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SUMMARY:“I monologhi della vagina” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Un doppio appuntamento il 7 e 8 marzo al Teatro Comunale Veroli\, con due spettacoli diversi\, per celebrare la Giornata Internazionale della Donna. L’8 marzo andrà in scena uno degli spettacoli più potenti e discussi della drammaturgia contemporanea: “I monologhi della vagina” di Eve Ensler. \n\n\n\nScritta nel 1996 e da allora portata alla ribalta nei teatri di tutto il mondo\, l’opera non è soltanto una provocazione né un espediente teatrale volto a trasformare l’organo riproduttivo femminile in simbolo di emancipazione. È un atto di ascolto profondo. È un coro di voci. È un manifesto di consapevolezza. \n\n\n\nNei folgoranti monologhi proposti\, ognuno legato alla storia di una donna diversa\, il testo diventa un inno alla conquista della propria individualità. Attraverso racconti che spaziano dall’amore al sesso\, dallo stupro alle mestruazioni\, dall’orgasmo alla mutilazione\, lo spettacolo attraversa senza filtri esperienze intime e universali\, restituendo dignità\, ironia\, dolore e forza al vissuto femminile. \n\n\n\nL’adattamento corale firmato dal regista Simone Ignagni trasforma la scena in uno spazio di condivisione autentica\, dove la parola si fa testimonianza e denuncia\, ma anche celebrazione dell’importanza universale del Femminino e della Femminilità. Un viaggio teatrale che intreccia emozione e riflessione\, coinvolgendo il pubblico in un confronto diretto con tematiche sociali ancora drammaticamente attuali. \n\n\n\nL’opera\, infatti\, ebbe la forza di generare movimenti internazionali di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne in anni in cui le giornate dedicate erano ancora lontane dall’essere istituite. Il Teatro Comunale Veroli sceglie così di celebrare l’8 marzo non solo come ricorrenza simbolica\, ma come occasione concreta per affrontare tematiche sociali fondamentali\, attraverso la forza diretta e trasformativa del teatro. \n\n\n\nUn doppio appuntamento da non perdere. Per riflettere. Per emozionarsi. \n\n\n\nVi aspettiamo domenica 8 marzo alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 10.00  \n\n\n\nBIGLIETTO RIDOTTO: € 7.00 (under 18/over 65) \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:La forma dell’acqua al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Il Teatro Villa Pamphilj\, domenica 8 marzo alle ore 11.30\, ospita La forma dell’acqua di Andrea Camilleri\, a cura di Lisa Ferlazzo Natoli\, con musiche di Gabriele Coen e Alessandro Gwis. In scena\, la voce di Lisa Ferlazzo Natoli dialoga con i clarinetti e il sax soprano di Gabriele Coen e con il pianoforte e le live electronics di Alessandro Gwis\, in una drammaturgia sonora che nasce dal primo romanzo dedicato al commissario Montalbano. Una produzione Una Striscia di Terra Feconda – lacasadargilla. \n\n\n\nLa forma dell’acqua è il primo memorabile romanzo in cui appare il commissario Montalbano. È il 1994. Scrive Michele Serra: «Nella sua scena d’esordio nel mondo della pagina scritta Salvo Montalbano non c’è. O meglio c’è\, ma non è tra noi. Sta dormendo. E sta sognando. Non un sogno ordinario\, un sogno erotico. Viene interrotto bruscamente da una telefonata. Un uomo è morto. Strappato a sé stesso\, il commissario impreca mentre tenta di afferrare “non tanto la cornetta quanto i lembi fluttuanti del sogno che inesorabilmente svaniva”. Una chiamata al mondo improvvisa e traumatica. Da quel momento Salvo Montalbano ci appartiene: è stato consegnato dal suo autore ai lettori e agli spettatori». \n\n\n\nNe La forma dell’acqua c’è anche il primo omicidio letterario in terra di mafia della seconda repubblica\, un omicidio eccellente seguito da un altro\, secondo il decorso cui hanno abituato le cronache della criminalità organizzata. L’omicidio ha la forma dell’acqua. Prende la forma del recipiente che lo contiene. E la morte dell’ingegnere Luparello si spande tra gli alambicchi ritorti e i vasi inopinatamente comunicanti del comitato affaristico politico-mafioso che domina la cittadina di Vigàta. Questa è la sua forma. Ma la sua sostanza – il colpevole\, il movente\, le circostanze dell’assassinio – è più antica\, più resistente e più appassionante\, a misura di un perfetto racconto poliziesco. Camilleri manovra il romanzo giallo con felice inventiva\, ironia e intelligenza di scrittura\, dove l’alto e il basso si confondono e fanno le capriole. Vivide\, malinconiche e implacabili\, le storie che ci racconta parlano di corruzione\, di connivenze\, di ingiustizie e di povere anime. Favole tinte di un nero inquietante. \n\n\n\nLa drammaturgia sonora de La forma dell’acqua si è costruita come un omaggio a un folklore immaginario della musica mediterranea\, rifacendosi a composizioni originali e brani tradizionali rielaborati in un ambiente contemporaneo. I suoni materici del legno – pianoforte\, clarinetto\, clarinetto basso – e dell’ottone – sassofono – dialogano così con i paesaggi sonori elettronici\, creando un contrappunto narrativo al testo stesso e all’andamento della voce\, sincopato e imprevedibile come la trama\, o sonnolento e quasi ipnotico come i lembi liquidi di un sogno. \n\n\n\nIngresso 10 euro. Prenotazioni allo 06 5814176 o scrivendo una mail a scuderieteatrali@gmail.com \n\n\n\n Il Teatro Villa Pamphilj\, con la direzione artistica di Veronica Olmi\, è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura.
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SUMMARY:“Big in Korea” a Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Domenica 8 marzo alle ore 17.00 lo Spazio Rossellini ospita “Big in Korea”\, spettacolo firmato dalla compagnia Kronoteatro\, con Tommaso Bianco e Maurizio Sguotti\, su drammaturgia di Francesco D’Amore e Luciana Maniaci. La produzione\, realizzata da Kronoteatro in coproduzione con il Teatro Nazionale di Genova\, porta in scena un lavoro che indaga con ironia e delicatezza una condizione esistenziale sospesa: quella del “quasi”\, la zona incerta in cui il desiderio di cominciare continua a rimandare il momento dell’azione. Attraverso l’incontro rituale tra un ex allenatore e il suo allievo – due figure che da anni si ritrovano su un campo di provincia senza mai davvero giocare – lo spettacolo riflette sul tempo dell’attesa\, sull’ostinazione dei sogni e sull’idea\, insieme fragile e tenace\, che esista sempre altrove un luogo dove tutto può ancora accadere. \n\n\n\nCon questo lavoro Maniaci d’Amore e Kronoteatro esplorano un momento di soglia della vita\, quello in cui si è quasi pronti. Quasi pronti a spiccare il volo. Quasi pronti a mollare la presa. Quasi pronti ad entrare nella vita\, o a lasciarla. E si chiedono se il territorio del “quasi” possa espandersi all’infinito\, fino a coprire tutta la superficie di un’esistenza. Al centro della drammaturgia c’è una relazione sfuggente: quella tra un giovane e il suo vecchio allenatore di calcio. Da trent’anni i due si trovano ogni domenica al campetto del paese. Ma non si allenano. Il loro è un lungo apprendistato teorico aspettando il momento in cui potranno cominciare a giocare. Non è ancora arrivato quel momento\, sembra non arrivare mai. In quell’ora di studio il mister e l’allievo favoleggiano insieme del posto in cui andranno un giorno: la Korea. Lì\, a quanto pare\, è possibile per un vecchio zoppo e un uomo che ha superato i 35 anni essere considerati ancora idonei per iniziare una carriera. Lì saranno\, finalmente\, grandi. \n\n\n\n\n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nBiglietti:intero online: €14\,50 + d.p.intero botteghino: €15\,00ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12\,00 \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Biglietti online su Ticketone. \n\n\n\nParcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70Spazio RosselliniVia della Vasca Navale 58 – Roma
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SUMMARY:"Camicette bianche" al Teatro Trianon
DESCRIPTION:Sabato 7 marzo\, alle 21\, va in scena Camicette bianche\, un musical originale fortemente corale che celebra il ricordo dei nostri emigranti e si ispira all’omonimo libro di Ester Rizzo\, raccontando un vero fatto di cronaca. Si replica domenica 8\, alle 18. \n\n\n\nUn viaggio dalla Sicilia all’America nei primi anni del ‘900 che lega\, come un filo di spago intorno alla valigia di cartone\, le vite dei nostri emigrati con i migranti di ogni tempo. Uno spettacolo che unisce le musiche della tradizione popolare con alcune canzoni italiane riadattate in chiave teatrale e quelle antiche dei primi italo americani\, per raccontare la storia vera di Clotilde Terranova\, una giovane sartina coinvolta nel tragico incendio della fabbrica di camicette bianche a New York nel 1911. \n\n\n\nEster Rizzo ha cercato i nomi delle sartine vittime dell’incendio\, scoprendo che molte fossero siciliane e ha iniziato a ricostruire\, incrociando documenti del tempo e a oggi sono state identificate quasi tue le città di provenienza delle giovani migranti. Marco Savatteri\, che firma il testo teatrale\, l’adattamento musicale e la regia\, ha composto una drammaturgia in memoria di questa storia\, sullo sfondo del fenomeno della grande emigrazione. \n\n\n\nLa trama si svolge inizialmente nella Sicilia del 1907. La protagonista Clotilde Terranova si imbarca su una nave diretta a New York per raggiungere sua sorella Rosa. Durante il viaggio incontra Salvatore Spadaro\, un ragazzo siciliano stanco della miseria e della fame. I due condivideranno insieme agli altri passeggeri\, sogni\, desideri\, speranze. \n\n\n\nGiunti al porto di New York si separano: Clotilde impara l’inglese e trova lavoro alla Triangle Shirtwaist company\, una fabbrica di camicette da donna alla moda; Salvatore cade invece nella trappola della malavita italoamericana. \n\n\n\nClotilde partecipa a uno sciopero per i diritti delle donne e\, nel poco tempo libero\, frequenta una locanda a Little Italy. Proprio in quella locanda Salvatore ricatterà il proprietario Angelo\, ma sarà scoperto da Clotilde. Ne seguirà una lite aspra che porterà alla luce l’insoddisfazione e il dolore del tanto agognato sogno americano. Clotilde abbandonerà così Salvatore al proprio destino. Lei\, intrappolata nell’incendio che divampa nella fabbrica\, in preda al panico\, si lancia dal decimo piano. \n\n\n\nIl rogo è quello che nel marzo del 1911 causò la morte di 146 persone\, di cui 123 donne\, per la maggior parte giovani immigrate italiane ed ebree\, il tragico avvenimento che ha quindi ispirato l’istituzione della Giornata internazionale dell’8 marzo. \n\n\n\nIn scena Ilaria Conte (Rosa)\, Sharon Costanza (Michelina)\, Martina Maria Di Caro (Gegè)\, Francesco Farinella (Migrante fisarmonicista)\, Giovanni Geraci (Gianni)\, Toti Maria Geraci (Salvatore Spadaro)\, Gioele Rosario Incandela (Saro)\, Davide Maria Incandela (Banditore)\, Andrea Lo Piccolo (Carmelo)\, Andrea Marchetta(Migrante Chitarrista)\, Giulia Marciante (Anna)\, Cristina Mazzaccaro (Filomena)\, Chiara Ketty Sardo Cardalano(Concetta)\, Chiara Scalici (Clotilde Terranova)\, Giovanni Strano (Isaac Harris)\, Giulia Tarantino (Fannie Lansner) e Franco Bruno (Angelo). \n\n\n\nGli arrangiamenti e la direzione corale sono a cura di Giulia Marciante\, le orchestrazioni di Enrico M. R. Fallea\, le coreografie di Giovanni Geraci\, i costumi di Valentina Pollicino e le scenografie di Valerio Vella e Paolo Tuzzè. Completano la locandina\, il light designer Antonio Colaruotolo\, il fonico Salvatore Barone\, il service Arka service e le grafiche Studio Proclama. \n\n\n\nLa produzione esecutiva è di Niccolò Petitto\, con la direzione di produzione di Giuditta Bonelli. \n\n\n\nCARD DI ABBONAMENTO\, BIGLIETTI E INFORMAZIONI \n\n\n\nPer questa seconda parte del cartellone\, che si conclude a maggio\, è ancòra possibile regalarsi e regalare una card di abbonamento. Il Trianon Viviani ha predisposto due tipologie di card\, Gold e Silver\, che prevedono un pacchetto di quattro spettacoli a partire da 40 euro\, sottoscrivibili solo presso il botteghino del teatro. \n\n\n\nI biglietti sono acquistabili presso i consueti canali di vendita: botteghino\, prevendite convenzionate e online su AzzurroService.net. \n\n\n\nIl botteghino è aperto dal lunedì al sabato\, dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi\, dalle 10 alle 13:30. Telefono 081 0128663\, email boxoffice@teatrotrianon.org \n\n\n\nSito istituzionale teatrotrianon.org\, social media Facebook\, Instagram e YouTube. \n\n\n\nSTANZA DELLE MERAVIGLIE E STANZA DELLA MEMORIA \n\n\n\nÈ ripresa l’attività della Stanza delle Meraviglie e della neonata Stanza della Memoria\, due realizzazioni innovative che\, adottando le moderne tecnologie digitali\, consentono una fruizione emozionale del ricco e variegato patrimonio della Canzone napoletana. Le Stanze fanno parte dell’Ecosistema digitale per la Cultura\, il programma di digitalizzazione dei beni culturali\, materiali e immateriali\, finanziato e promosso dalla Regione Campania e attuato da Scabec. Sono visitabili dal martedì al sabato\, dalle 10 alle 13 e dalle 14:30 alle 17:30; la domenica\, dalle 10 alle 13\, con prenotazione obbligatoria tramite email a prenotazioni.trianon@scabec.it. \n\n\n\nIl Trianon Viviani si avvale del sostegno della Regione Campania\, la Città metropolitana di Napoli e il Ministero della Cultura\, con il patrocinio di Rai Campania.
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SUMMARY:"I corpi di Elizabeth" al Teatro Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Un cast perfetto per un testo incalzante e sorprendente\, scritto per parlare al pubblico di oggi attraverso la lente di una vita unica nel suo genere\, di un potere al femminile che ha dovuto sublimarsi nella condizione di Regina Vergine. Al Teatro Pirandello di Agrigento approda il maestoso spettacolo I CORPI DI ELIZABETH di Ella Hickson con la regia di Cristina Crippa e Elio De Capitani. Nei panni della regina Elizabeth Elena Russo Arman (che interpreta anche Catherine Seymour e Mary Tudor)\, mentre Maria Caggianelli Villani sarà la principessa Elizabeth e anche la giovane Kathrine Grey. L’intrigante Cecil è Cristian Giammarini\, mentre Enzo Curcurù interpreta sia Thomas Seymour che Robert Dudley. In scena Sabato 7 marzo alle ore 21.00 e domenica 8 marzo alle ore 17.30. \n\n\n\nLa drammaturgia contemporanea in lingua inglese\, ormai da decenni\, è per il Teatro dell’Elfo un territorio di folgoranti scoperte\, una fonte d’ispirazione irrinunciabile per raccontare il nostro tempo\, sia quando gli autori guardano alla cronaca\, sia quando scandagliano le pieghe della storia.  Ne è un esempio emblematico I corpi di Elizabeth (in originale Swive [Elizabeth])\, che ha debuttato nel gennaio 2024; un’opera inedita in Italia dell’autrice britannica Ella Hickson (1985)\, già applauditissima e premiata in patria.  \n\n\n\nCuore del testo (tradotto da Monica Capuani) è la carnalità di Elizabeth I\, il suo corpo\, o meglio i suoi corpi\, come sottolinea il titolo italiano: un corpo politico con cui la regina d’Inghilterra costruisce il proprio potere e uno sensuale privato. In un’ambientazione ‘storica’ e al tempo stesso ‘pop’ (basti pensare ai tanti film e alle serie di successo dedicate alla vita di questa sovrana) si muovono personaggi radicalmente contemporanei. A renderli così attuali è la scrittura rapida e tagliente della Hickson e la sua capacità di indagare una rete di relazioni di potere intrisa di desiderio. Ed è la regia a quattro mani di Cristina Crippa e Elio De Capitani a riuscire a illuminare in profondità i contrasti tra maschile e femminile\, quelli di ieri come quelli di oggi. \n\n\n\nElisabetta I\, l’unica donna non sposata a governare l’Inghilterra\, regnò per quarantaquattro anni con astuzia\, seduzione e intelligenza. Questa commedia ci porta nel cuore della sua ascesa al potere in una società fortemente patriarcale\, nella quale comprese ben presto di non potersi permettere sentimenti che la rendessero debole\, assoggettandola a un amante o\, men che meno\, a un marito.   Tre cose possedeva: una mente fuori dal comune\, una passione carnale fuori dal comune\, una capacità di autocontrollo fuori dal comune\, che le permise di sopravvivere a pericoli inimmaginabili.  \n\n\n\nCristina Crippa ed Elio De Capitani ambientano lo spettacolo nella scenografia di Carlo Sala\, dove il trono e gli arredi essenziali sono ambientati tra preziosi velari\, ricamati con grandi motivi floreali (tralci di cardo\, simbolo dei Tudor\, insieme alle rose e al trifoglio). Ugualmente preziosi sono i costumi disegnati da Ferdinando Bruni e realizzati dalla sartoria dell’Elfo.  \n\n\n\nIl testo è costruito sullo sdoppiamento del ruolo di Elizabeth nei corpi di due diverse attrici\, interpreti della giovane principessa e della regina\, donne nelle quali cresce la consapevolezza di sé e delle sfide da affrontare nel viaggio verso il trono.   \n\n\n\nLe prime scene vedono protagonisti Elisabetta principessa e accanto a lei la sua matrigna e tutrice Catherine Parr (ultima moglie di Enrico VIII) con il suo amante Thomas Seymour\, fratello di Edward Seymour\, Lord protettore del giovanissimo re Edoardo VI. È una sensuale convivenza a tre che si nutre di rapporti ambigui\, tra seduzione e calcolo politico.  Quando Elizabeth deve scegliere\, a soli quindici anni\, tra un amore passionale e un destino regale\, sa fare la scelta\, dolorosa ma essenziale che le garantisce per salva la vita e la reputazione.  Ma non ha tempo di gioirne. Muore il fratello\, la sorella Mary – Maria la sanguinaria – cattolica intransigente\, diventa regina. Il pericolo nuovamente incombe: Elizabeth è nuovamente confinata nella Torre e a rischio di decapitazione. Anche questa volta se la cava\, recitando la sua parte con astuzia e maestria.  \n\n\n\nMaria muore ed Elizabeth principessa cede il passo ad Elizabeth regina\, con il suo fido consigliere Cecil e il suo amante\, Lord Robert Dudley\, per cui ha una passione travolgente. Ma la sua corona e la sua vita sono in bilico: da un lato Mary Stuard trama contro di lei con i nobili di parte cattolica\, dall’altro Cecil e il parlamento premono affinché accetti di sposarsi tessendo attraverso il matrimonio un’alleanza con una potenza continentale e dando al regno un erede\, possibilmente maschio. È ancora il suo corpo al centro del gioco politico. \n\n\n\nCome riuscirà a uscire da tutto questo Elizabeth? Il modo in cui Ella Hickson ha saputo renderlo in forma teatrale è il segreto di questo copione. \n\n\n\nElla Hickson\, drammaturga premiata e applaudita in Gran Bretagna\, negli Usa e in molto paesi europei\, è nata nel 1985\, cresciuta nel Surrey e vive attualmente a Londra. È membro della Royal Society of Literature\, insegna all’Università di Oxford ed è artista associata dell’Old Vic Theatre. \n\n\n\nSwive [Elizabeth] ha debuttato al Sam Wanamaker Playhouse (commissionato dal Globe di Londra) nel dicembre 2019\, diretto da Natalie Abrahami. Tra i lavori firmati dalla Hickson:  Anna\, progetto con il sound designer Ben and Max Ringham\, in scena nel 2019 al National Theatre;  The Writer\, debuttato all’Almeida Theatre nel 2018 (regia di Carrie Crackel\, protagonista Anne-Marie Duff)\, che in un raffinato gioco meta-teatrale fa emergere i temi centrali di questa autrice\, in particolare il ruolo della donna nel teatro e nella società;  Oil (Almeida Theatre\, Londra\, 2016); Wendy & Peter Pan (Royal Shakespeare Company\, 2013); Riot Girls (Radio 4); Boys (Nuffield Theatre\, Southampton/Headlong Theatre/HighTide Festival Theatre\, 2012); The Authorised Kate Bane (Grid Iron/Traverse Theatre\, 2012); Rightfully Mine(Radio 4); Precious Little Talent (Trafalgar Studios/Tantrums Productions\, 2011)\, Hot Mess (Arcola Tent/Tantrums Productions\, 2010) ed Eight (Trafalgar Studios/Bedlam Theatre\, Edinburgo\, 2008/9). \n\n\n\nIl testo The Writer è in uscita per l’editore Nowhere Books\, a cura di Jacopo Giacomoni per la traduzione di Monica Capuani. \n\n\n\nPER INFO E PRENOTAZIONI \n\n\n\nTelefono: 0922 590 220 \n\n\n\nEmail: info@fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nSito web: www.fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nORARI SPETTACOLO \n\n\n\nSabato 7 Marzo Ore 21.00 – Domenica 8 Marzo Ore 17.30
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LOCATION:Teatro Pirandello\, Via Atenea\, 35\, Agrigento\, ITA\, 92100\, Italy
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SUMMARY:“Alda. Parole al Vento” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Nel segno della poesia e della storia di Alda Merini\, l’OFF/OFF Theatre accoglie lo spettacolo “Alda. Parole al Vento”\, in scena sabato 7 alle ore 21.00 e domenica 8 marzo alle ore 17.00\, con la regia e drammaturgia di Donatella Massimilla. Insieme a lei sul palco Gilberta Crispino e Yousi Cuba al pianoforte\, con le voci delle donne recluse a San Vittore e I componimenti originali della poetessa\, sulle musiche di Giovanni Nuti. \n\n\n\nDopo il debutto al Piccolo Teatro di Milano\, va in scena per la prima volta a Roma\, Alda. Parole al vento\, realizzato in collaborazione con la Fondazione Fo Rame e la Fondazione Barba Varley. Con Donatella Massimilla in veste di narratrice c’è Gilberta Crispino\, attrice e cantante co-fondatrice di CETEC. La pièce ha debuttato al Todi Festival dove ha raccolto il calore del pubblico registrando un tutto esaurito e tanta emozione. Il nuovo allestimento previsto per la sala teatrale romana\, valorizza e celebra donne e artiste che hanno portato alta la bandiera dei diritti e dell’emancipazione\, con versi e note che vanno da Alda Merini a Franca Rame\, da Rosa Balistreri a Gabriella Ferri. \n\n\n\n«Lo spettacolo – spiega la regista – è una drammaturgia teatrale e musicale che punta alla leggerezza e alla poesia\, all’amicizia e alla sorellanza. Gli oggetti emblematici di Alda Merini\, dalla sua macchina da scrivere al famoso Muro degli Angeli\, volano\, si animano\, prendono vita all’interno di una cornice drammaturgica che rende omaggio alla Casa Museo della Poetessa dei Navigli\, Spazio diretto da cinque anni dalla compagnia del CETEC. Le parole e gli sguardi\, i suoni e le risate\, le note al pianoforte e le “Voci di Dentro” delle donne recluse di San Vittore\, diventano gesti ed azioni\, visioni e ispirazioni di testimonianza. CETEC è una compagnia che ha sempre lavorato in luoghi di confine\, promuovendo teatri delle diversità\, anche in Europa\, con Edge Festival\, lavorando nelle carceri in Italia e all’estero\, portando avanti un Teatro d’Arte Sociale\, annoverando collaborazioni e presenze con Maestri e artisti del teatro contemporaneo e impegnandosi in modo particolare nella trasmissione di esperienza alle giovani generazioni».ì \n\n\n\n INFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515  \n\n\n\nbiglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/
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SUMMARY:“Sputo” al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Sabato 7 marzo 2026\, alle ore 21\, al Teatro Garage è in scena lo spettacolo “Sputo”\, una produzione di Agave Teatro\, scritto e diretto da Manuela Cherubini e interpretato da Elena De Carolis.          \n\n\n\nIl titolo fa parte della sezione “Progetto da Salotto”\, un ciclo di spettacoli con allestimenti agili che si possono facilmente rappresentare in piccoli spazi come\, appunto\, un salotto\, nato da un’idea di Alessandra Frabetti. \n\n\n\nLo spettacolo è arrivato finalista al Premio Dante Cappelletti Tuttoteatro.com 2022. \n\n\n\n“Sputo” è la fiaba oscura e necessaria di una giovane donna che lotta per liberarsi dal peso della violenza subita. È la storia di Nina\, una sopravvissuta che cerca disperatamente di riconquistare il proprio corpo e la propria voce\, strumenti che l’orrore ha tentato di soffocare. \n\n\n\nNina si trova di fronte a un percorso di guarigione feroce e ribelle\, un apprendistato all’arte di sputare. Perché sputare? Per rigettare quell’ educazione millenaria delle donne a mandar giù\, a ingoiare per quieto vivere o paura.             \n\n\n\nLo spettacolo esplora il tema della violenza di genere e delle dinamiche oppressive della nostra società\, ancora profondamente patriarcale\, che ingabbia e zittisce le donne. “Sputo” è un atto di resistenza e di disobbedienza: un elogio dell’inciviltà necessaria\, della ribellione contro un mondo che\, sotto una patina di civiltà\, perpetua abusi e silenzi. \n\n\n\nNina sa che per sopravvivere deve ritrovare il movimento liberatore\, un gesto composto da due tempi. Del primo tempo si ricorda bene: il grido\, la sua voce finalmente libera\, la richiesta d’aiuto che l’ha strappata alla solitudine. Ma c’è un altro movimento che deve ancora ritrovare: lo sputo\, la capacità di respingere ciò che l’ha schiacciata\, di scardinare l’ingiustizia e l’oppressione che troppo spesso restano invisibili. \n\n\n\n“Sputo” nasce dall’incontro di diverse donne in carne e ossa\, di carta\, in pellicola.Sputo è un anti-monologo: le voci al suo interno non sempre parlano la stessa lingua e a volte non vanno molto d’accordo fra loro. Uno spettacolo tutto nel corpo dell’attrice che le traduce infedelmente in scena mescolando tutte le voci alla sua. \n\n\n\nUna denuncia cruda e poetica\, un viaggio necessario verso la liberazione fisica\, emotiva e simbolica. \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità. \n\n\n\nInformazioni: www.teatrogarage.it\, info@teatrogarage.it\, 010 511447.
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SUMMARY: “La vita non sbaglia mai una faccia” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Il Teatro Comunale Veroli è orgoglioso di annunciare un appuntamento intenso e ricco di significato: “La vita non sbaglia mai una faccia”\, promosso da Sirius Entertainment e realizzato dalla compagnia Futura Teatro\, sotto la guida visionaria del regista Filippo Maria Cardillo. Con questo spettacolo\, Cardillo conferma la sua cifra artistica inconfondibile: uno sguardo potente\, lucido e profondamente umano capace di trasformare il teatro in un atto necessario. La sua regia non si limita a dirigere\, ma scolpisce le emozioni\, orchestra i silenzi\, plasma i corpi e le parole fino a farli vibrare all’unisono con il pubblico. È una firma autoriale che attraversa l’intero impianto scenico con eleganza e determinazione\, restituendo uno spettacolo di rara intensità. \n\n\n\n“La vita non sbaglia mai una faccia” nasce con l’obiettivo di sperimentare nuove metodologie sceniche e recitative per affrontare in modo autentico e consapevole tematiche sociali di grande rilevanza\, come la violenza maschile sulle donne. Ma è proprio nella visione registica che questo progetto trova la sua massima espressione: un teatro che non rappresenta soltanto\, ma rivela; che non denuncia soltanto\, ma trasforma. \n\n\n\nLo spettacolo è un esempio alto e concreto di teatro sociale\, dedicato in particolare a giovani ragazze che hanno avuto l’opportunità di diventare attrici e di trasformare la propria esperienza personale in materia teatrale viva. In scena\, le attrici si ritrovano come amiche\, unite in un immaginario cerchio di reciproca condivisione. La struttura è composta da cinque monologhi\, ciascuno scritto su misura per la protagonista e legato a uno specifico stato d’animo. Un filo rosso di parole condivise\, ripetute come massime universali\, accompagna la narrazione\, mentre momenti musicali di forte impatto fondono canto e danza in un linguaggio scenico totale. Ad ogni personaggio è associato un brano musicale\, scelto per ampliare e intensificare la tematica attraverso un linguaggio artistico più profondo: la musica e il corpo in movimento della ballerina. \n\n\n\nIl percorso culmina in un finale sorprendente\, un colpo di scena potente e incisivo che sigilla l’opera con la forza delle grandi regie: un epilogo capace di lasciare il pubblico sospeso\, colpito\, profondamente trasformato. \n\n\n\nCon “La vita non sbaglia mai una faccia”\, si dimostra\, ancora una volta\, come il teatro possa essere non solo arte\, ma atto di coraggio\, visione e responsabilità.  \n\n\n\nVi aspettiamo per questo evento straordinario\, che unisce eccellenza artistica e impegno civile in un’esperienza scenica di altissimo profilo\, sabato 7 marzo alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00  \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:“Soli” a Fortezza Est
DESCRIPTION:Debutta in prima nazionale a Fortezza Est\, dal 5 al 7 marzo 2026\, “Soli”\, una commedia scritta da Sarah Sammartino e diretto da Riccardo Sinibaldi\, entrambi in scena insieme a Paolo Giovannucci\, Giuditta Pascucci e Francisco Roca-Rey\, protagonisti di un racconto sulla mercificazione dell’affetto e il distacco sentimentale dei nostri tempi. \n\n\n\nIn un luogo futuribile\, un uomo dal carattere freddo e una donna ipersensibile gestiscono un centro dove si può affittare affetto. Lui è convinto che possano\, così facendo\, cambiare il destino dell’umanità̀. Chi non ha tempo o coraggio per trovare un compagno o per rivedere una vecchia amica\, può scegliere di affittare mezz’ora di Abbraccio\, Carezze o Testa sulle ginocchia. Si possono facilmente ordinare sul menù\, come nei ristoranti all-you-can-eat. \n\n\n\nL’affetto a pagamento\, infatti\, è il più̀ puro che si possa ricevere perché́ non condizionato da alcuna implicazione\, e viene proposto come pratica spirituale. È usato per assistere le persone\, per incoraggiarle a risorgere dopo perdite e traumi relazionali\, per aiutarle a ritrovarsi\, per insegnargli come amare meglio e in modo più autonomo. Ogni cosa però viene capitalizzata e corrotta\, ridotta a mera operazione di marketing per creare profitto\, e l’individualismo è venduto come saggezza. \n\n\n\nAbbiamo un uomo\, Andrea\, che crede fermamente in ciò che fa\, da un punto di vista teorico\, ma poi non è capace di essere intimo con i suoi clienti\, e una donna\, Donna\, che ha il cuore spezzato e proprio per questo ha deciso di prendersi cura dell’affettività degli altri. Insieme incontrano una piccola rosa di clienti che cercano consolazione\, come il Signor Chiari che sta divorziando\, la Signora Falk a cui è morto il marito e Antonio\, un ragazzo\, che – nella nostra epoca ipertecnologica – non è a suo agio con il proprio corpo. Le sedute cambiano il destino dei personaggi e la razionalità del progetto fallisce di fronte alla complessità e alla fame d’amore del cuore umano. \n\n\n\nViviamo in un mondo in cui tutto è mercificabile e le relazioni interpersonali si perdono dentro i nuovi mezzi di comunicazione\, distruggendo e alterando non solo il nostro modo di vivere\, ma anche la nostra idea di ciò che è “umano”. L’analisi di questo processo di modificazione del reale viene affrontata in Soli con una base di ironia e delicatezza che evita qualsiasi giudizio\, ma allo stesso tempo riesce a porci delle domande a cui dobbiamo trovare delle risposte\, perché le categorie che applichiamo alla nostra vita devono cambiare\, se vogliamo capire cosa ci sta accadendo. \n\n\n\nOrario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30 \n\n\n\nbiglietto unico 14.00€ \n\n\n\nAbbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli  70€ \n\n\n\nwww.fortezzaest.com \n\n\n\ninfo e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com \n\n\n\n| whatsapp 329.8027943| 349.4356219
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SUMMARY:“Trilogia dell’Avanguardia” al Teatro Hamlet
DESCRIPTION:La Compagnia Hangar Duchamp presenta al Teatro Hamlet di Roma nei giorni sabato 7 e domenica 8 marzo 2026 il progetto “Trilogia dell’Avanguardia”\, spettacolo/performance che rappresenta la sintesi e la realizzazione della sua ricerca dal 2017 ad oggi. Tre avanguardie\, tre spettacoli nello stesso giorno\, con lo stesso cast\, nello stesso luogo e per lo stesso pubblico. In accoglienza e negli intervalli gli spazi comuni del teatro sono abitati da una serie di performance e letture dedicate al capitolo successivo\, animate dalla sezione under 30 della compagnia\, l’Hangar Lab.  \n\n\n\nAlle ore 18:00 il primo movimento di questa sinfonia teatrale\, il capolavoro dada “Il Cuore a Gas” di Tristan Tzara. Alle ore 19:30 il secondo movimento\, con la commedia surrealista “Le Mammelle di Tiresia”\, di Guillaume Apollinaire.  \n\n\n\nAlle ore 21:00 il terzo e conclusivo movimento con la metafisica di Alberto Savinio e il suo “Capitano Ulisse”.  \n\n\n\nLa linea che collega Dadaismo\, Surrealismo e Metafisica è una delle più marcate della storia dell’arte e la connessione meno conosciuta tra queste meravigliose esperienze è proprio il teatro. Conosciamo queste avanguardie per quello che vediamo nei musei\, Hangar Duchamp vuole portare a conoscenza un altro aspetto di queste realtà\, fornire uno sguardo diverso ed alternativo attraverso una mini maratona teatrale\, un’esperienza di intrattenimento totale\, un percorso nella storia e nell’arte del novecento alla riscoperta di contenuti e concetti che sono decisamente attuali\, dalla ribellione ai limiti imposti dalla società all’affermazione dell’identità di genere\, dal valore della memoria e del ricordo alla rivolta contro qualunque convenzione e accademismo. I sottotitoli di ogni movimento (potere all’oggetto\, potere all’azione\, potere al corpo) rimarcano la ricerca registica ed attoriale che ha ispirato il relativo capitolo.   \n\n\n\nMovimento 1. Dada. IL CUORE A GAS | potere all’oggetto Rumore bianco teatrale\, così è stato definito questo folle copione di Tristan Tzara rappresentato per la prima volta\, in pieno contrasto con le convenzioni e gli accademismi del suo tempo\, nel 1921 a Parigi. Occhio\, Bocca\, Orecchio\, Naso\, Sopracciglio e Collo vivono\, dialogano ed interagiscono all’interno di un mondo irreale\, fuori dal tempo e dallo spazio. L’autore stesso descrive la sua opera come una commedia ed in effetti ne ha gran parte delle caratteristiche\, da una discreta ed intelligente comicità all’immancabile lieto fine\, se non fosse che il testo non ha una narrazione chiara\, che la storia\, di fondo\, sembrerebbe non esistere e che i dialoghi sono apparentemente sconnessi e privi di qualunque logica. L’interpretazione di Hangar Duchamp prevede l’aggiunta ai personaggi originari di Didascalia\, una personificazione delle geniali note a margine dell’autore. I protagonisti vengono interpretati come esseri privati della funzionalità legata al proprio nome\, per autodifesa ma forse anche come una forma di timida autoaffermazione. Tutto sembra destinato alla noia\, alla ripetitività\, in questo strano mondo\, a meno che non ci sia chi decida di ribellarsi\, ad esempio innamorandosi\, mostrando come spesso\, la propria infelicità sia causata da costrizioni e limiti masochisticamente autoimposti. “Si tratta dell’unica e della più grande truffa del secolo in tre atti.”  \n\n\n\nMovimento 2. Surrealismo. LE MAMMELLE DI TIRESIA | potere all’azione A Zanzibar\, rappresentazione della Francia di inizio Novecento\, Teresa abbandona il marito\, uomo greve e prepotente\, per assumere un’identità maschile\, lasciando volar via le proprie mammelle: si chiamerà Tiresia. Il marito\, solo e abbandonato\, si troverà costretto ad assumere un’identità femminile per sobbarcarsi i compiti dovuti al ruolo di moglie e donna\, compresa la maternità. Metterà al mondo\, in un sol giorno\, 49.051 bambini. L’uomo diventerà una madre ambiziosa\, tanto da far innamorare un autoritario e virile Gendarme e da attrarre le attenzioni della stampa. “Le Mammelle di Tiresia” può essere considerato l’atto iniziale del Surrealismo\, la stessa parola “surrealista” fu infatti un neologismo coniato da Apollinaire per descrivere questa opera\, caratterizzata da sorprese linguistiche\, tra mitologia e innovazione. La regia di Andrea Martella interpreta la narrazione in modo fluido\, spingendo sul pedale della comicità\, eleggendo a filo conduttore il mondo infantile\, così presente nel testo originale. \n\n\n\nMovimento 3. Metafisica. CAPITANO ULISSE | potere al corpo Scritta nel 1925 per l’effimero Teatro d’Arte di Pirandello e rappresentata per la prima volta solo nel 1938\, in un clima definito “ostile”\, questa visione di Ulisse filtrata dalla lente deformante di un grande artista ed intellettuale del Novecento ha conosciuto\, fino ad oggi\, un quasi totale oblio.  Ulisse è per Savinio un uomo sfinito\, svuotato\, un anti-eroe che non è in grado di prendere in mano la sua vita\, soprattutto quella sentimentale\, diviso com’è nel rapporto con tre donne che sembrano a lui la stessa persona.  Andrea Martella opera una riduzione dal testo originale\, isolando il nucleo relativo al rapporto tra Ulisse e le tre donne della sua vita\, epicentro emotivo di tutta la sua avventura. La sua regia proietta l’azione dentro la mente del protagonista\, rappresentata come un carcere di massima sicurezza all’interno del quale Circe\, Calipso e Penelope sono incatenate\, prigioniere dell’incubo ricorrente di un uomo disturbato e confuso\, recluso lui stesso nel proprio caos psicologico\, alimentato anche da altre presenze che si aggirano in modo poco nitido nei suoi ricordi\, dalla dea Minerva ai marinai della sua nave. Il contatto col pubblico avviene attraverso un personaggio fulminante e geniale\, lo spettatore\, portatore sano di una sottile ed inaspettata comicità. \n\n\n\nNegli intervalli performance a cura di Hangar Lab \n\n\n\nSCHEDA TECNICA \n\n\n\nTITOLO: TRILOGIA DELL’AVANGUARDIA   \n\n\n\nLUOGO E INFO: TEATRO HAMLET  \n\n\n\nDATE: Sabato 7 e Domenica 8 marzo dalle ore 18:00 alle ore 22:00  \n\n\n\nPer partecipare: https://www.teatrohamlet.it/Spettacoli/duchamp.html  \n\n\n\nMovimento 1. Dada: Ore 18:00 IL CUORE A GAS di Tristan Tzara  \n\n\n\nMovimento 2. Surrealismo: Ore 19:30 LE MAMMELLE DI TIRESIA di Guillaume Apollinaire  \n\n\n\nMovimento 3. Metafisica: Ore 21:00 CAPITANO ULISSE di Alberto Savinio   \n\n\n\nCon: Giorgia Coppi\, Flavio Favale\, Vania Lai\, Simona Mazzanti\, Walter Montevidoni\, Leonardo Pio Nardone\, Vlad Silter  \n\n\n\nScena: Mattia Urso  \n\n\n\nLuci: Marco Linari   \n\n\n\nAmbiente Sonoro: Attila Mona  \n\n\n\nProblem solving: Alessia Cottone  \n\n\n\nStaff: Chiara Petragnani  \n\n\n\nConsulenza tecnica: Claudio Masci  \n\n\n\nFoto: Manuela Giusto  \n\n\n\nRegia e direzione artistica: Andrea Martella \n\n\n\nHangar Lab: Aurora Matarazzo\, Eleonora Montevidoni\, Laura Proietti
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SUMMARY:"Casta Diva" al Conservatorio di Alessandria
DESCRIPTION:Ph.Luigi_Bloise\n\n\n\nSabato 7 marzo alle ore 14:30\, presso l’Auditorium del Conservatorio “Antonio Vivaldi”(via Parma\, 1 – Alessandria)\, avrà luogo il convegno aperto al pubblico “Casta Diva: Voci\, ruoli e saperi femminili nel teatro musicale italiano”\, che si propone di condividere le attività e i principali risultati del progetto biennale di respiro internazionale “Casta Diva: An International Research and Production Digital Platform on Women in Italian Musical Theatre”\, nato nel 2024 dalla collaborazione tra dodici istituzioni italiane di alta formazione da Alessandria a Roma\, da Napoli a Torino. \n\n\n\nIl progetto ha l’obiettivo di valorizzare e far conoscere a livello internazionale le figure femminili che hanno segnato la storia del teatro musicale italiano: non solo le grandi dive e protagoniste sulla scena (come Maria Callas e Renata Tebaldi)\, ma anche compositrici\, impresarie\, costumiste e molte altre presenze fondamentali che hanno contribuito\, spesso senza adeguato riconoscimento\, dietro le quinte. Le attività hanno previsto programmi formativi\, convegni\, produzioni artistiche\, ricerche musicologiche e percorsi innovativi di musicoterapia. I risultati sono stati raccolti in un digital hub “digital library”— www.progettocastadiva.it — che sarà presentato durante l’evento. \n\n\n\nQui ad esempio i bozzetti di tutte le protagoniste femminili delle grandi operehttps://progettocastadiva-staging.medialibrary.it/home/index.aspx \n\n\n\nIl progetto Casta Diva è coordinato dal Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria\, istituzione capofila\, e coinvolge una rete nazionale composta da altri undici Conservatori di musica\, Accademie di Belle Arti e Università impegnati in attività di ricerca artistica\, produzione musicale e innovazione digitale. In particolare\, prendono parte al progetto i Conservatori “B. Maderna – G. Lettimi” di Cesena e Rimini\, “Giuseppe Verdi” di Como\, “Giacomo Puccini” della Spezia\, “Alessandro Scarlatti” di Palermo\, “Franco Vittadini” di Pavia\, “Giuseppe Nicolini” di Piacenza\, “Giulio Briccialdi” di Terni\, insieme alle Accademie di Belle Arti di Napoli e “Albertina” di Torino e al Dipartimento di Pianificazione\, Design\, Tecnologia dell’Architettura della Sapienza Università di Roma. \n\n\n\n «Questo progetto ci ha ricordato che il teatro musicale non è fatto solo di nomi celebri\, ma di tante storie sorprendenti ancora da scoprire. Un percorso capace di aprire prospettive inedite: proposte artistiche originali\, nuove occasioni di conoscenza e un continuo scambio tra ricerca\, didattica e produzione. Portare queste esperienze sul palco\, in classe e online significa offrire nuove chiavi di lettura e contribuire\, in modo concreto\, a una cultura più consapevole\, inclusiva e condivisa»\, afferma Giovanni Albini\, responsabile scientifico del progetto. \n\n\n\nGrazie al sostegno dell’Unione Europea attraverso i fondi NextGenerationEU e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza\, il progetto ha promosso un modello di cooperazione tra istituzioni AFAM e università\, favorendo nuove prospettive di ricerca artistica e scientifica e contribuendo alla costruzione di una rete internazionale dedicata allo studio e alla diffusione del ruolo femminile nel teatro musicale. L’incontro del 7 marzo si configura quindi come tappa conclusiva di un percorso condiviso che\, attraverso il dialogo tra musica\, arti visive\, studi di genere e innovazione tecnologica\, intende lasciare un’eredità duratura nel panorama della formazione e della produzione culturale contemporanea. \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\nIl pomeriggio si aprirà alle ore 14:30 con i saluti istituzionali\, introdotti dal Presidente e dal Direttore del Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria.  \n\n\n\nA seguire\, dalle 15:00 alle 17:00\, è prevista una tavola rotonda dedicata alle attività del progetto “Casta Diva”\, durante la quale interverranno i responsabili scientifici delle dodici istituzioni coinvolte per presentare i risultati raggiunti e le prospettive future delle azioni di ricerca\, produzione artistica e formazione sviluppate nel biennio. \n\n\n\nIl programma riprenderà alle 17:15 con la presentazione delle attività progettuali dedicate alla musicoterapia\, ambito che ha rappresentato uno dei nuclei più innovativi del progetto\, mettendo in relazione ricerca artistica\, benessere e inclusione sociale. \n\n\n\n Alle 18:00 seguirà la presentazione ufficiale del digital hub del progetto – a cura della Prof.ssa Bertolone e del Dott. Paduano della Sapienza Università di Roma – piattaforma internazionale pensata come archivio digitale e ambiente di condivisione dei contenuti scientifici e artistici prodotti dalle istituzioni partner. \n\n\n\nLa giornata si concluderà alle ore 19:00 con il momento musicale dal titolo “Virtuose all’opera nel ’700”\, a cura della classe di canto rinascimentale e barocco del Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria\, guidata dal Prof. Mirko Guadagnini. Protagoniste dell’esecuzione saranno le studentesse Sofia Mammone e Giada Ghiglino Amiri\, accompagnate da Francesco Silvestri al clavicembalo\, che interpreteranno musiche esito del progetto di ricerca avviato presso il Vivaldi dal Prof. Giovanni Polin e dalla ricercatrice Ingrid Schraffl su arie di figure femminili di rilievo nei teatri musicali italiani dell’età dell’Illuminismo\, offrendo al pubblico una restituzione artistica concreta dei risultati ottenuti.
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SUMMARY:"CONFINI" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Boaz e George si conoscono sull’applicazione Grindr. Sono solo a 20 km di distanza eppure non possono incontrarsi. Il primo\, infatti\, è israeliano mentre il secondo è libanese: vivono in paesi nemici separati da una recinzione sulla linea di confine. Nonostante l’impossibilità della relazione i due ragazzi continuano a parlare in chat e i loro incontri virtuali creano in un’area liminale che non tiene conto della politica\, della guerra e della diversità delle culture. Sono entrambi attratti l’uno dall’altro e per questo decidono di incontrarsi a Berlino\, vista come “un’isola di pace” in un mondo di guerre. La tensione tra i due paesi\, tuttavia\, si accende ed i due ragazzi saranno costretti a prendere decisioni molto difficili. \n\n\n\nNIMROD DANISHMANRegista teatrale\, drammaturgo e insegnante\, cofondatore e direttore esecutivo dell’Ha’Meshulash Theatre – il teatro LGBTQ di Tel Aviv – e vincitore del Premio Shulamit Aloni del 2021. Dopo essersi laureato con lode ha scritto e diretto la sua prima opera “BORDERS” al Teatro Tzavta (2018). Lo spettacolo è stato prodotto a New York\, Londra e Würzburg e ha ricevuto la nomination come migliore opera teatrale al New York Summer Festival. Ha diretto il cortometraggio “Woman to Woman” di Roey Maliach Rashef al Playwrights Project (2018)\, co-regista dello spettacolo “More than that we are not” di Gal Chepsky a Tzavta (2019) ed è ideatore dello spettacolo documentario “For Real – Podcast teatrale” al Tamune Theatre (2019). Nel 2021\, ha scritto e diretto la sua seconda opera\, “A Last Night in Rome” al Teatro Ha’Meshulash\, e ha diretto la tragedia “The Child Dream” di Hanoch Levin alla Goodman\, la scuola di recitazione nel Negevl. \n\n\n\nDi Nimrod Danishman – Con: Daniele Alan Carter e Claudio Cammisa –  – Musiche originali eseguite dal vivo Luigi Mas– Video Emanuelcarlo Mas – Titoli e progetto grafico Augusto Casella – regia ENRICO MARIA LAMANNA
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SUMMARY:"Scomode" al Centro Culturale Artemia
DESCRIPTION:C’è un punto preciso in cui la risata si strozza e la commozione si traveste da sarcasmo. Quel punto è il palcoscenico di SCOMODE\, ultimo lavoro di Massimiliano Vado: una confessione corale\, un affondo vertiginoso nelle crepe dell’identità femminile contemporanea. \n\n\n\nLa storia della sua vita recente\, attraverso lo svelamento femminile. Tre voci. Tre donne. Tre monologhi che si cercano e si interrompono\, si accavallano e si graffiano\, come le unghie protagoniste del sottotitolo: “talmente lunghe che il pollice non è più opponibile”. \n\n\n\nÈ un teatro scomodo\, appunto: disturbante\, irriverente\, lucido. Più scomodo per gli uomini che per le donne. Certamente per l’autore. Un catalogo emotivo che alterna nevrosi e lucidità\, ironia chirurgica e disperazione domestica. \n\n\n\nSi ride – sì – ma si ride male\, perché il riso è sporco\, ubriaco\, nervoso. E nel frattempo\, dentro\, qualcosa si è rotto per sempre. Vado scrive come chi conosce il corpo e le sue menzogne: i desideri non detti\, la sessualità goffa\, le relazioni tossiche travestite da normalità\, il dolore emotivo persistente. \n\n\n\nLe protagoniste parlano come si beve vino dopo una giornata assurda: con urgenza\, con troppa sincerità\, con lo sguardo perso e unghie sempre laccate. Hanno spasmi di lucidità. Non c’è psicologismo\, non c’è pedagogia. Solo un fiume di parole vere quanto crudeli. E dietro ogni battuta – anche la più spietata – un frammento d’amore\, un’eco di solitudine. La regia\, essenziale e precisa\, non consola. Non addolcisce. Espone. E lascia che siano loro – le scomode – a diventare lo specchio: per le donne che conosciamo\, per quelle che siamo stati\, per quelle che non abbiamo saputo ascoltare. \n\n\n\nUno spettacolo che non cerca consensi ma condivisione. Semmai. Una drammaturgia che brucia. E che\, proprio perché brucia\, rimane. Auspicabilmente. Sotto la pelle. Dentro le vene. Indelebile. Lì dove le parole – anche quelle dette a bassa voce – diventano necessarie. \n\n\n\nSinossi \n\n\n\nTre donne. Una tavola\, molti bicchieri e infinite confessioni. SCOMODE è un’esplorazione teatrale tagliente\, ironica e profonda della femminilità urbana\, fragile e indistruttibile.Tra racconti intimi\, sogni spezzati e memorie condivise\, le protagoniste portano in scena i disastri sentimentali\, le derive sessuali\, le contraddizioni sociali e il disagio sottopelle dell’essere donna oggi. Frammenti di vita\, pensieri a voce alta\, liste di ansie\, paure e confessioni che si trasformano in veri e propri atti d’accusa – a volte contro gli uomini\, a volte contro se stesse. Il testo alterna ironia feroce e struggente vulnerabilità\, con un linguaggio diretto\, libero e spietato. Il filo conduttore è l’amicizia: rifugio\, specchio\, tribunale. Ma anche luogo di cura\, complicità e sopravvivenza. Lo spettacolo scava\, non compiace. Per scelta. E lascia emergere una realtà scomoda\, fatta di donne brillanti e stanche\, ironiche e ferite. Donne vive. E per questo\, imprescindibili. \n\n\n\nNote di Regia \n\n\n\nLa messa in scena di SCOMODE sarà volutamente essenziale. Uno spazio vuoto\, nero\, definito solo da luci decise: colori netti che commentano gli stati d’animo\, virando dal fucsia all’ambra\, dal blu petrolio al rosso fuoco. Le tre protagoniste saranno vestite come dei peluche: abiti morbidi\, quasi infantili\, ma \n\n\n\nsempre sopra tacchi importanti – una contraddizione visiva che espone la fragilità e l’ostentazione\, la dolcezza e il desiderio. Al centro\, un semplice tavolino da bar: simbolo di un’intimità condivisa\, rifugio notturno dove ci si dice la verità\, si ride e si sanguina con dignità. Il vino – ovviamente – sarà vero\, bevuto in scena\, come fosse sangue travestito da piacere. Tutto ciò che non serve sarà tagliato. \n\n\n\nLa parola – viva\, ironica\, cruda – sarà protagonista assoluta. Un teatro che non finge\, ma si dichiara. Una dichiarazione d’amore al disagio e al dolore. Come le sue protagoniste: scomode\, quindi indispensabili. In tutto quello che scriviamo\, produciamo\, soprattutto recitiamo\, c’è sempre qualcosa di intimamente nostro. Diventa produttivo e originale quando non somiglia a noi\, quando ogni storia parte dalla nostra pancia e arriva in un punto qualsiasi dell’universo ogni cosa che ci capita\, ogni fantasia\, ogni innamoramento\, ogni profonda delusione\, ogni relazione\, ogni incontro\, viene rimescolato all’interno della nostra sensibilità e proposto su un palco o davanti a una macchina da presa. Credo sia l’apice più alto del lavoro che sono contento di fare. Capita anche di trasformare così tanto quello che ci è accaduto da farlo diventare un intreccio a tre voci\, per tre attrici completamenti diverse ma ugualmente raffinate. Il compito primo è quello di produrre un’autobiografia minima ma estremamente fedele\, dapoter far rappresentare da qualcuno che palesemente non sono io. È così che nasce il testo “Scomode”\, una recensione tassonometrica di alcuni periodi ingarbugliati quanto infinitamente produttivi della mia vita\, in cui si mischiano sensazioni e impedimenti\, alti innalzamenti dello spirito ed ironia. Scritto per tre voci\, prodotto per tre anime. Una necessità. \n\n\n\nScomodo – scritto e diretto da Massimiliano Vado – Con: Elena Biagetti\, Alessia Ferrero e Emanuela Panzarino
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LOCATION:Centro Culturale Artemia\, Via Amilcare Cucchini\, 38\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Edipo re di Sofocle a Galleria Toledo
DESCRIPTION:Venerdì 6 marzo alle ore 19.00 (in replica sabato 7 marzo ore 20.30 e domenica 8 marzo ore 18.00) la compagnia archiviozeta presenta un nuovo attraversamento di Edipo re di Sofocle\, traduzione di Federico Condello\, drammaturgia\, scenografia\, regia\, interpretazione Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti\, musica di Patrizio Barontini.  \n\n\n\nA distanza di qualche anno dalla sua ultima ripresa nel 2022\, lo spettacolo torna in scena come terreno di ricerca sulle tracce metateatrali del testo mettendo in evidenza la postura poetica e formale della compagnia.  \n\n\n\nIl luogo del delitto è sotto gli occhi di tutti. La versione di Edipo di archiviozeta cammina sul filo dei contrasti\, degli interrogatori e delle indagini alla ricerca ossessiva del colpevole: in scena due figure istruiscono il procedimento ineluttabile che porta alla conoscenza e quindi al dolore. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nColui che cerca è l’oggetto della ricerca \n\n\n\nchi non sa è colui a proposito del quale si tratta di sapere \n\n\n\ncolui che ha sguinzagliato i cani è egli stesso la preda \n\n\n\nla pista in cui li ha lanciati li riconduce al punto in cui li attende. \n\n\n\nMichel Foucault – Lezioni sulla volontà di sapere/Il sapere di Edipo \n\n\n\nUna lunga storia… Abbiamo iniziato a girare intorno a Edipo Re nel 2011 quando decidemmo di metterlo in scena a Fiesole\, a cento anni di distanza dall’inaugurazione del Teatro Romano che – primo in Italia – nel 1911 ospitò un Edipo in un sito archeologico. Lo spettacolo era all’ora del tramonto e senza nessuna amplificazione\, la musica era suonata dal vivo\, in scena eravamo in quattro. Ma non si fa Edipo senza una lingua e senza una profonda conoscenza del greco antico\, dei giochi di parole\, dei lapsus\, dei tranelli e delle false piste. Decidemmo di mettere in scena Edipo perché ci colpì profondamente la ricerca filologica attenta e la contemporaneità della nuova e ancora mai rappresentata traduzione di Federico Condello dell’Università di Bologna. Qualche tempo dopo facemmo un nuovo allestimento in due capannoni dismessi dai lavori dell’Alta Velocità nella Valle del Santerno\, tra Imola e Firenzuola. Era un altro spettacolo. Eravamo al chiuso ma quando sul finale si aprivano i portelloni\, il pubblico\, da quello spazio industriale\, poteva vedere il verde dei boschi intorno: il nostro Citerone era là a due passi! \n\n\n\nNel 2015 ci venne offerta la possibilità di riallestirlo in occasione delle serate in Aula Magna Santa Lucia dell’Università di Bologna\, preceduto da una lezione di Massimo Recalcati. Decidemmo di ripensare tutto lo spettacolo per farne una cosa completamente diversa: tutto in due attori\, doveva essere uno scontro dialettico fino all’ultimo respiro\, un tentativo di far emergere al massimo le tracce metateatrali e di far risaltare uno straniamento che portasse ancora più in luce la lacerazione profonda della contemporaneità. \n\n\n\nMa come lavorare su un personaggio come Edipo\, vittima e colpevole allo stesso tempo\, come rappresentare la complessità dei diversi personaggi che si attorcigliano a lui per salvarlo o annientarlo?Pensare Edipo come un dialogo aumenta la complessità: il protagonista lo conosciamo. Ma chi è questa deuteragonista che in sequenza si trasforma in Sfinge\, Tiresia\, Giocasta\, Messaggero\, Pastore? Uno spettroche tenta di sviare il colpevole dalla verità pur dicendola apertamente\, che sembra l’artefice del suo destino\, che lo obbliga a vivere sul luogo del delitto e che lo precipita in un incubo oscuro dal quale non può uscire? È forse questo suo doppio ossessivo il responsabile di tutto? \n\n\n\nL’importante è non rispondere a questa domanda\, lasciare che il dubbio rimanga come un tarlo nella mente\, come una lotta tra saperi. \n\n\n\nDa questo naufragio nell’abisso è nata la partitura musicale e sonora di Patrizio Barontini ed è emerso il segno scenografico: una Y disegnata sul palcoscenico\, una Lambda maiuscola – la lettera greca – lettera zoppa\, simbolo della stirpe di Edipo\, lettera genetica contenuta nel nome stesso dei Labdacidi\, quasi un cromosoma di luce\, abbiamo sotto gli occhi il crocevia di tre cammini\, spazio sospeso\, indefinito o iperdefinito\, passaggio dalla visibile oscurità alla luce accecante. \n\n\n\nCosì è nato un nuovo Edipo\, tragedia immensa e immensamente tragica: la storia di un bambino preso nella trappola genetica e abbandonato al suo destino. \n\n\n\nGianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni
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LOCATION:Galleria Toledo\, Vicolo I Porta Piccola a Montecalvario\, 34\, Napoli\, ITA\, 80134\, Italy
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SUMMARY:"VERNICE FRESCA" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Sarà in scena dal 6 all’ 8 marzo al Teatro di Villa Lazzaroni lo spettacolo VERNICE FRESCA drammaturgia e regia di Giovanni Sicurello\, con Maria Lomurno\, Giovanni Sicurello\, Fabio Versaci\, Gianluca Guizzardi. \n\n\n\nVernice Fresca -un testo scritto e interpretato da giovani attori- mette in scena il confronto tra individui agli antipodi della società: un giovane in crisi lavorativa e una clocharde provocatoria e irriverente.  Attraverso dialoghi sferzanti e situazioni surreali\, lo spettacolo esplora temi dell’alienazione\, frustrazione e ricerca di autenticità in un mondo che spesso sacrifica l’umanità per il successo\, e riflette su cosa significhi realmente essere liberi.  \n\n\n\nAlla fermata dell’autobus Davide incontra Mirella\, una clochrad fuori dagli schemi che vive in un camper senza ruote. I due avviano una conversazione che\, tra battute pungenti e provocazioni\, si trasforma in uno specchio delle loro vite. Mirella rappresenta la libertà estrema\, distaccata dalle convenzioni sociali; Davide è frustrato da un lavoro che lo sfrutta e non gli dà alcun senso di realizzazione\, oppresso dalle aspettative e dal bisogno di sicurezza. \n\n\n\nNe deriva un confronto sulla ricerca della libertà e il prezzo che si è disposti a pagare per conformarsi o ribellarsi alle regole della società. \n\n\n\nQuello che i personaggi non sanno è che a innescare le loro confessioni è la panchina stessa sulla quale sono seduti; infatti chiunque vi si sieda è costretto a rivelare ciò che davvero pensa o desidera. A loro si uniscono altri personaggi; un misterioso assassino\, un Prete che metterà in dubbio con ironia le sue stesse convinzioni religiose. La panchina non risparmia nessuno\, mettendo a nudo fragilità\, segreti e desideri repressi\, obbligando i personaggi a fare i conti con la loro vera natura.
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LOCATION:Teatro di Villa Lazzaroni\, Via Appia Nuova\, 522\, Roma\, 00181\, Italia
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SUMMARY:"Beauséjour" al Teatro Comunale di Bologna
DESCRIPTION:Definito da Le Figaro “le Béjart du hip-hop”\, accolto dal pubblico come una vera rock star\, il coreografo francese Mourad Merzouki\, pioniere nel trasformare la danza Hip Hop da pratica di strada ad arte di palcoscenico\, arriva in Italia per presentare Beauséjour\, in prima ed esclusiva italiana il 6 e 7 marzo al Teatro Comunale di Bologna – Comunale Nouveau ore 20:30. \n\n\n\nCinquantaduenne originario di Saint-Priest\, nella periferia di Lione\, con genitori di origini algerine\, quinto di sette figli con il sogno iniziale di diventare acrobata\, Mourad Merzouki è oggi l’autore francese più rappresentato sui palcoscenici di tutto il mondo. Attivo sin dalla fine degli anni Ottanta\, dal 1996 è alla testa della sua Compagnie Käfig che proprio a Bologna festeggerà il trentennale della sua fondazione con 40 creazioni e 2 milioni di spettatori in 65 Paesi. \n\n\n\nBeauséjour è una riflessione sul passare del tempo e sulla trasformazione dei corpi. Una sorta di affresco voluto dal veterano dell’Hip Hop per fare un bilancio della propria parabola artistica e illuminare\, quindi\, con nuova luce gli elementi costitutivi della sua prassi coreografica: il corpo\, l’energia\, la ricerca della bellezza. “Guardo al corpo consumato\, al corpo che ha vissuto\, al corpo che porta i segni e i dolori del tempo – afferma – la nostalgia qui non è un sentimento amaro\, è una forza viva che rinasce e si dispiega”. Il coreografo esplora così i corpi che cambiano con l’età\, trasformando i danzatori attraverso costumi e gestualità inedite.  \n\n\n\nLe sonorità electro-latine create ad hoc da Müller & Makaroff\, il duo svizzero-argentino fondatore con il francese Philippe Cohen Solal a Parigi nel 1998 del gruppo musicale Gotan Project che è stato pioniere nella reinvenzione elettronica del tango\, evocano qui una dimensione conviviale da “guinguette” (balera)\, un luogo di festa e memoria dove riaffiorano ricordi d’infanzia\, primi amori e momenti condivisi con gli amici\, sapientemente resa dallo scenografo Benjamin Lebreton\, in cui è possibile udire i testi del MC e poeta urbano Fafapunk. In scena dialogano generazioni diverse:  quattordici interpreti\, giovani e anziani\, non per contrapporsi\, ma per mostrare il fluire del tempo. Si riflette così sull’inesorabile scorrere del tempo e sulla trasformazione dei corpi\, perché la bella danza è universale e transgenerazionale. \n\n\n\n«In questa nuova creazione\, esploro il corpo al cospetto del tempo. Sto guardando con occhi nuovi e con impegno a comecambiano il movimento e la performance fisica. Alla mia età e dopo una carriera trentennale\, i ballerini della mia generazione non hanno più lo stesso rapporto con il corpo. Eppure\, nei nostri spettacoli e nelle nostre performance\, continuiamo a celebrare la bellezza. Non cerchiamo più spettacolari prodezze fisiche\, ma un’estetica diversa\, che sia comunque aggraziata ed energica. Ho scelto di costruire una coreografia attorno a questa realtà. Quella del corpo che invecchia. La nostra società accetta il corpo e lo valorizza\, ma entro i criteri specifici che si è imposta. In Beauséjour\, guardoal corpo consumato\, al corpo che ha vissuto\, al corpo che porta i segni e i dolori del tempo. La nostalgia qui non è un sentimento amaro\, è una forza viva che rinasce e si dispiega. Beauséjour è l’utopia sia di un passato che rinasce attraverso i ricordi\, sia di un presente vissuto da corpi prominenti\, gonfi e curvi. È una vera sfida coreografica per i ballerini hip-hop\, che devono appropriarsi di nuovi movimenti\, incarnando personaggi singolari molto lontani dalle loro esibizioni abituali. Questi personaggi accattivanti\, che abbracciano la loro originalità\, danno vita a una visione rinnovata della bellezza. Il corpo che invecchia può essere il luogo felice in cui risiede la bellezza! Una bellezza che sfida il tempo\, che resiste ed esiste in mododiverso. Trasportato dai ritmi electro-tango di Müller & Makaroff\, lo spirito della “ginguette” riappare sotto gli occhi delpubblico. La danza\, più che mai\, è una vetrina per la vita e la condivisione». \n\n\n\nMOURAD MERZOUKI\, direttore artistico e coreografo \n\n\n\n«L’incontro con Mourad Merzouki su quello che sarebbe diventato lo spettacolo Beauséjour ha fatto nascere un desiderio: riprendere da dove avevamo lasciato il “progetto Antropoceno”\, arricchendolo e portandolo ancora più lontano\, verso altri territori musicali dell’America Latina\, dalle marimbe e dai ritmi ternari della costa pacifica colombiana ai flauti e ai charango delle vette più alte delle Ande! Proprio come abbiamo fatto con il Gotan Project\, unendo il tango argentino alla musica elettronica. Uno dei vantaggi della musica elettronica è che l’orchestra sta tutta in un laptop! Così abbiamo potuto entrare nello spazio-tempo coreografico e adattare la musica alle esigenze della danza in tempo reale\, garantendo una perfetta sincronizzazione tra le due. Questo modo di lavorare ricorda i primi tempi del cinema\, quando le orchestre erano presenti durante le riprese e tutto veniva fatto contemporaneamente. Questo ampliamento degli orizzonti musicali e la ricerca di nuovi limiti completano l’approccio creativo del coreografo». \n\n\n\nMÜLLER & MAKAROFF\, creazione musicale  \n\n\n\nBEAUSÉJOUR Compagnie Käfig \n\n\n\ncreazione 2024 Les Nuits de Fourvière – Festival international de la Métropole de Lyon\, Centre chorégraphique national de Créteil et du Val-de-Marne / Cie Käfig\, Scène de Bayssan – Domaine Départemental de l’Hérault (Béziers)\, Sport dans la Ville con il supporto di Pôle en Scènes (Bron)\, Théâtre Théo Argence (Saint-Priest) \n\n\n\nCompagnie Käfig è in residenza presso il  Théâtre Théo Argence – Ville de Saint-Priest\, supportata dal Ministero Francese della Cultura\, dalla Région Auvergne-Rhône-Alpes e da Pôle en Scènes \n\n\n\nDurata 60 minuti\, atto unico \n\n\n\nGuarda i video QUI e QUI \n\n\n\nAcquista biglietti su vivaticket
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LOCATION:Teatro Comunale di Bologna\, Largo Respighi 1\, Bologna\, 40126\, Italy
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SUMMARY:"LA DONNA IMPERFETTA... E I SUOI GUAI" alla Sala Lysistrata
DESCRIPTION:Una donna “imperfetta”\, schiacciata da aspettative\, panni da stirare e sogni messi in pausa\, decide di raccontarsi senza filtri. Tra risate e ironia\, partendo da alcuni monologhi di Francesca Nunzi\, svela le piccole tragedie quotidiane di ogni donna “normale”. Un viaggio comico tra frustrazioni\, desideri repressi e improbabili rivincite. Perchè ridere\, a volte\, è l’unico modo per sopravvivere. E magari sentirsi finalmente libera… o forse no? Staremo a vedere. \n\n\n\nGiovedì e venerdì alle ore 21 – Sabato alle ore 19 – Domenica alle ore 18
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LOCATION:Sala Lysistrata\, Via Amerigo Vespucci\, 40\, Roma\, RM\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"The Taming of the Shrew" al Satiro Off di Verona
DESCRIPTION:La bisbetica domata torna con Casa Shakespeare e questa volta sceglie la controffensiva. Un nuovo cast e una nuova ripresa di regia con Lucia Messina. Il suo sguardo femminile e contemporaneo\, raccoglie e riprende l’impianto registico di Solimano Pontarollo. Non in difesa del testo\, ma un attraversamento critico.  \n\n\n\nIn un’epoca\, quella dell’Inghilterra di Elisabetta I\, in cui il rapporto uomo/donna era regolato da gerarchie rigide e socialmente codificate\, Shakespeare costruisce una commedia che ancora oggi fa discutere. La “domatura” di Caterina continua a far storcere il naso alle sensibilità contemporanee. Ed è proprio lì che Casa Shakespeare interviene\, distaccandosi dalla piena immedesimazione\, per osservare il gioco di ruolo. \n\n\n\nLa nuova ripresa infatti punta a proporre una domanda a tutti noi: quanto siamo noi stessi nelle relazioni e quanto spesso invece ci capita di indossare maschere\, rivestire ruoli?  \n\n\n\nL’opera shakespeariana punge proprio su questo punto\, nel mettere in scena un duello di relazione senza mezzi termini che vede i due protagonisti\, ma non solo\, avvicendarsi tra giochi di finzione\, travestimenti e tentativi di dominazione. \n\n\n\nUn gioco a volte spietato\, ma che rivela quanto\, a prescindere da vincitori o sconfitti\, tutti ci ritroviamo attori nel palcoscenico della vita. \n\n\n\nE allora la domanda finale non è più un’imposizione\, ma un riconoscimento: \n\n\n\n«Vuoi baciarmi\, Caterina?» \n\n\n\nNon c’è nome più bello del tuo nome completo. Caterina\, baciami\, se vuoi. \n\n\n\nUna storia antica per una questione attuale\n\n\n\nLa trama è nota: Battista Minola\, padre di due figlie dal carattere opposto\, impone che la primogenita Caterina venga maritata prima della dolce Bianca. Tra travestimenti\, corteggiamenti e strategie\, entra in scena Petruccio\, deciso a sposare la “bisbetica” nonostante il suo “temperamento”. \n\n\n\nCasa Shakespeare firma uno spettacolo con i giovani della compagnia e invita il pubblico ad un nuovo sguardo più contemporaneo. \n\n\n\nShakespeare 2026 è la rassegna annuale di teatro\, incontri e cultura che mette in luce la città di Verona attraverso gli occhi di Shakespeare\, creando un dialogo vivo tra tradizione e contemporaneità. Il calendario è su shakespeare2026.com \n\n\n\nL’iniziativa è inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\, il programma che promuove i valori olimpici attraverso cultura\, patrimonio e sport\, in vista dei Giochi Olimpici e Paraolimpici Invernali 2026. \n\n\n\nPARTNER \n\n\n\nMain sponsor Magis.Con il sostegno di Confartigianato Imprese Verona.Con il patrocinio della Camera di Commercio di Verona\, della Regione del Veneto\, della Provincia di Verona e del Comune di Verona. \n\n\n\nShakespeare 2026 sarà un anno di teatro\, formazione e innovazione\, pensato per mettere in dialogo la tradizione shakespeariana con i linguaggi contemporanei. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nRegia di Solimano Pontarollo ripresa da Lucia MessinaAdattamento testi: Andrea de ManincorProduzione: Casa Shakespeare e On View Experiences di Ornella Naccari \n\n\n\nCast:ATTORI:Viola Rizzardi Penalosa – CATERINASolimano Pontarollo – PETRUCCIOFrancesco D’Ippolito – BATTISTA\, SARTO E ORTENSIORiccardo Caserta – LUCENZIOKelly Negro – BIANCA \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nSpettacolo in costume elisabettianoLingua: dialoghi in inglese con accompagnamento in italiano \n\n\n\nBIGLIETTI E INFO \n\n\n\nPromo per la festa delle donne direttamente online\, Carta Docenti e Carte Culture accettate. \n\n\n\nUnder 12: ingresso omaggio (accompagnati\, prenotazione obbligatoria)Accrediti per giornalisti e blogger \n\n\n\nPer avvicinare i giovani al teatro e renderli parte attiva dell’esperienza\, sono previsti biglietti a 5 euro per studenti delle scuole superiori di Verona e provincia\, presentando il badge scolastico la sera dello spettacolo. \n\n\n\nPrenotazioni veloci:https://bit.ly/42mDzfo \n\n\n\nBiglietteria ufficiale è online: \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/tour/shakespeare-2026/4620 \n\n\n\nContatti e accessibilità scrivere a: info@casashakespeare.it
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LOCATION:Teatro Satiro Off\, Vicolo Satiro\, 8\, Verona\, 37121\, Italia
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SUMMARY:" La Firma" al PiccoloTeatro della Città di Catania
DESCRIPTION:Nel parlatorio di un carcere\, ai due lati di un tavolo che li dividerà irrimediabilmente per tutto il tempo\, un uomo e una donna si confrontano sul passato che è riaffiorato e sul tragico segreto che li ha messi inaspettatamente l’una contro l’altro. E’ così che ha inizio La Firma\, pièce tratta da “Non ti fidare” di Claudio Fava che ne cura anche la regia e che vede protagonisti l’attore siciliano Ninni Bruschetta (appena visto\, tra l’altro nella serie Rai L’Invisibile e attualmente anche in Don Matteo) e l’attrice romana Federica De Benedittis (già volto de Il paradiso delle Signore e che vedremo presto nella fiction Mediaset Alex Bravo). Dopo il debutto nazionale del 26 febbraio al Teatro Sperimentale di Ancona\,  lo spettacolo\, coprodotto da Teatro della Città – CPT di Catania e MARCHE TEATRO\, arriva ora in scena al Piccolo Teatro della Città di Catania dal 5 al 7 marzo\, ore 21.  \n\n\n\nIl testo narra l’intenso confronto tra un uomo e una donna legati da un passato distorto. L’uomo è il padre della donna: o almeno\, così lei ha creduto per tutta la sua vita. Falso. Quell’uomo\, militare di carriera\, l’aveva presa con sé al momento della nascita: la vera madre della ragazza\, arrestata per reati politici e costretta a partorire nel luogo di prigionia\, era stata poi eliminata come tutti gli altri suoi compagni di detenzione. Un segreto e una violenza che riemergono improvvisamente dal passato e che mettono “padre” e figlia di fronte alla necessità di riscrivere il senso del loro rapporto. Proveranno a farlo nel carcere in cui l’uomo è stato rinchiuso in attesa del processo\, e dove la donna va a trovarlo per un ultimo\, definitivo dialogo. Ed è qui che la storia inizia. Di fronte a quel tavolo saltano i ruoli\, il carnefice si fa accusatore\, la vittima diventa imputata\, il rancore si fa pena\, ogni prevedibilità è azzerata da un continuo scambio dei ruoli. Perché la vita\, anche nei suoi momenti più osceni\, fatica ad essere addomesticata\, ridotta allo schematico gioco del confronto tra il bene e il male: in questo caso\, tra la colpa di un finto padre che ha ingannato e la rabbia di una figlia che è stata tradita. Per arrivare ad un finale aperto che ribalta ogni premessa\, ogni logica\, ogni facile soluzione. \n\n\n\nProduzione Teatro della Città – Centro Di Produzione Teatrale\, MARCHE TEATRO (diretto da Giuseppe Dipasquale)\, scene e costumi Vincenzo La Mendola\,assistente alla regia Massimo Blandini\,capo macchinista costruttore Claudio Cutispoto\, macchinista Vincenzo Caniglia\, luci Andrea Chiavaro\, fonica Salvo Arnò\,sartoria Sorelle Rinaldi\, assistente costumista Giuseppe Adorno.
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SUMMARY:“Fratello Sole Sorella Luna” al Teatro Lyrick
DESCRIPTION:Un classico della nostra memoria visiva approda a una nuova drammaturgia scenica: “Fratello Sole Sorella Luna”debutta in prima Nazionale al Teatro Lyrick il 5\, 6 e 7 marzo 2026\, alle ore 21.15\, segnando una nuova tappa nel dialogo tra linguaggio cinematografico e scena dal vivo. \n\n\n\nLa celebre opera di Franco Zeffirelli trova infatti una nuova forma nella versione teatrale firmata da Angela Demattè\, che rilegge la sceneggiatura originale scritta da Zeffirelli insieme a Suso Cecchi D’Amico e Lina Wertmüller. \n\n\n\nLa regia è di Piero Maccarinelli\, che restituisce la dimensione umana della storia attraverso un cast di forte intensità: Giulio Pranno nel ruolo di Francesco\, Ksenia Borzak in quello di Chiara\, con la partecipazione speciale di Massimo Wertmüller e Fabrizia Sacchi\, affiancati da Gabriele Cicirello\, Antonio Iorio\, Edoardo Raiola\, Giovanni Conti ed Edoardo Sacchi. \n\n\n\nLe musiche originali di Riz Ortolani\, insieme alle composizioni e agli arrangiamenti di Alessandro Nidi\, accompagnano e amplificano l’immaginario del racconto. Lo spettacolo è realizzato con il patrocinio di San Francesco 1226–2026\, Comitato Nazionale per l’ottavo centenario della morte del Santo di Assisi\, e nasce da una co–produzione International Music and Arts\, Agidi\, Fondazione Sipario Toscana Onlus – La Città del Teatro\, Oliver and Friends. \n\n\n\nCon questa prima nazionale\, “Fratello Sole Sorella Luna” restituisce al pubblico un viaggio teatrale di rara intensità\, sospeso tra memoria\, visione e spiritualità\, realizzato in occasione dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco. Uno spettacolo che intreccia recitazione e canto\, in un racconto corale e poetico\, ispirato al celebre film di Franco Zeffirelli del 1972\, che ottenne un enorme successo internazionale (David di Donatello nel 1972 e candidatura all’Oscar nel 1974 per la miglior scenografia)\, lasciando un segno indelebile per la forza poetica delle immagini e per le indimenticabili musiche di Donovan\, adattate nella versione italiana da Riz Ortolani\, lo spettacolo porta in scena\, con un linguaggio teatrale contemporaneo\, la storia di Francesco e del suo messaggio universale di fraternità e pace. \n\n\n\nDopo la prima nazionale di Assisi\, lo spettacolo tornerà in tournée a partire da ottobre 2026 nelle città di Milano\, Torino\, Bologna\, Firenze e Roma\, per poi proseguire in numerose altre piazze italiane. \n\n\n\nSinossi \n\n\n\nLo spettacolo ripercorre la straordinaria parabola umana e spirituale di Francesco d’Assisi\, figlio di una ricca famiglia di mercanti\, che sceglie di rinunciare ai privilegi della sua condizione per abbracciare la povertà come unica vera ricchezza. Sullo sfondo di un’Italia attraversata da conflitti tra città e da violente lotte commerciali\, la sua decisione appare inizialmente incomprensibile: suscita scandalo nella sua famiglia\, rifiuto da parte delle autorità religiose e smarrimento nella comunità. \n\n\n\nAccanto a lui si schiera solamente Chiara\, giovane della stessa estrazione sociale\, che ne condivide la radicalità attraverso gesti concreti di solidarietà verso poveri e malati. \n\n\n\nCon i piedi nudi e un saio addosso\, Francesco intraprende la costruzione di una chiesa aperta a tutti\, un luogo di accoglienza per emarginati e diseredati\, lontano dalle fastose celebrazioni ufficiali. Nella contemplazione del creato\, Francesco esprime una gratitudine profonda e poetica verso il mistero della vita\, restituendo al mondo uno sguardo capace di meraviglia; la sua forza d’esempio conquista altri giovani benestanti e dà vita a un movimento che scuote le fondamenta della società e della Chiesa del tempo. \n\n\n\nIl viaggio di Francesco lo conduce fino a Roma\, dove il Papa riconosce la portata rivoluzionaria della sua scelta e viene toccato dalla sua visione di una fede essenziale e spoglia. \n\n\n\nNote di Regia di Piero Maccarinelli \n\n\n\nIl testo adattato da Angela Demattè per il teatro dalla sceneggiatura del film di Franco Zeffirelli si concentra sugli esordi della storia di Francesco da figlio di ricco mercante. giovane soldato in guerra alla scoperta della sua spiritualità\, ai conflitti che questa provoca nei genitori e negli amici. \n\n\n\nParallelo sarà il percorso di Chiara che accompagna Francesco nella costruzione della povera chiesa di San Damiano. \n\n\n\nPercorso difficile per entrambi sia per la posizione delle ricche famiglie\, del potente clero e il progressivo allentamento delle diffidenze degli amici fino alla adesione degli stessi al dettato francescano. \n\n\n\nDubbi e ansie assalgono Francesco osteggiato fino alla fine dall’amico di gioventù Paolo. \n\n\n\nDecisivo sarà l’incontro con il Papa a Roma dove troverà conforto e perfino l’adesione di Paolo. \n\n\n\nÈ una storia di giovani alla ricerca di valori alternativi ai valori dei genitori e della loro classe sociale È la storia della conquista di una serena felicità \n\n\n\nIl nostro non sarà un tentativo di ricostruzione filologica ma un complesso atto d’amore per questa storia.  \n\n\n\nBIGLIETTERIALun – Ven: 18.00 – 20.00 | Sab. 16.00 – 20.00075 80 44 359 \n\n\n\nOrari Botteghino: La Biglietteria del Teatro è aperta tutti i pomeriggi: dal lunedì al venerdì dalle ore 18.00 alle ore 20.00il sabato dalle ore 16.30 alle ore 20.00 \n\n\n\nEmail: cristina@zonafrancaspettacolo.it \n\n\n\nCosto del biglietto \n\n\n\nPrimo Settore – intero: 40\,00 €Primo Settore – ridotto: 37\,50 € \n\n\n\nSecondo Settore – intero: 35\,00 €Secondo Settore – ridotto: 32\,50 € \n\n\n\nTerzo Settore – intero: 30\,00 €Terzo Settore – ridotto: 27\,50 € \n\n\n\nla Biglietteria del Teatro è aperta esclusivamente di pomeriggio\, dal lunedì al sabato dalle ore 18.00 alle ore 20.00. * I prezzi indicati si riferiscono ai biglietti acquistati presso la biglietteria del Teatro Lyrick; se acquistati on line o nei punti vendita esterni verranno aggiunte le relative commissioni di vendita. \n\n\n\nInfo per disabiliPer i diversamente abili (certificati 100%)\, posti su richiesta in appositi spazi riservati (posti limitati). Per ulteriori info o prenotazioni si prega di contattare la Biglietteria ai recapiti e negli orari indicati sopra.
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SUMMARY: La traiettoria calante al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Debutta nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo\, giovedì 5 marzo alle ore 21.00\, La traiettoria calante di e con Pietro Giannini\, premio Ubu 2025 come migliore attore under 35. Repliche il 6 e 7 marzo. \n\n\n\nLo spettacolo\, prodotto dal Teatro Nazionale di Genova\, è un omaggio alla memoria delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi di Genova\, avvenuto il 14 agosto 2018. Un toccante monologo realizzato dal genovese Giannini con laconsulenza drammaturgica del Comitato Parenti Vittime Ponte Morandi e la consulenza artistica di Enrica Carini e Dario Manera\, nel quale si intrecciano ricordi personali\, interviste\, ricostruzione dei fatti\, pezzi di una città travolta da quella tragedia ma in grado di affrontarla con la dignità\, la coscienza e la forza tipica dei genovesi.  \n\n\n\nCon queste parole il venticinquenne Pietro Giannini presenta il suo lavoro: «Ho diciassette anni. Devo andare con mio padre in campagna. Piove a dirotto. Stiamo caricando i bagagli in macchina. Il suono di un tuono lontano ci fa sobbalzare. Una nuvola di polvere\, in mezzo alle case\, si alza dalla terra per andare ad abbracciare le sue sorelle. Rumore di sirene e antifurti. Il Ponte Morandi si è appena sgretolato. Squilla il telefono. Mia madre dall’altro lato urla. Pensa che si stia solo immaginando la mia voce e che io in realtà sia morto…».  \n\n\n\nFigura emergente della scena italiana\, attore e autore diplomatosi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”\, Giannini\, da genovese che ha sentito sulla propria pelle l’eco di quella tragedia\, sulla scena è unico testimone inerme\, un Amleto moderno perseguitato dai fantasmi di chi non c’è più. In una bolla temporale definita dal vuoto\, quest’unico superstite cerca di sfuggire al buio del dramma attraverso la testimonianza\, qualunque essa sia. \n\n\n\n_________________ \n\n\n\nLa traiettoria calante \n\n\n\ndi e con Pietro Giannini \n\n\n\nconsulenza drammaturgica Comitato Parenti Vittime Ponte Morandi \n\n\n\nregia Pietro Giannini \n\n\n\nvisual artist Loredana Antonelli \n\n\n\nluci Aldo Mantovani \n\n\n\nconsulenza artistica Enrica Carini\, Dario Manera \n\n\n\nproduzione Teatro Nazionale di Genova \n\n\n\ndurata dello spettacolo: 80 minuti \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\ngiovedì 5 marzo ore 21.00 \n\n\n\nvenerdì 6 marzo ore 17.00 \n\n\n\nsabato 7 marzo ore 17.00
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SUMMARY:Voglio le Olimpiadi al Teatro Bruno Munari di Milano
DESCRIPTION:Voglio le Olimpiadi\, dal 5 all’8 marzo 2026\, al Teatro Bruno Munari di Milano\, è uno spettacolo intenso e toccante prodotto dal Teatro del Buratto che racconta la straordinaria vicenda di Alessandro Carvani Minetti\, paratleta della Nazionale italiana che sarà anche protagonista sul palco per narrare in prima persona la sua esperienza. L’opera\, tratta dal libro omonimo\, scritto e pubblicato nel 2021 con l’amico Armando Barone\, edito da Blonk per la collana Storie Contemporanee. \n\n\n\nLa storia prende avvio da un evento drammatico: a 25 anni\, Alessandro perde l’uso delle braccia a seguito di un incidente in moto. Dopo un periodo di sconforto e difficoltà\, riesce a trasformare la sua vita grazie alla forza di volontà e alla passione per lo sport. Il suo percorso lo porta a conquistare risultati straordinari nel paraduathlon\, tra cui un titolo mondiale e due europei\, fino a stabilire il record dell’ora di paraciclismo su pista. \n\n\n\nSotto la regia di Renata Coluccini\, lo spettacolo si configura come un viaggio emozionante verso l’autonomia e la riscoperta di sé stessi. Attraverso un racconto autentico\, fatto di cadute e risalite\, successi e delusioni\, “Voglio le Olimpiadi” esplora temi universali come il superamento dei limiti\, l’accettazione personale e la capacità di trasformare le difficoltà in opportunità. \n\n\n\nLa rappresentazione non è solo una celebrazione dello sport\, ma anche una riflessione profonda sulla resilienza umana\, sul coraggio di affrontare le proprie sfide e inseguire i propri sogni\, indipendentemente dagli ostacoli. \n\n\n\nCon la sua interpretazione\, Alessandro Carvani Minetti coinvolgerà il pubblico in una narrazione che non lascia indifferenti\, offrendo uno sguardo autentico su ciò che significa vivere con determinazione. \n\n\n\nAlle 20.30 dal 5 all’8 marzo 2026 per il pubblico. Alle 10 dall’11 al 13 marzo per le scuole \n\n\n\n www.teatrodelburatto.it \n\n\n\nPrenotazioni: prenotazioni@teatrodelburatto.it | T. 02.27002476
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SUMMARY: Giulia Bigioni in concerto all'Accademia Filarmonica Romana
DESCRIPTION:Secondo appuntamento giovedì 5 marzo in Sala Casella (via Flaminia 118\, ore 20) con il concerto dell’arpista romana Giulia Bigioni per la decima edizione di Assoli\, la rassegna che l’Accademia Filarmonica Romana dedica alla creazione musicale contemporanea per strumento solo. \n\n\n\nArpista che collabora con diverse orchestre sinfoniche e di fondazioni liriche\, con una particolare attenzione alla musica contemporanea sia in formazione cameristica che da solista\, la Bigioni presenta un programma che attraversa quasi mezzo secolo di scrittura per arpa\, spaziando dalle sperimentazioni della seconda metà del Novecento (Pennisi\, Carter\, Fedele\, Mantovani) alle più recenti esplorazioni timbriche e formali\, con la prima esecuzione assoluta della Sonatina per arpa di Gabriele Mercanti.  \n\n\n\nIL PROGRAMMA \n\n\n\nIl programma prende avvio con Madame Recamier (1978) di Francesco Pennisi\, con una dimensione intima e contemplativa del suono. Altra tappa significativa per la tecnica strumentale degli ultimi decenni è Bariolage (1992) di Elliott Carter\, scritto grazie all’interesse e ammirazione per Carlos Salzedo\, arpista\, compositore e figura chiave nel rinnovamento del linguaggio dell’arpa contemporanea. La Suite francese per arpa (2011) di Ivan Fedele esplora le possibilità timbriche dello strumento secondo una concezione della forma intesa come processo plastico e scultoreo. Anche Tocar (2007) di Bruno Mantovani valorizza l’ampio potenziale timbrico ed espressivo dell’arpa: la sua ricerca si sviluppa attraverso una scrittura virtuosistica\, che esplora in profondità le possibilità tecniche e ne mette in luce i regi­stri inusuali e contrastanti. Infine la novità della Sonatina per arpa (2025) di Gabriele Mercanti: tre brevi movimenti\, ciascuno contraddistinto da un diverso carattere\, che coniugano il linguaggio contemporaneo con una particolare attenzione al lirismo e alla costruzione del materiale tematico. \n\n\n\nNel concerto il direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana Domenico Turidialogherà con l’arpista per introdurre e presentare al pubblico il programma. \n\n\n\nBiglietti: Sala Casella posto unico 11 euro (comprensivo di prevendita).  \n\n\n\nInfo: filarmonicaromana.org\, tel. 342 9550100 \n\n\n\n promozione@filarmonicaromana.org  \n\n\n\n biglietti on line su filarmonicaromana.org \n\n\n\nSALA CASELLA \n\n\n\nVia Flaminia 118 \n\n\n\nASSOLI  \n\n\n\n29 gennaio – 4 giugno 2026 \n\n\n\nX edizione \n\n\n\ngiovedì 5 marzo ore 20 \n\n\n\nL’ARPA \n\n\n\nGiulia Bigioni arpa  \n\n\n\nFrancesco Pennisi\, Madame Recamier \n\n\n\nElliott Carter\, Bariolage \n\n\n\nIvan Fedele\, Suite francese per arpa \n\n\n\nBruno Mantovani\, Tocar pour harpe \n\n\n\nGabriele Mercanti\, Sonatina per arpa*  \n\n\n\nGiulia Bigioni Nata a Roma\, nel 2021 consegue la laurea in Arpa con il massimo dei voti e menzione d’onore presso il Conservatorio di Musica Santa Cecilia\, mentre nel 2024 termina il corso di perfezionamento presso la Scuola di Musica di Fiesole e consegue il master in Interpretazione della Musica contemporanea. Attualmente si sta perfezionando presso la Robert Schumann Hochschule di Düsseldorf. Ha partecipato alle masterclass di arpisti internazionali\, fra cui Fabrice Pierre\, Irina Zingg\, Ieuan Jones\, Magdalena Hoffmann. Sin da giovane si dedica alla formazione orchestrale\, facendo parte dell’Orchestra Giovanile del Teatro dell’Opera di Roma\, JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Orchestra Giovanile Italiana (OGI) di Fiesole. Attualmente collabora con diverse orchestre\, fra cui Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari\, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia\, Deutsche Oper am Rhein di Düsseldorf\, Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli. In qualità di camerista suona con i Cameristi dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino\, il ClusterEnsemble e con la Kammerorchester di Düsseldorf.
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SUMMARY:"Lili/Darwin" al Teatro del Lido di Ostia
DESCRIPTION:Il Teatro del Lido ospita giovedì 5 marzo alle ore 19 lo spettacolo Lili/Darwin di Darwin Del Fabro con la regia di Meghan Finn nell’ambito di On Stage! Il primo festival di teatro americano in Italia organizzato da KIT Italia\, The International Theatre e Kairos Italy Theater\, in collaborazione con Music Theater International e con Istituzioni italiane e americane.  \n\n\n\nLo spettacolo è un monologo poetico che esplora i percorsi intimi e intrecciati di Lili Elbe (la pioniera transessuale degli anni ’20 Lili Elbe\, protagonista del film The Danish Girl) e Darwin Del Fabro\, autrice ed attrice brasiliana transessuale\, portando il pubblico in un mondo crudo e senza compromessi\, fatto di identità\, memoria e trasformazione.Attraverso la voce\, le proiezioni e un linguaggio potente\, Darwin dà vita ai confini sfumati tra sé e la propria storia\, tra passato e presente. Un percorso intimo\, doloroso e poetico\, che in un’intensa ora di monologo attraversa una storia autobiografica di profonda trasformazione fisica\, mentale ed emotiva. Il delicato ritratto di una personalità fragile lungo il percorso alla ricerca di sé e la difficile ricerca dell’accettazione che si compie nella metaforica morte e rinascita del corpo della protagonista. \n\n\n\nLili/Darwin ha debuttato al The Tank NYC nell’estate del 2025 e viene presentato in Italia in versione originale (inglese americano) con sopra titoli in italiano\, seguito dall’incontro con l’autrice e interprete Darwin Del Fabro e con la regista Meghan Finn.Un evento in collaborazione con OnStage! festival\, Università Roma Tre. Teatro del Lido\, The Tank NYC. \n\n\n\nIl Teatro del Lido di Ostia è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nGiovedì 5 marzo ore 19 \n\n\n\nOn stage! Festival \n\n\n\nKIT Italia e The International Theatre \n\n\n\nin partenariato con Kairos Italy Theater e MThI presentano \n\n\n\nLILI/DARWIN \n\n\n\nuna potente storia di trasformazione \n\n\n\ndi e con Darwin Del Fabro \n\n\n\nregia Meghan Finn \n\n\n\nin inglese con sopra titoli in italiano \n\n\n\nacquista i biglietti online: https://www.vivaticket.com/it/ticket/lili-darwin/291294
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LOCATION:Teatro del Lido\, Via delle Sirene\, 22\, Ostia Lido(RM)\, Italia
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SUMMARY: La resistenza delle donne argentine all'ultima dittatura (1976-1983) all'Istituto Cervantes di Palermo
DESCRIPTION:L’Instituto Cervantes di Palermo celebra la Giornata internazionale della donna con due attività dal carattere storico e artistico che pongono al centro la forza delle donne argentine\, dimostrata con fatti storici anche durante i cinquant’anni di dittatura che hanno segnato il Paese. \n\n\n\nGiovedì 5 marzo alle ore 17:30 nei locali della Chiesa Sant’Eulalia dei Catalani(via Argenteria\, 33)\, Eduardo Gabriel Taleti\, professore di Storia della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Nazionale del Rosario (UNR)\, ospitato per l’occasione\, terrà la conferenza La resistenza delle donne argentine all’ultima dittatura (1976-1983). Modererà l’incontro la professoressa Giovanna Minardi. \n\n\n\nLa notte del 24 marzo 1976 le forze armate argentine rovesciarono il fragile governo di Estela Martínez de Perón (prima donna presidente del Paese)\, la quale subì gravi violazioni dei propri diritti e una lunga detenzione. Questo regime aveva come obiettivo una ristrutturazione economica\, sociale e culturale\, la disciplina della società e lo sterminio del terrorismo apolide (quando in realtà erano già stati sconfitti militarmente e politicamente). Inoltre\, si inserisce nei colpi di Stato militari del Cono Sud a partire dal 1964 nell’ambito di quella che era la Dottrina della Sicurezza Nazionale. La conferenza\, realizzata in collaborazione con la cattedra di Letterature ispano-americane dell’Università degli Studi di Palermo\, si concentrerà su tre temi principali: il colpo di Stato del 1976\, le violazioni dei diritti umani e il ruolo fondamentale svolto dalle donne nella resistenza a tale regime\, attraverso la testimonianza delle Madri di Plaza de Mayo\, le Nonne di Plaza de Mayo e altre istituzioni.  \n\n\n\nA seguire l’attrice argentina Monica Scapparone intratterrà il pubblico con una lettura drammatizzata tratta dalla testimonianza di Adriana Calvo\, ex detenuta desaparecida nella dittatura militare. \n\n\n\nL’ingresso è libero fino ad esaurimenti dei posti disponibili. 
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SUMMARY:“Stoc ddò - Io sto qua!” al Teatro Karol di Castellammare
DESCRIPTION:Non fugge\, e nemmeno chiude la porta di casa: “Stoc ddò – Io sto qua!” sono le parole di Lella\, madre di Michele Fazio\, ucciso per errore a soli sedici anni a Bari durante un regolamento di conti tra clan. Parole pronunciate a gran voce\, guardando negli occhi chi vorrebbe imporre il silenzio. Parole che diventano denuncia. \n\n\n\nVenerdì 6 marzo alle ore 20.30\, al Teatro Karol di Castellammare di Stabia lo spettacolo è ospite della rassegna Sempre per Amore di Casa del Contemporaneo\, prodotto da Meridiani Perduti\, scritto e interpretato da Sara Bevilacqua. Sono previste repliche mattutine riservate alle scuole secondarie di secondo grado giovedì 5 (ore 11) e venerdì 6 marzo (ore 9.30). \n\n\n\nLa storiaÈ il luglio 2001 quando la vita di Lella Fazio e della sua famiglia cambia per sempre. Uno sparo rompe il quotidiano delle mura domestiche\, tra le strade di Bari vecchia. Il sangue sull’asfalto non è quello dei clan Capriati o Strisciuglio. È quello di Michele\, ragazzo pieno di sogni\, cresciuto con cura lontano dalle dinamiche criminali del quartiere.Una ferita che non si rimargina. Una morte assurda da cui nasce però una scelta radicale: essere testimonianza viva e costante. Finestre aperte e mai più chiuse per non voltarsi dall’altra parte. Perché la mafia non è un problema di pochi\, ma una responsabilità collettiva. La testimonianza di Lella diventa così un atto civile e un impegno educativo: chiedere giustizia e contribuire a salvare le nuove generazioni dalla violenza criminale. \n\n\n\nLo spettacoloStoc ddò – Io sto qua! è un teatro di narrazione intenso e necessario\, purtroppo ancora drammaticamente attuale.Attraverso un’approfondita ricerca sul territorio\, Sara Bevilacqua accoglie la storia di Lella e Pinuccio Fazio assumendosi la responsabilità di esserne testimone. Ne nasce un’esperienza teatrale capace\, con una sola voce femminile\, di restituire la forza di un lutto vivo e inciso nella memoria collettiva.Lo spettacolo ha ricevuto il Premio del Festival Le Voci dell’Anima 2022 con la seguente motivazione: “Attraverso una sola voce\, femminile\, bella\, profonda e reale\, riesce a restituire le immagini di un lutto doloroso e vivo che resta inciso nella memoria del pubblico. Un lavoro sincero\, che arriva dentro e che fa riflettere su quanta verità possa raccontare\, oggi\, il teatro”.Il biglietto d’ingresso ha un costo di 12 euro. Ultimo appuntamento in abbonamento. Il botteghino è aperto giovedì dalle 15:00 alle 18:30 e da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Prenotazioni allo 08118247921 oppure online su www.teatrokarol.itNello Spazio Arte del foyer del teatro\, inoltre\, ancora visitabile gratuitamente l’allestimento ‘O vico d’ ‘e guagliune a cura dell’Associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe.ì
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SUMMARY:“Parlami Orlando" all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:“La più lunga storia d’amore mai scritta” è una delle definizioni di “Orlando”\, dedicato a Vita Sackville West con cui Virginia Wolf ebbe una lunga relazione amorosa. Da questo e altri scritti della scrittrice\, nasce “Parlami Orlando”spettacolo firmato da Giuseppe Bucci ((già regista di “Tom a là ferme”\, “In casa con Claude”)\, che dirigerà l’attore Salvatore Langella sul palco dell’OFF/OFF Theatre\, in scena da mercoledì 4 a venerdì 6 marzo. \n\n\n\nLe musiche di Pericle Odierna\, l’installazione scenografica di Andrea Maresca (Spiff) il disegno luci di Umberto Fiore\, le foto di Manuela Giusto e i costumi e la direzione creativa a cura di KB Project firmato Karma B\, daranno valore a un testo prezioso e di parola come quello che Bucci ha adattato per il teatro dalla lettura di Wolf.  \n\n\n\nSINOSSI \n\n\n\nVirginia Woolf\, rifugiata nella sua “stanza tutta per sé” rilegge un’ultima volta il suo romanzo prima di darlo alle stampe\, rivivendone tutti i personaggi.   \n\n\n\nElla si cala nei panni di un immaginario biografo (un uomo\, appunto) prendendosi teneramente gioco del suo Orlando\, che\, giovane uomo nel ‘600 Shakespeariano attraversa i secoli fino a diventare una consapevole e splendida donna dei primi del ‘900\, sempre alla ricerca di quella intuizione di poesia pura (l’oca selvaggia) che gli scrittori eternamente inseguono. \n\n\n\n“Orlando” è una delle opere più affascinanti\, ironiche\, profonde della letteratura inglese. Un’avventura che attraversa i secoli e temi suggestivi come la sessualità\, il ruolo della donna nella storia\, il patriarcato e l’omosessualità.  \n\n\n\n NOTE DI REGIA  \n\n\n\n“La più lunga storia d’amore mai scritta” è una delle definizioni di “Orlando”\, dedicato a Vita Sackville West con cui Virginia Woolf ebbe una lunga relazione amorosa. Da questo e da suoi altri scritti nasce “Parlami\, Orlando”. “Innamorato della scrittura della Woolf“\, precisa il regista\, “ho ideato una messa in scena che (a differenza del noto film) permette di godere appieno della meraviglia di queste pagine\, della sua scrittura poetica\, finemente ironica\, incantevole”.  \n\n\n\nSalvatore Langella (in “Skianto” con Filippo Timi e protagonista di “Tom a là ferme”) è perfetto nell’incarnare Virginia e il suo spirito\, il passaggio da uomo a donna di Orlando con la sua fluidità interpretativa\, la sua passione e la sua sagacia. Lo spettacolo è impreziosito dai costumi e la direzione creativa di KB Project (la geniale coppia di drag Karma B) le incantevoli musiche di Pericle Odierna (globo d’oro per “Picciridda”)\, un’installazione scenografica (lunghe pergamene/tenda scritte da pagine e pagine del romanzo) di Andrea Maresca (Spiff Creation\, creatore del manifesto 40′ Lovers Film Festival) e il disegno luci di Umberto Fiore.  \n\n\n\n INFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515 biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/
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SUMMARY:“Polvere - dialogo tra uomo e donna”.  al Palacultura di Messina
DESCRIPTION:Rete Latitudini\, in collaborazione con la Compagnia Scena Verticale\, organizza per mercoledì 4 marzo alle 21:00\, al Palacultura Antonello da Messina\, lo spettacolo teatrale “Polvere – dialogo tra uomo e donna”.  \n\n\n\nL’iniziativa è inserita nel contesto dell’evento di sensibilizzazione sul tema del contrasto alla violenza di genere\, promossa dal CESV Messina ETS con le associazioni ACISIF Messina Terre Solidali ODV\, CEDAV Centro Donne Antiviolenza APS\, C.I.R.S. Casa Famiglia ETS\, Evaluna APS\, La Clessidra ODV\, Una di noi APS\, Centro Antiviolenza “Al tuo fianco” di Furci Siculo e con la CGIL e Posto Occupato\, in collaborazione con il Comune di Messina e con Latitudini. \n\n\n\nLa giornata di eventi del 4 marzo nasce dalla consapevolezza che il femminicidio rappresenta spesso l’atto finale di una violenza che si costruisce nel tempo\, attraverso forme meno evidenti ma non per questo meno gravi: il controllo\, il disprezzo\, la svalutazione\, la negazione dell’altro\, fino alla perdita progressiva di libertà e identità. È su queste dinamiche che occorre promuovere consapevolezza\, in particolare tra i più giovani. \n\n\n\nLo spettacolo \n\n\n\nCuore della giornata sarà la messa in scena dello spettacolo “Polvere – dialogo tra uomo e donna” di Saverio La Ruina e Cecilia Foti\, opera di grande impatto emotivo ed educativo\, capace di raccontare il processo di annientamento della donna e\, al tempo stesso\, di stimolare una riflessione profonda sulle relazioni tossiche\, sull’amore possessivo\, sulla violenza invisibile e sui rapporti di potere tra uomo e donna.  \n\n\n\nLo spettacolo\, riconosciuto e premiato a livello nazionale ed europeo\, sarà accompagnato da un momento di confronto diretto con gli artisti\, favorendo il dialogo e il coinvolgimento attivo degli studenti. \n\n\n\nGli eventi della mattinata\, a cui parteciperanno oltre 700 studenti\, provenienti dagli istituti di istruzione superiore Archimede\, Bisazza\, Minutoli\, Antonello\, Maurolico e Ainis di Messina\, l’istituto comprensivo Pascoli di Messina e l’istituto superiore Fermi di Barcellona Pozzo di Gotto\, saranno condotti dalla giornalista Alessandra Mammoliti (The Messineser) – assumendo un forte valore simbolico\, collocandosi nel percorso di avvicinamento alla celebrazione dell’8 marzo\, e propongono una riflessione autentica sul tema del femminile\, dei diritti\, del rispetto e della responsabilità nelle relazioni.  \n\n\n\nPer il CESV Messina\, l’appuntamento della mattina si inserisce tra le iniziative dedicate ai 25 anni di attività dell’ente\, come tappa significativa di un percorso che guarda a EsserCi Festival 2026\, riaffermando il ruolo del volontariato come presidio culturale ed educativo capace di leggere il presente e costruire futuro. \n\n\n\nIl programma \n\n\n\n\nOre 9.00 – 9.30: accoglienza delle scuole e dei partecipanti;\n\n\n\nOre 9.30 – 10.30: presentazione delle organizzazioni che si occupano di contrasto alla violenza di genere che saranno presenti anche con banchetti informativi;\n\n\n\nOre 10.30 – 11.50: replica per gli studenti di “Polvere”;\n\n\n\nOre 11.50 – 12.30: dibattito e confronto con il regista Saverio La Ruina e l’attrice Cecilia Foti\, con il coinvolgimento attivo delle studentesse e degli studenti.\n\n\n\nore 21:00\, spettacolo teatrale POLVERE – DIALOGO TRA UOMO E DONNA (qui il link per la prevendita) Intero € 10\,00 – ridotto under 18 € 5\,00 (apertura botteghino ore 20.00).\n\n\n\n\nCosì le note di regia: “Le botte sono la parte più fisica del rapporto violento di coppia; l’uccisione della donna la parte conclusiva.” \n\n\n\n  “Ma c’è un prima\, immateriale\, impalpabile\, polvere evanescente che si solleva piano intorno alla donna\, la circonda\, la avvolge\, ne mina le certezze\, ne annienta la forza\, il coraggio\, spegne il sorriso e la capacità di sognare.”  “Una polvere opaca che confonde\, fatta di parole che umiliano e feriscono
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LOCATION:Palacultura Antonello da Messina\, Viale Boccetta\, 373\, Messina\, ITA\, 98122\, Italy
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SUMMARY: "Il funerale di mia madre – The show" a Fertili Teatro di Torino
DESCRIPTION:Drammaturga inglese dalla scrittura incisiva e tagliente\, Kelly Jones è l’autrice de Il funerale di mia madre – The show\, commedia agrodolce infarcita di humor nero molto “british style” in cui si affrontano temi di grande attualità come la disuguaglianza sociale\, ma anche la fragilità di legami familiari alimentati da segreti mai confessati e bugie dette a voce alta: partendo da un pretesto trattato in modalità grottesca\, per quanto molto legato alla quotidianità\, si sviluppa un meccanismo teatrale che parla di lutto\, donandoci un meraviglioso vademecum per chi resta\, per chi sopravvive. \n\n\n\nProtagonista della pièce è la giovane Abigail che\, appresa la notizia del decesso della madre\, si rende subito conto come non possa permettersi le spese di un funerale degno di questo nome: morire costa caro\, sembra da subito evidente nella drammaticità del momento\, se è vero che al di là della Manica un rito funebre può arrivare a costare più di 4000 sterline\, mal contati cinquemila euro\, senza considerare l’extra dei fiori. A giochi fatti\, per permettersi il funerale di sua madre\, Abigail deve in poco tempo inventarsi qualcosa: drammaturga di professione\, quale altra soluzione se non rifugiarsi nella scrittura di un nuovo testo teatrale\, qualcosa che colpisca subito\, che abbia successo\, che sia crudo e pungente\, una storia di vita nella classe operaia? Fissando sulla carta un’istantanea della realtà con protagonista la sua stessa madre defunta\, solo così (forse) Abigail potrà racimolare la somma necessaria per quella degna cerimonia a questo punto prossima a diventare a tutti gli effetti un inaspettato show… \n\n\n\nNote di Regia \n\n\n\nL’incontro con questo testo è stato un colpo di fulmine\, inaspettato come tutti gli incontri dovrebbero essere. Quando ci siamo imbattuti in questo titolo nel gigantesco programma dell’Edinburgh Fringe Festival (che propone ogni giorno decine di migliaia di eventi)\, siamo entrati in sala convinti di assistere ad una stand-up comedy\, magari caustica\, tagliente e ironica\, in pieno stile britannico. Non innocua forse\, ma pur sempre una commedia\, che giocasse con i generi senza disturbare noi spettatori\, senza scomodarci dalla nostra zona di comfort. \n\n\n\nMa una volta raccolti a cerchio tra gli spalti del RoundAbout\, teatro mobile che ricorda così tanto la O di legno elisabettiana\, abbiamo assistito al più magico dei trucchi teatrali: quello di chi gioca con il realismo\, per rivelarne tutta la finzione\, e lasciarti alla fine spogliato di ogni pregiudizio o pretesa\, in compagnia di quella verità\, così vera perché si presenta diversamente in ognuno di noi\, come un pugno nello stomaco\, un pianto inaspettato\, una risata dal cuore\, pensieri che riaffiorano a giorni di distanza. Quell’esperienza di verità insomma\, che può nascere solo da un sapiente gioco di finzione. \n\n\n\nMa forse è proprio nella difficoltà della creazione artistica\, in quel suo ‘tradire’ la vita reale\, per farla più vera\, che risiede il senso di questo lavoro. O forse no\, non solo… (Francesca Montanino) \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nPer il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato on line\, 15 euro in cassa la sera dell’evento. \n\n\n\nPer il biglietto ridotto (studenti universitari\, studenti IAAD\, under 30\, over 65\, residenti Circoscrizione IV e Circoscrizione VII\, Aiace\, Abbonamento Musei Piemonte Valle D’Aosta\, abbonati stagioni Piemonte dal Vivo) il costo è di 11 euro se acquistato on line\, 13 euro in cassa la sera dell’evento.  \n\n\n\nE’ disponibile la formula del ridotto riservato agli abbonati GTT – Gruppo Torinese Trasporti a 7\,5 euro per gli acquisti online: si ricordano i pacchetti di abbonamenti a 3 spettacoli per 30 euro ed a 5 spettacoli per 40 euro\, se acquistati in modalità online. \n\n\n\nResta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay\, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35\, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani. \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nLa stagione 2025 2026 di Fertili Terreni Teatro\, è realizzata e promossa da A.M.A. Factory\, Cubo Teatro e Tedacà\, con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo (maggior sostenitore)\, e alcuni spettacoli programmati in collaborazione Fondazione Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto Corto Circuito. \n\n\n\nEnti sostenitori sono anche: MIC\, Regione Piemonte e Città di Torino.La programmazione beneficia del patrocinio della Città di Torino\, della Circoscrizione 4 e della Circoscrizione 7.
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LOCATION:Fertili Terreni Teatro\, Via Pallavicino 35\, Torino\, ITA\, 10153\, Italy
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