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SUMMARY:Valentina Petrini e "La valigia della libertà"
DESCRIPTION:Dopo il debutto al Teatro Arena del Sole di Bologna\, lo scorso 13 giugno\, con la partecipazione straordinaria di Tosca\, La valigia della libertà – Storia di una disobbedienza civile\, scritto e interpretato da Valentina Petrini\, ha proseguito il suo percorso toccando il Castello Caracciolo di Sammichele di Bari\, il Teatro Fusco di Taranto – dove ha visto la partecipazione speciale di Diodato – il Teatro di Villa Lazzaroni a Roma e la Camera dei deputati\, su invito dei vicepresidenti di Camera e Senato. \n\n\n\nLo spettacolo a ingresso gratuito\, approda ora all’Auditorium Municipale Pasquale De Angelis\, in via Aldo Ballerini (VIII Municipio)\, dove Valentina Petrini sarà affiancata da Pasquale Filastò al violoncello\, Paola Bivona alla voce e all’ukulele e Alessio Podestà alla fisarmonica. Il coordinamento artistico è affidato a Norma Martelli. \n\n\n\nData e luogo non sono casuali. Il 31 ottobre di due anni fa Sibilla Barbieri ha esercitato il suo diritto all’autodeterminazione\, ha “Disobbedito”. Sicuramente avrebbe preferito essere con noi\, a realizzare le tante idee su cui abbiamo fantasticato\, che abbiamo negli anni realizzato e condiviso in questo spazio\, dove Sibilla ha insegnato scrittura\, ha provato spettacoli\, pianificato film\, organizzato importanti progetti di Teatro e Scienza e dove tutte le persone che l’hanno conosciuta\, o anche solo incontrata\, non possono dimenticare il suo sguardo magnetico e la sua risata coinvolgente e piena di vita. \n\n\n\nPer questo\, e non solo\, nel progetto Città Visibile abbiamo voluto ostinatamente ospitare La Valigia della Libertà\, lo spettacolo di Teatro Civile che grazie a Valentina Petrini\, ai musicisti e ai tecnici tutti\, il 31 ottobre 2025 all’Auditorium Pasquale de Angelis ci racconterà la storia di un incontro\, quello tra Valentina e  \n\n\n\nSibilla. Una storia che “spacca i cuori” e porta con sé un messaggio di lotta civile e di libertà che ci riguarda tutti\, nessuno escluso. \n\n\n\nGENESI DELLO SPETTACOLO \n\n\n\nLo spettacolo di teatro civile “La valigia della libertà” è la storia dell’incontro e della relazione che nasce nel 2023 tra una giornalista\, Valentina Petrini\, e una malata oncologica\, la sceneggiatrice e produttrice Sibilla Barbieri. Valentina e Sibilla non si incontrano per caso. Si cercano. Sibilla ha un’ultima battaglia da portare avanti\, contro lo Stato\, per il rispetto della sua libertà. Valentina accetta di starle accanto\, di documentare tutto ciò che le accade\, di fare da megafono alla sua lotta di civiltà. Registra la voce di Sibilla\, gli incontri con gli avvocati\, i medici\, i suoi figli. Sibilla sta morendo. Le restano 3 mesi. E in punto di morte si accorge di non essere libera\, forse di non esserlo mai stata\, perché le viene negato il diritto di scegliere come congedarsi dalla vita\, di sottrarsi all’ultima agonia. Nasce così prima un podcast “Disobbedisco” per OnePodcast\, factory di informazione e intrattenimento del gruppo GEDI\, con 20 milioni di streaming al mese. E poi lo spettacolo di teatro civile “La valigia della libertà” in cui è Valentina a raccontarsi e a interrogarsi\, sempre accompagnata dalla voce di Sibilla. Quando parliamo di diritti\, libertà\, autodeterminazione\, qual è il ruolo del giornalismo? E il nostro? “La valigia della libertà” è l’esaltazione del diritto alla vita\, dell’amore per la libertà. \n\n\n\nPromo: https://youtu.be/11m56K8XyTM \n\n\n\nLa stampa: \n\n\n\nQui l’esclusiva per Repubblica \n\n\n\nhttps://www.repubblica.it/cronaca/2023/11/06/video/sibilla_barbieri_lintervista_esclusiva_perche_disobbedisco_in_un_podcast_i_suoi_ultimi_tre_mesi-422478427 \n\n\n\nIntervento alla Camera dei Deputati \n\n\n\nhttps://webtv.camera.it/evento/27788 \n\n\n\nLo spettacolo “LA VALIGIA DELLA LIBERTÀ. Storia di una disobbedienza civile” è tratto dal Podcast DISOBBEDISCO \n\n\n\n5 puntate prodotte dal gruppo GEDI \n\n\n\nhttps://open.spotify.com/embed/episode/4FGfX2Zdfi9Sc1UgGf2uzb?si=4YC59SZkRo6IiE5zodI4lA&utm_source=oembed \n\n\n\nInfo e prenotazioni: \n\n\n\ninfo@lacittavisibile.com \n\n\n\n334.20.22.448 (whatsapp)
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SUMMARY:“StraMorgan in Teatro” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Halloween all’Off/Off Theatre con l’Evento: Morgan in “StraMorgan in Teatro”con Pino Strabioli. Venerdì 31 ottobre alle ore 21.00 in via Giulia\, uno show con due protagonisti dello spettacolo\, uniti dalla passione per la musica\, il teatro e ogni forma d’arte senza filtri. \n\n\n\nAmati dal pubblico e ognuno con la propria inconfondibile cifra stilistica\, Morgan e Strabioli in uno spettacolo di musica di autori italiani e contaminazioni internazionali: l’imprevedibilità di Morgan che\, da vero maestro polistrumentista\, regala alla platea lezioni di musica e curiosità dal punto di vista tecnico e umano\, si fonde con l’elegante e colto racconto di Pino Strabioli. \n\n\n\n“StraMorgan in Teatro” è un raffinato incontro con due numeri uno dello spettacolo che tornano a formare la strana coppia che ripropone in Teatro il format televisivo di grande successo di Rai 2\, vincitore del Premio Lunezia per il migliore programma televisivo per la ricerca culturale. \n\n\n\nUna serata imprevedibile e imperdibile\, in cui la musica e il racconto si alternano\, unendosi in un unico linguaggio perché\, per dirla con Wagner: “Dove si arresta il potere delle parole\, comincia la musica”.
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SUMMARY:RADIO PLAY HALLOWEEN NIGHT (Una notte di brividi e parole)
DESCRIPTION:Alla vigilia di Ognissanti\, nella suggestiva cornice della Libreria ELI in viale Somalia 50 a partire dalle ore 20\,  Radio Play Live trasforma la pagina scritta in pura emozione sonora\, portando in scena cinque adattamenti per radiodramma ispirati all’immaginario horror. Con: Manuel Bellini\, Danilo Brandizzi\, Roberto Fedele\, Michele Fontana\, Lorenzo e Tiziana Galliani\, Luca Iannotta\, Diletta Ludovico\, Alessandro Passariello\, Aurora Piaggesi\, Marta Vinci – Sound design: Giulia Vertua – Adattamento e regia di Aurora Piaggesi \n\n\n\nDa Edgar Allan Poe a Rudyard Kipling\, da Gerald Durrell fino a due inediti contemporanei\, la serata attraversa mondi di mistero\, paura e fascinazione\, dove la letteratura incontra l’arte del rumorismo dal vivo: suoni\, voci e oggetti si fondono per creare un’esperienza immersiva\, capace di risvegliare le suggestioni più profonde dell’ascolto. \n\n\n\nUn evento unico nel suo genere\, che celebra la potenza del racconto e l’immaginazione acustica del radiodramma\, restituendo al pubblico il piacere antico di “vedere con le orecchie”. \n\n\n\nAd accompagnare la serata\, un aperitivo incluso nel costo del biglietto\, per condividere insieme l’attesa e lasciarsi avvolgere\, fin dall’inizio\, dall’atmosfera magica di Halloween. \n\n\n\nCOS’É IL RADIODRAMMA – Il radiodramma è un’opera teatrale scritta per essere ascoltata\, senza elementi visivi\, dove l’azione è veicolata da dialoghi\, musica ed effetti sonori. È un genere che stimola l’immaginazione dell’ascoltatore\, che deve costruire nella propria mente un mondo completo solo attraverso l’udito. Quando si parla di radiodramma\, ossia di spettacoli teatrali da ascoltare alla radio\, il richiamo immediato è agli anni Venti\, quando ancora non esisteva la televisione e diversi registi e autori si cimentarono in questo nuovo genere di spettacolo\, fruibile sfruttando il nuovo canale tecnologico della radio. Ecco allora Danger di Richard Hughes\, nel 1924\, in Inghilterra\, il primo radiodramma ad essere trasmesso dalla Bbc\, cui ne sguono molti altri\, in Europa e negli States. Il filo conduttore\, soprattutto all’inizio è quello di riuscire a catturare l’attenzione con atmosfere inquietanti e prevalgono le atmosfere noir. \n\n\n\nIngresso e aperitivo € 20\,00 \n\n\n\nInfo & Prenotazioni: \n\n\n\nTel. 06 8621 1712
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SUMMARY:Conclusa la Giornata Nazionale Giovani e Memoria all'Auditorium Parco della Musica
DESCRIPTION:Si è svolta venerdì 31 ottobre\, all’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” di Roma\, la 4a edizione della Giornata Nazionale Giovani e Memoria\, dedicata quest’anno alla “Nostalgia di futuro”. L’incontro ha rappresentato un momento di riflessione condivisa sul valore delle radici e sull’importanza di guardare al futuro con consapevolezza e fiducia\, riconoscendo nel passato la base su cui costruire nuovi percorsi di crescita. \n\n\n\nIl significato di una “nostalgia di futuro” \n\n\n\nIl tema ha invitato i partecipanti a esplorare un concetto di nostalgia orientato al domani: un sentimento capace di custodire la memoria\, valorizzare le esperienze e trasformarle in energia creativa per progettare ciò che ancora deve arrivare. Il futuro è stato raccontato come una prospettiva da accogliere e costruire\, un orizzonte di opportunità da rendere concreto attraverso impegno\, visione e partecipazione. \n\n\n\nPresenze istituzionali e testimonianze di valore \n\n\n\nLa Giornata\, promossa dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi\, organizzata dalla Struttura di Missione anniversari nazionali\, in collaborazione con l’Agenzia Italiana per la Gioventù\, l’Automobile Club d’Italia e l’Automobile Club Roma\, e condotta da Hoara Borselli e Massimiliano Ossini\, ha offerto un intenso programma di interventi e riflessioni. Alla presenza di circa 700 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado\, hanno partecipato Paolo Bonolis\, Paola Di Caro e Luca Valdiserri\, Anthea Comellini\, Paolo Corbi\, don Roberto Fiscer\, Alessandro Florenzi\, Martina Pennisi e Walter Quattrociocchi. \n\n\n\nDichiarazioni del Ministro Abodi: «La Giornata Nazionale Giovani e Memoria è dedicata ai ragazzi e alle ragazze che rappresentano non solo il nostro futuro\, ma soprattutto il nostro presente. La partecipazione di tanti studenti è un segno tangibile di questo impegno\, un investimento sul futuro ma anche sull’oggi. Dobbiamo offrire opportunità\, accorciare le distanze e metterci in sintonia con le nuove generazioni. Il nostro compito è incontrarli\, ascoltarli\, dialogare e prendere reciprocamente impegni concreti\, cercando poi di rispettarli. È così che si costruisce un rapporto vero\, giorno dopo giorno\, ed è questo il senso profondo della giornata. La politica più nobile è quella che ascolta\, che si mette in cammino con i giovani e che guarda al futuro con ragionevole ambizione». \n\n\n\n«Ci sono cinque elementi che ci fanno sperare nel futuro – spiega il Ministro –. Il primo è la memoria\, che insieme all’intelligenza va difesa. Il secondo è il talento\, che non è eccellenza ma ciò che ci è stato affidato e che dobbiamo restituire valorizzato. Il terzo è la libertà\, bene prezioso da conquistare e proteggere. Il quarto è il rispetto\, che tiene insieme tutti gli altri. E infine c’è la vita\, il dono più grande: il futuro nasce dal desiderio e dal coraggio di donarla\, perché è la forma più alta di amore e di continuità». \n\n\n\nArte\, musica e partecipazione \n\n\n\nLe esibizioni di Mvula Sungani Physical Dance e della Nuova Orchestra Scarlatti Young hanno arricchito la mattinata con momenti di grande intensità\, intrecciando linguaggi artistici diversi in un racconto comune di identità\, memoria e visione. Il connubio tra parola\, musica e movimento ha espresso in modo coinvolgente il senso profondo della giornata: coltivare il futuro partendo dalla forza del ricordo e dell’esperienza condivisa.  \n\n\n\nDialogo tra generazioni per costruire il domani  \n\n\n\nLa Giornata Nazionale Giovani e Memoria “Nostalgia di futuro”ha confermato il valore del dialogo tra generazioni come strumento di crescita culturale e civile\, rafforzando la sinergia tra istituzioni\, scuola\, mondo dello sport e della cultura. Un appuntamento che ha offerto ai partecipanti la possibilità di sentirsi parte di un percorso collettivo\, fondato sulla memoria come risorsa e sul futuro come responsabilità condivisa.  \n\n\n\nDurante la mattinata si sono alternati diversi ospiti: \n\n\n\nIl Ministro dell’agricoltura\, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida\, attraverso un video messaggio\, ha dichiarato: «“Nostalgia di futuro” significa desiderio di costruire ciò che ancora non c’è. Nel mondo agricolo questo è naturale: si custodisce la memoria del passato\, ma si innova ogni giorno per garantire sostenibilità e valore. Il nostro dovere è lasciare un mondo migliore di quello che abbiamo trovato\, imparando dagli errori e usando conoscenza e tecnologia per migliorare ciò che ci circonda». \n\n\n\nMinistra per la famiglia\, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella: «Franca Viola\, una ragazza del profondo Sud negli anni Sessanta\, ebbe il coraggio di dire “no” al matrimonio riparatore dopo essere stata rapita e violentata. All’epoca\, la legge cancellava il reato se la vittima sposava il suo aggressore: lei rifiutò e cambiò la storia della libertà femminile in Italia. Oggi vogliamo ricordare il suo gesto con una corsa simbolica\, “Corri Libera”\, organizzata insieme ai ministeri dello Sport e dell’Istruzione. È una corsa per la libertà di tutti: delle donne\, ma anche degli uomini che scelgono di correre accanto a loro\, contro ogni forma di violenza». \n\n\n\nPaolo Bonolis: «Lo smartphone è utile\, ma distrae e sostituisce la fatica con la velocità\, che è diventata la nuova divinità. E senza fatica\, le cose perdono valore. I giovani oggi rischiano di perdersi nella meraviglia delle funzioni e di smarrire la verità della realtà. Le nuove generazioni stanno delegando memoria\, relazioni e capacità di attenzione alla tecnologia\, diventando più facilmente “addomesticabili”. Bisogna tornare a guardarsi negli occhi\, a vivere nello spazio e nel tempo\, perché solo così si dà senso a ciò che si fa e si impara davvero a essere liberi». \n\n\n\nDon Roberto Fisher: «Il futuro è degli innamorati\, di chi mette amore e passione in ciò che fa. Penso a Honest\, un ragazzo del mio oratorio arrivato da lontano: si allenava ogni giorno nel campetto di terra battuta\, e la settimana scorsa ha esordito in Champions con l’Atalanta. Gli ho chiesto: “Perché lo facevi?” e lui mi ha risposto: “Amore.” Lo stesso vale per Tiziano\, un carabiniere che aiuta i ragazzi in difficoltà\, o per Cinzia e Lucia\, insegnanti che preparano le lezioni a mezzanotte. Chi glielo fa fare? Amore. È questa la forza dei giovani: la capacità di amare\, di rialzarsi\, di trasformare le ferite in fiori. Possiamo sbagliare\, ma non siamo sbagliati». \n\n\n\nPaolo Corbi: «Lo sport è una straordinaria palestra di comunità. Non è solo competizione\, ma cooperazione\, rispetto\, fiducia reciproca. È lì che si impara a cadere e rialzarsi\, a capire che il successo individuale ha senso solo se condiviso. Ho visto ragazzi trasformarsi grazie al calcio di quartiere\, al basket in oratorio o alla corsa collettiva: lo sport\, quando è vissuto insieme\, diventa una scuola di vita e di cittadinanza». \n\n\n\nAlessandro Florenzi: «Nel calcio ho imparato che il talento serve\, ma senza squadra non sei nessuno. Il gruppo ti migliora\, ti corregge\, ti sostiene. Anche fuori dal campo\, lo sport deve essere una casa aperta\, dove i giovani trovano esempi e valori. Penso ai bambini dei campetti delle periferie: quando hanno una comunità che li accompagna\, scoprono che vincere non è solo fare gol\, ma crescere insieme». \n\n\n\nPaola Di Caro: «Dopo la morte di nostro figlio\, abbiamo scelto di non fermarci nel dolore ma di trasformarlo in qualcosa che parlasse ai giovani. Così è nato 24 Frame al Secondo\, un concorso di cortometraggi per dare voce alla loro creatività e al loro sguardo sul mondo. La memoria non è solo ricordo\, ma azione: è rispetto per la vita e per ciò che ancora può nascere. Ogni volta che un ragazzo racconta una storia con passione\, nostro figlio rivive un po’ in quella luce». \n\n\n\nLuca Valdiserri: «Volevamo dimostrare che la Generazione Z non è invisibile\, ma capace di creare bellezza e senso. I ragazzi che partecipano ai nostri concorsi ci insegnano che\, quando si fanno cose belle\, non si cercano pericoli: non si corre\, non si guida ubriachi\, si usa la fantasia. Anche la prevenzione passa da qui — dalla creatività e dalla voglia di costruire. È il modo più vero per ricordare nostro figlio e per dare speranza a chi resta». \n\n\n\nAnthea Comellini: «Diventare astronauta significa prepararsi all’imprevisto. Durante l’addestramento affrontiamo ambienti estremi — grotte\, montagne\, immersioni sott’acqua — per imparare a gestire ciò che non si può prevedere. Non è solo resistenza fisica\, ma capacità di adattamento e lavoro di squadra. Io e il collega Andrea Patassa siamo stati scelti tra 22.000 candidati\, e mi sento onorata di rappresentare una generazione che crede nella scienza e nella collaborazione europea. Da bambina sognavo lo spazio; oggi sogno di contribuire a portare nuove conoscenze sulla Terra. È questo\, per me\, il vero significato dell’esplorazione». \n\n\n\nMartina Pennisi: «Una volta mi sono tatuata l’iniziale di una persona: sembrava un gesto irreversibile. Ma in realtà nulla è più indelebile dei nostri dati digitali. Ogni foto\, ogni post resta\, anche se proviamo a cancellarlo: gli algoritmi li ripropongono\, decidono cosa ricordiamo e quando. Le piattaforme remixano i nostri ricordi — aggiungono musica\, scelgono le immagini — e noi finiamo per ricordare ciò che qualcos’altro seleziona per noi facendo diventare così la memoria un prodotto\, e persino i ricordi\, oggi\, si pagano in abbonamento». \n\n\n\nWalter Quattrociocchi: «Ogni cosa che affidiamo alla rete resta per sempre\, e questo dovrebbe renderci più consapevoli. Il vero rischio\, però\, è la delega: lasciamo che le macchine filtrino\, scelgano e persino creino per noi l’informazione senza che verificare la veridicità. I large language model non comprendono ciò che dicono\, ma generano risposte credibili: è l’illusione della conoscenza. Così nascono le “echo chambers” e quella che definiamo epistemia\, la malattia della conoscenza\, dove smettiamo di distinguere ciò che sappiamo davvero da ciò che ci viene raccontato».
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SUMMARY: "La diva del Bataclan" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Le corealizzazioni tra la quarantesima edizione del Romaeuropa Festival e la Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello proseguono con La diva del Bataclan\, l’ultima creazione scritta e diretta da Gabriele Paolocà\, tra i fondatori della compagnia VicoQuartoMazzini\, che debutta in prima nazionale il 28 ottobre al Teatro Vascello\, in una coproduzione tra Romaeuropa Festival\, Cranpi\, SCARTI Centro di produzione Teatrale d’Innovazione. \n\n\n\nLo spettacolo è un musical che scava nelle pieghe oscure di una società ossessionata dalla ricerca di fama e riscatto. Con le musiche di Fabio Antonelli\, La diva del Bataclan racconta la storia di Audrey\, una giovane donna disposta a tutto pur di sfuggire a una realtà che non sente sua. A darle corpo è la poliedrica artista e performer Claudia Marsicano\, che interpreta una figura ambigua\, che si reinventa come sopravvissuta agli attentati terroristici di Parigi del 2015\, in un gioco pericoloso di finzione e realtà. \n\n\n\nDissacrante e provocatorio\, lo spettacolo affronta il tema delle false vittime della strage parigina. Paolocà e Antonelli danno vita a un’allucinazione musicale che reinterpreta in forma scenica un fatto di cronaca\, specchio degli abissi dell’umanità del ventunesimo secolo. \n\n\n\nGli attacchi del 13 novembre 2015 causarono la morte di 130 persone e il ferimento di altre 413. Il più sanguinoso si consumò all’interno del Bataclan\, una delle sale concerto più importanti della città. I tragici eventi di Parigi sono stati tra i primi\, di portata così grande\, ad essere epicentro di un’esplosione mediatica globale: dolore e solidarietà presero forma e voce nei social network\, divenendo anche – nella contraddizione che segna il nostro presente – terreno d’invidia per la visibilità di coloro che si sono trovati al centro della tragedia.  \n\n\n\nNel mondo di immagini e parole\, che amplifica i drammi rendendoli spettacolo\, ecco il terreno fertile per la nascita di “false vittime”\, figure che hanno scelto di alimentare la propria visibilità appropriandosi del dolore altrui. \n\n\n\nNel desiderio di riscatto e disperazione\, Audrey si immerge in un’identità costruita\, sfidando la realtà e i suoi limiti\, e si trasforma in una martire\, la “Diva del Bataclan”. Una rocker (in riferimento alla band Eagles of Death Metal che si esibiva la sera della tragedia)\, pronta a trascinare il pubblico in un vortice dove ogni nota racconta il desiderio di reinventarsi e di scomparire\, di essere visti a ogni costo. \n\n\n\nCome spiegano le note allo spettacolo: L’idea è quella di creare un perturbante cortocircuito tra un genere artistico innocuo come il musical e la brutalità della storia narrata: quella di un’emarginata che per il raggiungimento dei propri obiettivi\, tenta un atto deplorevole e disperato. Dopo la tragedia\, per la prima volta la community dei social media manifestò la propria potenza mediatica davanti a un trauma collettivo dal forte impatto emotivo. Tutto il mondo condivise il proprio orrore\, le proprie ansie\, le proprie paure; ognuno diede sfogo al suo “narcisismo algoritmico”\, esprimendo la propria opinione; chiunque\, sulla propria bacheca\, lucrò un po’ di fama commentando quelle immagini atroci. Grazie ai media i sopravvissuti\, ma anche i parenti e i conoscenti delle vittime\, furono investiti da un’attenzione e da una solidarietà senza precedenti. E di conseguenza\, per assurdo\, da un’inaspettata fonte di invidia. Il clamore mediatico e la prospettiva di un risarcimento economico spinsero una quindicina di persone a fingersi vittime di quegli attentati\, dando così origine al fenomeno delle false vittime: figure che intrecciano in sé mitomania\, miseria sociale e narcisismo patologico. Esse incarnano la brutalità del nostro tempo\, in cui la spinta individualista si scontra con la dura realtà di un sistema al collasso e l’ostinata volontà di perseguire a tutti i costi il famigerato “sogno di gloria” flirta con l’impossibilità di raggiungimento di quel sogno\, spingendo la falsa vittima verso la perversione più estrema e paradossale: desiderarsi primo tra gli ultimi\, protagonista incontrastato della sconfitta. Nell’analisi di questo fenomeno si possono riconoscere aspetti amplificati ed estremizzati di ognuno di noi. La falsa vittima rappresenta ciò che tutti noi siamo quando desideriamo riconoscimento per le nostre difficoltà\, il bisogno di auto vittimizzazione di fronte alle complessità del mondo. \n\n\n\nDopo il debutto del 28 ottobre\, lo spettacolo andrà in scena anche il 29 e il 30 ottobre alle ore 21.00. \n\n\n\nLA STORIA – Audrey viene da un passato che vuole dimenticare e un presente che non ritiene degno di essere vissuto. Per questo\, da sempre\, all’esistente preferisce l’immaginazione. La sua frase preferita? La realtà uccide\, la finzione salva. Abita con la madre in una banlieue alle porte di Parigi\, in una condizione di ritiro sociale ai limiti della clausura. Le uniche gratificazioni che riceve le arrivano dallo spazio virtuale\, attraverso il quale si interfaccia con il mondo\, inventando profili e vite che non sono le sue. Inoltre\, grazie al web\, scopre di avere delle capacità inaspettate\, tra le quali un discreto potenziale manipolatorio. Ed è a questa scoperta che si aggrapperà quando deciderà di dare una scossa alla sua vita: un gesto estremo che la porterà nelle lande torbide dell’impostura. Audrey proverà a dare una svolta alla sua vita\, immergendosi in una parabola di mitomania così convincente da essere lei stessa la prima a non riuscire più a distinguere la verità dalla finzione. Si fingerà una donna ferita nella sala da concerto del Bataclan e si adopererà con ogni mezzo per riuscire a diventare un membro fondamentale di un’influente organizzazione per il sostegno alle vittime di terrorismo. La martire perfetta: la Diva del Bataclan. \n\n\n\nGABRIELE PAOLOCÀ  \n\n\n\nè regista\, autore e attore di teatro e cinema. È membro fondatore della compagnia VicoQuartoMazzini con cui dal 2010 attraversa scritture originali e rivisitazioni di grandi classici del teatro e della letteratura. Nel 2024 con VQM vince 4 Premi Ubu (migliore spettacolo\, migliore attore\, migliore attrice\, migliore disegno luci) con lo spettacolo La ferocia e nel 2021 il Premio Hystrio come migliore compagnia italiana emergente. Tra i suoi lavori: La ferocia (2023)\, dal romanzo di Nicola Lagioia\, prodotto da SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione\, Elsinor Centro di Produzione Teatrale\, LAC Lugano Arte e Cultura\, Romaeuropa Festival\, Tric Teatri di Bari\, Teatro Nazionale Genova; Livore. Mozart & Salieri (2020)\, prodotto da SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione e Festival delle Colline Torinesi; Vieni su Marte (2018) sostenuto da Mibact e SIAE nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina”; Leave the Kids Alone (2018)\, installazione prodotta da Fabulamundi Playwriting Europe; Karamazov (2017)\, progetto speciale ospitato al debutto dal Teatro Petruzzelli di Bari; Little Europa (2016) riscrittura de ll piccolo Eyolf di Henrik Ibsen\, selezionato dall’Ibsen Festival di Oslo; Amleto Fx(2015)\, Premio In-box e Direction Under 30. \n\n\n\nCLAUDIA MARSICANO  \n\n\n\nè attrice di cinema e teatro\, performer e regista\, vincitrice del Premio Ubu nel 2017 come Migliore attrice e performer Under 35. È nota per gli spettacoli teatrali R.osa di Silvia Gribaudi\, candidato nel 2017 al Premio UBU come miglior spettacolo di danza e portato in tour in tutto il mondo\, Socialmente e Tropicana della compagnia milanese Frigoproduzioni. Ha lavorato inoltre con la compagnia LeviedelFool in Heretico e Made in China. Partecipa al film Mi chiedo quando ti mancherò\, regia di Francesco Fei. Nel 2021 è stata scritturata da Cattleya per interpretare il ruolo di Caterina nella serie Noi\, versione italiana di This is Us. \n\n\n\nFABIO ANTONELLI  \n\n\n\nè un compositore e polistrumentista. Ha composto e prodotto musiche per film\, TV\, teatro\, mostre fotografiche e videogiochi in Italia\, Stati Uniti\, Nigeria e Cina. Vivendo tra Roma\, Los Angeles e Pechino ha collaborato negli anni con il fotografo Steve McCurry\, la direttrice dell’orchestra degli Oscar 2020 nonché direttrice dell’orchestra per i videogiochi Blizzard Eimear Noone e la China Central Television (CCTV). Collabora regolarmente con il fumettista e animatore Sio (Scottecs) e ha composto musica per il suo primo cartone prodotto da I Wonder Pictures La mosca più grande del mondo. È l‘autore del podcast SuonA Tipo Bene con oltre 330.000 ascolti in Italia. \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nRegia\, drammaturgia e liriche Gabriele Paolocà \n\n\n\ncon Claudia Marsicano \n\n\n\ne con Gabriele Correddu \n\n\n\nmusiche originali Fabio Antonelli \n\n\n\nscene Rosita Vallefuoco \n\n\n\nluci Martìn Emanuel Palma \n\n\n\ndrammaturgia fisica Carlo Massari \n\n\n\nvideo Luca Brinchi e Gabriele Paolocà \n\n\n\nprogetto audio Niccolò Menegazzo \n\n\n\ncostumi Anna Coluccia \n\n\n\naiuto regia Marco Fasciana \n\n\n\ntecnica Chiara Zaffiro \n\n\n\nassistente volontario Matteo Libertucci \n\n\n\nufficio stampa Antonella Mucciaccio \n\n\n\nsi ringrazia per le traduzioni Marco Chenevier \n\n\n\nproduzione Cranpi\, SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione\, Romaeuropa Festival \n\n\n\ncon il contributo di MiC – Ministero della Cultura\, Regione Lazio \n\n\n\ncon il sostegno del Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt)\, Comune di Sansepolcro e Teatro Biblioteca Quarticciolo \n\n\n\nin collaborazione con Romaeuropa Festival \n\n\n\nin corealizzazione con La Fabbrica dell’attore – Teatro Vascello \n\n\n\nDate successive  \n\n\n\n20-21 febbraio 2026 Il Dialma\, La Spezia \n\n\n\n6-7 febbraio 2026 Teatro Florida\, Firenze \n\n\n\n27-29 marzo 2026 Teatro Fontana\, Milano Info e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE\, info promozioneteatrovascello@gmail.com  – promozione@teatrovascello.itBiglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\,acquista direttamente alla biglietteria 
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SUMMARY:Incontro con Barbara Schiavulli al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Martedì 28 ottobre al Teatro di Villa Lazzaroni alle ore 18.45 Barbara Schiavulli\, corrispondente di guerra e scrittrice\, incontrerà le allieve e gli allievi della Scuola di Recitazione Fondamenta e tutta la cittadinanza per una conversazione in scena sul suo percorso professionale\, l’analisi degli attuali conflitti in corso e la narrazione della sua ultima missione giornalistica a seguito della Global Sumud Flotilla. \n\n\n\nModera l’incontro il Coordinatore Didattico di Fondamenta La Scuola dell’Attore Giampiero Rappa. \n\n\n\nBarbara Schiavulli\, corrispondente di guerra e scrittrice\, ha seguito i fronti caldi degli ultimi vent’otto anni\, come Iraq e Afghanistan\, Israele e Palestina\, Pakistan\, Yemen\, Sudan\, Cile\, Haiti\, Venezuela\, Iran. I suoi articoli sono apparsi\, sui principali quotidiani e settimanali. Ha collaborato con radio e TV. Attualmente collabora con la BBC arabic.Dirige Radio Bullets \, una testata giornalistica online che si occupa di Esteri\, diritti umani e inclusività e pace. Racconta il mondo attraverso le storie di chi non ha voce. Vincitrice di numerosi premi nazionali e internazionali\, tra cui il Premio Lucchetta\, il Premio Antonio Russo\, il Premio Maria Grazia Cutuli e il Premio Enzo Baldoni e Megalizzi. Ha pubblicato Le farfalle non muoiono in cielo\, Guerra e guerra\, La guerra dentro e Bulletproof diaries. Storie di una reporter di guerra. “Quando muoio lo dico a Dio\, storie di ordinario estremismo”. L’ultimo libro sulle donne afghane è “Burqa Queen”.  Viaggia sempre con un trolley rosa e una stilografica. \n\n\n\nL’incontro è gratuito con prenotazione obbligatoria. \n\n\n\nInfo e prenotazioni info@teatrovillalazzaroni.com.
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SUMMARY:"Semplicemente.. PASOLINI" alla Sala Vignoli al Pigneto
DESCRIPTION:Semplicemente.. PASOLINI  scritto e interpretato da Patrizia Casagrande\, si propone nel cinquantesimo anno dalla morte di Pier Paolo Pasolini di porgere omaggio al grande artista del secolo scorso. A 50 anni dalla sua scomparsa Pier Paolo Pasolini continua ad essere un punto di riferimento privilegiato della cultura italiana e internazionale. \n\n\n\nMolto amato e ricordato anche all’estero con convegni e conferenze in tutto il mondo viene riconosciuto come anticipatore e libero pensatore nonché come artista versatile e multiforme. \n\n\n\nRaffinato autore di prosa\, visionario drammaturgo\, sapiente traduttore e saggista\, impareggiabile sceneggiatore e regista\, Vincitore di un Orso d’Oro e un Orso d’Argento al Festival Internazionale del Cinema di Berlino\, 3 Nastri d’Argento e altririconoscimenti al Festival di Cannes e alla Mostra Internazionale di Venezia\, Pier Paolo Pasolini si è guadagnato un posto tra i più grandi artisti italiani.
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LOCATION:Teatro Sala Vignoli\, Via Bartolomeo d’Alviano 1 (Pigneto)\, Roma\, 00176\, Italy
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SUMMARY:Giufà il mare e le nuvole al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Nuovo appuntamento con la rassegna di teatro per famiglie Infanzie in gioco a Centrale Preneste Teatro a Roma (Via Alberto da Giussano\, 58 – zona Pigneto/Malatesta): domenica 26 ottobre alle 16.30 va in scena uno degli spettacoli storici della Compagnia Ruotalibera\, “Giufà\, il mare e le nuvole”. Dalla saga del celebre personaggio della tradizione popolare dell’area del Mediterraneo nasce un racconto arguto e pieno di speranza. La regia e l’interpretazione sono di Tiziana Lucattini e Fabio Traversa\, gli oggetti scenici sono curati da Francesco Persico e il disegno luci da Martin Beeretz. \n\n\n\nGiufà è una sorta di Pulcinella: pasticcione\, testardo\, visionario\, bugiardo\, eppure è anche sensibile e intelligente. Giufà è un bambino e vive con la madre in un perenne\, buffo e tenero conflitto. Sono poveri e la loro casa è una piccola baracca su una spiaggia di sabbia\, una terra di nessuno davanti al mare. Alle loro spalle\, invece\, si estende un’indefinita periferia cittadina da cui sono esclusi. Giufà guarda il mare e sogna\, al di là delle onde\, un padre sconosciuto e idealizzato. La condanna a essere bambino per Giufà e a essere diffidente e brontolona per la madre si ribalta davanti al mare\, davanti alle nuvole\, davanti alla possibilità per entrambi di muoversi\, di cambiare e\, infine\, di crescere. \n\n\n\nAdatto dai 6 anni. Il costo del biglietto è per tutti di 7 euro. \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nGiufà il mare e le nuvole \n\n\n\nCompagnia Ruotalibera Teatro \n\n\n\nTesto\, regia e interpretazione: Tiziana Lucattini e Fabio Traversa \n\n\n\nOggetti scenici: Francesco Persico \n\n\n\nDisegno luci: Martin Beeretz \n\n\n\nOrganizzazione e promozione: Serena Amidani e Paola Meda \n\n\n\nFoto di scena: Patrizia Lucattini \n\n\n\nDomenica 26 ottobre 2025 alle 16.30 \n\n\n\nCentrale Preneste Teatro \n\n\n\nVia Alberto da Giussano\, 58 – Roma (Pigneto/Malatesta) \n\n\n\nBiglietto unico: 7.00 €  \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nInformazioni: 0627801063 lun/ven 10.00–17.00  \n\n\n\ninfo@ruotalibera.eu –www.centraleprenesteteatro.it \n\n\n\nFB www.facebook.com/CentralePrenesteTeatro \n\n\n\nIG www.instagram.com/centralepreneste/
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SUMMARY:“CUORE”  al Giuditta Pasta di Saronno
DESCRIPTION:Con Cuore\, il Teatro Giuditta Pasta apre la stagione delle famiglie con un messaggio semplice e potente: la curiosità è il primo passo del coraggio\, e il coraggio è ciò che fa battere il nostro cuore. \n\n\n\nUn viaggio tra emozioni\, fantasia e poesia per grandi e piccoli spettatori \n\n\n\n“CUORE” – Quando il coraggio incontra la curiosità\, nasce la magia \n\n\n\nUno spettacolo per bambine e bambini (dai 4 anni in su) e per chi\, insieme a loro\, ama ancora stupirsi. \n\n\n\ndi e con Claudio MilaniScenografie: Elisabetta Viganò\, Armando MilaniMusiche originali: Andrea Bernasconi\, Emanuele Lo Porto\, Debora ChiantellaProgettazione elettronica: Marco Trapanese\, Andrea Bernasconi\, Claudio MilaniLuci: Fulvio MelliFotografie di scena: Paolo LuppinoProduzione: MOMOM \n\n\n\nUna fiaba che nasce dal cuore \n\n\n\nCon Cuore\, il Teatro Giuditta Pasta inaugura la nuova stagione dedicata al pubblico delle famiglie\, invitando grandi e piccoli a un’esperienza poetica che intreccia teatro\, musica\, immagini e tecnologia. \n\n\n\nNina vive con i grandi in una casa ai margini del bosco. Un bosco in cui non si può entrare\, perché là dentro abitano la Fata dai Cento Occhi e l’Orco. Ma la curiosità\, si sa\, è più forte della paura: e così Nina\, un po’ per gioco\, un po’ per distrazione e un po’ perché ne ha voglia\, varca più volte la soglia del bosco. \n\n\n\nOgni volta\, il bosco si anima\, cambia\, si trasforma. E alla fine sarà proprio il cuore di Nina a liberare i colori e riportare la vita in un mondo grigio\, restituendo armonia e meraviglia. \n\n\n\nEmozioni da scoprire\, emozioni da governare \n\n\n\nCuore è uno spettacolo che parla di emozioni e del loro “governo”: a volte dentro di noi serve l’ordine\, altre volte la libertà\, a volte persino un po’ di caos.Nel bosco vivono la Fata\, che con i suoi cento occhi tutto vede\, e l’Orco\, che tutto sente con la pancia.Tra loro si muove Nina\, piccola e coraggiosa\, capace di riportare armonia e colore in un mondo spento. \n\n\n\nGrazie all’uso di luci\, suoni e marchingegni teatrali – invenzioni meccaniche ed elettroniche create appositamente per la scena – Claudio Milani costruisce un’esperienza immersiva che cattura lo sguardo e accende l’immaginazione. \n\n\n\nLa poetica di Claudio Milani: tecnologia e meraviglia \n\n\n\n“I marchingegni mi sono sempre piaciuti\, soprattutto quelli piccoli\, come gli orologi a cucù.Anche i computer sono marchingegni che mi piacciono.Un aggeggio che fa una cosa bella e utile mi meraviglia.” \n\n\n\nCosì racconta Claudio Milani\, attore\, narratore e artigiano della scena\, che da anni porta avanti un teatro capace di fondere tecnologia e poesia.Figlio di un costruttore di marchingegni\, Milani ha unito le sue passioni per l’elettronica\, l’educazione e il teatro\, creando spettacoli che parlano ai bambini con la delicatezza della fiaba e la profondità dell’emozione. \n\n\n\n“Mi piacciono le fiabe perché sono marchingegni che costruiscono umanità.Qualche anno fa le mie passioni si sono messe insieme\, e ho iniziato a costruire racconti di parole e oggetti.Continuo ancora oggi.” \n\n\n\nPerché vedere “Cuore” \n\n\n\n\nPer i bambini: una fiaba luminosa dove scoprire che anche la paura può trasformarsi in forza.\n\n\n\nPer i genitori: un invito a guardare il mondo con gli occhi curiosi di chi non smette di imparare.\n\n\n\nPer tutti: un racconto che unisce teatro\, musica e tecnologia\, trasformando le emozioni in un gioco di luce\, voce e immaginazione.\n\n\n\n\nInformazioni utili \n\n\n\nTeatro Giuditta Pasta – SaronnoDomenica 26 ottobre 2025\, ore 16.00Biglietti e info: www.teatrogiudittapasta.it
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SUMMARY:AI AID all'Ar.Ma Teatro
DESCRIPTION:In un futuro non troppo lontano\, l’umanità ha affidato alle Intelligenze Artificiali la gestione della vita quotidiana: dal lavoro alle relazioni\, fino alla cura dei sentimenti. Ma nell’Ufficio 2 della Social Help\, dove si risponde ancora con voce umana\, l’algoritmo si trova di fronte a ciò che non sa calcolare: la fragilità\, l’ironia e l’imprevedibilità dei desideri umani. \n\n\n\nÈ questa la premessa di AI AID\, l’ultimo lavoro teatrale scritto e diretto da Luca Pani\, in scena al Ar.Ma Teatro di Roma il 25 e 26 ottobre 2025. Un testo che mescola ironia e introspezione\, distopia e realismo\, per raccontare un’umanità sospesa tra la ricerca di efficienza e il bisogno di sentirsi viva. \n\n\n\nSullo sfondo di un futuro governato da algoritmi empatici\, AI AID esplora con tono lieve ma acuto il confine tra artificio e autenticità\, interrogandosi se l’intelligenza artificiale possa davvero prendersi cura dell’animo umano. \n\n\n\nCon una scrittura contemporanea e ritmata\, lo spettacolo propone una riflessione sul rapporto tra tecnologia e identità\, offrendo al pubblico uno specchio in cui riconoscersi con ironia\, emozione e un pizzico di inquietudine. \n\n\n\nIn scena: \n\n\n\nAndrea Giovagnola\, Fabiola Guacci\, Andrea Casanova Moroni\, Luca Pani\, Giorgia Sirri \n\n\n\nAiuto regia: Caterina Bignante \n\n\n\nProduzione: Ar.Ma Teatro \n\n\n\nDate: Sabato 25 ottobre ore 21:00 e Domenica 26 ottobre ore 18:00 \n\n\n\nPrenotazioni: 348 9154332
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SUMMARY:"In bocca al lupo\, Viva il lupo!" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:In bocca al lupo\, viva il lupo! è un viaggio teatrale e sentimentale che racconta il millenario rapporto tra il lupo e l’uomo nella Storia. Preoccupati oggi più che mai per la probabile estinzione di questo bellissimo animale\, dichiariamo tutti gli animali specie protette; anche dalle fake news che fanno passare l’antenato del cane come bestia terribile e pericoloso assassino (lupo feroce\, lupo cattivo\, mangiatore di pecore e bambini: Attenti al lupo!). Attenti all’uomo piuttosto! \n\n\n\nCosa possiamo e dobbiamo fare di fronte a problematiche come quelle di lupi e cinghiali? Riprendere a sparargli contro? Chiudere tutte le specie in apposite riserve? Come ci guardano gli animali? \n\n\n\nWertmüller ci accompagna in una escursione metafisica\, surreale\, politica\, appassionata e divertente su sentieri della poesia e della Storia: inciampa nel mito\, media tra pastori antichi e moderni\, predatori e prede. Nel suo diario di viaggio c’è la saggezza di Trilussa e quella di Lucrezio\, ci sono le sonorità\, le musiche\, i richiami della natura evocati per noi dalle note e dagli effetti di Pino Cangialosi. Alla ricerca del lupo: senza sentieri\, mappe\, pregiudizi. Un viaggio poetico e irriverente per una nuova politica della Natura. Salviamo questa nostra civiltà condannata allo sfruttamento della Terra e all’autodistruzione. \n\n\n\nMassimo Wertmüller torna nuovamente a teatro con xcSpettacolo diretto da Francesco Sala. \n\n\n\nIn bocca al lupo\, viva il lupo! è un viaggio teatrale e sentimentale che racconta il millenario rapporto tra il lupo e l’uomo nella Storia. Preoccupati oggi più che mai per la probabile estinzione di questo bellissimo animale\, dichiariamo tutti gli animali specie protette; anche dalle fake news che fanno passare l’antenato del cane come bestia terribile e pericoloso assassino (lupo feroce\, lupo cattivo\, mangiatore di pecore e bambini: Attenti al lupo!). Attenti all’uomo piuttosto! \n\n\n\nCosa possiamo e dobbiamo fare di fronte a problematiche come quelle di lupi e cinghiali? Riprendere a sparargli contro? Chiudere tutte le specie in apposite riserve? Come ci guardano gli animali? \n\n\n\nWertmüller ci accompagna in una escursione metafisica\, surreale\, politica\, appassionata e divertente su sentieri della poesia e della Storia: inciampa nel mito\, media tra pastori antichi e moderni\, predatori e prede. Nel suo diario di viaggio c’è la saggezza di Trilussa e quella di Lucrezio\, ci sono le sonorità\, le musiche\, i richiami della natura evocati per noi dalle note e dagli effetti di Pino Cangialosi. Alla ricerca del lupo: senza sentieri\, mappe\, pregiudizi. Un viaggio poetico e irriverente per una nuova politica della Natura. Salviamo questa nostra civiltà condannata allo sfruttamento della Terra e all’autodistruzione.
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LOCATION:Teatro Vittoria\, Piazza Santa Maria Liberatrice\, 10\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:Misteri al Teatro IF
DESCRIPTION:C’è ancora spazio per il Mistero? O lo abbiamo sepolto sotto la razionalità del quotidiano?Questa è la domanda che risuona fin dalle prime battute dello spettacolo\, dove nulla è come sembra. Un viaggio tra telepatia\, chiaroveggenza e trasmissione del pensiero che non cerca risposte\, ma domande più profonde. Perché il vero mistero non si svela… si percepisce!Un’esperienza fuori dall’ordinario\, dove oggetti comuni si trasformano in chiavi per accedere a dimensioni invisibili: le carte da gioco\, i Tarocchi\, frammenti del passato che diventano portali per leggere la mente\, evocare ricordi\, accendere intuizioni.“Misteri” non è solo uno spettacolo: è un incontro intimo tra pubblico e mentalista\, un gioco sottile tra logica e intuizione\, tra ciò che sappiamo e ciò che sentiamo. Ogni spettatore diventa protagonista di un racconto che si scrive in tempo reale\, guidato dall’energia della sala e dal filo invisibile dell’immaginazione.Un modo nuovo di fare magia\, dove la meraviglia non nasce dal trucco\, ma dallo stupore di riconoscersi in qualcosa che non si può spiegare\, e che proprio per questo incanta. Non cercate spiegazioni: lasciatevi sorprendere. \n\n\n\nMISTERI \n\n\n\nregia di Alfredo Scarpato \n\n\n\ncon Vito Gattullo \n\n\n\nSabato 25 ottobre 2025 ore 21:00/ Domenica 26 ottobre 2025 ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nBiglietti disponibili al link:https://www.ticket.it/teatro/evento/misteri.aspx
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SUMMARY:"L’Ultimo Uomo" al Festival Internazionale Danza Contemporanea a Velletri
DESCRIPTION:L’ultimo uomo\n\n\n\nUn viaggio potente e poetico nella fragilità dell’essere contemporaneo a partire dall’opera del filosofo Byung-Chul Han: la Compagnia Atacama presenta L’Ultimo Uomo\, la nuova creazione di danza contemporanea firmata da Patrizia Cavola e Iván Truol\, in scena sabato 25 ottobre alle ore 21:00 al Teatro Artemisio Gian Maria Volonté di Velletri\, nell’ambito della programmazione di Paesaggi del Corpo – Festival Internazionale Danza Contemporanea. \n\n\n\nIn questa nuova opera\, la danza diventa linguaggio di pensiero e corpo del mito: un’indagine sull’uomo di oggi\, sospeso tra la perdita del senso e il desiderio di rinascita. Ispirato al saggio La Società della Stanchezza  del filosofo Byung-Chul Han e alla figura archetipica di Prometeo\, L’Ultimo Uomo esplora l’umanità del nostro tempo\, in una società fondata su prestazione\, produttività e auto-sfruttamento. Il progetto coreografico riflette sul “soggetto di prestazione”\, ossessionato dall’efficienza e spinto a competere costantemente\, fino all’esaurimento e alla solitudine interiore. Attraverso la figura mitica di Prometeo incatenato — reinterpretato come simbolo dell’uomo moderno\, prigioniero di sé stesso — lo spettacolo indaga il conflitto interiore tra fare e non-fare\, tra velocità e lentezza\, tra efficienza e contemplazione. Il lavoro scenico non cerca di dare risposte\, ma di porre domande\, invitando lo spettatore a riflettere sulla propria relazione con il tempo\, il lavoro\, il corpo e la libertà. L’Ultimo Uomo è un invito a riconoscere il valore della stanchezza come possibile via di salvezza\, come spazio di disarmo e rinascita\, in una società che ci vuole sempre attivi\, performanti\, connessi. \n\n\n\nFondata nel 1999 da Patrizia Cavola e Iván Truol\, la Compagnia Atacama è sostenuta dal MIC – Ministero della Cultura e\, dal 2009\, è in residenza artistica presso La Scatola dell’Arte di Roma\, condizione che ha favorito l’approfondimento della ricerca coreografica e il radicamento sul territorio. La produzione ha ricevuto inoltre il sostegno della Regione Lazio e dell’Imaie. Danzatori\, attori\, coreografi e docenti\, i due direttori artistici hanno maturato un lungo percorso collaborando con realtà di rilievo nazionale e internazionale come Sosta Palmizi\, Corte Sconta\, A. Borriello\, R. Castello\, G. Barberio Corsetti\, Robert Wilson\, Marco Baliani\, Gigi Dall’Aglio\, Graham Vick\, Jerome Savary\, e con importanti teatri stabili ed enti lirici tra cui il Teatro alla Scala di Milano e il Teatro dell’Opera di Roma\, presentando i propri spettacoli in Italia e nel mondo. \n\n\n\nLe creazioni di Atacama sono state ospitate in teatri e festival nazionali e internazionali (Italia\, Germania\, Spagna\, Belgio\, Francia\, Brasile\, Polonia\, Portogallo). La ricerca della compagnia si orienta verso la costruzione di un teatro fisico multidisciplinare\, situato in una zona di confine tra gesto\, parola e immagine. Accanto alla produzione\, Atacama promuove progetti di formazione e diffusione della danza\, tra cui il District Dance Festival (dal  2022)\, sostenuto da Roma Capitale. Nel 2015 la compagnia ha curato le coreografie e partecipato al film Per Amor Vostrodi Giuseppe Gaudino\, in concorso alla 72ª Mostra del Cinema di Venezia.Per info e prenotazioni scrivere a info@paesaggidelcorpo.it. Maggiori informazioni sul sito: https://paesaggidelcorpo.it/.
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SUMMARY:Piramo e Tisbe di John Frederick Lampe alla Centrale Montermartini
DESCRIPTION:Frutto di una collaborazione inedita fra tre importanti istituzioni culturali della Capitale\, il Teatro dell’Opera di Roma\, il Teatro di Roma – Teatro Nazionalee la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, l’allestimento dell’opera Piramo e Tisbe di John Frederick Lampe (1703-1751)\, fagottista nell’orchestra di Händel a Londra\, proposto in prima esecuzione italiana\, debutta nella Sala Macchine\, prestigioso spazio del Museo Centrale Montemartini (Via Ostiense 106) sabato 25 ottobre alle ore 20.00\, in occasione del World Opera Day\, con repliche dedicate alle scuole il 28 e 29 alle ore 11.00. La prima rappresentazione sarà trasmessa in diretta sui canali sociali ufficiali del Teatro dell’Opera di Roma. \n\n\n\nUn’alleanza virtuosa promossa nell’ambito di un bando del Ministero della Cultura volto alla valorizzazione delle attività di spettacolo dal vivo negli spazi museali\, con l’obiettivo di creare nuove occasioni di incontro tra patrimonio e creatività contemporanea. Il progetto ha una forte vocazione formativa e generazionale: coinvolge infatti giovani artisti emergenti — cantanti\, attori\, scenografi\, costumisti e light designer — provenienti da “Fabbrica” – Young Artist Program el Teatro dell’Opera di Roma e dal Corso di perfezionamento per attori del Teatro di Roma\, offrendo loro un’opportunità concreta di crescita professionale in un contesto unico. \n\n\n\nDa diversi anni\, infatti i giovani talenti di “Fabbrica”\, si cimentano con il repertorio lirico. Ora\, per la prima volta\, affrontano un’operina del tardo periodo barocco dalla storia curiosa e affascinante: la mock opera – o parodia in musica. L’opera si ispira alla celebre vicenda narrata da Ovidio nelleMetamorfosi (Libro IV vv.55-166) e ripresa in chiave comica nell’ultima scena del Sogno di una notte di mezza estate (1595) di Shakespeare\, in cui bottegai e artigiani mettono in scena una bizzarra parodia della tragedia antica. \n\n\n\nLa partitura di Lampe è stata riscoperta dal musicologo barocchista Lorenzo Tozzi nella biblioteca del Conservatorio Superiore di Musica di Parigi. Tozzi firma anche la consulenza musicale dello spettacolo. Alla tastiera il maestroAntonio Pergolizzi\, mentre la regia è affidata a Cesare Scarton\, che cura anche\, insieme a Tozzi\, la drammaturgia e l’adattamento del testo. Gli elementi scenici sono di Sofia Sciamanna\, i costumi di Virginia Blini e le luci di Zofia Pinkiewicz. Interpreti dell’opera sono Guangwei Yao (Piramo)\, Jessica Ricci (Tisbe)\, Jiacheng Fan (Muro)\, Alejo Alvarez Castillo (Leone)\, Dayu Xu (Luna)\, tutti provenienti dalla quinta edizione di “Fabbrica”. A loro si uniscono gli artisti del Corso di perfezionamento del Teatro di Roma: Federico Gariglio (maestro suggeritore)\, Giacomo Cremaschi (primo gentiluomo)\, Andrei Cuciuc (secondo gentiluomo)\, Emanuele Baldoni (Semibreve) e Niccolò Massi (prologo/epilogo). \n\n\n\nLa Centrale Montemartini\, sede dell’originale allestimento\, è uno dei luoghi più suggestivi e simbolici della città di Roma\, dove il dialogo tra antico e moderno si fa esperienza concreta. Prima centrale termoelettrica pubblica di Roma\, venne inaugurata nel 1912. Dopo aver ospitato la mostra “Le macchine e gli dei”\, inaugurata nel  1997\, che presentava al pubblico importanti opere delle collezioni capitoline\, l’esposizione temporanea si è trasformata in museo permanente\, che accoglie una straordinaria raccolta di sculture romane e mosaici esposti tra turbine\, motori diesel e macchinari industriali d’inizio Novecento. \n\n\n\nConsiderata un’anticipazione della vicenda di Romeo e Giulietta\, la storia di Piramo e Tisbe ha goduto di grande fortuna nei secoli\, dal Medioevo fino ai giorni nostri. I due giovani amanti\, osteggiati dalle rispettive famiglie\, comunicano di nascosto attraverso una fessura nel muro che separa le loro case. L’incontro notturno\, ostacolato da un leone e da un tragico equivoco\, porterà entrambi al suicidio. \n\n\n\nCitazioni o trattamenti di questa vicenda si ritrovano da Dante a Boccaccio\, da Chrétien de Troyes a Geoffrey Chaucer\, sino a Shakespeare. Ma se in quest’ultimo la satira era rivolta ai commedianti e agli attori da strapazzo del suo tempo\, in Lampe (che forse impersonava il ruolo di Semibreve mentre la moglie Isabella Young quello di Tisbe) la parodia è diretta contro l’opera italiana\, allora molto in voga a Londra\, e contro gli strapagati castrati e cantatrici. \n\n\n\nIl libretto si ispira al perduto Comick Masque of Pyramus and Thisbe di Richard Leveridge (Lincoln’s Inn Fields Theatre\, 1716)\, probabilmente abbreviato dallo stesso Lampe. Gli spettatori della commedia shakespeariana Teseo\, Ippolita e la corte ateniese – sono qui sostituiti da Semibreve\, dal maestro suggeritore e da due anonimi gentiluomini inglesi\, uno dei quali reduce da un viaggio in Italia\, dove aveva avuto modo di apprezzare l’opera italiana. \n\n\n\nCompositore sassone e difensore dell’opera inglese\, Frederick Lampe si trasferì a Londra intorno al 1724\, dove fu fagottista nell’orchestra di Händel al King’s Theatre. Collaborò con Henry Carey e Thomas Arne\, cercando di creare un’opera in lingua inglese. Il suo successo maggiore fu The Dragon of Wantley(Covent Garden\, 1737)\, parodia ironica dell’opera italiana e in particolare delGiustino di Händel\, che ottenne grande favore di pubblico. Anche Pyramus and Thisbe (1745)\, presentata al Covent Garden\, mise alla berlina gli eccessi e le assurdità dei libretti d’opera dell’epoca\, sostituendo al tragico un lieto fine ironico. Figura centrale nelle dispute tra sostenitori dell’opera italiana e fautori di una tradizione nazionale\, Lampe fu lodato da Charles Burney per l’efficacia e l’originalità della sua musica\, giudicata superiore persino alla Beggar’s Opera di Gay e Pepusch. \n\n\n\nSe i tredici numeri musicali superstiti (dieci arie e tre duetti\, mentre i recitativi sono andati perduti) sono stati conservati nella lingua inglese\, le sezioni recitate sono state tradotte in italiano per favorire la comprensione del pubblico.   \n\n\n\nUna produzione del Teatro dell’Opera di Roma Capitale in collaborazione con Teatro di Roma – Teatro NazionaleIn collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e la rete dei Musei in Comune di Roma Capitale \n\n\n\nCon il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale SpettacoloProgetto vincitore dell’avviso pubblico “Sostegno per la valorizzazione delle attività di spettacolo dal vivo da parte di Istituti e luoghi della cultura statali presenti su tutto il territorio nazionale e da parte di soggetti giuridici creati o partecipati dal Ministero della Cultura che si occupano della conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale” per l’anno 2025 \n\n\n\nLOCANDINA \n\n\n\nCentrale Montemartini\, Sala Macchine \n\n\n\nsabato 25 ottobre 2025 ore 20.00 \n\n\n\nmartedì 28 ottobre 2025 ore 11.00 (scuole) \n\n\n\nmercoledì 29 ottobre 2025 ore 11.00 (scuole)
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SUMMARY:"Resta Diva - Omaggio a Maria Callas" al Messina Opera Film Festival
DESCRIPTION:Lo “Spazio Casa Alice -Auditorium Parco della Musica” in occasione della Festa del Cinema di Roma\, ospiterà sabato 25 ottobre alle 18.00 la presentazione in anteprima nazionale della IX edizione del Messina Opera Film Festival (MOFF)\, in programma a Messina dal 29 novembre al 7 dicembre. \n\n\n\nIl Messina Opera Film Festival\, diretto da Ninni Panzera e che si svolgerà alla Sala Laudamo e negli spazi del Teatro Vittorio Emanuele\, è l’unica manifestazione italiana dedicata al rapporto tra cinema e opera lirica\, e si conferma un evento di rilievo internazionale\, entrato nel 2025 a far parte del Music Film Festival Network\, la rete europea dei festival cinematografici musicali. \n\n\n\nAlla presentazione di Roma prenderanno parte\, oltre che il direttore Panzera\, anche alcuni dei protagonisti di questa edizione del MOFF. \n\n\n\nTra gli appuntamenti più attesi del festival\, si segnala lo spettacolo teatrale “Resta Diva – Omaggio a Maria Callas” con Enrico Lo Verso\, un raffinato racconto del mondo affettivo e maschile che ha accompagnato la vita della grande diva della lirica.Altro evento speciale sarà l’omaggio all’arte visionaria di Andrea Andermann\, con la riproposta dei suoi celebri film-opera in diretta Tosca a Roma\, Traviata a Parigi\, Rigoletto a Mantova e Cenerentola\, pietre miliari nella storia della fruizione dell’opera lirica in televisione. \n\n\n\nLa rassegna prevede circa cinquanta opere tra film\, documentari e cortometraggi\, suddivise in sezioni tematiche. Tra le più significative: \n\n\n\n\nIl canto silenzioso. L’opera al tempo del muto\, con tre capolavori del cinema muto musicati dal vivo (Il fantasma dell’Opera\, A Burlesque on Carmen\, Jeanne d’Arc);\n\n\n\nGiuseppe Verdi al cinema\, con i classici Giuseppe Verdi di Matarazzo\, Aidacon Sophia Loren e Rigoletto di Carmine Gallone;\n\n\n\nCarmen Day\, un’intera giornata dedicata al mito di Carmen nel 150° anniversario della prima rappresentazione;\n\n\n\nDocumentari\, tra cui Renato Cioni: La voce dell’Elba di Stefano Muti (in anteprima italiana)\, La forza del destino di Anissa Bonnefont e Enigma in tempo rubato. Un Mozart argentino con il tenore Fabio Armiliato\, anche tra i premiati del festival.\n\n\n\n\nIl Premio Messina Cinema&Opera 2025 sarà assegnato a Andrea Andermann\, Barry Purves e Fabio Armiliato. \n\n\n\nLa Giuria internazionale del concorso cortometraggi\, presieduta dal compositore Paolo Vivaldi e composta dai registi Axel Ranisch e Antonia Bain\, assegnerà il Premio Emi Mammoliti al miglior corto\, che verrà scelto tra quattordici opere provenienti da otto Paesi. \n\n\n\nIl Messina Opera Film Festival è prodotto dall’Associazione La Zattera dell’Arte\, dal Teatro Vittorio Emanuele di Messina\, dalla Sicilia Film Commission dell’Assessorato Turismo\, Sport e Spettacolo\, dal Comune di Messina\, dalla Fondazione Messina per la Cultura e dal Ministero della Cultura\, con il sostegno di Unioncamere Sicilia\, CNA Sicilia\, Università di Messina\, Conservatorio Corelli\, il patrocinio di Rai Sicilia e la media partnership di RAI\, MYmovies e UniversoME.
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LOCATION:Auditorium Parco della Musica\, Via Pietro de Coubertin\, 30\, Roma\, 00196\, Italia
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SUMMARY: “Il Giardino delle Storie” alla Casa Internazionale delle Donne
DESCRIPTION:Sabato 25 ottobre alle ore 19:00\, la Casa Internazionale delle Donne di Roma (Sala Carla Lonzi) ospita “Il Giardino delle Storie”\, reading teatrale promosso e organizzato dall’Associazione Donna e Politiche Familiari\, presieduta da Teresa Dattilo\, psicoterapeuta. L’evento conclude il laboratorio Il Circolo delle Emozioni\, un percorso creativo e condiviso tutto al femminile\, nato dalla scrittura e approdato alla recitazione. \n\n\n\nAl centro della serata\, un universo di emozioni: rabbia\, paura\, desiderio\, dolore\, rivalità\, conflittualità\, amore\, gioia e felicità si intrecciano in storie autentiche di donne coraggiose. Madri e figlie\, le cui identità quasi gemelle si riflettono in rapporti complessi\, attraversano separazioni\, perdite e conflitti familiari\, trasformando le ferite dell’anima in forza\, libertà e rinascita. \n\n\n\nLe letture\, tratte da storie vere\, esplorano amore\, gioia\, desiderio\, dolore e conflitti familiari\, raccontando storie di madri e figlie che trasformano le esperienze di vita in forza e rinascita. Questo nucleo tematico guida l’intera serata\, mettendo al centro l’autenticità e la complessità dei legami femminili.  \n\n\n\nSul palco si alternano le voci di Barbara Barillà\, Isabella Cesaretti\, Stefania Cosentini\, Daniela Dolente\, Marina Marchioni\, Daniela Materazzi e Paola Salini\, con la partecipazione di Stefania Borgo. Le proiezioni video\, curate da Patrizia Santangeli e girate nell’incantevole scenario dell’Orto Botanico\, accompagnano le letture creando un dialogo tra immagini e parole che avvolge il pubblico in un’atmosfera intima e coinvolgente. Il reading invita a un’esperienza immersiva\, dove la narrazione delle emozioni femminili diventa specchio di coraggio\, identità e legami familiari\, offrendo al pubblico un momento di condivisione profonda e riflessione sulle relazioni che plasmano la vita. \n\n\n\nLa serata sostiene un gesto di solidarietà: la donazione di 10 euro sarà destinata all’Associazione Donne e Politiche Familiari\, impegnata dal 1998 nella tutela e nel sostegno delle donne.La prenotazione è obbligatoria all’indirizzo info@donnaepolitichefamiliari.it o al numero 06.68809550. \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nAssociazione Donne e Politiche Familiari \n\n\n\nwww.donnaepolitichefamiliari.it \n\n\n\nTel. 06 68809550 \n\n\n\ninfo@donnaepolitichefamiliari.it
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LOCATION:Casa Internazionale delle Donne\, Via della Lungara\, 18\, Roma\, ITA\, 00165\, Italy
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SUMMARY:Roma oltre le mura: 1883 – 1960. XII Incontro- Vivere sotto gli archi\, dagli sfollati a Pasolini
DESCRIPTION:Sabato 25 ottobre 2025\, si conclude l’evento Roma oltre le mura: 1883-1960 ideato daArtSharing Roma e vincitore dell’AvvisoPubblico Artes et Iubilaeum – 2025. \n\n\n\nAppuntamento alle 10.30 alla fermata “Villini” della ferrovia urbana Termini-Giardinetti per inoltrarsi su Via del Mandrione\, passeggiando lungo le arcate degli acquedotti\, fino a raggiungere Via Tuscolana a Porta Furba. \n\n\n\nUna strada che si è trasformata nei secoli\, dalle magnificenze di Papa Sisto V ai tuguri narrati da Pier Paolo Pasolini\, sempre mantenendo il suo fascino antico e la capacità di offrire un immaginario coinvolgente. \n\n\n\nAnche il Mandrione\, dalla primaria vocazione agricola si è trasformata in zona industriale (famosi e ancora produttivi fino a 40 anni fa gli stabilimenti del Chinotto Neri o la fabbrica di zucchero Eridania) grazie anche alla vicinanza della ferrovia. \n\n\n\nLa passeggiata\, guidata dalla Dr.ssa Paola Francesca Polidori\, illustrerà stratificazioni storiche e urbanistiche\, racconterà dell’evoluzione sociale legata alla zona\, un tempo detta “la vergogna di Roma” che\, negli anni 70\, fu territorio di sperimentazione di inclusione\, recupero e\, successivamente\, anche di riqualificazioni parziali. \n\n\n\nSi parlerà anche delle fotografie scattate da Franco Pinna che in questi giorni sono visibili in una mostra dal titolo Franco Pinna e Pier Paolo Pasolini – Viaggio al termine del Mandrione\, allestita alla Casa del Cinema e visitabile\, gratuitamente\, fino al 30 novembre.  \n\n\n\n[https://www.casadelcinema.it/it/event/franco-pinna-e-pier-paolo-pasolini-viaggio-al-termine-del-mandrione/] \n\n\n\nNel corso della passeggiata ci saranno quattro momenti di “drammatizzazione” con le letture curate dagli attori di Argillateatri e i racconti di esperienze reali e ancora vive come quella di Don Roberto Sardelli o dell’insegnante Lidia Zammataro. \n\n\n\nLa partecipazione è gratuita\, ma è necessaria la prenotazione obbligatoria\, con un numero massimo di 40 posti disponibili. \n\n\n\nTrasporto pubblico: Treno Termini-Giardinetti fermata Villini; bus ATAC 105 fermata Villa Serventi; Metro C (o autobus sostitutivo) fermata Pigneto. \n\n\n\nI dettagli del progetto sono consultabili sul sito: https://artsharingroma.it/roma-1883-1960/ \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura\, è vincitore dell’Avviso Pubblico Artes et Iubilaeum – 2025\, finanziato dall’Unione Europea Next Generation EU per grandi eventi turistici nell’ambito del PNRR sulla misura M1C3 – Investimento 4.3 – Caput Mundi – ed è realizzato in collaborazione con SIAE \n\n\n\nInfo:  Un progetto di Art Sharing Roma ETS in collaborazione con l’Ass. Teatrale The Way to the Indies ETS e Monteverde Attiva \n\n\n\nCoordinamento scientifico Penelope Filacchione e Maria Rosa Patti \n\n\n\nPrenotazione obbligatoria per tutti gli eventi: artsharing.roma@gmail.com oppure 338-9409180 (telefono e WhatsApp) \n\n\n\nPartecipazione sempre gratuita
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SUMMARY:"Sotto questo crollo" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Dal 24 al 26 ottobre\, al Teatro Trastevere debutta a Roma Sotto Questo Crollo. Dopo il successo di pubblico e critica de La favola nera del boia in tutù il Collettivo Lubitsch torna con Sotto questo crollo. Sotto questo crollo\, dramma di Adriano Marenco\, ha vinto Il Premio Letterario Nazionale La Clessidra e il Premio Internazionale Città di Castrovillari. È stato inoltre pubblicato per la collana teatrale Scena Muta. \n\n\n\nIn scena solo il crollo in un tempo sospeso fatto di relitti umani e non\, un tempo pericolosamente vicino. Tre personaggi tragici e buffoneschi lottano per conquistare il potere sul niente. Sono Il Re del Crollo\, Pep\, e Coro\, i sopravvissuti al crollo. Il crollo della civiltà\, delle aspettative\, delle ideologie. La farsa si fa storia. Fino al prossimo ingaggio dei guitti del crollo. \n\n\n\nUna messa in scena scabra\, quasi scabrosa. Un albero di pezzi di legno secco rattoppati\, vestiti pomposi e laceri\, tutine ridicole. Cambi luce pochi\, musiche desuete\, peti poderosi e oggetti kantoraniamente dopo morti. Il linguaggio\, asciutto ed essenziale\, è devastante nei suoi concetti. Una tragedia scanzonata\, ironica\, quasi Rappresentazione Medievale\, inscenata dai Giullari con maschere spaventose e ridicole\, nei tempi di peste. Noi non meritiamo di essere narrati in una Tragedia con catarsi. \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\nIntero: 13.00 Ridotto: 10.00 \n\n\n\nprevista tessera associativa \n\n\n\ngiorni feriali h.21:00; domenica h.17:30 \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847 \n\n\n\ninfo@teatrotrastevere.it
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DESCRIPTION:Dal 24 al 26 ottobre\, al Teatro Trastevere debutta a Roma Sotto Questo Crollo. Dopo il successo di pubblico e critica de La favola nera del boia in tutù il Collettivo Lubitsch torna con Sotto questo crollo. Sotto questo crollo\, dramma di Adriano Marenco\, ha vinto Il Premio Letterario Nazionale La Clessidra e il Premio Internazionale Città di Castrovillari. È stato inoltre pubblicato per la collana teatrale Scena Muta. \n\n\n\nIn scena solo il crollo in un tempo sospeso fatto di relitti umani e non\, un tempo pericolosamente vicino. Tre personaggi tragici e buffoneschi lottano per conquistare il potere sul niente. Sono Il Re del Crollo\, Pep\, e Coro\, i sopravvissuti al crollo. Il crollo della civiltà\, delle aspettative\, delle ideologie. La farsa si fa storia. Fino al prossimo ingaggio dei guitti del crollo. \n\n\n\nUna messa in scena scabra\, quasi scabrosa. Un albero di pezzi di legno secco rattoppati\, vestiti pomposi e laceri\, tutine ridicole. Cambi luce pochi\, musiche desuete\, peti poderosi e oggetti kantoraniamente dopo morti. Il linguaggio\, asciutto ed essenziale\, è devastante nei suoi concetti. Una tragedia scanzonata\, ironica\, quasi Rappresentazione Medievale\, inscenata dai Giullari con maschere spaventose e ridicole\, nei tempi di peste. Noi non meritiamo di essere narrati in una Tragedia con catarsi. \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\nIntero: 13.00 Ridotto: 10.00 \n\n\n\nprevista tessera associativa \n\n\n\ngiorni feriali h.21:00; domenica h.17:30 \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847 \n\n\n\ninfo@teatrotrastevere.it
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SUMMARY:Bacco\, Tabacco… E Cenere! Poco Diritto e Molto Rovescio
DESCRIPTION:In attesa dell’inaugurazione ufficiale della Stagione Teatrale del Teatro Parioli Costanzo che si terrà il 13 novembre\, il Teatro Parioli propone il primo atteso appuntamento extra-stagione. \n\n\n\nSarà in scena al Teatro Parioli Costanzo la brillante commedia “Bacco\, Tabacco… E Cenere! Poco Diritto e Molto Rovescio“\, dal 24 al 26 ottobre 2025. \n\n\n\nScritto da Patrizio Pacioni e diretto dal maestro Claudio Insegno\, lo spettacolo promette un vortice di risate grazie a un cast d’eccezione che vede protagonisti Patrizia Pellegrino\, Salvo Buccafusca e Angela Melillo. \n\n\n\nLa trama ruota attorno ad Anselmo Martellone\, un irreprensibile magistrato in pensione\, vedovo e nostalgico degli anni ’70\, la cui vita scorre metodica tra codici giuridici e una tranquilla routine. Tutto cambia con l’arrivo nel suo palazzo di due nuove\, seducenti e stravaganti vicine di casa: Anastasia\, una fanatica religiosa convinta di essere in missione divina\, e Genoveffa (Genny)\, una spumeggiante adepta dell’occulto\, schietta e senza filtri. \n\n\n\nUna volta scoperto il cospicuo conto in banca del giudice\, le due sorelle mettono in atto un diabolico e divertentissimo piano: conquistare l’anziano scapolo per poi… spartirsi l’eredità! \n\n\n\nNe scaturisce un’esilarante gara a colpi di seduzione\, incantesimi\, preghiere e strategie al limite dell’assurdo\, dove ogni mossa è lecita pur di accalappiare l’ambito Martellone. Tra equivoci\, battibecchi e situazioni grottesche\, lo spettacolo regala una scatenata sequenza di risate che accompagna il pubblico fino a un finale sorprendente che nessuno\, ma proprio nessuno\, può immaginare. \n\n\n\n\n\n\n\nCrediti \n\n\n\n\nTesto di: Patrizio Pacioni\n\n\n\nRegia di: Claudio Insegno\n\n\n\nCon: Patrizia Pellegrino\, Salvo Buccafusca e Angela Melillo\n\n\n\nProgetto luci e audio: Fabrizio D’Eletto\n\n\n\nCostumi: Pia di Fiore\n\n\n\nScenografia: Clara Surro\n\n\n\nMusiche originali: Jacopo Fiastri\n\n\n\nProduzione di: Associazione delle Ombre di Platone e CDB Produzioni\n\n\n\n\n– 18 e 19 ottobre 2025\, Teatro Savio\, Palermo \n\n\n\n– dal 24 al 26 ottobre 2025\, Teatro Parioli Costanzo\, Roma \n\n\n\n\n\n\n\nINFORMAZIONI PER IL PUBBLICO \n\n\n\nQUANDO (Orari Repliche): \n\n\n\nVenerdì 24 Ottobre 2025\, ore 21:00 \n\n\n\nSabato 25 Ottobre 2025\, ore 21:00 \n\n\n\nDomenica 26 Ottobre 2025\, ore 17:00 \n\n\n\nPREZZI DEI BIGLIETTI \n\n\n\nSettoreTipologiaInteroRidottoPLATEAPoltronissima€ 27\,00€ 24\,00PLATEAPoltrona€ 25\,00€ 23\,00PLATEAPoltrona Visibilità Ridotta€ 23\,00€ 21\,00GALLERIAGalleria€ 22\,00€ 20\,00GALLERIAGalleria Visibilità Ridotta€ 20\,00€ 18\,00\n\n\n\nTeatro Parioli Costanzo \n\n\n\nbiglietteriaVia Giosuè Borsi\, 20TELEFONO 06 5434851E-MAIL: biglietteria@ilparioli.itServizio Whatsapp 3517211283 \n\n\n\nORARIO DI APERTURA BIGLIETTERIA \n\n\n\nDal 2 giugno al 3 ottobre dal lunedì al venerdì 10.00 – 13.30 / 14.30 – 18.30Sabato e domenica chiusoChiusura estiva dal 1 al 31 agostoLunedì chiuso \n\n\n\nLa biglietteria nei giorni di spettacolo resterà aperta dalle 19.30 alle 21.30 solo per le operazioni riguardanti lo spettacolo in corso \n\n\n\nBIGLIETTI STAGIONE TEATRALE*  \n\n\n\nScopri gli spettacoli  \n\n\n\nSpettacoli: Life is Life – episodio 1\, Life is Life – episodio 2\, La playlist più bella del mondo\, Life is Life – episodio 3\, Il calamaro gigante\, Tutto per bene\, Life is Life – episodio 4\, Più vera del vero. \n\n\n\nINFRASETTIMANALESETTOREINTERIRIDOTTIPOLTRONISSIMA platea€ 32\,00€ 29\,00POLTRONA platea€ 30\,00€ 27\,00POLTRONA VISIBILITÀ RIDOTTA platea€ 28\,00€ 25\,00GALLERIA€ 25\,00€ 23\,00GALLERIA VISIBILITÀ RIDOTTA€ 22\,00€ 20\,00\n\n\n\nWEEKEND E FESTIVISETTOREINTERIPOLTRONISSIMA platea€ 34\,00POLTRONA platea€ 32\,00POLTRONA VISIBILITÀ RIDOTTA platea€ 30\,00GALLERIA€ 27\,00GALLERIA VISIBILITÀ RIDOTTA€ 24\,00\n\n\n\n*I prezzi sono comprensivi di prevendita*Le riduzioni sono riservate a over 65 e under 26\, non sono valide nei festivi e nei weekend*I biglietti non sono validi per la recita del 31 dicembre \n\n\n\nRIDUZIONILe riduzioni sono riservate agli under 26\, over 65\, ad esclusione del weekend e dei giorni festivi e prefestivi. Sono previste ulteriori  \n\n\n\nriduzioni su abbonamenti e biglietti per Cral\, Scuole\, Gruppi\, Associazioni convenzionate\, contattando l’Ufficio Promozione del Teatro. La direzione si riserva il diritto di sospendere le riduzioni.
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SUMMARY:“Il dilemma dei cento girasoli fotovoltaici” al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Venerdì 24 ottobre 2025\, alle ore 21\, al Teatro Garage è in scena lo spettacolo “Il dilemma dei cento girasoli fotovoltaici”\, una produzione di Matrice Teatro\, con drammaturgia e regia di Virginia Cimmino e con gli attori Claudia Perossini e Giuseppe Armillotta. \n\n\n\nUna coppia in crisi\, un pianeta in crisi\, la volontà dell’uomo di controllo. Questi i protagonisti de “Il dilemma dei cento girasoli fotovoltaici”\, uno spettacolo che porta in scena due crisi speculari: la fine di un amore e la fine di un mondo. «Viviamo un periodo di stress psicologico rispetto ai problemi ambientali\, accumuliamo paura e frustrazione di fronte l’impossibilità di azioni concrete e incisive – racconta l’autrice Virginia Cimmino – È stato inevitabile chiedermi quale fosse la mia personale responsabilità rispetto alla questione\, almeno nella narrazione di quest’ultima. Per far presa su tante persone si ricorre alla retorica della fine del mondo: scegliamo ogni giorno quale sarà la nostra fine\, un’inondazione\, un virus\, una migrazione verso Marte… ma arriverà il momento in cui riusciremo ad accettare di poter finire\, senza controllare tutto fino all’ultimo? Quanto risulterebbe difficile da accettare per noi\, occidentali capitalisti\, non essere il centro di tutto? Quanto farebbe male? È utopico pensare di attuare una decentrazione? Alla fine di una relazione\, l’altra persona continua a vivere senza il suo partner; allo stesso modo\, alla “fine del mondo”\, la natura continua a vivere senza la specie umana». \n\n\n\nNella scenografia\, la serra diventa uno spazio domestico e fragile\, rifugio e gabbia\, metafora del controllo umano sulla natura. I due personaggi vivono questo ecosistema instabile: cercano di trattenersi a vicenda\, ma ogni gesto rivela la precarietà del legame e della loro condizione. Le proiezioni mostrano una natura che resiste e si rigenera\, penetrando nello spazio interno fino a prenderne possesso quando l’uomo si ritira. \n\n\n\nEmerge il contrasto tra resistenza e abbandono. La voce alterna confessione e grido\, intimità e dichiarazione pubblica; gli oggetti diventano simboli concreti della frattura: la coperta termica\, i microfoni\, la serra che lentamente si chiude. Non si cercano soluzioni\, ma si espone un dilemma: rimanere o lasciar andare\, trattenere o scomparire\, mostrando il confine fragile tra ciò che è umano e ciò che viene dopo l’uomo. \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità. \n\n\n\nInformazioni: www.teatrogarage.it\, info@teatrogarage.it\, 010 511447.
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LOCATION:Teatro Garage\, Via Paggi. 43\, Genova\, Italia
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SUMMARY:SANFRANCISCO LIVE al Teatro IF
DESCRIPTION:Un comico salentino\, ingegnere per hobby\, parte per un Erasmus a Los Angeles con un sogno: diventare un comedian internazionale.Con il misero contributo economico dell’Europa si districa tra la difficoltà con la lingua e l’ambiente comico americano ed è così che nasce questo spettacolo.Come sarà̀ andata questa trasferta? Spoiler: non bene\, ma tanto erano i vostri soldi.Federico Sanfrancesco vi aspetta venerdì 24 ottobre al Teatro IF di via Nomentana 1018.  \n\n\n\nVenerdì 24 ottobre 2025 ore 21:00 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 13 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nBiglietti disponibili al link:https://www.ticket.it/teatro/evento/sanfrancisco-live-.aspx
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SUMMARY:L'Oreste (Quando i morti uccidono i vivi) allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Uno spettacolo originalissimo\, di struggente poesia e forza\, scritto da Francesco Niccolini e diretto da Giuseppe Marini\, in cui fluiscono momenti drammatici e altri teneramente comici. Con un’animazione grafica di straordinaria potenza\, visiva e drammaturgica\, Claudio Casadio dà vita e voce a un personaggio indimenticabile\, affrontando con grande sensibilità attoriale il tema importante e delicato della malattia mentale. \n\n\n\nL’Oreste è internato nel manicomio dell’Osservanza a Imola.  \n\n\n\nÈ stato abbandonato quando era bambino\, e da un orfanotrofio a un riformatorio\, da un lavoretto a un oltraggio a un pubblico ufficiale\, è finito lì dentro perché\, semplicemente\, in Italia\, un tempo andava così. \n\n\n\nDopo trent’anni non è ancora uscito: si è specializzato a trovarsi sempre nel posto sbagliato nel momento peggiore. Non ha avuto fortuna l’Oreste\, e nel suo passato ci sono avvenimenti terribili che ha rimosso\, ma dai quali non riesce a liberarsi: la morte della sorella preferita\, la partenza del padre per la guerra\, il suo ritorno dalla campagna di Russia tre anni dopo la fine di tutto e poi la sua nuova partenza\, di nuovo per la Russia\, per una fantastica carriera come cosmonauta\, e – come se tutto questo non bastasse – la morte violenta della madre\, una madre che lo ha rifiutato quando era ancora ragazzino con i primi problemi psichici.  \n\n\n\nEppure\, l’Oreste è sempre allegro\, canta\, disegna\, non dorme mai\, scrive alla sua fidanzata (che ha conosciuto a un “festival per matti” nel manicomio di Maggiano a Lucca)\, parla sempre. Parla con i dottori\, con gli infermieri\, con la sorella che di tanto in tanto viene a trovarlo\, ma soprattutto parla con l’Ermes\, il suo compagno di stanza\, uno schizofrenico convinto di essere un ufficiale aeronautico di un esercito straniero tenuto prigioniero in Italia. Peccato che l’Ermes non esista.  \n\n\n\nl’Oreste è una riflessione sull’abbandono e sull’amore negato. Su come la vita spesso non faccia sconti e sia impietosa. E su come\, a volte\, sia più difficile andare da Imola a Lucca che da Imola sulla Luna.  \n\n\n\nNOTE DELL’AUTORE  \n\n\n\nA prima vista L’Oreste può sembrare un monologo\, dato che in scena c’è un solo attore in carne e ossa. Ma quel che attende lo spettatore è ben altro: grazie alla mano di Andrea Bruno\, uno dei migliori illustratori italiani\, e alla collaborazione con il Festival Lucca Comics\, lo spettacolo funziona con l’interazione continua tra teatro e fumetto animato: l’Oreste riceve costantemente visita dai suoi fantasmi\, dalle visioni dei mondi disperati che coltiva dentro di sé\, oltre che da medici e infermieri. \n\n\n\nI sogni dell’Oreste\, i suoi incubi\, i suoi desideri e gli errori di una vita tutta sbagliata trasformano la scenografia e il teatro drammatico classico in un caleidoscopio di presenze che solo le tecniche del “Graphic Novel Theater” rendono realizzabile: un impossibile viaggio tra Imola e la Luna attraverso la tenerezza disperata di un uomo abbandonato da bambino e che non si è più ritrovato. \n\n\n\nvenerdì ore 20.30\, sabato ore 19\, domenica ore 17 \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni (Supporter\, Standard e Agevolato) \n\n\n\nper permettere a chiunque di venire a Teatro. \n\n\n\nTra 18 e 10 euro
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY: Filippo Timi Live – Non sarò mai Elvis Presley all'Argot
DESCRIPTION:Dopo il grande successo della scorsa stagione\, Filippo Timi torna a Roma con il suo spettacolo cult Filippo Timi Live – Non sarò mai Elvis Presley\, in scena dal 23 al 26 ottobre 2025 all’Argot Studio: un ritorno attesissimo per uno degli artisti più liberi\, sorprendenti e visionari del panorama teatrale italiano. \n\n\n\nNon sarò mai Elvis Presley è una lucida\, folle e coloratissima sinfonia dell’anima\, dove 13 canzoni e 13 monologhi si intrecciano in un viaggio vertiginoso tra musica\, confessione e teatro. Scritto e interpretato da Filippo Timi\, accompagnato dal musicista Lorenzo Minozzi\, lo spettacolo è un diario aperto\, un collage di canzoni e parole che rimbalzano tra ironia e vulnerabilità\, tra desiderio e disincanto. Timi mette a nudo la propria identità con disarmante sincerità\, scavando nel fallimento e nella rinascita\, nella fame d’amore e nella paura di non essere “abbastanza”. \n\n\n\nOgni “autoscatto” diventa così un atto di coraggio e accettazione\, un piccolo miracolo di autoironia e poesia. La scena si trasforma in uno spazio mentale\, popolato da fantasmi pop e icone culturali: da Goethe a Peter Griffin\, da Iva Zanicchi a Michelangelo\, in un continuo cortocircuito tra alto e basso\, sacro e profano\, intimo e spettacolare. Timi canta\, racconta\, si traveste e si denuda. Alterna lampi di comicità irresistibile a momenti di struggente verità\, componendo un mosaico teatrale che ha il ritmo di una playlist e la densità di un romanzo interiore.Non sarò mai Elvis Presley è un rito laico sulla possibilità di essere sé stessi\, anche quando il mondo chiede di essere qualcun altro. Ogni nota\, ogni parola\, ogni gesto sembra dire: l’imperfezione è bellezza\, e la fragilità è la nostra unica forza.
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SUMMARY:NewBorn alla Casa del Jazz
DESCRIPTION:Il festival di jazz e musiche improvvisate\, Una striscia di terra feconda\, presenta\, giovedì 23 ottobre\, alla Casa del Jazz\, produzione originale\, la Residenza Artistica con Newborn. Roberto Negro prosegue la sua “carta bianca” riunendo due musicisti che conosce bene e con i quali ha già incrociato il cammino a Le Triton: l’estroso percussionista italiano Michele Rabbia e il contrabbassista dell’Ensemble Intercontemporain Nicolas Crosse.Si tratta di un lavoro sviluppato attraverso l’approccio empirico\, uno stile di scrittura alimentato dall’improvvisazione e dalla musica aleatoria\, alla ricerca di nuove alleanze sonore. Si tratta di illusione indotta dal trattamento elettronico degli strumenti acustici sul palco. Un gioco di echi e sovrapposizioni\, di messaggi in codice e segnali da interpretare. Si tratta di frammenti di percorsi e di una narrazione senza meta. Si tratta di un bosco\, un ambiente tanto accogliente quanto inquietante. \n\n\n\n“L’iniziativa è promossa dal Teatro dell’Ascolto e con il sostegno di Zètema Progetto Cultura.” \n\n\n\nIl Festival è una coproduzione di Teatro dell’Ascolto e Fondazione Musica per Roma. Con il contributo di Mic\, SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori\, Zetema Progetto Cultura Municipio II di Roma\, Comune di Civitavecchia. Media partner Radio3. Con il sostegno di Nuovi Mecenati\, Insulae Lab. In collaborazione con Casa del Jazz\, I-Jazz\, Musica Jazz\, Cittadella della Musica\, ATCL\, Radio/Altri Suoni. \n\n\n\nINFO: 349 2643452 \n\n\n\nINGRESSO: 10 euro
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LOCATION:Casa del Jazz\, Viale di Porta Ardeatina\, 55\, Roma\, 00154
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SUMMARY:TITANS di Euripides Laskaridis al Nuovo Teatro Ateneo
DESCRIPTION:GIOUNANLI\n\n\n\nDopo il successo della stagione inaugurale\, il Nuovo Teatro Ateneo prosegue il suo percorso di ricerca e dialogo con la scena internazionale con TITANS di Euripides Laskaridis\, in programma il 23 ottobre 2025. L’artista greco\, tra le voci più originali e riconosciute del teatro performativo europeo\, arriva per la prima volta a Roma con uno spettacolo che ha conquistato i principali festival internazionali. \n\n\n\nIspirato alla mitologia greca\, TITANS è una favola visionaria e grottesca che intreccia performance\, danza e teatro visivo in un linguaggio inconfondibile\, fatto di ironia\, metamorfosi e deformazioni poetiche. Laskaridis\, autore e interprete\, esplora il rapporto tra umano e divino\, tra fragilità e potere\, tra il desiderio di perfezione e il fallimento che accompagna ogni tentativo di incarnarla. \n\n\n\nPrima degli dèi dell’Olimpo\, prima ancora del tempo\, regnavano i Titani: le prime creature concepite dall’immaginazione umana. Da questa visione arcaica nasce un viaggio che ci parla del presente. Perché tornare così indietro\, fino alle origini? Forse per capire meglio chi siamo e perché agiamo come agiamo.In tutte le società si tende a credere e a lottare per ideali più grandi di noi\, ma qual è la distanza tra l’ideale e il reale? È in quello spazio di frizione che TITANS colloca il suo sguardo\, rivelando la vulnerabilità dell’essere umano\, la sua tensione verso un ordine etico e\, insieme\, la sua inesorabile caduta. \n\n\n\nLo spettacolo si presenta come un rito teatrale di grande potenza visiva\, dove ogni gesto e ogni oggetto raccontano il desiderio\, mai compiuto\, di un’armonia originaria. Un racconto che parla del nostro tempo con la lingua dei miti\, unendo comicità e inquietudine\, leggerezza e abisso. \n\n\n\nCon TITANS\, il Nuovo Teatro Ateneo prosegue la sua esplorazione di quelle “voci dal mondo e corpi del reale” che danno titolo alla stagione 2025/2026\, la prima sotto la direzione tecnico-artistica di Velia Papa. Una stagione che intreccia mito e attualità\, memoria e sociale\, rinnovando la vocazione del teatro universitario come luogo di confronto civile e di apertura internazionale. \n\n\n\n\n\n\n\nNote di contesto sulla stagione 2025/2026 \n\n\n\nLa seconda stagione del Nuovo Teatro Ateneo costruisce un percorso attraverso le esperienze e i linguaggi del teatro contemporaneo\, intrecciando la memoria dei miti con la realtà del nostro tempo. \n\n\n\nLa programmazione accoglie la ricerca tra letteratura e dittatura del Colectivo Pierre Menard\, l’esperienza partecipativa di Ontroerend Goed e Nathan Ellis\, la tessitura transculturale della coreografa e cantante Sunny Kim\, le coreografie di Thomas Hauert\, Emio Greco | Pieter C. Scholten\, Samaa Wakim e Marco Berrettini\, che fanno del corpo un linguaggio universale. \n\n\n\nLa memoria storica e le ferite del Novecento rivivono nella potenza del racconto con Marco Baliani\, la Compagnia Hékau\, Rieckhof / Silva\, Anacarsis Ramos e Mudar Alhaggi\, mentre la tradizione più antica e rituale trova spazio nel Nāṅgīār Kūthu di Kapila Venu\, interprete di una delle forme teatrali più raffinate della cultura indiana. \n\n\n\nCompletano il cartellone la Compagnia della Fortezza\, con la sua testimonianza nata dentro le istituzioni totali\, e la compagnia franco-algerina Min el Djazaïr\, che intreccia teatro di figura e memoria postcoloniale.Un viaggio che attraversa popoli\, storie e linguaggi\, restituendo al teatro il suo ruolo originario di specchio critico e luogo di partecipazione attiva.
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SUMMARY:VDA Award 2025 a Rimini
DESCRIPTION:Dodici artisti e artiste per raccontare l’arte digitale in Italia oggi. Dodici visioni creative per un racconto collettivo. Quiet Ensemble\, Manuel Gardina\, Auriea Harvey\, Matteo Mauro\, Giovanni Motta\, Fabio Giampietro\, Martina Menegon\, The Cool Couple\, Nino Perrone\, Lorenza Liguori\, Daniele Di Donato e Pascal Greco sono loro le voci protagoniste della seconda edizione del VDA Award\, il riconoscimento interamente dedicato al rapporto tra arte e tecnologia digitale\, che anche quest’anno si prepara a disegnare una mappa attuale e sfaccettata delle visioni che interrogano il presente attraverso il digitale. \n\n\n\nDall’identità che si frantuma nei corpi glitchati alla memoria emotiva dell’infanzia perduta\, dai paesaggi sinteticiche evocano sogni futuri alle tensioni tra umano e artificiale\, fino alle urgenze ambientali e sociali che attraversano il nostro tempo: l’edizione 2025 del VDA Award si presenta come un dispositivo di interrogazione della realtà attraverso le molteplici forme dell’arte digitale. Un’arte radicalmente contemporanea capace di generare mondi verosimili in cui la tecnologia dà vita a immaginari che pongono quesiti tra dimensione fisica e virtuale. \n\n\n\nAttraverso estetiche divergenti\, interattività digitale\, linguaggi ibridi e tecnologie in continua evoluzione – dalla VR al 3D\, dalle tecnologie immersive\, al gaming\, all’AI – il VDA Award permette di restituire una narrazione complessa e stratificata della contemporaneità.  \n\n\n\nOgni opera è al tempo stesso visione\, strumento analitico e atto critico\, perché oggi l’arte digitale non è più soltanto una pratica espressiva: è una lente di ingrandimento sul nostro tempo\, un linguaggio duttile e metamorfico capace di abitare la complessità. \n\n\n\nSi va dalle visioni astratte e oniriche di Daniele Di Donato\, che lavora sulla potenza simbolica della grafica 3D creando forme sospese tra sogno e riflessione sociale\, alla fusione di sostanza e forma della visual artist Lorenza Liguori\, con i suoi sguardi feriti come cicatrici di una mappa emotiva. \n\n\n\nNino Perrone\, con un passato nella musica elettronica\, attinge alla propria quotidianità e alla cronaca per costruire narrazioni surreali e dissacranti\, che hanno conquistato testate internazionali come The New York Times e artisti come Ozzy Osbourne. Il duo The Cool Couple\, fondato da Niccolò Benetton e Simone Santilli\, riflette invece sulle interconnessioni tra le attività legate alla tecnologia e il disastro climatico con un approccio multidisciplinare e critico. \n\n\n\nPascal Greco\, regista e fotografo\, esplora l’intersezione tra fotografia\, estetica dei videogiochi e sperimentazione digitale\, mentre Martina Menegon – artista\, curatrice e docente – lavora tra Vienna e il cyberspazio realizzando esperienze interattive che interrogano identità e presenza attraverso corpi glitchati e ambienti digitali immersivi. \n\n\n\nFabio Giampietro\, tra i precursori dell’arte immersiva in Italia\, unisce pittura e VR per dissolvere i confini tra percezione e materia\, costruendo ambienti visivi in cui il tempo e lo spazio si fondono. Giovanni Motta\, con il suo alter ego JonnyBoy\, esplora invece l’universo emozionale del bambino interiore\, mescolando pittura iperrealista e arte digitale in un’estetica neopop e onirica. \n\n\n\nMatteo Mauro\, artista siciliano di base a Londra\, ibrida incisione classica e algoritmi generativi\, dando vita a opere che reinterpretano la tradizione con strumenti contemporanei\, sperimentando anche con la blockchain. Auriea Harvey\, pioniera della Net Art\, realizza installazioni in cui sculture digitali e interattive si intrecciano in un dialogo continuo con la storia dell’arte\, tra presenza fisica e ambienti virtuali abitati da figure mitiche e archetipiche. \n\n\n\nManuel Gardina\, artista dalla formazione internazionale\, che integra l’arte visiva tradizionale con le tecnologie digitali\, la programmazione e gli effetti speciali. Infine\, Quiet Ensemble\, duo romano fondato da Fabio Di Salvo e Bernardo Vercelli\, che lavora tra natura e tecnologia\, trasformando il movimento di una mosca o il suono degli alberi in sinfonie audiovisive immersive\, celebrando i “concerti invisibili” che ci circondano ogni giorno. \n\n\n\nLe 12 opere saranno visibili al pubblico dal 9 luglio sul canale YouTube di Var Digital Art e sulla pagina web di VDA Award 2025 dedicata al premio. Solo quattro di loro saranno selezionati per la finale che si svolgerà al Palazzo dei Congressi di Rimini nelle giornate del 23 e 24 ottobre\, all’interno di Z!ng – Zone of Innovation and Growth: l’evento Var Group\, che ogni anno accende la scena dell’innovazione digitale. \n\n\n\nInsieme al direttore artistico e curatore del premio Davide Sarchioni e al responsabile di Var Digital Art by Var Group\, Alex Tiezzi\, il comitato scientifico è composto da quattro esperti ed esperte che\, con generazioni\, ruoli\, formazioni e traiettorie differenti\, incarnano un approccio plurale e stratificato alla contemporaneità: Cesare Biasini Selvaggi\, Ivan Quaroni\, Gemma Fantacci e Serena Tabacchi. Quattro personalità del contesto artistico contemporaneo che rappresentano la volontà di VDA by Var Group di abbracciare l’eterogeneità delle pratiche digitali contemporanee.  \n\n\n\nIl 23 e 24 ottobre\, al Palacongressi di Rimini\, Z!ng torna con un format rinnovato e una missione ancora più ambiziosa: stimolare una riflessione profonda su come trasformare l’impresa integrando intelligenze diverse — artificiale\, umana\, collettiva e organizzativa — per dare vita a un nuovo paradigma evolutivo. \n\n\n\nAttraverso la testimonianza di speaker internazionali e una combinazione unica di visione strategica\, esperienze concrete e momenti di confronto\, Z!ng si propone di ispirare e mettere in dialogo queste intelligenze\, accompagnando le aziende verso nuovi modelli organizzativi\, più agili\, efficienti e sostenibili. \n\n\n\nInfo su: https://landing.vargroup.com/zing/vda-award-2025https://www.youtube.com/@vardigitalart/videos
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SUMMARY: Frankenstein_diptych (love story + history of hate) al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Dal 22 al 26 ottobre debutta in prima assoluta al Romaeuropa Festival\, in corealizzazione con La Fabbrica dell’Attore\, presso il Teatro Vascello di Roma\, la nuova creatura di Motus\, Frankenstein_diptych (love story + history of hate)\, ideato e diretto da Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande. \n\n\n\nPer la prima volta riuniti in forma di dittico\, i due capitoli del progetto dedicato alla figura di Frankenstein affrontano le polarità dell’esistenza umana – amore e odio\, creazione e distruzione\, desiderio e rifiuto – e interrogano le fragilità che definiscono la nostra condizione contemporanea\, affondando su cosa significa sentirsi fuori dal mondo. \n\n\n\nNel comporre e de-comporre l’opera di Mary Shelley\, Frankenstein\, or The Modern Prometheus (1818)\, Motus trasforma il mito romantico in grido di allarme e richiesta di empatia in questa “nuova era oscura” e compie un’indagine sulle relazioni che fondano o distruggono la possibilità stessa di vivere insieme. \n\n\n\nFrankenstein_diptych non si limita a rievocare un mito letterario\, ma lo rilancia come specchio politico della contemporaneità: cosa accade quando non troviamo ascolto e quando l’alterità viene percepita come minaccia e non come possibilità? Il progetto affronta le dinamiche di vulnerabilità e rigetto portando in scena un’opera che è allo stesso tempo riflessione critica e immersione poetica. \n\n\n\nIn love story (2023)\, prima parte dello spettacolo\, ci si addentra nella solitudine abissale di Mary Shelley e delle sue creature: corpi ibridi\, marginali\, inquieti\, alla ricerca di amore e di relazioni che si rivelano impossibili\, affetti non normati\, riconoscimenti mai concessi. Qui Motus esplora il confine fragile tra umano e non-umano\, tra cura e abbandono\, tra desiderio e paura\, attraverso i tre personaggi in scena: la creatrice\, il creatore e la creatura che sono simbioticamente una sola figura. \n\n\n\nhistory of hate (2025) è il contraccolpo\, la conseguenza del rifiuto\, dell’incapacità della società di gestire la relazione con l’altro: è ciò che accade quando l’amore – negato e umiliato – si spezza\, quando l’incontro fallisce e si trasforma in rigetto e rabbia. Qui la tenerezza implode\, la benevolenza si deforma\, e il mostro appare tra le fiamme\, nel vuoto dell’ascolto\, nella ferita della solitudine. Non è nato cattivo: è stato reso tale dalla sofferenza e dall’incomprensione\, si è trasformato attraverso lo sguardo altrui. \n\n\n\nFrankenstein_diptych (love story + history of hate) è un’indagine politica e viscerale: il mostro non nasce\, ma viene fatto nascere da una comunità incapace di riconoscerlo. In questo specchio oscuro si riflette l’attualità di un mondo che respinge\, discrimina e produce nuove marginalità\, mentre le creature di Motus continuano a cercare\, ostinatamente\, un posto nel mondo\, perché è sui confini che i mostri proliferano\, tra i mondi. \n\n\n\nFrankenstein_diptych (love story + history of hate) proseguirà la sua tournée al Festival delle Colline Torinesi (Torino 1-2/11/2025)\, al Teatro Nazionale di Genova (4-9/11/2025)\, al Festival TeatrOltre (Pesaro\, Teatro Sperimentale 6/2/2026)\, a Viernulvier (Gent\, Belgio 26/2/2026)\, all’Arena del Sole (Bologna marzo 2026). \n\n\n\nCREDITS \n\n\n\nideazione e regia di Daniela Nicolò & Enrico Casagrande con Silvia Calderoni\, Alexia Sarantopoulou\, ed Enrico Casagrande drammaturgia Ilenia Caleo adattamento e cura dei sottotitoli Daniela Nicolò traduzione Ilaria Patano assistenza alla regia Eduard Popescu scena e costumi Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande disegno luci Theo Longuemare ambienti sonori Enrico Casagrande fonica Martina Ciavatta estratti musicali di Demetrio Cecchitelli\, Dario Moroldo\, David Lynch\, Wovenhand\, Bon Iver\, Djrum\, Jon Hopkins\, Arvo Part\, Burial\, Fontaines D.C.\, Dans Dans\, Mechanical Cabaret\, Bones\, Jessica Moss grafica Federico Magli video Vladimir Bertozzi \n\n\n\nproduzione Francesca Raimondi organizzazione e logistica Shaila Chene promozione Ilaria Depari comunicazione Dea Vodopi distribuzione internazionale Lisa Gilardino ufficio stampa comunicattive.it \n\n\n\nuna produzione Motus con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale\, TPE – Festival delle Colline Torinesi\, Kunstencentrum VIERNULVIER (BE) e Kampnagel (DE)\, residenze artistiche ospitate da AMAT & Comune di Fabriano\, Santarcangelo Festival\, Teatro Galli-Rimini\, Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna “L’arboreto-Teatro Dimora | La Corte Ospitale”\, Rimi-Imir (NO) e Berner Fachhochschule (CH)\, con il sostegno di MiC\, Regione Emilia-Romagna. \n\n\n\nL’abito di Mary Shelley fu disegnato e indossato da Fiorenza Menni nello spettacolo “L’Idealista Magico”
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LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, 00152\, Italia
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SUMMARY:"Black Mountains" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Il 22 e 23 ottobre 2025 alle ore 21:00 al TeatroBasilica va in scena Black Mountains\, nuova creazione del collettivo Teatro Ebasko\, con ideazione\, regia e drammaturgia di Simone Bevilacqua. \n\n\n\nCon questo lavoro la compagnia prosegue la propria ricerca artistica sulle possibilità di dialogo tra corpo\, suono e immagine\, intrecciando la materia teatrale con dispositivi digitali e scenografie immersive. Black Mountains nasce come un’esperienza sensoriale e visiva\, in cui la costruzione sonora\, la luce e lo spazio diventano elementi drammaturgici al pari della parola e del gesto. \n\n\n\nLe scenografie digitali firmate da L4R\, il sound design realizzato da Teatro Ebasko e Domenico Pizzulo\, insieme al lavoro su costumi\, oggetti e luci\, delineano un paesaggio scenico fluido e suggestivo\, dove realtà e astrazione si fondono in una dimensione poetica e inquieta. \n\n\n\nUna produzione Teatro Ebasko APS [2024]\, realizzata con il sostegno di Regione Calabria\, Comune di Melissa (KR) e Regione Emilia-Romagna. \n\n\n\nIdeazione\, regia e drammaturgia Simone Bevilacqua \n\n\n\nCon Domenico Pizzulo\, Flavio Bossalini\, Marzia D’Angeli \n\n\n\nSound Design Teatro Ebasko e Domenico Pizzulo \n\n\n\nScenografie digitali  L4R \n\n\n\nLight design Teatro Ebasko e L4R \n\n\n\nScenografie Teatro Ebasko e Spazio MET di Bologna \n\n\n\nCostumi e oggetti Teatro Ebasko \n\n\n\nProduzione Teatro Ebasko APS [2024] \n\n\n\nSostegno alla produzione Regione Calabria\, Comune di Melissa (KR)\, Regione Emilia-Romagna \n\n\n\nBlack Mountains intreccia mito\, storia e memoria per raccontare il legame tra uomo e terra. Guidato da Mnemosine\, dea della memoria\, lo spettatore attraversa tre epoche: dalla fondazione mitica di Kroton al sangue versato nelle rivolte contadine del 1949\, fino alla ferita ambientale lasciata dalla fabbrica Pertusola Sud.  \n\n\n\nAttraverso un linguaggio fisico e visivo\, lo spettacolo interroga il pubblico su una domanda fondamentale: quando l’uomo ha iniziato a considerare la terra come un suo possesso? In un’epoca in cui la crisi ambientale ci costringe a ripensare il nostro rapporto con il pianeta. \n\n\n\nTeatroBasilica e Gruppo della Creta \n\n\n\nIl TeatroBasilica\, nato nel 2019 e situato nel cuore di Roma in Piazza San Giovanni\, si è imposto come punto di riferimento per il teatro contemporaneo\, programmando nuove drammaturgie e accogliendo giovani compagnie accanto ad artisti affermati. La direzione artistica è affidata ad Alessandro Di Murro e Daniela Giovanetti\, con la consulenza artistica di Antonio Calenda. \n\n\n\nIl Gruppo della Creta\, compagnia under 35 riconosciuta dal Ministero della Cultura\, dal 2019 affianca la direzione artistica nella gestione e nell’ideazione delle proposte del Basilica\, trasformandolo in casa creativa dei propri progetti. Negli anni\, ha costruito produzioni originali che hanno trovato riconoscimento nazionale\, come Pluto o il dono della fine del mondo\, Finzioni e Beati Voi. \n\n\n\nCon questa nuova produzione\, il Gruppo della Creta si conferma una delle realtà più vitali e innovative della scena teatrale italiana\, capace di coniugare riflessione politica\, ironia e immaginazione scenica. \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo
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SUMMARY:"La valigia di cartone" all'Ar.Ma Teatro
DESCRIPTION:Anno 1908 o giù di lì. \n\n\n\nLa vita stentata nelle campagne e nei borghi del centro di un’Italia in lento ma inesorabile avvicinamento alla guerra. La crescente fatica a tirare avanti di una comunità che dolorosamente vede la propria terra trasformarsi in una madre smunta che promette solo miseria.  \n\n\n\nLa speranza di cambiare vita passa per una scommessa: il sogno americano\, potenziale faccia lucente che nasconde amare illusioni\, spinge a buttare il cuore al di là dell’ostacolo\, inseguendo il mito di “quelli che ce l’hanno fatta”. \n\n\n\nI nostri scalcinati (anti)eroi che non hanno mai visto Roma\, né l’immensità del mare\, attraversano l’Oceano con la valigia di cartone e il nodo in gola\, per raggiungere Nuova Yorke su bastimenti dal nome dolce. Ma\, allora come oggi\, il comitato d’accoglienza non brilla per umanità: Ellis Island umilia e seleziona\, l’agognata America si rivela matrigna senza scrupoli. \n\n\n\nTra estenuanti lavori in fabbrica e interminabili rosari\, tra amori impossibili e rotocalchi con attricette smaglianti\, tra mafiosi e barbieri che “nun se tengono un cecio”\, tra arroganza“yankee” e nascenti fermenti sociali\, si dipana una storia che potremmo definire di quotidiana resistenza. \n\n\n\nCon i toni della commedia dolceamara un invito a riconoscere analogie con un passato che ritorna\, costante\, finchè fare fortuna o addirittura sopravvivere significherà bussare alla porta di qualcun’altro. \n\n\n\nQuando ad emigrare eravamo noi…corsi e ricorsi storici. \n\n\n\nLA VALIGIA DI CARTONE \n\n\n\ntesto e regia di Claudia Clementi \n\n\n\ncon ordine di apparizione \n\n\n\nNannarella: Francesca Calisti \n\n\n\nCrocifissa: Stefania Gambardella \n\n\n\nCettina: Vilma Fuccelli \n\n\n\nAddolorata: Federica Graziani \n\n\n\nMariuccia: Simona Scelza \n\n\n\nVittorio: Marco Principi \n\n\n\nAntonio: Matteo Francardi \n\n\n\nsabato 8 novembre ore 21 \n\n\n\ndomenica 9 novembre ore 18 \n\n\n\ninfo e prenotazioni: 0651964061 \n\n\n\ne mail: infoarmateatro@gmail.com
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LOCATION:Ar.Ma Teatro\, via Ruggero di Lauria\, 22\, Roma\, Italia\, 00192
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