PLAY HOUSE al Teatro Belli

Teatro Belli di Antonio Salines – Roma

 

TREND

nuove frontiere della scena britannica – XX edizione

festival a cura di Rodolfo di Giammarco

 

dal 16 al 19 dicembre ore 21

 

PLAY HOUSE

di Martin Crimp

diretto e interpretato da Francesco Montanari

con la collaborazione di Davide Sacco

scene Luigi Sacco, luci Andrea Pistoia

organizzazione Ilaria Ceci

traduzione Enrico Luttmann

produzione Associazione Culturale Ingranaggi

 

Un uomo e una donna. L’amore, la noia, la famiglia, il sesso, i battibecchi, il rancore. In 13 quadri Katrina e Simon esplorano piccoli momenti di quotidianità, affondano la lama nel loro rapporto, costruiscono e distruggono la relazione. Il mondo, fuori, è solo un’eco e, quando penetra nel loro appartamento, eccita e destabilizza. Ma chi sono veramente Katrina e Simon? Quale ruolo interpretano? Si sono veramente mai conosciuti?

Lo spettatore ha costantemente l’impressione di spiare dal buco della serratura nella stanza, asettica, in cui si consuma la vita di un uomo, drammaticamente esilarante, disperatamente sola.

 

NOTE DI REGIA

La penna di Martin Crimp ha costruito due personaggi, Katrina e Simon, incredibilmente piccoli ma straordinariamente complessi. In poche parole e gesti i due si presentano come molte coppie contemporanee: disfunzionali, incoerenti, confusi, egocentrici.

In questa visione registica i personaggi di Katrina e Simon si fondono in un’unica interpretazione, si accavallano, sorprendendosi a vicenda delle scelte dell’altro. Ne rimane un forte senso di solitudine, un’incomunicabilità di fondo, una difficoltà nell’affrontare la crescita e la maturità e – alla fine – la paternità/maternità.

Cosa c’è al centro di una relazione quando tutto si sgretola? Cosa tiene legate le persone? Il rituale della coppia si ripete all’infinito, e la sottile linea tra finzione e realtà, verità e interpretazione si confonde sempre di più, il gioco diventa sempre più meccanico in una Play House da cui, alla fine, nessuno esce vincitore. Almeno questo vorrebbe farci credere la consuetudine, ma forse per cambiare il destino della coppia basterebbe lo sforzo di direzionare lo sguardo verso l’altro e trovare in quegli occhi la credenza di poter essere felici insieme per davvero. Chissà… Francesco Montanari

 

                                                                                                                           

Martin Crimp

Nasce il 14 febbraio 1956 a Dartford, nel Kent. Viene talvolta descritto come un professionista della corrente “in-yer-face” del dramma britannico contemporaneo, anche se rifiuta l’etichetta. È noto per la stringatezza del dialogo, il tono di distacco emotivo, la visione desolante delle relazioni umane – nessuno dei suoi personaggi sperimenta l’amore o la gioia – e una preoccupazione per il linguaggio e la forma teatrale, piuttosto che un interesse per la narrativa. Il suo primo spettacolo, Clang,  viene messo in scena dal suo compagno di scuola Roger Michell al St Catharine’s College di Cambridge. Le sue prime sei opere sono state rappresentate all’Orange Tree Theatre a Richmond. Tra queste si ricorda l’innovativo Attempts on Her Life, successivamente tradotto in venti lingue. Nel 1997 diventa scrittore residente al Royal Court Theatre di Londra. Oggi i

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