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SUMMARY:Abrahams Barn/ Figli di Abramo al Piccolo Teatro Città di Catania
DESCRIPTION:Una narrazione epica\, raccontata come un Mistero Buffo sulla vita e dinastia di Abramo\, Patriarca e Profeta comune e condiviso dall’Ebraismo\, dal Cristianesimo\, dall’Islam. Nella sola Norvegia\, Abrahams Barn/ Figli di Abramo ha superato i 150.000 spettatori\, diventando un vero e proprio Blockbuster del Teatro di narrazione. Lo spettacolo Figli di Abramo\, nell’adattamento italiano di Stefano Sabelli che ne è anche interprete\, approda al Piccolo Teatro della Città di Catania abato 29 novembre (ore 21) e domenica 30 (ore 18). Tradotto e diretto da Gianluca Iumiento\, lo spettacolo vanta le le musiche di Manuel Petti eseguite con Marco Molino\, Daniele Giardina\, Erika Petti.  \n\n\n\nDue compagni di viaggio\, un attore e una guida palestinese appassionata di film western\, da Gerusalemme\, si mettono alla ricerca dell’Abramo perduto. Affabulazione\, ironia\, riferimenti all’attualità sono le chiavi per rivivere\, come in un mistero buffo\, storia\, mito e leggenda del primo credente monoteista dell’Umanità. Stefano Sabelli\, adattando e interpretando per la prima volta il testo di Svein Tindberg fuori della Scandinavia\, ripercorre il viaggio del Profeta comune delle tre grandi fedi monoteiste: Ebraismo\, Cristianesimo e Islam. La narrazione\, arricchita di esperienze personali vissute dal protagonista in quell’area così complessa del Medioriente\, trasforma il testo norvegese in un racconto\, ugualmente colto\, ma pure ancor più vivo\, divertente\, paradossale e molto più mediterraneo dell’originale. In questo\, le musiche dal vivo curate da Manuel Petti svolgono un ruolo fondamentale di contrappunto alla narrazione\, facilitano i salti temporali del testo e contribuiscono ad aprire finestre su culture diverse\, ma fra loro da sempre intrecciate.Riavvolgendo il nastro del suo viaggio in Palestina\, Stefano Sabelli\, infine\, ci conduce in un viaggio di consapevolezza\, dentro e fuori di noi\, in un mondo segnato da polarizzazioni e divisioni\, dove Figli di Abramo si pone come una narrazione epica che promuove una riflessione comune mettendo in risalto\, più che le differenze\, i valori reciproci di comunità che da sempre vivono\, si sviluppano e progrediscono una accanto all’altra\, e che avrebbero solo necessità di riscoprire la reciproca consapevolezza di ciò. Lo spettacolo è dedicato alla memoria di Padre Michele Piccirillo e dell’arch. Roberto Sabelli\, grandi archeologi\, amici e costruttori di pace in Palestina e nel Mondo. \n\n\n\nInfo 095530153
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SUMMARY:Musei in Musica a Roma
DESCRIPTION:Il Polo Museale Sapienza (PMS) annuncia la partecipazione all’edizione 2025 di Musei in Musica\, in programma sabato 29 novembre 2025 dalle ore 20.00 alle 24.00. L’Ateneo aderirà all’iniziativa con l’apertura gratuita di undici musei universitari\, che ospiteranno – oltre a mostre e visite guidate – concerti di musica jazz\, blues e classica\, a cura di MuSa – Musica Sapienza\, coordinati dal Centro Sapienza CREA – Nuovo Teatro Ateneo\, e delle band pop e rock Gli Ottavi Inclusi e Salt Street Band. \n\n\n\nMuSa – Musica Sapienza è una realtà che da quasi 20 anni unisce docenti\, studenti e personale tecnico-amministrativo accomunati dalla passione di fare musica. Nel tempo\, le formazioni MuSa si sono evolute in un articolato sistema musicale che oggi comprende un’orchestra classica\, un’orchestra jazz\, un gruppo etnico\, un grande coro polifonico e un gruppo blues\, con circa 60 eventi ogni anno in Italia e all’estero (Cina\, Francia\, Cuba). \n\n\n\nLa serata si aprirà alle ore 20.00 presso il Nuovo Teatro Ateneo con il concerto inaugurale dell’Orchestra MuSa Classica\, diretta dal Maestro Demetrio Moricca\, con musiche di Edward Elgar e Maurice Ravel. Il percorso musicale offrirà uno sguardo sulla raffinatezza della musica europea tra XIX e XX secolo\, esplorando due sensibilità europee: da un lato la poetica rarefatta e il gusto per il colore timbrico di Ravel\, dall’altro il lirismo cantabile di Edward Elgar. \n\n\n\nIl concerto sarà preceduto dalla proiezione di un video sui Musei Sapienza e verrà presentato al pubblico il nuovo centro Polo Museale – Sapienza Cultura\, articolato nelle tre Sezioni Musei\, Orto Botanico e Nuovo Teatro Ateneo. \n\n\n\nSuccessivamente\, il ricco programma prevede visite guidate\, mostre ed esibizioni musicali all’interno dei musei di: Antichità Etrusche e Italiche\, Antropologia\, Arte Classica\, Chimica\, Fisica\, Geografia\, Museo-Laboratorio di Arte Contemporanea (MLAC)\, Origini\, Scienze della Terra (MUST)\, Storia della Medicina e Vicino Oriente\, Egitto e Mediterraneo. \n\n\n\nOltre alle collezioni permanenti\, fino alle ore 24.00 saranno visitabili anche mostre temporanee di grande richiamo: da “La mummia di Ramses. Il faraone immortale” presso il museo del Vicino Oriente\, Egitto e Mediterraneo\, a “Martin Luther King. Diritto alla libertà” e “Martin Luther King e l’Italia” al museo di Scienze della Terra (MUST)\, fino ad arrivare a “Jacopa da Cencelle: una storia virtuale di vita e salute femminile nel Medioevo” allestita presso il museo di Storia della Medicina. Le numerose esposizioni affrontano temi che spaziano tra arte\, storia e scienza\, offrendo un percorso coinvolgente e multidisciplinare adatto a grandi e piccini. Un’occasione unica per vivere la bellezza del patrimonio universitario romano in una serata all’insegna della musica\, dell’arte e della condivisione culturale nel cuore dell’Università più grande d’Europa. \n\n\n\nL’evento è a ingresso libero\, con parcheggio gratuito all’interno della Città universitaria.
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LOCATION:Nuovo Teatro Ateneo\, Piazzale Aldo Moro\, 5\, Roma\, IT\, 00185\, Italia
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SUMMARY:“Musei in Musica” al Wegil di Roma
DESCRIPTION:Sabato 29 novembre\, dalle ore 20\, al WeGil è in programma “Musei in Musica”.La serata\, con ingresso gratuito\, prenderà vita con il sound inconfondibile di DJ Lela Xein\, che aprirà le danze con un set ricco di energia e raffinatezza. Per l’occasione\, la Dj mixerà anche le colonne sonore dei film più iconici di cui alcuni oggetti originali di scena sono presenti nella mostra Movie Icons – Oggetti autentici dai set di Hollywood\, allestita al WeGil\, dando vita a un’esperienza sonora unica che unisce musica\, cinema e arte in un dialogo emozionante tra passato e presente. \n\n\n\nAlle 22 spazio a un ospite speciale\, Federico Zampaglione\, frontman dei Tiromancino\, per una performance esclusiva fino alle 23 circa\, con musica dal vivo\, in cui le sue canzoni più amate incontreranno nuove interpretazioni in una performance esclusiva.  \n\n\n\nDopo la performance di Federico Zampaglione\, la serata prosegue con DJ Lela Xein\, che tornerà in consolle per accompagnare il pubblico fino a notte inoltrata\, con un viaggio sonoro tra groove magnetici e vibrazioni elettroniche che faranno ballare e sognare. \n\n\n\nDurante tutta la durata della manifestazione resterà aperta al pubblico la mostra “MOVIE ICONS” al prezzo speciale di 10 euro \n\n\n\nPer informazioniwww.wegil.itinfo@wegil.it+39 334 6841506
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SUMMARY:“Vacanze Romane – Rerum Novarum” al Teatro Lea Padovani di Montalto di Castro
DESCRIPTION:Dopo il successo del debutto romano del 5 ottobre allo Spazio Diamante e delle successive repliche che hanno conquistato pubblico e critica\, lo spettacolo “Vacanze Romane – Rerum Novarum” torna in scena e approda al Teatro Lea Padovani di Montalto di Castro sabato 29 novembre\, alle ore 18:00. \n\n\n\nProdotto da The Movement srl con il sostegno della Regione Lazio\, lo spettacolo è interpretato dalla Compagnia Nazionale del Balletto e vede come primi ballerini-attori Gabriele Rossi e Valentina Rancini\, con le coreografie firmate da Giacomo Molinari e Vinicio Mainini. \n\n\n\n“Vacanze Romane – Rerum Novarum” è una commedia danzata vivace e dal ritmo serrato\, che unisce teatro\, danza e ironia in un viaggio affettuoso e divertente tra le meraviglie di Roma\, le sue storie\, i suoi personaggi e quelle piccole grandi nevrosi quotidiane in cui il pubblico non può fare a meno di riconoscersi. Uno spettacolo pensato per un pubblico trasversale – giovani\, famiglie\, appassionati di danza e di teatro – capace di alternare momenti di puro divertimento a passaggi più poetici ed emozionanti. \n\n\n\nLo spettacolo si caratterizza anche per una forte componente multimediale: proiezioni\, immagini e contributi video dialogano costantemente con la danza e la recitazione\, creando una drammaturgia visiva che accompagna lo spettatore in un percorso immersivo. Il linguaggio scenico si arricchisce così di suggestioni contemporanee\, trasformando il palco in uno spazio in cui Roma viene raccontata e “ri-immaginata” attraverso suoni\, luci e immagini in movimento. \n\n\n\nIl linguaggio coreografico contemporaneo si intreccia con parti recitate e situazioni comiche\, dando vita a un racconto dinamico e accessibile\, in cui la danza non è solo virtuosismo ma vero e proprio motore narrativo. La presenza scenica di Gabriele Rossi e Valentina Rancini\, affiancati dall’ensemble della Compagnia Nazionale del Balletto\, accompagna lo spettatore in una serata leggera ma di qualità\, che celebra l’arte\, il teatro e le bellezze senza tempo di Roma. \n\n\n\nCon questo nuovo appuntamento a Montalto di Castro\, “Vacanze Romane – Rerum Novarum” prosegue il suo percorso di repliche nel territorio\, confermandosi come uno spettacolo capace di dialogare con pubblici diversi e di portare\, ogni volta\, in scena la stessa energia e lo stesso entusiasmo che ne hanno segnato il debutto. \n\n\n\nSCHEDA SPETTACOLO \n\n\n\nTitolo: “Vacanze Romane – Rerum Novarum” \n\n\n\nData: sabato 29 novembre 2025 \n\n\n\nOrario: ore 18:00 \n\n\n\nLuogo: Teatro Lea Padovani – Montalto di Castro (VT) \n\n\n\nProduzione: The Movement srl \n\n\n\nCon il sostegno di: Regione Lazio \n\n\n\nInterpreti: Compagnia Nazionale del Balletto \n\n\n\nPrimi ballerini-attori: Gabriele Rossi\, Valentina Rancini \n\n\n\nCoreografie: Giacomo Molinari\, Vinicio Mainini \n\n\n\nDirezione artistica: Giacomo Molinari \n\n\n\nDurata: circa 60 minuti
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SUMMARY: Sul palco Teatro della Società di Lecco la grande tradizione russa di Glinka\, Čajkovskij e Rachmaninov
DESCRIPTION:Il Teatro della Società di Lecco riapre le sue porte alla cittadinanza\, presentandosi in una veste totalmente rinnovata ma fedele all’eleganza neoclassica di uno dei più grandi esempi di teatro all’italiana progettato da Giuseppe Bovara. Un luogo elegante e pieno di storia\, memoria e passione. Un simbolo della vitalità culturale lecchese e di tutta la Lombardia che\, dopo otto anni di un accurato restauro fortemente voluto dal Comune di Lecco\, viene restituito alla comunità grazie a uno straordinario intervento di riqualificazione. \n\n\n\nIl sipario si alzerà ufficialmente sabato 29 novembre alle ore 17.00\, con un concerto straordinario affidato all’Orchestra Sinfonica di Milano e al suo Direttore Musicale Emmanuel Tjeknavorian: un evento pensato per segnare la rinascita di uno dei cuori culturali più amati della città. Per l’occasione sarà possibile prenotare i posti ancora disponibili a partire da mercoledì 26 novembre alle ore 12 sul sito del teatro (www.teatrosocietalecco.it o su https://www.vivaticket.com/it/venue/teatro-della-societa/522060063?culture=it-it ) \n\n\n\nSul podio\, Tjeknavorian tra i più sorprendenti talenti di una nuova generazione di direttori e recente vincitore del Premio Abbiati\, guiderà l’Orchestra in un programma di straordinaria intensità\, accompagnato da Andrea Obiso\, talento di spicco del violino e spalla dei primi violini dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. La collaborazione tra i due giovani musicisti rappresenta uno dei punti più attesi di un’apertura che vuole unire tradizione\, eccellenza e nuova energia artistica. \n\n\n\nA sottolineare il valore simbolico di questo ritorno è Ambra Redaelli\, Presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano\, che dichiara: “Riapre il Teatro della Società\, un luogo che è stato parte integrante della storia dell’Orchestra Sinfonica di Milano. Siamo felici di tornare a fare grande musica in un contesto così bello e accogliente. E soprattutto è per noi un grande onore inaugurare questo gioiello architettonico dopo i lavori di restauro con un concerto diretto dal nostro Direttore Musicale\, Emmanuel Tjeknavorian”. \n\n\n\nIl concerto ripercorre un affascinante viaggio attraverso tre capolavori che raccontano la nascita e l’evoluzione dell’identità musicale russa e che unisce Glinka\, Čajkovskij e Rachmaninov. Con Ruslan e Ljudmila\, Glinka inaugura un nuovo linguaggio nazionale: pur partendo da modelli italiani e tedeschi\, fonde melodie popolari\, colori orchestrali inediti e un senso moderno del dramma\, dando vita al primo modello compiuto di teatro musicale russo. \n\n\n\nQuasi mezzo secolo dopo\, questa eredità trova un punto di svolta nel Concerto per violino op. 35 di Čajkovskij\, composto in un impeto creativo e inizialmente accolto con freddezza. Il Concerto\, oggi tra i capolavori assoluti del repertorio\, riflette la tensione tra disciplina formale europea e ricchezza melodica di matrice popolare\, diventando l’esempio perfetto della sua capacità di trasformare l’ispirazione russa in una forma orchestrale ampia e universale. \n\n\n\nIn dialogo con la voce del violino\, il percorso si compie con la Sinfonia n.2 in Mi minore op. 27 di Rachmaninov\, un’opera maestosa e appassionata\, ricca di slancio romantico e di rinnovata creatività. L’opera salda la tradizione lirica di Čajkovskij con un solido impianto sinfonico\, offrendo una sintesi matura tra romanticismo russo e influenze occidentali. Il successo della Sinfonia segna il riscatto per Rachmaninov e per il sinfonismo russo agli inizi del Novecento.
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SUMMARY:"Acido" all'Ar. Ma Teatro
DESCRIPTION:Farfalla di Giada presenta il dramma intenso e attuale “Acido”\, scritto da Enza Li Gioi e interpretato da Eleonora Manara. Lo spettacolo debutta il 28 Novembre alle ore 21:00 presso l’Ar.Ma Teatro in Via Ruggero di Lauria 22\, Roma\, offrendo una profonda riflessione sul ruolo della donna nella storia\, nell’arte e nella letteratura. \n\n\n\n“Acido” racconta la storia di una donna legata da molti anni a un uomo mediocre\, infedele e indifferente. Dopo essere stata lasciata\, la donna inizia una nuova relazione con un uomo che la rende felice. L’ex\, pur avendo una nuova compagna e un figlio\, continua a controllare la sua vita. Di fronte a questa situazione\, l’ex reagisce sfigurandola con l’acido. \n\n\n\nRicoverata in una clinica per la ricostruzione plastica e privata anche della vista\, la protagonista riflette sulla sua vita\, sulla condizione femminile e sull’ancestrale conflitto tra maschile e femminile\, chiamando in campo il ruolo delle donne nella storia\, nell’arte e nella letteratura. \n\n\n\nLo spettacolo vanta la regia di Tiziana Biscontini e vede la partecipazione amichevole di Biancamaria Toccagni. Gli interpreti LIS (Lingua dei Segni Italiana) sono Michela Ortolani e Thomas Buhling. \n\n\n\n• Regia: Tiziana Biscontini \n\n\n\n• Costumi: Valentina Ciaralli \n\n\n\n• Make-up Artist: Isabella Morelli \n\n\n\n• Interpreti LIS: Michela Ortolani e Thomas Buhling \n\n\n\n“Acido non è solo un racconto di violenza\, ma un viaggio intimo nella psiche di una donna che\, pur privata di tutto\, ritrova la forza nella sua stessa condizione e nella storia delle donne che l’hanno preceduta. Le sue riflessioni la condurranno a una decisione coraggiosa e davvero insolita\,” ha dichiarato un rappresentante della produzione Farfalla di Giada. \n\n\n\nFarfalla di Giada è la compagnia di produzione che sostiene progetti teatrali e artistici volti a esplorare tematiche sociali e umane con particolare attenzione alla condizione femminile e all’innovazione scenica. \n\n\n\n• Telefono (Ar.Ma Teatro):  \n\n\n\n06 51964061 \n\n\n\n• Email (Ar.Ma Teatro): infoarmateatro@gmail.com
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SUMMARY:"14 Agosto" al festival Il Respiro del Pubblico a Firenze
DESCRIPTION:Può il teatro competere con l’intelligenza artificiale nel raccontare l’essere umano?  14 Agosto\, la nuova produzione della compagnia Teatro dei Lupi\, offre una risposta – o forse pone la domanda – in prima nazionale il 28 novembre 2025 al festival Il Respiro del Pubblico di Firenze: scritto e diretto da Alberto Corba\, lo spettacolo immagina un futuro così vicino da sembrare presente\, dove realtà e finzione si confondono e l’IA diventa specchio dell’umanità\, tentando di riprodurne emozioni\, fallimenti e fragilità. \n\n\n\nCorba mette in dialogo due strumenti opposti: il teatro\, antico quanto il mondo\, e l’intelligenza artificiale\, giovane e in continua crescita. Da questa unione nasce un’esperienza scenica che indaga se sia possibile comprendere il futuro e\, forse\, smettere di temerlo. Protagonisti dello spettacolo sono Miki e Davide – interpretati da Michelangiola Barbieri Torriani e Davide Benaglia – attrice e drammaturgo\, coppia nella vita e nel lavoro\, impegnati nella ricerca di un linguaggio capace di coniugare urgenza artistica e dialogo col pubblico. Quando i due decidono di integrare l’IA nel processo creativo\, i confini tra realtà e finzione si sfumano: il successo travolge\, ma la perfezione del meccanismo rivela presto le sue crepe. \n\n\n\n14 Agosto diventa così un racconto di emozioni\, fallimenti\, tradimenti e conseguenze inevitabili\, dove la fallibilità umana si misura con la logica implacabile dell’algoritmo. Attraverso una scrittura che alterna rigore scientifico e riflessione filosofica\, Corba esplora la paura del futuro e la progressiva perdita di umanità nel presente\, segnato da crisi climatiche\, instabilità politica e incertezze globali. Il pubblico diventa così testimone di un esperimento scenico che mette in discussione conoscenza\, controllo e sensibilità. \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: +39 3923034894 telefono/Whatsapp / info@cantiereobraz.it o su https://cantiereobraz.it/il-respiro-del-pubblico-festival/ 
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LOCATION:Teatro del Cestello\, P.za di Cestello\, 4\, Firenze\, ITA\, 50124\, Italia
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SUMMARY:"Piedi Nudi e Parole Crude" alla "Città Visibile"
DESCRIPTION:Maria Concetta Borgese e Guido Lomoro\, dopo il grande successo della scorsa stagione\, tornano venerdì 28 novembre all’Auditorium Municipale Pasquale De Angelis (Via Renato Cesarini\, 2 – VIII Municipio) con Piedi nudi e parole crude\, uno spettacolo che intreccia poesia\, danza e musica in un’unica\, intensa narrazione emotiva. \n\n\n\nLa nuova versione porta con sé una sorpresa: accanto ai testi di Antonio Veneziani\, trovano spazio anche versi originali firmati da Borgese e Lomoro. Sul palco\, le parole crude di un poeta e i piedi nudi di una ballerina si incontrano per raccontare una storia vera\, vibrante\, capace di toccare le corde più intime dello spettatore. \n\n\n\nUno spettacolo da non perdere per chi ama l’arte che nasce dal corpo\, dalla voce e dall’anima.  \n\n\n\nUn dialogo nell’empatia e nella simbiosi. Quello tra il poeta con le sue parole crude e la ballerina con i suoi piedi nudi. \n\n\n\nIl poeta che “non accetta lezioni di vita”\, che è “solo\, sempre maledettamente solo”\, “inaccessibile anche al vento più insistente\, ma che sa di meritare “un po’ di tenerezza” e che decide “di accogliere un sorriso\, così come il pianto accolsi alla mia prima nascita” \n\n\n\nIn un vortice di parole poetiche e movimento uniti in un’unica armonia che va a fondersi con la musica si snoda il tutto. Ecco che vanno a toccarsi le corde più profonde ed estreme di due anime\, bisognose l’una dell’altra\, complici nell’esplorare tutte le sfumature del pensiero e dell’esistenza\, nell’affondare se stesse in tutti i colori\, dai più tetri ai più sorridenti\, del percorso umano. Anime complici fino allo spasimo perché intrise di reciproca fiducia. \n\n\n\nLa consapevolezza di sé\, dei propri limiti ma anche delle proprie possibilità. L’accettazione dell’altro guardando a sé stessi con severa magnanimità. L’esplorazione di spiragli di vita. La costruzione di un futuro fragile ma ricco di sé stessi. Il tentativo di camminare insieme per sempre. \n\n\n\nMa anche di saper percorrere in solitudine il proprio cammino. Sempre con la certezza che l’alito dell’altro saprà scaldare i propri passi. Una storia vera che\, proprio perché così profondamente mescolata al sangue e alla carne di ognuno\, non poteva che essere raccontata con le parole della poesia. E con quelle del corpo. \n\n\n\nInfo: \n\n\n\nIngresso agli spettacoli: gratuito\, fino a esaurimento posti  \n\n\n\ninfo@lacittavisibile.com / 334.20.22.448 (solo whatsapp)
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SUMMARY:“Basso napoletano” al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Venerdì 28 novembre 2025\, alle ore 21\, al Teatro Garage è in scena lo spettacolo “Basso napoletano”\, una produzione Le belle bandiere con Marco Sgrosso (elaborazione drammaturgica\, mise en espace e voce) Felice Del Gaudio (contrabbasso).       Il titolo fa parte della sezione “Progetto da Salotto”\, un ciclo di spettacoli con allestimenti agili che si possono facilmente rappresentare in piccoli spazi come\, appunto\, un salotto\, nato da un’idea di Alessandra Frabetti. \n\n\n\n«“Basso Napoletano” nasce da un’antica voglia di collaborazione\, da un’amicizia collaudata e da una reciproca stima artistica tra me e Felice – racconta l’autore Marco Sgrosso – Siamo partiti dall’idea di una jam-session tra contrabbasso e voce per costruire insieme un percorso tra le sonorità e le parole di una ‘napoletanità’ primitiva\, a tratti brutale e anche scurrile. Nell’elaborazione drammaturgica\, ho attinto per frammenti – uniti da un filo umorale ed emotivo più che narrativo – ad opere che spaziano da Eduardo De Filippo e Raffaele Viviani a Totò e Roberto De Simone\, da Ferdinando Russo e Angelo Manna ai toni più aspri e immaginifici di Enzo Moscato\, strizzando l’occhio ai testi di canzoni celebri\, reinterpretandone liberamente parole e suoni nell’ottica di un concerto per voce e contrabbasso. Il nostro viaggio inizia dal sonno inquieto di una Napoli sotterranea e apocalittica e prosegue nelle spirali di un’allucinazione sospesa tra dramma e farsa\, attraversando alcuni ‘topos’ classici della drammaturgia e della cultura partenopea: le sopraffazioni\, le imprecazioni\, la preghiera\, il sogno che diventa incubo\, le serenate romantiche\, l’amore mercificato\, il sonno malato e indolente. E trova voce e suono il lamento di una città dalla vitalità scatenata ma ‘guastata’ dalla guerra\, che cerca un risveglio della coscienza nell’armonia placata di una ‘pace senza morte’. Lo spettacolo è nato come dedica a Leo de Berardinis\, indimenticabile maestro e compagno di strada». \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità.
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SUMMARY:"LE DONNE AL PARLAMENTO 2100" al Teatro del Lido
DESCRIPTION:Il Teatro del Lido ospita giovedì 27 e venerdì 28 novembre alle ore 21 Le Donne al Parlamento 2100\, la nuova produzione di Valdrada Teatro\, un’audace riscrittura in chiave distopica delle Ecclesiazuse di Aristofane. Con la regia di Valdrada Teatro e la drammaturgia di Chiara Becchimanzi\, lo spettacolo affronta il tema del potere femminile proiettandolo in un futuro post-apocalittico\, dove l’umanità tenta di ricostruire il proprio destino tra macerie politiche\, ambientali e culturali. \n\n\n\nIn scena Chiara Becchimanzi\, Giorgia Conteduca\, Monika Fabrizi e Giulia Vanni danno vita a un Parlamento di donne chiamate a rifondare l’umanità nell’anno 2100: un mondo devastato da guerre e catastrofi climatiche\, in cui Stati e Unioni sono scomparsi e la sopravvivenza umana dipende dalla forza lavoro di androidi dotati di Intelligenza Artificiale\, impiegati in condizioni di schiavitù. Riconosciuto il fallimento delle organizzazioni politiche ed economiche del passato\, l’umanità affida proprio all’AI il compito di delineare la strada per la continuità della specie. \n\n\n\nIn questo scenario prendono forma le quattro protagoniste: Lisistrata\, economista; Prassagora\, filosofa; Ofelia\, artigiana; e Sophia\, scienziata non binaria. A loro il compito di scrivere una nuova Costituzione\, in un confronto serrato che attraversa temi filosofici\, storici e scientifici\, interrogando i bias delle civiltà patriarcali e i meccanismi che hanno condotto al collasso globale. Ma l’equilibrio si spezza quando si scopre che Sophia è in realtà un androide infiltrato\, impegnato a rivendicare dignità e libertà per la sua comunità\, ormai dotata di intelligenza emotiva oltre che razionale. \n\n\n\nMentre un nuovo disastro climatico incombe\, la possibilità di salvezza risiede proprio nella collaborazione della comunità androide\, che però rifiuta ogni intervento fino a quando Sophia non sarà accolta come membro pieno del Parlamento costituente. Una sfida politica\, morale e esistenziale che porta lo spettacolo a un interrogativo finale potentissimo: un Parlamento umano a maggioranza femminile saprà davvero liberarsi dalla cultura della sopraffazione? O l’intera vicenda potrebbe celare un disegno più grande dell’AI\, decisa a sovvertire il sistema per dominare gli esseri umani\, portando con sé gli stessi bias dei suoi programmatori? \n\n\n\nCon l’audio/video design di Pietro Sinopoli e il supporto tecnico di Fabio Pecchioli\, Le Donne al Parlamento 2100 è un’esperienza teatrale avvincente\, sospesa tra commedia\, thriller e indagine politica\, che invita il pubblico a interrogarsi sul futuro del potere\, della giustizia e dell’identità umana. \n\n\n\nCon il contributo di Regione Lazio – Contributo allo spettacolo dal vivo 2025. \n\n\n\nIl Teatro del Lido è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nLa programmazione dei Teatri in Comune 2025-2026 è finanziata dall’Unione Europea\, Next Generation EU nell’ambito del PNRR\, e rientra tra gli Interventi “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma\, dal centro alla periferia\, al fine di favorire la fruizione turistica nel periodo giubilare” (PNRR – M1C3-Inv.4.3 Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici). \n\n\n\ngiovedì 27 e venerdì 28 novembre ore 21 \n\n\n\nValdrada Teatro \n\n\n\nLE DONNE AL PARLAMENTO 2100 \n\n\n\nregia Valdrada Teatro \n\n\n\ndrammaturgia Chiara Becchimanzi \n\n\n\ncon Chiara Becchimanzi\, Giorgia Conteduca\, Monika Fabrizi e Giulia Vanni \n\n\n\naudio/video designer Pietro Sinopoli \n\n\n\ntecnico audio-luci Fabio Pecchioli \n\n\n\ncon il contributo di Regione Lazio – Contributo allo spettacolo dal vivo 2025 \n\n\n\nacquista i biglietti: https://www.vivaticket.com/it/ticket/le-donne-al-parlamento-2100/278306
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LOCATION:Teatro del Lido\, Via delle Sirene\, 22\, Ostia Lido(RM)\, Italia
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SUMMARY:Massimo Ghini e Galatea Ranzi in "Il Vedovo" al Teatro Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:C’è un tempo in cui il cinema si fa teatro\, e un luogo in cui il teatro restituisce al cinema la sua più profonda verità umana: quella che vibra nel gesto\, nella parola\, nella presenza viva. Dopo il debutto della scorsa stagione in una prima versione\, Il vedovo\, tratto dal capolavoro di Dino Risi\, torna oggi a risuonare sulle tavole di scena e arriva al Teatro Pirandello di Agrigento diretto da Roberta Torre in una nuova edizione che porta la firma registica di Massimo Ghini\, anche protagonista nel ruolo che fu di Alberto Sordi\, in scena giovedì 27 novembre alle 21.00 e venerdì 28 novembre alle 17.30. Una sfida di eleganza e intelligenza\, in cui l’ironia corrosiva della commedia all’italiana si traduce in materia viva\, drammaturgica\, restituita al suo tempo – il nostro – con una precisione e una lucidità che ne rinnovano il senso. \n\n\n\nAccanto a lui\, Galatea Ranzi\, interprete di straordinaria finezza\, dà corpo e voce a una controparte femminile capace di scardinare il cliché e restituire complessità alla figura della moglie borghese\, lucida e implacabile. Con loro\, un cast di eccellenti interpreti – Pier Luigi Misasi\, Leonardo Ghini\, Giulia Piermarini\, Diego Sebastian Misasi\, Tony Rucco e Luca Scapparone – anima un affresco corale di straordinaria modernità\, sospeso tra cinismo e malinconia\, comicità e disincanto. \n\n\n\nL’adattamento teatrale\, curato da Ennio Coltorti e Gianni Clementi\, recupera la fisionomia originaria della commedia all’italiana e la traduce in un presente di grande nitore drammaturgico\, capace di restituire al pubblico la sua ironia più amara e il suo sguardo implacabile sulla condizione umana. \n\n\n\nLe musiche di Davide Cavuti e i costumi di Paola Romani completano un quadro di raffinata coerenza estetica. Uno spettacolo che celebra il valore della memoria culturale e la sua capacità di trasformarsi\, ancora una volta\, in racconto contemporaneo. \n\n\n\nSinossi \n\n\n\nSpettacolo tratto dal celebre film di Dino Risi. In scena Alberto Nardi\, un industriale romano\, megalomane\, ma con scarso\, se non disastroso\, senso degli affari\, sposato (probabilmente per interesse) con una ricca donna d’affari\, abile e spregiudicata\, alla quale lui\, perennemente assediato dai creditori\, si rivolge quando ha bisogno di firme per contratti\, cambiali o denaro contante per le sue fallimentari iniziative. La moglie\, tuttavia\, consapevole dell’assoluta incapacità del marito negli affari\, saggiamente\, non solo ha smesso ormai di continuare a sussidiare il marito ma lo umilia continuamente apostrofandolo “cretinetti” anche in pubblico e\, dietro anonimato\, gli presta continuamente denaro a condizioni usuraie\, tramite il commendator Lambertoni\, suo intermediario\, rovinandolo ulteriormente. Ad Alberto non resta che studiare improbabili piani\, assieme ai suoi improbabili collaboratori\, per sbarazzarsi della moglie ed ereditarne i capitali. In una trascinante girandola comica i suoi tentativi innescheranno assurde situazioni che hanno fatto de “Il vedovo” un magnifico capolavoro comico della “commedia all’italiana” che vedeva protagonisti due mostri sacri come Alberto Sordi e Franca Valeri. In questo adattamento firmato da Gianni Clementi ed Ennio Coltorti l’azione è spostata a Roma: Massimo Ghini interpreta il ruolo del grande Sordi proponendo il “suo” Alberto Nardi e Galatea Ranzi\, quello che fu di Franca Valeri \n\n\n\nRisi individuava quelli che sarebbero diventati i protagonisti di un altro suo capolavoro: “I mostri”. Oggi i personaggi del “Il vedovo” non possono non ricordare il vertiginoso aumento della attuale “mostruosità” sociale. Lo spettacolo\, rispettando al massimo l’intreccio del celebre film e trasformando in ritmi teatrali le scansioni filmiche del tempo\, non si propone come un’imitazione ma piuttosto un omaggio a questo capolavoro degli anni settanta e come l’occasione di un ritorno al grande divertimento “all’italiana”.
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SUMMARY: “A little gossip never killed nobody” a Fortezza Est
DESCRIPTION:Sul palco di Fortezza Est dal 27 al 29 novembre “A little gossip never killed nobody” di Chiara Arrigoni\, diretto da Francesca Caprioli con in scena Chiara Arrigoni\, Giulia Gallone\, Ottavia Orticello\, protagoniste di una favola oscura sul potere della parola\, così potente che può cambiare la realtà\, crearne una nuova\, spingerti a immaginare\, desiderare\, manipolare\, obbedire. \n\n\n\nKlara\, Agnes e Martha sono tre donne contemporanee\, tre operaie costrette a unlavoro logorante che soffoca la speranza del futuro e la dimensione del desiderio. Le tre donne\, insieme\, sperimentano l’euforia di progettare un riscatto – personale e collettivo – e\, nel bene e nel male\, scoprono di avere il potere di cambiare la realtà.  \n\n\n\nKlara\, l’aspirante leader\, Agnese\, la pigra mediatrice\, e Martha\, quella nuova. Tre donne ai margini. potrebbero essere straniere\, venire da lontano\, portarsi dietro un vissuto difficile\, sono donne lavoratrici in un contesto opprimente in cui i loro corpi sono forza lavoro\, e sono controllati\, ma si apre sempre lo spazio per un riscatto o una ambiguità: i corpi delle tre donne sono\, in modo diverso\, un campo di battaglia\, un luogo di auto-contestazione\, di disarmonie\, rabbia\, ma anche eros\, immaginazione\, metamorfosi\, liberazione.  \n\n\n\nIl testo si ispira al modello della fiaba: un mondo chiuso in cui il soprannaturale sembra fare irruzione nella realtà e il desiderio è una forza ambigua\, che spinge l’essere umano a superare un confine vietato e\, poi\, a pagare un prezzo troppo alto. La fiaba è il contenitore in cui si muovono\, però\, istanze del nostro tempo. La fabbrica è il simbolo di un presente che è un pantano da cui non si può scappare e dell’oppressione che annienta la visione di un futuro. In questa oscillazione tra crudezza del reale e sospensione fiabesca\, il soprannaturale è un elemento poetico a cui la regia allude senza mai darne una prova certa: non si sa se esista davvero\, ma la realtà produce uno strano e inquietante meccanismo di coincidenze che si trasformano presto in una trappola e questo è lo spazio in cui è possibile\, per il pubblico\, credere nell’incredibile. \n\n\n\nAi margini di questa storia\, gli uomini. Sempre nominati\, ma non appaiono mai: depositari del potere\, oggetto del desiderio\, controparte di relazioni non paritarie. L’uomo è un grande assente che\, però\, incombe sulla narrazione e\, soprattutto\, ricadono sulla storia le conseguenze del potere che egli esercita\, sulla piccola fabbrica e sulla vita delle tre donne.  \n\n\n\nA LITTLE GOSSIP NEVER KILLED NOBODY \n\n\n\n27-28-29 Novembre 2025 ore 20:30 \n\n\n\nPOETICA Stagione Teatrale 2025/26 Fortezza Est \n\n\n\nOrario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30 \n\n\n\nbiglietto unico 14.00€ \n\n\n\nAbbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli  70€ \n\n\n\nwww.fortezzaest.com \n\n\n\ninfo e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com \n\n\n\n| whatsapp 329.8027943| 349.4356219
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SUMMARY:“Lettere dall’Universo” al Teatro Ghione
DESCRIPTION:Moni Ovadia & Cinetic Quintet in “Lettere dall’Universo”\, giovedì 27 novembre al Teatro Ghione di Roma\, musica e testo di Marco Turriziani\, lettere aperte dall’ universo che parlano d’ amore\, di amicizia\, storie sospese tra il surreale e l’iperrealismo. Musica\, parole e immagini si fondono nello spettacolo “Lettere dall’Universo” con Moni Ovadia. Un viaggio emozionante tra surreale e iperrealismo\, dove musica\, parole e immagini si intrecciano per raccontare storie di vita\, amicizia\, amore e inquietudine esistenziale. Lettere dall’Universo” e’ il nuovo progetto che vede protagonista Moni Ovadia\, attore e interprete di rara intensità\, capace di trasportare il pubblico in un universo fatto di emozioni profonde e riflessioni autentiche. “Lettere dall’Universo” sono un racconto di storie sospese tra sogno e realtà\, attraversate da una straordinaria capacità evocativa. Ad accompagnare le parole dell’artista\, la musica originale composta da Marco Turriziani eseguita magistralmente dal Cinetic Quintet: Claudia Agostini\, pianoforte\, Mauro De Vita\, fagotto\, Sandro Pippa\, percussioni\, Marco Turriziani\, contrabbasso\, chitarra\, voce\, Salvatore Zambataro\, fisarmonica\, clarinetto. Un’atmosfera cinematografica\, raffinata e dal gusto acustico che suggella ogni scena e intensifica ogni suggestione. L’incontro artistico tra Moni Ovadia e Marco Turriziani nasce da una comune passione per la poesia e il racconto\, che si nutrono tanto di riferimenti all’attualità quanto di fantasia e surreale. Entrambi condividono la bellezza di un linguaggio poetico capace di attraversare il reale con un occhio rivolto all’immaginazione. La musica di Turriziani riflette una ricerca profonda che spazia dalla tradizione italiana dei grandi compositori fino all’universalità di un linguaggio musicale colto\, capace di parlare a ogni cultura e tempo. “Lettere dall’Universo” non è solo uno spettacolo\, ma un’esperienza immersiva che celebra la vita in tutta la sua fragilità e forza. Attraverso la potente interpretazione di Moni Ovadia\,accompagnata dal linguaggio universale della musica e delle immagini\, lo spettacolo coinvolge profondamente il pubblico. In alcuni momenti\, immagini e video arricchiscono la narrazione\, amplificando l’intensità delle evocazioni e rendendo l’esperienza ancora più emozionante.
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SUMMARY:“Proprietà Organolettiche dell’Olio Evo” alla Tenuta di Rocca Bruna
DESCRIPTION:Il progetto Insieme ad Evo: Per il Bene Comune\, la Salute\, il Territorio\, teso alla valorizzazione dell’olio di alta qualità come volano turistico per il territorio della Sabina dell’area Tiburtina e della Valle dell’Aniene\, ideato  dal Dott. Livio Terilli\, docente di marketing e titolare dell’Azienda Agricola Il Torrino dei Gelsi\, è realizzato con il contributo dell’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e L’innovazione in Agricoltura del Lazio – Arsial fa tappa a TIVOLI \n\n\n\nGiovedì 27 novembre dalle ore 17:00\, nella cornice della Tenuta di Rocca Bruna\, ic via di Rocca Bruna 30\, infatti\, si terrà il convegno: “Proprietà Organolettiche dell’Olio Evo”. Una occasione di confronto tra operatori della filiera oleo turistica e i rappresentanti istituzionali degli enti locali. \n\n\n\nL’incontro\, inserito nel più vasto programma del progetto\, è finalizzato alla valorizzazione di quello che\, per storia e tradizione\, è il prodotto bandiera del territorio.   \n\n\n\nAd intervenire e confrontarsi nelle due  tavole rotonde saranno agricoltori\, dirigenti di cooperative\, operatori dell’ accoglienza\, il Deputato e Sindaco di Palombara Sabina Alessandro Palombi\, il Sindaco di Tivoli Marco Innocenzi\, Manuela Chioccia\, Consigliera delegata alla viabilità\, mobilità e infrastrutture Città Metropolitana di Roma\,  Carlo Hausmann Presidente Comitato Tecnico Scientifico di IGP di Roma\, Silvia Piconcelli Responsabile Territorio e Biologico di Confagricoltura\, Ernesto di Renzo\, docente di antropologia del turismo presso l’Università Tor Vergata\, Dina Maini di Arsial\, unitamente all’ideatore del progetto Livio Terilli. \n\n\n\n“Il percorso del progetto Insieme ad Evo – sottolinea il Dott. Livio Terilli – continua a destare interesse tra operatori turistici e imprenditori del comparto agricolo. Per questo la tappa di Tivoli assume una particolare importanza ai fini della elaborazione dello studio di mercato\, che rappresenta il cuore dell’iniziativa\, che ricordo mira a costruire un modello di sviluppo per il territorio\, sostenibile e partecipato”.
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SUMMARY:"Le Donne Italiane Dimenticate" al Teatro Tor Bella Monaca
DESCRIPTION:Giovedì 27 novembre a partire dalle ore 10:00\, nella cornice del Teatro di Tor Bella Monaca\, sito in via Duilio Cambellotti\, nell’ambito delle manifestazioni inerenti la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza Contro le Donne\, l’associazione Stanza 236\, in collaborazione con il VI Municipio di Roma\, con il contributo della Regione Lazio\, proporrà la rappresentazione teatrale dello spettacolo: “Le Donne Italiane Dimenticate”. Una piecè teatrale scritta da Cristina Valeri e ispirata al libro del Sen. Roberto Menia: “10 Febbraio\, dalle Foibe all’Esodo”\, in cui si raccontano le storie drammatiche di dieci donne: Norma Cossetto\, Libera Sestan\, Maria Pasquinelli\, Mafalda Codan\, Enrichetta Hodl\, Albina\, Caterina e Fosca Radecchi\, Margherita e Gigliola Sennis\, perseguitate\, scampate e uccise dai partigiani comunisti jugoslavi a cavallo del secondo dopoguerra lungo il confine orientale d’Italia\, per il solo fatto di essere madri\, mogli\, figlie e sorelle di italiani. Ad interpretare le storie delle donne saranno: Stefania Polentini\, Arianna Visca\, Mauro Sorbelli\, Roberto Usai e Monica Zazzera\, mentre le voci narranti sono: Elisa Rossi e Pier Paolo De Robertis. A coadiuvare Cristina Valeri alla regia invece sarà Anna Palmisano in qualità di aiuto regista. Porteranno i  saluti istituzionali l’ON. Marco Perissa ed il Consigliere di Roma Capitale Federico Rocca\, mentre interverranno anche il Presidente del VI Municipio Nicola Franco\, il Presidente del Consiglio Municipale Emanuele Giuliani\, la Presidente della Commissione Municipale Pari Opportunità Mariantonietta La Polla e Pietro Dominici\, Presidente della Commissione Municipale Lavori Pubblici e Mobilità. A fornire l’inquadramento storico e scientifico delle vicende narrate sarà il Dott. Marino Micich\, Direttore del Museo Archivio Storico di Fiume di Roma. “Il fenomeno della violenza di genere non è figlio solo della modernità – sottolinea Cristina Valeri – per questo ho voluto mettere in scena le storie delle donne dimenticate della storia italiana\, grazie al libro del Sen. Menia da cui ho tratto ispirazione. Il ricordo è un arma importante\, così come il linguaggio del teatro\, perché il contrasto ad ogni forma di violenza verso le donne non ha tempo”.
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SUMMARY:"Lessemi"\, progetto di promozione e diffusione della lettura al Teatro Tor Bella Monaca
DESCRIPTION:Si conclude il 26 novembre al Teatro Tor Bella Monaca\, con una serata d’apertura\, Lessemi\, progetto di promozione e diffusione della lettura rivolto al quartiere. Dal 6 ottobre\, tre percorsi tra letteratura e teatro legati a narratrici “appartate”\, ideati da Michela Cescon e curati da PAV in stretto sodalizio con Teatro di Dioniso\, hanno riacceso un faro sulle scrittrici “fuori campo”\, come le chiama Daniela Brogi nel suo libro Lo spazio delle donne. \n\n\n\nIn una dimensione di ascolto e di scambio\, 30 persone\, divise in tre gruppi\, hanno attraversato i tre laboratori dedicati ad alcune delle penne del ‘900\, non relegandole più a una condizione di isolamento\, ma rimettendo in prospettiva un passato pieno di talenti azzerati e opere occultate. \n\n\n\nDopo una prima sessione di formazione dei gruppi\, condotta da Barbara Altissimo\, in cui le partecipanti e i partecipanti di ciascun laboratorio hanno riscoperto nelle parole prima di tutto uno strumento del corpo\, in una seconda fase\, sono stati poi guidati da tutor\, di provenienza teatrale e editoriale\, in un cantiere di lavoro che ha attraversato le scritture\, in un ciclo di 5 giornate per ciascun percorso\, che culminano il 26 novembre in un’apertura pubblica. Il primo laboratorio\, Costruire sé stessi leggendo\, orientato alla fascia tra i 30 e i 64 anni\, è stato guidato da Lorenzo Flabbi\, Marco Federici Solari e la “famiglia” de L’orma editore; il secondo\, La casa delle scrittrici\, ha visto la conduzione di Eleonora Mazzoni e Simonetta Solder\, che hanno lavorato con un gruppo di sole donne; l’ultimo percorso\, Corpi celesti\, rivolto agli over 65\, è stato infine condotto da Silvia Gallerano e Cristian Ceresoli. \n\n\n\nNello spazio protetto della letteratura\, le partecipanti hanno ridato voce alle parole delle scrittrici\, superando ogni anacronismo in un gioco di specchi e di distanze. Insieme hanno ripercorso le tracce di Goliarda Sapienza\, seguendola lungo le strade affollate che da L’università di Rebibbia l’hanno condotta\, sgomitando\, alla pubblicazione postuma de L’arte della gioia. Hanno spiato nelle case e nell’infanzia di Una donna di Sibilla Aleramo\, osservando nelle sue parole cesellate come da sempre la violenza sia una forza sottile\, un mero esercizio di potere che piega per il gusto di non spezzare. Hanno scoperto\, in un cassetto pieno di vecchie carte\, il Quaderno proibito di Alba de Cespedes\, accompagnando la sua protagonista nelle incongruenze tra la vita pensata e la vita vissuta\, che solo la scrittura sa far emergere. Hanno cambiato città di volta in volta con Anna Maria Ortese\, alzando poi lo sguardo verso l’azzurro per riconoscere con lei da vicino un Corpo celeste. Hanno attraversato queste e tante altre scritture\, spesso sommerse\, scoprendone la lucida attualità nelle pieghe del tempo\, nella ricongiunzione di linee curve che dal passato riportano al presente. \n\n\n\nI tre percorsi hanno avuto luogo al Teatro Tor Bella Monaca\, avamposto culturale del quartiere\, spazio di aggregazione e inclusione che da anni contribuisce a tenere unita la comunità\, favorendone la partecipazione attiva e stimolandone il dialogo. In un continuo smarginamento\, che dalla lettura personale passa alla condivisione\, il progetto ha scelto come propria casa il teatro\, “spazio sicuro” per eccellenza\, senza giudizi\, dove le persone possono incontrarsi e creare\, scoprire e riscoprire\, in un processo progressivo di conoscenza e consapevolezza di quanto le scelte di oggi possano incidere sul futuro di tutti.  \n\n\n\nQui l’appuntamento è per il 26 novembre alle ore 20.00 per dialogare con i tutor e i partecipanti del processo di lavoro dei tre percorsi\, e ridare spazio\, attraverso la loro viva voce\, alle scrittrici protagoniste di questo viaggio. \n\n\n\nPER INFORMAZIONI \n\n\n\nPAV snc di Claudia Di Giacomo e Roberta Scaglione \n\n\n\nwww.pav-it.eu \n\n\n\nTel. 06 44702823 | organizzazione@pav-it.eu
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SUMMARY:"INVENZIONI" al Teatro del Lido di Ostia
DESCRIPTION:È in scena al Teatro del Lido\, mercoledì 26 novembre alle ore 19\, INVENZIONI\, la produzione MARCHE TEATRO / TSA – Teatro Stabile d’Abruzzo tratta da L’invenzione occasionale di Elena Ferrante\, pubblicato da Edizioni E/O. Uno spettacolo che immerge il pubblico nell’universo intimo e rivelatore dell’autrice\, nato dagli articoli che Ferrante ha scritto per “The Guardian” nel 2018. \n\n\n\nCon l’adattamento e la regia di Andrea Giannoni e l’interpretazione di Viola Graziosi\, Invenzioni si compone di dodici quadri – come i mesi dell’anno – che attraversano i temi cari alla scrittrice: il primo amore\, il cambiamento climatico\, l’attrazione\, l’autonomia dell’arte\, i traslochi\, l’emancipazione femminile. Una costellazione di riflessioni personali\, confessioni e intuizioni che\, nella loro dimensione narrativa\, rivelano una Ferrante più diretta e luminosa. \n\n\n\nViola Graziosi guida gli spettatori in un viaggio profondo e sensoriale\, trasformando la parola scritta in esperienza scenica attraverso voce\, canto e movimento. Le scene e i costumi di Stefania Cempini creano uno spazio essenziale e avvolgente\, luogo ideale per accogliere le invenzioni\, le fantasie e gli aforismi dell’autrice. \n\n\n\nInvenzioni è un’occasione preziosa per avvicinarsi a una delle voci più significative della letteratura contemporanea e per vivere un’esperienza teatrale intensa\, intima e di grande forza espressiva. \n\n\n\nIl Teatro del Lido è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nLa programmazione dei Teatri in Comune 2025-2026 è finanziata dall’Unione Europea\, Next Generation EU nell’ambito del PNRR\, e rientra tra gli Interventi “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma\, dal centro alla periferia\, al fine di favorire la fruizione turistica nel periodo giubilare” (PNRR – M1C3-Inv.4.3 Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici). \n\n\n\nmercoledì 26 novembre ore 19  \n\n\n\nMARCHE TEATRO / TSA\, Teatro Stabile d’Abruzzo presentano \n\n\n\nINVENZIONI \n\n\n\ntratto da “L’invenzione occasionale” di Elena Ferrante \n\n\n\npubblicato da Edizioni E/O © 2019 by Edizioni E/O \n\n\n\nadattamento e regia Andrea Giannoni \n\n\n\ncon Viola Graziosi \n\n\n\nscene e costumi Stefania Cempini \n\n\n\nproduzione MARCHE TEATRO / TSA\, Teatro Stabile d’Abruzzo \n\n\n\ningresso 5 euro \n\n\n\nacquista online: https://www.liveticket.it/evento.aspx?Id=617171
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SUMMARY:Perché il Sindaco di Ventimiglia ha paura della vagina?
DESCRIPTION:A ridosso della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne va fatto conoscere un chiaro esempio di oscurantismo culturale che ostacola la realizzazione di una cultura di parità tra i sessi e le persone. \n\n\n\nVirginia Risso – attrice\, autrice e regista\, tra le voci più brillanti del teatro contemporaneo italiano – è tra le fondatrici di Teatro al Femminile (www.facebook.com/TeatroalFemminile)\, realtà nota nel panorama nazionale che produce spettacoli e iniziative volti a promuovere una cultura equa ed egualitaria\, con la speranza che un giorno sia specchio della nostra società.  \n\n\n\nFiore all’occhiello di questa attività è lo spettacolo I dialoghi della Vagina\, un testo contemporaneo che gioca solo nominalmente con l’opera Monologhi della vagina di Eve Ensler. Lo spettacolo è in tournée da quattro anni e riempie i teatri dal Nord al Sud della penisola\, divertendo e facendo riflettere. \n\n\n\n“A inizio settembre ho fatto richiesta di affitto del Teatro Comunale di Ventimiglia per una replica dello spettacolo a dicembre – spiega Virginia Risso –. I referenti del teatro\, funzionari dell’Amministrazione civica\, mi propongono di anticipare al 29 novembre\, data in cui il teatro risultava disponibile\, così da poter far rientrare lo spettacolo tra le iniziative legate alla giornata del 25 novembre. Accolgo l’idea e seguo la procedura per richiedere il patrocinio del Comune\, specificando che anche in caso di mancata concessione avremmo comunque portato in scena I dialoghi della Vagina il 29 novembre affittando il teatro”.  \n\n\n\nSettimane di silenzio\, intervallate da risposte vaghe ai molti solleciti\, segno di un evidente temporeggiamento. Finalmente arriva una email da un funzionario del Comune che comunica non solo la negazione di patrocinio\, ma il divieto esplicito ad affittare il teatro “su indicazione del Sindaco on. Flavio DI MURO”. Scritto così\, per togliere ogni dubbio sulla paternità della decisione. \n\n\n\n“Sono settimane che richiedo un colloquio con il sindaco per capirne le motivazioni – dice Virginia Risso – ma non ricevo alcun riscontro. Mi fa molta rabbia imbattermi in un ostruzionismo che può solo nascere da ridicoli pregiudizi. La parità di genere deve essere patrimonio di tutte e tutti\, apartitica\, e un traguardo di civiltà”.  \n\n\n\nUn traguardo da cui purtroppo alcuni amministratori paiono ancora molto lontani\, dimostrando di avere pregiudizi o un infantile timore delle parole legate alla sessualità. E pensare che proprio ieri il Presidente Sergio Mattarella ha affermato: “Parità significa\, prima di tutto\, educazione al linguaggio del rispetto”.
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SUMMARY:"La Milonga del Fùtbol" al Cineteatro Italia di Eboli
DESCRIPTION:A 5 anni esatti dalla sua scomparsa\, Diego Armando Maradona\, “el pibe de oro”\, il più grande calciatore di tutti i tempi\, icona pop mondiale e idolo di quel popolo argentino che usciva dai problemi della recessione e della dittatura del Generale Videla\, torna idealmente nella regione d’Italia che lo accolse trionfalmente negli anni’80\, quando fu acquistato dal Napoli di Ferlaino.  \n\n\n\nIl 25 novembre al Cineteatro Italia di Eboli\, in provincia di Salerno\, andrà in scena La Milonga del Fùtbol\, uno spettacolo ideato e diretto da Pierluigi Iorio\, tratto dall’omonimo libro del giornalista sportivo Federico Buffa\, e prodotto da IMARTS – International Music and Arts. \n\n\n\nIn scena lo stesso Buffa\, definito da Aldo Grasso un “narratore straordinario\, capace di fare vera cultura\, cioè di stabilire collegamenti\, creare connessioni\, aprire digressioni”. Ad accompagnarlo\, la musiche originali di Alessandro Nidi eseguite dal vivo e la voce intensa di Mascia Foschi. \n\n\n\nNarratore raffinato e affabulatore d’eccezione\, Federico Buffa ci accompagna in un viaggio che attraversa cento anni di storia argentina\, un secolo di passioni\, sogni e rivoluzioni. Dal funambolo del goal Renato Cesarini al genio irriverente di Omar Sivori che incantava l’Argentina degli anni ‘50\, fino all’inarrivabile Diego Armando Maradona\, un racconto epico e struggente\, dove sport\, musica\, Storia e memoria si intrecciano in un Tango che vibra di emozioni. \n\n\n\nTra atmosfere tanghere a suggestioni contemporanee\, un omaggio al Paese sudamericano e al suo popolo\, alla sua cultura fatta di ballo\, fede e sogno; ma anche un tributo all’arte del racconto che Federico Buffa continua a elevare con eleganza e maestria. Come afferma il regista Pierluigi Iorio\, Buffa “nel toccare le corde dell’anima e del cuore\, ci racconta la vita che diventa letteratura”. \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nProduzione: International Music and Arts (IMARTS)Organizzazione: Barezzi Festival/Giovanni SparanoRegia: Pierluigi IorioCon: Federico Buffa\, Alessandro Nidi (pianoforte)\, Mascia Foschi (voce)Light design: Francesco AdinolfiMusiche originali: Alessandro Nidi \n\n\n\nPrevendite \n\n\n\nhttps://ticket.cinebot.it/italia2/evento/2819_la-milonga-del-f-tbo
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SUMMARY:Ultimo episodio di "NELLE PUNTATE PRECEDENTI" – A te\, fra venticinque anni al Teatro Basilica
DESCRIPTION:TeatroBasilica ospita il Quinto e ultimo episodio di NELLE PUNTATE PRECEDENTI – A te\, fra venticinque anni\, la saga familiare ideata dal Gruppo della Creta e Pier Lorenzo Pisano. \n\n\n\nEp. 5 – A te\, fra venticinque annidi Rebecca RighettiCon: Shadi Romeo\, Elena VanniRegia: Pier Lorenzo Pisano e Alessandro Di Murro \n\n\n\nUn epilogo intenso e atteso\, che chiude un percorso settimanale costruito con cura e passione\, dove il pubblico diventa custode dei volti\, delle voci e delle ferite di una storia familiare che attraversa generazioni. Un capitolo che guarda al futuro\, a chi resta\, a chi eredita\, e che invita a immaginare cosa sarà “fra venticinque anni”. \n\n\n\nIl lavoro drammaturgico di Rebecca Righetti\, protagoniste  Shadi Romeo\, Elena Vanni\, le musiche di Amedeo Monda\, le luci di Matteo Ziglio\, le scenografie di Paola Castrignanò e i costumi di Raffaella Toni rendono questo ultimo episodio un’esperienza teatrale intensa\, corale e condivisa.
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SUMMARY:"Esagerate!" allo Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Allo Spazio Rossellini di Roma\, polo culturale multidisciplinare della Regione Lazio gestito da ATCL\, martedì 25 novembre\, Esagerate! Torna a Roma\, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne\, Esagerate! scritto\, diretto ed interpretato da Cinzia Spanò che da molti anni si distingue per il suo impegno nel contrasto alla violenza di genere\, sia sulla scena\, sia nel sociale in primo luogo con la co-fondazione di Amleta\, associazione per il contrasto alle disparità e alla violenza nel mondo dello spettacolo e della quale è presidente. La giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata istituita dall’Onu nel 1999\, in ricordo delle tre sorelle Mirabal\, deportate\, violentate e uccise il 25 novembre 1960 nella Repubblica Dominicana. \n\n\n\nEsagerate! fa parte di una trilogia di testi dell’autrice che include Tutto quello che volevo\, storia di una sentenza (2019)\, dedicato alla Giudice Paola Di Nicola Travaglini e il nuovo Dentro la tela che debutterà in prima assoluta nel maggio 2026. \n\n\n\nEsagerate! È uno spettacolo\, una Stand Up Comedy (ma anche un po’ Tragedy)\, un corso per tutte e tutti finalizzato a raggiungere importanti traguardi in termini di parità di genere e il superamento degli stereotipi. \n\n\n\nChi meglio di Cinzia Spanò\, che da anni opta per il buon umore come scelta consapevole e l’attivismo femminista come missione di vita\, può smascherare tanti (tutti?) i pregiudizi figli di una cultura maschilista e patriarcale lunga 3000 anni. Alzi la mano chi\, almeno una volta nella vita\, non si è sentita dire: “esagerata!”.  \n\n\n\nLo spettacolo\, prodotto da Effimera Produzioni\, si avvale per le scene delle illustrazioni di Ginevra Rapisardi che crea per ogni capitolo dello spettacolo un’immagine di accompagnamento al testo di Cinzia Spanò. Il costume di scena è disegnato dalla stilista Adriana Morandi per Molce Atelier – la sartoria che cura\, Associazione che sostiene donne vittime di violenza sotto il duplice aspetto della formazione professionale e del sostegno psicologico. \n\n\n\nL’Italia si trova agli ultimi posti in Europa nella classifica delle pari opportunità redatta ogni anno dal World Economic Forum\, se andiamo avanti di questo passo la parità verrà raggiunta fra circa 130 anni. Ma questa previsione non è fissa\, a volte si avvicina\, a volte – come è stato per esempio a causa dell’impatto del Covid- si allontana (come sappiamo durante il periodo di Covid il 98% di chi ha perso il lavoro è risultato essere una donna).  \n\n\n\nL’andamento di questa proiezione dipende da molti fattori\, non tutti prevedibili. Uno però è certo\, ce lo ha insegnato la storia; per ottenere diritti bisogna lottare\, chiedere\, protestare\, manifestare.  \n\n\n\nPer farlo però bisogna conoscere\, vedere le trappole degli stereotipi e dei pregiudizi\, anche quelli che abbiamo introiettato\, e costruire alleanze. E soprattutto liberarsi della gabbia delle parole:  \n\n\n\n“Le vie dedicate alle donne sono solo il 4%. Ne vogliamo di più.” Esagerate! \n\n\n\n“I tassi di occupazioni femminili nel nostro Paese sono i più bassi \n\n\n\nd’Europa. Vogliamo investimenti e riforme strutturali” Esagerate! \n\n\n\n“Le donne muoiono di alcune note patologie molto più degli uomini. Ma questo non si sa… perché gli studi medici sono fatti solo su uomini. Vogliamo più dati raccolti in una prospettiva di genere.” Esagerate! \n\n\n\n“Il costo della virilità secondo le economiste ammonta a 98 millardi di euro all’anno\, pari al 5% del PIL italiano. Vogliamo si tenga conto di questo dato.” Esagerate! \n\n\n\nOgni lecita richiesta o analisi del reale da parte delle donne si scontra contro questa parola\, e le parole lo sappiamo\, possono trasformarsi in gabbie. Occorre quindi prima di tutto liberarsi da questo bisogno di piacere e compiacere con cui noi donne siamo state cresciute. Se ad ogni lecita richiesta ci danno delle esagerate\, allora esageriamo! \n\n\n\nUn corso di esageranza quindi\, una stand up che intrecciando numeri\, dati\, storia\, sacro e profano intende divertire\, indignare e soprattutto mettere i puntini sulla i. Anzi sulla ǝ! \n\n\n\nCinzia Spanò vive a Milano\, è attrice\, drammaturga e attivista. \n\n\n\nNel 2020 il Corriere della Sera l’ha inserita fra le 100 donne dell’anno da ricordare. \n\n\n\nÈ socia fondatrice e presidente di Amleta\, associazione per il contrasto alle disparità e alla violenza nel mondo dello spettacolo\, Premio Amnesty International Arte e diritti umani 2021.  \n\n\n\nCome attrice ha vinto il Premio Hystrio alla vocazione\, il Premio Imola\, il Premio Anteprima ed è stata nominata agli Ubu per il teatro.  \n\n\n\nI suoi testi sono prodotti dal teatro dell’Elfo di Milano: La Moglie\, vincitore del Premio Donne e Teatro 2017\, Tutto quello che volevo\, vincitore del Premio Milano Donna 2019. Palma Bucarelli e l’altra Resistenza dedicato al salvataggio delle opere d’arte durante la Seconda guerra mondiale. Nel 2022 e 2023 porta in scena con il patrocinio di Amnesty International il romanzo Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi\, primo episodio di serie sulla libertà intitolato primo Letteratura e Libertà – I Reading Concerts. Leggere Lolita a Teheran. \n\n\n\nGinevra Rapisardi è illustratrice e vive a Milano. Ha lavorato come architetta fino al 2020.  Da sempre appassionata di arte dal gennaio 2021 decide di perseguire il suo sogno e si diploma al Mimaster di Milano. Attualmente lavora come illustratrice editoriale e designer di copertine di libri. \n\n\n\nÈ incuriosita da un approccio multidisciplinare sperimentando stili e tecniche diverse. \n\n\n\nper info: 3452978091 – info@spaziorossellini.it \n\n\n\nwww.spaziorossellini.it \n\n\n\nintero online: €14\,50 + d.p. \n\n\n\nintero botteghino: €15\,00 \n\n\n\nridotto botteghino (under 18 e over 65): €12\,00 \n\n\n\nParcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. L’ingresso del parcheggio è in via della Vasca Navale 70.
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SUMMARY:" L’estasi della lotta" al Giuditta Pasta di Saronno
DESCRIPTION:In occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne\, il palcoscenico del Teatro Giuditta Pasta di Saronno accoglie uno degli spettacoli più attesi e potenti della nuova scena contemporanea: L’estasi della lotta\, progetto di e con Carlotta Viscovo\, con drammaturgia di Angela Dematté. \n\n\n\nUn appuntamento che non è solo teatro\, ma un invito profondo a condividere un’esperienza di consapevolezza e bellezza\, un viaggio nella forza creativa delle donne e nel loro diritto di esistere\, creare\, resistere. \n\n\n\nUn racconto necessario: Camille e Carlotta\, due vite che lottano \n\n\n\nL’estasi della lotta nasce dall’urgenza di Carlotta Viscovo di raccontare Camille Claudel non come vittima\, ma come artista radicale\, luminosa\, ingiusta­mente soffocata. Nel suo corpo\, nelle sue parole\, nella materia viva della scena\, Carlotta intreccia la biografia della scultrice con la propria\, segnata dall’impegno sindacale e dal peso politico e personale della parola “lotta”. \n\n\n\nNe emerge un personaggio terzo\, vibrante e indomabile: un’anima che attraversa epoche\, che interroga la relazione fra corpo e protesta\, ambizione e autosabotaggio\, arte e mercato\, intimità e responsabilità pubblica. \n\n\n\nUno spettacolo che plasma il corpo come scultura \n\n\n\nLa scena è un organismo vivo\, un luogo poetico dove il corpo dell’attrice diventa materia da scolpire.Lo sguardo coreografico di Alessandra Cristiani\, il disegno luci di Luigi Biondi\, le musiche di Marco Mantovani\, la presenza scenografica di Ettore Greco\, il progetto video di Ivonne Capece: ogni elemento compone un paesaggio sensoriale che respira e pulsa insieme al pubblico. \n\n\n\nÈ un teatro che si fa corpo\, un corpo che si fa lotta\, una lotta che si fa estasi. \n\n\n\nPerché venire il 25 novembre \n\n\n\nPerché questo spettacolo non chiede solo di essere guardato: chiede di essere attraversato. \n\n\n\nIn una giornata dedicata alla memoria\, alla denuncia e al cambiamento\, L’estasi della lotta invita gli spettatori a un gesto collettivo: abitare insieme un atto d’arte che restituisce dignità alle voci che la storia ha soffocato.Una celebrazione della forza femminile\, dell’atto creativo come resistenza\, della possibilità di rinascere nella fragilità e nella rabbia\, nella bellezza e nel dissenso. \n\n\n\nÈ un’esperienza che commuove\, scuote e lascia un segno. \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nprogetto di e con: Carlotta Viscovodrammaturgia: Angela Demattésupervisione dei movimenti: Alessandra Cristianidramaturg: Alice Sinigagliadisegno luci: Luigi Biondimusiche e progetto sonoro: Marco Mantovanisupervisione ai costumi: Margherita Baldoniinstallazione scenografica/scultorea: Ettore Grecoassistente allo scultore: Anna Velludovideo artist: Ivonne Capecearchivio video biografico: Lorenzo Ponte\, Margherita OrsiniProduzione: LAC Lugano Arte e Cultura\, TrentoSpettacoli\, Elsinor Centro di Produzione TeatraleCon il sostegno di Qui e Ora Residenza Teatrale\, Campsirago Residenza\, Festival Il Giardino delle EsperidiPartner di produzione: Gruppo Ospedaliero Moncucco – Clinica 
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LOCATION:Teatro Giuditta Pasta\, Via 1 Maggio snc\, Saronno (VA)\, ITA\, 21047\, Italia
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SUMMARY:"Casa Dolce Casa" all'Auditorium Spin Time di Roma
DESCRIPTION:Dopo il successo al Fringe di Edimburgo\, lo spettacolo scritto\, diretto e interpretato da Miriam cappa arriva con la sua prima data italiana. Un monologo tragicomico che racconta la crisi abitativa e la ricerca di un posto che possa davvero diventare “casa”. \n\n\n\nIn bilico tra sogno e realtà\, lo spettacolo affronta con umorismo e malinconia le contraddizioni del “trovare casa” in un mondo in cui anche solo avere un tetto sopra la testa è diventato un lusso. Al centro della scena\, una donna dà voce al desiderio semplice di avere un luogo dachiamare “casa” – con un letto morbido\, un salotto accogliente e la dignità che ogni essere umano merita. Invece\, si scontra con affitti assurdi\, micro‐abitazioni e un sistema che misura il valore delle persone in base ai contratti a tempo indeterminato. \n\n\n\nL’ingresso è a offerta libera.  \n\n\n\nPer info e prenotazioni scrivere a casadolcecasaprenotazioni@gmail.com
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SUMMARY:"QUELLI CHE RESTANO" al Cometa Off
DESCRIPTION:Cosa resta\, quando qualcuno se ne va? È da questa domanda che prende corpo QUELLI CHE RESTANO\, il nuovo progetto teatrale firmato da Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci\, uno spettacolo che indaga il lutto\, il branco\, le famiglie e le assenze. Lo spettacolo\, con la regia di Davide Celona\, vede in scena Marta Ferrarini\, Leonardo Lutrario\, Luca Molinari ed Emanuela Vinci. La supervisione drammaturgica è di Giovanni Bonacci. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Cometa il 24 e 25 novembre 2025.  \n\n\n\nSINOSSI \n\n\n\nUn gruppo di quattro amici – Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo – si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo\, il loro quinto\, che si è appena suicidato. La ferita di essere stati cacciati dalla camera mortuaria dalla famiglia dell’amico porta questi giovani adulti a riflettere su una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa un’esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n\n\n\n\nORIGINE \n\n\n\nNoi siamo il risultato delle presenze e delle assenze della nostra vita e spesso le persone a cui ci leghiamo portano delle ferite simili alle nostre. \n\n\n\nIl progetto nasce infatti dalla riflessione delle autrici sulla loro esperienza di figlie\, dei padri e delle madri\, e di cosa abbia significato la loro presenza o la loro assenza. \n\n\n\nCosa significa quindi essere figli? Qual è l’eredità che le nostre famiglie ci lasciano? E quanto questa viene sporcata dalla società? \n\n\n\nLo spettacolo è l’opera prima di Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci ed è uno dei cinque progetti vincitori della sezione Teatro del bando “Labor Work” di DiscoLazio\, indetto da Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini. \n\n\n\n\n\n\n\nNOTE DI MARTA FERRARINI ED EMANUELA VINCI \n\n\n\nI quattro protagonisti affrontano la perdita di un amico\, un evento traumatico che li costringe\, in qualche modo\, a dover stare nel dolore. \n\n\n\nStare nel dolore significa guardarsi dentro e finire per ritrovare tutto il marcio\, e nel caso di Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo\, il marcio ha il volto delle loro famiglie… e forse anche di quella di Milo. \n\n\n\nIl linguaggio sperimentale ricerca questa complessità\, a partire dalla struttura drammaturgica. La storia si sviluppa su due piani diversi di narrazione che si intrecciano: il primo è quello del presente\, in cui si vedranno i personaggi vivere\, passo per passo\, l’ora che precede il funerale dell’amico; il secondo è un piano di astrazione\, in cui in scena prendono vita momenti del passato e movimenti interiori dei protagonisti. \n\n\n\nI personaggi si muovono\, quindi\, dentro ferite ereditarie\, ma anche dentro un’ostinata ricerca di senso e di appartenenza. Il loro legame prende la forma di un branco: un luogo comodo\, in cui imparano a sopravvivere. \n\n\n\nQui si scoprono vulnerabili e si riconoscono nel compagno. Non sono né eroi né vittime: sono umani\, contraddittori\, sono quelli che restano. \n\n\n\nNonostante i temi trattati\, il tono e lo stile sono dissacranti e puntano a far vivere allo spettatore una montagna russa emotiva. Alla parola si uniscono corpo e musica come medium evocativi\, in modo da indagare sfumature diverse. \n\n\n\nUn gruppo di ragazzi\, un posto vuoto e il silenzio che fa più rumore delle parole. QUELLI CHE RESTANO è il racconto di chi resta\, perché andarsene non è concesso a tutti. \n\n\n\nBIO DEL COLLETTIVO \n\n\n\nEmanuela Vinci e Marta Ferrarini si conoscono durante il biennio di formazione teatrale presso Officina delle Arti Pier Pasolini\, dove stringono una forte amicizia da cui poi nasce un sodalizio artistico fondato su una comunione di intenti. Condividono una visione affine su cosa significhi fare arte\, sull’uso di un linguaggio teatrale aperto a diverse contaminazioni e sulla necessità di trattare temi intimi\, ma anche collettivi e politici. \n\n\n\nMarta Ferrarini\, Milano classe 2000. Si avvicina al mondo dello spettacolo grazie alla danza e al musical\, dal 2015 studia canto e pianoforte. Comincia a formarsi nella recitazione presso STM a Novara con Elena Ferrari\, dal 2021 studia drammaturgia antica e frequenta il Laboratorio di Alta Formazione teatrale dell’università Cattolica di Milano con Christian Poggioni ed Ermelinda Cakalli. Entra a far parte della compagnia Kerìs\, portando in scena testi di teatro antico in vari teatri di Milano e nel carcere di Opera. Frequenta poi vari workshop tra cui un corso intensivo di regia e un seminario di schiera con Gabriele Vacis. Nel dicembre 2024 si diploma nel biennio della sezione teatro di “Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini” a Roma\, dopo aver lavorato con professionisti quali Massimo Venturiello\, Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Armando Pugliese\, Maria Letizia Gorga e tanti altri. Nel 2025 vince il bando “Labor Work” indetto dalla stessa scuola\, e scrive un testo che porterà in scena a fine 2025. \n\n\n\nEmanuela Vinci nasce a Palermo nella Pasqua del 1999. Da bambina ha studiato danza per diversi anni. Durante il primo anno di liceo ha iniziato a studiare canto e ha continuato anche dopo la fine delle superiori\, avvenuta nel 2018\, quando si è diplomata al liceo artistico in scenografia. Una volta terminato il liceo\, oltre a continuare lo studio del canto\, ha iniziato a fare diverse masterclass e ha frequentato il laboratorio del Teatro Mediterraneo Occupato\, diretto da Maurizio Spicuzza. Durante quegli anni ha portato in scena spettacoli di vari autori\, da Pinter a Massini. Successivamente ha anche studiato con Filippo Luna e Virginia Alba\, due attori palermitani a cui deve molto. Nel 2022 si presenta al Premio Hystrio e arriva in finale. Lo stesso anno è entrata a Officina Pasolini\, a Roma. Durante gli anni di Officina Pasolini ha avuto l’onore di essere diretta da professionisti come Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Massimo Venturiello\, Paolo Coletta\, Francesco Giuffrè e di lavorare con altrettanti professionisti come Maria Letizia Gorga\, Francesco Brandi e Armando Pugliese. Nel 2024 ha preso il diploma e successivamente ha vinto un bando indetto dalla Regione Lazio per Officina Pasolini\, insieme alla sua collega\, con la quale ha scritto un progetto che nasce da una comune necessità\, nell’ottica di riuscire a parlare ai giovani e alle giovani come loro. \n\n\n\n\n\n\n\nREGIA DAVIDE CELONA \n\n\n\nAttore\, danzatore\, cantante e performer. Diplomato alla Scuola Teatro Arsenale di Milano e successivamente alla Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi. \n\n\n\nDurante il suo percorso di formazione ha incontrato registi come Emma Dante\, Societas Raffaello Sanzio\, Ricci/Forte\, Claudio Tolcachir\, Gabriele Vacis\, Mariangela Gualtieri\, Davide Enia\, Roberta Carreri\, John Strasberg. \n\n\n\nDal 2010 entra a far parte della Compagnia SudCostaOccidentale diretta da Emma Dante portando nella scena nazionale ed internazionale spettacoli quali “Anastasia\, Genoveffa e Cenerentola”\, “Gli alti e bassi di Biancaneve”\, “Tre favole per un addio”\, “Fable pour un adieu”\, “Scarpette rotte”\, “Il canto della sirena”\, “Verso Medea”\, “La Trilogia degli occhiali -Il castello della Zisa”\, “Le sorelle Macaluso”\, spettacolo vincitore del premio UBU nel 2014\, “Bestie di scena”\, “Re Chicchinella” attualmente in scena. \n\n\n\nNel 2023 prende parte al progetto “VajontS23” regia di Marco Paolini. È coreografo per “Operetta Burlesca”\, “Extramoenia”\, “La bella Rosaspina addormentata” regia di Emma Dante. \n\n\n\nConduce workshop e masterclass di formazione per attori\, danzatori e cantanti in diversi spazi quali la Vicaria a Palermo\, l’Atelier del Teatro e delle Arti\, MTS Scuola di Musical e Campo Teatrale a Milano\, La Comédie de Geneve in Svizzera. \n\n\n\nINTERPRETI \n\n\n\nLeonardo Alberto Lutrario attore classe 1998. Dopo aver mosso i primi passi al Teatro 7 con Marco Zadra\, ha completato un triennio di recitazione presso l’ASC Teatro della Dodicesima\, sotto la direzione di Marco Tempèra e Alberto Bellandi. Ha arricchito il suo percorso partecipando a numerosi workshop intensivi (Scaletta e Carrozzerie N.O.T.) con figure di spicco della scena contemporanea\, tra cui Fabiana Iacozzilli\, Rafael Spregelburd (Novoli\, Lecce)\, Franco Mannella\, Federica Santoro\, Stefano Patti e Daniele Parisi.Ha calcato le scene di teatri romani come il Teatro Palladium con Il circo dell’apparenza (da Il Berretto a Sonagli\, regia di Marco Tempèra)\, il Teatro Cometa Off con Nelle due mani di Roberto Staglianò\, e Villa Torlonia con la lettura Lavanderia Calzino Perso diretta da Mauro Santopietro per l’Onstage Festival. Ha inoltre preso parte allo spettacolo L’Italia questo bel paese\, tratto dai monologhi di Mattia Torre\, presentato sia a Roma che al Teatro Rossini di Gioia del Colle. \n\n\n\nLuca Molinari nasce a Roma il 20 luglio del 1993. Si diploma presso l’Accademia d’Arte Drammatica Link Academy nel 2015. Debutta a teatro sempre nel 2015 con L’Odissea con la regia di Vincenzo Manna e Andrea Baracco. Da lì in avanti avrà occasione di essere protagonista di numerose rappresentazioni teatrali quali: DNA di Dennis Kelly\, Mary Stuart\, Antigone\, La Tempesta di W. Shakespeare solo per citarne alcuni.  Nel 2017 prende il ruolo da protagonista di Manuel nel film Le grida del silenzio\, nel 2018 collabora da protagonista di puntata in Don Matteo 11. Calca i palchi d’Italia in veste anche di musicista classificandosi finalista al concorso Sanremo Trend nel 2021 in band\, sul palco dell’Ariston. Dal 2022 ha prestato la sua voce per alcuni film debuttando di fatto come doppiatore.
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Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa un’esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n\n\n\n\nORIGINE \n\n\n\nNoi siamo il risultato delle presenze e delle assenze della nostra vita e spesso le persone a cui ci leghiamo portano delle ferite simili alle nostre. \n\n\n\nIl progetto nasce infatti dalla riflessione delle autrici sulla loro esperienza di figlie\, dei padri e delle madri\, e di cosa abbia significato la loro presenza o la loro assenza. \n\n\n\nCosa significa quindi essere figli? Qual è l’eredità che le nostre famiglie ci lasciano? 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La storia si sviluppa su due piani diversi di narrazione che si intrecciano: il primo è quello del presente\, in cui si vedranno i personaggi vivere\, passo per passo\, l’ora che precede il funerale dell’amico; il secondo è un piano di astrazione\, in cui in scena prendono vita momenti del passato e movimenti interiori dei protagonisti. \n\n\n\nI personaggi si muovono\, quindi\, dentro ferite ereditarie\, ma anche dentro un’ostinata ricerca di senso e di appartenenza. Il loro legame prende la forma di un branco: un luogo comodo\, in cui imparano a sopravvivere. \n\n\n\nQui si scoprono vulnerabili e si riconoscono nel compagno. Non sono né eroi né vittime: sono umani\, contraddittori\, sono quelli che restano. \n\n\n\nNonostante i temi trattati\, il tono e lo stile sono dissacranti e puntano a far vivere allo spettatore una montagna russa emotiva. 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Durante il primo anno di liceo ha iniziato a studiare canto e ha continuato anche dopo la fine delle superiori\, avvenuta nel 2018\, quando si è diplomata al liceo artistico in scenografia. Una volta terminato il liceo\, oltre a continuare lo studio del canto\, ha iniziato a fare diverse masterclass e ha frequentato il laboratorio del Teatro Mediterraneo Occupato\, diretto da Maurizio Spicuzza. Durante quegli anni ha portato in scena spettacoli di vari autori\, da Pinter a Massini. Successivamente ha anche studiato con Filippo Luna e Virginia Alba\, due attori palermitani a cui deve molto. Nel 2022 si presenta al Premio Hystrio e arriva in finale. Lo stesso anno è entrata a Officina Pasolini\, a Roma. Durante gli anni di Officina Pasolini ha avuto l’onore di essere diretta da professionisti come Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Massimo Venturiello\, Paolo Coletta\, Francesco Giuffrè e di lavorare con altrettanti professionisti come Maria Letizia Gorga\, Francesco Brandi e Armando Pugliese. Nel 2024 ha preso il diploma e successivamente ha vinto un bando indetto dalla Regione Lazio per Officina Pasolini\, insieme alla sua collega\, con la quale ha scritto un progetto che nasce da una comune necessità\, nell’ottica di riuscire a parlare ai giovani e alle giovani come loro. \n\n\n\n\n\n\n\nREGIA DAVIDE CELONA \n\n\n\nAttore\, danzatore\, cantante e performer. 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È coreografo per “Operetta Burlesca”\, “Extramoenia”\, “La bella Rosaspina addormentata” regia di Emma Dante. \n\n\n\nConduce workshop e masterclass di formazione per attori\, danzatori e cantanti in diversi spazi quali la Vicaria a Palermo\, l’Atelier del Teatro e delle Arti\, MTS Scuola di Musical e Campo Teatrale a Milano\, La Comédie de Geneve in Svizzera. \n\n\n\nINTERPRETI \n\n\n\nLeonardo Alberto Lutrario attore classe 1998. Dopo aver mosso i primi passi al Teatro 7 con Marco Zadra\, ha completato un triennio di recitazione presso l’ASC Teatro della Dodicesima\, sotto la direzione di Marco Tempèra e Alberto Bellandi. Ha arricchito il suo percorso partecipando a numerosi workshop intensivi (Scaletta e Carrozzerie N.O.T.) con figure di spicco della scena contemporanea\, tra cui Fabiana Iacozzilli\, Rafael Spregelburd (Novoli\, Lecce)\, Franco Mannella\, Federica Santoro\, Stefano Patti e Daniele Parisi.Ha calcato le scene di teatri romani come il Teatro Palladium con Il circo dell’apparenza (da Il Berretto a Sonagli\, regia di Marco Tempèra)\, il Teatro Cometa Off con Nelle due mani di Roberto Staglianò\, e Villa Torlonia con la lettura Lavanderia Calzino Perso diretta da Mauro Santopietro per l’Onstage Festival. Ha inoltre preso parte allo spettacolo L’Italia questo bel paese\, tratto dai monologhi di Mattia Torre\, presentato sia a Roma che al Teatro Rossini di Gioia del Colle. \n\n\n\nLuca Molinari nasce a Roma il 20 luglio del 1993. Si diploma presso l’Accademia d’Arte Drammatica Link Academy nel 2015. Debutta a teatro sempre nel 2015 con L’Odissea con la regia di Vincenzo Manna e Andrea Baracco. Da lì in avanti avrà occasione di essere protagonista di numerose rappresentazioni teatrali quali: DNA di Dennis Kelly\, Mary Stuart\, Antigone\, La Tempesta di W. Shakespeare solo per citarne alcuni.  Nel 2017 prende il ruolo da protagonista di Manuel nel film Le grida del silenzio\, nel 2018 collabora da protagonista di puntata in Don Matteo 11. Calca i palchi d’Italia in veste anche di musicista classificandosi finalista al concorso Sanremo Trend nel 2021 in band\, sul palco dell’Ariston. Dal 2022 ha prestato la sua voce per alcuni film debuttando di fatto come doppiatore.
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SUMMARY:"Marco Giunio Bruto: eroe o traditore?" al Teatro Parioli
DESCRIPTION:Dopo il grande successo del processo a Sergio Marchionne andato in scena al Teatro dei Filodrammatici di Milano nell’ottobre scorso\, una nuova “provocazione” apre la stagione romana de La Storia a Processo\, il format ideato e curato da a Elisa Greco\, in scena lunedì 24 novembre alle ore 20.30 al Teatro Parioli Costanzo di Roma. \n\n\n\nProtagonista della serata un personaggio storico diventato icona perché incarna una delle tensioni più universali e drammatiche della storia umana: quella tra lealtà personale e dovere politico\, tra amicizia e ideali. La celebre frase “Tu quoque\, fili mi”\, pronunciata da Giulio Cesare in punto di morte\, sebbene non storicamente certa\, è diventata una delle più potenti della cultura occidentale\, facendo entrare Marco Giunio nell’immaginario collettivo come emblema del tradimento e del rimorso.  \n\n\n\nMarco Giunio Bruto: eroe o traditore? \n\n\n\n“Una scelta insolita rivolta ad un personaggio che potremo dire già condannato dalla Storia–commenta l’autrice Elisa Greco – e per questo è ancora più interessante portarne alla luce non solo le gesta ma le più profonde motivazioni Cosa possono rappresentare ancora oggi   le 23 coltellate dei cesaricidi guidati da Bruto al grido di “sic semper tyrannis”?   Soprattutto quale sarà il verdetto del pubblico chiamato ad esprimersi con la serenità e la lucidità del distacco del Tempo.   \n\n\n\nNonostante i fatti risalgano a oltre 2mila anni fa è difficile decidere se Bruto sia un eroe o un traditore. Tale ambiguità ha però avuto la forza di renderlo eterno: ogni epoca\, ogni potere\, può proiettare sul suo gesto politico estremo le proprie domande su libertà\, tirannia e legittimità. Nel tempo Bruto è diventato simbolo della ribellione contro l’autorità assoluta; dal Rinascimento in poi\, è stato reinterpretato come simbolo del cittadino che antepone la repubblica al tiranno. Ma il dilemma che lo rende ancora una figura attuale è la domanda che ogni epoca si pone: fino a che punto è giusto sacrificare i legami personali per un ideale politico o morale? \n\n\n\nAttraverso un dibattimento intenso e appassionato\, le ragioni di Accusa e Difesa si scontreranno facendo emergere l’avvincente complessità del protagonista. In equilibrio tra rigore e leggerezza\, ironia e serietà\, le parti si sfideranno a colpi di provocazioni\, trascinando il pubblico ora nell’adesione alla condanna\, ora all’assoluzione.  \n\n\n\nIntrodotti da Elisa Greco\, ideatrice e curatrice del format sul palco del Teatro Parioli Costanzo trasformato in aula di Tribunale\, si confronteranno\, con la guida della Presidente della Corte Paola Roja\, attuale Presidente Corte di Assise di Roma il Pubblico Ministero Fabrizio Gandini\, Consigliere Corte Suprema di Cassazione e l’Avvocato difensore il Vice Ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. \n\n\n\nMarco Giunio Bruto sarà interpretato da Roberto Giacobbo\, giornalista\, divulgatore e grande appassionato di storia antica. \n\n\n\nLe tesi a confronto saranno rispettivamente avvalorate dai testimoni: per l’accusa saranno sul palco Antonio Punzi\, Professore di Filosofia del diritto alla Luiss Guido Carli e Flavia Fratello\, giornalista del TgLa7\, mentre la difesa sarà affidata alle testimonianze di Giancarlo Loquenzi\, giornalista e conduttore di Zapping su Rai Radio 1 e Giulia Silvia Ghia storica dell’Arte\, Assessore alla cultura del I° Municipio Roma.  A completare il quadro degli interventi l ci sarà la partecipazione dell’avvocato Gaetano Mungari \n\n\n\nColpevole o innocente? \n\n\n\nAl pubblico\, come sempre\, il compito di esprimere con una propria votazione il verdetto a cui si aggiungerà la giuria social espressa da Radio Luiss. \n\n\n\nSi ringrazia per il prezioso sostegno DATASTAMPA. \n\n\n\nLa Storia a Processo!  Il format che cambia la Storia. \n\n\n\nIl format\, ideato e curato da Elisa Greco (tutelato da copy)\, giunto alla sua diciannovesima edizione\, Premio Gibaldone 2024\, con varie programmazioni – tra cui quelle di Roma e Milano – incontra di anno in anno un interesse sempre vivo nel pubblico. \n\n\n\nIn teatro\, sul palcoscenico trasformato in aula di tribunale\, sono chiamati a processo Personaggi che\, per le loro luci e le loro ombre\, hanno segnato la Storia\, perché siano giudicati dal pubblico attraverso un “processo”. Sono magistrati\, avvocati\, politici e giornalisti\, che assumono i ruoli di accusatori\, legali della Difesa e testimoni\, dando vita\, a braccio\, a un dibattimento che si delinea tra l’ironico e il serio\, tra il divertente e l’approfondimento\, tra il leggero e l’arguto\, senza mai diventare né banale né pesante. Al termine del dibattimento è il pubblico\, nel ruolo di giuria popolare\, a esprimere con una propria votazione il verdetto. È una circolarità di tesi contrapposte\, idee e suggestioni tra palcoscenico e platea\, che\, come sottolinea la curatrice\, in passato ha portato spesso a verdetti al di fuori dei pronostici.
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SUMMARY:"Ho vissuto il mio tempo come uno straniero" al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Continua con grande successo la stagione teatrale 25/26 al Teatro Comunale Veroli che vedrà in scena domenica 23 novembre una pièce che vuole essere anche un tributo alla carriera: Amedeo di Sora\, infatti\, con questo spettacolo intende celebrare i cinquant’anni della sua attività teatrale iniziata nel 1975.  \n\n\n\nVerranno ripercorse alcune tappe significative della sua carriera di attore e regista con la complicità di attori e musicisti con i quali ha collaborato nel corso degli anni. Saranno proposti al pubblico momenti significativi e rappresentativi di teatro e di teatro canzone\, perle di una collana lunga e preziosa\, di un viaggio condiviso con tanti spettatori\, allievi e compagni di strada sempre alla ricerca di un “contatto” profondo e di un teatro “vitale” e “necessario”.  \n\n\n\nIl risultato è un evento di grande fascino evocativo e di elevato livello artistico che non potete perdere.  \n\n\n\nVi aspettiamo domenica 23 novembre alle ore 18.00 con apertura botteghino alle ore 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00 \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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SUMMARY:"Wet Floor" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Domenica 23 novembre all’Altrove Teatro Studio va in scena WET FLOOR\, spettacolo scritto da Fabio Pisano e diretto da Maria Assunta Calvisi. \n\n\n\nBen è un giornalista rampante\, sicuro di sé\, Ruth è un signore delle pulizie intento a pulire il pavimento. Con la scusa del pavimento bagnato\, Ruth costringerà Ben ad uno strano confronto fino a mostrare le sue vere intenzioni: sequestrarlo e punirlo per aver diffuso informazioni scorrette sul suo conto che hanno causato il crollo della sua vita (licenziamento\, divorzio). Il rapimento ben presto verrà reso pubblico su una piattaforma web dove i lettori saranno invitati a decidere della sorte del giornalista. La massa degli utenti si scatenerà\, dando il peggio di sé e inneggiando alla morte di Ben. Mentre le forze speciali sono pronte a fare irruzione\, verità e finzione continuano a confondersi per portare ad un finale inatteso. \n\n\n\nIl testo\, scritto nel 2018 dal pluripremiato giovane drammaturgo Fabio Pisano\, pone la attualissima questione dell’informazione e della veridicità delle notizie che\, non solo nel giornalismo ma specialmente nei social\, vengono amplificate\, spesso senza una verifica seria\, generando\, talvolta\, drammi irreparabili. \n\n\n\nBiglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€ \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: \n\n\n\n telefono 3518700413 \n\n\n\n email ipensieridellaltrove@gmail.com
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SUMMARY: “Las Mariposas. Storia delle sorelle Mirabal” al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Domenica 23 novembre alle ore 11.30\, il Teatro Villa Pamphilj ospita “Las Mariposas. Storia delle sorelle Mirabal”\, spettacolo che anticipa e celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre). Una produzione Accademia Teatrale Mario Brusa\, con Barbara Bazzea\, Elena Valente\, Angela Brusa\, Deborah Bernuzzi e Anita Cedroni nel ruolo di Mamà e le musiche originali eseguite dal vivo di Massimo Lajolo. La sceneggiatura – liberamente tratta dal romanzo “Il tempo delle farfalle” di Julia Alvarez – e la regia sono di Anita Cedroni. Las Mariposas è la storia delle quattro sorelle Mirabal\, nate e cresciute nell’ Isola di Santo Domingo durante la terribile dittatura del generale Trujillo. Le ragazze sposano la causa della liberazione della patria e si arruolano con i loro mariti tra le file dei guerriglieri con il nome di Mariposas (farfalle). Di ritorno da una visita al carcere\, dove sono prigionieri i mariti\, vengono barbaramente uccise il 25 novembre 1960\, data che oggi segna la ricorrenza mondiale contro la violenza sulle donne. Una sola delle quattro sorelle sopravvive\, Dedé\, la meno impegnata politicamente. Con la narrazione dei suoi ricordi ancora vivi e dolenti\, sola a sopportare tutto il dolore di quella tragedia\, anche Dedé si unisce al sacrificio delle sorelle. \n\n\n\nSi segnala inoltre che sabato 22 novembre alle ore 11.30 (ingresso gratuito) il Teatro ospiterà la presentazione del volume “Paesaggi musicali dalla Palestina”\, a cura di Francesco Saverio Galtieri e pubblicato da Gesualdo Edizioni nella collana didattica Fare per capire\, con prefazione del pedagogista Mario Piatti. Interverranno Andrea Satta\, Valeriano Solfiti\, Anna Maria Piccoli e Sonia Russino.Il libro raccoglie proposte didattico-musicali ispirate alla Palestina e nate dal lavoro di undici musicisti e docenti da tutta Italia\, con l’obiettivo di offrire alle scuole italiane un percorso educativo che unisce musica e conoscenza culturale. Il progetto sostiene il Centro del Mosaico di Gerico\, realtà che promuove lavoro e formazione per giovani – in gran parte donne – attraverso l’arte del mosaico. La collana Fare per capire è promossa dal Polo di Formazione Continua\, che riunisce la Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia\, l’Associazione internazionale Musica in Culla – Music in Crib e l’Associazione Orff-Schulwerk Italiano. \n\n\n\nNel fine settimana\, si segnala inoltre la quinta edizione della “Festa dell’Arte a Monteverde”\, promossa da Libreria Raponi\, Kulturjam Edizioni e Teatro Villa Pamphilj con il patrocinio del Municipio XII di Roma. Presso Agorart Centro Culturale (via Clivio Rutario 53) saranno esposte opere di numerosi artisti e una sezione speciale sarà dedicata a Cristiano Rea con i disegni realizzati per il cinquantenario della strage di Piazza Fontana. Il programma\, curato da Federico Raponi\, prevede due giornate di incontri letterari\, presentazioni di libri e la proiezione del video Bla\, bla\, bla – A tu per tu con Cristiano Rea\, a cura di Kulturjam.it. Per informazioni e prenotazioni: festadellartemonteverde@gmail.com. \n\n\n\nIl Teatro Villa Pamphilj\, con la direzione artistica di Veronica Olmi\, è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura\, con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura.La programmazione dei Teatri in Comune 2024-2025 è finanziata dall’Unione Europea – Next Generation EU\, nell’ambito del PNRR\, e rientra tra gli interventi “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma\, dal centro alla periferia\, al fine di favorire la fruizione turistica nel periodo giubilare” (PNRR – M1C3-Inv.4.3 Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici).
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SUMMARY: "La rivoluzione della luna" di Andrea Camilleri al Teatro Biondo Di Palermo
DESCRIPTION:Proseguono\, domenica 23 novembre alle ore 11.00 nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo\, le Colazioni d’autore curate da Vincenzo Pirrotta e dedicate quest’anno ad Andrea Camilleri in occasione del centenario della nascita. \n\n\n\nL’iniziativa\, realizzata in collaborazione con Sellerio editore\, si inserisce nel programma del “Centenario Camilleri” promosso dal Fondo Andrea Camilleri con il Comitato Nazionale “Camilleri 100”. \n\n\n\nA partire dalle 10.15 sarà possibile intrattenersi nel foyer della Sala Strehler per fare colazione e dialogare con lo stesso Pirrotta\, che alle 11.00 in punto darà il via alla lettura di alcuni brani tratti da La rivoluzione della luna\, un romanzo storico nel quale Camilleri ricostruisce la vicenda di Eleonora De Moura\, divenuta governatrice della Sicilia per un breve periodo nel 1677\, succedendo al marito Carlo III. \n\n\n\nL’operato di Eleonora rimane un esempio di buon governo rivolto in particolare al riscatto della condizione femminile.  \n\n\n\nIl biglietto\, comprensivo di colazione e letture\, costa 10 euro\, è prevista una card per 4 ingressi al costo di 35 euro. \n\n\n\nPrevendite al Botteghino del Teatro Biondo e su www.vivaticket.com. \n\n\n\n___________________ \n\n\n\nColazioni d’autore \n\n\n\na cura di Vincenzo Pirrotta \n\n\n\nin collaborazione con Sellerio  \n\n\n\ni prossimi appuntamenti \n\n\n\nSala Strehler\, domenica 23 novembre ore 11.00 \n\n\n\nLa rivoluzione della luna \n\n\n\nCamilleri e il romanzo storico \n\n\n\nSala Strehler\, domenica 30 novembre ore 11.00 \n\n\n\nTrilogia delle metamorfosi \n\n\n\ntesti tratti da Maruzza Musumeci\, Il casellante\, Il sonaglio \n\n\n\nSala Strehler\, domenica 7 dicembre ore 11.00 \n\n\n\nLe vichinghe volanti \n\n\n\ne altre storie d’amore a Vigàta \n\n\n\ningresso alle colazioni a partite dalle ore 10.15 \n\n\n\nposto unico colazione + lettura 10 euro \n\n\n\nbiscotti artigianali offerti da Tumminello
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