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SUMMARY:" Ciclica" alla Biennale di Venezia
DESCRIPTION:Una dea danzante\, tra 36 schermi upcycled che narrano il cambiamento climatico in un trittico digitale che evolve: dal 9 maggio al 22 novembre alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia\, nel Padiglione della Sierra Leone\, arriva Ciclica installazione multimediale site specificdell’artista italiano Jacopo Di Cera con la curatela di Rebecca Pedrazzi.L’artista che ha fatto della visione dall’alto e del gioco di ombre il suo sguardo sul mondo\, la sua narrazione\, il suo racconto\, è stato protagonista dell’Olimpiade Culturale Milano-Cortina 2026 con White Entropy per SEA Milan Airports e con il progetto SHAPES/FORME per il Comitato Paralimpico Italiano\, ha sviluppato una ricerca che non procede per linearità\, ma per stratificazioni: luce e oscurità\, presenza e assenza\, dato e percezione convivono in una tensione continua\, restituendo la complessità del presente e la frattura tra ordine naturale e intervento umano. \n\n\n\nL’opera Ciclica si articola in trentasei schermi\, suddivisi in tre nuclei – nascita\, vita e morte di Gea – che provengono da processi di riuso e riconversione tecnologica\, dispositivi upcycled che incorporano nel loro stesso statuto una riflessione sul ciclo di vita della tecnologia. In questo senso\, il medium coincide con il messaggio e si fa esso stesso contenuto\, attivando un cortocircuito tra obsolescenza programmata e urgenza ecologica\, dove la materia dell’opera diventa testimonianza e parte integrante della narrazione. L’opera è accompagnata dalla musica originale del composer MKDB con la traccia omonima “Ciclica”. \n\n\n\nGea\, incarnata dalla performer Lidia Carew\, attraversa lo spazio naturale\, sospesa tra superfici che si accendono e si incrinano di immagini: dati che si fanno visione\, fenomeni distruttivi che si trasformano in racconto\, la crisi climatica che diventa materia sensibile. \n\n\n\nLa struttura a trittico non definisce soltanto un ordine narrativo\, ma introduce unavisione ciclica dell’esistenza\, in cui ogni fine contiene un potenziale di rigenerazione. È in questa tensione tra dissoluzione e rinascita che l’opera apre a una prospettiva non solo critica ma anche prospettica: un atto di consapevolezza che si traduce\, al tempo stesso\, in una possibilità di speranza verso il futuro. \n\n\n\nLa figura emerge dal mare bianco latte di Rosignano Solvay come principio generativo e simbolo della ciclicità del vivente. Il movimento\, inizialmente armonico\, viene progressivamente attraversato e alterato da inserti visivi: sugli schermi centrali scorrono i video realizzati dall’artista e sui fenomeni legati alla crisi climatica\, che si innestano nella danza come interferenze\, veri e propri glitch visivi\, incrinando la continuità. È in questo spazio\, tra corpo e informazione\, tra dimensione mitica e urgenza del presente\, che prende forma Ciclica. \n\n\n\nAttraverso una grammatica visiva ad alta intensità simbolica\, costruita sulla visione zenitale\, sull’uso della luce e dell’ombra come estensione concettuale del corpo\, Di Cera indaga la crisi climatica e crea un’opera che diventa dispositivo critico sul presente\, articolando una riflessione\, su una delle urgenze più radicali della contemporaneità\, ma lanciando un messaggio di speranza nella rinascita. \n\n\n\n“L’opera” scrive nel suo testo critico la curatrice Rebecca Pedrazzi “articola una cosmogonia visiva fondata su luce\, ombra e visione zenitale\, in cui la frattura tra ordine naturale e intervento umano si manifesta come tensione interna al corpo stesso della Terra. Il collasso ambientale emerge non come evento distante\, ma come processo già in atto\, che altera la continuità tra nascita\, vita e dissoluzione. In questo spazio sospeso tra permanenza e trasformazione\, Ciclica pone una domanda essenziale: quali conseguenze emergono quando la ciclicità naturale viene alterata dall’intervento umano?” \n\n\n\nInserita nel Padiglione Nazionale della Sierra Leone\, Ciclica dialoga con la visione curatoriale di Sandro Orlandi Stagle e Willy Montini in Mondi Presenti / Worlds of Today\, un progetto che si configura non come esposizione di oggetti\, ma come dispositivo dinamico di relazione e ricerca. In sintonia con il tema della 61. Biennale di Venezia\, In Minor Keys\, il Padiglione invita a un esercizio di ascolto e decentramento\, privilegiando narrazioni sottili\, processi vitali e forme di resilienza che emergono lontano dalle retoriche dominanti. L’esposizione si articola come una costellazione di pratiche che intrecciano dimensione locale e apertura transnazionale\, dando forma a una vera e propria “assemblea visiva” in cui identità differenti si definiscono attraverso il contatto e la relazione. Al centro\, un’idea di arte come atto etico e trasformativo: ogni opera diventa vettore di cambiamento e spazio di immaginazione radicale\, capace di prefigurare nuove possibilità di coesistenza\, giustizia ambientale e umanesimo condiviso. \n\n\n\nInstallation by Tim Maiwald So Much (Trash) Studio | Project Management Installation by Alessia Cuccu e Giacomo Lobina GLAC Consulting. \n\n\n\nJACOPO DI CERA – BIOGRAFIAJacopo Di Cera (Milano\, 1981) è un artista visivo che\, dopo un percorso nel mondo della comunicazione\, si dedica alla fotografia e alla ricerca artistica tra Roma e il contesto internazionale. Nel 2010 è tra i vincitori del National Geographic e nel 2016 sviluppa il “Fotomaterismo”\, linguaggio che unisce fotografia e materia\, con il progetto Fino alla Fine del Mare dedicato alle migrazioni. Le sue opere sono esposte in musei e fiere internazionali\, tra cui Paris Photo\, Les Rencontres d’Arles e la Biennale di Venezia (2017).Negli anni sviluppa progetti su temi sociali e ambientali\, sperimentando nuove tecnologie come droni e arte digitale\, ambito in cui è attivo dal 2020 con mostre e installazioni tra Europa\, Stati Uniti e Medio Oriente. Nel 2024 partecipa alla Dubai Art Fair e nel 2025 realizza l’installazione Retreat sul cambiamento climatico. Nel 2026 è protagonista dell’Olimpiade Culturale Milano-Cortina con White Entropy a Malpensa e del progetto SHAPES/FORME per il Comitato Paralimpico Italiano. Le sue opere fanno parte di collezioni private in Italia e all’estero. \n\n\n\nLIDIA CAREW – BIOGRAFIALidia Carew è direttrice creativa e fondatrice di Spazio Corpo\, un progetto che indaga il corpo come spazio di esperienza\, relazione e consapevolezza all’interno di contesti di ospitalità e ricerca contemporanea. Il suo lavoro si sviluppa tra movimento\, scrittura e progettazione culturale\, con un’attenzione ai temi dell’identità\, della percezione e della presenza del corpo nello spazio. \n\n\n\nREBECCA PEDRAZZI – BIOGRAFIARebecca Pedrazzi è storica e critica d’arte\, curatrice indipendente e giornalista la cui ricerca si focalizza sull’intersezione tra arte\, intelligenza artificiale e culture digitali  nell’era algoritmica.Fondatrice di NotiziArte.com\, è anche autrice di Futuri possibili. Scenari d’arte e Intelligenza Artificiale (Jaca Book\, 2021) e\, con Chiara Canali\, de L’opera d’arte nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale (Jaca Book\, 2024). Ha collaborato con centri di ricerca e istituzioni quali CINECA e VAR Digital Art e oltre all’attività pubblicistica e alla partecipazione a convegni internazionali sul rapporto tra arte e I.A.\, insegna Fenomenologia delle Arti Contemporanee presso l’Istituto Europeo di Design.Come membro della Gallery Climate Coalition\, integra nella propria ricerca i temi dell’inclusione\, della sostenibilità e delle trasformazioni culturali indotte dalle tecnologie emergenti. \n\n\n\nJacopo Di CeraCICLICA\, 2026Installazione multimediale composta da 36 schermi upcycled e performance coreografica di Lidia CarewMusica originale di MKDBInstallazione a cura di Tim Maiwald So Much (Trash) StudioProject Management di Alessia Cuccu e Giacomo Lobina GLAC ConsultingDimensioni: 500 x 275 x 50cm \n\n\n\n Padiglione Nazionale della Sierra Leone 61. Esposizione Internazionale d’Arte-La Biennale di Venezia MONDI PRESENTI /WORLDS OF TODAY Apertura ufficiale: 7 maggio ore 12.00 Anteprima stampa: 6-7-8 maggio dalle 11.00 alle 19.00 Dal 9 maggio al 22 novembre 2026 Sede: Liceo Guggenheim\,Campo dei Carmini\, 30123 Venezia Orari: maggio–settembre 11-19 | ottobre–novembre 10-18 | Chiuso il lunedì
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SUMMARY:Giro Giro Napoli 2026
DESCRIPTION:Dopo il successo delle prime due edizioni\, torna Giro Giro Napoli – la città raccontata ai bambini\, il progetto promosso e finanziato dal Comune di Napoli e curato da Le Nuvole Scpa. L’edizione 2026 si arricchisce di nuovi siti e introduce\, per la prima volta\, il teatro tra le esperienze dedicate ai più piccoli. \n\n\n\nDal 16 maggio al 19 dicembre\, ogni sabato\, i bambini dai 6 ai 10 anni potranno partecipare gratuitamente a percorsi guidati\, laboratori e attività interattive per scoprire il patrimonio storico\, artistico e scientifico della città. \n\n\n\n«Giro Giro Napoli è un progetto strategico\, ideato per avvicinare le nuove generazioni alla cultura e al patrimonio della città. Attraverso linguaggi accessibili e coinvolgenti\, l’esperienza culturale diventa un momento di scoperta attiva\, capace di stimolare curiosità\, senso di appartenenza e partecipazione. I risultati raggiunti lo scorso anno\, con circa 4000 partecipanti anche da fuori regione\, confermano il valore di questo percorso\, che continuiamo a rafforzare e innovare»\, ha dichiarato Sergio Locoratolo\, coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli.   \n\n\n\nUn format che cresce \n\n\n\nIl programma 2026 conferma i percorsi nei principali siti d’arte e cultura della città e le passeggiate tematiche urbane dedicate alla scoperta della storia di Napoli dall’età greco-romana al ’900\, ampliando al contempo l’offerta con laboratori dedicati ad arte\, architettura e design. Tra le novità più rilevanti\, l’introduzione del teatro come strumento di narrazione e coinvolgimento\, ad integrazione dei percorsi guidati. \n\n\n\nSaranno complessivamente 32 i luoghi coinvolti\, tra musei\, monumenti\, parchi e spazi urbani. Entrano per la prima volta a far parte della rete di Giro Giro Napoli anche il Museo e Real Bosco di Capodimonte\, La Santissima Community Hub\, il Teatro dei Piccoli\, il Real Albergo dei Poveri e il Molo San Vincenzo. \n\n\n\nSi amplia anche l’offerta dei laboratori\, che si apre a nuovi linguaggi e luoghi della città\, spaziando tra arte\, architettura e design e coinvolgendo il circuito del Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II\, la Società dei Naturalisti in Napoli\, La Santissima Community Hub e la Fondazione Made in Cloister. \n\n\n\nGli appuntamenti del 16 maggio \n\n\n\nL’avvio delle attività è in programma sabato 16 maggio con visite a IlCartastorie/Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli\, alla Società dei Naturalisti in Napoli e alla Chiesa Museo dei Girolamini (ore 10:30 e 12:00) e al Pio Monte della Misericordia (ore 10:30 e 15:30). \n\n\n\nCome partecipare \n\n\n\nLe attività di Giro Giro Napoli sono dedicate a bambini dai 6 anni in su\, accompagnati da non più di un adulto per ogni bambino. La partecipazione e l’ingresso ai siti sono gratuiti fino ad esaurimento posti disponibili. Per prenotare è possibile inviare un’email a girogironapoli@lenuvole.com indicando l’età dei partecipanti. Il calendario mensile degli appuntamenti sarà reso disponibile sul sito del Comune di Napoli. \n\n\n\nI siti Giro Giro Napoli 2026 sono: \n\n\n\nCastel Nuovo\, Castel Sant’Elmo e Museo del ‘900\, Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II con i musei di Mineralogia\, Zoologia\, Antropologia\, Paleontologia e Fisica\, Certosa e Museo nazionale di San Martino\, Chiesa Museo dei Girolamini\, Chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato\, Chiesa di San Severo al Pendino\, Fondazione Antonio Morra Greco\, Fondazione Made in Cloister\, IlCartastorie/Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli\, Istituto degli studi filosofici-Palazzo Serra di Cassano\, La Santissima Community Hub\, MOArt-Museo Orafo e Artigianato\, Molo San Vincenzo\, MUSAP-Museo Artistico Politecnico\, Museo dello Scudillo\, Museo e Real Bosco di Capodimonte\, Museo Jago\, Museo laboratorio della Civiltà Contadina-Masseria Luce\, Museo nazionale della Ceramica Duca di Martina-Villa Floridiana\, Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes\, Palazzo Reale di Napoli\, Parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi\, Pio Monte della Misericordia\, Real Albergo dei Poveri\, Real Casa Santa dell’Annunziata\, Società dei Naturalisti in Napoli\, Teatro dei Piccoli della Mostra d’Oltremare.
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SUMMARY:Il Festival Musica Antica all’Aventino - XVIII edizione
DESCRIPTION:Il Festival Musica Antica all’Aventino giunge alla sua XVIII edizione. Otto i concerti che\, tra giugno e ottobre\, animeranno la Basilica di Santi Bonifacio e Alessio di Roma. \n\n\n\nTutti i concerti sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti\, info whatsapp 3294939834. \n\n\n\nProdotto da Progetto Sonora Impresa Sociale SRL\, realizzato dall’Associazione Insieme Strumentale di Roma e in collaborazione ACMT – Associazione Culturale Marco Taschler\, con il contributo del Ministero della Cultura\, il Festival di Musica Antica all’Aventino si conferma come un luogo di incontro tra patrimonio e contemporaneità. La musica non viene presentata come una reliquia del passato\, ma come un’esperienza viva capace\, ancora oggi\, di emozionare interrogare e meravigliare. \n\n\n\nTra il silenzio dei chiostri\, il profilo dei cipressi e la luce che attraversa le antiche navate della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio\, il tempo sembra dilatarsi; le distanze tra passato e presente si assottigliano e le opere nate nelle corti\, nelle chiese e nei teatri dell’Europa di altri secoli\, ritrovano la loro voce originaria. \n\n\n\nÈ da questo incontro tra spazio\, memoria e suono che nasce l’edizione 2026 del XVIII Festival di Musica Antica all’Aventino diretto dal M° Giorgio Sasso. \n\n\n\nDal 7 giugno al 25 ottobre interpreti e specialisti della prassi esecutiva storica accompagneranno il pubblico in un viaggio che attraversa quattro secoli di storia musicale: dalle danze e dalle villanelle del Rinascimento italiano alle architetture sonore del Barocco europeo\, dall’invenzione strumentale di Bach e Telemann alle raffinatezze di Haydn fino ai colori e alle passioni della Spagna evocata da Lorca\, Granados\, Albéniz e de Falla. Tra i protagonisti di questa edizione: Diego Roncalli\, Luca Cola. Giorgio Sasso\, Teresa Ceccato\, Manuel Granatiero\, Amalia Ottone\, Luca Peverini\, Simone Pierini\, Minni Diodati\, Valeria Brunelli e Lucia Napoli. \n\n\n\nOgni concerto è pensato come una tappa di un percorso più ampio. Un cammino fatto di dialoghi tra culture\, di incontri tra voce e strumento\, di riscoperta di capolavori celebri e pagine rare. Un itinerario che conduce l’ascoltatore attraverso le molte anime della musica europea tra spiritualità e teatro\, devozione e virtuosismo\, intimità e festa. \n\n\n\nIn un’epoca dominata dalla velocità e dal rumore il Festival invita a un gesto sempre più raro: fermarsi ad ascoltare. Ascoltare il respiro degli strumenti storici\, la materia viva delle corde e delle voci\, nell’acustica di uno spazio che da secoli custodisce storie\, arte e spiritualità. \n\n\n\nPerché alcune musiche non appartengono a un’epoca\, appartengono al tempo dell’ascolto. \n\n\n\nSi aprirà il 7 giugno alle ore 12:15 con un concerto dell’Insieme Strumentale di Roma dedicato a F.J. Haydn il Festival di Musica Antica all’Aventino 2026. Nel concerto di apertura realizzato dal gruppo “in residenza” del Festival saranno eseguiti tre dei sei lavori contenuti nella prima opera a stampa del “padre della sinfonia e del quartetto” a proposito dei quali\, durante il concerto\, il direttore artistico Giorgio Sasso fornirà un’interessante spiegazione musicologica. \n\n\n\nA seguire\, domenica 14 giugno alle ore 19:30 il festival vedrà un programma dedicato al tardo barocco europeo nel quale si immagineranno Georg Philipp Telemann e Johann Sebastian Bach durante un viaggio in Francia\, mettere i propri lavori al cospetto dei contemporanei Rameau e Forqueray. Protagonisti della serata: Manuel Granatiero\, beniamino del pubblico e solista de Gli Incogniti\, al flauto traverso\, Giorgio Sasso direttore artistico del Festival al violino\, Amalia Ottone giovanissima e apprezzatissima solista alla viola da gamba e lo straordinario continuista Salvatore Carchiolo al cembalo. \n\n\n\nIl 21 giugno alle ore 19:30 Luca Peverini\, primo violoncello del Teatro dell’Opera di Roma e habitué dei nostri concerti\, eseguirà due suites\, delle sei che Bach compose a Köthen attorno al 1720\, per violoncello solo. \n\n\n\nDomenica 28 giugno alle ore 19:30 nel cortile della Basilica di S. Alessio “Scaramella va alla guerra”\, un programma ideato e realizzato dalla soprano Minni Diodati e dalla flautista Maria de Martini che\, alla testa dell’ensemble Acqua Felix\, ci condurranno nel vivacissimo mondo delle villanelle napoletane cinquecentesche. \n\n\n\nDomenica 20 settembre alle ore 19:30 andrà in scena un programma tutto dedicato al genio di J.S. Bach intitolato “Aspetti Bachiani”. L’Insieme Strumentale di Roma con Minni Diodati voce sola nella Cantata 51 e uno stuolo di fuoriclasse (Simone Pierini al cembalo e Manuel Granatiero al flauto traverso nel quinto Brandeburghese tra gli altri) presenteranno\, come suggerito dal titolo del concerto\, vari aspetti della sterminata produzione del sommo maestro di Eisenach. \n\n\n\nLa celebrazione di Giovanni Legrenzi di cui ricorre il quattrocentesimo anniversario della nascita terrà banco domenica 27 settembre alle ore 12:00. Ad essere eseguite saranno le sonate dell’opera seconda del maestro veneziano d’adozione nato\, in realtà\, a Clusone nel bergamasco. \n\n\n\nIl 18 ottobre alle ore 19:30 il gradito ritorno del mezzosoprano Lucia Napoli proporrà un programma nel quale si potranno ascoltare le tre magnifiche Salve Regina di Alessandro e Domenico Scarlatti e di Giovanni Battista Pergolesi. Ad accompagnare la voce della Napoli una compagine di ragazzi scelti tra i migliori dei conservatori italiani guidati da Giorgio Sasso. \n\n\n\nInfine il 25 ottobre ore 19:30 ancora Lucia Napoli protagonista\, con il chitarrista Francesco Romano\, del programma “Por los campos de Espana” nel quale i due musicisti ci condurranno tra la musica e le parole del mondo della grande arte spagnola a cavallo dei secoli diciannovesimo e ventesimo. \n\n\n\nTutti i concerti sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti\, info whatsapp 329 4939834. \n\n\n\nIl programma \n\n\n\n7 giugno ore 12:15 \n\n\n\n“Quartetti?” “Haydn hob. I” \n\n\n\nF.J. Haydn \n\n\n\nHob. I n 1 in si bemolle maggiore \n\n\n\nPresto\, Minuet\, Adagio\, Minuet\, Finale \n\n\n\nHob. I n 2 in mi bemolle maggiore \n\n\n\nAllegro molto\, Minuet\, Adagio\, Minuet\, Finale \n\n\n\nHob. I n 6 in do maggiore \n\n\n\nPresto assai\, Minuet\, Adagio\, Minuet\, Finale \n\n\n\nInsieme Strumentale di Roma \n\n\n\nGiorgio Sasso e Teresa Ceccato\, violini \n\n\n\nMarcello Sirignano\, viola \n\n\n\nDiego Roncalli\, violoncello \n\n\n\nLuca Cola\, contrabbasso \n\n\n\n14 giugno ore 19:30 \n\n\n\n“Bach e Telemann a Parigi” \n\n\n\nMusiche di J.S. Bach\, G.P. Telemann\, J.P. Rameau \n\n\n\nJ.S. Bach Sonata in sol maggiore BWV 1038 \n\n\n\nAdagio\, Allegro\, Adagio e piano\, Presto \n\n\n\nJ.P. Rameau da “Pièces de Clavecin en Concert” n 5 in re maggiore \n\n\n\nLa Forqueray\, La Cupis\, La Marais \n\n\n\nG.P. Telemann Quatuor Parisien in la maggiore \n\n\n\nSoave\, Allegro\, Andante\, Allegro \n\n\n\nManuel Granatiero\, flauto traverso \n\n\n\nGiorgio Sasso\, violino \n\n\n\nAmalia Ottone\, viola da gamba \n\n\n\nSalvatore Carchiolo\, cembalo \n\n\n\n21 giugno S. Alessio ore 19:30 \n\n\n\n“Monologo in due suites” \n\n\n\nDomenico Galli (1649-1697) \n\n\n\nTrattenimento Musicale sopra il violoncello. \n\n\n\nSonata prima in re \n\n\n\nLargo\, Giga\, Largo\, Allegro \n\n\n\nJ.S. Bach (1685-1750) \n\n\n\nSuite n 2 in re minore BWV 1008 \n\n\n\nPreludio\, Allemanda\, Corrente\, Sarabanda\, Minuetto\, Giga \n\n\n\nDomenico Galli \n\n\n\nSonata quinta in Do  \n\n\n\nLargo\, Aria\, Giga \n\n\n\nJ.S. Bach \n\n\n\nSuite n 3 in do maggiore BWV 1009 \n\n\n\nPrélude\, Allemande\, Courante\, Sarabande\, Bourrée I e II\, Gigue \n\n\n\nLuca Peverini\, violoncello \n\n\n\n28 giugno S. Alessio ore 19:30 \n\n\n\n“Scaramella va alla guerra” \n\n\n\nVillanelle\, frottole e gagliarde \n\n\n\nMinni Diodati\, voce \n\n\n\nMaria de Martini\, flauti e direzione \n\n\n\nPietro Meldolesi\, flauti e violino \n\n\n\nGiorgio Sasso\, violino \n\n\n\nAndrea Fossà\, violoncello \n\n\n\nMichele Carreca\, liuti \n\n\n\nDomenica 20 settembre ore 19:30 \n\n\n\n“ASPETTI BACHIANI” \n\n\n\nJ.S. Bach \n\n\n\nSonata a tre in re minore BWV 527 \n\n\n\nSenza indicazione\, Largo\, Allegro \n\n\n\nConcerto Brandeburghese n 5 in re maggiore BWV 1050 \n\n\n\nSenza indicazione\, Affettuoso\, Allegro \n\n\n\n“Jauchzet Got in Allen Landen” Cantata BWV 51 \n\n\n\nAria\, Recitativo\, Aria\, Corale-Finale \n\n\n\nInsieme Strumentale di Roma \n\n\n\nMinni Diodati\, soprano \n\n\n\nManuel Granatiero\, flauto traverso \n\n\n\nDomenico Agostini\, tromba naturale \n\n\n\nGiorgio Sasso\, violino e direzione \n\n\n\nDaniele Sasso\, violino \n\n\n\nTeresa Ceccato\, viola \n\n\n\nDiego Roncalli\, violoncello \n\n\n\nLuca Cola\, contrabbasso \n\n\n\nSimone Pierini\, cembalo \n\n\n\nDomenica 27 settembre ore 12:00 \n\n\n\n“Buon compleanno Maestro Legrenzi!” \n\n\n\nG. Legrenzi Sonate op. II \n\n\n\nLa Cornara\, La Frangipana\, La Strasolda\, La Coll’Alta \n\n\n\nLa Raspona\, La Zabarella \n\n\n\nLa Montalbana\, La Porcia \n\n\n\nLa Valvasona \n\n\n\nLa Querini \n\n\n\nLa Torriana \n\n\n\nLa Manina \n\n\n\nLa Savorgnana \n\n\n\nGiorgio e Daniele Sasso\, violini \n\n\n\nValeria Brunelli\, violoncello \n\n\n\nSalvatore Carchiolo\, cembalo \n\n\n\nDomenica 18 ottobre ore 19:30 \n\n\n\nSALVE REGINA \n\n\n\nA. Corelli Concerto Grosso in re maggiore op VI n 1 \n\n\n\nLargo-Allegro\, Largo\, Allegro\, Largo\, Allegro\, Allegro \n\n\n\nA. Scarlatti Salve Regina \n\n\n\nSalve\, Allegro\, Adagio\, Allegro\, Adagio \n\n\n\nD. Scarlatti Salve Regina \n\n\n\nSalve\, Andante-Grave\, Adagio\, Andante\, Andante\, Adagio\, Allegro \n\n\n\nG.B. Pergolesi Salve Regina \n\n\n\nLargo\, Allegretto\, Larghetto\, Allegretto\, Largo \n\n\n\nA. Corelli Concerto Grosso in re maggiore op VI n 4 \n\n\n\nAdagio-Allegro\, Adagio\, Vivace\, Allegro\, Allegro \n\n\n\nLucia Napoli\, mezzosoprano \n\n\n\nGiorgio e Daniele Sasso\, violini \n\n\n\nTeresa Ceccato\, viola \n\n\n\nAurora Macci\, violoncello \n\n\n\nLuca Cola\, contrabbasso \n\n\n\nGiordano Ferranti\, cembalo \n\n\n\nDomenica 25 ottobre ore 19:30 \n\n\n\n“Por los campos de España” \n\n\n\nFederico Garcia Lorca (1898-1936) \n\n\n\nAnda Jaleo \n\n\n\nLas morillas de Jaen \n\n\n\nSevillanas del siglo XVII \n\n\n\nEn el café de Chinitas \n\n\n\nNana de Sevilla \n\n\n\nLoe reyes de la baraja \n\n\n\nEnrique Granados (1867-1916) \n\n\n\nDanza spagnola n.7 \n\n\n\nJoaquin Rodrigo (1901-1999) \n\n\n\nVillancicos \n\n\n\nPastorcito santo \n\n\n\nAire y Donaire \n\n\n\nCaplillas de Belem \n\n\n\nIzaac Albéniz (1860-1909) \n\n\n\nCadiz \n\n\n\nZambra granadina \n\n\n\nManuel de Falla (1876-1946) \n\n\n\nSiete canciones populares \n\n\n\nEl paño moruno \n\n\n\nSeguidilla murciana \n\n\n\nAsturiana\, Jota\, Nana\, Canción\, Polo \n\n\n\nLucia Napoli\, mezzosoprano \n\n\n\nFrancesco Romano\, chitarra
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SUMMARY:Fratello Sole\, Sorella Luna\, la tournée
DESCRIPTION:Dopo il successo del debutto al Teatro Lyrick di Assisi\, luogo simbolico legato alla figura di San Francesco\, Fratello Sole\, Sorella Luna continua il suo percorso e si apre alla tournée nazionale 2026–2027\, portando il proprio immaginario in un attraversamento di città\, teatri e spazi urbani che ne amplificano la natura itinerante e dialogica. \n\n\n\nLo spettacolo mette al centro una figura che resta\, ancora oggi\, irriducibile: un uomo che sceglie la povertà come gesto radicale e ridefinisce il rapporto tra individuo\, comunità e potere. La tournée attraversa città e contesti differenti\, portando la scena in dialogo diretto con luoghi e pubblici\, e rinnovandone ogni volta il senso. \n\n\n\nUn classico della memoria visiva italiana approda così a una nuova forma teatrale: Fratello Sole\, Sorella Luna\, tratto dall’opera di Franco Zeffirelli\, rilegge in chiave scenica una delle narrazioni più iconiche del cinema italiano\, trasformandola in un dispositivo teatrale corale\, musicale e fisico. \n\n\n\nLa versione teatrale è firmata da Angela Demattè\, a partire dalla sceneggiatura originale di Franco Zeffirelli\, Suso Cecchi D’Amico e Lina Wertmüller. La regia è di Piero Maccarinelli. \n\n\n\nSINOSSI \n\n\n\nLo spettacolo ripercorre la straordinaria parabola umana e spirituale di Francesco d’Assisi\, figlio di una ricca famiglia di mercanti\, che sceglie di rinunciare ai privilegi della sua condizione per abbracciare la povertà come unica vera ricchezza. Sullo sfondo di un’Italia attraversata da conflitti tra città e da violente lotte commerciali\, la sua decisione appare inizialmente incomprensibile: suscita scandalo nella sua famiglia\, rifiuto da parte delle autorità religiose e smarrimento nella comunità. \n\n\n\nAccanto a lui si schiera solamente Chiara\, giovane della stessa estrazione sociale\, che ne condivide la radicalità attraverso gesti concreti di solidarietà verso poveri e malati. \n\n\n\nCon i piedi nudi e un saio addosso\, Francesco intraprende la costruzione di una chiesa aperta a tutti\, un luogo di accoglienza per emarginati e diseredati\, lontano dalle fastose celebrazioni ufficiali. Nella contemplazione del creato\, Francesco esprime una gratitudine profonda e poetica verso il mistero della vita\, restituendo al mondo uno sguardo capace di meraviglia; la sua forza d’esempio conquista altri giovani benestanti e dà vita a un movimento che scuote le fondamenta della società e della Chiesa del tempo. \n\n\n\nIl viaggio di Francesco lo conduce fino a Roma\, dove il Papa riconosce la portata rivoluzionaria della sua scelta e viene toccato dalla sua visione di una fede essenziale e spoglia. \n\n\n\nNOTE DI REGIA DI PIERO MACCARINELLI \n\n\n\nIspirato dall’omonimo film di Franco Zeffirelli\, lo spettacolo pone al centro la figura di Francesco\, figlio di ricchi mercanti che ad un certo punto della sua vita capisce che la povertà è l’unica vera ricchezza. All’inizio questo suo pensiero\, collegato alle sue azioni\, produce scandalo e riprovazione nel mondo mercantile dei suoi genitori e anche indignazione e rifiuto nel vescovo della sua diocesi. È il momento di dure battaglie fra mercanti di diverse città\, di azioni militari in cui vengono coinvolti molti dei figli coetanei ed amici di Francesco. Ma Francesco non si cura dello scandalo e della preoccupazione che il suo comportamento\, le sue azioni\, producono nella sua città. Solo una ragazza – Chiara\, anche lei figlia di ricchi mercanti – lo accompagna con gesti e azioni altrettanto forti\, portando il pane ai poveri e addirittura ai lebbrosi. Francesco prosegue il suo cammino\, vuole costruire una chiesa che sia la casa di tutti\, i poveri\, i diseredati\, quelli che non vengono accolti alle ricche celebrazioni dei mercanti. Inizia\, con i piedi nudi e un saio\, la costruzione della sua chiesa e con il suo esempio incomincia a trascinare dalla sua parte altri figli benestanti. Il conflitto\, quindi\, è generazionale oltre che motivazionale. Le feroci discussioni di Francesco con il padre\, lo stupore attonito della madre\, fanno da contrappunto alla sua ricerca dell’essenzialità e della verità. Ecco perché è ancora necessario raccontare la storia di Fratello Sole e Sorella Luna\, titolo della bellissima canzone musicata da Ortolani\, come molte delle musiche che useremo nello spettacolo. Spettacolo tanto più necessario nell’anno del Santo Giubileo\, anche perché si concluderà con il bacio dei piedi di Francesco nella sede massima della Santa Chiesa da parte del Papa\, che riconosce il valore dei principi ispiratori di Francesco e sembra pentirsi dell’opulenza e della ricchezza della Chiesa Romana\, che si è allontanata dai principi che muovono Francesco. Materia di scandalo e preoccupazione\, benissimo gestiti dalla sceneggiatura di Zeffirelli\, che per la versione teatrale si avvarranno della trasposizione e adattamento a cura di Angela Demattè e della mia regia. \n\n\n\nCAST \n\n\n\nGiulio Pranno (Francesco)Ksenia Borzak (Chiara)Massimo Wertmüller (Pietro Bernardone)Fabrizia Sacchi (Pica)Gabriele Cicirello (Deodato)Antonio Iorio (Paolo)Edoardo Raiola (Bernardo)Andrea Galasso (Giocondo)Eduardo Sacchi (Silvestro) \n\n\n\nMUSICHE E CREW \n\n\n\nMusiche originali Riz OrtolaniMusiche e arrangiamenti originali Alessandro NidiScenografie Francesco SereniCostumi Daniele GelsiLight designer Javier Delle Monache \n\n\n\nPRODUZIONE \n\n\n\nCon il patrocinio di SAN FRANCESCO 1226–2026 – Comitato Nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi – Co-produzione: International Music and Arts\, Agidi\, Fondazione Sipario Toscana Onlus – La Città del Teatro\, Oliver and Friends \n\n\n\nTOUR 2026–2027 \n\n\n\n23 giugno 2026 – SIENA\, Piazza San Francesco2 agosto 2026 – ALBA FUCENS\, Parco Archeologico \n\n\n\n30 agosto 2026 – ANAGNI\, Piazza Innocenzo III 4 ottobre 2026 – MASSA\, Teatro Guglielmi10 -11 ottobre 2026 – NOVARA\, Teatro Coccia20 ottobre 2026 – ARCORE\, Cineteatro Nuovo21 ottobre 2026 – ARESE\, Cinema Teatro23–25 ottobre 2026 – MILANO\, Teatro Manzoni21–22 novembre 2026 – FIRENZE\, Teatro Verdi28 novembre 2026 – CASCINA\, Città del Teatro30 novembre 2026 – GORIZIA\, Teatro Verdi4–6 dicembre 2026 – ROMA\, Teatro Olimpico9–10 dicembre 2026 – TORINO\, Teatro Colosseo11–12 dicembre 2026 – GENOVA\, Teatro Politeama18–20 dicembre 2026 – BOLOGNA\, Teatro Celebrazioni9 gennaio 2027 – CREMONA\, Infinity 110 gennaio 2027 – VARESE\, Teatro di Varese17 gennaio 2027 – VICENZA\, Teatro Comunale \n\n\n\n27 gennaio 2027 – BRINDISI\, Teatro Verdi \n\n\n\n28 gennaio 2027 – LECCE\, Teatro Politeama. \n\n\n\n30 gennaio 2027 – AVEZZANO\, Teatro dei Marsi \n\n\n\n31 gennaio 2027 –SULMONA\, Teatro Caniglia \n\n\n\nInfo: https://internationalmusic.it/artisti/fratello-sole-sorella-luna/ \n\n\n\nTicketone: https://www.ticketone.it/eventseries/fratello-sole-sorella-luna-regia-di-piero-maccarinelli-3965724/?affiliate=IGA  \n\n\n\nVivaticket: https://www.vivaticket.com/it/tour/fratello-sole-sorella-luna/4812
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SUMMARY: "Visitate il Garda. Grafica e promozione dalla Belle Époque al turismo moderno"
DESCRIPTION:Cento anni di desideri\, immaginari e trasformazioni sociali. Cento anni di turismo che raccontano l’evoluzione del lago di Garda e dell’Italia. Cento anni di modi diversi di guardare e vivere il paesaggio\, il tempo libero e il viaggio. \n\n\n\nDal 4 luglio al 18 ottobre 2026 il MAG Museo Alto Garda presenta Visitate il Garda. Grafica e promozione dalla Belle Époque al turismo moderno\, una grande mostra che per la prima volta riunisce in un unico percorso espositivo manifesti\, cartoline\, brochure\, guide illustrate\, fotografie e materiali promozionali che hanno raccontato\, costruito e diffuso nel mondo l’immagine del Lago di Garda. \n\n\n\nPer oltre un secolo il Garda è stato immaginato prima ancora che vissuto. È stato desiderato attraverso un manifesto affisso in una stazione ferroviaria\, una cartolina spedita oltre confine\, una guida illustrata sfogliata da viaggiatori in cerca di nuove destinazioni. Prima di diventare esperienza\, il Garda è stato racconto. Un racconto costruito attraverso immagini\, colori\, simboli e linguaggi che oggi restituiscono non soltanto la storia di una delle destinazioni turistiche più riconoscibili d’Europa\, ma anche l’evoluzione del gusto\, dei costumi\, della società e dell’idea stessa di viaggio. \n\n\n\nCurata da Matteo Rapanà e Anna Zunino\, la mostra nasce in occasione del centenario della nascita dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Riva del Garda\, oggi Garda Dolomiti\, e rappresenta il punto di arrivo di un importante lavoro di ricerca\, acquisizione e valorizzazione sviluppato negli ultimi anni dal MAG. Un patrimonio costruito nel tempo attraverso acquisizioni\, donazioni\, depositi e collaborazioni con collezionisti e istituzioni che viene ora restituito al pubblico come una grande narrazione collettiva. \n\n\n\nVisitate il Garda è un viaggio attraverso la costruzione di uno dei più longevi immaginari turistici europei. Dalla Belle Époque alle avanguardie del Novecento\, dall’affermazione della mobilità automobilistica alla nascita del turismo moderno\, il percorso espositivo racconta come un territorio sia stato osservato\, interpretato e continuamente reinventato attraverso le immagini. \n\n\n\nNei manifesti esposti scorrono le eleganti atmosfere della villeggiatura mitteleuropea\, la scoperta del Garda come “Mediterraneo tra le Alpi”\, l’entusiasmo per la velocità e il progresso delle nuove infrastrutture\, l’affermazione del benessere e del tempo libero come elementi centrali della vita contemporanea. Cambiano gli stili grafici\, cambiano i linguaggi\, cambiano i viaggiatori. Cambia l’Italia. E attraverso queste trasformazioni prende forma l’identità pubblica di un territorio che continua ancora oggi ad attrarre visitatori da tutto il mondo. \n\n\n\nManifesti\, cartoline\, guide\, fotografie e materiali editoriali raccontano così una storia che va oltre il turismo. Raccontano il modo in cui una comunità ha imparato a rappresentare se stessa\, il modo in cui un paesaggio è diventato memoria condivisa\, patrimonio culturale e promessa di viaggio. \n\n\n\nCon questa mostra il MAG aggiunge un nuovo tassello alla propria missione culturale\, confermandosi non solo luogo di conservazione\, ma spazio di interpretazione capace di leggere nelle immagini le trasformazioni storiche\, sociali e culturali che hanno contribuito a definire il volto contemporaneo del Garda. \n\n\n\nScheda tecnicaVisitate il GardaA cura di Matteo Rapanà e Anna ZuninoMuseo Alto Garda – Riva del Garda (TN)Piazza Cesare Battisti 3/A\, Riva del Garda \n\n\n\nInaugurazione: 3 luglio 2026\, ore 18:00Periodo di apertura: 4 luglio 2026 – 18 ottobre 2026\, tutti i giorni dalle 10:00-18:00.Da ottobre\, chiuso il lunedìBiglietto: intero €5 – ridotto €4Info: info@museoaltogarda.it – www.museoaltogarda.it – 0464 573869squarzonidaphne@comune.rivadelgarda.tn.it 0464573873
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SUMMARY:LIVING! Julian Beck pittore” nel nuovo spazio Ripense di Roma
DESCRIPTION:L’Accademia Nazionale di San Luca ets amplia la propria attività culturale con un nuovo spazio espositivo\, sempre a Roma\, originariamente acquistato dalla Fondazione Toti Scialoja come sua futura sede. Disatteso quel progetto\, l’Accademia ha deciso di prenderlo in gestione per svilupparvi iniziative artistiche e culturali. \n\n\n\nIl nuovo spazio denominato RIPENSE\, dalla via dove si trova\, adiacente a Lungotevere Ripa\, nasce come storico deposito e magazzino all’ingrosso di profilati ferrosi e metalli. Concepite come un grande ambiente industriale di circa 400 metri quadrati\, le sue architetture conservano soffitti molto alti\, ampie campate libere e travi d’acciaio a vista\, originariamente progettate per sostenere i carichi e agevolare le operazioni di scarico delle merci. \n\n\n\nDal 2016 al 2025 lo spazio ha ospitato la galleria d’arte contemporanea T293\, preservandone le strutture originarie. \n\n\n\nCome ha sottolineato Francesco Cellini\, Presidente dell’Accademia\, il nuovo spazio espositivo è “affabile\, agevole e duttile\, tale da favorire una maggiore articolazione delle nostre attività”. \n\n\n\n*** \n\n\n\nRIPENSE inaugura la sua attività con la mostra “LIVING! Julian Beck pittore”\, a cura di Lorenzo Mango\, in programma dal 10 luglio al 14 novembre 2026. \n\n\n\nL’esposizione rende omaggio a Julian Beck (New York\, 1925 — 1985)\, attore\, regista\, pittore e scrittore\, anima e cofondatore\, insieme a Judith Malina\, del Living Theatre\, e si focalizza sulla sua attività di pittore da cui trarrà i presupposti per gli esiti teatrali.   \n\n\n\nLa mostra è realizzata in collaborazione con la Fondazione Morra di Napoli\, che ha costituito l’Archivio Living Theatre\, affidato da Judith Malina a Peppe Morra\, con il quale sia lei sia Julian Beck intrattenevano da molti anni uno stretto rapporto di collaborazione e amicizia. \n\n\n\nOggi l’Archivio\, che conserva il più importante corpus di opere pittoriche e documenti di Julian Beck\, è ospitato presso Palazzo Prospero Morone a Caggiano (Salerno) ed è tutelato dal Ministero della Cultura (MIC) – Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale\, Direzione Generale Archivi\, Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania. \n\n\n\nLa mostra è realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. \n\n\n\nIl titolo della mostra è insieme un nome e un’esortazione: richiama naturalmente il Living Theatre e suona come un invito ad aderire al moto vitale dell’arte\, alla sua capacità di mettere in movimento il pensiero e l’azione\, dentro e fuori la cornice del quadro.  \n\n\n\n“Quella di Julian Beck – dichiara il curatore Lorenzo Mango – è una figura veramente unica nel panorama artistico del Novecento. Il teatro\, ma in termini più generali l’arte\, erano pensati da Beck in un’intima fusione con la vita. L’artista era un pensatore di futuro\, impegnato a immaginare quadri\, spettacoli ma ancora di più mondi. La sua visione anarchica si tradusse in una scelta di vita che metteva al centro l’esperienza pacifista e un immaginario utopico. Tutto questo\, prima ancora del teatro\, si realizza nella pittura\, una zona meno conosciuta del suo lavoro\, eppure fondamentale perché ne rappresenta le premesse. Questa mostra\, la prima storicizzazione del suo percorso di pittore\, ne rende finalmente leggibili l’identità e gli sviluppi interni”. \n\n\n\nLa mostra mette a fuoco la vicenda meno nota\, e proprio per questo più affascinante\, dell’artista: quella di Beck pittore. Giovanissimo\, nel 1943 lascia gli studi a Yale e torna a New York per dipingere e scrivere. Frequenta la galleria Art of This Century di Peggy Guggenheim e\, nell’Autumn Salon del 1945\, espone accanto a William Baziotes\, Robert Motherwell\, Jackson Pollock e Mark Rothko\, entrando pienamente nel clima dell’Espressionismo astratto.  \n\n\n\nPer oltre un decennio la pittura rappresenta il laboratorio privilegiato della sua ricerca: un esercizio di libertà costruito attraverso stratificazioni di segno e colore\, campiture vibranti\, collage di cartoline\, etichette e frammenti di stampa\, fino a una pratica che aspira a restituire\, come soleva ripetere\, la “crudezza del mondo”. \n\n\n\nNel 1958 Beck sceglie di abbandonare la pittura per dedicarsi\, come dirà\, “all’arte più sociale del teatro”. Non si tratta di una frattura\, bensì di un passaggio: le tensioni formali ed espressive della tela si trasferiscono nella materia teatrale\, diventando scrittura scenica\, corpo\, gesto e presenza. \n\n\n\nIn mostra una selezione di circa 40 opere: dipinti e disegni del periodo 1944–1958\, affiancati da fotografie\, manifesti\, bozzetti\, costumi di scena\, materiali d’archivio\, inviti\, videoproiezioni con stralci di spettacoli teatrali e documenti\, tutti provenienti dall’Archivio Living Theatre.  \n\n\n\nL’esposizione restituisce così l’unità di un percorso creativo e l’idea dell’opera d’arte totale\, in cui pittura\, parola\, scena e vita non costituiscono territori separati. A confermarlo è il ritorno alla pittura nel 1982 quando\, per The Yellow Methuselah\, Beck realizza un imponente fondale dipinto di settanta metri ispirato a Kandinskij. \n\n\n\nIl fondale non era un semplice elemento decorativo\, ma un’estensione dinamica della pittura nello spazio scenico\, capace di dialogare con l’azione teatrale e di definirne il ritmo percettivo. La pittura diventava così un’esperienza immersiva in cui spazio\, ambiente e corpi degli attori si fondevano in una composizione vivente. \n\n\n\nLa mostra è accompagnata da un catalogo che contiene: le presentazioni del Presidente Francesco Cellini e quella dell’accademico Gianni Dessì\, il saggio del curatore Lorenzo Mango\, i testi di Stefania Zuliani e Massimo Maiorino\, l’intervista inedita a Julian Beck condotta da Andrew Nadelson nel dicembre del 1984 e l’intervista di Barbara Reggio a Cathy Marchand\, attrice storica del Living Theatre. Il volume è inoltre corredato dalle riproduzioni di un’ampia selezione di opere e di tutte quelle esposte\, documentate anche dalle foto di Andrea Veneri dell’allestimento. \n\n\n\nLa mostra si avvale del supporto di Opera Laboratori \n\n\n\n*** \n\n\n\nINFORMAZIONI: \n\n\n\nMostra: “LIVING! Julian Beck pittore” \n\n\n\nCuratore: Lorenzo Mango \n\n\n\nSede: RIPENSE\, via Ripense 6\, Roma \n\n\n\nApertura al pubblico: 10 luglio – 14 novembre 2026 \n\n\n\nOrari: dal martedì al sabato\, dalle ore 15.30 alle ore 20.00 (ultimo ingresso ore 19.30) | chiuso la domenica e il lunedì. Chiuso dal 9 al 31 agosto. \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\nInformazioni: www.accademiasanluca.it; tel. 06 6798848 – 06 6798850 selezionando l’interno della portineria. \n\n\n\nFacebook: @accademianazionaledisanluca | Instagram: @accademiadisanluca
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SUMMARY:Taormina Arte Sicilia\, al via la stagione 2026 di musica\, teatro e danza
DESCRIPTION:La Fondazione Taormina Arte Sicilia presenta la stagione 2026 delle sezioni musica\, teatro e danza. Da luglio a ottobre il Teatro Antico\, il Teatro Odeon\, la Casa del Cinema e altri luoghi simbolo ospiteranno un cartellone che riunisce grandi concerti\, spettacoli di prosa e performance\, produzioni originali\, coproduzioni e progetti speciali\, confermando la vocazione multidisciplinare del Festival. \n\n\n\nLa direzione artistica\, affidata a Simona Celi\, sviluppa il cartellone attorno al concetto di Zeitgeist\, lo spirito del tempo\, filo conduttore dell’intera stagione.  \n\n\n\nL’Assessore regionale al Turismo\, Sport e Spettacolo Elvira Amata sottolinea il valore strategico del Festival all’interno delle politiche regionali di promozione culturale e turistica: “Questo evento conferma il suo ruolo consolidato come pilastro della programmazione culturale e della strategia di promozione turistica dell’Isola\, configurandosi come un’alta espressione dell’identità culturale siciliana e della sua millenaria tradizione di accoglienza e contaminazione artistica. Anche in questa edizione Taormina\, grazie alla sua storia e alla maestosità del Teatro Antico\, tornerà a essere un palcoscenico internazionale per le eccellenze del cinema\, della musica e del teatro\, valorizzando al contempo la centralità e la rilevanza dei territori che\, con il loro patrimonio materiale e immateriale\, custodiscono l’autenticità del brand Sicilia. Per il suo valore strategico e la comprovata capacità di attrarre flussi turistici internazionali\, la rassegna è stata inserita nel Calendario ufficiale dei Grandi Eventi dell’Assessorato Regionale del Turismo. Una condivisione istituzionale che consentirà di rafforzare le azioni volte a destagionalizzare l’offerta\, potenziare la promozione delle specificità territoriali e del brand Sicilia all’estero e garantire ai visitatori esperienze culturali di elevato profilo. Siamo certi che l’edizione 2026 supererà le aspettative\, rafforzando altresì la posizione della Sicilia come capitale del turismo culturale nel Mediterraneo”.  \n\n\n\nParticolare rilievo assumono le produzioni\, coproduzioni della Fondazione Taormina Arte Sicilia e le ospitalità. Al mondo del teatro sarà dedicata una serata speciale in occasione dei 50 anni della prosa al Teatro Antico in programma il 3 settembre\, con il Premio Internazionale Fondazione Taormina Arte Sicilia per il Teatro. \n\n\n\nDall’8 al 10 ottobre la Casa del Cinema ospiterà la masterclass della regista Roberta Torre. Taormina Arte intende continuare le attività anche nei mesi invernali\, con la progettualità legata alle prossime produzioni. \n\n\n\nIl Commissario Straordinario Bernardo Campo aggiunge: “La Fondazione Taormina Arte Sicilia attraversa un anno molto importante attuando un progetto di coesione ancora più forte tra Assessorato al Turismo ed enti. Una visione condivisa con l’Assessore regionale Elvira Amata e un gruppo di lavoro di professionisti con una profonda esperienza\, sono gli elementi che danno il senso ad una visone in cui\, il turismo\, è valore economico\, visibilità internazionale e crescita dei territori. Miriamo ad un progetto ben preciso e di lunga durata che consolidi Taormina come un brand riconoscibile nel mondo per la bellezza dei luoghi\, la qualità dell’offerta culturale\, il valore dell’ospitalità. Si parla spesso di ‘geografia culturale’ e di eventi come attrattori. Il cinema\, il teatro\, la danza\, la musica\, sono linguaggi universali e un volano fondamentale per attrarre e coinvolgere flussi turistici di qualità\, fidelizzare nel tempo il visitatore creando occasioni uniche ed esperienze irripetibili. Taormina Arte Sicilia si pone al centro di questa visione ed è strumento di programmazione internazionale e termometro di come la Sicilia è percepita all’estero. Puntiamo a coinvolgere artisti di rilievo\, sostenere progetti originali e realizzare eventi unici\, capaci di rafforzare l’identità della Fondazione e del brand Taormina\, valorizzandone la capacità progettuale\, la qualità della programmazione e le ricadute sul territorio e sull’intera Sicilia. Siamo profondamente convinti che la qualità del nostro lavoro sia fondamentale per superare gli stereotipi\, attrarre valore e contribuire a raccontare una Sicilia sempre più innovativa e creativa. Sentiamo forte il ruolo della Regione Siciliana in questo percorso di partecipazione attiva alla crescita culturale\, politica\, sociale e turistica dell’Isola”. \n\n\n\nIl Sovrintendente Felice Panebianco\, sottolinea: “Identità è la parola che mi viene in mente quando penso alla Fondazione Taormina Arte Sicilia. Uno dei Festival più importanti in Europa racchiude un’anima antica e una visione futura. Lo scambio è costante con il territorio\, la luce è reciprocità. Taormina accoglie e meraviglia\, il nostro progetto è quello di creare contenuti\, essere fulcro di idee\, di scambio ma anche quello di avere un dialogo costante con il pubblico perché teatro significa principalmente coesione\, socialità\, nutrimento. Abbiamo potenziato il nostro Festival rendendolo multidisciplinare\, inclusivo\, attento alle tematiche del tempo che attraversiamo\, agli artisti\, ai giovani. Manteniamo il cuore di questo ente che ha scritto le pagine più importanti della storia culturale italiana ma con l’idea che musica\, danza\, teatro siano un mezzo che una comunità ha per condividere il piacere e per crescere. Taormina attrae per il suo fascino ma certamente\, negli anni\, il Festival ha dato un contributo identitario al suo incanto. Ripartiamo dalla curiosità\, dall’idea di creare progetti originali ed eventi immersivi affinché l’attrazione sia anche la narrazione di questo luogo\, la sua connotazione culturale e non solo geografica”.  \n\n\n\nLa direttrice artistica delle sezioni musica\, teatro e danza Simona Celi evidenzia come la stagione nasca dal desiderio di rafforzare l’identità culturale della Fondazione: “Zeitgeist\, lo spirito del tempo\, è il filo conduttore del Festival. Vogliamo che la Fondazione Taormina Arte Sicilia sia sempre più un centro di idee\, di scambio e di partecipazione\, attraverso una proposta che unisce produzioni originali\, giovani\, artisti siciliani e protagonisti internazionali. Il tema centrale è il racconto del nostro tempo attraverso il linguaggio della performance\, della musica\, del teatro e della danza\, con spettacoli pensati anche come esperienze immersive. Stiamo costruendo un nuovo percorso per un ente che si rinnova mantenendo la propria tradizione di qualità\, cultura e curiosità”.  \n\n\n\nIl cartellone completo:  \n\n\n\nDall’8 al 10 ottobre – Masterclass con Roberta Torre – Produzione Taormina Arte Sicilia – Casa del Cinema \n\n\n\n10 luglio – Delia Buglisi – Teatro Antico  \n\n\n\n11 luglio – Serena Brancale – Teatro Antico  \n\n\n\n24 luglio – Angelina Mango – Teatro Antico  \n\n\n\n1 agosto – spettacolo all’alba – Dove nasce il giorno con Ambra Angiolini e Orchestra a Plettro Città di Taormina (testi di Chandra Livia Candiani) – Produzione Taormina Arte Sicilia – Teatro Antico.  \n\n\n\n5 agosto – Pink Floyd Legend – Teatro Antico  \n\n\n\n9 agosto – Luca Carboni – Teatro Antico  \n\n\n\n10 agosto – Oltre le colonne d’Ercole\, con Gloria Campaner e Valeria Solarino – Teatro Antico.  \n\n\n\n11 agosto – Iliade\, adattamento scenico e regia di Mimmo Cuticchio – Teatro Antico.  \n\n\n\n12 agosto – Nino D’Angelo – Teatro Antico  \n\n\n\n24 e 25 agosto – Pooh – Teatro Antico  \n\n\n\n26 agosto – Nuhara – Teatro Odeon.  \n\n\n\n1 settembre – Capelli. M. si desta un mattino da sogni inquieti\, drammaturgia e regia di Luisa Casasanta – Teatro Odeon.  \n\n\n\n2 settembre – Concerto sinfonico Rachmaninov 3\, Bernstein\, Ravel\, con la pianista Serene e la Palermo Classica Symphony Orchestra diretta da Sol Chin – in collaborazione Taormina Arte Sicilia e Palermo Classica – Teatro Antico.  \n\n\n\n3 settembre – Gran Galà del Teatro e Premio Internazionale Fondazione Taormina Arte per il Teatro – Teatro Antico.  \n\n\n\n5 settembre – Li Fomni\, con Eleonora Bordonaro e Diana Tejera – Teatro Odeon.  \n\n\n\n6 settembre – Prove di volo – Compagnia Neon – Teatro Odeon.  \n\n\n\n9 settembre – Ultimi spettacoli\, con Roberto Lipari – Teatro Antico.  \n\n\n\n10 settembre – Coez – Teatro Antico  \n\n\n\n13 settembre – Madame – Teatro Antico  \n\n\n\n17 settembre – Blu. Planetaria\, con Edoardo Leo – produzione Taormina Arte Sicilia – Teatro Antico.  \n\n\n\n20 settembre – Bellini alla Norma\, con Danilo Rea e Cesare Bocci – produzione Taormina Arte Sicilia – Cortile Platamone\, Catania.  \n\n\n\n24 settembre – Interference\, coreografia di Alessandra Scalambrino\, con DT Junior Ballet e Puccio Castrogiovanni – Produzione Taormina Arte Sicilia (Only 100) – Teatro Antico.  \n\n\n\nDal 30 settembre al 4 ottobre – La cena\, di Giuseppe Manfridi\, regia Walter Manfrè – Produzione Taormina Arte Sicilia (Only 40) – Palazzo Corvaja. 
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SUMMARY:CANTI.CO a cura di 4D Teatro\, rassegna di eventi diffusi\, tra sacro e profano
DESCRIPTION:Nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi\, nasce il progetto CANTI. CO eventi diffusi tra sacro e profano\, promosso dalla rete 4D Teatro\, composta dalle compagnie mantovane Carrozzeria Orfeo\, Teatro Magro\, Teatro all’improvviso\, Ars. Creazione e Spettacolo\, con il contributo di MiC – Ministero della Cultura\, nell’ambito di “Progetti Speciali” del FNSV (Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo)\, del Comune di Mantova\, Gruppo Tea\, con il patrocinio del Comune di Curtatone\, rispettando i principi di Greenstage e Unione Europea. \n\n\n\nUn percorso esperienziale diffuso\, immersivo e partecipato\, che indaga il confine\, oggi sempre più mobile\, tra sacro e profano. Se il “sacro” è inteso non solo come ciò che appartiene alla sfera rituale o simbolica tradizionale\, ma che porta valore\, rispetto\, cura\, bellezza e connessione profonda\, il profano\, a sua volta\, diventa spazio di incontro e relazione umana\, di vita pulsante nelle strade\, nelle case\, negli interstizi del territorio.  \n\n\n\nCon la sua radicale visione del mondo\, la figura di Francesco diviene così chiave per leggere la contemporaneità e le sue tensioni\, attraversando e abitando luoghi emblematici del patrimonio mantovano\, soglie da cui partire per esplorare e interrogarsi su come sacro e profano abitino e trasformino il presente in un dialogo fertile con la memoria: Palazzo Te e il Museo Diocesano Francesco Gonzaga a Mantova\, il Complesso delle Grazie e Corte Maddalena a Curtatone\,oltre all’individuazione di spazi speciali nei comuni di Quistello e Gazoldo degli Ippoliti. \n\n\n\nIn questo intreccio di tempi e visioni\, l’immaginario francescano torna a risuonare nel nostro presente\, aprendo uno spazio rinnovato di riflessione collettiva grazie ad un progetto capace di coniugare ricerca artistica contemporanea e valorizzazione del patrimonio culturale\, architettonico\, naturalistico e comunitario\, in stretto contatto con le comunità locali e in connessione con l’ambiente. \n\n\n\nPrimo appuntamento è il 26 luglio (ore 21) a Palazzo Te con CREATURA di Compagnia Ars. Creazione e Spettacolo\, in collaborazione con Iuvenis Danza\, testo e regia di Federica Restani. Creatura vuole restituire lo sguardo francescano sulla natura intesa come creazione originale e originaria rintracciabile nelle iconografie e negli spazi di Palazzo Te. Il Cantico delle Creature\, testo poetico\, inno religioso\, modo di guardare il mondo che celebra una fraternità concreta\, si rispecchia nel luogo e lo fa vibrare. È un insegnamento per riconoscere il Palazzo come una creatura vivente e portare il Cantico nel cuore dell’architettura\, facendolo risuonare attraverso voci e corpi. La performance diventa un rito collettivo che conduce il pubblico ad attraversare stanze ed iconografie in un legame di significati e trame. \n\n\n\nRitorna a Corte Maddalena\, a Curtatone\, il 19 settembre (ore 20) e il 20 settembre (ore 12.30)\, il Teatro delle Ariette con NOI SIAMO UN MINESTRONE [IMAGINE]\, di\, con e regia di Paola Berselli e Stefano Pasquini. Più che uno spettacolo meglio pensarlo come un incontro\, un’ora di tempo vissuta insieme poeticamente\, cercando quello che c’è prima delle parole e quello che resta dopo che sono state pronunciate e dimenticate. Un pezzo di vita per tutte le cose da raccontare\, sull’amore\, sul teatro\, sulla forza delle piante e degli animali\, su come sarebbe facile\, in fondo\, essere felici. Attori e spettatori condividono un rito semplice e potente: il minestrone che prende forma\, un piatto così umile e quotidiano da appartenere alla vita di tutti. In un tempo di guerre\, il Teatro delle Ariette\, la compagnia di attori-contadini del teatro da mangiare e dell’autobiografia\, presenta una delle sue ultime creazioni per raccontare l’amore\, ritrovare il piacere del gioco\, immaginare il presente. \n\n\n\nUn vero e proprio pellegrinaggio laico e spirituale\, dove il camminare non è più solo un attivatore del pensiero logico\, ma diventa un atto di spoliazione e connessione profonda\, è quello che Teatro Magro in GRAZIE E DISGRAZIE propone il 3 e 4 ottobre\, ogni 5 minuti (ore 8\, 10.30\, 17.30) con partenza dalla città di Mantova per raggiungere il Santuario delle Grazie di Curtatone. Il percorso performativo\, regia di Flavio Cortellazzi\, con attori e attrici di Teatro Magro\, è una camminata in cui l’itinerario si trasforma in uno spazio di esperienza artistica condivisa\, dove dimensione sacra e profana si intrecciano in dialogo con il paesaggio e la memoria dei luoghi. Il vero soggetto è l’atto del camminare\, condizione indispensabile per favorire lo sviluppo rigoroso e spietato del pensiero. Nella spiritualità francescana\, il cammino a piedi è la condizione stessa dell’essenzialità: ci si mette in viaggio senza bagagli\, accettando la vulnerabilità del corpo e l’incontro imprevedibile con il mondo. \n\n\n\nUn percorso performativo e laboratoriale che intreccia linguaggi artistici\, patrimonio culturale e pratiche di ascolto\, rivolgendosi a bambini\, famiglie e adulti\, è quello che propone Teatro all’improvviso in un progetto articolato in più momenti. Il 18 ottobre alla Sala Ex Mondadori di Palazzo Te (con due turni di due ore ciascuno\, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30) si svolge DANCING MATERIAL / MATERIAL DANCE – NATURA DELLE MATERIE\, un laboratorio sulla sensibilità\, a cura di Cornelia Böhnisch & Katharina Schrott di Toihaus Theater (Austria) che si avvale anche del patrocinio del Forum austriaco di Cultura a Milano e del contributo di Fondazione Comunità Mantovana. Declinata in due versioni\, per famiglie e adulti\, l’esperienza vuole esplorare percezione\, movimento e relazione con l’ambiente\, promuovendo un ascolto attivo e una più profonda consapevolezza corporea. Il workshop\, attraverso l’esplorazione delle caratteristiche che contraddistinguono materiali diversi\, dai tessuti al cotone\, l’acqua o la nebbia\, fonde questi elementi con il corpo umano\, la musica e lo spazio\, creando un’esperienza immersiva che regala un nuovo modo di sentire la propria figura e osservare le opere d’arte. A completare il percorso\, nel mese di dicembre\, è lo spettacolo ATTRAVERSO IL BOSCO testo\, scene e regia di Dario Moretti\, con Silvia Viviani\, musiche di Saya Namikawa\, proposto a Quistello per le scuole\, e a Gazoldo degli Ippoliti con replica per le famiglie. Lo spettacolo racconta la storia di un’amicizia tra una bambina e un orso che richiama l’antico legame tra l’essere umano e la natura.  Dopo un incontro burrascoso\, i due protagonisti imparano a conoscersi e a comunicare\, instaurando una relazione fatta di gesti e doni\, che nel rispetto della giusta distanza\, si accompagna alla scoperta dell’altro e della bellezza che la natura del bosco riserva. Un invito a coltivare il rispetto per ogni creatura vivente e la meraviglia verso i paesaggi naturali. \n\n\n\nAl Museo Diocesano di Mantova\, luogo che custodisce secoli di arte sacra e memoria collettiva\, l’11 dicembre alle ore 21\, Compagnia Ars. Creazione e  Spettacolo propone una performance che rimette al centro la figura di San Francesco d’Assisi come chiave per leggere il presente. FRANCESCO. LE CREATURE E LA SOGLIA\, regia di Raffaele Latagliata\, testo di Davide Rondoni\, con Federica Restani e Raffaele Latagliata\, unisce poesia\, teatro e danza per attraversare la soglia – sempre più sottile – tra sacro e profano. Lo spettacolo nasce da un testo originale di Davide Rondoni\, che darà voce a un pensiero francescano capace di parlare all’oggi con la stessa radicalità di otto secoli fa. \n\n\n\nINFO E PRENOTAZIONI \n\n\n\n340 3440881 | 4dteatro@gmail.com \n\n\n\nwww.carrozzeriaorfeo.it/4dteatro
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SUMMARY:Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology
DESCRIPTION:Dalle rovine dell’antichità alle icone della cultura pop\, passando per un messaggio di rinascita per il territorio. Dal 27 luglio al Parco Archeologico di Pompei prende il via Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology\, la più grande installazione artistica mai realizzata dall’artista britannico\, considerato dalla critica l’erede di Andy Warhol. Oltre trenta sculture monumentali del suo iconico alter ego\, The Lobster\, popoleranno Pompei e i siti del territorio\, tra cui il sito protostorico di Longola\, dove una delle opere sarà allestita come segno di attenzione verso il territorio dopo il grave incendio doloso che ha colpito l’area poche settimane fa. \n\n\n\nPop Mythology\, organizzata dal Il Cigno Arte nel il Parco Archeologico di Pompei\, rappresenta il prossimo grande progetto di arte pubblica di Colbert e segna un nuovo capitolo nella sua esplorazione della mitologia\, della storia e della cultura contemporanea. Sempre più riconosciuto come uno dei principali artisti delle installazioni site-specific su larga scala\, Colbert ha realizzato importanti interventi artistici a Taipei\, Seoul\, Hong Kong\, Shanghai\, Singapore\, Macao\, Londra\, Venezia\, Napoli\, Roma e in Sicilia\, costruendo una pratica artistica globale e distintiva. Il suo lavoro si colloca all’intersezione tra arte\, intrattenimento e cultura di massa\, creando esperienze accessibili e di forte impatto per il pubblico di tutto il mondo. \n\n\n\n«Pompei è\, per me\, la città dell’antichità per eccellenza» spiega Philip Colbert «un luogo che esiste oltre il tempo. Non riesco a immaginare un contesto più potente in cui creare un dialogo scultoreo sul tempo\, sull’identità e sui modi in cui l’arte può trascendere i propri limiti. Le rovine di Pompei incarnano al tempo stesso tragedia e bellezza\, e la città stessa sembra sospesa tra passato e presente». \n\n\n\nIspirata all’arte antica di Pompei\, in particolare al celebre mosaico a soggetto marino proveniente dalla Casa del Fauno\, oggi al Museo archeologico di Napoli\, la mostra che include molte sculture mai esposte prima dall’artista\, dialoga con la storia del sito e del suo territorio attraverso il viaggio simbolico del motivo dell’astice di Colbert\, che riecheggia la storia stessa di Pompei fatta di distruzione\, conservazione e memoria collettiva. \n\n\n\nMentre i visitatori attraversano il sito\, le sculture emergono in modo inatteso all’interno del Parco: colorati astici in acciaio inox e opere con patina bronzea appariranno tra colonne\, archi e rovine antiche. Accanto a queste\, una nuova trilogia di monumentali sculture in acciaio nero\, concepite come “reperti mitologici del futuro”\, tra cui guerrieri-astice robotici\, si presenterà come rovina speculativa proveniente da un futuro immaginario. \n\n\n\nOltre a Pompei\, dal 28 luglio le opere saranno esposte negli altri siti gestiti dal Parco archeologico: Longola\, Boscoreale\, Oplontis\, Villa San Marco\, Villa Arianna e il Real Polverificio Borbonico. \n\n\n\n«L’allestimento di un’opera a Longola assume un significato particolare»\, sottolinea il Direttore del Parco\, Gabriel Zuchtriegel. «Dopo l’incendio che ha colpito il sito\, la presenza di una scultura di Colbert rappresenta un gesto di attenzione e solidarietà verso questo luogo e verso la comunità che lo vive. L’arte contemporanea può contribuire a mantenere alta l’attenzione sul patrimonio culturale e a trasformare una ferita in un’occasione di partecipazione e rinascita. Nel corso della mostra\, seguiranno incontri con scuole e associazioni nei vari luoghi\, tra Boscoreale\, Castellammare di Stabia\, Torre Annunziata e Longola nel Comune di Poggiomarino”. \n\n\n\nFondendo mitologia classica e immaginario futuristico\, Pop Mythology presenta Pompei non solo come un luogo archeologico storico\, ma come uno spazio culturale vivo\, in dialogo con l’arte contemporanea e la cultura visiva moderna. Riflettendo su temi quali la mortalità\, la civiltà e il rapporto dell’umanità con la tecnologia\, la mostra crea un dialogo tra rovine antiche e futuri immaginati\, invitando un nuovo pubblico a scoprire Pompei attraverso uno sguardo contemporaneo e dando vita a un’esperienza immersiva\, ludica e sorprendente. \n\n\n\n«Il Parco Archeologico di Pompei ha accolto l’universo figurativo di Philip Colbert con le sue immagini apparentemente ludiche e grottesche\, che non rappresentano una fuga dalla realtà\, ma una satira spietata – conclude il curatore Cesare Biasini Selvaggi –. È una maschera tragica comune – non solo l’alter ego dell’artista britannico – con cui copriamo il nostro fallimento. Le sue opere sono gli idoli folli di un’umanità irrazionale\, incapace di imparare dalla storia\, che continua a consumare guerre nel mondo\, sopraffazioni\, egoismi e a ignorare o sottovalutare la Natura. Pompei è il luogo in cui la storia ha fermato il tempo per consegnarci un monito eterno: la fragilità dell’umanità e del suo destino di fronte alla forza incontenibile della Natura. Ma c’è un filo di resistenza civile\, di possibilità di rinascita intessuto da Colbert che si dipana fuori dal recinto sacro del Parco\, lungo l’itinerario espositivo inedito di sedi satelliti nella carne viva\, e spesso ferita\, dell’hinterland campano. A partire dal Parco archeologico naturalistico di Longola (Poggiomarino)\, la Pompei prima di Pompei. Qui\, lo scorso 19 giugno\, le fiamme della criminalità hanno cercato di bruciare la memoria appiccando un grave incendio che ha devastato il sito\, distruggendo le strutture dell’infopoint e i laboratori didattici. E poi la lunga marcia degli astici di Colbert prosegue\, fino a Boscoreale\, Torre Annunziata\, Castellammare e Scafati. Una marcia per ricordare che il senso della meraviglia\, dello stupore\, la fantasia e la creatività non sono un lusso per pochi\, ma la risorsa più grande per riscrivere gli immaginari del presente-futuro e ritrovare il senso di essere comunità contro ogni forma di criminalità\, degrado\, barbarie. Colbert a Pompei non deve divertire o consolare: deve provocare le coscienze».
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SUMMARY:Con-vivere Carrara Festival 2026
DESCRIPTION:Tra gli eventi dell’edizione numero ventuno di Con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, che avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata\, anche la mostra “Con-testi. Abitare a fumetti”\, che sarà inaugurata a Palazzo Binelli\, a Carrara giovedì 10 settembre alle ore 19.30.  L’esposizione di opere originali\, selezionate dal giornalista Riccardo Corbò\, vuole mostrare diverse visioni del fumetto contemporaneo sul concetto di “abitare”.   \n\n\n\nDa diversi anni il fumetto è uscito dal classico alveo di “letteratura di evasione” e di semplice intrattenimento\, spesso per l’infanzia.  Sono molti gli autori che lo usano come forma d’arte pura\, per raccontare il nostro presente\, per indagare nei sentimenti\, nella psicologia e nella società. Per inventare un altrove che serve come specchio distorto della nostra realtà. Abbiamo voluto quindi ragionare attorno a quei fumetti che contengono il concetto dell’abitare.  “Abitare” non solo passivamente un luogo\, ma anche prendersene cura. Abitare la propria casa\, ma anche la propria città; il centro storico e le periferie; i monumenti e i luoghi abbandonati da recuperare e occupare. L’abitazione come luogo fisico ma anche luogo della propria anima\, e nel senso più ampio del termine anche il nostro pianeta\, “abitarlo” avendo ben presente la distinzione dallo “sfruttarlo”. \n\n\n\nRita Petruccioli\, che con la sua installazione “Sisterhood in the Neighborhood. Detoxing Public Space From Patriarchy” progettata insieme ad ActionAid Italia e coordinata dalle RebelArchitette (ideata per la Biennale di Venezia del 2021) racconta il presente reale\, la società attuale\, l’abitare negli spazi cittadini e il loro utilizzo e riutilizzo per scopi etici e sociali. L’installazione è il racconto a fumetti di cinque realtà individuate da ActionAid sul territorio italiano che propongono visioni alternative del potere\, delle relazioni e delle comunità\, costruendo spazi di partecipazione\, inclusione e cittadinanza attiva e un’alternativa femminista sul territorio.  In mostra anche le tavole da “Medea”\, la recente graphic novel dell’autrice che mostra esempi di città e architetture classiche riviste in chiave fantascientifica e fantasy. \n\n\n\nRoberto Grossi\, architetto\, illustratore e autore di fumetti\, con le pagine tratte dal suo reportage grafico “La grande rimozione” racconta l’abitare il pianeta\, l’abuso e la distruzione dell’uomo sulle sue risorse. Un libro che combina magistralmente storia\, scienza\, politica e vita personale restituendo uno sguardo inedito su un’epoca segnata dall’emergenza climatica. Una selezione di tavole da altre due sue opere “Il grande Prato” e “Cassadritta” ci raccontano tramite margini una storia di periferia urbana\, tra innocenza e degrado e l’avanzare della cementificazione che crea “non luoghi” alienanti più che abitativi. \n\n\n\nIl Collettivo Viscosa\, formato da artiste giovanissime\, porta la loro visione fresca e dirompente\, nuova\, innovativa del prendersi cura del proprio spazio abitativo fisico\, come di quello psicologico e spirituale\, pubblicata in autoproduzioni e fanzine. Il Collettivo Viscosa è un gruppo indipendente di giovani artiste\, illustratrici e fumettiste nato nel 2022\, vincitore del premio come miglior realtà indipendente all’ARF! Festival 2025\, si distingue per l’autoproduzione di storie che esplorano tematiche sociali e personali con stili variegati. \n\n\n\nLorenzo Ceccotti LRNZ nella sua trilogia di graphic novel “Geist maschine”\, dai richiami manga\, allo stesso tempo naturalistica e tecnologica\, ci mostra come potrebbe abitare l’uomo in un futuro o presente distopico post apocalittico\, dove i nostri luoghi abituali cambiano uso e prospettiva\, con un eccezione “world building” autoriale \n\n\n\nUn raggio molto ampio di stili di disegno e di scrittura\, che permetteranno al pubblico di conoscere o approfondire opere della contemporanea letteratura disegnata\, di maggiore successo nell’attuale scena editoriale e creativa italiana. \n\n\n\nUno spazio della mostra\, curato da Agnese Leone docente della Scuola di fumetto e illustrazione\, sarà dedicato a un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara\, che attraverso i loro fumetti\, indagheranno la fragilità psicologica e il peso delle aspettative sociali\, il valore della comunità e del cohousing opposti all’individualismo urbano e la ricerca della propria identità per imparare ad abitare sé stessi e il proprio spazio nel mondo. Sei differenti e giovani visioni: Elisa Armanti\, Ginevra Barabesi\, Ray Casciari\, Angelica Giovannelli\, Safia Hariti\, Sigrid Mauroner. \n\n\n\nCon-vivere Carrara Festival: “Abitare”\, dal 10 settembre al 17 ottobre 2026 a Palazzo Binelli\, Carrara \n\n\n\nTutti gli eventi in programma sono ad ingresso libero e gratuito \n\n\n\nwww. con-vivere.it; Fb con-vivere Carrara Festival; IG con_vivere \n\n\n\nIl festival con-vivere è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo Onlus \n\n\n\nCon il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco \n\n\n\nCon il patrocinio di: Regione Toscana\, Commissione Regionale Pari Opportunità della Toscana\, Provincia di Massa Carrara \n\n\n\nCon la collaborazione di: Ufficio scolastico territoriale Ambito di Massa Carrara \n\n\n\nCon il contributo di: Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Porti di La Spezia e Marina di Carrara \n\n\n\nPremium Supporter: Fhp Carrara Terminal \n\n\n\nMain Sponsor: BPER Banca \n\n\n\nSponsor Midi: Chean Srl\, Coop Firenze\, Generali Assicurazioni\, Marmo Canaloni Carrara \n\n\n\nSponsor: Cooperativa Cavatori Gioia\, MaxMarmi\, S.T. Segagioni\, Aziende del porto di Marina di Carrara (MDC Terminal\, San Colombano Costruzioni SpA\, Gruppo Grendi\, T-Bulk\, Vittorio Bogazzi e Figli Spa\, Piero De Gasperis & C. srl\, Dusty Srl\, Semp Srl) \n\n\n\nSponsor tecnico: Nausicaa SpA\, Fonteviva\, Federalberghi Costa Apuana\, RetiAmbiente Carrara \n\n\n\nMediapartner: QN La Nazione
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SUMMARY:Torna  "Paesaggi del Corpo - Festival Internazionale Danza Contemporanea"
DESCRIPTION:Una piazza smette di essere soltanto uno spazio urbano; un cortile storico rivela nuove prospettive; un teatro si apre alla città; un palazzo restituisce dettagli che lo sguardo quotidiano ha smesso di cogliere: quando la danza attraversa un luogo\, ne modifica la percezione e il modo di abitarlo. Da questa idea nasce Paesaggi del Corpo – Festival Internazionale Danza Contemporanea diretto da Patrizia Cavola\, in programma dal 18 settembre al 17 novembre 2026 tra Velletri e Genzano di Roma. Un’edizione che mette in relazione corpi\, paesaggi e comunità\, trasformando lo spazio in esperienza condivisa ed elemento attivo della creazione scenica. \n\n\n\nLegami è il titolo dell’edizione 2026. Un filo conduttore che attraversa l’intero festival e ne orienta lo sguardo: ogni edizione prende forma dall’incontro tra artisti\, luoghi e comunità. La danza diventa il linguaggio attraverso cui il paesaggio si trasforma\, rivelando nuove possibilità di relazione e offrendo al pubblico uno sguardo inedito sugli spazi che abita. \n\n\n\nPer due mesi il festival abita Velletri e Genzano di Roma con 30 recite affidate a 21 compagnie italiane e internazionali\, alternando spettacoli\, performance site specific\, residenze artistiche\, incontri e attività formative. Una programmazione che sceglie il tempo della continuità\, accompagnando il territorio lungo due mesi di ricerca e condivisione. Partecipano Compagnia Atacama\, Cie Irene K\, Balletto Civile\, Motus\, Enclave Danza\, Naturalis Labor\, Ersilia Danza\, Compagnia Francesca Selva\, Balletto Teatro di Torino\, Mandala Dance Company\, Compagnia degli Istanti / Simona Bucci\, Cie Vialuni\, Kinesis CDC\, AIEP Ariella Vidach\, ARB Dance Company / Arabesque\, Asmed – Balletto di Sardegna\, Larumbe Danza\, Borderline Danza\, Megakles Ballet / Petranuradanza\, Silvia Gribaudi / Zebra Cultural Zoo ed EgriBiancoDanza\, accanto a una nuova generazione di autrici e autori. \n\n\n\nIl dialogo con i luoghi continua a definire l’identità di Paesaggi del Corpo: Piazza Cairoli\, la Casa delle Culture e della Musica e il Teatro Artemisio Gian Maria Volonté di Velletri\, insieme a Palazzo Sforza Cesarini e Piazza Frasconi di Genzano\, non sono semplici sedi di spettacolo: diventano parte della drammaturgia\, contribuendo a orientare la relazione tra corpi\, spazio e pubblico. La coreografia incontra così l’architettura\, il paesaggio urbano e quello naturale\, trasformando luoghi familiari in spazi di esperienza e di scoperta. Accanto alla programmazione di spettacolo\, il festival conferma il proprio impegno a sostegno della ricerca artistica attraverso residenze\, percorsi formativi e occasioni di confronto. Musica\, arti visive\, cinema\, letteratura e nuove tecnologie dialogano con la danza contemporanea\, ampliandone i linguaggi e offrendo uno spazio di crescita alle nuove generazioni di autrici e autori. \n\n\n\nDal 13 al 17 novembre Paesaggi del Corpo amplia la propria programmazione dedicata alle nuove generazioni con la sezione Kids\, proponendo matinée rivolte alle scuole e percorsi di avvicinamento alla danza e alle arti performative. Nello stesso ambito\, La Scatola dell’Arte realizzerà il Progetto Speciale Danza del MIC – Ministero della Cultura dal titolo L’Eredità del Burattino / Sulle tracce di Pinocchio\, un omaggio allo scrittore Carlo Collodi nel bicentenario della nascita\, sostenuto dal Ministero della Cultura. Il progetto prevede un articolato percorso formativo rivolto alle scuole primarie\, attraverso attività laboratoriali e momenti di approfondimento ispirati all’universo di Pinocchio e alla sua capacità di parlare ancora oggi a bambine e bambini.Paesaggi del Corpo – Festival Internazionale Danza Contemporanea\, è un progetto de La Scatola dell’Arte ETS realizzato con il contributo di Regione Lazio \, in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Velletri e del Comune di Genzano di Roma.Il programma completo con date\, orari e modalità di partecipazione sarà presentato nelle prossime settimane. \n\n\n\nMaggiori informazioni sul sito: https://paesaggidelcorpo.it/
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SUMMARY:Mercurio Festival  2026 – VIII edizione a Palermo
DESCRIPTION:Dal 19 settembre all’11 ottobre torna a Palermo Mercurio Festival\, il festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea multidisciplinare\, che nel 2026 giunge alla sua ottava edizione. Teatro\, danza\, musica\, performance e arti visive torneranno ad attraversare gli spazi dei Cantieri Culturali alla Zisa\, trasformandoli in un luogo di incontro tra artisti e pubblico\, linguaggi differenti e nuove prospettive sul presente. \n\n\n\nFuturo possibile necessario è il titolo e il tema scelto per l’edizione 2026: un invito a recuperare la capacità di immaginare alternative in un tempo segnato da conflitti\, trasformazioni tecnologiche\, crisi ambientali\, disuguaglianze crescenti e da una progressiva semplificazione del dibattito pubblico. In un presente spesso schiacciato sull’urgenza\, Mercurio rivendica la responsabilità dell’immaginazione e il ruolo della ricerca artistica come spazio di libertà\, complessità e scoperta.  \n\n\n\n«In un tempo che restringe gli orizzonti\, immaginiamo futuri possibili. In un tempo che rende sempre più fragile il lavoro culturale\, li consideriamo necessari»\, dichiara Giuseppe Provinzano\, fondatore e curatore di Mercurio Festival. «L’arte non è un’evasione dalla realtà\, ma uno strumento per attraversarla con maggiore consapevolezza. In un contesto che continua a considerare la cultura un elemento accessorio\, vogliamo ribadirne il valore come infrastruttura democratica: la cultura non produce soltanto spettacoli ed eventi\, ma costruisce comunità\, genera immaginari e rende visibili possibilità che ancora non esistono. Per questo il futuro che immaginiamo non è soltanto possibile. È necessario». \n\n\n\nSu questa scia Mercurio 2026 conferma la Direzione Artistica Condivisa che coinvolge gli artisti protagonisti dell’edizione precedente nella scelta dei colleghi invitati\, attraverso un passaggio di testimone che pone al centro i percorsi artistici\, lo scambio e l’intreccio tra processi culturali\, politici e sociali.  \n\n\n\nAd aprire l’ottava edizione di Mercurio\, il 19 settembre è Crescere la guerra di Francesca Mannocchi con in scena la stessa Francesca Mannocchi e Rodrigo D’Erasmo che ne firma le musiche. Con la regia di Giorgina Pi\, lospettacolo intreccia voci e testimonianze vere raccolte da diverse guerre del passato e del presente\, per mettere in luce il punto cieco della nostra umanità: l’indifferenza. \n\n\n\nTra protagonisti di questa edizione la storica compagniadi teatro danza Abbondanza/Bertoni; Fabiana Iacozzilli\, regista e autrice Premio Ubu tra le voci più originali della scena italiana;  Nicola Borghesi con Kepler-452 (Premio Ubu Speciale); Antonio Tagliarini\, performer\, autore e regista che dal 2008 al 2022 ha condiviso con Daria Deflorian uno dei percorsi di ricerca più riconosciuti del teatro contemporaneo Italiano\,  Tino Caspanello\, drammaturgo\, regista\, attore e scenografo messinese\, Premio speciale della giuria del Premio Riccione Teatro. Il duo Giacopini/Vacis.  \n\n\n\nE ancora tra gli ospiti stranieri\, Leo Bassi\, icona internazionale del clown contemporaneo e del teatro satirico\, erede di una tradizione circense lunga sei generazioni; Nassim Baddag\, danzatore\, coreografo\, videomaker e direttore artistico francese che ha collaborato con Sidi Larbi Cherkaoui e Anne Teresa De Keersmaeker; László Sándig\, danzatore e coreografo attivo a Berlino\, interprete in diverse produzioni di Sasha Waltz & Guests e Vincent Giampino\, coreografo e performer formatosi tra Italia\, Germania e Paesi Bassi\,  \n\n\n\nAttraversa i territori della danza\, del teatro di figura e della performance anche Amalia Franco\, artista indipendente che costruisce personalmente marionette ibride e maschere espressive\, facendo dialogare corpo\, materia e immaginazione. Dalla Spagna arrivano invece Celia e Julia Pírez\, sorelle\, danzatrici e autrici\,  \n\n\n\nLe arti visive entrano nel programma con Fabio Giorgi Alberti\, artista la cui ricerca attraversa scultura\, video\, pittura\, disegno e poesia\, interrogando il linguaggio\, la percezione della realtà e la relazione tra opera\, spazio e pubblico. \n\n\n\nAmpio anche il paesaggio musicale a cominciare dalla cantautrice italiana di origini palestinesi Laila Al Habash\, che unisce scrittura pop\, groove e influenze mediterranee; Psyché\, trio formato da Marcello Giannini\, Andrea De Fazio e Paolo Petrella\, musicisti legati alla scena della nuova musica napoletana e alla formazione live dei Nu Genea; Manifesto Disappunto\, presenza eclettica della scena club e della ricerca sonora contemporanea\, insieme ad Asino e Rares. \n\n\n\nCompletano questo primo annuncio Fabio Giorgi Alberti\, Vincent Giampino\, Laila Al Habash\, Manifesto Disappunto\, Celia e Julia Pírez\, Psyché\, Rabes e László Sándig\, in un cartellone ancora in evoluzione al quale si aggiungeranno nuovi artisti e nuovi progetti. \n\n\n\nMercurio 2026 è curato da  Giuseppe Provinzano con lo staff multidisciplinare dell’associazione Altro e dello Spazio Franco\, e con Babel\, CCCZ- Comunità Cantieri Culturali alla Zisa\, Crowd Fo(u)ndation\, Fat Sounds e Latitudini. è sostenuto dal Ministero della Cultura nell’ambito del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo per il triennio 2025-2027. \n\n\n\nIl calendario completo\, gli spettacoli\, le sedi e i nuovi artisti saranno annunciati nelle prossime settimane. \n\n\n\nmercuriofestival.it \n\n\n\nFacebook e Instagram: mercuriofestival
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LOCATION:Cantieri Culturali alla Zisa\, Via Paolo Gili\, 4\, Palermo\, ITA\, 90138\, Italia
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SUMMARY: Elisa Montessori. Nel corso del tempo al Casino dei Principi a Villa Torlonia
DESCRIPTION:Dal 30 settembre 2026 al 28 febbraio 2027 al Casino dei Principi – Musei di Villa Torlonia viene presentata la mostra Elisa Montessori. Nel corso del tempo\, un’ampia rassegna che testimonia l’intero arco del lavoro dell’artista nata a Genova nel 1931. \n\n\n\nIl progetto espositivo\, firmato dalla stessa Montessori con la co-curatela di Alessandra Mammì e Federica Pirani\, è promosso da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria –Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, in collaborazione con la Galleria Monitor. Organizzazione e servizi museali di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nPiù vicino all’autobiografia – come lo definisce la Montessori – che a un metodo espositivo cronologico\, il percorso che accompagna il visitatore lungo le sale è immaginato dall’artista come una sorta di autoritratto\, un’opera totale che si snoda attraverso ricostruzioni\, installazioni e i passaggi cruciali della sua vita e della sua ricerca\, avvicinando e mettendo a confronto opere diverse per tecnica\, data e dimensioni ma unite da sottili connessioni linguistiche\, artistiche\, scientifiche\, poetiche. \n\n\n\nA presentare questi complessi aspetti saranno oltre un centinaio di opere tra olii\, disegni\, libri; alcuni importanti prestiti da collezioni pubbliche e private; interventi site specific dell’artista. \n\n\n\nA corredo\, inoltre\, vengono riproposti: il film documentario Montessori (2004)\, girato da Francesco Vaccaro che documenta il metodo di lavoro dell’artista; il video documentarioElisa Montessori (2020)\, presentato da Monitor\, con l’intervista a cura di Davide Ferri e la regia di Mario Poeta; la videointervista Gli amici di Titina Maselli | Elisa Montessori (2025) a cura di Federica Pirani e Claudio Crescentini\, realizzata in occasione della grande antologica su Titina Maselli tenutasi lo scorso anno a Roma. \n\n\n\nUn viaggio\, dunque\, all’interno della articolata ed elaborata produzione di Elisa Montessori\, iniziata a Roma nell’immediato dopoguerra e cresciuta nel corso del tempo in dialogo con tutte le ricerche visive contemporanee\, ma sempre in totale autonomia di pensiero\, linguaggio e tecnica. L’amore per la letteratura\, lo studio della filosofia\, l’interesse per la cultura orientale e gli approfondimenti scientifici\, uniti a una versatile sperimentazione tecnica che va dalla ceramica al mosaico\, dal classico olio su tela all’uso di ogni tipo di carta e pigmento\, rendono Elisa Montessori una testimone complessa e completa del suo tempo. Un tempo che occupa oltre settanta anni di carriera e una immensa ed eclettica produzione di lavori. \n\n\n\nLa mostra è accompagnata dalla pubblicazione\, a cura di Silvana Editoriale\, del primo catalogo scientifico dedicato a Elisa Montessori\, con un’ampia intervista biografica\, saggi di studiosi di diverse discipline a testimonianza della complessità culturale del lavoro dell’artista\, apparati bio-bibliografici e una nutrita antologia critica.
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SUMMARY:La stagione del Teatro Costantino Parravano di Caserta
DESCRIPTION:La stagione teatrale 2026/2027 inaugura una nuova fase nella storia del Teatro Comunale ‘Costantino Parravano’ di Caserta\, che torna a essere un luogo centrale della vita culturale cittadina grazie alla collaborazione tra il Comune di Caserta e il Teatro Pubblico Campano\, cui sono affidate la gestione e la programmazione artistica. \n\n\n\nIl percorso condiviso nasce dalla volontà di restituire alla città un teatro vivo\, aperto e partecipato: un presidio culturale permanente capace non solo di ospitare spettacoli\, ma di generare relazioni\, formazione\, confronto e nuove opportunità per il territorio.  \n\n\n\n«La riapertura del Teatro Parravano – spiegano i componenti della Commissione Straordinaria del Comune di Caserta\, Antonella Scolamiero\, Daniela Caruso ed Emilio Saverio Buda – costituisce un momento molto significativo per la città\, che si riappropria di uno spazio di fondamentale importanza per la vita culturale e sociale dell’intera comunità. Sin dal nostro insediamento\, abbiamo lavorato con grande impegno per superare tutte le criticità esistenti e finalmente siamo riusciti a riaprire il teatro\, che da ottobre proporrà una stagione di ottimo livello. Ringraziamo gli uffici comunali\, che con impegno e abnegazione hanno permesso di centrare questo risultato\, importante sia dal punto di vista culturale che simbolico». \n\n\n\nLa nuova programmazione accompagnerà la stagione di prosa con rassegne musicali (una particolare attenzione al jazz)\, progetti dedicati alla scena contemporanea\, appuntamenti rivolti alle nuove generazioni\, attività formative e iniziative pensate per coinvolgere pubblici diversi\, nella convinzione che un teatro debba essere prima di tutto uno spazio di comunità. \n\n\n\n«L’affidamento del Teatro Parravano – dichiara il Direttore del Teatro Pubblico Campano Alfredo Balsamo – rappresenta per il Teatro Pubblico Campano una responsabilità importante e una straordinaria opportunità. Il nostro impegno sarà quello di costruire un progetto culturale capace di valorizzare l’identità di questo spazio e di rafforzare il rapporto tra il teatro e la città di Caserta. Vogliamo che il Parravano torni a essere un punto di riferimento per gli spettatori\, per gli artisti e per le nuove generazioni\, un luogo aperto alla partecipazione e alla crescita culturale del territorio». \n\n\n\nIl cartellone 2026/2027 è pensato per esprimere tutte le potenzialità del Teatro Comunale Costantino Parravano\, consolidandone il ruolo di spazio dedicato alla cultura\, all’innovazione e all’inclusione.  \n\n\n\nLa sinergia tra il Comune di Caserta e il Teatro Pubblico Campano rappresenta il fondamento di un modello di collaborazione istituzionale volto a garantire continuità progettuale\, qualità artistica e un’offerta culturale capace di accompagnare la crescita sociale e culturale della comunità. \n\n\n\nAd inaugurare la stagione\, dal 2 al 4 ottobre\, sarà Non ti pago uno dei testi più amati di Eduardo De Filippo\, affidato all’interpretazione di Salvo Ficarra\, Carolina Rosi\, Nicola Di Pinto e Mario Porfito\, lo spettacolo l’ultima regia di Luca De Filippo a dieci anni dalla sua scomparsa. Un classico intramontabile che continua a interrogare il rapporto tra superstizione\, destino e rapporti familiari\, aprendo simbolicamente una stagione che sceglie di partire dalle radici della nostra tradizione teatrale.  \n\n\n\nPochi giorni dopo\, dal 16 al 18 ottobre\, il pubblico ritroverà l’universo poetico di Ferzan Ozpetek\, che porta per la prima volta in scena Ruoli secondari. \n\n\n\nIl mese di novembre proseguirà\, dal 13 al 15\, con Jucature\, testo del catalano Pau Miró tradotto e diretto da Enrico Ianniello\, una storia delicata e ironica che racconta la fragilità dei legami umani attraverso quattro personaggi sospesi tra speranza e disincanto.  \n\n\n\nA dicembre il cartellone cambierà ancora registro\, alternando spettacolo musicale\, comicità e sperimentazione. Dall’11 al 13 dicembre salirà sul palco Massimo Lopez con il suo celebre Show accompagnato dalla Jazz Company diretta dal Maestro Gabriele Comeglio. Il nuovo anno si aprirà\, dal 15 al 17 gennaio\, con Il medico dei maiali\, testo vincitore del Premio Nuove Sensibilità 2.0 2022\, scritto e diretto da Davide Sacco. che vede in scena Luca Bizzarri e Francesco Montanari. \n\n\n\nA febbraio la stagione ritroverà il grande teatro di parola con Molière. L’arte della beffa\,in scena dal 5 al 7 febbraio\, interpretato da Alessio Boni\, che conduce il pubblico dentro la vita e il teatro del grande autore francese. Dal 12 al 14 marzo\, Gabriele Lavia e Federica Di Martino porteranno sul palco Lungo viaggio verso la notte di Eugene O’Neill\, uno dei testi più intensi della drammaturgia del Novecento. Ad aprile il cartellone entrerà nella sua fase conclusiva\, dal 2 al 4 aprile\, con Benvenuti in Casa Esposito\, tratto dal successo letterario di Pino Imperatore\, scritto insieme ad Alessandro Siani e Paolo Caiazzo\, con Giovanni Esposito protagonista di una commedia che unisce ironia e sentimento. Ancora ad aprile\, dal 16 al 18\, Biagio Izzo sarà protagonista de L’arte della truffa\, commedia brillante costruita sui meccanismi dell’equivoco e della comicità popolare.  \n\n\n\nA chiudere la stagione di prosa\, dal 30 aprile al 2 maggio\, sarà Massimiliano Gallo con Malinconico moderatamente felice\, tratto dai romanzi di Diego De Silva\, personaggio ormai entrato nell’immaginario collettivo per la sua ironica umanità e la sua capacità di raccontare le contraddizioni del nostro tempo. Ma la stagione del Teatro Comunale Costantino Parravano non si esaurisce con gli appuntamenti con i classici della prosa\, la seconda parte di stagione infatti proporrà alcuni degli appuntamenti più attesi nell’ambito della rassegna Incursioni sabato 27 febbraio sarà in scena Poveri Cristi di e con Ascanio Celestini\, nuova tappa del suo percorso di narrazione civile dedicato agli invisibili della nostra società. Giovedì 4 marzo\, arriverà Anna Cappelli\, il capolavoro di Annibale Ruccello affidato alla regia internazionale di Claudio Tolcachir e all’interpretazione di Valentina Picello. Ultimo appuntamento della rassegna martedì 23 marzo con Valerio Aprea ne Lapocalisse\, scritto a quattro mani dallo stesso Aprea con Makkox. \n\n\n\nLa stagione si arricchirà inoltre di due sezioni musicali\, una che vede protagonisti artisti del nostro territorio quali Lina Sastri che domenica 20 dicembre accompagnerà gli spettatori nelle atmosfere di Natale Napoletano\, intrecciando musica\, poesia e memoria partenopea; Raiz\, accompagnato dai Solis String Quartet\, nello spettacolo Chi tene ‘o mare sabato 13 febbraio farà rivivere la musica di Pino Daniele in un raffinato incontro tra tradizione mediterranea e sonorità contemporanee.  \n\n\n\nA chiudere questa sezione musicale sabato 10 aprile arriverà il Viscardi On Tour\, il concerto dell’artista classe 2000 che si rifà ai grandi classici dell’R&B americano\, fondendosi con la lingua napoletana\, l’hip hop e il neo soul. \n\n\n\nAccanto alla sezione Musica trova spazio una programmazione jazz che vede protagonisti artisti come Paolo Fresu\, Stefano Di Battista\, la Piccola Orchestra Avion Travel e la Jazz Factory 2.0\, confermando la volontà di fare del teatro un luogo aperto ai tanti linguaggi della musica contemporanea.  \n\n\n\nAllo stesso modo continua l’attenzione verso le nuove generazioni attraverso le rassegne dedicate ai bambini e alle famiglie: A Teatro con mamma e papà\, Il Teatro Ingarbugliato\, Il Silenzio delle Sirene e Teatro in Lingua.  \n\n\n\nTornano anche gli appuntamenti de Il Salotto a Teatro\, gli incontri gratuiti del sabato pomeriggio che permetteranno al pubblico di dialogare con artisti\, registi e protagonisti della stagione\, trasformando ogni spettacolo in un’occasione di approfondimento e confronto. \n\n\n\nLa campagna abbonamenti prenderà il via il 16 luglio con la prelazione riservata agli abbonati della passata stagione\, che proseguirà fino al 31 luglio\, riprenderà dall’1 al 5settembre e lascerà spazio\, dall’8 settembre\, ai nuovi abbonati.  \n\n\n\nUn invito a tornare ad abitare il teatro come spazio di relazione\, di pensiero e di emozione condivisa. Ogni nuova stagione non è soltanto una successione di spettacoli\, ma un tempo da vivere insieme\, una comunità che si ritrova e una promessa che\, sera dopo sera\, si rinnova. \n\n\n\nTeatro Comunale “Costantino Parravano” \n\n\n\nStagione Teatrale 2026/2027 \n\n\n\nApertura campagna abbonamenti giovedì 16 luglio 2026 \n\n\n\nInfo e aggiornamenti al numero 0823444051
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SUMMARY:La nuova stagione del Teatro Basilica -  MINIMA
DESCRIPTION:È il microscopico della quotidianità che farà deragliare l’esistenza. \n\n\n\nUna minima parte di ciò che siamo rimarrà anche dopo la nostra morte. Un qualcosa di immensamente piccolo di ciò che siamo\, anche tra centinaia di migliaia di anni\, abiterà ancora la terra. Quella minima parte è quella che ci interessa\, quella che cerchiamo di curare e preservare. Ci piace immaginare che sia la parte migliore di noi\, quella che sopravviverà.  \n\n\n\nIl teatro oggi appare inutile\, mentre le città vengono bombardate\, anche ridicolo. Ma c’è una parte infinitesimale di ciò che accade quando si fa teatro che è essenziale e rimarrà anche dopo che le città saranno ricostruite e di nuovo bombardate. Quella minima parte ci interessa e si nasconde\, forse\, nell’ottava stagione del TeatroBasilica di Roma: un omaggio a ciò che non viene considerato\, ma che rimarrà quando tutto ciò che c’è di “massimo” finalmente si consumerà. \n\n\n\nLa Minima è tempo in musica. \n\n\n\nAlla Minima sento la mia pressione. \n\n\n\nIl Minimo comune multiplo è quello che cerchiamo per comprenderci. \n\n\n\nLa Minima è la temperatura più bassa di una giornata difficile. \n\n\n\nIl Minimo storico è un dato statistico ma anche il nostro presente. \n\n\n\nLa dose Minima è quella che non ci basta mai. \n\n\n\nDe minimis non curat praetor. \n\n\n\nIl Minimo consumo è quello che la terra ci richiede. \n\n\n\nMinimo è l’impatto che il teatro ha sul PIL del nostro paese. \n\n\n\nSeiryoku Zenyo (massima efficienza con il minimo sforzo nelle arti marziali giapponesi). \n\n\n\nIl Minimo scarto è un obiettivo industriale ma di frequente diventiamo anche noi. \n\n\n\nMinima moralia è il capolavoro di Adorno (che cita Kant). \n\n\n\nIl Minimo indispensabile è un modo di dire che non ci piace. \n\n\n\nLa Minima è la paga dei teatranti oggi. \n\n\n\nIl minimo è sufficiente ma è anche una presa di posizione. \n\n\n\nMinima è l’ottava stagione del TeatroBasilica di Roma. \n\n\n\n“MINIMA” IN BREVE \n\n\n\nIl TeatroBasilica\, in un momento in cui sempre più spazi teatrali chiudono o vedono ridursi le risorse\, rilancia la propria missione: essere uno spazio aperto per la comunità teatrale romana e nazionale. Le direttrici restano chiare: sostegno alle nuove generazioni e alle proposte più interessanti del panorama contemporaneo italiano\, insieme a un serio e rigoroso approfondimento sul ruolo del teatro nel nostro presente. \n\n\n\nMinima si apre con lo spettacolo della direttrice artistica Daniela Giovanetti\, che affronta il tema della guerra attraverso il mito: Andromaca. Il candore del cigno\, testo di Gianni Guardigli\, amico storico del TeatroBasilica\, e regia di Valeria Almerighi (15|18 ottobre 26). Per la prima volta al Basilica ospitiamo i Motus con Frankenstein (History of hate)\,movimento conclusivo del progetto Frankenstein (23|25 ottobre 26). A novembre una nuova produzione del Gruppo della Creta segna il debutto alla regia di Jacopo Cinque con Volevo solo dormire un altro po’ (5|8 ottobre 26). A seguire\, il ritorno del Teatro delle Albe con un progetto internazionale tra Romagna e Senegal: Il paese dove non si muore mai (12|14 novembre 26). Arriva poi la riscrittura pirandelliana curata da Alfonso Postiglione con la compagnia napoletana Piccola Città Teatro su La ragione degli altri (20|21 novembre). Torniamo quindi alla nuova drammaturgia con La consuetudine frastagliata dell’averti accanto di Marco Andreoli\, in scena Daniele Pilli e Claudia Vismara (27|29 novembre 26). Dicembre si apre con i lavori delle giovani compagnie under 35 vincitrici del bando della Sapienza di Roma\, Vestiti della vostra pelle\, a cura di Andrea Cosentino e ideato dal professor Guido Di Palma (9|10 dicembre 26). Chiude la prima parte di stagione Tirannosauro\, provocatorio ed essenziale spettacolo di Filippo Quezel\, prodotto dal Teatro di Sardegna (11|13 dicembre 26). \n\n\n\nA gennaio\, dopo il successo della scorsa stagione\, torna la saga familiare in tre episodi ideata dal Gruppo della Creta e Pier Lorenzo Pisano\, Nelle puntate precedenti (12|28 gennaio 27)\, che coinvolge dieci attori e cinque giovanissimi drammaturghi. \n\n\n\nSegue Zazà\, con la banda in testa (330|31 gennaio 27) di Roberta Lidia Di Stefano\, omaggio a Gabriella Ferri tra musica e memoria della straordinaria cantante romana. Febbraio si apre con l’ipnotico monologo della compagnia Kronoteatro\, Un po’ meno fantasma (6|7fennario 27)\, per la prima volta nel nostro cartellone. Tornano poi al Basilica i Biancofango\, che presentano il debutto romano di Macbeth – Vivevamo felici durante la guerra (9|14 febbrsio 27). È quindi il momento di Goodbye Horses (19|21 febbraio 27) di Dalila Desirée Cozzolino e del debutto romano della compagnia MaMiMò con Scorie – L’incredibile storia del nucleare in Italia\, in scena Fabio Banfò\, regia di Andrea Cosentino (27|28 febbraio 27). \n\n\n\nSiamo felici di ospitare due straordinari attori già frequentatori delle nostre stagioni: Paolo Mazzarelli con Lettere a un giovane poeta (5|7 marzo 27) di Rilke e Marco Sgrosso con il dissacrante monologo Emma B. Vedova Giocasta(12|14 marzo 27). Francesca Astrei\, dopo i successi dell’ultimo anno e il premio UBU\, presenta il monologo Io sono verticale (18|21 marzo 27). Un’altra eccellenza under 35 è la compagnia torinese Crack24\, che porta in scena un intelligente e affilato adattamento de Il Borghese gentiluomo di Molière (3|4 aprile 27). \n\n\n\nGrazie al contributo SIAE del bando “Per chi crea”\, ospitiamo il testo di Rebecca Righetti\, Radicchio e noci in caso di morte\, un’epopea nella solitudine al maschile (9|11 aprile 27). Paolo Valerio\, dopo aver giocato con noi a tennis qualche anno fa\, torna al Basilica con un toccante monologo che racconta un capitolo nero della storia della nostra repubblica con La strage di Vergarolla (15|18 aprile). Dopo il successo della scorsa stagione e la tournée in tutta Italia\, Christian Raimo torna a raccontare Maradona e l’Argentina della dittatura in Barrilete cósmico. Maradona pedagogista\, accompagnato alla chitarra da Amedeo Monda (21|24 aprile 27). Lo spettacolo che chiude la stagione è Ammazzare i morti di Giorgio Sales\, con la regia di Leonardo Capuano (14|15 maggio 27). \n\n\n\nA maggio presentiamo anche le due rassegne del TeatroBasilica. La prima è l’autogestione del collettivo Bei Ricordi\, che per sette giorni abiterà il palco del Basilica con proposte che spaziano dalla performance alla musica\, fino alla prosa (3|9 maggio 27). Chiude\, come sempre\, la nostra stagione la rassegna Nel Blu – Orizzonti della danza contemporanea\, a cura di Chiara Marianetti\, che anno dopo anno cresce e si conferma spazio di ricerca e condivisione indispensabile per la città di Roma (17|23 maggio 27). \n\n\n\nUltimo evento da segnalare: il progetto di co-creazione del Gruppo della Creta con la compagnia Frosini/Timpano\, I sogni della ragione. Teatro della rivoluzione\, teatro rivoluzionario\, sulla drammaturgia dimenticata degli anni della Rivoluzione francese\, che avvierà nel 2027 il suo percorso con una prima lettura aperta al pubblico (28 aprile 27). \n\n\n\nDa quest’anno il TeatroBasilica è risultato assegnatario del finanziamento per la programmazione da parte della Regione Lazio che permetterà alla nostra struttura di crescere ma anche di trovare quella stabilità che troppo spesso viene vista come un privilegio e non come un diritto.  \n\n\n\nTEATROBASILICA BREVE DESCRIZIONE  \n\n\n\nIl TeatroBasilica si trova nel cuore di Roma\, in Piazza di Porta San Giovanni. Conta 100 poltroncine rosse e un pubblico affezionato. E’ nato nel 2019 e resiste programmando spettacoli teatrali e proponendosi alla città come spazio di confronto e approfondimento culturale. La direzione artistica è di Alessandro Di Murro e Daniela Giovanetti ed è abitato da un gruppo di artisti e organizzatori che si riconoscono sotto il nome collettivo di Gruppo della Creta. \n\n\n\nIl TeatroBasilica si è distinto per una importante attività di carattere culturale. Come\, ad esempio\, la programmazione di due Progetti Speciali\, uno su Angelo Maria Ripellino\, l’altro su Aristofane e Benedetto Marzullo (di cui è in corso di pubblicazione un libro sugli atti del congresso svolto al Basilica) che hanno visto la partecipazione di studiosi\, teatranti e università. Entrambi i progetti sono stati ispirati e guidati da Antonio Calenda. Altro evento di rilievo è stata la mise en espace del poemetto di Rilke La Ballata sull’amore e sulla morte dell’alfiere Cristoforo Rilke tradotto dal professor Lorenzo Perilli. \n\n\n\nLa programmazione del Basilica propone la nuova drammaturgia italiana\, le proposte dell’ultima generazione di teatranti\, alcuni tra i migliori spettacoli del panorama teatrale contemporaneo e porta avanti una profonda riflessione sul teatro e sul ruolo che ricopre ancora nel presente.  \n\n\n\nIn questi anni sono stati tantissimi i drammaturghi italiani che hanno presentato i propri testi nel nostro spazio. Autori differenti per età e stile\, fautori del nuovo teatro come Niccolò Fettarappa\, Matteo Gatta\, Giovanni Onorato\, Luisa Borini\, Tommaso Emiliani\, Francesco Alberici\, Alice Sinigaglia\, Teodoro Bonci Del Bene\, Livia Rossi\, Gianni Guardigli\, Alberto Bassetti\, Anton Giulio Calenda\, Livia Rossi e Pier Lorenzo Pisano. \n\n\n\nMolti sono stati gli artisti che in questi anni hanno riconosciuto nel Basilica lo spazio del contemporaneo su Roma con cui negli anni stiamo costruendo un rapporto di continuità come Daria Deflorian\, Roberto Latini\, Vetrano/Randisi\, Marco Sgrosso e Elena Bucci\, Barletti/Waas\, Sista Bramini\, Michele Sinisi\, Frosini/Timpano\, Andrea Cosentino\, Oscar De Summa e Paolo Mazzarelli. \n\n\n\nMa il TeatroBasilica vuole essere soprattutto la bottega del teatro che verrà. In questi anni hanno debuttato da noi moltissimi giovani e talentuosi artisti che stanno costruendo i loro percorsi artistici anche grazie al supporto del nostro spazio teatrale. \n\n\n\nIL GRUPPO DELLA CRETA NEL TEATROBASILICA \n\n\n\nIl Gruppo della Creta\, compagnia ministeriale under 35\, dal 2019 affianca la direzione artistica nella gestione e nell’ideazione delle proposte del TeatroBasilica\, trasformandolo in casa creativa dei propri progetti.  \n\n\n\nChi entra al Basilica può incontrare i ragazzi del Gruppo in biglietteria\, in vineria\, nei laboratori e sempre seduti in platea durante gli spettacoli: una presenza viva che custodisce l’energia di questo spazio teatrale non convenzionale.  \n\n\n\nNegli anni hanno avuto l’opportunità di recitare con Roberto Herlitzka in Enrico IV diretto da Antonio Calenda\, dissacrare la scena con I Masnadieri di Michele Sinisi\, hanno sostenuto la nuova drammaturgia con il progetto P.S. Prima Stesura\, hanno costruito e debuttato con le proprie produzioni originali che hanno poi conquistato pubblici diversi in tutta Italia come Pluto o il dono della fine del mondo\, Finzioni e Beati Voi. \n\n\n\nNella stagione Minima il Gruppo della Creta presenta il debutto alla regia di Jacopo Cinque su testo di Tommaso Emiliani Volevo solo dormire un altro po’\, ospita lo spettacolo di Rebecca Righetti Radicchio e noci in caso di morte\,vincitore del bando della SIAE “Per chi crea”\, e riprende lo spettacolo in collaborazione con Christian Raimo Barrilete cósmico. Maradona Pedagogista e la serie teatrale Nelle puntate precedenti\, che dopo il Basilica partirà per una lunga tournée nazionale. \n\n\n\nAttraverso il “sistema Basilica” e un lavoro fondato sui rapporti di collaborazione\, il Gruppo della Creta cerca nuove strade sostenibili per il teatro di oggi e di domani\, in un presente sempre più complesso per le giovani compagnie. \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo \n\n\n\nOrari: \n\n\n\nDal lunedì al venerdì ore 21:00 – sabato ore 19:30 – domenica ore 16:30 \n\n\n\nIl botteghino è aperto un’ora prima dell’inizio di ciascun evento \n\n\n\nPrezzi:  \n\n\n\nBiglietto intero € 18\,00 \n\n\n\nBiglietto online € 15\,00 \n\n\n\nBiglietto ridotto operatori € 15\,00 \n\n\n\nBiglietto ridotto under 26 e convenzioni* € 10\,00 \n\n\n\nCarnet 7 spettacoli € 70\,00 \n\n\n\n*Per attivare una convenzione con il TeatroBasilica e riservare i biglietti ridotti a studenti e studentesse delle accademie/scuole/università\, mandare una richiesta a info@teatrobasilica.com
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LOCATION:Teatro Basilica\, Piazza di Porta San Giovanni\, 10\, Roma\, 00185\, Italia
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