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SUMMARY:"La Milonga del Fùtbol" al Cineteatro Italia di Eboli
DESCRIPTION:A 5 anni esatti dalla sua scomparsa\, Diego Armando Maradona\, “el pibe de oro”\, il più grande calciatore di tutti i tempi\, icona pop mondiale e idolo di quel popolo argentino che usciva dai problemi della recessione e della dittatura del Generale Videla\, torna idealmente nella regione d’Italia che lo accolse trionfalmente negli anni’80\, quando fu acquistato dal Napoli di Ferlaino.  \n\n\n\nIl 25 novembre al Cineteatro Italia di Eboli\, in provincia di Salerno\, andrà in scena La Milonga del Fùtbol\, uno spettacolo ideato e diretto da Pierluigi Iorio\, tratto dall’omonimo libro del giornalista sportivo Federico Buffa\, e prodotto da IMARTS – International Music and Arts. \n\n\n\nIn scena lo stesso Buffa\, definito da Aldo Grasso un “narratore straordinario\, capace di fare vera cultura\, cioè di stabilire collegamenti\, creare connessioni\, aprire digressioni”. Ad accompagnarlo\, la musiche originali di Alessandro Nidi eseguite dal vivo e la voce intensa di Mascia Foschi. \n\n\n\nNarratore raffinato e affabulatore d’eccezione\, Federico Buffa ci accompagna in un viaggio che attraversa cento anni di storia argentina\, un secolo di passioni\, sogni e rivoluzioni. Dal funambolo del goal Renato Cesarini al genio irriverente di Omar Sivori che incantava l’Argentina degli anni ‘50\, fino all’inarrivabile Diego Armando Maradona\, un racconto epico e struggente\, dove sport\, musica\, Storia e memoria si intrecciano in un Tango che vibra di emozioni. \n\n\n\nTra atmosfere tanghere a suggestioni contemporanee\, un omaggio al Paese sudamericano e al suo popolo\, alla sua cultura fatta di ballo\, fede e sogno; ma anche un tributo all’arte del racconto che Federico Buffa continua a elevare con eleganza e maestria. Come afferma il regista Pierluigi Iorio\, Buffa “nel toccare le corde dell’anima e del cuore\, ci racconta la vita che diventa letteratura”. \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nProduzione: International Music and Arts (IMARTS)Organizzazione: Barezzi Festival/Giovanni SparanoRegia: Pierluigi IorioCon: Federico Buffa\, Alessandro Nidi (pianoforte)\, Mascia Foschi (voce)Light design: Francesco AdinolfiMusiche originali: Alessandro Nidi \n\n\n\nPrevendite \n\n\n\nhttps://ticket.cinebot.it/italia2/evento/2819_la-milonga-del-f-tbo
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SUMMARY:Ultimo episodio di "NELLE PUNTATE PRECEDENTI" – A te\, fra venticinque anni al Teatro Basilica
DESCRIPTION:TeatroBasilica ospita il Quinto e ultimo episodio di NELLE PUNTATE PRECEDENTI – A te\, fra venticinque anni\, la saga familiare ideata dal Gruppo della Creta e Pier Lorenzo Pisano. \n\n\n\nEp. 5 – A te\, fra venticinque annidi Rebecca RighettiCon: Shadi Romeo\, Elena VanniRegia: Pier Lorenzo Pisano e Alessandro Di Murro \n\n\n\nUn epilogo intenso e atteso\, che chiude un percorso settimanale costruito con cura e passione\, dove il pubblico diventa custode dei volti\, delle voci e delle ferite di una storia familiare che attraversa generazioni. Un capitolo che guarda al futuro\, a chi resta\, a chi eredita\, e che invita a immaginare cosa sarà “fra venticinque anni”. \n\n\n\nIl lavoro drammaturgico di Rebecca Righetti\, protagoniste  Shadi Romeo\, Elena Vanni\, le musiche di Amedeo Monda\, le luci di Matteo Ziglio\, le scenografie di Paola Castrignanò e i costumi di Raffaella Toni rendono questo ultimo episodio un’esperienza teatrale intensa\, corale e condivisa.
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LOCATION:Teatro Basilica\, Piazza di Porta San Giovanni\, 10\, Roma\, 00185\, Italia
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SUMMARY:"Esagerate!" allo Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Allo Spazio Rossellini di Roma\, polo culturale multidisciplinare della Regione Lazio gestito da ATCL\, martedì 25 novembre\, Esagerate! Torna a Roma\, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne\, Esagerate! scritto\, diretto ed interpretato da Cinzia Spanò che da molti anni si distingue per il suo impegno nel contrasto alla violenza di genere\, sia sulla scena\, sia nel sociale in primo luogo con la co-fondazione di Amleta\, associazione per il contrasto alle disparità e alla violenza nel mondo dello spettacolo e della quale è presidente. La giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata istituita dall’Onu nel 1999\, in ricordo delle tre sorelle Mirabal\, deportate\, violentate e uccise il 25 novembre 1960 nella Repubblica Dominicana. \n\n\n\nEsagerate! fa parte di una trilogia di testi dell’autrice che include Tutto quello che volevo\, storia di una sentenza (2019)\, dedicato alla Giudice Paola Di Nicola Travaglini e il nuovo Dentro la tela che debutterà in prima assoluta nel maggio 2026. \n\n\n\nEsagerate! È uno spettacolo\, una Stand Up Comedy (ma anche un po’ Tragedy)\, un corso per tutte e tutti finalizzato a raggiungere importanti traguardi in termini di parità di genere e il superamento degli stereotipi. \n\n\n\nChi meglio di Cinzia Spanò\, che da anni opta per il buon umore come scelta consapevole e l’attivismo femminista come missione di vita\, può smascherare tanti (tutti?) i pregiudizi figli di una cultura maschilista e patriarcale lunga 3000 anni. Alzi la mano chi\, almeno una volta nella vita\, non si è sentita dire: “esagerata!”.  \n\n\n\nLo spettacolo\, prodotto da Effimera Produzioni\, si avvale per le scene delle illustrazioni di Ginevra Rapisardi che crea per ogni capitolo dello spettacolo un’immagine di accompagnamento al testo di Cinzia Spanò. Il costume di scena è disegnato dalla stilista Adriana Morandi per Molce Atelier – la sartoria che cura\, Associazione che sostiene donne vittime di violenza sotto il duplice aspetto della formazione professionale e del sostegno psicologico. \n\n\n\nL’Italia si trova agli ultimi posti in Europa nella classifica delle pari opportunità redatta ogni anno dal World Economic Forum\, se andiamo avanti di questo passo la parità verrà raggiunta fra circa 130 anni. Ma questa previsione non è fissa\, a volte si avvicina\, a volte – come è stato per esempio a causa dell’impatto del Covid- si allontana (come sappiamo durante il periodo di Covid il 98% di chi ha perso il lavoro è risultato essere una donna).  \n\n\n\nL’andamento di questa proiezione dipende da molti fattori\, non tutti prevedibili. Uno però è certo\, ce lo ha insegnato la storia; per ottenere diritti bisogna lottare\, chiedere\, protestare\, manifestare.  \n\n\n\nPer farlo però bisogna conoscere\, vedere le trappole degli stereotipi e dei pregiudizi\, anche quelli che abbiamo introiettato\, e costruire alleanze. E soprattutto liberarsi della gabbia delle parole:  \n\n\n\n“Le vie dedicate alle donne sono solo il 4%. Ne vogliamo di più.” Esagerate! \n\n\n\n“I tassi di occupazioni femminili nel nostro Paese sono i più bassi \n\n\n\nd’Europa. Vogliamo investimenti e riforme strutturali” Esagerate! \n\n\n\n“Le donne muoiono di alcune note patologie molto più degli uomini. Ma questo non si sa… perché gli studi medici sono fatti solo su uomini. Vogliamo più dati raccolti in una prospettiva di genere.” Esagerate! \n\n\n\n“Il costo della virilità secondo le economiste ammonta a 98 millardi di euro all’anno\, pari al 5% del PIL italiano. Vogliamo si tenga conto di questo dato.” Esagerate! \n\n\n\nOgni lecita richiesta o analisi del reale da parte delle donne si scontra contro questa parola\, e le parole lo sappiamo\, possono trasformarsi in gabbie. Occorre quindi prima di tutto liberarsi da questo bisogno di piacere e compiacere con cui noi donne siamo state cresciute. Se ad ogni lecita richiesta ci danno delle esagerate\, allora esageriamo! \n\n\n\nUn corso di esageranza quindi\, una stand up che intrecciando numeri\, dati\, storia\, sacro e profano intende divertire\, indignare e soprattutto mettere i puntini sulla i. Anzi sulla ǝ! \n\n\n\nCinzia Spanò vive a Milano\, è attrice\, drammaturga e attivista. \n\n\n\nNel 2020 il Corriere della Sera l’ha inserita fra le 100 donne dell’anno da ricordare. \n\n\n\nÈ socia fondatrice e presidente di Amleta\, associazione per il contrasto alle disparità e alla violenza nel mondo dello spettacolo\, Premio Amnesty International Arte e diritti umani 2021.  \n\n\n\nCome attrice ha vinto il Premio Hystrio alla vocazione\, il Premio Imola\, il Premio Anteprima ed è stata nominata agli Ubu per il teatro.  \n\n\n\nI suoi testi sono prodotti dal teatro dell’Elfo di Milano: La Moglie\, vincitore del Premio Donne e Teatro 2017\, Tutto quello che volevo\, vincitore del Premio Milano Donna 2019. Palma Bucarelli e l’altra Resistenza dedicato al salvataggio delle opere d’arte durante la Seconda guerra mondiale. Nel 2022 e 2023 porta in scena con il patrocinio di Amnesty International il romanzo Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi\, primo episodio di serie sulla libertà intitolato primo Letteratura e Libertà – I Reading Concerts. Leggere Lolita a Teheran. \n\n\n\nGinevra Rapisardi è illustratrice e vive a Milano. Ha lavorato come architetta fino al 2020.  Da sempre appassionata di arte dal gennaio 2021 decide di perseguire il suo sogno e si diploma al Mimaster di Milano. Attualmente lavora come illustratrice editoriale e designer di copertine di libri. \n\n\n\nÈ incuriosita da un approccio multidisciplinare sperimentando stili e tecniche diverse. \n\n\n\nper info: 3452978091 – info@spaziorossellini.it \n\n\n\nwww.spaziorossellini.it \n\n\n\nintero online: €14\,50 + d.p. \n\n\n\nintero botteghino: €15\,00 \n\n\n\nridotto botteghino (under 18 e over 65): €12\,00 \n\n\n\nParcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. L’ingresso del parcheggio è in via della Vasca Navale 70.
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SUMMARY:" L’estasi della lotta" al Giuditta Pasta di Saronno
DESCRIPTION:In occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne\, il palcoscenico del Teatro Giuditta Pasta di Saronno accoglie uno degli spettacoli più attesi e potenti della nuova scena contemporanea: L’estasi della lotta\, progetto di e con Carlotta Viscovo\, con drammaturgia di Angela Dematté. \n\n\n\nUn appuntamento che non è solo teatro\, ma un invito profondo a condividere un’esperienza di consapevolezza e bellezza\, un viaggio nella forza creativa delle donne e nel loro diritto di esistere\, creare\, resistere. \n\n\n\nUn racconto necessario: Camille e Carlotta\, due vite che lottano \n\n\n\nL’estasi della lotta nasce dall’urgenza di Carlotta Viscovo di raccontare Camille Claudel non come vittima\, ma come artista radicale\, luminosa\, ingiusta­mente soffocata. Nel suo corpo\, nelle sue parole\, nella materia viva della scena\, Carlotta intreccia la biografia della scultrice con la propria\, segnata dall’impegno sindacale e dal peso politico e personale della parola “lotta”. \n\n\n\nNe emerge un personaggio terzo\, vibrante e indomabile: un’anima che attraversa epoche\, che interroga la relazione fra corpo e protesta\, ambizione e autosabotaggio\, arte e mercato\, intimità e responsabilità pubblica. \n\n\n\nUno spettacolo che plasma il corpo come scultura \n\n\n\nLa scena è un organismo vivo\, un luogo poetico dove il corpo dell’attrice diventa materia da scolpire.Lo sguardo coreografico di Alessandra Cristiani\, il disegno luci di Luigi Biondi\, le musiche di Marco Mantovani\, la presenza scenografica di Ettore Greco\, il progetto video di Ivonne Capece: ogni elemento compone un paesaggio sensoriale che respira e pulsa insieme al pubblico. \n\n\n\nÈ un teatro che si fa corpo\, un corpo che si fa lotta\, una lotta che si fa estasi. \n\n\n\nPerché venire il 25 novembre \n\n\n\nPerché questo spettacolo non chiede solo di essere guardato: chiede di essere attraversato. \n\n\n\nIn una giornata dedicata alla memoria\, alla denuncia e al cambiamento\, L’estasi della lotta invita gli spettatori a un gesto collettivo: abitare insieme un atto d’arte che restituisce dignità alle voci che la storia ha soffocato.Una celebrazione della forza femminile\, dell’atto creativo come resistenza\, della possibilità di rinascere nella fragilità e nella rabbia\, nella bellezza e nel dissenso. \n\n\n\nÈ un’esperienza che commuove\, scuote e lascia un segno. \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nprogetto di e con: Carlotta Viscovodrammaturgia: Angela Demattésupervisione dei movimenti: Alessandra Cristianidramaturg: Alice Sinigagliadisegno luci: Luigi Biondimusiche e progetto sonoro: Marco Mantovanisupervisione ai costumi: Margherita Baldoniinstallazione scenografica/scultorea: Ettore Grecoassistente allo scultore: Anna Velludovideo artist: Ivonne Capecearchivio video biografico: Lorenzo Ponte\, Margherita OrsiniProduzione: LAC Lugano Arte e Cultura\, TrentoSpettacoli\, Elsinor Centro di Produzione TeatraleCon il sostegno di Qui e Ora Residenza Teatrale\, Campsirago Residenza\, Festival Il Giardino delle EsperidiPartner di produzione: Gruppo Ospedaliero Moncucco – Clinica 
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LOCATION:Teatro Giuditta Pasta\, Via 1 Maggio snc\, Saronno (VA)\, ITA\, 21047\, Italia
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SUMMARY:"Casa Dolce Casa" all'Auditorium Spin Time di Roma
DESCRIPTION:Dopo il successo al Fringe di Edimburgo\, lo spettacolo scritto\, diretto e interpretato da Miriam cappa arriva con la sua prima data italiana. Un monologo tragicomico che racconta la crisi abitativa e la ricerca di un posto che possa davvero diventare “casa”. \n\n\n\nIn bilico tra sogno e realtà\, lo spettacolo affronta con umorismo e malinconia le contraddizioni del “trovare casa” in un mondo in cui anche solo avere un tetto sopra la testa è diventato un lusso. Al centro della scena\, una donna dà voce al desiderio semplice di avere un luogo dachiamare “casa” – con un letto morbido\, un salotto accogliente e la dignità che ogni essere umano merita. Invece\, si scontra con affitti assurdi\, micro‐abitazioni e un sistema che misura il valore delle persone in base ai contratti a tempo indeterminato. \n\n\n\nL’ingresso è a offerta libera.  \n\n\n\nPer info e prenotazioni scrivere a casadolcecasaprenotazioni@gmail.com
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LOCATION:Auditorium Spin Time\, Via di Santa Croce in Gerusalemme\, 55\, Roma\, ITA\, 00185\, Italia
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SUMMARY:"QUELLI CHE RESTANO" al Cometa Off
DESCRIPTION:Cosa resta\, quando qualcuno se ne va? È da questa domanda che prende corpo QUELLI CHE RESTANO\, il nuovo progetto teatrale firmato da Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci\, uno spettacolo che indaga il lutto\, il branco\, le famiglie e le assenze. Lo spettacolo\, con la regia di Davide Celona\, vede in scena Marta Ferrarini\, Leonardo Lutrario\, Luca Molinari ed Emanuela Vinci. La supervisione drammaturgica è di Giovanni Bonacci. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Cometa il 24 e 25 novembre 2025.  \n\n\n\nSINOSSI \n\n\n\nUn gruppo di quattro amici – Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo – si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo\, il loro quinto\, che si è appena suicidato. La ferita di essere stati cacciati dalla camera mortuaria dalla famiglia dell’amico porta questi giovani adulti a riflettere su una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa un’esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n\n\n\n\nORIGINE \n\n\n\nNoi siamo il risultato delle presenze e delle assenze della nostra vita e spesso le persone a cui ci leghiamo portano delle ferite simili alle nostre. \n\n\n\nIl progetto nasce infatti dalla riflessione delle autrici sulla loro esperienza di figlie\, dei padri e delle madri\, e di cosa abbia significato la loro presenza o la loro assenza. \n\n\n\nCosa significa quindi essere figli? Qual è l’eredità che le nostre famiglie ci lasciano? E quanto questa viene sporcata dalla società? \n\n\n\nLo spettacolo è l’opera prima di Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci ed è uno dei cinque progetti vincitori della sezione Teatro del bando “Labor Work” di DiscoLazio\, indetto da Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini. \n\n\n\n\n\n\n\nNOTE DI MARTA FERRARINI ED EMANUELA VINCI \n\n\n\nI quattro protagonisti affrontano la perdita di un amico\, un evento traumatico che li costringe\, in qualche modo\, a dover stare nel dolore. \n\n\n\nStare nel dolore significa guardarsi dentro e finire per ritrovare tutto il marcio\, e nel caso di Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo\, il marcio ha il volto delle loro famiglie… e forse anche di quella di Milo. \n\n\n\nIl linguaggio sperimentale ricerca questa complessità\, a partire dalla struttura drammaturgica. La storia si sviluppa su due piani diversi di narrazione che si intrecciano: il primo è quello del presente\, in cui si vedranno i personaggi vivere\, passo per passo\, l’ora che precede il funerale dell’amico; il secondo è un piano di astrazione\, in cui in scena prendono vita momenti del passato e movimenti interiori dei protagonisti. \n\n\n\nI personaggi si muovono\, quindi\, dentro ferite ereditarie\, ma anche dentro un’ostinata ricerca di senso e di appartenenza. Il loro legame prende la forma di un branco: un luogo comodo\, in cui imparano a sopravvivere. \n\n\n\nQui si scoprono vulnerabili e si riconoscono nel compagno. Non sono né eroi né vittime: sono umani\, contraddittori\, sono quelli che restano. \n\n\n\nNonostante i temi trattati\, il tono e lo stile sono dissacranti e puntano a far vivere allo spettatore una montagna russa emotiva. Alla parola si uniscono corpo e musica come medium evocativi\, in modo da indagare sfumature diverse. \n\n\n\nUn gruppo di ragazzi\, un posto vuoto e il silenzio che fa più rumore delle parole. QUELLI CHE RESTANO è il racconto di chi resta\, perché andarsene non è concesso a tutti. \n\n\n\nBIO DEL COLLETTIVO \n\n\n\nEmanuela Vinci e Marta Ferrarini si conoscono durante il biennio di formazione teatrale presso Officina delle Arti Pier Pasolini\, dove stringono una forte amicizia da cui poi nasce un sodalizio artistico fondato su una comunione di intenti. Condividono una visione affine su cosa significhi fare arte\, sull’uso di un linguaggio teatrale aperto a diverse contaminazioni e sulla necessità di trattare temi intimi\, ma anche collettivi e politici. \n\n\n\nMarta Ferrarini\, Milano classe 2000. Si avvicina al mondo dello spettacolo grazie alla danza e al musical\, dal 2015 studia canto e pianoforte. Comincia a formarsi nella recitazione presso STM a Novara con Elena Ferrari\, dal 2021 studia drammaturgia antica e frequenta il Laboratorio di Alta Formazione teatrale dell’università Cattolica di Milano con Christian Poggioni ed Ermelinda Cakalli. Entra a far parte della compagnia Kerìs\, portando in scena testi di teatro antico in vari teatri di Milano e nel carcere di Opera. Frequenta poi vari workshop tra cui un corso intensivo di regia e un seminario di schiera con Gabriele Vacis. Nel dicembre 2024 si diploma nel biennio della sezione teatro di “Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini” a Roma\, dopo aver lavorato con professionisti quali Massimo Venturiello\, Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Armando Pugliese\, Maria Letizia Gorga e tanti altri. Nel 2025 vince il bando “Labor Work” indetto dalla stessa scuola\, e scrive un testo che porterà in scena a fine 2025. \n\n\n\nEmanuela Vinci nasce a Palermo nella Pasqua del 1999. Da bambina ha studiato danza per diversi anni. Durante il primo anno di liceo ha iniziato a studiare canto e ha continuato anche dopo la fine delle superiori\, avvenuta nel 2018\, quando si è diplomata al liceo artistico in scenografia. Una volta terminato il liceo\, oltre a continuare lo studio del canto\, ha iniziato a fare diverse masterclass e ha frequentato il laboratorio del Teatro Mediterraneo Occupato\, diretto da Maurizio Spicuzza. Durante quegli anni ha portato in scena spettacoli di vari autori\, da Pinter a Massini. Successivamente ha anche studiato con Filippo Luna e Virginia Alba\, due attori palermitani a cui deve molto. Nel 2022 si presenta al Premio Hystrio e arriva in finale. Lo stesso anno è entrata a Officina Pasolini\, a Roma. Durante gli anni di Officina Pasolini ha avuto l’onore di essere diretta da professionisti come Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Massimo Venturiello\, Paolo Coletta\, Francesco Giuffrè e di lavorare con altrettanti professionisti come Maria Letizia Gorga\, Francesco Brandi e Armando Pugliese. Nel 2024 ha preso il diploma e successivamente ha vinto un bando indetto dalla Regione Lazio per Officina Pasolini\, insieme alla sua collega\, con la quale ha scritto un progetto che nasce da una comune necessità\, nell’ottica di riuscire a parlare ai giovani e alle giovani come loro. \n\n\n\n\n\n\n\nREGIA DAVIDE CELONA \n\n\n\nAttore\, danzatore\, cantante e performer. Diplomato alla Scuola Teatro Arsenale di Milano e successivamente alla Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi. \n\n\n\nDurante il suo percorso di formazione ha incontrato registi come Emma Dante\, Societas Raffaello Sanzio\, Ricci/Forte\, Claudio Tolcachir\, Gabriele Vacis\, Mariangela Gualtieri\, Davide Enia\, Roberta Carreri\, John Strasberg. \n\n\n\nDal 2010 entra a far parte della Compagnia SudCostaOccidentale diretta da Emma Dante portando nella scena nazionale ed internazionale spettacoli quali “Anastasia\, Genoveffa e Cenerentola”\, “Gli alti e bassi di Biancaneve”\, “Tre favole per un addio”\, “Fable pour un adieu”\, “Scarpette rotte”\, “Il canto della sirena”\, “Verso Medea”\, “La Trilogia degli occhiali -Il castello della Zisa”\, “Le sorelle Macaluso”\, spettacolo vincitore del premio UBU nel 2014\, “Bestie di scena”\, “Re Chicchinella” attualmente in scena. \n\n\n\nNel 2023 prende parte al progetto “VajontS23” regia di Marco Paolini. È coreografo per “Operetta Burlesca”\, “Extramoenia”\, “La bella Rosaspina addormentata” regia di Emma Dante. \n\n\n\nConduce workshop e masterclass di formazione per attori\, danzatori e cantanti in diversi spazi quali la Vicaria a Palermo\, l’Atelier del Teatro e delle Arti\, MTS Scuola di Musical e Campo Teatrale a Milano\, La Comédie de Geneve in Svizzera. \n\n\n\nINTERPRETI \n\n\n\nLeonardo Alberto Lutrario attore classe 1998. Dopo aver mosso i primi passi al Teatro 7 con Marco Zadra\, ha completato un triennio di recitazione presso l’ASC Teatro della Dodicesima\, sotto la direzione di Marco Tempèra e Alberto Bellandi. Ha arricchito il suo percorso partecipando a numerosi workshop intensivi (Scaletta e Carrozzerie N.O.T.) con figure di spicco della scena contemporanea\, tra cui Fabiana Iacozzilli\, Rafael Spregelburd (Novoli\, Lecce)\, Franco Mannella\, Federica Santoro\, Stefano Patti e Daniele Parisi.Ha calcato le scene di teatri romani come il Teatro Palladium con Il circo dell’apparenza (da Il Berretto a Sonagli\, regia di Marco Tempèra)\, il Teatro Cometa Off con Nelle due mani di Roberto Staglianò\, e Villa Torlonia con la lettura Lavanderia Calzino Perso diretta da Mauro Santopietro per l’Onstage Festival. Ha inoltre preso parte allo spettacolo L’Italia questo bel paese\, tratto dai monologhi di Mattia Torre\, presentato sia a Roma che al Teatro Rossini di Gioia del Colle. \n\n\n\nLuca Molinari nasce a Roma il 20 luglio del 1993. Si diploma presso l’Accademia d’Arte Drammatica Link Academy nel 2015. Debutta a teatro sempre nel 2015 con L’Odissea con la regia di Vincenzo Manna e Andrea Baracco. Da lì in avanti avrà occasione di essere protagonista di numerose rappresentazioni teatrali quali: DNA di Dennis Kelly\, Mary Stuart\, Antigone\, La Tempesta di W. Shakespeare solo per citarne alcuni.  Nel 2017 prende il ruolo da protagonista di Manuel nel film Le grida del silenzio\, nel 2018 collabora da protagonista di puntata in Don Matteo 11. Calca i palchi d’Italia in veste anche di musicista classificandosi finalista al concorso Sanremo Trend nel 2021 in band\, sul palco dell’Ariston. Dal 2022 ha prestato la sua voce per alcuni film debuttando di fatto come doppiatore.
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SUMMARY:"Quelli che restano" al Cometa Off
DESCRIPTION:Cosa resta\, quando qualcuno se ne va? È da questa domanda che prende corpo QUELLI CHE RESTANO\, il nuovo progetto teatrale firmato da Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci\, uno spettacolo che indaga il lutto\, il branco\, le famiglie e le assenze. Lo spettacolo\, con la regia di Davide Celona\, vede in scena Marta Ferrarini\, Leonardo Lutrario\, Luca Molinari ed Emanuela Vinci. La supervisione drammaturgica è di Giovanni Bonacci. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Cometa il 24 e 25 novembre 2025.  \n\n\n\nSINOSSI \n\n\n\nUn gruppo di quattro amici – Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo – si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo\, il loro quinto\, che si è appena suicidato. La ferita di essere stati cacciati dalla camera mortuaria dalla famiglia dell’amico porta questi giovani adulti a riflettere su una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa un’esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n\n\n\n\nORIGINE \n\n\n\nNoi siamo il risultato delle presenze e delle assenze della nostra vita e spesso le persone a cui ci leghiamo portano delle ferite simili alle nostre. \n\n\n\nIl progetto nasce infatti dalla riflessione delle autrici sulla loro esperienza di figlie\, dei padri e delle madri\, e di cosa abbia significato la loro presenza o la loro assenza. \n\n\n\nCosa significa quindi essere figli? Qual è l’eredità che le nostre famiglie ci lasciano? E quanto questa viene sporcata dalla società? \n\n\n\nLo spettacolo è l’opera prima di Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci ed è uno dei cinque progetti vincitori della sezione Teatro del bando “Labor Work” di DiscoLazio\, indetto da Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini. \n\n\n\n\n\n\n\nNOTE DI MARTA FERRARINI ED EMANUELA VINCI \n\n\n\nI quattro protagonisti affrontano la perdita di un amico\, un evento traumatico che li costringe\, in qualche modo\, a dover stare nel dolore. \n\n\n\nStare nel dolore significa guardarsi dentro e finire per ritrovare tutto il marcio\, e nel caso di Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo\, il marcio ha il volto delle loro famiglie… e forse anche di quella di Milo. \n\n\n\nIl linguaggio sperimentale ricerca questa complessità\, a partire dalla struttura drammaturgica. La storia si sviluppa su due piani diversi di narrazione che si intrecciano: il primo è quello del presente\, in cui si vedranno i personaggi vivere\, passo per passo\, l’ora che precede il funerale dell’amico; il secondo è un piano di astrazione\, in cui in scena prendono vita momenti del passato e movimenti interiori dei protagonisti. \n\n\n\nI personaggi si muovono\, quindi\, dentro ferite ereditarie\, ma anche dentro un’ostinata ricerca di senso e di appartenenza. Il loro legame prende la forma di un branco: un luogo comodo\, in cui imparano a sopravvivere. \n\n\n\nQui si scoprono vulnerabili e si riconoscono nel compagno. Non sono né eroi né vittime: sono umani\, contraddittori\, sono quelli che restano. \n\n\n\nNonostante i temi trattati\, il tono e lo stile sono dissacranti e puntano a far vivere allo spettatore una montagna russa emotiva. Alla parola si uniscono corpo e musica come medium evocativi\, in modo da indagare sfumature diverse. \n\n\n\nUn gruppo di ragazzi\, un posto vuoto e il silenzio che fa più rumore delle parole. QUELLI CHE RESTANO è il racconto di chi resta\, perché andarsene non è concesso a tutti. \n\n\n\nBIO DEL COLLETTIVO \n\n\n\nEmanuela Vinci e Marta Ferrarini si conoscono durante il biennio di formazione teatrale presso Officina delle Arti Pier Pasolini\, dove stringono una forte amicizia da cui poi nasce un sodalizio artistico fondato su una comunione di intenti. Condividono una visione affine su cosa significhi fare arte\, sull’uso di un linguaggio teatrale aperto a diverse contaminazioni e sulla necessità di trattare temi intimi\, ma anche collettivi e politici. \n\n\n\nMarta Ferrarini\, Milano classe 2000. Si avvicina al mondo dello spettacolo grazie alla danza e al musical\, dal 2015 studia canto e pianoforte. Comincia a formarsi nella recitazione presso STM a Novara con Elena Ferrari\, dal 2021 studia drammaturgia antica e frequenta il Laboratorio di Alta Formazione teatrale dell’università Cattolica di Milano con Christian Poggioni ed Ermelinda Cakalli. Entra a far parte della compagnia Kerìs\, portando in scena testi di teatro antico in vari teatri di Milano e nel carcere di Opera. Frequenta poi vari workshop tra cui un corso intensivo di regia e un seminario di schiera con Gabriele Vacis. Nel dicembre 2024 si diploma nel biennio della sezione teatro di “Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini” a Roma\, dopo aver lavorato con professionisti quali Massimo Venturiello\, Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Armando Pugliese\, Maria Letizia Gorga e tanti altri. Nel 2025 vince il bando “Labor Work” indetto dalla stessa scuola\, e scrive un testo che porterà in scena a fine 2025. \n\n\n\nEmanuela Vinci nasce a Palermo nella Pasqua del 1999. Da bambina ha studiato danza per diversi anni. Durante il primo anno di liceo ha iniziato a studiare canto e ha continuato anche dopo la fine delle superiori\, avvenuta nel 2018\, quando si è diplomata al liceo artistico in scenografia. Una volta terminato il liceo\, oltre a continuare lo studio del canto\, ha iniziato a fare diverse masterclass e ha frequentato il laboratorio del Teatro Mediterraneo Occupato\, diretto da Maurizio Spicuzza. Durante quegli anni ha portato in scena spettacoli di vari autori\, da Pinter a Massini. Successivamente ha anche studiato con Filippo Luna e Virginia Alba\, due attori palermitani a cui deve molto. Nel 2022 si presenta al Premio Hystrio e arriva in finale. Lo stesso anno è entrata a Officina Pasolini\, a Roma. Durante gli anni di Officina Pasolini ha avuto l’onore di essere diretta da professionisti come Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Massimo Venturiello\, Paolo Coletta\, Francesco Giuffrè e di lavorare con altrettanti professionisti come Maria Letizia Gorga\, Francesco Brandi e Armando Pugliese. Nel 2024 ha preso il diploma e successivamente ha vinto un bando indetto dalla Regione Lazio per Officina Pasolini\, insieme alla sua collega\, con la quale ha scritto un progetto che nasce da una comune necessità\, nell’ottica di riuscire a parlare ai giovani e alle giovani come loro. \n\n\n\n\n\n\n\nREGIA DAVIDE CELONA \n\n\n\nAttore\, danzatore\, cantante e performer. Diplomato alla Scuola Teatro Arsenale di Milano e successivamente alla Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi. \n\n\n\nDurante il suo percorso di formazione ha incontrato registi come Emma Dante\, Societas Raffaello Sanzio\, Ricci/Forte\, Claudio Tolcachir\, Gabriele Vacis\, Mariangela Gualtieri\, Davide Enia\, Roberta Carreri\, John Strasberg. \n\n\n\nDal 2010 entra a far parte della Compagnia SudCostaOccidentale diretta da Emma Dante portando nella scena nazionale ed internazionale spettacoli quali “Anastasia\, Genoveffa e Cenerentola”\, “Gli alti e bassi di Biancaneve”\, “Tre favole per un addio”\, “Fable pour un adieu”\, “Scarpette rotte”\, “Il canto della sirena”\, “Verso Medea”\, “La Trilogia degli occhiali -Il castello della Zisa”\, “Le sorelle Macaluso”\, spettacolo vincitore del premio UBU nel 2014\, “Bestie di scena”\, “Re Chicchinella” attualmente in scena. \n\n\n\nNel 2023 prende parte al progetto “VajontS23” regia di Marco Paolini. È coreografo per “Operetta Burlesca”\, “Extramoenia”\, “La bella Rosaspina addormentata” regia di Emma Dante. \n\n\n\nConduce workshop e masterclass di formazione per attori\, danzatori e cantanti in diversi spazi quali la Vicaria a Palermo\, l’Atelier del Teatro e delle Arti\, MTS Scuola di Musical e Campo Teatrale a Milano\, La Comédie de Geneve in Svizzera. \n\n\n\nINTERPRETI \n\n\n\nLeonardo Alberto Lutrario attore classe 1998. Dopo aver mosso i primi passi al Teatro 7 con Marco Zadra\, ha completato un triennio di recitazione presso l’ASC Teatro della Dodicesima\, sotto la direzione di Marco Tempèra e Alberto Bellandi. Ha arricchito il suo percorso partecipando a numerosi workshop intensivi (Scaletta e Carrozzerie N.O.T.) con figure di spicco della scena contemporanea\, tra cui Fabiana Iacozzilli\, Rafael Spregelburd (Novoli\, Lecce)\, Franco Mannella\, Federica Santoro\, Stefano Patti e Daniele Parisi.Ha calcato le scene di teatri romani come il Teatro Palladium con Il circo dell’apparenza (da Il Berretto a Sonagli\, regia di Marco Tempèra)\, il Teatro Cometa Off con Nelle due mani di Roberto Staglianò\, e Villa Torlonia con la lettura Lavanderia Calzino Perso diretta da Mauro Santopietro per l’Onstage Festival. Ha inoltre preso parte allo spettacolo L’Italia questo bel paese\, tratto dai monologhi di Mattia Torre\, presentato sia a Roma che al Teatro Rossini di Gioia del Colle. \n\n\n\nLuca Molinari nasce a Roma il 20 luglio del 1993. Si diploma presso l’Accademia d’Arte Drammatica Link Academy nel 2015. Debutta a teatro sempre nel 2015 con L’Odissea con la regia di Vincenzo Manna e Andrea Baracco. Da lì in avanti avrà occasione di essere protagonista di numerose rappresentazioni teatrali quali: DNA di Dennis Kelly\, Mary Stuart\, Antigone\, La Tempesta di W. Shakespeare solo per citarne alcuni.  Nel 2017 prende il ruolo da protagonista di Manuel nel film Le grida del silenzio\, nel 2018 collabora da protagonista di puntata in Don Matteo 11. Calca i palchi d’Italia in veste anche di musicista classificandosi finalista al concorso Sanremo Trend nel 2021 in band\, sul palco dell’Ariston. Dal 2022 ha prestato la sua voce per alcuni film debuttando di fatto come doppiatore.
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SUMMARY:"Marco Giunio Bruto: eroe o traditore?" al Teatro Parioli
DESCRIPTION:Dopo il grande successo del processo a Sergio Marchionne andato in scena al Teatro dei Filodrammatici di Milano nell’ottobre scorso\, una nuova “provocazione” apre la stagione romana de La Storia a Processo\, il format ideato e curato da a Elisa Greco\, in scena lunedì 24 novembre alle ore 20.30 al Teatro Parioli Costanzo di Roma. \n\n\n\nProtagonista della serata un personaggio storico diventato icona perché incarna una delle tensioni più universali e drammatiche della storia umana: quella tra lealtà personale e dovere politico\, tra amicizia e ideali. La celebre frase “Tu quoque\, fili mi”\, pronunciata da Giulio Cesare in punto di morte\, sebbene non storicamente certa\, è diventata una delle più potenti della cultura occidentale\, facendo entrare Marco Giunio nell’immaginario collettivo come emblema del tradimento e del rimorso.  \n\n\n\nMarco Giunio Bruto: eroe o traditore? \n\n\n\n“Una scelta insolita rivolta ad un personaggio che potremo dire già condannato dalla Storia–commenta l’autrice Elisa Greco – e per questo è ancora più interessante portarne alla luce non solo le gesta ma le più profonde motivazioni Cosa possono rappresentare ancora oggi   le 23 coltellate dei cesaricidi guidati da Bruto al grido di “sic semper tyrannis”?   Soprattutto quale sarà il verdetto del pubblico chiamato ad esprimersi con la serenità e la lucidità del distacco del Tempo.   \n\n\n\nNonostante i fatti risalgano a oltre 2mila anni fa è difficile decidere se Bruto sia un eroe o un traditore. Tale ambiguità ha però avuto la forza di renderlo eterno: ogni epoca\, ogni potere\, può proiettare sul suo gesto politico estremo le proprie domande su libertà\, tirannia e legittimità. Nel tempo Bruto è diventato simbolo della ribellione contro l’autorità assoluta; dal Rinascimento in poi\, è stato reinterpretato come simbolo del cittadino che antepone la repubblica al tiranno. Ma il dilemma che lo rende ancora una figura attuale è la domanda che ogni epoca si pone: fino a che punto è giusto sacrificare i legami personali per un ideale politico o morale? \n\n\n\nAttraverso un dibattimento intenso e appassionato\, le ragioni di Accusa e Difesa si scontreranno facendo emergere l’avvincente complessità del protagonista. In equilibrio tra rigore e leggerezza\, ironia e serietà\, le parti si sfideranno a colpi di provocazioni\, trascinando il pubblico ora nell’adesione alla condanna\, ora all’assoluzione.  \n\n\n\nIntrodotti da Elisa Greco\, ideatrice e curatrice del format sul palco del Teatro Parioli Costanzo trasformato in aula di Tribunale\, si confronteranno\, con la guida della Presidente della Corte Paola Roja\, attuale Presidente Corte di Assise di Roma il Pubblico Ministero Fabrizio Gandini\, Consigliere Corte Suprema di Cassazione e l’Avvocato difensore il Vice Ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. \n\n\n\nMarco Giunio Bruto sarà interpretato da Roberto Giacobbo\, giornalista\, divulgatore e grande appassionato di storia antica. \n\n\n\nLe tesi a confronto saranno rispettivamente avvalorate dai testimoni: per l’accusa saranno sul palco Antonio Punzi\, Professore di Filosofia del diritto alla Luiss Guido Carli e Flavia Fratello\, giornalista del TgLa7\, mentre la difesa sarà affidata alle testimonianze di Giancarlo Loquenzi\, giornalista e conduttore di Zapping su Rai Radio 1 e Giulia Silvia Ghia storica dell’Arte\, Assessore alla cultura del I° Municipio Roma.  A completare il quadro degli interventi l ci sarà la partecipazione dell’avvocato Gaetano Mungari \n\n\n\nColpevole o innocente? \n\n\n\nAl pubblico\, come sempre\, il compito di esprimere con una propria votazione il verdetto a cui si aggiungerà la giuria social espressa da Radio Luiss. \n\n\n\nSi ringrazia per il prezioso sostegno DATASTAMPA. \n\n\n\nLa Storia a Processo!  Il format che cambia la Storia. \n\n\n\nIl format\, ideato e curato da Elisa Greco (tutelato da copy)\, giunto alla sua diciannovesima edizione\, Premio Gibaldone 2024\, con varie programmazioni – tra cui quelle di Roma e Milano – incontra di anno in anno un interesse sempre vivo nel pubblico. \n\n\n\nIn teatro\, sul palcoscenico trasformato in aula di tribunale\, sono chiamati a processo Personaggi che\, per le loro luci e le loro ombre\, hanno segnato la Storia\, perché siano giudicati dal pubblico attraverso un “processo”. Sono magistrati\, avvocati\, politici e giornalisti\, che assumono i ruoli di accusatori\, legali della Difesa e testimoni\, dando vita\, a braccio\, a un dibattimento che si delinea tra l’ironico e il serio\, tra il divertente e l’approfondimento\, tra il leggero e l’arguto\, senza mai diventare né banale né pesante. Al termine del dibattimento è il pubblico\, nel ruolo di giuria popolare\, a esprimere con una propria votazione il verdetto. È una circolarità di tesi contrapposte\, idee e suggestioni tra palcoscenico e platea\, che\, come sottolinea la curatrice\, in passato ha portato spesso a verdetti al di fuori dei pronostici.
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LOCATION:Teatro Parioli\, Via Giosuè Borsi\, 20\, Roma\, 00197\, Italia
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SUMMARY:"Ho vissuto il mio tempo come uno straniero" al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Continua con grande successo la stagione teatrale 25/26 al Teatro Comunale Veroli che vedrà in scena domenica 23 novembre una pièce che vuole essere anche un tributo alla carriera: Amedeo di Sora\, infatti\, con questo spettacolo intende celebrare i cinquant’anni della sua attività teatrale iniziata nel 1975.  \n\n\n\nVerranno ripercorse alcune tappe significative della sua carriera di attore e regista con la complicità di attori e musicisti con i quali ha collaborato nel corso degli anni. Saranno proposti al pubblico momenti significativi e rappresentativi di teatro e di teatro canzone\, perle di una collana lunga e preziosa\, di un viaggio condiviso con tanti spettatori\, allievi e compagni di strada sempre alla ricerca di un “contatto” profondo e di un teatro “vitale” e “necessario”.  \n\n\n\nIl risultato è un evento di grande fascino evocativo e di elevato livello artistico che non potete perdere.  \n\n\n\nVi aspettiamo domenica 23 novembre alle ore 18.00 con apertura botteghino alle ore 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00 \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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SUMMARY:"Wet Floor" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Domenica 23 novembre all’Altrove Teatro Studio va in scena WET FLOOR\, spettacolo scritto da Fabio Pisano e diretto da Maria Assunta Calvisi. \n\n\n\nBen è un giornalista rampante\, sicuro di sé\, Ruth è un signore delle pulizie intento a pulire il pavimento. Con la scusa del pavimento bagnato\, Ruth costringerà Ben ad uno strano confronto fino a mostrare le sue vere intenzioni: sequestrarlo e punirlo per aver diffuso informazioni scorrette sul suo conto che hanno causato il crollo della sua vita (licenziamento\, divorzio). Il rapimento ben presto verrà reso pubblico su una piattaforma web dove i lettori saranno invitati a decidere della sorte del giornalista. La massa degli utenti si scatenerà\, dando il peggio di sé e inneggiando alla morte di Ben. Mentre le forze speciali sono pronte a fare irruzione\, verità e finzione continuano a confondersi per portare ad un finale inatteso. \n\n\n\nIl testo\, scritto nel 2018 dal pluripremiato giovane drammaturgo Fabio Pisano\, pone la attualissima questione dell’informazione e della veridicità delle notizie che\, non solo nel giornalismo ma specialmente nei social\, vengono amplificate\, spesso senza una verifica seria\, generando\, talvolta\, drammi irreparabili. \n\n\n\nBiglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€ \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: \n\n\n\n telefono 3518700413 \n\n\n\n email ipensieridellaltrove@gmail.com
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LOCATION:Altrove Teatro Studio\, Via Giorgio Scalia\, 53\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY: “Las Mariposas. Storia delle sorelle Mirabal” al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Domenica 23 novembre alle ore 11.30\, il Teatro Villa Pamphilj ospita “Las Mariposas. Storia delle sorelle Mirabal”\, spettacolo che anticipa e celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre). Una produzione Accademia Teatrale Mario Brusa\, con Barbara Bazzea\, Elena Valente\, Angela Brusa\, Deborah Bernuzzi e Anita Cedroni nel ruolo di Mamà e le musiche originali eseguite dal vivo di Massimo Lajolo. La sceneggiatura – liberamente tratta dal romanzo “Il tempo delle farfalle” di Julia Alvarez – e la regia sono di Anita Cedroni. Las Mariposas è la storia delle quattro sorelle Mirabal\, nate e cresciute nell’ Isola di Santo Domingo durante la terribile dittatura del generale Trujillo. Le ragazze sposano la causa della liberazione della patria e si arruolano con i loro mariti tra le file dei guerriglieri con il nome di Mariposas (farfalle). Di ritorno da una visita al carcere\, dove sono prigionieri i mariti\, vengono barbaramente uccise il 25 novembre 1960\, data che oggi segna la ricorrenza mondiale contro la violenza sulle donne. Una sola delle quattro sorelle sopravvive\, Dedé\, la meno impegnata politicamente. Con la narrazione dei suoi ricordi ancora vivi e dolenti\, sola a sopportare tutto il dolore di quella tragedia\, anche Dedé si unisce al sacrificio delle sorelle. \n\n\n\nSi segnala inoltre che sabato 22 novembre alle ore 11.30 (ingresso gratuito) il Teatro ospiterà la presentazione del volume “Paesaggi musicali dalla Palestina”\, a cura di Francesco Saverio Galtieri e pubblicato da Gesualdo Edizioni nella collana didattica Fare per capire\, con prefazione del pedagogista Mario Piatti. Interverranno Andrea Satta\, Valeriano Solfiti\, Anna Maria Piccoli e Sonia Russino.Il libro raccoglie proposte didattico-musicali ispirate alla Palestina e nate dal lavoro di undici musicisti e docenti da tutta Italia\, con l’obiettivo di offrire alle scuole italiane un percorso educativo che unisce musica e conoscenza culturale. Il progetto sostiene il Centro del Mosaico di Gerico\, realtà che promuove lavoro e formazione per giovani – in gran parte donne – attraverso l’arte del mosaico. La collana Fare per capire è promossa dal Polo di Formazione Continua\, che riunisce la Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia\, l’Associazione internazionale Musica in Culla – Music in Crib e l’Associazione Orff-Schulwerk Italiano. \n\n\n\nNel fine settimana\, si segnala inoltre la quinta edizione della “Festa dell’Arte a Monteverde”\, promossa da Libreria Raponi\, Kulturjam Edizioni e Teatro Villa Pamphilj con il patrocinio del Municipio XII di Roma. Presso Agorart Centro Culturale (via Clivio Rutario 53) saranno esposte opere di numerosi artisti e una sezione speciale sarà dedicata a Cristiano Rea con i disegni realizzati per il cinquantenario della strage di Piazza Fontana. Il programma\, curato da Federico Raponi\, prevede due giornate di incontri letterari\, presentazioni di libri e la proiezione del video Bla\, bla\, bla – A tu per tu con Cristiano Rea\, a cura di Kulturjam.it. Per informazioni e prenotazioni: festadellartemonteverde@gmail.com. \n\n\n\nIl Teatro Villa Pamphilj\, con la direzione artistica di Veronica Olmi\, è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura\, con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura.La programmazione dei Teatri in Comune 2024-2025 è finanziata dall’Unione Europea – Next Generation EU\, nell’ambito del PNRR\, e rientra tra gli interventi “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma\, dal centro alla periferia\, al fine di favorire la fruizione turistica nel periodo giubilare” (PNRR – M1C3-Inv.4.3 Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici).
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SUMMARY: "La rivoluzione della luna" di Andrea Camilleri al Teatro Biondo Di Palermo
DESCRIPTION:Proseguono\, domenica 23 novembre alle ore 11.00 nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo\, le Colazioni d’autore curate da Vincenzo Pirrotta e dedicate quest’anno ad Andrea Camilleri in occasione del centenario della nascita. \n\n\n\nL’iniziativa\, realizzata in collaborazione con Sellerio editore\, si inserisce nel programma del “Centenario Camilleri” promosso dal Fondo Andrea Camilleri con il Comitato Nazionale “Camilleri 100”. \n\n\n\nA partire dalle 10.15 sarà possibile intrattenersi nel foyer della Sala Strehler per fare colazione e dialogare con lo stesso Pirrotta\, che alle 11.00 in punto darà il via alla lettura di alcuni brani tratti da La rivoluzione della luna\, un romanzo storico nel quale Camilleri ricostruisce la vicenda di Eleonora De Moura\, divenuta governatrice della Sicilia per un breve periodo nel 1677\, succedendo al marito Carlo III. \n\n\n\nL’operato di Eleonora rimane un esempio di buon governo rivolto in particolare al riscatto della condizione femminile.  \n\n\n\nIl biglietto\, comprensivo di colazione e letture\, costa 10 euro\, è prevista una card per 4 ingressi al costo di 35 euro. \n\n\n\nPrevendite al Botteghino del Teatro Biondo e su www.vivaticket.com. \n\n\n\n___________________ \n\n\n\nColazioni d’autore \n\n\n\na cura di Vincenzo Pirrotta \n\n\n\nin collaborazione con Sellerio  \n\n\n\ni prossimi appuntamenti \n\n\n\nSala Strehler\, domenica 23 novembre ore 11.00 \n\n\n\nLa rivoluzione della luna \n\n\n\nCamilleri e il romanzo storico \n\n\n\nSala Strehler\, domenica 30 novembre ore 11.00 \n\n\n\nTrilogia delle metamorfosi \n\n\n\ntesti tratti da Maruzza Musumeci\, Il casellante\, Il sonaglio \n\n\n\nSala Strehler\, domenica 7 dicembre ore 11.00 \n\n\n\nLe vichinghe volanti \n\n\n\ne altre storie d’amore a Vigàta \n\n\n\ningresso alle colazioni a partite dalle ore 10.15 \n\n\n\nposto unico colazione + lettura 10 euro \n\n\n\nbiscotti artigianali offerti da Tumminello
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SUMMARY:“LA DISTANZA DALLA LUNA” con Marco Bocci e Fabrizio Sabatucci
DESCRIPTION:Il recital ispirato a Papa Celestino V\, prodotto da ASSOPROF – Associazione di Professionisti Mentana – Lazio\, mette in scena\, con parole di sorprendente modernità\, il coraggio della rinuncia e la forza della speranza in un’epoca segnata da conflitti e fragilità\, ricevendo l’apprezzamento del Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati\, Federico Mollicone. \n\n\n\nCi sono momenti della storia che tornano a farsi sentire con una forza che attraversa i secoli. “La distanza dalla luna”\, il nuovo recital teatral-musicale con musiche e regia di Davide Cavuti e interpretato da Marco Bocci e Fabrizio Sabatucci\, nasce proprio da uno di questi momenti: la rinuncia al pontificato di Papa Celestino V\, avvenuta il 13 dicembre 1294 durante un concistoro destinato a segnare in modo indelebile la storia della Chiesa.Lo spettacolo\, prodotto da ASSOPROF – Associazione di Professionisti Mentana – Lazio\, andrà in scena sabato 22 novembre alle ore 21:00 al Teatro A. Di Iorio di Atessa e domenica 23 novembre alle ore 18:00 al Teatro Gennaro Finamore di Gessopalena\, entrambi in provincia di Chieti. Questi appuntamenti offriranno al pubblico l’opportunità di assistere a un’opera che affonda le radici nel messaggio universale di pace lasciato in eredità da Celestino V\, trasformandolo in un racconto capace di parlare con sorprendente lucidità al nostro presente\, segnato da tensioni\, conflitti e fragilità. \n\n\n\nIl recital prende avvio dal dialogo simbolico tra Papa Celestino V e Papa Bonifacio VIII\, restituendo la complessità di un passaggio epocale attraverso una drammaturgia che alterna parola\, musica\, riflessione e immagini poetiche. Al centro\, il testo originale della rinuncia – giunto sino a noi grazie alla bolla analoga di Bonifacio VIII – emerge in tutta la sua potenza: «Io Papa Celestino V\, spinto da legittime ragioni\, per umiltà e debolezza del mio corpo e la malignità della Plebe […] abbandono liberamente e spontaneamente il Pontificato…».Il regista Davide Cavuti\, che firma anche le musiche (alla chitarra Franco Finucci)\, trasforma queste parole in un tessuto narrativo vibrante\, affidato alla sensibilità scenica di Marco Bocci e Fabrizio Sabatucci\, che danno vita a figure sospese tra storia e contemporaneità. Il pubblico è accompagnato anche dentro un’altra dimensione del racconto: quella di uomini e donne costretti alla violenza\, al disagio\, alla privazione della libertà. Ma\, insieme a queste ombre\, si accende una luce: la speranza\, che diventa gesto di libertà e promessa di futuro. Lo spettacolo si rivela così un affresco umano che restituisce la naturalità dei tratti più autentici dei personaggi\, invitando a custodire ciò che Shakespeare definiva “la sostanza dei sogni”\, spazio essenziale per la vita dell’individuo e della collettività.A testimoniarlo sono le parole degli interpreti. Marco Bocci racconta: «Lo spettacolo “La distanza dalla luna” racconta un messaggio di pace lungo 700 anni\, vale a dire da quando il primo Papa Celestino V nell’anno 1343 abdicò al pontificato. Con me in scena ci sarà Fabrizio Sabatucci e il maestro Davide Cavuti alla regia e alle musiche». Gli fa eco Fabrizio Sabatucci: «Questo spettacolo vuole essere un megafono per la pace in un mondo di guerra e sangue ancora troppo lontano dalla serenità\, dalla fratellanza e dalla solidarietà tra i popoli; lontano come la distanza dalla luna».Il valore culturale e civile dello spettacolo è stato riconosciuto anche dal Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati\, Federico Mollicone\, che dichiara: «È con profonda convinzione che saluto e sostengo il recital teatral-musicale “La distanza dalla luna”\, un’opera che si inserisce con forza e originalità nel solco della grande tradizione del teatro italiano\, capace di intrecciare parola\, musica e riflessione civile in una forma viva e accessibile a tutti. Mi complimento quindi con gli attori Marco Bocci e Fabrizio Sabatucci e il regista Davide Cavuti. Continuare a investire nell’arte significa investire nella libertà\, nella dignità e nella speranza della nostra comunità nazionale.» \n\n\n\n“La distanza dalla luna” si conferma così come un’opera che intreccia storia\, attualità\, poesia e impegno civile\, restituendo al teatro il suo ruolo più alto: illuminare il presente e nutrire la coscienza collettiva. \n\n\n\n \n\n\n\nINFORMAZIONI• sabato 22 novembre ore 21:00 Teatro A. Di Iorio | Atessa (CH) | Piazza Municipio 1 | info@comunediatessa.it \n\n\n\n• domenica 23 novembre ore 18:00 Teatro Gennaro Finamore | Gessopalena (CH) | Via Giacomo Matteotti\, 24B | 0872 988112 \n\n\n\n• “La distanza dalla luna” è un progetto di ASSOPROF – Associazione di Professionisti Mentana – Lazio
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SUMMARY:"Breve Incontro - Still Life” al Teatro IF
DESCRIPTION:“Still Life” di Noël Coward è solo il punto di partenza: in un caffè della stazione di un piccolo villaggio si racconta l’amore\, la solitudine e le scelte di vita\, la ricerca della felicità e il significato che essa occupa nelle giornate di ognuno. \n\n\n\nÈ una commedia delicata e riflessiva\, che mette in luce le sfumature delle relazioni umane e il desiderio di “relazione”. \n\n\n\nUn desiderio vivo novant’anni fa come oggi! \n\n\n\ncon Alfonso Balsamo\, Marco Guerzoni\, Giorgio Iacono\, Silvia Lombardi\, Alessandra Mocci\, Maria Mollicone\, Flavia Moretti\, Ilaria Nardoni – Costumi di Lucia Tarquini e Maria MolliconeDrammaturgia e regia di Emiliano Metalli  – Compagnia Teatrale “i disAccordi” \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nBiglietti disponibili al link:https://www.ticket.it/teatro/evento/breve-incontro.aspx
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SUMMARY:“Van Gogh Flamenco”\, al Campo Teatrale di Milano
DESCRIPTION:Dopo Monterotondo\, Roma ed Atene\, debutta al Campo Teatrale di Milano\, sabato 22 novembre (ore 21:00)\, e presso la Sala Teatrale Fabbretti di Prato\, sabato 29 novembre (ore 21:00)\,  “Van Gogh Flamenco”\, spettacolo scritto e diretto da Manfredi Gelmetti. \n\n\n\nUn progetto originale e suggestivo\, poetico\, delicato\, ricco di musica piena di energia\, dalla Pizzica di San Vito liberatrice\, alle note forti del Flamenco\, per raccontare una vita diﬃcile\, ma piena di arte. Un artista complesso come Van Gogh\, uomo inquieto e malato\, che cercava il rapporto con la realtà attraverso la pittura\, con le sue visioni\, con i suoi colori. Dipingere per vivere\, per sentire\, per pensare\, questo il suo cammino. Non completamente apprezzato in vita\, ha proseguito\, fin dove possibile la sua esistenza\, aﬀogando nei colori e decidendo di fare della pittura il proprio riscatto\, la propria terapia\, la propria ragione di vita. Inseguendo un suo concetto di eternità. \n\n\n\nLa performance “Flamenco Van Gogh” sceglie lo strumento della danza e della musica per far esplodere la luce che si cela dietro l’angoscia e l’inquietudine dell’uomo. Sentimenti ed emozioni che arrivano al pubblico anche attraverso le parole di Van Gogh che raccontò molto di sè nelle lettere al fratello\, trasmesse dal protagonista ed autore\, Manfredi Gelmetti\, attore e danzatore. \n\n\n\n“Il teatro permette di raccontare storie perché il teatro è vita e ci racconta la vita. Van Gogh è stato un uomo diﬃcile\, angosciato” _ annota Manfredi Gelmetti. “Un infelice che\, suo malgrado\, procurava infelicità. Eppure\, quanto amore c’era dentro di lui: quanto amore per gli altri\, per la vita\, per l’arte. Van Gogh insegna a non soﬀocare dentro\, a tirare fuori il proprio mondo interiore a qualunque costo”.
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SUMMARY:"AUTlook" di e con Emanuele Santoro a Teatrocittà
DESCRIPTION:“Papà…””Ti ascolto.” – “Un mio compagno a volte si comporta un po’ da matto.” – “Anche tu\, Tommaso. Anch’io…” – “Ma lui dà di matto in classe\, davanti a tutti.” – “Spiegati meglio.” – “Boh\, ogni tanto si alza di scatto\, si agita e fa le vocine da cartone animato!” – “Mh. E quindi?” – “Niente. Poi si calma. È quello autistico.” – “È tuo amico? Voglio dire\, ci parli? Ci giochi?” – “Poco. Passa molto tempo a leggere\, per i fatti suoi.” – “Meglio che stare sul cellulare\, direi.” – “È un testina (molto intelligente\, ndr.)\, sa un sacco di cose.” \n\n\n\n Per il compagno di Tommaso\, una luce troppo forte\, uno strillo (anche giocoso) o il volume delle voci in generale\, un compagno che gli bussa sulla spalla\, il colore di una maglietta\, uno sguardo prolungato\, lo spostamento di banco\, di un mobile nell’aula o un compito particolarmente impegnativo (ma anche uno per lui ripetitivo se non banale…) possono rappresentare una fonte di grande stress. Disagio\, tensione\, malessere che il ragazzino cerca di controllare finché può\, perché non vuole infastidire i compagni e apparire come “quello strano”. Disagio che vorrebbe comunicare ma non trova le parole giuste\, o le trova ma non gli escono. Ed ecco che (può essere) inizia a sfarfallare (agitare le mani) e/o a fare le vocine. In realtà sta solo cercando di comunicare\, a modo suo. Ma Tommaso queste cose non le sa. Lui sa solo che il suo compagno è autistico. \n\n\n\nAUTlook è uno sguardo all’autismo che cerca lo sguardo dell’autismo. Di storie come quella che raccontiamo ce ne sono tante\, tante quante sono le variabili di funzionamento di una persona con disturbo dello spettro autistico. Questa è una\, ed è una storia vera. Il racconto di un figlio e di una madre che ci parla di paure e insicurezze ma anche di coraggio e determinazione\, di sconfitte e frustrazioni ma anche di fiducia\, determinazione e conquiste. Una storia che ci permette di conoscere questa neurodivergenza e ci offre gli strumenti per rivalutare il significato di parole come diversità e normalità. Su quest’ultima possiamo mettere il sigillo della certezza: è un concetto statistico. Sull’altra possiamo ancora lavorare. (E. S.) \n\n\n\n“Odiavo le svolte a sinistra. Per me era semplice: svoltare a sinistra era “stupido”\, svoltare a destra era “giusto”. Non so più il perché\, ma a quel tempo era una mia convinzione. Ogni volta che mettevano la freccia a sinistra era come se mi stessero dicendo che ero stupido.” \n\n\n\n“Io volevo solo essere come gli altri\, ma non ci riuscivo.” \n\n\n\nHa detto la stampa: \n\n\n\n“Emanuele Santoro ci restituisce una versione convincente di questa storia anche nel cercare una resa vocale e gestuale che non risultasse artificiosa nel suo fraseggio spiccante e spezzato allo stesso tempo. Così come Lorella De Luca è una madre che\, in retrospettiva\, con la calma di una disperazione guarita può rendere la sua testimonianza piana e consolante (…)” M. C. – L’Osservatore\, 22.03.25  \n\n\n\nHanno detto gli spettatori:  \n\n\n\nNOTA: Commenti che il pubblico ha lasciato su un quaderno all’uscita dalla sala teatro o inviato tramite e-mail o messaggio: \n\n\n\n“Interessante\, emozionante\, profondo. Bravissimi!” (Sonia) \n\n\n\n“Un’interpretazione molto intensa. Un omaggio profondo a coloro che non riescono a comunicare le loro esigenze\, la loro unicità e ai genitori che vivono questa esperienza così complessa accanto ai loro figli.” (J. A.) \n\n\n\n“Lo spettacolo è riuscito\, con sensibilità e con la tecnica teatrale\, a far entrare il pubblico nel mondo dell’autismo\, nelle sue sfaccettature e\, soprattutto\, nella sua essenza. Ringrazio l’autore perché è riuscito a rendere\, in modo egregio\, il complesso\, complicato mondo della neurodivergenza.” (Dott.ssa Anna Saito – Psichiatra e psicoterapeuta) \n\n\n\n“Uno spettacolo davvero bello ed emozionante\, un attore bravissimo.  Ci sono tante parole per definire il tutto.” (P.L.)  \n\n\n\n“Da ex insegnante\, uno spettacolo di grande valore che ogni scuola dovrebbe proporre a suoi allievi!” (G. P.) \n\n\n\n“Emanuele bravissimo e pure Lorella. Grazie per la bella esperienza\, è storia che tocca tutti. Tutti ma proprio tutti hanno un percorso di adattamento che risuona. Insomma\, bello\, sono felice di esserci stata.”  (E. G.)
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LOCATION:TEATROCITTA’\, Via Guido Figliolini\, 18\, Roma\, 00173\, Italia
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SUMMARY:“Anelito” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Un’inedita esperienza poetico-performativa di Emanuela Cadrini e Carlo Delli Colli prende vita al Teatro Comunale Veroli che apre le sue porte ad un evento unico nel suo genere: “Anelito”\, un’operazione poetico-artistica e performativa che rappresenta un unicum nella stagione teatrale 25/26\, introducendo un linguaggio nuovo\, fluido e trasversale\, in cui le arti si fondono e si contaminano. Per la prima volta sul palcoscenico verolano\, il pubblico sarà invitato a partecipare a una esperienza sensoriale e partecipativa che supera le convenzioni dello spettacolo teatrale tradizionale. Anelito non è una rappresentazione da guardare\, ma un processo vivo che si costruisce nel momento stesso in cui accade\, un’opera che si trasforma insieme al luogo\, all’artista e agli spettatori. Nato nel 2023\, come ricerca poetico-performativa\, “Anelito” esplora il modo in cui vissuto\, arte\, emozioni e inconscio possono dialogare e rispecchiarsi\, generando un presente che è memoria e proiezione insieme. La performance intreccia poesia\, interpretazione attoriale\, musica elettronica\, pittura gestuale ed espressione corporea\, creando un tessuto artistico in continua metamorfosi. \n\n\n\nCiò che accade sul palco è sempre diverso: ogni replica è in realtà una nuova nascita\, un incontro irripetibile determinato dalle energie del momento\, dalle suggestioni del luogo e dalle risposte emotive del pubblico. Lo spettatore non è semplice osservatore\, ma parte integrante del processo creativo\, un co-autore inconsapevole che contribuisce\, con la propria presenza e sensibilità\, alla ridefinizione costante del progetto. \n\n\n\nNon potete perdere questo evento unico e irripetibile sabato 22 novembre alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 5.00 \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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SUMMARY:"RIVOLUZIONE RIDICOLA" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Torna in scena lo spettacolo “Rivoluzione Ridicola-Storia di un artista di strada” scritto da Sara Baccarini e Salvatore Fazio\, diretto da Simona Fioravanti e interpretato da Yari Croce. Uno sguardo\, un’emozione\, un sorriso. Vi siete mai chiesti cosa cerca un artista di strada quando si esibisce? Dietro a tutti i sacrifici\, rinunce e difficoltà\, cosa lo fa andare avanti? Cosa lo fa sentire riconosciuto? Una storia di vita vissuta\, una storia d’amore\, che vive grazie a uno sguardo\, un’emozione e un sorriso. \n\n\n\nSpettacolo emozionante e delicato\, denso di tutte quelle sfumature che colorano le vicissitudini di un artista\, ma pretesto per raccontare la vita di tutti coloro che tra difficoltà e problemi quotidiani amano comunque sognare e saper andare avanti\, mettendo prima di tutto il rispetto per gli altri e per se stessi\, per la propria dignità i propri affetti il proprio lavoro\, affrontando sempre tutto con il sorriso! Uno spaccato di vita italiana adatto a tutti\, adulti e bambini\, per l’adattamento e la regia di Simone Fioravanti\, interpretato da Yari Croce. Viene portato sotto i riflettori uno spettacolo sognante\, ben raccontato e scandito da bellissime musiche\, che si alterneranno a momenti di pura recitazione e ad altri più visivi legati al mondo della magia\, della giocoleria e della clownerie. Le battute si coloreranno di bolle di sapone di personaggi iconici come il Clown\, Charlie Chaplin\, il Capitano Jack Sparrow e tanto altro da scoprire. Un’ora e mezza da non perdere\, che vi regalerà una gran dose di felicità da custodire nel cuore. \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\nIntero: 13.00 Ridotto: 10.00 -prevista tessera associativa- \n\n\n\nda venerdì a domenica ore 21 \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847
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SUMMARY:"LA MIA PRIMA SIGARETTA" al Piccolo Teatro Carlo Goldoni
DESCRIPTION:“Mi colse un’inquietudine enorme”. Pensai: “Giacché mi fa male non fumerò mai piú\, ma prima voglio farlo per l’ultima volta”. Questo affermava Zeno Cosini nel romanzo di Svevo che ha profondamente segnato la letteratura del Novecento. Lo spettacolo parte da lì\, da chi ostinatamente cerca di contrastare una forma di dipendenza che\, da sempre\, ha rappresentato il passaporto per diventare adulti\, la prima emozione da vizio\, l’indispensabile convitato alla conversazione seria o faceta.Nello spettacolo è lei la protagonista vera che parla attraverso alcuni personaggi che hanno fatto la storia della cultura\, dell’arte\, della politica e che le renderanno omaggio\, ringraziandola per aver contribuito a farli diventare così come li ricordiamo; coraggiosi\, anticonformisti\, geniali. \n\n\n\nE in questo suo viaggiare la sigaretta si ritroverà sulle labbra di un uomo che\, ostinatamente\, ha deciso invece\, nella sua vita\, di non farsi tentare da quel male\, presunto tale\, facendo prevalere la proibizione al desiderio di provare a capire il senso mistico di una boccata di fumo di sigaretta.Dopo aver visto lo spettacolo\, cambierà idea? \n\n\n\nLa mia prima sigaretta: Da un’idea di Claudio Nicolini – Con Andrea Bruno\, Cristiano Roncaccia\, Giovanna Coviello\, Valeria Pistillo – Scenografia: Antonietta Corrado –  Regia: Claudio Nicolini \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\nIntero – € 15\,00 + € 3\,00 tessera associativa \n\n\n\nRidotto – € 12\,00 + € 3\,00 tessera associativa
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LOCATION:Piccolo Teatro Carlo Goldoni\, Piazza di Donna Olimpia\, 5 Scala F Int.6\, Roma\, ITA\, 00152\, Italy
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SUMMARY:" LA CERIMONIA DEL MASSAGGIO" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Sarà in scena dal 21 al 23 novembre al Teatro di Villa Lazzaroni lo spettacolo LA CERIMONIA DEL MASSAGGIO di Alan Bennet\, con Gianluca Ferratoper la regia di Roberto Piana e Angelo Curci. \n\n\n\nPadre Geoffrey Jolliffe pratica il sacerdozio in virtù di un solido e personalissimo compromesso tra fede e sessualità. Ma quando il caro estinto da commemorare è Clive\, massaggiatore “dei vip” dal tocco miracoloso\, la funzione religiosa diventa per Padre Geoffrey un’immersione nelle sue stesse profondità\, nel desiderio e nell’istinto\, questioni che gli sono oscure\, o quasi\, avendo avuto lui stesso \n\n\n\nincontri intimi con Clive\, lui come – a quanto pare – gran parte della fauna mondana e dissoluta che popola la chiesa per l’occasione. \n\n\n\nUn dubbio sulla causa della morte del massaggiatore getta un’ombra sulla celebrazione: il rischio di essere stati contagiati da una malattia infettiva durante quelle sedute “taumaturgiche” stringe prete e convenuti nella morsa del panico. \n\n\n\nDopo Tutto Sua Madre del francese Guillaume Gallienne\, Gianluca Ferrato\, ancora una volta diretto da Roberto Piana\, atterra nel mondo del grande Alan Bennett\, autore di elegante e sottile perfidia\, che ne La cerimonia del massaggio mescola sacro e profano\, corpo e spirito\, cinismo e pìetas con la sapienza di un grande narratore e la leggerezza di un enfant terrible. \n\n\n\nDalle pagine del romanzo breve di Bennett\, un po’ black comedy e un po’ pamphlet satirico\, un monologo torrenziale\, tragicomico e irriverente che è anche e soprattutto la parabola di un uomo che fronteggia\, esplora e infine accoglie il desiderio carnale\, trovandogli un posto dentro di sé dopo aver attraversato l’imbarazzo\, la paura e in un certo senso anche la morte. Commedia e dramma si rincorrono e si prendono in giro a vicenda in una scrittura\, come sempre in Bennett\, pungente e raffinata.
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LOCATION:Teatro di Villa Lazzaroni\, Via Appia Nuova\, 522\, Roma\, 00181\, Italia
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SUMMARY:"I cioccolatini di Olga" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Con I cioccolatini di Olga\, in scena al TeatroBasilica dal 21 al 23 novembre\, approda a Roma uno dei lavori più intensi e stratificati di Galleria Toledo\, liberamente ispirato a L’orgia di Praga di Philip Roth. Nella drammaturgia e regia di Laura Angiulli\, l’opera ritrova la vibrazione profonda di un autore che ha saputo trasformare il tema dell’appartenenza—alle radici\, alla memoria\, alla propria storia—nel motore segreto di una narrazione sempre inquieta\, sempre in cerca di sé. \n\n\n\nNote di Laura Angiulli \n\n\n\nSe la formazione e i più generali caratteri culturali di Philip Roth fanno riferimento al Nord Est di quell’America della quale fin dall’infanzia lui assume in proprio i tratti\, le consuetudini\, le passioni giovanili proprie di certa popolazione immigrata di più o meno recente generazione -proficuamente insediata in quel contesto d’America – è anche vero che il richiamo delle radici resta forte\, e insiste sulle scelte di vita e letterarie dell’autore\, e non di rado nell’ampio peregrinare della scrittura lo riporta  indietro\, in un andare a ritroso  attraverso le generazioni. \n\n\n\nL’orgia di Praga\, apparentemente un’operina\, pulsa del desiderio d’appartenenza e condivisione. \n\n\n\nC’è il riconoscimento di una distanza avvertita e sofferta dal soggetto scrivente\, per caso portato dagli eventi in quella terra della sua antica origine\, al tempo ancora oppressa dalla violenza della dominazione sovietica.  \n\n\n\nLe figure\, faticosamente\, stentatamente si aggirano sulla scena dell’opera\, quasi fantasmi nella nebbia offuscante di un diritto di sopravvivenza tanto reclamato quanto negato\, e pure si stagliano per la nettezza della rappresentazione\, e si fanno elementi di configurazione di un più ampio spaccato umano che può facilmente essere assunto a segno di una mortificante conduzione di vita\, quasi negazione della vita stessa.  \n\n\n\nLa scelta   di trarre un’idea di messinscena dagli umori de L’orgia di Praga si lega idealmente alla già consumata esperienza – da parte dell’autrice/regista-  che fu nella traslazione teatrale del romanzo “Le braci”di Sandor Marai felicemente portata alla scena\, e al desiderio ancora una volta presente di appuntare lo sguardo su quell’ampio versante d’Europa drammaticamente segnato da espropriazioni di territori e caratteri\, di culture\, di logos; un’ulteriore occasione di riflessione che pure nel mutato contesto storico-politico degli ultimi decenni cerca di cogliere\, nelle leggibili contraddizioni del presente\, le tracce di un passato la cui drammaticità non è ancora affidata alla polvere del tempo.                                                                                           \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo
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LOCATION:Teatro Basilica\, Piazza di Porta San Giovanni\, 10\, Roma\, 00185\, Italia
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SUMMARY:Jim Porto all'AlexanderPlatz Jazz Club
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, venerdì 21 novembre\, Jim Porto con il suo trio con ospite Robertinho Bastos\, percussioni. Il pianista compositore e cantante Jim Porto sono nati nella città di Rio Grande (Brasile). Jim inizia a suonare il pianoforte a casa dei suoi vicini all’età di 6 anni. Poiché viveva in una famiglia numerosa\, suo padre\, non potendo acquistare un pianoforte\, decise di noleggiarne uno per la felicità del figlio autodidatta. Jim continua il suo sogno con la musica\, sapeva cosa voleva\, ha iniziato a suonare più tardi con band locali nella sua città.A 18 anni si trasferì a Rio de Janeiro\, dove iniziò a sostituire i pianisti disoccupati nella vita notturna di Rio\, alternando il lavoro con quello presso una compagnia aerea. Successivamente\, mentre suonava in un piano bar\, incontrò un gruppo di turisti italiani entusiasti della sua bossa/jazz e dello swing… e gli presentarono Sandro Melaranci\, proprietario dell’allora Manuia (locale frequentato da personaggi famosi a Roma\, ritrovo di musicisti e artisti di fama\, nonché di personaggi di passaggio del mondo artistico).Jim si trasferì a Roma dove diventò l’attrazione del Manuia\, richiamando gli appassionati della musica brasiliana e del suo stile bossa/jazz\, dove rimase per 6 anni… con molte jam session con artisti famosi come Djavan Alcione e molti altri\, fino a quando registrò il suo primo album con una partecipazione speciale in alcuni brani del famoso trombettista americano Chet Baker…Da allora Jim Porto non si è più fermato\, continua il suo viaggio con i suoi spettacoli in tutta Italia e nel mondo\, Europa\, USA\, Asia\, Africa\, partecipando ad importanti eventi e rinomati festival jazz come Umbria Jazz (Italia)\, Tabarka Festival (Tunisia)\, International Jazz New Delhi Festival Praia (Capo Verde)\, Jazz Festival Cape Town (Sudafrica)\, Theatre Tata Mumbai (India) con grande riscontro\, passando per diversi jazz club in giro per il mondo come Blue Note a Milano(dove ha registrato un album dal vivo “Live at Blue Note Milan”).La sua musica arrivò in Brasile attraverso le colonne sonore delle soap opera e comparve anche in alcuni titoli di testa di soap opera brasiliane in Italia. Jim Porto canta l’inno nazionale prima dell’ultimo Mondiale in Brasile allo Stadio Olimpico di Roma\, in una partita amichevole tra Brasile e Italia\, alla presenza di oltre 60.000 persone\, oltre alla trasmissione in diretta video dell’evento. Jim Porto continua a mostrarci questo Brasile con il suo pianoforte e la sua voce. Nella sua lunga carriera… con la sua musica\, questo Brasile che non smette mai di sorprenderci. \n\n\n\n                                                                                                                                                                                     Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,30 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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SUMMARY:"Io e Mia Sorella" al Teatro Hamlet per il progetto "RUN"
DESCRIPTION:Teatro Hamlet APS presenta il progetto “RUN – il Festival che fugge dal Centro” con la Direzione Artistica di GINA MERULLA. Dal 1° settembre al 30 Novembre 2025 presso il Teatro Hamlet (via Alberto da Giussano 13\, Roma) e il Teatro Sala Vignoli (via Bartolomeo d’Alviano 1\, Roma) si susseguiranno spettacoli dal vivo e laboratori didattici. \n\n\n\nLa sezione performativa del Festival si aprirà il 12 settembre con “L’eredità di Edipo”\, grande classico greco di Sofocle\, seguito il 14 settembre dallo spettacolo musicale “Mata Hari” interpretato da Natalia Simonova. Il giorno 21 settembre sarà in scena invece “Io e mia sorella” di Sabrina Biagioli che affronterà fra risate e lacrime la tematica della sindrome di Down. \n\n\n\nIl 12 ottobre sarà il turno di un esperimento teatrale che coniuga tecnologia e arte scenica: “Segnale d’allarme” a cura di ELIO GERMANO porterà in sala la realtà virtuale in cui lo spettatore verrà immerso attraverso un visore 3D. \n\n\n\nIl 19 ottobre il festival darà voce al teatro comico con lo spettacolo della coinvolgente CINZIA LEONE e il suo “Mamma sei sempre nei miei pensieri\, spostati!”. \n\n\n\nIl 26 ottobre sarà dedicato a “Semplicemente Pasolini” di Patrizia Casagrande\, tributo al grande Pier Paolo Pasolini. \n\n\n\nNovembre inizierà all’insegna dei testi più famosi di Shakespeare con lo spettacolo “Il Bardo: viaggio nell’ignoto” in scena il giorno 2 con la regia di Gina Merulla. \n\n\n\nIl 9 novembre RUN ci porterà alla scoperta del mito di Ulisse attraverso la comicità di ROCCO CIARMOLI e LAURA DE MARCHI con “Ulisse e le donne”. \n\n\n\nIl 23 novembre il festival porgerà il suo omaggio al teatro dell’assurdo ed al suo precursore Karl Valentincon lo spassoso spettacolo di FABRIZIO FERRARI ”Tingel Tangel”. \n\n\n\nInfine il 30 novembre la chiusura del festival sarà affidata ad una storia senza tempo e di grande impatto emotivo: “Il Volto di Otello” con Mamadou Dioume e Fabrizio Ferrari; il grande classico di Shakespeare Otello in una particolare rivisitazione di Gina Merulla. \n\n\n\nA corredo del festival\, il Progetto Multicultura dal 1° all’8 settembre porterà in scena lo spettacolo “IlQuarto Vuoto” interpretato dal MAESTRO MAMADOU DIOUME\, attore e collaboratore di Peter Brook. Questo particolare progetto prevede 8 repliche multilingue dello spettacolo (arabo\, cinese\, francese\, inglese\, rumeno\, senegalese\, spagnolo e tedesco). \n\n\n\nIl 9 settembre infine avrà inizio la fase del progetto dedicata ai laboratori didattici che vedranno coinvolti bambini e anziani con il laboratorio “Nonni e nipoti” (tutti i martedì alle 17) e il “Laboratorio di improvvisazione per stranieri” (tutti i lunedì alle 18). \n\n\n\nTutti gli eventi sono a ingresso libero. \n\n\n\nll progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura \n\n\n\nInformazioni e contatti: Teatro Hamlet APS – Via Alberto da Giussano 13 Roma Tel. 0641734901 – 3334313086 Sito: www.teatrohamlet.it \n\n\n\nCome raggiungere il Teatro Sala Vignoli: Metro C Pigneto – Tram 5\,14\,19 – Bus 50\,81\,105\,412\,N11 – Pista ciclabile Prenestina
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LOCATION:Teatro Hamlet\, Via Alberto da Giussano\, 13\, Roma\, Italia
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SUMMARY:“Tragicommedia della Genesi” al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Venerdì 21 novembre 2025\, alle ore 21\, al Teatro Garage è in scena lo spettacolo “Tragicommedia della Genesi”\, di e con Matteo Pipitone. Il titolo fa parte della sezione “Progetto da Salotto”\, un ciclo di spettacoli con allestimenti agili che si possono facilmente rappresentare in piccoli spazi come\, appunto\, un salotto\, nato da un’idea di Alessandra Frabetti. \n\n\n\n      Lo spettacolo torna alla Sala Diana dopo il successo dell’anno scorso e le numerose richieste di replica da parte del pubblico del Teatro Garage. \n\n\n\nProtagonista di “Tragicommedia della Genesi” è la figura di Caino\, uno dei più grandi “simboli del male” secondo la tradizione giudaico-cristiana. In un breve monologo dal ritmo nervoso\, si presenta in scena con l’aria di chi non ha nulla di cui sentirsi in colpa. Il pubblico in sala diventerà una sorta di giuria che valuterà i fatti\, stavolta raccontati\, in via del tutto eccezionale\, dal suo punto di vista. \n\n\n\nPrima di arrivare al racconto del celeberrimo omicidio del fratello\, Caino però decide di raccontare i fatti della Genesi precedenti alla morte di Abele\, in modo irriverente\, ai limiti del dissacrante. Egli si prende gioco di tutti i personaggi\, Dio compreso\, poiché di quei personaggi conosce vita\, morte\, miracoli e anche ridicoli difetti\, i quali vengono raccontati con il viscerale piacere di chi sta finalmente rovesciando e ridicolizzato i simboli intoccabili della tradizione biblica. \n\n\n\nNella seconda parte dello spettacolo si racconta l’omicidio vero e proprio e i toni cambiano\, diventando tragici e\, a tratti\, disperati. Dopo aver raccontato il fatto nudo e crudo senza fronzoli\, Caino sottopone una riflessione al pubblico\, tirandolo inaspettatamente in causa e congedandolo dopo aver instillato nei presenti il dubbio che forse essi\, quando scelgono di compiere il male\, sono di gran lunga peggiori di lui. \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità. \n\n\n\nInformazioni: www.teatrogarage.it\, info@teatrogarage.it\, 010 511447.
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LOCATION:Teatro Garage\, Via Paggi. 43\, Genova\, Italia
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SUMMARY:"IL SOGNO DEL DIAVOLO" all'Ar.Ma Teatro
DESCRIPTION:In un Giappone sospeso tra mito e realtà\, un Onmyōji — maestro di arti esoteriche\, magia ed esorcismo — si addentra nelle rovine di un antico tempio ormai corrotto dalle forze oscure. Qui si cela uno Yokai\, un demone antico nato dall’odio\, dal dolore e dall’oblio umano\, che ha strappato alla sua vita ogni affetto. Tra rituali\, inganni\, battaglie interiori e duelli letali\, il protagonista combatte non solo contro il male esterno\, ma anche contro l’oscurità dentro di sé. Un viaggio spirituale ispirato al teatro giapponese tradizionale\, contaminato da suggestioni manga e cultura pop nipponica.  \n\n\n\nIL SOGNO DEL DIAVOLO esplora il confine tra visibile e invisibile\, tra mito e umanità. La scena\, che attinge elementi dal teatro Nō e dal Kabuki\, è uno spazio rituale dove il corpo diventa il primo strumento narrativo. Movimenti lenti e rotture improvvise raccontano un conflitto interiore che si riflette in scontri coreografici ispirati ad anime come Demon Slayer e Jujutsu Kaisen Non esiste una vittoria assoluta sulla propria oscurità: la vera forza è riconoscerla\, accettarla\, trasformarla. Come nell’arte del kintsugi\, le crepe diventano oro: ogni ferita diventa luce.  \n\n\n\nE’ uno spettacolo adatto a tutti\, un’esperienza immersiva che intrattiene e al contempo\, porta dietro una riflessione sulla fragilità: si parla di resilienza\, di ostacoli personali da superare\, di trovare la forza per risolvere i problemi e di cercarla anche con l’aiuto degli altri. IL SOGNO DEL DIAVOLO affronta anche\, metaforicamente\, il tema della depressione\, di come si cade ma anche del modo in cui se ne può uscire\, magari con strumenti potenti come l’arte e la creatività. \n\n\n\nDi Gabriele Forte – regia Francesco Bazzurri – con: Gabriele Forte\, Giulia Curti\, Valerio Aulicino e Ludovica Mazza \n\n\n\nvenerdì 21 novembre ore 20:30 \n\n\n\nsabato 22 novembre ore 20:30 \n\n\n\ndomenica 23 novembre ore 17:30
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LOCATION:Ar.Ma Teatro\, via Ruggero di Lauria\, 22\, Roma\, Italia\, 00192
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SUMMARY:Roma Arte in Nuvola - Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea
DESCRIPTION:Torna uno degli eventi più attesi del panorama artistico italiano: Roma Arte in Nuvola – Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea\, giunta quest’anno alla sua quinta edizione. Dal 21 al 23 novembre 2025 gli spazi de La Nuvola\, progettata da Massimiliano Fuksas\, ospitano un programma ricco di mostre\, talk\, eventi e performance in cui artisti\, galleristi\, curatori e appassionati d’arte potranno incontrarsi e confrontarsi\, in uno dei principali appuntamenti culturali dell’autunno. \n\n\n\nIdeata e organizzata da Alessandro Nicosia\, con la direzione artistica di Adriana Polveroni e promossa da EUR S.p.A.\, Roma Arte in Nuvolasi avvale della partecipazione attiva del Ministero della Cultura\, di Roma Capitale e della Regione Lazio e del Patrocinio del Dicastero per l’Evangelizzazione della Città del Vaticano\, ed è organizzata e prodotta da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare con Costruire Cultura. \n\n\n\nDopo il successo della scorsa edizione – che ha registrato oltre 38.000 visitatori – l’edizione 2025 si presenta ancora più ricca di contenuti\, con una proposta culturale trasversale\, in continua crescita\, indirizzata ad un pubblico sempre più ampio e diversificato.  \n\n\n\nCome sottolinea Alessandro Nicosia – Abbiamo voluto che Roma\, dove da anni mancava una fiera\, colmasse un vuoto di proposta\, affacciandosi sulla scena nazionale e internazionale\, con una specifica piattaforma dedicata all’incontro tra arte moderna e contemporanea e a nuove proposte artistiche\, con l’obiettivo di rivestire un ruolo propulsore nei confronti del Mezzogiorno e di tutta l’area mediterranea. \n\n\n\nRoma Arte in Nuvola intende diversificarsi dalle altre fiere italiane\, presentandosi non solo come una rassegna dedicata al mercato dell’arte\, ma come un appuntamento culturale con un’ampia offerta di mostre ed eventi\, in cui le istituzioni sono chiamate a partecipare attivamente\, contribuendo a creare un’identità nuova e originale. È proprio questo dialogo tra mercato\, cultura e istituzioni a rendere Roma Arte in Nuvola un evento unico nel panorama nazionale. \n\n\n\nOltre 140 espositori\, con un’offerta che spazia dall’arte moderna a quella contemporanea\, un’ampia selezione che intende offrire al pubblico una panoramica a tutto tondo sullo scenario artistico\, dalle avanguardie storiche fino alle più recenti espressioni artistiche\, in cui accanto alle gallerie di lunga tradizione\, si affacciano nuove realtà emergenti\, portatrici di linguaggi innovativi. \n\n\n\nL’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali partecipa alla quinta edizione di Roma Arte in Nuvola\, con la mostra Le acquisizioni della Galleria d’Arte Moderna dal 2012 ad oggi. Opere dalle collezioni della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Attraverso una selezione di opere provenienti dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma\, la mostra mette in evidenza l’incremento della collezione che – con le acquisizioni e le donazioni degli ultimi anni – si è arricchita di opere di artisti come Marcello Avenali\, Rolando Monti\, Lamberto Pignotti\, Guido Strazza\, Emma Quilici Buzzacchi\, Giuliana Caporali\, Elisabetta Pasqualin Miresi ed Elisa Montessori. \n\n\n\nTra i progetti speciali che animano la quinta edizione di Roma Arte in Nuvola tre mostre\, la prima dedicata a Gino Marotta\, Universo Naturale-Artificiale (in Nuvola)\, curata da Andrea Viliani e realizzata in collaborazione con l’Archivio Gino Marotta. In esposizione una selezione di figure delle serie dei Rilievi e dei Metacrilati\, rappresentative dell’universo poetico dell’artista.  \n\n\n\nL’omaggio a Mario Airò con la mostra Tra acqua e luce\, curata da Adriana Polveroni\, intende celebrare uno dei maggiori esponenti di quella generazione di artisti che si sono affermati a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Una selezione di opere che hanno come tratto dominante la luce\, da Aurora (2003)\, a Ottava di Cadmio e un grande Laser\, a cui si aggiunge una poetica installazione in cui l’acqua è protagonista\, Modellare l’acqua\, prestata dalla Fondazione Menegaz di Castelbasso (Teramo). \n\n\n\nFabrizio Clerici è al centro della mostra Ultra Memoriam. L’immaginario fantastico tra Archivi e Collezioni\, a cura di Giulia Tulino e realizzata in collaborazione con l’Archivio Fabrizio Clerici.Un viaggio nel cuore dell’immaginario fantastico di Clerici\, maestro del Novecento\, capace di intrecciare pittura\, architettura e scenografia in una visione sospesa tra sogno e memoria. \n\n\n\nAmpio spazio viene dedicato anche alla fotografia\, con la rassegna collettiva Immagini Impossibili\, curata da Arianna Catania\, una selezione di opere di alcuni dei più celebri fotografi dedicate ad un unico tema: superare i limiti del visibile. Con oltre cinquanta opere di trentatré artisti italiani e internazionali\, Immagini Impossibili si propone di indagare sul potenziale espressivo della fotografia contemporanea\, quando si affranca dalla funzione documentaria per diventare spazio di sperimentazione\, finzione e meraviglia. \n\n\n\nLa Repubblica di Corea è il paese scelto come ospite per questa edizione\, con la mostra Fever State\, parte del progetto Anno degli Scambi Culturali Corea–Italia 2024–2025\, istituito per celebrare il 140º anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Repubblica di Corea e l’Italia. In mostra non solo l’arte contemporanea del Paese asiatico\, con nomi già noti nel panorama internazionale\, ma anche le pratiche innovative e il talento emergente di giovani artisti coreani\, in uno scambio culturale e artistico tra i due Paesi. Sei gli artisti invitati a rappresentare i linguaggi espressivi della Corea\, Yun Choi\, Jongwan Jang\, Minhoon Kim\, Yuja Kim\, Yanghee Lee e Kai Oh\, che esplorano le intersezioni tra tradizione e contemporaneità\, tra materia e digitale\, tra memoria personale e immaginario collettivo.  \n\n\n\nCon le Residenze Reali Sabaude del Piemonte\, si presenta un viaggio attraverso immagini evocative su alcune delle principali Regge italiane dichiarate “Patrimonio dell’Umanità” dall’Unesco\, un unicum culturale che il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude con sede alla prestigiosa Reggia di Venaria ha il compito di valorizzare come sistema. \n\n\n\nSi rinnova anche quest’anno la partecipazione della DGCC – Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura\, che sarà presente a Roma Arte in Nuvola\, con un proprio spazio istituzionale dedicato alla presentazione di tutte le iniziative attivate a sostegno del sistema dell’arte contemporanea italiana e dei giovani artisti\, in ambito nazionale e internazionale. Durante i tre giorni della fiera sarà possibile approfondire la conoscenza delle piattaforme promosse dalla DGCC che raccolgono censimenti e mappature delle varie forme di arte e di architettura contemporanea. Presenti anche la DGA – Direzione Generale Archivi e l’Istituto Centrale per la Grafica\, con isole informative e una selezione di opere. \n\n\n\nIl MUCIV – Museo delle Civiltà di Roma esporrà una delle grandi vetrine storiche in legno e vetro già appartenenti al Museo Geologico d’Italia\, che dallo scorso ottobre compongono il progetto di riallestimento\, nel Salone delle Scienze del MUCIV\, delle collezioni paleontologiche e lito-mineralogiche di ISPRA-Istituto per la Ricerca e la protezione Ambientale.  \n\n\n\nLa vetrina conterrà\, oltre a antichi reperti fossili\, un omaggio all’artista contemporaneo Gino Marotta\, approfondendo così la riflessione dell’artista sul rapporto fra naturale e artificiale ed evocando al contempo la compresenza nelle camere delle meraviglie (wunderkammer) barocche — che precedettero i musei scientifici contemporanei — sia dei cosiddetti naturalia (reperti naturalistici) che dei cosiddetti artificialia (manufatti umani).  \n\n\n\nIl MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo prende parte a questa quinta edizione con due opere in prestito\, una scultura in gesso di Giulio Paolini\, Tre per Tre (Ognuno è l’altro o nessuno)\, (1998-1999) e Aurora (2003) di Mario Airò\, un’installazione luminosa in cui la luce evoca i diversi momenti dell’aurora. \n\n\n\nProviene dalla GNAMC – Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea l’opera di Emilio Isgrò\, Isgrò cancella Isgrò (2024)\, mentre il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale conferma la sua partecipazione con il prestito dell’opera di Fausto Melotti\, La sequenza (1971).  \n\n\n\nAd arricchire ulteriormente l’esperienza del pubblico\, un articolato programma culturale tra performance\, talk e incontri\, che intendeconsolidare il ruolo della fiera come spazio culturale aperto e vitale e punto di riferimento per la scena artistica contemporanea romana e non solo.  \n\n\n\nTra le performance previste\, Landfall\, di Sonia Andresano\, curata da Adriana Polveroni\, in cui l’artista intende indagare il rapporto tra equilibrio e tensione\, attraverso un’azione corale\, in cui i performer mettono in scena una metafora della relazione tra individuo e collettività. Sempre a cura di Adriana Polveroni\, Try la performance di Marilisa Cosello che rappresenta un progetto sulla mitologia del corpo e sulla decontestualizzazione come dispositivo critico. In Missione Space Y di Filippo Riniolo\, il pubblico è chiamato ad assistere ad un dialogo tra l’artista\, di ritorno da un’immaginaria missione lunare e il giornalista Corrado Formigli. L’occasione dell’intervista rappresenta un invito al pubblico a riflettere concretamente sull’impatto delle esplorazioni spaziali.L’Eternità di Alix Boillot (Parigi\, 1992) è una performance curata da Isabella Vitale\, volta a indagare il pianto umano inteso come ciclo eterno dell’acqua. \n\n\n\nTra i talk previsti per questa quinta edizione della fiera\, Today is not Today: esperienze immersive d’artista per visore VR una conversazione tra Marco Senaldi e Valerio Borgonuovo\, in cui viene presentata “Today is not Today”\, piattaforma digitale per l’arte e la didattica dell’arte\, e un incontro dedicato ai giovani collezionisti\, con un approfondimento per tracciarne un profilo e indagarne gli interessi. \n\n\n\nBanca Ifis si conferma anche per questa edizione main sponsor della manifestazione\, sostenendo con continuità un progetto che mette l’arte al centro del dibattito culturale e sociale. \n\n\n\nSi arricchisce la proposta esterna alla Nuvola\, con un programma sempre più ricco che comprende anche studio visit: un pubblico di addetti ai lavori\, tra cui collezionisti\, curatori\, saranno accompagnati a conoscere gli atelier di alcuni artisti. \n\n\n\nOrari \n\n\n\ndalle ore 10:30 alle ore 20:30 \n\n\n\nInfo \n\n\n\n06 85353031  \n\n\n\nromaarteinnuvola.eu \n\n\n\nInfo@artenuvola.eu \n\n\n\n@romaarteinnuvola  #romaarteinnuvola \n\n\n\nPrevendite \n\n\n\n892101 \n\n\n\nwww.ticketone.it \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nIntero € 15\,00 \n\n\n\nRidotto under 26 e over 65 € 10\,00
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SUMMARY:“Le nozze di Figaro" a Fortezza Est
DESCRIPTION:Torna la lirica scanzonata e irriverente de “I Tre Barba” in scena dal 20 al 22 novembre 2025” a Fortezza Est con “Le nozze di Figaro”. Lorenzo de Liberato\, Alessio Esposito e Lorenzo Garufo anche in questa stagione portano in scena l’opera lirica in versione popolare e rivisitata\, giocando al limite della scorrettezza con la poesia operistica\, stritolando l’eleganza mozartiana e concludendo la loro personalissima trilogia dapontiana con una “last dance” imperdibile.    \n\n\n\nL’opera si sviluppa in quattro atti e ruota attorno alle trame del Conte d’Almaviva\, invaghito della cameriera della Contessa\, Susanna\, alla quale cerca di imporre lo ius primae noctis\, proprio il giorno delle nozze tra la cameriera e Figaro\, servo factotum del Conte stesso. La vicenda si svolge in un intreccio serrato e folle\, in cui le astuzie delle donne e le gelosie degli uomini si contrappongono nel corso di una giornata di passione travolgente\, piena di eventi sia drammatici che comici\, e nella quale alla fine i “servi” si dimostrano più signori e intelligenti dei loro padroni.  \n\n\n\nL’intreccio raccontato da Da Ponte ne “Le Nozze di Figaro” è tra i più complessi e farraginosi prodotti dal celebre librettista. L’adattamento si è concentrato sul semplificare il continuo susseguirsi di inganni\, stratagemmi ed espedienti narrativi\, per restituire al pubblico una struttura più semplice e leggibile\, suddivisa in tre capitoli e un epilogo\, dando così la possibilità al trio di dedicarsi alla costruzione di scatole comiche\, che si montano e si smontano con ritmo frenetico. Il tutto racchiuso in un ambiente dalle tinte fosche\, thriller\, per creare\, come di consueto\, un contrasto comico esilarante. \n\n\n\nCon il loro consueto stile ironico e grottesco\, i Tre Barba trasformano l’opera di Mozart e Da Ponte\, in un paradossale “dramma della gelosia”\, con tinte “crime” e “underground” a fare da atmosfera ad un’intricatissima corsa contro il tempo\, dove la passione smodata si trasforma persino in pericolo. \n\n\n\nOrario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30 \n\n\n\nbiglietto unico 14.00€ \n\n\n\nAbbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli  70€ \n\n\n\nwww.fortezzaest.com \n\n\n\ninfo e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com \n\n\n\n| whatsapp 329.8027943| 349.4356219
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DESCRIPTION:Giunto al traguardo della 45ª edizione\, il FANTAFESTIVAL con la direzione artistica di Marcello Rossi e Luca Ruocco\, è pronto a offrire al pubblico di appassionati una ricca selezione di film e cortometraggi italiani e internazionali; la seconda edizione del FantaPitch\, l’unico pitch italiano dedicato al genere fantastico; le masterclass del compositore Fabio Frizzi (autore di colonne sonore cult che hanno contribuito a far entrare tanti film nella storia del cinema italiano e internazionale)\, del maestro Lamberto Bava (autore del film Dèmoni\, prodotto da Dario Argento\, di cui il festival celebra i 40 anni) e del regista Richard Stanley (regista\, sceneggiatore e produttore cinematografico sudafricano\, autore di film come Hardware – Metallo letale e Demoniaca); una rassegna curata dall’effettista Sergio Stivaletti con un focus sull’evoluzione degli effetti speciali nel cinema fantastico e molto altro ancora. \n\n\n\nFantafestival ospita\, inoltre\, la mostra Famous Weirdos di Mauro “Manthomex” Antonini. \n\n\n\nA Lamberto Bava sarà assegnato il prestigioso Pipistrello d’Oro alla carriera. \n\n\n\nAl via dal 21 al 30 novembre la 45ª edizione del FANTAFESTIVAL (Mostra Internazionale del Film di Fantascienza e del Fantastico)\, prodotto da Velvet Movie srl in collaborazione con Sfera sas e InGenereCinema.com\, con la direzione artistica di Marcello Rossi e Luca Ruocco. Un festival ricco di proiezioni in anteprima\, eventi\, retrospettive e ospiti speciali. \n\n\n\nLe celebrazioni dell’importante anniversario cominciano già dal 20 novembre\, con un imperdibile evento di preapertura: il Frizzi 2 Fulci – Zombie Immersive Concert\, che porta il maestro Fabio Frizzi e la sua F2F Orchestra a Roma dopo anni di lunghe tournée e grandi successi in tutto il mondo. Fantafestival presenta un’esperienza unica nella sala immersiva dei Forum Studios\, con proiezioni a 360°\, musiche leggendarie e atmosfere horror ispirate al cult Zombi 2 di Lucio Fulci; il tutto nella cornice mozzafiato dei Forum Studios\, luogo iconico dove hanno suonato i più grandi artisti italiani\, nascosto nei sotterranei della Basilica di Piazza Euclide. \n\n\n\nFantafestival\, lo storico festival romano dedicato al cinema e alla cultura del fantastico\, conferma per il secondo anno la location di Spazio Scena (Spazio Cinema Eventi e Nuove Arti della Regione Lazio)\, in via degli Orti d’Alibert 1/c\, a Roma e raddoppia la durata. \n\n\n\nPer festeggiare i 45 anni\, infatti\, la kermesse promette 10 imperdibili giorni di cinema\, libri\, fumetti e cultura del fantastico che vedranno l’assegnazione\, durante la serata di chiusura\, degli ambiti Pipistrelli d’Oro al Miglior Cortometraggio Internazionale e al Miglior Lungometraggio Internazionale. \n\n\n\nL’artwork del poster del Fantafestival 45 nasce\, come ormai da tradizione\, dalla partnership con Bugs Comics\, casa editrice di fumetti fondata da Gianmarco Fumasoli\, che proprio nel 2025 festeggia i suoi primi 10 anni di attività con l’uscita del suo terzo titolo da edicola (Toni Bellasalma\, che si affianca ai già conosciuti Samuel Stern e Kalya)  \n\n\n\nL’autore dell’artwork è Federico Perrone\, disegnatore che aveva già realizzato la locandina dello scorso anno e che torna a prestare la sua arte alla Mostra Internazionale del Film di Fantascienza e del Fantastico per creare un riuscito omaggio a Dèmoni\, l’horror meta-cinematografico di Lamberto Bava di cui Fantafestival celebra il quarantennale. Perrone rielabora i demoni baviani che fuoriescono dallo schermo per aggredire gli spettatori in sala\, per riproporli in una versione nuova e personale\, che aggiunge ai segni dell’infezione infernale che caratterizza le creature realizzate da Sergio Stivaletti per il film\, una nota extraterrestre\, che mostra ancora una volta la felice convivenza di due anime (una horror e una sci-fi) all’interno del festival. \n\n\n\nMa quella con Bugs non è l’unica partnership di questa edizione: anche Unitelma Sapienza\, la più importante università telematica italiana\, torna ad affiancare il festival del pipistrello con in più il supporto della neonata Radio UnitelmaSapienza \n\n\n\nIl film d’apertura dell’edizione 2025 è la nuova pellicola di Johannes Roberts\, Ben – Rabbia animale. \n\n\n\nCon Ben – Rabbia Animale\, Johannes Roberts firma un horror inquietante che trascinerà lo spettatore in un crescendo di tensione\, dove l’orrore diventerà sempre più reale e la sopravvivenza sarà l’unica via d’uscita.  \n\n\n\nBen – Rabbia Animale è una produzione Paramount Pictures\, in collaborazione con Domain Entertainment e 18Hz Production\, prodotto da Walter Hamada\, John Hodges e Bradley Pilz\, scritto da Johannes Roberts & Ernest Riera. Il film sarà distribuito in Italia da Eagle Pictures. \n\n\n\nTanti gli incontri da non perdere\, a cominciare da quelli con gli ospiti speciali di questa edizione. Ad aprire le danze sarà il regista\, sceneggiatore e produttore cinematografico sudafricano Richard Stanley\, autore\, nel 1990\, del suo primo lungometraggio divenuto oggi un cult: Hardware – Metallo letale\, un horror fantascientifico basato sul fumetto Shok! di Steve MacManus e Kevin O’Neill. Dopo il suo secondo horror\, Demoniaca del 1992\, che al Fantafestival sarà proiettato per la prima volta in Italia nella sua versione Director’s Cut\, Stanley si è dedicato maggiormente a documentari\, progetti brevi e sceneggiature\, per poi tornare al genere fantastico nel 2019\, con la regia de Il colore venuto dallo spazio\, tratto da uno dei racconti più famosi di Howard Phillips Lovecraft\, con protagonista Nicholas Cage. \n\n\n\nDopo l’evento di pre-apertura della kermesse\, Fabio Frizzi sarà protagonista anche di una masterclass musicata\, accompagnato alla chitarra dal musicista Riccardo Rocchi\, in cui il compositore ripercorrerà la sua carriera\, tra racconti\, ricordi e musica. Frizzi è legato al mondo dell’horror soprattutto per le celebri colonne sonore composte per i film di Lucio Fulci\, a partire dalla trilogia Zombi 2 / Paura nella città dei morti viventi / …E tu vivrai nel terrore! L’Aldilà\, e proprio a questa lunga collaborazione dedicherà un focus particolare. \n\n\n\nLa terza masterclass dell’edizione 45 del Fantafestival vedrà protagonista Lamberto Bava\, uno dei maestri italiani del cinema fantastico più apprezzati al mondo. Figlio d’arte\, collabora già da giovanissimo con il padre Mario e diventa poi aiuto regista di altri importanti autori come Ruggero Deodato e Dario Argento. Nel 1985\, con il film Dèmoni segna il punto di massimo splendore della sua carriera e firma uno dei più amati film della golden age dell’horror made in Italy. Il regista ha anche il merito di aver traghettato il genere fantastico dal cinema in televisione creando\, tra le altre\, la serie Fantaghirò\, in onda con cinque stagioni dal 1991 al 1996. \n\n\n\nA Lamberto Bava andrà il prestigioso Pipistrello d’Oro alla carriera assegnato dalla direzione artistica e del comitato organizzativo del festival. \n\n\n\nIl Fantafestival\, in collaborazione con Titanus\, chiuderà la sua edizione 2025 con una proiezione  evento dedicata ai quarant’anni di Dèmoni. A presentare in sala il film\, proprio Bava insieme al produttore Dario Argento\, all’effettista Sergio Stivaletti e ad altri illustri collaboratori. \n\n\n\nAltro ospite internazionale della 45ª edizione è il regista e sceneggiatore Adam Mason\, autore di oltre 300 video musicali e di film come Blood River e The Devil’s Chair.  Il regista presenterà al pubblico romano due pellicole: Pesce d’Aprile (prodotto da Blumhouse/Hulu) e Songbird (prodotto da Michael Bay e STX film).  \n\n\n\nFantafestival include all’interno del suo programma ufficiale\, in collaborazione con Fantastic Forge & Stivaletti Studio\, la rassegna Prima del Computer: 5 capolavori\, Effetti artigianali\, curata da Sergio Stivaletti\, indiscusso maestro degli effetti speciali made in Italy e storico collaboratore di Dario Argento\, a partire da Phenomena\, e di Lamberto Bava\, fin da Dèmoni e Dèmoni 2 – L’incubo ritorna. Il suo sodalizio con entrambi i registi è stato lungo e duraturo e ha portato Stivaletti a firmare gli effetti di film davvero iconici. Da autore di special fx ha collaborato\, fra gli altri\, con Michele Soavi\, Gabriele Salvatores e Sergio Martino\, e ha prestato la sua arte e la sua professionalità a tanti dei nostri giovani registi indipendenti di genere\, oltre che formare tanti dei suoi attuali colleghi effettisti. Nel 1997 firma la sua prima opera da regista\, l’horror M.D.C. – Maschera di cera\, a cui sono seguiti I tre volti del terrore e Rabbia furiosa. \n\n\n\nSergio Stivaletti presenterà al pubblico della kermesse romana cinque film che racchiudono al loro interno momenti fondamentali dell’evoluzione e della storia degli special effects cinematografici: Un lupo mannaro americano a Londra\, Terminator\, Scontro di Titani\, Stati di allucinazione e I tre volti del terrore. La rassegna si chiuderà con una masterclass del maestro degli effetti speciali. \n\n\n\nLa giuria chiamata ad assegnare i due Pipistrelli d’Oro dell’edizione 2024 è presieduta da Alda Teodorani\, scrittrice\, traduttrice e poetessa\, che ha spaziato con i suoi scritti tra vari generi letterari: dall’horror al giallo\, dall’erotico al noir. Stimata da autori come Dario Argento che ha dichiarato quanto gli incubi letterari della scrittrice siano in sintonia con le sue angoscianti opere cinematografiche\, Teodorani ha collaborato con autori come Carlo Lucarelli\, Marcello Fois\, Fabio Giovannini e Antonio Tentori\, contribuendo alla nascita della corrente del Neo-Noir. \n\n\n\nAl suo fianco\, l’effettista Leonardo Cruciano\, fondatore di Imaginari Factory\, nuova casa di produzione di effetti speciali e visivi\, e vincitore nel 2015 di due David di Donatello\, per gli Effetti Digitali e per il Trucco\, con Il racconto dei racconti – Tale of Tales di Matteo Garrone; e il regista\, sceneggiatore e romanziere Roberto De Feo\, noto al pubblico per film come The Nest – Il Nido e A Classic Horror Story. \n\n\n\nIl ricco programma del festival prevede anche la seconda edizione del FantaPitch: un incontro in cui gli autori dei migliori quindici lavori selezionati avranno la possibilità di essere presentanti di fronte a una platea di società di produzione interessate al genere fantastico. \n\n\n\nAnche per l’edizione 45 il cinema d’animazione sarà protagonista di una prima serata che comprende la proiezione del lungometraggio in concorso Sanatorium – Under The Sign of the Horglass di Stephen e Timothy Quay e i cortometraggi The Girl Who Cried Pearls di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski\, Les bêtes di Michael Granberry e Geometrie del tempo – Lo scarafaggio di Francesca Ferrario. \n\n\n\n14 lungometraggi e 29 cortometraggi in concorso\, con il ritorno della sezione Panoramica Italia\, importante finestra sulle produzioni fantastiche made in Italy\, che quest’anno prevede anche due proiezioni in anteprima\, senza contare i 18 incontri con autrici e autori di romanzi\, fumetti\, saggi e progetti multimediali. \n\n\n\nTra i film in concorso: il documentario Chain Reactions di Alexandre O. Philippe (USA\, 2024)\, sulla storia dell’horror cult Non aprite quella porta; Mother of Flies di John & Zelda Adams e Toby Poser(USA\, 2025)\, che mescola la drammaticità di una malattia incurabile alla stregoneria; Deathstalker di Steven Kostanski (Canada\, USA\, 2025)\, sword and sorcery pieno di mostri e combattimenti remake dell’omonimo film del 1983; e Daddy’s Head di Benjamin Barfoot (UK\, 2024)\, horror britannico proposto in anteprima in collaborazione con Plaion Pictures. \n\n\n\nTra le produzioni italiane: Kopis di Lorenzo Lepori; Lenskeeper – Alle Porte dell’Inferno di Luca Canale B.; Esistenza Zero di Matteo Scarfò e la co-produzione con Spagna e Usa The Krampus Rises diAndrea Dalfino. \n\n\n\nFra le riscoperte\, in collaborazione con Rai Teche\, l’originale televisivo di fantascienza “Il computer”\, secondo episodio della sceneggiato sci-fi “Oltre il 2000”\, andato in onda nel luglio del 1971 e mai più replicato da allora\, vedrà la luce della sala. Diretto da Piero Nelli\, soggetto e sceneggiatura di IniseroCremaschi\, l’episodio è ambientato in un’ipotetica società del futuro dove è il computer a dettare il destino e quindi le scelte di coloro che lo consultano quasi come fosse un oracolo. Ad arricchire la proiezione\, un dibattito moderato all’epoca dal giornalista Piergiorgio Branzi con alcuni esperti informatici e ricercatori scientifici sul ruolo del computer nella società degli anni ’70\, su timori\, vantaggi\, dubbi e provocazioni. \n\n\n\nFantafestival è lieto di ospitare all’interno di Spazio Scena la mostra Famous Weirdos dell’artista Mauro “Manthomex” Antonini\, cartoonist fortemente attivo sul web su portali quali Patreon\, FurAffintye DeviantArt\, dove la sua pagina personale ha superato 2 milioni e 500mila visualizzazioni. A inizio carriera ha collaborato con lo studio del maestro Sergio Stivaletti. La sua serie di vignette umoristiche Piccioncinema ha avuto una raccolta in volume – The Horror Piccion Show – per Weird Book. Sue illustrazioni sono apparse in varie pubblicazioni in Italia\, USA e Belgio e come materiale promozionale ufficiale di franchise quali Teenage Mutant Ninja Turtles\, Warcraft\, Evil Dead e The Howling.  \n\n\n\nFamous Weirdos è il progetto che Manthomex porta avanti da alcuni anni: una galleria di ritratti Pop Art di icone dell’immaginario\, provenienti da cinema\, tv\, fumetto\, letteratura e videogames\, come elogio allo strano e all’inusuale.   \n\n\n\nFantafestival ospita anche quest’anno il Vespertilio Awards: durante la cerimonia di premiazione sarà assegnato anche uno speciale premio Vespertilino a un cortometraggio o a un film di produzione italiana tra quelli selezionati in concorso. Il premio sarà assegnato dai curatori di Ore d’Orrore. \n\n\n\nIn collaborazione con Bizzarro Bazar e con Institute for Weird Culture\, Fantafestival 45 ospita il panel The Weird Zone – Folli visioni dal cinema di confine. Il weird è un concetto sfuggente: indica qualcosa che è strano\, fuori posto\, inquietante\, bizzarro\, perturbante. A proposito del fascino che suscita in noi l’incontro con il weird\, Mark Fisher parlava di un’attrazione “per l’esterno\, per ciò che sta al di là della percezione\, della conoscenza e dell’esperienza comune”. \n\n\n\nAnche in ambito cinematografico esiste una componente trasversale che\, a prescindere dal genere\, rende alcuni film particolarmente inusuali e spiazzanti. Ivan Cenzi (creatore del portale Bizzarro Bazar) accompagnerà il pubblico in una esplorazione delle molteplici sfaccettature del weird su grande e piccolo schermo. Dalle scene più esilaranti dei film di serie Z ai momenti inaspettati nelle visioni “d’essai”: la chiacchierata sarà un affezionato tributo a quegli autori e quelle pellicole che osano proporre un altro cinema. \n\n\n\nInfine Fantafestival rinnova la sua partnership anche con UNINT\, Università degli Studi Internazionali di Roma\, che collabora alla realizzazione dei sottotitoli di alcune delle opere in programma. In particolare gli studenti del Master di Traduzione e Adattamento formeranno una giuria che assegnerà un premio UNINT al miglior cortometraggio. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale\, è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in occasione del Giubileo 2025 in collaborazione con Zètema Progetto Cultura s.r.l. \n\n\n\nPer informazioni \n\n\n\ninfo@fanta-festival.it \n\n\n\nwww.fanta-festival.it \n\n\n\n#fantafestival \n\n\n\n#fantafestival45 \n\n\n\n#fantafestival2025
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SUMMARY: “Ve ne dico quattro” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Dopo il successo di “Sempre fiori mai un fioraio”\, Pino Strabioli torna a raccontare altri grandi protagonisti del Novecento in “Ve ne dico quattro”\, nuovo spettacolo scritto insieme a Fabio Masi\, che sarà in scena all’OFF/OFF Theatre a partire damercoledì 19 fino a domenica 23 novembre. \n\n\n\nPino Strabioli racconta i personaggi che hanno fatto la storia della cultura e dello spettacolo italiano. Una consuetudine a cui il pubblico è abituato\, come se Strabioli lo facesse da sempre. E in fondo è proprio così. Per questo\, dopo il successo di “Sempre fiori mai un fioraio”\, Pino torna a raccontare di altri grandi del Novecento in “Ve ne dico quattro”\, nuovo spettacolo che sarà in scena all’OFF/OFF Theatre a partire da mercoledì 19 fino a domenica 23 novembre. \n\n\n\nScritto da Strabioli insieme a Fabio Masi\, con i contribuiti video di Growing Production e la produzione di Alt Academy\, “Ve ne dico quattro” ci ricorda di Paolo Poli e Franca Valeri\, passando a Dario Fo\, Gabriella Ferri e Valentina Cortese. Così Pino Strabioli dipinge un affresco vivido di un’epoca teatrale che ha segnato profondamente la cultura italiana. Con uno sguardo affettuoso e spesso ironico\, lo spettacolo ci riporta in un periodo in cui la libertà di espressione era la vera protagonista\, in contrasto con un presente in cui il politicamente corretto sembra essere l’imperativo. Non mancheranno\, inoltre\, racconti dei suoi incontri più recenti\, che includono le collaborazioni con alcuni dei volti più noti del panorama culturale odierno. Le sue storie\, piene di aneddoti e testimonianze\, offrono uno spaccato emozionante di come l’arte possa superare i limiti del tempo e rimanere sempre viva.
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