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SUMMARY:“Uccidiamo il re” al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Sabato 21 marzo 2026\, alle ore 21\, al Teatro Garage\, per la prima volta a Genova\, è in scena lo spettacolo “Uccidiamo il re” della Compagnia Sunny Side\, scritto e diretto da Massimiliano Aceti\, anche attore insieme ad Alessandro Cosentini\, noto al grande pubblico per la partecipazione nella serie televisiva Rai “Il Paradiso delle Signore” nel ruolo di Cosimo Bergamini. \n\n\n\nIl titolo fa parte della rassegna “G.E.T Giovani Eccellenze Teatrali”\, proposta dall’associazione culturale La Chascona e realizzata in collaborazione con il Teatro Garage. Rassegna giunta alla V edizione\, inserita nella stagione teatrale dedicata ai nuovi scenari del teatro\, con giovani compagnie provenienti da ogni parte d’Italia acclamate dalla critica. “Uccidiamo il re” è stato finalista al Festival Inventaria – La festa del teatro OFF 2023 a Roma. \n\n\n\nGabriele e Lorenzo sono due fratelli\, ma sono anni che non si vedono. Si ritrovano nella casa del padre anziano\, facoltoso imprenditore edile. Gabriele\, attore ribelle\, è andato via dalla casa paterna molto giovane tagliando ogni tipo di rapporto con il padre; Lorenzo\, figlio primogenito\, ha deciso di rimanere al fianco dell’imprenditore ma\, essendo giudicato dal padre come incapace negli affari\, è trattato come un segretario\, che si occupa soprattutto delle faccende di casa. I due fratelli si lanciano accuse e recriminazioni. \n\n\n\nSu una cosa sono d’accordo: Il padre è stato la causa di tutto. Con il suo controllo\, la ferocia\, i maltrattamenti fisici\, l’uomo ha reso la loro vita “agiata” un vero inferno di sensi di colpa e inadeguatezza. Gabriele e Lorenzo dopo dieci anni di silenzio prendono una decisione: accelerare il destino inesorabile del vecchio e gestire finalmente l’impresa. I due fratelli avvelenano quotidianamente il padre con piccole dosi di cicuta e prendono presto le redini della società. Ma i tanti impegni e le grandi responsabilità non sono facili da gestire come credevano. \n\n\n\nLo stile dello spettacolo ricorda i vecchi film della Commedia all’Italiana\, in particolare lo stile di Monicelli\, dove la comicità si contamina con la tragedia e con la bassezza dell’animo umano. Il testo prende spunto da una storia vera – romanzata e spinta all’eccesso – ed è un grido di protesta contro i padri che continuano a voler restare ‘classe dirigente’ e rendono precari i sogni e il futuro dei giovani.  \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità. \n\n\n\nL’attore e regista Massimilano Aceti sarà anche protagonista del prossimo incontro del ciclo di appuntamenti “La penna nel G.E.T – scrivere per il teatro”\, organizzato dall’Associazione La Chascona in occasione della quinta edizione della rassegna G.E.T\, in programma venerdì 20 marzo 2026 alle ore 17.30 al Circolo Zenzero (via G. Torti 35 Genova). Aceti è stato ospite anche all’interno della scorsa stagione della rassegna G.E.T al Teatro Garage come autore\, attore e regista nello spettacolo “Equitalia”. \n\n\n\nL’incontro\, condotto dalla giornalista Emanuela Mortari\, è a ingresso gratuito ma è consigliata la prenotazione via mail a lachascona2010@libero.it. \n\n\n\nInformazioni: www.teatrogarage.it\, info@teatrogarage.it\, 010 511447.
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SUMMARY:"LA GOVERNANTE DI CAVOUR" al Nuovo Teatro AMG
DESCRIPTION:Un nuovo appuntamento nell’ambito della stagione teatrale del Nuovo Teatro AMG di Marino diretta da Emiliano De Martino. \n\n\n\nSabato 21 marzo alle ore 20.30 andrà in scena LA GOVERNANTE DI CAVOUR\, scritto\, diretto e interpretato da Francesca Nunzi con Marco Predieri. \n\n\n\nMa chi l’ha detto che i personaggi della storia che studiamo a scuola sono noiosi?  \n\n\n\nAvete mai provato a immaginarne uno “dietro le quinte”\, nella genuinità della sua vita privata? \n\n\n\nNo\, non “smonteremo” nessun mito storico. \n\n\n\nMa conosceremo da vicino l’umanità di un grande statista\, Camillo Benso Conte di Cavour e della sua governante Mena. \n\n\n\nIl prossimo appuntamento sul palcoscenico del Nuovo Teatro AMG di Marino ci porterà\, infatti\,  dentro la storia d’Italia. \n\n\n\nSabato 21 marzo alle ore 20.30 andrà in scena LA GOVERNANTE DI CAVOUR. \n\n\n\nUna commedia scritta e interpretata da Francesca Nunzi\, che in scena sarà proprio la governante Mena\, e con Marco Predieri nei panni di Camillo Benso Conte di Cavour.  \n\n\n\nTra ironia e divertimento entreremo nella vita privata dello Statista\, con Mena che porterà in luce il volto umano dell’opera e sarà alle prese con le ipocondrie del Conte e con il suo lato sognatore. Mena si occuperà\, infatti\, di proteggere l’immagine dello statista e sarà alle prese proprio con le sue debolezze\, i vizi e le ansie che un personaggio storico così importante nasconde bene. \n\n\n\nProvate a immaginare. \n\n\n\nSiamo nella cucina di Palazzo Cavour durante il caos dell’unificazione italiana.  \n\n\n\nCome nella più tradizionale delle ricette\, bolle sul fuoco la perfetta mescolanza di ingredienti di prima scelta: i personaggi\, la storia e la commedia si faranno strumento per offrire al pubblico uno sguardo profetico sull’Italia di ieri e di oggi. \n\n\n\n Quando: Sabato 21 marzo\, ore 20:30 \n\n\n\nDove: Teatro AMG Marino\, Via Giuseppe Garibaldi 54\, Marino \n\n\n\nPrenota subito il tuo posto e vivi una serata indimenticabile! \n\n\n\n Scopri la tua formula abbonamento: \n\n\n\n• 5 spettacoli \n\n\n\n• 10 spettacoli \n\n\n\n• FULL – tutti gli spettacoli della stagione! \n\n\n\n I percorsi teatrali sono ufficialmente partiti a Marino e Roma… e ci sono ancora posti disponibili! \n\n\n\nPrenota la tua OPEN DAY GRATUITA e lasciati conquistare dalla magia del teatro! \n\n\n\nInfoline e prenotazioni al 333 749 1357
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SUMMARY:“Avanti Ragazzi” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Prosegue la stagione teatrale dedicata ai più piccoli “Avanti Ragazzi” al Teatro Comunale Veroli. Sabato 21 marzo andrà in scena uno spettacolo comico e surreale pensato per bambini e famiglie\, capace di unire fantasia\, gioco scenico e coinvolgimento diretto del pubblico. \n\n\n\nSul palco prenderà vita la storia di due clown\, Jojo e Bulà\, protagonisti di un viaggio imprevedibile in cui realtà e immaginazione si intrecciano continuamente. Tra oggetti improbabili\, situazioni paradossali e momenti esilaranti\, i due personaggi conducono gli spettatori in un’avventura piena di sorprese e risate. \n\n\n\nLe loro valigie\, elemento centrale della scena\, diventano simbolo di un percorso più profondo: un viaggio interiore fatto di ostacoli\, scoperte e crescita personale. Durante il cammino Jojo e Bulà dovranno affrontare difficoltà inattese\, fino all’arrivo di una tempesta che li costringerà a fermarsi e a confrontarsi con le proprie scelte. \n\n\n\nLo spettacolo si distingue per la forte e continua interazione con il pubblico\, che diventa parte attiva dell’avventura\, contribuendo a rendere ogni rappresentazione unica e sorprendente. \n\n\n\nLa regia è affidata ad Andrea Menozzi\, mentre lo spettacolo è prodotto da Fraternal Compagnia APS\, realtà teatrale impegnata nella creazione di progetti artistici dedicati alle nuove generazioni e al teatro per l’infanzia. \n\n\n\nUn appuntamento pensato per far ridere\, riflettere e sognare\, confermando l’obiettivo della rassegna “Avanti Ragazzi”: avvicinare bambini e famiglie al teatro attraverso spettacoli di qualità\, capaci di parlare ai più piccoli con linguaggi creativi e coinvolgenti. \n\n\n\nVi aspettiamo sabato 21 marzo alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00 \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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SUMMARY:"Hamlet in purple" all'Angelo Mai di Roma
DESCRIPTION:In un tempo in cui la parola pubblica si è svuotata progressivamente di senso e gli spazi collettivi si desertificano\, un attore solo in scena\, una marionetta\, cinque burattini e un musicista dal vivo riaprono la domanda che Shakespeare pose quattro secoli fa: non più essere o non essere\, ma che cosa può essere il teatro quando tutto sembra finito. \n\n\n\nTra parola poetica\, teatro di figura e drammaturgia sonora\, dal 19 al 21 marzo all’Angelo Mai di Roma va in scena Hamlet in purple firmato da Valentino Mannias\, che cura traduzione\, regia e drammaturgia di una riduzione dell’Amleto di William Shakespeare. Un’indagine radicale sulla funzione del teatro oggi\, sulla crisi e sulla sua possibile rinascita\, attraverso una nuova traduzione in endecasillabi che restituisce alla parola shakespeariana una tensione ritmica e politica insieme. \n\n\n\nMannias\, insignito del Premio Hystrio alla Vocazione nel 2015\, del Premio Franco Enriquez nel 2018 e del Premio Ubu nel 2024\, costruisce uno spettacolo che assume Amleto come metafora dell’attore e\, più in profondità\, del teatro stesso: una figura sospesa tra dovere e desiderio\, tra rappresentazione e realtà\, chiamata a parlare dentro un sistema che sembra non avere più ascolto. In questa prospettiva\, il testo shakespeariano diventa un dispositivo critico attraverso cui interrogare il ruolo dell’arte come strumento di resistenza al potere e come spazio fragile ma necessario di pensiero collettivo. \n\n\n\nIl teatro di figura non è qui un semplice elemento estetico\, ma una vera e propria struttura concettuale: marionetta e burattini incarnano una dimensione ambigua\, in bilico tra morte e immortalità\, tra corpo animato e oggetto inerte\, restituendo al gesto scenico una qualità rituale che mette in crisi l’idea stessa di presenza. La presunta follia di Amleto\, in questa rilettura\, non è solo un tema narrativo\, ma una condizione del linguaggio teatrale\, un territorio instabile in cui realtà e finzione si contaminano fino a diventare indistinguibili.  \n\n\n\nIl viola che dà titolo allo spettacolo non è un dettaglio cromatico ma un dispositivo rituale. Colore del lutto e del vino\, della terra e della mescita\, il viola esiste solo nella percezione umana\, come il teatro. Chiedere al pubblico di vestirsi di viola significa costruire un funerale collettivo\, un rito condiviso affinché il teatro possa morire per rinascere come spazio vivo di comunità. Una possibilità di rinascita\, come rito che tenta di restituire al teatro una funzione politica\, non nel senso ideologico del termine\, ma come spazio in cui una comunità può ancora riconoscere le proprie contraddizioni.  \n\n\n\nFondamentale\, in questo dispositivo\, è la presenza della musica dal vivo\, pensata come “attore invisibile” da Luca Spanu\, che attraversa la scena\, dialoga con i corpi e con le figure\, e costruisce una partitura emotiva capace di agire sotto la soglia della parola. La musica non accompagna\, ma interroga\, amplifica\, talvolta contraddice\, diventando parte integrante della drammaturgia.  \n\n\n\nHamlet in Purple si presenta così come un atto insieme di lutto\, resistenza e speranza. Forse il teatro deve prendere coscienza della propria morte per ricominciare a vivere. Dunque la domanda non riguarda più soltanto Amleto\, ma chi ascolta: che cosa può essere il teatro\, oggi?  \n\n\n\nHamlet in purple \n\n\n\nDall’Hamlet di William Shakespeare \n\n\n\nTraduzione\, regia\, drammaturgia: Valentino Mannias \n\n\n\nMusiche originali e sound design: Luca Spanu \n\n\n\nCon: Valentino Mannias e Luca Spanu \n\n\n\nCollaborazione teatro di figura: Is Mascareddas \n\n\n\nCantanti: Emanuela Orrù\, Federica Orrù \n\n\n\nLight designer: Andrea Gallo \n\n\n\nFoto di scena: Dietrich Steinmetz \n\n\n\nProduzione: Valentino Mannias\, Bluemotion \n\n\n\nDurata: 65’ \n\n\n\nNote biografiche \n\n\n\nValentino Mannias è un attore\, autore e regista sardo. Formatosi presso l’Accademia d’arte drammatica Paolo Grassi\, nel 2015 vince il premio Hystrio alla vocazione come miglior attore – dopo il quale si concentra anche sulla sua attività di autore e regista. Nel 2018 viene selezionato per partecipare all’École des Maîtres\, il prestigioso laboratorio internazionale di approfondimento teatrale diretto in quell’anno da Tiago Rodrigues. Nello stesso anno vince il premio Franco Enriquez per lo spettacolo l’Avvoltoio in cui collabora col regista César Brie e nel 2024 vince il premio Ubu come miglior attore italiano under 35. Scrive\, dirige e interpreta gli spettacoli Esodo\, Giovanna detta anche Primavera (Sardegna Teatro\, Rete giovanidee) e mette in scena l’Orestea di Eschilo di cui cura la traduzione  (Css teatro stabile del FVG\, Sardegna Teatro\, Ambasciata Italiana di Atene\, Fondazione Sardegna\, Between the Seas Atene/New York). Con Bluemotion è protagonista in Pilade di Pier Paolo Pasolini (Teatro Nazionale Genova\, Ert Emilia Romagna Teatro)\, Cenere (Biennale di Venezia Teatro\, Bluemotion) e Roberto Zucco di Bernard Marie Koltès per la regia di Giorgina Pi (Teatro Nazionale di Genova\, Teatro Metastasio di Prato\, Romaeuropa Festival\, Angelo Mai\, Amat\, Istituto Italiano di Cultura di Parigi\, Olinda). Interpreta ruoli principali anche nell’Edipo Re del Teatro dell’Elfo o in Hermada – strada privata di Renato Sarti\, ma collabora anche in produzioni come Storia di Q di Dario Fo e Franca Rame (Piccolo Teatro di Milano)\, Pier Paolo! per la regia di Giorgio Barberio Corsetti (Fattore K\, Olinda)\, Quasi Grazia\, in cui recita con la scrittrice Michela Murgia per la regia di Veronica Cruciani e Mujeres soñaron caballos di Daniel Veronese per la regia di Roberto Rustioni (Fattore K e Sardegna Teatro). Ultimamente prosegue il suo percorso artistico anche in campo cinematografico come protagonista della serie Il Mostro per la regia di Stefano Sollima\, una produzione The Apartment – gruppo Freemantle – e AlterEgo disponibile su Netflix in oltre 190 paesi \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni: \n\n\n\nprenotazioni@angelomai.org \n\n\n\nwww.angelomai.org \n\n\n\nAngelo Mai è un circolo ARCI. L’accesso alle attività è riservato ai possessori di tessera ARCI valida per l’anno in corso.
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SUMMARY:"BUM HA I PIEDI BRUCIATI" al Teatro Ambra di Velletri
DESCRIPTION:Con grande orgoglio ed emozione il Teatro Ambra di Velletri presenta lo spettacolo  teatrale “BUM HA I PIEDI BRUCIATI”\, programmato per giovedì 19 marzo. Un racconto potente ed intenso sulla vita del Magistrato Giovanni Falcone\, tra ironia\, umanità e coraggio. \n\n\n\nRacconta da un punto di vista intimo\, intenso e giocoso\, senza rinunciare alla drammaticità degli avvenimenti\, la vita di Giovanni Falcone.E’ il risultato di mesi di studi (di testi del Magistrato\, suoi discorsi\, interventi\, interviste\, articoli\, proposte di legge\, trasmissioni tv e radio). E’ patrocinato dalla Fondazione Falcone ed è liberamente tratto dal romanzo “Per questo mi chiamo Giovanni”\, di L. Garlando.Lo spettacolo ha alle spalle 5 stagioni teatrali in 7 anni (due anni di stop per covid) e oltre 140 repliche in Italia e in Europa; è stato anche rappresentato a Novembre 2017 agli Stati Generali della Lotta alle Mafie\, organizzati dal Ministero della Giustizia presso il Palazzo Reale di Milano\, con la partecipazione del Presidente della Repubblica.Nel giorno dell’80esimo compleanno di Giovanni Falcone è stato messo in scena nel teatro dell’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles\, presso il Consolato Italiano.E’ stato rappresentato in Italia\, Inghilterra (Londra)\, Spagna (Madrid)\, Germania (Dusseldorf)\, Belgio (3 volte a Bruxelles e a Liegi) e sta continuando il suo tour. E’ stato recensito\, tra gli altri\, dal Frankfurter Allgemeine Zeitung\, uno dei quotidiani più autorevoli del mondo. Uno spettacolo che emoziona e fa riflettere\, senza retorica.Salvatore Borsellino (fratello di Paolo)\, è tornato più volte a vederlo; alla fine della prima replica a cui ha assistito ha voluto rilasciare queste parole: \n\n\n\nPer info e prenotazioni è possibile contattare il Teatro: 06 8678 39 83 – 392 942 8338 – ambracinemavelletri@gmail.com. Biglietti acquistabili anche sulla piattaforma https://www.tickettando.it/ProductDetail/bum-ha-i-piedi-bruciati.
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SUMMARY:"L’Avaro Immaginario – In viaggio verso Molière\, da Napoli a Parigi" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Un itinerario scenico che intreccia filologia teatrale\, memoria storica e invenzione drammaturgica inaugura al Teatro Vittoria una traversata poetica attraverso l’immaginario barocco europeo\, dove la tradizione della Commedia dell’Arte dialoga con la grande architettura del teatro classico. \n\n\n\nDal 19 al 29 marzo\, Enzo Decaro conduce il pubblico in L’Avaro Immaginario – In viaggio verso Molière\, da Napoli a Parigi\, testo da lui scritto e interpretato\, affiancato — in ordine alfabetico — da Luigi Bignone\, Angela De Matteo\, Carlo Di Maio\, Roberto Fiorentino\, Massimo Pagano\, Fabiana Russo e Ingrid Sansone. La regia è dello stesso Decaro\, mentre l’impianto sonoro rielabora le musiche di Nino Rota tratte da Le Molière Immaginarie e suggestioni di villanelle e canti popolari del Seicento napoletano. La produzione è firmata da I Due della Città del Sole. \n\n\n\nSinossi \n\n\n\nSette quadri\, un prologo e un epilogo. È un viaggio nel teatro\, quello di Molière in primo luogo\, ma non soltanto… Èanche un viaggio nel tempo quello del Seicento\, un secolo pieno di guerre\, epidemie\, grandi tragedie ma anche diprofonde intuizioni e illuminazioni che non riguardano solo “quel tempo. Ed è anche il viaggio\, reale e immaginario\, di Oreste Bruno e la sua Compagnia di famiglia\, quella dei Fratelli dè Bruno da Nola\, discendenti del grande filosofoGiordano Bruno)\, una vera “carretta dei comici” viaggiante\, tanto cara sia a Peppino che a Luigi De Filippo. \n\n\n\nÈ il viaggio verso Parigi\, verso il teatro\, verso Molière ma anche una fuga dalla peste\, da una terribile epidemia che ha costretto i Nostri a cimentarsi in un avventuroso viaggio verso un sogno\, una speranza o solo la salvezza. Lungo il percorso\, quando “la Compagnia” arriva nei pressi di un centro abitato\, di un mercato o di un assembramento dipersone\, ecco che il “carretto viaggiante” diventa palcoscenico e “si fa il Teatro”.E col “teatro” si riesce anche amangiare\, quasi sempre. Infatti\, grazie agli stratagemmi di tutti i componenti della famiglia teatrale\, si rimedia il pasto quotidiano o qualche misera offerta in monete o\, più spesso\, qualche pezzo di animale\, già cucinato\, offerto comecompenso della esibizione sul palco-carretto\, manco a dirlo\, delle opere di Molière (L’Avaro e il Malato Immaginario sono “i cavalli di battaglia” di cui vengono proposti i momenti salienti\, opportunamente adattati al luogo e agli astanti). Gli incontri \n\n\n\ndurante il viaggio\, sorprendenti ma non tutti piacevoli\, l’avvicinamento anche fisico a Parigi\, al teatro di Molière\, la “corrispondenza” che il capocomico invia quotidianamente all’illustre “collega”\, la forte connessione tra il mondo culturale e teatrale della Napoli di quel tempo con quella francese (con Pulcinella che diventa Scaramouche)\, di Molière ma forse ancor più di Corneille (che si celerebbe sotto mentite spoglie dietro alcune delle sue opere maggiori) la pesante eredità del pensiero di uno zio prete di Oreste Bruno\, Filippo detto poi Giordano\, scomparso da alcunidecenni ma di cui per fortuna non si ricorda più nessuno\, e la morte in scena dello stesso Molière poco prima del loro arrivo a Parigi\, renderanno davvero unico il viaggio di tutta la “Compagnia di famiglia” commedianti d’arte ma soprattutto persone “umane”\, proprio come la grande commedia del teatro\, dove “tutto è finto\, ma niente è falso”. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nIl progetto nasce soprattutto da una curiosità ‘artistica’\, a sua volta originata dalla costatazione che\, a un certo punto della loro carriera\, i De Filippo (Peppino e Luigi in particolare) hanno sentito l’esigenza di confrontarsi con il teatro di Molière e il suo genio innovativo\, rimasto forse nel suo genere ancor oggi ineguagliato e vivissimo. A riprova\, il fatto che\, dopo oltre quattro secoli\, in occasione della recente ricorrenza del quattrocentenario dalla nascita\, si son tenute ovunque celebrazioni\, studi e ricerche dedicate al suo teatro e alla sua mai tramontata “comédie humaine”. Inparticolare\, “L’ Avaro”e“Il Malato immaginario” sono stati i due titoli a cui\, una generazione dopo l’altra\, i De Filippo\, padre e figlio\, hanno dedicato seppur con differenti approcci la loro attenzione\, sia teatrale che umana\, dal momento che per entrambi\, come del resto per Molière\, il confine tra la rappresentazione teatrale e la vita come teatro\, anche vissuto nella realtà quotidiana\, è stato davvero sottile. Enzo Decaro \n\n\n\n>>>TRAILER<<< \n\n\n\nCALENDARIO DELLE REPLICHE MARZODATAORARIOMar1721.00Mer18 21.00Gio19 21.00Ven20 21.00Sab21 21.00Dom22 17.30Lun23 –Mar2421.00Mer25 17.00Gio26 21.00Ven27 21.00Sab28 21.00Dom29 17.30\n\n\n\ninfo: botteghino tel. 065740170 / 065740598 \n\n\n\nTEL. 06 5781960 – FAX 06 5759935 – INFO@TEATROVITTORIA.IT \n\n\n\nPRENOTAZIONE BIGLIETTI SOLO VIA TELEFONO
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SUMMARY:“Non è una gara” a Fortezza Est
DESCRIPTION:Debutta a Fortezza Est dal 19 al 21 marzo “Non è una gara” monologo di e con Ilaria Arnone\, diretto da Federico Nardoni\, che partendo da uno spunto autobiografico mette in scena una riflessione sul desiderio\, sulla paura e sulla curiosità di una giovane donna che si affaccia alla vita adulta. \n\n\n\nPunto di partenza del lavoro è il romanzo “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll che offre l’opportunità di ragionare su una serie di domande: Che cosa significa crescere per una bambina? Come siamo diventate quello che siamo? Ma soprattutto\, siamo cresciute “bene”? Oppure qualcosa è andato storto?  \n\n\n\nQuando e come si diventa quel che si è? La protagonista\, Ilaria\, ancora non lo sa\, per questo ha deciso di mettersi in vendita. Dopotutto\, chi non si è mai sentito incompreso o sottovalutato? Se il mondo non capisce cosa hai da offrirgli\, tanto vale dargli una mano.  \n\n\n\nIl lavoro raccoglie il caos della struttura Carrolliana\, episodica\, spezzettata e delirante per usarlo come propulsore di indagine\, facendo ripercorrere ad Ilaria parte della sua infanzia. In modo più specifico\, per farle ripercorrere le insicurezze\, i disagi ed i turbamenti della sua prima adolescenza. \n\n\n\nScavando nei ricordi\, emerge il racconto di Ilaria dodicenne che frequentava tutti i giorni delle estenuanti lezioni di nuoto. La cosa che turbava di più la sua routine durante quel periodo era il suo allenatore: un uomo sulla cinquantina\, grezzo e con una disturbante propensione per le ragazzine. Tutte le ragazzine del corso\, infatti\, sembravano attrarlo. Tutte\, tranne Ilaria. Come se non bastasse la sofferenza data dalla sensazione di essere invisibile agli occhi del suo allenatore\, Ilaria si sente anche sporca nel provare quello che prova.  \n\n\n\nIl suo senso di colpa la porterà a farsi molte domande ma soprattutto a riceverne altrettante\, affrontando un processo. Il capo d’accusa principale? Quello di aver desiderato le attenzioni del suo insegnante. Al risveglio tutto è finito\, ma la sensazione di dover affrontare il confronto\, il senso di colpa e la vergogna resta.  \n\n\n\nIlaria si perde nel suo io più intimo. Qui ha modo di osservare la sua femminilità e il suo rapporto con essa\, di fare un salto indietro nel passato a quando praticava nuoto nel periodo della sua prima adolescenza. La sua routine viene a mano a mano interrotta e scombussolata dalla scoperta del proprio corpo\, dal confronto con lo sguardo esterno\, dalle difficoltà a emergere sia a livello agonistico che come giovane donna.  \n\n\n\nPartendo da una storia in parte personale\, “Non è una gara” si concentra sulla perdita dell’innocenza. Non c’è la presunzione di rispondere a niente\, bensì il desiderio di indagare un mondo interno\, seppur controverso e complesso\, della vita. \n\n\n\nNON È UNA GARA  \n\n\n\n19-20-21 marzo 2026 | h. 20:30 \n\n\n\nPOETICA Stagione Teatrale 2025/26 Fortezza Est \n\n\n\nOrario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30 \n\n\n\nbiglietto unico 14.00€ \n\n\n\nAbbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli 70€ \n\n\n\nwww.fortezzaest.com \n\n\n\ninfo e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com \n\n\n\n| whatsapp 329.8027943| 349.4356219
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SUMMARY:Il Teatro Valle: trecento anni di spettacoli
DESCRIPTION:In attesa della prossima riapertura del Teatro Valle\, il Teatro di Roma prosegue il viaggio nella memoria storica di uno dei palcoscenici più antichi d’Europa. \n\n\n\nIl nuovo appuntamento del ciclo di incontri Il Teatro Valle: trecento anni di spettacoli\, previsto per giovedì 19 marzo alle ore 19.00 presso la Sala Squarzina del Teatro Argentina\, è dedicato a un’epoca irripetibile: quella della Rivista\, per ricordare e festeggiare i quasi tre secoli di attività del Teatro Valle inaugurato nel gennaio del 1727. L’incontro\, dal titolo Lo specchio della Rivista. Il Teatro Valle dal ’35 al ‘50\, esplora una stagione gloriosa che ha popolato il palcoscenico del Valle di nomi leggendari e atmosfere sfavillanti\, trasformando il teatro in uno specchio della società italiana tra gli anni del regime e il dopoguerra. \n\n\n\nDal debutto di Renato Rascel al mito della “Wandissima”: il racconto prende il via dal 1937\, anno dell’esordio di un giovanissimo Rascel\, per proseguire con la consacrazione di Wanda Osiris\, la “Wandissima”\, guidata dai testi di Michele Galdieri – architetto assoluto del genere che definì al Valle uno stile inimitabile fatto di piogge di rose e scale monumentali. Accanto a lei\, l’incontro ricorderà giganti del calibro di Carlo Dapporto\, Enrico Viarisio ed Erminio Macario.  \n\n\n\nUn approfondimento sarà dedicato a un momento cruciale per lo storico teatro capitolino\, grazie al sodalizio tra Totò e Anna Magnani\, con celebri spettacoli come Volumineide\, Che ti sei messo in testa? o Con un palmo di naso. Altre figure illustri che calcheranno il palcoscenico in quegli anni sono Sergio Tofano\, Paola Boroni e Aldo Fabrizi. In quel periodo il Valle divenne lo spazio in cui la risata si faceva sberleffo al potere\, sfidando apertamente il clima di censura e creando reazioni del regime fascista e nazista; un’ironia necessaria per decodificare la realtà della guerra. L’incontro metterà in luca la doppia anima della Rivista al Valle: non solo un momento di evasione fatto di canzoni spensierate dai mille doppi sensi\, battute fulminanti e ballerine in abiti succinti\, ma uno spazio di riflessione civile creato attraverso il sarcasmo. \n\n\n\nA rievocare queste atmosfere saranno Donatella Orecchia (Professoressa ordinaria in Discipline dello Spettacolo all’Università Roma Due) e Pino Strabioli (attore\, regista e conduttore televisivo)\, a colloquio con il giornalista e critico teatrale Antonio Audino. L’attrice Giulia Sucapane darà voce ai ricordi di Federico Fellini\, Marisa Merlini\, Ennio Flaiano e di altri protagonisti che hanno vissuto e narrato la magia del Valle. \n\n\n\nIl ciclo di incontri Il Teatro Valle: trecento anni di spettacoli fa parte del più ampio progetto dedicato ai quasi tre secoli di attività del Teatro Valle che\, oltre agli appuntamenti\, offrirà al pubblico l’occasione di visitare presso la Sala Squarzina e i salottini del Teatro Argentina le sezioni espositive dedicate agli artisti e gli spettacoli che hanno fatto la storia del Teatro Valle. Infatti\, è aperta al pubblico la terza sezione della mostra dedicata a Eduardo Scarpetta\, De Filippo e alla celebre opera Sei personaggi in cerca d’autore. È ancora visitabile la sezione dedicata a Cimarosa\, Rossini e Donizetti\, un’esposizione che ricorda i maestri dell’Opera Buffa del primo Ottocento con illustrazioni\, approfondimenti e curiosità. È inoltre aperta al pubblico la sezione dedicata alle due grandi attrici che nella seconda metà dell’Ottocento accompagnarono con la loro arte il passaggio dalla lirica alla prosa: Adelaide Ristori e Eleonora Duse.
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SUMMARY:"Isabel – tratto da una storia vera" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:TeatroBasilica presenta\, il 18 e 19 marzo 2026 alle ore 21.00\, Isabel – tratto da una storia vera\, uno spettacolo di Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo\, prodotto da Anonima Teatri. In scena Caroline Loiseau\, accompagnata dalla musica dal vivo di Marco Memetaj\, che attraversa e sostiene il racconto. \n\n\n\nLo spettacolo nasce da una vicenda reale e prende forma come un viaggio nella memoria e nell’identità. Attraverso la voce e il corpo dell’interprete\, la storia di Isabel si dispiega come un racconto intimo e necessario\, in cui il ricordo personale diventa materia teatrale e spazio di riflessione collettiva. Parole\, presenza scenica e musica si intrecciano in una narrazione essenziale e potente\, capace di restituire al pubblico la forza umana di una storia che chiede di essere ascoltata. \n\n\n\n“Ero stato mandato a Buenos Aires\, in Argentina\, dal mio capo redattore nel dicembre 2022. Dovevo documentare l’entusiasmo del popolo argentino dopo la vittoria del mondiale. Ero molto felice\, era tutta la vita che volevo andarci… Gli argentini non avevano ancora smesso di festeggiare. Ogni quartiere\, ogni Barrio di Buenos Aires aveva la sua gigantografia\, il suo santo calcistico preferito.  In uno trovavi Lionel Messi\, poi Angel di Maria\, e poi in quasi tutte c’era Diego Armando Maradona… Ho continuato a camminare e alla fine mi sono ritrovato davanti Plaza de Mayo\, una piazza che non è facile da raccontare… È dispersiva\, non si capisce dove inizi e   dove finisca… c’è un muro\, un vecchio muro. Li sopra ci sono foto\, manifesti\, cartelloni\, testimonianze delle Madri di Plaza de Mayo\, testimonianze dei desaparecidos argentini. Su quel muro ci sono i segni della storia moderna dell’Argentina. È lì che ho incontrato Isabel. Stava seduta su una panchina. Fissava un punto della piazza e sorrideva. Poi si è girata\, mi ha visto\, mi ha sorriso. Si è alzata e mi è venuta incontro. Io non so come sia successo\, ma in quel momento ho capito che non ero in Argentina per la “fiesta del mondial”\, ero lì per un altro motivo\, per ascoltare la sua storia. La storia di una famiglia qualsiasi. Una storia racchiusa in 50 anni di Argentina. Ecco… di questo parla quest’intervista\, di Isabel\, di sua madre Corita\, di suo padre Paulo e di suo zio Raul… E pensare che io ero lì per documentare la festa dei mondiali.” \n\n\n\n“Isabel – tratto da una storia vera” è uno spettacolo che si muove tra teatro\, danza\, e narrazione; lo spettacolo racconta la vita di una donna e della sua famiglia\, attraversando le vicende sociali e politiche dell’Argentina tra il 1963 ed il 2022.  Isabel è una donna\, molte donne\, è figlia\, sorella e madre. Isabel è la forza dell’essere umano\, il sorriso sulle labbra di una ragazzina felice per un raggio di sole. Isabel è la costante ricerca della normalità e della quotidianità perduta\, è la speranza che fatica a soccombere\, Isabel è la forza di adattarsi ai cambiamenti. Isabel è una donna semplice e come lei ce ne sono tante. Questa storia è come tante altre storie\, solo che questa è la storia di Isabel e per questo è speciale e unica. \n\n\n\nLo spettacolo e i fatti raccontati all’interno sono ispirati alla storia vera di Victoria Donda: prima figlia di “desaparecidos” ad essere eletta alla Camera dei deputati argentina.  \n\n\n\nSINOSSI VERSIONE BREVE: \n\n\n\n“Ero stato mandato a Buenos Aires\, in Argentina\, dal mio capo redattore nel dicembre 2022. Dovevo documentare l’entusiasmo del popolo argentino dopo la vittoria del mondiale. Ero molto felice\, era tutta la vita che volevo andarci… È lì che ho incontrato Isabel.” \n\n\n\n“Isabel – tratto da una storia vera” è uno spettacolo che si muove tra teatro\, danza\, e narrazione; lo spettacolo racconta la vita di una donna e della sua famiglia\, attraversando le vicende sociali e politiche dell’Argentina tra il 1963 ed il 2022.  Isabel è una donna\, molte donne\, è figlia\, sorella e madre. Isabel è la forza dell’essere umano\, il sorriso sulle labbra di una ragazzina felice per un raggio di sole. Isabel è la costante ricerca della normalità e della quotidianità perduta\, è la speranza che fatica a soccombere\, Isabel è la forza di adattarsi ai cambiamenti. Isabel è una donna semplice e come lei ce ne sono tante. Questa storia è come tante altre storie\, solo che questa è la storia di Isabel e per questo è speciale e unica. \n\n\n\nLo spettacolo e i fatti raccontati all’interno sono ispirati alla storia vera di Victoria Donda: prima figlia di “desaparecidos” ad essere eletta alla Camera dei deputati argentina.  \n\n\n\nSINOSSI VERSIONE BREVISSIMA: \n\n\n\n“Ero stato mandato a Buenos Aires\, in Argentina\, dal mio capo redattore nel dicembre 2022. Dovevo documentare l’entusiasmo del popolo argentino dopo la vittoria del mondiale… È lì che ho incontrato Isabel.” \n\n\n\nMuovendosi tra teatro\, danza\, e narrazione\, lo spettacolo racconta la vita di una donna e della sua famiglia\, attraversando le vicende sociali e politiche dell’Argentina tra 1963 e 2022. Isabel è una donna\, molte donne\, è figlia\, sorella e madre. Isabel è la forza dell’essere umano\, il sorriso sulle labbra di una ragazzina felice per un raggio di sole\, è la costante ricerca della quotidianità perduta\, la speranza che fatica a soccombere\, Isabel è la forza di adattarsi ai cambiamenti.  \n\n\n\nLo spettacolo è ispirato alla storia vera di Victoria Donda: prima figlia di “desaparecidos” ad essere eletta alla Camera dei deputati argentina.  \n\n\n\nLINK TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=BgFHTvCWrechttps://vimeo.com/674113577
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SUMMARY:"Hospitality Suite" al Teatro Brancati
DESCRIPTION:Debutta in prima nazionale\, mercoledì 18 marzo\, ore 21\, al Teatro Vitaliano Brancati di Catania\, lo spettacolo Hospitality Suite di Roger Rueff con la regia e l’interpretazione dell’attore palermitano Francesco Scianna che è affiancato da Sergio Romano\, Lorenzo Crovo e Fabrizio Romano.  \n\n\n\nLa pièce è tradotta in italiano da Paola Ponti e Paola Ermenegildo in accordo con Arcadia & Ricono Ldt per gentile concessione di Roger Rueff. Completano il team creativo Angelo Linzalata (scene e luci)\, Stefania Cempini (costumi)\, Paolo Spaccamonti (musiche) e Luca Bargagna (regista assistente). Prodotto da Marche Teatro\, Goldenart Production\, Teatro Biondo Palermo\, La Fabbrica dell’Attore–Teatro Vascello di Roma\, lo spettacolo sarà in scena al Teatro Brancati di Catania fino a domenica 22 marzo (giovedì\, venerdì e domenica ore 17\,30; sabato ore 17\,30 e 21) per poi cominciare la tournée nazionale. \n\n\n\nIl testo concentra l’azione nel microcosmo di una stanza d’albergo\, dove si incontrano Larry\, Phil e Bob – tre uomini in momenti cruciali della propria vita – insieme a un misterioso “Uomo”. In questo spazio chiuso si confrontano ambizioni\, fragilità e conflitti interiori\, mentre sullo sfondo prende forma una riflessione sulla società del profitto e sulla progressiva marginalizzazione dell’essere umano in un mondo dominato dalla tecnica. Ambientata durante una convention aziendale\, la pièce segue tre venditori di un’importante compagnia industriale che cercano di conquistare un potenziale cliente cruciale per le sorti dell’azienda. Il dialogo serrato tra i personaggi svela poco a poco le loro vulnerabilità\, ambizioni e illusioni. \n\n\n\n“Sono giunto all’opera “Hospitality Suite” di Roger Rueff dopo una lunga ricerca di testi teatrali del panorama classico e contemporaneo”\, spiega Francesco Scianna. “Mi hanno conquistato\, in maniera potente\, sia la scrittura che i temi che vengono affrontati al suo interno. Nell’opera riscontro solidità tra forma e contenuto. Ed anche un certo mistero rispetto alle sue possibilità di lettura. E questo mi attrae molto. La potenza del testo\, a mio avviso\, risiede nella sua capacità di esplorare in maniera tridimensionale vari temi: il tempo\, la società e l’essere umano che si muove oggi nel mondo. È una lente d’ingrandimento sulla “società del profitto” dove l’essere “umani” passa in secondo piano\, e il suo sviluppo\, sostenuto dalla tecnica\, vede l’uomo stesso avviarsi verso il diventar superfluo perché sostituibile dai robot”. \n\n\n\n“Dal punto di vista registico – conclude Scianna – \, la sfida più grande è esplorare tutte le possibilità del testo. Tentare una lettura non lineare. Una messa in scena che sostenga la tridimensionalità dell’essere per scoprire i sensi più profondi del dramma. Esplorare i linguaggi e lo spazio per aprire nuovi piani di espressione e comunicazione”. \n\n\n\nCALENDARIO SPETTACOLImercoledì 18 marzo\, ore 21  giovedì 19 marzo\, ore 17:30  venerdì 20 marzo\, ore 17:30  sabato 21 marzo\, ore 17:30  e ore 21domenica 22 marzo\, ore 17:30  \n\n\n\nINFO E BIGLIETTItel.: 095 530153 – 334 5683715 (whatsapp)
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SUMMARY:Lusofonie – Festival delle culture di lingua portoghese al Palladium
DESCRIPTION:Dal 18 al 20 marzo 2026 al Teatro Palladium arriva Lusofonie – Festival delle culture di lingua portoghese\, un attraversamento di suoni\, parole\, immagini e memorie che mette in dialogo Brasile\, Portogallo\, Africa lusofona e Mediterraneo. Tre giorni per immergersi nelle molte anime della lingua portoghese\, nei suoi ritmi e nelle sue storie\, tra poesia\, cinema\, teatro e musica. \n\n\n\nCurato da Giorgio de Marchis e Maddalena Pennacchia\, docenti del Dipartimento di Lingue\, Letterature e Culture Straniere dell’Università Roma Tre\, il festival nasce con l’intento di mostrare al pubblico italiano la varietà e la ricchezza delle culture che\, in quattro continenti\, si esprimono in lingua portoghese. Lusofonie non è solo un’area linguistica\, ma uno spazio culturale plurale\, attraversato da memorie coloniali\, diaspore\, scambi e trasformazioni. \n\n\n\nUn viaggio sulle traiettorie poetiche di Tatiana Faia con le note di Chrysanthi Gkika e Alessandro Luccioli\, attraverso le canzoni di Chico Buarque interpretate da Susanna Stivali\, in quartetto con Alessandro Gwis\, Marco Siniscalco e Alessandro Marzi negli adattamenti di Max De Tomassi\, seguendo i percorsi della chitarra di Julio Lemos\,  e accompagnati dalle immagini cinematografiche di Lusomovies e dalle fotografie di Paola Agosti che prendono vita nell’interpretazione teatrale delle studentesse e degli studenti del Dipartimento di Lingue\, Letterature e Culture Straniere di Roma Tre. \n\n\n\nCompletano il percorso la presentazione del volume di Maristella Petti dedicato a Fabrizio de André e Chico Buarque (18 marzo) e l’incontro con la scrittrice brasiliana Aline Bei\, che il 20 marzo dialogherà con il pubblico a partire dal suo recente romanzo Una delicata collezione di assenze (La Nuova Frontiera\, 2026). \n\n\n\nSi parte il 18 marzo con una carrellata che è già viaggio: alle 20.00 il concerto “Brasil Acústico” del chitarrista brasiliano Julio Lemos\, virtuoso della chitarra a sette corde\, che attraversa samba\, bossa nova\, choro-jazz\, valsa-choro e frevo in un equilibrio raffinato tra tradizione e innovazione. \n\n\n\nIl 19 marzo la parola poetica incontra la musica. Alle 17.00 l’incontro con la poetessa portoghese Tatiana Faia introduce il pubblico alla sua scrittura\, tra dialogo con il mondo classico e inquietudini contemporanee. A seguire il reading “Parole atlantiche\, note mediterranee”\, in cui la voce poetica si intreccia alla lira di Istanbul di Chrysanthi Gkika e al daf di Alessandro Luccioli. \n\n\n\nAlle 19.00 spazio al cinema con la V edizione di “Lusomovies”\, festival del cortometraggio in lingua portoghese diretto da Gian Luigi De Rosa\, che porta sullo schermo opere provenienti da Brasile\, Portogallo\, Angola\, Mozambico e Capo Verde\, in versione originale con sottotitoli in italiano. \n\n\n\nIl 20 marzo il festival entra nel cuore della memoria europea. Alle 17.00 la lettura drammatizzata “Lisbona\, la notte è finita!”\, prima assoluta\, racconta la Rivoluzione dei Garofani attraverso le fotografie di Paola Agosti. Il testo di Giorgio de Marchis\, la messa in scena e regia di Sara Altoni e Ilaria Diotallevi\, e l’interpretazione degli studenti del Dipartimento costruiscono un dialogo tra immagini\, parole e musica con la partecipazione del coro “Inni e canti di lotta – Giovanna Marini”\, diretto da Sandra Alos Cotronei. \n\n\n\nAlle 20.30 il festival si chiude sulle note di “Caro Chico”\, il progetto discografico di Susanna Stivali dedicato a Chico Buarque. \n\n\n\nIl patrocinio del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali e delle Ambasciate di Brasile e Portogallo conferma l’importanza di un appuntamento culturale che l’Università Roma Tre propone alla città nel suo teatro d’ateneo. \n\n\n\nLUSOFONIE – Festival delle culture di lingua portoghese \n\n\n\nBiglietti: 10 euro (giornaliero) – 20 euro (abbonamento) \n\n\n\nRiduzioni studenti Università Roma Tre disponibili
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LOCATION:Teatro Palladium\, Piazza Benedetto Romano\, 8\, Roma\, 00154\, Italia
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SUMMARY:"Sette canti contro lo Scontento"\, presentazione al Ridotto del Verga
DESCRIPTION:Il Teatro Stabile di Catania\, in collaborazione con il Centro di Poesia Contemporanea Catania\, ospita mercoledì 18 marzo 2026 alle ore 18\,00 al Ridotto del Teatro Verga la presentazione del nuovo libro di Davide Rondoni\, “Sette canti contro lo Scontento” (Garzanti\, 2026). \n\n\n\nA dieci anni dalla sua ultima raccolta di versi\, Rondoni torna con un libro che affronta uno dei sentimenti più diffusi del nostro tempo: lo scontento\, forza sotterranea che attraversa la società contemporanea\, apparentemente appagata ma spesso svuotata di gioia e slancio vitale. \n\n\n\nCon “Sette canti contro lo Scontento”\, il poeta intraprende un viaggio ideale attraverso diverse città del mondo\, interrogando la realtà e la coscienza contemporanea con una poesia intensa\, ritmica e ricca di immagini. Nei suoi versi la bellezza e il dolore convivono\, mentre il poeta invita il lettore a guardarsi allo specchio e a chiedersi: perché è così diffusa la mancanza di gioia? Come resistere allo scontento che ci assale?L’incontro sarà accompagnato da interventi musicali di Chiara Abbate\, Sara Castrogiovanni e Giuseppe Puglisi\, in un dialogo tra poesia e musica che amplifica la forza evocativa dei testi. \n\n\n\nDurante l’appuntamento sarà presente l’autore\, che dialogherà con il pubblico intorno ai temi del libro e al ruolo della poesia nel nostro tempo. \n\n\n\nBio Davide Rondoni (Forlì\, 1964): poeta\, scrittore e saggista. Tra le sue raccolte di poesia ricordiamo La frontiera delle ginestre (1984)\, Il bar del tempo (1999)\, Avrebbe amato chiunque (2003)\, Apocalisse\, amore (2008; nuova edizione 2020)\, Si tira avanti solo con lo schianto (2013) e La natura del bastardo (2016). Ha pubblicato poesie e romanzi per ragazzi e raccolto scritti sull’arte e sugli artisti in Rispondimi\, bellezza (2023). Autore di saggi sui rapporti tra poesia e altre arti e di studi dedicati a Leopardi e a san Francesco d’Assisi\, è fondatore del Centro di poesia dell’Università di Bologna e della rivista «clanDestino». È inoltre autore di docufiction\, romanzi e testi teatrali. \n\n\n\nPresentazione del libroSette canti contro lo Scontento di Davide Rondoni (Garzanti\, 2026)Interventi musicaliChiara AbbateSara CastrogiovanniGiuseppe Puglisi \n\n\n\nEvento promosso dal Teatro Stabile di Catania e dal Centro di Poesia Contemporanea Catania.
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SUMMARY:"L'Arte della Truffa" al Golden di Palermo
DESCRIPTION:La comicità travolgente e inconfondibile di BIAGIO IZZO approda in Sicilia con L’ARTE DELLA TRUFFA di Toni Fornari\, Andrea Maia\, Vincenzo Sinopoli e Augusto Fornari che firma anche la regia. Prodotta da AG Spettacoli\, si alza il sipario su una commedia piena di equivoci\, colpi di scena e situazioni esilaranti\, in un crescendo di puro divertimento. Dal 17 al 19 marzo 2026\, la messinscena verrà ospitata dal Teatro Golden di Palermo\, nell’ambito della nella nuova stagione Turi Ferro. Biglietti disponibili al link https://www.vivaticket.com/it/ticket/biagio-izzo-l-arte-della-truffa/283663. \n\n\n\nTra momenti paradossali\, comici ed emozionanti si assisterà alla consumazione di una truffa… “a fin di bene”. Sul palco\, con BIAGIO IZZO\, un formidabile cast di attori formato da Carla Ferrara\, Roberto Giordano\, Ciro Pauciullo\, Arduino Speranza e Adele Vitale. \n\n\n\nAlla vigilia della risposta di un importante appalto per il restauro del Duomo di Napoli\, Gianmario\, imprenditore edile da tre generazioni\, gentiluomo del Papa\, è costretto a ricevere in casa il fratello di sua moglie\, Francesco\, un truffatore esperto\, che ha scelto l’appartamento del cognato come dimora per gli arresti domiciliari. La notizia lo sconvolge\, preoccupato com’è per la reputazione sua e dell’azienda che dirige. Ma il mondo gli crolla addosso quando ben altri guai gli cadono fra capo e collo\, e sarà proprio la presenza provvidenziale di Francesco ad aiutarlo a uscire indenne da un raggiro colossale. \n\n\n\n«Adoro sia la commedia che la farsa\,» spiega Augusto Fornari nelle note di regia «ma ciò che più mi dà gusto è trovare un equilibrio fra i due generi e far sì che convivano senza che l’uno “inquini” l’altro. Con Biagio Izzo è stato molto semplice trovare quest’armonia\, perché è attore\, non solo di istinto comico ma anche di grande intelligenza scenica e la sua compagnia\, composta da attori straordinari\, mi ha permesso di lavorare al meglio per creare i climi e le atmosfere che rendono la commedia un credibile spaccato di vita. Risate e divertimento assicurato».
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SUMMARY:"Errore 404. Ripeti per favore" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Comandi vocali gridati nel vuoto seminano il caos nella galassia. Tra glitch sintattici\, bug grammaticali\, emoji solitarie e vocali strascicate\, tre assistenti vocali avanzano verso il loro ultimo aggiornamento alla ricerca di un baluardo di logica\, prima che il senso delle parole scompaia per sempre. Ultimo logo vocale: 27.03.2193. L’umanità ha dimenticato come si parla. E nessuno ha aggiornato il firmware. Che la comprensione sia con voi. \n\n\n\nUna commedia tech-filosofica futuristica che alterna tensione visiva\, ironia e suggestioni da space opera contemporanea. Una riflessione lucida e comica sulla disumanizzazione\, l’obsolescenza del linguaggio\, l’illusione del controllo tecnologico per raccontare la paura di essere sostituiti e l’ansia di essere necessari. La solitudine mascherata da efficienza. \n\n\n\nUna battaglia ipergalattica contro il collasso del linguaggio dove anche gli aggiornamenti più assurdi risultano inefficaci. Tre assistenti vocali\, eroine improbabili\, nate per rispondere\, si trovano incapaci di comprendere la domanda\, diventando specchio della fragilità umana. Su tutto aleggia il Sistema. È il creatore-programmatore\, autorità inappellabile che osserva\, gestisce\, risolve – o forse no. È l’uomo stesso. \n\n\n\nLa regia intreccia tensione e rottura\, trauma e comicità portando il pubblico\, spettatore e “utente” a riconoscersi neicomandi senza senso\, nei bisogni travestiti da funzioni\, nel vuoto che cerca una risposta. Con un ritmo sincopato\, fatto di improvvise accelerazioni\, silenzi\, sospensioni\, dialoghi serrati\, interferenze sonore e atmosfere rarefatte\, si mette in scena la crisi esistenziale digitale.  \n\n\n\nErrore 404 non è solo un guasto tecnico\, è la condizione dell’uomo moderno.  \n\n\n\nUn errore sistemico che rivela il nostro bisogno inascoltato di contatto autentico e invita alla domanda: cosa ci rende effettivamente esseri umani? \n\n\n\nCuriosità: scene e costumi \n\n\n\nLa scenografia minimalista evoca una zona di interferenza\, spazio astratto di transizione\, a metà tra il cuore di un server e una navicella spaziale\, dove le azioni riflettono con amara ironia il collasso di senso e la lotta per l’efficienza. \n\n\n\nI costumi\, uniformi di un futuro prossimo\, così come gli elementi scenici creano un contrasto netto tra minimalismo quotidiano e monumentalità futuristica. Un’estetica high-tech che trasforma il corpo in interfaccia: non semplici personaggi\, ma dispositivi viventi\, identità algoritmiche\, entità ibride tra umano e macchina. \n\n\n\nErrore 404. Ripeti per favore – Di: Alessandra Silipo – Regia di: Alessandra Silipo\, Susanna Lauletta – Con: Giulia De Luca\, Susanna Lauletta\, Alessio Sapienza\, Alessandra Silipo e con la partecipazione di Antonio Starrantino.
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SUMMARY:"MIN EL DJAZAÏR" al Nuovo Teatro Ateneo
DESCRIPTION:Il Nuovo Teatro Ateneo prosegue la stagione 2025/2026 con uno sguardo rivolto al teatro di figura.  Sarà in scena il 17 marzo alle 20\,30\, la Compagnia Hékau (Francia/Algeria) con lo spettcolo MIN EL DJAZAÏR \n\n\n\nAlgeri\, inizio degli anni Cinquanta: Babeth e Simone sono due sorelle di una famiglia di mercanti di tessuti da cinque generazioni. Le loro giornate scorrono tranquille\, ma quando iniziano ad affrontare le responsabilità dell’età adulta\, il mondo attorno a loro è destinato a cambiare per sempre. Ebree per nascita ma di nazionalità francese e algerine per tradizione e cultura\, fanno parte di una comunità originaria destinata a frantumarsi e scomparire per colpa della guerra che si abbatterà su di loro. \n\n\n\nPer costruire Min el Djazaïr – che significa “Dopo l’Algeria” – Nicole Ayach\, responsabile della compagnia Hékau\, si è associata a Sarah Melloul\, autrice\, drammaturga e specializzata nella storia del Nord Africa. Le autrici si sono ispirate a testi d’archivio e ai ricordi dei loro nonni per raccontare un episodio spesso dimenticato della storia collettiva: la partenza forzata degli ebrei algerini. I documenti storici raccolti ci permettono di navigare tra passato e presente tra proiezioni\, canzoni d’epoca\, ombre e figure.  Immagini fragili supportate dalla potenza emotiva dei brani musicali arabi ed ebraici eseguite in diretta. Un racconto d’esilio che ci tocca tutti. \n\n\n\nSpettacolo in lingua originale con sopratitoli \n\n\n\n\n\n\n\nNote di contesto sulla stagione \n\n\n\nTra marzo e maggio il cartellone si dispiega come una geografia teatrale del mondo\, attraversando lingue\, memorie e tradizioni sceniche.  Il 24 marzo Kohlhaas restituisce la forza epica della narrazione di Marco Baliani\, rilettura personale del racconto di Heinrich von Kleist sulla giustizia e il suo limite umano. Il 27 marzo la danza di Jiddu di Marco Berrettini trasforma una vicenda grottesca di appropriazione culturale in una riflessione ironica e inquieta sull’identità. Il 31 marzo Uproar\, nato dalla collaborazione tra Carolina Rieckhof e Moyra Silva\, esplora movimento e suono a partire dai saperi ancestrali peruviani e dalla memoria delle proteste represse. Il 12 aprile Mi madre y el dinero di Anacarsis Ramos intreccia autobiografia e documento per raccontare sessant’anni di lavoro precario nello stato messicano di Campeche. Il 7 maggio la grande attrice-danzatrice indiana Kapila Venu porta in prima italiana Parvati Viraham\, raffinata rilettura femminile della tradizione del Nāṅgīār Kūthu. Il 13 maggio Il figlio della tempestadi Armando Punzo e Andrea Salvadori rievoca trent’anni della Compagnia della Fortezza\, intrecciando parole\, suono e immagini nate nell’esperienza unica del carcere di Volterra. Chiude il 17 maggio L’ombra lunga di Alois Brunner del drammaturgo siriano Mudar Alhaggi\, un’indagine teatrale vertiginosa in cui la storia europea e quella mediorientale si riflettono nell’esperienza dell’esilio e della memoria politica. \n\n\n\nInfo e acquisto biglietti \n\n\n\nPolo Museale – Sapienza Cultura – Sezione Nuovo Teatro Ateneo  \n\n\n\nSapienza Università di Roma \n\n\n\nMail: segreteria.nuovoteatroateneo@uniroma1.it \n\n\n\nTelefono: 0649914115 \n\n\n\nSito: https://nuovoteatroateneo.web.uniroma1.it/   \n\n\n\nInstagram: @nuovoteatroateneosapienza \n\n\n\nLINK VIVATICKET  \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/ticket/min-el-djazair/291812 \n\n\n\nOrario spettacoli: 20.30 \n\n\n\nL’ingresso per gli spettacoli della STAGIONE è da piazzale Aldo Moro 5 oppure dal cancello pedonale in viale delle Scienze 11 (a destra della sbarra di accesso al parcheggio sotterraneo). \n\n\n\nDopo aver prenotato il tuo biglietto\, prenota anche il parcheggio all’interno della città universitaria al seguente link \n\n\n\nhttps://bit.ly/parcheggiocusapienza
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SUMMARY:"Letizia va alla guerra" al Teatro Giuditta Pasta
DESCRIPTION:Tre donne attraversano il Novecento tra memoria\, musica e ironiaTre Letizie attraversano la guerra: memoria e ironia sul palcoMartedì 17 marzo 2026 al Teatro Giuditta Pasta lo spettacolo di Agnese Fallongo e Tiziano Caputo: un racconto tra dialetti\, musica dal vivo e storie di donne che hanno attraversato le guerre del Novecento \n\n\n\nMartedì 17 marzo 2026 alle ore 20.45\, sul palco del Teatro Giuditta Pasta\, arriva Letizia va alla guerra. La suora\, la sposa\, la puttana\, spettacolo scritto e interpretato da Agnese Fallongo insieme a Tiziano Caputo\, una delle produzioni più apprezzate degli ultimi anni nel panorama del teatro di narrazione italiano. \n\n\n\nCi sono spettacoli che non si limitano a raccontare storie\, ma restituiscono voce e dignità a chi la Storia l’ha attraversata senza lasciare tracce nei manuali. Letizia va alla guerra appartiene a questa rara categoria: un lavoro teatrale che guarda alle vite delle persone comuni per illuminare\, con delicatezza e ironia\, uno dei periodi più drammatici del Novecento. \n\n\n\nTre donne. Tre destini. Due conflitti mondiali. \n\n\n\nE un unico nome — Letizia — a unirle come un filo sottile che attraversa il tempo. \n\n\n\nLa prima Letizia è una giovane sposa siciliana che\, durante la Prima Guerra Mondiale\, decide di partire verso il fronte carnico alla ricerca del marito Michele. Un viaggio che nasce dall’amore e dall’ostinazione\, ma che diventa presto il ritratto di una generazione di donne costrette a reinventare la propria esistenza mentre il mondo crolla intorno. \n\n\n\nLa seconda Letizia cresce invece in un orfanotrofio religioso a Littoria\, l’attuale Latina. Arriva a Roma proprio nel momento in cui l’Italia entra nella Seconda Guerra Mondiale. Nella capitale segnata dal conflitto la sua vita prenderà una direzione imprevista\, portandola a lavorare in una casa di tolleranza nel cuore della città\, tra illusioni infrante e inattese possibilità di riscatto. \n\n\n\nInfine\, c’è Suor Letizia\, anziana religiosa veneta dai modi bruschi e dallo sguardo lucido sul mondo. Entrata in convento in tarda età\, si rivelerà essere il sorprendente punto di incontro tra queste storie lontane. \n\n\n\nIl dispositivo teatrale è essenziale e insieme virtuosistico: solo due attori in scena\, capaci di dare vita a oltre dieci personaggi. Cambiano voce\, postura\, ritmo\, dialetto. E in pochi istanti la scena si popola di figure: soldati\, parenti\, clienti\, preti\, passanti\, testimoni di un’Italia che cambia. \n\n\n\nIl racconto procede con un ritmo serrato che mescola comicità e malinconia\, tradizione popolare e teatro di narrazione. Grammelot\, canzoni\, avanspettacolo\, richiami alla commedia dell’arte e persino al cunto siciliano convivono in un impasto linguistico vivace e sorprendente. \n\n\n\nFondamentale è anche la musica dal vivo di Caputo\, che accompagna lo spettacolo con la chitarra e con canti popolari che diventano vera materia drammaturgica. Non semplice accompagnamento\, ma un dialogo continuo con la parola scenica. \n\n\n\nLa critica ha accolto lo spettacolo con entusiasmo\, sottolineandone la maturità artistica e la capacità di alternare leggerezza e profondità. \n\n\n\n«Classe 1987\, la Fallongo già dimostra grande maturità artistica nell’intensa interpretazione delle protagoniste e dei tanti volti di donne che hanno combattuto per rivendicare diritti e autonomia nel riappropriarsi del proprio destino»— Periodico Italiano Magazine \n\n\n\n«Una regia ferma e millimetrica\, che dà un respiro profondo allo spettacolo. Alternando con sapienza comico\, tragico e farsesco\, tra grammelot\, avanspettacolo e richiami alla commedia dell’arte\, il testo anima sulla scena la dolceamara giostra dell’esistenza»— Il Dubbio \n\n\n\n«La poetica commuove. La chitarra crea una simbiosi con la protagonista: il suono segue la recitazione e si fonde al canto finale in un dialogo intenso tra musica e parola»— Modulazioni Temporali \n\n\n\nIl cuore del progetto è la memoria delle persone comuni. La drammaturgia nasce infatti da una ricerca fatta di fonti storiche\, testimonianze dirette e racconti orali\, poi rielaborati in forma teatrale. \n\n\n\nAnche la scelta dei dialetti — siciliano\, romano e veneto — non è casuale: rappresenta la lingua emotiva dei personaggi\, quella che restituisce autenticità e radici a un’Italia fatta di territori\, identità e storie locali. \n\n\n\nNe emerge un teatro che guarda al passato per interrogare il presente. Raccontare le storie dei nostri nonni\, suggerisce implicitamente lo spettacolo\, significa comprendere meglio il mondo in cui viviamo oggi. \n\n\n\nTra risate improvvise e momenti di intensa commozione\, Letizia va alla guerra accompagna lo spettatore in un viaggio dentro un’Italia popolare\, resistente e sorprendentemente viva. \n\n\n\nPerché spesso la Storia\, quella con la S maiuscola\, si costruisce proprio così: attraverso i gesti invisibili di chi non ha mai pensato di farla. \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nLetizia va alla guerra. La suora\, la sposa\, la puttanaDrammaturgia: Agnese FallongoCon: Agnese Fallongo e Tiziano CaputoMusica dal vivo: Tiziano CaputoProduzione: Teatro degli Incamminati \n\n\n\nLo spettacolo è inserito nella rassegna Contemporanea\, parte dell’iniziativa VareseCultura2030\, con il sostegno di Fondazione Cariplo e il coordinamento della Provincia di Varese. Il progetto promuove gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile\, con particolare attenzione alla parità di genere e all’istruzione di qualità.
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LOCATION:Teatro Giuditta Pasta\, Via 1 Maggio snc\, Saronno (VA)\, ITA\, 21047\, Italia
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SUMMARY:BeatleStory tour 2026 al Teatro Olimpico di Roma
DESCRIPTION:Per il tour 2026\, BeatleStory presenta con orgoglio una nuova produzione dedicata alle iconiche raccolte Red (1962–1966) e Blue (1967–1970): un emozionante viaggio musicale attraverso i brani che hanno segnato un’intera generazione e che ancora oggi rappresentano l’essenza della storia dei Beatles. \n\n\n\nIl 16 marzo 2026\, BeatleStory torna a Roma nello splendido scenario del Teatro Olimpico\, con uno spettacolo completamente rinnovato che ripercorre l’evoluzione artistica dei Fab Four\, dagli esordi nei club di Liverpool fino alla maturità musicale degli ultimi capolavori in studio.  \n\n\n\nBeatleStory è un live show multimediale che racconta\, attraverso musica\, immagini e narrazione\, l’intera parabola dei Beatles dal 1962 al 1970. In scena da oltre dieci anni in Italia\, Europa e America\, lo spettacolo è diventato un punto di riferimento nel panorama dei grandi show-tributo internazionali.  \n\n\n\nCo-prodotto con LSD Edizioni di Claudio Gregori (Greg)\, lo spettacolo porta sul palco una formazione che\, con rigore musicale e grande cura scenica\, restituisce il suono\, l’energia e l’evoluzione artistica dei Beatles.  \n\n\n\nLa scaletta propone oltre 30 brani\, molti dei quali presenti nelle celebri raccolte Red & Blue: da She Loves You a Hey Jude\, passando per Yesterday\, Let It Be\, Come Together e Here Comes The Sun\, con perle imperdibili come Taxman\, Across The Universe e Free As A Bird.  \n\n\n\nLo spettacolo\, scritto e diretto da Roberto Angelelli e Patrizio Angeletti\, con la supervisione di Tonino Tosto\, ha una durata di circa 2 ore ed è suddiviso in 6 set tematici: Cavern Club – Beatlemania – Revolver – Summer Of Love – White Album – Abbey Road. \n\n\n\nNon un semplice concerto\, ma un live show multimediale curato nei minimi dettagli; uno spettacolo originale\, coinvolgente ed emozionante che\, come dichiarò Paolo Bonolis all’Arena di Verona: «Lo show sui Beatles che mi ha aperto gli occhi sul mondo delle Tribute Band». \n\n\n\ninfo & Biglietti biglietti@teatroolimpico.it – 3492378200 \n\n\n\nprezzo biglietti da 31\,00 € a 22\,00 € disponibili su  www.ticketone.it_
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LOCATION:Teatro Olimpico\, Piazza Gentile da Fabriano\, 17\, Roma\, 00196\, Italia
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SUMMARY:"Oh mio Dio" allo Spazio Officine CreAttive di Zagarolo
DESCRIPTION:Marzo è il mese del teatro anche “Fuori Porta” allo Spazio Officine CreAttive di Zagarolo! \n\n\n\nNel 2020\, nell’ambito del progetto Non Solo Roma – Italian culure and lifestyle in the amazing roman surrounding\, a Zagarolo\, nasce lo Spazio Officine CreAttive\, inserito nella splendida cornice di Palazzo Rospigliosi\, Dimora Storica del Lazio. \n\n\n\nVale la pena prendere in considerazione questo Spazio per l’incessante lavoro creativo prodotto negli anni\, infatti lo spazio si configura come luogo di co – working per molti artisti e creativi\, dalla produzione alla formazione multidisciplinare\, dal teatro al cinema e alla danza\, con un focus preciso sugli eventi Site Specific\, sulla Scena Contemporanea nazionale e internazionale anche grazie al progetto “Les Voix InPopulaires”. \n\n\n\nSiamo andati a trovarli nel mese di marzo per un’intervista al Direttore Artistico\, che pubblicheremo prossimamente\,  dato che è il cuore pulsante della stagione teatrale invernale proposta in attesa che i lavori si trasferiscano\, per l’estate\, al Giardino Pensile dello stesso Palazzo per  la stagione estiva che va avanti oramai dal 2015. \n\n\n\nSiamo rimasti sorpresi della qualità e quantità dei lavori presentati\, da poco è andato in scena “Frullato Fegato e Fiori”\, di e con Raffaella Mancini e Sofia Pasquali\, testo originale e avvincente capace di “vomitare e digerire” molti temi del nostro presente; siamo curiosi di vedere cosa succederà il 27 marzo per la Giornata Mondiale del Teatro nell’ambito del seminario Vana Gloria “da Plauto a Pasolini” e vi aspettiamo domani\, domenica 15 marzo con l’anteprima di “Oh Dio Mio” \, adattamento e riduzione dal testo di Anat Gov\, in scena due interpreti di razza\, Andrea Tidona e Michetta Farinelli per una mise en space che presenta uno spettacolo intenso e coinvolgente\, capace di unire profondità e ironia\, portando sul palco un dialogo originale e sorprendente che invita alla riflessione su temi universali e profondamente umani. \n\n\n\nDietro questo incessante lavoro c’è il gruppo dei giovani artisti della Off Rome Company e tanti partner dei settori Off Cinema\, Off Factory\, ecc. Coordinati e diretti da Igor Geat che ha curato anche la regia dello spettacolo di domani. \n\n\n\nNon mancate!
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LOCATION:Spazio Officine CreAttive\, Via Marzio Colonna\, Zagarolo\, RM\, 00039\, Italia
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SUMMARY: "Cecità" al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Il 15 marzo il Teatro Comunale Veroli ospiterà uno spettacolo teatrale ispirato all’opera Cecità di José Saramago\, un lavoro che nasce come esercizio drammaturgico e come indagine scenica sui temi centrali del celebre romanzo. \n\n\n\nConsapevole della complessità di tradurre in linguaggio teatrale la potente e vischiosa identità dell’opera di Saramago\, il regista\, Ivano Capocciama\, sceglie di non riprodurre la trama del romanzo\, ma di attraversarne il cuore tematico. La scena diventa così uno spazio di ricerca e di tensione drammatica\, in cui la narrazione si dissolve per lasciare emergere le domande profonde che attraversano l’opera dello scrittore portoghese. \n\n\n\nI personaggi\, sospesi tra cecità e visione\, abitano un mondo al limite della sopportazione umana. In un continuo movimento fisico ed emotivo\, essi danno forma a un’umanità smarrita\, che danza il proprio disagio\, la propria angoscia e l’attesa di una catastrofe inevitabile e multiforme. La dimensione scenica amplifica e dilata i nuclei tematici del romanzo\, trasformando il palcoscenico in un luogo di confronto con le fragilità\, le paure e le derive della società contemporanea. \n\n\n\nNe emerge un’esperienza teatrale intensa e immersiva\, che invita lo spettatore a interrogarsi sul rapporto tra visione e cecità\, responsabilità individuale e destino collettivo\, in un viaggio emotivo che riflette sul presente e sulle sue possibili derive. \n\n\n\nVi aspettiamo domenica 15 marzo alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 8.00  \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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LOCATION:Teatro Comunale di Veroli\, Via Lucio Alfio\, 5\, Veroli (FR)\, ITA\, Italia
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SUMMARY:Quando verrà la fin di vita (e questa storia è già finita?) al Teatro di Documenti
DESCRIPTION:Quando verrà la fin di vita (e questa storia è già finita?) è un testo dell’autrice e regista Stefania Porrino pensato per l’affiatata Compagnia del Mutamento. \n\n\n\nLa storia si muove su due piani paralleli: uno più realistico\, con atmosfere noir e atmosfere del giallo\, l’altro più filosofico e metateatrale.  \n\n\n\nDa una parte c’è la storia di Virgilio e Beatrice\, due maturi coniugi senza figli\, che cercano di esorcizzare la paura della vecchiaia e della morte pianificando nel miglior modo possibile\, grazie a un’eredità ricevuta da un cugino di lui\, l’ultima fase della loro vita.  \n\n\n\nDall’altra si muovono Vir e Bea\, i veri autori della storia di Virgilio e Beatrice: la loro stessa coscienza immateriale che agisce fuori dal tempo. Un “teatro nel teatro”\, un “giallo nel giallo”.  \n\n\n\nAccanto a Virgilio e Beatrice si muove Pia\, ambigua figura dal passato complesso e dai repressi desideri di revanches esistenziali\, la cui presenza sembra essere tutt’uno con la casa ereditata. Pia sarà elemento essenziale allo sviluppo del “giallo”\, fino al suo paradossale epilogo. \n\n\n\nLa vicenda si snoda a partire dal testamento del cugino di Virgilio che lascia in eredità a lui e Beatrice un casale nella campagna toscana\, ma sarà il rapporto che lega i protagonisti della storia con i loro “doppi” astratti\, il vero nodo drammaturgico della storia.  \n\n\n\nHo scritto questo testo con l’intento di lanciare al pubblico alcuni quesiti su cui interrogarsi: che legame c’è tra le due coppie di personaggi? Tra Virgilio e Vir o tra Beatrice e Bea chi è il vero protagonista della sua storia? E in generale: ciascuno di noi è davvero padrone della sua vita? E può esistere un’altra modalità di vita\, oltre quella che conosciamo? \n\n\n\nL’autrice e regista Stefania Porrino \n\n\n\nIl suggestivo spazio del Teatro di Documenti è il luogo perfetto per questo affascinante testo per la sua unica conformazione che permetterà di suggerire la presenza di una casa a due piani in cui da quello sottostante emergeranno gli elementi più inquietanti della vicenda. \n\n\n\nDicono di noi: \n\n\n\n‘Quando verrà la fin di vita (e questa storia è già finita?)’ attraversa più linguaggi: dal realistico al filosofico\, dal metateatrale al noir\, affrontando un tema estremamente intimo\, complesso e profondo\, quello della terza età\, in un modo e un’atmosfera tutt’altro che pesanti e impegnativi. Dunque\, c’è spazio anche per qualche sorriso e per qualche lacrima. Una penna che ama scrivere quella di Stefania Porrino\, la quale la sa usare con grande maestria e ci dona un’opera a cui si assiste con grande piacere. Brainstorming Culturale\, magazine di arte e cultura\, Luisella Polidori\, 17 marzo 2025 \n\n\n\n[…] C’è ancora speranza che testi validi\, che fanno riflettere\, possano non soltanto interessare il pubblico ma soprattutto produrre quel sano passa parola che riporta la fila di spettatori al botteghino. […]  Stefania Porrino affronta un argomento molto profondo come la possibilità data ad ognuno di noi di ritornare\, dopo la morte\, ad unirci in un’entità universale in attesa di riprendere ancora abiti  umani in una continua rinascita. I greci la chiamavano metempsicosi\, per noi reincarnazione. […]  Gli attori hanno confermato con la loro interpretazione la polivalenza del testo\, oscillando tra realismo e surrealismo. Evelina Nazzari ha vestito i panni dell’Autrice confrontandosi efficacemente con l’Autore Rosario Tronnolone\, entrambi non enfatici ma riferendo le battute in tono non retorico\, naturale pur rappresentando\, con i loro personaggi\, proprio il soprannaturale. In quanto ai “vivi” Beatrice e Virgilio\, interpretati da Nunzia Greco e Giulio Farnese\, la loro recitazione ha suscitato nel pubblico una gamma di emozioni\, dalla compassione all’ilarità\, poiché sono riusciti a cambiare registro in dialoghi ora descrittivi di situazioni ora introspettivi e poetici. Pia è stata interpretata con efficacia da Carla K.Carretti\, fino alla scena conclusiva in cui sciogliersi i capelli lasciando la pettinatura raccolta dell’apertura\, palesa perfettamente la sua vera natura di amante e assassina. […] Portale letterario\, Neria De Giovanni\, 28 marzo 2025 \n\n\n\n[…] La scenografia\, essenziale ed evocativa\, è composta da scatole che custodiscono ricordi sepolti\, verità mai sospettate e frammenti di un passato che si riflette in un futuro incerto. Libri accatastati rievocano memorie e prefigurano sviluppi inattesi. I quadri della pittrice Màlgari Onnis\, uniti alle musiche di Johann Sebastian Bach e Giuseppe Verdi\, rielaborate da Tancredi Rossi Porrino\, creano un’atmosfera in bilico tra il reale e l’irreale. Il sapiente uso delle luci guida lo spettatore nella distinzione tra i due piani narrativi: una predominanza di toni freddi\, con sfumature di blu\, avvolge Bea e Vir\, collocandoli in una dimensione astratta e fuori dal tempo. Al contrario\, i colori caldi dello spettro del rosso avvolgono Virgilio e Beatrice\, ancorandoli saldamente alla dimensione terrena e al presente tangibile. […] Quarta Parete\, Grazia Menna\, 13 marzo 2025 \n\n\n\nLa Compagnia del Mutamento \n\n\n\nNata nel 2017 la Compagnia del Mutamento va in scena con lo spettacolo Comunismo\, addio? per due stagioni consecutive al Teatro di Documenti dove\, affascinata dal suggestivo e insolito spazio teatrale creato da Luciano Damiani\, decide di continuare a lavorare anche negli anni seguenti. Nella stagione 2019/20 infatti produce un nuovo spettacolo\, intitolato Il Mutamento – in viaggio da Atlantide all’Universo\, scritto appositamente per gli attori della Compagnia. Le ultime battute dello spettacolo  sembravano presagire – considerate con il senno di poi – quel doloroso “mutamento” causato dalla pandemia che a pochi giorni dalla fine dello spettacolo portò\, tra le tante chiusure\, anche quella dei teatri. Dopo la forzata interruzione durata più di un anno\, la Compagnia torna al Teatro di Documenti nel 2022 con una mise en espace di un altro testo di Stefania Porrino: Il Rondò del Caffè Ristoro e nel 2023 ripropone Il Mutamento – in viaggio da Atlantide all’Universo.  \n\n\n\nDomenica 15 marzo alle ore 16.30\, prima della replica pomeridiana\, si terrà un imperdibile incontro tra l’autrice e regista Stefania Porrino e la scrittrice Dacia Maraini dal titolo  \n\n\n\n“La vecchiaia non è una malattia”.  \n\n\n\nUn dialogo tra due donne\, un’occasione per parlare con leggerezza di vecchiaia e  anzianità. Introduce Elisa Fantinel. Ingresso Libero.  \n\n\n\nPorrino e Maraini hanno da poco partecipato assieme ad altre prestigiose scrittrici alla realizzazione del volume “Amiche. Undici storie di legami e sorellanza” edito da Il Mulino e uscito ad ottobre 2025. \n\n\n\nBIGLIETTI: mercoledì\, giovedì e venerdì: intero € 15\, ridotto € 9\, tessera € 3sabato e domenica: intero € 18\, ridotto € 12\, tessera € 3 \n\n\n\n teatrodidocumenti@libero.it \n\n\n\nINFO E PRENOTAZIONI  tel. 06.45548578 – 328.8475891
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SUMMARY:"Tre donne" al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Il Teatro Villa Pamphilj\, domenica 15 marzo dalle ore 11 alle ore 14\, ospita Tre donne\, tre letture sonoredi Monica Demuru\, con la cura di Daria Deflorian e con la collaborazione artistica di Andrea Pizzalis\, dedicate a Katherine Mansfield\, Ingeborg Bachmann e Alice Munro. \n\n\n\nTre autrici\, lontane per collocazione geografica ed esiti stilistici ma massima espressione letteraria di uno sguardo e una voce sull’universo femminile\, impostisi faticosamente durante il secolo scorso e oggi risonanti e vive. Ogni lettura – Katherine Mansfield\, Pura felicità (1918)\, nella omonima raccolta; Ingeborg Bachmann\, Occhi felici\, in “Tre sentieri per il lago” (1972); Alice Munro\, Le bambine restano\, in “Il sogno di mia madre” (1998) – ha la durata di 45 minuti\, con un intervallo di 15 minuti. \n\n\n\nL’ingresso è di 10 euro. Consigliata la prenotazione allo 065814176 o inviando una mail a scuderieteatrali@gmail.com \n\n\n\n———————————– \n\n\n\nMonica Demuru\, con la cura di Daria Deflorian e la collaborazione di Andrea Pizzalis\, legge e sonorizza i racconti\, a voce alta\, o con l’aiuto di qualche oggetto sonoro\, restituendo la molteplicità di voci e paesaggi nei quali si muovono imprevedibilmente i protagonisti. La relazione tra mondo interiore e l’esterno sonorizzato – oggetto di indagine da lungo tempo nella collaborazione tra le due artiste – si snoda tra controtempi letterari e musicali in una struttura avvincente da thriller esistenziale e con una canzone diversa per ogni racconto – come leit-motiv emotivo – ad affacciarsi di tanto in tanto.  \n\n\n\nKatherine Mansfield\, Pura felicità (1918)\, nella omonima raccolta\, Ingeborg Bachmann\, Occhi felici\, in “Tre sentieri per il lago” (1972)\, Alice Munro\, Le bambine restano\, in “Il sogno di mia madre” (1998). Tre figure femminili in primo piano\, di cui vogliamo restituire l’eternità del loro fluire tra vita sociale e anima\, tra condizionamenti e spirito libero. Al centro di ognuna di queste storie c’è infatti una donna – Bertha\, Miranda\, Pauline – colta in una piccola o grande crisi\, un’incrinatura dello scorrere del tempo che ne illumina luci ed ombre. Realizzazione personale\, eros\, rapporto con gli uomini\, tradimenti e prezzi da pagare. \n\n\n\n“Un sentimento di pura felicità – felicità assoluta! – come se uno\, di colpo\, avesse inghiottito un frammento di quel sole.” Ci sono scritture che corrono al margine dell’esistenza\, e ne costituiscono l’essenza. Scritture cosparse di scorie di vita che brucia. Scritture che del dolore del vivere colgono la fiamma abbagliante. E bruciano chi legge. Così ha scritto Nadia Fusini\, parlando di Katherine Mansfield\, magnifica narratrice\, di cui solo in tempi recenti è iniziata una vera riscoperta in Italia. \n\n\n\nMezzo secolo dopo la sua tragica morte a Roma all’età di 47 anni\, l’influenza di Ingeborg Bachmann rimane immensa. Diventata famosa fin da giovanissima per le sue poesie\, è stata anche una grande scrittrice di romanzi e soprattutto di racconti brevi. Il premio Nobel per la letteratura Elfriede Jelinek ha detto parlando di lei: “ha descritto con mezzi radicalmente poetici la continuazione della guerra\, della tortura\, dell’annientamento nella società\, all’interno delle relazioni tra uomini e donne”. \n\n\n\nAlice Munro\, la grande scrittrice canadese\, Premio Nobel per la letteratura\, “è interessata sia al tessuto delle normalità sia al colpo di forbici che lo taglia di netto”\, come ha scritto Antonia Byatt\, ma forse va detto più precisamente che il colpo di forbici\, nella visione di Munro\, è parte della normalità. Nelle storie di Munro è spesso presente un “costi quel che costi”\, che ha per prezzo la solitudine\, dopo che le sue protagoniste hanno patito l’umanissima e straziante illusione dell’amore e del sesso. \n\n\n\nMonica Demuru. Attiva sulla scena teatrale come attrice\, cantante e autrice\, ha sviluppato un percorso di ricerca sulla vocalità tra musicalità pura e attenzione drammaturgica. Lavora in teatro con Societas Raffaello Sanzio\, Massimiliano Civica\, Deflorian/ Tagliarini\, Joris Lacoste-Encyclopedie de la Parole\, Muta Imago\, Claudio Morganti\, Emanuele Valenti e Giorgina Pi. Stabilmente in duo con Cristiano Calcagnile in Blastula.scarnoduo e con Natalio Mangalavite in Madera Balza\, con cui realizza operine e concerti drammatici. Ha inoltre al suo attivo i concerti narrativi con Barbara Casini e Gabriele Mirabassi; con Stefano Bollani e Ares Tavolazzi; con Paolo Benvegnù\, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti; con Raffaello Pareti e Alessandro Marzi; con Luca Tilli e gli allievi e le allieve dell’Accademia Silvio D’Amico. Collabora in qualità di lettrice a Rai Radio3. \n\n\n\nSvolge attività didattica su vocalità e pratica scenica per varie istituzioni e scuole tra cui LʼAccademia Nazionale dʼArte Drammatica Silvio DʼAmico\, la Bellini Factory e la scuola del Teatro Mercadante di Napoli. \n\n\n\nNel 2013 vince il Premio “Maria Carta”. Candidata in finale al Premio Ubu 2017\, sia come attrice che per il miglior progetto musicale (“Il Cielo Non È Un Fondale” di Deflorian-Tagliarini) e al Premio Ubu come migliore attrice 2018 (“Belve” diretta da Massimiliano Civica). Nel 2019 vince il premio Archivio Mario Cervo per il CD Madera Balza. Candidatura ai Premi UBU come miglior spettacolo 2021 per Antigone\, diretto da Massimiliano Civica. Riceve il premio Ubu 2021 per il Progetto Speciale In quanto parte del gruppo artistico GLA. Secondo posto al Premio Ubu 2022 come migliore attrice per “giorni felici” di Beckett diretta da Massimiliano Civica. \n\n\n\nIngresso 10 euro. Prenotazioni allo 06 5814176 o scrivendo una mail a scuderieteatrali@gmail.com \n\n\n\n Il Teatro Villa Pamphilj\, con la direzione artistica di Veronica Olmi\, è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura.
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LOCATION:Teatro Villa Pamphilj\, P.zza S. Pancrazio 9/a\, Roma\, 00164\, Italia
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SUMMARY:“Cartier e il Mito ai Musei Capitolini”
DESCRIPTION:Dal 14 novembre 2025 al 15 marzo 2026\, il Palazzo Nuovo dei Musei Capitolini ospiterà la mostra “Cartier e il Mito ai Musei Capitolini”. Questa è la prima volta che il Palazzo Nuovo ospita una mostra temporanea. Le creazioni della Maison Cartier\, per lo più provenienti dall’heritage Cartier Collection\, saranno in dialogo con le sculture in marmo della collezione del cardinale Alessandro Albani – nucleo originario della collezione museale di Palazzo Nuovo – e con una selezione di preziosi reperti antichi provenienti dalla Sovrintendenza Capitolina\, da prestigiose istituzioni italiane e internazionali e da collezioni private. \n\n\n\nLa mostra\, curata dalla storica del gioiello Bianca Cappello\, dall’archeologo Stéphane Verger\, dal Sovrintendente Capitolino Claudio Parisi Presicce e promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, in collaborazione con la Maison Cartier e con il supporto di Zètema Progetto Cultura. Il progetto di allestimento è a cura di Sylvain Roca\, con uno straordinario contributo creativo del Maestro Dante Ferretti.   \n\n\n\nDalla metà del XIX secolo ad oggi\, Cartier ha studiato\, tratto ispirazione e reinterpretato il repertorio estetico e simbolico dell’antica Grecia e di Roma\, trasformando motivi millenari in gioielli dal carattere unico e moderno. “Cartier e il mito ai Musei Capitolini” è un viaggio affascinante alla scoperta dell’universo estetico e formale della Maison Cartier\, in continuo dialogo con l’eccezionale collezione di sculture antiche dei Musei Capitolini. La mostra esplora il modo in cui l’antichità classica ha mutevolmente ispirato le sue creazioni più iconiche ricostruendo atmosfere intellettuali e culturali\, ed evocando l’evoluzione dell’immaginario legato alla Grecia e a Roma nel corso dell’Ottocento e del Novecento. \n\n\n\nParticolare attenzione è posta sul profondo legame tra Cartier e l’Italia\, specialmente Roma.  \n\n\n\nLe collezioni permanenti del Palazzo Nuovo in Campidoglio – l’originario Museo Capitolino istituito nel dicembre del 1733 da Clemente XII Corsini – si compongono in modo quasi esclusivo di sculture in marmo\, in gran parte acquisite dalla collezione del cardinale Alessandro Albani. Molte di queste sculture antiche hanno costituito modelli imprescindibili per la formazione del linguaggio artistico europeo. La mostra offre una prospettiva originale su un aspetto particolare e importante di questo tema: dell’uso \n\n\n\ndel repertorio antico in gioielleria\, dai “pastiches” dei grandi collezionisti e orafi del XIX secolo\, come i Castellani a Roma\, stile Neoclassico Garland\, fino alle opere successive ispirate a Jean Cocteau nel secondo dopoguerra\, arrivando infine alle creazioni odierne e a un nuovo approccio all’Antichità. \n\n\n\nL’esposizione mette in luce l’uso del repertorio classico greco-romano nelle creazioni Cartier e le trasformazioni della prima metà del Novecento\, quando maturò una nuova concezione dell’antichità classica. Una sezione è dedicata alle tecniche e ai processi di lavorazione dei gioielli\, con riferimenti all’età romana. La mostra esplora inoltre le ispirazioni mitologiche che hanno nutrito l’immaginario Cartier dall’inizio del XX secolo\, confrontando le creazioni della Maison con le antiche divinità di Palazzo Nuovo – Afrodite e Dioniso\, Apollo ed Eracle\, Zeus e Demetra – e invitando i visitatori a riscoprire all’interno della collezione permanente i modelli antichi che le hanno ispirate.  \n\n\n\nCartier ha tratto ispirazione dall’Arte Classica in vari modi\, sia in modo diretto che attraverso il filtro di periodi storici evocativi profondamente influenzati dall’antichità\, come il Rinascimento\, la corte di Versailles e il Neoclassicismo.  La storia di Cartier si sviluppa attraverso epoche in cui l’estetica classica funge da grammatica stilistica: dai revival storicisti della metà del XIX secolo allo stile a ghirlanda svolazzante della Belle Époque; dalla reinterpretazione delle forme antiche nello stile moderno dei primi delXX secolo\, al ritorno dell’oro giallo negli anni Quaranta insieme alla libertà d’espressione femminile; dalla giocosa rivisitazione dei miti negli anni Settanta fino a un approccio contemporaneo all’antichità. I canoni classici rimangono una pietra angolare dell’eccellenza estetica grazie al loro vocabolario formale universalmente riconosciuto. \n\n\n\nAd introdurre la mostra “Cartier e il Mito ai Musei Capitolini”\, una spettacolare scalinata cinematografica opera del Maestro Dante Ferretti\, scenografo premio Oscar. \n\n\n\nDal labirinto verticale de Il nome della Rosa (1986) alle rovine nostalgiche del Grand Tour nella scenografia di Cenerentola (2015)\, il suo lavoro ci eleva verso un mondo di Antichi\, eroi e dei\, che permea il nostro modo di vedere e di vivere l’universo. Riferimenti malinconici all’antichità classica costellano l’atmosfera onirica e burlesca di Le avventure del barone di Munchausen di Terry Gilliam (1988). Con Pasolini\, Ferretti fa rivivere la maga Medea sotto le sembianze di Maria Callas (1968)\, una delle donne più moderne della mitologia antica\, che ci appare con un’imponente parure d’oro e ambra\, degna della sua discendenza dal Sole. \n\n\n\n Una mitologia costantemente rivisitata\, gioiosa e piena di sorprese\, che parla al mondo di oggi: questo è ciò che Dante Ferretti riesce a creare nelle sue opere. È anche ciò che la Maison Cartier è riuscita a fare fin dalle sue origini attraverso il mito\, reinterpretando costantemente un’antichità classica vivente\, sempre rinnovata e pronta a fondersi con la modernità. \n\n\n\nLa mostra\, concepita come un’esperienza immersiva arricchita da elementi audiovisivi\, si caratterizza per le installazioni olfattive create dalla profumiera della Maison Cartier\, Mathilde Laurent\, e per l’esposizione di pietre dure provenienti dall’atelier di glittica di Cartier che incarnano le divinità e i miti esposti.  \n\n\n\nFin dall’inizio del XX secolo\, i disegnatori di Cartier si sono progressivamente allontanati dai riferimenti diretti all’antichità classica\, che seguivano i fondamenti della geometria e della matematica dei filosofi greci\, basandosi sul principio della sezione aurea. I miti greci compaiono in modo più indiretto e\, al tempo stesso\, più fedele allo spirito dell’ornamento antico\, così come presentato dagli studiosi della religione greca. I gioielli fanno parte di ciò che i Greci chiamano kosmos\, una parola che indica sia la disposizione corretta degli abiti e dei gioielli\, sia l’ordine imperscrutabile dell’universo. Nelle creazioni di Cartier\, come nei miti antichi\, i gioielli si presentano come riproduzioni in miniatura dell’universo e delle sue forze primordiali: la terra e i suoi minerali\, l’oceano e le sue creature marine\, il cielo stellato e il fuoco del sole. Efesto\, il dio artigiano\, riunisce questi elementi attraverso l’arte\, proprio come fanno gli artigiani della Maison Cartier nei loro atelier\, ispirati dal potere evocativo delle gemme. Il gioiello diventa così un discorso metafisico\, oltre che un ornamento di prestigio.  \n\n\n\nINFORMAZIONI PER IL PUBBLICO  \n\n\n\nCartier e il mito ai Musei Capitolini        \n\n\n\nMusei Capitolini – Palazzo Nuovo\, Sale al primo piano  \n\n\n\nPiazza del Campidoglio\, 1 – 00186 Roma  \n\n\n\nTariffe: \n\n\n\nBiglietto “solo mostra”: intero € 8\,00; ridotto € 7\,00.                                                                     \n\n\n\nBiglietto cumulativo musei capitolini + mostra: intero non residente € 20\,00; \n\n\n\nridotto non residente € 13\,50; intero residente € 15\,50; ridotto residente € 12\,50. \n\n\n\nOrari: Tutti i giorni ore 9.30 – 19.30. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura  \n\n\n\n24 e 31 dicembre ore 9.30-14.00; 1° gennaio 2025 dalle 11.00 alle 20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura: 1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nPer maggiori informazioni: \n\n\n\ntel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) – www.museicapitolini.org  \n\n\n\nLa Collection Cartier  \n\n\n\nNegli anni Settanta\, Cartier iniziò a riunire pezzi prodotti nei suoi primi anni: gioielli\, orologi e altri preziosi accessori furono così raccolti per la conservazione\, portando alla fondazione della Cartier Collection nel 1983.  \n\n\n\nOggi\, la Cartier Collection comprende pezzi datati già dagli anni Sessanta dell’Ottocento fino agli anni Duemila. Questi pezzi agiscono come testimonianze materiali della storia di oltre 170 anni di stile e creatività di Cartier e forniscono anche un resoconto storico più ampio delle evoluzioni delle arti decorative così come della società dalla fine del XIX secolo.   \n\n\n\nCon circa 3.500 pezzi\, in continua crescita\, la Cartier Collection ha attirato l’attenzione dei musei di tutto il mondo. Dalla prima grande mostra nel 1989 al Petit Palais di Parigi\, la Cartier Collection è stata presentata in alcune delle più rinomate istituzioni del mondo in 44 mostre monografiche.  “Cartier e il Mito ai Musei Capitolini” è la seconda mostra monografica dedicata a Cartier in Italia\, dopo “Il design Cartier visto da Ettore Sottsass”\, tenutasi a Palazzo Reale a Milano nel 2002. 
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SUMMARY:"Avevamo un appuntamento" al Piccolo Teatro della Città
DESCRIPTION:Una commedia tenera e surreale che si muove con leggerezza intorno a uno dei grandi tabù della nostra cultura: la morte. Al Piccolo Teatro della Città\, sabato 14 (ore 21) e domenica 15 marzo (ore 18)\, va in scena lo spettacolo Avevamo un appuntamento di Giovanna Criscuolo che lo interpreta insieme con Vincenzo Volo. La regia è di Angelo Tosto\, le musiche originali di Aldo Giordano\, le scene e costumi di Martina Ciresi e Stefano Privitera. La commedia originale\, prodotta da IN ARTE in collaborazione con Babel\, affronta il tema della morte con ironia e una sorprendente vitalità\, restituendo al pubblico uno sguardo originale\, profondo e allo stesso tempo divertente. La storia racconta di Giacomo che è in cerca della tomba della madre\, per portarle dei fiori e nel suo vagare si imbatte in Anna\, una donna sui generis che sembra vivere proprio lì\, tra tombe e ricordi\, circondata da presenze che per lei non sono affatto mute.  \n\n\n\nPur disorientato dalla stravaganza di Anna\, Giacomo si ritrova a confidarsi\, raccontando pezzi della propria storia. Dal loro scambio nascono momenti esilaranti\, a volte teneri\, legati ai ricordi\, ai dolori familiari\, alle piccole assurdità della vita. Una storia solo in apparenza semplice\, sospesa tra realtà e invenzione\, in cui i confini tra vivi e morti si sfumano per lasciare spazio a ciò che conta davvero: l’ascolto\, la memoria\, la possibilità di capirsi. \n\n\n\nInfo 095530153
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SUMMARY:"10 ANNI. UNA SERATA A SORPRESA" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Sabato 14 e domenica 15 marzo la Compagnia Uscite d’Emergenza presenta 10 ANNI. UNA SERATA A SORPRESA\, coreografie e regia di Davide Romeo. \n\n\n\nIn occasione dei suoi dieci anni di attività\, “Uscite di Emergenza Dance Company” celebra il proprio percorso con una serata unica e imprevedibile\, tipica del suo stile. Il pubblico non saprà quale spettacolo andrà in scena fino all’inizio della performance. Dieci anni – Una serata a sorpresa rappresenta un atto di fiducia reciproca tra compagnia e pubblico\, invitando gli spettatori a vivere l’esperienza teatrale nell’autenticità del momento presente. È una celebrazione del legame costruito in dieci anni di attività\, attraverso il tempo condiviso sul palco e in platea\, in un dialogo vivo che si rinnova ad ogni incontro. L’evento è pensato non solo per il pubblico affezionato\, ma anche per chi si avvicina per la prima volta a “Uscite di Emergenza Dance Company”\, offrendo un’occasione unica per scoprire il repertorio della Compagnia.
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LOCATION:Teatro di Villa Lazzaroni\, Via Appia Nuova\, 522\, Roma\, 00181\, Italia
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SUMMARY:"AI AID" al Teatro IF
DESCRIPTION:L’amore è un algoritmo.Le amicizie sono automatizzate.Le emozioni? Ottimizzate.In un mondo governato dalle Intelligenze Artificiali\, esiste ancora qualcuno che prova a difendere il contatto umano.Social Help. Un call center dove a rispondere… sono persone vere.Ma nell’Ufficio 2 qualcosa si incrina.Un’IA che controlla il benessere.Un CEO che osserva.Tre giovani operatori pieni di fragilità\, desideri\, nevrosi.Crampi. Appuntamenti disastrosi. Madri invadenti. Sogni che non vogliono essere archiviati.Tra ironia tagliente e momenti di intimità profonda\, uno spettacolo che si chiede: “Cosa significa essere umani quando anche le emozioni possono essere automatizzate?” \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78 \n\n\n\nBiglietti disponibili al link: https://www.ticket.it/teatro/evento/ai-aid.aspx
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SUMMARY:Dorian Gray e Fedra in scena  al Nuovo Piccolo Garbatella
DESCRIPTION:La Realtà Teatrale Skenexodia\, nell’ambito della mini rassegna DESIDERIOKDIVORA\, in programma sabato 14 e domenica 15 marzo presso il Teatro Nuovo Piccolo Garbatella\, porterà in scena due spettacoli dedicati a due grandi figure tragiche\, accomunate da una profonda conflittualità interiore: Dorian Gray\, protagonista del romanzo di Oscar Wilde\, e Fedra\, eroina della mitologia greca. Due personaggi lontani nel tempo ma uniti dalla stessa tensione drammatica: il conflitto tra desiderio e morale\, tra apparenza e verità. Due epoche lontane\, ma un medesimo destino: la bellezza e la passione\, quando si separano dall’etica\, diventano forze distruttive. \n\n\n\nSabato 14 marzo ore 21\,00 \n\n\n\nDORIAN GRAY \n\n\n\ncon  \n\n\n\nLuca Fioretti (Dorian)\, Simone De Rose (Basil)\, Simone Tisi (Lord Henry)\, Marta Longo (Sybill) \n\n\n\nAdattamento originale e regiadi \n\n\n\nLuca Guerini \n\n\n\n————————— \n\n\n\nDomenica 15 marzo ore 17 \n\n\n\nFEDRA \n\n\n\ncon \n\n\n\nRoberta Sarti (Fedra)\, Fabrizio Giacomozzi (Teseo)\, Vincenzo Filice (Ippolito)\, Eleonora Bucci (Nutrice) \n\n\n\nAdattamento originale e regiadi \n\n\n\nLuca Guerini \n\n\n\nProduzione \n\n\n\n Realtà teatrale Skenexodia \n\n\n\n                    Realizzati in collaborazione con il Centro Sperimentale Artistico delle Marche \n\n\n\nAvvertenza: \n\n\n\nEntrambi gli spettacoli contengono scene di nudo integrale non volgare  \n\n\n\n \n\n\n\nDORIAN GRAY \n\n\n\nLa storia ruota attorno a Dorian Gray\, un giovane e affascinante uomo di Londra\, la cui bellezza esteriore è straordinaria. Dorian diventa il soggetto di un dipinto realizzato dal pittore Basil Hallward\, che è affascinato dalla sua bellezza. Durante il processo di pittura\, Dorian esprime il desiderio di rimanere giovane e bello per sempre\, mentre il ritratto invecchierà al suo posto. Nel corso della storia\, Dorian vive una vita di eccessi\, corruzione e immoralità\, influenzato da Lord Henry Wotton\, un aristocratico cinico che lo spinge a vivere senza scrupoli. La sua bellezza esteriore rimane intatta\, ma il ritratto diventa sempre più deformato e oscuro\, riflettendo i suoi peccati e il deteriorarsi della sua anima. Col passare del tempo\, Dorian si rende conto che il quadro è una rappresentazione dei suoi vizi e delle sue azioni\, e questo lo porta alla rovina. \n\n\n\nCITAZIONE: \n\n\n\n«Basil Hallward è quello che credo di essere\, Henry Wotton è come il mondo mi dipinge e Dorian Gray è quello che mi piacerebbe essere».  ​NOTE DI REGIA: \n\n\n\nHo scelto di ambientare questa storia universalmente nota negli anni Trenta\, ispirandomi alle atmosfere pittoriche di Jack Vettriano. Un’epoca segnata dalla Grande Depressione e da profonde incertezze economiche e politiche\, in cui il bisogno di evasione\, lusso e piaceri fugaci si amplifica. È proprio in questo contesto\, sospeso tra eleganza e inquietudine\, che il contrasto tra bellezza e vuoto interiore\, centrale nel Ritratto di Dorian Gray\, trova una cornice ideale. Come nel romanzo di Wilde\, anche nei suoi quadri l’estetica diventa maschera di un’inquietudine più profonda\, rivelando l’illusione della bellezza eterna e il prezzo nascosto del desiderio. \n\n\n\nFEDRA \n\n\n\nUna donna è attraversata da un desiderio che non riesce a controllare\, un sentimento che sa essere proibito e distruttivo. Vive questo conflitto in silenzio\, combattuta tra il senso di colpa e l’urgenza di dare una forma a ciò che la consuma. L’uomo verso cui è diretta la sua passione rifiuta ogni legame sentimentale e reagisce con durezza quando il sentimento viene rivelato\, ribadendo la propria distanza e il proprio rifiuto. Dopo questo rifiuto\, la donna trasforma il proprio tormento in accusa\, innescando una catena di eventi irreversibili. L’accusa viene creduta e provoca una punizione violenta e ingiusta nei confronti dell’uomo\, che ne subisce le conseguenze. Solo quando il danno è ormai compiuto emerge la verità\, lasciando spazio a una consapevolezza amara: l’incapacità di governare le passioni e le parole può distruggere le relazioni e travolgere le vite di tutti i personaggi coinvolti. \n\n\n\nCITAZIONE \n\n\n\n«Un delitto nasconda un altro delitto. Quando sei in pericolo\, l’attacco è la difesa più sicura. Se siamo colpevoli o vittime chi potrà testimoniarlo» \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nAmbientare Fedra nel 1968 significa collocare la tragedia in un tempo di frattura generazionale e di crisi dell’autorità\, in cui l’ordine costituito viene messo in discussione e i legami familiari si incrinano. In questo contesto\, il conflitto centrale del mito lo scontro tra desiderio e legge trova una risonanza immediata. \n\n\n\nIngresso: € 18\,00 \n\n\n\nInfo & Prenotazioni: officinemac.aps@gmail.com –  cell. 338.411.6671
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LOCATION:Nuovo Piccolo Garbatella\, Via Ignazio Persico\, 80\, Roma\, ITA\, 00154\, Italia
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SUMMARY:Cibate (ovvero\, io poco prima che scappo) al Teatro dei 3 Mestieri di Messina
DESCRIPTION:Sabato 14 e domenica 15 marzo nuovo appuntamento con la stagione “10” del Teatro dei 3 Mestieri con Cibate (ovvero\, io poco prima che scappo)\, spettacolo scritto\, diretto e ideato da Rosario Palazzolo\, con in scena  Francesca Garofalo e Chiara Peritore (produzione Teatro Sant’Eugenio). \n\n\n\nUn lavoro intenso e visionario che si interroga sul rapporto tra artista e mondo\, tra creazione e fuga\, tra fallimento e sopravvivenza. Al centro della scena l’idea di un testamento artistico lasciato a due giovani attrici\, mentre l’autore immagina di sottrarsi alla relazione con il pubblico\, con la società\, con la realtà stessa. \n\n\n\nLo spettacolo si sviluppa come un flusso di pensiero caustico e poetico\, in cui parole\, immagini e tensioni emotive si alternano tra ironia e disincanto. Restano due giovani donne alle prese con un’eredità scomoda\, esposte allo sguardo del pubblico e alle contraddizioni del presente\, in un circo che continua anche quando la battaglia sembra finita. \n\n\n\nUn’opera che mescola sarcasmo\, fragilità e lucidità\, interrogando il senso stesso del fare teatro oggi e il bisogno di rappresentarsi per esistere.
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LOCATION:Teatro dei 3 Mestieri\, Esso\, s.s 114 km 5\,600\, Messina\, ITA\, 98128\, Italia
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SUMMARY:“MUSICAL & OPERETTA SHOW” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Il Teatro Comunale Veroli si prepara ad accogliere “MUSICAL & OPERETTA SHOW”\, uno concerto brillante e coinvolgente pensato per divertire\, incantare e sorprendere il pubblico con un mix travolgente di musica\, prosa\, danza e comicità. \n\n\n\nLo spettacolo porta la firma del Soprano Graciela Dorbessan\, che cura regia e direzione musicale\, guidando sul palco un cast di 10 artisti pronti a trascinare gli spettatori in una serata frizzante e spensierata. Un viaggio tra atmosfere eleganti e momenti di brillante ironia\, in cui l’operetta incontra il musical dando vita a uno show dinamico\, ricco di ritmo e di emozioni. \n\n\n\nL’iniziativa nasce dalla collaborazione con il Museo Sandro Massimini – Mostra dell’Operetta\, Teatrini e Marionette di Fiuggi\, con l’obiettivo di rafforzare le partnership culturali del territorio e valorizzare tutte le forme artistiche e storiche legate al mondo del teatro. Un dialogo tra spettacolo dal vivo e patrimonio culturale che arricchisce ulteriormente il significato dell’evento. \n\n\n\nUn appuntamento imperdibile per chi desidera trascorrere una serata all’insegna della leggerezza\, della musica e del divertimento. \n\n\n\nVi aspettiamo sabato 14 marzo alle ore 18.00 con apertura botteghino alle ore 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 10.00  \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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LOCATION:Teatro Comunale di Veroli\, Via Lucio Alfio\, 5\, Veroli (FR)\, ITA\, Italia
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SUMMARY:"Il creato e l’uomo nel desiderio dell’invisibile"\, personale di Luigi Salvatori
DESCRIPTION:Roma accoglie\, dal 14 al 22 marzo 2026\, un evento artistico di alto profilo culturale: la mostra “Il creato e l’uomo nel desiderio dell’invisibile”\, personale di Luigi Salvatori\, ospitata negli spazi della Fondazione Amedeo Modigliani\, nel cuore di Trastevere. \n\n\n\nLa conferenza e inaugurazione ufficiale si terranno sabato 14 marzo alle ore 16:30\, con ingresso libero\, alla presenza dell’artista e di autorevoli rappresentanti istituzionali e del mondo culturale. L’evento sarà allietato con un momento musicale con il pianista e Direttore d’orchestra Ymar Caguing. \n\n\n\nInterverranno:• l’On.le Federico Mollicone\, Presidente della Commissione Arte e Cultura della Camera Deputati Parlamento Italiano;• Antonello Aurigemma\, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio;• Fabrizio Checchi\, Presidente della Fondazione Amedeo Modigliani;• Silvia Guerra\, Direttrice consiglio di amministrazione della Fondazione Amedeo Modigliani;• Roberto Luciani\, Curatore della mostra;• Elena Gradini\, Storica dell’Arte;• Andrea Salvati\, in rappresentanza dell’Archivio Paolo Salvati;con la presenza dell’artista Luigi Salvatori. \n\n\n\nNato a Palestrina nel 1951\, Luigi Salvatori è una figura di rilievo nel panorama dell’arte contemporanea italiana. Architetto di formazione\, ha sviluppato una poetica pittorica in cui il paesaggio non è mera rappresentazione naturalistica\, ma luogo interiore\, spazio simbolico in cui si riflettono memoria\, spiritualità e tensione metafisica. \n\n\n\nLa sua ricerca si muove lungo un crinale sottile: quello tra materia e trascendenza. Il colore diventa vibrazione emotiva\, la luce un varco verso dimensioni non immediatamente percepibili. Nei suoi lavori il creato non è semplice scenario\, ma presenza viva\, interlocutore silenzioso dell’uomo nel suo desiderio di infinito. \n\n\n\nL’esposizione romana propone un itinerario visivo che invita lo spettatore a interrogarsi sul rapporto tra natura e coscienza\, tra limite umano e aspirazione all’assoluto. Ogni tela è un dialogo aperto\, una soglia che conduce oltre il visibile. L’importante rete di patrocini testimonia il valore culturale dell’iniziativa\, che connotandosi come un evento di alta caratura istituzionale\, si inserisce nel solco delle attività promosse dalla Fondazione Amedeo Modigliani per la valorizzazione dell’arte contemporanea e del patrimonio artistico italiano. \n\n\n\nTre le sezioni tematiche in cui si snoda un racconto etico e spirituale che strutturano un percorso narrativo coerente e profondamente simbolico: \n\n\n\n• Inno alla Natura – una celebrazione lirica del creato\, in cui il paesaggio diventa canto visivo\, armonia cromatica e contemplazione silenziosa; Il Maestro Salvatori insegue una Bellezza che non si lascia possedere né definire\, ma si rivela solo a chi la contempla con purezza e ascolto interiore. Le opere diventano così un dialogo con il mistero\, un cammino tra fatica ed estasi verso quell’unità profonda che restituisce all’uomo il senso della propria rinascita. \n\n\n\n• L’Uomo Custode e costruttore – sezione dedicata alla responsabilità umana\, alla capacità di edificare\, proteggere e trasformare il mondo con consapevolezza; ritrae Roma — dai tetti alle antichità\, dalle chiese alle architetture contemporanee — come testimonianza viva della responsabilità umana nel plasmare e preservare la bellezza. Attraverso una pittura dal vero\, nutrita di viaggio e memoria\, l’artista trasfigura scorci e monumenti in visioni sospese\, dove studio\, contemplazione e reinterpretazione si fondono in atmosfere luminose e meditate. \n\n\n\n• La Rottura del patto di custodia – riflessione intensa sulle fratture contemporanee\, sul disequilibrio tra progresso e tutela\, tra desiderio e limite. Il M° dà voce alla frattura tra uomo e creato attraverso immagini di forte tensione simbolica: l’albero agonizzante che grida contro la guerra\, i volti segnati dalla violenza\, le interminabili migrazioni nel deserto. Le opere denunciano la perdita di responsabilità verso la terra e verso l’altro\, intrecciando memoria rinascimentale e dramma contemporaneo in una pittura essenziale e intensa\, attraversata da accenti monocromi e struggenti campiture azzurre. Attraverso queste tre tappe\, Salvatori propone un itinerario che supera la dimensione puramente estetica per farsi meditazione civile e spirituale. La natura non è semplice scenario\, ma interlocutrice viva; l’uomo non è spettatore passivo\, bensì protagonista chiamato alla responsabilità. \n\n\n\nIl M° ovunque esprime la tensione dell’uomo verso l’infinito e la spiritualità\, trasformando dolore e solitudine in forza creativa. Le opere evocano una trasfigurazione assoluta\, dove l’arte diventa dialogo tra umanità e divino. \n\n\n\nUn percorso ben calibrato conduce il visitatore tra visibile e invisibile. La mostra si configura così come un momento di riflessione condivisa tra istituzioni\, mondo accademico e pubblico\, in un contesto di prestigio che esalta il dialogo tra tradizione e contemporaneità. \n\n\n\nIn collaborazione con Archivio Paolo Salvati \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nSotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo \n\n\n\nCon il patrocinio di ICAS\, Consiglio Regionale del Lazio\, Presidente Commissione Cultura Camera dei  \n\n\n\nDeputati\, Assessorato alla Cultura di Roma Capitale\, Fondazione Amedeo Modigliani.
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SUMMARY:Archivi Sonori a Palazzo Malagola a Ravenna
DESCRIPTION:Dopo lo straordinario successo delle due grandi mostre su Demetrio Stratos\, Malagola – il centro di ricerca vocale e sonora fondato e diretto a Ravenna da Ermanna Montanari e Enrico Pitozzi\, che accoglie in sé la scuola di vocalità\, i seminari del Collegio Superiore di Estetica della Scena\, le pubblicazioni della Collana Malagola e già sede dell’Archivio Demetrio Stratos – inaugura sabato 14 e domenica 15 marzo 2026 gli Archivi Sonori: un prezioso patrimonio multimediale che documenta alcune fra le migliori esperienze di artisti performativi nazionali e internazionali nel campo della ricerca vocale e sonora. \n\n\n\nIn mostra\, per due giorni\, tra ambienti immersivi e ascolti in cuffia\, gli estratti audiovisivi dagli archivi degli artisti che\, dalla sua fondazione a oggi\, hanno fatto da docenti per i corsi di alta formazione del centro: compositori e compositrici\, attori e attrici\, coreografi e coreografe\, sperimentatori e sperimentatrici che lavorano sulla voce e sul suono in scena. \n\n\n\nSi tratta\, nello specifico\, di Alvin Curran\, Ermanna Montanari\, Mariangela Gualtieri\, Luigi Ceccarelli\, Roberto Latini\, Scott Gibbons\, Chiara Guidi\, Joan La Barbara\, Demetrio Stratos\, Roberto Paci Dalò\, Moni Ovadia\, Sandro Lombardi\, Mirella Mastronardi\, Masque Teatro\, Simona Bertozzi\, Francesca della Monica\, Sonia Bergamasco\, Maddalena Crippa\, Francesco Giomi\, Claron McFadden\, Marco Olivieri\, Scanner (Robin Rimbaud)\, Myriam Gourfink\, Kasper T. Toeplitz\, Valter Malosti\, Chiara Michelini\, Andrea Veneri\, Anna Bonaiuto\, Daniele Roccato\, Francesca Proia\, Diego Schiavo\, Luigi Agostini\, Kassel Jaeger (François J. Bonnet).  \n\n\n\nIn particolare\, l’esposizione sarà strutturata in quattro ambienti differenti\, al piano terra di Palazzo Malagola\, che restituiscono altrettante modalità di fruizione\, accomunate da una dimensione al tempo stesso intima e collettiva: \n\n\n\n–        due  sale dotate di schermi touch e cuffie per ascolti e visioni\, ravvicinate e individuali\, di materiali audio e video; \n\n\n\n–        una sala per ascolti immersivi\, in cui sarà possibile fare esperienza di contributi sonori nati per la spazializzazione a 360° o di proposte di spazializzazione di materiali nati per la stereofonia; \n\n\n\n–        una sala cinema\, con l’opportunità di visionare riprese video di interi lavori teatralio\, comunque\, materiali dalla durata più lunga. \n\n\n\nL’apertura degli Archivi Sonori rappresenta un ulteriore movimento di sviluppo di quella idea di trasmissione che fonda Malagola\, nella direzione di essere sempre di più un punto di riferimento per cittadini\, studiosi\, ricercatori e artisti\, cui viene proposta una via maestra all’ascolto. “Archiviare il suono\, oggi\, significa dunque restituirlo alla sua originaria tridimensionalità. Archiviare la voce\, in modo analogo\, significa custodire la traccia di una presenza in assenza del corpo che l’ha emessa. Due diverse forme di spazio. Due modi della risonanza. A partire da questo principio che orienta le nostre scelte\, dare forma all’archivio implica necessariamente un nuovo approccio all’ascolto. Ciò è stato reso possibile\, in particolare\, grazie alla progettazione di una camera immersiva in cui la voce e il suono degli artisti e delle artiste qui convocati/e creano ambienti emotivi a geometria variabile. Ascoltare è abitare uno spazio in cui il corpo dell’ascoltatore e dell’ascoltatrice si fa timpano\, risuonatore: anatomia dell’esperienza” sottolineano Ermanna Montanari e Enrico Pitozzi\, fondatori e direttori di Malagola. Un concetto ribadito da Marco Sciotto\, responsabile degli Archivi\, secondo cui la custodia “non è che il requisito di partenza: una simile archiviazione non può che equivalere\, soprattutto\, alla responsabilità di individuare e realizzare le condizioni ideali per restituire loro un corpo differente\, ma altrettanto capace di affidarli nuovamente all’ascolto come pratica al contempo estetica e critica”. \n\n\n\nL’inaugurazione sarà preceduta\, nella mattina del 14 marzo\, da una tavola rotonda presso la Sala Dantesca della Biblioteca Classense\, partner del progetto. Con Marco Sciotto dialogheranno la scrittrice\, drammaturga e docente Renata Molinari\, il critico teatrale Antonio Audino\, il giornalista Luca Valtorta e il compositore Francesco Giomi. \n\n\n\nDopo l’inaugurazione\, gli Archivi Sonori – che si espanderanno ulteriormente nel corso del tempo – saranno fruibili a ingresso gratuito e in modo permanente: ogni venerdì e il primo sabato di ogni mese dalle 10.00 alle 18.00. \n\n\n\nInfine\, come segno che corre lungo le sale di Malagola a cucire poeticamente il percorso espositivo\, i disegni di Stefano Ricci\, il cui tratto segna Malagola fin dalla sua fondazione; e due elementi da uno degli archivi storico-artistici più originali della città di Ravenna: quello di Elisabetta Gulli Grigioni\, che da quasi sessant’anni colleziona migliaia di cuori di ogni tipo – da ex-voto a oggetti devozionali e gioielli – che vanno dal ’600 al ’900. \n\n\n\nMALAGOLA \n\n\n\nIdeato e diretto da Ermanna Montanari (fondatrice e direzione artistica delle Albe) e da Enrico Pitozzi (docente dell’Università di Bologna e Coordinatore del CdLM in “Discipline della Musica e del Teatro”)\, è il Centro internazionale di ricerca vocale e sonora che ha sede a Palazzo MALAGOLA – edificio storico di proprietà della Provincia concesso in uso dal Comune di Ravenna. Il Centro sviluppa attività di ampio respiro tra loro connesse: una scuola di vocalità e di studi sul suono\, archivi sonori e audiovisivi\, il “Collegio Superiore di Estetica della Scena” che promuove partnership editoriali\, incontri\, seminari\, performance\, concerti.  \n\n\n\nNella sua breve vita\, Malagola è già divenuta punto di riferimento di studiosi e artisti che l’hanno attraversata anche come docenti dei corsi di alta formazione o come protagonisti dei seminari che vi si sono svolti\, tra i quali Meredith Monk\, Chiara Guidi\, Mariangela Gualtieri\, Roberto Latini\, Sonia Bergamasco\, Joan La Barbara\, Roberto Paci Dalò\, Sandro Lombardi\, Alvin Curran\, Valentina Valentini\, Moni Ovadia\, Luigi Ceccarelli\, Piersandra Di Matteo\, Silvia Ronchey e molti altri. \n\n\n\nMalagola ha ricevuto il Premio Ubu 2022 come progetto speciale e il Premio Radicondoli 2023 \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\ndirezione Ermanna Montanari e Enrico Pitozzi \n\n\n\nresponsabile archivi Marco Sciotto \n\n\n\narchivista senior Dario Taraborrelli \n\n\n\narchivista Marco Valenti \n\n\n\ndirezione tecnica Luca Pagliano \n\n\n\nsound design Andrea Veneri \n\n\n\nrealizzazione allestimento squadra tecnica delle Albe/Ravenna Teatro: Fabio Ceroni\, Gilberto Bonzi\, Paolo Baldini\, Fagio\, Enrico Isola in collaborazione con Danilo Maniscalco (costruzioni e decori)\, Filippo Ianiero e Lorenzo Parisi (audio e video) \n\n\n\ndirezione organizzativa Silvia Pagliano\, Paola Ricci \n\n\n\norganizzazione Chiara Maroncelli\, Stefania Nanni\, Roberta Staffa \n\n\n\nconsulenza diritto d’autore Avvocata Emidia Di Sabatino \n\n\n\ncomunicazione social Marco Sciotto \n\n\n\nIl disegno del cuore è di Stefano Ricci. I cuori esposti provengono dall’archivio – collezione privata di Elisabetta Gulli Grigioni\, per gentile concessione \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\nsabato 14 marzo \n\n\n\n–        ore 10.30 | Biblioteca Classense\, Sala Dantescatavola rotonda a cura di Marco Sciotto con Renata Molinari\, Antonio Audino\, Luca Valtorta\, Francesco Giomi \n\n\n\n–        ore 15.30 – 19.00 | Palazzo Malagolaopening Archivi Sonori \n\n\n\ndomenica 15 marzoore 10.00 – 18.00 | Palazzo Malagolaopening Archivi Sonori \n\n\n\nDopo l’inaugurazione\, gli Archivi Sonori saranno fruibili gratuitamente per tutti ogni venerdì e il primo sabato di ogni mese dalle 10.00 alle 18.00 \n\n\n\nINFO \n\n\n\nMALAGOLA Scuola di vocalità e centro studi internazionale sulla voce e sul suono via di Roma 118 | Ravenna \n\n\n\n333 8996348 info@malagola.eu \n\n\n\nravennateatro.comteatrodellealbe.com
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