \n\n\n\nFranca Buscaglia ha attraversato con il corpo il fare pittura. \n\n\n\nHa un’ottima conoscenza delle materie e dei materiali che ha sperimentato ed usato nel suo percorso per arrivare\, dominarli e portarli al punto giusto di esplosioni di colori\, materici e non. \n\n\n\nNel tempo ha accumulato esperienze e conoscenza decidendo lei cosa\, perché\, quando e come inserire o togliere elementi necessari per esprimere la sua idea di pittura. \n\n\n\nLa pittura per Franca Buscaglia è vita. \n\n\n\nLei dipinge con il corpo\, non solo con il pensiero\, la mente e l’elaborazione di concetti. Lei domina\, sovrasta: è la dea che fa e disfa\, dispone ed espone quello che è dentro di lei nel dubbio e nella certezza e spesso con leggerezza estrema da suscitare meraviglia nell’occhio attento dell’osservatore. \n\n\n\nFranca Buscaglia ha raggiunto una essenzialità e una conoscenza della materia che tratta da acquietare o esaltare i contenuti che trasmette attraverso le opere. La tela\, ghinea\, lino\, juta\, la scelta di alleggerirla\, lavorando direttamente su trama e ordito\, con o senza preparazione\, con o senza colore o solo un’ombra di colore appena percepibile non è mai lasciata al caso. \n\n\n\nFranca Buscaglia è un carroarmato. \n\n\n\nHa una costanza indescrivibile per questo va fino in fondo a scoprire dentro e fuori dalla tela i misteri del suo fare arte. Misteri che condivide soltanto con occhi attenti in grado di leggere il suo punto di partenza e quello di arrivo in questa operazione di alleggerire e svelare. \n\n\n\nAl contrario della body Art Franca Buscaglia usa la tela al posto del corpo: o opera una forma di incisione direttamente sulla tela o sulle materie prime proprie del mezzo pittorico perché ne ha una padronanza certa e può portare il suo intervento d’arte dove e come ritiene opportuno.  \n\n\n\nOrari di apertura: Dal lunedì al giovedì 10-13 / 15-19\, sabato e domenica su appuntamento \n\n\n\nEmail: info@medinaroma.com   \n\n\n\nTel: +39 06 960 30 764  \n\n\n\nSito web: www.medinaroma.com
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SUMMARY:“Shall We Dance!” al Teatro Sistina
DESCRIPTION:Dopo il successo nelle principali arene estive italiane\, “Shall We Dance!”\, il nuovo spettacolo di Giovanni Pernice\, si prepara a inaugurare il prossimo 23 settembre la nuova Stagione del Teatro Sistina. Tra i ballerini professionisti più amati e riconosciuti della televisione italiana e noto al grande pubblico per la sua partecipazione a “Ballando con le Stelle”\, Pernice è pronto a raccontarsi sul palcoscenico con uno spettacolo celebrativo che ripercorre la sua vita e la sua carriera\, svelando anche il percorso che lo ha portato a diventare una star della televisione e del teatro inglese. \n\n\n\nAl suo fianco\, tra gli altri\, anche gli acclamati ballerini dell’amatissimo varietà di Rai1\, Nikita Perotti\, Sophia Berto\, Erica Martinelli\, che daranno vita a una reinterpretazione contemporanea dei balli latino-americani e standard\, tra i più amati dal pubblico di ogni generazione. A fare da colonna sonora\, musica dal vivo e vocalist con una selezione di grandi successi\, per un coinvolgente “jukebox” danzante capace di trasformare il racconto in un’esperienza emozionante\, dinamica e spettacolare. \n\n\n\nCon la direzione artistica di Massimo Romeo Piparo –storico autore e ideatore dell’amatissimo Ballando con le Stelle italiano–\, le coreografie Arduino Bertoncello\, la Direzione Musicale Emanuele Friello\, le scene Teresa Caruso\, i costumi Cecilia Betona\, lo spettacolo si preannuncia come un’esperienza coinvolgente capace di unire narrazione\, danza e grande intrattenimento. \n\n\n\nOriginario di Palermo\, Giovanni Pernice ha conquistato milioni di spettatori grazie al suo straordinario talento\, alla tecnica impeccabile e a un carisma unico. Nel corso della sua carriera si è affermato come uno dei volti simbolo del celebre programma di Rai1\, diventando un punto di riferimento per gli appassionati di danza e un vero idolo per il pubblico. Parallelamente alla televisione\, Pernice ha costruito un solido percorso internazionale nel mondo della danza competitiva e dello spettacolo\, collaborando con numerose celebrità e ottenendo prestigiosi riconoscimenti artistici. \n\n\n\nGIOVANNI PERNICE SHALL WE DANCE! \n\n\n\n“Ballando da Palermo a Londra” \n\n\n\nCoreografie Arduino Bertoncello \n\n\n\nDirezione Musicale Emanuele Friello \n\n\n\nScene Teresa Caruso \n\n\n\nCostumi Cecilia Betona \n\n\n\nDirezione Artistica Massimo Romeo Piparo \n\n\n\ncon \n\n\n\nGiovanni Pernice \n\n\n\nErica Martinelli \n\n\n\nNikita Perotti \n\n\n\nSophia Berto \n\n\n\nSimone Lucchese \n\n\n\nSienna Osborne \n\n\n\nDanilo Minafra \n\n\n\nElisa Crocchianti \n\n\n\ne con i vocalist \n\n\n\nValeria Cozzolino \n\n\n\nCostanza Scalia \n\n\n\nEnnio Zanini \n\n\n\nOrchestra \n\n\n\nEnrico Scopa – Tastiera \n\n\n\nSimone Gianlorenzi – Chitarre e mandolino \n\n\n\nGuerino Rondolone – Basso \n\n\n\nAlessandro Luccioli – Batteria
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SUMMARY:Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde nasce da un incubo che Stevenson si affrettò a trascrivere in modo febbrile. La storia di Jekyll e Hyde è fatta (e scritta) con la stessa sostanza di cui sono fatti gli incubi e lascia nel lettore un senso di inquietudine misto a esaltazione. \n\n\n\n“Non è forse questa la maledizione del genere umano: che\, aggrovigliati in un incongruo legame\, due esseri agli antipodi siano costretti a combattersi in eterno nel grembo straziato di una medesima coscienza?” \n\n\n\nL’ossessione per gli esperimenti e l’ambiguo potere della scienza\, gli sdoppiamenti di personalità e i rischi della repressione fanno di questo romanzo scritto nel 1886 una riflessione sulla natura umana che seduce anche i lettori di oggi. Basti pensare a queste parole sull’immaterialità del corpo: \n\n\n\n“Cominciai a percepire\, con una profondità mai raggiunta prima\, la tremula immaterialità\, l’indistinta transitorietà di questo corpo\, all’apparenza così solido\, che ci portiamo dietro. Scoprii che alcuni agenti chimici avevano il potere di squassare e sradicare questo involucro di carne\, allo stesso modo in cui il vento spazza le tende di un padiglione.” \n\n\n\nL’elogio del crimine in De Sade\, gli incubi postindustriali di Ligotti\, i deserti geografici e metafisici di Roberto Bolaño e ora il signor Hyde in persona. Con questo lavoro indago nuovamente un tema che attraversa molti dei miei lavori precedenti. È difficile per me dargli un nome preciso ma credo sia un’indagine sul male\, una domanda sul male e sul suo rapporto con la rappresentazione e la creazione artistica. Anche la struttura del romanzo di Stevenson è quella frammentaria e dell’indagine. Come il notaio Utterson (vero protagonista del romanzo di Stevenson)\, il lettore segue le tracce di mr. Hyde\, del male nascosto in evidenza nelle città\, nei rapporti umani\, nelle istituzioni senza mai afferrarlo del tutto in un inquietante nascondino (hide and seek in inglese). \n\n\n\nNOTE DI DRAMMATURGIA \n\n\n\nLavorando sul racconto di Stevenson\, la prima cosa che mi è parsa rilevante è stata la difficoltà nel trasporlo a teatro in un adattamento convenzionale\, una riduzione fedele al libro e che ne seguisse totalmente il percorso e l’andamento. Tutto\, nello scritto originale\, converge verso la confessione di Jekyll\, ovvero lo svelamento della sua doppia natura caratterizzata dalla creazione di Hyde. Tuttavia è una rivelazione che tutti conosciamo\, talmente nota da aver valicato i confini della letteratura per farsi archetipo; come restituire\, quindi\, parte della tensione investigativa che attraversa questo capolavoro\, di cui il vero protagonista è il notaio o avvocato Utterson\, colui che avvia il processo indiziario che lo porterà\, con l’aiuto delle lettere di Jekyll\, alla risoluzione del caso?  \n\n\n\nIn questa riscrittura ho provato a ripercorrere il racconto tentando di moltiplicare il processo di sdoppiamento che lo informa; siamo quindi di fronte a un uomo contemporaneo che\, quasi ispirato\, o meglio\, ulteriormenteinfetto dalla lettura del libro\, trova nel personaggio di Utterson il suo doppio letterario e\, con ogni probabilità\, un movente o una giustificazione alle proprie azioni. Come nell’originale\, Utterson incontra nel maggiordomo di Jekyll\, Poole\, un interlocutore necessario al buon esito delle proprie indagini e\, nei fatti\, un amico o confidente\, qui ovviamente soltanto immaginato. In questo gioco di specchi\, l’io monologante tenta di analizzare il racconto\, di scomporlo pur mantenendone le vicende essenziali\, lo scontro con una bambina e l’omicidio del parlamentare Carew da parte di Hyde. Ne consegue\, a mio avviso\, una sorta di indagine sul libro stesso\, su quello “strano caso” che tanto ha nutrito psicoanalisi\, cinema\, teatro\, tentando di portare alla luce le domande che il genio di Stevenson ci ha lasciato in eredità: è possibile parlare di vera dissociazione quando siamo di fronte a un uomo\, Jekyll\, che può mutare corpo pur mantenendo la stessa memoria del suo doppio\, Hyde? I comportamenti criminali di Hyde sono soltanto il “lato oscuro”\, sordidamente pulsionale di Jekyll\, o non sono che quelli evidenti perché agiti senza curarsi dello sdegno pubblico? Chi è davvero l’uomo comune Utterson\, che in nome della responsabilità professionale evita di soddisfare ogni suo autentico desiderio?  \n\n\n\nSono solo alcune delle domande che rendono lo scritto di Stevenson profondissimo e in fondo enigmatico\, come lascia intuire il suo finale\, dove non sappiamo con certezza se Hyde e il suo creatore Jekyll siano morti o destinati a restare per sempre tra noi\, magari nascosti nel nostro inconscio o nelle pulsioni che vorremmo evitare di riconoscere. \n\n\n\nFederico Bellini \n\n\n\nLa ragione è tutto sommato banale e credo differenzi il romanzo del grande autore da molti altri scritti che presentano una struttura che può richiamare al thriller o al giallo; nel caso del Dottor Jekyll e Mister Hyde tutto\, fin dall’inizio\, concorre alla risoluzione di un enigma di cui tutti conosciamo il segreto\, tanto che il binomio Jekyll-Hyde è divenuto sostanzialmente un archetipo di quella che oggi chiameremmo dissociazione\, pur essendo questo stesso termine piuttosto discutibile se applicato al libro. Jekyll\, nel racconto\, produce Hyde\, più che esserlo\, e Stevenson si premura di dirci\, in una sola riga\, che\, per quanto differenti fisicamente\, i due condividono la stessa memoria. È un passaggio a mio avviso fondamentale che\, pur essendo materia feconda per molti studi psicoanalitici e per quasi ogni indagine sul “lato oscuro” di ciascuno di noi\, pone un problema praticamente insolubile rispetto all’identità. Se essa abita due corpi ma\, in fondo\, una sola mente\, come può definirsi tale? \n\n\n\nInfo e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE\, card libera scuole\, Vivispettacolo info promozioneteatrovascello@gmail.com  – promozione@teatrovascello.itBiglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\,acquista direttamente alla biglietteria https://www.teatrovascello.it/biglietteria-26-27/acquista tramite bonifico bancario abbonamenti e card e soltanto GRUPPI DI 10 PERSONE a favore di Coop. La Fabbrica dell’Attore E.T.S. BANCA INTESA SAN PAOLO ag. Circ. Gianicolense 137 A di Roma iban IT28f0306905096100000013849 oppure acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/lo-strano-caso-del-dottor-jekyll-e-del-signor-hyde/303599 oppure acquista on line TUTTA LA STAGIONE https://www.vivaticket.com/it/search?q=teatro+vascello   \n\n\n\nInfo: 06 5881021 – 06 5898031 \n\n\n\npromozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it
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SUMMARY:Ombre d'oro»\, mostra personale di Enrica Salvadori a Torino
DESCRIPTION:Dal 24 settembre al 31 ottobre 2026 la Galleria Elena Salamon apre la stagione autunnale con «Ombre d’oro»\, mostra personale di Enrica Salvadori. \n\n\n\nUn percorso costruito su un unico\, essenziale contrasto: il bianco della terracotta\, del gesso e del marmo e l’oro lucido dell’ottone\, attraverso cui l’artista dà forma alla sua ricerca sull’ombra. \n\n\n\n«Ogni fine estate mi piace aprire la stagione della galleria con un’incursione nel contemporaneo – dichiara Elena Salamon –. È una scelta che ripeto ogni anno\, selezionando un artista sulla base di una ricerca che privilegi l’autenticità espressiva e la capacità di generare nuove connessioni visive. Per l’edizione 2026 la mia attenzione si è rivolta al lavoro di Enrica Salvadori. La sua opera si distingue per la forza immediata del linguaggio materico: la dialettica tra la purezza della terracotta\, del gesso e del marmo e la luminosità dell’ottone dà vita a una tensione formale che assume il valore di una vera e propria epifania estetica. Centrale nella sua ricerca è la poetica dell’ombra\, intesa come essenza nascosta delle cose\, che qui trova una traduzione diretta e priva di mediazioni. Presentare Salvadori in galleria rappresenta per me l’opportunità di condividere con il pubblico una visione artistica autentica e significativa\, al di là di ogni logica di settore». \n\n\n\nEnrica Salvadori nasce a Torino\, dove si forma all’Accademia Albertina di Belle Arti. Da diversi anni la sua vita si intreccia tra il capoluogo piemontese e Buenos Aires\, un continuo andirivieni che risuona profondamente in tutto il suo lavoro. \n\n\n\nLa sua ricerca parte da una riflessione sull’architettura come spazio vitale\, come racconto dei limiti e della bellezza che portiamo dentro e fuori di noi: i palazzi diventano\, nel suo immaginario\, un collage di parti di noi stessi\, contenitori affettivi e protettivi e\, allo stesso tempo\, fonte di instabilità. Al centro di tutto\, fin dagli esordi\, c’è l’ombra. Non come effetto ottico\, ma come proiezione dell’essenza di un oggetto\, un reperto archeologico\, un dettaglio architettonico\, un uovo\, una sfera\, che nell’ombra trova una nuova identità\, una nuova possibilità di esistere. \n\n\n\nIn mostra questa idea prende forma attraverso due linguaggi che dialogano tra loro. Da una parte le sculture: architetture in miniatura realizzate in terracotta bianca\, gesso resinato o marmo\, scale che salgono verso il vuoto\, archi\, finestre affacciate sul nulla e muri superstiti come frammenti di edifici sospesi tra memoria e rovina. Accanto a queste compaiono alcune forme enigmatiche\, quasi primordiali\, e volumi essenziali come l’uovo e la sfera. \n\n\n\nDa ciascuna opera si stacca una sagoma in ottone lucidato\, adagiata a terra o proiettata sul piano: un’ombra tangibile\, dorata perché preziosa\, specchiante perché riflette chi la guarda e lo spazio intorno\, capace di restituire il profilo dell’oggetto ribaltato\, moltiplicato\, reso instabile. \n\n\n\nDall’altra parte ci sono i collage su carta\, dove la stessa proiezione si fa leggera e impalpabile\, disegnata con la foglia d’oro: la scala\, l’arco\, la finestra\, l’uovo ritornano come pure silhouette luminose\, sospese nel bianco del foglio. L’oro\, per Enrica\, rappresenta luce e ombra insieme\, e cambia volto a seconda del punto di vista: acceso e brillante quando viene colpito dalla luce\, profondo e quasi bruno nella penombra. \n\n\n\n«Ombre d’oro» è proprio questo doppio movimento: la materia che si fa leggera sulla carta\, la luce che si fa peso e forma nell’ottone. Bianco e oro\, e nient’altro. \n\n\n\n«La scultura e l’installazione esercitano su di me una fortissima attrazione – spiega Enrica Salvadori – mentre la carta ha rappresentato a lungo uno strumento di passaggio\, utile alla costruzione di modellini e prototipi. La svolta è avvenuta nel settembre del 2024\, durante la residenza artistica per Germinale Monferrato: dopo aver concluso la scultura dedicata al rudere della torre di Tonco\, nello studio allestito all’interno di una chiesetta sconsacrata\, una calda luce riflessa dall’ottone si è proiettata su un foglio di carta. La presenza sul tavolo di alcuni residui di foglia d’oro usati in precedenza ha fatto il resto. In modo del tutto spontaneo la scultura ha preso la forma di una sagoma dorata sul foglio. Fin dai tempi dell’accademia amo ritrarre l’opera dopo averla modellata\, accompagnando il passaggio dalla materia viva della scultura alla dimensione riflessiva del disegno. Questa serie nasce esattamente in quel punto di incontro: nature morte di ombre e\, allo stesso tempo\, nature vive di luce». \n\n\n\nLa mostra «Ombre d’oro» si inaugurerà giovedì 24 settembre alle ore 17.30alla presenza dell’artista.
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LOCATION:Galleria Elena Salomon\, Piazzetta IV Marzo\, Torino\, ITA\, 10122\, Italy
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SUMMARY:"Cadenze letterarie" torna a Fiumicino
DESCRIPTION:Cadenze Letterarie ha concluso il 9 settembre ai Giardini Nicola Calipari di Piazza Vittorio il ciclo romano 2026 ospitato nell’ambito di Notti di Cinema. Quattro appuntamenti estivi nei quali il libro è stato il punto di partenza per mettere in dialogo letteratura\, musica\, psicologia\, arti visive e pubblico. Il progetto tornerà il 24 settembre alle ore 19 a Fiumicino\, a L’Orto Stiloso Bistrot\, con La verità che resta di Giulio Trenta\, Aletheia Editore. \n\n\n\nLa serata conclusiva romana è stata costruita intorno a Ombre e Luci di un Cammino di Dino Tropea\,volume scelto anche per ricordare Cristoforo Russo\, artista\, collega e amico dell’autore\, nel secondo anno dalla sua scomparsa. A lui è dedicata la poesia Cristoforo Russo: Un’Eterna Sinfonia\, interpretata da Francesca Stajano Briganti. \n\n\n\nA condurre il dialogo sono stati Sergio Mingrone e Maria Grazia Imbimbo\, accompagnando i diversi passaggi tra letture\, riflessioni\, musica e arte. La psicologa Sonia Buscemi ha affrontato alcuni dei nuclei emotivi presenti nel libro\, dal ricordo di Cristoforo Russo alla resilienza evocata in Odissea di Espatriati\, fino alla possibilità di ritrovarsi raccontata in Sotto il Cielo di Stelle. \n\n\n\nFrancesca Stajano Briganti ha interpretato Cristoforo Russo: Un’Eterna Sinfonia e Odissea di Espatriati\, con l’accompagnamento delle musiche di Ludovico Einaudi. Immacolata Savarese\, Alice\, musa dell’autore\, ha affidato alla propria voce Sotto il Cielo di Stelle\, accompagnata da una versione orchestrale e pianistica de La cura di Franco Battiato. Francesca Stajano Briganti ha inoltre interpretato Je ne regrette rien\, in omaggio a Édith Piaf. \n\n\n\nLa componente musicale ha visto protagoniste anche le Nasti Girls\, Melissa Nasti e la mamma Roberta. Melissa ha interpretato Sola e At Last\, mentre insieme a Roberta ha cantato La cura per me e Million Reasons. \n\n\n\nL’arte visiva ha completato il percorso attraverso il lavoro del maestro Salvatore Fazio. Valentina Spagnolo\, direttrice di Nuovaera Magazine\, ha accompagnato il dialogo intorno all’opera Ombre e Luci di un Cammino\, realizzata da Fazio a partire dal libro di Tropea. L’artista ha inoltre presentato tre vignette dedicate a protagonisti e momenti della storia recente di Cadenze Letterarie: Francesca Stajano Briganti; Valentina Spagnolo ed Ezio Natale; Dino Tropea e Immacolata Savarese\, con Salvatore Fazio e Sonia Buscemi rappresentati all’interno dell’opera. \n\n\n\nTra il pubblico erano presenti anche Riccardo Antinori\, direttore di ViviRoma\, e Giulia Massarelli\, fondatrice e direttrice artistica di Lunatika Factory. \n\n\n\nLa tappa di Piazza Vittorio ha concluso un percorso romano iniziato il 20 luglio al Parco Tevere Marconicon Fellini Metafisico\, proseguito il 7 agosto con Lasciato Indietro e il 21 agosto con Diego Del Cerchio nel Settimo Universo di Nicoletta Caiazzo. \n\n\n\nUn ringraziamento va ad ANEC Lazio\, Notti di Cinema Roma e al regista Riccardo Ferrero\, che hanno accolto Cadenze Letterarie nelle diverse serate del ciclo estivo romano\, offrendo al progetto uno spazio di incontro con il pubblico. \n\n\n\nIl lavoro dietro la serata ha coinvolto anche Giorgio Algherini\, autore delle fotografie che hanno documentato l’appuntamento di Piazza Vittorio\, e Ugo Mangini\, che ha curato audio e fonia. \n\n\n\nConclusa la stagione romana\, Cadenze Letterarie torna ora nel territorio in cui il progetto è nato. Giovedì 24 settembre alle ore 19\, a L’Orto Stiloso Bistrot di Fiumicino\, sarà presentato La verità che resta di Giulio Trenta\, Aletheia Editore. \n\n\n\nCon l’autore saranno presenti Francesca Stajano Briganti\, Merysse Acoustic Duo\, Salvatore Fazio\, Sonia Buscemi\, Maria Grazia Imbimbo\, Sergio Mingrone e Valore Sociale ONLUS ETS. Letture\, musica\, psicologia e arte visiva accompagneranno così l’apertura della stagione autunno-inverno di Cadenze Letterarie.
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SUMMARY:DisEQUILIBRI al Piccolo Teatro Carlo Goldoni
DESCRIPTION:Ottobre 2026- Maggio 2027 \n\n\n\n5 Stagioni in una \n\n\n\nGiovedì 24 Settembre alle Ore 19\,00 \n\n\n\nPRESENTAZIONE PUBBLICA \n\n\n\nPROSA E RICERCA TEATRALE \n\n\n\nSpettacoli di e con Compagnie Teatrali Organizzate \n\n\n\nINCONTRI CON GLI AUTORI \n\n\n\nScrittori e Drammaturghi vengono a presentare il loro lavoro con Incontri\, Reading e Sperimentazioni Sceniche \n\n\n\nINCONTRI CON LA MUSICA E LE ARTI VISIVE \n\n\n\nOrganizzazione di Serate con Esibizioni dal Vivo \n\n\n\nSerate dedicate al lavoro di Fotografi e Pittori  \n\n\n\nPROGETTI DI MESSA IN SCENA \n\n\n\nIl Debutto “In Sicurezza” di Nuovi Spettacoli e  \n\n\n\nProgetti Teatrali. Un possibile Incontro con il Pubblico. \n\n\n\nTEATRO E PSICOLOGIA \n\n\n\nCiclo di Conferenze Teatrali sul trattamento Drammaturgico  \n\n\n\ndel Disagio Psicologico \n\n\n\nEVENTO SPECIALE\, OTTOBRE 2026 \n\n\n\nIncontro Internazionale con la Meditazione Zen e Ch’an \n\n\n\nPresentazione del Libro “Teatro e Zen” \n\n\n\nUna Stagione attraversata da Eventi completamente diversi tra loro\, un lungo elenco di collaborazioni con Gruppi\, Associazioni\, Artisti che si alterneranno sul piccolo palcoscenico di Piazza Donna Olimpia 5 per esplorare insieme tutti i possibili Equilibri e Disequilibri che il Teatro ci permette di incontrare. \n\n\n\nTeatro Da Viaggio – I Ragazzi Irresistibili \n\n\n\nLa Ciambella – Rosario Fugà – MauPal – Art Sharing \n\n\n\nAntonella Antonelli – Massimiliano Milesi \n\n\n\nEnter – Giovanni Crimini  \n\n\n\nOgni Appuntamento segnerà un Incontro con luoghi da esplorare\, linguaggi da sperimentare\, arte da condividere… \n\n\n\nPer Info e Prenotazioni Messaggio WA 3298658537 \n\n\n\ncasa.delmonologo@yahoo.com
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SUMMARY:“Letture in terrazza” a Villa Sciarra a Roma
DESCRIPTION:Torna l’appuntamento con “Letture in terrazza”\, il format ideato dall’Istituto Italiano di Studi Germanici e realizzato da Zip Zone APS che celebra la grande letteratura. Giovedì 24 e venerdì 25 settembre\, alle ore 19.30\, la suggestiva terrazza dell’Istituto\, all’interno di Villa Sciarra a Roma\, ospita due serate dedicate a “Ifigenìa in Tauride” di Johann Wolfgang Goethe nella traduzione di Cesare Lievi. Le letture sono affidate agli interpreti Barbara Giordano\, Giovanni Coppola e Riccardo Floris\, la regia è di Roberto Di Maio. \n\n\n\nL’ingresso è libero fino all’esaurimento dei posti disponibili\, ma è necessaria la prenotazione via mail all’indirizzo comunicazionezipzone@gmail.com \n\n\n\nLa tragedia di Goethe era stata scritta inizialmente in prosa e poi trasformata in versi per rappresentare gli ideali del classicismo. L’opera si ispira a quella di Euripide\, ma presenta importanti differenze: Ifigenia ritrova il fratello Oreste e l’amico Pilade venuti a salvarla ma\, invece di ingannare il re Toante\, dice la verità. Questi\, colpito dall’onestà della fanciulla\, li lascia tornare in patria. Ifigenìa in Tauride di Goethe celebra i valori della sincerità\, della morale e dell’umanità. \n\n\n\nLa serata di giovedì 24 settembre si apre con i saluti del Dr. Gregor H. Lersch\, Direttore della Casa di Goethe di Roma\, seguiti dall’introduzione della Prof.ssa Gabriella Catalano. Venerdì 25 settembre le letture sono introdotte dalla Prof.ssa Elisabeth Galvan. \n\n\n\nIn apertura di entrambe le serate è prevista la lettura del Prologo all’Ifigenia in Tauride\, nella traduzione di Alessandro Poeriorecentemente riportata alla luce dalla Dr.ssa Francesca Fabbri. \n\n\n\n“Letture in terrazza” è in programma il 24 e 25 settembre alle ore 19.30 presso l’Istituto Italiano di Studi Germanici a Villa Sciarra (Viale Delle Mura Gianicolensi\, 11)\, ingresso gratuito con prenotazione alla mail comunicazionezipzone@gmail.com \n\n\n\nL’iniziativa è inserita nel programma di LEAF per la Settimana della Scienza – Notte Europea dei Ricercatori 2026. Il progetto LEAF è un evento associato all’iniziativa MSCA and Citizens dell’Unione Europea\, finanziata nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie (HORIZON-MSCA-2025-CITIZENS-01). \n\n\n\nPer info: 3474528761 – comunicazionezipzone@gmail.com –www.zipzone.it \n\n\n\nFB www.facebook.com/zonedintersezionepositiva \n\n\n\nIG www.instagram.com/zipzoneroma/
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SUMMARY:Il pianista Ruben Xhaferi con Debussy e Chopin alla Filarmonica Romana
DESCRIPTION:Giovedì 24 settembre (ore 20) toccherà al ventunenne pianista Ruben Xhaferi vincitore di premi nazionali e internazionali (fra cui il Premio Crescendo di Firenze e Premio delle Arti nel 2024)\, e attualmente allievo dei corsi di perfezionamento di Benedetto Lupo all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e di Lilya Zilberstein all’Accademia Chigiana di Siena.  \n\n\n\nRuben Xhaferi sarà impegnato in alcune pagine più note del repertorio pianistico: il primo libro dei Préludes di Claude Debussy e i Dodici studi op. 10 di Fryderyk Chopin.  \n\n\n\nComposti fra il 1909 e il 1910\, i dodici brani che compongono il Primo libro di Preludi di Debussy sono uno dei capisaldi della letteratura pianistica del Novecento: suggestioni poetiche con inedite soluzioni armoniche\, impressioni ed evocazioni visive animano questi spartiti\, fra le pagine più conosciute dell’impressionismo in musica a inizio XX secolo. \n\n\n\nAltrettanto celebri sono i Dodici studi op. 10 di Chopin scritti principalmente tra il 1829 e il 1832 e dedicati all’amico Franz Liszt\, fra i massimi interpreti del pianoforte del suo tempo. Affrontando una grande varietà di difficoltà tecniche\, gli Studi richiedono all’interprete non solo virtuosismo tecnico\, ma anche grande cantabilità\, lirismo ed espressività.  \n\n\n\nCome di consueto i giovani talenti di Dialoghi d’autunno saranno impegnati in un triplice appuntamento: dopo il concerto a Roma in Sala Casella\, ne seguiranno due a Ischia\, il sabato e la domenica successivi\, presso la Sala Recite nei Giardini La Mortella –\, in cui sarà replicato lo stesso programma. Il concerto alla Filarmonica viene preceduto da una introduzione all’ascolto del musicologo Valerio Sebastiani. \n\n\n\nNato nel 2005 a Dolo (VE)\, Ruben Xhaferi inizia lo studio del pianoforte all’età di 5 anni. È vincitore di numerosi premi nazionali e internazionali\, tra cui il Premio Lamberto Brunelli\, il Premio Silvio Bengalli (Fondazione Val Tidone)\, il Roma Piano Competition e il Premio Crescendo di Firenze. Nel 2024 si aggiudica il Primo Premio al XVII Premio Nazionale delle Arti\, concorso del Ministero dell’Istruzione e del Merito che seleziona ogni anno i migliori studenti dei conservatori italiani. \n\n\n\nSi esibisce in Italia e all’estero in importanti sale e teatri\, tra cui la Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale (con la diretta di Rai Radio 3)\, il Teatro Auditorium Manzoni di Bologna\, il Teatro Olimpico di Vicenza\, il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze\, il Teatro Palladium di Roma\, il Palazzo Chigi-Saracini di Siena. Tiene recital per istituzioni e festival di rilievo come la Società dei Concerti di Milano\, I Concerti del Quirinale\, Bologna Festival\, Emilia-Romagna Festival\, Festival Bartolomeo Cristofori di Padova\, Ljubljana Festival. \n\n\n\nCome solista ha collaborato con I Musici dell’Accademia Filarmonica di Bologna\, Orchestra Senzaspine\, Orchestra da Camera FVG\, Orchestra Regionale Veneta. \n\n\n\nDall’età di 8 anni è seguito da Sandro Baldi\, con il quale prosegue gli studi fino al conseguimento del diploma accademico di primo livello presso il Conservatorio di Musica “G.B. Martini” di Bologna\, ottenendo il massimo dei voti\, la lode e la menzione d’onore. Attualmente frequenta il corso di biennio accademico presso il Conservatorio di Musica “C. Pollini” di Padova con Alessandro Taverna e il Corso di alta formazione presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma con Benedetto Lupo. Dal 2023 frequenta i corsi di perfezionamento presso l’Accademia Chigiana di Siena sotto la guida di Lilya Zilberstein. \n\n\n\n\n\nSecondo concerto della nuova edizione di Dialoghi d’autunno\, la rassegna in Sala Casella (via Flaminia 118) che l’Accademia Filarmonica Romana presenta fin dal suo nascere con la Fondazione William Walton di Ischia per la promozione di giovani interpreti provenienti dai Corsi di specializzazione delle principali Accademie e Scuole di musica europee.  \n\n\n\nGiovedì 24 settembre (ore 20) toccherà al ventunenne pianista Ruben Xhaferi vincitore di premi nazionali e internazionali (fra cui il Premio Crescendo di Firenze e Premio delle Arti nel 2024)\, e attualmente allievo dei corsi di perfezionamento di Benedetto Lupo all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e di Lilya Zilberstein all’Accademia Chigiana di Siena.  \n\n\n\nRuben Xhaferi sarà impegnato in alcune pagine più note del repertorio pianistico: il primo libro dei Préludes di Claude Debussy e i Dodici studi op. 10 di Fryderyk Chopin.  \n\n\n\nComposti fra il 1909 e il 1910\, i dodici brani che compongono il Primo libro di Preludi di Debussy sono uno dei capisaldi della letteratura pianistica del Novecento: suggestioni poetiche con inedite soluzioni armoniche\, impressioni ed evocazioni visive animano questi spartiti\, fra le pagine più conosciute dell’impressionismo in musica a inizio XX secolo. \n\n\n\nAltrettanto celebri sono i Dodici studi op. 10 di Chopin scritti principalmente tra il 1829 e il 1832 e dedicati all’amico Franz Liszt\, fra i massimi interpreti del pianoforte del suo tempo. Affrontando una grande varietà di difficoltà tecniche\, gli Studi richiedono all’interprete non solo virtuosismo tecnico\, ma anche grande cantabilità\, lirismo ed espressività.  \n\n\n\nCome di consueto i giovani talenti di Dialoghi d’autunno saranno impegnati in un triplice appuntamento: dopo il concerto a Roma in Sala Casella\, ne seguiranno due a Ischia\, il sabato e la domenica successivi\, presso la Sala Recite nei Giardini La Mortella –\, in cui sarà replicato lo stesso programma. Il concerto alla Filarmonica viene preceduto da una introduzione all’ascolto del musicologo Valerio Sebastiani. \n\n\n\nNato nel 2005 a Dolo (VE)\, Ruben Xhaferi inizia lo studio del pianoforte all’età di 5 anni. È vincitore di numerosi premi nazionali e internazionali\, tra cui il Premio Lamberto Brunelli\, il Premio Silvio Bengalli (Fondazione Val Tidone)\, il Roma Piano Competition e il Premio Crescendo di Firenze. Nel 2024 si aggiudica il Primo Premio al XVII Premio Nazionale delle Arti\, concorso del Ministero dell’Istruzione e del Merito che seleziona ogni anno i migliori studenti dei conservatori italiani. \n\n\n\nSi esibisce in Italia e all’estero in importanti sale e teatri\, tra cui la Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale (con la diretta di Rai Radio 3)\, il Teatro Auditorium Manzoni di Bologna\, il Teatro Olimpico di Vicenza\, il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze\, il Teatro Palladium di Roma\, il Palazzo Chigi-Saracini di Siena. Tiene recital per istituzioni e festival di rilievo come la Società dei Concerti di Milano\, I Concerti del Quirinale\, Bologna Festival\, Emilia-Romagna Festival\, Festival Bartolomeo Cristofori di Padova\, Ljubljana Festival. \n\n\n\nCome solista ha collaborato con I Musici dell’Accademia Filarmonica di Bologna\, Orchestra Senzaspine\, Orchestra da Camera FVG\, Orchestra Regionale Veneta. \n\n\n\nDall’età di 8 anni è seguito da Sandro Baldi\, con il quale prosegue gli studi fino al conseguimento del diploma accademico di primo livello presso il Conservatorio di Musica “G.B. Martini” di Bologna\, ottenendo il massimo dei voti\, la lode e la menzione d’onore. Attualmente frequenta il corso di biennio accademico presso il Conservatorio di Musica “C. Pollini” di Padova con Alessandro Taverna e il Corso di alta formazione presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma con Benedetto Lupo. 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SUMMARY:" Sciapitò e "Avamposto Bonelli" a Villa Bonelli
DESCRIPTION:Prosegue a Roma\, a Villa Bonelli\, la quarta edizione di Sciapitò\, progetto realizzato con il contributo della Regione Lazio e il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo e vincitore dell’Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2026 promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, in collaborazione con SIAE. Affianca Sciapitò un altro progetto\, Avamposto Bonelli\, giunto alla seconda edizione\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura\, realizzato con il contributo di Regione Lazio. \n\n\n\nIn scena volti televisivi\, come Pietro Maccabei\, giovane attore di talento che dal 2024 fa parte del cast artistico di Fratelli di Crozza\, programma in onda su NOVE\, Ivan Talarico (volto noto grazie a Viva Rai2\, Via dei matti n.0 e voce di Radio Rai 3) e artisti e compagnie conosciuti per il lavoro sulla drammaturgia contemporanea come Niccolò Fettarappa e Frosini/Timpano. \n\n\n\nGiovedì 24 settembre alle ore 20\,30 Casa mia – meglio nascere fortunati che ricchi\, scritto e interpretato da Pietro Maccabei con musiche dal vivo di Daniel Santantonio\, racconto intimo e personale che si trasforma in un affresco corale. Attraverso una galleria di ricordi privati e brevi storie\, spesso venate di tagliente ironia\, lo spettacolo accompagna lo spettatore a rivivere un momento delicato e cruciale come la fine dell’infanzia. I siparietti tra nonna e padre\, la musica\, le canzoni\, la figura di Berlinguer e il Comunismo si intrecciano alla certezza\, radicata in tutti noi\, che tra le mura domestiche nulla di male possa accadere. Venerdì 25 settembre\, alle ore 20\, 30 va in scena La cantautrice fantasma\, uno spettacolo di e con Ivan Talarico. Partendo dal fortunato ritrovamento di un libro raro\, Talarico ricostruisce la storia incredibile di una misteriosa artista\, vera autrice di grandissimi successi poi plagiati dai giganti della musica italiana\, da Modugno a Conte\, fino al ritiro dalle scene. Lo spettacolo si trasforma così in un’indagine ironica e profonda sull’autoralità e i  meccanismi creativi\, intrecciando la biografia della misteriosa cantautrice a figure come i Beatles\, Jorge Luis Borges\, Shakespeare. Un viaggio che\, nell’era dell’intelligenza artificiale\, si interroga su una domanda attualissima: chi è il vero autore dell’opera? \n\n\n\nSabato 26 settembre\, alle  ore 20\,30 è il momento di Apocalisse tascabile\, pluripremiato spettacolo scritto\, diretto e interpretato da Niccolò Fettarappa Sandri\, artista associato al Piccolo Teatro di Milano\, e Lorenzo Guerrieri. Senza alcun preavviso\, Dio compare in un supermercato della periferia romana per annunciare la fine del mondo\, ma l’unico ad ascoltarlo è un giovanotto svogliato e sfibrato\, eletto suo malgrado profeta della fine dei tempi. Accompagnato da un angelo dell’Apocalisse decisamente pigro\, il giovane apostolo cercherà di svegliare una città già rassegnata alla propria quotidiana estinzione. Un’opera ironica e dissacrante\, resa accessibile a tutti grazie al servizio di audio descrizione per non vedenti e ipovedenti. Alle 19\, domenica 27 settembre per la sezione Avamposto Bonelli in scena Carne\, irriverente spettacolo firmato dall’acclamata compagnia Frosini / Timpano\, basato sulla drammaturgia di Fabio Massimo Franceschelli e impreziosito dal disegno sonoro di Ivan Talarico. Sul palco lei\, vegetariana\, e lui\, inguaribile carnivoro\, si scontrano in un ritmico alternarsi di dialoghi comici e buffi monologhi che\, partendo dalla questione animalista\, esplorano i confini etici della mercificazione\, del sangue e della sacralità della materia di cui siamo fatti\, un’opera potente che mette in discussione le nostre certezze. \n\n\n\nFra le iniziative collaterali\, in collaborazione con Link Campus University l’incontro gratuito e aperto a tutti\, sabato 26 alle ore 18 con Niccolò Fettarappa Sandri e Lorenzo Guerrieri ospitato nel punto ristoro naturale a cura di Organica presente a Villa Bonelli durante tutto il periodo di Festival.  \n\n\n\nI partecipanti all’incontro potranno vedere gli spettacoli al costo ridotto di 3\,00€ \n\n\n\nPer Informazioni \n\n\n\ntel 392 2546174 \n\n\n\nconsorzioapi@gmail.com \n\n\n\nPREZZI \n\n\n\nIntero 12\,00€ \n\n\n\nRidotto studenti e over 65 10\,00€ \n\n\n\nRidotto per mobilità verde 8\,00€ (bici\, autobus\, treno) \n\n\n\nRidotto studenti accademie 6\,00€ \n\n\n\nRidotto residenti del municipio XI 3\,00€
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SUMMARY:Stagione 2026/2027 al Teatro Olimpico
DESCRIPTION:Oltre 50 spettacoli disegnano la nuova architettura del Teatro Olimpico per renderla sempre più la “casa di tutti”: luogo abituale di incontro e confronto\, spazio ideale per ridere\, sorridere\, riflettere e sorprendersi\, un palcoscenico vivo dove ritrovare gli artisti più amati e lasciarsi incuriosire da nuove energie creative. \n\n\n\nLa stagione 2026/2027 inizia il 24 settembre e svela un cartellone intenso ed eclettico: 16 titoli in stagione e più di 40 appuntamenti unici scelti per consolidare quel profondo legame di fiducia che trasforma la sala in un punto di riferimento\, tanto per il pubblico quanto per i suoi artisti. \n\n\n\nTra comicità d’autore e satira contemporanea\, tornano a casa i nomi che ne hanno caratterizzato la storia recente: in prima assoluta Maurizio Battista\, sul palco quasi tutto il mese di novembre con un inedito one-man show e per una serata speciale la notte di Capodanno. Ancora\, riabbracciano il pubblico Lillo e Greg\, Riccardo Rossi con il nuovo debutto\, Giorgia Fumo\, Dado\, i PanPers e Chiara Francini\, questa volta con Alessandro Federico. Accanto a loro\, le novità di quest’anno: Alessandro Cattelan e Maccio Capatonda\, gli spettacoli di Angelo Pintus\, Alessandro Bergonzoni e il re del politicamente scorretto Angelo Duro; mentre Le Colichefesteggiano in sala il primo decennale di attività e Fabio De Luigi calca nuovamente le scene dopo ben venticinque anni di assenza. \n\n\n\nProgetti di grande impatto visivo caratterizzano la danza internazionale e le arti visive\, sostenuti dalla consolidata collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana. In cartellone spicca la natura visionaria dei Momix in Botanica – Season 2\, la poesia acrobatica della Compagnia Finzi Pasca con Titizé – A Venetian Dream\, e la ricerca onirica del No Gravity Theatre\, accanto alla solida tradizione del Balletto di Roma e del Balletto di Milano. \n\n\n\nPer la musica\, l’Olimpico compone uno spartito che unisce cantautorato\, rock sinfonico e omaggi d’autore. Vinicio Capossela con l’inedito E Morte non avrà dominio\, inedita Ballad Opera con Pierpaolo Capovilla nell’ambito di Romaeuropa Festival\, affiancato dalla potenza rock-sinfonica di Queen at the Opera\, l’autorevole omaggio a Lucio Dalla e l’esplosivo tributo a Tina Turner\, fino ai Pink Floyd Legend di ritorno a Roma con Guy Pratt\, storico bassista del gruppo nell’era post-Waters. \n\n\n\nUn percorso pensato per incantare gli spettatori di tutte le età con spettacoli per famiglie e grandi illusioni: Slava’s Snowshow\, il capolavoro che fa tornare il mondo bambino; l’elegante viaggio cinematografico di CineMagic firmato dai Disguidoe ancora lo show dedicato alla cultura pop degli anni Ottanta con Back to Hawkins – Stranger Things Fan Tribute. \n\n\n\nProsa d’Autore\, lezioni civili e crescita personalecon il raffinato progetto teatrale di Fratello Sole\, Sorella Luna\, il racconto sportivo di Federico Buffadedicato a Michael Jordan\, i talk di Gianluca Gottoe le attese lezioni magistrali di Umberto Galimberti\, Gianrico Carofiglio e Roberta Bruzzone. \n\n\n\nLa nostra stagione si conferma un cartellone estremamente vario\, pensato come un grande mosaico artistico in cui ciascun spettatore può comporre liberamente le tessere del proprio puzzle teatrale: spiega il Direttore Artistico Lucia Bocca Montefoschi. Una proposta culturale intensa e per certi versi vertiginosa\, un’esperienza concepita per arricchire con leggerezza chi siede in platea. \n\n\n\nLa nuova stagione è stata pensata con l’intento di emozionare il pubblico: dichiara l’Amministratore Delegato del Teatro Olimpico Andrea Posi. In un mondo sempre più virtuale e “intelligente artificialmente”\, il nostro teatro rivendica la sua natura e rimane un fondamentale presidio di socialità ed emozioni autenticamente umane. \n\n\n\nÈ Maurizio Battista ad aprire gli spettacoli stagionali con Se non vinco… imparo. Dal 4 al 29 novembre l’artista è in scena per quasi un mese consecutivo e ancora per una serata speciale la notte di Capodanno: una vera e propria maratona dell’ironia che vede il comico romano tornare all’Olimpico con un autentico rito collettivo per esorcizzare le cadute della vita. \n\n\n\nI mesi di dicembre e gennaio vedono protagonisti quattro appuntamenti realizzati in collaborazionecon l’Accademia Filarmonica Romana. Dal 4 al 6 dicembre è in scena Fratello Sole\, Sorella Luna\, il progetto teatrale di Piero Maccarinelli ispirato al film cult di Franco Zeffirelli con Giulio Pranno e Ksenia Borzak che intreccia recitazione e canto in un poetico racconto corale dedicato alla vicenda umana e spirituale del Santo di Assisi nelle celebrazioni degli 800 anni dalla morte. \n\n\n\nDal 9 al 13 dicembre spazio alla ricerca scenica dei No Gravity Theatre con il nuovo Avantgarde\, viaggio immaginifico ispirato alle avanguardie del Novecento dove l’armonia si fa vertigine. A guidare il pubblico verso il Natale è poi il Balletto di Roma con Lo Schiaccianoci dal 17 al 20 dicembre con la partecipazione speciale di Tommaso Stanzani: a 20 anni dal debutto\, una lettura contemporanea tra suggestioni tecnologiche e intelligenza artificiale. \n\n\n\nIl nuovo anno si apre all’insegna dell’incanto e dello stupore: dall’8 al 10 gennaio la Compagnia Finzi Pasca ridisegna l’universo visivo veneziano di Titizé – A Venetian Dream attraverso uno spettacolo di pura meraviglia che intreccia clownerie\, acrobazie\, magia\, musica e macchine sceniche. \n\n\n\nA metà gennaio esplode la comicità con l’atteso show di Angelo Pintus\, in scena dal 14 al 17 (per poi replicare dal 11 al 14 febbraio) con l’inedito Loro non sanno niente\, seguito dal poliedrico Riccardo Rossi che esplora con la sua acuta e dissacrante ironia le fatiche del maschio contemporaneo in Non ho l’età! dal 19 al 24 gennaio in prima assoluta. \n\n\n\nDal 27 gennaio al 7 febbraio in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana torna all’Olimpico Slava’s Snowshow. Sognante\, universale e senza tempo\, riunisce i numeri più belli del repertorio del russo Slava Polunin\, il clown più famoso al mondo. \n\n\n\nDagli Stati Uniti arrivano i Momix\, pronti a trasformare il palco in un terrario vivente con Botanica – Season 2: dal 23 febbraio al 7 marzo\, in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana\, uno spettacolo arricchito da sorprese e nuove proiezioni in cui si alza il sipario sull’energia del mondo naturale. \n\n\n\nDal 12 al 14 marzo Chiara Francini e Alessandro Federico salgono sul palco con Coppia Aperta Quasi Spalancata\, la celebre favola tragicomica sulla vita a due scritta da Dario Fo e Franca Rame. Dal 18 al 21 marzo\, l’energia del rock travolge il teatro con The Queen of Rock – A tribute to Tina Turner\, un omaggio alla voce indomita di un’icona di rivalsa e libertà con la straordinaria Roberta Bonanno. \n\n\n\nLa primavera si apre con la danza del Balletto di Milano – sempre in collaborazione con l’AccademiaFilarmonica Romana – sul palco dal 2 al 4 aprile con il successo internazionale La vie en rose… Bolerodedicato ai miti musicali della canzone francese. \n\n\n\nDal 7 all’11 aprile spazio all’elegante illusionismo del pluripremiato duo Disguido con CineMagic\, un’esperienza magica travolgente nel mondo del cinema\, seguiti dal 15 al 18 aprile da Ti Dirò… di Dado\, che tra parodie e canzoni fotografa vizi e tic del nostro tempo. \n\n\n\nGli spettacoli proseguono a maggio all’insegna dell’ironia e del sarcasmo: dal 7 al 15 maggio l’imperdibile campione d’incassi MOVIe ERCULeO con gli irriverenti Lillo e Greg\, sul palco con Carlotta Proietti\, Vania Della Bidia\, Marco Fiorini\, Attilio Di Giovanni. Il re del politicamente scorretto Angelo Duro è pronto a scuotere la platea il 24 maggio con il nuovissimo – e sicuramente provocatorio – Chiedo scusa a tutti. \n\n\n\nPer gli eventi unici\, ancora una fitta e articolata programmazione che include le prestigiose collaborazioni con la Festa del Cinema di Romadal 13 al 25 ottobre e con la produzione Politeama per lo spettacolo Hamlet. \n\n\n\nSi parte a settembre con la doppia data di Gianluca Gotto\, sul palco il 24 e 25 settembre con Questione di Karma e il 26 settembre con Le tre vie del ben-essere. Dal 30 settembre al 2 ottobre\, in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana\, il Balletto di Roma celebra Piazzolla con il sensualissimo ASTOR. un secolo di Tango\, passando il testimone il 3 e 4 ottobre a Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla con l’inedita E Morte non avrà dominio\, inedita Ballad Opera in programma con il Romaeuropa Festival. \n\n\n\nLa comicità di Paolo Cevoli rilegge l’Eneide il 10 ottobre con Figli di Troia\, anticipando l’esplosivo K-POP MANIA dell’11 ottobre\, una serata all’insegna delle più famose hit mondiali del fenomeno K-Pop. \n\n\n\nDal 29 ottobre al 1 novembre la Fondazione Romaeuropa porta in scena la performance poetica del Collectif XY con Le Pas du Monde\, mentre il 2 novembre arriva Fabio De Luigi in BIOL – In carne ed ossa tour con il suo originalissimo registro comico. \n\n\n\nLo scrittore Igor Sibaldi sale in cattedra il 10 novembre per esplorare il desiderio nel talk Vuoi? Come ottenere più di quello che aspetti\, mentre il 16 e 17 novembre torna la stand-up comedy di Giorgia Fumo con l’acclamato show OUT OF OFFICE\,imperdibile per la generazione dei millenial e non solo. \n\n\n\nLa musica internazionale torna in teatro il 30 novembre e il 1 dicembre con l’impersonator Wendel Gama e la leggendaria chitarrista di Michael Jackson Jennifer Batten in LEGEND THE SHOW in Orchestra – Michael Jackson Tribute Experience. \n\n\n\nIl mese di dicembre si apre il 2 con la lectio del filosofo Umberto Galimberti sul tema Il Bene e il Male – Educare le nuove generazioni\, seguita il 3 dall’attore\, stand-up\, comico e cabarettista Maurizio Lastrico in Sul Lastrico. Il 7 dicembreAlessandro Cattelan riflette sulle fragilità contemporanee con l’esilarante Benvenuto nell’AI!\, lasciando poi spazio il 14 dicembre\, con l’Accademia Filarmonica Romana\, a Prima Facie\, diretto da Daniele Finzi Pasca e interpretato da Melissa Vettore\, che mette in scena una profonda riflessione sul concetto di giustizia e sulla violenza di genere. \n\n\n\nIl 15 dicembre in programma La Sera dei Miracoli\, il sentito omaggio a Lucio Dalla di Lorenzo Campani\, che cede il passo il 21 e 22 dicembre alla commedia surreale e metateatrale di Maccio Capatonda nel suo attesissimo Spettacolo teatrale. \n\n\n\nIl nuovo anno riparte dall’11 al 13 gennaio con la potenza rock e sinfonica di Queen at the Opera – The Great Return. Il 25 gennaio approdano al Teatro Olimpico Paolo Mieli con i Solisti Veneti in La Geografia dei Suoni. \n\n\n\nA febbraio\, Gianrico Carofiglio conduce una conversazione teatrale su Il mistero della stupidità l’8\, seguita il 9 dallo spettacolare giro di giostra di Raul Cremona intitolato Bravissssssimo! Il 10 febbraiol’eleganza della regina della TV italiana rivive nello show Raffaella! Sognando la Carrà\, il 15 Lodo Guenziinterpreta Morte accidentale di un anarchico tratto dall’opera del Premio Nobel Dario Fo nel centenario della nascita. Il 16 febbraio si apre il percorso ipnotico e rituale di Selene Calloni Williams in Tu sei la Foresta. Il 17 febbraio la nostalgia degli anni ‘80 prende vita con Back to Hawkins – Stranger Things Fan Tribute\, dalle atmosfere misteriose di dimensioni parallele ai momenti più iconici che hanno conquistato milioni di spettatori. \n\n\n\nIl 18 e il 19 febbraio i Pink Floyd Legend tornano sul palco con PINK FLOYD LEGEND & GUY PRATT – Remembering Richard Wright per due serate dedicate alla memoria di Richard Wright. Il 20 e 21 febbraio Alessandro Bergonzoni è in cartellone con lo spiazzante spettacolo Arrivano i Dunque\, un universo fatto di ironia\, poesia e sorprendenti giochi di linguaggio; l‘8 e 9 marzo lo storytelling sportivo di Federico Buffa ripercorre il mito del basket in Number 23. Vita e splendori di Michael Jordan\, mentre il 10 marzo la complicità di Federica Camba e Gianluca “Scintilla” Fubelli anima lo show comico Io Marte Tu Mercole R-evolution.  \n\n\n\nAncora taglienti risate il 16 e 17 marzo\, con gli acclamati PanPers in Terapia di Coppia. Il 22 marzotorna il pianoforte del M° Marco Arcieri che omaggia Chopin e Beethoven insieme all’Orchestra Mavra. \n\n\n\nIl 23 e 24 marzo arriva la strampalata coppia formata da Marta Zoboli e Gianluca De Angelis in Io e Gianlu. Il 25 marzo il duo romano Le Colichefesteggia il primo decennale con 10 anni di Coliche e siamo ancora vivi. \n\n\n\nLa stagione prosegue con la musica dal vivo della talentuosa Giordana Angi\, sul palco il 12 aprile con il suo Piano Piano Live Tour… continua e il 13 aprilecon una serata speciale a cura della Fondazione Carla Mercurio tra arte\, formazione e scienza. Il 14 aprile è la volta dell’Orchestra Roma Sinfonietta condotta dal M° Luigi Lanzillotta con gli ipnotici Carmina Burana di Orff. \n\n\n\nIl 26 aprile in scena il rigore forense ad alto impatto emotivo di Roberta Bruzzone in Menti in trappola\, a cui segue il musical tratto dall’incantevole favola senza tempo de La Sirenetta il 30 aprile\, 1 e 2 maggio. Per concludere\, il 4 e 5 maggio il surreale e attesissimo ritorno di Massimo Bagnato in Io mi chiamo Massimo Bagnato e il 17 maggio il caleidoscopico concerto immersivo in omaggio ai Fab Four dei Beastlestory. \n\n\n\nPer i grandi appassionati dello spettacolo dal vivo\, anche quest’anno il Teatro Olimpico propone una campagna abbonamenti ricca di opzioni e vantaggi: doppia soluzione per l’Abbonamento Open a 5 o 7 spettacoli a scelta. \n\n\n\nOfficial partner del Teatro Olimpico per la quarta stagione consecutiva è Castel Romano Designer Outlet. Da più di vent’anni\, Il Centro McArthurGlen della Capitale\, a soli 30 minuti dal centro città\, è una destinazione per lo shopping di qualità a prezzi scontati con oltre 160 brand prestigiosi\, ma è anche una piacevole location all’aria aperta per tutta la famiglia\, arricchita dalla adiacente Oasi Affiliata WWF di Castel Romano. \n\n\n\nQuello tra il Teatro Olimpico e Castel Romano è un sodalizio che conferma il comune amore per il pubblico che nel tempo libero favorisce la fruizione dal vivo a quella virtuale. Durante l’intera stagione\, gli spettatori del Teatro Olimpico godranno di vantaggi riservati presso il Centro McArthurGlen per un’esperienza di shopping ancora più piacevole e vantaggiosa. I clienti di Castel Romano iscritti al McArthurGlen Club potranno invece scegliere tra i più suggestivi spettacoli del teatro usufruendo di speciali promozioni dedicate.  \n\n\n\nSi ringraziano la Orsolini S.p.A. per il rinnovo della partnership tecnica per la stagione 2026/2027 e Aeroporti di Roma. \n\n\n\nIl Teatro Olimpico viaggia con Italo Treno.
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SUMMARY:AQVA: in mostra alla Biblioteca Apostolica Vaticana
DESCRIPTION:Dal 25 settembre 2026 la Biblioteca Apostolica Vaticana apre al pubblico AQVA\, primo capitolo di Catastrofe e Meraviglia\, il nuovo ciclo espositivo quinquennale che mette in dialogo il patrimonio custodito nei secoli con i linguaggi della contemporaneità. Protagonisti della mostra sono tre creativi contemporanei – l’artista JR\, il tipografo Bill Moran e lo chef Fulvio Pierangelini – chiamati a confrontarsi con il patrimonio e gli ambienti della Biblioteca intorno all’acqua\, osservata nella sua duplice natura di minaccia e risorsa. Un progetto che segna un nuovo capitolo della centenaria missione di conservazione e divulgazione della Biblioteca Vaticana e propone una riflessione ampia e interdisciplinare sugli elementi naturali come specchio delle paure e delle speranze dell’umanità. La mostra è realizzata in collaborazione istituzionale con Fondazione Roma e con il sostegno di Intesa Sanpaolo. \n\n\n\nConcepito come un viaggio attraverso le minacce che da sempre insidiano il patrimonio librario – dall’acqua al fuoco\, dalla luce agli insetti fino all’intervento umano – il ciclo pluriennale invita il pubblico a superare la dimensione della paura per scoprire nuove possibilità di lettura e di creazione. Gli stessi elementi che rappresentano una minaccia per la memoria collettiva diventano quindi allegoria universale delle grandi inquietudini dell’uomo di fronte a tutto ciò che sfugge al suo controllo. \n\n\n\nIl primo appuntamento\, AQVA\, si concentra sull’ambivalenza dell’acqua: elemento generatore di vita e\, al contempo\, forza distruttrice. Il percorso espositivo si sviluppa come un’esperienza immersiva che intreccia storia\, scienza e linguaggi contemporanei\, guidando il visitatore da una percezione iniziale di minaccia verso una progressiva riconciliazione con l’elemento naturale\, tema quanto mai centrale nel contesto della crisi climatica globale che il pianeta sta attraversando. L’apertura del percorso è affidata all’installazione monumentale Diluvium dell’artista JR\, allestita sulla facciata cinquecentesca\, potente evocazione della vulnerabilità del sapere e della memoria. Il visitatore esplora poi i legami tra il patrimonio plurisecolare della Vaticana\, il mondo acquatico e le creazioni contemporanee di Bill Moran e Fulvio Pierangelini\, fino alla suggestiva Sala Barberini\, trasformata in spazio di contemplazione. \n\n\n\nCuore scientifico e simbolico della mostra è l’Aquatilium animalium historia di Ippolito Salviani (1557)\, capolavoro che unisce sapere scientifico\, arte calcografica e cultura gastronomica\, presentato in due esemplari di straordinario pregio. «La mostra AQVA è anche l’occasione per celebrare i 470 anni dalla pubblicazione\, che avvenne per iniziativa e a spese della Biblioteca Vaticana\, del bellissimo trattato sui pesci del medico Ippolito Salviani\, finito di stampare a Roma nel 1557» afferma don Giacomo Cardinali\, Vice Prefetto e Commissario delle Attività Espositive. \n\n\n\nAl suo fianco\, una selezione eccezionale di manoscritti\, libri a stampa\, incisioni e oggetti provenienti dalle collezioni vaticane racconta il rapporto millenario tra acqua e conoscenza: dal De re coquinaria di Apicio ai racconti di viaggio di Giovanni Battista Ramusio\, fino ai bestiari marini e alle curiosità numismatiche legate al mondo acquatico. \n\n\n\n«Nella convinzione che\, di fronte alle paure\, sia più saggio fermarsi e affrontarle\, ci siamo affidati a tre creativi dall’ingegno straordinario\, scoprendo orizzonti inattesi proprio in ciò che abitualmente ci atterrisce»\, continua don Giacomo Cardinali. \n\n\n\nA dialogare con questo patrimonio sono stati quindi chiamati tre protagonisti della scena contemporanea: JR firma due installazioni site-specific dal forte impatto visivo ed emotivo che interrogano il rapporto tra natura e cultura. «C’è qualcosa di quasi mistico nei libri. Questi oggetti fragili racchiudono i pensieri del mondo; trasportano voci\, storie e conoscenze attraverso i secoli. La loro forza è immensa\, così come la loro vulnerabilità: la carta non oppone resistenza agli elementi. Portando un’onda nella Biblioteca Vaticana\, DILUVIUM e UNDAE mettono a confronto questo paradosso. Che cosa può sopravvivere e che cosa scegliamo di preservare?» afferma JR. \n\n\n\nBill Moran attraverso i suoi LetterfFish trasforma la tipografia in linguaggio visivo\, dando vita a creature marine composte da lettere\, numeri e segni paragrafematici. «Il privilegio di realizzare un’opera per la Biblioteca Vaticana mi ha permesso di unire il passato al presente\, affiancando le attrezzature tipografiche tradizionali della mia famiglia e i caratteri in legno d’epoca per creare nuovi LetterFish originali.» sostiene Bill Moran. \n\n\n\nFulvio Pierangelini esplora il legame tra acqua\, cucina e memoria attraverso racconti gastronomici inediti – vere e proprie dichiarazioni d’amore per la materia prima\, osservata e trattata con rispetto e dedizione\, e condita con un filo di sofisticata ironia. «Sono molto felice di essere parte di questo progetto e dell’agenda ad esso collegata – spiega lo chef Fulvio Pierangelini – Nell’una e nell’altra racconterò storie e ricette di pesci scovati in uno splendido testo che questa preziosa biblioteca custodisce con infinita cura e saggezza.» \n\n\n\nUn’ulteriore sezione\, dedicata al Laboratorio di Restauro della Biblioteca Vaticana\, chiude il percorso espositivo. L’acqua rivela ancora una volta la sua duplice natura: causa di degrado\, ma anche strumento fondamentale per la conservazione e la rigenerazione dei materiali librari. \n\n\n\nAQVA\, curata da don Giacomo Cardinali\, Simona De Crescenzo\, Francesca Giannetto e Delio Proverbio\, si configura così non solo come una mostra\, ma come la prima tappa di un progetto culturale capace di connettere discipline\, epoche e sensibilità diverse\, offrendo al pubblico una riflessione profonda sul fragile equilibrio tra catastrofe e meraviglia\, e un contributo importante alla consapevolezza del nostro rapporto con la natura\, tanto più attuale e urgente quanto è critico il momento che stiamo vivendo. \n\n\n\nLa mostra sarà visitabile dal 25 settembre 2026 fino al prossimo 14 maggio 2027\, il venerdì e il sabato secondo specifico calendario. Seguiranno presto maggiori informazioni. \n\n\n\nAlcune informazioni sulla Biblioteca Apostolica Vaticana \n\n\n\nLa Biblioteca Apostolica Vaticana è un’istituzione antica\, luogo di conservazione e di ricerca appartenente al Papa e in stretto rapporto con il governo e il ministero della Sede Apostolica. \n\n\n\nDallo Scrinium attestato fin dal sec. IV\, la Vaticana inizia la sua storia moderna con Niccolò V\, che intorno alla metà del ‘400 decise di aprire le collezioni librarie papali agli uomini dotti (“pro communi doctorum virorum commodo”\, Breve del 30 aprile 1451)\, e con Sisto IV\, che diede un assetto più stabile all’organizzazione della Biblioteca con la Bolla Ad decorem militantis Ecclesiae del 15 giugno 1475. \n\n\n\nDa sempre le sue ingenti collezioni costituite da manoscritti\, materiale d’archivio\, volumi a stampa antichi e moderni\, monete e medaglie\, stampe e disegni\, materiale cartografico e fotografico sono aperte a studiosi qualificati di tutto il mondo senza distinzione di razza\, religione\, provenienza e cultura. La Biblioteca è specializzata nell’ambito delle discipline filologiche e storiche e\, retrospettivamente\, anche teologiche\, giuridiche e scientifiche. \n\n\n\nIl progetto espositivo Catastrofe e Meraviglia e la mostra inaugurale AQVA sono resi possibili grazie alla collaborazione istituzionale con la Fondazione Roma e al sostegno di Intesa Sanpaolo\, partner strategici delle iniziative culturali della Biblioteca Apostolica Vaticana. \n\n\n\nIn particolare\, la Biblioteca Apostolica Vaticana e la Fondazione Roma hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che sancisce l’avvio di un gemellaggio triennale tra le due istituzioni\, fondato su una visione condivisa e su una comune missione di valorizzazione\, tutela e divulgazione del patrimonio culturale e artistico. Un sentito ringraziamento va al Presidente della Fondazione Roma\, Franco Parasassi\, per la sensibilità dimostrata nel sostenere il progetto e nel rafforzare il dialogo tra le istituzioni. \n\n\n\n«Collaborare con una istituzione culturale così prestigiosa è per noi motivo di profondo orgoglio\, ma soprattutto un atto di responsabilità verso la collettività – afferma Franco Parasassi\, Presidente di Fondazione Roma – Il gemellaggio triennale con la Biblioteca Apostolica Vaticana non rappresenta solo un sodalizio d’eccellenza\, ma la realizzazione di una visione comune: rendere il patrimonio artistico e culturale una risorsa disponibile\, capace di ispirare\, dialogare con il presente e stimolare una profonda riflessione sul nostro futuro. Con iniziative straordinarie come “AQVA. Catastrofe e Meraviglia” contribuiamo con convinzione a promuovere la nostra comune missione di custodi e divulgatori di cultura\, affinché continui ad essere sempre un bene accessibile per tutti.» \n\n\n\nLa mostra AQVA rinnova inoltre la consolidata partnership con Intesa Sanpaolo\, già protagonista del progetto giubilare e confermata come partner fondamentale per lo sviluppo delle iniziative espositive della Biblioteca Apostolica Vaticana. \n\n\n\nStefano Lucchini afferma: «Sostenere un progetto come “AQVA” è per Intesa Sanpaolo un grande onore: significa contribuire a rendere vivo e accessibile un patrimonio straordinario\, favorendo il dialogo tra la memoria custodita dalla Biblioteca Apostolica Vaticana e i linguaggi della contemporaneità. È una collaborazione che esprime pienamente il nostro impegno per la cultura\, il sociale\, l’ambiente\, come strumenti di conoscenza. Sono le grandi sfide del presente per accompagnare i giovani a guardare con consapevolezza il futuro.» \n\n\n\nLa mostra sarà visitabile dal 25 settembre al 14 maggio\, solo nei giorni di venerdì e sabato\, secondo orari e calendario specifici consultabili sul sito ufficiale della mostra. Il venerdì vengono effettuate le visite speciali: un tour serale privato guidato dal personale della Biblioteca\, dalle ore 18.00 alle ore 20.00. Il sabato la mostra sarà aperta al pubblico con visite ordinarie con audioguida e organizzate in slot orari contingentati. La prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata almeno 48 ore prima della visita. (I biglietti saranno acquistabili su ticket.it \n\n\n\nInfo e dettagli: www.catastrofeemeraviglia.it 
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SUMMARY:“DRAMMATURGIE DEL DESTINO - Le donne fra scritture della scena e della vita”
DESCRIPTION:Dal 25 settembre al 9 dicembre si svolge fra Roma\, Torino e Nuoro\, “DRAMMATURGIE DEL DESTINO – Le donne fra scritture della scena e della vita” con sottotitolo “Da Grazia Deledda alla drammaturgia contemporanea”\, un progetto speciale a cura di Il Mutamento Zona Castalia ETS\, associazione con sede a Torino\, ideato e diretto da Chiara Crupi\, codirettrice artistica de Il Mutamento (con Luca Vonella e Giordano Amato)\, studiosa di teatro\, filmmaker\, e dottore di ricerca in “Storia teoria e tecnica del teatro e dello spettacolo – nuove tecnologie digitali per la ricerca sullo spettacolo”. L’iniziativa è realizzata con il contributo del Ministero della Cultura – Dipartimento per le Attività Culturali – Direzione Generale Spettacolo e di Regione Piemonte\, in collaborazione con Città di Torino\, Biblioteche Civiche Torinesi\, Sardegna Teatro\, Teatro Eliseo di Nuoro\, Teatro Basilica di Roma\, Teatro Abraxa di Roma\, Teatro a Canone\, ASD NAD\, Università di Roma Tre (DAMS)\, Fondazione Barba Varley\, Fondazione Fo-Rame. \n\n\n\nA cento anni dal conferimento del Premio Nobel per la Letteratura alla prima\, e tuttora unica\, donna italiana\, Grazia Deledda\, la rassegna internazionale di voci femminili nel teatro\, workshop e incontri in tre Regioni e altrettante città italiane rende omaggio alla sua figura tenace e straordinaria\, al suo contrastato cammino di autodeterminazione\, esempio virtuoso per molte donne autrici\, registe e interpreti del nostro presente. Dichiara la direttrice artistica Chiara Crupi: «La scrittura delle donne è\, per la sua natura\, genesi e storia\, un cammino di autodeterminazione. La vicenda di Grazia Deledda mette in luce questo percorso e offre un esempio concreto attraverso la “scrittura” della sua vita: dagli studi interrotti alla formazione da autodidatta in Sardegna fino al suo passaggio a Roma e al conferimento del Premio Nobel per la Letteratura. Il tempo in cui visse non fu gentile né favorevole al suo riconoscimento: le fu impedito di studiare regolarmente come accadeva di norma alle donne della sua generazione (ha frequentato fino alla quarta elementare)\, dovette affrontare ostacoli\, svalutazione\, sfiducia e nel migliore dei casi indifferenza\, sia da parte della famiglia che da parte di molti colleghi uomini. In quegli anni il ruolo femminile nella cultura era confinato alla ben nota agiografia-prigione di “angelo del focolare”\, mentre gli spazi ufficiali erano difficili da raggiungere quando non del tutto preclusi. La critica alle opere di Deledda è stata a lungo avara e limitante. Ancora oggi il suo profilo resta incredibilmente marginale negli studi e nei programmi scolastici (le ultime indicazioni nazionali la includono finalmente nel programma dei licei ma nelle antologie il suo nome è ancora confinato ai margini oppure assente) nonostante la sua opera letteraria e il riconoscimento del Nobel. Tutto questo non stupisce\, ma fa riflettere». \n\n\n\nIl vasto programma della rassegna intende riflettere sul tema del femminile e sulla narrazione del tema stesso nella cultura contemporanea\, e lo farà con 9 spettacoli\, un reading\, 3 proiezioni di film\, un focus sulle nuove generazioni di artiste teatrali realizzato tramite call\, un workshop internazionale a Roma esteso su tre giornate\, confronti con studiose/i e non ultimo\, un incontro con attrici e registe delMagdalena Project per festeggiare i 40 anni della rete internazionale di donne di teatro contemporaneo\, fondata nel 1986 nel Galles per dare visibilità e occasioni di confronto e collaborazione a donne impegnate nelle arti performative\, ad artiste\, registe\, attrici\, performer\, studiose e pedagoghe del teatro.  \n\n\n\nL’auspicio di “Drammaturgie del destino” è creare vasi comunicanti fra le esperienze delle diverse generazioni. Per questo\, a voci giovani si affiancheranno presenze esperte di attrici come Julia Varley\, Iben Nagel Rasmussen\, Laura Curino\, Ana Woolf\, Sandra Pasini: attrici\, registe che hanno superato barriere\, visibili e invisibili quanto restrittive. Artiste che lasciano traccia di valori che possono essere trasmessi a chi verrà dopo di noi. \n\n\n\nIL PROGRAMMA:  \n\n\n\nRoma\, 25-27 settembre Teatro Basilica / 28-30 settembre – Teatro Abraxa \n\n\n\nLa rassegna “Drammaturgie del destino” si apre a Roma\, al Teatro Basilica\, dove venerdì 25 settembre alle 19.30 sarà proiettato il film “Women in Action – immagini e storie da Transit-Festival Internazionale di Donne nel Teatro”\, una produzione Odin Teatret Film\, un documentario che intreccia storie di attrici\, registe\, donne di teatro da tutto il mondo\, ognuna delle quali agisce a partire dal proprio contesto sociale\, professionale\, politico\, e in relazione alla propria esperienza individuale. La regia è di Chiara Crupi\, che ha lavorato come filmmaker all’Odin Teatret dal 2010 al 2019\, collaborando con Odin Teatret Film e gli archivi dell’Odin (OTA) e realizzando diverse regie di documentari sul teatro. L’ingresso è gratuito (per prenotazioni: info@ilmutamento.org). Il film sarà proiettato anche a Torino presso la Biblioteca Civica Don Milani\, in data da definire. \n\n\n\nSi prosegue sabato 26 settembre\, ancora al Teatro Basilica: alle 21.00 va in scena “Ed eravamo felici – Una storia di naufragi”\, interpretato e diretto da Ana Woolf\, regista e pedagoga argentina\, che dal 2006 affianca Eugenio Barba come assistente alla regia e traduttrice delle sue opere e di importanti testi di antropologia teatrale. Attraverso il personaggio di Niki\, la pièce attraversa il tema del naufragio\, della memoria e della ricerca di una possibile nuova terra\, in un intreccio di poesia\, leggerezza e riflessione sull’esistenza. Al termine dello spettacolo\, le autrici del testo Ana Woolf e Letizia Quintavalladialogheranno con il pubblico. \n\n\n\nSi torna al Teatro Basilica la domenica 27 settembre\, alle 19.00\, per lo spettacolo “I maltagliati”\, di e con Sandra Pasini\, nei panni di una donna anziana\, che nella sua cucina prepara un piatto di pasta e\, accompagnata dalla radio e dai canti popolari\, ripercorre la propria vita\, trasformando il quotidiano in uno spazio di memoria. Co-fondatrice e direttrice artistica della compagnia danese d’adozione Teatret OM\, fondata nel 1989 a Roma\, Sandra Pasini sviluppa da oltre quarant’anni un percorso artistico poliedrico tra teatro fisico\, clownerie\, performance site-specific\, musica\, parate e teatro di strada. I suoi spettacoli sono stati rappresentati in numerosi paesi d’Europa\, oltre che in Nuova Zelanda\, Medio Oriente\, India\, Stati Uniti e America Latina. Dal 1993 fa parte de Il Ponte dei Venti\, gruppo internazionale guidato da Iben Nagel Rasmussen dell’Odin Teatret. Al termine dello spettacolo\, il pubblico incontrerà Sandra Pasini e Ana Woolf\, co-regista dello spettacolo. \n\n\n\nDal 28 al 30 settembre\, negli spazi del Teatro Abraxa – Sala polivalente dell’Associazione Villa Flora(Via Portuense 610\, Roma – entrata da Via Giuseppe D’Avarna)\, dalle 14.00 alle 18.00\, Sandra Pasini e Ana Woolf condurranno il workshop internazionale “La radice del vento”\, rivolto ad attori\, danzatori\, musicisti e aperto anche a non professionisti. Un’occasione per esplorare la relazione tra terra e aria attraverso corpo e voce\, integrando elementi della tradizione orientale\, tra cui il metodo di Tadashi Suzuki\, e le pratiche occidentali sviluppate da Iben Nagel Rasmussen e trasmesse attraverso le pratiche de Il Ponte dei Venti\, il gruppo internazionale guidato dal 1993 da Iben Nagel Rasmussen dell’Odin Teatret. \n\n\n\nLa call “Focus nuove generazioni”: scadenza il 15 ottobre \n\n\n\nA Roma si svolgerà anche un evento focalizzato sulle nuove generazioni\, uno spazio di dialogo e di presentazione con giovani artiste di teatro\, per il quale è aperta una call\, con scadenza il 15 ottobre. Il progetto “Focus nuove generazioni” vuole affiancare alle produzioni di spettacoli di e con donne artiste\, un luogo di osservazione su artiste/i giovanissime/i che si esprimono sul tema del femminile. Con questo intento si organizzerà l’evento a Roma per dare spazio a queste voci e metterle in dialogo con artiste esperte. I progetti artistici selezionati che parteciperanno alla Call avranno uno spazio per presentare la propria idea o la sua realizzazione e confrontarsi con artiste professioniste\, studiose ed esperte del settore sugli stessi temi. I temi-chiave sono l’autodeterminazione nell’arte declinata al femminile e l’identità di genere. A moderare il confronto sarà Chiara Crupi. La rivista online Liminateatri\, ideata e diretta da Letizia Bernazza\, mediapartner del progetto\, sarà presente e parteciperà al dibattito dialogando con le giovani artiste. La partecipazione alla call e all’evento è gratuita. Eventuali spese di viaggio\, vitto e alloggio sono a carico delle artiste e non saranno rimborsate dall’organizzazione (per inviare la propria adesione\, un form da compilare. Per informazioni: info@ilmutamento.org).  \n\n\n\nGli eventi a Nuoro: dal 13 ottobre al 2 novembre \n\n\n\nDal 12 ottobre al 2 novembre “Drammaturgie del destino” si sposta a Nuoro\, città natale di Grazia Deledda\, dove si terrà un incontro di studi e riflessioni su Grazia Deledda\, visioni di film e alcuni spettacoli dal taglio autobiografico\, in cui le artiste stesse rifletteranno sul proprio ruolo di artiste prendendo possesso di figure sceniche in cui i contorni tra l’identità dell’attrice e i personaggi sono sfumati.  \n\n\n\nLunedì 12 ottobre\, presso l’Auditorium dell’ISRE Giovanni Lilliu\, un incontro con studiosi universitari e operatori culturali su Grazia Deledda\, con particolare approfondimento della drammaturgia. \n\n\n\nMartedì 13 ottobre al Teatro Eliseo di Nuoro (ore 20.30) andrà in scena lo spettacolo “I coralli della memoria”\, interpretato e diretto da Iben Nagel Rasmussen\, storica attrice dell’Odin Teatret fondato da Eugenio Barba. Un lavoro che attraversa memoria personale e memoria collettiva\, intrecciando esperienze\, immagini e frammenti di vita con il percorso artistico dell’attrice. Un viaggio nella memoria come materia viva\, capace di conservare\, trasformare e riunire nel tempo persone\, incontri e tracce dell’esperienza. A seguire\, incontro con l’artista. Lunedì 2 novembre\, ancora al Teatro Eliseo di Nuoro (ore 20.30)\, Laura Curino\, tra le voci più autorevoli del teatro di narrazione italiano\, interpreta “La diva della Scala”. Protagonista è Laura\, che prende la difficile decisione di diventare un’artista e di scalare le ardue vette dell’arte. Decine di personaggi si avvicendano nel racconto a deviarla o a sostenerla\, in un susseguirsi di episodi paradossali. Dopo lo spettacolo\, Laura Curino dialogherà con il pubblico. Negli stessi giorni (in date che saranno successivamente comunicate) si presenteranno le proiezioni audiovisive: “Non ti uccisero a colpi di spillo. Grazia Deledda nell’intimo segreto del grande sogno”\, (2022) Prod. ISTASAC e Rete Parri\, per le scuole; “Il training e le figure. Conversazione con Iben Nagel Rasmussen”\, un film con la regia e il montaggio di Chiara Crupi sull’esperienza pedagogica e di attrice di Iben Nagel Rasmussen\, nell’intervista di Virginie Magnat\, prod. Social Sciences and Humanities Research Council of Canada in collaborazione con Odin Teatret (12 ottobre\, Auditorium della Biblioteca Satta\, ora da definire). \n\n\n\nSono inoltre in programma in date\, luoghi e orari da definire: un reading dedicato a Grazia Deledda e uno spettacolo di Antonella Usai. Collabora alla sessione sarda il Teatro Eliseo di Nuoro in dialogo con diverse istituzioni culturali nuoresi. \n\n\n\nGli eventi a Torino: anticipazioni \n\n\n\nA Torino\, Il Mutamento Zona Castalia ETS organizzerà per “Drammaturgie del destino” lunedì 26 ottobre(in luogo da definire) un Incontro con attrici e registe del Magdalena Project per i 40 anni della rete. The Magdalena Project\, in tutti i continenti\, ha organizzato e realizzato festival\, incontri\, laboratori e residenze\, condiviso pratiche artistiche e pedagogiche\, sviluppato ricerche sul corpo\, sulla voce e sulla presenza scenica e politica del teatro per dare voce e visibilità alle donne di teatro. Uno degli spazi di espressione della rete è stata la rivista internazionale\, pubblicata annualmente dal 1996 al 2008\, «The Open Page»\, di cui Julia Varley è stata la co-fondatrice e la principale redattrice\, un periodico dedicato al lavoro\, ai pensieri e alle visioni delle donne sul teatro contemporaneo. L’incontro\, a cura di Chiara Crupi e con la partecipazione dell’Odin Teatret\, sarà l’occasione anche per ripercorrere le sue tracce. L’ingresso è gratuito; prenotazioni scrivendo a info@ilmutamento.org. \n\n\n\nSabato 28 novembre nel quartiere di Falchera andrà in scena “Ricette immorali”\, ideato e interpretato da Brigitte Cirla\, direttrice artistica della compagnia professionale di teatro musicale con sede a Marsiglia Voix Polyphoniques. Lo spettacolo\, accompagnato dalle musiche di Sébastien Béranger\, è basato sull’omonimo libro di Manuel Vásquez Montalbán\, e prende spunto anche dai testi di Topor\, Li Po\, Baudelaire. Dopo lo spettacolo si terrà un breve incontro con gli artisti Brigitte Cirla e Sébastien Béranger. \n\n\n\nSono in programma a Torino\, inoltre\, altri due spettacoli – in via di definizione – e la proiezione del film “Women in Action” di Chiara Crupi\, presso la Biblioteca Civica Don Milani\, nel mese di ottobre (le date saranno comunicate successivamente). \n\n\n\nIl progetto “Drammaturgie del destino” ha ricevuto l’adesione di: Fondazione Barba Varley\, Fondazione FO-Rame\, Valentina Venturini (DAMS Roma Tre)\, Laura Fortini (Univ. Roma Tre) Maria Serena Sapegno (Laboratorio di studi femministi Sguardisulledifferenze) Sapienza Università di Roma\, Roberto Puggioni (Dip. Lettere\, Lingue e Beni culturali Univ. di Cagliari) e sono in via di definizione incontri teorici e di studio in tutte le città coinvolte.  \n\n\n\nInfo biglietteria eventi al Teatro Basilica – Piazza di S. Giovanni in Laterano\, 10\, 00185 Roma RM \n\n\n\nBiglietto intero € 15 – Biglietto ridotto € 12 (studenti\, over 65\, persone con disabilità e accompagnatori). Gratuito: bambini fino a 3 anni che non occupano un posto a sedere. \n\n\n\nBiglietti acquistabili in teatro prima dello spettacolo e in prevendita su circuito LiveTicket(https://www.liveticket.it/ilmutamento) \n\n\n\nWorkshop internazionale LA RADICE DEL VENTO rivolto ad attori\, danzatori\, musicisti\, aperto anche a non professionisti presso Abraxa Teatro – Sala polivalente dell’Associazione Villa Flora\, Roma\, Via Portuense 610\, Roma (entrata da Via Giuseppe D’Avarna) dal 28 al 30 settembre. \n\n\n\nIl workshop si svolgerà al raggiungimento di un minimo di 10 partecipanti e di un massimo di 20. \n\n\n\nCosto: € 150. Iscrizioni compilando il presente form e allegando una breve lettera di motivazione. \n\n\n\nInfo: formazione@ilmutamento.org \n\n\n\nInfo biglietteria su Nuoro e Torino prossimamente sul circuito LiveTicket. \n\n\n\nInfo generali: https://ilmutamento.org/project/drammatugiedeldestino/
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DESCRIPTION:La rassegna si apre\, quindi\, il 25 settembre con il debutto di Samia\, che prende spunto dalla storia vera di Samia Yusuf Omar\, la giovane atleta somala morta nelle acque di Lampedusa mentre cercava di raggiungere l’Europa per qualificarsi alle Olimpiadi. Adriano Bolognino\, che firma la coreografia\, porta in scena i corpi di sei performers diversi per rappresentare quella di una vita spezzata\, simbolo di una disuguaglianza ed emergenza del nostro presente\, dove la libertà di scegliere chi vuoi essere in molti paesi è ancora negato. In scena Giovanni Karol Borriello\, Laura Miotti\, Laura Dell’Agnese\, Raffaella Esposito\, Ines Giorgiutti\, Cristina Roggerini. I costumi sono di Rosaria Di Maro con lavori dello stesso Bolognino\, le musiche originali di Vito Pizzo\, eccetto la traccia finale A Winged Victory for the Sullen – Adios\, Florida\, le luci di Gianluca Sacco. La produzione è di Körper | centro nazionale di produzione della danza\, Rum för dans e Orsolina28\, con il supporto di Ministero della Cultura\, Regione Campania\, Iic Colonia\, Staatstheater darmstadt – Hessisches Staatsballett\, Nid platform. \n\n\n\nSi prosegue sabato 26 settembre con Storie di carta del coreografo Simone Liguori\, che si ispira alle battute finale de I custodi del libro di Geraldine Brooks\, un romanzo che racconta la vicenda di un manoscritto prezioso\, l’Haggadah di Sarajevo\, sopravvissuto alla guerra grazie al coraggio di un bibliotecario musulmano. A questa storia si affianca quella di Hanta\, il protagonista di Una solitudine troppo rumorosa di Bohumil Hrabal\, costretto per mestiere a schiacciare libri destinati al macero\, ma capace di intravedere nei frammenti di carta un’inesauribile forma di resistenza. Da qui prende vita Storie di carta\, uno spettacolo di teatro-danza che attraversa le tracce della memoria scritta per riflettere sul valore della cultura e sulla fragilità della libertà di parola\, declinando questi concetti in un linguaggio coreografico dove la materia dei libri diventa corpo\, gesto\, memoria. La drammaturgia è firmata da Eirene Campagnacon la produzione di associazione Campania danza e la direzione artistica di Antonella Iannone. \n\n\n\nDomenica 27 settembre è la volta di Keywords n° 19 o il Metodo del caso\, con il concept e la coreografia di Gabriella Stazio\, prodotto da Movimento danza e dalla Regione Campania. Lo spettacolo nasce da un gioco semplice e imprevedibile: in scena ci sono alcune scatole trasparenti che contengono biglietti con parole chiave. Lo speaker – la stessa coreografa Stazio – li estrae uno alla volta\, in maniera del tutto casuale\, e li legge ad alta voce. Ogni parola diventa un innesco immediato che i danzatori trasformano in azione\, movimento\, suono o relazione spaziale. Ciò che il pubblico vede è una composizione sempre diversa e irripetibile: nessuno – nemmeno chi è in scena – può sapere come andrà a finire. Le parole chiave non sono comandi rigidi\, ma stimoli che possono tradursi in movimenti\, atmosfere sonore\, relazioni spaziali o piccoli “siparietti” già esplorati e sviluppati grazie a un processo compositivo tra la coreografa e i danzatori durante le prove. Non si tratta quindi di improvvisazione pura\, ma di una scrittura che lascia al caso lo spazio per ridefinire il percorso creativo. In scena Luigi De Stefano\, Sonia Di Gennaro\, Christian Pellino. Le musiche e il sound design sono a cura di Francesco Giangrande e le luci e la fonica di Alessandro Messina. \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre torna la compagnia Körper con On the road che racconta il cammino dei giovani interpreti di Körper Young\, progetto fortemente voluto da Gennaro Cimmino. Un viaggio nella versatilità del gesto\, dove ogni tappa chiede di ascoltare il sottotesto che muove chi lo compie. Due luoghi\, due storie\, due soste e due ripartenze scandiscono l’itinerario di una sola serata. La prima tappa Last movement of Hope è un’attesa. Un gesto che si ripete ogni giorno\, un tempo sospeso in cui immobilità e movimento coesistono. Un’attesa piena\, viva\, un confine che respira e proprio in quella sospensione si rivela una nuova profondità di ciò che si sta diventando. Questa prima parte dello spettacolo è a cura di Adriano Bolognino\, l’assistente alla coreografia è Rosaria Di Maro\, con Gabriella Luongo e Giorgia Mattiello\, le musiche di Giuseppe Villarosa. La seconda tappa\, Ruta de pedra e de agua\, è un cammino fisico. Otto donne camminano senza sapere da dove vengono né dove stanno andando: zaini pesanti\, fiato corto\, passi che si ripetono finché il ritmo non si trasforma in respiro e il respiro in presenza. Lungo la strada imparano a spogliarsi di ciò che non serve scoprendo che il senso non abita la meta\, ma la leggerezza di chi sa lasciare andare. La coreografia è di Marianna Moccia e vede in scena Emanuela Aprea\, Angela Bruno\, Teresa De Angelis\, Rossella Furlan\, Giovanna Ferrara\, Gabriella Luongo\, Giorgia Mattiello\, Martina Robustelli. Le musiche sono Vito Pizzo\, Julia Primicile Carafa\, Einstürzende Neubauten e il disegno luci di Flavio Ferruzzi. \n\n\n\nSabato 3 ottobre\, Fabrizio Varriale è protagonista di Cervus. La morte e la primavera\, di cui cura l’ideazione\, la scrittura scenica\, la coreografia\, la danza e la voce. Lo spettacolo è liberamente ispirato a Diari di Vaslav Nijinsky\, un monologo biografico che narra la forza e la fragilità dell’animo umano e della mente visionaria del danzatore e coreografo di origini polacche\, emblema della storia della danza del Novecento. Alle soglie della sua malattia mentale\, Nijinsky iniziò a scrivere i quaderni\, finiti in quarantacinque giorni\, tra il gennaio e marzo del 1919\, raccontando degli accadimenti vissuti e tormentati della sua vita. In questo monologo di corpo e voce\, Varriale riscrive\, attraverso i segni della scena\, alcuni eventi del dramma interiore di Nijinsky: la sua vita affettiva\, la ricerca di Dio\, il sacrificio\, la malattia mentale\, la danza come preghiera e rituale di impossibile salvezza. In scena\, con il corpo che si fa racconto e rito\, Nijinsky\, attraverso atti visionari\, si immedesima nella figura immaginaria di un cervo\, che diviene archetipo spirituale\, messaggero tra il mondo umano e quello divino\, simbolo della connessione primordiale e istintiva tra uomo e natura\, tra conscio e inconscio\, forza selvaggia\, ancestrale\, sacrale e ciclica\, il cui sacrificio danzato\, come nel Sacre du Printemps di Stravinskij\, è necessario per la liberazione della primavera. In questa chiave drammaturgica\, i segni sono specchio di una condizione umana\, echi di narrazione e demoni interiori che avvolgono la figura di Nijinsky e il suo desiderio di dare un senso alla vita e alla morte. Oltre a Varriale\, il violoncellista Marco Di Palo. La drammaturgia testuale è di Giuseppe Pompameo\, l’assistente alla coreografia e alla scrittura scenica è Chiara Alborino\, le musiche sono di Igor’ Stravinskij e il disegno luci di Libero De Martino. La produzione è di Akerusia danza\, con la direzione e il coordinamento di Elena D’Aguanno. \n\n\n\nDomenica 4 ottobre la compagnia Dissonanzen presenta Switched-on-Suites/reloaded\, con l’ideazione\, la regia e la coreografia di Alessandra Petitti. La dramaturg è Serena D’Altispitta. Il disegno luci nasce da un’idea di Pasquale Mari. Le Suites per violoncello solo di Johann Sebastian Bach sono scomposte\, incarnate e danzate\, in uno spettacolo che fonda la propria drammaturgia su Le passioni dell’anima di Cartesio. Le passioni umane sono scansionate dal linguaggio multimediale\, dalla ricerca cartesiana della danza di Alessandra Petitti\, nel cosmo sonoro bachiano con le elaborazioni musicali e le creazioni video di Marco Schiavoni\, in omaggio alla geniale musicista elettronica Wendy Carlos e al suo Switched-on Bach. Il lavoro parte da un’idea di esecuzione e di visualizzazione delle Suites in una sorta di fisiologia musicale che trova naturale un parallelo col testo cartesiano. La coreografia mette in scena un esperimento: in un luogo presente passato e futuro\, si cerca di stabilire il confine tra il corpo e l’anima che lo abita\, tra il gesto e la passione che lo ha generato\, tra il suono e la nota che lo ha scritto. A distanza di 26 anni\, Petitti e Schiavoni hanno deciso di crearne una versione “reloaded” in dialogo con le nuove tecnologie digitali\, con la seconda danzatrice Sara Lupoli e la violoncellista in live Manuela Albano. \n\n\n\nSi continua venerdì 9 ottobre con Pietas\, coreografato e diretto da Antonello Tudisco\, con la drammaturgia di Vincenzo Ambrosino e Domenico Ingenito. Lo spettacolo prende spunto da una domanda: cosa accadrebbe se l’umanità smarrisse il sentimento di pietà? Pietas è strutturato come una parabola frammentata\, in cui il motore dell’azione è il pianto misterioso di un bambino\, di cui i danzatori cercano istintivamente e inutilmente l’origine. La ricerca li porta ad attraversare tre stazioni dolorose che rappresentano altrettanti momenti di pietà negata verso tre personaggi: una madre malata terminale\, un homeless pestato di botte nell’indifferenza generale\, il poeta Pier Paolo Pasolini massacrato in circostanze\, a parere di molti\, ancora oscure dopo molti anni. Lo spettacolo si ispira alla poetica di Pasolini e in particolare a quella visione “miracolosa” e “religiosa” del mondo pur lontana da un’impostazione confessionale\, come il poeta stesso dichiara in una famosa intervista. In scena Gerardo Di Pietro\, Lia Gusein Zade\, Gaetano Montecasino\, Gerardo Pastore\, Valeria Petroni\, Francesco Russo e con la partecipazione di Romeo Massimo Vollero. Il disegno luci è di Giuseppe Di Lorenzo\, la scenografia di Rosita Vallefuoco\, i costumi di Gina Oliva\, le musiche di Chiara Mallozzi e il video di Loredana Antonelli. Lia Gusein Zade e Gaetano Montecasino hanno collaborato alla coreografia. La produzione è firmata da Interno5\, con il sostegno di Mic e Regione Campania e la coproduzione di Le Grrranit – scène nationale de Belfort\, residenze artistiche presso teatro Area Nord di Napoli\, cooperative SN di Belfort. \n\n\n\nSabato 10 ottobre Akerusia danza presenta MO·ṢÀI·CO… Frammenti di…\, ideato da Elena D’Aguanno e Paola Rivazio\, con la coreografia di Marcella Martusciello e la stessa D’Aguanno\, che firma anche la direzione artistica e la regia. Tasselli di forme in movimento che tagliano l’aria\, accompagnati da ritmi e composizioni\, creano linguaggi\, dialoghi visivi e cinetici e formano simbolismo e narrazione. Tessere di forme che tagliano lo spazio\, dove il movimento lento e continuo dato dalla creatività dell’artista esprime emozioni e narrazioni attraverso linguaggi di forme e colori. MO·ṢÀI·CO fa dello “scarto” uno dei suoi punti di forza più potenti. Così come nel mosaico\, non tutti i pezzi diventano parte del disegno e le tessere sono create e tagliate nella fase di composizione\, così le danzatrici\, tessere di mosaico\, si uniscono\, si compongono in un gioco di incastri casuali\, quasi a cercare una possibilità infinita di forme\, combinazioni e significati. MO·ṢÀI·CO è anche un insieme intricato di strade\, di possibili passaggi\, un labirinto in cui è facile perdere l’orientamento\, che non ha un solo punto di arrivo\, in cui non c’è una sola soluzione precostituita. Le musiche originali sono di Julia Primicile Carafa\, le scene e le luci di Ciro Di Matteo e i costumi di Leandro Fabbri. \n\n\n\nDomenica 11 ottobre va in scena In to Reveal\, con la coreografia di Francesco Annarumma e le musiche di Ludwig van Beethoven. In scena Flavio Altieri\, Monica Cristiano\, Raffaele Iorio\, Monia L’Abbate\, Sarah Nasti\, Carmine Olivazzi\, Martina Piscitelli e Giada Tibaldi. Il palcoscenico diventa spazio di incontro\, apprendimento e trasformazione\, dove la nuova generazione entra nel cuore della compagnia e ne condivide il linguaggio\, la disciplina e la visione artistica. La produzione nasce come progetto dedicato alle giovani leve: un ponte tra aspirazione e realtà\, tra percorso formativo e mondo professionale. I giovani interpreti si confrontano con l’esperienza dei danzatori affermati\, scoprendo il valore dell’ensemble\, della responsabilità scenica e della creazione collettiva. Attraverso il movimento\, In to Reveal racconta l’unione: tra generazioni\, tra energia nuova ed esperienza consolidata\, tra individualità che si riconoscono parte di un unico corpo poetico. Un inno alla crescita\, alla condivisione e alla passione di chi sogna di danzare in una compagnia. Un’esperienza dedicata ai giovani che sognano di trasformare il proprio talento in professione\, celebrando la forza della gioventù e la bellezza del danzare insieme. La produzione è della Arb dance company con la direzione artistica di Annamaria Di Maio. \n\n\n\nLa rassegna si conclude martedì 13 ottobre con Danze ardenti su coreografia di Chiara Alborino. Assoli\, duetti\, trii e parti corali nascono dal percorso sviluppato attraverso una prima fase di improvvisazione e una seconda legata alla focalizzazione e alla composizione coreografica. Emersione di danze originali basate sull’unicità e sull’ardore di ogni singolo individuo in un organico susseguirsi di quadri ispirati a suggestioni sonore diverse\, da Sogno di una notte di mezza estate a Meredith Monk\, da Gabriel Fauré ad Antonio Vivaldi. In scena i performers allievi di Corpo Unico (ciclo di danza inclusiva della Scuola elementare del teatro | conservatorio popolare per le arti della scena ideato e diretto da Davide Iodice). Le luci sono di Antonio Minichini. Assistente alla coreografia Ester Palmieri. La produzione è firmata da Akerusia danza. \n\n\n\nTutti gli spettacoli sono alle 20. \n\n\n\nIl Trianon Viviani si avvale del sostegno della Regione Campania\, la Città metropolitana di Napoli e il Ministero della Cultura\, con il patrocinio di Rai Campania. \n\n\n\nBiglietti\, abbonamenti e informazioni\n\n\n\nBiglietto di posto unico al prezzo di 5 euro. La sottoscrizione della card TrianonDanza consente di assistere a tutti gli spettacoli a 15 euro. \n\n\n\nIl botteghino è aperto dal martedì al sabato\, dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi\, dalle 10 alle 13:30. Telefono 081 0128663\, email boxoffice@teatrotrianon.org.
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SUMMARY:Al Teatro Carmen Melis “Le Sacre du Printemps” firmato da Dewey Dell
DESCRIPTION:Un’esplosione di energia visionaria e ritualità primordiale al Teatro Carmen Melis venerdì 25 settembre alle 21.00\, nell’ambito della 44ª edizione del FIND – Festival Internazionale Nuova Danza diretto da Cristiana Camba\, con la pluripremiata compagnia Dewey Dell e la sua potente rilettura de “Le Sacre du Printemps” (Premio Danza&Danza 2023 come Miglior Produzione Italiana). \n\n\n\nIspirandosi alla monumentale partitura di Igor Stravinskij\, la coreografia firmata da Agata Castellucci\, Teodora Castellucci e Vito Matera\, trascina lo spettatore in una dimensione antropologica\, animale e vegetale\, dove la primavera perde ogni romantica edulcorazione per manifestarsi come una forza d’urto viscerale\, fatta di turbolenza e sconvolgimento. La ricerca del collettivo Dewey Dell scardina l’idea di un percorso lineare della natura. La rigenerazione e la fecondità della terra nascono sempre dal terremoto interiore di tutti gli elementi. Nel misterioso regno degli insetti\, dei semi e delle muffe\, la decomposizione non è sinonimo di fine\, ma diviene il nutrimento essenziale da cui la vita germoglia con forza inarrestabile. Attraverso un linguaggio corporeo che esalta la vertigine del rito di passaggio\, i danzatori incarnano figure chimeriche capaci di trasformare la morte in un invito aperto alla rinascita. \n\n\n\nLa Compagnia: Dewey Dell \n\n\n\nFondata nel 2006\, Dewey Dell è una compagnia di danza e performing arts riconosciuta a livello internazionale (composta da Agata\, Teodora e Demetrio Castellucci insieme a Vito Matera). Celebre per la capacità di intrecciare le arti visive\, la storia dell’arte e le suggestioni del regno animale\, la compagnia crea mondi immersivi in cui la drammaturgia\, il disegno luci e un’esplorazione sonora d’impatto si fondono con un linguaggio del corpo istintivo e fortemente evocativo. \n\n\n\nIl FIND 44 – Festival Internazionale Nuova Danza è realizzato con il sostegno di MIC\, Regione Autonoma della Sardegna (assessorati della Cultura e del Turismo)\, Comune di Cagliari\, Comune di Quartu Sant’Elena\, Fondazione di Sardegna. \n\n\n\nL’acquisto del biglietto per la serata o la sottoscrizione dell’abbonamento al Festival garantisce l’accesso gratuito al programma di Master Class formative tenute dalle compagnie ospiti. Per informazioni\, dettagli sul programma completo e prevendite è possibile consultare il sito ufficiale www.findfestival.org. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nPrenotazioni e costi biglietti FIND 44: festivalnuovadanza@gmail.com – 070 4671139 – www.findfestival.org \n\n\n\nwww.findfestival.org | Twitter | Facebook instagram
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SUMMARY:"UN’ALTRA PARTE" al Cometa Off con Lucio Patanè
DESCRIPTION:Sarà in scena dal 25 al 27 Settembre al Teatro Cometa Off lo spettacolo UN’ALTRA PARTE scritto e interpretato da Lucio Patanè\, che ne ha curato anche le musiche\, arrangiamento ed esecuzione di Francesco Marino\, luci e direzione tecnica di Ruggero Scambia\, regia di Mario Pizzuti. \n\n\n\nUna sedia su una spiaggia\, il tempo indefinito della nostalgia\, le atrocità di una guerra\, l’infanzia rubata\, un orsacchiotto\, un bar e i suoi avventori\, i ricordi scambiati per vita quotidiana. E’ la vita di un uomo qualsiasi\, vittima di una guerra qualsiasi. \n\n\n\nUn uomo senza nome che si racconta abbattendo le barriere temporali. Perché il passato\, per quanto doloroso\, non è una pietra da rimuovere\, ma si può metabolizzarne le ferite solo lasciandolo confluire nel presente. \n\n\n\nE’ la “follia” di un adulto che guarda gli altri\, le cose\, con gli occhi di un bambino: non con rassegnazione\, ma con un incantato distacco; “giudice” imparziale delle proprie e altrui debolezze\, ma proprio per questo capace di accogliere dentro di sé il policromo mondo che lo circonda con umana compassione e comprensione.  \n\n\n\nUn’altra parte è il luogo di chi si è dovuto sradicare abbandonando luoghi e affetti\, un’altra parte è il luogo interiore di chi è rimasto \,ma si è visto portare via tutto. \n\n\n\nPer sua naturale concezione questo atto unico non fa riferimenti precisi a luoghi e periodi storici. Qui\, il peso del passato\, galleggia e si riverbera nel racconto dell’adulto bambino e nei personaggi da lui evocati.
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LOCATION:Cometa OFF\, Via Luca della Robbia\, 47\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Una Striscia Di Terra Feconda Festival
DESCRIPTION:Il festival Una Striscia Di Terra Feconda si terrà dal 25 settembre al 25 ottobre\, alla Casa del Jazz\, al Museo Macro e al Teatro Tor Bella Monaca\, a Roma. \n\n\n\nIl festival di jazz e musiche improvvisate Una Striscia di Terra Feconda\, fondato e diretto da Paolo Damiani e da Armand Meignan\, è nato nel 1998 per promuovere innovazione e ricerca\, valorizzando la diversità musicale e coinvolgendo non solo artisti assai noti ma anche nuovi talenti\,   invitati ad esibirsi in contesti di notevole prestigio \, grazie al Premio Siae e alle residenze: 4-5 artisti- spesso senza mai essersi incontrati prima \, provano per 3-4 giorni le loro composizioni\, creando così’ nuovi gruppi e repertori\, a volte registrati su disco e diffusi grazie a Radio3; l’obiettivo è sostenere forme e linguaggi musicali contemporanei\, sperimentali\, ibridi\, che vadano oltre i generi tradizionali\, promuovendo anche l’incontro tra musica e altre discipline- letteratura\, video\, danza- verso l’interdisciplinarietà.  \n\n\n\n Il festival esiste quindi per sostenere e valorizzare la cultura musicale del jazz più sperimentale\, favorendo l’accesso e la partecipazione ad eventi di alta qualità.   Attraverso una serie di azioni mirate\, intende sviluppare una proposta culturale che coinvolga il pubblico più vario e al tempo stesso sia in grado di attrarre nuove generazioni\, promuovendo il jazz contemporaneo e le musiche improvvisate come patrimonio culturale vivo e dinamico. La manifestazione rappresenta da decenni un modello di approccio artigianale all’azione culturale\, ogni concerto e’ un pezzo unico\, progettato in piccola scala e che deve poter esistere accanto ai grandi eventi. Incarniamo una diversità molto piu’ ricca di quella promessa da algoritmi che ne ignorano spessore e poetica\, privilegiando i tempi medio-lunghi della creazione artistica e oltre le logiche dello sbigliettamento\, dei grandi numeri\, delle visualizzazioni su Spotify.  \n\n\n\nNel 2026 i concerti si svolgeranno a Roma presso la Casa del Jazz\, il Museo Macro\, il Teatro Tor Bella Monaca\, ma anche nel Lazio\, a Santa Marinella\, all’Auditorium ‘R. Trenta’ di Velletri e al Conservatorio Licinio Refice di Frosinone. \n\n\n\nDopo le due anteprime di Santa Marinella\, con l’Anno che verrà\, presentato dal trio Servillo\, Girotto\, Mangalavite e Canto Conte con Ilaria Pilar Potassini & Angelo Valori & Medit Orchestra\, il festival prende il via ufficialmente\, venerdì 25 settembre\, alle 19\,30\, alla Casa del Jazz di Roma con il trio Riessler\, Melozzi e Riessler. Il trio riunisce tre voci distintive della musica europea contemporanea: Enrico Melozzi (violoncello)\, Michael Riessler (clarinetto basso) e Lorenzo Riessler (batteria). All’inizio della sua carriera\, Melozzi ha lavorato a stretto contatto con Riessler come suo assistente\, in un periodo in cui Michael Riessler era già una figura artistica affermata. Questa storia condivisa ha creato una profonda intesa musicale e un’interazione altamente intuitiva. Radicato nel jazz\, nella musica contemporanea e nell’improvvisazione\, il trio si muove con naturalezza tra composizione e spontaneità. La combinazione di violoncello\, clarinetto basso e batteria apre un ampio spettro espressivo\, da trame liriche a passaggi ritmicamente intensi\, riflettendo anche il percorso artistico di Melozzi come direttore musicale\, dal Festival di Sanremo fino a dirigere al Teatro alla Scala. Sabato 26 settembre\, alle 19\,30\, alla Casa del Jazz\, Roberto Gatto Trio con Marco Molendini in Around Miles and Trane. Miles Davis e John Coltrane: due geni della musica\, due inventori immaginifici\, due simboli di un’America creativa\, due amici legati da una storia profondamente connessa. Per rievocare la loro forza contagiosa\, tutt’ora fortemente evocativa\, Roberto Gatto e Marco Molendini uniscono musica e parole\, suoni e storie in un viaggio libero\, costruito per rendere omaggio a quei due maestri del jazz con gli occhi e le orecchie di oggi. Una produzione originale per questa edizione di Una Striscia di Terra Feconda. Un doppio appuntamento per domenica 27 settembre: in mattinata. Alle 11\,00\, alla Casa del Jazz\, Ludus Gradus\, Cerchi Concentrici. Indagini disegnate e partiture musicali dialogano nell’architettura del qui e ora. Ludus Gravis è un ensemble di soli contrabbassi dedito alla ricerca e all’esplorazione di nuova musica. È nato dall’incontro tra Stefano Scodanibbio e Daniele Roccato e fin dal suo debutto nel 2010 ha rappresentato un’autentica novità nel panorama musicale contemporaneo\, attirando l’attenzione dei maggiori compositori e ricevendo inviti dai più prestigiosi festival musicali europei. Alle 18\,00\, sempre alla Casa del Jazz\, Lorenzo Simoni Quartet con Javier Girotto. Lorenzo Simoni\, Vittorio Solimene\, Giulio Scianatico e Fabrizio Doberti incontrano Javier Girotto\, sassofonista argentino di fama internazionale\, dando vita ad un quintetto inedito. Non si tratta di un semplice quartetto con ospite bensì di un vero e proprio gruppo con un suo repertorio ed una sua identità. Il sassofonista argentino è affiancato da un quartetto pluripremiato\, attivo dal 2022 e formato da alcuni dei migliori musicisti del panorama nazionale. In repertorio saranno presenti composizioni edite ed inedite di Girotto e Simoni. Doppio appuntamento\, venerdì 2 ottobre\, alla Casa del Jazz\, alle 19\,30\, Sarah Chaksad Quartet. Da oltre dieci anni Sarah Chaksad è una delle voci più interessanti del jazz europeo\, distinguendosi con i suoi ensemble di medie e grandi dimensioni. Sassofonista e compositrice svizzera\, ha conquistato il pubblico e la critica internazionale grazie a produzioni originali e concerti di grande impatto. Con il suo nuovo quartetto\, Sarah Chaksad apre un nuovo capitolo del proprio percorso artistico\, presentando composizioni e arrangiamenti inediti. A seguire\, A forza di essere vento con Maria Laura Baccarini\, voce e Hélène Labarrière\, contrabbasso.Fabrizio De André non ha avuto modo di attraversare il confine verso il terzo millennio\, se n’è andato poco prima. E chissà cosa avrebbe scritto se avesse potuto osservare le trasformazioni di questo mondo… il concerto e’ interamente basato su canzoni di Fabrizio De André. Un duo: contrabbasso e voce umana. Solo corde\, per lasciare alla profondità delle parole tutto il suo spazio. Ancora un doppio appuntamento\, sabato 3 ottobre\, alla Casa del Jazz. Alle 19\,30\, Residenza “Una Striscia di Insulae Mediterranee” (bando di concorso nazionale) Gruppo Under 35: vincitore VMV Trio feat. Laurent Dehors. Il VMV Trio nasce dall’incontro di tre giovani musicisti pugliesi: Vincenzo Di Gioia (‘03) al sax alto\, Marco Cutillo (’01) alla chitarra e Vito Tenzone (‘99) alla batteria\, fra i più talentuosi e promettenti musicisti pugliesi della loro generazione. Il Trio si concentra sulla ricerca\, attraverso perlopiù composizioni originali\, di sonorità personali e identificative\, vicine al mondo del jazz contemporaneo e della musica da film. Ospite del trio il clarinettista Laurent Dehors. A seguire\, Jacky Molard Quartet. Dopo oltre trent’anni trascorsi a rinnovare profondamente la musica popolare bretone\, aprendola alle infinite suggestioni delle musiche del mondo\, il violinista Jacky Molard ha dato vita a un quartetto insieme a Hélène Labarrière (contrabbasso)\, Yannick Jory (sassofoni) e Janick Martin (fisarmonica). I quattro musicisti provengono da percorsi artistici molto diversi e continuano a sviluppare la propria attività in ambiti eterogenei\, dal jazz alla musica tradizionale\, dalla classica alla danza contemporanea. Proprio dall’incontro tra queste esperienze nasce un linguaggio musicale originale\, in cui ciascuno accoglie e trasforma il mondo sonoro dell’altro\, contribuendo a un’identità collettiva unica. Nuovo doppio appuntamento\, domenica 4 ottobre\, alla Casa del Jazz. Alle 18\,00\, Thomas Lasca Quartet ospite Javier Girotto “Prime Parole”. Prime Parole è il primo progetto da solista del giovane chitarrista marchigiano Thomas Lasca\, affiancato da Emilio Marinelli (pianoforte e synth) e da Andrea Elisei (batteria e drumpad). Dopo diversi lavori discografici come co-leader e sideman\, Lasca decide di dare forma ad un sound che negli anni si è plasmato attraverso tutte sue composizioni originali ed inedite. Per fare ciò si avvale di una formazione piuttosto particolare dove il ruolo del basso viene diviso tra la chitarra e il piano\, con la batteria che fa da collante e da motore ritmico del gruppo. Per impreziosire la vena melodica dei brani Lasca si affida al sax soprano e baritono di Javier Girotto\, ovvero una delle personalità più importanti e forti del panorama jazzistico e non solo nazionale ed internazionale. A seguire\, Canto Conte Trio\, Ilaria Pilar Patassini interpreta le canzoni di Paolo Conte.Canto Conte è il nuovo progetto di Ilaria Pilar Patassini\, qui in veste di interprete e ideatrice\, dedicato a una rilettura del mondo delle canzoni Paolo Conte e che ha avuto un grande riscontro a livello di critica tanto da risultare finalista della cinquina del Premio Tenco 2025 nella categoria Miglior Interprete. Nella versione in trio\, Pilar presenta il progetto Canto Conte in una veste essenziale e intensa\, accompagnata da Simone Sansonetti alla chitarra e da Andrea Colella al contrabbasso. Un live che restituisce la ricchezza di sfumature\, l’ironia sottile e la profondità poetica dell’universo di Paolo Conte. Mercoledì 7 ottobre\, alle 21\,00\, al Teatro di Tor Bella Monaca\, il duo Javier Girotto e Vince Abbracciante. Non è certo la prima volta che il jazz e le tradizioni argentine s’innamorano fino a finire in un abbraccio vigoroso\, simile a un tango impetuoso e improvviso. Non è neanche la prima volta che la fisarmonica\, strumento popolare (se si puo dire)\, che porta nel suo corpo l’eco di un misto di tutti i folclori del mondo\, s’imbaldanzisce per uscire con delizia dal suo universo tradizionale. Ma l’italiano Vince Abbracciante (giovane nuovo talento della fisarmonica) e l’argentino Javier Girotto\, lirici e molto melodici\, cercando sempre conversazioni intimiste\, hanno la sensibilità e il talento di alzare questo esercizio di «stile» al suo grado più alto di compimento estetico e di poesia sentimentale. Insieme i due artisti propongono una musica originale\, regalando «nuovi ponti tra il jazz\, il folclore\, il tango»\, Improvvisazione libera e scrittura neoclassica con stralci malinconici e raffinatezza espressiva del loro universo musicale che si rivolge tanto all’anima quanto al pensiero introspettivo. Giovedì 8 ottobre\, alle 19\,30\, ritorno alla Casa del Jazz\, con un doppio appuntamento\, Il Premio SIAE Top Jazz\, un riconoscimento nato dalla collaborazione tra la SIAE e il prestigioso mensile Musica Jazz per valorizzare i migliori talenti e i vincitori del celebre referendum Top Jazz. Il trombettista toscano Jacopo Fagioli\, vincitore del premio “Nuovo Talento” al Top Jazz 2025\, presenterà Dialogue \, il suo secondo album da leader. Alla guida di un quartetto con Davide Strangio (chitarra)\, Amedeo Verniani (contrabbasso) e Mattia Galeotti (batteria)\, Fagioli propone un suono contemporaneo con incursioni elettroniche\, dove la scrittura rigorosa si fonde all’improvvisazione pura. Il progetto esplora il concetto di dialogo come confronto su temi complessi quali potere\, crisi climatica e identità. A seguire\, Ambrosetti\, Angeleri\, Esposito trio. Il sodalizio tra il pianista Claudio Angeleri\, il flicornista Franco Ambrosetti e il bassista Marco Esposito nasce negli anni Novanta come colonna sonora di diversi progetti multidisciplinari in cui l’improvvisazione si intreccia con la letteratura\, il teatro e la luce grazie al contributo di diversi artisti. Le musiche originali\, a firma di Angeleri e Ambrosetti\, insieme ad una selezione di alcune composizioni di Thelonious Monk e standards del jazz costituiscono il repertorio. Sabato 10 ottobre\, alle 19\,30\, alla Casa del Jazz\, Franco D’Andrea\, piano solo. Con oltre 160 dischi incisi in Italia e all’estero e 20 premi Top Jazz vinti nella sua carriera\, Franco D’Andrea è ormai considerato uno dei migliori pianisti contemporanei e rappresenta l’eccellenza che il jazz italiano ha saputo partorire negli ultimi 50 anni.  L’iridescente arte di Franco D’Andrea è un poliedro tendente alla sfera. L’oceanica immensità della sua costante ricerca di un linguaggio personale all’interno della tradizione jazzistica trova in questa quasi un’ora di musica in piano solo una rappresentazione adamantina. Una straordinaria panoramica sul suo pensiero musicale libero da manierismi di sorta e costantemente alla ricerca di un’espressività autentica e profonda. Musica di una caparbietà gentile\, appuntita\, magmatica\, scattante e raffinata. Travolgente e coerente allo stesso tempo. Mirabilmente in bilico tra Apollo e Dioniso. Intensamente personale\, completamente jazz. ll piano solo rappresenta nel jazz – afferma Franco D’Andrea – una delle occasioni più adatte per ricercare\, improvvisando\, nuove combinazioni musicali\, con esiti imprevedibili. In un’epoca in cui nella maggior parte dei casi si maneggiano forme\, estetica e arte con i guanti dell’anatomopatologo a proteggersi dalla formalina\, Franco e la sua musica sono una delle luci più forti in una notte buia. Un faro da seguire per superare un mare scuro e viscoso in bonaccia. Domenica 11 ottobre\, alle 18\,00\, alla Casa del Jazz\, Alta Formazione Jazz\, tre progetti nati dalla collaborazione con importanti istituzioni formative. Nel corso della serata si avvicenderanno tre formazioni. In apertura\, il debutto di “Wildflowers”\, un prestigioso ensemble nato dalla collaborazione con il Conservatorio di Musica “G. Martucci” di Salerno\, con\,Elena Paparusso voce\, Mario Sacchettino voce\, Pasquale Geremia sassofono tenore\, Giada De Priscochitarra\, Carmine Storzillo pianoforte\, Christian Trotta basso elettrico e Riccardo Leone batteria. Il nome evocativo\, oltre a richiamare la spontaneità dei fiori selvatici\, rende omaggio a uno dei brani manifesto di Wayne Shorter\, tra i più grandi e rivoluzionari compositori della storia del jazz. Questo tributo ideale si lega profondamente al cuore del progetto\, formato da alcuni dei migliori talenti dell’Istituto: musicisti in parte già avviati alla professione che\, pur condividendo una solida radice accademica comune\, hanno saputo intraprendere e coltivare direzioni stilistiche uniche e personali. Il repertorio della serata sarà interamente costruito sulle composizioni originali scritte dagli stessi studenti\, scelta volta a valorizzare la ricerca espressiva e l’originalità di ciascun componente. “Wildflowers” diventa così l’espressione di una cornice ampia e inclusiva: un linguaggio artistico capace di accogliere\, valorizzare e far fiorire le sfumature irripetibili di ogni singola identità\, valorizzando il talento creativo delle nuove generazioni di musicisti formate dal Conservatorio di Musica “G. Martucci” di Salerno. A seguire\, Roberto Ottaviano Chansons en trois couleurs\, in collaborazione con il Conservatorio di Musica N. Piccinni di Bari. Chanson en trois couleurs nasce dall’idea che esista una sottile linea transalpina capace di unire\, al di là dei confini geografici\, lo spirito di alcuni fra i più grandi musicisti francesi e italiani. È una terra comune fatta di lirismo\, di eleganza e di una naturale vocazione cinematografica della scrittura musicale: composizioni che raccontano storie\, evocano paesaggi\, custodiscono memorie e aprono nuovi orizzonti. Attraverso le musiche di Henri Texier\, Enrico Rava\, Aldo Romano\, Roberto Gatto\, Michel Portal\, Enrico Pieranunzi ed altri autori che hanno segnato questo percorso\, il progetto rende omaggio a una tradizione musicale che ha saputo intrecciare il jazz europeo con la cultura mediterranea. A chiudere la serata\, Rosario Giuliani Hammond Jazz trio\, in collaborazione con Saint Louis College of Music. Un progetto che nasce tra le aule del Saint Louis College of Music e prende vita sul palco grazie all’incontro tra esperienza\, formazione e creatività. Il Rosario Giuliani “Organ Trio” rappresenta il risultato di un percorso artistico sviluppato sotto la guida di Rosario Giuliani\, tra i più autorevoli sassofonisti del panorama jazz italiano e internazionale. Il concerto propone un repertorio che alterna composizioni originali di Rosario Giuliani a una selezione di standard della tradizione jazz\, rivisitati attraverso arrangiamenti originali pensati per una formazione che valorizza il timbro caldo e inconfondibile dell’organo Hammond\, strumento simbolo della storia del jazz\, del soul e del blues. Martedì 13 ottobre\, alle 21\,00\, al Teatro Tor Bella Monaca\, Gabriele Coen/ Donatella Patino Quintet “Respiro”. Il concerto ripercorre\, insieme alla rilettura coreografica di Donatella Patino “Respiro\, musica e danza in dialogo” le tappe più importanti della attività compositiva di Gabriele Coen\, ma anche le musiche per il teatro e la danza. In questa formazione la musica si arricchisce dell’interpretazione improvvisativa e coreografica che esplora i simbolismi legati all’atto del respiro. Un dialogo continuo in cui suono e movimento si scambiano costantemente il ruolo di guida creando suggestioni e paesaggi sonori coinvolgenti.  Ogni respiro è un tempo. Ogni suono è spazio d’ascolto. Donatella Patino collabora da tempo con Gabriele Coen\, interessato al lavoro sull’intercodice con particolare attenzione all’Incontro tra suono e gesto. Domenica 18 ottobre\,alle 18\,00\, all’Auditorium ‘R. Trenta’ di Velletri\, Note di Piacere\, tratto da Il Piacere\, di Gabriele D’Annunzio\, con Barbara Bovoli. voce narrante e Paolo Damiani contrabbasso\, e composizioni. Lo spettacolo vuole fuggire la canonica forma del reading\, fa propria l’improvvisazione tipica della jam session jazz\, diventa un dialogo tra voce e note\, un happening ogni sera diverso\, ogni concerto\, un’esperienza unica. Sabato 24 ottobre\, alle 18\,00\, ingresso gratuito\, al Conservatorio Licinio Refice di Frosinone\, Paolo Damiani “Last Land Band”. Il nuovo progetto di Paolo Damiani propone un repertorio in bilico tra jazz e canzone\, caratterizzato da splendide melodie composte non solo dai tre solisti ma anche da autori come Charles Mingus (Good bye pork pie hat)\, Rodriguez (Rabo de nube)\, Ramirez (Alfonsina y el mar)\, Jony Mitchell (A case of you)\, Haden (Song for Che) \, nonché brani dei Beatles e di De Andre’. Paolo Damiani e Antonio Jasevoli suonano e registrano insieme da tempo; incontro improbabile sulla carta\, solitamente i due si muovono in ambiti assai diversi: il contrabbassista ha inventato un linguaggio originale ed europeo\, spostando l’estetica jazz in contesti non tradizionali\, il chitarrista ha elaborato la grande lezione del miglior Rock (Cream\, Hendrix\, Beck…) attraverso la conoscenza e la pratica del linguaggio jazzistico e della musica classica sviluppando una personalissima poetica che attraversa territori diversi. In questo nuovo progetto hanno coinvolto Elena Paparusso\, tra le più emozionanti voci del jazz italiano\, in grado di muoversi agilmente nei territori della canzone così come della sperimentazione. Chiusura di Una Striscia Di Terra Feconda\, domenica 25 ottobre\, alle 17\,00\, con un doppio appuntamento\, a ingresso gratuito\, al Museo Macro. Ad aprire il duo composto da Mederic Collignon\, tromba e Christophe Monniot\, sassofono. L’uno sembra avere lo strumento più malinconico e introspettivo\, l’altro apparentemente l’utensile più brillante e dall’espressione più solare\, ma sono tutto tranne che due artisti “classici” e ben ordinati nei cassetti del suono e dell’espressione: possono mutare aspetto in piena libertà̀\, con agilità e flessibilità. La loro complicità dura da diversi decenni\, attraverso ogni sfumatura del jazz e delle musiche elettriche o sinfoniche. Il loro vocabolario è prolisso e consente una libertà totale\, delineando contorni interiorizzati di una riservatezza marcata o i raggi di un’espressività traboccante. Libertà\, libertà e ancora libertà! Ma con il legame che li unisce come le ali di un uccello\, senza mai mollare la tensione tra loro. Talvolta una campana indiana\, talvolta un flauto armonico (overtone)\, certi suoni appariranno come foto di viaggi in mezzo alle impennate di energia. A seguire\, Eric Sèva e Daniel Zimmerman\, due solisti d’eccezione che hanno deciso di prolungare la loro esperienza comune esplorando una formula intimista e del tutto inedita: il duo sax baritono / trombone\, una combinazione di suoni che sprigiona una vibrazione calda\, profonda e potente… Il repertorio attinge a un folklore immaginario comune\, dove si intrecciano composizioni originali e molteplici musiche popolari del XX secolo e soprattutto di tutto il mondo.  \n\n\n\nLa manifestazione è ritenuta dalla critica specializzata tra le più originali e innovative in Europa\, nella graduatoria nazionale relativa alla Qualità’ Artistica dei 19 Festival storici\, stilata dal Ministero della Cultura\, Una striscia di terra feconda risulta al secondo posto in Italia. Nel 2022 il festival ha vinto il Premio Gender Equality assegnato dalla Federazione nazionale del jazz italiano\, per la consistente presenza di artiste donne nel programma.  \n\n\n\nLa rassegna fa parte delle più importanti reti europee di jazz\, EJN e I-JAZZ. \n\n\n\nDiverse prestigiose istituzioni italiane sostengono il festival: il Ministero della Cultura \, la la Regione Lazio\, il Comune di Roma (Municipio II)\, Zetema\, la SIAE (main sponsor)\, la Fondazione Musica per Roma – Auditorium Parco della Musica\, la Casa del Jazz\, Institut Français in Italia- Ambasciata Francese a Roma\, la Fondazione Nuovi Mecenati\, Goethe Institut\, il Museo Macro\, RAI Radio 3 (media partner)\, il Centro di Produzione Insulae Lab\, MIDJ\, Puglia Sounds\, Azienda Speciale PalaEXPO\, Promu\, Musica Jazz\, il Teatro di Tor Bella Monaca\, I-jazz\, il Conservatorio di Salerno\, il Conservatorio di Bari\, il Conservatorio di Frosinone\, la Scuola Saint Louis\, i Comuni di Santa Marinella e Velletri \n\n\n\nINFO: 349 2643452
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SUMMARY:Le forme del jazz a venire al Lido di Ravenna
DESCRIPTION:Torna in scena a Ravenna la manifestazione musicale Le forme del jazz a venire\, organizzata da Jazz Network ETS con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori\, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”\, dedicato alla valorizzazione degli artisti under 35. La seconda edizione dell’iniziativa\, che si svolgerà nell’arco di due fine settimana (25-26 settembre e 2-3 ottobre)\, darà visibilità a gruppi jazz composti da giovanissimi musicisti emergenti il cui talento è tale da poter aprire loro le porte della scena professionale più elevata. \n\n\n\nL’età media degli artisti coinvolti in “Le forme del jazz a venire” è di 29 anni. E a mettere in ulteriore risalto l’elemento anagrafico contribuisce anche la location che ospiterà i concerti (tutti a ingresso gratuito): il Cisim di Lido Adriano\, col suo valore aggiunto di centro di aggregazione giovanile. \n\n\n\nI gruppi in cartellone sono tutti trii\, guidati da giovani leader dagli orientamenti musicali già ben delineati: le cantanti Lisa Manara e Ada Flocco\, il chitarrista Francesco Merli e il pianista Vincenzo Bosco. Il loro approccio al jazz è consapevole e informato delle vicende storiche della musica afroamericana ma contemporaneamente è aperto all’ispirazione che proviene dalle musiche di altri continenti oltre che dai linguaggi popolari. \n\n\n\n“Le forme del jazz a venire” esordisce venerdì 25 settembre con il trio della cantante Lisa Manara. Sostenuta da una strumentazione inconsueta (lachitarra di Fabio Mazzini e la batteria di Paolo Rubboli)\, la vocalist imolese proporrà “Capo Verde\, canta l’incontro”\, progetto che si ispira alle musiche interpretate da Cesária Évora\, elegante ambasciatrice della musica di Capo Verde nel mondo. Nella scaletta trovano spazio anche brani di cantautori contemporanei quali Mayra Andrade e Bonga. Un viaggio sonoro che è un crogiolo di esperienze e culture differenti\, fra tradizione latino-europea e antiche radici africane. \n\n\n\nLa programmazione del primo fine settimana sarà completata\, sabato 26 settembre\, dall’esibizione del chitarrista Francesco Merli. Il trio del musicista imolese\, come le altre formazioni da lui create\, evidenzia una sconfinata passione per le sonorità afroamericane\, spaziando dallo swing al funk. \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre\, con il concerto di Ada Flocco\, prenderà il via il secondo fine settimana di “Le forme del jazz a venire”. Assieme alla Flocco\, nel suo trio “Trame”\, troviamo il contrabbassista Andrea Esperti e il chitarrista Saverio Zura\, che è una presenza musicale assidua al fianco della cantante abruzzese in diversi contesti. \n\n\n\nIl trio del pianista Vincenzo Bosco salirà sul palco per la serata conclusiva\, sabato 3 ottobre. Bosco è attratto dai materiali musicali che hanno una storia da raccontare\, e così è anche nel progetto “Loom” che eseguirà in questa occasione. Tramite l’improvvisazione\, il pianista infonde la propria personalità nelle varie estetiche musicali che lo ispirano. \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\nVenerdì 25 settembre \n\n\n\nRavenna\, Cisim di Lido Adriano\, ore 21:30 \n\n\n\nLISA MANARA TRIO \n\n\n\n“Capo Verde\, canta l’incontro” \n\n\n\nLisa Manara – voce; Fabio Mazzini – chitarra; Paolo Rubboli – batteria \n\n\n\nSabato 26 settembre \n\n\n\nRavenna\, Cisim di Lido Adriano\, ore 21:30 \n\n\n\nFRANCESCO MERLI TRIO \n\n\n\n“Zughé” \n\n\n\nFrancesco Merli – chitarra; Sergio Mariotti – contrabbasso; Tommaso Stanghellini – batteria \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre \n\n\n\nRavenna\, Cisim di Lido Adriano\, ore 21:30 \n\n\n\nADA FLOCCO TRIO \n\n\n\n“Trame” \n\n\n\nAda Flocco – voce\, effetti; Saverio Zura – chitarra\, effetti; Andrea Esperti – contrabbasso\, effetti \n\n\n\nSabato 3 ottobre \n\n\n\nRavenna\, Cisim di Lido Adriano\, ore 21:30 \n\n\n\nVINCENZO BOSCO TRIO \n\n\n\n“Loom” \n\n\n\nVincenzo Bosco – pianoforte; Raffaele Guandalini – contrabbasso; Francesco Benizio – batteria \n\n\n\nInformazioni\n\n\n\nJazz Network\, tel. 0544 405666\, e-mail: info@jazznetwork.it\,  \n\n\n\nwebsite: www.leformedeljazzavenire.it \n\n\n\nIngresso gratuito
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DESCRIPTION:Torna in scena a Ravenna la manifestazione musicale Le forme del jazz a venire\,organizzata da Jazz Network ETS con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori\, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”\, dedicato alla valorizzazione degli artisti under 35. La seconda edizione dell’iniziativa\, che si svolgerà nell’arco di due fine settimana (25-26 settembre e 2-3 ottobre)\, darà visibilità a gruppi jazz composti da giovanissimi musicisti emergenti il cui talento è tale da poter aprire loro le porte della scena professionale più elevata. \n\n\n\nL’età media degli artisti coinvolti in “Le forme del jazz a venire” è di 29 anni. E a mettere in ulteriore risalto l’elemento anagrafico contribuisce anche la location che ospiterà i concerti (tutti a ingresso gratuito): il Cisim di Lido Adriano\, col suo valore aggiunto di centro di aggregazione giovanile. \n\n\n\nI gruppi in cartellone sono tutti trii\, guidati da giovani leader dagli orientamenti musicali già ben delineati: le cantanti Lisa Manara e Ada Flocco\, il chitarrista Francesco Merli e il pianista Vincenzo Bosco. Il loro approccio al jazz è consapevole e informato delle vicende storiche della musica afroamericana ma contemporaneamente è aperto all’ispirazione che proviene dalle musiche di altri continenti oltre che dai linguaggi popolari. \n\n\n\n“Le forme del jazz a venire” esordisce venerdì 25 settembre con il trio della cantanteLisa Manara. Sostenuta da una strumentazione inconsueta (la chitarra di Fabio Mazzini e la batteria di Paolo Rubboli)\, la vocalist imolese proporrà “Capo Verde\, canta l’incontro”\, progetto che si ispira alle musiche interpretate da Cesária Évora\, elegante ambasciatrice della musica di Capo Verde nel mondo. Nella scaletta trovano spazio anche brani di cantautori contemporanei quali Mayra Andrade e Bonga. Un viaggio sonoro che è un crogiolo di esperienze e culture differenti\, fra tradizione latino-europea e antiche radici africane. \n\n\n\nLa programmazione del primo fine settimana sarà completata\, sabato 26 settembre\, dall’esibizione del chitarrista Francesco Merli. Il trio del musicista imolese\, come le altre formazioni da lui create\, evidenzia una sconfinata passione per le sonorità afroamericane\, spaziando dallo swing al funk. \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre\, con il concerto di Ada Flocco\, prenderà il via il secondo fine settimana di “Le forme del jazz a venire”. Assieme alla Flocco\, nel suo trio “Trame”\, troviamo il contrabbassista Andrea Esperti e il chitarrista Saverio Zura\, che è una presenza musicale assidua al fianco della cantante abruzzese in diversi contesti. \n\n\n\nIl trio del pianista Vincenzo Bosco salirà sul palco per la serata conclusiva\, sabato 3 ottobre. Bosco è attratto dai materiali musicali che hanno una storia da raccontare\, e così è anche nel progetto “Loom” che eseguirà in questa occasione. Tramite l’improvvisazione\, il pianista infonde la propria personalità nelle varie estetiche musicali che lo ispirano. \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\nVenerdì 25 settembre \n\n\n\nRavenna\, Cisim di Lido Adriano\, ore 21:30 \n\n\n\nLISA MANARA TRIO \n\n\n\n“Capo Verde\, canta l’incontro” \n\n\n\nLisa Manara – voce; Fabio Mazzini – chitarra; Paolo Rubboli – batteria \n\n\n\nSabato 26 settembre \n\n\n\nRavenna\, Cisim di Lido Adriano\, ore 21:30 \n\n\n\nFRANCESCO MERLI TRIO \n\n\n\n“Zughé” \n\n\n\nFrancesco Merli – chitarra; Sergio Mariotti – contrabbasso; Tommaso Stanghellini – batteria \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre \n\n\n\nRavenna\, Cisim di Lido Adriano\, ore 21:30 \n\n\n\nADA FLOCCO TRIO \n\n\n\n“Trame” \n\n\n\nAda Flocco – voce\, effetti; Saverio Zura – chitarra\, effetti; Andrea Esperti – contrabbasso\, effetti \n\n\n\nSabato 3 ottobre \n\n\n\nRavenna\, Cisim di Lido Adriano\, ore 21:30 \n\n\n\nVINCENZO BOSCO TRIO \n\n\n\n“Loom” \n\n\n\nVincenzo Bosco – pianoforte; Raffaele Guandalini – contrabbasso; Francesco Benizio – batteria \n\n\n\nInformazioni\n\n\n\nJazz Network\, tel. 0544 405666\, e-mail: info@jazznetwork.it\,  \n\n\n\nwebsite: www.leformedeljazzavenire.it \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\nCisim: Viale G. Parini 48\, Lido Adriano (Ravenna).
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SUMMARY:"Marina Bindella. Cosmografie" all'Aranciera di Villa Borghese
DESCRIPTION:L’esposizione raccoglie circa quaranta opere — tra dipinti\, xilografie\, acquerelli e grandi installazioni polittiche — che documentano gli sviluppi più recenti della ricerca di Marina Bindella. \n\n\n\nFondata sull’indagine del segno come principio generativo della forma\, della luce e dello spazio\, la mostra presentalavori realizzati dal 2020 a oggi\, accanto ad alcuni significativi affondi in periodi precedenti\, includendo anche una selezione di libri d’artista. Il percorso attraversa serie e nuclei tematici legati alle origini della materia\, alla struttura dell’universo\, alla percezione del tempo e alle potenzialità generative del segno.
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LOCATION:Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese\, Via Fiorello La Guardia\, 6 e viale dell’Aranciera\, 4\, Roma\, ITA\, 00197\, Italia
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SUMMARY:"La materia della vita"\, personale di Antonio Barbieri a Certaldo
DESCRIPTION:Dal 26 settembre all’8 febbraio le sale storiche di Palazzo Pretorio a Certaldo (FI) saranno abitate dalla nuova personale di Antonio Barbieri La materia della vita\, a cura di Davide Sarchioni.  \n\n\n\nQuando la tèchne incontra il logos\, la tecnologia torna a essere ciò che era all’origine: uno strumento nelle mani dell’uomo\, capace di trasformare la materia in pensiero e il gesto in poesia. È nelle mani dello scultore Antonio Barbieri che questa origine si riattiva – tra forme naturali\, macchine evolute e immaginazione – nel nuovo progetto espositivo negli spazi medioevali di uno dei palazzi storici della Toscana\, oggi casa del contemporaneo\, tra le architetture e gli affreschi della ex sede del Vicariato fiorentino.  \n\n\n\nCosa accadrebbe se fosse possibile vedere ciò che i nostri occhi non possono percepire? Se i dati\, gli algoritmi e le relazioni invisibili che governano la crescita di una pianta\, l’evoluzione delle specie o l’organizzazione della materia potessero assumere una forma fisica? È da questa domanda che prende avvio la ricerca di Antonio Barbieri\, una delle più originali nel panorama artistico italiano della sua generazione\, che nel tempo ha sviluppato un linguaggio autonomo e riconoscibile\, in un territorio di confine nel quale scultura\, scienza e tecnologia convivono e si alimentano reciprocamente. \n\n\n\nScanner e sistemi di acquisizione dati\, fotogrammetrie e algoritmi\, modellazione e stampa 3D sono strumenti e processi attraverso cui l’artista amplia le proprie capacità di osservazione\, acquisendo e interpretando informazioni che sfuggirebbero all’esperienza diretta. È l’artista che crea l’algoritmo e poi attraverso il gesto creativo lo interpreta\, lo scompone e lo trasforma. La tecnologia torna così ad essere subordinata al fare artistico\, riaprendo a Palazzo Pretorio il secolare dialogo tra tecnica e creazione. Attraverso la sua sapiente manualità\, ciò che appartiene alla dimensione invisibile acquista corpo e viene tradotto in forme vibranti e poetiche. Barbieri modella\, assembla e dipinge a mano le proprie sculture in un confronto diretto con le qualità fisiche dei materiali: la centralità del fare si estende fino alla progettazione di alcuni degli stessi strumenti impiegati nella ricerca\, ideati o modificati dall’artista in funzione delle specifiche esigenze del lavoro.  \n\n\n\nDa questi processi nascono presenze complesse\, sospese tra naturale e artificiale\, realtà biologica e potenzialità immaginativa\, che evocano ramificazioni vegetali\, coralli\, microrganismi\, fossili o creature sconosciute quasi provenissero da un passato lontano e primigenio e\, nello stesso tempo\, appartenere a una dimensione futuribile. Esse non riproducono la natura ma ne interpretano le regole profonde e ne esplorano le potenzialità formali\, poiché ogni opera nasce da un processo creativo irripetibile durante il quale l’artista\, durante il suo operare\, accoglie lo stupore e il senso di meraviglia suscitati dalla continua scoperta. \n\n\n\nInnestandosi negli spazi di Palazzo Pretorio\, La materia della vita attraversa differenti livelli di organizzazione del vivente: dagli alberi filogenetici alle strutture generate dall’elaborazione di dataset biologici\, dalle Chimere\, nate dalla fusione di elementi appartenenti a organismi differenti\, fino alle opere che integrano sistemi robotici e processi generativi. La mostra presenta un corpus di lavori inediti e site-specific pensati per i diversi ambienti del Palazzo\, che non restituiscono l’immagine di una natura immobile\, ma di un universo in continuo divenire\, nel quale forme\, relazioni e trasformazioni rendono percepibili le connessioni profonde che attraversano il mondo vivente e trovano nella materia nuove formulazioni plastiche.  \n\n\n\nNel confronto continuo tra uomo e macchina\, tra innovazione e tradizione\, tra precisione scientifica e sensibilità artistica\, il lavoro di Barbieri ruota attorno alla possibilità di un rinnovamento della scultura nell’era tecnologica e digitale\, dove l’innovazione non coincide con l’abbandono della manualità\, ma con l’ampliamento delle modalità attraverso cui la materia può essere pensata e trasformata. Come la prospettiva nel Quattrocento contribuì a ridefinire la rappresentazione dello spazio\, le tecnologie contemporanee estendono oggi il campo del visibile e\, con esso\, gli strumenti attraverso cui l’artista può interrogare la forma. Non si tratta di sovrapporre due rivoluzioni lontane\, ma di osservare come il mutamento degli strumenti della conoscenza abbia continuamente aperto\, nella storia dell’arte\, nuovi territori per l’immagine e per la scultura.  \n\n\n\nIl progetto\, concepito appositamente per gli ambienti del Palazzo che negli ultimi anni ha aperto un’importante finestra sull’arte contemporanea con le mostre di Vincenzo Marsiglia\, Thomas Lange\, Valentina Palazzari\, Oliviero Rainaldi e Alfredo Rapetti Mogol\, è organizzato da Exponent in collaborazione con la galleria NM Contemporary – Monaco con il patrocinio del Comune di Certaldo e del Consiglio Regionale della Regione Toscana. \n\n\n\nOrario:Da settembre a ottobre: 10:00-13:00 e 14:30-19:00Da novembre a febbraio: 10:00-13:00 e 14:30-16:30Martedì: chiusuraSabato e domenica: 10:00-13:00 e 14:30-17:30Info: 0571 661219Mostra a cura di: Davide SarchioniCoordinamento e progetto di allestimento: Exponent S.r.l.
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SUMMARY:“Festival L’Altro Monferrato”
DESCRIPTION:l treno è il protagonista assoluto degli appuntamenti del prossimo weekend con il “Festival L’Altro Monferrato”\, che al più sostenibile tra i grandi mezzi di trasporto ha consacrato questa 13ª edizione. \n\n\n\nSabato 26 settembre\, in particolare\, è prevista la riproposizione di “Meglio in treno”\, l’originale progetto di AgriTeatro e del collettivo artistico Naif che ha debuttato la scorsa settimana\, sollevando grande curiosità tra pubblico e addetti ai lavori: una nuova forma di teatro viaggiante che inizia a bordo del regionale 12124 per Acqui Terme in partenza alle 11:21 dalla stazione di Genova Principe\, e prosegue alla Cascina Rebba di Ovada con un banchetto a cura di Tossini e Coop Liguria e un secondo spettacolo di improvvisazione dal vivo\, “Più su di quaggiù”\, a partire dalle 15. Infine\, per chi volesse\, è prevista anche un’escursione alla vicina Molare\, alla scoperta del Santuario della Madonna delle Rocche e dei suoi affascinanti ex-voto.Dell’esperienza è prevista un’ultima replica speciale domenica 4 ottobre sul convoglio storico attivato eccezionalmente per la Sagra della Castagna di Rossiglione\, durante il viaggio di ritorno a Genova. Maggiori dettagli su “Meglio in treno” nello specifico comunicato allegato. \n\n\n\nA concludere la penultima settimana del Festival L’Altro Monferrato\, domenica 27 settembre alle 21 al Teatro Comunale Dino Crocco di Ovada\, sarà ancora uno spettacolo con il treno protagonista: “Mr. Train” (trailer nel link)\, la storia dell’incontro tra un vecchio capostazione solitario e burbero e un cane randagio\, rappresentata nello stile unico della compagnia spagnola Trukitrek. Un teatro evocativo senza parole\, fatto di gesti\, cinema di animazione e pupazzi. Fondata sull’isola di Minorca nel 1998\, Trukitrek unisce il teatro gestuale all’affascinante mondo dei burattini. Nei suoi quasi trent’anni di attività ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionale\, portando la propria arte in 42 paesi in tutto il mondo. La combinazione tra teatro e cinema di animazione ne rappresenta la cifra caratteristica e crea un’esperienza teatrale immersiva che accende l’immaginazione\, emozionando il pubblico di ogni età. Diverse le tecniche sperimentate: dalle classiche marionette a filo fino ai pupazzi a manipolazione diretta. Meritano una menzione speciale le “humanettes”\, personaggi che sono per metà burattini e per metà umani. \n\n\n\nRimandata a data destinarsi\, invece\, la proiezione del celebre film di Sidney Lumet “Assassinio sull’Orient Express”\, originariamente prevista per venerdì 25 settembre al Cinema di Rossiglione. \n\n\n\nUlteriori informazioni sul sito www.agriteatro.it\, e-mail info@agriteatro.it\, prenotazioni presso lo IAT di Ovada in via Cairoli 107\, iat@comune.ovada.al.it\, tel. 0143 821043\, Whatsapp: 379 1187215.  \n\n\n\nIl Festival “L’Altro Monferrato” 2026 \n\n\n\n“L’Altro Monferrato” è un festival di teatro\, musica e cultura promosso da AgriTeatro in collaborazione con Naif. Titolo di questa edizione è “Sognando l’Orient-Express (Meglio in treno)”\, mezzo di trasporto capace\, da sempre\, di incarnare il viaggio come occasione di incontro\, confronto e avventura. Il sottotitolo Percorsi d’arte\, teatro\, natura\, tra borghi e castelli\, un progetto di mobilità sostenibile bene esprime la tradizione ecosostenibile di AgriTeatro e lo spirito del suo fondatore\, Tonino Conte.  \n\n\n\nIl programma completo e tutte le informazioni utili sono disponibili sul sito www.agriteatro.it oppure scrivendo a info@agriteatro.it. Prenotazioni sullo stesso sito o presso lo IAT di Ovada. Anche quest’anno è possibile acquistare in tutti gli appuntamenti utili la tessera “Amici di AgriTeatro”. \n\n\n\nRingraziamenti \n\n\n\nUn Festival come “Sognando l’Oriente-Express (Meglio in treno)” non è possibile senza l’appoggio\, il sostegno e la disponibilità delle istituzioni e delle realtà locali. L’edizione 2026 de L’Altro Monferrato ha avuto il Patrocinio della Regione Piemonte e della Provincia di Alessandria. E si avvale del contributo diFondazione Cassa di Risparmio di Torino (CRT)\, della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e del Consiglio Regionale del Piemonte. Contribuiscono alla rassegna i Comuni di Campoligure\, Carpeneto\, Cassinelle\, Masone\, Molare\, Ovada\, Rocca Grimalda\, Rossiglione\, Tagliolo Monferrato. Si ringraziano della collaborazione i Castelli di Casaleggio Boiro\, Rocca Grimalda e Tagliolo Monferrato\, lo IAT di Ovada e la Fiab di Alessandria\, e dell’adesione al progetto i Comuni di Acqui Terme\, Cremolino e Prasco. \n\n\n\n“SOGNANDO L’ORIENT-EXPRESS (MEGLIO IN TRENO)” \n\n\n\nIL PROGRAMMA DEL WEEKEND \n\n\n\nSabato 26 settembre \n\n\n\nMeglio in treno \n\n\n\nUn progetto di AgriTeatro e Naif \n\n\n\nOgni pendolare\, ogni migrante ha una storia da narrare. Quale luogo migliore del treno per raccontarle? Ecco allora che gli attori recitano non in teatro\, ma direttamente sul convoglio nella tratta da Genova Piazza Principe a Ovada. E all’arrivo i passeggeri possono rifocillarsi con il cibo preparato da Tossini e Coop Liguria\, nonché\, se vogliono\, assistere\, nella Cascina Rebba\, a un altro spettacolo\, “Più su di quaggiù”\, in cui Andrea Robbiano trasforma in racconti teatrali i sogni raccontati dal pubblico. Oppure continuare a viaggiare verso Molare\, alla scoperta del Santuario della Madonna delle Rocche e dei suoi affascinanti ex-voto. \n\n\n\nPrezzi: per la prima parte in treno il solo biglietto ferroviario\, da pagare autonomamente a Trenitalia; per la parte a Cascina Rebba (monologhi conclusivi “Meglio in treno”\, banchetto e spettacolo “Più su di quaggiù”) intero 10 euro\, ridotto 7 euro (bambini e possessori tessera “Amici di AgriTeatro). \n\n\n\nDomenica 27 settembre\, ore 21 \n\n\n\nOvada\, Teatro Comunale Dino Crocco \n\n\n\nMr. Train \n\n\n\nTrukitrek \n\n\n\nUn teatro senza parole che fonde pupazzi\, pupazzi semiumani\, teatro gestuale e cinema d’animazione. Lo stile unico della compagnia catalana Trukitrek per mettere in scena una favola piena di ironia e umanità: l’incontro tra un cane randagio e un vecchio capostazione\, solitario e scontroso\, che vive in una stazione in cui nessun treno si ferma più. \n\n\n\nPrezzi: biglietto unico 5 euro.
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SUMMARY:“Far West Fest 2.0”\, ultimo fine settimana al Quartaccio
DESCRIPTION:A Quartaccio (Municipio XIV di Roma Capitale)\, ultimo fine settimana di “Far West Fest 2.0” Cultura che gira\, Comunità che cresce\, un progetto a cura di Zip Zone APS. \n\n\n\nLa manifestazione si chiude all’interno del Parco Fratelli Grimm (ingresso Via del Podere Fiume\, 61 o Via Fratelli Grimm) con due giorni di intrattenimento per tutte e tutti a ingresso gratuito: il programma completo è su www.zipzone.it/portfolio/far-west-fest-2026 \n\n\n\nSi comincia sabato 26 settembre alle 16.00 con la “Ludoteca itinerante” a cura di Valerio Bonsegna. Allestimento di giochi antichi per tutti: uno spazio dove ognuno può riscoprire il bambino interiore\, dove persone di diverse possono insieme “mettersi in gioco”\, utilizzando al meglio le loro risorse\, dall’abilità manuale\, al controllo ed equilibrio\, dall’ascolto reciproco alla capacità di concentrazione. Si prosegue alle 19.00 con il teatro: “Brevi interviste con donne eccezionali” di Joan Yago\, mise en espace a cura di Roberto Rustioni\, con Silvia D’Amico\, le musiche e l’ambiente sonoro di Arianna Del Grosso\, in collaborazione con Fabulamundi Playwriting Europe e la traduzione LIS dell’Associazione Io se posso Komunico. Attraverso alcune interviste con donne fuori dall’ ordinario\, Joan Yago crea un universo ironico e inquietante sulle contraddizioni del nostro tempo. Tra umorismo e paradosso\, il testo mette in discussione stereotipi\, certezze morali e dinamiche di potere\, ponendo il pubblico di fronte a personaggi estremi che sfidano ogni giudizio e invitano a un radicale esercizio di empatia. \n\n\n\nDomenica 27 settembre alle 16.00 e alle 17.00 è in programma “Il giro del mondo attraverso leggende e fiabe popolari”\, racconti e laboratorio dai 6 ai 10 anni\, di Teatro di Carta. Tutti insieme si parte per un viaggio fantastico\, accompagnati da simpatici cammelli e stravaganti dragoni cinesi: si va alla scoperta del mondo. In ogni tappa del viaggio qualcosa di nuovo invita a giocare con ritmi e suoni diversi\, canzoni con parole strane e balli stravaganti. Lo spunto iniziale è rappresentato dal racconto di storie e leggende provenienti dai quattro angoli del mondo\, successivamente i bambini sono invitati ad animare le storie ascoltate attraverso giochi realizzati con materiali\, oggetti e musiche di volta in volta diversi. Alle 19.00 è la volta di “Godlike”\, uno studio teatrale con Clara Addari\, Edoardo D’Antonio\, Francesco Providenti\, supervisione artistica di Roberto Di Maio. Godlike attraversa le derive contemporanee del rapporto tra individuo e universo digitale\, intrecciando tre storie emblematiche e disturbanti. Arturo\, nel 2007\, ha 10 anni e ascolta “Touch the Sky” di Kanye West sulla nuova Playstation\, un po’ alla volta scivola dall’isolamento dei videogiochi all’estremismo politico. Influenzato dall’idolo e dai guru del complotto\, si convince dell’esistenza di un’élite intenta a distruggere l’Europa\, fino a un gesto estremo. Luana\, ballerina ventiquattrenne\, dopo un infortunio nel 2025 si immerge online nei drammi climatici di Emilia e Valencia. L’angoscia per l’apocalisse la trasforma in una leader di organizzazioni ecoterroristiche. Enrico\, nel 2016\, insegue invece la gratificazione dei social: per diventare un influencer famoso passa dal cabaret a Twitch\, dove pur di non perdere successo si spinge a challenge sempre più pericolose. La manifestazione si chiude dalle ore 20.00 alle 22.00 con “Superficie Arena”\, spettacolo/jam teatrale a cura di Do7 factory con Johnny Palomba\, Simone Corbisiero\, Josafat Vagni\, special Guest Monir Ghassem\, musica live di Lele Bono\, conduce Matteo Santilli.  \n\n\n\nUna serata teatrale collettiva\, attrici\, attori\, musicisti e le loro pillole teatrali. Pezzi drammatici\, comici\, sia inediti sia tratti da opere famose. Le forme di rappresentazioni sono multiple\, dal classico monologo al reading musicato\, dalla prosa alla slam poetry e alla stand up comedy. La serata è condotta dal fondatore del progetto\, Matteo Santilli che\, oltre a introdurre gli artisti guida il pubblico a godere con il giusto ritmo della scaletta prevista. Ospite speciale è la nota stand-up comedian romana di origini iraniane\, Monir Ghassem che\, con le sue sferzate ironiche e brillanti\, i suoi monologhi sagaci e irriverenti\, racconta con ironia le sue origini\, le difficoltà lavorative della sua generazione e la vita quotidiana. \n\n\n\nTutti gli appuntamenti di Far West Fest 2.0 sono gratuiti. Per informazioni: 3474528761 o comunicazionezipzone@gmail.com – www.zipzone.it/portfolio/far-west-fest-2026 \n\n\n\nIl progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo ed è vincitore dell’Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2026 promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, in collaborazione con SIAE. \n\n\n\nIl progetto è realizzato anche grazie al sostegno del Programma Periferiacapitale della Fondazione Charlemagne. \n\n\n\nDal 12 al 27 settembre 2026 \n\n\n\nFar West Fest 2.0 Cultura che gira\, Comunità che cresce \n\n\n\nINGRESSO LIBERO E GRATUITO \n\n\n\nQuartaccio – Piazza del Colonnato – La Centrale (Via Andersen\,115 angolo Via Flaubert) e Parco Fratelli Grimm (ingresso Via del Podere Fiume\, 61 o Via Fratelli Grimm) – Municipio XIV – Roma. Percorso sostenibile: Autobus 916 – 908 \n\n\n\nPer info: 3474528761 – comunicazionezipzone@gmail.com – www.zipzone.it – www.liveinquartaccioroma.it \n\n\n\nFB www.facebook.com/zonedintersezionepositiva \n\n\n\nIG www.instagram.com/zipzoneroma/
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DESCRIPTION:Il Proceno Musica Festival 2026 prosegue la sua programmazione con i due appuntamenti previsti per il fine settimana di sabato 26 e domenica 27 settembre\, nella Sala delle Storie Profane di Palazzo Guido Ascanio Sforza. \n\n\n\nAlle ore 18:30\, il Festival propone On the Swing Side\, un concerto dedicato alle sonorità swing e a quel repertorio di melodie che\, dagli anni della Grande Depressione al secondo dopoguerra\, tra America ed Europa\, ha accompagnato la musica da ballo e l’espressione delle grandi orchestre degli anni Trenta e Quaranta. \n\n\n\nUn percorso musicale che richiama figure fondamentali come Louis Armstrong\, Bix Beiderbecke\, Sidney Bechet\, Ella Fitzgerald\, Duke Ellington e Count Basie\, attraversando il repertorio e l’atmosfera di un’epoca nella quale lo swing divenne uno dei principali linguaggi della musica popolare internazionale. \n\n\n\nSul palco: Marco Sannini\, tromba\, Oscar Montalbano\, chitarra manouche\, Marco de Tilla\, contrabbasso \n\n\n\nDomenica 27 settembre – JAZZ CONVERSATION \n\n\n\nAlle ore 18:30\, il programma prosegue con Jazz Conversation\, un incontro musicale affidato a Marco Sannini\, tromba e flicorno\, e Oscar Montalbano\, chitarra. \n\n\n\nDa Gershwin a Cole Porter\, Jerome Kern\, Duke Ellington\, Rodgers & Hart\, Irving Berlin\, i grandi autori del Jazz entrano in dialogo attraverso due soli strumenti\, in un concerto che percorre le vie dell’American Songbook e della canzone d’autore. \n\n\n\n“Jazz Conversation nasce da una variazione resasi necessaria per cause di forza maggiore\, che ha determinato l’annullamento del concerto corale “8 VENTI E INFINITI INCANTI” originariamente previsto per questa data. Appena saputo dell’indisponibilità\, per ragioni di salute\, del diretto del coro\, siamo tempestivamente intervenuti per mantenere invariata la naturale scansione temporale del Festival e l’appuntamento del fine settimana con il pubblico di Proceno. Grazie alla disponibilità del M° Sannini\, e alla sua prontezza nel proporre un ulteriore repertorio jazzistico\, siamo riusciti a preservare l’appuntamento musicale della domenica” (Marco Apolloni responsabile di produzione di Progetto Sonora). Il concerto originariamente programmato per il 27 settembre sarà recuperato alla fine di ottobre\, mentre “Jazz Conversation” consentirà di mantenere vivo il calendario già annunciato. \n\n\n\nInformazioni e calendario \n\n\n\nI due appuntamenti del 26 e 27 settembre si inseriscono nel cartellone della seconda edizione del Proceno Musica Festival\, in programma fino al 24 ottobre 2026\, con concerti\, lezioni-concerto e proposte che mettono in dialogo la musica con la storia\, la parola\, la narrazione e le culture musicali. Ingresso 10\,00 euro con aperitivo a cura del Ristoro di Porsenna \n\n\n\nIl Festival è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Lazio (legge 15/2014) – Spettacolo dal Vivo\, in collaborazione con il Comune di Proceno e la Cooperativa di Comunità Proceno. \n\n\n\nUn ringraziamento speciale a Osteria Maccalè\, al Castello di Proceno per il sostegno e l’ospitalità riservata agli artisti e idealservice.
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SUMMARY:“ENEIDE – Teatro della Migrazione alla SALA RAFFAELLO
DESCRIPTION:Con TREGUA si conclude il percorso di “ENEIDE – Teatro della Migrazione”\, un progetto che ha riletto il viaggio di Enea in chiave contemporanea. Dopo l’approdo e la guerra\, il racconto giunge al momento decisivo: quello in cui occorre immaginare come ricostruire dopo la distruzione. In scena i canti XI e XII del poema virgiliano. \n\n\n\nCome può nascere una città sulle rovine del nemico? Come può una comunità guardare al futuro dopo aver attraversato il conflitto? Attraversando il canto finale dell’Eneide\, TREGUA conduce il pubblico nel cuore della tensione tra destino e vendetta\, tra giustizia e compassione\, ponendo una riflessione sulla possibilità della riconciliazione e sul difficile cammino verso la pace. \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nDopo Eneide / Approdo ed Eneide / Guerra\, l’ultimo capitolo del progetto Eneide. Teatro della migrazione 2026 affronta una domanda antica e necessaria: come può nascere una città sulle rovine del nemico? Come può una comunità immaginare il futuro dopo aver attraversato la distruzione? \n\n\n\nEneide / Tregua attraversa il canto finale del poema di Virgilio per condurci nel cuore del conflitto tra destino e vendetta\, tra giustizia e compassione. Enea e Turno si affrontano nell’ultimo duello mentre uomini e dei assistono all’epilogo di una lunga catena di sangue. Attorno a loro si accumulano morti\, promesse infrante\, desideri di rivalsa\, generazioni spezzate dalla guerra. Tutto sembra spingere verso l’inevitabilità della violenza. Eppure\, proprio nel momento della vittoria\, emerge una domanda più profonda: che cosa resta quando la guerra è finita? \n\n\n\nAttraverso una scrittura essenziale\, cinque voci in scena e immagini poetiche di forte potenza evocativa\, il poema di Virgilio si trasforma in una riflessione contemporanea sulla riconciliazione\, sull’identità e sul difficile cammino della pace. I personaggi sembrano emergere da un paesaggio di macerie\, sospesi tra memoria e destino\, tra il peso del passato e la responsabilità del futuro. Le loro parole attraversano il mito per parlare direttamente al nostro tempo\, un tempo ancora segnato da confini\, guerre\, migrazioni e ferite collettive. \n\n\n\nIn questo ultimo capitolo della trilogia\, Enea non è soltanto l’eroe vincitore chiamato a fondare una nuova civiltà: è un uomo costretto a scegliere quale mondo lasciare dopo la guerra. Turno non è soltanto il nemico sconfitto: è il volto umano di ogni sconfitta\, di ogni patria perduta\, di ogni storia destinata a essere cancellata dai vincitori. \n\n\n\nLa tregua del titolo non coincide con la fine del conflitto. È piuttosto uno spazio fragile e necessario in cui immaginare una convivenza possibile e riconoscere nell’altro la propria medesima umanità. \n\n\n\nMatteo Tarasco  \n\n\n\nIL PROGETTO \n\n\n\nNon è solo teatro\, è un cantiere di umanità dove l’antico esodo di Enea incontra le rotte dei migranti di oggi\, richiamando alla mente le drammatiche immagini che arrivano dai confini di Ceuta\, in Spagna\, dove il desiderio di un futuro si scontra con la rigidità delle frontiere. A Roma\, tra le mura della Sala Raffaello a Villa Fiorelli\, prende vita per il secondo anno consecutivo “ENEIDE – Teatro della Migrazione”\, un laboratorio teatrale interculturale e multidisciplinare che\, dal 17 agosto al 26 settembre 2026\, trasformerà il mito di Virgilio in un’esperienza di viva attualità. \n\n\n\nL’obiettivo è creare uno spazio di crescita professionale e umana dove la formazione teatrale diventa uno strumento concreto di inclusione e riscatto per giovani artisti provenienti da contesti spesso marginalizzati. \n\n\n\nQuesta iniziativa si qualifica propriamente come un esperimento di riflessione costante tra passato e presente: un percorso dove il poema classico diventa una chiave di lettura per analizzare le “nuove geografie” dell’accoglienza.  \n\n\n\n“Ogni episodio rilegge il poema di Virgilio alla luce delle migrazioni contemporanee – spiega Matteo Tarasco – restituendo al mito la sua funzione originaria: raccontare la condizione universale di chi cerca un luogo dove vivere in pace.”  Il progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. È l’atteso sequel del percorso iniziato nell’estate del 2025. Se la prima edizione aveva esplorato la fuga da una Troia in fiamme\, il 2026 segna il momento cruciale dell’arrivo e della costruzione di una nuova appartenenza. \n\n\n\nIl cuore dell’operazione risiede nella sperimentazione teatrale come strumento di formazione: trenta giovani performer under 35\, italiani e migranti\, partecipano a un laboratorio intensivo di 45 giorni che spazia dalla drammaturgia collettiva alla vocalità multilingue. Gli spettacoli in programma – Approdo\, Guerra e Tregua – rappresentano la restituzione pubblica di un quadro generale di crescita professionale. \n\n\n\nIl sipario si alzerà ufficialmente il 29 agosto con “Approdo”\, la prima tappa performativa che segna il culmine del primo modulo del laboratorio. In questo appuntamento inaugurale\, i trenta performer porteranno in scena un Enea che non sbarca solo sulle rive del Lazio\, ma arriva direttamente nel nostro presente attraversato da esili e nuove appartenenze. Il significato profondo di “Approdo” risiede nel guardare all’Eneide come a un’opera ancora capace di parlare all’oggi\, intrecciando il mito antico con le storie contemporanee dei ragazzi in scena. Grazie all’uso delle lingue madri e a una messa in scena corale e fisica\, lo spettacolo punta a un’accessibilità totale\, rendendo il messaggio di accoglienza e memoria comprensibile a tutti. \n\n\n\nPer chi desidera partecipare a questo viaggio\, l’ingresso è libero e gratuito presso la Sala Raffaello. È possibile assistere alle tre tappe performative – 29 agosto APPRODO\, 12 settembre GUERRA e 26 settembre TREGUA – prenotando il proprio posto tramite l’Associazione Culturale IGLOO. Ogni serata sarà arricchita da buffet multiculturali per stimolare il dialogo tra artisti e cittadinanza.  \n\n\n\nIn questo contesto\, la scelta della location è densa di significato. Il progetto abita la cornice della Sala Raffaello (situata all’interno della Chiesa dei Santi Fabiano e Venanzio a Villa Fiorelli\, in un quartiere semicentrale e multiculturale) e risponde alla volontà di attivare nuove geografie culturali urbane\,valorizzando i legami tra memoria storica e nuove cittadinanze. Se Enea cercava una terra dove gettare le basi di un nuovo inizio\, questo quartiere multiculturale appare oggi come l’approdo naturale per una moderna epopea urbana\, trasformando una piazza storica in una potente metafora contemporanea del viaggio e dell’accoglienza. \n\n\n\nSTAFF – La direzione artistica e la conduzione del laboratorio sono affidate a Matteo Tarasco\, regista teatrale di rilievo internazionale\, con esperienze in ambito accademico e interculturale\, tra cui Harvard University e LAMDA di Londra. L’organizzazione generale è curata da Massimo Di Rollo\, esperto in gestione di eventi culturali e progettazione. Per garantire qualità artistica il team sarà interamente formato da professionisti del settore\, tra cui un assistente alla regia\, un mediatore culturale con competenze nella facilitazione linguistica e inclusiva\, e uno staff tecnico composto da operatori audio/video e tecnici luci.  \n\n\n\nCURRICULUM PROFESSIONALE – Ass. Cult. IGLOO si è affermata come una nuova e vivace realtà nel panorama teatrale romano. In pochissimo tempo\, l’associazione ha prodotto tre spettacoli di grande spessore: “Gli Atti Unici” di Anton Čechov a maggio 2025\, la tragicomica commedia in romanesco “Alcazar” di Gianni Clementi a marzo 2025\, e una sorprendente versione di “Molto Rumore per Nulla” di Shakespeare a giugno 2024\, che ha conquistato pubblico e critica\, vincendo numerosi premi.
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