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SUMMARY:“Van Gogh Flamenco”\, al Campo Teatrale di Milano
DESCRIPTION:Dopo Monterotondo\, Roma ed Atene\, debutta al Campo Teatrale di Milano\, sabato 22 novembre (ore 21:00)\, e presso la Sala Teatrale Fabbretti di Prato\, sabato 29 novembre (ore 21:00)\,  “Van Gogh Flamenco”\, spettacolo scritto e diretto da Manfredi Gelmetti. \n\n\n\nUn progetto originale e suggestivo\, poetico\, delicato\, ricco di musica piena di energia\, dalla Pizzica di San Vito liberatrice\, alle note forti del Flamenco\, per raccontare una vita diﬃcile\, ma piena di arte. Un artista complesso come Van Gogh\, uomo inquieto e malato\, che cercava il rapporto con la realtà attraverso la pittura\, con le sue visioni\, con i suoi colori. Dipingere per vivere\, per sentire\, per pensare\, questo il suo cammino. Non completamente apprezzato in vita\, ha proseguito\, fin dove possibile la sua esistenza\, aﬀogando nei colori e decidendo di fare della pittura il proprio riscatto\, la propria terapia\, la propria ragione di vita. Inseguendo un suo concetto di eternità. \n\n\n\nLa performance “Flamenco Van Gogh” sceglie lo strumento della danza e della musica per far esplodere la luce che si cela dietro l’angoscia e l’inquietudine dell’uomo. Sentimenti ed emozioni che arrivano al pubblico anche attraverso le parole di Van Gogh che raccontò molto di sè nelle lettere al fratello\, trasmesse dal protagonista ed autore\, Manfredi Gelmetti\, attore e danzatore. \n\n\n\n“Il teatro permette di raccontare storie perché il teatro è vita e ci racconta la vita. Van Gogh è stato un uomo diﬃcile\, angosciato” _ annota Manfredi Gelmetti. “Un infelice che\, suo malgrado\, procurava infelicità. Eppure\, quanto amore c’era dentro di lui: quanto amore per gli altri\, per la vita\, per l’arte. Van Gogh insegna a non soﬀocare dentro\, a tirare fuori il proprio mondo interiore a qualunque costo”.
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SUMMARY:“Anelito” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Un’inedita esperienza poetico-performativa di Emanuela Cadrini e Carlo Delli Colli prende vita al Teatro Comunale Veroli che apre le sue porte ad un evento unico nel suo genere: “Anelito”\, un’operazione poetico-artistica e performativa che rappresenta un unicum nella stagione teatrale 25/26\, introducendo un linguaggio nuovo\, fluido e trasversale\, in cui le arti si fondono e si contaminano. Per la prima volta sul palcoscenico verolano\, il pubblico sarà invitato a partecipare a una esperienza sensoriale e partecipativa che supera le convenzioni dello spettacolo teatrale tradizionale. Anelito non è una rappresentazione da guardare\, ma un processo vivo che si costruisce nel momento stesso in cui accade\, un’opera che si trasforma insieme al luogo\, all’artista e agli spettatori. Nato nel 2023\, come ricerca poetico-performativa\, “Anelito” esplora il modo in cui vissuto\, arte\, emozioni e inconscio possono dialogare e rispecchiarsi\, generando un presente che è memoria e proiezione insieme. La performance intreccia poesia\, interpretazione attoriale\, musica elettronica\, pittura gestuale ed espressione corporea\, creando un tessuto artistico in continua metamorfosi. \n\n\n\nCiò che accade sul palco è sempre diverso: ogni replica è in realtà una nuova nascita\, un incontro irripetibile determinato dalle energie del momento\, dalle suggestioni del luogo e dalle risposte emotive del pubblico. Lo spettatore non è semplice osservatore\, ma parte integrante del processo creativo\, un co-autore inconsapevole che contribuisce\, con la propria presenza e sensibilità\, alla ridefinizione costante del progetto. \n\n\n\nNon potete perdere questo evento unico e irripetibile sabato 22 novembre alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 5.00 \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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SUMMARY:Jim Porto all'AlexanderPlatz Jazz Club
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, venerdì 21 novembre\, Jim Porto con il suo trio con ospite Robertinho Bastos\, percussioni. Il pianista compositore e cantante Jim Porto sono nati nella città di Rio Grande (Brasile). Jim inizia a suonare il pianoforte a casa dei suoi vicini all’età di 6 anni. Poiché viveva in una famiglia numerosa\, suo padre\, non potendo acquistare un pianoforte\, decise di noleggiarne uno per la felicità del figlio autodidatta. Jim continua il suo sogno con la musica\, sapeva cosa voleva\, ha iniziato a suonare più tardi con band locali nella sua città.A 18 anni si trasferì a Rio de Janeiro\, dove iniziò a sostituire i pianisti disoccupati nella vita notturna di Rio\, alternando il lavoro con quello presso una compagnia aerea. Successivamente\, mentre suonava in un piano bar\, incontrò un gruppo di turisti italiani entusiasti della sua bossa/jazz e dello swing… e gli presentarono Sandro Melaranci\, proprietario dell’allora Manuia (locale frequentato da personaggi famosi a Roma\, ritrovo di musicisti e artisti di fama\, nonché di personaggi di passaggio del mondo artistico).Jim si trasferì a Roma dove diventò l’attrazione del Manuia\, richiamando gli appassionati della musica brasiliana e del suo stile bossa/jazz\, dove rimase per 6 anni… con molte jam session con artisti famosi come Djavan Alcione e molti altri\, fino a quando registrò il suo primo album con una partecipazione speciale in alcuni brani del famoso trombettista americano Chet Baker…Da allora Jim Porto non si è più fermato\, continua il suo viaggio con i suoi spettacoli in tutta Italia e nel mondo\, Europa\, USA\, Asia\, Africa\, partecipando ad importanti eventi e rinomati festival jazz come Umbria Jazz (Italia)\, Tabarka Festival (Tunisia)\, International Jazz New Delhi Festival Praia (Capo Verde)\, Jazz Festival Cape Town (Sudafrica)\, Theatre Tata Mumbai (India) con grande riscontro\, passando per diversi jazz club in giro per il mondo come Blue Note a Milano(dove ha registrato un album dal vivo “Live at Blue Note Milan”).La sua musica arrivò in Brasile attraverso le colonne sonore delle soap opera e comparve anche in alcuni titoli di testa di soap opera brasiliane in Italia. Jim Porto canta l’inno nazionale prima dell’ultimo Mondiale in Brasile allo Stadio Olimpico di Roma\, in una partita amichevole tra Brasile e Italia\, alla presenza di oltre 60.000 persone\, oltre alla trasmissione in diretta video dell’evento. Jim Porto continua a mostrarci questo Brasile con il suo pianoforte e la sua voce. Nella sua lunga carriera… con la sua musica\, questo Brasile che non smette mai di sorprenderci. \n\n\n\n                                                                                                                                                                                     Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,30 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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SUMMARY:"Io e Mia Sorella" al Teatro Hamlet per il progetto "RUN"
DESCRIPTION:Teatro Hamlet APS presenta il progetto “RUN – il Festival che fugge dal Centro” con la Direzione Artistica di GINA MERULLA. Dal 1° settembre al 30 Novembre 2025 presso il Teatro Hamlet (via Alberto da Giussano 13\, Roma) e il Teatro Sala Vignoli (via Bartolomeo d’Alviano 1\, Roma) si susseguiranno spettacoli dal vivo e laboratori didattici. \n\n\n\nLa sezione performativa del Festival si aprirà il 12 settembre con “L’eredità di Edipo”\, grande classico greco di Sofocle\, seguito il 14 settembre dallo spettacolo musicale “Mata Hari” interpretato da Natalia Simonova. Il giorno 21 settembre sarà in scena invece “Io e mia sorella” di Sabrina Biagioli che affronterà fra risate e lacrime la tematica della sindrome di Down. \n\n\n\nIl 12 ottobre sarà il turno di un esperimento teatrale che coniuga tecnologia e arte scenica: “Segnale d’allarme” a cura di ELIO GERMANO porterà in sala la realtà virtuale in cui lo spettatore verrà immerso attraverso un visore 3D. \n\n\n\nIl 19 ottobre il festival darà voce al teatro comico con lo spettacolo della coinvolgente CINZIA LEONE e il suo “Mamma sei sempre nei miei pensieri\, spostati!”. \n\n\n\nIl 26 ottobre sarà dedicato a “Semplicemente Pasolini” di Patrizia Casagrande\, tributo al grande Pier Paolo Pasolini. \n\n\n\nNovembre inizierà all’insegna dei testi più famosi di Shakespeare con lo spettacolo “Il Bardo: viaggio nell’ignoto” in scena il giorno 2 con la regia di Gina Merulla. \n\n\n\nIl 9 novembre RUN ci porterà alla scoperta del mito di Ulisse attraverso la comicità di ROCCO CIARMOLI e LAURA DE MARCHI con “Ulisse e le donne”. \n\n\n\nIl 23 novembre il festival porgerà il suo omaggio al teatro dell’assurdo ed al suo precursore Karl Valentincon lo spassoso spettacolo di FABRIZIO FERRARI ”Tingel Tangel”. \n\n\n\nInfine il 30 novembre la chiusura del festival sarà affidata ad una storia senza tempo e di grande impatto emotivo: “Il Volto di Otello” con Mamadou Dioume e Fabrizio Ferrari; il grande classico di Shakespeare Otello in una particolare rivisitazione di Gina Merulla. \n\n\n\nA corredo del festival\, il Progetto Multicultura dal 1° all’8 settembre porterà in scena lo spettacolo “IlQuarto Vuoto” interpretato dal MAESTRO MAMADOU DIOUME\, attore e collaboratore di Peter Brook. Questo particolare progetto prevede 8 repliche multilingue dello spettacolo (arabo\, cinese\, francese\, inglese\, rumeno\, senegalese\, spagnolo e tedesco). \n\n\n\nIl 9 settembre infine avrà inizio la fase del progetto dedicata ai laboratori didattici che vedranno coinvolti bambini e anziani con il laboratorio “Nonni e nipoti” (tutti i martedì alle 17) e il “Laboratorio di improvvisazione per stranieri” (tutti i lunedì alle 18). \n\n\n\nTutti gli eventi sono a ingresso libero. \n\n\n\nll progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura \n\n\n\nInformazioni e contatti: Teatro Hamlet APS – Via Alberto da Giussano 13 Roma Tel. 0641734901 – 3334313086 Sito: www.teatrohamlet.it \n\n\n\nCome raggiungere il Teatro Sala Vignoli: Metro C Pigneto – Tram 5\,14\,19 – Bus 50\,81\,105\,412\,N11 – Pista ciclabile Prenestina
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SUMMARY:“Tragicommedia della Genesi” al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Venerdì 21 novembre 2025\, alle ore 21\, al Teatro Garage è in scena lo spettacolo “Tragicommedia della Genesi”\, di e con Matteo Pipitone. Il titolo fa parte della sezione “Progetto da Salotto”\, un ciclo di spettacoli con allestimenti agili che si possono facilmente rappresentare in piccoli spazi come\, appunto\, un salotto\, nato da un’idea di Alessandra Frabetti. \n\n\n\n      Lo spettacolo torna alla Sala Diana dopo il successo dell’anno scorso e le numerose richieste di replica da parte del pubblico del Teatro Garage. \n\n\n\nProtagonista di “Tragicommedia della Genesi” è la figura di Caino\, uno dei più grandi “simboli del male” secondo la tradizione giudaico-cristiana. In un breve monologo dal ritmo nervoso\, si presenta in scena con l’aria di chi non ha nulla di cui sentirsi in colpa. Il pubblico in sala diventerà una sorta di giuria che valuterà i fatti\, stavolta raccontati\, in via del tutto eccezionale\, dal suo punto di vista. \n\n\n\nPrima di arrivare al racconto del celeberrimo omicidio del fratello\, Caino però decide di raccontare i fatti della Genesi precedenti alla morte di Abele\, in modo irriverente\, ai limiti del dissacrante. Egli si prende gioco di tutti i personaggi\, Dio compreso\, poiché di quei personaggi conosce vita\, morte\, miracoli e anche ridicoli difetti\, i quali vengono raccontati con il viscerale piacere di chi sta finalmente rovesciando e ridicolizzato i simboli intoccabili della tradizione biblica. \n\n\n\nNella seconda parte dello spettacolo si racconta l’omicidio vero e proprio e i toni cambiano\, diventando tragici e\, a tratti\, disperati. Dopo aver raccontato il fatto nudo e crudo senza fronzoli\, Caino sottopone una riflessione al pubblico\, tirandolo inaspettatamente in causa e congedandolo dopo aver instillato nei presenti il dubbio che forse essi\, quando scelgono di compiere il male\, sono di gran lunga peggiori di lui. \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità. \n\n\n\nInformazioni: www.teatrogarage.it\, info@teatrogarage.it\, 010 511447.
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SUMMARY:“Le nozze di Figaro" a Fortezza Est
DESCRIPTION:Torna la lirica scanzonata e irriverente de “I Tre Barba” in scena dal 20 al 22 novembre 2025” a Fortezza Est con “Le nozze di Figaro”. Lorenzo de Liberato\, Alessio Esposito e Lorenzo Garufo anche in questa stagione portano in scena l’opera lirica in versione popolare e rivisitata\, giocando al limite della scorrettezza con la poesia operistica\, stritolando l’eleganza mozartiana e concludendo la loro personalissima trilogia dapontiana con una “last dance” imperdibile.    \n\n\n\nL’opera si sviluppa in quattro atti e ruota attorno alle trame del Conte d’Almaviva\, invaghito della cameriera della Contessa\, Susanna\, alla quale cerca di imporre lo ius primae noctis\, proprio il giorno delle nozze tra la cameriera e Figaro\, servo factotum del Conte stesso. La vicenda si svolge in un intreccio serrato e folle\, in cui le astuzie delle donne e le gelosie degli uomini si contrappongono nel corso di una giornata di passione travolgente\, piena di eventi sia drammatici che comici\, e nella quale alla fine i “servi” si dimostrano più signori e intelligenti dei loro padroni.  \n\n\n\nL’intreccio raccontato da Da Ponte ne “Le Nozze di Figaro” è tra i più complessi e farraginosi prodotti dal celebre librettista. L’adattamento si è concentrato sul semplificare il continuo susseguirsi di inganni\, stratagemmi ed espedienti narrativi\, per restituire al pubblico una struttura più semplice e leggibile\, suddivisa in tre capitoli e un epilogo\, dando così la possibilità al trio di dedicarsi alla costruzione di scatole comiche\, che si montano e si smontano con ritmo frenetico. Il tutto racchiuso in un ambiente dalle tinte fosche\, thriller\, per creare\, come di consueto\, un contrasto comico esilarante. \n\n\n\nCon il loro consueto stile ironico e grottesco\, i Tre Barba trasformano l’opera di Mozart e Da Ponte\, in un paradossale “dramma della gelosia”\, con tinte “crime” e “underground” a fare da atmosfera ad un’intricatissima corsa contro il tempo\, dove la passione smodata si trasforma persino in pericolo. \n\n\n\nOrario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30 \n\n\n\nbiglietto unico 14.00€ \n\n\n\nAbbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli  70€ \n\n\n\nwww.fortezzaest.com \n\n\n\ninfo e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com \n\n\n\n| whatsapp 329.8027943| 349.4356219
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SUMMARY:45a edizione del Fantafestival
DESCRIPTION:Giunto al traguardo della 45ª edizione\, il FANTAFESTIVAL con la direzione artistica di Marcello Rossi e Luca Ruocco\, è pronto a offrire al pubblico di appassionati una ricca selezione di film e cortometraggi italiani e internazionali; la seconda edizione del FantaPitch\, l’unico pitch italiano dedicato al genere fantastico; le masterclass del compositore Fabio Frizzi (autore di colonne sonore cult che hanno contribuito a far entrare tanti film nella storia del cinema italiano e internazionale)\, del maestro Lamberto Bava (autore del film Dèmoni\, prodotto da Dario Argento\, di cui il festival celebra i 40 anni) e del regista Richard Stanley (regista\, sceneggiatore e produttore cinematografico sudafricano\, autore di film come Hardware – Metallo letale e Demoniaca); una rassegna curata dall’effettista Sergio Stivaletti con un focus sull’evoluzione degli effetti speciali nel cinema fantastico e molto altro ancora. \n\n\n\nFantafestival ospita\, inoltre\, la mostra Famous Weirdos di Mauro “Manthomex” Antonini. \n\n\n\nA Lamberto Bava sarà assegnato il prestigioso Pipistrello d’Oro alla carriera. \n\n\n\nAl via dal 21 al 30 novembre la 45ª edizione del FANTAFESTIVAL (Mostra Internazionale del Film di Fantascienza e del Fantastico)\, prodotto da Velvet Movie srl in collaborazione con Sfera sas e InGenereCinema.com\, con la direzione artistica di Marcello Rossi e Luca Ruocco. Un festival ricco di proiezioni in anteprima\, eventi\, retrospettive e ospiti speciali. \n\n\n\nLe celebrazioni dell’importante anniversario cominciano già dal 20 novembre\, con un imperdibile evento di preapertura: il Frizzi 2 Fulci – Zombie Immersive Concert\, che porta il maestro Fabio Frizzi e la sua F2F Orchestra a Roma dopo anni di lunghe tournée e grandi successi in tutto il mondo. Fantafestival presenta un’esperienza unica nella sala immersiva dei Forum Studios\, con proiezioni a 360°\, musiche leggendarie e atmosfere horror ispirate al cult Zombi 2 di Lucio Fulci; il tutto nella cornice mozzafiato dei Forum Studios\, luogo iconico dove hanno suonato i più grandi artisti italiani\, nascosto nei sotterranei della Basilica di Piazza Euclide. \n\n\n\nFantafestival\, lo storico festival romano dedicato al cinema e alla cultura del fantastico\, conferma per il secondo anno la location di Spazio Scena (Spazio Cinema Eventi e Nuove Arti della Regione Lazio)\, in via degli Orti d’Alibert 1/c\, a Roma e raddoppia la durata. \n\n\n\nPer festeggiare i 45 anni\, infatti\, la kermesse promette 10 imperdibili giorni di cinema\, libri\, fumetti e cultura del fantastico che vedranno l’assegnazione\, durante la serata di chiusura\, degli ambiti Pipistrelli d’Oro al Miglior Cortometraggio Internazionale e al Miglior Lungometraggio Internazionale. \n\n\n\nL’artwork del poster del Fantafestival 45 nasce\, come ormai da tradizione\, dalla partnership con Bugs Comics\, casa editrice di fumetti fondata da Gianmarco Fumasoli\, che proprio nel 2025 festeggia i suoi primi 10 anni di attività con l’uscita del suo terzo titolo da edicola (Toni Bellasalma\, che si affianca ai già conosciuti Samuel Stern e Kalya)  \n\n\n\nL’autore dell’artwork è Federico Perrone\, disegnatore che aveva già realizzato la locandina dello scorso anno e che torna a prestare la sua arte alla Mostra Internazionale del Film di Fantascienza e del Fantastico per creare un riuscito omaggio a Dèmoni\, l’horror meta-cinematografico di Lamberto Bava di cui Fantafestival celebra il quarantennale. Perrone rielabora i demoni baviani che fuoriescono dallo schermo per aggredire gli spettatori in sala\, per riproporli in una versione nuova e personale\, che aggiunge ai segni dell’infezione infernale che caratterizza le creature realizzate da Sergio Stivaletti per il film\, una nota extraterrestre\, che mostra ancora una volta la felice convivenza di due anime (una horror e una sci-fi) all’interno del festival. \n\n\n\nMa quella con Bugs non è l’unica partnership di questa edizione: anche Unitelma Sapienza\, la più importante università telematica italiana\, torna ad affiancare il festival del pipistrello con in più il supporto della neonata Radio UnitelmaSapienza \n\n\n\nIl film d’apertura dell’edizione 2025 è la nuova pellicola di Johannes Roberts\, Ben – Rabbia animale. \n\n\n\nCon Ben – Rabbia Animale\, Johannes Roberts firma un horror inquietante che trascinerà lo spettatore in un crescendo di tensione\, dove l’orrore diventerà sempre più reale e la sopravvivenza sarà l’unica via d’uscita.  \n\n\n\nBen – Rabbia Animale è una produzione Paramount Pictures\, in collaborazione con Domain Entertainment e 18Hz Production\, prodotto da Walter Hamada\, John Hodges e Bradley Pilz\, scritto da Johannes Roberts & Ernest Riera. Il film sarà distribuito in Italia da Eagle Pictures. \n\n\n\nTanti gli incontri da non perdere\, a cominciare da quelli con gli ospiti speciali di questa edizione. Ad aprire le danze sarà il regista\, sceneggiatore e produttore cinematografico sudafricano Richard Stanley\, autore\, nel 1990\, del suo primo lungometraggio divenuto oggi un cult: Hardware – Metallo letale\, un horror fantascientifico basato sul fumetto Shok! di Steve MacManus e Kevin O’Neill. Dopo il suo secondo horror\, Demoniaca del 1992\, che al Fantafestival sarà proiettato per la prima volta in Italia nella sua versione Director’s Cut\, Stanley si è dedicato maggiormente a documentari\, progetti brevi e sceneggiature\, per poi tornare al genere fantastico nel 2019\, con la regia de Il colore venuto dallo spazio\, tratto da uno dei racconti più famosi di Howard Phillips Lovecraft\, con protagonista Nicholas Cage. \n\n\n\nDopo l’evento di pre-apertura della kermesse\, Fabio Frizzi sarà protagonista anche di una masterclass musicata\, accompagnato alla chitarra dal musicista Riccardo Rocchi\, in cui il compositore ripercorrerà la sua carriera\, tra racconti\, ricordi e musica. Frizzi è legato al mondo dell’horror soprattutto per le celebri colonne sonore composte per i film di Lucio Fulci\, a partire dalla trilogia Zombi 2 / Paura nella città dei morti viventi / …E tu vivrai nel terrore! L’Aldilà\, e proprio a questa lunga collaborazione dedicherà un focus particolare. \n\n\n\nLa terza masterclass dell’edizione 45 del Fantafestival vedrà protagonista Lamberto Bava\, uno dei maestri italiani del cinema fantastico più apprezzati al mondo. Figlio d’arte\, collabora già da giovanissimo con il padre Mario e diventa poi aiuto regista di altri importanti autori come Ruggero Deodato e Dario Argento. Nel 1985\, con il film Dèmoni segna il punto di massimo splendore della sua carriera e firma uno dei più amati film della golden age dell’horror made in Italy. Il regista ha anche il merito di aver traghettato il genere fantastico dal cinema in televisione creando\, tra le altre\, la serie Fantaghirò\, in onda con cinque stagioni dal 1991 al 1996. \n\n\n\nA Lamberto Bava andrà il prestigioso Pipistrello d’Oro alla carriera assegnato dalla direzione artistica e del comitato organizzativo del festival. \n\n\n\nIl Fantafestival\, in collaborazione con Titanus\, chiuderà la sua edizione 2025 con una proiezione  evento dedicata ai quarant’anni di Dèmoni. A presentare in sala il film\, proprio Bava insieme al produttore Dario Argento\, all’effettista Sergio Stivaletti e ad altri illustri collaboratori. \n\n\n\nAltro ospite internazionale della 45ª edizione è il regista e sceneggiatore Adam Mason\, autore di oltre 300 video musicali e di film come Blood River e The Devil’s Chair.  Il regista presenterà al pubblico romano due pellicole: Pesce d’Aprile (prodotto da Blumhouse/Hulu) e Songbird (prodotto da Michael Bay e STX film).  \n\n\n\nFantafestival include all’interno del suo programma ufficiale\, in collaborazione con Fantastic Forge & Stivaletti Studio\, la rassegna Prima del Computer: 5 capolavori\, Effetti artigianali\, curata da Sergio Stivaletti\, indiscusso maestro degli effetti speciali made in Italy e storico collaboratore di Dario Argento\, a partire da Phenomena\, e di Lamberto Bava\, fin da Dèmoni e Dèmoni 2 – L’incubo ritorna. Il suo sodalizio con entrambi i registi è stato lungo e duraturo e ha portato Stivaletti a firmare gli effetti di film davvero iconici. Da autore di special fx ha collaborato\, fra gli altri\, con Michele Soavi\, Gabriele Salvatores e Sergio Martino\, e ha prestato la sua arte e la sua professionalità a tanti dei nostri giovani registi indipendenti di genere\, oltre che formare tanti dei suoi attuali colleghi effettisti. Nel 1997 firma la sua prima opera da regista\, l’horror M.D.C. – Maschera di cera\, a cui sono seguiti I tre volti del terrore e Rabbia furiosa. \n\n\n\nSergio Stivaletti presenterà al pubblico della kermesse romana cinque film che racchiudono al loro interno momenti fondamentali dell’evoluzione e della storia degli special effects cinematografici: Un lupo mannaro americano a Londra\, Terminator\, Scontro di Titani\, Stati di allucinazione e I tre volti del terrore. La rassegna si chiuderà con una masterclass del maestro degli effetti speciali. \n\n\n\nLa giuria chiamata ad assegnare i due Pipistrelli d’Oro dell’edizione 2024 è presieduta da Alda Teodorani\, scrittrice\, traduttrice e poetessa\, che ha spaziato con i suoi scritti tra vari generi letterari: dall’horror al giallo\, dall’erotico al noir. Stimata da autori come Dario Argento che ha dichiarato quanto gli incubi letterari della scrittrice siano in sintonia con le sue angoscianti opere cinematografiche\, Teodorani ha collaborato con autori come Carlo Lucarelli\, Marcello Fois\, Fabio Giovannini e Antonio Tentori\, contribuendo alla nascita della corrente del Neo-Noir. \n\n\n\nAl suo fianco\, l’effettista Leonardo Cruciano\, fondatore di Imaginari Factory\, nuova casa di produzione di effetti speciali e visivi\, e vincitore nel 2015 di due David di Donatello\, per gli Effetti Digitali e per il Trucco\, con Il racconto dei racconti – Tale of Tales di Matteo Garrone; e il regista\, sceneggiatore e romanziere Roberto De Feo\, noto al pubblico per film come The Nest – Il Nido e A Classic Horror Story. \n\n\n\nIl ricco programma del festival prevede anche la seconda edizione del FantaPitch: un incontro in cui gli autori dei migliori quindici lavori selezionati avranno la possibilità di essere presentanti di fronte a una platea di società di produzione interessate al genere fantastico. \n\n\n\nAnche per l’edizione 45 il cinema d’animazione sarà protagonista di una prima serata che comprende la proiezione del lungometraggio in concorso Sanatorium – Under The Sign of the Horglass di Stephen e Timothy Quay e i cortometraggi The Girl Who Cried Pearls di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski\, Les bêtes di Michael Granberry e Geometrie del tempo – Lo scarafaggio di Francesca Ferrario. \n\n\n\n14 lungometraggi e 29 cortometraggi in concorso\, con il ritorno della sezione Panoramica Italia\, importante finestra sulle produzioni fantastiche made in Italy\, che quest’anno prevede anche due proiezioni in anteprima\, senza contare i 18 incontri con autrici e autori di romanzi\, fumetti\, saggi e progetti multimediali. \n\n\n\nTra i film in concorso: il documentario Chain Reactions di Alexandre O. Philippe (USA\, 2024)\, sulla storia dell’horror cult Non aprite quella porta; Mother of Flies di John & Zelda Adams e Toby Poser(USA\, 2025)\, che mescola la drammaticità di una malattia incurabile alla stregoneria; Deathstalker di Steven Kostanski (Canada\, USA\, 2025)\, sword and sorcery pieno di mostri e combattimenti remake dell’omonimo film del 1983; e Daddy’s Head di Benjamin Barfoot (UK\, 2024)\, horror britannico proposto in anteprima in collaborazione con Plaion Pictures. \n\n\n\nTra le produzioni italiane: Kopis di Lorenzo Lepori; Lenskeeper – Alle Porte dell’Inferno di Luca Canale B.; Esistenza Zero di Matteo Scarfò e la co-produzione con Spagna e Usa The Krampus Rises diAndrea Dalfino. \n\n\n\nFra le riscoperte\, in collaborazione con Rai Teche\, l’originale televisivo di fantascienza “Il computer”\, secondo episodio della sceneggiato sci-fi “Oltre il 2000”\, andato in onda nel luglio del 1971 e mai più replicato da allora\, vedrà la luce della sala. Diretto da Piero Nelli\, soggetto e sceneggiatura di IniseroCremaschi\, l’episodio è ambientato in un’ipotetica società del futuro dove è il computer a dettare il destino e quindi le scelte di coloro che lo consultano quasi come fosse un oracolo. Ad arricchire la proiezione\, un dibattito moderato all’epoca dal giornalista Piergiorgio Branzi con alcuni esperti informatici e ricercatori scientifici sul ruolo del computer nella società degli anni ’70\, su timori\, vantaggi\, dubbi e provocazioni. \n\n\n\nFantafestival è lieto di ospitare all’interno di Spazio Scena la mostra Famous Weirdos dell’artista Mauro “Manthomex” Antonini\, cartoonist fortemente attivo sul web su portali quali Patreon\, FurAffintye DeviantArt\, dove la sua pagina personale ha superato 2 milioni e 500mila visualizzazioni. A inizio carriera ha collaborato con lo studio del maestro Sergio Stivaletti. La sua serie di vignette umoristiche Piccioncinema ha avuto una raccolta in volume – The Horror Piccion Show – per Weird Book. Sue illustrazioni sono apparse in varie pubblicazioni in Italia\, USA e Belgio e come materiale promozionale ufficiale di franchise quali Teenage Mutant Ninja Turtles\, Warcraft\, Evil Dead e The Howling.  \n\n\n\nFamous Weirdos è il progetto che Manthomex porta avanti da alcuni anni: una galleria di ritratti Pop Art di icone dell’immaginario\, provenienti da cinema\, tv\, fumetto\, letteratura e videogames\, come elogio allo strano e all’inusuale.   \n\n\n\nFantafestival ospita anche quest’anno il Vespertilio Awards: durante la cerimonia di premiazione sarà assegnato anche uno speciale premio Vespertilino a un cortometraggio o a un film di produzione italiana tra quelli selezionati in concorso. Il premio sarà assegnato dai curatori di Ore d’Orrore. \n\n\n\nIn collaborazione con Bizzarro Bazar e con Institute for Weird Culture\, Fantafestival 45 ospita il panel The Weird Zone – Folli visioni dal cinema di confine. Il weird è un concetto sfuggente: indica qualcosa che è strano\, fuori posto\, inquietante\, bizzarro\, perturbante. A proposito del fascino che suscita in noi l’incontro con il weird\, Mark Fisher parlava di un’attrazione “per l’esterno\, per ciò che sta al di là della percezione\, della conoscenza e dell’esperienza comune”. \n\n\n\nAnche in ambito cinematografico esiste una componente trasversale che\, a prescindere dal genere\, rende alcuni film particolarmente inusuali e spiazzanti. Ivan Cenzi (creatore del portale Bizzarro Bazar) accompagnerà il pubblico in una esplorazione delle molteplici sfaccettature del weird su grande e piccolo schermo. Dalle scene più esilaranti dei film di serie Z ai momenti inaspettati nelle visioni “d’essai”: la chiacchierata sarà un affezionato tributo a quegli autori e quelle pellicole che osano proporre un altro cinema. \n\n\n\nInfine Fantafestival rinnova la sua partnership anche con UNINT\, Università degli Studi Internazionali di Roma\, che collabora alla realizzazione dei sottotitoli di alcune delle opere in programma. In particolare gli studenti del Master di Traduzione e Adattamento formeranno una giuria che assegnerà un premio UNINT al miglior cortometraggio. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale\, è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in occasione del Giubileo 2025 in collaborazione con Zètema Progetto Cultura s.r.l. \n\n\n\nPer informazioni \n\n\n\ninfo@fanta-festival.it \n\n\n\nwww.fanta-festival.it \n\n\n\n#fantafestival \n\n\n\n#fantafestival45 \n\n\n\n#fantafestival2025
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SUMMARY:I Traindeville da Necci al Pigneto
DESCRIPTION:I Traindeville si esibiscono per la prima volta da Necci – locale storico del Pigneto che propone gustosi aperitivi e piatti fatti in casa – nell’ambito della rassegna “Musica in Piazza” curata da Sebastiano Forti: il trio formato da Ludovica Valori (voce\, fisarmonica\, trombone)\, Paolo Camerini (contrabbasso\, cori) e Fabio Gammone (chitarra\, clarinetto\, armonica\, cori) presenterà al pubblico il proprio personalissimo percorso musicale: un viaggio nelle sonorità di diverse latitudini del mondo\, dall’indie folk ai Balcani passando per la canzone romana con brani originali cantati in varie lingue. \n\n\n\nLa band\, nata nel 2012\, ha all’attivo tre album oltre a numerosi videoclip: ha viaggiato per le strade dell’Italia\, degli USA\, della Germania\, della Polonia e dell’India\, raccogliendo dovunque gioia e partecipazione. \n\n\n\nI componenti del gruppo provengono dalle più varie esperienze musicali\, dalla storica formazione gypsy-folk-rock Nuove Tribù Zulu alla tradizione romana rielaborata da Ardecore e BandaJorona\, fino al klezmer del Dragan Trio\, agli scatenati ottoni della street band Titubanda e alle collaborazioni con attori\, giocolieri e danzatori: percorsi che si sono spesso intersecati creando nuove sonorità e affascinanti suggestioni narrative.  \n\n\n\nAppuntamento mercoledì 19 novembre dalle 19:30 nel cuore del Pigneto per un viaggio sonoro affascinante e coinvolgente con Traindeville.  \n\n\n\nSito www.traindeville.com \n\n\n\nPagina facebook www.facebook.com/traindeville \n\n\n\nInstagram instagram.com/traindeville_canzonidaviaggio \n\n\n\nCanale Youtubehttps://www.youtube.com/channel/UCphX3MOsSXAz185Ha1B9L0Q
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SUMMARY:Enrico Pieranunzi all'Alexanderplatz Jazz Club
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, martedì 18 e mercoledì 19 novembre\, il concerto di Enrico Pieranunzi con il suo Roma Trio. “Diversi anni fa conobbi in occasione di una masterclass\, due promettenti musicisti appartenenti a quella agguerrita schiera di giovani romani che\, incuranti delle mode\, hanno scelto coraggiosamente di dedicarsi al jazz. Col tempo i due musicisti\, Jacopo Ferrazza e Valerio Vantaggio\, hanno fatto strada fino a diventare due jazzisti di livello nazionale. È perciò con particolare gioia che presento questa due giorni in trio all’Alexanderplatz in cui suoneró proprio insieme a loro\, a quei due giovanissimi di allora diventati ormai partner di grande spessore e personalitá.(Enrico Pieranunzi) \n\n\n\nEnrico Pieranunzi ha registrato più di 70 CD a suo nome spaziando dal piano solo al trio\, dal duo al quintetto e collaborando\, in concerto o in studio d’incisione\, con Chet Baker\, Lee Konitz\, Paul Motian\, Charlie Haden\, Chris Potter\, Marc Johnson\, Joey Baron. Pluripremiato come miglior musicista italiano nel “Top Jazz”\, annualmente indetto dalla rivista “Musica Jazz” (1989\, 2003\, 2008) e come miglior musicista europeo (Django d’Or\, 1997) Pieranunzi ha portato la sua musica sui palcoscenici di tutto il mondo esibendosi nei più importanti festival internazionali\, da Montreal a Copenaghen\, da Berlino e Madrid a Tokyo\, da Rio de Janeiro a Pechino.A partire dal 1982 si è recato numerose volte negli Stati Uniti dando concerti in varie città tra cui New York\, Boston\, San Francisco.Di rilievo la sua partecipazione a Spoleto Festival Usa 2007 (Charleston\, North Carolina) che ne ha voluto dare un ritratto completo proponendolo in concerti di piano solo\, duo e trio. E’ l’unico musicista italiano di sempre ed uno dei pochissimi europei ad aver suonato e registrato più volte nello storico “Village Vanguard” di New York con Marc Johnson and Paul Motian (Camjazz\, 2010). Proprio per il “Live at The Village Vanguard” con Marc Johnson e Paul Motian (Camjazz\, 2010) gli è stato assegnato nel 2014 l’Echo Jazz Award – equivalente tedesco dello statunitense Grammy – come Best International Piano Player. La prestigiosa rivista americana “Down Beat” ha incluso il suo CD “Live in Paris”\, in trio con Hein Van de Geyn e André Ceccarelli (Challenge)\, tra i migliori CD del decennio 2000/2010.Ha composto diverse centinaia di brani\, alcuni dei quali sono ormai veri e propri standard suonati e incisi da musicisti di tutto il mondo. \n\n\n\n                                                                                                                                                                                      Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.comì
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SUMMARY:"Handle with Care" al Nuovo Teatro Ateneo
DESCRIPTION:Per la prima volta a Roma\, il Nuovo Teatro Ateneo ospita la compagnia belga Ontroerend Goed\, tra le esperienze più originali della scena europea\, riconosciuta per la capacità di reinventare il rapporto tra pubblico e performance. Handle with Care è un esperimento di fiducia reciproca e costruzione collettiva: un teatro che si offre come spazio di partecipazione\, dove l’esperienza nasce e si trasforma attraverso le scelte degli spettatori e delle spettatrici. \n\n\n\nIn Handle with Care\, la compagnia Ontroerend Goed offre il controllo e lo sviluppo dello spettacolo agli spettatori\, ma sta agli spettatori stessi dare forma all’esperienza. \n\n\n\n“Scegli il tuo ruolo: prendi l’iniziativa o osserva mentre gli altri prendono decisioni che indirizzano la performance verso direzioni inaspettate. Gli spettatori insieme riusciranno a creare qualcosa di speciale: un’esperienza condivisa ricca di riflessioni sul tempo\, la transitorietà e l’unione. Non preoccupatevi\, in Handle with Care non ci sono scelte sbagliate. Ce la puoi fare. Per un’ora\, vivrai qualcosa di unico\, fugace e irripetibile. Qui. Ora. Insieme. Nessuno ti guarda. Ciò che è tuo\, resta tuo. Prenditene cura. E mandaci una cartolina.” \n\n\n\nIdeato dal regista Alexander Devriendt\, fondatore e anima di Ontroerend Goed\, lo spettacolo si inserisce nella riflessione della compagnia sul teatro partecipativo e sulla possibilità di trasformare il pubblico in comunità temporanea\, rendendolo co-autore del processo creativo. Il teatro si fa così esperienza effimera ma profondamente reale\, specchio del nostro desiderio di connessione\, responsabilità e ascolto. \n\n\n\nNote di contesto \n\n\n\nHandle with Care si inserisce nel percorso internazionale della stagione 2025/2026 del Nuovo Teatro Ateneo\, la prima sotto la direzione tecnico-artistica di Velia Papa\, che prosegue il cammino inaugurato con Titans di Euripides Laskaridise Aprendan del Fuego del Collettivo Pierre Menard (Cile). \n\n\n\nUna stagione che attraversa linguaggi e culture – dal teatro partecipativo al documentario\, dalla danza al rito – intrecciando memoria\, mito e contemporaneità. Dopo Ontroerend Goed\, il cartellone prosegue con la lezione concerto di Sunny Kim e MuSa Jazz”\, Work.txt di Nathan Ellis e della compagnia Subject Object\, l’esperienza performativa Uproardi Moyra Silva e Carolina Rieckhof\, la danza di Samaa Wakim\, e la narrazione civile di Kohlhaas di Marco Baliani. \n\n\n\nCompletano il programma La lunga ombra di Alois Brunner di Mudar Alhaggi\, Mi madre y el dinero di Anacarsis Ramos\, le creazioni coreografiche di Thomas Hauert e Marco Berrettini\, il teatro di figura di Min el Djazaïr\, la testimonianza scenica della Compagnia della Fortezza\, il rito del Nāṅgīār Kūthu di Kapila Venu \n\n\n\nUna geografia del presente che restituisce al teatro la sua funzione originaria: luogo di incontro\, riflessione e libertà. \n\n\n\nInfo e acquisto biglietti \n\n\n\nMail: segreteria.nuovoteatroateneo@uniroma1.it \n\n\n\nTelefono: +390649914115 \n\n\n\nEdificio CU017 \n\n\n\nLINK VIVATICKET  \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/ticket/handle-with-care/288288?culture=it-it \n\n\n\nOrario spettacoli: 20.30 \n\n\n\nDopo aver prenotato il tuo biglietto\, prenota anche il parcheggio all’interno della città universitaria al seguente link \n\n\n\nhttps://bit.ly/parcheggiocusapienza \n\n\n\nSito: https://sapienzacrea.web.uniroma1.it/   \n\n\n\nInstagram: @sapienzacrea
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SUMMARY:"La mafia non è musica" al Teatro Palladium
DESCRIPTION:Venerdì 28 novembre\, alle ore 19.30\, il Teatro Palladium dell’Università Roma Tre si fa palcoscenico de “La mafia non è musica”\, progetto artistico che\, sulle orme della memoria\, fa incontrare musica e impegno civile: una serata che lega la storia di Peppino Impastato al nostro tempo\, ricordando che i nomi vanno pronunciati e difesi\, che l’arte può dire “no” con la stessa intensità con cui sa generare bellezza. \n\n\n\nProtagonista Luisa Impastato\, nipote di Peppino\, che restituisce con autenticità e coraggio la vicenda dello zio — giovane giornalista e attivista ucciso dalla mafia nel 1978 — portando sul palco la forza di una testimonianza che attraversa le generazioni. \n\n\n\nAccanto a lei\, la Nuova Orchestra Pedrollo\, formazione nata nel 2012 da un gruppo di musicisti professionisti e oggi riconosciuta per la capacità di unire arte\, educazione e responsabilità sociale. Tredici orchestrali accompagnano la narrazione di Luisa in un intreccio di parola\, musica e immagini: un racconto che si muove tra memoria e presente\, tra l’eco di una Sicilia ferita e la coscienza di un Paese che non può dimenticare. \n\n\n\nLa musica\, scelta come linguaggio universale\, non accompagna soltanto: si fa voce\, respiro\, amplificazione del pensiero\, in un dialogo costante tra emozione e consapevolezza. Le proiezioni e gli interventi sonori costruiscono un racconto corale\, un concerto civile in cui la storia personale di Peppino si apre al pubblico come patrimonio collettivo. \n\n\n\nIl progetto\, ideato e curato da Luisa Impastato e Nuova Orchestra Pedrollo\, nasce da un percorso di ricerca della Nuova Orchestra Pedrollo\, che da oltre un decennio porta la musica nei luoghi dell’impegno e della memoria\, promuovendo l’ascolto come forma di crescita umana. Dopo i successi registrati a Vicenza\, con repliche sold out e un pubblico profondamente coinvolto\, lo spettacolo approda ora\, per la prima volta\, a Roma\, in una nuova tappa che rinnova la forza civile del messaggio di Peppino Impastato: la libertà come atto di scelta\, la cultura come forma di resistenza. \n\n\n\nLa mafia non è musica – Luisa Impastato racconta Peppino: la memoria\, la sceltaCon Luisa Impastato e la Nuova Orchestra PedrolloUna produzione di Associazione Nuova Orchestra Pedrollo APSIn collaborazione con Casa Memoria Felicia e Peppino ImpastatoLuogo: Teatro Palladium\, RomaData: Venerdì 28 novembre 2025\, ore 19.30 per tutti\, ore 9.30 matinée per le scuole
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LOCATION:Teatro Palladium\, Piazza Benedetto Romano\, 8\, Roma\, 00154\, Italia
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SUMMARY:Agriturist festeggia sessanta anni con una due giorni di eventi
DESCRIPTION:In occasione delle celebrazioni dei sessanta anni dalla nascita di Agriturist\, l’associazione che raccoglie gli agriturismi in Italia\, la rappresentanza di Agriturist Lazio\, in collaborazione con Arsial e Regione Lazio\,  promuove una due giorni di eventi e convegni\, per approfondire le principali tematiche del settore turistico e valorizzare le produzioni agricole di eccellenza. \n\n\n\nSi comincia martedì 18 novembre con il Forum: La Nuova Diversificazione in Agricoltura e l’Integrazione dei Servizi e dei Prodotti”\, presso la storica Tenuta Borgo Pallavicini Mori\, sita in via Tiberina 571 a Roma. \n\n\n\nDalle ore 10:00 si susseguiranno senza soluzione di continuità una serie di tavoli tematici\, alla presenza di esperti e operatori\, si interrogherà sulle nuove frontiere della diversificazione per le aziende agricole\, la multifunzionalità e la multimprenditorialità. Un focus particolare sarà inoltre dedicato al turismo\, da quello esperienziale a quello rurale\, approfondendo la sfida rappresentata dall’innovazione tecnologica e digitale\, incentrata sugli sviluppi introdotti dall’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale\, al fine di implementare anche l’integrazione dei servizi verso turisti e cittadini.  \n\n\n\nAd intervenire\, oltre al Presidente nazionale di Agriturist Augusto Congionti\, unitamente ai dirigenti regionali e nazionali dell’associazione\, il Presidente di Confagricoltura Lazio Antonio Parenti\, saranno anche l’Assessore all’Agricoltura e Bilancio della Regione Lazio Giancarlo Righini\, l’Assessore all’Agricoltura di Roma Capitale Sabrina Alfonsi\, ed il Coordinatore degli Assessori Regionali al Turismo presso la Conferenza Stato Regioni  Daniele D’Amario. \n\n\n\nMercoledì 19 novembre invece ci si trasferirà nella storica sede romana di Confagricoltura di Palazzo Della Valle\, presso Corso Vittorio Emanuele II n 101\, dove in mattinata si ripercorrerà la storia e l’evoluzione di Agriturist in Italia\, aprendo gli orizzonti verso le nuove frontiere del comparto agrituristico\, alla presenza tra gli altri del Presidente Nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. \n\n\n\nNel pomeriggio\, a partire dalle ore 15:00 all’interno della corte dello storico palazzo si terrà il tradizionale appuntamento con “Agriturismo in Città”: in cui saranno offerte ai partecipanti ed ai cittadini che vorranno essere presenti e registrarsi online con il classico QR code\,le degustazioni delle eccellenze dei prodotti tipici laziali. \n\n\n\n“Con questa due giorni – sottolinea Stefano Augugliaro\, Presidente di Agriturist Lazio – intendiamo non solo celebrare i sessanta anni di storia con cui Agriturist ha accompagnato la crescita di un comparto economico tra i più vitali del Paese\, ma vogliamo riflettere sulle sfide che il futuro del settore ci pone in termini di diversificazione agricola e dell’offerta turistica\, a cui si connette l’esigenza sempre più pressante della integrazione dei servizi alle persone\, promozione e valorizzazione del prodotto\, innovazione tecnologica e digitalizzazione\, sottolineando il valore sociale sul versante della sostenibilità e dell’inclusione rappresentato dall’agriturismo\, inteso anche come modello di benessere e vivere sano. Mantenere saldi i principi di qualità che ci caratterizzano da sempre\, unitamente alla capacità di utilizzo di tutti gli strumenti più moderni per fare del nostro un orizzonte di sviluppo all’avanguardia in termini di attrattività\, dentro e fuori i confini nazionali è l’obiettivo. Per farlo abbiamo bisogno di lavorare ad un dialogo costante e costruttivo con le istituzioni\, che ringraziamo per la presenza in questa due giorni ma soprattutto per l’attenzione costante che ci manifestano”. 
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SUMMARY:"Amleto Take Away" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Dopo i successi raccolti in tutta Italia e all’estero\, arriva a Roma\, sul palco dello Spazio Diamante – il 17 novembre alle 20\,30 – uno degli spettacoli più intensi e premiati della Compagnia Berardi Casolari:Amleto Take Away\, un lavoro che ha segnato un passaggio fondamentale nel percorso poetico e artistico del duo formato da Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari\, tra i protagonisti più originali della scena teatrale contemporanea. Gianfranco Berardi\, per questo spettacolo ha ricevuto il Premio Ubu come miglior attore. \n\n\n\nAmleto take away è un affresco tragicomico che gioca sui paradossi\, gli ossimori e le contraddizioni del nostro tempo che\, da sempre\, sono fonte d’ispirazione per il nostro teatro ‘contro temporaneo’. Punto di partenza sono\, ancora una volta\, le parole\, diventate simbolo più che significato\, etichette più che spiegazioni\, in un mondo dove «tutto è rovesciato\, capovolto\, dove l’etica è una banca\, le missioni sono di pace e la guerra è preventiva». \n\n\n\nSul palco un attore in crisi e una regista\, che\, come ogni sera\, tenta di spronare il suo compagno ad andare in scena\,a superare la crisi che lo affligge e recitare per l’ultima volta il loro “Amleto”. Inizia così un viaggio che si sviluppa in parallelo\, a metà strada tra finzione e realtà\, teatro e vita: una contaminazione tra l’opera shakespeariana e i vissutiautobiografici dell’attore protagonista. Lo spet- tacolo crea una corrispondenza tragicomica\, ironica e poetica al tempo stesso\, tra la vita del giovane attore italiano e quella del principe danese. Mentre in scena si rievocano il rapporto di Amleto con i suoi familiari\, l’amara scoperta\, la crisi e la pazzia\, avanzano strettamente connesse le vicissitudini dell’attore italiano: il rapporto con il padre\, la scoperta della malattia che lo conduce alla cecità\, le difficoltà e il disagio di vivere in un’epoca in cui non si riconosce\, il rapporto con il mondo del lavoro teatrale e la scoperta dell’amore… \n\n\n\nUna riflessione ironica e amara che nasce dall’osservazione e dall’ascolto della realtà circostante\, che ci attrae e cispaventa. «Tutto è schiacciato fra il dolore della gente e le temperature dell’ambiente\, fra i barbari del nord e i nomadi del sud. Le generazioni sono schiacciate fra lo studio che non serve e il lavoro che non c’è\, fra gli under 35 e gli over 63\, fra avanguardie incomprensibili e tradizioni insopportabili… In questo percorso s’inserisce\, un po’ per provocazione\, un po’ per gioco meta-teatrale\, l’Amleto di Shakespeare. \n\n\n\nAmleto\, simbolo del dubbio e dell’insicurezza\, icona del disagio e dell’inadeguatezza\, è risultato\, passo dopo passo\, il personaggio ideale cui affidare il testimone di questa indagine. Ma l’Amleto di Amleto Take away procede anchelui alla rovescia: è un Amleto che preferisce fallire piuttosto che rinunciare\, che non si fa molte domande e decide di tuffarsi\, di pancia\, nelle cose anche quando sa che non gli porteranno nulla di buono. È consapevole ma perdente\,un numero nove ma con la maglia dell’Inter e di qualche anno fa\, portato alla follia dalla velocità\, dalla virtualità e dalla pornografia di questa realtà. \n\n\n\nAmleto è in seria difficoltà circa il senso delle cose\, travolto da una crisi così generalizzata e profonda che mette a repentaglio storie solide e consolidate come il suo rapporto d’amore con Ofelia e il suo rapporto con il teatro. \n\n\n\n«To be o FB\, questo è il problema! Chiudere gli occhi e tuffarsi dentro sè e accettarsi per quello che si è\, isolandosida comunity virtuali per guardare da vicino e cercare di capire la realtà in cui si vive? O affannarsi per postare foto in posa tutte belle\, senza rughe\, seducenti\, sorridenti\, grazie all’app di photoshop? Dimostrare ad ogni costo di essere felici mettendo dei ‘mi piaci’ sui profili degli amici. \n\n\n\nPubblicare dei tramonti un bel piatto di spaghetti o gli effetti della pioggia tropicale\, sempre tesi anche al mare con un cocktail farsi un selfie perché il mondo sappia\, dove sono\, con chi sono\, e come sto. Apparire\, apparire\, apparire\, bello\, figo\, number one e sentirsi finalmente invidiato. “To be or fb\, this is the question”. \n\n\n\nLo spettacolo sarà in scena nell’ambito di “Officine Teatrabili – Terza Edizione”\, progetto realizzato grazie al sostegno del MIC – Bando Accessibilità 2025. \n\n\n\nLa compagnia Berardi Casolari tornerà a Roma il 21 novembre\, ospite dello Spazio Rossellini\, con lo spettacolo LidOdissea\, testo e regia Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari\, con la collaborazione di César Brie. In scena Gianfranco Berardi\, Gabriella Casolari\,  Massimiliano Di Corato\, Silvia Zaru \n\n\n\nLo spettacolo è accessibile anche a un pubblico di persone cieche e persone sorde\, attraverso audiodescrizione e sovratitolatura digitale. \n\n\n\nTrailer https://www.youtube.com/watch?v=z8YmLgAehUo
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY:"70 Riassunto delle puntate precedenti" con Giobbe Covatta al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Alla soglia dei 70 anni di vita e 40 anni di carriera\, Giobbe Covattafesteggia con “70 Riassunto delle puntate precedenti”\, una “abbuffata” dei suoi pezzi storici e meno storici\, dal 16 al 19 ottobre al Teatro de’ Servi di Roma. \n\n\n\nIl menu dello spettacolo prevede una degustazione di prodotti tipici del comico napoletano: religione\, ambiente\, ecologia\, donne\, terzo mondo\, vecchiaia\, il tutto è condito con un’abbondante dose di ironia e cotto a fuoco vivo in un crogiolo forgiato nel Sud Italia tenendo conto dell’intero Sud del mondo. \n\n\n\nGli ingredienti dello show sono tutti freschi perché́ incredibilmente non hanno nessuna scadenza\, tanto da sembrare addirittura futuribili. \n\n\n\nSi narra il percorso fatto dallo “cheff” per arrivare all’uso sapiente delle sue ricette e all’amore per le tematiche sociali affrontate sempre con la leggerezza di un’intelligente comicità̀\, tratto distintivo dell’intera produzione artistica dell’artista. \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrario spettacoli \n\n\n\nda giovedì a sabato ore 21domenica ore 17.30 \n\n\n\nBiglietti 25€
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SUMMARY:Herbarie. Le chiamavano streghe all'Auditorium Municipale Pasquale De Angelis
DESCRIPTION:Una rinnovata edizione di Herbarie. Le chiamavano streghe\, andrà in scena domenica 16 novembre con inizio alle ore 18\,30 all’Auditorium Municipale Pasquale De Angelis in via Aldo Ballarin nell’ VIII Municipio. L’ingresso è gratuito. \n\n\n\nIl testo di Silvia Pietrovanni adattato da Isabella Moroni\, con Silvia Mazzotta\, Brunella Petrini\,Elena Stabile\, frutto di un lavoro di ricerca storica e sacra sulla figura ancestrale della domina herbarum\, l’erborista del popolo\, definita saggia dalla gente comune e dal potere che inizia così la distruzione del sapere femminile. \n\n\n\nSulla scena Lucia\, la giovane herbaria che ha imparato a leggere e scrivere ed ora possiede il sapere della medicina naturale\, ripercorre la storia della sua famiglia: della nonna Mercuria che ha tramandato alla figlia Caterina e\, dunque\, a lei stessa la sua sapienza.  \n\n\n\nMercuria\, Caterina e Lucia\, sono le tessitrici che\, simili alle Moire\, trattengono i segreti dei destini di ciascuno\, legano insieme narrazioni di ricordi\, profezie\, sogni\, tempi antichi\, luoghi lontani;” sono le farmaciste che coltivano le erbe medicinali; sono le levatrici che vanno di casa in casa\, sono i punti di riferimento imprescindibili per il popolo. E sono anche le “accabadore” che sanno dare la buona morte.  \n\n\n\nA spezzare il sodalizio e a cambiare il corso della storia\, sarà un Inquisitore\, la cui figura appare anche come una proiezione del nostro tempo\, ancora permeato del risentimento della medicina dotta e maschile nei confronti di quella popolare e femminile che si avvaleva dell’ascolto del paziente e dell’esperienza diretta sul corpo.  \n\n\n\nMercuria soccomberà\, ma le altre proseguiranno il loro lavoro lento e globale che è arrivato fino a noi e si sviluppa ancora in ogni angolo\, anche il più remoto\, del mondo intero. \n\n\n\nHerbarie è un affresco teatrale che celebra il sapere femminile e il suo legame con la terra\, intrecciando passato e presente attraverso la storia di tre generazioni di erboriste: un omaggio a queste figure dimenticate e una riflessione sul rapporto tra conoscenza\, potere e resistenza\, ma anche una metafora contro i pregiudizi contemporanei e il contrasto tra la medicina istituzionale e quella popolare. \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nLe tre donne di Herbarie sono legate alle ritualità del femminile\, alla natura e alla cura\, elementi che rappresentano la loro libertà espressiva\, la dedizione e la ribellione; l’anima creativa e quella politica di queste donne che\, escluse dai libri e dalla scienza ufficiale\, apprendevano le conoscenze\, creando reti di cura e salvezza e trasmettendosi le proprie esperienze. \n\n\n\nUna narrazione\, che conduce passo dopo passo a scoprire sia il lato vitale\, sia quello buio del rapporto fra donna\, guarigione e potere. Una storia nella quale ciascuna interprete incarna una sapienza diversa: quella antica\, oracolare\, che viene dagli archetipi; quella contemporanea legata all’uso pratico delle piante e quella del futuro\, che saprà cambiare le sorti della Storia. \n\n\n\nUn invito alla meraviglia della scoperta di un mondo\, spesso sconosciuto\, fatto di saperi antichi e profondi come l’erboristeria\, i ritmi naturali\, la medicina delle donne per secoli perseguitati\, oscurati e ridicolizzati.  \n\n\n\nUno spettacolo nel quale non è difficile trovare affinità con la condizione attuale delle donne\, anche alla luce dell’oscurità culturale che i tempi stanno determinando e che\, solo raccontando\, sarà possibile fermare. \n\n\n\n“Per questa nuova edizione abbiamo collaborato con il Tex Lab del Centro Diurno di Villa Lais (DSM Asl Roma 2)\, che supporta la riabilitazione e il reinserimento socio-lavorativo di persone con disagio psichico. I laboratori di Tessitura e Sartoria\, spiega la Dott.ssa Teresa Mastroianni\, sono strumenti di riconnessione con la propria storia e la società\, contrastando isolamento e stigma. L’opportunità offerta da Argillateatri permette di creare nuove connessioni tra passato\, presente e futuro”. \n\n\n\nInfo: \n\n\n\nIngresso agli spettacoli: gratuito\, fino a esaurimento posti  \n\n\n\ninfo@lacittavisibile.com / 334.20.22.448 (solo whatsapp)
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SUMMARY:“Marco Vincenzi omaggia Maria Tipo al Beethoven Festival Sutri” 
DESCRIPTION:Nuovo appuntamento con il Beethoven Festival Sutri\, domenica 16 novembre alle ore 18 (ingresso libero) nella Chiesa di San Francesco di Sutri\, con un recital che vede protagonista l’acclamato pianista genovese Marco Vincenzi. Formatosi alla scuola di Maria Tipo\, la grande pianista recentemente scomparsa a cui è dedicata questa 24ª edizione della kermesse\, Vincenzi proporrà un programma interamente incentrato sulla figura della grande interprete. \n\n\n\nL’omaggio in questo recital si esprime a più livelli: le Scene infantili poste in apertura non sono soltanto un’opera di Schumann molto amata dalla grande pianista (che ne lasciò memorabile testimonianza in un CD EMI)\, ma vogliono essere anche un segno di ciò che la giovinezza ha rappresentato per chi ha avuto il privilegio di far parte della sua grande scuola: un periodo di condivisione profonda della musica\, attraverso l’assimilazione di un pianismo che fa della cura del suono la sua essenza più autentica. La Sonata op. 26 di Beethoven costituisce invece una sorta di monumento alla memoria\, con il dolore della Marcia funebre che si irradia anche sui movimenti circostanti; tuttavia\, l’Allegro conclusivo porta una nota di serenità (“lieta no\, ma sicura” per parafrasare Leopardi)\, adottando una scrittura che ricorda una toccata clavicembalistica. Alla rivisitazione dello strumento antico portano le sei Sonate scarlattiane che completano il programma: chiaro riferimento a uno degli autori più cari all’interprete napoletana\, che seppe tradurne le intuizioni strumentali in sonorità incantate\, quali forse non avevamo mai ascoltato prima. Nella tastiera di Scarlatti\, Maria Tipo intravide il futuro\, facendo rivivere echi della propria città assieme a ritmi di Spagna\, in una visione fantastica che ancora oggi ci affascina. \n\n\n\nLa manifestazione\, ideata e curata sin dalla fondazione dall’Associazione Amici della Musica di Sutri sotto la direzione artistica di Anna-Lisa Bellini\, è organizzata dal Comune di Sutri insieme agli Amici della Musica di Sutri\, con il contributo della Regione Lazio\, della Provincia di Viterbo nonché della Banca Lazio Nord e dell’Agenzia Funebre Fabrizi. \n\n\n\nInformazioni più dettagliate sul sito ufficiale della manifestazione www.beethovenfestivalsutri.comContatti: Associazione Amici della Musica di Sutri – 353.3756855 – info@beethovenfestivalsutri.com  Ufficio stampa – 348.1032586 – comunicazione@beethovenfestivalsutri.com \n\n\n\nMarco Vincenzi Genovese\, si è diplomato in pianoforte col massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio della sua città\, vincendo il premio per il miglior diploma dell’anno. In seguito\, ha studiato con Maria Tipo al Conservatorio Superiore di Ginevra\, ottenendo il Prix de Virtuosité nel 1986; nello stesso anno si è diplomato in composizione e laureato in lettere moderne col massimo dei voti e la lode\, discutendo una tesi su Dinu Lipatti\, che è stata premiata dalla Fondazione Lipatti di Bucarest. Distintosi in numerosi concorsi\, ha vinto quelli internazionali di Stresa e della Sommerakademie del Mozarteum di Salisburgo.   Svolge attività nei principali centri italiani\, in Austria\, Francia\, Germania\, Gran Bretagna\, Olanda\, Romania\, Spagna\, Svizzera e Stati Uniti\, tenendo recitals e concerti con orchestra in alcune fra le più prestigiose sale europee. Ha preso parte a numerose esecuzioni integrali dell’opera pianistica di Chopin\, delle Sonate di Beethoven\, delle Sonate e dei Concerti di Mozart. Molto attivo in ambito cameristico\, ha collaborato con Cristiano Rossi\, il Nuovo Quartetto Italiano\, il Quartetto di Fiesole e altre formazioni di rilievo. \n\n\n\nTitolare di pianoforte principale presso il Conservatorio di Genova\, già direttore del Centro Studi Musicali Ferruccio Busoni di Empoli e direttore artistico del Concorso pianistico internazionale “Arcangelo Speranza” di Taranto\, ha progettato e curato i volumi Ferruccio Busoni e il pianoforte del Novecento e Drammaturgie musicali del Novecento. I suoi nove CD monografici\, tutti editi dalla Dynamic\, sono stati recensiti molto favorevolmente dalle più importanti riviste europee ed americane. Nel 2012 ha pubblicato un CD mozartiano per Naxos. L’ultimo\, uscito nel 2016 – in concomitanza col 150° anniversario della nascita di Busoni – comprende tutte le trascrizioni di Schubert-Busoni ed è una first world recording che è stata particolarmente apprezzata dalle maggiori riviste del settore. Nello stesso anno ha curato l’edizione italiana della storica biografia Ferruccio Busoni di Edward J. Dent\, accolta con particolare interesse in ambito musicologico. \n\n\n\nMARCO VINCENZI pianoforte \n\n\n\nprogramma \n\n\n\nSCHUMANN Kinderszenen op.15 BEETHOVEN Sonata in la bemolle maggiore op.26 “Marcia funebre”SCARLATTI Sonate K380\, K551\, K547\, K491\, K20\, K454 \n\n\n\n—  \n\n\n\nAssociazione AMICI DELLA MUSICA DI SUTRIVia della Dodecapoli 2 – Sutri(VT) ITALYbeethovenfestivalsutri.com+39 3533756855(telefono attivo solo durante il festival)info@beethovenfestivalsutri.comFacebook-BeethovenFestivalSutri
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SUMMARY:"I Casati Stampa" al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Dopo lo straordinario successo dell’apertura di stagione\, il Teatro Comunale Veroli è pronto a stupirvi ancora con un tuffo nel passato\, per rivivere sulla scena un fatto di cronaca nera che sconvolse l’Italia e gli ambienti della Roma bene: il delitto Casati Stampa. \n\n\n\nSotto gli ultimi bagliori della Dolce Vita romana\, questo “fattaccio” sconvolse l’intera opinione pubblica: uno dei più celebri drammi di gelosia\, che fece scalpore nella Roma della fine degli anni ’60\, perché univa ricchezza\, perversione e passione.  \n\n\n\nTantissimi giornalisti\, opinionisti e scrittori hanno dedicato pagine e pagine a questa storia\, ma un delitto è pur sempre un delitto e ognuno racconta solo la propria versione dei fatti: in questo monologo\, scritto e diretto da Velia Viti\, a narrare tutta la scabrosa vicenda è la voce della vittima\, Anna Fallarino\, o la marchesa Casati Stampa\, interpretata da Annamaria Iacopini. Al suo fianco la band dei Tab’s\, composta da Mauro Romiti\, Silvio Selci\, Enzo Rocchi\, Enzo Tabacchiera e Paolo Gatto\, eseguirà dal vivo le straordinarie canzoni che nascevano in quegli anni e che hanno segnato un’epoca. \n\n\n\nUno spettacolo concerto che unisce il racconto di uno dei più famosi gialli del Novecento al ritmo sfrenato della musica dei favolosi anni ’60 italiani. \n\n\n\nVi aspettiamo\, dunque\, domenica 16 novembre alle ore 18.00\, con apertura botteghino alle ore 17.30\, per rivivere la storia di un amore morboso e impossibile\, con una colonna sonora tutta live. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00 \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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SUMMARY:"La rivolta di San Mauro" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Dopo il successo di pubblico e critica registrato nelle scorse stagioni teatrali\, Ulderico Pesce torna sul palco del Teatro di Villa Lazzaroni questa volta con lo spettacolo LA RIVOLTA DI SAN MAURO FORTE in scena il 15 e 16 novembre. \n\n\n\nLa rivolta di San Mauro Forte (MT) del 30 e 31 marzo del 1940 fu la prima rivolta popolare italiana contro il fascismo\, alla quale diedero un contributo decisivo Maria Derin\, antifascista di Muggia in provincia di Trieste confinata dal fascismo a San Mauro Forte\, e i suoi figli Etta e Checco. \n\n\n\nA marzo del 1940 a San Mauro Forte vennero recapitate ai contadini le bollette agrarie da versare allo Stato fascista. Bollette errate. Si confondevano le are con gli ettari. Così accorsero al Comune e davanti al Podestà bruciarono le cartelle. \n\n\n\nI gendarmi fascisti arrestarono tredici persone coinvolte nell’atto sovversivo. Il popolo accorse in massa davanti alla caserma dove i tredici erano imprigionati\, cercando di liberarli. I fascisti spararono uccidendo due persone e ferendone molte altre. Furono arrestate centotrenta persone\, tra le quali Antonia Miccio\, incinta di un mese. \n\n\n\nRimasero rinchiuse nel carcere di Matera per tredici mesi. Antonia partorirà dietro le sbarre il 7 novembre del 1940 il figlio Pasquale\, che attualmente vive a San Mauro Forte.
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SUMMARY:“Alice nelle fogne delle meraviglie” al Teatro Garage di Genoa
DESCRIPTION:Sabato 15 novembre 2025\, alle ore 21\, al Teatro Garage\, per la prima volta in Liguria\, è in scena lo spettacolo “Alice nelle fogne delle meraviglie” di e con Angela Dionisia Severino\, con regia di Lauraluna Fanina.      \n\n\n\nIl titolo fa parte della rassegna “G.E.T Giovani Eccellenze Teatrali”\, proposta dall’associazione culturale La Chascona e realizzata in collaborazione con il Teatro Garage. Rassegna giunta alla V edizione\, inserita nella stagione teatrale dedicata ai nuovi scenari del teatro\, con giovani compagnie provenienti da ogni parte d’Italia acclamate dalla critica. “Alice nelle fogne delle meraviglie” è vincitore Premio Eco-scena 2024 e vincitore Menzione Speciale del Premio Serra 2023. \n\n\n\nAlice\, giovane donna di un quartiere popolare con la terza media\, fa i conti con le spinte oppositive della pressione sociale\, con le ingiustizie del suo tempo\, con la trasformazione e il degrado della sua città\, in cui fatica a situarsi.     \n\n\n\nParafrasando Lewis Carroll e attualizzando Alice per portarla nelle nostre strade\, la caduta nel magico mondo delle meraviglie diventa la scoperta di un mondo sotterraneo dove si trovano tutte le creature che\, per un motivo o per un altro\, sono state cacciate dalla città. Una fogna di esuli\, una saittella dove si concentra tutto il rimosso del “mondo di sopra”\, un luogo buio dove relegare chi non vogliamo più vedere camminare nelle nostre strade. Dalla gentrificazione alla turistificazione che attraversano le nostre città\, fino alle diaspore che interi popoli oppressi vivono anche oggi. “Siamo sempre gli esclusi di qualcuno”: questa le ragioni della nascita di “Alice nelle fogne delle meraviglie”. \n\n\n\nAlice è un racconto\, ma è anche un monologo. È un sogno ed è una performance. È un viaggio solitario di individuazione e di scoperta che si svolge sotto\, nelle profondità della terra\, nelle fogne dell’anima\, nel rimosso collettivo e personale carico di tabù. Ma in quelle stesse fogne\, Alice ritrova parti di sé\, le riporta alla luce\, stravolge le categorie di sopra e sotto\, di buio e luce\, di sporco e pulito. È da sola a fare tutto questo\, nessuno può sentirla\, nemmeno la mamma\, in quella discesa agli inferi\, dove si va e si risale da soli. I topi di Alice sono magici e al tempo stesso sono esclusi\, sono suoi benefattori\, ma sono stati cacciati e relegati nel più infimo dei luoghi. Sono parti di Alice\, ma sono tutti i cacciati della terra\, sono il rimosso della società\, sono gli ultimi. \n\n\n\nGrazie al concorso “Curiosare il G.E.T” bandito dall’associazione La Chascona in collaborazione con iF ilFalcone – Teatro Universitario di Genova\, anche questo spettacolo sarà visionato da alcuni studenti accreditati che redigeranno la propria scrittura critica per aspirare ad un premio del valore di euro 500\,00. www.lachascona.it \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità. \n\n\n\nL’autrice e attrice di “Alice nelle fogne delle meraviglie”\, Angela Dionisia Severino\, sarà anche protagonista di un incontro aperto al pubblico del ciclo di appuntamenti “La penna nel G.E.T – scrivere per il teatro”\, in programma venerdì 14 novembre 2025 ore 17.30 al Circolo Arci Zenzero (via Giovanni Torti\, 35). L’iniziativa\, organizzata dall’Associazione La Chascona in occasione della quinta edizione della rassegna G.E.T\, prevede diversi incontri con giovani drammaturghi e drammaturghe provenienti da diversi luoghi d’Italia\, che in queste cinque stagioni hanno partecipato con i loro testi e spettacoli alla rassegna teatrale al Teatro Garage. L’incontro\, condotto dalla giornalista Monica Corbellini\, è a ingresso gratuito ma è consigliata la prenotazione via email a lachascona2010@libero.it. \n\n\n\nInformazioni: www.teatrogarage.it\, info@teatrogarage.it\, 010 511447.
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SUMMARY:"Fame mia – Quasi una biografia" al Teatro Biblioteca Quarticciolo
DESCRIPTION:Il 15 e 16 novembre Il Teatro Biblioteca Quarticciolo ospita Fame mia – Quasi una biografia \, lo spettacolo di Annagaia Marchioro\, scritto con Gabriele Scotti e diretto da Serena Sinigaglia. Libero adattamento del romanzo Biografia della fame di Amélie Nothomb\, ne rielabora i passaggi più intensi per fonderli con un’altra storia\, quella dell’autrice attrice che lo interpreta.  Ne nasce un racconto comico e poetico su una donna che ha tanta fame\, così tanta fame da smettere di mangiare. È una storia di fragilità e riscatto\, in un percorso dall’infanzia all’età adulta\, che affronta il tema dei disturbi alimentari senza  parlarne in modo diretto.  \n\n\n\nComico e poetico\, pur mantenendo l’ispirazione e l’ironia tagliente del romanzo\, lo spettacolo ne sfoca i contorni\, fino a trasformarlo in una storia molto Italiana\, la storia dell’attrice che la interpreta.\, Siamo a Venezia\, nel pieno degli anni ‘80 e\, come l’acqua dei canali\, scorre il racconto\, dove veneziano e italiano si alternano\, passandosi la staffetta linguistica e restituendo l’identità dei personaggi che affollano la memoria della protagonista. Tutta l’Italia si affaccia alla tavola di questo racconto: un’insegnante pugliese\, la migliore amica napoletana. Non potrebbe che essere così\, dato che in Italia si parla solo di cibo. \n\n\n\nCon leggerezza e ironia\, Fame mia affronta ogni disgrazia senza retorica né enfasi\, ma con la sincerità dei migliori racconti biografici. E\, pur tra imperfezioni e sbilanciamenti\, arriva un lieto fine che conforta: si può guarire. Un inno alla vita che ti riporta alla vita e ti fa sentire meno solo\, meno spaventato\, meno infelice. \n\n\n\nDomenica 16 novembre\, al termine della replica Simone Nebbia medierà l’incontro con la compagnia\, nell’ambito del progetto Staffetta critica (v. calendario completo). \n\n\n\nAnnagaia Marchioro si laurea in Filosofia a Venezia e si diploma come attrice alla scuola d’arte drammatica Paolo Grassi. Lavora in teatro con registi quali: A.R. Shammà\, S. Sinigaglia\, A. de Rosa\, Mattia Torre\, Sorrentino\, S.Grazzini\, Fornasari. In televisione nel 2018 accanato a Claudio Bisio entra a fare parte del cast fisso del Saturday night live e lavora con Serena Dandini su Rai 3 per Gli stati generali. Al cinema lavora con Ivano de Matteo e Olivier Assayas. Fonda la compagnia Le Brugole per cui scrive spettacoli brillanti a tematica lgbt tra cui Diario di una donna diversamente etero e Modern Family. \n\n\n\nGabriele Scotti  è sceneggiatore\, drammaturgo e copy.Tra i testi per teatro scrive per sua regia gli spettacoli LePoveracce e Palloncini\, poi diventato film con il titolo Genitori quasi perfetti. Scrive con Annagaia Marchioro il monologo Fame Mia e per Lella Costa lo spettacolo Se non posso ballare. Per il cinema scrive i film Tra cinque minuti in scena (prod. Maremosso e Rossofilm\, regia L.Chiossone)\, Leonardo il genio a Milano (prod. Raicom\, Codice Atlantico e Maremosso\, regia L. Lucini e N. Malaspina)\, Genitori quasi perfetti (prod. Indiana\, Rai\, Maremosso\, Rossofilm\, regia L. Chiossone)\, Dolcissime (prod. Indiana e La Piccola Società\, regia F. Ghiaccio; premio miglior Sceneggiatura al Magna Grecia Film Festival). \n\n\n\nIl Teatro Biblioteca Quarticciolo è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. La programmazione artistica e culturale è affidata all’RTI costituito da Cranpi e Orbita | Spellbound Centro Nazionale di produzione della Danza. La programmazione dei Teatri in Comune 2025-2026 è finanziata dall’Unione Europea\, Next Generation EU nell’ambito del PNRR. \n\n\n\nPer info e prenotazioni \n\n\n\npromozione.tbq@cranpi.com
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SUMMARY:La pianista Gloria Campaner alla rassegna "SEI GRADI"
DESCRIPTION:La rassegna Sei Gradi\, presenta\, a Casal Borghetto San Carlo a Roma\,sabato 15 novembre\, un nome di spicco del panorama concertistico internazionale: la pianista Gloria Campaner. Vincitrice di oltre venti primi premi nazionali e internazionali\, Gloria Campaner è applaudita nei festival e nelle sale più prestigiose del mondo per la sua musicalità travolgente e il suo stile unico.L’arte di Gloria è profondamente legata alla volontà di condividere emozioni ed energia positiva. La sua visione va oltre la tastiera\, portandola a essere coinvolta in numerosi progetti di beneficenza\, istruzione e sensibilizzazione musicale in tutto il mondo. Dai tour internazionali agli incontri in ospedali\, scuole e comunità svantaggiate\, Gloria Campaner usa la musica per abbattere i confini e condividere valori umani e sociali. Gloria è anche la mente dietro C# – SEE SHARP\, un innovativo laboratorio di creatività che aiuta i giovani artisti a superare lo stress psico-fisico. Forte di una formazione che unisce psicologia (con Umberto Galimberti)\, coaching mentale e la pratica dello Yoga\, il suo metodo ha già raggiunto migliaia di studenti in tutto il mondo. Un’artista straordinaria e un’anima vibrante ti aspettano per una serata che promette di ispirare.  \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nIngresso gratuito\, fino a esaurimento posti.
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SUMMARY:"Tutti a casa!" all'Ar.Ma Teatro
DESCRIPTION:Un sogno di Imma Giovannini fu quello di raccontare il Covid in chiave leggera\, anzi\, sfacciatamente comica. \n\n\n\nOggi quel sogno diventa realtà grazie alla collaborazione con Marco Medelin\, che firma la regia\, e con un cast di sei straordinari interpreti capaci di trasformare uno dei periodi più dolorosi della nostra storia recente in un irresistibile vortice di risate. \n\n\n\nIn “Tutti a casa!”\, una famiglia si ritrova chiusa tra quattro mura durante la pandemia: tra paure\, convivenze forzate e segreti pronti a esplodere\, i giorni scorrono fino all’arrivo di una zia un po’ invadente che\, oltre al virus\, porta con sé una valigia misteriosa… forse piena di soldi\, forse piena di guai. \n\n\n\nNe nasce una commedia vivace e tagliente che\, con ritmo e ironia\, esplora il confine tra tragedia e farsa\, tra la fragilità umana e il bisogno di sperare – e ridere – nonostante tutto. \n\n\n\nIn scena: \n\n\n\nEmilia Pennacchi\, Vittoria Ridolfi\, Marco Coli\, Raquel Robaina\, Luca Manneschi\, Silvia Antonini \n\n\n\nScenografie: Guido Bonacci \n\n\n\nRegia: Marco Medelin \n\n\n\n Info e prenotazioni: 0651964061 – infoarmateatro@gmail.com \n\n\n\nPerché se non riderete… siamo pronti a rimborsarvi il biglietto (ma solo se siete vaccinati!).
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SUMMARY:"RETTE PARALLELE SONO L’AMORE E LA MORTE" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Dopo il successo dei suoi precedenti lavori\, Oscar De Summa torna al TeatroBasilica con Rette parallele sono l’amore e la morte\, un intenso viaggio teatrale che intreccia la riflessione esistenziale e l’indagine poetica in una narrazione lucida\, intima e attraversata da ironia e dolore. \n\n\n\nCon la consueta maestria nel coniugare autobiografia\, racconto civile e invenzione drammaturgica\, De Summa  esplora i territori della perdita\, del desiderio e dell’incontro\, interrogando la linea sottile che separa e unisce l’amore e la morte — due forze parallele\, che non si incontrano mai eppure convivono nello stesso spazio dell’esperienza umana. \n\n\n\nIl progetto luci e scene è firmato da Matteo Gozzi\, mentre il progetto sonoro porta la firma dello stesso Oscar De Summa. Lo spettacolo è una produzione Atto Due ETS e Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale. \n\n\n\nDopo la pluripremiata Trilogia della provincia (Diario di provincia; Stasera non sono in vena; La sorella di Gesù Cristo)\, in questo spettacolo De Summa parte ancora una volta dalla sua terra\, da un ricordo\, per raccontare la storia di una donna scomparsa troppo giovane. Una riflessione guidata dalla fisica quantistica sulla relazione che continua a esistere fra due persone lontane che nel passato hanno vissuto una accanto all’altra senza frequentarsi. Una riflessione sulla vita e sulla morte\, sulla paura di andarsene senza lasciare traccia nel mondo e di far cadere i rapporti nell’oblio. Una produzione Atto Due ETS\, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale\, con il contributo di GialloMare Minimal Teatro\, Fondazione Armunia\, Pimoff Milano\, ATER Fondazione.  \n\n\n\nLo spettacolo parte della figura di Mariarosaria\, una ragazza che abitava accanto alla casa dove viveva l’autore da ragazzo. Una coetanea con cui non aveva nulla da condividere\, perché le famiglie non si frequentavano in seguito a screzi accaduti nel tempo. Mariarosaria studia\, va al liceo\, studiava il pianoforte\, si interessava di filosofia\, tutte cose che la rendevano diversa e lontana dal mondo di adolescenti decisi a divertirsi senza pensare troppo alle conseguenze delle proprie azioni. \n\n\n\nProprio quando De Summa\, molti anni dopo\, decide di raccontare la storia di questa giovane donna e della sua infatuazione per un suo amico\, un amore frenato sul nascere dalla famiglia di lei\, scopre che nello stesso giorno in cui ha iniziato a scriverne Mariarosaria è morta. Questa coincidenza lo colpisce e lo porta a completare il suo lavoro\, un testo che intreccia il vissuto personale con la fisica quantistica\, scovando in questa scienza le ragioni per le quali due vite sembrano restare inscindibilmente legate. «C’è un esperimento detto entanglement – scrive l’autore – che dice che se mettiamo in relazione due particelle per un tempo sufficiente\, poi\, anche se le separiamo queste restano collegate tra di loro. Tanto che se io intervengo su una\, l’altra reagirà allo stimolo proprio come se avessi agito su di lei. Per questa relazione al momento non esiste nessuna spiegazione plausibile ma il dato di fatto è che c’è ed è efficace. Non posso non fare un’associazione tra ciò che mi è successo e quello che è successo a Mariarosaria: siamo legati in modo indissolubile? E lo siamo anche con tutto quello con cui siamo entrati in relazione? Queste le domande alla base del mio nuovo lavoro che indaga\, attraverso una scienza ancora incapace di dare spiegazioni\, il valore della nostra vita». \n\n\n\n INFORMAZIONI \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link:
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LOCATION:Teatro Basilica\, Piazza di Porta San Giovanni\, 10\, Roma\, 00185\, Italia
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SUMMARY:Alan Soul & The Alanselzer all'Alexanderplatz Jazz Club
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, venerdì 14 novembre\, Alan Soul & The Alanselzer. Una carriera lunga mezzo secolo\, quella di Alan Soul (al secolo Giulio Todrani): in duetto con “Julie & Julie” agli esordi\, poi come front-man di band come gli “Io Vorrei La Pelle Nera”\, con al fianco la figlia Giorgia – divenuta poi una delle voci più apprezzate del panorama musicale italiano – fino ad arrivare agli Alanselzer con cui da anni esalta il proprio amore per il soul\, lo swing\, il funky. Nell’album “Live @ Big Mama Vol.2” ci sono i più bei successi dei grandi interpreti della musica nera; Otis Redding\, Ray Charles\, Smokey Robynson\, James Brown\, Tom Jones\, grazie alla voce di Alan Soul\, uno dei pochi in circolazione veramente in grado di interpretare degnamente questo repertorio\, autentiche perle nel repertorio della black music. \n\n\n\n                                                                                                                                                                                       Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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LOCATION:Alexanderplatz Jazz Club\, Via Ostia\, 9\, Roma\, 00192\, Italia
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SUMMARY:"After Kostja - Il gabbiano di Cechov vent’anni dopo” al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Venerdì 14 novembre 2025\, alle ore 21\, al Teatro Garage è in scena lo spettacolo “After Kostja – Il gabbiano di Cechov vent’anni dopo” di Livia Castiglioni\, con Sarah Biacchi e Alessandra Frabetti e con regia di Alberto Oliva.         \n\n\n\nIl titolo fa parte della sezione “Progetto da Salotto”\, un ciclo di spettacoli con allestimenti agili che si possono facilmente rappresentare in piccoli spazi come\, appunto\, un salotto\, nato da un’idea di Alessandra Frabetti. \n\n\n\nSono passati vent’anni dalle vicende de “Il gabbiano”\, dal suono dello sparo che ha squarciato in un istante tre vite: quella di Kostja\, che si è conficcato una pallottola letale nella tempia\, quella di Nina\, che lo ha sempre amato senza rendersi conto della fragilità del loro rapporto\, e quella di Arkadina\, la madre di lui che da allora non ha più vissuto.           \n\n\n\nNello spettacolo di Livia Castiglioni\, le due rivali\, Nina e Arkadjna\, ricordano e rielaborano i fatti raccontati da Cechov\, con uno sguardo femminile e inedito\, contemporaneo e feroce. Segnate dal loro passato\, a mano a mano lo fanno riaffiorare in un dialogo serrato e potente che ne fa emergere i lati oscuri\, le dinamiche irrisolte e le ferite di un amore non ascoltato. \n\n\n\nIl testo di Livia Castiglioni immagina l’incontro tra le due donne nella Russia del 1917. Si comincia con un altro sparo\, vero\, reale\, devastante: la Rivoluzione d’ottobre e il tentativo di sommossa dei contadini dell’immensa pianura sovietica. Nina (interpretata da Sarah Biacchi) ripercorre il cuore della Russia per tornare sull’antica casa del lago e bussa alla porta della sua antagonista\, Arkadina (Alessandra Frabetti)\, per salvarla dagli attacchi dei contadini. Arkadina\, tuttavia\, le propone un gioco al massacro fra attrici\, non avendole perdonato mai né la morte di Kostja\, né la riconquista di Trigorin.  \n\n\n\nLa vicenda di Nina\, nel confronto con Arkadina\, diventa il racconto di una rinascita\, di una riscoperta del senso di sé stessi. I due anni che racchiudono la vicenda narrata da Cechov intorno al lago sono cristallizzati nella mente di Nina come un doloroso pozzo di sensi di colpa e di ferite\, inferte e ricevute. L’ingenuità della ragazzina di fronte ai primi passi sulle tavole di palcoscenico\, l’aver lottato e strappato un uomo con una così marcata differenza d’età ad un’attrice famosa\, l’illusione del lieto fine\, lo scandalo della fuga\, i maltrattamenti subiti\, le torture psicologiche\, la morte di un figlio in tenerissima età\, l’abbandono da parte di chi avrebbe dovuto sorreggerla e difenderla\, il ritorno umile su palcoscenici di bassa fascia\, il suicidio dell’unico uomo che la aveva amata veramente e da lei rifiutato sono un lungo incubo. \n\n\n\nLo spettacolo vuole porre una domanda: l’essere umano oggi\, in un mondo nuovamente dilaniato da guerre e instabilità\, sa ancora soffrire come Nina? Con compostezza\, senza paraventi\, con consapevole dignità? \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità. \n\n\n\nInformazioni: www.teatrogarage.it\, info@teatrogarage.it\, 010 511447.
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LOCATION:Teatro Garage\, Via Paggi. 43\, Genova\, Italia
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SUMMARY:"Il Cielo in una stanza" al Teatro Argot
DESCRIPTION:Quando Pier Paolo Pasolini scriveva “Orgia” nel 1968\, immaginava una coppia che per vivere la sua “diversità” si nascondeva dal mondo\, per trasgredire alle regole nel segreto della loro stanza. Oggi\, più di cinquant’anni dopo\, il regista Fabio Morgan ribalta completamente quella visione\, cercando una risposta contemporanea. \n\n\n\n“Il Cielo in una stanza”\,  un’opera originale interamente concepita per la realtà virtuale\, va in scena dal 14 al 16 novembre a Roma\, al Teatro Argot\, ma poi continuerà a girare il Lazio con date ad Arsoli (venerdì 21 novembre)\, Sezze (sabato 22)\, Ostia (domenica 23) e Tuscania (domenica 30 novembre). \n\n\n\n“Il cielo in una stanza” trasforma il testo pasoliniano in un viaggio verso la vita invece che verso la morte: un esperimento artistico che utilizza la tecnologia immersiva raccontando la storia più antica del mondo\, l’amore. L’opera si svolge interamente in una stanza\, durante una sola notte\, mentre due attori provano proprio il testo di Pasolini. Ma quello che inizia come una semplice prova teatrale diventa gradualmente la loro vera storia: il confine tra recitazione e vita si dissolve\, fino a quando non capiscono che il vero spettacolo non è quello che stanno provando\, ma quello che stanno vivendo. \n\n\n\nFabio Morgan\, agitatore culturale\, si è distinto in questi anni nel tentativo di creare innovativi format di spettacolo dal vivo\, come “Fitzcarraldo” – la prima opera lirica su battello in movimento sul Tevere. Con “Il cielo in una stanza” cerca di portare la sua ricerca sui linguaggi teatrali nel mondo della realtà virtuale. “Ho sempre creduto che il teatro debba occupare spazi non convenzionali”\, spiega Morgan. “La VR mi permette di creare un’intimità impossibile: lo spettatore è letteralmente dentro la camera da letto di una coppia\, testimone invisibile della loro trasformazione”. \n\n\n\n“Pasolini raccontava la diversità come una condanna – spiega Morgan – I suoi personaggi erano diversi perché desideravano in un mondo che vietava il desiderio. Ma oggi la situazione si è capovolta: siamo in un mondo che ci obbliga a desiderare tutto\, a consumare tutto\, a mostrare tutto. La vera diversità\, oggi\, è voler essere normali. È scegliere il silenzio invece del rumore\, la privacy invece dell’esibizione\, l’amore duraturo invece del consumo di corpi” \n\n\n\nL’opera segue questa coppia di attori attraverso sei episodi\, ognuno dei quali esplora un aspetto diverso della crisi contemporanea: l’incapacità di comunicare autenticamente\, la sterilità emotiva mascherata da iperattivismo\, la nostalgia per un mondo dove era possibile essere semplicemente se stessi.  \n\n\n\nIn questo confronto serrato con “Orgia” di Pasolini\, si delineano alcune chiare divergenze: Pasolini fotografava la fine di un mondo\, raccontava la morte come unica risposta possibile all’oppressione\, mentre Morgan\, cinquantasette anni dopo\, cerca di immaginare l’inizio di un mondo nuovo.  Non nega la crisi contemporanea – la descrive con la stessa lucidità di Pasolini – ma cerca una via d’uscita che non sia la resa. \n\n\n\n“Orgia” diceva: siamo diversi\, il mondo ci odia\, moriamo. “Il cielo in una stanza” risponde: siamo diversi perché vogliamo essere normali\, il mondo ci vuole performativi\, generiamo vita” \n\n\n\nScritto e diretto da Fabio Morgan \n\n\n\ncon Diego Migeni\, Sarah Nicolucci\, Carlotta Sfolgori \n\n\n\nAiuto Regia Emiliano Morana \n\n\n\nscene e costumi Giovanni Schiera \n\n\n\nsarta Patrizia Martella \n\n\n\nRiprese Video\, fotografia e sviluppo software Build2Bit \n\n\n\nMontaggio\, post produzione e VFX Seven Heroes \n\n\n\nDirezione di produzione Simona Centi\, Katia Caselli \n\n\n\nuna produzione Infinito srl \n\n\n\ncon il contributo di Regione Lazio – Avviso Pubblico Spettacolo dal vivo 2025
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SUMMARY:"VITERBO SHORT"\, al via le iscrizioni per la seconda edizione
DESCRIPTION:Teatro San Leonardo – Viterbo \n\n\n\n14 al 16 novembre 2025 \n\n\n\nVITERBO SHORT Festival del Cortometraggio:  \n\n\n\nAl via le iscrizioni per la seconda edizione \n\n\n\nIl bando aprirà ufficialmente il 14 marzo\, confermando Viterbo come crocevia per il cinema breve nazionale e internazionale \n\n\n\nViterbo\, marzo 2025 – Dopo il successo della prima edizione\, il VITERBO SHORT Festival del Cortometraggio torna per il secondo anno consecutivo\, consolidandosi come un appuntamento imprescindibile per cineasti\, appassionati e professionisti del settore. L’evento\, che si svolgerà dal 14 al 16 novembre 2025 presso il Teatro San Leonardo di Viterbo\, continua a porre il cinema breve al centro della scena culturale della città\, valorizzandone il potenziale artistico e narrativo. \n\n\n\nA partire dal 14 marzo\, sarà ufficialmente aperto il bando di iscrizione\, consentendo ai registi di tutto il mondo di candidare le proprie opere per una delle otto sezioni competitive del festival. \n\n\n\nVITERBO SHORT Festival del Cortometraggio: un festival in crescita \n\n\n\nLa prima edizione ha visto la partecipazione di 394 cortometraggi provenienti da oltre 50 Paesi\, confermando l’interesse globale per un evento che\, fin dal debutto\, ha posto al centro il cortometraggio come forma d’arte autonoma\, ben oltre il semplice trampolino di lancio per i lungometraggi. \n\n\n\nIl Direttore Artistico Michelangelo Gregori ha espresso grande entusiasmo per questa nuova edizione: \n\n\n\n“Sono emozionato nel continuare questa avventura e\, nel segno della continuità\, autori che si sono distinti nella scorsa edizione faranno parte delle nostre giurie\, ma non svelerò tutto ora. Sarà una tre giorni ricca di cinema breve e di eventi collaterali\, che darà finalmente lo spazio che merita al cortometraggio\, non solo come trampolino di lancio per giovani autori\, ma come un vero e proprio formato cinematografico di tutto rispetto. Sono felice di dire che grazie alla tre giorni avremo modo di esplorare questo mondo a 360 gradi. Posso anticipare che per la sezione Satirarsi\, ad esempio\, abbiamo trovato la collaborazione della compagine satirica di VITERBOH\, molto conosciuta in città. A livello nazionale\, stiamo organizzando un incontro intitolato ‘Festival che parlano di Festival’\, in cui i Direttori Artistici di rassegne di rilievo verranno a dare il loro contributo alla causa del cinema breve. Ma\, per ora\, invito tutti a seguire i nostri canali social e il sito web… e soprattutto attendo con ansia l’arrivo dei nuovi cortometraggi dopo il successo inaspettato dello scorso anno.” \n\n\n\nIl Teatro San Leonardo: un ruolo centrale per il festival \n\n\n\nIl Teatro San Leonardo\, storico spazio culturale della città\, svolge un ruolo chiave nella realizzazione del festival\, offrendo non solo una prestigiosa location ma anche un impegno attivo nella promozione del cinema breve. La direzione del teatro ha dichiarato: \n\n\n\n“Questo festival rappresenta un’importante opportunità per la città\, che avrà il privilegio di accogliere esperti del settore cinematografico\, critici\, registi e appassionati provenienti da tutta Italia e dall’estero. Il nostro obiettivo è rendere Viterbo non solo un punto di riferimento per il cinema breve\, ma anche un luogo di incontro e scoperta\, offrendo ai visitatori l’opportunità di immergersi nelle bellezze storiche e culturali del territorio.“ \n\n\n\nLa sinergia tra il Teatro San Leonardo e il Direttore Artistico Michelangelo Gregori ha dato vita a un festival che non è solo un evento cinematografico\, ma un vero e proprio punto di incontro tra arte\, cultura e turismo. \n\n\n\nLe nuove sezioni del festival \n\n\n\nIl VITERBO SHORT Festival del Cortometraggio si amplia ulteriormente nella sua seconda edizione\, accogliendo nuove sezioni che esaltano la diversità del cinema breve. \n\n\n\nLe otto sezioni competitive del festival sono: \n\n\n\n-Corti a Scuola – Cortometraggi realizzati da studenti di cinema o istituti scolastici\, con tematiche adatte a un pubblico studentesco. \n\n\n\n-Territorio (Tuscia e Lazio) – Opere legate alla regione Lazio e alla provincia di Viterbo. \n\n\n\n-Tema Sociale (Italia e Internazionale) – Sezione dedicata a cortometraggi e mini-documentari su tematiche sociali e culturali di rilevanza globale. \n\n\n\n-Corti Teatrali e Letterari – Opere ispirate alla letteratura e al teatro\, con un ponte tra tradizione e sperimentazione cinematografica. \n\n\n\n-Cortometraggi Satirici (SATIRARSI) – Uno spazio per il cinema breve satirico\, con un premio assegnato sia dalla giuria che dal pubblico. \n\n\n\n-Videoclip Musicali Internazionali – Sezione dedicata ai migliori videoclip d’autore da tutto il mondo. \n\n\n\n-Corto Italia – Un focus sui migliori cortometraggi italiani\, senza vincoli di genere o stile. \n\n\n\n-Corto Libero International – Opere internazionali\, presentate con sottotitoli in italiano. \n\n\n\nQuesta crescita dimostra l’ambizione del festival di diventare un punto di riferimento internazionale\, promuovendo il cortometraggio come un’espressione artistica di grande valore e autonomia. \n\n\n\nIscrizioni aperte dal 14 marzo \n\n\n\nIl bando per partecipare al VITERBO SHORT Festival del Cortometraggio sarà attivo dal 14 marzo 2025. Le iscrizioni potranno essere effettuate tramite la piattaforma FilmFreeway\, e i cortometraggi selezionati entreranno a far parte del programma ufficiale con proiezioni dedicate durante i giorni del festival. \n\n\n\nUn evento che unisce arte e industria cinematografica \n\n\n\nLa seconda edizione del festival si arricchirà di eventi collaterali\, tra cui il già citato “Festival che parlano di Festival”\, un incontro con direttori artistici di importanti rassegne cinematografiche per discutere il futuro del cortometraggio nel sistema cinematografico internazionale. \n\n\n\nCon una programmazione ancora più articolata e la volontà di consolidarsi nel panorama cinematografico italiano\, il VITERBO SHORT Festival del Cortometraggio punta a diventare non solo una vetrina per nuovi talenti\, ma anche un hub di discussione sul futuro del cinema breve. Un appuntamento imperdibile per chiunque voglia scoprire e celebrare l’arte del cortometraggio in tutte le sue forme.
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SUMMARY:"DAVID Come quando eravamo felici" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Dal 14 al 16 novembre all’Altrove Teatro Studio approda DAVID Come quando eravamo felici\, spettacolo scritto e diretto da Marco Di Stefano. \n\n\n\nDavid prende spunto dai vari fatti di cronaca che ogni anno avvengono tra Stati Uniti ed Europa. È la storia di un ragazzino di 13 anni\, di buona famiglia borghese\, figlio di un medico e un’avvocatessa\, che prende una pistola dalla cassaforte e compie una strage a scuola.  \n\n\n\nDavid è la storia di un padre che ci racconta del rapporto con il suo bambino\, un rapporto felice fino al giorno della strage. Perché niente\, fino a quel giorno\, ha mai fatto pensare a un vuoto così grande da poter esplodere in un atto di tale violenza. David racconta di un genitore messo ad una prova che mai si sarebbe immaginato di dover affrontare\, poiché ogni genitore crede che i propri figli non siano in grado di compiere un atto mostruoso\, un atto talmente orrendo da marchiarli a vita. David è un testo che indaga il male che si nasconde dentro di noi e dentro i nostri figli\, un male che spesso non riusciamo a vedere. O che non vogliamo vedere. \n\n\n\n“Il 3 maggio del 2023\, a Belgrado\, un ragazzino di tredici anni ruba la pistola del padre dalla cassaforte. Arrivato a scuola\, uccide otto coetanei e un adulto. Pensiamo che storie del genere accadano soltanto nella provincia americana\, ma per quelli della mia generazione – quelli più attenti alle vicende del mondo\, perlomeno – è ancora vivo nella memoria il ricordo di Erfurt nel 2002\, quando per la prima volta un massacro scolastico avveniva nella civilissima Europa”_ annota Marco Di Stefano. \n\n\n\n“Il testo disegna una realtà autonoma\, lontana da questi fatti di cronaca\, dando voce al padre di uno stragista. O\, come direbbero i giornali\, di un “mostro”. Parola che usiamo per definire gli assassini come diversi da noi\, estranei alla sfera stessa dell’umanità. Sono padre di due bambini che al momento hanno sei e tre anni. Come molti padri\, sono terrorizzato dall’idea che qualcuno possa far loro del male. E se invece fossero loro a fare del male a qualcuno in modo brutale e insensato? Abbiamo paura dei mostri\, ma se i mostri fossimo noi o – peggio – i nostri figli? \n\n\n\nChissà\, forse quegli stessi mostri tornerebbero a sembrarci molto umani.” \n\n\n\nSPETTACOLI \n\n\n\nVenerdì e Sabato ore 20 \n\n\n\nDomenica ore 17 \n\n\n\nBiglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€ \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413\, email ipensieridellaltrove@gmail.com
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LOCATION:Altrove Teatro Studio\, Via Giorgio Scalia\, 53\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:"Le belle notti" al Teatro Marconi
DESCRIPTION:Il 12 dicembre 1969\, in pieno fermento ‘sessantottino’\, diciassette giovani studenti occupano un noto liceo romano. Un reparto della celere\, prontamente allertato dal preside\, circonda l’istituto dove i ragazzi si sono barricati. Le ansie\, le paure\, unite all’eccitazione crescente per l’atto di ribellione che li vede protagonisti\, producono a mano a mano il cementarsi del gruppo. E\, nonostante le evidenti differenze di carattere e di estrazione sociale\, i giovani occupanti matureranno con il passare delle ore un senso di unità e di appartenenza\, che sfocerà in una vera e propria presa di coscienza collettiva che regalerà loro l’emozione indelebile di essersi sentiti artefici e protagonisti di un momento storico. La prima giornata di occupazione volge al termine quando dalla televisione giungerà la notizia terribile della strage di Piazza Fontana.  \n\n\n\nNella seconda parte dello spettacolo è sempre lo stesso liceo il teatro dell’azione\, e sempre di un’occupazione si tratta\, ma è passato un po’ di tempo….Siamo negli anni 2000\, e i nuovi protagonisti altri non sono che i figli degli occupanti di quel dicembre del ’69. Stessi palpiti\, stesse problematiche. Ma quanto è cambiato lo scenario sociale che fa da sfondo ad un’azione di dissenso analoga ma molto distante da quella di trenta e passa anni prima.  \n\n\n\nLe Belle notti è una commedia di Gianni Clementi\, diretta da Claudio Boccaccini\, tenera e divertente\, ma anche malinconica e crudele\, che scandaglia senza giudicare un’età della vita\, quella prossima ai vent’anni\, sbirciandola in due epoche diverse e per certi versi lontanissime: quella della ribellione e dell’anticonformismo della fine degli anni ’60 e quella dell’omologazione\, quindi apparentemente immobile e pacificata\, dei giorni nostri.  \n\n\n\nL’utilizzo di brani musicali memorabili nel corso di tutta la pièce segnerà ulteriormente gli evidenti cambiamenti di scenario sociale susseguitisi in questi ultimi trent’anni. \n\n\n\nCon Corinna Angeloro\, Mattia Aquilani\, Niccolò Bambi\,  Iulia Bonagura\, Tommaso Bocconi\, Margherita Cellini\, Chiara Colonna\, Alessia De Simone\, Tonia Garardo\, Luca Materazzo\, Ignazio Martorano\, Leonardo Pandolfi\, Camilla Pujia\, Aramis Reibenspiess\, Manuel Rosati\, Luca Salzarulo\, Chiara Silano. \n\n\n\nGiovedì-Sabato ore 21\,00 – Domenica ore 17.30 – Biglietti: Intero 20\,00 – Ridotto 16\,00  \n\n\n\nInfo e Prenotazioni Biglietteria Teatro Marconi 06 594 3554 – info@teatromarconi.it
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SUMMARY:Elsa Baldini Quartet all'Alexanderplatz
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, giovedì 13 novembre\, Elsa Baldini Quartet. Dopo anni di carriera esplorando tutte le sfumature della black music\, dal blues al jazz\, al soul e anche alla disco music\, presenta un repertorio in italiano. Una scommessa\, accettata da Elsa Baldini e dal suo quartetto in questo progetto che è una specie di esperimento\, si potrebbe quasi dire un lavoro permanentemente in sviluppo e divenire. In questo concerto il gruppo rilegge e reinterpreta una manciata di brani accuratamente selezionati di autori italiani cercando\, da una parte\, di rispettare le composizioni e\, dall’altra\, di mantenere il sound\, la connotazione soul jazz elettrica che contraddistingue questa formazione. La scaletta contiene\, oltre a tre inediti\, brani non così scontati tratti dal repertorio di Samuele Bersani\, Giorgio Gaber\, Paolo Conte\, Lucio Dalla\, ma anche Mia Martini\, Edoardo De Crescenzo\, Pino Daniele\, un Lucio Battisti dell’era Panella ed anche il brano di Tenco parafrasato per intitolare il concerto\, nella curiosa versione che ne fece Mina alla fine degli anni 60. \n\n\n\n                                                                                                                                                                                              Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com \n\n\n\n  www.alexanderplatzjazz.com
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LOCATION:Alexanderplatz Jazz Club\, Via Ostia\, 9\, Roma\, 00192\, Italia
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