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SUMMARY:" KOHLHAAS" al Nuovo Teatro Ateneo
DESCRIPTION:Il  24 marzo 2026 alle ore 20.30 va in scena KOHLHAAS\, di Marco Baliani e Remo Rostagno\, tratto da Michael Kohlhaas di Heinrich von Kleist\, con lo stesso Baliani in qualità di attore narrante e la regia di Maria Maglietta. \n\n\n\nAl centro\, la vicenda di un uomo comune che\, a partire da un’ingiustizia subita\, innesca una spirale inarrestabile che interroga radicalmente il rapporto tra diritto e vendetta\, tra individuo e potere. Nella riscrittura scenica di Baliani\, il racconto si configura come un organismo vivo\, in continua trasformazione\, in cui la parola si fa azione e attraversa il tempo per restituire allo spettatore tutta l’ambiguità e la forza di una domanda irrisolta: cosa è giustizia\, e fino a che punto è lecito esercitarla? \n\n\n\nUno spettacolo essenziale e incisivo\, che riafferma la centralità della narrazione come esperienza condivisa e spazio critico di riflessione. \n\n\n\nKOHLHAASdi Marco Baliani e Remo Rostagnotratto da Michael Kohlhaas di Heinrich von Kleistattore narrante Marco Balianiregia Maria Maglietta
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SUMMARY:Doppio appuntamento al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Doppio appuntamento con lo show al Teatro de Servi il 31 marzo con MATTEO NICOLETTA e il suo RAPPORTI PROTETTI e l’1 aprile con IO MORTAH di e con Laura Formenti . \n\n\n\nRapporti protetti è un consiglio sincero di prevenzione dalle rocambolesche dinamiche della vita\, è la perdita della verginità di Matteo Nicoletta nel mondo della stand up. \n\n\n\nCi sono nature morte\, mani morte\, binari morti. Ci sono parti di noi che muoiono col passare del tempo per farci vivere nuove vite. Ci sono persone che muoiono di noia\, di sonno\, di paura. Altre si chiedono se la h in fondo a mortah è un errore ortografico\, scuotono la testa e dicono: “l’italiano è morto”. E poi ci sono spettacoli vivi che sarebbero morti senza il pubblico ed è un peccato non vederli dal vivo finché si è vivi…perché si ride molto. Moltissimo. Da morireh Style del Corriere ha definito la sua comicità “un mix di battute intelligenti e allo stesso tempo divertenti”. Come tutte le brave bambine debutta a quattro anni nel presepe scolastico con un ruolo perfetto\, che fa ridere ma anche riflettere: il muschio. È un successo. Si monta la testa e vorrebbe già fare video su Tik Tok ma non è ancora stato inventato. Lavora come comica per Colorado\, Stand up\, Natural Born Comedian\, Domenica 5\, Le Iene.  \n\n\n\nNel 2021 esplode sul web e in tv con la performance di Italia’s got Talent “Io se fossi un uomo” che le vale la finale e milioni di visualizzazioni su tutti i social del globo terraqueo. Ma decide comunque di restare una donna. Nel 2023 si sente finalmente una diva intellettuale e lancia il podcast autoprodotto“che nel primo mese arriva fino alla decima posizione Spotify e nel 2024 viene nominato ai“Diversity Media Award” ed è secondo classificato nella categoria Indie Intrattenimento. Segnalato da newsletter di settore ma anche da Elle e Il foglio tra i podcast più interessanti della stagione. Dal 2023 è testimonial delle campagne italiane di Medici del Mondo e nel 2024 esce il suo primo special per Comedy Central. È stata nominata ai Factanza Awards come creator web satirica che fa “ridere ma anche riflettere”. Miss Italia sarà per il prossimo anno.
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SUMMARY:Tesori dei Faraoni raccontati da Zahi Hawass"  al Teatro Argentina
DESCRIPTION:La mostra Tesori dei Faraoni\, in corso alle Scuderie del Quirinale\, continua a registrare risultati straordinari:oltre 250.000 visitatori nei primi quattro mesi di apertura\, e una proroga fino alla domenica 14 Giugno 2026. Un dato che colloca Tesori dei Faraoni come l’evento culturale più seguito della stagione romana e conferma il fascino senza tempo dell’antico Egitto alle Scuderie. \n\n\n\nLunedì 23 marzo 2026 alle ore 19.00 il Teatro Argentina ospiterà Tesori dei Faraoni raccontati da Zahi Hawass\, un incontro speciale con uno dei più celebri archeologi al mondo. \n\n\n\nLa serata\, introdotta da Roberto Giacobbo\, rappresenta un approfondimento ideale del percorso espositivo: se la mostra consente di ammirare da vicino capolavori e reperti millenari\, l’appuntamento al Teatro Argentina offrirà al pubblico la possibilità di ascoltare le storie che si celano dietro quei tesori\, raccontate da chi ha contribuito in prima persona a riportarli alla luce. \n\n\n\nZahi Hawass è una delle figure più note e riconoscibili dell’archeologia internazionale. Egittologo di fama mondiale\, già Ministro delle Antichità d’Egitto\, ha diretto scavi in siti simbolo come Giza\, Saqqara e la Valle dei Re\, legando il proprio nome ad alcune delle scoperte più importanti degli ultimi decenni come laCittà d’Oro. Con il suo stile diretto e carismatico\, capace di unire rigore scientifico e grande capacità narrativa\, Hawass ha saputo avvicinare milioni di persone alla storia dell’antico Egitto. \n\n\n\nNel corso dell’incontro racconterà in prima persona missioni\, ritrovamenti e retroscena delle sue ricerche: dalle tombe reali alle città perdute\, dalle nuove tecnologie applicate agli scavi alle indagini sulle dinastie faraoniche. Un viaggio tra scoperte\, oro e immortalità che amplia e completa l’esperienza della mostra alle Scuderie del Quirinale\, offrendo uno sguardo privilegiato sui contesti\, sulle emozioni e sulle sfide che accompagnano ogni ritrovamento archeologico. \n\n\n\nL’incontro si svolgerà in lingua inglese con sottotitoli in italiano. \n\n\n\nACQUISTO BIGLIETTI SPETTACOLO \n\n\n\nI biglietti sono in vendita online su https://www.teatrodiroma.net/spettacoli/stagione-2025-2026/teatro-argentina/tesori-dei-faraoni-raccontati-da-zahi-hawass/ \n\n\n\nL’acquisto è inoltre possibile presso il botteghino del Teatro Argentina: \n\n\n\nlunedì – sabato dalle ore 11.00 alle ore 19.00 e la domenica tre ore prima dell’inizio dello spettacolo. \n\n\n\nLa prevendita è già attiva e si consiglia l’acquisto anticipato\, considerato l’interesse suscitato dalla mostra e il prestigio internazionale dell’ospite. \n\n\n\nCosto dei biglietti: \n\n\n\nIntero 8€ \n\n\n\nRidotto 6€ (riduzioni di legge\, più possessori di Archeo Card del Teatro di Roma) \n\n\n\nSi ricorda che l’acquisto online prevede 10% di commissione \n\n\n\nPresentando il biglietto dell’incontro con Zahi Hawass alla cassa delle Scuderie del Quirinale sarà possibile acquistare il biglietto della mostra Tesori dei Faraoni al prezzo speciale di 12€ (anziché 18€). Promozione valida dal 24 marzo al 14 giugno 2026. \n\n\n\nINFORMAZIONI UTILI PER IL PUBBLICO \n\n\n\nLa mostra “Tesori dei Faraoni” è prorogata al 14 giugno 2026. Si consiglia vivamente la prenotazione anticipata\, in particolare per i fine settimana.  \n\n\n\nSito Web Ufficiale: www.scuderiequirinale.it \n\n\n\nOrari della Mostra: Le Scuderie del Quirinale sono aperte tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00 (ultimo ingresso alle 19:00). Sabato\, domenica e festivi apertura anticipata alle ore 9.00. \n\n\n\nPrenotazioni Scuole e Gruppi: È possibile prenotare i turni dedicati ai gruppi e alle scuole scrivendo all’indirizzo gruppi@scuderiequirinale.it o chiamando il call center al numero 02-92897722\, indicando le proprie preferenze di giorno e orario.
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SUMMARY:“Bianco su Bianco”  al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Domenica 22 marzo\, al Teatro Comunale Veroli\, va in scena una commedia brillante sull’amicizia\, l’arte e le verità che emergono quando si smette di fingere: lo spettacolo “Bianco su Bianco” è una commedia divertente e sorprendentemente attuale che mette al centro le dinamiche\, le fragilità e le contraddizioni dei rapporti umani. \n\n\n\nLa storia prende avvio da un episodio apparentemente banale: una delle tre protagoniste acquista un quadro d’autore… completamente bianco. Un gesto che scatena una discussione accesa tra tre amiche di lunga data\, abituate da anni a condividere confidenze\, ricordi e complicità. Ma può davvero l’acquisto di una tela diventare il motivo per incrinare un’amicizia? \n\n\n\nAttorno a quel quadro\, nel suo bianco assoluto\, cominciano a emergere tutti i colori di un rapporto costruito nel tempo: fragilità\, rivalità\, segreti e verità mai dette. Il confronto sull’arte diventa così il pretesto per mettere a nudo tensioni profonde e interrogarsi su quanto siamo davvero disposte a tollerare le scelte delle persone che amiamo. \n\n\n\nTra battute pungenti\, momenti di grande ironia e inattesi colpi di scena\, “Bianco su Bianco” conduce il pubblico in un viaggio divertente e al tempo stesso intenso nelle pieghe dell’amicizia. Un adattamento teatrale capace di alternare leggerezza e profondità\, in cui il vero spettacolo non è sulla tela\, ma nel riflesso che da quella tela parte per illuminare la vita interiore dei personaggi in scena. \n\n\n\nVi aspettiamo domenica 22 marzo alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 10.00 \n\n\n\nBIGLIETTO RIDOTTO: € 6.00 Under18   \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:"Le stelle di sotto - Uno Gnomo chiamato Cucuzzolo" al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Per la rassegna Infanzie in gioco 2025-2026 a Centrale Preneste Teatro in Via Alberto da Giussano\, 58 a Roma (zona Pigneto/Malatesta)\, appuntamento domenica 22 marzo alle 16.30 con “Le stelle di sotto – Uno Gnomo chiamato Cucuzzolo” della Compagnia Ruotalibera Teatro. Il testo e la regia sono di Tiziana Lucattini\, mentre sulla scena ci sono Fabio Traversa e Alessandro Garramone. \n\n\n\nCucuzzolo è uno gnomo che non vuole fare la vita dei suoi fratelli che lavorano in miniera come da sempre fanno gnomi e nani. Raccogliere pietre preziose\, pulirle\, contarle\, catalogarle\, tornare a casa\, mangiare\, bere e dormire per ricominciare il giorno dopo. La vita è tutta così. Vissuta sotto terra. A testa in giù. Lavorando\, lavorando e accumulando. Le pietre preziose sono belle\, brillano come stelle\, ma stanno sotto terra\, a lui piace invece guardare le stelle vere\, quelle di sopra\, quelle libere\, già pulite e brillanti. Decide così di scappare. Ma ha paura di essere riacciuffato\, vede nemici dappertutto. Alessandro\, invece\, è un musicista che si è licenziato dal lavoro rinunciando alla sicurezza di un posto fisso. Una sera si incontrano e inaspettatamente “si riconoscono”. \n\n\n\nAdatto dai 3 ai 10 anni. Il costo del biglietto è di 7 euro. \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nLe stelle di sotto \n\n\n\nUno Gnomo chiamato Cucuzzolo \n\n\n\nCompagnia Ruotalibera Teatro \n\n\n\nTesto e regia: Tiziana Lucattini \n\n\n\nCollaborazione artistica: Fabio Traversa \n\n\n\nCon: Alessandro Garramone e Fabio Traversa \n\n\n\nMusica dal vivo: Alessandro Garramone \n\n\n\nScene: Francesco Persico e Luisa Frattarelli \n\n\n\nCostumi: Antonia Dilorenzo \n\n\n\nLuci e fonica: Chiara Saiella \n\n\n\nFoto di scena: Patrizia Lucattini \n\n\n\nIllustrazione e grafica: Orsola Damiani \n\n\n\nGrazie a Chiara Saiella per aver giocato con noi \n\n\n\nOrganizzazione e promozione: Serena Amidani e Paola Meda \n\n\n\nDomenica 22 marzo 2026 alle 16.30 \n\n\n\nBiglietto unico: 7.00 €  \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nInformazioni: 0627801063 lun/ven 10.00–17.00  \n\n\n\ninfo@ruotalibera.eu –www.centraleprenesteteatro.it
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SUMMARY: Poetiche del resto con Massimo Recalcati al Teatro Argentina
DESCRIPTION:Domenica 22 marzo (ore 12) il palcoscenico del Teatro Argentina si trasforma in uno spazio di pensiero accogliendo Massimo Recalcati\, una delle voci più autorevoli del panorama intellettuale contemporaneo. Nell’incontro dal titolo Poetiche del resto\, il filosofo e psicanalista condurrà il pubblico in un’esplorazione profonda del legame tra arte e psicanalisi\, intese come potenze di rigenerazione capaci di generare nuove forme di vita. \n\n\n\nL’evento rappresenta un appuntamento d’eccezione all’interno del ciclo Creazioni melanconiche\, promosso dall’Associazione Lacaniana Internazionale di Roma in collaborazione con la Società Milanese di Psicanalisi. \n\n\n\nAl centro della riflessione di Recalcati vi è una domanda fondamentale che ci interroga su cosa significa fare arte lavorando sulle rovine\, sulle macerie\, sui detriti intesi come “resto”. Attraverso una rilettura della “cenere” e della “polvere” – concetti cari al profeta Isaia – il filosofo esplora come l’arte possa trasfigurare ciò che sembra destinato alla fine\, allo scarto\, in un “seme santo”. Nelle Poetiche del resto\, il “resto” non è inteso come semplice sopravvivenza o scarto\, ma come l’annuncio di una trasformazione possibile. Recalcati indica una via possibile dell’arte\, dove non tutto è morte: il resto diventa una forza capace di generare una forma nuova della vita. \n\n\n\nDurante l’incontro il percorso filosofico toccherà le opere di giganti dell’arte contemporanea come Alberto Burri\, Claudio Parmiggiani\, Jannis Kounellis e Anselm Kiefer. Le loro poetiche non invocano un Dio di là da venire\, una trascendenza metafisica tradizionale\, ma celebrano l’immanenza\, la terra\, l’humus umano nella sua gloria. Secondo Recalcati\, ogni cosa è in divenire\, in mutazione\, il compito dell’arte è proprio questo: trasformare lo scarto in resto\, la ferita del trauma in poesia\, dare forma alla forza\, seguendo un’estetica ispirata alla kenosis cristiana. Il resto\, quindi\, non è più soltanto ciò che rimane\, ma è una forza\, una scintilla di luce che non si spegne\, una cenere che continua ad ardere. \n\n\n\nL’incontro si pone come preludio alla seconda edizione del ciclo di incontri Tra Psiche e Mito: dialoghi sull’Essere\, la rassegna del Teatro di Roma che dal 29 marzo al 24 maggio approfondirà i grandi temi dell’esistenza. \n\n\n\nMassimo Recalcati \n\n\n\nFilosofo e saggista\, è lo psicoanalista che più ha contribuito alla trasmissione del pensiero di Jacques Lacan in Italia. È Membro della Società Milanese di Psicoanalisi\, direttore dell’Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata di Milano e fondatore di Jonas (Centro di Clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi). Ha insegnato nelle Università di Urbino\, Bergamo\, Losanna\, Pavia\, Verona e attualmente allo IULM e alla Statale di Milano. Nel 2017 gli è stato conferito il Premio Hemingway “Testimone del nostro tempo”. Nel 2018 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro della città di Milano. Collabora con “la Repubblica”. Castelvecchi ha pubblicato Il lapsus della lettura. Leggere i libri degli altri (2023)\, Elogio dell’inconscio. Come fare amicizia con il proprio peggio (2024)\, L’ultima cena. Anoressia e bulimia (2024)\, Il miracolo della forma. Per un’estetica psicoanalitica (2024)\, De odio (2025) e Passe-partout (2002-2025) (2025).
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SUMMARY:" ENTANGLED. Schrödinger aveva ragione" al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Il Teatro Villa Pamphilj\, domenica 22 marzo alle ore 11\,30 ospita Mauro Fanoni e Daniele Miglio in ENTANGLED. Schrödinger aveva ragione\, spettacolo scritto e diretto da Alessandra Flamini\, una produzione Kaos Teatro. L’ingresso è di 10 euro. È consigliata la prenotazione allo 065814176 o inviando una mail a scuderieteatrali@gmail.com \n\n\n\nOggi. Due celle confinanti. In una\, Daniele è impegnato nei suoi esercizi quotidiani. È un delinquente “comune”\, romano\, uno dei tanti che ha cercato al di là delle linee della legge la propria possibilità di vita. Maldestramente. Ha un unico obiettivo: scontare diligentemente la sua pena per poter tornare dal figlio\, accompagnarlo a scuola il primo giorno di liceo. \n\n\n\nNell’altra\, arriva Mauro\, un attivista. Sei mesi dentro per avere ostacolato un cantiere TAV. È un dissidente che\, anche in carcere\, non può tacere di fronte ai soprusi. \n\n\n\nLe due personalità si scontrano in un serrato alternarsi di comicità e discussioni su temi quanto mai attuali\, come l’individualismo\, la lotta comune\, i diritti civili\, i rapporti di forze. \n\n\n\nDell’ordine e del disordine. \n\n\n\nLa prigione li ascolta\, li plasma\, e il loro scontro diventa l’incontro di due mondi lontani che\, giorno dopo giorno\, ispezione dopo ispezione\, non possono che avvicinarsi e tingersi l’uno delle sfumature dell’altro. \n\n\n\nFino a un epilogo struggente che non lascia spazio ad altro che a un desiderio di giustizia e umanità. \n\n\n\nDEFINIZIONE DI ENTANGLEMENT. “Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati non possono più essere descritti come due sistemi distinti ma\, in qualche modo\, diventano un unico sistema. In altri termini\, quello che accade a uno di loro continua a influenzare l’altro\, anche se distanti chilometri o anni luce.” – Erwin Schrödinger \n\n\n\nLA PRODUZIONE. Alessandra Flamini\, drammaturga con esperienza ventennale\, con “Entangled”\, dà vita a uno spettacolo che\, seppur con un registro brillante e divertente (ma anche amaro e profondo\, come in tante altre sue opere)\, nell’interpretazione dei personaggi di Mauro Fanoni e Daniele Miglio\, affronta temi che\, in particolar modo nel momento storico che stiamo vivendo\, risultano fortemente attuali e ben più vicini a ciascuno di noi di quanto si potrebbe immaginare. \n\n\n\nLA COMPAGNIA. Dal 2012\, Kaos Teatro\, diretta da Mauro Fanoni e Alessandra Flamini\, produce spettacoli di teatro di prosa classici e contemporanei. \n\n\n\nA partire dal 2014\, l’attività si concentra su produzioni da drammaturgie originali\, riscuotendo indubbio favore da parte del pubblico. La Produzione si è avvalsa\, nel corso degli anni\, anche della partecipazione artistica di numerosi colleghi\, tra i quali spicca Daniele Miglio. “Entangled”\, scritto e diretto da Alessandra Flamini\, è la più recente produzione Kaos Teatro e ha debuttato a Roma nel Dicembre 2024. \n\n\n\n———————————– \n\n\n\nIl Teatro Villa Pamphilj\, con la direzione artistica di Veronica Olmi\, è parte del sistema  \n\n\n\nTeatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria  con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\ndirezione artistica Veronica Olmi \n\n\n\n(ingresso Via di San Pancrazio 10 – P.zza S. Pancrazio 9/a) \n\n\n\nOrari segreteria: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18 – tel 06 5814176   – scuderieteatrali@gmail.com  
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SUMMARY:"Caccia alle uova – Piccoli esploratori all’Art Forum" di Capena
DESCRIPTION:Nell’ambito delle attività culturali ed educative promosse dall’Art Forum Würth Capena\, domenica 22 marzo è in programma un appuntamento dedicato a bambine e bambini\, pensato per vivere lo spazio espositivo in modo ludico e partecipativo in occasione della Pasqua. \n\n\n\nCaccia alle uova – Piccoli esploratori all’Art Forum propone una caccia alle uova di cioccolato che si sviluppa tra le opere in mostra e gli ambienti del museo. Attraverso indizi\, indovinelli e prove di osservazione\, i partecipanti saranno guidati in un percorso di esplorazione attiva. \n\n\n\nL’incontro sarà arricchito da un laboratorio creativo dedicato al tema della primavera\, ispirato all’arrivo della nuova stagione e al risveglio della natura. \n\n\n\nUn’esperienza pensata per stimolare curiosità\, spirito di esplorazione e collaborazione\, che unisce gioco\, creatività e scoperta\, trasformando la visita alla mostra in un momento di condivisione e festa. \n\n\n\nCosto di partecipazione: 10€. Prenotazione obbligatoria: tel. 06/90103800 | cell: 3317541611 | mail: art.forum@wuerth.it \n\n\n\n—- \n\n\n\nPathos und Pastos. Christopher Lehmpfuhl nella Collezione Würth \n\n\n\nLa mostra\, che riunisce oltre 40 opere dell’artista tedesco Christopher Lehmpfuhl\, permette di esplorare alcune delle serie più significative del suo lavoro\, dalle scultoree rappresentazioni urbane ai luminosi paesaggi naturali eseguiti in diverse parti del mondo. Christopher Lehmpfuhl (Berlino\, 1972) è noto per la sua capacità di catturare la bellezza e l’essenza dei paesaggi attraverso la pittura en plein air. I suoi viaggi lo portano in tutto il mondo\, dall’Islanda al Giappone\, dall’Italia all’India. Seguendo la tradizione impressionista\, dipinge all’aperto per immergersi completamente nei luoghi che rappresenta\, trasformando la sua pratica artistica in un’esperienza sensoriale completa. Ogni creazione di Lehmpfuhl contiene litri di una vernice pastosa\, grumi di materia stesi manualmente in un’esecuzione organica e magistrale. \n\n\n\nArt Forum Würth Capena \n\n\n\nNato nel 2006\, l’Art Forum Würth Capena fa parte di una rete europea composta da 15 musei\, nei quali le opere della Collezione Würth vengono presentate attraverso un ricco programma di mostre temporanee. Progettato dall’architetto siciliano Vincenzo Melluso insieme alla Società Politecnica Ingegneria e Architettura\, l’Art Forum è stato sviluppato come spazio strettamente connesso alla vita aziendale. La scelta di collocarlo in provincia\, lontano dai grandi flussi turistici\, nasce dalla volontà di avvicinare all’arte innanzitutto i dipendenti e le loro famiglie\, creando un luogo partecipativo dedicato alla riflessione\, all’ispirazione e alla creatività. Allo stesso tempo\, l’Art Forum è una realtà aperta alla collettività e rappresenta un punto di riferimento culturale per il territorio. Le sue attività comprendono visite guidate\, percorsi didattici per scuole di ogni ordine e grado\, laboratori creativi per bambini\, ragazzi e famiglie\, oltre a concerti ed eventi culturali di diversa natura. \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni Art Forum Würth Capena \n\n\n\nCapena\, Viale della Buona Fortuna 2 \n\n\n\nTel. 06/90103800 | cell: 3317541611 mail: art.forum@wuerth.it |www.artforumwuerth.it
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SUMMARY:"Prima del temporale" al Teatro della Società di Lecco
DESCRIPTION:L’incontro tra due protagonisti assoluti della scena italiana dà vita a uno spettacolo che è insieme riflessione sul mestiere dell’attore e viaggio nella memoria del teatro: Prima del temporale di Massimo Popolizio e l’interpretazione di Umberto Orsini è in scena al Teatro della Società di Lecco sabato 21 e domenica 22 marzo alle 21. \n\n\n\nCon un rovesciamento della percezione del tempo tipica dei sogni\, un vecchio attore – nella mezz’ora che lo separa dall’entrata in scena per recitare da protagonista nel Temporale di Strindberg – si trova a rivivere\, in un tempo senza fine\, alcuni momenti della propria vita: ogni ricordo ne richiama un altro e la propria biografia finisce per intrecciarsi con la storia del teatro e con quella del Paese. \n\n\n\nLa regia di Massimo Popolizio esplora con delicatezza la vita e l’arte di un grande attore\, Umberto Orsini\, cercando di svelarne i segreti e restituendone un ritratto intenso e umano. Incontri\, amicizie\, passioni\, amori ripercorrono con ironia e commozione la storia di un ragazzo italiano che\, negli anni Cinquanta\, parte dalla provincia con pochi soldi e arriva nella grande città\, Roma\, con il sogno di iscriversi all’Accademia d’Arte Drammatica. Settant’anni di un’esistenza passata tra realtà e palcoscenico attraversando la storia del teatro italiano del secondo Novecento. \n\n\n\n“Il titolo Prima del Temporale testimonia un progetto che da tempo avevo in mente: allestire Temporale di Strindberg con la regia di Massimo e nove interpreti\, progetto azzerato dallo scoppio della pandemia di Covid” afferma Orsini. “Massimo allora mi ha spinto a raccontare la mia vita\, prendendo spunto dal mio libro Sold out\, ma riflettendo anche su episodi che in parte non sono nel libro\, raccontandomi e dialogando con due figure tipiche del mondo teatrale\, la sarta di compagnia e un addetto del teatro”conclude. \n\n\n\nPopolizio e Orsini firmano così un lavoro che attraversa la memoria individuale per restituire al pubblico di oggi il senso di una lunga e appassionata storia di teatro. \n\n\n\nDa un’idea di Umberto Orsini e Massimo Popolizio \n\n\n\nCon Umberto Orsinie con Flavio Francucci e Diamara Ferrero \n\n\n\nMassimo Popolizio | RegiaMarco Rossi | ScenePaola Rota | Regista assistenteCompagnia Umberto Orsini con Fondazione Teatro della Toscana | Produzione \n\n\n\nInfo e bigliettiInfo sul sito teatrosocietalecco.it
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SUMMARY:" Stretto" al Piccolo Teatro della Città di Catania
DESCRIPTION:La storia di un uomo che deve attraversare a nuoto quella lingua di mare tra la Sicilia e l’Italia: lo Stretto di Messina\, luogo mitico dell’immaginario dei popoli del Mediterraneo. Si chiama\, infatti\, semplicemente Stretto lo spettacolo scritto e diretto da Giovanni Arezzo che va in scena sabato 21 marzo (ore 21) e domenica 22 marzo (ore 18) al Piccolo Teatro della Città di Catania nell’ambito del cartellone di nuovoteatro impaginato dal Teatro della Città – Centro di Produzione Teatrale. Protagonista della pièce\, prodotta da Vimas Teatro\, è Stefano Panzeri che\, accompagnato dalla musica originale live e dal canto di Giorgia Faraone\, dà vita alle “gesta” di S. (questo il nome dell’uomo) che vuole e deve attraversare il mare tra Scilla e Cariddi\, e che vuole raccontare anche perché deve.  \n\n\n\nPer anni si è preparato a questa sfida\, ed è finalmente arrivato il giorno di compierla. Nel silenzio dell’acqua\, tra onde e pesci\, riaffiorano memoria\,  famiglia\, radici della sua terra d’origine\, mentre le ragioni profonde della sua scelta si intrecciano con i racconti di quella scaglia di mare blu\, sospesa tra mito e leggende\, storie vere e verosimili. L’eco del tempo mitico risuona nel tempo umano di tre generazioni del Novecento– nonno\, padre e figlio – che S. racconta\, a rebour. Una storia di emigrazione e nostalgia\, fluttuando tra ricordi e visioni. Come in un dolce dormiveglia S. si rivela immagine della luna riflessa nelle acque. Una pièce che è un viaggio nel tempo\, in bilico tra passato presente e futuro\, nel continuum della Storia e delle storie\, quelle straordinarie del mito e quelle umane fatte di legami e di assenze. Nel tempo del teatro mito\, Storia e storie si ricongiungono in parole e musica\, in un unico flusso visivo e sonoro che ha la forza delle correnti dello Stretto. \n\n\n\nInfo e biglietti 095530153
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LOCATION:Piccolo Teatro Città di Catania\, Via Federico Ciccaglione\, 29\, Catania\, ITA\, 95125\, Italy
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SUMMARY:"VICINI DI CASA" al Teatro Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Forte del successo riscosso in due fortunate stagioni\, al Teatro Pirandello di Agrigento approda VICINI DI CASA\, adattamento della pièce Los vecinos de arriba di Cesc Gay. Una commedia\, libera e provocatoria\, che indaga con divertita leggerezza inibizioni e ipocrisie del nostro tempo\, in scena sabato 21 marzo alle ore 21.00 e domenica 22 marzo alle ore 17.30. \n\n\n\nIn scena\, affiancati dai talentuosissimi Alessandra Acciai e Alberto Giusta\, due fra gli interpreti più versatili e sensibili della scena non soltanto teatrale italiana: Amanda Sandrelli e Gigio Alberti\, per la regia di Antonio Zavatteri. Un cast affiatato e irresistibile\, che invita lo spettatore a riflettere su pregiudizi e tabù e\, soprattutto\, a chiedersi: faccio l’amore abbastanza spesso? \n\n\n\nAnna e Giulio stanno insieme da molti anni. Hanno un lavoro\, una bambina\, qualche interesse e molte frustrazioni. Lui avrebbe voluto fare il musicista ma si è dovuto accontentare dell’insegnamento e si rifugia in terrazza a guardare le stelle. Lei avrebbe voluto un altro figlio ma ha dovuto accettare la resistenza di lui e cerca conforto nei manuali di auto aiuto. Una coppia come tante\, al confine fra amore e abitudine\, in equilibrio precario. Ma pur sempre in equilibrio. \n\n\n\nA scardinare questa apparente stabilità ci pensano Laura e Toni\, i vicini di casa\, che\, invitati per un aperitivo\, irrompono nel loro appartamento e nella loro vita. \n\n\n\nAnna e Giulio sanno poche cose sul loro conto: sono stati cortesi durante i lavori di ristrutturazione\, aprono educatamente la porta dell’ascensore per farli passare e…Fanno di continuo l’amore\, rumorosamente! \n\n\n\nGiulio li considera incivili\, Anna ha il coraggio di ammettere che\, in fondo\, invidia la loro vivace vita erotica. \n\n\n\nCosì\, fra un bicchiere di vino e una fetta di Pata Negra\, le due coppie si confrontano\, sempre meno timidamente\, sul terreno scivolosissimo della sessualità. Laura e Toni si rivelano molto più spregiudicati del previsto; Anna e Giulio finiscono per confessare fantasie\, vizi e segreti che non avevano mai avuto il coraggio di condividere. \n\n\n\nPER INFO E PRENOTAZIONI \n\n\n\nTelefono: 0922 590 220 \n\n\n\nEmail: info@fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nSito web: www.fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nORARI SPETTACOLO \n\n\n\nSabato 21 Marzo Ore 21.00 – Domenica 22 Marzo Ore 17.30
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LOCATION:Teatro Pirandello\, Via Atenea\, 35\, Agrigento\, ITA\, 92100\, Italy
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SUMMARY:“Uccidiamo il re” al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Sabato 21 marzo 2026\, alle ore 21\, al Teatro Garage\, per la prima volta a Genova\, è in scena lo spettacolo “Uccidiamo il re” della Compagnia Sunny Side\, scritto e diretto da Massimiliano Aceti\, anche attore insieme ad Alessandro Cosentini\, noto al grande pubblico per la partecipazione nella serie televisiva Rai “Il Paradiso delle Signore” nel ruolo di Cosimo Bergamini. \n\n\n\nIl titolo fa parte della rassegna “G.E.T Giovani Eccellenze Teatrali”\, proposta dall’associazione culturale La Chascona e realizzata in collaborazione con il Teatro Garage. Rassegna giunta alla V edizione\, inserita nella stagione teatrale dedicata ai nuovi scenari del teatro\, con giovani compagnie provenienti da ogni parte d’Italia acclamate dalla critica. “Uccidiamo il re” è stato finalista al Festival Inventaria – La festa del teatro OFF 2023 a Roma. \n\n\n\nGabriele e Lorenzo sono due fratelli\, ma sono anni che non si vedono. Si ritrovano nella casa del padre anziano\, facoltoso imprenditore edile. Gabriele\, attore ribelle\, è andato via dalla casa paterna molto giovane tagliando ogni tipo di rapporto con il padre; Lorenzo\, figlio primogenito\, ha deciso di rimanere al fianco dell’imprenditore ma\, essendo giudicato dal padre come incapace negli affari\, è trattato come un segretario\, che si occupa soprattutto delle faccende di casa. I due fratelli si lanciano accuse e recriminazioni. \n\n\n\nSu una cosa sono d’accordo: Il padre è stato la causa di tutto. Con il suo controllo\, la ferocia\, i maltrattamenti fisici\, l’uomo ha reso la loro vita “agiata” un vero inferno di sensi di colpa e inadeguatezza. Gabriele e Lorenzo dopo dieci anni di silenzio prendono una decisione: accelerare il destino inesorabile del vecchio e gestire finalmente l’impresa. I due fratelli avvelenano quotidianamente il padre con piccole dosi di cicuta e prendono presto le redini della società. Ma i tanti impegni e le grandi responsabilità non sono facili da gestire come credevano. \n\n\n\nLo stile dello spettacolo ricorda i vecchi film della Commedia all’Italiana\, in particolare lo stile di Monicelli\, dove la comicità si contamina con la tragedia e con la bassezza dell’animo umano. Il testo prende spunto da una storia vera – romanzata e spinta all’eccesso – ed è un grido di protesta contro i padri che continuano a voler restare ‘classe dirigente’ e rendono precari i sogni e il futuro dei giovani.  \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità. \n\n\n\nL’attore e regista Massimilano Aceti sarà anche protagonista del prossimo incontro del ciclo di appuntamenti “La penna nel G.E.T – scrivere per il teatro”\, organizzato dall’Associazione La Chascona in occasione della quinta edizione della rassegna G.E.T\, in programma venerdì 20 marzo 2026 alle ore 17.30 al Circolo Zenzero (via G. Torti 35 Genova). Aceti è stato ospite anche all’interno della scorsa stagione della rassegna G.E.T al Teatro Garage come autore\, attore e regista nello spettacolo “Equitalia”. \n\n\n\nL’incontro\, condotto dalla giornalista Emanuela Mortari\, è a ingresso gratuito ma è consigliata la prenotazione via mail a lachascona2010@libero.it. \n\n\n\nInformazioni: www.teatrogarage.it\, info@teatrogarage.it\, 010 511447.
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SUMMARY:"LA GOVERNANTE DI CAVOUR" al Nuovo Teatro AMG
DESCRIPTION:Un nuovo appuntamento nell’ambito della stagione teatrale del Nuovo Teatro AMG di Marino diretta da Emiliano De Martino. \n\n\n\nSabato 21 marzo alle ore 20.30 andrà in scena LA GOVERNANTE DI CAVOUR\, scritto\, diretto e interpretato da Francesca Nunzi con Marco Predieri. \n\n\n\nMa chi l’ha detto che i personaggi della storia che studiamo a scuola sono noiosi?  \n\n\n\nAvete mai provato a immaginarne uno “dietro le quinte”\, nella genuinità della sua vita privata? \n\n\n\nNo\, non “smonteremo” nessun mito storico. \n\n\n\nMa conosceremo da vicino l’umanità di un grande statista\, Camillo Benso Conte di Cavour e della sua governante Mena. \n\n\n\nIl prossimo appuntamento sul palcoscenico del Nuovo Teatro AMG di Marino ci porterà\, infatti\,  dentro la storia d’Italia. \n\n\n\nSabato 21 marzo alle ore 20.30 andrà in scena LA GOVERNANTE DI CAVOUR. \n\n\n\nUna commedia scritta e interpretata da Francesca Nunzi\, che in scena sarà proprio la governante Mena\, e con Marco Predieri nei panni di Camillo Benso Conte di Cavour.  \n\n\n\nTra ironia e divertimento entreremo nella vita privata dello Statista\, con Mena che porterà in luce il volto umano dell’opera e sarà alle prese con le ipocondrie del Conte e con il suo lato sognatore. Mena si occuperà\, infatti\, di proteggere l’immagine dello statista e sarà alle prese proprio con le sue debolezze\, i vizi e le ansie che un personaggio storico così importante nasconde bene. \n\n\n\nProvate a immaginare. \n\n\n\nSiamo nella cucina di Palazzo Cavour durante il caos dell’unificazione italiana.  \n\n\n\nCome nella più tradizionale delle ricette\, bolle sul fuoco la perfetta mescolanza di ingredienti di prima scelta: i personaggi\, la storia e la commedia si faranno strumento per offrire al pubblico uno sguardo profetico sull’Italia di ieri e di oggi. \n\n\n\n Quando: Sabato 21 marzo\, ore 20:30 \n\n\n\nDove: Teatro AMG Marino\, Via Giuseppe Garibaldi 54\, Marino \n\n\n\nPrenota subito il tuo posto e vivi una serata indimenticabile! \n\n\n\n Scopri la tua formula abbonamento: \n\n\n\n• 5 spettacoli \n\n\n\n• 10 spettacoli \n\n\n\n• FULL – tutti gli spettacoli della stagione! \n\n\n\n I percorsi teatrali sono ufficialmente partiti a Marino e Roma… e ci sono ancora posti disponibili! \n\n\n\nPrenota la tua OPEN DAY GRATUITA e lasciati conquistare dalla magia del teatro! \n\n\n\nInfoline e prenotazioni al 333 749 1357
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LOCATION:Nuovo Teatro AMG\, Via Giuseppe Garibaldi 54A\, Marino (RM)\, ITA\, 00047\, Italy
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SUMMARY:“Avanti Ragazzi” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Prosegue la stagione teatrale dedicata ai più piccoli “Avanti Ragazzi” al Teatro Comunale Veroli. Sabato 21 marzo andrà in scena uno spettacolo comico e surreale pensato per bambini e famiglie\, capace di unire fantasia\, gioco scenico e coinvolgimento diretto del pubblico. \n\n\n\nSul palco prenderà vita la storia di due clown\, Jojo e Bulà\, protagonisti di un viaggio imprevedibile in cui realtà e immaginazione si intrecciano continuamente. Tra oggetti improbabili\, situazioni paradossali e momenti esilaranti\, i due personaggi conducono gli spettatori in un’avventura piena di sorprese e risate. \n\n\n\nLe loro valigie\, elemento centrale della scena\, diventano simbolo di un percorso più profondo: un viaggio interiore fatto di ostacoli\, scoperte e crescita personale. Durante il cammino Jojo e Bulà dovranno affrontare difficoltà inattese\, fino all’arrivo di una tempesta che li costringerà a fermarsi e a confrontarsi con le proprie scelte. \n\n\n\nLo spettacolo si distingue per la forte e continua interazione con il pubblico\, che diventa parte attiva dell’avventura\, contribuendo a rendere ogni rappresentazione unica e sorprendente. \n\n\n\nLa regia è affidata ad Andrea Menozzi\, mentre lo spettacolo è prodotto da Fraternal Compagnia APS\, realtà teatrale impegnata nella creazione di progetti artistici dedicati alle nuove generazioni e al teatro per l’infanzia. \n\n\n\nUn appuntamento pensato per far ridere\, riflettere e sognare\, confermando l’obiettivo della rassegna “Avanti Ragazzi”: avvicinare bambini e famiglie al teatro attraverso spettacoli di qualità\, capaci di parlare ai più piccoli con linguaggi creativi e coinvolgenti. \n\n\n\nVi aspettiamo sabato 21 marzo alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00 \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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LOCATION:Teatro Comunale di Veroli\, Via Lucio Alfio\, 5\, Veroli (FR)\, ITA\, Italia
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SUMMARY:"E come tetto il Cielo" al Piccolo Teatro San Pio
DESCRIPTION:Un debutto importante quello che ci sarà a fine Marzo al Teatro San Pio di Roma: “E come tetto il Cielo”\, questo il titolo del spettacolo diretto da Manuela Mosciatti.  \n\n\n\nLa drammaturgia originale e inedita\, ha come tema centrale la solitudine\, la paura di guardarsi dentro e\, nonostante tutto\, la voglia di vivere. \n\n\n\nLaura e Lorenzo\, due amici\, attorno ai quali ruotano vari personaggi in cerca di un equilibrio interiore\, tra un bicchiere e l’altro di vino rosso\, trascorrono le serate a raccontarsi. Entrambi sono sospesi tra il desiderio di essere felici e quello di fare i conti con i propri limiti e le proprie vulnerabilità. \n\n\n\nLe insicurezze e la solitudine di lei\, i conflitti di identità sessuale di lui\, la vita che preme\, la voglia di liberarsi dalle catene che impediscono la realizzazione del proprio “sentire”\, si traducono in un evolversi di abissi infernali che via via si tramutano in consapevolezza e voglia di vivere alte vibrazioni\, come uccelli liberati da una gabbia\, finalmente in volo verso il cielo. \n\n\n\nL’Inconscio della protagonista\, in realtà non è il suo alter ego bensì l’inconscio stesso\, oscillante tra l’es (l’impulso) e il super io (censore). La parte più profonda e nascosta della mente umana\, una sorta di archivio segreto dove vengono custoditi pensieri\, desideri\, ricordi e pulsioni che non si riescono a percepire consapevolmente. \n\n\n\nIl termine es è un pronome di terza persona singolare neutro della lingua tedesca\, e vuole sottolineare proprio la natura indeterminata della struttura psichica. L’es infatti è la componente psichica delle pulsioni umane\, degli istinti primordiali\, e di tutte le energie grezze da cui l’uomo è influenzato fin dalla nascita\, non determinate dall’ambiente esterno\, ma tramandate per evoluzione della specie. \n\n\n\nPersonaggi ed interpreti: \n\n\n\nLaura: Sabrina Varisco \n\n\n\nLorenzo: Fabrizio Caiazzo \n\n\n\nAndrea: Marko Barisich \n\n\n\nInconscio: Claudia Candidi \n\n\n\nMadre Laura: Susanna Castelnuovo \n\n\n\nPadre Lorenzo: Giovanni Berlini \n\n\n\nFratello Laura: Damiano Banzo \n\n\n\nChristian: Luca Serratore \n\n\n\nLuca: Massimo Parmiggiani \n\n\n\nGiacomo: Antonello Spadea \n\n\n\nBreve biografia di Manuela Mosciatti: \n\n\n\nManuela Mosciatti nasce il 29 Febbraio 1968. Dopo un’iniziale esperienza come attrice e piccoli ruoli televisivi\, si laurea al D.A.M.S. di Roma 3 in drammaturgia teatrale. La sua passione per la scrittura e per i sentimenti umani\, tracciano il suo percorso evolutivo artistico\, con una visione della vita che si esprime tra il linguaggio teatrale e quello cinematografico. \n\n\n\nVenerdì e Sabato ore 21.00\, Domenica ore 18.00. \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3401873166
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LOCATION:Piccolo Teatro San Pio\, Via Paolo Stoppa\, 10\, Roma\, ITA\, 00125\, Italy
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SUMMARY:"Teresa degli Oracoli" al Centro Culturale Artemia
DESCRIPTION:Il progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura\, è vincitore dell’Avviso Pubblico\, curato dal Dipartimento Attività Culturali\, per la concessione di contributi destinati a sale teatrali private con capienza inferiore a 100 posti aventi sede a Roma\, per progetti di ricerca e sperimentazione nell’ambito dello spettacolo dal vivo e della formazione. Stagione 2025/2026 \n\n\n\nSperimentArti Donna ha lo scopo di valorizzare i lavori focalizzati sulla ricerca di nuove e diverse forme drammaturgiche lontane dalla scena teatrale tradizionale e celebrare “l’Universo Femminile” con eventi che riguardano tematiche femminili o che siano stati realizzati per la maggior parte da donne.  \n\n\n\nIl Centro Culturale Artemia attraverso il progetto “SperimentArti Donna” si propone di presentare una rassegna di 5 spettacoli teatrali\, 1 mostra d’arte ed 1 concerto acustico\, creati da artisti con formazioni\, età\, traiettorie e competenze diverse\, che coinvolgeranno e sorprenderanno il pubblico di tutte le fasce di età\, valorizzando i lavori di ricerca di nuove forme drammaturgiche\, lontane dalla scena teatrale mainstream. \n\n\n\nLa rassegna si sviluppa dal 2 al 30 marzo 2026 ed ha come filo conduttore la sperimentazione al femminile. \n\n\n\nIl 20 e 21 marzo alle ore 21 e 22 marzo 2026 alle ore 18 il Centro Culturale Artemia e orgoglioso di presentare uno spettacolo nato sul proprio palco e successivamente vincitore di molti premi di prestigio in ambito teatrale: TERESA DEGLI ORACOLI.  Tratto dal romanzo di Arianna Cecconi\, con l’adattamento e regia di Nino Sileci e con Valeria D’Angelo e Silvia Ponzo. Compagnia teatrale Opificio 03. \n\n\n\nQuanto a lungo si può vivere con un segreto stretto in mezzo ai denti? Teresa degli oracoli narra la storia di una famiglia tutta al femminile. Attraverso un uso raffinato del gesto\, della voce e del suono\, due attrici danno vita a quattro donne diverse che\, separate da lungo tempo\, si ritrovano al capezzale della capostipite Teresa. La paura della sua dipartita sempre più vicina e la necessità di ammettere una volta per tutte le proprie paure più recondite\, spingono le protagoniste\, una dopo l’altra\, a rivelare i propri segreti; ed è lì che i ricordi si mischiano al presente\, le parole inespresse\, le azioni non vissute e gli amori impossibili riaffiorano e si svelano mano a mano fino ad arrivare al segreto più grande di tutti\, quello della stessa Teresa\, che una volta rivelato\, la lascia libera di andare. \n\n\n\nI prossimi appuntamenti della rassegna: \n\n\n\n20\, 21 marzo 2026 ore 21 e 22 marzo 2026 ore 18 \n\n\n\nTERESA DEGLI ORACOLI \n\n\n\nSpettacolo teatrale. Commedia amara. Teatro gestuale – poetico. \n\n\n\nTratto dal romanzo di Arianna Cecconi\, con l’adattamento e regia di Nino Sileci e con Valeria D’Angelo e Silvia Ponzo (pluripremiata compagnia teatrale Opificio 03). \n\n\n\n27 marzo 2026 ore 21 e 30 marzo 2026 ore 19 \n\n\n\nUNA STANZA TUTTA PER NOI \n\n\n\nConcerto acustico al femminile. \n\n\n\nIn scena Annalisa Baldi (chitarra e cori)\, Emanuela Borozan (voce) e Alice Pelle (pianoforte e voce). \n\n\n\n27 marzo 2026 ore 21 e 30 marzo 2026 ore 19 \n\n\n\nUNA STANZA TUTTA PER NOI \n\n\n\nConcerto acustico al femminile. \n\n\n\nIn scena Annalisa Baldi (chitarra e cori)\, Emanuela Borozan (voce) e Alice Pelle (pianoforte e voce). \n\n\n\n27 marzo 2026 ore 21 e 30 marzo 2026 ore 19 \n\n\n\nUNA STANZA TUTTA PER NOI \n\n\n\nConcerto acustico al femminile. \n\n\n\nIn scena Annalisa Baldi (chitarra e cori)\, Emanuela Borozan (voce) e Alice Pelle (pianoforte e voce). \n\n\n\n28 marzo 2026 ore 21 e 29 marzo 2026 ore 18 \n\n\n\nSTORIE DI “MANBRUCHE” E ANTICHE VISIONI \n\n\n\nSpettacolo teatrale. Biografico – psicologico. Prima volta in scena. \n\n\n\nIn scena la famosa attrice\, autrice e regista Francesca La Scala con la supervisione di Francesco Suriano. \n\n\n\nIngresso spettacoli\, mostra e concerto: GRATUITO fino ad esaurimento posti. \n\n\n\nPRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: 334 1598407 (anche via WhatsApp e/o SMS) \n\n\n\nMedia Partner: Kirolandia e CulturSocialArt \n\n\n\nInfo line: +39 334 159 8407 \n\n\n\nwww.centroculturaleartemia.org \n\n\n\nwww.facebook.com/centroculturaleartemia \n\n\n\nwww.istagram.com/centroculturaleartemia \n\n\n\nCome arrivare: Metro B fermata “San Paolo” + Bus 128 fermata “Santa Passera” – Bus 710 fermata “Piazza Piero Puricelli” – Bus 775\, 781 e 780 fermata “Santa Passera” 
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LOCATION:Centro Culturale Artemia\, Via Amilcare Cucchini\, 38\, Roma\, Italia
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SUMMARY:" Senza Ambra di dubbio Sono la mia Voce" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Sarà in scena dal 20 al 22 marzo al Teatro di Villa Lazzaroni lo spettacolo SENZA AMBRA DI DUBBIO Sono la mia Voce di e con Ambra Cianfoni\, e con Matteo Germinario\, Beatrice Rincicotti\, Mauro De Maio\, coreografie di Fabrizia Scaccia\, musiche inedite di Ambra Cianfoni e Federico Zylka. \n\n\n\nLo spettacolo si apre con una voce contemporanea\, ironica e fragile\, che mette in discussione il senso stesso di raccontarsi in teatro. \n\n\n\nDa questo presente incerto\, ci tuffiamo in una fiaba: Ombra viene al mondo sotto una stella cadente che le offusca la vista ma le dona un talento: una voce capace di percepire\, trasformare\, curare. \n\n\n\nIn un universo sospeso tra realtà e mito\, Ombra attraversa il buio\, l’esclusione\, l’amore e la violenza\, incontrando figure simboliche che la mettono alla prova e la guidano verso una scelta inevitabile. \n\n\n\nTra parola\, canto e metamorfosi\, lo spettacolo diventa un viaggio iniziatico sulla perdita e la riconquista della voce\, intesa come identità\, corpo e potere. Perché la voce è il primo atto d’esistenza. \n\n\n\nE senza ombra di dubbio\, tutti noi “siamo la nostra voce”.ì
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LOCATION:Teatro di Villa Lazzaroni\, Via Appia Nuova\, 522\, Roma\, 00181\, Italia
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SUMMARY:"London Dream" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Roma\, 1980\, Tor Pignattara. Quartiere a poche centinaia di metri dal centro\, ma troppo lontano per dinamiche e sviluppo dalla capitale aristocratica. A Tor Pignattara sono più ombre. Mauro lo sa bene\, quel quartiere non può dargli un futuro\, difatti è da un po’ che si reca a Londra in cerca di fortuna\, con lavoretti sporadici. Peppe\, suo amico\, invece\, è intrappolato nella ragnatela quotidiana del suo quartiere\, Tor Pignattara lo ha catturato e non se ne rende conto\, o forse\, per paura o mancanza di stimoli\, preferisce lasciare passare il tempo tra le urla delle vie. \n\n\n\nMa non è solo Tor Pignattara a gridare\, è una nazione intera. Siamo negli anni di piombo\, delle Brigate\, dei Nar\, in giro ci sono tutti\, anche i fanatici di partito\, pronti a sparare per una giacca o una scarpa che ne identifica l’ideale politico. In questo contesto\, di miseria e piombo\, nasce London Dream\, una storia dalla linea comica di amicizia e speranza. \n\n\n\nLa storia di due ragazzi uomini\, che prendono in mano la loro vita\, per gridare alla vita la libertà e la dignità. Questa è la storia di Mauro e Peppe\, due amici di borgata\, con un sogno da vivere\, e un obiettivo da raggiungere. Londra. \n\n\n\ncon: David Mastinu\, Leonardo Zarra – Regia Paolo Vanacore – Drammaturgia: David Mastinu – Aiuto regia: Beatrice Maria Barbetti – Musiche: Alessandro Panatteri – Costumi: Alessio Pinella – Collaborazione: Casa degli Artisti – Scene: Assokappa – Produzione: Damarte – Produzione esecutiva: Nutrimenti terrestri. \n\n\n\nBiglietti: Intero: 13.00 Ridotto: 10.00 \n\n\n\n-prevista tessera associativa- \n\n\n\ngiorni feriali ore 21\, festivi ore 17:30 \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847 \n\n\n\ninfo@teatrotrastevere.it \n\n\n\nhttps://www.teatrotrastevere.it/
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SUMMARY:"O di uno o di nessuno” al Teatro Stabile di Catania
DESCRIPTION:Prosegue la stagione del Teatro Stabile di Catania alla Sala Futura con “O di uno o di nessuno” di Luigi Pirandello\, in scena da venerdì 20 a domenica 22 marzo 2026. Lo spettacolo\, con adattamento e regia di Fabrizio Falco\, è una produzione Teatro Libero Palermo e propone un testo di sorprendente attualità del repertorio pirandelliano. \n\n\n\nAl centro della vicenda ci sono Tito e Carlino\, amici di lunga data che intrattengono una relazione parallela con Melina\, una giovane prostituta. Quando la donna scopre di essere incinta senza poter stabilire chi dei due sia il padre\, l’equilibrio tra i due uomini si incrina irreparabilmente. Emergono così gelosie\, rivalità e un duro conflitto di potere che non tiene conto della volontà della donna. \n\n\n\nIl dramma si configura come un feroce ménage-à-trois in cui Pirandello mette a nudo la prevaricazione maschile e una visione profondamente patriarcale della società. Tito e Carlino appaiono incapaci di empatia e di responsabilità emotiva\, mentre Melina rivendica con determinazione la propria autonomia\, scegliendo di non restare in silenzio e di prendere in mano il proprio destino. \n\n\n\nL’adattamento e la regia di Fabrizio Falco sottolineano la contemporaneità del testo\, evidenziando come il teatro pirandelliano continui a interrogare il presente e le dinamiche sociali del nostro tempo\, in particolare sui rapporti di genere\, sul potere e sull’identità. \n\n\n\nIn scena (in ordine alfabetico) Giovanni Alfieri\, Federica D’Angelo\, Fabrizio Falco e Giancarlo Latina. \n\n\n\nLo spettacolo ha una durata di 65 minuti. \n\n\n\nCalendario rappresentazioni – Sala Futura\n\n\n\nvenerdì 20 marzo 2026 ore 20.45sabato 21 marzo 2026 ore 20.45domenica 22 marzo 2026 ore 18.00 \n\n\n\n“O di uno o di nessuno”da Luigi Pirandelloadattamento e regia Fabrizio Falcocon (in o. a.) Giovanni Alfieri\, Federica D’Angelo\, Fabrizio Falco\, Giancarlo Latinaspazio scenico Luca Manninomusiche originali Sergio Beercockfoto di Giulia Mastellone \n\n\n\nProduzione Teatro Libero Palermo \n\n\n\nPrezzi biglietti Sala Futura: \n\n\n\nintero 12 euro \n\n\n\nridotto 10 euro (under 25 – università
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LOCATION:Teatro Stabile di Catania\, Via Giuseppe Fava\, 35\, Catania\, ITA\, 95123\, Italia
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SUMMARY:" AH.AH.AH O DELL’INNOCENZA DELLA FOLLIA" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Il palcoscenico dell’Altrove Teatro Studio accoglie dal 20 al 22 marzo\, AH.AH.AH O DELL’INNOCENZA DELLA FOLLIA\, spettacolo scritto e diretto da Dimitri D’Urbano e Riccardo Maggi. \n\n\n\nQuanto è rimasto di Peter? Esiste un modo per rieducare alla società civile un uomo in frantumi? Peter Pringle era un uomo “normale”\, tranquillo e responsabile che\, di professione\, faceva il clown. Alla fine di uno spettacolo\, sul retro di un teatro\, Peter sta fumando una sigaretta col volto ancora mezzo truccato. Una fatalità oppure uno scherzetto del destino fanno sì che egli si trovi nel posto sbagliato al momento sbagliato: un uomo uccide due persone in sua presenza e fugge. Peter viene arrestato e condannato all’ergastolo per un duplice omicidio. Un errore giudiziario. Egli è innocente. Ma la condanna diventa esecutiva. Passano quasi dieci anni e l’uomo si trova ancora in carcere. Completamente solo\, egli stesso ha smesso di credere alla sua innocenza e si è creato una nuova verità\, nella quale invece è colpevole. Ma una svolta\, nelle indagini riaperte\, porta all’arresto del vero colpevole. Ora Peter è ufficialmente innocente\, è solo un peso economico per il carcere e deve essere reintegrato. Sunny Lowen\, una giovane psichiatra di talento\, viene assegnata al caso Pringle\, nel tentativo di fargli recuperare la percezione della realtà e reinserirlo nella società. Durante le sedute di analisi\, Sunny si scontrerà con la psiche\, il carattere e l’esuberanza di questo sedicente criminale con tutte le difficoltà e le conseguenze… del caso. \n\n\n\n“Ah. Ah. Ah. – o l’Innocenza della follia” è un progetto il cui scopo è quello di analizzare\, dall’interno\, cosa avviene nella mente di una persona che non è più in possesso di una concreta ragione di vita e che\, di proposito\, se ne crea una fittizia\, artificiale e priva di ogni logica agli occhi di chi osserva tale persona dall’esterno. I “matti”\, intesi in senso medico\, forse altro non sono che individui che hanno scelto di non cessare di esistere pur non avendone motivo e che oggi pagano le conseguenze di tale scelta. \n\n\n\nDimitri D’Urbano\, ideatore dell’opera\, nel tempo\, ha sviluppato un’urgenza: raccontare la follia. Aveva bisogno di un pretesto\, magari di una figura nota ai più e al tempo stesso potenzialmente illimitata da poter analizzare ed approfondire. \n\n\n\n“Qualche tempo fa\, una sera\, tenevo lo sguardo rivolto al terreno\, quando in mezzo al marciapiede\, vidi una carta da gioco rivolta verso l’alto: era un Jolly rosso di un mazzo francese”- annota Dimitri D’Urbano. \n\n\n\n“Quanto sarebbe stato complesso realizzare uno spettacolo sul Joker? Il Principe del Male così tanto ben esposto in mille fumetti ed altrettanti film. Cos’altro si sarebbe potuto raccontare di lui senza risultare ripetitivi e banali\, e soprattutto\, perché farlo? La svolta avviene durante alcune ricerche su internet\, con la scoperta di un fatto di cronaca. Il signor Peter Pringle (1938 – 2022)\, il cui nome viene mantenuto dal protagonista dell’opera\, è stato un distinto signore irlandese che ha passato quattordici anni della sua vita nel braccio della morte di un penitenziario in seguito ad una condanna per un omicidio che non aveva commesso. In un’intervista egli raccontava di come\, durante la sua detenzione\, fosse stato ad un passo dal perdere “la ragione” vista la consapevolezza di dover morire pur essendo innocente. Prendendo ispirazione dalla storia di Pringle\, ne è derivato che “questo” Joker non sarebbe stato quello di un fumetto\, di un cartone o di un film\, bensì una persona reale\, tanto innocente quanto deviata da una semplice “giornata storta”\, che ora vive la propria realtà in una maniera assolutamente falsata. Una persona come noi che\, a differenza nostra\, è stata costretta a subire un’ingiustizia talmente grande da fargli perdere la ragione e la percezione della propria identità. È qui che nasce il Joker di “Ah. Ah. Ah.”. È qui che ognuno di noi diventa\, potenzialmente\, il Joker. Un Joker innocente e rinchiuso in gabbia. Un Joker vittima. Un Joker la cui esistenza è ingiusta e figlia di un errore giudiziario. Un Joker che ha avuto tutto il tempo e la possibilità di studiare sé stesso\, creare e rinforzare la filosofia in cui crede\, una filosofia figlia della sua frustrazione e della perdita di un obiettivo logico\, che lo porta a crearsene uno nuovo\, tanto fittizio quanto illogico: quello di ridere. Divertirsi in seguito all’accettazione dell’infallibile equità di ciò che lo stesso signor Pringle definisce come l’unico vero Dio regolatore dell’universo\, il suo carnefice ed il suo genitore: il caso.” \n\n\n\nINFO \n\n\n\nSpettacoli: venerdì e sabato ore 20; domenica ore 17 \n\n\n\nBiglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€ \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413\, email ipensieridellaltrove@gmail.com
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LOCATION:Altrove Teatro Studio\, Via Giorgio Scalia\, 53\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:"Hamlet in purple" all'Angelo Mai di Roma
DESCRIPTION:In un tempo in cui la parola pubblica si è svuotata progressivamente di senso e gli spazi collettivi si desertificano\, un attore solo in scena\, una marionetta\, cinque burattini e un musicista dal vivo riaprono la domanda che Shakespeare pose quattro secoli fa: non più essere o non essere\, ma che cosa può essere il teatro quando tutto sembra finito. \n\n\n\nTra parola poetica\, teatro di figura e drammaturgia sonora\, dal 19 al 21 marzo all’Angelo Mai di Roma va in scena Hamlet in purple firmato da Valentino Mannias\, che cura traduzione\, regia e drammaturgia di una riduzione dell’Amleto di William Shakespeare. Un’indagine radicale sulla funzione del teatro oggi\, sulla crisi e sulla sua possibile rinascita\, attraverso una nuova traduzione in endecasillabi che restituisce alla parola shakespeariana una tensione ritmica e politica insieme. \n\n\n\nMannias\, insignito del Premio Hystrio alla Vocazione nel 2015\, del Premio Franco Enriquez nel 2018 e del Premio Ubu nel 2024\, costruisce uno spettacolo che assume Amleto come metafora dell’attore e\, più in profondità\, del teatro stesso: una figura sospesa tra dovere e desiderio\, tra rappresentazione e realtà\, chiamata a parlare dentro un sistema che sembra non avere più ascolto. In questa prospettiva\, il testo shakespeariano diventa un dispositivo critico attraverso cui interrogare il ruolo dell’arte come strumento di resistenza al potere e come spazio fragile ma necessario di pensiero collettivo. \n\n\n\nIl teatro di figura non è qui un semplice elemento estetico\, ma una vera e propria struttura concettuale: marionetta e burattini incarnano una dimensione ambigua\, in bilico tra morte e immortalità\, tra corpo animato e oggetto inerte\, restituendo al gesto scenico una qualità rituale che mette in crisi l’idea stessa di presenza. La presunta follia di Amleto\, in questa rilettura\, non è solo un tema narrativo\, ma una condizione del linguaggio teatrale\, un territorio instabile in cui realtà e finzione si contaminano fino a diventare indistinguibili.  \n\n\n\nIl viola che dà titolo allo spettacolo non è un dettaglio cromatico ma un dispositivo rituale. Colore del lutto e del vino\, della terra e della mescita\, il viola esiste solo nella percezione umana\, come il teatro. Chiedere al pubblico di vestirsi di viola significa costruire un funerale collettivo\, un rito condiviso affinché il teatro possa morire per rinascere come spazio vivo di comunità. Una possibilità di rinascita\, come rito che tenta di restituire al teatro una funzione politica\, non nel senso ideologico del termine\, ma come spazio in cui una comunità può ancora riconoscere le proprie contraddizioni.  \n\n\n\nFondamentale\, in questo dispositivo\, è la presenza della musica dal vivo\, pensata come “attore invisibile” da Luca Spanu\, che attraversa la scena\, dialoga con i corpi e con le figure\, e costruisce una partitura emotiva capace di agire sotto la soglia della parola. La musica non accompagna\, ma interroga\, amplifica\, talvolta contraddice\, diventando parte integrante della drammaturgia.  \n\n\n\nHamlet in Purple si presenta così come un atto insieme di lutto\, resistenza e speranza. Forse il teatro deve prendere coscienza della propria morte per ricominciare a vivere. Dunque la domanda non riguarda più soltanto Amleto\, ma chi ascolta: che cosa può essere il teatro\, oggi?  \n\n\n\nHamlet in purple \n\n\n\nDall’Hamlet di William Shakespeare \n\n\n\nTraduzione\, regia\, drammaturgia: Valentino Mannias \n\n\n\nMusiche originali e sound design: Luca Spanu \n\n\n\nCon: Valentino Mannias e Luca Spanu \n\n\n\nCollaborazione teatro di figura: Is Mascareddas \n\n\n\nCantanti: Emanuela Orrù\, Federica Orrù \n\n\n\nLight designer: Andrea Gallo \n\n\n\nFoto di scena: Dietrich Steinmetz \n\n\n\nProduzione: Valentino Mannias\, Bluemotion \n\n\n\nDurata: 65’ \n\n\n\nNote biografiche \n\n\n\nValentino Mannias è un attore\, autore e regista sardo. Formatosi presso l’Accademia d’arte drammatica Paolo Grassi\, nel 2015 vince il premio Hystrio alla vocazione come miglior attore – dopo il quale si concentra anche sulla sua attività di autore e regista. Nel 2018 viene selezionato per partecipare all’École des Maîtres\, il prestigioso laboratorio internazionale di approfondimento teatrale diretto in quell’anno da Tiago Rodrigues. Nello stesso anno vince il premio Franco Enriquez per lo spettacolo l’Avvoltoio in cui collabora col regista César Brie e nel 2024 vince il premio Ubu come miglior attore italiano under 35. Scrive\, dirige e interpreta gli spettacoli Esodo\, Giovanna detta anche Primavera (Sardegna Teatro\, Rete giovanidee) e mette in scena l’Orestea di Eschilo di cui cura la traduzione  (Css teatro stabile del FVG\, Sardegna Teatro\, Ambasciata Italiana di Atene\, Fondazione Sardegna\, Between the Seas Atene/New York). Con Bluemotion è protagonista in Pilade di Pier Paolo Pasolini (Teatro Nazionale Genova\, Ert Emilia Romagna Teatro)\, Cenere (Biennale di Venezia Teatro\, Bluemotion) e Roberto Zucco di Bernard Marie Koltès per la regia di Giorgina Pi (Teatro Nazionale di Genova\, Teatro Metastasio di Prato\, Romaeuropa Festival\, Angelo Mai\, Amat\, Istituto Italiano di Cultura di Parigi\, Olinda). Interpreta ruoli principali anche nell’Edipo Re del Teatro dell’Elfo o in Hermada – strada privata di Renato Sarti\, ma collabora anche in produzioni come Storia di Q di Dario Fo e Franca Rame (Piccolo Teatro di Milano)\, Pier Paolo! per la regia di Giorgio Barberio Corsetti (Fattore K\, Olinda)\, Quasi Grazia\, in cui recita con la scrittrice Michela Murgia per la regia di Veronica Cruciani e Mujeres soñaron caballos di Daniel Veronese per la regia di Roberto Rustioni (Fattore K e Sardegna Teatro). Ultimamente prosegue il suo percorso artistico anche in campo cinematografico come protagonista della serie Il Mostro per la regia di Stefano Sollima\, una produzione The Apartment – gruppo Freemantle – e AlterEgo disponibile su Netflix in oltre 190 paesi \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni: \n\n\n\nprenotazioni@angelomai.org \n\n\n\nwww.angelomai.org \n\n\n\nAngelo Mai è un circolo ARCI. L’accesso alle attività è riservato ai possessori di tessera ARCI valida per l’anno in corso.
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SUMMARY:"BUM HA I PIEDI BRUCIATI" al Teatro Ambra di Velletri
DESCRIPTION:Con grande orgoglio ed emozione il Teatro Ambra di Velletri presenta lo spettacolo  teatrale “BUM HA I PIEDI BRUCIATI”\, programmato per giovedì 19 marzo. Un racconto potente ed intenso sulla vita del Magistrato Giovanni Falcone\, tra ironia\, umanità e coraggio. \n\n\n\nRacconta da un punto di vista intimo\, intenso e giocoso\, senza rinunciare alla drammaticità degli avvenimenti\, la vita di Giovanni Falcone.E’ il risultato di mesi di studi (di testi del Magistrato\, suoi discorsi\, interventi\, interviste\, articoli\, proposte di legge\, trasmissioni tv e radio). E’ patrocinato dalla Fondazione Falcone ed è liberamente tratto dal romanzo “Per questo mi chiamo Giovanni”\, di L. Garlando.Lo spettacolo ha alle spalle 5 stagioni teatrali in 7 anni (due anni di stop per covid) e oltre 140 repliche in Italia e in Europa; è stato anche rappresentato a Novembre 2017 agli Stati Generali della Lotta alle Mafie\, organizzati dal Ministero della Giustizia presso il Palazzo Reale di Milano\, con la partecipazione del Presidente della Repubblica.Nel giorno dell’80esimo compleanno di Giovanni Falcone è stato messo in scena nel teatro dell’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles\, presso il Consolato Italiano.E’ stato rappresentato in Italia\, Inghilterra (Londra)\, Spagna (Madrid)\, Germania (Dusseldorf)\, Belgio (3 volte a Bruxelles e a Liegi) e sta continuando il suo tour. E’ stato recensito\, tra gli altri\, dal Frankfurter Allgemeine Zeitung\, uno dei quotidiani più autorevoli del mondo. Uno spettacolo che emoziona e fa riflettere\, senza retorica.Salvatore Borsellino (fratello di Paolo)\, è tornato più volte a vederlo; alla fine della prima replica a cui ha assistito ha voluto rilasciare queste parole: \n\n\n\nPer info e prenotazioni è possibile contattare il Teatro: 06 8678 39 83 – 392 942 8338 – ambracinemavelletri@gmail.com. Biglietti acquistabili anche sulla piattaforma https://www.tickettando.it/ProductDetail/bum-ha-i-piedi-bruciati.
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SUMMARY:"L’Avaro Immaginario – In viaggio verso Molière\, da Napoli a Parigi" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Un itinerario scenico che intreccia filologia teatrale\, memoria storica e invenzione drammaturgica inaugura al Teatro Vittoria una traversata poetica attraverso l’immaginario barocco europeo\, dove la tradizione della Commedia dell’Arte dialoga con la grande architettura del teatro classico. \n\n\n\nDal 19 al 29 marzo\, Enzo Decaro conduce il pubblico in L’Avaro Immaginario – In viaggio verso Molière\, da Napoli a Parigi\, testo da lui scritto e interpretato\, affiancato — in ordine alfabetico — da Luigi Bignone\, Angela De Matteo\, Carlo Di Maio\, Roberto Fiorentino\, Massimo Pagano\, Fabiana Russo e Ingrid Sansone. La regia è dello stesso Decaro\, mentre l’impianto sonoro rielabora le musiche di Nino Rota tratte da Le Molière Immaginarie e suggestioni di villanelle e canti popolari del Seicento napoletano. La produzione è firmata da I Due della Città del Sole. \n\n\n\nSinossi \n\n\n\nSette quadri\, un prologo e un epilogo. È un viaggio nel teatro\, quello di Molière in primo luogo\, ma non soltanto… Èanche un viaggio nel tempo quello del Seicento\, un secolo pieno di guerre\, epidemie\, grandi tragedie ma anche diprofonde intuizioni e illuminazioni che non riguardano solo “quel tempo. Ed è anche il viaggio\, reale e immaginario\, di Oreste Bruno e la sua Compagnia di famiglia\, quella dei Fratelli dè Bruno da Nola\, discendenti del grande filosofoGiordano Bruno)\, una vera “carretta dei comici” viaggiante\, tanto cara sia a Peppino che a Luigi De Filippo. \n\n\n\nÈ il viaggio verso Parigi\, verso il teatro\, verso Molière ma anche una fuga dalla peste\, da una terribile epidemia che ha costretto i Nostri a cimentarsi in un avventuroso viaggio verso un sogno\, una speranza o solo la salvezza. Lungo il percorso\, quando “la Compagnia” arriva nei pressi di un centro abitato\, di un mercato o di un assembramento dipersone\, ecco che il “carretto viaggiante” diventa palcoscenico e “si fa il Teatro”.E col “teatro” si riesce anche amangiare\, quasi sempre. Infatti\, grazie agli stratagemmi di tutti i componenti della famiglia teatrale\, si rimedia il pasto quotidiano o qualche misera offerta in monete o\, più spesso\, qualche pezzo di animale\, già cucinato\, offerto comecompenso della esibizione sul palco-carretto\, manco a dirlo\, delle opere di Molière (L’Avaro e il Malato Immaginario sono “i cavalli di battaglia” di cui vengono proposti i momenti salienti\, opportunamente adattati al luogo e agli astanti). Gli incontri \n\n\n\ndurante il viaggio\, sorprendenti ma non tutti piacevoli\, l’avvicinamento anche fisico a Parigi\, al teatro di Molière\, la “corrispondenza” che il capocomico invia quotidianamente all’illustre “collega”\, la forte connessione tra il mondo culturale e teatrale della Napoli di quel tempo con quella francese (con Pulcinella che diventa Scaramouche)\, di Molière ma forse ancor più di Corneille (che si celerebbe sotto mentite spoglie dietro alcune delle sue opere maggiori) la pesante eredità del pensiero di uno zio prete di Oreste Bruno\, Filippo detto poi Giordano\, scomparso da alcunidecenni ma di cui per fortuna non si ricorda più nessuno\, e la morte in scena dello stesso Molière poco prima del loro arrivo a Parigi\, renderanno davvero unico il viaggio di tutta la “Compagnia di famiglia” commedianti d’arte ma soprattutto persone “umane”\, proprio come la grande commedia del teatro\, dove “tutto è finto\, ma niente è falso”. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nIl progetto nasce soprattutto da una curiosità ‘artistica’\, a sua volta originata dalla costatazione che\, a un certo punto della loro carriera\, i De Filippo (Peppino e Luigi in particolare) hanno sentito l’esigenza di confrontarsi con il teatro di Molière e il suo genio innovativo\, rimasto forse nel suo genere ancor oggi ineguagliato e vivissimo. A riprova\, il fatto che\, dopo oltre quattro secoli\, in occasione della recente ricorrenza del quattrocentenario dalla nascita\, si son tenute ovunque celebrazioni\, studi e ricerche dedicate al suo teatro e alla sua mai tramontata “comédie humaine”. Inparticolare\, “L’ Avaro”e“Il Malato immaginario” sono stati i due titoli a cui\, una generazione dopo l’altra\, i De Filippo\, padre e figlio\, hanno dedicato seppur con differenti approcci la loro attenzione\, sia teatrale che umana\, dal momento che per entrambi\, come del resto per Molière\, il confine tra la rappresentazione teatrale e la vita come teatro\, anche vissuto nella realtà quotidiana\, è stato davvero sottile. Enzo Decaro \n\n\n\n>>>TRAILER<<< \n\n\n\nCALENDARIO DELLE REPLICHE MARZODATAORARIOMar1721.00Mer18 21.00Gio19 21.00Ven20 21.00Sab21 21.00Dom22 17.30Lun23 –Mar2421.00Mer25 17.00Gio26 21.00Ven27 21.00Sab28 21.00Dom29 17.30\n\n\n\ninfo: botteghino tel. 065740170 / 065740598 \n\n\n\nTEL. 06 5781960 – FAX 06 5759935 – INFO@TEATROVITTORIA.IT \n\n\n\nPRENOTAZIONE BIGLIETTI SOLO VIA TELEFONO
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LOCATION:Teatro Vittoria\, Piazza Santa Maria Liberatrice\, 10\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"L’occhio invisibile" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:LEI ha appena subìto un furto in casa. LUI fa l’installatore del più avanguardistico sistema di allarme di tutti i tempi che le garantisce sicurezza\, libertà e salute. Da quel momento la privacy di LEI finisce\, ma comincia una forte attrazione verso LUI. L’amore si infila nelle maglie della sicurezza in cerca di spiragli di umanità\, ma entrambi sono prigionieri\, sotto l’occhio invisibile che tutto vede e controlla e non possono uscirne: chiunque smetta di conformarsi diventa un pericolo per la società. Fuggire è impossibile. Ribellarsi è inutile. Ma vivere così è davvero sicurezza? \n\n\n\nIn un mondo in cui la percezione della sicurezza è la prima preoccupazione di tutti\, in cui i furti\, le rapine e i delitti sono diventati l’incubo di ciascuno\, la cosa più importante è sentirsi protetti. Ma c’è bisogno anche di una sicurezza spirituale e psicologica\, intorno alla quale si costruiscono barriere di linguaggio e di espressione\, per proteggere la sensibilità di ciascuno. È molto più importante la percezione di sicurezza che non la sicurezza effettiva. Se tutto è marketing\, anche la propria incolumità è merce da vendere e comprare. L’insicurezza è il motore per tenere sotto controllo le persone\, attraverso la paura. \n\n\n\nIl progetto nasce dall’incontro tra la società contemporanea\, con i nuovissimi sistemi d’allarme che promettono sicurezza e protezione in cambio della cessione dei dati e del controllo\, e l’utopia distopica di 1984 di George Orwell. \n\n\n\nSuper-Sure è l’Allarme Casa numero 1\, scelto già da oltre un miliardo di clienti nel mondo\, e sempre di più si sta diffondendo con offerte incredibili\, perché è il sistema di sorveglianza definitivo: protegge\, previene\, controlla. Cedi la tua privacy e avrai sicurezza\, libertà e salute. In questo modo Super-Sure può osservare facilmente qualsiasi forma di comportamento\, anche inconsapevole\, che riveli che un individuo abbia pensieri delinquenziali\, prima ancora che possano tradursi anche vagamente in azione. \n\n\n\nLEI (interpretata da Gea Rambelli) ha appena subìto un furto in casa. Non aveva un allarme antifurto\, e quindi decide di installare a casa sua il nuovissimo sistema Super-Sure\, di cui tutti parlano.LUI (interpretato da Gianfilippo Maria Falsina) fa l’installatore del più avanguardistico sistema di allarme di tutti i tempi. \n\n\n\nLUI arriva a casa di LEI\, le installa l’allarme magnificando le incredibili potenzialità del sistema di Super-Sure\, utilizzando parole chiave\, parole d’ordine\, parole che significano valori\, ma che forse nascondono verità diverse. Il linguaggio crea la sicurezza più ancora del sistema di protezione. Lei ascolta incantata e\, da quel momento\, la sua privacy finisce\, ma comincia una forte attrazione. Forzando le maglie del sistema\, che dovrebbe essere impersonale\, tra i due comincia una relazione\, fondata su un sottile e perverso gioco di seduzione e paura\, di induzione di pericolo per creare illusione di sicurezza e protezione. \n\n\n\nL’amore si infila nelle maglie della sicurezza in cerca di spiragli di umanità in un mondo che ha venduto la libertà in nome della libertà. Quando tenta di disinstallare SuperSure\, il sistema si ribella: non è lei a controllare la tecnologia\, è la tecnologia a controllare lei. Chiunque smetta di conformarsi diventa un pericolo per la società. \n\n\n\nOra entrambi sono prigionieri\, sotto l’occhio invisibile che tutto vede. Fuggire è impossibile. Ribellarsi è inutile. \n\n\n\nMa vivere così è davvero sicurezza? \n\n\n\ngiovedì e venerdì ore 20.30\, sabato ore 19\, domenica ore 17 \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a Teatro Biglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12
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SUMMARY:“Non è una gara” a Fortezza Est
DESCRIPTION:Debutta a Fortezza Est dal 19 al 21 marzo “Non è una gara” monologo di e con Ilaria Arnone\, diretto da Federico Nardoni\, che partendo da uno spunto autobiografico mette in scena una riflessione sul desiderio\, sulla paura e sulla curiosità di una giovane donna che si affaccia alla vita adulta. \n\n\n\nPunto di partenza del lavoro è il romanzo “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll che offre l’opportunità di ragionare su una serie di domande: Che cosa significa crescere per una bambina? Come siamo diventate quello che siamo? Ma soprattutto\, siamo cresciute “bene”? Oppure qualcosa è andato storto?  \n\n\n\nQuando e come si diventa quel che si è? La protagonista\, Ilaria\, ancora non lo sa\, per questo ha deciso di mettersi in vendita. Dopotutto\, chi non si è mai sentito incompreso o sottovalutato? Se il mondo non capisce cosa hai da offrirgli\, tanto vale dargli una mano.  \n\n\n\nIl lavoro raccoglie il caos della struttura Carrolliana\, episodica\, spezzettata e delirante per usarlo come propulsore di indagine\, facendo ripercorrere ad Ilaria parte della sua infanzia. In modo più specifico\, per farle ripercorrere le insicurezze\, i disagi ed i turbamenti della sua prima adolescenza. \n\n\n\nScavando nei ricordi\, emerge il racconto di Ilaria dodicenne che frequentava tutti i giorni delle estenuanti lezioni di nuoto. La cosa che turbava di più la sua routine durante quel periodo era il suo allenatore: un uomo sulla cinquantina\, grezzo e con una disturbante propensione per le ragazzine. Tutte le ragazzine del corso\, infatti\, sembravano attrarlo. Tutte\, tranne Ilaria. Come se non bastasse la sofferenza data dalla sensazione di essere invisibile agli occhi del suo allenatore\, Ilaria si sente anche sporca nel provare quello che prova.  \n\n\n\nIl suo senso di colpa la porterà a farsi molte domande ma soprattutto a riceverne altrettante\, affrontando un processo. Il capo d’accusa principale? Quello di aver desiderato le attenzioni del suo insegnante. Al risveglio tutto è finito\, ma la sensazione di dover affrontare il confronto\, il senso di colpa e la vergogna resta.  \n\n\n\nIlaria si perde nel suo io più intimo. Qui ha modo di osservare la sua femminilità e il suo rapporto con essa\, di fare un salto indietro nel passato a quando praticava nuoto nel periodo della sua prima adolescenza. La sua routine viene a mano a mano interrotta e scombussolata dalla scoperta del proprio corpo\, dal confronto con lo sguardo esterno\, dalle difficoltà a emergere sia a livello agonistico che come giovane donna.  \n\n\n\nPartendo da una storia in parte personale\, “Non è una gara” si concentra sulla perdita dell’innocenza. Non c’è la presunzione di rispondere a niente\, bensì il desiderio di indagare un mondo interno\, seppur controverso e complesso\, della vita. \n\n\n\nNON È UNA GARA  \n\n\n\n19-20-21 marzo 2026 | h. 20:30 \n\n\n\nPOETICA Stagione Teatrale 2025/26 Fortezza Est \n\n\n\nOrario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30 \n\n\n\nbiglietto unico 14.00€ \n\n\n\nAbbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli 70€ \n\n\n\nwww.fortezzaest.com \n\n\n\ninfo e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com \n\n\n\n| whatsapp 329.8027943| 349.4356219
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SUMMARY:Il Teatro Valle: trecento anni di spettacoli
DESCRIPTION:In attesa della prossima riapertura del Teatro Valle\, il Teatro di Roma prosegue il viaggio nella memoria storica di uno dei palcoscenici più antichi d’Europa. \n\n\n\nIl nuovo appuntamento del ciclo di incontri Il Teatro Valle: trecento anni di spettacoli\, previsto per giovedì 19 marzo alle ore 19.00 presso la Sala Squarzina del Teatro Argentina\, è dedicato a un’epoca irripetibile: quella della Rivista\, per ricordare e festeggiare i quasi tre secoli di attività del Teatro Valle inaugurato nel gennaio del 1727. L’incontro\, dal titolo Lo specchio della Rivista. Il Teatro Valle dal ’35 al ‘50\, esplora una stagione gloriosa che ha popolato il palcoscenico del Valle di nomi leggendari e atmosfere sfavillanti\, trasformando il teatro in uno specchio della società italiana tra gli anni del regime e il dopoguerra. \n\n\n\nDal debutto di Renato Rascel al mito della “Wandissima”: il racconto prende il via dal 1937\, anno dell’esordio di un giovanissimo Rascel\, per proseguire con la consacrazione di Wanda Osiris\, la “Wandissima”\, guidata dai testi di Michele Galdieri – architetto assoluto del genere che definì al Valle uno stile inimitabile fatto di piogge di rose e scale monumentali. Accanto a lei\, l’incontro ricorderà giganti del calibro di Carlo Dapporto\, Enrico Viarisio ed Erminio Macario.  \n\n\n\nUn approfondimento sarà dedicato a un momento cruciale per lo storico teatro capitolino\, grazie al sodalizio tra Totò e Anna Magnani\, con celebri spettacoli come Volumineide\, Che ti sei messo in testa? o Con un palmo di naso. Altre figure illustri che calcheranno il palcoscenico in quegli anni sono Sergio Tofano\, Paola Boroni e Aldo Fabrizi. In quel periodo il Valle divenne lo spazio in cui la risata si faceva sberleffo al potere\, sfidando apertamente il clima di censura e creando reazioni del regime fascista e nazista; un’ironia necessaria per decodificare la realtà della guerra. L’incontro metterà in luca la doppia anima della Rivista al Valle: non solo un momento di evasione fatto di canzoni spensierate dai mille doppi sensi\, battute fulminanti e ballerine in abiti succinti\, ma uno spazio di riflessione civile creato attraverso il sarcasmo. \n\n\n\nA rievocare queste atmosfere saranno Donatella Orecchia (Professoressa ordinaria in Discipline dello Spettacolo all’Università Roma Due) e Pino Strabioli (attore\, regista e conduttore televisivo)\, a colloquio con il giornalista e critico teatrale Antonio Audino. L’attrice Giulia Sucapane darà voce ai ricordi di Federico Fellini\, Marisa Merlini\, Ennio Flaiano e di altri protagonisti che hanno vissuto e narrato la magia del Valle. \n\n\n\nIl ciclo di incontri Il Teatro Valle: trecento anni di spettacoli fa parte del più ampio progetto dedicato ai quasi tre secoli di attività del Teatro Valle che\, oltre agli appuntamenti\, offrirà al pubblico l’occasione di visitare presso la Sala Squarzina e i salottini del Teatro Argentina le sezioni espositive dedicate agli artisti e gli spettacoli che hanno fatto la storia del Teatro Valle. Infatti\, è aperta al pubblico la terza sezione della mostra dedicata a Eduardo Scarpetta\, De Filippo e alla celebre opera Sei personaggi in cerca d’autore. È ancora visitabile la sezione dedicata a Cimarosa\, Rossini e Donizetti\, un’esposizione che ricorda i maestri dell’Opera Buffa del primo Ottocento con illustrazioni\, approfondimenti e curiosità. È inoltre aperta al pubblico la sezione dedicata alle due grandi attrici che nella seconda metà dell’Ottocento accompagnarono con la loro arte il passaggio dalla lirica alla prosa: Adelaide Ristori e Eleonora Duse.
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LOCATION:Teatro Argentina\, Largo di Torre Argentina\, 52\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:"Isabel – tratto da una storia vera" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:TeatroBasilica presenta\, il 18 e 19 marzo 2026 alle ore 21.00\, Isabel – tratto da una storia vera\, uno spettacolo di Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo\, prodotto da Anonima Teatri. In scena Caroline Loiseau\, accompagnata dalla musica dal vivo di Marco Memetaj\, che attraversa e sostiene il racconto. \n\n\n\nLo spettacolo nasce da una vicenda reale e prende forma come un viaggio nella memoria e nell’identità. Attraverso la voce e il corpo dell’interprete\, la storia di Isabel si dispiega come un racconto intimo e necessario\, in cui il ricordo personale diventa materia teatrale e spazio di riflessione collettiva. Parole\, presenza scenica e musica si intrecciano in una narrazione essenziale e potente\, capace di restituire al pubblico la forza umana di una storia che chiede di essere ascoltata. \n\n\n\n“Ero stato mandato a Buenos Aires\, in Argentina\, dal mio capo redattore nel dicembre 2022. Dovevo documentare l’entusiasmo del popolo argentino dopo la vittoria del mondiale. Ero molto felice\, era tutta la vita che volevo andarci… Gli argentini non avevano ancora smesso di festeggiare. Ogni quartiere\, ogni Barrio di Buenos Aires aveva la sua gigantografia\, il suo santo calcistico preferito.  In uno trovavi Lionel Messi\, poi Angel di Maria\, e poi in quasi tutte c’era Diego Armando Maradona… Ho continuato a camminare e alla fine mi sono ritrovato davanti Plaza de Mayo\, una piazza che non è facile da raccontare… È dispersiva\, non si capisce dove inizi e   dove finisca… c’è un muro\, un vecchio muro. Li sopra ci sono foto\, manifesti\, cartelloni\, testimonianze delle Madri di Plaza de Mayo\, testimonianze dei desaparecidos argentini. Su quel muro ci sono i segni della storia moderna dell’Argentina. È lì che ho incontrato Isabel. Stava seduta su una panchina. Fissava un punto della piazza e sorrideva. Poi si è girata\, mi ha visto\, mi ha sorriso. Si è alzata e mi è venuta incontro. Io non so come sia successo\, ma in quel momento ho capito che non ero in Argentina per la “fiesta del mondial”\, ero lì per un altro motivo\, per ascoltare la sua storia. La storia di una famiglia qualsiasi. Una storia racchiusa in 50 anni di Argentina. Ecco… di questo parla quest’intervista\, di Isabel\, di sua madre Corita\, di suo padre Paulo e di suo zio Raul… E pensare che io ero lì per documentare la festa dei mondiali.” \n\n\n\n“Isabel – tratto da una storia vera” è uno spettacolo che si muove tra teatro\, danza\, e narrazione; lo spettacolo racconta la vita di una donna e della sua famiglia\, attraversando le vicende sociali e politiche dell’Argentina tra il 1963 ed il 2022.  Isabel è una donna\, molte donne\, è figlia\, sorella e madre. Isabel è la forza dell’essere umano\, il sorriso sulle labbra di una ragazzina felice per un raggio di sole. Isabel è la costante ricerca della normalità e della quotidianità perduta\, è la speranza che fatica a soccombere\, Isabel è la forza di adattarsi ai cambiamenti. Isabel è una donna semplice e come lei ce ne sono tante. Questa storia è come tante altre storie\, solo che questa è la storia di Isabel e per questo è speciale e unica. \n\n\n\nLo spettacolo e i fatti raccontati all’interno sono ispirati alla storia vera di Victoria Donda: prima figlia di “desaparecidos” ad essere eletta alla Camera dei deputati argentina.  \n\n\n\nSINOSSI VERSIONE BREVE: \n\n\n\n“Ero stato mandato a Buenos Aires\, in Argentina\, dal mio capo redattore nel dicembre 2022. Dovevo documentare l’entusiasmo del popolo argentino dopo la vittoria del mondiale. Ero molto felice\, era tutta la vita che volevo andarci… È lì che ho incontrato Isabel.” \n\n\n\n“Isabel – tratto da una storia vera” è uno spettacolo che si muove tra teatro\, danza\, e narrazione; lo spettacolo racconta la vita di una donna e della sua famiglia\, attraversando le vicende sociali e politiche dell’Argentina tra il 1963 ed il 2022.  Isabel è una donna\, molte donne\, è figlia\, sorella e madre. Isabel è la forza dell’essere umano\, il sorriso sulle labbra di una ragazzina felice per un raggio di sole. Isabel è la costante ricerca della normalità e della quotidianità perduta\, è la speranza che fatica a soccombere\, Isabel è la forza di adattarsi ai cambiamenti. Isabel è una donna semplice e come lei ce ne sono tante. Questa storia è come tante altre storie\, solo che questa è la storia di Isabel e per questo è speciale e unica. \n\n\n\nLo spettacolo e i fatti raccontati all’interno sono ispirati alla storia vera di Victoria Donda: prima figlia di “desaparecidos” ad essere eletta alla Camera dei deputati argentina.  \n\n\n\nSINOSSI VERSIONE BREVISSIMA: \n\n\n\n“Ero stato mandato a Buenos Aires\, in Argentina\, dal mio capo redattore nel dicembre 2022. Dovevo documentare l’entusiasmo del popolo argentino dopo la vittoria del mondiale… È lì che ho incontrato Isabel.” \n\n\n\nMuovendosi tra teatro\, danza\, e narrazione\, lo spettacolo racconta la vita di una donna e della sua famiglia\, attraversando le vicende sociali e politiche dell’Argentina tra 1963 e 2022. Isabel è una donna\, molte donne\, è figlia\, sorella e madre. Isabel è la forza dell’essere umano\, il sorriso sulle labbra di una ragazzina felice per un raggio di sole\, è la costante ricerca della quotidianità perduta\, la speranza che fatica a soccombere\, Isabel è la forza di adattarsi ai cambiamenti.  \n\n\n\nLo spettacolo è ispirato alla storia vera di Victoria Donda: prima figlia di “desaparecidos” ad essere eletta alla Camera dei deputati argentina.  \n\n\n\nLINK TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=BgFHTvCWrechttps://vimeo.com/674113577
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SUMMARY:"Hospitality Suite" al Teatro Brancati
DESCRIPTION:Debutta in prima nazionale\, mercoledì 18 marzo\, ore 21\, al Teatro Vitaliano Brancati di Catania\, lo spettacolo Hospitality Suite di Roger Rueff con la regia e l’interpretazione dell’attore palermitano Francesco Scianna che è affiancato da Sergio Romano\, Lorenzo Crovo e Fabrizio Romano.  \n\n\n\nLa pièce è tradotta in italiano da Paola Ponti e Paola Ermenegildo in accordo con Arcadia & Ricono Ldt per gentile concessione di Roger Rueff. Completano il team creativo Angelo Linzalata (scene e luci)\, Stefania Cempini (costumi)\, Paolo Spaccamonti (musiche) e Luca Bargagna (regista assistente). Prodotto da Marche Teatro\, Goldenart Production\, Teatro Biondo Palermo\, La Fabbrica dell’Attore–Teatro Vascello di Roma\, lo spettacolo sarà in scena al Teatro Brancati di Catania fino a domenica 22 marzo (giovedì\, venerdì e domenica ore 17\,30; sabato ore 17\,30 e 21) per poi cominciare la tournée nazionale. \n\n\n\nIl testo concentra l’azione nel microcosmo di una stanza d’albergo\, dove si incontrano Larry\, Phil e Bob – tre uomini in momenti cruciali della propria vita – insieme a un misterioso “Uomo”. In questo spazio chiuso si confrontano ambizioni\, fragilità e conflitti interiori\, mentre sullo sfondo prende forma una riflessione sulla società del profitto e sulla progressiva marginalizzazione dell’essere umano in un mondo dominato dalla tecnica. Ambientata durante una convention aziendale\, la pièce segue tre venditori di un’importante compagnia industriale che cercano di conquistare un potenziale cliente cruciale per le sorti dell’azienda. Il dialogo serrato tra i personaggi svela poco a poco le loro vulnerabilità\, ambizioni e illusioni. \n\n\n\n“Sono giunto all’opera “Hospitality Suite” di Roger Rueff dopo una lunga ricerca di testi teatrali del panorama classico e contemporaneo”\, spiega Francesco Scianna. “Mi hanno conquistato\, in maniera potente\, sia la scrittura che i temi che vengono affrontati al suo interno. Nell’opera riscontro solidità tra forma e contenuto. Ed anche un certo mistero rispetto alle sue possibilità di lettura. E questo mi attrae molto. La potenza del testo\, a mio avviso\, risiede nella sua capacità di esplorare in maniera tridimensionale vari temi: il tempo\, la società e l’essere umano che si muove oggi nel mondo. È una lente d’ingrandimento sulla “società del profitto” dove l’essere “umani” passa in secondo piano\, e il suo sviluppo\, sostenuto dalla tecnica\, vede l’uomo stesso avviarsi verso il diventar superfluo perché sostituibile dai robot”. \n\n\n\n“Dal punto di vista registico – conclude Scianna – \, la sfida più grande è esplorare tutte le possibilità del testo. Tentare una lettura non lineare. Una messa in scena che sostenga la tridimensionalità dell’essere per scoprire i sensi più profondi del dramma. Esplorare i linguaggi e lo spazio per aprire nuovi piani di espressione e comunicazione”. \n\n\n\nCALENDARIO SPETTACOLImercoledì 18 marzo\, ore 21  giovedì 19 marzo\, ore 17:30  venerdì 20 marzo\, ore 17:30  sabato 21 marzo\, ore 17:30  e ore 21domenica 22 marzo\, ore 17:30  \n\n\n\nINFO E BIGLIETTItel.: 095 530153 – 334 5683715 (whatsapp)
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SUMMARY:"Abracadabra" al Teatro India
DESCRIPTION:La compagnia Babilonia Teatri\, fondata da Enrico Castellani e Valeria Raimondi\, torna al Teatro India dal 18 al 22 marzo\, con la loro nuova creazione Abracadabra\, uno spettacolo in cui la magia si fa portavoce ed espressione di ciò che spesso le parole non riescono a dire. Per raccontare alcuni eventi della vita a teatro c’è bisogno a volte di un atto magico\, un rito che trasforma il palco in un ponte che connette la vita alla morte grazie a un gioco di prestigio e a grandi illusioni. \n\n\n\nAbracadabra è una parola magica\, fiabesca e arcana\, un incantesimo che può far apparire quello che non c’è; è uno spettacolo di magia che ci prende per mano e ci accompagna in territori da cui spesso scappiamo e si interroga su che forma si possa dare al dolore. Si chiede come sia possibile venire a patti con la malattia\, se un lutto vada elaborato e se i morti possano parlare. \n\n\n\nIl sipario si apre con un vero mago in scena che si connette con l’aldilà permettendo di nominare l’indicibile e di toccare l’impossibile attraverso la voce di Francesco Scimemi\, prestigiatore di professione da trent’anni\, che sta in mezzo al guado\, che evoca la moglie scomparsa con tutti i colori del tragico\, del grottesco e del poetico. \n\n\n\n«Abracadabra è uno spettacolo di magia. È uno spettacolo che nasce dal nostro innamoramento per la magia – afferma il duo Castellani-Raimondi – Ci siamo immersi nel mondo magico e un passo dopo l’altro ci siamo addentrati in tutti i suoi meandri\, senza mai finire di fare nuove scoperte\, di stupirci e di entusiasmarci. Abbiamo immediatamente avvertito l’immenso potenziale narrativo della magia e abbiamo deciso di dare vita ad uno spettacolo dove triks e illusioni diventino parte integrante del racconto. Uno spettacolo dove le magie non esauriscano il loro valore nell’esecuzione\, ma assumano significato in relazione a quello che accade sul palco. Ad accompagnarci in questo percorso iniziatico di scoperta e di conoscenza\, nostro mentore e Virgilio\, è stato Francesco Scimemi\, prestigiatore di professione da trent’anni\, che ha fatto della magia comica la sua specialità. Quando ci siamo conosciuti ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti che avremmo dovuto creare uno spettacolo insieme: uno spettacolo che raccontasse la storia della magia. La vita\, come spesso accade\, ha deviato il corso delle cose. Francesco ha vissuto il lutto della propria compagna e abbiamo pensato che il nostro spettacolo potesse diventare un rito. Un rito magico e teatrale. Un rito funebre e un rito vitale. La magia qui è una lingua che ci permette di nominare l’indicibile e di toccare l’impossibile. La magia smette di essere spettacolo per farsi corpo. La magia smette di essere numero per farsi racconto. La magia smette di essere trucco per divenire sintassi. La magia qui non è esibizione di una tecnica ma assume su di sé il compito di traghettarci con crudeltà e con dolcezza attraverso la tempesta della malattia e della perdita. Per raccontare questo attraversamento\, la voce di chi sta in mezzo al guado utilizza tutti i colori: il tragico\, il grottesco\, il poetico. L’ironico\, il cinico\, il metafisico. La rabbia\, la pace\, la depressione. Il realistico e l’onirico. Sono strade e sentieri ed emozioni e pensieri che si intrecciano e si rincorrono. A cui non è semplice e\, forse\, non è nemmeno corretto\, mettere ordine.” \n\n\n\nLa magia diventa\, dunque\, evocazione. strumento di collegamento\, di connessione\, di congiunzione\, depone le sue armi davanti alla vita che si spegne e allo stesso tempo ci sorprende ancora una volta e ci accompagna oltre la soglia. Dichiara la sua finitezza\, ma non rinuncia ai suoi segreti per scavare più a fondo nell’incomprensibile ovvietà che separa vita e morte.
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LOCATION:Teatro India\, Lungotevere Vittorio Gassman\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Lusofonie – Festival delle culture di lingua portoghese al Palladium
DESCRIPTION:Dal 18 al 20 marzo 2026 al Teatro Palladium arriva Lusofonie – Festival delle culture di lingua portoghese\, un attraversamento di suoni\, parole\, immagini e memorie che mette in dialogo Brasile\, Portogallo\, Africa lusofona e Mediterraneo. Tre giorni per immergersi nelle molte anime della lingua portoghese\, nei suoi ritmi e nelle sue storie\, tra poesia\, cinema\, teatro e musica. \n\n\n\nCurato da Giorgio de Marchis e Maddalena Pennacchia\, docenti del Dipartimento di Lingue\, Letterature e Culture Straniere dell’Università Roma Tre\, il festival nasce con l’intento di mostrare al pubblico italiano la varietà e la ricchezza delle culture che\, in quattro continenti\, si esprimono in lingua portoghese. Lusofonie non è solo un’area linguistica\, ma uno spazio culturale plurale\, attraversato da memorie coloniali\, diaspore\, scambi e trasformazioni. \n\n\n\nUn viaggio sulle traiettorie poetiche di Tatiana Faia con le note di Chrysanthi Gkika e Alessandro Luccioli\, attraverso le canzoni di Chico Buarque interpretate da Susanna Stivali\, in quartetto con Alessandro Gwis\, Marco Siniscalco e Alessandro Marzi negli adattamenti di Max De Tomassi\, seguendo i percorsi della chitarra di Julio Lemos\,  e accompagnati dalle immagini cinematografiche di Lusomovies e dalle fotografie di Paola Agosti che prendono vita nell’interpretazione teatrale delle studentesse e degli studenti del Dipartimento di Lingue\, Letterature e Culture Straniere di Roma Tre. \n\n\n\nCompletano il percorso la presentazione del volume di Maristella Petti dedicato a Fabrizio de André e Chico Buarque (18 marzo) e l’incontro con la scrittrice brasiliana Aline Bei\, che il 20 marzo dialogherà con il pubblico a partire dal suo recente romanzo Una delicata collezione di assenze (La Nuova Frontiera\, 2026). \n\n\n\nSi parte il 18 marzo con una carrellata che è già viaggio: alle 20.00 il concerto “Brasil Acústico” del chitarrista brasiliano Julio Lemos\, virtuoso della chitarra a sette corde\, che attraversa samba\, bossa nova\, choro-jazz\, valsa-choro e frevo in un equilibrio raffinato tra tradizione e innovazione. \n\n\n\nIl 19 marzo la parola poetica incontra la musica. Alle 17.00 l’incontro con la poetessa portoghese Tatiana Faia introduce il pubblico alla sua scrittura\, tra dialogo con il mondo classico e inquietudini contemporanee. A seguire il reading “Parole atlantiche\, note mediterranee”\, in cui la voce poetica si intreccia alla lira di Istanbul di Chrysanthi Gkika e al daf di Alessandro Luccioli. \n\n\n\nAlle 19.00 spazio al cinema con la V edizione di “Lusomovies”\, festival del cortometraggio in lingua portoghese diretto da Gian Luigi De Rosa\, che porta sullo schermo opere provenienti da Brasile\, Portogallo\, Angola\, Mozambico e Capo Verde\, in versione originale con sottotitoli in italiano. \n\n\n\nIl 20 marzo il festival entra nel cuore della memoria europea. Alle 17.00 la lettura drammatizzata “Lisbona\, la notte è finita!”\, prima assoluta\, racconta la Rivoluzione dei Garofani attraverso le fotografie di Paola Agosti. Il testo di Giorgio de Marchis\, la messa in scena e regia di Sara Altoni e Ilaria Diotallevi\, e l’interpretazione degli studenti del Dipartimento costruiscono un dialogo tra immagini\, parole e musica con la partecipazione del coro “Inni e canti di lotta – Giovanna Marini”\, diretto da Sandra Alos Cotronei. \n\n\n\nAlle 20.30 il festival si chiude sulle note di “Caro Chico”\, il progetto discografico di Susanna Stivali dedicato a Chico Buarque. \n\n\n\nIl patrocinio del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali e delle Ambasciate di Brasile e Portogallo conferma l’importanza di un appuntamento culturale che l’Università Roma Tre propone alla città nel suo teatro d’ateneo. \n\n\n\nLUSOFONIE – Festival delle culture di lingua portoghese \n\n\n\nBiglietti: 10 euro (giornaliero) – 20 euro (abbonamento) \n\n\n\nRiduzioni studenti Università Roma Tre disponibili
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LOCATION:Teatro Palladium\, Piazza Benedetto Romano\, 8\, Roma\, 00154\, Italia
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