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SUMMARY:Amii Stewart in concerto al Gran Teatro Geox di Padova
DESCRIPTION:Sabato 10 ottobre al Gran Teatro Geox di Padova\, Amii Stewart sarà protagonista di un concerto che farà da anteprima alla ventottesima edizione del Padova Jazz Festival. In attesa che venga rivelato il programma completo della manifestazione\, che si terrà dal 22 ottobre all’8 novembre\, sono intanto già attive le prevendite per Amii Stewart: una regina del canto black che ha grandi storie da raccontare\, grazie a un programma musicale dalle forti connotazioni narrative. \n\n\n\nCantante\, ballerina e attrice statunitense di fama internazionale\, Amii Stewart ha raggiunto il successo planetario nel 1979 con Knock on Wood\, diventato un inno delle discoteche dell’epoca. Da allora la sua voce potente e la sua carismatica presenza scenica hanno affascinato numerose generazioni di fan: una carriera lunga e prolifica grazie alla capacità della Stewart di reinventarsi rimanendo sempre un punto di riferimento per il panorama musicale contemporaneo. \n\n\n\nA Padova\, Amii Stewart torna sul palco con un concerto che ripercorre le sue più grandi hit e alcuni classici del R&B\, il tutto riproposto in una veste musicale inedita. Nella scaletta risalteranno quindi le celebri canzoni che hanno contraddistinto il suo percorso musicale come Knock on Wood\, Friends\, Try Love\, Grazie perché\, Love Ain’t No Toy\, insieme a nuove interpretazioni di brani indimenticabili come Ain’t Nobody di Chaka Khan\, Use Me di Bill Withers\, Sexual Healing di Marvin Gaye\, I Wanna Be Your Loverdi Prince e molte altre. In programma anche nuove canzoni come Mama\, Funk e l’ultimo singolo Grace\, che rivela un lato più intimo e contemporaneo dell’artista. \n\n\n\nUn concerto che si preannuncia pieno di energia e grande musica\, in cui Amii Stewart offrirà al pubblico la sua personale interpretazione di canzoni senza tempo\, alternandole a momenti più intimi e narrativi. Tra un brano e l’altro\, la cantante racconterà infatti alcuni retroscena sorprendenti della sua vita\, come ad esempio alcuni ricordi legati al suo “fratello artistico” Mike Francis\, con cui ha condiviso celebri hit degli anni Ottanta come Together\, il rapporto con il Maestro Ennio Morricone e molte altre vicende della sua vita privata e professionale. \n\n\n\nIl Padova Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Miles presieduta da Gabriella Piccolo Casiraghi\, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Padova e l’Assessorato alla Cultura della Regione Veneto\, con il contributo di Bosco Costruzioni e di Volksbank e con il sostegno del Ministero della Cultura. \n\n\n\nInformazioni: \n\n\n\nAssociazione Culturale Miles \n\n\n\nVia Montecchia 22 A\, 35030 Selvazzano (PD) \n\n\n\nTel.: 347 7580904 \n\n\n\ne-mail: info@padovajazz.com \n\n\n\nweb: www.padovajazz.com \n\n\n\nDirezione artistica: Gabriella Piccolo Casiraghi \n\n\n\nBIGLIETTI \n\n\n\nConcerto Amii Stewart: \n\n\n\npoltronissima euro 50; platea numerata euro 40; tribuna numerata euro 30 \n\n\n\nI biglietti sono soggetti a diritto di prevendita + commissioni \n\n\n\nPREVENDITE \n\n\n\nConcerto Amii Stewart \n\n\n\nOnline su: \n\n\n\nhttps://zedlive.com \n\n\n\nwww.ticketmaster.it \n\n\n\nwww.ticketone.it/ \n\n\n\nwww.padovajazz.com
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SUMMARY:Aldo Cazzullo & Angelo Branduardi all'Auditorium della Conciliazione
DESCRIPTION:Aldo Cazzullo & Angelo Branduardi\, presentano\, l’8 ottobre\, all’Auditorium della Conciliazione di Roma\, Francesco\, testi scritti da Aldo Cazzullo\, il racconto si intreccia con le musiche di Angelo Branduardi\, eseguite dal vivo in collaborazione con Fabio Valdemarin. Lo spettacolo è organizzato da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci.  Nel 2026 l’Italia celebrerà il suo santo patrono\, “il più italiano dei santi”: San Francesco\, morto 800 anni fa. Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi raccontano la storia del santo\, anzi le storie. Il San Francesco della devozione: il lupo\, la predica agli uccelli\, le stimmate. Il San Francesco della storia: la conversione\, la spoliazione\, il rapporto con il Papa\, la nascita dell’ordine\, la crociata\, l’incontro con il sultano. Il San Francesco poeta: il Cantico delle Creature I grandi francescani\, dai terziari – Dante\, Colombo – ai santi: Sant’Antonio\, Padre Pio. Fino al primo Papa chiamato Francesco.Attraverso parole\, musiche\, immagini\, torna la figura di un santo meraviglioso\, e si ricostruisce un tassello prezioso dell’identità italiana. La produzione dello spettacolo è di Corvino Produzioni e Lungomare. \n\n\n\nBIGLIETTI IN VENDITA SU TICKETONE.IT DA VENERDI 23 GENNAIO ALLE 12\,00
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SUMMARY:Maradona lo spettacolo al Palapartenope di Napoli
DESCRIPTION:Trenta artisti sul palco\, tra attori\, ballerini\, acrobati e cantanti\, danno vita ad un’opera potente e contemporanea dedicata a Diego Armando Maradona. \n\n\n\nNon un musical\, ma uno spettacolo teatrale senza precedenti con una drammaturgia emozionante\, coreografie spettacolari e scenografie monumentali. \n\n\n\nLe musiche di scena originali di Phil Mer\, la regia di Carolina Fanelli e la partecipazione straordinaria di Marino Bartoletti che offre la sua preziosissima consulenza sulla sceneggiatura e firma il toccante monologo che chiude lo spettacolo\, compongono solo una parte della rosa del team artistico. \n\n\n\nNei prossimi mesi infatti\, la produzione annuncerà i nomi degli artisti coinvolti: attori e cantanti del panorama internazionale\, alcuni dei quali strettamente legati a Napoli\, che conferiranno allo spettacolo un prestigio di alto livello\, rendendolo un evento di grande interesse artistico e culturale.  \n\n\n\nNon soltanto la celebrazione di un campione; questa è una storia di riscatto\, di coraggio e di umanità. Il racconto di un conflitto eterno: quello tra l’uomo e la sua leggenda. \n\n\n\nUna storia che appartiene a Napoli e al calcio\, ma soprattutto all’esperienza umana universale. \n\n\n\nNel quarantennale della storica vittoria del primo scudetto del Napoli (stagione 1986/1987)\, conquistato sotto la guida di Diego Armando Maradona\, lo spettacolo attraversa il mito per arrivare al cuore della sua umanità: le contraddizioni\, la fragilità\, la forza indomabile.Una storia di talento assoluto e caduta\, di ribellione e riscatto\, di amore viscerale e pressione insostenibile. \n\n\n\nLa scelta del Teatro Palapartenope come sede del debutto nazionale non è casuale: luogo iconico della scena partenopea\, diventa lo spazio naturale per accogliere un progetto ambizioso che nasce in dialogo diretto con la città e con il suo pubblico.  \n\n\n\nPer la prima volta\, la figura di Maradona viene raccontata attraverso un linguaggio teatrale contemporaneo e cinematografico\, capace di unire epicità ed intimità\, potenza visiva e profondità emotiva. \n\n\n\nLa sceneggiatura\, firmata da Carolina Fanelli in collaborazione con Marino Bartoletti\, garantisce solidità narrativa\, profondità culturale e un’attenzione costante al racconto umano\, parlando a pubblici diversi con un linguaggio accessibile e al tempo stesso rigoroso. \n\n\n\nBiglietti di MARADONA Lo Spettacolo già disponibili su Tickteone al link:  \n\n\n\nhttps://www.ticketone.it/eventseries/maradona-lo-spettacolo-4051543 \n\n\n\nSegui il progetto su Instagram: https://www.instagram.com/maradona.show?igsh=MWFtaGVtMG9xdXF3
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SUMMARY:"262 vestiti appesi" di Alessandro Idonea in tournée in Belgio e Francia
DESCRIPTION:Vincitore del Bando SIAE “Per chi crea 2025” e sostenuto dal Ministero della Cultura\, in occasione del 70° anniversario della Catastrofe di Marcinelle (Belgio)\, lo spettacolo teatrale “262 vestiti appesi“\, prodotto dal 2014 dalla compagnia teatrale G.A.G.S. di Alessandro Idonea\, il prossimo ottobre sarà in tournée in Belgio e in Francia. Prima tappa\, il 1° ottobre\, sarà l’auditorium del Bois du Cazier\, la miniera di carbone dove la mattina dell’8 agosto 1956 un violento incendio scoppiato da una scintilla a quasi mille metri sotto terra causò la morte di 262 minatori\, 136 dei quali italiani provenienti da Abruzzo\, Calabria\, Campania\, Sicilia\, Veneto e altre regioni d’Italia.  \n\n\n\nIdeata e diretta da Alessandro Idonea\, la drammaturgia scritta da Maria Elisa Corsaro\, “262 vestiti appesi” si è rivelata da subito una toccante pièce di teatro civile e documentario che la compagnia porta in giro con successo in Italia e in Europa dal 2014. Alla riuscita dello spettacolo\, il cui linguaggio intreccia sapientemente italiano\, siciliano e francese maccheronico\, contribuiscono le musiche del compositore Mario Incudine e le coreografie di Donatella Capraro. Dal 2024 si completa con i sottotitoli in francese\, grazie all’intervento del saggista e traduttore Jean Paul Manganaro\, docente emerito dell’Università di Lilla.  \n\n\n\nIl cast. Per questa produzione 2026\, insieme all’attore e regista Alessandro Idonea\, sul palco saranno Luciano Fioretto\, Luigi Nicotra e Federica Fischetti “Sono tre apprezzati giovani attori – spiega Idonea – della scena teatrale italiana contemporanea\, subentrano ai precedenti cast secondo le direttive del bando “Per Chi Crea”\, l’iniziativa del Ministero della Cultura gestita da SIAE che sostiene i giovani artisti under 35residenti in Italia. Una scelta che\, per noi – sottolinea il regista – assume un forte valore etico: il passaggio del testimone da una generazione all’altra nel segno della memoria”. \n\n\n\nIl copione. Nota a parte merita il testo teatrale ispirato dal libro “… per un sacco di carbone” di Maria Laura Franciosi\, per anni giornalista della sede di Bruxelles dell’agenzia Ansa e autrice nel 1997 di una monumentale indagine fra i minatori superstiti e i familiari delle vittime della catastrofe di Marcinelle\, considerata\, dopo Courrières (Francia\, 10 marzo 1906)\, la più grande strage europea sul lavoro del Novecento e sicuramente la più importante per le conseguenze sociali\, economiche e geopolitiche che seguirono fra le comunità dei vari Paesi coinvolti.  \n\n\n\nLa riedizione del libro è stata voluta dalle ACLI internazionali e pubblicata dalle Edizioni San Paolo\, 2024 per aggiornare la prima edizione del 1997. Contiene anche documenti storici dell’emigrazione italiana nel secondo dopoguerra e vi si sottolinea la necessità di tutelare i diritti dei lavoratori anche in relazione al ruolo delle ACLI\, le associazioni cristiane dei lavoratori.  \n\n\n\nIl Bois du Cazier. Il progetto della tournée in Belgio e Francia gode del patrocinio del Bois du Cazier\, ex sito minerario oggi luogo di storia e di memoria riconosciuto dall’UNESCO come “Patrimonio Mondiale dell’umanità”. E’ divenuto nel tempo un complesso museale che ricostruisce la storia delle principali attività della rivoluzione industriale di cui fu protagonista la città di Charleroi\, la storia della miniera e dei suoi umilissimi lavoratori. Fra loro moltissimi stranieri che\, partiti alla volta del Belgio per sfuggire alla fame e alla povertà\, si ritrovarono a scavare nelle viscere della terra tonnellate di carbone necessarie a sostenere lo sviluppo industriale post bellico.  \n\n\n\nIl complesso museale include il suggestivo “Memoriale”\, una sala di raccoglimento dove sono esposte le foto e incisi i nomi di tutte le 262 vittime della tragedia dell’8 agosto 1956\, provenienti da 12 Paesi europei. Fra questi l’Italia\, che col Belgio aveva siglato il 23 giugno del 1946 un accordo bilaterale che garantiva allo Stato italiano 2.500 tonnellate di carbone al mese ogni 1.000 minatori inviati in Belgio\, paese che aveva carenza di manodopera ma abbondanza di materia prima. Dall’Italia arrivarono circa 140.000 lavoratori nelle sole miniere della Vallonia. \n\n\n\nLe date della tournée \n\n\n\nLa speciale tournée franco-belga\, dedicata nell’occasione all’area transfrontaliera tra il Passo di Calais (Francia) e la Vallonia (Belgio)\, uno dei più importanti bacini carboniferi d’Europa divenuti sito UNESCO e meta del turismo sostenibile. Le tappe toccheranno tre rinomati ex siti minerari della Vallonia e ad alcune città storiche dell’Alta Francia\, importanti destinazioni dei migranti italiani\, a partire dal secondo dopoguerra del Novecento.  \n\n\n\nIl debutto è fissato per il primo ottobre 2026 nell’Auditorium del Bois du Cazier (Marcinelle) per concludersi sempre in Belgio\, l’8 ottobre presso il Bois-du-Luc Musée de la Mine et du Développement Durable (La Louvière)\, entrambi fra i maggiori siti minerari della Vallonia iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2012. \n\n\n\nDi seguito il calendario completo: \n\n\n\n·       Giovedì 1 ottobre 2026\, Le Bois du Cazier (Marcinelle\, Belgio); \n\n\n\n·       Venerdì 2 ottobre\, Blegny-Mine (Belgio); \n\n\n\n·       Lunedì 5 ottobre\, Città di Valenciennes\, Auditorium Conservatoire Eugène Bozza (Francia); \n\n\n\n·       Martedì 6 ottobre\, Divina Commedia\, Amiens (Francia); \n\n\n\n·       Mercoledì 7 ottobre\, Teatro “The Globe”\, campus Pont-de-Bois Université de Lille\, Faculté des Langues\, Cultures et Sociétés (Francia); \n\n\n\n·       Giovedì 8 ottobre\, MMDD Musée de la Mine et du Développement Durable\, Bois du Luc (c/o Salle des fêtes\, La Louvière\, Belgio). \n\n\n\nIl progetto 2026 \n\n\n\n“262 vestiti appesi. Inside Septante” \n\n\n\nLo spettacolo nell’occasione fa parte del più ampio progetto “262 vestiti appesi. Inside Septante”\, ideato per accompagnare questa tournée speciale con una serie di attività satellite di animazione e di formazione destinate ad un ampio pubblico\, per favorire momenti di socializzazione\, di approfondimento tematico e teatrale strettamente legati alla pièce. “Inside Septante”\, mira a far rivivere\, insieme allo spettacolo\, i ricordi nei luoghi della memoria\, gettando un ponte tra le generazioni. \n\n\n\nAl di là delle messe in scena\, i siti minerari e i principali luoghi della Vallonia e del Nord Passo di Calais\, molti dei quali oggi inseriti nel patrimonio mondiale dell’UNESCO\, diventeranno spazi di esperienza immersiva e partecipativa\, dove il pubblico – in particolare i giovani – sarà coinvolto in visite\, incontri\, workshop\, atelier itineranti\, al fianco della compagnia artistica\, in un percorso che unisce arte\, memoria e identità condivisa.
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SUMMARY:"Solo le cose fragili resistono in eterno" a cura della Fondazione Fendi
DESCRIPTION:La fragilità come valore dell’esistenza\, per riscoprirci “forti” solo della nostra umanità\, in un presente che tende a farci dimenticare la profondità del nostro mondo interiore\, la bellezza dell’aprirsi all’altro\, la potenza della gentilezza. Prosegue nel segno della suggestione poetica e dello sguardo sull’uomo il lavoro artistico della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti con il nuovo action set di Raffaele Curi dal titolo “Solo le cose fragili resistono in eterno“. L’installazione\, visitabile fino ad ottobre negli spazi di rhinoceros\, lo splendido palazzo nel cuore di Roma progettato da Jean Nouvel per Alda Fendi come luogo di scambio intellettuale e artistico\, si configura come il “secondo tempo” della “Preghiera per andare in Paradiso con gli asinelli” – Omaggio a Francis Jammes\, progetto ideato e curato da Curi che ha debuttato nel novembre dello scorso anno. In quell’occasione l’artista esplicitava attraverso una fusione di linguaggi la necessità di tornare alla bontà genuina rappresentata dalla figura antica dell’asinello\, celebrata magnificamente dalle parole del poeta Francis Jammes. Ora\, ripercorrendo quello stesso cammino\, Curi fa un ulteriore passo in avanti\, sottolineando l’urgenza di valorizzare la fragilità e la leggerezza\, nomi – e doti – dal sapore tutto femminile\, che arricchiscono l’esistenza di ognuno di noi. Con il sostegno di Alda Fendi\, Curi ha dunque concepito per i 4 piani di rhinoceros un percorso che conduce verso la verità più profonda della vita umana\, rendendo omaggio alla vulnerabilità e alla delicatezza\, nel rispetto di se stessi e degli altri\, e ricordando la forza del sogno\, dell’immaginazione\, del desiderio e della poesia. I riferimenti\, come in una sequenza ininterrotta\, ritornano: c’è Francis Jammes\, con la profondità delle sue liriche\, ma c’è anche il pensiero di Nietzsche e di Shakespeare\, così come l’esperienza artistica di grandi nomi quali Osvaldo Licini e Fujiko Nakaya. \n\n\n\n“Solo le cose fragili resistono in eterno. La fragilità è un’esclusiva delle persone più argute e degli artisti. Fragile\, apparentemente fragile\, forte\, apparentemente forte\, sono moti dell’anima. Tutti siamo forti\, tutti siamo fragili\, dalla forza viene la fragilità\, dalla fragilità la forza. E sono tutti nomi al femminile\, fragilità\, forza\, intuizione. La leggerezza è femmina“\, spiega Raffaele Curi\, “Fragili come Jammes\, le Amalassunte di Osvaldo Licini\, la nebbia di Fujiko Nakaya\, e le uova dei Pirenei. I Pirenei dove Jammes era considerato un poeta per semplici\, per contadini\, per ingenui. Ma la leggerezza e la semplicità non costituiscono la base dei poeti o dei contadini\, ma la base per una visione assolutamente divina. Siate semplici e raggiungerete la gloria\, è il grido in fondo della parabola ancestrale ed eterna\, e della leggerezza dettata dalla sacra Bibbia“. \n\n\n\nL’action set si apre subito con una citazione dal Riccardo III di Shakespeare: “Domani nella battaglia pensa a me”\, poi lo sguardo viene intercettato da una gigantografia dei Pirenei: con questa immagine di freschezza e libertà\, il richiamo a Francis Jammes\, noto anche come “il poeta dei Pirenei”\, dà inizio al nuovo tema conduttore del progetto sugli asinelli\, la leggerezza. Il percorso prosegue con un’ulteriore celebrazione di ciò che non è materia\, ma solo spiritualità e fantasia\, attraverso l’arte di un grande artista del Novecento: sospese dal soffitto\, appaiono al pubblico come leggere epifanie molteplici sagome delle Amalassunte di Osvaldo Licini che fluttuano delicatamente nello spazio come mosse dal vento mentre in sottofondo risuona il brano “Come nave in mezzo all’onde”\, tratto dal Siface di Nicola Porpora\, interpretato dal celebre mezzosoprano Cecilia Bartoli. Per richiamare il ruolo centrale che il cromatismo riveste nelle poetiche opere di Licini\, a illuminare l’installazione sono i sette colori dell’arcobaleno\, dal rosso al violetto\, passando per l’arancio\, il giallo il verde\, l’azzurro e l’indaco\, che si rincorrono come in un ciclo eterno\, intervallati da un’intensa luce bianca abbagliante. Qui\, nel contrasto tra luce e colore\, le parole di Friedrich Nietzsche diventano protagoniste: “Gli uomini dai pensieri profondi provano nei rapporti con gli altri\, l’impressione di essere dei commedianti\, perché quando vogliono essere compresi\, devono fingere di essere superficiali“. Il cavedio accoglie proiezioni delle affascinanti “sculture di nebbia” dell’artista giapponese Fujiko Nakaya\, e a chiudere idealmente il percorso\, arricchito da una avvolgente colonna sonora\, i ripiani delle teche occupati da un cartone con tre uova timbrate\, ognuna con la scritta “Pirenei”. \n\n\n\nL’installazione di Curi\, ancora una volta\, offre un punto di vista “altro” sulla nostra esistenza\, rendendo omaggio a ciò che forse nella frenesia del mondo contemporaneo sfugge all’occhio più distratto\, ma che non per questo ha meno valore: la leggerezza come fragilità e insieme forza\, la bellezza del mondo interiore di ciascuno di noi: un progetto che rispecchia pienamente l’impegno della Fondazione Alda Fendi nel valorizzare presso il pubblico l’arte contemporanea come strumento di pensiero e bellezza. \n\n\n\nFondazione Alda Fendi – Esperimenti \n\n\n\n“SOLO LE COSE FRAGILI RESISTONO IN ETERNO” \n\n\n\ndi Raffaele Curi \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nOrario apertura: tutti i giorni dalle 11 alle 19 \n\n\n\n+39 340 6430435 \n\n\n\ngallery@rhinocerosroma.com \n\n\n\nrhinocerosroma.com \n\n\n\nIG: rhinocerosroma
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SUMMARY:Sir Ian Livingstone ospite della 37a edizione di Comics
DESCRIPTION:Sir Ian Livingstone\, tra le figure più influenti nella storia del gioco e dell’intrattenimento interattivo\, sarà celebrato con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics\, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma. \n\n\n\nCo-fondatore di Games Workshop nel 1975 insieme a Steve Jackson\, Livingstone ha contribuito alla diffusione del gioco di ruolo in Europa\, portando Dungeons & Dragons nel Regno Unito e dando vita a realtà come Warhammer\, White Dwarf e Citadel Miniatures\, destinate a diventare punti di riferimento nel panorama del gioco da tavolo. \n\n\n\nNel 1982 ha rivoluzionato il mondo dei libri-game con The Warlock of Firetop Mountain\, primo volume della leggendaria collana Fighting Fantasy\, che ha venduto oltre 21 milioni di copie nel mondo. Autore di alcuni dei titoli più celebri della serie\, tra cui Deathtrap Dungeon\, City of Thieves e Freeway Fighter\, continua ancora oggi a innovare la narrazione interattiva. Proprio Freeway Fighter diventerà nel 2027 il primo Fighting Fantasy adattato come “Smart Book” in realtà aumentata\, un formato che unisce libro cartaceo e tecnologia AR. \n\n\n\nDopo l’esperienza in Games Workshop è stato tra i protagonisti della nascita di Eidos Interactive\, contribuendo al lancio di franchise che hanno fatto la storia dei videogiochi\, come Tomb Raider\, Hitman e Deus Ex. \n\n\n\nNel corso della sua carriera ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali\, tra cui il BAFTA Special Award\, l’ingresso nella UK Video Games Hall of Fame e\, nel 2022\, la nomina a Cavaliere della Corona Britannica per il suo contributo all’industria dei videogiochi. \n\n\n\nIn occasione della 37^ edizione di Romics\, Ian Livingstone incontrerà il pubblico in un appuntamento dedicato alla sua carriera\, ripercorrendo le tappe di un percorso che ha contribuito a trasformare il mondo del gioco\, dai libri-game ai videogiochi\, fino alle più recenti sperimentazioni nel campo della narrazione interattiva. Un’occasione unica per incontrare uno dei grandi protagonisti che hanno definito l’immaginario ludico contemporaneo e continuano ancora oggi a ispirare autori\, sviluppatori e appassionati in tutto il mondo. \n\n\n\nLa partecipazione di Sir Ian Livingstone è resa possibile grazie alla collaborazione con Structura.
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SUMMARY:Premio a Paola Barbato alla 37^ edizione di Romics
DESCRIPTION:Paola Barbato sarà celebrata con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics\, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma. \n\n\n\nNata a Milano nel 1971\, bresciana d’adozione e residente a Verona\, Barbato è scrittrice e sceneggiatrice. Dal 1999 firma le storie di Dylan Dog per Sergio Bonelli Editore\, contribuendo all’evoluzione di uno dei personaggi più iconici del fumetto italiano. Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerosi altri progetti\, tra cui la serie 10 ottobre e la miniserie Ut disegnata da Corrado Roi\, affermandosi per una scrittura capace di unire tensione narrativa\, introspezione psicologica e indagine sulle zone più oscure dell’animo umano. \n\n\n\nScrittrice e sceneggiatrice di rara versatilità\, il suo percorso artistico attraversa con successo linguaggi\, pubblici e forme narrative diverse. Dalle sceneggiature per il fumetto alle opere di narrativa per bambini\, ragazzi e adulti\, fino ai progetti per cinema e teatro con la straordinaria capacità di dare vita a storie coinvolgenti\, affrontando temi complessi con sensibilità\, profondità e originalità. \n\n\n\nParallelamente al fumetto ha sviluppato un intenso percorso nella narrativa. Per Rizzoli ha pubblicato Bilico\, Mani nude e Il filo rosso. Mani nude\, vincitore del Premio Scerbanenco\, è stato adattato nell’omonimo film diretto da Mauro Mancini\, con Alessandro Gassmann e Francesco Gheghi. Con Edizioni Piemme ha pubblicato Non ti faccio niente\, la trilogia composta da Io so chi sei\, Zoo e Vengo a prenderti\, seguita da L’ultimo ospite\, La cattiva strada e Il dono. Nel 2024 entra nel catalogo Neri Pozza con La Torre d’Avorio\, a cui segue nel 2025 Cuore capovolto. \n\n\n\nDal 2019 scrive inoltre per bambini e ragazzi con Il Battello a Vapore e dal 2025 è autrice della serie Villa Ombrosa. La sua attività si estende anche alla televisione: nel 2009 ha scritto la fiction Nel nome del male per Sky. \n\n\n\nDurante la 37^ edizione di Romics\, Paola Barbato incontrerà il pubblico e ripercorrerà la sua carriera\, dagli oltre venticinque anni di lavoro su Dylan Dog alla narrativa thriller\, fino alle più recenti esperienze nella letteratura per ragazzi.
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SUMMARY:Romics d’Oro a Simone Legno
DESCRIPTION:Simone Legno\, artista romano conosciuto a livello internazionale\, co-fondatore e direttore creativo di tokidoki\, sarà celebrato con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics\, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma. \n\n\n\nNel 2005 Simone Legno fonda tokidoki\, brand internazionale diventato un fenomeno globale della cultura pop contemporanea. Profondamente legato alla cultura giapponese\, Legno sceglie per il progetto il nome tokidoki\, che significa “a volte”\, ispirandosi all’idea che incontri e coincidenze possano cambiare il corso della vita. Nato dalla visione condivisa di Legno insieme agli imprenditori Pooneh Mohajer e Ivan Arnold\, tokidoki ha conquistato negli anni una vasta comunità di appassionati in tutto il mondo grazie ai suoi personaggi iconici\, al suo immaginario colorato e riconoscibile e a una straordinaria capacità di dialogare con mondi e pubblici diversi. \n\n\n\nIl suo lavoro è stato celebrato attraverso rassegne culturali e mostre museali in diverse località del mondo\, tra cui l’iconica “Kawaiimpressionism Solo Art Exhibition by Simone Legno” a Singapore\, che hanno messo in luce l’impatto del lavoro dell’artista sull’arte contemporanea\, sul design e sulla cultura popolare. Simone Legno ha creato personaggi divenuti simboli della cultura pop e sviluppato collaborazioni con alcuni dei più importanti brand internazionali\, tra cui Karl Lagerfeld\, Barbie\, Marvel\, Hello Kitty\, McDonald’s\, Uniqlo\, Levi’s\, Xbox e Sephora. Nel tempo\, ha ampliato il proprio universo creativo attraverso un’ampia gamma di prodotti che spaziano dall’abbigliamento agli accessori\, dal toy design al lifestyle. \n\n\n\nLa sua capacità di creare personaggi in grado di superare confini culturali e generazionali è stata riconosciuta anche da importanti istituzioni internazionali. Tra i progetti più recenti figurano Luce\, mascotte ufficiale del Giubileo 2025 realizzata in collaborazione con il Vaticano\, Nipponina\, mascotte realizzata per il 160° anniversario dei rapporti tra Italia e Giappone e Italia-chan\, mascotte ufficiale italiana per Expo 2025 Osaka. \n\n\n\nNel settore dell’animazione con la serie Mermicorno: Starfall\, Simone Legno ha contribuito allo sviluppo del concept\, dei personaggi e della narrazione. Ospite di musei\, università e conferenze internazionali\, è oggi considerato una delle figure più influenti nel panorama contemporaneo dell’illustrazione\, del character design e della cultura pop internazionale. \n\n\n\nIn occasione della 37^ edizione di Romics\, Simone Legno incontrerà il pubblico in un appuntamento dedicato alla sua carriera e alla nascita del suo universo narrativo\, raccontando il percorso che lo ha portato da Roma ai palcoscenici internazionali.
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SUMMARY:"Le dimensioni dell'equilibrio"\, personale di Guastavo Vélez a Pietrasanta (LU)
DESCRIPTION:Fino al 20 settembre 2026\, Pietrasanta (LU) ospita “Le dimensioni dell’equilibrio”\, mostra diffusa a opera di Gustavo Vélez e a cura di Francesca Sborgi con il contributo di Eike Schmidt\, per i trent’anni di attività di Vélez attraverso le opere monumentali dell’artista\, che ruotano su un perno invisibile sfidando le leggi della fisica\, con un invito a essere attraversate e abitate.  \n\n\n\nDa Piazza del Duomo al Complesso di Sant’Agostino fino Piazza Carducci\, Piazza dello Statuto\, Piazza XXIV Maggio e il Pontile di Marina di Pietrasanta\, le opere sono diffuse su tutto il territorio della città\, dialogando con l’ambiente esterno. \n\n\n\nGustavo Vélez\, scultore colombiano che da trent’anni ha scelto Pietrasanta come propria patria elettiva\, condivide l’ossessione per la massa monumentale che sfida la gravità e la persegue con un approccio poetico e strutturale del tutto originale. Dove l’arte cinetica affida il movimento a motori e ingranaggi\, Vélez lo affida alla materia stessa\, al dialogo silenzioso tra peso e vuoto\, tra la persona che guarda e l’opera che sembra rispondere al suo sguardo. È qui che nasce quella che l’artista chiama “arte relazionale”\, una scultura che non si limita a essere ammirata\, ma si offre di essere attraversata e abitata. \n\n\n\nLe opere di Vélez si innalzano da basi sorprendentemente strette\, torcendosi verso il cielo lungo linee fluide e geometriche. Marmo di Carrara\, bronzo e acciaio sono materiali che nella loro natura più intima sono sinonimo di peso\, ma nelle mani dell’artista diventano invece forme che ruotano sul proprio asse in un’illusione di leggerezza costruita con estremo rigore. \n\n\n\nL’opera d’arte si compie nel rapporto con lo spettatore a cui affida questa leggerezza. Vélez scava attivamente il blocco di marmo\, aprendo fenditure\, tunnel di luce\, varchi geometrici\, un invito esplicito a guardare attraverso la scultura\, a scoprire nuovi scorci del paesaggio circostante che l’opera stessa incornicia e trasforma.  \n\n\n\n“Celebrare trent’anni di vita artistica a Pietrasanta con questa esposizione significa riaffermare il mio impegno verso l’atto creativo ed esprimere la mia gratitudine a questa terra\, che continua a essere lo spazio in cui il rigore della geometria si trasforma in una costante ricerca di libertà e poesia visiva. Il mio desiderio è che\, attraverso il rigore di angoli e simmetrie\, ogni singola scultura possa instaurare un proprio dialogo con lo spazio che la circonda e con chiunque si troverà ad attraversarlo. Sarà questa natura geometrica il filo conduttore che proporrò a Pietrasanta\, partendo dal mare e arrivando in Piazza del Duomo\, nel Complesso di Sant’Agostino e in Piazza Carducci: la geometria si incaricherà di legare\, in armonia\, le nuove opere a quelle già presenti.” Gustavo Vélez.Biografia Gustavo Vélez nasce a Medellín\, in Colombia\, nel 1975. Vive e lavora tra Medellín e Pietrasanta\, dove realizza la maggior parte della sua produzione scultorea in marmo e bronzo. La sua passione per la scultura si manifesta sin dalla giovane età. All’età di diciannove anni si trasferisce a Firenze per proseguire la formazione alla Scuola Lorenzo de’ Medici. Infine\, nel 1996 approda a Pietrasanta\, dove approfondisce le tecniche di lavorazione del marmo. Dopo una prima fase di matrice figurativa\, il linguaggio di Vélez abbraccia l’universo astratto dando vita a forme geometriche pure realizzate in marmo\, bronzo o acciaio che sembrano fluttuare nello spazio\, giocando con la luce e la prospettiva. Sculture dalle linee essenziali capaci di restituire il dinamismo e l’armonia della forma\, in un’estrema sintesi tra equilibrio\, movimento e astrazione. Negli ultimi vent’anni\, Vélez ha esposto a livello internazionale in America (Stati Uniti\, Messico\, Perù\, Panama\, Venezuela\, Ecuador\, Repubblica Dominicana e Colombia)\, Asia ed Europa\, consolidando una presenza internazionale nel panorama della scultura contemporanea.  L’opera di Gustavo Vélez è presente anche in Cina\, Giappone\, Corea\, Emirati Arabi Uniti e Singapore. Alcune sue sculture monumentali sono entrate a far parte delle collezioni permanenti di città come Shenzhen e Nanjing\, a testimonianza di una presenza ormai consolidata nel contesto asiatico. Nel 2013 la città di Pietrasanta lo invita ad esporre nell’iconica Piazza del Duomo e nel Complesso di Sant’Agostino. In Toscana\, sue opere monumentali sono state esposte anche nel Parco della Versiliana e a Marina di Pietrasanta\, mentre il bozzetto dell’opera monumentale Hipercúbicos è parte della collezione permanente del Museo dei Bozzetti di Pietrasanta. Altre esposizioni in Italia hanno interessato le città di Lucca\, Forte dei Marmi\, Viareggio\, il Museo Marino Marini di Pistoia. Nel 2024\, Gustavo Vélez riceve in Italia il Premio Fratelli Rosselli\, prestigioso riconoscimento assegnato all’artista che\, attraverso le sue creazioni\, rappresenta la città di Pietrasanta nel mondo. \n\n\n\nScheda tecnicaLe dimensioni dell’equilibrio di GUSTAVO VÉLEZa cura di Francesca Sborgi con il contributo di Eike SchmidtOrari:Fino al 28 giugno e dal 30 agosto al 20 settembre:Dal martedì al venerdì\, 18.00 – 23.00Sabato e domenica\, 10.00 -13.00 / 18.00 -23.00Dal 29 giugno al 30 agostoTutti i giorni\, 19.00 – 24.00Sabato\, domenica e festivi 10.00 – 13.00 / 19.00 – 24.00 \n\n\n\nLuoghi mostra: \n\n\n\nPietrasanta: Piazza MatteottiPiazza dello StatutoSagrato del Duomo di San Martino\, lato via Garibaldi Piazzetta e campanile di San Martino\,Piazza Carducci\,Piazza del Duomo\,Chiesa e chiostro di Sant’Agostino. \n\n\n\nMarina di Pietrasanta: Piazza XXIV Maggio e rotonda del Pontile. \n\n\n\nInfo: Centro Culturale “Luigi Russo”\, Via Sant’Agostino 1\, PietrasantaTel. 0584-795500\, www.museodeibozzetti.it
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SUMMARY:TromBusto 2026: la New Project Funk Orchestra con Marco Pierobon e Fabrizio Bosso
DESCRIPTION:Una giornata interamente dedicata al mondo della tromba\, tra prove aperte\, passione\, memoria e musica d’eccellenza che quest’anno vedrà la partecipazione straordinaria della New Project Funk Orchestra\, ensemble che negli anni ha costruito una propria identità fondendo il linguaggio delle grandi big band americane con il funk\, lo swing e sonorità contemporanee. Sul palco con l’orchestra uno tra i più rappresentativi della tromba italiana: Marco Pierobon. Assieme daranno vita nel pomeriggio a un concerto sul piazzale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ad ingresso libero. Angelo Pinciroli\, famoso costruttore di trombe\, anime dell’iniziativa spiega: «Verranno suonate colonne sonore dei telefilm più famosi degli anni ’70 e ’80»\, da Star Trek a Spazio 1999\, Love Boat\, Happy Days\, Dallas\, Chips\, Starsky e Hutch e tutte le altre che riemergono nella memoria di un tempo passato ma ancora vicino.  \n\n\n\nApriranno il concerto i partecipanti alle prove aperte previste per tutta la giornata\, alle quali potranno partecipare trombettisti di ogni livello. Suoneranno con Fabrizio Bosso e Marco Pierobon\, diretti da Francesco Marsigliese\, 1° LGT e responsabile della big band dell’esercito italiano. «Sarà una fanfara di trombe quanto più numerosa possibile»\, continua Angelo Pinciroli. Durante tutta la giornata\, parallelamente alle prove aperte e al concerto si svolgerà una fiera dei produttori di trombe e del mondo ad esso legato\, che vedrà anche espositori internazionali. \n\n\n\nDomenica 20 settembre\, a partire dalle ore 9.00\, torna TromBusto\, il raduno trombettisti giunto alla terza edizione in memoria di Ezio Pinciroli e «di tutti i volontari di qualsiasi associazione locale che ci hanno lasciato\, per il lavoro fatto\, per l’impegno gratuito donato\, perché sia chiaro che restano nei nostro cuori»\, spiega Angelo Zanzottera\, presidente della Pro Loco di Busto Garolfo. \n\n\n\nL’evento avrà luogo presso l’area esterna della sede Bcc in via Manzoni 50. E’organizzato dalla Pro Loco di Busto Garolfo con il supporto del produttore di trombe Angelo Pinciroli con il patrocinio della Regione Lombardia\, del Comune di Busto Garolfo\, con la collaborazione straordinaria del maestro Francesco Marsigliese\, 1° LGT e responsabile della big band dell’esercito italiano\, e con il sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate e di Ccr Insime Ets\, braccio operativo della banca che gestisce la muta di comunità dei soci della banca. \n\n\n\nProtagonisti assoluti saranno i trombettisti\, attesi da tutta Italia per una giornata di condivisione e studio\, che culminerà alle 17:00 con l’esibizione di apertura del concerto della New Project Funk Orchestra con Fabrizio Bosso.  \n\n\n\nPer tutta la giornata sarà possibile partecipare alle prove aperte\, previa iscrizione\, con Fabrizio Bosso e Francesco Marsigliese\, diretti da Francesco Marsigliese\, 1° LGT e responsabile della big band dell’esercito italiano. Il maestro Tiziano Codoro trascriverà i brani per cinque voci in base ai livelli di preparazione\, in modo che tutti possano partecipare\, dai principianti\, dai bambini o dai ragazzi alle prime armi\, fino ai professionisti.  \n\n\n\n«Abbiamo costruito un programma che coinvolge i trombettisti fin dal mattino»\, racconta con entusiasmo Angelo Zanzottera\, presidente della Pro Loco di Busto Garolfo e anima dell’evento\, assieme ad Angelo Pinciroli noto produttore di trombe al quale si deve la presenza delle star della manifestazione. «Dalle 9 del mattino fino alle 16\, i trombettisti iscritti avranno la possibilità di provare insieme i brani scritti appositamente per loro. In base al livello musicale\, ognuno riceverà una parte adeguata per suonare in gruppo accanto a grandi nomi\, come Bosso stesso. Quest’anno contiamo di avere almeno un centinaio di trombettisti\, lo scorso anno erano 70. Sarà una giornata straordinaria\, sia per chi suona sia per chi ascolta». \n\n\n\nProtagonisti assoluti della terza edizione saranno i trombettisti\, attesi da tutta Italia per una giornata di condivisione e studio\, che culminerà alle 17:00 con un concerto gratuito e aperto al pubblico. Ad aprire il concerto saranno Fabrizio Bosso e Marco Pierobon con la fanfara di trombe dei partecipanti\, diretti da Francesco Marsigliese\, 1° LGT e responsabile della big band dell’esercito italiano. La giornata terminerà con l’esibizione della New Project Funk Orchestra e Marco Pierobon. \n\n\n\nMarco Pierobon è considerato uno dei maggiori trombettisti europei. Già prima tromba del Maggio Musicale Fiorentino diretto da Zubin Mehta e dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Antonio Pappano\, ha collaborato con la Chicago Symphony Orchestra e con la Filarmonica della Scala\, esibendosi come solista nei principali teatri internazionali. Alla carriera concertistica ha affiancato quella di direttore d’orchestra\, mantenendo un’intensa attività discografica e didattica che ne ha fatto un punto di riferimento per il mondo degli ottoni. \n\n\n\nAccanto a lui si esibirà Fabrizio Bosso\, tra i musicisti italiani più apprezzati sulla scena jazz internazionale. Interprete di straordinaria sensibilità e tecnica\, nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei più importanti artisti italiani e stranieri\, imponendosi come una delle figure più autorevoli della tromba contemporanea. \n\n\n\nIl Memorial Ezio Pinciroli\, oltre ad essere un omaggio a una figura importante per la comunità\, si conferma anche come un momento formativo e aggregativo\, capace di unire musicisti di ogni età e livello. Le attività musicali si svolgeranno all’interno della Sala Don Besana\, mentre il concerto serale avverrà all’aperto\, come lo scorso anno\, sul piazzale della Bcc\, trasformato per l’occasione in un grande palcoscenico sotto le stelle. \n\n\n\n«Portare a Busto Garolfo artisti di fama nazionale e internazionale e un’orchestra di questo livello rappresenta un’opportunità straordinaria non solo per gli appassionati di musica\, ma per l’intera comunità. Siamo orgogliosi di affiancare una manifestazione che\, anno dopo anno\, dimostra di saper coniugare qualità artistica\, formazione e attenzione ai valori della comunità\, nel ricordo di Ezio Pinciroli e di tutti coloro che hanno dedicato il proprio impegno al bene comune – dichiara Roberto Scazzosi\, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate – La nostra banca è da sempre al fianco delle realtà che promuovono la crescita culturale e la partecipazione attiva della comunità: TromBusto ne è un esempio perfetto». \n\n\n\nCcr Insieme Ets\, braccio operativo della banca\, che gestisce anche la mutua di comunità dei soci\, anche quest’anno è al fianco di Trombusto. «Abbiamo creduto in Trombusto fin dalla sua prima edizione\, riconoscendone il valore culturale e sociale ancora prima che diventasse un appuntamento di riferimento – spiega Maria Carla Ceriotti\, presidente di Ccr Insieme Ets. – Vedere un’iniziativa nata sul territorio crescere anno dopo anno\, fino ad attrarre artisti di livello internazionale e musicisti provenienti da tutta Italia\, è motivo di grande soddisfazione. Come Ccr Insieme Ets continueremo a essere al fianco di eventi che valorizzano il nostro territorio e rafforzano il legame tra cultura\, partecipazione e comunità». \n\n\n\nLa partecipazione attiva alle prove musicali è riservata ai trombettisti\, che possono iscriversi scrivendo a info@trombusto.it. Il pubblico\, invece\, è invitato ad assistere liberamente al concerto finale e alla fiera della tromba.  \n\n\n\nTromBusto 2025 si conferma così come un punto di riferimento per tutti gli amanti della tromba e della musica jazz\, un appuntamento capace di fondere emozione\, didattica e spettacolo in una cornice di grande qualità.
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SUMMARY:Mercurio Festival  2026 – VIII edizione a Palermo
DESCRIPTION:Dal 19 settembre all’11 ottobre torna a Palermo Mercurio Festival\, il festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea multidisciplinare\, che nel 2026 giunge alla sua ottava edizione. Teatro\, danza\, musica\, performance e arti visive torneranno ad attraversare gli spazi dei Cantieri Culturali alla Zisa\, trasformandoli in un luogo di incontro tra artisti e pubblico\, linguaggi differenti e nuove prospettive sul presente. \n\n\n\nFuturo possibile necessario è il titolo e il tema scelto per l’edizione 2026: un invito a recuperare la capacità di immaginare alternative in un tempo segnato da conflitti\, trasformazioni tecnologiche\, crisi ambientali\, disuguaglianze crescenti e da una progressiva semplificazione del dibattito pubblico. In un presente spesso schiacciato sull’urgenza\, Mercurio rivendica la responsabilità dell’immaginazione e il ruolo della ricerca artistica come spazio di libertà\, complessità e scoperta.  \n\n\n\n«In un tempo che restringe gli orizzonti\, immaginiamo futuri possibili. In un tempo che rende sempre più fragile il lavoro culturale\, li consideriamo necessari»\, dichiara Giuseppe Provinzano\, fondatore e curatore di Mercurio Festival. «L’arte non è un’evasione dalla realtà\, ma uno strumento per attraversarla con maggiore consapevolezza. In un contesto che continua a considerare la cultura un elemento accessorio\, vogliamo ribadirne il valore come infrastruttura democratica: la cultura non produce soltanto spettacoli ed eventi\, ma costruisce comunità\, genera immaginari e rende visibili possibilità che ancora non esistono. Per questo il futuro che immaginiamo non è soltanto possibile. È necessario». \n\n\n\nSu questa scia Mercurio 2026 conferma la Direzione Artistica Condivisa che coinvolge gli artisti protagonisti dell’edizione precedente nella scelta dei colleghi invitati\, attraverso un passaggio di testimone che pone al centro i percorsi artistici\, lo scambio e l’intreccio tra processi culturali\, politici e sociali.  \n\n\n\nAd aprire l’ottava edizione di Mercurio\, il 19 settembre è Crescere la guerra di Francesca Mannocchi con in scena la stessa Francesca Mannocchi e Rodrigo D’Erasmo che ne firma le musiche. Con la regia di Giorgina Pi\, lospettacolo intreccia voci e testimonianze vere raccolte da diverse guerre del passato e del presente\, per mettere in luce il punto cieco della nostra umanità: l’indifferenza. \n\n\n\nTra protagonisti di questa edizione la storica compagniadi teatro danza Abbondanza/Bertoni; Fabiana Iacozzilli\, regista e autrice Premio Ubu tra le voci più originali della scena italiana;  Nicola Borghesi con Kepler-452 (Premio Ubu Speciale); Antonio Tagliarini\, performer\, autore e regista che dal 2008 al 2022 ha condiviso con Daria Deflorian uno dei percorsi di ricerca più riconosciuti del teatro contemporaneo Italiano\,  Tino Caspanello\, drammaturgo\, regista\, attore e scenografo messinese\, Premio speciale della giuria del Premio Riccione Teatro. Il duo Giacopini/Vacis.  \n\n\n\nE ancora tra gli ospiti stranieri\, Leo Bassi\, icona internazionale del clown contemporaneo e del teatro satirico\, erede di una tradizione circense lunga sei generazioni; Nassim Baddag\, danzatore\, coreografo\, videomaker e direttore artistico francese che ha collaborato con Sidi Larbi Cherkaoui e Anne Teresa De Keersmaeker; László Sándig\, danzatore e coreografo attivo a Berlino\, interprete in diverse produzioni di Sasha Waltz & Guests e Vincent Giampino\, coreografo e performer formatosi tra Italia\, Germania e Paesi Bassi\,  \n\n\n\nAttraversa i territori della danza\, del teatro di figura e della performance anche Amalia Franco\, artista indipendente che costruisce personalmente marionette ibride e maschere espressive\, facendo dialogare corpo\, materia e immaginazione. Dalla Spagna arrivano invece Celia e Julia Pírez\, sorelle\, danzatrici e autrici\,  \n\n\n\nLe arti visive entrano nel programma con Fabio Giorgi Alberti\, artista la cui ricerca attraversa scultura\, video\, pittura\, disegno e poesia\, interrogando il linguaggio\, la percezione della realtà e la relazione tra opera\, spazio e pubblico. \n\n\n\nAmpio anche il paesaggio musicale a cominciare dalla cantautrice italiana di origini palestinesi Laila Al Habash\, che unisce scrittura pop\, groove e influenze mediterranee; Psyché\, trio formato da Marcello Giannini\, Andrea De Fazio e Paolo Petrella\, musicisti legati alla scena della nuova musica napoletana e alla formazione live dei Nu Genea; Manifesto Disappunto\, presenza eclettica della scena club e della ricerca sonora contemporanea\, insieme ad Asino e Rares. \n\n\n\nCompletano questo primo annuncio Fabio Giorgi Alberti\, Vincent Giampino\, Laila Al Habash\, Manifesto Disappunto\, Celia e Julia Pírez\, Psyché\, Rabes e László Sándig\, in un cartellone ancora in evoluzione al quale si aggiungeranno nuovi artisti e nuovi progetti. \n\n\n\nMercurio 2026 è curato da  Giuseppe Provinzano con lo staff multidisciplinare dell’associazione Altro e dello Spazio Franco\, e con Babel\, CCCZ- Comunità Cantieri Culturali alla Zisa\, Crowd Fo(u)ndation\, Fat Sounds e Latitudini. è sostenuto dal Ministero della Cultura nell’ambito del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo per il triennio 2025-2027. \n\n\n\nIl calendario completo\, gli spettacoli\, le sedi e i nuovi artisti saranno annunciati nelle prossime settimane. \n\n\n\nmercuriofestival.it \n\n\n\nFacebook e Instagram: mercuriofestival
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SUMMARY:Premio Achille Campanile | aperto il bando della IX edizione
DESCRIPTION:L’umorismo è una cosa seria. Anzi\, serissima». Con questa dichiarazione d’intenti prende avvio la nona edizione del Premio dedicato all’umorismo che si svolgerà anche quest’anno a Roma con il sostegno della SIAE\, confermandosi punto di riferimento imprescindibile per chi sa maneggiare l’umorismo con una rara miscela di eleganza e paradosso. \n\n\n\nLa nona edizione si articola in quattro sezioni — Romanzo edito\, Romanzo inedito\, Racconto breve inedito e Testo teatrale inedito — tutte di genere umoristico. Dallo scorso anno si è aggiunta la prima edizione del riconoscimento speciale dedicato alle eccellenze dell’umorismo italiano del mondo dello spettacolo\, che ha visto premiato Nino Frassica: una sorta di “premio nel premio”\, destinato a diventare un appuntamento fisso anche per questa e per le prossime edizioni. \n\n\n\nA sostenere con vigore questa missione è Gaetano Campanile\, figlio dello scrittore e presidente dell’associazione dedicata allo scrittore\, che commenta così il lancio del nuovo bando: «Mio padre sosteneva che l’umorismo non è che un modo diverso di guardare la realtà\, spesso più lucido della serietà stessa. Con questo Premio\, e specialmente con il riconoscimento inaugurato lo scorso anno\, vogliamo premiare quegli autori e quegli artisti che\, oggi come allora\, sanno proteggere la purezza del riso. Non cerchiamo la risata facile\, ma quella scintilla di intelligenza che sopravvive al tempo e alla volgarità». \n\n\n\nIl concorso cerca dunque autrici e autori capaci di restituire quello che il critico Pietro Pancrazi definiva il “riso scemo” di Achille Campanile: un umorismo elegante applicato a una visione surreale della quotidianità. \n\n\n\nFanno parte della giuria di questa edizione Pino Imperatore\, Anthony Caruana\, Dani Maura\, Michele La Ginestra\, Giuseppe Rispoli\, Silvio Moretti\, Luigi Annibaldi e Angelo Simone Cannatà; a presiedere i lavori sarà Paolo Restuccia\, storico regista de Il Ruggito del Coniglio (Rai Radio2). \n\n\n\nQuesto nuovo capitolo rappresenta il primo passo verso il 2027\, anno in cui ricorrerà il cinquantenario della scomparsa di Achille Campanile\, un traguardo che celebrerà l’attualità di un umorismo senza tempo. \n\n\n\nLa serata finale di premiazione si terrà il 19 settembre 2026 (il luogo sarà comunicato a breve). \n\n\n\n\n\n\n\nINFO E INVIO OPERETutti i dettagli per la partecipazione sono disponibili sul portale ufficiale: \n\n\n\nSegreteria: 329 0080786 / 347 0856798 \n\n\n\nSito: www.premioachillecampanile.it \n\n\n\nEmail: info@premioachillecampanile.it
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SUMMARY: Premio Fabrizio De André parlare musica a Villa Bonelli
DESCRIPTION:Il 18 e il 19 settembre si terrà\, eccezionalmente\, nel parco di Villa Bonelli a Roma (Via Camillo Montalcini\, 1) la finale della 25ª edizione del PREMIO FABRIZIO DE ANDRÉ PARLARE MUSICA\, riconoscimento patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De André ETS e organizzato da iCompany\, con la direzione artistica di Luisa Melis\, che da anni promuove la creatività e l’originalità delle nuove produzioni artistiche italiane nella musica\, nella poesia e nella pittura. \n\n\n\nIn attesa di restituire a cittadine e cittadini la storica sede di Piazza Fabrizio De André alla Magliana – dove la fase finale del Premio è tornata negli ultimi due anni e oggi oggetto di lavori di riqualificazione – la manifestazione si sposta per quest’anno nella vicina Villa Bonelli. Una scelta che garantisce piena continuità e vicinanza alla comunità locale\, proseguendo nel solco della valorizzazione del territorio e del forte legame con il quartiere. \n\n\n\nAlla finale\, a ingresso libero e gratuito\, promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale\, con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali\, in collaborazione con il Municipio Roma XI e il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura\, saranno presenti i vincitori della Targa Faber e della Targa Quelli che cantano Fabrizio (il premio per le reinterpretazioni delle opere di De André)\, oltre ai vincitori della sezione poesia e della sezione pittura e i finalisti della sezione musica. \n\n\n\nNelle edizioni precedenti sono stati premiati per la Targa Faber e la Targa Quelli che cantano Fabrizio: Ariete\, Bandabardò\, Bobo Rondelli\, Bresh\, Brunori Sas\, Clementino\, Cristina Donà\, Daniele Silvestri\, Diodato\, Enrico Ruggeri\, Enzo Avitabile\, Eugenio Finardi\, Ex-Otago\, Fiorella Mannoia\, Luca Marinelli\, Madame\, Mannarino\, Mauro Ermanno Giovanardi\, Mauro Pagani\, Morgan\, Motta\, Musica Nuda\, Negrita\, NeriMarcorè\, Niccolò Fabi\, Paola Turci\, Peppe Barra\, Perturbazione\, Piero Pelù\, Roberto Vecchioni\, Ron\, Samuele Bersani\, Simone Cristicchi\, The Andre\, Vinicio Capossela. \n\n\n\nI finalisti della sezione poesia saranno selezionati da Vincenzo Costantino Cinaski; tra loro verrà decretato il vincitore che sarà presente alle serate finali del Premio a Roma. \n\n\n\nI finalisti della sezione pittura saranno selezionati da Roberto Sironi; tra loro verrà decretato il vincitore\, che sarà presente alle serate finali del Premio a Roma. \n\n\n\nI semifinalisti della sezione musica si esibiranno il 26\, 27 e 28 agosto all’ex Convento delle Clarisse di Caramanico Terme (Pescara) e\, tra loro\, verranno selezionati i finalisti che saliranno sul palco del giardino di Villa Bonelli a Roma il 18 e 19 settembre. \n\n\n\nDieci dei semifinalisti saranno selezionati attraverso il tour nazionale di scouting “E ti piace lasciarti ascoltare”\, ideato da Teresa Mariano e progettato insieme a Luisa Melis\, giunto alla sua terza edizione e organizzato da Borghi Artistici. I restanti venti semifinalisti saranno invece individuati da Luisa Melis attraverso il contest nazionale. \n\n\n\nIl progetto-format “E ti piace lasciarti ascoltare” è dedicato alla ricerca e alla valorizzazione di nuovi talenti e coinvolge promotori e produttori culturali partner del Premio\, attivi in Centri Culturali di Produzione e Formazione\, Teatri\, Live Club\, Festival e Rassegne Musicali. Attraverso una rete di appuntamenti e concerti organizzati in diverse regioni italiane\, il progetto offre l’opportunità di incontrare\, ascoltare e far emergere gli artisti del territorio. \n\n\n\nDal 27 giugno al 21 agosto\, il tour attraversa Emilia-Romagna (27 giugno)\, Toscana (11 luglio)\, Piemonte (18 luglio)\, Liguria (24 luglio)\, Abruzzo (31 luglio)\, Molise (2 agosto)\, Puglia (4 agosto)\, Lazio (6 agosto)\, Sardegna (9 agosto)\, Calabria (21 agosto)\, coinvolgendo cantautori e artisti emergenti provenienti da tutta Italia. Al termine di ogni tappa live sarà selezionato un artista che accederà direttamente alle semifinali\, in programma a Caramanico Terme (Pescara) e organizzate dall’Associazione Centro Adriatico Produzione Musica ETS. \n\n\n\nOgni anno il Premio De André registra oltre mille iscritti al contest online\, confermando il forte interesse verso spazi di ascolto\, confronto e valorizzazione dedicati alle nuove generazioni di artisti. Un dato che testimonia come l’eredità artistica e culturale di Fabrizio De André continui a rappresentare un riferimento imprescindibile per chi sceglie la canzone d’autore come forma di espressione. \n\n\n\nLa 25ª edizione del “Premio Fabrizio De André – Parlare Musica” è patrocinata dalla Fondazione Fabrizio De André ETS\, promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali\, in collaborazione con il Municipio Roma XI\, la produzione esecutiva di iCompany\, la direzione artistica di Luisa Melis\, il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.  \n\n\n\nIl Premio Fabrizio De André\, istituito nel 2002\, nasce con l’obiettivo di valorizzare nuovi talenti che si distinguono per l’originalità delle loro creazioni artistiche. Mira a incentivare la creatività di autori\, compositori\, interpreti ed esecutori emergenti della musica italiana. L’intento è quello di promuovere una creatività libera\, svincolata da mode\, generi e logiche commerciali\, per incoraggiare l’innovazione e la freschezza delle nuove opere artistiche. Riconosciuto come uno degli eventi di riferimento per gli artisti che esplorano nuove vie nella musica d’autore\, il Premio si avvale di una giuria composta da musicisti\, scrittori\, giornalisti\, critici musicali e professionisti del settore\, presieduta da Dori Ghezzi. \n\n\n\nPremio Fabrizio De Andréhttps://www.premiofabriziodeandre.itInstagram: https://www.instagram.com/premiofabriziodeandre_/Facebook: https://www.facebook.com/premiodeandreYouTube: https://www.youtube.com/PremioDeAndre \n\n\n\niCompanyhttps://www.icompany.it/Instagram: https://www.instagram.com/icompanymusic/Facebook: https://www.facebook.com/iCompanymusicYouTube: https://www.youtube.com/IcompanyItalia
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SUMMARY:“Aliasing” doppia personale per Suren Dorfmnn ed Emanuele Zaccaria
DESCRIPTION:La pittura\, con tutta la sua potenza immaginifica\, e il suo rapporto problematico con la realtà\, in un’epoca sempre più bombardata di immagini\, accomuna la ricerca di due artisti di vent’anni\, Suren Dorfmann ed Emanuele Zaccari\, che si cimentano nella loro prima prova espositiva in una doppia personale intitolata “Aliasing” e ospitata a Casa Vuota in via Maia 12 a Roma\, a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo. La mostra siinaugura mercoledì 8 luglio alle ore 18 e\, dopo l’inaugurazione\, si può visitare su appuntamento fino al 13 settembre 2026\, prenotando ai numeri 3928918793 o 3284615638 oppure all’email vuotacasa@gmail.com. \n\n\n\nA ciascuno dei due giovani artisti\, legati da un rapporto di amicizia\, viene dedicata una stanza di Casa Vuota e Dorfmann e Zaccari abitano la stanza a loro assegnata presentando un ciclo di lavori autonomo\, progettato nella forma di un intervento site specific. Il pubblico è chiamato a confrontarsi con il lavoro di ciascun artista\, mentre nel passaggio da una stanza all’altra\, a completamento del percorso espositivo\, si trova di fronte a un’installazione realizzata a quattro mani\, con il titolo “Smussatura” (2026)\, che rimodula la volumetria della casa fondendo segno inciso e luce. \n\n\n\nIl filo conduttore fra i due artisti è spiegato dai curatori Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo\, che scrivono: «Prelevando dal linguaggio dell’elettronica un temine tecnico – aliasing – che definisce la presenza di un errore nello spettro armonico di un segnale campionato\, il titolo della mostra vuole descrivere una particolare condizione dell’esperienza estetica contemporanea. Nel parossismo esasperato di una trasmissione di dati e di una elaborazione di visioni tendenti programmaticamente a una sempre maggiore qualità e quantità delle informazioni veicolate e processate\, questa esperienza estetica peculiare si fa carico della possibilità di un disturbo\, tanto nel campionamento della frequenza quanto nella sua decodifica. Errori e distorsioni diventano fattori connaturati e strutturali\, da annoverare fra le possibilità concrete della visione e dei suoi fallimenti. Nell’impossibilità di controllare tutto\, sembrano dire Dorfmann e Zaccari\, il compito dell’arte è duplice: da una parte abbracciare l’errore e la fallibilità\, dall’altra esaltarne il potere generativo\, distorcente\, visionario\, portentoso e disturbante». \n\n\n\nUn deciso bianco e nero e un segno rapido\, vivace e costruito su livelli successivi sono gli elementi caratterizzanti il lavoro di Suren Dorfmann\, che si esercita sia in opere di piccolo formato\, sia in interventi ambientali di grandi dimensioni. Sono due le opere costruite su misura per lo spazio di Casa Vuota. Il primo\, intitolato “Muffa” (2026) è un lavoro minimale\, interstiziale e usa l’intera parete come supporto su cui lavorare in modo mimetico e sfidante\, andando a colmare i buchi e gli strappi già presenti nella carta da parati con degli interventi disegnati che sembrano fuoriuscire da chissà quale regione remota\, rivelando una realtà altra e facendo del difetto un’opportunità. “Troppo poco vuoto” (2026) è invece un grande dipinto leggero e stratificato\, che – addizionando strati su strati di tessuti lavorati con inchiostro di china – immagina un bosco dischiuso inaspettatamente nel cuore della casa. Si aggiungono due piccole opere su legno\, anch’esse di ispirazione botanica e paesaggistica: due dittici sospesi tra pittura e disegno\, lavorati in un prezioso e minuzioso dosaggio di ombre e luci\, con una tecnica mista che mescola sapientemente il transfer fotografico\, il carboncino\, la tempera e il pennarello acrilico. \n\n\n\n«Il fulcro della mia ricerca – racconta Dorfmann – riguarda le stratificazioni di piani differenti della realtà che\, intersecandosi o sovrapponendosi\, ne modificano la percezione. Alcuni tra gli elementi indagati sono l’interno e l’esterno\, il presente e la memoria\, l’immagine fotografica e il disegno\, il verticale e l’orizzontale. L’attenzione al dettaglio e alla ripetizione permette di cogliere differenze impercettibili. I soggetti selezionati sono tratti da fotografie\, disegni o incisioni che hanno un legame diretto con la mia esperienza personale\, ma essendo immagini essenziali si possono riferire a qualsiasi fruitore. Sono lavori di meditazione e immersione e\, nonostante le differenze di dimensione\, medium e supporto\, hanno in comune la stratificazione\, che sia tra diversi tessuti\, stampe e fotografie o disegno e carta da parati». \n\n\n\nPrediligendo in questa fase della sua ricerca la pittura a olio su tela\, ma aperto anche alla sperimentazione di altri linguaggi\, come per esempio il video\, è proprio dal video che Emanuele Zaccari trae ispirazione per la serie di quattordici dipinti\, identici per dimensioni e formato\, che sceglie di presentare con un allestimento rigoroso e lineare – quasi filmico – a Casa Vuota. Prendono spunto da fotogrammi di filmati amatoriali di provenienza diversa e girati tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta\, appartenenti dunque a un periodo molto precedente rispetto alla vita del giovane artista (nato nel 2005)\, di cui Zaccari ha potuto avere un’esperienza soltanto derivata\, mediata e mai diretta. La cultura e la tecnologia a essi sottese sono al centro di quello che l’artista descrive come «un fenomeno nostalgico indiretto\, una nostalgia forse rafforzata dalla mia esperienza mediata». \n\n\n\nEmanuele Zaccari riflette sui rapporti fra le differenti tecnologie e i diversi media\, partendo dalla stampa\, dalla fotografia e dal video fino ad arrivare alle tecnologie digitali e all’intelligenza artificiale. «Trovo importante – sottolinea – evidenziare e riflettere sulla presenza del filtro digitale\, cioè di quell’elemento sempre più presente fra noi e il fenomeno che percepiamo\, che comporta una fruizione derivata e non immediata dell’immagine. Mi interessa porre l’attenzione su elementi strutturalmente interni all’immagine\, che si distaccano da essa ponendosi su un altro piano\, fra l’osservatore e l’oggetto artistico\, e creando una distanza che può portare alla riflessione». Il mondo descritto dall’artista nella sua pittura\, attraverso la metabolizzazione delle immagini preesistenti\, estrapola e rende significativi fotogrammi di un flusso indiscriminato\, ormai inconsapevole di sé\, dando loro una vita nuova e disordinata e lasciando all’osservatore il compito di ricomporre una narrazione disarticolata\, fatta di memorie infantili\, reminiscenze militaresche\, piccoli gesti di tenerezza quotidiana\, spunti casuali e suggestioni di sapore vagamente distopico. \n\n\n\nSuren Dorfmann (2005) nasce a Roma e si trasferisce a Rapolano Terme\, in provincia di Siena. Studia pittura all’Accademia di belle arti di Roma. A partire dal 2023 partecipa ad alcune mostre collettive. La sua ricerca pittorica è in dialogo con la grafica e si focalizza sulla trasposizione del concetto in illustrazione\, con attenzione al contesto storico-culturale. È del 2026 la personale “Riccio nella nebbia” al Palazzo Pretorio di Rapolano Terme\, a cura di Francesca Nonne. \n\n\n\nEmauele Zaccari (2005) nasce a Roma\, la città dove vive\, dopo avere abitato per alcuni anni sull’isola di Mahè\, nelle Seychelles. Ha studiato alla Scuola romana del fumetto e attualmente frequenta il corso di pittura all’Accademia di belle arti di Roma. Nel 2026 espone al Museo di Roma a Palazzo Braschi nella mostra collettiva “Umani troppo umani (oggi)”\, curata da Anna Maiorano\, con testi di Livia Romano.
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SUMMARY:II edizione "Liberi sulla Carta" a Borghetto San Carlo
DESCRIPTION:Dopo il successo della sua prima edizione romana\, Liberi sulla Carta torna dall’11 al 13 settembre al Borghetto San Carlo con un festival ancora più grande e con un’idea precisa al centro della sua quindicesima edizione: la cultura fa stare bene. In un tempo in cui si parla sempre più di benessere psicologico\, qualità delle relazioni e bisogno di ritrovare spazi di comunità\, la manifestazione sceglie di affidare proprio alla cultura una nuova responsabilità. Nasce così #Tifastarebene\, il tema scelto per il 2026: un invito a vivere libri\, incontri e spettacoli non soltanto come appuntamenti culturali\, ma come esperienze capaci di generare benessere\, relazioni e senso di appartenenza. \n\n\n\nDopo aver riportato nella Capitale una delle principali manifestazioni dedicate all’editoria indipendente italiana\, il festival conferma il Borghetto San Carlo come propria casa romana e rilancia con un’importante novità: il raddoppio degli spazi dedicati agli editori indipendenti\, cuore della manifestazione fin dalla sua nascita\, insieme a un programma ancora più ricco di incontri\, spettacoli\, formazione ed esperienze sul territorio. \n\n\n\nLa scelta del Borghetto San Carlo rappresenta molto più di una semplice location. Restituito alla città e oggi luogo di incontro immerso nel verde della Giustiniana\, questo spazio interpreta perfettamente la visione del festival: costruire comunità attraverso i libri\, favorire nuove relazioni tra persone\, autori ed editori e dimostrare come la cultura possa essere un’esperienza da vivere insieme. Qui la lettura incontra il paesaggio\, il dialogo si intreccia con la natura e il festival diventa un tempo condiviso\, non soltanto una successione di appuntamenti. Un intreccio di letteratura\, spettacolo\, formazione\, territorio ed enogastronomia\, per tre giorni in cui la cultura esce dalle pagine dei libri per trasformarsi in un’esperienza collettiva. Perché leggere fa stare bene. \n\n\n\nAnche quest’anno tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito. La formula del 2025 viene confermata e ampliata: ogni pomeriggio il Borghetto ospiterà presentazioni di libri\, dialoghi e incontri dedicati alla cultura e all’attualità\, mentre le serate saranno animate da reading e spettacoli. Torneranno inoltre il workshop di scrittura creativa della Scuola Omero\, il Premio Arthè dedicato ai racconti brevi\, gli stand enogastronomici aperti a pranzo e cena e un calendario ancora più ricco di attività diffuse tra escursioni\, visite guidate ed esperienze sul territorio. \n\n\n\n«Lo scorso anno abbiamo ribadito che un festival può diventare molto più di un luogo dove si presentano libri: può trasformarsi in una comunità temporanea fatta di incontri\, dialoghi e persone che condividono il piacere di ascoltare e confrontarsi – commenta il direttore artistico Fabrizio Moscato –. Da quell’esperienza nasce #Tifastarebene. Crediamo che la cultura abbia oggi una responsabilità importante: creare spazi in cui stare bene insieme\, rallentare\, riflettere\, immaginare il futuro e costruire relazioni. È questo lo spirito con cui abbiamo pensato la nuova edizione di Liberi sulla Carta.» \n\n\n\nIn attesa del programma ufficiale\, sono già tanti gli ospiti e le ospiti che hanno confermato la loro partecipazione a Liberi sulla Carta 2026: l’attore e scrittore Ascanio Celestini che con il libro “Pasolini. Una vita\, anzi due” ricorderà il poeta e regista ucciso nel 1975; la cantante Syria omaggerà Gabriella Ferri con lo spettacolo “Perché non canti piú”; non mancheranno momenti di riflessione come quello previsto con la scrittrice e filosofa Ilaria Gaspari\, che parlerà del ritrovato romanzo ottocentesco “Un martirio”\, di Regina di Luanto (pseudonimo di Anna Guendalina Lipparini); Stefano Petrocchi\, che presenterà “Romanzo Privato”\, affascinante ritratto della figura di Maria Bellonci\, scrittrice e organizzatrice del Premio Strega\, mentre il misterioso recensore mascherato Johnny Palomba\, a 25 anni dalle sue Recinzioni\, tornerà a regalarci momenti di divertimento imperdibili. Temi di grande attualità quelli che chiudono la prima carrellata di ospiti già confermati: “Maschi\, si salvi chi può” dell’attore\, sceneggiatore e scrittore Marco Bonini e “Una nuova idea di paese. Dal probabile declino alla possibile rinascita” di Giovanni Marconi per accendere l’attenzione sulla nostra società. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura\, è vincitore dell’Avviso Pubblico “Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno”\, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.  \n\n\n\nOrari: Venerdì 11 settembre: dalle 17:00 fino alle 23:00. Sabato 12 settembre e Domenica 13 settembre: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 fino alle 23:00 \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nSito ufficiale: www.liberisullacarta.itEmail: info@liberisullacarta.it \n\n\n\nCome arrivare: Treno: FL3\, fermata La GiustinianaAutobus: linee 021\, 032\, 024In auto: uscita 3 GRA Cassia Bis\, direzione Viterbo
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SUMMARY:con-vivere Carrara Festival 2026
DESCRIPTION:L’edizione numero ventuno di con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, si terrà dal 10 al 13 settembre 2026. Il festival ha avuto come fondatore e curatore per quattordici edizioni Remo Bodei e dal 2020 si avvale della collaborazione di un consulente scientifico scelto ogni anno sulla base del tema: Chiara Saraceno ha curato l’edizione “diritti”\, Telmo Pievani “cura” nel 2021\, Maurizio Ferraris “tracce” nel 2022\, Laura Boella “umanità” nel 2023\, Mauro Ceruti “cambiamento” nel 2024 e Luigina Mortari “plurale” nel 2025. L’edizione 2026 avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata. La direzione del festival è\, come negli anni scorsi\, di Emanuela Mazzi. \n\n\n\nTra gli ospiti protagonisti di questa edizione: Stefano Bartezzaghi\, Mariasole Bianco\, Laura Boella\, Paola Bonfante\, Barbara Carnevali\, Sarah Gainsforth\, Franco La Cecla\, Simone Pollo\, Andrea Staid\, Beatrice Zerbini e molti altri. In programma la musica di Irene Fornaciari\, Michele Bravi e Rocco Papaleo con la sua band; appuntamenti imperdibili di con-vivere 2026 anche gli incontri con Paolo Colombo\, Walter Veltroni\, Gino Castaldo ed Ema Stokholma. \n\n\n\nCostituiranno il programma di questa edizione conferenze\, incontri\, spettacoli di parola e musica\, passeggiate tematiche\, mostre\, laboratori per tutte le età\, appuntamenti dedicati al cibo\, alla salute\, alla scuola e alla partecipazione civica. Il tema dell’abitare attraverserà discipline e linguaggi diversi\, dalla filosofia all’urbanistica\, dalla pedagogia all’arte\, dalla sociologia alla storia e alla scienza\, con uno sguardo ampio sul nostro modo di stare al mondo e di prenderci cura degli spazi\, delle relazioni e dell’ambiente. Questo attraverso i luoghi della città che vengono risemantizzati nei giorni della manifestazione. In questo modo il festival stesso diventa l’esempio pratico di cosa significhi “abitare”. Non si assiste al festival\, lo si abita attraverso la città. \n\n\n\nIl quadro tematico che orienta questa edizione prende avvio dalla riflessione proposta da Elena Granata: vivere e “abitare” il mondo si esprime attraverso azioni politiche\, morali\, etiche ed estetiche che riguardano il nostro modo di stare sulla terra. Abitare non significa infatti soltanto possedere una casa\, ma praticare in modo consapevole e libero la cittadinanza\, prendendosi cura degli altri e dell’ambiente. Al centro di questa riflessione si colloca una nuova idea del rapporto tra l’uomo e lo spazio\, fondata sulla responsabilità. Il mondo non è un semplice contenitore da sfruttare senza limiti per soddisfare desideri individuali\, ma uno spazio di relazioni e di interdipendenza\, che ci chiama a rispondere delle nostre azioni e del modo in cui ci rapportiamo a ciò che ci circonda. \n\n\n\nGli incontri di parola \n\n\n\nGli incontri di parola di con-vivere 2026 esploreranno il tema dell’abitare nelle sue molte dimensioni\, interrogandoci su come costruire luoghi più giusti\, più vivibili e più umani: \n\n\n\n\nRipensare gli spazi: la casa e la città;\n\n\n\nCustodire il futuro: il pianeta;\n\n\n\nla cura come “linguaggio” dell’abitare.\n\n\n\n\nAd aprire il festival\, il 10 settembre\, sarà la consulente scientifica Elena Granata\, con la conferenza inaugurale dedicata al tema di questa edizione. Una riflessione che esplora la profondità del tema dell’abitare e le sue molte sfaccettature. Abitare è molto più che avere una casa: è avere un posto nel mondo\, relazioni di prossimità\, città accoglienti; è radicamento e relazione con la natura e con il pianeta. Abitare come dimensione progettuale\, che ha a che fare con la domanda: come vogliamo ancora vivere insieme? \n\n\n\nLa prima pista tematica invita a ridisegnare i confini degli spazi urbani\, osservati non più come semplici aggregati di cemento\, ma come luoghi da ripensare in chiave ecologica\, educativa e sociale. Riccardo Bosi\, pediatra impegnato sul campo in contesti di marginalità sociale\, migrazione e vulnerabilità minorile\, con I desaparecidos delle nostre città\, affronterà il tema dell’infanzia espulsa dagli spazi urbani contemporanei\, interrogandosi sulla possibilità di ridisegnare città più ospitali per i bambini e\, dunque\, per tutti. Sarah Gainsforth\, in Oltre la rendita. Il valore del vuoto\, proporrà una riflessione sulla crisi abitativa e sul significato ecologico\, urbano e collettivo degli spazi non edificati\, sottratti alle logiche della rendita e restituiti alla vita comune. La biologa vegetale Paola Bonfante\, con Piante in città\, rifletterà sul ruolo delle piante negli scenari urbani presenti e futuri\, non solo come elementi decorativi ma come sistemi viventi capaci di connettere atmosfera\, suolo e qualità della vita. Annalisa Metta\, architetta del paesaggio\, interverrà sul tema del paesaggio\, visto non come un luogo\, ma come una “danza” incessante di corpi\, materie\, pratiche\, desideri\, umani e non umani\, che senza tregua si accostano\, sfiorano\, sovrappongono\, generando aderenze e attriti\, inciampi e abbracci. \n\n\n\nÈ molto difficile oggi “sfuggire” alla città\, in senso reale e metaforico. La città ha invaso il mondo\, che è divenuto un’immensa distesa metropolitana e\, nello stesso tempo\, il mondo intero è tutto quanto dentro la città. La filosofaAnna Lazzarini\, con Abitare la città-mondo\, mostrerà come la città sia oggi il luogo in cui si condensano le contraddizioni e la complessità del mondo contemporaneo.  \n\n\n\nLa dimensione internazionale appare evidente anche se si volge lo sguardo alle città coinvolte in conflitti. La guerra contemporanea si combatte sempre più dentro le città. Perché ciò avviene? Quali ne sono le conseguenze? L’intervento di Francesco Chiodelli (docente di geografia economico-politica)\, Città in guerra\, analizzerà l’urbanizzazione dei conflitti armati\, mostrando come anche le guerre apparentemente più lontane hanno un impatto profondo sulla vita quotidiana nelle nostre città.  \n\n\n\nLa seconda pista tematica allarga lo sguardo alla dimensione globale e alle grandi sfide dell’Antropocene. Lo sguardo dall’esterno sul pianeta\, acquisito dalla rivoluzione spaziale moderna\, costringe a ripensare geopolitica e globalizzazione: ne parlerà il filosofo Matteo Vegetti in La crisi dello spazio contemporaneo. \n\n\n\nLa filosofa Laura Boella\, in Su che pianeta abitiamo? Terra\, Globo\, Cloud\, Web e Bots e il senso di realtà\, riprenderà la provocazione di Bruno Latour per interrogarsi sui mondi contraddittori in cui viviamo\, tra geografia\, tecnologia\, esperienza e immaginazione. \n\n\n\nSi guarda poi al pianeta attraverso la lente della responsabilità. Il filosofo morale Simone Pollo\, con Simpatia per il futuro. È ancora possibile il progresso nell’Antropocene?\, porterà il pubblico dentro una riflessione etica sul futuro\, sul progresso e sulla condizione ecologica del presente. Stefano Bartezzaghi\, semiologo\, e Mariasole Bianco\, biologa marina\, nello spettacolo Cruciverba volant. Abitare il mare\, uniranno divulgazione e gioco per affrontare in modo originale i temi della sostenibilità marina (evento realizzato con il contributo dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale).  \n\n\n\nLa terza area di approfondimento elegge la cura a principio fondativo del vivere insieme e a linguaggio attraverso cui ripensare l’abitare. \n\n\n\nAprirsi alla dimensione della cura vuol dire volgere innanzitutto lo sguardo alla dimensione intimistica e interiore. La poetessa Beatrice Zerbini\, con Abitarsi\, offrirà un reading poetico sul coraggio di abitare la propria vita e di fare spazio alla propria voce nel mondo.  \n\n\n\nL’economista Stefano Zamagni\, con Convivenza abitativa e singolarismo. Una contraddizione pragmatica\, analizzerà l’incompatibilità tra l’estremizzazione dell’individualismo e ogni autentica forma di convivenza. Il sociologo Stefano Laffi\, in Immaginarsi insieme\, si concentrerà sulle dinamiche sociali divisive del presente e sulla necessità di ritrovare universali biografici condivisi: quelle esperienze fondamentali\, tappe esistenziali e passaggi emotivi che accomunano la vita di ogni essere umano\, indipendentemente dalle differenze sociali\, economiche o culturali\, per vivere insieme senza cedere all’isolamento e per salvaguardare la capacità di immaginare il futuro.  \n\n\n\nIl nostro modo attuale di abitare il mondo non può quindi essere quello che adotteremo nel futuro: abbiamo già compromesso la maggior parte degli ecosistemi naturali e se continuiamo a pensare solo ai bisogni della nostra specie rischiamo di perdere la sola possibilità che abbiamo di abitare il pianeta Terra. All’omogeneità\, ci spiegherà l’antropologo Andrea Staid (in La casa multinaturalista del futuro) le città del futuro dovranno sostituire la ricchezza della diversità in tutte le sue forme; le superfici organiche dovranno invadere\, colonizzare\, riconquistare quelle minerali\, creando varchi per la varietà della vita.  \n\n\n\nUn approccio più concreto legato a un nuovo modo di progettare saranno rivolti i due interventi di Franco La Cecla e Barbara Carnevali. L’antropologo Franco La Cecla\, con Addomesticare l’architettura. Come l’Occidente ha distrutto l’abitare\, proporrà una critica dei modelli uniformanti dell’architettura contemporanea e una riflessione sulla necessità di rispettare le diverse culture dell’abitare. La filosofa Barbara Carnevali\, in Oggetti che emancipano. Del design come educazione e come politica\, partirà dall’intuizione di Maria Montessori per mostrare come il design possa avere una funzione educativa ed emancipatrice.  \n\n\n\nDue conversazioni offriranno lo spunto per due focus di approfondimento. Il giornalista Filippo Lubrano\, nella conversazione Infondata sul lavoro. Cosa faremo se l’AI ci sostituirà in tutto o quasi?\, affronterà una delle domande più urgenti del nostro tempo\, legata al rapporto tra automazione\, identità e organizzazione sociale. Il giornalista Alessandro Mantovani\, in un’epoca che pretende di dominare lo spazio attraverso mappe e dispositivi digitali\, in Nei labirinti contemporanei affronterà il tema del labirinto come simbolo dell’enigma e dello smarrimento. \n\n\n\nGli spettacoli \n\n\n\nAnche il programma serale accompagnerà il pubblico in un percorso che intreccia musica\, racconto\, ironia e riflessioni sul contemporaneo. \n\n\n\nAbbiamo scelto la forma della “conferenza spettacolo” per esplorare l’abitare nelle sue declinazioni più urgenti e concrete. I 7 progetti urbani firmati Alvar Aaltissimo in Città urgenti (giovedì 10 settembre)\, rispondono a 7 problematiche urgenti della contemporaneità: nascono così altrettante visioni di città distopiche\, scenari di vicende grottesche e situazioni surreali vissute da abitanti resilienti. Durante lo spettacolo si alterneranno Alvar Aaltissimo (alias Fabrizio Esposito) e Filosofia coatta (alias Giulio Armeni)\, tra progetti distopici e racconti ironici. \n\n\n\nLo sguardo del capitano. Il significato di essere eroi (venerdì 11 settembre) con Paolo Colombo e i disegni dal vivo di Michele Tranquillini\, attraverso parole\, immagini e musica emotiva\, il pubblico verrà trasportato nell’Antartide del 1914\, al fianco di Ernest Shackleton e del suo equipaggio\, protagonisti di una delle più straordinarie avventure di sopravvivenza della storia moderna. Quando la nave Endurance rimane intrappolata nei ghiacci e ogni piano sembra crollare\, Shackleton compie la scelta che lo renderà una leggenda: rinunciare alla conquista per salvare tutti i suoi uomini. Mentre Paolo Colombo dà voce a questa incredibile odissea\, raccontando una potente riflessione sul coraggio e sulla capacità umana di resistere anche nei momenti più oscuri\, Michele Tranquillini crea dal vivo immagini e suggestioni che prendono forma davanti agli occhi degli spettatori (Main Sponsor evento FHP Terminal Carrara). \n\n\n\nI format di “parole e musica” racconteranno l’abitare il tempo: abitare non significa solo occupare uno spazio geografico\, ma anche riconoscersi dentro una storia collettiva\, nei decenni che hanno plasmato la nostra identità\, i nostri costumi e le nostre emozioni\, in un costante dialogo tra generazioni. \n\n\n\nLe emozioni che abbiamo vissuto. Gli anni ’60: quando tutto sembrava possibile (venerdì 11 settembre) con Walter Veltroni accompagnato al pianoforte da Gabriele Rossi. Guidati dalla narrazione coinvolgente di Walter Veltroni rivivremo i contrasti violenti e i fatti storici memorabili che hanno segnato un decennio indimenticabile: lo sbarco sulla Luna\, gli assassini di Martin Luther King e dei Kennedy\, il Vietnam\, la Televisione nelle case e il Terrorismo. Un filo rosso di storia personale e familiare terrà insieme la cronaca\, gli oggetti del desiderio consumistico\, la musica e le immagini d’epoca (con video spesso inediti). \n\n\n\n’80 contro ’90\, presenterà (sabato 12 settembre) invece una furiosa disfida fra Ema Stokholma e Gino Castaldo. La battaglia si sviluppa senza esclusione di colpi tra generazioni diverse e passioni comuni\, usando musiche\, film\, pezzi di storia e d’arte: si parlerà di Chernobyl\, Aids\, Macintosh e tantissimo altro con l’ausilio di foto\, video\, file musicali e oggetti simbolici. Alla fine\, sarà il pubblico in piazza a votare e decretare il decennio vincitore (Main Sponsor evento BPER). \n\n\n\nGli appuntamenti musicali di questa edizione per esplorare l’abitare inteso come “relazione e contatto”. Dalla necessità di abitare lo spazio fisico del live e della piazza per ritrovare connessioni umane autentiche oltre gli schermi digitali\, è quanto ci propone Irene Fornaciari & The Groove Aviators in Soul connections (giovedì 10 settembre). La band offre uno show adrenalinico dove il Soul e l’R’nB sono le radici che si connettono con altri stili e impennate rock\, generando un rito collettivo fatto di corpi che ballano e si relazionano dal vivo. \n\n\n\nDoppio appuntamento serale giovedì 10 con Liberidi Liberida di Sabina Guzzanti\, che con la sua ironia tagliente e critica sociale\, riflette sulla libertà in un’epoca di cambiamenti e incertezze\, mescolando politica\, lavoro e tecnologia\, e invitando gli spettatori a soffermarsi su cosa significhi essere veramente liberi. \n\n\n\nSabato 12 settembre sarà la volta di Michele Bravi in concerto alle 22.15 in piazza Alberica. Un appuntamento imperdibile che unisce la sensibilità interpretativa di Michele Bravi alla magia della performance live\, dove la musica si fa racconto scenico e abita la piazza attraverso l’emozione pura della sua voce e delle sue canzoni. \n\n\n\nDomenica 13 settembre alle 21.30 in piazza Alberica il festival chiuderà come sempre con un momento di festa con lo show di Rocco Papaleo\, “Perdere tempo mi viene facile”: uno spettacolo in cui comicità\, poesia\, racconto e musica si intrecciano e coesistono in un equilibrio naturale. La musica sarà accompagnatrice di ogni passaggio scenico\, diventando presenza narrativa\, atmosfera e dialogo continuo con la parola. Perdere tempo mi viene facile è anche il titolo dell’autobiografia di Papaleo: una vera e propria dichiarazione d’intenti e una provocazione contro la frenesia della produttività a tutti i costi. \n\n\n\nIl programma creativo \n\n\n\nVenire a Carrara nei giorni di con-vivere vorrà dire\, anche quest’anno\, immergersi in un’atmosfera fatta di riflessione\, approfondimento\, creatività e partecipazione. Il programma sarà articolato in una pluralità di proposte: mostre\, conferenze itineranti\, laboratori per tutti\, appuntamenti dedicati alla cucina\, eventi con le scuole\, iniziative sul territorio e momenti di incontro promossi da associazioni e istituzioni locali. \n\n\n\nTra le mostre\, Con_testi. Abitare a fumetti a cura di Riccardo Corbò sarà allestita nelle sale di Palazzo Binelli. Esporranno: Collettivo Viscosa\, LRNZ Lorenzo Ceccotti\, Roberto Grossi\, Rita Petruccioli. Da diversi anni il fumetto è uscito dal classico alveo di “letteratura di evasione” e di semplice intrattenimento\, spesso per l’infanzia.  Sono molti gli autori che lo usano come forma d’arte pura\, per raccontare il nostro presente\, per indagare nei sentimenti\, nella psicologia e nella società. Per inventare un altrove che serve come specchio distorto della nostra realtà. Abbiamo voluto quindi ragionare attorno a quei fumetti che contengono il concetto dell’abitare. “Abitare” non solo passivamente un luogo\, ma prendersene cura: la propria casa\, ma anche la propria città; il centro storico e le periferie; i monumenti e i luoghi abbandonati da recuperare e occupare; l’abitazione come luogo fisico ma anche luogo della propria anima; e nel senso più ampio del termine il nostro pianeta\, “abitarlo” avendo ben presente la distinzione dallo “sfruttarlo”. Rita Petruccioli espone la sua installazione “Sisterhood in the Neighborhood. Detoxing Public Space From Patriarchy”\, mentre Roberto Grossi le pagine tratte dal suo reportage a fumetti “La grande rimozione”; il Collettivo Viscosa\, formato da artiste giovanissime\, porta la loro visione fresca e dirompente\, Lorenzo Ceccotti LRNZ nella sua trilogia di graphic novel “Geist maschine” ci mostra come potrebbe abitare l’uomo in un futuro o presente distopico post apocalittico\, dove i nostri luoghi abituali cambiano uso e prospettiva. Un raggio molto ampio di stili di disegno e di scrittura\, che permetteranno al pubblico di conoscere o approfondire opere della contemporanea letteratura disegnata\, di maggiore successo nell’attuale scena editoriale e creativa italiana. Uno spazio della mostra\, curato da Agnese Leone\, sarà dedicato a un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti\, che attraverso i loro fumetti\, indagheranno la fragilità psicologica e il peso delle aspettative sociali\, il valore della comunità e del cohousing opposti all’individualismo urbano\, la ricerca della propria identità per imparare ad abitare sé stessi e il proprio spazio nel mondo.  \n\n\n\nSponsor e partner \n\n\n\nIl festival è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo Onlus \n\n\n\nCon il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco \n\n\n\nCon il patrocinio di: Regione Toscana\, Commissione Regionale Pari Opportunità della Toscana\, Provincia di Massa Carrara \n\n\n\nCon la collaborazione di: Ufficio scolastico territoriale Ambito di Massa Carrara \n\n\n\nCon il contributo di: Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Porti di La Spezia e Marina di Carrara \n\n\n\nPremium Supporter: Fhp Carrara Terminal \n\n\n\nMain Sponsor: BPER Banca \n\n\n\nSponsor Midi: Chean Srl\, Coop Firenze\, Generali Assicurazioni\, Marmo Canaloni Carrara \n\n\n\nSponsor: Cooperativa Cavatori Gioia\, MaxMarmi\, S.T. Segagioni\, Aziende del porto di Marina di Carrara (MDC Terminal\, San Colombano Costruzioni SpA\, Gruppo Grendi\, T-Bulk\, Vittorio Bogazzi e Figli Spa\, Piero De Gasperis & C. srl\, Dusty Srl\, Semp Srl) \n\n\n\nSponsor tecnico: Nausicaa SpA\, Fonteviva\, Federalberghi Costa Apuana\, RetiAmbiente Carrara \n\n\n\nMediapartner: QN La Nazione \n\n\n\nTutti gli eventi in programma sono ad ingresso libero e gratuito \n\n\n\nwww. con-vivere.it; Fb con-vivere Carrara Festival; IG con_vivere
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SUMMARY:con-vivere Carrara Festival edizione 2026
DESCRIPTION:’edizione 2026 di con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, si terrà dal 10 al 13 settembre. Il festival ha avuto come suo fondatore e curatore per quattordici edizioni Remo Bodei. Dal 2020 il festival si avvale della collaborazione di un consulente scientifico\, di alto profilo\, scelto ogni anno sulla base del tema: Chiara Saraceno ha curato l’edizione “diritti”\, Telmo Pievani il programma 2021 dedicato a “cura”\, Maurizio Ferraris l’edizione 2022 “tracce”\, Laura Boella l’edizione 2023 “umanità”\, Mauro Ceruti l’edizione 2024 “cambiamento\, Luigina Mortari l’edizione 2025 “plurale”.  \n\n\n\nL’edizione 2026 avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata. La direzione del Festival è come negli anni scorsi di Emanuela Mazzi. \n\n\n\nLa scelta del tema porterà a riflettere su cosa significhi oggi vivere insieme nel mondo. Vivere e “abitare” il mondo si esprime attraverso azioni diverse — politiche\, morali\, etiche ed estetiche — che riguardano il nostro modo di stare sulla terra. Abitare\, infatti\, non significa solo possedere una casa\, ma praticare in modo consapevole e libero la cittadinanza\, prendendosi cura degli altri e dell’ambiente. Al centro di questa riflessione c’è una nuova idea del rapporto tra l’uomo e lo spazio\, fondata sulla responsabilità. Il mondo non è un semplice contenitore da sfruttare senza limiti per soddisfare desideri individuali. È invece uno spazio di relazioni e di interdipendenza\, che ci chiama a rispondere delle nostre azioni e del modo in cui ci rapportiamo a ciò che ci circonda. È un campo di creatività e di immaginazione che siamo chiamati a riempire di nuove parole.  \n\n\n\nL’immagine scelta per questa edizione focalizza l’attenzione su un nido e sul suo artefice e abitante\, un uccello tessitore. Il nido non è solo un guscio\, un riparo\, è un gesto. Come l’uccello tessitore sceglie con cura ogni filo per creare un rifugio sospeso\, così l’abitare è l’espressione più alta della cura: un atto paziente che trasforma uno spazio in un riparo\, un luogo significativo o uno spazio condiviso. Un’esigenza che accomuna ogni specie\, ogni essere vivente. Abitare significa così riconoscersi parte di una trama collettiva\, umana e non umana. \n\n\n\nElena Granata \n\n\n\nElena Granata è professoressa di Urbanistica al Politecnico di Milano\, dove si occupa di città\, ambiente e nuove forme di abitare. È vicepresidente della Scuola di Economia Civile. È stata Senior Expert in Urban Studies\, staff Sherpa della Presidenza del Consiglio presso il G20. Il suo percorso di ricerca si muove tra città e città\, tra paesaggi e paesaggi\, dalle architetture contemporanee ai progetti di spazio pubblico\, dai progetti di adattamento climatico alla rigenerazione urbana.  \n\n\n\nTra i suoi libri: Biodivercity. Città aperte\, creative e sostenibili che cambiano il mondo (2019). Ecolove. Perché i nuovi ambientalisti non sanno ancora di esserlo (2022\, con Fiore de Lettera); Placemaker. Gli inventori dei luoghi che abiteremo (2021); Il senso delle donne per la città (2023)\, La città è di tutti. Ciò che ha valore non ha prezzo (2026). \n\n\n\ncon-vivere Carrara Festival\, che ad ogni edizione registra più di 25.000 presenze\, nasce allo scopo di analizzare e condividere i temi legati alla convivenza fra identità e diversità culturali\, religiose\, politiche nell’ambito della società attuale. Ogni anno il quadro generale rappresentato dal festival con-vivere viene approfondito secondo un taglio specifico e sviluppato in un ricco programma che prevede solitamente oltre settanta appuntamenti fra conferenze\, dibattiti e confronti diretti con specialisti di livello nazionale e internazionale\, integrati e coordinati con mostre\, spettacoli teatrali\, laboratori\, rassegne di cinema\, musica e gastronomia. \n\n\n\nIl festival è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo. \n\n\n\nwww. con-vivere.it
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SUMMARY:XX edizione MITO SettembreMusica
DESCRIPTION:È Harmonia il tema della ventesima edizione di MITO SettembreMusica\, in programma a Milano e Torino dal 6 al 20 settembre 2026. Per la sua prima programmazione come direttrice artistica del festival\, Speranza Scappucci ha scelto un elemento essenziale della musica\, agente per la pacificazione\, ideale di bellezza\, vocato alla coniugazione delle diversità e alla costruzione di relazioni tra voci\, generazioni\, repertori\, città\, luoghi\, persone. Come risposta musicale alle fratture del presente\, gli oltre 60 appuntamenti (molti dei quali in entrambe le città) del festival\, presieduto da Alberto Meomartini\, invocano dunque un esercizio di responsabilità e di relazione e invitano a trovare equilibrio nell’ascolto di un cartellone che mette in dialogo antico e contemporaneo\, repertorio classico e nuove creazioni\, Novecento e musica barocca\, musica sinfonica e teatro musicale\, formazioni internazionali e giovani interpreti\, il cuore delle due città e i loro luoghi meno consueti. «“Harmonia” è una parola simbolica\, diretta e apparentemente naturale per un festival di musica  – afferma Speranza Scappucci – che racchiude in sé molteplici sfaccettature e richiami profondi. La domanda che mi ha accompagnata è solo in apparenza semplice: come tenere insieme differenze reali (di città\, di pubblici\, di repertori\, di luoghi\, di generazioni) senza cancellarne l’individualità? In un tempo segnato da fratture e polarizzazioni\, l’armonia mi sembra uno dei valori più necessari\, e forse anche uno dei più fraintesi. In musica\, infatti\, l’armonia non è assenza di tensione: è relazione tra voci diverse\, è equilibrio costruito attraverso ascolto\, attrito\, movimento. La dea Harmonia nasce dall’unione di Ares e Afrodite\, divinità della guerra e dell’amore. L’armonia\, dunque\, non è eliminare il conflitto\, ma trasformarlo in possibilità di ascolto». «Con la ventesima edizione di MITO SettembreMusica – dicono i Sindaci della Città di Torino e Milano e presidenti onorari del festival Stefano Lo Russo e Giuseppe Sala – le nostre città rinnovano un patto culturale che\, anno dopo anno\, ha saputo unirle: vent’anni di musica insieme\, di ascolto\, di dialogo fra luoghi\, pubblici e tradizioni diverse. Questa ricorrenza conferma un percorso condiviso e ormai consolidato\, costruito attraverso la musica come linguaggio che unisce e mette in dialogo territori e comunità. Un caloroso benvenuto va infine alla nuova Direttrice artistica Speranza Scappucci\, cui rinnoviamo l’augurio di buon lavoro». «Il tema Harmonia – aggiungono gli assessori alla Cultura Rosanna Purchia e Tommaso Sacchi – interpreta con chiarezza questa vocazione: l’armonia come nobilitazione delle differenze e volontà di farle convivere in equilibrio in una congiuntura segnata da tensioni\, fratture e conflitti\, affinché la musica ci ricordi che ogni voce trova senso pieno solo nell’ascolto dell’altra. È così che MITO SettembreMusica invita cittadini\, artisti e istituzioni a riconoscere le ragioni della pace\, della convivenza civile e della responsabilità condivisa. La musica non sostituisce la politica\, né cancella le difficoltà del presente\, ma ricorda che nessuna voce trova senso pieno se resta isolata e che ogni comunità cresce quando impara ad ascoltare ciò che le è diverso». «Ci sono anniversari – sottolinea il presidente del festival Alberto Meomartini – che servono a riconoscere il cammino fatto più che a misurare il tempo trascorso. La ventesima edizione di MITO SettembreMusica è uno di questi momenti: un’occasione per ritrovarci\, per guardare quello che è stato costruito e\, in conseguenza per rinnovare il senso di un progetto che continua a unire Milano e Torino nella creazione e nella diffusione di cultura musicale. In questi vent’anni MITO SettembreMusica ha accompagnato generazioni diverse di ascoltatori\, ha abitato teatri\, auditorium\, chiese\, spazi urbani e luoghi meno consueti\, ha portato la musica dove il pubblico già la cercava e anche dove poteva incontrarla per la prima volta. Con lo stesso impegno oggi MITO SettembreMusica prosegue questo percorso sinonimo di vitalità delle due comunità cittadine». «Intesa Sanpaolo conferma con convinzione il proprio sostegno a MITO SettembreMusica\, un festival che valorizza la musica come patrimonio universale e la rende accessibile a un pubblico ampio e diversificato. Il legame con Milano e Torino rafforza un impegno che da sempre unisce cultura e sviluppo: sostenere iniziative di eccellenza come MITO SettembreMusica significa contribuire concretamente alla diffusione dell’arte e alla crescita sociale ed economica dei territori\, commenta Paola Musso\, Executive Director Comunicazione e Immagine Intesa Sanpaolo. La nuova edizione si apre domenica 6 settembre a Milano\, al Teatro alla Scala\, con il War Requiem di Benjamin Britten\, affidato all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai\, al Coro e Coro di voci bianche del Teatro Regio Torino\, alla direzione di Simone Young e a un cast vocale formato dal soprano Elena Guseva\, dal tenore Allan Clayton e dal baritono Bo Skovhus. Lunedì 7 settembre lo stesso programma sarà a Torino\, all’Auditorium Rai Arturo Toscanini. Entrambi gli appuntamenti sono realizzati grazie al presenting partner Intesa Sanpaolo. Composto per la consacrazione della nuova Cattedrale di Coventry\, ricostruita dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale\, il War Requiem è al contempo simbolo di un’umanità divisa che cerca la riconciliazione e manifesto ideale di Harmonia. Concerto sinfonico di chiusura del festival è quello con i Bamberger Symphoniker diretti da Jakub Hrůša e con Lukas Sternath pianoforte\, a Milano sabato 19 e a Torino domenica 20 settembre impegnati in un programma interamente dedicato a Johannes Brahms\, con la Sinfonia n. 3 e il Concerto per pianoforte n. 2\, che vuole essere un commiato che parla dell’armonia come ascolto reciproco. Il programma 2026 trae spunto anche da alcuni anniversari\, come il cinquantenario della morte di Benjamin Britten\, uno dei grandi compositori del Novecento e figura centrale di questa edizione\, con capolavori come il citato War Requiem\, i Four Sea Interludes da Peter Grimes\, la Serenade e diversi altri brani. Spazio anche per il centenario della nascita di Hans Werner Henze\, alla lunga scia del centocinquantesimo anniversario di Maurice Ravel\, concluso nel 2025 ma ancora vivo nella proposta del festival\, e al percorso verso il 2027\, bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven\, che MITO SetetmbreMusica anticipa con l’avvio dell’integrale dei quartetti affidata al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala. Riprendendo la scansione cronologica del programma\, martedì 8 settembre appuntamento unico a Torino (Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto) con la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly in pagine di Rachmaninov affiancate alla Sinfonia n. 4 di Čajkovskij. Il dialogo fra epoche e linguaggi prosegue con William Christie e Les Arts Florissants impegnati a esaltare i fasti del barocco francese di Marc-Antoine Charpentier: a Torino (Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto) mercoledì 9 e a Milano giovedì 10 settembre (Teatro Dal Verme)\, grazie al presenting partnerIntesa Sanpaolo. In occasione degli ottant’anni di Christie\, pioniere della riscoperta del repertorio barocco francese\, MITO SettembreMusica ospita un dittico con la regia di Marie Lambert-Le Bihan e Stéphane Facco e le coreografie di Martin Chaix\, che unisce musica\, teatro\, danza e gesto scenico: Les Arts Florissants\, che celebra la pace e la rinascita delle arti dopo il conflitto\, e La descente d’Orphée aux Enfers\, che rilegge il mito di Orfeo\, ribadendo la capacità di “Harmonia” di farsi ordinatrice dell’arte e di opporre l’arte alla violenza. La musica antica è presente anche con Il Pomo d’Oro\, tra le formazioni italiane più acclamate della scena internazionale\, impegnato in un programma dedicato a Claudio Monteverdi\, a Torino (Tempio Valdese) venerdì 11 e a Milano (Santa Maria delle Grazie al Naviglio) sabato 12 settembre\, a ribadire la forte presenza della voce nel festival\, strumento di memoria\, racconto\, teatro identità. In quest’ottica si inserisce il concerto con pagine di Britten\, Pärt e Weill sabato 19 settembre a Torino con l’Orchestra Sinfonica di Milano\, con Levy Sekgapane tenore e Alessio Allegrini corno e direttore. E poi quelli (Milano 18 e Torino 19 settembre) con i Canticles e alcuni Folk Songs di Britten\, con Matthew Swensen (tenore)\, Kelsey Lauritano (mezzosoprano)\, Debora Maffeis (corno) e Brian Zeger (pianoforte)\, e il programma affidato all’Ensemble I Pomeriggi Musicali con il Phantasy Quartet per oboe e trio d’archi e il Quartetto per archi n. 2 sempre di Britten (Torino 14 e Milano 15 settembre). Uno dei momenti più rappresentativi della nuova direzione artistica sarà il concerto regalato alle due citta da Speranza Scappucci che dirige l’Orchestra di studenti dei Conservatori di Milano e Torino\, il Coro Maghini preparato da Claudio Chiavazza e un cast formato da Maria Grazia Schiavo (soprano)\, José Maria Lo Monaco (mezzosoprano)\, Levy Sekgapane (tenore) e Andrea Pellegrini (basso). In programma\, lo Stabat Mater di Gioachino Rossini\, a Milano (S. Barnaba in Gratosoglio) mercoledì 16  e a Torino (San Filippo Neri) giovedì 17 settembre\, concerto simbolico sia per la levatura artistica della pagina rossiniana\, sia per il coinvolgimento di tanti giovani musicisti\, guidati dalla direttrice artistica del festival e affiancati da interpreti di esperienza internazionale. Non manca una nuova commissione di MITO SettembreMusica\, nel 2026 a Paola Prestini\, compositrice italiana naturalizzata statunitense\, fondatrice e direttrice artistica del National Sawdust di New York: Kaos sarà eseguito dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Michele Mariotti sabato 12 a Torino (Auditorium RAI) e domenica 13 settembre a Milano (Conservatorio Verdi). Ispirato ad alcune novelle di Pirandello\, il trittico orchestrale trasforma la materia narrativa in una riflessione sul conflitto interiore\, sull’isolamento e sulla dignità. Il programma sarà completato dai Four Sea Interludes di Britten e dalla Sinfonia n. 4 “Italiana” di Mendelssohn. La musica del presente attraversa il cartellone anche nel concerto dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano\, diretta da Natalia Ponomarchuk\, con Simonide Braconi viola solista. Il programma\, a Milano (Teatro Dal Verme) sabato 12 e a Torino (Conservatorio Verdi) domenica 13 settembre\, accosta il Siegfried-Idyll di Richard Wagner\, Il canto del silenzio per viola e archi dello stesso Braconi\, la Romanzadi Bruch\, la Chamber Symphony n. 2 “Meditation” di Yevhen Stankovych e la Sinfonia n. 35 “Haffner” di Mozart. Il brano di Braconi\, composto durante la pandemia del 2020\, e quello di Stankovych\, compositore ucraino tra i più significativi del secondo Novecento\, continuano a riflettere sulla memoria e sulla resistenza interiore\, inserendosi tra la “luce” mozartiana e la sospensione wagneriana. La presenza di brani di Ravel in prima assoluta italiana e pagine di Falla consente a MITO SettembreMusica 2026 di tracciare un altro sentiero: quello delle identità musicali reinventate. Martedì 8 settembre a Milano (Teatro Dal Verme)\, l’Orchestra del Teatro Regio di Torino diretta da Ludovic Morlot\, con il mezzosoprano Rinat Shaham e il tenore Pierre Derhet\, propone le Trois mélodies hébraïques e Prélude et danse da Sémiramis di Ravel accanto alle Siete canciones populares españolasdi Falla. A questa geografia sonora appartiene anche il recital della chitarrista Gaëlle Solal\, a Milano (Teatro Blu) lunedì 14 e a Torino (Auditorium grattacielo Intesa Sanpaolo) martedì 15 settembre\, intitolato “Da Granada a Montmartre”. Sempre in questa direzione si collocano l’Italian Clarinet Quartet\, (Milano Teatro Martinitt 14 e Torino Tempio Valdese 16 settembre) con un programma che da Vivaldi arriva a Puccini\, Falla\, Granados\, Albéniz\, Debussy ed Escaich\, e il duo Pietro Maria Cintura / Marco Gerolin\, chitarra e fisarmonica\, impegnato tra nuove scritture e trascrizioni da Piazzolla (Milano CineTeatro La Creta 16 e Torino Piccolo Regio Giacomo Puccini 17 settembre). Un altro tema evidente consiste nel rapporto fra tradizione cameristica e prospettiva futura. Nel 2026 si avvia infatti l’integrale dei quartetti per archi di Beethoven\, affidata al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala (Francesco Manara e Daniele Pascoletti violini\, Simonide Braconi viola e Massimo Polidori violoncello) e in collaborazione con Iren\, che si svilupperà in due edizioni\, accompagnando il pubblico verso il bicentenario della morte del compositore tedesco. Quest’anno\, tra le due città\, diversi appuntamenti tra Milano e Torino\, con quartetti giovanili\, maturi e tardi: dall’op. 18 all’op. 127\, dall’op. 130 con la Grande Fuga all’op. 74 “delle arpe” e all’op. 59 n. 2 “Razumovskij”. La musica da camera occupa un ruolo rilevante in tutto il festival: il Sestetto Sincronìa (Milano 7 e Torino 8 settembre) propone Verklärte Nacht di Schönberg e Souvenir de Florence di Čajkovskij; il pianista Konstantin Lifschitz (Milano 8 e Torino 9 settembre) affronta Mendelssohn\, Brahms e la Sonata “Reliquie” di Schubert completata da Krenek. Il vincitore del Concorso Busoni 2025\, Yifan Wu\, (Milano 14 e Torino 15 settembre) presenta un programma interamente schumanniano. Particolarmente significativa è anche la presenza del pianoforte\, con David Fray interprete delle Variazioni Goldberg di Bach\, a Milano (Teatro Dal Verme) venerdì 18 e a Torino (Conservatorio Verdi)  domenica 20 settembre\, appuntamento che chiude cronologicamente il festival. Il festival continua poi a sostenere i giovani interpreti come la francese Adélaïde Ferrière giovane star delle percussioni e vincitrice di “Les Victoires de la Musique” 2026 che sarà protagonista di due programmi (Torino 10 e Milano 11 settembre)\, “Classical Marimba” e “Da Rameau all’elettronica”\, che mettono in relazione repertorio classico\, trascrizione\, contemporaneità e sperimentazione. Il violoncellista Mattia Zappa (Milano 13 settembre) costruisce un viaggio solistico da Bach a Hindemith\, Piatti\, Tsintsadze e Cassadò; il Trio Rinaldo (Torino 18 e Milano 19 settembre) accosta Krein\, Takemitsu\, Henze e Šostakovič. Tra tango\, colonne sonore e pop si inseriscono i concerti del Quartetto Pessoa (Milano 8 e 10 settembre\, Torino 11 e 12 settembre)\, con programmi dedicati a Piazzolla\, Morricone\, Nino Rota\, John Williams\, Gardel\, ma anche a De Gregori\, Battiato\, Yann Tiersen e nuove composizioni di Tommaso Quaranta. Di rilievo i progetti dedicati alla formazione e all’educazione all’ascolto inseriti nel programma di questa XX edizione di MITO SettembreMusica 2026. Si comincia a Torino (12 settembre Casa Teatro Ragazzi e Giovani) e a Milano (13 settembre Teatro Munari) con Un tè con Beethoven di Pasquale Buonarota (produzione della Fondazione TRG in collaborazione con il Conservatorio di Torino)  porta il pubblico alla scoperta dei Quartetti d’archi e della vita del compositore tedesco attraverso il nipote Karl\, che racconta lo zio\, la persona\, non solo l’artista. Quindi L’usignolo di Hans Christian Andersen (Milano Teatro Munari 19 e Torino Casa Teatro Ragazzi e Giovani 20 settembre) con l’Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali diretta da Daniele Parziani\, gli attori Jasmine Monti e Carlo Merico\, la regia di Isotta Tomassini e i testi di Andrea Piazza. La fiaba viene trasportata in una Digitopia abitata da gadget\, intelligenze artificiali e smartphone\, dove la voce autentica dell’usignolo ricorda che nessuna macchina\, per quanto perfetta\, può sostituire la bellezza della natura\, della libertà e della verità: un modo poetico e accessibile per parlare ai bambini e alle famiglie del rapporto fra arte\, tecnologia\, ascolto e autenticità. MITO SettembreMusica 2026 conferma anche la propria vocazione urbana. Accanto alle sedi simboliche delle due città – il Teatro alla Scala\, l’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto\, l’Auditorium Rai Arturo Toscanini\, il Teatro Dal Verme\, il Conservatorio Giuseppe Verdi – il festival continua a raggiungere teatri\, chiese\, spazi culturali e quartieri meno centrali. La diffusione territoriale porta musica importante in luoghi differenti anche per ridurre le distanze\, ampliare la partecipazione\, costruire nuove abitudini di ascolto. Milano e Torino sono quindi i due poli di un unico progetto. MITO SettembreMusica è un progetto delle Città di Torino e Milano\, con il contributo del Ministero della Cultura\, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino e dalla Fondazione I Pomeriggi Musicali\, con il sostegno sin dalla prima edizione del Partner Intesa Sanpaolo\, della Fondazione Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT\, degli sponsor Iren\, Pirelli\, Fiera Milano\, scon il supporto di Jacobacci & Partners e del Charity Partner Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro. La Rai con Rai Cultura e Radio3 è Media partner del Festival insieme a Sky Classica e Più Classica. www.mitosettembremusica.it  Costo dei biglietticoncerti a Milano > da euro 5 a euro 50concerti a Torino > da euro 1 a euro 40Sono previsti carnet e varie tipologie di pass Biglietteria onlineticketone.it (concerti a Milano)vivaticket.it (concerti a Torino) MilanoBiglietteria TicketOne – Teatro Dal Vermevia San Giovanni sul Muro\, 2 – MilanoTel. +39 02 87905 201biglietteriamito@ipomeriggi.itLa biglietteria è aperta da martedì a sabato ore 10-18 / Chiusura: da 25 luglio al 31 agosto TorinoNuova sede piazza Palazzo di Città 5/A+39 011 4249144biglietteria@fpct.itLa biglietteria è aperta da martedì a sabato ore 10.30 – 18 (da martedì 1 settembre tutti i giorni – chiusura dall’1 al 24 agosto) Se ancora disponibili\, i biglietti saranno messi in vendita anche il giorno del concerto\, a partire da 45 minuti prima dell’inizio presso la biglietteria della relativa sede.Al momento dell’acquisto è possibile aggiungere 1 euro a sostegno della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro
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SUMMARY:"Il Jazz italiano per le terre del sisma" a L'Aquila
DESCRIPTION:Dodici anni di musica\, di incontri e di comunità. Dodici anni in cui il jazz italiano ha scelto di ritrovarsi all’Aquila\, facendo della cultura uno strumento concreto di ricostruzione\, relazione e partecipazione. Non soltanto un festival\, ma un progetto collettivo che\, dal 2015\, accompagna il percorso di rinascita dei territori colpiti dal sisma\, trasformando la musica in occasione di dialogo\, condivisione e futuro. \n\n\n\nSabato 5 e domenica 6 settembre torna Il jazz italiano per le terre del sisma\, appuntamento ormai unico nel panorama culturale nazionale\, capace di riunire ogni anno centinaia di musiciste e musicisti provenienti da tutta Italia in un grande laboratorio artistico diffuso che coinvolge istituzioni\, associazioni\, operatori culturali e cittadini. Un’edizione che assume un significato ancora più profondo nell’anno in cui L’Aquila è Capitale Italiana della Cultura 2026\, confermando il ruolo della città come luogo privilegiato di incontro\, sperimentazione e produzione culturale. \n\n\n\nSaranno oltre 300 gli artisti protagonisti della dodicesima edizione\, distribuiti nei luoghi simbolo del centro storico: saranno oltre 20 le location tra piazze\, cortili\, palazzi storici\, chiese\, musei e spazi della cultura che torneranno ad accogliere concerti\, produzioni originali\, incontri\, laboratori e progetti multidisciplinari\, costruendo un percorso che mette in relazione il patrimonio storico della città con la vitalità della scena jazzistica contemporanea. \n\n\n\nResta l’ingresso gratuito per la maggioranza dei concerti; sarà previsto il pagamento del biglietto solo per i live in programma al main stage di San Bernardino e ai palchi di Piazza Santa Margherita e Parco del Castello: l’abbonamento per il singolo palco giornaliero (tre concerti per palco) avrà il costo di 5 euro + 1 euro d.p.; l’abbonamento per Parco del Castello (programma delle due giornate) avrà il costo di 8 euro + 1 euro d.p.; l’abbonamento per Piazza Santa Margherita (programma delle due giornate) avrà il costo di 8 euro + 1 euro d.p. \n\n\n\nIL TEMA: RIFLESSI \n\n\n\nAd accompagnare questa edizione è “Riflessi”\, una parola semplice solo in apparenza\, scelta dalla direzione artistica come chiave di lettura dell’intera manifestazione. \n\n\n\nI riflessi sono quelli che si generano tra musiciste e musicisti appartenenti a generazioni diverse\, quando l’ascolto reciproco diventa occasione di crescita e trasformazione. Sono quelli tra composizione e improvvisazione\, tra memoria e presente\, tra i luoghi della città e le persone che li abitano. Sono\, ancora\, i riflessi di un territorio che continua a reinventarsi\, dove il ricordo non rimane immobile ma alimenta nuove possibilità di incontro e di creazione. \n\n\n\nÈ una visione che attraversa tutto il programma della XII edizione\, affidata alla direzione artistica di Maria Pia De Vito\, Paola Martini e Nicola Pisani\, che hanno immaginato il festival come uno spazio aperto di confronto\, nel quale il jazz diventa linguaggio capace di interpretare il presente\, favorire relazioni e generare nuove prospettive. \n\n\n\nCome scrivono gli stessi direttori artistici\, l’obiettivo è stato quello di costruire un festival che fosse «un insieme di riflessi della grande creatività e vitalità del jazz italiano»\, capace di dare spazio alla libertà espressiva\, alle produzioni originali e all’incontro tra musiche\, discipline e sensibilità differenti. Un percorso nel quale l’improvvisazione non rappresenta soltanto una pratica musicale\, ma un modo di leggere la realtà e di immaginare il futuro. \n\n\n\nIL PROGRAMMA\, TRA PRODUZIONI ORIGINALI E NUOVI LUOGHI \n\n\n\nLa dodicesima edizione si distingue per un programma costruito intorno a numerose produzioni originali e progetti pensati appositamente per L’Aquila\, confermando la vocazione della manifestazione a essere non soltanto una vetrina del jazz italiano\, ma un luogo di creazione artistica. \n\n\n\nTra gli appuntamenti simbolo dell’intera manifestazione si conferma quello della domenica mattina al Parco della Memoria\, luogo nel quale il festival rinnova il proprio legame con la città e con la storia delle comunità colpite dal terremoto. \n\n\n\nL’edizione 2026 assume un significato particolare grazie al ritorno dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese\, protagonista di una nuova produzione originale realizzata appositamente per il festival. Una presenza di grande valore artistico e simbolico che rafforza il dialogo tra il jazz italiano e una delle più autorevoli istituzioni musicali del territorio\, riaffermando il ruolo della manifestazione come luogo di incontro tra linguaggi\, esperienze e tradizioni musicali. \n\n\n\nLa produzione\, diretta da Marco Moresco (musicista e docente del Conservatorio dell’Aquila) vedrà la partecipazione della cantante Gaia Mattiuzzi insieme all’Istituzione Sinfonica Abruzzese e sarà costruita intorno a nuove composizioni firmate da Roberto Martinelli\, Bruno Luise e Alessandro Fabbri\, dando vita a un progetto inedito concepito espressamente per questo appuntamento. \n\n\n\nCome da tradizione\, il concerto del Parco della Memoria rappresenterà uno dei momenti più intensi della manifestazione\, nel quale memoria civile\, musica e partecipazione collettiva si fondono in un’unica esperienza condivisa\, rinnovando il senso profondo che accompagna la manifestazione sin dalla sua nascita. \n\n\n\nIl programma prenderà il via sabato 5 settembre con il concerto inaugurale al Teatro San Filippo\, affidato all’Orchestra Nazionale Jazz dei Conservatori\, con la partecipazione di Ada Montellanico\, Rosario Giulianie le composizioni e direzione di Roberto Spadoni e Corrado Guarino. Al tramonto\, sul sagrato della Chiesa del Crocifisso nel Parco del Castello\, il progetto DJeP\, realizzato in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila\, con Gianna Montecalvo\, Stefano Luigi Mangia e l’ONMC Vocal Ensemble. \n\n\n\nDalle ore 15 alle 18 Largo Tunisia ospiterà Humans of L’Aquila\, progetto coordinato da Carlo Cimino con Samuele Cinelli e Agostino Tatulli. In Piazza Santa Margherita si alterneranno il Federico Campanello Quartet\, vincitore del Premio Conad Jazz Contest – Umbria Jazz\, Beatrice Arrigoni – Terrestre\, vincitrice di Nuova Generazione Jazz\, Doronzo/Minafra – Fabulae e\, in chiusura di serata\, lo Spazio Jazz Club\, a cura dell’Alexanderplatz Jazz Club\, con la Pellini Orchestra Redcats e la partecipazione straordinaria di Max Paiella. \n\n\n\nIl Parco del Castello ospiterà MORA\, Alessandrini & 9PM Quartet e Il medico dei pazzi\, progetto di Dino Massa Trio con Marco Sannini. All’Auditorium di Palazzo Spaventa saranno protagonisti il Francesco Caligiuri Trio con Portrait of Colors\, Hayalet di Flavia Massimo e Caterina Palazzi e Fiore Selvatico. \n\n\n\nAl Teatro San Filippo\, nel pomeriggio\, spazio al NICA 6tet\, al vincitore del Premio Massimo Urbani 2026\, Leo Dalla Cort\, e all’Art Ensemble of Casella\, diretto da Walter Gaeta. \n\n\n\nNel Cortile di Palazzo Lucentini Bonanni si esibiranno Raffaele Casarano\, il duo Carlo Maver/Giuseppe Franchellucci e In vago spirito\, con Ludovica Manzo e Ruggiero Fornari. Nel Piano Corner\, allestito nel Cortile di Palazzo Di Paola\, saranno protagonisti Dino Massa\, Nicola Puccetti e Giovanni Guidi\, mentre il Cortile di Palazzo Benedetti ospiterà gli assoli di Alberto La Neve\, Massimo Garritano e Rosario Giuliani. \n\n\n\nTra Corso Vittorio Emanuele\, Piazza del Palazzo\, Piazza del Teatro e Piazza Duomo sfilerà la Crazy Dixie Band\, mentre la Corte del MAXXI L’Aquila – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo accoglierà Michele Rabbia e il duo Francesca Corrias/Mauro Laconi. Al MUNDA\, nella Sala Mammut del Bastione Est del Castello Cinquecentesco\, si esibiranno Eugenio Colombo e Vincenzo Mastropirro con Assoli (per l’ingresso nella giornata del sabato sarà necessario acquistare il biglietto di ingresso al museo\, dove\, in contemporanea\, sarà esposta la mostra “La Visitazione all’Aquila. Raffaello E Pontormo”\, a cura di Tom Henry e Federica Zalabra”; costo: 12 euro intero\, 2 euro ridotto). \n\n\n\nIl Main Stage sulla Scalinata di San Bernardino proporrà tre grandi concerti serali: Rita Marcotulli 7tet con ospite Luca Aquino\, Opus Magnum di Ettore Fioravanti 6et e Raffaele Casarano 5tet\, mentre la notte proseguirà in Piazza Chiarino con il DJ Set di Andrea Passenger. \n\n\n\nIl programma culturale comprenderà inoltre gli incontri alla Libreria Polarville\, con Marcello Piras dedicato al volume Il jazz in Italia di Adriano Mazzoletti\, e al Bistrot Liberamia\, con Tullio Visioli e Ada Montellanico\, autori del volume I Bambini e la musica – Crescere con i suoni. Per tutta la giornata il Cortile di Palazzo Margherita ospiterà gli spazi educational per bambini da 0 a 6 anni\, a cura dell’Associazione Nati nelle Note; il MAXXI i workshop educational di AFIJ; mentre a Palazzo Margherita sarà visitabile la mostra fotografica di AFIJ\, “Il jazz e l’energia del sorriso”. \n\n\n\nDomenica 6 settembre si aprirà con il tradizionale Concerto istituzionale al Parco della Memoria\, che vedrà il ritorno dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese insieme a Gaia Mattiuzzi\, con musiche di Roberto Martinelli\, Bruno Luise e Alessandro Fabbri. \n\n\n\nNel pomeriggio Largo Tunisia tornerà ad accogliere Humans of L’Aquila\, mentre in Piazza Santa Margheritasi alterneranno il VMV Trio\, TAURN\, vincitore di Nuova Generazione Jazz\, e West Riviera\, vincitore del Premio Nuovo IMAIE. \n\n\n\nSul Main Stage del Parco del Castello saliranno il Luca Dell’Anna Quartet con Shojin\, Il cielo è pieno di stelle\, omaggio a Pino Daniele con Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello\, e il concerto conclusivo de I Patagarri. \n\n\n\nAll’Auditorium di Palazzo Spaventa si esibiranno gli Eagles Swing Ensemble\, mentre AFIJ e MIDJpresenteranno i progetti Fiume lento – Rapsodia del grande fiume\, Puccini e il lago\, Atmosfere cittadine e paesaggi marini e (R)Evolution. \n\n\n\nIl Teatro San Filippo ospiterà l’Orchestra Jazz che Vorrei L’Aquila\, diretta da Emanuele Parrini\, il Parrilla-Manna 4et e il Falzone 5et. Nel Cortile di Palazzo Lucentini Bonanni saranno protagonisti Landscapes\, il Rinaldi/Mastropirro Duo & Poetry e il Colombo/Caligiuri Duo. \n\n\n\nNel Piano Corner si alterneranno Massimiliano Cameroni\, Livio Minafra e Luca Dell’Anna\, mentre il Cortile di Palazzo Benedetti ospiterà ICARO con Luca Aquino\, Folkways con Costanza Alegiani\, Marcello Allullied Edoardo Ferri\, e il duo DOIS. \n\n\n\nTra Corso Vittorio Emanuele\, Piazza del Palazzo\, Piazza del Teatro e Piazza Duomo si esibirà la Bandao Percussion Street Band. Nella Corte del MAXXI L’Aquila saranno protagonisti Disorienti\, con Anais Dragoe Peppe Frana\, e il duo formato da Roberto Taufic e Fausto Beccalossi; al MUNDA – Bastione Est del Castello Cinquecentesco (Sala Mammut) gli assoli di Carlo Maver e Giuseppe Franchellucci (ad ingresso gratuito). \n\n\n\nIl programma culturale proseguirà alla Libreria Colacchi con Narrativa in Jazz\, dialogo con Dino Massa e Antonio Petralia; alla Libreria Polarville con Stefano Zenni e il suo volume Giant Steps\, la musica di John Coltrane; al Bistrot Liberamia con Massimo Garritano e il libro Come un funambolo in equilibrio – Solo Performance e Improvvisazione. Proseguiranno inoltre gli spazi educational dell’Associazione Nati nelle Note\, i workshop di AFIJ\, la mostra fotografica nella Sala degli Affreschi di Palazzo Spaventa\, mentre il Cortile di Palazzo Dragonetti ospiterà Crazy Stompin’ Club\, Paolo Conte Tribute Band e Gran Sasso Swing Band\, e il Cortile di Palazzo de Nardis gli assoli di Clara Gizzi\, Emanuele Parrini e Antonio Marinelli. \n\n\n\nDa segnalare anche la nuova collaborazione con il Centro Studi Danza L’Arabesque\, che organizzerà delle performance creative nell’occasione di alcuni dei concerti previsti in programma sabato a Palazzo Benedetti (Alberto La Neve\, Massimo Garritano) e nella Sala Mammut del MUNDA (Eugenio Colombo\, Vincenzo Mastropirro); mentre domenica saranno a Palazzo Lucentini Bonanni (Rinaldi/Mastropirro; Colombo/Caligiuri)\, Palazzo de Nardis (Emanuele Parrini) e nella Sala Mammut (Giuseppe Franchellucci). \n\n\n\nLe location scelte: Teatro San Filippo\, Parco della Memoria\, Sagrato della Chiesa del Crocifisso\, Largo Tunisia\, Piazza Santa Margherita\, Parco del Castello (main stage della domenica)\, Scalinata di San Bernardino (main stage del sabato)\, Auditorium e Sala degli Affreschi di Palazzo Spaventa (via Bafile)\, Cortile di Palazzo Lucentini Bonanni (Piazza Regina Margherita)\, Cortile di Palazzo Di Paola (Corso Vittorio Emanuele II)\, Cortile di Palazzo Benedetti (via Sassa)\, MAXXI L’Aquila – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo (corte)\, MUNDA – Bastione Est del Castello Cinquecentesco (Sala Mammut)\, Corso Vittorio Emanuele – Piazza del Palazzo – Piazza del Teatro – Piazza Duomo (street band)\, Piazza Chiarino\, Cortile di Palazzo Dragonetti (via Santa Giusta)\, Cortile di Palazzo de Nardis (via San Marciano)\, Libreria Colacchi\, Libreria Polarville\, Bistrot Liberamia\, Palazzo Margherita. \n\n\n\nDurante le due serate verranno inoltre conferiti i premi curati dalla Federazione Nazionale Il Jazz italiano e dalle sue associazioni\, nello specifico: Premio alla Carriera ad Ares Tavolazzi\, Premio “Nuove Direzioni” ad Alessandro Gambo (direttore artistico di Jazz is Dead)\, Premio “Giovani Visionari” a Vincenzo Di Gioia\, Premio Formazione a Vincenzo Caporaletti. \n\n\n\nLE COLLABORAZIONI \n\n\n\nDa sottolineare anche l’importante lavoro delle associazioni che fanno parte della Federazione\, presieduta da Paolo Damiani\, per apportare un arricchimento alla manifestazione\, con la realizzazione di eventi collaterali\, laboratori\, concerti\, incontri\, progetti multimediali\, supporto organizzativo. In particolare: l’associazione dei festival\, I-Jazz (Angelo Valori il presidente)\, storica organizzatrice della manifestazione ed ente promotore in virtù del protocollo d’intesa sottoscritto con il Comune dell’Aquila\, Jazz all’Aquila e Federazione IJI\, conferma la propria partecipazione nel coadiuvare e gestire i palchi durante le due giornate della manifestazione grazie ai numerosi direttori artistici associati che saranno presenti\, figure storiche da anni al fianco dell’organizzazione; I-Jazz inoltre sostiene due band scelte all’interno del progetto “Nuova Generazione Jazz”\, Beatrice Arrigoni “Terrestre” e TAURN; l’associazione MIDJ-Musicisti Italiani di Jazz (presidente Susanna Stivali) sarà al fianco non solo dei musicisti soci selezionati dai direttori artistici attraverso la nostra CALL L’ AQUILA\, ma di tutti i musicisti partecipanti alla manifestazione\, promuovendo momenti di confronto. L’associazione coglierà l’occasione per raccontare le azioni portate avanti\, i nostri progetti\, il supporto e per ascoltare le suggestioni dei colleghi\, con l’idea di creare una rete sempre più forte e coesa a sostegno dei musicisti italiani di jazz; l’associazione dei fotografi AFIJ (presidente Maurizio Magnetta) sarà presente per IJI con un reportage fotografico completo dell’intera manifestazione\, grazie all’impegno dei fotografi soci dell’associazione. In programma anche il quarto laboratorio di fotografia per immagini\, rivolto a ragazze e ragazzi tra gli 8 e i 12 anni. Inoltre\, in collaborazione con MIDJ\, AFIJ proporrà speciali performance multimediali che coinvolgeranno tre fotografi soci selezionati. A Palazzo Margherita verrà esposta la mostra collettiva dei soci “Il jazz e l’energia del sorriso”; infine segnaliamo che in occasione della XII edizione torna l’Orchestra Nazionale di Musica Creativa dei Conservatori di Musica\, nella seconda fase del progetto ideato da DJeP-AFAM. Dal 3 al 5 settembre\, un ensemble vocale formato da studentesse e studenti dei Conservatori italiani\, diretto da Gianna Montecalvo e Stefano Luigi Mangia\, sarà protagonista di una residenza dedicata all’improvvisazione e alla contaminazione tra linguaggi artistici. \n\n\n\n“Il jazz italiano per le terre del sisma” è organizzato dall’associazione Jazz all’Aquila; è promosso e sostenuto dal Ministero della cultura\, il Comune dell’Aquila\, fa parte del programma L’Aquila 2026 Capitale Italiana della cultura; è promosso da Regione Abruzzo\, con il sostegno dei Main Sponsor SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori\, e NUOVO IMAIE – Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori\, il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila\, dello sponsor tecnico Montarbo AEB industriale srl e dei molti partner tecnici coinvolti; è organizzato in collaborazione con la Federazione Nazionale Il Jazz Italiano e vede la partecipazione attiva di tutte le realtà ad essa associate. L’evento\, inoltre\, vede la collaborazione dell’Orchestra Nazionale Jazz dei Conservatori e la collaborazione con alcuni dei più importanti enti culturali del territorio come il MUNDA-Museo Nazionale d’Abruzzo\, il Conservatorio Alfredo Casella\, MAXXI L’Aquila – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo\, il Centro Sperimentale di Cinematografia (sede abruzzese)\, l’Istituzione Sinfonica Abruzzese\, l’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila\, Centro Studi L’Arabesque\, Associazione Teatro Opera Project. \n\n\n\nMateriale fotografico realizzato dall’Associazione dei Fotografi Italiani di Jazz \n\n\n\nIl programma generale è completo; tuttavia\, per esigenze organizzative\, potrà essere soggetto a eventuali variazioni. \n\n\n\nINFORMAZIONI GENERALI: \n\n\n\ninfo@jazzallaquila.it
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SUMMARY:Prosegue la programmazione della IX edizione di Onde Musicali sul Lago d'Iseo
DESCRIPTION:Entra nel terzo mese di programmazione la nona edizione della manifestazione organizzata dall’Associazione Luigi Tadini e dall’ente di promozione turistica Visit Lake Iseo \n\n\n\nLa musica\, sul Sebino\, non va mai in vacanza: dopo il notevole successo dei tanti appuntamenti andati in scena nei mesi di giugno e luglio\, la nona edizione di Onde musicali sul Lago d’Iseo\, il festival organizzato dall’Associazione Luigi Tadini di Lovere in collaborazione con Visit Lake Iseo\, l’ente di promozione turistica del Lago d’Iseo\, proseguirà per tutto agosto\, fino all’evento speciale di chiusura del 5 settembre sull’isola di Loreto. Anche questo mese sarà ricco\, infatti\, di eventi che animeranno i luoghi più suggestivi delle due sponde del lagoe di alcune località limitrofe delle province di Bergamo e Brescia. \n\n\n\nIl mese di agosto sì è aperto sabato 1 con l’applaudita performance del Rapsodia Saxophone Quartet a Costa Volpino (Bg). Un altro appuntamento che ha incuriosito e appassionato gli spettatori è stata l’esibizione\, venerdì 7 agosto a Zone(Bs)\, del duo Hélios Vagabond\, formato da Élise Chemla al violoncello e Camilla Finardi al mandolino\, al liuto cantabile e alla chitarra\, tra musiche tradizionali e composizioni contemporanee.  \n\n\n\nVenerdì 14 agosto il festival farà tappa aLovere (Bg)\, presso Villa Milesi\, sede del concerto del quartetto di clarinetti Marsyas (ore 21\, ingresso libero): Francesco Carasi\, Gabriele Faustini\, Andrea Marenghi e Serena Pattacini sono i componenti di questo ensemble\, nato nel 2023 al Conservatorio Peri di Reggio Emilia. Il quartetto\, che utilizza la famiglia completa del clarinetto (dal basso al piccolo\, con l’impiego occasionale del corno di bassetto)\, presenterà Folk Songs Suite\, un viaggio musicale attraverso le danze popolari provenienti da diverse regioni del mondo\, riunite in un percorso che richiama la forma classica della suite. Il programma spazia dalla Gran Bretagna all’Europa centro-orientale\, dall’Argentina al Messico\, mostrando come la danza – elemento universale e identitario – sia diventata fonte di ispirazione per i compositori del Novecento e per quelli contemporanei. Il concerto si aprirà con Molly on the Shore di Percy Grainger\, nella trascrizione per quartetto di clarinetti realizzata dallo stesso ensemble\, per poi passare alle Antiche danze ungheresi di Ferenc Farkas e alle Danze rumene di Béla Bartók\, fino a una suite di brani del compositore inglese Gordon Jacob e a un brano tratto dalla celebre Histoire du Tango di Astor Piazzolla\, per chiudere infine con una danzón cubana di Arturo Márquez e con la Rumba di Gaspare Tirincanti.  \n\n\n\nSi continuerà\, sempre a passo di danza e in particolare di tango\, sabato 22 agosto a Pisogne (Bs) nella chiesa di Santa Maria della Neve (ore 21\, ingresso libero) con lo spettacolo AT-Traverso il TangoovveroPassioni\, virtuosismo\, emozioni tra  Vecchio e Nuovo Continente. Eseguendo brani di Piazzolla\, Cardoso\, Gardel\, Girotto e altri\, il quartetto composto da Giovanni Mareggini (flauto)\, Riccardo Bontempelli (percussioni)\, Enrico Lazzarini (contrabbasso) e Massimo Tagliata (pianoforte e arrangiamenti) condurrà il pubblico in un viaggio musicale che partirà dall’Ottocento\, quando l’habanera cubana lasciò spazio alle milonghe\, e proseguirà con i brani struggenti dei grandi cantanti argentini\, fino alla diffusione del tango nel mondo come forma musicale universale\, grazie all’opera infaticabile del compositore Astor Piazzolla. Qui il tango argentino si confronterà con la Bossa Nova ed i Choros brasiliani: brani vocali e strumentali in cui il virtuosismo si fonde con la malinconia\, il carnevale con la saudade. Giovanni Mareggini si è esibito nei più importanti festival e teatri internazionali. Vanta collaborazioni con Giorgio Gaslini\, Lucio Dalla e Jan Anderson dei Jethro Tull. Esperto anche di musica sacra\, è stato incaricato da Papa Francesco della direzione musicale del Sinodo dei giovani nel 2018 e nel 2022. Enrico Lazzarini ha collaborato con alcuni dei jazzisti più noti della scena italiana e internazionale (tra cui Fresu\, Marcotulli\, Bosso\, Ribot e Odorici)\, con il cantautore Vinicio Capossela e con artisti del calibro di Paolo Rossi. Massimo Tagliata ha iniziato ad approfondire il linguaggio del tango argentino quand’era adolescente. Grazie alla sua spiccata versatilità\, spazia dal jazz alla musica italiana d’autore\, dal pop al folk\, collaborando con numerosi musicisti del panorama nazionale e internazionale\, tra cui Biagio Antonacci\, Antonella Ruggiero\, Elisa\, Sal Da Vinci\, Javier Girotto e molti altri. Riccardo Bontempelli si è diplomato in batteria al CPM di Milano ed è attivo in ambito jazz e pop/rock. \n\n\n\n  \n\n\n\nOnde musicali sul Lago d’Iseo è reso possibile grazie al contributo di Regione Lombardia\, al supporto straordinario della Fondazione della Comunità Bergamasca e al sostegno degli sponsor Navigazione Lago d’Iseo\, Rotary Club Lovere-Iseo-Breno\, Comisa\, Bertoni antinfortunistica industriale\, Gfelti\, Antica Fratta Franciacorta e Lions Club Lovere). Come sempre\, tutti  gli eventi del festival sono a ingresso libero\, ad eccezione di tre concerti speciali: quello del 27 giugno scorso alla Rocca Martinengo di Monte Isola e i due sull’isola di Loreto. \n\n\n\nProgramma completo del festival\, acquisto dei biglietti e aggiornamenti on line qui: visitlakeiseo.info \n\n\n\n 
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SUMMARY:Il Jazz Italiano per le terre del sisma a L'Aquila
DESCRIPTION:Dodici anni di musica\, di incontri e di comunità. Dodici anni in cui il jazz italiano ha scelto di ritrovarsi all’Aquila\, facendo della cultura uno strumento concreto di ricostruzione\, relazione e partecipazione. Non soltanto un festival\, ma un progetto collettivo che\, dal 2015\, accompagna il percorso di rinascita dei territori colpiti dal sisma\, trasformando la musica in occasione di dialogo\, condivisione e futuro. \n\n\n\nSabato 5 e domenica 6 settembre\, torna Il jazz italiano per le terre del sisma\, appuntamento ormai unico nel panorama culturale nazionale\, capace di riunire ogni anno centinaia di musiciste e musicisti provenienti da tutta Italia in un grande laboratorio artistico diffuso che coinvolge istituzioni\, associazioni\, operatori culturali e cittadini. Un’edizione che assume un significato ancora più profondo nell’anno in cui L’Aquila è Capitale Italiana della Cultura 2026\, confermando il ruolo della città come luogo privilegiato di incontro\, sperimentazione e produzione culturale. La manifestazione\, infatti\, si inserisce all’interno del programma dell’Aquila Capitale della Cultura 2026 ed è finanziato dal Comune dell’Aquila.  \n\n\n\nSaranno oltre 300 gli artisti protagonisti della dodicesima edizione\, distribuiti nei luoghi simbolo del centro storico: saranno oltre 20 le location tra piazze\, cortili\, palazzi storici\, chiese\, musei e spazi della cultura che torneranno ad accogliere concerti\, produzioni originali\, incontri\, laboratori e progetti multidisciplinari\, costruendo un percorso che mette in relazione il patrimonio storico della città con la vitalità della scena jazzistica contemporanea. \n\n\n\nResta l’ingresso gratuito per la maggioranza dei concerti; sarà previsto il pagamento del biglietto solo per i live in programma al main stage di San Bernardino e ai palchi di Piazza Santa Margherita e Parco del Castello: l’abbonamento per il singolo palco giornaliero (tre concerti per palco) avrà il costo di 5 euro + 1 euro d.p.; l’abbonamento per Parco del Castello (programma delle due giornate) avrà il costo di 8 euro + 1 euro d.p.; l’abbonamento per Piazza Santa Margherita (programma delle due giornate) avrà il costo di 8 euro + 1 euro d.p. \n\n\n\nIL TEMA: RIFLESSI \n\n\n\nAd accompagnare questa edizione è “Riflessi”\, una parola semplice solo in apparenza\, scelta dalla direzione artistica come chiave di lettura dell’intera manifestazione. \n\n\n\nI riflessi sono quelli che si generano tra musiciste e musicisti appartenenti a generazioni diverse\, quando l’ascolto reciproco diventa occasione di crescita e trasformazione. Sono quelli tra composizione e improvvisazione\, tra memoria e presente\, tra i luoghi della città e le persone che li abitano. Sono\, ancora\, i riflessi di un territorio che continua a reinventarsi\, dove il ricordo non rimane immobile ma alimenta nuove possibilità di incontro e di creazione. \n\n\n\nÈ una visione che attraversa tutto il programma della XII edizione\, affidata alla direzione artistica di Maria Pia De Vito\, Paola Martini e Nicola Pisani\, che hanno immaginato il festival come uno spazio aperto di confronto\, nel quale il jazz diventa linguaggio capace di interpretare il presente\, favorire relazioni e generare nuove prospettive. \n\n\n\nCome scrivono gli stessi direttori artistici\, l’obiettivo è stato quello di costruire un festival che fosse «un insieme di riflessi della grande creatività e vitalità del jazz italiano»\, capace di dare spazio alla libertà espressiva\, alle produzioni originali e all’incontro tra musiche\, discipline e sensibilità differenti. Un percorso nel quale l’improvvisazione non rappresenta soltanto una pratica musicale\, ma un modo di leggere la realtà e di immaginare il futuro. \n\n\n\nIL PROGRAMMA\, TRA PRODUZIONI ORIGINALI E NUOVI LUOGHI \n\n\n\nLa dodicesima edizione si distingue per un programma costruito intorno a numerose produzioni originali e progetti pensati appositamente per L’Aquila\, confermando la vocazione della manifestazione a essere non soltanto una vetrina del jazz italiano\, ma un luogo di creazione artistica. \n\n\n\nTra gli appuntamenti simbolo dell’intera manifestazione si conferma quello della domenica mattina al Parco della Memoria\, luogo nel quale il festival rinnova il proprio legame con la città e con la storia delle comunità colpite dal terremoto. \n\n\n\nL’edizione 2026 assume un significato particolare grazie al ritorno dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese\, protagonista di una nuova produzione originale realizzata appositamente per il festival. Una presenza di grande valore artistico e simbolico che rafforza il dialogo tra il jazz italiano e una delle più autorevoli istituzioni musicali del territorio\, riaffermando il ruolo della manifestazione come luogo di incontro tra linguaggi\, esperienze e tradizioni musicali. \n\n\n\nLa produzione\, diretta da Marco Moresco (musicista e docente del Conservatorio dell’Aquila) vedrà la partecipazione della cantante Gaia Mattiuzzi insieme all’Istituzione Sinfonica Abruzzese e sarà costruita intorno a nuove composizioni firmate da Roberto Martinelli\, Bruno Luise e Alessandro Fabbri\, dando vita a un progetto inedito concepito espressamente per questo appuntamento. \n\n\n\nCome da tradizione\, il concerto del Parco della Memoria rappresenterà uno dei momenti più intensi della manifestazione\, nel quale memoria civile\, musica e partecipazione collettiva si fondono in un’unica esperienza condivisa\, rinnovando il senso profondo che accompagna la manifestazione sin dalla sua nascita. \n\n\n\nIl programma prenderà il via sabato 5 settembre con il concerto inaugurale al Teatro San Filippo\, affidato all’Orchestra Nazionale Jazz dei Conservatori\, con la partecipazione di Ada Montellanico\, Rosario Giuliani e le composizioni e direzione di Roberto Spadoni e Corrado Guarino. Al tramonto\, sul sagrato della Chiesa del Crocifissonel Parco del Castello\, il progetto DJeP\, realizzato in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila\, con Gianna Montecalvo\, Stefano Luigi Mangia e l’ONMC Vocal Ensemble. \n\n\n\nDalle ore 15 alle 18 Largo Tunisia ospiterà Humans of L’Aquila\, progetto coordinato da Carlo Cimino con Samuele Cinelli e Agostino Tatulli. In Piazza Santa Margherita si alterneranno il Federico Campanello Quartet\, vincitore del Premio Conad Jazz Contest – Umbria Jazz\, Beatrice Arrigoni – Terrestre\, vincitrice di Nuova Generazione Jazz\, Doronzo/Minafra – Fabulae e\, in chiusura di serata\, lo Spazio Jazz Club\, a cura dell’Alexanderplatz Jazz Club\, con la Pellini Orchestra Redcats e la partecipazione straordinaria di Max Paiella. \n\n\n\nIl Parco del Castello ospiterà MORA\, Alessandrini & 9PM Quartet e Il medico dei pazzi\, progetto di Dino Massa Trio con Marco Sannini. All’Auditorium di Palazzo Spaventa saranno protagonisti il Francesco Caligiuri Trio con Portrait of Colors\, Hayalet di Flavia Massimo e Caterina Palazzi e Fiore Selvatico. \n\n\n\nAl Teatro San Filippo\, nel pomeriggio\, spazio al NICA 6tet\, al vincitore del Premio Massimo Urbani 2026\, Leo Dalla Cort\, e all’Art Ensemble of Casella\, diretto da Walter Gaeta. \n\n\n\nNel Cortile di Palazzo Lucentini Bonanni si esibiranno Raffaele Casarano\, il duo Carlo Maver/Giuseppe Franchellucci e In vago spirito\, con Ludovica Manzo e Ruggiero Fornari. Nel Piano Corner\, allestito nel Cortile di Palazzo Di Paola\, saranno protagonisti Dino Massa\, Nicola Puccetti e Giovanni Guidi\, mentre il Cortile di Palazzo Benedetti ospiterà gli assoli di Alberto La Neve\, Massimo Garritano e Rosario Giuliani. \n\n\n\nTra Corso Vittorio Emanuele\, Piazza del Palazzo\, Piazza del Teatro e Piazza Duomo sfilerà la Crazy Dixie Band\, mentre la Corte del MAXXI L’Aquila – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo accoglierà Michele Rabbia e il duo Francesca Corrias/Mauro Laconi. Al MUNDA\, nella Sala Mammut del Bastione Est del Castello Cinquecentesco\, si esibiranno Eugenio Colombo e Vincenzo Mastropirro con Assoli (per l’ingresso nella giornata del sabato sarà necessario acquistare il biglietto di ingresso al museo\, dove\, in contemporanea\, sarà esposta la mostra “La Visitazione all’Aquila. Raffaello E Pontormo”\, a cura di Tom Henry e Federica Zalabra”; costo: 12 euro intero\, 2 euro ridotto). \n\n\n\nIl Main Stage sulla Scalinata di San Bernardino proporrà tre grandi concerti serali: Rita Marcotulli 7tet con ospite Luca Aquino\, Opus Magnum di Ettore Fioravanti 6et e Raffaele Casarano 5tet\, mentre la notte proseguirà in Piazza Chiarino con il DJ Set di Andrea Passenger. \n\n\n\nIl programma culturale comprenderà inoltre gli incontri alla Libreria Polarville\, con Marcello Piras dedicato al volume Il jazz in Italia di Adriano Mazzoletti\, e al Bistrot Liberamia\, con Tullio Visioli e Ada Montellanico\, autori del volume I Bambini e la musica – Crescere con i suoni. Per tutta la giornata il Cortile di Palazzo Margherita ospiterà gli spazi educational per bambini da 0 a 6 anni\, a cura dell’Associazione Nati nelle Note; il MAXXI i workshop educational di AFIJ; mentre a Palazzo Margherita sarà visitabile la mostra fotografica di AFIJ\, “Il jazz e l’energia del sorriso”. \n\n\n\nDomenica 6 settembre si aprirà con il tradizionale Concerto istituzionale al Parco della Memoria\, che vedrà il ritorno dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese insieme a Gaia Mattiuzzi\, con musiche di Roberto Martinelli\, Bruno Luise e Alessandro Fabbri. \n\n\n\nNel pomeriggio Largo Tunisia tornerà ad accogliere Humans of L’Aquila\, mentre in Piazza Santa Margherita si alterneranno il VMV Trio\, TAURN\, vincitore di Nuova Generazione Jazz\, e West Riviera\, vincitore del Premio Nuovo IMAIE. \n\n\n\nSul Main Stage del Parco del Castello saliranno il Luca Dell’Anna Quartet con Shojin\, Il cielo è pieno di stelle\, omaggio a Pino Daniele con Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello\, e il concerto conclusivo de I Patagarri. \n\n\n\nAll’Auditorium di Palazzo Spaventa si esibiranno gli Eagles Swing Ensemble\, mentre AFIJ e MIDJ presenteranno i progetti Fiume lento – Rapsodia del grande fiume\, Puccini e il lago\, Atmosfere cittadine e paesaggi marini e (R)Evolution. \n\n\n\nIl Teatro San Filippo ospiterà l’Orchestra Jazz che Vorrei L’Aquila\, diretta da Emanuele Parrini\, il Parrilla-Manna 4et e il Falzone 5et. Nel Cortile di Palazzo Lucentini Bonanni saranno protagonisti Landscapes\, il Rinaldi/Mastropirro Duo & Poetry e il Colombo/Caligiuri Duo. \n\n\n\nNel Piano Corner si alterneranno Massimiliano Cameroni\, Livio Minafra e Luca Dell’Anna\, mentre il Cortile di Palazzo Benedetti ospiterà ICARO con Luca Aquino\, Folkways con Costanza Alegiani\, Marcello Allulli ed Edoardo Ferri\, e il duo DOIS. \n\n\n\nTra Corso Vittorio Emanuele\, Piazza del Palazzo\, Piazza del Teatro e Piazza Duomo si esibirà la Bandao Percussion Street Band. Nella Corte del MAXXI L’Aquila saranno protagonisti Disorienti\, con Anais Drago e Peppe Frana\, e il duo formato da Roberto Taufic e Fausto Beccalossi; al MUNDA – Bastione Est del Castello Cinquecentesco (Sala Mammut) gli assoli di Carlo Maver e Giuseppe Franchellucci (ad ingresso gratuito). \n\n\n\nIl programma culturale proseguirà alla Libreria Colacchi con Narrativa in Jazz\, dialogo con Dino Massa e Antonio Petralia; alla Libreria Polarville con Stefano Zenni e il suo volume Giant Steps\, la musica di John Coltrane; al Bistrot Liberamia con Massimo Garritano e il libro Come un funambolo in equilibrio – Solo Performance e Improvvisazione. Proseguiranno inoltre gli spazi educational dell’Associazione Nati nelle Note\, i workshop di AFIJ\, la mostra fotografica nella Sala degli Affreschi di Palazzo Spaventa\, mentre il Cortile di Palazzo Dragonetti ospiterà Crazy Stompin’ Club\, Paolo Conte Tribute Band e Gran Sasso Swing Band\, e il Cortile di Palazzo de Nardis gli assoli di Clara Gizzi\, Emanuele Parrini e Antonio Marinelli. \n\n\n\nDa segnalare anche la nuova collaborazione con il Centro Studi Danza L’Arabesque\, che organizzerà delle performance creative nell’occasione di alcuni dei concerti previsti in programma sabato a Palazzo Benedetti (Alberto La Neve\, Massimo Garritano) e nella Sala Mammut del MUNDA (Eugenio Colombo\, Vincenzo Mastropirro); mentre domenica saranno a Palazzo Lucentini Bonanni (Rinaldi/Mastropirro; Colombo/Caligiuri)\, Palazzo de Nardis (Emanuele Parrini) e nella Sala Mammut (Giuseppe Franchellucci). \n\n\n\nLe location scelte: Teatro San Filippo\, Parco della Memoria\, Sagrato della Chiesa del Crocifisso\, Largo Tunisia\, Piazza Santa Margherita\, Parco del Castello (main stage della domenica)\, Scalinata di San Bernardino (main stage del sabato)\, Auditorium e Sala degli Affreschi di Palazzo Spaventa (via Bafile)\, Cortile di Palazzo Lucentini Bonanni (Piazza Regina Margherita)\, Cortile di Palazzo Di Paola (Corso Vittorio Emanuele II)\, Cortile di Palazzo Benedetti (via Sassa)\, MAXXI L’Aquila – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo (corte)\, MUNDA – Bastione Est del Castello Cinquecentesco (Sala Mammut)\, Corso Vittorio Emanuele – Piazza del Palazzo – Piazza del Teatro – Piazza Duomo (street band)\, Piazza Chiarino\, Cortile di Palazzo Dragonetti (via Santa Giusta)\, Cortile di Palazzo de Nardis (via San Marciano)\, Libreria Colacchi\, Libreria Polarville\, Bistrot Liberamia\, Palazzo Margherita. \n\n\n\nDurante le due serate verranno inoltre conferiti i premi curati dalla Federazione Nazionale Il Jazz italiano e dalle sue associazioni\, nello specifico: Premio alla Carriera ad Ares Tavolazzi\, Premio “Nuove Direzioni” ad Alessandro Gambo (direttore artistico di Jazz is Dead)\, Premio “Giovani Visionari” a Vincenzo Di Gioia\, Premio Formazione a Vincenzo Caporaletti. \n\n\n\nLE COLLABORAZIONI \n\n\n\nDa sottolineare anche l’importante lavoro delle associazioni che fanno parte della Federazione\, presieduta da Paolo Damiani\, per apportare un arricchimento alla manifestazione\, con la realizzazione di eventi collaterali\, laboratori\, concerti\, incontri\, progetti multimediali\, supporto organizzativo. In particolare: l’associazione dei festival\, I-Jazz (Angelo Valori il presidente)\, storica organizzatrice della manifestazione ed ente promotore in virtù del protocollo d’intesa sottoscritto con il Comune dell’Aquila\, Jazz all’Aquila e Federazione IJI\, conferma la propria partecipazione nel coadiuvare e gestire i palchi durante le due giornate della manifestazione grazie ai numerosi direttori artistici associati che saranno presenti\, figure storiche da anni al fianco dell’organizzazione; I-Jazz inoltre sostiene due band scelte all’interno del progetto “Nuova Generazione Jazz”\, Beatrice Arrigoni “Terrestre” e TAURN; l’associazione MIDJ-Musicisti Italiani di Jazz (presidente Susanna Stivali) sarà al fianco non solo dei musicisti soci selezionati dai direttori artistici attraverso la nostra CALL L’ AQUILA\, ma di tutti i musicisti partecipanti alla manifestazione\, promuovendo momenti di confronto. L’associazione coglierà l’occasione per raccontare le azioni portate avanti\, i nostri progetti\, il supporto e per ascoltare le suggestioni dei colleghi\, con l’idea di creare una rete sempre più forte e coesa a sostegno dei musicisti italiani di jazz; l’associazione dei fotografi AFIJ(presidente Maurizio Magnetta) sarà presente per IJI con un reportage fotografico completo dell’intera manifestazione\, grazie all’impegno dei fotografi soci dell’associazione. In programma anche il quarto laboratorio di fotografia per immagini\, rivolto a ragazze e ragazzi tra gli 8 e i 12 anni. Inoltre\, in collaborazione con MIDJ\, AFIJ proporrà speciali performance multimediali che coinvolgeranno tre fotografi soci selezionati. A Palazzo Margherita verrà esposta la mostra collettiva dei soci “Il jazz e l’energia del sorriso”; infine segnaliamo che in occasione della XII edizione torna l’Orchestra Nazionale di Musica Creativa dei Conservatori di Musica\, nella seconda fase del progetto ideato da DJeP-AFAM. Dal 3 al 5 settembre\, un ensemble vocale formato da studentesse e studenti dei Conservatori italiani\, diretto da Gianna Montecalvo e Stefano Luigi Mangia\, sarà protagonista di una residenza dedicata all’improvvisazione e alla contaminazione tra linguaggi artistici. \n\n\n\n“Il jazz italiano per le terre del sisma” è organizzato dall’associazione Jazz all’Aquila; è promosso e sostenuto dal Ministero della cultura\, si inserisce all’interno del programma dell’Aquila Capitale della Cultura 2026 ed è finanziato dal Comune dell’Aquila; è promosso da Regione Abruzzo\, con il sostegno dei Main Sponsor SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori\, e NUOVO IMAIE – Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori\, il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila\, dello sponsor tecnico Montarbo AEB industriale srle dei molti partner tecnici coinvolti; è organizzato in collaborazione con la Federazione Nazionale Il Jazz Italiano e vede la partecipazione attiva di tutte le realtà ad essa associate. L’evento\, inoltre\, vede la collaborazione dell’Orchestra Nazionale Jazz dei Conservatori e la collaborazione con alcuni dei più importanti enti culturali del territorio come il MUNDA-Museo Nazionale d’Abruzzo\, il Conservatorio Alfredo Casella\, MAXXI L’Aquila – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo\, il Centro Sperimentale di Cinematografia (sede abruzzese)\, l’Istituzione Sinfonica Abruzzese\, l’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila\, Centro Studi L’Arabesque\, Associazione Teatro Opera Project. \n\n\n\nIl programma generale è completo; tuttavia\, per esigenze organizzative\, potrà essere soggetto a eventuali variazioni. \n\n\n\nINFORMAZIONI GENERALI: \n\n\n\ninfo@jazzallaquila.it
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SUMMARY:Taormina celebra 50 anni di festival di teatro
DESCRIPTION:Non una semplice cerimonia di premiazione\, ma uno show-evento costruito per una sola notte. La sera di giovedì 3 settembre\, al Teatro Antico di Taormina\, grandi protagonisti della scena si ritroveranno sullo stesso palcoscenico per celebrare 50 anni di festival di teatro a Taormina e raccontarne\, attraverso esperienze e linguaggi differenti\, la contemporaneità. \n\n\n\nNasce così il Premio Fondazione Taormina Arte per il Teatro\, un riconoscimento che guarda in maniera trasversale alle diverse espressioni della scena e alle personalità che ne hanno interpretato e continuano a interpretarne l’evoluzione: dagli attori alla regia\, dalla scenografia alla sperimentazione\, fino all’innovazione e alle nuove generazioni. \n\n\n\nTra i primi nomi annunciati figurano Gabriele Lavia\, Mariangela D’Abbraccio\, Marcello Cesena\, Ester Pantano\, Marisa Laurito\, Giampiero Solari\, Giancarlo Zanetti\, Elisabetta Pozzi\, Vincenzo Pirrotta\, Nicola Rubertelli e Manuel Agnelli. Percorsi e sensibilità differenti che compongono il racconto di un teatro capace di attraversare generazioni\, forme espressive e territori artistici diversi. \n\n\n\nA rendere lo show-evento del 3 settembre irripetibile sarà soprattutto ciò che ciascun protagonista sceglierà di portare sul palco. Accanto ai momenti di talk\, ogni premiato offrirà infatti al pubblico un proprio “dono”\, un contributo scelto personalmente per quella sera. Interventi diversi che prenderanno forma al Teatro Antico\, trasformando la consegna dei riconoscimenti in uno spettacolo costruito attraverso le voci e le scelte dei suoi protagonisti. \n\n\n\nSul palcoscenico del Teatro Antico\, Simona Celi – direttrice artistica della Fondazione Taormina Arte Sicilia – accompagnerà il pubblico in un affascinante viaggio tra memoria e contemporaneità\, esplorando le molteplici sfumature della scena artistica di oggi. \n\n\n\nIl 2026 segna il cinquantesimo anniversario da quel 1976 in cui Rocco Familiari e il Living Theatre diedero inizio alla vocazione internazionale del Teatro a Taormina\, facendolo diventare\, nel tempo\, uno dei luoghi simbolo in cui celebrare spettacoli di alto livello artistico. Un traguardo che oggi risuona inevitabilmente con il ricordo di Ninni Panzera\, che con il suo instancabile impegno\, ha contribuito a portare il grande teatro sul palcoscenico del Teatro Antico\, ha reso il Festival multidisciplinare Taormina Arte un’eccellenza assoluta nel panorama siciliano e internazionale. \n\n\n\nLa Fondazione Taormina Arte Sicilia sceglie così di celebrare una grande eredità culturale guardando al futuro\, rimettendo al centro la qualità e l’identità di un festival che ha fatto la storia dello spettacolo dal vivo. \n\n\n\nAlla serata sarà legato anche uno speciale annullo filatelico dedicato al Premio\, destinato a lasciare un ulteriore segno di questa edizione.
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SUMMARY:Short Theatre XXI edizione
DESCRIPTION:Mercoledì 24 giugno\, presso il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma\, è stata presentata la XXI edizione di SHORT THEATRE\, il festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea e alle performing arts\, ideato e organizzato da AREA06\, con la curatela artistica di Silvia Bottiroli\, Silvia Calderoni\, Ilenia Caleo\, Michele Di Stefano.  \n\n\n\nSono intervenuti: CRISTIANA PERRELLA\, Direttrice MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma; MASSIMILIANO SMERIGLIO\, Assessore alla Cultura di Roma Capitale; MANUELA VERONELLI\, Presidente Fondazione Mattatoio di Roma – Città delle Arti; MAURIZIO ROI\, Direttore Generale Fondazione Teatro di Roma; SILVIA BOTTIROLI\, SILVIA CALDERONI\, ILENIA CALEO e MICHELE DI STEFANO\, curatela artistica Short Theatre; MUNA MUSSIE e CRISTINA KRISTAL RIZZO\, artiste Short Theatre 2026. \n\n\n\nMattatoio di Roma | Orto Botanico di RomaTeatro India | Teatro Vittoria MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di RomaCinema Troisi | MUCIV – Museo delle Civiltà \n\n\n\nAdelita Husni Bey / Sara Alberani / LOCALES — Alberto Cortés — Annalisa Metta — Antonio Tagliarini — Asmaa Jama & Gouled Ahmed — Aymeric Hainaux & François Chaignaud — Betty Tchomanga / GANG — Biagio Caravano — Chiara Bersani —Claudia Castellucci / Compagnia Mòra  — Corps Citoyen  — Cristina Kristal Rizzo — Daniel Blanga Gubbay — Daria Deflorian — Dorothée Munyaneza / Compagnie Kadidi — El Conde de Torrefiel — Eszter Salamon — Ewa Dziarnowska — Fabritia D’Intino & Agnese Banti — Fedra Morini — Françoise Vergès — GILDAA — Giorgina Pi / Nicole De Leo / Bluemotion — Giulia Crispiani — Giuseppe Comuniello & Camilla Guarino — HABIBITCH — Industria Indipendente — Lemmo — Lola Kola / Acetato — Mariangela Gualtieri / Teatro Valdoca — Master Studi e Politiche di Genere / Roma Tre — Mathilde Invernon / Compagnie Carmen Chan — Maya Oliva — Mélissa Guex — Muna Mussie — Nacera Belaza —  Oscar Ngu Atanga — otay:onii — Paola Granato — Paul Preciado — Rhuena Bracci — Sara Leghissa — Taquitojocoque — Sorelle di damiano — Teodora Grano — Vanasay Khamphommala / Lapsus chevelü – Viola Lo Moro\, Giulia Paganelli\, Nina Ferrante\, Maddalena Fragnito\, Claudia Durastanti / Libreria Tuba and more… \n\n\n\nGiovedì 3 settembre  \n\n\n\nOrto Botanico di Roma \n\n\n\ndalle 18:00 | Serra Tropicale \n\n\n\nSerra Tropicale: Fedra Morini\, Lemmo\, Rhuena Bracci e altrɜ in via di definizione \n\n\n\nambiente performativo \n\n\n\ndalle 18:00 | Serra Monumentale \n\n\n\nOscar Ngu Atanga \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\ndalle 20:00 | Serra Corsini \n\n\n\nVanasay Khamphommala / Lapsus chevelü \n\n\n\nJe te chante une chanson toute nue en échange d’un verre (Ti canto una canzone tutta nuda in cambio di un bicchiere) \n\n\n\nspettacolo / performance \n\n\n\n18.00 | Arena Alberi \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nAnnalisa Metta  \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n18:50 | Arena Alberi \n\n\n\nIndustria Indipendente \n\n\n\nQUIXOTE_a rose is not a rose \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n19:50 | Aranciera \n\n\n\nEszter SalamonDance for Nothing (revisited) \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n20:45 | Scala Monumentale \n\n\n\nMariangela Gualtieri / Teatro Valdoca \n\n\n\nNaturale sconosciuto \n\n\n\nrito sonoro \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\n21:30 | Bar \n\n\n\nMélissa Guex \n\n\n\nDOWN (single version) \n\n\n\nspettacolo  \n\n\n\n30’ \n\n\n\nvenerdì 4 settembre  \n\n\n\nCinema Troisi \n\n\n\n14:00 + 14:30 + 15:00 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda \n\n\n\n18:30 | Teatro 1 \n\n\n\nChiara Bersani  \n\n\n\nMichel: The Animals I Am \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n19:00 + 22:45 | Studio \n\n\n\nMyriade #1: Asmaa Jama & Gouled Ahmed \n\n\n\nExcept This Time Nothing Returns From the Ashes \n\n\n\nscreening \n\n\n\n20’ \n\n\n\n19:30 | Salon \n\n\n\nMélissa Guex  \n\n\n\nDOWN (single version) \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\n20:30 | Studio 1 \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nEszter Salamon \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n21:30 | Teatro 2 \n\n\n\nMyriade #2: Dorothée Munyaneza / Compagnie KadidiToi\, moi\, Tituba… \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h 5’ \n\n\n\n23:00 | Salon \n\n\n\nMyriade #3: GILDAA \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nsabato 5 settembre \n\n\n\nCinema Troisi \n\n\n\n14:00 + 14:30 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero #Roma \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda  \n\n\n\n19:00 | Salon \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nPaul Preciado \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n20:00 | Teatro 1 \n\n\n\nChiara Bersani \n\n\n\nMichel: The Animals I am \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n21:00 | Teatro 2 \n\n\n\nEszter SalamonDance for Nothing (revisited) \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n22:00 | Studio \n\n\n\nBetty Tchomanga / GANG \n\n\n\nDecolonial (Hi)stories #Mulunesh \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n23:00 | Salon \n\n\n\nSALON \n\n\n\nin via di definizione \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nTeatro Vittoria \n\n\n\n21:00 \n\n\n\nAlberto Cortés \n\n\n\nEl corazón de Ester \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n1h \n\n\n\ndomenica 6 settembre \n\n\n\nLa Pelanda \n\n\n\n18:00 | Studio \n\n\n\nEl Conde de Torrefiel \n\n\n\nCAMERA \n\n\n\ndrammaturgie \n\n\n\n19:00 | Teatro 2 \n\n\n\nBetty Tchomanga / GANG \n\n\n\nDecolonial (Hi)stories #Dalila \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n20:30 | Teatro 1 \n\n\n\nCristina Kristal Rizzo \n\n\n\nSentimental1 \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n1h \n\n\n\n22:00 | Salon \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nDaniel Blanga Gubbay \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n23:00 | Salon \n\n\n\nDaniel Blanga Gubbay \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nTeatro Vittoria \n\n\n\n20:30 \n\n\n\nAlberto Cortés \n\n\n\nEl corazón de Ester \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n1h \n\n\n\nlunedì 7 settembre \n\n\n\nLa Pelanda \n\n\n\n17:00 | Atelier  \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nViola Lo Moro\, Giulia Paganelli\, Nina Ferrante\, Maddalena Fragnito\, Claudia Durastanti / Libreria Tuba \n\n\n\nsaperi3h \n\n\n\n18:00 | Mattatoio di Roma \n\n\n\nAntonio Tagliarini \n\n\n\nPairadaëza #Mattatoio \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n50’ \n\n\n\n18:00 + 19:00 + 20:00 | Serra \n\n\n\nGiorgina Pi / Nicole De Leo / Bluemotion \n\n\n\nIl chiaro di luna in cucina è un segno di Dio. Omaggio a Anne Carson \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n25’ \n\n\n\n20:30 | Studio \n\n\n\nMaya Oliva \n\n\n\nIn perpetual blooming\, despite the gods \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n40’ \n\n\n\n21:30 | Teatro 1 \n\n\n\nCristina Kristal Rizzo \n\n\n\nSentimental1 \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n1h \n\n\n\n22:30 | Salon \n\n\n\nSALON \n\n\n\nVanasay Khamphommala \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nmartedì 8 settembre \n\n\n\nMUCIV-Museo delle Civiltà \n\n\n\n15:00 + 15:30 + 16:00 +16:30 + 17:00 + 17:30 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\n18:00 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero #Roma \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda \n\n\n\n18:00 | Mattatoio di Roma \n\n\n\nAntonio Tagliarini \n\n\n\nPairadaëza #Mattatoio \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n50’ \n\n\n\n19:00 | Studio  \n\n\n\nMaya Oliva \n\n\n\nIn perpetual blooming\, despite the gods \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n40’ \n\n\n\n20:00 | Teatro 1 \n\n\n\nDaria Deflorian \n\n\n\nCAMERA \n\n\n\ndrammaturgie \n\n\n\n19:00 | Atelier \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nin via di definizione \n\n\n\nsaperi  \n\n\n\n40’ \n\n\n\n22:00 | Teatro 2 \n\n\n\nAymeric Hainaux & François Chaignaud \n\n\n\nMirlitons \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h 10’ \n\n\n\n23:00 | Salon \n\n\n\nLola Kola / Acetato \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nmercoledì 9 settembre \n\n\n\nMUCIV-Museo delle Civiltà \n\n\n\n15:00 + 15:30 + 16:00 +16:30 + 17:00 + 17:30 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\n18:00 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero #Roma \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda  \n\n\n\n18:00 | Mattatoio di Roma \n\n\n\nAntonio Tagliarini \n\n\n\nPairadaëza #Mattatoio \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n50’ \n\n\n\n18:30 | Atelier \n\n\n\nSara Leghissa \n\n\n\nFrocy Express \n\n\n\natelier \n\n\n\n19:30 | Teatro 2 \n\n\n\nAymeric Hainaux & François Chaignaud \n\n\n\nMirlitons \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h 10’ \n\n\n\n21:30 | Studio \n\n\n\nFabritia D’Intino & Agnese Banti \n\n\n\nComeback \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h \n\n\n\n22:00 | Galleria \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nTeodora Grano \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n22:30 | Salon \n\n\n\notay:onii \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\n45’ \n\n\n\ngiovedì 10 settembre \n\n\n\n15:00 + 15:30 + 16:00 +16:30 + 17:00 + 17:30 + 18:00 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda  \n\n\n\n18:00 | Studio \n\n\n\nAdelita Husni Bey / LOCALES Like a Flood \n\n\n\nscreening \n\n\n\n45’ \n\n\n\n19:00 | Studio \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nAdelita Husni Bey & Sara Alberani / LOCALES saperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n20:00 | Galleria \n\n\n\nSorelle di damiano \n\n\n\nVariazione No.1spettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\n21:00 | Teatro 1 \n\n\n\nMathilde Invernon / Compagnie Carmen Chan \n\n\n\nBELL END \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n22:00 | Studio \n\n\n\nSorelle di damianoVariazione No.2  \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\n22:30 | Salon \n\n\n\nBiagio Caravano \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nTeatro India \n\n\n\n20:00 | Sala B \n\n\n\nNacera BelazaL’Echo \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n1h \n\n\n\nvenerdì 11 settembre \n\n\n\nMACRO Museo di Arte Contemporanea di Roma \n\n\n\n15:00 + 15:30 + 16:00 +16:30 + 17:00 + 17:30 + 18:00 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda  \n\n\n\n17:00 | Teatro 2 \n\n\n\nEwa Dziarnowska \n\n\n\nThis resting\, patience \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n3h \n\n\n\n19:00 | Atelier \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nin via di definizione \n\n\n\nsaperi  \n\n\n\n40’ \n\n\n\n20:00 | Galleria \n\n\n\nSorelle di damiano \n\n\n\nVariazione No.1spettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\n21:00 | Teatro 1 \n\n\n\nMathilde Invernon / Compagnie Carmen Chan \n\n\n\nBELL END \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n22:00 | Studio \n\n\n\nSorelle di damiano \n\n\n\nVariazione No.2spettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\n22:30 | Salon \n\n\n\nCorps Citoyen \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nTeatro India \n\n\n\n20:00 | Sala B \n\n\n\nNacera BelazaL’Echo \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\nin co-realizzazione con Romaeuropa Festival \n\n\n\nsabato 12 settembre \n\n\n\nLa Pelanda  \n\n\n\n17:00 | Teatro 2 \n\n\n\nEwa Dziarnowska \n\n\n\nThis resting\, patience \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n3h \n\n\n\n19:00 | Galleria \n\n\n\nGiulia Crispiani \n\n\n\nCAMERA \n\n\n\ndrammaturgie \n\n\n\n20:00 | Salon \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nFrançoise Vergès \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n21:30 | Studio \n\n\n\nClaudia Castellucci / Compagnia MòraL’Infinito Carnale – Dialogo tra Antonio d’Egitto e Ilarione di Gaza \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h 5’ \n\n\n\n22:45 | Salon \n\n\n\nSara Leghissa & Taquitojocoque \n\n\n\nSerenata Lesbica \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n23:30 | Salon \n\n\n\nHABIBITCH \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nShort Theatre 2026 è ideato e organizzato da AREA06direzione artistica Silvia Bottiroli\, Silvia Calderoni\, Ilenia Caleo\, Michele Di Stefanodirezione generale Roberta Zanardo\, Matteo Angius
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SUMMARY:Short Theatre 2026 - 21a edizione
DESCRIPTION:Dal 3 al 12 settembre 2026 torna la 21esima edizione di Short Theatre\, il festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea e alle performing arts\, 10 giorni di programmazione\, 40 tra compagnie\, progetti artistici e figure che uniscono arte\, pensiero critico e politica\, in un programma che conta oltre 65 appuntamenti e mappa le geografie artistiche contemporanee\, spaziando nel Sud ed Est Globale\, coinvolgendo artiste/i da Italia\, Spagna\, Francia\, Polonia\, Ungheria\, Algeria\, Libia\, Eritrea\, Camerun\, Rwanda\, Messico\, Cina. \n\n\n\n“Un festival che permea tutta la città\, la attraversa in molti dei suoi luoghi culturali e storici\, all’interno di spazi rinnovati e con la partecipazione di realtà che appartengono all’essenza popolare e autentica di Roma. Short Theatre quest’anno coinvolge il Mattatoio di Roma\, nella sua veste restaurata e riaperta al grande pubblico\, l’Orto Botanico di Roma\, il Teatro India e il Teatro Vittoria come luoghi iconici e storici dell’iniziativa\, il MACRO – Museo d’arte Contemporanea di Roma\, anch’esso rinnovato e riaperto al pubblico lo scorso dicembre\, il Cinema Troisi\, il Museo delle Civiltà\, tante realtà associative e performative con circa 40 compagnie e oltre 65 appuntamenti in una programmazione ibrida\, in similitudine agli spazi coinvolti. Siamo molto felici di poter supportare un progetto che supera gli steccati geografici\, spaziando nel Sud ed Est globale con artisti provenienti anche da Africa\, Americhe\, Cina\, est Europa e lo fa con molte artiste e professioniste donne\, colmando quel gap di genere che serve all’arte\, alla cultura\, alla società tutta. Si è appena concluso il Letterature Festival Internazionale di Roma\, che quest’anno abbiamo voluto intitolare ‘Sconfinare’. Anche Short Theatre sconfina e supera i limiti convenzionali e gli stereotipi\, grazie alla curatela di riconosciuto successo di Silvia Bottiroli\, Silvia Calderoni\, Ilenia Caleo e Michele di Stefano\, proseguendo un’esplorazione nel mare aperto della bellezza della cultura e dello stare insieme.” così Massimiliano Smeriglio\, Assessore alla cultura e al coordinamento delle iniziative riconducibili alla giornata della memoria\, prende parola sulla 21esima edizione di Short Theatre. \n\n\n\nUn’edizione che si inserisce nel solco tracciato da Silvia Bottiroli\, Silvia Calderoni\, Ilenia Caleo\, Michele Di Stefano\, dal 2025 curatori di Short Theatre\, che prosegue l’esplorazione della forma festival\, ponendosi una domanda cruciale: che funzione svolgono\, oggi\, i festival? Da qui nasce il tentativo di andare oltre la programmazione\, rendendo visibili i processi che danno corpo ai “fenomeni” artistici\, facendo proprio il rischio di condividere con il pubblico la presenza di oggetti ibridi\, indefiniti. Opere che sfuggono alle categorie\, che mescolano canto lirico e beatbox\, testo poetico e presenza scenica\, passeggiata collettiva e gesto simbolico\, ma anche formati pedagogici come CLASSE\, progetto di trasmissione di saperi\, residenziali ed esplorazioni nella drammaturgia grazie alle sezioni CAMERA o Salon\, un programma quotidiano di inviti musicali. \n\n\n\nST26 torna ad abitare gli spazi della Pelanda del Mattatoio per tutta la durata del festival\, grazie al contributo dell’Azienda Speciale Palaexpo –da anni tra i principali sostenitori del festival oltre che partner progettuale di ST –  e della neonata Fondazione Mattatoio – Città delle arti\,confermando il movimento puntuale che fa dell’area di Testaccio il centro gravitazionale del festival. ST26 vede coinvolti anche il Teatro India\, luogo in cui il festival è nato vent’anni fa e oggi\, grazie al contributo della Fondazione Teatro di Roma\, sua importante sede – in cui prenderà corpo la collaborazione con Romaeuropa Festival – il Teatro Vittoria e il Cinema Troisi\, una tra le tre location al centro di un progetto artistico disseminato che conta anche il MUCIV-Museo delle Civiltà e il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma\, il quale ospita inoltre la conferenza stampa di lancio del festival\, in estate. \n\n\n\nLa ricerca di spazi eccezionali o inusuali della città in cui far deflagrare le arti performative porta ST26 ad immergersi nella serata di apertura del festival\, il 3 settembre dalle 18 alle 22\, nella vegetazione dell’Orto Botanico di Roma\, aprendo l’edizione con un flusso ininterrotto di accadimenti performativi da fruire uno di seguito all’altro. \n\n\n\nL’opening all’Orto Botanico: tra psichedelia sentimentale e corpi vegetali \n\n\n\nST26 si apre all’Orto Botanico\, il 3 settembre\, con spettacoli\, performance\, riti sonori e ascolti come eventi atmosferici improvvisi. Ai corpi vegetali\, si aggiungono altri corpi estemporanei\, in una modalità psichedelica che tiene insieme e rende visibile l’agglomerarsi di atmosfere\, suoni\, parole\, colori\, ritmi ed intensità. Una “psichedelia sentimentale” che irrompe nella giornata iniziale del festival per restare e attraversarlo in tutta la sua durata\, come rende visibile l’identità visiva di questa edizione\, realizzata da Taquitojocoque\, irriverente illustratrice messicana che fonde la cultura pop con il patrimonio culturale messicano. \n\n\n\nInaugura la prima giornata l’incontro con Annalisa Metta\, architetta e docente di Architettura del Paesaggio all’Università Roma Tre che ragionerà intorno ai temi del selvatico e del mostruoso del paesaggio e delle città nel primo appuntamento di CLASSE\, progetto di trasmissione di saperi realizzato da AREA06 che intreccia il programma di ST26. Le ammalianti e oniriche Serre Tropicali e Monumentali dell’Orto diventeranno habitat immersivi grazie alle sonorizzazioni di Oscar Ngu Atanga\, sound artist\, ricercatore e curatore che attinge ai ritmi\, alle frequenze e alle pratiche ancestrali del Camerun per creare narrazioni sonore coinvolgenti che risuonano profondamente negli spazi culturali e fisici\, e LEMMO\, giovane compositorə e sound researcher nel campo della musica elettronica e sperimentale\, il cui lavoro esplora le possibilità della composizione algoritmica sia in ambito della ricerca sonora che in quello multidisciplinare\, e che vanta diverse collaborazioni in campo teatrale e performativo. È uno spettacolo ma anche una lecture\, in cui le parole affermano qualcosa mentre il corpo ne fa altre\, la celebre Dance for Nothing (revisited) di Eszter Salamon\, in cui la coreografa e performer ungherese ripropone la Lecture on Nothing (1949) di John Cage sperimentando la modulazione dei movimenti fisici\, concentrandosi sull’aspetto sonoro di questa conferenza fondamentale sul nulla\, il vuoto e la composizione. Lo spettacolo è sostenuto dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania. Eszter Salamon sarà presente nel programma di ST26 anche con una CLASSE grazie al sostegno del Goethe-Institut a Roma. QUIXOTE_a rose is not a rose di Industria Indipendente rende visibile una delle tracce che permea l’intera edizione\, accomunando diversi lavori che “rovistano” negli immaginari dominanti — coloniali\, occidentali\, classici — non per pacificarli\, ma per destabilizzarli con movimenti “turbolenti”. In questo caso è il Don Chisciotte — simbolo dell’anti-eroe maschile del canone letterario occidentale — a essere smontato e rimontato attraverso la parola lesbica dei testi di Kathy Acker e la scrittura del corpo vivo di Annamaria Ajmone\, in un progetto performativo modulare nato nel 2025 proprio nella cornice di Short Theatre\, grazie al formato CAMERA. Interroga le mitologie europee in una prospettiva postcoloniale e post-genere Vanasay Khamphommala\, drammaturga\, performer\, scrittrice e traduttrice queer\, in residenza a Villa Medici per sviluppare una ricerca-performance sulla figura mitologica di Ganimede\, esplorando le risonanze che la sua antica narrazione ha ancora nelle comunità queer di oggi. A straniare lo spazio saranno alcuni interventi performativi nello spazio delle Serre tra cui\, ad esempio\, Rhuena Bracci – ex ginnasta\, coreografa\, danzatrice e formatrice Yoga – e Fedra Morini – attivista\, performer e autrice – creando una zona\, mobile ed estemporanea\, a partire dal proprio clima corporeo in movimento. Esplora il mistero del creato\, la natura e il senso di meraviglia e spavento che deriva dal vivente il rito sonoro Naturale sconosciuto di Mariangela Gualtieri\, luminosa poetessa e drammaturga cesenate\, fondatrice del Teatro Valdoca\, che all’imbrunire rischiarerà una delle scalinate marmoree dell’Orto. Farà da ideale contraltare al rito sonoro della Gualtieri DOWN della svizzera Melissa Guex\, combinazione esplosiva di corpo danzante e batteria dal vivo\, un dono per andare oltre quello che sembra un mondo senza speranza. Un richiamo inebriante che trascina nell’abisso\, e poi verso l’alto\, nell’euforia\, e che accompagnerà il pubblico nella conclusione di questa prima giornata speciale\, a ST26 grazie al sostegno dell’Istituto Svizzero. \n\n\n\nLa decolonizzazione della storia e degli immaginari \n\n\n\nST26 prosegue dal 4 settembre alla Pelanda del Mattatoio e inaugura nuovi spazi. Quelli attraversati dal lavoro di Muna Mussie\, artista di origini eritree basata a Bologna\, che presenta il suo Cinema Impero in tre tappe – al Cinema Troisi\, al MUCIV – Museo delle Civiltà e al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma. Un dispositivo che prende il nome dall’omonimo cinema situato nel centro di Asmara\, costruito nel 1937 durante il regime fascista\, e riattraversa gli archivi coloniali a partire dall’intimità e dall’affettività\, mettendo in dialogo materiali video provenienti dall’Istituto Luce e dall’archivio privato dell’artista\, raccontati e interpretati da due voci e due intelligenze\, una artificiale e una emotiva\, a Short Theatre in una versione speciale dal titolo Cinema Impero Roma. Interviene sugli immaginari coloniali attraverso la lente dell’esperienza personale anche Betty Tchomanga\, performer e coreografa franco-camerunense associata a Quartz\, scène nationale de Brest e al Théâtre de la Bastille di Parigi con Histoire(s) Décoloniale(s)\, serie coreografica iniziata nel 2023 e concepita come una raccolta di ritratti dove ogni episodio affronta la storia coloniale e la sua eredità a partire da singoli percorsi individuali\, in un lavoro che mescola performance e insegnamento. La possibilità di agire contro le “cancellazioni storiche”\, come le definisce  la filosofa femminista Elsa Dorlin\, è al centro di Moi\, toi\, Tituba\, ultima produzione dell’artista\, performer e autrice di origini ruandesi Dorothée Munyaneza\, un lavoro che muove dal testo letterario di Maryse Condé e Elsa Dorlin sulla figura di Tituba\, schiava accusata di stregoneria durante i processi di Salem. L’artista\, in collaborazione con il compositore Khyam Allami\, parte dal corpo per costruire un archivio sensibile e fisico che possa riunire esperienze nate dalla dispersione\, scavando in un passato fatto di sofferenza e dolore per celebrare\, riparare e commemorare.  La presenza di Dorothée Munyaneza a ST26 è possibile grazie il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea\, e si manifesta in Myriade\, dispositivo curatoriale in cui l’artista chiama a raccolta una “miriade” di voci che risuonano con la sua ricerca e che inventano incessantemente altri modi di abitare il mondo\, tra cui\, ad esempio\, GILDAA\, cantante e attrice franco-brasiliana che mescola nel suo lavoro teatro\, influenze musicali brasiliane e dell’Africa occidentale e chanson\, e Asmaa Jama & Gouled Ahmed  con lo screening di Except this time nothing comes back from the ashes\, progetto di moving image di  che esplora l’autoritratto\, l’archiviazione e la memoria. L’incontro artistico e il dialogo tra forme espressive diverse è al centro anche di L’Echo\, nuovo lavoro della coreografa franco-algerina Nacera Belaza\, in prima nazionale al Teatro India il 10 e 11 settembre grazie alla co-realizzazione tra Short Theatre e Romaeuropa Festival\, che tornano a condividere anche quest’anno parte delle proprie programmazioni: un duo che vede in scena l’artista stessa accanto a Valérie Dréville\, attrice francese nota per il suo trentennale percorso nel cinema d’autore\, con la quale esplora la zona grigia tra parola e linguaggio\, dove si trova il potenziale espressivo della danza\, “una parola pronunciata nel corpo”. \n\n\n\nIl ritorno di Alberto Cortès\, François Chaignaud e Chiara Bersani a ST e la Prima nazionale di Cristina Kristal Rizzo \n\n\n\nLo spazio di intima alterità tra chi narra e chi osserva\, la scena come relazione amorosa e l’amore come fenomeno che consuma chi lo sperimenta sono al centro di El corazón de Ester\, nuova produzione dell’autore e performer Alberto Cortès – per la prima volta in Italia l’anno scorso a ST – la cui ispirazione è un misterioso manoscritto del XIX secolo contenente scritti d’amore di una donna di nome Ester che descrive come l’amore la porti a scomparire. Nel suo ineguagliabile mescolare il testo poetico con la presenza del corpo scenico\, Cortés traccia un parallelo tra l’abbandonarsi a un amante e l’abbandonarsi al pubblico\, e sceglie di limitare la durata di questa performance prima che venga definitivamente consumata dallo sguardo del pubblico: di El corazón de Ester esisteranno solo 50 repliche in tutto il mondo\, di cui due a ST26 il 4 e 5 settembre al Teatro Vittoria. Il “romanticismo sensibile” che percorre tutta l’edizione emerge sfacciatamente nelle danze camp di Cristina Kristal Rizzo\, in prima nazionale il 6 e 7 settembre con Sentimental1\, un solo liberamente ispirato al lavoro di Derek Jarman e di William Blake\, dove la figura nello spazio compone una coreografia di gesti\, pose e danze istantanee\, in una presenza tutta disposta al sentimentale inteso come qualità del condividere\, alla ricerca delle molteplici tensioni. Il teatro viene inteso come agone e spazio dell’artificio per eccellenza\, con François Chaignaud che\, grazie il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea\, torna a ST26 l’8 e 9 settembre insieme al beatboxer Aymeric Hainaux con Mirlitons\, performance in cui canto lirico battaglia con il beatbox. La tradizione normata delle arti occidentali viene ri-articolata e radicalmente spostata da Michel. The animals I am\, lavoro coreografico di Chiara Bersani\, che si confronta con il repertorio della danza classica partendo dal Lago di Cigni e affidando a tre corpi con disabilità la possibilità di reimmaginare e trasmettere il movimento\, evocando la figura di Michel Petrucciani\, tra i più grandi talenti della musica jazz\, affetto da osteogenesi imperfetta\, la stessa sindrome con cui la Bersani convive. In occasione della sua presenza a ST26\, il 4\, 5 settembre\, Chiara Bersani terrà anche un workshop gratuito rivolto a persone con e senza disabilità. \n\n\n\nL’incontro tra gesto e suono \n\n\n\nIl 9 settembre l’incontro tra corpo e voce\, tra gesto e suono è al centro di Comeback della coreografa Fabritia D’Intino e della musicista Agnese Banti\, creazione condivisa nata su invito del festival Bolzano Danza\, dove le due artiste fanno convergere i rispettivi linguaggi tramite l’utilizzo di archivi sonori che possano veicolare una riflessione sul presente. Ed è ancora un duo che lavora sulla relazione tra linguaggi in Variazione No. 1 di Sorelle di damiano\, giovani performer milanesi\, a ST26 il 10 e 11 settembre anche con la seconda tappa di questa serie\, Variazione No. 2\, in prima nazionale: un percorso sensoriale frammentato e disorientante che vuole dar forma a un incubo collettivo\, esprimendo la condizione di smarrimento del nostro presente. La possibilità del corpo di inquietare è raccolta da Mathilde Invernon\, performer franco-svizzera che presenta il suo BELL END\, il 10 e 11 settembre grazie al sostegno dell’Istituto Svizzero: un lavoro che decostruisce la mascolinità tossica nella progressiva metamorfosi dei corpi in scena che agiscono attraverso la voce\, tramutandosi in presenze strane\, grottesche\, comiche\, sfiorando l’illusorietà del ventriloquio. Recupera invece la dimensione estatica ed enigmatica della creazione artistica l’emergente coreografa Maya Oliva\, a ST26 il 7 e 8 settembre in prima nazionale con In perpetual blooming\, despite the gods\, uno studio che si ispira a testi perduti come le prime sei pagine del Vangelo secondo Maria Maddalena\, per concentrarsi sulla dimensione sospesa del preludio nell’opera lirica\, quel punto che convoglia la carica energetica e poetica che precede la parola. Nella serata conclusiva\, il 12 settembre\, agisce nella dimensione filosofica e contemplativa della creazione L’Infinito Carnale\, la danza ideata da Claudia Castellucci basata su un dialogo da lei scritto tra due eremiti cristiani\, Antonio d’Egitto e il suo giovane discepolo Ilarione di Gaza\, e su una drammaturgia concepita in forma ritmica\, dove lə performer in scena si muovono nella sonorità di un dialogo incorporato nell’habitat sonoro di Stefano Bartolini. Una tensione vibrante innerva lo spazio poroso creato di This resting\, patience della polacca Ewa Dziarnowska\, a ST26 l’11 e il 12 settembre grazie al sostegno dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia a Roma e l’Adam Mickiewicz Institute (IAM)\, performance della durata di tre ore in cui il pubblico può muoversi liberamente\, e può essere mosso dalle performer: una coreografia magnetica dove la danza\, in continua trasformazione\, intreccia in un respiro condiviso attrazione\, ripetizione e sentimento. Il tempo si dilata\, la musica si fa loop\, la tenerezza diventa resistenza\, forza\, durata. \n\n\n\nProgetti fuori formato\, site-specific e pedagogie \n\n\n\nIl tempo di ST26 alla Pelanda del Mattatoio si addensa di esperienze con formati sperimentali e site specific. Tra queste\, ad esempio\, Pairadaëza#Mattatoio\, ultima creazione di Antonio Tagliarini\, in prima nazionale l’8 e 9 settembre in una versione speciale ideata per ST26\, che dà vita a una piccola comunità temporanea dando appuntamento in un giardino nascosto nel cuore di Testaccio\, o la nuova creazione drammaturgica di Giorgina Pi\, il 7 settembre\, progetto speciale tra installazione e ascolto radiofonico immaginato appositamente per ST26\, dal titolo in via di definizione. O ancora\, la Serenata lesbica di Sara Leghissa e Taquitojocoque\, un esperimento politico e romantico collettivo che riunisce le pratiche e i segni artistici delle due artiste\, che attraverso canzoni della tradizione popolare e contemporanea messicana compongono e ricompongono un immaginario politico lesbico. Entrambe le artiste occuperanno il festival fin due modalità “residenziali”: Taquitojocoque è l’artista che sta realizzando l’immagine visiva di ST26; Sara Leghissa\, artista\, ricercatrice e performer milanese\, abiterà per più giorni gli spazi della Pelanda in un formato residenziale che coinvolgerà il pubblico nella costruzione di una playlist collettiva per ribaltare gli immaginari della musica pop. \n\n\n\nCon il desiderio di ampliare la conoscenza\, l’accessibilità e l’agibilità dei linguaggi del contemporaneo\, Short Theatre 2026 continua a dar corpo a una trasmissione dei saperi\, con CAMERA\, formato inaugurato nella scorsa edizione del festival che invita il pubblico a far ingresso nella “camera” di creazione drammaturgica di artistə e autrici\, realizzato in questa edizione grazie al prezioso sostegno di Megera APS. Quest’anno\, le tre CAMERE che si apriranno sui procedimenti\, i gesti e le pratiche che trasformano una visione sensibile in una drammaturgia per la scena coinvolgono figuri e percorsi artistici molto differenti tra loro: Daria Deflorian\, attrice\, autrice e regista teatrale tra le più apprezzate in Italia e all’estero; Giulia Crispiani\, editor\, traduttrice\, autrice la cui pratica di scrittura si intreccia con l’arte visiva e performativa; El Conde de Torrefiel\, compagnia catalana nota a livello internazionale per i peculiare lavoro drammaturgico\, dove un’estetica testuale e visuale convivono con teatro\, coreografia\, letteratura e arti plastiche. ST26 sarà attraversato puntualmente dalla seconda edizione di CLASSE\, progetto di AREA06 che si innesta sulla programmazione di ST26\, piccola utopia realizzata in cui la pedagogia trova una forma simbolica di retribuzione e passa dalla parola diretta di chi può regalare saperi ed esperienze –  artistə\, studiosə\, attivistə – nella forma di brevi conferenze gratuite aperte a tuttə\, coinvolgendo un gruppo ristretto di giovani studenti\, che segue un percorso a loro dedicato\, mescolandosi al pubblico del festival. CLASSE 2026 vedrà la partecipazione\, tra lə altrə\, di Paul Preciado\, Daniel Blanga–Gubbay\, Teodora Grano\, Giuseppe Comuniello e Camilla Guarino\, Eszter Salamon\, Françoise Vergès\, Adelita Husni Bey e Sara Alberani\, Viola Lo Moro con Giulia Paganelli (evastaizitta)\, Nina Ferrante\, Maddalena Fragnito\, Claudia Durastanti in collaborazione con Master di Studi e Politiche di Genere di Roma Tre e Libreria Tuba\, ecc. \n\n\n\nIl tempo del festival sarà suggestionato da Salon\, formato quotidiano di inviti musicali che dà vita a un luogo all’aperto di distensione\, ascolto\, rilassatezza\, incontro\, che ospiterà in questa edizione le atmosfere sonore di dj e musicistə della scena romana – ad esempio\, la dj\, artista e cantante Lola Kola con Acetato\, formato dedicato al vinile– e internazionale\, come HABIBIBITCH\, nome d’arte della dj\, artista multidisciplinare\, docente e attivista franco-algerina\, figura di spicco della scena queer e decoloniale nota per la sua capacità di trasformare le piste da ballo in veri e propri spazi politici.  Salon quest’anno accoglierà anche musica live\, come ad esempio quella di otay:onii\, poliedrica artista originaria di Haining\, Cina\, nota per il suo mix unico di musica tradizionale cinese\, elettronica\, nevrosi post-industriale e art-pop\, o di CORPS CITOYEN\, collettivo artistico multidisciplinare con sede tra Tunisi e Milano\, fondato da artistə italianə e tunisinə. \n\n\n\nCollaborazioni \n\n\n\nAd innervare e nutrire questa edizione di Short Theatre saranno le tante collaborazioni attive sul territorio cittadino e non solo\, ogni volta declinate in modalità molteplici per disseminare\, stratificare e arricchire la proposta culturale della città. Da quelle più consolidate\, come quella con l’Università di Roma Tre\, il Modulo Arti del Master in Studi e Politiche di Genere e la Libreria Tuba\, con cui ST26 cura un appuntamento di CLASSE dedicato agli Epstein Files da una prospettiva femminista\, attraverso materiali\, immagini\, parole che creano una mappa del non detto intorno al potere maschile e al nesso arte/violenza. Oltre ai già nominati MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma\, MUCIV-Museo delle Civiltà e Cinema Troisi\, ST26 collabora con alcune realtà attive nel quartiere Quarticciolo\, come il Laboratorio di Ristorazione Quarticciolo\, progetto di cucina sociale nato da un gruppo di donne della borgata romana\, che si occuperà dei pasti per lo staff del festival\, alternandosi con un’altra realtà del territorio\, Cucina e Cultura Catering. \n\n\n\nQuest’anno Short Theatre è sostenuto da SIAE\, che in particolare supporta la linea curatoriale dedicata all’autorialità di artiste e registe donne. Saranno coinvolte otto figure di autrici che fanno della scrittura drammaturgica il cuore del proprio percorso artistico\, provenienti da generazioni e linguaggi differenti: Mariangela Gualtieri\, Erika Galli e Martina Ruggeri / Industria Indipendente\, Sara Leghissa\, Muna Mussie\, Daria De Florian\, Giulia Crispiani e Giorgina Pi. Una collaborazione che rafforza la capacità di Short Theatre di offrire spazio e visibilità alle autrici italiane\, accompagnandole non solo nella presentazione dei lavori\, ma anche nei processi che li generano\, costruendo un vero e proprio percorso di ricerca e produzione. \n\n\n\nSi rinnova la collaborazione con la piattaforma curatoriale LOCALES\, con sede a Roma\, che in questa edizione condivide con ST26 la presenza di Adelita Husni Bey\, artista italo-libica il cui lavoro si sviluppa attraverso modelli pedagogici collettivi e non competitivi nell’ambito dell’arte contemporanea. LOCALES e ST26 intrecciano parte delle rispettive programmazioni in tre momenti distinti. Il primo è Water Infrastructures\, Water Insurgencies (10\, 11 e 12 settembre)\, laboratorio ideato dall’artista e curato da LOCALES con il supporto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. L’iniziativa nasce da un triennio di collaborazione con il MUCIV – Museo delle Civiltà\, che ha ospitato le diverse edizioni de La Collezione in Tumulto\, workshop permanente ideato da Husni Bey e prodotto e curato da LOCALES. Il secondo appuntamento è uno degli incontri di CLASSE\, il 10 settembre\, condotto da Adelita Husni Bey insieme a Sara Alberani\, curatrice di LOCALES. \n\n\n\nIl programma comprende inoltre lo screening di Like a Flood\, opera audiovisiva di Husni Bey che\, a partire da un archivio fotografico recentemente riscoperto e reinterpretato\, riflette sull’interruzione dell’approvvigionamento idrico in Libia causata dallo sfruttamento delle risorse idriche e dalle politiche di insediamento forzato durante la colonizzazione italiana (1911–1943). \n\n\n\nNel desiderio di aprire nuovi spazi di attraversamento del festival da parte di bambinə\, ST26 porta avanti la collaborazione nata lo scorso anno conFatatrac edizioni e il Laboratorio d’Arte di Palazzo Esposizioni Roma\, proponendo due incontri laboratoriali per l’infanzia\, sperimentando un progetto pilota che si estenderà lungo il corso di tutto il triennio. \n\n\n\n*** \n\n\n\nShort Theatre 2026 è realizzato con il sostegno di Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo\, Regione Lazio – Spettacolo dal vivol’iniziativa è promossa e sostenuta da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria – Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura ed è realizzata da Associazione AREA06 –ETS \n\n\n\ncon il contributo di Azienda Speciale Palaexpo\, Fondazione Mattatoio – Città delle arti\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale
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SUMMARY:IF/INVASIONI (dal) FUTURO - 13° edizione
DESCRIPTION:Dal 31 agosto al 6 settembre 2026 torna al Teatro India IF/INVASIONI (dal) FUTURO. Tredicesima edizione del progetto multidisciplinare che lacasadargilla dedica alle scritture e ai temi della fantascienza.  \n\n\n\nIF/INVASIONI (dal) FUTURO_LEGACY*2026 si configura come un anno-crocevia dove progetti biennali e nuove pratiche sceniche e laboratoriali si alternano a una progettualità più estesa che guarda a un orizzonte narrativo di cinque anni. Ed è proprio grazie a questo esperimento espanso nel tempo che IF_LEGACY*2026 si presenta come l’anno zero di un’architettura drammaturgica che approda alla realizzazione dell’intero ciclo narrativo dei sei volumi di DUNE di Frank Herbert. Al centro delle scritture di quest’anno è dunque la forma della Saga\, modello di narrazione ibrida che dialoga con le nozioni di tempo profondo e di allenamento all’attesa e all’attenzione per rigenerare immaginari\, pratiche e desideri. Il 2026 è dedicato ai primi due volumi del ciclo di Herbert: DUNE e MESSIA di DUNE presentati al pubblico in forma di teatro musicale e multimediale. I due testi sono in qualche modo il fondamento e la matrice dell’opera\, qui si introducono i temi della limitazione delle risorse (l’acqua)\, delle grandi strategie geopolitiche\, del potere e delle sue insidie\, del mistero della prescienza\, del controllo della mente e dello sfruttamento della più ricca e rara materia prima del pianeta Arrakis\, la spezia. Una tela di ragno composta da società\, pianeti\, famiglie e culture tenuta assieme da un’orditura di piani e strategie di sopravvivenza.DUNE e MESSIA di DUNE sono un preludio all’intera saga e introducono all’organismo complesso e stratificato della scrittura di Herbert fatta di soliloqui\, dialoghi-psichici\, cronache\, diari e archivi scomparsi. Un vero e proprio ipertesto che si serve di tutte quelle forme cui la scrittura può aspirare per rieducarci ad abitare un mondo. \n\n\n\nFilo rosso di questo attraversamento letterario è il dialogo con il nostro presente: lo stato di crisi climatica\, ambientale e geopolitica come minaccia liquida che richiede un orizzonte immaginifico e la costruzione di identità allargate. \n\n\n\nIl tema narrativo di questa edizione si inserisce nella programmazione pluridisciplinare di IF_LEGACY*2026 che abita anche quest’anno il Teatro India in tutti i suoi spazi interni ed esterni con un ricco programma che\, nel corso della prima settimana di settembre\, alterna dal pomeriggio e fino a sera: spettacoli multimediali e melologhi sci-fi\, performance non frontali\, workshop e laboratori di alta formazione con formati inediti e innovativi\, istallazioni immersive multimediali site specific\, una conferenza tra letteratura e filosofia e un ricco palinsesto radiofonico quotidiano. \n\n\n\nIF_LEGACY*2026 si inaugura lunedì 31 agosto con la messa in onda della prima puntata di RADIO IF_LEGACY – dal vivo e disponibile on demand su spreaker – un appuntamento ormai stabile del festival che presenta anche quest’anno un ricco palinsesto con rubriche quotidiane e ospiti d’eccezione per riflettere sui temi messi in campo dagli eventi spettacolari di quest’anno; a cura di Silvio Impegnoso e dell’ensemble di IF_LEGACY*2026.   \n\n\n\nIl 2 settembre ha inizio il ciclo di serate aperte al pubblico\, con la performance CAPTCHA un progetto di Roberto Scarpetti\, Alice Palazzi e Giacomo Albites Coen. Esperimento spettacolare che gioca con il test di Alan Turing\, chiamato The Imitation Game perché postula che una macchina è intelligente se riesce a formulare risposte indistinguibili da quelle di un essere umano. Il pubblico viene chiamato a formulare 30 domande a due interpreti in scena. Chi replica con le risposte date da esseri umani\, chi con quelle fornite dall’AI. Saranno in grado le spettatrici e gli spettatori di distinguere l’intelligenza umana da quella artificiale? \n\n\n\nPrima della performance\, nello spazio esterno del Teatro India\, un evento musicale esplosivo: ELECTRIC STATE\, esperimento sonoro ideato da Anna Mallamaci (voce e testi) e Fortunato Leccese (musiche). Un tempo di ascolto collettivo. Dodici minuti di canti della fine del mondo. Quando il cielo inizia a collassare sotto una pioggia di scintille\, nessuno cerca rifugio\, nessuno fugge. Un ritmo elettrico attraversa il pianeta\, l’ultimo impulso di un corpo morente. Il ritmo si sostituisce alla paura fino a quando la luce divora il suono. È così che finisce un pianeta. E molti altri\, a seguire. Quel momento si chiama ELECTRIC STATE. \n\n\n\nDal 3 al 5 settembre l’universo molteplice e stratificato di DUNE si diffonde per tutti gli spazi il Teatro India. \n\n\n\nTorna IF_ART focus dedicato alle arti visive che quest’anno ospita MI CAPITA DI PENSARTI dell’artista Martina Biolo. Le opere in lattice dalla natura di calchi di oggetti preesistenti sono allestite nel foyer del Teatro in piccoli fuochi narrativi\, mentre una foresta in via d’estinzione sconfina nello spazio scenico di DUNE e MESSIA di DUNE. Oggetti ostinati\, tracce mnemoniche\, elementi naturali calcificati\, scarti del nostro presente. Una natura residuale che dialoga con il mondo deserto costruito da DUNE e con il possibile destino del nostro pianeta. MI CAPITA DI PENSARTI è il riallestimento delle opere realizzate per Beautiful Creatures. Terre di lupi\, di lantanidi e ginestre\, un progetto site specific de lacasadargilla\, per gentile concessione del Teatro Metastasio di Prato. \n\n\n\nSempre il 3 settembre\, l’oramai tradizionale appuntamento con la conferenza filosofico/scientifica a cura di Dario Gentili: EFFETTO CORIOLIS. DI SPEZIE\, DI ACQUA E DI ALTRE RISORSE IN ESAURIMENTO. Dario Gentili e Felice Cimatti dialogano a partire da alcuni dei temi suscitati dalla lettura dei romanzi di Frank Herbert. \n\n\n\nA dare il dare il via agli spettacoli multidimensionali l’istallazione visiva e sonora THE GOLDEN PATH prima puntata di un’opera in divenire che si strutturerà lungo i 5 anni dedicati alla saga. Al calar della sera la parete industriale del teatro India muta pelle in visioni e paesaggi sonori di un universo abitato da tempeste di sabbia\, vermi giganti e minuscoli topi del deserto\, popoli e sorellanze che coltivano il dono della prescienza. Si ricordò di aver visto un fazzoletto di garza gonfiato dal vento\, e percepiva il futuro così\, il contorcersi di una superficie gonfia e flessibile come quella del fazzoletto. THE GOLDEN PATH è un’opera di Alessandro Ferroni e Maddalena Parise. \n\n\n\nDal 3 al 5 settembre in prima nazionale si apre il ciclo degli spettacoli DUNE PARTE I\, DUNE PARTE II\, MESSIA di DUNE. Un progetto teatrale immersivo e multidimensionale che combina narrazione dal vivo\, elementi di un paesaggio calcificato\, immagini digitali e paesaggi sonori: proiezioni di colori\, trame in filigrana\, piccoli movimenti vitali\, frammenti di architetture si mescolano agli elementi materici di una foresta in lattice sospesa sulla scena\, mentre luci roventi e ghiacciate dialogano con una ricca e sofisticata costellazione di costumi. E tutt’intorno\, un paesaggio musicale tripartito\, composto di canti di matrice elisabettiana\, melodie elettroniche e suoni materici con strumentazione dal vivo\, disegnando un universo sonoro che struttura la narrazione seguendone gli assi narrativi. \n\n\n\nDUNE PARTE I\, DUNE PARTE II\, MESSIA di DUNE sono un progetto de lacasadargilla regia Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni adattamenti Roberto Scarpetti drammaturgia musicale a cura di Gianluca Ruggeri\, Veronica Aracri\, Alessandro Ferroni\, Ivano Guagnelli\, ambienti visivi Maddalena Parise costumi Federica Terracina opere di Martina Biolo drammaturgia delle luci Omar Scala disegno sonoro Pasquale Citera e con Veronica Aracri al canto\, Alessandro Ferroni agli Electronic Devices\, Ivano Guagnellial piano\, Gianluca Ruggeri alle percussioni. \n\n\n\nDUNE PARTE I – 3 settembre. Nel deserto spietato di Arrakis\, il pianeta più inospitale dell’Impero\, si gioca una partita mortale per il potere. A causa degli intrighi fra le diverse forze geopolitiche che regolano l’impero\, la Gilda Spaziale\, la Sorellanza Bene Gesserit\, le corporazioni della CHOAM\, e gli equilibri precari del Landsraad\, la Casa Atreides viene spazzata via lasciando un solo erede: Paul\, un ragazzo destinato a riscrivere il destino di mondi interi. Nel corso di questa prima serata Arrakis si rivela un pianeta che custodisce molto più della sabbia\, degli immensi vermi o delle Tempeste di Coriolis: è fonte della spezia\, la sostanza più preziosa dell’universo\, chiave della prescienza e della sopravvivenza stessa. \n\n\n\nDUNE PARTE I è con Giacomo Albites Coen\, Alessandro Averone\, Marco Cavalcoli\, Bianca Cavallotti\, Tania Garribba\, Silvio Impegnoso\, Fortunato Leccese\, Anna Mallamaci\, Emiliano Masala\, Flavio Murialdi\, Alice Palazzi\, Giulio Petushi\, Stefano Scialanga. \n\n\n\nDUNE PARTE II – 4 settembre. Prosegue la narrazione nel cuore del deserto di Arrakis dove\, tra visioni profetiche e leggende\, la mancanza d’acqua orienta strategie di sopravvivenza e nicchie ecologiche. Paul si rifugia con la madre Jessica tra i Fremen\, il popolo della sabbia\, scoprendo i segreti di una terra viva e letale\, dominata dal ciclo della spezia. Paul\, diventa l’incarnazione di una speranza millenaria\, mentre fanatismo e guerra si intrecciano in una danza tragica in un mondo dove il futuro è un miraggio tra le dune e ogni passo è una sfida al tempo presente.  \n\n\n\nDUNE PARTE II è con Giacomo Albites Coen\, Bianca Cavallotti\, Marco Cavalcoli\, Cecilia Fabris\, Silvio Impegnoso\, Anna Mallamaci\, Emiliano Masala\, Alice Palazzi\, Giulio Petushi\, Stefano Scialanga \n\n\n\nMESSIA di DUNE – 5 settembre. Dodici anni dopo aver conquistato l’Impero\, Paul regna su un universo insanguinato dal jihad scatenato in suo nome. Arrakis è teatro di complotti: la Gilda Spaziale\, le Bene Gesserit\, la CHOAM e il Landsraad cospirano per abbatterlo. MESSIA di DUNE è il ritratto vertiginoso di un sovrano che si sgretola sotto il peso della sua stessa leggenda. In un universo che venera e tradisce con la stessa intensità\, Paul dovrà affrontare la domanda più antica: quanto vale un uomo se il suo sogno ha trasformato l’universo in una prigione?  \n\n\n\nMESSIA di DUNE è con Giacomo Albites Coen\, Bianca Cavallotti\, Cecilia Fabris\, Tania Garribba\, Nico Guerzoni\, Fortunato Leccese\, Anna Mallamaci\, Paolo Minnielli\, Alice Palazzi\, Giulio Petushi\, Edoardo Sabato \n\n\n\nIF_LEGACY*2026 chiude il 6 settembre con due eventi speciali: CHILD OF THREE. DESERT SUITE\, performance musicale a cura diRodolfo Rossi/Ars Ludi che guida bambine e bambini alla realizzazione di una partitura di suoni e rumori con materiali naturali\, scoperti a partire dal libro Il signor G di Gustavo Roldan e GUIDA IL TUO CARRO SULLE OSSA DEI MORTI melologo di e conFederica Rosellini dal romanzo di Olga Tokarczuk. In un villaggio ai margini del bosco\, al confine con la Repubblica Ceca\, alcuni cacciatori iniziano a morire in circostanze misteriose. A guidarci in questo racconto-paesaggio è Janina Duszejko\, eccentrica insegnante in pensione\, appassionata di William Blake\, che preferisce la compagnia degli animali a quella degli uomini e legge il mondo attraverso gli astri. Dal capolavoro della Premio Nobel per la Letteratura Olga Tokarczuk\, una partitura per voce e musica elettronica in cui il mistero si trasforma in un esercizio di ascolto e di disobbedienza. \n\n\n\nIF_LEGACY*2026 ospita infine una ricca programmazione di workshop e laboratori di alta formazione curati da quattro professioniste e professionisti d’eccellenza – Marco D’Agostin\, Federica Rosellini\, Rodolfo Rossi/Ars Ludi\, Roberto Scarpetti. Questi atelier di studio e ricerca punteggiano tutto l’arco della programmazione inaugurando formati innovativi di aperture al pubblico e studio di nuove pratiche e drammaturgie.  \n\n\n\nDal 31 agosto e fino al 2 settembre: PICCOLA BOTTEGA_2526\, seconda annualità del workshop di scrittura per giovani autori e autrici a cura di Roberto Scarpetti con la collaborazione di Fabulamundi Playwriting Europe. Il 31 agosto e il 1° settembre PICCOLA BOTTEGA_2526_COLLAUDO apre al pubblico con la presentazione in forma di lettura dei testi elaborati durante il laboratorio biennale messi in voce dall’ensemble di attrici e attori di IF_LEGACY*2026. \n\n\n\nDal 31 agosto al 4 settembre: COSTELLAZIONI ERETICHE\, workshop di scrittura scenica di Federica Rosellini che a partire da Guida il tuo carro sulle ossa dei morti di Olga Tokarczuk e da Orso di Marian Engel\, esplora il desiderio\, la giustizia e le forme con cui la letteratura può mettere in crisi le gerarchie imposte al vivente\, interrogando il genere come spazio di disorientamento e di immaginazione radicale. \n\n\n\nDal 2 al 5 settembre: ORBITAL\, workshop intensivo di Marco D’Agostin intorno al libro di Samantha Harvey. Sulla scorta di alcuni nuclei tematici o invenzioni linguistiche del romanzo\, D’Agostin invita un gruppo di attrici e attori\, performer e mover a indagare principi e dispositivi teatrali che accettino la sfida di mettere in scena pensieri e azioni inimmaginabili dalla Terra. ORBITAL inaugura un modello di aperture dal formato inclusivo e innovativo: ogni giorno negli ultimi 60 minuti di workshop ORBITAL_OPEN invita il pubblico di IF_LEGACY*2026 a osservare il lavoro in sala.  \n\n\n\nDal 3 al 6 settembre: seconda annualità di CHILD OF THREE workshop per l’infanzia condotto da Rodolfo Rossi/Ars Ludi. CHILD OF THREE. DESERT SUITE sperimenta una riflessione ludica e ambientale sugli ecosistemi ispirata a John Cage e alle sue composizioni musicali per strumenti di materia vegetale. Quest’anno l’approfondimento sarà a partire dal libro Il signor G di Gustavo Roldan. Domenica 6 settembre è prevista una performance musicale come esito finale del workshop. \n\n\n\nOgni giorno nella biblioteca DESERT BOOKS sono consultabili edizioni introvabili della sci-fi classica e contemporanea e della speculative fiction più avanzata.
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SUMMARY:I Ricchi e Poveri in concerto a Fondi
DESCRIPTION:I Ricchi e Poveri il 31 agosto saranno in concerto\, con ingresso gratuito\, a Fondi\, Anfiteatro Piazza De Gasperi\, organizzato dal Comune di Fondi\, nell’ambito di Street Music Contest Festival\, in collaborazione con Tolfarte\, ATCL\, Ventidieci\, progetto finanziato da Regione Lazio e Visit Lazio. \n\n\n\nIl  concerto di Fondi rientra nel tour internazionale dei Ricchi e Poveri\, che ha portato il gruppo in diversi Paesi europei\, tra cui Germania\, Repubblica Ceca\, Austria e Slovacchia \, confermando la capacità della storica formazione di conquistare il pubblico anche oltre i confini nazionali. Lo show ripercorrerà oltre 50 anni di carriera del gruppo sino ai più recenti “Ma non tutta la vita” (Doppio Disco di Platino) e “Aria”. Uno spettacolo travolgente e colorato in cui la storia si intreccia alla contemporaneità attraverso un repertorio di grandi successi\, tra i quali: La prima cosa bella\, Che sarà\, Mamma Maria\,Voulez vous danser\, Se m’innamoro e Sarà perché ti amo\, diventata tra l’altro la colonna sonora di tante manifestazioni e società sportive nazionali e internazionali\, un inno che ha collezionato oltre 320.000.000 di streaming e che nel solo 2024 è doppio Disco di Platino in Germania e Quadruplo Platino in Svizzera con oltre 250 milioni di ascolti. \n\n\n\nI Ricchi e Poveri festeggiano lo straordinario successo scandito da tormentoni\, dalla hit natalizia “Il Natale degli angeli” per la quale diventano cartoon\,  numeri da record sui social\, imitazioni di una gestualità ormai iconica\, il recente sold out a maggio del tour internazionale in Australia (Sidney – The State Theatre\, Melbourne – Palais Theatre\, Adelaide – Her Majesty’s Theatre) con un spettacolo eccezionale e con il desiderio di condividere con il pubblico speciali serate in cui ciascuno sarà protagonista. Angelo e Angela sono accompagnati da Antonio Rugiero alle chitarre\, Roberto Chiappetta al basso\, Alfredo Biondo alle tastiere e Gianpaolo Noce alla batteria. I Ricchi e Poveri\, con 22 milioni di dischi venduti e 30 album realizzati\, sono il gruppo italiano più famoso nel mondo oltre ad essere diventati un fenomeno cult che ha travolto tutti: “Ma non tutta la vita” è entrata in Top 10 Italia su Spotify\, Amazon Music e iTunes\, confermandosi tra i brani più ascoltati in Italia su tutte le principali piattaforme digitali\, totalizzando oltre 50 milioni di ascolti nel solo territorio italiano\, superando a più riprese la soglia di 8 milioni di ascoltatori mensili su Spotify. Il videoclip del brano sanremese ha superato i 36 milioni di views\, è entrato in Top 10 tra i video più guardati su YouTube nella sezione Musica ed è il secondo videoclip musicale più guardato del primo semestre dell’anno su VEVO Italia. Su TikTok il brano è diventato virale sino ad essere la seconda canzone più utilizzata in Italia per oltre due settimane con più di 400 mila creazioni e 720 milioni di views complessive. I Ricchi e Poveri hanno celebrato il meraviglioso successo della hit “Ma non tutta la vita” (DM Produzioni su licenza Carosello Records) con una versione inedita in lingua spagnola del brano: “Pero no toda la vida”\, uscita lo scorso 12 luglio e presentata per la prima volta a Madrid durante le celebrazioni del Pride di Madrid.  \n\n\n\nIl tour dei Ricchi e Poveri è prodotto da DM Produzioni.
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SUMMARY:Bilancio conclusivo per Ombre Festival
DESCRIPTION:Dopo un mese esatto dall’apertura\, avvenuta lo scorso 5 luglio\, si è tracciato oggi il bilancio del festival Ombre in una partecipata conferenza nella sala consiliare del Comune con la sindaca Chiara Frontini\, l’assessore Elena Angiani\, la consigliera Alessandra Croci ed il presidente dell’associazione delle Ombre\, Alessandro Maurizi. \n\n\n\nE’ stato proprio Maurizi\, dopo l’introduzione della sindaca a prendere la parola ed ad illustrare i punti salienti della settima edizione della manifestazione. \n\n\n\n“I numeri delle presenze li avete visti tutti con i vostri occhi. Le piazze piene sono state sotto gli occhi dei cittadini e della stampa. Ma credo che oggi i numeri davvero importanti siano altri – ha sottolineato – Sono quelli di un festival che non dura una settimana\, ma quasi un mese\, con oltre novanta appuntamenti tra Viterbo e Tuscania. Un modello organizzativo raro nel panorama nazionale. \n\n\n\nSono quelli di una manifestazione che riesce a riunire magistrati\, ministri\, giornalisti\, scrittori\, artisti\, scienziati e rappresentanti delle istituzioni\, mantenendo un’identità precisa e\, soprattutto\, una pluralità di voci. Sul palco di Ombre convivono idee anche molto diverse\, perché crediamo che la cultura non debba dividere\, ma creare confronto. \n\n\n\nSono quelli di un festival che sceglie di mantenere tutti gli eventi a ingresso gratuito\, perché la cultura deve essere accessibile a tutti e non a chi può permettersi un biglietto. \n\n\n\nSono quelli di quasi quattro milioni di visualizzazioni raggiunte dai contenuti pubblicati sui canali di Ombre Festival e di Tuscia Love. Un risultato che dimostra come il nostro messaggio abbia ormai superato i confini della Tuscia. \n\n\n\nSono quelli della grande editoria italiana\, che oggi considera Ombre uno degli appuntamenti più autorevoli del Paese\, mettendoci a disposizione i cataloghi dei propri autori\, compresa Rai Libri. \n\n\n\nSono quelli dei progetti che stanno nascendo. Ci è stata proposta la realizzazione di una Fiera del Libro di Viterbo\, insieme ad altre iniziative di respiro nazionale sulle quali stiamo lavorando con entusiasmo e riservatezza. \n\n\n\nSono quelli della produzione culturale. Da Ombre nasce “Ombre di Mafie”\, un podcast produzione Ombre Festival in collaborazione con il Comune di Viterbo in dodici puntate condotto ideato e condotto da Paolo Di Giannantonio con alcuni dei principali protagonisti italiani della lotta alla criminalità organizzata. \n\n\n\nI numeri sono quelli della fiducia. Non siamo noi a dire che Ombre è diventato una realtà nazionale: lo dicono gli ospiti che ogni anno scelgono di essere con noi e che descrivono questo festival come uno dei più interessanti e meglio organizzati d’Italia.  \n\n\n\nSono poi i numeri dell’economia che Ombre genera. Dietro il festival lavorano grafici\, agenzie di comunicazione\, tipografie\, aziende di allestimento\, service audio e video\, videowall\, elettricisti\, autisti\, strutture ricettive\, ristoranti\, fornitori e decine di professionisti. Ogni euro investito nel festival produce cultura\, ma anche lavoro e ricadute economiche concrete per il territorio. \n\n\n\nE ci sono numeri che non si possono misurare con un contapersone. Dopo gli articoli su testate nazionali che criticavano aspramente la manifestazione – prosegue Maurizi –  oltre venti festival culturali di rilievo nazionale hanno espresso pubblicamente la loro solidarietà\, dimostrando che Ombre è ormai riconosciuto come una realtà credibile e autorevole nel panorama culturale italiano. \n\n\n\nCi sono i numeri di chi racconta Ombre. Dieci fotografi e social media che hanno documentato ogni giornata del festival\, immortalando migliaia di immagini. Perché Ombre non vive soltanto nelle serate che organizza: vive anche nella memoria che lascia e nel patrimonio di immagini\, video e contenuti.” \n\n\n\n“Infine\, permettetemi un’ultima riflessione – conclude Maurizi – Spesso ci chiediamo come confrontarci con i grandi festival italiani. Io credo che il confronto vada fatto anche sulle risorse disponibili. Festival come Pordenonelegge si svolgono nell’arco di cinque giorni. Festivaletteratura di Mantova dura cinque giorni. Il Libro Possibile di Polignano a Mare si sviluppa in quattro giorni. Questi grandi festival italiani dispongono generalmente di budget che supera abbondantemente il mezzo milione e concentrano la loro programmazione in pochi giorni. \n\n\n\nOmbre Festival\, con un budget ridotto\, realizza quasi un mese di programmazione\, oltre novanta eventi\, tutti a ingresso gratuito. \n\n\n\nNon dico questo per stabilire chi sia migliore. Lo dico perché credo sia un dato oggettivo che racconta il valore del lavoro svolto da un’associazione di volontari\, dai nostri partner\, dagli sponsor\, dalle istituzioni che ci sostengono e da tutte le persone che\, ogni anno\, credono in questo progetto. \n\n\n\nPer questo credo che oggi Ombre non sia più soltanto un festival. È diventato una piattaforma culturale che produce idee\, relazioni\, economia e nuovi progetti. Un luogo in cui si incontrano editoria\, istituzioni\, giornalismo\, magistratura\, spettacolo\, imprese e cittadini. \n\n\n\nPoi ci sono poi i numeri dell’internazionalizzazione. \n\n\n\nPer la prima volta Ombre Festival ha ospitato un grande evento dedicato all’alta moda internazionale\, “Duomo sotto le Stelle”\, trasformando Piazza San Lorenzo e il Palazzo dei Papi in una passerella a cielo aperto dove moda\, arte\, storia e patrimonio culturale hanno dialogato tra loro.  \n\n\n\nNon è stato soltanto uno spettacolo\, ma è stato un progetto che ha coinvolto: Aydın Açık\, organizzatore internazionale di eventi fashion attivo tra Europa\, Asia\, Africa e America\, promotore di reti internazionali tra stilisti\, artisti e giovani talenti\, Arianna Ciampoli\, storico volto Rai\, scelta per condurre la serata\, Maison e stilisti provenienti da più Paesi\, tra cui Godze Isbilir (Turchia)\, Natasa Djokic (Montenegro)\, Chic & Holland (Paesi Bassi) e l’Accademia Fotu con le nuove generazioni della moda.  \n\n\n\nInsomma Ombre non organizza soltanto incontri e presentazioni di libri ma  costruisce connessioni. 
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SUMMARY:"La Sperimentazione in Periferia" con il Festival Anomalie
DESCRIPTION:Torna dal 28 agosto al 13 settembre 2026 torna Anomalie La Sperimentazione in Periferia\, festival internazionale di nuovo circo contemporaneo\, teatro urbano e musica\, che da due decenni semina la promessa poetica e politica di portare bellezza dove spesso viene negata. \n\n\n\nLa ventesima edizione apre dal 28 al 30 agosto a Segni\, comune dei Monti Lepini a sud di Roma.  L’apertura è affidata all’intramontabile Pitecus\, opera di Rezza e Mastrella il 28 agosto\, seguita da due giornate spettacoli che   trasformeranno Segni in un borgo-palcoscenico a cielo aperto con un’anima da buskers festival. A Roma\, il festival torna ad abitare il Parco delle Canapiglie di Torre Maura – dal 4 al 13 settembre. L’anteprima è affidata alla lezione spettacolare di Lorenzo Ritondale prevista il 30 agosto a Largo Mengaroni. \n\n\n\nPROGRAMMA SPETTACOLI  \n\n\n\ndal 28 al 30 agosto \n\n\n\na Segni (Roma) \n\n\n\n28 AGOSTO 2026 – VENERDÌore 21 \, Cortile della Scuola Media – Piazza Risorgimento\, 27 – Segni  \n\n\n\nspettacolo: PITECUS \n\n\n\ncompagnia: RezzaMastrella \n\n\n\nPITECUS racconta storie di tanti personaggi\, un andirivieni di gente che vive in un microcosmo disordinato: stracci di realtà si susseguono senza filo conduttore\, sublimi cattiverie rendono comici e aggressivi anche argomenti delicati. Non esistono rappresentazioni positive\, ognuno si accontenta\, tutti si sentono vittime\, lavorano per nascondersi\, comprano sentimenti e dignità\, non amano\, creano piattume e disservizio. \n\n\n\nÈ uno spettacolo che analizza il rapporto tra l’uomo e le sue perversioni: laureati\, sfaticati\, giovani e disperati alla ricerca di un’occasione che ne accresca le tasche e la fama\, pluridecorati alla moralità che speculano sulle disgrazie altrui\, vecchi in cerca di un’identità che li aiuti ad ammazzare il tempo prima che il tempo ammazzi loro\, persone che tirano avanti una vita ormai abitudinaria\, individui che vendono il proprio corpo in cambio di un benessere puramente materiale\, esseri che viaggiano per arricchire competenze culturali esteriori e superficiali. I personaggi sono brutti somaticamente ed interiormente\, sprigionano qualunquismo a pieni pori\, sprofondano nell’anonimato ma\, grazie al loro narcisismo\, sono convinti di essere originali\, contemporanei e\, nei casi più sfacciati\, avanguardisti. Parlano un dialetto misto\, sono molto colorati\, si muovono nervosi e\, attraverso la recitazione\, assumono forme mitiche e caricaturali\, quasi fumettistiche. \n\n\n\ncon Antonio Rezza \n\n\n\nquadri di scena: Flavia Mastrella \n\n\n\n(mai) scritto da Antonio Rezza \n\n\n\nassistente alla creazione: Massimo Camilli \n\n\n\nproduzione: REZZAMASTRELLA TSI La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello \n\n\n\ndurata: 90 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: teatro \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: italiano \n\n\n\nbiglietto: 12 euro \n\n\n\n29 AGOSTO 2026 – SABATO \n\n\n\nItinerante\, dai Giardini dello Spassiggio al centro storico\, Piazza Santa Maria – Piazza Pericle Felici –  Piazza della \n\n\n\nPretura di Segni \n\n\n\nore 18 – Giardini dello Spassiggio\, Segni \n\n\n\nspettacolo: BIG BABOL CIRCUS \n\n\n\ncompagnia: ANTONINI  di e con Daniele Antonini \n\n\n\nSinossi: In scena c’è un clown\, un sognatore o forse un poeta. Lo spettacolo stesso è una grande bolla di sapone: tutto è magico e tutto può accadere. Daniele Antonini\, nato come artista di strada\, alterna magie comiche – il libro che si infuoca\, l’acqua che si trasforma istantaneamente in ghiaccio – giocolerie\, manipolazioni di palloncini\, clownerie e l’immancabile esibizione delle bolle di sapone. I liquidi per preparare la giusta miscela non mancheranno di sparire e riapparire\, mettendo in difficoltà il loro sempre più indispettito manipolatore. Tutti presenti vengono rapiti da un susseguirsi di stupori\, emozioni e grandi risate. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nideazione e interpretazione: Daniele Antonini \n\n\n\ndurata: 45 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Giocoleria\, Clownerie\, Magia\, Bolle di sapone \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\naccesso: libero \n\n\n\nore 18.45\, 19.45\, 20.45\, 21.45 – Itinerante\, centro storico – Segni \n\n\n\nspettacolo: FLUSSO \n\n\n\ncompagnia: CORDATA F.O.R. \n\n\n\n4 repliche: itinerante \n\n\n\nSinossi: versione site-specific e intima di Bello!\, adattata per luoghi non convenzionali e pensata per un numero variabile di artisti (almeno 3). Questo estratto raccoglie l’essenza dello spettacolo\, trasformando ogni spazio in una tela da dipingere con bellezza\, energia e poesia. Grazie a un ricamo di movimenti\, emozioni e simboli\, Pillole di bellezza incanta il pubblico\, offrendo una connessione unica con l’ambiente circostante e lasciando un’impronta indelebile in ogni luogo. Un’opera che si adatta\, sorprende e affascina in ogni sua declinazione. \n\n\n\nBello! interroga la relatività delle forme storiche della bellezza\, tirannica in Italia\, e l’universalità del nostro bisogno di giudizio. L’universo è strano\, molto fisico. Bello! è uno spettacolo sulla forza della meraviglia e sul potere di un circo all’erta\, sempre alla ricerca\, che subordina l’estetica all’etica e che cerca senza sosta nuove forme espressive. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nCreazione e direzione: Francesco Sgrò \n\n\n\nProduzione: Cordata F.O.R e Fabbrica C in collaborazione con Flic Scuola di Circo \n\n\n\nDirettrice di produzione: Giuseppina Francia \n\n\n\nCo-creazione e interpretazione: Britt Timmermans\, Mario Kunzi\, Tijs Bastiaens\, Camille Guichard\, Vittorio Catelli\, \n\n\n\nAntonio Panaro e Giacomo Martini \n\n\n\nDrammaturgia: Jean-Michel Guy \n\n\n\nAccompagnamento coreografico: Teresa Noronha Feio \n\n\n\nAccompagnamento acrobatico: Davide Visintini \n\n\n\nTesti e fotografia: Luca Quaia \n\n\n\nDisegno luci: Edwin Van Steenbergen \n\n\n\nResponsabile tecnico: Luca Carbone \n\n\n\nScenografie: Francesco Fassone con l’assistenza di Jessica Koba \n\n\n\nMusiche: Francesco Sgrò e Pino Basile \n\n\n\nCostumi: Anna Kemp e Agostino Porchietto \n\n\n\nProgetto realizzato grazie al sostegno di Fondazione Compagnia di Sanpaolo\, tramite il bando ArtWaves e Ministero \n\n\n\ndella Cultura\, Regione Piemonte\, TAP-Torino Arti Performative. Inserito nel progetto di Europa Creativa The Sphere \n\n\n\ndurata: 15/30 min. ciascuna replica site specific \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: circo contemporaneo (acrobatica\, mano a mano\, danza) \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\naccesso: libero \n\n\n\nore 19 e 21.30 – Piazza della Pretura\, Segni \n\n\n\nspettacolo: HISTORIETA DE UN ABRAZO \n\n\n\ncompagnia: Facundo Moreno e Rugiada Grignani \n\n\n\nSinossi: Facundo e Rugiada danno vita ad un mondo immaginario fatto di musica e teatro\, ombre e burattini\, sogni e misteri. Un antico amore\, un incontro tra due ombre\, una sirena che si è perduta\, una visione\, un temporale… Lo spettacolo è un inventario del teatro di figura e genera una varietà di sequenze a sorpresa\, cui gli attori assistono come a momenti di vita. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nCreazione ed interpretazione: Facundo Moreno e Rugiada Grignani \n\n\n\ndurata: 30 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: teatro musicale e di figura \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\naccesso: libero \n\n\n\nore 22 – Piazza Pericle Felici\, Segni \n\n\n\nspettacolo: INTUS \n\n\n\ncompagnia: Steam Duo \n\n\n\nSinossi: I personaggi non raccontano una storia: si raccontano. Portano in scena le loro ombre\, i disturbi\, le paure. Lo fanno con lentezza\, scavando\, lasciando emergere quell’energia che li attraversa e li condiziona. Ma proprio nel dar voce a questa forza\, iniziano a canalizzarla. E ciò che prima era caotico e distruttivo\, trova una direzione nuova creativa. Le grida e i rantoli si trasformano in suono\, in paesaggi sonori che diventano musica. Il bisogno di nascondersi lascia spazio al gioco\, alla scoperta\, al desiderio di mostrarsi senza paura. Dopo aver attraversato i propri conflitti interiori\, i corpi si fanno più leggeri. Ora possono guardarsi\, incontrarsi\, senza caricarsi addosso l’uno le insicurezze dell’altro. In questo spazio finalmente libero\, nasce una calma nuova\, un piacere nel condividere\, nel costruire insieme. \n\n\n\nCREDITI: \n\n\n\nCreato e interpretato da: Stefano Zacchi e Valentina Di Emidio \n\n\n\nOcchio esterno: Luca Lugari \n\n\n\nMusiche: ambienti sonori live di Stefano Zacchi \n\n\n\ndurata: 40 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: circo-teatro\, musica dal vivo\, manipolazione oggetti\, acrobatica \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\naccesso: libero \n\n\n\nore 23 – Piazza Santa Maria\, Segni \n\n\n\nspettacolo: CONCERTO DELL’ORCHESTRA DI RITMO CON SECCHI  \n\n\n\ncompagnia: DIRETTA DAL M° ANTONIO MEROLA \n\n\n\ndurata: 60 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: concerto con strumenti autocostruiti\, Fuoco\, Trampoli\, Bolle di sapone \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\naccesso: libero \n\n\n\n30 AGOSTO 2026 – DOMENICA \n\n\n\nItinerante\, dai Giardini dello Spassiggio al centro storico\, Piazza Santa Maria – Piazza Pericle Felici –  Piazza della \n\n\n\nPretura di Segni \n\n\n\nore 18 – Giardini dello Spassiggio\, Segni \n\n\n\nspettacolo: DANI E LA GIOCOLERIA \n\n\n\ncompagnia: Daniela Cardellini \n\n\n\nSinossi: spettacolo di Giocoleria Comica\, basato su tecniche circensi\, teatrali ed interazione con il pubblico. Miss Dani una clown giocoliera dal sorriso contagioso\, capace di coinvolgere qualsiasi tipo di pubblico con abilità circensi e sketch da commedia all’italiana! Una performance di giocoleria contemporanea che mette in relazione corpo e spazio pubblico e presenza\, nel segno della libertà espressiva. Un mix di divertimento\, suspence\, destrezze e corteggiamenti. \n\n\n\nCREDITI: \n\n\n\ndi e con: Daniela Cardellini \n\n\n\ndurata: 45 min. \n\n\n\ngenere: circo di strada\, giocoleria\, clown\, teatro\, acrobatica \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\naccesso: libero \n\n\n\nore 19 – Piazza Pericle Felici\, Segni \n\n\n\nspettacolo:  EL ALETREO \n\n\n\ncompagnia: Compagnia Kalambres (Messico)  \n\n\n\nSinossi: Spettacolo ispirato al mondo sottile e onirico della pittrice Remedios Varo con le opere “Fenomeno de ingravidez“ e “La creacion de las aves“. Kalambres è un personaggio che esplora attraverso il linguaggio del circo e del clown\, il mistero e la curiosità che si nasconde tra libri e oggetti che orbitano nell’aria. \n\n\n\nI libri accompagnano l’immaginario di Kalambres e il suo desiderio di volare insieme allo spettatore\, per ricordare quanto sia bello giocare ed essere portato via dal vento\, senza paura di essere libero\, senza paura di cadere e essere ridicolo e sorridente. \n\n\n\nCREDITI: \n\n\n\ncreatore / artista in scena: Humberto Jiménez Ríos (Kalambres) \n\n\n\ndurata: 45 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: giocoleria\, equilibrio e clown \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\naccesso: libero \n\n\n\nore 21 – Piazza della Pretura\, Segni \n\n\n\nspettacolo: TU NO SÀ…CHI SE MUÀ??!!! \n\n\n\ncompagnia: Donatella Morabito \n\n\n\nSinossi: Tunosà…chisemuà è uno spettacolo muto che parla forte e chiaro. \n\n\n\nUn personaggio improbabile\, tenero e disarmato\, attraversa il mondo con il solo linguaggio del corpo\, dell’assurdo e della meraviglia. Con la delicatezza di una piuma e la goffaggine di chi non si arrende\, una clown senza parole invita il pubblico in un universo parallelo fatto di sbagli\, attese\, rovesciamenti e piccoli trionfi. Un viaggio comico e surreale che racconta la condizione umana attraverso una lente deformante\, poetica e profondamente femminile. Un’intima trasformazione che si compie sotto gli occhi dello spettatore: quella della fragilità che diventa potenza. \n\n\n\n \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nDrammaturgia: Donatella Morabito \n\n\n\nRegia: Donatella Morabito \n\n\n\nOcchio esterno: Maria Elena Rubbino (Compagnia Sbadaclown) \n\n\n\nCostumi: Aurora Tomarchio (IG Tutu_mania) \n\n\n\nLuci: Alice Bella \n\n\n\nOrganizzazione: Chiara Crupi \n\n\n\nProgetto sostenuto da: Kollatino Underground ETS \n\n\n\nIn collaborazione con: Circofficina \n\n\n\ndurata: 35 o 50 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: clownerie al femminile\, teatro fisico\, visual \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\naccesso: libero \n\n\n\nore 22 – Piazza Pericle Felici\, Segni \n\n\n\nspettacolo:  CIRCUS FOLLIES \n\n\n\ncompagnia: Jacopo Candeloro e Flor Luludì (Argentina)  \n\n\n\nSinossi: Un eccentrico giocoliere e la sua straordinaria assistente mettono in scena una collezione di esibizioni originali di giocoleria ed equilibrismo creando un’atmosfera comica tra virtuosismi\, momenti ridicoli e sorprese inaspettate. Uno spettacolo leggero e autoironico frutto della continua evoluzione del repertorio proposto\, che saprà stupire e divertire spettatori di tutte le età. \n\n\n\nCREDITI: \n\n\n\ndi e con: Jacopo Candeloro (Japo) e Flor Luludì (Luludì) \n\n\n\ndurata: 50/60 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: spettacolo comico di giocoleria ed equilibrismo \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\naccesso: libero \n\n\n\nore 23 – Piazza Santa Maria\, Segni \n\n\n\nspettacolo:  BANYAN – Welcome in our world – fire show \n\n\n\ncompagnia: UNA LAMP \n\n\n\nOre 23 \n\n\n\nSinossi: Nello spettacolo si racconta la maturazione personale di due personaggi i quali come ragione della propria vita hanno scelto “Il Viaggio”. Da un entusiastico incontro iniziale in cui la reciproca scoperta è il fulcro della narrazione\, lo spettatore è poi accompagnato in un viaggio emozionale che passa attraverso lo scontro e la solitudine\, per poi riconfluire in un nuovo approccio\, questa volta basato sulla maturità conquistata e sulla reciproca fiducia e stima. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nIdeato\, scritto\, diretto e coreografato d:  Lucignolo e il Fuoco (Paolo Mele) e Marta from Diya (Marta Ruffino) \n\n\n\nProduzione: Teatro del Sottosuolo \n\n\n\ndurata: 45 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: danza\, fuoco e teatro \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: italiana \n\n\n\nAccesso: libero \n\n\n\nLABORATORI – FESTIVAL “ANOMALIE” \n\n\n\n1. PICCOLO CIRCO  (Laboratorio per bambini 2-8 anni) \n\n\n\nDate: 29 e 30 agostoDove: Giardini dello Spassiglio\, SegniCosa si fa: Giochi di equilibrio e cooperazione ispirati al circo. I bambini creeranno un “ricettario” di \n\n\n\nesercizi su carta riciclata da portare a casa. \n\n\n\nAccesso: Libero e gratuito\, senza prenotazione. \n\n\n\n2. SPAZIOAGITO  (Laboratorio di video-documentario partecipativo) \n\n\n\nDate: 29 e 30 agosto  \n\n\n\nDove Itinerante\, Segni \n\n\n\nA cura di: Crocevia Onlus \n\n\n\nCosa si fa: Trasformazione del festival in un set cinematografico. I partecipanti realizzeranno brevi film sottotitolati\, archiviati come open-data. \n\n\n\nAccesso: Gratuito\, massimo 10 partecipanti/giorno (prenotazione consigliata). \n\n\n\n3. CIRCUS SOCIAL HUB  (Laboratorio di content creation per social media) \n\n\n\nDate: 28\, 29 e 30 agosto  \n\n\n\nDove Itinerante\, Segni \n\n\n\nA cura di: Artinconnessione Nuova \n\n\n\nCosa si fa: – Creazione di contenuti virali (Reel\, Stories)  – Gestione dell’hashtag \n\n\n\nAnomalieRoma365 \n\n\n\nAccesso: Libero\, attrezzatura propria. \n\n\n\n– Workshop su tecniche base di fotografia/video. \n\n\n\nPer chi: Aspiranti influencer\, studenti di comunicazione\, appassionati. \n\n\n\nINFO GENERALI \n\n\n\n– Tutti i laboratori sono gratuiti. \n\n\n\n– Materiali: Forniti dall’organizzazione\, tranne dove specificato. \n\n\n\n– Partecipazione: Minori accompagnati da adulti (tranne Radio Anomala e Social Hub\, accessibili a tutti). \n\n\n\nANOMALIE 26LA SPERIMENTAZIONE IN PERIFERIA 20° edizione \n\n\n\nFestival di nuovo circo contemporaneogli spettacoli sono in prevalenza Senza Parole e adatti a Tutto il pubblico (età\, lingua\, genere) \n\n\n\ndal 28 al 30 agosto\, Segni (RM)a Segni\, Anomalie propone anche spettacoli di Musica e Teatro Urbano e  Teatro di Strada \n\n\n\n VENERDÌ 28 AGOSTO ore 21  PITECUS di Rezza e Mastrella Cortile Scuola Media (Piazza Risorgimento\, 27)Spettacolo a pagamento (12€)Acquista i biglietti sul sito: https://anomaliecircusfest.net/programma/ \n\n\n\n SABATO 29 E DOMENICA 30 AGOSTO INGRESSO GRATUITO nel centro storico!Decine di spettacoli al giorno: bolle di sapone\, acrobati\, burattini\, clown e fire show finale!dalle ore 18.00Segni (RM) Come arrivare _ Info e mobilità sostenibileTreno: fermata Colleferro-Segni-PalianoAcquista i biglietti sul sito: https://anomaliecircusfest.net/programma/Prenota e informati tramite email kollatinounderground@gmail.come whatsapp 3381809747 o 3922546174 \n\n\n\na Roma Parco delle Canapiglie – Torre Maura\, VI Municipio \n\n\n\nAnteprima  \n\n\n\n30 agosto ore 18.30 a Largo Mengaroni – PEACE AND JUGGLING – Lezione spettacolare a cura di Lorenzo Ritondale  \n\n\n\n4 SETTEMBRE 2026 – VENERDÌ \n\n\n\nore 18 \n\n\n\nspettacolo: C.I.R.C.O. Come Inseguiamo Ridendo Certi Orizzonti \n\n\n\ncompagnia: DUO AGUA UND FIRE \n\n\n\nSinossi: Un carro traballante\, due clown allo sbando e un sogno irrinunciabile: portare in scena il CIRCO!  Tra numeri imprevedibili\, acrobazie improbabili e musica dal vivo\, i nostri protagonisti faranno di tutto per stupirvi… anche quando tutto va storto. Uno spettacolo folle e poetico dove ogni errore si trasforma in meraviglia\, e il più grande trionfo è\, sorprendentemente\, il disastro. Preparatevi a inseguire con noi certi orizzonti\, ridendo! \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nDi e con: Alessandro Maderni e Tommaso Mirabella \n\n\n\nOcchio esterno: Andrea Mineo \n\n\n\nCostumi: Marta D’ Elia \n\n\n\nFoto di scena: Nora Archive \n\n\n\ndurata: 35 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Clown\, Musica dal vivo\, Portes acrobatico\, Giocoleria\, Slapstick \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 19.30  \n\n\n\nspettacolo: LEBE STREET \n\n\n\ncompagnia: ISAAC VALLE \n\n\n\nSinossi: Il personaggio curioso e bizzarro\, con movimenti acrobatici\, in sella alla sua bici\, gira di piazza in piazza in cerca di nuove avventure. Un animo clown\, che ama vivere il presente giocando con le azioni più semplici\, vi trasporterà in un viaggio al lato dell’immaginario accompagnato da un corpo in costante ricerca d’equilibrio. Lo stesso equilibrio che cerchiamo in questi tempi instabili\, portati a prendere strade secondarie per continuare a viaggiare sognando. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nProdotto da: Isaac Valle \n\n\n\nRealizzato con il sostegno di: Circo El grito\, Cirk Fantastik\, JugglingMagazine e Up-Espace Catastrophe (BE) \n\n\n\nnell’ambito del progetto “Brà-Vo! Italian Circus on the Move. \n\n\n\ndurata: 40/45 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Bicicletta acrobatica\, Verticalismo\, Giocoleria\, Clown \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 21 \n\n\n\nspettacolo: B.O.B.A.S. Banda Orquestal Benéfica de Actos Sepulcrales \n\n\n\ncompagnia: JIMENA CAVALLETTI – Spagna \n\n\n\nPrima romana  \n\n\n\nSinossi: Un umile gruppo musicale organizza cerimonie funebri\, ma questa volta non arrivano né il sacerdote né il defunto. In attesa che compaia la salma\, i tre musicisti trascorrono insieme a familiari e amici un’attesa incredibilmente imbarazzante…e disastrosa. Armato di tromba\, eufonio\, rullante e piatti\, il trio B.O.B.A.S. trasforma una situazione drammatica in una commedia degli imprevisti. Esibendosi all’aperto – senza bisogno di elettricità e persino sotto la pioggia – questo trio\, che fonde stili di clowneria classici e contemporanei\, coglie l’occasione per farci ridere delle cose semplici. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nDa un’idea di: BOBAS \n\n\n\nBobas: Lisa Madsen\, Laia Sales e Jimena Cavalletti \n\n\n\nCostruzione dei personaggi: Caroline Obin \n\n\n\nTraining: Elise Ouvrier Buffet \n\n\n\nPerfezionamento strutturale: Pablo Ibarlucea \n\n\n\nCostumi: BOBAS \n\n\n\nRealizzazione costumi: Lluna Albert\, Carmen Montes e BOBAS \n\n\n\nScenografia e oggetti di scena: Emanuele Fiandri\, Oriol Pont e Vicente Martínez \n\n\n\nOcchio Esterno: Rumba \n\n\n\nProduzione: Ivan Lionel \n\n\n\nProduzione esecutiva: Cesar García\, Cristina Pareja e Víctor Méndez \n\n\n\nProduzione generale: Cía. Jimena Cavalletti \n\n\n\nCoproduzione: Cornellà International Clown Festival \n\n\n\nCollaboratori: IVC (Istituto Valenciano di Cultura)\, INAEM (Istituto Nazionale Spagnolo di Arti e Musica)\, Circ Cric\, Comune di Xirivella. \n\n\n\nVideo e fotografia: Ivan Lionel e Laia Sales \n\n\n\ndurata: 50 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Circo\, Musica\, Clownerie\, Teatro Fisico \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\ndalle ore 18.30\, 4 repliche: itinerante \n\n\n\nspettacolo: GRAN TEATRO DENTRO \n\n\n\ncompagnia: RUFINO CLOWN \n\n\n\nSinossi: Venite a scoprire il più piccolo (ma grande!) teatro del mondo. Un gran teatro con luci\, palcoscenico e sipario\, tutto dentro la sua pancia. Fausto Barile è un clown che nasconde qualcosa di speciale. Preferisce aprire la pancia piuttosto che la bocca. Si sbottona il cappotto e la camicia per rivelare la storia che si nasconde nella pancia di ognuno di noi\, dove ribolle un pentolone di pensieri\, paure\, stati d’animo ed emozioni. Un momento sospeso in cui Nouvelle Magie\, comicità e poesia tengono incollati gli spettatori ad un piccolo angolo di mondo capace di farli viaggiare in un altro universo. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nDi: Salvatore Frasca e Roberto Di Lernia \n\n\n\nCon: Roberto Di Lernia \n\n\n\nScenografia: Marco Salvatori\, Josep Piris \n\n\n\nCostume: Anna Kemp \n\n\n\nIllustrazioni: Raffaella Brusagliano\, Andrea Niccolai \n\n\n\nFoto: Omar Previdi\, Lorenzo Sbrenna\, Nico Lopez Bruchi \n\n\n\nVideo: Lu Pulici \n\n\n\nProduzione: Compagnia Nando e Maila ETS \n\n\n\nCon il sostegno di: Ministero della Cultura\, Regione Emilia Romagna \n\n\n\ndurata: 15 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Clownerie\, Circo Teatro\, Teatro di Figura \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\n5 SETTEMBRE 2026 – SABATO \n\n\n\nore 18.00 \n\n\n\nspettacolo: BILLY THE CHICKEN SHOW \n\n\n\ncompagnia: ALESSANDRO MADERNI (solo buskers – accesso libero) \n\n\n\nSinossi: “Billy the chicken show!” è spettacolo di circo\, clown e teatro di strada che con la sua energia giocosa riuscirà a risvegliare un pochino del pollo che c’è dentro ognuno di noi! Attraverso prodezze tecniche di giocoleria\, equilibrismo\, un baule pieno di sorprese\, ma soprattutto con l’aiuto di Billy e della sua imprevedibile idiozia\, Gianda cercherà di entusiasmare e coinvolgere il suo pubblico! Lo spettacolo si trasformerà in una festa della follia\, in cui Billy arriverà a rischiare perfino la sua vita \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nideazione e interpretazione: Alessandro Maderni. \n\n\n\nProduzione: Tony Clifton. \n\n\n\ndurata: 35/40 min \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Clownerie\, Acrobatica\, Teatro di Strada \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nAccesso: Libero – cappello \n\n\n\ndalle ore 18.30\, 3 repliche: itinerante \n\n\n\nspettacolo: LA CAPITANESSA DE ROMOLAN \n\n\n\ncompagnia: ELISA SPANÒ \n\n\n\nSinossi: La Capitanessa de Romolan è una figura energica\, visionaria e autorevole che prende possesso della piazza con grazia e determinazione. Elisa Spanò costruisce un personaggio dal carattere forte e paradossale\, che guida\, convoca\, dirige – trascinando il pubblico in un universo narrativo tutto suo\, fatto di gestualità teatrale\,  acrobatica e presenza scenica irresistibile. \n\n\n\nCREDITI: \n\n\n\nideazione e interpretazione: Elisa Spanò. \n\n\n\nProduzione: Accordature. \n\n\n\ndurata: 30 minuti (3 repliche) \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Circo Teatro\, Teatro Fisico\, Clownerie \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 19.00 \n\n\n\nspettacolo: DOPPIE PUNTE \n\n\n\ncompagnia: DUO BAU \n\n\n\nSinossi: Legate indissolubilmente dalla testa: un’unica lunghissima treccia. Giocando con il comico e il riflessivo\, tra forbici volanti\, grovigli e paure interiori\, lo spettacolo invita il pubblico a immedesimarsi in un legame: una pericolosa danza di corpi che si scontrano\, si sfiorano\, si ribellano\, eppure non possono fare a meno di restare uniti\, alla ricerca di un equilibrio tra indipendenza e fusione. Doppie Punte è uno spettacolo che esplora la complessità  \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nAutrici ed interpreti: Maria Cortesi\, Maria Sole Antognetti  \n\n\n\nOcchio esterno: Elena Bosco \n\n\n\nFoto: Gaby Merz \n\n\n\nCostumi: Iaia Zanna \n\n\n\ndurata: 35 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Acrobatica\, Giocoleria\, Duo \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 21.00 \n\n\n\nspettacolo: THE BIG BANG \n\n\n\ncompagnia: CIRCO BOTTONI \n\n\n\nOre 21 \n\n\n\nSinossi: In una casa troppo piccola e su un divano troppo stretto\, sei personaggi\, ognuno con la propria follia\, bramano realizzare i loro sogni. Purtroppo\, però\, il pianeta Terra sembra essere inospitale per realizzarli… o forse o forsesono i loro sogni a essere troppo grandi? The Big Bang è un’odissea caratterizzata da un incessante e febbrile alternarsi di numeri individuali e scene collettive\, nel quale la noia si sconfigge a colpi di assurdità. Tra ritmi incalzanti\, vinili impolverati\, ballerine classiche atipiche\, acrobati interstellari\, domatori di biciclette e giocolieri telecomandati\, il Circo Bottoni vi trasporterà verso nuove galassie e dimensioni\, dove la gravità e l’impossibile non esistono. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nMaria Solà: accompagnamento artistico  \n\n\n\nNikholo: grafica \n\n\n\nNora Horcas Belmonte e Stefano Scheda: foto e video \n\n\n\ndurata: 60 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Giocoleria\, Acrobatica\, Danza\, Equilibrismo\, Musica dal vivo \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\n6 SETTEMBRE 2026 – DOMENICA \n\n\n\ndalle ore 18.30\, 3 repliche: itinerante \n\n\n\nspettacolo: MIMA E LA VALIGIA NEL SOGNO \n\n\n\ncompagnia: ALICE BELLA \n\n\n\nSinossi: Una valigia piena di storie\, una mima che viaggia tra i sogni e la realtà. Con una valigia come unico prop e il corpo come strumento narrativo assoluto\, lo spettacolo trasporta il pubblico in un viaggio surreale e delicato\, in cui ogni gesto è un racconto e ogni silenzio è pieno di significato. Teatro fisico e mimo si fondono in una performance poetica sul viaggio\, le partenze e ciò che si porta con sé. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nideazione e interpretazione: Alice Bella. \n\n\n\nProduzione: Procult. \n\n\n\ndurata: 40 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Mimo\, Teatro Fisico\, Teatro di Figura \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 19.00 \n\n\n\nspettacolo: ATTO SCEMO IN LUOGO PUBBLICO \n\n\n\ncompagnia: TOMMASO MIRABELLA (solo buskers – accesso libero) \n\n\n\nSinossi: Atto Scemo in Luogo Pubblico è un’azione performativa di teatro di strada che utilizza il linguaggio del clown come strumento di relazione immediata. Basato sull’improvvisazione e sull’ascolto del contesto\, lo spettacolo trasforma lo spazio urbano in luogo di gioco condiviso\, coinvolgendo attivamente il pubblico. L’intervento è pensato per una fruizione informale e accessibile\, capace di attivare una partecipazione spontanea e inclusiva. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nideazione e interpretazione: Tommaso Mirabella. \n\n\n\nProduzione: Tony Clifton. \n\n\n\ndurata: 30 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Teatro di Strada\, Clownerie\, Performance Urbana \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 21 \n\n\n\nspettacolo: ABOUT \n\n\n\ncompagnia: DUO PADELLA \n\n\n\nSinossi:  “ABOUT” è uno spettacolo di circo contemporaneo multidisciplinare ispirato all’amicizia ma è anche un viaggio assurdo alla scoperta di cosa parla realmente questo spettacolo. Due amici si troveranno persi nella loro stessa creazione e in maniera umoristica\, provocatoria e totalmente surreale proveranno a dare un senso al loro spettacolo e alle proprie vite! \n\n\n\nCon il loro stile punke miele\, il carisma che li caratterizza e la loro energia debordante il Duo Padella crea un universo anarchico di gioco e risate dove tutto può accadere senza un reale motivo e dove il pubblico riscopre il proprio lato trasgressivo e giocherellone. Due bizzarri amici\, una bici acrobatica di nome Betsy\, giocoleria esplosiva\, percussioni improbabili e scatenate\, scontri all’ultimo sangue\, botte\, inseguimenti e cadute senza farsi troppo male. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\ndi e con: Giuliano Garufi e Isaac Valle \n\n\n\nproduzione: Duo Padella \n\n\n\nocchio esterno: Giorgio Bertolotti \n\n\n\ncostumi: Augusta Tibaldeschi \n\n\n\ncon il sostegno di: INAC\, Circo Madera\, Arc En Cirque\, Cirko Vertigo \n\n\n\ndurata: 45 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Acrobatica a Due\, Circo Teatro\, Teatro Fisico \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\n11 SETTEMBRE 2026 – VENERDÌ \n\n\n\nore 18 \n\n\n\nSpettacolo: UNDICI \n\n\n\ncompagnia: GIORGIOLIERE \n\n\n\nSinossi: UNDICI è uno spettacolo di arte di strada che vi condurrà in un viaggio attraverso la giocoleria sperimentale e la clownerie\, rompendo ogni schema del circo tradizionale e sorprendendo ad ogni lancio. \n\n\n\nCon un’esperienza coltivata in oltre un decennio di spettacoli e una profonda ricerca sulla tecnica delle clave tagliate\, il Giorgioliere trasforma gli oggetti di giocoleria in forme mai viste. Clave che diventano creature in movimento\, traiettorie che sfidano la fisica\, un’arte antica reinventata con spirito contemporaneo. \n\n\n\nEsilaranti interazioni con il pubblico arricchiscono ogni momento con risate contagiose e autentico divertimento che oltrepassa qualunque barriera linguistica\, creando un’esperienza che coinvolge spettatori di ogni età. UNDICI ha incantato pubblici di ogni genere in teatri\, piazze e festival\, garantendo un intrattenimento innovativo e di qualità. \n\n\n\nCREDITI: \n\n\n\ndi e con Giorgio Maria Laganà \n\n\n\ndurata: 30/40 min. \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Giocoleria Sperimentale\, Clownerie\, Teatro di Strada \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 19spettacolo: L’ALCHEMICO DUO – ANTEPRIMA NAZIONALE \n\n\n\ncompagnia: DUO FLOSH \n\n\n\nMastro Nicola l’alchemico e il suo fedele bislacco assistente il Sior Ciccio sono due ciarlatani che si millantano alchimisti settecenteschi. Sono due strampalati individui ti porteranno in un mondo di pozioni magiche\, giocolerie pericolose e equilibrismi senza senso. Questi buffi barocchi personaggi\, tra pozioni fumanti e esperimenti falliti\, ti lasceranno senza fiato con le loro acrobazie e la loro stupidità senza fine. Uno spettacolo per tutta la famiglia\, dove la magia dell’alchimia incontra l’energia del circo! \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nIdeazione e interpretazione: Francesco Fiore\, Nicola Grimaldi. \n\n\n\nProduzione: Melting Pot. \n\n\n\ndurata: 30/40 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Acrobatica a Due\, Giocoleria\, Circo Teatro \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 21 \n\n\n\nspettacolo: NEOSYNC – PRIMA NAZIONALE \n\n\n\ncompagnia: COLLETTIVO FLAAN \n\n\n\nSinossi: Un viaggio elettronico e psichedelico in cui corpo e suono diventano un unico organismo scenico. La roue Cyr\, la giocoleria e la musica dal vivo si intrecciano in un gioco continuo di contaminazioni e trasformazioni\, dando vita a un linguaggio ibrido che unisce circo contemporaneo e ricerca sonora all’interno di un “inviluppo” ipnotico e avvolgente. \n\n\n\nLo spettacolo prende la forma di un rituale futuristico: due corpi e una macchina musicale si incontrano tra sincronismo e conflitto\, sperimentazione e gioco. Ogni gesto diventa ritmo\, ogni ritmo si trasforma in visione\, in un paesaggio sonoro e visivo che appare e scompare come un miraggio fuori dal tempo. \n\n\n\nLa ricerca artistica di Neosync esplora le sinergie tra arti circensi e pratiche di composizione elettronica: la giocoleria\, la roue Cyr e il movimento corporeo entrano in dialogo con tecniche musicali come il campionamento\, la rielaborazione in tempo reale e l’uso di strumenti digitali di sintesi sonora d’avanguardia\, tra cui la granulazione. Ne nasce un’esperienza performativa che non è solo somma di discipline\, ma campo di sperimentazione comune\, dove il gesto e il suono si influenzano a vicenda e trovano nuove forme di espressione. \n\n\n\nAttraverso questa ricerca\, Neosync mette in scena l’evoluzione delle intersezioni tra movimento e musica\, tra fisicità e tecnologia\, accompagnando il pubblico in un percorso che oscilla tra l’intensità pulsante di un live elettronico e la dimensione poetica del teatro fisico e circense. L’esito è uno spazio di risonanza condivisa\, in cui la relazione tra i performer e la macchina sonora diventa specchio e amplificazione della relazione con lo spettatore: un invito a lasciarsi attraversare da un flusso di energia in costante trasformazione. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nCast: Flavio Bedini\, Leonardo Varriale \n\n\n\nRegia: Leonardo Varriale \n\n\n\nMusiche: Leonardo Varriale\, Flavio Bedini \n\n\n\nScenografia: Gruppo Climb \n\n\n\nProduzione: Meltingpot \n\n\n\ndurata: 45 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Acrobatica\, Verticalismo\, Beat Box\, Hula Hoop\, Mano a Mano \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\n12 SETTEMBRE 2026 – SABATO \n\n\n\nore 18 \n\n\n\nspettacolo: COMIPOP (solo) \n\n\n\ncompagnia: PALLOTTO \n\n\n\nSinossi: Nella vita c’è chi scende e c’è chi sale…poi c’è Pallotto! Un uomo e la sue scala che piolo dopo piolo tenta di arrivare sempre più in alto. Alla ricerca continua dell’equilibrio questo moderno saltimbanco fa volare oggetti\, improvvisa col pubblico e si trastulla insieme a lui. \n\n\n\nSpettacolo patrocinato dalla Nasaa\, Bolllywood e  lo Stato Pontificho. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nDi: Pallotto Matteo \n\n\n\nIdea: Pallotto Matteo \n\n\n\nAiuto Regia: Il pubblico \n\n\n\nAutoprodotto \n\n\n\ndurata: 35/50 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: giocoleria\, equilibrismo e clown. \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 19 \n\n\n\nspettacolo: IRINA (solo) \n\n\n\ncompagnia: IRENE CONTADINI \n\n\n\nSinossi: La scena è pronta: fiori\, fondale\, scarpette e tutù. Ma quello che accade è tutt’altro che ordinario…con armonia ed eleganza Irina interpreta Ciaikosvskij in un’Opera del tutto singolare dove il rigore del mestiere di ballerina incontra la stravaganza di una donna fuori dalle righe. Uno spettacolo che unisce l’arte della Danza alla visione poetica del clown\, e come lei ama dire: “non perdiamo altro tempo!”. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nIdea: Contadini Irene \n\n\n\nAiuto alla messa in scena: Bertolotti Giorgio e Pallotto Matteo \n\n\n\nScenografie costumi e oggetti di scena: Di Cristofaro Elisa \n\n\n\nSpazi di creazione: “Spiazzo\,circo fuori dal vaso” \n\n\n\n“La tana.spazio artistico di ricerca e creazione” \n\n\n\nAutoprodotto \n\n\n\ndurata: 35 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Circo Teatro\, Teatro Fisico\, Performance \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 21 \n\n\n\nspettacolo:CLOWN IN LIBERTÀ \n\n\n\ncompagnia: TEATRO NECESSARIO \n\n\n\nSinossi: Concerto continuamente interrotto dalle divagazioni comiche dei musicisti o spettacolo di clownerie ben supportato dalla musica? \n\n\n\nClown in libertà è un momento di euforia\, ricreazione e ritualità catartica per tre buffi\, simpatici e ‘talentuosi’  clown che paiono colti da un’eccitazione infantile all’idea di avere una scena ed un pubblico a loro completadisposizione. Senza un racconto enunciato e senza alcuno scambio di battute\, Clown in libertà racconta\, dunque\, il pomeriggio un po’ anomalo di tre clown che vogliono allestire uno spettacolo per divertire\, stupire ed infine conquistare\, abbracciare\, baciare il pubblico di passanti. Cercando con ogni mezzo di sorprenderlo\, a costo di prevaricarsi gli uni con gli altri\, di farsi vicendevoli dispetti finiranno per causare\, a volte\, il deragliamento dell’azione. Ecco quindi sequenze di mano a mano\, duelli al rallentatore\, intricati passaggi di giocoleria rubandosi ripetutamente di mano gli attrezzi\, e ancora evoluzioni e piramidi. \n\n\n\nLa musica è la vera colonna portante dell’azione e dello sviluppo narrativo; accompagna\, scandisce e ritma ogni segmento ed ogni azione. L’intero spettacolo risulta così come un grande\, unico e continuo viaggio musicale che non si interrompe ‘quasi’ mai\, nemmeno durante le acrobazie più impensabili. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nDi e con: Leonardo Adorni\, Jacopo Maria Bianchini\, Alessandro Mori \n\n\n\nProduzione: Teatro Necessario \n\n\n\ndurata: 60 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Clownerie\, Mano a Mano\, Giocoleria\, Acrobatica\, Musica dal vivo \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 22 \n\n\n\nspettacolo: NI FU.. NI FA \n\n\n\ncompagnia: CIA LA BUFFA – Spagna \n\n\n\nSinossi: Le sorelle de La Buffa ci accompagnano in un viaggio autentico attraverso le complessità dei legami trasorelle. Un percorso segnato da un costante tira e molla tra affetto e odio\, amore e bisticci. A volte\, la troppconfidenza genera insofferenza. È una ricerca di nuove forme di narrazione comica al femminile. Ciò che è  sgraziato può rivelarsi bello\, divertente e tenero. La Buffa esplora conflitti\, confini e guerre attraverso la propria lente unica e  \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nClown: Charo e Ángela Amaya \n\n\n\nIdea originale: Sorelle Amaya \n\n\n\nRegia e drammaturgia: Ángela Amaya \n\n\n\nScenografia: Carlos Monzón e Charo Amaya \n\n\n\nCostumi: Imakokoni \n\n\n\nParrucche: Maluka Makea \n\n\n\nDisegno luci e direzione tecnica: Rubén Camacho \n\n\n\nImmagini e video: Juan Luis de No \n\n\n\nFotografia: Susana Chicó\, Yago García e Ramón Guirado \n\n\n\nMusica Labuffa: Lapso Producciones \n\n\n\nAssistenza alla drammaturgia: Solo Yoni \n\n\n\nAssistenza alla manipolazione: Maite Campos \n\n\n\nProduzione: Madamdarina e Circobaya \n\n\n\nCon la collaborazione di: Frac e Comune di Fuenlabrada\, La Nave del Duende\, Circo Toribio\, Estreyarte \n\n\n\ndurata: 65 min \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Clownerie\, Circo Teatro\, Teatro Fisico \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\n13 SETTEMBRE 2026 – DOMENICA \n\n\n\nore 18 \n\n\n\nspettacolo: MELAZA \n\n\n\ncompagnia: MELANIE SUAREZ \n\n\n\nSinossi: Melaza è dolce e densa come il melasso che ispira il suo titolo: una performance che mescola danzaacrobatica e narrazione corporea in una ricerca sull’identità\, sulle radici e sulla trasformazione. \n\n\n\nMelanie Suarez porta in scena una presenza intensa e sensuale\, in cui ogni movimento è memoria e ogni equilibrio è racconto. Uno spettacolo che parla di appartenenza e di cambiamento\, di corpi che portano in sé storie e geografie lontane. \n\n\n\nCREDITI: \n\n\n\nideazione e interpretazione Melanie Suarez. \n\n\n\ndurata: 40 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Acrobatica\, Danza\, Circo Teatro \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nore 19 \n\n\n\nspettacolo: TOTEM TANGO (duo) \n\n\n\ncompagnia: TEATRO BISLACCO \n\n\n\nSinossi: E se tutto ciò che ti circonda fosse in equilibrio? Lui\, lei e il loro mondo sospeso su mattoncini colorati…tra salti\, piroette e lanci\, attimi di suspense colmeranno quelle instabilità. Un dialogo all’ultimo incastro che solo un tango appassionato può coronare! \n\n\n\n“Vi è mai capitato di ritrovare il vostro gioco preferito chiuso nella scatola dei ricordi?  A loro è capitato…” \n\n\n\nUna voce fuoricampo trasporta il pubblico in una dimensione passata\, dove il gioco e le relazioni si mescolavano\, dove litigi\, risate e scherzi erano all’ordine del giorno…ma ora a giocare e vivere quei ricordi non sono dei bambini\, ma bensì degli adulti! Un divertente viaggio di due clown tra emozioni e giochi\, ricordi e nuove scoperte! \n\n\n\nCREDITI: \n\n\n\nIdea: Pallotto Matteo \n\n\n\nInterpreti: Irene Contadini  e Pallotto Matteo \n\n\n\nAiuto alla creazione: Andrè Casaca \n\n\n\nAiuto alla messa in scena: Bertolotti Giorgio \n\n\n\nSpazi di creazione: Spiazzo\, circo fuori dal vaso – Teatro C’art – Csoa Sisma \n\n\n\nCo-produzione: Ass. I beneandanti \n\n\n\ndurata: 35 minuti \n\n\n\ngenere e tecniche utilizzate: Acrobatica a Due\, Giocoleria\, Equilibrismo\, Circo Teatro \n\n\n\npubblico: tutto – lingua: senza parole \n\n\n\nbiglietto: 12 € (abbonamento giornaliero) / Gratuito (residenti Mun. 6) \n\n\n\nLABORATORI – FESTIVAL “ANOMALIE” \n\n\n\n1. PICCOLO CIRCO  (Laboratorio per bambini 2-8 anni) \n\n\n\nDate: 30 agosto – 4\, 5\, 6\, 11\, 12\, 13 settembre ; Orario: dalle 17 alle 18 \n\n\n\nDove: Parco delle Canapiglie\, Torre Maura\,  VI Municipio\, Roma \n\n\n\nCosa si fa: Giochi di equilibrio e cooperazione ispirati al circo. I bambini creeranno un “ricettario” di \n\n\n\nesercizi su carta riciclata da portare a casa. \n\n\n\nAccesso: Libero e gratuito\, senza prenotazione. \n\n\n\n2. SPAZIOAGITO  (Laboratorio di video-documentario partecipativo) \n\n\n\nDate: 4\, 5\, 6\, 11\, 12\, 13 settembre ; Orario: dalle 19 \n\n\n\nDove: Parco delle Canapiglie\, Torre Maura\,  VI Municipio\, Roma \n\n\n\nA cura di: Crocevia Onlus \n\n\n\nCosa si fa: Trasformazione del festival in un set cinematografico. I partecipanti realizzeranno \n\n\n\nbrevi film sottotitolati\, archiviati come open-data. \n\n\n\nAccesso: Gratuito\, massimo 10 partecipanti/giorno (prenotazione consigliata). \n\n\n\n3. RADIO ANOMALA  (Laboratorio di storytelling sonoro e podcast) \n\n\n\nDate: 4\, 5\, 6\, 11\, 12\, 13 settembre ; Orario: dalle 19 \n\n\n\nDove: Parco delle Canapiglie\, Torre Maura\,  VI Municipio\, Roma \n\n\n\nA cura di: Radio Città Aperta e Radio Sonar \n\n\n\nCosa si fa: Registrazione di interviste agli artisti\, suoni del festival e creazione di audioguide per \n\n\n\ni luoghi dell’evento. \n\n\n\nOutput: Episodi in licenza libera su Spotify/Apple Podcasts. \n\n\n\nAccesso: Libero\, microfoni a disposizione del pubblico. \n\n\n\n4. STREET ART  (Workshop per ragazzi 9-20 anni) \n\n\n\nDate: 11\, 12\, 13 settembre ; Orario: 18:00-19:30 \n\n\n\nDove: Parco delle Canapiglie\, Torre Maura\,  VI Municipio\, Roma \n\n\n\nCosa si fa: Realizzazione di opere collettive con QR-code che linkano a contenuti digitali \n\n\n\n(backstage\, interviste). \n\n\n\nAccesso: Gratuito\, prenotazione obbligatoria (max 10 partecipanti/giorno). \n\n\n\nArtisti: 610 Street Art Crew (Ian Mimoun e Leon Ferreira) \n\n\n\nMateriali: Forniti dall’organizzazione. \n\n\n\n5. CIRCUS SOCIAL HUB  (Laboratorio di content creation per social media) \n\n\n\nDate: 4\, 5\, 6\, 11\, 12\, 13 settembre ; Orario: 17:00-19:00 \n\n\n\nDove: Parco delle Canapiglie\, Torre Maura\,  VI Municipio\, Roma \n\n\n\nA cura di: Artinconnessione Nuova \n\n\n\nCosa si fa: – Creazione di contenuti virali (Reel\, Stories)  – Gestione dell’hashtag \n\n\n\nAnomalieRoma365 \n\n\n\nAccesso: Libero\, attrezzatura propria. \n\n\n\n– Workshop su tecniche base di fotografia/video. \n\n\n\nPer chi: Aspiranti influencer\, studenti di comunicazione\, appassionati. \n\n\n\nINFO GENERALI \n\n\n\n– Tutti i laboratori sono gratuiti. \n\n\n\n– Materiali: Forniti dall’organizzazione\, tranne dove specificato. \n\n\n\n– Partecipazione: Minori accompagnati da adulti (tranne Radio Anomala e Social Hub\, accessibili a tutti). \n\n\n\nANOMALIE 26LA SPERIMENTAZIONE IN PERIFERIA 20° edizioneFestival di nuovo circo contemporaneogli spettacoli sono in prevalenza Senza Parole e adatti a Tutto il pubblico (età\, lingua\, genere) \n\n\n\n30 agosto\, Largo Mengaroni (RM) ore 18.30 Peace ang Juggling – lezione spettacolare a cura di Lorenzo Ritondale – anteprima – dal 4 al 13 settembre\, Roma Parco delle Canapiglie – Torre Maura\, Roma – Municipio 6dalle ore 18.00 Anomalie è gratuito per i residenti del Municipio Roma 6Per i non residenti: 12 € abbonamento giornaliero – 4 € per spettacoloRoma / Torre Maura Come arrivare _ Info e mobilità sostenibileMetro C: Fermata Torre Maura ; Bus: 106\, 313\, NMC\, C9\, N11 \n\n\n\nweb www.anomaliecircusfest.netwww.facebook.com/anomalie.kollatinowww.instagram.com/anomalie_kollatinounderground/ 
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SUMMARY:Cittadella Jazz 2026
DESCRIPTION:Il festival Cittadella Jazz allunga il passo: la sua sesta edizione si estenderà su ben cinque giornate consecutive dal 28 agosto all’1 settembre\, ognuna con una molteplicità di eventi. I concerti saranno il fulcro della programmazione ma non il solo aspetto della jazz life esplorato dal festival: ci sarà spazio infatti anche per le arti figurative (con una mostra fotografica dal 3 agosto all’1 settembre a Palazzo Pretorio con scatti di Roberto Cifarelli\, Gabriella Piccolo e Massimo Di Vinci) e soprattutto per un’articolata offerta didattica\, una novità per il festival. \n\n\n\nI dieci live in programma (la maggior parte dei quali è a ingresso libero) presentano una ricercata selezione del miglior jazz nazionale: da Raphael Gualazzi a Petra Magoni con Mauro Ottolini\, Enrico Pieranunzi assieme a Michele Polga\, gli Elektro Dixie. Formazioni nelle quali il virtuosismo è al servizio dell’espressività\, e dove lo spirito d’amicizia e collaborazione tra artisti dà vita a incontri sonori sorprendenti. \n\n\n\nCittadella Jazz\, con la direzione artistica di Valerio Galla\, è organizzato dall’Associazione Culturale Miles (in ‘gemellaggio’ organizzativo con la struttura del Padova Jazz Festival)\, con il patrocinio e il contributo del Comune di Cittadella e la collaborazione di Pro Cittadella. Radio Cafè\, media partner del festival\, sarà presente con una postazione per trasmissioni in diretta da Palazzo Pretorio. \n\n\n\nSerate in piazza \n\n\n\nLa centralissima Piazza Pierobon torna a essere il fulcro del festival\, ospitando tutte le sere il concerto principale del cartellone quotidiano (mentre in caso di maltempo gli spettacoli si terranno al Teatro Sociale). \n\n\n\nIl jazz italiano si conferma protagonista assoluto degli appuntamenti di prima serata di Cittadella Jazz 2026\, con una selezione artistica che gioca a porre grandi nomi in contesti creativi originali. \n\n\n\nLa serata inaugurale del festival\, venerdì 28 agosto\, vedrà l’incontro tra Petra Magoni e Mauro Ottolini\, due delle personalità più estrose della musica creativa italiana. Assieme rivisitano i grandi classici del cantautorato nazionale. Lucio Battisti\, Paolo Conte\, Bruno Lauzi\, Giorgio Gaber\, Fabrizio De André e altri giganti della musica italiana vengono riletti attraverso l’energia dirompente e imprevedibile di Petra Magoni e l’estro creativo di Mauro Ottolini. Il loro non è un mero tributo ma una profonda rilettura\, ricca di ironia e sorprendente forza espressiva. \n\n\n\nSabato 29 agosto\, la musica raddoppia\, iniziando nel tardo pomeriggio con un concerto dedicato a U.T. Gandhi: il chitarrista Marco Bianchi e il batterista Marco D’Orlando utilizzano brani originali e melodie ben note come trampolino di lancio per un viaggio musicale lungo il quale anche il tema più familiare assume un carattere timbrico inedito. La sera\, sul palco di Piazza Pierobon salirà la U.S. Band\, celebre per essere stata in origine la formazione di Umberto Smaila. La brillante carriera televisiva e le prestigiose collaborazioni hanno forgiato un gruppo dalla travolgente personalità\, con un vasto repertorio tra rhythm and blues\, cover anni Settanta e Ottanta\, musica rock e leggera sia italiana che straniera. Per la sua esibizione a Cittadella\, la U.S. Band avrà come vocalist Chiara Luppi. \n\n\n\nPerspectives è un gruppo a nome collettivo nel quale l’assenza di un solista leader si traduce in una ricerca di situazioni sonore inedite\, come si potrà sentire in occasione del concerto di domenica 30 agosto. Ne fanno parte artisti di ampia fama del jazz italiano (il pianista Enrico Pieranunzi\, il sassofonista Michele Polga\, il batterista Mauro Beggio) oltre al contrabbassista danese Thomas Fonnesbaek. \n\n\n\nPadrone del ritmo\, visionario autore di testi ironici e introspettivi\, con una carriera a cavallo tra jazz e pop: è Raphael Gualazzi\, protagonista della serata di lunedì 31 agosto e nome di punta del festival. Gualazzi ripercorre un repertorio che spazia da brani scritti per colonne sonore a divertissements su arie d’opera\, da omaggi alla tradizione afroamericana a incursioni rapsodiche su memorabili temi della musica italiana e internazionale. \n\n\n\nIl festival si concluderà martedì 1 settembre con il live degli Elektro Dixie: una miscela di passato e futuro ottenuta con una originale strumentazione tra il percussivo e l’hi-tech. I batteristi Christian Meyer e Stefano Bagnoli\, il tastierista Giuseppe Vitale e il bassista Federico Malaman\, quattro musicisti dai curriculum individuali sensazionali e provenienti da storie e stili diversi\, danno vita a una musica che ritrova la radice dinamica e popolare del jazz dei primi decenni del Novecento\, un sound ancora capace di innestarsi nella contemporaneità. \n\n\n\nRound Midnight e musica diffusa \n\n\n\nTutte le serate si concluderanno con “Round Midnight”\, una serie di concerti per proseguire verso le ore piccole in quello che è ormai un luogo iconico per l’after hours del festival\, l’Autostazione in piazza Martiri del Grappa. \n\n\n\nIl primo appuntamento sarà il 28 agosto con il quartetto Human Bites. Si esibiranno poi l’N-JOY Vocal Ensemble (il 29)\, il Trio de Janeiro (il 30)\, un quartetto paritetico con Leonardo Dalla Cort\, Marco Baldi\, Alberto Gatti e Andrea Cecchetto (il 31). \n\n\n\nUn ascolto speciale\, sia per l’esuberanza musicale con tanto di coreografie\, sia per la modalità di concerto itinerante per le vie del centro cittadino\, sarà l’esibizione della MagicaBoola Brass Band: domenica 30 nel tardo pomeriggio con partenza da Piazza Pierobon\, tappa intermedia al Parco dell’Ascolto e finale al McDonald’s Cittadella. \n\n\n\nInsegnare e fotografare il jazz \n\n\n\nLe masterclass sono la grande novità di questa edizione di Cittadella Jazz\, che propone ben tre appuntamenti didattici (tutti alla Sala Consiliare di Villa Rina) con insegnanti di enorme esperienza e prestigio. \n\n\n\n“Terapia di Groove” è il format curato da Valerio Galla ed Emanuele Giordani\, nel quale vengono illustrate le interazioni tra le percussioni e la batteria nel repertorio funk\, pop\, jazz (30 agosto). \n\n\n\n“Millefinestre di ritmo”\, che vedrà protagonista Christian Meyer (storico batterista di Elio e le Storie Tese)\, è un laboratorio didattico con esercizi su e lettura di partiture di Elio e le Storie Tese (31 agosto). \n\n\n\n“Jazz Together”\, con Federico Malaman e Leo Dalla Cort (vincitore del Premio Internazionale Massimo Urbani 2026)\, è un laboratorio intensivo dedicato alla musica d’insieme in ambito jazzistico. \n\n\n\nIl festival prosegue inoltre la sua esplorazione del rapporto tra musica e arti figurative: dal 3 agosto all’1 settembre Palazzo Pretorio ospiterà una mostra fotografica collettiva di Roberto Cifarelli\, Gabriella Piccolo e Massimo Di Vinci\, le cui foto saranno esposte anche in diverse vetrine del centro storico a conferma della pervasività urbana del festival. \n\n\n\n \n\n\n\nPROGRAMMA\n\n\n\nVenerdì 28 agosto\n\n\n\nPiazza Pierobon (in caso di maltempo Teatro Sociale)\, ore 21 \n\n\n\nPETRA MAGONI & MAURO OTTOLINI \n\n\n\n“Gira Dischi” \n\n\n\nViaggio inusuale nella musica cantautorale italiana di tutti i tempi \n\n\n\nPetra Magoni (voce)\, Mauro Ottolini (trombone\, tromba bassa\, conchiglie)\, Thomas Sinigaglia (fisarmonica)\, Marco Bianchi (chitarre) \n\n\n\nAutostazione\, ore 23:30 \n\n\n\n“Round Midnight” \n\n\n\nHUMAN BITES \n\n\n\nStefano Cecchinato (chitarre)\, Edoardo Brunello (sax)\, Andrea Balasso (basso elettrico)\, Emanuele Giordani (batteria) \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nSabato 29 agosto\n\n\n\nPiazza Pierobon (in caso di maltempo Teatro Sociale)\, ore 19 \n\n\n\nMARCO BIANCHI & MARCO D’ORLANDO \n\n\n\n“Dialoghi” \n\n\n\nMarco Bianchi (chitarre\, effetti)\, Marco D’Orlando (batteria\, percussioni) \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nPiazza Pierobon (in caso di maltempo Teatro Sociale)\, ore 21:00 \n\n\n\nU.S. BAND feat. CHIARA LUPPI \n\n\n\nMauro Donà (voce)\, Gianluca Carollo (tromba)\, Giovanni Bigarella (sax tenore)\, Gianmatteo Carollo (trombone)\, Alberto De Rossi (chitarra)\,  \n\n\n\nGiuliano Pastore (pianoforte\, tastiere)\, Federico Malaman (basso elettrico)\, Francesco Corona (batteria)\, Valerio Galla (percussioni) \n\n\n\nspecial guest: Chiara Luppi (voce) \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nAutostazione\, ore 23:30 \n\n\n\n“Round Midnight” \n\n\n\nN-JOY VOCAL ENSEMBLE \n\n\n\nSerena Pasinato\, Aurora Parisotto\, Marta Melchiori\, Cristina Businaro\, Matilda Dal Lago\, Marco Zonta\, Davide Carlesso (voce)\,  \n\n\n\nGiovanni Forestan (sax)\, Carlo Grendene (pianoforte\, tastiere)\, Giampaolo Carraro (basso\, contrabbasso)\, Claudio Marchetti (batteria\, percussioni) \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nDomenica 30 agosto\n\n\n\nconcerto itinerante con partenza da Piazza Pierobon\, ore 17:45 \n\n\n\ntappa al Parco dell’Ascolto\, ore 18:30 \n\n\n\ntappa al McDonald’s Cittadella\, ore 19 \n\n\n\nMAGICABOOLA BRASS BAND \n\n\n\nPiazza Pierobon (in caso di maltempo Teatro Sociale)\, ore 21 \n\n\n\nPERSPECTIVES \n\n\n\nEnrico Pieranunzi (pianoforte)\, Michele Polga (sax tenore)\, Thomas Fonnesbaek (basso)\, Mauro Beggio (batteria) \n\n\n\nAutostazione\, ore 23:30 \n\n\n\n“Round Midnight” \n\n\n\nTRIO DE JANEIRO \n\n\n\nGiulio Filotto (chitarra\, voce)\, Roberto Zoppelletto (basso)\, Giulio Faedo (batteria) \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nLunedì 31 agosto \n\n\n\nPiazza Pierobon (in caso di maltempo Teatro Sociale)\, ore 21 \n\n\n\nRAPHAEL GUALAZZI \n\n\n\nRaphael Gualazzi (pianoforte\, voce) \n\n\n\nAutostazione\, ore 23:30 \n\n\n\n“Round Midnight” \n\n\n\nCECCHETTO\, DALLA CORT\, GATTI\, BALDI QUARTET \n\n\n\nLeonardo Dalla Cort (tastiere)\, Marco Baldi (chitarra)\, Alberto Gatti (basso)\, Andrea Cecchetto (batteria) \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nMartedi 1 settembre \n\n\n\nPiazza Pierobon (in caso di maltempo Teatro Sociale)\, ore 21 \n\n\n\nELEKTRO DIXIE \n\n\n\nChristian Meyer\, Stefano Bagnoli\, Giuseppe Vitale\, Federico Malaman  \n\n\n\nChristian Meyer (batteria)\, Stefano Bagnoli (batteria)\, Giuseppe Vitale (pianoforte\, tastiere\, elettronica)\, Federico Malaman (basso elettrico\, sampler) \n\n\n\nproduzione originale Insulae Lab – Centro di Produzione Musica \n\n\n\nALTRI EVENTI\n\n\n\nMASTERCLASS \n\n\n\nDomenica 30 agosto \n\n\n\nSala Consiliare di Villa Rina\, ore11-13 \n\n\n\nValerio Galla & Emanuele Giordani \n\n\n\n“Terapia di Groove” \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nLunedì 31 agosto  \n\n\n\nSala Consiliare di Villa Rina\, ore 14:30-18 \n\n\n\nChristian Meyer \n\n\n\n“Millefinestre di ritmo” \n\n\n\nMartedì 1 settembre \n\n\n\nSala Consiliare di Villa Rina\, ore 10-13 e 14-17 \n\n\n\nFederico Malaman & Leo Dalla Corte \n\n\n\n“Jazz Together” \n\n\n\nMasterclass di musica d’insieme \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nda lunedì 3 agosto a martedì 1 settembre \n\n\n\nPalazzo Pretorio e vetrine del centro storico \n\n\n\nMostra fotografica collettiva di \n\n\n\nRoberto Cifarelli\, Gabriella Piccolo\, Massimo Di Vinci \n\n\n\n*** \n\n\n\nInformazioni: \n\n\n\nCittadella Jazz \n\n\n\nemail: cittadellajazz@gmail.com \n\n\n\nwww.facebook.com/cittadellajazzfestival \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\nTutti i concerti sono gratuiti tranne quelli di: \n\n\n\nPetra Magoni e Mauro Ottolini; Perspectives; Elektro Dixie \n\n\n\nposto unico 20 euro + d.p. \n\n\n\nRaphael Gualazzi \n\n\n\nposto unico 30 euro + d.p. \n\n\n\nTutte le masterclass sono gratuite tranne quella di: \n\n\n\nChristian Meyer \n\n\n\ningresso 30 euro \n\n\n\nMostra Roberto Cifarelli\, Gabriella Piccolo e Massimo Di Vinci: \n\n\n\nIngresso gratuito nelle giornate di sabato e domenica (dalle ore 11 alle 13) e nei giorni dal 28 agosto all’1 settembre (dalle ore 18 alle 20). \n\n\n\nNelle altre giornate è possibile prenotare presso lo IAT la visita guidata a pagamento ai monumenti di Cittadella\, comprensiva di palazzo Pretorio e della mostra. \n\n\n\nPrevendite: \n\n\n\nwww.ticketmaster.it \n\n\n\nMasterclass:  \n\n\n\nper iscriversi inviare email a cittadellajazz@gmail.com \n\n\n\nDirezione artistica: Valerio Gallo
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