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SUMMARY:Giovanni Scasciamacchia "Patto Armonico” all'Alexanderplatz
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, domenica 25 gennaio\, Giovanni Scasciamacchia “Patto Armonico” con Perico Sambeat\, sax\, Dado Moroni\, pianoforte\, Tommaso Scannapieco\, contrabbasso e special guest Fabrizio Bosso\, tromba. Giovanni Scasciamacchia\, maestro indiscusso delle arti percussive e richiestissimo drummer italiano\, presenta per Abeat Records\, un nuovo lavoro\, un concept album\, dove ciascun brano si ispira al mondo del design\, raccogliendo una suggestione dall’amico produttore Paolo Insalata. La connessione tra jazz e design\, richiamata nel titolo Patto Armonico\, ha origini remote e si manifestò nell’America degli anni Venti e Trenta\, quando l’estetica dell’Art Déco e la sua associazione con il lusso e il glamour si fondevano perfettamente con il dilagare dell’onda del Jazz\, tanto da far coincidere alla definizione Art Déco\, quella di Jazz Style. Per sostenere questo immaginifico progetto il cast si avvale di alcuni pesi massimi della scena mondiale contemporanea: il sassofonista Perico Sambeat\, il nostro portacolori del pianoforte jazz Dado Moroni ed il richiestissimo Tommaso Scannapieco al contrabbasso. Un disco italiano che celebra l’arte dello swing targato ventunesimo secolo\, moderno stilisticamente ma dalle solide radici nella cultura tradizionale afroamericana\, ed una originale impostazione creativa. Al quartetto si aggiungerà il grandissimo Fabrizio Bosso che colorerà magnificamente alcune delle composizioni del batterista oltre a standard jazz della tradizione americana. \n\n\n\nNon solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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SUMMARY:"You have to be deaf to understand" al Fertili Terreni Teatro
DESCRIPTION:Per la stagione IPERSPAZI del cartellone condiviso di Fertili Terreni Teatro\, domenica 25 gennaio\, andrà in scena in prima regionale a Bellarte – sala piccola lo spettacolo You have to be deaf to understand\, produzione Fattoria Vittadini diretta da Diana Anselmo. con Diana Anselmo\, Daniel Bongioanni\, DMK – sguardo esterno Juli Klintberg e Ramesh Meyyappan – produzione Fattoria Vittadini con il sostegno di Fondazione Rana – Spettacolo in visual sign e conclusione in LIS con traduzione vocale integrata \n\n\n\nDa sempre attenta e sensibile al rapporto tra scena e comunità sorda\, anche quest’anno la programmazione di Fertili Terreni Teatro dedica al tema un appuntamento specifico ospitando il collettivo Fattoria Vittadini con You have to be deaf to understand\, pièce direttamente ispirata all’omonima poesia scritta negli anni ’70 da Willard J. Madsen\, professore sordo di letteratura inglese alla Gallaudet University\, in cui è descritta in prima persona l’esperienza in società del corpo sordo e della lingua dei segni. \n\n\n\nSe è vero che la lirica è stata tradotta in molte lingue tra cui l’italiano scritto\, altrettanto è da considerare che la sua riscrittura\, ad opera di un traduttore udente\, contiene inevitabilmente tracce di linguicismo\, fonocentrismo e appropriazione: con la performance in programma\, si intende fare un passo indietro e ricollocare lo scritto nella sua corretta posizione restituendole una traduzione sorda ed appropriata. Per far ciò\, i performer utilizzano una traslazione scenica che utilizza una forma poetica propria della lingua dei segni (Visual Sign)\, in grado di essere compresa anche da chi non è segnante. \n\n\n\nDa queste premesse prenderà forma in scena una minuziosa partitura fisica dalle forti figurazioni\, necessariamente arricchita del potere immaginifico del Visual Sign\, con cui riprodurre in concreto cosa significasse per Madsen vivere ogni giorno la sua condizione di sordo: alla performance si accompagna un’indagine sul dibattuto tema della traduzione\, palesando al pubblico come spesso quello che sembra un atto innocuo possa in realtà accompagnarsi\, in maniera del tutto inconsapevole\, ad episodi di linguismo\, fonocentrismo e appropriazione culturale. \n\n\n\nBiglietti: Per il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato on line\, 15 euro in cassa la sera dell’evento. \n\n\n\nPer il biglietto ridotto (studenti universitari\, studenti IAAD\, under 30\, over 65\, residenti Circoscrizione IV e Circoscrizione VII\, Aiace\, Abbonamento Musei Piemonte Valle D’Aosta\, abbonati stagioni Piemonte dal Vivo) il costo è di 11 euro se acquistato on line\, 13 euro in cassa la sera dell’evento.  \n\n\n\nE’ disponibile la formula del ridotto riservato agli abbonati GTT – Gruppo Torinese Trasporti a 7\,5 euro per gli acquisti online: si ricordano i pacchetti di abbonamenti a 3 spettacoli per 30 euro ed a 5 spettacoli per 40 euro\, se acquistati in modalità online. \n\n\n\nResta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay\, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35\, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani. \n\n\n\nI biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com.  \n\n\n\nLa stagione 2025 2026 di Fertili Terreni Teatro\, è realizzata e promossa da A.M.A. Factory\, Cubo Teatro e Tedacà\, con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo (maggior sostenitore)\, e \n\n\n\nalcuni spettacoli programmati in collaborazione Fondazione Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto Corto Circuito. \n\n\n\nEnti sostenitori sono anche: MIC\, Regione Piemonte e Città di Torino.La programmazione beneficia del patrocinio della Città di Torino\, della Circoscrizione 4 e della Circoscrizione 7.
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SUMMARY:"Anime in Affitto" al Teatro Risorgimento di Larino
DESCRIPTION:Una cast d’eccezione che promette emozioni\, riflessioni e tanto divertimento.  A Larino un appuntamento imperdibile: domenica 25 gennaio alle ore 18\,00   sul palco del suggestivo Teatro Risorgimento\, Eva Grimaldi e Claudio Insegno porteranno in scena “Anime in Affitto”\, una commedia brillante che indaga con profondità e ironia le seconde possibilità della vita\, il destino e l’amore.  \n\n\n\nScritta da Claudio Insegno e Step Minotti\, con la regia dello stesso Insegno\, “Anime in Affitto” è una pièce vivace e toccante che segue le vicende di Alberto e Bea\, una coppia che\, dopo essere finita in coma\, si ritrova sorprendentemente.…….in Paradiso. Qui\, davanti a Dio\, sono costretti a confrontarsi con i propri errori e le scelte compiute. Ma il destino offre loro una seconda possibilità: si reincarnano\, perdendo la memoria del passato\, per rinascere come Beppe e Rita. Il loro nuovo cammino li riunirà ancora una volta\, portandoli a vivere –  tra ironia\, scontri e tenerezze – un percorso alla scoperta del vero significato dell’amore e della crescita personale.  \n\n\n\nA rendere ancora più coinvolgente l’esperienza teatrale\, le musiche originali sono di Jacopo Fiastri\, la Canzone “L’Amore Che Serve” è scritta e cantata da Bungaro e  le voci straordinarie di Franco Mannella e Monica Ward\, arricchiscono lo spettacolo con intensità e autenticità. \n\n\n\nProdotto da MAXIMO EVENT di Nicolò Innocenzi\, Anime in Affitto si preannuncia come uno dei titoli più attesi della stagione teatrale 2026\, segnando un debutto capace di coniugare qualità artistica\, profondità tematica e forte appeal popolare. \n\n\n\nDopo  la tappa larinese\, lo spettacolo sarà in scena dal 4 all’8 febbraio 2026 all’Off/Off Theatre di Roma; il 13 febbraio 2026 farà tappa al Teatro Italia di Borgaro Torinese; per poi proseguire con la sua tournée in tutta Italia.
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SUMMARY:"La morte ovvero il pranzo della domenica" allo Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Compagnia Diaghilev – Dammacco|Balivo presenta La morte ovvero il pranzo della domenica\, in scena il 25 gennaio 2026 allo Spazio Rossellini di Roma nell’ambito di “Spazio Solo”. Serena Balivo interpreta una donna che ogni domenica va a pranzo dai genitori ultranovantenni\, veri protagonisti silenziosi di un rito familiare universale. Mariano Dammacco costruisce uno spazio scenico essenziale\, dove parole\, gesti\, luci e oggetti trasformano la quotidianità in poesia. La morte\, affrontata con ironia sottile e raffinata dissacrazione\, emerge tra leggerezza e profondità\, rivelando la potenza dei legami familiari e la bellezza nascosta nell’ultima separazione dagli affetti più cari. \n\n\n\nUno spettacolo lieve e toccante intorno al più grande tabù della nostra cultura. Serena Balivo e Mariano Dammacco\, binomio artistico noto per sapersi muovere con grande perizia e passo leggero tra poesia e narrazione\, aprono uno squarcio di luce sulla morte con La morte ovvero il pranzo della domenica. \n\n\n\nIn scena Serena Balivo\, già Premio Ubu come migliore attrice under35 e Premio Ivo Chiesa\, dà corpo e voce a una donna non più giovane che ogni domenica va a pranzo dai suoi genitori ultranovantenni\, forse i veri protagonisti del delicato e umoristico testo di Mariano Dammacco\, già Premio Ubu come migliore novità drammaturgica per Spezzato è il cuore della bellezza. \n\n\n\nSebbene in buona salute fisica e mentale\, i due genitori sono ben consapevoli che presto dovranno affrontare la morte\, il nulla forse o magari un’altra vita\, e così non parlano d’altro\, arrivando pian piano a incarnare tutte le madri\, tutti i padri e tutti noi dinanzi all’ignoto.  \n\n\n\nLo spettacolo ci conduce dentro un rito che appartiene a molti\, il pranzo della domenica\, nella sua forma ultima\, con una coppia di anziani e la loro figlia in attesa di separarsi\, di doversi salutare. La morte ovvero il pranzo della domenica appare come un invito a partecipare a un congedo appassionato e divertito che prova a restituirci la bellezza della vita stessa all’interno dell’esperienza dell’ultima separazione dalle persone amate\, e all’interno della potenza nascosta e piena di pudori dell’amore in famiglia\, l’amore tra vecchi sposi\, l’amore tra genitori e figli.  \n\n\n\nDammacco/Balivo. \n\n\n\nMariano Dammacco\, autore\, regista e pedagogo teatrale\, e Serena Balivo\, attrice\, portano avanti il loro lavoro perseguendo un’idea di teatro d’arte e d’autore e\, al tempo stesso popolare\, accessibile a tutti per contenuti e linguaggi. La loro ricerca contenutistica e formale è incentrata sul lavoro dell’attore e sulla composizione di drammaturgie originali.  \n\n\n\nI due hanno creato insieme otto spettacoli: L’ultima notte di Antonio (2012)\, L’inferno e la fanciulla (2014)\, Esilio (2016)\, La buona educazione (2018)\, Spezzato è il cuore della bellezza (2020)\, Danzando con il mostro (2022)\,La morte ovvero il pranzo della domenica (2024)\, Arlecchino nel futuro (2024). \n\n\n\nIl loro lavoro artistico ha ricevuto numerosi riconoscimenti: Esilio è vincitore di Last Seen 2016 (spettacolo dell’anno su Krapp’s Last Post)\, è vincitore del Premio Museo Cervi\, è finalista al Premio Rete Critica 2016\, è finalista alPremio Cassino OFF 2017\, è Selezione Premio In Box blu 2017; L’inferno e la fanciulla è finalista al Premio In box blu 2016.  \n\n\n\nSerena Balivo è vincitrice del Premio Ubu 2017 come miglior attrice under 35\, del Premio internazionale Ivo Chiesa 2021 e del Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2011. \n\n\n\nMariano Dammacco è vincitore del Premio Ubu 2020-2021 nella categoria Nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica per Spezzato è il cuore della bellezza\, e nella stessa categoria è finalista al Premio Ubu 2024 per La morte ovvero il pranzo della domenica; è vincitore di Italian And American Playwrights Project 2020/22 per La buona educazione\, del Premio nazionale di drammaturgia Il centro del discorso 2010 per L’ultima notte di Antonioe\, precedentemente al percorso con Balivo\, è vincitore del Premio ETI/Scenario 1993 per Sonia la Rossa e del Premio ETI/Vetrine 1996 per Amleto e la Statale 16.  \n\n\n\nI testi degli spettacoli di Dammacco/Balivo sono stati pubblicati in “Danzando con l’umano. Cinque drammaturgie di Mariano Dammacco”\, un libro a cura di Sergio Lo Gatto e Debora Pietrobono\, edito nella collana Linea di Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Nazionale per i caratteri di Luca Sossella Editore. Il libro raccoglie le drammaturgie di Dammacco composte negli anni di collaborazione con Balivo\, accompagnate da quattro apparati critici curati da Gerardo Guccini\, studioso di teatro e già docente di Drammaturgia presso l’Università di Bologna. \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nhttps://www.ticketone.it/event/la-morte-ovvero-il-pranzo-della-domenica-spazio-rossellini-21024175/
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SUMMARY:“Suspire ‘e vase\, Museca ‘e passione” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:A 50 anni dalla scomparsa di Vittorio De Sica\, il Teatro Comunale Veroli è lieto di ospitare una compagnia che con il suo spettacolo “Suspire ‘e vase\, Museca ‘e passione” vuole non solo omaggiare il Maestro del Neorealismo\, ma anche indagare il suo percorso.  \n\n\n\nIl fine dicitore che divenne attor giovane\, celebrità del cinema anni ’30 e famoso interprete di tante canzoni; il divo che poi\, passato dall’altra parte della macchina da presa\, alla regia\, ha raccontato tante storie di umanità\, ha portato sullo schermo con semplicità e delicatezza la vita vera della gente vera. Questo spettacolo fatto di recitazione e musica\, nell’arco di un’ora e poco più\, racconterà non solo alcuni momenti fondamentali nella carriera di De Sica\, ma farà conoscere meglio al pubblico il mondo attorno a questo straordinario personaggio: l’arte del suo tempo\, le opere letterarie che l’hanno influenzato\, l’amore per Napoli\, la canzone d’epoca\, le macchiette\, i versi di Salvatore Di Giacomo\, la Ciociara di Moravia\, l’oro di Napoli di Marotta e Totò il buono di Cesare Zavattini.  \n\n\n\nL’interpretazione di Luca Mascolo e Ida Maurano\, e le musiche d’epoca suonate magistralmente dai Maestri Valentina Di Silvestro alla chitarra classica e Donato Cedrone al violoncello\, vi accompagneranno in questo viaggio attraverso le esperienze e i momenti artistici che De Sica ha vissuto nel corso della sua carriera. \n\n\n\nVi aspettiamo per godere di questo straordinario tributo domenica 25 gennaio alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30.  \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00  \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:"L’Orsetto Gioele" al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Arriva da Riccione il prossimo spettacolo della rassegna Infanzie in gioco 2025-2026 a Centrale Preneste Teatro in Via Alberto da Giussano\, 58 a Roma (zona Pigneto/Malatesta): appuntamento domenica 25 gennaio alle 16.30 con L’Orsetto Gioele di Fratelli di Taglia. Teatro d’attore con pupazzi e videoproiezioni\, lo spettacolo è di Daniele Dainelli e Giovanni Ferma\, con Giovanni Ferma e la regia di Daniele Dainelli. \n\n\n\nNel cuore di una tranquilla vita cittadina\, il signor Gioacchino decide di intraprendere un viaggio verso la casina nel bosco che gli ha lasciato il misteriosamente scomparso nonno Bruno. La sua ricerca di serenità prende una piega inaspettata: la vecchia baita del Nonno è diventata una magica cascina super tecnologica abitata da Gioele\, un orsetto affabile che ha un legame speciale con altri orsi e creature di ogni angolo del mondo: l’orso Marco Polo dal polo nord\, dalla Cina Wanda la Panda\, dal parco nazionale degli Abruzzi il fratello Orso Gabri\, dalla Colombia l’orsetta Ornata e due simpatiche apine ovvero l’ape Pepa e l’ape Pupa. Questa casina è infatti in realtà il centro di una straordinaria ‘Cellula Ecologista’. \n\n\n\nLo spettacolo vuole sensibilizzare su questioni ecologiche di vitale importanza che affliggono il nostro pianeta\, come il riscaldamento globale e l’inquinamento. Lo fa attraverso una narrazione ironica\, arricchita da una drammaturgia spesso in rima e con giochi divertenti. Ma soprattutto\, adotta un approccio basato sulla multimedialità\, con interazioni tra personaggi reali\, pupazzi e video-call in diretta con altri animali che aiutano Gioele nell’impresa. Accompagnato da musiche originali\, canzoni e filastrocche\, lo spettacolo punta a penetrare nelle menti e nei cuori dei giovani spettatori per farli riflettere sulla situazione ecologica del nostro pianeta. Un’occasione unica per esplorare il mondo ecologico in modo creativo e coinvolgente\, offrendo al giovanissimo pubblico un’esperienza indimenticabile e un messaggio importante da portare con sé. Adatto dai 3 agli 8 anni. Il costo del biglietto è di 7 euro. Acquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti.
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SUMMARY:PPP – Pea Pound Pasolini. Tre irregolari del Novecento” al Teatro San Girolamo di Lucca
DESCRIPTION:Siegfried de Rachewiltz\, nipote di Ezra Pound\, sarà a Lucca\, al Teatro San Girolamo\, lunedì 26 gennaio alle ore 16.00\, ospite della seconda edizione di “PPP – Pea Pound Pasolini. Tre irregolari del Novecento”\, rassegna incentrata sul tema del Sacro in Enrico Pea\, Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini\, realizzata dal Teatro del Giglio Giacomo Puccini con i patrocini del Ministero della Cultura e del Centro studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia. \n\n\n\nCONFERENZA – Dedicata al tema del Sacro nell’opera poundiana\, la conferenza di lunedì 26 gennaio (ore 16.00\, Teatro San Girolamo) vedrà protagonisti\, insieme al nipote di Pound\, de Rachewiltz\, due tra i più autorevoli studiosi del pensiero e dell’opera poundiana – Massimo Bacigalupo (Università di Genova) e Luca Gallesi (Università dell’Insubria) -\, e sarà moderata da Carlo Pulsoni (Università di Perugia).  \n\n\n\nMOSTRA “SACRUM INLUMINATIO” – La giornata di lunedì 26 gennaio si preannuncia particolarmente intensa: dopo la conferenza\, al Teatro del Giglio verrà infatti inaugurata (alle ore 18.30) la mostra Sacrum Inluminatio\, che coniuga e unisce\, in un unico spazio\, tre progetti specifici e speciali: “Pound libero. Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini di Giuseppe Garrera; “La solitudine dell’Ala destra. Pier Paolo Pasolini e il calcio” di Piero Colussi; “Pasolini: il Vangelo secondo Matteo” di Domenico Notarangelo. Attraverso fotografie\, documenti e materiali d’archivio\, la mostra restituisce la complessità dei rapporti tra i tre autori\, mettendo in luce in particolare il dialogo\, diretto e indiretto\, tra Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini. La mostra rimarrà aperta al pubblico dal 26 gennaio al 22 febbraio (per giorni e orari dettagliati\, consultare il sito www.peapoundpasolini.it). \n\n\n\nGIUDA DI ENRICO PEA\, LETTURA SCENICA – L’appuntamento più specificamente teatrale della rassegna sarà la lettura scenica di e con Mariano Rigillo dedicata al Giuda di Enrico Pea\, programmata al Teatro del Giglio Giacomo Puccini per sabato 31 gennaio alle ore 21.00\, con l’introduzione curata dal critico letterario Luca Padalino. Pea dedicò una parte significativa della sua produzione teatrale a un’operazione tanto radicale quanto controversa: la rilettura e la riabilitazione della figura di Giuda Iscariota. Il Giuda\, che offre al pubblico un’interpretazione originale ed estranea all’ortodossia cattolica dell’apostolo che tradì Gesù\, rappresenta proprio il punto di partenza della riflessione sulle Sacre Scritture del Pea che\, ancora anarchico\, lesse in Egitto la Bibbia del calvinista lucchese Diodati. \n\n\n\nFRANCISCUS. IL FOLLE CHE PARLAVA AGLI UCCELLI – Nel 2026 ricorre l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi\, figura straordinaria e ancora oggi profondamente attuale per il suo messaggio di pace\, umiltà e amore per il creato. A inizio febbraio (venerdì 6 e sabato 7 ore 21\, domenica 8 ore 16) Simone Cristicchi sarà in scena con il suo Franciscus. Il folle che parlava agli uccelli incentrato proprio sul Poverello di Assisi. Uno spettacolo in cui il protagonista affronta il labile confine tra follia e santità\, tema cardine della vita personale e spirituale di Francesco\, e altri temi importanti ancora oggi come la povertà\, la ricerca della perfetta letizia\, la spiritualità universale\, l’utopia necessaria di una nuova umanità che riesca a vivere in armonia con il creato.  \n\n\n\nTAVOLA ROTONDA CONCLUSIVA – La seconda edizione di PPP troverà il suo momento conclusivo martedì 3 marzo alle ore 17.30 al Teatro del Giglio Giacomo Puccini\, con una tavola rotonda pensata come occasione di riflessione e bilancio del percorso svolto. All’incontro prenderanno parte Giovanna Bellora\, presidente dell’Associazione Amici di Enrico Pea\, Roberta Capelli (Università di Trento) e Francesca Tuscano (studiosa e critica letteraria); a coordinare e moderare il dibattito sarà lo storico Luciano Luciani\, accompagnando il confronto tra i relatori e il pubblico in una sintesi critica delle questioni emerse. \n\n\n\nGli appuntamenti in programma tra gennaio e marzo 2026 si inseriscono in un percorso già avviato nel novembre 2025 con le proiezioni dei film Il Vangelo secondo Matteo (1964) di Pier Paolo Pasolini e de Il Volto Santo (1948) di Andrea Forzano\, film girato a Lucca e dedicato alla tradizione della Santa Croce e alla venerata effigie del Volto Santo. \n\n\n\nInformazioni dettagliate su tutto il programma sono consultabili su www.peapoundpasolini.it \n\n\n\nTutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e gratuito.  \n\n\n\nI biglietti per Franciscus sono in vendita alla biglietteria del teatro (tel. 0583.465320 dal mercoledì al sabato con orario 10.30-13 e 15.30-18 e online su TicketOne.it).
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SUMMARY:“Niki Berlinguer. La signora degli arazzi” 
DESCRIPTION:Visto il grande successo di pubblico\, alla Casina delle Civette di Villa Torlonia viene prorogata fino al 25 gennaio 2026 la mostra “Niki Berlinguer. La signora degli arazzi” che espone una piccola e pregevole selezione di arazzi realizzati dalla celebre tessitrice e artista. \n\n\n\nLa mostra\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, è a cura di Claudio Crescentini\, organizzata e ideata da “Il Cigno Arte” con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Il catalogo in mostra è edito da “Il Cigno Arte”. \n\n\n\nConosciuta come “la grande signora italiana degli arazzi”\, Niki Berlinguer – nome d’arte di Corinna Adelaide Augusta Fidelia (1905-1994) dopo il suo matrimonio con Mario Berlinguer nel 1950 –\, ha lavorato con gli esponenti principali delle correnti artistiche italiane del secondo Dopoguerra\, tra cui Umberto Mastroianni\, Achille Perilli\, Renato Guttuso\, Piero Dorazio\, Emilio Vedova e Corrado Cagli. Attraverso il suo lavoro\, Niki Berlinguer ha reinterpretato le opere di grandi maestri come Hans Hartung\, Paul Klee\, Vincent van Gogh e molti altri\, fornendo con l’arte tessile nuove dimensioni linguistiche e cromatiche\, all’insegna della fusione tra tradizione e innovazione\, pioniera nel tradurre la pittura in narrazioni tessili\, unendol’antica tecnica del piccolo punto con influenze contemporanee. \n\n\n\nTra gli arazzi in mostra se ne potranno ammirare alcuni ispirati alle opere di noti artisti come\, ad esempio: l’“Aranceto\, da Renato Guttuso”\, “Hammamet\, da Paul Klee” e “Dai Cinque Monti\, tratto da Emilio Vedova”. \n\n\n\nIl percorso espositivo è arricchito\, inoltre\, dall’ultima video-intervista dell’artista del gennaio 1994\, regia di Maura Cosenza e riprese video di Gianni De Santis\, trasmessa in mostra grazie alla collaborazione con il Centro Internazionale Antinoo per l’Arte – Centro Documentazione Marguerite Yourcenar. \n\n\n\nL’esposizione è una straordinaria occasione per riscoprire la produzione di Niki Berlinguer\, sparsa in mille rivoli in varie personali e collettive per oltre quarant’anni\, dal 1952 fino al 1994\, anno della sua scomparsa.
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SUMMARY:“Play Carla Bley” al Milestone Live Club di Piacenza
DESCRIPTION:Ha il sapore dell’evento speciale il concerto intitolato “Play Carla Bley” che sabato 24 gennaio vedrà protagonista il quartetto di Jorge Rossy sul palco del Milestone Live Club di Piacenza (ore 21.30; ingresso 12-15 euro): la formazione guidata dal batterista spagnolo (per diversi anni componente del primo storico trio di Brad Mehldau) e completata dal sassofonista Pietro Tonolo\, dal chitarrista Walter Donatiello e dal contrabbassista Bruno Chevillion renderà omaggio a Carla Bley\, una fra le più interessanti pianiste e compositrici nella storia della musica improvvisata\, nonché una fra le più originali rappresentanti dell’avanguardia. Scomparsa nel 2023\, la musicista americana\, figura di riferimento di un jazz che cercava nuove forme d’espressione e nuovi contenuti\, è stata l’autrice dei brani più significativi di Paul Bley (il suo primo marito) e\, insieme a Charlie Haden\, l’ispiratrice e la guida della Liberation Music Orchestra. \n\n\n\nA Piacenza\, Carla Bley sarà ricordata da quattro jazzisti di vaglia: com’è noto\, Jorge Rossy è uno dei più apprezzati batteristi della scena internazionale e con il suo drumming intelligente e creativo ha fornito un contributo sostanziale alla definizione dello stile del trio di Mehldau. Spaziando attraverso una grande varietà di timbriche e sfoderando all’occorrenza uno swing definitivo e trascinante\, Rossy (che è anche un eccellente pianista e vibrafonista) ha dimostrato di essere uno dei batteristi più interessanti e stimolanti a livello mondiale. Tra le sue collaborazioni spiccano quelle con Joshua Redman\, Steve Swallow\, Charlie Haden e Wayne Shorter. \n\n\n\nPietro Tonolo è uno dei più conosciuti sassofonisti europei ed è molto stimato anche negli Stati Uniti (ha iniziato la sua attività giovanissimo\, suonando in Europa e in America con le band di Gil Evans e Chet Baker\, e ha collaborato con i principali jazzisti italiani\, tra cui Franco D’Andrea\, Massimo Urbani\, Enrico Rava\, Rita Marcotulli\, Danilo Rea e Roberto Gatto). \n\n\n\nWalter Donatiello è considerato uno dei chitarristi di maggior talento della scena jazz tradizionale e contemporanea e ha all’attivo innumerevoli collaborazioni con alcuni tra i principali protagonisti del panorama italiano e internazionale\, tra cui Gerry Mulligan\, Steve Lacy\, Samuel Blaser\, Daniel Humair\, Michel Portal\, Dario Deidda\, Tiziana Ghiglioni\, John Riley\, Flavio Boltro\, Gianluigi Trovesi\, Jean-Jacques Avenel e John Betsch. \n\n\n\nBruno Chevillon è ritenuto dalla critica uno dei migliori contrabbassisti nell’ambito della musica contemporanea\, al confine tra libera improvvisazione e free jazz: si è affermato grazie al suo notevole talento sia come accompagnatore sia come improvvisatore in grado di esplorare con duttilità le capacità espressive dello strumento. Tra le sue collaborazioni più note si ricordano quelle con Louis Sclavis\, Daniel Humair\, Michel Portal\, Marc Ducret ed Elliott Sharp.
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SUMMARY:"Amadeus" di Peter Shaffer al Teatro
DESCRIPTION:Dopo la grande settimana inaugurale che ha riaperto le porte del Teatro della Società di Lecco\, a seguito di 8 anni di lavori\, al via il cartellone del 2026 “La stagione delle emozioni” con 14 appuntamenti tra prosa\, danza e sinfonica.Sul palco sabato 24 e domenica 25 gennaio alle 21 Amadeus\, il celebre spettacolo di Peter Shaffer qui diretto da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia\, il racconto del rapporto tormentato tra Antonio Salieri (Ferdinando Bruni) e Wolfgang Amadeus Mozart (Daniele Fedeli)\, un dramma potente sull’invidia e sul genio. \n\n\n\nL’Amadeus di Bruni/Frongia\, prodotto dal Teatro dell’Elfo\, esalta il testo originario di Sheffer\, debuttato a Londra nel 1979 e diventato celebre grazie al film di Miloš Forman vincitore di otto premi Oscar\, imprimendogli l’andamento di un capriccio allucinato e sontuoso che assume i contorni perturbanti di un incubo. \n\n\n\nNella Vienna del 1823 Antonio Salieri\, oramai dimenticato\, ripercorre la vicenda del suo tragico rapporto con Mozart\, morto trent’anni prima\, avvelenato secondo la leggenda dallo stesso musicista italiano nel vano tentativo di assicurarsi la memoria eterna che la sua musica non sembra più poter conquistare da quando Dio ha scelto di glorificare l’irriverente e geniale Mozart. Il primo segnale di una follia che lo porterà a vedere nel genio dell’altro un tradimento del Creatore nei propri confronti. \n\n\n\nCome un deus ex machina Salieri\, seduto in un salone che il suo delirio trasforma in un labirinto\, evoca dal passato i personaggi della sua storia che emergono come marionette\, vestite con abiti di un ‘700 immaginario creato daAntonio Marras mentre sullo sfondo campeggiano le proiezioni fantasmagoriche di una lanterna magica. \n\n\n\nTra confessione e allucinazione\, Amadeus diventa così un viaggio vertiginoso nei recessi dell’animo umano dove i due musicisti si sfidano un affascinante duello tra arte e destino. \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nAmadeus – di Peter Shaffer – regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia – con Ferdinando Bruni\, Daniele Fedeli\, Valeria Andreanò\, Riccardo Buffonini\, Matteo de Mojana\, Alessandro Lussiana\, Ginestra Paladino\, Umberto Petranca\, Luca Toracca – Realizzazione scene Marina Conti\, Giancarlo Centola\, Tommaso Serra – Produzione Teatro dell’Elfo con il contributo di NEXT Laboratorio delle idee per la Produzione e la programmazione dello spettacolo lombardo \n\n\n\nInfo e biglietti \n\n\n\nSold out il 24 gennaio\, biglietti ancora disponibili per il 25 gennaio sul sitoteatrosocietalecco.it
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SUMMARY:"Dedicato" al Teatro Biblioteca Quarticciolo
DESCRIPTION:Con Dedicato\, in scena per la prima volta a Roma al Teatro Biblioteca Quarticciolo il 24 e 25 gennaio\, debutta una delle novità teatrali più significative di questo inizio d’anno. \n\n\n\nErmelinda Nasuto e Francesco Alberici accompagnano il pubblico in una passeggiata intima e delicata\, un’istantanea sospesa nel momento in cui la vita cambia direzione e sembra restringersi attorno al solo pensiero della malattia e della sua cura.  \n\n\n\nIl testo\, scritto a quattro mani\, nasce da un’esperienza autobiografica di Ermelinda Nasuto\, che racconta: «Circa un anno fa\, dieci giorni prima di compiere quarant’anni\, mi è stato diagnosticato un carcinoma mammario di secondo stadio. Quando l’ho scoperto stavo conducendo un laboratorio teatrale assieme ad altre colleghe e colleghi. Condividevamo la stessa casa\, la cucina\, il bagno e la sala prove. Avevo l’accordo di tenere il telefono acceso in sala\, perché quasi ogni giorno aspettavo dall’ospedale chiamate per visite ed esami. Oggi ho deciso di raccontare questa storia: ma come si racconta una storia che ancora non si sa come andrà a finire?». \n\n\n\nAl centro dello spettacolo\, interpretato dalla stessa Nasuto insieme a Olga Durano\, non c’è la ricostruzione clinica della malattia\, bensì il modo in cui essa invade progressivamente lo spazio mentale e quotidiano\, modificando il rapporto con il lavoro\, le relazioni e il corpo.  \n\n\n\nLa regia è firmata dallo stesso Alberici\, mentre dramaturg del progetto sono Nicola Borghesi e Enrico Baraldi (Kepler 452)\, da poco proclamati vincitori del Premio Ubu 2025 per il Miglior spettacolo dell’anno con A place of safety.  \n\n\n\nLa produzione è di La Corte Ospitale\, SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione e Cranpi\, con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Emilia-Romagna\, e la collaborazione di Ateliersi e Archiviozeta.  \n\n\n\nDomenica 25\, al termine della replica\, medierà l’incontro con la compagnia Attilio Scarpellini\, nell’ambito del progetto Staffetta critica (v. calendario completo). \n\n\n\n_________________ \n\n\n\nFrancesco Alberici  (Milano\, 1988) è regista\, drammaturgo e attore. Vincitore del Premio UBU 2021 come Miglior Attore Under 35 e del Premio UBU 2024 per il Miglior Nuovo Testo Italiano (Bidibibodibiboo)\, lavora sia da solo che con la propria compagnia Frigoproduzioni nei più importanti teatri e festival italiani. Collabora inoltre\, come interprete e autore\, con alcuni degli artisti più in vista del panorama teatrale: Daria Deflorian e Antonio Tagliarini\, Babilonia Teatri\, Liv Ferracchiati\, Enrico Baraldi (con cui ha firmato la drammaturgia dello spettacolo vincitore del Premio ANCT 2021\, Non tre sorelle) e Pier Lorenzo Pisano. Accanto all’attività teatrale\, ha curato con Silvia Gussoni la raccolta di scritti di Milo Rau Realismo globale. \n\n\n\nErmelinda Nasuto\, pugliese della provincia di Taranto\, classe 1984\, si forma principalmente ‘a bottega’ con Carlo Formigoni e Iva Hutchinson (Berliner Ensamble). Prima di trasferirsi a Bologna ha lavorato stabilmente come attrice e formatrice per il Teatro delle Forche\, creando spettacoli per i quali ha curato anche la drammaturgia. Lavora dal 2016 come formatrice e attrice con la Compagnia Licia Lanera; insieme a Danilo Giuva è in scena nello spettacolo Con la carabina\, con la regia di Licia Lanera\, spettacolo che ha vinto due premi UBU (miglior regia e miglior testo straniero). Collabora con Kepler 452 (Nicola Borghesi ed Enrico Baraldi)\, exvUoto teatro\, Francesco Alberici e con Fanny&Alexander\, Menoventi e il Teatro delle Albe per progetti di formazione. È dramaturg per lo spettacolo Non tre sorelle (regia di Enrico Baraldi Premio ANCT 2023) e aiuto regia per Bibidibobidiboo (regia Francesco Alberici\, premio Ubu miglior testo italiano). Ha lavorato con la Compagnie Nostos Drama Factory (Parigi) nel progetto di coproduzione internazionale Nous sommes restée. Insieme al collettivo artistico Clessidra Teatro ha curato la regia di spettacoli e perfomance site specific nei luoghi\, sperimentando poetiche che ambiscono a coinvolgere\, assieme ai luoghi\, il sistema di relazioni che questi stessi luoghi ospitano. \n\n\n\nIl Teatro Biblioteca Quarticciolo è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. La programmazione artistica e culturale è affidata all’RTI costituito da Cranpi e Orbita | Spellbound Centro Nazionale di produzione della Danza. La programmazione dei Teatri in Comune 2024-2025 è finanziata dall’Unione Europea\, Next Generation EU nell’ambito del PNRR\, e rientra tra gli Interventi “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma\, dal centro alla periferia\, al fine di favorire la fruizione turistica nel periodo giubilare” (PNRR – M1C3-Inv.4.3 Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici). \n\n\n\nDurata 60 minuti circa \n\n\n\nTournée 20-22 febbraio 2026 Teatro delle Moline – Bologna \n\n\n\nPer info e prenotazioni \n\n\n\npromozione.tbq@cranpi.com
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LOCATION:Teatro Biblioteca Quarticciolo\, via Ostuni 8\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:"IL BACIO DELLA DONNA RAGNO" al Teatro Comunale di Lacedonia
DESCRIPTION:Approda sul palcoscenico del Teatro Comunale di Lacedonia(AV)\, sabato 24 gennaio\, IL BACIO DELLA DONNA RAGNO\, spettacolo di Manuel Pig con la regia di Alessandro Di Marco. In scena Guido Del Vento\, Simone Faucci\, Ludovica Di Pasquale.  \n\n\n\nBuenos Aires\, anni Settanta. In una prigione\, due detenuti condividono lo spazio angusto e squallido di una cella. Uno è Luis Molina\, un omosessuale condannato per oscenità e corruzione di minorenne\, l’altro è Valentin Arregui\, prigioniero politico incarcerato per le sue idee di matrice socialista. Molina è in realtà una spia dei carcerieri che\, promettendogli di poter ottenere uno sconto della pena e rivedere presto l’anziana madre\, lo convincono a carpire i segreti politici di Valentin\, impegnato in una cospirazione per tentare di rovesciare il governo. Molina\, appassionato di cinema\, intrattiene Valentin raccontandogli le trame dei suoi film preferiti\, storie appassionate di amori e donne bellissime. Come una novella Sherazade\, Molina conquista la fiducia di Valentin e finisce per innamorarsi perdutamente di lui\, arrivando ad aiutarlo quando si presenta l’occasione di farlo. Una storia di amore ed emarginazione d’altri tempi che\, ancora oggi\, non ha perso l’urgenza di lasciarsi raccontare.  \n\n\n\n“Quando Manuel Puig scrisse “El beso de la mujer araña”\, nel 1976\, in Argentina\, il suo paese\, la pubblicazione del romanzo venne osteggiata e proibita. La tematica omosessuale e quella politica lo rendevano\, per l’epoca e per il regime allora vigente\, scomodo\, pericoloso\, sovversivo” _ afferma il regista Alessandro Di Marco. \n\n\n\n“Nel tempo\, questo romanzo è diventato un testo teatrale\, un film pluripremiato agli Oscar\, un musical di successo con oltre novecento rappresentazioni a Broadway. Il segreto di un successo così largo va cercato\, con ogni probabilità\, nella portata universale dei due personaggi di questa storia\, Molina e Valentin\, nella portata universale e struggente dei loro sentimenti\, delle loro vite divergenti\, diverse\, a margine. Due vite che\, come tutte\, non chiederebbero altro che di essere viste\, ascoltate ed amate. Due vite che non accettano l’umiliazione e il degrado a cui sembrano condannate ma che alzano la testa e la voce per rompere un silenzio complice e assassino. I racconti di Molina\, film pieni di dive\, champagne\, tessuti preziosi\, gioielli scintillanti\, diventano\, quindi\, il nutrimento necessario per una fuga da una realtà squallida e spaventosa: favole moderne per curare le ferite e le paure che attanagliano le vite dei due protagonisti. Il personaggio principale dei racconti di Molina è sempre una lei\, fascinosa e conturbante\, bellissima e misteriosa. Una mujer araña che incarna il sogno di Molina e le fantasie di Valentin. Lavorando con gli attori\, ho cercato di ricreare sulla scena il tempo immobile che sembra regnare nella cella e\, soprattutto\, quel fuori\, inospitale e spaventoso\, che non vediamo mai ma che incombe in ogni singolo respiro dei due personaggi. Lo spettacolo\, con ritmi e toni naturalistici ed intimi\, cerca di raccontare il riscatto di due vite eroiche e perseguitate e il loro anelito alla libertà\, ad un mondo migliore\, fatto di rispetto\, accoglienza e integrazione. Valori che\, ancora oggi\, non hanno perso l’urgenza di essere ribaditi.” \n\n\n\nTicket al botteghino: te. 3394560657
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LOCATION:Teatro Comunale di Lacedonia\, Rione Michele Bianchi\, Avellino\, ITA\, 83046\, Italy
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SUMMARY:Generazione Scenario 2025 allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Dagli studi scenici di venti minuti\, proposti a settembre a Bologna in occasione della finale del Premio Scenario\, nell’ambito della ottava edizione di Scenario Festival\, agli spettacoli compiuti in prima rappresentazione nazionale. Debuttano a Roma\, il 24 e 25 gennaio allo Spazio Diamante\, nell’ambito di un’iniziativa promossa e organizzata da Scenario ETS\, in collaborazione con Spazio Diamante\, Viola Produzioni Centro di Produzione Teatrale e con il sostegno di MiC-Ministero della Cultura\, gli spettacoli della Generazione Scenario 2025\, vincitori della ventesima edizione del Premio Scenario dedicato ai nuovi linguaggi per la ricerca e l’inclusione sociale che per la prima volta ha assegnato\, oltre ai tradizionali Premio Scenario e Premio Scenario Periferie\, i due premi speciali per la sfida artistica e per il dispositivo scenico intitolati rispettivamente a Alessandra Belledi e Stefano Cipiciani\, figure portanti di Scenario\, recentemente scomparse.  \n\n\n\nA decretare i quattro vincitori giunti ora al loro debutto\, è stata una Giuria\, presieduta da  Ermanno Pingitore (attore\, drammaturgo\, regista di Usine Baug\, compagnia vincitrice del Premio Scenario Periferie 2021)\, e composta dai membri esterni Fabio Biondi (direttore artistico di L’arboreto-Teatro Dimora di Mondaino)\, Angela Fumarola(direttrice artistica di Fondazione Armunia/Festival Inequilibrio)\, e dai soci di Scenario ETS Cristina Valenti(presidente e direttrice artistica di Scenario\, già docente di Discipline dello Spettacolo all’Università di Bologna) e Jacopo Maj (vicepresidente di Scenario\, vicedirettore di Teatro Gioco Vita). \n\n\n\nPromosso e sostenuto dai 42 soci di Scenario ETS\, il Premio rivolto ad artisti esordienti\, gruppi di recente formazione\, soggetti impegnati in nuovi percorsi di ricerca\, con lo scopo di incentivare nuove idee\, progetti e visioni di teatro per la ricerca e l’inclusione sociale\, rappresenta nel panorama nazionale un’occasione unica di censimento\, dialogo e confronto per le giovani generazioni. Osservatorio del nuovo teatro\, il Premio Scenario lavora nel territorio che precede la formalizzazione del processo produttivo\, accogliendo progetti che non sono ancora diventati spettacoli compiuti\, ma appartengono a percorsi e linguaggi in via di esplorazione.  \n\n\n\nVincitore del Premio Scenario 2025\, Infinita bellezza di Fondamenta zero (Milano)\, sarà in scena il 24 gennaio (ore 21) e 25 gennaio (ore 16.30)\, con Claudia Manuelli e Aron Tewelde\, produzione Teatro Metastasio di Prato\, con il sostegno di Scenario ETS e Teatro Due Mondi – Residenza per artisti nei territori\, Faenza. Infinita bellezza è un libretto consegnato al pubblico che diventa il motore narrativo dello spettacolo\, generando un gioco continuo tra ciò che si legge e ciò che accade in scena. Una guida che anticipa\, distorce o sovverte gli eventi. Utilizzando l’ironia come strumento critico di analisi della realtà\, l’intero progetto gioca sulla dialettica tra costruzione e decostruzione. La parola e il corpo di chi è in scena si intrecciano con la presenza del pubblico\, in una continua ridefinizione dei ruoli. Il confine tra chi guarda e chi agisce si fa labile\, creando una relazione fluida\, dove la complicità si intreccia alle aspettative deluse o superate. Infinita bellezza\, con sgraziata sincerità\, è un manifesto politico-poetico di delicata rabbia. \n\n\n\nVincitore del Premio Scenario Periferie 2025\, L’isola dei ciccioni felici di Andrea Mattei (Bologna)\, sarà presentato il 24 gennaio (ore 22.30) e 25 gennaio (ore 18)\, con Andrea Mattei\, produzione Teatrino dei Fondi\, Accademia Perduta/Romagna Teatri\, con il sostegno di Scenario ETS e Teatro Due Mondi – Residenza per artisti nei territori\, Faenza. O\, talmente ciccione da perdere il nome e restare solo una vocale tonda\, parte per Nauru\, isola polinesiana dove la maggioranza della popolazione è grassa\, un miraggio-paradiso in cui godere finalmente il suo lieto fine. L’isola dei ciccioni felici è una favola ironica\, crudele e grottesca che segue questo viaggio. Una storia\, a volte tenera\, di chi vuole essere visto e non solo osservato\, di chi cerca di esistere non come bersaglio da colpire\, creatura da accettare o monito da temere\, ma semplicemente come corpo\, che sa stare. \n\n\n\nPremio Stefano Cipiciani per il dispositivo scenico 2025\, è Dad or alive di BumBumFritz (Padova) in scena il 24 gennaio (ore 16.30) e 25 gennaio (ore 21)\, testi\, live electronics\, videomapping e regia di Giovanni Frison e Michele Tonicello\, produzione Cranpi\, La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale\, La Corte Ospitale\, Pergine Festival\, con il sostegno di Scenario ETS\, L’Arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale – Centro di Residenza Emilia-Romagna\, Teatro Biblioteca Quarticciolo. Dad or alive affronta il conflitto tra desiderio di genitorialità e paura di un futuro instabile: crisi climatica\, precarietà\, realizzazione personale. Tra testimonianze reali\, statistiche\, videomapping e musica elettronica dal vivo\, lo spettacolo dà voce a chi si chiede se mettere al mondo un figlio oggi sia scelta possibile o peso insostenibile. \n\n\n\nPremio Alessandra Belledi per la sfida artistica 2025\, è Concerto per uno sconosciuto di Dimore Creative(Lomazzo\, Co)\, che sarà presentato il 24 gennaio (ore 18) e 25 gennaio (ore 22.30)\, uno spettacolo di e con Pietro Cerchiello\, musiche dal vivo di Giacomo Tamburini e Vittorio Simonetto\, produzione Dimore Creative con il sostegno di Scenario ETS e Teatrino dei Fondi – Residenza per artisti nei territori\, San Miniato.  \n\n\n\nLo spettacolo prende forma a partire da un’esperienza reale\, un cammino di 460 km lungo il Kungsleden\, nel nord della Svezia\, compiuto dall’autore\, un ragazzo di 26 anni che lascia tutto e parte\, senza sapere cosa troverà. Lungo il cammino incontra paesaggi remoti\, rifugi\, persone e una ragazza\, anche lei in viaggio. La drammaturgia si muove in equilibrio. Tra autobiografia e finzione\, lo spettacolo è una riflessione su cosa significhi partire davvero\, sulle cose da lasciare e su quelle da portare con sé\, sul desiderio di cambiare e del bisogno di restare.  \n\n\n\nCALENDARIO \n\n\n\nSABATO 24 GENNAIO 2026 \n\n\n\nore 16.30 – Sala Black \n\n\n\nBumBumFritz | Dad or alive | Premio Stefano Cipiciani per il dispositivo scenico 2025 \n\n\n\nore 18.00 – Sala Black \n\n\n\nDimore Creative | Concerto per uno sconosciuto | Premio Alessandra Belledi per la sfida artistica 2025 \n\n\n\nore 21.00 – Sala White \n\n\n\nFondamenta zero | Infinita bellezza | Premio Scenario 2025 \n\n\n\nore 22.30 – Sala White \n\n\n\nAndrea Mattei | L’isola dei ciccioni felici | Premio Scenario Periferie 2025 \n\n\n\nDOMENICA 25 GENNAIO 2026 \n\n\n\nore 16.30 – Sala White \n\n\n\nFondamenta zero | Infinita bellezza | Premio Scenario 2025 \n\n\n\nore 18.00 – Sala White \n\n\n\nAndrea Mattei | L’isola dei ciccioni felici | Premio Scenario Periferie 2025 \n\n\n\nore 21.00 – Sala Black \n\n\n\nBumBumFritz | Dad or alive | Premio Stefano Cipiciani per il dispositivo scenico 2025 \n\n\n\nore 22.30 – Sala Black \n\n\n\nDimore Creative | Concerto per uno sconosciuto | Premio Alessandra Belledi per la sfida artistica 2025 \n\n\n\nSCHEDE  SPETTACOLI \n\n\n\nBUMBUMFRITZ (PADOVA) \n\n\n\nDAD OR ALIVE \n\n\n\nPREMIO STEFANO CIPICIANI PER IL DISPOSITIVO SCENICO 2025 \n\n\n\nMotivazione della Giuria \n\n\n\nDi un conflitto si parla\, per riflettere sulla complessità del proprio tempo. Il punto di partenza è una domanda\, forse la domanda di sempre\, primordiale\, quando le ragioni delle crisi\, delle catastrofi sovrastano l’impulso umano alla procreazione\, fra ragione e sentimento\, natura e cultura\, valutazioni di opportunità e slanci dei sentimenti. Nei passaggi fra singolare e plurale\, privato e pubblico\, lo spettacolo si interroga sul desiderio e la paura di diventare genitori. Adulti che non possono o non riescono a garantire le migliori condizioni per crescere un figlio. Adulti che non hanno il tempo e le risorse da destinare alla cura dei nuovi figli del mondo. Adulti che non riescono a immaginare strade maestre o vie secondarie per accompagnare la crescita dei figli\, da non intendere solo come eredità. Il dispositivo scenico si fonda sulla commistione fra il corpo delle parole e le risorse della musica che crea il giusto ritmo per non perdere la tensione e il contatto con la dimensione vocale. Una pressione ritmica che crea sollecitazioni continue\, e incalza la tenuta percettiva dello spettatore. \n\n\n\ntesti\, live electronics\,  \n\n\n\nvideomapping e regia                           Giovanni Frison e Michele Tonicello \n\n\n\nfonica                                                  Christian Reale \n\n\n\nscene e costumi                                   Eleonora Rossi \n\n\n\nmovimenti scenici a cura di                  Stefania Borrella \n\n\n\nproduzione                                          Cranpi\, La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale\,  La Corte             Ospitale\, Pergine Festival  \n\n\n\ncon il sostegno di                                 Scenario ETS\, L’Arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale –  \n\n\n\nCentro di Residenza Emilia-Romagna\, Teatro Biblioteca Quarticciolo  \n\n\n\nGrazie a Babilonia Teatri\, Francesca Macrì e Massimiliano Chinelli \n\n\n\nDad or alive affronta il conflitto tra desiderio di genitorialità e paura di un futuro instabile: crisi climatica\, precarietà\, realizzazione personale. Tra testimonianze reali\, statistiche\, videomapping e musica elettronica dal vivo\, lo spettacolo dà voce a chi si chiede se mettere al mondo un figlio oggi sia scelta possibile o peso insostenibile. \n\n\n\nIl progetto artistico BumBumFritz\, composto da Giovanni Frison (Fritz) e Michele Tonicello (BumBum)\, si occupa di spettacoli\, album\, performance e concerti di testi naufraghi e musica elettronica. Esordisce nel 2022 con l’album musicale Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico (bip). Con lo spettacolo Dentifricio vince al Catania Fringe Off i premi “Stockholm Fringe Festival” e “Retablo Dreamaturgy Zone”\, per poi debuttare al Teatro Astra di Vicenza diretto da La Piccionaia. Partecipa allo Stockholf Fringe Off 2025 vincendo il premio “Rule breaker” e ricevendo una nomination per il premio “Raw and unexpected”.  \n\n\n\nIl secondo spettacolo teatrale Ballavamo Sempre ha debuttato nel luglio 2025 al Pergine Festival diretto da Babilonia Teatri. Con lo spettacolo Dad or alive vince il “Premio Stefano Cipiciani per il dispositivo scenico 2025” (Generazione Scenario 2025). \n\n\n\nDIMORE CREATIVE (LOMAZZO\, CO) \n\n\n\nCONCERTO PER UNO SCONOSCIUTO \n\n\n\nPREMIO ALESSANDRA BELLEDI PER LA SFIDA ARTISTICA 2025 \n\n\n\nMotivazione della Giuria \n\n\n\nDa sempre\, il cammino contiene ed esprime differenti motivazioni. \n\n\n\nConcerto per uno Sconosciuto lo assume a drammaturgia tessuta tra parole\, suono\, realtà e immaginazione. Ogni capitolo è un dipinto che fonde le note di una chitarra e di un euphonium per farle diventare l’estensione di sentieri poetici. Un cammino reale e visionario che si predispone alla bellezza dell’ignoto\, liberandosi del superfluo per privilegiare la leggerezza dei passi. La solitudine del procedere favorisce la bellezza degli incontri\, imprevisti e imprevedibili\, che nutrono il desiderio dei cambiamenti\, dei ritorni e del restare. Insieme\, musiche\, parole e immagini compongono la struttura di un processo artistico armonioso e drammaturgicamente coerente che sfida il rischio teatrale ed esistenziale dell’errare. \n\n\n\nuno spettacolo di e con                                    Pietro Cerchiello \n\n\n\nsupervisione alla drammaturgia e alla regia       Tommaso Imperiali \n\n\n\nmusiche dal vivo                                              Giacomo Tamburini e Vittorio Simonetto \n\n\n\nproduzione                                                      Dimore Creative \n\n\n\ncon il sostegno di                                             Scenario ETS e Teatrino dei Fondi – Residenza per artisti         nei territori\, San Miniato \n\n\n\nConcerto per uno sconosciuto prende forma a partire da un’esperienza reale: un cammino di 460 km lungo il Kungsleden\, nel nord della Svezia\, compiuto dall’autore. Un ragazzo di 26 anni che lascia tutto – lavoro\, affetti\, aspettative – e parte\, senza sapere cosa troverà. Lungo il cammino incontra paesaggi remoti\, rifugi\, persone che passano\, che restano. E una ragazza\, anche lei in viaggio. I luoghi narrati\, gli incontri e gli accadimenti sono veri o\, almeno\, lo sono diventati nel racconto. La drammaturgia si muove in equilibrio tra autobiografia e finzione. In scena: una chitarra\, una loop station\, un euphonium e un corno. Gli strumenti\, suonati dal vivo\, accompagnano la narrazione in una partitura musicale che unisce elementi di sperimentazione sonora\, folklore scandinavo e canzone d’autore all’interno di una sorta di concept album. Le tappe del percorso diventano capitoli: dall’euforia iniziale al confronto con il silenzio\, la fatica\, la solitudine\, la bellezza. Fino all’incontro con l’altro. E alla fine\, il ritorno. Non per arrendersi\, ma per guardare la vita con occhi nuovi. Una riflessione su cosa significhi partire davvero\, sulle cose da lasciare e su quelle da portare con sé. Uno spettacolo che parla del desiderio di cambiare e del bisogno di restare. \n\n\n\nDimore Creative è un’associazione culturale fondata nel 2021 da un collettivo artistico U30 a Lomazzo (Como). Realizza spettacoli teatrali\, progetti partecipativi\, attività di formazione e ospita un Festival e una rassegna con il sostegno di Fondazione Comasca\, Fondazione Cariplo\, Regione Lombardia e Corpo Europeo di Solidarietà. Gli spettacoli della compagnia si distinguono per linguaggi e temi contemporanei\, oltre che per processi produttivi caratterizzati da una forte dimensione sociale. \n\n\n\nCon i propri lavori\, Dimore Creative ha ottenuto diversi riconoscimenti\, tra cui: Premio Alessandra Belledi per la sfida artistica 2025 (Generazione Scenario)\, Italia dei Visionari\, Powered by REF Roma Europa\, CURA\, Semifinale Biennale di Venezia. Nel 2025 è l’unica impresa di produzione U35 ad aver ottenuto il riconoscimento di Next da parte di Regione Lombardia. \n\n\n\nFONDAMENTA ZERO (MILANO) \n\n\n\nINFINITA BELLEZZA \n\n\n\nPREMIO SCENARIO 2025 \n\n\n\nMotivazione della Giuria \n\n\n\nUn dispositivo scenico analogico che coinvolge il pubblico in un gioco teatrale lieve e allo stesso tempo inquieto\, a volte drammatico. Per ripensare e ridefinire l’immaginario collettivo prodotto in forma distorta da bias culturali e linguistici\, Fondamenta zero ricorre all’incontro con l’elemento materico del libro per porlo in relazione al pubblico che diventa complice di una narrazione stimolante e sorprendente. \n\n\n\nUna coraggiosa rinuncia al digitale in favore di un ritorno al contatto analogico che porta con sé il rischio dell’errore\, un errare umano dialettico in grado di costruire e decostruire tematiche urgenti e costringere lo spettatore ad affrontare stereotipi e pregiudizi inconsapevoli. \n\n\n\nL’ironia che accompagna la ricerca di Infinita bellezza è destinata a togliere presto il suo velo rassicurante per mostrare orizzonti e prospettive sovvertite\, nelle quali il sorriso è veicolo di riflessione e presa di coscienza di sé e dell’altro da sé\, naturalmente imperfetti\, infinitamente mutevoli. \n\n\n\ndrammaturgia e regia                           Claudia Manuelli \n\n\n\ncon                                                      Claudia Manuelli e Aron Tewelde \n\n\n\naiuto regia                                           Camilla Violante Scheller \n\n\n\nproduzione                                          Teatro Metastasio di Prato \n\n\n\ncon il sostegno di                                 Scenario ETS e Teatro Due Mondi – Residenza per artisti  \n\n\n\nnei territori\, Faenza \n\n\n\nInfinita bellezza è un libretto consegnato al pubblico che diventa il motore narrativo dello spettacolo\, generando un gioco continuo tra ciò che si legge e ciò che accade in scena. Una guida che anticipa\, distorce o sovverte gli eventi. Utilizzando l’ironia come strumento critico di analisi della realtà l’intero progetto gioca sulla dialettica tra costruzione e decostruzione. La parola e il corpo di chi è in scena si intrecciano con la presenza del pubblico\, in una continua ridefinizione dei ruoli. Il confine tra chi guarda e chi agisce si fa labile\, creando una relazione fluida\, dove la complicità si intreccia alle aspettative deluse o superate. \n\n\n\nInfinita bellezza\, con sgraziata sincerità\, è un manifesto politico-poetico di delicata rabbia. \n\n\n\nFondamenta zero si occupa di teatro contemporaneo\, drammaturgia originale e ricerca attiva attraverso laboratori sperimentali e multidisciplinari. Nasce dalla volontà di indagare attraverso il mezzo teatrale il confine tra realtà e finzione nel rapporto tra pubblico e performer\, utilizzando il gioco come strumento di ricerca e di relazione\, capace di aprirci a nuove possibili interpretazioni della realtà. \n\n\n\nAlla base del lavoro di Fondamenta zero c’è il desiderio di porre particolarmente attenzione a quelle che sono le tematiche più urgenti che compongono il presente in cui viviamo\, tentando di costruire nuovi sguardi sul mondo\, possibilmente intersezionali. Con lo spettacolo Resterò per sempre nella foto di uno sconosciuto (progetto selezionato dal bando MaturAzione 2023 del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale) debutta nel febbraio 2024 e vince il Premio della Giuria Universitaria al Milano Fringe Off 2024. Nel 2025 lo spettacolo Infinita bellezza vince il Premio Scenario. \n\n\n\nANDREA MATTEI (BOLOGNA) \n\n\n\nL’ISOLA DEI CICCIONI FELICI \n\n\n\nPREMIO SCENARIO PERIFERIE 2025 \n\n\n\nMotivazione della Giuria \n\n\n\nUn corpo che irrompe\, deciso\, a farsi guardare. Non chiede il permesso: esiste. Prima ancora di raggiungere il palco\, ci interroga. Quanti siamo a guardare? E soprattutto: con quali occhi? Questo gesto scenico diventa un atto politico e poetico insieme\, un inno alla vita\, all’esistenza\, all’unicità irriducibile di ogni essere umano\, al di là della sua rappresentazione. L’isola dei ciccioni felici trasforma la scena in specchio\, domanda e visione\, ricordandoci che ciascuno ha la sua Nauru. Attore e personaggio mescolano i loro percorsi nel solco di un testo costruito fra tracce biografiche e interviste\, incarnando una polifonia di esperienze e testimonianze. \n\n\n\ndi e con                                                Andrea Mattei \n\n\n\nassistenza e luci                                   Massimo Giordani \n\n\n\nmovimenti di scena                              Marta Vergani  \n\n\n\nscenografia                                          Simona Campisi e Lorenzo Fedi \n\n\n\ncostume                                              Anna Chiara Capalbi \n\n\n\nmusica e sonoro originali                      Chiara Troiano \n\n\n\nproduzione                                          Teatrino dei Fondi\, Accademia Perduta/Romagna Teatri  \n\n\n\ncon il sostegno di                                 Scenario ETS e Teatro Due Mondi – Residenza per artisti  \n\n\n\nnei territori\, Faenza \n\n\n\nO è ciccione\, talmente ciccione da perdere il nome e restare solo una vocale tonda. Parte per Nauru\, isola polinesiana dove la maggioranza della popolazione è grassa\, un miraggio-paradiso in cui godere finalmente il suo lieto fine. L’isola dei ciccioni felici è la favola ironica\, crudele e grottesca che segue questo viaggio. Una storia\, a volte tenera\, di chi vuole essere visto e non solo osservato\, di chi cerca di esistere non come bersaglio da colpire\, creatura da accettare o monito da temere\, ma semplicemente come corpo\, che sa stare. \n\n\n\nAndrea Mattei nasce a Lucca nel 1997. Dopo un inizio nella stand-up comedy si forma presso la Scuola di Teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone”\, e prosegue con i corsi di alta formazione “Casa degli Artisti” (Fondazione Teatro Due\, Parma) e “Testo\, Corpo\, Voce” (Scuola Internazionale di Alta Formazione Teatrale Iolanda Gazzerro di Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Nazionale). \n\n\n\nDa sempre interessato alla scrittura\, partecipa al corso “Drammaturgie” (Emilia Romagna Teatro Fondazione/Teatro Nazionale) e a masterclass con Liv Ferracchiati e Daria Deflorian\, esplorando nuove forme di linguaggio teatrale. Debutta come autore nel 2024 con Pasifae Autodafé e Una Giocasta\, quest’ultimo premiato con il Premio del Direttore al concorso Giovani Realtà del Teatro. Nel 2025 vince il Premio Scenario Periferie con lo spettacolo L’isola dei ciccioni felici. \n\n\n\nINFORMAZIONI  \n\n\n\nMetro C\, fermata Malatesta \n\n\n\nMetro A\, fermata P.zza Vittorio Emanuele  \n\n\n\nBus 5 o 14\, fermata Prenestina/Conti \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni  \n\n\n\nwhatsapp +39 345 1474533 \n\n\n\nbotteghino@spaziodiamante.it  \n\n\n\nwww.spaziodiamante.it \n\n\n\nBIGLIETTI \n\n\n\nSpettacolo singolo: € 10 – Ridotto scuole: € 8 \n\n\n\nDue ingressi nella stessa giornata: € 16 \n\n\n\nQuattro ingressi nella stessa giornata: € 20 \n\n\n\nCONTATTI \n\n\n\nAssociazione Scenario \n\n\n\norganizzazione@associazionescenario.it \n\n\n\nwww.associazionescenario.it \n\n\n\nFB @Associazione Scenario – Ig @Associazione Scenario
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SUMMARY:Teatro Stabile di Catania e Théâtre Solidaire #6\, per la Notte della della Solidarietà
DESCRIPTION:ll Teatro Stabile di Catania è partner di Théâtre Solidaire #6\, l’importante progetto internazionale promosso dal Théâtre de la Ville di Parigi che\, da novembre 2025 a gennaio 2026\, coinvolge artisti\, istituzioni culturali e realtà sociali in Europa\, Africa e Stati Uniti attorno ai temi della solidarietà\, dell’inclusione e dell’arte come strumento di coesione. \n\n\n\nIl momento culminante del progetto è stato la Notte della Solidarietà\, che si è svolta ieri\, giovedì 22 gennaio\, alla quale il Teatro Stabile di Catania ha partecipato in rete con tutti i partner internazionali\, ciascuno nelle proprie sedi\, tra le quali a Parigi\, Lisbona\, Sibiu e Kosovo. \n\n\n\nPer la Notte della Solidarietà\, il Teatro Stabile di Catania realizzerà una serie di azioni artistiche e sociali sul territorio\, con particolare attenzione ai temi dell’inclusione e della fragilità. \n\n\n\nNella giornata di ieri Palazzo Platamone ha ospitato il laboratorio inerente allo spettacolo “Il volo degli storni” che ha la regia di Monica Felloni\, di Neon Teatro\, una realtà che lavora da 36 anni sulla disabilità\, ritenuta come una valore aggiunto alla persona e un valore sociale. \n\n\n\nNei giorni successivi\, il progetto proseguirà con laboratori teatrali in carcere presso l’Istituto Penale per Minorenni di Catania Bicocca\, in collaborazione con l’Associazione La Poltrona Rossa\, per portare il teatro come strumento educativo e di dialogo all’interno del contesto detentivo minorile. \n\n\n\nIl Direttore del Teatro Stabile di Catania\, Marco Giorgetti\, dichiara: “Questo evento rappresenta l’avvio del ponte ideale con i partner internazionali che\, da oggi\, contribuiscono alla nascita del Teatro del Mediterraneo. Con la partecipazione a Théâtre Solidaire #6\, il TSC rafforza il proprio ruolo in una rete artistica globale che promuove l’arte come bene comune e strumento di inclusione sociale\, confermando la vocazione internazionale della città di Catania e il suo posizionamento come polo del futuro Teatro del Mediterraneo”.
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SUMMARY:"ONE MORE KISS\, DEAR" al Teatro IF
DESCRIPTION:One More Kiss\, Dear  di Giovanni Caloro\, sembra un monologo ma non lo è: il personaggio in scena è sempre uno\, ma le sue due facce si mischiano e si sovrappongono nel corso della storia.Tutto inizia da un amore rifiutato\, stroncato nel più cinico e crudele dei modi\, che innesca nella protagonista una reazione a catena di pensieri\, emozioni e azioni. \n\n\n\nLa storia si dipana in una serie di dialoghi che la protagonista intrattiene con alcuni personaggi più o meno a lei cari\, veri o immaginari che siano\, fino a far sì che lo spettacolo si ponga alcuni interrogativi\, al pubblico cercarvi\, nel buio della sala\, le risposte: fin dove l’attaccamento è cura dell’altro?  \n\n\n\nQuanto ci si può spingere nel desiderare qualcuno? \n\n\n\nL’amore è eterno? \n\n\n\nONE MORE KISS\, DEARVenerdì 23 gennaio 2026 ore 21:00 \n\n\n\nSabato 24 gennaio 2026 ore 21:00 \n\n\n\nDomenica 25 gennaio 2026 ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78 \n\n\n\nBiglietti disponibili al link: https://www.ticket.it/teatro/evento/one-more-kiss-dear.asp
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SUMMARY:Marcotulli\, Zeppetella\, Gatto e Tavolazzi\, il super quartetto all'Alexanderplatz
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, venerdì 23 e sabato 24 gennaio\, un formidabile quartetto formato da alcuni dei più importanti musicisti del jazz italiano: Rita Marcotulli al pianoforte\, Fabio Zeppetella alla chitarra\, Roberto Gatto alla batteria e Ares Tavolazzi al contrabbasso. Quattro grandi musicisti\, ma soprattutto quattro grandi amici che si incontrano per suonare insieme. Il progetto nato dalla collaborazione tra Fabio Zeppetella e Rita Marcotulli\, che firmano tutte le composizioni di questo nuovo progetto. Una formazione all star che unisce quattro grandi artisti della scena jazzistica nazionale e internazionale che vede anche il coinvolgimento del contrabbassista Ares Tavolazzi (già membro degli Area) e del batterista Roberto Gatto. Melodia\, poesia e groove sono i fattori dominanti di questo progetto\, dove l’energia che si sprigiona riporta ai valori e alla freschezza del grande jazz. \n\n\n\nRita Marcotulli\, pianista e compositrice tra le più affermate ed apprezzate a livello internazionale\, Rita Marcotulli inizia la sua carriera fulminante sul fnire degli anni ‘80 e grazie a prestigiose collaborazioni – solo per citarne alcune\, Peter Erskine\, Joe Henderson\, Joe Lovano\, Enrico Rava\, Andy Sheppard\, si aferma in breve tempo come una fgura importante a livello internazionale sulla scena jazz contemporanea: nel 1987 la rivista Musica Jazz la vota come Miglior Nuovo Talento; nel 1998 il Guardian premia il suo Te woman next door come miglior Cd dell’anno; nel 1989 entra a far parte del gruppo di Billy Cobham con il quale si esibisce in tutto il mondo\, nel 1992 si unisce al gruppo di Dewey Redman con cui collabora per 15 anni suonando in tutta Europa e Sud America. Importanti anche le sue collaborazioni con musicisti del Nord Europa che portano nuove musicalità nel suo incessante percorso di ricerca. Durante la sua lunga permanenza in Svezia nascono le preziose collaborazioni con Palle Danielsson\, Marilyn Mazur\, Jon Christensen\, Nils Petter Molvaer\, Anders Jormin\, Tore Brumborg. Bobo Stenson e John Taylor. Da metà degli anni 90\, forte di una così ricca e variegata esperienza internazionale\, torna in Italia alternando propri progetti nel jazz a collaborazioni nel mondo della canzone tra cui la formazione Pino Daniele – Pat Metheny\, Giorgio Gaber\, Gino Paoli\, Noa. Nella sua eclettica carriera entra anche il cinema: nel 2009 realizza la colonna sonora del flm “Basilicata coast to coast”\, di Rocco Papaleo\, per la quale ha ricevuto il Ciak d’Oro nel 2010\, il Nastro d’Argento per la migliore colonna sonora e il David di Donatello come miglior musicista nel 2011\, prima donna in assoluto a ricevere questo premio. Nel 2019 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la nomina Ufficiale della Repubblica. Sempre nel 2019 viene nominata membro della Royal Swedish Academy of music. \n\n\n\nFabio Zeppetella è uno tra i migliori chitarristi e compositori italiani affermatosi nell’attuale scena jazz nazionale ed europea. Dotato di una tecnica ineccepibile e di grande sensibilità musicale\, si avvale di un linguaggio unico e molto personale\, frutto di uno studio sempre votato alla ricerca di uno stile che negli anni ha reso proprio. È arrivato all’elaborazione di un suono del tutto originale passando dalla tradizione e dalla musica di maestri come Charlie Cristian e Wes Montgomery all’evocazione del be-bop e dell’hard-bop degli anni Sessanta.Nel suo fraseggio si scoprono gli aspetti dominanti di un linguaggio mai scontato\, a volte virtuoso a volte dolce ma sempre essenziale\, dimostrando una particolare attenzione al significato delle singole note e delle “linee in movimento” che da esse vengono prodotte. Le sue caratteristiche dominanti sono costituite dalla freschezza e dalla forza insite nel modo originale di interpretare la musica\, e da un particolare lirismo nel quale appare evidente la volontà di ricercare un legame tra poesia e musica. Il suo dinamismo e la sua poliedricità si concretizzano nell’adesione a numerosi progetti musicali che vanno dal jazz puro alle contaminazioni con il Funk e l’R&B. Numerose le collaborazioni con Kenny Wheeler\, Lee Konitz\, Tom Harrell\, Enrico Rava\, Paolo Fresu\, Aldo Romano\, Joey De Francesco\, Roberto Gatto\, Danilo Rea\, Steve Grossman\, Javier Girotto\, Nicola Stilo\, Stefano  Bollani\, Rosario Giuliani\, Fabrizio Bosso\, Gegè Telesforo\, Stefano Di Battista\, Maurizio Giammarco\, Gianluca Petrella\, Fabrizio Sferra\, Ares Tavolazzi\, Ramberto Ciammarughi\, Heyn Van De Geyn\, Emmanuel Bex e molti altri. \n\n\n\nRoberto Gatto debutta con il Trio di Roma\, co-diretto assieme ad altri due musicisti destinati come lui a segnare profondamente la storia del jazz nazionale: Danilo Rea ed Enzo Pietropaoli. Da allora\, nel corso di quasi cinque decenni di carriera\, Gatto si è imposto come l’esempio più rappresentativo della batteria jazz italiana. Le sue indiscutibili doti tecniche lo hanno reso uno dei batteristi più ricercati sia dai leader italiani (Enrico Rava\, Franco D’Andrea\, Enrico Pieranunzi) che dai più importanti artisti stranieri di passaggio dalle nostre parti (Johnny Griffin\, George Coleman\, Curtis Fuller\, Chet Baker\, Joe Zawinul\, Pat Metheny). Dopo aver svolto per lungo tempo il ruolo di sideman di lusso\, Gatto si sta ora concentrando principalmente sulla sua attività da leader. In tale veste ha dato vita a varie collaborazioni con musicisti della scena statunitense e si è dimostrato un sapiente talent scout nel selezionare le nuove leve del jazz italiano da inserire nelle sue band. \n\n\n\nAres Tavolazzi ha studiato violoncello e contrabbasso al Conservatorio di Ferrara. Nel 1969 inizia a lavorare come session-man in studio per Paolo Conte\, Francesco Guccini\, Fabio Concato\, Teresa de Sio e molti altri. Dal 1973 al 1983 fa parte degli AREA insieme a Demetrio Stratos\, Patrizio Fariselli\, Paolo Tofani e Giulio Capiozzo\, registrando con il gruppo 10 album e partecipando a numerose manifestazioni internazionali. In quel periodo si avvicina alla musica jazz\, frequentando l’ambiente jazzistico di New York. Nel 1982 partecipa al tour dell’orchestra di Gil Evans\, con Steve Lacy e Pietro Tonolo. Per tre anni consecutivi (dal 1984 al 1986) è al primo posto nella classifica dei bassisti italiani indetta da Guitar Club. Nel 1987 vince il premio A. Willaert come migliore musicista dell’anno. Dal 1990 ha collaborato dal vivo e in studio con Sal Nistico\, Max Roach\, Lee Konitz\, Phil Woods\, Mau Mau\, Massimo Urbani\, Enrico Rava\, Stefano Bollani\, Dado Moroni\, Ermanno Maria Signorelli\, Enrico Pierannunzi\, Roberto Gatto\, Danilo Rea\, Franco D’Andrea\, Mike Melillo\, Ray Mantilla\, Carlo Atti\, Paolo Fresu\, Tino Tracanna\, Gianni Basso\, Gianluca Petrella\, Rita Marcotulli\, Fabrizio Bosso e molti altri.Collabora negli anni a diversi lavori teatrali componendo e suonando dal vivo(di recente “Ruth e Il Cantico dei Cantici” per la Fondazione Teatro di Pontedera). Ha tenuto seminari sull’improvvisazione in tutta Italia\, insegnando nelle scuole jazz di Milano\, Bologna\, Ferrara\, Rovereto. La masterclass si prefigge il compito di affinare e perfezionare le capacità di interazione creativa all’interno di gruppi con piccolo organico\, con un occhio di riguardo nei confronti dell’importanza dell’ascolto reciproco. \n\n\n\n                                                                                                                                                                                     Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com \n\n\n\n  www.alexanderplatzjazz.com
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SUMMARY:"Amori al Royal Hotel" al Teatro Testaccio
DESCRIPTION:Dal 23 al 25 gennaio 2026 il Teatro Testaccio ospita Amori al Royal Hotel\, commedia scritta\, diretta e interpretata da Giorgio Gori\, liberamente ispirata ad Appartamento al Plaza di Neil Simon. Un testo che\, nella rilettura di Gori\, abbandona New York per approdare a Roma\, trasformando una camera d’albergo in un osservatorio privilegiato sulle relazioni umane. \n\n\n\nLo spettacolo si sviluppa attraverso tre episodi distinti\, tutti ambientati nella stessa stanza dell’Hotel Royal. Cambiano i personaggi\, mutano le dinamiche\, ma resta costante il filo sottile che lega i racconti: l’amore nelle sue forme più fragili e contraddittorie. Due sposi\, due amanti e due genitori alle prese con il matrimonio della figlia danno vita a situazioni che oscillano tra comicità grottesca e riflessione\, restituendo uno sguardo ironico e al tempo stesso autentico sui rapporti di coppia e familiari. \n\n\n\nLa regia utilizza un raffinato gioco di luci per scandire il passaggio da una storia all’altra\, accompagnando lo spettatore in un percorso narrativo fluido\, quasi cinematografico. La comicità non è mai fine a sé stessa: il sorriso diventa uno strumento per osservare più da vicino fragilità\, aspettative e piccoli fallimenti quotidiani. \n\n\n\nAccanto a Giorgio Gori in scena Achiropita Dalila Bosco\, anche aiuto regia\, con la partecipazione straordinaria di Simona Di Sarno e un cast corale che comprende Paolo Monetti\, Sara Bartalini\, Diana Baldi\, Rita Besson\, Ugo Besson\, Arturo Pizzicannella\, Fabiola Zossolo e Cristian Guadalaxara. Le scene sono firmate da Alice Battilani\, la grafica da Valedia Adinolfi. \n\n\n\nLa scelta di tornare a Neil Simon non è casuale. Gori rielabora il testo mantenendone l’impianto dei personaggi ma innestandovi una sensibilità tutta italiana\, creando un equilibrio tra humour anglosassone e comicità nostrana. L’obiettivo è chiaro: far ridere\, sì\, ma anche invitare a riflettere su come spesso siano proprio le piccole cose\, quelle che diamo per scontate\, a definire il nostro modo di amare e di stare al mondo. \n\n\n\nAmori al Royal Hotel si configura così come una commedia dal sapore amaro e contemporaneo\, capace di parlare a generazioni diverse\, senza moralismi e con una leggerezza che lascia il segno. \n\n\n\nBiglietto:  \n\n\n\n€ 15\,00 inclusa tessera associativa annuale \n\n\n\nInfo e Prenotazioni: \n\n\n\n348.960.2600
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SUMMARY:"Il Vecchio e il Mare" al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, presenta\, da giovedì 22 a domenica 25 gennaio\, Il Vecchio e il Mare\, di Ernest Hemingway\, lettura scenica con adattamento di Lucilio Santoni\, regia\, Sebastiano Somma\, con Sebastiano Somma e Cartisia Somma\, al violino\, Riccardo Bonaccini e al violoncello\, Liberato Santarpino. Il vecchio Santiago sfida le forze incontenibili della natura nella disperata caccia a un enorme pescespada dei Caraibi\, e poi nella lotta\, quasi letteralmente a mani nude\, contro gli squali che un pezzo alla volta gli strappano la preda\, lasciandogli solo il simbolo della vittoria e della riuscita nell’impresa. Forse per la prima volta nella sua vita\, mentre ingaggia il corpo a corpo coi suoi nemici acquatici\, si scopre coraggioso e fiero. Capisce che si può vincere\, anche se dovrà realizzare che nella vittoria si nasconde la sconfitta\, eterno dramma dell’essere umano. Il pescespada\, durante la lotta\, rimane sempre sotto l’acqua\, il pescatore non lo vede mai\, anche se vorrebbe vederlo\, vorrebbe sapere con chi ha a che fare: probabilmente è simbolo di un male più profondo\, una ferita che ogni uomo non può eludere ma solo affrontare con tutte le forze che ha in corpo.Il ragazzino Manolin è l’unico che lo capisce e gli è fedele. Ha imparato il mestiere di pescatore e tutti i segreti dal vecchio\, ma è costretto ad abbandonare il suo amico di viaggio\, per volere dei genitori\, che desiderano peschi su un’altra barca con maggior fortuna. Manolin però è molto affezionato al vecchio e\, appena può\, se ne prende cura come se fosse un figlio: un figlio che sogna i leoni! Nel rapporto intenso col ragazzino e nel ritrovarsi vincitore triste\, Santiago trova la ragione della propria esistenza. Dalla loro amicizia capiamo che\, probabilmente\, il calore umano è l’unico medicamento possibile per alleviare quel male profondo che è dentro ognuno di noi. \n\n\n\nAlla fine della sua grande carriera di scrittore\, Ernest Hemingway rimedita i temi fondamentali di ciò che ha elaborato negli anni\, nella cornice simbolica di un’epica individuale e\, contemporaneamente\, ripercorre i grandi modelli letterari che\, come Moby Dick\, hanno reso celebre la letteratura nordamericana. \n\n\n\n“Ritornare a vestire i panni del vecchio Santiago\, nel suo incredibile viaggio nella speranza\, nella dignità\, nell’orgoglio sopito\, e nella grande scrittura di Ernest Hemingway\, dopo essere stato la preside Trinciabue\, nell’ esilarante ed emozionante musical “Matilda” in scena al Sistina di Roma fino a pochi giorni fa\, è davvero una sfida\, un emozionante impresa. Mondi così belli e diversi l’uno dall’altro\, con al centro il “mio” viaggio\, fatto di ricerca\, di conoscenza\, stimolato dalla voglia di trasferire al pubblico emozioni forti. Il vecchio e il mare\, del grande scrittore Ernest Hemingway\, in questa riduzione di Lucilio Santoni\, porta la mia regia\, fatta di suggestioni\, fatta di luci e ombre\, così come il grande romanzo\, con un bellissimo repertorio musicale grazie al violino di Riccardo Bonaccini e al violoncello di Liberato Santarpino. Con me in scena Cartisia Somma\, mia figlia nella vita reale\, che interpreta il ruolo di Manolin\, il giovanissimo amico del vecchio\, che trasferirà forza e amore a Santiago\, nel momento del suo estremo bisogno. Questa volta è mia figlia a trasformarsi da donna a uomo\, anche lei giovane attrice alla ricerca di percorsi\, e come me alla ricerca di emozioni. E nel grande romanzo ce ne sono davvero tante\, il senso dell’amicizia\, il rispetto per la natura\, l’orgoglio di un vecchio abbandonato\, l’amore per il mare\, la resilienza\, e il dialogo intenso tra due generazioni lontane che hanno bisogno reciprocamente l’uno dell’altro. Ho l’onore di avere con me in scena due grandi musicisti\, e una scultura che rappresenta il pesce dilaniato\, ad opera del maestro Angelo Accardi\, che accompagnerà il pubblico e me\, nell’ intensa lettura. Ho proposto al direttore artistico del Teatro Arcobaleno\, Vincenzo Zingaro questo breve e intenso romanzo\, capolavoro della letteratura americana del Novecento\, un testo straordinario\, in un luogo dove la parola la fa da padrone\, il resto dovremmo mettercela noi artisti\, e faremo di tutto per emozionarvi e convincervi. L’ultima emozione però\, ha riguardato me personalmente\, quando\, durante il festival dedicato a Hemingway\, a Lignano\, luogo dove ha soggiornato il grande drammaturgo\, alla fine della rappresentazione\, è salito sul palco un signore\, era il nipote di Hemingway\, John Hemingway. In quell’occasione ero accompagnato dal grande flautista Roberto Fabbriciani\, Jhon mi ha abbracciato con le lacrime agli occhi\, probabilmente l’avevo convinto\, e l’avevo emozionato\, potete immaginare però anche la mia emozione… (Sebastiano Somma)
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LOCATION:Teatro Arcobaleno\, Via F. Redi 1/a\, Roma\, Italia\, 00161\, Italia
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SUMMARY:"Il tuo è un posto dove non posso arrivare" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:E’ la storia di M\, la storia di una donna\, nata tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta. Ed è anche la storia di tante donne e uomini\, ragazzi e ragazze… La storia di uno spaccato sociale e umano\, filtrato dalle parole di una ‘ragazza dagli occhi azzurri’ che\, attraverso un monologo incalzante\, ricerca i pezzi mancanti della vita di M\, per ricreare il suo non-posto nel mondo; per ritrovare la sua voce e\, con essa\, la sua identità. Riportando alla luce la sua storia anche attraverso le testimonianze di coloro che non l’hanno più vista. \n\n\n\nUn tempo congelato. Come un orologio senza pile\, un loop infinito di un giorno eterno\, una foto di famiglia immobile. È da qui che prende vita la storia\, scavando nel vissuto personale dell’autrice e interprete\, esplorando l’invisibile. Un monologo a più voci\, audace. e impertinente\, punteggiato dalle testimonianze reali di chi ha vissuto questi eventi\, legato ai sogni di una donna mai cresciuta. Seguiamo i ricordi di una bambina che diventa adolescente ma non adulta. I vestiti troppo larghi per nascondere la femminilità\, la pelle bianca vietata al sole\, le scelte imposte. Legami familiari immobili\, prigionieri dei loro rituali\, gesti ripetuti\, copiati\, annullati\, dove i coinvolti sono incapaci di rispondere alle esigenze affettive richieste dall’altro. M si ammala lentamente\, invisibile agli altri. Insieme alla sua identità\, perde contatto con il suo corpo e con la voce. Ma in questo disegno di vita\, emergono possibilità. Momenti spartiacque che possono portarla a chiudersi alla vita\, troppo pericolosa\, o a tentare di uscire a respirare aria nuova. M è sola in scena\, ma mai completamente. Nella sua stanza riaffiorano voci\, scene e dialoghi. La scena è essenziale: lei e la sua stanza. Un vuoto con una vasca al centro. Luci che spiano come occhi. Fogli\, possibili finali di una storia o richieste d’aiuto mai ascoltate. Un dentro e un fuori. Il corpo\, non abitato nella sua interezza\, sfocato nella percezione\, dove il gesto è espressione di un mondo interiore sommerso. E una vocalità che diventa accadimento poetico nella sua espressione più irresistibile.  \n\n\n\n“Il tuo è un posto dove non posso arrivare” racconta in parallelo le vicende della protagonista\, della ragazza dagli occhi azzurri e di tutti i personaggi narrati. Il cuore abita un luogo fisico che diviene un non luogo per tutti gli altri. Un posto dove nessuno riesce ad entrare e dove lei chiude a chiave i suoi desideri e la sua voce. Un’impossibilità di incontro dei sentimenti. \n\n\n\nLa ricerca di rapporti validi. \n\n\n\nDi e con: Eleonora Gusmano – regia: Daniele Aureli – vadattamento per la scena: Daniele Aureli\, Ania Rizzi Bogdan\, Eleonora Gusmano – dramaturg: Giusi De Santis – profondità sonore | sound designer: Alessandro Romano LORCO – aiuto regia | estetica: Ania Rizzi Bogdan – produzione: Focus 2 – coproduzione: Fortezza Est
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LOCATION:Teatro Trastevere\, Via Jacopa de Settesoli\, 3\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"ARGUS – Nuovi dispositivi di salvataggio" a Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Giovedì 22 gennaio 2026\, alle ore 21.00\, lo Spazio Rossellini di Roma ospita in anteprima nazionale ARGUS – Nuovi dispositivi di salvataggio\, nuovo progetto di Balletto Civile nell’ambito di CIKOREA 2026_AMARA LA DANZA\, in collaborazione con Carrozzerie N.O.T. \n\n\n\nIdeato e diretto da Giulia Spattini\, con coreografie firmate insieme a Paolo Rosini\, Argus – nuovi dispositivi di salvataggio si configura come una pratica poetica e politica sul concetto di salvezza\, comunità e relazione. Un lavoro in cui il corpo diventa dispositivo\, architettura mobile\, spazio di attraversamento e di resistenza. \n\n\n\nLa composizione musicale è di Thybaud Monterisi\, la drammaturgia del suono e le luci di Daniele Boccardi\, i costumi di Giulia Spattini. In scena Giovanni Fasser\, Michele Calcari\, Paolo Rosini\, Giulia Spattini e Fabio Bergaglio\, per una creazione condivisa che mette al centro l’azione fisica come forma di scrittura e di riconoscimento reciproco. \n\n\n\nLo spettacolo costruisce un paesaggio scenico in cui danza\, suono e luce non accompagnano l’azione\, ma la generano\, interrogando il nostro tempo attraverso una riflessione urgente sul rapporto con l’altro\, sulla fragilità come linguaggio\, sulla comunità come unica possibilità di salvezza. \n\n\n\nProduzione Balletto Civile\, in collaborazione con Drama Teatro\, con il sostegno di SIAE – Per Chi Crea\, per il Collettivo Bc Factory.
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SUMMARY:Il malato immaginario di Molière con regia di Andrea Chiodi al Giuditta Pasta
DESCRIPTION:Saronno non è una tappa\, ma un luogo da abitare. Con Il malato immaginario di Molière\, il Teatro Giuditta Pasta si conferma spazio vivo di creazione\, accogliendo in residenza uno dei riallestimenti più attesi della stagione. Lo spettacolo\, nell’adattamento e traduzione di Angela Dematté e con la regia di Andrea Chiodi\, prende nuova forma sul palco cittadino prima di aprire ufficialmente la tournée nazionale 2026. \n\n\n\nUna scelta tutt’altro che casuale: il Giuditta Pasta diventa laboratorio artistico\, tempo sospeso e necessario in cui gli spettacoli non si limitano a passare\, ma crescono\, si rinnovano\, si mettono in discussione. Un valore culturale concreto per la città\, che si trasforma in centro propulsivo della vita teatrale contemporanea. \n\n\n\nLo spettacolo andrà in scena giovedì 22 gennaio 2026 alle ore 20.45\, al termine di un periodo di lavoro intenso e approfondito\, pensato per affinare ulteriormente un allestimento già molto apprezzato. In scena Tindaro Granata e Lucia Lavia\, affiancati da Angelo Di Genio\, Emanuele Arrigazzi\, Alessia Spinelli\, Nicola Ciaffoni\, Emilia Tiburzi e Ottavia Sanfilippo. \n\n\n\nLe scene di Guido Buganza\, i costumi di Ilaria Ariemme\, le musiche di Daniele D’Angelo e le luci di Cesare Agonicostruiscono un universo onirico e perturbante\, in cui la comicità si intreccia con una riflessione profonda sulla fragilità umana. Argante non è soltanto una maschera farsesca\, ma il corpo vulnerabile di un’umanità che chiede attenzione\, cura e riconoscimento. \n\n\n\nDopo il successo de La locandiera di Goldoni e La bisbetica domata di Shakespeare – che valse a Tindaro Granata la candidatura al Premio Ubu – l’attore e il regista Andrea Chiodi tornano a collaborare su uno dei testi più feroci e attuali di Molière. Scritto nel 1673\, Il malato immaginario è un attacco frontale alla medicina del tempo\, ma anche un autoritratto dolente e lucidissimo dell’autore\, che trasforma la paura della malattia in materia teatrale. \n\n\n\nCome ricordava Giovanni Macchia\, Molière è “uno scienziato delle nevrosi”: dietro la comicità\, l’ombra di un uomo che teme la fine e usa il teatro come strumento di resistenza. In questa rilettura\, l’ipocondria diventa ossessione assoluta\, metafora di un bisogno disperato di essere guardati per esistere. \n\n\n\nLa residenza de Il malato immaginario si inserisce in un trend ormai attivo da tre anni\, che vede il Teatro Giuditta Pasta scelto da importanti realtà nazionali come luogo di creazione\, studio e riallestimento prima delle tournée. Tra queste AgiDi\, che nel mese di novembre è stato in residenza per la nuova produzione Lunga vita agli alberi con Mancuso e Storti; Antonio Latella con Wonder Woman; il Teatro Franco Parenti di Andrée Ruth Shammah con Il misantropo; e ancora il Teatro Franco Parenti con La storia\, spettacolo liberamente ispirato al romanzo di Elsa Morante\, con la regia di Fausto Cabra ospitati al Giuditta Pasta prima della ripresa della tournée. \n\n\n\nChe produzioni di questo livello scelgano Saronno per abitare la scena prima di incontrare il pubblico nazionale è un segnale forte e inequivocabile: il Teatro Giuditta Pasta si conferma un centro culturale vivo\, riconosciuto e scelto\, capace di offrire tempo\, ascolto e condizioni ideali per la creazione artistica. Un teatro che non ospita semplicemente spettacoli\, ma li fa nascere.
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LOCATION:Teatro Giuditta Pasta\, Via 1 Maggio snc\, Saronno (VA)\, ITA\, 21047\, Italia
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SUMMARY:The Merchant of Venice al Teatro Satiro OFF di Verona
DESCRIPTION:Shakespeare 2026 si apre in occasione del Giorno della Memoria con la messa in scena di The Merchant of Venice al Teatro Satiro OFF di Verona\, spettacolo di punta della compagnia teatrale d’ispirazione internazionale Casa Shakespeare. \n\n\n\nShakespeare 2026 è la rassegna annuale di teatro\, incontri e cultura che mette in luce la città di Verona attraverso gli occhi di Shakespeare\, creando un dialogo vivo tra tradizione e contemporaneità. Il calendario è su shakespeare2026.com \n\n\n\nUn’opera che affronta temi universali e profondamente attuali come il pregiudizio\, la giustizia e la discriminazione\, offrendo una riflessione intensa sul dovere del “non dimenticare”. Un teatro che non consola\, ma interroga\, mettendo in dialogo passato e presente. \n\n\n\nTra amori contrastati\, giustizia implacabile e ambiguità morali\, lo spettacolo conduce il pubblico nella Venezia del XVI secolo\, dove il comico e il tragico si fondono in un racconto profondamente umano\, capace di parlare ancora al nostro tempo. In questa rilettura\, il ruolo del femminile viene ribaltato e diventa elemento decisivo nello sviluppo degli eventi. \n\n\n\nBassanio prende voce e corpo attraverso Jonathan Salway\, attore e regista teatrale britannico con una lunga esperienza nel West End di Londra\, collaborazioni con la Royal Shakespeare Company e un ruolo attivo come direttore artistico del Moscow English Theatre. Con Shakespeare 2026\, Casa Shakespeare rafforza il suo sguardo internazionale e il dialogo con la scena teatrale europea. \n\n\n\nL’iniziativa è inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\, il programma che promuove i valori olimpici attraverso cultura\, patrimonio e sport\, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2026. \n\n\n\nPARTNER \n\n\n\nMain sponsor Magis.Con il sostegno di Confartigianato Imprese Verona.Con il patrocinio della Camera di Commercio di Verona\, della Regione del Veneto\, della Provincia di Verona e del Comune di Verona. \n\n\n\nShakespeare 2026 sarà un anno di teatro\, formazione e innovazione\, pensato per mettere in dialogo la tradizione shakespeariana con i linguaggi contemporanei. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nRegia: Solimano PontarolloAdattamento testi: Andrea de ManincorProduzione: Casa Shakespeare e On View experiences di Ornella Naccari \n\n\n\nCast:Shylock – Solimano Pontarollo \n\n\n\nBassanio – Jonathan Salway \n\n\n\nPorzia – Giulia LacorteAntonio – Andrea de ManincorShoah – Beatrice Zuin \n\n\n\nFoto: Gianluca De Santi \n\n\n\nDurata: 50 minutiSpettacolo in costume elisabettianoLingua: dialoghi in inglese con accompagnamento in italiano \n\n\n\nBIGLIETTI E INFO \n\n\n\nUnder 12: ingresso omaggio (accompagnati\, prenotazione obbligatoria)Accrediti per giornalisti e blogger \n\n\n\nPer avvicinare i giovani al teatro e renderli parte attiva della memoria\, sono previsti biglietti a 5 euro per studenti di Verona e provincia\, presentando il badge scolastico la sera dello spettacolo. \n\n\n\nBiglietteria ufficiale e online: \n\n\n\nPrenotazioni veloci:https://bit.ly/42mDzfo \n\n\n\nBiglietteria ufficiale e online: \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/tour/shakespeare-2026/4620Contatti e accessibilità scrivere a:info@casashakespeare.it \n\n\n\nContatti e accessibilità scrivere a:info@casashakespeare.it
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LOCATION:Teatro Satiro Off\, Vicolo Satiro\, 8\, Verona\, 37121\, Italia
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SUMMARY:"Insieme a EVO\, per il bene comune\, la salute\, il territorio" a Palombara Sabina
DESCRIPTION:Giovedì 22 gennaio a Palombara Sabina\, a partire dalle ore 14:30\, presso l’azienda agricola Tenuta Valeria (Strada di Stazzano Vecchio n. 19)\, si svolgerà la quarta tappa del progetto “Insieme a EVO\, per il bene comune\, la salute\, il territorio”. L’incontro sarà un’importante occasione di confronto dedicata alle innovazioni di processo e di prodotto in olivicoltura. \n\n\n\nL’iniziativa realizzata nell’ambito di un progetto cofinanziato dalla Regione Lazio e dall’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione in Agricoltura del Lazio – Arsial\, è rivolta agli operatori della filiera oleo-turistica\, agli imprenditori agricoli\, ai tecnici\, ai frantoiani\, ai dirigenti di cooperative\, alle associazioni della ristorazione\, dell’accoglienza e della cultura\, nonché ai rappresentanti delle istituzioni e al mondo della ricerca. \n\n\n\nIl convegno nasce con l’obiettivo di condividere conoscenze\, esperienze e buone pratiche\, favorendo il dialogo tra ricerca scientifica\, istituzioni e operatori del settore\, per individuare strategie capaci di: ridurre la fatica e migliorare le condizioni di lavoro nelle aziende olivicole\, incrementare la qualità dell’olio extravergine di oliva\, rafforzare la sostenibilità ambientale e la valorizzazione del territorio\, promuovere sinergie tra produzione\, turismo\, cultura e consumatori. \n\n\n\nDopo i saluti istituzionali del Sindaco di Palombara Sabina\, On. Alessandro Palombi\, e del Presidente del Parco Regionale dei Monti Lucretili\, Marco Piergotti\, il programma prevede una visita all’uliveto aziendale\, guidata dal titolare\, Massimiliano Di Carlo\, con dimostrazione di macchine innovative per la raccolta\, a cui seguirà una tavola rotonda dedicata alle più avanzate innovazionigenetiche\, biotecnologiche e gestionali in olivicoltura. \n\n\n\nTra i temi che si affronteranno ci saranno le proprietà nutraceutiche dell’olio EVO\, la scelta di nuove cultivar e sistemi di allevamento innovativi\, l’impollinazione assistita tramite droni\, la rintracciabilità e la determinazione di origine dell’olio\, fino alla gestione rigenerativa dell’oliveto e all’uso di biostimolanti di nuova generazione. Interverranno ricercatori\, rappresentanti di consorzi DOP\, ricercatori di  ENEA\, soci  dei biodistretti del Lazio e tecnici dei biodistretti. \n\n\n\nL’evento si concluderà con un dibattito aperto al pubblico\, mentre le conclusioni saranno affidate al Dottor Giovanni Pica dirigente di Arsial. I partecipanti potranno degustare un buffet con prodotti tipici a testimonianza del forte legame tra qualità agroalimentare\, salute e territorio. \n\n\n\nIl progetto è ideato e promosso dal Dott. Livio Terilli\, docente di marketing e titolare dell’azienda agricola Il Torrino dei Gelsi\, che sottolinea come “l’innovazione\, se condivisa\, possa diventare uno strumento concreto di crescita sostenibile e di bene comune per tutta la filiera olivicola\, fungendo da importante volano anche per il settore oleo turistico\, cuore del progetto Insieme ad Evo\, che in questi mesi ha raccolto la partecipazione e le proposte di decine di imprenditori e operatori del settore\, dimostrando come la sinergia possa essere un formidabile moltiplicatore di energie e opportunità”.
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SUMMARY:" Argo" al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Serena Sinigaglia firma la regia di Argo\, scritto da Letizia Russo e ispirato al romanzo Storia di Argo di Maria Grazia Ciani\, che debutta nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo mercoledì 21 gennaio alle ore 21.00. \n\n\n\nLa produzione dello spettacolo\, interpretato da Ariella Reggio\, Maria Ariis e Lucia Limonta\, è del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e del Teatro Stabile di Bolzano; le scene sono di Andrea Belli\, i costumi di Valeria Bettella\, le luci e il suono di Roberta Faiolo. Repliche fino al 25 gennaio. \n\n\n\nArgo è il racconto autobiografico di un esilio che diventa metafora della vita stessa: la scrittrice e traduttrice Maria Grazia Ciani\, che ha vissuto da bambina l’esodo istriano del 1947\, racconta quello “strappo” con delicatezza. \n\n\n\n«Un argomento storico delicatissimo – spiega la regista Sinigaglia – importante e tuttavia ancora poco approfondito\, uno di quegli argomenti che\, appena lo tocchi\, rischi di sollevare un polverone tra chi quella storia non solo la conosce ma l’ha vissuta\, e tutti gli altri\, che per lo più non ne sanno nulla e rimangono indifferenti». \n\n\n\nA simboleggiare il trauma dell’esilio forzato\, lo straziante momento della separazione di Maria Grazia Ciani dal cane York\, abbandonato la notte della fuga. York che\, come Argo\, il cane di Ulisse\, ha continuato ad aspettare invano il suo ritorno\, fino alla morte. Il fedele animale è simbolo di “casa”\, di attesa\, di amicizia e di pace. \n\n\n\nDando voce ai silenzi\, riscoprendo la Storia\, entrando tra le pieghe di quelle vicende Sinigaglia imbastisce un confronto fra generazioni che si svolge nel presente. Il racconto è affidato a tre donne: Vera\, 85 anni\, che ha vissuto la vicenda\, Beatrice\, sua figlia\, e Carla\, figlia trentenne di Beatrice. Vera ha l’Alzheimer e Beatrice decide di fare un viaggio per portare un’ultima volta sua madre a Pola. Le tre donne si trovano così\, chilometro dopo chilometro\, a fare i conti con se stesse e col peso dei loro rapporti\, coi silenzi e coi non detti\, con la memoria che svanisce della nonna\, con il desiderio di libertà della figlia\, con le difficoltà della madre di comprendere la propria madre\, chiusa nei suoi ricordi e ora irrimediabilmente ammalata. \n\n\n\n«Argo – aggiunge la regista – prova ad affrontare in maniera lieve e delicata un tema importantissimo e direi quasi scabroso\, quello del “peso delle memoria”. In maniera intima e umana le tre donne prendono in mano la loro storia familiare per confrontarla la Storia di tutti\, di oggi e di domani. Certi vissuti\, certi nodi\, certi ricordi possono diventare un fardello insopportabile se non si è disposti a lasciarli andare. Solo lasciandoli andare\, si può andare “oltre”\, oltre i rancori\, oltre il male\, tutto il male\, verso un nuovo futuro».  \n\n\n\n_____________________ \n\n\n\nArgo \n\n\n\nliberamente ispirato al romanzo Storia di Argo di Maria Grazia Ciani \n\n\n\ntesto originale Letizia Russo \n\n\n\nregia Serena Sinigaglia \n\n\n\ncon Ariella Reggio\, Maria Ariis\, Lucia Limonta \n\n\n\nscene Andrea Belli \n\n\n\ncostumi Valeria Bettella \n\n\n\nluci e suono Roberta Faiolo \n\n\n\nassistente alla regia Michele Iuculano \n\n\n\nproduzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia / Teatro Stabile di Bolzano \n\n\n\nfoto Simone Di Luca \n\n\n\ndurata: 75 minuti senza intervallo \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\nmercoledì 21 gennaio ore 21.00 \n\n\n\ngiovedì 22 gennaio ore 21.00 \n\n\n\nvenerdì 23 gennaio ore 17.00 \n\n\n\nsabato 24 gennaio ore 17.00 \n\n\n\ndomenica 25 gennaio ore 20.00
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LOCATION:Teatro Biondo\, Via Roma\, 258\, Palermo\, IT\, 90133\, Italia
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SUMMARY:"LA MOGLIE PERFETTA" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Approda a Roma\, allo Spazio Diamante\, dal 21 al 23 gennaio\, LA MOGLIE PERFETTA\, spettacolo scritto\, diretto e interpretato da Giulia Trippetta. \n\n\n\nUna lavagna in scena\, una sedia di scuola\, una donna vestita anni ‘50.Protagonista è una ragazza giovane e piena di sogni in un mondo vecchio\, che diventa la docente di un singolare corso di comportamento e buone maniere: il suo è un seminario solo per donne di preparazione al matrimonio\, in cui vengono comunicate le 10 regole da seguire per potersi trasformare nella moglie perfetta. Ogni regola viene mostrata e spiegata al pubblico in un crescendo di ironia\, surrealtà e gioco volti a mettere in discussione tutti i parametri degli stereotipi a cui è sottoposta una generazione figlia della libertà di espressione ma ancora schiava di retaggi non completamente superati. \n\n\n\nCosa si nasconde dietro la maschera di questa donna apparentemente perfetta?Crede davvero alle regole che impartisce con tanta dedizione\, o è semplicemente vittima di un sistema che la accetta solo perché sottomessa a stereotipi e chili di mascara? E può questa donna\, uscita da un’epoca che sembra non appartenerci più\, parlare alle donne di tutti i tempi?“Quanti passi si sono realmente fatti da quegli sfavillanti anni ‘50 ad oggi e come possiamo raccontare questo conflitto personale che riguarda tante donne di una generazione figlia della libertà di espressione ma ancora schiava di retaggi non completamente superati?”_ dichiara Giulia Trippetta.  \n\n\n\n“Lo spettacolo riporta il decalogo sopra citato e la storia d’una donna come tante\, che ha dentro milioni di possibilità accadute e non accadute\, uno spettacolo con tanti personaggi e una sola attrice che va a raccontare con ironia e black humor\, un mondo che assomiglia anche troppo al nostro: la narrazione\, che passa da un personaggio all’altro senza interruzione e senza uscite di scena\, segue la storia della vita d’una donna come tutte\, piena di sogni e di paure\, e porta lo spettatore\, con una comicità a volte sfacciata a volte con delicata ironia a guardarsi dentro e a rivedere attraverso una\, la storia di tante. Siamo ancora disegnate a matita su un grande cartellone che ci vuole d’un colore tenue e sbiadito? Saremo mai in grado di superare questi pregiudizi o rimarremo sempre bloccate nel limbo del Vorrei\, ma non posso?” \n\n\n\nUn monologo ironico e pungente\, esilarante\, lucido e provocatorio\, che\, partendo da un vero decalogo degli anni 50 su “come essere una buona sposa”\, riflette sugli stereotipi femminili e sul ruolo della donna ieri e oggi\, parlando al nostro presente. 
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY:"Quartett" al Piccolo Teatro della Città
DESCRIPTION:Il ballo macabro dell’anima umana. Un duello serrato\, feroce\, intellettuale\, carnale tra due esseri in rovina… Ecco cos’è Quartett\, la pièce di Heiner Müller che debutta in prima nazionale mercoledì 21 gennaio\, alle 21\, al Piccolo Teatro della Città (replica il 22 gennaio\, per poi spostarsi al Teatro Massimo di Siracusa\, il 23 e il 24 gennaio). \n\n\n\nProtagonisti dello spettacolo sono Viola Graziosi e Maximilian Nisi\, che ne cura anche la regia. Prodotto dal Teatro della Città – Centro di Produzione Teatrale\, lo spettacolo\, con la traduzione di Saverio Vertone\, vanta le musiche di Stefano De Meo e le scene e i costumi di Vincenzo La Mendola. Dopo le date siciliane\, lo spettacolo partirà per la tournée nazionale con le prime tappe al Teatro Franco Parenti di Milano (dal 27 gennaio al 1° febbraio) e alla Sala Bartoli del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia (il 2 e 3 febbraio).Al centro della storia ci sono la marchesa di Merteuil e il visconte di Valmont: due figure emblematiche dell’aristocrazia del XVIII secolo\, spogliate di ogni maschera sociale\, chiuse in un bunker fuori dal tempo e dallo spazio. L’opera di Heiner Müller non racconta una storia\, ma scava un abisso. In uno spazio claustrofobico\, fatiscente\, illuminato da luci fioche\, il tempo è scandito dal ticchettio di un orologio. Ogni battuta è una lama\, ogni silenzio un colpo trattenuto. In questo luogo sospeso\, isolato da un mondo esterno devastato\, i due personaggi rievocano – attraverso un perverso gioco di ruolo – le loro conquiste\, i tradimenti\, i fantasmi. Ma il cuore del dispositivo scenico è lo scambio di ruoli. Valmont diventa Merteuil\, Merteuil interpreta Valmont. Poi impersonano Madame de Tourvel e Cécile de Volanges\, le vittime sedotte. Le identità si mescolano\, si sovrappongono\, si deformano. Il corpo dell’altro diventa maschera\, specchio\, campo di battaglia. In questa vertigine performativa\, Müller interroga le dinamiche del potere\, del desiderio\, del genere e della sua rappresentazione. Merteuil e Valmont non cercano amore: lo usano come arma. Non bramano l’altro: ne studiano la rovina. La passione diventa strumento di dominio\, di controllo\, di vendetta. Müller affonda la penna nella carne dei personaggi con sarcasmo\, crudeltà e una lucidità spietata\, mettendo in scena un teatro della mente dove il potere e la seduzione sono atti terminali. Il linguaggio è crudo\, frammentato\, interrotto: riflesso di un mondo che ha perso il senso\, dove la comunicazione è fallita e resta solo l’eco del desiderio e della distruzione. L’umorismo è nero\, la follia si mescola alla lucidità\, la decadenza morale si fa forma scenica. Quartett è un rito oscuro\, in cui lo spettatore è testimone e prigioniero. \n\n\n\nInfo e biglietti 095530153 
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LOCATION:Piccolo Teatro della Città\, Via Federico Ciccaglione\, 29\, Catania\, ITA\, 95125\, Italy
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SUMMARY:"Quando i genitori erano porci con le ali” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Sono passati cinquant’anni dall’uscita dello scandaloso “Porci con le ali”\, di Lidia Ravera e Marco Lombardo Radice. Per questo il Nuovo Anno all’OFF/OFF Theatre\, inizia con la celebrazione scenica di un anniversario letterario importante\, dedicato a uno “tra i grandi romanzi del Novecento”. Da questo\, è tratto l’atteso debutto nazionale del nuovo testo di Silvano Spada\, dal titolo “Quando i genitori erano porci con le ali”\, che resterà in scena da martedì 20 a domenica 25 gennaio. Uno spettacolo interpretato da Manuela Zero e Mauro Racanati\, protagonisti sullo spazio curato da Umberto Fiore\, con l’assistenza alla regia Spada di Orazio Rotolo Schifone. \n\n\n\nIl nuovo testo di Silvano Spada omaggia il libro che ha forgiato la sessualità ribelle di un’intera generazione a metà degli anni ‘70\, alla scoperta delle possibilità dell’amore\, prima secondo i canoni classici dell’inesperienza\, poi\, via via\, più trasgressivi e fluidi. Poi la differenza tra il ragazzo e la ragazza\, fra le due diverse fantasie\, fra le due diverse vie all’erotismo. E\, già all’epoca\, il libro suggeriva che nella nostra società\, nell’assenza della ricerca della soluzione dei problemi\, non basta l’ideologia per consolarsi. In contesti storici diversi e più contemporanei\, le vicende descritte nel testo immaginato da Spada\, attraversano i decenni per giungere fino a noi\, sottolineando analogie e differenze tra genitori\, figli e nipoti\, dai “Boomers” alla “Generazione X”\, ai “Millennials” e alla “Generazione Z”.
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SUMMARY:Oltre - Come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande al Teatro Biondo
DESCRIPTION:Debutta martedì 20 gennaio\, alle ore 21.00 al Teatro Biondo di Palermo\, lo spettacolo Oltre – Come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande\, ideato e diretto da Fabiana Iacozzilli\, che ha curato la drammaturgia insieme a Linda Dalisi. \n\n\n\nIn scena sono Andrei Balan\, Francesco Meloni\, Marta Meneghetti\, Giselda Ranieri\, Evelina Rosselli\, Isacco Venturini\, Simone Zambelli\, i quali interagiscono con le grandi marionette progettate da Paola Villani\, che ha curato anche le scene. Le musiche e il suono sono di Franco Visioli\, le luci di Raffaella Vitiello\, mentre Michela Aiello cura l’animazione. \n\n\n\nRepliche fino al 25 gennaio. \n\n\n\nLo spettacolo\, prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria insieme a Cranpi e La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello\, si ispira al disastro aereo avvenuto sulla catena montuosa delle Ande il 13 ottobre 1972. Il volo 571 dell’Aeronautica militare uruguaiana\, che trasportava i membri di una squadra di rugby insieme ad alcuni amici e familiari\, si schiantò con quarantacinque persone a bordo. La rotta era da Montevideo\, in Uruguay\, a Santiago in Cile. Allo schianto sopravvissero in ventinove e dopo settantadue giorni solo sedici di loro furono salvati dai soccorsi. I corpi dei cadaveri furono utilizzati dai sopravvissuti per nutrirsi e continuare a vivere. \n\n\n\n«Fin dove siamo pronti a spingerci pur di sopravvivere? – si chiede l’autrice di Oltre – Come i miei muscoli\, il mio cuore\, le mie ossa e le mie viscere possono partecipare al progetto di sopravvivenza di altri esseri umani e diventare così l’energia\, i muscoli e il sangue che li conducono verso la salvezza? Possiamo rinascere nel corpo di un altro?» \n\n\n\nDa queste domande prende le mosse il progetto teatrale di Fabiana Iacozzilli\, che racconta uno dei più impressionanti disastri aerei della storia – al quale sono stati dedicati libri\, film e narrazioni diverse – con lo scopo di esplorare i comportamenti e la natura umana in una prospettiva filosofica e spirituale\, che non si appiattisce sul dato storico e sull’eccezionalità dell’evento: «Il nostro – spiega la regista – vuole essere un progetto sulla rinascita e sulla trasformazione più che sulla catastrofe». \n\n\n\nInsieme alla dramaturg Linda Dalisi\, Iacozzilli è andata a Montevideo\, dove ha incontrato alcuni tra i sopravvissuti al disastro aereo – oggi uomini di età comprese tra i 70 e i 75 anni – e alcune tra le sorelle\, i fratelli e i figli degli uomini e le donne che non sono tornati dalle montagne: «Siamo entrate nelle loro case – racconta la regista – nei loro posti di lavoro\, siamo andate a visitare il campo da rugby in cui erano soliti allenarsi\, abbiamo scoperto che ci sono gruppi di fan della storia e dei loro protagonisti sparsi in tutto il mondo\, siamo andate a visitare un museo dove al suo interno è contenuta una cella frigorifera che consente ai visitatori di sentire per settantadue secondi il freddo che hanno provato quei ragazzi per settantadue giorni. Siamo partite con tante domande\, le nostre e quelle dei nostri collaboratori\, e siamo tornate con la consapevolezza che questa è una vicenda “prismatica” come la definisce Linda Dalisi\, in cui non ci sono né vincitori né eroi e che un pezzo centrale di essa si svolge dall’altro lato della montagna\, in quella Montevideo in cui le famiglie dei giovani scomparsi – allo stesso modo e con la stessa intensità – interpellavano indovini e pregavano dio\, affittavano aerei privati per sorvolare la cordigliera e chiedevano di parlare con Allende pur di ritrovare i propri figli». \n\n\n\n_____________________ \n\n\n\nNote dell’autrice e regista \n\n\n\nAlla fine del mese di febbraio 2025 Linda Dalisi ed io siamo partite per Montevideo per incontrare alcuni tra i sopravvissuti al disastro aereo – oggi uomini di età comprese tra i 70 e i 75 anni – e alcune tra le sorelle\, i fratelli e i figli degli uomini e le donne che non sono tornati dalle montagne. Siamo entrate nelle loro case\, nei loro posti di lavoro\, siamo andate a visitare il campo da rugby in cui erano soliti allenarsi\, abbiamo scoperto che ci sono gruppi di fan della storia e dei loro protagonisti sparsi in tutto il mondo\, siamo andate a visitare un museo dove al suo interno è contenuta una cella frigorifera che consente ai visitatori di sentire per settantadue secondi il freddo che hanno provato quei ragazzi per settantadue giorni. Ma cosa cercano le persone in questa storia? Cosa vogliamo io e Linda da questa storia? \n\n\n\nSiamo partite con tante domande\, le nostre e quelle dei nostri collaboratori\, e siamo tornate con la consapevolezza che questa è una vicenda “prismatica” come la definisce Linda Dalisi\, in cui non ci sono né vincitori né eroi e che un pezzo centrale di essa si svolge dall’altro lato della montagna\, in quella Montevideo in cui le famiglie dei giovani scomparsi – allo stesso modo e con la stessa intensità – interpellavano indovini e pregavano dio\, affittavano aerei privati per sorvolare la cordigliera e chiedevano di parlare con Allende pur di ritrovare i propri figli.  \n\n\n\nE quindi “fin dove è disposto a spingersi l’essere umano?” \n\n\n\nNando Parrado\, è forse il personaggio più carismatico di questa vicenda: un ragazzo di vent’anni che decide di intraprendere insieme a Roberto Canessa il viaggio per cercare i soccorsi e lo fa con ai piedi dei mocassini e nello zaino otto calzettoni da rugby pieni di carne umana. Ma cosa lo muove? Aveva la sorella e la madre interrate a quattro metri dalla fusoliera\, sarebbe arrivato il momento in cui sarebbero stati gli ultimi due corpi di cui cibarsi e\, soprattutto\, aveva un padre a cui andare a dire “papà sono vivo\, non devi piangere tre corpi ma solo due”.   \n\n\n\nÈ dunque uno spazio tragico quello in cui ci muoviamo\, uno spazio in cui i corpi si depauperano fino a diventare quasi nulla e in cui troneggia il rottame di una fusoliera che ricorda gli echi dell’incidente e\, al tempo stesso\, è luogo di salvezza e unico ventre materno. \n\n\n\nCentrale all’interno di questo lavoro è\, come già accaduto nei miei precedenti spettacoli\, la contaminazione del teatro di figura con le voci delle testimonianze. \n\n\n\nPerché raccontiamo oggi questa storia? \n\n\n\nPerché è una storia piena d’amore\, in cui ci sono dei figli che cercano di tornare dai loro padri e che come Amleto si interrogano sull’essere o il non essere\, perché ci sono dei padri che decidono di salire in groppa a un cavallo per andare a riprendere ciò che resta del corpo di un figlio e che ci ricordano Priamo in ginocchio che rivuole il corpo di Ettore\, perché è la storia tragica di famiglie che si spezzano e che sono costrette a ricercare nei corpi dei sopravvissuti dei pezzettini dei propri cari. E come possono guardare gli occhi di una madre tutto questo? \n\n\n\nMa anche perché come dice Ana Ines Lamas\, sorella di una delle vittime\, è una storia di ignoranza e di immaginazione: i ragazzi non conoscevano la neve e il ghiaccio e proprio per questo sono riusciti ad andare oltre\, immaginandosi un modo per sopravvivere e inventandosi una strada da percorrere per tornare a casa. Fabiana Iacozzilli \n\n\n\nNote alla drammaturgia \n\n\n\nCamminando per le strade di Montevideo – dove siamo andate per incontrare alcuni protagonisti di questa storia – io e Fabiana ci siamo fatte tante domande sulle nostre domande. Perché non vengono fuori tanti sogni? Ci chiedevamo. A più di 4000 metri d’altezza la parola sonno si svuota del suo significato più comune e ne assume un altro sconosciuto. Si trema in una notte che è tre volte più lunga del giorno e ci si stringe a un filo di incoscienza\, quel tanto che permetta di recuperare un poco – un poco di energia. Perché non arrivano certe risposte? È come essere di fronte a un prisma.  \n\n\n\nOltre significa per noi stare in tutto ciò che va al di là\, è andare innanzi\, verso una linea di meta invisibile. Correre incontro a un padre\, allenare la telepatia per raggiungere una madre\, interrogare saggi e indovini per essere proiettati tra le braccia di un figlio sparito. Quel prisma allora raccoglie un po’ tutte le soglie\, tutti i confini attraversati\, fisici e metafisici\, inclusa la componente spirituale del multiforme dialogo con Dio. Ciò che va oltre ogni comprensione. Roy Harley – uno dei sopravvissuti – ci ha detto che in fondo tutte le persone portano una cordigliera sulle spalle\, riferendosi alle prove che la vita di tutti i giorni ci mette davanti. È un’immagine che rimane impressa\, restituendoci quella di una colonna vertebrale in cui ogni vertebra è un passo in più verso la salvezza. Nel nostro cercare il senso di una storia così fuori dall’ordinario eppure così umana\, la cordigliera sulle spalle diventa un po’ uno zaino\, dove si fondono passato e presente\, quello che sono e quello che voglio riabbracciare\, la memoria che mi aspetta e il destino che devo ancora costruire. Uno zaino cucito a mano\, con brandelli di materiali diversi\, uno zaino inventato\, capiente\, impermeabile\, in cui potersi infilare insieme ai compagni\, per stare al caldo. Oltre quella voce che sento provenire dall’alto e dal basso\, oltre le vette\, oltre i piedi che affondano nella neve. \n\n\n\nLinda Dalisi \n\n\n\n_________________ \n\n\n\nOltre \n\n\n\nCome 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande \n\n\n\nideazione e regia Fabiana Iacozzilli \n\n\n\ndrammaturgia Linda Dalisi\, Fabiana Iacozzilli \n\n\n\ncon Andrei Balan\, Francesco Meloni\, Marta Meneghetti\, Giselda Ranieri\, Evelina Rosselli\, Isacco Venturini\, Simone Zambelli \n\n\n\ndramaturg Linda Dalisi \n\n\n\nscene e progettazione puppets Paola Villani \n\n\n\nmusiche e suono Franco Visioli \n\n\n\nluci Raffaella Vitiello \n\n\n\ncura dell’animazione Michela Aiello \n\n\n\naiuto regia Cesare Del Beato \n\n\n\nproduzione Teatro Stabile dell’Umbria \n\n\n\nin coproduzione con Cranpi / La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello \n\n\n\ncon il sostegno e debutto nazionale Romaeuropa Festival  \n\n\n\ncon il sostegno del Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale / Teatro Biblioteca Quarticciolo \n\n\n\ncon il contributo dell’Istituto Italiano di Cultura di Montevideo \n\n\n\ndurata: 1 ora e 15 minuti \n\n\n\nfoto Gianluca Pantaleo \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\nmartedì 20 gennaio ore 21.00 \n\n\n\nmercoledì 21 gennaio ore 17.00 \n\n\n\ngiovedì 22 gennaio ore 17.00 \n\n\n\nvenerdì 23 gennaio ore 21.00 \n\n\n\nsabato 24 gennaio ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 25 gennaio ore 17.00
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SUMMARY:"Amore" con Pippo Delbono al Teatro Vascello
DESCRIPTION:«Che altro può una creatura se non amare tra creature\, amare? \n\n\n\nAmare e dimenticare\, amare e amar male\, amare\, decisamente\, amare? \n\n\n\nAmare ciò che il mare trascina alla spiaggia\, ciò che interra\, ciò che\, nella brezza marina\, è sale\, esigenza d’amore\, ansia pura? \n\n\n\nAmare l’inospitale\, l’aspro\,un vaso senza fiori\, un suolo di ferro\, un uccello rapace. Questo è il nostro destino: amare senza limiti. Amare la nostra carenza d’amore» Carlos Drummond De Andrade \n\n\n\nIl progetto nasce dall’incontro e dall’amicizia fra Pippo Delbono e il produttore teatrale italiano da anni attivo in Portogallo Renzo Barsotti e dal loro desiderio di realizzare insieme uno spettacolo sul Portogallo. Da qui inizia la ricerca sull’amore come sentimento\, stato dell’anima. Un vero e proprio ingranaggio nell’organismo umano\, che seleziona\, sposta\, frantuma e ricompone tutto ciò che vediamo\, che sentiamo\, tutto ciò che desideriamo. \n\n\n\nAmore è un viaggio musicale e lirico attraverso una geografia esterna – oltre al Portogallo\, l’Angola\, Capo Verde – e una interna\, quella delle corde dell’anima che vibrano al minimo colpo della vita. Le note sono quelle malinconiche del fado\, che esplodono in slanci energici attraverso la voce dei suoi cantanti\, spalancata a raggiungere ogni angolo della sala; il ritmo quello ora di una parata\, ora di un tableau vivant\, ora di una lenta processione; l’immagine è un quadro che muta nei colori\, si scalda e si raffredda. \n\n\n\nE c’è\, poi\, la parola poetica\, restituita dal registro caldo dell’artista ligure attraverso il suo consueto\, ipnotico\, salmodiare al microfono. Le parole sono quelle di Carlos Drummond de Andrade\, Eugénio De Andrade\, Daniel Damásio Ascensão Filipe\, Sophia de Mello Breyner Andresen\, Jacques Prévert\, Rainer Maria Rilke e Florbela Espanca. \n\n\n\n“Questo spettacolo – racconta Pippo Delbono – presenta una duplice visione dell’amore. Da una parte – e sono i testi a prendere voce – ci mettiamo\, tutti\, alla ricerca di quell’amore\, cercando di sfuggire alla paura che ci assale. In questo viaggio si cerca di evitarlo\, questo amore\, anche se ne riconosciamo costantemente l’urgenza; io lo ricerco\, ma anche lo voglio\, ed è proprio questo che fa paura. Ma il cammino – fatto di musiche\, voci\, immagini – riesce poi\, forse\, a portarci verso una riconciliazione\, un momento di pace in cui quell’amore possa manifestarsi al di là di ogni singola paura”. \n\n\n\nA tenere insieme un montaggio emotivo mai del tutto pacificato è una grammatica scenica che alterna il pieno al vuoto\, il canto alla musica\, la voce viva al silenzio\, alla ricerca di una rappresentazione onirica ed elegiaca della crudele risacca di distacco e ricongiungimento. Protagonista è l’assenza\, è la distanza\, è la nostalgia\, una mappatura di emozioni che scava nell’animo dell’autore\, dei suoi interpreti e dello stesso spettatore\, chiamato a cercare sempre con gli occhi ciò che manca e che\, inesorabilmente\, tarda a manifestarsi. \n\n\n\nAmore vuole essere il tentativo di condivisione di un incontro fugace: l’amore è «un uccello rapace» che afferra e porta via e che\, così facendo\, si presenta come qualità totalmente umana. Le lingue diverse che si abbracciano nella trama sonora sono espressione di questa terra\, il Portogallo\, che accoglie e che lascia tracce; lo slancio poetico ci ricorda quale forma di rispetto dovremmo sempre offrire a quei moti dell’anima altrimenti sempre messi sotto assedio dalla paura\, dalla diffidenza\, dalla vergogna. \n\n\n\nAmore è ancora una volta il tentativo di portare dentro al teatro la vita. Nominando questa parola\, invocandola in maniera laica e sognante\, abbiamo forse la possibilità di darle voce e\, a lungo grande assente nei discorsi pubblici\, liberarla dalla confusione che ha regnato sull’intera narrazione di questa odissea globale\, spaventosa\, terribilmente umana. \n\n\n\nUno spettacolo di Pippo Delbono con Dolly Albertin\, Margherita Clemente\, Pippo Delbono\, Ilaria Distante\, Mario Intruglio\, Pedro Jóia\, Nelson Lariccia\, Gianni Parenti\, Miguel Ramos\, Pepe Robledo\, Grazia Spinella\, Selma Uamusse – musiche originali di Pedro Jóia e di autori variProduttore esecutivo Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale \n\n\n\nPippo Delbono \n\n\n\nAutore\, attore e regista\, Pippo Delbono nasce a Varazze nel 1959. Negli anni ‘80 fonda la Compagnia Pippo Delbono\, dando vita a numerosi spettacoli che hanno segnato la storia del teatro contemporaneo. L’incontro con persone in situazioni di emarginazione e diversità determina una svolta nella sua ricerca. Nasce così Barboni – Premio Speciale UBU nel 1997 “per una ricerca condotta tra arte e vita”.  \n\n\n\nDa oltre vent’anni gli spettacoli realizzati con la sua Compagnia in un flusso di ricerca continua fra teatro\, poesia\, musica\, cinema e danza\, sono presentati in prestigiosi teatri e festival di tutto il mondo\, inclusi il Festival d’Avignon\, la Biennale di Venezia\, l’Holland Festival\, l’Hong Kong Arts Festival\, il Festival de Otoño\, il Festival Grec di Barcellona\, il Theater Spektakel di Zurigo\, il Wiener Festwochen\, il Festival TransAmeriques di Montréal: Il tempo degli assassini\,La rabbia\, Guerra\, Esodo\, Gente di plastica\, Urlo\, Il silenzio\, Racconti di giugno\, Questo buio feroce\, La menzogna\, Dopo la battaglia\, Orchidee\, Vangelo e La Gioia.  \n\n\n\nNel 2003 Delbono realizza il film Guerra (Mostra del Cinema di Venezia e Miglior film documentario David di Donatello 2004); a seguire: Grido (2006)\, La paura (Festival di Locarno 2009)\, Amore carne (68° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia 2011)\, Blue Sofa (miglior film alla 32° edizione del Festival International du Court Métrage à Clermont-Ferrand)\, Sangue (66° Festival di Locarno)\, La Visite-Versailles (2016) e Vangelo (2017). Nella lirica ha firmato le regie: Studio per Obra Maestra (Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto 2007)\, Don Giovanni (Teatr Wielki di Poznan\, Polonia 2014)\, Cavalleria rusticana e Madama Butterfly (Teatro San Carlo di Napoli 2012 e 2014)\, La Passione secondo Giovanni (Teatro Massimo di Palermo 2017) e I Pagliacci (Opera di Roma 2018).  \n\n\n\nRealizza con grandi musicisti i concerti: Amore e carne con Alexander Balanescu\, Il sangue sull’Edipo di Sofocle con Petra Magoni\, Bestemmia d’amore con Enzo Avitabile e La notte con Piero Corso.  \n\n\n\nHa pubblicato Barboni – Il teatro di Pippo Delbono\, Racconti di giugno\, Corpi senza menzogna\, Dopo la battaglia – scritti poetico-politici\, Sangue. Dialogo tra un artista buddista e un ex terrorista tornato in libertà\, L’uomo che cadde sulla terra\, Le don de soi. Ha ottenuto il Premio Speciale Ubu per Barboni\, il Premio della Critica per Guerra\, i Premi Olimpici per Gente di plastica e Urlo\, a Wroclaw\, Polonia (2009)\, il Premio Europa per le nuove realtà teatrali e un Premio alla Carriera all’International Theatre Festival IKSV di Istanbul nel 2021.  \n\n\n\nNel 2024 Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e Luca Sossella editore hanno pubblicato nella collana Lineail libro Amore dello studioso e critico di teatro Gianni Manzella. Linea è curata da Sergio Lo Gatto e Debora Pietrobono. \n\n\n\nNel 2025 ha ricevuto il Premio Ubu alla carriera e sempre nel 2025 ha firmato la regia del film Bobò – La voce del silenzio dedicato a Vincenzo Cannavacciuolo\, in arte Bobò\, componente storico della compagnia. \n\n\n\nSelma Uamusse\, cantante mozambicana nata nel 1981\, vive in Portogallo dal 1988. Inizia la carriera da adolescente\, distinguendosi per la versatilità e la forza vocale. Ha spaziato tra rock (WrayGunn)\, afrobeat (Cacique’97)\, gospel\, soul e jazz. Ha collaborato con numerosi artisti e partecipato a progetti teatrali\, cinematografici e di arti visive. Con i suoi album solisti “Mati” (2018) e “Liwoningo” (2020)\, esplora le radici mozambicane unendole a elettronica e influenze globali. I suoi lavori celebrano la potenza culturale\, politica e spirituale della musica africana. La sua arte è un viaggio tra tradizione\, sperimentazione e identità. \n\n\n\nPedro Jóia inizia a suonare la chitarra classica all’età di sette anni a Lisbona\, prima con Paulo Valente Pereira\, poi con Manuel Morais\, fino al diploma al Conservatorio Nazionale. Ha studiato chitarra flamenca con Paco Peña\, Gerardo Núñez e con Manolo Sanlúcar. Compone regolarmente per produzioni teatrali\, cinematografiche e televisive. Ha vissuto e lavorato a Rio de Janeiro\, dove ha suonato tra gli altri con Ney Matogrosso\, Simone e Gilberto Gil. Si esibisce come solista e in formazioni musicali tra cui l’Orchestra Sinfonica Portoghese\, l’Orchestra Nazionale del Venezuela\, l’Orchestra Classica di Madeira\, l’Orchestra Cinese di Macao e l’Orchestra Sinfonietta di Lisbona. Ha suonato e inciso con Mariza\, attualmente tra le più grandi interpreti di fado. Nel 2020 ha inciso l’album “Zeca” dedicato a José Afonso\, per il quale ha vinto il Premio Carlos Paredes 2021. \n\n\n\nMiguel Ramos è nato a Lisbona nel 1976 in una famiglia di cantanti di fado con una lunghissima tradizione. Fin da giovanissimo ha accompagnato il padre Vitor che si esibiva in numerose Case di Fado di Lisbona. \n\n\n\nHa iniziato la sua carriera come fadista a 14 anni presso la Casa di Fado “Os Ferreiras”. Ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti nei principali concorsi grazie ai quali ha potuto esibirsi nelle principali case di fado in Portogallo e all’estero. Ha collaborato e suonato con i più importanti cantanti di fado professionisti. In teatro ha fatto parte del cast del musical “Amalia” di Filipe La Feria. Nel 2017 ha pubblicato il suo primo album “Aqui na Alma” (Tejo Music Lab). Miguel Ramos è sicuramente uno dei più grandi nomi della nuova generazione del fado. \n\n\n\nJoana Villaverde è nata a Lisbona nel 1970\, vive e lavora ad Avis (Portogallo). I suoi lavori sono esposti al MAAT Foundation EDP di Lisbona\, nella collezione quARTel Fernando Ribeiro\, alla Fundação Carmona e Costa di Lisbona\, nella Diocesi di Beja (Portogallo) e in numerose collezioni private in Portogallo\, Spagna\, Francia\, Belgio\, Regno Unito\, Stati Uniti e Palestina. \n\n\n\nTiago Bartolomeu Costa dal 2002 ha sviluppato un lavoro diversificato nel campo delle arti dello spettacolo. Come ricercatore e critico\, si è dedicato al rapporto tra linguaggio e discorso. È anche autore e si occupa di coordinare l’edizione di testi e di pubblicazioni specialistiche. In qualità di curatore culturale ha collaborato\, come ospite\, con numerose istituzioni pubbliche: il São Luiz Teatro Municipal di Lisbona\, il Théâtre de la Ville di Parigi\, il Teatro Coliseo di Porto\, la Cinemateca Portuguesa di Lisbona. \n\n\n\nInfo e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE\, info promozioneteatrovascello@gmail.com  – promozione@teatrovascello.itBiglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\, acquista direttamente allabiglietteria acquista tramite bonifico bancario SOLAMENTE PER GRUPPI DI ALMENO 10 PERSONE a favore di Coop. La Fabbrica dell’Attore E.T.S. BANCA INTESA SAN PAOLO ag. Circ. Gianicolense 137 A di Roma iban IT28f0306905096100000013849 \n\n\n\noppure acquista on line \n\n\n\n https://www.vivaticket.com/it/ticket/amore/268942 \n\n\n\nInfo: 06 5881021 – 06 5898031 \n\n\n\npromozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it
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SUMMARY: "The Best of Tankio Band with Javier" Girotto a Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Martedì 20 gennaio 2026\, alle ore 21.00 – nell’ambito di “Rossellini Spazio Jazz“\, lo Spazio Rossellini accoglie The Best of Tankio Band with Javier Girotto\, un concerto che riunisce il cuore del percorso artistico della Tankio Band di Riccardo Fassi in un’unica\, ampia traiettoria musicale. Accanto alla band\, come solista ospite\, Javier Girotto\, sassofonista di riferimento del jazz contemporaneo\, il cui linguaggio intenso e personale imprime al concerto un’ulteriore forza espressiva. Un incontro che restituisce la misura di un percorso musicale originale\, coerente e in costante evoluzione. \n\n\n\nIl programma del concerto “Best of Tankio Band” propone il meglio dal vasto repertorio di composizioni originali di Riccardo Fassi dal nuovo progetto dedicato alle Città Invisibili di Italo Calvino\, dai cd “Serial Killer”\, “Seven Pieces For Large Ensemble”\, “Tankio Band Plays Frank Zappa”\, dal nuovo programma dedicato alle musiche dei film d’azione anni 60-70 di James Bond\, Henry Mancini e Lalo Schifrin. Si aggiunge alla band il sassofonista Javier Girotto\, che ha già collaborato in passato con la band\, e che darà al gruppo il fuoco e la passione del suo affascinante linguaggio. Quindi i brani più significativi dei programmi eseguiti negli ultimi anni che dimostrano la dedizione del gruppo ad un percorso originale ed innovativo\, nella continua ricerca di materiali inediti attraverso i quali dare spazio ad una originalità e profondità che oggi risulta forte e chiara. \n\n\n\nUn concerto entusiasmante da non perdere! \n\n\n\nL’orchestra\, tra le più importanti del jazz italiano\, è stata votata più volte dalla critica nel referendum annuale indetto dalla rivista Musica Jazz. La formazione guidata da Riccardo Fassi ha avuto un grande successo di critica e di pubblico per il temperamento ed il carattere originale delle sue proposte tra le quali spicca il formidabile tributo a Frank Zappa. Formata nel 1983 da Riccardo Fassi\, la Tankio Band ha partecipato a tutti i più importanti Festival del Jazz in Italia. Hanno collaborato con la Tankio Band: Alex Sipiaginì\, Mark Dresserì\, Bruno Tommasoì\, Steve Grossman\, Kenny Wheeler\, Gary Smulyan\, Flavio Boltro\, David Fiuczynski\, Enrico Rava\, Antonello Salis\, Gabriele Mirabassi\, Giancarlo Schiaffini\, Roberto Rossi\, Horacio “El Negro” Hernandez\, Rosario Giuliani\, Tony Scott\, Javier Girotto\, Riccardo Luppi\, Dave Binney. \n\n\n\nThe Best of Tankio Band with Javier Girotto si inserisce nella programmazione di Rossellini Spazio Jazz\, rassegna che si conferma laboratorio culturale di riferimento per l’ampiezza degli orizzonti e la qualità delle proposte\, capace di attraversare territori sonori che vanno dalla rilettura colta e visionaria dei grandi maestri alle nuove scritture originali del jazz italiano ed europeo. Oltre a rappresentare un contributo significativo al panorama culturale della capitale\, Spazio Jazz svolge un ruolo centrale nella formazione del pubblico\, promuovendo una comprensione profonda della storia\, delle influenze e della complessità del linguaggio jazzistico. La rassegna si rivolge a appassionate e appassionati\, neofite e neofiti\, giovani generazioni\, offrendo un’esperienza di ascolto che valorizza il jazz come forma d’arte e come strumento di dialogo interculturale. Ponte tra passato e futuro\, Spazio Jazz unisce memoria e contemporaneità\, fino a una chiusura affidata agli Area Open Project\, testimonianza di un’eredità musicale in continua evoluzione\, creando un luogo di ascolto\, sperimentazione e visione condivisa. \n\n\n\nProgrammazione Rossellini Spazio Jazz \n\n\n\nMartedì 20 gennaio 2026 ore 21.00 \n\n\n\nTHE BEST OF TANKIO BAND WITH JAVIER GIROTTO \n\n\n\nRiccardo Fassi Piano\, Tastiere\, Composizioni\, ArrangiamentiClaudio Corvini TrombaGiancarlo Ciminelli TrombaRoberto Pecorelli TubaMassimo Pirone TromboneSandro Satta Sax AltoFilippo Bianchini Sax Soprano\, AltoTorquato Sdrucia Sax BaritonoPierpaolo Bisogno VibrafonoSteve Cantarano ContrabbassoPietro Iodice BatteriaJavier Girotto Sassofoni\, Solista Ospite \n\n\n\nMartedì 3 marzo 2026 ore 19.30  \n\n\n\n7 DANCES \n\n\n\nEugenio Colombo saxofoni\, flauto \n\n\n\nRoberto Bartoli contrabbasso \n\n\n\nNei racconti di magia c’è spesso una linea di confine tra il conosciuto e l’ignoto in cui sono presenti segni inequivocabili di qualcosa di indefinito\, di misterioso ed estraneo. Queste sette danze si muovono in quel territorio al confine tra la composizione e l’improvvisazione\, ed esplorano quella terra di nessuno collocata tra questi due mondi. \n\n\n\nMartedì 3 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nDIAFRIK 4ET \n\n\n\nPasquale Iannarella sax tenore\, corno franceseFrancesco Mascio chitarraMarco Bruno bassoShanti Colucci batteria \n\n\n\nIl quartetto pone l’accento sulla volontà di riscoprire le radici africane che sottendono ai tanti generi musicali di oggi: dal jazz\, al reggae\, al soul\, fino alla musica latin in genere. Portando l’enfasi sulla funzione sociale che da sempre la musica incarna\, i quattro musicisti presentano nella loro essenzialità\, un mix di composizioni originali e brani rappresentativi dei grandi artisti che con il loro sforzo hanno contribuito a rendere il Mondo un posto più libero. Ritmo\, anima\, e libertà espressiva\, sono gli ingredienti fondamentali che danno vita a questo progetto emozionante. \n\n\n\nMartedì 10 marzo 2026 ore 19.30 \n\n\n\nSOLO_FEDERICO CASAGRANDE \n\n\n\nFederico Casagrande chitarra \n\n\n\nParallelamente alla sua attività in duo trio o quartetto Federico Casagrande si esibisce in solo dal 2006 e ha pubblicato due dischi in questo contesto: UNDER WATER THE WAY OUT (2018) e LOOPIN MONT BLANC (interamente registrato durante il trek Tour du Mont Blanc). Da intimi spazio underground a festival internazionali ha già affascinato il pubblico di molti paesi. La sua performance si focalizza sulla forma musicale sia che si tratti di materiale improvvisato\, che di composizioni. Le idee musicali che fa passare nella chitarra arrivano da ogni tipo di stile; il contrappunto che ha assimilato durante gli anni di studi classici\, il jazz contemporaneo che possiamo sentire nei suoi dischi\, riff di rock e arpesi simil-pop; tutto mescolato insieme crea un concerto che al tempo stesso è di fine qualità ma anche riempito ti pathos emotivo che può arrivare ad ogni tipo di ascoltatore. L’uso di effetti e della chitarra preparata fa sì che la varietà di suoni che riesce a far uscire dallo strumento aggiungano alla musica un’altra dimensione. \n\n\n\nMartedì 10 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nDIARIO DI UN VIAGGIATORE SOLITARIO \n\n\n\nMarcello Allulli sax\, loopsMaria Letizia Gorga voce\, voce narranteJacopo Ferrazza contrabbasso \n\n\n\nSono 35 anni di musica raccontate attraverso suggestioni e impressioni di città visitate\, di incontri con persone misteriose e affascinanti. Ricordi che affiorano\, alcuni di città appena sfiorate\, incontri fugaci\, di persone scomparse nella nebbia vorticosa del tempo\, raccontate attraverso brani come Madrid\, Inno e Volesse il Cielo. Altri di città vissute intensamente\, luoghi e persone che sono diventati vere e proprie “seconde case” e amicizie indissolubili\, testimoniate da brani come È.E.\, Ande e Cesira. Un viaggio fatto con la macchina del tempo dei ricordi\, in totale equilibrio fra l’elemento acustico del sax e l’elettronica dei loops… \n\n\n\n“Diario di un viaggiatore solitario” nasce da un’idea mia\, Marcello Allulli e l’Auditorium Parco della Musica.Condivideranno il palco con me Maria Letizia Gorga\, attrice e cantante\, mia compagna di viaggio in numerosi spettacoli teatrali su poeti come Aldo Palazzeschi\, Pier Paolo Pasolini\, Garcia Lorca\, o sulle Madres della Plaza de Mayo e Jacopo Ferrazza\, contrabbassista virtuoso tra i più apprezzati nella scena jazz internazionale\, amico e co- leader di vari progetti. Suoneremo mie composizioni e brani della cultura centro sud americana\, composizioni celebri come Alfonsina y el mar e Gracias a la Vida di Violeta Parra. Maria Letizia sarà’ inoltre voce narrante di alcuni miei pensieri\, piccole storie su persone care\, impressioni e riflessioni di esperienze vissute nel tempo…”Marcello Allulli \n\n\n\nMartedì 17 marzo 2026 ore 19.30 \n\n\n\nSOLO_MARCO COLONNA \n\n\n\nMarco Colonna clarinetto basso\, fiati \n\n\n\nMelodie\, suoni e forme instabili in un gioco di memoria intimo e appassionato che attraversa il folklore\, il jazz e la sperimentazione mai privato di un senso profondo di racconto e consapevolezza. Il solo come liturgia poetica alla ricerca di una verità che risplenda in questi tempi di oscura umanità. \n\n\n\nMartedì 17 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nANDA – MERAVIGLIE E L’ARTE DELLA FUGA \n\n\n\nFlo voceEnrico Zanisi pianoJoe Rehmer contrabassoAlessandro Paternesi batteria \n\n\n\nAnda è l’esortazione al cammino\, alla fuga\, alla scoperta. Sono questi i protagonisti del concerto di Flo e Enrico Zanisi: cantautrice e attrice lei\, jazzista raffinatissimo lui. Un viaggio profondo e pieno di leggerezza\, dove il jazz s’intreccia alla musica migrante del sud del mondo e alla canzone d’autore di esuli e camminanti. Un concerto in cui musica e parole raccontano storie di viaggi affascinanti: quella dell’illustre immigrato Carlos Gardel\, padre del tango argentino\, quella del Lusitania\, il transatlantico più grande e veloce del mondo\, affondato in soli otto minuti alla sua prima traversata. Momenti evocativi come il canto sefardita dei popoli erranti\, si affiancano a vivaci incursioni nel repertorio moderno\, sotto il segno dell’incontro e della contaminazione di stili e linguaggi.” \n\n\n\nSabato 28 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nARIA OPEN PROJECT TOUR 2026 \n\n\n\nClaudia Tellini voceWalter Paoli batteriaStefano Fariselli clarinetto basso\, flautoMarco Micheli contrabbassoPatrizio Fariselli tastiere\, composizione e arrangiamento \n\n\n\nUna produzione ZdB (2026)Ingegnere del suono Andrea PettinelliAssistente Francesco MinottiMastering Diego PettinelliVoce da Murmansk Irina Rjabokon \n\n\n\nGli Area\, International Popular Group\, fondati da Demetrio Stratos\, Giulio Capiozzo\, Eddy Busnello\, Patrizio Fariselli\, Paolo Tofani e Patrick Djivas\, crearono e suonarono brani complessi e suggestivi allo stesso tempo\, dal 1972 fino all’inizio del 1974\, per la produzione del primo album ARBEIT MACHT FREI. Successivamente\, con l’uscita di Busnello e Djivas dal gruppo e l’ingresso di Ares Tavolazzi\, si dedicarono al nuovo materiale di ‘Caution Radiation Area’ abbandonando il precedente repertorio e in parte il “sound” dei primordi. Fino ad oggi\, tra i brani di ‘Arbeit Macht Frei’\, soltanto ‘Luglio\, agosto\, settembre (nero)’ ha continuato ad essere eseguito live dagli\, oltre che essere oggetto di cover e riarrangiamenti da parte di numerosi altri musicisti. Nessuno\, da oltre 40 anni\, ha invece più avuto modo di ascoltare in concerto gli altri brani dell’album come ‘Consapevolezza’\, ‘240 Km da Smirne’\, ‘Le labbra del tempo’\, ‘Arbeit Macht Frei’ e ‘L’abbattimento dello Zeppelin’. Per l’occasione del cinquantesimo anniversario di questo album fondamentale\, Patrizio Fariselli non solo ha curato l’arrangiamento e l’orchestrazione di tutte e sei le tracce che compongono ‘Arbeit Macht Frei’ adattandole alla formazione degli Area Open Project\, ma ha anche recuperato alcune parti inedite che il gruppo eseguiva in concerto negli anni ’70 e che mai sono apparse su disco. \n\n\n\n\n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\n3 marzo: 7 DANCES + DIAFRIK 4ET \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\n10 marzo FEDERICO CASAGRANDE SOLO + DIARIO DI UN VIAGGIATORE SOLITARIO \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\n17 marzo MARCO COLONNA SOLO + ANDA – MERAVIGLIE E L’ARTE DELLA FUGA \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni (consigliate) all’indirizzo: info@spaziorossellini.it  \n\n\n\n28 Marzo AREA OPEN PROJECT TOUR 2026 \n\n\n\nINTERO BOTTEGHINO: €25\,00 \n\n\n\nRIDOTTO (UNDER 18 E OVER 65): €20\,00 \n\n\n\nINTERO ONLINE: €22\,00 comprensivo di prevendita \n\n\n\nBiglietti online su ticketone  \n\n\n\nInfo e prenotazioni (consigliate) all’indirizzo: info@spaziorossellini.it  \n\n\n\nBiglietti online su Ticketone  \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Parcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70 \n\n\n\nTel. 345 2978091www.spaziorossellini.itinfo@spaziorossellini.it \n\n\n\nSono previste riduzioni\, promozioni e agevolazioni 
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LOCATION:Spazio Rossellini\, Via della Vasca Navale 58\, Roma\, 00146\, Italia
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