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SUMMARY:"La notte del tango" all'Accademia Filarmonica Romana
DESCRIPTION:La seconda settimana di programmazione ai Giardini della Filarmonica\, il festival estivo dell’Accademia Filarmonica Romana\, quest’anno dal titolo “Radici”\, si completa sabato 27 giugno con La notte del tango (Giardini ore 21.30)\, un viaggio appassionato nell’anima del tango\, fra storie di incontri\, nostalgie e passioni\, con l’ensemble Aguante\, nuova formazione nata dall’esperienza del Cuartetango.  \n\n\n\nRitroviamo sul palco Raul Dousset al flauto e Giuliano Bisceglie al violino\, entrambi fondatori del gruppo Cuartetango\, legati da una collaborazione artistica ultratrentennale che l’ha portati a suonare in tutto il mondo\, cui si aggiunge il bandoneón di Giampaolo Costantini\, la pianista Gabriella Artale\, entrambi con una vasta esperienza nel tango\, e\, novità nelle formazioni di tango\, il basso elettrico con Matías Giardina (anche contrabbasso)\, musicista appena trasferitosi dall’Argentina\, dove ha maturato una lunga esperienza nella musica popolare. Il basso elettrico rappresenta una novità nel panorama del tango in Italia\, ma non in Argentina; Astor Piazzolla\, ad esempio\, lo aveva inserito nelle formazioni in quintetto e ottetto negli anni Settanta. Ad affiancarsi alla musica\, la danza con i due tangheri Cristina e Leonardo Elias. \n\n\n\nIl programma esplora un secolo di storia di tango\, attraversandone le molteplici anime: dai classici intramontabili come La Cumparsita di Matos Rodriguez\, fino alla grande rivoluzione del “tango nuevo” di Astor Piazzolla. Spiccano le melodie del grande musicista argentino (immancabile\, fra i vari brani\, Oblivión) e l’avanguardia di Eduardo Rovira\, unite ai capolavori dell’epoca d’oro di Aníbal Troilo\, Augustin Bardi e Julian Plaza. Un percorso musicale che evoca le atmosfere di Buenos Aires\, tra memoria\, passione e continua ricerca artistica. \n\n\n\nLa giornata si apre con il concerto delle ore 20 in Sala Casella\, secondo appuntamento di “Musica amata” lo spazio che l’Accademia Filarmonica Romana riserva ai musicisti amatori. Due quintetti si misurano con due giganti del repertorio classico: Mozart\, con il suo giocoso e misuratissimo Quintetto per fiati e pianoforte K 452\, è affidato a un quintetto con pianoforte attivo da circa due anni\, mentre il celebre Quintetto “La trota” di Franz Schubert sarà eseguito dal Quintetto Locke\, formazione di musicisti non professionisti che si sono conosciuti tra le fila della John Cabot Chamber Orchestra\, di cui fanno tuttora parte. \n\n\n\nGLI APPUNTAMENTI DELL’ULTIMA SETTIMANA \n\n\n\nIl Festival riprende martedì 30 giugno rinnovando la collaborazione con il Master in Sonic Arts dell’Università di Roma “Tor Vergata” che vede il coinvolgimento anche di college e università americane: il concerto Il suono dell’invisibile. Omaggio a Rilke e Monet nel centenario della scomparsa raccoglie i lavori in prima assoluta realizzati in un dialogo interdisciplinare tra musica\, letteratura e arti visive\, sintesi tra innovazione tecnologica e ricerca artistica contemporanea. Segue nei Giardini Ballads: elogio della lentezza con la voce di Raffaella Misiti e il racconto di Arianna Gaudio\, accompagnate da un ensemble strumentale. La serata è introdotta da Vincenzo Martorella\, voce autorevole della storia del jazz e critico musicale. \n\n\n\nIl 1° luglio L’utopia del suono: omaggio a Henze\, ricorda nel giorno esatto in cui cadono i cento anni della nascita\, uno dei compositori più grandi del nostro tempo\, che scelse l’Italia come paese d’azione. Il Cimarron Ensemble Duo\, ovvero Ivan Mancinelli alle percussioni e Christina Schorn-Mancinelli alla chitarra\, propone le musiche del maestro\, accanto a quelle di Stefano Taglietti\, Luca Lombardi e a una prima esecuzione assoluta di Francesco Antonioni. Segue nei Giardini il concerto di Vento\, progetto internazionale franco-italo-brasiliano\, nato dall’idea del pianista italiano Davide Petrillo e del chitarrista e poeta brasiliano Fernando Schirr\, di creare un collettivo di artisti dedito all’esecuzione delle composizioni del duo e della vasta tradizione di musica brasiliana.  \n\n\n\nLa giornata conclusiva del 2 luglio si alternerà fra teatro e musica. In Sala Casella la prima assoluta di L’amore che ti diedi: le verità di Maria Antonietta e Lietta Pirandello due melologhi per voce recitante\, cantante e tre strumenti solisti – il primo\, con libretto di Cecilia d’Amico e musica di Stefano Cucci\, il secondo di Giovanni Maria Briganti e musica di Fausto Sebastiani. I melologhi nascono in occasione dei 90 anni dalla scomparsa di Luigi Pirandello che ricorrono nel 2026 e ripercorrono il vissuto familiare del celebre drammaturgo\, la personalità complessa e il suo rapporto con la dimensione affettiva femminile. Gran finale nei Giardini con l’entusiasmo e l’allegria della Colombian Latin Band\, l’orchestra di studenti del Conservatorio del Tolima che rilegge la tradizione popolare del proprio Paese attraverso il linguaggio dell’improvvisazione jazzistica. \n\n\n\nTutto il programma su filarmonicaromana.org \n\n\n\nBiglietti: Musica Amata 5\,50 euro\, La notte del tango 26 euro (comprensivo di prevendita). Acquisto on line su https://www.vivaticket.com/it/tour/i-giardini-della-filarmonica/4832 \n\n\n\nInfo: tel. 342 9550100\, promozione@filarmonicaromana.org   \n\n\n\n::::::::::: \n\n\n\nSABATO 27 GIUGNO \n\n\n\nSABATO 27 GIUGNO  \n\n\n\nSALA CASELLA ore 20 \n\n\n\nMUSICA AMATA II \n\n\n\nQuintetto fiati e pianoforte \n\n\n\nAlessandro Carosi oboe \n\n\n\nSebastiano Tuccitto clarinetto \n\n\n\nTiziana Cammarano fagotto \n\n\n\nOliviero Cavola corno \n\n\n\nAntonio Viri pianoforte \n\n\n\nWolfgang Amadeus Mozart \n\n\n\nQuintetto per fiati e pianoforte in mi bemolle maggiore K 452 \n\n\n\nQuintetto Locke \n\n\n\nCarla Felli violino \n\n\n\nMatthias Auf der Maur viola \n\n\n\nClaire Challéat violoncello \n\n\n\nDaniele Lausdei contrabbasso \n\n\n\nMarianna Testa pianoforte \n\n\n\nFranz Schubert Quintetto per pianoforte in la maggiore “Forellen-quintett” (La trota)\, op. 114\, D. 667 \n\n\n\nGIARDINI ore 21.30 \n\n\n\nARGENTINA: LA NOTTE DEL TANGO \n\n\n\nEnsemble Aguante \n\n\n\nRaul Dousset flauto Giuliano Bisceglia violino \n\n\n\nGiampaolo Costantini bandoneón \n\n\n\nGabriella Artale pianoforte \n\n\n\nMatias Giardina basso elettrico e contrabbasso \n\n\n\ncon la partecipazione di \n\n\n\nLeonardo e Cristina Elias ballerini \n\n\n\nJulian Plaza Nocturna \n\n\n\nAstor Piazzolla Oblivion \n\n\n\nJuan de Dios Filiberto Quejas de Bandoneón \n\n\n\nEdgardo Donato El Huracán \n\n\n\nEduardo Rovira A Evaristo Carriego \n\n\n\nAníbal Troilo Toda mi vida \n\n\n\nAgustin Bardi Gallo Ciego \n\n\n\nRicardo Tanturi La Serenata \n\n\n\nAstor Piazzolla Adiós Nonino \n\n\n\nManuel Joves Loca \n\n\n\nAstor Piazzolla Zum \n\n\n\nGerardo Matos Rodríguez La Cumparsita \n\n\n\nAníbal Troilo La Trampera \n\n\n\nJulian Plaza Buenos Aires Tokyo \n\n\n\nManuel Caballero Este es el Rey \n\n\n\nVirgilio Carmona Ríe Payaso
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SUMMARY:Omaggio al Maestro\, Concerto tributo a Franco Battiato al Labro Festival
DESCRIPTION:Al Labro Festival\, nello scenario del borgo medievale di Labro\, il “borgo di pietra”\, in provincia di Rieti\, sabato 27 giugno\, secondo appuntamento con miti e leggende della canzone d’autore italiana\,Omaggio al Maestro\, Concerto tributo a Franco Battiato. Un’esplorazione intima e mistica dell’universo poetico e filosofico di Franco Battiato\, il concerto celebra l’autenticità e l’eredità spirituale del cantautore siciliano attraverso arrangiamenti raffinati. Un viaggio attraverso le sue canzoni più emblematiche che hanno segnato la storia della musica italiana. Un’esperienza intima e profonda\, dove le sue melodie e i suoi testi poetici si fondono in un omaggio emozionante. Da “La cura” a “Centro di gravità permanente”\, rivivi le atmosfere mistiche e raffinate del maestro\, riscoprendo il suo genio musicale e la sua filosofia attraverso un’esecuzione ricca di emozione e autenticità. Un’occasione imperdibile per celebrare un artista senza tempo.  \n\n\n\nIngresso gratuito.  \n\n\n\nInfo: Comune di Labro – Telefono: 0746 636134 \n\n\n\nIl Labro Festival è parte del finanziamento Pnrr ottenuto dal Comune di Labro a valere sulla misura M1C3 – Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi” del Ministero della Cultura all’interno dell’iniziativa europea NextGenerationEU
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SUMMARY:"La regina disadorna" al Festival in una nota d'estate con Lunaria Teatro
DESCRIPTION:Ad aprire il programma della 29ª edizione del Festival in una notte d’estate di Lunaria Teatro domani\, sabato 27 giugno\, sarà il ritorno de La regina disadorna\, spettacolo itinerante nei luoghi del romanzo di Maurizio Maggiani checonferma il suo appeal con la visita guidata all’Ecce Homo di Antonello da Messina ai Musei Nazionali di Genova – Palazzo Spinola.  \n\n\n\nNel Chiostro di San Matteo\, il pubblico assisterà all’incontro tra Paride e Sascia con l’interpretazione di Vittorio Ristagno; nei vicini locali di Quasi Casa\, invece\, farà conoscenza di Giggi o Strassè\, alias Andrea Benfante; infine\, come detto a Palazzo Spinola\, Carola Stagnaro e Paolo Drago racconteranno i traffici e la vendetta della Combattuta. A seguire\, una visita guidata a Palazzo Spinola a cura di Genova Insieme. \n\n\n\nIl 7 luglio l’inizio degli spettacoli a San Matteo\n\n\n\nLa rassegna entrerà poi nel vivo con gli spettacoli in piazza San Matteo a partire da martedì 7 luglio\, serata in cui è in programma il concerto benefico Una Quasi Notte d’estate organizzato dallo spazio socio-culturale della Caritas Diocesana di Genova Quasi Casa con la Caretta Big Band\, un gruppo nato per rompere le barriere stilistiche fra i generi\, con apertura affidata al cantante folk Simone Meneghelli\, in arte Misentotale\, e altri ospiti ad alternarsi sul palco nel corso della serata. \n\n\n\nI principali appuntamenti del Festival\n\n\n\nParticolarmente significativa la messa in scena il 9 luglio della Lunaria di Vincenzo Consolo\, testo diventato un fondamento della letteratura italiana\, a 40 anni dalla prima mondiale che segnò il debutto alla regia di Daniela Ardini e avrebbe poi dato il nome stesso alla compagnia che in questa edizione del Festival porta anche Sono stato\, omaggio a Ernesto Franco (31 luglio)\, e Doria e Fieschi a confronto (7-8 agosto)\, entrambi interpretati da Francesco Patanè e Alessio Zirulìa. \n\n\n\nTra le ospitalità\, spiccano l’Ismene di Ghiannis Ritsos portata in scena l’11 luglio da Elena Arvigo; Mario Perrottache il 16 luglio con il pluripremiato Un bès celebra il pittore della natura Antonio Ligabue; Pino Petruzzelli il 18 luglio con il suo inconfondibile stile di vita a Chilometro zero in un modo globalizzato. E a grande richiesta\, il 4 agosto\, torna anche lo spettacolo in lingua inglese della Praga Shakespeare Company che quest’anno porta La dodicesima notte. \n\n\n\nAmpio spazio viene dedicato\, come sempre\, alla danza: il 10 luglio Alekseij Canepa illumina l’attimo in cui Orfeo guarda Euridice e la rispedisce nell’Ade; Alex Atzewi\, il 13 luglio\, racconta la scelta di resistere ed essere se stessi; Simone Maier\, ispirandosi al Piccolo Principe\, il 17 luglio cambia la prospettiva e costruisce una visione di simboli che si animano nelle coreografie; infine Adriano Mauriello il 3 agosto fa ballare il tango a tutto il sagrato di San Matteo. \n\n\n\nNon può mancare nemmeno la musica\, dal concerto del 21 luglio di Michela Centanaro dedicato alla relazione tra uomo e natura\, al tributo di Marco Valabrega a Bela Bartòk il 30 luglio\, fino alle atmosfere carioca portate da Filippo Gambetta con lo Choropo Trio il 6 agosto. Infine gli incontri aperitivo di Remo Viazzi al loggiato di Palazzo Giulio Pallavicino\, dedicati quest’anno a Luigi Pirandello e in programma il 14 e 21 luglio e il 4 agosto. Previste anche due date nella riviera di Ponente: il 2 luglio a Villa Groppallo di Vado Ligure con Il mare di Camillerie il 24 luglio al Priamar di Savona con Pinocchio: una fiaba sonora. \n\n\n\nInformazioni e ringraziamenti\n\n\n\nIl programma completo del Festival in una notte d’estate 2026 è disponibile sul sito www.lunariateatro.it\,prenotazioni su www.happyticket.it oppure contattando Lunaria Teatro (tel. 0102477045\, sito internet www.lunariateatro.it\, e-mail info@lunariateatro.it). I ristoranti e bar del quartiere (Migone\, Rosmarino\, La Buca di San Matteo\, 20tre\, Bar Campetto e Il Cavaturaccioli) praticheranno uno sconto sulle cene e gli aperitivi a tutti i clienti muniti del biglietto dello spettacolo della serata. \n\n\n\nBiglietto singolo (salvo dove diversamente indicato): intero 16 euro; ridotto* 14 euro; under 26 8 euro; under 13 7 euro; incontri-aperitivo 1 euro. \n\n\n\n** over 65\, soci Coop Liguria\, Cral Regione Liguria\, titolari di Green Card\, e possessori di biglietto per i Musei Civici di Genova \n\n\n\nEarly bird la formula “Chi prima arriva…”!\, valida per prenotazioni effettuate dal 25 giugno al 2 luglio\, prevede prezzi scontati sui biglietti dei singoli spettacoli: 13 euro per l’intero e 11 euro per il ridotto. \n\n\n\nInizio degli spettacoli alle 21:15 (salvo dove diversamente indicato) \n\n\n\nPrenotazioni on line su www.happyticket.it\, oppure contattando Lunaria Teatro ai recapiti tel. 0102477045\, www.lunariateatro.it\, info@lunariateatro.it. \n\n\n\nIl “Festival in una notte d’estate” è realizzato grazie al sostegno di Comune di Genova e Camera di Commercio di Genova\, con la Regione Liguria come partner istituzionale ed il patrocinio della Città Metropolitana di Genova. Si ringraziano lo sponsor Generali – Assicuriamo Genova\, i partner culturali Musei Nazionali di Genova – Palazzo Spinola\, Alliance Française Gênes\, L’Amico Ritrovato\, Associazione Guide Turistiche della Liguria\, Quasi Casa e Willy Montini Arte\, i partner Signor Kiwi Bistrot\, DEMA\, Coop Liguria e Capoverso. Un ringraziamento particolare anche a Teatro Nazionale di Genova\, La quinta praticabile\, abate Don Carlo Parodi\, famiglia D’Oriae Armando Idà. \n\n\n\nProgramma \n\n\n\nGIUGNO \n\n\n\nCHIOSTRO DI SAN MATTEO \n\n\n\nSabato 27 giugno\, tre turni ore 17 18:15\, 19:30 \n\n\n\nPROSA E VISITA GUIDATA \n\n\n\na cura di Genova Insieme \n\n\n\nLA REGINA DISADORNA \n\n\n\ndal romanzo di Maurizio Maggiani \n\n\n\ncon Andrea Benfante\, Paolo Drago\, Vittorio Ristagno\, Carola Stagnaro e i partecipanti al laboratorio condotto da Anna Nicora \n\n\n\nPercorso itinerante dalle pagine del romanzo nel Sestiere della Maddalena con conclusione alle Gallerie Nazionali di Palazzo Spinola. \n\n\n\nIn collaborazione con Musei Nazionali di Genova – Palazzo Spinola e Quasi Casa \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria \n\n\n\nBiglietto intero 11 euro + ingresso al Museo* (obbligatorio) 6 euro \n\n\n\n* gratuito per under 18\, possessori Card Musei Nazionali di Genova\, Genova Museum Card e aventi diritto \n\n\n\nLUGLIO \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO  \n\n\n\nMartedì 7 luglio ore 21:15 \n\n\n\nMUSICA \n\n\n\nUNA QUASI NOTTE D’ESTATE \n\n\n\nevento benefico di Quasi Casa \n\n\n\ncon la Caretta Big Band (fiati\, archi\, percussioni\, basso\, batteria) \n\n\n\nApertura Misentotale \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO  \n\n\n\nGiovedì 9 luglio ore 21:15 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nLUNARIA o il sogno del Viceré \n\n\n\ndi Vincenzo Consolo \n\n\n\ncon Pietro Montandon \n\n\n\nluci e fonica Stefano Gualtieri Luca Nasciuti \n\n\n\nscene Giorgio Panni Giacomo Rigalza \n\n\n\nregia Daniela Ardini \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO \n\n\n\nVenerdì 10 luglio ore 21:15 \n\n\n\nDANZA \n\n\n\nORFEO ED EURIDICE \n\n\n\ncoreografie di Alekseij Canepa \n\n\n\ncon Francesco Gerbi\, Arianna Carino\, Aurora Dieci\, Elia Santonastaso\, David Manzoni\, Elisa Conte\, Martina Pozzo \n\n\n\nesecuzione Kseij Dance Company \n\n\n\nproduzione Tocnadanza \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO \n\n\n\nSabato 11 luglio ore 21:15 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nISMENE \n\n\n\ndi Ghiannis Ritsos \n\n\n\ntraduzione di Nicola Crocetti \n\n\n\ncon e regia Elena Arvigo \n\n\n\nin collaborazione con Maria Alessandra Giuri \n\n\n\nproduzione SantaRita & Jack Teatro \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO \n\n\n\nLunedì 13 luglio ore 21:15 \n\n\n\nDANZA \n\n\n\nNON TI VOLTARE MAI \n\n\n\ncoreografia e regia Alex Atzewi \n\n\n\ncon Alex Atzewi\, Alessandra Calore\, Chiara Matterazzo\, Federica Nuti\, Clarissa Pizzo\, Desiré Speranza\, Stefano Veneziano \n\n\n\nproduzione Atzewi Dance Company \n\n\n\nLOGGIATO PALAZZO GIULIO PALLAVICINO \n\n\n\nMartedì 14 luglio ore 19 \n\n\n\nINCONTRO APERITIVO \n\n\n\nPIRANDELLO E L’ALTROVE \n\n\n\na cura di Remo Viazzi \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO \n\n\n\nMartedì 14 luglio ore 21:15 \n\n\n\nMUSICA E POESIA \n\n\n\nSPOON RIVER. da Masters a De André \n\n\n\nCon le canzoni di Non al denaro\, non all’amore né al cielo di Fabrizio De André e i testi di Edgar Lee Masters tradotti da Fernanda Pivano \n\n\n\ncon Giacomo D’Alessandro (chitarra\, voce)\, Michela Centanaro (chitarra)\, Benedetta Bollo (violino)\, Maria Giulia Mensa (voce) \n\n\n\nvoci narranti Orietta Notari\, Carola Stagnaro \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO \n\n\n\nGiovedì 16 luglio ore 21:15 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nUN BÈS. Antonio Ligabue \n\n\n\ndi e con Mario Perrotta \n\n\n\ncollaborazione alla regia Paola Roscioli \n\n\n\nproduzione Permar / Teatro dell’Argine \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO \n\n\n\nVenerdì 17 luglio ore 21:15 \n\n\n\nDANZA \n\n\n\nASTEROIDE B-612 \n\n\n\ncoreografia Simone Maier \n\n\n\ncon Noha Abdelhedi\, Giulia Achille\, Yasmin Ben Ammar\, Tommaso Marengo\, Sabrina Melone\, Thomas Piaggi\, Claudio Tornesi\, Francesco Zaccaria \n\n\n\nesecuzione Mechanical Monkeys \n\n\n\nproduzione Teatro della Tosse  \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO \n\n\n\nSabato 18 luglio ore 21:15 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nCHILOMETRO ZERO \n\n\n\ndi e con Pino Petruzzelli \n\n\n\ncoproduzione Teatro Ipotesi e Teatro Stabile di Genova \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO \n\n\n\nLunedì 21 luglio ore 21:15 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nELETTRA ASSOLO \n\n\n\nda Sofocle e Von Hofmannsthal \n\n\n\ndi Margherita Rubino \n\n\n\ncon Raffaella Azim \n\n\n\nmovimenti Patrizia Genitoni \n\n\n\nmusiche e luci Stefano Gualtieri Luca Nasciuti \n\n\n\nregia Daniela Ardini \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nLOGGIATO PALAZZO GIULIO PALLAVICINO \n\n\n\nMartedì 21 luglio ore 19 \n\n\n\nINCONTRO APERITIVO \n\n\n\nPIRANDELLO E L’ALTROVE \n\n\n\na cura di Remo Viazzi \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO \n\n\n\nMartedì 21 luglio ore 21:15 \n\n\n\nMUSICA \n\n\n\nUNA CANZONE PER SCEGLIERE \n\n\n\ncon Michela Centanaro (chitarra classica)\, Maria Giulia Mensa (voce)\, Julyo Fortunato (fisarmonica e mandolino) \n\n\n\nvoce narrante Franco Avran  \n\n\n\nBiglietti: intero 16 euro\, ridotto under 26 8 euro \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO \n\n\n\nGiovedì 23 e venerdì 24 luglio ore 21:15 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nIL BANCHIERE ANARCHICO \n\n\n\ndi Fernando Pessoa \n\n\n\nregia Edouard Pénaud \n\n\n\ncon Jérémie Galiana e Riccardo Rampazzo \n\n\n\nmusiche e luci Stefano Gualtieri Luca Nasciuti \n\n\n\nproduzione Compagnie du Tous Vents (Francia) \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO \n\n\n\nSabato 25 luglio ore 21:15 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nIL FU MATTIA PASCAL 2.0 \n\n\n\ndal romanzo di Luigi Pirandello \n\n\n\ncon Pietro Montandon \n\n\n\ncostumi Maria Angela Cerruti \n\n\n\nscene Giorgio Panni Giacomo Rigalza \n\n\n\nregia Daniela Ardini \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO \n\n\n\nLunedì 27 luglio ore 21:15 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nMEDEA KILLER \n\n\n\ndi Lelio Lecis (ispirato dalla Medea di Euripide) \n\n\n\ncon Tiziana Martucci e Julia Pirchl \n\n\n\ncostumi Marco Nateri \n\n\n\nspazio scenico Valentina Enna \n\n\n\nregia e messinscena Lelio Lecis \n\n\n\nproduzione Akròama \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO \n\n\n\nMartedì 28 luglio ore 21:15 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\n1975. LA FINE DEL PATRIARCATO \n\n\n\ntesto Luca Guiducci \n\n\n\ncon Francesco Patanè e Aurora Peres \n\n\n\nmusiche dal vivo Luca Guiducci \n\n\n\nregia Francesco Patanè \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO \n\n\n\nGiovedì 30 luglio ore 21:15 \n\n\n\nMUSICA \n\n\n\n… E SE PAGANINI AVESSE INCONTRATO BÉLA BARTÓK?! \n\n\n\nColumba Quartet con Marco Valabrega (violino)\, Bruno Zoia (contrabasso)\, Gianluca Casadei (fisarmonica)\, Vahid Haji Hosseini (santur) \n\n\n\nIl concerto sarà preceduto\, alle 20\, dall’apertura straordinaria della Galleria Willy Montini Arte con aperitivo riservato al pubblico \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO \n\n\n\nVenerdì 31 luglio ore 21:15 \n\n\n\nREADING \n\n\n\nSONO STATO ERNESTO FRANCO \n\n\n\na cura di Paolo Portesine \n\n\n\ncon Rita Castaldo\, Francesco Patanè\, Paolo Portesine\, Alessio Zirulìa \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nAGOSTO \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO \n\n\n\nSabato 1º agosto ore 21:15 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nRAIS \n\n\n\nda L’ultima notte del Rais \n\n\n\ndi Yasmina Khadra \n\n\n\nriduzione per la scena e idea scenica Renzo Sicco \n\n\n\ncon Alessandro Dichirico \n\n\n\npaesaggio sonoro percussioni Fabrizio Mirra \n\n\n\nregia Giovanni Boni \n\n\n\nproduzione Assemblea Teatro \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO \n\n\n\nLunedì 3 agosto ore 21:15 \n\n\n\nMUSICA E DANZA \n\n\n\nNATURAL TANGO \n\n\n\nballerini Adriano Mauriello e Jessica Santo Domingo \n\n\n\nesecutori musicali Este es El Rey con Martín Piñol (Voce)\, Simone Marini (Bandoneon)\, Luca Rossetti (Piano)\, Santiago Zamboni (Violin)\, Albano Ducaghinni (Contrabasso). \n\n\n\nLo spettacolo sarà preceduto\, alle 20\, dall’apertura straordinaria della Galleria Willy Montini Arte con aperitivo riservato al pubblico  \n\n\n\nBiglietti: intero 16 euro\, ridotto under 26 8 euro \n\n\n\nLOGGIATO PALAZZO GIULIO PALLAVICINO \n\n\n\nMartedì 4 agosto ore 19 \n\n\n\nINCONTRO APERITIVO \n\n\n\nPIRANDELLO E L’ALTROVE \n\n\n\na cura di Remo Viazzi \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO \n\n\n\nMartedì 4 agosto ore 21:15 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nTWELFTH NIGHT (La dodicesima notte) \n\n\n\ndi William Shakespeare \n\n\n\ncon Jessica Boone\, Sarah Spring\, Jim Johsnon\, Jeff Smith \n\n\n\nregia Guy Roberts e Kiara Pipino \n\n\n\nproduzione The Prague Shakespeare Company \n\n\n\nSpettacolo in lingua inglese con sottotitoli in italiano \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO \n\n\n\nGiovedì 6 agosto \n\n\n\nMUSICA \n\n\n\nCHOROPO TRIO \n\n\n\ncon Filippo Gambetta (organetto e mandolino brasiliano)\, Alessandro Scotto (chitarra brasiliana a 7 corde)\, Lorenzo Andraghetti (pandeiro) \n\n\n\nPIAZZA SAN MATTEO \n\n\n\nVenerdì 7 e sabato 8 agosto ore 21:15 \n\n\n\nPROSA E DANZA \n\n\n\nD’ORIA E FIESCHI A CONFRONTO \n\n\n\nprima parte: Gian Luigi e la gloria \n\n\n\ndi Vico Faggi \n\n\n\ncon Alessio Zirulìa \n\n\n\ne con Francesco Adamo\, Iris Sanguineti e Silvia Morelli \n\n\n\nseconda parte: Ritratto di principe con gatto \n\n\n\ndi Elena Bono \n\n\n\ncon Francesco Patanè e Matilde Palazzo \n\n\n\ncoreografia Patrizia Genitoni \n\n\n\neffetti sonori Stefano Gualtieri e Luca Nasciuti \n\n\n\nscene Giorgio Panni e Giacomo Rigalza \n\n\n\nregia Daniela Ardini \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nLe due repliche saranno entrambe precedute\, alle 18:30\, da una visita guidata a cura di Genova Insieme riservata al pubblico dello spettacolo: venerdì il Percorso Fieschi con ritrovo in piazza Santa Maria in via Lata e sabato il Percorso D’Oria con ritrovo in piazza San Matteo \n\n\n\nLunaria in giro \n\n\n\nVADO LIGURE\, VILLA GROPPALLO \n\n\n\nGiovedì 2 luglio ore 21:15 \n\n\n\nPROSA \n\n\n\nIL MARE DI CAMILLERI \n\n\n\ncon Daniela Ardini\, Pietro Montandon\, Pino Petruzzelli\, Paolo Portesine \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nSAVONA\, FORTEZZA DEL PRIAMAR \n\n\n\nVenerdì 24 luglio ore 19 \n\n\n\nPER BAMBINI DAI 3 ANNI \n\n\n\nPINOCCHIO: UNA FIABA SONORA \n\n\n\ndal capolavoro di Carlo Collodi \n\n\n\ncon Andrea Benfante\, scene di Giorgio Panni\, regia di Daniela Ardini \n\n\n\nproduzione Lunaria Teatro \n\n\n\ninfo e prenotazioni: Cattivi Maestri\, cel. 392.1665196 \n\n\n\nEventi collaterali \n\n\n\nDal 27 giugno all’8 agosto \n\n\n\nMOSTRA FOTOGRAFICA \n\n\n\nVetrine in salita San Matteo 12r gentilmente concesse \n\n\n\nLE “NUOVE” BOTTEGHE STORICHE \n\n\n\nCon il sostegno della Camera di Commercio di Genova \n\n\n\nEccellenza del nostro territorio sempre più ricercata e apprezzata da turisti e cittadini\, alcune delle “nuove” botteghe storiche di Genova ospitano due percorsi con letture di testi eseguite da attori di Lunaria Teatro e presentazione dei locali. Posti limitati. Prenotazione obbligatoria. \n\n\n\nVenerdì 24 luglio\, ore 17:30 \n\n\n\npartenza da Fratelli Armanino (Via Sottoripa\, 105R) \n\n\n\ntappa alla Corderia Nazionale \n\n\n\nMartedì 28 luglio\, ore 17 \n\n\n\npartenza da Galleria Guidi (Via Chiossone\, 19R) \n\n\n\ntappe a La Bottega dello Stoccafisso e a Cremeria Buonafede
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SUMMARY:Fontanincanto 2026 a Fontanellato
DESCRIPTION:ll 26 e 27 giugno Fontanellato\, nel cuore della provincia di Parma\, si trasforma in palcoscenico a cielo aperto con Fontanincanto 2026\, la quinta tappa dell’edizione 2026 Festival Incredibile\, dopo quelle di Zibello\, Traversetolo\, Scandiano (RE) e Maranello (MO)\, che proseguirà con un calendario intenso di altre date\, tra luglio e dicembre. A Fontanellato due giornate – a ingresso gratuito – di eventi di circo contemporaneo\, teatro di strada e musica dal vivo che animeranno il centro del paese\, con artisti e compagnie provenienti da Germania\, Spagna\, Taiwan e Italia. Un programma internazionale che farà del borgo una mappa viva di linguaggi artistici\, una geografia della meraviglia: un invito a rallentare\, a sostare\, a lasciarsi raggiungere da storie e visioni che arrivano da lontano e si radicano nella comunità. \n\n\n\nTra gli appuntamenti centrali spicca Monsieur & Die Dame am Klavier (Germania)\, per la prima volta in Italia\, in scena con Humor in Black and White\, spettacolo pluripremiato che unisce equilibrismo\, musica dal vivo e comicità ispirata al cinema muto. Venerdì 26 giugno alle ore 20.00 e sabato 27 giugno alle 19.30 e 21.30\, la compagnia tedesca costruisce attraverso il linguaggio del corpo una drammaturgia senza parole\, capace di instaurare un legame diretto e immediato con il pubblico. Ad accompagnare lo spettacolo è la compositrice Nora Born al pianoforte a coda in miniatura\, che con le sue partiture originali ricrea l’atmosfera sospesa del grande cinema muto\, trasformando ogni gesto in narrazione musicale. \n\n\n\nDalla Spagna arriva Ramiro Vergaz (Spagna) con White Bottom\, in scena venerdì 26 giugno alle 21.30 e sabato 27 giugno alle 21.00. Scarpe lucide\, un palcoscenico su ruote e un tappeto elastico diventano gli strumenti di un viaggio ironico e vertiginoso negli anni Venti del secolo scorso\, arrivati però con un secolo di ritardo. Tra giocoleria e acrobazie\, l’artista costruisce un universo rétro in cui l’abilità tecnica si intreccia al rischio e alla comicità\, trasformando ogni salto in una dichiarazione di leggerezza e virtuosismo. \n\n\n\nIl linguaggio del corpo e la ricerca poetica si fanno invece protagonisti con Chien Hung Kuo (Taiwan) e il suo Moving Zen\, in programma venerdì 26 giugno alle 22.00 e sabato 27 giugno alle 20.00. L’artista\, tra i più acclamati della scena circense internazionale\, fonde estetica zen\, contact\, danza e manipolazione del cubo acrobatico\, arricchendo la performance con elementi di fuoco. Il risultato è un’esperienza sospesa\, in cui il movimento diventa meditazione e lo spazio scenico si trasforma in luogo di ascolto e contemplazione. \n\n\n\nLa sperimentazione tecnologica incontra il circo contemporaneo con la Compagnia Chilowatt e lo spettacolo Rex\, in scena sabato 27 giugno alle 19.00 e 22.00. Ispirato alla figura di Nikola Tesla\, il lavoro mette al centro l’elettricità come materia viva e narrativa. Uno strano scienziato sperimenta le proprie invenzioni direttamente sul pubblico\, in un susseguirsi di dimostrazioni che oscillano tra inquietudine\, comicità e stupore. Nato nel 2014 da un’idea di Lorenzo Crivellari\, Chilowatt costruisce un immaginario scenico in cui la relazione tra uomo e tecnologia diventa gioco teatrale e riflessione poetica. \n\n\n\nTra i protagonisti del festival anche Andy Spigola con Boato\, in scena venerdì 26 giugno alle 21.00 e sabato 27 giugno alle 18.30 e 20.30. Attraverso un raffinato intreccio tra nouveau clown\, visual comedy e uso dei trampoli\, l’artista costruisce una parodia del latin lover ispirata alla commedia all’italiana tra anni ’50 e ’70\, evocando figure e atmosfere care al cinema di Nino Manfredi e Giancarlo Giannini e alla regia di Lina Wertmüller. Il percorso scenico diventa così una riflessione ironica e poetica sull’identità\, i desideri e le maschere imposte dalla società. \n\n\n\nLe strade del borgo si animano anche con Medoro e Malacoda del Teatro del Fantastico\, animazione itinerante ispirata all’immaginario visionario di Hieronymus Bosch. Venerdì 26 giugno alle 19.30 e 21.45 e sabato 27 giugno alle 18.00 e 21.45\, i due personaggi emergono idealmente dal “Trittico del Giudizio” per attraversare il mondo reale\, trascinando il pubblico in una dimensione onirica fatta di figure fantastiche e suggestioni pittoriche. \n\n\n\nFontanincanto è anche esperienza condivisa e partecipativa. I laboratori e i giochi antichi di Energia Ludica\, attivi venerdì 26 giugno dalle ore 19.00 e sabato 27 giugno dalle 18.00\, trasformano gli spazi del borgo in un luogo di incontro intergenerazionale\, dove il gioco diventa linguaggio universale e occasione di relazione. La dimensione musicale completa il percorso del festival. Venerdì 26 giugno alle 22.30 il palco si accende con i Culpable\, band parmigiana che intreccia reggae\, rock\, ska\, folk ed elettronica in un linguaggio energico e coinvolgente\, costruito tra critica sociale e ironia\, con un’attitudine live capace di trasformare ogni concerto in un’esperienza collettiva di grande vitalità. Il Festival si concluderà sabato 27 giugno alle 22.30 con i Wunder Tandem\, duo disco-punk-clown dall’anima irriverente e teatrale. Con fisarmonica\, voci e mini drum set\, il progetto costruisce un sound caustico e travolgente che mescola pop\, dance e funk\, abbattendo confini stilistici e trasformando il concerto in una festa performativa dal forte impatto scenico. \n\n\n\nFontanincanto si inserisce nel più ampio Festival Incredibile\, rassegna itinerante ideata e promossa da L’Ufficio Incredibile APS\, giunta nel 2026 alla sua quinta edizione. Il progetto attraversa la pianura e l’Appennino parmense\, modenese e reggiano grazie a una rete di comuni\, associazioni e realtà locali che condividono una visione culturale diffusa e partecipata. Il festival è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura\, della Regione Emilia-Romagna e con il contributo triennale “Sostegno (R)esistente” di Fondazione Cariparma\, confermandosi come un dispositivo culturale che intreccia arte\, turismo sostenibile e valorizzazione delle comunità locali.  \n\n\n\nPer informazioni chiamare il numero 339 1907918
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SUMMARY:SVELATA/mente all'Accademia Filarmonica Romana
DESCRIPTION:Venerdì 26 giugno ai Giardini della Filarmonica\, festival estivo dell’Accademia Filarmonica Romana la giornata sarà dedicata interamente alla cultura iraniana\, divenuta negli anni uno degli appuntamenti di maggior richiamo del Festival. Si approfondiranno le tradizioni musicali persiane\, dal repertorio più antico alle nuove tendenze della musica d’oggi: in Sala Casella (ore 20) le sorelle Leila e Sara Shirvani (violoncello e pianoforte) con l’attrice e autrice Barbara Amodio sono impegnate nel concerto SVELATA/mente in cui si ascolteranno brani tradizionali\, altri di stampo più classico o influenzati dalla cultura persiana con uno sguardo e un richiamo alle voci femminili del popolo iraniano. Nei Giardini (ore 21.30) il concerto Il respiro delle corde persiane vede protagonisti cinque musicisti nati e formatisi in Iran\, quasi tutti a Teheran\, oggi residenti all’estero. Suonano gli strumenti più tradizionali come il tar e il tombak: sul palco la cantante Ghazal Ansarirad\, la virtuosa Sahba Motallebi fra le maggiori interpreti del tar\, e i tre fratelli Reza\, Navid e Hamid Mohsenipour. Una serata che svelerà le sinergie tra tradizione e modernità di un ricchissimo contesto artistico qual è il Medio Oriente.  \n\n\n\nSVELATA/mente \n\n\n\nIl concerto delle ore 20 in Sala Casella è particolarmente in armonia con le radici di Leila e Sara Shirvani\, sorelle di origine anglo-persiana nate a Roma in una famiglia di musicisti\, avviate giovanissime allo studio rispettivamente del violoncello e del pianoforte e diplomate entrambe al London College of Music. Il concerto affianca brani tradizionali e altri a stampo più classico di autori persiani o influenzati dalla cultura persiana (ritroviamo Rachmaninov\, Satie\, Čajkovskij) fino alla nuova voce della musica contemporanea iraniana di Marjan Farsad. L’apporto dell’attrice e drammaturga Barbara Amodio esplora la rivoluzione\, l’illuminazione filosofica\, la poesia del popolo iraniano\, soffermandosi in particolare sul coraggio e la forza delle loro donne. Così la Amodio introduce il concerto: “Lavorare tenacemente\, costantemente e con sempre maggiore forza e ostinazione\, per sensibilizzare\, educare\, coinvolgere\, mobilitare e informare. Un popolo ricco di magnifica storia che bisogna inneggiare per il suo pregio. Così la musica\, la parola\, il pensiero\, si alleano per celebrare una cultura meravigliosa\, capace di incantare per il suo potere immaginifico. L’influenza dell’antico Impero Persiano è ancora viva nella cultura\, nell’arte e nella musica di moltissimi paesi compresi tra l’Asia minore e l’Asia centrale”. \n\n\n\nIL RESPIRO DELLE CORDE PERSIANE \n\n\n\nNei Giardini alle ore 21.30 il secondo concerto della giornata\, Il respiro delle corde persiane\, vede l’impiego degli strumenti più tradizionali come il tar (strumento a sei corde\, simile al liuto\, suonato con un plettro d’ottone) e il tombak (tamburo a calice\, principale strumento a percussione persiano) accanto all’oboe e al flauto. Sul palco cinque musicisti profondi conoscitori del repertorio folklorico e classico iraniano\, capaci di reinventarlo attraverso una sensibilità contemporanea. Vi troviamo la cantante Ghazal Ansarirad che del proprio canto ha fatto una forma di resistenza (in Iran una donna non può cantare da solista in pubblico)\,  la virtuosa Sahba Motallebi fra le maggiori interpreti del tar e sitar\, vincitrice anche di un Grammy Award\, soprannominata a livello internazionale come la “Regina del tar”\,  e i fratelli Reza\, Navid e Hamid Mohsenipour\, tutti e tre nati e cresciuti a Teheran\, oggi residenti in Italia\, a Roma\, fondatori del Barbad Project e del Progetto Masnavì\, che reinterpretano in rielaborazioni originali le forme musicali del passato del loro paese\, aprendosi a contaminazione di generi e stili musicali eterogenei. \n\n\n\nGLI ALTRI APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA (fino a sabato 27 giugno) \n\n\n\nLa settimana ai Giardini si completa sabato 27 giugno con La notte del tango (Giardini\, ore 21.30) l’omaggio all’Argentina dell’ensemble Aguante\, che con i danzatori Cristina e Leonardo Elias ripercorre la storia del tango con alcuni dei suoi autori più celebri\, fra cui\, immancabile\, Astor Piazzolla. In Sala Casella (ore 20) il secondo appuntamento di Musica Amata con due formazioni in Quintetto che eseguono lavori di Mozart e Schubert. \n\n\n\nTutto il programma del festival\, fino al 2 luglio\, sul sito filarmonicaromana.org \n\n\n\nBiglietti: 12\,50 euro SVELATA/mente\, 18 euro Il respiro delle corde persiane (comprensivo di prevendita).  \n\n\n\nInfo: tel. 342 9550100\, promozione@filarmonicaromana.org   \n\n\n\nAcquisto on line su https://www.vivaticket.com/it/tour/i-giardini-della-filarmonica/4832
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SUMMARY:“La vita va così” di Riccardo Milani a Piazza Vittorio
DESCRIPTION:Sostenibilità nelle filiere dello spettacolo: l’Osservatorio Spettacolo e Ambiente presenta il bilancio dei primi due anni di attività\, che evidenzia una crescita delle produzioni cinematografiche certificate sul piano ambientale e numerosi interventi di efficientamento energetico realizzati da sale cinematografiche e teatri in tutta Italia. I risultati saranno anche al centro dell’incontro in programma a Roma domani\, venerdì 26 giugno alle ore 21.00 presso l’arena “Notti di Cinema”\, la rassegna estiva promossa da ANEC Lazio che ogni anno trasforma la storica Piazza Vittorio in uno dei principali spazi di cinema all’aperto della Capitale. \n\n\n\nUna serata di riflessione e condivisione ma anche di cultura e intrattenimento\, grazie alla presenza del regista Riccardo Milani\, che presenterà il suo film “La vita va così”. L’opera\, caratterizzata da leggerezza e spirito critico\, si sposa perfettamente con l’impegno del progetto nel coniugare contenuti sociali e intrattenimento popolare: “Con il mio film “La vita va così” ho voluto raccontare il doloroso conflitto tra la necessità del lavoro e la salvaguardia del nostro prezioso territorio –dichiara l’acclamato regista– Non dobbiamo rassegnarci al ricatto occupazionale: è urgente promuovere uno sviluppo etico e rispettoso di ogni identità locale. Il mio pastore sardo è il simbolo di chi resiste\, di chi lotta per la propria terra e sono contento se il mio cinema possa essere d’ispirazione ad avere maggiore cura dell’ambiente e delle persone che ci circondano“. \n\n\n\nCon il regista\, interverranno Marco Gisotti\, direttore scientifico dell’Osservatorio Spettacolo e Ambiente\, e Massimo Arcangeli\, direttore generale ANEC Lazio. “L’Osservatorio ha dimostrato in circa due anni di attività una fortissima convergenza di temi e di pratiche della nostra industria dello spettacolo verso la sostenibilità ambientale -spiega Marco Gisotti\, direttore scientifico dell’Osservatorio- Non solo opere di registi e registe mainstream come Milani\, Virzì\, Rohrwacher o Delpero hanno dimostrato nelle loro opere un sentimento diffuso di ritorno alle origini\, di tutela del patrimonio storico-ambientale e una preoccupazione per la crisi ambientale\, ma l’industria del cinema stessa ha aumentato il numero di opere con certificazione ambientale e ben 270 sale cinematografiche e 363 teatri hanno realizzato interventi di efficientamento energetico anche grazie ai fondi del PNRR. Il nostro compito è censire le buone pratiche e fare sì che tutte le imprese e i professionisti del settore le possano condividere\, riducendo gli sprechi insieme ai costi\, migliorando le performance artistiche e offrendo al pubblico un’esperienza con maggiore comfort\, sicurezza e sostenibilità”. \n\n\n\nL’Osservatorio Spettacolo e Ambiente è un progetto realizzato nell’ambito del Next Generation EU. Partecipato da ANEC Lazio (capofila)\, Green Cross Italia e ATIP – Associazione Teatri Italiani Privati\, il progetto è finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEu attraverso il Ministero della cultura – Direzione Generale Creatività Contemporanea. Con l’obiettivo di promuovere e integrare la sostenibilità ambientale nel settore del cinema e dell’audiovisivo\, del teatro e degli spettacoli dal vivo lungo tutta la filiera\, il progetto ha sviluppato diverse iniziative\, tra cui attività formative\, reportistica e momenti di convegnistica finalizzati al trasferimento di buone pratiche e innovazione tra gli operatori del settore. \n\n\n\nAlle attività e agli studi dell’Osservatorio hanno partecipato in questi primi due anni di lavoro: Ministero della Cultura\, Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica\, GSE\, ENEA\, il Credito Sportivo e Culturale – ICSC\, ANEC nazionale\, Anica Academy\, Federesco\, Fondazione per i cinema di Roma\, AFIC\, Assomusica\, PEFC Italia\, Trentino Film Commission\, Associazione Produttori Audiovisivi\,  Istituto Tagliacarne\, Sapienza Università di Roma\, Politecnico di Torino\, Pellicola d’oro\, Fondazione EOS\, Isnova\, Ecomuvi\, Zen2030\, Fondazione Ecosistemi. \n\n\n\nOsservatorio Spettacolo e Ambiente \n\n\n\nwww.osservatoriospettacoloeambiente.it
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SUMMARY:Fontanincanto 2026: il borgo che si accende di meraviglia
DESCRIPTION:Il 26 e 27 giugno Fontanellato\, nel cuore della provincia di Parma\, si trasforma in palcoscenico a cielo aperto con Fontanincanto 2026\, la quinta tappa dell’edizione 2026 Festival Incredibile\, dopo quelle di Zibello\, Traversetolo\, Scandiano (RE) e Maranello (MO)\, che proseguirà con un calendario intenso di altre date\, tra luglio e dicembre. A Fontanellato due giornate – a ingresso gratuito – di eventi di circo contemporaneo\, teatro di strada e musica dal vivo che animeranno il centro del paese\, con artisti e compagnie provenienti da Germania\, Spagna\, Taiwan e Italia. Un programma internazionale che farà del borgo una mappa viva di linguaggi artistici\, una geografia della meraviglia: un invito a rallentare\, a sostare\, a lasciarsi raggiungere da storie e visioni che arrivano da lontano e si radicano nella comunità. \n\n\n\nTra gli appuntamenti centrali spicca Monsieur & Die Dame am Klavier (Germania)\, per la prima volta in Italia\, in scena con Humor in Black and White\, spettacolo pluripremiato che unisce equilibrismo\, musica dal vivo e comicità ispirata al cinema muto. Venerdì 26 giugno alle ore 20.00 e sabato 27 giugno alle 19.30 e 21.30\, la compagnia tedesca costruisce attraverso il linguaggio del corpo una drammaturgia senza parole\, capace di instaurare un legame diretto e immediato con il pubblico. Ad accompagnare lo spettacolo è la compositrice Nora Born al pianoforte a coda in miniatura\, che con le sue partiture originali ricrea l’atmosfera sospesa del grande cinema muto\, trasformando ogni gesto in narrazione musicale. \n\n\n\nDalla Spagna arriva Ramiro Vergaz (Spagna) con White Bottom\, in scena venerdì 26 giugno alle 21.30 e sabato 27 giugno alle 21.00. Scarpe lucide\, un palcoscenico su ruote e un tappeto elastico diventano gli strumenti di un viaggio ironico e vertiginoso negli anni Venti del secolo scorso\, arrivati però con un secolo di ritardo. Tra giocoleria e acrobazie\, l’artista costruisce un universo rétro in cui l’abilità tecnica si intreccia al rischio e alla comicità\, trasformando ogni salto in una dichiarazione di leggerezza e virtuosismo. \n\n\n\nIl linguaggio del corpo e la ricerca poetica si fanno invece protagonisti con Chien Hung Kuo (Taiwan) e il suo Moving Zen\, in programma venerdì 26 giugno alle 22.00 e sabato 27 giugno alle 20.00. L’artista\, tra i più acclamati della scena circense internazionale\, fonde estetica zen\, contact\, danza e manipolazione del cubo acrobatico\, arricchendo la performance con elementi di fuoco. Il risultato è un’esperienza sospesa\, in cui il movimento diventa meditazione e lo spazio scenico si trasforma in luogo di ascolto e contemplazione. \n\n\n\nLa sperimentazione tecnologica incontra il circo contemporaneo con la Compagnia Chilowatt e lo spettacolo Rex\, in scena sabato 27 giugno alle 19.00 e 22.00. Ispirato alla figura di Nikola Tesla\, il lavoro mette al centro l’elettricità come materia viva e narrativa. Uno strano scienziato sperimenta le proprie invenzioni direttamente sul pubblico\, in un susseguirsi di dimostrazioni che oscillano tra inquietudine\, comicità e stupore. Nato nel 2014 da un’idea di Lorenzo Crivellari\, Chilowatt costruisce un immaginario scenico in cui la relazione tra uomo e tecnologia diventa gioco teatrale e riflessione poetica. \n\n\n\nTra i protagonisti del festival anche Andy Spigola con Boato\, in scena venerdì 26 giugno alle 21.00 e sabato 27 giugno alle 18.30 e 20.30. Attraverso un raffinato intreccio tra nouveau clown\, visual comedy e uso dei trampoli\, l’artista costruisce una parodia del latin lover ispirata alla commedia all’italiana tra anni ’50 e ’70\, evocando figure e atmosfere care al cinema di Nino Manfredi e Giancarlo Giannini e alla regia di Lina Wertmüller. Il percorso scenico diventa così una riflessione ironica e poetica sull’identità\, i desideri e le maschere imposte dalla società. \n\n\n\nLe strade del borgo si animano anche con Medoro e Malacoda del Teatro del Fantastico\, animazione itinerante ispirata all’immaginario visionario di Hieronymus Bosch. Venerdì 26 giugno alle 19.30 e 21.45 e sabato 27 giugno alle 18.00 e 21.45\, i due personaggi emergono idealmente dal “Trittico del Giudizio” per attraversare il mondo reale\, trascinando il pubblico in una dimensione onirica fatta di figure fantastiche e suggestioni pittoriche. \n\n\n\nFontanincanto è anche esperienza condivisa e partecipativa. I laboratori e i giochi antichi di Energia Ludica\, attivi venerdì 26 giugno dalle ore 19.00 e sabato 27 giugno dalle 18.00\, trasformano gli spazi del borgo in un luogo di incontro intergenerazionale\, dove il gioco diventa linguaggio universale e occasione di relazione. La dimensione musicale completa il percorso del festival. Venerdì 26 giugno alle 22.30 il palco si accende con i Culpable\, band parmigiana che intreccia reggae\, rock\, ska\, folk ed elettronica in un linguaggio energico e coinvolgente\, costruito tra critica sociale e ironia\, con un’attitudine live capace di trasformare ogni concerto in un’esperienza collettiva di grande vitalità. Il Festival si concluderà sabato 27 giugno alle 22.30 con i Wunder Tandem\, duo disco-punk-clown dall’anima irriverente e teatrale. Con fisarmonica\, voci e mini drum set\, il progetto costruisce un sound caustico e travolgente che mescola pop\, dance e funk\, abbattendo confini stilistici e trasformando il concerto in una festa performativa dal forte impatto scenico. \n\n\n\nFontanincanto si inserisce nel più ampio Festival Incredibile\, rassegna itinerante ideata e promossa da L’Ufficio Incredibile APS\, giunta nel 2026 alla sua quinta edizione. Il progetto attraversa la pianura e l’Appennino parmense\, modenese e reggiano grazie a una rete di comuni\, associazioni e realtà locali che condividono una visione culturale diffusa e partecipata. Il festival è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura\, della Regione Emilia-Romagna e con il contributo triennale “Sostegno (R)esistente” di Fondazione Cariparma\, confermandosi come un dispositivo culturale che intreccia arte\, turismo sostenibile e valorizzazione delle comunità locali.  \n\n\n\nPer informazioni chiamare il numero 339 1907918.
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SUMMARY:Chicago Beau & Jona’s Blues Band a Jazz&Image
DESCRIPTION:Jazz& Image\, alle Terme di Caracalla\, presenta\, giovedì 25venerdì 26 giugno\, il concerto di Chicago Beau & Jona’s Blues Band. Dalle sponde del Lake Michigan al cuore di Roma: il Blues senza confini. Il legame tra Chicago Beau e la Jona’s Blues Band non è una semplice collaborazione\, ma un sodalizio storico nato sul palco molti anni fa in Sardegna. Da allora\, l’armonico dialogo tra il gigante di Chicago e la solida band romana è proseguito attraverso numerose tournée e sessioni comuni\, consolidando un rapporto umano e artistico profondo. L’Ospite d’Onore: Chicago Beau Nato come Lincoln Beauchamp Jr. e battezzato artisticamente da Muddy Waters in persona\, Chicago Beau Chicago Beau è un personaggio importante della cultura afroamericana\, viaggiatore instancabile e promotore di moltissime iniziative culturali\, oltre ad essere un bluesman\, cantante\, armonicista\, è un poeta\, scrittore\, editore\, produttore e mille altre cose. Un artista \n\n\n\nsempre pronto a collaborare oltre che con i grandi del blues (cito Pinetop Perkins per tutti)\, con musicisti jazz come Archie Shepp\, agli inizi della sua carriera\, o gli Art Ensemble di Chicago\, suoi grandi amici\, a cui ha dedicato anche un libro.Ha collaborato con giganti come Pinetop Perkins\, Junior Wells e Billy Boy Arnold\, Jimmy Dawkins. Ha vissuto in Italia per cinque anni e ha collaborato con Roberto Murolo\, portando l’armonica blues nella canzone napoletana. Intellettuale e Attivista: Autore del libro “Too Much Un Convenience”\, è promotore culturale attraverso il magazine Original Chicago Blues Annual e la fondazione Chicago Blues Experience. La Jona’s Blues Band: Oltre 40 anni di Groove Nata a Roma a metà degli anni ’80\, la Jona’s Blues Band è una delle formazioni più autorevoli della scena italiana\, capace di fondere il blues classico con un’energia travolgente. La Jona’s Blues Band ha calcato i palchi di festival storici e collaborato con artisti di fama internazionale: Festival: Pistoia Blues (1994)\, Calagonone Jazz\, Liri Blues\, Carbonia Jazz\, tra i tanti. Collaborazioni Internazionali: Harold Bradley\, Herbie Goins\, Shawn Logan\, Eric Daniel\, Mark Nomad e Paul Jones. Assistere a un concerto di Chicago Beau & Jona’s Blues Band significa immergersi in un’esperienza totale che Beau definisce “un continuum dell’esperienza dei neri nelle Americhe”. Lo show è una celebrazione della poetica blues\, suonata con il rispetto e la devozione che solo chi ha vissuto questa musica “giorno dopo giorno” può trasmettere. “Il Blues è una forma di arte basata su una comunità che è accessibile a chiunque sia interessato… un veicolo naturale per l’espressione di chiunque scelga di usarlo.” (Chicago Beau). Alle 23\,00 Dj Set. \n\n\n\nwww.jazzimage.it \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\nInfo e prenotazioni: \n\n\n\nCellulare whatsapp +39 349 977 0309 \n\n\n\nE‐mail info eventi.alexanderplatz@gmail.com \n\n\n\nE‐mail prenotazioni prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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SUMMARY: Le Baccanti di Euripide al Teatro Ostia Antica Festival
DESCRIPTION:Il Teatro di Roma inaugura la seconda edizione del Teatro Ostia Antica Festival – Il Senso del Passato con la creazione del maestro greco Theodoros Terzopoulos\, figura monumentale del teatro contemporaneo e architetto di un linguaggio scenico unico. Per l’occasione\, il regista porta sul palcoscenico millenario del Teatro Romano di Ostia\, il 25 e il 26 giugno (ore 21.00)\, Le Baccanti di Euripide\, un rito metafisico sull’archetipo dello straniero\, che firma per la settima volta nella sua straordinaria carriera. \n\n\n\nQuella di Terzopoulos è una ricerca incessante che riconduce il teatro alle radici del tragico e che qui approda a una sintesi tra rigore e furia dionisiaca. Attraverso una regia visionaria e una direzione attoriale che scava nelle profondità del corpo e della voce\, il maestro spoglia il conflitto tra ordine e caos di ogni storicismo per trasformarlo in un’esperienza metafisica e rituale.  \n\n\n\nNelle note di regia\, Terzopoulos definisce Le Baccanti come una tragedia emblematica per la propria visione estetica\, sottolineando l’urgenza di destinare questo testo al presente ed espandendo la riflessione sul senso profondo del Mito e sull’attualità dello “straniero”: «È di estrema importanza proporre Baccanti in questo momento\, laddove Dioniso incarna l’archetipo del rifugiato\, partito da Tmolos tremila anni fa; ha viaggiato nelle zone di guerra del Medio Oriente\, per finire\, oggi\, nel Mar Mediterraneo\, sulle coste di Creta o Lampedusa. Il suo tragitto ci ricorda che l’arte del teatro è un viaggio infinito\, percorso da persone in fuga\, in continua trasformazione\, che il Male si può mascherare da Merito e viceversa\, e che l’enigma della morte racchiude una prospettiva di via; ci ricorda che la Parola è Terra\, che la Conoscenza è Consapevolezza\, la Passione è Negazione e l’Armonia è la sua Contraddizione. Dioniso sale sul palco e ci invita a rompere\, insieme\, lo specchio del narcisismo\, lasciando che i suoi frammenti diano vita a una nuova immagine. Torna da noi come uno straniero e ci invita a sacrificare il nostro corpo sull’altare dell’Ignoto e del Trascendente. In tempi difficili\, come i nostri\, mentre il faro del teatro continua a illuminare se stesso\, Dioniso ci invita a illuminare il futuro con la luce della vita\, e ricostruirci\, insieme\, come Mito». In questo potente rito di passaggio\, la visione monumentale del regista trasforma Dioniso in una figura errante che sfida le frontiere del tempo e dello spazio\, riemergendo come un fantasma del presente. L’arte del teatro si riscopre così nella sua natura più pura e rituale\, offrendo una riflessione universale sul potere trasformativo della scena e chiamando lo spettatore a specchiarsi nelle incertezze dell’oggi per illuminare il futuro attraverso la lente del Mito. \n\n\n\nL’interpretazione di questa visionaria messa in scena è affidata a un cast di assoluto rilievo\, che vede Roberto Latini (Dioniso)\, Alvia Reale (Agave)\, Enzo Vetrano (Cadmo)\, Stefano Randisi (Tiresia)\, Marco Cacciola (Penteo)\, Paolo Musio (Corifeo)\, Gemma Carbone(Corifea)\, Giulio Germano Cervi (Primo Messaggero) e Rocco Ancarola (Secondo Messaggero) dare corpo e voce ai protagonisti. Il Coro\, elemento fondante della struttura drammaturgica di Terzopoulos\, è composto da Francesco Cafiero\, Bianca Cavallotti\, Brigida Cesareo\, Riccardo Dell’Era\, Davide Giabbani\, Federico Girelli\, Bianca Mangelli\, Marica Nicolai\, Nicoletta Nobile\, Giorgio Ronco\, Matteo Sangalli e Magdalena Soldati. \n\n\n\nLo spettacolo\, proposto nella traduzione di Edoardo Sanguineti e con le musiche di Panagiotis Velianitis\, è frutto di un sinergico impegno coproduttivo che vede il Teatro di Roma – Teatro Nazionale al fianco di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e della Attis Theatre Company\, per una collaborazione internazionale che ne consolida la qualità artistica e il valore culturale. Dopo il debutto a Ostia Antica\, la produzione sarà in scena al Teatro Storchi di Modena dal 22 al 25 ottobre 2026 e al Teatro Arena del Sole di Bologna dall’8 all’11 aprile 2027. \n\n\n\nIl viaggio artistico del Teatro Ostia Antica Festival proseguirà poi toccando altre tre grandi sponde della ricerca contemporanea:Lysistrata di Asterios Peltekis (4 e 5 luglio)\, in prima nazionale\, dove la commedia aristofanea si proietta nello specchio dei conflitti moderni\, trasformando lo storico “sciopero del sesso” in un atto di disobbedienza politica contro l’entropia della guerra. Il percorso si eleva poi verso le riflessioni spirituali e l’estetica potente di Angelin Preljocaj con Requiem(s) (10 e 11 luglio)\, un’architettura di corpi e bellezza che esplora il confine tra la finitudine umana e l’eternità dell’arte\, tramutando la ferita del lutto in una celebrazione della vita. Il Festival giunge infine all’indagine psicologica sull’ambiguità dell’amore e del sacrificio nell’Alcesti di Filippo Dini (17 e 18 luglio)\, una rilettura visionaria che scava nelle zone d’ombra del mito per scandagliare le implicazioni umane più profonde e il mistero della soglia tra vita e morte.
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LOCATION:Teatro Romano di Ostia\, Viale dei Romagnoli\, 717\, Roma\, 00119\, Italia
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SUMMARY:"Elizabeth – la sarta del Presidente" al Teatro de' Servi
DESCRIPTION:Sarà in scena il 25 Giugno 2026 al Teatro de Servi\, Elizabeth – la sarta del Presidente\, uno spettacolo scritto e diretto da Nicholas Gallo\, con Maria Grazia Adamo\, Matteo Milani\, Nicholas Gallo\, Miriam Gagino\, Emanuele Faiella\, Ilenia Guderzo\, Dario D’Amico\, Francesco Maesti\, aiuto regia Paolo Chiesi\, assistente alla regia Ilenia Guderzo\, direttore di scena Ettore Bianco. \n\n\n\nElizabeth Keckley è una donna afroamericana\, forte\, coraggiosa\, nata schiava nel febbraio del 1818 e costretta a subire abusi ed umiliazioni\, a lottare per la propria dignità\, fino a quando\, nel novembre del 1855\, riesce ad ottenere la libertà per se stessa e per suo figlio.   \n\n\n\nNel 1860 si trasferisce a Washington\, D.C. e fonda una propria attività di sartoria. A marzo del 1861 incontra Mari Todd Lincoln\, diventando sua modista e vestitrice personale. Tra le due nasce un rapporto complesso e inatteso. Elizabeth diventa testimone delle fragilità\, delle paure e contraddizioni della moglie del Presidente. \n\n\n\nMentre la nazione scivola verso la guerra\, la Casa Bianca si trasforma in uno spazio sospeso tra politica e intimità domestica. Nei saloni dove si organizzano ricevimenti e incontri diplomatici\, si avverte il peso di un paese che sta per spezzarsi.  Elizabeth osserva tutto: i discorsi sulla schiavitù\, le paure della guerra imminente\, l’isolamento di Mary Lincoln e il carico morale che grava sulle spalle del presidente. \n\n\n\nQuando la guerra civile esplode e la tragedia culmina con l’assassinio di Lincoln\, Elizabeth resta una delle poche testimoni intime di quel crollo umano e storico. A lei rimane il compito più difficile: raccontare la verità dietro le figure pubbliche\, difendere la memoria di Mary Lincoln e dare voce a ciò che la storia ufficiale tende a dimenticare. \n\n\n\nLo spettacolo si sviluppa come una partitura di memorie e frammenti storici\, dove la parola\, il corpo degli attori e la musica costruiscono una drammaturgia emotiva che intreccia biografia e Storia. \n\n\n\nLa musica diventa elemento strutturale della narrazione\, una vera drammaturgia sonora che accompagna e amplifica le trasformazioni emotive dei personaggi. \n\n\n\nElizabeth – La sarta del Presidente è un viaggio teatrale in cui la grande storia americana viene attraversata dallo sguardo di una donna che\, da schiava invisibile\, diventa narratrice e custode di una verità fragile e necessaria. \n\n\n\nCome un abito cucito con pazienza\, lo spettacolo intreccia parola\, musica e memoria per restituire al pubblico il ritratto di una vita che ha attraversato la storia.
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LOCATION:Teatro De’ Servi\, Via del Mortaro\, 22\, Roma\, 00187\, Italia
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SUMMARY:Elizabeth – la sarta del Presidente al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Sarà in scena il 25 Giugno 2026 al Teatro de Servi\, Elizabeth – la sarta del Presidente\, uno spettacolo scritto e diretto da Nicholas Gallo\, con Maria Grazia Adamo\, Matteo Milani\, Nicholas Gallo\, Miriam Gagino\, Emanuele Faiella\, Ilenia Guderzo\, aiuto regia Paolo Chiesi\, assistente alla regia Ilenia Guderzo\, direttore di scena Ettore Bianco.  \n\n\n\nElizabeth Keckley è una donna afroamericana\, forte\, coraggiosa\, nata schiava nel febbraio del 1818 e costretta a subire abusi ed umiliazioni\, a lottare per la propria dignità\, fino a quando\, nel novembre del 1855\, riesce ad ottenere la libertà per se stessa e per suo figlio.   \n\n\n\nNel 1860 si trasferisce a Washington\, D.C. e fonda una propria attività di sartoria. A marzo del 1861 incontra Mary Todd Lincoln\, diventando sua modista e vestitrice personale. Tra le due nasce un rapporto complesso e inatteso. Elizabeth diventa testimone delle fragilità\, delle paure e contraddizioni della moglie del Presidente. \n\n\n\nMentre la nazione scivola verso la guerra\, la Casa Bianca si trasforma in uno spazio sospeso tra politica e intimità domestica. Nei saloni dove si organizzano ricevimenti e incontri diplomatici\, si avverte il peso di un paese che sta per spezzarsi.  Elizabeth osserva tutto: i discorsi sulla schiavitù\, le paure della guerra imminente\, l’isolamento di Mary Lincoln e il carico morale che grava sulle spalle del presidente. \n\n\n\nQuando la guerra civile esplode e la tragedia culmina con l’assassinio di Lincoln\, Elizabeth resta una delle poche testimoni intime di quel crollo umano e storico. A lei rimane il compito più difficile: raccontare la verità dietro le figure pubbliche\, difendere la memoria di Mary Lincoln e dare voce a ciò che la storia ufficiale tende a dimenticare. \n\n\n\nLo spettacolo si sviluppa come una partitura di memorie e frammenti storici\, dove la parola\, il corpo degli attori e la musica costruiscono una drammaturgia emotiva che intreccia biografia e Storia. \n\n\n\nLa musica diventa elemento strutturale della narrazione\, una vera drammaturgia sonora che accompagna e amplifica le trasformazioni emotive dei personaggi. \n\n\n\nElizabeth – La sarta del Presidente è un viaggio teatrale in cui la grande storia americana viene attraversata dallo sguardo di una donna che\, da schiava invisibile\, diventa narratrice e custode di una verità fragile e necessaria. \n\n\n\nCome un abito cucito con pazienza\, lo spettacolo intreccia parola\, musica e memoria per restituire al pubblico il ritratto di una vita che ha attraversato la storia.
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LOCATION:Teatro De’ Servi\, Via del Mortaro\, 22\, Roma\, 00187\, Italia
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SUMMARY:Festival delle Colline Geotermiche a Pomarance (PI)
DESCRIPTION:In prima nazionale lo spettacolo “Disastri. Ovvero quel che resta” a Pomarance il 25 giugno\, e il 26 giugno Oscar De Summa in anteprima nazionale a Monteverdi M.mo con “Passato Remoto”. \n\n\n\nGiovedì 25 giugno (h 19.00 Pomarance – Teatro De Larderel) \n\n\n\nPilar Ternera – Compagnia A.D.D.A. \n\n\n\nDISASTRI. Ovvero quel che resta – prima nazionale \n\n\n\ncon Silvia Lemmi\, Marco Fiorentini\, Matteo Ceccantini / drammaturgia Francesco Cortoni e Leonardo Ceccanti\, Matteo Ceccantini / regia Francesco Cortoni. \n\n\n\nDisastri non è uno spettacolo sulla fine\, ma sulla vita dopo la fine delle certezze. Indaga ciò che resta dopo un crollo – sociale\, economico\, ecologico\, esistenziale – e interroga il modo in cui viviamo e ciò che scegliamo di trasmettere. La domanda che attraversa tutta la scena è una sola: che cosa vale davvero la pena insegnare a chi verrà dopo di noi? In scena una successione di frammenti\, immagini\, voci. Non un racconto lineare\, ma una struttura stratificata che espone il caos del presente e le sue contraddizioni. Le storie non sono date: si ricompongono nello sguardo di chi guarda. \n\n\n\nGiovedì 25 giugno (h 21.30 pomarance – Piazza Cavour) \n\n\n\nValentina Dal Mas \n\n\n\nLUISA \n\n\n\ndi e con Valentina Dal Mas / testo originale di Valentina Dal Mas /direzione tecnica Federico Fracasso / registrazioni audio Matteo Balbo / assistente alla creazione Ludovica Messina Poerio / un ringraziamento a Angela Marangon\, Claudia Rossi Valli / con il sostegno di Scenario ETS e Teatro Due Mondi / produzione La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale. Spettacolo vincitore Premio Scenario Periferie 2023. \n\n\n\n“Luisa” nasce dall’incontro con una fragile donna di nome Luisa. Luisa cuce se stessa all’aria che la circonda\, per non sfilacciarsi lontana dal mondo. Zigzaga come una stella smarrita in una costellazione chiamando a raccolta i frammenti sparpagliati di sé; li partorisce nel suo fazzoletto di cielo scontornato affinché rinvenga\, il filo della sua vita. Sospinta da un refolo canterino\, Luisa lambisce i confini della sua Terra Promessa fino a squarciarli battagliera come “La Libertà” che guida il popolo di Delacroix. Luisa incarna La Fragilità che guida il popolo: un’adunanza di sfumature umane sempre cangianti e dissonanti nel loro divenire. Ma Luisa non sguaina verso il cielo la bandiera di una nazione\, issa con disincanto la sua rosa. \n\n\n\nVenerdì 26 giugno (h 21.30 Monteverdi M.mo – Piazza della Chiesa) \n\n\n\nOscar De Summa/Fondazione Teatro Metastasio di Prato \n\n\n\nPASSATO REMOTO– anteprima nazionale \n\n\n\ndi e con Oscar De Summa / musiche Davide Fasulo / produzione Teatro Metastasio di Prato. \n\n\n\nUn monologo che intreccia autobiografia\, racconto performativo e riflessione su tempo e memoria. Il punto di partenza è un incidente a diciotto anni: una frattura che interrompe la continuità della vita e altera lo sguardo. Il trauma modifica la percezione: il tempo rallenta\, il corpo si sdoppia dal dolore\, emerge una lucidità estrema. Da qui la narrazione si espande: il ricordo individuale si incrina e affiorano immagini non più solo presenti—rituali arcaici\, figure di lutto\, gesti antichi\, memorie di un altro tempo. Il testo costruisce una risonanza tra piani temporali diversi\, collegando l’esperienza a un immaginario collettivo. Ne nasce una ricerca che mette in dubbio tempo e spazio come verità uniche\, passando dal drammatico a sfumature ironiche che alleggeriscono e unificano il racconto. \n\n\n\nwww.officinepapage.it
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SUMMARY:"Controcorrente – À rebours”\, da domani nelle sale.
DESCRIPTION:Il lungometraggio “Controcorrente – À rebours”\, film visionario del regista Italiano Angelo Antonucci\, ispirato all’acclamato romanzo di J.KHuysmans “À rebours” continua a conquistare riconoscimenti nei festival internazionali prima della sua uscita nelle sale italiane\, prevista per giovedì 25 giugno 2026\, nell’ambito dell’iniziativa Cinema Revolution\, promossa dal MIC direzione cinema\, fino al prossimo 20 settembre 2026. \n\n\n\nIl film combina narrazione visiva\, esplorazione psicologica ed elementi cinematografici coinvolgenti per portare una delle opere più influenti della letteratura francese al pubblico contemporaneo. \n\n\n\nDiretto da Angelo Antonucci\, il progetto rappresenta la continuazione della sua esplorazione del cinema come linguaggio visivo ed emotivo. Ispirato alle tradizioni del cinema d’arte europeo\, il film enfatizza l’atmosfera\, le immagini e la profondità psicologica offrendo al contempo al pubblico un’esperienza visiva coinvolgente. \n\n\n\nLa sceneggiatura è stata scritta da Ekaterina Khudenkikh ed è basata sul romanzo di Huysmans. L’adattamento trasforma l’opera letteraria in un’esperienza cinematografica che combina la narrazione visiva con temi psicologici ed emotivi. \n\n\n\nFin dalla sua prima presentazione\, Controcorrente – À rebours ha ricevuto selezioni e premi da festival cinematografici internazionali in Europa\, Medio Oriente\, Asia e Nord America. I riconoscimenti del festival includono il Festival Internazionale del Cinema di Salerno\, il Cine Paris Film Festival\, gli Sweden Film Awards\, i Berlin International Picture Awards\, il Dubai City Film Festival\, il Sittannavasal International Film Festival\, il Peshawar International Film Festival\, il Global Independent Film Festival of India\, il Jalgaon International Film Festival\, l’Asian Talent International Film Festival\, l’Ideal International Film Festival\, il Direct Monthly Film Festival\, il Miami Cinematic International Festival e lo Scarlett International film festival (Scozia). \n\n\n\nBreve bio del regista Angelo Antonucci \n\n\n\nAngelo Antonucci è un regista italiano il cui lavoro si concentra sulla narrazione visiva e sull’espressione cinematografica. Come regista e montatore\, esplora la relazione tra immagini\, narrativa e percezione umana. Attraverso i suoi film\, Antonucci continua a sviluppare un approccio artistico distintivo che combina temi psicologici con la sperimentazione visiva. \n\n\n\nInformazioni sul film: \n\n\n\nTitolo: Controcorrente – À rebours \n\n\n\nRegia e montaggio: Angelo Antonucci \n\n\n\nSceneggiatura: Ekaterina Khudenkikh \n\n\n\nTratto da: À rebours di J.K. Huysmans \n\n\n\nCast: Emanuele Macone\, François-Eric Gendron\, Noemi Gherrero \n\n\n\nNazione: Italia \n\n\n\nAnno: 2025 \n\n\n\nDurata: 111 minuti \n\n\n\nFormato: colore \n\n\n\nUscita nelle sale: 25 giugno 2026 \n\n\n\nVendite e distribuzione internazionali: Nexus Entertainment Ltd (Regno Unito) \n\n\n\nLink al trailer: https://vimeo.com/1203356419?share=copy&fl=sv&fe=ci
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SUMMARY:Al Labro Festival\, BATTISTI LEGEND
DESCRIPTION:Al Labro Festival\, nello scenario del borgo medievale di Labro\, il “borgo di pietra”\, in provincia di Rieti\, mercoledì 24 giugno\, miti e leggende della canzone d’autore italiana\, Nel Mondo di Lucio Battisti\, con Roberto Pambianchi & Band. Un viaggio emozionale nel repertorio del più grande innovatore della musica leggera italiana. Lo show fonde l’esecuzione live dei successi intergenerazionali di Battisti con una narrazione avvincente e proiezioni visive storiche\, restituendo la modernità senza tempo del sodalizio Battisti-Mogol. Uno spettacolo dedicato alla memoria di uno dei più grandi cantautori italiani: Lucio Battisti. ‘Battisti Legend’ è un affascinante spettacolo che omaggia l’eredità musicale di Lucio Battisti\, una delle icone più amate della musica italiana\, un viaggio emozionante nelle canzoni di questo leggendario artista. Gli spettatori saranno trasportati nel cuore della sua musica\, rivivendo i successi indimenticabili che hanno definito un’intera generazione. ‘Battisti Legend’ è un’esperienza straordinaria che celebra la creatività senza tempo di Battisti\, offrendo una serata di pura magia musicale e ricordi indelebili.Roberto Pambianchi\, anima e frontman del gruppo Battisti Legend e riconosciuto come uno dei più importanti “interpreti” delle canzoni del grande compositore reatino. Roberto Pambianchi è riconosciuto come una delle voci più autentiche e appassionate nell’interpretazione delle canzoni di Lucio Battisti. Con la sua band\, ha percorso l’Italia portando la magia e l’energia di Battisti sul palco di numerosi teatri ed eventi musicali. Roberto Pambianchi è un artista eccezionale che ha dedicato gran parte della sua vita alla musica di Lucio Battisti\, il celebre compositore reatino che ha lasciato un’impronta indelebile sulla scena musicale italiana. Scoperto da Pasquale Panella\, autore dei testi degli ultimi album di Lucio Battisti e Michele Bovi\, giornalista e scrittore di spicco\, Roberto Pambianchi da oltre 20 anni\, porta in giro per l’Italia la sua passione e il suo talento\, esibendosi in teatri\, piazze\, radio e in numerose partecipazioni televisive. Roberto è un artista che emoziona e coinvolge il pubblico\, portando avanti l’eredità musicale di Lucio Battisti con passione e maestria. Le sue esibizioni sono un’esperienza unica\, che trasmette l’emozione e la bellezza della musica di uno dei più grandi artisti della storia della musica italiana. \n\n\n\nIngresso gratuito.  \n\n\n\nInfo: Comune di Labro – Telefono: 0746 636134 \n\n\n\nIl Labro Festival è parte del finanziamento Pnrr ottenuto dal Comune di Labro a valere sulla misura M1C3 – Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi” del Ministero della Cultura all’interno dell’iniziativa europea NextGenerationEU
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SUMMARY:"CONOSCI TE STESSO" al Teatro Tordinona
DESCRIPTION:Sarà in scena il 24 e 25 Giugno al Teatro Tordinona\, il primo Spettacolo Sublimante: CONOSCI TE STESSO di Valentina Ghetti\, con Alessandra Paolucci\, Bruno Iaria\, Giusy Balzani\, Luca Raimondi\, Sabrina Milea\, Walter Riga.  \n\n\n\nCONOSCI TE STESSO è molto più di uno spettacolo. È il risultato del processo di trasmutazione alchemica e creativa del vissuto dei partecipanti\, un medley dalle tinte forti dove realtà\, finzione\, maschera e personaggi si intrecciano continuamente. Interpreti e spettatori vengono catapultati in una dimensione straniante\, dove la verità viaggia libera e al contempo sospesa. \n\n\n\nUn avvocato\, una sindacalista\, un’educatrice d’infanzia\, una regista di backstage\, un addetto di call center e un amministratore di condomini sono i protagonisti che hanno avuto il coraggio di trasformare frammenti di sé\, in arte. Sei\, come i personaggi in cerca d’autore di pirandelliana memoria.                                                                \n\n\n\n“Conosci te stesso” ci ricorda che il teatro è di tutti\, che recitare è un atto profondamente legato alla propria identità e che il coraggio può trasformare il dolore in arte. Tutta la messa in scena converge verso la valorizzazione del protagonista: l’eroe che ha attraversato il proprio viaggio e che\, nell’atto finale — il più difficile — chiede di essere visto\, perché nessuna trasformazione esiste senza uno sguardo che la riconosca.  Proprio sul finale\, nel momento in cui questo sguardo\, quello del pubblico\, sembra aprirsi alla luce\, viene però attraversato da un buio improvviso e spiazzante. La compagnia e lo staff che accoglieva in sala si ritrova dentro il finale di “Sei personaggi in cerca d’autore”\, dove finzione e realtà si confondono e la sentenza arriva netta: senza conoscersi davvero si cammina sempre al buio.
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SUMMARY:Mad Dogs a Jazz&Image
DESCRIPTION:Jazz& Image\, alle Terme di Caracalla\, presenta\, giovedì 25 giugno\, Mad Dogs. La nota caratteristica dei Mad Dogs è il loro inconfondibile “British Sound”\, uno stile vero e originale che imprime un marchio indelebile alla musica della band. In repertorio ci sono le canzoni che\, attraverso una intera generazione di musicisti britannici\, hanno diffuso il blues & rock in ogni parte del mondo\, tra gli anni ’60 e ’70. Dopo tanti anni\, hanno ritrovato la voglia e la forza di riunirsi\, per continuare a proporre il messaggio musicale in cui hanno sempre creduto\, ovvero quello del Rock Blues. La caratteristica principale dei Mad Dogs è il repertorio di cover ispirate dall’inconfondibile British Sound\, uno stile vero e originale che imprime un marchio indelebile alla loro musica\, proposta da chi la Brit-invasion – l’esplosione musicale e culturale che negli anni Sessanta ha spopolato sui giradischi e nelle sale concerti di tutto il mondo\, Italia compresa – non l’ha vista passare ma l’ha vissuta da protagonista. Alle 23\,00 Dj Set. \n\n\n\nwww.jazzimage.it \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\nInfo e prenotazioni: \n\n\n\nCellulare whatsapp +39 349 977 0309 \n\n\n\nE‐mail info eventi.alexanderplatz@gmail.com \n\n\n\nE‐mail prenotazioni prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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SUMMARY:Sara Berni Blues Band a Jazz & Image alle Terme di Caracalla
DESCRIPTION:Jazz& Image\, alle Terme di Caracalla\, presenta\, mercoledì 24 giugno\, Sara Berni Blues Band. Da “Let the good times roll” a Ray Charles\, da “Feeling Alright” a Etta James\, la voce di Sara Berni\, rivisita un repertorio di grandi classici e chicche d’eccezione. Non riuscirete a stare fermi sulla sedia trascinati dai frenetici ritmi della Musica Nera… e poi giù nelle profondità dell’emozione tra suoni arcaici e moderni su ballad come “Ain’t no sunshine” di Bill Whiters\, un brano che eseguito da Sara ha sempre fatto crollare le pareti dei locali! Non perdetevi questa voce straordinaria\, esponente bianca d’eccezione nelle più grandi rassegne e festival Blues\, Gospel e Soul. Probabilmente la avete ascoltata al mattino su Radio2 Rai o nelle tante interviste/concerto nei media dedicati al Soul Jazz… o apprezzata per anni come leader dei Bianca Blues e i 7 Soul\, corista e spalla per i più grandi artisti italiani\, spalla per Sting nel 2000\, turnista per RDS\, Radio Capital\, Rai e Mediaset\, autrice premiata dal Billboard Song Contest americano…Sin dalla sua nascita nel 2014\, Sara Berni Blues Band è stata considerata dal Big Mama di Roma\, l’House of Blues italiana\, la migliore band rappresentativa del genere per il nostro paese ed è stata programmata ogni mese. Sara Berni Blues Band è stata inoltre scelta nel 2019 come migliore band italiana dall’ OnStage!Festival\, il Festival dell’Arte Americana in Italia\, per rappresentare il Blues e le sue evoluzioni e contaminazioni nel nostro paese\, proprio per la sua originalità\, contaminazione\, e unicità negli arrangiamenti. Tra le collaborazioni vanta Dean Bowman\, solista degli Screaming Headless Torsos. Esce nel 2024 l’album Live “Half Authorized Bootleg” che suggella i 10 anni di attività della Band\, “Bootleg Semi-Autorizzato” un po’ pazzo\, inaspettato e inusuale\, unico come la loro storia fino qui. Alle 23\,00 Dj Set. \n\n\n\nwww.jazzimage.it \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\nInfo e prenotazioni: \n\n\n\nCellulare whatsapp +39 349 977 0309 \n\n\n\nE‐mail info eventi.alexanderplatz@gmail.com \n\n\n\nE‐mail prenotazioni prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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SUMMARY:"Panni sporchi" di Giuseppe Bertolucci a Bologna
DESCRIPTION:Lunedì 22 giugno\, alle ore 14.30\, presso l’Auditorium del DAMS Lab\, il 40° Festival Il Cinema Ritrovato di Bologna ospita la presentazione del nuovo remaster di Panni sporchi(1980) di Giuseppe Bertolucci\, realizzato dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico in collaborazione con Norne Legacy. \n\n\n\nLa proiezione sarà accompagnata dalla presentazione del secondo volume della collana Quaderni AAMOD\, dedicato al film e pubblicato da Effigi. Interverranno Vincenzo Vita\, presidente AAMOD\, Gabriele Ragonesi\, curatore del volume\, Paola Scarnati\, e Luca Ricciardi\, che illustrerà il progetto di remaster e le riflessioni che ne hanno guidato l’intervento. Il film verrà proiettato in replica anche il 25 giugno\, alle ore 15:30 al Cinema Europa (via Pietralata 55). \n\n\n\nProdotto dall’Unitelefilm nell’ambito della serie Un autore\, una città\, Panni sporchi rappresenta uno dei passaggi decisivi nel percorso di Giuseppe Bertolucci verso il documentario. Ambientato nella Stazione Centrale di Milano\, il film attraversa il mondo degli emarginati che ne abitano gli spazi attraverso una struttura originale e rigorosa: un dizionario per immagini composto da 35 lemmi\, da “alba” a “violenza”\, in cui i protagonisti raccontano e mettono in scena sé stessi\, restituendo un ritratto umano\, sociale e politico della marginalità urbana. \n\n\n\nLa copia presentata al Cinema Ritrovato nasce dalla scansione 2K del negativo originale 16mm conservato dall’AAMOD e da un successivo intervento di remaster digitale realizzato da Norne Legacy. \n\n\n\nLa presentazione sarà anche l’occasione per inaugurare il secondo numero dei Quaderni AAMOD\, collana ideata da Paola Scarnati nel 2024 come spazio di esplorazione e attraversamento delle opere conservate dall’Archivio. Realizzato in collaborazione con la Fondazione Bernardo Bertolucci e grazie anche alla documentazione conservata presso l’Archivio del Festival dei Popoli di Firenze e la Cineteca di Bologna\, il volume dedicato a Panni sporchi ricostruisce la storia del film attraverso saggi\, testimonianze e una ricca selezione di materiali d’archivio: documenti di lavorazione\, corrispondenze\, materiali relativi alla vittoria al Festival dei Popoli\, rassegna stampa e tracce della documentazione sonora e fotografica. \n\n\n\nFilm anomalo per la sua epoca\, sospeso tra committenza politica e ricerca autoriale\, Panni sporchi continua a interrogare il presente con la forza del suo sguardo sulle forme dell’esclusione e sulle vite che abitano gli spazi di transito delle grandi città. Il remaster e il Quaderno offrono una nuova occasione per incontrare uno dei lavori più intensi e dimenticati del cinema di Giuseppe Bertolucci.
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SUMMARY:Thanda Choir al Castello Sforzesco di Milano
DESCRIPTION:Da uno slum di Città del Capo alla nomination agli Oscar fino ai palchi internazionali: la parabola del Thanda Choir\, per la prima volta in Italia\, è un esempio di cambiamento e riscatto sociale. Nel segno della musica \n\n\n\nPer la Festa della Musica\, in programma domenica 21 giugno\, nel Cortile delle Armi del Castello Sforzesco di Milano si esibirà un ensemble del tutto speciale: il Thanda Choir in arrivo dal Sudafrica (inizio live ore 21\, ingresso libero con prenotazione obbligatoria su www.mailticket.it/evento/53476/spande-amore e libera donazione a favore dei progetti musicali di Natur&-Onlus di Seveso). Organizzato dall’associazione culturale Musicamorfosi\, il concerto rientra nella programmazione della rassegna itinerante Suoni Mobili\, che porta la musica del mondo nelle province di Milano\, Como\, Lecco\, Monza e Brianza e oltre\, ed è una sorta di anteprima di Milano La Città che Sale\, il festival che animerà il capoluogo lombardo\, dal centro alle periferie\, tra luglio e agosto nel segno della musica\, dell’aggregazione e dell’inclusione sociale. \n\n\n\nCreato nel 2023 da due giovani musicisti di Johannesburg in uno dei più grandi slum del mondo (il quartiere Khayelitsha\, nella periferia di Città del Capo\, abitato da oltre un milione di persone)\, il Thanda Choir non è solo un insieme di giovani voci\, ma un progetto di cambiamento\, formazione e riscatto sociale e\, al tempo stesso\, una testimonianza della forza dello spirito umano e del potere della musica. La sua missione è quella di aiutare i ragazzi a sviluppare non solo le proprie capacità vocali e i propri talenti\, ma anche la fiducia in sé stessi e i rapporti con gli altri\, fornendo loro un rifugio sicuro pur nel difficile contesto di povertà e criminalità in cui i giovani musicisti vivono: non a caso\, Thanda significa amore in lingua isiXhosa e il suo nome riflette la volontà di ispirare e diffondere connessione e compassione. \n\n\n\nIl Thanda Choir mescola sonorità tradizionali africane con stili contemporanei e ha avuto una rapida ascesa anche a livello internazionale: già a pochi mesi dalla sua formazione\, nel dicembre del 2023\, ha aperto il tour internazionale di Dave Matthews di fronte a oltre 6.000 spettatori a Città del Capo; nel 2025\, inoltre\, ha ricevuto una nomination agli Oscar insieme al celebre compositore britannico John Powell per la colonna sonora del cortometraggio The last ranger. Quest’anno il gruppo intraprenderà la sua prima tournée europea e l’esibizione a Milano sarà la prima assoluta in Italia. \n\n\n\nRadio Popolare\, che quest’anno festeggia i suoi primi cinquant’anni di vita\, è media partner della serata. Nell’ambito delle eventi organizzati per festeggiare il cinquantesimo compleanno\, l’emittente milanese ha adottato i coristi del Thanda Choir come “tutor spirituali” dell’iniziativa che martedì 23 giugno\, dalle ore 20 in poi\, vedrà esibirsi cinque cori (composti ognuno da almeno 50 ascoltatori) in altrettante piazze della periferia milanese (maggiori info su www.radiopopolare.it). Da segnalare\, infine\, che in occasione del concerto del 21 giugno il Magic Bus di Musicamorfosi porterà il Thanda Choir da Monza al Castello Sforzesco di Milano in compagnia e con il tutoraggio degli ascoltatori di Radio Popolare che prenoteranno il passaggio di andata e ritorno. Tutte le info sul sito www.musicamorfosi.it 
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SUMMARY:Musica e Danza amata con i Munedaiko e un insolito quartetto di viole per la musica d'oggi
DESCRIPTION:Un weekend all’insegna della musica contemporanea e classica\, delle danze afrocaraibiche e latinoamericane\, e della tradizione millenaria del Taiko\, i tamburi tradizionali giapponesi. È quanto offrono i Giardini della Filarmonica\, il festival estivo dell’Accademia Filarmonica Romana\, sabato 20 e domenica 21 giugno\, nel verde di via Flaminia 118. \n\n\n\nSabato il Festival dà spazio agli amatori e dilettanti (nel senso nobile del termine) che suonano non per professione ma per passione\, ritornando alle radici dell’Accademia Filarmonica\, nata nel 1821 per volontà di alcuni nobili dilettanti romani. In Sala Casella (ore 20) il concerto dell’Orchestra Classica della Scuola Popolare di Musica di Testaccio\, diretta da Massimo Munari\, cui segue nei Giardini (ore 21.30) lo spettacolo Danzando fra le culture che mette in relazione tradizioni afrocaraibiche\, latinoamericane e mediterranee. \n\n\n\nDomenica\, a grande richiesta\, tornano nei Giardini (ore 21.30) i Munedaiko\, gruppo formato dai tre fratelli Mugen\, Naomitsu e Tokinari Yahiro\, che tramanda la pratica millenaria del Taiko\, i tradizionali tamburi giapponesi\, dal suono potente e ancestrale. Precede lo spettacolo\, in Sala Casella (ore 20)\, una insolita formazione di quartetto di viole\, con Luca Sanzò\, violista di lunga esperienza\, insieme a tre giovani talenti Simona Ruisi\, Michela Marchiana e Mara Badalamenti\, che esplora la scrittura contemporanea per questo strumento\, con l’esecuzione di brani di Daniele Carnini (in prima assoluta)\, Francesco Giore e Giona Mason. \n\n\n\nSABATO 20 GIUGNO – MUSICA E DANZA AMATA \n\n\n\nI primi concerti di Musica Amata si sono tenuti con successo e partecipazione di pubblico al festival estivo del 2021\, per ricordare\, in occasione dei festeggiamenti del bicentenario dell’Accademia Filarmonica Romana (1821-2021)\, le origini dell’istituzione\, nata come associazione di appassionati e virtuosi “dilettanti di musica”. Una nobile passione che fortunatamente ancora oggi vive e che viene ricordata anche quest’anno. Si ritrovano sul palco\, dunque\, musicisti non di professione (medici\, ingegneri\, docenti universitari…)\, con approfonditi studi musicali e diplomi in strumento\, uniti dall’amore per la musica\, interpreti ‘dilettanti’ nel senso positivo del termine\, un fenomeno che ha segnato buona parte della storia della musica\, stimolando la produzione di nuovi lavori\, alcuni dei quali divenuti veri capolavori. Il primo appuntamento della giornata (ore 20) è con l’Orchestra Classica della Scuola Popolare di Musica di Testaccio\, diretta da Massimo Munari. L’orchestra utilizza un repertorio d’autore e arrangiamenti scelti o creati appositamente per l’orchestra\, con un lavoro didattico che prevede prove di sezione ed esercitazioni collettive. Vario il programma proposto per questa occasione con musiche di Hindemith\, de Grandval\, Beethoven\, Mozart e Fauré e la prima esecuzione assoluta Restitutio – Omaggio a Mozart dello stesso Munari. \n\n\n\nSegue nei Giardini (ore 21.30) Danzando tra culture uno spettacolo di musica e danza che celebra il dialogo interculturale; la proposta accompagna il pubblico in un viaggio tra Cuba\, Messico\, Colombia\, Perù e Italia\, mettendo in relazione tradizioni afrocaraibiche\, latinoamericane e mediterranee in una narrazione scenica\, in cui si intrecciano danze tradizionali\, musica dal vivo e coreografie ispirate a rituali e feste popolari\, valorizzando il patrimonio immateriale dei popoli rappresentati. \n\n\n\nDOMENICA 21 GIUGNO: QUARTETTO DI VIOLE E MUNEDAIKO \n\n\n\nUna formazione senz’altro particolare\, rara eppure sorprendentemente efficace nelle sue potenzialità espressive: è il Quartetto di viole che suonerà in Sala Casella (ore 20)\, con Luca Sanzò\, violista di lunga esperienza\, interprete di riferimento per la musica d’oggi\, insieme a tre giovani talenti\, le quali hanno studiato e si sono perfezionate con Sanzò: Simona Ruisi\, Michela Marchiana e Mara Badalamenti. In linea con la duplice missione di valorizzare la viola come strumento musicale e di promuovere la musica contemporanea\, l’incontro si arricchisce della conversazione con i compositori dei pezzi in programma: Daniele Carnini\, di cui si ascolterà in prima assoluta Rappel à l’ordre\, Francesco Giore e Giona Mason. Verrà\, infine\, approfondito il ruolo centrale della viola nel processo creativo\, mettendo in luce come le caratteristiche timbriche ed espressive dello strumento influenzino in modo significativo il linguaggio e le scelte compositive. \n\n\n\n“La vibrazione è l’origine della vita. Il suono e la vibrazione del taiko sono in grado di scuotere le fondamenta del cuore umano. Se ascoltiamo attentamente\, il nostro stesso cuore batte in modo ritmico”. Il weekend ai Giardini si completa con gli spettacolari tamburi giapponesi di Munedaiko (ore 21.30)\, formazione nata nel 2014 per volontà del percussionista Mugen Yahiro\, con l’intento di promuovere e valorizzare lo strumento in Italia e in Europa\, e diffonderne la pratica. La vibrazione del tamburo facilita il risveglio dell’energia vitale presente in ognuno di noi e il contesto open air offerto dallo scenario dei Giardini permetterà di unirsi al respiro del creato rievocato dal ritmo percussivo dei musicisti e di beneficiare dell’emozione di una musica dal sapore ancestrale. Un concerto suggestivo\, orientato allo stupore\, che si avvarrà della preparazione fisica e spirituale di Mugen Yahiro\, dei fratelli Naomitsu e Tokinari Yahiro. \n\n\n\nTutto il programma del festival\, fino al 2 luglio\, sul sito filarmonicaromana.org
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SUMMARY: III° edizione del Premio Modigliani
DESCRIPTION:Nella suggestiva cornice della Fondazione D’Arc\, in Via dei Cluniacensi 128 a Roma\, si svolgerà\, domenica 21 giugno a partire dalle ore 20.00 la III° edizione del Premio Modigliani – Linguaggi Contemporanei\, Cultura e Società – ideato e promosso dall’Istituto Aniene di Roma e dalla Fondazione Amedeo Modigliani –  che in questa edizione sarà affiancato dal progetto Back to Fashion\, iniziativa dedicata alla valorizzazione della moda contemporanea e al rilancio del ruolo della Capitale come luogo di incontro tra cultura\, creatività e innovazione\, con il patrocinio dell’Assessorato ai Grandi Eventi\, Sport\, Turismo e Moda di Roma Capitale\, del Municipio IV di Roma Capitale e il CNA Federmoda. \n\n\n\nLa Fondazione Amedeo Modigliani rinnova il proprio impegno nella promozione della cultura e della creatività attraverso il Premio Fondazione Amedeo Modigliani\, uno dei principali appuntamenti dedicati alla valorizzazione dell’arte contemporanea. \n\n\n\nAccanto a questo storico riconoscimento\, dedicato principalmente alle arti visive e alla produzione artistica contemporanea\, la Fondazione in collaborazione con l’Istituto Aniene di Roma promuove da tre anni anche il Premio Modigliani – Linguaggi Contemporanei\, Cultura e Società. \n\n\n\nL’Istituto Aniene è da sempre impegnato nella valorizzazione dei linguaggi creativi contemporanei\, tra cui la moda\, attraverso il dipartimento dedicato dell’indirizzo di studio come Sistema Moda “Micol Fontana”; tale dimensione rappresenta un elemento di continuità tra la mission educativa dell’Istituto e il progetto del Premio Modigliani e Back to Fashion – Roma\, contribuendo a costruire un dialogo concreto tra formazione\, cultura e industria creativa. \n\n\n\nL’iniziativa rappresenta un’estensione del progetto culturale della Fondazione e nasce con l’obiettivo di valorizzare personalità che\, attraverso il proprio percorso umano e professionale\, contribuiscono in modo significativo alla crescita culturale e sociale della collettività. Il Premio riconosce figure provenienti dal mondo delle arti performative\, della moda\, dello sport\, della cultura\, dell’informazione\, delle istituzioni e dell’impegno sociale\, ampliando il concetto di creatività ai molteplici linguaggi che caratterizzano la società contemporanea. \n\n\n\nAttraverso questi due appuntamenti\, la Fondazione Amedeo Modigliani e l’Istituto Aniene confermano la propria volontà di promuovere non solo l’arte nelle sue forme tradizionali\, ma anche i linguaggi contemporanei che contribuiscono a interpretare e raccontare il nostro tempo\, creando un ponte tra patrimonio culturale\, società e nuove visioni creative. \n\n\n\nIl neonato progetto “Back to Fashion” nasce come una realtà che unisce le scuole di moda\, non solo del territorio romano ma con l’obiettivo di estendere progressivamente la propria rete a tutte le accademie e istituti fashion del Paese. \n\n\n\nIn un mondo in cui tutto corre veloce e le tendenze si consumano rapidamente\, Back to Fashion sceglie consapevolmente di fermarsi. Di tornare all’essenza. Di ripartire dalle competenze\, dalla tecnica\, dalla cultura del progetto e dalla visione dei ragazzi che rappresentano il futuro della moda italiana.  \n\n\n\nPerché il rilancio del sistema moda passa inevitabilmente dalla formazione\, dall’etica professionale e dalla valorizzazione del merito. E Back to Fashion si propone come ponte tra scuola e industria\, tra creatività e impresa\, tra tradizione e innovazione. \n\n\n\nLa conduzione della serata è affidata alla celebre attrice\, showgirl\, ballerina Nathaly Caldonazzo. \n\n\n\nDurante la serata i Premi Modigliani saranno assegnati: \n\n\n\n\nalla memoria: allo stilista Valentino Garavani;\n\n\n\nper la moda:  allo stilista Guillermo Mariotto;\n\n\n\nper la danza: al ballerino Tommaso Stanzani;\n\n\n\nper l’impegno sul territorio: al Presidente del IV Municipio Massimiliano Umberti;\n\n\n\nper la promozione internazionale della Città di Roma: all’Assessore Alessandro Onorato;\n\n\n\nper l’impegno sociale: all’Associazione onlus Modelli si Nasce.\n\n\n\n\nAd impreziosire la serata per il progetto Back to Fashion\, in collaborazione con l’Istituto Aniene sfileranno le creazioni di prestigiose Accademie e Istituti Moda nazionali: Istituto Aniene\, MAM Maiani Accademia Moda\, ITS Academy Sistema Moda\, Istituto Moda Sgrigna\, S.M.A. Scuola Moda e Arte e Istituto Moda Burgo Roma. \n\n\n\nL’Istituto Aniene presenterà la collezione “Remember Valentino”\, un omaggio al Maestro Valentino\, figura iconica che ha reso il rosso un simbolo eterno dell’eleganza e dell’alta moda italiana nel mondo.  \n\n\n\nLa collezione si ispira al celebre “Rosso Valentino”\, tonalità divenuta emblema del fashion system internazionale\, reinterpretandolo in chiave contemporanea attraverso linee sofisticate\, volumi couture e dettagli che richiamano la tradizione sartoriale romana. \n\n\n\n“Remember Valentino” vuole essere non solo un tributo stilistico\, ma un atto d’amore verso la grande storia della couture italiana\, riaffermando Roma come culla di creatività\, maestria artigianale e bellezza senza tempo. \n\n\n\nMAM Maiani Accademia Moda\, presenterà la collezione “Bianchi Contaminati”\, realizzata dagli studenti della Maiani Accademia Moda grazie alla collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica delle Filippine in Italia\, che ha donato la preziosa organza di piña\, fibra ricavata dalle foglie dell’ananas e simbolo della tradizione tessile filippina\, la cui lavorazione è riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Le diverse sfumature del bianco\, dall’écru al panna\, dialogano con scarti di banner pubblicitari trasformati attraverso la raffinata tecnica giapponese del kirigami\, dando vita a dettagli decorativi ispirati a farfalle\, stelle e fiori. Una collezione che unisce creatività\, sostenibilità e ricerca\, conferendo agli abiti un carattere leggero\, impalpabile e onirico. \n\n\n\nITS Academy Sistema Moda presenterà la collezione Hi-Tech Couture\, realizzata dagli stilisti dell’ITS Academy Sistema Moda del Lazio. La collezione rappresenta l’incontro tra tradizione\, innovazione e sostenibilità\, attraverso creazioni interamente digitali sviluppate con tecnologie di stampa 3D. Ispirata al lavoro pionieristico della stilista Iris van Herpen\, la collezione esplora nuove forme espressive e materiali innovativi\, proponendo una visione futuristica della moda. \n\n\n\nIstituto Moda Sgrigna presenterà la nuova collezione\, un progetto che va oltre la ricerca estetica e oltre le tendenze del momento\, per mettere al centro la costruzione del capo\, la precisione del modellismo\, la qualità della confezione e la cultura del saper fare. La collezione nasce dall’incontro tra creatività e tecnica\, dimostrando come la moda più autentica non sia soltanto espressione di stile\, ma anche il risultato di conoscenze profonde e competenze professionali consolidate. Attraverso dettagli costruttivi\, volumi studiati\, finiture impeccabili e lavorazioni artigianali\, gli studenti hanno interpretato il valore della sartoria contemporanea\, dando vita a capi che esprimono identità\, innovazione e qualità. \n\n\n\nS.M.A. Scuola Moda e Arte presenterà una collezione ispirata dalla Magna Grecia e dalle radici culturali della città di Taranto\, trasformando storia\, mito e identità in creazioni contemporanee di grande impatto. Un dialogo tra passato e presente\, dove la maestosità del mondo ellenico incontra l’eleganza dell’alta moda. Le tonalità dell’avorio\, del bianco luce\, dell’oro solare\, del nero profondo\, della terracotta e del rosso borgogna accompagnano una narrazione fatta di forme\, dettagli e lavorazioni sartoriali che richiamano l’eredità di una civiltà millenaria. Più di una semplice collezione\, questo progetto rappresenta un omaggio alla cultura mediterranea e alla tradizione artigianale italiana\, dimostrando come la moda possa diventare linguaggio\, memoria e innovazione. \n\n\n\nIstituto Moda Burgo Roma presenta una selezione di outfit\, che esplora il dialogo tra struttura e leggerezza\, tra rigore progettuale e libertà espressiva. Volumi scolpiti\, drappeggi\, trasparenze\, ricami e lavorazioni materiche si alternano in un racconto che mette al centro la ricerca sulla silhouette e il rapporto tra corpo\, spazio e movimento. \n\n\n\nOgni creazione interpreta la moda come sintesi di tecnica e visione\, dove il sapere sartoriale incontra la sperimentazione contemporanea per dare vita a forme capaci di comunicare identità ed emozione. \n\n\n\nUna serata-evento che vuole premiare chi contribuisce giornalmente ed in modo significativo alla crescita culturale e sociale della collettività\, in tutti i campi. \n\n\n\nSi ringraziano i partner della serata: CAT ITALIA\,  CLARENCE MANAGEMENT e PIXELC3.
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SUMMARY:"Scolpire la Luce" alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna
DESCRIPTION:Dopo dieci anni dall’ultima mostra romana ai Mercati di Traiano e cinque da quella a Palazzo Reale di Milano\, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea dedica a Pablo Atchugarry (Montevideo 1954) – artista uruguaiano di nascita e italiano di adozione – la mostra Scolpire la Luce\, a cura di Gabriele Simongini\, in programma dal 19 maggio al 21 giugno 2026. \n\n\n\nMaestro della tecnica scultorea “per forza di levare”\, secondo la celebre definizione di Michelangelo Buonarroti\, Atchugarry lavora personalmente il marmo\, prediligendo in particolare lo statuario di Carrara. La sua pratica si radica nella tradizione plastica occidentale di ascendenza classica\, ma si apre a una visione profondamente spirituale della forma: per lui\, infatti\, la scultura è “interrogazione interiore\, preghiera\, invocazione\, ricerca dell’infinito”. \n\n\n\nPer Atchugarry l’atto dello scolpire è un gesto radicale e necessario\, fondato sulla centralità della mano e sul confronto diretto con la difficoltà tecnica e materiale. Ogni opera nasce come sfida e come ricerca di equilibrio tra permanenza e movimento\, memoria e contemporaneità. \n\n\n\nLe sue opere si distinguono per forme metamorfiche\, talvolta quasi aerodinamiche\, che evocano tracce astratte di alberi\, colonne\, fiamme\, corpi\, panneggi e architetture\, conducendo lo sguardo verso l’alto e suggerendo un’esperienza contemplativa e rigenerante.  \n\n\n\nCome sottolinea la direttrice della GNAMC\, Renata Cristina Mazzantini\, nel suo testo pubblicato in catalogo: «Nelle sue sculture\, la durezza del marmo si ammorbidisce: un fitto susseguirsi di fenditure “disciplinate” che solcano i volumi in profondità\, ne sfalda la granitica compattezza. Creando ritmo e movimento attraverso l’alternarsi di luci e di ombre\, l’artista dona alle sculture allo stesso tempo rigore e levità. Una sorta di “leggerezza ordinata”\, che ricorda solo apparentemente la plissettatura\, in quanto simbolo di sofisticata eleganza». \n\n\n\nE come osserva il curatore Gabriele Simongini nel suo saggio in catalogo: «Guardando le sculture di Atchugarry dobbiamo sollevare il viso e gli occhi provando una gioia primordiale\, istintiva\, perché queste opere sono piene di una luce originaria\, quella luce totale a cui tutti tendiamo magari inconsapevolmente […] ogni opera di Atchugarry non è chiusa e conclusa in sé stessa ma possiede una carica dinamica potenziale\, intima e interna\, che potrebbe portarla a sbocciare nello spazio con le sue infiorescenze». \n\n\n\nL’esposizione riunisce cinquantacinque sculture\, offrendo un’ampia panoramica della ricerca dell’artista che ripercorre gli ultimi trent’anni della sua attività.  \n\n\n\nPer l’occasione Atchugarry donerà al museo “Splendore”\, un’importante opera in marmo bianco (cm. 164x35x29)\, appositamente concepita e realizzata per entrare nella collezione della GNAMC. \n\n\n\nLa mostra si apre con tre monumentali sculture collocate sulla scalinata del museo: Search of the Future (2018)\, Viaje hacia los sueños (2024) e Albero della vita (2024)\, caratterizzate da un intenso dialogo tra materia e luce\, che evoca temi di crescita\, viaggio e tensione verso il futuro. \n\n\n\nAccanto ai celebri marmi\, la mostra include opere in legno ricavate da tronchi di ulivi secolari\, in alabastro\, in bronzo smaltato e in acciaio\, materiali attraverso cui l’artista esplora differenti modalità espressive: dall’intimità organica delle forme sinuose dei tronchi scolpiti al potente aerodinamismo dei bronzi\, fino alle grandi sculture ambientali in acciaio che dialogano con luce\, aria e paesaggio.  \n\n\n\nIl percorso espositivo si arricchisce eccezionalmente di quattro sculture inserite negli spazi della collezione permanente\, dove le opere dell’artista instaurano inediti dialoghi con maestri fondamentali dell’arte moderna quali Jean Arp\, Lucio Fontana\, Alberto Giacometti e Henry Moore. Un confronto che evidenzia affinità\, distanze e continuità tra epoche diverse\, riaffermando il valore della tradizione come spazio di relazione viva tra passato e presente. \n\n\n\nIn occasione della mostra saranno pubblicati due cataloghi (Allemandi Editore): il primo con le fotografie di tutte le opere in mostra\, il saggio del curatore e i testi di David Anfam e Arnau Puig\, oltre a un’ampia antologia critica e alla biografia; il secondo con le fotografie delle opere e dell’allestimento nelle sale del Museo. \n\n\n\nLa mostra ha ricevuto il patrocinio di IILA\, Istituto Italo-Latino Americano\, è organizzata in collaborazione con la Galleria Contini e con il sostegno di Gruppo Euromobil. \n\n\n\n*** \n\n\n\nNota biografica | Pablo Atchugarry (Montevideo 1954) \n\n\n\nIncoraggiato fin da giovane allo studio delle arti dalla famiglia\, Pablo Atchugarry si accosta inizialmente alla pittura\, esponendo per la prima volta a Montevideo nel 1972. Negli anni successivi partecipa a numerose rassegne in Uruguay e in Brasile.  \n\n\n\nDopo essersi avvicinato alla ricerca scultorea attraverso diversi materiali tra cui il cemento\, il ferro e il legno\, a partire dal 1977 intraprende un viaggio in Europa. In Italia\, dopo aver visitato Carrara\, scopre il marmo nel 1979 e\, in seguito alla sua prima personale italiana tenutasi a Lecco nel 1978\, decide di stabilirsi definitivamente nella città lombarda.  \n\n\n\nA vent’anni dal suo arrivo in Italia\, nel 2001 la città di Milano gli dedica una retrospettiva a Palazzo Isimbardi (Le infinite evoluzioni del marmo); lo stesso anno l’artista inizia a lavorare al suo monumentale Obelisco del Terzo Millennio\, scultura in marmo di Carrara destinata al comune di Manzano in provincia di Udine.  \n\n\n\nNel 2002 la città di Carrara lo insignisce del prestigioso Premio Michelangelo. L’anno successivo rappresenta l’Uruguay alla cinquantesima edizione della Biennale di Venezia.  \n\n\n\nAll’inizio del 2007 apre la Fundación Pablo Atchugarry a Manantiales in Uruguay\, con l’obiettivo di promuovere le arti e creare un luogo di incontro per artisti.  \n\n\n\nTra il 2015 e il 2016 gli viene dedicata un’importante retrospettiva presso i Mercati di Traiano\, Museo dei Fori Imperiali di Roma (Pablo Atchugarry. Città Eterna\, eterni marmi).  \n\n\n\nA cavallo fra il 2021 e il 2022 gli viene dedicata una grande mostra nella Sala delle Cariatidi\, a Palazzo Reale\, a Milano.  \n\n\n\nNel 2022 inaugura il MACA\, Museo di Arte Contemporanea Atchugarry\, opera dell’architetto Carlos Ott. Numerose opere dello scultore sono state esposte presso musei e istituzioni pubbliche\, fra cui il Frost Art Museum\, Miami (USA)\, il Groeninge Museum\, Brugge (Belgio)\, la Lewis Family Foundation\, Boston (USA)\, il Museo della FAO\, Roma (Italia)\, il Museo Fran Daurel\, Barcellona (Spagna)\, il Museo Nacional de Artes Visuales di Montevideo (Uruguay)\, il Museo Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires (Argentina)\, il Muscarelle Museum\, Williamsburg (USA)\, il Norfolk Museum\, Virginia (USA)\, il Pérez Art Museum\, Miami (USA) e la Raccolta Lercaro di Bologna (Italia).
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SUMMARY:"Tacet" di Jacopo Giacomoni all'Arsenale di Venezia
DESCRIPTION:Più che un testo\, una partitura teatrale del silenzio. Non ci sono scene\, costumi o quinte: solo sei performer\, metronomi e leggii\, strumenti minimi per sondare il tempo e farlo percepire come materia viva ed esperienza condivisa. Dopo l’anteprima in forma di lettura scenica lo scorso anno\, Tacet di Jacopo Giacomoni\, testo vincitore di Biennale College Drammaturgia 2024-25 e del Premio Riccione 2025\, viene portato a compimento e presentato con la regia di Silvia Costa in prima assoluta alla Biennale Teatro 2026. Il debutto è previsto sabato 20 giugno alle 19 (replica domenica 21 alle 21)\, all’Arsenale Tese dei Soppalchi\, in una coproduzione tra La Biennale di Venezia\, Cranpi\, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa\, con il contributo di MiC – Ministero della Cultura\, il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Santiago e il sostegno del Teatro Biblioteca Quarticciolo. \n\n\n\nTra filosofia\, metafisica e matematica\, Tacet nasce dall’idea che la drammaturgia sia una cartografia temporale\, un sestante per un viaggio nelle diverse grane del tempo\, una mappa per attraversare secondi e pause che solo il teatro sa concedere. È una sinfonia teatrale composta da quattro movimenti più un interludio che giocano con il metronomo\, alla ricerca di cosa significhi stare insieme in silenzio\, dentro a un minuto\, dentro a un teatro.  \n\n\n\nLa scena diventa un laboratorio dove il silenzio è desiderato\, misurato\, guardato\, esposto\, sezionato. Parole\, gesti\, pulsazioni e respiri si tendono verso gli istanti di vuoto che precederanno l’applauso. Gli interpreti lavorano con il suono e la voce\, entrando dentro la struttura e ricamandoci sopra\, creando segni che entrano ed escono dai pentagrammi del silenzio. Ciascuno rappresenta un minuto di silenzio in un luogo determinato\, in un momento della storia. Uno solo ha il ruolo di metronomo\, scandisce il tempo che scorre\, mentre gli altri parlano di silenzi\, li espongono come se fossero opere di un museo\, mettono in dialogo tempi e luoghi lontani\, rendono “osservabili” silenzi della storia e silenzi privati: la silent parade del 1917\, il silenzio di un fossile\, quello tra il canto degli uccelli\, quello di due tifosi confusi allo stadio\, di uno spartito muto\, di una casa abbandonata\, di una pausa dei Nirvana… \n\n\n\nTacet è un coro di silenzi che attraversa rituali personali e collettivi – come il minuto di raccoglimento negli stadi\, in parlamento\, in classe – e si articola secondo una geometria precisa: sei linee che si incontrano\, si sovrappongono o procedono parallele\, in una sincronicità teatrale di eventi storici e silenzi quotidiani. La forza dello spettacolo risiede nella frizione matematica di sei orologi\, sei cuori che battono insieme\, sotto gli occhi degli spettatori\, creando una presenza che sospende il tempo e lo rende percepibile nella sua essenza. \n\n\n\nTacet invita a sperimentare\, a guardare il silenzio come materia scenica\, a vivere il tempo insieme agli interpreti\, in un’esperienza immersiva\, precisa e radicale\, dove il teatro diventa un osservatorio sul presente e un laboratorio di durata\, memoria e ascolto. \n\n\n\n«Paradossalmente in Tacet non c’è silenzio – spiega Silvia Costa – Il silenzio è un’idea da raggiungere\, di cui si parla\, si racconta per esempi\, fatti storici\, citazioni. È qualcosa che diventa auspicabile\, un desiderio forse per smettere di sentire il fuori di noi e iniziare a percepirci come singoli. L’idea di un silenzio comune esige la responsabilità unica e personale di ciascuno spettatore\, per creare il proprio silenzio da condividere con quello delle persone attorno. Ciascuno è come uno strumento\, e si deve sintonizzare sulle note silenti degli altri. Alla ricerca di questo silenzio e di un tempo che vuole essere misurato\, nel piccolissimo (microsecondi) e nel macro (i secoli\, le ere) credo si tocchi un altro tipo di concentrazione nello spettatore\, una tangibilità del tempo che si passa insieme. Il tempo passa e lo si sente passare». \n\n\n\n«Tacet – aggiunge Jacopo Giacomoni – è un insieme di silenzi attorno a uno dei pochi riti laici che ci sono rimasti\, il minuto di silenzio. È un museo di silenzi\, un osservatorio di silenzi\, dove il silenzio non c’è mai. È un sovrapporsi di vuoti mancati attraverso i numeri che scandiscono la durata\, teso verso un gesto collettivo da compiere insieme agli spettatori». \n\n\n\nIn scena\, accanto a Silvia Costa e Jacopo Giacomoni\, ci sono Gaia Ginevra Giorgi\, Dylan Guzowski\, Elena Rivoltini\, Matto Zoppi. Le musiche sono di Nicola Ratti\, le luci di Andrea Sanson e le sculture di scena di Plastikart Zimmermann & Amoroso. \n\n\n\n_________________ \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nQuando ho ricevuto il testo di Jacopo e ho visto la scelta grafica di impaginazione\, ho immediatamente pensato che non fosse un testo teatrale (e me ne sono rallegrata)\, ma una partitura\, un oggetto da orchestrare più che da dirigere; un dispositivo che\, come la musica\, si basa su unità di tempo\, incastri sonori\, accelerazioni\, pause e silenzi. Molti minuti di silenzio. \n\n\n\nIn Tacet non ci sono scene\, ma movimenti. Per ciascuno ho sentito che\, come in una sinfonia\, ogni sezione aveva un suo tempo\, allegro – adagio\, veloce\, e bisognava connotarlo diversamente\, far si che ogni sezione fosse autonoma ma parte di un tutto\, di una scultura complessiva del tempo. \n\n\n\nTacet mette alla prova il performer\, è una sperimentazione continua sotto gli occhi degli spettatori\, perché richiede una precisione\, al secondo\, al millesimo di secondo\, mentre noi siamo presenze che sfuggono al tempo\, che cercano un altro tempo\, fuori dal reale\, sopra ad un palco\, dentro a un corpo. In questo sta la forza di Tacet\, nella frizione matematica di sei orologi che scandiscono un tempo organico. Sei cuori che battono e tengono il tempo. \n\n\n\nPer questo motivo in scena ci sono presenze che con il tempo ci lavorano. Artiste e artisti con pratiche legate al suono e all’uso della loro voce. Perché avevo bisogno di riempire la scena di corpi pronti a sperimentare\, a entrare dentro una struttura e ricamarci sopra\, linee che entrassero e uscissero dai ranghi\, dai pentagrammi. \n\n\n\nNon c’è bisogno di scene o di costumi\, Tacet avviene in uno studio più che su palco. Non servono quinte armate o cieli neri. Servono sedie\, microfoni\, registratori\, casse e leggii. Servono metronomi. Orologi\, click all’orecchio. Strumenti per sondare il tempo. Serve contare\, dare informazioni\, dire frasi che altri hanno detto\, riattualizzare un tempo storico\, raccontare un tempo che non si può esperire se non standoci dentro\, facendolo passare veramente. \n\n\n\nNon è semplice immaginare un ambiente sonoro per un tale lavoro. Cosa si può sentire durante uno spettacolo che parla di silenzio? Anche la musica è strutturata attorno al tempo e alla sua scansione. Nel momento in cui il suono diventa musica lo fa condensandosi attorno a delle pulsazioni\, marcando punti e secondi\, procedendo ciclicamente. Con Nicola abbiamo pensato di collocare ogni movimento in una stanza. Come se ogni volta ci trovassimo in un nuovo luogo con il suo proprio tempo scandito\, dentro una radio\, in un museo\, dentro a un corpo\, in un laboratorio. Silvia Costa \n\n\n\n \n\n\n\n _______________________ \n\n\n\nDA DOVE VIENE TACET \n\n\n\nTempo fa ho trovato un libro che cercavo da molti anni. Si chiama Cartografie del tempo ed è una raccolta di mappe che non descrivono lo spazio\, ma\, appunto\, il tempo. Si potrebbero chiamare così anche le drammaturgie\, che in fondo sono mappe per attori e spettatori che servono a esplorare la materia centrale del teatro\, che è sempre il tempo. Sono cartine che permettono un viaggio attraverso la durata\, le diverse grane con cui scorrono i secondi\, che permettono un’esperienza temporale che\, nella vita\, solo il teatro può concederci. \n\n\n\nLa prima rappresentazione meccanica del silenzio sono sei linee frastagliate – tre secondi di guerra e tre secondi di pace divisi dal cessate il fuoco dellʼarmistizio – che scompaiono nel bianco per poi ricomparire dritte e parallele come un pentagramma. È una registrazione sonora dell’attività dell’artiglieria sul fronte della Mosella\, poco prima e poco dopo le 11:00 dellʼ11 novembre 1918. Durante la Prima Guerra mondiale nasce anche il “minuto di silenzio”\, il rito laico che ancora oggi celebriamo per commemorare l’assenza di qualcuno. Un minuto che sospende stadi\, classi\, parlamenti\, piazze\, che viene osservato\, interrotto\, applaudito\, fischiato. Le sei linee di quella registrazione che procedono attraverso il tempo sono anche gli interpreti di Tacet: sei strade lungo le rappresentazioni del silenzio che si intrecciano\, si sovrappongono o procedono parallele in balia della sincronicità teatrale. Tacetnasce da qui\, dal tentativo di capire come\, in quel minuto\, si possa stare in silenzio\, insieme\, in un teatro. Jacopo Giacomoni \n\n\n\nJacopo Giacomoni. Laureato in Filosofia con una tesi sull’esistenza dei personaggi fittizi\, lavora come drammaturgo e performer. Nel 2025 vince la 58ª edizione del Premio Riccione con il testo Tacet\, che nel 2024 aveva vinto il Bando Autori di Biennale Teatro. Nel 25/26 è fellow di Scuola Piccola Zattere. Nel 2023 vince la menzione speciale Franco Quadri della 57ª edizione del Premio Riccione con il testo È solo un lungo tramonto. Dal 2024 è dramaturg di Mittelfest. Porta avanti una ricerca strutturalista sulla drammaturgia\, progettando ordigni spettacolari che accolgono la partecipazione del pubblico e il caso\, cercando di costruire esperienze teatrali ludico-rituali che inneschino cortocircuiti con il tempo e lo sguardo di spettatori e performer. Negli ultimi lavori ha creato dei parassiti drammaturgici che aggrediscono organismi testuali già esistenti\, un dispositivo teatrale per eleggere la più grande tragedia dell’umanità\, un ufficio teatrale per la celebrazione di un funerale in scena\, un gioco per rivivere da zero una seconda vita sul palcoscenico\, un esperimento di hauntology teatrale sulla perdita della memoria del padre. Come performer fonde il suo percorso di attore a quello di sassofonista\, in una continua esplorazione nel campo dell’improvvisazione libera e dei suoni non idiomatici.  \n\n\n\nSilvia Costa. Diplomata in Arti Visive e dello Spettacolo all’Università IUAV di Venezia. Nel 2006 inizia a lavorare come attrice nella produzione Hey Girl! con la Compagnia teatrale Societas Raffaello Sanzio fondata da Romeo Castellucci\, di cui diventa collaboratrice artistica per la maggior parte delle creazioni teatrali e operistiche del regista cesenate. Parallelamente porta avanti i suoi progetti artistici\, sviluppando dal 2007 un tipo di teatro visivo e poetico\, nutrito da una profonda riflessione intorno al ruolo delle immagini\, al loro senso e potere sullo spettatore. Di volta in volta autrice\, regista\, interprete e scenografa\, Silvia Costa è un’artista proteiforme che utilizza questi diversi ambiti estetici per approfondire la sua ricerca teatrale. Nel 2013 è finalista del Premio Scenario con Quello che di più grande l’uomo ha realizzato sulla terra\, creazione presentata nel 2014 al Théâtre de Gennevilliers\, con cui iniziano le sue prime apparizioni come regista nei teatri francesi dove si instaura una collaborazione costante. Silvia Costa è stata artista associata al Teatro dell’Arte alla Triennale di Milano dal 2017 al 2019 e al Centre Dramatique National d’Angers nel 2019. Dal 2020\, fa parte de l’ensemble pluridisciplinaire de la Comédie de Valence. Nel 2019 Silvia Costa inizia a creare le sue proprie regie anche per il mondo dell’opera. Nel luglio 2022 è stata insignita del prestigioso titolo di Chevalier des Arts et des Lettres da Ministero della Cultura Francese. \n\n\n\nCranpi nasce nel 2015 come un progetto vivace dedicato al teatro contemporaneo\, dove produzione\, curatela e formazione si intrecciano per accompagnare artisti e compagnie in percorsi di crescita e ricerca. Guidata da Antonino Pirillo e Giorgio Andriani e sostenuta dal Ministero della Cultura (MiC)\, coltiva uno sguardo attento ai linguaggi del presente e alle loro contaminazioni. Accanto alle collaborazioni con numerose realtà della scena italiana\, dà vita a progetti come il festival Sempre più Fuori e fATTI\, pensato per le nuove generazioni. Un lavoro che prosegue anche nella direzione del Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma\, con l’idea di un teatro vivo\, aperto e in dialogo con la comunità. \n\n\n\n_____________________ \n\n\n\nTACET tournée 2026 \n\n\n\n10 luglio Pergine Festival\, Pergine Valsugana (TN) \n\n\n\n23 luglio Kilowatt Festival\, Sansepolcro (AR) \n\n\n\n23 agosto BMotion\, Bassano del Grappa (VI) \n\n\n\n6-11 ottobre Piccolo Teatro Studio Melato\, Milano \n\n\n\nDurata 60′
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LOCATION:Arsenale Tese dei Soppalchi\, Campo de la Tana\, 2169\, Venezia\, ITA\, 30122\, Italy
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SUMMARY:“Fabrizio e Maria” il nuovo romanzo di Caterina Boccardi
DESCRIPTION:Sarà presentato sabato 20 giugno\, alle ore 18.00 all’Accademia Professione Artista a Via dei Sabelli 213 a Roma\, “Fabrizio e Maria” il nuovo romanzo dell’attrice e autrice Caterina Boccardi\, edito da Cantera Edizioni. \n\n\n\nIl romanzo chiude la “La trilogia di C” dell’autrice che ha già pubblicato\, con successo\, “Aria Soffio” e “Complici”\, con la medesima casa editrice\, entrambi vincitori della menzione speciale nel concorso internazionale Casa Sanremo Writers con la Presidente della giuria\, la giornalista e scrittrice Laura Delli Colli. \n\n\n\nLe tre opere hanno come comune denominatore il tema dell’amore\, analizzato e raccontato da prospettive differenti e sorprendenti\, offrendo al lettore un viaggio attraverso sfumature emotive e relazionali coinvolgenti e\, spesso\, inaspettate. \n\n\n\nLa prefazione è a cura del Dottor Marco Giunio De Sanctis\, Presidente del CIP – Comitato Italiano Paralimpico\, che sarà anche il moderatore della presentazione\, avendo\, con entusiasmo\, sposato il nuovo progetto della Boccardi che\, come ex atleta agonista di nuoto sincronizzato\, ha sempre trovato nello sport la sua fonte di ispirazione e di felicità. \n\n\n\n“Fabrizio e Maria” è un romanzo profondamente autobiografico\, un racconto intimo\, che rivela il privato\,  a pochi noto\,  dell’autrice ma che\,  fondamentalmente\,  esplora il tema dell’amore\, della sofferenza e della forza delle donne. La Boccardi\, con la sua scrittura intensa e appassionata\, ci racconta una storia che ci fa riflettere sulla vita e sui nostri sogni. \n\n\n\nPerché come la stessa dichiara: “Quanto è bello sognare a occhi aperti\, rimettere tutto in discussione\, i sentimenti\, i rapporti e l’amore senza dare nulla per scontato né porre limiti a quello che potrebbe accadere il giorno dopo\, lasciare che la propria vita sia sempre aperta ai cambiamenti e alle novità. Non è forse questo il sale della vita? \n\n\n\nQuel pizzico di follia che è più sano della monotona e fredda razionalità\, che spesso \n\n\n\nci ingabbia nelle sue regole?”. \n\n\n\nCome\, invece\, dichiara il Dottor Marco Giunio De Sanctis\, nella prefazione: “Desidero concludere questa mia breve prefazione con il valore più importante per Caterina\, l’amore che tutto muove stimola\, unico nel superare ogni più forte sofferenza\, parte integrante della vita\, come insita nella nostra natura è qualunque forma di disabilità\, fisica\, intellettiva\, sensoriale\, pronta ad aggredirci prima o poi nel nostro lasso temporale. Pertanto un essere umano ha l’animo tanto più grande quanto più grande è l’ostacolo che in vita deve sormontare.” \n\n\n\nAlla presentazione sono attesi personaggi dello spettacolo e della cultura\, colleghi\, amici ed estimatori dell’autrice e attrice. \n\n\n\nIl romanzo sarà successivamente presentato ufficialmente anche a La Spezia\, dal Prefetto Andrea Cantadori\, in sede istituzionale. \n\n\n\nBreve bio di Caterina Boccardi \n\n\n\nCaterina Boccardi è un’attrice\, scrittrice e istruttrice di nuoto sincronizzato. La sua formazione è trasversale e abbraccia l’arte\, lo sport e le neuroscienze. \n\n\n\nDopo la laurea in Scienze della Comunicazione ha conseguito un Master in PNL (Programmazione neurolinguistica). Ha sempre fatto della comunicazione uno stile di vita. \n\n\n\nNel 2021 ha ottenuto il Premio Vincenzo Crocitti 2021 come attrice e scrittrice. \n\n\n\nHa all’attivo diversi romanzi\, tra cui “Aria Soffio” da cui è nato lo spettacolo teatrale Amò\, andato in scena al Teatro Cometa Off a giugno 2023. \n\n\n\nCaterina spazia dall’acqua alla scrittura e alla recitazione\, passando per il teatro\, la televisione ed il cinema con quella naturalezza che guida i talenti e le personalità più versatili. \n\n\n\nDa ultimo è stata protagonista al teatro Anfitrione con lo spettacolo “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare\, diretto da Gianfranco Teodoro\,  con un doppio ruolo quello di Ippolita e Titania.  \n\n\n\nIl suo ultimo lavoro cinematografico è la serie “Lo Psicologo” con Alessandro Haber\, protagonista della serie dove interpreta un ruolo unico e coinvolgente prodotto dalla Golden Boys produzioni con la regia di Enrico Pittari. \n\n\n\nCantera Edizioni \n\n\n\nLa Cantera Edizioni è una Casa Editrice nata dall’esigenza di creare opportunità per Autori emergenti e lanciare sul mercato proposte inedite. È attiva nella realizzazione di proposte di editoria\, corsi di scrittura\, promozione ed eventi culturali. \n\n\n\nOltre alle sezioni Narrativa\, Saggistica\, Poesia\, gestisce anche Edizioni E-Book delle opere. \n\n\n\nLa Cantera Edizioni fa parte del gruppo Golden Boys di Enrico Pittari e Salvio Simeoli ha già pubblicato per Caterina Boccardi “Complici” e “Aria Soffio”.
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SUMMARY:"Storie sotto gli alberi" al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Sabato 20 e domenica 21 prosegue\, negli spazi all’aperto del Teatro Villa Pamphilj di Roma\, la quinta edizione di Storie sotto gli alberi\, la rassegna di teatro per le nuove generazioni dedicata al pubblico dei più piccoli e alle famiglie. Sotto la direzione artistica di Andrea Calabretta\, la rassegna porta nel verde del teatro favole\, storie e racconti antichi e moderni\, affidati a cantastorie e compagnie capaci di incantare il giovane pubblico con parole\, oggetti e immagini amate anche dai grandi.Tutti gli spettacoli andranno in scena alle ore 17.30; si raccomanda al pubblico di arrivare entro le ore 17. L’ingresso è di 7 euro ed è consigliata la prenotazione. \n\n\n\nSabato 20 giugno in programma I Tre porcellini della Compagnia Tieffeu di Perugia\, una fiaba teatrale raccontata con pupazzi e ombrelli\,con Giancarlo Vulpes e  i pupazzi di Ada Mirabassi che riprende il celebre racconto dei tre porcellini in una forma semplice e adatta ai più piccoli. Età consigliata: dai 3 anni.L’ombrello\, contenitore della fiaba dove escono fuori i personaggi\, si trasforma in casa\, luogo di protezione ma al tempo stesso luogo di scontro tra i protagonisti\, i porcellini e il lupo antagonista. Quella dei tre porcellini è una fiaba che affronta il tema della crescita. I tre porcellini sono la rappresentazione del bambino che cresce\, passando attraverso gli errori e le brutte esperienze. Essa insegna in maniera semplice quanto sia importante impegnarsi senza pigrizia in ciò che si fa per poter sfuggire ai pericoli che la vita futura può provocare.Domenica 21 giugno arriva I musicanti di Brema raccontano del Teatro Bertolt Brecht di Formia\, con Chiara Laudani e Maurizio Stammati\,che cura anche l’adattamento insieme aPompeo Perroneoltre che la regia. Icostumi sono di Dora Ricca\, lascenografia di Marco Mastantuono\, lemusiche di Domenico De Luca.  Quattro animali in fuga contro i soprusi e le prepotenze degli umani ma poi la soluzione è: “l’unione fa la forza”. Metafora del presente con risvolti attualissimi\, lo spettacolo\, raccontato con tecniche miste e con musica dal vivo\, riflette sulla fuga e sull’approdo\, sull’amicizia e il sopruso con uno sguardo all’utopia di un luogo dove tutto si fa più giusto e libero. Sono tante le domande che nascono dalla visione di questo spettacolo: È giusto liberarsi degli affetti quando diventano vecchi e non più “produttivi”? È giusto sognare un posto migliore dove poter vivere senza sentirsi schiavi ma semplicemente seguendo le proprie aspirazioni? La gattina poetessa Emily ed il gallo pittore Chagall riusciranno a raggiungere i loro amici a Brema o si accontenteranno della casa nel bosco? Età consigliata: dai 5 anni. \n\n\n\nCome sottolinea la Direzione Artistica:“A giugno\, a Villa Pamphilj\, comincia la bella stagione: la stagione delle storie! Sì\, a giugno gli alberi della villa più bella di Roma fruttificano. Ma sono frutti assai speciali: sono storie! E passeggiando per il parco potremo incontrare topi incantati\, belle dormienti\, lupi\, porcellini\, una banda di animali\, briganti e…A giugno\, sotto gli alberi di Villa Pamphilj\, fioriscono le storie.5 giorni\, 5 storie\, 5 modi diversi di raccontare: burattini\, voci\, musica\, corpi\, suoni\, odori.5 percorsi per stupirsi e perdersi nelle storie. Pochi kilowatt\, tante idee.Bassissimo impatto ambientale\, (quasi-zero)\, altissimo impatto culturale.Storie sotto gli alberi\, è rivolto a tutti coloro che dell’infanzia mantengono intatta la voglia di stupirsi. Aprite gli occhi\, spalancate le orecchie\, dilatate le narici e prestateci attenzione\, ve la restituiremo con gli interessi.” \n\n\n\nIl Teatro Villa Pamphilj\, con la direzione artistica di Veronica Olmi\, è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura.
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SUMMARY:Estrò Retrò\, esposizione di arte orafa 1900 – 1960” al Roberto Di Costanzo Atelier
DESCRIPTION:Nel suggestivo centro storico di Bracciano\, all’interno del Roberto Di Costanzo Atelier\, nei giorni del 20 e 21 giugno prossimi\, dalle ore 17.00\, verrà ospitata l’esposizione “Estrò Retrò\, esposizione di arte orafa 1900 – 1960”\, un evento irrinunciabile per i cultori del design del gioiello\, a cura di Massimiliano Orrù. \n\n\n\nL’Atelier del maestro Roberto Di Costanzo\, pittore\, illustratore\, ritrattista e professore accademico\, celebra il primo anno dall’apertura ospitando la collezione di gioielli d’epoca dello stimato antiquario Giuseppe De Salvo; nella due giorni saranno presentati pezzi unici di grandi firme di arte orafa famosi in tutte il mondo tra cui  Monet\, Trifari\, Napier\, Stanley Hagler\, Ciner N.Y Askew London\, Hattie Carnegie e Miriam Haskell. \n\n\n\nTra i gioielli in esposizione\, si potranno ammirare gioielli iconici\, come la straordinaria collana in vetro di Stanley Hagler uno dei più famosi designer del ‘900\, degli orecchini Christian Dior degli anni ‘70\, un anello dell’ultracelebre disegnatore statunitense Kenneth Jay Lane\, gioielli in vetro del maestro vetraio Archimede Seguso disegnati per Chanel tra il 1950 e il 1960\, una collana degli anni ’50 di Elsa Schiaparelli\, una collana in vetro di Coppola e Toppo\, collane e spille di Trifari e alcuni  gioielli Valentino\, sempre vintage.  Un caleidoscopio prezioso e colorato per estimatori\, collezionisti o semplicemente per gli amanti dei preziosi e sofisticati bijoux. \n\n\n\nLe opere del maestro ad inchiostro\, gessetto e sanguigna\, tributo alla bellezza classica del volto\, dialogheranno con la collezione di  gioielli classici e originali in pietre dure e semipreziose\, dallo stile barocco\, borbonico\, déco\, liberty\, fino alla bigiotteria eccentrica e di assoluto impatto visivo\, realizzata in resina\,  di Marion Godart. \n\n\n\nCome lo stesso Giuseppe De Salvo dichiara\, con non poca emozione: “Scegliamo con cura e dedizione ogni gioiello delle nostre collezioni che viene analizzato per originalità\, stato di conservazione\, autenticità della firma e del periodo”. \n\n\n\nNel suo nuovo studio\, immerso in una atmosfera nostalgica ed aristocratica\, l’artista ritrae dal vivo su commissione\, principalmente ad inchiostro di china\, restituendo valore alla pregevolezza italiana del disegno. \n\n\n\nDopo il grande successo del suo primo atelier inaugurato in via Giulia 111 a Roma nel 2019\, ed il secondo a Palazzo Massimo\, nella centralissima via dell’Orso\, Roberto Di Costanzo mantiene la sua missione didattica e culturale a Bracciano\, sul romantico lago\, attraverso corsi di ritratto\, di disegno del paesaggio\, nudo artistico\, pittura ad olio\, attualizzando e rinnovando l’interesse internazionale per l’arte figurativa in forte crescita. \n\n\n\nLo spazio artistico di due piani con alti soffitti lignei\, ed una parete interamente in pietra ambisce ad essere sede di incontro e confronto tra appassionati di arte\, collezionisti ed estimatori del disegno attraverso salotti culturali\, presentazioni di libri ed eventi su temi artistici; al piano superiore lo spazio dedicato alla pittura ad olio ed al disegno della scultura\, rievocano il sapore degli studi d’arte ottocenteschi e delle affascinanti gipsoteche. \n\n\n\nBreve Bio di Estrò Retrò \n\n\n\nLa bottega vintage\, di Giuseppe De Salvo si trova a Reggio Calabria. Cadetto di una famiglia di antiquari rinomati in città\, cresciuto a pane e antichità\, ha arricchito la propria competenza nei trent’anni trascorsi nel mercato mitteleuropeo con base a Milano\, con numerose partecipazioni alle più grandi mostre in Italia e in Europa e grandi scoperte di pezzi rari pubblicati su giornali a tiratura nazionale. \n\n\n\nPer lui ogni oggetto non ha segreti riconoscendone il periodo\, lo stile e l’autore\, tanto il “pezzo” antico che il gioiello vintage che l’oggetto di grandi designer del modernariato del XX secolo. \n\n\n\nBreve Bio Roberto Di Costanzo \n\n\n\nDopo gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma\, si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia in costume\, scenografia e arredamento per il cinema\, da quindici anni si propone al pubblico italiano ed internazionale\, attraverso una costante ricerca artistica ed accademica in ambito anatomico ed architettonico. \n\n\n\nVanta collaborazioni\, per il live drawing\, con prestigiosi luxury brand\, quali Aurora e Dolce & Gabbana\,  e con la maison Anna Fendi . Le sue opere figurano in collezioni private\, in gallerie nazionali\, e nel prestigioso studio di interior design “THESIGN”. \n\n\n\nUna carriera artistica quella del Di Costanzo che lo ha portato ad esporre le sue opere in prestigiose gallerie e luoghi istituzionali italiani ed esteri\, quali l’Espace Cardin di Parigi\, alla Casa dell’Architettura di Roma\, all’Istituto di Cultura Francese Centre Saint-Louis\, alla 71sima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e\, da ultimo\, nel complesso di Palazzo Valdina della Camera dei Deputati. \n\n\n\nHa presentato numerosi libri illustrati ed ha collaborato  come illustratore per numerose case editrici italiane ed estere. \n\n\n\nAd oggi\, inoltre\, è docente presso l’Accademia Italiana di Roma di “Iconografia e disegno anatomico”\,  presso l’Accademia del Lusso di Roma di “Storia del costume” ed è professore di “tecniche del disegno” presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. \n\n\n\nMassimiliano Orrù Eventi \n\n\n\nMassimiliano Orrù\, event manager con consolidata esperienza nell’organizzazione e nella gestione di eventi culturali\, aziendali e privati. Con un approccio creativo e strategico\, cura ogni fase del progetto\, dalla pianificazione alla realizzazione\, garantendo attenzione ai dettagli e soluzioni personalizzate. Ha collaborato con realtà pubbliche e  private\, distinguendosi per competenza affidabilità e capacità. \n\n\n\n“Un evento ben riuscito non è solo organizzato: è sentito\, vissuto\, ricordato”. \n\n\n\nInfo: \n\n\n\nEstrò Retrò\, esposizione di arte orafa 1900 – 1960 \n\n\n\nRoberto Di Costanzo Atelier – Via Giuseppe Palazzi 8 – Bracciano \n\n\n\nOpening sabato 20 Giugno 17.00 – 21.00 \n\n\n\nDomenica 21 Giugno 10.00-13.00 ; 16.00-20.00 \n\n\n\nInfo: +393334685413
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SUMMARY:Festa della Musica a Ferrara
DESCRIPTION:Anche la città di Ferrara è presente nel programma ufficiale della Festa della Musica 2026\, manifestazione promossa dal  Ministero della Cultura che include 757 città e più di 14.000 artisti. Il Conservatorio G. Frescobaldi sabato 20 e domenica 21 giugno\, in occasione di questa giornata interamente dedicata alla Musica\, organizza sette concerti per aprirsi alla città di Ferrara e far risuonare alcuni dei luoghi museali e artistici con cui collabora\,  concludendo la giornata di sabato 20 giugno in piazzetta Sant’Anna nei pressi dell’ingresso principale dell’Auditorium del Frescobaldi\, attualmente in restauro. \n\n\n\nLa giornata di sabato 20 giugno inizia alle ore 10.00\, presso il Torrione Jazz Club con il concerto dal titolo Jazz Futures\, a cura di Roberto Manuzzi\, che vede protagonisti gli studenti delle classi di musica di insieme jazz\, offrendo al pubblico uno spaccato vivo e articolato del percorso formativo degli studenti del Conservatorio. Il programma si sviluppa attraverso tre progetti distinti\, ciascuno espressione di una fase diversa del percorso accademico e di una precisa identità artistica. Duke and Monk\, affidato agli studenti del triennio\, rende omaggio a tre figure fondamentali della storia del jazz – Duke Ellington\, Thelonious Monk e Charles Mingus – esplorandone linguaggi e poetiche attraverso una rilettura consapevole e personale. Il repertorio\, ricco di contrasti e raffinatezze armoniche\, diventa terreno di confronto tra tradizione e interpretazione contemporanea. Con The Shorter Distance\, progetto degli studenti del biennio\, lo sguardo si sposta verso sonorità più moderne\, tra lirismo e ricerca timbrica. Le musiche di Pat Metheny e Kenny Wheeler offrono un contesto espressivo in cui la dimensione melodica si intreccia con atmosfere sospese e una forte sensibilità per il colore sonoro\, valorizzata anche dalla presenza della voce. Chiude il programma To Phil Woods\, with Love\, omaggio a uno dei più grandi sassofonisti del Novecento\, affidato a un ensemble di sax che riunisce studenti di diversi livelli. Il progetto mette in luce energia\, interplay e profondità espressiva\, restituendo la vitalità di un linguaggio jazzistico sempre attuale. \n\n\n\nLa giornata prosegue alle 17.00 nel giardino della Biblioteca Ariostea dove il Frescobaldi Vocal Ensemble\, guidato da Marta Raviglia\, sarà protagonista di una performance che unisce scrittura musicale e improvvisazione\, all’interno di un percorso formativo che mette al centro la voce come strumento espressivo e creativo. Il programma prevede l’esecuzione di due brani strutturati\, Ooh Yah di Bob Stoloff e Passage di Meredith Monk\, accanto a momenti di improvvisazione collettiva che valorizzano l’ascolto reciproco\, la sperimentazione e la libertà espressiva. L’ensemble è composto da Letizia Baroncelli\, Dewi Franz\, Francesca Fucci\, Enrico Giorgetti\, Gabriela Mendez\, Elena Maria Giovanna Pinna\, Paola Andrea Viaggi e Wenze Yu\, tutte e tutti in veste di performer.  \n\n\n\nInfine alle 19.00 in Piazzetta Sant’Anna proprio in prossimità dell’ingresso dell’Auditorium del Frescobaldi\, in fase di restauro\, si esibirà la Frescobanda\, banda musicale del Conservatorio diretta da Federico Cavalieri\, studente di direzione d’orchestra. Il programma musicale proposto dalla Frescobanda si configura come un affascinante viaggio tra tradizione bandistica e grande repertorio operistico italiano\, intrecciando pagine originali per banda e celebri trascrizioni. Ad aprire il concerto è Millemiglia\, marcia brillante di Franco Benzi\, che introduce immediatamente il pubblico in un clima festoso e dinamico\, tipico della migliore tradizione bandistica. A seguire\, la Sinfonia da Oberto\, Conte di San Bonifacio di Giuseppe Verdi\, proposta nella trascrizione di Marco Tamanini\, restituisce la forza drammatica e l’intensità teatrale degli esordi verdiani in una veste orchestrale dal grande impatto sonoro. Il percorso prosegue con l’Intermezzo sinfonico da Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni\, trascritto da Federico Cavalieri: una pagina di intensa liricità che rappresenta uno dei momenti più celebri del repertorio operistico italiano\, capace di evocare atmosfere sospese e profondamente emotive. Il cuore del programma è dedicato alla produzione di Pellegrino Neri\, con la marcia religiosa Santa Cecilia\, la vivace Polka e il valzerFuochi di paglia\, tutti presentati nelle trascrizioni di Federico Cavalieri. Questi brani mettono in luce la varietà espressiva della scrittura bandistica\, spaziando dal carattere solenne a quello brillante e leggero. A chiudere il concerto\, ancora una pagina di Franco Benzi con Ferrara\, marcia brillante che rende omaggio alla città e al suo spirito\, suggellando il programma con energia e senso di appartenenza. \n\n\n\nDomenica 21 giugno alle 17.00 in Pinacoteca a Palazzo dei Diamanti\, concerto di musica antica dal titolo Musica alla corte di Francia. Il programma propone un percorso tra Sei e Settecento nella musica francese e nordeuropea\, tra teatro\, danza e scrittura strumentale. Al centro\, La mort de Didon di Michel Pignolet de Monteclair rielabora il mito virgiliano con intensa espressività\, alternando recitativi e momenti lirici.La musica esalta la parola\, restituendo il dramma con eleganza tipicamente francese. Seguono le pagine di Jean-Marie Leclair\, dove la scrittura violinistica unisce grazia coreutica e raffinatezza formale. Forlane e Menuets mostrano equilibrio\, simmetria e ricchezza ornamentale. Chiude il Concerto op. 5 n. 1 di Willem de Fesch\, esempio di gusto cosmopolita tra Europa e Inghilterra. La struttura alterna episodi lirici e brillanti fino alla vivace Giga finale. Protagonista è il Concentus Musicus Fe’Antica del Conservatorio di Ferrara. L’ensemble unisce voci e strumenti storici in una lettura filologica. \n\n\n\nAlle 19.00 al Museo Archeologico\, eccezionalmente aperto per l’occasione fino alle 21.00\, l’ensemble di chitarre del Frescobaldi rende omaggio al Maestro Roberto Frosali\, (1940–2023) chè è stato un importante chitarrista e docente\, attivo tra concertismo e didattica. Apprezzato per il suono elegante e il fraseggio raffinato\, si è esibito come solista e con il Trio Chitarristico Italiano\, ottenendo riconoscimenti anche da Andrés Segovia.Ha lasciato un’ampia discografia e\, soprattutto\, un’eredità didattica significativa: per 40 anni ha insegnato al Conservatorio di Ferrara\, formando generazioni di musicisti oggi attivi in tutto il mondo.Fondatore di una vera “scuola chitarristica”\, ha trasmesso la ricerca del “bel suono” unita a sensibilità ed eleganza umana. La sua figura resta un punto di riferimento artistico e culturale\, ricordato con riconoscenza attraverso la musica e i suoi allievi. \n\n\n\nInfine alle 20.30 di nuovo in Pinacoteca il coro\, il coro giovanile e gli archi del Frescobaldi propone un ampio e suggestivo viaggio nella coralità tra Novecento e contemporaneità\, attraversando linguaggi\, stili e suggestioni molto diversi tra loro\, ma uniti dalla centralità della voce come strumento espressivo e collettivo. La prima parte\, affidata al Coro del Conservatorio Frescobaldi\, si apre con Sing gently di Eric Whitacre\, una pagina intensa e meditativa che invita all’ascolto reciproco e alla delicatezza del canto condiviso. Segue The times they are a-changin’ di Bob Dylan\, in un arrangiamento corale che trasforma il celebre brano in un inno corale di forte impatto emotivo e civile. Con Ecce novum di Ola Gjeilo\, per coro\, archi e pianoforte\, il linguaggio contemporaneo si arricchisce di una dimensione spirituale luminosa\, sospesa tra minimalismo e tradizione. Chiude la sezione Java Jive\, vivace brano a cappella che introduce una dimensione più leggera e ritmica\, mostrando la versatilità dell’ensemble. \n\n\n\nLa seconda parte vede protagonista il Coro Giovanile Frescobaldi\, impegnato in un repertorio che alterna raffinatezza e varietà stilistica. Le composizioni di Benjamin Britten\, The birds e Corpus Christi Carol\, offrono un esempio di scrittura corale elegante e suggestiva\, capace di evocare atmosfere ora descrittive\, ora profondamente intime. A conclusione\, A Little Jazz Mass di Bob Chilcott rappresenta un brillante incontro tra la forma liturgica e il linguaggio jazz\, con ritmi vivaci e armonie coinvolgenti. \n\n\n\nSotto la direzione di Mauro Marchetti e con il supporto del pianoforte e degli archi\, il concerto restituisce un’immagine viva e dinamica del lavoro corale del Conservatorio\, mettendo in luce l’impegno\, la sensibilità e la crescita artistica di un ampio gruppo di giovani musicisti. Un’esperienza sonora che unisce tradizione e contemporaneità\, rigore e creatività. \n\n\n\nProgramma completo sul sito www.consfe.it
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SUMMARY:L'Orchestra di Gamelan ai Giardini della Filarmonica
DESCRIPTION:Per la prima volta fa il suo ingresso ai Giardini della Filarmonica\, festival estivo dell’Accademia Filarmonica Romana\, un’Orchestra di Gamelan indonesiana\, grazie a un laboratorio degli studenti dell’Università La Sapienza che ha approfondito le tradizioni musicali delle isole di Bali e Giava. L’appuntamento è per venerdì 19 giugno (ore 21.30) nel verde dei Giardini dell’istituzione romana\, in via Flaminia 118\, per la seconda giornata di Festival. Ad aprirla\, in Sala Casella (ore 20)\, il concerto Architetture sonore che conclude l’anno accademico del Master di interpretazione della musica contemporanea del Conservatorio Santa Cecilia di Roma. \n\n\n\nUN’ORCHESTRA DI GAMELAN NEI GIARDINI \n\n\n\nSi lega a un recente progetto dell’Università La Sapienza di Roma quello di dare vita a una Orchestra di Gamelan\, grazie alla collaborazione fra l’Ambasciata della Repubblica di Indonesia presso la Santa Sede e il Dipartimento di Scienze documentarie\, linguistico-filologiche e geografiche dell’Università capitolina\, con il coordinamento scientifico dell’etnomusicologo Giovanni Giuriati. Il gamelan è un’antica forma d’arte originaria di Giava e Bali; gli ensemble\, formati principalmente da strumenti a percussione\, si esibiscono tradizionalmente all’aperto in occasione di cerimonie nei templi dei villaggi\, matrimoni e funerali\, oppure accompagnando spettacoli di danza\, opere teatrali e teatro delle marionette. In questo concerto\, risuoneranno nei Giardini risonanze di gong e metallofoni\, tessendo incastri polifonici ipnotici e di grande suggestione\, dando al pubblico un esempio del karawitan\, la complessa arte giavanese di suonare gli strumenti del gamelan. Si ascolteranno per l’occasione vari repertori\, da quelli più tradizionali fino a quelli di carattere più popolare\, diffusi in aree rurali\, per rendere un’idea della varietà di stili\, repertori e tecniche esecutive che sono presenti oggigiorno nell’ampio e variegato panorama della musica giavanese\, in continuo fermento e innovazione. Protagonisti gli studenti della Sapienza\, che attraverso il laboratorio sono stati guidati\, insieme ai loro docenti\, alla scoperta delle tradizioni musicali dell’isola di Giava da Yohannes Subowo\, docente dell’Institut Seni Indonesia di Yogyakarta\, una delle più antiche e prestigiose accademie artistiche dell’Indonesia. \n\n\n\nARCHITETTURE SONORE \n\n\n\nIn Sala Casella\, alle ore 20\, gli allievi del Master di II livello in interpretazione della musica contemporanea del Conservatorio Santa Cecilia di Roma sono i protagonisti del concerto Architetture sonore. Sara Paone (mezzosoprano)\, Francesco Melis (violino)\, Lavinia Intili (chitarra)\, Bin Lixiang Bin (pianoforte) e i tre fisarmonicisti Eugenio De Rose\, Matteo Tordiglione e Francesco Venneri si cimentano con lavori del XX e XXI secolo mettendo a frutto l’esperienza del percorso formativo del master. Fra le composizioni piace segnalare anche il nuovo pezzo Ben poco tempo lontano per voce femminile e pianoforte di Lorenzo Marino\, vincitore del Premio Valentino Bucchi di composizione del 2025\, la cui finale si è svolta proprio in Sala Casella\, grazie alla collaborazione fra la Filarmonica e la Fondazione Valentino Bucchi. \n\n\n\nGLI ALTRI APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA (FINO A DOMENICA 21 GIUGNO) \n\n\n\nAnche quest’anno non mancherà Musica Amata\, cui si affianca come novità il progetto di Danza Amata. Il Festival dà spazio agli amatori e dilettanti (nel senso nobile del termine) che suonano e danzano non per professione ma per passione\, ritornando alle radici dell’Accademia Filarmonica\, nata nel 1821 per volontà di alcuni nobili dilettanti romani. Il 20 giugno\, dunque\, il concerto dell’Orchestra Classica della Scuola Popolare di Musica di Testaccio\, diretta da Massimo Munari\, cui segue nei Giardini una performance di danza che mette in relazione tradizioni afrocaraibiche\, latinoamericane e mediterranee. \n\n\n\nA grande richiesta\, il 21 giugno\, tornano nei Giardini i Munedaiko\, gruppo formato dai tre fratelli Mugen\, Naomitsu e Tokinari Yahiro\, che tramanda la pratica millenaria del Taiko\, i tradizionali tamburi giapponesi\, dal suono potente e ancestrale. In Sala Casella una insolita formazione di quartetto di viole\, con Luca Sanzò\, violista di lunga esperienza\, insieme a tre giovani talenti Simona Ruisi\, Michela Marchiana e Mara Badalamenti\, esplora la scrittura contemporanea per questo strumento\, con l’esecuzione di brani di Daniele Carnini (in prima assoluta)\, Francesco Giore e Giona Mason. \n\n\n\n“Il Festival\, quest’anno dal titolo “Radici” – racconta il direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana Domenico Turi – sarà come un lungo viaggio. Un’esplorazione profonda di ciò che ci tiene ancorati\, di ciò che ci forma e\, spesso\, di ciò che rimane invisibile ma essenziale. Le radici sono tradizioni scritte e orali\, suoni ancestrali\, lingue e ritmi che attraversano generazioni e luoghi. Ma le radici sono anche ciò che non si vede. Sono le esperienze intime\, le emozioni nascoste\, le storie personali che plasmano ogni individuo. Come le radici di un albero\, si sviluppano sotto la superficie: silenziose\, complesse\, fondamentali. Questo festival invita a portare alla luce queste dimensioni\, trasformandole in espressione artistica”.  \n\n\n\nBiglietti: Architetture sonore 5\,50 euro\, Orchestra Gamelan 12\,50 euro (comprensivi di prevendita).  \n\n\n\nInfo: tel. 342 9550100\, promozione@filarmonicaromana.org   \n\n\n\nVENERDÌ 19 GIUGNO  \n\n\n\nSALA CASELLA ore 20 \n\n\n\nARCHITETTURE SONORE \n\n\n\nSara Paone mezzosoprano \n\n\n\nFrancesco Melis violino \n\n\n\nLavinia Intili chitarra \n\n\n\nLixiang Bin pianoforte \n\n\n\nEugenio De Rose\, Matteo Tordiglione\, Francesco Venneri fisarmonica \n\n\n\nReginald Smith-Brindle 5 Sketches per violino e chitarraMarcin Błażewicz Nights full of sins per violino e fisarmonica (Melis\, Tordiglione) \n\n\n\nSofija Gubajdulina De Profundis per fisarmonica (Tordiglione)Lorenzo Marino Ben poco tempo lontano per voce femminile e pianoforte (prima esecuzione assoluta) \n\n\n\nJohn Cage Flower per voce e pianoforte Arne Nordheim Flashing per fisarmonica (Venneri) \n\n\n\nKrzysztof Olczak Maestoso mesto per 3 fisarmoniche \n\n\n\nFabio Massimo Capogrosso Light and Shadows per trio di fisarmoniche  \n\n\n\nIn collaborazione con il Master di II livello in interpretazione della musica contemporanea  \n\n\n\ndel Conservatorio Santa Cecilia di Roma \n\n\n\nGIARDINI ore 21.30 \n\n\n\nINDONESIA: ORCHESTRA DI GAMELAN \n\n\n\nKARAWITAN \n\n\n\nOrchestra di Gamelan \n\n\n\nIlaria Meloni\, Francesco de Bellis\, Federico Rossi\, Daniele Zappatore\, Francesco Fioravanti\, Beatrice Fioravanti\, Alessio Cavaliere\, Marta Perrotta\, Mahroo Jafari Ranjbar\, Mahla Jafari Ranjbar\, Francesca d’Alessandro\, Michelangelo Rinaldi\, Giovanni Giuriati\, Gabriella Santini\, Michela Piergentili\, Fiorella Cardinale \n\n\n\nIn collaborazione con Ambasciata della Repubblica di Indonesia presso la Santa Sede e con Sapienza Università di Roma \n\n\n\nAcquisto on line su https://www.vivaticket.com/it/tour/i-giardini-della-filarmonica/4832 \n\n\n\nTutto il programma del festival\, fino al 2 luglio\, sul sito filarmonicaromana.org
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SUMMARY:XXXIV edizione Lago d'Iseo Jazz
DESCRIPTION:Sette concerti tra Iseo\, Predore e Palazzolo sull’Oglio con la presenza di alcuni dei più noti jazzisti italiani e di giovani talenti in ascesa. Il live inaugurale venerdì 19 giugno a Iseo con il gruppo del sassofonista Gianni Denitto. Ingresso libero a tutti gli eventi \n\n\n\nIl festival Lago d’Iseo Jazz-La Casa del Jazz Italiano vara la XXXIV edizione che\, oltre alla sede storica di Iseo (Bs) e a quella\, ormai perfettamente integrata nella rassegna\, di Palazzolo sull’Oglio (Bs)\, si sposta anche a Predore\, sulla sponda bergamasca del Sebino\, grazie alla collaborazione con l’Accademia Tadini di Lovere\, mantenendo il patrocinio di MIDJ\, l’associazione che raggruppa i musicisti italiani di Jazz\, oltre alla pluriennale collaborazione con Rai Radio Tre quale media partner dell’iniziativa\, che darà vita alla consueta e apprezzatissima trasmissione dedicata all’antologia del festival.  \n\n\n\nLa manifestazione pone come sempre la musica al primo posto e lo fa in splendidi contesti ambientali: sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea di Iseo\, con tre chiese una di fronte all’altra; nel Parco delle Tre Ville di Palazzolo sull’Oglio\, luogo altamente suggestivo e di grande impatto naturalistico; nel bellissimo auditorium costruito nella Chiesa di San Giovanni Battista a Predore e nella superba ambientazione del grande prato-solarium del Sassabenek\, di nuovo a Iseo. Da quest’anno\, la parte organizzativa viene assunta\, oltre che dallo Sviluppo Turistico Lago D’Iseo\, anche dall’associazione culturale Secondo Maggio\, da trentadue anni promoter a Milano della prestigiosa rassegna Atelier Musicale.  \n\n\n\nI concerti della XXXIV edizione\, come sempre aperti da un’agile guida all’ascolto che integra culturalmente la proposta musicale\, presentano la consueta ed equilibrata presenza tra grandi personalità della scena jazzistica nazionale e talenti emergenti\, progetti speciali e una grande varietà stilistica. Due appuntamenti sono legati al centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane: il primo\, con protagonista il quintetto di Marco Mariani\, unisce diverse generazioni di musicisti\, tutti legati dalla comune esperienza ai milanesi Civici Corsi di Jazz\, per esplorare la musica del famoso quintetto davisiano degli anni Sessanta. Il secondo prevede un progetto speciale di un grande “musicista per musicisti” quale Paolo Birro\, che in piano solo esplorerà composizioni che fanno parte di tutto l’arco creativo del sassofonista americano. L’esperienza policulturale di Gianni Denitto entrerà in gioco nel concerto di apertura\, in cui il suo gruppo di giovani musicisti suonerà pagine di grande varietà e brillantezza compositiva\, mentre al mondo contemporaneo si indirizza la Freak Machine di uno dei maggiori trombettisti e autori del jazz europeo: Giovanni Falzone. Due singolari concerti saranno poi quelli di Claudio Angeleri\, pianista e compositore di grande fama\, che porterà il mondo del pop all’interno di un linguaggio modern mainstream\, e della pianista Eugenia Canale\, di formazione classica e jazzistica\, che eseguirà i principali temi della Turandot pucciniana rivestendoli del linguaggio di vari stili del jazz. Infine\, dopo aver festeggiato i suoi novant’anni la scorsa estate proprio su uno dei palchi del festival\, Enrico Intra tornerà di nuovo protagonista\, duettando con nuovi e formidabili talenti del jazz italiano con cui recentemente ha inciso un album per l’etichetta Alfamusic.  \n\n\n\nL’incontro di stili e generazioni diverse e l’assoluta varietà di proposte rappresentano\, nel loro insieme\, un cartellone unico\, che si può ascoltare solo sulle sponde del Sebino. Conosciamo meglio più da vicino il programma e i protagonisti. Con il gruppo del sassofonista Gianni Denitto\, autore del disco The Shadow Line (classificato tra i 100 migliori album jazz del 2025 dalla rivista Jazzit)\, prende il via venerdì 19 giugno a Iseo\, sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea\, la nuova edizione del festival. La proposta di Denitto trae ispirazione dall’omonimo romanzo scritto nel 1917 da Joseph Conrad: la musica è stata\, infatti\, composta pensando a un viaggio simbolico che attraversa le tappe dell’esperienza umana\, tra grandezza e miseria. Come nel testo di Conrad\, la “linea d’ombra” rappresenta un limite da sfidare e superare: il passaggio dalla giovinezza alla consapevolezza\, ma anche il coraggio di oltrepassare i confini di ciò che ci definisce\, per entrare in una dimensione nuova e trasformativa. Per realizzare questo progetto\, Denitto ha scelto alcune delle migliori promesse del jazz italiano\, a cui ha affidato arrangiamenti articolati e brillanti\, in una linea decisamente legata al mainstream contemporaneo. Sassofonista di formazione classica e jazz\, Denitto ha sviluppato nel tempo un fecondo rapporto con la musica elettronica\, trovando una singolare sintesi con il suono acustico. Ha poi collaborato con musicisti di diverse tradizioni culturali\, dall’Africa all’India\, portando nel suo linguaggio spunti provenienti da un vasto universo sonoro\, svolgendo nel contempo attività di insegnamento in accademie e conservatori di varie parti del mondo. Come strumentista\, ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica della Rai per la sua competenza nella musica eurocolta\, mentre nel jazz è stato al fianco di artisti rilevanti quali Billy Cobham\, Francesco Cafiso\, Fabrizio Bosso\, Miroslav Vitous\, Flavio Boltro e Tullio De Piscopo (ma non solo)\, esibendosi in numerosi festival italiani e internazionali. Attualmente è vicepresidente di MIDJ e la sua presenza a Lago D’Iseo Jazz risponde alla duplice esigenza di portare nel nostro festival artisti riconosciuti e giovani talenti emergenti.  \n\n\n\nIl giorno dopo\, sabato 20 giugno\, sempre a Iseo (Bs)e sempre sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea\, sarà la volta del nuovo\, entusiasmante trio del trombettista Giovanni Falzone. Con la Freak Machine il musicista siciliano propone un jazz nel quale si utilizzano materiali provenienti da un vasto universo sonoro che comprende il punk\, il funky\, il rock\, la musica eurocolta contemporanea e l’elettronica per realizzare una serie di brani\, più o meno strutturati\, che favoriscono l’improvvisazione aperta e legata al dialogo collettivo del trio. Il progetto nasconde anche la più profonda riflessione sul rapporto dell’uomo odierno con la tecnologia\, come del resto alcuni pezzi in repertorio ben evidenziano\, a partire da L’uomo robot. La varietà di colori messi in gioco da Falzone\, compreso un utilizzo straniante della voce\, le qualità di superbo improvvisatore e di eccellente strumentista del leader\, la competenza e la sensibilità dei suoi partner\, con i quali lavora in maniera empatica\, fanno della Freak Machine un gruppo dall’eccellente interplay e dalle sorprendenti traiettorie sonore. Del resto\, Andrea Bruzzone\, classe 1988\, è musicista di esperienza\, che vanta collaborazioni in vari contesti jazzistici\, dal piccolo gruppo alla big band (anche con Fabrizio Bosso\, Roberto Cecchetto\, Alberto Mandarini e Pino Jodice) e la vittoria nella International Percussion Competition del 2015. Giuseppe La Grutta\, nato nel 1996\, spazia invece dal funk al soul e al rock classico e con la sua band ha aperto quattro concerti-evento di Elio e le Storie Tese tra il 2022 e il 2025. Giovanni Falzone è\, come noto\, uno dei più creativi e completi jazzisti italiani\, con una formazione sia classica sia jazz: nel primo ambito ha avuto un percorso orchestrale di altissimo livello\, diretto da bacchette quali Riccardo Chailly\, Giuseppe Sinopoli e Carlo Maria Giulini. Nel jazz vanta una carriera di leader che lo ha portato a incidere una ventina di dischi e a vincere premi importanti tra cui il Django d’Or e\, in varie categorie\, diversi Top Jazz della rivista Musica Jazz. Ha collaborato con grandi artisti italiani e internazionali\, da Giorgio Gaslini a Kenny Werner\, da Enrico Pieranunzi a Jim Black\, da Rita Marcotulli a Jeff Ballard\, per citarne solo alcuni\, suonando nei più prestigiosi festival nazionali e internazionali. Docente richiestissimo\, alterna l’attività di insegnamento a quella di solista e compositore e in questo concerto ci proporrà una musica al di fuori dagli abituali schemi e dall’inusuale scenografia sonora. \n\n\n\nGiovedì 25 giugno\, il lido Sassabanek di Iseo (Bs)ospiterà due concerti: quello del quintetto del trombettista Marco Mariani e quello del sestetto del pianista Claudio Angeleri. Quest’anno\, come detto\, ricorre il centenario della nascita di Miles Davis\, figura chiave nella storia del Jazz e della musica del Novecento\, che vide la luce ad Alton\, nell’Illinois\, il 26 maggio del 1926. A questo straordinario artista dedica il suo nuovo progetto Marco Mariani\, che nel suo percorso musicale ha già realizzato programmi originali anche su altre grandi personalità della tromba e della composizione jazz. La novità di questo tributo a Davis è dovuta al fatto che i riferimenti sono i brani registrati con lo storico quintetto degli anni Sessanta\, quello con Shorter\, Hancock\, Carter e Williams\, formazione iconica della storia jazzistica che portò la concezione modale a un punto estremo di realizzazione e\, quindi\, la proposta di Mariani farà rivivere\, con la sensibilità contemporanea\, pagine importanti ma poco esplorate. Marco Mariani si è diplomato sia in tromba classica sia in tromba Jazz ed è solista della Civica Jazz Band di Enrico Intra\, della Artchipel Orchestra di Ferdinando Faraò\, della Montecarlo Night di Nick The Nightfly e della Swing Band di Paolo Tomelleri\, oltre a dirigere da anni il Bocconi Jazz Business Unit dell’Università Bocconi. Docente apprezzato ai Civici Corsi di Jazz (di cui fu studente)\, ha scritto con Emilio Soana tre metodi didattici per tromba jazz ed è musicista che unisce alla profonda conoscenza del moderno trombettismo jazzistico la predilezione per il Miles Davis elettrico quanto per l’improvvisazione radicale nell’ambito della noise music. Anche i musicisti con cui si presenta a Iseo sono tutti legati ai Civici Corsi di Jazz di Milano\, a cominciare da Rudi Manzoli\, prima studente e oggi docente della prestigiosa scuola milanese\, tenorista di esperienza e vasta conoscenza linguistica\, mentre diplomati dei Civici sono la contrabbassista Margherita Carbonell\, anch’essa con la doppia preparazione classica e jazzistica\, già partner di Enrico Intra in ambito concertistico e discografico\, e il batterista Daniele Delfino\, una nuova realtà del drumming italiano. In fase di diploma al biennio di specializzazione è invece il pianista Samuele Lindo.  \n\n\n\nPoi sarà la volta del sestetto del pianista e compositore Claudio Angeleri\, affiancato da Paola Milzani (voce )\, Gabriele Comeglio (sassofoni)\, Michele Gentilini (chitarra)\, Marco Esposito (basso elettrico) e Matteo Milesi (batteria). Per Lago D’Iseo Jazz\, il musicista bergamasco presenterà un progetto nato nel 2001 e coronato da grande successo: From Be to Pops nasce dall’idea di portare nel jazz di impronta contemporary mainstream una serie di brani provenienti dalla canzone italiana\, da quel pop che è il corrispondente nazionale dei grandi evergreen americani. In sostanza\, un concerto che ha in programma celebri canzoni scritte da autori quali Gino Paoli\, Fabio Concato\, Bruno Martino\, Pino Donaggio\, Roby Facchinetti e Carlo Alberto Rossi e rese celebri da grandi interpreti nazionali e internazionali tra cui Mina\, Ornella Vanoni\, Joao Gilberto\, Gilberto Gil ed Elvis Presley. Si tratta di melodie straordinarie\, diventate degli evergreen che hanno attraversato i generi giungendo anche al jazz\, grazie alle versioni di Michel Petrucciani\, Toots Thielemans\, Mike Stern\, Chet Baker e molti altri. Gli arrangiamenti mantengono fede alla riconoscibilità delle linee melodiche\, pur introducendo elementi originali caratteristici della penna di Claudio Angeleri\, ora più pop e funk\, ora più bebop e bluesy. Panista\, compositore\, docente e organizzatore\, Angeleri è una delle personalità più versatili della scena del jazz nazionale e guarda alla tradizione moderna del jazz per attualizzarla\, grazie alle sue qualità compositive e di arrangiatore. Per questo concerto propone il suo gruppo più longevo\, con il sassofonista Gabriele Comeglio\, polistrumentista di alto livello e anche arrangiatore attivo sia nell’ambito jazz sia in quello pop (tra gli altri\, ha arrangiato anche per Mina); c’è poi la versatile cantante bresciana Paola Milzani\, che spazia con personalità dal jazz alla musica classica\, dal pop al gospel\, quindi il bassista elettrico Marco Esposito\, da sempre partner di Angeleri. Infine\, ci sono il raffinato batterista Matteo Milesie\, come nuovo innesto\, Michele Gentilinialla chitarra\, che porta colori rock e funk all’interno del suo linguaggio. Il concerto propone\, quindi\, una musica di grande effetto\, che unisce la riconoscibilità di pezzi da tutti amati al jazz di matrice contemporanea\, ma radicato nella storia moderna di questa musica. \n\n\n\nVenerdì 26 giugno il festival si sposterà a Predore (Bg) per il concerto dell’Enrico Intra Group all’auditorium civico San Giovanni Battista. Dopo aver festeggiato il traguardo dei novant’anni nella scorsa edizione del festival\, di cui è testimonial musicale\, Enrico Intra continua a stupirci per la sua vitalità straordinaria e per l’attenzione che rivolge alle nuove generazioni di musicisti. Questa volta\, nell’inedita e splendida cornice dell’auditorium di Predore\, presenta il suo ultimo progetto\, che ha appena visto la luce in un disco dell’etichetta romana Alfamusic\, titolato come questo concerto: IN-TRA In Duo. Si tratta di un insieme di duetti\, ma non solo\, realizzati con alcuni giovani jazzisti italiani di grande talento\, all’insegna del dialogo generazionale tipico del festival\, e in particolare di questa edizione\, qui fondato sulla musica del pianista e compositore milanese\, attualissima nelle forme e originale nel suo rapporto con la musica europea contemporanea. L’attenzione al suono e la presenza di cellule ritmiche o melodiche alla base delle composizioni caratterizzano le pagine del carismatico Maestro\, fornendo un materiale insolito e di grande stimolo per realizzare improvvisazioni fuori dagli schemi\, basate su un forte interplay che richiede creatività e capacità di trovare singolari strade espressive. Il talento dei giovani artisti al suo fianco è ben evidente nella musica del Cd\, che mette in luce la maturità con cui si muovono su un terreno inusuale\, dialogando con coerenza e spregiudicatezza con il pianoforte. Se di Intra conosciamo tutti lo straordinario e variegato percorso artistico\, che fa di lui una delle più significative voci del jazz europeo fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso\, occorre sottolineare le qualità dei suoi partner\, a cominciare dalla versatilità della cantante Lucia Filaci\, la cui voce spazia con facilità su tutti i registri\, e dalla padronanza tecnica e sensibilità espressiva di Arabella Rustico al contrabbasso. Quindi la tromba di Giacomo Serino si distingue per la modernità del linguaggio\, il sassofono di Vittorio Cuculo per la conoscenza profonda della storia e la batteria di Daniel Besthorn per il senso del colore. Dopo il trionfale debutto lo scorso dicembre alla Casa del Jazz di Roma e l’invito al festival Jazz e Donna di Lucca\, il gruppo ha nella rassegna iseana un’altra tappa fondamentale del suo percorso artistico. \n\n\n\nLa XXXIV edizione del festival si concluderà sabato 27 giugno a Palazzolo sull’Oglio con due concerti nella bellissima cornice del Parco delle Tre Ville che vedranno impegnati\, rispettivamente\, Paolo Birro in piano solo e il quartetto di Eugenia Canale. Per il centenario della nascita di John Coltrane\, gli organizzatori di Lago D’Iseo Jazz hanno commissionato a Paolo Birro un omaggio dedicato alle composizioni del sassofonista afroamericano\, una delle più rilevanti personalità dell’intera storia del jazz. Pensando al dedicatario\, un percorso in piano solo potrà sembrare strano\, eppure\, svincolato dal suono del sassofono\, il mondo musicale coltraniano ci apparirà in una veste differente\, aperto a nuove suggestioni\, in grado di evidenziare le qualità compositive del musicista di Hamlet\, North Carolina\, la città dove nacque il 23 settembre di un secolo fa. Il mondo compositivo di Coltrane verrà affrontato attraverso la tipologia dei brani: ci saranno pezzi legati alla più ampia ricerca armonica\, quelli di carattere tonale-modale\, altri che guardano alla musica extraoccidentale fino alle pagine dell’ultimo periodo\, quello aperto alle linee espressive più radicali degli anni Sessanta. Questa è una vera novità\, perché è rarissimo che l’universo coltraniano sia affrontato a tutto tondo: per realizzare un simile progetto occorreva un musicista di grande cultura e profondità espressiva\, un artista senza pregiudizi\, capace di portare nel suo linguaggio spunti provenienti da tutta la storia di Coltrane\, cogliendo però con precisione i legami tra le varie fasi del suo cammino artistico. “Musicista per musicisti”\, Paolo Birro si è diplomato prima in piano classico (nel 1987)\, poi in pianoforte jazz\, quando già era una figura di primo piano della scena nazionale. Pianista essenziale\, sa trasmettere emozioni attraverso un modo di suonare che va sempre al cuore della musica\, come ben sanno i grandi musicisti che lo hanno voluto al loro fianco\, da Enrico Rava a Lee Konitz\, da Pietro Tonolo a Claudio Fasoli e\, ancora\, Buddy De Franco\, Bobby Watson\, Mauro Negri\, Johnny Griffin\, Sandro Gibellini e tanti altri. Birro ha suonato in numerosi festival e rassegne in Italia e all’estero e come didatta ha insegnato nelle più prestigiose istituzioni didattiche italiane. Attualmente è docente al Conservatorio di Vicenza.  \n\n\n\nInfine spazio alla pianista e compositrice Eugenia Canale e al suo Rebus Quartet\, completato da Guido Bombardieri (sassofono e clarinetto)\, Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso) e Roberto Paglieri (batteria). Turandot\, l’ultima opera di Giacomo Puccini\, che come tutti sappiamo il Maestro non terminò\, è al centro della musica di questa formazione\, che ha pubblicato per l’etichetta Abeat la sua versione per quartetto jazz di alcune arie del capolavoro pucciniano\, tra cui la celeberrima Nessun dorma. Lo sguardo dei jazzisti all’opera non è nuovo\, ma qui l’originalità risiede nell’aver elaborato le arie seguendo parte dell’articolato percorso storico del jazz\, quindi riproponendole attraverso rimandi a stili quali il Bebop\, il New Orleans\, la libera improvvisazione\, il funky-blues e altri ancora. Una varietà ottenuta agendo sulla componente ritmica e timbrica dei pezzi e lasciando inalterata\, e riconoscibile\, la parte armonica e quella melodica\, a dimostrazione della modernità della concezione musicale di Puccini. L’occasione di ascoltare questa versione jazzistica di un capolavoro della storia del melodramma è\, quindi\, un evento importante. Eugenia Canale\, pianista di doppia formazione (classica e jazzistica)\, è uno dei nuovi volti del jazz italiano al femminile e svolge attività sia in ambito eurocolto\, soprattutto nella dimensione cameristica\, sia in quello jazzistico. Dotata di sicura tecnica\, di un linguaggio elegante e comunicativo e di uno swing coinvolgente\, si è circondata di musicisti di assoluta esperienza\, a cominciare da Guido Bombardieri\, eclettico clarinettista e sassofonista\, la cui lunga carriera lo ha visto al fianco di musicisti italiani e internazionali di primissimo piano. Tito Mangialajo Rantzer è un contrabbassista molto richiesto\, soprattutto dagli esponenti della scena jazzistica più legata alla libera improvvisazione\, ma vanta una solida esperienza in tutti gli stili del jazz. Infine\, Roberto Paglieri è un batterista funzionale\, dallo swing leggero ed efficace\, che è stato al fianco di Franco Cerri nell’ultimo periodo di attività del grande chitarrista\, di cui quest’anno si ricordano i cento anni dalla nascita. \n\n\n\n  \n\n\n\nLAGO D’ISEO JAZZ-LA CASA DEL JAZZ ITALIANO \n\n\n\nDAL 19 AL 27 GIUGNO 2026 – Il programma della XXXIV edizione \n\n\n\nVenerdì 19 giugno  \n\n\n\nIseo (Bs)\, sagrato della Pieve di Sant’Andrea\, ore 21 \n\n\n\nGianni Denitto \n\n\n\nThe Shadow Line \n\n\n\nGianni Denitto (sassofoni)\, Matilde Gori (tromba)\, Didier Yon (trombone)\, Alessandro Rosin (contrabbasso\, Gabriele Peretti (batteria) \n\n\n\nSabato 20 giugno  \n\n\n\nIseo (Bs)\, sagrato della Pieve di Sant’Andrea\, ore 21 \n\n\n\nGiovanni Falzone Freak Machine  \n\n\n\nGiovanni Falzone (tromba\, voce\, elettronica)\, Giuseppe La Grutta (basso elettrico)\, Andrea Bruzzone (batteria) \n\n\n\n  \n\n\n\nGiovedì 25 giugno \n\n\n\nIseo (Bs)\, lido di Sassabanek\, ore 21 \n\n\n\nMarco Mariani Quintetto \n\n\n\nCento anni di Miles Davis – La musica del secondo quintetto \n\n\n\nMarco Mariani (tromba)\, Rudi Manzoli (sax tenore)\, Samuele Lindo (pianoforte e tastiere)\, \n\n\n\nMargherita Carbonell (contrabbasso)\, Daniele Delfino (batteria) \n\n\n\n  \n\n\n\nClaudio Angeleri Sestetto \n\n\n\nFrom Be to Pops \n\n\n\nClaudio Angeleri (pianoforte)\, Paola Milzani (voce )\, Gabriele Comeglio (sassofoni)\, \n\n\n\nMichele Gentilini (chitarra)\, Marco Esposito (basso elettrico)\, Matteo Milesi (batteria) \n\n\n\n  \n\n\n\nVenerdì 26 giugno \n\n\n\nPredore (Bg)\, auditorium civico San Giovanni Battista\, ore 21 \n\n\n\nEnrico Intra Group \n\n\n\nIN-TRA In Duo \n\n\n\nEnrico Intra (pianoforte)\, Lucia Filaci (voce)\, Giacomo Serino (tromba)\, Vittorio Cuculo (sassofoni)\, Arabella Rustico (contrabbasso)\, Daniel Besthorn (batteria) \n\n\n\n  \n\n\n\nSabato 27 giugno \n\n\n\nPalazzolo sull’Oglio (Bs)\, Parco delle Tre Ville\, ore 21 \n\n\n\nEugenia Canale Rebus Quartet \n\n\n\nTurandot \n\n\n\nEugenia Canale (pianoforte)\, Guido Bombardieri (sassofono e clarinetto)\, Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso)\, Roberto Paglieri (batteria) \n\n\n\n  \n\n\n\nPaolo Birro piano solo \n\n\n\nTributo a John Coltrane nel centenario della nascita (progetto speciale del festival) \n\n\n\nPaolo Birro (pianoforte) \n\n\n\n  \n\n\n\nTutti i concerti sono a ingresso libero.  \n\n\n\nDirezione artistica e introduzione ai concerti: Maurizio Franco. \n\n\n\nOrganizzazione: associazione culturale Secondo Maggio – Sviluppo Turistico Lago D’Iseo Sassabanek. \n\n\n\nAmplificazione e luci: CDpM Sound and Light. \n\n\n\nLago d’Iseo Jazz utilizza pianoforti San Michele e batterie Le Soprano. \n\n\n\nMedia partner: Rai Radio Tre. \n\n\n\nCon il patrocinio di MIDJ\, Musicisti Italiani di Jazz
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SUMMARY:Alessandra D'Alessandro e  Il Di Majo-Ugolini Quintet al Garbatella Jazz Festival
DESCRIPTION:La ventesima edizione del Garbatella Jazz Festival\, organizzato da Cara Garbatella e Villetta Social Lab\, con il patrocinio del Municipio Roma VIII\, con la direzione artistica di Pasquale Innarella\, prosegue\, venerdì 19 giugno. Il primo concerto alle 20\,30 con Alessandra D’Alessandro “Xenia”. “Xenia” è un progetto originale ideato dalla batterista e leader della band Alessandra D’Alessandro\, con l’intento di fondere i vari mondi musicali che compongono il suo background: dal punk rock al jazz\, dall’hip hop all’improvvisazione radicale\, in un racconto che coniuga le diverse identità musicali e personali di ogni musicista del progetto. Il secondo concerto della serata\, alle 22\,00\, Di Majo-Ugolini Quintet “Tribute to Horace Silver”. Un omaggio ad un compositore tra i più originali ed eclettici del panorama jazz del periodo hard bop. Il repertorio è caratterizzato da un’alternanza tra ritmi latini\, swing\, funk e soul che offrono possibilità di espressione alle differenti personalità dei componenti del quintetto. \n\n\n\nÈ previsto servizio di ristorazione e bar \n\n\n\nINGRESSO GRATUITO \n\n\n\nINFO E PRENOTAZIONI: 388 9925715 \n\n\n\nWWW.CARAGARBATELLA.It
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