DARWIN INCONSOLABILE al Teatro India

Teatro India

 

11-23 gennaio 2022

 

LUCIA CALAMARO

in

DARWIN INCONSOLABILE

un pezzo per anime in pena

 

con Riccardo Goretti, Gioia Salvatori, Simona Senzacqua, Maria Grazia Sughi
scritto e diretto da Lucia Calamaro

assistente alla regia Paola Atzeni

disegno luci Stefano Damasco – luci Stefano Damasco
foto di Laura Farneti

Produzione Sardegna Teatro e CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
con il sostegno di Spoleto Festival dei Due Mondi e del Teatro di Roma – Teatro Nazionale

orari: ore 20.00, domenica ore 18.00 | lunedì riposo

durata 90 minuti

Drammaturga, attrice, regista, Lucia Calamaro sarà in scena con due suoi testi nella seconda parte di stagione al Teatro India, a cominciare da Darwin inconsolabile, in arrivo dall’11 al 23 gennaio, una storia in cui riconoscere le nostre nevrosi, i nostri stili di vita frenetici e disumanizzanti, raccontata con fulminante ironia, grande empatia e senza moralismi. Una coproduzione del Teatro di Roma con Sardegna Teatro, Spoleto Festival dei Due Mondi e CSS Teatro stabile di innovazione del FVG.

L’artista tornerà in scena a India dal 1 al 6 febbraio con lo spettacolo Smarrimento, interpretato da Lucia Mascinoe prodotto dallo Stabile delle Marche, un monologo sulla sospensione dell’esistenza e un dichiarato elogio del ricominciare.

In Darwin inconsolabile Maria Grazia Sughi è in scena nel ruolo di una madre artista che finge la propria morte per attirare l’attenzione dei figli – interpretati da Riccardo Goretti, Gioia Salvatori e Simona Senzacqua-, distratti e troppo presi da sé stessi, tre diverse personalità che lasceranno emergere verità mai dette prima.

Maria Grazia pratica la “tanatosi”, molto diffusa tra certe specie che, per scampare all’aggressione del predatore, “fanno il morto”. La figlia ostetrica, Simona, è schiacciata dalla preoccupazione per le nuove generazioni, un’ambientalista imbranata. Riccardo è un maestro elementare, buonissimo, che ha per le mani il futuro e si imbatte in un fumoso testo inedito de L’Origine della specie, citato da Borges in un’intervista a Bioy Casares. Infine c’è Gioia, una figlia in simbiosi con la madre, perfomer-artista plastica, che indaga il prospettivismo amazzonico e le teorie dell’interspecie, sentendosi più vicina al mondo vegetale che all’animale.

Potrebbe esser un monito, un richiamo, un avvertimento, una metafora spiega la regista. Una madre che simboleggia il pianeta? Forse. Dei figli che simboleggiano noi? Può essere. Ma nessuno, di certo la bontà. Né la colpa. O il destino. Nessuno è vittima. Tutti sono creatura e natura, e hanno le loro strategie di sopravvivenza predatorie come ce le ha un’ape, un radicchio, un riccio di mare, perché “Tutto è gente”. “Tutto è persona” “Tutto vuole vivere e niente sa più morire.

Dopo Roma, lo spettacolo sarà in scena dal 28 al 30 gennaio a Teatri di Vita, Bologna.

 

 

LUCIA CALAMARO

Dall’Uruguay alla Francia fino all’Italia, è una corsa tra due continenti la carriera di Lucia Calamaro, drammaturga, regista e attrice. Nata a Roma, a tredici anni si trasferisce a Montevideo, seguendo il padre diplomatico. Laureata in Arte e Estetica alla Sorbona di Parigi, oltre all’insegnamento presso l’Universidad Catolica de Montevideo, ha preso parte come attrice e regista in molti spettacoli nella stessa città, e poi a Parigi e soprattutto a Roma, dove dagli inizi collabora ed è sostenuta dalla struttura indipendente Rialto Sant’ Ambrogio.

Fonda l’associazione Malebolge nel 2003 e attraverso di essa dà corpo alla propria scrittura scenica, allestendo i seguenti spettacoli: nel 2003 “Medea, tracce, di Euripide” (adattamento e regia di Lucia Calamaro) e “Woyzeck” (adattamento e regia di Lucia Calamaro); “Guerra” (scritto e diretto da Lucia Calamaro), nel 2004; “Cattivi maestri” (scritto e diretto da Lucia Calamaro), 2005; “Tumore, uno spettacolo desolato” (scritto e diretto da Lucia Calamaro) nel 2006; “Magick, autobiografia della vergogna” (scritto e diretto da Lucia Calamaro ) nell’ambito del progetto “giovani talenti del Teatro di Roma”, Teatro India, 2008. Nel 2011 realizza lo spettacolo “L’origine del mondo, ritratto di un interno” con cui ha vinto 3 premi UBU tra cui miglior nuovo testo italiano o ricerca drammaturgica. Nel 2012 vince il Premio Enriquez per regia e drammaturgia. Nello stesso anno esce il libro “Il ritorno della Madre”, a cura di Renato Palazzi con Editoria e Spettacolo che raccoglie tre testi: “Tumore, uno spettacolo desolato”, “Magick, autobiografia della vergogna” e “L’Origine del mondo, ritratto di un interno”. Nel 2014 ha debuttato a Roma, al Teatro India, lo spettacolo “Diario del tempo, l’epopea quotidiana”, rimasto incompiuto, prodotto dallo Stabile dell’Umbria e dal Teatro di Roma in collaborazione col Teatro Franco Parenti. Nel 2016 realizza “La vita ferma” (scritto e diretto). Nel 2019 cura la drammaturgia e la regia dello spettacolo “Si nota all’imbrunire”, “Smarrimento” nel 2020. Il suo ultimo spettacolo è “Darwin Inconsolabile” che ha debuttato al Festival dei Due Mondi nel luglio 2021.

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